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Netweek Interim / Quarterly Report 2015

Mar 1, 2016

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Interim / Quarterly Report

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Sede Legale: Via San Vittore, 40 – 20123 Milano Sede Amministrativa: Via Campi 29/L – 23807 Merate (LC) Capitale Sociale 15.300.000 euro - C.F. e P. IVA e Registro imprese: 12925460151

ALLEGATO ALLA RELAZIONE SITUAZIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE AL 30 NOVEMBRE 2015 AI SENSI DELL'ART. 2446, COMMA 1, E 2447 C.C

PREMESSE5
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E VALUTAZIONE DEL PRESUPPOSTO DELLA
CONTINUITÀ AZIENDALE 6
PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE AL 30 NOVEMBRE 2015 16
SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA 18
CONTO ECONOMICO 19
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO19
RENDICONTO FINANZIARIO20
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO 21
NOTE ILLUSTRATIVE ALLA SITUAZIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE AL 30 NOVEMBRE 201523
NOTA 1 - FORMA CONTENUTO E ALTRE INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE25
NOTA 2 – VALUTAZIONE SULLA CONTINUITÀ AZIENDALE 32
NOTA 3 – ATTIVITA' IMMATERIALI A VITA DEFINITA40
NOTA 4 – INVESTIMENTI IMMOBILIARI, IMPANTI E MACCHINARI40
NOTA 5 – PARTECIPAZIONI41
NOTA 6 – ATTIVITÀ PER IMPOSTE ANTICIPATE42
NOTA 7 – CREDITI TRIBUTARI 43
NOTA 8 – CREDITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE ATTIVITÀ CORRENTI43
NOTA 9 – CASSA E ALTRE DISPONIBILITÀ EQUIVALENTI43
NOTA 10 – PATRIMONIO NETTO 43
NOTA 11 – TFR E ALTRI FONDI RELATIVI AL PERSONALE 44
NOTA 12 – FONDO IMPOSTE DIFFERITE44
NOTA 13 – FONDO PER RISCHI ED ONERI FUTURI E PASSIVITÀ POTENZIALI44
NOTA 14 – PASSIVITA' FINANZIARIE CORRENTI45
NOTA 15 – DEBITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE PASSIVITÀ CORRENTI47
CONTO ECONOMICO 47
NOTA 16 – RICAVI 47
NOTA 17 – COSTI PER ACQUISTI47
NOTA 18 – COSTI PER SERVIZI 48
NOTA 19 – COSTI PER IL PERSONALE48
NOTA 20 – ALTRI COSTI OPERATIVI49
NOTA 21 – AMMORTAMENTI, ACCANTONAMENTI, SVALUTAZIONI E RIPRISTINI DI VALORE 49
NOTA 22 – PROVENTI E ONERI FINANZIARI 49
NOTA 23 – IMPOSTE50
NOTA 24 – RAPPORTI CON PARTI CORRELATE50
NOTA 25 – TRANSAZIONI NON RICORRENTI51
NOTA 26 – IMPEGNI E GARANZIE51
NOTA 27 – POSIZIONE FINANZIARIA NETTA52
ATTESTAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO54

PREMESSE

Come diffusamente descritto nella Relazione sulla Gestione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 e nella Relazione Semestrale al 30 giugno 2015, alle quali si fa rinvio, in data 7 ottobre 2015 la Società è stata ammessa dal Tribunale di Milano alla procedura di Concordato preventivo, la cui proposta era stata depositata in data 8 settembre 2015.

Come già reso noto al Mercato e come più approfonditamente descritto nel successivo capitolo "Evoluzione prevedibile della gestione e valutazione del presupposto della continuità aziendale", il Piano di Concordato e la Proposta di Concordato preventivo, articolata e proposta in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186-bis legge fall., prevedono, tra l'altro:

  • (i) la prosecuzione dell'attività aziendale direttamente in capo a Dmail Group S.p.A., come risultante dal business plan in continuità della controllante che è stato elaborato in un arco temporale sino al 2018, ovverosia di due anni dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato (omologa stimata ad aprile 2016);
  • (ii) la revoca, sotto condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, dell'aumento di capitale deliberato in esecuzione degli accordi di ristrutturazione omologati ai sensi dell'art. 182-bis legge fall. dal Tribunale di Milano in data 31 luglio 2014;
  • (iii) la deliberazione di un aumento di capitale sociale, soggetto, quanto alla sua liberazione, alla condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, per un importo complessivo di Euro 16.197.400,00, di cui (A) una prima parte, per Euro 8.197.400, già versati e soggetti a conversione mediante conversione in capitale di finanziamenti e/o versamenti, e (B) una seconda parte da versarsi in denaro, per Euro 8.000.000 (di cui Euro 100.000 già versati in data 10 giugno 2015), interamente riservata a D.Holding S.r.l., società facente capo al Dott. Vittorio Farina, che già detiene il 28,4% del capitale sociale della Società;
  • (iv) l'impegno del socio D.Holding S.r.l. (a) ad acquisire i crediti vantati nei confronti della Società, rispettivamente da Odissea S.r.l., per un importo pari ad Euro 4.698.400,00 e da D.Print S.p.A. per un importo pari ad Euro 3.225.000, derivanti dai versamenti e/o finanziamenti, effettuati in più soluzioni sino al 21 aprile 2015, anche nel contesto degli accordi di ristrutturazione ex articolo 182-bis legge fall.; (b) a votare, nell'ambito della convocanda assemblea straordinaria della Società, a favore dell'aumento di capitale, (c) ad integralmente sottoscrivere e liberare in un'unica soluzione, ed a semplice richiesta della Società, tale aumento di capitale, subordinatamente all'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, anche mediante compensazione dei crediti acquistati da Odissea S.r.l. e D.Print S.p.A., e (d) a versare, una volta intervenuta l'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato ed a semplice richiesta della Società, l'importo di Euro 7.900.000,00 su di un conto corrente vincolato appositamente costituito;
  • (v) la messa a disposizione della Società da parte del socio D.Holding S.r.l. di una garanzia a prima richiesta, valida ed efficace fatta salva la condizione sospensiva relativa all'omologa del concordato preventivo della Società entro e non oltre il 31 luglio 2016, emessa da intermediario finanziario iscritto nell'elenco degli intermediari operanti nel settore finanziario di cui agli artt. 106 e ss. del D. Lgs. N.

385/1993, per un importo massimo di Euro 8.000.000,00, a garanzia dell'esatto ed integrale impegno assunto di liberare l'aumento di capitale;

  • (vi) la vendita, attraverso procedure competitive, in un arco temporale che si stima di durata pari ad un anno dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, degli immobili di proprietà della Società siti in Sieci (FI) e Bomporto (MO) per poter provvedere alla soddisfazione, nei limiti del ricavato, del credito vantato dal creditore ipotecario Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..
  • Alla luce di quanto precede, la Società intende proporre ai propri creditori la soddisfazione delle loro ragioni creditorie mediante:
  • (i) il pagamento integrale dei crediti prededucibili e dei relativi interessi entro sei mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (ii) il pagamento integrale dei crediti privilegiati generali e dei relativi interessi entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iii) il pagamento del creditore ipotecario, titolare di privilegio speciale, Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., nella misura parziale, come stimata nella relazione ex art. 160, comma 2, legge fall. rilasciata dal prof. Renato Giovannini che risulterà al tempo della vendita degli immobili ipotecati e, comunque, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iv) il pagamento dei crediti chirografari, inclusa la porzione degradata del credito ipotecario, assistito da privilegio speciale, di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., in una conveniente percentuale, suscettibile di maggiorazione in caso di liberazione di determinati fondi rischi, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato.

I passaggi di cui sopra, ed in particolare il combinato effetto dell'aumento di capitale e dello stralcio di una parte significativa del debito in capo alla Società (eventi entrambi subordinati all'omologa della Proposta di Concordato), sono idonei a ripristinare il patrimonio netto della Società in misura superiore al capitale sociale, eliminando dunque la situazione di perdita rilevante ex art. 2447 del codice civile.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E VALUTAZIONE DEL PRESUPPOSTO DELLA CONTINUITÀ AZIENDALE

Signori Azionisti,

il Gruppo Dmail versa in una situazione di grave crisi, dovuta principalmente al rilevante indebitamento finanziario a breve termine della Capogruppo, all'andamento negativo delle controllate ed al venir meno dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione che erano stati omologati nel corso del 2014.

Andamento economico e situazione patrimoniale al 30 novembre 2015

La situazione economica e patrimoniale al 30 novembre 2015 presenta una perdita di circa Euro 3,0 milioni ed un patrimonio netto negativo per circa Euro 45 milioni.

Situazione di forte tensione finanziaria

La situazione finanziaria rimane in forte tensione a causa dell'eccessivo grado di indebitamento a breve termine e del mancato realizzo dell'aumento di capitale approvato dall'Assemblea straordinaria degli Azionisti in data 25 luglio 2014 e del venir meno dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione che erano stati omologati nel corso del 2014.

I principali obblighi a carico della Società erano quelli relativi alla finalizzazione dell'aumento di capitale e alla conclusione della transazione fiscale che dovevano avvenire secondo tempistiche predefinite, ed entrambi propedeutici all'implementazione delle azioni previste nel piano industriale.

Già alla fine dell'esercizio 2014 appariva evidente l'impossibilità della Società di finalizzare l'aumento di capitale secondo le tempistiche previste negli Accordi di Ristrutturazione determinando di conseguenza la facoltà per le banche aderenti di esercitare il diritto di recesso.

Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Dmail Group S.p.A., riunitosi in data 2 dicembre 2014, nonostante gli sforzi profusi nel breve arco temporale decorso dalla data di insediamento, constatava una non perdurante fattibilità economica del piano di risanamento collegato agli Accordi di Ristrutturazione. In ossequio ai propri doveri, il Consiglio di Amministrazione, tra le altre iniziative, affidava alla società di consulenza BDO Italia S.p.A. (già Mazars S.p.A.) l'incarico di svolgere un'analisi critica dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione (c.d. Independent Business Review o anche, "IBR").

A seguito di approfondite valutazioni da parte dell'organo di amministrazione, del Comitato di Controllo e Rischi e del collegio sindacale circa i contenuti riportati nell'IBR, il piano di cui all'accordo ex art 182 bis Legge Fall. appariva non più rispettabile, specificatamente a causa dell'andamento di alcune partecipate (ed in particolare della Dmedia Commerce S.p.A., relativamente alla quale si rimanda, per maggiori dettagli, a quanto contenuto nella Relazione sulla Gestione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 e nella Relazione Semestrale al 30 giugno 2015) fortemente in contrazione rispetto a quanto preventivato in sede di piano industriale. Nello specifico si riscontravano ritardi nel conseguimento dei ricavi di vendita di prodotti tramite il canale WEB ed il canale delle vendite promozionali a causa di una previsione di ritorno degli investimenti tecnologici e promozionali di co-marketing, alla base del Piano redatto a supporto degli Accordi di Ristrutturazione, ingiustificatamente rapidi. Va inoltre precisato che la marginalità operativa della controllata Dmedia Commerce S.p.A. è stata negativamente influenzata dal rafforzamento riscontrato dal Dollaro Americano rispetto all'Euro, in considerazione della significativa incidenza degli approvvigionamenti operati presso i mercati del Far East.

In ragione delle comprovate difficoltà descritte sopra, si riteneva opportuno non procrastinare ulteriormente le opportune valutazioni tese ad esplorare ed individuare, nel corso di dedicate sedute consiliari, tutte le possibili soluzioni percorribili al fine di risolvere le problematiche insorte e che hanno negativamente influenzato il percorso di ristrutturazione avviato dalla Società.

Alla luce di quanto sopra evidenziato era evidente che già al 31 dicembre 2014 la Società risultava inadempiente sotto diversi profili rispetto alle previsioni degli Accordi, ancorché gli Accordi erano formalmente in essere, non avendo nessun istituto di credito esercitato i diritti connessi alla risoluzione degli stessi.

In considerazione della peculiarità della predetta situazione la Società, tenuto conto del venir meno dei presupposti degli Accordi ed in linea con l'impostazione contabile adottata, in occasione del bilancio al 31 dicembre 2014 si rilevava nel fondo rischi un ammontare di Euro 11,3 milioni, corrispondente al valore dello stralcio definito negli Accordi.

Il Consiglio di Amministrazione di Dmail Group con verbalizzazione notarile del 2 aprile 2015, a seguito delle verifiche sopracitate che accertavano l'impossibilità di conseguire i risultati previsti dal piano sotteso agli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare omologati in data 31 luglio 2014, nonché dopo aver compiuto le opportune preliminari analisi atte a verificare la sostenibilità economica e giuridica di una nuova proposta concorsuale e, in particolare, in considerazione della registrazione di un patrimonio netto negativo rilevante ai sensi dell'art. 2447 c.c., nel preminente interesse dei propri creditori, deliberava di presentare, come effettivamente avvenuto in data 24 aprile 2015, il ricorso ai sensi dell'art. 161 comma sesto della Legge Fall. al fine di procedere conseguentemente al deposito, avvenuto in data 8 settembre 2015, di un'ipotesi di Piano e Proposta di Concordato che preveda la prosecuzione dell'attività aziendale direttamente in capo alla stessa Dmail Group, per i cui dettagli si rimanda al paragrafo "Azioni di risanamento e approvazione del piano e della proposta di concordato preventivo ai sensi degli artt. 152 e 161 e seguenti della LF" del presente capitolo.

Verifica delle recuperabilità dell'attivo immobilizzato

A seguito della sopra esposta situazione economica/patrimoniale, gli Amministratori già nel bilancio al 31 dicembre 2014, avevano proceduto con particolare attenzione alla verifica della recuperabilità dei valori iscritti a bilancio apportando significative svalutazioni agli elementi dell'attivo patrimoniale come ampiamente descritto nel bilancio al 31 dicembre 2104 cui si rinvia.

Evoluzione dei rischi fiscali della controllata Buy On Web S.p.A. in liquidazione

Con riferimento all'evoluzione dei rischi fiscali della BOW in primo luogo occorre sottolineare che il liquidatore di BOW non ha provveduto all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014 e della situazione economico-patrimoniale al 30 giugno 2015 in quanto considera determinante, al fine di valutare la continuità o meno di BOW, avere una chiara visione delle risorse finanziarie che il concordato richiesto dalla controllante Dmail Group S.p.A. renderà disponibili per far fronte alle passività di natura prevalentemente tributaria. Passività che d'altronde non sono ancora identificabili nella loro interezza in quanto il contenzioso aperto con l'Agenzia delle Entrate non è stato ancora definito neppure in primo grado.

Per tale motivo, nella citata relazione finanziaria al 30 giugno 2015, così come nella presente Relazione Finanziaria al 30 novembre 2015, gli Amministratori hanno ritenuto opportuno escludere dal perimetro di consolidamento la BOW, ed hanno contestualmente iscritto un fondo per rischi ed oneri di importo pari al deficit patrimoniale della BOW quale risultante nell'ultima situazione economico-patrimoniale disponibile della controllata risalente al 30 settembre 2014 (vedasi Nota 14). Si sottolinea pertanto che il deconsolidamento di BOW non ha generato effetti né sul conto economico né sul patrimonio netto del Gruppo in quanto il deficit patrimoniale di BOW alla data di deconsolidamento, pari a Euro 5,3 milioni è stato di fatto compensato con il mantenimento nel bilancio consolidato del fondo rischi che la capogruppo aveva appostato a copertura del deficit patrimoniale di BOW quale risultante nell'ultima situazione economico-patrimoniale disponibile della controllata risalente al 30 settembre 2014.

Si evidenziano di seguito i principali rischi di natura tributaria riguardanti la BOW relativamente ai quali la Società non è attualmente nelle condizioni di potersi pronunciare in merito agli esiti dei contenziosi in essere. Ad ogni modo la Società ritiene altamente probabile, sulla base di pareri pro-veritate rilasciati da professionisti, che nessuna responsabilità solidale per attività di direzione e coordinamento debba essere imputata a DMAIL per i debiti fiscali di BOW.

Debiti tributari per accertamenti relativi agli esercizi fiscali 2006 e 2007

In data 23 maggio 2012, la controllata BOW aveva raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate per la definizione degli accertamenti ricevuti relativi agli esercizi fiscali 2006 e 2007. Al 30 settembre 2014 (data ultimo bilancio disponibile di BOW) il debito residuo relativo a tale accordo ammonta ad Euro 1,4 milioni.

Fondo per rischi fiscali

Per quanto riguarda il fondo i rischi connessi ad operazioni "sospette" effettuate negli anni 2007-2009, il 30 dicembre 2013 l'Agenzia delle Entrate ha notificato i relativi avvisi di accertamento e atti di contestazione ai fini dell'imposta sul Valore Aggiunto e delle imposte dirette, da parte dell'Agenzia delle Entrate per complessivi Euro 15,6 milioni. Relativamente a tali avvisi di accertamento, la Società aveva iscritto un fondo rischi fiscali al 31 dicembre 2014 dell'importo di Euro 7,9 milioni. Tale fondo, a seguito del deconsolidamento di BOW nella presente relazione semestrale, è stato rilasciato con contestuale recepimento del valore del deficit patrimoniale della controllata, pari ad Euro 5,3 milioni, attraverso un apposito accantonamento al fondo rischi diversi.

Transazione fiscale

A fronte degli avvisi di accertamento e atti di contestazione ricevuti la BOW ha fatto prontamente ricorso ed ha contestualmente avviato le trattative volte alla definizione di una transazione fiscale ex art. 182-ter L.F. presentata nei primi mesi del 2014 da incorporare in un Accordo di Ristrutturazione ex art. 182-bis.

La proposta di transazione fiscale si basava sul pagamento di una somma congrua a favore dell'autorità fiscale comprensiva dell'intero importo dell'IVA dovuta e di un importo ridotto in relazione a sanzioni ed interessi. A tale proposito si fa tuttavia presente che la mancata finalizzazione degli accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis L.F. e l'attuale interruzione delle trattative volte a definire in via transattiva le passività di natura fiscale della BOW rendono impossibile prevedere le modalità di definizione dei contenziosi in essere.

Il 25 gennaio 2016 il Liquidatore di Buy On Web S.p.A. in liquidazione ha depositato istanza di fallimento in proprio ai sensi dell'art. 6 della Legge Fallimentare presso il Tribunale di Milano, avendo un patrimonio netto negativo di Euro 7.322.922.

Si segnala che Dmail ritiene che gli eventi sopramenzionati che riguardano BOW non avranno impatti significativi sull'iter concorsuale intrapreso dalla Società, tenuto conto che i rischi inerenti tale società controllata sono stati adeguatamente contemplati nella proposta di concordato preventivo presentata da Dmail.

Azioni di risanamento e approvazione del piano e della proposta di concordato preventivo ai sensi degli artt. 152 e 161 e seguenti della LF

L'analisi dell'evoluzione prevedibile della gestione e la valutazione del presupposto della continuità aziendale sono necessariamente e principalmente legati all'implementazione del Piano di Concordato depositato in data 8 settembre 2015 presso il Tribunale di Milano e ammesso alla procedura di Concordato preventivo in continuità aziendale da parte del Tribunale di Milano in data 7 ottobre 2015.

Il Piano di Concordato e la Proposta di Concordato preventivo, articolata e proposta in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186-bis legge fall., prevedono, tra l'altro:

  • (i) la prosecuzione dell'attività aziendale direttamente in capo a Dmail Group S.p.A., come risultante dal business plan in continuità della controllante che è stato elaborato in un arco temporale sino al 2018, ovverosia di due anni dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato (omologa stimata ad aprile 2016). A tale proposito si sottolinea come, a differenza degli esercizi precedenti, nell'attività aziendale non rientri quella relativa all'Area "Media Commerce", a seguito della messa in liquidazione della controllata Dmedia Commerce S.p.A. avvenuta in data 16 marzo 2015 ed alla successiva cessione dell'attività a terzi, inizialmente a titolo di affitto e, subordinatamente all'omologazione del concordato presentato dalla stessa Dmedia Commerce S.p.A. in data 16 giugno 2015, a titolo definitivo;
  • (ii) la revoca, sotto condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, dell'aumento di capitale deliberato in esecuzione degli accordi di ristrutturazione omologati ai sensi dell'art. 182-bis legge fall. dal Tribunale di Milano in data 31 luglio 2014;
  • (iii) la deliberazione di un aumento di capitale sociale, soggetto, quanto alla sua liberazione, alla condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, per un importo complessivo di Euro 16.197.400,00, di cui (A) una prima parte, per Euro 8.197.400, già versati e soggetti a conversione mediante conversione in capitale di finanziamenti e/o versamenti, effettuati da (1) Norfin S.p.A. per Euro 224.000,00, (2) da Niteroi S.r.l. per Euro 10.000,00, (3) da Smalg S.r.l. (oggi Odissea S.r.l. a seguito di fusione per incorporazione) per Euro 1.243.400,00, (4) da Banfort Consultadoria per Euro 40.000,00, (5) da Odissea S.r.l. per Euro 3.455.000,00 e (6) da Rotosud S.p.A. per Euro 3.225.000,00 (quest'ultimo credito è oggi imputabile a D.Print S.p.A. a seguito di cessione d'azienda da parte di Rotosud S.p.A.) e (B) una seconda parte da versarsi in denaro, per Euro 8.000.000 (di cui Euro 265.000 già versati alla data del 30 novembre 2015), interamente riservata a D.Holding S.r.l., società facente capo al Dott. Vittorio Farina, che già possiede il 28,4% del capitale sociale della Società. Al riguardo si precisa che, per effetto di tale aumento di capitale, saranno attribuite, in virtù dei versamenti in conto capitale già effettuati, a D.Holding S.r.l. azioni corrispondenti ad un totale di Euro 15.923.400,00, a Niteroi azioni corrispondenti ad un totale di Euro 10.000,00, a Norfin azioni corrispondenti ad un totale di Euro 224.000,00, a Banfort Consultadoria LDA azioni corrispondenti ad un totale di Euro 40.000,00.

  • (iv) l'impegno del socio D.Holding S.r.l. (a) ad acquisire i crediti vantati nei confronti della Società, rispettivamente da Odissea S.r.l., per un importo pari ad Euro 4.698.400,00 e da D.Print S.p.A. per un importo pari ad Euro 3.225.000, derivanti dai versamenti e/o finanziamenti, effettuati in più soluzioni sino al 21 aprile 2015, anche nel contesto degli accordi di ristrutturazione ex articolo 182-bis legge fall.; (b) a votare, nell'ambito della convocanda assemblea straordinaria della Società, a favore dell'aumento di capitale, (c) ad integralmente sottoscrivere e liberare in un'unica soluzione, ed a semplice richiesta della Società, tale aumento di capitale, subordinatamente all'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, anche mediante compensazione dei crediti acquistati da Odissea S.r.l. e D.Print S.p.A., e (d) a versare, una volta intervenuta l'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato ed a semplice richiesta della Società, l'importo di Euro 7.900.000,00 su di un conto corrente vincolato appositamente costituito;

  • (v) la messa a disposizione della Società da parte del socio D.Holding S.r.l. di una garanzia a prima richiesta, valida ed efficace fatta salva la condizione sospensiva relativa all'omologa del concordato preventivo della Società entro e non oltre il 31 luglio 2016, emessa da intermediario finanziario iscritto nell'elenco degli intermediari operanti nel settore finanziario di cui agli artt. 106 e ss. del D. Lgs. N. 385/1993, per un importo massimo di Euro 8.000.000,00, a garanzia dell'esatto ed integrale impegno assunto di liberare l'aumento di capitale;
  • (vi) la vendita, attraverso procedure competitive, in un arco temporale che si stima di durata pari ad un anno dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, degli immobili di proprietà della Società siti in Sieci (FI) e Bomporto (MO) per poter provvedere alla soddisfazione, nei limiti del ricavato, del credito vantato dal creditore ipotecario Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..
  • Alla luce di quanto precede, la Società intende proporre ai propri creditori la soddisfazione delle loro ragioni creditorie mediante:
  • (i) il pagamento integrale dei crediti prededucibili e dei relativi interessi entro sei mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (ii) il pagamento integrale dei crediti privilegiati generali e dei relativi interessi entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iii) il pagamento del creditore ipotecario, titolare di privilegio speciale, Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., nella misura parziale, come stimata nella relazione ex art. 160, comma 2, legge fall. rilasciata dal prof. Renato Giovannini che risulterà al tempo della vendita degli immobili ipotecati e, comunque, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iv) il pagamento dei crediti chirografari, inclusa la porzione degradata del credito ipotecario, assistito da privilegio speciale, di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., in una conveniente percentuale, suscettibile di maggiorazione in caso di liberazione di determinati fondi rischi, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato.

I passaggi di cui sopra, ed in particolare il combinato effetto dell'aumento di capitale e dello stralcio di una parte significativa del debito in capo alla Società (eventi entrambi subordinati all'omologa della Proposta di Concordato), sono idonei a ripristinare il patrimonio netto della Società in misura superiore al capitale sociale, eliminando dunque la situazione di perdita rilevante ex art. 2447 del codice civile.

Conclusioni sulla continuità aziendale

In sede di approvazione del bilancio consolidato al 30 giugno 2015 il Consiglio di Amministrazione ha dovuto compiere le necessarie valutazioni, ritenute in questa sede tuttora valide, circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale tenendo conto a tal fine di tutte le informazioni disponibili relativamente ai prevedibili accadimenti futuri.

In considerazione della situazione attuale e dello stato di grave crisi patrimoniale e finanziaria, così come meglio descritto nella Relazione sulla Gestione, a seguito del quale il Consiglio ha deliberato, in data 2 aprile 2015, di ricorrere alla procedura di concordato gli Amministratori ritengono che esistono gli elementi di incertezza di seguito sintetizzati che fanno sorgere dubbi significativi sulla capacità della Dmail Group S.p.A. e del Gruppo a proseguire l'attività operativa in continuità nel prossimo futuro:

  • la finalizzazione della procedura concordataria ed in particolare l'omologa da parte del Tribunale della Proposta di Concordato ed il conseguente stralcio di una parte significativa del debito in capo alla Società;
  • l'esecuzione dell'aumento di capitale secondo i tempi e le modalità previste nel Piano Concordatario;
  • il raggiungimento degli obbiettivi economici e finanziari previsti dal business plan in continuità della Società con riferimento alle principali società controllate e in particolare la capacità delle stesse di generare i flussi di cassa necessari a garantire la continuità della controllante.

In data 7 ottobre 2015 il Tribunale di Milano ha ritenuto ammissibile la Società alla Procedura di concordato dichiarando l'apertura della procedura stessa e fissando il termine per l'adunanza dei creditori.

Nonostante ciò esistono ancora significative incertezze sul buon esito della procedura così come evidenziate di seguito:

  • Positivo esito dell'adunanza dei creditori:
  • o Non vi è certezza in merito all' ottenimento, in sede di adunanza dei creditori, del voto favorevole di sufficienti maggioranze aventi diritto al voto affinché la proposta di concordato sia approvata e possa essere omologata dal Tribunale.
  • L'omologazione del concordato da parte del Tribunale:
  • o Non vi è certezza sul buon esito del lavoro istruttorio del Tribunale che dovrà tener conto e valutare tutte le informazioni disponibili, in particolare la relazione del Commissario che verrà nominato all' atto dell'ammissione.
  • La ricostituzione, per effetto della proposta, di un patrimonio netto positivo:
  • o Tale patrimonio dovrà essere sufficiente non solo per determinare l'uscita dalla fattispecie prevista dall' art 2447 c.c. ma anche per sostenere l'attività nel periodo coperto dal Piano

industriale elaborato nell' ambito della Procedura (business plan in continuità della Società).

  • Incertezze connesse alle previsioni e alle stime elaborate dalla Società in relazione alla Procedura concordataria:
  • o Le azioni previste, in particolare per quanto riguarda la cessione degli immobili di Bomporto e Sieci, presuppongono la necessità di compiere atti di gestione aziendale in tempi ristretti che potrebbero non raggiungere, nel valore o nei tempi, i valori inclusi nel Piano concordatario.

Alla luce di quanto sopra, il Consiglio ritiene che la possibilità per la Società e per il Gruppo di continuare la propria operatività per un futuro prevedibile sia necessariamente legata al positivo esito della procedura, con l'esecuzione di quanto previsto nel Piano di Concordato e nella Proposta di Concordato.

In particolare la completa e definitiva implementazione del Piano di Concordato è il presupposto essenziale per riportare la struttura patrimoniale del passivo societario a livelli compatibili con la generazione di cassa della Società e delle sue Controllate.

Il Consiglio di Amministrazione è dunque stato chiamato a un esercizio di valutazione, sulla base delle conoscenze fin qui acquisite, di fatti futuri e incerti, tenendo conto di quanto riferito nei paragrafi che precedono e in tale contesto esso ritiene di dover indicare che il mantenimento del presupposto della continuità aziendale è inscindibilmente condizionato all'esito congiunto (i) dell'omologa definitiva del concordato e del conseguente stralcio di una parte significativa del debito della Società e (ii) dell'esecuzione dell'aumento di capitale della Società, entrambi da concludersi in tempi relativamente brevi e comunque tali da ripristinare le condizioni di patrimonio netto positivo.

Dopo aver effettuato le necessarie verifiche, ed aver valutato le richiamate rilevanti incertezze, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto che, in considerazione delle azioni in corso e in fase di definizione, nonché dell'impegno - seppur condizionato - assunto da alcuni Azionisti ad effettuare l'aumento di capitale secondo le modalità previste nel Piano di Concordato sia ancora ragionevole la probabilità di addivenire alla definizione di un'operazione di riequilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria della Capogruppo e del Gruppo Dmail.

Per tale motivo gli Amministratori continuano ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella preparazione della presente relazione finanziaria consolidata, con gli accorgimenti di maggior prudenza di seguito descritti, ritenendo di aver comunque fornito un'informativa esaustiva delle significative incertezze in essere e dei conseguenti dubbi significativi che insistono sul mantenimento di tale presupposto.

Tale determinazione è naturalmente frutto di un giudizio soggettivo che ha comparato, rispetto agli eventi sopra evidenziati, il grado di probabilità di un esito positivo rispetto al mancato avverarsi degli eventi sopra citati.

Deve essere dunque nuovamente sottolineato, per quanto ovvio, che il giudizio prognostico sotteso alla determinazione degli Amministratori è suscettibile di essere contraddetto dall'evoluzione dei fatti seppur svolto con diligenza e ragionevolezza; e ciò sia perché eventi ritenuti probabili (quali, ad esempio, l'omologa del concordato ed il conseguente aumento di capitale) potrebbero non verificarsi, sia perché potrebbero emergere fatti o circostanze, oggi non noti o comunque non valutabili nella loro portata, anche fuori dal controllo degli Amministratori, suscettibili di mettere a repentaglio la continuità aziendale della Società e del Gruppo pur a fronte di un esito positivo delle condizioni a cui oggi gli Amministratori legano la continuità della Società e del Gruppo.

Da ultimo, e quale ulteriore nota di prudenza, gli Amministratori, consapevoli dei limiti intrinseci della propria determinazione, indicano che verrà mantenuto un costante monitoraggio sull'evoluzione dei fattori presi in considerazione, così da poter assumere, laddove se ne verificassero i presupposti, i necessari provvedimenti previsti dalla legge per le situazioni di crisi aziendale nonché provvedere, con analoga prontezza, ad assolvere agli obblighi di comunicazione al mercato.

È importante considerare che qualora le operazioni di riequilibrio finanziario patrimoniale non fossero finalizzate in tempi relativamente brevi, il Consiglio di Amministrazione sarebbe costretto a rivedere il presupposto della continuità, in considerazione del fatto che non sussisterebbero gli elementi per proseguire le attività operative in un prevedibile futuro.

Tenuto conto di quanto sopra descritto con particolare riferimento ai fattori di rischio ed incertezze richiamati nonché al potenziale venir meno del presupposto della continuità, i prospetti che seguono sono stati redatti secondo i principi contabili IAS/IFRS ispirandosi a criteri di prudenza nelle valutazioni di bilancio. In tale contesto gli Amministratori hanno proceduto con particolare prudenza nella valutazione delle attività immobilizzate, dei crediti commerciali, delle rimanenze di magazzino e dei fondi per rischi ed oneri.

Occorre tuttavia considerare che, il venir meno delle prospettive di continuazione dell'attività implicherebbe la necessità di effettuare successive verifiche, valutazioni ed approfondimenti, e comprometterebbe seriamente la possibilità di recuperare integralmente il valore delle attività iscritte nei prospetti al 30 novembre 2015, con conseguenti significative ulteriori minusvalenze, nonché eventuali maggiori accantonamenti di fondi per eventuali passività potenziali.

Sede Legale: Via San Vittore, 40 – 20123 Milano Sede Amministrativa: Via Campi 29/L – 23807 Merate (LC) Capitale Sociale 15.300.000 euro - C.F. e P. IVA e Registro imprese: 12925460151

PROSPETTI CONTABILI E NOTE ILLUSTRATIVE AL 30 NOVEMBRE 2015

SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA

ATTIVITÀ – SITUAZIONE PATRIMONIALE - FINANZIARIA (Valori in euro) Note 30/11/2015 31/12/2014
Attività non correnti
Attività immateriali
Avviamento e altre attività immateriali a vita indefinita 0 0
Attività immateriali a vita definita 3 0 0
Attività materiali
Immobili, impianti e macchinari 4 1.761.192 3.092.842
Altre attività non correnti
Partecipazioni 5 8.242.798 8.297.479
Crediti vari e altre attività non correnti 0 0
Attività per imposte anticipate 6 0 0
TOTALE ATTIVITA' NON CORRENTI 10.003.990 11.390.321
Attività correnti
Rimanenze di magazzino 0 0
Crediti tributari 7 161.016 365.985
Crediti commerciali, vari e altre attività correnti 8 638.598 338.286
di cui parti correlate 24 793.703 284.434
Titoli diversi dalle partecipazioni 9 0 0
Crediti finanziari e altre attività finanziarie correnti
di cui parti correlate 0
Cassa e altre disponibilità liquide equivalenti 72.863 14.382
TOTALE ATTIVITA' CORRENTI 872.477 718.653
TOTALE ATTIVITA' CESSATE/DESTINATE AD ESSERE CEDUTE 0 0
TOTALE ATTIVITA' 10.876.467 12.108.975
PASSIVITA' – SITUAZIONE PATRIMONIALE - FINANZIARIA
(Valori in euro)
Note 30/11/2015 31/12/2014
Patrimonio Netto
Quota di pertinenza della Capogruppo 10 (45.084.235) (42.125.729)
Quota di pertinenza dei Terzi 0 0
TOTALE PATRIMONIO NETTO 10 (45.084.235) (42.125.729)
Passività non correnti
Passività finanziarie non correnti 0 0
di cui parti correlate 24 0
TFR e altri fondi relativi al personale 11 0 7.450
Fondo imposte differite 12 355.045 816.625
Fondo per rischi e oneri futuri 13 10.514.936 21.620.891
Passività per locazione finanziarie 0 0
Debiti vari e altre passività non correnti
TOTALE PASSIVITA' NON CORRENTI 10.869.981 22.444.967
Passività correnti
Passività finanziarie correnti 14 34.556.646 22.533.487
di cui parti correlate 24 16.020.560 15.423.968
Passività per locazione finanziarie 9.951 9.951
Debiti tributari 210.646 103.130
Debiti commerciali, vari e altre passività correnti 15 10.313.478 9.143.168
di cui parti correlate 24 4.124.903 3.923.894
TOTALE PASSIVITA' CORRENTI 45.090.720 31.789.736
TOTALE PASSIVITA' 55.960.701 54.234.703
TOTALE PASSIVITA' CESSATE/DESTINATE AD ESSERE CEDUTE
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA' 10.876.467 12.108.975

CONTO ECONOMICO

CONTO ECONOMICO SEPARATO (Valori in euro) Note 30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Ricavi 16 411.648 0 411.648
di cui parti correlate 24 235.000 0
Altri ricavi 379.778 297.471 82.307
di cui parti correlate 24 269.873 101.700 (8.475)
Totali ricavi e altri proventi 791.426 297.471 493.956
Costi per acquisti 17 (334) (1.686) 1.353
di cui parti correlate 0 0 0
Costi per servizi 18 (1.308.721) (953.941) (354.779)
di cui parti correlate 24 (163.667) (342.437) 195.771
Costi per il personale 19 (530.537) (116.070) (414.468)
Altri costi operativi 20 (101.112) (93.521) (7.591)
Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni 21 (2.011.690) (10.800) (2.000.890)
Ripristino valore partecipazione 0
Risultato operativo (3.160.967) (878.547) (2.282.420)
Proventi finanziari 22 14.941 23 14.917
di cui parti correlate 24 0 0
Oneri finanziari netti 22 (274.060) (2.038.283) 1.764.222
di cui parti correlate 24 (115.396) (349.046) 233.651
Risultato ante imposte (3.420.086) (2.916.806) (503.280)
Imposte 23 461.580 0 461.580
Risultato dell'esercizio (2.958.506) (2.916.806) (41.700)

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO (Valori in euro) Note 30/11/2015 30/11/2014
Risultato netto prima della quota di azionisti terzi (2.958.506) (2.916.806)
Altri utili (perdite) complessivi
Poste che non saranno riclassificate a conto economico
- Utili (perdite) attuariali
- Effetto fiscale relativo alle poste che non saranno riclassificate a conto economico
Subtotale poste che non saranno riclassificate a conto economico 0 0
Poste che potrebbero essere riclassificate a conto economico
- Utili (perdite) iscritti a riserva cash flow hedge
- Effetto fiscale relativo alle poste che potrebbero essere riclassificate a conto economico
- Utili (perdite) iscritti a riserva di conversione
Subtotale poste che potrebbero essere riclassificate a conto economico 0 0
Totale Altri utili (perdite) complessivi 0 0
Totale utile (perdita) complessivo del periodo (2.958.506) (2.916.806)
Attribuibile a:
- Azionisti della capogruppo (2.958.506) (2.916.806)
- Terzi

RENDICONTO FINANZIARIO

RENDICONTO FINANZIARIO (Euro/migliaia) Note 30/11/2015 31/12/2014
Risultato d'esercizio del periodo (2.959) (23.176)
Quota ammortamento immobilizzazioni immateriali 0 0
Quota ammortamento immobilizzazioni materiali 1 12
Accantonamenti e svalutazioni 2.041 16.900
Plusvalenze (minusvalenza) da alienazioni 0 0
Di cui parte correlata 0 0
Imposte a CE non pagate 0 1.592
Flusso di cassa Gestione corrente A (917) (4.672)
Variazione crediti commerciali e crediti verso altri (355) (115)
di cui parte correlata (509) (155)
Variazione delle rimanenze 0 0
Variazione degli altri crediti e dei ratei e risconti attivi 205 784
Variazione debiti verso fornitori e debiti vs altri 1.278 1.750
di cui parte correlata 202 780
Variazione TFR ed altri fondi (770) (63)
Variazione delle attività e passività dell'esercizio B 358 2.356
Flusso di cassa dell'attività dell'esercizio C= A+B (559) (2.316)
Acquisti immobilizzazioni materiali (140) 0
Acquisto (vendita) di immobilizzazioni finanziarie + Altre 0 0
Prezzo cessione immobilizzazioni materiali ed immateriali 0 0
Prezzo cessione partecipazione 0 0
di cui parte correlata 0 0
Acquisto/Incrementi di partecipazioni 0 (1.223)
Fabbisogno di cassa per investimenti D (140) (1.223)
Variazione Finanziamenti da società controllate e da Soci 596 5.523
di cui parti correlate 596 5.523
Rimborsi di finanziamenti a m/l termine 2 0
Pagamento rate per debiti beni locazione finanziarie 0 0
Interessi maturati non pagati e Variazione derivati 0 331
Riclassifica fondo rischi a debito bancario (11.265) 11.022
Flusso di cassa dell'attività finanziaria E (10.667) 16.876
Variazione disponibilità finanziarie nette a breve F=C+D+E (11.365) 13.337
Disponibilità finanziarie nette a inizio esercizio G (3.080) (16.417)
Disponibilità finanziarie nette a fine esercizio H=F+G (14.446) (3.080)
RICONCILIAZIONE TRA DISPONIBILITA' LIQUIDE E RENDICONTO FINANZIARIO 30/11/2015 31/12/2014
ATTIVITA' IN FUNZIONAMENTO
Cassa e Altre disponibilità liquide 73 14
Debiti verso banche a breve (14.519) (3.094)
Totale (14.446) (3.080)
(in migliaia di Euro) Capitale
Sociale
Riserva
Sovrapprezzo
Azioni
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Riserve
Scissione
Azioni
Proprie
Riserve
Azioni
Proprie
Riserva
utili/
perdite
attuariali
Utili
Perdite
Accumulati
Risultato
d'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Totale al 31/12/2011 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (493) (7.748) 7.059
Movim.ne del risultato (7.748) 7.748
Acquisto azioni proprie
Cessione Azioni proprie
Altri Movimenti
Distribuzione dividendi
Utile (perdita) del
periodo
(21.173) (21.173)
Totale al 31/12/2012 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (8.242) (21.173) (14.115)
Movim.ne del risultato (21.173) 21.173
Acquisto azioni proprie
Cessione Azioni proprie
Altri Movimenti (2) (2)
Distribuzione dividendi
Utile (perdita) del
periodo
(4.832) (4.832)
Totale al 31/12/2013 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (2) (29.415) (4.832) (18.949)
Movim.ne del risultato (4.832) 4.832
Acquisto azioni proprie
Cessione Azioni proprie
Altri Movimenti
Distribuzione dividendi
Utile (perdita) del
periodo
(23.177) (23.177)
Totale al 31/12/2014 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (2) (34.247) (23.177) (42.126)
Movim.ne del risultato (23.177) 23.177
Acquisto azioni proprie
Cessione Azioni proprie
Altri Movimenti
Distribuzione dividendi
Utile (perdita) del
periodo
(2.959) (2.959)
Totale al 30/11/2015 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (2) (57.424) (2.959) (45.084)

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

Legenda : A = per aumento di capitale; B = per copertura perdita; C = per distribuzione soci

Milano, 8 febbraio 2016

Per il Consiglio di Amministrazione

Il Presidente

Vittorio Farina

Sede Legale: Via San Vittore, 40 – 20123 Milano Sede Amministrativa: Via Campi 29/L – 23807 Merate (LC) Capitale Sociale 15.300.000 euro - C.F. e P. IVA e Registro imprese: 12925460151

NOTE ILLUSTRATIVE ALLA SITUAZIONE ECONOMICA E PATRIMONIALE AL 30 NOVEMBRE 2015

NOTA 1 - FORMA CONTENUTO E ALTRE INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Dmail Group S.p.A. società con personalità giuridica, costituita in conformità all'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana, è la società Capogruppo che detiene in maniera diretta o indiretta partecipazioni di società controllate che operano nel settore dei media locali, delle vendite dirette e a distanza, inclusivo di tutte le attività di acquisto, logistica, distribuzione, marketing e vendita multicanale e multi prodotto, attraverso cataloghi cartacei, siti internet, negozi e call center, propri e di terzi. Il Gruppo opera principalmente in Italia.

Dmail Group S.p.A., in qualità di Capogruppo, svolge principalmente attività di direzione e coordinamento delle società controllate.

La sede legale di Dmail Group S.p.A. è a Milano, in Italia.

Il bilancio di Dmail Group S.p.A. è presentato in Euro che è anche la moneta corrente nelle economie in cui la società opera principalmente.

Il presente bilancio è stato redatto secondo il presupposto della continuità aziendale come successivamente descritto alla Nota 2. I rischi e le incertezze relative al business sono descritti nelle sezioni dedicate della relazione sulla gestione. Per la descrizione di come il gruppo gestisce i rischi finanziari tra i quali quello di liquidità si rimanda alla nota N. 36 del bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.

Il Consiglio di Amministrazione si riserva la possibilità di modificarlo qualora accadessero eventi successivi rilevanti fino alla data dell'Assemblea.

La situazione Economica e Patrimoniale al 30 novembre 2015 della Dmail Group S.p.A. è stata predisposta nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") e omologati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti ("IAS"), tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC"), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee ("SIC").

La situazione Economica e Patrimoniale al 30 novembre 2015 è redatta sulla base del principio del costo storico, salvo che per la valutazione degli investimenti immobiliari che sono valutati al fair value in accordo alle disposizioni dello IAS 40.

CRITERI DI VALUTAZIONE

ATTIVITÀ IMMATERIALI

Le attività immateriali acquistate sono iscritte all'attivo, secondo quanto disposto dallo IAS 38 (Attività Immateriali), quando è probabile che l'uso dell'attività genererà benefici economici futuri e quando il costo dell'attività può essere determinato in modo attendibile.

Tali attività sono rilevate al costo di acquisto ed ammortizzate a quote costanti lungo la loro stimata vita utile, se le stesse hanno una vita utile definita.

INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Gli investimenti immobiliari sono iscritti inizialmente al costo storico, comprensivo di costi di negoziazione. Il valore contabile include il costo afferente alla sostituzione di parte di un investimento immobiliare nel momento in cui tale costo viene sostenuto, a condizione che siano soddisfatti i criteri di rilevazione ed esclude i costi di manutenzione ordinaria. Successivamente alla rilevazione iniziale, gli investimenti immobiliari sono iscritti al fair value, che riflette le condizioni di mercato alla data di chiusura del bilancio. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni del fair value degli investimenti immobiliari sono rilevati nel conto economico dell'esercizio in cui si manifestano.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando sono ceduti o quando l'investimento è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua cessione. Eventuali utili o perdite derivanti dal ritiro o dismissione di un investimento immobiliare sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui avviene il ritiro o la dismissione.

Le riclassifiche da o ad un investimento immobiliare avvengono quando vi è un cambiamento d'uso. Per le riclassifiche da investimento immobiliare a proprietà ad utilizzo diretto, il valore di riferimento dell'immobile per la successiva contabilizzazione è il valore equo alla data di cambiamento d'uso. Se una proprietà immobiliare ad uso diretto diventa investimento immobiliare, il Gruppo rileva tali beni conformemente ai criteri indicati al punto "immobili impianti e macchinari" fino alla data del cambiamento d'uso.

IMPIANTI, MACCHINARI E ALTRI BENI DI PROPRIETÀ

Le immobilizzazioni materiali sono esposte in bilancio al costo storico se acquisite separatamente o al valore equo alla data di acquisizione se acquisite attraverso operazioni di aggregazione aziendale e sono sistematicamente ammortizzate in relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione. Qualora alcuni beni classificati in tale categoria venissero destinati alla vendita, verrebbero classificati separatamente tra le attività non correnti destinate alla vendita. I beni destinati alla vendita non vengono più ammortizzati.

Qualora il fair value risultasse inferiore al costo iscritto in bilancio, verrebbe effettuata una svalutazione dei valori iscritti in bilancio.

Il processo di ammortamento avviene a quote costanti sulla base di aliquote ritenute rappresentative della vita utile stimata; per i beni acquisiti nell'esercizio le aliquote vengono applicate pro rata temporis, tenendo conto dell'effettivo utilizzo del bene nel corso dell'anno. I costi sostenuti per migliorie vengono imputati ad incremento dei beni interessati solo quando sono chiaramente separabili e identificabili e potranno essere recuperati tramite i benefici economici futuri attesi.

L'ammortamento è calcolato in base ad un criterio a quote costanti sulla vita utile stimata delle attività, le aliquote utilizzate sono espresse di seguito:

CATEGORIA ALIQUOTE
Macchine Ufficio elettroniche 20%
Mobili e arredi 11%
Automezzi 20%
Autoveicoli 25%
Telefoni cellulari 20%

BENI IN LOCAZIONE FINANZIARIA

Le attività possedute mediante contratti di locazione finanziaria, attraverso i quali sono principalmente trasferiti alla società tutti i rischi ed i benefici legati alla proprietà, sono riconosciute come attività della società al loro valore corrente o, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing, inclusa la somma da pagare per l'esercizio dell'opzione di acquisto. La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata in bilancio tra le passività per locazioni finanziarie a breve ed a medio/lungo termine.

PERDITA DI VALORE DELLE ATTIVITÀ

Lo IAS 36 richiede di valutare l'esistenza di perdite di valore (c.d. impairment test) delle immobilizzazioni materiali, immateriali in presenza di indicatori che facciano ritenere che tale problematica possa sussistere. Nel caso degli avviamenti, delle altre attività immateriali a vita indefinita o di attività non disponibili per l'uso, tale valutazione viene fatta almeno annualmente.

La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita, qualora esista un mercato attivo, e il valore d'uso del bene. Il valore d'uso è definito sulla base dell'attualizzazione dei flussi di cassa attesi dall'utilizzo del bene, o da un'aggregazione di beni (c.d. cash generating unit), nonché dal valore che ci si attende dalla dismissione al termine della sua vita utile. Le cash generating unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business della società, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa autonomi, derivanti dall'utilizzo continuativo delle attività ad esse imputabili.

PARTECIPAZIONI

Le partecipazioni in società controllate, collegate e joint-ventures sono valutate con il metodo del costo e, in presenza di indicatori di perdita di valore, sono assoggettate ad impairment test. Tale test viene effettuato ogni volta in cui vi sia l'evidenza di una probabile perdita di valore delle partecipazioni. Il metodo di valutazione utilizzato è effettuato sulla base del Discounted Cash Flow, applicando il metodo descritto in "Perdite di valore delle attività". Qualora si evidenziasse la necessità di procedere ad una svalutazione, questa verrà addebitata a conto economico nell'esercizio in cui è rilevata. Quando vengono meno i motivi che hanno determinato la diminuzione di valore, il valore contabile della partecipazione è incrementato fino a concorrenza del costo originario. Tale ripristino viene iscritto a conto economico.

AZIONI PROPRIE

Le azioni proprie sono iscritte in riduzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i proventi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto.

STRUMENTI DERIVATI

Gli strumenti derivati sono attività e passività rilevate al fair value.

I derivati sono classificati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata (Hedge Accounting) e l'efficacia della copertura è elevata (test di efficacia). Le operazioni che, nel rispetto delle politiche di gestione del rischio poste in essere dalla società, soddisfano i requisiti richiesti dal principio, vengono classificate di copertura; le altre, invece, pur essendo effettuate con intento di gestione dell'esposizione al rischio, vengono classificate di negoziazione. Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico. Quando i derivati coprono i rischi di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge), le variazioni del fair value dei derivati sono inizialmente rilevate a patrimonio netto e successivamente imputate a conto economico, coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura sono rilevate a conto economico.

CREDITI COMMERCIALI E ALTRI CREDITI

I crediti sono iscritti al valore nominale, ossia al fair value del corrispettivo ricevuto nel corso della transazione, e rettificati per tenere conto di eventuali perdite di valore mediante lo stanziamento di uno specifico fondo per rischi di inesigibilità da portare in diretta detrazione della voce dell'attivo.

Se il pagamento prevede termini superiori alle normali condizioni di mercato e il credito non matura interessi, è presente una componente finanziaria implicita nel valore iscritto in bilancio, che viene pertanto attualizzato, addebitando a conto economico lo sconto. La rilevazione degli interessi impliciti è effettuata per competenza sulla durata del credito tra gli oneri e proventi finanziari.

CREDITI E FINANZIAMENTI

I crediti generati dall'impresa e i finanziamenti inclusi sia fra le attività non correnti che fra quelle correnti sono valutati al costo ammortizzato.

CASSA E ALTRE DISPONIBILITÀ LIQUIDE EQUIVALENTI

La cassa e le altre disponibilità liquide equivalenti sono iscritte, secondo la loro natura, al valore nominale.

FONDO PER IL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO (TFR)

Il Trattamento di fine rapporto delle società italiane fino al 31 dicembre 2006 era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n° 296 (Legge Finanziaria 2007) e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerarsi un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data di bilancio), mentre successivamente a tale data esso è assimilabile ad un piano a contribuzione definita.

Gli effetti contabili derivanti dall'applicazione della sopra descritta normativa non sono rilevanti per la società poiché ha un numero di dipendenti inferiore a 50 unità.

Il TFR è quindi ancora considerato un piano a benefici definiti e, laddove presente, viene determinato da attuari indipendenti utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito (projected unit credit method). Il trattamento di fine rapporto era definito dal valore attuariale dell'effettivo debito della società verso tutti i dipendenti, determinati applicando i criteri previsti dalla normativa vigente. Il processo di attualizzazione, fondato su ipotesi demografiche e finanziarie, era affidato ad attuari professionisti esterni.

FONDI PER RISCHI E ONERI FUTURI

La Società rileva i fondi per rischi e oneri futuri quando, in presenza di un'obbligazione, legale o implicita, nei confronti di terzi, è probabile che si renderà necessario l'impiego di risorse per adempiere l'obbligazione e quando può essere effettuata una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione stessa.

Le variazioni di stima sono riflesse nel conto economico del periodo in cui la variazione avviene.

PASSIVITÀ FINANZIARIE

Le passività finanziarie sono rappresentate dai debiti finanziari, dalle passività a fronte delle attività iscritte nell'ambito dei contratti di locazione finanziaria.

Le passività finanziarie sono inizialmente iscritte al valore di mercato (fair value) incrementato dei costi dell'operazione; successivamente vengono valutate al costo ammortizzato e cioè al valore iniziale, al netto dei rimborsi in linea capitale già effettuati, rettificato (in aumento o in diminuzione) in base all'ammortamento (utilizzando il metodo dell'interesse effettivo) di eventuali differenze fra il valore iniziale e il valore alla scadenza.

FINANZIAMENTI A MEDIO/LUNGO TERMINE

I finanziamenti sono inizialmente rilevati al costo, corrispondente al valore equo del corrispettivo ricevuto al netto degli oneri accessori di acquisizione del finanziamento. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati utilizzando il metodo del costo ammortizzato; tale metodo prevede che l'ammortamento venga determinato utilizzando il tasso di interesse interno effettivo, rappresentato dal tasso che equipara, al momento della rilevazione iniziale, il valore dei flussi di cassa attesi ed il valore di iscrizione iniziale. Il costo ammortizzato viene calcolato tenendo conto dei costi di emissione e di ogni eventuale sconto o premio, previsto al momento della erogazione.

DEBITI COMMERCIALI E ALTRI DEBITI

I debiti sono valutati al costo, corrispondente al valore equo del corrispettivo della transazione.

Se i termini di pagamento accordati sono superiori a quelli previsti dalle normali condizioni di mercato e tuttavia il debito non matura interessi, è presente una componente finanziaria implicita nel valore iscritto in bilancio. Pertanto viene attualizzato, accreditando a conto economico lo sconto, che viene rilevato per competenza sulla durata del debito tra i proventi ed oneri finanziari.

RICONOSCIMENTO DEI RICAVI E DEGLI ONERI A CONTO ECONOMICO

I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri, sono rilevati in bilancio secondo il principio della competenza economica, escludendo gli utili non realizzati e tenendo conto dei rischi e delle perdite maturate nell'esercizio, anche se divenuti noti successivamente.

I ricavi ed i proventi, i costi e gli oneri, sono iscritti in bilancio al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione di servizi.

La competenza economica dei costi per acquisto di merce viene determinata con riferimento al momento del trasferimento della proprietà dei beni. I costi per servizi vengono contabilizzati al momento dell'ultimazione della prestazione.

I contratti di leasing aventi natura finanziaria vengono iscritti in bilancio secondo il metodo finanziario previsto dal principio contabile IAS 17.

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che al Gruppo affluiranno dei benefici economici e il loro ammontare può essere determinato in modo attendibile; essi sono rappresentati al netto di sconti, abbuoni e resi.

I ricavi per prestazioni di servizi sono rilevati a conto economico con riferimento allo stadio di completamento dell'operazione e solo quando il risultato della prestazione può essere attendibilmente stimato.

IMPOSTE

Includono imposte correnti e imposte differite. L'onere o il provento per imposte correnti sul reddito dell'esercizio, è determinato in base alla normativa vigente. Nell'ambito della politica fiscale di Gruppo, Dmail Group S.p.A. ha aderito a partire dal 2004 all'istituto del consolidato fiscale nazionale introdotto con il D.Lgs. n. 344 del 12 dicembre 2003 in qualità di società consolidante.

Tale adozione consente di determinare un beneficio da consolidato, quale remunerazione diretta delle perdite fiscali proprie utilizzate in compensazione degli utili fiscali trasferiti dalle società aderenti al consolidato fiscale nazionale.

Le imposte anticipate e differite vengono determinate sulla base delle differenze fiscali temporanee originate dalla differenza tra i valori di bilancio attivi e passivi ed i corrispondenti valori rilevanti ai fini fiscali. In particolare le attività fiscali differite sono iscritte solo se è probabile che sarà realizzato un reddito imponibile nell'ambito del consolidato fiscale a fronte del quale potrà essere utilizzata la differenza temporanea deducibile, mentre le passività fiscali differite devono essere rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili. Sono valutate secondo le aliquote fiscali vigenti che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale.

DIVIDENDI

I dividendi sono rilevati alla data della delibera assembleare di distribuzione.

USO DI STIME

La redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione l'effettuazione di stime e di ipotesi che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data del bilancio. I risultati che si consuntiveranno potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, gli ammortamenti, le svalutazioni di attività, i benefici ai dipendenti, le imposte nonché altri accantonamenti e fondi. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi a conto economico nel periodo in cui avviene la revisione di stima.

Per cui non si può escludere il concretizzarsi, nel prossimo esercizio, di risultati diversi da quanto stimato e che quindi potrebbero richiedere rettifiche anche significative, ad oggi ovviamente né stimabili né prevedibili, al valore contabile delle relative voci. Le voci di bilancio principalmente interessate da tali

situazioni di incertezza sono i fondi svalutazione crediti, le partecipazioni, le imposte anticipate, gli investimenti immobiliari e i fondi per rischi ed oneri.

Si rileva, in particolare, che nell'applicare i principi contabili IAS/IFRS gli Amministratori hanno assunto decisioni basate sulle seguenti valutazioni discrezionali con effetto significativo sui valori iscritti a bilancio nelle seguenti voci di bilancio:

  • perdita di valore delle partecipazioni, che vengono sottoposte a verifica per eventuali perdite di valore con periodicità almeno annuale; detta verifica richiede una stima discrezionale dei valori d'uso dell'unità generatrice di flussi finanziari cui è attribuito il valore di carico delle partecipazioni, a sua volta basato sulla stima dei flussi finanziari attesi dall'unità e sulla loro attualizzazione in base ad un tasso di sconto adeguato;
  • imposte differite attive, le quali sono rilevate a fronte delle perdite fiscali riportate a nuovo e delle altre differenze temporanee, nella misura in cui sia probabile l'esistenza di adeguati utili fiscali futuri a fronte dei quali tali perdite e le differenze temporanee potranno essere utilizzate. Una significativa valutazione discrezionale è richiesta agli Amministratori per determinare l'ammontare delle imposte differite attive che possono essere contabilizzate. Nell'effettuare la verifica di recuperabilità di tali imposte anticipate sono stati presi in considerazione i risultati previsti nel Nuovo piano industriale 2014 – 2018 del Gruppo;
  • fondi rischi ed oneri: la stima dei fondi comporta l'elaborazione di stime discrezionali basate sia su dati storici che prospettici. In particolare il fondo rischi stanziato per riflettere il deficit patrimoniale della società Buy on Web S.p.A. è legato alla valutazione delle vertenze fiscali, che interessano la partecipata, pertanto la valutazione dei profili di rischio e le stime relative alla controllata Buy On Web S.p.A. sono soggette a incertezze e complessità che potrebbero determinare variazioni rilevanti nelle stime e sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Società e del Gruppo.

GESTIONE DEI RISCHI FINANZIARI ED ALTRE INFORMAZIONI RICHIESTE DALLA APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO IFRS 7

La società svolge l'attività di gestione dei rischi finanziari per tutte le società controllate. Per un'analisi esaustiva dei rischi finanziari del gruppo, si rinvia alla Nota N.36 del bilancio consolidato al 31 dicembre 2014.

VARIAZIONI DEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Per l'analisi si rimanda alle "Note illustrative specifiche" del bilancio consolidato.

NOTA 2 – VALUTAZIONE SULLA CONTINUITÀ AZIENDALE

Il Gruppo Dmail versa in una situazione di grave crisi, dovuta principalmente al rilevante indebitamento finanziario a breve termine della Capogruppo, all'andamento negativo delle controllate ed al venir meno dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione che erano stati omologati nel corso del 2014.

Situazione Patrimoniale e Finanziaria

La Situazione Economica e Patrimoniale di Dmail Group S.p.A. chiusa al 30 novembre 2015 presenta una perdita di circa Euro 3,0 milioni, un patrimonio netto negativo di circa Euro 45 milioni ed un indebitamento finanziario netto di Euro 34,6 milioni. Al 30 novembre 2014 la Società aveva registrato una perdita di Euro 2,9 milioni; al 31 dicembre 2014 il patrimonio netto era negativo per Euro 42,1 milioni e l'indebitamento finanziario netto ammontava ad Euro 22,5 milioni.

La perdita maturata al 30 novembre 2015, unitamente a quelle maturate nei precedenti esercizi, comporta l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 2447 del Codice Civile (Riduzione del Capitale Sociale al di sotto del minimo legale).

Il protrarsi delle tempistiche che hanno caratterizzato la definizione dell'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182/bis legge fallimentare non hanno consentito di dar pieno corso agli interventi previsti dal Piano 2013-2017 approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 8 maggio 2013 e dalle sue successive modifiche che hanno portato alla versione definitiva così come approvata dal Consiglio di Amministrazione dell'11 aprile 2014.

Situazione di forte tensione finanziaria

La situazione finanziaria rimane in forte tensione a causa dell'eccessivo grado di indebitamento a breve termine e del mancato realizzo dell'aumento di capitale approvato dall'Assemblea straordinaria degli Azionisti in data 25 luglio 2014 e del venir meno dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione che erano stati omologati nel corso del 2014.

I principali obblighi a carico della Società erano quelli relativi alla finalizzazione dell'aumento di capitale e alla conclusione della transazione fiscale che dovevano avvenire secondo tempistiche predefinite, ed entrambi propedeutici all'implementazione delle azioni previste nel piano industriale.

Già alla fine dell'esercizio 2014 appariva evidente l'impossibilità della Società di finalizzare l'aumento di capitale secondo le tempistiche previste negli Accordi di Ristrutturazione determinando di conseguenza la facoltà per le banche aderenti di esercitare il diritto di recesso.

Infatti, il Consiglio di Amministrazione di Dmail Group S.p.A., riunitosi in data 2 dicembre 2014, nonostante gli sforzi profusi nel breve arco temporale decorso dalla data di insediamento, constatava una non perdurante fattibilità economica del piano di risanamento collegato agli Accordi di Ristrutturazione. In ossequio ai propri doveri, il Consiglio di Amministrazione, tra le altre iniziative, affidava alla società di consulenza BDO Italia S.p.A. (già Mazars S.p.A.) l'incarico di svolgere un'analisi critica dei presupposti economico-finanziari del piano industriale alla base degli Accordi di Ristrutturazione (c.d. Independent Business Review o anche, "IBR").

A seguito di approfondite valutazioni da parte dell'organo di amministrazione, del Comitato di Controllo e Rischi e del collegio sindacale circa i contenuti riportati nell'IBR, il piano di cui all'accordo ex art. 182 bis Legge Fall. appariva non più rispettabile, specificatamente a causa dell'andamento di alcune partecipate (ed in particolare della Dmedia Commerce S.p.A., relativamente alla quale si rimanda, per maggiori dettagli, a quanto contenuto nella Relazione sulla Gestione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 e nella Relazione Semestrale al 30 giugno 2015) fortemente in contrazione rispetto a quanto preventivato in sede di piano industriale. Nello specifico si riscontravano ritardi nel conseguimento dei ricavi di vendita di prodotti tramite il canale WEB ed il canale delle vendite promozionali a causa di una previsione di ritorno degli investimenti tecnologici e promozionali di co-marketing, alla base del Piano redatto a supporto degli Accordi di Ristrutturazione, ingiustificatamente rapidi. Va inoltre precisato che la marginalità operativa della controllata Dmedia Commerce S.p.A. è stata negativamente influenzata dal rafforzamento riscontrato dal Dollaro Americano rispetto all'Euro, in considerazione della significativa incidenza degli approvvigionamenti operati presso i mercati del Far East.

In ragione delle comprovate difficoltà descritte sopra, si riteneva opportuno non procrastinare ulteriormente le opportune valutazioni tese ad esplorare ed individuare, nel corso di dedicate sedute consiliari, tutte le possibili soluzioni percorribili al fine di risolvere le problematiche insorte e che hanno negativamente influenzato il percorso di ristrutturazione avviato dalla Società.

Alla luce di quanto sopra evidenziato era evidente che già al 31 dicembre 2014 la Società risultava inadempiente sotto diversi profili rispetto alle previsioni degli Accordi, ancorché gli Accordi erano formalmente in essere, non avendo nessun istituto di credito esercitato i diritti connessi alla risoluzione degli stessi.

In considerazione della peculiarità della predetta situazione la Società, tenuto conto del venir meno dei presupposti degli Accordi ed in linea con l'impostazione contabile adottata, in occasione del bilancio al 31 dicembre 2014 si rilevava nel fondo rischi un ammontare di Euro 11,3 milioni, corrispondente al valore dello stralcio definito negli Accordi.

Il Consiglio di Amministrazione di Dmail Group con verbalizzazione notarile del 2 aprile 2015, a seguito delle verifiche sopracitate che accertavano l'impossibilità di conseguire i risultati previsti dal piano sotteso agli accordi di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare omologati in data 31 luglio 2014, nonché dopo aver compiuto le opportune preliminari analisi atte a verificare la sostenibilità economica e giuridica di una nuova proposta concorsuale e, in particolare, in considerazione della registrazione di un patrimonio netto negativo rilevante ai sensi dell'art. 2447 c.c., nel preminente interesse dei propri creditori, deliberava di presentare, come effettivamente avvenuto in data 24 aprile 2015, il ricorso ai sensi dell'art. 161 comma sesto Legge Fall. al fine di procedere al deposito, avvenuto in data 8 settembre 2015, di un'ipotesi di Piano e Proposta di Concordato che preveda la prosecuzione dell'attività aziendale direttamente in capo alla stessa Dmail Group, per i cui dettagli si rimanda al paragrafo "Azioni di risanamento e approvazione del piano e della proposta di concordato preventivo ai sensi degli artt. 152 e 161 e seguenti della LF" del presente capitolo.

Verifica delle recuperabilità dell'attivo immobilizzato

A seguito della sopra esposta situazione economica/patrimoniale, gli Amministratori già nel bilancio al 31 dicembre 2014, avevano proceduto con particolare attenzione alla verifica della recuperabilità dei valori iscritti a bilancio apportando significative svalutazioni agli elementi dell'attivo patrimoniale come ampiamente descritto nel bilancio al 31 dicembre 2104 cui si rinvia.

Evoluzione dei rischi fiscali della controllata Buy On Web S.p.A. in liquidazione

Con riferimento all'evoluzione dei rischi fiscali della BOW in primo luogo occorre sottolineare che il liquidatore di BOW non ha provveduto all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2014 e della situazione economico-patrimoniale al 30 giugno 2015 in quanto considera determinante, al fine di valutare la continuità o meno di BOW, avere una chiara visione delle risorse finanziarie che il concordato richiesto dalla controllante Dmail Group S.p.A. renderà disponibili per far fronte alle passività di natura prevalentemente tributaria. Passività che d'altronde non sono ancora identificabili nella loro interezza in quanto il contenzioso aperto con l'Agenzia delle Entrate non è stato ancora definito neppure in primo grado.

Per tale motivo, nella citata relazione finanziaria al 30 giugno 2015, così come nella presente Relazione Finanzia al 30 novembre 2015, gli Amministratori hanno ritenuto opportuno escludere dal perimetro di consolidamento la BOW, ed hanno contestualmente iscritto un fondo per rischi ed oneri di importo pari al deficit patrimoniale della BOW quale risultante nell'ultima situazione economico-patrimoniale disponibile della controllata risalente al 30 settembre 2014 (vedasi Nota 14). Si sottolinea pertanto che il deconsolidamento di BOW non ha generato effetti né sul conto economico né sul patrimonio netto del Gruppo in quanto il deficit patrimoniale di BOW alla data di deconsolidamento, pari a Euro 5,3 milioni è stato di fatto compensato con il mantenimento nel bilancio consolidato del fondo rischi che la capogruppo aveva appostato a copertura del deficit patrimoniale di BOW quale risultante nell'ultima situazione economico-patrimoniale disponibile della controllata risalente al 30 settembre 2014.

Si evidenziano di seguito i principali rischi di natura tributaria riguardanti la BOW relativamente ai quali la Società non è attualmente nelle condizioni di potersi pronunciare in merito agli esiti dei contenziosi in essere. Ad ogni modo la Società ritiene altamente probabile, sulla base di pareri pro-veritate rilasciati da professionisti, che nessuna responsabilità solidale per attività di direzione e coordinamento debba essere imputata a DMAIL per i debiti fiscali di BOW.

Debiti tributari per accertamenti relativi agli esercizi fiscali 2006 e 2007

In data 23 maggio 2012, la controllata BOW aveva raggiunto un accordo con l'Agenzia delle Entrate per la definizione degli accertamenti ricevuti relativi agli esercizi fiscali 2006 e 2007. Al 30 settembre 2014 (data ultimo bilancio disponibile di BOW) il debito residuo relativo a tale accordo ammonta ad Euro 1,4 milioni.

Fondo per rischi fiscali

Per quanto riguarda il fondo i rischi connessi ad operazioni "sospette" effettuate negli anni 2007-2009, il 30 dicembre 2013 l'Agenzia delle Entrate ha notificato i relativi avvisi di accertamento e atti di contestazione ai fini dell'imposta sul Valore Aggiunto e delle imposte dirette, da parte dell'Agenzia delle Entrate per complessivi Euro 15,6 milioni. Relativamente a tali avvisi di accertamento, la Società aveva iscritto un fondo rischi fiscali al 31 dicembre 2014 dell'importo di Euro 7,9 milioni. Tale fondo, a seguito del

deconsolidamento di BOW nella presente relazione semestrale, è stato rilasciato con contestuale recepimento del valore del deficit patrimoniale della controllata, pari ad Euro 5,3 milioni, attraverso un apposito accantonamento al fondo rischi diversi.

Transazione fiscale

A fronte degli avvisi di accertamento e atti di contestazione ricevuti la BOW ha fatto prontamente ricorso ed ha contestualmente avviato le trattative volte alla definizione di una transazione fiscale ex art. 182-ter L.F. presentata nei primi mesi del 2014 da incorporare in un Accordo di Ristrutturazione ex art. 182-bis.

La proposta di transazione fiscale si basava sul pagamento di una somma congrua a favore dell'autorità fiscale comprensiva dell'intero importo dell'IVA dovuta e di un importo ridotto in relazione a sanzioni ed interessi. A tale proposito si fa tuttavia presente che la mancata finalizzazione degli accordi di ristrutturazione ex art. 182 bis L.F. e l'attuale interruzione delle trattative volte a definire in via transattiva le passività di natura fiscale della BOW rendono impossibile prevedere le modalità di definizione dei contenziosi in essere.

Il 25 gennaio 2016 il Liquidatore di Buy On Web S.p.A. in liquidazione ha depositato istanza di fallimento in proprio ai sensi dell'art. 6 della Legge Fallimentare presso il Tribunale di Milano, avendo un patrimonio netto negativo di Euro 7.322.922.

Si segnala che Dmail ritiene che gli eventi sopramenzionati che riguardano BOW non avranno impatti significativi sull'iter concorsuale intrapreso dalla Società, tenuto conto che i rischi inerenti tale società controllata sono stati adeguatamente contemplati nella proposta di concordato preventivo presentata da Dmail.

Azioni di risanamento e approvazione del piano e della proposta di concordato preventivo ai sensi degli artt. 152 e 161 e seguenti della LF

L'analisi dell'evoluzione prevedibile della gestione e la valutazione del presupposto della continuità aziendale sono necessariamente e principalmente legati all'implementazione del Piano di Concordato depositato in data 8 settembre 2015 presso il Tribunale di Milano e ammesso alla procedura di Concordato preventivo in continuità aziendale da parte del Tribunale di Milano in data 7 ottobre 2015.

Il Piano di Concordato e la Proposta di Concordato preventivo, articolata e proposta in continuità aziendale ai sensi dell'art. 186-bis Legge Fall., prevedono, tra l'altro:

(i) la prosecuzione dell'attività aziendale direttamente in capo a Dmail Group S.p.A., come risultante dal business plan in continuità della controllante che è stato elaborato in un arco temporale sino al 2018, ovverosia di due anni dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato (omologa stimata ad aprile 2016). A tale proposito si sottolinea come, a differenza degli esercizi precedenti, nell'attività aziendale non rientri quella relativa all'Area "Media Commerce", a seguito della messa in liquidazione della controllata Dmedia Commerce S.p.A. avvenuta in data 16 marzo 2015 ed alla successiva cessione dell'attività a terzi, inizialmente a titolo di affitto e, subordinatamente all'omologazione del concordato presentato dalla stessa Dmedia Commerce S.p.A. in data 16 giugno 2015, a titolo definitivo;

  • (ii) la revoca, sotto condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, dell'aumento di capitale deliberato in esecuzione degli accordi di ristrutturazione omologati ai sensi dell'art. 182-bis Legge Fall. dal Tribunale di Milano in data 31 luglio 2014;
  • (iii) la deliberazione di un aumento di capitale sociale, soggetto, quanto alla sua liberazione, alla condizione dell'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, per un importo complessivo di Euro 16.197.400,00, di cui (A) una prima parte, per Euro 8.197.400, già versati e soggetti a conversione mediante conversione in capitale di finanziamenti e/o versamenti, effettuati da (1) Norfin S.p.A. per Euro 224.000,00, (2) da Niteroi S.r.l. per Euro 10.000,00, (3) da Smalg S.r.l. (oggi Odissea S.r.l. a seguito di fusione per incorporazione) per Euro 1.243.400,00, (4) da Banfort Consultadoria per Euro 40.000,00, (5) da Odissea S.r.l. per Euro 3.455.000,00 e (6) da Rotosud S.p.A. per Euro 3.225.000,00 (quest'ultimo credito è oggi imputabile a D.Print S.p.A. a seguito di cessione d'azienda da parte di Rotosud S.p.A.) e (B) una seconda parte da versarsi in denaro, per Euro 8.000.000 (di cui Euro 265.000 già versati alla data del 30 novembre 2015), interamente riservata a D.Holding S.r.l., società facente capo al Dott. Vittorio Farina, che già possiede il 28,4% del capitale sociale della Società. Al riguardo si precisa che, per effetto di tale aumento di capitale, saranno attribuite, in virtù dei versamenti in conto capitale già effettuati, a D.Holding S.r.l. azioni corrispondenti ad un totale di Euro 15.923.400,00, a Niteroi azioni corrispondenti ad un totale di Euro 10.000,00, a Norfin azioni corrispondenti ad un totale di Euro 224.000,00, a Banfort Consultadoria LDA azioni corrispondenti ad un totale di Euro 40.000,00.
  • (iv) l'impegno del socio D.Holding S.r.l. (a) ad acquisire i crediti vantati nei confronti della Società, rispettivamente da Odissea S.r.l., per un importo pari ad Euro 4.698.400,00 e da D.Print S.p.A. per un importo pari ad Euro 3.225.000, derivanti dai versamenti e/o finanziamenti, effettuati in più soluzioni sino al 21 aprile 2015, anche nel contesto degli accordi di ristrutturazione ex articolo 182-bis legge fall.; (b) a votare, nell'ambito della convocanda assemblea straordinaria della Società, a favore dell'aumento di capitale, (c) ad integralmente sottoscrivere e liberare in un'unica soluzione, ed a semplice richiesta della Società, tale aumento di capitale, subordinatamente all'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, anche mediante compensazione dei crediti acquistati da Odissea S.r.l. e D.Print S.p.A., e (d) a versare, una volta intervenuta l'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato ed a semplice richiesta della Società, l'importo di Euro 7.900.000,00 su di un conto corrente vincolato appositamente costituito;
  • (v) la messa a disposizione della Società da parte del socio D.Holding S.r.l. di una garanzia a prima richiesta, valida ed efficace fatta salva la condizione sospensiva relativa all'omologa del concordato preventivo della Società entro e non oltre il 31 luglio 2016, emessa da intermediario finanziario iscritto nell'elenco degli intermediari operanti nel settore finanziario di cui agli artt. 106 e ss. del D. Lgs. N. 385/1993, per un importo massimo di Euro 8.000.000,00, a garanzia dell'esatto ed integrale impegno assunto di liberare l'aumento di capitale;
  • (vi) la vendita, attraverso procedure competitive, in un arco temporale che si stima di durata pari ad un anno dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato, degli immobili di proprietà della Società siti in Sieci (FI) e Bomporto (MO) per poter provvedere alla

soddisfazione, nei limiti del ricavato, del credito vantato dal creditore ipotecario Banca Nazionale del Lavoro S.p.A..

  • Alla luce di quanto precede, la Società intende proporre ai propri creditori la soddisfazione delle loro ragioni creditorie mediante:
  • (i) il pagamento integrale dei crediti prededucibili e dei relativi interessi entro sei mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (ii) il pagamento integrale dei crediti privilegiati generali e dei relativi interessi entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iii) il pagamento del creditore ipotecario, titolare di privilegio speciale, Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., nella misura parziale, come stimata nella relazione ex art. 160, comma 2, Legge Fall. rilasciata dal prof. Renato Giovannini che risulterà al tempo della vendita degli immobili ipotecati e, comunque, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato;
  • (iv) il pagamento dei crediti chirografari, inclusa la porzione degradata del credito ipotecario, assistito da privilegio speciale, di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., in una conveniente percentuale, suscettibile di maggiorazione in caso di liberazione di determinati fondi rischi, entro dodici mesi dall'irrevocabile omologazione del Piano di Concordato e della Proposta di Concordato.

I passaggi di cui sopra, ed in particolare il combinato effetto dell'aumento di capitale e dello stralcio di una parte significativa del debito in capo alla Società (eventi entrambi subordinati all'omologa della Proposta di Concordato), sono idonei a ripristinare il patrimonio netto della Società in misura superiore al capitale sociale, eliminando dunque la situazione di perdita rilevante ex art. 2447 del codice civile.

Conclusioni sulla continuità aziendale

In sede di approvazione del bilancio consolidato al 30 giugno 2015 il Consiglio di Amministrazione ha dovuto compiere le necessarie valutazioni, ritenute in questa sede tuttora valide, circa la sussistenza del presupposto della continuità aziendale tenendo conto a tal fine di tutte le informazioni disponibili relativamente ai prevedibili accadimenti futuri.

In considerazione della situazione attuale e dello stato di grave crisi patrimoniale e finanziaria, così come meglio descritto nella Relazione sulla Gestione, a seguito del quale il Consiglio ha deliberato, in data 2 aprile 2015, di ricorrere alla procedura di concordato gli Amministratori ritengono che esistono gli elementi di incertezza di seguito sintetizzati che fanno sorgere dubbi significativi sulla capacità della Dmail Group S.p.A. e del Gruppo a proseguire l'attività operativa in continuità nel prossimo futuro:

  • la finalizzazione della procedura concordataria ed in particolare l'omologa da parte del Tribunale della Proposta di Concordato ed il conseguente stralcio di una parte significativa del debito in capo alla Società;
  • l'esecuzione dell'aumento di capitale secondo i tempi e le modalità previste nel Piano Concordatario;

il raggiungimento degli obbiettivi economici e finanziari previsti dal business plan in continuità della Società con riferimento alle principali società controllate e in particolare la capacità delle stesse di generare i flussi di cassa necessari a garantire la continuità della controllante.

In data 7 ottobre 2015 il Tribunale di Milano ha ritenuto ammissibile la Società alla Procedura di concordato dichiarando l'apertura della procedura stessa e fissando il termine per l'adunanza dei creditori.

Nonostante ciò esistono ancora significative incertezze sul buon esito della procedura così come evidenziate di seguito:

Positivo esito dell'adunanza dei creditori:

  • o Non vi è certezza in merito all' ottenimento, in sede di adunanza dei creditori, del voto favorevole di sufficienti maggioranze aventi diritto al voto affinché la proposta di concordato sia approvata e possa essere omologata dal Tribunale.
  • L'omologazione del concordato da parte del Tribunale:
  • o Non vi è certezza sul buon esito del lavoro istruttorio del Tribunale che dovrà tener conto e valutare tutte le informazioni disponibili, in particolare la relazione del Commissario che verrà nominato all' atto dell'ammissione.
  • La ricostituzione, per effetto della proposta, di un patrimonio netto positivo:
  • o Tale patrimonio dovrà essere sufficiente non solo per determinare l'uscita dalla fattispecie prevista dall' art 2447 c.c. ma anche per sostenere l'attività nel periodo coperto dal Piano industriale elaborato nell' ambito della Procedura (business plan in continuità della Società).
  • Incertezze connesse alle previsioni e alle stime elaborate dalla Società in relazione alla Procedura concordataria:
  • o Le azioni previste, in particolare per quanto riguarda la cessione degli immobili di Bomporto e Sieci, presuppongono la necessità di compiere atti di gestione aziendale in tempi ristretti che potrebbero non raggiungere, nel valore o nei tempi, i valori inclusi nel Piano concordatario.

Alla luce di quanto sopra, il Consiglio ritiene che la possibilità per la Società e per il Gruppo di continuare la propria operatività per un futuro prevedibile sia necessariamente legata al positivo esito della procedura, con l'esecuzione di quanto previsto nel Piano di Concordato e nella Proposta di Concordato.

In particolare la completa e definitiva implementazione del Piano di Concordato è il presupposto essenziale per riportare la struttura patrimoniale del passivo societario a livelli compatibili con la generazione di cassa della Società e delle sue Controllate.

Il Consiglio di Amministrazione è dunque stato chiamato a un esercizio di valutazione, sulla base delle conoscenze fin qui acquisite, di fatti futuri e incerti, tenendo conto di quanto riferito nei paragrafi che precedono e in tale contesto esso ritiene di dover indicare che il mantenimento del presupposto della continuità aziendale è inscindibilmente condizionato all'esito congiunto (i) dell'omologa definitiva del concordato e del conseguente stralcio di una parte significativa del debito della Società e (ii) dell'esecuzione dell'aumento di capitale della Società, entrambi da concludersi in tempi relativamente brevi e comunque tali da ripristinare le condizioni di patrimonio netto positivo.

Dopo aver effettuato le necessarie verifiche, ed aver valutato le richiamate rilevanti incertezze, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto che, in considerazione delle azioni in corso e in fase di definizione, nonché dell'impegno - seppur condizionato - assunto da alcuni Azionisti ad effettuare l'aumento di capitale secondo le modalità previste nel Piano di Concordato sia ancora ragionevole la probabilità di addivenire alla definizione di un'operazione di riequilibrio della struttura patrimoniale e finanziaria della Capogruppo e del Gruppo Dmail.

Per tale motivo gli Amministratori continuano ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella preparazione della presente relazione semestrale consolidata, con gli accorgimenti di maggior prudenza di seguito descritti, ritenendo di aver comunque fornito un'informativa esaustiva delle significative incertezze in essere e dei conseguenti dubbi significativi che insistono sul mantenimento di tale presupposto.

Tale determinazione è naturalmente frutto di un giudizio soggettivo che ha comparato, rispetto agli eventi sopra evidenziati, il grado di probabilità di un esito positivo rispetto al mancato avverarsi degli eventi sopra citati.

Deve essere dunque nuovamente sottolineato, per quanto ovvio, che il giudizio prognostico sotteso alla determinazione degli Amministratori è suscettibile di essere contraddetto dall'evoluzione dei fatti seppur svolto con diligenza e ragionevolezza; e ciò sia perché eventi ritenuti probabili (quali, ad esempio, l'omologa del concordato ed il conseguente aumento di capitale) potrebbero non verificarsi, sia perché potrebbero emergere fatti o circostanze, oggi non noti o comunque non valutabili nella loro portata, anche fuori dal controllo degli Amministratori, suscettibili di mettere a repentaglio la continuità aziendale della Società e del Gruppo pur a fronte di un esito positivo delle condizioni a cui oggi gli Amministratori legano la continuità della Società e del Gruppo.

Da ultimo e quale ulteriore nota di prudenza, gli Amministratori, consapevoli dei limiti intrinseci della propria determinazione, indicano che verrà mantenuto un costante monitoraggio sull'evoluzione dei fattori presi in considerazione, così da poter assumere, laddove se ne verificassero i presupposti, i necessari provvedimenti previsti dalla legge per le situazioni di crisi aziendale nonché provvedere, con analoga prontezza, ad assolvere agli obblighi di comunicazione al mercato.

È importante considerare che qualora le operazioni di riequilibrio finanziario patrimoniale non fossero finalizzate in tempi relativamente brevi, il Consiglio di Amministrazione sarebbe costretto a rivedere il presupposto della continuità, in considerazione del fatto che non sussisterebbero gli elementi per proseguire le attività operative in un prevedibile futuro.

Tenuto conto di quanto sopra descritto con particolare riferimento ai fattori di rischio ed incertezze richiamati nonché al potenziale venir meno del presupposto della continuità i prospetti al 30 novembre 2015 sono stati redatti secondo i principi contabili IAS/IFRS ispirandosi a criteri di prudenza nelle valutazioni di

bilancio. In tale contesto gli Amministratori hanno proceduto con particolare prudenza nella valutazione delle attività immobilizzate, dei crediti commerciali, delle rimanenze di magazzino e dei fondi per rischi ed oneri.

Occorre tuttavia considerare che, il venir meno delle prospettive di continuazione dell'attività implicherebbe la necessità di effettuare successive verifiche, valutazioni ed approfondimenti, e comprometterebbe seriamente la possibilità di recuperare integralmente il valore delle attività iscritte nei prospetti al 30 novembre 2015, con conseguenti significative ulteriori minusvalenze, nonché eventuali maggiori accantonamenti di fondi per eventuali passività potenziali.

NOTA 3 – ATTIVITA' IMMATERIALI A VITA DEFINITA

Le attività immateriali a vita definita risultano interamente ammortizzate e non sono state oggetto di alcun incremento nell'esercizio in corso, come risulta dalla seguente tabella.

Movimenti dell'esercizio ( in migliaia di euro) +/- Costi di ricerca,
sviluppo, pubblicità
Totale
Costo storico all'1/1/2015 + 137 137
Ammortamenti cumulati all'1/1/2015 - (137) (137)
Valore Netto Contabile all'1/1/2015 0 0
Incrementi + 0 0
Cessioni/decrementi +/- 0 0
Ammortamenti + 0 0
Altri movimenti +/- 0 0
Valore netto contabile al 30/11/2015 0 0
Composizione saldo contabile 30/11/2015
Costo storico al 30/11/2015 + 137 137
Ammortamenti cumulati al 30/11/2015 - (137) (137)
Valore netto contabile al 30/11/2015 0 0

NOTA 4 – INVESTIMENTI IMMOBILIARI, IMPANTI E MACCHINARI

Le attività materiali sono pari ad Euro 1.761 migliaia al 30 novembre 2015. Di seguito si riporta la movimentazione della voce:

Movimenti dell'esercizio (importi in migliaia di euro) +/- Terreni e
Fabbricati
Impianti e
Macchinari
Altri
beni
Totale
Costo storico 4.095 19 140 4.254
Rivalutazione di legge 0
Valore capitale all'1/1/2015 4.095 19 140 4.254
Acquisti / Incrementi + 140 0
Riclassifica da beni in leasing +/- 0
Decrementi / Svalutazioni - (1.470) (1.330)
Valore capitale al 30/11/2015 2.765 19 140 2.924
Fondo ammortamento saldo all'1/1/2015 + 1.005 18 138 1.161
Decrementi - 0
Quota dell'esercizio + 0 1 1
Fondo ammortamento al 30/11/2015 1.005 18 140 1.163
Valore netto contabile 1/1/2015 3.090 1 1 3.093
Valore netto contabile 30/11/2015 1.760 1 0 1.761

Le attività materiali evidenziano una diminuzione del valore netto contabile di Euro 1.331 migliaia rispetto al 31 dicembre 2014: la variazione è principalmente attribuibile alla voce Altri accantonamenti relativi alla svalutazione degli immobili di proprietà, i quali alla luce della procedura di concordato avviata nel primo semestre del 2015 sono stati adeguati al "valore di pronto realizzo" previsto nel piano concordatario, per Euro 1.470 migliaia. Nel corso dell'esercizio, il valore degli immobili si è incrementato per Euro 140 migliaia a seguito dei lavori di adeguamento agli standard antisismici dell'immobile di Bomporto.

Si rileva che la Società ha concesso un'ipoteca sul valore degli immobili di proprietà per un importo complessivo pari ad Euro 9 milioni a garanzia di tutti gli obblighi derivanti dalla sottoscrizione del finanziamento a medio lungo termine con BNP-BNL-Paribas.

NOTA 5 – PARTECIPAZIONI

Imprese controllate Valore al
31/12/2014
Incremento Decremento Valore al
30/11/2015
Dmedia Commerce S.p.A. Unipersonale 0 0
Dmedia Group S.p.A. Unipersonale 8.185 8.185
Lakeview Impex S.r.l.xxxx 57 (55) 2
Bow.it S.r.l. 0 0
D-Service S.r.l. 55 55
Totale imprese controllate 8.297 0 (55) 8.243

Si inserisce di seguito il dettaglio con le variazioni:

Nella redazione della presente Situazione Economica e Patrimoniale al 30 novembre 2015, la valutazione delle partecipazioni è stata effettuata riprendendo i valori contenuti nel bilancio al 31 dicembre 2014. Si rimanda pertanto alla Nota 5 del Bilancio Separato al 31 dicembre 2014 per le considerazioni relative alla verifica di recuperabilità dell'attivo immobilizzato.

Si segnala inoltre che, con riferimento alle partecipazioni, la Società ha previsto un fondo per rischi e oneri futuri pari a Euro 10 milioni (Euro 10 milioni al 31 dicembre 2014) relativamente al quale si fa presente che:

  • Va innanzitutto premesso che il Fondo Controllate dell'importo di Euro 10.000.000 è stato determinato con una logica estremamente prudenziale onde coprire qualsiasi potenziale, se pur incerte e remote, tipologie di rischi associati a richieste di danni da parte dei Liquidatori e/o degli eventuali organi concorsuali delle due società controllate, Dmedia Commerce S.p.A. in liquidazione (DMEDIA) e Buy on Web S.p.A. in liquidazione (BOW), in merito alle modalità operative con le quali l'attività di direzione e coordinamento è stata svolta da parte di DMail Group S.p.A. (DMAIL o Società) in qualità di azionista unico nei riguardi delle due controllate. Stante la natura del rischio, il Fondo Controllate ha natura chirografaria.
  • In dettaglio il Fondo Controllate è così determinato:
  • o Per l'importo di circa Euro 6,5 milioni il Fondo Controllate riguarda un potenziale ed astratto rischio (di natura civile e non fiscale) di richiesta di risarcimento danni da parte di BOW, quantificato in un importo pari al potenziale beneficio che DMAIL avrebbe ottenuto dall'utilizzo in sede di consolidato fiscale dei crediti IVA di BOW. La Società, invece,

esclude il rischio della sussistenza di una qualsivoglia responsabilità solidale di DMAIL per direzione e coordinamento ex art. 2497 c.c. per l'utilizzo dei crediti fiscali di BOW, in particolare per quanto riguarda i crediti IVA, da parte di DMAIL, così come dettagliatamente illustrato nel parere del Prof. Cacciapuoti (sub doc. 67 alla memoria di deposito piano e proposta) Infatti, era in corso un'indagine penale nei confronti degli amministratori di BOW, due dei quali all'epoca ricoprivano anche la carica di amministratore di DMAIL, che prefigurava la possibilità di reati che avrebbero potuto innestare richieste di danni anche ingenti. A conferma che un tale fondo fosse del tutto potenziale e non concreto, si precisa che in data 7 ottobre 2015 la Società ha ricevuto comunicazione dai propri legali che il Tribunale di Milano ha disposto l'archiviazione della pratica in quanto non sussistono gli elementi oggettivi per il rinvio a giudizio degli indagati.

o

o Per l'importo di circa Euro 3,5 milioni il Fondo Controllate è relativo a DMEDIA. Più precisamente, per quanto concerne l'importo di circa 1,1 milioni di euro è ascrivibile ai rischi legati a lettere di patronage rilasciate da DMEDIA a favore di banche finanziatrici di DMEDIA (quali MPS e Unicredit), e l'importo è pari all'esposizione netta effettiva esistente al 16 giugno 2015, data di deposito della domanda di concordato in bianco da parte di DMEDIA. Per quanto attiene invece all' importo di 2,4 milioni di euro è ascrivibile al rischio legato all'ipotesi in cui la controllata DMEDIA, in ragione del suo assoggettamento a concordato preventivo, dovesse essere richiesta di opporre e/o sollevare possibili contestazioni in rapporto alla modalità di erogazione di finanziamenti intercompany, specie sotto il profilo della direzione e coordinamento, fermo, in ogni caso, il fatto che questi finanziamenti hanno una piena e razionale giustificazione sostanziale, come tale idonea dal prevenire effettive future responsabilità che, comunque, si è ritenuto prudenziale considerare e rendere oggetto di apposito stanziamento nel piano di concordato.

NOTA 6 – ATTIVITÀ PER IMPOSTE ANTICIPATE

Non si segnalano variazioni rispetto al 31 dicembre 2014:

Altre attività non correnti e imposte anticipate 30/11/2015 31/12/2014 Variazioni
Titoli e crediti finanziari 0 0 0
Crediti vari e altre attività non correnti 0 0 0
Totale altre attività non correnti 0 0 0
Attività per imposte anticipate 0 0 0
Totale altre attività non correnti e imposte anticipate 0 0 0

Per maggiori dettagli relativi alle imposte anticipate al 31 dicembre 2014 si rimanda alla Nota 6 del Bilancio Separato al 31 dicembre 2014.

NOTA 7 – CREDITI TRIBUTARI

I crediti tributari ammontano ad Euro 161 migliaia (Euro 366 migliaia al 31 dicembre 2014) e sono rappresentati principalmente dal credito verso erario per l'istanza di rimborso Ires da deduzione Irap (Euro 45 migliaia) dall'acconto IRES relativo al consolidato fiscale nazionale (Euro 17 migliaia) e dal credito IVA (Euro 96 migliaia).

NOTA 8 – CREDITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE ATTIVITÀ CORRENTI

Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 31/12/2014 Variazioni
Crediti commerciali ed altre attività a breve 46 19 (27)
Crediti verso imprese controllate a breve 577 284 (293)
Ratei e risconti 15 35 19
Totale 639 338 (300)

I crediti verso le imprese controllate sono riferiti a crediti inerenti principalmente le prestazioni di servizio infragruppo.

NOTA 9 – CASSA E ALTRE DISPONIBILITÀ EQUIVALENTI

Cassa e Altre Disponibilità Equivalenti
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 31/12/2014 Variazioni
Depositi Bancari e Postali 73 14 58
Denaro e valori in cassa 0 0 (0)
Totale 73 14 58

La cassa e le altre disponibilità equivalenti ammontano a Euro 73 migliaia e si incrementano di Euro 58 migliaia rispetto alla chiusura dell'esercizio 2014.

NOTA 10 – PATRIMONIO NETTO

La movimentazione delle singole poste di patrimonio netto è espressa dalla seguente tabella:

(in migliaia di Euro) Capitale
Sociale
Riserva
Sovrapprezzo
Azioni
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Riserve
Scissione
Azioni
Proprie
Riserve
Azioni
Proprie
Riserva
utili/
perdite
attuariali
Utili
Perdite
Accumulati
Risultato
d'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Totale al 31/12/2014 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (2) (34.247) (23.177) (42.126)
Movim.ne del risultato (23.177) 23.177
Acquisto azioni proprie
Cessione Azioni proprie
Altri Movimenti
Distribuzione dividendi
Utile (perdita) del
periodo
(2.959) (2.959)
Totale al 30/11/2015 15.300 0 0 0 0 1.112 (1.112) (2) (57.424) (2.959) (45.084)

La variazione rispetto allo scorso esercizio è dovuta alla perdita riportata alla data del 30 novembre 2015.

Al 30 novembre 2015 Dmail Group S.p.A. detiene n. 31.786 azioni proprie e pari al 2,078% del capitale sociale della Società. Non vi sono stati movimenti di acquisto e vendita di azioni proprie nel corso dell'esercizio 2015.

Per effetto della perdita dell'esercizio e della perdite cumulate, il capitale sociale di Dmail Group S.p.A risulta negativo e pertanto trova applicazione l'art. 2447 del codice civile.

NOTA 11 – TFR E ALTRI FONDI RELATIVI AL PERSONALE

Il trattamento di fine rapporto ha subito la seguente movimentazione, confrontata con quella relativa all'esercizio 2014:

Descrizione
(importi in migliaia di euro) 30/11/2015 Anno 2014
Saldo all'1/1 + 7 0
Costo relativo alle prestazioni di lavoro correnti +
Oneri finanziari +
Utilizzi e altri movimenti - (7)
Utili/perdite attuariali +/- 7
Saldo al 31/12 0 7

Il fondo TFR in essere al 31/12/2014 era riferito ai due rapporti di lavoro in essere a tale data. Nel corso del 2015 il fondo TFR si è azzerato sia per la cessazione di uno dei due rapporti sia per la riclassificazione del debito relativo al secondo rapporto per la sua adesione ad un fondo di previdenza complementare al quale viene conferito.

NOTA 12 – FONDO IMPOSTE DIFFERITE

Il fondo imposte differite passive ammonta ad Euro 355 migliaia al 30 novembre 2015 e mostra un decremento di Euro 462 migliaia rispetto al 31 dicembre 2014. Si sottolinea come tale fondo derivi principalmente dall'operazione di scissione immobiliare effettuata in data 1° ottobre 2009 tra Dmail Group S.p.A. e Dmedia Commerce S.p.A., e la variazione in diminuzione è conseguenza diretta della svalutazione degli immobili di proprietà della Società, per i cui dettagli si rimanda alla Nota 4 che precede

NOTA 13 – FONDO PER RISCHI ED ONERI FUTURI E PASSIVITÀ POTENZIALI

Il fondo per rischi ed oneri futuri ammonta ad Euro 10,5 milioni al 30 novembre 2015 ed è composto da un fondo rischi su partecipazioni per Euro 10 milioni, per i cui dettagli si rimanda alla Nota 5 che precede, e da altri fondi per rischi ed oneri per Euro 0,5 milioni. Il fondo mostra un decremento netto di Euro 11,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2014, dovuto principalmente agli effetti della risoluzione degli accordi di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.F., ed in particolare allo storno dello stralcio per un importo pari a 11,3 milioni di euro riferiti ai debiti bancari chirografari ed ipotecari della capogruppo Dmail Group S.p.A., per il quale, al 31 dicembre 2014, era stato accantonato un apposito fondo e che, alla data del 30

novembre 2015 e come conseguenza della risoluzione dei suddetti accordi di ristrutturazione, è stato rilevato nei debiti finanziari a seguito del formale recesso dagli accordi da parte delle banche.

Descrizione
(importi in migliaia di euro)
30/11/2015 Anno 2014
Saldo all'1/1 + 21.621 6.352
Accantonamenti + 460 16.243
Utilizzi e altri movimenti +/- (11.566) (975)
Saldo al 31/12 10.515 21.621

NOTA 14 – PASSIVITA' FINANZIARIE CORRENTI

Passività Finanziarie Correnti
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 31/12/2014 Variazioni
Finanziamenti correnti Vs Banche 14.519 3.094 11.425
Debiti Vs banche 3.983 3.970 13
Finanziamento Buy On Web S.p.A. 4.678 4.662 17
Finanziamento D-Service S.r.l. 570 563 7
Finanziamento Dmedia Commerce S.r.l. 2.018 1.994 25
Finanziamento Dmedia Group S.p.A. 291 284 7
Fair Value strumenti derivati 34 45 (11)
Debiti verso i soci 8.462 7.922 540
Totale 34.557 22.533 12.023

Le passività finanziarie correnti ammontato ad Euro 34,6 milioni al 30 novembre 2015 e mostrano un incremento di Euro 12 milioni rispetto al 31 dicembre 2014. Le variazioni in aumento derivano, per l'importo di Euro 11,3 milioni, al rilascio del fondo relativo allo storno dei proventi da stralcio del debito bancario previsto negli Accordi, che è stato rilevato nei debiti finanziari, così come descritto alla precedente Nota 13.

Il debito verso Soci e nuovi investitori pari Euro 8.462 migliaia verrà, come previsto dal piano di concordato convertito in capitale. Per maggiori dettagli si rimanda alla Nota 2 che precede. Finanziamenti correnti verso banche

I finanziamenti correnti verso banche ammontano a Euro 14.519 migliaia e si incrementano di Euro 11.425 migliaia prevalentemente per effetto del rilascio del fondo relativo allo storno dei proventi da stralcio del debito bancario previsto negli Accordi, già dettagliatamente descritto in precedenza.

Debiti per Mutui

I debiti per mutui ammontano ad Euro 3.983 migliaia e sono costituiti dalla quota corrente dei finanziamenti a medio lungo termine sottoscritti con gli Istituti Finanziatori BNL-BNP Paribas e Banca Popolare di Lodi.

Di seguito la tabella con gli elementi principali dei finanziamenti stipulati:

Dmail Group S.p.A.

FINANZIAMENTI
(importi in migliaia di euro)
Importo
originario
Tasso Debito
residuo
corrente
30/11/2015
Debito
residuo non
corrente
30/11/2015
Debito
residuo
30/11/2015
Debito
residuo
corrente
31/12/2013
Debito
residuo
non
corrente
31/12/2014
Debito
residuo
31/12/2014
Banca Popolare di Lodi 1.500 Euribor +1 313 0 313 300 0 300
Banca Nazionale del Lavoro 4.500 Euribor +1,9 3.670 0 3670 3.670 0 3.670
TOTALE FINANZIAMENTI 6.000 3.983 0 3.983 3.970 0 3.970

Si sottolinea, che l'intero debito del finanziamento a lungo termine sottoscritto con BNL ed erogato nel corso del 2010 è stato classificato tra le passività finanziarie correnti in quanto non sono stati rispettati i covenants finanziari previsti contrattualmente.

Note sui contratti di finanziamento in essere

Relativamente al contratto di finanziamento con BNL-BNP-Paribas (Euro 4,5 milioni di importo complessivamente erogato nel corso del 2010 ed assistito da garanzia ipotecaria) l'accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis firmato in data 9 maggio 2014 prevede l'accordo di moratoria fino al 31.12.2015, nel corso del quale verranno corrisposti solo gli interessi sulle somme mutuate al tasso contrattuale e senza aggravio di interessi di mora e successivo piano di ammortamento con quote capitale da Euro 350.000 nel 2016 e 2017 ed il residuo sarà ammortizzato nei 5 anni successivi.

In relazione al finanziamento acceso presso BNL-BNP-Paribas è stato stipulato un contratto derivato a copertura del rischio di tasso. Poiché tale strumento finanziario non soddisfa le condizioni previste dallo IAS 39 per essere classificati come contratti di copertura, la variazione del loro fair value è stata contabilizzata nel conto economico. Il dettaglio di tale contrato derivato è di seguito esposto:

Tipologia del contratto derivato: IRS (BNL- BNP-Paribas);

  • data di stipula: dicembre 2009;

  • valore nozionale: Euro 4.500.000;

  • rischio finanziario sottostante: rischio di tasso di interesse;

  • Parametri: Euribor 3 mesi + 0,70% se Euribor 3 mesi < 3,85%

  • 3,85% + 0,70% se Euribor 3 mesi ≥ 3,85%

fair value del contratto derivato: (Euro 55 migliaia )

Finanziamenti Intercompany

I finanziamenti infragruppo ammontano ad Euro 7.558 migliaia al 30 novembre 2015 e mostrano un incremento di Euro 56 migliaia rispetto al 31 dicembre 2014, collegabile alla maturazione degli interessi sino alla data di presentazione della domanda di concordato in bianco.

NOTA 15 – DEBITI COMMERCIALI, VARI E ALTRE PASSIVITÀ CORRENTI

I debiti al 30 novembre 2015 ammontano ad Euro 10.313 migliaia (Euro 9.143 migliaia al 31 dicembre 2014) e mostrano un incremento pari ad Euro 1.170 migliaia rispetto allo scorso esercizio. Tale incremento è imputabile principalmente sia all'aumento del debito verso le società del Gruppo per il trasferimento di imposte da consolidato fiscale, per Euro 305 migliaia, sia alla variazione del debito verso Dmedia Group S.p.A. per effetto dei servizi, principalmente di tipo amministrativo, da quest'ultima erogati alla Capogruppo, per Euro 179 migliaia, sia all'incremento dei debiti verso fornitori per Euro 593 migliaia imputabili pressoché in misura totalitaria agli oneri connessi alla procedura di concordato preventivo.

Il saldo al 30 novembre 2015 include Euro 4.795 migliaia quali debiti verso fornitori terzi, Euro 2.345 migliaia quali debiti verso controllate per trasferimento di perdite fiscali nell'ambito del consolidato fiscale, Euro 776 migliaia verso controllate per IVA di gruppo e per pagamento imposte, Euro 1.000 migliaia quali altri debiti verso società appartenenti al Gruppo, Euro 73 migliaia per debiti previdenziali e la parte residua include sostanzialmente debiti verso Amministratori e verso dipendenti.

CONTO ECONOMICO

NOTA 16 – RICAVI

Si riporta di seguito il dettaglio della voce:

Ricavi
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Ricavi 412 0 412
Altri ricavi 380 297 82
Totale 791 297 494

La voce Ricavi comprende ricavi per servizi prestati alle controllate per Euro 260 migliaia e ricavi per servizi prestati a terzi per Euro 152 migliaia.

Per quanto concerne la voce altri ricavi, gli stessi sono costituiti dall'affitto dell'immobile di Pontassieve (FI) concesso in locazione alla controllata Dmedia Commerce S.p.A. (Euro 93 migliaia) e dall'affitto dell'immobile di Bomporto (MO) concesso in locazione alla Geodis Logistics S.p.A. (Euro 183 migliaia). La voce altri ricavi comprende infine l'importo di Euro 103 migliaia relativo al minor onere legato alla risoluzione del rapporto di lavoro cessato nel corso del 2015 rispetto a quanto accantonato al 31 dicembre 2014.

NOTA 17 – COSTI PER ACQUISTI

Nel corso dell'esercizio non sono stati sostenuti costi per acquisti di materie prime, di consumo, sussidiarie e merci

Costi acquisti
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Acquisti vari 0 2 (1)
Costi materiale consumo 0 0 0
Totale acquisti 0 2 (1)

NOTA 18 – COSTI PER SERVIZI

I costi per servizi sono aumentati di Euro 348 migliaia rispetto al 30 novembre 2015. La composizione delle principali voci è la seguente:

Costi per Servizi
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Spese telefoniche 0 4 (3)
Trasporti su acquisti 0 0 0
Prestazioni professionali 838 119 719
Collaborazioni 0 0 0
Legali e notarili 10 22 (12)
Compensi Amministratori 77 126 (49)
Compensi Sindaci 62 47 15
Viaggi e trasferte 0 0 0
Revisione contabile 42 73 (32)
Utenze 0 2 (2)
Assicurazioni 20 37 (16)
Manutenzioni e riparazioni 0 0 0
Spese amministrative 174 324 (150)
Spese di rappresentanza 0 0 0
Spese diverse di gestione 35 40 (5)
Costi di formazione 0 0 0
Provv. Royalties e diritti d'autore 0 0 0
Altri costi 43 159 (116)
Totale 1.302 954 348

La variazione rispetto allo scorso esercizio è dovuta, da un lato, ai costi relativi alle prestazioni professionali connesse alla procedura di concordato preventivo e, dall'altro, al contenimento generale dei costi fermamente perseguito nell'esercizio.

NOTA 19 – COSTI PER IL PERSONALE

Al 30 novembre 2015 la società ha alle dipendenze un solo lavoratore.

Si riporta di seguito il dettaglio dei costi per il personale, confrontato con quello al 30 novembre 2015:

Costi per il Personale
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Salari e stipendi 410 65 346
Oneri sociali 94 47 47
Trattamento di fine rapporto 27 5 22
Totale per il personale 531 116 414

La variazione è imputabile alla decorrenza dei due rapporti di lavoro accesi ad ottobre 2014, di cui uno cessato ad ottobre 2015.

NOTA 20 – ALTRI COSTI OPERATIVI

Il saldo al 30 novembre 2015 risulta essere pari a Euro 101 migliaia, in aumento di Euro 8 migliaia rispetto al 30 novembre 2014. Il saldo si riferisce principalmente ai costi sostenuti per il godimento di beni di terzi ed a imposte e tasse diverse (in particolare IMU).

NOTA 21 – AMMORTAMENTI, ACCANTONAMENTI, SVALUTAZIONI E RIPRISTINI DI VALORE

Il saldo della voce ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni è pari a Euro 2.012 migliaia e si riferiscono agli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali per Euro 2 migliaia e alle svalutazioni effettuate nel corso dell'esercizio 2015 resesi necessarie al fine di allineare i valori di bilancio di a quelli risultanti dal piano di concordato. In particolare, le svalutazioni e gli accantonamenti si riferiscono per Euro 1.470 migliaia alla svalutazione degli immobili, per Euro 460 migliaia al fondo rischi vari, per Euro 56 migliaia al fondo rischi su crediti e per Euro 25 migliaia alla svalutazione della partecipazione nella controllata Lake View Impex.

NOTA 22 – PROVENTI E ONERI FINANZIARI

Il dettaglio della voce è così composto:

Proventi e oneri finanziari
(Importi in migliaia di euro)
30/11/2015 30/11/2014 Variazioni
Proventi
Proventi
Interessi bancari e postali 0 0 (0)
Interessi su finanziamenti 0 0 0
Dividendi 0 0 0
Altri 15 0 15
Totale Altri Proventi finanziari 15 0 15
Oneri
Interessi bancari (159) (1.646) 1.488
Interessi passivi su finanz 0 (76) 76
Sconti o oneri finanziari 0 (23) 23
Interessi passivi su finan Infragruppo (115) (293) 178
Totale Interessi e altri oneri finanziari (274) (2.038) 1.764
Proventi e oneri finanziari netti (259) (2.038) 1.779

I proventi ed oneri finanziari netti al 30 novembre 2015 mostrano un decremento di Euro 1.779 migliaia rispetto allo scorso esercizio. Tale decremento è imputabile essenzialmente agli effetti derivanti della procedura di concordato preventivo avviata nel mese di aprile 2015.

NOTA 23 – IMPOSTE

La società ha aderito al consolidato fiscale ex art. 117 del TUIR. Tale adozione consente di determinare un beneficio dal consolidamento fiscale, quale remunerazione diretta delle perdite fiscali proprie utilizzate in compensazione degli utili fiscali trasferiti dalle società aderenti al consolidato fiscale nazionale. Per i dettagli relativi alla movimentazione delle attività per imposte anticipate, incluse quelle derivanti dall'adozione del consolidato fiscale, si rimanda alla Nota 6 del Bilancio Separato al 31 dicembre 2014.

Di seguito si elencano le società appartenenti al consolidato fiscale con indicazione del relativo anno d'ingresso:

Denominazione Anno di ingresso nel Consolidato Fiscale Nazionale
Dmail Group S.p.A. 2004
Dmedia Commerce S.p.A. 2005
Dmedia Group S.p.A. 2006
Editrice Lecchese S.r.l. 2006
Promotion Merate S.r.l. 2006
Giornale di Merate S.r.l. 2006
Editrice Vimercatese S.r.l. 2006
Publi (iN) S.r.l. 2006
Buy On Web S.p.A. in liquidazione 2009
Magicom S.r.l. 2009
D-Service S.r.l. 2009
Media (iN) S.r.l. 2011

NOTA 24 – RAPPORTI CON PARTI CORRELATE

I rapporti con le società del Gruppo rientrano nella normale attività di gestione della controllante. Le principali attività infragruppo, regolate a condizioni contrattuali di mercato in particolare riguardano:

  • rapporti di natura finanziaria;
  • rapporti di natura commerciale gestiti a livello centrale in favore delle società controllate.

Ai sensi della direttiva Consob 15519 del 27 luglio 2006, viene presentato apposito schema con indicazione dei rapporti con le parti correlate ed incidenza sulle diverse aree di bilancio.

30 novembre 2015

Controparte Natura Classificazione Conto
Economico
Costo/
Ricavo
Debito/
Credito
Classificazione Stato Patrimoniale
Dmedia Commerce S.p.A. Crediti commerciali 480 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
D-Service S.r.l. Crediti commerciali 0 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
Dmedia Group S.p.a. Debiti fin. v/Imprese controllate (689) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
D-Service S.r.l. Fornitura servizi Costi per servizi 6 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Costi servizi vari infranet Costi per servizi (235) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Dmedia Group S.p.a. Costi servizi vari infranet Costi per servizi (164) (1.021) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
D-Service S.r.l. Debiti commerciali (6) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Debiti commerciali (13) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Debiti fin. v/Imprese controllate (1) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Debiti fin. v/Imprese controllate (2.129) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
D-Service S.r.l. Debiti fin. v/Imprese controllate (31) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri Finanziari Infranet (57) (4.678) Passività finanziarie correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri Finanziari Infranet (25) (2.018) Passività finanziarie correnti
Dmedia Group S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri Finanziari Infranet (26) (291) Passività finanziarie correnti
D-Service S.r.l. Finanziamento fruttifero Oneri Finanziari Infranet (7) (570) Passività finanziarie correnti
Banfort LDA Finanziamento Soci (40) Passività finanziarie correnti
Norfin S.p.A. Finanziamento Soci (224) Passività finanziarie correnti
Smalg S.r.l. Finanziamento Soci (1.243) Passività finanziarie correnti
Niteroi S.r.l. Finanziamento Soci (10) Passività finanziarie correnti
Odissea Srl Finanziamento Soci (3.455) Passività finanziarie correnti
Rotosud Spa Finanziamento Soci (3.225) Passività finanziarie correnti
D. Holding srl Finanziamento Soci (265) Passività finanziarie correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Affitti attivi Altri ricavi 93
G.F. Uno S.p.A. Ricavi vari Altri ricavi 37 45 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
D.Print S.p.A. Ricavi vari Altri ricavi 115 121 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Ricavi amministrativi Ricavi 110
Dmedia Group S.p.a. Ricavi amministrativi Ricavi 125 142 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
Lakeview Impex S.r.l. Ricavi vari Altri ricavi 25

Anno 2014

Controparte Natura Classificazione
Conto Economico
Costo/
Ricavo
Debito/
Credito
Classificazione Stato Patrimoniale
Dmedia Commerce S.p.A. Crediti commerciali 278 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
D-Service S.r.l. Fornitura servizi 6 Crediti commerciali, vari e altre attività correnti
Dmedia Group S.p.a. Debiti fin. v/Imprese controllate (687) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Costi servizi vari infranet Costi per servizi (15) (235) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Dmedia Group S.p.a. Costi servizi vari infranet Costi per servizi (327) (821) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
D-Service S.r.l. Debiti commerciali (6) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Debiti commerciali (13) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Debiti fin. v/Imprese controllate (1) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Debiti fin. v/Imprese controllate (2.129) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
D-Service S.r.l. Debiti fin. v/Imprese controllate (31) Debiti commerciali, vari e altre passività correnti
Buy On Web S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri finanziari netti (191) (4.662) Passività finanziarie correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri finanziari netti (77) (1.994) Passività finanziarie correnti
Dmedia Group S.p.A. Finanziamento fruttifero Oneri finanziari netti (60) (283) Passività finanziarie correnti
D-Service S.r.l. Finanziamento fruttifero Oneri finanziari netti (22) (563) Passività finanziarie correnti
Banfort LDA Finanziamento Soci (40) Passività finanziarie correnti
Norfin S.p.A. Finanziamento Soci (224) Passività finanziarie correnti
Smalg S.r.l. Finanziamento Soci (1.243) Passività finanziarie correnti
Niteroi S.r.l. Finanziamento Soci (10) Passività finanziarie correnti
Odissea Srl Finanziamento Soci (3.205) Passività finanziarie correnti
Rotosud Spa Finanziamento Soci (3.200) Passività finanziarie correnti
Dmedia Commerce S.p.A. Affitti attivi Altri ricavi 102

NOTA 25 – TRANSAZIONI NON RICORRENTI

In ottemperanza a quanto richiesto dalla Comunicazione Consob DEM/6064293 si evidenzia che non sono state effettuate transazioni non ricorrenti. Si precisa inoltre che la Capogruppo non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali ai sensi della stessa comunicazione.

NOTA 26 – IMPEGNI E GARANZIE

Si rileva che la Società a garanzia di tutti gli obblighi derivanti dalla sottoscrizione del finanziamento a medio lungo termine con BNP-BNL-Paribas ha concesso un'ipoteca sul valore degli immobili di proprietà per un importo complessivo pari ad Euro 9 milioni. Inoltre si rileva che la Società ha prestato:

  • garanzie per un leasing riferito alla società ceduta GDD Manufacturing S.r.l. pari ad Euro 0,7 milioni come rilevato in nota 13;
  • garanzie bancarie prestate in favore delle controllate per Euro 15,3 milioni.

NOTA 27 – POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

La Posizione Finanziaria Netta della Capogruppo è negativa per Euro 34,5 milioni (Euro 22,5 milioni al 31 dicembre 2014). La variazione negativa pari ad Euro 12 milioni rispetto all'esercizio precedente è dovuta principalmente al rilascio del fondo di 11,3 milioni relativo allo storno dei proventi da stralcio del debito bancario previsto negli Accordi, che ha avuto come contropartita contabile i debiti bancari correnti, ed all'incremento dei versamenti effettuati dai soci, versamenti che saranno poi convertiti in aumento di capitale, così come previsto dal piano di concordato.

Si allega di seguito il prospetto della posizione finanziaria netta come richiesto dalla delibera Consob n° 15119 del 28 luglio 2006:

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA
(Importi in Migliaia di Euro)
30/11/2015 31/12/2014
A Cassa e altre disponibilità liquide 73 14
B Titoli detenuti per la negoziazione 0
C Liquidità A+B 73 14
D Crediti finanziari correnti 0 0
E Debiti bancari correnti (14.519) (3.094)
F Quota corrente dei debiti a medio lungo termine (3.983) (3.970)
G Altri debiti finanziari correnti (leasing finanziari) (10) (10)
H Altri debiti finanziari correnti (comprende fair value derivati) (16.054) (15.470)
I Indebitamento finanziario corrente E+F+G+H (34.567) (22.543)
J Indebitamento finanziario corrente netto I+D+C (34.494) (22.529)
0
K Debiti bancari non correnti 0 0
L Altri debiti non correnti (leasing finanziari) 0 0
M Altri debiti non correnti 0 0
N Altri debiti non correnti (debiti verso soci di minoranza) 0
O Indebitamento finanziario non corrente K+L+M+N 0 0
P Indebitamento finanziario netto come da Comunicazione CONSOB DEM/6064293/2006 J+O (34.494) (22.529)
Q Altri crediti finanziari non correnti (fair value derivati)
R Altri crediti finanziari non correnti
S Altri debiti non correnti (fair value derivati)
T Indebitamento finanziario netto delle attività in funzionamento P+Q+R+S (34.494) (22.529)
U Posizione finanziaria netta delle attività destinate alla cessione 0 0
V Indebitamento finanziario netto totale T+U (34.494) (22.529)

Milano, 8 febbraio 2016

Per il Consiglio di Amministrazione

Il Presidente

Vittorio Farina

Sede Legale: Via San Vittore, 40 – 20123 Milano Sede Amministrativa: Via Campi 29/L – 23807 Merate (LC) Capitale Sociale 15.300.000 euro - C.F. e P. IVA e Registro imprese: 12925460151

ATTESTAZIONE DEL DIRIGENTE PREPOSTO

Attestazione del Bilancio di Esercizio ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni

  1. I sottoscritti Vittorio Farina, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Massimo Cristofori, Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Dmail Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58:

  2. l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche della Società e

  3. l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio di Esercizio nel corso dell'esercizio 2013.

    1. Si attesta, inoltre, che:
  • 2.1 i prospetti patrimoniali, finanziari ed economici al 30 novembre 2015 di Dmail Group S.p.A.:
  • a) sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • b) corrispondono alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • c) sono idonei a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente;

2.2 la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Milano, 8 febbraio 2016

Il Presidente del Consiglio Dirigente preposto alla redazione dei di Amministrazione documenti contabili societari Vittorio Farina Massimo Cristofori