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Acea Annual Report 2016

Apr 5, 2017

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Annual Report

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BILANCIO CONSOLIDATO GRUPPO ACEA 2016

INDICE

5

Acea in breve Relazione sulla Gestione

6 Organi sociali
7 Sintesi dei risultati
9 Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo
16 Contesto di riferimento
31 Andamento delle Aree di attività
31 Risultati economici per area industriale
32 Area Industriale Ambiente
34 Area Industriale Energia
37 Area Industriale Idrico
43 Area Industriale Reti
46 Corporate
47 Fatti di rilievo intervenuti nel periodo e successivamente
49 Principali rischi ed incertezze
53 Evoluzione prevedibile della gestione
54 Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 57

58 Forma e struttura
59 Criteri di valutazione e principi contabili
64 Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2016
66 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente
alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata
69 Prospetto di Conto Economico
69 Prospetto di Conto Economico Complessivo
70 Prospetto di Stato Patrimoniale
71 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2015
71 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 2016
72 Rendiconto Finanziario
73 Note al Conto Economico
79 Note allo Stato Patrimoniale - Attivo
87 Note allo Stato Patrimoniale - Passivo
94 Informativa sulle parti correlate
97 Elenco delle operazioni con parti correlate
98 Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali
101 Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi
104 Impegni e rischi potenziali
105 Allegati

Bilancio Consolidato 2016 113

114 Forma e struttura
115 Criteri, procedure e area di consolidamento
117 Area di consolidamento
118 Criteri di valutazione e principi contabili
123 Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2016
125 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente
alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo
128 Prospetto di Conto Economico Consolidato
129 Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato
130 Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
131 Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato
132 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato
133 Note al Conto Economico Consolidato
144 Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
162 Impegni e rischi potenziali
163 Informativa sui servizi in concessione
173 Informativa sulle parti correlate
175 Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo
176 Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali
183 Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi
189 Allegati

Relazione sulla Gestione

Organi sociali

Consiglio di Amministrazione

  • Catia Tomasetti Presidente Alberto Irace Amministratore Delegato Francesco Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Angel Simon Grimaldos2 Consigliere Giovanni Giani Consigliere Elisabetta Maggini Consigliere Roberta Neri Consigliere Paola Antonia Profeta Consigliere

Collegio Sindacale1

Enrico Laghi Presidente
Rosina Cichello Sindaco Effettivo
Corrado Gatti Sindaco Effettivo
Lucia Di Giuseppe Sindaco Supplente
Carlo Schiavone Sindaco Supplente

Dirigente preposto

Demetrio Mauro

Società di Revisione

EY S.p.A.

1 Nominato dall'Assemblea dei Soci del 28 aprile 2016

2 Cooptato in sostituzione del Consigliere dimissionario Diane d'Arras

Sintesi dei Risultati

Dati economici (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi consolidati 2.832,4 2.917,3 (84,9) (2,9%)
Costi operativi consolidati 1.965,4 2.213,9 (248,4) (11,2%)
Proventi/(Oneri) da partecipazioni
di natura non finanziarie
29,3 28,5 0,8 3,0%
- di cui: EBITDA 146,4 143,9 2,6 1,8%
- di cui: Ammortamenti,
svalutazioni e accantonamenti
(94,5) (89,9) (4,6) 5,2%
- di cui: Gestione Finanziaria (7,3) (7,9) 0,7 (8,5%)
- di cui: Oneri proventi da partecipazioni 0 0,1 (0,1) (158,9%)
- di cui: Imposte (15,3) (17,7) 2,3 (13,3%)
Proventi (Oneri) da gestione rischio commodity 0 0 0 0,0%
EBITDA 896,3 732,0 164,4 22,5%
EBIT 525,9 386,5 139,5 36,1%
Risultato Netto 272,5 181,5 91,0 50,1%
Utile (perdita) di competenza di terzi 10,2 6,6 3,6 55,5%
Risultato netto di competenza del Gruppo 262,3 175,0 87,4 49,9%
Dati economici adjusted2
(€ milioni)
31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo (ebitda
)
784,8 732,0 52,9 7,2%
Risultato operativo (ebit
)
414,4 386,5 28,0 7,2%
Risultato ante imposte 336,6 296,4 40,2 13,6%
Risultato netto 220,7 181,5 39,1 21,5%
Risultato netto di competenza del gruppo 210,5 175,0 35,5 20,3%
EBITDA per area industriale (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
AMBIENTE 57,2 57,4 (0,1) (0,2%)
ENERGIA 130,0 107,9 22,1 20,5%
Produzione 32,0 34,2 (2,2) (6,5%)
Vendita 98,0 73,7 24,3 33,0%
IDRICO: 355,0 310,8 44,2 14,2%
Estero 4,4 3,0 1,4 48,5%
Lazio - Campania 313,2 275,0 38,2 13,9%
Toscana - Umbria 24,6 23,0 1,5 6,7%
Ingegneria 12,8 9,8 3,0 30,7%
RETI 356,3 255,7 100,6 39,4%
ACEA (Corporate) (2,1) 0,2 (2,4) n.s.
Totale EBITDA 896,3 732,0 164,4 22,5%

2 I Dati Economici adjusted non includono:

• l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del cd. regulatory lag (€ 111,5 milioni al lordo dell'effetto fiscale);

• l'effetto negativo conseguente all'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse (€ 32,1 milioni al lordo dell'effetto fiscale).

Dati patrimoniali (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione
Capitale Investito Netto 3.884,9 3.606,1 278,8
Indebitamento Finanziario Netto (2.126,9) (2.010,1) (116,9)
Patrimonio Netto Consolidato (1.757,9) (1.596,1) (161,9)
Indebitamento Finanziario Netto
per Area Industriale (€ milioni)
31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
AMBIENTE 173,7 187,7 (14,0) (7,5%)
ENERGIA 138,4 287,1 (148,7) (51,8%)
Produzione 123,6 130,7 (7,1) (5,5%)
Vendita 14,8 156,4 (141,6) (90,5%)
IDRICO: 791,5 537,3 254,2 47,3%
Estero 12,9 (2,1) 15,1 (705,0%)
Lazio - Campania 780,4 522,1 258,3 49,5%
Toscana - Umbria 0,0 0,2 (0,2) (98,0%)
Ingegneria (1,8) 17,2 (19,0) (110,6%)
RETI 691,3 581,7 109,7 18,9%
ACEA (Corporate) 332,1 416,3 (84,2) (20,2%)
Totale 2.126,9 2.010,1 116,9 5,8%
Investimenti per area industriale
(€ milioni)
31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
AMBIENTE 34,0 25,9 8,1 31,1%
ENERGIA 55,3 30,6 24,7 80,7%
Produzione 27,9 15,2 12,6 82,8%
Vendita 27,4 15,3 12,1 78,7%
IDRICO: 230,4 204,4 25,9 12,7%
Estero 1,5 0,4 1,1 258,4%
Lazio - Campania 227,1 202,5 24,6 12,2%
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0,0%
Ingegneria 1,8 1,5 0,3 13,5%
RETI 197,9 156,2 41,7 26,7%
ACEA (Corporate) 13,2 11,8 1,4 12,0%
Totale 530,7 428,9 101,8 23,8%

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo

Definizione degli indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presenta- zione degli indicatori alternativi di performance che sosti- tuiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il conte- nuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance opera- tiva ed è determinato sommando al Risultato operativo gli "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items; si specifica invece che i dati economici adjusted non includono l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del cd. regulatory lag nonché l'effetto negativo conseguente all'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse;

    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non cor- renti al netto delle Attività finanziarie non correnti (cre- diti finanziari e titoli diversi da partecipazioni),dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità li- quide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle Attivi- tà correnti, delle Attività non correnti e delle Attività e Pas- sività destinate alla vendita al netto delle Passività correnti e delle Passività non correnti, escludendo le voci considerate
  2. nella determinazione della posizione finanziaria netta. 4. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti cor- renti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e pas- sività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci consi- derate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici

Dati economici (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.708,6 2.800,6 (91,9) (3,3%)
Altri ricavi e proventi 123,8 116,7 7,0 6,0%
Costi esterni 1.766,2 2.002,7 (236,5) (11,8%)
Costo del personale 199,2 211,2 (12,0) (5,7%)
Proventi/(Oneri) netti
da gestione rischio commodity
0,0 0,0 0,0 0,0%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni
di natura non finanziaria
29,3 28,5 0,8 3,0%
Margine Operativo Lordo 896,3 732,0 164,4 22,5%
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 370,4 345,5 24,9 7,2%
Risultato Operativo 525,9 386,5 139,5 36,1%
Gestione finanziaria (111,6) (91,1) (20,5) 22,5%
Gestione partecipazioni 1,7 1,0 0,7 68,9%
Risultato ante Imposte 416,1 296,4 119,7 40,4%
Imposte sul reddito 143,5 114,8 28,7 25,0%
Risultato Netto 272,5 181,5 91,0 50,1%
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 10,2 6,6 3,6 55,5%
Risultato netto di Competenza del gruppo 262,3 175,0 87,4 49,9%
Dati economici adjusted (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo (ebitda
)
784,8 732,0 52,9 7,2%
Risultato operativo (ebit
)
414,4 386,5 28,0 7,2%
Risultato ante imposte 336,6 296,4 40,2 13,6%
Risultato netto 220,7 181,5 39,1 21,5%
Risultato netto di competenza del gruppo 210,5 175,0 35,5 20,3%

I ricavi da vendita e prestazione si attestano a € 2,7 miliardi Al 31 dicembre 2016 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano a € 2.708,6 milioni in calo di € 91,9 milioni (-3,3%) rispetto a quelli del medesimo periodo del 2015. I motivi di questa contrazione riguardano principalmente:

iricavi da vendita di energia elettrica, per effetto delle mi- nori quantità vendute sul mercato libero in conseguenza dell'ottimizzazione del portafoglio clienti e tenuto conto

dell'andamento dei prezzi (- € 228,9 milioni), mitiga tale andamento l'incremento registrato dai ricavi da attività di trasporto e misura dell'energia in conseguenza delle dinamiche tariffarie introdotte dal quinto ciclo regolatorio, a cui si aggiunge l'iscrizione di € 111,5 milioni a seguito delle modifiche introdotte dalla delibera AEEGSI 654/2015; (per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Andamento delle Aree di attività – Area Industriale Reti");

i ricavi da vendita gas registrano un decremento di € 17,0 milioni per effetto delle minori quantità vendute (- 19,6 milioni di smc di gas rispetto al 31 Dicembre 2015), principalmente a causa del clima mite e della riduzione del portafoglio.

Di segno opposto invece è l'andamento dei ricavi da servizio idrico integrato che aumentano di € 46,6 milioni essenzialmente per effetto degli aggiornamenti tariffari approvati dagli EGA o dall'AEEGSI relativamente al secondo periodo regolatorio in ossequio alla delibera AEEGSI 664/2015. In particolare la crescita è determinata per € 23,1 milioni dall'iscrizione del premio, riconosciuto ad Acea Ato 2 ai sensi dell'art. 32, lettera a), delibera 664/2015, calcolato sulla base delle prestazioni consuntivate nel secondo semestre rispetto agli standard fissati e al lordo degli indennizzi spettanti agli utenti: il 7 marzo 2017 la STO ha concluso positivamente le attività di verifica relativamente alla consuntivazione degli indicatori posti a base del premio. I premi maturati relativamente alla continuità del servizio da Areti sono allocati nella voce Altri ricavi.

Altri ricavi per € 123,8 milioni

Evidenziano un aumento di € 7,0 milioni principalmente determinato dai seguenti effetti:

  • iscrizione nel periodo di osservazione dei ricavi (€ 9,6 milioni) legati agli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali. Tali vendite rientravano nell'ambito di un più ampio accordo commerciale che riguardava anche altre società del Gruppo;
  • iscrizione nel 2015 del rimborso assicurativo (€ 3,2 milioni) riconosciuto ad Acea Ambiente (ex ARIA) per l'incendio occorso nel 2013 all'impianto di Paliano;
  • maggiori sopravvenienze attive per € 9,3 milioni principalmente per effetto dell'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi;
  • è diminuito di € 2,9 milioni l'ammontare dei contributi da annullamento maturati sui TEE in portafoglio in conseguenza dei minori acquisti di titoli rispetto al precedente

esercizio parzialmente mitigato dalla crescita della stima del prezzo di annullamento per effetto dell'innalzamento dei prezzi del mercato di scambio.

Costi esterni per € 1,8 miliardi

Tale voce presenta un decremento complessivo di € 236,5 milioni (-11,8%) rispetto al 31 dicembre 2015. La variazione deriva principalmente:

  • dai minori costi relativi all'approvvigionamento dell'energia elettrica sia per il mercato tutelato che per il mercato libero, nonché dalla riduzione dei relativi costi di trasporto (complessivamente - € 250,4 milioni) in conseguenza della riduzione delle quantità vendute; per lo stesso motivo si registra un calo degli acquisti sul mercato del gas (- € 8,4 milioni);
  • dalla riduzione dei costi di acquisto dei certificati bianchi da parte di Areti (- € 4,8 milioni) per l'assolvimento dell'obbligo regolatorio di efficienza energetica in conseguenza delle minori quantità acquistate nel periodo di osservazione;
  • dall'efficienza registrata nel processo di fatturazione e vendita dell'Area Energia che ha prodotto una riduzione dei costi correlati di € 4,5 milioni;
  • dall'incremento degli oneri diversi di gestione (+ € 21,8 milioni) derivante principalmente dall'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi parzialmente coperte da sopravvenienze attive della medesima.

Il costo del personale diminuisce del 6%

Continua l'impegno di tutto il personale del Gruppo al complesso progetto di modifica dei sistemi informativi e dei processi aziendali (Acea2.0): nel corso del 2016 si sono susseguiti infatti i go live delle Società controllate che si concluderanno nella primavera del 2017. Tale intensa attività di sviluppo ha comportato una riduzione di circa € 12 milioni rispetto al 2015.

La consistenza media si attesta a 5.048 dipendenti e varia di 19 unità rispetto al 2015; mentre la consistenza finale si riduce di 11 unità attestandosi a 4.968 dipendenti.

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 307,9 301,4 6,5 2,2%
Costi capitalizzati (108,7) (90,2) (18,4) 20,4%
Costo del lavoro 199,2 211,2 (12,0) (5,7%)

Le società idriche della TUC registrano risultati in linea con il 2015

I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo consolidato delle società precedentemente consolidate con il metodo proporzionale. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione mentre l'andamento per singola società è riportato nel commento all'Area Industriale Idrico.

€ migliaia 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
MOL 146,4 143,9 2,6 1,8%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (94,5) (89,9) (4,6) 5,2%
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni 0,0 0,1 (0,1) (158,9%)
Gestione finanziaria (7,3) (7,9) 0,7 (8,5%)
Imposte (15,3) (17,7) 2,3 (13,3%)
Proventi da partecipazioni
di natura non finanziaria
29,3 28,5 0,8 3,0%

EBITDA a € 896,3 milioni (+22,5%) in linea con la crescita registrata a settembre

L'EBITDA passa da € 732,0 milioni del 31 dicembre 2015 a € 896,3 milioni del 2016 registrando una crescita di € 164,4 milioni pari al 22,5% (7,2% è la crescita dell'EBI- TDA adjusted). Tale variazione deriva principalmente dalle dinamiche tariffarie del settore idrico (+ € 44,2 milioni) a cui segue, quanto al significativo aumento della marginalità, l'Area Energia (+ € 22,1 milioni); l'Area Reti, al netto del ricavo regolatorio di € 111,5 milioni, registra una consistente riduzione dell'EBITDA (- € 10,9 milioni) quasi tutto derivante dagli aggiornamenti tariffari del quinto ciclo re- golatorio. La Capogruppo segna un decremento dell'EBI- TDA di € 2,4 milioni.

EBIT a € 525,9 milioni +36,1%)

L'EBIT segna una crescita maggiore rispetto a quella regi-

strata dall'EBITDA nonostante le voci che influenzano l'E-BIT siano aumentate complessivamente di € 24,9 milioni.

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 254,2 234,0 20,3 8,7%
Svalutazione crediti 64,7 59,0 5,6 9,6%
Accantonamenti per rischi 51,5 52,5 (1,0) (1,9%)
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 370,4 345,5 24,9 7,2%

La variazione in aumento degli ammortamenti è legata pre- valentemente alla crescita degli investimenti in tutte le aree di business e tiene altresì conto, per il settore idrico, della dinamica regolatoria e degli aggiornamenti tariffari relativi al capitale investito; in conseguenza del go live della piat- taforma tecnologica Acea2.0 delle principali Società del Gruppo gli ammortamenti crescono di € 15,3 milioni.

La variazione degli accantonamenti (- € 1 milione) è princi- palmente determinata dall'effetto combinato: i) del rilascio dei fondi stanziati nei precedenti esercizi (complessivamen- te € 11,9 milioni) di natura contributiva e legale principal- mente a seguito dell'esito favorevole di un contenzioso at- tivato ni confronti di diverse società del Gruppo; ii) degli ulteriori stanziamenti volti a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo (+ € 7,8 milioni) e iii) della crescita degli investi- menti del comparto idrico che comporta l'aumento degli stanziamenti al fondo oneri di rispristino (+ € 2,9 milioni). Le svalutazioni segnano una crescita di € 5,6 milioni data dall'effetto netto della riduzione dell'Area Energia (circa € 11 milioni) e dell'aumento di € 15 milioni dell'Area Idrico: tale andamento deriva, oltre che da una lieve maggiore rischiosità, anche dal rilascio, nel 2015, di € 6 milioni quale conseguenza della positiva conclusione dell'istruttoria sulle tariffe 2012-2015 di Acea Ato 5 con conseguente definizione dell'ammontare dei conguagli tariffari spettanti alla Società.

La gestione finanziaria migliora di € 11,6 milioni

Il risultato della gestione finanziaria, al termine dell'eser- cizio 2016, è negativo di € 111,6 milioni (+ € 20,5 milio- ni): tale risultato è influenzato dall'operazione di riacquisto

parziale di due tranche di obbligazioni che ha comportato il sostenimento di un onere complessivo di € 32,1 milioni comprensivo delle spese relative all'operazione. Al netto di tale fenomeno, la gestione finanziaria registra invece un significativo miglioramento di € 11,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2015: le buone performance sono sostanzial- mente dovute alla riduzione degli interessi sull'indebita- mento a medio-lungo termine (- € 8,2 milioni); infatti, al 31 dicembre 2016 , il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 2,94% contro il 3,29% dell'esercizio precedente. Registrano una riduzione di € 4 milioni le commissioni pagate in conseguenza della cessio- ne dei crediti.

Rate al 34,5%

La stima del carico fiscale è pari a € 143,5 milioni contro € 114,8 milioni dell'esercizio precedente registrando, quindi, un incremento complessivo è pari a € 28,7 milioni. Si ricor- da che il 2015 era interessato dall'effetto dell'adeguamento della fiscalità differita in conseguenza della riduzione, pre- vista dalla Legge di Stabilità per il 2016, dell'aliquota IRES (dal 27,5% al 24%) a partire dal 2017: l'impatto di tale adeguamento era pari a circa € 20 milioni. Il tax rate del 2016 si attesta al 34,5% (38,7% al 31 Dicembre 2015).

Il risultato netto del Gruppo cresce in valore assoluto del 49,9%

Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 262,3 milioni e registra una crescita di € 87,4 milioni (+ 49,9%). Grazie al positivo contributo della gestione finan- ziaria, il risultato netto di competenza del Gruppo, rettifica- to delle partite straordinarie del 2016, si attesta a € 210,5 milioni in crescita del 20,3%.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari

Dati patrimoniali (€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione
Attività e passività non correnti 4.161,4 3.868,6 292,8
Circolante netto (276,6) (262,5) (14,1)
Capitale investito 3.884,9 3.606,1 278,8
Indebitamento finanziario netto (2.126,9) (2.010,1) (116,9)
Totale Patrimonio Netto (1.757,9) (1.596,1) (161,9)
Totale Fonti di Finanziamento 3.884,9 3.606,1 278,8

Le attività e passività non correnti aumentano del 7,8% gra- zie alla crescita degli investimenti

Rispetto al 31 dicembre 2015 le attività e passività non

correnti aumentano di € 292,8 milioni (+ 7,8%) in conse- guenza prevalentemente della crescita delle immobilizza- zioni (+ € 313,2 milioni).

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione
Immobilizzazioni materiali/immateriali 4.184,1 3.870,9 313,2
Partecipazioni 263,5 250,2 13,2
Altre attività non correnti 296,5 314,3 (17,9)
Tfr e altri piani e benefici definiti (109,5) (108,6) (0,9)
Fondi rischi e oneri (199,3) (187,1) (12,2)
Altre passività non correnti (273,7) (271,2) (2,5)
Attività e passività non correnti 4.161,4 3.868,6 292,8

Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono gli in- vestimenti, attestatisi ad € 530,7 milioni, e gli ammorta- menti e riduzioni di valore per complessivi € 254,2 milioni.

Quanto agli investimenti si veda la tabella che segue la quale evidenzia, per Area Industriale, lo stock realizzato nel 2016 confrontato con il 2015.

Investimenti per area industriale
(€ milioni) 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
AMBIENTE 34,0 25,9 8,1 31,1%
ENERGIA 55,3 30,6 24,7 80,7%
Produzione 27,9 15,2 12,6 82,8%
Vendita 27,4 15,3 12,1 78,7%
IDRICO: 230,4 204,4 25,9 12,7%
Estero 1,5 0,4 1,1 258,4%
Lazio - Campania 227,1 202,5 24,6 12,2%
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0,0%
Ingegneria 1,8 1,5 0,2 13,5%
RETI 197,9 156,2 41,7 26,7%
ACEA (Corporate) 13,2 11,8 1,4 12,0%
Totale 530,7 428,9 101,8 23,8%

Gli investimenti salgono di € 101,8 milioni (+ 23,8%)

L'Area Ambiente aumenta il livello degli investimenti (+ € 8,1 milioni) con particolare riferimento ad Acea Am- biente principalmente per i lavori di completamento e mes- sa a regime della linea I dell'impianto WTE di San Vittore nel Lazio entrato in esercizio nel mese di ottobre 2016.

L'Area Energia registra una crescita di € 24,7 milioni da attribuire principalmente agli investimenti di Acea Produzione per: (i) i lavori di revamping impiantistico della Centrale idroelettrica di Castel Madama, per (ii) i lavori di riqualificazione delle gallerie di derivazione dell'invaso della diga di San Cosimato e (iii) al repowering della Centrale di Tor di Valle. Gli investimenti relativi alla vendita si riferiscono principalmente al progetto Acea2.0, ai sistemi CRM ed al sistema di billing.

L'Area Idrico ha effettuato, rispetto allo scorso anno, maggiori investimenti per complessivi € 25,9 milioni, con particolare riferimento ad Acea Ato 2 per lavori eseguiti sulla rete idrica e fognaria, sugli impianti di depurazione e sul programma Acea2.0. L'aumento registrato nell'area idrico estero deriva dal consolidamento integrale di Aguas de San Pedro (€ 1,5 milioni).

L'Area Reti fa registrare una crescita degli investimenti di € 41,7 milioni in conseguenza: (i) delle attività di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione, (ii) dell'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura, (iii) dei programmi Acea2.0 e WFM e (iv) dell'ampliamento, rinnovamento e potenziamento degli impianti gestiti.

La Capogruppo fa registrare un aumento degli investimenti (€ 1,4 milioni) in conseguenza agli interventi relativi al programma Acea2.0.

Gli investimenti del Gruppo relativi ad Acea2.0 si attestano complessivamente a € 47,3 milioni.

Le partecipazioni aumentano di € 13,2 milioni rispetto 31 Dicembre 2015. La variazione è principalmente legata alla valutazione delle società consolidate con il metodo del pa- trimonio in ossequio all'applicazione del principio IFRS 11.

Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti al 31 Dicembre 2016 risulta sostanzialmente in linea con il 2015 (minima crescita di € 0,9 milioni), prevalentemente per effetto dell'accantonamento del periodo nonché del tasso utilizzato (dal 2,03 % del 2015 all'1,31% relativo al 2016).

I Fondi rischi ed oneri aumentano del 6,5% principalmente per effetto dello stanziamento di complessivi € 63,3 milioni di cui € 22,6 milioni volti a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo.

€ milioni 31.12.15 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero Fondi
Riclassifiche /
Altri Movimenti
31.12.16
Legale 20,2 (2,8) 1,6 (8,0) 0,0 11,0
Fiscale 2,7 (0,3) 1,9 0,0 0,1 4,4
Rischi regolatori 54,2 (4,9) 7,9 0,0 0,0 57,3
Partecipate 2,9 (0,8) 0,3 0,0 (0,5) 1,9
Rischi contributivi 6,5 (0,1) 0,1 (3,9) 0,0 2,7
Partecipate 2,9 (0,8) 0,3 0,0 (0,5) 1,9
Post mortem 23,0 0,0 0,0 0,0 0,0 23,0
Canoni di concessione 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0
Franchigie assicurative 1,2 (0,8) 1,6 0,0 0,0 2,0
Altri rischi ed oneri 21,5 (14,6) 16,1 0,0 9,4 32,5
Subtotale Fondo Rischi ed Oneri 135,8 (48,2) 52,2 (11,9) 9,0 137,0
Fondo Oneri di Ripristino 51,3 0,0 11,1 0,0 0,0 62,4
Totale Fondo Rischi ed Oneri 187,1 (48,2) 63,3 (11,9) 9,0 199,3

Grazie all'esito favorevole di un contenzioso attivato nei confronti di diverse società del Gruppo, è stato rilasciato nel terzo trimestre il relativo fondo di € 7,4 milioni stanziato nei precedenti esercizi.

Gli ulteriori rilasci fanno principalmente riferimento ad alcuni fondi accantonati negli anni pregressi per far fronte ad eventuali contenziosi di carattere contributivo per un importo complessivo di € 3,9 milioni . La voce "Riclassifiche / Altri movimenti" accolgono i fondi iscritti in conseguenza della modifica, apportata dalla Legge n. 208/2015, della disciplina delle note di variazione ai fini IVA in seguito a risoluzione per inadempimento dei contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua; la costituzione del fondo è effettuata a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario in caso di pagamento del cliente moroso successivamente all'emissione della nota di variazione.

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione
Crediti correnti 1.097,4 1.098,7 (1,2)
- di cui utenti/clienti 1.023,6 1.005,1 18,4
- di cui Roma Capitale 45,6 63,7 (18,1)
Rimanenze 31,7 26,6 5,1
Altre attività correnti 207,0 205,9 1,2
Debiti correnti (1.292,6) (1.245,3) (47,3)
- di cui Fornitori (1.149,2) (1.092,3) (56,9)
- di cui Roma Capitale (139,2) (147,3) 8,0
Altre passività correnti (320,1) (348,4) 28,3
Circolante netto (276,6) (262,5) (14,1)

Al netto il circolante netto si riduce di € 74 milioni rispetto al 2015

La variazione del circolante netto rispetto al 31 Dicembre 2015 è data dall'effetto combinato dei maggiori crediti iscritti in Areti in conseguenza dell'iscrizione del provento derivante dalla eliminazione del cd. regulatory lag (€ 111,5 milioni) e dalla riduzione dei crediti verso clienti con particolare riferimento ai crediti dell'Area Energia ridottisi di oltre € 100,0 milioni. Tale voce è esposta al netto del Fondo Svalutazione Crediti che, al 31 Dicembre 2016, ammonta a - € 344,4 milioni contro circa € 320 milioni della fine dell'esercizio precedente.

Nel corso del 2016 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.397,4 milioni di cui € 190,6 milioni verso la Pubblica Amministrazione ( nel 2015 rispettivamente 1.515.9 milioni e € 182,4 milioni).

Roma Capitale: il saldo netto è a credito di € 37 milioni

Quanto ai rapporti con Roma Capitale nel suo complesso al 31 Dicembre 2016 il saldo netto risulta a credito del Gruppo per € 37,4 milioni. La variazione rispetto al 2015 deriva sostanzialmente dalla maturazione dell'esercizio 2016 nonché dall'incasso di € 92 milioni di crediti di cui per € 54 milioni tramite compensazione amministrativa con i debiti per dividendi (€ 37 milioni) e relativi al canone di concessione (€ 17 milioni). La cedola di ACEA di spettanza di Roma Capitale (€ 54 milioni) è stata pagata a giugno 2016. La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti, intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria, comprese le partite di natura finanziaria. Per maggiori dettagli si rimanda all'informativa sulle parti correlate.

Crediti verso Roma Capitale 31.12.16 31.12.15 Variazione
Prestazioni fatturate 57,1 67,1 (9,9)
Prestazioni da fatturare 1,7 5,1 (3,5)
Totale Crediti Commerciali 58,8 72,2 (13,4)
Crediti finanziari per illuminazione Pubblica 108,4 70,6 37,8
Totale Crediti Esigibili Entro l'esercizio Successivo (A) 167,2 142,8 24,4
Debiti verso Roma Capitale 31.12.16 31.12.15 Variazione
Debiti Commerciali Esigibili entro l'esercizio successivo (B) (128,0) (114,6) (13,4)
Totale (A) + ( B) 39,2 28,2 11,0
Altri crediti/(debiti) di natura finanziaria 22,6 (6,2) 28,8
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (24,5) (20,7) (3,8)
Totale altri Crediti/(Debiti) (C) (1,9) (26,9) 25,0
Saldo Netto 37,4 1,3 36,0

I debiti correnti aumentano del 4%

I debiti correnti ammontano ad € 1.292,6 milioni e riguardano principalmente i debiti verso fornitori che ammontano ad € 1.149,2 milioni (al 31 dicembre 2015 erano pari a € 1.092,3 milioni). L'aumento di € 56,9 milioni rispetto al 31 Dicembre 2015, deriva principalmente dall'accresciuto volume degli investimenti di cui parte significativa è rappresentata dallo sviluppo della piattaforma tecnologica parzialmente compensato dalla riduzione registrata da Acea Energia in seguito all'ottimizzazione del portafoglio clienti (oltre che all'andamento dei prezzi delle commodities)

Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispet- tivamente un aumento di € 1,2 milioni e una diminuzione di € 28,3 milioni rispetto all'esercizio precedente: l'aumento deriva dall'incremento dei crediti relativi all'adeguamento al fair value dei derivati su commodities di Acea Energia. La variazione delle altre passività correnti deriva principalmente dalla diminuzione dei debiti verso Cassa Conguaglio (- € 40,6 milioni).

Il patrimonio netto si attesta a 1,8 miliardi di euro

Il patrimonio netto ammonta ad € 1.757,9 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 161,9 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla maturazione dell'utile del 2016, dalla distribuzione dei dividendi della Capogruppo e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali.

L'indebitamento finanziario netto aumenta di € 117 milioni rispetto a fine 2015

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 116,9 milioni, passando da € 2.010,1 milioni della fine dell'esercizio 2015 a € 2.126,9 milioni del 2016. Tale variazione è diretta conseguenza dei maggiori investimenti del 2016 ivi compresi quelli di natura tecnologica.

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Attività (Passività) finanziarie non correnti 2,1 2,4 (0,3) (11,9%)
Attività (Passività) finanziarie non correnti
verso Controllante
25,7 29,1 (3,4) (11,8%)
Debiti e passività finanziarie non correnti (2.797,1) (2.688,4) (108,7) 4,0%
Posizione finanziaria a medio - lungo termine (2.769,4) (2.657,0) (112,4) (19,7%)
Disponibilità liquide e titoli 665,5 814,7 (149,1) (18,3%)
Indebitamento a breve verso banche (53,0) (58,7) 5,8 (9,8%)
Attività (Passività) finanziarie correnti (78,1) (147,7) 69,6 (47,1%)
Attività (Passività) finanziarie correnti
verso Controllante e Collegate
108,0 38,7 69,3 179,3%
Posizione finanziaria a breve termine 642,5 646,9 (4,5) 104,1%
Totale posizione finanziaria netta (2.126,9) (2.010,1) (116,9) 84,4%

L'indebitamento a medio-lungo termine aumenta di € 112,3 milioni

Per quanto riguarda la componente a medio–lungo termi-

ne l'incremento di € 112,4 milioni si riferisce alle attività e passività finanziarie non correnti e sono composti come riportato nella tabella che segue:

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Obbligazioni 2.045,7 1.904,0 141,7 7,4%
Finanziamenti a medio - lungo termine 751,4 784,4 (33,0) (4,2%)
Indebitamento a medio-lungo 2.797,1 2.688,4 108,7 4,0%

Per quanto riguarda i prestiti obbligazionari si segnala che la Capogruppo ha provveduto al riacquisto parziale di Ob- bligazioni per complessivi € 346,8 milioni (il riacquisto ha comportato un onere complessivo di € 32,1 milioni). Con- testualmente ACEA ha comunicato l'emissione di nuove obbligazioni a valere sul programma "€ 1,500,000,000 Euro Medium Term Note" per € 500 milioni della durata di 10 anni a tasso fisso. L'emissione è finalizzata prevalente- mente al: (i) rifinanziamento dei bond riacquistati da ACEA a seguito dell'offerta di acquisto del 12 ottobre 2016 e ad ottenere l'allungamento della durata media del debito nonché la riduzione del costo medio dello stesso considerando l'attuale andamento dei tassi di interesse, con particolare riferimento all'area Euro.

Ifinanziamenti a medio-lungo termine pari ad € 751,4 mi- lioni registrano un decremento complessivo di € 33,0 mi- lioni che si riferisce alla Capogruppo (- € 25,1 milioni), ad Areti (- € 19,8 milioni) compensato in parte dal consolida- mento integrale di Aguas De San Pedro (+ € 11,3 milioni). Nella tabella che segue viene esposta la situazione dei mutui suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.

Finanziamenti Bancari: Debito residuo
Totale
Entro il
31.12.2017
Dal 31.12.2017
al 31.12.2022
Oltre il
31.12.2022
a tasso fisso 286,9 19,8 93,4 173,6
a tasso variabile 450,9 17,7 260,2 173,0
a tasso variabile verso fisso 46,9 8,3 38,6 0,0
Totale 784,7 45,8 392,3 346,6

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 5,3 milioni e si riduce, rispetto al 31 Dicembre 2015, di € 1,7 milioni (era negativo per € 7,0 milioni).

La componente a breve termine è positiva di € 642,4 milioni e si riduce di € 4,5 milioni

La componente a breve termine rispetto alla fine dell'esercizio 2015 evidenzia una riduzione di € 4,5 milioni derivante dall'effetto combinato della riduzione delle disponibilità liquide (- € 149,1 milioni) principalmente attribuibile alla Capogruppo, parzialmente compensato dalla riduzione dei debiti verso i Factor (- € 69,3 milioni) e dall'incremento dei crediti verso Roma Capitale per € 37,8 milioni.

Si informa che al 31 dicembre 2016 la Capogruppo dispone di linee uncommitted per € 803 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Il rating di ACEA

Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:

Fitch "BBB+"; Moody's "Baa2"

Contesto di riferimento

Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA

Nel 2016, gli indici delle principali Borse Internazionali hanno registrato complessivamente una performance positiva, ad eccezione dei listini italiano, spagnolo e ci- nese che hanno perso rispettivamente il 10,2%, il 2,0% e il 12,3%.

Si riportano di seguito le variazioni dei principali indici di Piazza Affari: FTSE Italia All Share -9,9%, FTSE MIB -10,2% e FTSE Italia Mid Cap -8,0%.

ANDAMENTO DEL TITOLO ACEA

Nel 2016, il titolo Acea ha evidenziato una perdita del 18,7%. In dettaglio, il titolo ha registrato il 30 dicembre 2016 (ultimo giorno di Borsa del 2016) un prezzo di riferimento pari a 11,55 euro (capitalizzazione: 2.459,7 mln di euro). Nel periodo oggetto di analisi, il valore massimo di 14,25 euro è stato raggiunto il 21 marzo, mentre il valore minimo di 9,84 euro il 27 giugno.

Nel corso del periodo oggetto di analisi, i volumi medi gior- nalieri sono stati superiori a 110.000 (sostanzialmente in linea con quelli registrati nel 2015).

Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo ACEA confrontato con gli indici di Borsa.

(grafico normalizzato ai valori di Acea - Fonte Bloomberg)

Var.% 31/12/16
(rispetto al 31/12/15)
Acea - 18,7%
FTSE Italia All Share -9,9%
FTSE Mib -10,2%
FTSE Italia Mid Cap -8,0%

Nel corso del 2016 sono stati pubblicati oltre 190 studi/ note sul titolo ACEA.

Mercato energetico

Nel 2016 la domanda di energia elettrica in Italia (310.251 GWh)3 ha mostrato una riduzione pari al 2,1% rispet- to all'anno precedente. Il fabbisogno di energia elettrica è stato coperto per l'89% con la produzione nazionale e per la quota restante, pari all'11%, facendo ricorso alle im- portazioni dall'estero (saldo estero risulta pari a -20,2% rispetto al 31 dicembre 2015). Lo stesso fabbisogno di energia elettrica è stato soddisfatto per il 68% con energia termica e per il restante con fonti energetiche rinnovabili: 15,4% idroelettrica, 8,2% fotovoltaica, 6,3% eolica e 2,1% geotermica.

La produzione nazionale netta (275.649 GWh) evidenzia un sensibile incremento pari all'1,2% rispetto al 2015. Nel dettaglio, l'energia elettrica prodotta da fonti di produzione termiche è diminuita del 2,5%, così come quella prodotta

Liquidità su MGP4

da fonti fotovoltaiche (-0,2%) e quella da fonti idroelettri- che (-8,9%), mentre risultano in aumento le produzioni da altre fonti: geotermiche (+0,7%) ed eoliche (+18,7%).

In riferimento agli esiti del mercato elettrico a fronte di un'offerta di energia elettrica sostanzialmente invariata, i volumi scambiati nel Mercato del Giorno Prima segnano una modesta crescita (+0,6%) portandosi a 289,7 milioni di MWh . Tale crescita è stata sostenuta sul lato acquisti da esportazioni record (+64,9%), concentrate principalmente negli ultimi mesi dell'anno. I volumi scambiati nella borsa elettrica invece sono saliti a 202,8 milioni di MWh (+ 3,9%), valore che risulta al livello più alto degli ultimi sette anni, se si esclude il picco del 2013. La crescita complessiva appare supportata sul lato vendita dagli operatori non istituzionali nazionali (+14,4%) mentre sul lato acquisto sia dall'Acqui- rente Unico (+28,2%) che dalle esportazioni (+67,5%).

In calo i volumi scambiati OTC registrati sulla PCE e nomi- nati su MGP scesi a 86,9 milioni di MWh (-6,4%).

La liquidità del mercato si attesta al 70,0%, livello superato una sola volta in passato e sempre nel 2013, guadagnando 2,2 punti percentuali.

Nel 2016 la borsa elettrica registra il prezzo di acquisto dell'energia (PUN) più basso da quando è stata istituita nell'aprile 2004, registrando un prezzo medio di 42,78 €/MWh, con una variazione tendenziale del -18,2% dovuta sia alla bassa domanda sia all'analogo andamento delle quotazioni nei principali mercati energetici internazionali. La flessione del PUN è stata tuttavia contenuta dalle forti spinte rialziste innescate nell'ultimo trimestre dell'anno dal fermo di alcuni gruppi nucleari francesi. L'analisi per gruppi di ore rileva dinamiche similari, infatti si osserva un calo di 10,94 €/MWh (-18,5%) nelle ore di picco e di 8,73 €/MWh (-18,0%) nelle ore fuori picco, attestandosi sui minimi storici pari rispettivamente a 48,34 e 39,85 €/MWh. Il rapporto prezzo picco/ baseload si conferma a 1,13 in linea con i bassi livelli del quinquennio precedente.

4 Fonte: Newsletter GME anno 2016

Relazione sulla Gestione 17

3 Fonte: Terna – Dicembre 2016, rapporto mensile sul sistema elettrico

MGP: Prezzo Unico Nazionale (PUN)4

I prezzi di vendita scendono ai minimi storici in tutte le zone, oscillando tra i 40,37 €/MWh del Sud e i 47,62 €/MWh della Sicilia, in consistente ribasso sull'anno precedente (-17/-19%).

MGP: Prezzi di Vendita4

In questo contesto ribassista si inserisce anche il generale calo del prezzo dell'energia elettrica che nel 2016 registra valori medi annui compresi tra 27 €/MWh dell'area scandinava e 43 €/MWh dell'Italia, toccando in quest'ultimo caso il minimo storico dall'avvio del mercato. Le riduzioni, ancora molto forti fino a settembre, risultano attenuate dalla decisa crescita osservata nel trimestre finale dell'anno, in corrispondenza anche delle criticità osservate nel mercato francese per l'indisponibilità di alcuni centrali nucleari. La forte crescita dei prezzi transalpini favorisce peraltro un allargamento della forbice con la Germania, con un differenziale tra le due principali quotazioni centroeuropee che sale al massimo storico di 8 €/MWh (FR 37 €/MWh; AT/DE 29 €/MWh). La contingente ripresa dei prezzi incide solo in parte sulle aspettative per il 2017, caratterizzate da una pro- gressiva riduzione delle quotazioni futures in corso d'anno.

4 Fonte: Newsletter GME anno 2016

Prezzo sulle Borse Elettriche Europee (media aritmetica €/MWh)4

In merito ai volumi di energia elettrica scambiati su base spot, la borsa di riferimento per l'area scandi- nava continua il trend rialzista iniziato nel 2012 (373 TWh,+5%), valore in linea con quello movimentato su Epex, listino di riferimento per il centro Europa dove si

Volumi Annuali e Mensili sui mercati spot sulle Borse Elettriche Europee5

Volumi a pronti (TWh)
Area 2016 Var Y-1 (%) Dicembre 2016
ITALIA 204,0 + 5 % 17,0
FRANCIA 110,7 + 4 % 8,6
GERMANIA 234,9 -11 % 19,6
SPAGNA 172,0 + 0 % 15,8
AREA
SCANDINAVA
372,9 + 5 % 35,6
AUSTRIA 8,0 -3 % 0,7
SVIZZERA 23,8 + 4 % 1,8

osservano tuttavia dinamiche contrastanti tra la Ger- mania, in flessione tendenziale dei volumi dopo anni di crescita (235 TWh, -11%), e la Francia che invece continua la sua crescita, seppur a ritmi meno intensi (111 TWh, +4%).

Tariffe per il servizio di trasporto

L'anno 2016 rappresenta il primo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sottoperiodi: i primi quattro in continuità di metodo, gli altri oggetto di implementazione successiva.

Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)", Allegato A alla delibera 654/2015/R/eel, "Il

Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)", Allegato B alla delibera 654/2015/R/eel, e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla delibera 654/2015/R/eel, pubblicati il 23 dicembre 2015. L'AEEGSI ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento).

4 Fonte: Newsletter GME anno 2016

5 Fonte: Terna – Dicembre 2016, rapporto mensile sul sistema elettrico

Le principali novità introdotte rispetto al precedente periodo di regolazione (2012-2015), sono rappresentate da:

    1. Lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
    1. Allungamento vite utili regolatorie
    1. Criteri di regolazione tariffaria: cot, misura

Relativamente al primo punto, l'AEEGSI ha modificato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunera- zione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi. Tali dati saranno utilizzati per la determi- nazione delle tariffe di riferimento provvisorie pubblicate in data 12 maggio con deliberazione n. 233/2016/R/eel e sa- ranno sostituiti successivamente dai dati consuntivi per la de- terminazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro febbraio dell'anno successivo.

L'AEEGSI riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, e nello stesso anno rendicontati senza ricono- scere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rima- ne riconosciuta all'anno t-2).

Con riferimento agli ammortamenti riconosciuti in tariffa (anno di riferimento t-2), la nuova regolazione aumenta la vita utile regolatoria di alcuni cespiti, quali le linee elettriche in AT (portata da 40 a 45 anni), le linee in MT e BT e le «prese utenti» (da 30 a 35 anni).

Il tasso di remunerazione del capitale investito netto (wacc), i cui parametri di calcolo sono stati pubblicati nella delibera 654/2015/R/eel, è pari al 5,6% per il servizio di distribuzione sugli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2015. Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'A-EEGSI in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa per l'anno 2016, secondo quanto definito dalla delibera 654/2015, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.

Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna im- presa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di ag- giornamento prevede che:

  • la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia ag- giornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività del 1,9%);
  • la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione ed il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
  • la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.

L'AEEGSI conferma il meccanismo, già introdotto nel terzo ciclo regolatorio, di maggiore remunerazione di alcune categorie di investimenti entrati in esercizio fino al 2015. Relativamente all'attività di commercializzazione, l'AEEGSI introduce un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione.

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'AEEGSI ha confer- mato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servi- zio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un cor- rispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione; perequazione dei ricavi per la fornitura dell'energia elet- trica ai clienti domestici;
  • perequazione dei costi di trasmissione; perequazione del valore della differenza tra perdite effet- tive e perdite standard.

Il Testo Integrato di Misura (TIME) disciplina le tariffe per il servizio di misura articolate nelle attività di installazione e manutenzione dei misuratori, raccolta, validazione e registra- zione delle misure. La struttura dei corrispettivi è stata modi- ficata rispetto al precedente ciclo regolatorio solo per quanto riguarda i corrispettivi di raccolta e validazione delle misure prima suddivisi ed ora unificati in un unico corrispettivo.

L'AEEGSI ha introdotto una nuova modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese confermando il criterio di determinazione delle tariffe del servizio di misura sulla base di costi nazionali per i sistemi di telegestione e per i misuratori elettromeccanici ancora in campo (costo residuo), mantenendo anche per il quinto ci- clo regolatorio la perequazione di misura. Volta ad adeguare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento. In data 27 Ottobre 2016, l'AEEGSI ha pub- blicato con delibera 606/16/R/eel la tariffa provvisoria per l'attività di misura.

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 1%) con il defla- tore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazio- ne dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione. L'AEEGSI in data 31 Maggio 2016, ha emanato un documen- to per la consultazione 288/2016/R/eel diventato poi delibera n. 458/2016 il 4 Agosto 2016 in cui è stata razionalizzata la regolazione della misura dell'energia elettrica, integrando in un unico provvedimento la regolazione della misura dell'energia elettrica immessa e prelevata e la misura dell'energia elettrica prodotta, rivedendo le definizioni sottostanti e le responsabilità delle diverse operazioni che compongono l'attività di misura, nonché le responsabilità del servizio di misura. Il 26 maggio 2016, inoltre, l'AEEGSI ha emanato un docu- mento per la consultazione 267/2016/R/eel in cui venivano descritti i primi orientamenti in merito alle modalità di definizione e di riconoscimento dei costi relativi a sistemi di smart metering di energia elettrica in bassa tensione, considerando i requisiti funzionali e le specifiche abilitanti dei misuratori e dei sistemi di smart metering di seconda generazione (2G), come definiti nella deliberazione 87/2016/R/eel.

Tali orientamenti, sono divenuti finali con il documento per la consultazione n. 457/2016 e poi con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, in cui vengono illustrate le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione e le contestuali modifiche del riconoscimento dei costi del servizio di misura necessarie per garantire un quadro rego- latorio complessivamente coerente nella transizione verso i sistemi di smart metering 2G, nell'interesse dei clienti finali del servizio.

Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle con- dizioni economiche per l'erogazione del servizio di connes- sione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 654/2015/R/ eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (sposta- menti di impianto di rete richiesti da utente, volture, suben- tri, disattivazione ecc …) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.

Regolazione idrica per 2016

Con riguardo agli impatti sull'annualità 2016, si descrivono nel proseguo i tre provvedimenti pubblicati gli ultimi giorni di dicembre 2015 con i quali AEEGSI ha definitivamente varato la nuova regolazione della qualità contrattuale che è entrata in vigore a partire dal 1 luglio 2016 (Delibera 655/2015), la Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del SII (Delibera 656/2015) e la metodologia tariffaria applicabile nel secondo periodo regolatorio MTI-2 -2016-2019 (Delibera 664/2015).

Con la Delibera 655/2015/R/idr del 23 dicembre 2015 l'AEEGSI ha approvato il Testo integrato per la regolazione della qualità contrattuale del SII ovvero di ciascuno dei sin- goli servizi che lo compongono (RQSII): sono stati definiti i livelli minimi e gli obiettivi di qualità contrattuale del SII, mediante l'individuazione di indicatori consistenti in tem- pi massimi e standard minimi di qualità per le prestazioni da assicurare all'utenza, omogenei sul territorio nazionale, determinando anche le modalità di registrazione, comuni- cazione e verifica dei dati relativi alle prestazioni fornite dai gestori. In caso di mancato rispetto degli standard specifici di qualità, riferiti alle singole prestazioni erogate all'uten- za, l'Autorità ha introdotto indennizzi automatici da corri- spondere agli utenti in tempi e modalità ben definite, men- tre per gli standard generali di qualità, riferiti al complesso delle prestazioni, ha previsto un meccanismo di penalità. Sono state previste anche sanzioni per mancato rispetto degli standard in caso di violazione reiterata degli standard, come in caso di accertamento di violazioni in sede di controlli da parte dell'Autorità.

Il Testo integrato (RQSII) ha previsto 44 standard (30 specifici e 14 generali ) riguardanti prestazioni attinenti all'avvio, gestione e cessazione del rapporto contrattuale, all'addebito, fatturazione, pagamento e rateizzazione, ai reclami, richieste scritte di informazioni e rettifiche di fatturazione, alla gestione degli sportelli, alla qualità dei servizi telefonici e agli obblighi in caso di applicazione dell'art.156 del Dlgs 152/2006. La nuova regolazione della qualità, varata con il provvedimento di fine anno 2015, è entrata in vigore il 1° luglio 2016, ad esclusione di alcuni aspetti relativi agli indennizzi automatici (in particolare il meccanismo di incremento dell'indennizzo per mancato rispetto degli standard minimi per tempi prolungati), agli obblighi di comunicazione verso l'Autorità e gli Enti di governo dell'Ambito (EGA) e agli obblighi di qualità dei servizi telefonici, che troveranno applicazione dal 1 gennaio 2017. Nella Delibera è stata anche prevista la possibilità che gli Enti di governo d'ambito, anche su proposta del gestore, presentino specifica istanza per richiedere l'applicazione di standard migliorativi rispetto a quelli previsti nel RQSII , prevedendone anche la relativa data di entrata in vigore.

Con la Delibera 656/2015/R/idr, sempre del 23 dicem- bre 2015, l'AEEGSI ha adottato la Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del SII, definendone i contenuti minimi essenziali. Il provvedimen- to è stato elaborato alla fine di un periodo di consultazione durato quasi due anni (DCCO 171/2014 del 10 aprile 2014; DCO 274/2015 del 4 giugno 2015; DCO 542/2015 del 12 novembre 2015). Confermando la struttura di conven- zione tipo sottoposta nell'ultima consultazione, il provve- dimento ha disciplinato i seguenti aspetti: le disposizioni generali (oggetto, regime giuridico, perimetro delle attività affidate e durata della Convenzione), il Piano d'Ambito, gli strumenti per il mantenimento dell'equilibrio economi- co-finanziario, la cessazione e subentro, le penali e sanzioni e altri obblighi convenzionali.

La delibera ha espressamente previsto che le convenzioni di gestione in essere siano rese conformi alla convenzione tipo e trasmesse all'Autorità per l'approvazione nell'ambito della prima predisposizione tariffaria utile, secondo le modalità previste dal Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio (MTI-2), e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione della delibera stessa (avvenuta il 29 dicembre 2015).

Con la Delibera 664/2015/R/idr del 28 dicembre 2015, l'AEEGSI ha definitivamente approvato il Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2), definendo le regole applicabili nonché i parame- tri di riferimento per il calcolo delle singole componenti tariffarie.

Il provvedimento, adottato in esito ad un articolato pro- cesso di consultazione che si è particolarmente concen- trato nel secondo semestre 2015 (DCO 406/2015 e DCO 577/2015), ha confermato l'impostazione generale del Metodo Tariffario Idrico per il primo periodo regola- torio (MTI), introducendo elementi di novità finalizzati anche alla razionalizzazione delle gestioni, alla luce della maggiore complessità delle scelte demandate a livello de- centrato con riferimento ai processi di aggregazione delle gestioni, conseguenti alla progressiva applicazione del De- creto Sblocca Italia. L'approccio per schemi regolatori in- trodotto con la Delibera 643/2015 (MTI) viene integrato per tener conto delle sperequazioni esistenti sul territorio e dei processi di aggregazione tra gestori. Inoltre, all'ap- proccio "ordinario" per schemi, l'Autorità ha aggiunto due situazioni "in deroga", comunque a carattere temporaneo, che riguardano le situazioni eccezionali di disequilibrio per le quali potrebbero essere adottate misure urgenti e programmate di perequazione ("condizioni specifiche di regolazione") o i casi di aggregazioni che non richiedono misure di perequazione ma che presentano profili di criticità per la mancanza di dati e informazioni (si parla in tal caso di "schemi regolatori virtuali").

Per quanto attiene all'esclusione dall'aggiornamento tariffa- rio, il provvedimento dispone che, oltre alle casistiche già in

essere nel primo periodo regolatorio (mancata adozione della Carta dei Servizi, fatturazione all'utenza domestica di un consumo minimo impegnato, mancata consegna degli impianti al gestore d'ambito, titolo ad esercire il servizio dichiarato invalido o su cui pende un contenzioso giurisdizionale), siano anche esclusi: 1) i soggetti gestori diversi dai gestori d'ambito, cessati ex lege, che eserciscono il servizio in assenza di un titolo giuridico conforme alla disciplina pro tempore vigente; 2) le gestioni che non risultano essere dotate degli strumenti attuativi necessari per adempiere agli obblighi di verifica della qualità dell'acqua destinata al consumo; 3) le gestioni che non provvedano al versamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali delle componenti tariffarie specificamente istituite, tra cui la componente UI1.

Riguardo ai principali aspetti e/o novità della metodologia ta- riffaria MTI-2, è rilevante evidenziare che:

  • la durata del periodo regolatorio viene estesa ad un qua- driennio per la valorizzazione del moltiplicatore tariffario e delle componenti di costo riconosciute, con un aggiorna- mento biennale del valore della RAB, delle componenti di costo operativo qualificate aggiornabili e delle eventuali modifiche relative al calcolo delle componenti degli oneri finanziari e fiscali. è possibile, inoltre, una revisione infra periodo della predisposizione tariffaria su istanza motivata, a fronte di circostanze straordinarie e tali da pregiudicare l'equilibrio economico-finanziario;
  • viene confermato il meccanismo di price cap sull'incremen- to tariffario (da applicare alle quote fisse e variabili della struttura tariffaria adottata da ciascuna gestione nell'anno base 2015) ma viene introdotto un fattore di sharing da ap- plicarsi sul moltiplicatore tariffario e collegato con l'entità della spesa per costi operativi riconosciuta nell'anno base 2014 (gli schemi regolatori passano da 4 a 6 e il moltiplicatore può andare dal 5,5% al 9% a seconda del posizionamento nella matrice);
  • la metodologia tariffaria MTI-2, pur mantenendo il principio del riconoscimento di costi finanziari e fiscali standardizzati, interviene in modifica su alcuni parametri utilizzati per il calcolo in considerazione del mutato quadro macroeconomico (viene utilizzato un tasso risk free reale valutato sulla base dei tassi di rendimento dei titoli di stato dell'area euro con scadenza decennale e con rating almeno AA , adeguato attraverso il Water Utility Risk Premium (WRP), posto pari all'1,5%; viene confermata la valorizzazione del parametro ERP al 4% e del parametro ß a 0,8, mentre il tasso di ren- dimento delle immobilizzazioni il cui interesse è soggetto a scudo fiscale -parametro Kd- viene ridotto al 2,8%);
  • al fine favorire la realizzazione degli investimenti viene con- fermata la componente per il finanziamento anticipato di nuovi investimenti (FNI), prevedendo che il valore del pa- rametro , che quantifica il fabbisogno di ulteriori fonti di finanziamento rispetto al gettito delle componenti tariffarie a copertura del costo delle immobilizzazioni, possa essere selezionato nell'ambito dell'intervallo di valori 0,4-0,8 (ampliato rispetto al MTI);
  • relativamente ai costi operativi, la delibera mantiene la distinzione tra costi operativi endogeni e costi operativi aggiornabili, introduce una regolazione di tipo Rolling Cap anche sui costi di approvvigionamento di acqua di terzi e prevede, qualora si fosse in presenza di un processo di integrazione gestionale, ovvero di rilevanti miglioramenti qualitativi dei servizi erogati, la possibilità di riconoscimento dei connessi oneri aggiuntivi, previa motivata istanza dell'Ente di governo dell'ambito che risulti in possesso di un adeguato set di dati (non ricorrendo dunque i presupposti per l'applicazione dello "schema regolatorio virtuale");
  • per quanto concerne i costi ambientali e della risorsa, il nuovo MTI-2 amplia la tipologia di oneri da poter ricom-

prendere nella componente ERC, confermando l'inclusione degli oneri locali rappresentati dai canoni di derivazione idrica e sottensione idrica e dai contributi alle Comunità Montane, e prevedendo la graduale valorizzazione di alcuni costi operativi afferenti la depurazione, la riduzione di perdite di rete e la potabilizzazione;

relativamente ai costi della morosità viene confermata l'impostazione del MTI (riferimento al Unpaid ratio a 24 mesi, diversa incidenza in base alla collocazione territo- riale del gestore, base di riferimento per il calcolo, istan- za per eventuale riconoscimento di costi aggiuntivi) ma sono incrementate le percentuali (che diventano il 2,1% al Nord, il 3,8% al Centro e il 7,1% al Sud);

Il nuovo metodo tariffario MTI-2 prevede inoltre meccanismi incentivanti per il miglioramento sia della qualità contrattuale che tecnica del servizio (per la prima si fa riferimento agli stan- dard della Delibera 655/2015 sopra citata mentre per la secon- da si rinvia la definizione dei relativi parametri ad un successivo provvedimento non ancora varato); viene anche annunciato un meccanismo di premi/penalità, alimentato da una nuova e spe- cifica componente tariffaria ( UI2), obbligatoria per tutti i ge- stori, da destinare ad uno specifico fondo per la qualità istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea), che, in sede di prima attivazione, premi le Best Practices e promuo- va quindi la crescita dei livelli di qualità contrattuale rispetto ai parametri definiti dalla delibera 655/2015.

Sempre in tema di miglioramento della qualità viene anche prevista una diversa modalità di riconoscimento di premialità a livello locale per la quale si rende però indispensabile una specifica istanza da parte dell'EGA ; tale modalità è comunque limitata ai casi di gestioni efficienti (opex medio per abitante inferiore a quello di settore) per le quali non viene richiesto il riconoscimento di costi aggiuntivi per adeguamento agli standard di qualità del RQSII e sempre che sia legata al conseguimento di standard, considerati prioritari dall'EGA, comunque migliorativi rispetto a quelli minimi stabiliti dall'AEEGSI a livello nazionale.

Relativamente ai corrispettivi applicati agli utenti finali, la delibera 664/2015 rimanda agli Enti di governo d'ambito la possibilità di modificarne la struttura, nel rispetto delle re- gole stabilite dall'Autorità (tra cui quella di non variare il get- tito tariffario di ciascuna categoria di utenza di oltre il 10%, in aumento o in diminuzione) e ad un successivo provvedimento la definizione della nuova struttura dei corrispettivi di collettamento e depurazione da applicare all'utenza industriale. Come nel precedente periodo regolatorio, viene confermato il meccanismo volto a superare l'eventuale inerzia dei soggetti competenti a livello locale alla predisposizione tariffaria. I criteri indicati nel MTI-2 hanno applicazione dal 1 gennaio 2016 e ad essi devono far riferimento gli Enti di governo dell'ambito che devono trasmettere all'AEEGSI nel termine fissato dalla Delibera (30 aprile 2016), l'intera documentazione (Programma degli Interventi, Piano Economico-Finanziario, convenzione di gestione, relazione di accompagnamento, atti deliberativi di predisposizione tariffaria e aggiornamento dei dati necessari) per la relativa approvazione tariffaria da parte dell'Autorità.

Attività dell'AEEGSI in materiadi serviziidrici

Determina n. 1/2016 – DSID- Definizione delle procedure di raccolta dati ai fini dell'indagine conoscitiva sull'efficienza del servizio idrico integrato e della relativa regolazione della qualità per l'anno 2014

Con tale provvedimento l'AEEGSI ha avviato la seconda raccolta dati relativi all'efficienza del SII e della relativa re- golazione della qualità per l'anno 2014 . Tra le 12 maschere

da compilare a cura del gestore vi sono anche tre schede, ognuna composta da 6 sotto schede informative, relative alla qualità del servizio per l'uso civile domestico, l'uso civile non domestico e gli altri usi (dati ai sensi del DPCM 29 aprile 1999).

Una volta concluso il caricamento dei dati da parte del gestore, l'EGA visualizza quanto inserito, conferma o modifica i dati e procede all'invio degli stessi all'AEEGSI. A completamento della raccolta dati, è richiesto sia all'EGA che al Gestore di allegare nell'apposita sezione la "Dichiarazione veridicità" firmata dal legale rappresentante attestante la veridicità dei dati riportati e, ove ciò rilevi, la conformità e riconciliabilità con quelli dichiarati ai fini tariffari, nonché con quelli desumibili dai bilanci certificati, dai libri cespiti e dalla documentazione contabile del Gestore.

Nei casi eccezionali in cui l'utente, per motivazioni non di- pendenti dallo stesso, non sia riuscito a completare il cari- camento dei dati entro il termine indicato, l'AEGGSI, su richiesta dell'EGA, anche per conto del gestore, concede un"Extra-time".

Determina n. 3/2016 – DSID - Definizione delle procedure di raccolta dati e dello schema tipo per la relazione di accom- pagnamento alla predisposizione tariffaria, nonché indicazio- ne dei parametri di calcolo, ai fini della determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 ai sensi della deliberazione 664/2015/R/Idr

Con tale provvedimento l'AEEGSI fornisce l'indicazione della modulistica obbligatoria per la raccolta dei dati ai fini della predisposizione tariffaria 2016 - 2019, (inclusi il Piano economico-finanziario e la relazione di accompagnamento) e la procedura di trasmissione via extranet da seguire anche in caso di presentazione di istanze di aggiornamento tariffario da parte dei gestori. La determina stabilisce inoltre i valori del costo medio di settore della fornitura elettrica, pari a 0,1674 kWh, e del costo medio di settore delle spese di funzionamento dell'Ente d'Ambito sostenute nell'anno 2013, pari a 1,01 euro/popolazione residente servita.

Delibera n. 137/2016/R/com - Integrazione del Testo integrato unbundling contabile (TIUC) con le disposizioni in materia di obblighi di separazione contabile (unbundling) per il settore idrico

Con tale Delibera, l'AEEGSI ha integrato l'attuale im- pianto di separazione contabile previsto dal TIUC (Testo integrato unbundling contabile) per il settore elettrico e del gas con l'introduzione di obblighi di separazione con- tabile in capo ai gestori del SII e i relativi obblighi di co- municazione. Il provvedimento, che segue un ampio pro- cesso di consultazione (82/2013/R/com, 379/2015/R/idr e 515/2015/R/idr) e di focus group con i soggetti interes- sati, completa così il quadro regolamentare della discipli- na di unbundling contabile, adottando una nuova versione del TIUC, nel quale risultano le previgenti disposizioni per i servizi energy e le nuove disposizioni introdotte per il settore idrico.

La delibera prevede che il regime di separazione contabi- le relativo al settore idrico si applichi a tutti i gestori del SII che gestiscono il servizio in base ad un affidamento conforme alla normativa vigente. In particolare, sempre con riferimento al servizio idrico, sono previsti un regime ordinario che si applica ai gestori del SII che servono più di 50.000 abitanti e anche per i gestori multiATO e per i soggetti di maggiori dimensioni (come individuati dagli Enti d'Ambito) che, pur non erogando direttamente il servizio agli utenti finali, gestiscono la captazione ovve- ro l'adduzione, la potabilizzazione e/o la depurazione. La disciplina conferma l'introduzione della dimensione ge- ografica-territoriale per l'articolazione della separazione

contabile del SII a livello di ATO, al fine di consentire la rilevazione di tutti i dati economici e patrimoniali, relativi a ciascun servizio del SII, necessari per garantire l'applicazione della stessa. Le nuove disposizioni in materia di unbundling contabile del SII troveranno applicazione a partire dall'esercizio 2016, considerando tale esercizio come sperimentale per il settore idrico; pertanto, non si prevede l'utilizzo dei dati rilevati con la prima raccolta dati unbundling ai fini dell'approvazione tariffaria del 2018. I gestori del SII potranno predisporre, relativamente agli esercizi 2016 e 2017, i conti annuali separati secondo il regime semplificato di separazione contabile, fatta eccezione per i gestori multiATO nonché per i gestori eventualmente ob- bligati a redigere i conti annuali separati secondo il regime ordinario per le attività del settore elettrico e gas. Tenuto conto dei tempi necessari per l'adeguamento delle strut- ture informatiche e gestionali, viene prevista, limitata- mente all'esercizio 2016, e limitatamente al settore idrico, la possibilità di ricorrere a criteri di attribuzione ex-post delle poste contabili a livello di attività, in deroga al princi- pio di gerarchia delle fonti previsto per il regime ordinario di separazione contabile. Il 2 maggio 2016 l'AEEGSI ha pubblicato sul sito istituzionale gli schemi dei conti annuali separati (CAS) relativi al primo esercizio che si apre dopo il 31 dicembre 2015 (esercizio 2016) relativi alle attività del settore idrico. L'Autorità ha precisato che gli schemi sono rappresentativi dei prospetti che verranno messi a disposizione tramite il sistema telematico di raccolta che verrà aperto alle imprese del settore previo comunicato.

Delibera n. 217/2016/R/idr – Avvio di procedimento per la valutazione di istanze in materia di qualità contrattuale e integrazione della RQSII

Il provvedimento integra le modalità applicative di alcune disposizioni concernenti la regolazione della qualità contrattuale del SII (RQSII) e in particolare delle norme relative agli obblighi relativi alla diffusione e all'apertura degli sportelli fisici; a tal proposito l'AEEGSI stabilisce che gli EGA competenti per territorio, d'intesa con il gestore e le Associazioni dei consumatori, possano presentare motivata istanza di deroga rispetto agli obblighi concernenti l'orario minimo di apertura degli sportelli provinciali, fermo restando che, in caso di accoglimento dell'istanza da parte dell'Autorità, rimanga comunque per gli stessi l'obbligo del rispetto degli standard generali previsti (tempo massimo e tempo medio di attesa agli sportelli fisici).

Il provvedimento in questione avvia anche il procedimento per la valutazione delle eventuali istanze di deroga ed esen- zione, rispettivamente riferibili all'orario minimo di apertu- ra e alla presenza minimale di uno sportello per provincia, attribuendo il mandato di provvedere alle istruttorie al Di- rettore della Direzione Sistemi Idrici dell'Autorità.

Il provvedimento modifica inoltre gli artt. 8.1, e 9.1 della RQSII spostando il momento della messa a disposizione del contratto di fornitura per la firma dell'utente finale, dalla data di accettazione del preventivo alla data di completa- mento dei lavori.

Delibera 218/2016/R/idr - Disposizioni per l'erogazione del servizio di misura del servizio idrico integrato a livello nazionale Il provvedimento, che sostanzialmente conferma i contenuti del DCO pubblicato a febbraio 2016, introduce un primo nucleo di disposizioni relative alla misura di utenza, rinviando a successivi provvedimenti la disciplina relativa alle misura delle utenze industriali autorizzate allo scarico in pubblica fognatura, il tema del bilancio idrico e la defi- nizione di livelli di performance del servizio di misura. Le nuove disposizioni contenute nel Testo integrato per la re- golazione del servizio di misura nell'ambito del servizio idrico integrato a livello nazionale (TIMSII), allegato alla stessa delibera, riguardano in particolare:

  • la responsabilità del servizio di misura, affidata ai gestori del SII che gestiscono l'attività di acquedotto sul territorio nazionale e che provvedono a fatturare, per i medesimi livelli di consumo, anche i corrispettivi di fognatura e depurazione;
  • gli obblighi di installazione, manutenzione e verifica dei misuratori di utenza (incluso il rispetto dei criteri per l'e- secuzione dei controlli metrologici di legge);
  • gli obblighi di raccolta delle misure di utenza (introdu- zione di un numero minimo annuo di tentativi di raccolta della misura, differenziato in funzione della categoria di consumo, di distanze temporali minime tra gli stessi e di reiterazione dei tentativi di raccolta in caso di utenze con misuratori non accessibili o parzialmente accessibili);
  • l'obbligo di mettere a disposizione degli utenti fina- li almeno tre modalità di autolettura (messaggio SMS, telefonata, web chat), attive in ogni momento per 365 giorni all'anno;
  • le modalità di calcolo del consumo medio annuo da utiliz- zare anche ai fini della determinazione del numero mini- mo annuo di tentativi di raccolta, e il metodo per la stima e la ricostruzione dei dati di misura;
  • gli obblighi di archiviazione e messa a disposizione agli aventi titolo dei dati di misura nonché gli obblighi di regi- strazione e di comunicazione all'Autorità.

La delibera prevede anche un'integrazione agli obblighi di comunicazione agli utenti tramite le bollette a partire dal 1° gennaio 2017 (in ciò modificando il comma 4.3 della De- libera 586/2012/R/idr), stabilendo che la bolletta riporti, oltre al dato relativo al consumo medio annuo dell'utente come definito nel TIMSII, anche il numero minimo di tentativi di raccolta della misura annui.

La tempistica di applicazione della nuova disciplina della Misura coincide con quella della delibera 655/2015 (qualità contrattuale), ovverosia il 1° luglio 2016, fermo restando che alcune disposizioni entrano in vigore successivamente, quali quelle concernenti i criteri generali di rilevazione dei consumi e l'obbligo della disponibilità della modalità webchat (dal 1° gennaio 2017) e le procedure di fotolettura (dal 1° luglio 2017).

Si riconosce comunque la possibilità che l'Ente di gover- no d'ambito presenti istanza motivata di deroga all'Autorità per un periodo massimo di dodici mesi nel caso in cui i ge- stori dimostrino di non poter ottemperare alle disposizioni del provvedimento.

Con delibere n. 324 e 374 l'AEEGSI ha accolto le istanza di deroga, presentate da Acea Ato 2 e Acea Ato 5, dall'ob- bligo di apertura dello sportello unico provinciale.

Delibera n. 638/2016/R/idr – Avvio di procedimento per l'adozione di direttive volte al contenimento della morosità nel servizio idrico integrato, ai fini di equità sugli altri utenti

Ad integrazione della deliberazione 87/2013/R/idr e sulla scorta dei provvedimenti emanati dal Governo nel corso del 2016 sul tema della morosità e della tariffa sociale, l'Autori- tà ha disposto di avviare uno specifico procedimento per l'adozione delle necessarie direttive per il contenimento della morosità. Con la Delibera citata, l'Autorità ha anche avviato un'indagine conoscitiva in merito sia alle procedure attualmente adottate dai gestori per la gestione della morosità e per la sospensione della fornitura del servizio idrico, al fine di identificare criteri omogenei validi per l'intero territorio nazionale, sia in materia di disponibilità ed efficacia degli strumenti di risoluzione extragiudiziale delle controversie fra utenti e operatori del SII. L'indagine dovrebbe comple- tarsi entro 180 giorni dalla pubblicazione del provvedimento avvenuta il 7 novembre 2016.

Delibera n. 716/2016/R/idr – Rinnovazione del procedimento, avviato con deliberazione dell'autorità 8/2015/R/ idr, per la definizione dei criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti dei servizi idrici, in forza delle recenti direttive in materia di tariffa sociale

In relazione alle disposizioni introdotte dall'art. 60 del sopra citato Collegato Ambientale e dal successivo DPCM 13 ottobre 2016 (Tariffa sociale del servizio idrico integrato), l'Autorità ha disposto di integrare e rinnovare il procedi- mento di cui alla deliberazione 8/2015/R/idr con la finali- tà di assicurare agli utenti domestici residenti l'accesso, a condizioni agevolate, alla fornitura della quantità di acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni fondamentali, di definire criteri di articolazione tariffaria individuando la fascia di consumo annuo agevolato per le utenze domesti- che residenti e di prevedere un bonus acqua per gli utenti domestici residenti in accertate condizioni di disagio econo- mico sociale. Il termine per la conclusione del procedimen- to è fissato al 30 settembre 2017.

Determina n. 5/2016 – DSID- Definizione delle procedure di raccolta dati ai fini dell'indagine conoscitiva sull'efficienza del servizio idrico integrato e della relativa regolazione della qualità per l'anno 2015 e per il primo semestre 2016

Con tale provvedimento l'AEEGSI ha avviato la terza edi- zione della raccolta dati relativi all'efficienza e alla qualità del servizio con riferimento all'anno 2015 e, per la solo parte relativa alla qualità, anche al primo semestre 2016.

L'AEEGSI ritiene pertanto necessario proseguire nell'analisi della situazione infrastrutturale del SII, nell'attività di mo- nitoraggio e verifica dell'efficienza del servizio di misura e della qualità del servizio fornito all'utenza (esaminando in particolare gli standard previsti dalle Carte del Servizio e il rispetto degli stessi) e proseguire nella raccolta degli elementi conoscitivi in materia di procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

Relativamente alla qualità contrattuale l'AEEGSI ha previsto che i gestori ai quali sia stata concessa deroga dalle disposizioni del RQSII inviino all'AEEGSI i dati e le informazioni relative all'intero anno 2016. Le procedura di caricamento dei dati sono le medesime già individuate dalla determina 1 alla quale è aggiunta la possibilità (oltre a quella di richiedere l'"Extra time") di richiedere all'AEEGSI l'uti- lizzo della "Rettifica" nel caso in cui l'utente ritenga neces- sario, limitatamente ed in casi eccezionali, rettificare alcuni dati già inviati Anche in tal caso la "Rettifica" può essere richiesta solo dall'EGA.

Sentenze TARLombardia sui ricorsi presentati da alcuni Gestori In data 15 aprile 2016 il Collegio di periti, individuato con Ordinanza 4745/2015 del Consiglio di Stato, nell'ambito dei procedimenti innanzi ad esso pendenti ed aventi ad og- getto gli appelli avverso la delibera 585/12/R/idr sul Me- todo tariffario (idrico) transitorio – MTT, ha depositato lo schema di relazione predisposto per rispondere ai quesiti del Collegio giudicante.

  • Tali quesiti vertevano sulle seguenti questioni: 1) se le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento (art. 18.2) e la componente di copertura della rischiosità (art. 18.3) rientrino, o meno, entro i limiti di attendibilità e di ragionevolezza del settore tecnico scientifico dell'economia industriale, sotto il profilo della loro idoneità a riflettere la componente tariffaria strettamente limitata alla copertura dei costi del capitale investito;
  • 2) se i parametri applicati costituiscano, o meno, eventua- li duplicazioni di fattori di rischio già considerati in altre parti della deliberazione in questione, e se i coefficienti in concreto determinati implichino, o meno, un'eventuale

illogica sovrastima del fattore di rischio all'interno della componente di copertura della rischiosità (art. 18.3).

In risposta a tali quesiti il Collegio peritale ha affermato che, complessivamente, la metodologia contenuta nella Delibera (nonché i singoli parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della Delibera) è in larga parte riconducibile alla metodologia standard del WACC e, come tale, è certamente attendibile, ragionevole e coerente con le conoscenze dell'economia industriale, ed è anche in linea con la pratica della regolamentazione in Italia e all'estero.

Il Collegio peritale non ha infine riscontrato nelle formule e nei parametri duplicazioni di fattori di rischio già considerati in altre parti della Delibera e ritiene che i coefficienti, in concreto determinati, non implichino alcuna illogica sovra- stima del fattore di rischio all'interno della componente di copertura della rischiosità. Il 15 dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e si è in attesa della pubblicazio- ne della sentenza.

Si segnala infine che le società del Gruppo hanno presen- tato ricorso avverso le delibere 643/2013, e 664 e/o 655 emanate dall'AEEGSI a dicembre 2015 e rimangono tutto- ra pendenti.

Attività dell'AEEGSI in materia di servizi elettrici

DCO 75/2016/R/eel – Riforma delle tutele di prezzo nel mercato retail dell'energia elettrica e del gas naturale: tutela simile al mercato libero di energia elettrica per clienti finali domestici e piccole imprese

Il documento riporta gli orientamenti dell'Autorità in relazione alla soppressione del servizio di maggior tutela, prevista dal Disegno di Legge concorrenza, a valere dal 1° gennaio 2018. Il percorso di riforma delineato sarà graduale e avrà inizio nel 2017, con l'intento di promuovere:

  • l'evoluzione del servizio di maggior tutela verso un vero e proprio 'servizio universale', volto a garantire la continuità del servizio per tutti i clienti transitoriamente sprovvisti di un fornitore sul libero mercato (c.d. Riforma della maggior tutela);
  • un percorso di uscita volontaria dei clienti finali dalle at- tuali tutele di prezzo, attraverso una fase transitoria di 'ac- compagnamento' nel mercato libero (c.d. Tutela Simile).

Rispetto agli orientamenti iniziali, l'AEEGSI intende inclu- dere nell'ambito di intervento anche i clienti domestici (e non solo le piccole imprese).

In particolare, per quanto riguarda la Riforma della maggior tutela, l'AEEGSI intende emendare:

  • le condizioni contrattuali, per quanto concerne la disciplina del deposito cauzionale, delle rateizzazioni e del recesso;
  • le condizioni economiche della fornitura, confermando che la definizione dei corrispettivi avverrà ex ante, quindi sulla base di stime trimestrali dei prezzi, ma prevedendo che il calcolo degli importi da recuperare - derivanti dalla differen- za tra i valori stimati e i valori a consuntivo - venga effettuato su base trimestrale e non semestrale come avviene oggi.

Relativamente all'introduzione della Tutela Simile, invece, l'Autorità propone una configurazione del nuovo regime con adesione volontaria dei clienti e dei venditori nonché una gestione dell'accesso centralizzata: sarà, quindi, individuato un soggetto terzo (amministratore) avente il compito di identificare i fornitori del mercato libero abilitati e di gestire il contatto tra cliente e venditore. Tale strumento, interferirà il minimo possibile con le dinamiche del mercato libero: la possibilità di stipulare un contratto di Tutela Simile, infatti, sarà consentita una sola volta e soltanto ai clienti ricompresi nel servizio di maggior tutela riformato, avrà la durata di un anno a far data dallo switching e non sarà rinnovabile.

Il Gruppo ACEA ha risposto alla presente consultazione l'11 aprile 2016, rappresentando una forte contrarietà alla Tutela Simile, in quanto meccanismo del tutto inidoneo ad accompagnare i clienti finali verso la fine delle tutele di prezzo che avverrà nel 2018. In luogo di tale complesso e dispendioso meccanismo, della durata di un solo anno, ACEA ha rappresentato come l'unica leva capace di indirizzare i clienti verso il mercato libero consista, invece, nel prevedere condizioni economiche disincentivanti nel servizio di Maggior Tutela, unitamente all'adozione di misure in grado di limitare sensibilmente, per il cliente, la possibilità di acce- dere ad alcuni servizi nel sevizio di Maggior Tutela.

Con la delibera 369/2016/R/EEL del 7 luglio 2016 l'Au- torità ha sostanzialmente confermato gli orientamenti del DCO, prevedendo a partire dal 1° gennaio 2017:

  • la riforma del servizio di maggior tutela, le cui condizioni economiche e contrattuali saranno definite con successi- vo provvedimento;
  • l'istituzione della Tutela Simile, a condizioni economiche più vantaggiose rispetto ai corrispettivi previsti per il ser- vizio di maggior tutela riformato (il fornitore che intende partecipare dovrà offrire un bonus una tantum, espres- so in euro per punto di prelievo, a sconto sulle condizioni economiche della maggior tutela). L'adesione a tale ser- vizio è volontaria sia per il cliente che per il fornitore. Un ruolo chiave viene attribuito alle associazioni dei consu- matori che, accreditandosi come "Facilitatori" potranno aiutare i clienti nella conclusione online del contratto di Tutela Simile, o effettuarla anche direttamente in loro rappresentanza; riceveranno, inoltre, un apposito corri- spettivo per ciascun contratto di Tutela Simile concluso con il loro supporto.

Con la successiva delibera 541/2016/R/eel del 29 settembre 2016 è stato chiarito che la conclusione di un contratto di Tutela SIMILE sarà possibile fino al 30 giugno 2018 a prescindere dal superamento o meno del servizio di maggior tutela ai sensi del DDL Concorrenza, e che non si potrà modificare il valore del bonus una tantum durante il periodo di erogazione della Tutela Simile. Infine viene introdotta la possibilità di escludere dal meccanismo il facilitatore che operi senza la dovuta imparzialità, tale da poter alterare la concorrenza, anche su segnalazione dei fornitori ammessi. Con la delibera 633/2016/R/eel del 4 novembre 2016, l'Autorità ha disciplinato il servizio di maggior tutela rifor- mato (MTR) definendone le condizioni economiche, ossia PED (su stima trimestrale), PPE e PCV e le condizioni contrattuali disponendo, a partite dal 1° gennaio 2017, che il deposito cauzionale non sia più rateizzabile. Relativamente alla Tutela SIMILE, la stessa delibera ha introdotto il corri- spettivo PCR (quantificato nello stesso valore della PPE del SMT) e per gli esercenti la maggior tutela ha inoltre intro- dotto una serie di obblighi informativi.

Con la delibera 689/2016/R/eel del 24 novembre 2016, l'Autorità ha completato la regolazione relativa ai facilitatori quantificando il contributo forfettario a loro spettante per ogni contratto perfezionato con il loro ausilio. Acea Ener- gia, in linea con le considerazione rappresentate nell'ambito del processo di consultazione, ha ritenuto opportuno non prendere parte al meccanismo della Tutela SIMILE.

Delibera 87/2016/R/eel – Specifiche funzionali abilitanti i misuratori intelligenti in bassa tensione e performance dei relativi sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) nel settore elettrico, ai sensi del Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102

Il provvedimento definisce le specifiche funzionali e i livelli attesi di performance dei sistemi di smart metering 2G, in vista della so- stituzione dei misuratori attualmente installati presso le utenze in bassa tensione, che hanno completato la loro vita utile regolatoria.

Più in particolare, l'AEEGSI prevede che i misuratori 2G siano dotati di due canali di comunicazione: il primo – chain 1 – per la trasmissione di dati su infrastruttura del distributore, che potrà utilizzare la Power Line Carrier (PLC) in banda A, la tecnologia di comunicazione RF 169 o altre tecnologie TLC, e il secondo – chain 2 – per la trasmissione dei dati verso il cliente, che dovrà sfruttare almeno la PLC in banda C: viene contemplata, infatti, la possibilità futura di adottare una soluzione tecnologica di comunicazione aggiuntiva (fibra-ottica o wireless) per entrambi i canali.

Vengono, quindi, definite le funzionalità che i sistemi 2G devono assicurare (registrazione misure continue, registri di energia e potenza e rilevazione di indici di qualità della tensione; gestione di alcune informazioni contrattuali) non- ché i livelli attesi di performance di sistema, sia con riferi- mento alle prestazioni in telelettura massiva, che a quelle in telegestione e riprogrammazione. Tali livelli tengono con- to anche dello sviluppo del Sistema Informativo Integrato (SII), dell'evoluzione della regolazione del processo di fat- turazione e misura, delle procedure di switching (anche in considerazione del progressivo assorbimento del servizio di maggior tutela), dell'introduzione di nuove formule com- merciali pre-pagate e, in prospettiva, della partecipazione al mercato dei servizi di dispacciamento anche dei clienti finali connessi in bassa tensione, attraverso opportuni prodotti di demand response.

Delibera 100/2016/R/com - Disposizioni relative alla emis- sione della fattura di chiusura per cessazione della fornitura di energia elettrica o gas naturale

Gli interventi definiti dalla delibera sono rivolti ai clien- ti finali connessi in bassa tensione che cessano la propria fornitura di energia elettrica per una qualunque ragione, ivi compresi il cambio venditore, la disattivazione e la voltura. Il provvedimento introduce due indennizzi in capo all'impresa distributrice:

  • il primo, da riconoscere al venditore che emette la fattura di chiusura, nei casi di mancato rispetto dei termini di messa a disposizione dei dati di misura;
  • il secondo, da riconoscere al cliente finale nei casi di mancata messa a disposizione del dato di misura (effettivo, autolettura validata o dato stimato) in tempo utile per il venditore che deve emettere la fattura di chiusura.

Il provvedimento, inoltre, ha dato avvio ad una fase di mo- nitoraggio mediante la quale l'AEEGSI può verificare il ri- spetto degli adempimenti assegnati alle imprese di distribu- zione (la scadenza della prossima raccolta dati è fissata al 15 febbraio 2017).

La medesima delibera ha anche previsto disposizioni relative alla emissione della fattura di chiusura per cessazione della fornitura di energia elettrica o gas naturale ed al monito- raggio delle stesse. Le disposizioni troveranno applicazio- ne per gli switching (compresivi dei casi di modifica della controparte commerciale) che avranno decorrenza dal 1° luglio 2016 e per le volture e le disattivazioni con decorren- za a partire dal primo giugno 2016. Gli interventi definiti dalla delibera, che segue il documento per la consultazio- ne 405/2015/R/com, hanno come ambito di applicazione tutti i clienti connessi in bassa tensione ad esclusione delle fornitura destinate all'illuminazione pubblica - per il settore elettrico - e a tutti i clienti con consumi inferiori a 200.000 Smc/anno - per il settore del gas naturale - siano essi serviti nei regimi di tutela che nel mercato libero. Nello specifico l'Autorità ha previsto:

che la fattura di chiusura sia emessa al più tardi 8 giorni prima dello scadere delle 6 settimane dalla data di cessa- zione della fornitura o entro 2 giorni prima dello scadere delle 6 settimane nel caso di recapito tramite la bolletta elettronica;

  • indennizzi automatici in capo al distributore e al venditore; in particolare per il venditore il valore dell'indennizzo è stato fissato pari a € 4 nel caso in cui la fattura di chiusura sia emessa con un ritardo fino a dieci giorni solari successivi al termine entro cui il venditore è tenuto ad emettere la fattura. Successivamente l'importo sarà maggiorato di € 2 ogni 10 giorni ulteriori di ritardo, fino ad un massimo di € 22 per ritardi pari o superiori a 90 giorni solari; la delibera 253/2016/R/com del 19 maggio 2016 ha previsto una fase transitoria fino al 31 dicembre 2016 per cui gli indennizzi, relativi alle fatture di chiusura emesse entro il 2016, possono essere corri- sposti entro 8 mesi. Il distributore sarà tenuto, invece, a riconoscere un indennizzo automatico – nei confronti del venditore che emette la fattura di chiusura - in caso di mancato rispetto dei termini di messa a disposizio- ne dei dati per tutti i casi di cessazione della fornitura (ai sensi della delibera 253/2016/R/com gli indennizzi correlati al mancato rispetto degli obblighi di comuni- cazione dell'esito dell'autolettura entreranno in vigore il 1° gennaio 2017);
  • le modalità per la comunicazione dell'autolettura dal cliente finale al venditore, nonché le modalità di trasmis- sione del dato al distributore, nei casi di cambio del ven- ditore e di voltura, relativamente ai punti di riconsegna non dotati di smart meter per il settore del gas naturale e ai punti di prelievo trattati monorari per il settore dell'e- nergia elettrica;
  • l'avvio di un monitoraggio sulle tempistiche di emissione della fattura di chiusura da parte dei venditori (raccolta semestrale) a partire dai dati di competenza del 2015.

Con la determina 10/2016 vengono approvate e pubblicate le istruzioni operative per ottemperare alle disposizioni previste dall'art.12 della delibera 100/2016/R/com in tema di monitoraggio delle fatture di chiusura relativo al 1° semestre 2016. I dati dovranno essere comunicati da parte dei venditori entro il 30 novembre 2016. Acea Energia ha ottemperato alla scadenza fornendo il set delle informazioni richieste.

Delibera 179/2016/R/eel – Determinazione del contributo e del premio per la messa in servizio delle apparecchiature di misura della qualità della tensione

Il provvedimento individua i premi riconosciuti alle im- prese distributrici per la messa in servizio delle apparec- chiature di misura della qualità della tensione, ai sensi dell'articolo 71 del TIQE 2012-2015. La quota parte di costo riconosciuto per Areti, con riferimento al numero di semisbarre MT al 31 dicembre 2014, risulta pari a € 195.306.

Determina 8/2016 – Meccanismo transitorio di adegua- mento dei costi operativi: Modalità di calcolo dei costi ope- rativi rilevanti di cui al comma 34.2 del TIV

Con tale determina AEEGSI ha individuato le voci di costo da includere nel meccanismo transitorio di adeguamento dei costi operativi diversi dalla morosità per gli anni 2014 e 2015; il meccanismo è valido per gli esercenti la maggior tutela che servono più di 10 milioni di clienti.

Con la delibera 659/2015/R/eel l'Autorità, infatti, aveva istituito tale meccanismo per tener conto dell'effetto dimensione (poi inserito nella componente RCV dal 2016 in avanti), ovvero la presenza o meno di economie di scala derivanti dalla diversa dimensione aziendale degli operatori. Con la stessa delibera AEEGSI aveva rinviato a successiva determina l'individuazione dei costi operativi, da desumere dai conti annuali separati, necessari per la partecipazione al meccanismo e la cui istanza di partecipazione andrà presen- tata a CSEA entro il 15 ottobre 2016.

Delibera 209/2016/E/com – Adozione del testo integrato in materia di procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra clienti o utenti finali e operatori o gestori nei settori regolati dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico – Testo Integrato Conciliazione (TICO)

Con tale delibera è stato approvato il TICO (Testo Integrato Conciliazione) che ha stabilito l'obbligatorietà del tentativo di conciliazione quale condizione di procedibilità per l'azione giudiziale, in vigore a partire dal 1° gennaio 2017. Il documento ha definito, in particolare, le procedure e le mo- dalità operative per l'esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Servizio Conciliazione, già istituito dall'Autorità per l'esperimento online delle procedure vo- lontarie di risoluzione extragiudiziale delle controversie di tipo conciliativo. Tali procedure, disciplinate con la delibera 260/2012/E/com, non saranno più attive a partire da gen- naio 2017, salvo una applicazione transitoria alle procedure conciliative pendenti; analogamente, a decorrere dal 2017, cesseranno gli effetti dell'elenco degli operatori che hanno

aderito, su base volontaria, alle procedure di conciliazione. Ne consegue, inoltre, l'abrogazione dell'alternatività tra ser- vizio di Conciliazione e reclamo di secondo livello presso lo Sportello per il Consumatore. In alternativa alla conciliazio- ne presso l'Autorità sarà possibile esperire il tentativo obbli- gatorio di conciliazione tramite le procedure di mediazione/ conciliazione presso le Camere di Commercio e le proce- dure presso gli organismi iscritti nell'elenco ADR (istituito dall'Autorità con la delibera 620/2015/E/com), tra cui ri- entrano gli organismi di conciliazione paritetica.

Contestualmente, con la delibera 383/2016/E/com l'Au- torità ha adottato il Regolamento con cui modifica l'avvali- mento dell'Acquirente Unico (AU) per la gestione efficiente dei reclami, e delle procedure di conciliazione, in modo che, dal 1° gennaio 2017, AU possa, tra l'altro, assicurare l'operatività del Servizio di Conciliazione e trattare specifiche controversie aventi ad oggetto casistiche predefinite in deroga al principio di ricorso esclusivo al Servizio di Conciliazione (le cosiddette procedure speciali risolutive).

La nuova disciplina del Servizio Conciliazione, entrata in vigore con il TICO, coinvolge i clienti finali alimentati in media e bassa tensione, domestici e non domestici, e include anche i prosumer per quanto riguarda le controversie nei confronti degli operatori e del GSE (per il ritiro dedicato e lo scambio sul posto).

La delibera, oltre a puntualizzare che la procedura di conci- liazione non è attivabile per le controversie per le quali sia pendente o sia già stato esperito un tentativo di conciliazio- ne, definisce anche le tempistiche entro le quali deve essere fissato il primo incontro nonché i termini per la presentazio- ne della domanda.

In alternativa alla procedura dinanzi al Servizio Concilia- zione, il tentativo obbligatorio di conciliazione può essere esperito anche mediante altre procedure di risoluzione ex- tragiudiziale delle controversie, quali le procedure presso le Camere di Commercio e presso gli organismi iscritti nell'e- lenco ADR per i consumatori, e le procedure svolte dagli organismi di mediazione iscritti nel registro ministeriale di cui al decreto legislativo n. 28/10.

Delibera 233/2016/R/eel – Determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, per l'anno 2016

La delibera rende note le tariffe di riferimento provvisorie 2016 per le imprese di distribuzione comprensive del valore di pre-consuntivo dei costi di capitale sostenuti nel 2015.

A differenza del quadriennio precedente, il valore dei cor- rispettivi è unico per le attività di commercializzazione e distribuzione di energia elettrica. La tariffa definitiva sarà determinata e pubblicata entro febbraio 2017.

Rapporto 278/2016/I/com – Rapporto annuale sulla qualità dei servizi telefonici delle aziende di vendita di elettricità e gas – 2015

L'Autorità ha pubblicato il Rapporto annuale sulla qualità dei servizi telefonici delle aziende di vendita di elettricità e gas, con riferimento all'anno 2015; tale rapporto, previsto ai sensi dell'art. 32 del TIQV e pubblicato entro il 31 maggio di ogni anno, è finalizzato a fornite un quadro complessivo circa lo stato della qualità dei servizi telefonici.

Il Rapporto annuale ha sostituito la graduatoria semestrale dei call center che è stata pubblicata fino al 1° gennaio 2015. Nel documento pubblicato è evidenziato come tutte le im- prese abbiano rispettato gli obblighi di servizio (obblighi di orari di apertura minimi, di gratuità per le chiamate da rete fissa in caso di call center con IVR, di possibilità di parla- re con un operatore già al secondo livello dell'IVR) e come tutte le imprese abbiano rispettato gli standard generali in maniera ampia.

Relativamente ad Acea Energia, risultano soddisfatti tutti e 3 gli standard generali: indicatore accessibilità al servi- zio (AS) a 100 (standard ≥95 %), tempo medio di attesa (TMA) a 161,17 (standard ≤ 200 secondi) e livello di servi- zio (LS) a 86,33 (standard ≥ 80 %); si registra un tasso di chiamata per clienti serviti (e con contratto attivo) pari a 3,25%, sopra la media nazionale pari a 1,25%.

Delibera 327/2016/R/eel – Proroga del termine per l'adem- pimento all'obbligo di separazione delle politiche di comu- nicazione e del marchio per la vendita di energia elettrica ai clienti finali

Con tale provvedimento l'Autorità ha posticipato al 1° gen- naio 2017 il termine entro il quale effettuare il "debranding", ossia la separazione del marchio e delle politiche di comunicazione delle imprese elettriche che operano sia sul mercato libero che nel servizio di maggior tutela. Il precedente termine del 30 giugno 2016, definito con delibera 296/2015/R/com, resta invece invariato per il debranding delle società di distribuzione rispetto alle società di vendita appartenenti allo stesso gruppo societario. La proroga è stata disposta al fine di attendere la pubblicazione del DDL concorrenza nel quale potrebbero essere previste modali- tà di superamento del servizio di maggior tutela (quali ad esempio l'assegnazione del servizio tramite procedure con- corsuali), che rendano non più giustificabili le misure di debranding, così come disegnate dall'Autorità, né rispetto all'esigenza di tutela dei clienti finali, né rispetto all'obiettivo di promozione della concorrenza.

A partire dal 1° gennaio 2017 Acea Energia ha ottemperato a quanto previsto dalla delibera 296/2015/R/com in tema di "debranding" adottando un nuovo marchio per i clienti del Servizio di Maggior Tutela: "Servizio Elettrico Roma".

Delibera 333/2016/R/eel – Valorizzazione degli sbilancia- menti effettivi per gli anni 2012, 2013 e 2014 in seguito alle sentenze del Tar Lombardia 1648/2014 e del Con- siglio di Stato 1532/2015 e in seguito alla nuova sentenza 2457/2016 del Consiglio di Stato

Con tale delibera l'Autorità ha confermato gli orientamenti espressi nel DCO 623/2015/R/eel, escludendo, al contempo, come proposto dal Gruppo ACEA, il periodo ottobre 2014 - febbraio 2015, e ha dato mandato a Terna di effettuare i conguagli dei corrispettivi di sbilanciamento, per gli utenti del dispacciamento che scelgono la "Disciplina Standard", entro il 1° novembre 2016.

Inoltre, con il DCO 316/2016/R/eel (con scadenza al 18 luglio 2016) è stato avviato un processo di consultazione per definire una modifica transitoria della regolazione degli sbilanciamenti da adottare a partire da gennaio 2017, nelle more della riforma organica che avverrà a partire dal 2019. Acea Energia ha presentato le proprie osservazioni nell'ambito delle risposte inviate tramite le associazioni rappresentative di settore, esprimendo la necessità che la soluzione transitoria sia adottata attraverso adeguati strumenti di gradualità, in considerazione del fatto che le soglie di sbilanciamento proposte (+ 2,5% per sbilanciamenti positivi e – 2,5% per sbilanciamenti negativi) appaiono estremamente sfidanti, in quanto molto prossime ai valori fisiologici di sbilanciamento di un operatore efficiente. Nella stessa otti- ca è stato proposto di aumentare tale soglia di tollerabilità, passando da una banda pari al 5% ad una banda pari al 10%. Con la delibera 444/2016/R/eel 28 luglio 2016 l'Autorità ha introdotto un nuovo regime di valorizzazione degli sbi- lanciamenti effettivi nel dispacciamento. Tale regime, che partirà gradualmente dal 1° agosto 2016, modifica l'Allega- to A della delibera 111/06 ed ha il fine di incentivare una corretta programmazione delle quantità di energia elettrica in immissione e in prelievo, consentendo inoltre all'Autorità stessa un maggior controllo su eventuali possibili violazioni (sbilanciamenti opportunistici) di tale obbligo.

La delibera in particolare ha previsto:

  • che la banda di tolleranza dello sbilanciamento tra pre- visione ed effettivo sia del +/- 15% da agosto 2016 e del +/-7,5% da gennaio 2017, con applicazione del dual price extra banda; ciò vale per le unità di consumo e per le unità di produzione non abilitate diverse da quelle alimentate da fonti rinnovabili;
  • che siano previste le verifiche mensili a consuntivo da par- te di Terna, con comunicazione all'Autorità dei comporta- menti "scorretti" in modo che possano essere avviate ispe- zioni con eventuali sanzioni/impegni in caso di violazioni;
  • che le verifiche riguardino solo le unità di consumo i cui sbilanciamenti superano la soglia del 30% (in vigore da novembre 2017 per la sessione di conguaglio del 1° semestre 2017).

Successivamente, l'Autorità ha pubblicato il DCO 684/2016/R/eel (con scadenza al 15 dicembre 2016) in cui ha illustrato ulteriori interventi nell'ambito del regime transitorio introdotto dalla delibera 444/2016/R/eel. Le proposte illustrate nel DCO sono state parzialmente confermate con la delibera 800/2016/R/eel (pubblicata in data 28 dicembre 2016). In particolare, il provvedimento prevede:

  • fino ad aprile 2017, l'applicazione della banda standard del 15% per unità di consumo e unità di produzione non abilitate programmabili senza estensione del sistema misto single-dual pricing alle unità di produzione FRNP (fonti rinnovabili non programmabili) non rilevanti;
  • da maggio 2017, subordinatamente all'effettiva entrata in esercizio della modalità di determinazione del se- gno dello sbilanciamento aggregato zonale basata sul- le misure effettive, l'innalzamento al 30% della banda standard per le unità di consumo e la totale esenzione per le unità di produzione non abilitate programmabili dall'applicazione del sistema misto single-dual pricing. La data del 30 maggio 2017 è subordinata alla capacità di Terna di sviluppare una metodologia di determina- zione preliminare del segno dello sbilanciamento ag- gregato zonale che permetta di pubblicare una stima di detto segno al più il giorno successivo a quello di consegna e a tendere con le tempistiche previste dai regolamenti europei sulla trasparenza (dati preliminari sui volumi di bilanciamento entro 30 minuti dal periodo di consegna). In tal senso la delibera dà mandato a Terna di aggiornare il proprio Codice di Rete per fornire la suddetta determinazione preliminare, inviando la proposta, previa consultazione degli operatori, all'Autorità entro il 31 marzo 2017;
  • la conferma della non applicazione del sistema misto single-dual pricing ai punti di dispacciamento per unità di produzione FRNP.

Infine, con riferimento alla disciplina di determinazione degli sbilanciamenti effettivi da adottare a regime, secondo quanto prospettato nel DCO 684/2016/R/eel, la delibera 800/2016/R/eel avvia le attività propedeutiche alla definizione di una valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi che rifletta il valore dell'energia in tempo reale nelle sue dimensioni territoriale, temporale e merceologica. A tal fine, l'Autorità prevede di avviare un monitoraggio dei prezzi nodali ai fini della valutazione degli esiti di MSD. In considerazione della rilevanza delle misure adottate, il provvedimento viene sottoposto a consultazione, la cui scadenza per l'invio delle osservazioni è fissata il 31 gennaio 2017.

Delibera 383/2016/E/com – Regolamento per l'attuazione, da parte della società Acquirente Unico S.p.A., delle attività in avvalimento, di cui all'articolo 7, comma 6 e all'articolo 44, comma 4, del D.lgs 93/11

Con tale delibera l'Autorità adotta il Regolamento con cui modifica l'avvalimento dell'Acquirente Unico (AU) per la gestione efficiente dei reclami, e delle procedure di conci- liazione, dando attuazione alla riforma dell'attuale architet- tura di gestione dei reclami di seconda istanza (il cosiddetto secondo livello di risoluzione).

Delibera 410/2016/C/eel – Istanza di revoca del decreto cautelare monocratico del Tar Lombardia, Sez. II, 19 luglio 2016, n. 911, che sospende l'efficacia della deliberazione

Con delibera 354/2016/R/eel del 28 giugno 2016 l'Auto- rità ha aggiornato le condizioni economiche del servizio di vendita in maggior tutela per il terzo trimestre del 2016 (lu- glio- settembre). Con decreto del 19 luglio, il Presidente del Tar della Lombardia ha sospeso in via cautelare l'efficacia di tale delibera a seguito del ricorso del Codacons, presentato a seguito delle perturbazioni che avevano riguardato il Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) nei mesi precedenti e che avevano causato aumenti consistenti dei costi di dispacciamento sostenuti da Terna per il mantenimento in equilibrio del sistema elettrico. Ad avviso del Giudice amministrativo l'aumento dei prezzi per il trimestre luglio - settembre 2016 sarebbe erroneamente collegato alle condotte poste in essere da parte degli utenti del dispacciamento nel mercato all'ingrosso dell'energia elettrica e potenzialmente configurabili come abusi di mercato.

L'AEEGSI ha deliberato di proporre istanza al fine di revoca- re il citato decreto monocratico; istanza che è stata succes- sivamente respinta dal Presidente del Tar della Lombardia. In data 16 settembre 2016, con l'ordinanza n. 1185, il TAR Lombardia, contemperando le esigenze di tutela dei clienti finali con gli interessi degli esercenti il servizio di maggior tutela, ha deciso di revocare la sospensione della delibe- ra 354/2016/R/eel, ordinando all'Autorità di predisporre, entro i successivi 40 giorni, un meccanismo di rimborso automatico dei rincari in favore dei clienti, che sarà adot- tato unicamente nel caso di accoglimento del ricorso nel giudizio di merito, la cui prima udienza è prevista il 16 feb- braio 2017. Attualmente si è in attesa di conoscere gli esiti di tale udienza.

Delibera 413/2016/R/com - Modifiche alla regolazione della qualità commerciale del servizio di distribuzione dell'energia elettrica e del gas naturale

La delibera si inserisce in un procedimento più ampio, intrapreso dall'AEEGSI con l'intento di razionalizzare il sistema di tutele dei clienti finali in materia di trattamento dei reclami e di risoluzione extragiudiziale delle controversie, introducendo alcune modifiche al TIQE inerenti i seguenti aspetti:

la disciplina relativa ai tempi di messa a disposizione di dati tecnici richiesti dai venditori: viene estesa la possibilità, per i venditori, di richiedere M01 e M02S (semplici) anche in presenza di reclami telefonici (con introduzione di uno standard generale a carico dei distributori), nonché in sede di conciliazione paritetica. Nel merito, è previsto, a partire dal 1° gennaio 2017, un percorso di riduzione delle tempistiche di evasione delle richieste in questione, che si completerà nel 2019;

  • il valore base dell'indennizzo automatico dovuto al venditore nei casi di mancato rispetto degli standard specifici sulla messa a disposizione dei dati tecnici, viene incre- mentato da 20 a 30 euro;
  • il tempo massimo per la corresponsione dell'indennizzo di cui al punto precedente viene ridotto a 6 mesi dalla data della richiesta.

In merito alle modalità di richiesta di dati tecnici ai distri- butori è stata pubblicata la delibera 795/2016/R/eel che disciplina, all'interno della prestazione del distributore di messa a disposizione di dati tecnici richiesti dal venditore, le fattispecie riconducibili alla categoria "altri dati tecnici complessi" di cui all'articolo 91, comma 91.4 del TIQE e all'articolo 51, comma 51.4 della RQDG. Successivamen- te con la Determina 18/16 sono stati aggiornati i tracciati individuati dalla regolazione in materia di standard di co- municazione, per entrambi i settori elettrico e gas, ai fini del recepimento delle disposizioni approvate con la delibera 413/2016/R/com e con la delibera 795/2016/R/com, non- ché delle disposizioni approvate con la determina 16/2016, con specifico riferimento ai dati di misura scambiati per il settore elettrico.

Delibera 458/2016/R/eel - Regolazione dell'attività di mi- sura elettrica. Approvazione del Testo integrato delle disposi- zioni per la regolazione dell'attività di misura elettrica (TIME)

L'AEEGSI ha razionalizzato in un unico provvedimento, che avrà efficacia a partire dal 1° gennaio 2017, la regolazione delle attività che compongono la misura dell'energia immessa, prelevata e prodotta, rivedendo le definizioni e le responsabilità delle diverse operazioni.

Viene in parte modificata la struttura delle responsabilità sottese alla gestione del servizio, affidando a Terna la gestione dei dati alle interconnessioni tra la rete di trasmissione nazionale e le reti di distribuzione. Sarà quest'ultima, infatti, a trasmettere ai distributori, entro il terzo giorno lavorativo del mese successivo a quello cui i dati si riferiscono, le misu- re dell'energia prelevata dalla RTN.

Con riferimento alla rilevazione dei dati nei punti di misura di connessione, è stabilito che:

  • per i punti trattati per fasce, il responsabile della gestione dei dati è tenuto a effettuare la rilevazione mensile;
  • per i monorari, invece, il medesimo responsabile è tenuto ad effettuare un tentativo di rilevazione ogni 4 mesi per i punti con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW, e ogni mese per quelli con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.

Nel testo viene, infine, dedicata una sezione agli indenniz- zi automatici, introducendo anche un nuovo indennizzo a carico del distributore da corrispondere, con riferimento a ciascun punto di prelievo trattato monorario, nei casi di ri- tardo/mancata messa a disposizione agli utenti del trasporto dei dati di misura dell'energia prelevata entro le tempistiche previste dalla regolazione.

Delibera 460/2016/R/eel – Modifiche e integrazioni della disciplina del Codice di rete tipo per il servizio di trasporto dell'energia elettrica, in materia di fatturazione del servizio tra imprese distributrici e utenti

Con tale delibera l'Autorità ha definito gli standard di fat- turazione di cui all'Allegato C ("Fatturazione e pagamenti") alla deliberazione 268/2015/R/eel del Codice di rete tipo dell'energia elettrica.

In particolare, la delibera stabilisce che l'entrata in esercizio delle nuove fatture di trasporto standardizzate è prevista a partire dal 1° aprile 2017. Ciò non vale per le fatture relative alla qualità commerciale e alle ulteriori prestazioni e corrispettivi (ad es. gli indennizzi), la cui standardizzazione è rimandata ad una fase successiva.

Sullo stesso argomento, l'Autorità ha anche pubblicato la determina 13/2016 – DMEG, con la quale ha approvato le istruzioni operative, lo schema xml e i tracciati xls delle fat- ture di trasporto.

Delibera 463/2016/R/com e ss. mm. ii. - Disposizioni rela- tive alla fatturazione di periodo, indennizzi a carico dei ven- ditori e delle imprese di distribuzione e ulteriori obblighi in capo alle suddette imprese, in tema di misura

La delibera approva il nuovo Testo integrato della fattura- zione del servizio di vendita (TIF) e introduce nuovi obbli- ghi in capo ai distributori in tema di misura.

Con decorrenza 1° gennaio 2017 e con validità fino al 31 dicembre 2017, in tutti i casi in cui il distributore, con ri- ferimento ai clienti trattati per fasce ai sensi del TIS, rilevi e trasmetta all'utente del trasporto esclusivamente dati di misura stimati per 3 mesi consecutivi, è tenuto a ricono- scere un indennizzo automatico pari a 10 euro. A decorrere dal 2018 il periodo rilevante per l'inadempimento viene ri- dotto a 2 mensilità consecutive.

L'indennizzo vuole remunerare coloro che ricevono fatture di periodo basate su consumi stimati.

Ulteriori interventi in ambito misura, sempre con decor- renza 1° gennaio 2017, riguardano:

  • l'introduzione di una procedura di validazione delle au- toletture trasmesse dai venditori, comprese quelle provenienti dai reclami dei clienti finali o dalle segnalazioni telefoniche. Tale procedura prevede che la comunicazione dell'esito della validazione debba essere inviata al venditore entro 3 giorni lavorativi dalla ricezione dell'autolettura e che la stessa debba considerarsi equiparata a un dato di misura effettivo;
  • l'obbligo per i distributori di registrare, nei casi di cessazione della fornitura, le cause di fallimento dei tentativi di lettura nonché il numero, la data e l'ora di ciascuna rilevazione.

Inoltre viene avviato un procedimento per la definizione delle condizioni contrattuali (non economiche) dell'offerta standard, da concludersi entro giugno 2017.

Delibera 545/2016/R/eel - Proroga dei termini per la tra- smissione all'Autorità dei piani di lavoro, in materia di resi- lienza del sistema elettrico

È prorogato al 31 marzo 2017 il termine entro il quale le im- prese distributrici devono trasmettere all'Autorità il piano di lavoro finalizzato all'adozione di misure regolatorie volte all'incremento della resilienza del sistema elettrico. Tale pia- no deve contenere, oltre ad una disamina tecnica, elementi di costo e di beneficio, alla luce degli effetti degli eventi me- teorologici severi e persistenti occorsi negli ultimi 15 anni.

Delibera 548/2016/R/eel - Disposizioni in materia di integrazioni dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti di aziende del settore elettrico, in attuazione del decreto-legge 91/2014, come convertito in legge 116/2014

La delibera approva gli importi di integrazione ai ricavi a copertura degli oneri per lo sconto dipendenti di aziende del settore elettrico di cui all'articolo 37 del TIT 2012-2015, tenendo conto delle disposizioni di cui all'articolo 27 del decreto legge n. 91/14.

La quota riconosciuta ad Areti, con riferimento al primo se- mestre 2014, risulta pari a € 242.600 (dal 1° luglio 2014 il meccanismo è stato abolito).

Delibera 606/2016/R/eel - Determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie per il servizio di misura dell'energia elettrica, per l'anno 2016

La delibera provvede alla determinazione in via provvisoria delle tariffe di riferimento per il servizio di misura dell'energia elettrica di cui al comma 15.2 del TIME, per l'anno 2016, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo. La tariffa definitiva sarà determinata e pubblicata entro febbraio 2017.

Delibera 646/2016/R/eel - Sistemi di smart metering di seconda generazione (2G): riconoscimento dei costi per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione e disposizioni in materia di messa in servizio. Modifiche al TIME

Il provvedimento fissa, per le imprese di distribuzione che servono oltre 100.000 punti di prelievo, i criteri per il rico- noscimento dei costi di capitale dei sistemi di smart metering 2G che rispettano i requisiti funzionali e i livelli di perfor- mance definiti dalla delibera 87/2016/R/eel.

Per la fase di avvio del nuovo quadro regolatorio, l'AEEGSI definisce due regimi di riconoscimento dei costi relativi al servizio di misura:

regime specifico, per le imprese che avviano il piano di messa in servizio di un sistema di smart metering 2G en- tro l'anno 2017 (detto piano, che deve essere approvato dall'Autorità, non coinvolge la società Areti);

regime transitorio per le imprese che invece non abbiano ancora avviato il piano di messa in servizio di un sistema di smart metering 2G.

Il regime transitorio, nel quale ricade invece Areti, sarà pienamente efficace a partire dal 2018 e sarà basato su logiche parametriche; per il 2017 sono confermate le attuali disposizioni fondate sul criterio del costo storico rivalutato con applicazione di un limite massimo alla spesa unitaria ammis- sibile tariffariamente (pari al 105% del valore di investimen- to lordo per misuratore relativo ad investimenti entrati in esercizio nel 2015).

Delibera 685/2016/R/eel - Determinazione dei premi e delle penalità relativi alla qualità del servizio di distribuzione dell'energia elettrica, per l'anno 2015

Il provvedimento determina, per l'anno 2015, i premi e le penalità relativi ai recuperi di continuità del servizio di di- stribuzione dell'energia elettrica, alla regolazione incenti- vante la riduzione del numero di utenti MT con numero di interruzioni superiore agli standard fissati dall'Autorità e alla regolazione incentivante la riduzione del numero di utenti MT con consegna su palo e con potenza disponibile in pre- lievo inferiore o uguale a 100 kW.

Il saldo premi/penalità per Areti ammonta ad € 670.000.

Andamento delle Aree di attività

Risultati economici per area di attività

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di ACEA oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.

Ambiente Energia Idrico
31 dicembre 2016
Milioni di euro
Generazione Vendita Elisioni
intra area
Totale
Area
Idrico
Italia
Estero Ingegneria Elisioni
intra area
Totale
Area
Ricavi 137 56 1.676 (25) 1.707 701 13 38 (30) 721
Costi 80 24 1.578 (25) 1.577 363 9 25 (30) 366
Margine operativo
lordo
57 32 98 0 130 338 4 13 0 355
Ammortamenti e
perdite di valore
27 26 74 0 100 118 1 3 0 122
Risultato operativo 30 6 25 0 30 220 3 9 0 233
Investimenti 34 28 27 0 55 264 2 2 (3) 265
Reti Altro
31 dicembre 2016
Milioni di euro
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Elisioni
intra area
Totale
Area
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale
consolidato
Ricavi 571 122 (48) 645 112 (460) 2.862
Costi 218 119 (48) 289 114 (460) 1.966
Margine operativo
lordo
353 3 0 356 (2) 0 896
Ammortamenti e
perdite di valore
95 6 0 101 20 0 370
Risultato operativo 258 (3) 0 255 (22) 0 526
Investimenti 219 1 0 220 13 (55) 531
Ambiente Energia Idrico
31 dicembre 2015
Milioni di euro
Generazione Vendita Elisioni
intra area
Totale
Area
Idrico
Italia
Estero Ingegneria Elisioni
intra area
Totale
Area
Ricavi 132 64 1.944 (33) 1.975 652 11 32 (26) 669
Costi 75 30 1.870 (33) 1.867 354 8 22 (26) 358
Margine operativo
lordo
57 34 74 0 108 298 3 10 0 311
Ammortamenti e
perdite di valore
28 24 90 0 114 92 0 2 0 94
Risultato operativo 29 10 (16) 0 (6) 206 3 11 0 217
Investimenti 26 15 15 0 31 202 0 2 0 204
Reti Altro
31 dicembre 2015 Illuminazione Elisioni Totale Elisioni di Totale
Milioni di euro Distribuzione pubblica intra area Area Corporate consolidato consolidato
Ricavi 468 105 (38) 536 113 (479) 2.946
Costi 220 98 (38) 280 113 (479) 2.214
Margine operativo
lordo
248 7 0 256 0 0 732
Ammortamenti e
perdite di valore
90 0 0 90 20 0 345
Risultato operativo 158 10 0 165 (20) 0 386
Investimenti 154 2 0 156 12 0 429

Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria) consolidate con il metodo del patrimonio netto.

Area Industriale Ambiente

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi U.M. 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Conferimenti a WTE kTon 398 354 44 12,3
Conferimenti a impianto produzione CDR kTon 0 0 0 0
Energia Elettrica ceduta GWh 286 265 21 7,9%
Rifiuti Ingresso impianti Orvieto kTon 97 94 3 3,2%
Rifiuti Recuperati/Smaltiti kTon 327 317 10 3,1%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi 136,8 132,0 4,7 3,6%
Costi 79,6 74,7 4,9 6,5%
Margine operativo lordo (EBITDA) 57,2 57,4 (0,1) (0,2%)
Risultato operativo (EBIT) 29,9 29,4 0,5 1,7%
Dipendenti medi (n.) 238 216 22 10,4%
Investimenti 34,0 25,9 8,1 31,1%
Indebitamento finanziario netto 173,7 187,7 (14,0) (7,5%)
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area AMBIENTE 57,2 57,4 (0,1) (0,2%)
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 784,8 732,0 52,8 7,2%
Peso percentuale 7,3% 7,8% (0,5) p.p.

* Il MOL del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area chiude l'esercizio 2016 con un livello di EBITDA pari a € 57,2 milioni sostanzialmente in linea con il 2015 nel quale trovava iscrizione il rimborso assicurativo (€ 3,2 milioni) riconosciuto ad Acea Ambiente per l'incendio occorso nel 2013 all'impianto di Paliano. Al netto di tale provento straordinario il 2016 segna una crescita di € 3,0 milioni (+ 5,5%) grazie al contributo dell'impianto di trattamento rifiuti di Orvieto, dell'entrata in esercizio della Linea 1 dell'impianto di San Vittore e della ripresa delle attività dell'impianto di compostaggio di Aprilia dopo il prolungato dissequestro.

L'organico medio al 31 Dicembre 2016 si attesta a 238 unità e risulta in aumento di 22 unità rispetto al medesimo periodo dello scorso esercizio. Contribuiscono all'aumento Aquaser (+ 4 unità) ed Acea Ambiente (+ 18 unità); quest'ultima ha anche assorbito 11 operai provenienti da ISA (e pertanto già presenti nell'Area) per la conclusione della commessa sull'impianto WTE di Terni.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 34,0 milioni e risultano in aumento rispetto a quelli del 2015; i maggiori investimenti sono essenzialmente dovuti ai lavori eseguiti per il revamping della Linea 1 dell'impianto situato a San Vittore per la quale si è proceduto al primo parallelo per la cessione di energia elettrica in rete in data 1° ottobre 2016 nonché all'adeguamento funzionale dell'impianto di trattamento rifiuti sito nel complesso impiantistico di Orvieto.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta a € 173,7 milioni ed è significativamente inferiore a quello di fine 2015. La diminuzione discende principalmente dalla positiva variazione di cash flow operativo influenzata anche dalla crescita degli incassi provenienti dalle società del gruppo.

Eventi significativi dell'esercizio 2016

Nell'ambito del più ampio programma di riorganizzazione dell'Area Industriale Ambiente, declinato nel Piano Industriale del Gruppo, avente l'obiettivo di incidere in maniera significativa sulla crescita del business di riferimento, di superare la frammentazione e ridondanza delle strutture a presidio dei processi strategici (con particolare riferimento allo sviluppo commerciale), di business e di staff, nonché di consentire una maggiore focalizzazione sulle attività del piano strategico sono state deliberate le seguenti operazioni straordinarie:

  • fusione per incorporazione di ISA in Aquaser: la fusione ha efficacia a decorrere dal 1° novembre 2016 mentre gli effetti contabili e fiscali sono retrodatati all'inizio dell'esercizio: tale operazione non ha prodotto effetti sul bilancio consolidato. La fusione è stata preceduta dall'acquisto, nel mese di luglio, da parte di Aquaser del 49% delle quote di ISA s.r.l detenuto da Soci privati al prezzo di € 680 mila,
  • fusione per incorporazione di Solemme, Kyklos e SAO in ACEA AMBIENTE (già ARIA): la fusione ha efficacia a decorrere dal 29 dicembre 2016 mentre gli effetti contabili e fiscali sono retrodatati all'inizio dell'esercizio. La fusione è stata preceduta dall'acquisto, nel mese di luglio 2016, da parte di ACEA del 100% di Kyklos al prezzo di € 6,7 milioni. A seguito dell'operazione di fusione, gli impianti, precedentemente gestiti dall'incorporante e dalle incorporate, sono divenuti Unità Locali; più precisamente: Unità Locale 1 Terni (UL1), Unità Locale 2 Paliano (UL2), Unità Locale 3 San Vittore del Lazio (UL3), Unità Locale 4 Orvieto (UL4), Unità Locale 5 Monterotondo Marittimo (UL5), Unità Locale 6 Sabaudia (UL6) e Unità Locale 7 Aprilia (UL7).

Principali fatti di gestione relativi ai singoli impianti gestiti da ACEA AMBIENTE

  • • Terni (UL1): i conferimenti del rifiuto pulper hanno garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero esercizio e le prestazioni attese sono state confermate sia per quanto concerne le attività di pretrattamento rifiuti, che per la produzione di energia elettrica. Nel corso del 2016 sono stati realizzati alcuni interventi di miglioramento delle performance impiantistiche che hanno de- terminato efficienze in termini di contenimento dei costi d'esercizio. Risulta completato con esito positivo l'iter di verifica attuato dal GSE.
  • • Paliano (UL2): sono state ormai completate le verifiche ambientali secondo le previsioni della pianificazione ap- provata dagli Enti territoriali competenti, confermando l'assenza di contaminazioni derivanti dall'incendio oc- corso nel 2013. Diversamente, con riferimento alla ma- trice acqua, sono stati rilevati alcuni superamenti delle soglie di contaminazione, plausibilmente riconducibili a valori di fondo presenti nell'area di Castellaccio di Pa- liano costituita prevalentemente da terreni vulcanici; la Società ha ritualmente presentato il piano di verifica alle Autorità competenti che devono autorizzare l'avvio dei monitoraggi. Relativamente all'autorizzazione alla rico- struzione ed esercizio dell'impianto di produzione CDR/ CSS, dopo la seduta della Conferenza dei Servizi del 27 settembre 2016, sono attualmente in fase di verifica al- cuni aspetti delle autorizzazioni urbanistiche con il Co- mune di Paliano. E' possibile pertanto ritenere che nel corso del primo semestre 2017 sarà possibile pianificare l'intervento di ricostruzione dell'impianto.
  • • San Vittore del Lazio (UL3): nel mese di gennaio 2017 è stato ottenuto il provvedimento di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'impianto ed è stata altresì presentata alla Regione Lazio l'istanza coordinata VIA/AIA per l'aggiornamento dell'autorizzazione AIA dell'impianto con funzionamento su tre linee, con utilizzo al massimo carico termico. L'iter istruttorio è attualmente in corso. Le linee 2 e 3 dell'impianto, attualmente in funzionamento ordinario, hanno garantito, nel corso del 2016, un esercizio regolare, sia in termini di energia elet- trica prodotta che in termini di CDR avviato a recupero energetico. Con riferimento alla linea 1 si rappresenta che la ricostruzione è stata completata nel mese di settem- bre 2016 con successivo avvio, in data 1° ottobre, dell'e- sercizio provvisorio che viene attuato per la verifica delle performance impiantistiche. L'avvio della fase ordinaria di esercizio è pianificata per il mese di aprile 2017.
  • • Orvieto (UL4): nel 2016 in conformità con quanto ripor- tato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale ed alla con- trattualistica sottoscritta con l'ATI ed i Comuni dell'Am-

bito di riferimento, sono proseguiti i conferimenti di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, attuando le attività di recupero e smaltimento nei termini ivi previsti. Per quanto concerne l'impianto di recupero, l'andamento del 2016 è stato caratterizzato dalla fase di messa a regime del nuovo impianto di trattamento e compostaggio con sezione di recupero energetico. Quanto al progetto, presentato nel 2014, relativo all'adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping frontale, si segnala che la Regione Umbria ha interrotto, senza motivazione, la fase di verifica: la società ha avviato le opportune inizia- tive di tutela in sede giurisdizionale.

  • • Monterotondo Marittimo (UL5): con Decreto della Re- gione Toscana N. 3866 da giugno 2016, è stata rilascia- ta l'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'esercizio dell'impianto nella configurazione attuale e per la realiz- zazione dell'ampliamento, consistente nell'adeguamento dell'attuale impianto e nell'inserimento di una sezione di digestione anaerobica. Gli investimenti realizzati si rife- riscono prevalentemente ad interventi di manutenzione straordinaria e di rinnovamento dell'attuale impianto di compostaggio al fine di conseguire l'allineamento dell'im- pianto alle specifiche BAT (Best Available Technologies) in ottemperanza ai numerosi adempimenti previsti nelle prescrizioni dell'Autorizzazione. È attualmente in corso la procedura di individuazione del soggetto imprenditoria- le che curerà la progettazione esecutiva e la realizzazione della nuova configurazione impiantistica.
  • • Sabaudia (UL6): attualmente l'impianto esercita la pro- pria attività in forza di una proroga formale da parte della Regione Lazio, nelle more della conclusione dell'iter di rin- novo che si prevede possa concludersi con provvedimento positivo entro il 2017. In merito agli investimenti si riferiscono principalmente a lavori di ripristino e rifacimento di piazzali e fabbricati, e a nuovi dispositivi elettrici ed elettromeccanici e si considera plausibile il ripristino delle attività ordinarie, a seguito dell'interruzione dei conferimenti operata a settembre 2016, entro il primo semestre 2017.
  • • Aprilia (UL7): a seguito del dissequestro, dal 1° giugno 2016 l'impianto ha ripreso i conferimenti di tutte le tipologie di rifiuti autorizzati essendo stati completati gli interventi accessori per il ripristino del funzionamento dell'intero impianto di compostaggio e dei relativi macchi- nari (fermi per quasi 18 mesi). Le prescrizioni imposte, da parte degli Enti competenti, per la ripresa dell'esercizio a valle del dissequestro, almeno in questa fase iniziale, han- no condizionato le potenzialità impiantistiche. Nel corso del mese di dicembre 2016 sono stati avviati i lavori per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica che consentirà di ampliare le attuali capacità di trattamento anche grazie ad una sezione di recupero energetico.

Area Industriale Energia

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi U.M. 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Energia Prodotta (idro + termo) GWh 384 456 (72) (15,8%)
Energia Prodotta (fotovoltaico) GWh 11 14 (3) 21,4%
Energia Elettrica venduta Libero GWh 5.559 6.468 (909) (14,0%)
Energia Elettrica venduta Tutela GWh 2.757 2.951 (194) (6,6%)
Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) N/000 295 314 (20) (6,3%)
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) N/000 936 981 (44) (4,5%)
Gas Venduto Msm3 107 126 (20) (15,5%)
Gas Nr. Clienti Libero N/000 149 144 5 3,6%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi 1.707,2 1.974,8 (267,6) (13,5%)
Costi 1.577,3 1.866,9 (289,7) (15,5%)
Margine Operativo Lordo (EBITDA) 130,0 107,9 22,1 20,5%
Risultato operativo (EBIT) 29,8 (5,7) 35,5 (622,8%)
Dipendenti medi (n.) 554 543 11 2,0%
Investimenti 55,3 30,6 24,7 80,7%
Indebitamento finanziario netto 138,4 287,1 (148,7) (51,8%)
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area ENERGIA 130,0 107,9 22,1 20,5%
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 784,8 732,0 52,8 7,2%
Peso percentuale 16,6% 14,7% 1,9 p.p.

* Il MOL del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area chiude l'esercizio 2016 con un livello di EBITDA pari a € 130,0 milioni, in crescita, rispetto al 2015, di € 22,1 milioni. La variazione positiva è il risultato di effetti contrapposti che riguardano, da un lato, le società di produzione (- € 2,2 mi- lioni) e dall'altro le società di vendita (+ € 24,3 milioni). In particolare si segnalano:

  • + € 15,9 milioni in Acea Energia;
  • + € 7,8 milioni in ALL (già Elga Sud);
  • € 3,4 milioni in Acea Produzione.

La crescita dell'EBITDA di Acea Energia prodotto principalmente dalla riduzione dei costi connessi ai processi di fatturazione e vendita nonché a quelli derivanti dai contratti di servizio con la Capogruppo (complessivamente € 10,4 milioni). Quanto alla marginalità della vendita di energia e gas si registra una lieve diminuzione (€ 1,7 milioni) rispetto al 2015: in particolare risultano in flessione i margini del servizio di maggior tutela e del mercato libero rispettivamente per effetto della riduzione del corrispettivo unitario del meccanismo di compensazione della morosità e per i minori volumi venduti prevalentemente nel segmento B2B. Mitigano la flessione le ottime performance del comparto energy management per effetto dell'ottimizzazione del portafoglio di acquisto della commodty.

Il consistente incremento di ALL è imputabile per € 9,6 milioni ai ricavi legati agli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali. Tale vendita rientrava nell'ambito di un più ampio accordo commerciale che riguardava anche altre società del Gruppo.

Il peggioramento di Acea Produzione idroelettrico per ef- fetto del repowering di Castel Madama e degli impianti del

sito di Tor di Valle; parimenti l'attività di teleriscaldamento segna una flessione rispetto al 2015 anche per effetto delle miti condizioni climatiche della stagione invernale.

Il risultato operativo, negativo alla fine del 2015, si attesta a circa € 30 milioni crescendo più che proporzionalmente rispetto alla positiva variazione registrata dal margine operativo lordo: ammortamenti, svalutazioni ed accantonamenti si attestano complessivamente a € 99 milioni (- € 14,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2015). Mentre gli ammortamenti, pari a € 35,6 milioni, risultano sostanzialmente in linea rispetto al 2015 registrano una significativa riduzione le svalutazioni e gli accantonamento: le prime, pari a € 46 milioni, segnano una riduzione di € 11 milioni grazie all'efficace azione di contenimento del circolante; gli accantonamenti si attestano a € 18 milioni e registrano una flessione di circa € 4 milioni per effetto dell'iscrizione nel 2015 di stanziamenti a copertura dei ratei di energia elettrica relativi a precedenti esercizi.

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 dicembre 2016 si è attestata a 554 unità, maggiore di 11 unità rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, imputabile principalmente ad Acea Energia.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 55,3 milioni ed aumentano di € 24,7 milioni (rispettivamente + € 12,6 milioni in Acea Produzione e + € 11,6 milioni in Acea Energia) e si riferiscono prevalentemente ai lavori di revamping impiantistico della Centrale idroelettrica di Castel Madama e a quelli di riqualificazione statico funzionale delle gal- lerie di derivazione dall'invaso della diga di San Cosimato nonché all'estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma. I maggiori investimenti riferiti ad Acea Energia sono concentrati principalmente sui sistemi informativi con particolare riferimento alle infrastrutture tecnologiche relative al progetto Acea2.0.

L'indebitamento finanziario netto alla fine del 2016 si attesta a € 138,4 milioni e si riduce di € 148,7 milioni, rispetto 31 dicembre 2015: tale significativo miglioramento deriva principalmente dalla riduzione del capitale circolan- te di Acea Energia anche in conseguenza dell'azzeramento dell'esposizione verso una società idrica del Gruppo.

Andamento della gestione

Energy Management Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Grup- po, con particolare riguardo alle attività di vendita e di pro- duzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Ge- store dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzio- ne e di altre società del Gruppo ACEA. Essa ha svolto nel periodo le seguenti principali attività:

  • l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemarti- ni e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo;
  • la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione;
  • l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali;
  • l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.

Nel 2016 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 9.347 Gwh, di cui 7.230 Gwh tramite contratti bilaterali e 2.118 Gwh tramite Borsa, essenzialmente per rivendita ai clienti finali del mer- cato libero e per la restante parte per attività di ottimizza- zione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.

Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costitui- to da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 227,4 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelet- triche, Montemartini e Tor di Valle. Quest'ultima, al posto del ciclo combinato, sarà provvista di due motori in assetto cogenerativo ad alto rendimento ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 19 MW, oltre a tre caldaie di integrazione e 8 serbatoi di accumulo per fornire energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessarie per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e -Mezzocammino).

Al completamento della realizzazione dell'impianto, previsto entro il mese di ottobre 2017, si procederà alla completa sostituzione del vecchio modulo di cogenerazione costituito da una turbina a gas in ciclo aperto da 19 MW elettrici, in esercizio dai primi anni '80. A questa dotazione vanno aggiunti gli impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 8,5 MWp.

Nel 2016 Acea Produzione ha realizzato, tramite gli im-

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per com- plessivi 66,1 GWht, per un totale di 2.852 utenze servite.

Vendita di energia elettrica

Per quanto concerne il mercato della vendita, è proseguita la rifocalizzazione della strategia di vendita di Acea Energia attraverso una più capillare ed attenta selezione dei clienti che tende a privilegiare la contrattualizzazione del cliente di piccole dimensioni (residenziali e microbusiness).

E' proseguita la gestione delle partecipazioni Umbria Ener- gy e Cesap Vendita Gas, operanti in Umbria. Quanto a Voghera Energia Vendite, si segnala che, in data 1° maggio 2016, è divenuta efficace la fusione per incorporazione in Acea Energia che ha effetti contabili e fiscali retrodatati al 1° gennaio 2016.

Nel 2016 Acea Energia ha venduto energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela per complessivi 2.757 GWh con una riduzione tendenziale del 6,6%. Il numero dei punti di prelievo è pari a 958.855 unità (erano 980.946 al 31 dicembre 2015). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 5.163 GWh per Acea Energia e 395 GWh per le società umbre, per un totale di 5.559 GWh con un decremento, rispetto al 2015, del 14,1%. La riduzione ha riguardato in modo preminente il segmento B2B e deriva dalla strategia di consolidamento e crescita nei segmenti small business e mass market.

Inoltre nel 2016, sono stati venduti 106.586 Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 148.723 punti di riconsegna mentre al 31 dicembre 2015 erano 144.185.

Con riferimento alla società di vendita si segnala:

Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non ri- chieste: l'Autorità ha notificato, in data 21 luglio 2016, la comunicazione relativa all'ottemperanza di Acea Energia al provvedimento sanzionatorio, ritenendo sostanzialmente adeguati gli interventi e le misure proposte dalla società nei passati mesi ed attualmente in corso di adozione. Nella stes- sa comunicazione l'AGCM ha richiesto ad Acea Energia di presentare una relazione dettagliata sull'operatività del nuovo processo relativo alla Proposta di Contratto. In data 28 otto- bre 2016 Acea Energia ha regolarmente trasmesso all'Auto- rità la relazione contenente la descrizione analitica delle mi- sure adottate in ottemperanza alle prescrizioni dell'AGCM. Si è tenuta la discussione del ricorso presentato nel febbraio 2016 al TAR Lazio e si è in attesa della sentenza.

Procedimento PS9354 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: il 9 settembre 2016 Acea Energia ha impugnato il provvedimento innanzi al TAR e successivamente, il 13 settembre 2016, ha trasmesso all'AGCM la relazione contenente le iniziative assunte in ottemperanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento sanzionatorio, precisando che tali iniziative non costituiscono acquiescenza al provvedimento stesso. Acea Energia è a tutt'oggi in attesa di conoscere gli esiti delle valutazioni dell'AGCM in relazione alla congruità delle misure; ha comunque provveduto nel corso del mese di febbraio 2017 a liquidare il provvedimento sanzionatorio.

Ricorso avverso la delibera 659/2015/r/eel "Aggiornamento dei valori delle componenti relative alla commercializzazione dell'energia elettrica dal 1° gennaio 2016": il 26 febbraio 2016, avverso la delibera 659/2015, è stato presentato ricorso al Tar Lombardia contestando che l'Autorità abbia rinviato ad un successivo provvedimento la definizione del meccanismo di perequazione a garanzia del potenziale rischio di mancata copertura dei costi fissi in ragione dell'uscita dei clienti finali dal servizio di maggior tutela. È stato contestato, inol- tre, che l'effetto volume, ossia il fenomeno del progressivo svuotamento della maggior tutela, una volta accertato, non possa essere circoscritto all'anno 2016 in quanto lo stesso è da ritenersi riconoscibile anche per gli anni precedenti, dato che esso è connaturato alla natura stessa del servizio di mag- gior tutela per come delineato dal legislatore, ossia di servizio essenziale e residuale, destinato inevitabilmente a svuotarsi a favore dello sviluppo del libero mercato. Non è ancora stata fissata alcuna udienza per la trattazione del merito.

In considerazione del riconoscimento, tramite tariffa speci- fica (RCVsm) instituita con la delibera 659/2015/r/eel, dei maggiori costi fissi per gli operatori di minori dimensioni le- gati alla impossibilità di realizzare economie di scala, risulta al momento quiescente il ricorso promosso da Acea Energia il 27 febbraio 2015 per ottenere l'annullamento della delibera 670/2014/R/eel (RCV per il 2015) nella parte in cui l'Auto- rità rimandava la revisione della modalità di determinazione dei costi riconosciuti agli esercenti la maggior tutela per tener conto dell'effetto dimensione.

Approvazione della proposta di impegni presentata da Acea Energia S.p.a. e chiusura del relativo procedimento sanzio- natorio avviato con delibera 111/2015/S/eel: con la delibera 529/2016/S/eel del 29 settembre 2016, l'Autorità ha accolto e reso obbligatoria la proposta di impegni presentata da Acea Energia (stimati dall'AEEGSI in circa € 200 mila di costo). In particolare è stato previsto che l'ulteriore indennizzo di € 15 venga erogato ai clienti rientranti nel perimetro degli impegni n. 1 e n. 2 entro 6 mesi dalla pubblicazione delle stessa delibera (ossia il 6 aprile 2017), che Acea Energia comunichi i costi effettivi degli impegni, dandone evidenza contabile nella nota di commento ai conti annuali separati, e che infine fornisca entro il 5 maggio 2017 prova documentale dell'attuazione degli impegni.

Proroga del termine per l'adempimento all'obbligo di separazione delle politiche di comunicazione e del marchio per la vendita di energia elettrica ai clienti finali: con la delibera 327/2016/R/EEL del 22 giugno 2016, l'Autorità ha posticipato al 1° gennaio 2017 il termine entro il quale effettuare il "debranding", ossia la separazione del marchio e delle politiche di comunicazione delle imprese elettriche che operano sia sul mercato libero sia nel servizio di maggior tutela. A partire dal 1° gennaio 2017 Acea Energia ha ottemperato a quanto previsto dalla delibera 296/2015/R/com in tema di "debranding" adottando un nuovo marchio per i clienti del Servizio di Maggior Tutela: "Servizio Elettrico Roma".

Cogenerazione

La gestione operativa di Ecogena, si concentra principal- mente su due aree: il monitoraggio tecnico-economico degli impianti in esercizio ed i nuovi progetti in corso di re- alizzazione.

A gennaio 2016 sono state completate le attività di costru- zione della nuova centrale di trigenerazione a servizio del complesso immobiliare "Europarco" a Roma in zona EUR ed è stato avviato l'esercizio dell'impianto. Il servizio di fornitura energia dell'impianto di "Cinecittà World" pres- so Castel Romano è ripreso con l'apertura della stagione 2016. Il servizio di fornitura energia è prevista contrattual- mente per un periodo di 15 anni. Nel contempo, in un'ottica di creazione di sinergie infra-gruppo, è partito il contratto con Acea Produzione di conduzione e manutenzione degli impianti presso Cinecittà World. Nei primi mesi del 2016 si è proceduto alla negoziazione del contratto di fornitura dell'edificio affittato ad Engie (ex Cofely), mentre l'edificio "Provincia" è via via entrato in esercizio con l'avanzamento del trasferimento degli uffici nella nuova sede. Lato manutenzione, il servizio O&M prestato dal costruttore ha permesso un avvio degli impianti senza particolari disagi ed al termine della stagione estiva i collaudi sono stati completati in linea con le previsioni dell'atto transattivo addendum 3. Nel mese di dicembre è stata avviata la procedura di gara per la sezione del nuovo fornitore O&M per il 2017. Prosegue infine la campagna commerciale presso alcuni rilevanti clienti di Acea Energia con l'intento di promuovere in ma- niera sinergica i servizi di efficienza energetica da sistemi di cogenerazione proposti dalla Società.

Area Industriale Idrico

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi* U.M. 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Volumi Acqua Mm3 415 413 2 0,5%
Energia Elettrica Consumata GWh 414 408 6 1,5%
Fanghi Smaltiti kTon 161 172 (11) (6,4%)

* I valori si riferiscono alle società consolidate integralmente

Risultati economici e patrimoniali
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi 720,8 668,9 51,9 7,8%
Costi 365,8 358,1 7,7 2,2%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) 355,0 310,8 44,2 14,2%
Risultato operativo (EBIT) 232,9 217,1 15,8 7,3%
Dipendenti medi (n.) 2.335 2.301 34 1,5%
Investimenti 264,3 204,4 59,9 29,3%
Indebitamento finanziario netto 791,5 537,3 254,2 47,3%
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area IDRICO 355,0 310,8 44,2 14,2%
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 784,8 732,0 52,9 7,2%
Peso percentuale 45,2% 42,5% 2,7 p.p.

* Il MOL del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'EBITDA dell'Area si è attestato, al 31 dicembre 2016, a € 355,0 milioni e registra un incremento di € 44,2 milioni rispetto al 2015 (+ 14,2%): la crescita è sostanzialmente determinata dagli aggiornamenti tariffari intervenuti nel secondo semestre. In particolare le performance dell'Area sono influenzate dalla crescita di Acea Ato 2 per € 43,1 milioni e dal positivo contributo, in termini di variazione, apportato dalle società estere per € 1,4 milioni. Quest'ultimo risultato è stato ottenuto in conseguenza, da un lato, dell'acquisizione del controllo – a partire dal mese di ottobre - di Aguas de San Pedro (+ € 2,5 milioni) e, dall'altro, dal deconsolidamento di AguaAzul Bogotà (- € 1 milione). L'andamento delle società idriche della Toscana, Umbria e Campania risulta sostanzialmente in linea con quello di fine 2015 (+ € 0,8 milioni).

I ricavi del 2016 sono stati valorizzati sulla base delle determinazioni tariffarie assunte, nel corso del secondo semestre, dagli EGA e/o da AEEGSI; come di consueto comprendono la stima dei conguagli relativi ai costi passanti. A partire dal secondo periodo regolatorio le tariffe possono comprendere anche componenti relative alla qualità commerciale; a determinate condizioni, ai Gestori possono essere riconosciute, alternativamente, la componente Opexqc o il premio "qualità contrattuale": quest'ultimo viene riconosciuto al Gestore nel caso in cui

gli indicatori individuati per la misurazione ed il monitoraggio (a partire dal 1° luglio 2016) superino le soglie prefissate dalla delibera AEEGSI 655/2015. Trova iscrizione tra i ricavi di Acea Ato 2 l'importo di € 23,1 milioni calcolato sulla base delle prestazioni consuntivate nel secondo semestre rispetto agli standard fissati e al lordo degli indennizzi spettanti agli utenti (€ 1,9 milioni). Il 7 marzo 2017 la STO ha concluso positivamente le attività di verifica relativamente alla consuntivazione degli indicatori posti a base del premio. Nel prosieguo è riportata una tabella che sintetizza lo status delle proposte tariffarie.

Il livello di EBITDA registrato nel 2016 risente anche dell'andamento del costo del lavoro (€ 73,8 milioni) che segna una riduzione, rispetto al 2015, di circa € 3 milioni sostanzialmente per effetto del progressivo efficientamento dei processi conseguente allo sviluppo tecnologico.

L'organico medio al 31 dicembre 2016 aumenta di 34 unità principalmente per effetto del conferimento del ramo d'azienda Facility Management ad ACEA Elabori. Il deconsolidamento di AguaAzul Bogotà (- 102 unità) è compensato dal consolidamento di Agua de San Pedro (+104 unità).

Di seguito sono riportati i contributi all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto:

€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Publiacqua 12,4 11,6 0,8 6,9%
Gruppo Acque 6,9 7,8 (0,9) (11,5%)
Acquedotto del Fiora 3,2 2,3 0,9 39,1%
Umbra Acque 0,0 0,0 0,0 0,0%
Gori 3,4 3,9 (0,5) (12,8%)
Nuove Acque e Intesa Aretina 0,5 0,3 0,2 66,7%
Agua Azul 1,1 1,1 0,0 0,0%
Ingegnerie Toscane 1,8 1,5 0,3 20,0%
Totale 29,3 28,5 0,8 2,8%

Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (+ € 12,0 milioni) in coerenza con l'andamento degli investimenti e dell'entrata in esercizio delle nuove funzionalità del programma Acea2.0; gli accantonamenti si attestano a € 21,2 milioni e risultano sostanzialmente allineati a quelli di dicembre 2015 (+ € 1,1 milioni): includono il rilascio per esuberanza del fondo di € 7,4 milioni stanziato nei precedenti esercizi a copertura del rischio derivante da un contenzioso il cui esito è risultato favorevole.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta al 31 dicem- bre 2016 a € 791,5 milioni e registra un peggioramento di € 254,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2015. Tale risultato è principalmente legato: (i) al finanziamento di € 125 milio- ni, tirato per oltre € 100 milioni, concesso dalla Capogrup- po al fine del pagamento delle posizioni debitorie di natura commerciale maturate verso le Società del Gruppo; (ii) ad Acea Ato 2 per un peggioramento del cash flow operativo (circa € 41 milioni) rispetto al 2015 e (iii) alla variazione dell'area di consolidamento con riferimento all'area estero per € 15 milioni.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 264,3 milioni e sono principalmente riconducibili ad Acea Ato 2 per oltre € 224,7 milioni. Tra i principali investimenti si segnalano quelli sulla rete idrica, sugli impianti di depurazione, sulla mappa applicativa di Acea2.0 nonché l'acquisto del 28,9% della sede aziendale al prezzo di € 35,2 milioni.

Andamento della gestione

Area Lazio - Campania

Acea Ato 2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO 2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 79 rispetto ai 112 dell'in- tero ATO. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito.

Situazione acquisizioni n° comuni
Comuni interamente acquisiti al S.I.I. 79
Comuni parzialmente acquisiti nei quali Acea Ato 2 svolge uno o più servizi: 13
Comune con soggetto tutelato 1
Comuni in cui Acea Ato 2 non gestisce alcun servizio 11
Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.* 8

* Sono comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06.

Nel corso dell'esercizio la Società ha acquisito:

  • con decorrenza 1° giugno 2016, il servizio di fognatura e depurazione del Comune di Bracciano per la parte strettamente afferente al Depuratore Co.B.I.S. mentre l'acquisizione dei servizi di fognatura e depurazione comunali relativi alla rete del depuratore di Castel Giuliano è sospensivamente condizionata alla conclusione dei lavori di adeguamento del depuratore medesimo. Infine la gestione del servizio idrico potabile diverrà esecutiva all'av- venuta realizzazione, da parte di Acea Ato 2, dei lavori necessari per la rifunzionalizzazione e l'adeguamento degli impianti di potabilizzazione comunali esistenti;
  • alla fine del mese di dicembre 2016 il servizio idrico del Comune di Pomezia precedentemente gestito, in regime di tutela, da Infrastrutture Distribuzione Gas (ex Edison Distribuzione Gas). L'acquisizione è avvenuta attraverso l'acquisto del ramo di azienda per il corrispettivo di € 5,5 milioni che potrà essere oggetto di aggiustamento concordato tra le parti in funzione dell'aggiornamento di alcune partite facenti parte del ramo acquistato. Il prezzo include, tra gli altri, il valore dei cespiti realizzati fino al 30 settembre 2016 come determinato dalla STO in complessivi € 5,3 milioni.

Si informa infine che sono state avviate le procedure di acquisizione del Servizio Idrico Integrato dei Comuni di Civitella San Paolo, Labico, Morlupo e Rignano Flaminio; in particolare per quest'ultimo Comune si è proceduto alla sottoscrizione della Convenzione per il rimborso degli investimenti sulla base delle prescrizioni della Conferenza dei Sindaci.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.700.000 di abitanti in Roma e Fiumicino e in più di 60 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma. Il servizio di fognatura consta di circa 6.100 km di rete fognaria (di cui circa 4.000 km di rete a servizio del Comune di Roma) e di oltre 300 km di collettori, senza tenere conto della consistenza degli allacci fognari. Circa 5.700 km sono stati digitalizzati e resi disponibili su Sistema Informativo GIS (Geographic Information System).

La Società gestisce il sistema depurativo e gli impianti di sollevamento annessi alla rete ed ai collettori fognari.

Nel 2016 i principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 260 milioni di mc. La produzione di fanghi, sabbie e grigliati relativa a tutti gli impianti gestiti, nel periodo di osservazione, è stata di oltre 134 mila tonnellate, con un decremento di circa il 20% rispetto al precedente esercizio per effetto, sostanzialmente, alla messa in esercizio dell'essiccatore dei fanghi asservito al depuratore di Roma Est. Al 31 dicembre 2016 la Società gestisce un totale di 565 impianti di sollevamento fognari, di cui 173 nel Comune di Roma ed un totale di 179 impianti di depurazione di cui 33 nel Comune di Roma.

Con riferimento alla problematica relativa ai sequestri degli impianti di depurazione si informa che, con riferimento al procedimento pendente relativamente all'impianto di Roma Est, è stato notificato, il 22 aprile 2016, un avviso di conclusione delle indagini preliminari con rinvio a giudizio di alcuni dirigenti e amministratori della Società nonché la società stessa ai sensi del D.ls. 231/2001.

Sono ancora sottoposti a provvedimenti di sequestro gli impianti di Roma Nord e di Colubro. Nel corso del 2016 è stato inoltre sequestrato il depuratore di Fonte Tonello.

Acea Ato 5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, Acea Ato 5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'A- TO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni (restano ancora da rilevare le gestioni ai Comuni di Atina, Paliano e Cassino Centro Urbano limitatamente al servizio idrico) per una popolazione complessiva di cir- ca 480.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 490.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 185.610.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, il 18 febbraio 2016 Acea Ato 5 ha presentato ricorso dinnanzi il TAR Lazio - Sez. Latina contro il Comune di Paliano e AMEA al fine di ot- tenere (i) l'accertamento dell'inadempimento del Comune e la nomina di un Commissario ad Acta, ed in subordine (ii) l'integrale consegna delle opere, beni ed impianti ed il risarcimento del danno subito in conseguenza dell'inos- servanza colposa del termine di conclusione del procedi- mento. Il TAR Latina ha definito con sentenza tale giudizio dichiarando la cessazione della materia del contendere (per effetto della sopravvenuta adozione da parte del Comune del provvedimento espresso con il quale l'Ente, superando il contestato silenzio, ha respinto la diffida di ACEA a prov- vedere alla consegna dei beni afferenti al SII) e condannan- do altresì il Comune medesimo al pagamento delle spese processuali. La Società ha dunque proposto un successivo ricorso sempre dinanzi al TAR Latina al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Quanto al Comune di Cassino, il Consiglio di Stato, con sentenza 2086 del maggio 2016, ha accolto il ricorso della società intimando al Comune di provvedere alla consegna degli impianti entro trenta giorni e contestualmente nominando il Prefetto di Frosinone quale Commissario ad acta per sostituire l'Amministrazione inadempiente. Il Commis- sario ha sottoscritto i verbali di consegna nel mese di agosto 2016 ed efficacia di trasferimento del servizio a partire dal mese di settembre. Il Comune di Cassino non ha ottempe- rato agli obblighi previsti e quindi la società ha intrapreso azioni di tutela davanti al giudice amministrativo.

Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e distribuzione, che fanno capo a 7 fonti princi- pali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici. La copertura di tale servizio è di circa il 97%.

Il sistema fognario - depurativo consta di una rete di collet- tori e fognatura (1730 km) collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue (n. 127). Sono 211 gli impian- ti di sollevamento gestiti dalla società e, per quanto riguarda la depurazione, sono 110 gli impianti biologici gestiti oltre a 15 fosse Imhoff e 3 percolatori.

A seguito delle ricognizioni e del relativo censimento delle utenze allacciate alla rete fognaria (per effetto delle Sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008) è emerso che la copertura di tale servizio è di circa il 68% rispetto alle utenze idriche.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio:

l'11 febbraio 2016 si è conclusa positivamente, con deli- bera 51/2016/R/idr, l'istruttoria dell'AEEGSI – avviata nel mese di febbraio 2015 – relativamente alle predi- sposizioni tariffarie del periodo 2012-2015. In particolare l'AEEGSI ha approvato, tra l'altro, i moltiplicatori tariffari nella misura massima per ciascuna annualità e, conseguentemente, le modalità di recupero finanziario dei conguagli a partire dal 2019. Ha inoltre riconosciuto, in via provvisoria e nelle more della definizione del procedimento attivato con apposita istanza della società, un unpaid ratio pari almeno a quello previsto per il Sud Italia (6,5%);

  • il 18 febbraio 2016, con deliberazione n. 1/2016 pubbli- cata il 26 febbraio, la Conferenza dei Sindaci ha negato il consenso al progetto di fusione per incorporazione di Acea Ato 5 in Acea Ato 2. Ritenendo l'atto di diniego il- legittimo, la società ha provveduto alla sua impugnazione innanzi al TAR Lazio sez. Latina: il 23 febbraio 2017 si è svolta l'udienza di discussione, all'esito della quale i giudici si sono riservati di decidere;
  • il 18 febbraio 2016 la Conferenza dei Sindaci ha avvia- to, con delibera n. 2, l'iter di risoluzione contrattuale ex art. 34 della Convenzione di affidamento e, nel mese di marzo, in esecuzione della predetta deliberazione, ha pro- ceduto a contestare alla Società una serie di inadempi- menti contrattuali, diffidandola – ai sensi e per gli effetti dell'art.1454 c.c. – a rimuovere gli inadempimenti conte- stati e a produrre giustificazioni entro sei mesi. Avverso la deliberazione n. 2, nonché avverso la predetta diffida ad adempiere, la Società ha promosso ricorso dinanzi al TAR Latina (n. 316/2016) in data 22 aprile 2016. Il 26 luglio il Presidente dell'EGA ha inoltre comunicato ad Acea Ato 5 l'applicazione e la quantificazione delle penali per gli anni 2014 e 2015 ai sensi dei Capitoli 30.1 e 30.2 del Discipli- nare Tecnico. La Società il 19 ottobre 2016, presentando motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016 ha impugnato, tale provvedimento di quantificazione ed applicazione delle penali. Nella seduta del 13 ottobre 2016, la Conferenza dei Sindaci ha deciso di non approvare la proposta della STO circa l'insussistenza delle condizioni per procedere alla risoluzione del contratto (anche alla luce delle controdeduzioni presentate dalla Società), giungendo quindi nella seduta del 13 dicembre ad adottare la deliberazione n. 7 di risoluzione della Convenzione di Gestione. Tale delibera è stata impugnata dalla società attraverso la presentazione di ulteriori motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016 in data 9 febbraio 2017, dinanzi al Tar Latina, con contestuale domanda di risarcimento dei danni. Ancorché l'EGA abbia dichiarato la risoluzione del rap- porto contrattuale con Acea Ato 5, quest'ultima è tenuta a garantire la prosecuzione della gestione del servizio fino all'individuazione da parte dell'EGA del nuovo gestore destinato a subentrare ad Acea Ato 5. Si precisa che,
  • · ai sensi dell'art.7 della Convenzione di Gestione, Acea Ato 5 è obbligata a garantire la continuità del servizio fino all'eventuale consegna al nuovo gestore comunque non oltre il termine di 12 mesi – prorogabile di ulteriori sei mesi agli stessi patti e condizioni;
  • · la stessa STO, nella propria relazione alla Consulta d'Ambito del 27 ottobre 2016 ha stimato non meno di tre/quattro anni (tempistica che riflette quanto già accaduto per l'attuale affidamento), il tempo necessario per l'espletamento delle varie procedure necessarie all'individuazione del nuovo Gestore. Inoltre, nella predetta relazione della STO, rileva la circostanza per cui ad Acea Ato 5 deve essere corrisposto un valore residuo di oltre cento milioni di euro per il valore residuo dei beni ammortizzabili di cui, ai sensi e per gli effetti dell'art.26 del Disciplinare Tecnico, deve farsi carico il nuovo Gestore quando verrà individuato. Tali somme, come afferma la stessa STO nella citata relazione, sono immediatamente esigibili da parte del gestore uscente al termine del rapporto contrattuale.

  • L'udienza pubblica per la trattazione del merito del ricorso n. 316/2016 è stata fissata per il 23 novembre 2017;

  • il 13 dicembre 2016 la Conferenza dei Sindaci, con deliberazione n. 6, ha inoltre approvato la proposta tariffaria per il periodo 2016-2019 che prevede in sintesi: (i) la valorizzazione della componente FNI sulla base del parametro pari a 0,4 anziché a 0,8 come contenuto nell'istanza presentata dal Gestore il 30 maggio 2016, (ii) il riconoscimento di un tasso di morosità del 3,8% in luogo del 7,1% richiesto dalla Società sulla base di istanza moti- vata in continuità con la delibera AEEGSI 51/2016/R/idr, (iii) mancato riconoscimento della componente Opexqc richiesta dal Gestore sulla base di apposita istanza mo- tivata per circa € 2 milioni e (iv) riduzione dei congua- gli maturati nel primo periodo regolatorio (componente Rctot) attraverso l'applicazione di penali per presunti inadempimenti relativi al 2014 e 2015 per circa € 11 mi- lioni. La società ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera n. 6 dinanzi al Tar Latina in data 9 febbraio 2017 e, alla data odierna, non è stata ancora fissata l'u- dienza di merito.

La Società aveva promosso nel 2012 il decreto per il re- cupero del credito derivante dall'atto transattivo del 2007 pari ad € 10,7 milioni firmato dalla società e dall'EGA, vol- to a regolarizzare i maggiori costi sostenuti dal Gestore nel primo triennio di gestione (2003/2005) pari a complessivi € 21,5 milioni, nel quale l'EGA si impegnava alla liquidazio- ne dell'importo concordato (€ 10,7 milioni) senza aggravio sulla tariffa; successivamente in data 22 maggio 2012 l'E- GA aveva promosso ricorso presso il Tribunale di Frosinone contro tale decreto. Il 28 febbraio 2017 è stata deposita la sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone con la quale viene revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012 di importo corrispondente al credito summenzionato, ritenendo nullo l'atto transattivo del 2007, viene respinta la domanda riconvenzionale subordinata di Acea Ato 5 al pagamento dei maggiori costi sostenuti (e originariamente richiesti) pari complessivamente a € 21,5 milioni ed è stata disposta la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dalla STO in merito al pagamento dei canoni di concessione. La Società sta predi- sponendo ricorso in appello. Gli Amministratori, supportati da autorevole parere legale, ritengono che il credito non sia venuto meno per effetto della sentenza, poiché l'affermata nullità della transazione non determina il venir meno del di- ritto del gestore ad ottenere la remunerazione dei maggiori costi sostenuti nella gestione e non coperti dalla tariffa.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni con- tenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato di tutto il ter- ritorio dell'ATO n. 3 Sarnese Vesuviano della Regione Cam- pania (76 Comuni) che si sviluppa per una superficie di 897 kmq con una popolazione di circa 1,44 milioni di abitanti. La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 4386 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 350 km e in una rete

di distribuzione do circa 4030 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2300 km.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 9 sorgenti, 71 pozzi, 158 serbatoi, 98sollevamenti idrici, 156 sollevamenti fognari e 11 impianti di depurazione, comprensivi di piccoli impianti a servizio di altrettanti piccoli agglomerati. Sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Am- bito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, la Società è af- fidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio:

  • il 10 marzo 2016 si è finalmente conclusa positivamente l'istruttoria relativa alla approvazione delle predisposizioni tariffarie dell'ATO3 da parte dell'AEEGSI con la pubblicazione della deliberazione 104/2016/R/idr recante: "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio mti-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano, per il periodo 2012-2015". In particolare AEEGSI ha approvato, tra l'altro, i moltiplica- tori tariffari nella misura massima applicabile per ciascuna annualità e, conseguentemente ha fissato in € 38,9 milio- ni (quota Gruppo € 14,4 milioni) l'importo dei conguagli da recuperare nelle annualità successive al 2015;
  • il 15 giugno 2016 GORI ha presentato istanza di aggior- namento tariffario ai sensi dell'articolo 7.5 della delibera 664/2015; tale istanza tiene conto e include, tra l'altro, l'istanza di riequilibrio economico finanziario – che re- cepisce gli esiti delle attività istruttorie svolte con l'Ente - nonché l'istanza di riconoscimento del costo effettivo della morosità per gli anni 2014 e 2015. L'istanza di ri- equilibrio si basa allegata alla proposta tariffaria si basa sull'ipotesi che la Regione Campania conceda la rateiz- zazione della debitoria maturata nel periodo 2013-2016;
  • l'8 agosto 2016 il Commissario Straordinario ha appro- vato la proposta tariffaria per il periodo 2016 2019 che, per espressa previsione, supera quella presentata da GORI nella quale, tra l'altro, non è prevista nessuna ipo- tesi di rateizzazione; di converso prevede l'accesso ai fondi di perequazione fino a245 milioni con un piano di resti- tuzione in undici anni a partire dal 2020 al tasso praticato dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA). La proposta tariffaria deliberata dal Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha inoltre previsto incrementi tariffari nel limite del moltiplicatore per le annualità 2016 e 2017 (9%) ed un incremento del 5% per anni 2018 e 2019;
  • l'8 agosto 2016 la Regione Campania ha approvato la predisposizione tariffaria per il secondo 2016-2019 del Grossista virtuale Regione Campania/Acqua Campania. Indipendentemente dagli aspetti di dubbia legittimità in merito al soggetto competente per la predisposizio- ne delle tariffe del grossista, la predisposizione tariffaria della Regione ha alcuni elementi di non coerenza con la predisposizione tariffaria predisposta dal Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il secondo periodo regolatorio;
  • in ragione del loro disallineamento la Società ha impu- gnato con ricorso al TAR Campania i provvedimenti del Commissario Straordinario e della Regione Campania.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni con- tenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" anche a proposito dei riflessi di natura finanziaria derivanti dalla conclusione delle attività al riconoscimento delle mi- sure di perequazione.

Area Toscana - Umbria

Acque

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale, come meglio specificato di seguito (la scadenza è ora nel 2026). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle ac- que reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte

dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Tra i fatti di maggiori rilievo del 2016 si rileva la sottoscrizione, in data 6 aprile 2016, dell'atto che ha reso efficace la modifica alla concessione di affidamento del servizio idrico con la nuova scadenza rivista al 2026 rispetto al precedente termine stabilito al 2021 dopo aver ricevuto il consenso all'allungamento dalla banca agent del contratto di finan- ziamento sottoscritto nel 2006. La sottoscrizione dell'ac- cordo modificativo ha integrato alcuni obblighi previsti dal medesimo contratto di finanziamento.

Publiacqua

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzio- ne di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integra- to dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ere- ditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un cano- ne di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Il 30 marzo 2016 è stato sottoscritto un contratto di finanziamento, avente scadenza al 30 giugno 2021, di € 110 milioni completamente erogato alla data di predisposizione del presente documento; il tiraggio è stato in parte destinato al rimborso dei finanziamenti e mutui in essere.

Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha rice- vuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integra- to dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002.

Umbra Acque

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata defini- tivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di mi- noranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della conces- sione 31 dicembre 2027) L'ingresso nel capitale della socie tà (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008.

La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni co- stituenti gli ATO 1 e 2.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Società Status
Acea Ato 2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'AEEGSI con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni
rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità
Acea Ato 5 È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli OpexQC.
AEEGSI ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 dicembre
2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa dell'approvazione da parte
dell'AEEGSI
GORI In data 1° settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con OpexQC a partire dal
2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI
Acque In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI
Acquedotto del Fiora In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC.Si è in attesa dell'approvazione
da parte dell'AEEGSI
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. Intervenuta approvazione da
parte dell'AEEGSI con delibera 764/2016/R/idr

Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del 2016 valorizzati sulla base delle determinazioni tariffarie assunte dai rispettivi EGA o dall'AEEGSI. I dati sono comprensivi dei conguagli delle partite passanti e, eventualmente, degli aggiustamenti di stima delle partite passanti degli anni 2014 e 2015, della componenti FNI, degli Opexqc o del premio art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr.

Società Ricavi da SII
(valori pro quota in € milioni)
Dettagli
(valori pro quota in € milioni)
Acea Ato 2 533,6 FNI = 23,7
Premio = 23,1
Differenziali di stima 2014/2015 = - 1,6
Acea Ato 5 69,4 FNI = 3,9
GORI 67,2 Differenziali di stima 2014/2015 =+3,5
Acque 63,4
Publiacqua 89,4
Acquedotto del Fiora 38,6 FNI = 3,2
Opexqc = 0,3
Umbra Acque 24,2

Acea2.0

Con riferimento alle Società dell'Area Idrico, nel mese di aprile, sono avvenuti i go live di Acea Ato 5, Crea Gestioni e GESESA che hanno contribuito ad innalzare il numero dei tecnici gestiti con il WFM sino al valore di circa 1.300 unità. Nel secondo semestre la piattaforma tecnologica si è estesa a Acque (luglio 2016), Acquedotto del Fiora (ot- tobre 2016), Publiacqua (novembre 2016) e Umbra Acque (dicembre 2016) e si è inoltre preparato il roll in di GORI (gennaio 2017).

Contestualmente la soluzione kernel per l'area idrica si è arricchita degli aggiornamenti tecnologici che hanno consentito un ulteriore efficienza in alcuni processi operativi quali, ad esempio, l'esecuzione delle verifiche metrologiche in campo e la riduzione del lead time del processo di primo intervento su guasto attraverso l'introduzione di automatismi che ingaggiano gli operatori in occasione della chiamata al call center.

Sono state introdotte nuove importanti funzionalità nei sistemi informativi che hanno consentito di raggiungere la totale integrazione tra il sistema geografico GIS ed il siste- ma di manutenzione SAP definendo il primo come master delle sedi tecniche di manutenzione. L'integrazione con il GIS consente di poter visualizzare le reti ed i guasti in un unico ambiente, guidando l'operatore di call center nella determinazione del guasto e nell'associazione di segnalazioni a guasti già esistenti. Un ulteriore elemento di valore è rap- presentato dalla possibilità di segnalare dal campo, median- te il device, eventuali aggiornamenti o refusi rilevati durante le attività operative, in modo da mantenere costantemen- te aggiornato il sistema GIS e renderlo progressivamente sempre più aderente al reale stato degli asset sul territorio. Si sono inoltre introdotte le basi necessarie a recepire quan- to disposto dalla AEEGSI con la Delibera 218/16 relativa alla misura e soprattutto si sono resi necessari importanti aggior- namenti tecnologici per effetto dell'introduzione del Regolamento sulla Qualità del Servizio Idrico Integrato (RQSII) di cui alla Delibera 655/2015. Gli sviluppi introdotti hanno consentito alle Società in ambito di approcciare l'avvio della Regolazione nel settore idrico: sono stati rivisti i Service Level Agreement per l'esecuzione delle prestazioni e implementate funzionalità per il monitoraggio delle stesse; sono stati introdotti automatismi e vincoli al sistema per garantire il rispetto degli appuntamenti con i clienti. Più in generale sono stati introdotti strumenti che hanno consentito – principalmente ad Acea Ato 2 – di poter concordare con la STO l'applica- zione di un meccanismo di premialità al raggiungimento di SLA più stringenti di quelli previsti dalla normativa nazionale.

Area Industriale Reti

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi U.M. 31.12.16 31.12.15 Variazione Var. %
Energia Elettrica distribuita GWh 10.009 10.557 (548) (5,2%)
TEE venduti/annullati Nr. 120.961 222.556 (101.595) (45,6%)
Nr. Clienti N/000 1.629 1.622 7 0,4%
Km di Rete Km 30.171 29.897 274 0,9%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi 644,8 535,7 109,1 20,4%
Costi 288,6 280,0 8,5 3,0%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) 356,3 255,7 100,6 39,3%
Risultato operativo (EBIT) 255,5 165,3 90,2 50,6%
Dipendenti medi (n.) 1.299 1.304 (5,0) (0,4%)
Investimenti 219,6 156,2 63,4 40,6%
Indebitamento finanziario netto 691,3 581,7 109,7 18,9%
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area RETI Adjusted* 244,8 255,7 (10,9) (4,3%)
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 784,8 732,0 52,8 7,2%
Peso percentuale 31,2% 34,9% 3,7 p.p.

* Il MOL del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'EBITDA al 31 dicembre 2016 si è attestato a € 356,3 milioni e registra un incremento di € 100,6 milioni rispetto al 2015.

La variazione dell'EBITDA è diretta conseguenza dell'aumento dei ricavi di Areti in seguito alla pubblicazione della delibera 654/2015/R/eel dell'AEEGSI che modifica per il quinto periodo regolatorio, avente inizio il 1° gennaio 2016, il meccanismo attraverso il quale viene remunerato il capitale investito delle società di distribuzione di energia elet- trica eliminando il cosiddetto regulatory lag e prevedendo una modalità di remunerazione alternativa all'incremento dell'1% del WACC previsto nel quarto periodo regolatorio valido per il quadriennio 2012-2015.

La delibera 654/2015 costituisce lo strumento attraverso il quale il regolatore modifica la variabile "tempo" nel meccanismo di determinazione quantitativa della tariffa applicabile dal distributore. Ancora più semplicemente, elimina il periodo di attesa biennale affinché gli investimenti vengano considerati nella base di calcolo del capitale investito regolatorio. Non comporta quindi una modifica del modello di remunerazione delle attività di Areti. Le modifiche regolatorie consentono di stimare con ragionevole certezza entro la data di predisposizione del bilancio il valore del diritto al a riconoscimento delle componenti di costo legate agli investimenti realizzati in un dato esercizio (remunerazione del capitale investito e quota di ammortamento) che sorge contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento. Da ciò discende l'iscrizione di ricavi, di competenza del periodo, pari a € 111,5 milioni di cui € 38,5 milioni riferibili ad investimenti realizzati in esercizi precedenti così come disciplinato dalla delibera 654/2015/R/eel.

Al netto dell'iscrizione di tale provento l'EBITDA adjusted si attesta a € 244,8 milioni con un differenziale negativo di € 10,9 milioni rispetto al 2015. Tale decremento è princi- palmente da attribuire ai minori ricavi per il servizio di tra- sporto generati come combinazione di due effetti: minore energia immessa in rete e riduzione dei parametri tariffari in conseguenza dell'avvio del quinto periodo regolatorio. Tali minori ricavi sono solo parzialmente compensati dagli effetti perequativi. Alla riduzione di ricavi da trasporto si unisce anche un aumento dei costi per servizio da trasporto.

Con riferimento al bilancio energetico, al 31 dicembre 2016 Areti ha immesso in rete 10.801,6 GWh registrando un decremento del 3,56% rispetto al 2015 superiore alla riduzione della domanda registrata nel medesimo periodo a livello nazionale (- 2,1%).

L'EBITDA del ramo della pubblica illuminazione è pari a € 3,0 milioni, in diminuzione rispetto al precedente esercizio di € 4,2 milioni. La variazione negativa è legata alla minore marginalità per lavori conto terzi parzialmente mitigata da quella derivante dal Piano LED avviato alla fine di giugno sulla base di un accordo con Roma Capitale; al 31 dicembre sono stati installati oltre 68.000 corpi illuminanti per un ammontare complessivo di ricavi pari a € 17,6 milioni.

Il costo del personale registra una riduzione di € 6,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2015 anche in conseguenza di una riduzione delle consistenze; infatti la consistenza media alla fine dell'esercizio è pari a 1.299 unità, minore di 5 unità rispetto alla fine del precedente esercizio.

Il risultato operativo risente di un incremento della voce ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni di € 9,1 milioni principalmente imputabile ai maggiori ammortamenti (+ € 7,7 milioni) iscritti per effetto dell'entrata in esercizio della piattaforma informatica sviluppata a partire dal 2015 e rientrante nel più ampio progetto di investimento denominato Acea2.0.

L'indebitamento finanziario netto si è attestato ad € 691,3 milioni evidenziando un incremento di € 109,7 milioni rispet- to alla fine del 2015 principalmente dovuto ad reti (+ € 120,4 milioni). Tale incremento è da imputare in parte ai maggiori investimenti ed in parte all'aumento del circolante netto.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 219,6 milioni e crescono di € 63,4 milioni. I principali investimenti sono riferiti agli interventi sulla rete AT, MT e BT oltre ad una serie di interventi di ampliamento delle reti MT e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree. Tra gli investimenti si segnala inoltre l'acquisto del 18,51% della sede aziendale al prezzo di € 22,5 milioni.

Andamento della gestione

Incorporazione Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. in Areti S.p.A Nell'ambito del più ampio programma di riorganizzazione del Gruppo, reti, del ramo di azienda relativo alle strutture afferenti le attività tecnico-operative connesse alla "illumi- nazione pubblica Roma". Di conseguenza la scissa il veicolo attraverso il quale il Gruppo parteciperà alle gare per la ge- stione della pubblica illuminazione.

Obiettivi di efficienza energetica

L'obiettivo di Areti per l'anno 2016 risulta pari a 242.924 TEE e come previsto dal Decreto Ministeriale del 28 di- cembre 2012, la Società dovrà portare in annullamento, entro maggio 2017 almeno il 60% di tale valore, ovvero 145.754 TEE.

Areti, nel corso del primo semestre, ha provveduto inoltre ad annullare il 60% dell'obbligo 2015, pari 120.961 TEE, il cui valore unitario di annullamento definitivo è pari a € 114,83 come da determina DMEG/EFR/11/2016 pubbli- cata il 16 giugno 2016. Con il medesimo provvedimento è stato inoltre fissato il prezzo a preventivo di riferimento per l'anno d'obbligo 2016 pari ad € 118,37/TEE.

Vigilanza dell'AEEGSI

Alla luce della delibera 110/2016/S/eel pubblicata il 4 aprile 2016, l'AEEGSI approva e rende obbligatoria la proposta di impegni presentata da Areti nell'ambito del procedimento sanzionatorio avviato con deliberazione 8 luglio 2013 300/2013/S/eel, in materia di aggregazione delle misure ai fini della determinazione delle partite fisiche ed economiche del servizio di dispacciamento.

La società adempierà agli obblighi derivanti dall'accettazio- ne degli impegni in questione, entro il primo trimestre 2017, in conformità con quanto previsto dall'Autorità in sede di approvazione della proposta.

In merito alla delibera 62/2014/S/eel dell'AEEGSI, si è an- cora in attesa della comunicazione delle risultanze istrutto- rie mentre, per quanto riguarda la delibera 512/2013/S/eel dell'AEEGSI, che fa seguito alla VIS 60/11, dopo la presen- tazione del ricorso al TAR Lombardia da parte di reti, con la delibera 14/2016/C/eel l'AEEGSI ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato.

Acea2.0

Nell'ambito di tale programma si colloca l'avvio del nuo- vo sistema di gestione operativa Work Force Management (WFM), il cui avvio ha visto impegnata reti con tre go live, il 4 aprile 2016 per la Zona Nord, il 14 aprile 2016 per la Zona SUD ed il 18 aprile con la Zona Funzionale.

Con il WFM la Società gestirà in maniera più fluida lo svolgimento delle attività lavorative, attraverso:

  • l'assegnazione di ogni attività in relazione alle singole competenze specifiche;
  • l'analisi e il monitoraggio in tempo reale e la georeferenziazione dello scenario operativo, attraverso l'utilizzo di dispositivi mobili da parte degli operatori sul campo. In questo modo, le diverse squadre operative disporranno dei dati necessari allo svolgimento del lavoro e i carichi di lavoro saranno bilanciati;

la condivisione delle informazioni in un unico applicativo, riducendo, in tal modo, gli errori derivanti dall'importazione/esportazione dei dati da un sistema ad un altro, ren-

dendo più flessibile e rapido il recupero delle informazioni. Lo sviluppo di questo nuovo sistema determinerà un modo innovativo di concepire il lavoro. Sarà possibile prevedere e anticipare lo scenario operativo, attraverso la proiezione della schedulazione delle attività, ottenendo una turnazione flessibile ed efficace, in grado di rispondere in breve tempo ad eventuali variazioni impreviste. Gli operatori avranno la possibilità di accedere direttamente sul campo a procedure, manuali, informazioni aggiornate sugli impianti e a tutta la documentazione necessaria alle attività di lavoro, assicuran- do una maggior sicurezza sul lavoro. Con la stessa rapidità i dipendenti in sede riceveranno la consuntivazione degli interventi con il necessario corredo informativo già storiciz- zato e archiviato sui sistemi.

In ambito operativo l'avvio ad aprile del Work Force Ma- nagement ha conseguentemente portato alle necessità di centralizzare la gestione delle attività manutentive delle infrastrutture della rete elettrica di distribuzione e di illu- minazione pubblica. Al fine di integrare quindi l'intera ge- stione degli appalti di manutenzione si è avviato un nuovo sistema di gestione degli appalti affidati a terzi, passando da una frammentazione di operatori ad un'unica gara d'appalto suddivisa in due lotti omogenei.

Inoltre il 4 dicembre sono stati avviati i nuovi sistemi in- formativi a supporto dei processi di misura, fatturazione e gestione del credito (meter to cash) attraverso l'impiego di SAP IS-U.

L'obiettivo principale è quello di adottare un'unica soluzio- ne informatica che permetta l'ottimizzazione dei processi e delle attività a supporto, velocizzando inoltre le attività operative richieste dai clienti, con il fine ultimo di gestire processi commerciali omogenei in tutte le Società e garantire un'unica visione di Gruppo.

Rebranding

In data 20 giugno 2016 l'Assemblea dei Soci di Acea Distribuzione, in ottemperanza a quanto previsto dall'allegato A alla delibera 296/2015/R/ come dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico che imponeva ai soggetti che svolgono l'attività di distribuzione di energia elettrica o di gas naturale di adottare, entro il 30 giugno 2016, po- litiche di comunicazione, denominazione sociale, marchio, ditta, insegna ed ogni altro elemento distintivo dell'impresa che siano ad uso esclusivo della stessa e non contengano quindi alcun elemento di tipo testuale o grafico che possa essere in alcun modo ricollegato all'attività di vendita svolte dall'impresa verticalmente integrata o da altre imprese del gruppo societario di appartenenza di questa, ha deliberato la modifica della denominazione della Società in Areti S.p.A. adottando, con efficacia 1° luglio 2016, un nuovo logo ad esclusivo uso della Società stessa.

Progetti di innovazione tecnologica

Progetto Smart Grid

Con delibera ARG\elt 12/11, pubblicata in data 8 febbraio 2011, l'Autorità ha ammesso al trattamento incentivante il progetto pilota Smart Grid di reti. Si tratta di uno degli otto progetti smart grid ammessi al trattamento incentivante dall'Autorità a livello nazionale; il trattamento incentivante consiste nella maggiorazione di 2 punti percentuali del tasso di remunerazione del capitale investito per la durata di 12 anni.

Il Progetto presentato da Areti si è articolato in sei sot- to-progetti mirati a sviluppare soluzioni tecnologiche in- novative per il miglioramento della continuità del servizio e l'implementazione di nuovi criteri per la gestione della rete di distribuzione, anche in presenza di generazione distribuita, e in accordo con gli indirizzi e le prescrizioni generali stabilite dall'Autorità.

Il progetto, dal costo complessivo di € 5,5 milioni e della durata di 5 anni, è stato terminato nel 2015 ed in data 31 marzo 2016 è stata presentata la relativa relazione finale, così come previsto dalla delibera 183/2015/R/EEL del 23 aprile 2015. Si è attualmente in attesa della Determina dell'AEEGSI per la definizione del riconoscimento econo- mico del progetto.

Internet superveloce

Prosegue l'attività inerente il Protocollo di Intesa siglato a marzo 2013 tra ACEA, Fastweb e Telecom, e rinnova- to ad aprile 2015 con Fastweb, Telecom e Vodafone, con l'obiettivo di estendere nel territorio di Roma Capitale la rete a banda ultra larga, che permette agli utenti di godere di una connessione Internet con banda di trasmissione pari o superiore a 100 Megabit al secondo. L'accordo, che pre- vede la realizzazione di circa 7.000 (4.600+2.400) nuo- vi punti di fornitura di energia elettrica, oltre a garantire il coordinamento delle attività delle quattro società, limita al massimo il disagio alla cittadinanza derivante dall'apertura di cantieri stradali. Areti, considerata l'estensione del peri- metro dell'accordo, investirà sino a fine progetto (31 dicem- bre 2017) circa € 11 milioni per la realizzazione della rete di alimentazione elettrica degli apparati elettronici di ultima generazione.

Al 31 dicembre 2016 reti ha attivato circa 8.900 nuovi punti di fornitura di energia elettrica evitando la sovrappo- sizione di interventi sul territorio comunale, per una lun- ghezza complessiva pari a circa 145 km di scavo.

Progetto Resilience enhancement of a Metropolitan Area (RoMA)

Il progetto RoMA, finanziato dal Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca attraverso il Bando "Smart Cities and Communities and Social Innovation" (Decreto Direttoriale prot.n. 391/Ric del 5 luglio 2012) è iniziato nel novembre del 2013 e la sua durata è di 36 mesi.

L'obiettivo è di realizzare strumenti finalizzati ad aumentare la Resilienza dell'area metropolitana di Roma. L'idea di Resilienza è quella di consentire ad uno specifico sistema

di superare efficacemente le perturbazioni (di qualunque natura) che ne riducano le funzionalità, consentendo un ripristino rapido ed efficace di tutte le sue funzioni. La Resilienza si costruisce, dunque, non solo cercando di mitigare le conseguenze delle perturbazioni una volta che esse siano avvenute ma si esplica, quasi con maggiore forza, nella previsione e nella prevenzione degli eventi. Le infrastrutture critiche principalmente considerate nel progetto sono costituite dalla rete di distribuzione dell'energia elettrica, dalla rete idrica e dalla rete di telecomunicazione di Telecom che insistono sul territorio di Roma Capitale. Il progetto preve- de un impegno economico complessivo di circa € 11 milioni in tre anni di cui circa € 1,5 milioni in capo ad Areti.

Illuminazione Pubblica

Nel corso del 2016 Acea Illuminazione Pubblica ha rea- lizzato complessivamente 3.153 punti luce su richiesta sia di Roma Capitale che di clienti terzi. Con riferimento alle attività di ripristino a seguito di furti di cavi, si segnala che, al 31 dicembre 2016, sono stati posati in opera circa 27 km dei nuovi cavi, ormai sperimentati già dallo scorso anno, che utilizzano una nuova tipologia di cavo elettrico, in alluminio ramato che, combinando una minore quantità di rame con l'alluminio, comporta come primo e principale vantaggio la difficile separazione, se non mediante mezzi e processi in- dustriali, dei due metalli.

Il 17 giugno 2016, è stato sottoscritto con Roma Capitale il Piano LED, relativo alla realizzazione di un piano di efficien- tamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica di Roma Capitale, finanziato dall'Amministrazione Capito- lina, basato sulla trasformazione dei corpi illuminanti dagli attuali SAP (Sodio Alta Pressione) a LED. In particolare il contratto prevede l'installazione di 186.879 armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano LED. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto LED.

Corporate

Risultati economici e patrimoniali del periodo

Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Ricavi 112,2 113,3 (1,1) 0,0%
Costi 114,3 113,2 1,1 0,9%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) (2,0) 0,2 (2,2) n.s.%
Risultato operativo (EBIT) (22,0) (19,6) (2,4) 12,2%
Dipendenti medi (n.) 622 634 (12,0) 1,9%
Indebitamento finanziario netto (332,1) (416,3) 84,2 20,2%
Investimenti 13,2 11,8 1,4 12,0%
€ milioni 31.12.16 31.12.15 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo CORPORATE (2,0) 0,2 (2,2) n.s.
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 784,8 732,0 52,8 7,2%
Peso percentuale (0,5%) n.s.% n.s.

* Il MOL del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

ACEA chiude l'esercizio 2016 con un livello negativo di EBITDA di € 2 milioni in peggioramento, rispetto al 31 dicembre 2015, di € 2,2 milioni essenzialmente per l'ef- fetto della diversa perimetrazione dei contratti di servizio, soprattutto per le attività di information tecnology, a resi alle Società controllate; infatti, nell'ambito della riorganizzazio- ne del Gruppo, ACEA ha conferito a ACEA Elabori il ramo "Facility Management" data la contiguità delle attività già rese da Elabori e, quindi, con l'obiettivo di ottenere sinergie ed efficienze.

L'organico medio al 31 dicembre 2016 si attesta a 624 unità e risulta in riduzione rispetto al 2015 (erano 647). L'effetto di tale riduzione, come meglio dettagliato in seguito, si deve al conferimento del ramo Facility Management.

Gli investimenti si attestano a € 13,2 milioni e, rispetto alla fine del 2015, risultano in aumento di € 1,4 milioni (erano € 11,8 milioni). Sono proseguiti anche nell'esercizio 2016 gli sviluppi informatici relativi al progetto Acea2.0 che ha come obiettivo quello di rinnovare il modello operativo (or- ganizzazione, processi e sistemi) dell'intero Gruppo ACEA.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2016 è pari a € 332,1 milioni e registra un miglioramento di € 84,2 milioni. Tale variazione discende principalmente (i) dalla crescita dei crediti verso controllate per i rapporti di tesoreria accentrata e per finanziamenti compensati (ii) dalla riduzione del fabbisogno generato dalle variazioni del circolante, fra cui il pagamento di debiti verso fornitori e di debiti tributari e per gli investimenti effettuati.

Eventi significativi dell'esercizio 2016

Conferimento del Ramo d'Azienda "Facility Management" Nell'ambito del più ampio programma di riorganizzazione delle attività del Gruppo si segnala che, con efficacia 1° novembre 2016, ACEA ha conferito ad ACEA Elabori il ramo di azienda relativo al "Facility Management". Tale operazione è volta a trasferire alcuni servizi finalizzati alla razionalizzazione ed al miglioramento della qualità delle attività non strategiche e ausilia- rie al core business del Gruppo. Tra i principali servizi svolti dal ramo conferito si segnalano la gestione e manutenzione degli immobili, i servizi logistici e ausiliari e la gestione delle utenze.

Contratto di Tesoreria Intersocietaria

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanzia- ri, la capogruppo ACEA ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, rendendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria. Il 1° aprile 2016 è stato approvato un nuovo contratto di finanza intersocietaria con efficacia triennale ritenendo il precedente obsoleto nell'ambito del rinnovamento adottato secondo il progetto Acea2.0.

In base a tale contratto, ACEA mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per (i) esigenze di circolante e per(ii) la effettuazione degli investimenti. Inoltre, ACEA mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garan- zie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie so- cietarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie. Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente ac- crediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per va- luta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come media ponderata dei tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride o assimilabili nel settore delle utilities (rivedibile annualmente, aumentato, eventualmente, di un margine aggiuntivo legato, sostanzial- mente, al livello di esposizione della società beneficiaria ri- spetto al totale dei plafond concessi alle Società in tesoreria accentrata). Per il 2016 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo del 4,62% ed un massimo del 5,78%. Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, ACEA riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "EURIBOR a 3 mesi"

(fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente. I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

FattidiRilievo intervenutinel corso dell'esercizio

Acea S.p.A.: Approvato il Piano Industriale 2016 - 2020

L'11 marzo 2016 il Consiglio di Amministrazione di ACEA ha approvato il Piano Industriale del Gruppo relativo al periodo 2016-2020. Tale piano conferma la focalizzazione della strategia sulle attività regolate, sull'innovazione e razionalizzazione dei processi interni, nonché sulla qualità del servizio. Le previsioni tengono conto del nuovo quadro regolatorio della distribuzione elettrica e idrica, con conseguente otti- mizzazione dell'allocazione delle risorse nelle aree di business maggiormente redditizie. Sono, inoltre, ipotizzate un'accele- razione e un incremento degli obiettivi di efficienza soprat- tutto con riferimento al progetto Acea 2.0.

Nella medesima seduta il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato il Bilancio 2015 e la proposta di distribu- zione di un dividendo di € 0,50 per azione.

Acea S.p.A.: Pubblicazione liste dei candidati per la nomina del Collegio Sindacale

Il 6 aprile 2016, in relazione alla Assemblea dei Soci che si è tenuta lo scorso 28 aprile 2016 sono state regolarmente depositate presso la Sede della Società le Liste di candidati per la nomina del Collegio Sindacale.

Acea S.p.A.: Ritiro rating Standard & Poor's su richiesta di Acea

Il 27 aprile 2016, su richiesta di ACEA, Standard & Poor's ha ritirato tutti i suoi rating relativi alla Società e alle emis- sioni obbligazionarie attualmente in circolazione, dopo aver confermato il giudizio di merito pari a "BBB-" sul debito a lungo termine e ad "A-3" sul debito a breve termine, con outlook "Stabile".

Tale decisione scaturisce da un'approfondita riflessione svolta anche con primari Investitori e Analisti e si è basata, tra l'altro, sulla non condivisibilità della metodologia valutativa adottata da Standard & Poor's che non riflette i significativi miglioramenti industriali e finanziari conseguiti dal Gruppo ACEA negli ultimi anni.

Acea S.p.A.: l'Assemblea degli azionisti approva il Bilancio 2015 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,50 euro per azione e nomina il Collegio Sindacale

Il 28 aprile 2016 l'Assemblea degli Azionisti di Acea S.p.A. ha approvato il Bilancio d'esercizio e ha presentato il Bilan- cio consolidato al 31 dicembre 2015. L'Assemblea ha altresì deliberato la destinazione dell'utile civilistico 2015 di ACEA S.p.A. nonché la distribuzione di un dividendo complessivo di € 106.482.450,00, pari ad € 0,50 per azione, che è stato messo in pagamento a partire dal 22 giugno 2016 con stacco cedola in data 20 giugno e record date il 21 giugno. L'Assemblea degli Azionisti ha inoltre nominato il nuovo Collegio Sindacale, definendone i relativi compensi. Il Col- legio Sindacale resterà in carica per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio 2018. L'elezione dei componenti dell'Organo di controllo è avvenuta con voto di Lista, secondo le modalità stabilite agli articoli 15 e 22 dello Statuto Sociale.

Acea S.p.A.: dimissioni del Consigliere di Amministrazione Diane D'Arras

Il 31 maggio 2016 Diane d'Arras – eletta Consigliere di Amministrazione nella lista presentata dal Socio Suez – Amministratore indipendente e non esecutivo di Acea SpA e Coordinatore del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di Consi- gliere per l'intensificarsi dei propri impegni professionali nel Gruppo Suez.

Acea S.p.A.: Pubblicazione del Documento Informativo relativo

ad Operazione di maggiore rilevanza con parti correlate Il 24 giugno 2016 Acea ha messo a disposizione del pubbli- co presso la sede sociale e sul sito internet aziendale www. acea.it, il documento informativo relativo al contratto aven- te a oggetto il Piano LED, firmato da Acea SpA e Roma Capitale in data 17 giugno 2016.

Acea S.p.A.: cooptazione nuovo Consigliere di Amministrazione Il 28 giugno 2016 il Consiglio di Amministrazione di Acea ha cooptato, in sostituzione del Consigliere dimissionario Diane d'Arras di espressione del Socio di minoranza Suez Italia SpA e su proposta dello stesso Socio, Angel Simon Grimaldos, quale Amministratore non esecutivo, ai sensi dell'art. 2386 codice civile e dell'art. 15 dello Statuto Sociale.

ACEA S.p.A.: Fitch Ratings conferma il rating "BBB+/F2" e l'outlook "Stabile"

Il 3 agosto 2016, ha comunicato di aver confermato il Fitch Ratings di ACEA pari a "BBB+" sul debito a lungo termine e a "F2" e sul debito al breve termine, con outlook "Stabile". L'Agenzia motiva la conferma del rating e dell' outlook con la focalizzazione della strategia del Gruppo su business regola- ti, la struttura finanziaria bilanciata e l'aumento della visibi- lità sulle attività di servizio idrico e di distribuzione elettrica in seguito ai recenti aggiornamenti tariffari.

ACEA S.p.A.: annuncia offerta di acquisto di prestiti obbligazionari e conclude con successo l'emissione del prestito obbligazionario da 500 milioni di euro della durata di 10 anni a valere sul Programma EMTN

Il 12 ottobre 2016 ACEA ha annunciato il lancio di un'ope- razione di riacquisto parziale rivolta ai portatori delle Obbli- gazioni verso un corrispettivo in denaro, per un ammontare nominale massimo di € 300 milioni. Di seguito il dettaglio delle Obbligazioni oggetto dell'operazione:

Descrizione delle Obbligazioni Emittente Valore nominale complessivo in
circolazione
Yeld offerto
€600.000.000 3,750%
con scadenza 12 settembre 2018
(le "Obbligazioni 2018")
ACEA S.p.A. € 600.000.000 (0,1%)
€500.000.000 4,50%
con scadenza 16 marzo 2020
(le "Obbligazioni 2020")
ACEA S.p.A. € 500.000.000 0,0%

Le Offerte sono promosse nell'ambito della strategia di liability management dell'Offerente volta ad ottenere un allungamento della durata media del proprio debito e gestire in anticipo una parte del rischio di rifinanziamento alla luce delle favorevoli condizioni di mercato. È previsto che l'Offerente proceda all'annullamento delle Obbligazioni acquistate, che non verranno riemesse o rivendute.

In data 24 ottobre 2016 ACEA ha annunciato l'accettazio- ne delle seguenti Serie di Obbligazioni:

Obbligazioni scadenti nel 2018 pari ad € 269.611.000; e Obbligazioni scadenti nel 2020 pari ad € 77.225.000,

per un totale nominale di € 346.836.000. Il riacquisto ha comportato una perdita di € 31,4 milioni oltre alle spese relative all'operazione.

Contestualmente ACEA ha comunicato l'emissione di una nuova serie di obbligazioni a valere sul programma "€ 1,500,000,000 Euro Medium Term Note" aggiornato in data 25 luglio 2016.

Il 19 ottobre 2016 ACEA ha completato con successo il collocamento di tale emissione obbligazionaria per un im- porto complessivo di € 500 milioni della durata di 10 anni a tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN).

L'operazione ha avuto esito molto positivo, con una doman- da pari a circa 2 volte l'offerta proveniente da Investitori di

elevata qualità e con ampia diversificazione geografica. L'emissione è finalizzata prevalentemente al rifinanziamen- to dei bond riacquistati da ACEA a seguito dell'offerta di acquisto del 12 ottobre 2016 e ad ottenere l'allungamento della durata media del debito della Società nonché la riduzione del costo medio dello stesso considerando l'attuale andamento dei tassi di interesse, con particolare riferimento all'area Euro.

Il prestito obbligazionario è destinato esclusivamente a investitori istituzionali.

Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata fissata per il 24 ottobre 2016. Da tale data le obbligazioni saranno quotate presso il mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo del programma EMTN.

ACEA S.p.A.: comunica la sottoscrizione dei contratti per l'acquisizione del 100% di Idrolatina (che detiene il 49% di Acqualatina), il 19,2% di Geal e il 100% di Severn Trent Italia (che detiene il 64% di Umbriadue Servizi Idrici ed l'80% di Iseco).

Nel corso del mese di Novembre, nell'ambito della strategia di crescita del Gruppo che prevede, tra l'altro, il consolida- mento della presenza della Società nel settore idrico, Acea ha comunicato di aver sottoscritto i contratti preliminari - non inclusi nei target del Piano Industriale 2016-2020 ma che rientrano tra le iniziative già individuate - aventi per oggetto l'acquisizione: - dal Gruppo Veolia, del 100% di Idrolatina, che a sua volta detiene una partecipazione del 49% di Acqualatina al prezzo di € 22 milioni. Il restante 51% del Capitale Sociale di Acqualatina è detenuto dai Comu- ni dell'ATO4-Lazio Meridionale; - dal Gruppo Veolia, del 19,2% di Gestione Esercizio Acquedotti Lucchesi - GEAL ad un prezzo di € 2 milioni. Si evidenzia che Acea detiene già il 28,8% di GEAL attraverso Crea SpA, conseguente- mente la partecipazione in GEAL aumenta al 48%; - dal Gruppo Severn Trent Plc, del 100% di Severn Trent Italia e, indirettamente, delle partecipazioni del 64% in Umbriadue Servizi Idrici e dell'80% in Iseco. Il prezzo di acquisto è pari ad € 0,4 milioni. Acea già possiede una quota del 34% di Umbriadue Servizi Idrici tramite Crea Gestioni Srl, conse- guentemente, la partecipazione in Umbriadue salirà al 98%. Il closing delle operazioni sopra menzionate è soggetto a condizioni sospensive usuali per simili iniziative.

ACEA S.p.A.: Moody's conferma il rating "Baa2" e l'outlook "Stabile"

Il 13 dicembre 2016, Mody's ha comunicato di aver confermato il rating di ACEA pari a "Baa2" con outlook "Stabile". L'Agenzia motiva la conferma dell'outlook è dovuta principalmente al positivo business mix prevalentemente focalizzato su attività regolamentate. Il rating ''Baa2'' riflette, tra l'altro, il quadro regolamentare stabile e trasparente del set- tore idrico, la solida struttura finanziaria e il miglioramento delle metriche di credito.

Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura del periodo

Acea Illuminazione Pubblica ha presentato il 20 febbraio 2017 offerta vincolante nell'ambito della gara, indetta da Infratel Italia S.p.A., per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di supportare lo sviluppo dell'infrastruttura per la banda ultra larga nelle cosiddette "aree bianche" relative alle Regioni Marche ed Umbria (Lotto 3) e Lazio (Lotto 4). L'oggetto della gara è l'affidamento di una concessione di progettazione e costruzione, nonché manutenzione e gestione, a tempo determinato, di una infrastruttura passiva di proprietà pubblica a Banda Ultralarga e la contestuale erogazione dei servizi passivi ed attivi di accesso in modalità wholesale. La Società aveva ottenuto la prequalifica per la partecipazione alla gara con invito del 5 dicembre 2016.

Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi regolatori, rischi di credito, rischi operativi, rischi cambio, rischio mercato, rischio liquidità ed al rischio tasso di interesse. Al fine del contenimento di tali rischi il Gruppo ha posto in essere attività di analisi e di monitoraggio che sono di seguito dettagliate. È necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di pre- disposizione della relazione sulla gestione corrente, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente docu- mento, che possano determinare effetti significativi sulla situa- zione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo ACEA.

Rischi Regolatori e Normativi

È noto che il Gruppo ACEA opera prevalentemente nei mercati regolamentati ed il cambiamento delle regole di fun- zionamento di tali mercati nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. Pertanto il Gruppo si è dotato di una struttura che possa intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazioni locali e nazionali. Tale struttura assicura il monitoraggio della evoluzione normativa, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nella coerente applicazione delle disposizioni normative all'inter- no dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua.

Le regole di assetto territoriale e di governance del servizio idrico integrato continuano ad essere oggetto di specifici interventi normativi; in particolare con riferimento ai provvedimenti connessi al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali a rilevanza economica (Riforma MADIA) e in materia ambientale con il c.d. Collegato Ambientale (Green Economy). Ulteriori sviluppi sono attesi dal più volte citato progetto di legge ex Daga (S 2343), quando avrà terminato il suo complesso iter approvativo.

Con Legge 22 maggio 2015, n. 68 (pubblicata sulla Gazzet- ta Ufficiale 28 maggio 2015, n. 122) sono state approvate nuove disposizioni in tema di reati ambientali.

In particolare, la citata Legge 68/2015 introduce, nel Co- dice Penale, il nuovo Titolo VI- -"Dei delitti contro l'am- biente" e modifica gli art. 257 e 260 del D.lgs. 152/2006. I delitti di nuova introduzione vanno ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un ag- giornamento dei modelli organizzativi.

Rischi operativi e ambientali

Acea Ato 2 – criticità connesse all'esistenza di scarichi non a norma

La sottoscrizione della Convenzione di Gestione ha sancito ufficialmente l'obbligo del trasferimento ex lege dei servizi idrici integrati dei Comuni appartenenti all'ATO2 (ad eccezione dei servizi tutelati e, successivamente, in base art. 148 comma 5 del D.lgs. N°152 del 3 aprile 2006, anche dei comuni fino a 1.000 abitanti che hanno la facoltà di non aderire al S.I.I.). In realtà i tempi e le modalità attua- tive di tale trasferimento sono stati disattesi dagli eventi, a causa sia della mancata disponibilità da parte di alcune Amministrazioni Comunali all'effettivo trasferimento del Servizio, sia della impossibilità per il Gestore, in particolare a partire dal 2008, di acquisire la gestione di impianti idrici, fognari e depurativi non conformi alle norme di legge vigenti per non sottoporsi e/o sottoporre i propri Dirigenti alla conseguente azione penale da parte della magistratura. Le maggiori criticità sono derivate infatti dalla presenza di scarichi ancora non depurati e/o impianti di trattamento esistenti da rifunzionalizzare e/o adeguare a nuovi limiti di emissione determinati dall'Autorità di Controllo a seguito di una diversa valutazione del regime idrologico dei corsi d'acqua ricettori o, addirittura, della natura del recettore (suolo anziché corso d'acqua) per aver ritenuto lo scarico di alcuni depuratori sul suolo nei casi di corsi d'acqua asciutti trovati asciutti all'atto dei controlli.

La situazione di vera e propria emergenza ambientale ha richiesto anche interventi di natura istituzionale. Infatti la Regione ha sottoscritto nel 2008 un "Protocollo d'intesa per l'attuazione del piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell'emer- genza scarichi nell'ATO2 – Lazio Centrale – Roma" con cui ha inteso disporre appositi finanziamenti per l'attuazione di al- cuni degli interventi mirati al superamento dell'emergenza. Ad oggi, grazie al notevole sforzo tecnico ed economico prodigato, sono stati collettati a depurazione 161 scarichi. Rimangono 83 scarichi ancora attivi di cui 51 inseriti in pia- ni di intervento che sta curando Acea Ato 2 e 32 da elimi- nare a cura dei Comuni o della Regione con finanziamenti pubblici.

è stato predisposto nei primi mesi del 2016, alla luce della Delibera 644/15, l'aggiornamento del Programma degli Interventi per il periodo 2016-2019 con indicazioni fino a fine concessione (2032). Tale Programma è parte della documentazione posta alla base dell'istanza tariffaria, che in base all'art. 7.5 della Delibera 664/15 è stata trasmessa all'AE-EGSI per la relativa approvazione. Detto Programma degli Interventi è stato approvato dalla Conferenza dei Sindaci il 27 luglio 2016 e, successivamente, dall'AEEGSI con deliberazione 674 del 17 novembre 2016 nell'ambito dell'approva- zione dello specifico schema regolatorio, recante le predi- sposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Centrale Roma.

Nei primi anni di gestione, dal 2003 in poi, sono stati re- alizzati investimenti scontando in fase di avvio del Servizio Idrico Integrato la scarsa conoscenza degli impianti via via acquisiti dai Comuni e la necessità di elaborare una proget- tazione mirata a risolvere i problemi più critici soprattutto relativi al comparto igienico sanitario. I tempi conseguenti a tale progettazione e alle autorizzazioni all'uopo necessarie per la cantierizzazione delle opere hanno ritardato di fatto la realizzazione di investimenti sul territorio.

Negli anni successivi gli investimenti effettuati hanno con- sentito il recupero, di fatto, del gap degli anni precedenti realizzando maggiori investimenti rispetto a quelli program- mati nel precedente Programma 2014-2017.

I risultati raggiunti hanno beneficiato anche del profondo rinnovamento attuato nel sistema organizzativo, nei processi e nei sistemi tecnologici utilizzati a partire dagli anni 2013-2014; rinnovamento che ha portato al miglioramento delle performance operative della Società ottimizzando gli assetti organizzativi, i processi ed individuando opportunità di sinergie e innovazione a supporto degli obiettivi strategici. Grazie a tale rinnovamento e alla messa a regime dell'attivi- tà di progettazione sviluppata negli anni precedenti è stato possibile incrementare la produzione di investimenti per la realizzazione di nuove grandi opere. Permangono tuttavia le difficoltà legate alla fase autorizzativa dei progetti che rimane altamente critica soprattutto per quanto riguarda la dichiarazione di pubblica utilità da parte dei comuni ed in particolare di Roma Capitale ed i conseguenti procedimenti patrimoniali finalizzati all'acquisizione delle aree necessarie per i lavori.

A tal riguardo è da sottolineare che recentemente è stato nominato un apposito Commissario Straordinario, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2015, al fine di rimuovere le criticità dovute alla mancata dichiarazione da parte di Roma Capitale della pubblica utilità di alcuni progetti strategici per il supera- mento dell'emergenza ambientale nel Comune con parti- colare riferimento agli importanti interventi di risanamen- to di scarichi fognari non depurati quali: il completamento del collettore di Ponte Ladrone, il Collettore della Cre- scenza III, il collettore di Magliana-Maglianella VI tronco, il Collettore dell'Acqua Traversa, il collettore di Rebibbia, il collettore di Via Veientana.

Il Programma 2016-2019 oltre che a proseguire nell'impe- gno a superare le emergenze ambientali che hanno carat- terizzato il primo periodo concessorio, prevede altresì l'au- mento dei volumi d'investimento nel campo delle estensioni e bonifiche delle reti idriche e fognarie, l'incremento della manutenzione programmata e non su danno e, nel campo della depurazione, la messa a norma degli impianti oggetto di applicazione di procedure autorizzative sempre più re- strittive e l'avvio del programma di razionalizzazione degli impianti, mirato ad un efficientamento della gestione.

In tale Programma sono stati ricompresi, oltre che gli in- terventi di eliminazione degli anzidetti 51 scarichi ancora attivi, anche gli interventi per il completo risanamento igienico-sanitario del territorio dell'ATO2 quali l'adeguamento o il potenziamento dei depuratori obsoleti che scaricano su "suolo" o in "fossi non perenni", a seconda delle interpretazioni/valutazioni dell'ente preposto al rilascio dell'autorizzazione o della accertata variazione del regime idraulico dei corsi d'acqua ricettori.

Acea Ato 2 – criticità del sistema idropotabile

A seguito dell'acquisizione della gestione del SII sono emerse due criticità:

qualità dell'acqua emunta; carenza idrica principalmente nella zona a Sud di Roma. Per quanto attiene alla prima la crisi quali-quantitativa gene- rata dalla presenza sul territorio di fonti con acqua di qualità non conforme rispetto a parametri chimici come arsenico e fluoro naturalmente presenti nelle fonti di approvvigio- namento sotterranee in aree di origine vulcanica, con con- seguenti criticità in termini di quantità e qualità dell'acqua distribuita (Comuni del comprensorio dei Castelli Romani e più in generale ricadenti nelle aree vulcaniche dell'ATO con oltre 170.000 abitanti e quattordici Comuni), ha visto la Società impegnata nell'elaborazione e realizzazione di ade- guati piani di rientro, necessari per il rispetto dei parametri dettati dal D. Lgs. n.31/2001 e recepiti nella successiva pia- nificazione degli investimenti del Piano d'Ambito.

A tal fine sono state pianificati e realizzati interventi di:

  • sostituzione delle fonti di approvvigionamento locali qualitativamente critiche con fonti connotate da migliori caratteristiche qualitative;
  • miscelazione delle fonti con acque prive degli elementi indesiderati;
  • realizzazione di impianti di potabilizzazione mediante tecnologia a filtrazione o ad osmosi inversa.

Le attività di cui sopra si sono concluse con l'attivazione dell'impianto di potabilizzazione denominato "Madrid" nel Comune di Trevignano.

Oggi, a seguito dell'ultimazione delle attività innanzi de- scritte, risulta, pertanto, necessario completare gli in-

terventi, già programmati, volti a garantire la qualità dell'acqua distribuita sui citati territori anche in condizioni sfavorevoli (siccità, fuori servizio) ed implementare gli impianti di potabilizzazione per aumentarne l'affidabilità.

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica riscontrata principalmente nella zona dei Colli Albani, il cui approvvigionamento dipende dall'acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari inter- venti volti a mitigare tale criticità, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l'attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l'impianto "booster" del Ceraso. Gli sforzi della Società verranno poi indirizzati a realizzare nuovi impianti per incrementare l'approvvigionamento idrico, soprat- tutto nel periodo estivo, nei comuni di Oriolo Romano, Sant'O- reste, Allumiere (seconda linea), Fiano Romano e Vejano.

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica riscontrata principalmente nella zona dei Colli Al- bani, il cui approvvigionamento dipende dall'acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari interventi volti a mitigare tale criticità, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l'attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l'impianto "booster" del Ceraso. Inoltre, tra gli interventi finalizzati a fronteggiare al meglio le situazioni di emergenza idrica che si verificano, in particolare in alcuni comuni a sud di Roma, in coincidenza con i mesi estivi e in concomitanza con l'incremento dei consumi, si è posta par- ticolare attenzione alla gestione della risorsa idrica. Ad esem- pio, nel comune di Velletri, per contenere la situazione critica, sono state effettuate turnazioni idriche, divulgate anche sui siti web aziendali, e Acea Ato 2 ha messo in campo un servizio di rifornimento tramite autobotti che ha consentito di limitare i disagi alla cittadinanza. Analoghe problematiche si sono verificate nel comune di Olevano comunque risolte.

Area Energia

Con riferimento all'Area Energia, i principali rischi operativi connessi all'attività delle società in esse incluse (Acea Energia ed Acea Produzione) possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, inadeguatezza dei fornitori, ne- gligenza), danni per mancata produzione, risorse umane e danni derivanti da sistemi e da eventi esogeni.

Le società, per far fronte ad eventuali rischi di natura opera- tiva, hanno provveduto, sin dall'avvio delle attività, a sotto- scrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Business Interruption (danni per mancata produzione) e Third Part Liability (responsabili- tà civile verso terzi). Le società pongono particolare atten- zione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti e contestualmente alla definizione di procedure organizzative interne e alla stesura di appositi mansionari.

Area Reti

Con riferimento all'Area Reti, i rischi principali ricadenti in questa area industriale possono essere classificati come segue:

  • rischi inerenti all'efficacia degli investimenti di sostituzio- ne/ammodernamento delle reti elettriche, in riferimento agli effetti attesi sul miglioramento degli indicatori di continuità del servizio;
  • rischi relativi alla qualità, affidabilità e durata delle opere realizzate;
  • rischi relativi al rispetto dei tempi di ottenimento delle prescritte autorizzazioni, sia riguardo alla costruzione e messa in esercizio degli impianti (ex legge regionale 42/90 e norme collegate) sia relativamente all'esecuzione dei lavori (autorizzazioni dei municipi e altre similari), in rapporto alle esigenze di sviluppo e potenziamento degli impianti.

Circa il rischio relativo all'efficacia degli investimenti di-

scende in primis dalla sempre più stringente disciplina dell'AEEGSI in tema di continuità del servizio. La risposta messa in campo da Areti per contrastare tale rischio consiste nel rafforzare gli strumenti di analisi del funzionamento delle reti al fine di orientare sempre meglio gli investimenti (es. Progetto ORBT), e nell'applicazione di nuove tecnologie (es. automazione rete MT, smart grid, ecc.).

Circa il rischio relativo alla qualità dei lavori, Areti ha implementato sistemi di controllo operativo, tecnico/qualita- tivi, tra i quali spicca la costituzione dell'Unità Ispezione Cantieri (inserita nell'U.O Qualità e Sicurezza). Gli esiti delle ispezioni, gestiti informaticamente ed analizzati sta- tisticamente, forniscono classifiche di merito (indici re- putazionali) con un sistema di "vendor rating" sviluppato in collaborazione con l'Università di Tor Vergata (Roma). Tale sistema produce una valutazione di merito basata sulla reputazione degli appaltatori in riferimento al rispetto dei parametri di qualità e sicurezza dei lavori in cantiere.

Nel corso dell'anno rimane confermato il buon livello rag- giunto dell'indice reputazionale generale delle imprese che hanno operato per Areti.

Circa il rischio relativo al rispetto dei tempi esso deriva dal- la numerosità dei soggetti che devono essere interpellati nei procedimenti di autorizzazione e dalla notevole incertezza sui tempi di risposta da parte di tali soggetti; il rischio è insito nella possibilità di dinieghi e/o nelle condizioni tecniche che i predetti soggetti possono porre (ad esempio realizzazione di impianti interrati anziché "fuori terra", con conseguente maggior costo di impianto e di esercizio). Si fa notare anche il maggior costo operativo derivante dalla notevole durata dei procedimenti, che costringe le strutture operative ad un presidio impegnativo (elaborazione e presentazione di approfondimenti di progetto, valutazioni ambientali, ecc.), nonché alla partecipazione a conferenze di servizi e incontri tecnici presso gli Uffici competenti. Il rischio sostanziale resta, comunque, legato al mancato ottenimento di autorizzazioni, con conseguente impossibilità di adeguare gli impianti e conseguente maggior rischio legato alle performance tecniche del servizio (al presente, risulta in sofferenza il procedimento per l'ammodernamento della rete AT nell'area del Litorale e il procedimento con Terna, per la realizzazione della nuova cabina primaria Castel di Leva). Si rimarca che un elemento di particolare criticità consiste nei lunghi tem- pi di risposta di alcune amministrazioni interpellate.

Area Ambiente

I termovalorizzatori, nonché in grado minore gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato li- vello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tec- nica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manu- tenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche, può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della norma- tiva vigente.

Rischio mercato

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi delle commodity oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio di prezzo commodity Il Gruppo è esposto alle oscillazioni dei prezzi di energia elettrica e gas naturale che possono influenzare in ma- niera significativa i risultati.

Al fine di mitigare tale rischio il Gruppo si è dotato di una struttura di controllo che assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato in coerenza con le Li- nee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno di ACEA e con i limiti e i criteri generali dei Rischi dell'Area Energia. L'analisi e la gestione dei rischi è effettuata secondo un processo le cui regole sono approvate dal CFO e che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno, con cadenza e periodicità differenti (annuale, mensile e gior- naliera). L'esecuzione di tali attività è distribuita tra l'U- nità Risk Management ed i Risk Owner.

In particolare:

  • annualmente devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi. Tali attività sono in carico al CFO con il supporto di Risk Management;
  • giornalmente, l'Unità Risk Management è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area industriale Energia e della verifica del rispetto dei limiti definiti;
  • la relativa reportistica relativa verso il Top Management ha pe- riodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Risk Management è responsabile dell'invio all'Unità Internal Audit di ACEA delle informazioni richieste.

I limiti di rischio dell'Area Energia sono definiti in modo tale da:

  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
  • garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di di approvvigionamento delle commodities e di hedging;
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

Il Rischio Mercato è distinguibile in "Rischio Prezzo", ossia il rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodity, e

  • "Rischio Volume", ossia: per Acea Energia è il rischio legato alla variazione dei vo- lumi effettivamente venduti rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita ai clienti finali (profili di vendita);
  • per ACEA Produzione è il rischio legato alla variazione dei volumi prodotti e dei volumi venduti.

Gli obiettivi dell'analisi e gestione dei rischi sono:

  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato dell'energia che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio di tutte le società operative di ACEA facenti riferimento all'Area Energia;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazio- ne di adeguati controlli interni, procedure, sistemi infor- mativi e competenze;

delegare ai Risk Owner il compito di proporre le opportune strategie operative di copertura dai singoli rischi, nell'ambito di livelli minimi e massimi prefissati.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • aggregazione delle commodity e architettura dei book di rischio;
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodities, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici);
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo);

verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

Inoltre, l'attività dell'Unità Risk Management prevede con- trolli codificati giornalieri e "ad evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio, anche ai fini del rispetto della L.262/05.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a sta- bilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla ge- stione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebita- mento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio in quanto stabi- lizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestio- ne del rischio di liquidità, per ACEA e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale

di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio di credito

ACEA ha emanato da tempo le linee guida della credit poli- cy, attualmente in corso di aggiornamento per renderla co- erente con il progetto Acea 2.0 e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti stra- tegie di gestione dei crediti. La Collection Strategy prevede che il credito venga gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentale). Da ormai 2 anni è in uso un sistema di credit check, operativo sui mercati non rego- lamentati, con il quale vengono sottoposti a verifica, attra- verso scorecard personalizzate, tutti i nuovi clienti mass mar- ket e small business; la valutazione dei clienti Large Business segue invece un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. Il Progetto Acea2.0 ha incluso anche la revisione complessiva del processo di ge- stione del credito sia in termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Grup- po, con la definizione di una nuova Collection Strategy, piena- mente integrata nei sistemi.

Dal punto di vista organizzativo si è proceduto nel corso dell'anno ad un ulteriore rafforzamento della gestione accentrata attraverso la costituzione di una nuova unità all'interno della Capogruppo, responsabile delle politiche creditizie e del recupero dei crediti verso clienti cessati o con esposizioni rilevanti. Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti riportano funzionalmente alla funzione di ACEA che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione pro soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministra- zioni. Tali operazioni hanno pertanto dato luogo all'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse.

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali ed alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agen- zie di rating potrebbero costituire una limitazione alla pos- sibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla si- tuazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. L'attuale rating di ACEA è riportato nella tabella che segue.

Società M/L Termine Breve Termine Outlook Data
Fitch BBB
+
F2 Stabile 03/08/2016
Moody's Baa2 Na Stabile 13/12/2016

Si evidenzia che in data 27 aprile 2016, su richiesta di ACEA, Standard & Poor's ha ritirato tutti i suoi rating relativi alla So- cietà e alle emissioni obbligazionarie attualmente in circola- zione dopo aver confermato il giudizio di merito pari a "BBB-" sul debito a lungo termine e ad "A-3" sul debito a breve termine, con outlook "Stabile". Tale decisione scaturisce dopo un'approfondita riflessione basata, tra l'altro, sulla non condi- visibilità della metodologia valutativa adottata da Standard & Poor's che non riflette i significativi miglioramenti industriali e finanziari conseguiti dal Gruppo ACEA negli ultimi anni.

Evoluzione prevedibile della gestione

I risultati raggiunti dal Gruppo ACEA al 31 dicembre 2016 sono superiori alle previsioni anche al netto delle due principali partite straordinarie che riguardano da un lato l'eliminazione del cd. regulatory lag e dall'altro gli effetti derivanti dall'operazione di riacquisto parziale delle Obbligazioni.

Il Gruppo ACEA, sta proseguendo nell'opera di razionaliz- zazione ed efficientamento dei processi operativi di tutte le aree di business e di quelli corporate. Tali obiettivi sono per- seguiti anche attraverso un importante sviluppo dei sistemi informativi che ha consentito di gestire reti e fornire servizi in modo innovativo.

Lo sviluppo tecnologico e il cambiamento delle abitudini e aspettative dei clienti, hanno posto il Gruppo ACEA di fronte alla necessità di un profondo cambiamento che è non solo tecnologico, ma anche organizzativo e culturale e che ha preso il nome di Acea2.0.

La digitalizzazione dei processi avviata nel 2015 rappresen- ta una vera e propria business transformation che prevede una riorganizzazione aziendale con una forte attenzione alle persone, riqualificate e coinvolte totalmente nel processo di cambiamento.

Il programma realizza la volontà dell'azienda di fare impor- tanti investimenti che, senza incidere sulla solidità della struttura finanziaria del Gruppo, hanno un immediato im- patto positivo sulle performance, sull'EBITDA e sui proces- si di fatturazione e incasso.

Con questo processo di cambiamento e modernizzazione ACEA vuole realizzare un Gruppo dove la competitività e la centralità del cliente, diventano il perno intorno al quale si realizza la crescita.

Inoltre proseguirà l'impegno di porre in essere tutte le azioni volte al continuo e costante miglioramento del processo di fatturazione e vendita al fine di proseguire nella riduzione del circolante e nel contenimento dell'indebitamento del Gruppo.

La struttura finanziaria del Gruppo ACEA risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 31 dicembre è regolato per il 73,0% a tasso fisso in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. Il collocamento dell'emis- sione obbligazionaria di € 500 milioni, che ha durata di 10 anni a tasso fisso, è finalizzato prevalentemente al ri- finanziamento dei due bond con scadenza 2018 e 2020 riacquistati da ACEA; entrambe le operazioni, riacquisto e nuova emissione sono volte ad ottenere l'allungamento della durata media del debito netto della Società che passa da 6 anni del 30 settembre 2016 a 7 anni a seguito delle suddette operazioni. Si evidenzia inoltre che la riduzione del costo medio dello stesso passa dal 3,16% di settembre 2016 al 2,94% di fine dicembre.

Per l'anno 2017, a parità di perimetro di attività, Acea si aspetta:

  • un aumento dell'EBITDA compreso tra il 4% e il 6%, aven- do come base il Margine 2016 adjusted (€ 785 milioni);
  • investimenti in linea con il 2016 (€ 530 milioni), eserci- zio in cui è stato registrato il livello di capex più elevato di sempre;
  • un indebitamento finanziario netto a fine anno compreso tra € 2,3 e € 2,4 miliardi.

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, pari a € 108.610.120,05, come segue:

  • € 5.430.506,00, pari al 5% dell'utile, a riserva legale
  • € 103.085.734,90, ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,485
  • € 93.879,15 a utili a nuovo.

Si propone inoltre di distribuire l'importo di € 28.693.967,45, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,135, tramite utilizzo delle riserve formate con utili di esercizi precedenti.

Il dividendo complessivo (cedola n. 18) di € 131.779.702,35, pari a € 0,620 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 21 giugno 2017 con stacco cedola in data 19 giugno e record date il 20 giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione

Bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016

Forma e struttura

Informazioni generali

Il bilancio di ACEA S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 marzo 2017. ACEA è una società per azioni, con sede in Italia, Roma, piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

Conformità agli IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Fi- nancial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Bo- ard (IASB) ed adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli Inter- national Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'Internatio- nal Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art.9 del D.Lgs. 38/05.

ACEA S.p.A. adotta i principi contabili internazionali, Interna- tional Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'eserci- zio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili italiani è re- lativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

Basi di presentazione

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico Complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto - tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 – nonché dalle Note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanzia- ria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05- 178b tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CON-SOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items; si specifica invece che i dati economici adjusted non includono l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del cd. regulatory lag non- ché l'effetto negativo conseguente all'operazione di riac- quisto di una parte delle obbligazioni emesse;

    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non cor- renti al netto delle Attività finanziarie non correnti (cre- diti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività correnti al net- to delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto del- le "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
    1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione fi- nanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio d'Esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per rilevare gli accantona- menti per rischi su crediti, per obsolescenza di magazzino, svalutazioni di attivo, recuperabilità delle attività per imposte anticipate, benefici ai dipendenti, fair value degli strumenti derivati, ricavi, imposte ed altri accantonamenti e fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie dispo- nibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circo- stanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del control- lo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Criteri di valutazione e principi contabili

I principi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.

Attività non correnti destinate alla vendita

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissio- ne) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita.

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si pre- vede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata sola- mente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impe- gno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

Differenza cambi

La valuta funzionale e di presentazione adottata da ACEA S.p.A. e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le tran- sazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono ricon- vertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi im- putati direttamente a patrimonio netto. Le poste non mone- tarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale ri- levazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino - americane controllate è quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da ACEA S.p.A. utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tas- so di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è possibile determi- narne attendibilmente il valore ed è probabile che i relativi

benefici economici saranno conseguiti da ACEA S.p.A. e sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile secondo la tipologia di operazione, i ricavi sono rilevati sulla base dei criteri specifici di seguito riportati:

Vendita di beni

I ricavi sono rilevati quando i rischi e benefici significativi della proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente.

Prestazioni di servizi

I ricavi sono rilevati con riferimento allo stadio di completa- mento delle attività sulla base dei medesimi criteri previsti per i lavori in corso su ordinazione. Nel caso in cui non sia possibile determinare attendibilmente il valore dei ricavi, questi ultimi sono rilevati fino a concorrenza dei costi so- stenuti che si ritiene saranno recuperati.

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamen- te i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi finanziari.

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ri- cevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensa- zione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio pre- cedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contrat- ti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

Costi relativi all'assunzione di prestiti

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribu- ibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso tempora- le prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'inve- stimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro at- traverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Ta- riffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio. Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle im- poste correnti (come da consolidato fiscale) e differite. Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'e- sercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'im- ponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della pas- sività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risul- tati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei pia- ni approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia rite- nuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività. Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fisca- le che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte dif- ferite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati ci- vili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

Descrizione Aliquota economica-tecnica
MIN MA
X
Impianti e macchinari strumentali 1,25% 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali strumentali 2,5% 6,67%
Attrezzature industriale e commerciali non strumentali 6,67%
Altri beni strumentali 12,50%
Altri beni non strumentali 6,67% 19%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi o per finalità non ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di va- lore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività materiali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di ce- spiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendi- ta e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili pos- seduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto compren- sivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobi- liare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing. Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto econo-

mico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Attività immateriali

Acquisti separati o derivanti da aggregazioni di imprese

Le attività immateriali acquisite separatamente sono capi- talizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso ope- razioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività imma- teriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di va- lore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono capitalizzati quando il loro recupero futuro è ritenuto ragionevolmen- te certo. Successivamente all'iniziale rilevazione dei costi di sviluppo, essi sono valutati con il criterio del costo che può essere decrementato di ogni eventuale ammortamento o perdita accumulata.

Ogni eventuale costo di sviluppo capitalizzato viene ammortizzato per tutto il periodo in cui i ricavi futuri attesi si manifesteranno a fronte del medesimo progetto. Il valore di carico dei costi di sviluppo viene riesaminato annualmente per l'effettuazione di una analisi di congruità ai fini della rilevazione di eventuali perdite di valore quando l'attività non è ancora in uso, oppure con cadenza più ravvicinata quando un indicatore nel corso dell'esercizio pos- sa ingenerare dubbi sulla recuperabilità del valore di carico.

Marchi e brevetti

Sono rilevati inizialmente al costo di acquisto e sono am- mortizzati in quote costanti sulla base della loro vita utile. Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento si informa che:

  • i costi di sviluppo sono ammortizzati in misura costante entro un periodo di cinque anni in relazione alla residua possibilità di utilizzazione
  • i costi per diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre anni.

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, ACEA S.p.A. rivede il valore con- tabile delle proprie attività materiali, immateriali e parteci- pazioni per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore.

Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'am- montare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, ACEA S.p.A. effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso. Nella determi- nazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una uni- tà generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rap- presentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere man- tenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel cui caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammorta- menti e svalutazioni.

Partecipazioni

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex articolo 2343 codice civile.

L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla quota spet- tante di patrimonio netto della partecipata espressa a valo- ri correnti è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico della partecipazione ed è assog- gettato a test di impairment ed eventualmente svalutata. Le perdite di valore non vengono successivamente ripristinate nel caso in cui vengano meno i motivi di tale svalutazione.

Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota ecceden- te l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi ed oneri pur in presenza di una esposizio- ne creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazione delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate.

Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività fi- nanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair value se determinabile: in tal caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair value sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione allorquando tutti gli utili e le perdite accumu- latesi vengono imputate al conto economico del periodo.

Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponi- bile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzioni di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora invece derivino dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.

Azioni proprie

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel mo- mento in cui ACEA S.p.A. diviene parte delle clausole con- trattuali dello strumento.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC 12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.

Crediti Commerciali ed altre attività

I crediti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale ridotto da un'appropriata svalutazione per riflettere la stima della perdita su crediti.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene effettuata quando si ritiene probabile che l'impresa non sarà in grado di recuperare l'intero ammontare del credito.

I crediti verso clienti si riferiscono all'importo fatturato che, alla data del presente documento, risulta ancora da incassare nonché alla quota di crediti per ricavi di competenza del periodo relativi a fatture che verranno emesse successivamente.

Attività Finanziarie

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente va- lutate al costo inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle date di bilancio successive, le attività finanziarie che il Gruppo ha l'intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza (attività finanziarie detenute fino alla scadenza) sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle svalutazioni effet- tuate per riflettere le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazio- ne o disponibili per la vendita, e sono valutate ad ogni fine

periodo al fair value. Quando le attività finanziarie sono detenute per la nego- ziazione, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati al conto economico del periodo. Per le attività finanziarie disponibili per la vendita, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputa- ti direttamente in una voce separata del patrimonio netto fintanto che esse sono cedute o abbiano subito una perdita di valore; in quel momento, gli utili o le perdite complessivi precedentemente rilevati nel patrimonio netto sono impu- tati al conto economico del periodo. L'importo della perdita complessiva deve essere pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il fair value corrente.

In caso di titoli diffusamente negoziati nei mercati regolamentati (attivi), il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura dell'esercizio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è determinato in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale oppure è calcolato in base ai flussi finanziari futuri attesi delle attività nette sottostanti l'investimento.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie, che implicano la consegna entro un lasso temporale generalmente defi- nito dai regolamenti e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio, sono rilevati alla data di negoziazione, vale a dire alla data in cui il Gruppo ha assunto l'impegno di acquisto/vendita di tali attività.

La rilevazione iniziale delle attività finanziarie non derivate, non quotate su mercati attivi ed aventi flussi di pagamento

fissi o determinabili è effettuata al fair value. Successivamente all'iscrizione iniziale esse sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo. Il Gruppo verifica ad ogni data di bilancio se un attività finan- ziaria o gruppo di attività finanziarie ha subito una perdita di valore. Un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie è da ritenere soggetta a perdita di valore se, e solo se, sussiste una obiettiva evidenza di perdita di valore come esito di uno o più eventi che sono intervenuti dopo la rilevazione iniziale e che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri attendibilmente stimati. Le evidenze di perdita di valore derivano dalla presenza di indicatori quali le difficoltà finanziarie, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni, l'insolvenza nella corresponsione di importanti pagamenti, la probabilità che il debitore fallisca o sia oggetto ad un'altra forma di riorganizzazione finanziaria e la presenza di dati oggettivi che indicano un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Sono valutate al costo ammortizzato. In particolare i costi sostenuti per l'acquisizione dei finanziamenti (spese di tran- sazione) e l'eventuale aggio e disaggio di emissione sono por- tati a diretta rettifica del valore nominale del finanziamento. Sono conseguentemente rideterminati gli oneri finanziari netti sulla base del metodo del tasso effettivo di interesse.

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Sono designati come strumenti di copertura quando la relazio- ne tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'efficacia della copertura, verificata perio- dicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazio- ne del fair value oggetto di copertura (Fair Value Hedge), i derivati sono valutati al fair value ed i relativi effetti rilevati a Conto economico; coerentemente anche l'adeguamento al fair value delle attività o passività oggetto di copertura sono rilevati a Conto economico.

Quando oggetto della copertura è il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi coperti (Cash Flow Hedge), le variazione dei fair value per la parte qualificata come effi- cace vengono rilevate nel Patrimonio netto, mentre quella inefficace viene rilevata direttamente a Conto economico.

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale.

Eliminazione degli strumenti finanziari

Le attività finanziarie sono eliminate dal bilancio quando ACEA S.p.A. perde tutti i rischi ed il diritto alla percezio- ne dei flussi di cassa connessi all'attività finanziaria.

Una passività finanziaria (o una parte di una passività fi- nanziaria) è eliminata dallo stato patrimoniale quando, e solo quando, questa viene estinta ossia, quando l'obbliga- zione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata oppure scaduta.

Se uno strumento di debito precedentemente emesso è riacquistato, il debito è estinto, anche se si intende riven- derlo nel prossimo futuro. La differenza tra valore di carico e corrispettivo pagato è rilevata a conto economico.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando ACEA deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qua- lora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'ob- bligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2016

A decorrere dal 1° gennaio 2016, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IFRS 11: Accordi a Controllo congiunto

Il 7 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amend- ments che ha lo scopo di chiarire il trattamento contabile per le acquisizioni di interessenze in una joint operation che rappresenta un business. Nel caso in cui la joint operation non rappresenta un business, l'acquisizione dovrà essere rilevata come acquisizione separata di attività e passività, senza rile- vare l'avviamento, la fiscalità differita e capitalizzando, ove sostenuti, i relativi costi accessori.

IAS 16: Immobili, impianti e macchinari; IAS 38: Attività immateriali

Il 13 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato le modifiche ai due principi che hanno lo scopo di chiarire che un metodo di ammortamento basato sui ricavi generati dall'asset (c.d. revenue-based method) non è ritenuto appropriato in quan- to riflette esclusivamente il flusso di ricavi generati da tale asset e non, invece, la modalità di consumo dei benefici economici incorporati nell'asset.

IAS 27: Bilancio separato

Lo IASB, con tale modifica, ha introdotto la facoltà di valutare le partecipazioni in società controllate, collegate o in joint venture, nel bilancio separato, utilizzando il metodo del patrimonio netto. Tale facoltà che era prima preclusa si ag- giunge alle altre due opzioni che sono state mantenute: metodo del costo; oppure

al fair value in accordo allo IAS 39 o IFRS 9.

La facoltà di utilizzare il metodo del patrimonio netto per tutte o per alcune categorie di partecipazioni dovrà essere applicata nel bilancio separato in modo retroattivo.

Miglioramenti agli International Financial Reporting Standards (ciclo 2012-2014)

Il 25 settembre 2014 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2012-2014 Cycle".

  • Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:
  • • IFRS 5 Non-current Assets Held for Sale and Disconti- nued Operations: la modifica introduce una guida spe- cifica all'IFRS 5 nel caso in cui un'entità riclassifichi un asset (o un disposal group) dalla categoria held-for-sale alla categoria held-for-distribution (o viceversa), o quando vengano meno i requisiti di classificazione di un'attività come held-for-distribution. Le modifiche definiscono che: (i) tali riclassifiche non dovrebbero essere considerate come una variazione ad un piano di vendita o ad un piano di distribuzione e che restano validi i medesimi criteri di classificazione e valutazione, (ii) le attività che non rispettano più i criteri di classificazione previsti per l'held-for-distribution dovrebbero essere trattate allo stesso modo di un'attività che cessa di essere classificata come held for sale.

  • • IFRS 7 Financial Instruments: Disclosure Servicing contracts – Il documento disciplina l'introduzione di ulteriori guide per chiarire se un servicing contract costituisce un coinvolgimento residuo in un'attività trasferita ai fini dell'informativa richiesta in relazione alle attività tra- sferite. Il paragrafo 42C(c) dell'IFRS 7 prevede che un accordo in virtù del quale l'entità mantiene i diritti con- trattuali a ricevere i flussi finanziari di un'attività finan- ziaria ma assume un'obbligazione contrattuale a pagare i flussi finanziari a una o più entità non costituisce di per sé un coinvolgimento residuo ai fini dei requisiti informativi previsti per il trasferimento. Tuttavia, in pratica, la mag- gior parte degli accordi ha ulteriori aspetti che portano ad un coinvolgimento residuo nell'attività: per esempio, quando l'importo e/o la durata della servicing fee è legata all'importo e/o alla durata dei flussi finanziari incassati. Le modifiche proposte, che si applicheranno in modo pro- spettico dovrebbero pertanto aggiungere una guida su tale aspetto. Applicability of the amendments to IFRS 7 on offsetting disclosure to condensed interim financial state- ments – Il documento elimina le incertezze su come l'in- formativa relativa alla compensazione delle attività e pas- sività finanziarie (entrata in vigore a partire dagli esercizi che hanno avuto inizio dal 1° gennaio 2013 o con data suc- cessiva) debba essere inclusa nei bilanci intermedi e, in tal caso, se in tutti i bilanci intermedi successivi al 1° gennaio 2013 o solamente nel bilancio intermedio del primo anno di applicazione. Il documento chiarisce che l'informativa sulla compensazione di attività e passività finanziarie non è esplicitamente richiesta per tutti i bilanci intermedi. Tuttavia, tale informativa potrebbe essere necessaria per rispettare i requisiti previsti dallo IAS 34, nel caso si tratti di un'informazione significativa.

  • • IAS 19 Employee Benefits Discount rate: regional market issue Il documento introduce delle modifiche allo IAS 19 al fine di chiarire che gli high quality corporate bonds, utilizzati per determinare il tasso di sconto dei post-em- ployment benefits, dovrebbero essere emessi nella stessa valuta utilizzata per il pagamento dei benefits. Le modifi- che precisano che l'ampiezza del mercato dei high quality corporate bonds da considerare sia quella a livello di valuta.
  • • IAS 34 Interim Financial Reporting Disclosure of infor- mation "elsewhere in the interim report": il documento in- troduce delle modifiche al fine di chiarire i requisiti nel caso in cui l'informativa richiesta è presentata nell'interim finan- cial report ma al di fuori dell'interim financial statements. La modifica precisa che tale informativa venga inclusa attra- verso un cross-reference dall'interim financial statements ad altre parti dell'interim financial report e che tale documento sia disponibile ai lettori del bilancio nella stessa modalità e con gli stessi tempi dell'interim financial statement.

Modifiche allo IAS1 Iniziativa di informativa

Le modifiche allo IAS1 chiariscono alcuni requisiti già esistenti in tale principio, quali:

  • il requisito della materialità dello IAS1,
  • il fatto che linee specifiche nei prospetti dell'utile/(perdita) d'esercizio delle altre componenti di conto economico complessivo o nel prospetto della posizione finanziari a netta possano essere disaggregate,
  • il fatto che le entità dispongano di flessibilità rispetto all'ordine in cui presentano le note di bilancio,

  • il fatto che la quota delle altre componenti di conto economico complessivo relativa alle collegate e Joint venture contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio netto deve essere presentata in aggregato in un'unica riga e classificata tra quelle voci che non saranno successivamente classificate a conto economico

  • una sintesi dei principi contabili rilevanti applicati, tra cui:
  • · la base di misura (o basi) utilizzata nella preparazione del bilancio;
  • · gli altri principi contabili utilizzati rilevanti per la com- prensione del bilancio. Inoltre, le modifiche chiariscono i requisiti che si applicano

quando vengono presentati dei sub-totali nei prospetti dell'u- tile/(perdita) d'esercizio o delle altre componenti di conto eco- nomico complessivo o nel prospetto della posizione finanziaria.

Modifiche allo IAS 19 Piano a Contribuzione definita: Contributi dei dipendenti

Lo IAS 19 richiede ad una entità di considerare, nella contabilizzazione dei piani a benefici definiti i contributi dei dipendenti o di terze parti. Quando i contributi sono legati al servizio prestato, dovrebbero essere attribuiti ai periodi di servizio come beneficio negativo. Questa modifica chiarisce che, se l'ammontare dei contributi è indipenden- te dal numero di anni di servizio, all'entità è permesso di riconoscere questi contributi come riduzione del costo del servizio nel periodo in cui il servizio è prestato, anziché allocare il contributo ai periodo di servizio.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata

IFRS 9 Strumenti Finanziari

Il 25 luglio 2014 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 9 Financial Instruments comprendente la parte sulla classificazione e

misurazione degli strumenti finanziari, sul modello di im- pairment e sull'hedge accounting. L'IFRS 9 riscrive le regole contabili dello IAS 39 con riferi- mento alla rilevazione e valutazione degli strumenti finan- ziari, incluse le operazioni di copertura.

Il principio prevede le seguenti tre categorie per la classifi- cazione delle attività finanziarie:

  • attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ("amortised cost");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato a con- to economico ("FVTPL" "Fair value through profit and loss");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo ("FVO- CI" – "fair value through other comprehensive income").

Con riferimento a tale classificazione, si segnalano le se- guenti ulteriori disposizioni:

  • gli strumenti rappresentativi di capitale detenuti senza finalità di trading ("non trading equity instruments"), che andrebbero classificati nella categoria FVTPL, possono essere classificati in base ad una decisione irrevocabile dell'entità che redige il bilancio nella categoria FVOCI. In questo caso le variazioni di fair value (incluse le differenze cambio) saranno rilevate nell'OCI e non saranno mai riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio;
  • qualora le attività finanziarie, classificate nella categoria "amortised cost" o "FVOCI" creano un "accounting mismatch", l'entità che redige il bilancio può decidere irrevocabilmente di utilizzare la "fair value option" clas- sificando tali attività finanziarie nella categoria "FVTPL";
  • con riferimento ai titoli di debito ("debt instruments") classificati nella categoria FVOCI, si segnala che gli in- teressi attivi, le perdite su crediti attese ("expected credit losses") e le differenze cambio dovranno essere rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio. Nell'OCI andranno, invece, rilevati gli altri effetti derivanti dalla valutazione al fair value, che saranno riclassificati nell'utile/(perdita) dell'esercizio solo in caso di "derecognition" dell'attività finanziaria.

Per quel che riguarda le passività finanziarie il principio propone la classificazione già prevista nello IAS 39 ma in- troduce un'importante novità con riferimento alle passività finanziarie classificate nella categoria "FVTPL", in quanto la quota della variazione del fair value attribuibile al proprio rischio di credito ("own credit risk") dovrà essere rilevata nell'OCI anziché nell'utile/(perdita) dell'esercizio come attualmente previsto dallo IAS 39. Con l'IFRS 9, pertanto, un'entità che vede peggiorare il proprio rischio di credito, pur dovendo ridurre il valore delle proprie passività valutate al fair value, non deve riflettere l'effetto di tale riduzione nell'utile/(perdita) dell'esercizio bensì nell'Other Comprehensive Income.

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese. L'entità deve contabilizzare sin da su- bito, ed indipendentemente dalla presenza o meno di un "trigger event", le perdite attese future sulle proprie attività finanziarie, e deve continuamente adeguare la stima, anche in considerazione delle variazioni del rischio di credito del- la controparte, basandosi non solo su fatti e dati passati e presenti, ma dando la giusta rilevanza anche alle previsioni future. La stima delle perdite future deve essere fatta ini- zialmente con riferimento alle perdite attese nei prossimi 12 mesi, e successivamente, con riferimento alle perdite complessive nella vita del credito. Le perdite attese nei prossimi 12 mesi sono la porzione di perdite che si soster- rebbero nel caso di un evento di default della controparte entro 12 mesi dalla reporting date, e sono date dal prodotto tra la perdita massima e la probabilità che un evento di de- fault avvenga.

Le perdite totali durante la vita dell'attività finanziaria sono il valore attuale delle perdite future medie moltiplicate per la probabilità che un evento di default avvenga nella vita della attività finanziaria.

L'IFRS 9 introduce un modello di hedge accounting volto a riflettere in bilancio le attività di risk management messe in essere dalle società, focalizzandosi sul fatto che se un elemento di rischio può essere individuato e misurato, indi- pendentemente dalla tipologia di rischio e/o di oggetto, lo strumento messo in essere per "coprire" tale rischi può es- sere denominato in hedge accounting, con il semplice limite che tale rischio possa impattare il conto economico o le altre componenti del conto economico complessivo (OCI). Inoltre il principio consente di utilizzare come base per l'hedge accounting anche informazioni prodotte internamente all'azienda, senza più dover dimostrare di rispettare complessi criteri e metriche creati esclusivamente per esigenze contabili. I principali cambiamenti riguardano:

  • test di efficacia: viene abolita la soglia dell'80-125% e sostituita con un test oggettivo che verifica la relazione economica tra strumento coperto e strumento di coper- tura (ad esempio se vi è una perdita sul primo vi deve essere un utile sul secondo);
  • elementi coperti: non solo attività e passività finanziarie ma ogni elemento o gruppo di elementi purché il rischio sia separatamente individuabile e misurabile;
  • costo della copertura: il time value di un'opzione, i punti forward, lo spread su una valuta possono essere esclusi dall'hedge accounting e contabilizzati subito come costo della copertura e quindi tutte le oscillazioni di mark to market possono poi essere temporaneamente registrate nelle altre componenti del conto economico complessi- vo (OCI);
  • informativa: viene prevista una più ampia informazione descrittiva sui rischi coperti e sugli strumenti utilizzati, e viene superata l'attuale informativa basata sulla distinzio- ne tra strumenti di cash flow hedge e di fair value hedge, terminologie contabili che spesso confondono gli investitori, che chiaramente sono più interessati ai rischi e a come essi sono coperti rispetto alle categorie contabili degli stessi strumenti.

Il nuovo standard si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018 ed è consentita l'applicazione anticipata.

ACEA ha intrapreso un'analisi per una valutazione preliminare dell'impatto dell'IFRS9. Tale valutazione, ancora in corso, può essere soggetta a cambiamenti in seguito all'a- nalisi di maggior dettaglio che sarà ultimata nel corso del primo semestre 2017. A seguito di tale analisi ACEA sce- glierà le modalità di prima applicazione.

IFRS 15 Ricavi da Contratti con i clienti

Il 29 maggio 2014 IASB e FASB hanno congiuntamente pubblicato – dopo un'attività di studio e consultazione durata oltre un decennio – le nuove disposizioni per la contabilizzazione dei ricavi. Il nuovo principio sostituirà, dal 2017, lo IAS 18 (Ricavi) e lo IAS 11 (Lavori su ordinazione). I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni (distintamente individuabi- li) contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispet- tivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimen- to dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coe- renza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie;
  • allocare il prezzo a ciascuna "performance obligation"; rilevare il ricavo quando l'obbligazione è regolata, te- nendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbe- ro essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Il principio non dovrebbe apportare particolari difformi- tà nella contabilizzazione delle operazioni considerate più comuni. Maggiori differenze nella tempistica della rile- vazione e nella determinazione quantitativa dovrebbero essere rinvenibili nei contratti di servizi a medio-lungo termine e negli accordi contenenti più obbligazioni, su cui gli operatori avevano evidenziato le principali criticità dell'attuale disciplina. La disclosure sui ricavi dovrebbe essere migliorata per mezzo di una più ampia informativa qualitativa e quantitativa tale da consentire agli stakeholder di ottenere una chiara comprensione del contenuto e degli elementi rilevanti per la determinazione dei ricavi. Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata.

Nel corso del mese di aprile 2016 lo IASB ha pubblicato alcuni chiarimenti che si sostanziano principalmente:

  • nell'identificare un obbligo delle prestazioni (la pro- messa di trasferire un bene o di un servizio ad un clien- te) in un contratto;
  • nel determinare se una società è il committente (il for- nitore di un bene o servizio) o un agente (responsabile per l'organizzazione del bene o del servizio da fornire); e
  • nel determinare se il ricavo derivante dal bene in con- cessione debba essere riconosciuto in un dato momen- to o lungo l'intera durata della concessione.

Oltre ai chiarimenti, le modifiche comprendono due rilie- vi supplementari per ridurre costi e complessità per un'a- zienda in sede di prima applicazione del nuovo standard. Anche per i chiarimenti la prima applicazione avverrà a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata. ACEA ha intrapreso un'analisi per una valutazione preli- minare dell'impatto dell'IFRS15. Tale valutazione, ancora in corso, può essere soggetta a cambiamenti in seguito all'analisi di maggior dettaglio che sarà ultimata nel corso del primo semestre 2017. A seguito di tale analisi ACEA sceglierà le modalità di prima applicazione.

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del con- cetto di controllo all'interno della definizione. In particola- re, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

a) nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata supe- riore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e

b) a Conto economico, gli ammortamenti delle attività re- lative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

Amendments to IAS12 - Recognition of deferred tax assets for unrealised losses"

Emesso a gennaio 2016, fornisce chiarimenti sulle moda- lità di rilevazione delle imposte anticipate relative a stru- menti di debito valutati al fair value. Tali modifiche chiari- scono i requisiti per la rilevazione delle imposte anticipate con riferimento a perdite non realizzate, al fine di elimina- re le diversità nella prassi contabile. Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2017 o successivamente. È consentita un'applicazione anticipata.

"Amendments to IAS 7: Disclosure Initiative"

Emesso a gennaio 2016, le modifiche si applicano alle pas- sività e alle attività derivanti dall'attività di finanziamento, definite come quelle passività e attività i cui flussi di cassa sono stati o saranno classificati nel rendiconto finanziario nel "cash flow da attività di finanziamento". Le modifiche richiedono una disclosure delle variazioni di tali passività/ attività distinguendo le variazioni monetarie da quelle non monetarie (i.e. scostamenti derivanti dall'effetto della variazione dei tassi di cambio e delle variazioni di fair value). Lo IASB suggerisce di fornire tale informativa in una tabella di riconciliazione tra i saldi di inizio periodo e quelli di fine periodo di tali passività/attività. Le modifiche saranno ap- plicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2017 o successivamente.

"Amendments to IFRS 2: Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions"

Emesso a giugno 2016. Le modifiche:

  • chiariscono che il fair value di una transazione con pagamento basato su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (i.e. alla data di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es.: un target del prezzo delle azioni) e le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le con- dizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;
  • chiariscono che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni (a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);
  • forniscono delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente. Il Gruppo non prevede impatti derivanti dall'applicazione futura delle nuove disposizioni.

Prospetto di Conto Economico

Rif.
Nota
CONTO
ECONOMICO
31.12.2016 Parti Correlate 31.12.2015 Parti Correlate Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 172.761.892 168.903.126 168.975.160 163.114.164 3.786.732
2 Altri ricavi e proventi 11.724.726 8.110.638 11.115.888 9.415.026 608.838
Ricavi netti 184.486.618 177.013.764 180.091.048 172.529.190 4.395.570
3 Costo del lavoro 47.232.084 50.282.857 (3.050.772)
4 Costi esterni 143.850.505 87.038.435 133.267.564 47.066.292 10.582.941
Costi operativi 191.082.589 87.038.435 183.550.421 47.066.292 7.532.169
Margine Operativo Lordo (6.595.971) 89.975.330 (3.459.373) 125.462.897 (3.136.598)
5 Ammortamenti, Accantonamenti
e Svalutazioni
24.565.384 0 9.810.941 0 14.754.443
Risultato operativo (31.161.355) 89.975.330 (13.270.314) 125.462.897 (17.891.041)
6 Proventi Finanziari 89.784.351 87.324.953 95.091.728 93.081.393 (5.307.377)
7 Oneri Finanziari 102.829.838 182.810 79.198.262 273.908 23.631.576
8 Proventi da Partecipazioni 146.246.661 146.246.661 146.438.113 146.438.113 (191.452)
9 Oneri da Partecipazioni 408.097 408.097 171.669 171.669 236.428
Risultato ante imposte 101.631.722 322.956.036 148.889.597 364.536.827 (47.257.875)
10 Imposte sul Reddito (6.978.398) 110.680.427 3.284.085 (84.183.880) (10.262.483)
Risultato netto Attività
in Funzionamento
108.610.120 212.275.610 145.605.512 448.720.707 (36.995.391)
Risultato Netto 108.610.120 212.275.610 145.605.512 448.720.707 (36.995.391)

Importi in Euro

Prospetto di Conto Economico Complessivo

CONTO
ECONOMICO
COMPLESSIVO
31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Risultato Netto 108.610 145.606 (36.995)
Riserva Differenze Cambio (10.051) (14.878) 4.827
Parte fiscale per differenza cambio 2.412 4.531 (2.119)
Utili/ perdite derivanti da differenza cambio (7.639) (10.347) 2.708
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti d
i copertura ("cash flow hedge")
9.916 23.979 (14.063)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite)
sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge")
(2.380) (8.110) 5.730
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace
sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale
7.536 15.870 (8.334)
Utili/(perdite) attuariali su benefici
a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto
(1.466) (1.613) 147
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite)
attuariali su benefici a dipendenti
378 (626) 1.004
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici
a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale
(1.088) (2.238) 1.151
Totale delle componenti del conto
economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale
(1.191) 3.285 (4.475)
Totale Utile/perdita complessivo 107.420 148.890 (41.471)

Prospetto di Stato Patrimoniale

Rif.
Nota
ATTIVIT
à
31.12.2016 Parti Correlate 31.12.2015 Parti Correlate Variazione
11 Immobilizzazioni Materiali 93.301.175 0 151.398.072 0 (58.096.897)
12 Investimenti Immobiliari 2.605.762 0 2.697.177 0 (91.416)
13 Altre immobilizzazioni Immateriali 13.138.131 0 13.411.383 0 (273.252)
14 Partecipazioni in controllate e collegate 1.781.227.062 0 1.768.902.192 0 12.324.870
15 Altre partecipazioni 2.350.061 0 2.350.061 0 0
16 Imposte differite Attive 28.368.892 0 32.608.803 0 (4.239.911)
17 Attività Finanziarie 237.624.785 237.499.285 121.912.954 121.688.248 115.711.830
18 Altre Attività non correnti 505.744 0 505.913 0 (169)
ATTIVIT
à NON
CORRENTI
2.159.121.611 237.499.285 2.093.786.555 121.688.248 65.335.056
19.a Lavori in corso su ordinazione 270.461 0 270.461 0 0
19.b Crediti Commerciali 4.517.468 826.051 7.829.256 3.861.484 (3.311.788)
19.c Crediti Commerciali Infragruppo 57.496.399 57.496.399 95.984.081 95.984.081 (38.487.682)
19.d Altre Attività Correnti 25.377.834 2.344.743 24.070.128 2.342.631 1.307.707
19.e Attività Finanziarie Correnti 5.617.294 0 5.633.545 0 (16.252)
19.f Attività Finanziarie Correnti
Infragruppo
1.499.970.797 1.499.970.797 1.195.870.014 1.195.870.014 304.100.783
19.g Attività per imposte correnti 77.372.271 36.052.908 47.484.321 24.608.700 29.887.950
19.h Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 577.333.987 0 773.511.579 0 (196.177.592)
19 ATTIVIT
à CORRENTI
2.247.956.510 1.596.690.898 2.150.653.385 1.322.666.910 97.303.125
TOTALE
ATTIVITA
'
4.407.078.122 1.834.190.182 4.244.439.940 1.444.355.159 162.638.182

Importi in Euro

Rif.
Nota
PASSIVIT
à
31.12.2016 Parti Correlate 31.12.2015 Parti Correlate Variazione
Patrimonio Netto
20.a capitale sociale 1.098.898.884 0 1.098.898.884 0 0
20.b riserva legale 95.188.150 0 87.907.874 0 7.280.276
20.c riserva azioni proprie 0 0 0 0 0
20.d altre riserve 69.100.401 0 72.222.702 0 (3.122.301)
utile (perdita) relativa a esercizi precedenti 84.707.292 0 52.656.010 0 32.051.282
utile (perdita) dell'esercizio 108.610.120 0 145.605.512 0 (36.995.392)
20 PATRIMONIO
NETTO
1.456.504.846 0 1.457.290.981 0 (786.135)
21 Trattamento di fine rapporto
ed altri piani a benefici definiti
26.443.781 0 29.846.837 0 (3.403.056)
22 Fondo per rischi ed oneri 37.002.454 0 42.786.400 0 (5.783.946)
23 Debiti e passività Finanziarie 2.516.727.243 0 2.400.100.260 0 116.626.983
24 Altre passività 0 0 0 0 0
25 Fondo imposte differite 4.796.132 0 6.655.307 0 (1.859.174)
PASSIVIT
à NON
CORRENTI
2.584.969.611 0 2.479.388.804 0 105.580.807
26.a Debiti finanziari 105.192.198 81.507.899 77.569.663 53.814.418 27.622.535
26.b Debiti fornitori 206.553.391 97.497.909 155.686.721 50.718.070 50.866.670
26.c Debiti Tributari 36.543.734 9.129.171 55.847.952 26.656.133 (19.304.218)
26.d Altre passività correnti 17.314.341 0 18.655.820 0 (1.341.478)
26 PASSIVITA
' CORRENTI
365.603.664 188.134.979 307.760.154 131.188.622 57.843.510
TOTALE
PASSIVIT
à E
PATRIMONIO
NETTO
4.407.078.122 188.134.979 4.244.439.940 131.188.622 162.638.182

Importi in Euro

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2015

Capitale Riserva Riserva
plusvalenza
Riserva per
differenze
Riserva da
valutazione
di strumenti
Riserva
da Utili
e Perdite
Altre
riserve
Utili
(perdite)
Utili
(perdita)
Totale
Patrimonio
€ migliaia Sociale Legale da scorporo di Cambio finanziari Attuariali diverse accumulati dell'esercizio Netto
Saldi al 1° gennaio
2015
1.098.899 83.428 102.567 19.894 (48.773) (7.542) (3.778) 63.181 89.601 1.397.478
Destinazione
risultato 2014:
Distribuzione
Saldo dividendi
(10.546) (85.101) (95.647)
Riserva legale 4.480 (4.480) 0
Utile a nuovo/
Copertura perdite
21 (21) 0
Altri movimenti 6.569 6.569
Utile/(Perdita)
complessivo rilevato
nell'esercizio:
Utili e perdite rilevati
direttamente nel
Patrimonio netto
al netto dell'effetto
fiscale
(10.347) 15.870 (2.238) 3.285
Distribuzione
Acconto su
Dividendi
0
Utile dell'esercizio 145.606 145.606
Totale al 31
dicembre 2015
1.098.899 87.908 102.567 9.548 (32.903) (9.781) 2.791 52.656 145.606 1.457.291

Importi in migliaia di Euro

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2016

Capitale Riserva Riserva
plusvalenza
Riserva per
differenze
Riserva da
valutazione
di strumenti
Riserva
da Utili
e Perdite
Altre
riserve
Utili
(perdite)
Utili
(perdita)
Totale
Patrimonio
€ migliaia
Saldi al 1° gennaio
2016
Sociale
1.098.899
Legale
87.908
da scorporo
102.567
di Cambio
9.548
finanziari
(32.903)
Attuariali
(9.781)
diverse
2.791
accumulati
52.656
dell'esercizio
145.606
Netto
1.457.291
Destinazione
risultato 2015:
Distribuzione Saldo
dividendi
(106.274) (106.274)
Riserva legale 7.280 (7.280) 0
Utile a nuovo/
Copertura perdite
32.051 (32.051) 0
Altri movimenti (1.932) (1.932)
Utile/(Perdita)
complessivo rilevato
nell'esercizio:
Utili e perdite rilevati
direttamente nel
Patrimonio netto
al netto dell'effetto
fiscale (7.639) 7.536 (1.088) (1.191)
Distribuzione
Acconto su
Dividendi
0
Utile dell'esercizio 108.610 108.610
Totale al 31
dicembre 2016
1.098.899 95.188 102.567 1.909 (25.367) (10.868) 860 84.707 108.610 1.456.505

Rendiconto Finanziario

31.12.2016 Parti Correlate 31.12.2015 Parti Correlate Variazioni
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte 101.632 148.890 (47.258)
Ammortamenti 16.163 16.195 (32)
Rivalutazioni/Svalutazioni (141.868) (144.894) 3.027
Variazione fondo rischi (5.784) (13.781) 7.997
Variazione netta del TFR (5.049) (3.676) (1.373)
Interessi passivi finanziari netti 13.045 (15.893) 28.939
Imposte corrisposte 0 (2.269) 2.269
Flussi finanziari generati da
attività operativa ante variazioni
(21.861) 0 (15.429) 0 (6.432)
(Incremento)/Decremento dei
crediti inclusi nell'attivo circolante
37.012 41.523 (45.199) (53.141) 82.211
Incremento /(Decremento) dei
debiti inclusi nel passivo circolante
50.867 46.780 33.083 (19.860) 17.784
Incremento/(Decremento) scorte 0 0 0
Variazione del capitale circolante 87.879 88.303 (12.116) (73.002) 99.995
Variazione di altre attività/passività di esercizio (42.482) (11.444) 18.839 12.380 (61.321)
TOTALE
FLUSSO
MONETARIO
ATTIVITA
' ESERCIZIO
23.536 76.859 (8.706) (60.622) 32.242
Flusso monetario per attività di investimento
Acquisto/cessione immobilizzazioni
materiali e immateriali
42.299 (11.703) 54.002
Partecipazioni (13.848) (32.309) 18.461
Incassi/pagamenti derivanti da altri
investimenti finanziari
(308.532) (419.912) 1.097.439 912.830 (1.405.971)
Dividendi incassati 128.310 128.310 101.788 101.788 26.522
Interessi attivi incassati 11.985 (93.233) 15.195 (7.031) (3.210)
TOTALE (139.787) (384.835) 1.170.410 1.007.587 (1.310.197)
Flusso monetario da attività di finanziamento
Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo 590.257 (356.562) 946.820
Erogazione di mutui/altri debiti e medio
lungo termine
(500.000) 0 (500.000)
Diminuzione/Aumento di altri debiti
finanziari a breve
27.561 27.693 (852.388) (851.821) 879.950
Interessi passivi pagati (91.472) (4.787) (62.036) (23) (29.436)
Pagamento dividendi (106.274) (106.274) (95.647) (95.647) (10.627)
TOTALE
FLUSSO
MONETARIO
(79.927) (83.368) (1.366.633) (947.490) 1.286.706
Flusso monetario del periodo (196.178) (391.343) (204.929) (525) 8.751
Disponibilità monetaria netta iniziale 773.512 0 978.440 0 (204.929)
Disponibilità monetaria netta finale 577.334 (391.343) 773.512 (525) (196.178)

Ricavi

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 172.762 mila

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Ricavi da prestazioni a clienti 72.367 66.964 5.402
di cui servizio di illuminazione pubblica Roma Capitale 68.508 61.103 7.404
di cui servizio di illuminazione pubblica Comune di Napoli 3.637 5.639 (2.001)
di cui altri ricavi 221 222 (1)
Ricavi da prestazioni infragruppo 100.395 102.011 (1.615)
di cui contratti di servizio 94.759 93.184 1.576
di cui altre prestazioni 5.636 8.827 (3.191)
Ricavi da Vendita e Prestazioni 172.762 168.975 3.787

L'aumento dei ricavi da prestazioni a clienti di € 5.402 mila, è attribuibile all'effetto combinato dato dalla crescita del corrispettivo relativo al servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma (+ € 7.404 mila), compensato dalla riduzione dei corrispettivi per lavori eseguiti nell'am- bito della gestione del servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Napoli (- € 2.001 mila).

Il 17 giugno 2016 è stato stipulato con Roma Capitale l'ac- cordo modificativo del contratto di servizio per la gestione del servizio di illuminazione pubblica nell'ambito del quale si è avviato il piano di sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziato da Roma Capitale e al quale è da ricondurre l'incremento dei ricavi in parte compensati dalla riduzione degli altri corrispettivi previsti dal contratto. Il 31 ottobre 2016 è terminato il contratto per la gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Napoli svolto in proroga da luglio del 2015.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano una riduzione complessiva di € 1.615 mila. Tale variazione discende (i) dall'aumento dei corrispettivi per attività di service rese nell'interesse delle Società del Gruppo, prevalentemente di carattere amministrativo, finanziario, legale e tecnico (ii) dalla riduzione complessiva dei ricavi derivanti dalle altre prestazioni fornite alle società controllate (- € 3.166 mila) tra cui alcune prestazioni comprese dal 2016 nel contratto di servizio e i ricavi per prestazioni fuori contratto di servi- zio relative al ramo di facility management di ACEA ceduto nel corso del 2016 dalla controllata Acea Elabori.

Con riferimento alle attività di service l'aumento è da at- tribuire alle prestazioni di natura informatica generate dall'avvio della gestione del "Template Acea2.0" in parte compensato dal venir mento per gli ultimi due mesi dell'anno della quota del contratto di servizio relativa alle attività di facility management oggetto di cessione.

2. Altri ricavi e proventi – € 11.725 mila

Aumentano di € 609 mila rispetto al 31 dicembre 2015 prevalentemente per l'effetto combinato di maggiori insussistenze passive e rivalse per personale in distacco nelle Società del gruppo compensate da minori rimborsi per danni, proventi immobiliari e altri ricavi. Di seguito la composizione.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Sopravvenienze attive e altri ricavi 3.945 3.660 285
Personale distaccato 4.146 3.336 810
Riaddebito oneri per cariche sociali 2.839 2.826 14
Proventi immobiliari 756 1.037 (281)
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 39 258 (219)
Ricavi da Vendita e Prestazioni 11.725 11.116 609

Costi

3. Costo del lavoro – € 47.232 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 53.759 56.260 (2.501)
Personale impiegato nei progetti (5.142) (4.339) (802)
Costi capitalizzati (1.385) (1.638) 253
TOTALE 47.232 50.283 (3.051)

La variazione in diminuzione del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati, pari a € 2.501 mila, discende in parte dalla riduzione delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportate ed in parte dal rilascio parziale degli importi accan- tonati per il terzo ciclo del Piano di Incentivazione a medio – lun- go termine risultato esuberante rispetto a quanto accantonato.

Il costo del personale è nettato, oltre che dei costi capitalizzati, anche di € 5.142 mila (+ € 802 mila rispetto al 31 dicembre 2015) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato in progetti di cui € 4.972 mila nel Progetto Acea 2.0 destinato a tutte le società del Gruppo partecipanti alla "comunione" della piattaforma informatica.

Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo Consistenza finale del periodo
Inquadramento 31.12.2016 31.12.2015 Variazione 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Dirigenti 54 60 (6) 52 59 (7)
Quadri 143 145 (2) 143 143 0
Impiegati 404 419 (15) 363 411 (48)
Operai 22 23 (1) 15 23 (8)
TOTALE 624 647 (24) 573 636 (63)

4. Costi esterni – € 143.851 mila

Rispetto al 31 dicembre 2015, si registra una crescita com-

plessiva dei costi esterni pari a € 10.583 mila (+ 7,9%), che si compongono come di seguito esposto:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Costi per materiali 1.107 1.307 (200)
Costi per servizi e Lavori 126.512 117.709 8.802
Costi per Godimento beni di terzi 10.747 9.778 969
Imposte e Tasse 2.862 2.472 390
Spese generali 2.623 2.001 622
TOTALE 143.851 133.268 10.583

Di seguito si fornisce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Costi per materiali 1.107 1.307 (200)
Costi per servizi e Lavori 126.512 117.709 8.802
Servizi Infragruppo 48.348 39.739 8.609
- di cui Illuminazione Pubblica Roma Capitale 44.044 34.411 9.633
- di cui Illuminazione Pubblica Comune di Napoli 4.056 4.980 (924)
Consumi Elettrici ed Idrici 31.099 33.417 (2.318)
- di cui Consumi Elettrici Servizio Illuminazione Pubblica Roma Capitale 28.291 30.396 (2.104)
Lavoro Autonomo Professionale 10.478 10.109 369
Lavori 4.158 5.228 (1.070)
Canoni di Manutenzione 8.504 4.447 4.057
Servizi al Personale 3.186 4.059 (873)
Servizi di Sorveglianza 3.316 3.607 (291)
Spese Pubblicitarie e Sponsorizzazioni 2.877 2.405 473
Spese Pulizia, Trasporto e Facchinaggio 2.657 2.780 (122)
Personale distaccato 4.748 3.406 1.341
Spese Postali 1.736 2.477 (741)
Spese Bancarie 1.657 1.928 (271)
Organi Sociali 664 780 (116)
Spese Telefoniche 1.205 716 489
Spese Assicurative 399 475 (76)
Spese di Viaggio e Trasferta 426 344 83
Collaborazioni coordinate e continuative 304 416 (112)
Prestazioni tecniche ed amministrative 462 645 (183)
Spese Tipografiche 54 32 22
Altro 232 700 (468)
Costi per Godimento beni di terzi 10.747 9.778 969
Canoni di Locazione 7.089 7.104 (16)
Altri Noleggi e Canoni 3.658 2.674 984
Imposte e Tasse 2.862 2.472 390
Spese Generali 2.623 2.001 622
Totale Costi Esterni 143.851 133.268 10.583

La crescita dei costi esterni di € 10.583 mila passa attraverso fenomeni di segno opposto.

Da un lato si segnala la crescita principalmente dei costi legati al servizio di gestione della pubblica illuminazione nel Comune di Roma, per un importo pari a € 9.633 mila, con particolare riferimento alla sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziata da Roma Capitale, in parte compensati dalla riduzione degli altri corrispettivi previsti dal contratto.

principalmente ai consumi elettrici correlati al servizio di gestione della pubblica illuminazione del Comune di Roma (€ 2.104 mila) generato dalle efficienze originate dall'istallazione dei LED al posto dei corpi illuminanti tradizionali. Si informa che gli altri noleggi e canoni si riferiscono esclusivamente ad hardware e software per il data center aziendale.

Dall'altro, si segnala una riduzione dei costi esterni relativi

Si informa che, ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, i compensi maturati dalla So- cietà di Revisione EY sono riportati nella tabella che segue.

€ migliaia Audit Related Service Audit Services Non Audit Services Totale
ACEA S.p.A. 245 342 126 713

Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono ad incarichi relativi all'anno 2016 affidati fino alla data di pubblicazione del presente Bilancio.

5. Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni – € 24.565 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Ammortamenti immateriali e materiali 16.163 16.195 (32)
Svalutazione crediti 4.787 1.450 3.337
Accantonamento per rischi 3.615 (7.834) 11.450
TOTALE 24.565 9.811 14.754

Gli ammortamenti ammontano complessivamente ad € 16.163 mila e si riferiscono per € 8.685 mila alle immobilizzazioni immateriali e per € 7.477 mila alle immobilizzazioni materiali. L'entrata in esercizio di nuovi software atti al miglioramento ed allo sviluppo tecnologico ha compensato il termine della vita utile di precedenti investimenti.

Le svalutazioni dei crediti ammontano complessivamente a € 4.787 mila e si riferisce prevalentemente a rischi legati alla recuperabilità dei crediti iscritti verso Roma Capitale. La variazione rispetto all'esercizio precedente, è dovuta inoltre all'effetto combinato di maggiori accantonamenti e dai rilasci di fondo iscritti a fronte di incassi e cessioni dei crediti perfezionate nel corso del 2015.

Gli accantonamenti al fondo rischi risultano essere pari a € 3.615 mila. Di seguito viene fornita la loro composizione per natura e i relativi effetti:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Esodo e mobilità 5.502 3.315 2.188
Legale 522 2.348 (1.826)
Rischio contenzioso fiscale 288 0 288
Partecipate 137 59 79
Contenziosi Personale 24 130 (106)
Fornitori 0 465 (465)
Rilascio Legale 0 (4.200) 4.200
Rilascio Partecipate (460) (9.937) 9.477
Rilascio oneri contributivi (2.398) (14) (2.384)
TOTALE
ACCANTONAMENTI
3.615 (7.834) 11.450

Rispetto all'esercizio precedente si registra un aumento dei livello degli accantonamenti legati agli oneri necessari a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo (+ € 2.188 mila) nonché minori rilasci per fondi esuberanti per € 11.293 mila. Il rilascio del 2015 faceva riferimento per € 9.826 mila ad Acea Ato 5. Si registra per contro una riduzione dei rischi di contenziosi legali e nei confronti di fornitori.

Con riferimento ai rilasci si segnala che si è proceduto a rilasciare gli stanziamenti relativi a contributi in quanto risultati esuberanti.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

6. Proventi finanziari – € 89.784 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Proventi da rapporti infragruppo 83.137 88.023 (4.886)
Interessi e Proventi da rapporti con le banche 360 1.285 (925)
Interessi moratori verso società controllate 0 1.034 (1.034)
Interessi moratori verso terzi 938 0 938
Recupero oneri da attualizzazione 863 971 (108)
Proventi da Valutazione a Fair Value Hedge 298 (247) 544
Proventi Finanziari da contratto di illuminazione pubblica 274 403 (129)
Interessi moratori verso Roma Capitale 3.914 3.621 293
Totale Proventi Finanziari 89.784 95.092 (5.307)

La riduzione dei proventi finanziari per € 5.307 mila è at- tribuibile per € 4.886 mila ai proventi da rapporti infra- gruppo. Tale variazione è dovuta al:

  • venir meno delle commissioni di affidamento, previste dal contratto di tesoreria accentrata sulla linea di credito a copertura del fabbisogno generato dai soli investimenti in vigore fino al 30 giugno 2015 (- € 5.622 mila);
  • alla riduzione degli interessi attivi sulla linea di credito di tipo revolving per € 2.061 mila;

7. Oneri finanziari – € 102.830 mila

all'iscrizione di interessi attivi su finanziamenti a lungo termine accesi nei confronti di alcune società controllate per € 2.651 mila.

Di segno opposto, si segnalano i minori proventi de- rivanti dall'applicazione del contratto di illuminazione pubblica, nonché i minori proventi finanziari derivanti dalla valutazione a Fair Value Hedge del derivato stipu- lato sul Bond di € 600 milioni collocato sul mercato a settembre 2013.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Interessi su prestiti obbligazionari 65.869 66.519 (650)
Oneri per riacquisto obbligazioni 32.065 0 32.065
Oneri su Interest Rate Swap 1.342 2.679 (1.337)
Interessi su indebitamento a breve termine 19 927 (908)
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 2.350 7.757 (5.407)
Oneri da Rapporti infragruppo 0 2 (2)
Oneri Finanziari da Contratto di Illuminazione Pubblica 171 252 (81)
Altri Oneri Finanziari 849 1.013 (165)
Perdite / (Utile) su Cambi 148 24 125
Interessi Passivi su rateizzazioni Equitalia e INPS 17 26 (9)
Totale Oneri Finanziari 102.830 79.198 23.632

L'incremento degli oneri finanziari per € 23.632 mila, discende prevalentemente dal sovrapprezzo per riacquisto obbligazioni pagato per ritirare dal mercato due tranche di obbligazioni (€ 31.382 mila oltre € 682 mila di spese e fees) compensato in parte da minori interessi sull'indebitamento a breve e a medio – lungo termine (€ 6.315 mila). Tale variazione comprende l'effetto del rimborso anticipato di € 300 milioni di mutui avvenuta nel corso del 2015 (€ 1.552 mila) e dell'operazione relativa all'acquisto di due tranche di obbligazioni a fronte di una nuova emissione; la restante variazione si riferisce all'andamento dei tassi di mercato. Gli oneri al netto dei proventi su Interest Rate Swap sui prestiti obbligazionari, registrano un miglioramento di € 1.337 mila.

Con riferimento al costo medio del debito di ACEA, si segnala una crescita rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dal 3,04% del 2015 al 2,67% del 2016.

8. Proventi da partecipazioni – € 146.247 mila

Registrano una riduzione di € 191 mila (erano €

146.438 mila) e si compongono come riepilogato nella seguente tabella.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Dividendi 146.247 146.173 74
Acea Ato 2 63.735 71.260 (7.525)
A.R.S.E. 0 17.060 (17.060)
Areti 44.057 25.875 18.181
Acea Elabori 7.229 7.999 (771)
Acea Ambiente 13.446 7.416 6.030
Acque Blu Fiorentine 5.092 4.780 312
ACIP 6.804 7.244 (440)
Aquaser 2.431 1.942 489
Acea800 394 950 (556)
Consorcio Agua Azul 1.539 725 814
Acea Dominicana 335 530 (195)
Intesa Aretina 412 217 194
Agua Azul Bogotà 0 74 (74)
Umbria Distribuzione Gas 22 22 0
Agua de San Pedro 0 63 (63)
Acque Blu Arno Basso 718 0 718
Ingegnerie Toscane 35 17 18
Plusvalenza da cessione del ramo di IP 0 265 (265)
Totale 146.247 146.438 (191)

9. Oneri da Partecipazioni – € 408 mila

Si riferiscono alla svalutazioni di Acea Servizi Acque in liquidazione.

10. Imposte – € - 6.978 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a € - 6.978 mila. In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di ACEA in capo al consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'incidenza sul risultato ante imposte pari al - 6,9%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

Imposte correnti

Le imposte correnti sono pari ad € 97.007 mila (€ 81.243 mila al 31 dicembre 2015) e si riferiscono ad IRES di consolidato calcolata sulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente.

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale. Tale effetto è riepilogato nella tabella di seguito riportata e che espone la riconciliazione fra le aliquote teoriche e quelle effettive.

Imposte differite

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato l'articolo 77, comma 1, del TUIR, riducendo l'aliquota nominale IRES dal 27,5% al 24%, con effetto per i periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2016. Le imposte differite attive nette incrementano le imposte per € 2.126 mila e sono composte dalla somma algebrica degli accantonamenti (€ 3.600 mila) eseguiti prevalentemente sul fondo rischi, sul fondo svalutazione crediti e accantonamenti su piani a benefici definiti e dagli utilizzi (€ 5.725 mila). Le imposte differite passive accrescono le imposte per € 666 mila e sono composte dalla somma algebrica degli utilizzi (€ 589 mila) relativi alla parte imponibile dei dividendi incassati e accantonamenti dell'esercizio che ammontano a € 1.255 mila.

Oneri e proventi da consolidato fiscale

Ammontano ad € 106.776 mila e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 1.943 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 108.720 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva.

31.12.2016 Variazione % 31.12.2015 Variazione %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento 101.632 148.890
Imposte teoriche calcolate al 27,5% sull'utile ante imposte 27.949 27,5% 40.945 27,5%
Differenze permanenti* (34.625) (34,1%) (37.661) (25,3%)
IRES di competenza** (6.676) (6,6%) 3.284 2,2%
IRAP di competenza** (302) (0,3%) 0 0,0%
Imposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento (6.978) (6,9%) 3.284 2,2%

* Includono prevalentemente la quota non tassata dei dividendi

** Compresa fiscalità differita

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, pari a € 108.610.120,05, come segue:

  • € 5.430.506,00, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • € 103.085.734,90, ai soci, corrispondenti ad un dividen- do unitario di € 0,485,
  • € 93.879,15 a utili a nuovo.

Si propone inoltre di distribuire l'importo di € 28.693.967,45, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,135, tramite utilizzo delle riserve formate con utili di esercizi precedenti.

Il dividendo complessivo (cedola n. 18) di € 131.779.702,35, pari a € 0,620 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 21 giugno 2017 con stacco cedola in data 19 giugno e record date il 20 giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione

Note allo Stato Patrimoniale - Attivo

11. Immobilizzazioni materiali – € 93.301 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Terreni e fabbricati 77.554 135.146 (57.592)
Impianti e macchinari 6.139 4.655 1.484
Attrezzature industriali e commerciali 831 933 (102)
Altri beni 8.746 10.507 (1.760)
Immobilizzazioni in corso e acconti 31 157 (126)
Totale Immobilizzazioni Materiali 93.301 151.398 (58.097)

Si evidenzia una riduzione di € 58.097 mila rispetto al va- lore del 31 dicembre 2015.

La variazione si riferisce all'effetto netto tra gli investimen- ti, complessivamente pari a € 4.770 mila, le alienazioni pari a € 55.448 mila e le quote di ammortamento che si sono attestate a € 7.418 mila.

Le alienazioni si riferiscono alla cessione alle controllate Are- ti e Acea Ato 2 di una parte dell'immobile adibito a sede.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Tele- controllo delle rete di illuminazione pubblica nel Comune di

Roma, realizzati da ACEA su richiesta di Roma Capitale in adempimento del contratto di servizio.

Gli altri investimenti del periodo attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti e sulle sedi detenute in locazione ed agli investimenti relativi agli hardware ne- cessari ai progetti di sviluppo tecnologico nell'ambito di Acea2.0 nonché al miglioramento ed evoluzione della rete informatica.

Il prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nel periodo.

€ migliaia 31.12.2015 Variazioni 31.12.2016
Immobilizzazioni
Materiali
Costo
Storico
Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Incrementi Riclassi
fiche
Dismissioni/
Alienazioni
Amm.to Costo Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Terreni e fabbricati 156.635 (21.489) 135.146 256 0 (54.525) (3.323) 94.161 (16.607) 77.554
Impianti e
macchinari
15.195 (10.540) 4.655 3.096 0 (910) (702) 17.191 (11.053) 6.139
Attrezzature
industriali e
commerciali
13.210 (12.277) 933 0 0 0 (102) 13.210 (12.379) 831
Altri beni 49.636 (39.129) 10.507 1.417 127 (13) (3.291) 51.049 (42.302) 8.747
Immobilizzazioni
in corso e acconti
157 0 157 1 (127) 0 0 31 0 31
Totale
Immobilizzazioni
materiali
234.833 (83.435) 151.398 4.770 0 (55.448) (7.418) 175.643 (82.341) 93.301

12. Investimenti immobiliari – € 2.606 mila

Ammontano a € 2.606 mila, registrano una riduzione pari a € 91 mila per effetto delle dismissioni eseguite nel corso dell'esercizio pari a € 32 mila e dell'ammortamento pari a € 59 mila e sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.

13. Immobilizzazioni immateriali – € 13.138 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Diritti di brevetto industriale e utilizzazione opere ingegno 13.138 9.693 3.445
Immobilizzazioni in corso e acconti 0 3.718 (3.718)
Totale Immobilizzazioni Immateriali 13.138 13.411 (273)

Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31.12.2015 Variazioni 31.12.2016
Immobilizzazioni Immateriali Valore Netto Incrementi Riclassifiche Amm.to Valore Netto
Diritti di brevetto industriale e utilizz. opere ingegno 9.693 3.791 8.340 (8.685) 13.138
Altre immobilizzazioni 0 0 0 0 0
Immobilizzazioni in corso 3.718 4.621 (8.340) 0 0
Totale Immobilizzazioni materiali 13.411 8.412 0 (8.685) 13.138

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acqui- sto ed il potenziamento di software a supporto delle attività

di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme infor- matiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

14.Partecipazioni in controllate e collegate – € 1.781.227 mila Registrano una crescita di € 12.325 mila ed è così composta:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Partecipazioni in imprese controllate 1.769.085 1.754.703 14.382
Partecipazioni in imprese collegate 12.142 14.200 (2.058)
Totale partecipazioni 1.781.227 1.768.902 12.325

Partecipazioni in imprese controllate Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2016.

Partecipazioni in società controllate Costo storico Riclassifiche e
altri movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2015 3.133.730 (366.612) (62.322) (950.094) 1.754.703
Variazioni 2016:
- variazione capitale sociale 112 200 0 0 313
- acquisizioni/costituzioni 12.167 0 0 0 12.167
- alienazioni/distribuzioni 0 0 0 0 0
- riclassifiche e altri movimenti 0 2.466 0 0 2.466
- svalutazioni/rivalutazioni 0 0 (563) 0 (563)
Totale variazioni del 2016 12.280 2.666 (563) 0 14.382
Valori al 31 dicembre 2016 3.146.010 (363.946) (62.885) (950.094) 1.769.085

Le movimentazioni intervenute riguardano principalmente:

  • l'acquisizione da Aquaser del 100% della partecipazione
  • € 12.167 mila sono relative:
  • (i) al 100% della partecipazione in Kyklos (€ 4.788 mila) incorporata in Acea Ambiente (ex ARIA) tramite fusione divenuta efficace in data 29 dicembre 2016,
  • (ii) all'acquisizione di alcune quote pari al 60,65% delle azioni in Agua de San Pedro per € 6.023 mila; tale incremento ha comportato la modifica del rapporto con la società che è passata da collegata a controllata,

(iii) alla costituzione di Acea International SA (€ 600 mila),

  • (iv) all'incremento del valore della partecipazione in Acea Elabori (€ 756 mila) in relazione al conferimento del ramo d'azienda relativo al facility management;
  • € 2.466 mila per le riclassifiche relative principalmente alla partecipazione precedentemente detenuta in Agua de San Pedro riclassificata dalle partecipazioni in imprese collegate per € 2.058 mila,

Si segnala inoltre:

  • la riclassifica di € 35.183 mila operata in conseguenza della scissione parziale del ramo Illuminazione Pubblica Roma di Acea Illuminazione Pubblica a favore di Areti;
  • la riclassifica del valore della partecipazione in Solemme incorporata in Acea Ambiente (€ 5.633 mila) in data 29 dicembre 2016.

Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette ed indirette.

La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore economico.

La verifica del mantenimento del valore di una partecipazione può essere condotta determinando la differenza tra il valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore contabile (carrying amount).

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finan-

ziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Il processo di impairment 2016 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax.

La stima del valore recuperabile delle partecipazioni – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano (g), del valore della posizione finanziaria netta (PFN) e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni aggiornate del Piano Industriale 2016-2020 approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle partecipazioni è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate i settori operativi ai quali si riferiscono le partecipazioni iscritte nel bilancio della Capogruppo. Per ciascun settore operativo viene specificata la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Area industriale Valore recuperabile Wacc Valore terminale Periodo flussi di cassa
Area Reti
Areti Valore d'uso 5,6% Valore Residuo Fino al 2021
Area Idrico Valore d'uso 5,4% Valore Residuo Fino al 2021
Area Energia:
Acea Produzione Valore d'uso 5,6% a due Stadi Fino al 2021
Acea Energia Valore d'uso 7,8% Perpetuity senza crescita Fino al 2021
Ecogena Valore d'uso 6,0% a due Stadi Fino al 2021
Area Ambiente Valore d'uso 5,5% a due Stadi Fino al 2021

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione: a due stadi. Il primo stadio con- cerne un flusso normalizzato per il periodo 2021-2035 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo cor- rispondente al capitale investito netto al 2035;
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2021-2038 mentre il secondo stadio compren- de il valore residuo corrispondente al capitale investito netto a fine vita utile;
  • per Areti: il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico: il valore attuale del Valore Residuo in caso di subentro alla scadenza della concessione.

Si informa, inoltre, che il WACC è stato oggetto di un'ana-

lisi di sensitività. Si segnala che:

  • l'incremento dello 0,4% del tasso di attualizzazione de- termina un deficit della partecipazione Acea Ato5 S.p.A.,
  • l'incremento dello 0,5% del tasso di attualizzazione de- termina un deficit della partecipazione Acea Produzione S.p.A. ed ECOGENA S.p.A.

Il risultato del test di impairment conferma la recuperabilità del valore delle partecipazioni iscritte.

Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 12.142 mila e si riducono per effetto della riclassifica della partecipazione in Aquas de San Pedro tra le partecipazioni in imprese controllate.

Di seguito la movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

Costo storico Riclassifiche Svalutazioni Alienazioni Valore Netto
92.570 2.957 (79.861) (1.467) 14.200
0 0 0 0 0
0 0 0 0 0
0 0 0 0 0
0 (2.058) 0 0 (2.058)
0 0 0 0 0
0 (2.058) 0 0 (2.058)
92.570 899 (79.861) (1.467) 12.142
Rivalutazioni/

15. Altre partecipazioni – € 2.350 mila

Le "Altre partecipazioni" si riferiscono ad investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Non hanno subito variazioni nel corso dell'esercizio.

16. Imposte differite attive – € 28.369 mila

Si riducono di € 4.240 mila rispetto al 31 dicembre 2015. La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 31 dicembre 2016 con riferimento sia alle Attività per Imposte Anticipate che al Fondo per Imposte Differite.

Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte anticipate, si rileva che la valutazione della fiscalità differita attiva è stata eseguita sulla base dei piani industriali di ACEA e, riguardo l'orizzonte temporale, considerando una ragionevole stima dell'epoca di riversamento.

€ migliaia 31.12.2015 Utilizzi
IRES
/ IRAP
Movim. a PN Acc.ti
IRES
/IRAP
31.12.2016
Imposte anticipate
Perdite fiscali 0 0 0 0
Compensi membri CDA 0 0 0 0
Fondo rischi ed oneri 6.463 (4.060) 1.987 4.390
Svalutazione partecipazioni 0 0 0 0
Svalutazione crediti 5.495 0 1.022 6.517
Ammortamenti beni materiali e immateriali 1.187 (330) 323 1.180
Ammortamento Avviamento 0 0 0 0
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 6.980 (1.083) 265 231 6.392
Altre 12.484 (252) (2.380) 37 9.889
Totale 32.609 (5.725) (2.114) 3.600 28.369
Imposte differite
Imposte differite su dividendi 705 (471) 90 325
Ammortamenti beni materiali e immateriali 9 (21) 0 0 (12)
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 386 (97) (113) 0 176
Altre 5.555 0 (2.412) 1.165 4.308
Totale 6.655 (589) (2.525) 1.255 4.796
Totale netto 25.954 (5.136) 411 2.345 23.573

17. Attività finanziarie non correnti – € 237.625 mila

Aumentano di € 115.712 mila rispetto al 31 dicembre

2015, in quanto ammontavano a € 121.913 mila e sono così composte:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti finanziari verso Roma Capitale 25.638 29.109 (3.471)
Crediti finanziari verso imprese controllate 179.623 55.929 123.693
Crediti verso altri 32.364 36.875 (4.511)
TOTALE 237.625 121.913 115.712

La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualifica- zione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2016, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

I Crediti finanziari verso imprese controllate aumentano, rispetto al 31 dicembre 2015, di € 123.693 mila per effetto della stipula dei nuovi contratti di finanziamento a medio e lungo ter- mine verso alcune società controllate e per la riclassifica dai cre- diti finanziari a breve di un credito infruttifero verso Acea Ato 5 in quanto è stato definito il piano di rientro che si completerà nel 2028 (€ 10.245 mila) e si compongono come di seguito dettagliato. Tali crediti si ritengono interamente recuperabili.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti per Finanziamenti
Acea Ato 5 168.075 52.719 115.356
Acea Ambiente S.r.l. (ex ARIA) 3.604 0 3.604
Crea Gestioni S.r.l. 3.870 0 3.870
Ecomed S.r.l. 33 0 33
Ombrone S.p.A. 831 0 831
Totale 176.413 52.719 123.693
Altri Crediti Finanziari
Acea Ambiente S.r.l. (ex ARIA) 3.210 3.210 0
Totale Crediti Finanziari non correnti verso imprese Controllate 179.623 55.929 123.693

La voce Crediti verso altri, pari a € 32.364 mila, deriva dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso.

18.Altre attività non correnti – € 506 mila

Tale voce accoglie i crediti per depositi a lungo termine versati e non registra variazioni rispetto al termine dell'esercizio precedente.

19. Attività correnti – € 2.247.956 mila

Registrano un aumento di € 97.303 mila (erano € 2.150.653 mila al 31 dicembre 2015) e sono composte come di seguito descritto.

19.a – Lavori in corso su ordinazione – € 270 mila

Non registrano variazioni rispetto al 31 dicembre 2015 e rappresentano gli interventi di realizzazione degli impianti di Illuminazione Pubblica, effettuati nell'ambito del con- tratto di servizio con Roma Capitale, non ancora ultimati al 31 dicembre 2016.

19.b – Crediti Commerciali – € 4.517 mila

I crediti commerciali si riducono di € 3.312 mila rispetto a € 7.829 mila del 31 dicembre 2015.

Crediti verso clienti non utenti

Ammontano ad € 4.478 mila al netto del fondo svalutazio- ne crediti pari a € 5.482 mila e si riducono di € 3.312 mila. I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni ma- turate verso soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi con particolare riferimento a quelle di pubblica illuminazione verso il Comune di Napoli. Si segnala che nel corso del mese di settembre 2016, è stata perfezionata la cessione pro soluto di crediti maturati verso il Comune di Napoli per € 3.678 mila.

Fondo Svalutazione Crediti

Si attesta a € 5.482 mila e aumenta di € 165 mila ri- spetto all'esercizio precedente.

Il fondo svalutazione crediti risulta complessivamente calcolato sulla base di apposite valutazioni analitiche, in- tegrate da valutazioni derivanti da analisi storiche che han- no riguardato le perdite sugli importi dovuti dai clienti, in relazione all'anzianità del credito, alle tempistiche medie di incasso, al tipo di azioni di recupero intraprese ed allo status del credito (ordinario, in contestazione, ecc.).

19.c - Crediti Commerciali Infragruppo – € 57.496 mila Registrano una riduzione di € 38.488 mila rispetto al 31 dicembre 2015 (erano € 95.984 mila) e sono composti come di seguito illustrato:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti verso controllante - Roma Capitale 372 5.869 (5.497)
Crediti verso imprese controllate 54.814 86.698 (31.883)
Crediti verso imprese collegate 2.310 3.418 (1.108)
Totale crediti commerciali infragruppo 57.496 95.984 (38.488)

Crediti verso controllante - Roma Capitale

Si riducono di € 5.497 mila, rispetto al 31 dicembre 2015. è stato riclassificato tra i crediti verso Roma Capitale il debito corrispondente relativo allo Stato Città del Vaticano (€ 20.516 mila) per rendere maggiormente confrontabile lo stock dei crediti e dei debiti commerciali.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale da ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti per prestazioni fatturate 13.508 12.152 1.356
Crediti per prestazioni da fatturare 374 2.604 (2.230)
Totale Crediti Commerciali 13.882 14.756 (874)
Crediti finanziari per Fatture Emesse 93.432 61.009 32.423
Crediti finanziari per Fatture da Emettere 14.954 9.561 5.393
Totale Crediti Finanziari per Illuminazione Pubblica 108.387 70.570 37.817
Totale Crediti Esigibili entro l'esercizio successivo (A) 122.268 85.326 36.943
€ migliaia 31/12/2016 31/12/2015 Variazione
Debiti Commerciali 60 5 56
Totale Debiti Esigibili Entro l'esercizio successivo (B) 60 5 56
Totale (A) - (B) 122.208 85.321 36.887
Altri Crediti/(Debiti) di natura finanziaria 22.598 (1.415) 24.013
di cui: Debiti Finanziari (Dividendi) 0 (30.524) 30.524
Altri debiti finanziari (3.040) 0 (3.040)
di cui: Crediti Finanziari a medio - lungo termine per Illuminazione Pubblica 25.638 29.109 (3.471)
Fondo svalutazione crediti (13.510) (8.887) (4.623)
Saldo Netto 131.296 75.018 56.278

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla ma- turazione del periodo e dagli effetti conseguenti alle com- pensazioni e/o agli incassi.

Lo stock dei crediti al 31 dicembre 2016 registra una crescita di € 36.943 mila rispetto all'esercizio precedente, da attribu- ire interamente ai crediti finanziari per illuminazione pubblica.

L'incremento si riferisce alla maturazione del corrispettivo annuo, all'adeguamento a norma previsto dal vigente contratto, all'ammodernamento rete di sicurezza, alla manutenzione extra ordinaria ed infine ai crediti derivanti dall'accordo relativo al Piano LED che riguarda la sostituzione delle lampade stradali di vecchia generazione.

Nel 2016 sono stati rilevati incassi, anche mediante com- pensazioni, per complessivi € 45.305 mila. Di seguito si elencano le tipologie di crediti interessati:

  • € 38.075 mila per credito previsti dal vigente contratto (corrispettivi da dicembre 2015 ad agosto 2016);
  • € 6.608 mila per crediti connessi al nuovo accordo Piano LED;
  • € 391 mila per rimborsi sui furto cavi;
  • € 231 mila per rimborso crediti per lavori illuminazione pubblica e servizio di asilo nido.

Sul lato debiti, si rileva una diminuzione complessiva di € 30.469 mila dovuta all'azzeramento del debito finanziario per dividendi iscritti alla data del 31 dicembre 2015.

Si informa che nel mese di giugno è stata staccata la cedola relativa ai dividendi maturati per l'esercizio 2015 pari ad € 54.306 mila (debiti iscritti a seguito della delibera assembleare del 28 aprile 2016).

In data 17 giugno 2016 Roma Capitale ed Acea Spa hanno sottoscritto un accordo modificativo del contratto di servizio di Illuminazione Pubblica. Tale accordo prevede la sostituzione integrale dei corpi illuminanti degli apparecchi di illuminazione stradale con apparecchi a LED.

Crediti verso imprese controllate

Ammontano complessivamente ad € 54.814 mila e si ri- ducono di € 31.883 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di servizio. La variazione rispetto all'esercizio precedente risente dell'iscrizione dei crediti de- rivanti dell'attribuzione dei costi sostenuti per il Programma Acea2.0. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Acea Ato 2 11.387 25.227 (13.841)
Acea Ato 5 4.457 20.010 (15.553)
Areti 8.205 11.731 (3.526)
Acea Energia 5.082 4.626 455
Publiacqua 2.772 3.624 (852)
Umbra Acque 3.665 3.555 110
Gesesa 3.693 2.818 875
GORI 1.834 2.408 (574)
Acque 3.954 2.332 1.622
Acquedotto del Fiora 2.004 1.804 200
Crea Gestioni 2.208 1.668 540
Acea8cento 273 962 (689)
Acea Elabori 988 818 170
Sarnese Vesuviano 782 789 (7)
Acea Illuminazione Pubblica 0 679 (679)
Acea Ambiente (ex ARIA) 1.499 1.596 (98)
Acea Servizi Acque 6 382 (376)
Acea Produzione 87 376 (288)
Acea Dominicana 333 262 71
Innovazione Sostenibilità Ambientale 0 260 (260)
Ingegnerie Toscane 141 176 (35)
Aquaser 100 153 (53)
Coema 119 87 32
Acque Industriali 45 74 (29)
Ombrone 16 73 (57)
Agua de San Pedro 628 0 628
GEAL 235 0 235
Acea Liquidation and Litigation S.r.l. (ex Elga Sud) 87 17 69
Altre 216 191 25
TOTALE 54.814 86.698 (31.883)

Crediti verso imprese collegate

Ammontano complessivamente ad € 2.310 mila e registrano una riduzione di € 1.108 mila rispetto al 31 dicembre 2015. Per € 670 mila, la variazione si riferisce alla riclassifica tra i crediti verso imprese controllate della posizione verso Agua de San Pedro. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Marco Polo 1.236 1.236 0
Azga Nord 15 0 15
Sogea 150 603 (453)
Sienergia 639 639 0
Agua de San Pedro 0 670 (670)
Umbriadue 66 66 0
Geal 200 200 0
Le Soluzioni 4 4 0
TOTALE 2.310 3.418 (1.108)

Il totale dei crediti commerciali, al lordo del fondo sva- lutazione crediti, verso clienti e infragruppo, ivi compresi quelli verso Roma Capitale, ammontano a € 82.818 mila e di seguito se ne fornisce l'ageing :

  • Crediti commerciali a scadere: € 52.255 mila
  • Crediti commerciali scaduti: € 30.563 mila di cui:
  • · Entro 180 giorni: € 6.237 mila,
  • · Tra 180 e 360 giorni: € 2.332 mila,

· Oltre l'anno: € 21.994 mila.

19.d – Altri crediti e attività correnti – € 25.378 mila

Registrano una variazione in aumento di € 1.308 mila e si compongono come di seguito esposto. Tale varia- zione è dovuta essenzialmente all'acquisto della parte- cipazione in Acque Industriali la cui efficacia è dal 2 gennaio 2017.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti verso cessionario Autoparco 10.250 10.250 0
Crediti verso Cessionario Area Laurentina 6.000 6.000 0
Ratei e risconti attivi 2.366 2.133 233
Crediti diversi 2.313 1.343 970
Crediti da rientro ramo Marco Polo per debiti verso dipendenti 2.116 2.116 0
Equitalia 773 718 55
Crediti verso Enti previdenziali 741 679 62
Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico 397 397 0
Crediti per TFR da cessioni individuali 229 227 2
Anticipi a fornitori e depositi presso terzi 192 207 (15)
TOTALE 25.378 24.070 1.308

I Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico, iscritti a fronte della cessione del business fotovoltaico ad RTR Capital a fine 2012, non hanno subito variazioni rispetto all'esercizio precedente. Si ricorda che tale credito, è riferito all'istituzione di un escrow account corrispondente al valore di alcuni impianti che dovevano essere sottoposti a controlli formali da parte della società cedente.

Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente i canoni di manutenzione, i premi assicurativi e i contratti di locazione.

19.e – Attività finanziarie correnti – € 5.617 mila

Di seguito si riporta il dettaglio del saldo al 31 dicembre 2016.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti per la gestione del servizio di pubblica illuminazione 5.328 5.360 (32)
Crediti v/SEIN da Liquidazione Acea ATO5 Servizi 274 274 0
Ratei attivi su c/c banca e posta 16 0 16
TOTALE 5.617 5.634 (16)

19.f – Attività Finanziarie Correnti Infragruppo – € 1.499.971 mila

Registrano una crescita di € 304.101 mila e sono di seguito dettagliati.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale 108.387 70.570 37.817
Crediti verso imprese controllate 1.388.467 1.121.759 266.708
Crediti verso imprese collegate 3.117 3.541 (424)
TOTALE 1.499.971 1.195.870 304.101

Crediti verso imprese controllanti – Roma Capitale

Ammontano complessivamente ad € 108.387 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di illuminazione pubblica così come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".

Crediti verso imprese controllate

Si attestano a € 1.388.467 mila (€ 1.121.759 mila al 31 di- cembre 2015) e risultano composti come di seguito esposto:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti per rapporti di tesoreria centralizzata 1.255.525 951.264 304.261
Ratei attivi finanziari correnti su finanziamenti
e rapporti di tesoreria centralizzata
93.037 94.797 (1.759)
Crediti verso imprese controllate per finanziamenti 5.250 20.498 (15.248)
Altri crediti verso imprese controllate 17.937 43.944 (26.007)
Crediti per Commissioni su Garanzie prestate 16.718 11.135 5.583
Crediti v/ imprese controllate quota a breve mutui BEI 0 122 (122)
TOTALE 1.388.467 1.121.759 266.708

La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dall'incremento dei saldi di c/c verso le società del gruppo che hanno aderito ad una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento, che matura interessi ad un tasso fisso, definito in base ai tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride nel settore delle utilities aggiornato su base annua, aumentato di uno spread legato al livello di esposizione ed al ribaltamento dei costi di rating della capogruppo.

Registrano una riduzione i crediti per dividendi verso le società controllate prevalentemente per la distribuzione di dividendi relativi all'esercizio 2014 non incassati nel corso del 2015 (€ 26.007 mila).

Registrano inoltre una riduzione i crediti verso imprese controllate per finanziamenti principalmente per la stipula di una finanziamento a medio e lungo termine verso Crea Gestioni che ha sostituito il credito per finanziamento soci classificato in questa voce (€ 3.870 mila) e per la riclassifica della quota del finanziamento infruttifero erogato ad Acea Ato 5 che prevede un piano di rientro fino al 2018 (€ 10.245mila).

Crediti verso imprese collegate

Al 31 dicembre 2016 ammontano ad € 3.117 mila e risul- tano ridotte per € 424 mila per la riclassifica del credito per dividendi verso Aqua de San Pedro riclassificato tra i crediti verso imprese controllate.

19.g – Attività per imposte correnti – € 77.372 mila

Aumentano di € 29.888 mila rispetto al termine dell'esercizio precedente e di seguito ne è esposta la composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Crediti IRAP per acconti versati 2.157 2.157 0
Crediti per IVA 37.075 5.287 31.788
Crediti per IRES e IRAP chiesto a rimborso nel 2013 0 13.135 (13.135)
Altri crediti tributari 2.130 2.325 (195)
Totale Crediti Verso l'Erario 41.362 22.904 18.458
Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate 36.010 24.580 11.430
Totale Crediti Tributari 77.372 47.484 29.888

I crediti per IVA derivano dalla procedura di liquidazione IVA di Gruppo; l'importo non è stato chiesto a rimborso e sarà utilizzato nel corso dell'esercizio 2017 nelle liquidazioni mensili. I crediti per IRES e IRAP richiesti a rimborso relativi alle istanze presentate dalle Società del Gruppo nel corso dell'esercizio 2013, sono stati ceduti pro-soluto nel mese di dicembre 2016.

19.h – Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – € 577.334 mila

Registrano una riduzione di € 196.178 mila (al 31 dicembre 2015 erano € 773.512 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.

Note allo Stato Patrimoniale - Passivo

20. Patrimonio netto – € 1.456.505 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 95.188 87.908 7.280
Riserva per azioni proprie in portafoglio 0 0 0
Altre riserve 69.100 72.223 (3.122)
Utili a nuovo 84.707 52.656 32.051
Utili (perdite) dell'esercizio 108.610 145.606 (36.995)
TOTALE 1.456.505 1.457.291 (786)

Il patrimonio netto registra una decremento di € 786 mila rispetto al 31 dicembre 2015. Tale variazione è prevalente- mente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato conseguito nell'e- sercizio 2015, nonché alla movimentazione della riserva cash flow hedge.

Di seguito si riporta la composizione e le movimentazioni per Voce:

20.a – Capitale sociale – € 1.098.899 mila Ammonta a € 1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come ri- sulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Comune di Roma: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila,
  • Mercato: n. 103.936.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila,
  • Azioni Proprie: n. 416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila.

20.b – Riserva legale – € 95.188 mila Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ.

Al 31 dicembre 2016 si registra una crescita di € 7.280 mila rispetto allo scorso anno, per effetto della destinazio- ne dell'utile conseguito nell'esercizio 2015.

20.c – Riserva per azioni proprie in portafoglio – € 0 mila Ai sensi dell'art. 2428 cod. civ., le azioni proprie in porta- foglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.152 mila complessivamente) e corrispondo- no allo 0,196% del capitale sociale.

La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al 31 dicembre 2016 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coin- cide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in ossequio allo IAS32.

20.d – Altre riserve – € 69.100 mila

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Riserva Straordinaria 180 180 0
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 102.567 0
Riserva per differenze di cambio 1.909 9.548 (7.639)
Riserva da valutazione di strumenti finanziari (25.367) (32.903) 7.536
Riserva da utili e perdite attuariali (10.868) (9.781) (1.088)
Altre riserve diverse 679 2.611 (1.932)
TOTALE 69.100 72.223 (3.122)

La riserva per differenze di cambio registra una variazione in diminuzione di € 7.639 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 dicembre 2016 del private placement in YEN stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 25.367 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del bond (3 marzo 2010).

Tra le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio si registra l'effetto correlato alle operazioni relative all'acquisizione delle quote di Kyklos da Aquaser (€ 1.932 mila).

La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve disponibili e indisponibili.

Natura/descrizione Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota
disponibile
Riepilogo delle utilizzazioni
effettuate nei tre precedenti esercizi
Copertura
perdite
Altre ragioni
Riserve di capitale:
Riserva derivanti da operazione scissione di ARSE 6.569 A, B, C 6.569
Riserve di utili da conto economico:
Riserva legale 95.188 A, B 95.188
Riserva straordinaria 180 A, B, C 180
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 A, B,C 102.567
Utili portati a nuovo 84.707 A, B, C 84.707
Riserve di utili / (perdite) da O.C.I.:
Riserva cash flow hedge (25.367) (25.367)
Riserva per differenze di Cambio 1.909 1.909
Riserva da Utili e Perdite Attuariali (10.868) (10.868)
Altre Riserve
Maggior costo acquisizione Umbra Acque (3.173) (3.173)
Maggior costo acquisizione SAMACE (785) (785)
Maggior costo acquisizione Kyklos (1.932) (1.932)
Riserva per azioni proprie disponibile 0 A, B, C 0
Riserva per azioni proprie in portafoglio 3.853 Garanzia azioni
proprie
3.853
TOTALE 252.849 252.849
Quota non distribuibile 58.825
Residua quota distribuibile 194.025

* Legenda:

A = aumento di capitale - B = copertura perdite - C = distribuzione ai soci

21. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti – € 26.444 mila

Si riduce di € 3.403 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita ed i piani a bene- fici definiti. La riduzione del debito per Trattamento di Fine

Rapporto si riduce principalmente per la quota ceduta ad Acea Elabori relativamente alla cessione del ramo di facility management mentre la riduzione degli stanziamenti del Piano di Incentivazione a medio – lungo termine è dovuta al rilascio parziale degli importi accantonati per il terzo ciclo del Piano di Incentivazione a medio – lungo termine risulta- to esuberante rispetto a quanto accantonato. Nella tabella che segue è riportata la composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro - Trattamento di Fine Rapporto 7.465 8.558 (1.093) - Mensilità Aggiuntive 1.236 1.329 (93) - Piani LTIP 780 2.346 (1.566) Totale 9.481 12.232 (2.752) Benefici successivi al rapporto di lavoro - Agevolazioni Tariffarie 16.963 17.614 (651) TOTALE 26.444 29.847 (3.403)

Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefici successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione. La variazione risente (i) degli accantonamenti di periodo, (ii) dalle uscite verificatesi durante il periodo e (iii) dalla riduzione del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finan-

ziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato l'1,31% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno del 2,03%.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi tecniche.

Inoltre di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:

Dicembre 2016 Dicembre 2015
Tasso di attualizzazione 1,31% 2,03%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,59% 1,60%
Inflazione di lungo periodo 1,50% 1,50%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Bene- fits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevola- zioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia po- sitive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia Piano Tasso di attualizzazione
+0,5%
€ mila
-0,5%
€ mila
TFR -441 +477
Agevolazioni tariffarie +327 +1.796
Mensilità aggiuntive +55 +206

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in rela- zione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più

giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia Piano -1 anno di età
€ mila
TFR -59
Agevolazioni tariffarie +304
Mensilità aggiuntive +193

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

22. Fondo per rischi ed oneri – € 37.002 mila

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:

€ migliaia 31.12.2015 Utilizzi Riclassifiche/
Rilasci
Accantonamenti 31.12.2016
Partecipate 31.515 0 (460) 137 31.193
Legale 3.120 (1.196) 0 522 2.445
Rischi contributivi e relativi ad
Enti Previdenziali e Assistenziali
3.334 0 (2.418) 20 936
Esodo e mobilità 3.098 (8.049) 0 5.502 551
Altri rischi ed oneri 1.708 (154) 0 24 1.578
Fiscale 12 0 0 288 299
Totale 42.786 (9.399) (2.878) 6.494 37.002

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • il fondo rischi legato a contenziosi legali utilizzato per € 1.196 mila per sentenze sfavorevoli ed un accantonamento di € 522 mila;
  • il fondo stanziato a fronte di piani di mobilità ed esodo utilizzato per € 8.049 mila in quanto si sono concluse le relative procedure. Sono stati inoltre accantonati € 5.502 mila sempre relativamente allo stesso piano;
  • l'accantonamento di un fondo rischi fiscale per la coper-

tura di rischi legati a cartelle esattoriali.

Si ricorda altresì che il fondo rischi partecipate, pari ad € 31.193 mila, accoglie relativamente alla controllata GORI, un importo pari a € 22.127 mila, relativi agli stanziamenti effettuati nel corso degli esercizi precedenti, connessi alle note vicende sulla tariffa idrica.

23. Debiti e passività finanziarie non correnti – € 2.516.727 mila Sono così composti:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Obbligazioni a medio – lungo termine 2.045.702 1.904.022 141.681
Finanziamenti a medio – lungo termine 471.025 496.078 (25.054)
TOTALE 2.516.727 2.400.100 116.627

Obbligazioni a medio – lungo termine

In data 24 ottobre 2016 ACEA, nell'ambito della strategia di liability management volta ad ottenere un allungamento della durata media del proprio debito e gestire in anticipo una parte del rischio di rifinanziamento alla luce delle favorevoli condizioni di mercato, ha acquistato le seguenti Serie di Obbligazioni:

Obbligazioni scadenti nel 2018 pari ad € 269.611.000; e

Obbligazioni scadenti nel 2020 pari ad € 77.225.000, per un totale nominale di € 346.836.000. Il riacquisto ha comportato una perdita di € 31.382 mila oltre alle spese rela- tive all'operazione (complessivamente quindi € 32.065 mila). Contestualmente ACEA ha collocato una emissione obbli- gazionaria per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso, a valere a valere sul pro- gramma Euro Medium Term Notes (EMTN).

L'emissione è stata finalizzata prevalentemente al rifinanzia- mento dei bond riacquistati da ACEA e ad ottenere l'allun- gamento della durata media del debito della Società non- ché la riduzione del costo medio dello stesso considerando l'attuale andamento dei tassi di interesse, con particolare riferimento all'area Euro.

Il prestito obbligazionario è destinato esclusivamente a in- vestitori istituzionali.

Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono di- sciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata fissata per il 24 ottobre 2016. Da tale data le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo del programma EMTN.

Nel dettaglio trovano allocazione in tale voce:

  • • € 600.686 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato e dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbli- gazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila;
  • • € 490.739 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul pro- gramma EMTN come premesso;
  • € 330.976 mila (comprensivo del rateo di interessi ma- turato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, della du- rata di 5 anni con scadenza il 12 settembre 2018. Tale debito, al netto dei Fair Value positivi allocati nella gestione finanziaria del conto economico pari a € 1.221 mila, ammonta a € 329.755 mila. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 269.611 mila, come premesso. Le obbligazioni pagano una cedola lorda annua pari al 3,75% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,754. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi al 3,805% corrispondente ad un rendimento di 230 punti base sopra il tasso di riferimento (mid - swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla

legge inglese. La data di regolamento è stata il 12 settembre 2013. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 20.607 mila;

  • • € 436.626 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. Le obbligazioni emesse hanno un taglio minimo di € 50 mila e pagano una cedola lorda annua pari al 4,5% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,779. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi, al 4,528% cor- rispondente ad un rendimento di 120 punti base sopra il tasso di riferimento (mid-swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 16 marzo 2010. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 21.892 mila. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila, come premesso;
  • € 163.107 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 24.789 mila ammonta a € 187.896 mila. Tale Fair Va- lue è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cam- bio, negativa per € 2.511 mila, dello strumento coper- to calcolato al 31 dicembre 2016. Il cambio alla fine del 2016 si è attestato a € 122,97 contro € 131,07 del 31 di- cembre 2015. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 4.279 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizione per l'eventuale esercizio dell'opzione.

Finanziamenti a medio – lungo termine

Ammontano a € 471.025 mila e registrano una variazione complessiva di € 25.054 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 dicembre 2016 e scadenti oltre i dodici mesi.

I principali mutui, i cui valori al 31 dicembre 2016 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 494.419 mila, e sono di seguito descritti:

finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 per un importo di € 200.000 mila per il piano di investimenti nel settore idrico (Acea Ato 2) con una durata di 15 anni. Tale finanziamento al 31 dicembre 2016 ammonta a € 46.912 mila. La prima tranche pari a € 150.000 mila è stata erogata nell'agosto 2008 ed il tasso di interesse è pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread di 7,8 punti base. Nel corso del 2009 è stata erogata una seconda tranche per un importo di € 50.000 mila che prevede un tasso di interesse pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread dello 0,646%; la scadenza è fissata al 15 giugno 2019;

finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008 con scadenza al 21 Dicembre 2021. Il tasso applicato dalla banca è un tasso variabile e le rate previste sono semestrali ed il rimborso av- verrà in rate semestrali; la prima è stata pagata il 30 giugno 2010. L'importo residuo del finanziamento al 31 dicembre 2016 ammonta a € 46.912 mila. Il rischio di oscillazione dei tassi di interesse passivi collegati al finanziamento è stato coperto con la sottoscrizione di un Interest Rate Swap con l'obiettivo di trasformare l'onerosità del finanziamento sottostante da variabile a fissa. Lo swap segue l'andamento del piano di ammortamento del sottostante. In base allo IAS 39 la società ha provveduto a valutare l'efficacia dello strumento di copertura secondo il metodo dell'Hedge Ac- counting in base al modello del Cash Flow Hedge. Il risultato del test è pari al 98,52% di efficacia, ciò comporta che non venga rilevata alcuna quota a conto economico che rifletta

l'inefficacia dello strumento; si è proceduto all'iscrizione in apposita riserva di Patrimonio Netto del fair value negativo dello strumento di copertura pari a € 5.255 mila;

  • finanziamento contratto da BEI nel 2009 per un importo di € 100.000 mila rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti in ambito di potenziamento ed ampliamento della rete di distribuzione di energia elettrica in territorio romano per un piano quadriennale. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,665% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2018;
  • finanziamento contratto da BEI in data 23 dicembre 2014 di € 200.000 mila, rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti nell'area idrico. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,45% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2030.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finan- ziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nella tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2016 pari a € 23.394 mila.

€ migliaia Debito residuo
totale
Entro il
31.12.2017
Dal 31.12.2017
al 31.12.2022
Oltre il
31.12.2022
a tasso fisso 0 0 0 0
a tasso variabile 447.507 15.059 259.948 172.500
a tasso variabile verso fisso 46.912 8.335 38.577 0
Totale Mutui a medio - lungo e breve termine 494.419 23.394 298.525 172.500

Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

24. Altre passività non correnti – € 0 mila

Risultano pari a zero al 31 dicembre 2016.

25. Fondo imposte differite – € 4.796 mila

Si riducono di € 1.859 mila rispetto al 31 dicembre 2015. Per quanto attiene la composizione del saldo si rimanda alla tabella esposta nella voce "Imposte differite attive" del presente documento.

26. Passività correnti – € 365.604 mila

Aumentano complessivamente di € 57.844 mila. Di seguito ne è esposta la composizione.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti finanziari 105.192 77.570 27.623
Debiti verso fornitori 206.553 155.687 50.867
Debiti tributari 36.544 55.848 (19.304)
Altre passività correnti 17.314 18.656 (1.341)
TOTALE 365.604 307.760 57.844

26.a – Debiti finanziari – € 105.192 mila

Aumentano di € 27.623 mila e sono composte come di seguito esposto:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti verso controllate e collegate 76.698 21.520 55.178
Debiti verso banche per mutui 23.394 23.754 (360)
Debiti verso Roma Capitale 3.040 30.524 (27.484)
Debiti verso Altri 2.059 1.771 288
TOTALE 105.192 77.570 27.623

Le variazioni hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate principalmente per (i) rapporti di tesoreria accentrata che aumentano di € 42.661 mila per effetto della maggiore esposizione finanziaria registrata nell'e- sercizio verso le società del Gruppo e per (ii) il debito

generato dalla cessione dei crediti per IRES e IRAP richiesti a rimborso relativi alle istanze presentate dalle Società del gruppo nel corso del 2013. Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti per rapporti di tesoreria accentrata 64.180 21.518 42.661
Altri Debiti finanziari 12.519 2 12.517
TOTALE 76.698 21.520 55.178

I debiti verso banche per mutui si movimentano per effetto dei rimborsi delle quote di mutui in scadenza nel 2016, mitigati dall'iscrizione dei ratei maturati nel corso dell'esercizio.

27.484 mila per effetto dell'azzeramento del debito finanziario per dividendi iscritti al 31 dicembre 2015 compensato dall'acconto verso Roma Capitale per il PIANO LED.

I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di €

26.b – Debiti verso fornitori – € 206.553 mila

Risultano composti come di seguito evidenziato.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti verso fornitori terzi 109.626 65.647 43.979
Debiti verso società controllate e collegate 96.927 90.039 6.888
TOTALE 206.553 155.687 50.867

Idebiti verso fornitori terzi registrano una variazione in aumento di € 43.979 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti per fatture ricevute 60.320 31.626 28.694
Debiti per fatture da ricevere 49.306 34.021 15.284
TOTALE 109.626 65.647 43.979

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 60.320 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 20.943 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.

Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate si segnala una crescita di € 6.888 mila, che viene analizzata nella tabella che segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Acea Illuminazione Pubblica 5.754 57.443 (51.689)
Acea Ato 2 537 15.005 (14.468)
Acea Energia 8.990 8.897 93
Publiacqua 225 3.097 (2.872)
Areti 76.625 2.927 73.698
Citelum Acea Napoli 2.644 1.629 1.015
Acea Domenicana 100 0 100
Acea8cento 477 207 269
Acea Ambiente (ex ARIA) 190 141 48
Acea Elabori 604 114 490
Abab 78 78 0
GORI 87 77 10
Altro 617 422 195
TOTALE 96.927 90.039 6.888

Si evidenzia che la variazione delle consistenze verso Acea Illuminazione Pubblica e Areti dipende dal passaggio del ramo di Illuminazione Pubblica da Acea Illuminazione Pubblica ad Areti avvenuto in data 29 dicembre 2016.

26.c – Debiti tributari – € 36.544 mila

come illustrato nella tabella seguente.

Subiscono una riduzione di € 19.304 mila e sono composti

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti per IRES ed IRAP 16.956 16.402 554
IVA differita 8.537 8.548 (11)
Ritenute al personale 1.767 1.903 (136)
Altri debiti tributari 15 93 (78)
Totale Debiti Verso Erario 27.276 26.947 329
Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate 9.268 28.901 (19.633)
Totale Debiti Tributari 36.544 55.848 (19.304)

26.d – Altre passività correnti – € 17.314 mila Si compongono come di seguito riportato:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 2.873 3.445 (573)
Altri debiti verso Società Controllate e Collegate 5 5 0
Altri debiti 14.437 15.206 (769)
Debiti verso il personale dipendente 7.065 7.801 (736)
stock di incassi da clienti da ricondurre/restituire 5.373 5.388 (14)
Debiti verso Comuni 901 901 0
Debiti per Assicurazioni 579 582 (3)
Debito rateizzato verso Equitalia 188 255 (67)
Ratei e Risconti 78 0 78
Altri debiti 252 279 (26)
TOTALE 17.314 18.656 (1.341)

Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi da quelli già indicati a proposito della voce Mutui.

Informative sulle Parti Correlate

ACEA e Roma Capitale

L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di ACEA.

Tra ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di ser- vizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione ed al potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione. Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini econo- mici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 di- cembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra ACEA e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno con una scrittura privata volta a regolare im- pegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED. Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:

  • allineamento della durata del contratto di servizio alla scadenza della concessione (2027), stante la mera fun- zione accessiva del contratto stesso alla convenzione;
  • aggiornamento periodico delle componenti di corrispet- tivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manu- tenzione;
  • aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuta ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

È, tra l'altro, previsto che i parametri quali – quantitativi vengano nuovamente negoziati nel corso del 2018.

Alla scadenza naturale o anticipata ad ACEA spetta un'in- dennità corrispondente al valore residuo contabile dei ce- spiti che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore suben- trante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappre- sentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esi- genze riconducibili al pubblico interesse, espressamente inclusa quella prevista dall'articolo 23 bis D.L. 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stata sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1° febbraio 2011, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito - con riferimento a modalità e termini di pagamento - sono regolate dai singoli contratti:

  • a. per il contratto di servizio di pubblica illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presen- tazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessan- ta giorni e successivamente del tasso di mora come sta- bilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,
  • b. per tutti gli altri contratti di servizio il termine di paga- mento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura ed in caso di ritardato pagamento le parti hanno concor- dato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno tra ACEA e Roma Capitale ha regolato impegni ed obblighi di- scendenti dall'attuazione del Piano LED modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a par- tire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'ac- cordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano LED. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione / penalità per installazioni superiori / inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto LED.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti han- no parzialmente modificato il listino prezzi ed la composi- zione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammorta- mento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

è previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra ACEA ed Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2016 con riferimento ai rapporti più significativi.

RICAVI COSTI
€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 31.12.2016 31.12.2015
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 66.948 55.017 0 0
TOTALE 66.948 55.017 0 0

ACEA e il Gruppo Roma Capitale

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma

Capitale ACEA intrattiene rapporti di natura commerciale. La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale
€ migliaia
Debiti
31.12.2016
Costi
31.12.2016
Crediti
31.12.2016
Ricavi
31.12.2016
AMA S.P.A. 69 940 133 62
AMA Soluzioni Integrate 7 0 0 0
ATAC S.P.A. 0 0 386 2
ROMA METROPOLITANE S.R.L. 0 0 56 0
FONDAZIONE CINEMA PER ROMA 49 40 0 0
RISORSE PER ROMA R.P.R. S.P.A. 10 0 0 0
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 468 736 0 0
BIOPARCO 1 1 0 0
Totale 604 1.717 576 64

ACEA e le Società Controllate

Rapporti di natura finanziaria

ACEA S.p.A., nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività.

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanzia- ri, la capogruppo ACEA ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rap- porto di finanza intersocietaria, redendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un ap- posito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

Il 1° aprile 2016 è stato approvato un nuovo contratto di finanza intersocietaria con efficacia triennale ritenendo il precedente obsoleto nell'ambito del rinnovamento adottato secondo il progetto Acea2.0.

In base a tale contratto, ACEA mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per (i) esigenze di circolante e per (ii) la effettuazio- ne degli investimenti.

Inoltre, ACEA mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garan- zie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie so- cietarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie. Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo per- manente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per va- luta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come media ponderata dei tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride o assimilabili nel settore delle utilities (rivedibile annualmente, aumentato, eventualmente, di un margine aggiuntivo legato, sostanzialmente, al livello di esposizione della società beneficiaria rispetto al totale dei plafond concessi alle Società in tesoreria accentrata). Per il 2016 il tasso di interesse applicato è ricom- preso tra un minimo del 4,62% ed un massimo del 5,78%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per va- luta, ACEA riconosce alle società interessi calcolati, per cia- scun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "EURIBOR a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente. I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

Rapporti di natura commerciale

ACEA presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Per quanto attiene i contratti di servizio, a decorrere dal 1° gennaio 2014 e con durata triennale, ACEA ha rivisto il catalogo dei servizi offerti, ha allineato i corrispettivi a prezzi di mercato, ha reso i contratti di servizio compliant ai fini regolatori e del M.O.G.C. e ha introdotto nuovi SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).

Nell'ambito del progetto Acea2.0 ACEA e le Società in ambito hanno approvato un contratto che consente l'im- plementazione delle principali iniziative di sviluppo tecnolo- gico (trasversali e di business) mediante l'istituto della co- munione. Il suddetto contratto contiene le regole di natura economico – finanziaria e di partecipazione alla comunione. ACEA eroga inoltre servizi di esercizio, gestione applica- tiva e manutenzione, connessi all'adesione al programma ACEA2.0 regolati da apposito contratto.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.

ACEA e le principali Società del Gruppo Caltagirone

Caltagirone
€ migliaia
Debiti
31.12.2016
Costi
31.12.2016
Crediti
31.12.2016
Ricavi
31.12.2016
PIEMME SPA - CONCESSIONARIA
DI PUBBLICITA' SPA
40 55 0 0
METROPOLITANA DI NAPOLI SPA 0 0 18 261
Totale 40 55 18 261

Di seguito si evidenzia l'incidenza dei rapporti con parti cor- relate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico

e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

Di cui parti Di cui parti
Stato Patrimoniale 31.12.2016 Correlate Incidenza % 31.12.2015 Correlate Incidenza % Variazione
Attività Finanziarie 237.625 237.499 99,9% 121.913 121.688 99,8% 115.712
Crediti Commerciali 4.517 826 18,3% 7.829 3.861 49,3% (3.312)
Crediti Commerciali
Infragruppo
57.496 57.496 100,0% 95.984 95.984 100,0% (38.488)
Altre Attività Correnti 25.378 2.345 9,2% 24.070 2.343 9,7% 1.308
Attività Finanziarie
Correnti Infragruppo
1.499.971 1.499.971 100,0% 1.195.870 1.195.870 100,0% 304.101
Attività per imposte correnti 77.372 36.053 46,6% 47.484 24.609 51,8% 29.888
Debiti finanziari 105.192 81.508 77,5% 77.570 53.814 69,4% 27.623
Debiti fornitori 206.553 97.498 47,2% 155.687 50.718 32,6% 50.867
Debiti Tributari 36.544 9.129 25,0% 55.848 26.656 47,7% (19.304)

Incidenza sul risultato economico

Di cui parti Di cui parti
Conto Economico 31.12.2016 Correlate Incidenza % 31.12.2015 Correlate Incidenza % Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 172.762 168.903 97,8% 168.975 163.114 96,5% 3.787
Altri ricavi e proventi 11.725 8.111 69,2% 11.116 9.415 84,7% 609
Costi esterni 143.851 87.038 60,5% 133.268 47.066 35,3% 10.583
Proventi Finanziari 89.784 87.325 97,3% 95.092 93.081 97,9% (5.307)
Oneri Finanziari 102.830 183 0,2% 79.198 274 0,3% 23.632
Proventi da Partecipazioni 146.247 146.247 100,0% 146.438 146.438 100,0% (191)
Oneri da Partecipazioni 408 408 100,0% 172 172 100,0% 236

Incidenza sul rendiconto finanziario

Di cui parti Di cui parti
Rendiconto Finanziario 31.12.2016 Correlate Incidenza % 31.12.2015 Correlate Incidenza % Variazione
Cash flow attività operativa 23.536 76.859 326,6% (8.706) (60.622) 696,4% 32.242
Cash flow di attività di
investimento/disinvestimento
(139.787) (384.835) 275,3% 1.170.410 1.007.587 86,1% (1.310.197)
Cash flow attività
di finanziamento
(79.927) (83.368) 104,3% (1.366.633) (947.490) 69,3% 1.286.706

Elenco delle operazioni con parti correlate

ACEA e Roma Capitale: Progetto LED

Tale progetto consiste nella sostituzione pressoché totale dei corpi illuminanti degli apparecchi di illuminazione stradale esistenti sul territorio di Roma Capitale con apparecchi

a tecnologia Light Emitting Diode (in sigla LED). Acquisito il motivato parere vincolante del Collegio Sinda- cale, intervenuto nell'esame dell'operazione quale "presidio equivalente" ai sensi del paragrafo 15 della Comunicazione Consob n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato l'operazione in data 22 aprile 2015, conferendo all'Amministratore Delegato "i poteri necessari per la finalizzazione e sottoscrizione con Roma Capitale dell'Atto Esecutivo […] con facoltà di apportare allo stesso modifiche e/o integrazioni non sostanziali che si dovessero ritenere utili e/o necessarie in sede di definiva e formale stipula". A giugno 2016 è stata sottoscritta la scrittura privata rela- tiva al Piano LED.

Altre problematiche

Giudizio E.ON. Produzione S.p.A. contro ACEA, Acea Ato 2 e AceaElectrabel Produzione

E' stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produ- zione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, Acea Ato 2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 46,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In conseguenza dell'avvenuto deposito innanzi al TRAP, competente per il giudizio in discorso, della CTU sui valori della sottensione per derivazione, e conseguente riduzione della produzione idroelettrica, e degli indennizzi spettanti, il giudice delegato ha rinviato all'udienza del 3 ottobre 2013 nella quale sono state depositate memorie concernenti pa- gamenti parziali dei canoni rimasti sospesi. All'udienza del 9 gennaio 2014 la causa è stata trattenuta in decisione.

In data 3 maggio 2014 il TRAP, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo an- cora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli.

E.ON è stata condannata alla rifusione delle spese di lite nella misura di € 32 mila oltre accessori di legge e spese di CTU. In data 23 giugno 2014 E.ON ha introdotto appello avanti il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) con prima udienza fissata al 1° ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 maggio 2015. Si segnala altresì per la decisione anche sulla richiesta di rinnovo della CTU, avanzata da E.ON. Alla data del 29 febbraio 2016, il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche non ha anco- ra emesso sentenza. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite. Con ricorso notificato avanti alle sezioni Unite della Cassa- zione in data 20 dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato no- tificato il 27 gennaio 2017.

ACEA S.p.A. – SASI

Con sentenza n. 6/10 il TRAP ha accolto la domanda di risarcimento danni da illegittimo prelievo di acqua dal fiu- me Verde, intentata da ACEA nei confronti della Società Abruzzese per il Servizio Integrato S.p.A. (SASI) ricono- scendo a favore di ACEA, a titolo di risarcimento dei danni, la somma di € 9 milioni, oltre interessi, con decorrenza 14 giugno 2001 e fino al 30 luglio 2013.

La sentenza, che non è provvisoriamente esecutiva, è stata impugnata dal SASI avanti il TSAP e ACEA ha interposto appello incidentale. Con sentenza non definitiva n. 117/13 dell'11 giugno 2013 il TSAP, accogliendo uno dei motivi di appello, ha rimesso la causa sul ruolo disponendo CTU per la quantificazione del danno patito da ACEA per il periodo 2010/2013. Il TSAP ha fissato l'udienza del 23 ottobre 2013, poi rinviata all'udienza del 27 novembre 2013. In quel- la sede è stato conferito incarico allo stesso CTU del primo grado e la causa è stata rinviata al 14 maggio 2014 per de- posito della CTU. E' stata depositata la CTU che ha ridotto l'importo dovuto dal SASI ad € 6 milioni e, all'udienza del 28 gennaio 2015, il Tribunale Superiore ha respinto l'istanza di controparte di richiesta di chiarimenti al Perito, rinviando la causa per la decisione al 27 maggio 2015. La causa è stata differita nuovamente all'udienza Collegiale del 25 novem- bre 2015 per la decisione. Con sentenza n. 16/17 - depo- sitata il 1° febbraio 2017 - il TSAP ha riconosciuto a favore di Acea la somma di € 6.063.361,00, oltre agli interessi legali compensativi sulla somma anno per anno rivalutata dal 2001 al 2010 ed agli interessi moratori dalla decisione al saldo. Pendono i termini per il Ricorso in Cassazione.

A.S.A. – Acea Servizi Acqua - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno 2011 ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere dei presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed ine- sistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto para- sociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni. Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto ne- cessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quanti- ficazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'e- ventuale corrispettivo spettante per effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

All'udienza dell'11 febbraio 2014 fissata per discutere sulle osservazioni alla consulenza tecnica redatta, il Giudice ha concesso termine alle parti per note sulla CTU e ha convocato il Perito per chiarimenti all'udienza del 20 marzo 2014. A seguito delle predette note, il Giudice Delegato, sciogliendo la riserva assunta all'udienza del 20 marzo 2014 in sostanziale accoglimento di quanto dedotto dalla difesa e dal CTP di ACEA, ha rinviato il giudizio all'udienza del 1° luglio 2014 al fine di meglio definire, in contraddittorio con le parti ed il CTP, la documentazione da acquisirsi presso Acea Ato 2 e procedere all'integrazione della CTU. All'udienza del 1° luglio 2014 il Giudice, nelle more cambiato, si è riservato sulle richieste di integrazione della consulenza respingendola poi con provvedimento emesso fuori udienza. Il 20 gennaio 2015 la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza n. 17154/15 del 17 agosto 2015, il Tribunale ha respinto integral- mente la domanda e condannato le parti in solido alla refusio- ne a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Ap- pello di Roma. All'udienza del 3 febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 aprile 2018.

Contenzioso Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Si è proceduto quindi a notificare il predetto decreto ingiuntivo in data 3 settembre 2012 e in data 23 novembre è stato consegnato all'Ufficiale Giudiziario il pignoramento presso terzi per il recupero coattivo delle somme ingiunte. E' ad oggi pendente innanzi la X sezione del Tribunale di Roma, l'opposizione del Decreto ingiuntivo da parte di Milano '90. Nell'ambito del giudizio è stato instaurato un ulteriore endoprocedimento ex art. 649 cpc volto alla sospensione della provvisoria esecuzione dell'opposto decreto ingiuntivo, sospensione che è stata accolta dal Giudice.

è stato altresì sospeso il procedimento esecutivo iniziato a valle della provvisoria esecutività del decreto ad oggi sospesa. All'udienza del 13 marzo 2014, il Giudice si è riservato sulla richiesta dei mezzi istruttori.

Con provvedimento datato 7 aprile 2014 lo stesso Giudi- ce, ritenuta necessaria un'indagine tecnica per valutare la situazione urbanistica dell'immobile nonché di ammettere la prova testimoniale articolata da ACEA, ha rinviato all'u- dienza del 18 dicembre 2014 per l'audizione dei testi ed il conferimento dell'incarico al CTU. Con provvedimento del 6 novembre 2015 il Giudice Istruttore su richiesta del CTU, ha differito la causa al 28 gennaio 2016 per il deposito della consulenza tecnica. Il Giudice si è riservato rinviando al 5 maggio 2016. Il CTU ha depositato i chiarimenti richiesti dal Giudice sulle valutazioni già date sul valore attuale del terreno e la causa è stata rinviata al 15 giugno 2017 per la precisazione delle conclusioni.

Contenzioso Trifoglio Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c.. L'udienza di comparizione delle parti pre- vista per il 13 novembre 2012 è stata rinviata al 30 aprile 2013 a seguito della chiamata in causa di un terzo (Consorzio Piano Assetto C9 Stazione Ostiense) da parte della Trifoglio.

Nelle more, ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la riso- luzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Dopo il mutamento del rito da sommario ad ordinario, il Tribu- nale ha rinviato la causa al 7 maggio 2014 per l'ammissione delle prove concedendo termini per il deposito delle memorie di cui all'art. 183 VI° co. c.p.c. con decorrenza dal 14 gennaio 2014.

Unitamente al deposito delle memorie ex art. 183 n. 1 c.p.c., si è costituito in giudizio un nuovo collegio difensivo per conto di Trifoglio che ha formulato nuove eccezioni di inadempimento da parte di ACEA in ragione della dedotta impossibilità di addivenire allo sviluppo dell'area oggetto del contratto di compravendita.

Il giudizio è stato rinviato all'udienza del 14 ottobre 2014 per la riunione con altro giudizio avente identico oggetto promosso da ATAC Patrimonio e per la eventuale riunione con il giudizio promosso da Trifoglio di cui infra.

Causa passiva: si è data inoltre evidenza di un nuovo atto di citazione da parte di Trifoglio avente sempre ad oggetto l'atto di compravendita e volto all'accertamento della sua invalidità. Nell'atto di citazione, Trifoglio ha chiesto la riunione con il pro- cedimento instaurato da ACEA, oltre a richiedere l'ammis- sione di una consulenza tecnica. L'atto di citazione, notificato anche ad ATAC Patrimonio oltre che ad ACEA, contiene una richiesta di risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Nell'ambito delle memorie ex art. 183 n. 2 c.p.c., controparte ha chiesto l'ammissione della Consulenza Tecnica sostanzialmente volta a valutare la possibilità di procedere allo sviluppo dell'area. All'udienza del 27 maggio 2014, fissata per la discussione dell'atto di citazione promosso da Trifoglio, la causa è stata rimessa al Presidente della Sezione che ha disposto la rimessione del procedimento avanti il Giudice che tratta i procedimenti promossi da ACEA, per ragioni di connessione. Allo stato le domande proposte da controparte appaiono infondate.

Le cause sono state riunite avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva ed entrambi i giudizi sono stati rinviati all'udienza del 7 aprile 2015 previa riformulazione dei quesiti sottoposti al CTU. La causa è rinviata all'udienza del 6 otto- bre 2015 per la definitiva nomina del CTU e conferimento dell'incarico al perito, risolte le preliminari questioni di natura processuale. L'udienza per la discussione della perizia è stata fissata al 20 gennaio 2016 in base alla richiesta del CTU di avvalersi di coadiutori con rinvio al 15 giugno 2016; in tale data è stata depositata la consulenza. Il 21 settembre 2016 c'è stato l'esame dell'elaborato peritale. All'esito delle istanze della difesa di ACEA, il giudicante, con provvedimento del 2 dicembre 2016 si è sostanzialmente limitato a convocare nuovamente il CTU al fine di fornire chiarimenti in merito al metodo di calcolo utilizzato e conseguente adempimento della garanzia contrattuale, rinviando la causa al 14 febbraio 2017. Il Giudice, all'udienza del 14 febbraio 2017, ha revocato il provvedimento di convocazione del CTU, definendo in tal modo le operazioni peritali; ritenuta la causa matura per la decisione, ha quindi rinviato per la precisazione delle conclusioni all'udienza del 29 marzo 2017. All'udienza, il giudice ha spedito la causa a sentenza, assegnando termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica.

Contenzioso Kuadra

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giu- dizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i Soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordina- mento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei Soci di Marco Polo S.r.l. in liquida- zione, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto Socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito del- la valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata al 20 febbraio 2017 ed ancora al 29 maggio 2017.

Contenzioso Provincia di Rieti

La Provincia di Rieti ha notificato ad ACEA e ad Acea Ato 2 un atto di citazione con il quale avanza domanda di risarci- mento danni (a vario titolo declinati) che la stessa subirebbe per effetto della mancata approvazione della convenzione sulle c.d. interferenze interambito.

Evocati in giudizio, unitamente ad ACEA e ad Acea Ato 2, sono anche la Provincia di Roma, l'Ente d'Ambito ATO2 Lazio Centrale Roma, Roma Capitale e la Regione Lazio. Il valore della controversia è elevato: ad oggi circa € 90 milioni (€ 25 milioni fino al 31 dicembre 2005 e € 8 milioni annui per il periodo successivo), ma la costruzione dell'impianto difensivo è piuttosto fragile, soprattutto nei confronti di ACEA. Innanzitutto appare censurabile l'individuazione del giudice competente: il Tribunale Ordinario in luogo del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche; in secondo luogo la responsabilità risarcitoria per il ritardo nell'approvazione della convenzione di interferenza, sicura- mente non è imputabile ad ACEA in quanto condotta dalla stessa non esigibile.

Il giudizio, rinviato all'udienza del 14 luglio 2015 per l'am- missione dei mezzi istruttori richiesti dalle parti nei termini concessi è stata nuovamente rinviato per la precisazione delle conclusioni al 2 febbraio 2017, trattandosi di causa in diritto con rilevanti eccezioni preliminari. All'udienza è stato disposto un nuovo rinvio al 19 settembre 2017.

Contenzioso Giancarlo Cremonesi

L'ex Presidente di ACEA, Giancarlo Cremonesi, ha propo- sto ricorso avanti il Tribunale di Roma, sezione Lavoro, per chiedere la condanna della società al pagamento in suo fa- vore delle remunerazioni non percepite a seguito della anti- cipata cessazione dell'incarico oltre il risarcimento dei danni non patrimoniali connessi.

Con sentenza n. 4362 del 5 maggio 2016, parzialmente sfavorevole (mancato riconoscimento richiesta di risarci- mento dei danni) ACEA è stata condannata al pagamento delle remunerazioni. Il pagamento è avvenuto a luglio 2016.

Contenzioso Andrea Peruzy e Maurizio Leo

Con analoghi ricorsi promossi avanti il Tribunale Sezione Lavoro, gli ex Consiglieri di ACEA S.p.A. Peruzy e Leo, hanno evocato in giudizio ACEA stessa per chiedere la condanna della Società al pagamento in loro favore delle remunerazioni non percepite - pari rispettivamente ad € 190 mila ed € 185 mila - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa.

ACEA si è costituita per eccepire in primo luogo la inapplicabi- lità del rito del lavoro e quindi la necessaria rimessione del Giu- dizio in sede ordinaria, nonché l'infondatezza della domanda.

Le cause sono state rinviate per la decisione sulle preliminari di rito all'udienza del 19 novembre 2015. All'udienza del 25 febbraio 2016, il Tribunale con ordinanza in pari data ha rite- nuto l'incompetenza della sezione specializzata ed ha rimesso al Presidente del Tribunale per l'assegnazione ad altra sezione. Per Maurizio LEO, la causa è stata riassunta innanzi alla Sezione Imprese del Tribunale di Roma e la prossima udien- za è stata rinviata al 23 gennaio 2018 per conclusioni. Per Andrea PERUZY, la causa è stata anch'essa assegnata alla Sezione Imprese del Tribunale di Roma; la prossima udienza è fissata al 12 febbraio 2018 per conclusioni.

Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con ACEA S.p.A. Si precisa che la maggioranza dei giudizi risulta transatta e che sette sono quelli ancora pendenti nei vari gradi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto).

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, perché risultano introdot- ti sempre da sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti ed hanno por- tato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione.

Specificamente, due giudizi di quantificazione pendono in Cassazione (iscritti a ruolo nel 2012 e nel 2014, con udienza non ancora fissata) in esito a ricorso dei prestatori che han- no perso in appello ed ACEA ha proposto controricorso. Le somme richieste sono già state versate in esecuzione della pronuncia di primo grado poi riformata e dunque non si pre- vedono esborsi attuali.

Un ulteriore giudizio è stato definito in primo grado con sentenza 5538/15 del 3 giugno 2015 che ha rigettato la domanda - relativa ad un certo segmento temporale - sul rilievo, principalmente, dell'essere i sei prestatori rimasti nelle more dipendenti della società ALMAVIVA Contact (già COS) e come tali fruitori di reddito.

Il valore delle domande assommava ad € 660 mila al netto degli accessori, ma ACEA non ha subito condanne e dunque non ha corrisposto nulla.

I lavoratori soccombenti hanno però interposto appello e l'udienza di discussione è fissata al 18 settembre 2017.

Giudizio ARMOSIA

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di Areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile in Roma – Via Marco Polo, 31. Il Decreto Ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da Areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del con- tratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, Armosia MP ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno su- bito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di Areti. L'esposizione è pari a circa € 9 milioni. A tale richiesta, all'udienza del 17 feb- braio 2016 sia ACEA che Areti, si sono opposte. Il Giudice ha disposto la CTU, rinviando al 14 marzo 2016 per il conferimento allo stesso. All'udienza del 30 novembre 2016, espletate le operazioni peritali, la causa è stata rinviata 24 maggio 2017 per discussione e decisione.

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività

finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.

Strumenti finanziari
al fair value disponibili
Crediti e Strumenti finanziari
disponibili
Valore Note
€ migliaia per la negoziazione finanziamenti per la vendita di bilancio esplicative
Attività non correnti 0 205.386 2.350 207.737
Altre partecipazioni 0 2.350 2.350 15
Attività finanziarie verso controllante,
controllate e collegate 0 205.261 0 205.261 17
Attività finanziarie verso terzi 0 126 0 126 17
Attività correnti 0 2.142.141 0 2.142.141
Crediti commerciali verso clienti 0 4.517 0 4.517 19
Crediti commerciali verso parti correlate 0 57.496 0 57.496 19
Attività finanziarie verso controllante,
controllate e collegate 0 1.497.175 0 1.497.175 19
Attività finanziarie verso terzi 0 5.617 0 5.617 19
Disponibilità liquide 0 577.334 0 577.334 19
TOTALE
ATTIVIT
à FINANZIARIE
0 2.347.527 2.350 2.349.877
€ migliaia Strumenti finanziari
detenuti per la negoziazione
Passività al
Fair Value
Passività al costo
ammortizzato
Valore
di bilancio
Note
esplicative
Passività non correnti 0 4.034 2.512.693 2.516.727
Obbligazioni 0 0 2.022.134 2.022.134 23
Obbligazioni valutate al FVH 0 (1.221) (1.221)
Obbligazioni valutate al CFH 0 24.789 24.789
Debiti verso banche (quota non corrente) 0 0 465.770 465.770 23
Debiti verso banche (quota non corrente)
valutate al CFH
0 5.255 5.255
Passività correnti 0 0 311.746 311.746
Debiti verso banche 0 0 0 0 26
Obbligazioni (quota corrente) 0 0 0 0 26
Debiti verso banche (quota corrente) 0 0 23.394 23.394 26
Debiti finanziari verso controllante,
controllate e collegate
0 0 81.508 81.508 26
Debiti finanziari verso terzi 0 0 290 290 26
Debiti verso fornitori 0 0 109.626 109.626 26
Debiti commerciali verso controllante,
controllate e collegate
0 0 96.927 96.927 26
TOTALE
PASSIVITA
' FINANZIARIE
4.034 2.824.439 2.828.473

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk less adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso. Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse

Rischio cambio

ACEA non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio di liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministra- zione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2016 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 803 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. Alla fine dell'esercizio ACEA non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a scadenza e simili.

Si informa infine che, nell'ambito del programma EMTN dell'importo di € 1,5 miliardi, deliberato nel 2014, ACEA può collocare emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo di € 400 milioni entro il 2019 in quanto ad ottobre del 2016 sono state collocate obbligazioni a valere sul programma per € 500 milioni, che hanno ridotto la di- sponibilità fino a scadenza del programma.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tas- so d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzial- mente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica. L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'espo- sizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebita- mento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2016 per circa il 73,2% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mer- cato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile;
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del de- bito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del busi- ness di riferimento;
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privile- giando quegli strumenti che consentano l'hedge accoun- ting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condi- zioni di mercato, fair value hedge).
  • Si ricorda che ACEA ha:
  • ricondotto a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni mediante uno swap. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021;
  • perfezionato un'operazione di cross currency per trasformare in euro -tramite uno swap tipo DCS plain vanilla - la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla;
  • ricondotto a tasso variabile, € 300 milioni su € 600 milioni del prestito obbligazionario a tasso fisso collocato sul mercato a settembre 2013, della durata di 5 anni mediante uno swap.

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elen- cati sono di tipo non speculativo ed il fair value degli stessi è rispettivamente

  • negativo per € 5,3 milioni (negativo per € 7,0 milioni al 31 dicembre 2015),
  • negativo per € 24,8 milioni (negativo per € 33,0 milioni al 31 dicembre 2015) e
  • positivo per € 1,2 milioni (positivo per € 0,9 milioni nel 2015).

Il fair value dell'indebitamento a medio – lungo termine è cal- colato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

€ migliaia Costo ammortizzato FV RIS
K LESS
Delta FVRIS K ADJUSTED delta
Finanziamenti Bancari: (A) (B) (A) - (B) (C ) (A) - (C)
Obbligazioni 2.045.702 2.070.005 (24.303) 1.956.898 88.804
a tasso fisso 0 0 0 0 0
a tasso variabile 447.507 457.067 (9.560) 455.793 (8.286)
a tasso variabile verso fisso 46.912 47.936 (1.024) 46.947 (35)
Totale 2.540.122 2.575.008 (34.886) 2.459.639 80.483

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «riskadjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodo- logia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (po- sitivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Variazione di Present Value (€ milioni)
(187,8)
(112,8)
(41,0)
(6,2)
0,0
61,1
93,8
156,9
217,5

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali vie- ne determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti

composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.

Impegni e rischi potenziali

Ammontano a € 1.007.802 mila e si riducono di € 97.314 mila rispetto al 31 dicembre 2015 (erano € 1.105.116 mila). Il saldo comprende:

Avalli e fideiussioni rilasciate e ricevute

Presentano un saldo netto positivo pari ad € 173.646 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari ad € 224.615 mila mentre quelle ricevute ammontano ad € 50.969 mila. Registrano una variazione in aumento di € 8.751 mila ri- spetto alla fine dell'esercizio precedente.

Lettere di Patronage rilasciate e ricevute

Il saldo è positivo per € 585.514 mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 585.717 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subito una riduzione com- plessiva di € 106.066 mila.

Le principali variazioni hanno riguardato:

la scadenza della garanzia rilasciata a favore di Acea Energia nell'interesse di e-distribuzione come controgaranzia relativa all'attività di trasporto dell'energia elettrica (€ 66.000 mila al 31 dicembre 2015);

  • la riduzione della controgaranzia a favore di Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento concesso ad Areti per € 8.899 mila,
  • lo svincolo delle garanzie in favore di Deutsche Bank AG per conto di Acea Energia nell'ambito dell'ISDA Master Agreement (€ 10.000 mila al 31.12.2015);
  • la riduzione di garanzie a favore di varie società per con- to di Acea Energia tra cui Eni Trading & Shipping, AMS Voghera e Repower Italia per complessivi € 19.721 mila;
  • la scadenza della garanzia Societaria a favore dell'ex Socio di Aquaser per € 4.067 mila;
  • il rilascio di una garanzia a favore di UNICREDIT per conto di Acea Ato 5 pari a € 6.306 mila a copertura di una garanzia rilasciata da UNICREDIT a favore dell'A- ATO.

Beni di terzi in concessione

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subito modifiche rispetto al 31 dicembre 2015 e si riferiscono ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica.

Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante

Allegato 1: Posizione Finanziaria Netta

Allegato 2: Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2016 Allegato 4: Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Allegato 5: Informativa di settore (IFRS 8)

Allegato 3: Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Allegato n. 1 – Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2016

€ migliaia 31.12.2016 Parti correlate 31.12.2015 Parti correlate Variazione
Attività finanziarie non correnti 126 0 225 0 (99)
Attività finanziarie non
correnti infragruppo
205.261 205.261 85.038 85.038 120.223
Debiti e passività finanziarie
non correnti
(2.487.904) 0 (2.361.064) 0 (126.841)
Attività (Passività) finanziarie da
valutazione strumenti derivati
(28.823) 0 (39.037) 0 10.214
Posizione finanziaria
a medio-lungo termine
(2.311.341) 205.261 (2.314.837) 85.038 3.497
Disponibilità liquide e titoli 577.334 0 773.512 0 (196.178)
Attività (Passività) finanziarie correnti (19.836) (1.769) (19.892) (1.770) 56
Attività (Passività) finanziarie
correnti infragruppo
1.417.437 1.417.437 1.141.048 1.141.048 276.389
Posizione finanziaria a breve termine 1.974.935 1.415.668 1.894.668 1.139.278 80.267
Totale Posizione finanziaria netta (336.406) 1.620.929 (420.170) 1.224.316 83.764

Allegato n. 2 – Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2016

VARIAZIONI
DEL
PERIODO
Incrementi/ Svalutazioni/
€ migliaia 31.12.2015 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Decrementi Perdite 31.12.2016
Controllate
Areti S.p.A. 648.651 0 0 35.183 28 0 683.861
Acea Ato 2 S.p.A. 585.442 0 0 0 0 0 585.442
Acea8Cento S.p.A. 120 0 0 0 0 0 120
Consorcio Agua Azul 5.113 0 0 0 (142) 0 4.970
Acea Elabori S.p.A. 4.024 756 0 0 35 0 4.814
Ecomed S.r.l. 56 0 0 0 62 0 118
Acea Energia S.p.A. 277.044 0 0 0 0 0 277.044
Acea Ato 5 S.p.A. 13.934 0 0 0 0 0 13.934
Aguazul Bogotà SA 590 0 0 0 53 0 644
Consorcio Acea Tradexco 43 0 0 0 0 0 43
Acea Domenicana SA 606 0 0 0 4 0 610
Acque Blu Arno Basso S.p.A. 14.663 0 0 0 0 0 14.663
Ombrone S.p.A. 19.383 0 0 0 0 0 19.383
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 43.911 0 0 0 0 0 43.911
Acea Ambiente S.r.l. 22.136 0 0 10.421 16 0 32.573
Kykos 0 4.788 0 (4.788) 0 0 0
Umbra Acque S.p.A. 6.851 0 0 0 0 0 6.851
Aquaser S.r.l. 5.401 0 0 0 16 0 5.417
Crea Gestioni S.r.l. 6.127 0 0 0 0 0 6.127
Acea Gori Servizi S.c.a.r.l. 1.659 0 0 0 0 0 1.659
Solemme 5.633 0 0 (5.633) 0 0 0
Parco della Mistica 10 0 0 0 50 0 60
Sarnese Vesuviano S.r.l. 163 0 0 0 0 0 163
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. 39.773 0 0 (35.183) 0 0 4.590
Ingegnerie Toscane S.r.l. 58 0 0 0 0 0 58
Acea Liquidation and Litigation S.r.l. 9.821 0 0 0 0 0 9.821
Acea Produzione S.p.A. 43.441 0 0 0 0 0 43.441
Acea Energy Management S.r.l. 50 0 0 0 0 0 50
Aguas De San Pedro SA 0 6.023 0 2.058 35 0 8.117
Acea International 0 600 0 0 0 0 600
Acea Servizi Acque S.r.l. in
Liquidazione
0 0 0 0 408 (408) 0
Crea S.p.A. S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Hydreco Scarl in Liq. 0 0 0 0 0 0 0
Totale Controllate 1.754.703 12.168 0 2.058 565 (408) 1.769.085
VARIAZIONI
DEL
PERIODO
Incrementi/ Svalutazioni/
€ migliaia 31.12.2015 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Decrementi Perdite 31.12.2016
Collegate
Aguas De San Pedro SA 2.058 0 0 (2.058) 0 0 0
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. 318 0 0 0 0 0 318
Marco Polo S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Intesa Aretina S.r.l. 11.505 0 0 0 0 0 11.505
Citelum Napoli Pubblica
Illuminazione S.c.a.r.l. 306 0 0 0 0 0 306
Sienergia S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
DI.T.N.E. S.c.a.r.l. 12 0 0 0 0 0 12
Totale Collegate 14.200 0 0 (2.058) 0 0 12.142
VARIAZIONI
DEL
PERIODO
€ migliaia Incrementi/
Svalutazioni/
31.12.2015
Acquisizioni
Alienazioni
Riclassifiche
Decrementi
Perdite
Altre Imprese
Polo Tecnologico Industriale
Romano S.p.A.
2.350 0 0 0 0 0 2.350
WRC PLC 0 0 0 0 0 0 0
Totale Altre Imprese 2.350 0 0 0 0 0 2.350

Allegato n. 3 – Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti.

Allegato n. 4 - Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2016 ACEA S.p.A. non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

Allegato n. 5 - Informativa di settore (IFRS 8)

Illuminazione TOTALE
ATTIVIT
à IN
DISCONTINUING
TOTALE
1.339 11.843 11.843 0 11.843
1.320 94.587 95.907 0 95.907
0 13.138 13.138 0 13.138
0 1.783.577 1.783.577 0 1.783.577
28.875
57.877 179.748 237.625 237.625
270 0 270 0 270
4.517
372
57.125
102.750
113.715 1.391.874 1.505.588 0 1.505.588
577.334
4.407.078
Pubblica
3.713
0
3.040
616
Corporate
805
372
54.084
102.134
FUNZIONAMENTO
4.517
372
57.125
102.750
OPERATIONS
0
0
0
Illuminazione TOTALE
ATTIVIT
à IN
DISCONTINUING
€ migliaia Pubblica Corporate FUNZIONAMENTO OPERATIONS TOTALE
Passività di Settore
Debiti Commerciali 94 109.532 109.626 0 109.626
Debiti V/Controllante 0 0 0 0 0
Debiti Commerciali
V/Controllate/Collegate
88.732 8.195 96.927 0 96.927
Altre Passività
Commerciali Correnti
53.858
Altre Passività
Finanziarie Correnti
105.192
Piani a benefici definiti 0 26.444 26.444 0 26.444
Altri Fondi 0 37.002 37.002 0 37.002
Fondo Imposte differite 4.796
Altre Passività
Commerciali
Non Correnti
0
Altre Passività
Finanziarie Non Correnti
2.516.727
Patrimonio Netto 1.456.505
Totale Passività 4.407.078
Illuminazione TOTALE
ATTIVIT
à IN
DISCONTINUING
€ migliaia Pubblica Corporate FUNZIONAMENTO OPERATIONS TOTALE
Ricavi v/Terzi 72.268 11.823 84.091 0 84.091
Vendite Intersettoriali 0 100.395 100.395 0 100.395
Costo del Lavoro 0 (47.232) (47.232) 0 (47.232)
Costi Esterni (76.826) (67.025) (143.851) 0 (143.851)
Margine Operativo Lordo (4.558) (2.038) (6.596) 0 (6.596)
Ammortamenti e
Svalutazione Crediti
(4.641) (19.924) (24.565) 0 (24.565)
Svalutazioni/Ripristino di
valore di Immobilizzazioni
0 0 0 0 0
Risultato Operativo (9.199) (21.963) (31.161) 0 (31.161)
(Oneri)/Proventi
Finanziari
(13.045)
(Oneri)/Proventi
da partecipazioni
145.839
Risultato ante imposte 101.632
Imposte 6.978
Risultato Netto 108.610

Bilancio Consolidato 2016

Forma e struttura

Informazioni generali

Il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2016 del Gruppo ACEA è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 marzo 2017. La Capogruppo ACEA S.p.A. è una società per azioni italiana, con sede a Roma, piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.

Conformità agli IAS/IFRS

Il presente Bilancio Annuale, redatto su base consoli- data, è predisposto in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la proce- dura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dellart. 9 el D.Lgs. 38/2005.

I principi contabili internazionali sono costituiti da- gli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard In- terpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".

Basi di presentazione

Il Bilancio Consolidato è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto di Conto economico Consolidato, dal Prospetto di Conto economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, non- ché dalle note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Prospetto di Conto Economico è clas- sificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patri- moniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio Consolidato è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamen- te indicato.

I dati del presente Bilancio Consolidato sono comparabili con i medesimi del periodo posto a confronto.

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05- 178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CON- SOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  • il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato mo- dificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'en- trata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantona- menti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items; si specifica invece che i dati economici adjusted non includono l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del cd. regula- tory lag nonché l'effetto negativo conseguente all'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse;
  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore del- la struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e ti- toli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività correnti al netto delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passi- vità destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
  • il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti cor- renti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passi- vità di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bi- lancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, per obsolescenza di magazzino, svalutazioni di attivo, benefici ai dipendenti, fair value degli strumenti derivati, imposte ed altri accantonamenti e fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie dispo- nibile alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circo- stanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo delle Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano. Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si riman- da ai successivi paragrafi di riferimento.

Criteri di consolidamento

Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA S.p.A. e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo anche attraverso la maggio- ranza dei diritti di voto.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo. Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili deri- vanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attra- verso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in vir- tù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai di- ritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conse- guentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti so- stanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di control- lo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indi- chino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza.

Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto.

Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del con- trollo sono rilevate come operazioni sul capitale rettifi- cando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo paga- to o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato.

Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale parteci- pazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività.

Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzio- ne al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.

Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinen- za del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto.

Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relati- ve alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accor- do a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il con- trollo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo.

Ai fini di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.

Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle deci- sioni sulle politiche finanziarie ed operative della parteci- pata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quan- do i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività po- tenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.

Procedure di consolidamento

Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applica- zione di principi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quo- ta di patrimonio netto di ciascuna delle controllate com- prensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a con- to economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata se- paratamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.

Aggregazioni di imprese

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secon- do il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei fair value, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscri- zione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenu- te per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.

Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.

Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dallo IAS 39, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Se il corrispettivo potenziale è classificato nel patrimonio netto, il suo valore viene ricalcolato sino a quando la sua estinzione è contabilizzata contro patrimonio netto.

I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico.

Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza po- sitiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle at- tività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.

Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qual- siasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di mino- ranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

Procedura di consolidamento delle attività e passività dete- nute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.

Consolidamento d'imprese estere

Tutte le attività e le passività d'imprese estere in moneta diversa dall'euro sono convertite utilizzando i tassi di cambio vigenti alla data di riferimento del bilancio.

I ricavi ed i costi sono convertiti al cambio medio dell'eser- cizio. Le differenze di conversione risultanti vengono incluse in una voce di Patrimonio Netto fino all'eventuale cessione della partecipazione.

Le operazioni in valuta estera sono contabilizzate al tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione. Le attività e pas- sività in valuta estera sono poi convertite al tasso di cambio vigente alla data di chiusura del bilancio. Sono rilevate nel conto economico, ovvero nella gestione finanziaria, le diffe- renze di cambio generate dalla conversione e quelle realiz- zate al momento dall'estinzione dell'operazione.

Area di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e della quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle parte- cipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre sono consolidate con il metodo del patrimonio net- to le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.

A) Variazioni dell'area di consolidamento

L'area di consolidamento al 31 Dicembre 2016 ha subito modifiche rispetto a quella del Bilancio Consolidato dell'e- sercizio precedente in conseguenza dell'acquisizione del 29,65% di Aguas de San Pedro che in aggiunta alla quo- ta già detenuta (31%) ha permesso di ottenere il controllo esclusivo sulla società, pertanto dal 12 ottobre 2016 si è proceduto al consolidamento integrale della stessa. Sempre nel corso del 2016 a seguito delle modifiche intervenute nella composizione del CdA in relazione al numero di consiglieri di spettanza ACEA AguaAzul Bogotà è consolidata

sulla base dell'Equity Method. Si segnala inoltre che in data 22 novembre 2016 è stata costituita la società ACEA International S.A controllata al 100% da ACEA. Si segnala che nel corso del primo seme- stre 2016 è divenuta efficace la fusione per incorporazione di Voghera Energia Vendite in liquidazione in Acea Energia.

B) Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento

Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata è non operativa e non significativa, an- che con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

Criteri di valutazione e principi contabili

Criteri di valutazione

Conversione delle poste in valuta estera

La valuta funzionale e di presentazione adottata da ACEA e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono convertite nel- la valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rileva- te nel conto economico del Bilancio Consolidato ad eccezio- ne delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamen- te a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto econo- mico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono an- ch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono rilevati quando si verifica l'effettivo trasferimento dei rischi e dei vantaggi rilevanti tipici della proprietà o al compimento della prestazione e sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile. In particolare:

  • i ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas sono rilevati al momento dell'erogazione o della fornitura del servizio, ancorché non fatturati, e sono determinati integrando con opportune stime quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura. Tali ricavi sono calcolati sulla base dei provvedimenti di legge, delle delibere dell'Auto- rità per l'Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico in vi- gore nel corso del periodo tenendo altresì conto dei prov- vedimenti perequativi pro tempore vigenti; si informa che con riferimento alla valorizzazione dei ricavi da trasporto di energia elettrica, qualora l'ammissione degli investi- menti in tariffa che sancisce il diritto al corrispettivo per l'operatore sia virtualmente certa già nell'esercizio in cui gli stessi sono realizzati, i corrispondenti ricavi vengono accertati per competenza indipendentemente dalla mo- dalità con cui essi saranno riconosciuti finanziariamente quale conseguenza della delibera 654/2015 dell'AEEGSI;
  • iricavi del servizio idrico integrato sono determinati sul- la base del Metodo Tariffario Idrico (MTI), valido per la determinazione delle tariffe per gli anni 2016 - 2019, ap- provato con Deliberazione n. 664/15/R/idr e successive modificazioni da parte dell'AEEGSI. Sulla base dell'inter- pretazione della natura giuridica della componente tariffaria Fo.NI. (Fondo Nuovi Investimenti) viene iscritto tra i ricavi dell'esercizio il relativo ammontare spettante alle Società idriche laddove espressamente riconosciuto dagli Enti d'Ambito che ne stabiliscono la destinazione d'uso. è inoltre iscritto tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite cd. passanti (i.e. energia elettrica, acqua all'ingrosso) delle quali la citata delibera fornisce apposito dettaglio nonché l'eventuale conguaglio relativo a costi afferenti il Sistema Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (i.e. emergenze idriche, ambientali) qualora l'i- struttoria per il loro riconoscimento abbia dato esito positivo.

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento.

Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazione.

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste.

I contributi di allacciamento idrici sono iscritti tra le altre passività non correnti e rilasciati a conto economico lungo la durata dell'investimento cui si riferiscono, se correlati ad un investimento, ed interamente rilevati come provento se correlati a costi di competenza.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compen- sazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto econo- mico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avan- zamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconosci- mento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi e se questi possono essere de- terminati con attendibilità. Le perdite accertate sono ri- conosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro at- traverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Ta- riffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio. Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale e/o tassazio- ne per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pa- gare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il va- lore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'im- ponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della pas- sività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno ri- sultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passi- vità non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in ope- razioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l'annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fisca- le che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte dif- ferite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto.

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo storico, compren- sivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato ac- quistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS37. La corrispondente passività è rilevata nella voce del passivo Fondo rischi ed oneri. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incre- mentino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

Impianti e macchinari strumentali 1,25% - 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e
commerciali strumentali 2,5% - 6,67%
Attrezzature industriale e
commerciali non strumentali 6,67%
Altri beni strumentali 12,5%
Altri beni non strumentali 6,67% - 19,00%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi o per finalità non ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di va- lore. Il costo include eventuali onorari professionali e, ove applicabile, gli oneri finanziari capitalizzati. L'ammortamen- to di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, inizia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attesta- ta dal positivo superamento di tali prove.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto com- prensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%. Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobi- liare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retroloca- zione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura so- stanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing. Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto econo- mico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Leasing

I contratti di locazione sono classificati come locazioni finanziarie ogniqualvolta i termini del contratto sono tali da trasferire sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà al locatario. Tutte le altre locazioni sono considerate operative.

Le attività oggetto di contratti di locazione finanziaria sono rilevate come attività del Gruppo al loro fair value alla data di acquisizione, oppure, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è inclusa nello stato patrimoniale come passività per locazioni finanziarie. I pagamenti per i canoni di locazione sono suddivisi fra quota capitale e quota interessi in modo da raggiungere un tasso di interesse costante sulla passività residua.

Gli oneri finanziari, certi o stimati, sono rilevati per competenza ad eccezione dei casi in cui siano direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che giustifica una loro capitalizzazione.

I costi per canoni di locazione derivanti da locazioni opera- tive sono iscritte a conto economico in quote costanti sulla base della durata del contratto. I benefici ricevuti o da rice- vere a titolo di incentivo per entrare in contratti di locazione operativa sono anch'essi iscritti a quote costanti sulla durata del contratto.

Attività immateriali

Le attività immateriali riguardano le attività prive di con- sistenza fisica identificabile, controllate dall'impresa ed in grado di produrre benefici economici futuri, nonché il go- odwill acquistato a titolo oneroso. Le attività immateriali se acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, men- tre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione, alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qua- lificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene im- materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. L'ammortamento è calcolato a quote costante in base alla vita utile stimata, che viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. L'ammortamento ha inizio quando l'attività immateriale è disponibile all'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

Avviamento

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali (tra le quali a titolo meramente esemplificativo, l'acquisizione di società controllate; di entità a controllo congiunto ovvero l'acquisi- zione di rami d'azienda o altre operazioni di carattere stra- ordinario) rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili del- la controllata. L'avviamento è rilevato come attività e rivisto annualmente per verificare che non abbia subito perdite di valore. Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate.

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità generatrici di flussi fi- nanziari indipendenti che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. Nel caso in cui il valore recuperabile da parte dell'unità generatrice di flussi sia inferiore al valore di carico attribuito, si rileva la relativa perdita di valore.

In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare non ancora ammortizzato dell'avviamento ad esse attribuibile è incluso nella determi- nazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

Concessioni

è rilevato in questa voce il valore del diritto di concessione trentennale, da parte di Roma Capitale, sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione, oggetto di conferimento ad ACEA e successivamente trasferito, al 31 dicembre 1999, alla società scorporata Acea Ato 2. Tale valore riguarda beni demaniali appartenenti al cosiddetto "demanio accidentale" idrico e di depurazione e viene sistematicamente ammortizzato in base alla durata residua della concessione stessa (pari a 30 anni a partire dall'esercizio 1998). Si precisa che il periodo di ammortamento residuo è in linea con la durata media delle gestioni affidate con procedura ad evidenza pubblica.

Sono compresi altresì in questa voce:

  • il valore netto al 1° gennaio 2004 dell'avviamento deri- vante dal conferimento del servizio fognature effettuato con efficacia 1° settembre 2002 da Roma Capitale in Acea Ato 2;
  • il maggior costo, per la quota attribuibile a tale voce, de- rivante dall'acquisizione del Gruppo A.R.I.A. con parti- colare riferimento a SAO società che gestisce la discari- ca di Orvieto, oggi fusa in ACEA Ambiente;
  • il maggior costo, attribuibile a tale voce, derivante dall'ac- quisizione di Acea Ato 5 da parte di ACEA.

L'ammortamento della voce Concessione viene effettuato in maniera lineare sulla base della durata residua delle con- cessioni di riferimento.

Diritto sulle infrastrutture

In ossequio all'IFRIC12, è rilevato in questa voce l'am- montare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico. La classificazione in tale voce discende dall'applicazione dell'IFRIC12, a partire dall'esercizio 2010, sulla base del modello dell'intangible asset: la citata interpretazione richiede infatti, in luogo della rilevazione dell'insieme delle infrastrutture materiali per la gestione del servizio, l'iscrizione di un'unica attività immateriale rappresentativa del diritto del concessionario di far pagare la tariffa agli utenti del servizio pubblico.

Vengono accantonati ad apposito fondo denominato "Fondo oneri di ripristino" i costi di sostituzione e manu- tenzione programmata.

Diritti di utilizzazione di opere dell'ingegno

I costi relativi a tale voce sono inclusi tra le attività immate- riali e sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre anni/cinque anni.

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, il Gruppo rivede il valore con- tabile delle proprie attività materiali ed immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività ab- biano subito perdite di valore ("Impairment test"). Qualo- ra queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita, tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

La verifica consiste nel confronto tra il valore contabi- le iscritto in bilancio e la stima del valore recuperabile dell'attività.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli inve- stimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere man- tenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità gene- ratrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripri- stino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammorta- menti e svalutazioni.

Quote di emissione, certificati verdi e certificati bianchi

Il Gruppo applica criteri di valutazione differenziati tra quo- te/certificati detenuti per own-use, ossia a fronte del proprio fabbisogno (Portafoglio Industriale) e quelli detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading).

Le quote/certificati detenuti per own-use eccedenti il fabbisogno determinato in relazione alle obbligazioni maturate a fine esercizio (surplus) sono iscritte tra le altre immobilizzazioni immateriali al costo sostenuto. Le quote/certificati assegnati gratuitamente sono iscritti ad un valore nullo. Trattandosi di un bene a utilizzo istantaneo tale posta non è soggetta ad ammortamento, ma ad impairment test. Il valore recuperabile viene identificato come il maggiore fra il valore d'uso e quello di mercato.

L'onere derivante dall'adempimento dell'obbligo di efficien- za energetica è stimato sulla base del prezzo medio di acqui- sto calcolato sulla base dei contratti stipulati tenuto conto dei titoli in portafoglio alla data di redazione del bilancio per i quali viene stanziato a fondo oneri il differenziale negativo tra la stima del contributo, effettuata ai sensi della delibera AEEGSI 13/2014/R/efr, che verrà erogato in sede di con- segna dei titoli al fine dell'annullamento dell'obiettivo ed il suddetto onere.

Le quote/certificati detenuti con intento di Trading (Porta- foglio di Trading) vengono iscritte tra le rimanenze di magaz- zino e valutate al minore tra il costo d'acquisto ed il valore di presumibile realizzo desumibile dall'andamento di mercato. Le quote/certificati assegnati gratuitamente hanno valore nullo. Il valore di mercato è definito con riferimento a eventuali contratti di vendita, anche a termine, già sottoscritti alla data di bilancio e, in via, residuale, alle quotazioni di mercato.

Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore fra costo e valore netto di realizzo. Il costo comprende i materiali diretti e, ove applicabile, la mano d'opera diretta, le spese generali di produzione e gli altri costi che sono sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Il costo è calcolato utilizzando il metodo del costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo rappresenta il prezzo di vendita stimato meno i costi stimati di completamento e i costi stimati necessari per realizzare la vendita.

Le svalutazioni delle rimanenze di magazzino, in relazione alla loro natura, sono effettuate tramite appositi fondi, iscritti in bilancio a riduzione delle poste attive, oppure voce per voce, in contropartita alle variazioni delle rimanenze del conto economico.

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel mo- mento in cui il Gruppo diviene parte delle clausole contrat- tuali dello strumento.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ri- cevere flussi di cassa.

Crediti Commerciali ed altre attività

I crediti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale ridot- to da un'appropriata svalutazione per riflettere la stima della perdita su crediti.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene effettuata quando si ritiene probabile che l'impresa non sarà in grado di recuperare l'intero ammontare del credito.

I crediti verso clienti si riferiscono all'importo fatturato che, alla data del presente documento, risulta ancora da incassare nonché alla quota di crediti per ricavi di competenza del periodo relativi a fatture che verranno emesse successivamente.

Attività Finanziarie

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle date di bilancio successive, le attività finanziarie che il Gruppo ha l'intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza (attività finanziarie detenute fino alla scadenza) sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle svalutazioni effet- tuate per rifletterne le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negozia- zione o disponibili per la vendita e sono valutate ad ogni fine

periodo al fair value. Quando le attività finanziarie sono detenute per la nego- ziazione, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati al conto economico del periodo. Per le attività finanziarie disponibili per la vendita, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputa- ti direttamente in una voce separata del patrimonio netto fintanto che esse sono cedute o abbiano subito una perdita di valore; in quel momento, gli utili o le perdite complessivi precedentemente rilevati nel patrimonio netto sono imputati al conto economico del periodo. L'importo della perdita complessiva è pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il fair value corrente.

In caso di titoli diffusamente negoziati nei mercati regolamentati (attivi), il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura dell'esercizio. Per gli inve- stimenti per i quali non è disponibile una quotazione di mer- cato, il fair value è determinato in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale oppure è calcolato in base ai flussi finanziari futuri attesi delle attività nette sottostanti l'investimento.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie, che implicano la consegna entro un lasso temporale generalmente definito dai regolamenti e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio, sono rilevati alla data di negoziazione, vale a dire alla data in cui il Gruppo ha assunto l'impegno di acquisto/vendita di tali attività.

La rilevazione iniziale delle attività finanziarie non derivate, non quotate su mercati attivi ed aventi flussi di pagamento

fissi o determinabili è effettuata al fair value. Successivamente all'iscrizione iniziale esse sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'inte- resse effettivo.

Il Gruppo verifica ad ogni data di bilancio se un'attività fi- nanziaria o gruppo di attività finanziarie ha subito una per- dita di valore. Un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie è da ritenere soggetta a perdita di valore se, e solo se, sussiste una obiettiva evidenza di perdita di valore come esito di uno o più eventi che sono intervenuti dopo la rilevazione iniziale e che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri attendibilmente stimati. Le evidenze di perdita di valore derivano dalla presenza di indicatori quali le diffi- coltà finanziarie, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni, l'insolvenza nella corresponsione di importanti pagamenti, la probabilità che il debitore fallisca o sia oggetto ad un'altra forma di riorganizzazione finanziaria e la presenza di dati og- gettivi che indicano un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a vista o a brevissimo termine e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono valutate con il criterio del costo ammortizzato. In particolare i costi sostenuti per l'acquisi- zione dei finanziamenti (spese di transazione) e l'eventuale aggio e disaggio di emissione sono portati a diretta rettifica del valore nominale del finanziamento. Sono conseguente- mente rideterminati gli oneri finanziari netti sulla base del metodo del tasso effettivo di interesse.

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al fair value con contropartita il conto economico; il fair value viene poi ag- giornato alle successive date di chiusura. Sono designati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'ef- ficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value oggetto di copertura (Fair Value Hedge), i derivati sono valutati al fair value ed i relativi effetti rilevati a Conto economico; coerentemente anche l'adeguamento al fair value delle attività o passività oggetto di copertura sono rilevati a Conto economico.

Quando oggetto della copertura è il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi coperti (Cash Flow Hedge), le variazione dei fair value per la parte qualificata come effi- cace vengono rilevate nel Patrimonio netto, mentre quella inefficace viene rilevata direttamente a Conto economico.

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali ter- mini commerciali, sono rilevati al valore nominale.

Eliminazione degli strumenti finanziari

Le attività finanziarie sono eliminate dal bilancio quando il Gruppo perde tutti i rischi ed il diritto alla percezione dei flussi di cassa connessi all'attività finanziaria.

Una passività finanziaria (o una parte di una passività fi- nanziaria) è eliminata dallo stato patrimoniale quando, e solo quando, questa viene estinta, ossia quando l'obbliga- zione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata oppure scaduta.

Se uno strumento di debito precedentemente emesso è ri- acquistato, il debito è estinto, anche se si intende rivenderlo nel prossimo futuro. La differenza tra valore di carico e cor- rispettivo pagato è rilevata a conto economico.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando il Gruppo deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbliga- zione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/ (Oneri) finanziari".

Qualora la passività è relativa allo smantellamento e/o ri- pristino di attività materiali, il fondo iniziale viene rilevato come contropartita all'attività a cui si riferisce; l'inciden- za a Conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce.

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2016

A decorrere dal 1° gennaio 2016, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IFRS 11: Accordi a Controllo congiunto

Il 7 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amendments che ha lo scopo di chiarire il trattamento contabile per le acquisizioni di interessenze in una joint operation che rappresenta un business. Nel caso in cui la joint operation non rappresenta un business, l'acquisizio- ne dovrà essere rilevata come acquisizione separata di attività e passività, senza rilevare l'avviamento, la fiscali- tà differita e capitalizzando, ove sostenuti, i relativi costi accessori.

IAS 16: Immobili, impianti e macchinari; IAS 38: Attività immateriali

Il 13 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato le modifiche ai due principi che hanno lo scopo di chiarire che un metodo di ammortamento basato sui ricavi generati dall'asset (c.d. revenue-based method) non è ritenuto appropriato in quanto riflette esclusivamente il flusso di ricavi generati da tale asset e non, invece, la modalità di consumo dei benefici economici incorporati nell'asset.

IAS 27: Bilancio separato

Lo IASB, con tale modifica, ha introdotto la facoltà di valutare le partecipazioni in società controllate, collega- te o in joint venture, nel bilancio separato, utilizzando il metodo del patrimonio netto. Tale facoltà che era prima preclusa si aggiunge alle altre due opzioni che sono state mantenute:

metodo del costo; oppure

al fair value in accordo allo IAS 39 o IFRS 9.

La facoltà di utilizzare il metodo del patrimonio netto per tutte o per alcune categorie di partecipazioni dovrà es- sere applicata nel bilancio separato in modo retroattivo.

IAS 10: Bilancio consolidato; IAS 28: Partecipazioni in società collegate e joint venture

L'11 settembre 2014 lo IASB ha pubblicato tali modifiche con l'obiettivo di chiarire il trattamento contabile, sia nel caso di perdita del controllo di una controllata (regolata da IFRS 10) che nel caso di downstream transactions regolato da IAS 28, a seconda che l'oggetto della transazione sia o meno un business, come definito da IFRS 3. Se l'oggetto della transazione è un business, allora l'utile deve essere rilevato per intero in entrambi i casi (i.e. perdita del controllo e downstream transactions) mentre se l'oggetto della transazione non è un business, allora l'utile deve essere rilevato, in entrambi i casi, solo per la quota relativa alle interessenze dei terzi.

Miglioramenti agli International Financial Reporting Standards (ciclo 2012-2014)

Il 25 settembre 2014 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2012-2014 Cycle".

  • Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:
  • • IFRS 5 Non-current Assets Held for Sale and Disconti- nued Operations: la modifica introduce una guida spe- cifica all'IFRS 5 nel caso in cui un'entità riclassifichi un asset (o un disposal group) dalla categoria held-for-sale alla categoria held-for-distribution (o viceversa), o quando ven- gano meno i requisiti di classificazione di un'attività come held-for-distribution. Le modifiche definiscono che: (i) tali riclassifiche non dovrebbero essere considerate come una variazione ad un piano di vendita o ad un piano di distribu- zione e che restano validi i medesimi criteri di classifica- zione e valutazione, (ii) le attività che non rispettano più i criteri di classificazione previsti per l'held-for-distribution dovrebbero essere trattate allo stesso modo di un'attività che cessa di essere classificata come held for sale.
  • • IFRS 7 Financial Instruments: Disclosure Servicing contracts – Il documento disciplina l'introduzione di ulteriori guide per chiarire se un servicing contract costitu- isce un coinvolgimento residuo in un'attività trasferita ai fini dell'informativa richiesta in relazione alle attività trasferite. Il paragrafo 42C(c) dell'IFRS 7 prevede che un accordo in virtù del quale l'entità mantiene i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari di un'attività finanziaria ma assume un'obbligazione contrattuale a pagare i flussi finanziari a una o più entità non costituisce di per sé un coinvolgimento residuo ai fini dei requisiti informativi previsti per il trasferimento. Tuttavia, in pratica, la maggior parte degli accordi ha ulteriori aspetti che portano ad un coinvol- gimento residuo nell'attività: per esempio, quando l'im- porto e/o la durata della servicing fee è legata all'importo e/o alla durata dei flussi finanziari incassati. Le modifiche proposte, che si applicheranno in modo prospettico do- vrebbero pertanto aggiungere una guida su tale aspetto. Applicability of the amendments to IFRS 7 on offsetting disclosure to condensed interim financial statements – Il documento elimina le incertezze su come l'informati- va relativa alla compensazione delle attività e passività finanziarie (entrata in vigore a partire dagli esercizi che hanno avuto inizio dal 1° gennaio 2013 o con data succes- siva) debba essere inclusa nei bilanci intermedi e, in tal caso, se in tutti i bilanci intermedi successivi al 1° gennaio 2013 o solamente nel bilancio intermedio del primo anno di applicazione. Il documento chiarisce che l'informativa sulla compensazione di attività e passività finanziarie non è esplicitamente richiesta per tutti i bilanci intermedi. Tuttavia, tale informativa potrebbe essere necessaria per rispettare i requisiti previsti dallo IAS 34, nel caso si tratti di un'informazione significativa.
  • • IAS 19 Employee Benefits Discount rate: regional market issue-Il documento introduce delle modifiche allo IAS 19 al fine di chiarire che gli high quality corporate bonds, utilizzati per determinare il tasso di sconto dei post-employment benefits, dovrebbero essere emessi nella stessa valuta utilizzata per il pagamento dei benefits. Le modifiche precisano che l'ampiezza del mercato dei high quality corporate bonds da considerare sia quella a livello di valuta.

IAS 34 Interim Financial Reporting – Disclosure of information "elsewhere in the interim report": il documento introduce delle modifiche al fine di chiarire i requisiti nel caso in cui l'informativa richiesta è presentata nell'interim financial report ma al di fuori dell'interim financial statements. La modifica precisa che tale informativa venga inclusa attraverso un cross-reference dall'interim financial statements ad altre parti dell'interim financial report e che tale documento sia disponibile ai lettori del bilancio nella stessa modalità e con gli stessi tempi dell'interim financial statement.

Modifiche allo IAS1 Iniziativa di informativa

Le modifiche allo IAS1 chiariscono alcuni requisiti già esi- stenti in tale principio, quali:

  • il requisito della materialità dello IAS1,
  • il fatto che linee specifiche nei prospetti dell'utile/(perdi- ta) d'esercizio delle altre componenti di conto economico complessivo o nel prospetto della posizione finanziari a netta possano essere disaggregate,
  • il fatto che le entità dispongano di flessibilità rispetto all'ordine in cui presentano le note di bilancio,
  • il fatto che la quota delle altre componenti di conto eco- nomico complessivo relativa alle collegate e Joint venture contabilizzate utilizzando il metodo del patrimonio net- to deve essere presentata in aggregato in un'unica riga e classificata tra quelle voci che non saranno successiva- mente classificate a conto economico,
  • una sintesi dei principi contabili rilevanti applicati, tra cui:
  • · la base di misura (o basi) utilizzata nella preparazione del bilancio;
  • · gli altri principi contabili utilizzati rilevanti per la comprensione del bilancio.

Inoltre, le modifiche chiariscono i requisiti che si applicano quando vengono presentati dei sub-totali nei prospetti dell'utile/(perdita) d'esercizio o delle altre componenti di conto economico complessivo o nel prospetto della posizione finanziaria.

Modifiche agli IFRS10, IFRS12 ed allo IAS28 Investments Entities: Applying the consolidation Exception

Le modifiche all'IFRS10 chiariscono che l'esenzione alla presentazione del bilancio consolidato si applica all'entità capogruppo che è la controllata di un'entità investimento, quando l'entità investimento valuta tutte le proprie control- late al fair value.

Inoltre, le modifiche chiariscono che solo una controllata di un'entità investimento che non è essa stessa un'entità investimento e che fornisce servizi di supporto all'entità investimento viene consolidata. Tutte le altre controllate di un' entità investimento sono valutate al fair value. Le modifiche allo IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture permettono all'investitore di mantenere nell'applicazione del metodo del patrimonio netto, la valutazione al fair value applicata dalle collegate o joint venture di un'entità di investimento nella valutazione delle proprie partecipazioni in società controllate.

Modifiche allo IAS 19 Piano a Contribuzione definita: Contributi dei dipendenti

Lo IAS 19 richiede ad una entità di considerare, nella con- tabilizzazione dei piani a benefici definiti i contributi dei di- pendenti o di terze parti. Quando i contributi sono legati al servizio prestato, dovrebbero essere attribuiti ai periodi di servizio come beneficio negativo. Questa modifica chiari- sce che, se l'ammontare dei contributi è indipendente dal numero di anni di servizio, all'entità è permesso di ricono- scere questi contributi come riduzione del costo del servizio nel periodo in cui il servizio è prestato, anziché allocare il contributo ai periodo di servizio.

IFRS 3 Aggregazioni aziendali

La modifica chiarisce che tutti gli accordi relativi a corri- spettivi potenziali classificati come passività (o attività) che nascono da un'aggregazione aziendale devono essere successivamente valutati al Fair value con contropartita a conto economico, questo sia che rientrino o meno nello scopo dell'IFRS9 (o dello IAS 39, a seconda dei casi). Questo è coerente con i principi contabili applicati dal Gruppo, e quindi tale modifica non ha avuto alcun impatto.

IAS 24 Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate

La modifica si applica retrospetticamente e chiarisce che un ente di gestione (un'entità che fornisce servizi relativi a di- rigenti con responsabilità strategiche) è una parte correlata soggetta all'informativa sulle operazioni con parti correla- te. Inoltre, un'entità che fa ricorso ad un ente di gestione deve dare informativa sulle spese sostenute per i servizi di gestione . Questa modifica non è rilevante per il Gruppo in quanto non riceve servizi di management da altre entità.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo

IFRS 9 Strumenti Finanziari

Il 25 luglio 2014 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 9 Financial Instruments comprendente la parte sulla classificazione e

misurazione degli strumenti finanziari, sul modello di im- pairment e sull'hedge accounting. L'IFRS 9 riscrive le regole contabili dello IAS 39 con rife- rimento alla rilevazione e valutazione degli strumenti finan- ziari, incluse le operazioni di copertura.

Il principio prevede le seguenti tre categorie per la classifi- cazione delle attività finanziarie:

  • attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ("amortised cost");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico ("FVTPL" – "Fair value through profit and loss");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo ("FVO- CI" – "fair value through other comprehensive income").

Con riferimento a tale classificazione, si segnalano le se- guenti ulteriori disposizioni:

  • gli strumenti rappresentativi di capitale detenuti senza finalità di trading ("non trading equity instruments"), che andrebbero classificati nella categoria FVTPL, possono essere classificati in base ad una decisione irrevocabile dell'entità che redige il bilancio nella categoria FVOCI. In questo caso le variazioni di fair value (incluse le differenze cambio) saranno rilevate nell'OCI e non saranno mai riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio;
  • qualora le attività finanziarie, classificate nella categoria "amortised cost" o "FVOCI" creano un "accounting mismatch", l'entità che redige il bilancio può decidere irrevocabilmente di utilizzare la "fair value option" classificando tali attività finanziarie nella categoria "FVTPL";
  • con riferimento ai titoli di debito ("debt instruments") clas- sificati nella categoria FVOCI, si segnala che gli interessi attivi, le perdite su crediti attese ("expected credit losses") e le differenze cambio dovranno essere rilevati nell'utile/ (perdita) dell'esercizio. Nell'OCI andranno, invece, rile- vati gli altri effetti derivanti dalla valutazione al fair value, che saranno riclassificati nell'utile/(perdita) dell'esercizio solo in caso di "derecognition" dell'attività finanziaria.

Per quel che riguarda le passività finanziarie il principio propone la classificazione già prevista nello IAS 39 ma in- troduce un'importante novità con riferimento alle passività finanziarie classificate nella categoria "FVTPL", in quanto la quota della variazione del fair value attribuibile al proprio rischio di credito ("own credit risk") dovrà essere rilevata nell'OCI anziché nell'utile/(perdita) dell'esercizio come at- tualmente previsto dallo IAS 39. Con l'IFRS 9, pertanto, un'entità che vede peggiorare il proprio rischio di credito, pur dovendo ridurre il valore delle proprie passività valutate al fair value, non deve riflettere l'effetto di tale riduzione nell'utile/(perdita) dell'esercizio bensì nell'Other Comprehensive Income.

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese. L'entità deve contabilizzare sin da subito, ed indipendentemente dalla presenza o meno di un "trigger event", le perdite attese future sulle proprie attività finanziarie, e deve continuamente adeguare la stima, anche in considerazione delle variazioni del rischio di credito della controparte, basandosi non solo su fatti e dati passati e presenti, ma dando la giusta rilevanza anche alle previsioni future. La stima delle perdite future deve essere fatta ini- zialmente con riferimento alle perdite attese nei prossimi 12 mesi, e successivamente, con riferimento alle perdite com- plessive nella vita del credito. Le perdite attese nei prossimi 12 mesi sono la porzione di perdite che si sosterrebbero nel caso di un evento di default della controparte entro 12 mesi dalla reporting date, e sono date dal prodotto tra la perdita massima e la probabilità che un evento di default avvenga. Le perdite totali durante la vita dell'attività finanziaria sono

il valore attuale delle perdite future medie moltiplicate per la probabilità che un evento di default avvenga nella vita della attività finanziaria.

L'IFRS 9 introduce un modello di hedge accounting volto a riflettere in bilancio le attività di risk management messe in essere dalle società, focalizzandosi sul fatto che se un ele- mento di rischio può essere individuato e misurato, indipen- dentemente dalla tipologia di rischio e/o di oggetto, lo stru- mento messo in essere per "coprire" tale rischi può essere denominato in hedge accounting, con il semplice limite che tale rischio possa impattare il conto economico o le altre componenti del conto economico complessivo (OCI).

Inoltre il principio consente di utilizzare come base per l'hedge accounting anche informazioni prodotte internamente all'azienda, senza più dover dimostrare di rispettare complessi criteri e metriche creati esclusivamente per esigenze contabili. I principali cambiamenti riguardano:

  • test di efficacia: viene abolita la soglia dell'80-125% e sostituita con un test oggettivo che verifica la relazione economica tra strumento coperto e strumento di copertura (ad esempio se vi è una perdita sul primo vi deve essere un utile sul secondo);
  • elementi coperti: non solo attività e passività finanziarie ma ogni elemento o gruppo di elementi purché il rischio sia separatamente individuabile e misurabile;
  • costo della copertura: il time value di un'opzione, i pun- ti forward, lo spread su una valuta possono essere esclusi dall'hedge accounting e contabilizzati subito come costo della copertura e quindi tutte le oscillazioni di mark to mar- ket possono poi essere temporaneamente registrate nelle altre componenti del conto economico complessivo (OCI);
  • informativa: viene prevista una più ampia informazione descrittiva sui rischi coperti e sugli strumenti utilizzati, e viene superata l'attuale informativa basata sulla distinzio- ne tra strumenti di cash flow hedge e di fair value hedge, terminologie contabili che spesso confondono gli inve- stitori, che chiaramente sono più interessati ai rischi e a come essi sono coperti rispetto alle categorie contabili degli stessi strumenti.

Il nuovo standard si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018. L'applicazione anticipata è consentita a condizione che il documento IASB sia già stato omologato dall'Unione Europea. Il Gruppo ha intrapreso un'analisi per una valutazione preliminare dell'impatto dell'IFRS9. Tale valutazione, ancora in corso, riguarda tutte le Società del Gruppo può essere soggetta a cambiamenti in seguito all'analisi di maggior dettaglio che sarà ultimata nel corso del primo semestre 2017. A seguito di tale analisi il Gruppo sceglierà le moda- lità di prima applicazione.

IFRS 15 Ricavi da Contratti con i clienti

Il 29 maggio 2014 IASB e FASB hanno congiuntamente pubblicato – dopo un'attività di studio e consultazione durata oltre un decennio – le nuove disposizioni per la contabilizzazione dei ricavi. Il nuovo principio sostituirà, dal 2017, lo IAS 18 (Ricavi) e lo IAS 11 (Lavori su ordinazione).

I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scrit- to o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni (distintamente individuabili) contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispet- tivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie;
  • allocare il prezzo a ciascuna "performance obligation"; rilevare il ricavo quando l'obbligazione è regolata, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Il principio non dovrebbe apportare particolari difformità nella contabilizzazione delle operazioni considerate più co- muni. Maggiori differenze nella tempistica della rilevazio- ne e nella determinazione quantitativa dovrebbero essere rinvenibili nei contratti di servizi a medio-lungo termine e negli accordi contenenti più obbligazioni, su cui gli operatori avevano evidenziato le principali criticità dell'attuale disciplina. La disclosure sui ricavi dovrebbe essere migliorata per mezzo di una più ampia informativa qualitativa e quantitativa tale da consentire agli stakeholder di ottenere una chiara comprensione del contenuto e degli elementi rilevanti per la determinazione dei ricavi.

Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata.

Nel corso del mese di aprile 2016 lo IASB ha pubblicato alcuni chiarimenti che si sostanziano principalmente:

  • nell'identificare un obbligo delle prestazioni (la promessa di trasferire un bene o di un servizio ad un cliente) in un contratto;
  • nel determinare se una società è il committente (il forni- tore di un bene o servizio) o un agente (responsabile per l'organizzazione del bene o del servizio da fornire); e
  • nel determinare se il ricavo derivante dal bene in conces- sione debba essere riconosciuto in un dato momento o lungo l'intera durata della concessione.

Oltre ai chiarimenti, le modifiche comprendono due rilievi supplementari per ridurre costi e complessità per un'azien- da in sede di prima applicazione del nuovo standard.

Anche per i chiarimenti la prima applicazione avverrà a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata. Il Gruppo ha intrapreso un'analisi per una valutazione pre- liminare dell'impatto dell'IFRS15. Tale valutazione, ancora in corso, riguarda tutte le Società del Gruppo può essere soggetta a cambiamenti in seguito all'analisi di maggior dettaglio che sarà ultimata nel corso del primo semestre 2017. A seguito di tale analisi il Gruppo sceglierà le modalità di prima applicazione.

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le tran- sazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del con- cetto di controllo all'interno della definizione. In particola- re, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

a) nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tut- ti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e

b) a Conto economico, gli ammortamenti delle attività re- lative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

Amendments to IAS 12 - Recognition of deferred tax assets for unrealised losses

Emesso a gennaio 2016, fornisce chiarimenti sulle modalità di rilevazione delle imposte anticipate relative a strumenti di debito valutati al fair value. Tali modifiche chiariscono i requisiti per la rilevazione delle imposte anticipate con rife- rimento a perdite non realizzate, al fine di eliminare le diver- sità nella prassi contabile. Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2017 o successivamente. È consentita un'appli- cazione anticipata.

Modifiche all'IFRS10 e allo IAS 28: Sale or contribution of assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

La modifiche trattano il conflitto tra l'IFRS10 e lo IAS 28 con riferimento alla perdita del controllo di una controllata che è venduta o conferita ad una collegata o da un Joint venture. Le modifiche chiariscono che l'utile o a perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che costituiscono un business, come definito dall'IFRS3, tra un investitore ed una propria collegata o Joint venture , deve essere interamente riconosciuto. Qualsiasi utile o perdita risultante dalla vendita o dal conferimento di attività che non costituiscono un business, è peraltro riconosciuto solo nei limiti della quota detenuta da investitori terzi nella collegata o Joint venture. Lo IASB ha rinviato indefinitivamente la data di applicazione di queste modifiche, ma se un'entità decidesse di applicarle anticipatamente dovrebbe farlo prospetticamente.

Modifiche allo Ias 7 – Informativa

Documento emesso dallo Iasb in data 29 gennaio 2016. Le modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario applica- bili a partire dagli esercizi che iniziano il 1° gennaio 2017, richiedono alle entità di fornire informazioni sulle varia- zioni delle proprie passività finanziarie, al fine di consenti- re agli utilizzatori di meglio valutare le ragioni sottostanti la variazioni dell'indebitamento dell'entità includendo sia le variazioni legate ai flussi di cassa che le variazioni non monetarie. Al momento dell'applicazione iniziale di questa modifica, l'entità non deve presentare l'informativa com- parativa relativa ai periodi precedenti. L'applicazione delle modifiche comporterà per il Gruppo la necessità di fornire informativa aggiuntiva.

Modifiche all' IFRS 2. "Classification and measurement of share-based payment transactions"

In data 20 giugno 2016 lo IASB ha pubblicato il documento riguardante le modifiche all'IFRS2 "pagamenti basati su azioni" che trattano tre aree principali: i) gli effetti di una condizione di maturazione sulla misurazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata per cassa; ii) la classificazione di una transazione con pagamento basato su azioni regolata al netto delle obbligazioni per ritenute d'acconto; iii) la contabilizzazione qualora una modifica dei termini e delle condizioni di una transazione con pagamento basato su azioni cambia la sua classificazione da regolata per cassa a regolata con strumenti rappresentativi di capitale. Al momento dell'adozione, le entità devono applicare le mo- difiche senza riesporre i precedenti esercizi, ma l'applicazio- ne retrospettica è consentita se scelta per tutte e tre e ven- gono rispettati i criteri. Queste modifiche sono in vigore dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata.

Prospetto di Conto Economico Consolidato

Rif.
Nota
31.12.2016 Di cui parti
correlate
31.12.2015 Di cui parti
correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 2.708.646 2.800.570 (91.925)
2 Altri ricavi e proventi 123.772 116.748 7.024
Ricavi netti consolidati 2.832.417 134.931 2.917.318 147.511 (84.901)
3 Costo del lavoro 199.206 211.157 (11.950)
4 Costi esterni 1.766.209 2.002.709 (236.499)
Costi Operativi Consolidati 1.965.415 42.333 2.213.865 45.684 (248.450)
5 Proventi/(Oneri) netti
da gestione rischio commodity
0 0 0
6 Proventi/(Oneri) da partecipazioni
di natura non finanziaria
29.345 28.501 843
Margine Operativo Lordo 896.347 92.598 731.954 101.827 164.392
7 Ammortamenti,
Accantonamenti e Svalutazioni
370.403 345.489 24.914
Risultato Operativo 525.944 92.598 386.465 101.827 139.479
8 Proventi finanziari 17.258 4.256 20.163 335 (2.904)
9 Oneri finanziari (128.822) (3) (111.246) (17.576)
10 Proventi/(Oneri) da partecipazioni 1.707 1.010 696
Risultato ante Imposte 416.087 96.850 296.392 102.163 119.694
11 Imposte sul reddito 143.548 114.847 28.701
Risultato Netto 272.539 181.545 90.994
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 10.192 6.553 3.639
Risultato netto di
Competenza del gruppo
262.347 174.992 87.355
12 Utile (perdita) per azione attribuibile
agli azionisti della Capogruppo
Di base 1,2319 0,8217 0,4102
Diluito 1,2319 0,8217 0,4102
Utile (perdita) per azione attribuibile
agli azionisti della Capogruppo
al netto delle Azioni Proprie
Di base 1,2343 0,8233 0,4110
Diluito 1,2343 0,8233 0,4110

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Risultato netto del periodo 272.539 181.545 90.994 50,1%
Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri 471 (544) 1.015 (186,6%)
Riserva Differenze Cambio (10.051) (14.878) 4.827 (32,4%)
Riserva Fiscale per differenze di Cambio 2.412 4.531 (2.119) (46,8%)
Utili/perdite derivanti da differenza cambio (7.639) (10.347) 2.708 (26,2%)
Parte efficace degli utili/(perdite)
sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge")
13.714 26.404 (12.690) (48,1%)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite)
sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge")
(3.694) (8.825) 5.130 (58,1%)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli
strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale
10.019 17.579 (7.560) (43,0%)
Utili/(perdite) attuariali su benefici
a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto
(8.184) 3.868 (12.052) (311,6%)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite)
attuariali su benefici a dipendenti
2.235 (2.728) 4.963 (181,9%)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici
a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale
(5.949) 1.140 (7.089) (622,0%)
Totale delle componenti del conto economico
complessivo, al netto dell'effetto fiscale
(3.098) 7.829 (10.926) (139,6%)
Totale Utile/perdita complessivo 269.441 189.374 80.067 42,3%
Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a:
Gruppo 259.009 181.584 77.425 42,6%
Terzi 10.432 7.789 2.643 33,9%

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Rif. Di cui con Di cui con
Nota € migliaia 31.12.2016 parti correlate 31.12.2015 parti correlate Variazione
13 Immobilizzazioni Materiali 2.210.338 2.087.324 123.014
14 Investimenti Immobiliari 2.606 2.697 (91)
15 Avviamento 149.825 155.381 (5.555)
16 Concessioni 1.662.727 1.520.304 142.423
17 Altre Immobilizzazioni Immateriali 158.080 104.696 53.384
18 Partecipazioni in controllate e
collegate
260.877 247.490 13.387
19 Altre Partecipazioni 2.579 2.750 (170)
20 Imposte differite Attive 262.241 274.577 (12.336)
21 Attività Finanziarie 27.745 25.638 31.464 29.109 (3.719)
22 Altre Attività 34.216 39.764 (5.547)
ATTIVIT
à NON
CORRENTI
4.771.235 25.638 4.466.446 29.109 304.790
23.a Rimanenze 31.726 26.623 5.103
23.b Crediti Commerciali 1.097.441 129.284 1.098.674 157.905 (1.232)
23.c Altre Attività Correnti 132.508 130.675 1.833
23.d Attività per imposte correnti 74.497 75.177 (680)
23.e Attività Finanziarie Correnti 131.275 117.309 94.228 80.593 37.047
23.f Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 665.533 814.653 (149.120)
23 ATTIVIT
à CORRENTI
2.132.981 246.593 2.240.030 238.498 (107.049)
24 Attività non correnti destinate alla
vendita
497 497 0
TOTALE
ATTIVIT
à
6.904.713 272.231 6.706.972 267.607 197.741

Importi in € migliaia

Rif.
Nota
PASSIVIT
à
31.12.2016 Di cui con
parti correlate
31.12.2015 Di cui con
parti correlate
Variazione
Patrimonio Netto
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 95.188 87.908 7.280
Altre riserve (351.090) (350.255) (835)
Utile (perdita) relativa a esercizi
precedenti
565.792 512.381 53.411
Utile (perdita) dell'esercizio 262.347 174.992 87.355
Totale Patrimonio Netto del Gruppo 1.671.136 1.523.924 147.211
Patrimonio Netto di Terzi 86.807 72.128 14.679
25 Totale Patrimonio Netto 1.757.943 1.596.053 161.890
26 Trattamento di fine rapporto e altri
piani a benefici definiti
109.550 108.630 920
27 Fondo rischi ed oneri 202.122 189.856 12.266
28 Debiti e passività finanziarie 2.797.106 2.688.435 108.672
29 Altre passività 185.524 184.100 1.425
30 Fondo imposte differite 88.158 87.059 1.099
PASSIVIT
à NON
CORRENTI
3.382.460 3.258.079 124.381
Debiti verso fornitori 1.292.590 148.998 1.245.257 157.020 47.334
Altre passività correnti 273.782 306.052 (32.270)
Debiti Finanziari 151.478 4.010 259.087 35.931 (107.609)
Debiti Tributari 46.361 42.346 4.015
31 PASSIVIT
à CORRENTI
1.764.211 153.008 1.852.741 192.951 (88.531)
24 Passività direttamente associate
ad attività destinate alla vendita
99 99 0
TOTALE
PASSIVIT
à E
PATRIMONIO
NETTO
6.904.713 153.008 6.706.972 192.951 197.741

Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato

€ migliaia 31.12.16 Parti correlate 31.12.15 Parti correlate Variazione
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte
attività in funzionamento
416.087 296.392 119.694
Utile prima delle imposte Attività discontinue - - -
Ammortamenti 254.247 233.990 20.258
Rivalutazioni/Svalutazioni 33.643 29.533 4.110
Variazione fondo rischi 12.266 21.138 (8.872)
Variazione netta del TFR (8.683) (7.442) (1.241)
Plusvalenze da realizzo - - -
Interessi passivi finanziari netti 111.564 91.083 20.480
Imposte corrisposte (109.635) (109.256) (380)
Flussi finanziari generati da attività
operativa ante variazioni
709.487 555.438 154.050
Incrementi dei crediti inclusi
nell'attivo circolante
(56.652) (28.621) 120.504 (1.705) (177.156)
Incremento /decremento
dei debiti inclusi nel passivo circolante
47.334 (8.021) (23.321) 26.147 70.655
Incremento/(Decremento) scorte (5.103) 2.606 (7.709)
Variazione del capitale circolante (14.422) 99.788 (114.210)
Variazione di altre attività/passività di esercizio (49.391) 27.448 (76.839)
TOTALE
FLUSSO
MONETARIO
ATTIVIT
à DI ESERCIZIO
645.674 682.673 (36.999)
Flusso monetario per attività di investimento - - -
Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali (248.949) (189.252) (59.697)
Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali (318.472) (245.869) (72.603)
Partecipazioni 9.481 7.250 2.231
Acquisto/Cessione partecipazioni
in imprese controllate
- (389) 389
Incassi/pagamenti derivanti
da altri investimenti finanziari
(33.328) 33.246 1.553 4.988 (34.881)
Dividendi incassati 9.318 9.318 7.137 7.137 2.181
Interessi attivi incassati 22.178 27.750 (5.571)
TOTALE
FLUSSO
MONETARIO
PER
ATTIVIT
à DI INVESTIMENTO
(559.772) (391.820) (167.952)
Flusso monetario per attività di finanziamento - - -
Quota di terzi aumento capitale società
controllate
3.129 5.412 (2.283)
Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo 239.167 (374.508) 613.676
Erogazione di mutui/altri debiti
e medio lungo termine
(146.757) - (146.757)
Diminuzione/Aumento
di altri debiti finanziari a breve
(107.609) (31.921) 67.774 27.702 (175.383)
Interessi passivi pagati (112.273) (91.721) (20.552)
Pagamento dividendi (110.679) (110.679) (101.123) (101.123) (9.556)
TOTALE
FLUSSO
MONETARIO
PER
ATTIVIT
à DI FINANZIAMENTO
(235.022) (494.167) 259.144
Variazioni di patrimonio netto al netto dell'utile
Flusso monetario del periodo (149.120) (203.314) 54.194
Disponibilità monetaria netta iniziale 814.653 1.017.967 (203.314)
Disponibilità monetaria netta finale 665.533 814.653 (149.120)

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Utili
dell'esercizio
Totale Patrimonio
Netto di Terzi
Totale Patrimonio
Netto
Saldi al 01 gennaio 2015 1.098.899 176.119 15.381 140.167 1.430.566 71.825 1.502.391
Utili di conto economico 174.992 174.992 6.553 181.545
Altri utili (perdite) complessivi 6.592 6.592 1.236 7.829
Totale utile (perdita) complessivo 0 0 0 181.584 181.584 7.789 189.374
Destinazione Risultato 2014 140.167 (140.167) 0 0 0
Distribuzione Dividendi (95.647) (95.647) (5.477) (101.123)
Variazione perimetro
consolidamento
7.421 7.421 (2.009) 5.412
Altre Variazioni (88.211) 88.211 0 0
Saldi al 31 dicembre 2015 1.098.899 87.908 155.533 181.584 1.523.924 72.128 1.596.053
Capitale Riserva Altre Utili Patrimonio Totale Patrimonio
€ migliaia Sociale Legale Riserve dell'esercizio Totale Netto di Terzi Netto
Saldi al 01 gennaio 2016 1.098.899 87.908 155.533 181.584 1.523.924 72.128 1.596.053
Utili di conto economico 262.347 262.347 10.192 272.539
Altri utili (perdite) complessivi (3.338) (3.338) 240 (3.098)
Totale utile (perdita)complessivo 0 0 0 259.009 259.009 10.432 269.441
Destinazione Risultato 2015 0 7.280 174.304 (181.584) 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 (106.274) 0 (106.274) (4.405) (110.679)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 (5.524) 0 (5.524) 8.652 3.129
Altre Variazioni 0 0 0 0 0 0 0
Saldi al 31 dicembre 2016 1.098.899 95.188 218.040 259.009 1.671.136 86.807 1.757.943

Note al Conto Economico Consolidato

Ricavi netti consolidati

Al 31 dicembre 2016 ammontano a € 2.832.417 mila (era-

no € 2.917.318 mila al 31 Dicembre 2015 e registrano un decremento di € 84.901 mila (-2,9%) rispetto all'esercizio precedente e sono composti come segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.708.646 2.800.570 (91.925) (3,3%)
Altri ricavi e proventi 123.772 116.748 7.024 6,0%
Ricavi netti consolidati 2.832.417 2.917.318 (84.901) (2,9%)

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 2.708.646 mila Tale voce presenta un decremento complessivo di € 91.925 mila (-3,3% rispetto al 31 Dicembre 2015) che chiudeva con l'ammontare di € 2.800.570 mila.

Tale voce è composta come riportato nella tabella che segue.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.813.648 1.942.588 (128.940) (6,6%)
Ricavi da vendita gas 62.258 79.293 (17.036) (21,5%)
Ricavi da incentivi energia elettrica 21.064 20.933 131 0,6%
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 629.214 582.592 46.622 8,0%
Ricavi da gestioni idriche estero 11.761 9.898 1.862 18,8%
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 44.727 37.522 7.206 19,2%
Ricavi da prestazioni a clienti 98.358 95.257 3.101 3,3%
Contributi di allacciamento 27.616 32.487 (4.871) (15,0%)
Ricavi da vendite e prestazioni 2.708.646 2.800.570 (91.925) (3,3%)

Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica

Ammontano a € 1.813.648 mila e, al netto delle elisioni infragruppo, sono composti come di seguito indicato:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Generazione energia elettrica e calore 31.017 37.522 (6.506) (17,3%)
Vendita energia elettrica 1.226.359 1.455.312 (228.953) (15,7%)
Attività di trasporto e misura dell'energia 508.320 402.362 105.958 26,3%
Cessione energia da WTE 43.345 43.151 194 0,5%
Energia da impianti fotovoltaici 377 398 (21) (5,3%)
Cogenerazione 4.231 3.843 387 10,1%
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.813.648 1.942.588 (128.940) (6,6%)

Le principali variazioni riguardano:

  • la diminuzione dei ricavi da vendita di energia elettrica per € 228.953 mila per effetto: i) della riduzione dei volumi di energia elettrica venduti nel servizio della Maggior Tutela (-6,6%), ii) della riduzione dei volumi di energia elettrica venduti nel Mercato Libero (-14,1%). La riduzione ha riguardato prevalentemente il segmento B2B relativo agli industrial, ed è sostanzialmente imputabile alla prosecuzione della strategia di diversificazione del portafoglio clienti, che ha visto crescere i segmenti small business e mass market in termini di numerosità di clienti serviti;
  • l'incremento dei ricavi da attività di trasporto e misura dell'energia destinata ai mercati tutelato e libero per € 105.958 mila per effetto delle dinamiche tariffarie nonché dall'effetto delle modifiche regolatorie che consentono di meglio stimare il diritto del distributore al riconoscimento delle componenti di costo legate agli investimenti realizzati in un dato esercizio (remunerazione del capitale investito e quota di ammortamento) contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento. Da ciò discende l'iscrizione di un pro- vento di competenza del 2016 pari a € 111.506 mila.

Ricavi da vendita gas

Ammontano a € 62.258 mila e registrano un decremento di € 17.036 mila rispetto al 31 Dicembre 2015 principalmente per effetto delle minori quantità vendute da Acea Energia (-19,6 milioni di smc di gas a clienti finali e grossisti).

Ricavi da incentivi energia elettrica

Ammontano a € 21.064 mila e registrano un aumento di € 131 mila rispetto allo scorso esercizio. La voce include l'iscrizione dei ricavi da certificati verdi: i) di Acea Produzione (€ 16.519 mila) maturati in relazione all'energia prodotta dalla Centrale di Salisano ed Orte, ii) di Acea Ambiente (€ 4.545 mila) dai ricavi per certificati verdi derivanti da un sistema di incentivazione da fonti rinnovabili dall'impianto WTE di Terni e di San Vittore del Lazio.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

Come anticipato nell'apposito paragrafo a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle Società che gestiscono il servizio nel Lazio ed in misura ridotta da quelle della Campania.

Tali proventi ammontano complessivamente a € 629.214 mila e risultano in aumento di € 46.622 mila (+8,0%) rispetto al precedente esercizio (erano € 582.592 mila). Nel seguito vengono fornite informazioni di dettaglio relativamente alla composizione per società:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Acea Ato 2 549.893 502.236 47.657 9,5%
Acea Ato 5 64.540 68.130 (3.590) (5,3%)
Crea Gestioni 4.461 3.811 651 17,1%
Gesesa 10.320 8.415 1.905 22,6%
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 629.214 582.592 46.622 8,0%

La variazione di Acea Ato 2 (+ € 47.657 mila) deriva principalmente dalla crescita del VRG del 2016 appro- vato nella seduta del 27 luglio 2016 rispetto a quello dell'anno precedente (+ € 24.928 mila), parzialmente compensato dai minori conguagli derivanti dalle partite passanti (energia elettrica, canoni di concessione) per € 1.239 mila, a ciò si aggiunge l'iscrizione del premio (€ 23.060 mila), riconosciuto ad Acea Ato 2 ai sen- si dell'art. 32, lettera a), delibera 664/2015, calcolato sulla base delle prestazioni consuntivate nel secondo semestre rispetto agli standard fissati e al lordo degli indennizzi spettanti agli utenti: il 7 marzo 2017 si sono concluse positivamente le attività di verifica della STO relativamente alla consuntivazione degli indicatori po- sti a base del premio. La crescita di Gesesa (+ € 1.905 mila) deriva principalmente dalla variazione del perimetro servito.

Ricavi da gestioni idriche all'estero

Ammontano a € 11.761 mila e risultano variate di € 1.862 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 9.898 mila al 31 Dicembre 2015). L'incremento deriva principalmente dal- la variazione dell'area di consolidamento a seguito del conso- lidamento integrale di Aguas De San Pedro (+ € 7.389 mila), e dal consolidamento ad Equity a partire dal 1 luglio 2016 di Agua Azul Bogotà (- € 5.713 mila). I ricavi di quest'ultima a parità di perimetro sono in diminuzione di € 2.316 mila in conseguenza del completamento delle commesse iniziate negli anni precedenti oltre che per l'effetto del cambio.

Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica

Ammontano € 44.727 mila e risultano in aumento di € 7.206 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 37.522 mila). Di seguito la composizione per società:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
A.R.I.A. 39.928 23.719 16.210 68,3%
SAO 0 9.135 (9.135) (100,0%)
Aquaser 4.799 3.552 1.247 35,1%
Solemme 0 903 (903) (100,0%)
Innovazione e sostenibilità aziendale 0 213 (213) (100,0%)
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 44.727 37.522 7.206 19,2%

L'andamento del 2016 lla fusione per incorporazione delle società Sao, Kyklos e Solemme in Acea Ambiente (ex ARIA) e di ISA in Aquaser in particolare a parità di perimetro:

  • Acea Ambiente + € 6.172 mila a seguito dei maggiori conferimenti di pulper agli impianti di WTE nonché dall'effetto tariffa.
  • Aquaser + € 1.034 mila per effetto di maggiori volumi di rifiuti in ingresso alla discarica nonché aumento delle tariffe in agricoltura e compostaggio.

Ricavi da prestazioni a clienti

Ammontano a € 98.358 mila (€ 95.257 mila al 31 Dicembre 2015) e crescono di € 3.101 mila.

Tale tipologia di ricavo è così composta:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Illuminazione Pubblica Roma 68.549 61.103 7.446 12,2%
Illuminazione Pubblica Napoli 3.637 5.639 (2.001) (35,5%)
Lavori a terzi 11.899 15.980 (4.082) (25,5%)
Prestazioni infragruppo 7.682 5.923 1.759 29,7%
Fotovoltaico 210 279 (69) (24,7%)
Ricavi GIP 6.380 6.332 48 0,8%
Ricavi da prestazioni a clienti 98.358 95.257 3.101 3,3%

La variazione in aumento deriva principalmente: i) dall'accordo stipulato il 17 giugno 2016 tra la Capogruppo e Roma Capitale modificativo del contratto di servizio per la gestione del servizio di illuminazione pubblica, nell'ambito del quale si è avviato il piano di sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziato da Roma Capitale (+ € 7.446 mila): ii) dall'incremento dei ricavi derivanti da prestazioni rese verso società del Gruppo (+ € 1.759 mila). Di segno opposto si segnala: i) la diminuzione dei ricavi da lavori effettuati su richiesta di terzi per € 4.082 mila eseguiti prevalentemente da Acea Ato 2, ii) minori ricavi per Illuminazione Pubblica verso il comune di Napoli (- € 2.001 mila) in quanto il 31 ottobre 2016 è terminato il contratto per la gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Napoli svolto in proroga da luglio del 2015.

Con riferimento alla composizione di tale voce per Area Industriale si veda la tabella che segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 176 267 (90) (33,8%)
Energia 1.085 478 607 126,9%
Idrico 12.146 15.788 (3.642) (23,1%)
Reti 10.876 11.263 (387) (3,4%)
Capogruppo 74.074 67.461 6.613 9,8%
Ricavi da prestazioni a clienti 98.358 95.257 3.101 3,3%

Contributi di allacciamento

Ammontano a € 27.616 mila e risultano in decremento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio di € 4.871 mila rispetto al 31 Dicembre 2015. Sono conse- guiti come segue:

  • Area Energia: € 13.899 mila (- € 5.385 mila),
  • Area Idrico: € 3.053 mila (- € 915 mila),
  • Area Reti: € 10.664 mila (+ € 1.429 mila).

2. Altri ricavi e proventi – € 123.772 mila

Tale voce registra un aumento di € 7.024 mila (+6,0%) rispetto al 31 Dicembre 2015 che chiudeva con € 116.748 mila. La variazione è determinata principalmente dai seguenti effetti contrapposti:

(i) riduzione di € 2.862 mila dei contributi da annullamento maturati sui titoli di efficienza energetica in conseguenza delle minori quantità acquistate nel corso dell'esercizio,

  • (ii) minori rimborsi per danni e penalità per € 4.584 mila
  • principalmente riconducibili ad Acea Ambiente, (iii) minori proventi di Areti derivanti dall'annullamento del riconoscimento da parte della CSEA – Cassa per i servizi energetici e ambientali dello sconto del- lo 0,5% sul versamento delle componenti tariffarie (- € 3.569 mila),
  • (iv) maggiori sopravvenienze per € 9.326 mila originatesi principalmente da Acea Energia per effetto dell'accer- tamento di partite energetiche provenienti da prece- denti esercizi,
  • (v) maggiori ricavi in Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) per € 9.600 mila legati agli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali. Tale vendita rientrava nell'ambito di un più ampio accordo commerciale che riguardava più società del Gruppo.

Nella tabella seguente viene fornita la composizione di tale voce.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Contributi da Enti per TEE 15.591 18.453 (2.862) (15,5%)
Sopravvenienze attive 63.382 54.056 9.326 17,3%
Altri ricavi 19.135 13.823 5.312 38,4%
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 5.268 9.852 (4.584) (46,5%)
Conto energia 4.764 4.281 484 11,3%
Contributo statale ex DPCM 23/04/04 4.000 4.000 0 0,0%
Contributi regionali 2.258 2.112 145 6,9%
Proventi da utenze 2.436 3.318 (882) 0,0%
Personale distaccato 1.751 2.179 (428) 0,0%
Proventi immobiliari 1.684 1.934 (251) 0,0%
Margine IFRIC 12 1.424 1.423 1 0,1%
Plusvalenze da cessione beni 0 95 (95) 0,0%
Riaddebito organi per cariche sociali 971 1.029 (57) 0,0%
Premi per continuità del servizio 1.108 192 915 476,4%
Altri ricavi e proventi 123.772 116.748 7.024 6,0%

Costi operativi consolidati

decremento di € 248.450 mila (-11,2%) rispetto all'esercizio precedente.

Al 31 dicembre 2016 ammontano a € 1.965.415 mila (erano € 2.213.865 mila 31 Dicembre 2015) e registrano un Di seguito la composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Costo del lavoro 199.206 211.157 (11.950) (5,7%)
Costi esterni 1.766.209 2.002.709 (236.499) (11,8%)
Costi operativi consolidati 1.965.415 2.213.865 (248.450) (11,2%)

3. Costo del lavoro – € 199.206 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 307.883 301.392 6.491 2,2%
Costi capitalizzati (108.676) (90.235) (18.442) 20,4%
Costo del lavoro 199.206 211.157 (11.950) (5,7%)

L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizza- ti, si attesta a € 6.491 mila ed è influenzato prevalentemente dai maggiori costi del personale rilevati nelle Aree Idrico (+ € 5.124 mila), Reti (+ € 1.685 mila) e Ambiente (+ € 1.237 mila).

dedicato dal personale del Gruppo al complesso progetto di modifica dei sistemi informativi e dei processi aziendali (Acea2.0): nel corso del 2016 si sono susseguiti infatti i go live delle Società controllate che si concluderanno nella pri- mavera del 2017.

Per quanto riguarda i costi capitalizzati si segnala un incre- mento di € 18.442 mila, determinato sostanzialmente dalla crescita dei costi capitalizzati registrata in tutte le Aree di business. Tale incremento discende dall'elevato impegno

Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza me- dia nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Indu- striale, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo
€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 238 216 -22 (10,2%)
Energia 554 543 11 2,0%
Idrico 2.335 2.301 34 1,5%
Lazio-Campania 1.818 1.801 17 0,9%
Toscana-Umbria 0 0 0 0,0%
Estero 336 332 4 1,20%
Ingegneria e Servizi 181 168 13 7,7%
Reti 1.299 1.336 -37 (2,8%)
Capogruppo 622 634 -12 (1,8%)
TOTALE 5.048 5.029 19 0,4%
Consistenza finale del periodo
€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 247 227 20 8,8%
Energia 561 549 12 2,2%
Idrico 2.296 2.251 45 2,0%
Lazio-Campania 1.796 1.812 -16 (0,9%)
Toscana-Umbria 0 0 0 0,0%
Estero 267 268 -2 0,0%
Ingegneria e Servizi 233 171 62 36,3%
Reti 1.291 1.315 -24 (1,8%)
Capogruppo 573 636 -63 (9,9%)
TOTALE 4.968 4.978 -11 0,2%

4. Costi esterni – € 1.766.209 mila

Tale voce presenta un decremento complessivo di

€ 236.499 mila (-11,8%) rispetto al 31 Dicembre 2015 che chiudeva con € 2.002.709 mila.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Energia, gas e combustibili 1.349.331 1.612.357 (263.025) (16,3%)
Materie 38.576 28.867 9.710 33,6%
Servizi 216.791 228.359 (11.568) (5,1%)
Canoni di concessione 47.442 43.879 3.562 8,1%
Godimento beni di terzi 25.968 22.939 3.029 13,2%
Oneri diversi di gestione 88.101 66.308 21.793 32,9%
Costi esterni 1.766.209 2.002.709 (236.499) (11,8%)

Costi per Energia, gas e combustibili La voce comprende:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Acquisto energia elettrica 863.316 1.081.745 (218.430) (20,2%)
Acquisto gas 14.535 22.904 (8.368) (36,5%)
Trasporto energia elettrica e gas 456.352 488.306 (31.954) (6,5%)
Certificati bianchi 13.300 18.141 (4.841) (26,7%)
Certificati verdi e diritti Co2 1.829 1.261 568 45,0%
Costi energia gas e combustibili 1.349.331 1.612.357 (263.025) (16,3%)

La variazione discende principalmente: i) dai minori costi relativi all'approvvigionamento dell'energia elettrica per il mercato tutelato, libero ed i relativi costi di trasporto (rispettivamente - € 218.430 mila e - € 31.954 mila) Tale riduzione deriva dall'effetto combinato della minore energia elettrica venduta, per effetto della diversificazione del portafoglio clienti e del diverso mix quantità/prezzi nei mesi e nelle fasce orarie; ii) dai costi sostenuti per l'approvvigionamento di gas (- € 8.368 mila); iii) dalla riduzione dei costi di acquisto dei certificati bianchi da parte di Areti per l'assolvimento dell'obbligo regolatorio di efficienza energetica in conseguenza delle minori quantità acquistate nel 2016 (- € 4.578 mila).

Materie

I costi per materie ammontano a € 38.576 mila e rappresentano i consumi di materiali del periodo al netto dei costi destinati ad investimento; il tutto come illustrato dalla tabella che segue.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Acquisti di materiali 64.927 47.951 16.976 35,4%
Variazione delle rimanenze (3.826) 2.275 (6.101) (268,1%)
Variazione delle rimanenze 61.102 50.227 10.875 21,7%
Costi capitalizzati (22.525) (21.360) (1.165) 5,5%
Materie 38.576 28.867 9.710 33,6%

Gli acquisti di materiali al netto delle rimanenze di magazzino registrano un incremento di € 10.875 mila che deriva sostanzialmente dall'Area Reti (+ € 8.828 mila) e dall'Area Idrico (+ € 2.389 mila). La variazione dell'area di consolidamento derivante da Agua de San Pedro incide per € 350 mila. I costi per materie sostenuti dalle Aree Industriali sono dettagliati come di seguito riportato.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 4.738 4.826 (88) (1,8%)
Energia 1.051 1.032 18 1,8%
Idrico 14.650 12.376 2.274 18,4%
Reti 17.207 9.459 7.749 81,9%
Capogruppo 930 1.174 (244) (20,8%)
Costi per materie 38.576 28.867 9.710 33,6%

Servizi ed Appalti

Ammontano a € 216.791 mila e risultano diminuiti com-

plessivamente di € 11.568 mila essendo pari a € 228.359 mila al 31 Dicembre 2015. Passando all'analisi della composizione si rileva quanto segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Trasporto energia elettrica e gas 43.718 49.252 (5.534) (11,2%)
Lavori eseguiti in appalto 31.847 37.931 (6.085) (16,0%)
Smaltimento e trasporto fanghi,
scorie, ceneri e rifiuti
27.251 23.958 3.293 13,7%
Altri servizi 31.366 29.083 2.283 7,9%
Servizi al personale 13.313 15.922 (2.609) (16,4%)
Spese assicurative 10.728 12.076 (1.347) (11,2%)
Consumi elettrici, idrici e gas 4.457 6.574 (2.117) (32,2%)
Sottendimento energia 6.808 7.541 (733) (9,7%)
Servizi infragruppo e non 5.903 7.486 (1.583) (21,2%)
Spese telefoniche e trasmissione dati 5.886 5.588 298 5,3%
Spese postali 4.088 7.682 (3.594) (46,8%)
Canoni di manutenzione 12.751 7.486 5.264 70,3%
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 3.406 4.044 (639) (15,8%)
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 5.062 3.736 1.326 35,5%
Organi sociali 2.448 3.050 (603) (19,8%)
Rilevazione indici di lettura 1.837 1.880 (43) (2,3%)
Spese bancarie 2.624 2.503 121 4,8%
Spese di viaggio e trasferta 1.343 1.271 73 5,7%
Personale distaccato 1.767 1.070 697 65,2%
Spese tipografiche 188 224 (36) (16,1%)
Costi per servizi 216.791 228.359 (11.568) (5,1%)

La variazione dell'area di consolidamento incide per € 719 mila, infatti l'incremento di tale voce a parità di perimetro è pari ad € 12.287 mila (+ 5,2%).

Canone di concessione

L'importo complessivo di € 47.442 mila (+ € 3.562 mila rispetto al 2015) è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania. La tabella che segue indica la composizione per Società confrontata con quella del precedente esercizio.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Acea Ato 2 40.143 36.876 3.267 8,9%
Acea Ato 5 6.886 6.604 282 4,3%
Gesesa 361 348 14 4,0%
Crea Gestioni 52 52 0 0,0%
Canone di concessione 47.442 43.879 3.562 8,1%

Si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".

Godimento di beni di terzi

La voce ammonta a € 25.968 mila e risultano aumentati di € 3.029 mila rispetto allo scorso esercizio (erano € 22.939 mila al 31 Dicembre 2015).

Di seguito si espone la tabella che indica le variazioni per Area Industriale:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 817 667 150 22,6%
Energia 4.258 3.903 355 9,1%
Idrico 6.437 4.998 1.439 28,8%
Reti 3.709 3.592 116 3,2%
Capogruppo 10.747 9.778 969 9,9%
Godimento beni di terzi 25.968 22.939 3.029 13,2%

Tale voce contiene canoni di locazione per € 10.814 mila (erano € 10.844 mila al 31 Dicembre 2015) ed oneri relativi ad altri canoni e noleggi per € 15.154 mila (erano € 12.095 mila al 31 Dicembre 2015).

Oneri diversi di gestione

mentano di € 21.793 mila. La tabella che segue dettaglia tale voce per natura:

Ammontano a € 88.101 mila al 31 dicembre 2016 e au-

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Imposte e tasse 12.686 11.541 1.145 9,9%
Risarcimento danni ed esborsi
per vertenze giudiziarie
5.797 3.747 2.050 54,7%
Contributi erogati e quote associative 2.413 2.709 (296) (10,9%)
Spese generali 5.806 6.926 (1.120) (16,2%)
Minusvalenze su alienazioni beni 0 1.322 (1.322) (100,0%)
Sopravvenienze passive 61.399 40.063 21.336 53,3%
Oneri diversi di gestione 88.101 66.308 21.793 32,9%

Tale incremento deriva principalmente dall'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi par- zialmente coperte da sopravvenienze attive della medesima.

5. Proventi / (Oneri) netti da gestione rischio commodity – € 0 mila

Al 31 dicembre 2016 la variazione della valutazione a Fair Value di quei contratti finanziari iscritti nel conto economi- co consolidato è pari a € 0 mila.

Il portafoglio degli strumenti finanziari in Hedge Accounting rappresenta la componente totale del portafoglio in essere. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel para- grafo "Informativa integrativa sugli strumenti finanziari e po-

litiche di gestione dei rischi" del Bilancio Consolidato 2016. Si informa che la valutazione del rischio controparte effet- tuata in ossequio a IFRS 13 non incide sui test di efficacia effettuati sugli strumenti valutati in Hedge Accounting.

6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria – € 29.345 mila

La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equi- ty method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società che precedentemente erano consolidate con il metodo proporzionale. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
MOL 146.463 143.875 2.588 1,8%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (94.495) (89.865) (4.629) 5,2%
Gestione finanziaria (7.257) (7.930) 673 (8,5%)
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni (48) 81 (129) (158,9%)
Imposte (15.318) (17.660) 2.341 (13,3%)
Totale 29.345 28.501 843 3,0%

Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 2.588 mila principalmente attribuibile a GORI (+ € 4.030 mila) e Publiacqua (+€ 1.423 mila), mentre diminuisce quello di Acque (- € 3.259 mila).

Rispetto al 31 Dicembre 2015 la variazione della voce ammortamenti, svalutazione ed accantonamenti discende principalmente da:

incremento degli ammortamenti iscritti in Publiacqua per € 3.550 mila e Acquedotto del Fiora per € 1.160 mila a seguito dei maggiori investimenti effettuati; parzialmente compensati dai minori ammortamenti di Acque per € 1.617 mila quale conseguenza della modifica alla convenzione di affidamento del servizio idrico che recepisce l'allungamento della concessione dal 2021 al 2026,

  • incremento delle svalutazioni di crediti soprattutto riguardanti Gori (+ € 2.822 mila),
  • diminuzione degli accantonamenti riguardanti soprattutto Acquedotto del Fiora (- € 1.476 mila ) che, nel 2015, aveva stanziato accantonamenti a copertura del rischio legato a riserve su appalti e Publiacqua (- € 2.665 mila), parzialmente compensati dall'incremento di quelli di Acque (+ € 2.133 mila) riguardanti gli oneri di ripristino IFRIC 12 e GORI (+€ 1.026 mila);

Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Publiacqua 12.422 11.572 851 7,4%
Gruppo Acque 6.963 7.767 (804) (10,4%)
Acquedotto del Fiora 3.214 2.385 829 34,7%
Umbra Acque (28) (28) (0) 1,6%
Gori 3.384 3.909 (525) (13,4%)
Nuove Acque e Intesa Aretina 540 384 155 40,4%
Agua Azul 1.053 1.095 (42) (3,8%)
Ingegnerie Toscane 1.812 1.480 333 22,5%
Ecomed in liquidazione (15) (62) 48 (76,5%)
Totale 29.345 28.501 843 3,0%

7. Ammortamenti, svalutazione e accantonamenti – € 370.403 mila

Rispetto al precedente esercizio c'è un aumento di € 24.914 mila. Di seguito si illustra la composizione:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 254.247 233.990 20.258 8,7%
Svalutazione crediti 64.694 59.044 5.650 9,6%
Accantonamenti per rischi 51.462 52.455 (994) (1,9%)
Totale 370.403 345.489 24.914 7,2%

Ammortamenti immateriali e materiali

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ammortamenti materiali 125.215 122.451 2.765 2,3%
Ammortamenti immateriali 134.221 100.186 34.035 34,0%
Perdite di valore (5.189) 11.353 (16.542) (145,7%)
Ammortamenti 254.247 233.990 20.258 8,7%

La variazione in aumento degli ammortamenti, pari a € 20.258 mila è composta come di seguito indicato:

  • aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni ma- teriali per € 2.765 mila;
  • aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali per € 34.035 mila per effetto prevalente- mente della crescita degli investimenti in tutte le aree di business e tiene altresì conto, per il settore idrico, della dinamica regolatoria e degli aggiornamenti tariffari rela- tivi al capitale investito;
  • decremento delle perdite di valore per € 16.542 mila per effetto degli oneri accantonati lo scorso esercizio, di adeguamento alle dinamiche regolatorie e agli aggiornamenti tariffari del capitale investito in funzione delle scelte operate dal Gestore. Si segnala che si è proceduto alla svalutazione di € 1.428 mila dell'avviamento a vita

utile indefinita relativo ad Ecogena quale risultato del test di impairment.

Svalutazione e perdite su crediti

Tale voce ammonta a € 64.694 mila e registra un aumento di € 5.650 mila riferito principalmente: (i) ad Acea Ato 5 (+ € 9.817 mila) per effetto della chiusura nel 2015 dell'istrut- toria sulle tariffe 2012-2015 che ha definito l'ammontare dei conguagli tariffari spettanti alla Società, (ii) ad Acea Ato 2 (+ € 5.210 mila), (iii) alla Capogruppo (+ € 3.337 mila) e ad Acea Liduidation e Litigation (ex Elga Sud) (+ € 4.000 mila). Di segno opposto si segnala la diminuzione delle svalutazioni operate da Acea Energia (- € 15.259 mila).

Di seguito la composizione per aree industriali:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 335 465 (130) (27,9%)
Energia 46.012 57.064 (11.052) (19,4%)
Idrico 10.807 (4.506) 15.313 (339,8%)
Reti 2.753 4.571 (1.818) (39,8%)
Capogruppo 4.787 1.450 3.337 230,1%
Perdite e svalutazioni di crediti 64.694 59.044 5.650 9,6%

Accantonamenti

per esuberanza, ammontano a € 51.462 mila e sono così distinti per natura:

Gli accantonamenti al 31 dicembre 2016, al netto dei rilasci

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Legale 1.642 7.647 (6.005) (78,5%)
Fiscale 1.930 1.371 559 40,8%
Rischi regolatori 7.907 8.678 (771) (8,9%)
Partecipate 336 2.575 (2.239) (87,0%)
Rischi contributivi 114 68 46 66,9%
Esodo e mobilità 22.569 14.754 7.815 53,0%
Appalti e forniture 0 0 0
Franchigie assicurative 1.634 1.895 (261) (13,8%)
Post mortem 0 0 0
Canoni di Concessione 0 0 0
Altri rischi ed oneri 16.083 14.396 1.687 11,7%
Totale 52.214 51.384 830 1,6%
Oneri di ripristino Ifric12 11.116 8.171 2.945 36,0%
Totale accantonamenti 63.329 59.555 3.774 6,3%
Rilascio Fondi (11.868) (7.099) (4.768) 67,2%
Totale 51.462 52.455 (994) (1,9%)

La composizione degli accantonamenti per Area Industriale è illustrata nella tabella seguente:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 5 441 (436) (98,8%)
Energia 18.503 22.115 (3.613) (16,3%)
Idrico 21.176 20.056 1.121 5,6%
Reti 8.110 7.740 370 4,8%
Capogruppo 3.667 2.103 1.565 74,4%
Accantonamenti 51.462 52.455 (994) (1,9%)

Tra gli stanziamenti più significativi effettuati nell'esercizio si rilevano accantonamenti per:

  • fondo esodo e mobilità (€ 22.569 mila) e rappresenta le somme necessarie a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo;
  • rischi regolatori (€ 7.907 mila) in particolare riguardanti: i) Acea Energia per € 3.600 mila relativi alla sanzione comminata da ACGM per pratiche commerciali scorrette e ii) Acea Produzione per € 4.307 mila attinenti per € 1.342 mila all'ulteriore capacity payment per l'anno 2011 verso GDF Suez e per il restante ai rischi di canoni aggiuntivi dovuti alla Regione Abruzzo sulla base della L.R.

22/10/2013 n.38 e all'onere potenziale del sovracanone del Bacino Imbrifero Montano;

  • rischi tributari per € 1.930 mila riguardanti le accise di Acea Energia;
  • rischi di natura legale per € 1.642 mila.
  • Il rilascio dei fondi stanziati nei precedenti esercizi (complessivamente € 11.868 mila) riguarda rischi di natura contributiva e legale principalmente a seguito dell'esito favorevole di un contenzioso attivato ni confronti di diverse società del Gruppo.

Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato alla nota n. 27 nonché al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

8. Proventi finanziari – € 17.258 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Interessi su crediti Finanziari 4.014 3.757 256 6,8%
Interessi Attivi Bancari 388 1.334 (947) (71,0%)
Interessi su crediti verso clienti 9.737 12.933 (3.196) (24,7%)
Interessi su crediti diversi 634 697 (63) (9,1%)
Proventi finanziari da attualizzazione 863 971 (108) (11,2%)
Proventi da Valutazione
di derivati al Fair value Hedge
298 (247) 544 (220,8%)
Altri proventi 1.325 715 610 85,3%
Proventi finanziari 17.258 20.163 (2.904) (14,4%)

I proventi finanziari, pari a € 17.258 mila, registrano un decremento di € 2.904 mila rispetto all'esercizio precedente. La variazione deriva prevalentemente dall'iscrizione di minori proventi finanziari verso i clienti di Acea Energia (- € 5.121 mila) e dal decremento degli interessi attivi bancari della Capogruppo a seguito della diminuzione della disponibilità liquida.

9. Oneri finanziari – € 128.822 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap 1.342 2.679 (1.337) (49,9%)
Interessi su prestiti obbligazionari 97.964 66.577 31.387 47,1%
Interessi su indebitamento
a medio - lungo termine
18.089 24.237 (6.148) (25,4%)
Interessi su indebitamento a breve termine 551 1.474 (923) (62,6%)
Interessi moratori e dilatori 1.435 3.087 (1.652) (53,5%)
Interest cost al netto
degli utili e perdite attuariali
2.038 1.897 141 7,4%
Commissioni su crediti ceduti 6.153 10.126 (3.973) (39,2%)
Interessi per rateizzazioni 276 380 (103) (27,2%)
Altri oneri finanziari 429 247 182 73,6%
Interessi verso utenti 436 648 (212) (32,7%)
(Utili)/perdite su cambi 109 (107) 216 (202,2%)
Oneri finanziari 128.822 111.246 17.576 15,8%

Gli oneri finanziari, pari a € 128.822 mila, sono in aumento di € 17.576 mila rispetto al 31 Dicembre 2015.

Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 31 dicembre 2016 al 2,94% contro il 3,29% dell'esercizio precedente.

Con riferimento agli oneri finanziari relativi all'indebita- mento si segnalano le seguenti variazioni:

  • iscrizione del sovrapprezzo pagato per il riacquisto parziale di due tranche di obbligazioni dal mercato (€ 31.382 mila);
  • gli oneri finanziari su Interest Rate Swap, al netto dei proventi, rispetto al 31 Dicembre 2015 sono in decremento di € 1.337 mila;
  • gli interessi su indebitamento a medio-lungo termine, rispetto al 31 Dicembre 2015 decrescono di € 6.148 mila per effetto della diminuzione del tasso d'interesse;

gli interessi moratori e dilatori, rispetto al 31 Dicem- bre 2015 sono diminuiti di € 1.652 mila per effetto di Acea Energia;

  • le commissioni su crediti ceduti, rispetto al 31 Dicembre 2015 sono diminuiti di € 3.973 mila per effetto della riduzione del tasso applicato; inoltre, nel corso dell'anno, sono stati ceduti minori crediti rispetto al 2015;
  • il saldo degli utili e perdite su cambi, rispetto al 31 Dicembre 2015, è aumentato di € 216 mila.

10. Oneri e Proventi da Partecipazioni – € 1.707 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Proventi da partecipazioni in società collegate 3.173 3.034 139 4,6%
(Oneri) da partecipazioni in società collegate (1.466) (2.024) 558 (27,6%)
(Oneri) e proventi da partecipazioni 1.707 1.010 696 68,9%

Gli oneri da partecipazione si riferiscono al consolidamento secondo il metodo del patrimonio netto di alcune società del Gruppo principalmente Geal (+ € 569 mila), Sogea (- € 378 mila), Sienergia (- €191 mila) e Amea (- € 460 mila). A ciò si aggiunge l'iscrizione per € 2.521 mila del plusvalore derivante dall'acquisizione di quote di partecipazione in Agua de San Pedro, che ha comportato l'acquisizione della maggioranza esclusiva e quindi del consolidamento integrale della stessa. Si segnala inoltre che dal 1° luglio 2016 Aguazul Bogotà è passata dal consolidamento integrale a quello ad equity; tale operazione incide negativamente su tale voce per € 377 mila.

11. Imposte sul reddito – € 143.548 mila

Il carico fiscale del periodo è pari a € 143.548 mila contro € 114.847 mila del precedente esercizio.

Sono essenzialmente composte come segue:

  • Imposte correnti: € 127.368 mila (€ 105.101 mila al 31 Dicembre 2015)
  • Imposte differite/(anticipate) nette: € 16.180 mila (€ 9.746 mila al 31 Dicembre 2015).

Si ricorda che il 2015 era interessato dall'effetto dell'adeguamento della fiscalità differita in conseguenza della riduzione, prevista dalla Legge di Stabilità per il 2016, dell'aliquota IRES (dal 27,5% al 24%) a partire dal 2017: l'impatto di tale adeguamento era pari a circa € 19.871 mila. L'incremento complessivo registrato nel periodo, pari a € 28.701 mila, pertanto deriva essenzialmente dal maggior utile ante imposte.

La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato:

€ migliaia 2016 % 2015 %
Risultato ante imposte delle attività in
funzionamento e delle attività discontinue
416.087 296.392
Imposte teoriche calcolate
al 27,5% sull'utile ante imposte
114.424 27,5% 81.508 27,5%
Fiscalità differita netta 8.307 2,0% 3.032 1,0%
Differenze permanenti (15.181) (3,6%) 610 0,2%
IRES di competenza 107.549 25,8% 85.149 28,7%
Tax Asset 7.873 1,9% 6.710 2,3%
IRAP 28.125 6,8% 22.988 7,8%
Totale imposte 143.548 34,5% 114.847 38,7%

Il tax rate dell'esercizio si attesta al 34,5% (era il 38,7% nel 2015).

12. Utile per azione L'utile per azione di base è determinato dividendo l'uti- le dell'esercizio di competenza ACEA per il numero me- dio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato del- le azioni in circolazione è di 212.547.907 nel 31 dicembre 2016. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'an- no, escluse le azioni proprie, incrementate del numero del- le azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 31 dicembre 2016 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il cal- colo dell'utile di base coincide con il numero medio ponde- rato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.

L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 262.347 174.992 87.355
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 262.347 174.992 87.355
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie
ai fini del calcolo dell'utile per azione
- di base (B) 212.964.900 212.964.900 0
- di base (C) 212.964.900 212.964.900 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 1,2319 0,8217 0,4102
diluito (A/C) 1,2319 0,8217 0,4102
€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 262.347 174.992 87.355
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 262.347 174.992 87.355
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie
in circolazione ai fini del calcolo dell'utile per azione
- di base (B) 212.547.907 212.547.907 0
- di base (C) 212.547.907 212.547.907 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 1,2343 0,8233 0,4110
diluito (A/C) 1,2343 0,8233 0,4110

Attività

Al 31 dicembre 2016 ammontano a € 6.904.713 mila (erano € 6.706.972 mila al 31 Dicembre 2015) e registrano un aumento di € 197.741 mila pari al +3,0% rispetto all'anno precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Attività non correnti 4.771.235 4.466.446 304.790 6,8%
Attività correnti 2.132.981 2.240.030 (107.049) (4,8%)
Attività non correnti destinate alla vendita 497 497 0 0,0%
Totale Attività 6.904.713 6.706.972 197.741 3,0%

13. Immobilizzazioni materiali – € 2.210.338 mila

Il 70% delle immobilizzazioni materiali è composto dal valo- re netto contabile delle infrastrutture utilizzate per la distri- buzione di energia elettrica (€ 1.556.136 mila).

Il rimanente 30% si riferisce:

agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 251.546 mila,

alle infrastrutture relative all'Area Energia per € 207.963 mila,

alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 96.520 mila,

alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 98.173 mila.

La tabella che segue riporta il dettaglio e la movimentazione delle attività materiali relative al 2016.

Beni Totale
Terreni e Impianti e Attrezzature Altri Immobilizzazioni gratuitamente immobilizzazioni
€ migliaia Fabbricati Macchinari Industriali Beni in corso devolvibili materiali
Costo storico 31.12.2015 490.999 2.505.146 685.869 111.025 56.704 5.031 3.854.774
Attività Destinate alla Vendita - - - - - - -
Investimenti / Acquisizioni 6.836 112.077 58.336 8.744 34.135 - 220.129
Disinvestimenti (26) (2.649) (696) (2.142) (44) - (5.558)
Variazione area di consolidamento 2.394 64.392 (354) 9.182 (23.388) - 52.226
Altri Movimenti (8.047) (5.996) (1.079) 7.691 (6.303) 728 (13.005)
Costo storico 31.12.2016 492.157 2.672.970 742.076 134.500 61.105 5.759 4.108.567
F.do amm.to 31.12.2015 (123.571) (1.364.136) (198.705) (78.092) (2.946) (1.767.450)
Attività Destinate alla Vendita - - - - - -
Ammortamenti (13.005) (78.556) (20.189) (6.986) (421) (119.156)
Disinvestimenti - 1.349 715 1.750 - 3.814
Variazione area consolidamento 85 (15.203) (11) (4.817) - (19.945)
Altri movimenti 9380 (2.919) 2 (1.955) - 4.509
F.do amm.to 31.12.2016 (127.111) (1.459.464) (218.188) (90.100) (3.367) (1.898.229)
Valore netto 31.12.2016 365.047 1.213.506 523.889 44.400 61.105 2.392 2.210.338

Gli investimenti sono in aumento rispetto all'esercizio precedente (€ 181.634 mila al 31 Dicembre 2015) ed ammontano a € 220.129 mila. Gli investimenti riguardano principalmente quelli sostenuti da:

  • Areti per € 140.335 mila in relazione agli interventi di costruzione, manutenzione di linee AT, installazione di cabine primarie e secondarie, rinnovamento, potenziamento e manutenzione di linee MT e BT nonché investimenti in piattaforme tecnologiche anche in relazione al Progetto Acea2.0;
  • • Acea Ambiente per € 32.584 mila per gli investimenti relativi: (i) ai lavori di completamento e messa a regime della Linea I dell'impianto di San Vittore del Lazio;(ii) ai lavori di miglioramento impiantistico che hanno riguardato principalmente il complesso forno caldaia, l'impianto di disidratazione e il sistema di depurazione dei fumi dell'impianto di Terni; (iii) ai lavori eseguiti per compattare il terreno della discarica e per l'installazione nel terreno di

camini di drenaggio per il biogas; (iv) ai lavori di miglioria e potenziamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti di Orvieto;

  • • Acea Produzione per € 27.541 mila riferiti ai lavori di revamping impiantistico della centrale Tor di Valle idroelettrica di Castel Madama e di riqualificazione della diga di San Cosimato, all'estensione della rete di teleriscaldamento del comprensorio di Mezzocammino nella zona di Roma ed ai lavori di repowering della centrale Tor di Valle;
  • • Acea per € 4.770 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti, per gli apparati di Telecontrollo della rete di Illuminazione pubblica nel Comune di Roma e per gli investimenti relativi agli hardware nell'ambito del progetto Acea2.0.

Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alie- nazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.

14. Investimenti immobiliari – € 2.606 mila

Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari ad € 91 mila deriva dalle dismissioni avvenute nel corso dell'esercizio (€ 32 mila) e dagli ammortamenti.

15. Avviamento – € 149.825 mila

Al 31 dicembre 2016 la voce ammonta ad € 149.825 mila (€ 155.381 mila al 31 Dicembre 2015). La variazione rispetto all'esercizio precedente deriva dalla svalutazione dell'avviamento di Ecogena pari al valore residuo dell'avviamento a dicembre 2015 (€ 1.428 mila). Gli altri movimenti si riferiscono alla riclassifica operata per la definitiva allocazione del goodwill riferito a Kyklos. La tabella che segue evidenzia le singole CGU per Area Industriale di riferimento:

31.12.15 Acquisizioni Svalutazioni /
Rivalutazioni
Altri movimenti 31.12.16
Area Energia 140.010 - (1.428) 11 138.593
Impianti da Fonti rinnovabili 93.046 - (1.428) - 91.618
Vendita Energia 46.964 - - 11 46.975
Area Ambiente 15.371 - - (4.139) 11.232
Impianti di Compostaggio 7.627 - - (4.139) 3.488
Impianti di Termovalorizzazione 7.744 - - 0 7.744
Avviamento 155.381 0 (1.428) (4.128) 149.825

Si specifica che:

per l'Area Energia:

  • · la CGU "Impianti da fonti rinnovabili" è formata dalle entità Acea Produzione ed Ecogena;
  • · la CGU "Vendita energia elettrica" si riferisce ad Acea Energia.

per l'Area Ambiente1 :

  • · la CGU "Impianti di termovalorizzazione" è formata dagli impianti di San Vittore, Paliano e Terni (ex ARIA) e dalla discarica di Orvieto (ex SAO);
  • · la CGU "Impianti di compostaggio" si riferisce agli impianti di Monterotondo e Sabaudia (ex Solemme) e a quello di Aprila (ex Kyklos).

In conformità allo IAS 36 tale voce di bilancio, essendo un'attività immateriale con vita utile indefinita, non è soggetta ad ammortamento, ma è sottoposta ad un'analisi di congruità con cadenza annuale o anche più breve nel caso in cui si verifichino eventi o cambiamenti di circostanze che possono far emergere eventuali perdite di valore.

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. La verifica del mantenimento del valore del goodwill può essere condotta determinando la differenza tra il valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value al netto dei costi di vendita, e il valore contabile (carrying amount) di ciascuna Cash Generating Unit (CGU) a cui il goodwill è allocato. Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'in- sieme degli asset inclusi nella CGU. Il fair value al netto dei costi di vendita rappresenta l'ammontare ottenibile dalla ven- dita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili. Il processo di impairment 2016 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole Cash Generating Unit (CGU) in termini di "valore d'uso" in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, cioè tramite l'attualizzazione dei flussi di risultato operativi scontati ad un tasso di attualizzazione post-tax espressivo del costo medio ponderato del capitale

La stima del valore recuperabile delle CGU – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e dell'analisi di sensitività. L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile delle CGU ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita uti- lizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano. Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni aggiornate del Piano Industriale 2016-2020 approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle CGU è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate alcune CGU alle quali è stato allocato un valore di avviamento significativo rispetto al valore complessivo dell'avviamento iscritto in bilancio, specificando per ciascuna la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Settore Operativo/CGU Importo € milioni Valore recuperabile WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
Area Energia:
Impianti da fonti rinnovabili 91,6 valore d'uso 5,6% a due stadi fino al 2021
Vendita energia 46,9 valore d'uso 7,8% Perpetuity senza crescita fino al 2021
Area Ambiente:
Impianti di termovalorizzazione 7,7 valore d'uso 5,5% a due stadi fino al 2021
Impianti di compostaggio 3,5 valore d'uso 5,5% a due stadi Fino al 2021

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per la CGU "Impianti a fonti rinnovabili": a due stadi. Il primo stadio concerne un flusso normalizzato per il periodo 2021-2035 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2035,
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2021-2038 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale circolante netto al 2038.

Immobilizzazioni Immateriali

Si informa inoltre che il WACC è stato oggetto di analisi di sensitività. Si segnala che un aumento dello 0,5% del tasso di attualizzazione determina un deficit della CGU "Impianti da fonti rinnovabili".

A seguito della verifica dell'impairment, a meno di quanto sopra specificato in merito all'avviamento residuo di Ecogena, sono confermati i valori iscritti in quanto recuperabili.

€ migliaia Diritti di brevetto Altre imm.ni
immateriali
Imm.ni
in corso
Concessioni Totale imm.ni
immateriali
31.12.2015 43.076 20.591 41.028 1.520.304 1.625.000
Ammortamenti (39.029) (1.177) - (93.835) (134.041)
Investimenti / Acquisizioni 76.887 2.104 14.709 216.878 310.578
Disinvestimenti (97) (1.384) (351) - (1.832)
Variazione area di consolidamento 7.254 1.160 (7.453) 12.814 13.775
Altri Movimenti 46.570 (469) (45.340) 6.566 7.327
Valore Netto 31.12.2016 134.660 20.826 2.593 1.662.727 1.820.807

Si attestano ad € 1.820.807 registrando un aumento rispet- to al 31 Dicembre 2015 di € 195.807 mila risultante dal saldo netto tra gli investimenti, pari ad € 310.578 mila, gli ammor- tamenti, pari ad - € 134.041 mila e gli altri movimenti per € 7.327 mila. La variazione dell'area di consolidamento pari ad € 13.775 mila attiene al consolidamento integrale della società Aguas de San Pedro che nell'esercizio precedente era consolidata con il metodo del Patrimonio Netto.

16. Concessioni e diritti sull'infrastruttura – € 1.662.727 mila

Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:

  • i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 150.036 mila),
  • l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico (€ 1.512.691 mila), in conformità all'IFRIC 12.

Le concessioni si riferiscono per € 136.141 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e dal diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territo- rio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Si segnala che nel corso dell'esercizio, in seguito al consoli- damento integrale di Aguas de San Pedro, all'interno del- la voce trova allocazione anche la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 12.814 mila.

Gli investimenti dell'esercizio relativi ai Diritti sull'Infra- struttura sono pari ad € 216.878 mila e si riferiscono prin- cipalmente ad:

  • Acea Ato 2 per € 191.279 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria, il rifacimento, ammodernamento, ampliamento e bonifica degli impianti idrici, fognari e di depurazione e delle reti;
  • Acea Ato 5 per € 25.599 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione.

La voce Altri Movimenti comprende principalmente le riclas- sifiche per la messa in esercizio dei cespiti ed il valore dei cespi- ti provenienti dall'acquisizione del ramo d'azienda della società 2iRete Gas S.p.A. con riferimento alla gestione del servizio idrico nel Comune di Colleferro e Valmontone (€ 1.794 mila).

17. Altre immobilizzazioni immateriali – € 158.080 mila

L'aumento rispetto all'esercizio precedente, pari ad € 53.384 mila, deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 93.700 mila) al netto degli ammortamenti (€ 14.562 mila) e delle riclassifiche per l'entrata in esercizio dei cespiti.

Gli investimenti effettuati nel 2016 sono pari ad € 93.700 mila e sono principalmente riconducibili:

  • ad Areti per € 56.224 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione, per lo sviluppo di progetti software legati ad Acea2.0, per il progetto Work force Management e per l'armonizzazione dei sistemi a suppor- to dell'attività di misura;
  • ad Acea Energia per € 25.994 mila per l'implementazio- ne del progetto Acea2.0, dei sistemi CRM e per il poten- ziamento di software per la fatturazione;
  • alla Capogruppo per € 8.412 mila per l'acquisto e l'im- plementazione di software a supporto dei sistemi di ge- stione amministrativa, gestione del personale e sicurezza aziendale.

La voce "alienazioni ed altri movimenti" contiene l'importo dei certificati verdi di Acea Produzione ed Acea Ambien- te pari complessivamente ad € 16.104 mila; la variazione in diminuzione rispetto alla fine dell'esercizio precedente (- € 2.929 mila) deriva dall'effetto netto tra il decremento registrato in Acea Ambiente (- € 6.124 mila) in relazione all'incasso dei crediti maturati e l'incremento di Acea Produzione per € 3.195 mila.

18. Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate – € 260.877 mila

Il portafoglio partecipazioni del Gruppo ACEA, è composto come riportato nella tabella che segue.

Variazioni
Impatto Impatto perimetro di Altri
€ migliaia 31.12.15 a CE a PN Consolidamento Movimenti 31.12.16
Partecipazioni in controllate collegate 247.490 28.320 792 (6.476) (9.248) 260.877

Le variazioni intervenute nel corso del 2016 si riferiscono a:

  • le valutazioni relative alle aziende consolidate con il metodo del patrimonio netto che hanno impatto a conto economico per complessivi € 28.320 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza nel conto economico principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" (€ 29.345 mila) e nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione" ( - € 815 mila);
  • l'impatto delle valutazioni delle aziende consolidate ad Equity nelle voci del patrimonio netto (€ 792 mila);

i dividendi distribuiti dalle società per € 9.248 mila. Completano il saldo le variazioni dell'area di consolidamento per € 6.476 mila derivanti dal consolidamento integrale di Aguas de San Pedro, consolidata ad equity nel 2015, e dal consolidamento con il metodo del patrimonio netto di Agua Azul Bogotà che era consolidata integralmente nel precedente esercizio.

Per le principali partecipazioni in imprese valutate con il metodo del patrimonio netto vengono forniti i dati econo- mici e patrimoniali.

31.12.2016
€ migliaia
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività
non correnti
Passività
correnti
Ricavi Utile /
(Perdita)
netta
PFN
AZUL 6.198 1.625 (173) (185) 3.184 1.053 1.280
INTESA ARETINA 9.099 700 - (741) 266 (434) 150
NUOVE ACQUE 19.305 5.367 (12.700) (2.810) 9.263 973 (6.959)
ECOMED 3 376 (4) (385) - (15) 165
FIORA 101.950 26.059 (79.975) (20.864) 40.954 3.214 (52.662)
GORI 83.453 164.986 (65.826) (141.433) 74.577 3.384 (523)
Ingegnerie Toscane 3.364 11.655 (459) (8.847) 10.896 1.812 (2.092)
ACQUE INDUSTRIALI 1.461 3.547 (650) (3.318) 3.875 5 (524)
ACQUE SERVIZI 985 11.902 (1.030) (8.450) 10.164 375 (1.141)
ACQUE 181.564 46.634 (132.967) (50.905) 67.770 6.583 (92.080)
PUBLIACQUA 185.424 56.916 (106.733) (44.451) 97.811 12.422 (52.399)
UMBRA 55.305 14.559 (30.679) (29.245) 27.560 (28) (13.154)
31.12.2015
€ migliaia
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività
non correnti
Passività
correnti
Ricavi* Utile /
(Perdita)
netta
PFN
AZUL 6.375 1.243 (312) (302) 3.229 1.095 850
INTESA ARETINA 8.096 598 - (471) 266 (345) 316
NUOVE ACQUE 20.123 5.059 (13.913) (2.869) 4.191 730 (8.205)
ECOMED 3 314 - (374) - (62) 103
FIORA 99.781 21.687 (80.523) (17.132) 39.802 2.385 (51.918)
GORI 73.076 162.167 (64.421) (133.092) 75.665 3.909 1.677
Ingegnerie Toscane 3.205 8.219 (464) (6.151) 9.407 1.480 (1.666)
ACQUE INDUSTRIALI 1.496 3.049 (717) (2.772) 4.541 (27) (439)
ACQUE SERVIZI 868 10.075 (1.050) (6.848) 10.889 304 (798)
ACQUE 176.923 45.667 (143.688) (41.946) 68.518 7.489 (95.167)
PUBLIACQUA 183.210 58.287 (76.804) (73.242) 96.031 11.572 (36.453)
UMBRA 51.626 13.436 (30.265) (25.150) 28.248 (28) (12.382)

19. Altre partecipazioni – € 2.579 mila

Ammontano ad € 2.579 mila (erano € 2.750 mila alla fine del precedente esercizio) e sono composti da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.

La variazione rispetto all'esercizio precedente è pari ad € 170 mila e si riferisce principalmente all'adeguamento al cambio delle partecipazioni in valuta.

20. Imposte differite attive – € 262.241 mila

Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 31 Dicembre 2016 ammontano ad € 174.084 mila (€ 187.518 mila al 31 Dicembre 2015).

Le variazioni delle imposte differite attive sono correlate essenzialmente: (i) per € 27.756 mila (€ 35.630 mila al 31 Di- cembre 2015 ) alle differenze temporanee tra i valori iscritti nei bilanci delle imprese controllate a seguito dei conferimenti realizzativi dei rami d'azienda e i corrispondenti valori iscritti nel bilancio consolidato, (ii) per € 19.565 mila a fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 24.810 mila al 31 Dicembre 2015), (iii) per € 52.445 mila alla svalutazione dei crediti (€ 51.441 mila al 31 Dicembre 2015) , (iv) per € 12.778 mila ai piani a benefici definiti e a contribuzione definita (€ 13.188 mila al 31 Dicembre 2015), (v) per € 8.430 mila alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari (€ 10.292 mila al 31 Dicembre 2015).

Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € 5.401 mila e gli accan- tonamenti per - € 9.704 mila.

La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento:

2015 Movimentazioni 2016
€ migliaia Saldo Var. area
cons
Rettifiche/
Riclassifiche
Mov. a
Patrimonio
Netto
Utilizzi Accantonamenti
IRES
/IRAP
Saldo
Imposte anticipate
Perdite fiscali 677 0 (0) 0 0 0 677
Compensi membri CdA 691 0 0 0 (27) 5 669
Fondi per rischi ed oneri 24.810 0 2 0 (18.692) 13.445 19.565
Svalutazione crediti
e partecipazioni
51.441 0 (397) 0 (3.317) 4.718 52.445
Ammortamenti 117.322 0 (596) 0 (8.696) 9.611 117.640
Piani a benefici definiti e
a contribuzione definita
13.188 0 0 767 (1.408) 231 12.778
Tax asset su elisioni
di consolidamento
35.630 0 0 0 (7.873) 0 27.756
Fair value commodities e
altri strumenti finanziari
10.292 0 0 (1.861) 0 0 8.430
Altre 20.529 1.357 (64) 334 (1.632) 1.758 22.282
Totale 274.577 1.357 (1.056) (761) (41.645) 29.769 262.241
Imposte differite
Ammortamenti 71.473 0 (8) 0 (3.275) 6.784 74.973
Piani a benefici definiti e
a contribuzione definita
(74) 0 0 (1.302) (218) 72 (1.522)
Fair value commodities e
altri strumenti finanziari
5.130 0 0 0 0 117 5.248
Altre 10.530 0 51 (1.946) (1.907) 2.730 9.459
Totale 87.059 0 43 (3.247) (5.401) 9.704 88.158
Netto 187.518 488 (229) 2.486 (36.244) 20.065 174.084

Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziati

pitale per € 25.638 mila ed afferiscono agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2015, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

21. Attività finanziarie non correnti – € 27.745 mila

Ammontano a € 27.745 mila (€ 31.464 mila al 31 Dicembre 2015) e registrano un decremento pari ad € 3.719 mila. Tale voce accoglie essenzialmente i crediti verso Roma Ca-

22. Altre attività non correnti – € 34.216 mila

Al 31 dicembre 2016 sono così composte:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti v/lo stato 113 1.138 (1.025) (90,0%)
Crediti per anticipi e depositi 1.507 1.477 30 2,0%
Crediti Diversi 32.283 36.698 (4.415) (12,0%)
Ratei/Risconti Attivi 313 450 (137) (30,4%)
Altre attività non correnti 34.216 39.764 (5.547) (14,0%)

I crediti diversi ammontano complessivamente a € 32.283 mila (erano € 36.698 mila al 31 Dicembre 2015) e si riferiscono principalmente ai crediti a lungo termine derivanti dal contratto di servizio di Illuminazione Pubblica nella città di Roma, che rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso, scaturito in seguito all'adozione del metodo finanziario previsto dall'IFRIC 12 in conseguenza delle integrazioni pattuite tra ACEA e Roma Capitale al contratto di servizio.

23. Attività correnti – € 2.132.981 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Rimanenze 31.726 26.623 5.103 19,2%
Crediti Commerciali:
Crediti v/Clienti 1.023.560 1.005.113 18.446 1,8%
Crediti V/Controllante 45.611 63.679 (18.067) (28,4%)
Crediti verso controllate e collegate 28.271 29.882 (1.611) (5,4%)
TOTALE
CREDITI
COMMERCIALI
1.097.441 1.098.674 (1.232) (0,1%)
Altri crediti e attività correnti 132.508 130.675 1.833 1,4%
Attività finanziarie correnti 131.275 94.228 37.047 39,3%
Crediti tributari 74.497 75.177 (680) (0,9%)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 665.533 814.653 (149.120) (18,3%)
Attività correnti 2.132.981 2.240.030 (107.049) (4,8%)

Rimanenze Ammontano a € 31.726 mila (€ 26.623 mila al 31 Dicem- bre 2015) e sono così suddivise tra le varie aree industriali:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 4.980 3.708 1.272 34,3%
Energia 1.790 1.632 158 9,7%
Idrico 7.433 7.069 364 5,2%
Reti 17.252 13.944 3.309 23,7%
Capogruppo 270 270 0 0,0%
Totale 31.726 26.623 5.103 19,2%

La variazione in aumento è essenzialmente determinata da Areti (+ € 3.309 mila) per l'Area Reti e da Acea Ambiente (+ € 1.272 mila) per l'Area Ambiente.

to di € 1.232 mila rispetto al precedente esercizio che chiudeva con un ammontare di € 1.098.674 mila.

Crediti commerciali

Ammontano a € 1.097.441 mila e registrano un decremen-

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 1.023.560 mila in aumento di € 18.446 mila rispetto al 31 Dicembre 2015.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti verso utenti per fatture emesse 397.726 428.469 (30.743) (7,2%)
Crediti verso utenti per fatture da emettere 489.774 402.118 87.656 21,8%
Totale crediti verso utenti 887.500 830.587 56.913 6,9%
Crediti verso clienti non utenti 135.995 153.451 (17.456) (11,4%)
Altri crediti e attività correnti 64 21.075 (21.010) (99,7%)
Totale crediti 1.023.560 1.005.113 18.446 1,8%

Nella tabella che segue si riepilogano le variazioni per area industriale:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 38.244 29.742 8.501 28,6%
Energia 389.092 505.292 (116.200) (23,0%)
Idrico 480.873 411.736 69.138 16,8%
Reti 110.031 29.690 80.341 270,6%
Capogruppo 5.320 28.653 (23.333) (81,4%)
Totale 1.023.560 1.005.113 18.446 1,8%

I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 31 Dicembre 2016 ammonta ad - € 344.445 mila con un aumento rispetto all'esercizio precedente di € 24.250 mila. Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazio- ne crediti.

€ milioni 31.12.16 31.12.15 variazione
Crediti Lordi Fondo
Svalutazione
Credito Netto Crediti Lordi Fondo
Svalutazione
Credito Netto Crediti Lordi Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
(a) (b) (c) (d) (a)-(c) (b)-(d)
Ambiente 41.372 (3.128) 38.244 32.567 (2.824) 29.742 8.805 (304) 8.501
Energia 646.225 (257.133) 389.092 744.186 (238.894) 505.292 (97.961) (18.239) (116.200)
Idrico 547.449 (66.576) 480.873 467.748 (56.013) 411.736 79.701 (10.563) 69.138
Reti 122.156 (12.126) 110.031 46.835 (17.145) 29.690 75.321 5.020 80.341
Corporate 10.803 (5.482) 5.320 33.971 (5.318) 28.653 (23.169) (165) (23.333)
Totale 1.368.005 (344.445) 1.023.560 1.325.308 (320.195) 1.005.113 42.697 (24.250) 18.446

Crediti Area Ambiente

Ammontano complessivamente ad € 38.244 mila ed au- mentano di € 8.501 mila, rispetto al 31 Dicembre 2015; l'incremento è riferito per € 5.759 mila ad Acea Ambiente e per € 2.742 mila ad Aquaser.

cato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in decremento rispetto al 2015 è pari ad - € 116.200 mila. Il fondo svalutazione al 31 dicembre 2016 ammonta comples- sivamente ad € 257.133 mila e registra un incremento, al netto degli utilizzi, di € 18.239 mila rispetto al 31 Dicembre 2015.

Crediti Area Energia Ammontano ad € 389.092 mila e sono generati principal- mente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mer-

Crediti Area Idrico Ammontano complessivamente a € 480.873 mila e sono

composti come segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Gestioni Idrico Italia 471.903 409.758 62.145 15,2%
Lazio-Campania 471.837 409.486 62.350 15,2%
Toscana-Umbria 66 272 (205) (75,7%)
Gestioni Idrico Estero 8.741 1.621 7.120 439,2%
Servizi di Ingegneria e Laboratorio 230 357 (127) (35,6%)
Totale 480.873 411.736 69.138 16,8%

La variazione in aumento di € 69.138 mila rispetto al 2015 è da imputare principalmente alle variazioni tariffarie di Acea Ato 2 (+ € 52.358 mila) e di Acea Ato 5 (+ € 6.335 mila).

Il fondo svalutazione al 31 dicembre 2016 ammonta complessivamente a € 66.576 mila e registra un aumento, al netto degli utilizzi, di € 10.563 mila rispetto al 31 Dicembre 2015.

Crediti Area Reti

Si attestano ad € 110.031 mila con un aumento di € 80.341 mila rispetto al 31 Dicembre 2015 che è riferibile esclusivamente ad Areti per gli effetti derivanti dalle modifiche regolatorie contenute nella delibera 654/2015/R/eel dell'A-EEGSI che ha portato all'iscrizione del provento derivante dalla eliminazione del cd. regulatory lag (€ 111.505 milioni). Si rinvia per maggiori dettagli al commento sull'andamento delle aree di attività.

Il fondo svalutazione crediti ammonta a € 12.126 mila e registra un decremento di € 5.020 mila dovuto essenzialmente alla radiazione di alcuni crediti per utenza.

Crediti Capogruppo

Ammontano complessivamente a € 5.320 mila e decrescono di € 23.333 mila rispetto al 31 Dicembre 2015. La variazione deriva prevalentemente dalla riclassifica tra i crediti verso lo Stato Città del Vaticano del debito corrispondente (€ 20.516 mila) per rendere maggiormente confrontabile lo stock dei crediti e dei debiti commerciali.

Il Fondo svalutazione crediti si attesta a € 5.482 mila e rimane sostanzialmente invariato rispetto alla fine dell'esercizio precedente.

Nel corso del 2016 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.397.420 mila di cui € 190.625 mila verso la Pubblica Amministrazione (nel 2015 erano rispettivamente € 1.515.918 mila e € 182.400 mila). Per ulteriori informazioni relative all'ageing di crediti si rinvia alle informazioni riportate al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi" in allegato del presente documento.

Crediti verso controllante Roma Capitale

I crediti commerciali verso Roma Capitale al 31 Dicembre 2016 ammontano complessivamente ad € 58.791 mila (al 31 Dicembre 2015 erano pari ad € 72.203 mila).

L'ammontare complessivo dei crediti, inclusi quelli finanziari derivanti dal contratto di pubblica illuminazione sia a breve che a medio – lungo termine, è di € 167.177 mila contro € 142.773 mila alla fine del precedente esercizio.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
CREDITI 179.636 163.389 16.247 9,9%
DEBITI (compresi Dividendi) (142.286) (162.070) 19.784 (12,2%)
Saldo (Crediti - Debiti) 37.350 1.319 36.031 2.731,0%

Le seguenti tabelle inoltre dettagliano la composizione del credito e del debito del Gruppo nei confronti di Roma Capitale.

Crediti verso Roma Capitale 31.12.16 31.12.15 Variazione
Crediti per utenze 34.220 46.756 (12.535)
Crediti per lavori e servizi 20.320 17.722 2.598
Crediti diversi: personale distaccato 184 184 0
Totale prestazioni fatturate 54.724 64.662 (9.937)
Crediti per contributi 2.402 2.402 0
Totale prestazioni richieste 57.126 67.063 (9.937)
Crediti per fatture da emettere: Illuminazione Pubblica 374 2.604 (2.230)
Crediti per fatture da emettere: altro 1.291 2.537 (1.245)
Totale Crediti Prestazioni da fatturare 1.665 5.140 (3.475)
Anticipi 0 0 0
Totale Crediti Commerciali 58.791 72.203 (13.413)
Crediti finanziari per illuminazione Pubblica 108.387 70.570 37.817
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse 93.432 61.009 32.423
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 14.954 9.561 5.393
Totale Crediti Esigibili Entro l'esercizio Successivo (A) 167.177 142.773 24.404
Debiti verso Roma Capitale 31/12/16 31/12/15 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (15.260) (15.232) (28)
Debiti per canone di Concessione (112.715) (99.339) (13.376)
Totale debiti commerciali (127.974) (114.571) (13.403)
Totale Debiti Esigibili entro l'esercizio successivo (B) (127.974) (114.571) (13.403)
Totale (A) - ( B) 39.203 28.202 11.001
Altri crediti/(debiti) di natura finanziaria 22.598 (6.186) 28.783
v/Controllante Comune di Roma per dividendi 0 (35.295) 35.295
Altri debiti verso Roma capitale (3.040) 0 (3.040)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 25.638 29.109 (3.471)
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (24.451) (20.697) (3.753)
Saldo Netto 37.350 1.319 36.031

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti a compensazioni ed incassi pervenuti esclusivamente nel mese di giugno.

Lo stock dei crediti in essere al 31 Dicembre 2016 registra un incremento di € 13.413 mila rispetto all'esercizio precedente, in particolare si registra:

  • una diminuzione dei crediti per utenze idriche pari a € 3.652 mila;
  • una diminuzione dei crediti per utenze elettriche pari a € 9.063 mila;
  • una crescita dei crediti per fatture emesse per € 2.598 mila per lavori di illuminazione pubblica e lavori idrici;
  • una diminuzione dei crediti commerciali per fatture da emettere per € 3.475 mila per lavori legati a nuove realizzazioni di Illuminazione Pubblica.

Per quanto riguarda i crediti finanziari per illuminazione pubblica si registra la crescita pari ad € 37.817 mila dovuta all'effetto della maturazione del corrispettivo annuo, dell'adeguamento a norma previsto dal vigente contratto che dalla formazione di nuove voci di credito per Ammodernamento rete di sicurezza, manutenzione extra ordinaria ed avanzamento piano led da attribuirsi al nuovo accordo Piano Led per la sostituzione delle lampade stradali di vecchia generazione.

Nel 2016 sono state effettuate compensazioni per € 29.119 mila con cui sono stati chiusi i crediti finanziari relativi a corrispettivi del contratto di servizio di Illuminazione Pubblica contro i debiti per dividendi maturati da ACEA a tutto il 2014.

Nel 2016 sono intervenuti incassi per € 92.415 mila; si elencano le principali categorie di crediti interessati:

  • € 39.785 mila per crediti di utenze idriche di cui € 9.011 mila per fatture emesse nell'esercizio precedente;
  • € 6.934 mila per crediti di utenze elettriche per fatture di competenza dell'anno 2015;
  • € 38.075 mila per credito previsti dal vigente contratto (corrispettivi da dicembre 2015 ad agosto 2016);
  • € 6.608 mila per crediti connessi al nuovo accordo Piano Led;
  • € 391 mila per rimborsi sui furto cavi;
  • € 231 mila per rimborso crediti per lavori illuminazione pubblica e servizio di asilo nido;
  • € 389 mila per crediti relativi al contratto idrico e lavori idrici.

Sul lato debiti, si rileva una diminuzione complessiva di € 22.760 mila. Di seguito si indicano le principali variazioni:

  • crescita di debiti di Acea Ato 2 per effetto della quota di canone di concessione maturata nel periodo (+ € 30.277 mila);
  • iscrizione della COSAP maturata per l'anno 2016 dalla controllata Areti (+ € 1.412 mila);
  • diminuzione del debito per canone di concessione di Acea Ato 2 riferito all'anno 2012 per effetto delle compensa- zioni del periodo di cui sopra (- € 16.852 mila);
  • azzeramento del debito finanziario per dividendi maturati dal- la Capogruppo iscritti al 31 dicembre 2015 (- € 30.524 mila);

  • azzeramento del debito finanziario per dividendi maturati dalla controllata Acea Ato 2 iscritti al 31 dicembre 2015 (- € 4.770 mila);

  • diminuzione del per nuovo regolamento cavi stradali (- € 2.300 mila).

Si informa che nel mese di giugno è stata staccata la cedola relativa ai dividendi maturati dalla Capogruppo per l'esercizio 2015 pari ad € 54,3 milioni (debiti iscritti a seguito della delibera assembleare del 28 aprile 2016).

Nel corso del mese di dicembre 2016 è stato pagato il di-

Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente

videndo maturato da Acea Ato 2 per gli utili 2015 e per un ammontare di € 2.337 mila.

In data 17 giugno 2016 Roma Capitale ed ACEA SpA hanno sottoscritto un accordo modificativo del contratto di servizio di Illuminazione Pubblica. Tale accordo prevede la sostituzione integrale dei corpi illuminanti degli apparecchi di illuminazione stradale con apparecchi a LED, prevedendo la creazione di nuove voci di costo e la trasformazione/elimi- nazione di quelle già presenti e che si riscontrano, anche se parzialmente, già in questa relazione.

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti V/Collegate 3.838 5.188 (1.349) (26,0%)
Crediti verso controllate congiuntamente 24.433 24.694 (262) (1,1%)
Totale 28.271 29.882 (1.611) (27,1%)

Crediti verso imprese collegate

Ammontano a € 3.838 mila (erano € 5.188 mila al 31 Di- cembre 2015) e si riferiscono principalmente ai crediti ver- so Marco Polo per € 1.236 mila, verso Umbria Due Servizi Idrici per € 1.167 mila, verso Sogea per € 390 mila, verso Si(e)nergia in liquidazione per € 639 mila.

Crediti verso imprese controllate congiuntamente

Ammontano a € 24.433 mila (€ 24.694 mila del 31 Dicem-

bre 2015), risultano diminuiti di € 262 mila e si riferiscono a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. In particolare il saldo è com- posto dai crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate per € 14.195 mila e in Sarnese Vesuviano verso la partecipata GORI per € 8.713 mila. I crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate risentono dell'iscrizione dei crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per il programma Acea2.0 e rappresenta l'assegnazione dell'investimento in comunione.

Altri crediti e attività correnti

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti verso altri 119.714 117.866 1.848 1,6%
Ratei e risconti attivi 10.850 12.809 (1.959) (15,3%)
Crediti per derivati su commodities 1.944 0 1.944 100,0%
Totale 132.508 130.675 1.833 1,4%

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 119.714 mila; nella ta-

bella che segue si analizzano le principali voci che contribuiscono al saldo confrontati con lo scorso esercizio:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti verso Cassa Conguaglio
per Perequazione Energia
37.747 12.224 25.523 208,8%
Crediti verso Cassa Conguaglio
per CT da annullamento
14.339 12.642 1.697 13,4%
Altri Crediti verso Cassa Conguaglio 10.658 38.928 (28.270) (72,6%)
Crediti finanziari verso Trifoglio immobiliare 10.250 10.250 0 0,0%
Crediti per contributi regionali 6.841 7.355 (515) (7,0%)
Crediti da contributi INPS ai sensi dell'articolo
41, 2° comma, lettera A della Legge 488/1999
4.576 5.408 (832) (15,4%)
Crediti verso Equitalia 4.264 4.168 96 2,3%
Depositi cauzionali 3.077 3.368 (291) (8,6%)
Crediti verso istituti previdenziali 3.697 3.475 222 6,4%
Crediti da cessioni individuali 4.373 4.373 0 0,0%
Crediti per anticipi fornitori 2.773 2.072 701 33,8%
Crediti verso Comuni 1.085 0 1.085 100,0%
Crediti verso Factor per cessione 62 62 0 0,0%
Altri Crediti per IP Napoli 616 858 (242) (28,2%)
Crediti per anticipi dipendenti 0 45 (45) (99,6%)
Altri Crediti 15.356 12.638 2.718 21,5%
Totale 119.714 117.866 1.848 1,6%

Ratei e Risconti attivi

Ammontano a € 10.850 mila (€ 12.809 mila al 31 Dicembre 2015) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni. La variazione risulta negativa per € 1.959 mila.

Attività per imposte correnti

Ammontano a € 74.497 mila (€ 75.176 mila a l 31 Dicembre 2015) e comprendono:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti IVA 48.783 16.272 32.510 199,8%
Crediti IRAP e IRES 3.557 31.362 (27.805) (88,7%)
Addizionali comunali, provinciali,
imposta erariale
3.502 4.001 (499) (12,5%)
Altri crediti tributari 18.655 23.542 (4.887) (20,7%)
Totale 74.497 75.176 (680) (0,9%)

Attività finanziarie correnti

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Crediti finanziari verso controllante 108.387 70.570 37.817 53,6%
Crediti finanziari verso controllate e collegate 6.038 6.776 (738) (10,9%)
Crediti finanziari verso terzi 16.851 16.883 (32) (0,2%)
Totale 131.275 94.228 37.047 39,3%

Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 108.387 mila e presentano una variazione in aumento pari ad € 37.817 mila rispetto al 31 Dicembre 2015. Rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce Crediti verso controllante Roma Capitale.

Crediti finanziari verso imprese collegate e controllate congiuntamente

Ammontano a € 6.038 mila (€ 6.776 mila al 31 Dicembre 2015) e si riferiscono per € 2.795 mila al finanziamento, com- preso il rateo interessi maturato, erogato nel mese di novembre 2010 a Sienergia in liquidazione per fronteggiare il fabbisogno relativo ad alcuni progetti di investimento, per € 2.872 mila al credito iscritto in Crea Gestioni verso Umbriadue Servizi e per € 322 mila afferenti il finanziamento concesso alla Società Citelum Acea Napoli Pubblica Illuminazione.

Crediti finanziari verso terzi

Ammontano a € 16.851 mila (€ 16.883 mila al 31 Dicembre 2015) e sono essenzialmente composti da:

€ 10.700 mila iscritti in Acea Ato 5. Trattasi del credito

verso l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale maturato in tre annualità in ragione di un terzo di tale importo da corrispondere entro il 31 dicembre di ogni anno, con la prima rata in scadenza il 31 dicembre 2007. L' Atto di transazione sottoscritto tra la Società e l'Autorità d'Ambito ha per oggetto la definizione della problematica relativa ai maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003 – 2005: riconoscimento di maggiori costi al netto delle somme relative (i) alla quota di tariffa - corrispondente agli ammortamenti ed alla remunerazione del capitale investito inflazionato – relativa agli investimenti previsti dal Piano d'Ambito e non realizzati nel primo triennio (ii) alla quota di inflazione maturata sugli oneri di concessione e (iii) alle penalità per inadempimenti contrattuali verifica- tisi nel triennio,

€ 5.328 mila i crediti maturati per la gestione del servizio di illuminazione pubblica.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Il saldo al 31 dicembre 2016 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Poste delle società consolidate fatta eccezione per quelle detenute per la vendita è pari a € 665.533 mila.

Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 23 328 (305) (93,0%)
Energia 6.429 6.805 (376) (5,5%)
Idrico 81.595 35.223 46.371 131,7%
Reti 154 (200) 354 (177,3%)
Capogruppo 577.332 772.497 (195.165) (25,3%)
Totale 665.533 814.653 (149.120) (18,3%)

24. Attività non correnti destinate alla vendita/Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita – € 397 mila

Il saldo al 31 dicembre 2016 è pari ad € 397 mila ed è rimasto invariato rispetto al 31 Dicembre 2015. Rap- presenta per € 497 mila il fair value dell'impegno di riacquisto, nel caso di mancato avveramento di alcune condizioni previste dal contratto, in conseguenza dell'eventuale esercizio della put concessa all'acquirente del ramo fotovoltaico e per € 99 mila il debito verso l'ac- quirente per il rimborso dell'equity corrispondente agli impianti oggetto di put.

Passività

Al 31 Dicembre 2016 ammontano € 6.904.713 mila (erano

€ 6.706.972 mila al 31 Dicembre 2015 e registrano una aumento di € 197.741 mila (+3,00%) rispetto all'esercizio precedente e sono composti come segue:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Patrimonio netto 1.757.943 1.596.053 161.890 10,1%
Passività non correnti 3.382.460 3.258.079 124.381 3,8%
Passività correnti 1.764.211 1.852.741 (88.530) (4,8%)
Passività direttamente associate
ad attività destinate alla vendita
99 99 0 0,0%
Totale Passività 6.904.713 6.706.972 197.741 3,0%

25. Patrimonio netto – € 1.757.943 mila

Il Patrimonio Netto consolidato al 31 Dicembre 2016 am- monta a € 1.757.943 mila (€ 1.596.053 mila al 31 Dicem- bre 2015).

Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiti- camente illustrate nella apposita tabella.

Capitale sociale

Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 Azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • • Roma Capitale: n°108.611.150; per un valore nominale complessivo di € 560.433 mila
  • • Mercato: n°103.936.757 per un valore nominale com- plessivo di € 536.314 mila;
  • • Azioni Proprie: n°416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.152 mila.

Riserva legale

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 95.188 mila.

Altre riserve e utili a nuovo

Al 31 Dicembre 2016 risultano pari a € 214.702 mila contro € 162.126 mila al 31 Dicembre 2015.

La variazione di € 52.576 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, dalla: i) distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 106.274 mila e ii) diminuzione pari a - € 5.949 mila delle riserve di utili e perdite attuariali al netto della relativa riserva fiscale iii) incremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 10.019 mila (al netto della relativa riserva fiscale iv) diminuzione della riserva cambio per € 7.639 mila.

Al 31 Dicembre 2016 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.

Patrimonio Netto di Terzi

è pari a € 86.807 mila e registra un aumento di € 14.679 di mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto è data essenzialmente dall'effetto combinato della quo- ta di utile spettante a terzi, dal decremento del patri- monio netto derivante dalla distribuzione dei dividendi relativi agli utili 2015 e dalla variazione dell'area di con- solidamento per effetto del consolidamento integrale di Aguas De San Pedro e del consolidamento ad Equity di Aguazul Bogotà.

26. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti – € 109.550 mila

Al 31 Dicembre 2016 ammonta a € 109.550 mila (€ 108.630 mila al 31 Dicembre 2015) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente.

Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nell'esercizio delle passività attuariali:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Benefici dovuti al momento
della cessazione del rapporto di lavoro
0,0%
- Trattamento di Fine Rapporto 65.848 64.012 1.836 2,9%
- Mensilità Aggiuntive 10.961 10.020 941 9,4%
- Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 780 2.346 (1.566) (66,8%)
Benefici successivi al rapporto di lavoro 0,0%
- Agevolazioni Tariffarie 31.961 32.252 (291) (0,9%)
Totale 109.550 108.630 920 0,9%

La variazione risente oltre che dell'accantonamento, che in seguito alla riforma del TFR, è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 Dicembre 2006, dall'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.

Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per l valutazione.

Dicembre 2016 Dicembre 2015
Tasso di attualizzazione 1,31% 2,03%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,6% 1,6%
Inflazione di lungo periodo 1,5% 1,5%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

+0,5% -0,5%
€ milioni € milioni
-3,8 +4,2
+0,4 +3,3
+0,1 +1,4

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia di piano -1 anno di età
€ milioni
TFR +0,2
Agevolazioni tariffarie +1,0
Mensilità aggiuntive +1,3

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

27. Fondo rischi ed oneri – € 202.122 mila

Al 31 Dicembre 2016 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 202.122 mila (€ 189.856 mila al 31 Dicembre 2015) ed è destinato a coprire le potenziali passività che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.

Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nel periodo, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio:

€ migliaia 31.12.15 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero Fondi
Riclassifiche /
Altri Movimenti
31.12.16
Legale 20.232 (2.832) 1.642 (8.012) 0 11.030
Fiscale 2.689 (313) 1.930 0 56 4.361
Rischi regolatori 54.218 (4.858) 7.907 0 0 57.267
Partecipate 5.650 (787) 336 0 (482) 4.717
Rischi contributivi 6.540 (125) 114 (3.856) (2) 2.671
Esodo e mobilità 3.481 (23.918) 22.569 0 0 2.132
Post mortem 23.044 0 0 0 0 23.044
Canoni di concessione 0 0 0 0 0 0
Franchigie assicurative 1.192 (811) 1.634 0 0 2.015
Altri rischi ed oneri 21.554 (14.584) 16.083 0 9.460 32.513
Fondo rischi e oneri 0 0 0 0 0 0
Subtotale Fondo Rischi
ed Oneri
138.599 (48.228) 52.214 (11.868) 9.032 139.749
Fondo Oneri di Ripristino 51.257 0 11.116 0 0 62.373
Impegni da convenzioni 0 0 0 0 0 0
Totale Fondo Rischi ed Oneri 189.856 (48.228) 63.329 (11.868) 9.032 202.122

Le principali variazioni si riferiscono:

  • al fondo rischi legale che registra un decremento di € 9.202 mila per l'effetto combinato: (i) degli accantonamenti per € 1.642 mila, (ii) degli utilizzi per € 2.832 mila e (ii) dei rilasci per esubero fondi che si riferiscono principalmente al rilascio effettuato in Acea Ato 2 per € 7.364 mila per l'esito favorevole del contenzioso per il riconoscimento delle indennità di sottensione del Peschiera per la produzione di energia;
  • al fondo rischi regolatori che subisce un incremento di € 3.049 mila, essenzialmente per effetto dell'accanto- namento relativo alla sanzione comminata dall'AGCM ad Acea Energia (€ 3.600 mila) e ad Acea Produzione per i rischi legati al capacity payment ed ai canoni aggiuntivi do- vuti alla Regione Abruzzo sulla base della L.R. 22/10/2013 n. 38 e all'onere potenziale del sovracanone del Bacino Imbrifero Montano (rispettivamente per € 1.342 mila ed € 3.737 mila). Nettano il fondo gli utilizzi in Acea Energia ed Areti, rispettivamente per € 2.980 mila ed € 1.878 mila, conseguenti la chiusura di procedimenti sanzionatori relativi alla determinazione di partite energetiche relative agli anni pregressi;
  • al fondo accantonato per affrontare gli oneri derivanti dal pia- no di mobilità ed esodo che subisce un decremento al netto degli utilizzi di € 1.350 mila rispetto al 31 dicembre 2015,
  • al fondo oneri di ripristino che cresce di € 11.116 mila, in se- guito agli accantonamenti effettuati nel 2016 relativi agli oneri necessari al mantenimento in buono stato dell'infrastruttura

utilizzata nell'ambito della gestione del servizio idrico;

  • agli altri fondi iscritti in Acea Energia, Acea Ato 2 e Acea Ato 5 accolgono i fondi iscritti in conseguenza della modifica, apportata dalla Legge n. 208/2015, della disciplina delle note di variazione ai fini IVA in seguito a risoluzione per inadempimento dei contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua; la costituzione del fondo ammonta ad € 9.220 mila ed è effettuata a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario in caso di pagamento del cliente moroso successivamente all'emis- sione della nota di variazione;
  • ai fondi per rischi contributivi per far fronte a contenziosi di carattere contributivo (- € 3.869 mila) che subiscono una riduzione per il rilascio del fondo stanziato in esercizi precedenti.

Per maggiori dettagli in merito alla natura degli stanzia- menti si rinvia alla nota n. 7.

Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero deriva- re per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Ag- giornamento sulle principali vertenze giudiziali".

28. Debiti ed altre passività finanziarie non correnti – € 2.797.106 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Obbligazioni 2.045.702 1.904.022 141.681 7,4%
Finanziamenti a medio - lungo termine 751.404 784.413 (33.009) (4,2%)
Totale 2.797.106 2.688.435 108.671 4,0%

I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 31 dicembre 2016, degli strumenti di copertura stipulati da ACEA che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.

€ migliaia Strumento
coperto
Fair Value
derivato
31.12.2016 Strumento
coperto
Fair Value
derivato
31.12.2015
Obbligazioni 2.022.134 23.568 2.045.702 1.866.346 37.676 1.904.022
Finanziamenti a medio –
lungo termine
746.149 5.255 751.404 769.837 7.004 784.413
Debiti e altre passività
finanziarie non correnti
2.768.283 28.823 2.797.106 2.636.183 44.680 2.688.435

Obbligazioni

In data 24 ottobre 2016 ACEA, nell'ambito della strategia di liability management volta ad ottenere un allungamento della durata media del proprio debito e gestire in anticipo una parte del rischio di rifinanziamento alla luce delle favorevoli condizioni di mercato, ha acquistato e annullato le seguenti Serie di Obbligazioni:

  • Obbligazioni scadenti nel 2018 pari ad € 269.611.000; e
  • Obbligazioni scadenti nel 2020 pari ad € 77.225.000,

per un totale nominale di € 346.836.000. Il riacquisto ha comportato una perdita di € 31.382 mila oltre alle spese relative all'operazione.

Contestualmente ACEA ha collocato una emissione obbligazionaria per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso, a valere a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN).

L'emissione è finalizzata prevalentemente al rifinanziamento dei bond riacquistati da ACEA e ad ottenere l'allungamento della durata media del debito della Società nonché la riduzione del costo medio dello stesso considerando l'attuale andamento dei tassi di interesse, con particolare riferimento all'area Euro. Il prestito obbligazionario è destinato esclusivamente a investitori istituzionali.

Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata fissata per il 24 ottobre 2016. Da tale data le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo del programma EMTN.

Nel dettaglio le obbligazioni ammontano a € 2.045.702 mila (€ 1.904.022 mila al 31 Dicembre 2015) e si riferiscono:

€ 600.686 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato e dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi,

La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,

  • € 490.739 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA ad ottobre 2016 a valere sul programma EMTN,
  • € 330.976 mila (comprensivo del rateo di interessi maturato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, della durata di 5 anni con scadenza il 12 settembre 2018.
  • Tale debito, al netto dei Fair Value positivi allocati nella gestione finanziaria del conto economico pari a € 1.221 mila, ammonta a € 329.755 mila. Tale debito residua dopo il riacquisto delle obbligazioni per un valore nomina- le pari a € 269.611 mila come premesso,

La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 20.607 mila,

  • € 436.626 mila (comprensivo del rateo di interessi matu- rato) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con sca- denza il 16 marzo 2020. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 21.892 mila. Tale debito residua dopo il riacquisto delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila come premesso,
  • € 163.107 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 24.789 mila ammonta a € 187.896 mila. Tale Fair Value essendo la copertura efficace è allocato in una specifica

riserva di patrimonio. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 2.511 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2016. Il cambio al 31 dicembre 2016 si è attestato a € 122,97 contro € 131,07 del 31 Dicembre 2015. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 4.279 mila.

Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)

Ammontano complessivamente a € 784.678 mila (€ 830.421 mila al 31 Dicembre 2015) e sono composti da: (i) debito per le quote capitali delle rate scadenti ol- tre i dodici mesi per € 738.857 mila (€ 784.413 mila al 31 Dicembre 2015), (ii) le quote riferite ai medesimi fi- nanziamenti aventi scadenza nei dodici mesi successivi per € 45.821 mila (al 31 Dicembre 2015 erano € 46.008 mila) e (iii) il fair value, negativo per € 6.421 mila, degli strumenti derivati accesi per coprire il rischio tasso di inte- resse e cambio.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'in- debitamento finanziario a medio – lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:

dal 31.12.2017 Oltre il
Finanziamenti Bancari: Debito Residuo Totale Entro il 31.12.2017 al 31.12.2022 31.12.2022
a tasso fisso 286.906 19.831 93.436 173.639
a tasso variabile 450.860 17.655 260.247 172.958
a tasso variabile verso fisso 46.912 8.335 38.577 0
Totale 784.678 45.821 392.260 346.597

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 5.255 mila e si decrementa rispetto al 31 Dicembre 2015 di € 1.749 mila (era negativo per € 7.004 mila).

I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.

In particolare per il finanziamento stipulato da Areti è previsto un financial covenant espresso, nel contratto vigente, nel quoziente di due cifre decimali, pari a 0,65, consistente nel rapporto tra l'indebitamento finanziario netto e la somma dell'indebitamento finanziario netto e del patrimonio netto che non deve essere superiore alla data di ogni bilancio al citato quoziente. Tale rapporto deve essere rispettato in ciascun esercizio sia dalla società debitrice sia dal Gruppo ACEA. Il quoziente, calcolato con i medesimi criteri del suddetto contratto, risulta rispettato per il 2016.

Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:

  • clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
  • clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit

rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;

  • clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
  • obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
  • obblighi di informativa periodica;
  • clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.

Si informa che nel 2016 non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant. Per quanto riguarda le indicazioni sul fair value dei debiti finanziari sopra descritti si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo denominato "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

29. Altre passività non correnti – € 185.524 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Acconti 113.815 110.688 3.127 2,8%
Contributi di allacciamento idrici 23.352 24.017 (665) (2,8%)
Contributi in conto impianti 19.864 20.687 (823) (4,0%)
Ratei e risconti passivi 28.493 28.709 (215) (0,8%)
Totale altre passività 185.524 184.100 1.425 0,8%

Acconti da utenti e clienti

Nella voce Acconti è compreso: (i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e (ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di Maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'AEEGSI (deliberazione n. 204/99).

La tabella di seguito riportata illustra la composizione per aree di attività:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Energia 44.790 42.410 2.379 5,6%
Idrico 68.232 67.761 471 0,7%
Reti 770 494 276 55,9%
Capogruppo 23 23 0 0,0%
Totale 113.815 110.688 3.127 2,8%

Contributi di allacciamento idrici e contributi in conto impianti

Si riferiscono principalmente ai contributi di allaccio di Acea Ato 2 per € 18.593 mila e Acea Ato 5 per € 4.759 mila. Sono inoltre compresi € 19.864 mila (€ 20.687 mila al 31 Dicembre 2015) relativi ai contributi in conto impianti iscritti nel passivo annualmente imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversa- mento viene determinata sulla base della vita utile dell'atti- vità di riferimento.

Ratei e risconti passivi

Ammontano a € 28.493 mila e si riferiscono principalmente ai contributi ricevuti, rilasciati a conto economico in misura pari all'ammortamento generato dall'investimento a cui essi sono collegati. In particolare è allocato in tale voce il contributo residuo ricevuto da Areti a fronte dell'attività di sostituzione dei misuratori elettromeccanici con misuratori elettronici (delibera AEEGSI 292/06).

30. Fondo imposte differite – € 88.158 mila Al 31 Dicembre 2016 il fondo presenta un saldo di € 88.158 mila (€ 87.059 mila al 31 Dicembre 2015). Tale fondo accoglie in particolare la fiscalità differita le- gata alla differenza esistente tra le aliquote di ammor- tamento economico-tecniche applicate ai beni ammor- tizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € 5.401 mila e gli accantonamenti per € 9.704 mila. Si rimanda alla nota 20 per il dettaglio.

31. Passività correnti – € 1.764.211 mila

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti Finanziari 151.478 259.087 (107.609) (41,5%)
Debiti verso Fornitori 1.292.590 1.245.257 47.334 3,8%
Debiti Tributari 46.361 42.346 4.015 9,5%
Altre Passività Correnti 273.782 306.052 (32.270) (10,5%)
Passività Correnti 1.764.211 1.852.741 (88.531) (4,8%)

Debiti finanziari

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti verso banche per linee di credito a breve 7.139 12.710 (5.571) (43,8%)
Debiti verso banche per mutui 45.821 46.008 (187) (0,4%)
Debiti verso controllante Comune di Roma 3.040 35.295 (32.254) (91,4%)
Debiti verso controllate e collegate 596 596 0 0,0%
Debiti verso terzi 94.882 164.480 (69.598) (42,3%)
Totale 151.478 259.087 (107.609) (41,5%)

Debiti verso banche per linee di credito a breve

Ammontano a € 7.139 mila (€ 12.710 mila al 31 Dicembre 2015) ed evidenziano un decremento di € 5.571 mila, prevalentemente attribuibile alle società dell'Area Ambiente ed Energia. L'effetto del consolidamento con il metodo integrale di Aguas De San Pedro incide per € 2.157 mila.

Debiti verso banche per mutui

Ammontano ad € 45.821 mila e si riferiscono ai debiti ver-

so banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nella nota n.28 della presente nota.

Debiti verso controllante Roma Capitale

Ammontano ad € 3.040 mila e registrano una diminuzione di € 32.254 mila legata alla distribuzione dei dividendi. Sulla variazione della voce, si veda quanto detto a proposito della corrispondente voce dell'attivo rispetto al 31 Dicembre 2015.

Debiti verso controllate e collegate

Ammontano a € 596 mila invariate rispetto allo scorso esercizio.

Debiti verso terzi

Ammontano a € 94.882 mila (€ 164.480 mila al 31 Dicembre 2015). La composizione di tale voce è essenzialmente composta da:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Azionisti per dividendi 810 401 409 102,0%
Ambiente 349 158 190 120,3%
Idrico 460 242 219 90,4%
Capogruppo 1 1 0 0,0%
Debiti verso terzi 94.072 164.079 (70.007) (42,7%)
Ambiente 1.101 5.936 (4.835) (81,5%)
Energia 42.933 43.306 (373) (0,9%)
Idrico 17.379 44.243 (26.864) (60,7%)
Reti 30.600 68.824 (38.224) (55,6%)
Capogruppo 2.058 1.769 289 16,3%
TOTALE 94.882 164.480 (69.598) (42,3%)

Per quanto attiene i debiti verso terzi si segnala una dimi- nuzione di € 70.007 mila, legata principalmente alla ridu-

zione dell'esposizione debitoria verso i factor per cessione di crediti.

Debiti verso fornitori

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti verso fornitori 1.149.172 1.092.264 56.909 5,2%
Debiti verso Controllante 139.245 147.259 (8.014) (5,4%)
Debiti verso Controllate e Collegate 4.173 5.734 (1.561) (27,2%)
Debiti verso Fornitori 1.292.590 1.245.257 47.334 3,8%

Debiti verso fornitori terzi

I debiti verso fornitori ammontano a € 1.149.172 mila. La variazione in aumento, pari a € 56.909 mila, è data da fenomeni di segno opposto come di seguito evidenziato:

  • • Area Ambiente: la crescita di € 19.631 mila è imputabile principalmente ad Acea Ambiente;
  • • Area Energia: diminuiscono, rispetto al 31 Dicembre 2015 per € 28.103 mila prevalentemente per Acea Ener- gia. L'effetto è da imputare alla riduzione dei volumi di ac- quisto di energia oltre che dalla contemporanea riduzione dei prezzi;
  • • Area Idrico: la decrescita di € 8.475 mila, rispetto al 31 Dicembre 2015 è da imputare principalmente ad Acea Ato 2 (- € 25.598 mila), parzialmente compensata da un incremento dei debiti di Acea Ato 5 (+ € 10.891 mila) e Gesesa (+ € 2.666 mila);
  • • Area Reti: aumentano, rispetto al 31 Dicembre 2015 per € 27.716 mila prevalentemente per Areti anche in conse- guenza della scissione parziale non proporzionale di Acea Illuminazione Pubblica in Areti;
  • • Capogruppo: registra un aumento di € 46.139 mila ri- spetto al 31 Dicembre 2015 principalmente legata ai maggiori investimenti nelle infrastrutture tecnologiche anche con riferimento al Progetto Acea2.0.

Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.

In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della mo- difica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazio- ne, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.

Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale Ammontano a € 139.245 mila e sono commentati unita- mente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 23 della pre- sente nota.

Debiti commerciali imprese collegate e controllate congiuntamente

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti verso controllate congiuntamente 338 3.485 (3.146) (90,3%)
Debiti verso collegate 3.835 2.249 1.586 70,5%
Totale 4.173 5.734 (1.561) (27,2%)

I debiti verso controllate includono principalmente i debiti ver- so il Gruppo Acque, mentre i debiti verso collegate si riferisco-

no principalmente ai debiti iscritti in ACEA verso la collegata Citelum Napoli Pubblica Illuminazione (€ 2.644 mila).

Debiti tributari

Altre passività correnti

Ammontano a € 46.361 mila (€ 42.346 mila al 31 Dicembre 2015) ed accolgono il carico fiscale del periodo relativamente all'IRAP e IRES per € 24.478 mila e all'IVA per € 38.397 mila. La variazione in aumento è pari a € 4.015 mila, per effetto dell'imposizione fiscale del periodo.

Ammontano ad € 273.782 mila e sono composte come di seguito indicato nella tabella:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 17.345 18.126 (780) (4,3%)
Ratei e risconti passivi 281 321 (40) (12,5%)
Altre passività correnti 256.155 287.605 (31.450) (10,9%)
Totale 273.782 306.052 (32.270) (10,5%)

Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale Ammontano a € 17.345 mila (€ 18.126 mila al 31 Dicembre

2015) e sono così ripartiti per Area industriale:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Ambiente 822 745 77 10,4%
Energia 2.016 1.944 72 3,7%
Idrico 6.013 6.290 (277) (4,4%)
Reti 5.622 5.702 (80) (1,4%)
Capogruppo 2.872 3.445 (573) (16,6%)
Totale 17.345 18.126 (780) (4,3%)

Debiti per derivati su commodities

Tale voce ammonta a € 0 mila e rappresenta il Fair Value di alcuni contratti finanziari stipulati da Acea Energia.

Altre passività correnti

Ammontano a € 256.155 mila con un decremento pari a € 31.450 mila rispetto al 31 Dicembre 2015. La voce è composta da:

€ migliaia 31.12.2016 31.12.2015 Variazione Variazione %
Debiti verso Cassa Conguaglio 49.066 89.678 (40.612) (45,3%)
Debiti verso i Comuni per canoni di concessione 56.299 53.737 2.562 4,8%
Debiti per incassi soggetti a verifica 60.824 58.202 2.623 4,5%
Debiti verso il Personale dipendente 41.450 32.756 8.694 26,5%
Altri debiti verso i Comuni 8.883 9.748 (865) (8,9%)
Debito verso Equitalia 7.257 9.168 (1.911) (20,9%)
Debiti per contributo solidarietà 4.760 13.130 (8.369) (63,7%)
Debiti per aggio ambientale Art. 10
Convenzione ATI4 del 13/08/2007
1.547 3.200 (1.653) (51,7%)
Debiti per acquisto diritti di superficie 917 1.017 (100) (9,8%)
Debiti verso utenti per restituzione
Componente Tariffaria da esito referendum
11 48 (37) (77,4%)
Debiti per acquisizione ramo d'azienda 7.486 2.644 4.843 183,2%
Altri debiti 17.655 14.277 3.378 23,7%
Altre passività correnti 256.155 287.605 (31.450) (10,9%)

La variazione, pari ad € 31.450 mila, si riferisce principalmente all'effetto combinato dei seguenti fenomeni di segno opposto:

  • € 40.612 mila per minori debiti verso Cassa Conguaglio di Areti a seguito del pagamento delle mensilità arretrate;
  • € 8.369 mila per i debiti verso la STO derivanti da ricavi relativi all'applicazione del contributo di solidarietà (tali ricavi sono destinati ad un fondo per le agevolazioni tariffarie alle famiglie disagiate);
  • + € 8.694 mila per debiti verso il personale dipendente, in particolare incide il consolidamento integrale di Aguas

de San Pedro per € 3.376 mila, l'incremento dei debiti di Acea Ato 2 (+ € 2.265 mila) e di Areti (+ € 3.454 mila);

  • + € 4.843 mila per debiti iscritti in Acea Ato 2 per acquisizione di rami d'azienda;
  • + € 2.562 mila per debiti verso i Comuni per canoni di concessione, tale saldo deriva da fenomeni di segno opposto, da un lato l'incremento di € 12.814 mila a seguito del consolidamento integrale di Aguas de San Pedro, dall'altra dalla riduzione dei debiti di Acea Ato 2 (- € 9.611) mila ed Acea Ato 5 (- € 808 mila).

Acquisizione dell'esercizio

Nel corso dell'ultimo trimestre 2016 ACEA ha acquisito il 29,65% di Agua de San Pedro.

Attività Nette Acquisite Valori di carico
dell'impresa Acquisita
Presunto Valore
di Realizzo
Fair Value
Immobilizzazioni Materiali 1.525,8 1.525,8
Immobilizzazioni Immateriali 12.614,6 12.614,6
partecipazioni 0,0 0,0
Rimanenze di Magazzino 353,6 353,6
Anticipate 407,2 407,2
Crediti Commerciali 2.343,8 2.343,8
Altri crediti 75,8 75,8
Crediti finanziari 0,0 0,0
Cassa e banche 453,2 453,2
Tfr e altri paini a Benefici definiti 0,0 0,0
Fondo Imposte differite Passive 0,0 0,0
Fondo rischi e Oneri 0,0 0,0
Debiti per imposte (130,2) (130,2)
Debiti verso fornitori (4.377,9) (4.377,9)
Debiti verso controllante Acea 0,0 0,0
Altri debiti (851,5) (851,5)
Debiti verso banche (4.257,3) (4.257,3)
Altri debiti finanziari (276,0) (276,0)
Avviamento allocato 0,0 0,0
SALDO
NETTO
7.881,0 0,0 7.881,0
Plusvalore 1.857,6
Prezzo Partecipazione 6.023
Rimborso debiti finanziari finanziari 0,0
Totale esborso 6.023,4
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione 0,0 5.570,2
Pagamento in contanti del prezzo di acquisto 6.023,4
Disponibilità liquide acquisite (453,2)

Importo in € migliaia

L'acquisizione è da considerarsi definitiva.

Avalli, fideiussioni e garanzie societarie

Al 31 dicembre 2016 si attestano complessivamente a € 540.401 mila (erano € 610.991 mila al 31 dicembre 2015) e registrano una riduzione di € 70.590 mila.

Il saldo risulta così composto:

  • per € 100.000 mila dalla garanzia bancaria rilasciata nel gennaio 2012 da Cassa Depositi e Prestiti nell'interesse della Banca Europea degli Investimenti per il contratto di prestito stipulato tra ACEA e B.E.I. in data 14 Settembre 2009;
  • per € 100.000 mila attribuibile al contratto di garanzia, tra la B.E.I. e la Cassa Depositi e Prestiti, sottoscritto in data 9 luglio 2013 riferito al finanziamento di € 100.000 mila stipulato in data 25 ottobre 2012 fra la Banca Euro- pea degli Investimenti e ACEA;
  • € 65.189 mila per le garanzie bancarie rilasciate da Acea Energia prevalentemente a favore di Terna e Eni Trading & Shipping relative al contratto per il servizio di dispac- ciamento dell'energia elettrica;
  • per € 68.277 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia re- lativa al contratto di cessione di energia elettrica sotto- scritto tra le parti;
  • per € 53.666 mila per la garanzia bancaria rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguen- za del rifinanziamento del mutuo erogato ad Areti. Trat- tasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
  • € 10.000 mila per la Global Guarantee rilasciata in favore di Axpo Italia nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica che sono state o verranno sottoscritte tra le parti;
  • € 24.871 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto

di Acea Ambiente (ex ARIA): (i) in favore della Provincia di Terni per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica (€ 15.492 mila) e dello smaltimento rifiuti (€ 3.157 mila) e (ii) in favore di fornitori a garanzia di appalti (€ 6.642 mila);

  • € 19.000 mila la garanzia in favore di EDF Trading nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;
  • € 15.000 mila la garanzia in favore di Enel Trade nell'in- teresse di Acea Energia come controgaranzia delle tran- sazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;
  • € 14.883 mila per le garanzie bancarie rilasciate da Areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di tra- smissione dell'energia elettrica;
  • € 8.000 mila la garanzia in favore di Iren Mercato S.p.A. per un importo pari ad per il puntuale adempimento del contratto "EFET" stipulato nel luglio 2012 tra la società beneficiaria ed Acea Energia;
  • € 4.202 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti multi servizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di Areti per € 2.701 mila ed Acea Ato 2 per € 1.501 mila;
  • € 3.712 mila relativi alla garanzia in favore di Italgas SpA nell'interesse di Acea Energia rinnovata ad ottobre 2014;
  • € 1.295 mila relativi alla garanzia bancaria emessa dal banco di Bilbao Vizcaya Argentaria favore del GSE per l'esatto adempimento dell'obbligazione della società Acea Ambiente (ex ARIA) di provvedere alla restituzione nei confronti del GSE;
  • € 6.306 mila relativi ad Acea Ato 5 ed in particolare ad una fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario - Tariffario del Piano d'Ambito dell'A.A.T.O.

Informativa sui servizi in concessione

Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano attraverso Acea Ambiente (ex ARIA) nella quale è con- fluita la società SAO successivamente alla fusione divenuta efficace a fine dicembre 2016.

Per quanto riguarda il settore idrico – ambientale il Grup- po ACEA svolge in concessione il Servizio idrico integrato (SII) nelle seguenti regioni:

  • • Lazio ove Acea Ato 2 S.p.A. e Acea Ato 5 S.p.A. svol- gono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone,
  • • Campania ove G.O.R.I. S.p.A. esercita il servizio nel ter- ritorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idro- grafico del fiume Sarno,
  • • Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attra- verso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto at- traverso Acquedotto del Fiora S.p.A. e in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. Svolge altresì il servizio a Lucca e nella provincia con la Società GEAL S.p.A.,
  • • Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia at- traverso Umbra Acque S.p.A.

Inoltre il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nei comuni di Termoli e Campagnano con Crea Gestioni S.r.l.

Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

Illuminazione Pubblica Roma

Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata tren- tennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessiva alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027). Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento an- nuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati. Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono esse- re (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Co- mune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

È, tra l'altro, previsto che i parametri quali – quantitativi vengano nuovamente negoziati nel corso del 2018.

Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto legge 138/2011 - ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante pre- via previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'im- porto contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone an- nuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la ge- stione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria. Nel corso del mese di giugno ACEA e Roma Capitale han- no sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impe- gni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano LED. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bime- strali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione / penalità per installazioni superiori / inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto LED. In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Servizio idrico integrato

Lazio – Acea Ato 2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)

Acea Ato 2 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 6 agosto 2002 tra la società e la provincia di Roma (in rappresentanza dell'Autorità d'Am- bito costituita da 112 comuni tra i quali Roma Capitale). A fronte dell'affidamento del servizio, Acea Ato 2 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione che è prevista avve- nire gradualmente: ad oggi l'attività di ricognizione (inclusa quella relativa ai Comuni già acquisiti) è stata completata per 94 Comuni su un totale di 112, equivalenti a circa 3.869.179 abitanti residenti (fonte ISTAT).

Nel corso dell'esercizio la Società ha acquisito:

con decorrenza 1° giugno 2016, il servizio di fognatura e depurazione del Comune di Bracciano per la parte strettamente afferente al Depuratore Co.B.I.S. mentre l'acquisizione dei servizi di fognatura e depurazione comu- nali relativi alla rete del depuratore di Castel Giuliano è sospensivamente condizionata alla conclusione dei lavori di adeguamento del depuratore medesimo. Infine la gestione del servizio idrico potabile diverrà esecutiva all'avvenuta realizzazione, da parte di Acea Ato 2, dei lavori necessari per la rifunzionalizzazione e l'adeguamento degli impianti di potabilizzazione comunali esistenti

alla fine del mese di dicembre 2016 il servizio idrico del Comune di Pomezia precedentemente gestito, in regime di tutela, da Infrastrutture Distribuzione Gas (ex Edison Distribuzione Gas). L'acquisizione è avvenuta attraverso l'acquisto del ramo di azienda per il corrispettivo di € 5,5 milioni che potrà essere oggetto di aggiustamento con- cordato tra le parti in funzione dell'aggiornamento di al- cune partite facenti parte del ramo acquistato. Il prezzo include, tra gli altri, il valore dei cespiti realizzati fino al 30 settembre 2016 come determinato dalla STO in com- plessivi € 5,3 milioni.

Si informa infine che sono state avviate le procedure di ac- quisizione del Servizio Idrico Integrato dei Comuni di Civitella San Paolo, Labico, Morlupo e Rignano Flaminio; in partico- lare per quest'ultimo Comune si è proceduto alla sottoscri- zione della Convenzione per il rimborso degli investimenti sulla base delle prescrizioni della Conferenza dei Sindaci.

Con riferimento alle predisposizioni tariffarie del periodo 2016-2019, la Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Cen- trale –Roma, nella seduta del 27 luglio 2016, ha definitiva- mente approvato lo Schema regolatorio 2016-2019 e tutta

la documentazione a supporto della relativa predisposizione tariffaria (Programma degli Interventi, Aggiornamento dati tecnici ed economici, Piano Economico-Finanziario, con esplicitazione del vincolo ai ricavi del gestore e del mol- tiplicatore tariffario teta, Relazione di accompagnamento) oltre alla Convenzione di gestione, sottoscritta il 6 agosto 2002, integrata e modificata per tener conto della nuova disciplina introdotta specificamente dalla Delibera 656/15 e dalla stessa Delibera 664/2015 che ha approvato il metodo tariffario del secondo periodo regolatorio (MTI-2).

La proposta tariffaria assunta dalla Conferenza ha ripreso sostanzialmente, nei numeri e nelle assunzioni, l'impianto della proposta pubblicata sul sito della STO in data 24 maggio e ripresa, come proposta condivisa, nell'istanza pre- sentata da Acea Ato 2 il 27 maggio 2016 in applicazione dell'art.7.5 della delibera 664/2015, apportando tuttavia alcune variazioni sulla dinamica di recupero dei conguagli tariffari dovuti per il 2016 e per il 2017 (complessivamente pari a € 60,1 milioni) alle annualità successive; a fronte di tale dilazione temporale è stato riconosciuto un onere fi- nanziario a compensazione.

Per effetto di tale rinvio di natura esclusivamente finanziaria per il Gestore, il moltiplicatore tariffario per il 2016 è pari a 1 (nessun incremento rispetto alle tariffe applicate nel 2015) e, per le annualità successive, incrementi pari al 4,8%, 6,01% e 5,94% rispettivamente per il 2017, 2018 e 2019.

I contenuti essenziali della proposta approvata dalla Confe- renza dei Sindaci del 27 luglio sono i seguenti:

  • l'adozione dello schema regolatorio relativo al IV° qua- drante di cui all'art. 9.1 dell'Allegato A della deliberazione 664/2015/R/IDR ( presenza di elevati investimenti rispetto al valore delle infrastrutture esistenti e di opex pro-capite inferiore al valore medio nazionale determinato dall'Autorità), con applicazione, quindi, del limite massimo di incremento tariffario annuo dell'8,5%;
  • la previsione di investimenti per il periodo 2016-2019 pari € 820 milioni;
  • l'adozione, ai fini della determinazione della componente FNInew, del valore del parametro y pari a 0,6 (il valore massimo previsto è lo 0,8). L'ammontare di tale compo- nente per il 2016 è quindi pari a € 23,7 milioni;

  • l'utilizzo della componente suddetta interamente per finanziare nuovi investimenti a meno di € 2 milioni a partire dal 2017 da utilizzare per le agevolazioni tariffarie alle utenze meno abbienti;

  • l'utilizzo di quanto non speso del contributo di solidarietà raccolto a tutto il 2015 (€ 13,2 milioni) a riduzione dei conguagli dovuti per il 2016;
  • l'abbattimento degli incrementi patrimoniali del 2014 e 2015 dell'importo derivante dall'applicazione del para- metro MALL al periodo 2012-2015 (€ 9,4 milioni) con conseguente impatto positivo tariffario per l'utenza per effetto del mancato riconoscimento dei costi di capitale ad essi riferibili;
  • l'adozione dell'istanza predisposta dalla STO (e condi- visa con il gestore) ai sensi dell'art.32 dell'Allegato A della Delibera 664/2015 che prevede il riconoscimento di premi per il conseguimento di standard migliorati- vi rispetto a quelli stabiliti dall'AEEGSI con la Delibera 655/2015;
  • determinazione del moltiplicatore tariffario da applicare alla tariffa in vigore nel 2015, pari a:
  • · 1,000 per l'anno 2016;
  • · 1,048 per l'anno 2017;
  • · 1,111 per l'anno 2018;
  • · 1,177 per l'anno 2019.

Con la Deliberazione 674 del 17 novembre 2016, AEEGSI ha definitivamente approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019 proposta dalla Conferenza dei Sindaci, con alcune specifiche prescrizioni:

  • mancato riconoscimento degli oneri finanziari relativi al rinvio dei conguagli (pari a € 4,0 milioni) e delle differenze, per le annualità 2014 e 2015, dei canoni di concessione tra quanto coperto dalla tariffa e l'ammontare riconosciuto ai Comuni (€. 2,5 milioni);
  • recupero integrale dei conguagli tariffari entro il 2019;
  • gli oneri connessi a variazioni sistemiche sono recuperati attraverso la componente Rc anziché quale integrazione dei costi operativi endogeni;
  • invio da parte dell'EGA, entro 30 giorni dalla pubblica- zione della delibera, della Carta dei servizi come modi- ficata d'intesa con il Gestore e le Associazioni dei consumatori operanti nel territorio, adeguata integralmente alle prescrizioni in materia di qualità contrattuale di cui alla Deliberazione 655/2015.

L'Autorità ha inoltre determinato i valori massimi dei moltiplicatori tariffari confermando i valori delle annualità 2016 e 2017 (rispettivamente 1,000 e 1,048) e correggendo in riduzione quelli delle successive annualità 2018 e 2019 (pari rispettivamente a 1,107 e 1,173).

Sulla base delle prescrizioni sopra descritte, la STO ha provveduto alla rideterminazione tariffaria 2016-2019 e alla trasmissione all'AEEGSI e al Gestore in data 20 dicembre della relativa e completa documentazione.

Per quanto riguarda la prescrizione relativa alla Carta dei Servizi , la STO ha proceduto trasmettendo in data 6 dicembre 2016 all'Autorità e alle Associazioni dei consumatori la proposta di nuova Carta del Servizio integrata adeguata alla nuova regolazione della qualità contrattuale introdotta dalla deliberazione 655/2015 e a quanto deliberato dalla Conferenza dei sindaci il 27 luglio e approvato dall'Autorità in merito all'istanza di riconoscimento di premi per il conseguimento di standard qualitativi migliorativi rispetto a quelli della Delibera 655. La Carta del Servizio trasmessa, predisposta d'intesa con il gestore, sarà portata all'approvazione della prossima Conferenza dei Sindaci che sarà convocata dopo le eventuali osservazioni da parte delle Associazioni dei consumatori.

Nelle more della definitiva approvazione, la Segreteria Tecnica Operativa ha inteso confermare che la Carta del servizio vigente è quella allegata alla Convenzione di Gestione sottoscritta dalle parti il 6 agosto 2002 così come modificata ex lege dalla deliberazione dell'AEEGSI 655/2015 e dalle decisioni della Conferenza dei Sindaci del 27 luglio 2016 in merito agli standard migliorativi e al meccanismo premiale.

Sulla base della delibera 674/2016 dell'AEEGSI sono stati valorizzati i ricavi del periodo che ammontano a € 533,7 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FNI (€ 23,7 milioni) nonché i differenziali relativi all'aggiustamento di stima delle partite passanti iscritte negli esercizi 2014 e 2015 (- € 1,8 milioni). Quanto al premio spettante al Gestore per il conseguimen- to di standard migliorativi rispetto a quanto previsto da AE- EGSI nella delibera 655/2015, si informa che è iscritto tra i ricavi l'importo di € 23,1 milioni al lordo degli indennizzi spettanti ai clienti. Il 7 marzo 2017 la STO ha concluso po- sitivamente le attività di verifica relativamente alla consun- tivazione degli indicatori posti a base del premio.

Lazio – Acea Ato 5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)

Acea Ato 5 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affida- mento del servizio, Acea Ato 5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'A-TO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 480.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 185.700. Ad oggi mancano al completamento di detto processo tre Comuni: Atina, Cassino centro e Paliano per problematiche emerse nel corso degli anni. Di seguito la descrizione dei principali eventi:

• Comune di Paliano: a causa della perdurante inerzia dell'Amministrazione Comunale a provvedere alla con- segna degli impianti afferenti il S.I.I. nel territorio comu- nale, nonché a fronte del vano tentativo di stipulare un protocollo di intesa finalizzato alla risoluzione delle diverse problematiche aperte, che hanno impedito sino ad oggi la formalizzazione del passaggio del S.I.I., in data 18 febbraio 2016 la Società ha presentato ricorso dinnanzi il TAR La- zio - Sez. Latina contro il Comune di Paliano e AMEA al fine di ottenere l'integrale consegna delle opere, beni ed impianti ed il risarcimento del danno subito in conseguen- za dell'inosservanza colposa del termine di conclusione del procedimento. Il TAR Latina ha definito con sentenza tale giudizio, dichiarando la cessazione della materia del con- tendere (per effetto della sopravvenuta adozione da parte del Comune del provvedimento espresso con il quale l'En- te, superando il contestato silenzio, ha respinto la diffida di ACEA a provvedere alla consegna dei beni afferenti al SII) e condannando altresì il Comune medesimo al pagamento delle spese processuali quantificate in € 1.500,00.

La Società, pertanto, ha proposto un successivo ricorso sempre dinanzi al TAR Latina - al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Il relativo giudizio è in attesa della fissazione dell'udienza di merito.

• Comune di Cassino: a fronte della perdurante inerzia dell'Amministrazione Comunale in merito all'obbligo di provvedere alla consegna degli impianti afferenti al S.I.I. - confermato dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2614/2015 - la Società ha richiesto allo stesso Consiglio di Stato l'ottemperanza della predetta sentenza, nonché la nomina di un Commissario ad Acta, nominato con la sentenza n. 2086/2016.

Quest'ultimo – individuato in un funzionario della Prefettura di Frosinone all'uopo delegato dal Prefetto – ha sottoscritto in data 2 agosto 2016, presso la sede municipale di Cassino, il verbale con il quale è stata trasferita alla Società la gestione nel territorio Comunale (ca. 13.000 utenze attive), la cui efficacia è stata differita di 30 giorni. Tuttavia, il Comune di Cassino ha tentato di paralizzare l'effetto del provvedimento assunto dal Commissario ad acta, tanto impugnando i relativi atti dinanzi al giudice amministrativo, quanto attraverso la pubblicazione di una ordinanza sindacale a tal fine preordinata.

La Società ha impugnato la suddetta ordinanza dinanzi al Consiglio di Stato al fine di ottenerne, previa sospen- sione dell'efficacia, la declaratoria di nullità per violazio- ne e/o elusione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 2614/2015 del medesimo Consiglio di Stato. Ad oggi non è ancora stata fissata l'udienza benché i legali della So- cietà abbiano depositato formale istanza volta a sollecita- re detta fissazione.

Nel frattempo, in data 25 ottobre 2016, la Società ha presentato, alla Procura della Repubblica di Cassino, esposto-denuncia nei confronti del Comune di Cassino, affinché si procedesse penalmente per la condotta tenuta, da tempo insostenibile, dall'Amministrazione Comunale, che ha mostrato in maniera evidente di non avere in al- cun modo intenzione di onorare agli obblighi sanciti dalla Convenzione di Cooperazione e dalla Convenzione di Gestione del Servizio Idrico Integrato, né di ottemperare alle plurime sentenze dei giudici amministrativi, oramai passate in giudicato, che hanno accertato non solo la natura obbligatoria della condotta richiesta al predetto Comune quanto, del pari, l'infondatezza, in fatto ed in diritto, delle contestazioni elevate, nelle sedi giudiziarie, dall'Ente.

Ulteriormente, in data 28 dicembre 2016, la Società, per un verso, ha reiterato alla Procura Regionale della Corte dei Conti la precedente richiesta del 9 luglio 2014, al fine di ricevere informazioni circa eventuali attività avvia- te dalla Procura al fine di accertare eventuali irregolarità nelle scritture contabili del Comune, relativamente alle somme dovute al Gestore per il servizio di depurazione, il cui importo addebitato agli utenti viene, ad oggi, riscosso dal Comune, benché il servizio sia svolto da Acea Ato 5; per altro verso, ha notificato al Comune di Cassino atto di diffida e messa in mora affinché lo stesso proceda alla restituzione alla Società della quota tariffaria relativa al servizio di fognatura e depurazione. In merito a tale dif- fida, a fronte del riscontro fornito dall'Amministrazio- ne Comunale, in merito all'impossibilità per la stessa di quantificare la quota di tariffa relativa al servizio di fogna- tura e depurazione incassata, la Società, a febbraio 2017, ribadendo l'urgente necessità di definire l'accertamento delle somme dovute, ha sollecitato la convocazione di un incontro presso l'AATO5, al fine di demandare alla predetta Autorità la definizione del quantum.

Per quanto riguarda le predisposizioni tariffarie 2016-2019 la Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione necessaria all'elaborazione delle tariffe del secondo periodo regolatorio ai sensi della delibera 664/2015/R/idr. Tuttavia, non essendo intervenuta alcuna approvazione entro i termini previsti dalla citata delibera, la Società, ai sensi degli articoli 7.5 e 7.6 della delibera 664/2015, ha presen- tato il 30 maggio 2016 l'istanza tariffaria 2016-2019 i cui contenuti essenziali sono di seguito descritti:

  • adozione dello schema regolatorio relativo al V° quadrante;
  • adozione, ai fini della determinazione della componente FNInew, del valore del parametro pari a 0,8. L'ammontare di tale componente per il 2016 è quindi pari a € 7,6 milioni;
  • in continuità con la delibera 51/2016 adozione di un costo della morosità pari a quello previsto per il Sud Italia (7,1%);
  • predisposizione di apposita istanza motivata per il riconoscimento dei costi aggiuntivi (OpexQC), relativamente agli aspetti riconducibili all'adeguamento agli Standard di qualità del servizio definiti dall'AEEGSI nell'allegato A alla delibera 655/2015, per € 2 milioni circa;
  • determinazione del moltiplicatore tariffario da applicare alla tariffa in vigore nel 2015, pari a 1,08 per ciascun anno dal 2016 al 2019 compreso.

Successivamente alla diffida ad adempiere dell'AEEGSI

all'Ente d'Ambito, la Conferenza dei Sindaci si è riunita il 13 dicembre 2016 e, tra l'altro, ha approvato, con deliberazione n. 6, la proposta tariffarie 2016-2019 che differisce da quella presentata dal Gestore sui seguenti punti:

  • valorizzazione della componente FNI sulla base del parametro y pari a 0,4 anziché a 0,8
  • riconoscimento di un tasso di morosità del 3,8% in luogo del 7,1%
  • mancato riconoscimento della componente Opexqc

Ha inoltre ridotto i conguagli maturati nel primo periodo regolatorio (componente Rctot) attraverso l'applicazione di penali, per presunti inadempimenti relativi al 2014 e 2015, per circa € 11 milioni.

I moltiplicatori tariffari approvati nella citata seduta per cia- scuna annualità sono di seguito riportati:

2016 2017 2018 2019
1,080 1,166 1,260 1,360

La società ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera n. 6 e, alla data odierna, non è stata ancora fissata l'udienza di merito.

Sulla base della proposta tariffaria approvata dalla Confe- renza dei Sindaci del 13 dicembre 2016 sono stati quan- tificati i ricavi del 2016 che ammontano a € 69,4 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la com- ponente FNI per € 3,9 milioni.

Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che:

  • quelli pregressi riferiti al periodo 2006 2011, quantificati dal Commissario ad acta in € 75,2 milioni, sono stati confermati dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1882/2016 che, quindi, ha respinto l'appello promosso dall'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n. 5 per l'annullamento del decreto commissariale. Il residuo ancora da fatturare a dicembre 2016 è pari ad € 20,4 milioni;
  • quelli maturati nel primo periodo regolatorio (2012- 2015) ammontano a € 57,1 milioni e, in ossequio alla delibera 51/2016 dell'AEEGSI, saranno recuperati a par- tire dal 2019. Con la citata delibera si è conclusa posi- tivamente l'istruttoria dell'AEEGSI - avviata nel mese di febbraio 2015 – che, oltre ad approvare la misura ei conguagli e il loro recupero finanziario, ha riconosciu- to, in via provvisoria e nelle more della definizione (da parte dell'EGA) del procedimento attivato con apposita istanza della società, un unpaid ratio pari almeno a quel- lo previsto per il Sud Italia (6,5%). Gli Amministratori, supportati anche da autorevole parere legale, ritengono che le penali di € 11 milioni per presunti inadempimenti relativi al 2014 e al 2015 non siano dovute e, per questo motivo, sono state oggetto di ricorso dinanzi al TAR La- tina, come di seguito meglio specificato: pertanto non sono state riflesse in bilancio;
  • quelli maturati nel 2016 ammontano a € 15,6 milioni.

Con riferimento ai rapporti tra Acea Ato 5 e l'Autorità d'Ambito, si segnala che il 2016 è stato caratterizzato da complesse vicende che hanno acuito la conflittualità in sede giurisdizionale. In particolare:

il 18 febbraio 2016, con deliberazione n. 1/2016 pubblicata il 26 febbraio, la Conferenza dei Sindaci ha negato il consenso al progetto di fusione per incorporazione di Acea Ato 5 in Acea Ato 2. Ritenendo l'atto di diniego illegittimo, la società ha provveduto alla sua impugnazione innanzi al TAR Lazio sez. Latina: il 23 febbraio 2017 si è svolta l'udienza di discussione, all'esito della quale i giudici si sono riservati di decidere;

il 18 febbraio 2016 la Conferenza dei Sindaci ha avviato, con delibera n. 2, l'iter di risoluzione contrattuale ex art. 34 della Convenzione di affidamento e, nel mese di marzo, in esecuzione della predetta deliberazione, ha procedu- to a contestare alla Società una serie di inadempimen- ti contrattuali, diffidandola – ai sensi e per gli effetti dell'art.1454 c.c. – a rimuovere gli inadempimenti conte- stati e a produrre giustificazioni entro sei mesi. Avverso la deliberazione n. 2, nonché avverso la predetta diffida ad adempiere, la Società ha promosso ricorso dinanzi al TAR Latina (n. 316/2016) in data 22 aprile 2016. Il 26 luglio il Presidente dell'EGA ha inoltre comunicato ad Acea Ato 5 l'applicazione e la quantificazione delle penali per gli anni 2014 e 2015 ai sensi dei Capitoli 30.1 e 30.2 del Disciplinare Tecnico. La Società il 19 ottobre 2016, presentando motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016 ha impugnato, tale provvedimento di quantificazione ed applicazione delle penali. Nella seduta del 13 ottobre 2016 la Conferenza dei Sindaci ha deciso di non approvare la proposta della STO circa l'insussistenza delle condizioni per procedere alla risoluzione del contratto (anche alla luce delle controde- duzioni presentate dalla Società), giungendo quindi nella seduta del 13 dicembre ad adottare, tra l'altro, la delibe- razione n. 7 di risoluzione della Convenzione di Gestione. Tale delibera è stata impugnata dalla società attraverso la presentazione di ulteriori motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016 in data 9 febbraio 2017, dinanzi al Tar Latina, con contestuale domanda di risarcimento dei danni.

Ancorché l'EGA abbia dichiarato la risoluzione del rap- porto contrattuale con Acea Ato 5, quest'ultima è tenuta a garantire la prosecuzione della gestione del servizio fino all'individuazione da parte dell'EGA del nuovo gestore de- stinato a subentrare ad Acea Ato 5. Si precisa che,

  • · ai sensi dell'art.7 della Convenzione di Gestione, Acea Ato 5 è obbligata a garantire la continuità del servizio fino all'eventuale consegna al nuovo gestore comunque non oltre il termine di 12 mesi – prorogabile di ulteriori sei mesi agli stessi patti e condizioni;
  • · la stessa STO, nella propria relazione alla Consulta d'Ambito del 27 ottobre 2016 ha stimato non meno di tre/quattro anni (tempistica che riflette quanto già accaduto per l'attuale affidamento), il tempo necessario per l'espletamento delle varie procedure necessarie all'individuazione del nuovo Gestore. Inoltre, nella predetta relazione della STO, rileva la circostanza per cui ad Acea Ato 5 deve essere corrisposto un valore re- siduo di oltre cento milioni di euro per il valore residuo dei beni ammortizzabili di cui, ai sensi e per gli effetti dell'art.26 del Disciplinare Tecnico, deve farsi carico il

nuovo Gestore quando verrà individuato. Tali somme, come afferma la stessa STO nella citata relazione, sono immediatamente esigibili da parte del gestore uscente al termine del rapporto contrattuale.

L'udienza pubblica per la trattazione del merito del ricorso n. 316/2016 è stata fissata per il 23 novembre 2017.

La delibera relativa alla risoluzione contrattuale appare inficiata da numerosi vizi formali e procedimentali che ne minano fortemente la legittimità; inoltre il provvedimento risulta deficitario delle procedure di individuazione del nuovo Ge- store, non contiene indicazioni in merito alle modalità ed agli obblighi per il trasferimento del SII in favore del nuovo Gestore né alla durata del periodo di prosecuzione al quale la Società è tenuta per almeno un anno prorogabile di ulte- riori sei mesi.

La delibera n. 2 è stata assunta dalla Conferenza dei Sindaci pur in presenza di un parere negativo della STO supportata da quello di un legale esterno: la STO ritiene infatti che , anche alla luce delle controdeduzione presentate dalla So- cietà, non ricorrano le condizioni di grave inadempienza tali da pregiudicare o rischiare di pregiudicare la continuità, la qualità dei servizi affidati o il raggiungimento degli obiettivi posti dal piano.

Quanto ai presunti inadempimenti – che hanno, tra l'altro, dato origine all'applicazione delle penali in sede di predispo- sizione tariffaria, risultano spesso inesistenti, come dimo- strato dal gestore nelle proprie controdeduzioni, prive di adeguata istruttoria e sicuramente non idonei a determina- re la risoluzione contrattuale.

La Società aveva promosso nel 2012 il decreto per il re- cupero del credito derivante dall'atto transattivo del 2007 pari ad € 10,7 milioni firmato dalla società e dall'EGA, volto a regolarizzare i maggiori costi sostenuti dal Gestore nel primo triennio di gestione (2003/2005) pari a complessivi € 21,5 milioni, nel quale l'EGA si impegnava alla liquidazione dell'importo concordato (€ 10,7 milioni) senza aggravio sulla tariffa; successivamente in data 22 maggio 2012 l'E-GA aveva promosso ricorso presso il Tribunale di Frosinone contro tale decreto. Il 28 febbraio 2017 è stata deposita la sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone con la quale viene revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012 di im- porto corrispondente al credito summenzionato, ritenendo nullo l'atto transattivo del 2007, viene respinta la domanda riconvenzionale subordinata di Acea Ato 5 al pagamento dei maggiori costi sostenuti (e originariamente richiesti) pari complessivamente a € 21,5 milioni ed è stata dispo- sta la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dalla STO in merito al pagamento dei canoni di concessione. La Società sta predi- sponendo ricorso in appello. Gli Amministratori, supportati da autorevole parere legale, ritengono che il credito non sia venuto meno per effetto della sentenza, poiché l'affermata nullità della transazione non determina il venir meno del di- ritto del gestore ad ottenere la remunerazione dei maggiori costi sostenuti nella gestione e non coperti dalla tariffa.

Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)

GORI, sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30/09/2002, è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato afferente 76 Comuni fra le province di Napoli e Salerno. A fronte dell'affidamento del servizio, GORI corrisponde un canone di concessione all'ente concedente (Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano) in base alla data di effettiva acquisizione della gestione. Il perimetro di gestione è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al precedente esercizio avendo ormai concluso il processo di acquisizione delle gestioni, infatti i comuni gestiti sono 76 e cioè tutti quelli ricadenti nell'ATO n. 3 della Regione Campania.

Tariffe: Primo periodo regolatorio

Come noto, il 10 marzo 2016 si è finalmente conclusa positivamente l'istruttoria relativa alla approvazione delle predisposizioni tariffarie dell'ATO3 da parte dell'AEEGSI con la pubblicazione della deliberazione 104/2016/R/idr recante: "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio mti-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano, per il periodo 2012- 2015". In particolare AEEGSI ha:

  • approvato i moltiplicatori tariffari nella misura massima applicabile per ciascun anno e, precisamente: anno 2012: =1,065; anno 2013: =1,134; anno 2014: =1,236; anno 2015: =1,347;
  • stabilito, conseguentemente, l'importo complessivo dei conguagli tariffari da recuperare negli anni successivi al 2015 nella misura di € 38,9 milioni (quota Gruppo € 14,4 milioni);
  • prescritto all'Ente l'adeguamento del Piano Economi- co-Finanziario ai valori approvati nell'ambito della stessa deliberazione tenendo conto altresì della rettifica della voce di costo Mutui dei proprietari (MTp) anno 2013 per erronea valorizzazione, da apportare ai conguagli le cui mo- dalità di riconoscimento sono previste a partire dal 2016;
  • prescritto all'Ente di trasmettere, entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, "gli esiti delle verifiche compiute in ordine alle assunzioni alla base del trattamento della componente di costo per gli acquisti all'ingrosso, e in particolare in ordine alle previsioni di cui all'Accordo - sotto- scritto in data 24 giugno 2013 - per la regolazione dei rappor- ti tra Regione Campania, Ente d'Ambito, Acqua Campania S.p.a. e GORI S.p.a., di cui il medesimo soggetto competente avrà tenuto conto nella quantificazione delle partite pregresse relative a periodi precedenti al trasferimento all'Autorità delle funzioni di regolazione e controllo del settore, chiedendo altresì di verificare che il medesimo accordo sia compatibile con il principio di eterointegrazione (confermato dalla giurisprudenza in sopra richiamata) alla luce delle disposizioni introdotte dall'Autorità a partire dal 2012".

Nel mese di aprile l'Ente ha dato riscontro alle prescrizioni dell'AEEGSI rilevando, per l'anno 2012, un errore materiale di circa € 4 milioni relativo alla riduzione tariffaria dell'ac- qua all'ingrosso in quanto l'Accordo di regolazione del 2013 già comprendeva una riduzione del 25%.

Tale errore sarà recuperato nelle determinazioni tariffarie del secondo periodo regolatorio nella quali troverà altresì recu- pero la quota parte di mutui non riconosciuti nell'anno 2013.

Tariffe: Istanza di riequilibrio economico – finanziario e istanza di morosità

Ai sensi dell'art. 32.2 dell'Allegato A alla deliberazio- ne 643/2013/R/idr nonché ai sensi della deliberazione 122/2015/R/idr, per poter accedere alle misure perequative di natura anticipatoria e finanziaria dei conguagli tariffari, il 23 marzo 2016 la Società ha presentato formale istanza di riequilibrio presentando un insieme di misure, comprensive dell'accesso alla perequazione, il cui auspicato accoglimento comporterebbe il definitivo superamento della situazione di squilibrio finanziario della gestione dell'ATO3; contestualmente ed in connessione alla citata istanza di riequilibrio, è stata presentata anche apposita istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2014 e 2015, ai sensi dell'art. 30.3 dell'Allegato A alla deliberazione dell'AEEGSI 643/2013/R/idr.

Le conclusioni dell'ATO3 relative all'attività istruttoria sull'istanza sono state formalizzate nel Verbale conclusivo del 18 maggio 2016: l'Ente ritiene fondate le motivazioni poste a base della citata istanza e, pertanto, ricorrono le condizioni per procedere alla proposta di adozione delle misure di riequilibrio contenute nell'istanza stessa con le modifiche introdotte con particolare riferimento allo scenario che preveda il trasferimento delle cd. Opere Regionali. Tali misure di riequilibrio dovranno essere quindi inserite e formare oggetto del Piano Economico Finanziari da predisporre nell'ambito degli adempimenti tariffari previsti dalla delibera 664/2015. Alle medesime conclusioni l'ATO3 giunge con riferimento all'istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2014 e 2015. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.

Tariffe: Predisposizione tariffaria per il secondo periodo regolatorio

L'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, in considerazione del- la necessità di valutare congiuntamente (nei termini pre- scritti, ovvero 60 giorni dalla ricezione) la citata istanza di riequilibrio presentata dal Gestore in data 23/03/2016, ha presentato all'Autorità, in data 29 aprile 2016, richiesta di proroga dei termini previsti al 30 maggio 2016.

Tuttavia, essendo decorso tale termine senza che l'Ente abbia adempiuto, nonostante le attività istruttorie portate avanti dalle strutture della gestione commissariale, il Ge- store ha presentato Istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 7.5 della deliberazione 664/2015/R/idr in data 15 giugno 2016, trasmettendo, quindi, all'Ente, alla Regione e ad AEEGSI la proposta tariffaria per il periodo 2016-2019. Lo schema regolatorio elaborato dalla Società tiene conto delle disposizioni della delibera 664/2015 (e delle determine 2 e 3 del 2016) nonché, al precipuo scopo di accelerare il processo di approvazione delle tariffe, delle indicazioni dell'Ente risultanti dai verbali conclusivi delle at- tività istruttorie relative all'istanza di riequilibrio economico – finanziario e di validazione dei dati posti a base della proposta tariffaria 2016-2019.

Si precisa inoltre che la predisposizione tariffaria 2016-2019 presentata da GORI tiene conto e include, oltre all'istanza di riequilibrio e a quella per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per il 2014 e il 2015:

  • l'istanza di riconoscimento Opnew, ai sensi dell'art. 23.6 dell'allegato A alla deliberazione dell'AEEGSI 664/2015/R/idr, presentata congiuntamente alla mede- sima istanza di aggiornamento tariffario per il riconosci- mento dei costi operativi endogeni e aggiornabili relativi al cambiamento sistematico del perimetro delle attività del Gestore a seguito dell'avvio della gestione delle Opere Regionali una volta trasferite;
  • l'istanza dei costi aggiuntivi OpexQC relativi alle attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità del servizio definiti dall'AEEGSI con deliberazio- ne 655/2015/R/idr; a tal riguardo si precisa che, l'Ente d'Ambito, nell'ambito del citato verbale conclusivo di va- lidazione dati si è pronunciato sulla presente istanza del gestore ritenendo ammissibili i soli costi relativi alla pre- stazioni esterne e non quelli relativi al personale interno in considerazione alle sinergie e efficienze conseguibili in relazione al personale delle Opere regionali da trasferire nel quadriennio 2016-2019;
  • il contenimento dell'incremento tariffario entro il limite massimo alla variazione annuale stabilito all'art. 3.2 dell'allegato A alla deliberazione dell'AEEGSI 664/2015/R/ idr; i conguagli che in tale situazione si generano sono da considerarsi quale mero rinvio finanziario sostenibile in virtù – e quindi condizionato a – l'auspicato accesso alla perequazione finanziaria. Infatti, nell'ambito dell'istanza di aggiornamento tariffario, il Gestore ha inoltre chiesto all'AEEGSI di approvare - contestualmente e nell'ambito del procedimento di approvazione delle tariffe – le misu- re di riequilibrio economico – finanziario e, in particolare, alla perequazione finanziaria.

L'istanza di riequilibrio allegata alle predisposizioni tariffarie 2016-2019 si basa, tra l'altro, sull'ipotesi che la Regione Campania conceda la rateizzazione della debitoria maturata nel triennio 2013-2016: nel caso di mancato rateizzo GORI si riserva di richiedere un incremento di fondi della perequazione finanziaria fino ad un totale di € 230 milioni.

In data 8 agosto 2016, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha approvato, con delibera n. 19, poi successivamente modificata con la deliberazione n. 20 del 1° settembre 2016, lo schema regolatorio dell'A- TO 3 Sarnese Vesuviano ai sensi della 664/2015R/IDR con il quale, come precisato nella relazione metodologica di accompagnamento "è da ritenersi superata la proposta tariffaria presentata del soggetto gestore GORI Spa in data 15/06/2016". Di seguito si evidenziano le principali as- sunzioni poste alla base della predisposizione tariffaria del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Ve- suviano per il secondo periodo regolatorio:

  • trasferimento Opere Regionali entro il 2019, sulla base dello schema di accordo quadro per la disciplina del tra- sferimento in questione, poi sottoscritto tra la Regione Campania ed il Commissario dell'ambito Sarnese Vesu- viano in data 03 agosto 2016;
  • costi aggiuntivi relativi alle attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità del servizio de- finiti dall'AEEGSI con deliberazione 655/2015/R/idr (OpexQC ) pari a € 3,3 milioni con il pieno riconosci- mento di quanto richiesto dal Gestore nell'istanza pre- sentata all'Ente, in data 23/05/2016, redatta ai sensi dell'art. 23.3 dell'allegato A alla deliberazione dell'AEEGSI 664/2015/R/idr per il riconoscimento dei medesimi costi;
  • fatturazione dei conguagli pregressi in quattro anni, a partire dall'anno 2020;
  • recupero dei conguagli tariffari 2012-2015 nei limiti di crescita del moltiplicatore tariffario, in tre anni, a partire dal 2020;
  • rimodulazione del Programma degli Interventi proposto dal gestore nell'ambito dell'istanza di aggiornamento tariffario del 15 giugno 2016 con eliminazione di un intervento significativo;
  • rateizzazione a dieci anni dei debiti verso i soci, confer- mando l'ipotesi formulata dal gestore nell'istanza;
  • rateizzazione a quattro anni del debito per mutui SII;
  • estensione del debito verso la Regione Campania per i servizi resi, relativo alle competenze 2013-2016, entro il 2016 senza alcuna previsione di rateizzazione della posi- zione debitoria;
  • accesso ai fondi di perequazione fino a € 245 milioni, con previsione di restituzione in undici anni a partire dal 2020 al tasso praticato dalla CSEA.

La proposta tariffaria deliberata dal Commissario Straordi- nario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha inoltre pre- visto incrementi tariffari nel limite del moltiplicatore per le annualità 2016 e 2017 (9%) ed un incremento del 5% per anni 2018 e 2019.

Sempre in data 08 agosto 2016, la Regione Campania, con Determina Dirigenziale Regione Campania n. 4, ha approvato la predisposizione tariffaria per il secondo 2016-2019 del Grossista virtuale Regione Campania/Acqua Campania. Indipendentemente dagli aspetti di dubbia legittimità in merito al soggetto competente per la predisposizione delle tariffe del grossista, la predisposizione tariffaria della Regione ha alcuni elementi di non coerenza con la predisposizione tariffaria predisposta dal Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il secondo periodo regolatorio. In particolare, gli effetti della delibera- zione AEEGSI 338/2015/R/idr con la quale l'Autorità ha approvazione le tariffe di ufficio per la Regione Campania per il quadriennio 2012-2015, sono portati in computo in maniera difforme a quanto previsto dalla delibera del Commissario (che ha operato peraltro in continuità con quanto già stabilito dall'Autorità nell'ambito delle approvazioni tariffarie dell'ATO n.4 Sele del. N. 76/2016/R/idr e dell'ATO n.3 Sarnese Vesuviano del. N. 104/2016/R/idr) prevedendo di mantenere invariate le tariffe degli anni 2012-2014 e di recuperare i conguagli negativi in parte nel quadriennio 2016-2019 e in parte dopo il 2020. Inoltre la predisposi- zione tariffaria della Regione Campania non tiene conto della riduzione del perimetro gestito (e conseguente tra- sferimento dei costi di gestione) connesso al citato accordo quadro per la disciplina del trasferimento delle opere regio- nali sottoscritto con l'Ente d'Ambito il 3 agosto 2016, che prevede un cronoprogramma triennale a partire dal 2016.

Anche in ragione del loro disallineamento, GORI ha impu- gnato con ricorso al TAR Campania- Napoli sia la delibera- zione commissariale n. 19/2016, sia il Decreto Dirigenziale regionale n. 4/2016.

I ricavi dell'esercizio sono stati quantificati sulla base della delibera 19/2016 del Commissario Straordinario ed ammon- tano a € 181,4 milioni (quota Gruppo € 67,2 milioni) e con- tengono la stima dei conguagli delle partite passanti nonché, per la componente a copertura del costo della morosità, i dif- ferenziali derivanti dalla delibera AEEGSI 104/2016.

I conguagli tariffari spettanti a GORI a tutto il 31 dicem- bre 2016 ammontano a € 230,4 milioni (quota Gruppo € 85,4 milioni) e sono composti: (i) dalle partite pregresse, maturate fino al 31 dicembre 2011, per € 122,5 milioni, (ii) dai conguagli tariffari maturati nel primo periodo regolatorio (2012-2015) per € 91,5 milioni e (iii) dai conguagli maturati nel 2016 per € 16,4 milioni.

Per le motivazioni sopra riportate e nonostante le significative incertezze (connesse, prevalentemente, alle tempistiche di fatturazione dei conguagli tariffari per le partite pregresse ante 2012 e ai relativi incassi, alle modalità di accoglimento delle citate istanze di riconoscimento della morosità e di riequilibrio presentate alle Autorità compe- tenti, nonché al conseguente raggiungimento di un accordo di rateizzazione del debito maturato verso la Regione all'e- sito e nell'ambito delle misure di riequilibrio che saranno adottate), che hanno evidenti riflessi di natura finanziaria, si è mantenuto il presupposto della continuità aziendale ri- tenendo che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti ed accordi sopra descritti.

A tal proposito, stante la situazione di tensione finanziaria, si è ritenuto opportuno mantenere lo stanziamento effettua- to in esercizi precedenti pari a € 39,2 milioni, stanziato nel 2011 per € 44,1 milioni, connesso al persistere della situa- zione di incertezza che caratterizza l'operatività di GORI.

Sotto il profilo finanziario, il 23 aprile 2014 è stato sottoscritto il contratto di riscadenziamento del prestito scaduto a giugno 2011 in mutuo pluriennale avente scadenza al 31 dicembre 2021. Il mutuo prevede un tasso di interesse pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di 5,5 punti percentuali con scadenza 30 giugno e 31 dicembre di ciascun anno.

Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Ter- ritoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. La Società gestisce il SII in 20 Comuni della Provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di circa 115.000 abitanti distribuiti su un territorio di circa 673 kmq e 54.000 utenze. Il servizio di fognatura è fornito a circa l'83% degli utenti mentre quello di depurazione a circa il 40%. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore unico la gestione del SII.

L'ATO n. 1, ha recepito – di recente – nell'ambito di un più ampio discorso sulla programmazione e gestione delle Ri- sorse Idriche nella Regione Campania - le indicazioni pro- venienti dalla Struttura di Missione sulla Programmazione e Gestione delle Risorse Idriche, tese ad agevolare la comune volontà degli ex-AATO di individuare un unico Gestore sul territorio che fa capo alle stesse Autorità.

A valle dell'approvazione della Legge Regionale 15/2015 sul riordino del SII campano GESESA è impegnata nell'indi- viduazione di un percorso di aggregazione con altre società del settore per la creazione di un soggetto che possa essere individuato come unico gestore del territorio dell'ATO1.

Nel mese di agosto 2016 è stata presentata all'A.T.O. Ca- lore Irpino tutta la documentazione contenente i dati ed il tool di calcolo in riferimento alla proposta tariffaria per il periodo 2016-2019 utile ai fini della presentazione all'Au- torità competente della richiesta di adeguamento tariffario e si è in attesa di esito.

Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale ventennale (oggi la scadenza è al 2026). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a cari- co delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Con riferimento all'allungamento della concessione al 2026, in data 29 febbraio 2016 la Società ha ricevuto dal- la banca agent del contratto di finanziamento sottoscritto nel 2006, la lettera di consenso all'allungamento della con- cessione del servizio al 2026. Conseguentemente in data 10 marzo 2016, dopo aver ottenuto il nulla osta da parte dell'AIT, il Consiglio di Amministrazione di Acque ha auto- rizzato l'Amministratore Delegato a sottoscrivere l'accetta- zione della lettera di consenso e l'accordo modificativo del contratto di finanziamento sottoscritto nel 2006.

Di conseguenza, il 6 aprile 2016, è stato firmato tra Acque e l'AIT l'atto che ha reso efficace la modifica alla concessione di affidamento del servizio idrico con la nuova scadenza rivista al 2026 rispetto al precedente termine stabilito al 2021. La sottoscrizione dell'accordo modificativo ha integrato alcuni obblighi previsti dal contratto di finanziamento stipulato nel 2006. In particolare viene ora previsto che la Società dovrà fornire ogni anno alla banca agent una certificazione sottoscritta dal legale rappresentate e dalla società di revisione attestante, tra le altre, che il parametro calcolato ADSCR (Annual Debit Service Cover Ratio) riferito alla data di chiusura dell'esercizio è conforme a quanto previsto dalle clausole contrattuali. In particolare, a partire dal 31 dicembre 2015, nel caso in cui il parametro ADSCR certificato sia uguale o superiore a 1,1, la Società potrà distribuire dividendi per un ammontare massimo di € 3,0 milioni in aggiunta ai dividendi percepiti dalle partecipazioni in altre imprese che restano sempre disponibili per la distribuzione ai soci. Nel caso in cui invece il parametro ADSCR misurato e certificato dovesse essere inferiore a 1,1, la società potrà distribuire ai soci solo i dividendi percepiti da partecipazioni in altre imprese. Viene inoltre previsto un rimborso anticipato del debito nelle annualità 2017, 2018 e 2019: l'importo da rimborsare corrisponderà al più basso tra il 50% delle eccedenze di cassa alla fine dell'esercizio ed € 6,0 milioni. L'importo erogato anti- cipatamente andrà a ridurre pro-quota i rimborsi in quota capitale per gli anni successivi fino alla scadenza.

Con riferimento alle tariffe, a partire dal 1° gennaio 2016, in attuazione a quanto previsto dalla delibera AEEGSI 664/2015 art. 9.1 paragrafo a) di approvazione del metodo tariffario 2016-2019, la Società ha applicato alla struttura dei corrispettivi tariffari, l'incremento tariffario previsto per il 2016 dall'ultimo PEF approvato dalla medesima AEEGSI con delibera 402/2014. Le tariffe potranno essere sogget- te a conguaglio a seguito dell'approvazione di quelle defini- tive da parte dell'AIT e dell'AEEGSI.

Per quanto riguarda le tariffe del secondo periodo rego- latorio, Acque, in accordo con l'Autorità Idrica Toscana, decorso il termine del 30 aprile 2016 previsto per l'invio delle proposte tariffarie da parte degli Enti d'Ambito, non ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi del comma 7.5 della Delibera AEEGSI 664/2015/R/idr, anche in considerazione della complessità degli adempimenti ri- chiesti dalla stessa delibera, tra cui la modifica della con- venzione di affidamento del servizio, per i quali è necessario ottenere il parere degli Enti finanziatori.

Tuttavia in data 27 giugno 2016 l'AEEGSI ha inviato, all'AIT e alla Società, formale diffida ad adempiere ai sensi dell'art. 1 della Delibera 307/2016/R/idr, stabilendo un termine di 30 giorni dal ricevimento della stessa per la trasmissione della proposta tariffaria relativa al secondo periodo regolatorio 2016-2019. Acque, quindi, il 27 luglio 2016 ha presentato l'istanza tariffaria 2016-2019 ai sensi degli articoli 7.5 e 7.6 della delibera 664/2015.

Il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 28, ha approvato la tarif- fa del 2016 e delle restanti annualità del secondo periodo rego- latorio oltre al Programma degli Interventi 2016-2021, il Piano Economico – Finanziario e la nuova Convenzione di affidamen- to: le determinazione tariffarie prevedono il riconoscimento di un premio ex articolo 32.1 lettera ) della delibera 664/2015. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI.

La proposta approvata dall'AIT prevede un moltiplicatore tariffa- rio per il 2016 del 6,8% pari a quello previsto dal precedente PEF.

I ricavi del periodo ammontano complessivamente, com- presi i conguagli delle partite passanti, a € 140,9 milioni (quota Gruppo € 63,4 milioni) e rappresentano la migliore stima effettuata sulla base della proposta tariffaria approva- ta dall'AIT nel mese di ottobre 2016.

è stata definita assieme all'Autorità Idrica Toscana e all'as- sociazione dei rappresentanti dei consumatori la nuova Carta del Servizio, che è stata approvata con delibera 21 del 22 luglio 2016.

Con riferimento principali contenziosi della Società si segnala che:

è stato presentato appello al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR Toscana del 22 aprile 2013, che ha rigettato il ricorso presentato da Acque per l'annullamento della delibera n. 60 del 27 aprile 2011 della Co.N.Vi.Ri., riferita al riesame della revisione per il triennio 2005- 2008 del piano d'ambito dell'AATO 2 Toscana – Basso Valdarno. Il giudizio è attualmente pendente,

nel mese di novembre 2014 è stato notificato alla società un atto con la quale veniva citata dinnanzi al tribunale di Firenze da parte di CONSIAG SpA. CONSIAG è stato, fino al 31 dicembre 2001, il gestore del servizio idrico dei suoi comuni consorziati, tutti ricadenti nell'ATO 3 ad eccezione del Comune di Montespertoli inserito nell'ATO2. Oltre che ad Acque la citazione è stata notificata anche all'AIT e a tutti i soci pubblici di Acque. Relativamente ad Acque CONSIAG, in ragione del servizio svolto nel co- mune di Montespertoli, reclama una partecipazione pari allo 0,792% della società ed un indennizzo per un importo complessivo di € 1.989.834. D'altra parte il Comune di Montespertoli già partecipa in Acque attraverso Publi- servizi (socio di Acque con il 19,26% delle azioni) di cui è socio con una partecipazione dello 0,98%. La Società ritiene infondate tali richieste.

Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la conven- zione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fio- rentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gesto- re corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Nel giugno 2006 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Acque Blu Fiorentine S.p.A. - nel capitale della società.

Con riferimento alle tariffe, a partire dal 1° gennaio 2016, in attuazione a quanto previsto dalla delibera AEEGSI 664/2015 art. 9.1 paragrafo a) di approvazione del metodo tariffario 2016-2019, la Società ha applicato alla struttura dei corrispettivi tariffari, l'incremento tariffario previsto per il 2016 dall'ultimo PEF approvato dalla medesima AEEGSI con delibera 402/2014. Le tariffe potranno essere sogget- te a conguaglio a seguito dell'approvazione di quelle defini- tive da parte dell'AIT e dell'AEEGSI.

In relazione alle predisposizioni tariffarie 2016-2019, il 27 giugno 2016 l'AEEGSI ha inviato all'Autorità Idrica Tosca- na e ai gestori toscani (e quindi anche a Publiacqua), dif- fida ad adempiere ai sensi dell'articolo 1 della deliberazio- ne 307/2016/R/idr e dell'articolo 3, comma 1, lett. f) del DPCM 20 luglio 2012. La società ha pertanto provveduto a completare la documentazione e a predisporre gli speci- fici schemi regolatori, gli atti e i dati di cui al comma 7.3 della deliberazione 664/2015/R/idr, necessari per l'aggior- namento tariffario relativo al secondo periodo regolatorio; quindi, il 27 luglio 2016, ha presentato l'istanza tariffaria 2016-2019 ai sensi degli articoli 7.5 e 7.6 della delibera 664/2015. Il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 29, ha approvato la tariffa del 2016 e delle restanti annualità del secondo periodo regolatorio oltre che il Programma degli Interventi 2016-2021, il Piano Economico – Finanziario e la nuova Convenzione di affidamento: le determinazione tariffarie prevedono il riconoscimento di un premio ex articolo 32.1 lettera ) della delibera 664/2015. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI.

Inoltre, con delibera 27/2016, l'AIT ha approvato la nuova articolazione tariffaria nella quale sono state introdotte nuo- ve tipologie d'uso che prevedono una variazione delle fasce di consumo attribuite ai diversi usi. La più rilevante tra queste è la suddivisione dell'uso domestico tra residente e non residente.

Sulla base delle determinazioni dell'AIT sono stati valorizzati i ricavi del 2016 che ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 223,6 milioni (quota Gruppo € 89,4 milioni).

Sotto il profilo delle fonti di finanziamento il 30 aprile 2015 la Società ha sottoscritto con la BEI un finanziamento di € 50 milioni avente scadenza a fine 2020. Il 30 marzo 2016 è stato sottoscritto un contratto di finanziamento, avente scadenza al 30 giugno 2021, di € 110 milioni completamen- te erogato alla data di predisposizione del presente docu- mento; il tiraggio è stato in parte destinato al rimborso dei finanziamenti e mutui in essere.

Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha rice- vuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integra- to dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002.

Nell'agosto 2004 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Ombrone S.p.A. – nel capitale della società.

Con riferimento alle tariffe 2016-2019, la Società ha prov- veduto ad inviare all'AIT la documentazione utile alle deter- minazioni tariffarie per il secondo periodo regolatorio; come per le altre Società idriche della Toscana il 27 giugno 2016 l'AEEGSI ha inviato, all'AIT e alla Società, formale diffida ad adempiere ai sensi dell'art. 1 della Delibera 307/2016/R/ idr, stabilendo un termine di 30 giorni dal ricevimento della stessa per la trasmissione della proposta tariffaria relativa al secondo periodo regolatorio 2016-2019. Acquedotto del Fiora, quindi, il 27 luglio 2016 la Società ha presentato l'istanza tariffaria 2016-2019 ai sensi degli articoli 7.5 e 7.6 della delibera 664/2015.

Il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 32, ha approvato la tariffa del 2016 e delle restanti annualità del secondo periodo regolatorio oltre al Programma degli Interventi 2016-2021, il Piano Economico – Finanziario e la nuova Convenzione di affidamento: le determinazione tariffarie prevedono il riconoscimento dei costi aggiuntivi (OpexQC), relativamente agli aspetti riconducibili all'adeguamento agli Standard di qualità del servizio, per € 0,8 milioni, e della componente FNI per € 8,0 milioni. La proposta approva- ta dall'AIT prevede infine un moltiplicatore tariffario per il 2016 pari al 4,4%. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AEEGSI.

I ricavi del 2016 sono stati quantificati sulla base della de- libera 32/2016 dell'AIT ed ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 96,6 milioni (quota Gruppo € 38,6 milioni).

Sul fronte finanziario, Acquedotto del Fiora ha sottoscritto a giugno 2015 un contratto di finanziamento di € 143 milioni avente scadenza fine 2025. Il finanziamento è regolato a tasso variabile e prevede garanzie sui conti correnti e crediti della Società nonché il pegno sulle azioni di Acquedotto del Fiora possedute da Ombrone.

Al fine di proteggersi da una eccessiva volatilità dei mercati, in linea con quanto indicato nel term sheet, alla luce di valutazioni di convenienza economica e di rischio finanziario, la Società ha posto in essere fra alcuni degli Enti Finanziatori, una copertura tasso di tipo plain vanilla del 70% del "Fi- nanziamento" fino alla data di scadenza finale, attraverso la finalizzazione di operazioni di Interest Rate Swap tali da trasformare il tasso variabile vigente in tasso fisso. A dicembre 2016 è iniziata la restituzione del finanziamento.

Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 dicem- bre 2027) L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni co- stituenti gli ATO 1 e 2.

Le determinazioni tariffarie per il secondo periodo regolato- rio sono state assunte nella seduta dell'Assemblea Unica degli ATO1 e 2 di fine giugno ed approvate definitivamente dall'A- EEGSI con delibera 764/2016/R/idr del 15 dicembre 2016. Il Regolatore nazionale ha sostanzialmente confermato la proposta tariffaria approvata dagli EGA che prevede, per il 2016, un moltiplicatore tariffario di 1,055 e il riconosci- mento della componente legata alla qualità commerciale (cd OPEXqc) pari a € 150 mila. Per ciascuna delle annuali- tà successive tale componente ammonta a € 2 milioni. Sulla base delle determinazioni assunte da AEEGSI sono stati valorizzati i ricavi dell'esercizio che ammontano com- plessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 60,5 milioni (quota Gruppo € 24,2 milioni) e compren- dono la componente FoNI di € 0,3 milioni (quota Gruppo € 0,1 milioni) interamente destinata alle agevolazioni tarif- farie per utenze disagiate.

S informa che nel Piano Economico – Finanziario approvato con la citata delibera 764/2016 è previsto un piano di rimborso del debito residuo al 31 dicembre 2015 (€ 12,5 milioni circa) verso i Comuni per il canone dovuto, a norma di Convenzione, per la restituzione delle rate di mutuo contratte dagli stessi Comuni per la realizzazione di opere del Servizio Idrico Integrato: il piano prevede il rimborso del debito in cinque annualità a partire dal 2017 a rate costanti.

Si informa che è stata impugnata, mediante proposizione di apposito Ricorso Straordinario al Capo dello Stato presentato dal legale del Comitato Umbro Acqua Pubblica contro l'ATI Umbria 1 (e nei confronti dell'ATI Umbria 2 e di Umbra Acque S.p.A. quali controinteressati), per l'annullamento, previa so- spensiva, della Delibera n. 6 del 28/04/2015 con cui l'ATI1 ha approvato i conguagli per le partite pregresse 2003/2011 (le annualità, antecedenti all'avvento dell'AEEGSI, su cui erano residuate competenze tariffarie in capo alle ATI) con conse- guente richiesta di pagamento da parte del Gestore all'utenza. Con tale Ricorso il Comitato Umbro Acqua Pubblica ha con- testato sia vizi formali (quali la mancata pubblicazione nell'Al- bo Pretorio da parte dell'ATI Umbria 1 della Delibera nella sua versione definitiva e dei relativi allegati, cui poi l'ATI Umbria 1 ha cercato di porre rimedio con successiva emissione di atti di convalida) sia vizi nel merito relativamente alla contestata illegittimità di tale atto di approvazione dei conguagli in supposta violazione del principio di irretroattività della tariffa. Tale ricorso è un rimedio di tipo "giustiziale", un gravame di natura amministrativa, contro il quale sia la resistente ATI Umbria 1 che il controinteressato Umbra Acque si sono opposti con richiesta di trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale dinanzi al TAR dell'Umbria ed i ricorrenti, con atto del 22/02/2016, si sono ritualmente costituiti in giudizio innanzi al TAR per l'Umbria, con riserva di presentare motivi aggiunti, per l'annullamento previa sospensiva della Deliberazione n. 6 del 28/04/2015 e relativi allegati con cui l'ATI Umbria 1 ha approvato i conguagli per le partite pregresse 2003/2011.

Si ritiene che il rischio di soccombenza sia remoto in quanto la delibera dell'ATI è basata sulle disposizioni previste nella delibera n. 643/2013 dell'AEEGSI (era quindi legittimata e tenuta a fare) e la quantificazione del conguaglio è conseguenza di quanto previsto dall'allora vigente metodo normalizzato e dalle disposizioni del disciplinare convenzionale (è quindi un diritto della società). E' poi del tutto evidente che una eventuale ancorché improbabile esito negativo del contenzioso genererebbe oneri che non potrebbero non essere ristorati in sede di revisione tariffaria, anzi potendo essere a buon titolo bastevole motivo di revisione straordinaria.

In data 29 aprile è stato poi notificato alla Società, mediante raccomandata postale, l'ulteriore Ricorso Straordinario al Capo dello Stato con cui il Comitato Umbro Acqua Pubblica ha impugnato l'atto di convalida dell'ATI Umbria 1 adottato con Delibera Assembleare n. 13 del 30.11.2015 relativo ai conguagli delle partite pregresse già deliberate dall'ATI Umbria 1 con il precedente provvedimento n. 6 del 28.04.2015 e già oggetto di precedente contenzioso (Ricorso Straordinario trasposto al TAR Um- bria). Per tale contenzioso valgono le considerazioni finali fatte per il precedente.

Informativa sulle parti correlate

GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE

Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia ed acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.

Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubbli- ca illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fonta- nelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.

I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Si precisa che ACEA e Acea Ato 2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA ed Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commenta- to a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 23 del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi relativi al 31 dicembre 2016 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.

€ migliaia RICAVI COSTI
31.12.2016 31.12.2015 31.12.2016 31.12.2015
Fornitura di acqua 35.914 37.216 0
Fornitura di energia elettrica 0 13.724 0
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 68.508 55.017 0
Interessi su contratto illuminazione pubblica 3.914 3.621 0
Contratto di servizio manutenzione idrica 139 217 0
Contratto di servizio fontane monumentali 139 217 0
Realizzazione di opere idrosanitarie 557 0
Canone concessione 0 0 25.646 21.601
Canoni locazione 0 0 120 138
Imposte e tasse 0 0 6.293 5.560

Nel corso dell'esercizio Roma Capitale ha corrisposto principalmente mediante pagamenti un importo totale pari ad € 108.784 mila. Si rimanda alla nota 23 per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.

€ migliaia 31.12.2015 Incassi/pagamenti Maturazioni 2016 31.12.2016
Crediti 163.325 (87.609) 103.889 179.604
Debiti 162.005 (108.784) 89.062 142.284

GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti commerciali Costi Crediti commerciali Ricavi
AMA S.P.A. 201 1.485 7.387 9.598
ATAC S.P.A. 317 268 4.794 2.171
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 468 736 0 0
Totale 985 2.489 12.181 11.769

GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 31 Dicembre 2016.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Caltagirone 3.731 8.848 2.156 3.633

GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA

Alla data di chiusura del bilancio 2016 non risultano esserci rapporti con società del Gruppo Suez.

Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo

ACEA e Roma Capitale: Progetto LED

Tale progetto consiste nella sostituzione pressoché totale dei corpi illuminanti degli apparecchi di illuminazione stradale esistenti sul territorio di Roma Capitale con apparecchi

a tecnologia Light Emitting Diode (in sigla LED). Acquisito il motivato parere vincolante del Collegio Sinda- cale, intervenuto nell'esame dell'operazione quale "presidio equivalente" ai sensi del paragrafo 15 della Comunicazio- ne Consob n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato l'operazione in data 22 aprile 2015, conferendo all'Amministratore Delegato "i poteri necessari per la finalizzazione e sottoscrizione con Roma Capitale dell'Atto Esecutivo […] con facoltà di apportare allo stesso modifiche e/o integrazioni non sostanziali che si dovessero ritenere utili e/o necessarie in sede di definiva e formale stipula".

A giugno 2016 è stata sottoscritta la scrittura privata rela- tiva al Piano LED.

Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risulta- to economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

Di cui con parti Di cui con parti
€ migliaia 31.12.2016 correlate Incidenza 31.12.2015 correlate Incidenza
Attività Finanziarie 27.745 25.638 92,40% 31.464 29.109 92,5%
Crediti Commerciali 1.097.441 129.284 11,80% 1.098.674 157.905 14,4%
Attività Finanziarie
Correnti
131.275 117.309 89,40% 94.228 80.593 85,5%
Debiti fornitori 1.292.590 148.998 11,50% 1.245.257 157.020 12,6%
Debiti finanziari 151.478 4.010 2,60% 259.087 35.931 13,9%

Incidenza sul Conto economico

Di cui con parti Di cui con parti
€ migliaia 31.12.2016 correlate Incidenza 31.12.2015 correlate Incidenza
Ricavi netti consolidati 2.832.417 134.931 4,8% 2.917.318 147.511 5,1%
Costi operativi consolidati 1.965.415 42.333 2,2% 2.213.865 45.684 2,1%
Totale (Oneri)/Proventi
Finanziari
(111.564) 4.253 (3,8%) (91.083) 335 (0,4%)

Incidenza sul Rendiconto finanziario

€ migliaia 31.12.2016 Di cui con parti
correlate
Incidenza 31.12.2015 Di cui con parti
correlate
Incidenza
Incremento dei crediti
inclusi nell'attivo circolante
(56.652) (28.621) 50,5% 120.504 (1.705) (1,4%)
Incremento /decremento
dei debiti inclusi
nel passivo circolante
47.334 (8.021) (16,9%) (23.321) 26.147 (112,1%)
Incassi/pagamenti
derivanti da altri
investimenti finanziari
(33.328) 33.246 (99,8%) 1.553 4.988 321,2%
Dividendi incassati 9.318 9.318 100,0% 7.137 7.137 100,0%
Diminuzione/Aumento di
altri debiti finanziari a breve
(107.609) (31.921) 29,7% 67.774 27.702 40,9%
Pagamento dividendi (110.679) (110.679) 100,0% (101.123) (101.123) 100,0%

Problematiche fiscali

Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente

Nel mese di ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazio- ni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537. I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dal- la Commissione Tributaria di Terni che nel mese di maggio 2009 ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.

La Corte Costituzionale, con decisione del mese di marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di gennaio 2013 la Commis- sione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condan- nato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.

Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 febbraio 14, depo- sitata nel mese di luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'A- genzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato notificato il 28 ottobre 2015. Ad oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.

In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel no- vembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, com- ma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

Le ragioni di SAO sono state riconosciute sia dalla Commissio- ne Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso pres- so la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.

Si reputa che gli atti dell'Agenzia delle Entrate sopra cita- ti siano illegittimi, ritenendo remoto il rischio di pagamento dell'intera somma di cui comunque si farà carico il precedente azionista (Enertad ora Erg Renew) sulla base delle garanzie ri- lasciate nel contratto di compravendita delle azioni della allora controllante diretta ARIA S.r.l. (oggi Acea Ambiente S.r.l.).

Si evidenzia altresì per completezza che nel gennaio 2009 la società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. L'Agenzia delle Entrate ha proposto atto di appello nel settembre 2010: il relativo giudizio è in corso. Si evidenzia che il credito oggetto del cita- to rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Pro- vinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 ottobre 2011 e depositata il 26 marzo 2012, la Commis- sione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione e la Società si è costituita in giudizio.

Verifiche fiscali su Areti

Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010 è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trat- tamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.

Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha proceduto a notifi- care, in data 23 dicembre 2014, due avvisi di accertamento separati per l'anno 2009, uno riguardante le imposte dirette (IRES ed IRAP) e uno relativo alla imposte indirette (IVA). La Società ha presentato istanza di autotutela in data 17 febbraio 2015 e l'Ufficio ha riconosciuto la validità delle motivazioni avanzate da Areti in relazione al proprio operato ed ha disposto l'annullamento integrale dell'atto relativo alle imposte dirette. Per i rilievi IVA, l'Ufficio ha parzialmente riconosciuto le ragioni avanzate dalla Società e ha conseguentemente disposto l'annullamento parziale dell'atto di accertamento portando la richiesta complessiva ad € 129 mila oltre sanzioni. La Società ha ritenuto opportuno, per quanto riguarda il rilievo IVA, intraprendere la strada del contenzioso fiscale.

Sulla base dello stesso presupposto oggetto della segna- lazione effettuata con il PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato in data 19 maggio 2016 due avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2011 e 2012 per € 299 mila oltre sanzioni e interessi. La società ha presentato istanza di accertamento con ade- sione e al termine del contraddittorio regolarmente istaura- tosi l'ufficio ha ritenuto di dover concludere negativamente il procedimento di adesione. Il 17 ottobre 2016 la Società ha notificato nei termini di legge ricorso avverso gli avvisi di accertamento.

Si segnala infine che in data 12 aprile 2016 è stato notifica- to alla Società un avviso di accertamento relativo al trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie ai dipendenti sull'energia elettrica per l'anno d'imposta 2011; l'importo della contestazione è pari ad € 59 mila. Anche in questo caso la Società ha presentato nei termini di legge ricorso avverso l'avviso di accertamento.

Contestazioni/contenziosi fiscali/e su ARSE

Nel corso del mese di gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di re- gistro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo S.r.l., società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari ad € 672 mila. Le società beneficiarie della scissione di ARSE – ACEA, Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione - ritengono infondato l'avviso di liquidazione sia per quanto riguarda gli evidenti vizi di forma, sia per quanto riguarda la contestazione oggetto dell'avviso. È stata presentata un'istanza di autotutela con la richiesta di annullamento totale dell'atto e, nel caso in cui tale richiesta non fosse accettata, sarà presen- tato ricorso alla competente Commissione Tributaria.

In data 14 giugno 2012 è stato consegnato alla Società un Processo Verbale di Constatazione elevato dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ad esito di una verifica fiscale finalizzata al controllo del corretto utilizzo del regime di sospensione da imposta previsto dai depositi fiscali IVA, di cui all'articolo 50 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331 ("Depositi IVA"), relativamente a taluni beni impor- tati dalla Società negli anni 2009, 2010 e 2011.

I verificatori, in ragione di un asserito utilizzo abusivo del predetto regime da parte della Società, contestano alla Società un omesso versamento di IVA all'importazione – per gli anni 2009, 2010 e 2011 - pari a complessivi € 16.198.714,87.

In data 6 agosto 2012 la Società ha presentato memoria difensiva ai sensi dell'art. 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 in merito a rilievi contenuti nel suddetto Pro- cesso Verbale di Constatazione.

La tematica relativa ai concetti di simulazione del deposito e introduzione dei beni è particolarmente nota e dibattuta ed è stata oggetto di numerosi documenti di prassi emanati dall'Agenzia delle Dogane, nonché di diversi interventi legislativi.

La Società ritiene che tutte quante le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa relativa all'utilizzo dei Depositi IVA, così come interpretate dai competenti organi amministrativi, siano state pienamente soddisfatte e che pertanto il predetto Processo Verbale di Constatazione sia infondato.

Con riguardo alla tematica dei Depositi IVA, si segnala inoltre che, con riferimento al caso particolare delle prestazioni di servizi relative a beni custoditi presso i Depositi IVA (fat- tispecie prevista dalla lettera h) dell'art. 50- bis del decreto legge n. 331/1993), l'art. 34, comma 44, del D.L. 18 ot- tobre 2012, n. 179 ha di recente modificato l'art. 16, com- ma 5-bis, del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (norma di interpretazione autentica della lett. h) dell'art. 50-bis, citato) prevedendo, per tale fattispecie, che si debba ritenere definitivamente assolta l'IVA qualora all'at- to dell'estrazione della merce dal Deposito IVA per la sua immissione in consumo nel territorio dello Stato risultino correttamente poste in essere le norme previste dal com- ma 6 dell'art. 50 bis del decreto legge 331/93, ovvero siano correttamente applicate le procedure di reverse charge di cui all'art. 17, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633. Tale impostazione appare supportata anche dalla Circolare n.16/D del 20 ottobre 2014 emanata dall'Agenzia delle Do- gane in seguito alla decisione della Corte di Giustizia del 17 luglio 2014 n. C-272/13.

Verifiche doganale su Umbria Energy S.p.A.

In data 15 gennaio 2016 l'Agenzia delle Dogana di Perugia ha notificato a Umbria Energy un avviso di pagamento relativo ad una processo verbale di constatazione nel quale è stata rilevato il mancata/omesso versamento, di accise e addizionali sull'energia elettrica per gli anni 2012 e 2013 per un ammontare complessivo di € 548 mila.

Avverso tale provvedimento la Società ha predisposto un ricorso alla competente Commissione Tributaria per vedere riconosciuta la correttezza del proprio operato.

Altre problematiche

Acea Ato 5 – Tariffe ante 2012

Con ricorso proposto avanti al TAR Latina, Acea Ato 5 ha ottenuto, con sentenza n. 529/11, la condanna dell'AATO 5 (Autorità D'Ambito) a provvedere in ordine alla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato relativa agli anni 2006, 2007, 2008, e 2009; della tariffa definitiva per il 2010; della revisione triennale del Piano d'Ambito re- lativo agli anni 2011-2013 e della tariffa per il 2011. A fronte dell'inerzia dell'AATO, il TAR con ordinanza n. 116 del 2012, ordinava al Commissario ad acta, già nominato con la sopra citata sentenza, di dare esecuzione alla medesima.

Con determina del 30 maggio 2013 il Commissario prov- vedeva a quantificare i conguagli tariffari.

Nel corso del mese di giugno 2015 il TAR del Lazio Sezio- ne Latina ha respinto, in quanto destituito di giuridico fon- damento, il ricorso, proposto il 31 luglio 2013 dall'Autorità d'Ambito, per l'annullamento della determina commissaria- le di cui sopra. La vertenza è stata definita con sentenza n. 1882/2016, con la quale il Consiglio di Stato ha respinto l'appello promosso dall'AATO 5 e, per l'effetto, ha confer- mato la sentenza del TAR Latina che aveva rilevato la legit- timità dell'operato del Commissario ad acta.

Acea Ato 5 - Tariffe 2016-2019

In data 9 febbraio 2017 la Società ha presentato il ricor- so al TAR del Lazio sezione di Latina - per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la qua- le la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016- 2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni contro i circa € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: (i) l'ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); (ii) il riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); (iii) il riconoscimento degli oneri per la qualità (opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; (iv) le penali per circa € 11 milioni. Si è in attesa della fissazione dell'udienza pubblica per la trattazione del merito.

Acea Ato 5 – Decreto Ingiuntivo promosso per il recupero del credito derivante dall'atto transattivo del 2007 con l'AATO5

Relativamente al credito di € 10,7 milioni per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003 – 2005, di cui all'Accordo tran- sattivo del 27 febbraio 2007, in data 14 marzo 2012 Acea Ato 5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito riconosciuto alla Società dall'A.ATO in virtù dei i maggiori costi sostenuti dal Gestore nel primo triennio di gestione (2003/2005) pari a complessivi € 21,5 milioni. Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 aprile 2012. L'AATO, con atto del 22 maggio 2012, ha notificato opposizio- ne al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori, per € 28.699.699,48.

Acea Ato 5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari com- plessivamente a € 21.481.000,00.

A seguito dell'udienza del 17 luglio 2012, il Giudice - con Ordinanza depositata il 24 luglio - ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione.

Il Giudice ha altresì respinto la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'A.ATO.

Nel corso dell'udienza del 21 novembre 2014 il Giudice ha sciolto la riserva sulle istanze istruttorie formulate dalle parti fissando al 15 novembre 2016 l'udienza di precisazione delle conclusioni. All'udienza, il Giudice ha concesso i termini per memorie conclusionali e repliche e trattenuto la causa in decisione che è stata depositata il 28 febbraio 2017. Il Giudice civile ha revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012, respinta la domanda riconvenzionale subordinata di Acea Ato 5 e disposta la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dalla STO in merito al pagamento dei canoni di concessione. La Società sta predisponendo ricorso in appello.

Acea Ato 5 – Risoluzione contrattuale Convenzione di Gestione

La Società ha presentato ricorso (n. 316/2016) avverso la deliberazione n. 2 assunta dalla Conferenza dei Sindaci il 18 febbraio 2016 con la quale è stato avviato l'iter di risoluzio- ne contrattuale e la conseguente diffida ad adempiere in- viata alla Società a marzo 2016. Ha altresì impugnato, pre- sentando motivi aggiunti al ricorso n.316 e con contestuale domanda di risarcimento dei danni, la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016 con la quale è stata decisa la risoluzione. L'udienza pubblica per la trattazione del merito è stata fissa- ta per il 23 novembre 2017. Per maggiori dettagli in merito al contenuto dei provvedimenti citati si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Acea Ato 5 – Consorzio ASI

Decreto Ingiuntivo promosso dal Consorzio ASI per il rimborso della quota parte del servizio di depurazione svolto per conto di Acea Ato 5 (valore del giudizio € 6.470.824,39). Il decreto è stato opposto, l'udienza di comparizione è stata fissata al 28 aprile 2017.

GORI – Contenzioso per forniture idriche: ARIN

Sono pendenti numerosi giudizi che vedono contrapposte GORI e A.R.I.N. S.p.A. (oggi Azienda Speciale ABC) re- lativamente al costo delle forniture idriche erogate in favore dell'A.T.O. n. 3.

L'ABC opera, ovviamente, nel territorio del Comune di Napoli ed è l'azienda speciale del medesimo Comune che ha sostitu- ito l'A.R.I.N. S.p.A. Il Comune di Napoli ricade nel territorio dell'A.T.O. n. 2 "Napoli-Volturno" della Regione Campania.

L'ABC – in ragione di antiche concessioni – utilizza fonti di approvvigionamento proprie (tra cui Acquedotto del Serino ubicato nel territorio dell'A.T.O. n. 1 della Regione Campania ed il campo pozzi di Cancello sito nell'A.T.O. n. 2 della Regione Campania) ed acquista inoltre acqua dalla Regione Campania. Attualmente le forniture di acqua all'ingrosso dell'ABC ri- guardano alcuni Comuni della Regione Campania, GORI e la medesima Regione Campania.

La materia del contendere consiste nel fatto che ABC ap- plica ai sub-fornitori una tariffa più alta di quella regionale di circa due volte; infatti la tariffa regionale è pari a 0,2252 €/ mc mentre quella di ABC è attualmente pari a 0,56 €/mc. ABC dovrebbe invece tariffare l'acqua all'ingrosso distribuita nel rispetto del principio comunitario e nazionale (cfr., da ultimo, le disposizioni in materia dell'AEEG) del c.d. "orientamento dei costi" e, cioè, con lo scopo di recuperare esclusivamente i soli "costi effettivi" sostenuti per la distribuzione dell'acqua anche in considerazione del fatto che ABC non avrebbe titolo di vendere l'acqua all'ingrosso.

Peraltro, gli accertamenti in corso da parte dell'AEEGSI nell'ambito di un procedimento istruttorio partecipato nonchè la recente analisi prodotta dal Commissario dell'Ente d'Ambito Napoli Volturno, hanno acclarato che il costo unitario della fornitura erogata dall'ABC è certamente più basso di quello attualmente applicato e, secondo la predetta analisi, pari a euro 0,33748 €/mc contro il valore dichiarato da ABC di 0,56 €/mc.

Ovviamente tale situazione comporta un aggravio di costo sulla tariffa del S.I.I. dell'A.T.O. n. 3 con ripercussioni sugli utenti dei comuni ricadenti nel medesimo A.T.O.

Le considerazioni sopra esposte sono state ampiamente ri- portate e discusse in una Conferenza di Servizi indetta allo scopo dall'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, nell'ambito della quale si è valutato – all'esito di apposita istruttoria tec- nica - che i costi di gestione delle opere di adduzione sono nettamente inferiori alla tariffa praticata da ABC ai sub-for- nitori; infatti, tali costi di gestione sarebbero molto più ridotti in considerazione del fatto che il trasporto/vettoriamento dell'acqua all'ingrosso avviene, principalmente, a gravità, cioè senza che si debbano sostenere i tipici e notevoli costi (per lo più energetici) relativi al "sollevamento" dell'acqua. Non ap- pare giustificabile che il Comune di Napoli determini tariffe (applicate dall'ABC) che incidono sugli utenti di altri Comuni e persino di un altro A.T.O. (l'ATO n. 3, per l'appunto).

Per tali ragioni nel 2013 GORI ha provveduto ad impugnare (i) dinanzi al TAR Campania, i provvedimenti con cui ABC ha determinato, sulla base delle delibere AEEGSI n. 585/2012 e n. 88/2013, la nuova tariffa applicata ai subdistributori e (ii) dinanzi al TAR Lombardia, la deliberazione AEEGSI n. 560/2013 nella parte in cui AEEGSI ha approvato le tariffe che ABC applica per l'anno 2013.

Allo stato, pendono 10 giudizi tra ABC e GORI, inclusi i due su menzionati giudizi innanzi il TAR Campania - Napoli e il TAR Lombardia - Milano.

Si segnala infine che il Tribunale Civile di Napoli parrebbe orientarsi nel senso di non riconoscere le pretese di ABC laddove non sussista tra le parti in causa (GORI e ABC) un contratto d'utenza in forma scritta.

In ogni caso, la dovuta applicazione della normativa rego- latoria in materia di unbundling, già a partire dal 2017, do- vrebbe favorire una definizione della controversia sul presupposto che dovranno essere dettagliati i costi per i singoli segmenti del ciclo integrato delle acque.

GORI – Contenzioso contro la Regione Campania per l'annullamento della delibera di Giunta Regionale n. 172/2013 nella parte in cui determina le modalità di trasferimento delle Opere Regionali

Si fa presente che il giudizio in esame incardinato con ricorso di GORI ed avente ad oggetto l'annullamento della deliberazione di Giunta Regionale n. 172/2013, è stato definito con la sentenza del TAR Campania – Napoli n. 1544 del 24 marzo 2016, che ha statuito la sopravvenuta carenza di interesse, per effetto, innanzitutto, delle disposizioni della legge regionale n. 5/2015 che hanno superato la predetta delibera n. 172/2013. Il TAR ha quindi condiviso le argomentazioni di GORI, escludendo, peraltro, una sua asserita responsabilità invocata dalla Regione circa il ritardato trasferimento delle Opere Regionali afferenti il SII ricadenti nell'ATO 3 ancora in gestione della medesima Regione.

Giudizio E.ON. Produzione S.p.A. contro ACEA, Acea Ato 2 e AceaElectrabel Produzione

è stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di ac- que pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione

2 Tale valore non tiene conto degli effetti della Delibera dell'AEEGSI 338/2015/R/idr.

di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, Acea Ato 2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In conseguenza dell'avvenuto deposito innanzi al TRAP, competente per il giudizio in discorso, della CTU sui valori della sottensione per derivazione, e conseguente riduzione della produzione idroelettrica, e degli indennizzi spettanti, il giudice delegato ha rinviato all'udienza del 3 ottobre 2013 nella quale sono state depositate memorie concernenti pa- gamenti parziali dei canoni rimasti sospesi. All'udienza del 9 gennaio 2014 la causa è stata trattenuta in decisione.

In data 3 maggio 2014 il TRAP, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo an- cora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo estra- nea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli.

E.ON è stata condannata alla rifusione delle spese di lite nella misura di € 32 mila oltre accessori di legge e spese di CTU. In data 23 giugno 2014 E.ON ha introdotto appello avanti il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) con prima udienza fissata al 1° ottobre 2014. Dopo succes- sivi rinvii di rito, all'udienza del 14 gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 maggio 2015. Si segnala altresì per la decisione anche sulla richiesta di rinno- vo della CTU, avanzata da E.ON. Alla data del 29 febbraio 2016, il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche non ha ancora emesso sentenza. Con sentenza n. 243/2016 l'appel- lo è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite. Con ricorso notificato avanti alle sezioni Unite della Cassazione in data 20 dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 27 gennaio 2017.

ACEA S.p.A. – SASI

Con sentenza n. 6/10 il TRAP ha accolto la domanda di risarcimento danni da illegittimo prelievo di acqua dal fiu- me Verde, intentata da ACEA nei confronti della Società Abruzzese per il Servizio Integrato S.p.A. (SASI) ricono- scendo a favore di ACEA, a titolo di risarcimento dei danni, la somma di € 9 milioni, oltre interessi, con decorrenza 14 giugno 2001 e fino al 30 luglio 2013.

La sentenza, che non è provvisoriamente esecutiva, è sta- ta impugnata dal SASI avanti il TSAP e ACEA ha inter- posto appello incidentale. Con sentenza non definitiva n. 117/13 dell'11 giugno 2013 il TSAP, accogliendo uno dei motivi di appello, ha rimesso la causa sul ruolo disponen- do CTU per la quantificazione del danno patito da ACEA per il periodo 2010/2013. Il TSAP ha fissato l'udienza del 23 ottobre 2013, poi rinviata all'udienza del 27 novembre 2013. In quella sede è stato conferito incarico allo stes- so CTU del primo grado e la causa è stata rinviata al 14 maggio 2014 per deposito della CTU. E' stata deposita- ta la CTU che ha ridotto l'importo dovuto dal SASI ad € 6 milioni e, all'udienza del 28 gennaio 2015, il Tribunale Superiore ha respinto l'istanza di controparte di richiesta di chiarimenti al Perito, rinviando la causa per la decisione al 27 maggio 2015. La causa è stata differita nuovamente all'udienza Collegiale del 25 novembre 2015 per la decisione. Con sentenza n. 16/17 - depositata il 1° febbraio 2017 - il TSAP ha riconosciuto a favore di Acea la somma di € 6.063.361,00, oltre agli interessi legali compensativi sulla somma anno per anno rivalutata dal 2001 al 2010 ed agli interessi moratori dalla decisione al saldo. Pendono i termi- ni per il Ricorso in Cassazione.

A.S.A. – Acea Servizi Acqua - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno 2011 ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere dei presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto ne- cessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quanti- ficazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'e- ventuale corrispettivo spettante per effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

All'udienza dell'11 febbraio 2014 fissata per discutere sulle osservazioni alla consulenza tecnica redatta, il Giudice ha concesso termine alle parti per note sulla CTU e ha convo- cato il Perito per chiarimenti all'udienza del 20 marzo 2014. A seguito delle predette note, il Giudice Delegato, scio- gliendo la riserva assunta all'udienza del 20 marzo 2014 in sostanziale accoglimento di quanto dedotto dalla difesa e dal CTP di ACEA, ha rinviato il giudizio all'udienza del 1° luglio 2014 al fine di meglio definire, in contraddittorio con le parti ed il CTP, la documentazione da acquisirsi presso Acea Ato 2 e procedere all'integrazione della CTU. All'udienza del 1° luglio 2014 il Giudice, nelle more cambiato, si è riservato sulle richieste di integrazione della consulenza respingendola poi con provvedimento emesso fuori udienza. Il 20 gennaio 2015 la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza n. 17154/15 del 17 agosto 2015, il Tribunale ha respinto integral- mente la domanda e condannato le parti in solido alla refusio- ne a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 aprile 2018.

Volteo Energie

ARSE (e quindi Acea Produzione in qualità di beneficiaria della scissione totale di ARSE) ha presentato ricorso per decreto ingiuntivo contro Volteo Energie, alla quale sono stati forniti pannelli fotovoltaici solo parzialmente pagati. L'esposizione residua è di circa € 2 milioni. La contropar- te ha opposto il titolo immediatamente notificato, nonché azionato pretese risarcitorie per presunte carenze produttive della fornitura. Mentre il giudizio prosegue – e fermo il fatto che gli eventuali vizi dei pannelli potranno essere ribaltati in capo al produttore – con ordinanza in data 12 febbraio 2013, il Tribunale ha concesso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo per la somma di € 1.283.248,02 oltre interessi e spese (riservando all'esito dell'istruttoria la decisione sul residuo di € 654.136,66, relativo alla quota penali).

Precettata la somma di € 1.347.787,38, Volteo Energie ha proposto un pagamento rateale del dovuto.

Ad oggi ha corrisposto l'integrale importo precettato e cioè € 1.347.787,38. Il giudizio prosegue per l'accertamento della parte di credito di ARSE non assistita dalla provvisoria ese- cuzione e per l'esame della domanda di Volteo Energie tesa a ottenere il riconoscimento della penale e dei danni. La causa è rinviata all'udienza del 21 ottobre 2014 per escussione testi e, all'esito, eventuale ammissione CTU, mentre è tramontata la possibilità di una composizione transattiva della vertenza. La causa, respinta la richiesta di CTU, è stata rinviata per la decisione all'udienza del 5 luglio 2016 per la decisione. Con sentenza parzialmente favorevole depositata il 26 novembre 2016, il Tribunale ha revocato il D.I. opposto e - dato atto del pagamento da parte della Volteo Energie dell'importo di € 1.283.248,02, come da ordinanza del 6 febbraio 2013 che aveva concesso la provvisoria esecuzione parziale del D.I. - ha dichiarato che Volteo Energie nulla altro deve a controparte. Le spese sono state compensate nella misura di 1/3 e Volteo Energie è stata condannata al pagamento del residuo, pari, complessivamente, ad € 25 mila. La sentenza, ove non impugnata, passerà in giudicato il 26 maggio 2017.

Contenzioso Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 febbra- io 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Si è proceduto quindi a notificare il predetto decreto in- giuntivo in data 3 settembre 2012 e in data 23 novembre è stato consegnato all'Ufficiale Giudiziario il pignoramento presso terzi per il recupero coattivo delle somme ingiun- te. E' ad oggi pendente innanzi la X sezione del Tribunale di Roma, l'opposizione del Decreto ingiuntivo da parte di Milano '90. Nell'ambito del giudizio è stato instaurato un ulteriore endoprocedimento ex art. 649 cpc volto alla so- spensione della provvisoria esecuzione dell'opposto decreto ingiuntivo, sospensione che è stata accolta dal Giudice. è stato altresì sospeso il procedimento esecutivo iniziato a valle della provvisoria esecutività del decreto ad oggi sospesa. All'udienza del 13 marzo 2014, il Giudice si è riservato sulla

richiesta dei mezzi istruttori. Con provvedimento datato 7 aprile 2014 lo stesso Giudice, ritenuta necessaria un'indagine tecnica per valutare la situazione urbanistica dell'immobile nonché di ammettere la prova testimoniale articolata da ACEA, ha rinviato all'udienza del 18 dicembre 2014 per l'audizione dei testi ed il conferimento dell'incarico al CTU. Con provvedimento del 6 novembre 2015 il Giudice Istruttore su richiesta del CTU, ha differito la causa al 28 gennaio 2016 per il deposito della consulenza tecnica. Il Giudice si è riservato rinviando al 5 maggio 2016. Il CTU ha depositato i chiarimenti richiesti dal Giudice sulle va- lutazioni già date sul valore attuale del terreno e la causa è stata rinviata al 15 giugno 2017 per la precisazione delle conclusioni.

Contenzioso Trifoglio Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Tri- foglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispetti- vo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendi- ta avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c.. L'udienza di comparizione delle parti prevista per il 13 novembre 2012 è stata rinviata al 30 aprile 2013 a seguito della chiamata in causa di un terzo (Consorzio Piano Assetto C9 Stazione Ostiense) da parte della Trifoglio.

Nelle more, ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Dopo il mutamento del rito da sommario ad ordinario, il Tribunale ha rinviato la causa al 7 maggio 2014 per l'ammissione delle prove concedendo termini per il deposito delle memorie di cui all'art. 183 VI° co. c.p.c. con decorrenza dal 14 gennaio 2014.

Unitamente al deposito delle memorie ex art. 183 n. 1 c.p.c., si è costituito in giudizio un nuovo collegio difensivo per conto di Trifoglio che ha formulato nuove eccezioni di inadempimento da parte di ACEA in ragione della dedotta impossibilità di addivenire allo sviluppo dell'area oggetto del contratto di compravendita.

Il giudizio è stato rinviato all'udienza del 14 ottobre 2014 per la riunione con altro giudizio avente identico oggetto promosso da ATAC Patrimonio e per la eventuale riunione con il giudizio promosso da Trifoglio di cui infra.

Causa passiva: si è data inoltre evidenza di un nuovo atto di citazione da parte di Trifoglio avente sempre ad ogget- to l'atto di compravendita e volto all'accertamento della sua invalidità. Nell'atto di citazione, Trifoglio ha chiesto la riunione con il procedimento instaurato da ACEA, oltre a richiedere l'ammissione di una consulenza tecnica. L'atto di citazione, notificato anche ad ATAC Patrimonio oltre che ad ACEA, contiene una richiesta di risarcimento danni di circa € 20 milioni. Nell'ambito delle memorie ex art. 183 n. 2 c.p.c., controparte ha chiesto l'ammissione della Con- sulenza Tecnica sostanzialmente volta a valutare la possibi- lità di procedere allo sviluppo dell'area. All'udienza del 27 maggio 2014, fissata per la discussione dell'atto di citazione promosso da Trifoglio, la causa è stata rimessa al Presidente della Sezione che ha disposto la rimessione del procedimen- to avanti il Giudice che tratta i procedimenti promossi da ACEA, per ragioni di connessione. Allo stato le domande proposte da controparte appaiono infondate.

Le cause sono state riunite avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva ed entrambi i giudizi sono stati rinviati all'udienza del 7 aprile 2015 previa riformulazione dei quesiti sottoposti al CTU. La causa è rinviata all'udienza del 6 ottobre 2015 per la definitiva nomina del CTU e conferimento dell'incarico al perito, risolte le preliminari questioni di natura processuale. L'udienza per la discussione della peri- zia è stata fissata al 20 gennaio 2016 in base alla richiesta del CTU di avvalersi di coadiutori con rinvio al 15 giugno 2016; in tale data è stata depositata la consulenza. Il 21 settembre 2016 c'è stato l'esame dell'elaborato peritale. All'esito delle istanze della difesa di ACEA, il giudicante, con provvedimen- to del 2 dicembre 2016 si è sostanzialmente limitato a con- vocare nuovamente il CTU al fine di fornire chiarimenti in merito al metodo di calcolo utilizzato e conseguente adem- pimento della garanzia contrattuale, rinviando la causa al 14 febbraio 2017. Il Giudice, all'udienza del 14 febbraio 2017, ha revocato il provvedimento di convocazione del CTU, de- finendo in tal modo le operazioni peritali; ritenuta la causa matura per la decisione, ha quindi rinviato per la precisazione delle conclusioni all'udienza del 29 marzo 2017. All'udienza, il giudice ha spedito la causa a sentenza, assegnando termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica.

Contenzioso Kuadra

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i Soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordina- mento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei Soci di Marco Polo S.r.l. in liquidazione, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto Socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 ottobre 2016 per la precisa- zione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata al 20 febbraio 2017 ed ancora al 29 maggio 2017.

ACEA S.p.A. ed Acea Ato 2 S.p.A. – Provincia di Rieti

La Provincia di Rieti ha notificato ad ACEA e ad Acea Ato 2 un atto di citazione con il quale avanza domanda di risarci- mento danni (a vario titolo declinati) che la stessa subirebbe per effetto della mancata approvazione della convenzione sulle c.d. interferenze interambito.

Evocati in giudizio, unitamente ad ACEA e ad Acea Ato 2, sono anche la Provincia di Roma, l'Ente d'Ambito ATO2 Lazio Centrale Roma, Roma Capitale e la Regione Lazio.

Il valore della controversia è elevato: ad oggi circa € 90 milioni (€ 25 milioni fino al 31 dicembre 2005 e € 8 mi- lioni annui per il periodo successivo), ma la costruzione dell'impianto difensivo è piuttosto fragile, soprattutto nei confronti di ACEA. Innanzitutto appare censurabile l'indi- viduazione del giudice competente: il Tribunale Ordinario in luogo del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche; in secondo luogo la responsabilità risarcitoria per il ritardo nell'approvazione della convenzione di interferenza, sicuramente non è imputabile ad ACEA in quanto condotta dalla stessa non esigibile.

Il giudizio, rinviato all'udienza del 14 luglio 2015 per l'ammissione dei mezzi istruttori richiesti dalle parti nei termini concessi è stata nuovamente rinviato per la precisazione delle conclusioni al 2 febbraio 2017, trattandosi di causa in diritto con rilevanti eccezioni preliminari. All'udienza è stato disposto un nuovo rinvio al 19 settembre 2017.

Contenzioso Giancarlo Cremonesi

L'ex Presidente di ACEA, Giancarlo Cremonesi, ha pro- posto ricorso avanti il Tribunale di Roma, sezione Lavoro, per chiedere la condanna della società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite a seguito della anticipata cessazione dell'incarico oltre il risarcimento dei danni non patrimoniali connessi. Con sentenza n. 4362 del 5 maggio 2016, parzialmente sfavorevole (mancato ricono- scimento richiesta di risarcimento dei danni) ACEA è stata condannata al pagamento delle remunerazioni. Il pagamen- to è avvenuto a luglio 2016.

Contenzioso Andrea Peruzy e Maurizio Leo

Con analoghi ricorsi promossi avanti il Tribunale Sezione Lavoro, gli ex Consiglieri di ACEA S.p.A. Peruzy e Leo, hanno evocato in giudizio ACEA stessa per chiedere la condanna della Società al pagamento in loro favore delle remunerazioni non percepite - pari rispettivamente ad € 190 mila ed € 185 mila - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. ACEA si è costituita per eccepire in primo luogo la inapplicabilità del rito del lavoro e quindi la necessaria rimessione del Giudizio in sede ordinaria, nonché l'infondatezza della domanda.

Le cause sono state rinviate per la decisione sulle preliminari di rito all'udienza del 19 novembre 2015. All'udienza del 25 febbraio 2016, il Tribunale con ordinanza in pari data ha ritenuto l'incompetenza della sezione specializzata ed ha rimesso al Presidente del Tribunale per l'assegnazione ad altra sezione.

Per Maurizio LEO, la causa è stata riassunta innanzi alla Sezione Imprese del Tribunale di Roma e la prossima udienza è stata rinviata al 23 gennaio 2018 per conclusioni. Per Andrea PERUZY, la causa è stata anch'essa assegnata alla Sezione Imprese del Tribunale di Roma; la prossima udienza è fissata al 12 febbraio 2018 per conclusioni.

Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla con- troversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei presta- tori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordina- to con ACEA S.p.A.

Si precisa che la maggioranza dei giudizi risulta transatta e che sette sono quelli ancora pendenti nei vari gradi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto).

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordina- to con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al paga- mento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, perché risultano introdotti sempre da sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti ed hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. Specificamente, due giudizi di quantificazione pendono in Cassazione (iscritti a ruolo nel 2012 e nel 2014, con udienza non ancora fissata) in esito a ricorso dei prestatori che hanno perso in appello ed ACEA ha proposto controricorso. Le somme richieste sono già state versate in esecuzione della pronuncia di primo grado poi riformata e dunque non si prevedono esborsi attuali.

Un ulteriore giudizio è stato definito in primo grado con sentenza 5538/15 del 3 giugno 2015 che ha rigettato la domanda - relativa ad un certo segmento temporale - sul rilievo, principalmente, dell'essere i sei prestatori rimasti nelle more dipendenti della società ALMAVIVA Contact (già COS) e come tali fruitori di reddito.

Il valore delle domande assommava ad € 660 mila al net- to degli accessori, ma ACEA non ha subito condanne e dunque non ha corrisposto nulla. I lavoratori soccombenti hanno però interposto appello e l'udienza di discussione è fissata al 18 settembre 2017.

Giudizio ARMOSIA

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di Areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile in Roma – Via Marco Polo, 31. Il Decreto Ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da Areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del con- tratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, Armosia MP ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di Areti. L'esposizione è pari a circa € 9 milioni. A tale richiesta, all'udienza del 17 febbraio 2016 sia ACEA che Areti, si sono opposte. Il Giudice ha disposto la CTU, rinviando al 14 marzo 2016 per il conferimento allo stesso. All'udienza del 30 novembre 2016, espletate le operazioni peritali, la causa è stata rin- viata 24 maggio 2017 per discussione e decisione.

Pre contenzioso Enel Green Power (oneri di sottensione)

In data 4 settembre 2014 Enel Green Power (EGP) ha richiesto ad Acea Ato 2 il pagamento degli importi dovuti a titolo di conguaglio degli oneri di sottensione relativi alla derivazione ad uso idroelettrico e potabile dalle sorgenti "Le Capore", quantificati per il periodo 2009 - 2013 in circa € 17 milioni (IVA esclusa), pretendendo di attualizzare gli accordi ACEA-ENEL del 1985, applicando quale criterio di calcolo il Prezzo Unico Nazionale (in luogo del "prezzo dell'energia in AT per rivendita nel Comune di Roma" previ- sto dai menzionati accordi).

La richiesta è stata immediatamente contestata richiamando la giurisprudenza che si è formata nel giudizio E.ON. avente identico oggetto e decisa in primo e secondo grado con la reiezione della domanda, sul rilievo della vigenza del prezzo pattuito e dell'insussistenza di meccanismi di integrazione automatica delle convenzioni. è stata pertanto restituita ad EGP la fattura concernente il preteso aggiornamento dei canoni, respingendo in toto la pretesa economica unilateralmente ed illegittimamente quantificata.

Con nota del 31 ottobre 2016 EGP ha invitato Acea Ato 2 ad un tavolo tecnico volto a rinegoziare le clausole dell'ac- cordo riguardanti il calcolo degli importi dovuti; con nota del 1° dicembre 2016, Acea Ato 2 - nel ribadire quanto già replicato nella precedente corrispondenza riguardo alla cor- retta interpretazione ed esecuzione del contratto in essere si è resa disponibile ad avviare il confronto tecnico richiesto, evidenziando che il sopravvenuto vigente regime tariffario rende necessario che detto tavolo di confronto sia coordi- nato dalla Segreteria Tecnico Operativa. Nella citata nota si è richiesto pertanto alla STO di voler convocare la relativa riunione di insediamento. Si è pertanto in attesa della con- vocazione da parte della Segreteria Tecnico Operativa.

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie de- finite dallo IAS 39.

Strumenti finanziari
al fair value disponibili
per la negoziazione
Crediti e
Finanziamenti
Strumenti finanziari
disponibili
per la vendita
Valore
di Bilancio
Note
Esplicative
Attività non correnti 0 27.745 2.579 30.324
Altre partecipazioni 2.579 2.579 15
Attività finanziarie
verso controllante,
controllate e collegate
25.671 25.671 17
Attività finanziarie
verso terzi
2.074 2.074 17
Attività correnti 0 1.913.155 0 1.913.155
Crediti commerciali
verso clienti
1.023.560 1.023.560 19
Crediti commerciali
verso parti correlate
49.449 49.449 19
Altre attività correnti:
valutazione a fair value
dei contratti differenziali
e swap su commodities
con effetto a
patrimonio netto (*) 1.944 1.944 19
Altre attività correnti:
perequazione energia
e specifica
16.961 16.961 19
Altre attività correnti:
controllate
24.433 24.433 19
Attività finanziarie
verso controllante,
controllate e collegate
114.424 114.424 19
Attività finanziarie
verso terzi
16.851 16.851 19
Disponibilità liquide 665.533 665.533 19
TOTALE
ATTIVIT
à
FINANZIARIE
0 1.940.900 2.579 1.943.479
Strumenti finanziari
detenuti per la
Crediti e Passività al costo Valore di Note
negoziazione Finanziamenti ammortizzato bilancio Esplicative
Passività non correnti 0 4.034 2.780.525 2.760.991
Obbligazioni 2.022.134 2.022.134 23
Obbligazioni
valutate al FVH
(1.221)
Obbligazioni
valutate al CFH
24.789
Debiti verso banche
(quota non corrente)
733.602 733.602 23
Debiti verso banche
(quota non corrente)
valutate al CFH
5.255 5.255 23
Passività correnti 0 0 1.444.068 1.444.068
Debiti verso banche 52.960 52.960 26
Debiti verso Terzi 9.524 9.524 26
Debiti finanziari
verso factor
85.357 85.357 26
Debiti finanziari verso
controllate, collegate
3.636 3.636 26
Debiti verso fornitori 1.149.172 1.149.172 26
Debiti commerciali
verso controllante,
controllate e collegate
143.418 143.418 26
TOTALE
PASSIVIT
à
FINANZIARIE
0 4.034 4.224.593 4.205.059

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso. Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio mercato

Il Gruppo è esposto al rischio mercato, cioè il rischio che il fair value (valore equo) o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi delle commodity oggetto di compravendita. Acea Spa, attraverso l'Unità Risk Control, con riguardo in particolare all'attività di ACEA Energia, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato in coerenza con le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno di ACEA e con i limiti e i criteri generali dei Rischi dell'Area Energia. L'analisi e la gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di Risk Management che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno, con cadenza e periodicità differenti (annuale, mensile e giornaliera). L'esecuzione di tali attività è distribuita tra l'Unità Risk Control ed i Risk Owner. In particolare:

  • annualmente devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi. Tali attività sono in carico al CFO con il supporto di Risk Control;
  • giornalmente, l'Unità Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area industriale Energia e della verifica del rispetto dei limiti definiti.
  • La reportistica relativa verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Risk Control è responsabile dell'invio all'Unità Internal Audit di ACEA delle informazioni richieste nel formato adeguato.
  • I limiti di rischio dell'Area Energia sono definiti in modo tale da:
  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area, garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging,
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

Il Rischio Mercato è distinguibile in "Rischio Prezzo", ossia il rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodity, e "Rischio Volume", ossia:

  • per Acea Energia è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente venduti rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita ai clienti finali (profili di vendita),
  • per ACEA Produzione è il rischio legato alla variazione dei volumi prodotti e dei volumi venduti.

Gli obiettivi dell'analisi e gestione dei rischi sono:

  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato dell'energia che abbiano impatti sui ricavi o sui costi,
  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'espo- sizione al rischio di tutte le società operative di ACEA

facenti riferimento all'Area Energia,

  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze,
  • delegare ai Risk Owner il compito di proporre le opportune strategie di copertura dai singoli rischi, nell'ambito di livelli minimi e massimi prefissati.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • aggregazione delle commodity e architettura dei book di rischio,
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle ven- dite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodities, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici),
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo),
  • verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

Le operazioni in strumenti finanziari sono stipulate con fi- nalità di copertura dal rischio di oscillazione dei prezzi delle commodities e nel rispetto di quanto disposto dalle Linee Guida di Gestione del Rischio dell'area industriale Energia. A tale proposito, si evidenzia che ACEA, attraverso l'Unità Risk Control, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità di Energy Management di Acea Energia, in coerenza con le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi di ACEA.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabi- lizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per diffe- renza (CFD).

Gli obiettivi e le politiche in materia di gestione del rischio mercato, di credito di controparte e legale sono esplicitati nella sezione apposita della Relazione sulla Gestione a cui si rimanda.

è da rilevare che le coperture effettuate sul portafoglio ac- quisti e vendite sono state eseguite con alcuni dei principali operatori del mercato elettrico e del settore finanziario. Di seguito, come disposto dall'OIC 3, si riportano, in ottempe- ranza all'ex art. 2427-bis del codice civile, tutte le informazioni utili alla descrizione delle operazioni poste in essere aggregate per indice coperto con validità a partire dal 1° gennaio 2017:

Swap Finalità Acquisti/Vendite Fair Value
in € migliaia
Quota a
Patrimonio Netto
Quota a Conto
Economico
PUN Hedge power
portfolio
Acquistovendita
energia elettrica
1.972 1.972 0
IT CONSIP Hedge power
portfolio
Acquistovendita
energia elettrica
(28) (28) 0
1.944 1.944 0

Nel marzo 2009 lo IASB ha emesso un emendamento all'IFRS 7 introducendo una serie di modifiche volte a dare adeguata risposta alle esigenze di maggiore trasparenza suscitate dalla crisi finanziaria e connesse con l'elevata incertezza dei prezzi espressi dal mercato. Tra tali modifiche rileva l'istituzione della c.d. gerarchia del fair value. In particolare, l'emendamento definisce tre livelli di fair value (IFRS 7, par. 27A):

  • livello 1: se lo strumento finanziario è quotato in un mercato attivo
  • livello 2: se il fair value è misurato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri osservabili sul mercato, diversi dalle quotazioni dello strumento finanziario;
  • livello 3: se il fair value è calcolato sulla base di tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato.

Si informa che, per quanto riguarda le tipologie di commodity delle quali viene determinato il fair value,

  • per i derivati su singole commodity (PUN prodotti standard base load, Peak/Off Peak) il livello del fair value è 1 in quanto sono quotati su mercati attivi,
  • per gli indici complessi (ITRemix, PUN prodotti profilati, ….) il livello di fair value è 2 in quanto questi derivati sono la risultante di formule contenenti un mix di commodity quotate in mercati attivi.

Infine, si segnala che il Gruppo, a partire dall'esercizio 2014, ha applicato la normativa di cui ai regolamenti CE 148 e 149/2013 (congiuntamente ed insieme al Reg 648/2012, la Normativa EMIR) ed è attualmente definita come NFC- (Non Financial Counterparty).

Rischio liquidità

La politica di gestione del rischio liquidità di ACEA è basata sulla disponibilità di un significativo ammontare di linee di credito bancarie. Tali affidamenti sono superiori al fabbisogno medio necessario per fronteggiare gli esborsi pianificati e consentono di minimizzare il rischio delle uscite straor- dinarie. Al fine della ottimizzazione del rischio di liquidità, il Gruppo ACEA adotta una gestione accentrata della tesoreria che riguarda le società più importanti del Gruppo nonché presta assistenza finanziaria alle Società (controllate e collegate) con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2016 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 803 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. Sugli importi tirati ACEA paga un tasso di interesse pari all'Euribor a uno, due, tre o sei mesi (a seconda del periodo di utilizzo prescelto) al quale si aggiunge uno spread che, in alcuni casi, può variare a seconda del rating assegnato alla Capogruppo; in alcuni casi è prevista anche una utilization fee legata all'ammontare dell'importo erogato.

Alla fine dell'esercizio ACEA non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a scadenza.

Si informa che nell'ambito del programma EMTN dell'importo di € 1,5 miliardi, deliberato nel 2014, ACEA può collocare emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo di € 400 milioni entro il 2019.

Il grafico che segue raffigura l'evoluzione futura delle scadenze di debito complessive previste sulla base della situazione in essere alla fine dell'esercizio.

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori (€ 1.149 milioni) si precisa che la componente a scadere nei prossimi dodici mesi è pari a € 950,4 milioni. Lo scaduto di € 198,6 milioni verrà pagato entro il primo trimestre 2017.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a sta- bilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla ge- stione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebita- mento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo com- posta al 31 dicembre 2015 per circa il 71,6% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura e quindi in mi- sura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile;
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del de- bito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del busi- ness di riferimento;
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privile- giando quegli strumenti che consentano l'hedge accoun- ting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Attualmente il Gruppo utilizza derivati di copertura del rischio tasso di interesse per ACEA che ha:

  • swappato a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021,
  • perfezionato un'operazione di cross currency per trasforma- re in euro -tramite uno swap tipo DCS plain vanilla la valu- ta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla,
  • swappato a tasso variabile, € 300 milioni su € 600 mi- lioni del prestito obbligazionario a tasso fisso collocato sul mercato a settembre 2013, della durata di 5 anni.

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elen- cati sono di tipo non speculativo ed il fair value degli stessi è rispettivamente:

  • negativo per € 5,3 milioni (negativo per € 7,0 milioni al 31 dicembre 2015),
  • negativo per € 24,8 milioni (negativo per € 33,0 milioni al 31 dicembre 2015) e
  • positivo per € 1,2 milioni (positivo per € 0,9 milioni al 31 dicembre 2015).

Il fair value dell'indebitamento a medio – lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Finanziamenti
Bancari:
Costo ammortizzato FV RIS
K LESS
Delta
FV RIS
K ADJUSTED Delta
(A) (B) (A)-(B) (C ) (A)-(C )
Obbligazioni 2.045.702 2.257.902 (212.199) 2.144.795 (99.092)
a tasso fisso 286.906 373.252 (86.346) 352.433 (65.528)
a tasso variabile 450.860 460.614 (9.754) 459.341 (8.482)
a tasso variabile
verso fisso
46.912 47.936 (1.024) 46.947 (35)
Totale 2.830.380 3.139.703 (309.323) 3.003.517 (173.137)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tas- si «risk adjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state og- getto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia

dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa. In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al por- tafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair va- lue del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Spread costante applicato Variazione di Present Value (€ milioni)
(1,50%) (187,8)
(1,00%) (112,8)
(0,50%) (41,0)
(0,25%) (6,2)
0,00% 0,0
0,25% 61,1
0,50% 93,8
1,00% 156,9
1,50% 217,5

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2.

Rischio di credito

ACEA ha emanato le linee guida della credit policy con le quali sono state individuate differenti strategie in funzione della tipologia di clienti e di crediti. Attraverso criteri di flessibilità, ed in forza dell'attività gestita nonché della segmentazione della clientela, il rischio credito viene gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) sia dei comportamenti disomogenei dei singoli clienti (score comportamentale).

I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio sono i seguenti:

  • definizione delle categorie "Cluster" della clientela attraverso i criteri di segmentazione sopra richiamati;
  • gestione omogenea, nelle società del Gruppo ACEA, all'interno dei "Cluster", a parità di rischio e caratteristiche commerciali, delle utenze morose;
  • modalità e strumenti d'incasso utilizzati;
  • uniformità dei criteri standard circa l'applicazione degli interessi di mora;
  • rateizzazioni del credito;
  • definizione di responsabilità/autorizzazioni necessarie per le eventuali deroghe;

adeguata reportistica e formazione del personale dedicato. All'interno della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo di ACEA, l'Unità Credit Management, che ha come principali responsabilità quella di elaborare le politi- che relative alla gestione del credito, fornisce indicazioni in merito alle azioni da intraprendere ed analizzare e monitora costantemente l'andamento delle iniziative legate ai crediti per individuare eventuali azioni correttive.

L'Unità Credit Management opera un continuo monitoraggio sull'andamento dei crediti fornendo presentazioni gestionali periodiche (mensili) articolate per area industriale e per società rilevanti.

Per quanto riguarda l'attività di distribuzione di energia elettrica il rischio credito è nei rapporti con i grossisti: la fatturazione verso questi ultimi è relativa al trasporto dell'energia sulla rete di distribuzione ed alle prestazioni eseguite per i clienti finali. I servizi sono rigidamente normati dalle delibere AEEGSI .

I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio credito sono i seguenti:

  • gestione omogenea dei crediti dei venditori, in quanto ritenuti a parità di rischio;
  • uniformità dei criteri standard per l'applicazione degli interessi di mora;
  • attenuazione del rischio credito mediante la sottoscrizione di garanzia fideiussoria da parte dei venditori; su questo aspetto il nuovo codice di rete permette ai venditori di presentare un rating pubblico, in luogo della fideiussione, purchè al di sopra di determinate soglie ed emesso da organismi certificati;
  • adeguato monitoraggio attraverso la reportistica sull'ageing del credito;
  • formazione del personale dedicato.

La gestione del credito parte dallo "score comportamentale" ovvero dalla conoscenza del singolo venditore mediante la costante analisi delle attitudini/abitudini di pagamento e si articola successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di phone collection effettuate internamente, sollecito tramite comunicazioni in formato elettronico, invio di lettera di diffida a mezzo raccomandata, come previsto dalla delibera ARG/elt 4/08, fino ad arrivare alla cessazione del contratto di trasporto.

Per quanto riguarda le forniture di energia elettrica e gas viene effettuata un'attività di rilevazione preventiva del rischio credito, soprattutto con riferimento alla vendita di gas ed energia elettrica nei confronti di clienti industriali e business. L'attività è svolta secondo le regole del Credit Risk Policy Manual, ed anche di specifiche procedure interne emanate da Credit Management tramite un processo interno di valu- tazione di affidabilità creditizia, di attribuzione di un rating interno e di riconoscimento di limiti massimi di esposizione finanziaria verso la controparte.

Valutazione Cliente

Per quanto riguarda Acea Energia, la gestione del credito parte dalla valutazione preventiva del cliente. La suddet- ta unità centrale di Credit Management ha il compito, tra l'altro, di valutare preventivamente i clienti prima dell'at- tivazione contrattuale (per il mercato libero). E' infatti di- sponibile un sistema di scoring preventivo, implementato e gestito centralmente da Credit Management, che permette di fare valutazioni preventive immediate in sede di acquisi- zione del cliente anche per la clientela domestica.

Il sistema è direttamente utilizzabile da Acea Energia e dalle agenzie commerciali incaricate da Acea Energia. Sono state definite specifiche scorecard per affinare la valutazione pre- ventiva della clientela small business e retail; parallelamente è stata implementata anche l'attività istruttoria su clienti large business, sulla stessa piattaforma attraverso la defini- zione di appositi workflow che supportano l'analisi puntuale dei clienti prospect, grazie anche alla diponibilità di informazioni aggiornate di tipo contabile e commerciale.

A supporto delle azioni di gestione del credito, inoltre, sono state emanate da Credit Management quattro procedure su "Scoring e affidamento clientela", "Rateizzazioni", "Piani di rientro e Transazioni" e "Radiazioni".

Acea Energia utilizza il sistema applicativo per le gestione del credito "Credit Care" per la totalità dei clienti, soprat- tutto in termini di gestione automatica delle strategie per singolo cluster di clientela.

Negli ultimi due anni sono stati rafforzati il recupero giu- diziale e stragiudiziale, potenziando la specifica attività di Contenzioso Legale ed utilizzando i servizi offerti da ope- ratori di mercato per recupero legale del credito massivo.

Sempre sul lato gestionale sono continuati con successo gli interventi sul processo di abbinamento incassi, agendo sia sui canali di incassi sia sui sistemi applicativi, nonché sul nu- mero delle risorse dedicate al processo.

Per quanto riguarda la somministrazione di acqua l'attuazione delle strategie di gestione del rischio credito avviene partendo dalla macro-distinzione fra utenze pubbliche (comuni, pubbliche amministrazioni, etc.) e utenze private (industriali, commerciali, condomini, etc.), in quanto a tali categorie sono riconducibili differenti dimensioni di rischio, in particolare:

  • basso rischio di insolvenza e alto rischio di ritardato pagamento per le utenze pubbliche;
  • rischio insolvenza e rischio di ritardato pagamento varia- bile per le utenze private.

Per quanto riguarda il credito relativo alle utenze "pubbli- che", che rappresentano oltre il 40% del portafoglio crediti scaduti, esso viene smobilizzato mediante cessione pro-so- luto a partner finanziari e per una parte residuale gestito di- rettamente attraverso operazioni di compensazione crediti/ debiti o attraverso accordi di transazione, laddove ne ricor- rano i presupposti.

La gestione del credito relativo alle utenze "private", che rappresentano circa il 60% del portafoglio crediti scaduti, parte dallo "score comportamentale" ovvero "dalla cono- scenza in termini di probabilità di default sul singolo cliente attraverso la costante analisi delle attitudini/abitudini di pa- gamento" e si declina successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di sollecito epistolare, affidamento a società specializzate per il recupero del cre- dito in phone collection, fino al distacco delle utenze morose e alle operazioni di cessione del credito.

Infine, con decreto del Ministro dell'Economia e delle Fi- nanze del 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Uf- ficiale del 30 settembre 2015, n. 227, Acea Ato 2 è stata autorizzata alla riscossione mediante ruolo (tramite Equitalia) e al prodromico ricorso allo strumento dell'ingiunzione fiscale, sostitutivo del decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 17, commi 3-bis e 3-ter, del D.Lgs. 46/1999. Da un lato è stata riconosciuta la rilevanza pubblica dei crediti derivanti dal servizio idrico integrato, dall'altro questo consentirà alla Società di essere ancora più efficace nel recupero del credito verso clienti morosi, potendo contare su uno strumento tipicamente riservato alla riscossione tributi.

Di seguito l'ageing dei Crediti Commerciali, al lordo del fondo svalutazione crediti, commentati alla nota 23.

  • Crediti commerciali totale al lordo del Fondo Svalutazione Crediti: € 1.368 milioni
  • Crediti commerciali a scadere: € 631 milioni
  • Crediti commerciali scaduti: € 737 milioni di cui:
  • · Entro dodici mesi: € 198 milioni
  • · Oltre dodici mesi: € 539 milioni.

Allegati

  • A. Società incluse nell'area di consolidamento
  • B. Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato
  • C. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci, Key Managers e Società di Revisione
  • D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

A. Società incluse nell'area di consolidamento

Denominazione Sede Capitale Sociale
(in Euro)
Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Area Ambiente
Acea Ambiente S.r.l. Via G. Bruno 7- Terni 2.224.992 100,00% 100,00% Integrale
Aquaser S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 3.900.000 93,06% 100,00% Integrale
Area Energia
Acea Energia S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Produzione S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 5.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea8cento S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Cesap Vendita Gas S.r.l. Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra
(PG)
10.000 100,00% 100,00% Integrale
Ecogena S.p.A. P.le Ostiense, 2 Roma 6.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Liquidation and Litigation s.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Parco della Mistica S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Umbria Energy S.p.A. Via B. Capponi, 100 - Terni 1.000.000 50,00% 100,00% Integrale
Acea Energy Management S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 50.000 100,00% 100,00% Integrale
Area Idrico
Acea Ato 2 S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 362.834.320 96,46% 100,00% Integrale
Acea Ato 5 S.p.A. Viale Roma snc - Frosinone 10.330.000 98,45% 100,00% Integrale
Acea Dominicana S.A. Avenida Las Americas - Esquina
Mazoneria, Ensanche Ozama -
Santo Domingo
644.937 100,00% 100,00% Integrale
Acea Gori Servizi S.c.a.r.l. Via ex Aeroporto s.n.c. località Area
"Consorzio Sole" - Pomigliano d'Arco
1.000.000 69,82% 100,00% Integrale
Acque Blu Arno Basso S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 8.000.000 76,67% 100,00% Integrale
Acque Blu Fiorentine S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 15.153.400 75,01% 100,00% Integrale
Aguas de San Pedro S.A. Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle -
21104 San Pedro, Honduras
6.457.345 60,65% 100,00% Integrale
Acea International S.A. Avenida Las Americas - Esquina
Mazoneria, Ensanche Ozama - 11501
Santo Domingo
609.929 99,99% 100,00% Integrale
Crea Gestioni S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,00% 100,00% Integrale
CREA S.p.A. (in liquidazione) P.le Ostiense, 2 - Roma 2.678.958 100,00% 100,00% Integrale
Gesesa S.p.A. Z.I. Pezzapiana lotto 11/12 -
Benevento
534.991 57,93% 100,00% Integrale
Lunigiana S.p.A. (in liquidazione) Via Nazionale 173/175 – Massa
Carrara
750.000 95,79% 100,00% Integrale
Ombrone S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 6.500.000 99,51% 100,00% Integrale
Sarnese Vesuviano S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 99,16% 100,00% Integrale
ACEA Elabori S.p.A. Via Vitorchiano – Roma 2.444.000 100,00% 100,00% Integrale
Area Reti
Areti S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 345.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 1.120.000 100,00% 100,00% Integrale

Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11

Denominazione Sede Capitale Sociale
(in Euro)
Quota di
partecipazione
Quota
consolidato
di Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Area Ambiente
Ecomed S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 50,00% 50,00% Patrimonio
Netto
Area Idrico
Acque S.p.A. Via Garigliano,1- Empoli 9.953.116 45,00% 45,00% Patrimonio
Netto
Acque Industriali S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 100.000 100,00% 45,00% Patrimonio
Netto
Acque Servizi S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 400.000 100,00% 45,00% Patrimonio
Netto
Acquedotto del Fiora S.p.A. Via Mameli,10 Grosseto 1.730.520 40,00% 40,00% Patrimonio
Netto
Consorcio Agua Azul S.A. Calle Amador Merino Reina 307 -
Lima - Perù
17.379.190 25,50% 25,50% Patrimonio
Netto
GORI S.p.A. Via Trentola, 211 – Ercolano (NA) 44.999.971 37,05% 37,05% Patrimonio
Netto
Ingegnerie Toscane S.r.l. Via di Villamagna 90/c - Firenze 100.000 42,52% 42,52% Patrimonio
Netto
Intesa Aretina S.c.a.r.l. Via B.Crespi, 57 - Milano 18.112.000 35,00% 35,00% Patrimonio
Netto
Nuove Acque S.p.A. Patrignone Loc.Cuculo - Arezzo 34.450.389 46,16% 16,16% Patrimonio
Netto
Publiacqua S.p.A. Via Villamagna - Firenze 150.280.057 40,00% 40,00% Patrimonio
Netto
Umbra Acque S.p.A. Via G. Benucci, 162 - Ponte San
Giovanni (PG)
15.549.889 40,00% 40,00% Patrimonio
Netto

Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:

Denominazione Sede Capitale Sociale
(in Euro)
Quota di
partecipazione
Area Ambiente
Amea S.p.A. Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) 1.689.000 33,00%
Arkesia S.p.A. (in liquidazione) Via S. Francesco D'Assisi, 17 - Paliano (FR) 170.827 33,00%
Coema P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 33,50%
Area Idrico
Azga Nord S.p.A. (in liquidazione) Piazza Repubblica Palazzo Comunale - Pontremoli (MS) 217.500 49,00%
Geal S.p.A. Viale Luporini, 1348 - Lucca 1.450.000 28,80%
Sogea S.p.A. Via Mercatanti, 8 - Rieti 260.000 49,00%
Aguaazul Bogotà S.A. Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia 1.482.921 51,00%
Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. Strada Sabbione zona ind. A72 - Terni 100.000 34,00%
Le Soluzioni Via Garigliano,1 - Empoli 250.678 30,50%
Area Reti
Citelum Napoli Pubblica
Illuminazione S.c.a.r.l.
Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano 90.000 32,18%
Sienergia S.p.A. (in liquidazione) Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 132.000 42,08%
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. Via Bruno Capponi 100 – Terni 2.120.000 15,00%
Sinergetica S.r.l. Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 10.000 21,46%
Altro
Marco Polo Srl (in liquidazione) Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma 10.000 33,00%

B. Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato

€ migliaia Utile d'esercizio Patrimonio netto
31.12.2016 31.12.2015 31.12.2016 31.12.2015
Saldi bilancio civilistico (ACEA
)
108.610 145.606 1.456.505 1.457.291
Eccedenza patrimonio netto
e risultato d'esercizio ai valori correnti
rispetto ai valori contabili di bilancio
267.644 140.317 219.215 127.659
Maggiori Ammortamenti di Consolidato (3.089) (3.059) 2.913 6.002
Eliminazione effetti BC under common control 0 (398) 0 (398)
Eliminazione incidenza
degli effetti fiscali anche pregressi
(7.873) (10.079) 26.917 10.314
Valutate al patrimonio netto 23.915 22.554 109.683 85.767
Eliminazione dividendi (152.227) (151.440) 0 0
Eliminazione avviamento 25.366 24.741 (144.097) (169.463)
Eliminazione poste straordinarie 0 6.751 0 6.751
Saldi bilancio consolidato 262.347 174.992 1.671.136 1.523.924

C. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci, Key Managers e Società di Revisione

Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale

Compensi spettanti
€ migliaia Emolumenti
per la carica
Benefici non
monetari
Bonus e altri
incentivi
Altri compensi Totale
Consiglio di Amministrazione 232 48 210 400 890
Collegio Sindacale 406 0 0 0 406

Key Managers

I compensi spettanti per l'esercizio 2016 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:

  • · stipendi e premi € 1.689 mila,
  • · benefici non monetari € 169 mila.

I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.

Società di Revisione

Ai sensi dell'articolo 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob, si riporta di seguito la tabella dei compensi maturati dalla società di revisione EY.

Società Importi in € migliaia Audit Related Service Audit Services Non Audit Services Totale
ACEA S.p.A. 245 342 126 713
Gruppo ACEA 308 931 342 1.581
Totale ACEA
S.p.A. e Gruppo
553 1.273 468 2.294

D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

ganizzativo, di Areti ed Acea Illuminazione Pubblica,

  • servizi di analisi e ricerca si riferisce alla Funzione Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori,
  • gestioni idriche Estero si riferisce all'Area Industriale Idrico responsabile, sotto il profilo organizzativo, anche delle società idriche operanti all'estero,
  • gestioni idriche Italia si riferisce all'Area industriale Idrico, responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti nel Lazio, Campania, Toscana e Umbria e di AceaGori Servizi,
  • ambiente si riferisce all'omonima Area Industriale re- sponsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Ambiente e Aquaser.

Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:

  • generazione e vendita riferiscono all'Area Industriale Energia responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Umbria Energy, Acea Liquidation e Litigation (già Elga Sud), Acea Produzione, Ecogena, Parco della Mistica e Cesap Vendita Gas,
  • distribuzione e illuminazione pubblica (Roma e Napoli) all'Area Industriale Reti responsabile, sotto il profilo or-

Stato Patrimoniale 2015

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 25.895 15.247 15.335 202.474 424 1.548 154.331 1.841 11.769 428.864 428.864
Immobilizzazioni
Materiali
245.366 191.184 6.710 20.737 1.998 2.994 1.466.147 926 157.314 2.093.376 (3.355) 2.090.021
Immobilizzazioni
Immateriali
33.887 6.561 129.876 1.932.604 560 159 56.934 3.618 13.509 2.177.709 (397.328) 1.780.381
Immobilizzazioni
Finanziarie
valutate a PN
247.490
Immobilizzazioni
Finanziarie
2.750
Altre attività
commerciali
non correnti
314.341
Altre attività
finanziarie
non correnti
31.464
Rimanenze 3.708 1.632 7.034 35 7.136 7.078 0 26.623 26.623
Crediti
commerciali
verso terzi
59.755 28.377 559.808 410.288 1.621 33.691 108.137 9.177 23.111 1.233.966 (228.853) 1.005.113
Crediti
commerciali
v/controllante
156 4.899 36.227 46.839 114 4.068 62.689 624 155.617 (91.939) 63.679
Crediti
v/controllate
e collegate
312 4.476 9.562 90.102 104.451 (74.569) 29.882
Altre attività
commerciali
correnti
205.852
Altre attività
finanziarie
correnti
94.228
Disponibilità
Liquide
814.653
Attività non
correnti destinate
alla vendita
497 497 497
Totale Attività 6.706.972

Stato Patrimoniale 2015

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Passività
di settore
Debiti
Commerciali
verso terzi
51.865 15.932 453.950 402.551 476 3.324 303.640 12.170 63.753 1.307.662 (215.398) 1.092.264
Debiti
Commerciali
v/controllante
2.147 2.029 20.742 152.000 827 22.349 663 20.521 221.278 (74.018) 147.259
Debiti
Commerciali
v/Controllate
e Collegate
301 4.540 619 224 64.995 25.044 95.723 (89.989) 5.734
Altre passività
commerciali
correnti
348.397
Altre passività
finanziarie
correnti
259.087
TFR ed altri
piani a benefici
definiti
3.531 2.449 4.160 28.369 233 3.090 34.143 2.820 29.847 108.642 (12) 108.630
Altri Fondi 26.999 8.906 21.121 69.897 590 6.995 344 31.592 166.444 23.412 189.856
Fondo Imposte
Differite
87.059
Altre passività
commerciali non
correnti
184.100
Altre passività
finanziarie
non correnti
2.688.435
Passività
direttamente
associate ad
attività destinate
alla vendita
99 99 99
Patrimonio
Netto
1.596.053
Totale Passività
e Netto
6.706.972

Conto Economico al 31 dicembre 2015

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Ricavi 132.108 63.847 1.944.051 624.580 10.331 31.463 468.453 71.052 113.316 3.459.201 (541.883) 2.917.318
Costi 74.690 29.678 1.870.329 353.997 8.448 21.685 220.022 63.810 113.153 2.755.806 (541.941) 2.213.865
Proventi/
(Oneri) da
partecipazioni
di natura non
finanziaria
(62) - - 27.469 1.095 - - - - 28.501 - 28.501
Margine
operativo
57.355 34.168 73.722 298.052 2.979 9.778 248.431 7.242 162 731.896 58 731.954
Ammortamenti 28.000 23.890 89.727 91.900 222 1.584 90.067 351 19.748 345.489 - 345.489
Risultato
operativo
29.356 10.278 (16.005) 206.152 2.756 8.194 158.364 6.891 (19.585) 386.407 58 386.465
(Oneri)/
Proventi
Finanziari
(91.083)
(Oneri)/
Proventi da
Partecipazioni
1.841 (4) 94 753 (1.345) (329) 1.010 1.010
Risultato ante
imposte
296.392
Imposte 114.847
Risultato Netto 181.545

Stato Patrimoniale 31 dicembre 2016

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 33.956 27.862 27.404 264.329 1.520 1.756 218.212 1.349 13.182 589.570 (55.466) 530.707
Immobilizzazioni
Materiali
252.179 200.836 6.943 65.462 35.873 3.029 1.555.232 2.224 97.806 2.219.585 (6.652) 2.212.933
Immobilizzazioni
Immateriali
22.651 8.168 140.941 2.063.334 14.670 715 99.112 4.397 13.236 2.367.224 (396.580) 1.970.643
Immobilizzazioni
Finanziarie
valutate a PN
260.877
Immobilizzazioni
Finanziarie
2.579
Altre attività
commerciali
non correnti
296.458
Altre attività
finanziarie
non correnti
27.745
Rimanenze 4.980 1.790 - 6.122 1.311 - 9.066 8.456 - 31.726 - 31.726
Crediti
commerciali
verso terzi
63.236 19.794 390.425 472.387 8.736 23.510 195.167 7.824 850 1.181.929 (158.370) 1.023.560
Crediti
commerciali
v/controllante
192 2.758 24.356 28.209 105 604 6.143 38 372 62.778 (17.167) 45.611
Crediti
v/controllate
e collegate
538 - 1.880 9.639 4 - (547) 547 54.031 66.092 (37.821) 28.271
Altre attività
commerciali
correnti
207.005
Altre attività
finanziarie
correnti
131.275
Disponibilità
Liquide
665.533
Attività non
correnti
destinate
alla vendita
Totale Attività
497 497
6.904.713

Stato Patrimoniale 31 dicembre 2016

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Passività di
settore
Debiti
Commerciali
verso terzi
72.476 27.903 424.280 310.853 806 5.850 322.565 21.299 109.530 1.295.562 (146.390) 1.149.172
Debiti
Commerciali
v/controllante
1.751 343 20.586 136.539 504 988 14.494 379 60 175.643 (36.398) 139.245
Debiti
Commerciali
v/Controllate
e Collegate
- - 2.185 552 220 - 115 11.689 7.691 22.452 (18.278) 4.173
Altre passività
commerciali
correnti
320.142
Altre passività
finanziarie
correnti
151.478
TFR ed altri
piani a benefici
definiti
4.279 2.496 4.824 29.040 264 4.449 35.691 2.074 26.444 109.562 (12) 109.550
Altri Fondi 26.799 13.146 24.421 79.811 - 797 6.769 671 25.808 178.223 23.899 202.122
Fondo Imposte
Differite
88.158
Altre passività
commerciali non
correnti
185.524
Altre passività
finanziarie non
correnti
2.797.106
Passività
direttamente
associate ad
attività destinate
alla vendita
99 99 99
Patrimonio
Netto
1.757.943
Totale Passività
e Netto
6.904.713

Conto Economico 31 dicembre 2016

Ambiente Generazione Vendita Gestioni
idriche Italia
Estero Ingegneria Distribuzione Illuminazione
pubblica
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Ricavi 136.810 56.233 1.676.242 672.217 11.942 37.540 571.193 77.628 112.218 3.352.023 (519.606) 2.832.417
Costi 79.570 24.269 1.578.220 362.736 8.571 24.756 217.904 74.643 114.257 2.484.926 (519.511) 1.965.415
Proventi/
(Oneri) da
partecipazioni
di natura non
finanziaria
(15) - - 28.306 1.053 - - - - 29.345 - 29.345
Margine
operativo
57.225 31.964 98.022 337.788 4.424 12.784 353.289 2.985 (2.038) 896.441 (95) 896.347
Ammortamenti 27.367 26.431 73.714 117.849 1.013 3.068 94.943 5.842 19.943 370.170 233 370.403
Risultato
operativo
29.857 5.533 24.308 219.939 3.411 9.715 258.346 (2.857) (21.981) 526.271 (328) 525.944
(Oneri)/
Proventi
Finanziari
(111.563)
(Oneri)/
Proventi da
Partecipazioni
(460) - - 167 2.144 - (144) - - 1.707 1.707
Risultato
ante imposte
416.087
Imposte 143.548
Risultato Netto 272.539