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Interpump Group — Environmental & Social Information 2018
Mar 29, 2018
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Environmental & Social Information
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Dichiarazione consolidata di carattere Non Finanziario
al 31 dicembre 2017
redatta da Interpump Group S.p.A. ai sensi del D.Lgs. 254/2016
INTERPUMP GROUP S.p.A. Sede Legale: S. Ilario d'Enza (RE) Via E. Fermi, 25
| 1) | Nota metodologica 3 |
|---|---|
| 1.1) Il perimetro e lo standard di rendicontazione 3 | |
| 1.2) Il processo di reporting e le metodologie di calcolo 4 | |
| 2) | Premessa 5 |
| 3) | Il Gruppo Interpump 6 |
| 3.1) Focus settore Acqua e settore Olio 6 | |
| 3.2) Struttura del Gruppo Interpump 7 | |
| 3.3) La value chain del Gruppo Interpump 8 | |
| 3.4) La Corporate Governance aziendale 9 | |
| 4) | Descrizione quali‐quantitativa di rischi, eventuali politiche praticate, modello aziendale e indicatori di prestazione 11 |
| 4.1) Temi rilevanti 11 | |
| 4.2) Rischi 12 | |
| 4.3) Politiche 13 | |
| 4.4) Modello 13 | |
| 4.5) Indicatori di performance 14 | |
| 5) | Ambito Ambientale 15 |
| 6) | Ambito Sociale 23 |
| 7) | Ambito attinente al personale 25 |
| 8) | Ambito attinente al rispetto dei diritti umani 35 |
| 9) | Ambito attinente alla lotta contro la corruzione (attiva e passiva) 36 |
1) Nota metodologica
La Dichiarazione non finanziaria del Gruppo Interpump risponde alle richieste del Decreto Legislativo 254/2016 sull'obbligo di rendicontazione delle informative non finanziarie da parte delle organizzazioni di grandi dimensioni e di interesse pubblico. Tale informativa mira ad assicurare la comprensione dell'attività del Gruppo, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto prodotto coprendo i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche del Gruppo Interpump.
1.1) Il perimetro e lo standard di rendicontazione
La presente DNF è relativa all'esercizio 2017 (dal 1° gennaio al 31 dicembre), coerentemente con il periodo di riferimento del Bilancio Consolidato, e contiene anche i dati di prestazione di carattere non finanziario del 2016 per fornire un raffronto con gli esercizi precedenti. Al fine di una migliore comprensione del raffronto sopra descritto, nelle note esplicative a supporto degli indicatori sono riportati le variazioni del perimetro di rendicontazione dovute alle società acquisite nel corso del 2017. Il perimetro di rendicontazione, coerentemente con quanto richiesto dal Decreto, coincide con quello del Bilancio Consolidato, ovvero include le società consolidate integralmente per la reportistica finanziaria (si veda la Struttura societaria del Gruppo IPG al 31/12/2017, riportata nel par. "Errore. L'origine riferimento non è stata trovata."). Ad oggi non sono stati individuati temi con impatti rilevanti su entità esterne al gruppo.
Lo standard di rendicontazione adottato da IPG per la redazione della presente DNF sono i GRI Sustainability Reporting Standards pubblicati nel 2016 dalla Global Reporting Initiative (GRI); in particolare, secondo quanto previsto dallo Standard GRI 101: Foundation, paragrafo 3, all'interno di questo documento si è fatto riferimento ai seguenti GRI Reporting Standards1 ("GRI Referenced"):
- GRI 102: General Disclosures 2016 (102‐1, 102‐3, 102‐4, 102‐5, 102‐6, 102‐8, 102‐9, 102‐15, 102‐16, 102‐17, 102‐18, 102‐45, 102‐47, 102‐50, 102‐52);
- GRI 103: Management Approach 2016 (103‐1, 103‐2);
- GRI 205: Anti‐corruption 2016 (205‐3);
- GRI 206: Anti‐competitive Behavior 2016 (206‐1);
- GRI 301: Materials 2016 (301‐1);
- GRI 302: Energy 2016 (302‐1, 302‐3);
- GRI 303: Water 2016 (303‐1, 303‐3);
- GRI 305: Emissions 2016 (305‐1, 305‐2, 305‐4, 305‐7);
- GRI 306: Effluents and Waste 2016 (306‐1, 306‐2);
- GRI 307: Environmental Compliance 2016 (307‐1);
- GRI 401: Employment 2016 (401‐1);
- GRI 403: Occupational Health and Safety 2016 (403‐2);
- GRI 404: Training and Education 2016 (404‐1);
- GRI 405: Diversity and Equal Opportunity 2016 (405‐1);
- GRI 406: Non‐discrimination 2016 (406‐1);
- GRI 412: Human Rights Assessment 2016 (412‐3);
- GRI 415: Political Contribution (415‐1)
GRI 416: Customer Health and Safety 2016 (416‐2).
1 In parentesi sono indicate le disclosure di dettaglio prese dai singoli GRI Standard
1.2) Il processo di reporting e le metodologie di calcolo
Le informative quali‐quantitative contenute in questa prima dichiarazione di carattere non finanziario sono state selezionate da un apposito team di lavoro di IPG sulla base dell'analisi di rilevanza (per maggiori dettagli in merito si rimanda al paragrafo "Informative qualitative trasversali – Temi rilevanti" a pag. 11) e raccolte tramite schede di raccolta dati appositamente definite, in modo che l'anagrafica degli indicatori fosse allineata alle disclosure dei GRI Standards; a livello operativo, la raccolta e aggregazione delle informative è stata supportata/facilitata dall'utilizzo di uno specifico modulo del software già in essere per la raccolta dei dati economico‐finanziari per il Bilancio Consolidato.
Di seguito si riportano le principali metodologie di calcolo e assunzioni per gli indicatori di prestazione di carattere non finanziario riportati nella presente dichiarazione, in aggiunta a quanto già indicato nel testo della DNF (es. formule specifiche di calcolo –a titolo esemplificativo, si veda l'indicatore 401‐1 relativo ai tassi di turnover in/out, l'indicatore 403‐2 relativo agli indici infortunistici e il 302‐3 relativo all'intensità energetica, e assunzioni valide a livello puntuale –a titolo esemplificativo, si veda l'indicatore 301‐1 relativo ai materiali in ingresso e il 306‐1 relativo agli scarichi idrici).
- Per i dati ambientali, qualora non disponibili, sono stati utilizzati approcci di stima conservativi che hanno portato a scegliere le ipotesi associabili alle performance ambientali meno positive per l'Azienda.
- Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra è stato effettuato tramite la seguente formula: dato di attività (m3 di gas naturale, kWh di energia elettrica, ecc.) moltiplicato per il rispettivo fattore di emissione. Sono state, inoltre, considerate le perdite di gas refrigeranti (kg) moltiplicate per il rispettivo GWP (Global Warming Potential).
- I fattori di emissione e i GWP utilizzati per il calcolo delle emissioni GHG sono i seguenti:
- o Emissioni Scopo 1: per i fattori di emissione dei combustibili e i GWP dei gas refrigeranti sono tratti dal database Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) del Governo inglese, annualmente aggiornato.
- o Emissioni Scopo 2: per l'elettricità acquistata dalla rete elettrica sono stati utilizzati i fattori di conversione suggeriti dal documento Confronti internazionali Terna su dati Enerdata, annualmente aggiornato.
- I dati relativi al personale (es. gli organici) fanno riferimento alle persone fisiche (non standardizzate in FTE2 s) al 31/12 del periodo di rendicontazione.
- Il numero di infortuni occorsi e i relativi indici (injury rate e lost day rate) non comprendono gli eventuali infortuni in itinere e gli infortuni che non hanno comportato più di un giorno di assenza dal lavoro.
2 Full‐time equivalent
2) Premessa
Il 6 dicembre 2014 è entrata in vigore la Direttiva 2014/95/UE (di seguito anche la "Direttiva") del Parlamento europeo e del Consiglio europeo relativa all'obbligo di comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario e sulle politiche in materia di diversità da parte delle organizzazioni di grandi dimensioni che siano enti di interesse pubblico. La Direttiva dimostra la volontà del legislatore comunitario di contribuire alla transizione verso un'economia globale sostenibile che coniughi redditività a lungo termine, giustizia sociale e protezione dell'ambiente, promuovendo la valorizzazione di imprese che attuano politiche di gestione trasparenti e orientate ad ottenere prestazioni migliori anche in ambito non finanziario.
Nell'ordinamento italiano la Direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo n.254 del 30 dicembre 2016 (di seguito anche il "Decreto" o il "D.lgs. 254/2016"), che richiede agli enti di interesse pubblico di grandi dimensioni3 la pubblicazione di una Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario (di seguito anche "DNF") la quale copra, nella misura necessaria ad assicurare la comprensione delle attività aziendali, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto prodotto, informazioni relative a cinque ambiti, ovvero: i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta contro la corruzione attiva e passiva che sono rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche del gruppo. In particolare, il Decreto, in riferimento a questi cinque ambiti, richiede la descrizione almeno dei principali rischi, generati o subiti, le eventuali politiche praticate, i relativi indicatori di prestazione ed il modello aziendale di gestione ed organizzazione delle attività (Art. 3 c. 1).
Il Gruppo Interpump, in quanto ente di interesse pubblico di grandi dimensioni, è soggetto alle disposizioni del suddetto Decreto a partire dalla rendicontazione 2017, benché abbia sempre prestato grande attenzione agli ambiti del Decreto sopra riportati.
La presente DNF consolidata di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2017 costituisce un documento distinto dalla Relazione sulla Gestione.
Il presente documento è stato sottoposto a verifica da parte di soggetto terzo abilitato allo scopo. La verifica è stata svolta secondo le procedure indicate nella "Relazione della Società di Revisione Indipendente" riportata in calce al documento.
Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. approva la presente DNF il 15 marzo 2018.
La DNF è pubblicata nella sezione Governance.
3 Come definiti dall'Art. 1 c. 1 del Decreto stesso
3) Il Gruppo Interpump
In linea con quanto richiesto dall'Art. 19 bis c. 1 a) della Direttiva 2013/34/UE, come modificata dall'Art. 1 della Direttiva 2014/95/UE, di seguito si fornisce una breve descrizione del modello aziendale adottato dal Gruppo Interpump (di seguito anche "il Gruppo", "Interpump" o "IPG").
Il Gruppo, fondato da Fulvio Montipò nel 1977 a S. Ilario d'Enza (RE), dove la società capogruppo Interpump Group S.p.A. (di seguito anche "IPG S.p.A.") tutt'ora opera e ha la sua sede principale, vanta posizioni di leadership mondiale nei settori delle pompe ad alta ed altissima pressione ed è attiva nell'ambito della componentistica e dei sistemi oleodinamici.
La strategia del Gruppo Interpump mira ad un ulteriore rafforzamento di tale posizione, anche attraverso acquisizioni mirate.
Il Gruppo Interpump produce e commercializza pompe a pistoni ad alta e altissima pressione, sistemi ad altissima pressione (Settore Acqua), prese di forza, pompe ad ingranaggi, cilindri oleodinamici, distributori oleodinamici, valvole, tubi e raccordi ed altri prodotti oleodinamici (Settore Olio).
3.1) Focus settore Acqua e settore Olio
Il settore Acqua include le aziende attive nel core business storico di Interpump: la produzione e commercializzazione di pompe a pistoni con potenza da 1 a 1500 CV (da 0,7 a 1100 kW), e relativi componenti accessori. I modelli più piccoli sono utilizzati prevalentemente nelle idropulitrici; all'aumentare della potenza, e quindi della pressione raggiungibile, la gamma di applicazioni si estende ad autolavaggio, nebulizzazione, pulizia strade e condotti fognari, desalinizzazione di acqua marina, descagliatura dell'acciaio; pressioni ancora più alte consentono l'utilizzo del fluido (acqua o altro) per forare, tagliare, sverniciare, sbavare parti metalliche e perfino per lavori di demolizione. Infine le pompe a pistoni trovano applicazione in tutti i processi industriali (chimici, alimentari, cosmetici, farmaceutici, manifatturieri) che necessitano di altissime pressioni per omogeneizzare o separare alimenti o composti, rendere possibili reazioni chimiche, e innumerevoli altri tipi di lavorazione. La maggiore efficienza della tecnologia a pistoni rispetto ad altri tipi di pompa comporta migliori performance e risparmio energetico; inoltre in molte delle applicazioni citate la tecnologia dell'acqua porta vantaggi di tipo igienico, ambientale, o nei tempi di lavorazione rispetto ai sistemi tradizionalmente utilizzati.
Dal 2017 il settore Acqua comprende anche società attive nella produzione di pompe speciali, mixer, agitatori, sistemi di pulizia, valvole e serbatoi per l'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica: questi prodotti presentano naturali sinergie commerciali e significative affinità tecnologiche con il core business storico delle pompe a pistoni.
Il settore Olio, inaugurato nel 1997, comprende le società attive nella produzione e commercializzazione di una gamma di componenti oleodinamici in continua espansione: prese di forza (dispositivo meccanico collegato al motore o al cambio di un veicolo industriale, su cui viene innestata una pompa che comanda il circuito oleodinamico), pompe a ingranaggi, cilindri, motori idraulici, serbatoi per l'olio, distributori oleodinamici (il componente centrale che assicura in ogni momento una corretta suddivisione dell'olio tra tutti i segmenti di un sistema oleodinamico complesso) e relativi sistemi di comando elettronici o meccanici, tubi (flessibili in gomma, flessibili metallici, e rigidi) flange e raccordi.
L'oleodinamica trova applicazione in quasi tutti gli aspetti meccanizzati dell'attività umana: nei veicoli industriali attrezzati (ribaltabili, autogru, raccolta rifiuti…), nei mezzi agricoli, nelle macchine movimento terra, nei carrelli elevatori e nelle piattaforme telescopiche, ma anche in applicazioni fisse quali gru, ascensori, nel settore minerario, navale, nell'automazione industriale e perfino nelle attrazioni di luna park. Tubi e raccordi hanno un campo di applicazione ancora più vasto (comprese molte delle applicazioni del settore Acqua), e alcune società del Gruppo offrono servizi completi di progettazione, realizzazione e manutenzione di sistemi di tubazioni anche molto complessi.
Ad integrazione e supporto dell'attività produttiva e commerciale vi è l'attività di ricerca e sviluppo. Oltre a un indirizzo strategico fornito dalla capogruppo, l'attività di ricerca e sviluppo è svolta dalle società produttive del gruppo per specifici prodotti (ad esempio Interpump Group S.p.A. e Hammelmann GmbH per il Settore Acqua; Walvoil S.p.A. , Interpump Hydraulics S.p.A. e IMM Hydraulics S.p.A. per il Settore Olio) con il fine di migliorare continuamente la qualità e le performance dei prodotti, realizzare nuovi prodotti e identificare differenti applicazioni di prodotti già esistenti in modo da entrare in nuovi settori applicativi. La strategia del Gruppo, nei prossimi anni, è quella di continuare ad investire in maniera significativa nelle attività di ricerca e sviluppo al fine di dare un ulteriore impulso alla crescita organica.
3.2) Struttura del Gruppo Interpump
Al 31 dicembre 2017 il Gruppo Interpump risulta articolato in una struttura al cui vertice si pone Interpump Group S.p.A., società di diritto italiano quotata alla Borsa di Milano nel segmento STAR, la quale possiede partecipazioni di controllo diretto ed indiretto di 81 (di cui cinque in liquidazione quale conseguenza di un processo di razionalizzazione interna) società operanti nei due settori di attività sopra descritti. Il Gruppo Interpump può essere sinteticamente rappresentato al 31/12/2017 come segue:
Il Gruppo è caratterizzato da un elevato numero di società, anche di piccole dimensioni, che svolgono principalmente attività produttive e/o commerciali sotto il coordinamento strategico e gestionale da parte della società capogruppo.
Il Gruppo ha impianti produttivi in Italia, Stati Uniti, Germania, Cina, India, Brasile, Bulgaria, Romania, Corea del Sud, Portogallo, Francia e Spagna con una presenza diretta in 26 nazioni. Le aree geografiche in cui il Gruppo opera, sia a livello produttivo che commerciale, sono definite dai seguenti raggruppamenti:
- Italia;
- Resto d'Europa;
- Nord America;
- Far East e Oceania;
- Resto del Mondo.
Per eventuali approfondimenti in merito alla dislocazione geografica delle diverse Società del Gruppo, si rimanda al sito internet www.interpumpgroup.it5 .
3.3) La value chain del Gruppo Interpump
Di seguito si riporta una rappresentazione semplificata della value chain di Interpump, funzionale alla mappatura e descrizione (riportata nei capitoli successivi del presente documento) di rischi, modello aziendale di gestione ed eventuali politiche praticate con riferimento ai temi rilevanti afferenti ai cinque ambiti esplicitamente indicati dal legislatore nel D.lgs. 254/2016 art. 3 comma 1 (ambientale, sociale, attinente al personale, rispetto dei diritti umani, lotta contro la corruzione).
Value chain del Gruppo Interpump
I principali elementi della value chain di Interpump risultano essere:
I fornitori, che possono essere società medio‐piccole o grandi multinazionali. Tra le principali categorie di acquisto del Gruppo si citano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
4 https://www.interpumpgroup.it/interpump‐nel‐mondo.aspx
5 https://www.interpumpgroup.it/interpump‐nel‐mondo.aspx
materie prime, componenti e semilavorati, prodotti finiti, packaging, lavorazioni (es. verniciatura, trattamenti termici, assemblaggi, ecc.), utilities, costruttori di macchine, servizi (es. trasporti, consulenze, gestione rifiuti, ecc.).
- Le aziende del Gruppo Interpump, che svolgono principalmente attività produttiva (essenzialmente produzioni meccaniche e assemblaggi di componenti) e/o commerciale.
- I clienti, rappresentati per il 30% da distributori e rivenditori e per il 70% da OEM6 . Complessivamente, i clienti risultano essere oltre 20.000, distribuiti in oltre 130 Paesi. Nel 2017, il primo cliente in termini di fatturato ha rappresentato circa l'1,5% delle vendite, mentre i primi 15 hanno rappresentato il 10%.
E' importante rilevare come dal 2016 al 2017 ci siano state importanti trasformazioni per il Gruppo Interpump come l'aggiunta di nuove aziende con prodotti diversi che hanno quindi avuto un impatto sulla variazione di alcuni indicatori. In particolare, a febbraio 2017 vi è stata l'acquisizione del Gruppo Inoxpa, attivo nella fabbricazione e commercializzazione di apparecchiature di processo e sistemi per il trattamento dei fluidi nell'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica.
3.4) La Corporate Governance aziendale
Interpump Group adotta quale modello di riferimento per la propria corporate governance le disposizioni del Codice di Autodisciplina7 promosso da Borsa Italiana.
Come indicato nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'anno 2017, consultabile sul sito internet del Gruppo nella sezione "Corporate Governance" e a cui si rimanda per maggiori dettagli, Interpump Group S.p.A. ha adottato una forma di amministrazione e controllo di tipo tradizionale:
- la gestione aziendale è attribuita al Consiglio di Amministrazione (CdA);
- le funzioni di vigilanza sono in capo al Collegio Sindacale;
- la revisione legale dei conti nonché il controllo contabile sono svolte dalla società di revisione nominata dall'assemblea degli azionisti;
- l'Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/2001.
Interpump Group S.p.A. esercita attività di direzione e coordinamento ex art. 2497 del c.c. nei confronti delle sue controllate italiane, che mantengono autonomia giuridica e applicano i principi di corretta gestione societarie e imprenditoriale.
La composizione del CdA di Interpump Group S.p.A. e nello specifico l'informativa richiesta dall'art. 108 comma 1 del D.lgs. 254/2016 in materia di diversità degli organi di amministrazione, gestione e controllo è riportata nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'anno 2017 al paragrafo 4.2. "Composizione del Consiglio di Amministrazione" e 14.0 "Composizione e Funzionamento del Collegio Sindacale".
In tema di diversità di genere vi è il pieno rispetto delle previsioni statutarie e di quanto previsto dall'art. 147‐ter del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al suo interno il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato Nomine e il Comitato Operazioni con Parti Correlate.
Si rileva che, in linea con quanto previsto dal Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana, almeno uno dei componenti del Comitato Controllo e Rischi, e di conseguenza il Consiglio di Amministrazione, è in possesso di esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.
Di seguito l'assetto organizzativo di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2017.
6 Original Equipment Manufacturer
7 pubblicato nel luglio 2015
8 "Modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58"
4) Descrizione quali‐quantitativa di rischi, politiche praticate, modello aziendale e indicatori di prestazione
Coerentemente con l'art. 3 del Decreto, commi 1 e 2, la presente DNF include sia aspetti descrittivi (es. politiche, rischi, governance) sia risultati in termini di performance.
Il percorso implementato da IPG per rispondere al D.lgs. 254/2016 è sviluppato con riferimento ai cinque ambiti indicati dal legislatore:
La redazione della presente dichiarazione di carattere non finanziario è stata sviluppata attraverso i seguenti passaggi chiave:
- individuazione dei temi rilevanti;
- mappatura dei principali rischi, generati o subiti, che derivano dalle attività d'impresa, dai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali, inclusa la catena di fornitura;
- individuazione delle politiche praticate e della governance adottata per la gestione dei cinque ambiti;
- definizione e implementazione di un processo (a livello di Gruppo) di raccolta, aggregazione e trasmissione dei dati e delle informazioni richieste degli indicatori fondamentali di prestazione scelti sulla base dei temi rilevanti per IPG e previsti dallo standard di rendicontazione prescelto.
Sebbene l'analisi condotta sia specifica per i cinque ambiti indicati dal legislatore, al fine di garantire maggiore fruibilità del testo, si è deciso di presentare in prima battuta le informative qualitative trasversali e solo successivamente le informative quali‐quantitative peculiari per i singoli ambiti.
4.1) Temi rilevanti
I temi rilevanti per il Gruppo Interpump, con riferimento ai 5 ambiti del Decreto, sono stati selezionati a partire dall'elenco degli aspetti coperti dai GRI Standards e tenendo in considerazione, tra gli altri:
trend di sostenibilità a livello globale, ovvero i principali aspetti non finanziari presi in considerazione dalle più importanti borse valori che hanno pubblicato linee guida per il reporting di sostenibilità, dai rating di sostenibilità (DJSI, MSCI, ecc.), dalle organizzazioni internazionali (GRI, World Economic Forum, ecc.) e da enti sovranazionali (UE, UN, ecc.).
- andamenti di settore, ovvero gli aspetti non finanziari emersi come rilevanti per il settore di riferimento di IPG. In particolare, sono state analizzate le indicazioni presenti sul sito internet di Europump9 e le pubblicazioni di alcune organizzazioni internazionali (RobecoSam, SASB, ecc.).
- priorità aziendali, con riferimento ai cinque ambiti del D.lgs. 254/2016, emerse attraverso l'analisi dei principali documenti aziendali (Codice Etico, Modello 231, Risk assessment, ecc.) e interviste al management.
L'insieme dei risultati di queste analisi ha condotto alla definizione degli aspetti non finanziari maggiormente rilevanti e necessari ad assicurare la comprensione delle attività d'impresa, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto da essa prodotta, tenuto conto delle attività e delle caratteristiche del Gruppo Interpump e, pertanto, oggetto di rendicontazione all'interno della presente DNF.
Per l'elenco dei temi emersi come rilevanti si rimanda ai paragrafi di dettaglio relativi ai singoli ambiti del D.lgs. 254/2016.
4.2) Rischi
I principali rischi identificati per i 5 ambiti indicati dal legislatore, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale del Gruppo Interpump nel medio‐lungo periodo, sono individuati nei relativi paragrafi.
Interpump Group considera invece rischi trasversali (applicabili agli ambiti ambientale, sociale, attinenti al personale, ai diritti umani, alla lotta contro la corruzione), e come tali elencati nel presente paragrafo e non ripetuti in corrispondenza dei singoli ambiti:
- ‐ i rischi reputazionali che conseguono ai rischi declinati per ciascun ambito;
- ‐ i rischi legati all'eventuale non adozione delle misure più idonee, ovvero non conformità a leggi e/o regolamenti o alle best practices di riferimento;
- ‐ i rischi legati ad eventuali criticità ‐siano esse ambientali, sociali, di qualità del prodotto, afferenti il tema corruzione, ecc.‐ inerenti la catena di fornitura.
A tal proposito si rileva che nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, è stato implementato un processo di Risk Assessment dei rischi di business provenienti da fonti esterne ed interne basato su un'autovalutazione del rischio da parte dei Risk Owner ‐ individuati nel top management delle principali società del Gruppo. Tale analisi prende avvio da un catalogo di rischi specificamente sviluppato per il Gruppo, costruito a partire dalle aree tipiche di business e da problematiche operative e di compliance. I rischi di business esaminati, ovvero tutti quei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio‐lungo periodo dell'attività dell'emittente, sono classificati in strategici, finanziari, di compliance e operativi. Tale processo di Risk Assessment consente di identificare i rischi di business, di valutarne il grado di rischiosità e di monitorare le eventuali azioni correttive adottate.
9 European Association of Pump Manufacturers
4.3) Politiche
Oltre alla "policy di gestione delle segnalazioni (whistleblowing)"10, applicabile al Gruppo e che disciplina le modalità di effettuazione e gestione delle segnalazioni riguardanti presunte irregolarità o illeciti, il Codice Etico, adottato da tutte le Società del Gruppo (per la Cina tenendo conto del fattore Paese), definisce i principi di comportamento e le linee guida afferenti ai 5 ambiti richiamati dal D.lgs. 254/2016 (ambientale, sociale, attinente al personale, rispetto dei diritti umani, lotta contro la corruzione). Il top management sta valutando la formalizzazione di politiche di Gruppo con riferimento agli aspetti non finanziari maggiormente rilevanti per IPG, tenendo in considerazione l'elevata diversificazione delle Aziende/siti produttivi e della loro autonomia. Per maggiori dettagli si rimanda ai Global Compliance Program descritti nel successivo paragrafo.
4.4) Modello
Data la struttura societaria del Gruppo Interpump, costituito da molteplici Società, anche di piccola dimensione, che operano in Paesi diversi, con business diversificati e tenuto conto del perimetro variabile del Gruppo stesso da un anno ad un altro, non si è ritenuto opportuno, ad oggi, definire un modello centralizzato di gestione delle tematiche afferenti ai 5 ambiti richiamati dal D.lgs. 254/2016.
Si rileva che Interpump Group S.p.A. ha adottato il Modello di Organizzazione e di Gestione ai sensi del D.lgs. 231/2001 (di seguito anche "MOG") che costituisce, unitamente al Codice Etico, un ulteriore strumento di sensibilizzazione di tutti i dipendenti e di tutti coloro che a vario titolo collaborano con l'azienda al fine di far seguire, nell'espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etico‐sociali cui la società si ispira, nel perseguimento del proprio oggetto sociale e tali, comunque, da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati dal Decreto. Il MOG è stato implementato, dopo aver valutato con la medesima metodologia il grado di rischio di commissione dei reati dallo stesso previsti, dalle controllate italiane che, in considerazione delle dimensioni e della complessità organizzativa, hanno un grado di rischiosità relativa maggiore rispetto ai reati contemplati dal D.lgs. 231/2001.
Per la volontà di ricercare un sempre maggior livello di compliance a tutte le normative applicabili e per spirito di rispetto della legalità e dell'eticità nello svolgimento del business, Interpump Group intende dotarsi di un Global Compliance Program al fine di definire un modello aziendale di gestione ed organizzazione delle attività in linea con le Best Practice internazionali per prevenire misconduct negli ambiti del Decreto, ovvero negli ambiti ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta alla corruzione attiva e passiva.
Ad eccezione di quanto sopra descritto, la gestione operativa delle tematiche afferenti ai 5 ambiti richiamati dal D.lgs. 254/2016 è pertanto demandata alle singole società / stabilimenti del Gruppo, laddove tali aspetti siano applicabili.
Alcune Società del Gruppo hanno adottato e implementato sistemi di gestione della qualità certificati ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 900111; taluni stabilimenti sono certificati UNI ISO/TS 16949:200912. Inoltre alcune società hanno adottato e implementato sistemi di gestione ambientale certificati ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001:2004 ‐ in alcuni casi è stato avviato il
10 Disponibile sul sito internet aziendale
11 Al momento della redazione della presente DNF il 41% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono al 70% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione della qualità, per lo più certificati ai sensi della ISO 9001.
12 "Requisiti particolari per l'applicazione della ISO 9001:2008 per la produzione di serie e delle parti di ricambio nell'industria automobilistica"
processo di aggiornamento del sistema per rispondere ai nuovi requisiti della 14001:2015 ‐ e sistemi di gestione della sicurezza certificati ai sensi della norma internazionale OHSAS 18001.
L'input dato dal Gruppo, che rappresenta il requisito minimo che deve essere garantito da tutte le Aziende senza possibilità di deroga alcuna, è il rispetto della compliance normativa applicabile localmente.
4.5) Indicatori di performance
Coerentemente con il Decreto, il Gruppo Interpump ha selezionato alcuni indicatori GRI che possano agevolare la corretta ed equilibrata comprensione dell'andamento dell'impresa, dei suoi risultati e dell'impatto della sua attività in quell'ambito.
Il set di indicatori GRI ha lo scopo di favorire la comparabilità e uniformità dei dati presentati, ma allo stesso tempo garantisce una rappresentazione coerente delle performance ambientali e sociali nei diversi settori in cui opera il Gruppo.
Tale rendicontazione dovrebbe pertanto integrare la lettura integrata degli aspetti economico‐finanziari, sviluppando così una comprensione più approfondita dell'attività aziendale e dei suoi riflessi socio‐ ambientali.
5) Ambito Ambientale
Temi rilevanti
Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi ambientali rilevanti per IPG risultano essere:
- ‐ emissioni in atmosfera (gas ad effetto serra ed emissioni di inquinanti);
- ‐ consumi energetici;
- ‐ prelievi idrici;
- ‐ scarichi di acque reflue;
- ‐ rifiuti;
- ‐ consumi di materiali;
- ‐ compliance ambientale.
Rischi
I principali rischi identificati in ambito ambientale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:
- rischi operativi, legati in particolare a eventi naturali che possano distruggere asset critici e quindi minare la continuità della produzione. Rischi operativi potrebbero essere connessi anche all'assenza di sistemi di gestione ambientali certificati (laddove il mercato li richieda) e alla carente diffusione ed applicazione di best practices relativamente alla gestione operativa degli aspetti ambientali (ad esempio, consumi di risorse, generazione di rifiuti, ecc.) che potrebbe comportare impatti ambientali evitabili nonché mancati risparmi in termini economici.
- rischi di compliance, distinguendo tra rischi di potenziale impatto/danno generato sulle matrici ambientali (suolo, aria, acqua) e rischi di mancato rispetto di adempimenti normativi (ad esempio, di tipo documentale). Eventi di questo tipo potrebbero esporre l'Azienda a sanzioni e procedimenti anche penali (es.: reati inclusi nel D.lgs. 231/01).
Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Risk Assessment descritto nel paragrafo "Informative qualitative trasversali" supporta il monitoraggio dei rischi di compliance alle normative ambientali e di prevenzione di eventi naturali che possano comportare il rischio di distruzione di asset critici nelle principali società del Gruppo.
Politiche
Pur in assenza di una politica ambientale formalizzata, Interpump, come indicato nel Codice Etico, si impegna a salvaguardare l'ambiente e adotta le misure più idonee a preservare l'ambiente stesso, attraverso un continuo orientamento alla progressiva riduzione degli impatti diretti e indiretti della propria attività, sia in ambito locale (qualità del suolo, dell'aria e dell'acqua del territorio in cui opera) sia con riferimento alle sfide globali (biodiversità e cambiamenti climatici).
Risultano inoltre adottate politiche ambientali a livello di Società/stabilimento laddove siano implementati sistemi di gestione ambientale.
Modello
Come motivato nella descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016, non è stato valutato opportuno implementare ad oggi un modello centralizzato e la gestione operativa degli aspetti ambientali (a titolo esemplificativo, emissioni in atmosfera, gestione rifiuti, ecc.) è demandata alle singole Aziende/stabilimenti.
Alcune Società del Gruppo hanno adottato e implementato sistemi di gestione ambientale certificati ai sensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001:200413 e in alcuni casi è stato avviato il processo di aggiornamento del sistema per rispondere ai nuovi requisiti della 14001:2015.
Ad integrazione dei sistemi di gestione e con riferimento alla società capogruppo Interpump Group S.p.A. e alle altre Società italiane per cui ne sia stata valutata l'opportunità in considerazione dell'attività svolta e del livello di rischio, si rileva la presenza di una parte speciale ad hoc relativa alla prevenzione dei reati ambientali all'interno del MOG 231 e/o l'adozione di presidi specifici14.
Infine, sono adottate coperture assicurative in caso di inquinamento accidentale atmosferico o del sottosuolo.
Indicatori di performance
Gli indicatori di performance mostrano quasi tutti trend in aumento sul biennio di rendicontazione, come conseguenza della strategia di crescita di IPG, sia organica che per via esterna (acquisizioni).
Utilizzo di risorse energetiche
[302‐1] Nel 2017 il Gruppo Interpump ha consumato risorse energetiche per un totale di 472.885 GJ (+9,9% rispetto al 2016). Tale consumo è così ripartito: energia elettrica prelevata dalla rete15 per il 62%, gas naturale per il 29%, gasolio per l'autotrazione per il 7% e benzina per il restante 2%. Nella voce altri consumi energetici rientrano olio combustibile, energia elettrica autoprodotta e consumata e acqua calda acquistata.
| Consumi energetici |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Energia elettrica dalla rete |
MWh | 74.112 | 81.209 |
| Gas Naturale |
m3 | 3.192.047 | 3.655.122 |
| Benzina | Litri | 311.492 | 316.606 |
| Gasolio | Litri | 947.138 | 921.434 |
| Altri | GJ | 1.513 | 2.202 |
| Totale espresso in GJ |
GJ | 430.321 | 472.885 |
13 Al momento della redazione della presente DNF il 22% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono al 47% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione ambientale (in gran parte certificati ai sensi della ISO 14001).
14 Es.: procedura aziendale di verifica degli adempimenti in materia di tutela ambientale
15 La percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e consumata dal Gruppo dipende dai singoli mix elettrici nazionali. Per l'Italia è inoltre presente un autoconsumo di elettricità rinnovabile prodotta da fotovoltaico, come meglio specificato alla pagina seguente.
I consumi energetici totali sono aumentati del 9,9%, di cui l'1% circa per il contributo delle società neo‐ acquisite.
A titolo di raffronto, a seguito prevalentemente dell'incremento del volume di produzione, il fatturato consolidato è cresciuto del 9,3% organicamente (al netto dell'effetto cambi), e di un ulteriore 9,1% per l'allargamento del perimetro.
Si osserva pertanto che l'intensità energetica delle società preesistenti è diminuita, e quella delle società acquisite è notevolmente inferiore alla media di Gruppo.
Seppure i consumi energetici avvengano in siti dislocati a livello globale e che presentano profili energetici molto diversi tra loro, allo scopo di fornire una descrizione dei principali consumi e quindi contestualizzare i dati numerici, si può affermare che la maggior parte dei consumi di energia elettrica, sebbene una quota sia riconducibile ad apparecchiature legate ad attività di ufficio e in alcuni casi anche al riscaldamento, è legata alle esigenze produttive. D'altra parte la quota predominante dei consumi di metano è riconducibile per la maggior parte ad esigenze di riscaldamento degli ambienti e in parte ad applicazioni industriali. Il consumo di gasolio e di benzina è invece legato principalmente all'utilizzo di veicoli aziendali.
L'aumento dei consumi energetici è stato accompagnato da un aumento di energia rinnovabile autoprodotta tramite l'installazione di pannelli fotovoltaici che, complessivamente, hanno portato ad una produzione di 2.281 MWh, di cui il 25% è stata auto‐consumata, mentre la quota parte restante è stata immessa nella rete.
[302‐3] L'intensità energetica16 a livello di Gruppo, nel 2017 è stata pari a 0,44 GJ/ k€, risulta in diminuzione del 6,4% rispetto all'anno precedente per i motivi sopra esposti. Si ricorda che l'intensità energetica essendo calcolata sul fatturato in Euro risente dell'effetto dell'andamento dei cambi (trascurabile nel 2017).
| Intensità energetica |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Consumo energetico |
GJ | 430.321 | 472.885 |
| Ricavi consolidati |
k€ | 922.818 | 1.086.547 |
| Intensità energetica |
GJ/k€ | 0,47 | 0,44 |
16 Calcolata come di seguito: energia totale consumata [GJ] / fatturato [k€], dove con energia totale consumata si intende il totale dei consumi energetici come da disclosure GRI n. 302‐1
Impiego di risorse idriche
[303‐1] Il prelievo complessivo di acqua è di circa 333 mila metri cubi per il 2017, in aumento del 26% rispetto al 2016, utilizzato principalmente per uso civile, produttivo e antincendio. Un terzo dell'aumento registrato nell'anno 2017 è dovuto alla variazione del perimetro di rendicontazione, mentre la restante parte all'incremento delle esigenze produttive. Tale fabbisogno è soddisfatto in misura pressoché analoga tramite approvvigionamento da acquedotto e tramite prelievo da pozzo (di proprietà o in concessione).
| Prelievi idrici |
|||
|---|---|---|---|
| Fonte | U.M. | 2016 | 2017 |
| Rete pubblica (acquedotto) |
m3 | 143.959 | 160.625 |
| Pozzi di proprietà/in concessione |
m3 | 119.290 | 172.019 |
| Altre fonti |
m3 | 718 | ‐ |
| Corpi idrici superficiali |
m3 | ‐ | 176 |
| Totale | m3 | 263.967 | 332.820 |
Rapportando i prelievi idrici al fatturato si assiste ad un leggero aumento dell'indicatore nel 2017 rispetto all'anno precedente: da 0,29 m3 /k€ a 0,31 m3 /k€, con il medesimo trascurabile effetto‐valuta indicato nella disclosure [302‐3].
| Intensità prelievi idrici |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Prelievi idrici |
m3 | 263.967 | 332.820 |
| Ricavi consolidati |
k€ | 922.818 | 1.086.547 |
| Intensità prelievi idrici |
m3/k€ | 0,29 | 0,31 |
[306‐1] L'acqua di processo17 scaricata nel corso del 2017, pari complessivamente a circa 219 mila metri cubi (+32% rispetto all'anno precedente), viene destinata quasi completamente alla fognatura, nel rispetto delle autorizzazioni applicabili.
Scarichi idrici
| Destinazione | U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Fognatura | m3 | 164.194 | 216.934 |
| Corpi idrici superficiali |
m3 | ‐ | ‐ |
| Altre destinazioni |
m3 | 2.378 | 2.402 |
| Totale | m3 | 166.572 | 219.336 |
Emissioni in atmosfera
Le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra (di seguito anche GHG) del Gruppo sono state calcolate in termini di emissioni:
Scopo 1 ‐ emissioni dirette
Scopo 2 ‐ emissioni indirette energetiche
17 Coerentemente con l'anagrafica della disclosure 306‐1 degli Standard GRI, non sono stati considerati gli scarichi di acque reflue civili e la prima pioggia. Come esplicitato al §4, la qualità degli scarichi idrici deve rispettare le disposizioni normative applicabili localmente.
[305‐1] Nel Gruppo le emissioni di Scopo 1 corrispondono alle emissioni di GHG derivanti:
- o dall'utilizzo di combustibili (benzina, gasolio, olio combustibile e gas naturale);
- o dalle perdite di gas refrigeranti dagli impianti di condizionamento/refrigerazione.
Nel 2017 le emissioni derivanti dai combustibili sono state pari a 10.866 tonnellate di CO2eq, mentre il contributo relativo ai refilling è stato di 321 tonnellate di CO2eq. Il totale delle emissioni di Scopo I del Gruppo Interpump è pertanto di 11.187 tonnellate di CO2eq (in aumento rispetto all'anno precedente, +13%).
| Emissioni di GHG ‐ Dirette |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Combustibili | ton CO2eq |
9.810 | 10.866 |
| Refilling gas refrigeranti |
ton CO2eq |
95 | 321 |
| Totale emissioni Scopo 1 |
ton CO2eq |
9.905 | 11.187 |
Le maggiori emissioni derivanti dai combustibili rispetto al 2016 sono riconducibili alla variazione del perimetro di rendicontazione e all'incremento della produzione.
[305‐2] Le emissioni di Scopo 2 sono legate principalmente all'energia elettrica acquistata e solo marginalmente a quella termica acquistata. Premesso che l'energia necessaria per le attività Gruppo, ad eccezione di quanto autoprodotto con gli impianti fotovoltaici, è fornita da aziende esterne, nel 2017 le emissioni riconducibili allo Scopo 2 ammontano a 34.148 tonnellate di CO2eq (in aumento rispetto all'anno precedente del 10%).
| Emissioni di GHG ‐ Indirette |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Indirette da elettricità |
ton CO2eq |
30.908 | 34.146 |
| indirette da energia termica |
ton CO2eq |
3 | 2 |
| Totale emissioni Scopo 2 |
ton CO2eq |
30.911 | 34.148 |
Le maggiori emissioni di Scopo 2 rispetto al 2016 sono riconducibili alla variazione del perimetro di rendicontazione e all'incremento della produzione; a tale riguardo si sottolinea che l'incremento è stato contenuto in Cina e in India grazie ai nuovi stabilimenti che hanno coefficienti di efficienza energetica migliori rispetto al passato.
[305‐4] L'intensità di emissione di GHG18 per il 2017 è di poco inferiore al dato del 2016: 0,042 tCO2/k€ rispetto a 0,044 tCO2/k€ relativo all'anno precedente grazie ai migliori coefficienti di efficienza energetica sopra descritti, con il medesimo trascurabile effetto‐valuta indicato nella disclosure [302‐3].
| Intensità emissioni di GHG |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Totale emissioni GHG |
ton CO2eq |
40.816 | 45.335 |
| Ricavi consolidati |
k€ | 922.818 | 1.086.547 |
| Intensità emissioni GHG |
GJ/k€ | 0,044 | 0,042 |
18 Calcolata come di seguito: emissioni totali GHG [tonCO2eq] / fatturato [k€]
[305‐7] Oltre ai GHG, un altro impatto ambientale generato dal Gruppo è rappresentato dalle emissioni dirette di inquinanti in atmosfera. Tra queste, le emissioni di polveri costituiscono il contributo più significativo, sia in termini di quantità sia di rappresentatività per le tipologie di attività svolte presso gli stabilimenti produttivi di Interpump.
Nel 2017 le emissioni di polveri sono pari a 3,42 tonnellate, con un aumento dell'8% rispetto al 2016, sostanzialmente dovuto all'aumento del volume produttivo, mentre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) sono aumentate da 1,56 a 2,21 tonnellate nel biennio di riferimento per lo stesso motivo.
Consumo di materiali e rifiuti prodotti
[301‐1] I materiali utilizzati per la produzione dei prodotti Interpump sono riportati19, per il biennio di rendicontazione, nella tabella sottostante.
| Materiali utilizzati |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| Leghe di ferro |
ton | 65.509 | 89.101 |
| Leghe di alluminio |
ton | 2.249 | 2.563 |
| Leghe di rame |
ton | 1.254 | 1.560 |
| Gomma | ton | 3.275 | 3.529 |
| Componentistica | ton | 2.901 | 3.351 |
| Rottame | ton | 991 | 841 |
| Plastica | ton | 223 | 812 |
| Olii idraulici lubrificanti |
ton | 201 | 1.185 |
| Allumina | ton | 46 | 45 |
| Ptfe | ton | 29 | 37 |
| Altre materie prime * |
ton | 89.311 | 96.849 |
| Totale | ton | 165.989 | 199.873 |
*Si segnala che all'interno della categoria "Altre materie prime" sono inclusi tutti i lavorati e semilavorati che non possono essere ripartiti con maggior grado di dettaglio.
Il maggior consumo delle leghe di ferro rispetto al 2016 è riconducibile in buona parte alla variazione del perimetro di rendicontazione.
[306‐2] Nel 2017 sono state generate complessivamente dal Gruppo circa 22 mila tonnellate di rifiuti, di cui il 88% non pericolosi e 12% pericolosi. La variazione rispetto all'anno precedente, pari al 12%, è in larga parte dovuta all'aumento dei volumi di produzione.
19 Tali dati non includono gli acquisti di materiali intercompany
Il principale rifiuto, in termini quantitativi, prodotto dal Gruppo è rappresentato da limatura e trucioli di metalli ferrosi la cui quantità, sostanzialmente in linea con l'anno precedente in quanto influenzata marginalmente dal differente perimetro di rendicontazione, si attesta su 11 mila tonnellate nel 2017 (pari al 50% del totale complessivo dei rifiuti generati).
Si riportano di seguito alcune tra le principali categorie di rifiuti non pericolosi:
| Rifiuti non pericolosi |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| 12.01.01 ‐ Limatura e trucioli di metalli ferrosi |
ton | 10.965 | 11.596 |
| 12.01.02 ‐ Polveri e particolato di metalli ferrosi |
ton | 717 | 749 |
| 12.01.99 ‐ Rifiuti non specificati altrimenti |
ton | 665 | 1.090 |
| 15.01.01 ‐ Imballaggi di carta e cartone |
ton | 756 | 679 |
| 17.04.05 ‐ Ferro e acciaio |
ton | 860 | 1.651 |
| 20.03.01 ‐ Rifiuti urbani non differenziati |
ton | 768 | 1.499 |
| Altri | ton | 2.482 | 2.311 |
| Totale | ton | 17.213 | 19.576 |
| % sul totale rifiuti |
% | 87% | 88% |
Per quanto riguarda invece i rifiuti pericolosi, emulsioni e soluzioni per macchinari rappresentano il rifiuto che viene prodotto in quantitativo maggiore (pari a circa il 7% del totale complessivo dei rifiuti generati nel 2017, invariati rispetto al 2016).
| Rifiuti pericolosi |
U.M. | 2016 | 2017 |
|---|---|---|---|
| 12.01.09* ‐ Emulsioni e soluzioni per macchinari |
ton | 1.374 | 1.550 |
| 12.03.01* ‐ Soluzioni acquose di lavaggio |
ton | 497 | 412 |
| 15.02.02* ‐ Assorbenti, materiali filtranti |
ton | 145 | 145 |
| 08.01.19* ‐ Sospensioni acquose contenenti pitture e vernici |
ton | 92 | 64 |
| Altri | ton | 461 | 496 |
| Totale | ton | 2.569 | 2.668 |
| % sul totale rifiuti |
% | 13% | 12% |
Complessivamente, nel 2017 sono state recuperate circa 13.602 tonnellate di rifiuti a fronte di circa 8.641 tonnellate inviate a smaltimento.
In particolare, per quanto riguarda la destinazione finale dei rifiuti non pericolosi, nel 2017 è stato destinato a recupero circa il 68% (13.306 ton) a fronte di un invio a smaltimento pari al 32% (6.269 ton). Delle 2.668 tonnellate di rifiuti pericolosi prodotte (il 4% in più rispetto all'anno precedente), 296 tonnellate (pari al 11% del totale dei rifiuti pericolosi) sono inviate a recupero e 2.372 tonnellate a smaltimento.
Si rileva infine che, sulla base delle buone prassi legate ai sistemi di gestione ambientale implementati in alcune Società del Gruppo e data la crescente attenzione a tematiche di sostenibilità, nel biennio di rendicontazione alcuni fornitori di IPG sono stati sottoposti ad una valutazione attinente le tematiche ambientali; si riscontra un aumento di tale pratica tra il 2016 e il 2017.
[307‐1] Nel biennio di riferimento il numero e il valore delle sanzioni monetarie per non compliance con leggi e/o regolamenti in tema ambientale è stato irrilevante.
6) Ambito Sociale
Temi rilevanti
Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi rilevanti per IPG in ambito sociale, che non sono già trattati in dettaglio in ambiti più specifici (è il caso ad esempio degli aspetti attinenti la gestione del personale e della salute e sicurezza sul lavoro), risultano legati alla salute e sicurezza del cliente a seguito dell'utilizzo dei prodotti venduti dal Gruppo.
Rischi
I principali rischi identificati in ambito sociale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:
- rischi operativi, legati alla sicurezza nell'utilizzo da parte del cliente finale dei prodotti commercializzati dalle società del Gruppo, all'etichettatura di prodotto (ovvero a quelle informazioni che accompagnano il prodotto descrivendone le caratteristiche) nonché alla politica di mercato (es. comportamento sleali e non corretti nei confronti dei concorrenti).
- rischi di compliance e rischi legali, dovuti al mancato rispetto di adempimenti normativi, anche a seguito dell'ampia distribuzione geografica delle Aziende del Gruppo e all'entrata in settori nuovi (es. Alimentare e Farmaceutico), nonché a seguito di danni a cose o persone imputabili al prodotto.
Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Risk Assessment descritto nel paragrafo "Informative qualitative trasversali" supporta il monitoraggio dei rischi identificati in ambito sociale.
Politiche
Pur in assenza di una politica sociale formalizzata, il Gruppo Interpump, come indicato nel Codice Etico, pratica politiche per garantire adeguati standard di qualità dei servizi/prodotti offerti sulla base di livelli predefiniti, monitora periodicamente la qualità percepita e dà piena e scrupolosa osservanza alle regole antitrust e a quanto disposto dalle Authority regolatrici del mercato. Inoltre, sempre sulla base del Codice Etico, tutti i rapporti con i concorrenti sono caratterizzati da lealtà e correttezza e la Società disapprova qualsiasi comportamento che possa costituire impedimento o turbamento all'esercizio di un'impresa o del commercio. La Società si impegna a garantire che le sue attività d'affari vengano svolte in modo tale da non violare in alcuna circostanza le leggi internazionali di embargo e controllo delle esportazioni vigenti nei Paesi nei quali essa opera.
Modello
Si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016.
Indicatori di performance
[206‐1] Nel biennio di riferimento non sono state intraprese azioni legali relative a concorrenza sleale, anti‐ trust e pratiche monopolistiche che abbiano riguardato o coinvolto il Gruppo Interpump.
[416‐2] A livello di Gruppo Interpump, nel 2017 non sono stati rilevati casi di non conformità a norme in materia di sicurezza dei prodotti a fronte dei quali si sia resa necessaria l'attivazione della polizza richiamo prodotti.
Si rileva infine che nel biennio di rendicontazione alcuni fornitori di IPG sono stati sottoposti ad una valutazione attinente le tematiche sociali. In ogni caso si rileva che i principi attinenti al rispetto di tali tematiche sono riportati all'interno del Codice Etico che è oggetto di distribuzione ai principali fornitori.
7) Ambito attinente al personale
Temi rilevanti
Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi attinenti al personale rilevanti per IPG risultano essere:
- ‐ salute e sicurezza sul lavoro;
- ‐ gestione del personale (gestione della forza lavoro, tra cui dei dipendenti e dei lavoratori interinali);
- ‐ sviluppo e valorizzazione della forza lavoro;
- ‐ diversità e pari opportunità.
Rischi
I principali rischi identificati nell'ambito attinente al personale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:
- rischi operativi, legati alla gestione dei cambiamenti (ad esempio rischi legati all'incapacità/difficoltà di trovare nuove risorse qualificate/specializzate), alla tutela delle minoranze (di genere ‐ dato il core business del Gruppo, linguistiche, ecc.) e in generale alla gestione della forza lavoro (dipendenti e lavoratori interinali) in Paesi diversi del mondo, nonché ad eventuali contestazioni, ad esempio da parte dei dipendenti (es. carenze in ambito SSL, occupazione e salari, ecc.).
- rischi di compliance, dovuti al mancato rispetto di adempimenti normativi con riferimento alle norme sull'impiego e alla sicurezza sul lavoro. Eventi di questo tipo potrebbero esporre l'Azienda a sanzioni e procedimenti anche penali (es.: reati inclusi nel D.lgs. 231/01).
Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Risk Assessment descritto nel paragrafo "Informative qualitative trasversali" supporta il monitoraggio dei rischi identificati attinenti al personale e al rispetto degli adempimenti normativi con riferimento alle norme sull'impiego e la sicurezza sul lavoro.
Politiche
Pur in assenza di una politica attinente al personale formalizzata, Interpump, come indicato nel Codice Etico, pratica politiche per assicurare pari opportunità e ispira la propria condotta a principi volti a riconoscere il valore delle risorse umane, con particolare riferimento all'integrità fisica e morale dei suoi collaboratori e alla corretta gestione del personale, prevedendo che ogni responsabile sia tenuto a valorizzare il tempo di lavoro dei collaboratori richiedendo prestazioni coerenti con l'esercizio delle loro mansioni e con i piani di organizzazione del lavoro. Inoltre, sempre sulla base del Codice Etico, Interpump si impegna a diffondere e consolidare la cultura della sicurezza, realizzando interventi di natura tecnica ed organizzativa e ispirando la propria condotta a principi volti a prevenire i rischi ed evitare ciò che è pericoloso.
Risultano adottate politiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro a livello di Società/stabilimento laddove sono implementati sistemi di gestione della sicurezza.
Modello
Come motivato nella descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016, non vi è ad oggi un modello centralizzato e la gestione operativa degli aspetti attinenti al personale (dalla salute e sicurezza sul lavoro alla gestione del personale e delle tematiche correlate – turnover, diversity, salario, formazione, ecc.) è demandata alle singole Aziende.
Alcune Società del Gruppo hanno adottato e implementato sistemi di gestione della sicurezza certificati ai sensi della norma internazionale OHSAS 1800120.
Ad integrazione dei sistemi di gestione e con riferimento alla società capogruppo Interpump Group S.p.A. e alle altre Società italiane per cui ne sia stata valutata l'opportunità in considerazione dell'attività svolta e del livello di rischio, si rileva la presenza di una parte speciale ad hoc relativa alla prevenzione dei reati di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro all'interno del MOG 231 e/o l'adozione di presidi specifici21.
Indicatori di performance
Gli indicatori di performance mostrano quasi tutti trend in aumento sul biennio di rendicontazione, come conseguenza della strategia di crescita di IPG, sia organica che per via esterna (acquisizioni).
Salute e Sicurezza sul Lavoro
[403‐2] Nel 2017 si sono registrati complessivamente 145 infortuni ai dipendenti (+22% rispetto al 2016), di cui nessuno mortale; al netto della variazione del perimetro di rendicontazione l'incremento degli infortuni nel 2017 è stato circa del 20%. Di seguito si riportano i principali dati ed indici infortunistici22 sul biennio di rendicontazione, con l'indicazione dei dettagli per genere.
| 2016 | 2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Salute e sicurezza | Uomo | Donna | Totale | Uomo | Donna | Totale | ||
| Infortuni occorsi (num.) | 104 | 15 | 119 | 128 | 17 | 145 | ||
| Indice di frequenza infortuni (IR) | 2,8 | 2,1 | 2,7 | 2,9 | 2,0 | 2,7 | ||
| Dipendenti | Indice di malattie professionali (ODR) | 0,1 | 0,3 | 0,1 | ‐ | ‐ | ‐ | |
| Giorni persi medi (LDR) | 61,8 | 34,8 | 57,1 | 59,7 | 40,5 | 56,5 | ||
| Infortuni mortali (num.) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
20 Al momento della redazione della presente DNF il 16% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono al 32% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro (di cui alcuni certificati ai sensi della 18001) .
21 Es.: procedura aziendale di verifica degli adempimenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro
22 Injury rate (IR) = num. infortuni / num. ore lavorate * 200.000
Occupational disease rate (ODR) = num. malattie professionali / num. ore lavorate * 200.000
Lost day rate (LDR) = num. giornate perse per infortunio e malattia professionale / num. ore lavorabili * 200.000, dove le giornate perse rappresentano i giorni di calendario persi a partire dal giorno seguente l'infortunio
A livello di area geografica i valori di cui sopra sono così dettagliati:
| 2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Salute e sicurezza Dettaglio per area geografica |
Consolidato | Italia | Resto d'Europa |
Nord America |
Far east e Oceania |
Resto del Mondo |
|
| Infortuni occorsi (num.) | 145 | 100 | 19 | 9 | 2 | 15 | |
| Indice di frequenza infortuni (IR) | 2,7 | 4,3 | 2,0 | 1,1 | 0,6 | 1,8 | |
| Dipendenti | Indice di malattie professionali (ODR) | 0,0 | ‐ | 0,1 | ‐ | ‐ | ‐ |
| Giorni persi medi (LDR) | 56,5 | 92,2 | 22,0 | 30,5 | 39,3 | 30,1 | |
| Infortuni mortali (num.) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
Si fornisco inoltre i dati e l'indice di frequenza infortuni per i lavoratori interinali; in questo caso, il numero complessivo di infortuni nel 2017 è stato pari a 6.
| Salute e sicurezza Dettaglio per area geografica |
2017 | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Consolidato | Italia | Resto | Nord | Far east e | Resto del | ||||
| d'Europa | America | Oceania | Mondo | ||||||
| Infortuni occorsi (num.) | 6 | 5 | ‐ | 1 | ‐ | ‐ | |||
| Lavoratori interinali | Indice di frequenza infortuni (IR) | 0,7 | 2,3 | ‐ | 3,5 | ‐ | ‐ | ||
| Indice di malattie professionali (O | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |||
| Giorni persi medi (LDR) | 10,8 | 42,2 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |||
| Infortuni mortali (num.) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
Il tasso di assenteismo23 relativo ai dipendenti nel 2017 si è attestato al 3%.
| Tasso di assenteismo per i dipendenti (AR) |
2016 | 2017 |
|---|---|---|
| Uomo Donna |
3,1% 3,4% |
2,9% 3,4% |
| Totale | 3,2% | 3,0% |
Impiego
[102‐8, 405‐1_b] Il numero di dipendenti del Gruppo Interpump è in continuo aumento negli anni ed è più che raddoppiato nell'ultimo decennio (si veda la Relazione sulla Gestione 2017 per maggiori dettagli). Al 31 dicembre 2017 l'organico è composto da 5.912 unità, in crescita del 15% rispetto all'anno precedente.
23 Absentee rate (AR), espresso in percentuale: numero di giorni di assenteismo (giorni persi per malattia + assenza ingiustificata) / numero di giorni lavorabili
L'incremento registrato nel corso dell'anno è dovuto principalmente alla variazione del perimetro di rendicontazione; infatti l'incremento al netto di tale variazione è stato pari al 5%. Anche per via della percezione sociale dell'industria metalmeccanica, buona parte dei dipendenti sono uomini (83% nel 2017). Analizzando i dati del personale per area geografica si rileva che l'Italia pesa, da sola, circa il 50%.
La suddivisione del personale per età mostra una rappresentanza maggioritaria (58%) della fascia da 30 a 50 anni; il 25% è costituito da risorse con più di 50 anni mentre la parte restante (17%, pari a 988 unità) è rappresentata da giovani under 30.
| Dipendenti | 2016 | 2017 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| < 30 | 30 ‐ 50 | > 50 | Totale | < 30 | 30 ‐ 50 | > 50 | Totale | ||
| Categoria | Operai | 625 | 1.903 | 780 | 3.308 | 697 | 2.084 | 899 | 3.680 |
| Impiegati e quadri | 236 | 1.029 | 437 | 1.702 | 291 | 1.287 | 524 | 2.102 | |
| Dirigenti | ‐ | 56 | 64 | 120 | ‐ | 59 | 71 | 130 | |
| Totale | 861 | 2.988 | 1.281 | 5.130 | 988 | 3.430 | 1.494 | 5.912 |
Per quanto riguarda la composizione per categoria del personale, i dati mostrano trend costanti sul biennio 2016‐2017; in particolare, il 62% è costituito da operai, il 36% da impiegati e quadri mentre la quota restante è rappresentatati dai dirigenti.
| Dipendenti | 2016 | 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Uomo | Donna | Totale | Uomo | Donna | Totale | |||
| Operai | 2.915 | 393 | 3.308 | 3.293 | 387 | 3.680 | ||
| Categoria | Impiegati e quadri | 1.206 | 496 | 1.702 | 1.492 | 610 | 2.102 | |
| Dirigenti | 106 | 14 | 120 | 119 | 11 | 130 | ||
| Totale | 4.227 | 903 | 5.130 | 4.904 | 1.008 | 5.912 |
I dirigenti sono pressoché ugualmente distribuiti nelle fasce 30‐50 e over 50 mentre la categoria degli operai e quella di impiegati e quadri sono rappresentate, in ordine, dalla fascia d'età intermedia (rispettivamente per il 57% e il 61%), da over 50 (rispettivamente per il 24% e il 25%) e da under 30 (rispettivamente per il 19% e il 14%).
Suddivisione dei dipendenti per età e categoria professionale
I dipendenti hanno per lo più un contratto a tempo indeterminato (94%) e a tempo pieno (97%); la quota parte di contratti part‐time (pari complessivamente a 196 casi nel 2017) è concessa in massima parte alle donne (79%).
| Dipendenti | 2016 | 2017 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Uomo | Donna | Totale | Uomo | Donna | Totale | |||
| contratto Tipo di |
Full‐time | 4.199 | 749 | 4.948 | 4.863 | 853 | 5.716 | |
| Part‐time | 28 | 154 | 182 | 41 | 155 | 196 | ||
| Totale | 4.227 | 903 | 5.130 | 4.904 | 1.008 | 5.912 |
La forza lavoro del Gruppo Interpump è costituita oltre che da dipendenti (87%) anche da lavoratori interinali, nel 2017 pari a 854 unità.
Di questi lavoratori, il 96% sono operai e in massima parte uomini (92%). I lavoratori interinali sono per il 61% under 30 e per il 36% nella fascia di età compresa tra i 30 e 50 anni.
[401‐1] Si evidenzia come premessa che il numero delle assunzioni e cessazioni è fortemente influenzato dal turnover dei dipendenti a tempo determinato.
Il numero complessivo di assunzioni nel 2017 è stato pari a 897, +32% rispetto al 2016, il cui incremento è dovuto principalmente ai seguenti fattori:
- ‐ incremento del volume di produzione registrato nell'anno in corso e maggior utilizzo di manodopera con contratto a tempo determinato;
- ‐ avviamento del nuovo reparto di raccordi presso lo stabilimento rumeno della controllata IMM Hydro Est che ha visto l'assunzione di 130 nuovi dipendenti;
- ‐ variazione del perimetro di rendicontazione.
| Assunzioni | 2016 | 2017 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero | Tasso | Tasso | ||||
| Genere | Uomini | 611 | 14% | 793 | 16% | |
| Donne | 71 | 8% | 104 | 10% | ||
| Totale | 682 | 13% | 897 | 15% | ||
| < 30 |
348 | 40% | 436 | 44% | ||
| Età | 30 ‐ 50 | 270 | 9% | 372 | 11% | |
| > 50 |
64 | 5% | 89 | 6% | ||
| Totale | 682 | 13% | 897 | 15% |
Nel 2017 le cessazioni invece sono state pari a 648 in aumento rispetto al 2016 del 22% (+12% al netto della variazione del perimetro di rendicontazione).
| Cessazioni | 2016 | 2017 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Numero | Tasso | Numero | Tasso | ||
| Uomini | 471 | 11% | 546 | 11% | |
| Genere | Donne | 61 | 7% | 102 | 10% |
| Totale | 532 | 10% | 648 | 11% | |
| < 30 | 224 | 26% | 247 | 25% | |
| Età | 30 ‐ 50 | 216 | 7% | 302 | 9% |
| > 50 | 92 | 7% | 99 | 7% | |
| Totale | 532 | 10% | 648 | 11% |
Di seguito si riportano i dettagli relativi alle assunzioni e cessazioni per il periodo di rendicontazione e ai conseguenti tassi di turnover in entrata e in uscita24; sono inoltre indicati i numeri relativi alle assunzioni e cessazioni del 2017 per area geografica.
Il Gruppo Interpump ritiene di aver impostato un dialogo con le parti sociali trasparente e tempestivo, e comunque conforme alle normative e alle leggi dei diversi paesi in cui le società operano.
Sviluppo e valorizzazione della forza lavoro
[404‐1] Un aspetto rilevante della gestione del personale è l'attenzione alle proprie risorse, che può concretizzarsi in molteplici forme; tra queste, una delle principali attività è la formazione dei dipendenti.
Nel 2017 sono state erogate complessivamente più di 58.000 ore di formazione, in aumento rispetto al 2016 del 9%; il trend di crescita sul biennio di rendicontazione è dovuto sia ad un maggior numero di persone che hanno partecipato ai corsi, +4% al netto della variazione del perimetro di rendicontazione, sia ad un maggiore focus del Gruppo sul tema. Le ore di formazione pro‐capite nel 2017 è risultata pari al 10, in linea con quanto erogato nel 2016.
Gli ambiti principali del training in Interpump sono la salute e sicurezza sul lavoro e la formazione tecnica.
24 Tasso di turnover in entrata calcolato come di seguito: (numero di assunzioni/ totale dei dipendenti) x 100; Tasso di turnover in uscita calcolato come: (numero di cessazioni/ totale dei dipendenti) x 100
Di seguito si riportano i dettagli relativi alle ore di formazione pro‐capite erogate nel periodo di rendicontazione.
| Ore | di formazione |
2016 | 2017 | |
|---|---|---|---|---|
| pro‐capite | Numero | Numero | ||
| Genere | Uomini | 10,6 | 9,4 | |
| Donne | 9,9 | 12,8 | ||
| Totale | 10,5 | 10,0 | ||
| Operai | 8,1 | 7,8 | ||
| Categoria | Impiegati e quadri |
14,7 | 13,5 | |
| Dirigenti | 14,0 | 13,5 | ||
| Totale | 10,5 | 10,0 |
[405‐1_a] Con riferimento alla diversity degli organi di amministrazione si fornisce l'informativa inerente la suddivisione dei componenti dei CdA del Gruppo, per genere e per età. In particolare, nel 2017, su un totale di 214 soggetti (alcuni dei quali presenti in più organi di amministrazione), il 93% è rappresentato da uomini (‐3% rispetto al 2016); con riferimento all'età si rileva che il 53% è over 50 mentre la quota parte restante è ricompresa nella fascia d'età tra i 30 e i 50 anni.
[406‐1] A livello di Gruppo Interpump, nel 2017 non sono stati segnalati episodi di discriminazione, a fronte di due episodi nel 2016, che hanno riguardato due casi di "racial harassment", oggetto della necessaria investigazione al termine della quale la società ha proceduto alla consegna della "Zero tolerance for harassment Policy" e in uno dei due casi ha proceduto anche ad un richiamo verbale.
8) Ambito attinente al rispetto dei diritti umani
Temi rilevanti
Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), non sono emersi temi specifici, rilevanti per IPG, attinenti al rispetto dei diritti umani. Ciò nonostante, essendo uno dei 5 ambiti esplicitamente indicati dal legislatore italiano, si fornisce di seguito una sintetica informativa in merito.
Rischi
I principali rischi identificati con riferimento al rispetto dei diritti umani, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:
- rischi operativi, legati ad una carente gestione di eventuali criticità in materia di abuso dei diritti umani, reali o presunti.
- rischi legali e di compliance, in caso di gestione di eventuali cause legate al rispetto dei diritti umani quali, ad esempio, in caso di eventuali violazioni (reali o presunte) dei diritti umani universalmente riconosciuti, siano essi legati alla forza lavoro diretta o indiretta (catena di fornitura) o alle comunità locali in cui il Gruppo opera, specialmente in zone geografiche dove il rischio è maggiore. Il mancato rispetto dei diritti umani potrebbe concretizzarsi, a titolo esemplificativo, in lavoro minorile, lavoro forzato, impatto fortemente negativo sulle comunità locali.
Politiche
Il Gruppo Interpump, come indicato nel Codice Etico, assicura pari opportunità di impiego nella selezione del personale (evitando discriminazioni riguardo alla razza, colore, sesso, religione, nazionalità, età), si impegna a tutelare l'integrità morale dei collaboratori garantendo il diritto a condizioni di lavoro rispettose della dignità della persona e non tollera alcuna forma di lavoro irregolare; inoltre, assicura il rispetto delle pari opportunità anche nella gestione del rapporto di lavoro e nel mantenimento di luoghi di lavoro privi di discriminazioni.
Modello
Si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016.
Indicatori di performance
[412‐3] I contratti con i fornitori seguono iter approvativi diversi in base alla significatività del contratto stesso e tanto più il contratto è rilevante tanto più è soggetto ad una stringente gerarchia di controlli e passaggi approvativi. A livello di Gruppo Interpump, nel 2017 e 2016 sono stati stipulati rispettivamente 13 e 24 contratti significativi25. Di tali contratti uno stipulato nel 2016 comprende precise clausole sul rispetto dei diritti umani.
25 Vengono considerati significativi, ai fini della presente reportistica, gli ordini di acquisto o contratti di valore complessivo superiore a euro 500.000 (per singolo ordine o contratto).
9) Ambito attinente alla lotta contro la corruzione (attiva e passiva)
Temi rilevanti
Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), il tema della lotta contro la corruzione risulta essere rilevante per IPG, non per la numerosità dei casi accertati, quanto per l'attualità del tema.
Rischi
Nell'ambito della lotta alla corruzione, i principali rischi che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale di medio‐lungo periodo sono legati alla commissione di atti corruttivi da/verso la Pubblica Amministrazione e da/verso i privati.
In particolare, tali rischi possono essere riconducibili a:
- rischi operativi
- rischi di compliance e conseguente esposizione dell'organizzazione a sanzioni penali nei Paesi in cui è presente una normativa di contrasto della corruzione.
I rischi legati alla corruzione possono lambire molteplici processi aziendali, dalla selezione delle controparti contrattuali alla gestione di omaggi, donazioni e spese di rappresentanza, dalla selezione del personale alla mancata trasparenza nella rendicontazione aziendale alla gestione dei flussi finanziari, ecc.
Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Risk Assessment descritto nel paragrafo "Informative qualitative trasversali" supporta il monitoraggio dei rischi di commissione di atti corruttivi.
Politiche
L'Anti Corruption Program ("ACP") definito all'interno del Codice Etico dichiara la posizione di IPG26 rispetto alla lotta contro la corruzione e definisce gli aspetti su cui focalizzare l'attenzione per prevenire episodi di non compliance in tale ambito.
Inoltre, Interpump è ferma nella condanna di qualsiasi forma di corruzione pubblica e/o privata richiedendo a ciascuna Società del Gruppo di porre in essere tutte le necessarie azioni che abbiano come fine quello di prevenire la commissione di reati di corruzione in ogni sua forma.
Il Gruppo vieta qualsiasi comportamento, da chiunque posto in essere, consistente nel promettere od offrire direttamente od indirettamente denaro od altre utilità a soggetti privati, Pubblici Ufficiali e/o Incaricati di Pubblico Servizio locali o esteri, da cui possa conseguire per Interpump un indebito o illecito interesse o vantaggio. I suddetti comportamenti non sono consentiti né se tenuti direttamente dalla Società, dai suoi organi o dipendenti, né se realizzati per il tramite di persone che agiscono per conto di Interpump e/o di ciascuna Società del Gruppo.
Modello
Come indicato nell'Anti Corruption Program, il top management di IPG S.p.A. nonché quello delle altre Società del Gruppo diffondono capillarmente all'interno dell'organizzazione una cultura anticorruzione incentivando sia le buone prassi sia le segnalazioni di eventuali casi di non compliance all'ACP.
26 Nel MOG 231 di IPG S.p.A. è riportato che "Il Gruppo Interpump è fermo nella condanna di qualsiasi forma di corruzione pubblica o privata. La corruzione costituisce, per tutte le società del Gruppo Interpump, un fenomeno da combattere e reprimere con costanza e tenacia e, a tal fine, è richiesto a ciascuna Società del Gruppo di porre in essere tutte le necessarie azioni che abbiano il fine di prevenire la commissione di reati di corruzione in ogni sua forma."
Interpump Group S.p.A. e le altre società del Gruppo, al fine di mitigare il rischio che si verifichino casi di non compliance all'ACP, sono chiamate ad effettuare le opportune valutazioni su ciascuna controparte contrattuale, ad adottare programmi di comunicazione e formazione ad hoc e verificare periodicamente l'eventuale necessità di aggiornamento del sistema implementato per prevenire il verificarsi di atti corruttivi.
Nell'Anti Corruption Program sono infine esplicitati i principi generali di comportamento che devono essere rispettati sia dagli esponenti aziendali sia dai collaboratori esterni.
La gestione operativa nonché l'identificazione e implementazione delle azioni necessarie per prevenire la commissione di reati di corruzione in ogni sua forma è demandata alle singole Aziende del Gruppo.
Indicatori di performance
[205‐3] A livello di Gruppo Interpump nel biennio di rendicontazione non sono stati segnalati casi accertati di corruzione [415‐1] né casi di contributi politici versati.