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Hera Interim / Quarterly Report 2020

Aug 4, 2020

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Interim / Quarterly Report

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Relazione semestrale consolidata

al 30 giugno 2020

SOMMARIO

INTRODUZIONE

Mission e strategia

Sistema di governance

CAPITOLO 1

RELAZIONE SULLA GESTIONE

1.01 Trend di contesto 001
1.01.01 Contesto macroeconomico-finanziario 001
1.01.02 Business, Ambiente, Regolazione, Capitale Umano e Tecnologia 003
1.02 Ambiti di gestione del rischio ed emergenza Covid-19 009
1.03 Sintesi dell'andamento economico-finanziario e definizione degli indicatori
alternativi di performance 012
1.03.01 Partnership Hera – Ascopiave 014
1.03.02 Risultati economico-finanziari 016
1.03.03 Analisi della struttura patrimoniale e investimenti 021
1.03.04 Analisi della struttura finanziaria 025
1.04 Titolo in Borsa e relazioni con l'azionariato 027
1.05 Analisi per aree strategiche d'affari 030
1.05.01 Gas 031
1.05.02 Energia elettrica 035
1.05.03 Ciclo idrico integrato 040
1.05.04 Ambiente 044
1.05.05 Altri servizi 049
1.06 Fatti di rilievo avvenuti nel corso del semestre 053

CAPITOLO 2

BILANCIO CONSOLIDATO GRUPPO HERA

2.01 Schemi di bilancio

2.02 Note esplicative 061
2.01.05 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto 060
2.01.04 Rendiconto finanziario 059
2.01.03 Situazione patrimoniale-finanziaria 057
2.01.02 Conto economico complessivo 056
2.01.01 Conto economico 055
2.02.01 Principi di redazione e criteri di valutazione 061
2.02.02 Area di consolidamento 064
2.02.03 Variazione dei principi contabili internazionali 068
2.02.04 Note di commento agli schemi di bilancio 070
2.02.05 Informativa per settori operativi 105
2.03 Indebitamento finanziario netto 107
2.03.01 Indebitamento finanziario netto 107
2.03.02 Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione
Consob Dem/6064293 del 2006 108
2.04 Schemi di bilancio ai sensi della delibera Consob 15519/2006 109
2.04.01 Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 110
2.04.02 Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera
Consob 15519/2006 111
2.04.03 Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 113
2.04.04 Elenco parti correlate 114
2.04.05 Note di commento ai rapporti con parti correlate 116
2.05 Partecipazioni: elenco delle società consolidate 119
2.06 Attestazione del bilancio consolidato ai sensi
dell'articolo 154-bis del D.Lgs. 58/98 223 121
2.07 Relazione della Società di revisione 122

Introduzione

Mission

"Hera vuole essere la migliore multiutility italiana per i suoi clienti, i lavoratori e gli azionisti, attraverso l'ulteriore sviluppo di un originale modello di impresa capace di innovazione e di forte radicamento territoriale, nel rispetto dell'ambiente."

Per Hera essere la migliore vuol dire rappresentare motivo di orgoglio e di fiducia per:

i clienti, perché ricevano, attraverso un ascolto costante, servizi di qualità all'altezza delle loro attese;

perché donne e uomini che lavorano nell'impresa siano protagonisti dei risultati con la loro competenza, il loro coinvolgimento

e la loro passione;

i lavoratori,

gli azionisti,

perché siano certi che il valore economico dell'impresa continui a essere creato, nel rispetto dei principi di responsabilità sociale;

il territorio

di riferimento, perché sia la ricchezza economica, sociale e ambientale da promuovere per un futuro sostenibile;

i fornitori,

perché siano attori della filiera del valore e partner della crescita.

Strategia

Hera persegue una strategia di crescita multibusiness concentrata su tre aree d'affari core: ambiente, servizi idrici ed energia.

Questo le consente di mantenere un portafoglio bilanciato che comprende sia attività regolamentate che attività a libero mercato e che pone le basi su cui innestare un percorso di crescita equilibrato.

Un elemento distintivo del Gruppo è la ricerca di modelli di gestione eccellenti che rispondano ai principi dell'economia circolare, facendo leva sulle innovazioni tecnologiche che si rendono disponibili.

La corretta gestione dei rischi a lungo termine è un ulteriore elemento caratteristico della strategia del Gruppo, chiamato a garantire l'erogazione di servizi fondamentali per la collettività anche in condizioni estreme o straordinarie.

La misurazione del valore condiviso generato a beneficio del territorio rende tangibile e quantificabile l'adesione di Hera a un modello di crescita sostenibile.

Nel complesso la strategia del Gruppo coniuga lo sviluppo del business con le esigenze del proprio ecosistema, a beneficio di una sempre più stretta relazione di fiducia con il proprio territorio.

Sistema di governance

Il governo societario è orientato a comprendere e valutare gli stimoli provenienti da un contesto sempre più complesso, affinché continui la crescita confermando al tempo stesso quel legame con il territorio che ha caratterizzato il Gruppo a partire dalla sua fondazione. Il dialogo costante e la conoscenza specifica delle realtà di riferimento hanno portato allo sviluppo di un modo di fare impresa aperto e trasparente. Questa caratteristica distintiva è stata implementata nel corso degli anni grazie all'istituzione di organi societari che si integrano tra loro e, in accordo con le disposizioni del Codice di Autodisciplina e del codice etico, permettono di soddisfare al meglio le aspettative di tutti coloro che con Hera si relazionano.

Relazione sulla gestione

1

Hera conferma costantemente l'impegno a interpretare i segnali dei contesti in cui opera e a catturarne una visione d'insieme per il proprio futuro e quello dei propri stakeholder. Al fine di anticiparne gli sviluppi, ovvero di operare tramite un originale modello di impresa, capace di innovazione continua e forte radicamento territoriale nel rispetto dell'ambiente, sono identificati di seguito i principali elementi di aggiornamento dei macrotrend dei contesti di riferimento. I driver dominanti dei fenomeni di cambiamento e l'approccio strategico del Gruppo sono presentati nella Relazione finanziaria annuale 2019, a cui si rimanda per una loro più ampia trattazione.

I primi mesi del 2020 sono stati fortemente caratterizzati dall'emergenza sanitaria legata al Covid-19. L'epidemia, inizialmente scaturita in Cina, si è rapidamente diffusa a livello globale, con pesanti effetti sulla crescita economica di ogni continente. Gli impatti economici registrati nei primi mesi dell'anno hanno spinto il Fondo Monetario Internazionale (FMI) a proiettare per il 2020 una contrazione del Pil mondiale del -4,9% rispetto al 2019.

Le economie avanzate saranno le più colpite dalla crisi economica: la riduzione del Pil degli Stati Uniti, dell'area euro e del Regno Unito si attesta su livelli compresi tra il -8% e -10% su base annua. Per le economie in via di sviluppo, invece, la flessione dovrebbe attestarsi intorno al -3%.

Per far fronte a questa situazione di emergenza le istituzioni nazionali e internazionali hanno messo in campo diversi interventi espansivi tra cui la riduzione dei tassi di interesse, l'avvio di programmi di acquisto di titoli pubblici e l'adozione di strumenti a sostegno del credito per imprese e consumatori.

L'area euro nell'ultimo trimestre 2019 aveva registrato una debole crescita (+0,1% sul trimestre precedente). A questa condizione si è aggiunto l'impatto della pandemia, che ha spinto il Fmi a tagliare di 11 punti percentuali le stime di gennaio, proiettando per il 2020 una contrazione del Pil pari al -10,2% rispetto al 2019. Le istituzioni europee sono intervenute a sostegno dell'economia dell'area attraverso l'impegno della Banca Centrale Europea e attivando la clausola di salvaguardia generale prevista dal Patto di stabilità e crescita, che permette di deviare temporaneamente dall'obiettivo di bilancio di medio termine. Gli effetti sull'economia reale devono ancora essere pienamente valutati, ma tali interventi hanno da subito calmierato la reazione dei mercati finanziari che, a metà marzo, avevano penalizzato i titoli di stato dei paesi europei periferici. Nelle ultime dichiarazioni degli esponenti della Bce, il rischio di deflazione per l'economia europea è tornato a essere un tema centrale; al fine di sostenere le condizioni di finanziamento di imprese e famiglie, la Bce è pertanto intervenuta mediante diversi strumenti di politica monetaria tra cui il pandemic emergency purchase programme (Pepp) e il Public sector purchase programme (Pspp). Quest'ultimo rappresenta uno degli strumenti essenziali per influenzare l'attività economica e l'inflazione, poiché finalizzato a ridurre il livello dei tassi di interesse a sostegno quindi dell'economia reale. Il Governing Council ha inoltre deciso di aumentare l'ammontare del Pepp disponibile per gli acquisiti di titoli e di estenderne la sua durata almeno fino alla fine di giugno 2021, confermando l'intenzione di raggiungere il livello di inflazione target. La Bce ha inoltre introdotto l'Eurosystem repo facility for central banks (Eurep), che prevede prestiti di liquidità alle banche centrali a fronte di titoli di debito denominati in euro emessi da governi e istituzioni sovranazionali dell'area euro. L'Eurep si aggiunge alle linee swap e repo già in essere tra Bce e banche centrali esterne all'area euro e resterà attiva fino alla fine di giugno 2021.

In Italia l'ultimo trimestre 2019 era stato caratterizzato da segnali di stagnazione economica (-0,3% sul trimestre precedente), per il contributo negativo della domanda interna e della forte riduzione delle scorte. Nei primi mesi del 2020 la produzione industriale e il volume di esportazioni mostravano andamenti positivi, vanificati poi dall'emergenza sanitaria e dalle conseguenti misure di distanziamento sociale e blocco dell'attività economica. Finora l'occupazione, grazie alle misure straordinarie di sostegno alla stessa, ha risentito in misura parziale della congiuntura economica, con una riduzione di quasi 400 mila occupati, pari a -1 punto percentuale del tasso di occupazione da inizio lockdown. Anche la fiducia di consumatori e delle imprese ha registrato un forte calo, più marcato per le imprese del settore servizi e commercio al dettaglio a causa del complicarsi del quadro

Andamento e previsioni economichefinanziarie globali

Focus sull'area euro

La situazione attuale e le prospettive economiche nazionali

economico nazionale ed internazionale che si prospettava al termine del lockdown. Per le famiglie il peggioramento della situazione economica familiare rappresenta la preoccupazione più marcata e il naturale rinvio degli acquisti di beni durevoli determinerà ripercussioni sulla domanda interna e sui livelli di prezzo.

Nei primi mesi del 2020 l'inflazione ha segnato un costante andamento negativo, fino a scendere sotto lo zero nel mese di maggio. Il crollo dei prezzi dei beni energetici ha giocato un ruolo fondamentale in questa evoluzione, solo parzialmente compensato dall'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, della cura, della casa e della persona.

Il FMI proietta per l'Italia una forte contrazione del Pil nel 2020 (-12,8%), ma le stime sono molto volatili in virtù del contesto straordinario attuale. Banca d'Italia ha da poco rilasciato previsioni più ottimistiche per un calo del Pil fino al -9,5%, sulla scorta di un miglioramento dell'indice manufatturiero e dell'indice di fiducia del Paese. Tali stime si fondano sulla possibilità che nel secondo semestre non si renda necessario un nuovo lockdown.

La ripresa sarà legata a diversi fattori, quali la capacità delle imprese di rimanere sul mercato, la difesa dei posti di lavoro, la ripresa dei consumi delle famiglie. In questo contesto le misure espansive implementate sia a livello nazionale che europeo saranno determinanti per avviare nel nostro Paese un percorso di crescita su cui innestare lo sviluppo economico dei prossimi anni.

Nell'ambito dei mercati finanziari, la curva dei tassi di interesse si è mantenuta su livelli negativi anche sulle scadenze di lungo termine di 10 e 12 anni. La Bce si aspetta che i tassi rimangano ai livelli attuali o inferiori fino a quando le prospettive di inflazione non convergeranno a un livello sufficientemente vicino, ma comunque inferiore al 2%.

Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, quale benchmark per misurare il costo del nuovo funding a lungo termine, ha subito un forte incremento in marzo, per effetto dell'emergenza sanitaria da Covid-19, per poi riportarsi a fine giugno su un livello inferiore ai 200 bps, grazie agli interventi di sostegno della Bce. Lo spread a 10 anni di Hera, grazie alla consolidata fiducia degli investitori e al positivo merito creditizio del Gruppo, dopo il picco di marzo di 148 bps, si mantiene su un livello di circa 70 bps inferiore rispetto a quello del Btp-Bund di medesima durata.

I prezzi energetici hanno riflesso la debolezza economica e la termia sfavorevole che si sono tradotte in una riduzione dei consumi. Nel primo semestre 2020 il Mercato del giorno prima dell'energia (Mgp) ha evidenziato una riduzione del prezzo pari al 42% rispetto allo stesso semestre dell'esercizio 2019. Secondo i dati elaborati dalla società di trasmissione rete nazionale (Terna) i consumi di energia elettrica dei primi sei mesi dell'anno hanno mostrato, come anticipato in premessa, una marcata riduzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-9,0%) passando da 157,5 TWh a 143,4 TWh. Nel corso dello stesso periodo la domanda è stata soddisfatta per il 91,3% dalla produzione nazionale, che ha registrato una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2019 a 130,9 TWh, mentre il saldo con l'estero si è attestato a 12,5 TWh.

Settore energy e rifiuti: prezzi e fabbisogni

Nei primi sei mesi del 2020 la produzione nazionale netta da fonti rinnovabili è stata pari al 38,3% della produzione netta totale per un volume pari a 50,2 TWh, superiore ai 48 TWh prodotti nello stesso periodo del 2019. La quota di consumi soddisfatta dalle rinnovabili è stata pari al 35,0%, in aumento rispetto a quanto registrato nel 2019, pari al 30,5%, con riduzione dell'eolico di 0,7 TWh, più che compensata dall'incremento della produzione fotovoltaica, e dall'aumento di 1,8 TWh della produzione idroelettrica. Significativa, infine, la riduzione della produzione termoelettrica per 10,7 TWh.

L'indice dei prezzi per il gas naturale all'hub olandese (Ttf), assunto come riferimento dei prezzi dei mercati spot a breve termine europei, mostra una riduzione nel primo semestre 2020 pari al 51% rispetto al primo semestre 2019. Le informazioni rese disponibili dal gestore della rete di trasporto nazionale del gas (Snam Rete Gas) per lo stesso semestre, mostrano inoltre una riduzione del 10,8% dei consumi di gas naturale rispetto all'analogo semestre dell'esercizio precedente, passando dai 39,9 miliardi di mc ai 35,6 miliardi di mc. La riduzione più significativa dei consumi in valore assoluto è ascrivibile alla domanda civile, attestata su 17,4 miliardi di mc con una riduzione del -9,3% sul semestre precedente, e alla generazione elettrica, con volumi pari a 10,9 miliardi di mc e riduzione del 12%. La riduzione dei consumi a uso industriale, infine, è pari al 12,7%. Nel corso del semestre la domanda è stata soddisfatta, in termini immesso in rete, per il 94,0% dalle importazioni di gas, per il 5,5% dalla produzione nazionale e per la parte residuale facendo ricorso agli stoccaggi.

Con riferimento al business dei rifiuti nei territori presidiati dal Gruppo, le misure restrittive sulle persone e la chiusura di numerose attività commerciali e industriali hanno generato una sensibile diminuzione nella produzione dei rifiuti, stimabile a oggi in circa il 20% per i rifiuti di matrice urbana e il 40%, a seconda delle zone geografiche, per i rifiuti speciali. Tale situazione ha generato un aumento di disponibilità impiantistica a livello nazionale e la conseguente riduzione dei prezzi di trattamento. Nel mercato del recupero e riciclo degli scarti plastici, i mesi di lockdown sono stati caratterizzati dalla

contrazione della domanda di materia plastica riciclata. I prezzi delle materie prime di riferimento vergini sono scesi repentinamente per effetto del crollo del prezzo del petrolio e dell'eccesso di offerta di materiale vergine, causando a cascata il ribasso anche dei prodotti riciclati.

Per quanto concerne le policy europee in tema di contesto energetico, le novità più rilevanti si attendono nell'ambito del Green Deal europeo, la strategia adottata dalla Commissione europea per indirizzare la crescita dell'UE e definire la traiettoria per raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica al 2050. Il Green Deal costituisce un pilastro fondamentale della strategia industriale e di ripresa economica a livello europeo e al suo interno verranno sviluppate numerose misure di policy volte a concretizzare la transizione sostenibile.

Nei primi mesi del 2020 la Commissione ha presentato la Climate law che punta a fissare target più ambiziosi di riduzione delle emissioni climalteranti al 2030 (-50 / 55% rispetto ai valori del 1990) e andrà a incidere anche sugli obiettivi legati all'efficienza energetica e alla produzione di energia da fonte rinnovabile. In tal senso verranno rivisti al rialzo anche gli obiettivi definiti nel 2019 dal Clean energy package.

All'interno del Green Deal, tra le policy del 2020 di interesse per il settore energetico, si segnala anche la Smart sector integration strategy. Tale iniziativa, integrata anche da una strategia sullo sviluppo

L'ambiente e l'evoluzione del contesto di policy europee: il Green Deal

dell'idrogeno, presuppone un cambio di approccio per il sistema energetico comunitario, con l'obiettivo di massimizzare l'utilizzo di tutte le fonti rinnovabili sfruttando, ove possibile, le infrastrutture esistenti.

Un'ulteriore componente strategica del Green Deal è rappresentata dal Nuovo piano d'azione per l'economia circolare (Ceap), presentato a marzo 2020, che offre un rinnovato quadro strategico per strutturare la circolarità nello sviluppo dell'economia dell'UE.

Tra le iniziative previste dal Ceap rivestono particolare interesse:

  • l'elaborazione di un quadro strategico per modelli di produzione e consumo sostenibili, con norme per applicare l'ecodesign e i principi della circolarità (riutilizzo e riciclabilità nei prodotti);
  • iniziative settoriali (strumenti normativi ed economici) rivolte alle key value chain con importante potenziale di miglioramento nella circolarità, tra cui le plastiche, gli imballaggi ed il settore tessile;
  • l'armonizzazione dei sistemi di raccolta differenziata a livello di Unione Europea (UE), considerando le combinazioni più efficaci dei modelli di raccolta, gli enabler tecnici, digitali e gli strumenti economici;
  • misure di policy ed economiche per creare un mercato interno efficiente per i materiali riciclati ed assicurare un riciclaggio di alta qualità, minimizzando l'export di rifiuti fuori dall'UE.

A livello di policy nazionale, a inizio 2020 il Mise ha approvato la versione definitiva del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) che ha definito gli obiettivi al 2030 in termini di produzione di energia rinnovabile (30%), efficienza energetica (-40% vs 2007) e riduzione delle emissioni (-40% vs 1990). Tali valori verosimilmente saranno rivisti alla luce delle novità del Green Deal.

È in via di conclusione l'iter di recepimento del Pacchetto economia circolare che comporta un ampio restyling della normativa sui rifiuti. In particolare, tra le novità introdotte, si segnalano la nuova definizione di rifiuto urbano e la conseguente rimodulazione del concetto di assimilazione - non più basato su criteri quantitativi - nonché la riforma del sistema della responsabilità estesa del produttore, con ricadute anche sul sistema dei consorzi.

Viene inoltre introdotto il programma nazionale per la gestione dei rifiuti, con l'istituzione di una cabina di regia per coordinare i piani regionali e i flussi di rifiuti, per completare il fabbisogno impiantistico del Paese e consentire il raggiungimento dei nuovi target per riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti urbani.

Venendo invece agli aspetti regolatori, fra le novità di maggior rilievo per il Gruppo Hera dei primi sei mesi del 2020, sono da annoverare:

  • le misure legislative e regolatorie adottate per fronteggiare l'emergenza Covid-19;
  • le misure introdotte dalla Legge di bilancio 2020 e adottate nella regolazione dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera);
  • la ridefinizione delle tappe per il superamento della Maggior tutela elettrica, adottata dal c.d. Decreto Milleproroghe, con le correlate proposte di Arera sul servizio a tutele graduali destinato alle piccole imprese.

Nel contesto dell'emergenza Covid-19, e in particolare a fronte della situazione di lockdown diffusa sul territorio nazionale, Arera è intervenuta dapprima con misure a favore dei clienti finali dei servizi a rete energetici e idrico, disponendo, per il periodo dal 10 marzo al 3 maggio 2020, la temporanea sospensione delle procedure di blocco delle forniture per morosità per tutti i clienti/utenti finali e, per il periodo dal 4 al 17 maggio 2020, per i soli clienti/utenti domestici (delibera 60/2020/R/com e successive integrazioni). Nelle filiere energy, Arera è poi intervenuta con misure volte a mitigare gli effetti a carico dei venditori conseguenti alla riduzione delle tutele nei confronti dei clienti morosi per effetto dei predetti provvedimenti. In particolare, il regolatore ha concesso ai venditori la possibilità di pagare parzialmente le fatture emesse dai distributori con scadenza nei mesi di aprile-giugno (nei limiti di soglie minime, pari al 70% e all'80%, rispettivamente per energia elettrica e gas) evitando le procedure di inadempimento da parte dei distributori (delibera 116/2020/R/com). Con la delibera 248/2020/R/com, Arera ha infine stabilito le modalità e i termini per il reintegro a saldo ai distributori, da parte dei venditori, delle partite economiche dagli stessi a suo tempo non versate.

Con la delibera 190/2020/R/eel Arera ha disposto, in attuazione del D.L. Rilancio, la riduzione delle bollette elettriche per le utenze non domestiche connesse in bassa tensione (piccoli esercizi

Le principali novità normative nazionali

commerciali, artigiani, bar, ristoranti, laboratori, professionisti e servizi) con potenza superiore a 3 kW e ha ridefinito provvisoriamente corrispettivi e componenti tariffarie unitari al fine di ridurre la spesa sostenuta da tali soggetti per le competenze dei mesi di maggio, giugno e luglio 2020. La misura non ha impatti diretti di natura economica sui distributori, a favore dei quali, con successivo provvedimento, Arera regolerà anche le modalità di mitigazione degli effetti finanziari dei minori incassi.

Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, la delibera 235/2020/R/idr ha introdotto alcune deroghe alle disposizioni vigenti sia in ambito tariffario che di qualità del servizio, al fine di salvaguardare l'equilibrio economico e finanziario delle gestioni. Con riferimento alla regolazione della qualità del servizio, in particolare, gli obiettivi di qualità tecnica e contrattuale saranno considerati cumulativamente sul biennio 2020 e 2021. In ambito tariffario viene posticipato al 2022 il percorso di riduzione degli oneri finanziari riconosciuti per le immobilizzazioni in corso relative alle opere non strategiche, mantenendo per gli anni tariffari 2020 e 2021 il saggio di copertura pari a quello previsto per le opere strategiche. Per l'anno 2020 sono inoltre state introdotte specifiche componenti per la copertura di costi legati all'emergenza, ivi inclusi i costi legati alle dilazioni e alle rateizzazioni dei pagamenti concesse nel periodo emergenziale. In ragione della ricerca di una maggiore sostenibilità tariffaria per l'anno 2020, è lasciata facoltà all'Ente di governo d'ambito di rinviare ad annualità successive al 2020 (comunque non oltre il 2023) il recupero della quota parte degli oneri ammissibili al riconoscimento tariffario 2020, con correlata possibilità di anticipazione finanziaria erogata da parte della Cassa conguaglio per i servizi energetici e ambientali (Csea).

Al pari degli altri settori regolati, anche il servizio integrato rifiuti ha conosciuto, con particolare riguardo alla regolazione tariffaria (delibera 443/2019/R/rif), modifiche e integrazioni da parte di Arera a fronte dell'emergenza epidemiologica. In particolare, il regolatore ha introdotto una serie di leve volte a garantire la sostenibilità sociale ed economica del sistema tariffario nell'ottica di continuità dei servizi ambientali. La proroga dei termini per i procedimenti tariffari (previsti al 30 aprile), inizialmente concessa da Arera, è stata successivamente formalizzata dal Governo che, con D.L. 18/2020, cd Cura Italia (convertito nella L. 27 del 24 aprile 2020) che ha previsto il differimento del termine per la determinazione delle tariffe e della Tari al 30 giugno 2020 (prorogato poi ulteriormente al 31 luglio dal D.L. 34/2020, cd Rilancio), disponendo inoltre, in deroga, la possibilità di approvare le tariffe o la Tari già adottate per l'anno 2019 anche per l'anno 2020. Arera, inoltre, ha successivamente introdotto misure di agevolazione tariffaria per gli utenti finali non domestici penalizzati dalle chiusure delle attività economiche, prevedendo una rimodulazione delle quote variabili per i servizi ambientali, oltre a ulteriori forme di tutela per le utenze domestiche in stato di disagio economico (delibera 158/2020/R/rif). A ultimo, con delibera 238/2020/R/rif, al fine di garantire l'equilibrio economico e finanziario delle gestioni, Arera ha completato il quadro della regolazione emergenziale disponendo temporanee modifiche al metodo tariffario rifiuti garantendo meccanismi di copertura degli oneri economici e finanziari connessi alle misure di tutela per le utenze adottate, unitamente alla possibilità di anticipare il riconoscimento in tariffa 2020 degli oneri differenziali, per far fronte all'emergenza. È stata infine prevista, per l'ente territorialmente competente, la facoltà di richiedere alla Csea un'anticipazione finanziaria del minor gettito derivante dall'applicazione delle agevolazioni per le utenze non domestiche.

Sempre in esito all'emergenza epidemiologica, con riferimento al settore del teleriscaldamento, la regolazione della qualità tecnica del servizio (delibera 548/2019/R/tlr) che avrebbe dovuto entrare in vigore il 1° luglio 2020, è stata differita al 1° gennaio 2021 (delibera 188/2020/R/tlr).

La Legge di Bilancio 2020 (L.160 del 27 dicembre 2019) ha introdotto alcune misure significative per i servizi energetici e idrico. In primo luogo è stata rimossa la causa di esclusione dalla prescrizione biennale dei crediti conseguenti a conguagli per consumi risalenti a oltre due anni in caso di accertata responsabilità del cliente nella mancata rilevazione della misura. Arera ha successivamente implementato nella regolazione tale disposizione di legge con delibera 184/2020/R/com per i settori energetici e, con delibera 186/2020/R/idr, per il servizio idrico integrato, introducendo nel contempo specifici obblighi informativi a favore degli utenti finali. È stato inoltre introdotto un incremento del termine di preavviso di sospensione fornitura per morosità, a 40 giorni dalla ricezione della comunicazione da parte dell'utente finale. Tale disposizione è stata attuata da Arera con delibera 219/2020/R/com per i settori energetici, ove è stato introdotto un potenziamento, a favore degli Emergenza Covid-19: provvedimenti servizio idrico integrato

Emergenza Covid-19: provvedimenti servizio integrato rifiuti

Legge di Bilancio 2020 operatori, della disciplina del sistema indennitario per contrastare fenomeni di turismo energetico, e con delibera 221/2020/R/idr per il settore idrico, che ha previsto un monitoraggio degli effetti di tale misura, al fine di verificare l'eventuale necessità di ulteriori interventi regolatori in ottica di garanzia dell'equilibrio economico finanziario delle gestioni. La L.160/2019 ha infine previsto l'introduzione di specifiche penali a favore di utenti finali nei casi di violazioni relative a modalità di rilevazione dei consumi, esecuzione dei conguagli o di fatturazione da parte dei venditori o gestori.

Per quanto riguarda l'assetto di mercato della vendita ai clienti finali delle filiere energetiche, le modalità di superamento delle tutele di prezzo sono prefigurate per ora solo con riferimento al settore elettrico. Con il D.L. 162/2019, c.d. Milleproroghe, convertito con la L. 8/2020, sono state infatti ridefinite le tappe per il superamento della maggior tutela elettrica, rinviandole al 1° gennaio 2021 per piccole imprese e al 1° gennaio 2022 per i clienti domestici e le microimprese. In tale quadro legislativo è intervenuta Arera, con il documento di consultazione 220/2020/R/eel, delineando i propri orientamenti riguardo all'istituendo servizio a tutele graduali, destinato alle piccole imprese, ossia al bacino di clienti finali, in numero pari a circa 195 mila, interessati dal primo step di cessazione del servizio di maggior tutela. In termini di assetto del nuovo servizio viene prospettato un periodo di assegnazione pari a tre anni, con, a decorrere dal 1° gennaio 2021, un periodo massimo di sei mesi di continuità di gestione da parte dell'attuale esercente la maggior tutela (assegnazione provvisoria), basato su condizioni economiche applicate ai clienti finali in sostanziale continuità con le attuali, e una successiva assegnazione a regime in capo all'esercente che sarà individuato tramite una dedicata procedura di gara. In tema di modalità di assegnazione del servizio sono prospettati, oltre ad altri, requisiti operativi di partecipazione alla gara con un limite minimo dimensionale di clientela servita pari a 50 mila clienti aventi diritto alla maggior tutela. In merito alle aree territoriali oggetto di assegnazione, vengono proposti due scenari di distribuzione della clientela sul territorio nazionale, su dieci e otto lotti, il primo in logica di contiguità territoriale, il secondo in ottica di livelli omogenei di morosità. Per quanto concerne infine le procedure di gara, viene prospettato un sistema di aste con offerte al ribasso rispetto a un corrispettivo a base di gara a due turni.

DL Milleproroghe e Dco Arera 220/2020: ridefiniti tempi e modalità di superamento della Maggior Tutela elettrica

Si riporta di seguito lo schema temporale dei principali periodi regolatori e correlati provvedimenti di riferimento di Arera per i settori di attività del Gruppo.

Si riportano di seguito i principali elementi tariffari per ciascuna delle attività regolate sulla base del quadro normativo in vigore nell'anno 2020 e previste fino alla fine degli attuali periodi regolatori.

Distribuzione e
misura
gas
naturale
Distribuzione e
misura
energia
elettrica
Servizio idrico
integrato
Ciclo
integrato
rifiuti
Periodo
regolatorio
2014-2019
IV periodo regolatorio
(delibera 573/13)
2020-2025
V periodo regolatorio
(delibera 570/19)
2016-2019
I sotto periodo del V
periodo regolatorio
(delibera 654/15)
2020-2023
II sotto periodo del V
periodo regolatorio
(delibera 568/19)
2016-2019
II periodo regolatorio
(delibera 664/15)
2020-2023
III periodo regolatorio
(delibera 580/19)
2018-2021
I periodo regolatorio
(delibera 443/19) (1)
Governance
regolatoria
Singolo livello (Arera) Singolo livello (Arera) Doppio livello (Ega,
Arera)
Doppio livello (Ente
territorialmente
competente, Arera)
Capitale
investito
riconosciuto ai
fini regolatori
(Rab)
Costo storico rivalutato
(distribuzione)
Media tra costo standard
e costo effettivo (misura)
Riconoscimento
parametrico (capitale
centralizzato)
Riconoscimento
parametrico per asset
fino al 2007
Costo storico rivalutato
per asset dal 2008
Costo storico rivalutato Costo storico rivalutato
Lag regolatorio
riconoscimento
investimenti
1 anno 1 anno 2 anni 2 anni
Remunerazione
del capitale
investito (2)
(real, pre-tax)
Anno 2019
6,3% Distribuzione
6,8% Misura
Anni 2020-2021
6,3% Distribuzione e
misura
Anni 2019-2021
5,9%
Anni 2018-2019
5,31%
Anni 2020-2021
5,24%
+1% per investimenti dal
2012, a copertura del lag
regolatorio
Anni 2020-2021
6,3%
+1% per investimenti dal
2018, a copertura del lag
regolatorio
Costi operativi
riconosciuti
Valori medi costi effettivi
per raggruppamenti di
imprese
(dimensione/densità), su
base 2011 (per ricavi fino
al 2019) e 2018 (per
ricavi dal 2020)
Sharing delle efficienze
conseguite rispetto ai
costi riconosciuti
Aggiornamento con
price-cap
Valori medi costi effettivi
di settore su base 2014
(per ricavi fino al 2019) e
(2018 per ricavi dal 2020)
Sharing delle efficienze
conseguite rispetto ai
costi riconosciuti
Aggiornamento con
price-cap
Costi efficientabili: valori
effettivi del gestore 2011
inflazionati
Costi aggiornabili: valori
effettivi con lag 2 anni
Oneri aggiuntivi per
specifiche finalità (natura
previsionale)
Costi effettivi gestore con
lag regolatorio di 2 anni (a
partire dalle tariffe 2020 su
costi 2018)
Costi aggiuntivi per
miglioramento qualità e
modifiche perimetro
gestione (natura
previsionale)
Conguagli per gli anni
2018-2019 su base costi
2017 in ottica di gradualità
Efficientamento
annuale
costi operativi
X-factor annuale
Anno 2019
Distribuzione:
1,7% imprese grandi
2,5% imprese medie
Misura e
commercializzazione:
0%
Dal 2020
Distribuzione:
3,53% imprese grandi
4,79% imprese medie
X-factor annuale
Anno 2019
Distribuzione: 1,9%
Misura: 1,3%
Dal 2020:
Distribuzione: 1,3%
Misura: 0,7%
Meccanismo di
efficientamento basato
su:
sharing efficienze 2016
del gestore
Livello di sharing
differenziato rispetto alla
distanza tra costo
effettivo e costo
efficiente del gestore
Misura: 0%
Commercializzazione:
1,57%
Meccanismi
incentivanti
Sharing sui ricavi netti
derivanti dal transito
della fibra ottica nelle
infrastrutture elettriche
Sharing sui costi
dell'energia elettrica in
base ai risparmi
energetici conseguiti
riconoscimento del 75%
della marginalità da
attività volte alla
sostenibilità ambientale
ed energetica
Sharing sui ricavi derivanti
dalla vendita di materiale ed
energia (range 0,3-0,6) e da
corrispettivi Conai
Limite
annuale
alla
crescita
tariffaria
Su base asimmetrica e
funzione di:
fabbisogno investitorio
economicità gestione
variazioni perimetro
Facoltà di istanza a
garanzia dell'equilibrio
economico finanziario
Su base asimmetrica e
funzione della presenza di:
variazioni perimetro
miglioramenti livello di
qualità
(per il solo 2020) continuità
e il mantenimento dei livelli
di qualità del servizio a
seguito dell'emergenza da
Covid-19
Facoltà di istanza a
garanzia dell'equilibrio
economico finanziario

(1) La delibera 443/19 viene applicata ai gestori del ciclo integrato dei rifiuti, comprendendo l'attività di trattamento (a smaltimento o recupero) solo nel caso in cui tali attività siano incluse nel perimetro societario del gestore. È invece rinviata a dedicato provvedimento la regolazione tariffaria dei corrispettivi al cancello degli impianti. Gli effetti del provvedimento assumeranno efficacia, a valere dall'annualità tariffaria 2020, a valle della procedura di approvazione prevista nel provvedimento stesso, fatte salve le disposizioni di deroga previste dal D.L.18/2020 Cura Italia commentate nella sezione di approfondimento

(2) Per i settori energetici e il settore rifiuti si fa riferimento alla metodologia Wacc, mentre per il servizio idrico integrato i valori si riferiscono al tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali

La struttura organizzativa adottata dal Gruppo Hera consente di gestire l'esposizione al rischio derivante dai propri business e contemporaneamente di preservare l'efficacia e la redditività della gestione lungo l'intera catena del valore. Il Gruppo ha adottato il processo dell'Enterprise risk management al fine di fornire al Consiglio di Amministrazione gli elementi utili alla valutazione della natura dei rischi aziendali e alla definizione del profilo di rischio in particolare nel medio-lungo termine. La definizione del profilo di rischio è esplicitata dallo stesso Consiglio di Amministrazione attraverso l'approvazione della Group risk management policy e dei limiti di rischio in essa definiti.

I rischi esistenti ed emergenti con cui Hera si deve confrontare appartengono a diverse tipologie: rischi derivanti dall'evoluzione dei contesti di mercato, macroeconomico e finanziario, di business (regolatorio e competitivo), tecnologico, rischi legati alla sostenibilità sociale, ambientale e al cambiamento climatico e rischi relativi al capitale umano. Per l'identificazione puntuale di tali rischi e le politiche di gestione adottate dal Gruppo, si rimanda alla relazione finanziaria annuale 2019. In tale sede è tuttavia opportuno illustrare l'evento significativo rappresentato dall'emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 e le relative conseguenze.

Il Gruppo sta continuando a gestire l'attuale contesto di crisi in modo proattivo, aggiornando costantemente i piani operativi in base all'evolvere della situazione, garantendo il rispetto delle misure a sostegno dei servizi e della sicurezza, assicurando un'informazione costante al personale aziendale e agli stakeholder, oltre ad attuare tutte le azioni di contenimento per ridurre gli impatti economici della crisi.

Protezione dei lavoratori – Nel corso del mese di marzo 2020 è stato istituito il Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Nelle settimane seguenti il Gruppo ha sviluppato un unico documento di regolamentazione, quale attuazione del protocollo nazionale sottoscritto dalle parti sociali alla presenza del Governo. Il protocollo di Gruppo rappresenta l'insieme delle misure di prevenzione e protezione adottate per il contrasto alla diffusione del virus. Tale documento è stato presentato alle organizzazioni sindacali nazionali e dalle stesse sottoscritto il 15 maggio 2020.

Con riferimento alla specificità della propria realtà produttiva e delle articolazioni territoriali, il Gruppo ha stabilito dei criteri per la caratterizzazione degli scenari di rischio dovuti alla diffusione del virus Covid-19 in logica Enterprise risk management. Tali criteri, assieme alle misure definite nel protocollo di Gruppo, sono stati adottati del Gruppo Hera per l'elaborazione dell'aggiornamento del documento di valutazione dei rischi. La scelta effettuata di avere un unico modello di Gruppo per la valutazione dei rischi e la definizione delle misure di prevenzione e protezione ha permesso di avere un approccio integrato e sinergico. A valle dell'elaborazione del protocollo, vengono periodicamente monitorate le misure adottate e le implementazioni.

In coerenza con le indicazioni delle autorità sanitarie e a tutela e protezione dei dipendenti, è stata inoltre definita una specifica procedura per la gestione dei lavoratori con particolari fragilità, ovvero i portatori di patologie attuali o pregresse che li rendano suscettibili di conseguenze particolarmente gravi in caso di contagio. Questa procedura è stata sviluppata con la collaborazione dei medici competenti e nel pieno rispetto della privacy. Le misure introdotte dal Gruppo sin dall'inizio della pandemia hanno permesso di limitare la diffusione del virus fra i dipendenti, ne è testimonianza il fatto che il tasso di incidenza (numero di casi ogni mille persone) del Gruppo Hera risulta infatti inferiore di circa il 40% rispetto al valore riscontrato fra la popolazione generale del nord Italia. Inoltre, i numerosi controlli effettuati dalle autorità competenti nei luoghi di lavoro del Gruppo hanno sempre avuto un riscontro positivo.

Si segnale, infine, che essendo l'emergenza ancora in fase di evoluzione, le misure generali di tutela e quelle specifiche adottate dal Gruppo sono oggetto di verifica e monitoraggio dell'efficacia delle stesse e, laddove necessario, di aggiornamento o integrazione.

Fornitori e acquisti – Al fine di prevenire le criticità legate alla catena di fornitura, sono state identificate le categorie essenziali per le attività del Gruppo e sono stati identificati alcuni indicatori di monitoraggio. I fornitori continuano a essere invitati ad adottare le stesse misure di tutela per i loro dipendenti già individuate dal Gruppo. I criteri di accesso presso le sedi continuano a essere ristretti. Per supportare le piccole e medie imprese creditrici di forniture o servizi e permettere a queste aziende di disporre di una fonte aggiuntiva di finanziamento, il Gruppo continua a rendersi disponibile ad accettare lo smobilizzo dei crediti vantati nei propri confronti, fornendo ogni supporto necessario a finalizzare le operazioni di factoring relative.

Clienti – I clienti sono incentivati a utilizzare i canali digitali, anche per l'effettuazione delle letture. Sono stati riaperti tutti gli sportelli sui territori forniti, garantendo il pieno rispetto delle attuali disposizioni normative in termini di distanziamento sociale. Arera ha adottato specifiche disposizioni regolamentari a tutela degli utenti energia elettrica, gas e servizio idrico integrato (per maggiori dettagli si rimanda al capitolo 1.01 "Trend di conteso"). Il Gruppo aveva comunque deciso di muoversi anticipatamente, riconoscendo una rateizzazione a tutti i clienti in cassa integrazione, beneficiari di misure di sostegno al reddito e ai titolari di attività economiche chiuse per dispositivi nazionali o locali.

Potenziali impatti sul business, sulla situazione finanziaria e sulla performance economica – Il Gruppo, come l'intero settore delle utility, non ha subito direttamente l'interruzione delle attività per effetto del lockdown, ma ha dovuto fronteggiare il calo dei consumi per effetto della situazione di crisi. Nello specifico si è assistito a una riduzione della domanda di energia elettrica e gas soprattutto del settore industriale, causata dalle restrizioni collegate al lockdown. La riduzione dei consumi è stata localizzata principalmente nel nord Italia, per la presenza di un tessuto industriale e produttivo caratterizzato da un uso energetico intensivo. Parallelamente alla riduzione della domanda, si è anche assistito a una riduzione dei prezzi dell'energia elettrica e del gas. Va precisato che la riduzione dei prezzi non è stata determinata solamente dall'impatto economico delle misure restrittive, ma queste hanno accentuato un trend ribassista legato all'entrata di nuovi player e alla modifica del mix delle fonti di generazione, che ha causato una riduzione del Pun di circa il 40%, come anche evidenziato nel successivo paragrafo 1.05.02.

Con specifico riferimento all'ambito operativo del Gruppo, una riduzione significativa riguarda i volumi di energia elettrica venduti nel nord Italia, che hanno subito una contrazione di circa l'11%. Da segnalare, inoltre, come il rallentamento del settore delle costruzioni ha determinato una riduzione degli allacci e delle prestazioni conto cliente. Per quanto riguarda il settore ambientale, si è registrata una riduzione dei volumi sia dei rifiuti urbani che dei rifiuti speciali, sempre come conseguenza del blocco di molte attività produttive e commerciali. Da un punto di vista finanziario, stante un andamento positivo della generazione di cassa, si è assistito a un incremento delle richieste di rateizzazione e a un lieve peggioramento della puntualità dei pagamenti relativamente al segmento aziende.

Di fronte a questa situazione di crisi, la composizione del portafoglio di business del Gruppo, caratterizzato da un bilanciamento tra attività a libero mercato e attività regolate, è stato un primo elemento che ha consentito di ridurre gli impatti economici, essendo le attività regolate non influenzate nel breve periodo dai fenomeni di mercato collegati alla pandemia. L'elevata resilienza che caratterizza il Gruppo, non solo in termini di infrastrutture, ma anche da un punto di vista operativo e organizzativo, ha consentito di mantenere il trend positivo di crescita, contenendo gli impatti economico-finanziari della crisi e producendo solamente uno scostamento ridotto rispetto agli obiettivi prefissati. I valori consuntivi del primo semestre 2020 indicano, complessivamente per tutte le aree di business, una riduzione di marginalità causata dell'emergenza sanitaria Covid-19 pari a circa 30 milioni di euro (si rimanda ai capitoli 1.03 "Sintesi andamento economico-finanziario" e 1.05 "Analisi per aree strategiche d'affari" per un'illustrazione più di dettaglio degli effetti). Il periodico processo di revisione del budget per l'anno in corso, concluso nel mese di luglio, ha inoltre aggiornato lo scenario di riferimento e i conseguenti impatti su redditività e situazione finanziaria del Gruppo alla luce della crisi in corso. In linea con quanto previsto nella relazione finanziaria annuale 2019 pur nell'incertezza dell'attuale contesto economico e della sua possibile evoluzione, è stata prevista una

riduzione dell'Ebitda del Gruppo per l'anno 2020 di circa il 2% rispetto alle precedenti previsioni di crescita, quale effetto combinato della contrazione dei volumi indotta dalla pandemia nei settori energetico e ambientale, nel seguito più diffusamente commentata, e delle azioni di risposta adottate dal Gruppo precedentemente menzionate. Per quanto riguarda, invece, la posizione finanziaria netta sono state riviste in senso migliorativo le precedenti valutazioni degli impatti dell'emergenza sanitaria effettuate in sede di bilancio annuale, in quanto ci si attende un valore sostanzialmente allineato a quello previsto in sede di budget annuale. Si segnala che, in un'ottica di gestione prospettica dei fabbisogni finanziari e del relativo costo, il Gruppo si è prontamente attivato ottenendo nuove linee revolving per 100 milioni di euro (al momento non impiegate) e utilizzando linee di affidamento nella forma di hot-money per un importo di circa 260 milioni di euro.

Il Gruppo ha inoltre saputo cogliere una serie di opportunità da questo contesto di crisi, specialmente in chiave di trasformazioni digitale di servizi e processi. Ne sono testimonianza il forte incremento dei contatti con clienti tramite i canali app e web, nonché il potenziamento della gestione da remoto degli asset e dei processi interni.

Considerazioni in merito ai profili contabili – L'emergenza sanitaria indotta dal Covid-19 ha rappresentato un fatto rilevante ai sensi del paragrafo 15 dello Ias 34. Come evidenziato in precedenza, tuttavia, gli impatti per il Gruppo Hera correnti e attesi sono considerati marginali e conseguentemente non si è proceduto alla revisione delle stime dei valori di bilancio. Sulla base della situazione attuale e delle informazioni a oggi disponibili, non si ritiene inoltre siano presenti indicatori di impairment tali da comportare il calcolo del valore recuperabile degli asset iscritti in bilancio.

Si riportano nel seguito le considerazioni effettuate e le analisi condotte, anche nell'ambito del processo di revisione del budget per l'anno in corso:

  • impairment test al fine di misurare l'esposizione al rischio di mancata recuperabilità delle voci di bilancio assoggettate a impairment test, è stata sviluppata un'analisi di sensitivity sulla marginalità dei singoli business, con l'obiettivo di individuare il decremento percentuale che determinerebbe una sostanziale corrispondenza tra valore di carico delle singole Cash generating unit (Cgu) e valore recuperabile. Nello specifico, solamente una riduzione del margine operativo lordo superiore al 12%, per tutti gli anni del piano industriale (quindi senza ipotizzare alcun recupero dopo la riduzione dell'esercizio 2020 e nessuna manovra di contenimento degli investimenti pianificati), comporterebbe un sostanziale allineamento tra valore di carico e valore recuperabile degli asset della sola Cgu relativa al servizio idrico integrato, mentre la riduzione necessaria al raggiungimento del punto di pareggio per le altre Cgu risulta essere sensibilmente superiore a tale percentuale. Pertanto, in considerazione della prevista flessione del margine operativo lordo conseguente alla pandemia, pari a circa il 2% rispetto a quanto ipotizzato nel precedente scenario previsionale come in precedenza esposto, non si è ritenuto necessario procedere con l'aggiornamento dell'impairment test al 30 giugno 2020;
  • valutazione degli strumenti derivati gli impatti sui mercati finanziari e sui mercati delle materie prime correlati alla crisi sanitaria hanno determinato una riduzione del fair value di tali strumenti, con conseguente impatto anche su patrimonio netto e conto economico. In merito agli strumenti finanziari derivati su commodity designati in hedge accounting, le transazioni future sono a tutt'oggi ancora considerate altamente probabili. La nota 20 del paragrafo 2.02.04 "Note di commento agli schemi di bilancio" contiene un'analisi di sensitivity in caso di shock delle variabili sottostanti;
  • stima delle perdite su crediti attualmente non si sono rilevate significative criticità in merito a flussi e tempistiche di incasso dei crediti; non si è pertanto ritenuto necessario effettuare accantonamenti al fondo svalutazione crediti in misura superiore a quella attesa antecedentemente il diffondersi della pandemia, ritenendo allo stato ancora rappresentativi i parametri considerati nel proprio modello predittivo. Il Gruppo manterrà comunque uno stretto controllo sull'evoluzione della situazione sotto tale profilo, al fine di valutare l'opportunità di apportare modifiche nei suddetti parametri, le cui principali caratteristiche sono descritte nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 2.02.01 "Principi di redazione e criteri di valutazione".
Indicatori economici e investimenti (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var. %
Ricavi 3.402,3 3.371,6 +30,7 +0,9%
Margine operativo lordo 559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Margine operativ
o lordo/ricav
i
16,5% 16,2% +0,3 p.p.
Margine operativo netto 295,7 288,9 +6,8 +2,4%
Margine operativ
o netto/ricav
i
8,7% 8,6% +0,1 p.p.
Utile netto 174,9 173,9 +1,0 +0,6%
Utile netto/ricav
i
5,1% 5,2% -0,1 p.p.
Investimenti netti * 240,6 207,0 +33,6 +16,2%

Indicatori economici e investimenti

* per i dati utilizzati nel calcolo degli investimenti si rimanda a quanto riportato nelle note 14, 16, 17, 18 delle note esplicative e al paragrafo 1.03.03 della relazione sulla gestione.

Indicatori patrimoniali-finanziari (mln/euro) giu-20 dic-19 Var. Ass. Var. %
Immobilizzazioni nette 6.893,2 6.846,3 +46,9 +0,7%
Capitale circolante netto (172,3) 87,0 -259,3 -298,0%
Fondi (638,7) (649,1) -10,4 -1,6%
Capitale inv
estito netto
6.082,2 6.284,2 -202,0 -3,2%
Indebitamento finanziario netto (3.083,6) (3.274,2) -190,6 -5,8%

Indicatori patrimonialifinanziari

Indicatori alternativi di performance (Iap) Il Gruppo Hera utilizza gli indicatori alternativi di performance (Iap) al fine di trasmettere nel modo più efficace le informazioni sull'andamento della redditività dei business in cui opera, nonché sulla propria situazione patrimoniale e finanziaria. In accordo con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 all'European securities and markets (Esma/2015/1415) e in coerenza con quanto previsto dalla comunicazione Consob 92543 del 3 dicembre 2015, sono di seguito esplicitati il contenuto e il criterio di determinazione degli Iap utilizzati nel presente bilancio.

Il margine operativo lordo (nel prosieguo a volte Ebitda o Mol) è un indicatore della perfomance operativa ed è calcolato sommando gli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni all'utile operativo dello schema di bilancio. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto della redditività operativa del periodo di riferimento con quella dei periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

Il margine operativo netto è un indicatore della perfomance operativa ed è calcolato sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi. Tra i costi operativi, gli ammortamenti e accantonamenti sono nettati degli special item operativi che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto della redditività operativa del periodo di riferimento con quella dei periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

Il risultato prima delle imposte è calcolato togliendo dal margine operativo netto appena descritto la gestione finanziaria esposta negli schemi di bilancio al netto degli special item finanziari che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

Il risultato netto è calcolato sottraendo dal risultato prima delle imposte appena descritto le imposte da schema di bilancio al netto degli special item fiscali che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.

Il margine operativo lordo su ricavi, il margine operativo netto su ricavi e l'utile netto su ricavi sono utilizzati come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e misurano la performance operativa del Gruppo facendo una proporzione, in termini percentuali, del margine operativo lordo, dell'utile operativo e dell'utile netto diviso il valore dei ricavi.

Gli investimenti netti sono ottenuti dalla somma degli investimenti in immobilizzazioni materiali, attività immateriali e partecipazioni al netto dei contributi in conto capitale. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione della capacità di spesa per investimenti di mantenimento e sviluppo del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend.

Le immobilizzazioni nette sono determinate quale somma di: immobilizzazioni materiali, attività immateriali e avviamento, partecipazioni, attività e passività fiscali differite. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle immobilizzazioni nette del Gruppo nel suo complesso, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

Il capitale circolante netto è definito dalla somma di: rimanenze, crediti e debiti commerciali, crediti e debiti per imposte correnti, altre attività e altre passività correnti, quota corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su commodity. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle capacità di generare cassa tramite l'attività operativa in un orizzonte temporale di 12 mesi, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

I fondi accolgono la somma delle voci di "trattamento di fine rapporto e altri benefici" e "fondi per rischi e oneri". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione della capacità di far fronte a possibili passività future, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

Il capitale investito netto è determinato dalla somma algebrica delle "immobilizzazioni nette", del "capitale circolante netto" e dei "fondi". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione di tutte le attività e passività operative correnti e non correnti facenti capo al Gruppo, così come sopra dettagliato.

L'indebitamento finanziario netto (o, in alternativa, NetDebt) rappresenta un indicatore della struttura finanziaria ed è determinato conformemente alla comunicazione Consob 15519/2006 con l'aggiunta dei valori delle attività finanziarie non correnti. Tale indicatore è quindi determinato come somma delle voci: attività finanziarie correnti e non correnti, disponibilità liquide e mezzi equivalenti, passività finanziarie correnti e non correnti, quota corrente e non corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su tassi e cambi. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione del livello di indebitamento finanziario del Gruppo, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.

Iap patrimonialifinanziari

L'indebitamento finanziario netto adjusted (o, in alternativa, NetDebt adjusted) rappresenta un indicatore della struttura finanziaria calcolato come l'indebitamento finanziario netto da cui viene sottratta la quota del fair value dell'opzione di vendita (riconosciuta ad Ascopiave Spa) il valore riferibile ai futuri dividendi da distribuire.

Le fonti di finanziamento sono ottenute dalla somma dell'"indebitamento finanziario netto" e del "patrimonio netto". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta la suddivisione delle fonti di finanziamento tra capitale proprio e di terzi ed è un indicatore dell'autonomia e solidità finanziaria del Gruppo.

Il Gruppo utilizza ulteriori indicatori alternativi di performance economico-patrimoniali che hanno valenza, tuttavia, per il solo bilancio annuale, poiché tipicamente correlati ai risultati economici dell'intero esercizio. Si rimanda alla relazione annuale per l'elenco completo degli indicatori adottati dal Gruppo in continuità con gli esercizi precedenti.

A seguito dell'accordo sottoscritto in data 19 dicembre 2019 con Ascopiave Spa, il Gruppo Hera gestisce, tramite il neo-costituto Gruppo EstEnergy, oltre un milione di clienti energy nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. Si ricorda che in EstEnergy Spa, di cui il Gruppo Hera ora detiene il controllo, sono confluite sia le attività commerciali del Gruppo Ascopiave (ovvero le società controllate Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl e le società collegate Asm Set Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione) sia quelle del Gruppo Hera tramite la controllata Hera Comm Nord-Est Srl.

Si evidenzia che nel primo semestre 2020, nel quadro organico dell'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave, il Gruppo Hera ha acquisito, tramite una serie di operazioni concordate, quote partecipative in Ascopiave Spa pari al 4,9% del capitale sociale.

Al fine di generare fin da subito un valore aggiunto per il Gruppo dall'operazione di partnership, già a partire dai primi mesi dell'esercizio 2020 sono state avviate le attività di integrazione dei diversi ambiti aziendali. Da un punto di vista delle politiche commerciali è stato avviato il processo di convergenza delle offerte rivolte ai clienti, dando preminenza alle proposte incentrate su energia verde proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili; inoltre sono state definite le linee guida per lo sviluppo dei canali di vendita, specie in relazione a produzione e diffusione delle offerte, nonché delle strategie comunicative. Particolare attenzione è stata rivolta anche alla razionalizzazione dei costi grazie alle sinergie con le strutture centrali del Gruppo. Per quanto riguarda la fase di approvvigionamento, è stata integrata la strategia di sourcing, estendendo le policy del Gruppo in termini di definizione dei fabbisogni e ripartizione dei volumi per cluster contrattuale. Da segnalare, inoltre, la piena integrazione del nuovo perimetro nel modello di controllo dei rischi energetici di gruppo. Si segnala, infine, l'avvio dei processi di integrazione IT, nonché il pieno inserimento delle società nei processi di rendicontazione e pianificazione di Gruppo.

L'acquisizione delle attività commerciali energy ha rappresentato per il Gruppo un importante passaggio nell'evoluzione del portafoglio di attività, in piena coerenza con le linee di sviluppo contenute nel piano industriale. Tramite questa operazione, in particolare, il Gruppo è arrivato a gestire circa 3,3 milioni di clienti nelle attività commerciali energy.

Si riporta di seguito il contributo economico del nascente Gruppo EstEnergy ai valori consolidati del Gruppo Hera del primo semestre:

Conto economico
Ricav
i
396,9
Altri ricav
i operativ
i
1,0
Consumi di materie prime
(201,3)
Costi per serv
izi
(147,5)
Costi del personale
(7,6)
Altre spese operativ
e
(0,5)
Ammortamenti e accantonamenti
(12,1)
Utile operativo
28,9
Gestione finanziaria
0,9
Utile prima delle imposte
29,8
Imposte
(7,0)
Utile netto del periodo
22,8
Valori espressi al lordo dei rapporti infragruppo con le altre società del Gruppo Hera.
La voce "Ammortamenti e accantonamenti" comprende l'ammortamento della lista clienti rilevata in
sede di acquisizione di controllo delle società energy cedute da Ascopiave per 6 milioni di euro.
Si evidenzia che nel corso del primo semestre si è dato seguito all'operazione di ottimizzazione
fiscale, già pianificata in sede di negoziazione dell'accordo i partnership. Nello specifico si è
proceduto al versamento di un'imposta sostitutiva per complessivi 65,3 milioni di euro per
l'affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori impliciti nei prezzi della transazione, che hanno
comportato l'iscrizione nel bilancio consolidato di liste clienti e avviamenti. Essendo tale operazione
strettamente correlata all'accordo di partnership e, quindi, ricompresa all'interno della valutazione
dell'aggregazione aziendale, la quota di competenza del Gruppo dell'imposta sostitutiva è ammontata
a 40,2 milioni di euro. Si rimanda alla nota 23 "Attività e passività per imposte correnti" del paragrafo
2.02.04 "Note di commento agli schemi di bilancio" per un'illustrazione più articolata dell'operazione
in oggetto.
Si ricorda che, per garantire una migliore valutazione delle performance e una maggiore comparabilità
dei dati, a partire dal bilancio del 31 dicembre 2019 si è ritenuto opportuno introdurre un nuovo
prospetto denominato "Indebitamento finanziario netto adjusted", contenente un maggior livello di
segregazione delle voci e l'indicatore alternativo di performance "NetDebt put option adj".
L'adozione di tale indicatore è correlata al riconoscimento ad Ascopiave Spa di un'opzione
irrevocabile di vendita sulla propria partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa (esercitabile
annualmente, discrezionalmente su tutta o parte della partecipazione, entro e non oltre il 31 dicembre
2026), la quale è soggetta a valutazione a fair value sulla base dello scenario futuro di esercizio
ritenuto più probabile dal management. Dal momento che la policy del Gruppo, in presenza di questo
tipo di opzioni, prevede di non rappresentare l'interessenza dei soci di minoranza nella componente di
risultato di periodo, nella valutazione del valore del debito per l'opzione sono stati presi in

considerazione eventuali dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti da EstEnergy Spa lungo la vita ipotetica dell'opzione stessa. Il fair value iscritto a bilancio come passività non rappresenta, quindi, soltanto il valore attuale del prezzo previsto alla data del suo esercizio, ma contiene anche la stima attualizzata dei futuri dividendi distribuiti. Tale meccanismo fa sì che la parte del fair value dell'opzione di vendita che verrà estinta tramite la distribuzione di futuri dividendi è in realtà autoliquidante, dal momento che le risorse finanziarie necessarie (ovvero i dividendi in misura pari al 48%) saranno direttamente generate dalle società acquisite, senza pertanto determinare nel corso di tale periodo un reale fabbisogno finanziario addizionale per il Gruppo. Pertanto, al fine di poter esprimere l'effettivo fabbisogno finanziario addizionale generato dall'operazione e di poter correlare lo stesso all'incrementata redditività del Gruppo, si è ritenuto opportuno esporre, tra gli indicatori alternativi di performance, anche il valore dell'indebitamento finanziario netto che includerà il fair value dell'opzione di vendita rettificato per non considerare i dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti in futuro (sulla base delle previsioni dei piani pluriennali) per il periodo coperto dall'opzione.

Si evidenzia che il debito per l'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa genera ogni esercizio, trattandosi di un valore attualizzato, l'iscrizione di oneri finanziari figurativi.

Si ricorda, infine, che la cessione del 3% del capitale di Hera Comm Spa ad Ascopiave Spa è rappresentata, da un punto di vista contabile, come la sottoscrizione di un finanziamento a tasso fisso valutato secondo il criterio del costo ammortizzato (è riconosciuta tra le altre clausole un'opzione di vendita a favore di Ascopiave Spa).

Si rimanda al paragrafo 1.03.03 "Analisi della struttura patrimoniale e investimenti" per una rappresentazione puntuale dei valori utilizzati nel prospetto rettificato.

Per effetto della rappresentazione contabile precedentemente illustrata, si riporta di seguito l'andamento del valore delle opzioni di vendita nel primo semestre del 2020:

Valore
31-dic-19
Oneri
finanziari
Dividendi
corrisposti
Valore
30-giu-20
Opzione di v
endita (fair v
alue)
396,6 7,0 403,6
Opzione di v
endita (div
idendi futuri)
156,7 2,7 (17,8) 141,6
Finanziamento v
s Ascopiav
e
54,0 1,6 55,6
Fair value corrispettivo 607,3 11,3 (17,8) 600,8

Il Gruppo Hera ha chiuso il primo semestre 2020 con i principali risultati economici in miglioramento rispetto all'equivalente periodo dell'anno precedente. Il margine operativo lordo si attesta a 559,7 milioni di euro, in aumento del 2,5%, il margine operativo netto a 295,7 milioni di euro in crescita del 2,4% e infine l'utile netto pari a 174,9 milioni di euro è in crescita dello 0,6%. La posizione finanziaria netta si attesta a 3.083,6 milioni di euro, in calo del 5,8% rispetto all'esercizio 2019, frutto di una solida struttura patrimoniale e di un buon andamento dei flussi di cassa.

Resilienza e crescita dei risultati

La partnership con Ascopiave, con le altre operazioni di sviluppo per linee esterne, di cui si darà trattazione nel prosieguo, e la crescita organica sono stati il principale volano per i risultati conseguiti dal Gruppo Hera nel primo semestre 2020. Tali azioni hanno permesso di contenere gli effetti della termicità mite del primo trimestre 2020 e gli effetti legati all'emergenza del Covid-19. La strategia industriale multi-business, che bilancia le attività regolamentate con quelle a libera concorrenza, continua a essere un punto di forza rilevante per il Gruppo, che dimostra la sua resilienza anche in un periodo molto difficile come quello che stiamo attraversando.

Di seguito sono descritte in maniera puntuale le principali operazioni societarie e di business che hanno avuto effetto sul primo semestre 2020:

  • In data 17 luglio 2019 Herambiente Spa ha acquistato l'intera partecipazione della società Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese. La società viene consolidata con effetti economici e patrimoniali dal 1° luglio 2019.
  • Hera Comm Spa si è aggiudicata, tramite gara e per il periodo 1° ottobre 2019 settembre 2020, quattro lotti del servizio di ultima istanza gas (per clienti che svolgono attività di servizio pubblico o sono senza fornitore) e due lotti del servizio di default di distribuzione gas (clienti morosi).
  • Il 19 dicembre 2019, in seguito al perfezionamento del closing dell'operazione societaria tra il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave, si sono completate le seguenti operazioni: le partecipazioni nelle società Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl, ASM SET Srl ed Hera Comm NordEst Srl sono state cedute a EstEnergy Spa, società controllata da Hera Comm Spa; la partecipazione nella società Amgas Blu Srl è stata ceduta a Hera Comm Spa; la partecipazione nella società AP Reti Gas Nord Est Srl è stata ceduta ad Ascopiave Spa Inoltre, il ramo della Distribuzione Gas di AcegasApsAmga Spa relativo agli Atem di Padova 1, Padova 2, Udine 3 e Pordenone, con efficacia dal 31 dicembre 2019, viene conferito in AP Reti Gas Nord Est Srl Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 1.03.01.
  • Il 30 marzo 2020 AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa ha acquistato da un socio terzo una quota pari al 9,72% di Hera Servizi Energia Srl. La percentuale di controllo detenuta in quest'ultima passa dal 57,89% al 67,61%.
  • In data 31 gennaio 2020 Hera ha comunicato l'acquisto dal fondo Amber di una partecipazione del 2,5% del capitale sociale di Ascopiave, incrementata al 2,9% nei mesi successivi con acquisti effettuati sul mercato. In data 18 giugno 2020 Hera ha comunicato l'acquisto da A2A di un'ulteriore quota del 2% del capitale di Ascopiave, portando la partecipazione complessiva al 4,9%.

Le acquisizioni di Pistoia Ambiente Srl, dell'impianto di Gaggio Montano nell'area ambiente, le società dell'operazione Ascopiave e l'uscita del ramo distribuzione gas sono considerate come variazione di perimetro nel prosieguo della relazione.

Conto economico giu-20 Inc. % giu-19 Inc. % Var. Ass. Var. %
(mln/euro)
Ricav
i
3.402,3 3.371,6 +30,7 +0,9%
Altri ricav
i operativ
i
222,6 6,5% 249,0 7,4% -26,4 -10,6%
Materie prime e materiali (1.605,1) -47,2% (1.699,2) -50,4% -94,1 -5,5%
Costi per serv
izi
(1.151,0) -33,8% (1.075,1) -31,9% +75,9 +7,1%
Altre spese operativ
e
(32,5) -1,0% (29,8) -0,9% +2,7 +9,1%
Costi del personale (290,9) -8,5% (286,6) -8,5% +4,3 +1,5%
Costi capitalizzati 14,3 0,4% 16,0 0,5% -1,7 -10,6%
Margine operativo lordo 559,7 16,5% 545,9 16,2% +13,8 +2,5%
Amm.ti e acc.ti (264,0) -7,8% (257,0) -7,6% +7,0 +2,7%
Margine operativo netto 295,7 8,7% 288,9 8,6% +6,8 +2,4%
Gestione finanziaria (56,2) -1,7% (44,9) -1,3% +11,3 +25,1%
Risultato prima delle imposte 239,5 7,0% 244,0 7,2% -4,5 -1,8%
Imposte (64,6) -1,9% (70,1) -2,1% -5,5 -7,9%
Utile netto dell'esercizio 174,9 5,1% 173,9 5,2% +1,0 +0,6%
Attribuibile a:
Azionisti della Controllante 166,2 4,9% 166,2 4,9% +0,0 +0,0%
Azionisti di minoranza 8,7 0,3% 7,7 0,2% +1,0 +13,1%

Di seguito vengono illustrati i risultati economici al 30 giugno 2020 e 2019:

I ricavi sono stati pari a 3.402,3 milioni di euro, in crescita di 30,7 milioni di euro, pari allo 0,9%, rispetto ai 3.371,6 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019. Alla crescita dei ricavi contribuiscono prevalentemente le variazioni di perimetro per 312 milioni di euro. I ricavi per le attività di trading, produzione e vendita di energia elettrica e gas sono in diminuzione per circa 240 milioni di euro, per il minor prezzo delle commodity e per i minori volumi venduti, così come i ricavi dei servizi di calore e teleriscaldamento per circa 9 milioni di euro. Sono in calo anche i ricavi del settore ambiente per i minori ricavi di produzione energia, legati alla diminuzione del Pun, e i minori rifiuti trattati per circa 17 milioni di euro. Infine, sono in diminuzione i ricavi per commesse conto terzi per circa 10 milioni di euro, in parte compensati dai ricavi per lavori sulle attività di illuminazione pubblica per 8,7 milioni di euro, per una diversa contabilizzazione da altri ricavi operativi a ricavi.

Ricavi in linea grazie alle variazioni di perimetro che compensano i minori prezzi e volumi

Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari.

Gli altri ricavi operativi diminuiscono, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, di 26,4 milioni di euro, pari al 10,6%. Tale andamento è dovuto principalmente alla diversa contabilizzazione dei lavori di illuminazione pubblica già citati in precedenza per 8,7 milioni di euro, alle variazioni di perimetro in uscita per circa 5,0 milioni di euro e per la perdita del contributo Cec su due impianti del Gruppo per circa 3 milioni di euro. Inoltre, sono presenti minori contributi per i titoli di efficienza energetica, per circa 4,0 milioni di euro, e minor contributi e rimborsi per ulteriori 5,0 milioni di euro.

I costi delle materie prime e materiali diminuiscono di 94,1 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2019 con una variazione percentuale del 5,5%. Questo calo è dovuto ai minori costi per il prezzo della materia prima e per i minori volumi di energia elettrica e gas venduti, nonostante le variazioni di perimetro aumentino i costi per circa 160 milioni di euro. Calo dei costi di materia prima correlato all'andamento dei prezzi delle

Gli altri costi operativi crescono complessivamente di 78,6 milioni di euro (maggiori costi per servizi per 75,9 milioni di euro e maggiori spese operative per 2,7 milioni di euro). Al netto delle variazioni di perimetro per circa 110 milioni di euro, si evidenziano i maggiori costi per le spese nel comparto Ict per circa 6 milioni di euro per il processo di digitalizzazione e innovazione che il Gruppo Hera sta effettuando. I maggiori costi precedentemente indicati sono più che compensati da minori costi per opere conto terzi per circa 10,0 milioni di euro, da minori costi per volumi vettoriati per circa 6 milioni di euro, da i minori costi per il trattamento dei rifiuti per circa 18 milioni di euro e dai minori costi per le efficienze messe in atto dal Gruppo per contrastare l'emergenza sanitaria in atto.

+1,5% crescita costo del personale

commodities

Il costo del personale cresce di 4,3 milioni di euro, pari al 1,5%. Questo aumento è legato alle variazioni di perimetro per 5,5 milioni di euro e agli incrementi retributivi previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, ma viene contenuto grazie ai benefici del piano massivo di fruizione ferie adottato dal Gruppo in relazione alla emergenza sanitaria.

(mld/euro)

I costi capitalizzati al 30 giugno 2020 hanno un valore di 14,3 milioni di euro e sono in calo rispetto all'analogo periodo dell'esercizio precedente del 10,6% per la temporanea sospensione della realizzazione delle opere in seguito all'emergenza sanitaria.

Il margine operativo lordo si attesta a 559,7 milioni di euro in aumento di 13,8 milioni di euro, pari al 2,5% rispetto al primo semestre 2019. La crescita del margine operativo lordo è da attribuire alle performance delle aree energy che complessivamente crescono di 15,7 milioni di euro principalmente grazie all'ingresso delle società del Gruppo EstEnergy. L'area altri servizi è in crescita di 2,0 milioni di euro. L'area ciclo idrico è in linea e, infine, l'area ambiente è in contrazione per 3,9 milioni di euro. Sul primo semestre 2020 impatta trasversalmente alle aree l'emergenza sanitaria da Covid 19, che ha determinato complessivamente una riduzione di marginalità di circa 30 milioni di euro, interamente dovuta a effetti non ricorrenti.

Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari.

(mln/euro)

Ammortamenti e accantonamenti aumentano di 7,0 milioni di euro passando da 257,0 milioni di euro del primo semestre dell'anno precedente a 264,0 milioni di euro. Si rilevano maggiori ammortamenti principalmente per le variazioni di perimetro e per i maggiori conferimenti in discarica, compensati in parte dalla revisione, effettuata nello scorso esercizio, delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato, condotta in collaborazione con una società operante nel settore delle valutazioni di beni; in seguito a questa revisione, le aliquote di ammortamento del ciclo idrico integrato risultano sostanzialmente allineate a quelle definite da Arera per il periodo tariffario 2020–2023. Si registrano minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti nelle società di vendita.

Maggiori ammortamenti per variazioni di perimetro

Il margine operativo netto del primo semestre 2020 è di 295,7 milioni di euro, in crescita di 6,8 milioni di euro, pari al 2,4%, rispetto ai 288,9 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019.

(mln/euro)

Il risultato della gestione finanziaria al 30 giugno 2020 è di 56,2 milioni di euro, in crescita di 11,3 milioni di euro, pari al 25,2%, rispetto al 30 giugno 2019. L'incremento è dovuto interamente ai maggiori oneri figurativi per 11,3 milioni di euro generati dall'opzione di vendita Put detenuta da Ascopiave Spa per la quota di partecipazione del 48% in EstEnergy Spa (9,7 milioni di euro) e del 3% in Hera Comm Spa (1,6 milioni di euro). Incidono, inoltre, anche i minori utili da joint venture per 2,8 milioni di euro, dovuti principalmente al consolidamento di EstEnergy Spa che nel 2019 contribuiva per 2,7 milioni di euro. Tale risultato è mitigato per pari importo dalla migliore gestione del debito per riduzione del tasso medio a medio-lungo termine.

Gestione finanziaria in crescita per le variazioni di perimetro

Il risultato prima delle imposte è in diminuzione di 4,5 milioni di euro, pari all'1,8%, passando dai 244,0 milioni di euro del 30 giugno 2019 ai 239,5 milioni di euro dei primi sei mesi del 2020.

Le imposte di competenza del primo semestre passano dai 70,1 milioni di euro del 2019 ai 64,6 del 2020. Il tax rate risulta pari al 27% e quindi in netto miglioramento rispetto al 28,7% registrato nel primo semestre 2019. A tale risultato hanno contribuito, come negli esercizi passati, i benefici colti in termini di maxi e iper - ammortamenti, oltre al credito d'imposta introdotto nella Legge di Bilancio 2020, a fronte dei significativi investimenti che il Gruppo continua a effettuare in relazione alla trasformazione tecnologica, digitale e ambientale intrapresa da tempo. A questi ultimi si è aggiunto lo "stralcio" del saldo a debito dell'Irap 2019, oltre che del primo acconto dell'Irap 2020, per le società con ricavi inferiori a 250 milioni di euro, introdotto dal Decreto Rilancio 34 del 19 maggio 2020, convertito in legge. Tax rate in calo

L'utile netto è dunque in aumento dello 0,6%, pari a 1,0 milione di euro, passando dai 173,9 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 174,9 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020. +0,6% Utile netto

L'utile di pertinenza del Gruppo è pari a 166,2 milioni di euro, in linea al valore del 30 giugno 2019.

(mln/euro)

Di seguito viene analizzata l'evoluzione dell'andamento del capitale investito netto e delle fonti di finanziamento del Gruppo per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2020.

Capitale investito e fonti di
finanziamento (mln/euro)
giu-20 Inc% dic-19 Inc.% Var. Ass. Var. %
Immobilizzazioni nette 6.893,2 113,3% 6.846,3 108,9% +46,9 +0,7%
Capitale circolante netto (172,3) -2,8% 87,0 1,4% -259,3 -298,0%
(Fondi) (638,7) -10,5% (649,1) -10,3% +10,4 +1,6%
Capitale investito netto 6.082,2 100,0% 6.284,2 100,0% -202,0 -3,2%
Patrimonio netto (2.998,6) 49,3% (3.010,0) 47,9% +11,4 +0,4%
Debiti finanziari a lungo (3.370,1) 55,4% (3.383,4) 53,8% +13,3 +0,4%
Indebitamento finanziario corrente netto 286,5 -4,7% 109,2 -1,7% +177,3 +162,4%
Indebitamento finanziario netto (3.083,6) 50,7% (3.274,2) 52,1% +190,6 +5,8%
Totale fonti di finanziamento (6.082,2) -100,0% (6.284,2) 100,0% +202,0 +3,2%

Aumenta la solidità del Gruppo

Al 30 giugno 2020, il capitale investito netto (Cin) risulta pari a 6.082,2 milioni di euro con una variazione del -3,2% rispetto ai 6.284,2 milioni di euro di dicembre 2019.

L'incremento delle immobilizzazioni nette è principalmente dovuto all'attività di investimento effettuata nel semestre di cui si segnala l'acquisizione del 4,9% di partecipazione in Ascopiave Spa che ha rafforzato la partnership già avviata in dicembre 2019.

La variazione del capitale circolante netto è principalmente dovuta all'incremento dei debiti in giugno riferiti ai dividendi pagati in luglio 2020 (165,2 milioni di euro) oltre che dai ricorrenti debiti per accise ed Iva in linea rispetto al periodo di bilancio analizzato.

(mld/euro)

Nel primo semestre dell'esercizio 2020 gli investimenti del Gruppo ammontano a 240,6 milioni di euro, comprensivi di 45,5 milioni di euro relativi all'acquisto di partecipazioni finanziarie in Ascopiave Spa. I contributi in conto capitale ammontano a 8,1 milioni di euro, di cui 6,6 milioni per gli investimenti FoNI come previsto dal metodo tariffario per il servizio idrico integrato, complessivamente in crescita di 0,4 mln di euro rispetto all'anno precedente. Gli investimenti operativi netti sono pari a 195,1 milioni di euro, in diminuzione di 11,8 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Gli Investimenti netti ammontano a 240,6 milioni di euro

(mln/euro)

Totale investimenti (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Area gas 53,9 52,2 +1,7 +3,3%
Area energia elettrica 21,5 18,8 +2,7 +14,4%
Area ciclo idrico integrato 75,4 74,6 +0,8 +1,1%
Area ambiente 21,7 34,7 -13,0 -37,5%
Area altri serv
izi
3,9 6,4 -2,5 -39,1%
Struttura centrale 26,8 28,0 -1,2 -4,3%
Totale investimenti operativi lordi 203,3 214,6 -11,3 -5,3%
Contributi conto capitale 8,1 7,7 +0,4 +5,2%
di cui per FoNI (Fondo Nuov
i inv
estimenti)
6,6 6,5 +0,1 +1,5%
Totale investimenti operativi netti 195,1 206,9 -11,8 -5,7%
Inv
estimenti finanziari
45,5 0,1 +45,4 +100,0%
Totale investimenti netti 240,6 207,0 +33,6 +16,2%

Di seguito la suddivisione per settore di attività, con evidenza dei contributi in conto capitale:

Continua il forte impegno negli investimenti operativi in impianti e infrastrutture

Al lordo dei contributi in conto capitale, gli investimenti operativi del Gruppo sono pari a 203,3 milioni di euro, in riduzione di 11,3 milioni di euro rispetto all'anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l'ambito depurativo e fognario.

I commenti sugli investimenti delle singole aree sono riportati nell'analisi per area d'affari.

Nella struttura centrale, gli investimenti riguardano gli interventi sugli immobili nelle sedi aziendali, sui sistemi informativi, sul parco automezzi, oltre a laboratori e strutture di telecontrollo.

Complessivamente, gli investimenti di struttura si riducono di 1,2 milioni di euro rispetto all'anno precedente, principalmente nelle flotte e negli investimenti immobiliari per l'ultimazione nello scorso esercizio di alcuni importanti interventi sulle sedi aziendali.

Nei primi sei mesi del 2020, i fondi ammontano a 638,7 milioni di euro, in linea rispetto a quanto registrato alla fine dell'anno precedente. Questo risultato è dovuto principalmente all'incremento degli adeguamenti dei fondi post mortem discariche e ripristino beni di terzi dovuti all'applicazione del principio Ias 37, che hanno compensato le uscite per utilizzi.

Il patrimonio netto cala dai 3.010,0 milioni di euro del 2019 ai 2.998,6 milioni di euro di giugno 2020. La variazione è conseguenza del positivo risultato di periodo pari a 174,9 milioni di euro compensato dall'impatto derivante dalla distribuzione dei dividendi, dalla movimentazione delle azioni proprie e dalla diminuzione di interessenze di minoranza.

638,7 milioni di euro fondi

3,0 miliardi di euro patrimonio netto

Risultato netto Patrimonio netto
Saldi come da bilancio d'esercizio della Capogruppo 193,0 2.421,0
Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci di periodo rispetto ai valori di carico delle
partecipazioni in imprese consolidate
(13,0) 110,1
Rettifiche di consolidamento :
v
alutazione a patrimonio netto di imprese iscritte nel bilancio separato al costo
(1,9) 38,5
differenza tra prezzo di acquisto e corrispondente patrimonio netto contabile (17,4) 262,5
eliminazione effetti operazioni infragruppo 5,5 (20,6)
Totale 166,2 2.811,5
Attribuzione interessenza di terzi 8,7 185,3
Saldi come da bilancio consolidato 174,9 2.996,8

L'analisi dell'indebitamento finanziario netto è riportata nella tabella qui di seguito esposta:

mln/euro giu-20 dic-19 Una solida
posizione
finanziaria
a Disponibilità liquide 705,5 364,0
b Altri crediti finanziari correnti 48,0 70,1
Debiti bancari correnti (317,0) (111,5)
Parte corrente dell'indebitamento (55,6) (63,1)
Altri debiti finanziari correnti (75,5) (130,9)
Passiv
ità correnti per leasing
(18,9) (19,4)
c Indebitamento finanziario corrente (467,0) (324,9)
d=a+b+c Indebitamento finanziario corrente netto 286,5 109,2
Finanziamenti non correnti e obbligazioni emesse (esclusa
opzione di v
endita)
(2.809,7) (2.815,1)
Altri debiti finanziari non correnti
(esclusa opzione di v
endita)
(26,2) (20,2)
Passiv
ità non correnti per leasing
(70,1) (76,1)
e Indebitamento finanziario non corrente adjusted (2.906,0) (2.911,4)
f=d+e Posizione finanziaria netta adjusted (2.619,5) (2.802,2)
g Crediti finanziari non correnti 136,7 135,3
h=f+g Indebitamento finanziario netto (esclusa opzione di
vendita)
(2.482,8) (2.666,9)
Quota nominale - fair v
alue opzione di v
endita
(459,2) (450,6)
Indebitamento finanziario netto con opzione di
vendita rettificata (NetDebt adjusted)
(2.942,0) (3.117,5)
Quota div
idendi futuri - fair v
alue opzione di v
endita
(141,6) (156,7)
Indebitamento finanziario netto (3.083,6) (3.274,2)
Il valore complessivo dell'indebitamento finanziario netto, pari a 3.083,6 milioni di euro, registra una
riduzione di circa 190 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019. La struttura finanziaria del Gruppo
al 30 giugno 2020 presenta un indebitamento corrente pari a 467 milioni di euro, di cui 55,6 milioni di
euro è la quota di finanziamenti bancari in scadenza entro l'anno, 75,5 milioni di euro per debiti verso
altri finanziatori, e 317 milioni di euro è la quota debiti bancari correnti. Quest'ultimi sono rappresentati
prevalentemente da utilizzi di linee di conto corrente per circa 277,9 milioni di euro e da ratei per
interessi passivi su finanziamenti per 39,0 milioni di euro. L'importo relativo ai debiti bancari non
correnti e alle obbligazioni emesse risulta sostanzialmente in linea rispetto all'anno precedente. Al 30
giugno 2020 il debito a medio/lungo termine è prevalentemente costituito da titoli obbligazionari

(bond) emessi sul mercato europeo e quotati alla Borsa del Lussemburgo (74% del totale), con rimborso alla scadenza. Il valore dell'opzione di vendita correlata all'operazione Ascopiave, del 19 dicembre 2019 sulla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, registra una riduzione complessiva di 6,5 milioni di euro data da un maggiore valore della quota nominale di 8,6 milioni di euro compensata da una riduzione della quota dividendi futuri per 15,1 milioni di euro. Si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera – Ascopiave" la lettura delle movimentazioni di dettaglio delle opzioni di vendita nel primo semestre 2020.

Il totale indebitamento presenta una durata residua media di oltre sei anni, di cui 56,5% del debito ha scadenza oltre i cinque anni.

L'indebitamento finanziario netto passa da 3.247,2 milioni di euro del 2019 a 3.083,6 milioni di euro di giugno 2020. Il primo semestre registra un flusso di cassa positivo dovuto, oltre che dagli effetti legati alla stagionalità di periodo, allo slittamento del pagamento dei dividendi al mese di luglio. Da segnalare inoltre sia il contributo positivo sul flusso finanziario correlato alla diminuzione dei costi della materia prima che il limitato impatto sulla situazione finanziaria del primo semestre 2020 della crisi sanitaria Covid -19.

(mld/euro)

Il primo semestre del 2020 è stato profondamente segnato dalla diffusione a livello globale del virus Covid-19, che ha indotto i principali governi a introdurre misure di distanziamento sociale senza precedenti, con implicazioni negative di straordinaria portata per l'attività economica. Di fronte alla frenata dell'economia e all'incertezza sulle tempistiche di un ritorno alla normalità, sul finire di febbraio la volatilità si è accentuata sui mercati finanziari provocando cadute verticali su tutte le borse mondiali. L'eccezionale intervento di sostegno fornito dai governi per preservare le economie nazionali e la liquidità pressoché illimitata garantita dalle banche centrali ha permesso ai mercati azionari di recuperare fiducia e mettere a segno, dalla metà di marzo, un recupero delle quotazioni che tuttavia permangono in territorio negativo se confrontate con l'inizio dell'anno.

Mercati azionari globali in contrazione nel primo trimestre 2020 per la pandemia da Covid-19

L'indice italiano Ftse all share è sceso nel semestre del -17,5%, dopo aver toccato a metà marzo un massimo ribasso del -36,2%, in linea con gli altri indici delle principali borse europee.

In questo contesto il titolo Hera ha chiuso il periodo con un prezzo ufficiale di 3,367, con calo inferiore del -13,9%, dopo aver toccato un massimo storico di 4,494 euro lo scorso 20 febbraio pari a una capitalizzazione di 6,7 miliardi di euro, a seguito del road show di presentazione del piano industriale al 2023 sulle principali piazze finanziarie europee e statunitensi. Da fine febbraio al termine del semestre, seppur in un contesto caratterizzato da volatilità delle quotazioni, il titolo Hera ha mostrato una maggiore resilienza e tenuta rispetto alle altre local utility (-17,2%) e al mercato nel suo complesso (-17,5%), confermando il basso beta (indice della volatilità) e la solidità dei fondamentali economici riconosciuti dagli investitori.

performance superiore alle local utility e al mercato

Hera mostra una

Il 6 luglio scorso, in linea con le indicazioni contenute nel piano industriale, Hera ha distribuito un dividendo pari a 10,0 centesimi per azione, il diciottesimo di una serie ininterrotta e in crescita fin dalla quotazione, anche a fronte della solidità dei fondamentali economico finanziari e della continuità delle attività durante tutto il periodo di lockdown.

Distribuito dividendo di 10,0 centesimi, in linea con obiettivi di Piano

+276% il total shareholders' return dall'Ipo

euro 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020
Dps 0,035 0,053 0,06 0,07 0,08 0,08 0,08 0,08 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,09 0,095 0,10 0,10

L'effetto congiunto di una continua remunerazione degli azionisti tramite la distribuzione di dividendi e il rialzo del prezzo del titolo ha permesso al total shareholders' return cumulato dalla quotazione di rimanere sempre positivo e di attestarsi, alla fine del semestre, a oltre il +275,6%.

Gli analisti finanziari che coprono il titolo (Banca Akros, Banca Imi, Equita Sim, Findentiis, Intermonte, Kepler Cheuvreux, MainFirst e Mediobanca) esprimono raccomandazioni positive o neutre e non ne prevedono alcuna negativa. Alla fine del trimestre il consensus target price era pari a 3,99 euro, superiore alla valutazione di 3,87 euro che veniva raccomandata alla fine del 2019.

Al 30 giugno 2020 la compagine sociale mostra l'usuale stabilità ed equilibrio, essendo composta per il 46,4% da 111 soci pubblici dei territori di riferimento riuniti in un patto di sindacato, con decorrenza dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2021, e per il 53,6% dal flottante. La compagine azionaria è altamente frammentata tra un numero elevato di azionisti pubblici (111 comuni, il maggiore dei quali detiene una partecipazione inferiore al 10%) e un numero elevato di azionisti privati istituzionali e retail.

Dal 2006, Hera ha adottato un piano di riacquisto di azioni proprie, rinnovato dall'Assemblea degli Azionisti del 29 aprile 2020 per un periodo di ulteriori 18 mesi, per un importo massimo complessivo di 270 milioni di euro. Tale piano è finalizzato a finanziare le opportunità d'integrazione di società di piccole dimensioni e a normalizzare eventuali fluttuazioni anomale delle quotazioni rispetto a quelle delle principali società comparabili italiane. Alla fine del primo semestre, Hera deteneva in portafoglio 18,2 milioni di azioni.

Nel semestre circa 3,2 milioni di azioni proprie sono state messe al servizio dell'operazione di acquisizione e fusione con la utility CMV Servizi Srl, come indicato dal mandato assembleare, annullando l'aspetto diluitivo per gli azionisti di Hera.

A partire dal 22 giugno il titolo Hera è stato incluso nell'indice FTSE4Good che racchiude le società con un alto profilo di sostenibilità e che evidenziano le migliori performance nei parametri Esg.

46,4% il capitale sociale del patto di sindacato dei soci pubblici

Dopo la pubblicazione del nuovo piano industriale 2019-2023, il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato di Hera hanno preso parte ad un road show nelle principali piazze finanziarie europee e nordamericane per illustrare agli investitori i target di crescita del Gruppo. Questa puntuale attività di comunicazione ha raccolto un notevole interesse da parte degli investitori istituzionali, risultando premiante per la performance del titolo nel periodo di riferimento.

Il dialogo con il mercato come intangible asset

L'intensità dell'impegno che il Gruppo profonde nel dialogo con gli investitori ha contribuito al rafforzamento della sua reputation sui mercati e costituisce un intangible asset a vantaggio del titolo e degli stakeholder di Hera.

Di seguito saranno analizzati i risultati della gestione realizzati nelle aree di business del Gruppo: area gas, che comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, teleriscaldamento e gestione calore; area energia elettrica, che comprende i servizi di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica; area ciclo idrico integrato, che comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura; area ambiente, che comprende i servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti; area altri servizi, che comprende i servizi di illuminazione pubblica, telecomunicazione e altri servizi minori.

Strategia multibusiness

I conti economici del Gruppo comprendono i costi di struttura e includono gli scambi economici tra le aree d'affari valorizzati a prezzi di mercato.

L'analisi per aree d'affari considera la valorizzazione di maggiori ricavi e costi, senza impatto sul margine operativo lordo, relativi all'applicazione dell'Ifric 12. I settori d'affari che risentono dell'applicazione di questo principio sono il servizio di distribuzione del gas metano, il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, i servizi del ciclo idrico integrato e il servizio d'illuminazione pubblica.

In tutte le aree d'affari, in coerenza con gli schemi di conto economico, ha effetto l'applicazione del principio contabile Ifrs 16 sui leasing operativi, omogeneo in entrambi gli esercizi.

Il primo semestre 2020 mostra una crescita rispetto all'analogo periodo dell'esercizio precedente, sia in termini di marginalità che di volumi venduti. Questo risultato è stato ottenuto principalmente grazie allo sviluppo commerciale legato all'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave che ha previsto l'acquisizione delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl a fronte della cessione di un ramo di distribuzione nell'area del triveneto ( relativo agli Atem di Padova 1, Padova 2, Udine 3 e Pordenone) ed è riuscita a mitigare gli effetti negativi dovuti alla pandemia del Covid-19. Infine, Hera Comm Spa si è aggiudicata, tramite gara e per il periodo 1° ottobre 2019 – 30 settembre 2020, quattro lotti del servizio di ultima istanza gas e due lotti del servizio di default di distribuzione gas. Marginalità in crescita

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var. %
Margine operativo lordo area 200,8 195,6 +5,2 +2,6%
Margine operativ
o lordo Gruppo
559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Peso percentuale 35,9% 35,8% +0,1 p.p.

crescita del Mol +2,6%

Il numero di clienti gas è in aumento di 558,5 mila clienti, pari al 38,0%, rispetto al primo semestre 2019. L'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl ha contribuito per 599,5 mila clienti e compensa il calo della base clienti, principalmente per il diverso risultato delle gare sui mercati di ultima istanza citato in precedenza di circa 30 mila clienti.

(mgl)

I volumi di gas complessivamente venduti aumentano di 1.781,2 milioni di mc, pari al 42,3%, passando da 4.215,2 milioni di mc di giugno 2019 ai 5.996,4 di giugno 2020. I volumi di trading evidenziano una crescita pari a 1.420,6 milioni di mc (33,4% sul totale dei volumi) per i maggiori scambi all'estero. I volumi venduti a clienti finali presentano una crescita del 26,1% rispetto a giugno 2019, pari a 360,6 milioni di mc, grazie all'apporto delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl, per 456,1 milioni di mc. Tale crescita è soltanto in parte mitigata dal calo dei mercati tradizionali per 63,8 milioni di mc e di ultima istanza per 31,8 milioni di mc, causati principalmente dall'effetto climatico di un inverno molto mite che ha registrato temperature medie più alte rispetto all'esercizio 2019 e dagli effetti negativi dell'emergenza Covid-19.

(mln/mc)

La sintesi dei risultati economici dell'area:
-- -- -- -- -- ----------------------------------------------- -- --
Conto economico (mln/euro) giu-20 Inc.% giu-19 Inc.% Var. Ass. Var. %
Ricav
i
1.634,6 1.502,0 +132,6 +8,8%
Costi operativ
i
(1.378,9) -84,4% (1.251,5) -83,3% +127,4 +10,2%
Costi del personale (59,5) -3,6% (60,0) -4,0% -0,5 -0,8%
Costi capitalizzati 4,6 0,3% 5,1 0,3% -0,5 -9,8%
Margine operativo lordo 200,8 12,3% 195,6 13,0% +5,2 +2,6%

I ricavi passano da 1.502,0 milioni di giugno 2019 a 1.634,6 milioni di euro al 30 giugno 2020, con una crescita di 132,6 milioni di euro, pari al 8,8%. Le ragioni principali della crescita sono da imputare ai maggiori ricavi per le acquisizioni delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl per 257,8 milioni di euro e per le maggiori attività di trading, per circa 34,0 milioni di euro. Tale crescita è compensata dai minori ricavi per il minor prezzo della materia prima gas, circa 79 milioni di euro, e dai minori volumi venduti di gas, circa 37 milioni di euro; questi ultimi, accompagnati dai minori ricavi di teleriscaldamento e gestione calore, per circa 17,0 milioni di euro e dai minori ricavi per le attività in Bulgaria, per 2,0 milioni di euro, confermano gli effetti negativi del clima e dell'emergenza Covid-19, già citati in precedenza.

Sono in calo anche i titoli di efficienza energetica per circa 10,8 milioni di euro, i ricavi per commesse a lungo termine e opere conto terzi per 3,2 milioni di euro, con pari effetto sui costi operativi e i ricavi regolati della distribuzione gas per 10,5 milioni di euro, principalmente per la cessione ad Ascopiave relativa alle località gestite negli atem di PD1, PD2, UD3 e PN.

Da un punto di vista normativo si fa inoltre presente che il 2020 è il primo anno del V periodo regolatorio (approvato con delibera 570/2019/R/Gas), che prevede un'importante riduzione del riconoscimento dei costi operativi, oltre ad una riduzione del Wacc della misura.

(mln/euro)

L'incremento dei ricavi si riflette in maniera proporzionale sulla crescita dei costi operativi che passano dai 1.251,5 milioni di euro di giugno 2019 agli 1.378,9 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020, evidenziando quindi una crescita complessiva di 127,4 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente alle maggiori attività di trading e alle acquisizioni societarie già citate.

Il margine operativo lordo aumenta di 5,2 milioni di euro, pari al 2,6%, passando dai 195,6 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 200,8 milioni di euro del primo semestre 2020, grazie all'ingresso delle nuove società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl, che compensano i minori volumi venduti di gas e i minori margini del teleriscaldamento e della gestione calore a causa del clima mite e degli effetti negativi derivanti dall'emergenza Covid19, che incidono sulla riduzione di marginalità per circa 15,4 milioni di euro.

(mln/euro)

Nel primo semestre 2020, gli investimenti netti nell'area gas sono pari a 52,9 milioni di euro, in crescita di 0,7 milioni di euro rispetto al primo semestre dell'anno precedente. Nella distribuzione del gas, si registra complessivamente un decremento di 1,2 milioni di euro che deriva per 4,5 milioni di euro dai minori investimenti sul ramo distribuzione gas di AcegasApsAmga Spa relativo agli Atem di Padova 1, Padova 2, Udine 3 e Pordenone, ceduto con efficacia dal 31 dicembre 2019 nell'ambito dell'operazione Ascopiave, non interamente compensati da maggiori interventi per la sostituzione massiva dei contatori (delibera 554) e per le manutenzioni straordinarie di reti e impianti negli altri ambiti territoriali gestiti. Nella vendita gas si registrano investimenti di 4,3 milioni di euro per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti. Gli investimenti sono in aumento di 1,7 milioni di euro nella gestione calore con le attività delle società Hera Servizi Energia Srl e AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa e nel servizio di teleriscaldamento dove le richieste di nuovi allacciamenti sono inferiori rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

(mln/euro)

I dettagli degli investimenti operativi nell'area gas:

Gas (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 40,8 42,0 -1,2 -2,9%
Acquisizione clienti Gas 4,3 3,3 +1,0 +30,3%
Tlr/gestione calore 8,7 7,0 +1,7 +24,3%
Totale gas lordi 53,9 52,2 +1,7 +3,3%
Contributi conto capitale 1,0 0,0 +1,0 +100,0%
Totale gas netti 52,9 52,2 +0,7 +1,3%

Alla fine del primo semestre 2020, la marginalità dell'area energia elettrica registra un aumento rispetto all'anno precedente, grazie all'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave per l'acquisizione delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl e i margini delle attività di produzione di energia elettrica, nonostante gli effetti negativi dovuti alla pandemia del Covid-19.

Marginalità in aumento

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var. % +12,3%
Mol in crescita
Margine operativo lordo area 97,0 86,3 +10,7 +12,3%
Margine operativ
o lordo Gruppo
559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Peso percentuale 17,3% 15,8% +1,5 p.p.

Il numero di clienti energia elettrica si attestano su 1,3 milione di punti di fornitura, in aumento del 14,0% (160,4 mila unità) rispetto al 30 giugno 2019. L'importante crescita è avvenuta nel mercato libero, per il 20,0% del totale, principalmente per l'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl che hanno contribuito per circa 109,2 mila clienti e per effetto del rafforzamento dell'azione commerciale messa in atto per circa 76,8 mila clienti. Tale crescita riesce a mitigare il calo dei clienti in salvaguardia e a maggior tutela.

I volumi venduti di energia elettrica passano da 6.124,5 GWh del 30 giugno 2019 a 6.130,7 GWh del 30 giugno 2020, con un aumento complessivo dello 0,1%, pari a 6,2 GWh. I volumi venduti nel mercato libero crescono del 6,1% sul totale, grazie sia alle acquisizioni societarie sopra citate, che contribuiscono per 229,1 GWh, sia alla crescita organica inerziale per 144,8 GWh. Tale crescita riesce a mitigare il calo dei volumi in salvaguardia e tutela per 367,7 GWh, pari al 6,0% rispetto al totale.

4.917,3 4.543,4 1.080,9 1.420,1 132,5 161,0 6.130,7 6.124,5 2020 2019 Libero Salvaguardia Tutela 6,1 TWh venduti

(GWh)

La sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) giu-20 Inc.% giu-19 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricav
i
1.097,3 1.208,4 -111,1 -9,2%
Costi operativ
i
(979,4) -89,3% (1.103,3) -91,3% -123,9 -11,2%
Costi del personale (24,9) -2,3% (22,7) -1,9% +2,2 +9,7%
Costi capitalizzati 4,1 0,4% 4,0 0,3% +0,1 +2,5%
Margine operativo lordo 97,0 8,8% 86,3 7,1% +10,7 +12,3%

Mol in crescita di 10,7 milioni di euro

I ricavi registrano un calo di 111,1 milioni di euro, pari al 9,2%, passando dai 1.208,4 milioni di euro di giugno 2019 a 1.097,3 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020. Le principali cause sono i minori ricavi per attività di trading per 40,6 milioni di euro, legate al calo del 40% del valore medio del PUN dei primi sei mesi del 2020, il minor prezzo della materia prima per 70,0 milioni di euro e i minori ricavi di produzione energia elettrica per circa 17,0 milioni di euro. Inoltre, gli effetti negativi dell'emergenza Covid-19 confermano la diminuzione dei volumi venduti, già citata in precedenza, che genera minori ricavi per circa 25,0 milioni di euro e minori ricavi di vettoriamento extra rete per circa 10,0 milioni di euro, invarianti sui costi. Tale calo è soltanto in parte mitigato dai maggiori ricavi per le acquisizioni delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl per circa 52,3 milioni di euro.

I ricavi regolati risultano in crescita rispetto a giugno 2019 di 0,5 milioni di euro, a parità di Wacc tra i due periodi, pari al 5,9%. Il 2020 è il primo anno del semiperiodo regolatorio 2020-2023 regolato da delibera 568/2019.

(mln/euro)

La diminuzione dei ricavi si riflette in maniera proporzionale anche sui costi operativi che passano da 1.103,3 milioni di euro di giugno 2019 a 979,4 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020, evidenziando quindi una diminuzione di 123,9 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente ai minori prezzi della materia prima, nonostante la crescita per le variazioni di perimetro.

Al 30 giugno 2020, il margine operativo lordo aumenta di 10,7 milioni di euro, pari al 12,3%, passando da 86,3 milioni del 2019 a 97,0 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020, per la maggiore marginalità derivante dall'ingresso delle nuove società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu Srl e dalle attività di produzione di energia elettrica che compensano i minori volumi e margini dovuti all'emergenza del Covid19, con un impatto complessivo di minore marginalità per 4,1 milioni di euro.

(mln/euro)

Nell'area energia elettrica gli investimenti del primo semestre 2020 ammontano a 21,5 milioni di euro, in crescita di 2,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Gli interventi realizzati riguardano prevalentemente la manutenzione straordinaria di impianti e reti di distribuzione nei territori di Modena, Imola, Trieste e Gorizia.

Rispetto al primo semestre dell'anno precedente, l'incremento si registra nella distribuzione energia elettrica per 1,8 milioni di euro, mentre per 0,9 milioni di euro si registra nella vendita di energia, per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti. Le richieste di nuovi allacciamenti sono in diminuzione rispetto all'anno precedente.

(mln/euro)

Gli investimenti operativi nell'area energia elettrica:

Energia elettrica (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Reti e impianti 13,2 11,4 +1,8 +15,8%
Acquisizione clienti EE 8,3 7,4 +0,9 +12,2%
Totale energia elettrica lordi 21,5 18,8 +2,7 +14,4%
Contributi conto capitale 0,0 0,0 +0,0 +0,0%
Totale energia elettrica netti 21,5 18,8 +2,7 +14,4%

Nel primo semestre 2020, l'area ciclo idrico integrato è sostanzialmente in linea ai risultati dello scorso anno, registrando una leggera contrazione di marginalità pari a 0,1 milioni di euro, corrispondente allo 0,1%. Dal punto di vista normativo si segnala che il 2020 è il primo anno di applicazione del metodo tariffario, definito dall'Autorità per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), 2020-2023 (delibera 580/2019). A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) determinato sulla base dei costi operativi e dei costi di capitale, in funzione degli investimenti realizzati, in un'ottica di crescente efficienza dei costi, nonché di misure tese a promuovere e valorizzare interventi per la sostenibilità e la resilienza.

Risultati in linea nel primo semestre 2020

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.% -0,1%
Mol in linea
Margine operativo lordo area 122,7 122,8 (0,1) (0,1%)
Margine operativo lordo Gruppo 559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Peso percentuale 21,9% 22,5% -0,6 p.p.

Il numero di clienti acqua si attesta a quota 1,5 milioni, aumentando di 3,1 migliaia, pari allo 0,2% rispetto al primo semestre 2019, a conferma del moderato trend di crescita organica nei territori di riferimento del Gruppo, prevalentemente nel territorio emiliano-romagnolo gestito da Hera Spa.

(mgl)

137,5 milioni di mc: quantità gestita in acquedotto

Di seguito i principali indicatori quantitativi dell'area:

I volumi erogati, tramite acquedotto, sono sostanzialmente allineati allo scorso giugno 2019 presentano una leggerissima contrazione di 0,2 milioni di mc pari allo 0,2%. Sono sostanzialmente allineate anche le quantità gestite relative alla fognatura e depurazione che presentano una lieve contrazione rispettivamente di 0,1 milioni di mc e di 0,2 milioni di mc rispetto al primo semestre dell'anno precedente. I volumi somministrati, a seguito della delibera 580/2019 dall'Autorità, sono un indicatore di attività dei territori in cui il Gruppo opera e sono oggetto di perequazione per effetto della normativa che prevede il riconoscimento di un ricavo regolato indipendente dai volumi distribuiti.

Conto economico (mln/euro) giu-20 Inc.% giu-19 Inc.% Var. Ass. Var.%
Ricavi 415,6 430,8 -15,2 -3,5%
Costi operativi (202,4) -48,7% (219,7) -51,0% (17,3) (7,9%)
Costi del personale (92,4) -22,2% (90,8) -21,1% +1,6 +1,8%
Costi capitalizzati 1,9 0,4% 2,5 0,6% (0,6) (24,4%)
Margine operativo lordo 122,7 29,5% 122,8 28,5% -0,1 -0,1%

La sintesi dei risultati economici dell'area:

I ricavi a giugno 2020, presentano una flessione di 15,2 milioni di euro pari al 3,5% passando dai 430,8 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 415,6 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020. Tale andamento è legato, per complessivi 10,3 milioni di euro, ai minori ricavi per commesse e opere conto terzi realizzate nel corso del primo semestre 2020 e ai minori ricavi per allacciamenti e richieste clienti. Si segnalano minori altri ricavi legati prevalentemente a contributi ricevuti per circa 3,0 milioni di euro di cui circa 1 milione relativi alla copertura dei costi straordinari per l'emergenza idrica del 2017 rilevati lo scorso giugno 2019. I ricavi da somministrazione presentano un calo di 1,7 milioni di euro, dovuto principalmente alla riduzione dei costi perequabili di energia elettrica e della materia prima acqua, compensati in parte dall'adeguamento tariffario del nuovo metodo, MTI-3.

(mln/euro)

I costi operativi, presentano una contrazione di 17,3 milioni di euro pari al 7,9% passando dai 219,7 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 202,4 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020. Al netto dei minori costi correlati alle minori opere realizzate già descritte tra i ricavi per complessivi 9,3 milioni di euro si evidenziano minori costi della materia prima acqua e dell'energia elettrica per circa 9,2 milioni di euro.

Il margine operativo lordo è sostanzialmente in linea rispetto allo scorso anno presentando un leggero calo di 0,1 milioni di euro, pari allo 0,1%, passando dai 122,8 milioni di euro di giugno 2019 ai 122,7 milioni di euro dell'analogo periodo 2020. Gli effetti negativi sul business nei primi sei mesi dell'anno dovuti all'epidemia del Covid-19 comportano complessivamente una flessione di marginalità di 0,4 milioni di euro da leggersi in termini di minori allacciamenti, richieste cliente e opere conto terzi, parzialmente assorbite dalle azioni di contenimento messe in atto dal Gruppo.

(mln/euro)

Nel primo semestre 2020 gli investimenti netti nell'area ciclo idrico integrato ammontano a 68,3 milioni di euro, in crescita di 1,3 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Al lordo dei contributi in conto capitale ricevuti, che si riducono di 0,4 milioni di euro, gli investimenti effettuati sono in aumento di 0,8 milioni di euro e ammontano a 75,4 milioni di euro.

Gli investimenti sono riferiti principalmente a estensioni, bonifiche e potenziamenti di reti e impianti, oltre che agli adeguamenti normativi riguardanti soprattutto l'ambito depurativo e fognario.

Gli investimenti sono stati realizzati per 47,3 milioni di euro nell'acquedotto, per 17,7 milioni di euro nella fognatura e per 10,4 milioni di euro nella depurazione.

(mln/euro)

Fra i principali interventi, si segnalano: nell'acquedotto, l'incremento delle attività di bonifica su reti e allacci legata anche alla delibera Arera 917/2017 sulla regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato, il potenziamento e rinnovo di adduttrici di due comuni del bolognese; nella fognatura continua l'avanzamento delle importanti opere del piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, anche se nel 2020 è previsto un minore impatto degli interventi a carico Hera rispetto l'anno precedente. Continuano anche gli interventi manutentivi di riqualificazione della rete fognaria in altri territori e le opere di adeguamento scarichi alla Dgr 201/2016; nella depurazione, in evidenza gli adeguamenti del depuratore di Lido di Classe e del depuratore di Lugo.

Le richieste per nuovi allacciamenti idrici e fognari sono in crescita rispetto all'anno precedente.

I contributi in conto capitale, pari a 7,2 milioni di euro, sono comprensivi di 6,6 milioni di euro derivanti dalla componente della tariffa prevista dal metodo tariffario per il Fondo Nuovi investimenti (FoNI) e diminuiscono di 0,4 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Complessivamente, le favorevoli condizioni metereologiche del primo trimestre hanno permesso un forte avanzamento dei cantieri nei primi tre mesi dell'anno, consentendo un saldo positivo sul semestre pur con alcuni cantieri che hanno registrato un rallentamento dovuto all'emergenza sanitaria durante il secondo trimestre.

Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ciclo idrico integrato:

Ciclo idrico integrato (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Acquedotto 47,3 44,5 +2,8 +6,3%
Depurazione 10,4 10,7 -0,3 -2,8%
Fognatura 17,7 19,3 -1,6 -8,3%
Totale ciclo idrico integrato lordi 75,4 74,6 +0,8 +1,1%
Contributi conto capitale 7,2 7,6 -0,4 -5,3%
di cui per FoNI (Fondo Nuov
i inv
estimenti)
6,6 6,5 +0,1 +1,5%
Totale ciclo idrico integrato netti 68,3 67,0 +1,3 +1,9%

Rilevanti investimenti operativi su acquedotto, fognatura e depurazione

Mol in calo

A giugno 2020 l'area ambiente contribuisce con il 21,9% alla marginalità del Gruppo Hera, presentando un margine operativo lordo in calo rispetto all'analogo periodo del 2019. I primi sei mesi dell'anno scontano gli effetti negativi dovuti all'epidemia del Covid-19. Le conseguenti e necessarie misure restrittive sulle persone e la chiusura della maggior parte delle attività commerciali e industriali nel periodo di chiusura hanno portato ad una contrazione nella produzione di rifiuti e, per quanto riguarda il mercato del recupero e riciclo degli scarti plastici, alla contrazione della domanda di materia plastica riciclata e il calo dei prezzi dei prodotti riciclati. In questo contesto straordinario Il Gruppo Hera ha saputo reagire tempestivamente mettendo a disposizione la propria professionalità alle comunità dei territori serviti e ai propri clienti per superare insieme l'emergenza. Tutti gli impianti di trattamento rifiuti sono rimasti operativi e a servizio delle aziende clienti che hanno continuato a produrre beni di prima necessità. Anche in questo particolare contesto, lo sviluppo di iniziative di economia circolare continua a rappresentare non solo un tratto distintivo della cultura aziendale ma anche uno dei principali driver strategici. A tal fine si evidenzia l'avvio dell'iter autorizzativo per la realizzazione del secondo impianto di produzione di biometano dal trattamento della frazione organica nonché l'avvio a regime del primo rigeneratore di polietilene di Aliplast Spa installato lo scorso anno e l'inizio delle attività per l'installazione del secondo rigeneratore. La tutela delle risorse ambientali si conferma anche per il primo semestre 2020 un obiettivo prioritario, così come la massimizzazione del loro riutilizzo, ne è dimostrazione la particolare attenzione dedicata allo sviluppo della raccolta differenziata che si incrementa di 1,0 p.p rispetto a giugno 2019.

Di seguito le variazioni a livello di margine operativo lordo:

(mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 122,4 126,3 -3,9 -3,1%
Margine operativ
o lordo Gruppo
559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Peso percentuale 21,9% 23,1% -1,2 p.p.

Contrazione del Mol: -3,1%

Nella tabella di seguito riportata è esposta l'analisi dei volumi commercializzati e trattati dal Gruppo nel corso del primo semestre 2020:

Dati quantitativi (mgl/t) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var. %
Rifiuti urbani 1.030,6 1.149,3 -118,7 -10,3%
Rifiuti da mercato 1.111,6 1.110,4 +1,2 +0,1%
Rifiuti commercializzati 2.142,2 2.259,7 -117,5 -5,2%
Sottoprodotti impianti 1.278,9 1.373,8 -94,9 -6,9%
Rifiuti trattati per tipologia 3.421,1 3.633,5 -212,4 -5,8%

L'analisi dei dati quantitativi evidenzia una flessione dei rifiuti commercializzati dovuta al calo dei rifiuti urbani mentre i rifiuti da mercato sono sostanzialmente in linea. Per quanto riguarda i rifiuti urbani, il primo semestre 2020 fa evidenziare una contrazione pari al 10,3%, in particolare sono in calo sia le quantità di differenziato e arenile, che le quantità di indifferenziato.

Rifiuti da mercato in linea e flessione degli urbani

I volumi da mercato sono sostanzialmente allineati allo scorso anno: i maggiori volumi trattati relativi ai perimetri in ingresso di cui si tratterà nel proseguo e l'incremento dei flussi intermediati hanno pienamente contenuto la minore attività causata dall'emergenza sanitaria da Covid-19.

Infine, i sottoprodotti degli impianti presentano valori in calo rispetto all'anno precedente a causa delle minori quantità trattate e alla minore piovosità.

La raccolta differenziata di rifiuti urbani registra un ulteriore progresso, passando dal 63,4% del primo semestre 2019 a 64,4% dell'analogo periodo dell'anno in corso. A giugno 2020 nei territori emiliano romagnoli la raccolta differenziata aumenta di 1,0 p.p., nel Triveneto la crescita si attesta a 2,2 p.p. e nelle Marche è presente una leggera crescita di 0,4 p.p.

(%)

Dati quantitativi (mgl/t) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var. %
Discariche 342,8 247,7 +95,1 +38,4%
Termov
alorizzatori
623,9 632,0 -8,1 -1,3%
Impianti di selezione e altro 238,1 264,6 -26,5 -10,0%
Impianti di compostaggio e stabilizzazione 247,3 245,4 +1,9 +0,8%
Impianti di inertizzazione e chimico-fisici 678,1 613,4 +64,7 +10,5%
Altri impianti 1.291,0 1.630,2 -339,2 -20,8%
Rifiuti trattati per impianto 3.421,1 3.633,5 -212,4 -5,8%

Il Gruppo Hera opera nel ciclo completo dei rifiuti con 93 impianti di trattamento di rifiuti urbani e speciali e di rigenerazione dei materiali plastici. Tra i principali impianti si evidenziano: 9 termovalorizzatori, 12 compostaggi/digestori, 14 impianti di selezione.

Rispetto al primo semestre 2019, l'esercizio in corso beneficia sia dell'acquisizione di Pistoia Ambiente Srl, che gestisce la discarica di Serravalle Pistoiese, che dell'operatività del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti non pericolosi a Cordenons in provincia di Pordenone. Inoltre, si segnala la gestione dell'impianto per rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi di Gaggio Montano.

Il trattamento dei rifiuti evidenzia una flessione, pari al 5,8% rispetto al primo semestre 2019. Al riguardo si segnalano i maggiori quantitativi in discarica relativi prevalentemente ai perimetri in ingresso di cui si è detto in precedenza. Sulla filiera dei termovalorizzatori, i rifiuti sono sostanzialmente allineati all'anno precedente, registrando un lieve calo dell'1,3%. La flessione delle quantità negli impianti di selezione è imputabile alle minori quantità trattate, principalmente nell'impianto di Rimini e di Bologna. Negli impianti di compostaggio e stabilizzazione i volumi sono sostanzialmente allineati, i maggiori volumi trattati negli impianti di Voltana e dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Tremonti compensano a pieno il calo di volumi sugli impianti di Ostellato e Cesena. I maggiori quantitativi nella filiera degli impianti d'inertizzazione e chimico-fisici è riconducibile a una diversa classificazione di alcuni impianti dalla filiera impianti di terzi/altri nonostante la riduzione dei percolati delle discariche per la minore piovosità. Infine, la flessione nella filiera impianti terzi/altri è riconducibile principalmente alla diversa rappresentazione in altre categorie di alcuni impianti, che in parte viene assorbita dall'incremento dei volumi intermediati.

Una sintesi dei risultati economici dell'area:

Conto economico (mln/euro) giu-20 Inc.% giu-19 Inc.% Var. Ass. Var.% Marginalità in
aumento
Ricav
i
580,0 595,1 -15,1 -2,5%
Costi operativ
i
(356,6) -61,5% (369,3) -62,0% -12,7 -3,4%
Costi del personale (103,9) -17,9% (102,9) -17,3% +1,0 +1,0%
Costi capitalizzati 2,9 0,5% 3,3 0,6% -0,4 -12,0%
Margine operativo lordo 122,4 21,1% 126,3 21,2% -3,9 -3,1%

I ricavi a giugno 2020 diminuiscono del 2,5%, pari a 15,1 milioni, passando dai 595,1 milioni di euro al 30 giugno 2020 ai 580,0 milioni di euro del primo semestre 2020. Al netto della variazione di perimetro relative all'ingresso di Pistoia Ambiente Srl e all'impianto di Gaggio Montano (di seguito variazioni di perimetro) che contribuiscono per circa 10,9 milioni di euro, l'area ambiente presenta dei ricavi in calo di circa 26 milioni di euro rispetto allo scorso esercizio. Tale andamento è legato prevalentemente ai minori ricavi da produzione di energia elettrica conseguenza della perdita d'incentivi energetici su

alcuni impianti, della flessione dei prezzi dell'energia a mercato e della termica, alla flessione nei volumi di prodotti venduti da Aliplast Spa, di circa il 15% e, infine, al calo nei volumi trattati e alla contrazione delle attività di bonifica. Tali effetti negativi, sono solo in parte compensati dal trend positivo dei prezzi dei rifiuti speciali.

(mln/euro)

I costi operativi nel primo semestre 2020 diminuiscono del 3,4%, pari a 12,7 milioni di euro passando dai 369,3 milioni di euro di giugno 2019 ai 356,6 milioni di euro del primo semestre 2020. Al netto delle variazioni di perimetro che contribuiscono per 4,9 milioni di euro, si evidenziano minori costi per 17,6 milioni di euro. Si segnalano minori costi di manutenzione programmata sugli impianti del Gruppo e minori costi per l'esternalizzazione dei sottoprodotti ed attività di bonifica. Infine, si evidenzia il calo dei costi di acquisto del pet sostenuti da Aliplast Spa e correlato all'andamento dei ricavi già in precedenza citati.

L'incremento del costo del personale, al netto delle variazioni di perimetro precedentemente citata per circa 1,2 milioni di euro, è pari allo 0,2%.

Il margine operativo lordo passa dai 126,3 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 122,4 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020 evidenziando un calo di 3,9 milioni di euro, pari al 3,1%. Tale andamento è dovuto ai minori ricavi relativi alla produzione di energia elettrica, agli effetti negativi conseguenti all'epidemia del Covid-19 per circa 9,4 milioni di euro da leggersi in termini di minori volumi trattati, minore marginalità nel recupero e riciclo della plastica, nonostante le azioni di contenimento messe in atto dal Gruppo. Tali effetti negativi sono solo in parte attenuati dai maggiori prezzi sui trattamenti dei rifiuti speciali e dai nuovi perimetri in ingresso.

(mln/euro)

Gli investimenti netti nell'area ambiente riguardano gli interventi di manutenzione e potenziamento degli impianti di trattamento rifiuti e ammontano a 21,7 milioni di euro, in diminuzione di 12,8 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

La filiera compostaggi/digestori presenta una diminuzione di 3,6 milioni di euro, dovuta agli importanti interventi realizzati l'anno precedente sull'impianto di compostaggio di Sant'Agata Bolognese per le attività legate alla realizzazione dell'impianto di biometano, oltre ad altri interventi fra cui l'adeguamento dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Tre Monti.

Gli investimenti sulle discariche si riducono di 5,0 milioni di euro per gli interventi effettuati nel 2019 su Cordenons, sul decimo settore della discarica di Ravenna e sugli impianti della società Marche Multiservizi Spa. Fra i lavori iniziati nel 2020, si evidenziano quelli sull'impianto Il Pago.

La filiera Wte presenta minori investimenti per 2,7 milioni di euro, attribuibili alle minori attività di manutenzione straordinaria sugli impianti di Bologna, Forlì, Rimini e Ravenna.

Gli investimenti nella filiera impianti rifiuti speciali, in linea con l'anno precedente, riguardano principalmente le attività di revamping dell'impianto F3 di Ravenna.

La filiera isole ecologiche e attrezzature di raccolta presenta investimenti in crescita di 0,3 milioni di euro rispetto l'anno precedente, mentre la riduzione di 1,9 milioni di euro nella filiera degli impianti di selezione e recupero riguarda principalmente gli investimenti del Gruppo Aliplast e la consegna avvenuta nel 2019 dell'impianto mobile soil washing di Chioggia.

(mln/euro)

Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ambiente:

Ambiente (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Compostaggi/digestori 0,8 4,4 -3,6 -81,8%
Discariche 5,2 10,2 -5,0 -49,0%
WTE 4,5 7,2 -2,7 -37,5%
Impianti Rs 1,6 1,6 +0,0 +0,0%
Isole ecologiche e attrezzature di raccolta 4,4 4,1 +0,3 +7,3%
Impianti trasbordo, selezione e altro 5,2 7,1 -1,9 -26,8%
Totale ambiente lordi 21,7 34,7 -13,0 -37,5%
Contributi conto capitale 0,0 0,2 -0,2 -100,0%
Totale ambiente netti 21,7 34,5 -12,8 -37,1%

L'area altri servizi raccoglie i business minori gestiti dal Gruppo. Ne fanno parte la pubblica illuminazione, le telecomunicazioni e i servizi cimiteriali. Nei primi sei mesi del 2020, il risultato dell'area presenta un incremento pari al 13,5% rispetto all'esercizio precedente: il margine operativo lordo infatti è passato dai 14,9 milioni di euro del primo semestre 2019 ai 16,9 milioni di euro dell'analogo periodo del 2020.

Marginalità in crescita

Di seguito le variazioni del margine operativo lordo:

(mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Margine operativo lordo area 16,9 14,9 +2,0 +13,5%
Margine operativ
o lordo Gruppo
559,7 545,9 +13,8 +2,5%
Peso percentuale 3,0% 2,7% +0,3 p.p.

Gli indicatori principali dell'area riferiti all'attività dell'illuminazione pubblica:

Dati quantitativi giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.% 562,8 mila
Illuminazione pubblica punti luce
Punti luce (mgl) 562,8 535,8 +27,0 +5,0%
di cui a led 27,3% 17,9% +9,4 p.p.
Comuni serv
iti
186,0 179,0 +7,0 +3,9%

Dall'analisi dei dati quantitativi dell'illuminazione pubblica emerge una crescita di 27,0 mila punti luce e l'acquisizione di 7 nuovi Comuni gestiti. Il Gruppo Hera nel corso del primo semestre del 2020 ha acquisito circa 29 mila punti luce in 10 nuovi Comuni. Le acquisizioni maggiormente significative sono state: in Lombardia per circa 5,0 mila punti luce, in Emilia-Romagna per circa 8,5 mila punti luce, in Friuli-Venezia Giulia per circa 9,1 mila punti luce, in Sardegna per circa 1,1 mila punti luce e nelle regioni del centro Italia per circa 4,5 mila punti luce. Gli incrementi dell'anno hanno pienamente assorbito la perdita di circa 2 mila punti luce e di 3 Comuni gestiti in Friuli-Venezia Giulia. Cresce anche la percentuale dei punti luce che utilizzano lampade a led: a giugno 2020 si attesta al 27,3% in crescita di 9,4 punti percentuali. Tale andamento evidenzia l'attenzione costante del Gruppo ad una gestione sempre più efficiente e sostenibile dell'illuminazione pubblica.

Tra gli indicatori quantitativi dell'area altri servizi si evidenziano anche i 4.300 Km di rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica che il Gruppo Hera possiede attraverso la propria digital company, Acantho. Tale rete serve le principali città del territorio emiliano romagnolo, Padova e Trieste e fornisce ad aziende e privati una connettività ad alte prestazioni, elevata affidabilità e massima sicurezza di sistemi, dati e continuità del servizio.

Conto economico (mln/euro) giu-20 Inc.% giu-19 Inc.% Var. Ass. Var.% Area in crescita
Ricav
i
67,5 66,2 +1,3 +2,0%
Costi operativ
i
(41,2) -61,1% (42,3) -63,9% -1,1 -2,6%
Costi del personale (10,2) -15,2% (10,1) -15,3% +0,1 +1,0%
Costi capitalizzati 0,8 1,2% 1,1 1,6% -0,3 -28,3%
Margine operativo lordo 16,9 25,0% 14,9 22,4% +2,0 +13,5%

I risultati economici dell'area sono:

I ricavi dell'area presentano una leggera crescita rispetto allo scorso giugno 2019 pari al 2,0% con un controvalore di 1,3 milioni di euro. Tale andamento è dovuto ai maggiori ricavi del business delle telecomunicazioni, solo parzialmente attenuati dai minori ricavi dell'illuminazione pubblica. Tali minori ricavi sono imputabili all'assorbimento della variazione di prezzo dell'energia elettrica nei canoni di gestione (effetto passante sui costi), nonostante i maggiori lavori di riqualificazione impiantistica ed efficientamento energetico, eseguiti da Hera Luce Srl nei territori comunali gestiti.

Il contenimento dei costi operativi, nonostante l'aumento del perimetro di comuni gestiti, è correlabile principalmente alla variazione del prezzo dell'energia elettrica legata già citato in precedenza.

(mln/euro)

Il margine operativo lordo presenta una crescita di 2,0 milioni di euro rispetto al primo semestre 2019 attestandosi a 16,9 milioni. Tale andamento è dovuto ai maggiori margini dei servizi delle telecomunicazioni e dell'illuminazione nonostante gli effetti negativi dovuti all'epidemia del Covid-19 che comportano complessivamente una flessione di marginalità di 0,5 milioni di euro.

(mln/euro)

Nel primo semestre 2020 gli investimenti nell'area altri servizi sono pari a 3,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto l'analogo periodo dell'anno precedente.

Nelle telecomunicazioni sono stati realizzati 2,7 milioni di euro di investimenti in rete e in servizi Tlc e Idc (Internet data center), in diminuzione di 0,7 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Nel servizio di illuminazione pubblica, gli investimenti per 1,2 milioni di euro sono relativi agli interventi di manutenzione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti di illuminazione dei territori gestiti, in diminuzione rispetto l'anno precedente principalmente per la diversa contabilizzazione delle commesse di illuminazione pubblica in base all'Ifric 12.

(mln/euro)

I dettagli degli investimenti operativi nell'area altri servizi:

Altri Servizi (mln/euro) giu-20 giu-19 Var. Ass. Var.%
Tlc 2,7 3,4 -0,7 -20,6%
Illuminazione pubblica e semaforica 1,2 3,0 -1,8 -60,0%
Totale altri servizi lordi 3,9 6,4 -2,5 -39,1%
Contributi conto capitale 0,0 0,0 +0,0 +0,0%
Totale altri servizi netti 3,9 6,4 -2,5 -39,1%

Ascopiave Spa

In data 30 gennaio 2020 Hera Spa ha acquistato da Amber Capital UK LLP il 2,5% del capitale di Ascopiave Spa. In data 18 giugno 2020 Hera Spa ha acquistato da A2A Spa un ulteriore 2% del capitale di Ascopiave Spa. Oggi Hera Spa detiene, in seguito anche a ulteriori acquisti effettuati sul mercato, il 4,9% del capitale sociale di Ascopiave Spa.

Q.tHermo Srl

In data 27 febbraio 2020, Sviluppo Ambiente Toscana Srl, società detenuta per il 95% del capitale sociale da Hera Spa e per il restante 5% da Herambiente Spa, ha ceduto la propria partecipazione detenuta in Q.tHermo Srl, società avente a oggetto la realizzazione del termovalorizzatore di Sesto Fiorentino (FI), pari al 40% del capitale sociale.

Sviluppo Ambiente Toscana Srl

In data 18 marzo 2020, in seguito alla cessione della partecipazione detenuta in Q.tHermo Srl, l'assemblea dei soci di Sviluppo Ambiente Toscana Srl ha deliberato lo scioglimento volontario della società.

Hera Servizi Energia Srl

In data 30 marzo 2020, Meta Srl ha ceduto a AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa la propria partecipazione detenuta in Hera Servizi Energia Srl, società operante nell'ambito dei servizi energetici e di gestione calore, corrispondente al 9,72% del Capitale Sociale. In seguito a tale operazione, AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa ha incrementato al 67,61% la partecipazione detenuta nel capitale sociale di Hera Servizi Energia Srl.

Inrete Distribuzione Energia Spa

I Comuni Cento e Bondeno, soci di Inrete Distribuzione Energia Spa in seguito all'efficacia della scissione parziale in quest'ultima di CMV Servizi Srl, in data 27 aprile 2020 hanno esercitato il diritto di permuta delle azioni Inrete detenute con azioni Hera.

Successivamente, in data 23 giugno 2020, anche i Comuni di Vigarano Mainarda, Terre del Reno, Goro e Poggio Renatico, a loro volta soci di Inrete Distribuzione Energia Spa in seguito all'efficacia della scissione parziale in quest'ultima di CMV Servizi Srl, hanno esercitato il diritto di permuta delle azioni Inrete detenute con azioni Hera.

In seguito a tali operazioni, Hera è divenuta titolare delle azioni Inrete detenute dai Comuni di Cento, Bondeno, Vigarano Mainarda, Terre del Reno, Goro e Poggio Renatico, ed ha riportato la propria partecipazione in Inrete dal 99,09% al 100% del capitale sociale.

Green Factory Srl

In data 19 maggio 2020 Marche Multiservizi Spa ha costituito una società a responsabilità limitata avente a oggetto la costruzione e successiva gestione di un impianto di biodigestione anaerobica dei rifiuti, denominata Green Factory Srl, di cui ne detiene l'intero capitale sociale.

EstEnergy Spa

In data 27 maggio 2020 Hera Spa ha ceduto a Hera Comm Spa la propria partecipazione detenuta in EstEnergy Spa, corrispondente all'1% del capitale sociale. In seguito a tale operazione, Hera Comm Spa ha incrementato al 52% la partecipazione detenuta nel capitale sociale di EstEnergy Spa. In pari data, l'assemblea straordinaria dei Soci di EstEnergy Spa ha deliberato l'aumento di capitale sociale "Opzione di Affrancamento", trattandosi di aumento funzionale al pagamento dell'imposta sostitutiva derivante dall'esercizio della citata opzione fiscale di affrancamento delle partecipazioni e al finanziamento soci da erogare a favore di Hera Comm NordEst Srl per l'affrancamento della propria lista clienti. In seguito a tale aumento, il capitale sociale della società si è incrementato da euro 266.061.261 a euro 299.925.761, ed è stato sottoscritto e liberato proporzionalmente dai soci mediante versamento in denaro in data 15 giugno 2020.

Maggio

Febbraio

Gennaio

Marzo

Aprile

Ricicla Srl

Giugno

In data 4 giugno 2020 Marche Multiservizi Spa ha ceduto la propria partecipazione in Ricicla Srl, società avente a oggetto il riciclaggio di residui di ogni genere destinati al riutilizzo, corrispondente al 10% del capitale sociale.

Pistoia Ambiente Srl/ Herambiente Spa

Con effetti decorrenti dal 1° luglio 2020, si è perfezionata la fusione per incorporazione di Pistoia Ambiente Srl in Herambiente Spa, che già ne deteneva l'intera partecipazione.

Bilancio consolidato Gruppo Hera

2

mln/euro note 1° semestre 2020 1° semestre 2019
Ricavi 1 3.402,3 3.371,6
Altri ricavi operativi 2 222,6 249,0
Consumi di materie prime e materiali di consumo 3 (1.605,1) (1.699,2)
Costi per servizi 4 (1.151,0) (1.075,1)
Costi del personale 5 (290,9) (286,6)
Altre spese operative 6 (32,5) (29,8)
Costi capitalizzati 7 14,3 16,0
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 8 (264,0) (257,0)
Utile operativo 295,7 288,9
Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate 9 3,7 6,5
Proventi finanziari 10 30,9 67,8
Oneri finanziari 10 (90,8) (119,2)
Gestione finanziaria (56,2) (44,9)
Utile prima delle imposte 239,5 244,0
Imposte 11 (64,6) (70,1)
Utile netto dell'esercizio 174,9 173,9
Attribuibile:
azionisti della Controllante 166,2 166,2
azionisti di minoranza 8,7 7,7
Utile per azione 12
di base 0,113 0,113
diluito 0,113 0,113

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 2.04.01 del presente bilancio consolidato.

mln/euro
note
1° semestre 2020 1° semestre 2019
Utile (perdita) netto dell'esercizio 174,9 173,9
Componenti riclassificabili a conto economico
Fair value derivati, variazione del periodo
20
(1,4) (58,9)
Effetto fiscale relativo alle componenti riclassificabili 0,5 16,2
Partecipazioni valutate al fair value
17
(2,5)
Componenti non riclassificabili a conto economico
Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti
27
2,8 (2,6)
Effetto fiscale relativo alle componenti non riclassificabili (0,6) 0,3
Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio 173,7 128,9
Attribuibile:
azionisti della controllante 164,8 121,5
azionisti di minoranza 8,9 7,4
mln/euro note 30-giu-20 31-dic-19
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 13 1.951,1 1.992,7
Diritti d'uso 14 91,0 96,9
Attività immateriali 15 3.823,2 3.780,2
Avviamento 16 812,8 812,9
Partecipazioni 17 183,0 143,5
Attività finanziarie non correnti 18 136,7 135,3
Attività fiscali differite 19 177,9 174,8
Strumenti derivati 20 43,3 41,1
Totale attività non correnti 7.219,0 7.177,4
Attività correnti
Rimanenze 21 170,7 176,5
Crediti commerciali 22 1.746,9 2.065,3
Attività finanziarie correnti 18 48,0 70,1
Attività per imposte correnti 23 39,3 42,1
Altre attività correnti 24 379,9 395,7
Strumenti derivati 20 84,8 72,2
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 18 705,5 364,0
Totale attività correnti 3.175,1 3.185,9
TOTALE ATTIVITÀ 10.394,1 10.363,3

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

mln/euro note 30-giu-20 31-dic-19
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Capitale sociale e riserve 25
Capitale sociale 1.470,6 1.474,8
Riserve 1.176,5 948,0
Utile (perdita) dell'esercizio 166,2 385,7
Patrimonio netto del Gruppo 2.813,3 2.808,5
Interessenze di minoranza 185,3 201,5
Totale patrimonio netto 2.998,6 3.010,0
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 26, 31 3.451,7 3.456,3
Passività non correnti per leasing 14, 31 70,1 76,1
Trattamento di fine rapporto e altri benefici 27 120,0 127,3
Fondi per rischi e oneri 28 518,7 521,8
Passività fiscali differite 19 145,8 154,5
Strumenti derivati 20 28,3 27,4
Totale passività non correnti 4.334,6 4.363,4
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 26, 31 448,1 305,5
Passività correnti per leasing 14, 31 18,9 19,4
Debiti commerciali 29 1.087,9 1.391,8
Passività per imposte correnti 23 79,4 86,9
Altre passività correnti 30 1.286,1 1.047,9
Strumenti derivati 20 140,5 138,4
Totale passività correnti 3.060,9 2.989,9
TOTALE PASSIVITÀ 7.395,5 7.353,3
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 10.394,1 10.363,3

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.

mln/euro note 30-giu-20 30-giu-19
Risultato ante imposte 239,5 244,0
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 214,9 199,3
Accantonamenti ai fondi 49,1 57,7
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto (3,7) (6,5)
(Proventi) oneri finanziari 59,9 51,4
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari (15,7) (2,7)
Variazione fondi rischi e oneri (15,1) (16,2)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (5,6) (4,4)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto 523,3 522,6
(Incremento) decremento di rimanenze 5,8 7,6
(Incremento) decremento di crediti commerciali 280,8 32,6
Incremento (decremento) di debiti commerciali (303,9) (270,3)
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 102,5 131,6
Variazione capitale circolante 85,2 (98,5)
Dividendi incassati 5,0 7,9
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 13,6 25,5
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari pagati (53,2) (62,2)
Imposte pagate (86,8) (10,8)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 487,1 384,5
Investimenti in immobilizzazioni materiali (46,2) (60,5)
Investimenti in attività immateriali (157,1) (154,1)
Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide 31 (45,6) (0,6)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 2,3 1,3
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 31 1,4
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento 21,1 (24,9)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) (224,1) (238,8)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 31 7,3 127,6
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari 31 111,1 (45,8)
Canoni pagati per locazioni finanziarie 31 (13,9) (9,4)
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate 31 (1,2) (2,8)
Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza (2,7) (151,1)
Variazione azioni proprie in portafoglio (22,1) 19,7
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) 78,5 (61,8)
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) 341,5 83,9
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo 364,0 535,5
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo 705,5 619,4

Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di rendiconto finanziario riportato al paragrafo 2.04.03 del presente bilancio consolidato.

mln/euro Capitale
sociale
Riserve Riserve strumenti
derivati valutati al fair
value
Riserve utili (perdite)
attuariali fondi benefici
dipendenti
Riserve partecipazioni
valutate al fair value
Utile del periodo Patrimonio netto Interessenze
di minoranza
Totale
Saldo al 31 dicembre 2018 1.465,3 926,8 16,5 (29,8) 281,9 2.660,7 186,0 2.846,7
Adozione Ifrs 16 (4,5) (19,3) (0,6) (19,9)
Saldo al 01-gen-19 1.465,3 922,3 16,5 (29,8) 281,9 2.656,2 185,4 2.841,6
Utile del periodo 166,2 166,2 7,7 173,9
Altre componenti del risultato complessivo:
fair value derivati, variazione del periodo (42,7) (42,7) (42,7)
utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti (2,0) (2,0) (0,3) (2,3)
Utile complessivo del periodo (42,7) (2,0) 166,2 121,5 7,4 128,9
variazione azioni proprie in portafoglio 6,2 13,5 19,7 19,7
variazione interessenza partecipativa (0,9) (0,9) (1,9) (2,8)
variazione area consolidamento 11,9 11,9
Ripartizione dell'utile:
dividendi distribuiti (149,1) (149,1) (11,4) (160,5)
destinazione a riserve 132,8 (132,8)
Saldo al 30 giugno 2019 1.471,5 1.067,7 (26,2) (31,8) 166,2 2.647,4 191,4 2.838,8
Saldo al 31-dic-19 1.474,8 1.019,7 (37,9) (33,8) 385,7 2.808,5 201,5 3.010,0
Utile del periodo 166,2 166,2 8,7 174,9
Altre componenti del risultato complessivo:
fair value derivati, variazione del periodo (0,9) (0,9) (0,9)
utili (perdite) attuariali
fondi benefici ai dipendenti
2,0 2,0 0,2 2,2
fair value partecipazioni, variazione del periodo (2,5) (2,5) (2,5)
Utile complessivo del periodo (0,9) 2,0 (2,5) 166,2 164,8 8,9 173,7
variazione azioni proprie in portafoglio (4,2) (7,8) (12,0) (12,0)
variazione interessenza partecipativa (11,3) (11,3)
altri movimenti 2,2 2,2 0,9 3,1
dividendi distribuiti (150,2) (150,2) (14,7) (164,9)
destinazione a riserve 235,5 (235,5)
Saldo al 30 giugno 2020 1.470,6 1.249,6 (38,8) (31,8) (2,5) 166,2 2.813,3 185,3 2.998,6

Il bilancio semestrale consolidato abbreviato al 30 giugno 2020, costituito da conto economico, conto economico complessivo, situazione patrimoniale-finanziaria, rendiconto finanziario, prospetto delle variazioni del patrimonio netto e note esplicative, è stato predisposto, in applicazione del Regolamento (CE) n°1606/2002 del 19 luglio 2002, in conformità ai Principi Contabili Internazionali Ias/Ifrs (di seguito Ifrs) emessi dall'International Accounting Standard Board (Iasb) e omologati dalla Commissione Europea, integrati dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (Ifrs Ic), precedentemente denominato Standing Interpretations Committee (Sic), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del decreto legislativo n. 38/2005.

Nella predisposizione del bilancio semestrale consolidato abbreviato, redatto secondo lo Ias 34 Bilanci intermedi, sono stati applicati gli stessi principi contabili già adottati nella redazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2019, al quale si rinvia per completezza di trattazione.

Il principio generale adottato nella predisposizione del presente bilancio semestrale consolidato abbreviato è quello del costo, a eccezione delle attività e passività (inclusi gli strumenti derivati) per le quali è richiesta la valutazione a fair value.

I dati del presente bilancio semestrale consolidato abbreviato sono comparabili con i medesimi del precedente esercizio, salvo quando diversamente indicato nelle note a commento delle singole voci. Nel confronto delle singole voci di conto economico e situazione patrimoniale-finanziaria occorre tenere anche in considerazione le variazioni dell'area di consolidamento riportate nello specifico paragrafo.

Le informazioni relative all'attività del Gruppo e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del semestre sono illustrati nella Relazione sulla gestione.

Il presente bilancio semestrale consolidato abbreviato al 30 giugno 2020 è stato predisposto dal Consiglio di Amministrazione e dallo stesso approvato nella seduta del 29 luglio 2020. Lo stesso è assoggettato a revisione contabile limitata da parte della società Deloitte & Touche Spa.

Gli schemi utilizzati sono i medesimi già applicati per il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019. Lo schema utilizzato per il conto economico è "a scalare" con le singole voci analizzate per natura. Si ritiene che tale esposizione, seguita anche dai principali competitor e in linea con la prassi internazionale, sia quella che meglio rappresenta i risultati aziendali.

Il conto economico complessivo viene presentato, come consentito dallo Ias 1 revised, in un documento separato rispetto al conto economico, distinguendo fra componenti riclassificabili e non riclassificabili a conto economico. Le altre componenti del conto economico complessivo sono evidenziate in modo separato anche nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto. Lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria evidenzia la distinzione tra attività e passività, correnti e non correnti. Il rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto, come consentito dallo Ias 7.

Negli schemi di bilancio sono separatamente indicati gli eventuali costi e i ricavi di natura non ricorrente. Si precisa che, con riferimento alla delibera Consob n.15519 del 27 luglio 2006, in merito agli schemi di bilancio, sono stati inseriti specifici schemi supplementari di conto economico, situazione patrimoniale-finanziaria e rendiconto finanziario con evidenza dei rapporti più significativi con parti correlate, al fine di non alterare la leggibilità complessiva degli schemi di bilancio.

Gli schemi di bilancio e i dati inseriti nelle note esplicative sono tutti espressi in milioni di euro con un decimale tranne quando diversamente indicato.

La predisposizione del bilancio semestrale consolidato abbreviato e delle relative note ha richiesto l'uso di stime e valutazioni da parte degli amministratori, con effetto sui valori di bilancio, basate su dati storici e sulle aspettative di eventi puntuali che ragionevolmente si verificheranno in base alle informazioni conosciute. Tali stime, per definizione, approssimano quelli che saranno i dati a consuntivo. Sono di seguito indicate le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni, che potrebbero comportare variazioni nei valori delle attività e passività entro il periodo successivo.

Continuità aziendale

Gli amministratori hanno valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio semestrale consolidato, concludendo che tale presupposto è pienamente soddisfatto in quanto non sussistono dubbi sulla continuità aziendale. Con riferimento alla situazione di crisi determinata dalla pandemia da Covid-19 si rimanda al capitolo 1.02 "Ambiti di gestione del rischio ed emergenza Covid-19".

Rilevazione dei ricavi

I ricavi per la vendita di energia elettrica, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione e comprendono lo stanziamento per le prestazioni effettuate, intervenute tra la data dell'ultima lettura ed il termine del periodo, ma non ancora fatturate. Tale stanziamento si basa su stime del consumo giornaliero del cliente, fondate sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi oggetto di stima.

Ammortamenti

Gli ammortamenti sono calcolati in base alla vita utile del bene, determinata al momento dell'iscrizione del bene nel bilancio. Le valutazioni circa la durata della vita utile si basano sull'esperienza storica, sulle condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa, compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza è possibile che la vita utile effettiva possa differire dalla vita utile stimata.

Accantonamenti per rischi

Tali accantonamenti sono effettuati sulla base di policy di Gruppo, facendo riferimento a comunicazioni aggiornate dei legali e dei consulenti che seguono le vertenze, nonché sulla base degli sviluppi procedurali delle stesse.

Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito sono riconosciute sulla base della miglior stima dell'aliquota media ponderata attesa per l'intero esercizio, prendendo in considerazione anche eventuali effetti fiscali conseguenti le disposizioni normative introdotte nel corso del semestre.

Attività fiscali differite

La contabilizzazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di un imponibile fiscale negli esercizi futuri. La valutazione degli imponibili attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte anticipate dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla recuperabilità dei crediti per imposte anticipate.

Determinazione del fair value e processo di valutazione

Il fair value degli strumenti finanziari derivati, sia su tassi di interesse sia su tassi di cambio, è desunto da quotazioni di mercato. In assenza di prezzi quotati in mercati attivi si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri, prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. Il fair value dei contratti derivati su commodity è determinato utilizzando input direttamente osservabili sul mercato laddove disponibili. La metodologia di calcolo del fair value degli strumenti derivati include la valutazione del non-performance risk se ritenuta rilevante. Tutti i contratti derivati stipulati dal Gruppo sono in essere con primarie controparti.

Si segnala, inoltre, che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedono un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Rischio di credito

Il rischio di credito cui è esposto il Gruppo deriva dall'ampia articolazione dei portafogli clienti delle principali aree di business nelle quali opera; per la stessa ragione, tale rischio risulta ripartito su di un largo numero di clienti. Al fine di gestire il rischio di credito, il Gruppo ha definito procedure per la selezione, il monitoraggio e la valutazione del proprio portafoglio clienti. Il mercato di riferimento è quello italiano.

Il modello di gestione del credito del Gruppo consente di determinare in maniera analitica la differente rischiosità associabile all'esigibilità dei crediti sin dal loro sorgere e progressivamente in funzione della loro crescente anzianità. Questa operatività consente di ridurre la concentrazione e l'esposizione ai rischi del credito, sia del segmento clienti business sia del segmento domestico. Relativamente ai crediti riguardanti i piccoli clienti vengono effettuati stanziamenti al fondo svalutazione sulla base di analisi predittive circa l'ammontare dei probabili futuri incassi, prendendo in considerazione l'anzianità del credito, il tipo di azioni di recupero intraprese e lo status del creditore. Periodicamente, inoltre, vengono effettuate analisi sulle posizioni creditizie ancora aperte individuando eventuali criticità e qualora risultino parzialmente, o del tutto inesigibili, si procede a una congrua svalutazione.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità consiste nell'impossibilità di far fronte alle obbligazioni finanziarie assunte per carenza di risorse interne, o incapacità a reperire risorse esterne a costi accettabili. Il rischio di liquidità è mitigato adottando politiche e procedure atte a massimizzare l'efficienza della gestione delle risorse finanziarie. Ciò si esplica prevalentemente nella gestione centralizzata dei flussi in entrata e in uscita (tesoreria centralizzata), nella valutazione prospettica delle condizioni di liquidità, nell'ottenimento di adeguate linee di credito, nonché preservando un adeguato ammontare di liquidità.

La pianificazione finanziaria dei fabbisogni, orientata sui finanziamenti a medio periodo, nonché la presenza di abbondanti margini di disponibilità su linee di credito permettono un'efficace gestione del rischio di liquidità.

Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento

Il costo dei finanziamenti è influenzato dalle variazioni dei tassi di interesse. Parimenti il fair value delle passività finanziarie stesse è soggetto alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio.

Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione a tali rischi e li gestisce anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie linee di gestione dei rischi. Per mitigare il rischio di volatilità dei tassi di interesse e contemporaneamente garantire un corretto bilanciamento tra indebitamento a tasso fisso e indebitamento a tasso variabile, il Gruppo stipula strumenti derivati di copertura su tassi a fronte di parte delle proprie passività finanziarie. Allo stesso tempo, per mitigare il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio, il Gruppo sottoscrive derivati di copertura su cambi a completa copertura dei finanziamenti espressi in valuta estera.

Nell'ambito di tali indirizzi, l'uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive. Tali politiche non consentono attività di tipo speculativo.

Rischio mercato e rischio valuta su operazioni commerciali

In relazione all'attività di grossista, svolta dalla controllata Hera Trading Srl, il Gruppo si trova a dover gestire rischi legati al disallineamento tra le formule di indicizzazione relative all'acquisto di gas ed energia elettrica e le formule di indicizzazione legate alla vendita delle medesime commodity (ivi inclusi i contratti stipulati a prezzo fisso), nonché eventuali rischi cambio nel caso in cui i contratti di acquisto / vendita delle commodity vengano conclusi facendo riferimento a valute diverse dall'euro (dollaro statunitense).

Con riferimento a tali rischi il Gruppo fa ricorso a diversi strumenti, tra cui diverse fattispecie di derivati su commodity, finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato. Il modello organizzativo adottato e i sistemi gestionali a supporto consentono di identificare la natura dell'operazione (copertura vs trading) e produrre il set informativo adeguato per un'identificazione formale della finalità di tali strumenti. Nello specifico, da un punto di vista operativo, sono stati identificati un portafoglio commerciale, dove rientrano contratti sottoscritti per la gestione dell'approvvigionamento di Gruppo, e un portafoglio trading dove sono inclusi strumenti la cui finalità non può essere strettamente correlata alle attività di approvvigionamento sottostanti, ma che sono comunque sottoscritti in un'ottica di ottimizzazione e gestione complessiva dell'esposizione del Gruppo.

Emergenza Covid-19

Si rinvia al paragrafo 1.02 "Ambiti di gestione del rischio ed emergenza Covid-19" della relazione sulla gestione per una più ampia disamina dell'emergenza sanitaria indotta dalla pandemia, con riferimento ai piani posti in essere dal Gruppo per farvi fronte e all'analisi degli effetti che la stessa potrebbe determinare.

Si precisa che, sotto il profilo contabile, la Direzione del Gruppo ha ritenuto che la suddetta emergenza sanitaria abbia rappresentato un fatto rilevante ai sensi del paragrafo 15 dello Ias 34. Gli impatti per il Gruppo Hera correnti e attesi, tuttavia, sono considerati marginali e, conseguentemente, non si è proceduto alla revisione delle stime dei valori di bilancio per effetto dell'emergenza stessa. Sulla base della situazione attuale e delle informazioni ad oggi disponibili, inoltre, non si ritiene siano presenti indicatori di impairment tali da comportare il ri-calcolo del valore recuperabile degli asset iscritti nel bilancio consolidato di Gruppo al 30 giugno 2020.

Il bilancio semestrale consolidato abbreviato al 30 giugno 2020 include i bilanci della capogruppo Hera Spa e quelli delle società controllate. Il controllo è ottenuto quando la società controllante ha il potere di influenzare i rendimenti della partecipata, ovvero quando, per il tramite di diritti correntemente validi, detiene la capacità di dirigere le attività rilevanti della stessa. Le partecipazioni in joint venture, nelle quali il Gruppo esercita un controllo congiunto con altri soci, e le società sulle quali viene esercitata un'influenza notevole sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

Sono escluse dal consolidamento e valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo le imprese controllate la cui entità è irrilevante. Tali imprese sono riportate alla nota 17 "Partecipazioni" nella voce "Altre minori".

I principali tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei valori delle società estere sono stati i seguenti:

30-giu-20 31-dic-19 30-giu-19
Medio Puntuale Medio Puntuale Medio Puntuale
Lev bulgaro 1,9558 1,9558 1,9558 1,9558 1,9558 1,9558
Zloty polacco 4,412 4,456 4,277 4,257 4,292 4,250

In data 26 febbraio 2020 la società controllata Sviluppo Ambiente Toscana Srl ha ceduto la quota partecipativa, pari al 39,5%, nella società collegata Q.Thermo Srl, sulla quale il Gruppo esercitava influenza notevole. Poiché tale partecipazione rappresentava l'unico asset significativo della società Sviluppo Ambiente Toscana Srl, in data 18 marzo 2020, è stata avviata la procedura di scioglimento anticipato della stessa. La cessione di Q.Thermo Srl ha determinato un incasso pari a 1,4 milioni di euro.

In data 30 marzo 2020 AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa ha acquistato da Meta Srl un numero di quote pari al 9,72% del capitale sociale di Hera Servizi Energia Srl, aumentando così la propria partecipazione dal 57,89% al 67,61%.

In data 29 aprile 2020 i Comuni soci di minoranza di Inrete Distribuzione Energia Spa, con una quota complessiva pari a circa lo 0,9% del capitale sociale, hanno esercitato la permuta delle azioni detenute in cambio di azioni di Hera Spa, ai sensi dell'Accordo Quadro stipulato nel 2019. A seguito di tale operazione il Gruppo ha ottenuto il controllo totalitario sulla società.

La differenza tra l'ammontare a rettifica delle partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo pagato è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto e attribuita ai soci della Controllante.

Con efficacia 1° gennaio 2020 sono avvenute le fusioni per incorporazione di Alimpet Srl in Aliplast Spa e di A Tutta Rete Srl in Inrete Distribuzione Energia Spa.

Nel corso del primo semestre dell'esercizio si è concluso il processo di valutazione delle operazioni di acquisizione di "Pistoia Ambiente" e delle "Attività commerciali Ascopiave".

Nella tabella seguente si riporta il confronto tra la valutazione provvisoria e definitiva del fair value di attività e passività acquisite.

Attività
commerciali
Ascopiave
Pistoia Ambiente
Provvisoria Definitiva Provvisoria Definitiva
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali 0,3 0,3 11,9 8,6
Diritti d'uso 3,2 3,2
Attività immateriali 430,7 430,7 67,1 73,4
Partecipazioni 19,5 19,5
Attività finanziarie 0,2 0,2
Attività fiscali differite 3,9 2,5 2,3 0,4
Attività correnti
Rimanenze 1,5 1,5 0,1 0,1
Crediti commerciali 179,6 179,6
Attività finanziarie 16,4 16,4 0,3 0,3
Attività per imposte correnti 1,3 1,3
Altre attività correnti 54,8 56,2
Strumenti derivati 1,2 1,2
Disponibilità liquide 16,4 16,4
Passività non correnti
Passività per leasing (2,5) (2,5)
Trattamento fine rapporto (2,1) (2,1) (0,2) (0,2)
Fondi per rischi e oneri (5,5) (5,5) (18,6) (8,6)
Passività fiscali differite (93,0) (93,0) (20,1) (22,0)
Passività correnti
Passività finanziarie (7,0) (7,0)
Passività per leasing (1,1) (1,1)
Debiti commerciali (132,9) (132,9)
Passività per imposte correnti (72,7) (73,3)
Altre passività correnti (22,4) (22,4) (0,1) (0,1)
Strumenti derivati (2,1) (2,1)
Totale attività nette acquisite 387,7 387,1 42,7 51,9
Fair value corrispettivo 722,5 722,5 43,4 48,8
Fair value interessenza posseduta 92,2 92,2
Interessenze di minoranza acquisite 3,6 3,6
Totale valore dell'aggregazione 818,3 818,3 43,4 48,8
(Avviamento) / Provento (430,6) (431,2) (0,7) 3,1

Il processo di valutazione ha comportato le seguenti rettifiche ai valori di libro iscritti nei bilanci delle entità acquisite, nonché le seguenti considerazioni in relazione al corrispettivo trasferito:

Attività
commerciali
Ascopiave
Pistoia Ambiente
Provvisoria Definitiva Provvisoria Definitiva
Valore contabile attività nette acquisite 74,5 74,5 (1,4) (1,4)
Rettifiche per valutazione al fair value
Immobilizzazioni materiali 3,2 (0,1)
Attività immateriali 430,7 430,7 67,1 73,4
Partecipazioni 19,3 19,3
Fondi per rischi e oneri (5,0) (5,0) (9,2) 0,8
Attività / (passività) correnti (40,2) (39,4)
Attività (passività) fiscali differite (91,6) (93,0) (17,0) (20,8)
Fair value attività nette acquisite 387,7 387,1 42,7 51,9
Esborso di cassa 296,6 296,6 45,0 45,0
Corrispettivi potenziali 425,9 425,9 (1,6) 3,8
Fair value corrispettivo 722,5 722,5 43,4 48,8

Per quanto concerne la business combination "Pistoia Ambiente", al 30 giugno 2020 il management ha concluso l'analisi della fattibilità tecnico-autorizzativa relativa alle quantità aggiuntive conferibili nella discarica di Serravalle Pistoiese, rispetto a quelle stimate provvisoriamente al 31 dicembre 2019. Sulla base delle disposizioni contenute nell'accordo tra le parti, tali maggiori possibili conferimenti hanno determinato una modifica della stima del corrispettivo trasferito, portando all'iscrizione di un corrispettivo potenziale pari a 5,2 milioni di euro. Tale valore sarà infatti corrisposto alla controparte solo successivamente all'ottenimento di specifica autorizzazione da parte degli enti competenti per i volumi incrementali, evento ad oggi previsto non prima dell'esercizio 2024. Trattandosi di un importo monetario da corrispondere in un esercizio futuro, il corrispondente debito è stato attualizzato. La rivisitazione delle quantità abbancabili, inoltre, ha comportato una variazione della stima della vita della discarica dai 10 anni inizialmente ipotizzati a circa 12 anni.

È stato rideterminato il fair value dell'autorizzazione correlata all'attività di smaltimento rifiuti, che è stato determinato in 73,4 milioni di euro (67,1 milioni di euro nella valutazione provvisoria). Tale valutazione, in continuità di approccio metodologico, riflette principalmente la rivisitazione dei volumi residui disponibili per lo smaltimento.

Si è inoltre proceduto a rettificare il valore del fondo post mortem per 0,8 milioni di euro (a fronte di una rettifica positiva di 9,2 milioni di euro nella situazione provvisoria), allineandolo al suo fair value determinato alla data di acquisizione, così come il correlato valore dei costi di smantellamento e ripristino iscritti nella voce "Impianti e macchinari". Tali effetti sono dovuti principalmente alla stima più puntuale del tasso di attualizzazione adottato, con particolare riferimento ai coefficienti che caratterizzano il business in oggetto.

La fiscalità differita correlata a tali valutazioni ha determinato l'iscrizione di passività nette per 20,7 milioni di euro (17 milioni di euro nella valutazione provvisoria).

Il risultato residuale della contabilizzazione dell'operazione di aggregazione ha comportato la determinazione di un utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli (avviamento negativo) per 3,1 milioni di euro, a differenza della valutazione provvisoria dove era stato rilevato un avviamento per 0,7 milioni di euro. Alla luce della scarsa significatività degli stessi, gli effetti derivanti dal completamento del processo di valutazione a fair value delle attività e passività acquisite della società Pistoia Ambiente Srl, rispetto a quanto determinato provvisoriamente al 31 dicembre 2019, sono stati iscritti negli altri movimenti di patrimonio netto per complessivi 3,3 milioni di euro. Tale valore ricomprende l'utile derivante dall'acquisto a prezzi favorevoli per 3,1 milioni di euro, oltre che la rettifica residuale degli effetti economici rilevati nel secondo semestre dell'esercizio 2019 per 0,2 milioni di euro.

Con riferimento alla business combination "Attività commerciali Ascopiave", la valutazione definitiva ha portato a modifiche del tutto marginali, limitate al fair value di alcune attività e passività correnti, nonché della fiscalità differita. Tale aggiornamento ha portato a rideterminare l'avviamento in 431,2 milioni di euro rispetto ai 430,6 milioni di euro rilevati al 31 dicembre 2019.

A partire dal 1° gennaio 2020 risultano applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:

Modifiche dei riferimenti al quadro sistematico "conceptual framework" - (Regolamento 2019/2075). Documento emesso dallo Iasb in data 29 marzo 2018, applicabile a partire dal 1° gennaio 2020, avente l'obiettivo di aggiornare i riferimenti al quadro sistematico presente nel corpus Ifrs, essendo quest'ultimo stato rivisto dallo Iasb nel corso del 2018. Il conceptual framework definisce i concetti fondamentali per l'informativa finanziaria e guida lo sviluppo e l'interpretazione degli standard Ifrs, aiutando a garantire che i principi siano concettualmente coerenti e che transazioni simili siano trattate allo stesso modo, al fine di fornire informazioni utili a investitori, finanziatori e altri creditori. Il conceptual framework rappresenta, inoltre, un riferimento per le società nello sviluppo di principi contabili quando nessun'altro principio Ifrs è applicabile a una particolare transazione.

Modifiche allo Ias 1 e allo Ias 8 - Definizione di materialità (Regolamento 2019/2104). Documento emesso dallo Iasb in data 31 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Gli emendamenti chiariscono la definizione di materialità e come essa dovrebbe essere applicata, al fine di agevolare le scelte delle società circa le informazioni da includere nei bilanci. In particolare, il documento ha l'obiettivo di rendere più specifica la definizione di "rilevante" e introduce il concetto di informazione occultata accanto ai concetti di informazione omessa o errata già presenti nei due principi oggetto di modifica. L'emendamento chiarisce che un'informazione è "occultata" qualora sia stata descritta in modo tale da produrre un effetto simile a quello che si sarebbe prodotto qualora tale informazione fosse stata omessa o errata.

Modifiche all'Ifrs 9, Ias 39 e Ifrs 7 - Riforma di un tasso di interesse di riferimento (Regolamento 2020/34). Documento emesso dallo Iasb in data 26 settembre 2019, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche stabiliscono deroghe temporanee e limitate alle disposizioni in materia di contabilizzazione delle operazioni di copertura, in modo che possano continuare a essere rispettate le disposizioni dei principi coinvolti, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari. Viene, inoltre, previsto l'obbligo di fornire ulteriori informazioni agli investitori in merito alle relazioni di copertura che sono direttamente interessate dalle incertezze correlate alla riforma.

Modifiche all'Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali (Regolamento 2020/551). Documento emesso dallo Iasb in data 22 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono la definizione di business e agevoleranno le società a determinare se l'acquisizione effettuata riguarda un business o piuttosto un gruppo di attività. Nello specifico la nuova definizione sottolinea che lo scopo di un business consiste nel fornire beni e servizi ai clienti, mentre la precedente definizione si concentrava sui rendimenti sotto forma di dividendi, risparmi di costi o altri vantaggi economici per gli investitori.

Con riferimento all'applicazione di tali modifiche e nuove interpretazioni, non si sono rilevati effetti sul bilancio del Gruppo.

Sono in corso di recepimento da parte dei competenti organi dell'Unione Europea i seguenti principi, aggiornamenti ed emendamenti dei principi Ifrs (già approvati dallo Iasb), nonché le seguenti interpretazioni (già approvate dall' Ifrs Ic):

Modifiche allo Ias 1 - Presentazione del bilancio: classificazione delle passività come correnti o non correnti. Documento emesso dallo Iasb in data 23 gennaio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono i requisiti da considerare per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti o non correnti (inclusi i debiti estinguibili mediante conversione in strumenti di capitale).

In data 14 maggio 2020 lo Iasb ha introdotto un pacchetto di emendamenti di portata ristretta, nonché i miglioramenti annuali 2018-2020. Le modifiche, applicabili dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita, risultano essere le seguenti:

Modifiche all'Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali. Le modifiche aggiornano un riferimento al quadro sistematico per la rendicontazione finanziaria senza modificare i requisiti contabili per le aggregazioni aziendali;

Modifiche allo Ias 16 - Immobili, impianti e macchinari. Le modifiche introducono l'impossibilità di ridurre il costo immobili, impianti e macchinari dell'ammontare ricevuto dalla vendita di prodotti mentre si sta predisponendo l'asset per l'uso previsto. Tali vendite dovranno essere, per contro, rilevate a conto economico come proventi, così come i relativi costi;

Modifiche allo Ias 37 - Accantonamenti, passività e attività potenziali. L'emendamento specifica quali costi devono essere considerati nel valutare se un contratto sarà oneroso;

Miglioramenti annuali 2018-2020. Si tratta di modifiche che chiariscono, correggono o rimuovono diciture o formulazioni ridondanti o conflittuali nel testo dei relativi principi. Risultano apportate lievi modifiche all'Ifrs 1 – Prima adozione degli International Financial Reporting Standards, all'Ifrs 9 – Strumenti finanziari, allo Ias 41 – Agricoltura e agli esempi illustrativi che accompagnano l'Ifrs 16 – Leasing.

Modifiche all'Ifrs 16 - Leasing: agevolazioni sulle locazioni correlate al Covid-19. Documento emesso dallo Iasb in data 28 maggio 2020, applicabile dal 1° giugno 2020 con applicazione immediata consentita. L'emendamento esonera i locatari dal dover prendere in considerazione i singoli contratti di locazione per determinare se le agevolazioni che vengono concesse come conseguenza diretta della pandemia da Covid-19 sono da classificare come modifiche contrattuali. In particolare, i locatori possono contabilizzare tali agevolazioni come se non fossero modifiche contrattuali. La semplificazione è applicabile alle agevolazioni correlate al Covid-19 che riducono i pagamenti dovuti per il leasing entro il 30 giugno 2021. L'emendamento non riguarda i locatori.

Con riferimento alle nuove modifiche, al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti sul bilancio consolidato di Gruppo correlati alla loro introduzione.

Nella relazione sulla gestione ai paragrafi 1.03 e 1.05 viene riportata un'analisi dell'andamento gestionale del primo semestre che può essere di ausilio per una migliore comprensione delle variazioni intervenute nelle principali voci di costi e ricavi operativi.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Ricavi delle vendite e delle prestazioni 3.392,6 3.365,2 27,4
Variazioni dei lavori in corso su ordinazione, semilavorati e prodotti
finiti
9,7 6,4 3,3
Totale 3.402,3 3.371,6 30,7

La voce "Ricavi delle vendite e delle prestazioni" è pressoché in linea con il 1° semestre dell'anno precedente, pur contenendo due effetti contrapposti. Da un lato, infatti, la termia sfavorevole e la crisi generata dall'emergenza sanitaria hanno determinato una riduzione dei volumi di gas ed energia elettrica venduti (in questo caso solo per effetto della pandemia) venduti con conseguente riduzione dei ricavi, mentre dall'altro lato si è registrato un aumento delle vendite energy grazie al contributo delle società acquisite a fine esercizio 2019 nell'ambito dell'operazione di partneship con il gruppo Ascopiave.

I ricavi sono principalmente realizzati nel territorio nazionale.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Commesse a lungo termine 120,5 130,2 (9,7)
Certificati bianchi 44,7 48,1 (3,4)
Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata 26,3 30,1 (3,8)
Quote contributi in conto impianti 4,6 6,4 (1,8)
Utilizzo fondi 6,8 5,9 0,9
Rimborsi assicurativi 1,5 0,9 0,6
Altri ricavi 18,2 27,4 (9,2)
Totale 222,6 249,0 (26,4)

Di seguito sono commentate le variazioni più significative rispetto all'esercizio precedente.

"Commesse a lungo termine", comprendono i ricavi generati dalla costruzione, o miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione dell'interpretazione Ifric 12. La variazione rispetto al 30 giugno 2019 è dovuta alla diversa contabilizzazione dei lavori sugli impianti di illuminazione pubblica che ora prevede, qualora non ancora completati, la contabilizzazione dei costi sostenuti e fatturati a variazioni dei lavori in corso, semilavorati e prodotti finiti.

"Certificati bianchi", rappresentano i ricavi calcolati sulla base degli obiettivi di efficienza energetica dell'anno stabiliti dal Gse e regolati nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali. La variazione è dovuta, a sostanziale parità di contributo tariffario previsto dal regolatore per le società distributrici, ai differenti obblighi consuntivati rispetto all'esercizio precedente.

"Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata", comprendono contributi in conto esercizio, pari a 10,2 milioni di euro (13,2 milioni di euro al 30 giugno 2019), costituiti principalmente da incentivi Fer riconosciuti dal Gse per la produzione da fonti di energia rinnovabili e contributi da raccolta differenziata, pari a 16,1 milioni di euro (16,9 milioni di euro al 30 giugno 2019), costituiti principalmente dal valore degli imballaggi (cartone, ferro, plastica e vetro) ceduti ai consorzi di filiera Conai.

"Quote contributi in conto impianti", rappresentano il ricavo correlato alla quota di ammortamento relativa agli asset oggetto di contributi.

"Utilizzo fondi", tale voce va correlata ai costi sostenuti internamente e opportunamente rendicontati in relazione a manodopera, smaltimento percolato delle discariche e utilizzo mezzi interni.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Gas destinato alla vendita al netto delle variazioni delle scorte 1.009,8 965,1 44,7
Energia elettrica 401,3 541,6 (140,3)
Certificati bianchi e grigi 50,6 53,6 (3,0)
Materiali per la manutenzione al netto delle variazioni delle scorte 31,7 32,9 (1,2)
Acqua 21,8 23,5 (1,7)
Materie plastiche al netto delle variazioni delle scorte 21,4 27,4 (6,0)
Oneri e proventi da derivati 31,2 10,4 20,8
Prodotti chimici 10,2 9,1 1,1
Combustibili, carburanti e lubrificanti 7,4 8,5 (1,1)
Metano per uso industriale 3,4 9,2 (5,8)
Oneri e proventi da valutazione certificati (0,9) (0,7) (0,2)
Materiali di consumo e vari 17,2 18,6 (1,4)
Totale 1.605,1 1.699,2 (94,1)

"Gas destinato alla vendita al netto delle variazioni delle scorte", l'incremento rispetto al 1° semestre 2019 è da attribuire ai maggiori volumi gestiti dalle società entrate nel perimetro di consolidamento in seguito alla partnership con il gruppo Ascopiave, per 148,4 milioni di euro, effetto parzialmente compensato dai minori volumi approvvigionati in conseguenza della riduzione dei consumi per la termia sfavorevole.

"Energia elettrica", il decremento rispetto al 1° semestre 2019 è da attribuire in maniera principale alla forte riduzione del valore medio del Pun.

"Certificati bianchi e grigi", includono il costo di acquisto dei certificati ambientali sostenuto nel 1° semestre 2020, in particolare: 45,1 milioni di euro per certificati bianchi (45,6 milioni di euro nel 2019), 4,1 milioni di euro per certificati grigi (7 milioni di euro nel 2019) e 1,4 milioni di euro per certificati Recs – renewable energy certificate system (1 milione di euro nel 2019). Continua, anche nel 1° semestre 2020, un contesto di sostanziale invarianza dei prezzi di mercato per tutte le tipologie di certificati. Si ricorda, inoltre, che in relazione ai certificati bianchi le necessità di approvvigionamento sono definite in funzione degli obblighi assegnati alle società di distribuzione.

"Materie plastiche al netto della variazione delle scorte", includono il costo di acquisto delle materie prime plastiche oggetto di successiva lavorazione, trasformazione e commercializzazione.

"Oneri e proventi da valutazione certificati", si riferisce alla valorizzazione dei titoli ambientali nel portafoglio di negoziazione prevalentemente costituiti da certificati bianchi e grigi.

Per la voce "Oneri e proventi da derivati" si rinvia alla nota 20.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Vettoriamento e stoccaggio 643,3 546,8 96,5
Spese per lavori e manutenzioni 167,2 186,1 (18,9)
Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti 181,2 182,1 (0,9)
Canoni corrisposti a enti locali 33,3 34,0 (0,7)
Servizi informativi ed elaborazione dati 25,8 22,6 3,2
Prestazioni professionali, legali e tributarie 19,1 16,0 3,1
Servizi vari commerciali 10,1 15,5 (5,4)
Servizi tecnici 11,0 11,2 (0,2)
Selezione personale, formazione e altre spese del personale 7,1 9,0 (1,9)
Assicurazioni 8,5 8,0 0,5
Postali, recapiti e telefonici 6,1 7,5 (1,4)
Affitti e locazioni passive 7,6 6,9 0,7
Oneri e commissioni per servizi bancari 5,5 4,9 0,6
Annunci, avvisi legali e finanziari, comunicazioni ai clienti 3,0 3,9 (0,9)
Compensi a sindaci e amministratori 2,8 3,2 (0,4)
Altri costi per servizi 19,4 17,4 2,0
Totale 1.151,0 1.075,1 75,9

"Vettoriamento e stoccaggio", comprende i costi di distribuzione, trasporto e stoccaggio del gas e quelli di distribuzione dell'energia elettrica, comprensivi degli oneri di sistema a carico dei clienti finali. L'incremento rispetto al 1° semestre 2019 è riconducibile prevalentemente al contributo delle società ex Ascopiave per 63,6 milioni di euro nel settore operativo del gas e per 22,7 milioni di euro nel settore operativo dell'energia elettrica.

"Spese per lavori e manutenzioni", comprendono i costi relativi alla costruzione, o al miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione dell'interpretazione Ifric 12 e i costi per la manutenzione degli impianti gestiti dal Gruppo. La variazione rispetto al 1° semestre 2019 è dovuta principalmente alla sospensione degli interventi sulle reti in concessione e delle attività legate al business "bonifiche" per effetto delle misure adottate nel periodo di lockdown dovuto all'emergenza sanitaria.

"Canoni corrisposti a enti locali", comprendono, tra gli altri, oneri sostenuti per l'utilizzo delle reti di proprietà pubblica, canoni corrisposti alle società degli asset per la gestione di beni del ciclo gas, idrico ed elettrico e marginalmente canoni corrisposti ai Comuni per l'uso di reti di telecomunicazioni e teleriscaldamento.

"Servizi informativi ed elaborazione dati" e "Prestazioni professionali, legali e tributarie", si incrementano soprattutto per effetto dell'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società di vendita ex Ascopiave.

"Servizi vari commerciali", comprendono i costi correlati alla gestione e allo sviluppo delle attività di vendita, in special modo gas ed energia elettrica, e relative strutture di supporto. Il decremento principalmente riconducibile alla riduzione delle attività di sportello in outsourcing per effetto dell'emergenza sanitaria.

"Altri costi per servizi", all'interno di questa voce sono ricompresi principalmente i costi relativi a servizi di pulizia e vigilanza, utenze, servizi di lettura contatori e analisi di laboratorio.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Salari e stipendi 202,7 201,9 0,8
Oneri sociali 67,5 65,8 1,7
Trattamento di fine rapporto e altri benefici 0,6 0,4 0,2
Altri costi 20,1 18,5 1,6
Totale 290,9 286,6 4,3

L'incremento del costo del lavoro rispetto al 1° semestre 2019, pari a 4,3 milioni di euro, è riconducibile principalmente all'ampliamento della popolazione aziendale a seguito dell'integrazione delle società ex Ascopiave.

Il numero medio dei dipendenti per il periodo preso in considerazione, suddiviso per categorie, è il seguente:

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Dirigenti 154 149 5
Quadri 558 540 18
Impiegati 4.926 4.711 215
Operai 3.276 3.337 (61)
Totale 8.914 8.737 177

Complessivamente, il costo del lavoro medio pro-capite nel 1° semestre 2020 è risultato pari a 32,6 mila euro (32,8 mila euro nel 1° semestre 2019).

Al 30 giugno 2020 il numero effettivo dei dipendenti è pari a 8.896 unità (8.759 unità al 30 giugno 2019).

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Imposte diverse da quelle sul reddito 6,7 7,2 (0,5)
Canoni demaniali 7,3 6,3 1,0
Minusvalenza da cessioni e dismissioni di asset 0,6 0,9 (0,3)
Tributo speciale discariche 3,6 2,1 1,5
Perdite su crediti
Altri oneri minori 14,3 13,3 1,0
Totale 32,5 29,8 2,7

"Imposte diverse da quelle sul reddito", si riferiscono principalmente a imposte su fabbricati, imposte di bollo e registro, canoni di occupazione di aree pubbliche, tassa sui rifiuti solidi e urbani e accise.

"Canoni demaniali", relativi principalmente a canoni corrisposti alla Regione Emilia-Romagna, a consorzi di bonifica e enti d'ambito e comunità montane, principalmente relativi a prelievo e utilizzo di acque, alla copertura dei costi di manutenzione e gestione di opere idrauliche.

"Tributo speciale discariche", è relativo all'ecotassa di competenza del periodo gravante sulle discariche gestite dal Gruppo.

"Altri oneri minori", comprendono principalmente indennità risarcitorie, sanzioni, penali e contributi associativi.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni 14,3 16,0 (1,7)

La voce comprende principalmente la manodopera e altri oneri (quali materiali di magazzino e utilizzi di attrezzature) di diretta imputazione alle commesse realizzate internamente dal Gruppo.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Ammortamento immobilizzazioni materiali 87,0 80,0 7,0
Ammortamento diritti d'uso 8,0 7,5 0,5
Ammortamento attività immateriali 119,9 111,8 8,1
Accantonamenti al fondo svalutazione crediti 37,7 39,6 (1,9)
Accantonamenti per rischi e oneri 11,5 18,6 (7,1)
Disaccantonamenti (0,1) (0,5) 0,4
Totale 264,0 257,0 7,0

Per la composizione e ulteriori dettagli in relazione alle singole voci, si rinvia a quanto riportato nelle note 13 "Immobilizzazioni materiali", 14 "Diritti d'uso e passività per leasing", 15 "Attività immateriali", 22 "Crediti commerciali" e 28 "Fondi per rischi e oneri".

"Ammortamento immobilizzazioni materiali", l'incremento è riconducibile alla revisione delle vite utili di alcune categorie di contatori elettrici, valutati obsoleti e che saranno sostituiti nei prossimi esercizi, per 1,3 milioni di euro e a maggiori investimenti in impianti dei business trattamento rifiuti e gestione calore.

"Ammortamento diritti d'uso", accoglie le quote di ammortamento delle attività iscritte in relazione a contratti di leasing rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile Ifrs 16.

"Ammortamenti attività immateriali", l'incremento è connesso principalmente all'iscrizione di liste clienti correlate all'acquisizione del controllo delle società di vendita ex Ascopiave che ha comportato maggiori ammortamenti per 9 milioni di euro, parzialmente compensato dalla cessione del ramo della distribuzione gas di AcegasApsAmga Spa e dalla revisione delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato effettuata al 31 dicembre 2019.

"Accantonamenti per rischi e oneri", il decremento è imputabile, per 5,5 milioni di euro, a una riduzione del flusso di rifiuti dovuta al Covid-19 che ha determinato la presenza di minori rifiuti in stoccaggio da avviare a futuro trattamento.

"Disaccantonamenti", comprendono i riaccertamenti dei vari fondi di bilancio per il venir meno del rischio sottostante.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Quota di risultato netto joint venture 0,5 3,8 (3,3)
Quota di risultato netto società collegate 3,2 2,7 0,5
Totale 3,7 6,5 (2,8)

Le quote di utili e perdite di joint venture e società collegate comprendono gli effetti generati dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle società rientranti nell'area di consolidamento.

"Quota di risultato netto joint venture", si riferisce alla quota di utili di competenza del Gruppo di Enomondo Srl per 0,5 milioni di euro (1,1 milioni di euro nel primo semestre 2019 ). Nel 1° semestre 2019 era compresa anche la quota di EstEnergy Spa di 2,7 milioni di euro, di cui è stato ottenuto il controllo al termine dell'esercizio 2019.

"Quota di risultato netto società collegate", principalmente relativa ai risultati positivi di Aimag Spa per 1,1 milioni di euro (utili per 1,1 milioni di euro nel 1° semestre 2019), Sgr Servizi Spa per 1,3 milioni di euro (utili per 1,7 milioni euro nel 1° semestre 2019) e Asm Set Srl per 0,6 milioni di euro.

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Proventi da derivati 12,6 47,8 (35,2)
Clienti 11,1 14,9 (3,8)
Proventi da valutazione a fair value di passività finanziarie 2,2 (2,2)
Altri proventi finanziari 7,2 2,9 4,3
Totale proventi 30,9 67,8 (36,9)
Prestiti obbligazionari 36,5 45,6 (9,1)
Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie 13,9 5,6 8,3
Oneri da derivati 13,1 46,8 (33,7)
Attualizzazione di fondi e leasing finanziari 12,0 10,8 1,2
Oneri put option 9,7 9,7
Finanziamenti 2,4 3,4 (1,0)
Oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie 1,2 4,8 (3,6)
Factoring 0,8 1,1 (0,3)
Altri oneri finanziari 1,2 1,1 0,1
Totale oneri 90,8 119,2 (28,4)
Totale proventi (oneri) finanziari netti (59,9) (51,4) (8,5)

La variazione della gestione finanziaria nel suo complesso, anche con riferimento al costo di indebitamente medio del Gruppo, è commentata nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03.04.

Per maggiori dettagli delle voci "Finanziamenti" e "Prestiti obbligazionari" si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti", mentre relativamente a "Proventi e oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie" e "Proventi e oneri da derivati" si rinvia alla nota 20 "Strumenti derivati".

"Altri proventi finanziari", la voce comprende principalmente:

  • dividendi corrisposti da società partecipate non consolidate per 2,9 milioni di euro (0,1 milioni di euro al 30 giugno 2019);
  • interessi attivi su finanziamenti concessi a società valutate a patrimonio netto o partecipate per 1,4 milioni di euro (1,3 milioni di euro al 30 giugno 2019);
  • proventi correlati a crediti attualizzati per 1,3 milioni di euro (0,8 milioni di euro al 30 giugno 2019);
  • provento relativo alla cessione della partecipazione nella società collegata Q.Thermo Srl per 1,4 milioni di euro.

La voce "Attualizzazione di fondi e leasing finanziari" si compone delle seguenti fattispecie:

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Post mortem discariche 7,2 5,9 1,3
Ripristino beni di terzi 2,6 2,3 0,3
Leasing 1,6 2,0 (0,4)
Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti 0,5 0,5
Smantellamento impianti 0,1 0,1
Totale 12,0 10,8 1,2

"Oneri put option", accoglie gli oneri figurativi correlati alla valutazione a fair value (calcolato come valore attuale dei futuri esborsi di cassa) dell'opzione di vendita riconosciuta ad Ascopiave Spa sulla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari al 48% del capitale sociale. Per una trattazione più dettagliata si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".

"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", rappresenta la ripartizione (ammortamento) degli oneri associati all'erogazione delle passività di natura finanziaria, inclusi i costi delle operazioni di rinegoziazione che non hanno comportato la derecognition della passività, lungo la durata dei finanziamenti secondo il criterio dell'interesse effettivo.

"Factoring", si riferiscono all'attività di cessione crediti volta a ottimizzare la gestione del capitale circolante del Gruppo.

La composizione della voce è la seguente:

1° semestre 2020 1° semestre 2019 Var.
Ires 49,1 54,8 (5,7)
Irap 13,2 15,0 (1,8)
Imposta sostitutiva 2,4 0,3 2,1
Totale 64,7 70,1 (5,4)

Le imposte di competenza del 1° semestre 2020, pari a 64,7 milioni di euro, determinano un tax rate del 27% in riduzione rispetto al 28,7% dell'analogo periodo dell'esercizio precedente. A tale significativo miglioramento hanno contribuito, come negli esercizi passati, i benefici colti in termini di maxi e iper-ammortamenti, oltre al credito d'imposta introdotto nella Legge di Bilancio 2020, in particolare per quanto concerne gli investimenti effettuati per accompagnare la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale intrapresa da tempo da parte del Gruppo. Si segnala, inoltre, come ulteriore beneficio lo "stralcio" del saldo a debito dell'Irap 2019, oltre che del primo acconto Irap 2020, per le società con ricavi inferiori a 250 milioni di euro, introdotto dal Decreto Rilancio n. 34 del 19 maggio 2020 convertito in legge.

Di seguito viene riportata un'informativa sui contenziosi fiscali in essere alla data del 30 giugno 2020. Si segnala, tuttavia, che le disposizioni normative emanate a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19 hanno determinato una sospensione generalizzata dei termini.

  • avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa e Hera Spa relativi alla classificazione catastale del termovalorizzatore di Ferrara. Gli avvisi di accertamento emessi hanno riguardato i periodi d'imposta dal 2008 al 2014 per un valore complessivo di 10,2 milioni di euro. In relazione agli anni 2008 e 2009, le sentenze della Commissione tributaria provinciale di Ferrara emesse nel 2016 sono risultate tutte favorevoli. Successivamente in esito alle pronunce favorevoli, definitive in merito al classamento sottostante, in data 11 febbraio 2019 sono pervenuti dal Comune di Ferrara i provvedimenti di annullamento totale degli accertamenti per i periodi dal 2008 al 2012 e di annullamento parziale per il 2013 (il cui valore accertato residua per 0,7 milioni di euro). Ad oggi rimane pertanto sospeso il solo procedimento relativo al 2014, pari a 1,5 milioni di euro, fino a che non si renderà definitiva la sentenza favorevole, già pronunciata, relativa al contenzioso catastale. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha pertanto ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento;
  • avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa in relazione a terreni, fabbricati e aree fabbricabili siti a Ravenna. Gli avvisi di accertamento hanno riguardato i periodi d'imposta dal 2010 al 2015 e presentano un valore complessivo di 2,1 milioni di euro. Avverso i suddetti atti la società ha proposto i ricorsi nel febbraio 2017. Si segnala che talune delle suddette controversie sono state chiuse mediante conciliazioni giudiziali nei mesi di giugno e dicembre 2018. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di mantenere iscritto un fondo a copertura della rischiosità residua per 0,2 milioni di euro;
  • avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa relativi al classamento in categoria esente di un impianto di compostaggio sito nel Comune di Lugo. Gli avvisi di accertamento riguardanti i periodi di imposta dal 2008 al 2011 sono stati definiti con il pagamento di 0,1 milioni di euro avvenuto in data 29 novembre 2019. Il periodo d'imposta 2014 è stato definito con il pagamento di 0,1 milioni di euro avvenuto in data 22 gennaio 2020. Per le restanti annualità il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha accantonato un importo di 0,4 milioni di euro a fronte delle probabili passività;
  • avvisi di accertamento Tosap e Cosap relativi all'occupazione permanente di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per i periodi di imposta dal 2013 al 2017; tali avvisi sono stati notificati in data 28 giugno 2018 e 20 luglio 2018 da parte del Comune di Riccione per un importo complessivo di 3,5 milioni di euro. In data 26 settembre 2018 sono stati presentati i relativi ricorsi e l'udienza si è tenuta in data 12 marzo 2019. In data 26 novembre 2019 sono state depositate le sentenze con le quali il giudice ha accolto parzialmente i ricorsi, ridefinendo l'imposta accertata e le sanzioni, determinando un onere per la società di 1 milione di euro versato in data 10 marzo 2020. In data 5 e 6 novembre 2019 sono pervenuti analoghi atti di accertamento per gli anni 2018 e 2019 per complessivi 2,1 milioni di euro, avverso i quali la Società ha proposto ricorso in data 10 gennaio 2020. In data 30 dicembre 2019 è pervenuto un avviso di accertamento dal Comune di Coriano per Tosap cassonetti relativa al 2014, pari a 0,2 milioni di euro, avverso il quale è stato presentato ricorso in data 28 febbraio 2020. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto;
  • avvisi di accertamento Tosap, notificati dalla società unipersonale I.C.A. s.r.l., in recupero, per conto del Comune di Longiano, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, per gli anni di imposta dal 2004 al 2010, a cui Hera Spa ha opposto nel passato ricorso, la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite del 7 maggio 2020, n. 8628, ha deciso, con pronuncia favorevole ad Hera Spa, che il soggetto passivo della tassa è il titolare della concessione per l'occupazione del suolo pubblico, il Comune, e non la società che utilizza le condutture, in virtù di un contratto di affitto d'azienda, Hera Spa. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha avviato le azioni necessarie

per recuperare quanto versato in relazione alle sentenze pregresse avverse non ancora passate in giudicato;

  • verifiche fiscali su Herambiente Spa, riguardanti i periodi d'imposta dal 2009 al 2013 e incentrate principalmente sulla spettanza da parte della società dell'agevolazione Irap cuneo fiscale. In relazione al periodo d'imposta 2009 la sentenza di secondo grado, depositata in data 21 novembre 2019, è risultata sfavorevole alla società, dopo una sentenza favorevole da parte della Commissione tributaria provinciale pronunciata nel 2015. In relazione ai periodi d'imposta 2010 e 2011, nel corso dell'esercizio 2017 sono state emesse due sentenze, entrambe favorevoli alla società. L'Agenzia delle Entrate ha presentato gli appelli e la società, per il 2010, ha presentato appello incidentale in data 18 maggio 2018; ad oggi si è in attesa della fissazione dell'udienza. Per il periodo d'imposta 2011, in data 9 dicembre 2019, si è tenuta l'udienza di trattazione e la sentenza, depositata in data 18 febbraio 2020, è risultata sfavorevole. Nel corso del 2016 sono stati notificati ulteriori avvisi di accertamento relativi ai periodi d'imposta 2012 e 2013, avverso i quali la società ha depositato i relativi ricorsi. In data 10 novembre 2017 sono state depositate le relative sentenze, entrambe sfavorevoli, a cui ha fatto seguito, in data 7 maggio 2018, la presentazione dei relativi appelli. In relazione a tale complessa vicenda, il Gruppo ha rilevato a conto economico oneri per 1,4 milioni di euro a fronte degli importi da versare per le iscrizioni a titolo provvisorio conseguenti alla soccombenza in secondo grado per le annualità 2009 e 2011;
  • verifica fiscale su Hera Trading Srl, riguardante i periodi d'imposta dal 2010 al 2014. La contestazione più rilevante riguarda la correttezza della deduzione ai fini Ires di oneri da valutazione, al netto dei relativi proventi, relativi a derivati su commodity e a certificati ambientali. Nel corso del 2016 è stato notificato un avviso di accertamento relativo all'Ires 2011 per 2,1 milioni di euro di imposta, contro il quale la società ha presentato ricorso. In data 18 gennaio 2018 è stata depositata la sentenza, sfavorevole alla società, senza l'applicazione delle sanzioni, mentre in data 17 luglio 2018 è stato depositato l'appello e si è tuttora in attesa della fissazione dell'udienza. A fronte di tale sentenza in data 6 marzo 2018 è stato pagato un terzo dell'imposta, oltre a interessi, per complessivi 0,9 milioni di euro; in data 29 marzo 2018 è stato pagato il secondo terzo dell'imposta, oltre a interessi, per 0,7 milioni di euro. In data 7 settembre 2017 è stato notificato un analogo avviso di accertamento relativo all'Ires 2012 per 0,5 milioni di euro di imposta, per il quale è stata ottenuta la sospensione presidenziale dell'esecuzione. L'udienza si è tenuta il 30 gennaio 2018 e la sentenza, sfavorevole alla società, è stata depositata in data 8 maggio 2018. È stato quindi proposto appello in data 7 dicembre 2018 e, tuttora in attesa della fissazione dell'udienza, sono stati pagati i due terzi del dovuto a titolo provvisorio per 0,3 milioni di euro. In data 20 luglio 2018 è stato notificato l'avviso di accertamento relativo al 2013 per 0,4 milioni di euro di imposta ed è stato proposto ricorso in data 17 ottobre 2018. In relazione a tale annualità è stata respinta l'istanza di sospensione e in data 20 dicembre 2018 è stato pagato un terzo a titolo provvisorio per 0,2 milioni di euro. La sentenza di primo grado, sfavorevole alla società, è stata depositata il 4 giugno 2019, a cui ha fatto seguito, in data 7 agosto 2019, il secondo terzo a titolo provvisorio per 0,2 milioni di euro. A seguito della notifica dell'appello da parte della Direzione Regionale del Friuli Venezia-Giulia, in data 4 gennaio 2020 è stato depositato presso la Commissione Tributaria Regionale di Trieste l'atto di controdeduzioni con appello incidentale; si è in attesa della fissazione dell'udienza di secondo grado. Da segnalare, infine, che medesimo avviso di accertamento è stato ricevuto anche relativamente alla Robin Tax. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto ritenendo le violazioni contestate prive di fondamento;
  • verifica fiscale su Inrete Distribuzione Energia Spa relativa al periodo d'imposta 2016. In data 26 novembre 2019 è stato rilasciato il processo verbale di constatazione con il quale i verificatori hanno contestato, ai fini Ires, l'indebita deduzione di oneri da attualizzazione per 0,4 milioni di euro e l'erronea determinazione dell'agevolazione maxi-ammortamenti, in ordine agli oneri accessori relativi agli smart meters, per 0,1 milioni di euro. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto ritenendo le violazioni contestate prive di fondamento.
1° semestre 2020 1° semestre 2019
Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai possessori di azioni
ordinarie dell'entità Capogruppo (A)
166,2 166,2
Numero medio ponderato delle azioni in circolazione ai fini del
calcolo dell'utile (perdita) per azioni
base (B) 1.471.955.200 1.470.156.318
diluito (C) 1.471.955.200 1.470.156.318
Utile (perdita) per azione (in euro)
base (A/B) 0,113 0,113
diluito (A/C) 0,113 0,113

L'utile base per azione è calcolato relativamente al risultato economico attribuibile ai possessori di strumenti ordinari di capitale dell'entità Capogruppo. L'utile diluito per azione è pari a quello base in quanto non esistono altre categorie di azioni diverse da quelle ordinarie e non esistono strumenti convertibili in azioni.

Alla data di redazione del presente bilancio consolidato, il capitale sociale della Capogruppo Hera Spa risulta composto da 1.489.538.745 azioni ordinarie, invariate rispetto al 30 giugno 2019, utilizzate nella determinazione dell'utile per azione di base e diluito.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Terreni e fabbricati 576,8 583,5 (6,7)
Impianti e macchinari 1.133,8 1.181,6 (47,8)
Altri beni mobili 131,7 134,9 (3,2)
Immobilizzazioni in corso 106,5 90,3 16,2
Totale asset operativi 1.948,8 1.990,3 (41,5)
Investimenti immobiliari 2,3 2,4 (0,1)
Totale 1.951,1 1.992,7 (41,6)

Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
Investimenti Disinvestimenti Ammortamenti e
svalutazioni
consolidamento
dell'area di
Variazione
Altre variazioni Valore finale netto di cui valore finale
lordo
ammortamento
di cui fondo
30-giu-19
Terreni e fabbricati 591,7 1,9 (0,1) (9,3) 1,6 (9,0) 576,8 799,6 (222,8)
Impianti e macchinari 1.174,1 7,5 (1,1) (55,6) 0,7 22,1 1.147,7 2.748,9 (1.601,2)
Altri beni mobili 131,1 3,7 (0,2) (15,1) 2,0 6,6 128,1 481,0 (352,9)
Immobilizzazioni in
corso
104,2 47,3 (0,2) 0,1 (43,7) 107,7 107,7
Totale 2.001,1 60,4 (1,6) (80,0) 4,4 (24,0) 1.960,3 4.137,2 (2.176,9)
30-giu-20
Terreni e fabbricati 583,5 0,6 (1,4) (9,1) 3,2 576,8 818,1 (241,3)
Impianti e macchinari 1.181,6 6,6 (0,3) (62,8) 8,7 1.133,8 2.871,5 (1.737,7)
Altri beni mobili 134,9 3,0 (15,1) 8,9 131,7 498,8 (367,1)
Immobilizzazioni in
corso
90,3 36,0 (19,8) 106,5 106,5
Totale 1.990,3 46,2 (1,7) (87,0) 1,0 1.948,8 4.294,9 (2.346,1)

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria.

"Terreni e fabbricati", pari a 576,8 milioni di euro sono costituiti per 116,5 milioni di euro da terreni e per 460,3 milioni di euro da fabbricati. Trattasi principalmente di siti adibiti ad accogliere gli impianti produttivi del Gruppo.

"Impianti e macchinari", pari a 1.133,8 milioni di euro accolgono principalmente le reti di distribuzione e gli impianti relativi ai business non rientranti in regime di concessione, quali il teleriscaldamento, la distribuzione di energia elettrica sul territorio di Modena, lo smaltimento e il trattamento rifiuti, oltre agli impianti di produzione delle materie plastiche. I principali investimenti del semestre riguardano le attività di trattamento rifiuti e gestione calore per un ammontare rispettivamente di 4,3 milioni di euro e 1,8 milioni di euro.

"Altri beni mobili", pari a 131,7 milioni di euro comprendono attrezzature e cassonetti per lo smaltimento rifiuti per 65 milioni di euro, arredi e apparecchiature elettroniche per 15 milioni di euro e automezzi per 51,7 milioni di euro. I principali investimenti del semestre riguardano attrezzature e cassonetti per 1,7 milioni di euro e automezzi per 1,2 milioni di euro.

"Immobilizzazioni in corso e acconti", pari a 106,5 milioni di euro sono costituite principalmente dagli investimenti realizzati per lo sviluppo della rete di distribuzione dell'energia elettrica e degli impianti di smaltimento rifiuti.

Nelle "altre variazioni" sono rappresentate le riclassifiche dalle immobilizzazioni in corso alle specifiche categorie per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio ed eventuali riclassifiche nette da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali (specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione), nonché il valore dei contratti di leasing riscattati nel periodo e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura. Nel corso del primo semestre 2020 è stato inoltre completato il processo di valutazione degli asset relativi all'acquisizione della società Pistoia Ambiente Srl, avvenuta nel mese di luglio 2019. Rispetto alla valutazione provvisoria, utilizzata per il bilancio al 31 dicembre 2019, è stato rivisto il fair value degli impianti e macchinari, procedendo a iscrivere un minor valore per 3,1 milioni di euro.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Diritti d'uso di terreni e fabbricati 65,2 69,1 (3,9)
Diritti d'uso di impianti e macchinari 8,5 7,9 0,6
Diritti d'uso di altri beni mobili 17,3 19,9 (2,6)
Totale 91,0 96,9 (5,9)

I diritti d'uso sono esposti al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
Nuovi contratti
e modifiche
contrattuali
Decrementi Ammortamenti
e svalutazioni
Variazione
consolidament
dell'area di
o
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
30-giu-19
Diritti d'uso di terreni e
fabbricati
67,3 5,4 (3,9) 0,4 16,5 85,7 118,7 (33,0)
Diritti d'uso di impianti
e macchinari
4,2 (0,1) (0,5) 5,3 8,9 10,6 (1,7)
Diritti d'uso di altri
beni mobili
19,5 1,6 (3,1) 0,4 18,4 30,8 (12,4)
Totale 91,0 7,0 (0,1) (7,5) 0,8 21,8 113,0 160,1 (47,1)
30-giu-20
Diritti d'uso di terreni e
fabbricati
69,2 0,3 (3,9) (0,4) 65,2 101,3 (36,1)
Diritti d'uso di impianti
e macchinari
7,9 4,6 (0,7) (3,3) 8,5 11,0 (2,5)
Diritti d'uso di altri
beni mobili
19,9 0,8 (3,4) 17,3 32,7 (15,4)
Totale 97,0 5,7 (8,0) (3,7) 91,0 145,0 (54,0)

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria.

"Diritti d'uso di terreni e fabbricati", pari a 65,2 milioni di euro si riferiscono per 59,6 milioni di euro a fabbricati e per i residui 5,6 milioni di euro a terreni. I diritti d'uso dei fabbricati derivano principalmente da contratti aventi a oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative, agli uffici e agli sportelli clienti.

"Diritti d'uso di impianti e macchinari", pari a 8,5 milioni di euro riguardano in via prevalente contratti aventi ad oggetto impianti di depurazione e di compostaggio.

"Diritti d'uso di altri beni mobili", pari a 18,4 milioni di euro si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto infrastrutture IT (specialmente data center), automezzi operativi e autovetture.

Sono riportati nella colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" i leasing sottoscritti nel primo semestre, nonché la modifica delle ipotesi circa durata e opzioni di rinnovo o recesso dei contratti esistenti. La variazione principale del periodo è costituita dalla sottoscrizione di un contratto di affitto di un nuovo impianto di depurazione.

La voce "Altre variazioni" accoglie il valore dei contratti riscattati nel periodo e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura.

Valore iniziale
netto
contrattuali
contratti e
modifiche
Nuovi
Decrementi finanziari
Oneri
consolidamen
dell'area di
Variazione
to
variazioni
Altre
Valore finale
netto
30-giu-20
Passività per leasing 95,5 5,7 (14,0) 1,7 0,1 89,0
di cui
passività non correnti 76,1 70,1
passività correnti 19,4 18,9

Le passività finanziarie presentano la seguente composizione e variazione:

Le passività finanziarie per leasing accolgono principalmente i debiti finanziari sorti dalla locazione delle sedi operative e amministrative del Gruppo e degli impianti. La colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" accoglie i nuovi contratti sottoscritti nel semestre e la ri-misurazione del debito dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti i contratti stessi circa le opzioni di rinnovo, acquisto o recesso anticipato. I "Decrementi" sono generati dal rimborso dei canoni contrattuali scaduti nel semestre.

Conformemente alle proprie policy di approvvigionamento, il Gruppo ha sottoscritto contratti allineati agli standard di mercato con riferimento a tutte le tipologie di attività sottostanti. Nel caso di uffici, sportelli clienti, autovetture e infrastrutture IT i contratti non prevedono clausole vincolanti o particolari onerosità in caso di recesso, trattandosi di attività perfettamente fungibili e offerte da un vasto numero di controparti. Il debito espresso a bilancio rappresenta, quindi, l'ammontare più probabile di esborsi che il Gruppo dovrà sostenere negli esercizi futuri. Per le precedenti ragioni, inoltre, attualmente si ritiene che non verranno esercitate le clausole di rinnovo laddove presenti, valutando eventualmente in futuro la convenienza economica delle stesse. Per quanto riguarda, infine, i fabbricati in leasing dove sono dislocati alcuni importanti impianti produttivi, che rappresentano i contratti aventi il valore assoluto più rilevante, si è attualmente ipotizzato di procedere all'esercizio dell'opzione di riscatto e pertanto il valore del debito esprime già l'opzione di trasferimento della proprietà.

Si segnala inoltre che il Gruppo non ha sottoscritto con i propri fornitori accordi di sospensione del pagamento delle rate contrattuali in seguito all'emergenza Covid-19.

Nella tabella che segue sono riportate le passività per leasing distinte per scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:

Tipologia 30-giu-20 Quota entro
esercizio
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Passività per leasing 89,0 18,9 38,7 31,4
Totale 89,0 18,9 38,7 31,4
30-giu-20 31-dic-19 Var.
Applicativi informatici 71,9 78,6 (6,7)
Concessioni e altri diritti di utilizzo 131,5 132,0 (0,5)
Servizi pubblici in concessione 2.676,2 2.718,6 (42,4)
Liste clienti 562,2 578,4 (16,2)
Altre attività immateriali 55,6 49,6 6,0
Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione 248,0 157,3 90,7
Attività immateriali in corso 77,8 65,7 12,1
Totale 3.823,2 3.780,2 43,0

Le attività immateriali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:

Valore iniziale
netto
Investimenti Disinvestiment
i
Ammortamenti
e svalutazioni
consolidament
dell'area di
Variazione
o
Altre variazioni Valore finale
netto
di cui valore
finale lordo
ammortamento
di cui fondo
30-giu-19
Applicativi informatici 78,6 0,7 (15,0) 0,1 11,9 76,3 418,5 (342,2)
Concessioni e altri
diritti di utilizzo
74,9 0,1 (4,8) 0,4 (0,3) 70,3 389,2 (318,9)
Servizi pubblici in
concessione
2.689,1 12,3 (0,2) (77,8) 19,0 21,7 2.664,1 4.603,7 (1.939,6)
Liste clienti 153,8 (7,6) 8,5 154,7 207,1 (52,4)
Altre attività
immateriali
34,7 11,6 (6,6) 0,7 40,4 142,6 (102,2)
Attività immateriali in
corso servizi pubblici
in concessione
172,2 109,0 (17,3) 263,9 263,9
Attività immateriali in
corso
51,6 20,4 (13,6) 58,4 58,4
Totale 3.254,9 154,1 (0,2) (111,8) 28,0 3,1 3.328,1 6.083,4 (2.755,3)
30-giu-20
Applicativi informatici 78,6 0,8 (15,9) 8,4 71,9 451,4 (379,5)
Concessioni e altri
diritti di utilizzo
132,0 0,1 (7,1) 6,5 131,5 464,4 (332,9)
Servizi pubblici in
concessione
2.718,6 15,6 (0,3) (72,2) 14,5 2.676,2 4.622,6 (1.946,4)
Liste clienti 578,4 (16,2) 562,2 638,1 (75,9)
Altre attività
immateriali
49,6 13,9 (0,5) (8,5) 1,1 55,6 178,3 (122,7)
Attività immateriali in
corso servizi pubblici
in concessione
157,3 104,1 (13,4) 248,0 248,0
Attività immateriali in
corso
65,7 22,6 (10,5) 77,8 77,8
Totale 3.780,2 157,1 (0,8) (119,9) 6,6 3.823,2 6.680,6 (2.857,4)

Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria.

"Applicativi informatici", pari a 71,9 milioni di euro sono relativi principalmente ai costi sostenuti per l'acquisto delle licenze e ai costi accessori di implementazione dei sistemi informativi aziendali.

"Concessioni e altri diritti di utilizzo", pari a 131,5 milioni di euro sono costituiti da:

  • concessioni, pari a 54,4 milioni di euro, riferibili principalmente a diritti relativi alle attività di distribuzione gas e ciclo idrico integrato, classificati nelle attività immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 "Accordi per servizi in concessione";
  • altri diritti di utilizzo, pari a 77,1 milioni di euro, rappresentati principalmente dal fair value dell'autorizzazione relativa all'esercizio della discarica di Serravalle Pistoiese, asset acquisito nel corso del secondo semestre 2019 nell'ambito dell'operazione di business combination di Pistoia Ambiente, il cui ammortamento avverrà sulla base delle tonnellate conferite. Si segnala, inoltre, che a seguito del completamento del processo di valutazione degli asset acquisiti, rispetto alla valutazione provvisoria utilizzata per il bilancio al 31 dicembre 2019, è stato rivisto il fair value di tale autorizzazione, procedendo a iscrivere un maggior valore per 6,3 milioni di euro (modifica classificata tra le "Altre variazioni").

"Servizi pubblici in concessione", pari a 2.676,2 milioni di euro comprendono i beni relativi alle attività di distribuzione gas, distribuzione energia elettrica (territorio di Imola), ciclo idrico integrato e illuminazione pubblica (salvo per questi ultimi quanto precisato nella nota 18 "Attività finanziarie correnti e non correnti") oggetto di concessione da parte degli enti pubblici di riferimento. Tali rapporti di concessione e i relativi beni, inerenti l'esercizio dell'attività sui quali il Gruppo detiene i diritti all'utilizzo, sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale come previsto dall'interpretazione Ifric 12. Gli investimenti del periodo hanno riguardato principalmente le reti idriche per 14,3 milioni di euro e le reti di distribuzione del gas per 0,6 milioni di euro.

"Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione", pari a 248 milioni di euro si riferiscono agli investimenti correlati alle medesime concessioni che risultano ancora da ultimare alla data di fine periodo. Gli investimenti del semestre hanno riguardato principalmente le reti idriche per 59,7 milioni di euro, le reti di distribuzione del gas per 36,9 milioni di euro e le reti di distribuzione energia elettrica per 6 milioni di euro.

"Liste clienti", pari a 562,2 milioni di euro sono iscritte per effetto delle operazioni di business combination e della conseguente attività valutativa a fair value degli asset acquisiti. Il periodo di ammortamento di tali liste clienti è correlato al tasso di abbandono (churn rate) identificato per ogni singola operazione/business. L'incremento rispetto al semestre precedente deriva dall'operazione di acquisizione delle attività di vendita del Gruppo Ascopiave, realizzata a dicembre 2019.

"Attività immateriali in corso", pari a 77,8 milioni di euro sono costituite principalmente da progetti informatici non ancora ultimati.

"Altre attività immateriali", pari a 55,6 milioni di euro, comprendono principalmente i diritti di godimento e utilizzazione di reti e infrastrutture per il passaggio di reti di telecomunicazione e i costi incrementali sostenuti per l'ottenimento di nuovi contratti di vendita. Come previsto dal principio Ifrs 15 tali costi incrementali, rappresentati prevalentemente da provvigioni riconosciute ad agenti, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate). Le provvigioni iscritte come attività per il semestre ammontano a 12,4 milioni di euro (10,2 milioni di euro nel primo semestre 2019).

Le "Altre variazioni" comprendono riclassifiche delle immobilizzazioni in corso alle rispettive categorie specifiche per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio e riclassifiche a immobilizzazioni materiali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Avviamento 812,8 812,9 (0,1)

In accordo con quanto previsto dallo Ias 36 e in assenza di trigger event, come previsto dal principio stesso, non è stato predisposto il test di impairment sugli avviamenti iscritti al 30 giugno 2020.

Si precisa, in particolare, che l'emergenza sanitaria indotta dal Covid-19 non è stata considerata un trigger event da parte del Gruppo, poiché gli impatti correnti e attesi sono considerati marginali. Si rimanda al capitolo 1.02 "Gestione dell'emergenza Covid-19" per una più ampia considerazione circa i potenziali impatti sul business, sulla situazione finanziaria e sulla performance economica del Gruppo.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 132,3 135,8 (3,5)
Altre partecipazioni 50,7 7,7 43,0
Totale 183,0 143,5 39,5

Le variazioni rispetto al 31 dicembre 2019 di joint venture e società collegate riflettono il recepimento degli utili e delle perdite proquota consuntivati dalle rispettive società (incluse le altre componenti di conto economico complessivo), nonché l'eventuale riduzione del valore per dividendi distribuiti. La quota del risultato di competenza delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto è riportato alla nota 9 "Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate".

La movimentazione delle partecipazioni consolidate con il metodo del patrimonio netto risulta essere la seguente:

31-dic-19 Investimenti e
disinvestimen
ti
Valutazione
patrimonio
netto
Dividendi
distribuiti
consolidamen
Variazione
area di
to
Svalutazioni e
variazioni
altre
30-giu-20
Aimag Spa 50,4 1,1 (2,3) 49,2
Asm Set Srl 18,5 0,6 (1,0) 18,1
Enomondo Srl 15,9 0,5 (1,5) 14,9
Set Spa 26,4 0,1 26,5
Sgr Servizi Spa 23,5 1,3 (2,4) 22,4
Altre minori 1,1 0,1 1,2
Totale 135,8 3,7 (7,2) 132,3

31-dic-19 Investimenti e disinvestimen ti Valutazione a fair value Perdite durevoli di valore Altre variazioni 30-giu-20 Ascopiave Spa ‐ 45,5 (2,5) ‐ ‐ 43,0 Calenia Energia Spa 1,8 ‐ ‐ ‐ ‐ 1,8 Veneta Sanitaria Finanza di Progetto Spa 3,6 ‐ ‐ ‐ ‐ 3,6 Altre minori 2,3 ‐ ‐ ‐ ‐ 2,3 Totale 7,7 45,5 (2,5) ‐ ‐ 50,7

Le partecipazioni in imprese non rientranti nell'area di consolidamento hanno invece registrato le seguenti variazioni:

La voce "Investimenti" accoglie principalmente l'acquisto di azioni della società Ascopiave Spa e si inserisce nel quadro organico dell'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave, realizzatasi in dicembre 2019. Tale investimento partecipativo è stato il risultato di due distinte operazioni:

  • nel mese di gennaio 2020 è stata rilevata dal fondo Amber una quota pari al 2,5% del capitale sociale di Ascopiave Spa, incrementata al 2,9% nei mesi successivi con acquisti effettuati sul mercato;
  • nel mese di giugno 2020 è stata acquistata da A2A Spa un'ulteriore quota del 2% del capitale di Ascopiave Spa, portando la partecipazione complessiva al 4,9%.

La voce "Altre variazioni" accoglie la valutazione al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, in conformità a quanto previsto dal principio contabile Ifrs 9, della partecipazione in Ascopiave Spa, designata in modo irrevocabile come attività valutata al fair value.

La riduzione dei consumi di energia elettrica come conseguenza del lockdown correlato all'emergenza sanitaria Covid-19 ha determinato un significativo calo della produzione termoelettrica nazionale. Parallelamente, tuttavia, si è assistito ad un aumento del contributo del mercato dei servizi di dispacciamento Msd, che ha generato importanti flussi di ricavi per i veicoli partecipativi attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica. Non si ravvisa pertanto un trigger event tale da comportare l'effettuazione dell'impairment test.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Crediti per finanziamenti 45,4 50,6 (5,2)
Titoli in portafoglio 2,5 2,5
Crediti per servizi di costruzione 34,4 33,7 0,7
Crediti finanziari diversi 54,4 48,5 5,9
Totale attività finanziarie non correnti 136,7 135,3 1,4
Crediti per finanziamenti 8,2 23,5 (15,3)
Titoli in portafoglio 0,1 0,1
Crediti finanziari diversi 39,7 46,5 (6,8)
Totale attività finanziarie correnti 48,0 70,1 (22,1)
Totale disponibilità liquide 705,5 364,0 341,5
Totale attività finanziarie e disponibilità liquide 890,2 569,4 320,8

"Crediti per finanziamenti" comprendono finanziamenti, regolati a tassi di mercato, concessi alle seguenti società:

30-giu-20 31-dic-19
Quota non
corrente
Quota
corrente
Totale Quota non
corrente
Quota
corrente
Totale
Aloe SpA 7,3 1,2 8,5 7,7 0,8 8,5
Calenia Energia Spa 9,6 0,8 10,4 11,9 11,9
Set Spa 20,0 2,9 22,9 21,4 2,9 24,3
Tamarete Energia Srl 1,8 1,8 2,8 2,8
Altre minori 8,5 1,5 10,0 9,6 17,0 26,6
Totale 45,4 8,2 53,6 50,6 23,5 74,1

I finanziamenti sono assoggettati, in assenza di trigger event, a test di impairment al termine dell'esercizio. L'esito di tale test ha determinato negli esercizi precedenti rettifiche di valore per complessivi 26,5 milioni di euro.

"Titoli in portafoglio", comprendono nella parte non corrente obbligazioni, fondi e polizze assicurative per 2,5 milioni di euro a garanzia della gestione post-mortem della discarica in capo alla controllata Asa Scpa. Il valore di iscrizione di tali titoli è sostanzialmente allineato al relativo fair value al 30 giugno 2020. Tali titoli rientrano all'interno della categoria degli strumenti finanziari valutati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo.

"Crediti per servizi di costruzione", sono rilevati nei confronti dei Comuni per servizi di costruzione di impianti di pubblica illuminazione in conformità al modello dell'attività finanziaria previsto dall'interpretazione Ifric 12. L'incasso di tali crediti avverrà secondo un piano di ammortamento predeterminato che copre la durata del contratto di concessione o affidamento.

"Crediti finanziari diversi", nella parte non corrente le posizioni principali riguardano le seguenti controparti:

  • Comune di Padova relativamente al credito, regolato a tasso di mercato, correlato alla costruzione di impianti fotovoltaici il cui rimborso è previsto al termine del 2030 per 16,3 milioni di euro (17,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • Consorzio di Comuni cosiddetto "Collinare" in relazione all'indennizzo spettante al gestore uscente al termine dell'affidamento della gestione del servizio di distribuzione gas, anticipato dal Gruppo per 12,5 milioni di euro;

  • Acosea Impianti Srl con riferimento alla garanzia finanziaria rilasciata per complessivi 12,5 milioni di euro;

  • Consorzio stabile energie locali (Csel) in relazione ai crediti per incassi da ricevere a seguito dell'aggiudicazione della gara pubblica per il servizio luce (indetta da Consip per l'affidamento del servizio per le pubbliche amministrazioni) per 7,3 milioni di euro;
  • Comuni di Vigarano Mainarda, Goro e Castello d'Argile in relazione a un'anticipazione finanziaria concessa in sede di gara per il servizio di distribuzione gas e spettante al gestore uscente al termine dell'affidamento per 3,9 milioni di euro;
  • Comune di Riccione per un piano di rientro di durata pluriennale sottoscritto nell'esercizio 2018 per 1,2 milioni di euro.

"Crediti finanziari diversi", nella parte corrente sono costituiti principalmente da:

  • contributi pubblici da ricevere nei confronti di diversi soggetti (Cato, Regione Friuli-Venezia Giulia, Regione Veneto, tra gli altri) per 13,4 milioni di euro;
  • acconti a garanzia della partecipazione alle piattaforme estere di negoziazione dei contratti su commodity e alle aste sul mercato elettrico, nonché a garanzia dell'operatività sui mercati all'ingrosso dell'energia elettrica e del gas per 13,6 milioni di euro;
  • anticipi per copertura oneri versati da alcune società del Gruppo in qualità di gestori del servizio di distribuzione gas in vista dell'avvio delle gare, per 4,7 milioni di euro;
  • crediti per cash-pooling vantati nei confronti della società collegata Asm Set Spa per 2,5 milioni di euro;
  • quota corrente del credito regolato a tasso di mercato, relativo alla costruzione di impianti fotovoltaici il cui rimborso è previsto al termine del 2030 verso il Comune di Padova, per 1,7 milioni di euro.

Per meglio comprendere le dinamiche finanziarie intervenute nel corso del primo semestre 2020 si rinvia al rendiconto finanziario, oltre ai commenti riportati nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03.04 "Analisi della struttura finanziaria".

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Attività per imposte anticipate 266,8 264,8 2,0
Compensazione fiscalità differita (89,4) (90,5) 1,1
Crediti per imposta sostitutiva 0,5 0,5
Totale attività fiscali differite nette 177,9 174,8 3,1
Passività per imposte differite 235,2 245,0 (9,8)
Compensazione fiscalità differita (89,4) (90,5) 1,1
Totale passività fiscali differite nette 145,8 154,5 (8,7)

"Attività per imposte anticipate", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione al fondo svalutazione crediti, a fondi per rischi e oneri, ad ammortamenti civili maggiori di quelli fiscalmente rilevanti e ad affrancamento di avviamenti e partecipazioni di controllo.

"Passività per imposte differite", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a maggiori deduzioni effettuate negli esercizi precedenti per fondi rischi e oneri e a valori di beni materiali fiscalmente non rilevanti.

Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti.

"Crediti per imposta sostitutiva", configurandosi quali anticipi della fiscalità corrente, rappresentano l'imposta corrisposta per l'affrancamento ai fini fiscali di avviamenti rilevati in esercizi precedenti.

Attività e Passività non correnti
30-giu-20 31-dic-19
Sottostante coperto Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Derivati su tassi
Finanziamenti 2 500,0 mln 20,5 6,1 500,0 mln 18,6 4,2
Finanziamenti 2 161 mln 22,2 161,7 mln 23,2
Totale derivati su
tassi non correnti
20,5 28,3 18,6 27,4
Derivati su cambi
Finanziamenti 2 20 mld Jpy 22,8 20 mld Jpy 22,5
Totale derivati non
correnti
43,3 28,3 41,1 27,4
Attività e Passività correnti
30-giu-20 31-dic-19
Sottostante coperto Gerarchia
fair value
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Nozionale Fair value
attività
Fair value
passività
Derivati su
commodity
Gas hub esteri 3 1.350.878 MWh 4,3 310.300 MWh 1,6
Prodotti petroliferi
raffinati/carbone
2 1.302 Ton 0,1 2.818 Ton 0,1
Formule
energia elettrica
2 17.663.687
MWh
80,3 12.564.290
MWh
70,5
Gas hub esteri 3 5.145.412 MWh 30,1 5.564.835 MWh 25,6
Prodotti petroliferi
raffinati/carbone
2 1.222 Ton 0,1
Formule energia
elettrica
2 20.525.948
MWH
110,4 17.230.886
MWH
112,7
Totale derivati su
commodity correnti
84,8 140,5 72,2 138,4

Gli strumenti finanziari derivati sottoscritti dal Gruppo sono destinati a copertura dei finanziamenti e delle oscillazioni di prezzo delle commodity, nonché, seppur in via residuale, ad attività di trading.

Il fair value netto delle attività e passività non correnti del 1° semestre 2020 è positivo e ammonta a 15 milioni di euro (positivo per 13,7 milioni di euro al 31 dicembre 2019). Nello specifico i derivati su tassi risultano avere un fair value negativo pari a 7,8 milioni di euro (negativo per 8,7 milioni di euro al 31 dicembre 2019), mentre il fair value dei derivati sottoscritti a copertura del tasso di cambio e del fair value dei finanziamenti in valuta nella forma di Cross currency swap è positivo e ammonta a 22,8 milioni di euro (positivo per 22,5 milioni di euro al 31 dicembre 2019). La variazione positiva del fair value netto delle attività e passività non correnti rispetto al 31 dicembre 2019 è complessivamente pari a 1,3 milioni di euro ed è riconducibile principalmente al trend decrescente delle curve dei tassi, essendo il cambio dello yen giapponese rispetto all'euro sostanzialmente stabile rispetto al termine dell'esercizio precedente.

Gli strumenti finanziari iscritti tra le attività e le passività correnti rappresentano i contratti derivati la cui realizzazione è prevista entro l'esercizio successivo. Il fair value netto delle attività e passività correnti del primo semestre 2020 è negativo e ammonta a 55,7 milioni di euro (negativo per 66,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019). La variazione positiva di fair value rispetto al 31 dicembre 2019 è

riconducibile sia alla variazione generata dall'incremento dei volumi sottostanti i contratti gas ed energia elettrica sia alle dinamiche del prezzo del gas, legato all'indice Ttf, e dell'energia elettrica, specie in relazione alla volatilità del Pun.

Nel corso del primo semestre 2020 non vi sono stati trasferimenti tra i vari livelli del fair value sopra indicati.

Gli strumenti finanziari derivati, sulla base delle operazioni sottostanti e delle correlate finalità gestionali, possono essere distinti nelle seguenti classi:

Derivati di copertura su tassi / cambi
Gestione finanziaria
Tipologia 30-giu-20 31-dic-19
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto netto Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto netto
Cash flow hedge 0,4 (0,4) 0,4 (0,4)
Fair value hedge 22,8 21,8 1,0 22,4 22,8 (0,4)
Non hedge
accounting
20,5 6,1 14,4 18,7 4,2 14,5
Totale fair value 43,3 28,3 15,0 41,1 27,4 13,7
30-giu-20 30-giu-19
Tipologia
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Cash flow hedge 0,0 (0,1) (0,1) 0,2 (0,2)
Fair value hedge 3,6 (3,5) 0,1 7,0 (5,2) 1,8
Non hedge
accounting
9,0 (9,6) (0,6) 40,7 (41,5) (0,8)
Derivati su commodity / cambi
Gestione operativa
Tipologia 30-giu-20 31-dic-19
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Fair value
attività
Fair value
passività
Effetto
netto
Cash flow Hedge 49,1 101,6 (52,5) 38,2 89,2 (51,0)
Non hedge
accounting
35,7 38,9 (3,2) 34,0 49,2 (15,3)
Totale fair value 84,8 140,5 (55,7) 72,2 138,4 (66,3)
Tipologia 30-giu-20 30-giu-19
Proventi Oneri Effetto
netto
Proventi Oneri Effetto
netto
Cash flow Hedge 27,9 (48,6) (20,7) 14,6 (37,4) (22,8)
Non hedge
accounting
2,9 (13,4) (10,5) 63,3 (51,0) 12,4
Totale proventi
(oneri)
30,8 (62,0) (31,2) 77,9 (88,4) (10,4)

I derivati designati come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge) fanno principalmente riferimento a coperture dei disallineamenti tra le formule di acquisto e vendita di energia elettrica e gas metano ritenute altamente probabili. Si segnala che, per quanto riguarda l'energia elettrica, al fine di realizzare ogni possibile sinergia e ottimizzare le coperture, a partire dallo scorso esercizio il Gruppo ha rinnovato il proprio approccio strategico nella gestione operativa e opera principalmente con un unico portafoglio commerciale. La rivisitazione del modello organizzativo interno e l'adeguamento dei sistemi gestionali hanno comportato il rinnovo delle procedure che consentono di identificare la natura dell'operazione (copertura vs trading) e produrre il set informativo adeguato per un'identificazione formale della finalità dello strumento derivato per un maggior numero di contratti rispetto al passato. Ciò ambisce a ridurre le operazioni classificate come "non hedge accounting" pur essendo poste in essere con finalità di sostanziale copertura

Le relazioni di copertura tra i predetti contratti derivati e le relative operazioni sottostanti hanno comportato l'iscrizione nel conto economico complessivo di oneri netti al lordo del relativo effetto fiscale per 1,4 milioni di euro (85,7 milioni di oneri netti al 31 dicembre 2019).

I derivati designati come coperture del fair value di passività finanziarie iscritte a bilancio (fair value hedge) sono correlati al prestito obbligazionario denominato in yen giapponesi avente un nozionale residuo di 20 miliardi di yen pari a 149,8 milioni di euro (convertito al tasso di cambio originario oggetto di copertura).

I derivati non rientranti in strategie di copertura (non hedge accounting) sono riconducibili a:

  • operazione di ristrutturazione del portafoglio derivati (attraverso mirroring) posta in essere negli esercizi precedenti con l'obiettivo di ribilanciare il rapporto tra indebitamento a tasso fisso e variabile. Tale ristrutturazione ha comportato la revoca di alcune relazioni di copertura e la sottoscrizione di nuovi contratti derivati non qualificabili come di copertura, ma aventi come scopo precipuo la copertura dalle fluttuazioni dei tassi di interesse;
  • operazioni di copertura sull'acquisto di materie prime che non possono essere qualificati formalmente come hedge accounting. Tali contratti generano comunque proventi e oneri riferibili a maggiori o minori costi di acquisto delle materie prime e come tali classificati tra i costi operativi.

Sensitivity analysis - Operazioni finanziarie

Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di -25 basis point rispetto ai tassi d'interesse effettivamente applicati per le valutazioni al 30 giugno 2020, a parità di tasso di cambio, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere ammonterebbe a circa 14,5 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di +25 basis point, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 14,4 milioni di euro.

Tali variazioni di fair value, con riferimento agli strumenti finanziari in cash flow hedge, non avrebbero effetti sul conto economico se non per la potenziale quota di inefficacia, peraltro non significativa. In caso di aumento o riduzione del fair value si registrerebbe un incremento o un decremento del patrimonio netto non significativo. Per quanto attiene i derivati classificati come fair value hedge, l'eventuale variazione del fair value non avrebbe effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensata da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura. Infine, anche i derivati non hedge accounting non produrrebbero effetti sul conto economico, in quanto rappresentano il risultato di operazioni di mirroring che ne determinano la neutralità in termini valutativi (ovvero il fair value tenderà nel tempo a ridursi al momento del realizzo dei flussi di cassa previsti).

Ipotizzando un istantaneo aumento del tasso di cambio euro/yen del 10%, a parità di tassi d'interesse, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 30 giugno 2020 ammonterebbe a circa 18,2 milioni di euro. Allo stesso modo, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 19,8 milioni di euro. Essendo i derivati su cambi, relativi a operazioni di finanziamento, interamente classificati come fair value hedge, tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensate da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.

Sensitivity analysis - Operazioni commerciali

Ipotizzando un istantaneo incremento di 10 dollari al barile del prezzo del brent, con invarianza della curva Pun, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 30 giugno 2020 ammonterebbe a circa 11,2 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 11,2 milioni di euro.

Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva Pun di +10 euro/MWh, a parità di prezzo del brent, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 30 giugno 2020 ammonterebbe a circa 48 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea traslazione di -10 euro/MWh, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 48 milioni di euro.

Nell'ambito del nuovo modello organizzativo sopra descritto, tali variazioni di fair value riguarderebbero prevalentemente gli strumenti derivati classificati come hedge accounting e pertanto si registrerebbe un'opposta variazione del patrimonio netto.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Materie prime e scorte 96,5 112,8 (16,3)
Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti 19,2 15,9 3,3
Lavori in corso su ordinazione 55,0 47,8 7,2
Totale 170,7 176,5 (5,8)

"Materie prime e scorte", già esposte al netto del relativo fondo svalutazione, sono costituite principalmente da stoccaggi di gas per 41,2 milioni di euro (60,1 milioni di euro al 31 dicembre 2019), da materiali di ricambio e apparecchiature destinate alla manutenzione e all'esercizio degli impianti in funzione per 49,5 milioni di euro (45,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019) e da materie plastiche destinate alla rigenerazione per 5,8 milioni di euro (7,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019). La variazione delle rimanenze di gas rispetto al periodo precedente, a parità sostanziale di quantità in giacenza, è strettamente correlata alla significativa contrazione che ha subito il prezzo all'ingrosso del gas metano nel primo semestre 2020 prevalentemente per effetto dell'emergenza Covid-19.

"Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti", costituiti principalmente da:

  • sistema Gvg Generatore di vapore a griglia e dalle relative componenti impiantistiche complementari per complessivi 9,6 milioni di euro. Tale macchinario, già presente tra le rimanenze nell'esercizio precedente e destinato alla cessione, verrà impiegato internamente per il revamping della seconda linea del termovalorizzatore di Trieste;
  • prodotti plastici realizzati presso gli impianti di rigenerazione del Gruppo per 8,5 milioni di euro (6 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • apparecchiature da utilizzare per l'erogazione di servizi e prodotti finiti relativi a progetti commissionati da clienti del settore telecomunicazioni per 1 milione di euro.

"Lavori in corso su ordinazione", accolgono commesse di durata pluriennale per lavori di impiantistica, principalmente in relazione a illuminazione pubblica, servizio idrico e gestione calore (rispettivamente per 28 milioni di euro, per 15,4 milioni di euro e per 8,6 milioni di euro), nonché per attività di progettazione, finalizzata all'acquisizione di commesse sul mercato nazionale e internazionale (2,3 milioni di euro).

30-giu-20 31-dic-19 Var. Crediti verso clienti 1.508,4 1.625,8 (117,4) Fondo svalutazione crediti (422,3) (399,3) (23,0) Crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere 660,8 838,8 (178,0) Totale 1.746,9 2.065,3 (318,4)

I crediti commerciali sono comprensivi dei consumi stimati, per la quota di competenza del periodo, relativamente a bollette e fatture che saranno emesse dopo la data del 30 giugno 2020, nonché di crediti per ricavi maturati nel periodo con riferimento al settore idrico che, in funzione delle modalità di addebito agli utenti finali determinate dall'Autorità, verranno fatturati nei prossimi mesi.

Il valore dei crediti commerciali rappresentati in bilancio al 30 giugno 2020 costituisce l'esposizione teorica massima al rischio di credito per il Gruppo.

Consistenza iniziale Accantonamenti Variazione area
consolidamento
Utilizzi e altri
movimenti
Consistenza
finale
30-giu-19 342,1 39,6 6,8 (19,9) 368,6
30-giu-20 399,3 37,7 (14,7) 422,3

La movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali è la seguente:

L'appostamento del fondo viene effettuato sulla base di valutazioni analitiche in relazione a specifici crediti, integrate da valutazioni basate su analisi prospettiche per i crediti riguardanti la clientela di massa (in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese e allo status del debitore), come descritto come descritto nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 2.02.01 "Principi di redazione".

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Crediti per imposte sul reddito 21,2 24,0 (2,8)
Credito per rimborso Ires 18,1 18,1
Totale attività per imposte correnti 39,3 42,1 (2,8)
Debiti per imposte sul reddito 73,0 15,6 57,4
Debiti per imposta sostitutiva 6,5 71,3 (64,8)
Totale passività per imposte correnti 79,5 86,9 (7,4)

"Crediti per imposte sul reddito", si riferiscono all'eccedenza degli acconti versati per imposte dirette Ires e Irap rispetto al debito di competenza, nonché agli acconti versati nel primo semestre dell'esercizio 2020.

"Credito per rimborso Ires", è relativo alle richieste di rimborso dell'Ires, spettante per gli anni dal 2007 al 2011, a seguito della deducibilità dall'Ires dell'Irap riferita al costo del personale dipendente e assimilato, ai sensi del D.L. 201/2011.

"Debiti per imposte sul reddito", includono le imposte Ires e Irap stanziate per competenza sul reddito prodotto nel primo semestre 2020.

"Debiti per imposta sostitutiva", rappresentano gli importi che saranno versati entro il mese di luglio 2020 per l'affrancamento della partecipazione di controllo in Amgas Blu Srl acquisita nell'ambito dell'operazione di partnership Hera-Ascopiave. La variazione rispetto all'esercizio precedente è rappresentata dal versamento dell'imposta sostitutiva per l'affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori impliciti nel valore delle partecipazioni di controllo acquisite da Ascopiave in Ascopiave Energie Spa, Ascotrade Spa, Blue Meta Spa e Etra Energia Srl, che hanno comportato l'iscrizione nel bilancio consolidato di liste clienti e avviamenti.

L'operazione di affrancamento era stata considerata strettamente correlata all'accordo di partnership e, quindi, già ricompresa all'interno della valutazione dell'aggregazione aziendale al 31 dicembre 2019, con la conseguente iscrizione del debito per imposta sostitutiva per complessivi 71,3 milioni di euro. A seguito della valutazione definitiva degli asset acquisiti conclusa nel primo semestre 2020, essendo questi determinanti anche ai fini fiscali, si è proceduto a rideterminare puntualmente il valore dell'imposta sostitutiva da versare, che è risultata essere pari a 71,9 milioni di euro, di cui 65,3 milioni già versati alla data del 30 giugno 2020. Il pagamento dell'imposta relativamente alla partecipazioni in Ascopiave Energie Spa, Ascotrade Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl è stato effettuato dalla controllante EstEnergy Spa, la quale è stata dotata delle risorse finanziare necessarie mediante un aumento di capitale dedicato, a cui ha contribuito anche Ascopiave Spa per la quota giuridica di propria competenza pari a 31,4 milioni di euro. Di tale versamento si era già tenuto conto al 31 dicembre 2019, iscrivendo un credito (iscritto tra le "Altre attività correnti") nei confronti della stessa Ascopiave Spa per il valore stimato di 31,1 milioni di euro. L'esborso netto per il Gruppo è quindi risultato complessivamente pari a 33,9 milioni di euro. Nella sostanza tale operazione di affrancamento ha permesso di attribuire un valore fiscalmente rilevante a parte delle liste clienti e degli avviamenti iscritti a bilancio consolidato per effetto della business combination, senza generare pertanto effetti economici correnti, ma garantendo minori flussi di cassa futuri a fronte del pagamento di minori imposte sul reddito.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Titoli di efficienza energetica ed emission trading 116,7 83,1 33,6
Iva, accise e addizionali a credito 49,6 92,9 (43,3)
Depositi cauzionali a fornitori 44,2 42,4 1,8
Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e
proventi di continuità
40,1 26,4 13,7
Costi anticipati 35,4 19,8 15,6
Anticipo a fornitori e dipendenti 19,1 17,0 2,1
Incentivi da fonti rinnovabili 10,4 24,2 (13,8)
Altri crediti 64,4 89,9 (25,5)
Totale 379,9 395,7 (15,8)

"Titoli di efficienza energetica ed emission trading" comprendono:

  • certificati bianchi, 101,7 milioni di euro (65,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • certificati verdi, 9,8 milioni di euro (invariati rispetto al 31 dicembre 2019);
  • certificati grigi, 5,2 milioni di euro (7,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019).

In relazione ai certificati bianchi, l'incremento del valore di portafoglio è dovuto principalmente all'iscrizione delle quote di certificati riconosciuti nel periodo, in attesa di incassare l'intero valore riferito all'esercizio precedente, tenuto conto delle operazioni di cessione del credito al 31 dicembre 2019.

In merito ai certificati verdi, in virtù della modifica del meccanismo incentivante in base al quale viene ora riconosciuta una tariffa agevolata per la vendita dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, il portafoglio relativo a questa tipologia di titoli andrà esaurendosi, con effetto negativo in termini di valutazione, nei momenti di consegna al Gse, o di vendita sul mercato.

In relazione ai certificati grigi, il decremento del valore di portafoglio rispetto all'esercizio precedente è dovuto prevalentemente alle minori quantità di titoli detenute.

"Iva, accise e addizionali", costituito dai crediti verso l'erario per imposta sul valore aggiunto per 8,2 milioni di euro e per accise e addizionali per 41,4 milioni di euro. La variazione rispetto al 31 dicembre 2019 è imputabile a un decremento di 48,5 milioni di euro per crediti per imposta sul valore aggiunto (56,7 milioni di euro al 31 dicembre 2019) e a un incremento di 5,2 milioni di euro per accise e addizionali (36,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019). Tali variazioni vanno lette congiuntamente alle medesime evidenziate nella nota 30 "Altre passività correnti". Per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto, si segnala nel primo semestre 2020 l'incasso di un rimborso Iva per l'esercizio 2018 per 6 milioni di euro e la cessione di crediti a società di factor per 5,7 milioni di euro. Per quanto riguarda le accise e le addizionali, occorre tener presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario: gli acconti corrisposti nel corso dell'anno, infatti, sono calcolati sulla base dei quantitativi di gas ed energia elettrica fatturati nell'esercizio precedente. Attraverso queste modalità possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro.

"Depositi cauzionali", pari a 44,2 milioni di euro (42,4 milioni di euro al 31 dicembre 2019), accolgono principalmente:

  • depositi versati a garanzia della partecipazione alle piattaforme estere di negoziazione dei contratti su commodity e alle aste sul mercato elettrico, nonché per garantire l'operatività sui mercati all'ingrosso dell'energia elettrica, del gas e dei certificati per complessivi 25,2 milioni di euro;
  • deposito versato alla società collegata Sinergie Italiane Srl in liquidazione, in ragione di quanto previsto dal contratto di approvvigionamento del gas naturale con la stessa, a garanzia delle vendite che verranno effettuate nei confronti del Gruppo per 7,6 milioni di euro. Tale deposito risulta coperto da garanzia rilasciata dal Gruppo Ascopiave in sede di sottoscrizione dell'accordo di partnership;
  • depositi richiesti dalle Dogane per 2,3 milioni di euro.

"Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e proventi di continuità", pari a 40,1 milioni di euro (26,4 milioni di euro al 31 dicembre 2019), l'incremento è attribuibile principalmente a un maggior credito per perequazione della distribuzione gas e distribuzione energia elettrica e a un maggior credito per componenti relative al ciclo idrico, solo parzialmente compensato dal minore credito per componenti della distribuzione gas.

"Costi anticipati", si tratta principalmente delle quote di competenza futura di servizi e lavorazioni esterne, di costi sostenuti per coperture assicurative e garanzie fideiussorie, di costi del personale (specie con riferimento alla quota maturata della quattordicesima mensilità). L'incremento rispetto all'esercizio precedente è riconducibile a costi di competenza annuale che hanno già avuto nel primo semestre manifestazione monetaria.

"Incentivi da fonti rinnovabili", pari a 10,4 milioni di euro (24,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019) sono rappresentati dai crediti verso il Gse derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che ha sostituito il meccanismo di riconoscimento di certificati verdi. Il decremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile all'incasso della quasi totalità dei crediti relativi all'anno 2019.

"Altri crediti", il decremento è attribuibile principalmente all'incasso del credito nei confronti di Ascopiave Spa, iscritto al 31 dicembre 2019 per 31,1 milioni di euro, quale socio di minoranza di EstEnergy Spa, per la propria quota di competenza dell'imposta sostitutiva versata nel primo semestre del 2020 per porre in essere il processo di ottimizzazione fiscale correlato all'operazione di acquisizione delle attività commerciali energy. Per maggiori dettagli si rimanda alla nota 23 "Attività e passività per imposte correnti".

La voce accoglie, inoltre, crediti per dividendi che saranno incassati nel secondo semestre 2020 per 5,1 milioni di euro.

Rispetto al 31 dicembre 2019, il patrimonio netto registra un decremento di 11,4 milioni di euro dovuto principalmente alla combinazione dei seguenti effetti:

  • utile complessivo di periodo per 173,7 milioni di euro;
  • distribuzione dei dividendi per 164,9 milioni di euro;
  • decremento per operazioni su azioni proprie per 12 milioni di euro;
  • decremento per variazione dell'interessenza partecipativa per 11,3 milioni di euro.
  • incremento per altri movimenti per complessivi 3,1 milioni di euro.

Il prospetto relativo alla movimentazione del patrimonio netto è riportato al paragrafo 2.01.05.

Capitale sociale

Il capitale sociale al 31 dicembre 2019, pari a 1.470,6 milioni di euro, è costituito da 1.489.538.745 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna e risulta interamente versato.

Sono portate a riduzione del valore del capitale sociale le azioni proprie in portafoglio, il cui valore nominale al 30 giugno 2020 è pari a 18,2 milioni di euro e i costi associati agli aumenti di capitale, al netto del relativo beneficio fiscale.

Riserve

Le riserve, pari a 1.176,5 milioni di euro, comprendono riserve di utili generati negli esercizi precedenti e riserve costituite in sede di apporti di capitale, o partecipazioni, per 1.253,8 milioni di euro, perdite cumulate relative alle altre componenti di conto economico complessivo per 73 milioni di euro e riserve negative per operazioni su azioni proprie per 4,3 milioni di euro. Queste ultime riflettono le operazioni effettuate su azioni proprie da parte della capogruppo e delle controllate alla data del 30 giugno 2020. La movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio ha generato complessivamente una plusvalenza pari a 5,1 milioni di euro.

Rispetto al 31 dicembre 2019 le riserve si incrementano, inoltre, per 3,3 milioni di euro a seguito dell'iscrizione degli effetti derivanti dal completamento del processo di valutazione a fair value delle attività e passività acquisite della società Pistoia Ambiente Srl, rispetto a quanto iscritto nella situazione provvisoria al 31 dicembre 2019. Tale valore, iscritto tra gli altri movimenti nella movimentazione del patrimonio netto, rappresenta il risultato residuale della contabilizzazione dell'operazione di aggregazione, ovvero l'utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli (avviamento negativo).

Interessenze di minoranza

La voce accoglie l'importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate corrispondente alla partecipazione di terzi. È costituita principalmente dalle quote dei soci di minoranza del Gruppo Herambiente e della società Marche Multiservizi Spa.

Con riferimento alla quota partecipativa di Ascopiave Spa in EstEnergy Spa, pari al 48% del capitale sociale, si segnala che è stata concessa ad Ascopiave Spa un'opzione irrevocabile di vendita sulla stessa. Tale opzione può essere esercitata annualmente, discrezionalmente su tutta o parte della partecipazione, entro e non oltre il 31 dicembre 2026. L'esistenza di un tale diritto in capo al socio di minoranza ha comportato la classificazione come debito finanziario dell'opzione. Di conseguenza, conformemente alle proprie policy contabili, il Gruppo non ha proceduto a rappresentare nel proprio bilancio consolidato le quote di minoranza del socio Ascopiave Spa, considerando da un punto di vista contabile come interamente posseduta la partecipazione in EstEnergy Spa.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 2.880,3 2.882,8 (2,5)
Opzione di vendita soci di minoranza 545,2 553,3 (8,1)
Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi
potenziali
22,6 17,4 5,2
Altri debiti finanziari 3,6 2,8 0,8
Totale passività finanziarie non correnti 3.451,7 3.456,3 (4,6)
Scoperti di conto corrente e interessi passivi 317,0 111,5 205,5
Prestiti obbligazionari e finanziamenti 55,6 63,1 (7,5)
Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi
potenziali
9,9 9,9
Altri debiti finanziari 65,6 121,0 (55,4)
Totale passività finanziarie correnti 448,1 305,5 142,6
Totale passività finanziarie 3.899,8 3.761,8 138,0

"Prestiti obbligazionari e finanziamenti", risultano sostanzialmente in linea rispetto al 31 dicembre 2019. Nel corso del primo semestre 2020 sono stati sottoscritti finanziamenti con le seguenti controparti:

  • RivieraBanca Sc erogato in data 27 aprile 2020 del valore nominale di 4 milioni di euro;
  • Ubi Banca Spa erogato in data 24 giugno 2020 del valore nominale di 5 milioni di euro.

La voce comprende, inoltre, il valore dell'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa che, per effetto delle disposizioni contrattuali, è classificata come finanziamento e valutata secondo il metodo del costo ammortizzato per un valore di 55,6 milioni di euro. Il valore nominale di iscrizione iniziale di tale debito, nonché quello di restituzione, è pari a 54 milioni di euro.

"Opzione di vendita soci di minoranza", accoglie la valutazione a fair value delle opzioni di vendita riconosciute, con specifici istituti contrattuali, ai soci di minoranza sulle proprie quote partecipative. Al 30 giugno 2020 tale voce si riferisce all'opzione di vendita della partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari al 48% del capitale sociale, detenuta dal Ascopiave Spa. Il fair value dell'opzione in oggetto è calcolato sulla base di due distinte componenti:

  • il valore attuale del prezzo previsto per la partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari a 403,6 milioni di euro (396,6 milioni al 31 dicembre 2019);
  • la stima attualizzata di eventuali futuri dividendi che si ritiene verranno distribuiti da EstEnergy Spa lungo la vita ipotetica dell'opzione, pari a 141,6 milioni di euro (156,7 milioni al 31 dicembre 2019).

La variazione rispetto all'esercizio precedente deriva sia dalla distribuzione di dividendi da parte di EstEnergy Spa nel corso del primo semestre, che ne ha determinato una riduzione per 17,8 milioni di euro, sia dall'iscrizione di oneri finanziari figurativi, trattandosi di un debito attualizzato, per 9,7 milioni di euro. Non si sono avute variazioni delle ipotesi sottostanti il calcolo del fair value dell'opzione di vendita, ovvero non si sono apportate modifiche alla valutazione di ammontare e/o tempistica dei flussi finanziari previsti. La tabella seguente rappresenta le rettifiche di valore avvenute nel primo semestre:

31-dic-19 Oneri finanziari Dividendi
corrisposti
Variazione
ipotesi
30-giu-20
Opzione di vendita (fair value) 396,6 7,0 403,6
Opzione di vendita (dividendi futuri) 156,7 2,7 (17,8) 141,6
Totale opzione di vendita 553,3 9,7 (17,8) 545,2

"Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali", accolgono le somme ancora da pagare ai soci cedenti nell'ambito delle operazioni di aggregazione aziendale concluse nel periodo o in quelli precedenti, nonché la stima alla data di bilancio dei corrispettivi potenziali previsti dagli accordi sottoscritti in sede di acquisizione. Al 30 giugno 2020 tale voce si riferisce prevalentemente all'acquisizione di:

  • Gruppo Aliplast per 17,4 milioni di euro nella parte non corrente e per 0,5 milioni di euro nella parte corrente;
  • Pistoia Ambiente Spa per 5,2 milioni di euro nella parte non corrente e per 8,6 milioni di euro nella parte corrente;
  • Biogas Srl, fusa per incorporazione nell'esercizio 2017 in Herambiente Spa, per 0,7 milioni di euro.

"Altri debiti finanziari", per la parte scadente oltre l'esercizio accolgono il debito verso la Cassa pensioni comunali del Comune di Trieste per 2,5 milioni di euro e il debito verso Acer per il riscatto anticipato di beni precedentemente detenuti tramite contratto di leasing per 1,1 milioni di euro. Per la parte corrente si tratta prevalentemente di debiti per:

  • incassi da clienti in regime di salvaguardia e clienti per servizi di ultima istanza del settore gas in relazione ad anticipi già ricevuti dalla Cassa per i Servizi energetici e ambientali, per 34,8 milioni di euro (13,8 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • incassi ancora da trasferire a fine periodo di crediti ceduti pro-soluto a società di factoring per 18,9 milioni di euro (88,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • incassi canone Rai da trasferire all'Erario per 7,3 milioni di euro (5 milioni di euro al 31 dicembre 2019);
  • debito corrente verso Acer per il riscatto anticipato di beni precedentemente detenuti tramite contratto di leasing per 1,1 milioni di euro.
  • debiti verso la Cassa pensioni comunali del Comune di Trieste per 0,5 milioni di euro (0,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019).

"Scoperti di conto corrente e interessi passivi", la significativa variazione rispetto all'esercizio precedente è rappresentata dall'erogazione di finanziamenti a breve termine, nella forma di hot money, per complessivi 267 milioni di euro in essere al 30 giugno 2020 e dal rimborso della liquidità a breve concessa dal sistema bancario nel corso del 2019 per 46,5 milioni di euro.

Nella tabella che segue sono riportate le passività finanziarie distinte per natura al 30 giugno 2020, con indicazione della quota in scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:

Tipologia 30-giu-20 Quota entro
esercizio
Quota entro
5° anno
Quota oltre
5° anno
Prestiti obbligazionari 2.306,3 787,7 1.518,6
Finanziamenti 629,6 55,6 299,2 274,8
Opzioni di vendita soci di minoranza 545,2 545,2
Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo
e corrispettivi potenziali
32,5 9,9 22,6
Altri debiti finanziari 69,2 65,6 3,6
Scoperti di conto corrente e interessi passivi 317,0 317,0
Totale 3.899,8 448,1 1.113,1 2.338,6
Prestiti obbligazionari Negoziazione Durata
(anni)
Scadenza Valore
Nominale
(mln)
Cedola Tasso
annuale
Bond Quotato 8 4-ott-21 249,86 Eur Annuale 3,25%
Bond Quotato 10 22-mag-23 68,0 Eur Annuale 3,375%
Green bond Quotato 10 4-lug-24 329,29 Eur Annuale 2,375%
Bond Non quotato 15 5-ago-24 20.000 Jpy Semestrale 2,93%
Bond Quotato 12 22-mag-25 15,0 Eur Annuale 3,50%
Bond Quotato 10 14-ott-26 400,0 Eur Annuale 0,875%
Bond Non quotato 15/20 14-mag-27/32 102,5 Eur Annuale 5,25%
Bond Quotato 8 05-lug-2027 500,0 Eur Annuale 0,875%
Bond Quotato 15 29-gen-28 700,0 Eur Annuale 5,20%

Si evidenziano le principali condizioni dei prestiti obbligazionari in essere al 30 giugno 2020:

Al 30 giugno 2020 i bond in essere, aventi un valore nominale di 2.514,6 milioni di euro (invariato rispetto al 31 dicembre 2019) e un valore di iscrizione al costo ammortizzato di 2.306,3 milioni di euro (2.292,8 milioni di euro al 31 dicembre 2019), presentano un fair value di 2.890,9 milioni di euro (2.919,6 al 31 dicembre 2019) determinato dalle quotazioni di mercato ove disponibili.

Non sono previsti covenants finanziari sul debito tranne quello, presente su alcuni finanziamenti, del limite del corporate rating (da parte anche di una sola agenzia di rating) al di sotto del livello di "Investment Grade" (BBB-). Alla data attuale tale parametro risulta rispettato.

La voce comprende gli accantonamenti a favore del personale dipendente per il trattamento di fine rapporto di lavoro e altri benefici contrattuali, al netto delle anticipazioni concesse e dei versamenti effettuati agli istituti di previdenza in accordo con la normativa vigente. Il calcolo viene effettuato utilizzando tecniche attuariali e attualizzando le passività future alla data di bilancio. Tali passività sono costituite dal credito che il dipendente maturerà alla data in cui presumibilmente lascerà l'azienda.

Di seguito viene riportata la movimentazione intervenuta nel primo semestre dell'esercizio 2020 dei piani per benefici ai dipendenti in essere:

31-dic-19 Service
cost
Oneri
finanziari
Utili (perdite)
attuariali
Utilizzi e
altri
movimenti
Variazione area
consolidament
o
30-giu-20
Trattamento fine rapporto 112,0 0,6 0,5 (2,3) (5,2) 105,6
Riduzione tariffaria 7,9 (0,2) (0,2) 7,5
Premungas 3,5 (0,2) 3,3
Sconto gas 3,9 (0,1) (0,2) 3,6
Totale 127,3 0,6 0,5 (2,8) (5,6) 120,0

La componente "Service cost" è relativa alle società con un numero ridotto di dipendenti, per le quali il fondo Trattamento di fine rapporto rappresenta ancora un piano a benefici definiti. Gli "Oneri finanziari" sono calcolati applicando un tasso di attualizzazione specifico per ogni società, determinato in base alla durata media finanziaria dell'obbligazione. Gli "Utili (perdite) attuariali" rappresentano la ri-misurazione delle passività per benefici a dipendenti derivante dalla modifica delle ipotesi attuariali. Tali componenti sono contabilizzate nelle altre componenti di conto economico complessivo.

Gli "Utilizzi e altri movimenti", pari a 5,6 milioni di euro, accolgono, per la quasi totalità, gli importi corrisposti ai dipendenti nel corso dell'esercizio.

31-dic-19 Accantonamenti Oneri
finanziari
Utilizzi e altri
movimenti
Variazione area
consolid.
30-giu-20
Fondo ripristino beni di
terzi
217,3 4,8 2,6 (0,1) 224,6
Fondo spese chiusura e
post chiusura discariche
183,6 0,1 7,2 (15,9) 175,0
Fondo cause legali e
contenzioso del
personale
16,6 0,6 (1,1) 16,1
Fondo smantellamento
impianti
7,8 0,1 7,9
Fondo smaltimento rifiuti 7,2 4,8 (6,2) 5,8
Altri fondi rischi e oneri 89,3 1,2 (1,2) 89,3
Totale 521,8 11,5 9,9 (24,5) 518,7

"Fondo ripristino beni di terzi", include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti sulle società del Gruppo in qualità di affittuarie delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società locatrici dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità d'ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati, e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi.

"Fondo spese chiusura e post chiusura discariche", rappresenta quanto stanziato per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in gestione. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37. Gli incrementi del fondo iscritti a conto economico comprendono la componente finanziaria desunta dal processo di attualizzazione e gli accantonamenti dovuti a modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione di perizie di stima sulle discariche esaurite. Gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell'anno. Sono classificate tra "Utilizzi e altri movimenti" le variazioni delle stime dei costi di chiusura e post chiusura relativi alle discariche attive o di nuova costruzione, che hanno comportato l'iscrizione di una rettifica di uguale ammontare al valore delle immobilizzazioni materiali.

Gli "Utilizzi e altri movimenti" della voce "Fondo spese chiusura e post chiusura discariche" evidenziano un decremento netto di 15,9 milioni di euro così composto:

  • decremento per 10 milioni di euro correlato al completamento, nel corso del primo semestre 2020, del processo di valutazione a fair value delle attività e passività della società Pistoia Ambiente Srl, acquisita nel mese di luglio 2019. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "2.02.02 Area di consolidamento";
  • decrementi per 6,6 milioni di euro rappresentati principalmente dagli effettivi esborsi monetari per la gestione delle discariche;
  • incremento dovuto a riclassifica dalla voce immobilizzazioni materiali per 0,7 milioni di euro.

"Fondo cause legali e contenzioso del personale", riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.

"Fondo smantellamento impianti", rappresenta quanto stanziato per far fronte ai futuri lavori di smantellamento degli impianti di termovalorizzazione al termine del loro ciclo di vita.

"Fondo smaltimento rifiuti", rappresenta la stima dei costi di smaltimento dei rifiuti già stoccati presso gli impianti del Gruppo. Gli accantonamenti, pari a 4,8 milioni di euro, riflettono i costi stimati per i conferimenti del 1° semestre 2020 non ancora processati al termine del periodo, mentre gli utilizzi, pari a 6,2 milioni di euro, rappresentano i costi sostenuti nel corso del semestre per la lavorazione dei rifiuti residui stoccati al 31 dicembre 2019.

"Altri fondi per rischi e oneri", pari a 89,3 milioni di euro, accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una descrizione delle principali voci:

  • 18,7 milioni di euro, relativi al potenziale rischio di mancato riconoscimento della quota dei certificati verdi dei termovalorizzatori e degli impianti di cogenerazione, calcolato sul differenziale dei servizi ausiliari derivanti dall'autoconsumo e quelli stimati in base alla percentuale da benchmark;
  • 11,3 milioni di euro, a fronte della passività potenziale connessa alle obbligazioni in essere (garanzia sull'esposizione finanziaria concessa da AcegasApsAmga Spa) nell'ipotesi di abbandono delle attività che fanno principalmente capo alla controllata estera AresGas (Bulgaria);
  • 7,1 milioni di euro, connessi a potenziali maggiori oneri che potrebbero essere sostenuti in relazione a interventi di manutenzione straordinaria della discarica di Ponte San Nicolò (Padova);
  • 6,6 milioni di euro relativi al contenzioso sorto in relazione al riconoscimento degli incentivi Cip6 per il termovalorizzatore di Trieste per gli anni 2010-2012;
  • 5 milioni di euro, inerenti una passività potenziale per rischi di natura fiscale iscritta nell'ambito della valutazione a fair value delle attività di vendita energy acquisite dal Gruppo Ascopiave. In sede negoziale è stata pattuita tra Ascopiave e il Gruppo Hera un'indennità specifica per eventuali passività correlate all'esito sfavorevole di un contezioso fiscale in corso, pertanto l'importo iscritto a bilancio rappresenta il valore eccedente tale indennità, calcolato per differenza rispetto al rischio massimo potenziale che si dovrebbe riconoscere all'autorità fiscale in caso di soccombenza. Lo stato attuale delle circostanze non consente di determinare il possibile esito del contezioso e la probabilità di soccombenza;
  • 4,1 milioni di euro, a fronte del rischio conseguente l'emanazione del D.M. dello Sviluppo Economico del 20 novembre 2012 "Nuove modalità per la determinazione della componente del costo evitato di combustibile (Cec), di cui al provvedimento Cip6/92, e determinazione del valore di conguaglio del Cec per il 2011", che ha introdotto nuove modalità per la determinazione della componente del costo evitato di combustibile (Cec) in relazione agli anni 2010, 2011 e 2012;
  • 3,5 milioni di euro, in relazione a potenziali rischi di contenzioso derivanti dall'operazione di cessione del ramo distribuzione gas del territorio Veneto e Friuli Venezia Giulia;
  • 3,3 milioni di euro, a fronte del rischio derivante dalla Delibera 527/2016 dell'Autorità che, facendo proprie le risultanze del Gse, ha disposto che la Cassa per i servizi energetici e ambientali operi nei confronti del Gruppo il recupero degli importi che sarebbero stati indebitamente percepiti in relazione all'energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore di Granarolo (Bo).
30-giu-20 31-dic-19 Var.
Debiti verso fornitori 391,6 626,9 (235,3)
Debiti verso fornitori per fatture da ricevere 696,3 764,9 (68,6)
Totale 1.087,9 1.391,8 (303,9)

I debiti commerciali derivano, per la quasi totalità, da operazioni realizzate nel territorio nazionale.

30-giu-20 31-dic-19 Var.
Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e ambientali 354,2 382,2 (28,0)
Contributi in conto impianti 205,7 202,5 3,2
Debiti per dividendi 165,2 2,9 162,3
Depositi cauzionali da clienti 118,8 118,0 0,8
Iva, accise e addizionali a debito 111,1 31,8 79,3
Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e
perequazione
83,2 81,5 1,7
Debiti verso istituti di previdenza 61,4 51,6 9,8
Personale 54,6 50,2 4,4
Debiti per danni in franchigia 14,5 14,3 0,2
Ritenute a dipendenti 13,3 17,6 (4,3)
Ricavi anticipati e altri oneri di competenza 10,4 11,8 (1,4)
Altri debiti 93,8 83,5 10,3
Totale 1.286,2 1.047,9 238,3

"Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e ambientali", sono costituiti da debiti per anticipazioni non onerose concesse dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali, di seguito dettagliati:

  • 294,6 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di integrazione disposto dalle delibere 370/ 2012/R/Eel e 456/2013/R/Eel dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), a fronte di crediti scaduti e non riscossi vantati nei confronti dei clienti gestiti in regime di salvaguardia. Le ultime rendicontazioni riguardano gli anni 2009-2018;
  • 57,8 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di reintegrazione disposto dalla legge 239 del 23 agosto 2004 e dal Tivg dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità dei servizi di ultima istanza nel settore del gas naturale (Fui, Ftd e Fdd), sostenuti fino all'anno termico 2016-2017;
  • 1,8 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di riconoscimento disposto dalla delibera 627/2015/R/Com dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità relativi alla fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico integrato alle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 20 maggio 2012 nella regione Emilia-Romagna.

"Contributi in conto impianti", relativi principalmente a investimenti sostenuti nel settore idrico e nel settore ambiente, si decrementano proporzionalmente alle quote di ammortamento calcolate sulle immobilizzazioni di riferimento e si incrementano per effetto dei nuovi investimenti soggetti a contributi. La voce comprende, in particolare:

  • 53,3 milioni di euro di contributi relativi al fondo FoNI (Fondo nuovi investimenti per il sistema idrico);
  • 40,6 milioni di euro di contributi relativi al depuratore di Servola, realizzato nel Comune di Trieste;
  • 17,8 milioni di euro di contributi relativi alla realizzazione di vasche di laminazione e condotte sottomarine nel territorio di Rimini;

17,1 milioni di euro di contributi per la realizzazione di reti fognarie nell'area nord-est.

La variazione rispetto al 31 dicembre 2019 è riconducibile principalmente ai contributi ricevuti per gli investimenti nel settore idrico e della distribuzione del gas, al netto della quota di competenza del periodo.

"Debiti per dividendi", pari a 165,2 milioni di euro, accolgono dividendi non ancora corrisposti alla data del 30 giugno 2020 ai soci della capogruppo per 150,2 milioni di euro (la relativa cedola è stata staccata in data 6 luglio 2020 e messa in pagamento l'8 luglio 2020) e ai soci di minoranza per 15 milioni di euro (2,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019).

"Depositi cauzionali da clienti", riflettono quanto versato dai clienti in relazione principalmente ai contratti di somministrazione gas, acqua ed energia elettrica.

"Iva, accise e addizionali", comprendono debiti per imposta sul valore aggiunto per 15,3 milioni di euro (6,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019) e accise e addizionali per 95,8 milioni di euro (25,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019). Come illustrato alla nota 24 "Altre attività correnti", tali variazioni devono essere lette tenendo presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'Erario, per le quali possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro. In particolare, la variazione dei debiti per imposta sul valore aggiunto è dovuto all'incremento delle posizioni debitorie delle società ex-Ascopiave acquisite nel corso del dicembre 2019 per circa 9,5 milioni di euro.

"Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e perequazione", riflette le posizioni debitorie nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali per la perequazione del servizio gas, per la perequazione del servizio elettrico e per alcune componenti di sistema dei servizi gas, elettrico e idrico. La variazione, rispetto al 31 dicembre 2019, è attribuibile principalmente a:

  • incremento del debito per componenti della distribuzione e vendita dei servizi energia elettrica e idrico per complessivi 10 milioni di euro;
  • riduzione del debito per componenti della distribuzione gas per 4,9 milioni di euro;
  • riduzione del debito per perequazione della distribuzione energia elettrica per complessivi 3,4 milioni di euro.

"Debiti verso istituti di previdenza" e "Ritenute a dipendenti", relativi ai contributi e alle ritenute dovuti agli enti previdenziali e all'erario in relazione alle retribuzioni di giugno. Il significativo incremento rispetto al periodo precedente è principalmente riconducibile alla quota di contributi previdenziali rilevati per competenza in relazione a componenti retributive ancora da corrispondere.

"Personale", accoglie prevalentemente i compensi per le ferie maturate e non godute, oltre il premio di produttività e le mensilità aggiuntive relative all'intero esercizio 1° semestre 2020, contabilizzati per quote di competenza al 30 giugno 2020.

"Debiti per danni in franchigia", pari a 14,5 milioni di euro, accolgono il valore delle franchigie assicurative che il Gruppo deve rimborsare direttamente ai terzi danneggiati o alle compagnie assicurative.

"Ricavi anticipati e altri oneri di competenza", pari a 10,4 milioni di euro, accolgono quote di ricavi già fatturati di competenza del periodo successivo e si riferiscono principalmente al business telecomunicazioni per 6,8 milioni di euro e al business trattamento per 1,1 milioni di euro.

"Altri debiti" costituiti principalmente dalle seguenti fattispecie:

  • acconti e specifiche agevolazioni tariffarie nei confronti degli utenti per 12,2 milioni di euro (11,1 milioni di euro al 31 dicembre 2019), il cui incremento si riferisce principalmente a maggiori acconti ricevuti da parte di clienti del servizio idrico per 1 milione di euro;
  • debiti connessi all'obbligo di riconsegna nei confronti delle Autorità competenti di titoli di efficienza energetica per 6,4 milioni di euro riferibili principalmente a certificati grigi (7,6 milioni di euro al 31 dicembre 2019);

debiti tributari di natura differente da imposte dirette, iva, accise e addizionali per 4,3 milioni di euro (3 milioni di euro al 31 dicembre 2019).

Investimenti in imprese e rami aziendali

Gli investimenti in imprese e rami aziendali realizzati nel primo semestre 2020 sono riferiti per 45,5 milioni di euro all'acquisto di azioni della società non consolidata Ascopiave Spa, che il Gruppo classifica come attività valutata al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo. Per maggiori dettagli si rimanda alla nota 17 "Partecipazioni".

Acquisto quote di partecipazione in imprese consolidate

Il valore rappresenta l'esborso per l'acquisto di quote non di controllo nella società Hera Servizi Energia Srl, come descritto al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento".

Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration

La voce accoglie la cessione della quota partecipativa, pari al 39,5%, nella società collegata Q.Thermo Srl sulla quale il Gruppo esercitava influenza notevole, come descritto al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento".

Variazione delle passività generate dall'attività di finanziamento

Di seguito si riportano le informazioni sulle variazioni delle passività finanziarie intercorse nel primo semestre 2020, distinte tra flussi monetari e flussi non monetari.

Tipologia 30-giu-20 31-dic-19 Var. Flussi non monetari
Acquisizioni
cessioni
(Proventi)
Oneri
da
valutazione
Variazione
fair value
Altre
variazioni
Banche,
finanziamenti e
opzioni non correnti
3.451,7 3.456,3 (4,6) 23,5 1,2 (19,9) (9,4)
Banche,
finanziamenti e
opzioni correnti
448,1 305,5 142,6 14,8 127,8
Passività per
leasing
89,0 95,5 (6,5) 1,6 5,8 (13,9)
Passività derivanti
da attività di
finanziamento
3.988,8 3.857,3 131,5 - 25,1 1,2 0,7 104,5

I "Proventi oneri da valutazione" si riferiscono a:

  • oneri per valutazione al costo ammortizzato di bond e finanziamenti per 13,8 milioni di euro;
  • oneri correlati all'opzione di vendita della partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa per 9,7 milioni di euro. Per maggiori dettagli si manda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti";
  • oneri correlati ai contratti di leasing per 1,6 milioni di euro.

La "Variazione fair value" accoglie le rettifiche apportare al valore del prestito obbligazionario denominato in yen giapponesi nell'ambito di una relazione di copertura del fair value. Per maggiori dettagli si rimanda alla nota 20 "Strumenti finanziari derivati".

Le "Altre variazioni" accolgono nelle voci:

"Banche, finanziamenti e opzioni non correnti" la modifica del corrispettivo trasferito a seguito della valutazione definitiva dell'operazione di acquisizione di Pistoia Ambiente Srl per 5,2 milioni di euro. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 2.02.02 "Area di consolidamento";

"Passività per leasing" i debiti relativi ai contratti sottoscritti nel semestre e la ri-misurazione del debito dei contratti in essere generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti circa le opzioni di rinnovo, acquisto o recesso anticipato.

Si segnala, infine, che non sono presenti nel primo semestre 2020 flussi non monetari dovuti a differenze cambio.

La rappresentazione dei risultati per settori operativi è effettuata in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare la perfomance del Gruppo per aree di attività omogenee. Costi e attività nette delle funzioni di supporto al business, in coerenza con il modello di controllo interno, sono attribuiti interamente ai business operativi.

Al 30 giugno 2020 il Gruppo Hera è organizzato nei seguenti settori operativi:

  • Gas: comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano e gpl, di teleriscaldamento e gestione calore;
  • Energia elettrica: comprende la produzione di energia, i servizi di distribuzione e vendita di energia elettrica;
  • Cicli idrico: comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura;
  • Ambiente: comprende i servizi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • Altri servizi: comprende l'illuminazione pubblica, le telecomunicazioni e altri servizi minori.
30-giu-20 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Totale
Asset (tangibili e intangibili) 1.822,3 603,2 2.103,5 1.216,7 119,6 5.865,3
Avviamento 498,3 68,7 42,7 198,2 4,9 812,8
Partecipazioni 131,9 19,2 8,2 23,7 - 183,0
Attività immobilizzate non
attribuite
32,1
Immobilizzazioni nette 2.452,5 691,1 2.154,4 1.438,6 124,5 6.893,2
Capitale circolante netto
attribuito
(23,5) 89,8 (240,1) 73,9 23,3 (76,6)
Capitale circolante netto non
attribuito
(95,7)
Capitale circolante netto (23,5) 89,8 (240,1) 73,9 23,3 (172,3)
Fondi diversi (166,0) (34,1) (146,6) (287,6) (4,4) (638,7)
Capitale investito netto 2.263,0 746,8 1.767,7 1.224,9 143,4 6.082,2

Si riportano le attività e passività per settore operativo relative 1° semestre 2020:

31-dic-19 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Totale
Asset (tangibili e intangibili) 1.858,6 624,4 1.952,4 1.302,2 132,2 5.869,8
Avviamento 500,0 66,4 42,8 198,9 4,8 812,9
Partecipazioni 66,7 43,2 9,0 24,6 143,5
Attività immobilizzate non
attribuite
20,1
Immobilizzazioni nette 2.425,3 734,0 2.004,2 1.525,7 137,0 6.846,3
Capitale circolante netto
attribuito
245,7 54,7 (153,9) 63,9 (10,6) 199,8
Capitale circolante netto non (112,8)
attribuito
Capitale circolante netto 245,7 54,7 (153,9) 63,9 (10,6) 87,0
Fondi diversi (168,9) (29,8) (147,6) (298,2) (4,6) (649,1)
Capitale investito netto 2.502,1 758,9 1.702,7 1.291,4 121,8 6.284,2

Si riportano le principali misure di risultato per settore operativo relative al 30 giugno 2020 e al corrispondente periodo dell'esercizio precedente:

1° semestre 2020 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Struttura Totale
Ricavi diretti 1.589,2 1.032,2 399,6 548,3 47,5 8,2 3.625,0
Ricavi Infra-cicli 38,1 62,2 2,8 27,4 20,0 19,4 169,9
Totale ricavi diretti 1.627,3 1.094,4 402,4 575,7 67,4 27,7 3.794,9
Ricavi indiretti 7,3 2,8 13,1 4,3 (27,7)
Ricavi totali 1.634,6 1.097,3 415,6 580,0 67,5 3.794,9
Margine operativo lordo 200,8 97,0 122,7 122,4 16,9 559,7
Ammortamenti e
accantonamenti diretti
72,8 28,7 52,5 68,3 10,5 31,3 264,0
Ammortamenti e
accantonamenti indiretti
3,6 1,5 13,9 12,1 0,2 (31,3)
Ammortamenti e
accantonamenti totali
76,3 30,2 66,4 80,3 10,7 264,0
Risultato operativo 124,4 66,8 56,2 42,1 6,1 295,7
1° semestre 2019 Gas Energia
elettrica
Ciclo idrico Ambiente Altri servizi Struttura Totale
Ricavi diretti 1.451,0 1.133,2 414,4 565,6 48,0 8,3 3.620,6
Ricavi infra-cicli 46,3 73,4 2,6 24,9 18,2 16,6 182,0
Totale ricavi diretti 1.497,3 1.206,6 417,0 590,5 66,2 24,9 3.802,6
Ricavi indiretti 4,7 1,8 13,8 4,6 (24,9)
Ricavi totali 1.502,0 1.208,4 430,8 595,1 66,2 3.802,6
Margine operativo lordo 195,6 86,3 122,8 126,3 14,9 545,9
Ammortamenti e
accantonamenti diretti
65,4 27,0 57,6 67,6 9,9 29,5 257,0
Ammortamenti e
accantonamenti indiretti
3,9 1,6 13,1 10,8 0,2 (29,5)
Ammortamenti e
accantonamenti totali
69,2 28,6 70,7 78,3 10,2 257,0
Risultato operativo 126,3 57,7 52,1 48,0 4,7 288,9
30-giu-20 31-dic-19
a Disponibilità liquide 705,5 364,0
b Altri crediti finanziari correnti 48,0 70,1
Debiti bancari correnti (317,0) (111,5)
Parte corrente dell'indebitamento (55,6) (63,1)
Altri debiti finanziari correnti (75,5) (130,9)
Passività correnti per leasing (18,9) (19,4)
c Indebitamento finanziario corrente (467,0) (324,9)
d=a+b+c Indebitamento finanziario corrente netto 286,5 109,2
Finanziamenti non correnti e obbligazioni emesse (2.865,3) (2.869,1)
Altri debiti finanziari non correnti (571,4) (573,5)
Passività non correnti per leasing (70,1) (76,1)
e Indebitamento finanziario non corrente (3.506,8) (3.518,7)
f=d+e Posizione finanziaria netta - comunicazione
Consob 15519/2006
(3.220,3) (3.409,5)
g Crediti finanziari non correnti 136,7 135,3
h=f+g Indebitamento finanziario netto (3.083,6) (3.274,2)
30-giu-20 31-dic-19
A B C D A B C D
a Disponibilità
liquide
705,5 364,0
di cui correlate
b Altri crediti 48,0 70,1
finanziari correnti
di cui correlate 8,4 4,9 2,7 5,7 2,9 1,4
Debiti bancari
correnti
(317,0) (111,5)
Parte corrente
dell'indebitament
o bancario
(55,6) (63,1)
Altri debiti
finanziari correnti
(75,5) (0,6) (130,9) (1,1)
Passività correnti
per leasing
(18,9) (0,8) (0,1) (19,4) (1,4) (0,1)
Indebitamento
c finanziario (467,0) (324,9)
corrente
di cui correlate (1,4) (0,1) (2,5) (0,1)
Indebitamento
d=a+b+c finanziario
corrente netto
286,5 109,2
di cui correlate 8,4 3,5 2,6 5,7 0,4 1,3
Debiti bancari
non correnti e
obbligazioni
(2.865,3) (2.869,1)
emesse
Altri debiti
finanziari non
correnti
(571,4) (2,5) (573,5) (2,8)
Passività non
correnti per (70,1) (2,8) (0,3) (76,1) (2,8) (0,3)
leasing
Indebitamento
e finanziario non
corrente
(3.506,8) (3.518,7)
di cui correlate (5,3) (0,3) (5,6) (0,3)
Posizione
finanziaria netta
f=d+e - comunicazione (3.220,3) (3.409,5)
Consob
15519/2006
di cui correlate
Crediti finanziari
8,4 (1,8) 2,3 5,7 (5,2) 1,0
g non correnti 136,7 135,3
di cui correlate 20,7 16,3 37,3 23,2 18,0 39,9
h=f+g Indebitamento
finanziario netto
(3.083,6) (3.274,2)
di cui correlate 29,1 14,5 39,6 28,9 12,8 40,9

A Società controllate non consolidate

B Società collegate e a controllo congiunto C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)

note 1° semestre di cui correlate 1° semestre di cui correlate
2020 A B C D Totale % 2019 A B C D Totale %
Ricavi 1 3.402,3 17,0 141,0 6,8 164,8 4,8% 3.371,6 44,3 147,5 5,0 196,8 5,8%
Altri ricavi operativi 2 222,6 0,1 2,8 2,9 1,3% 249,0 0,1 5,6 5,7 2,3%
Consumi di materie prime e materiali di consumo 3 (1.605,1) (6,3) (20,5) (26,8) 1,7% (1.699,2) (8,6) (22,0) (30,6) 1,8%
Costi per servizi 4 (1.151,0) (4,4) (7,8) (11,9) (24,1) 2,1% (1.075,1) (7,1) (10,0) (11,8) (28,9) 2,7%
Costi del personale 5 (290,9) (286,6)
Altre spese operative 6 (32,5) (0,8) (0,3) (1,1) 3,4% (29,8) (0,1) (0,7) (0,2) (1,0) 3,4%
Costi capitalizzati 7 14,3 16,0
Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 8 (264,0) (257,0) (1,0) (1,0) 0,4%
Utile operativo 295,7 6,4 135,2 (25,9) 115,7 288,9 28,6 141,4 (29,0) 141,0
Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate 9 3,7 3,7 3,7 100,0% 6,5 6,5 6,5 100,0%
Proventi finanziari 10 30,9 2,4 0,4 0,2 3,0 9,7% 67,8 1,1 0,2 1,3 1,9%
Oneri finanziari 10 (90,8) (0,1) 0,0 (0,1) 0,1% (119,2) (0,4) (0,4) 0,3%
Gestione finanziaria (56,2) 6,1 0,3 0,2 6,6 (44,9) 7,6 (0,4) 0,2 7,4
Utile prima delle imposte 239,5 12,5 135,5 (25,7) 122,3 244,0 36,2 141,0 (28,8) 148,4
Imposte 11 (64,6) (70,1)
Utile netto dell'esercizio 174,9 12,5 135,5 (25,7) 122,3 173,9 36,2 141,0 (28,8) 148,4
Attribuibile:
Azionisti della Controllante 166,2 166,2
Azionisti di minoranza 8,7 7,7
Utile per azione 12
di base 0,113 0,113
diluito 0,113 0,113

A Società controllate non consolidate

B Società collegate e a controllo congiunto

C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)

note 30-giu-20 di cui correlate 31-dic-19 di cui correlate
A B C D Totale % A B C D Totale %
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobilizzazioni materiali
13
1.951,1 1.992,7
Diritti d'uso
14
91,0 96,9
Attività immateriali
15
3.823,2 3.780,2
Avviamento
16
812,8 812,9
Partecipazioni
17
183,0 0,1 133,4 2,0 135,5 74,0% 143,5 0,1 137,0 2,0 139,1 96,9%
Attività finanziarie non correnti
18
136,7 20,7 16,3 37,3 74,3 54,4% 135,3 23,2 18,0 39,9 81,1 59,9%
Attività fiscali differite
19
177,9 174,8
Strumenti finanziari derivati
20
43,3 41,1
Totale attività non correnti 7.219,0 0,1 154,1 16,3 39,3 209,8 7.177,4 0,1 160,2 18,0 41,9 220,2
Attività correnti
Rimanenze
21
170,7 176,5
Crediti commerciali
22
1.746,9 1,6 53,4 14,9 69,9 4,0% 2.065,3 7,2 60,7 16,9 84,8 4,1%
Attività finanziarie correnti
18
48,0 8,4 4,9 2,7 16,0 33,3% 70,1 5,7 2,9 1,4 10,0 14,3%
Attività per imposte correnti
23
39,3 42,1
Altre attività correnti
24
379,9 12,4 4,5 5,2 22,1 5,8% 395,7 1,2 (0,3) 5,1 6,0 1,5%
Strumenti finanziari derivati
20
84,8 72,2
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
18
705,5 364,0
Totale attività correnti 3.175,1 22,4 62,8 22,8 108,0 3.185,9 14,1 63,3 23,4 100,8
TOTALE
ATTIVITÀ
10.394,1 0,1 176,5 79,1 62,1 317,8 10.363,3 0,1 174,3 81,3 65,3 321,0

A Società controllate non consolidate

B Società collegate e a controllo congiunto

C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)

note 30-giu-20 di cui correlate 31-dic-19 di cui correlate
A B C D Totale % A B C D Totale %
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
Capitale sociale e riserve 25
Capitale sociale 1.470,6 1.474,8
Riserve 1.176,5 948,0
Utile (perdita) del periodo 166,2 385,7
Patrimonio netto del Gruppo 2.813,3 2.808,5
Interessenze di minoranza 185,3 201,5
Totale patrimonio netto 2.998,6 3.010,0
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 26, 31 3.451,7 2,5 2,5 0,1% 3.456,3 2,8 2,8 0,1%
Passività non correnti per leasing 14, 31 70,1 2,8 0,3 3,1 4,4% 76,1 2,8 0,3 3,1 4,1%
Trattamento di fine rapporto e altri benefici 27 120,0 127,3
Fondi per rischi e oneri 28 518,7 521,8
Passività fiscali differite 19 145,8 154,5
Strumenti finanziari derivati 20 28,3 27,4
Totale passività non correnti 4.334,6 5,3 0,3 5,6 4.363,4 5,6 0,3 5,9
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 26, 31 448,1 0,6 0,6 0,1% 305,5 1,1 1,1 0,4%
Passività correnti per leasing 14, 31 18,9 0,8 0,1 0,9 4,9% 19,4 1,4 0,1 1,5 7,6%
Debiti commerciali 29 1.087,9 11,4 13,4 19,6 44,4 4,1% 1.391,8 12,5 17,6 25,1 55,2 4,0%
Passività per imposte correnti 23 79,4 86,9
Altre passività correnti 30 1.286,1 0,4 58,6 0,1 59,1 4,6% 1.047,9 0,4 2,7 0,1 3,2 0,3%
Strumenti finanziari derivati 20 140,5 138,4
Totale passività correnti 3.060,9 11,8 73,4 19,8 105,0 2.989,9 12,9 22,8 25,3 61,0
TOTALE
PASSIVITÀ
7.395,5 11,8 78,7 20,1 110,6 7.353,3 12,9 28,4 25,6 66,9
TOTALE
PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ
10.394,1 11,8 78,7 20,1 110,6 10.363,3 12,9 28,4 25,6 66,9

A Società controllate non consolidate

B Società collegate e a controllo congiunto

C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)

30-giu-20 di cui parti correlate
Risultato ante imposte 239,5
Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da
attività operative
Ammortamenti e perdite di valore di attività 214,9
Accantonamenti ai fondi 49,1
Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto (3,7)
(Proventi) oneri finanziari 59,9
(Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari (15,7)
Variazione fondi rischi e oneri (15,1)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (5,6)
Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante
netto
523,3
(Incremento) decremento di rimanenze 5,8
(Incremento) decremento di crediti commerciali 280,8 14,9
Incremento (decremento) di debiti commerciali (303,9) (10,8)
Incremento/decremento di altre attività/passività correnti 102,5 (6,4)
Variazione capitale circolante 85,2
Dividendi incassati 5,0 3,4
Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati 13,6 1,6
Interessi passivi, oneri netti su derivati e altri oneri finanziari pagati (53,2)
Imposte pagate (86,8)
Disponibilità generate dall'attività operativa (a) 487,1
Investimenti in immobilizzazioni materiali (46,2)
Investimenti in attività immateriali (157,1)
Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità
liquide
(45,6) (0,1)
Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali 2,3
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 1,4 1,4
(Incremento) decremento di altre attività d'investimento 21,1 0,8
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) (224,1)
Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 7,3
Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari 111,1 (0,8)
Canoni pagati per locazioni finanziarie (13,9) (0,6)
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate (1,2)
Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza (2,7)
Variazione azioni proprie in portafoglio (22,1)
Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento
(c)
78,5
Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) 341,5
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo 364,0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo 705,5

I valori riportati nella tabella al 30 giugno 2020 sono relativi alle parti correlate di seguito elencate:

Black Sea Comp.Compr.Gas Ltd Green Factory Srl Sviluppo Ambiente Toscana Srl in liquidazione

Adria Link Srl Aimag Spa ASM SET Srl Energo Doo Enomondo Srl H.E.P.T. Co. Ltd Natura Srl in liquidazione Oikothen Scarl in liquidazione Set Spa Sgr Servizi Spa Sinergie Italiane Srl in liquidazione Tamarete Energia Srl

Comune di Bologna Comune di Casalecchio di Reno Comune di Cesena Comune di Ferrara Comune di Imola Comune di Modena Comune di Padova Comune di Ravenna Comune di Rimini Comune di Trieste Con.Ami Holding Ferrara Servizi Srl Ravenna Holding Spa Rimini Holding Spa

Acosea Impianti Srl Acquedotto del Dragone Impianti Spa Aloe Spa Amir Spa - Asset Aspes Spa Autostrada Pedemontana Lombarda Spa Baldassi Srl Calenia Energia Spa CO.RA.B. Srl Dama Srl Eurizon Capital Sgr Spa Executive Advocacy Srl

Fiorano Gestioni Patrimoniali Srl Formigine Patrimonio Srl G.S.G Srl Imola Gru Srl KT Finance Srl Maranello Patrimonio Srl Nexi Spa Nexi Payments Spa Rabofin Srl Rest Srl Romagna Acque Spa Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl Scr Servizi Srl Serramazzoni Patrimonio Srl Sinapsi Srl Sis Società Intercomunale di Servizi Spa in liquidazione Società Italiana Servizi Spa - Asset Te.Am Srl Teikos Lab Srl Unica reti - Asset Vallicelli Sollevamenti Srl Sindaci, amministratori, dirigenti strategici, familiari di dirigenti strategici

Il Gruppo Hera è concessionario in gran parte del territorio di competenza e nella quasi totalità dei comuni azionisti relativamente alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Padova, Udine, Trieste, Gorizia e Pesaro dei servizi pubblici locali d'interesse economico (distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, servizio idrico integrato e servizi ambientali, comprensivi di spazzamento, raccolta, trasporto e avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti). Il servizio di distribuzione dell'energia elettrica è svolto nei comprensori di Modena e Imola, e nei comuni di Trieste e Gorizia. Altri servizi di pubblica utilità (tra questi, teleriscaldamento urbano, gestione calore e pubblica illuminazione) sono svolti in regime di libero mercato ovvero attraverso specifiche convenzioni con gli enti locali interessati. Attraverso appositi rapporti convenzionali con gli enti locali e/o le agenzie di ambito territoriali, a Hera è demandato anche il servizio di trattamento e smaltimento rifiuti, non già ricompreso nelle attività di igiene urbana.

Il servizio idrico gestito dal Gruppo Hera è svolto nei territori di pertinenza della Regione Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Esso è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le rispettive autorità di ambito locale, di durata variabile, normalmente ventennale.

L'affidamento a Hera della gestione del servizio idrico integrato ha a oggetto l'insieme delle attività di captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile a uso civile e industriale e il servizio di fognatura e depurazione. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali prevedono anche in capo al gestore l'esecuzione delle attività di progettazione e realizzazione di nuove reti e impianti funzionali all'erogazione del servizio. Le convenzioni regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale, le forme di gestione del servizio, nonché gli standard prestazionali e di qualità.

A partire dal 2012, la competenza in materia tariffaria è stata demandata dal Governo all'Autorità nazionale Arera che, nell'ambito di tale funzione, ha deliberato un metodo tariffario transitorio valevole per le annualità 2012-2013, un biennio di consolidamento 2014-2015, un secondo periodo tariffario 2016-2019 (Mti-2) e l'attuale regime regolatorio 2020-2023 (Mti-3).

Nell'ambito di tale ultimo provvedimento (delibera dell'Autorità 664/2015/R/Idr) l'Autorità nazionale ha anche previsto l'adeguamento delle convenzioni sulla base di uno schema tipo da essa individuato. La regolazione per il periodo 2020-2023 risulta in continuità con il precedente periodo 2016-2019 con l'introduzione di alcuni elementi di incentivazione; a ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) indipendente dalla dinamica dei volumi distribuiti e determinato sulla base dei costi operativi (efficientabili ed esogeni) e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.

Per lo svolgimento del servizio il gestore si avvale di reti, impianti e altre dotazioni di sua proprietà, di proprietà dei comuni, di proprietà delle società degli asset. Tali beni, facenti parte del patrimonio idrico indisponibile, oppure concessi in uso al gestore o in affitto, al termine della concessione devono essere riconsegnati ai comuni, società degli asset, autorità di ambito locali, per essere messi a disposizione del gestore subentrante. Le opere realizzate da Hera per il servizio idrico, dovranno essere restituite ai citati enti a fronte del pagamento del valore residuo di tali beni.

I rapporti di Hera con l'utenza sono disciplinati dai regolamenti di fornitura, nonché dalle carte dei servizi redatte sulla base di schemi di riferimento approvati dalle autorità di ambito locali, in coerenza alle disposizioni di Arera in termini di qualità del servizio e della risorsa.

Il servizio rifiuti urbani gestito da Hera nel territorio di competenza è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali e ha a oggetto la gestione esclusiva dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e lavaggio delle strade, avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti, ecc. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale ma anche le modalità di organizzazione e gestione del servizio e i livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni erogate. A partire dal 2020, il corrispettivo spettante al gestore per le prestazioni svolte, comprese le attività di smaltimento/trattamento/recupero dei rifiuti urbani, è definito sulla base della nuova regolazione nazionale (delibera dell'Autorità 443/2019) assunta dall' Autorità nazionale Arera. Il servizio svolto di gestione dei rifiuti urbani è fatturato da Hera ai singoli Comuni nel caso di regime Tari o ai singoli utenti nel caso di applicazione della tariffa corrispettiva puntuale (Tcp). Per l'esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani il Gruppo Hera è soggetto all'ottenimento di autorizzazioni provinciali; inoltre per il 2020 la controllata Herambiente Spa ha stipulato con Atersir il contratto di servizio previsto dall'art. 16 della Legge Regionale dell'Emilia-Romagna 23 del 2011, per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati.

Nel rispetto del principio di continuità del servizio pubblico, ai sensi delle convenzioni in essere, il gestore è tenuto alla prosecuzione del servizio anche nei territori ove è già scaduta la concessione in essere e fino alla decorrenza dei nuovi affidamenti; per le concessioni scadute sono già state avviate da parte delle competenti Agenzie d' Ambito le procedure per i nuovi affidamenti. Con validità 1° gennaio 2020 è stato sottoscritto il nuovo affidamento per l'ambito territoriale di Ravenna-Cesena, con validità quindicennale.

La durata delle concessioni di distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, inizialmente fissata in periodi tra dieci e trenta anni dagli atti originari d'affidamento stipulati con i Comuni, è stata rivista dal Decreto 164/2000 (cosiddetto Decreto Letta, di recepimento della direttiva 98/30/CE) e da successivi interventi di riordino dei mercati dell'energia. Inrete Distribuzione Energia Spa, società del Gruppo Hera subentrata a Hera Spa nell'attività di distribuzione gas ed energia elettrica gode degli incrementi delle durate residue previste per i soggetti gestori che hanno promosso operazioni di parziale privatizzazione e aggregazione. La durata delle concessioni di distribuzione è immutata rispetto a quella prevista all'atto della quotazione. Le convenzioni collegate alle concessioni di distribuzione hanno a oggetto la distribuzione del gas metano o altri similari, per riscaldamento, usi domestici, artigianali, industriali e per altri usi generici. Le tariffe per la distribuzione del gas sono fissate ai sensi della regolazione vigente e delle periodiche deliberazioni dell'Autorità nazionale Arera. Il territorio sul quale Inrete Distribuzione Energia Spa, società del Gruppo Hera, esercisce il servizio di distribuzione del gas metano è suddiviso in ambiti tariffari nei quali, alle diverse categorie di clienti, è applicata una tariffa uniforme di distribuzione. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del presente bilancio semestrale è rappresentata principalmente dalla delibera 571/2019/R/gas del 27 dicembre 2019 (Aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l'anno 2020), che ha sostituito la precedente delibera 667/2018/R/gas del 18 dicembre 2018 e con cui vengono approvate, per l'anno 2020, le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui all'articolo 42 della Rtdg, le opzioni tariffarie gas diversi, di cui all'articolo 70 della Rtdg, e gli importi di perequazione bimestrale d'acconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui all'articolo 47 della Rtdg. Con il medesimo provvedimento viene altresì approvato l'ammontare massimo del riconoscimento di maggiori oneri derivanti dalla presenza di canoni di concessione, di cui all'articolo 60 della Rtdg, per le imprese distributrici che hanno presentato istanza e fornito idonea documentazione.

Le tariffe obbligatorie di distribuzione e misura del gas naturale sono differenziate in sei ambiti tariffari:

  • ambito nord occidentale, comprendente le regioni Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria;
  • ambito nord orientale, comprendente le regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna;
  • ambito centrale, comprendente le regioni Toscana, Umbria e Marche;
  • ambito centro-sud orientale, comprendente le regioni Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata;
  • ambito centro-sud occidentale, comprendente le regioni Lazio e Campania;
  • ambito meridionale, comprendente le regioni Calabria e Sicilia.

Per quanto attiene all'energia elettrica, gli affidamenti (di durata trentennale e rinnovabili ai sensi della vigente normativa) hanno a oggetto l'attività di distribuzione di energia comprendente, tra l'altro, la gestione delle reti di distribuzione e l'esercizio degli impianti connessi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la programmazione e l'individuazione degli interventi di sviluppo, nonché l'attività di misura. La sospensione, ovvero decadenza della concessione, può determinarsi, a giudizio dell'Autorità di nazionale Arera, a fronte del verificarsi di inadempimenti e di violazioni imputabili alla società concessionaria che pregiudichino in maniera grave e diffusa la prestazione del servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica. La società concessionaria della distribuzione è obbligata ad applicare ai clienti le tariffe fissate dalle norme vigenti e dalle deliberazioni adottate dall'Autorità di settore. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del bilancio semestrale fa riferimento alla delibera dell'Autorità 654/2015/R/Eel del 23 dicembre 2015 (Regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica, per il periodo di regolazione 2016- 2023) che ha sostituito la precedente delibera dell'Autorità Arg/elt 199/2011 e successive modificazioni e integrazioni (Disposizioni dell'Arera per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2012-2015 e disposizioni in materia di condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione), vigente sino al 31 dicembre 2015. Con questa deliberazione l'Autorità ha emanato le disposizioni in materia di regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica, per il periodo di regolazione 2016-2023, definendo un periodo regolatorio di otto anni composto di due semiperiodi quadriennali, prevedendo altresì un aggiornamento infra-periodo tra il primo e il secondo semiperiodo.

La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione copre i costi per il trasporto dell'energia elettrica sulle reti di distribuzione. È applicata a tutti i clienti finali, ad eccezione delle utenze domestiche in bassa tensione. La tariffa ha una struttura di tipo trinomio ed è espressa in centesimi di euro per punto di prelievo all'anno (quota fissa), centesimi di euro per KW per anno (quota potenza) e centesimi di euro per KWh consumato (quota energia).

La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione è aggiornata periodicamente dall'Autorità nazionale Arera con idoneo provvedimento, pertanto il 27 dicembre 2019 è stata emanata la delibera 568/2019/R/eel con cui è stata approvata la regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il semiperiodo di regolazione 2020-2023.

Inoltre, a seguito dell'emergenza Covid-19, con la deliberazione 190/2020/R/eel l'Autorità ha dato attuazione alle disposizioni del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 recante "Misure urgenti in materia di salute, sostengo al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19", ridefinendo in maniera ridotta, tra l'altro, i valori delle componenti tariffarie obbligatorie per il servizio di distribuzione per le utenze non domestiche in bassa tensione e per il periodo dal 1° maggio al 31 luglio 2020.

Denominazione Sede legale Capitale sociale
(euro) (*)
Percentuale posseduta Interessenza
complessiva
diretta indiretta
Capogruppo: Hera Spa Bologna 1.489.538.745
Acantho Spa Imola (BO) 23.573.079 80,64% 80,64%
AcegasApsAmga Spa Trieste 284.677.324 100,00% 100,00%
AcegasApsAmga Servizi Energetici
Spa
Udine 11.168.284 100,00% 100,00%
Aliplast Spa Istrana (TV) 5.000.000 75,00% 75,00%
Aliplast France Recyclage Sarl La Wantzenau (Francia) 25.000 75,00% 75,00%
Aliplast Iberia SL Calle Castilla -Leon (Spagna) 815.000 75,00% 75,00%
Aliplast Polska Spoo Zgierz (Polonia) 1.200.000 PLN 75,00% 75,00%
Amgas Blu Srl Foggia 10.000 100,00% 100,00%
Aresenergy Eood Varna (Bulgaria) 50.000 Lev 100,00% 100,00%
AresGas Ead Sofia (Bulgaria) 22.572.241 Lev 100,00% 100,00%
Asa Scpa Castelmaggiore (BO) 1.820.000 38,25% 38,25%
Ascopiave Energie Spa Pieve di Soligo (TV) 250.000 100,00% 100,00%
Ascotrade Spa Pieve di Soligo (TV) 1.000.000 89,00% 89,00%
Black Sea Gas Company Eood Varna (Bulgaria) 5.000 Lev 100,00% 100,00%
Blue Meta Spa Pieve di Soligo (TV) 606.123 100,00% 100,00%
Cosea Ambiente Spa in
liquidazione
Castel di Casio (BO) 477.526 100,00% 100,00%
EstEnergy Spa Trieste 299.925.761 100,00% 100,00%
Etra Energia Srl Cittadella (PD) 100.000 51,00% 51,00%
Feronia Srl Finale Emilia (MO) 100.000 52,50% 52,50%
Frullo Energia Ambiente Srl Bologna 17.139.100 38,25% 38,25%
Herambiente Spa Bologna 271.648.000 75,00% 75,00%
Herambiente Servizi Industriali Srl Bologna 1.748.472 75,00% 75,00%
Hera Comm Spa Imola (BO) 53.595.899 100,00% 100,00%
Hera Comm Marche Srl Urbino (PU) 1.977.332 84,00% 84,00%
Hera Comm Nord Est Srl Trieste 1.000.000 100,00% 100,00%
Hera Luce Srl Cesena 1.000.000 100,00% 100,00%
Hera Servizi Energia Srl Forlì 1.110.430 67,61% 67,61%
Heratech Srl Bologna 2.000.000 100,00% 100,00%
Hera Trading Srl Trieste 22.600.000 100,00% 100,00%
HestAmbiente Srl Trieste 1.010.000 82,50% 82,50%
Inrete Distribuzione Energia Spa Bologna 10.091.815 100,00% 100,00%
Marche Multiservizi Spa Pesaro 16.388.535 46,70% 46,70%
Marche Multiservizi Falconara Srl Falconara Marittima (AN) 100.000 46,70% 46,70%
Pistoia Ambiente Srl Serravalle Pistoiese (PT) 1.000.000 75,00% 75,00%
Tri-Generazione Scarl Padova 100.000 70,00% 70,00%
Uniflotte Srl Bologna 2.254.177 97,00% 97,00%
Denominazione Sede legale Capitale sociale
(euro)
Percentuale posseduta Interessenza
complessiva
diretta indiretta
Enomondo Srl Faenza (RA) 14.000.000 37,50% 37,50%
Denominazione Sede legale Capitale sociale
(euro)
Percentuale posseduta Interessenza
complessiva
diretta indiretta
Aimag Spa* Mirandola (MO) 78.027.681 25,00% 25,00%
ASM SET Srl Rovigo 200.000 49,00% 49,00%
Set Spa Milano 120.000 39,00% 39,00%
Sgr Servizi Spa Rimini 5.982.262 29,61% 29,61%
Sinergie Italiane Srl in
liquidazione
Milano 1.000.000 31,00% 31,00%
Tamarete Energia Srl Ortona (CH) 3.600.000 40,00% 40,00%

* Il capitale sociale della società è costituito da 67.577.681 euro di azioni ordinarie e da 10.450.000 euro di azioni correlate.

Hera Spa

Sede legale: Viale C. Berti Pichat 2/4 - 40127 Bologna tel.: +39.051.28.71.11 fax: +39.051.28.75.25

www.gruppohera.it

Cap. Soc. i.v. € 1.489.538.745,00 C.F. / Reg. Imp. 04245520376 Gruppo Iva "Gruppo Hera" P. IVA 03819031208