AI assistant
Unicredit — Earnings Release 2021
May 6, 2021
4272_10-q_2021-05-06_3d693866-a9dc-48b5-a20f-a008b20efabd.pdf
Earnings Release
Open in viewerOpens in your device viewer
MILANO, 6 MAGGIO 2021
UNICREDIT: RISULTATI DI GRUPPO DEL 1TRIM21
COMMISSIONI ECCELLENTI E COSTO DEL RISCHIO CONTENUTO PER EFFETTO DELLA STAGIONALITÀ PRODUCONO UNA ROBUSTA REDDITIVITÀ
Utile netto sottostante di €0,9 miliardi1 nel 1trim21 grazie al rialzo dei ricavi, al contenuto costo del rischio e alla continua disciplina sui costi
Costo del rischio contabile2 a 15 punti base nel 1trim21 per effetto della stagionalità, delle riprese di valore e dell'anticipazione degli impatti economici futuri3 effettuata nel 2020. Per il FY21 costo del rischio sottostante ora atteso al di sotto di 60 punti base4
Bilancio molto solido con posizioni robuste di capitale e di liquidità: CET1 ratio fully loaded al 15,92 per cento5 nel 1trim21, CET1 MDA buffer fully loaded a 689 punti base5 , il livello più elevato di sempre
Ricavi per il FY21 attesi sostanzialmente in linea con le stime di consensus6 e costi sui livelli del FY19; utile netto sottostante atteso sostanzialmente in linea con la precedente guidance
Il 5 maggio 2021 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. ("UniCredit" o "il Gruppo") ha approvato i risultati consolidati del Gruppo al 31 marzo 2021.
Nel primo trimestre 2021 il Gruppo ha registrato ricavi per €4,7 miliardi, spinti dal rialzo dei proventi da attività di negoziazione edalle commissioni a livelli record, il cui effetto combinato ha ampiamente compensato l'impatto di condizioni di mercato ancora sfavorevoli per il margine di interesse. L'eccellente performance delle commissioni è stata sostenuta in particolare da quelle su investimenti, a conferma della forza della rete di distribuzione di UniCredit.
La continua attenzione del Gruppo all'efficienza e alla rigorosa disciplina dei costi ha prodotto una significativa leva operativa nel 1trim21, che ha portato a un rapporto costi/ricavi del 51,5 per cento, il più basso in oltre un decennio. Questo risultato è stato possibile grazie a una riduzione del numero di FTE più rapida del previsto, che ha determinato una diminuzione dei costi HR anno su anno, e grazie ad un miglioramento nei costi non HR anno su anno, trainato dalla diminuzione delle spese per viaggi e immobiliari.
1 Utile netto sottostante è la base di calcolo per la politica di distribuzione ordinaria. Utile netto sottostante normalizzato per rivalutazioni immobiliari (+€4 mln nel 1trim21).
2 Costo del rischio contabile basato su Conto Economico e Stato patrimoniale riclassificati
3 Anticipazione di impatti economici futuri: maggiori overlay, classificazione proattiva e quadro normativo avverso, inclusa la nuova definizione di Default.
4 Costo del rischio sottostante definito come costo del rischio contabile escluso quadro normativo avverso. 5 Include la deduzione del riacquisto di azioni proprie per €179 mln, ma non il riacquisto di azioni straordinario per €652 mln già approvato dall'Assemblea degli Azionisti
e soggetto ad approvazione della BCE (purché il 30 settembre 2021 la BCE ritiri la raccomandazione del 15 dicembre 2020).
6 Sulla base del consensus pubblicato dalla società il 26 aprile 2021 all'indirizzo https://www.unicreditgroup.eu/en/investors/equity-investors/consensus.html.
Il costo del rischio contabile2 per il Gruppo è stato estremamente contenuto nel 1trim21 per effetto della stagionalità, nonché delle riprese di valore e dell'anticipazione di impatti economici futuri3 effettuata nel 2020. Il costo del rischio sottostante per il FY21 è ora atteso al di sotto dei 60 punti base. Tale guidance comprende modesti accantonamenti per overlay nella restante parte del FY21.
Il Gruppo ha conseguito un significativo utile netto sottostante di €0,9 miliardi nel 1trim21 grazie alla crescita dei ricavi, ottenuta nonostante il perdurante impatto dei lockdown sull'attività della clientela nel trimestre, e al ridotto costo del rischio.
Il bilancio molto solido di UniCredit e le robuste posizioni di capitale e di liquidità si riflettono nel CET1 ratio fully loaded al 15,925 per cento con CET1 MDA buffer fully loaded a 689 punti base5 , al livello più elevato di sempre, e un Liquidity Coverage Ratio al 183 per cento7 nel 1trim21.
Nel 2021 la distribuzione ordinaria è pari a €447 milioni8 , la distribuzione in contanti di €268 milioni è stata pagata il 21 aprile 2021, e la distribuzione tramite riacquisto di azioni proprie di €179 milioni, approvata da BCE e Assemblea degli Azionisti, dovrebbe essere completata entro la fine del 3trim21. In aggiunta, l'Assemblea degli Azionisti ha approvato in aprile una distribuzione straordinaria da eseguirsi non prima del 1 ottobre 2021 per un importo di €652 milioni, interamente sotto forma di riacquisto di azioni proprie, soggetto ad approvazione della BCE.
La combinazione di queste distribuzioni ordinaria e straordinaria per una somma totale di €1,1 mld sarebbe pari a un rendimento totale di circa il 6 per cento per il FY219 . Si conferma la politica di distribuzione ordinaria del 50 per cento dell'utile netto sottostante1 , con il 30 per cento tramite dividendo in contanti.
Per il FY21 UniCredit prevede un utile netto sottostante sostanzialmente in linea con la precedente guidance, con ricavi sostanzialmente in linea con le stime del consensus6 . Costi per il FY21 confermati sui livelli del FY19. È confermato il completo azzeramento del portafoglio Non Core entro il FY21.
Si prevede che la review strategica avviata successivamente all'insediamento del nuovo Amministratore Delegato e del nuovo Consiglio di Amministrazione sarà portata a termine nel secondo semestre 2021 e verrà comunicata ai mercati in un Capital Markets Day.
7 Il Liquidity coverage ratio indicato è il point in time ratio al 31 marzo 2021, il dato regolamentare pubblicato nel terzo pilastro al 1trim21 sarà del 180 per cento (media degli ultimi 12 mesi).
8 Distribuzione ordinaria del capitale (€447 mln): 60 per cento in contanti (€268 mln), 40 per cento riacquisto di azioni proprie (€179 mln) ('SBB'). Distribuzione ordinaria in contanti: €0,12 per azione, approvata dall'Assemblea degli Azionisti e pagata in data 21 aprile 2021. La distribuzione ordinaria tramite SBB è stata approvata sia da BCE che dall'Assemblea degli Azionisti e dovrebbe essere completata entro la fine del 3trim21. Distribuzione straordinaria del capitale (€652 mln): da effettuarsi al 100 per cento tramite SBB. Distribuzione straordinaria del capitale approvata dall'Assemblea degli Azionisti ad aprile 2021 e soggetta ad approvazione delle Autorità competenti (purché il 30 settembre 2021 la BCE ritiri la raccomandazione del 15 dicembre 2020). La distribuzione straordinaria del capitale tramite SBB è attesa non prima del 1 ottobre 2021.
9 Dividendo FY21 calcolato come distribuzione totale per il FY21 di €1.099 mln (distribuzione ordinaria per il FY21 di €447 mln + distribuzione straordinaria per il FY21 di €652 mln soggetta ad approvazione delle Autorità competenti purché il 30 settembre 2021 la BCE ritiri la raccomandazione del 15 dicembre 2020) divisa per la capitalizzazione di mercato al 03 maggio 21 pari a €19.509 mln, che si traduce in un dividendo stimato per il FY21 del 5,6 per cento.
Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A. :
"Un significativo utile netto trainato da un notevole aumento delle commissioni e delle attività di negoziazione, un costo del rischio contenuto per effetto della stagionalità supportato da riprese di valore, e una continua disciplina dei costi: tutto ciò ha più che compensato l'impatto di condizioni di mercato ancora sfavorevoli per il margine di interesse. Voglio esprimere la mia gratitudine nei confronti di tutto il team per il duro lavoro e la determinazione che hanno portato a questo risultato positivo.
A seguito delle decisioni prese in passato in termini di propensione al rischio, il margine di interesse continuerà probabilmente per un certo periodo ad affrontare condizioni di mercato sfavorevoli anche rispetto ai concorrenti. In futuro, potremmo anche non beneficiare nella stessa misura dei fattori che hanno positivamente compensato questo trimestre.
Avremo bisogno di tempo per rilanciare e rafforzare il business, passando da una fase di ridimensionamento a una caratterizzata da una crescita disciplinata della redditività e da una creazione di capitale sana ed organica.
Rafforzeremo la centralità del cliente in tutto ciò che faremo. Realizzeremo una maggiore integrazione della tecnologia nelle nostre attività e semplificheremo il nostro modo di lavorare rimuovendo gli ostacoli che ci impediscono di fornire ai nostri clienti un servizio adeguato.
Abbiamo bisogno di tempo per garantire che i cambiamenti che abbiamo in mente vengano apportati, sempre nel miglior interesse a lungo termine del nostro business, mentre noi siamo già impegnati a valutare, rivedere e sviluppare un piano che determinerà la nostra strategia per i prossimi anni".
Stefano Porro, Chief Financial Officer di UniCredit S.p.A. :
"L'utile netto sottostante di UniCredit è migliorato nel primo trimestre a 0,9 miliardi di euro. Si tratta di una performance rilevante e di un inizio d'anno incoraggiante, considerando che l'impatto del Covid-19 sulle economie e sulla vita delle persone ha continuato a farsi sentire.
Abbiamo assistito a una ripresa dei nostri ricavi, con il livello più alto di commissioni raggiunto da oltre cinque anni e una forte dinamica dell'attività commerciale. Questa ripresa della performance top-line, unita a una rigorosa disciplina dei costi, ci ha permesso di ottenere il più basso cost-income ratio in oltre un decennio, al 51,5 per cento. Abbiamo anche registrato un costo del rischio particolarmente basso, grazie alla qualità del credito che è rimasta stabile.
Questo ci ha permesso di remunerare i nostri azionisti con un ritorno di capitale complessivo che per quest'anno è stimato a oltre 1 miliardo di euro tramite distribuzione di dividendi e riacquisto di azioni, equivalente a un rendimento di circa il 6 per cento. Siamo stati in grado di fare tutto questo mantenendo la nostra solidità patrimoniale, chiudendo il trimestre con un CET1 ratio fully loaded del 15,92 per cento e un buffer MDA record per la banca.
Questa è una performance di cui tutti i membri del team di UniCredit devono essere orgogliosi e ci fornisce basi forti su cui costruire il nostro futuro. Non vedo l'ora di lavorare con Andrea e il Consiglio di Amministrazione per contribuire a sviluppare il nuovo piano strategico".
PRINCIPALI RISULTATI PER IL 1TRIM21
- Ricavi: €4,7 mld, in rialzo del 10,6 per cento trim/trim edel 7,1 per cento a/a, trainati dall'ottima performance delle commissioni e dalla robusta attività di negoziazione soprattutto della clientela
- Margine di interesse (NII): €2,2 mld, in calo del 3,1 per cento trim/trim, con tassi sui finanziamenti condizionati dai tassi di mercato più bassi, dalla concorrenza e dai prestiti garantiti dallo Stato in Italia. I volumi hanno risentito di una domanda più debole, soprattutto nel Corporate & Investment Banking, poiché i clienti hanno continuato a godere di bilanci molto liquidi. Questi fattori sono stati in parte compensati dal contributo positivo trim/trim dei depositi, spinti da iniziative commerciali di successo che hanno ridotto la remunerazione della clientela sui depositi. Rettificato per effetto giorni e per l'effetto una tantum, derivante dall'estensione delle condizioni favorevoli del TLTRO3 intervenuta nel 4trim20, il NII è diminuito dell'1,0 per cento trim/trim
- Commissioni: €1,7 mld, in rialzo del 4,3 per cento a/a, il più alto livello raggiunto da oltre cinque anni10 , nonostante il raffronto con un 1trim20 particolarmente positivo e nonostante il perdurare dei lockdown.
- − Commissioni su investimenti: €717 mln, in rialzo del 15,5 per cento a/a, grazie all'aumento delle vendite nella raccolta gestita (AuM), soprattutto nel Commercial Banking Italy, e ai maggiori volumi medi
- − Commissioni di finanziamento: €431 mln, in calo dell'1,8 per cento a/a di riflesso alla minore attività commerciale a causa dell'estensione dei lockdown, che ha determinato una diminuzione dell'attività di vendita di prodotti assicurativi di protezione del credito
- − Commissioni da servizi transazionali: €542 mln, in calo del 3,5 per cento a/a, per effetto di minori commissioni da servizi transazionali sensibili all'andamento del PIL, come carte e pagamenti
- Proventi da attività di negoziazione: €639 mln, in rialzo di €466 mln a/a, con attività di negoziazione della clientela, in crescita dell'87,1 per cento a/a, esclusa la componente volatile XVA11 , grazie alla forte performance in termini di Fixed Income & Currencies. I proventi dell'attività di negoziazione non collegata alla clientela sono aumentati di €109 mln a/a, soprattutto grazie ai risultati della Tesoreria
- Dividendi: €112 mln, in rialzo del 9,7 per cento a/a, con il minore contributo di Yapi ampiamente compensato da altri investimenti azionari e finanziari
- Costi operativi: €2,4 mld, in calo del 3,1 per cento a/a. Grazie agli effetti positivi derivanti dalle significative riduzioni operative, il rapporto costi/ricavi si è attestato al 51,5 per cento, il più basso in oltre un decennio. I costi totali per il FY21 sono attesi in linea rispetto ai livelli del FY19
- Utile netto sottostante1 : €0,9 mld nel 1trim21 (4trim20: €0,2 mld; 1trim20: -€0,2 mld). Utile netto sottostante per il FY21 atteso sostanzialmente in linea con la precedente guidance
- RoTE sottostante12: 6,9 per cento, in rialzo di 5,3 p.p. trim/trim, spinto dalla crescita dei ricavi e dal costo del rischio contenuto anche per effetto della stagionalità
POSIZIONI DI CAPITALE, RISCHIO E LIQUIDITÀ NEL 1TRIM21
- Capitale e liquidità: CET1 ratio fully loaded al 15,92 per cento5 ed elevato Liquidity Coverage Ratio al 183 per cento7
- CET1 MDA buffer fully loaded: 689 pb5 , in rialzo di 78 pb trim/trim, atteso oltre 400 pb nel FY21, con target nell'intervallo 200-250 pb
- Costo del rischio (CoR): costo del rischio contabile2 per il 1trim21 a 15 pb, in calo di 165 pb trim/trim, per effetto della stagionalità, e ulteriormente sostenuto da riprese di valore e anticipazione degli impatti economici futuri effettuata nel 2020 3 . Per il FY21 il costo del rischio sottostante di Gruppo è ora atteso al di sotto di 60 punti base
10 A perimetro costante.
11 Rettifiche di valutazione (XVA) includono: Debt/Credit Value Adjustment (DVA/CVA), Funding Valuation Adjustments (FVA) e Hedging desk.
12 Sulla base dell'utile netto sottostante.
• Rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 4,8 per cento 13; il completo azzeramento del portafoglio Non Core è confermato per il FY21
IN EVIDENZA
Il margine di interesse è diminuito su base trimestrale per effetto dei tassi più bassi di finanziamento alla clientela e dei minori volumi, in parte compensati dalla diminuzione dei costi del funding a medio lungo termine. I tassi di finanziamento alla clientela continuano a risentire della pressione derivante dalla concorrenza e dall'aumento del portafoglio di prestiti garantiti dallo Stato. Anche la debole domanda di credito ha inciso sui volumi di finanziamento, anche se in misura nettamente inferiore al 4trim20. Questi fattori negativi sono stati in parte compensati da iniziative commerciali di successo che hanno ridotto la remunerazione della clientela sui depositi e dai minori costi del funding a medio lungo termine che ha beneficiato dei tassi di mercato più bassi. Al netto dell'impatto per i due giorni in meno nel trimestre, e per l'effetto una tantum, derivante dall'estensione delle condizioni favorevoli del TLTRO3 intervenuta nel trimestre precedente, il margine di interesse risulta in calo dell'1,0 per cento su base trimestrale.
Le commissioni sono aumentate su base annua, al livello più alto raggiunto da oltre cinque anni, nonostante il raffronto con un 1trim20 particolarmente positivo e nonostante il perdurare dei lockdown. Questa performance di Gruppo è da attribuire alle commissioni su investimenti, che sono aumentate su base annua grazie all'eccezionale attività commerciale, rilevabile nei volumi lordi di vendita, con il Commercial Banking Italy che ha registrato le vendite lorde più elevate dal 2018. Le commissioni di finanziamento sono diminuite su base annua di riflesso alla minore attività commerciale a causa dell'estensione dei lockdown. Le commissioni transazionali sono diminuite su base annua per effetto di minori commissioni da servizi transazionali sensibili all'andamento del PIL, come carte e pagamenti.
I proventi da attività di negoziazione hanno registrato una forte crescita su base annua grazie al favorevole contesto di mercato. I proventi dell'attività della clientela sono stati robusti e sono aumentati nel 1trim21 su base annua grazie alla crescita in termini di Fixed Income. I proventi da attività di negoziazione non collegata alla clientela sono cresciuti su base annua prevalentemente grazie ai risultati della tesoreria.
I ricavi da dividendi sono aumentati del 9,7 per cento su base annua nel 1trim21, con il minore contributo di Yapi Kredi ampiamente compensato da altri investimenti azionari e finanziari.
I costi operativi sono diminuiti del 3,1 per cento su base annua grazie a una costante attenzione alla disciplina dei costi, che ha portato nel trimestre a un rapporto costi/ricavi del 51,5 per cento, il piùbasso in oltre un decennio. I costi del personale sono diminuiti su base annua grazie alla riduzione degli FTE in particolare nel Commercial Banking Italy e nella CEE e ai minori costi pensionistici del Commercial Banking Austria. Le spese non HR sono migliorate su base annua grazie alla diminuzione delle spese per viaggi e immobiliari. I costi per il FY21 sono attesi sui livelli del FY19.
Il costo del rischio (CoR) contabile2 di Gruppo nel 1trim21 è stato di 15 punti base, composto da 18 punti base di rettifiche specifiche su crediti meno 3 punti base di rilasci da rettifiche per overlay. Il ridotto costo del rischio riflette la stagionalità tipica del primo trimestre, nonché l'anticipazione degli impatti economici futuri3 effettuata nel 2020 e alcune riprese di valore. Nel FY21 il costo del rischio sottostante di Gruppo4 è ora atteso al di sotto di 60 punti base.
13 I crediti deteriorati incorporano la classificazione in base alla nuova definizione di Default. Tuttavia, se si escludessero i nuovi criteri di classificazione, il rapporto tra crediti deteriorati lordi (NPE) e totale crediti lordi del Gruppo UniCredit – che al 31 marzo 2021 è pari al 4,8 per cento – sarebbe risultato inferiore (4,6 per cento circa).
UniCredit ha registrato un utile netto sottostante1 di €883 milioni nel 1trim21. Questa robusta performance riflette la risalita dei ricavi, nonostante l'impatto dei lockdown sulle attività della clientela sia continuato nel trimestre, oltre agli effetti positivi derivanti dalle significative riduzioni operative e al costo del rischio più basso. Il target di utile netto sottostante per il FY21 è atteso sostanzialmente in linea con la precedente guidance.
Grazie al suo solido bilancio, UniCredit ha un CET1 capital ratio fully loaded al 15,92 per cento5 . Il CET1 MDA buffer fully loaded è cresciuto nel 1trim21 a 689 punti base5 , con un incremento di 78 punti base trimestre su trimestre, una crescita a livelli record per la banca. Il target per il CET1 MDA buffer è tra 200 e 250 punti base.
I crediti deteriorati lordi nel portafoglio Non Core di UniCredit al 31 marzo 2021 sono stati pari a €3,6 miliardi, in calo di €0,1 miliardi in linea con l'andamento del primo trimestre stagionalmente poco dinamico. E' confermato il target di completo azzeramento entro il 2021.
Investor Relations: Tel. +39-02-886-21028 e-mail: [email protected] Media Relations: Tel. +39-02-886-23569 e-mail: [email protected]
RISULTATI 1TRIM21 GRUPPO UNICREDIT – DETTAGLI CONFERENCE CALL
MILANO, 6 maggio 2021 – 10.00 CET
ITALY: +39 02 805 88 11
UK: +44 1 212818003
USA: +1 718 7058794
LA CONFERENCE CALL SARÀ DISPONIBILE VIA LIVE AUDIO WEBCAST ALL'INDIRIZZO
https://www.unicreditgroup.eu/it/investors/financial-reporting/group-results.html, DOVE SI POTRANNO SCARICARE LE SLIDE
(milioni di €) 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim a/a Totale ricavi 4.378 4.238 4.687 +10,6% +7,1% di cui Margine di Interesse 2.494 2.250 2.180 -3,1% -12,6% di cui Commissioni 1.620 1.506 1.689 +12,2% +4,3% di cui Proventi da Negoziazione 173 426 639 +49,8% n.m. Costi operativi -2.493 -2.458 -2.415 -1,8% -3,1% Margine operativo lordo 1.885 1.780 2.272 +27,7% +20,6% Margine operativo netto 624 -278 2.105 n.m. n.m. Risultato netto contabile -2.706 -1.179 887 n.m. n.m. Risultato netto sottostante -159 204 883 n.m. n.m. CET1 MDA buffer (bp) 436 611 689 +78 +253 RoTE rettificato -1,2% 1,6% 6,9% +5,3 p.p. +8,1 p.p. Prestiti (escl. pct), mld 434 415 417 +0,6% -3,8% Crediti deteriorati lordi, mld 25 21 22 +5,5% -10,0% Depositi (escl. pct), mld 423 460 454 -1,4% +7,2% Rapporto costi/ricavi 56,9% 58,0% 51,5% -6,5 p.p. -5,4 p.p. Costo del rischio (pb) 104 179 15 -165 -89
RISULTATI CONSOLIDATI DEL GRUPPO UNICREDIT
Nota: L'utile netto sottostante e il RoTE di Gruppo escludono l'impatto del deconsolidamento di Yapi (-€1.576 mln nel 1trim20), i costi di integrazione in Italia (-€1.272 mln nel 1trim20), le cessioni immobiliari addizionali (+€296 mln nel 1trim20), l'impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio (-€3 mln nel 1trim20 e -€519 mln nel 4trim20), la rivalutazione degli immobili (+€9 mln nel 1trim20, +€23 mln nel 4trim20 e +€4 mln nel 1trim21), l'azzeramento della Non Core (-€8 mln nel 4trim20) e la svalutazione dell'avviamento (-€878 mln nel 4trim20).
I ricavi sono aumentati del 7,1 per cento a/a a €4,7 mld nel 1trim21, con la crescita delle commissioni (+4,3 per cento a/a) e delle attività di negoziazione (+466 mln a/a) che ha ampiamente compensato il calo del NII (-12,6 per cento a/a). I maggiori contributi ai ricavi sono riconducibili a Commercial Banking Italy, Corporate & investment Banking e CEE. I ricavi per il FY21 sono attesi sostanzialmente in linea con le stime del consensus6 .
Nel 1trim21 il margine di interesse14 è calato del 3,1 per cento trim/trim a €2,2 mld, principalmente per effetto dei tassi alla clientela più bassi (contribuendo -€48 mln trim/trim a NII), che risentono di tassi di mercato più bassi, della concorrenza e dei prestiti garantiti dallo Stato con minore rendimento, nonché per l'impatto della domanda debole sui volumi (-€13 mln trim/trim), soprattutto nel Corporate & Investment Banking. Questi fattori sono stati in parte compensati dalla positiva contribuzione dei depositi trim/trim (+€28 mln trim/trim), spinti da iniziative commerciali di successo che hanno ridotto la remunerazione della clientela sui depositi. Un ulteriore impatto sfavorevole è stato l'effetto negativo del TLTRO3 (-€18 mln trim/trim) 15 , vista l'assenza dell'effetto una tantum, rilevato nel 4trim20, derivante dall'estensione delle condizioni favorevoli, e del portafoglio di Tesoreria e investimenti (-€18 mln trim/trim), in parte compensato dal funding a medio lungo termine (+€24 mln trim/trim). Rettificata per l'effetto giorni (-€29 mln trim/trim) e per l'effetto una tantum, derivante dall'estensione delle condizioni favorevoli del TLTRO3 intervenuta nel 4trim20 (-€18 mln trim/trim), la diminuzione del NII trim/trim sarebbe stata dell'1,0 per cento trim/trim. Guardando alla restante parte del FY21, alcune condizioni sfavorevoli potrebbero ancora influenzare il margine di interesse fino a quando non si verificherà una ripresa economica sostenuta.
Le commissioni sono cresciute del 4,3 per cento a/a, attestandosi a €1.7 mld nel 1trim21 con una performance estremamente forte, nonostante il raffronto con un 1trim20 particolarmente positivo e nonostante il perdurare
14 Contributo netto derivante dalla strategia di copertura dei depositi non scaduti nel 1trim21 a €362,6 mln, -€2,4 mln trim/trim e +€9,0 mln a/a.
15 Calcolo manageriale. Il Consiglio Direttivo della BCE nel dicembre 2020 ha esteso le condizioni più favorevoli riferite al TLTRO3 al periodo giugno 2021 - giugno 2022 subordinate al raggiungimento di determinate soglie. Tali condizioni più favorevoli, rispetto all'adozione incrementale di TLTRO2 sia per il 3trim20 che per il 4trim20, sono state rilevate nel 4trim20 con riferimento a quanto maturato dalla data di sottoscrizione dei titoli (giugno 2020)
dei lockdown, che ha portato al risultato trimestrale più elevato in termini di commissioni da prima del lancio del piano Transform 2019:
- − le commissioni su investimenti sono state pari a €717 mln, in rialzo del 15,5 per cento a/a trainate dalla sostenuta attività commerciale che ha portato alla crescita delle vendite lorde di raccolta gestita (AuM) (soprattutto in Commercial Banking Italy) e delle commissioni di gestione della raccolta gestita (AuM) grazie all'aumento dei volumi medi;
- − le commissioni di finanziamento sono state pari a €431 mln, in calo dell'1,8 per cento a/a di riflesso alla minore attività commerciale a causa dell'estensione dei lockdown che ha provocato una diminuzione delle vendite di prodotti assicurativi di protezione del credito;
- − le commissioni da servizi transazionali sono state pari a €542 mln, in calo del 3,5 per cento a/a effetto di minori commissioni da servizi transazionali sensibili all'andamento del PIL, come carte e pagamenti.
Si prevede che le commissioni su investimenti continueranno a beneficiare delle scelte della clientela con abbondante liquidità di spostare i depositi verso prodotti di raccolta gestita (AuM), purché le condizioni di mercato restino favorevoli. Mentre, a livello di commissioni di finanziamento e da servizi transazionali, l'attività della clientela dovrebbe riprendere dal 2sem21 in avanti, a un ritmo che sarà condizionato dai tempi di allentamento delle restrizioni e dalla dinamica del PIL.
I proventi da attività di negoziazione sono stati pari a €639 mln nel 1trim21, in rialzo di €466 mln a/a. L'attività della clientela è aumentata dell'87,1 per cento a/a, esclusa la componente volatile XVA11, grazie alla robusta performance in termini di Fixed Income. I proventi da attività di negoziazione non collegata alla clientela sono cresciuti di €109 mln a/a, principalmente grazie ai risultati della Tesoreria. Nel 1trim21 i proventi da negoziazione sono stati supportati anche dalle XVA11 (+€179 mln a/a). Si prevede che i proventi da negoziazione si normalizzeranno a un tasso di crescita di circa €350 mln per trimestre, escluse le XVA11 , per il resto dell'anno.
I dividendi e gli altri proventi16 sono saliti del 9,7 per cento a/a, attestandosi a €112 mln nel 1trim21, con il contributo negativo di Yapi Kredi (-€22 mln a/a) ampiamente compensato da altri investimenti azionari e finanziari (+€31 mln a/a).
Gli altri proventi/oneri netti sono aumentati di €137 mln trim/trim, sostenuti dalla rinegoziazione del contratto con SIA17 .
Il trimestre è stato caratterizzato dagli effetti positivi derivanti dalle significative riduzioni operative con un calo dei costi operativi del 3,1 per cento a/a, a €2,4 mld, che ha portato il rapporto costi/ricavi al 51,5 per cento, il più basso in oltre un decennio:
- − i costi del personale sono stati pari a €1,5 mld nel 1trim21, in calo del 4,0 per cento a/a, principalmente grazie alla riduzione degli FTE, soprattutto nel Commercial Banking Italy e CEE, e ai minori costi pensionistici nel Commercial Banking Austria;
- − le spese non HR18 sono state pari a €0,9 mld nel 1trim21, in calo dell'1,7 per cento a/a principalmente grazie alla diminuzione delle spese per viaggi e immobiliari.
I costi per il FY21 sono attesi sui livelli del FY19.
16 Inclusi i dividendi e i proventi da partecipazioni. Yapi Kredi è valutata secondo il metodo del patrimonio netto (partecipazione al 32 per cento per gennaio 2020 e successivamente al 20 per cento) e contribuisce alla voce dividendi del Conto Economico di Gruppo basato sulla vista manageriale.
17 UniCredit e SIA hanno firmato un nuovo accordo relativo ai servizi di processing delle carte (cfr.Comunicato stampa del 12 febbraio 2021).
18 Le spese non HR includono "altre spese amministrative", "recuperi di spesa" e "ammortamenti, svalutazioni e rettifiche su crediti su immobilizzazioni materiali e immateriali".
Il numero degli FTE di Gruppo si è attestato a 82.003 alla fine del 1trim21, con un calo di 1.940 unità a/a. Il numero delle filiali è diminuito di 170 a/a a 3.480 alla fine del 1trim21 (di cui 2.664 filiali in Europa occidentale e 816 nella CEE).
Le rettifiche su crediti sono state pari a €167 mln nel 1trim21 (-86,7 per cento a/a), di cui €204 mln sono state rettifiche su crediti specifiche19 , grazie alla stagionalità e ulteriormente supportate da riprese di valore nel 1trim21 e dall'anticipazione degli impatti economici futuri effettuata nel 20203 .
Nel 1trim21 il costo del rischio contabile di Gruppo è stato di 15 pb (-165 pb trim/trim), riflettendo la stagionalità di un costo del rischio contenuto, ulteriormente supportato da riprese di valore e dall'anticipazione di impatti economici futuri effettuata nel 20203 . Nel 1trim21 il costo del rischio include i 18 pb di costo del rischio specifico e i -3 pb di overlay su costo del rischio20 . Per il FY21 iI costo del rischio sottostante di Gruppo4 è ora atteso al di sotto dei 60 punti base. Tale guidance include ridottissimi accantonamenti per overlay nella parte restante del FY21, determinati in gran parte dal previsto deterioramento della probabilità di default (PD) dall'aumento degli accantonamenti a seguito di migrazione di esposizioni allo Stage 2.
Gli oneri sistemici sono aumentati del 15,3 per cento a/a a €620 mln, in conseguenza del maggiore contributo al Single Resolution Fund (SRF) per effetto della crescita nel 2021 del livello target SRF a seguito dell'aumento a livello di sistema dei depositi della clientela nel 2020. Come consuetudine, la maggioranza di questi oneri sistemici sono stati contabilizzati nel 1trim21. La guidance per il FY21 è vicina a €1 mld.
L'utile sugli investimenti è diminuito di €325 mln trim/trim, influenzato dalla valutazione a FV di -€225 mln della partecipazione in Yapi Kredi nel 1trim21.
Tutte le divisioni aziendali sono tornate alla redditività già nel 1trim21 malgrado l'imputazione nel primo trimestre della maggior parte degli oneri sistemici annuali. Corporate & Investment Banking e Commercial Banking Italy hanno registrato una forte performance e sono stati sostenuti dalle positive dinamiche dei ricavi nel trimestre. Come risultato, l'utile netto sottostante è stato pari a €883 mln nel 1trim21 1 . Il RoTE sottostante di Gruppo 12 è aumentato di 5,3 p.p. trim/trim al 6,9 per cento nel 1trim21. L'utile netto sottostante per il FY21 è atteso sostanzialmente in linea con la precedente guidance.
STATO PATRIMONIALE
I prestiti commerciali lordi medi21 si sono attestati a €388,7 mld22 al 31 marzo 2021 (-0,5 per cento trim/trim, -2,7 per cento a/a). I principali contributori sono stati Commercial Banking Italy (€130,8 mld), Commercial Banking Germany (€85,3 mld) e Corporate & Investment Banking (€69,5 mld).
Tutte le divisioni, tranne Corporate & Investment Banking, hanno registrato una crescita dei finanziamenti nei saldi di fine periodo durante il trimestre, con il Commercial Banking Italy che segna il volume di finanziamenti a fine periodo più elevato dal 4trim19.
19 Rettifiche su crediti specifiche: accantonamenti analitici e statistici legati al portafoglio deteriorato (Stage 3), escluse le modifiche nello scenario di vendita relativo alle esposizioni deteriorate.
20 Include tra l'altro: IFRS9 macro, accantonamenti per settore, classificazione proattiva e incrementi di copertura di Stage 2.
21 I prestiti commerciali lordi medi in bonis, esclusi i pronti contro termine, sono dati manageriali e sono calcolati come medie giornaliere.
22 Inclusi Group Corporate Centre e Non Core.
I tassi lordi sui finanziamenti alla clientela23 sono diminuiti di 5 pb trim/trim al 2,02 per cento22 nel 1trim21 e di 37 pb a/a.
I depositi commerciali medi di Gruppo24 sono aumentati a €446,7 bn22 al 31 marzo 2021 (+1,4 per cento trim/trim, +9,2 per cento a/a). I principali contributori sono stati Commercial Banking Italy (€170,4 mld), Commercial Banking Germany (€101,9 mld) e CEE (€72,8 mld).
Tutte le divisioni, tranne la CEE, hanno registrato una riduzione dei depositi nei saldi di fine periodo durante il trimestre.
Le attività finanziarie totali (TFA)25 sono aumentate del 13,8 per cento a/a, attestandosi a €754 mld al 31 marzo 2021:
- − La raccolta gestita (AuM) è stata pari a €211 mld, in rialzo del 16,7 per cento a/a, guidata dalla forte performance del mercato in Commercial Banking Italy;
- − La raccolta amministrata (AuC) è aumentata del 25,2 per cento a/a a €148 mld nel 1trim21. Questa crescita è stata trainata dalla forte performance del mercato in Commercial Banking Germany e Commercial Banking Italy;
- − I depositi sono aumentati dell'8,6 per cento a/a, attestandosi a €395 mld spinti soprattutto dallo sviluppo delle attività commerciali nel Commercial Banking Italy e Commercial Banking Germany.
| (milioni di €) | Sofferenze | Inadempienze probabili |
Esposizioni scadute deteriorate |
Totale deterioriati |
Crediti non deteriorati |
Totale Crediti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Situazione al 31 marzo 2021 (*) | ||||||
| Esposizione lorda | 7.596 | 13.681 | 1.147 | 22.424 | 441.010 | 463.434 |
| incidenza sul totale crediti | 1,6% | 3,0% | 0,2% | 4,8% | 95,2% | |
| Rettifiche di valore | 5.942 | 6.731 | 386 | 13.060 | 3.683 | 16.743 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 78,2% | 49,2% | 33,7% | 58,2% | 0,8% | |
| Valore di bilancio | 1.654 | 6.950 | 761 | 9.364 | 437.326 | 446.691 |
| incidenza sul totale crediti | 0,4% | 1,6% | 0,2% | 2,1% | 97,9% | |
| Situazione al 31 dicembre 2020 (*) | ||||||
| Esposizione lorda | 7.613 | 12.874 | 759 | 21.246 | 446.157 | 467.403 |
| incidenza sul totale crediti | 1,6% | 2,8% | 0,2% | 4,5% | 95,5% | |
| Rettifiche di valore | 5.967 | 6.492 | 256 | 12.716 | 4.138 | 16.853 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 78,4% | 50,4% | 33,7% | 59,8% | 0,9% | |
| Valore di bilancio | 1.645 | 6.381 | 503 | 8.530 | 442.019 | 450.550 |
| incidenza sul totale crediti | 0,4% | 1,4% | 0,1% | 1,9% | 98,1% |
QUALITÀ DELL'ATTIVO
Nota: (*) I finanziamenti totali alla clientela escludono i crediti derivanti da sublease rilevati a seguito dell'applicazione del principio contabile IFRS16. (**) L'incidenza dell'esposizione lorda dei crediti deteriorati sul totale crediti è passata da 4,55 per cento al 31 dicembre 2020 al 4,84 per cento al 31 marzo 2021 a seguito dell'entrata in vigore, a partire dal 1 gennaio 2021, della Nuova Definizione di Default che ha rivisto le linee guida di classificazione dei crediti quali crediti deteriorati. Gli effetti valutativi sulle rettifiche di valore sono già stati iscritti a dicembre 2020 sulle esposizioni non deteriorate a seguito dell'applicazione del principio IFRS9.
23 I tassi lordi sui finanziamenti in bonis alla clientela sono calcolati assumendo la convenzione dei 365 giorni, rettificati per la convenzione dei 360 giorni dove disponibile in modo analitico e sulla base dei saldi lordi medi.
24 I depositi commerciali medi, esclusi i pronti contro termine, sono dati manageriali e sono calcolati come medie giornaliere. I depositi al netto delle obbligazioni emesse dal Gruppo sono collocati dal network.
25 Si riferisce alle attività finanziarie commerciali totali di Gruppo (TFA). Funzioni non commerciali, come CIB, Group Corporate Centre, Non Core e Leasing/Factoring sono escluse. I dati sono cifre manageriali
Le esposizioni deteriorate lorde per il Gruppo sono state pari a €22,4 mld nel 1trim21 (+5,5 per cento trim/trim e -10,0 per cento a/a) portando a un rapporto tra crediti deteriorate lordi e totale crediti lordi pari al 4,8 per cento 13 (+0,3 p.p. trim/trim, -0,1 p.p. a/a), mentre il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e crediti netti si è attestato al 2,1 per cento (+0,2 p.p. trim/trim, +0,3 p.p. a/a). Il rapporto di copertura è diminuito di 1,6 p.p. trim/trim al 58,2 per cento (-7,0 p.p. a/a).
Le sofferenze lorde di Gruppo sono state pari a €7,6 mld nel 1trim21 (-0,2 per cento trim/trim, -39,6 per cento a/a) con un rapporto di copertura del 78,2 per cento (-0,2 p.p. trim/trim, +1,4 p.p. a/a). Le inadempienze probabili lorde (UTP) sono aumentate a €13,7 mld (+6,3 per cento trim/trim, +19,2 per cento a/a), con un rapporto di copertura del 49,2 per cento (-1,2 p.p. trim/trim, -5,5 p.p. a/a). Le esposizioni scadute deteriorate di Gruppo si sono attestate a €1,1 mld (+51,0 per cento trim/trim, +33,7 per cento a/a) con un rapporto di copertura del 33,7 per cento (stabile trim/trim, -1,8 p.p. a/a).
Le esposizioni deteriorate lorde di Gruppo, escluso il portafoglio Non Core26, sono cresciute a €18,8 mld nel 1trim21 (+7,3 per cento trim/trim, +12,0 per cento a/a). Il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde di Gruppo e totale crediti lordi è stato pari al 4,1 per cento 27 (+0,3 p.p. trim/trim, +0,7 p.p. a/a) spinto soprattutto dall'applicazione della nuova definizione di default28 . Utilizzando la definizione dell'EBA, il rapporto tra esposizioni deteriorate lorde e totale crediti lordi per il Gruppo, esclusa la Non Core, è stato in linea con la media ponderata delle altre banche europee29 . Il rapporto di copertura è diminuito al 54,3 per cento (-1,6 p.p. trim/trim, -4.6 p.p. a/a) soprattutto per effetto dell'incremento delle inadempienze probabili, spinte dalla prima applicazione della nuova definizione di default28 .
Le sofferenze lorde di Gruppo, escluso il portafoglio Non Core, sono aumentate a €5,6 mld (+0,5 per cento trim/trim, -25,0 per cento a/a) con un rapporto di copertura del 75,1 per cento (-0,2 p.p. trim/trim, +2,9 p.p. a/a). Le inadempienze probabili lorde sono state pari a €12,1 mld (+7,7 per cento trim/trim, +42,5 per cento a/a) con un rapporto di copertura del 46,5 per cento (-1,1 p.p. trim/trim, -2,9 p.p. a/a).
L'azzeramento del portafoglio Non Core è confermato entro la fine del FY21. In un primo trimestre, tradizionalmente poco dinamico per stagionalità, il portafoglio Non Core è diminuito del 2,7 per cento trim/trim nel 1trim21. I prestiti lordi30 sono diminuiti a €3,6 mld (-2,7 per cento trim/trim, -55,6 per cento a/a). Nel 1trim21 il miglioramento delle esposizioni deteriorate lorde della Non Core è stato spinto principalmente da cancellazioni per €0,1 mld.
CAPITAL & FUNDING
Il CET1 ratio fully loaded è aumentato di 78 pb trim/trim al 15,92 per cento nel 1trim215 , principalmente grazie a +52 pb relative a dinamiche RWA, +27 pb dall'utile netto sottostante1 , +11 pb da FVOCI31, FX32, DBO33 e +4 pb
26 Esposizioni deteriorate lorde di fine periodo incluse sofferenze lorde, inadempienze probabili lorde ed esposizioni scadute deteriorate lorde. Esposizioni lorde scadute deteriorate a €1.137 mln nel 1trim21 (+51,4 per cento trim/trim e +34,8 per cento a/a).
27 I crediti deteriorati incorporano la classificazione in base alla nuova definizione di Default. Tuttavia, se si escludessero i nuovi criteri di classificazione, il rapporto tra crediti deteriorati lordi (NPE) e totale crediti lordi del Gruppo UniCredit esclusa la Non Core – che al 31 marzo 2021 è pari al 4,1 per cento – sarebbe risultato inferiore (3,9 per cento circa).
28 Classificazione dei prestiti in base all'applicazione della nuova definizione di Default, come da linee guida EBA.
29 Fonte: dashboard EBA dei rischi (dati al 4trim20). La media dei crediti deteriorati di UniCredit secondo EBA è stata pari al 2,8 per cento (2,7 per cento al netto della DoD), a fronte di una media europea del 2,6 per cento.
30 Esposizioni deteriorate lorde di fine periodo incluse sofferenze lorde, inadempienze probabili lorde ed esposizioni lorde scadute deteriorate.
31 Nel 1trim21 impatto da FVOCI sul CET1 ratio -1 pb, di cui +0 pb per effetto dei BTP. BTP sensitivity: +10 pb di spostamento parallelo degli spread degli asset swap BTP ha un impatto di -2,6 pb e -1,9 pb rispettivamente al lordo e al netto delle tasse sul CET1 ratio fully loaded al 31 marzo.
32 Sensitivity della Lira Turca (TRY): un deprezzamento del 10 per cento della lira turca (TRY) ha un impatto netto di -1,2 pb sul CET1 ratio fully loaded. Dati manageriali al 31 marzo 2021.
33 Sensitivity DBO: 1: la diminuzione di 10 pb del tasso di sconto ha un impatto al lordo delle tasse di -4,8 pb e al netto delle tasse di -3,4 pb sul CET1 ratio fully loaded al 31 marzo 2021.
relativi ad altre poste34. Tale incremento è stato in parte compensato da -10 pb da cedole AT1/CASHES, dividendi maturati35 e riacquisto di azioni proprie36 di -5 pb.
Nel 1trim21 il CET1 MDA buffer fully loaded37 è stato pari a 689 pb5 (+78 pb trim/trim) principalmente grazie ai minori RWA e utile netto sottostante. Il CET1 MDA buffer fully loaded è atteso ben al di sopra di 400 pb nel FY21 con un target di CET1 MDA buffer nell'intervallo tra 200 e 250 pb. È confermata la politica di distribuzione ordinaria con un payout del 50 per cento dell'utile netto sottostante (massimo 30 per cento tramite dividendo in contanti, minimo 20 per cento tramite riacquisto di azioni proprie)8 . Nel 2021 la distribuzione ordinaria è di €447 mln, distribuzione in contanti di €268 mln pagata il 21 aprile 2021 e distribuzione tramite riacquisto di azioni proprie di €179 mln, approvata da BCE e Assemblea degli Azionisti, e dovrebbe essere completata entro la fine del 3trim21. In aggiunta, l'Assemblea degli Azionisti di aprile 2021 ha approvato una delibera di distribuzione straordinaria da eseguirsi non prima del 1 ottobre 2021 per un importo pari a €652 mln, integralmente in forma di riacquisto di azioni proprie8 . La combinazione della distribuzione ordinaria e di quella straordinaria è pari a una remunerazione di capitale complessiva agli azionisti di €1,1 mld nel 2021, costituita da €0,8 mld di riacquisto di azioni proprie e €0,3 mld di dividendi in contanti8 , per un rendimento complessivo di circa il 6 per cento nel FY219 .
Nel 1trim21 i transitional capital ratio sono stati: CET1 16,54 per cento, Tier 1 18,80 per cento e total capital 21,60 per cento. Tutti gli indicatori sono ben al di sopra dei requisiti minimi di capitale regolamentare38 . Gli RWA transitional39 si sono attestati a €314,9 mld nel 1trim21, in calo di €10,8 mld dal 31 dicembre 2020. In particolare, gli RWA di credito sono diminuiti di €10,2 mld, attestandosi a €273,4 mld. La causa principale è stata l'andamento del business (-€4,1 mld trim/trim) di cui -€2,2 mld da nuove garanzie statali, mentre il resto riflette principalmente i minori prestiti e -€2,5 mld dal quadro normativo avverso, di cui -€0,7 mld da prociclicità. Gli RWA di mercato sono diminuiti di €0,6 mld trim/trim a €10,7 mld, parzialmente per ragioni tecniche. Gli RWA operativi sono rimasti stabili trim/trim (-€27 mln trim/trim) a €30,8 mld.
A gennaio 2021 UniCredit SpA ha emesso con successo €2 mld di Senior Preferred in due tranche (a 5 e a 10 anni), parte del Funding Plan 2021. Per il 2021 la raccolta è maggiormente orientata su strumenti MREL in preparazione al futuro requisito intermedio del 2022, mentre le esigenze in scadenza di strumenti di capitale sono abbastanza ridotte in considerazione degli abbondanti buffer di capitale della banca. UniCredit è pienamente conforme al requisito TLAC superiore al 19,5 per cento40 con un TLAC transitional ratio del 27,30 per cento e un TLAC buffer rispetto al suddetto requisito transitional di 775 pb nel 1trim21.
34 Incluse poste non operative.
35 Pagamento delle cedole sugli strumenti di capitale AT1 (€34 mln al lordo delle tasse nel 1trim21, €488 mln al lordo delle tasse previsti per il FY21) e cashes (€30 mln al lordo e al netto delle tasse nel 1trim21, €122 mln previsti per il FY21). Dividendi maturati al 30 per cento dell'utile netto sottostante nel 1trim21.
36 Il riacquisto di azioni proprie è stato approvato da BCE e Assemblea degli Azionisti.
37 MDA buffer è rilevante dal punto di vista regolamentare solo verso il CET1 ratio transitional, pari a 751 pb; i requisiti di CET1 MDA sono pari al 9,03 per cento nel 1trim21.
38 Requisiti di capitale per il Gruppo UniCredit al 31 marzo 2021 (cifre arrotondate): 9,03 per cento per il CET1 ratio, 10,86 per cento per il Tier 1 ratio e 13,30 per cento per il Total Capital ratio.
39 Evoluzione del business: cambiamenti relativi alle attività della clientela (principalmente finanziamenti, inclusi prestiti garantiti). Quadro normativo avverso include: cambiamenti (ad es. CRR o CRD) che determinano variazioni degli RWA; Prociclicità: cambiamenti nel panorama macroeconomico o nell'affidabilità creditizia del cliente; Modelli: cambiamenti metodologici dei modelli esistenti o nuovi. Interventi aziendali: iniziative per la riduzione degli RWA (ad es. cartolarizzazioni, interventi relativi alle garanzie); Effetto dei cambi: impatto di esposizioni in valute estere. Altri crediti includono cessioni straordinarie/non ricorrenti.
40 Il TLAC transitional ratio del 1trim21 è pari al 27,30 per cento (di cui il 24,80 per cento del TLAC subordination ratio e il 2,5 per cento della senior preferred exemption) e MDA buffer di 775 pb. Attuale requisito del 19,55 per cento (considerando il requisito combinato di riserva di capitale del 1trim21) con il 2,50 per cento di senior exemption. Requisito fully loaded del 21,55 per cento (considerando il requisito combinato di riserva di capitale del 1trim21) con il 3,50 per cento di senior exemption.
DATI DIVISIONALI 41
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | 1.702 | 1.530 | 1.707 | +11,6% | +0,3% |
| di cui Margine di Interesse | 780 | 674 | 638 | -5,3% | -18,1% |
| di cui Commissioni | 917 | 852 | 970 | +13,8% | +5,8% |
| Costi operativi | -930 | -894 | -915 | +2,3% | -1,7% |
| Margine operativo lordo | 771 | 636 | 792 | +24,6% | +2,7% |
| Margine operativo netto | 122 | -500 | 592 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto contabile | -719 | -444 | 385 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto sottostante | 23 | -220 | 385 | n.m. | n.m. |
| RoAC contabile | -24,7% | -17,0% | 16,3% | +33,3 p.p. | +41,0 p.p. |
| RoAC sottostante | 0,8% | -8,4% | 16,3% | +24,7 p.p. | +15,5 p.p. |
| Rapporto costi/ricavi | 54,7% | 58,4% | 53,6% | -4,8 p.p. | -1,1 p.p. |
| Costo del rischio (p.b.) | 193 | 342 | 60 | -282 | -133 |
COMMERCIAL BANKING ITALY
Il margine di interesse è diminuito del 5,3 per cento trim/trim nel 1trim21 a causa dell'Euribor più basso e della generale riduzione dei tassi alla clientela, mentre l'impatto derivante dai minori rendimenti dei prestiti garantiti dallo Stato è stato moderato. Rettificato per l'effetto giorni (-€5 mln trim/trim) e per la posta straordinaria di TLTRO3 nel 4trim20 (-€18 mln trim/trim), il NII è diminuito del 2,0 per cento trim/trim.
Le commissioni sono aumentate del 5,8 per cento a/a nonostante il 1trim20 fosse stato solo parzialmente influenzato da tre settimane circa di lockdown. La straordinaria performance delle commissioni è stata guidata dalle commissioni di raccolta gestita upfront (in rialzo del 52,1 per cento a/a).
Gli altri proventi/oneri netti sono aumentati di €103 mln trim/trim a €51 mln nel 1trim21, sostenuti dalla rinegoziazione dell'accordo con SIA17 .
I costi sono diminuiti dell'1,7 per cento a/a, attestandosi a €915 mln grazie alle minori spese per il personale per effetto soprattutto del calo degli FTE (-1.388 a/a).
Le rettifiche su crediti sono state pari a -€200 mln nel 1trim21, in calo dell'82,4 per cento trim/trim, con il costo del rischio contabile2 a 60 pb nel 1trim21, di riflesso alla stagionalità e all'anticipazione di impatti economici futuri effettuata nel 20203 .
L'utile netto contabile e sottostante42 è stato di €385 mln nel 1trim21 con un RoAC sottostante42 del 16,3 per cento nel 1trim21.
41 Si prega di considerare che (i) tutti i risultati divisionali presenti nella sezione "Dati Divisionali" rappresentano il contributo di ogni singola divisione ai dati del Gruppo;(ii) il rendimento sul capitale allocato (RoAC) per ogni divisione mostrato in questa sezione è calcolato come rapporto tra utile netto annualizzato e il capitale allocato. Il capitale allocato è basato sugli RWA calcolati con un target di CET1 del 11,75 per cento, in linea con l'arco temporale del piano, includendo le deduzioni per shortfall e normalizzazioni.
42 Normalizzato per l'impatto dei costi di integrazione in Italia (-€742 mln) nel 1trim20 e impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio inclusa nuova DoD (-€224 mln) nel 4trim20.
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | 622 | 584 | 602 | +3,2% | -3,1% |
| di cui Margine di Interesse | 420 | 362 | 352 | -2,9% | -16,2% |
| di cui Commissioni | 196 | 166 | 205 | +23,3% | +4,3% |
| Costi operativi | -424 | -415 | -425 | +2,6% | +0,3% |
| Margine operativo lordo | 197 | 169 | 177 | +4,9% | -10,4% |
| Margine operativo netto | 45 | 85 | 187 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto contabile | 16 | 16 | 68 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto sottostante | 19 | 27 | 68 | n.m. | n.m. |
| RoAC contabile | 1,2% | 1,1% | 6,5% | +5,4 p.p. | +5,4 p.p. |
| RoAC sottostante | 1,5% | 2,0% | 6,5% | +4,5 p.p. | +5,1 p.p. |
| Rapporto costi/ricavi | 68,2% | 71,1% | 70,6% | -0,5 p.p. | +2,4 p.p. |
| Costo del rischio (p.b.) | 69 | 38 | -5 | -43 | -74 |
COMMERCIAL BANKING GERMANY
Il margine di interesse è diminuito del 2,9 per cento trim/trim per effetto della continua pressione sui tassi di finanziamento, compensata in parte da modifiche delle condizioni sui depositi. Il 1trim21 è stato caratterizzato dai primi segnali di ripresa nella domanda di finanziamenti.
Le commissioni sono aumentate del 4,3 per cento a/a, sostenute dalle commissioni su investimenti (+10,3 per cento a/a) e di finanziamento (+5,2 per cento a/a), che hanno ampiamente compensato le minori commissioni transazionali sensibili all'andamento del PIL (-6,3 per cento a/a).
I costi sono aumentati dello 0,3 per cento a/a a €425 mln con una diminuzione dei costi per il personale compensata dalla crescita dei costi IT.
Nel 1trim21 il costo del rischio contabile2 è stato pari a -5 pb (in calo di 43 pb trim/trim), di riflesso alla stagionalità e supportato da riprese di valore.
L'utile netto contabile e sottostante43 è stato pari a €68 mln nel 1trim21 con RoAC sottostante43 del 6,5 per cento nel 1trim21.
43 Normalizzato per l'impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio, inclusa nuova DoD (-€3 mln) nel 1trim20 e (-€13 mln) nel 4trim20, e sulle valutazioni immobiliari (+€2 mln) nel 4trim20.
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | 342 | 360 | 371 | +3,2% | +8,6% |
| di cui Margine di Interesse | 155 | 154 | 142 | -8,0% | -8,7% |
| di cui Commissioni | 160 | 149 | 152 | +2,1% | -5,0% |
| Costi operativi | -252 | -255 | -238 | -6,7% | -5,7% |
| Margine operativo lordo | 90 | 105 | 133 | +27,2% | +48,7% |
| Margine operativo netto | 5 | -35 | 171 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto contabile | -58 | -33 | 89 | n.m. | n.m. |
| Risultato netto sottostante | -59 | 10 | 89 | n.m. | n.m. |
| RoAC contabile | -8,6% | -5,2% | 14,6% | +19,8 p.p. | +23,1 p.p. |
| RoAC sottostante | -8,8% | 1,1% | 14,5% | +13,4 p.p. | +23,3 p.p. |
| Rapporto costi/ricavi | 73,7% | 70,8% | 64,1% | -6,8 p.p. | -9,7 p.p. |
| Costo del rischio (p.b.) | 75 | 127 | -34 | -161 | -110 |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA
Il margine di interesse è diminuito dell'8,0 per cento trim/trim per effetto di poste non commerciali, con un'abbondanza di liquidità, in parte compensate da modifiche delle condizioni sui depositi.
Le commissioni sono diminuite del 5,0 per cento a/a prevalentemente per effetto delle commissioni da servizi transazionali sensibili all'andamento del PIL (-8.8 per cento a/a), solo in parte compensate dalle commissioni su investimenti, tornate ai livelli del 1trim20.
I proventi da attività di negoziazione sono aumentati di €43 mln a/a grazie a poste non ricorrenti e alle XVA11 positive.
I costi operativi sono diminuiti del 5,7 per cento a/a attestandosi a €238 mln grazie ai costi per il personale, sui quali ha inciso il rilascio di una consistente posta straordinaria relativa alle pensioni nel 1trim21. Rettificato per tale posta, i costi sono diminuiti dello 0,6 per cento a/a.
Nel 1trim21 il costo del rischio contabile2 è stato di -34 pb, con rilasci per rettifiche su crediti trainati da riprese di valore.
L'utile netto contabile e sottostante44 è stato pari a €89 mln nel 1trim21 con RoAC sottostante44 del 14,5 per cento nel 1trim21.
44 Normalizzato per l'impatto di valutazioni immobiliari (+€2 mln) nel 1trim20 e (-€1 mln) nel 4trim20 e per l'impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio inclusa la nuova DoD (-€42 mln) nel 4trim20.
CEE
| 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim Totale ricavi 959 790 851 +6,3% -7,5% di cui Margine di Interesse 631 540 551 +0,9% -8,3% di cui Commissioni 187 181 174 -4,8% -4,4% Costi operativi -381 -367 -364 -1,6% -0,3% Margine operativo lordo 578 423 487 +13,1% -12,3% Margine operativo netto 281 110 373 n.m. +37,6% Risultato netto contabile 115 44 213 n.m. +90,4% Risultato netto sottostante 123 102 209 n.m. 69,7% RoAC contabile 4,9% 1,2% 11,5% +10,3 p.p. +6,6 p.p. RoAC sottostante 5,3% 4,7% 11,3% +6,6 p.p. +6,0 p.p. Rapporto costi/ricavi 39,8% 46,5% 42,8% -3,7 p.p. +3,0 p.p. Costo del rischio (p.b.) 177 200 72 -129 -105 Nota: Numeri dichiarati ai cambi correnti. Variazioni trim/trim e a/a a cambi costanti (utile netto sottostante, RoAC, rapporto costi/ricavi, rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi, rapporto di copertura e variazioni del costo del rischio a cambi correnti). Yapi è valutata con il metodo del patrimonio netto e contribuisce alla linea di dividendi del P&L del Gruppo in base alla vista manageriale. Il margine di interesse è aumentato dello 0,9 per cento trim/trim a cambi costanti, supportato da modifiche delle condizioni sui depositi e da poste non commerciali. Rettificato per l'effetto giorni (-€11 margine di interesse è aumentato del 2,8 per cento trim/trim. Le commissioni sono diminuite del 4,4 per cento a/a a cambi costanti soprattutto per effetto delle commissioni di finanziamento (-15,4 per cento a/a), che hanno risentito dei prolungati lockdown. I costi operativi sono diminuiti dello 0,3 per cento a/a a cambi costanti. La diminuzione dei costi del personale (- 2,3 per cento a/a a cambi costanti) ha seguito le dinamiche FTE ed è stata in parte compensata dall'aumento delle spese non HR (+2,0 per cento a/a a cambi costanti) riconducibili agli ammortamenti. rettifiche su crediti sono state pari a -€114 mln nel 1trim21 (-63,4 per cento trim/trim a cambi costanti) con il costo del rischio contabile2 a 72 pb nel 1trim21, di riflesso alla stagionalità del trimestre. L'utile netto contabile è stato di €213 mln nel 1trim21 con RoAC contabile dell'11,5 per cento nel 1trim21. L'utile netto sottostante45 è stato di €209 mln nel 1trim21 con RoAC sottostante |
(milioni di €) | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Le 1trim21. |
|||||
Il margine di interesse è aumentato dello 0,9 per cento trim/trim a cambi costanti, supportato da modifiche delle condizioni sui depositi e da poste non commerciali. Rettificato per l'effetto giorni (-€11 mln trim/trim), il margine di interesse è aumentato del 2,8 per cento trim/trim.
Le commissioni sono diminuite del 4,4 per cento a/a a cambi costanti soprattutto per effetto delle commissioni di finanziamento (-15,4 per cento a/a), che hanno risentito dei prolungati lockdown.
I costi operativi sono diminuiti dello 0,3 per cento a/a a cambi costanti. La diminuzione dei costi del personale (- 2,3 per cento a/a a cambi costanti) ha seguito le dinamiche FTE ed è stata in parte compensata dall'aumento delle spese non HR (+2,0 per cento a/a a cambi costanti) riconducibili agli ammortamenti.
Le rettifiche su crediti sono state pari a -€114 mln nel 1trim21 (-63,4 per cento trim/trim a cambi costanti) con il costo del rischio contabile2 a 72 pb nel 1trim21, di riflesso alla stagionalità del trimestre.
L'utile netto contabile è stato di €213 mln nel 1trim21 con RoAC contabile dell'11,5 per cento nel 1trim21. L'utile netto sottostante45 è stato di €209 mln nel 1trim21 con RoAC sottostante 45 dell'11,3 per cento nel 1trim21.
45 Normalizzato per l'impatto di costi di integrazione in Italia (-€11 mln) nel 1trim20, per rivalutazioni immobiliari (+€3 mln) nel 1trim20, e (+€1 mln) nel 4trim20, per
CIB
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 | trim/trim | a/a | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | 809 | 1.092 | 1.216 | +11,3% | +50,3% |
| di cui Margine di Interesse | 583 | 609 | 585 | -3,9% | +0,4% |
| di cui Commissioni | 172 | 175 | 193 | +10,5% | +11,8% |
| di cui Proventi da Negoziazione | 59 | 288 | 437 | +51,9% | n.m. |
| di cui XVA | -40 | 74 | 86 | +15,5% | n.m. |
| Costi operativi | -399 | -388 | -398 | +2,5% | -0,3% |
| Margine operativo lordo | 410 | 704 | 817 | +16,1% | +99,6% |
| Margine operativo netto | 252 | 452 | 885 | +95,7% | n.m. |
| Risultato netto contabile | -23 | 354 | 408 | +15,2% | n.m. |
| Risultato netto sottostante | -3 | 400 | 408 | 1,9% | n.m. |
| RoAC contabile | -0,8% | 13,6% | 16,8% | +3,3 p.p. | +17,6 p.p. |
| RoAC sottostante | -0,1% | 15,3% | 16,8% | +1,5 p.p. | +16,9 p.p. |
| Rapporto costi/ricavi | 49,4% | 35,6% | 32,7% | -2,8 p.p. | -16,6 p.p. |
| Costo del rischio (p.b.) | 42 | 77 | -22 | -100 | -64 |
Il margine di interesse è diminuito del 3,9 per cento trim/trim per effetto dei volumi dei prestiti, che hanno risentito della debolezza della domanda, e a seguito della contabilizzazione del beneficio del TLTRO nel 4trim20. La pressione sui tassi alla clientela è stata ampiamente compensata dal modifiche delle condizioni sui depositi della clientela.
Le commissioni sono aumentate dell'11,8 per cento a/a, la performance più forte dal 2015, sostenute dalle commissioni di finanziamento, grazie all'intensa attività della clientela sia nei mercati dei capitali che a livello di finanza strutturata.
I proventi da attività di negoziazione sono aumentati del 51,9 per cento trim/trim a €379 mln a/a, trainati dall'attività della clientela, in crescita dell'139,1 per cento a/a, con una robusta performance in termini di Fixed income e Tesoreria, anch'essi supportati dalle favorevoli dinamiche delle XVA11 .
I costi operativi sono diminuiti dello 0,3 per cento a/a grazie alle minori spese non HR e HR, nonostante il Covid-19.
Le rettifiche su crediti sono cresciute a €67 mln nel 1trim21 con un costo del rischio contabile2 di -22 pb. I rilasci di rettifiche su crediti sono stati trainati da riprese di valore.
L'utile netto contabile e sottostante46 è stato di €408 mln nel 1trim21. Il RoAC sottostante46 è stato pari al 16,8 per cento nel 1trim21.
46 Normalizzato per costi di integrazione in Italia (-€19 mln) nel 1trim20, per rivalutazioni immobiliari (-€1 mln) e impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio, inclusa nuova DoD (-€46 mln) nel 4trim20.
GROUP CORPORATE CENTRE (GCC)
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale ricavi | -48 | -97 | -42 | -56,0% | -10,6% |
| Costi operativi | -75 | -118 | -54 | -54,3% | -27,8% |
| Margine operativo lordo | -122 | -215 | -97 | -55,1% | -21,2% |
| Risultato netto contabile | -2.035 | -932 | -255 | -72,7% | -87,5% |
| Risultato netto sottostante | -271 | 62 | -254 | n.m. | -6,2% |
| FTE | 13.957 | 14.047 | 14.050 | +3 | +93 |
| Costi GCC/totali costi | 3,0% | 4,8% | 2,2% | -2,6 p.p. | -0,8 p.p. |
I ricavi47 sono migliorati a -€42 mln nel 1trim21, supportati dai minori costi del funding grazie ai tassi di mercato più favorevoli e alla diminuzione dei volumi.
I costi sono diminuiti del 27,8 per cento a/a grazie sia ai costi sia del personale sia non HR, guidate dalla diminuzione delle spese per viaggi.
L'utile netto da investimenti si è attestato a -€226 mln nel 1trim21 e ha risentito negativamente della valutazione a FV per -€225 mln della partecipazione in Yapi Kredi nel 1trim2148 .
La maggior parte degli oneri sistemici sono stati contabilizzati nel 1trim21, con il contributo annuale al Single Resolution Fund (SRF) interamente contabilizzato nel trimestre.
La perdita netta contabile è stata di -€255 mln nel 1trim21, mentre la perdita netta sottostante49 è stata di - €254 mln nel 1trim21.
47 I ricavi includono i dividendi da Yapi Kredi che non sono più segnalati nella CEE e sono ora riportati nel Group Corporate Center.
48 Yapi Kredi inclusa in Group Corporate Centre come investimento finanziario dal 1trim20.
49Normalizzato per l'impatto del deconsolidamento di Yapi Kredi (-€1.576 mln), costi di integrazione in Italia (-€489 mln) e ulteriori cessioni immobiliari (+€296 mln) nel 1trim20, per rivalutazioni immobiliari (+€4 mln) nel 1trim20 (+€21 mln) nel 4trim20, per svalutazione avviamento CIB (-€878 mln) e impatto del quadro normativo avverso sul costo del rischio inclusa nuova DoD (-€136 mln) nel 4trim20, valutazioni immobiliari (-€1 mln) in 1trim21.
| (milioni di €) | 1trim20 4trim20 1trim21 trim/trim | a/a | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Totale Ricavi | -8 | -21 | -17 | -15,6% | n.m. |
| Costi | -31 | -21 | -21 | 0,4% | -32,2% |
| Margine Operativo Lordo | -39 | -41 | -38 | -7,5% | -0,6% |
| Rettifiche su crediti | 77 | -121 | 27 | n.m. | -64,5% |
| Risultato netto contabile | -2 | -184 | -21 | -88,5% | n.m. |
| Risultato netto sottostante | 8 | -177 | -22 | -87,5% | n.m. |
| Crediti lordi verso la clientela | 8.099 | 3.693 | 3.593 | -2,7% | -55,6% |
| Rapporto di coperura | 78,4% | 79,0% | 79,1% | +0,1 p.p. | +0,7 p.p. |
| Crediti deteriorati netti | 1.746 | 775 | 750 | -3,3% | -57,1% |
| RWA | 9.633 | 7.642 | 6.139 | -19,7% | -36,3% |
NON CORE
Le esposizioni deteriorate lorde si sono attestate a €3,6 mld nel 1trim21, in calo del 2,7 per cento trim/trim in un trimestre tranquillo per stagionalità. Il completo azzeramento e la guidance del CMD19 per la perdita netta50 sono confermati.
Nel 1trim21 i costi operativi sono diminuiti del 32,2 per cento a/a grazie al calo del numero degli FTE e a minori costi di recupero credito, entrambi correlati alla riduzione delle esposizioni deteriorate lorde.
I rilasci di rettifiche su crediti sono stati pari a €27 mln nel 1trim21, spinti da rimborsi da parte di clienti.
La perdita netta contabile si è attestata a -€21 mln nel 1trim21, mentre la perdita netta sottostante51 è migliorata, rispetto al 4trim20, a -€22 mln nel 1trim21.
50 Perdita netta della Non Core da CMD19: FY21 <-€80 mln.
51Normalizzata per costi di integrazione in Italia (-€10 mln) nel 1trim20, azzeramento accelerato della Non Core (-€8 mln) nel 4trim20, valutazioni immobiliari (+€1 mln) nel 1trim21.
EVENTI DI RILIEVO DEL 1TRIM21 E SUCCESSIVI
Con riferimento ai principali eventi intervenuti nel 1trim21 e successivi al 31 marzo 2021, si rimanda a quanto illustrato nella sezione "Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo" nella Relazione sulla gestione consolidata, parte integrante del Bilancio Consolidato e Relazioni 2020 del Gruppo UniCredit, nonché ai comunicati stampa pubblicati sul sito del gruppo UniCredit. Si segnalano quindi, qui di seguito, i principali comunicati stampa finanziari intervenuti successivamente al 10 febbraio 2021 (data di approvazione del Bilancio Consolidato e Relazioni 2020 del Gruppo UniCredit):
- − "Pietro Carlo Padoan e Andrea Orcel nominati rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A. Nomina delle cariche sociali e dei membri dei comitati consiliari" (comunicato stampa pubblicato in data 15 aprile 2021);
- − "UniCredit: l'Assemblea degli Azionisti approva il Bilancio 2020" (comunicato stampa pubblicato in data 15 aprile 2021);
- − "Composizione del capitale sociale" (comunicato stampa pubblicato in data 31 marzo 2021);
- − "Lista per rinnovo Consiglio di Amministrazione e presentazione di una candidatura a Sindaco supplente" (comunicato stampa pubblicato in data 19 marzo 2021);
- − "Ranieri de Marchis nominato Direttore Generale di UniCredit ad interim" (comunicato stampa pubblicato in data 10 febbraio 2021).
OUTLOOK
Per quest'anno prevediamo per l'Eurozona una crescita del 3,5 per cento, cui farà seguito una espansione del 4,4 per cento nel 2022. La campagna di vaccinazione prosegue a rilento e l'allentamento delle misure di contenimento dovrebbe procedere in maniera graduale. Allo stesso tempo, i danni all'attività indotti dagli ultimi lockdown sono stati più contenuti di quanto previsto ed è in atto un recupero molto forte per il settore manifatturiero. È probabile che queste forze opposte si compensino, confermando le aspettative che il PIL dell'area Euro recupererà il suo livello pre-crisi intorno alla metà del 2022. Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea estenda il PEPP oltre marzo 2022, anche se con una dotazione minore.
TABELLE DI GRUPPO52
GRUPPO UNICREDIT: CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO
| (milioni di €) | 1trim20 | 4trim20 | 1trim21 | trim/trim | a/a |
|---|---|---|---|---|---|
| Interessi netti | 2.494 | 2.250 | 2.180 | -3,1% | -12,6% |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 102 | 124 | 112 | -9,8% | +9,7% |
| Commissioni nette | 1.620 | 1.506 | 1.689 | +12,2% | +4,3% |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 173 | 426 | 639 | +49,8% | n.m. |
| Saldo altri proventi/oneri | (11) | (69) | 6 8 |
n.m. | n.m. |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 4.378 | 4.238 | 4.687 | +10,6% | +7,1% |
| Spese per il personale | (1.542) | (1.456) | (1.480) | +1,7% | -4,0% |
| Altre spese amministrative | (812) | (827) | (794) | -3,9% | -2,2% |
| Recuperi di spesa | 125 | 147 | 129 | -11,9% | +3,5% |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni mat. e immat. | (265) | (323) | (270) | -16,2% | +2,2% |
| COSTI OPERATIVI | (2.493) | (2.458) | (2.415) | -1,8% | -3,1% |
| RISULTATO DI GESTIONE | 1.885 | 1.780 | 2.272 | +27,7% | +20,6% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.261) | (2.058) | (167) | -91,9% | -86,7% |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 624 | (278) | 2.105 | n.m. | n.m. |
| Altri oneri e accantonamenti | (528) | (91) | (702) | n.m. | +33,0% |
| - di cui: oneri sistemici | (538) | (53) | (620) | n.m. | +15,3% |
| Oneri di integrazione | (1.347) | (82) | (0) | -99,9% | -100,0% |
| Profitti netti da investimenti | (1.261) | 130 | (195) | n.m. | -84,5% |
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | (2.512) | (322) | 1.207 | n.m. | n.m. |
| Imposte sul reddito del periodo | (140) | (34) | (314) | n.m. | n.m. |
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | (2.652) | (356) | 893 | n.m. | n.m. |
| Utile (Perdita) delle att. in dismissione netto imposte | (0) | 4 8 |
1 | -97,5% | n.m. |
| RISULTATO DI PERIODO | (2.652) | (308) | 894 | n.m. | n.m. |
| Utile di pertinenza di terzi | (5) | 8 | (7) | n.m. | +48,7% |
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA | (2.656) | (300) | 888 | n.m. | n.m. |
| Effetti economici della "Purchase Price Allocation" | (50) | (0) | (0) | +0,0% | -99,9% |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | (878) | - | n.m. | n.m. |
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO | (2.706) | (1.179) | 887 | n.m. | n.m. |
Nota: I dati del Conto economico consolidato riclassificato sono stati riesposti, a partire da giugno 2020 e con riferimento al primo trimestre 2020, per gli interessi attivi e passivi derivanti dalle operazioni del portafoglio di Trading, escluse le posizioni di copertura economica o di finanziamento delle posizioni del portafoglio bancario, che sono stati classificati alla voce "Risultato netto dell'attività di negoziazione".
52 L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
GRUPPO UNICREDIT: STATO PATRIMONIALE RICLASSIFICATO
| (milioni di €) | 1trim20 | 4trim20 | 1trim21 | trim/trim | a/a |
|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVO | |||||
| Cassa e disponibilità liquide | 20.726 | 101.707 | 111.079 | +9,2% | n.m. |
| Attività finanziarie di negoziazione | 69.756 | 72.705 | 73.925 | +1,7% | +6,0% |
| Crediti verso banche | 94.525 | 111.814 | 113.554 | +1,6% | +20,1% |
| Crediti verso clientela | 489.973 | 450.550 | 446.691 | -0,9% | -8,8% |
| Altre attività finanziarie | 151.907 | 153.349 | 158.337 | +3,3% | +4,2% |
| Coperture | 11.051 | 7.687 | 6.607 | -14,1% | -40,2% |
| Attività materiali | 10.519 | 9.939 | 9.817 | -1,2% | -6,7% |
| Avviamenti | 886 | 0 | 0 | +0,0% | -100,0% |
| Altre attività immateriali | 1.865 | 2.117 | 2.116 | -0,0% | +13,5% |
| Attività fiscali | 12.955 | 13.097 | 12.831 | -2,0% | -1,0% |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 2.045 | 2.017 | 1.003 | -50,3% | -50,9% |
| Altre attività | 6.542 | 6.473 | 6.206 | -4,1% | -5,1% |
| Totale dell'attivo | 872.753 | 931.456 | 942.165 | +1,1% | +8,0% |
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | |||||
| Debiti verso banche | 161.497 | 172.465 | 189.419 | +9,8% | +17,3% |
| Debiti verso clientela | 454.956 | 498.440 | 497.394 | -0,2% | +9,3% |
| Titoli in circolazione | 95.197 | 102.524 | 98.876 | -3,6% | +3,9% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 46.785 | 47.787 | 46.428 | -2,8% | -0,8% |
| Altre passività finanziarie | 11.094 | 12.887 | 12.326 | -4,4% | +11,1% |
| Coperture | 14.236 | 11.764 | 9.056 | -23,0% | -36,4% |
| Passività fiscali | 1.509 | 1.358 | 1.113 | -18,0% | -26,2% |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | 559 | 761 | 651 | -14,5% | +16,4% |
| Altre passività | 25.669 | 23.529 | 25.803 | +9,7% | +0,5% |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 430 | 435 | 440 | +1,1% | +2,2% |
| Patrimonio di pertinenza del Gruppo | 60.820 | 59.507 | 60.660 | +1,9% | -0,3% |
| - capitale e riserve | 63.526 | 62.292 | 59.772 | -4,0% | -5,9% |
| - risultato netto | (2.706) | (2.785) | 887 | n.m. | n.m. |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 872.753 | 931.456 | 942.165 | +1,1% | +8,0% |
GRUPPO UNICREDIT: PATRIMONIO NETTO
| (milioni di €) | |
|---|---|
| Patrimonio netto al 31 dicembre 2020 | 59.507 |
| Canoni di usufrutto relativi all'operazione denominata "Cashes" | (30) |
| Variazione delle riserve relative a cedole su strumenti AT1 | (24) |
| Variazione della copertura per rischi finanziari | (81) |
| Variazione delle riserve da valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value | (47) |
| Variazione delle riserve da valutazione delle società valutate a patrimonio netto | 6 2 |
| Differenze di cambio(1) | 8 0 |
| Variazione delle riserve da valutazione di utili/perdite attuariali sui piani a benefici definiti (2) | 323 |
| Altre variazioni | (17) |
| Utile (Perdita) del periodo | 887 |
| Patrimonio netto al 31 marzo 2021 | 60.660 |
Nota: (1)Tale effetto è prevalentemente ascrivibile all'impatto del Rublo russo per +€79 mln. (2)Lo scostamento nella riserva da valutazione su piani a benefici definiti è dovuto principalmente ad un aumento dei tassi di sconto indotto dalla riduzione dei prezzi dei titoli obbligazionari di aziende primarie "High Quality Corporate Bonds" parzialmente compensato dalla performance degli attivi segregati.
GRUPPO UNICREDIT: DIPENDENTI E FILIALI
| (unità) | 1trim20 | 4trim20 | 1trim21 | trim/trim | a/a |
|---|---|---|---|---|---|
| Numero dipendenti(*) | 83.942 | 82.107 | 82.003 | -105 | -1.940 |
| Numero sportelli | 3.650 | 3.490 | 3.480 | -10 | -170 |
| - di cui CB Italy, CB Germany, CB Austria | 2.787 | 2.664 | 2.664 | 0 | -123 |
| - di cui CEE | 863 | 826 | 816 | -10 | -47 |
Nota: (*)Dati FTE: il numero di dipendenti è conteggiato in base al tasso di presenza. Si prega di considerare che il numero dei dipendenti del Gruppo è calcolato escludendo tutte le società che sono classificate come "attività in via di dismissione" ai sensi dell'IFRS5.
GRUPPO UNICREDIT: RATING
| DEBITO | DEBITO | OUTLOOK | RATING | |
|---|---|---|---|---|
| A BREVE | A MEDIO LUNGO | INDIVIDUALE | ||
| Standard & Poor's | A-2 | BBB | NEGATIVO | bbb |
| Moody's | P-2 | Baa1 | STABILE | baa3 |
| Fitch Ratings | F3 | BBB- | STABILE | bbb |
Nota: S&P: in data 29 ottobre 2020 S&P ha confermato i rating di UniCredit a 'BBB' con outlook negativo. Moody's: in data 26 marzo 2020 Moody's ha confermato il rating UniCredit a 'Baa1' con outlook stabile. Fitch: in data 3 novembre 2020 Fitch ha confermato il rating di UniCredit a 'BBB-' con outlook stabile.
GRUPPO UNICREDIT: ESPOSIZIONI IN TITOLI DI DEBITO SOVRANO – BREAKDOWN PER PAESE/PORTAFOGLIO
In merito alle esposizioni Sovrane53 detenute dal Gruppo al 31 marzo 2021, il valore di bilancio delle esposizioni della specie rappresentate da "titoli di debito" ammonta a 118.052 mln, di cui circa I'85 per cento concentrato su otto Paesi tra i quali l'Italia, con 46.318 mln, rappresenta una quota di oltre il 39 per cento sul totale complessivo e di circa il 5 per cento sul totale attivo di Gruppo. Per ciascuno di tali otto Paesi, nella tabella di cui sotto sono riportati, per tipologia di portafoglio, i valori contabili delle relative esposizioni al 31 marzo 2021.
53 L'informativa relativa alle esposizioni Sovrane fa riferimento all'area di consolidamento dei Risultati di UniCredit al 31 marzo 2021, che è determinata in base agli standard IAS/IFRS. Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse le eventuali posizioni detenute tramite ABS.
| (milioni di €) | Valore nominale | Valore di bilancio | Fair Value |
|---|---|---|---|
| Situazione al 31 marzo 2021 | |||
| - Italia | 44.209 | 46.318 | 47.139 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 1.354 | 1.005 | 1.005 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5 0 |
6 5 |
6 5 |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 19.418 | 21.084 | 21.084 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 23.387 | 24.164 | 24.985 |
| - Spagna | 16.177 | 17.243 | 17.310 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 1.108 | 1.211 | 1.211 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 5.229 | 5.588 | 5.588 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 9.840 | 10.444 | 10.511 |
| - Germania | 13.317 | 13.705 | 13.762 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 953 | 1.087 | 1.087 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 5.252 | 5.325 | 5.325 |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 2.936 | 3.047 | 3.047 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 4.176 | 4.246 | 4.303 |
| - Giappone | 8.477 | 8.536 | 8.537 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | - | - | - |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 5.609 | 5.656 | 5.656 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 2.868 | 2.880 | 2.881 |
| - Austria | 4.567 | 4.967 | 4.966 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 278 | 330 | 330 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 105 | 143 | 143 |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 4.089 | 4.390 | 4.390 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 9 5 |
104 | 103 |
| - Stati Uniti d'America | 3.196 | 3.432 | 3.432 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 221 | 232 | 232 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 2.954 | 3.179 | 3.179 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 2 1 |
2 1 |
2 1 |
| - Francia | 2.796 | 3.215 | 3.211 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 776 | 1.078 | 1.078 |
| attività finanziarie designate al fair value | 196 | 225 | 225 |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 211 | 252 | 252 |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 1.313 | 1.353 | 1.353 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 300 | 307 | 303 |
| - Romania | 2.232 | 2.371 | 2.413 |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta)(*) | 172 | 184 | 184 |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 684 | 751 | 751 |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 1.376 | 1.436 | 1.478 |
| Totale esposizioni per cassa | 94.971 | 99.787 | 100.770 |
Nota: (*) Include le esposizioni in Credit Derivatives. L'eventuale saldo negativo indica la prevalenza di posizioni di bilancio passive.
GRUPPO UNICREDIT: VITA MEDIA RESIDUA PONDERATA
La vita media residua ponderata delle esposizioni Sovrane elencate nella tabella di dettaglio di cui sopra, suddivisa tra banking e trading book, è la seguente:
| Vita media residua ponderata | Banking book | Trading book | ||
|---|---|---|---|---|
| (anni) | Posizioni di bilancio attive | Posizioni di bilancio passive | ||
| - Italia | 3,55 | 3,62 | 4,73 | |
| - Spagna | 3,86 | 16,45 | 13,43 | |
| - Germania | 3,02 | 10,24 | 3,99 | |
| - Giappone | 2,81 | - | - | |
| - Austria | 4,69 | 9,48 | 8,82 | |
| - Stati Uniti d'America | 3,58 | 19,40 | - | |
| - Francia | 6,14 | 22,12 | 19,77 | |
| - Romania | 4,18 | 5,02 | 8,12 | |
| Il restante 15 per cento al valore di bilancio al 31 marzo 2021, è suddiviso tra 37 Paesi, tra cui: Ungheria (1.929 mln), Bulgaria (1.913 mln), Repubblica Ceca (1.723 mln), Portogallo (1.693 mln), Croazia (1.512 mln), Russia (1.182 mln), Irlanda (1.096 mln), Serbia (995 mln), Polonia (914 mln), Israele (534 mln) e Belgio (525 mln). Le esposizioni in titoli di debito Sovrani nei confronti della Grecia sono immateriali. Per le esposizione in Si segnala inoltre che tra la citata restante parte delle esposizioni Sovrane in portafoglio al 31 marzo 2021 risultano anche titoli di debito verso organizzazioni sovranazionali quali l'Unione Europea, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ed il Meccanismo Europeo di Stabilità per 2.617 mln. |
del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 18.265 mln, sempre riferito questione, al 31 marzo 2021 non si ravvedono evidenze di default. |
|||
| GRUPPO La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza percentuale sul totale del portafoglio nel quale sono classificate. |
UNICREDIT: | ESPOSIZIONI SOVRANE |
RIPARTITE PER |
PORTAFOGLIO |
| Esposizioni in titoli di debito | Consistenze al 31 marzo 2021 | |||
| Sovrano ripartite per | Attività | Attività finanziarie valutate | ||
| portafoglio di attività | finanziarie | Attività finanziarie | al fair value con impatto | |
| finanziarie | designate al fair | obbligatoriamente valutate | sulla reddittivita' | |
| (banking book) | value | al fair value | complessiva | |
| Valore di bilancio | 247 | 5.849 | 55.263 | |
| % portafoglio di appartenenza | 99,96% | 38,96% | 77,89% | |
| GRUPPO UNICREDIT: Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i "finanziamenti"54 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi. |
ESPOSIZIONE | SOVRANE RAPPRESENTATE PAESE |
DA FINANZIAMENTI Nella tabella sottostante è riportato l'ammontare dei finanziamenti del |
– BREAKDOWN |
| 54 Escluse le partite fiscali. |
Il restante 15 per cento del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 18.265 mln, sempre riferito al valore di bilancio al 31 marzo 2021, è suddiviso tra 37 Paesi, tra cui: Ungheria (1.929 mln), Bulgaria (1.913 mln), Repubblica Ceca (1.723 mln), Portogallo (1.693 mln), Croazia (1.512 mln), Russia (1.182 mln), Irlanda (1.096 mln), Serbia (995 mln), Polonia (914 mln), Israele (534 mln) e Belgio (525 mln). Le esposizioni in titoli di debito Sovrani nei confronti della Grecia sono immateriali.
Si segnala inoltre che tra la citata restante parte delle esposizioni Sovrane in portafoglio al 31 marzo 2021 risultano anche titoli di debito verso organizzazioni sovranazionali quali l'Unione Europea, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ed il Meccanismo Europeo di Stabilità per 2.617 mln.
GRUPPO UNICREDIT: ESPOSIZIONI SOVRANE RIPARTITE PER PORTAFOGLIO
La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza percentuale sul totale del portafoglio nel quale sono classificate.
| Esposizioni in titoli di debito | Consistenze al 31 marzo 2021 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Sovrano ripartite per | Attività | Attività finanziarie valutate | ||||
| portafoglio di attività | finanziarie | Attività finanziarie | al fair value con impatto | Attività finanziarie | ||
| finanziarie | designate al fair | obbligatoriamente valutate | sulla reddittivita' | valutate al costo | ||
| (banking book) | value | al fair value | complessiva | ammortizzato | Totale | |
| Valore di bilancio | 247 | 5.849 | 55.263 | 50.727 | 112.086 | |
| % portafoglio di appartenenza | 99,96% | 38,96% | 77,89% | 8,08% | 15,69% |
GRUPPO UNICREDIT: ESPOSIZIONE SOVRANE RAPPRESENTATE DA FINANZIAMENTI – BREAKDOWN PER PAESE
Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i "finanziamenti"54 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi. Nella tabella sottostante è riportato l'ammontare dei finanziamenti del
portafoglio attività finanziarie valutate al costo ammortizzato al 31 marzo 2021 nei confronti dei Paesi verso i quali l'esposizione complessiva è superiore a 130 mln, che rappresentano circa il 95 per cento del totale.
| (milioni di €) | Valore di bilancio |
|---|---|
| Situazione al 31 marzo 2021 | |
| - Germania(*) | 6.827 |
| - Austria(**) | 5.572 |
| - Italia | 5.524 |
| - Croazia | 2.278 |
| - Repubblica Ceca | 1.201 |
| - Qatar | 496 |
| - Slovacchia | 286 |
| - Kuwait | 245 |
| - Kenia | 243 |
| - Egitto | 207 |
| - Ungheria(***) | 204 |
| - Bulgaria | 195 |
| - Slovenia | 175 |
| - Turchia | 171 |
| - Indonesia | 163 |
| - Bosnia-Erzegovina | 159 |
| - Laos | 134 |
| Totale esposizioni per cassa | 24.080 |
Nota: (*) di cui 1.990 mln tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value. (**) di cui 30 mln tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value. (***) di cui 8 mln tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
CRITERI DI REDAZIONE
-
- Il presente Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2021 Comunicato stampa è stato predisposto su base volontaria al fine di garantire continuità con le precedenti informative periodiche trimestrali, essendo venuto meno con il D.Lgs. 25/2016 di attuazione della Direttiva 2013/50/UE l'obbligo dell'informativa finanziaria periodica aggiuntiva rispetto a quella semestrale ed annuale. Il presente Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2021 - Comunicato stampa, così come i comunicati stampa relativi ai fatti di rilievo del periodo, la presentazione al mercato sui risultati del primo trimestre 2021, il Database Divisionale e l'informativa da parte degli enti ai sensi del Regolamento (UE) n.575/2013 e successivi aggiornamenti sono disponibili sul sito web del Gruppo UniCredit.
-
- Le voci degli schemi riclassificati di stato patrimoniale e conto economico sono state predisposte a partire dagli schemi di cui alle istruzioni contenute nella circolare 262/2005 emanata da Banca d'Italia, a cui sono state apportate le riconduzioni illustrate nell'Allegato 1 del Bilancio Consolidato e Relazioni 2020 del Gruppo UniCredit e integrate dalle note in calce agli schemi di stato patrimoniale e conto economico del presente documento.
-
- L'informativa contenuta nel Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2021 Comunicato stampa non è predisposta secondo il principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infra-annuale (IAS34).
Inoltre, in aggiunta all'informativa finanziaria predisposta in applicazione dei criteri di valutazione previsti dai principi contabili internazionali ("IFRS") e derivati dai nostri bilanci, questo documento riporta indicatori alternativi di performance ("IAP") definiti dalle linee guida sugli indicatori alternativi di performance emessi dall'European Securities and Markets Authority (ESMA) il 5 ottobre 2015 (ESMA/2015/1415) e altre informazioni non basate sulle definizioni IFRS, al fine di fornire informativa addizionale in merito alla performance di Gruppo. Gli indicatori finanziari che si qualificano come IAP e le informazioni non basate sulle definizioni IFRS sono state calcolate utilizzando informazioni del Gruppo UniCredit, devono essere considerati informazioni supplementari alle informazioni predisposte in applicazione dei principi contabili IFRS e non
intendono sostituire queste ultime. Inoltre, altre società appartenenti al nostro settore, o ad altri settori economici, possono calcolare o utilizzare differenti IAP e informazioni non basate sulle definizioni IFRS, rendendo il contenuto meno comparabile. La descrizione di questi IAP (quali Cost/income ratio, EVA, RoTe, RoAC, Costo del rischio, Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela, Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela, Capitale assorbito, ROA) è contenuta nel Bilancio Consolidato e Relazioni 2020 del Gruppo UniCredit (Relazione sulla gestione consolidata e Allegati). In questo documento si introducono inoltre come IAP il rapporto di copertura, e il RoTE sottostante definiti nella presentazione al mercato del 1trim21.
- Il Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2021 - Comunicato stampa, nell'ambito del quale gli schemi sono esposti in forma riclassificata, è stato predisposto sulla base dei principi contabili internazionali IAS/IFRS ad oggi vigenti.
Si rileva che a partire dal 2020, il contesto di mercato è caratterizzato, rispetto al passato, da una minor predittività delle proiezioni macroeconomiche derivante essenzialmente da un sostanziale grado di incertezza in merito all'evoluzione della pandemia e alla conseguente incertezza nelle previsioni inerenti alle tempistiche ed all'entità della ripresa economica che potrebbe verificarsi nei prossimi esercizi.
Nel contesto di elevata incertezza sopra illustrato, e tenendo in considerazione la comunicazione ESMA del 28 ottobre 2020 ("European common enforcement priorities for 2020 Annual Financial Reports"), il Gruppo UniCredit ha definito differenti scenari macroeconomici ai fini dei processi valutativi del bilancio 2020. In particolare, oltre allo scenario base ("Baseline"), che riflette le attese ritenute più probabili in merito all'evoluzione macroeconomica, sono stati delineati scenari alternativi che presuppongono evoluzioni differenti dei principali parametri macroeconomici (e.g. prodotto interno lordo, tassi di interesse) per la valutazione di: (i) avviamento e fiscalità differita ("DTA" - Deferred Tax Asset di seguito), per cui è stato definito uno scenario peggiorativo (denominato "Downturn"); (ii) esposizioni creditizie, per cui sono stai definiti uno scenario positivo ed uno scenario negativo.
Al 31 marzo 2021 sono state condotte analisi di scenario al fine di verificare che le variabili macroeconomiche, utilizzate a dicembre 2020 per i processi di valutazione, fossero ancora rappresentative delle effettive condizioni economiche, sulla base delle nuove informazioni disponibili. I risultati delle suddette analisi55 , condotte nello specifico sulle DTA e le esposizioni creditizie, sono presentati di seguito.
Si noti che l'evoluzione della pandemia, l'effetto delle misure di sostegno adottate e, in ultima analisi, l'esistenza e la misura della ripresa economica potrebbero influenzare, anche significativamente, il risultato della valutazione.
Per le DTA, tali fattori possono influenzare sia le assunzioni sui flussi reddituali futuri (che a loro volta incorporano assunzioni in merito all'evoluzione dello scenario macroeconomico) ed i risultati economici delle maggiori banche europee (che costituiscono un input del modello statistico adottato per il test di sostenibilità). Pertanto, eventuali scostamenti dell'effettiva ripresa economica rispetto alle assunzioni alla base delle valutazioni potrebbero richiedere una rideterminazione dei parametri utilizzati ai fini delle valutazioni, in particolare con riferimento ai flussi reddituali futuri, e la conseguente revisione dei risultati delle valutazioni.
In tale ambito, si prevede che la revisione del piano strategico verrà completata nel corso del secondo semestre 2021 e sarà comunicata in occasione di un Capital Market Day.
Si rimanda al successivo punto 6 per un'illustrazione delle valutazioni effettuate al 31 marzo 2021 sulle DTA. Con riferimento alle esposizioni creditizie, si precisa che l'ammontare delle rettifiche su crediti (LLP – Loan Loss Provisions) è determinato sulla base della classificazione - attuale e prospettica - delle esposizioni "deteriorate", dai prezzi attesi di cessione (NPE – Non Performing Exposures) per le quali il recupero è atteso attraverso la cessione a controparti terze) e dai parametri creditizi (Probability of Default, Loss Given Default e Exposure of Default) che - in ottemperanza al principio contabile IFRS9 - incorporano, fra l'altro, informazioni
55 L'avviamento è stato interamente svalutato al 31 dicembre 2020.
forward-looking e l'evoluzione attesa dello scenario macroeconomico. Pertanto, l'evoluzione della pandemia, l'effetto delle misure di sostegno adottate e, in ultima analisi, l'esistenza e la misura della ripresa economica, potrebbero determinare la necessità, nei futuri periodi di reporting, di ulteriori classificazioni delle esposizioni creditizie fra le esposizioni deteriorate determinando quindi la rilevazione di ulteriori LLP. In aggiunta, la necessità di procedere a un adeguamento delle LLP potrebbe derivare dall'affermarsi di uno scenario macroeconomico diverso da quello assunto nella stima dei parametri creditizi o dall'emergere sul mercato degli NPE di prezzi diversi rispetto a quelli considerati nell'ambito delle valutazioni delle esposizioni creditizie incluse nella strategia di vendita. In aggiunta a quanto sopra, l'evoluzione del mercato immobiliare potrebbe influenzare il valore degli immobili ricevuti in garanzia potendo richiedere un adeguamento delle LLP. Si rimanda ai successivi punti 7, 8 e 9 per un'illustrazione delle valutazioni effettuate al 31 marzo 2021 sulle esposizioni creditizie.
Con riferimento al portafoglio immobiliare che, a partire dal 31 dicembre 2019, viene misurato al fair value, si sottolinea che nei prossimi periodi di reporting il fair value di dette attività potrà essere diverso da quello stimato al 31 marzo 2021 per effetto della possibile evoluzione dei prezzi del mercato immobiliare dipendente altresì dall'evoluzione della pandemia. Si rimanda al successivo punto 10 per un'illustrazione delle valutazioni effettuate al 31 marzo 2021 sul portafoglio immobiliare.
Infine, in aggiunta alle poste sopra menzionate, il rallentamento dell'attività economica e l'associato grado di incertezza inerente alla ripresa economica ha influenzato altresì la valutazione delle seguenti poste di bilancio:
- fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
- trattamento di fine rapporto (in Italia) e altri benefici dovuti ai dipendenti;
- fondi per rischi e oneri.
Sebbene le valutazioni siano state effettuate sulla base di informazioni ritenute ragionevoli e sostenibili al 31 marzo 2021, le stesse potranno subire cambiamenti al momento non prevedibili per effetto delle evoluzioni nei parametri alla base delle rispettive valutazioni.
Inoltre i seguenti fattori, in aggiunta a quelli sopra illustrati, potrebbero influenzare i futuri risultati del Gruppo e causare esiti materialmente differenti da quelli derivanti dalle valutazioni: (1) condizioni economiche ed industriali generali delle aree in cui il Gruppo opera o ha investimenti significativi; (2) esposizione ai vari rischi di mercato (es. rischio cambio); (3) stabilità politica nelle aree in cui il Gruppo opera o ha investimenti significativi; (4) cambiamenti legislativi, normativi, fiscali, inclusi i requisiti in materia di capitale regolamentare e liquidità, anche tenuto conto della Brexit e della maggiore regolamentazione in risposta alla crisi finanziaria. Numerosi fattori potrebbero influenzare i risultati futuri del Gruppo e determinare uno scostamento di tali risultati da quelli previsti. Altri fattori sconosciuti ed imprevedibili potrebbero determinare degli scostamenti materiali tra i risultati effettivi e quelli previsti.
- A partire dal 31 dicembre 2019, il Gruppo ha aggiornato la metodologia di calcolo del test di sostenibilità ritenendo appropriato un orizzonte temporale di 10 anni, per il riconoscimento delle DTA derivanti dal riporto a nuovo delle perdite fiscali non utilizzate in quanto ritenuto coerente per valutare la disponibilità di redditi imponibili futuri sufficienti per l'utilizzo di tali attività fiscali.
Nel primo trimestre 2021, è stata effettuata una trigger analysis verificando l'evoluzione dei principali dati, parametri e assunzioni alla base del test di sostenibilità effettuato al 31 dicembre 2020.
Sia i flussi di cassa che gli scenari macroeconomici (i.e. "Baseline" e "Downturn") sottostanti all'impairment test al 31 dicembre 2020 sono stati verificati per coerenza rispetto alle evidenze aggiornate al 31 marzo 2021. Sulla base del risultato di tali analisi, non sono stati evidenziati cambiamenti tali da mettere in discussione dati, parametri ed assunzioni adottati nel test di sostenibilità al 31 dicembre 2020. Pertanto, i risultati del test di sostenibilità delle DTA di fine 2020 sono confermati e nessun impatto è stato riconosciuto nel primo trimestre 2021.
- Con riferimento agli scenari macroeconomici (i.e. "Base", "Positivo", "Negativo") utilizzati ai fini del calcolo delle LLP, al 31 marzo 2021 è stata svolta un'analisi per valutare se dal 2020 fossero intervenuti cambiamenti sostanziali nelle previsioni macroeconomiche tali da richiedere un aggiornamento degli scenari
macroeconomici applicati. Tale analisi è stata effettuata considerando sia le proiezioni esterne che quelle interne.
Per quanto riguarda le proiezioni esterne, è stato osservato che, secondo la Banca Centrale Europea (BCE) le proiezioni macroeconomiche eseguite a dicembre 2020 rispetto a quelle osservate a marzo 2021 sono sostanzialmente allineate in quanto: (i) presentano lievi oscillazioni (+/- 0,1 per cento) per il 2021 e il 2022; mentre (ii) sono perfettamente coincidenti per il 2023.
Con riferimento alle proiezioni interne, sono state valutate le ultime previsioni di marzo 2021 per Eurozona, Italia, Germania e Austria al fine di verificare se vi fossero differenze significative nei parametri sottostanti e, quindi, se lo scenario Base, utilizzato al 31 dicembre 2020, dovesse essere rivisto alla luce delle nuove evidenze.
In questo contesto con specifico riferimento alla crescita del PIL si è osservato che per tutte le regioni considerate (Eurozona, Italia, Germania, Austria) le previsioni per il 2021 dello scenario di marzo 2021 sono inferiori allo scenario base (Eurozona: -1,5 per cento, Italia: -1,3 per cento, Germania: -1,5 per cento; Austria: -2,4 per cento). Al contrario per il 2022 le previsioni dello scenario di marzo 2021 sono superiori allo scenario base (Eurozona: +1,7 per cento, Italia: +2,4 per cento, Germania: +1,5 per cento; Austria: +3,2 per cento). Per il 2023 lo scenario di marzo 2021 è allineato allo scenario base per Eurozona e Germania mentre è più alto per Italia (+0,5 per cento) e Austria (+0,1 per cento).
Considerato l'esito di tale analisi lo scenario base non è stato aggiornato in quanto è stato valutato essere ancora rappresentativo delle condizioni macroeconomiche sottostanti.
Con riferimento agli scenari alternativi (positivi e negativi), i rischi di miglioramento/peggioramento (espressi dagli scenari positivi e negativi) rimangono confermati rispetto a dicembre 2020 poichè la previsione di marzo è ancora compresa tra gli scenari positivi e negativi del 2020, per tutte le aree geografiche e per l'intero arco temporale considerati.
Infine, alla luce della perdurante incertezza nelle previsioni, che al 31 dicembre 2020 ha indotto a rivedere il peso attribuito a ciascuno scenario, le probabilità associate ai tre scenari di cui sopra sono invariate con una sovrastima dei rischi di ribasso rispetto a quelli di rialzo: (i) 40 per cento per lo scenario negativo; (ii) 55 per cento per lo scenario di base; e (iii) 5 per cento per lo scenario positivo.
- Per quanto concerne la gestione delle moratorie, già al 31 dicembre 2020, il Gruppo ha ritenuto necessario rafforzare la valutazione dell'Incremento Significativo del Rischio di Credito ("SICR" - Significant Increase in Credit Risk di seguito) delle esposizioni creditizie verso la clientela.
In tale ambito è stato osservato che il rischio di insolvenza nell'anno 2020 è stato mitigato dai provvedimenti di sostegno governativi (comprese le moratorie). Data tale circostanza, e al fine di fornire una valutazione appropriata del SICR per evitare uno scostamento significativo nella classificazione delle esposizioni creditizie fra i diversi stadi, quando le moratorie si sarebbero estinte, sono stati messi in atto approcci di raggruppamento del portafoglio per valutare le esposizioni creditizie sulla base degli indicatori di settore e/o di sofferenza finanziaria, che hanno implicato la classificazione nello Stadio 2 della parte più rischiosa del portafoglio.
Infine, in Italia, i mutui e i prestiti al consumo oggetto di moratoria (esclusi quelli concessi al settore pubblico e ai pensionati) classificati nello Stadio 1 e - con specifico riferimento ai mutui - aventi maggiori probabilità di default, sono stati migrati nello Stadio 2.
Al 31 marzo 2021, non vi sono state modifiche all'approccio sopra descritto, pertanto non si sono registrati ulteriori passaggi a Stadio 2, dovuti al rafforzamento dell'approccio SICR, rispetto a dicembre 2020, anche considerando l'assenza di significative modifiche alle misure di moratoria in essere.
- A partire dalla prima applicazione dell'IFRS 9, per i crediti inclusi nella strategia di vendita, il Gruppo ha determinato la perdita attesa dei crediti deteriorati considerando anche i prezzi di cessione che si prevede di ottenere dalle operazioni di vendita. In tale contesto nel corso dei mesi di dicembre 2020 e febbraio 2021 è stato approvato un nuovo piano di dismissione 2021-2023, sia per i portafogli Core che per quelli Non-Core, al fine di gestire lo stock di NPE e i nuovi flussi di NPE che si prevede saranno generati nel periodo 2021-2022. L'aggiornato piano di dismissione, ha aggiunto allo scenario di vendita IFRS 9 esposizioni creditizie
appartenenti al portafoglio Core e, con riferimento al portafoglio Non-Core, ha confermato il completo rundown entro la fine del 2021. A marzo 2021, l'aggiornamento della strategia di dismissione, che sostanzialmente conferma il target incluso nel piano di dismissione approvato dal Gruppo a febbraio 2021, è stato comunicato alla BCE.
A marzo 2021 le NPE rientranti nel perimetro Core e Non-Core valutate secondo l'approccio dello Scenario di vendita IFRS9, sono state valutate utilizzando i parametri risultanti dalle analisi condotte a fine 2020 (ovvero i prezzi di riferimento per ciascun cluster), infatti tenuto conto che nel primo trimestre 2021 non sono state effettuate operazioni significative, con caratteristiche in linea con il portafoglio di UniCredit, i prezzi sono considerati ancora validi e rappresentativi delle caratteristiche dei portafogli stessi.
Sulla base di quanto sopra, nel primo trimestre 2021 non si sono registrati impatti sulle rettifiche su crediti derivanti dall'aggiornamento dello scenario di vendita IFRS9.
- A partire dal 31 dicembre 2019, il gruppo è passato dal modello del costo al modello del fair value o modello di rideterminazione del valore, per la valutazione rispettivamente, degli immobili detenuti a scopo di investimento e degli immobili ad uso funzionale. Di conseguenza, alla stessa data è stato determinato e rilevato in bilancio il fair value di tutte le proprietà immobiliari.
Al 31 marzo 2021 il Gruppo ha ritenuto opportuno verificare che il valore degli attivi contabilizzato al 31 dicembre 2020 fosse confermato analizzando, anche attraverso report di mercato forniti da periti esterni, lo stato degli immobili nonchè l'evoluzione del mercato immobiliare locale.
L'esito dell'analisi ha sostanzialmente confermato i valori degli immobili rilevati in bilancio.
-
- Con riferimento alle contribuzioni al Single Resolution Fund e ai Deposit Guarantee Schemes, i relativi costi stimati sono presentati nella voce "Altri oneri e accantonamenti: di cui oneri sistemici".
-
- Con riferimento all'area di consolidamento, nei primi tre mesi del 2021 sono intervenute le seguenti variazioni:
- le società consolidate integralmente, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono passate da 466 di fine 2020 a 455 a marzo 2021 (3 nuove entrate e 14 uscite per cessioni, variazioni del metodo di consolidamento e fusioni);
- le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono rimaste invariate a 31.
-
- Con riferimento alle Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, nella situazione patrimoniale al 31 marzo 2021, le principali attività riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, tra le attività non correnti e i gruppi di attività in via di dismissione si riferiscono:
- per quanto riguarda le singole attività e passività in via di dismissione e i gruppi di attività in via dismissione e passività associate che non soddisfano i requisiti previsti dall'IFRS5 per l'iscrizione fra le attività operative cessate:
- − alle società dei gruppi DC Bank AG e Wealthcap ed alle partecipazioni a controllo congiunto Capital Dev S.p.A. e collegata Risanamento S.p.A.;
- − ai crediti deteriorati relativi a iniziative di cessione di portafogli;
- − alle proprietà immobiliari detenute da alcune società del Gruppo;
- per quanto riguarda i dati relativi alle attività operative cessate:
- − alle società del gruppo Immobilien Holding (Austria).
-
- Il presente Resoconto intermedio di gestione consolidato Comunicato stampa non è soggetto a controllo contabile da parte della Società di revisione.
Dichiarazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari
Il sottoscritto, Stefano Porro, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A.
DICHIARA
che, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'Articolo 154 bis del "Testo unico della Finanza", l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
Milano, 5 maggio 2021
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili