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Interpump Group Annual Report 2025

Apr 2, 2026

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Annual Report

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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025 (*)

(*) Il presente documento costituisce copia, in formato PDF, della Relazione Finanziaria Annuale di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2025 e non costituisce il documento in formato ESEF richiesto dai Technical Standard ESEF di cui al Regolamento Delegato (UE) 2019/815 (c.d. "Regolamento ESEF"), modificato dal Regolamento (UE) 2025/19.

INTERPUMP GROUP
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Relazione Finanziaria Annuale 2025
4


Indice
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INDICE

COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI

9

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

11

  1. PROFILO DEL GRUPPO INTERPUMP
    13
  2. FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NELL'ESERCIZIO
    20
  3. ANDAMENTO E RISULTATI DEL GRUPPO
    24
  4. FATTORI DI RISCHIO
    34
  5. ALTRE INFORMAZIONI
    38
  6. FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
    56

REPORTING DI SOSTENIBILITÀ - CSRD
59

ESRS 2 – INFORMAZIONI GENERALI
61

  • Criteri per la redazione
    61
  • Governance
    68
  • Strategia
    75
  • Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità
    95

INFORMAZIONI AMBIENTALI
107

  • ESRS E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI
    118
  • ESRS E2 - INQUINAMENTO
    135
  • ESRS E3 - ACQUE E RISORSE MARINE
    138
  • ESRS E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE
    145

INFORMAZIONI SOCIALI
153

  • ESRS S1 - FORZA LAVORO PROPRIA
    153
  • ESRS S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
    174
  • ESRS S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI
    180

INFORMAZIONI SULLA GOVERNANCE
186

  • ESRS G1 – CONDOTTA DELLE IMPRESE
    186

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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B. BILANCIO CONSOLIDATO

195

  1. PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI
    196

  2. NOTE ILLUSTRATIVE
    203

2.rmazioni generali
203
2.2 Area di consolidamento
203
2.3 Principi contabili adottati
209
2.4 Informazioni settoriali
227
2.5 Aggregazioni aziendali (Business combination)
233
2.6 Commenti alle principali voci di stato patrimoniale
246
2.7 Commenti alle principali voci di conto economico
274
2.8 Utile per azione
281
2.9 Informazioni sui rischi
282
2.10 Commenti al rendiconto finanziario
289
2.11 Impegni
289
2.12 Operazioni con parti correlate
290
2.13 Eventi successivi alla chiusura dell'esercizio
292

Allegato 1: Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni
293

Allegato 2: Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell'art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni
294

Relazione del Collegio Sindacale
295

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato
311

Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità
320


Indice

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C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO 327

RELAZIONE SULLA GESTIONE 329

  1. FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NELL'ESERCIZIO 331
  2. ANDAMENTO E RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO 334
  3. FATTORI DI RISCHIO 340
  4. ALTRE INFORMAZIONI 343
  5. FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE 348
  6. PROPOSTA ALL'ASSEMBLEA 348

PROGETTO DI BILANCIO DI ESERCIZIO DELLA CAPOGRUPPO 350

  1. PROSPETTI CONTABILI 351

SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA 351
CONTO ECONOMICO 353
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 354
RENDICONTO FINANZIARIO 355
PROSPETTO DEI MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO 357

  1. NOTE ILLUSTRATIVE 358

2.rmazioni generali 358
2.2 Principi contabili adottati 358
2.3 Commenti alle principali voci di stato patrimoniale 371
2.4 Commenti alle principali voci di conto economico 396
2.5 Utile per azione 399
2.6 Informazioni sui rischi 400
2.7 Commenti al rendiconto finanziario 405
2.8 Impegni 405
2.9 Operazioni con parti correlate 406
2.10 Eventi successivi alla chiusura dell'esercizio 406
2.11 Proposta all'Assemblea 406

Allegato 1: Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni 407

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio di Interpump Group S.p.A. 408


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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025


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COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI

Consiglio di Amministrazione Fulvio Montipò Presidente esecutivo
Giovanni Tamburi (b) Vicepresidente
Fabio Marasi (d) Amministratore Delegato
Antonia Di Bella (a) (c) Consigliere indipendente
Nicolò Dubini (a) (c) Consigliere indipendente
Marcello Margotto (b) Consigliere indipendente
Lead Independent Director
Federica Menichetti (a) (b) (c) Consigliere indipendente
Roberta Pierantoni Consigliere indipendente
Rita Rolli (d) Consigliere indipendente
Anna Chiara Svelto (d) Consigliere indipendente
Collegio Sindacale Anna Maria Allievi Presidente
Mario Tagliaferri Sindaco effettivo
Mirco Zucca Sindaco effettivo
Società di Revisione Pricewaterhousecoopers S.p.A.

(a) Membro del Comitato Controllo e Rischi
(b) Membro del Comitato per la Remunerazione e del Comitato Nomine
(c) Membro del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate
(d) Membro del Comitato Sostenibilità


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BAT

A.

RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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1. PROFILO DEL GRUPPO INTERPUMP

Interpump Group S.p.A., società di diritto italiano, domiciliata in Sant'Ilario d'Enza (RE), è il principale produttore mondiale di pompe ad alta e altissima pressione; fondata nel 1977 grazie all'ingegno e all'imprenditorialità di Fulvio Montipò, è oggi quotata alla Borsa di Milano nel segmento Euronext Star Milan.

Attraverso una serie significativa di acquisizioni, l'azienda ha ampliato la sua presenza nel settore dell'oleodinamica, consolidandosi come uno dei principali gruppi attivi sui mercati globali; nel corso degli anni il Gruppo Interpump ha infatti incrementato il proprio portafoglio prodotti, che vanta numerose soluzioni per andare incontro alle richieste di mercato. Ad oggi i prodotti ideati e sviluppati dalle società del Gruppo offrono una molteplicità di applicazioni, in ambiti diversi tra loro, riconducibili ai settori dell'Acqua e dell'Olio.

Il settore Acqua include le aziende attive nel core business storico del Gruppo Interpump, ovvero la produzione e commercializzazione di pompe a pistoni per acqua con potenza da 1 a 2.000 CV (da 0,7 a 1.500 kW), e i relativi componenti e accessori. Dal 2017, il settore Acqua comprende anche società attive nella produzione di pompe speciali, mixer, agitatori, sistemi di pulizia, valvole e serbatoi per l'industria alimentare, chimica, cosmetica e farmaceutica.

Il settore Olio, sviluppato a partire dal 1997, comprende società attive nella produzione e commercializzazione di una gamma di componenti oleodinamici in continua espansione: dalle prese di forza ai cilindri, dalle valvole e distributori ai tubi e raccordi, ai riduttori di potenza, dai motori orbitali ai sistemi di steering.

Il Gruppo ad oggi detiene società controllate, produttive e commerciali, in 36 Paesi, in Europa e nel resto del mondo.

13


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Struttura di Gruppo

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Interpump Group SpA

Settore Acqua

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  • Inoxihp Srl (52,72%)
  • H.S. Srl*
  • Servizi Industriali Srl (90%)
  • Pioli Srl
  • Nuova S.M. Srl
  • Sit SpA (88%)
  • I.MEC. Srl (70%)
  • Alfa Valvole Srl
  • Alfa OBL America Inc. (85%)
  • NLB Corporation Inc.
  • GP Companies Inc.
  • GP Companies (China) Inc.
  • Hammelmann GmbH
  • Hammelmann Corporation Inc.
  • Hammelmann Australia Pty Ltd
  • Hammelmann Pumps Systems Co. Ltd (90%)
  • Hammelmann S.L.
  • Hammelmann France SARL
  • Hammelmann Swiss GmbH
  • Hammelmann Enclústrí Pompalari A.S
  • Hammelmann Vostok (99,9%)
  • (0,1% restante detenute da Interpump Hydraulics RVS)
  • GS-Hydro HK Ltd.*
  • GS-Hydro Piping System (Shanghai) Co. Ltd.*

  • Inoxpa S.A.U.

  • Inoxpa India Private
  • Inoxpa France SAS
  • Improved Solutions Portugal Unipessoal Lda
  • Inoxpa (UK) Ltd
  • Inoxpa Solutions Moldova (66,67%)
  • Inoxpa Colombia SAS
  • Inoxpa Italia Srl
  • Inoxpa Skandinavien A/S
  • Inoxpa South Africa Proprietary Ltd
  • Inoxpa Special Processing Equipment Co. Ltd
  • Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd (60%)
  • Shanghai PuPeng Flow Technology Co. Ltd (60%)
  • Inoxpa Ukraine
  • Inoxpa USA Inc.
  • LTD Inoxpa (70%)
  • Inoxpa México (99%)
  • (1% restante detenute da Inoxpa Italia S.r.l.)

  • Waikato Milking Systems Limited

  • WMS GP Limited
  • Waikato Milking System UK Ltd
  • Waikato Milking System Ireland Ltd
  • Hi-Tech Enviro Solution Ltd
  • Waikato Milking System LP
  • Waikato Milking System Lease Ltd
  • Waikato Milking System USA LLC

Società appartenenti al settore Oko

Non consolidata integralmente

Società inattiva, «dormant» e/o in liquidazione

ai 31/12/2025

Partecipazioni al 100% se non altrimenti specificato


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Struttura di Gruppo

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Interpump Group SpA

Settore Olio

Interpump Hydraulics SpA

  • Oleocinamica Panni Srl
  • Hydrowen Srl
  • Hydrocar Chile S.A. (90%)
  • Wuxi Interpump Weifu Hydr. Company Ltd (65%)
  • Interpump Hydraulics India Ltd
  • Interpump Hydraulics Middle East FZE
  • Interpump Hydraulics France Sarl
  • Interpump South Africa Pty Ltd
  • Interpump Hydraulics RUS
  • Interpump Hydraulics Peru Sac (90%)
  • Eurofluid Hydraulics S.r.l. (80%)
  • F.A.R.M.A. SRL
  • F.A.R.M.A. USA Inc.
  • Interpump Hydraulics Brasil Ltd
  • Hidrower Equipamentos Hidraulicos Ltda (59%)
  • Tutto Hidraulicos Ltda
  • Contarini Leopoldo Srl
  • Unicró Contarini Sas
  • Copa Hydrosistem Ood
  • Interpump Hydraulics (UK) Ltd
  • Mega Pacific Pty Ltd
  • Mega Pacific NZ Pty Ltd
  • IMM Hydraulics Ltd
  • Bristol Hose Ltd
  • Albulbe Engineering Ltd
  • Muncie Inc.
  • Hydra Dyne Technology Inc. (75%)
  • (14.30% restante detenuto da Interpump Group SpA)
  • GS-Hydro U.S. Inc.
  • I.M.M Hydraulics SpA
  • IFS Germany GmbH
  • FGA Srl
  • IMM Hydro Est
  • IFS France Sarl
  • Tekno Tubi Srl
  • Padisan Srl (65%)
  • Padisan Chile Ltda
  • Padisan Deutschland (70%)
  • Padisan Swiss SA
  • Tubiflex Spa
  • IPG Mouldtech India PVT LTD (85%)

Transtecno Srl

  • Transtecno BV (51%)
  • Transtecno Aandrijftechniek BV (51%)
  • Transtecno Iberica (70%)
  • MA Transtecno SAPI de C.V. (70%)
  • Hangzhou Interpump Power Transmissions

Walvoil SpA (65%)

(25% restante detenuto da Interpump Hydraulics SpA)

  • Walvoil Fluid Power Corporation
  • Walvoil Fluid Power Korea Ltd
  • Walvoil Fluid Power (India) Pvt. Ltd (55.57%)
    (0.03% restante detenuto da Interpump Hydraulics India Ltd)

  • Walvoil Fluid Power France Sarl

  • Walvoil Fluid Power Australasia
  • Walvoil Canada Inc.
  • Walvoil Fluid Power (Dongguan) Co. Ltd
  • Walvoil Fluid Power Mexico S.A. de C.V.

White Drive Motors and Steering Sp. ZOO

White Drive Motors and Steering LLC

White Drive Motors and Steering GmbH

Interpump Piping GS Srl

  • GS-Hydro AB
  • GS-Hydro Denmark AS
  • GS-Hydro UK Ltd
  • GS-Hydro System GmbH
  • GS-Hydro System Sp ZOO
  • GS-Hydro Austria GmbH
  • GS-Hydro S.A.U.
  • Suministros Franquesa S.A.
  • GS-Hydro Benelux B.V.
  • GS-Hydro Korea Ltd.
  • GS-Hydro Singapore Pte Ltd.
  • GS-Hydro do Brasil S.H. Ltda

Reggiana Riduttori Srl

  • Borghi Assail Srl (70%)
  • RR Pacific PTY Ltd.
  • RR Slovakia A.S.
  • RR USA Inc.
  • RR Canada Inc.
  • RR Holland BV
  • RR France Sarl (55%)
  • Interpump Antriebstechnik GmbH

Non consolidata integralmente

Società inattiva, e domande e/o in liquidazione

al 31/12/2025

Partecipazioni al 100% se non altrimenti specificato


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Paesi in cui è presente il Gruppo Interpump - Focus Europa

Irlanda
● Waikato

Regno Unito
● Interpump Hydraulics
● GS Hydro
● Inoxpa
● Waikato

Spagna
● Inoxpa
● GS Hydro
● Hammelmann
● Transtecno

Portogallo
● Inoxpa

Danimarca
● GS Hydro
● Inoxpa

Olanda
● GS Hydro
● Reggiana Riduttori
● Transtecno

Germania
● Hammelmann
● Padoan
● IMM
● Reggiana Riduttori
● White Drive

Svizzera
● Padoan
● Hammelmann

Francia
● Contarini
● Hammelmann
● IMM
● Inoxpa
● Interpump Hydraulics
● Reggiana Riduttori
● Walvoil

Italia
● Alfa Valvole
● Borghi Assali
● Contarini
● Eurofluid Hydraulic
● F.A.R.M.A.
● FGA
● Hydroven
● H.S.
● I.Mec
● IMM
● Inoxhip
● Interpump Group
● Interpump Hydraulics
● Nuova SM
● Panni
● Padoan
● Pioli
● Reggiana Riduttori
● Servizi Industriali
● SIT
● Tekno Tubi
● Transtecno
● Tubiflex
● Walvoil
● Inoxpa

Svezia
● GS Hydro

Austria
● GS Hydro

Polonia
● White Drive
● GS Hydro

Slovacchia
● Reggiana Riduttori

Ucraina
● Inoxpa

Moldavia
● Inoxpa

Romania
● IMM

Bulgaria
● Contarini

Turchia
● Hammelmann


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Paesi in cui è presente il Gruppo Interpump

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Canada
- Hydra Dyne Tech
- Reggiana Riduttori
- Walvoil

Stati Uniti
- General Pump
- Inoxpa
- Muncie Power
- NLB
- White Drive
- Alfa Valvole
- F.A.R.M.A.
- GS Hydro
- Hammelmann
- Inoxpa
- Reggiana Riduttori
- Waikato
- Walvoil

Messico
- Inoxpa
- Transtecno
- Walvoil

Colombia
- Inoxpa

Brasile
- Hidrover Equip Hidraulicos
- Interpump Hydraulics
- Tutto Hidraulicos
- GS Hydro

Cile
- Interpump Hydraulics

Perù
- Interpump Hydraulics

Russia
- Hammelmann
- Inoxpa
- Interpump Hydraulics

Sud Africa
- Inoxpa
- Interpump Hydraulics

India
- Inoxpa
- Interpump Hydraulics
- Walvoil

Cina
- Interpump Hydraulics
- Transtecno
- Walvoil
- General Pump
- GS Hydro
- Hammelmann
- Inoxpa

Corea del Sud
- Walvoil
- GS Hydro

Honk Kong
- GS Hydro

Singapore
- GS Hydro

Australia
- Hammelmann
- Mega Pacific
- Reggiana Riduttori
- Walvoil

Nuova Zelanda
- Waikato
- Mega Pacific


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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SINTESI DEI RISULTATI DEL GRUPPO INTERPUMP

€/000 31/12/2025 31/12/2024 31/12/2023 31/12/2022 31/12/2021
Ricavi consolidati 2.070.684 2.078.399 2.240.039 2.077.964 1.604.255
Ricavi esteri 84% 85% 84% 84% 83%
EBITDA 461.964 456.622 536.725 492.337 379.757
EBITDA % 22,3% 22,0% 24,0% 23,7% 23,7%
EBIT (Utile operativo) 336.564 337.814 428.819 384.004 295.048
EBIT % 16,3% 16,3% 19,1% 18,5% 18,4%
Utile netto consolidato 209.709 228.470 277.516 269.749 198.519
Free Cash flow 220.404 205.088 147.892 51.100 133.800
Indebitamento finanziario netto ¹ 376.115 476.115 567.661 604.596 572.718
Patrimonio netto consolidato 2.110.101 2.019.337 1.802.904 1.566.110 1.339.664
Indebitamento finanziario netto /EBITDA 0,81 1,04 1,06 1,23 1,51
Investimenti netti pagati (Capex) 98.752 135.250 164.948 129.479 106.726
Numero medio di dipendenti 9.463 9.310 9.325 8.721 8.433
ROE 9,9% 11,3% 15,4% 17,2% 14,8%
ROCE 13,5% 13,5% 18,1% 17,7% 15,4%
EPS - € 1,955 2,124 2,565 2,524 1,836
Dividendo per azione - € 0,350 0,330 0,320 0,300 0,280

I dividendi si riferiscono all'anno di formazione dell'utile distribuito.
Si rimanda alla Nota 3.1 della presente relazione per la definizione degli indicatori sopra esposti.

¹ Inclusivo del debito per acquisto partecipazioni.

18


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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€/000 31/12/2020 31/12/2019 31/12/2018 31/12/2017 31/12/2016
Ricavi consolidati 1.294.363 1.368.618 1.279.167 1.086.547 922.818
Ricavi esteri 85% 84% 83% 82% 83%
EBITDA 294.055 317.890 288.519 248.648 198.502
EBITDA % 22,7% 23,2% 22,60% 22,90% 21,50%
EBIT (Utile operativo) 207.659 247.214 236.549 198.912 153.533
EBIT % 16,0% 18,1% 18,50% 18,30% 16,60%
Utile netto consolidato 173.271 180.602 173.862 135.723 94.473
Free Cash flow 203.769 124.824 82.183 93.552 89.947
Indebitamento finanziario netto ² 332.186 425.100 331.866 323.808 300.024
Patrimonio netto consolidato 1.149.977 1.055.074 868.905 764.729 677.538
Indebitamento finanziario netto /EBITDA 1,13 1,17 1,15 1,3 1,51
Investimenti netti pagati (Capex) 61.395 73.654 68.185 47.812 36.527
Numero medio di dipendenti 7.415 6.921 6.472 5.750 5.016
ROE 15,1% 17,1% 20,0% 17,7% 13,9%
ROCE 14,0% 16,7% 19,7% 18,3% 15,7%
EPS - € 1,596 1,699 1,619 1,257 0,884
Dividendo per azione - € 0,260 0,250 0,220 0,210 0,200

² Inclusivo del debito per acquisto partecipazioni.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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2. FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NELL'ESERCIZIO

Nel corso del 2025 l'economia globale è stata gravata da una perdurante instabilità. Le tensioni geopolitiche, derivanti dai molteplici conflitti in corso, unitamente agli incrementi dei dazi commerciali, seppur in parte mitigati dagli accordi siglati nel corso degli ultimi mesi, stanno continuando a generare forte incertezza sulle prospettive di crescita. Le stime riviste del FMI indicano una crescita del PIL mondiale nel 2025 al 3,3%, 3,3% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, influenzata da un rallentamento nel commercio globale, dovuto principalmente alle barriere doganali, ma controbilanciata da crescenti investimenti nel settore tecnologico, principalmente legato all'IA.

Tali stime potranno risentire ulteriormente degli effetti diretti ed indiretti delle politiche commerciali in corso di evoluzione, pesando ancora sulle prospettive dell'economia globale nel medio termine.

L'inflazione risulta in calo nelle principali economie mondiali, ad eccezione degli Stati Uniti, a causa dei maggiori costi di importazione dovuti all'introduzione dei dazi. La stima a livello globale dell'inflazione è prevista in riduzione nel 2025 al 4,1%, portandosi al 3,8% nel 2026 (fonte: FMI).

Nel quarto trimestre 2025 le principali banche centrali hanno mantenuto i tassi invariati, stante la stabilizzazione dell'inflazione e le previsioni di crescita; fanno eccezione gli Stati Uniti, dove la Fed ha proceduto a tre tagli consecutivi dei tassi (25 punti base ciascuno) in settembre, ottobre e dicembre 2025, portandoli ad un intervallo compreso tra 3,50% e 3,75%, alla luce delle preoccupazioni sul rallentamento del mercato del lavoro e sul livello di inflazione.

Le aspettative per l'OCSE evidenziano per il 2026 un lieve indebolimento della crescita mondiale, sulla quale pesano i rischi al ribasso connessi con ulteriori tensioni commerciali e geopolitiche, ma con possibili correzioni sui mercati finanziari derivanti dai settori tecnologici.

Con riferimento alle principali economie, gli indicatori macroeconomici disponibili segnalano quanto segue:

  • L'economia dell'Area Euro ha dimostrato capacità di tenuta malgrado il difficile contesto internazionale. Il PIL in termini reali è aumentato dello 0,3% nel terzo trimestre del 2025, superando le relative proiezioni, dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da andamenti volatili, riconducibili principalmente agli effetti dell'anticipazione degli scambi in vista dell'aumento dei dazi statunitensi e alla conseguente incertezza. Nell'ultimo trimestre dell'anno, l'economia dell'Eurozona è cresciuta di un ulteriore 0,3% rispetto al trimestre precedente, in linea con il dato del terzo trimestre. La domanda interna dovrebbe rimanere la principale determinante della crescita nell'area, sostenuta dall'incremento dei salari reali e dell'occupazione, a fronte della tenuta dei mercati del lavoro, con tassi di disoccupazione ai minimi storici. E' prevista anche un incremento della domanda esterna in un contesto di minore incertezza riguardo alle politiche commerciali, nonostante il graduale manifestarsi degli effetti dell'aumento dei dazi. A livello di inflazione, nell'Area Euro quest'ultima dovrebbe mantenersi nell'intorno del 2,1%, per poi scendere all'1,9% nel 2026 e passare all'1,8% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. Secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, le stime di crescita del PIL sono state riviste al rialzo all'1,4% per il 2025, all'1,2% nel 2026 e all'1,4% nel 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028 (fonte: Banca Centrale Europea).

  • Negli Stati Uniti, dopo tre anni di robusta espansione, l'attività economica nel corso del 2025 ha segnato un calo (con una previsione di crescita al 2%). Le importazioni statunitensi ad inizio anno hanno avuto un forte aumento, trainate dall'anticipazione degli acquisti dall'estero in vista dell'atteso rialzo dei dazi (poi effettivamente applicati a partire dal 2 aprile). L'accelerazione del commercio internazionale che ne è derivata è stato tuttavia un fenomeno transitorio. A tale effetto si è aggiunto il rallentamento della crescita dell'occupazione e la trasmissione degli aumenti dei dazi ai prezzi. L'inflazione ha mostrato un andamento stabile a dicembre 2025, con un tasso di inflazione


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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annuale del 2,7%, rimanendo al di sopra degli obiettivi fissati al 2%. Visti i segnali di stagnazione del mercato del lavoro e la modesta entità del trasferimento degli aumenti dei dazi sui prezzi fino a oggi, la Federal Reserve ha proseguito nel 2025 l'allentamento della politica monetaria, tramite tre tagli consecutivi dei tassi, attestandosi a fine dicembre al 3,50% - 3,75%. Le ultime stime riportano un calo del PIL dal 2,8% registrato nel 2024 al 2,1% nel 2025, e al 2,4% nel 2026 (fonte: Banca d'Italia – OCSE – Fed).

  • In Cina, la crescita è rimasta sostanzialmente stabile nel corso del 2025, risentendo sia della debolezza della domanda interna che della crisi degli investimenti sia nel mercato immobiliare che nelle imprese industriali. Le autorità cinesi, per contrastare la debolezza della domanda interna, hanno introdotto nell'anno un programma di permute, che ha incluso le automobili e l'elettronica di consumo. Nel secondo trimestre le esportazioni si sono affievolite, specialmente nei confronti degli Stati Uniti; con questi ultimi è stata infatti avviata un'escalation commerciale sui dazi, poi sospesa fino a novembre 2026, quando Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo su molteplici tematiche commerciali, tra cui la riduzione dei dazi. Nonostante un minor contributo delle esportazioni statunitensi, l'aumento delle stesse verso Asia, America Latina ed Europa ha permesso una crescita economica annua nei primi 3 trimestri del 2025 al 5,2%, con previsione al 5,0% nel 2025, ed al 4,5% nel 2026. (fonte: ISTAT/OCSE/FMI).

Ad inizio luglio, ha destato forte preoccupazione un potenziale aumento al 30% dei dazi da parte del governo degli Stati Uniti nei confronti dell'Europa, a partire dal 1° agosto 2025. Il 2 aprile 2025 l'amministrazione statunitense aveva già annunciato un drastico aumento dei dazi verso quasi tutti gli altri Paesi, commisurato al loro avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti. Inoltre, il deprezzamento del dollaro sull'euro (che ha perso circa il 13% del suo valore contro l'euro da inizio 2025), agendo come un dazio implicito aggiuntivo, sta rendendo più complessa la situazione per gli esportatori europei. In data 27 luglio 2025 la Commissione Europea ha definito un accordo quadro con il governo americano, fissando così la tariffa base dei dazi al 15%, in sostituzione a quelli precedenti, ma risultando superiore di 13 punti all'aliquota effettiva in vigore alla fine del 2024. Da parte sua, l'Unione europea ha cancellato le misure ritorsive già approvate, impegnandosi a eliminare i dazi su beni intermedi provenienti dagli Stati Uniti, oltre a facilitare l'accesso di alcune esportazioni agricole statunitensi conformi agli standard dell'Unione e ad acquistare prodotti energetici americani per un valore complessivo di circa 750 miliardi di dollari entro il 2028. Sull'attuazione dell'accordo permane un certo margine di incertezza, legato sia alla necessità di approvazione da parte delle istituzioni europee, ad oggi non ancora avvenuta, sia al rischio di interpretazioni divergenti tra le parti.

Nel corso del 2025, l'inasprimento di tali politiche doganali ha comportato un incremento dei dazi che ha riguardato alcune categorie merceologiche commercializzate dal Gruppo. Si evidenzia tuttavia che la percentuale di fatturato del Gruppo verso l'area Nord America derivante da esportazioni risulta essere contenuta; infatti, il Gruppo dispone già di importanti unità produttive localizzate negli Stati Uniti, a sostegno della domanda locale, che non risultano impattate dalle politiche commerciali sopra esposte. Il Gruppo ha inoltre introdotto nel corso del 2025 alcune contromisure al fine di assorbire tali aumenti, continuando allo stesso tempo a valutare le evoluzioni derivanti da eventuali futuri nuovi accordi commerciali.

Nell'attuale scenario, che permane critico e caratterizzato da molteplici elementi perturbativi, il Gruppo Interpump, nel 2025, ha comunque ottenuto risultati sostanzialmente in linea rispetto a quelli raggiunti nello stesso periodo del 2024, che restano positivi sia per quanto riguarda i ricavi, la marginalità e la generazione di cassa.

Per il Gruppo Interpump, si conferma una limitata esposizione nei paesi coinvolti dal conflitto militare in Ucraina. Nel 2025 il Gruppo Interpump ha registrato ricavi per 21 milioni di euro verso clienti dei paesi Russia, Bielorussia ed Ucraina (17 milioni di euro nel 2024), e ha crediti aperti per 1,5 milioni di euro (2,7 milioni di euro nel 2024).

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Rispetto al 2024, nel corso del 2025 nel settore Acqua sono state registrate le seguenti variazioni di perimetro:

  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş.;
  • Con effetto dal 1° maggio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Alfa OBL America Inc.;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquisito Nuova S.M. S.r.l., società attiva nella lavorazione e finitura dei metalli, consolidata con il metodo del patrimonio netto a partire da giugno 2025;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha esercitato l'opzione di acquisto delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l, portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%;
  • Infine, con effetto dal 31 dicembre 2025, a seguito di una riorganizzazione societaria all'interno del Gruppo Waikato, la Waikato Milking Systems LP ha trasferito l'attività di business a Waikato Milking Systems Limited (in precedenza denominata "Waikato Holding Limited").

Per quanto riguarda il settore Olio, rispetto al 2024, nel corso del 2025 sono intervenute le seguenti variazioni di perimetro:

  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 North American Manufacturing Inc. è stata fusa in Muncie Inc.;
  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 Innovativ Gummi Tech Srl è stata fusa in I.M.M. Hydraulics Spa;
  • Con effetto dal 14 aprile 2025 Interpump Hydraulics Middle East FZE è stata messa in liquidazione;
  • Nel secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquistato ulteriori 0,23% delle quote di minoranza di Interpump Hydraulics France S.a.r.l. incrementando la percentuale di possesso al 100%;
  • Il 16 giugno 2025 Interpump Group annuncia di aver sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisizione, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.A. e con efficacia dal 1° luglio 2025, del 65% del capitale di Padoan S.r.l., società specializzata nel settore dei serbatoi per veicoli industriali e per macchinari. Fondata nel 1937 con sede a Olmi di S. Biagio di Callalta (TV) e oltre 50 dipendenti, la Società ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa € 15 milioni e un EBITDA margin superiore al 17%. Padoan è stata valutata circa 16 milioni di Euro per il 100% (Enterprise Value) e sono già stati definiti i meccanismi di "put&call" attraverso i quali Interpump Group potrà acquisire le rimanenti quote a partire da luglio 2030. L'ingresso del Gruppo nel settore dei serbatoi è datato 2011 con l'acquisizione di American Mobile Power, uno dei leader americani nella produzione e vendita dei serbatoi per impianti oleodinamici per il mercato dei veicoli industriali; con l'acquisto di Padoan il Gruppo costruisce in Europa una presenza altrettanto importante. La società è stata consolidata integralmente a partire dal 1° luglio 2025, contribuendo ai risultati consolidati per sei mesi;
  • In data 24 ottobre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquistato tramite la sua controllata Hidrover Ltda, l'intero capitale di Tutto Hidraulicos Ltda, società specializzata nel settore dei cilindri idraulici. Si stima che la società, fondata nel 2008 con sede a Caxias do Sul (Brasile), e con oltre 110 dipendenti, chiuderà il 2025 con un fatturato di circa € 12 milioni e un EBITDA margin nell'intorno del 24%. Tutto Hidraulicos è stata valutata in circa € 12 milioni. Il Gruppo Interpump è entrato nel settore dei cilindri nel 2008 con le acquisizioni di Contarini, Modenflex, Cover, Panni Oleodinamica e HS Penta, tutte operanti nel settore ma con specializzazioni diverse e quindi complementari fra loro. Nel 2019 l'acquisizione della canadese Hydra Dyne Tech ha rappresentato un ulteriore passo nel processo di internalizzazione al quale meno di un anno fa è seguita l'acquisizione della brasiliana Hidrover. La società è stata

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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consolidata integralmente a partire dal 1° novembre 2025, contribuendo ai risultati consolidati per due mesi;

  • In data 4 novembre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquisito, tramite la sua controllata Reggiana Riduttori S.r.l., il 70% del capitale di Borghi Assali S.r.l., società specializzata nella progettazione e produzione di assali sterzanti idraulici ed elettrici per veicoli industriali.

Fondata nel 1971 con sede a Bomporto (MO, Italia), la Società ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre € 12 milioni e un EBITDA margin di circa il 15%. Borghi Assali è stata valutata circa € 8 milioni (per il 100%) e sono già stati definiti i meccanismi di “put&call” attraverso i quali Interpump Group potrà acquisire le rimanenti quote a partire da ottobre 2030. Le attività di Borghi Assali sono un perfetto innesto nel settore dei riduttori di potenza: gli assali sono infatti prodotti complementari ai riduttori e ampliano la gamma di prodotto. La società è stata consolidata integralmente a partire dal 1° novembre 2025, contribuendo ai risultati consolidati per due mesi;

  • In data 18 dicembre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquisito, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.a., la totalità del capitale sociale di F.A.R.M.A. S.r.l., società specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per i serbatoi. Fondata nel 1975 con sede a Medicina (BO, Italia); si prevede che la Società chiuda il 2025 con un fatturato di quasi 15 milioni e un EBITDA margin del 25% circa. Farma è stata valutata circa 22 milioni di Euro per il 100%. L'attuale management assicurerà la continuità gestionale dell'azienda in linea con la filosofia del Gruppo. Le attività di Farma si integrano perfettamente con i prodotti di Interpump Hydraulics perché permettono di offrire ai propri clienti “kit idraulici” sempre più completi. La società è stata consolidata tenendo in considerazione i solo i saldi patrimoniali ai fini del presente bilancio, mentre gli effetti economici saranno inclusi a partire dal 1° gennaio 2026;

  • Infine, nel quarto trimestre 2025 si è conclusa la procedura di liquidazione della società RR India Pvt. Ltd.

Con riferimento all'acquisto di azioni proprie, si segnala che:

  • In data 9 aprile 2025 è stato concluso il programma di acquisto di azioni proprie, comunicato al mercato in data 24 marzo 2025 e precedentemente autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti del 26 aprile 2024, che prevedeva l'acquisto di complessive n. 250.000 azioni proprie ad un prezzo medio di 31,8391 € per un esborso complessivo di 8 milioni di euro.

  • In data 29 aprile 2025 l'Assemblea degli azionisti ha autorizzato l'acquisto di un numero massimo di azioni non superiore al 10% del capitale sociale del Gruppo. Nel quadro della predetta autorizzazione, in data 16 maggio 2025 è stato dato un mandato per l'acquisto di un 250.000 azioni da effettuarsi tra il 19 maggio e il 18 agosto 2025. L'acquisto in oggetto si è concluso entro il 30 giugno 2025, con l'acquisto ad un prezzo medio di 34,5371 € per un esborso complessivo di 8,6 milioni di euro.

Tali programmi hanno la duplice finalità di garantire l'attuazione di piani di incentivazione basati su azioni a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori chiave del Gruppo, nonché l'alienazione e/o permuta di azioni proprie nell'ambito di acquisizioni e/o accordi con partner strategici a sostegno dello sviluppo di Gruppo.

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3. ANDAMENTO E RISULTATI DEL GRUPPO

3.1 INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

Il Gruppo utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misure contabili nell'ambito dei principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea, per consentire una migliore valutazione dell'andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Tali indicatori rappresentano inoltre strumenti che facilitano gli amministratori nell'individuare tendenze operative e nel prendere decisioni circa investimenti, allocazione di risorse ed altre decisioni operative. Pertanto, il criterio di determinazione applicato dal Gruppo potrebbe non essere omogeneo con quello adottato da altri gruppi e quindi con esso comparabile. Tali indicatori alternativi di performance sono costituiti esclusivamente a partire da dati storici del Gruppo e determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli Indicatori Alternativi di performance emessi dall'ESMA/2015/1415 ed adottati da Consob con comunicazione n. 92543 del 3 dicembre 2015. Essi si riferiscono solo alla performance del periodo contabile oggetto del presente Resoconto Intermedio di Gestione e dei periodi posti a confronto e non alla performance attesa e non devono essere considerati sostitutivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea. Infine, essi risultano elaborati con continuità ed omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi per i quali sono incluse informazioni finanziarie nella presente Relazione Finanziaria Annuale.

Gli indicatori di performance utilizzati dal Gruppo sono definiti come segue:

  • Utile/(Perdita) ordinario prima degli oneri finanziari (EBIT): è rappresentato dalla somma dai Ricavi e dagli Altri ricavi operativi meno i costi operativi (Costo del venduto, Spese commerciali, amministrative e generali, ed Altri costi operativi);
  • Utile/(Perdita) prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti (EBITDA): è definito come l'EBIT più gli ammortamenti, le svalutazioni e gli accantonamenti;
  • Posizione finanziaria netta: è calcolata come somma dei Debiti finanziari e dei Debiti bancari meno Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • Indebitamento finanziario netto: è calcolato come somma della Posizione finanziaria netta e dei debiti per acquisto di partecipazioni;
  • Investimenti in capitale fisso (CAPEX): calcolato come somma tra investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali al netto dei disinvestimenti;
  • Free Cash Flow: rappresenta il flusso di cassa disponibile per il Gruppo ed è dato dalla differenza tra il flusso di cassa dalle attività operative e il flusso di cassa per investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali;
  • Capitale investito: calcolato come somma tra Patrimonio Netto e Posizione Finanziaria Netta, inclusi i Debiti per acquisto partecipazioni;
  • Rendimento del capitale investito (ROCE): EBIT su Capitale investito;
  • Rendimento del capitale proprio (ROE): Utile del periodo su Patrimonio Netto.

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

Il Gruppo presenta il conto economico per funzione (altrimenti detto “a costo del venduto”), forma ritenuta più rappresentativa rispetto alla cosiddetta presentazione per natura di spesa, peraltro riportata nelle note della Relazione Finanziaria Annuale. La forma scelta è, infatti, conforme alle modalità di reporting interno e di gestione del business.

Al fine di fornire una maggiore comparabilità dei dati economici e patrimoniali con il precedente periodo, vengono presentate talune informazioni economiche sia a parità di area di consolidamento (perimetro di consolidamento del precedente periodo, includendo da un lato le società acquisite nel precedente periodo per gli stessi mesi, e dall'altro escludendo le nuove acquisizioni del periodo corrente) che a parità di cambio (parità di area di consolidamento, applicando i cambi puntuali e medi del precedente periodo).

Il rendiconto finanziario è presentato con il metodo indiretto.

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3.2 CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO DELL'ESERCIZIO

€/000 2025 2024
Ricavi 2.070.684 2.078.399
Costo del venduto (1.339.909) (1.364.753)
Utile lordo industriale 730.775 713.646
% sui ricavi 35,3% 34,3%
Altri ricavi operativi 41.871 36.714
Spese commerciali (185.174) (173.890)
Spese generali ed amministrative (241.005) (227.118)
Altri costi operativi (9.903) (11.538)
EBIT 336.564 337.814
% sui ricavi 16,3% 16,3%
Proventi finanziari 27.271 35.296
Oneri finanziari (65.326) (62.380)
Adeguamento delle partecipazioni al metodo del patrimonio netto 339 302
Risultato di periodo prima delle imposte 298.848 311.032
Imposte sul reddito (89.139) (82.562)
Utile consolidato netto del periodo 209.709 228.470
% sui ricavi 10,1% 11,0%
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 208.122 227.051
Azionisti di minoranza delle società controllate 1.587 1.419
Utile consolidato del periodo 209.709 228.470
EBITDA 461.964 456.622
% sui ricavi 22,3% 22,0%
Patrimonio netto 2.110.101 2.019.337
Posizione finanziaria netta 291.099 409.044
Debiti per acquisto di partecipazioni 85.016 67.071
Capitale investito 2.486.216 2.495.452
ROCE 13,5% 13,5%
ROE 9,9% 11,3%
Utile per azione base 1,955 2,124

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

emarket

ecr

CERTIFIED

3.3 RICAVI

I ricavi, pari a 2.071 milioni di euro, sono diminuiti del 0,4% rispetto al 2024 quando erano stati pari a 2.078 milioni di euro (-2,7% a parità di area di consolidamento e -0,7% anche a parità di cambio). L'analisi a livello di settore di attività evidenzia per il Settore Olio una diminuzione dei ricavi del 3,7% rispetto al 2024; il Settore Acqua ha registrato ricavi in crescita del 6,7%.

I ricavi per area di attività e per area geografica (intesa come sede dei clienti) sono i seguenti:

€/000 Italia Europa (Italia esclusa) Nord America* Far East e Oceania Resto del Mondo Totale
2025
Settore Olio 243.735 482.608 330.580 134.723 163.307 1.354.953
Settore Acqua 78.864 245.745 188.775 136.289 66.058 715.731
Totale 322.599 728.353 519.355 271.012 229.365 2.070.684
2024
Settore Olio 241.247 488.258 388.496 146.907 142.586 1.407.494
Settore Acqua 69.206 231.800 187.580 114.402 67.917 670.905
Totale 310.453 720.058 576.076 261.309 210.503 2.078.399
Variazioni percentuali 2025/2024
Settore Olio 1,0% -1,2% -14,9% -8,3% 14,5% -3,7%
Settore Acqua 14,0% 6,0% 0,6% 19,1% -2,7% 6,7%
Totale 3,9% 1,2% -9,8% 3,7% 9,0% -0,4%
Variazioni percentuali 2025/2024 a parità di area di consolidamento
Settore Olio +0,1% -2,6% -15,1% -8,5% -1,9% -6,1%
Settore Acqua +1,5% +4,7% +0,8% +16,1% -4,3% +4,3%
Totale +0,4% -0,2% -9,9% +2,3% -2,7% -2,7%
  • = i ricavi si riferiscono principalmente agli Stati Uniti d'America.

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3.4 REDDITIVITA'

Il costo del venduto ha rappresentato il 64,7% dei ricavi (65,7% nel 2024). I costi di produzione sono stati pari al 27,5% dei ricavi (26,8% nel 2024) ed ammontano a 568,9 milioni di euro (556,4 milioni di euro nel 2024, che però non includevano i costi di 3 mesi di ShangHai PuPeng Flow Technology Co. e Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd, di 4 mesi di AllTube Engineering Ltd, di 5 mesi di Alfa Valvole Srl, di 6 mesi di H.S Srl e 11 mesi di Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda).

I costi di acquisto delle materie prime e dei componenti acquistati sul mercato, inclusa la variazione delle rimanenze, la cui incidenza è stata pari al 37,2% (38,9% nel 2024) sono pari a 771,0 milioni di euro (808,3 milioni di euro nel 2024, che però non includevano i costi di 3 mesi di ShangHai PuPeng Flow Technology Co. e Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd, di 4 mesi di AllTube Engineering Ltd, di 5 mesi di Alfa Valvole Srl, di 6 mesi di H.S Srl e 11 mesi di Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda).

Le spese commerciali, a parità di area di consolidamento, sono state superiori del 4,7% rispetto al 2024 (+6,9% a parità di cambio), con l'incidenza sui ricavi pari al 9,0% (8,4% nel 2024).

Le spese generali ed amministrative, anch'esse a parità di area di consolidamento, sono risultate superiori del 3,7% rispetto al 2024 (+5,4% anche a parità di cambio), con l'incidenza percentuale sui ricavi pari al 11,6% (10,9% nel 2024).

Il costo del personale complessivo è stato pari a 487,7 milioni di euro (469,7 milioni di euro nel 2024), che però non includevano i costi di 3 mesi di ShangHai PuPeng Flow Technology Co. e Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd, di 4 mesi di AllTube Engineering Ltd, di 5 mesi di Alfa Valvole Srl, di 6 mesi di H.S Srl e 11 mesi di Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda). Il costo del personale a parità di area di consolidamento è stato pari a 478,9 milioni di euro, con un incremento del 2,0% derivante da un incremento del costo pro-capite del 1,1% e da un incremento del numero medio dei dipendenti di 80,5 unità.

Il numero medio totale dei dipendenti del Gruppo nel 2025 è stato pari a 9.463 unità (9.390 unità a parità di area di consolidamento) a fronte di 9.310 unità nel 2024. L'incremento del numero medio dei dipendenti del 2025 è così composto: +59 unità in Europa, -107 unità negli Stati Uniti e +201 unità nel Resto del Mondo.

Inoltre, il Gruppo impiega 1.588 lavoratori interinali (1.534 nel 2024) per un costo di 27,0 milioni di euro (28,8 milioni nel 2024).

Il margine operativo lordo (EBITDA) è stato pari a 462,0 milioni di euro (22,3% dei ricavi) a fronte dei 456,6 milioni di euro del 2024 (22,0% dei ricavi).

La seguente tabella mostra l'EBITDA per settore di attività:

€/000 2025 % sui ricavi totali* 2024 % sui ricavi totali* Variazione
Settore Olio 266.212 19,6% 279.817 19,8% -4,9%
Settore Acqua 195.752 27,2% 176.805 26,2% +10,7%
Totale 461.964 22,3% 456.622 22,0% +1,2%
  • = I ricavi totali comprendono anche quelli ad altre società del Gruppo dell'altro settore, mentre i ricavi analizzati precedentemente sono solo quelli esterni al Gruppo (vedi Nota 2.4 delle Note illustrative). Pertanto, la percentuale per omogeneità è calcolata sui ricavi totali, anziché su quelli esposti precedentemente.

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 336,6 milioni di euro (16,3% dei ricavi) a fronte dei 337,8 milioni di euro del 2024 (16,3% dei ricavi), con una variazione in diminuzione pari a 0,4 punti percentuali.

Il tax rate del periodo è stato pari al 29,8% (26,5% nel 2024): si ricorda come nell'esercizio precedente alcune controllate del Gruppo avessero goduto di benefici fiscali non ripetibili.

L'utile netto del 2025 è stato di 209,7 milioni di euro (228,5 milioni di euro nel 2024) con un decremento del 8,2%.

L'utile per azione base è passato da euro 2,124 del 2024 ad euro 1,955 nel 2025.

Il ROCE non annualizzato è stato del 13,5% (13,5% nel 2024).

Il ROE non annualizzato è stato del 9,9% (11,3% nel 2024).

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3.5 SITUAZIONE PATRIMONIALE DEL GRUPPO

Il capitale investito è passato da 2.495,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024 a 2.486,2 milioni di euro al 31 dicembre 2025.

Nel seguito è riportata una riclassificazione della situazione patrimoniale-finanziaria per fonti e impieghi:

€/000 31/12/2025 % 31/12/2024 %
Crediti verso clienti 397.253 385.963
Magazzino netto 678.984 700.614
Altre attività Correnti 69.390 91.028
Debiti verso fornitori (233.564) (237.371)
Debiti tributari a breve termine (36.447) (28.360)
Quota a breve termine per fondi e rischi (8.862) (8.858)
Altre passività a breve (133.001) (143.066)
Capitale circolante netto operativo 733.753 29,5 759.950 30,5
Immobilizzazioni materiali e immateriali nette 844.608 853.747
Avviamento 865.841 837.798
Altre immobilizzazioni immateriali 74.060 76.896
Altre attività non Correnti 52.798 53.089
Passività per benefit a dipendenti (21.995) (21.292)
Quota a medio/lungo termine per fondi e rischi (12.860) (13.136)
Altre passività a medio/lungo termine (49.989) (51.600)
Totale immobilizzazioni nette 1.752.463 70,5 1.735.502 69,5
Totale capitale investito 2.486.216 100 2.495.452 100
Finanziato da:
Patrimonio netto di Gruppo 2.098.608 2.008.352
Quota di pertinenza di terzi 11.493 10.985
Totale patrimonio netto 2.110.101 84,9 2.019.337 80,9
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (415.704) (392.637)
Debiti bancari 33.688 33.236
Debiti finanziari fruttiferi di interessi a breve termine 232.031 241.919
Debito per acquisto di partecipazioni a breve termine 25.277 5.725
Totale debiti finanziari (disponibilità liquide) a breve termine (124.708) (5,0) (111.757) (4,5)
Debiti finanziari fruttiferi di interessi a medio/lungo termine 441.084 526.526
Debito per acquisto di partecipazioni a medio/lungo termine 59.739 61.346
Totale debiti finanziari a medio/lungo termine 500.823 20,1 587.872 23,6
Totale fonti di finanziamento 2.486.216 100 2.495.452 100

La struttura patrimoniale del Gruppo Interpump risulta equilibrata con un leverage pari a 0,18 (0,24 al 31 dicembre 2024). Il leverage è calcolato come rapporto tra i debiti finanziari a breve e medio/lungo termine e il patrimonio netto comprensivo delle interessenze di terzi.

La voce Avviamento è stata sottoposta ad impairment test al 31 dicembre 2025.

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3.6 INVESTIMENTI

Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari sono stati pari a 136,7 milioni di euro, dei quali 17,5 milioni tramite l'acquisizione di partecipazioni (169,2 milioni di euro, dei quali 16,6 milioni tramite l'acquisizione di partecipazioni nel 2024). Il tutto evidenziato nella seguente tabella:

€/000 2025 2024
Incrementi per acquisti immobilizzazioni impiegate nel processo produttivo 90.821 127.823
Incrementi per macchinari noleggiati a clienti 13.574 11.254
Incrementi per leasing 14.782 13.534
Capex 119.177 152.611
Incrementi tramite acquisizione di partecipazioni 17.486 16.599
Totale incrementi dell'esercizio 136.663 169.210

Gli incrementi del 2025 includono 42,9 milioni di euro di investimenti in terreni e fabbricati (52,9 milioni nel 2024).

La differenza con gli investimenti indicati nel rendiconto finanziario è costituita dalla dinamica dei pagamenti.

Gli incrementi delle immobilizzazioni immateriali sono stati pari a 12,0 milioni di euro dei quali 2,2 milioni di euro tramite l'acquisizione di partecipazioni (19,5 milioni di euro nel 2024, dei quali 10,4 milioni di euro tramite l'acquisizione di partecipazioni), riferiti principalmente al Gruppo Padoan e a Tutto Hidraulicos Ltda.

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3.7 CASH FLOW

La variazione della posizione finanziaria netta può essere così analizzata:

€/000 2025 2024
Posizione finanziaria netta inizio anno (409.044) (486.497)
A rettifica: posizione finanziaria netta iniziale delle società non consolidate con il metodo integrale alla fine dell'esercizio precedente - -
Posizione finanziaria netta iniziale rettificata (409.044) (486.497)
Liquidità generata dalla gestione reddituale 347.449 307.198
Quota capitale canoni di leasing pagati (IFRS 16) (20.375) (19.749)
Liquidità generata (assorbita) dalla gestione del capitale circolante commerciale (12.194) 30.331
Liquidità netta generata (assorbita) dalle altre attività e passività correnti (1.302) 19.549
Investimenti in immobilizzazioni materiali (91.774) (129.186)
Incassi dalla vendita di immobilizzazioni materiali 2.686 2.980
Investimenti nelle altre immobilizzazioni immateriali (9.664) (9.044)
Proventi finanziari incassati 6.831 7.435
Altri (1.253) (4.426)
Free cash flow 220.404 205.088
Acquisizione di partecipazioni, comprensivo dell'indebitamento finanziario ricevuto ed al netto delle azioni proprie cedute (52.435) (92.103)
Dividendi pagati (36.198) (34.986)
Esborsi per acquisto azioni proprie (16.594) (10.337)
Incassi per cessione azioni proprie ai beneficiari di stock option 4.754 581
Quota capitale canoni di leasing pagati (IFRS 16) 20.375 19.749
Quota capitale nuovi contratti di leasing sottoscritti (IFRS 16) (14.714) (13.534)
Rimisurazione ed estinzione anticipata di contratti di leasing (IFRS 16) (1.091) 3.822
Variazioni delle altre immobilizzazioni finanziarie (349) (526)
Rimborsi (erogazioni) di finanziamenti a società controllate non consolidate (241) -
Liquidità netta generata (impiegata) 123.911 77.754
Differenze cambio (5.966) (301)
Posizione finanziaria netta fine periodo (291.099) (409.044)

La liquidità netta generata dalla gestione reddituale è stata di 347,5 milioni di euro (307,2 milioni di euro nel 2024) con un incremento del 13,1%. Il free cash flow del 2025 è stato pari a circa 220,4 milioni di euro (205,1 milioni di euro nel 2024), risultando in aumento, nonostante il perseguimento dei piani di investimento programmati e l'assorbimento di capitale circolante.

La posizione finanziaria netta è stata pari a 291,1 milioni di euro (409,0 milioni di euro al 31 dicembre 2024), principalmente influenzata dal pagamento di 36,2 milioni di dividendi, dall'acquisto di azioni proprie per 16,6 milioni di euro, e dagli esborsi netti per l'acquisto di partecipazioni e quote residue di minoranza per 52,4 milioni di euro.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e degli impegni predisposto in linea con l'orientamento ESMA 32-382-1138 e recepito dal richiamo di attenzione Consob n.5/21 è così composto:

€/000 31/12/2025 31/12/2024 01/01/2024
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 415.704 392.637 334.483
Debiti bancari (anticipi e s.b.f.) (33.688) (33.236) (52.469)
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota corrente) (232.031) (241.919) (264.911)
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota non corrente) (441.084) (526.526) (503.600)
Posizione finanziaria netta (291.099) (409.044) (486.497)
Impegno per acquisto partecipazioni (quota corrente) (25.277) (5.725) (38.354)
Impegno per acquisto partecipazioni (quota non corrente) (59.739) (61.346) (42.810)
Totale indebitamento finanziario netto (376.115) (476.115) (567.661)

Il rapporto Indebitamento Finanziario Netto/EBITDA è stato pari a 0,81 in miglioramento rispetto all'anno precedente (1,04). Al 31 dicembre 2025 non sono in essere contratti di copertura.

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4. FATTORI DI RISCHIO

Il Gruppo è esposto ai normali rischi ed incertezze tipici di un'attività imprenditoriale. I mercati nei quali il Gruppo opera sono mercati mondiali in molti casi di nicchia e pertanto di contenute dimensioni e con pochi concorrenti rilevanti. Queste caratteristiche costituiscono un'importante barriera all'ingresso di nuovi concorrenti, a causa degli importanti effetti legati alle economie di scala a fronte di ritorni economici alquanto dubbi per il nuovo potenziale concorrente. Il Gruppo Interpump vanta posizioni di leadership mondiale nei settori delle pompe ad alta ed altissima pressione e nelle prese di forza: tali posizioni attenuano le incertezze ed i rischi dell'attività imprenditoriale.

Viene riportata di seguito una descrizione dei fattori di rischio finanziario ai quali il Gruppo è esposto.

4.1 RISCHI DI MERCATO

4.1.1 Rischio di tasso di cambio

Il Gruppo ha società controllate in 36 Paesi e converte i bilanci in 27 valute diverse dall’Euro. Pertanto, il Gruppo è esposto principalmente al rischio derivante dalla conversione dei bilanci delle medesime società.

Il Gruppo opera a livello internazionale e prevalentemente produce nei Paesi dove si trovano i mercati di sbocco; pertanto, i ricavi in valuta locale sono in massima parte naturalmente coperti da costi nella medesima valuta locale. In via residuale, tuttavia, il Gruppo è esposto al rischio di cambio che si origina dai ricavi in valute diverse rispetto ai costi sostenuti in valuta locale.

Per gestire il rischio di cambio che si genera da previsioni di future transazioni commerciali e dal riconoscimento di attività o passività denominate in una valuta diversa da quella funzionale del Gruppo (euro), le società del Gruppo possono utilizzare, quando ritenuto opportuno, contratti forward plain vanilla o acquisto di opzioni. Le controparti di tali contratti sono primarie istituzioni finanziarie internazionali con elevato rating.

Al 31 dicembre 2025 non sono in essere contratti di copertura né di carattere speculativo.

In particolare, il Gruppo è esposto per i ricavi in dollari americani, sterlina inglese, dollari australiani, dollari canadesi, renminbi e rupia indiana per le transazioni commerciali verso clienti terzi e le società del Gruppo. L'attuale politica del Gruppo è di non coprire le transazioni commerciali ricorrenti e di sottoscrivere strumenti di copertura del rischio cambio solo in presenza di transazioni commerciali non ricorrenti, o per ammontare, o per frequenza temporale con cui esse avvengono.

In relazione alle esposizioni finanziarie, nel corso del 2025 sono stati erogati 11,8 milioni di euro ed incassati 6,3 milioni di euro di finanziamenti infragruppo in valute diverse da quelle utilizzate dalle società creditrici o debitrici. Tali esposizioni da un punto di vista patrimoniale sono comunque elise ai fini della rappresentazione del bilancio consolidato in quanto afferenti a rapporti con società controllate. Al 31 dicembre 2025 i finanziamenti erogati in valute diverse da quelle utilizzate dalle società creditrici o debitrici ammontano a 61,0 milioni di euro, in diminuzione di 3,0 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024. Il Gruppo ha deciso di proseguire anche per il 2025 nella sua strategia di non coprire queste esposizioni.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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4.1.2 Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è originato dai finanziamenti a medio lungo termine erogati a tasso variabile. La politica del Gruppo attualmente è quella di non effettuare coperture, data la durata media limitata dei finanziamenti bancari in essere (circa 3,5 anni).

4.1.3 Rischio di credito

Il Gruppo non ha significative concentrazioni di crediti. È politica del Gruppo vendere a clienti dopo una valutazione della loro capacità di credito e quindi entro limiti di fido predefiniti. Il Gruppo storicamente non ha sofferto significative perdite su crediti.

4.1.4 Rischio di liquidità

Una gestione prudente del rischio di liquidità implica il mantenimento di adeguate disponibilità liquide e sufficienti linee di credito dalle quali poter attingere. A causa della dinamicità del business del Gruppo, che si sostanzia anche in frequenti acquisizioni, è politica del Gruppo avere a disposizione linee di credito stand by che possono essere utilizzate con brevissimi preavvisi.

4.1.5 Rischio di prezzo e di cash flow

Il Gruppo è soggetto al rischio di oscillazione del prezzo dei metalli, in particolare di acciaio, ghisa, acciaio inossidabile, ferro, alluminio, ottone e bronzo. La politica del Gruppo è quella di coprire, ove possibile, il rischio tramite impegni dei fornitori a medio periodo oppure con politiche di stoccaggio nei momenti più bassi del ciclo di oscillazione, oppure con accordi con i clienti per trasferire loro il rischio.

Nel 2025 l'andamento delle materie prime ha evidenziato una volatilità differenziata tra i vari comparti. I prezzi degli acciai (inclusi inox, acciai da cementazione e da bonifica) e della ghisa sono rimasti complessivamente stabili. Le quotazioni dell'alluminio hanno registrato un andamento più irregolare, con un calo nei mesi estivi seguito da un recupero significativo a fine anno. Più critica la situazione di rame, ottone e cobalto, che hanno evidenziato aumenti marcati nell'ultimo trimestre, riflettendo tensioni nella domanda globale e nelle catene di fornitura. Il Gruppo nel corso dell'anno ha deciso talvolta di effettuare acquisti di lotti più consistenti al fine di garantirsi la disponibilità del materiale necessario nei processi produttivi.

Il 2026 si prospetta caratterizzato da forte incertezza, principalmente a causa dei recenti dazi e dell'entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che inciderà sui costi delle importazioni extra-UE, e renderà più complessa la definizione di politiche di prezzo stabili.

Il Gruppo, inoltre, monitora costantemente l'andamento di queste materie prime cercando di adottare le politiche più efficaci per ridurre la propria esposizione al rischio.

Il Gruppo non ha titoli quotati e pertanto soggetti alle oscillazioni di borsa. I ricavi ed il cash flow delle attività operative del Gruppo non risultano essere influenzati dalle variazioni delle attività generatrici di interessi.

Il Gruppo sta seguendo con attenzione gli sviluppi relativi all'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti nei confronti di altri paesi e le contro-misure da questi adottate, analizzando gli impatti potenziali sul proprio business e studiando le azioni da adottare per ridurre i potenziali effetti negativi derivanti da tali misure.

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4.1.6 Rischio connesso ai cambiamenti climatici

Con riferimento al cambiamento climatico (cosiddetto "climate change"), occorre precisare che il Gruppo Interpump non ricade nel perimetro della Direttiva 2003/87/CE (modificata da ultimo dalla direttiva UE 2018/410), che ha introdotto e disciplinato il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS). L'ETS rappresenta il principale strumento adottato dall'Unione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della $\mathrm{CO}_{2}$ nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Nonostante il Gruppo Interpump non rientri tra i settori industriali coperti dall'ETS, è comunque impegnato sul fronte del contrasto al cambiamento climatico. Il Piano ESG 2023-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 5 ottobre 2022, include le azioni, a supporto della strategia ESG, finalizzate a ottenere un impatto concreto e rilevante nello sviluppo del business, facendo propri gli obiettivi di tutela dell'ambiente e di inclusione sociale, rafforzandone la correlazione fra il conseguimento degli obiettivi del Piano ESG e la politica di remunerazione del top management.

In particolare, le azioni completate nel 2025 sono state tese a supportare il raggiungimento da parte del Gruppo degli obiettivi di decarbonizzazione 2030 e 2050. La strategia del Gruppo prevede che la riduzione delle emissioni passi attraverso un maggior ricorso a fonti di energia elettrica certificata verde, all'installazione di nuovi impianti di energia rinnovabile e all'ottimizzazione dei propri consumi energetici.

Il percorso di crescita sostenibile e di tutela dell'ambiente del Gruppo Interpump si sostanzia, inoltre, nella progettazione di processi a sostegno dell'economia circolare dei prodotti, di una più efficiente gestione dell'utilizzo delle risorse idriche e approfondimento di soluzioni tecniche di prodotto in eco-design. Questo intero processo verrà realizzato facendo anche leva sulla diffusione, a livello complessivo, delle eccellenze che le diverse realtà componenti il Gruppo hanno sviluppato in relazione a specifici ambiti.

Alla luce delle sopracitate analisi, ed in particolare delle valutazioni effettuate relativamente ai rischi fisici (acuti e cronici) sui siti aziendali, gli impatti degli stessi su assets e ricavi non sono stati considerati probabili, e pertanto non hanno comportato al 31 dicembre 2025 lo stanziamento di fondi rischi specifici o svalutazione di assets.

Anche in considerazione di quanto sopra riportato, le previsioni riflesse nei Business plan 2026-2030 utilizzati per l'esercizio di Impairment test non sono state impattate da elementi di rilievo con riferimento ai suindicati rischi fisico-climatici, ma incorporano nella loro predisposizione degli elementi di sostanziale prudenza in riduzione dei flussi attesi.

Inoltre, il Gruppo è potenzialmente esposto al rischio derivante dall'impatto di future leggi e regolamenti più restrittivi in materia di efficienza energetica e cambiamento climatico che possano portare ad un futuro aumento dei costi operativi.

4.1.7 Rischio geopolitico

Il contesto macroeconomico internazionale continua a essere caratterizzato da un elevato livello di incertezza, derivante da tensioni geopolitiche e conflitti in diverse aree del mondo, con particolare riferimento alla regione del Medio Oriente.

Nel corso del 2025 tali tensioni si sono intensificate a seguito di episodi di instabilità nell'area del Golfo e di crescenti frizioni tra Iran, USA, Israele e altri attori internazionali, con effetti sulla volatilità dei mercati energetici e sulle aspettative di inflazione globale. Nei primi mesi del 2026 la situazione geopolitica ha registrato un'ulteriore escalation, con l'emergere di un conflitto che coinvolge l'Iran e


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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altre potenze regionali e internazionali. Tali dinamiche potrebbero determinare effetti indiretti sull'andamento dei mercati globali e sui settori industriali in cui opera il Gruppo, con possibili impatti sulla disponibilità e sui costi delle materie prime, sull'efficienza delle catene di approvvigionamento, sui flussi logistici internazionali, nonché sull'evoluzione dei prezzi dell'energia e dei tassi di cambio.

Il Gruppo continua a monitorare attentamente l'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, valutando i potenziali effetti diretti ed indiretti che potrebbero derivare da eventuali ulteriori escalation dei conflitti in essere, al momento di difficile quantificazione, e adotta, ove ritenuto opportuno, misure di mitigazione volte a ridurre i potenziali impatti negativi, tra cui la diversificazione geografica delle fonti di approvvigionamento, il rafforzamento dei rapporti con fornitori alternativi e l'attenzione alla gestione dei rischi operativi e finanziari.

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5. ALTRE INFORMAZIONI

5.1 CORPORATE GOVERNANCE

Interpump Group S.p.A. adotta quale modello di riferimento per la propria corporate governance le disposizioni del Codice di Corporate Governance promosso da Borsa Italiana, pubblicato nel gennaio 2020, al quale Interpump Group ha aderito. La relazione sul governo societario e gli assetti proprietari è consultabile sul sito www.interpumpgroup.it nella sezione Corporate Governance.

Esponiamo di seguito le informazioni relative al numero delle azioni possedute dagli amministratori, sindaci e dirigenti strategici così come previsto dal combinato disposto degli artt. 123-bis, comma 1, lett. c) e 123-ter, comma 4, del TUF:

Nominativo Numero delle azioni possedute al 31/12/2024 Numero azioni acquistate e/o sottoscritte nel 2025 Numero azioni vendute nel 2025 Numero azioni possedute al 31/12/2025
Fulvio Montipò 1.555.233 - - 1.555.233
Fabio Marasi - 60.000 58.393 1.607
Dirigenti strategici 1.032 5.100 5.000 1.132
Sindaci - - - -

La società Leila Montipò e Sorelle S.A.p.A. detiene una percentuale pari al 73,08% del capitale sociale di Gruppo IPG Holding S.p.A., che a sua volta detiene n. 25.501.799 azioni Interpump Group S.p.A. pari al 23,422% del capitale sociale. La restante parte di Gruppo IPG Holding S.p.A. pari al 26,92% è detenuta da Tamburi Investment Partners S.p.A., società in cui il Dott. Giovanni Tamburi (Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A.) ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione ed Amministratore Delegato.

La Società Leila Montipò e Sorelle S.A.p.A., costituita in data 6 novembre 2020, detiene una partecipazione di controllo ai sensi dell'art. 2359, comma 2 del Codice Civile in Gruppo IPG Holding S.p.A. e, pertanto, è tenuta alla redazione del bilancio consolidato non ricorrendo i casi di esonero di cui all'art. 27 del D. Lgs. 127 del 09.04.1991: il bilancio è predisposto secondo i principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea.

A decorrere dall'esercizio 2021 la società Gruppo IPG Holding S.p.A. non è più tenuta alla redazione del bilancio consolidato in quanto, in data 6 novembre 2020, è stata costituita la società "Leila Montipò e Sorelle S.A.p.A.", su cui ricade tale obbligo in quanto controllante di Gruppo IPG Holding S.p.A. con una partecipazione pari al 73,08% del capitale sociale. Gruppo IPG Holding S.p.A., tuttavia, non si avvale di tale facoltà e redige essa stessa il bilancio consolidato.

Leila Montipò e Sorelle S.A.p.A. non svolge attività di direzione e coordinamento della partecipata Gruppo IPG Holding S.p.A. né è soggetta essa stessa a tale attività di direzione e coordinamento.

Gruppo IPG Holding S.p.A. non svolge attività di direzione e coordinamento della partecipata Interpump Group S.p.A. né è soggetta essa stessa a tale attività di direzione e coordinamento.


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La delibera del Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. del 12 giugno 2008 dà infatti atto che Interpump Group S.p.A. non è soggetta alla direzione e coordinamento dell'azionista Gruppo IPG Holding S.p.A. in quanto:

  • l'azionista è privo di mezzi e strutture per lo svolgimento di tale attività, in quanto non dispone di dipendenti o altri collaboratori in grado di fornire supporto all'attività del Consiglio di Amministrazione;
  • non predispone i budget ed i business plan della Interpump Group S.p.A.;
  • non impartisce alcuna direttiva o istruzione alla controllata, non richiede di essere preventivamente informato o di approvare le sue operazioni più significative, né tanto meno quelle di ordinaria amministrazione;
  • non esistono comitati o gruppi di lavoro, formali o informali, costituiti tra rappresentanti del Gruppo IPG Holding e rappresentanti della controllata.

Alla data odierna non vi sono stati cambiamenti circa le sopra indicate condizioni.

Nell'ambito dello svolgimento delle proprie attività e nell'ottica di un costante miglioramento della propria strategia di business nel lungo periodo, il Gruppo è da sempre impegnato a riconoscere la sostenibilità quale fattore indispensabile per la creazione di valore, sia al proprio interno e sia per la collettività e l'ambiente, tenendo conto dell'eterogeneità di ciascuna country in cui ogni azienda del Gruppo opera.

Il Gruppo si ispira e aderisce alle Linee Guida OCSE, destinate alle imprese multinazionali, e ai Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, nonché alle Convenzioni Fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e ai principi sanciti dal Global Compact delle Nazioni Unite.

Oltre alla compliance normativa sopra citata, il Gruppo ha predisposto, nel corso degli anni, un set di Linee Guida e Policy interne, diffuso in tutte le società controllate e periodicamente aggiornato, composto da:

  • il Codice Etico;
  • le Linee Guida e Policy in materia di anticorruzione, salute, sicurezza sul lavoro e ambiente, diritti umani e diversità, equità e inclusione, e rientrati nei Global Compliance Programs (di seguito "GCP");
  • il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (di seguito "Modello 231"), in conformità con il D. Lgs. 231/2001, ivi inclusa la "Procedura" sulla gestione delle segnalazioni ("whistleblowing"), in cui sono definite le modalità di effettuazione e gestione delle segnalazioni che possono riguardare, una violazione, effettiva o presunta, dei principi e delle regole contenute nel Codice Etico, nel Modello di Organizzazione e Gestione ex D. Lgs. 231/2001, nelle politiche e nelle procedure di Gruppo e, più in generale, di leggi e regolamenti.

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5.2 PIANI DI STOCK OPTION

Al fine di incentivare il management del Gruppo, legandolo all'obiettivo della creazione di valore per gli azionisti, al 31 dicembre 2025 sono in essere i seguenti piani di stock option: uno approvato dall'Assemblea del 30 aprile 2019 (piano 2019-2021), uno approvato dall'Assemblea del 29 aprile 2022 (piano 2022-2024) ed uno approvato dall'Assemblea del 29 aprile 2025 (piano 2025-2027).

L'Assemblea del 30 aprile 2019 ha approvato un piano di stock option denominato “Piano di Incentivazione Interpump 2019/2021” che prevede l'assegnazione di massime n. 2.500.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 28,4952 e, per le opzioni assegnate dopo il 30 aprile 2020, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l'assegnazione. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 giugno 2019 ha assegnato n. 1.800.000 azioni al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò; sono state poi assegnate nel corso del 2019 n. 418.500 opzioni ad altri beneficiari. In data 3 giugno 2020 sono state assegnate ulteriori n. 20.000 opzioni ad altri beneficiari. Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 2.238.500 opzioni. Le opzioni sono risultate esercitabili a partire dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2025, per cui il piano in oggetto risulta concluso.

Il Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 ha rilevato l'opportunità di nominare alcune figure chiave della Società e del Gruppo come “Dirigenti con Responsabilità Strategiche”, ricordando che per tali soggetti si intende, ai sensi del Regolamento Consob sulle Operazioni con Parti Correlate di cui alla Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, coloro che “che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della società”.

Al 31 dicembre 2025 la movimentazione del piano 2019-2021 era la seguente:

Numero di opzioni
Opzioni assegnate al 1° gennaio 80.776
Opzioni assegnate nel corso dell’esercizio -
Opzioni esercitate nel corso dell’esercizio (80.776)
Opzioni annullate nel corso dell’esercizio -
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre -

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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I beneficiari delle opzioni sono stati i seguenti:

Prezzo per azione di esercizio delle opzioni Periodo di esercizio Numero di opzioni assegnate all'inizio dell'anno Numero di opzioni annullate nell'anno Numero di opzioni esercitate nell'anno Numero di opzioni esercitabili alla fine dell'anno
Amministratori della Capogruppo
Fulvio Montipò €28,4952 01.07.2022
31.12.2025 - - - -
Fabio Marasi €28,4952 01.07.2022
31.12.2025 - - - -
Dirigenti strategici €27,9868 01.07.2022
31.12.2025 5.000 - (5.000) -
Altri beneficiari €28,4952 01.07.2022
31.12.2025 75.776 - (75.776) -
Totale 80.776 - (80.776) -

L'Assemblea del 29 aprile 2022 ha approvato un nuovo un piano di stock option denominato "Piano di Incentivazione Interpump 2022/2024" che prevede l'assegnazione di massime n. 2.250.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 38,6496 e, per le opzioni assegnate dopo il 29 aprile 2023, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l'assegnazione. Il Consiglio di Amministrazione, tenutosi nella medesima data, ha assegnato al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò n. 1.620.000 opzioni. In data 23 maggio 2022, 20 ottobre 2022 e 28 aprile 2023 sono state poi assegnate rispettivamente n. 288.000 (di cui n. 45.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi), n. 6.000 e n. 35.000 opzioni (di cui n. 15.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi) ad altri beneficiari (che comprendono quelle assegnate ai "Dirigenti con Responsabilità Strategiche" così come individuati nel Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 sopra descritto). Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 1.949.000 opzioni. Le opzioni sono esercitabili nel periodo compreso fra il 30 giugno 2025 ed il 31 dicembre 2028. Nel corso del 2025 sono state annullate n. 2.000 opzioni (n. 21.200 opzioni annullate nel 2024).

Al 31 dicembre 2025 la movimentazione del piano 2022-2024 era la seguente:

Numero di opzioni
Opzioni assegnate al 1° gennaio 1.918.800
Opzioni assegnate nel corso dell'esercizio -
Opzioni esercitate nel corso dell'esercizio (63.500)
Opzioni annullate nel corso dell'esercizio (2.000)
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre 1.853.300

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

I beneficiari delle opzioni sono stati i seguenti:

Prezzo per azione di esercizio delle opzioni Periodo di esercizio Numero di opzioni assegnate all'inizio dell'anno Numero di opzioni annullate nell'anno Numero di opzioni esercitate nell'anno Numero di opzioni esercitabili alla fine dell'anno
Amministratori della Capogruppo
Fulvio Montipò €38,6496 01.07.2025
31.12.2028 1.620.000 - - 1.620.000
Fabio Marasi €38,6496 01.07.2025
31.12.2028 60.000 - (60.000) -
Dirigenti strategici €38,6496 01.07.2025
31.12.2028 80.000 - - 80.000
Altri beneficiari €38,6496 01.07.2025
31.12.2028 158.800 (2.000) (3.500) 153.300
Totale 1.918.800 (2.000) (63.500) 1.853.300

L'Assemblea del 29 aprile 2025 ha approvato un nuovo un piano di stock option denominato "Piano di Incentivazione Interpump 2025/2027" che prevede l'assegnazione di massime n. 2.450.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 30,4397, che potranno essere esercitate anche in più fasi, per quantitativi non inferiori ogni volta allo 0,25% delle opzioni assegnate a ciascun beneficiario, a partire dal 30 giugno 2028 fino al 31 dicembre 2031. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 15 maggio 2025 ha assegnato n. 1.530.000 opzioni di cui n. 1.140.000 al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò, n. 160.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi e n. 230.000 ai "Dirigenti con Responsabilità Strategiche" così come individuati nel Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 sopra descritto. In data 26 maggio 2025 sono state assegnate ulteriori n. 204.000 opzioni ad altri beneficiari. Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 1.734.000 opzioni.

Al 31 dicembre 2025 la movimentazione del piano 2025-2027 era la seguente:

Numero di opzioni
Opzioni assegnate al 1° gennaio -
Opzioni assegnate nel corso dell'esercizio 1.734.000
Opzioni esercitate nel corso dell'esercizio -
Opzioni annullate nel corso dell'esercizio -
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre 1.734.000

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

I beneficiari delle opzioni sono stati i seguenti:

Prezzo per azione di esercizio delle opzioni Periodo di esercizio Numero di opzioni assegnate nell'anno Numero di opzioni annullate nell'anno Numero di opzioni esercitate nell'anno Numero di opzioni esercitabili alla fine dell'anno
Amministratori della Capogruppo
Fulvio Montipò €30,4397 01.07.2028
31.12.2031 1.140.000 - - 1.140.000
Fabio Marasi €30,4397 01.07.2028
31.12.2031 160.000 - - 160.000
Dirigenti strategici €30,4397 01.07.2028
31.12.2031 230.000 - - 230.000
Altri beneficiari €30,4397 01.07.2028
31.12.2031 204.000 - - 204.000
Totale 1.734.000 - - 1.734.000

5.3 RAPPORTI INFRAGRUPPO ED OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

In ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento Consob adottato con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, Interpump Group S.p.A. ha adottato la procedura che disciplina le operazioni con Parti Correlate. Tale procedura è stata approvata per la prima volta dal Consiglio di Amministrazione del 10 novembre 2010 ed è stata costantemente aggiornata in funzione delle disposizioni regolamentari di volta in volta vigenti, nonché adeguata alle prassi in essere. In particolare, il 28 giugno 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato una nuova versione che tiene conto degli impatti del D.Lgs. 49/2019 che recepisce nell'ordinamento italiano le disposizioni della Direttiva UE 2017/828 ("c.d. Shareholders' Rights II") in materia di parti correlate, nonché delle conseguenti modifiche introdotte da CONSOB al Regolamento Emittenti ed al Regolamento sulle Operazioni con Parti Correlate il 10 dicembre 2020. In data 4 agosto 2023, il Consiglio di Amministrazione ha approvato una nuova versione della procedura, che recepisce gli ultimi aggiornamenti normativi, di natura minoritaria, intercorsi successivamente alle modifiche sopra citate. Da ultimo, in data 6 agosto 2025 il Consiglio di Amministrazione ha approvato nuove modifiche alla Procedura, che hanno riguardato, tra le altre, l'introduzione di un livello di dettaglio significativamente più elevato relativamente alla descrizione dei compiti e delle responsabilità dei vari soggetti coinvolti, alla disciplina delle Operazioni con Parti Correlate nei casi di urgenza e ai requisiti per l'applicazione dell'esenzione relativa alle Operazioni ordinarie concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard, nonché lo snellimento della disciplina relativa alle Operazioni con Parti Correlate di Minore Rilevanza, assegnando la competenza dell'approvazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, nell'ambito e nei limiti dei poteri conferitigli, in luogo dell'intero Consiglio. La nuova versione è disponibile sul sito Internet di Interpump (www.interpumpgroup.it sezione Corporate Governance).

Le informazioni sui rapporti con parti correlate sono presentate nella Nota 2.12 delle Note Illustrative del Bilancio Consolidato. Si segnala comunque che nel corso del 2025 non sono state effettuate transazioni atipiche o inusuali con tali parti, rientrando nel normale corso di attività delle società del Gruppo, e che le transazioni con Parti Correlate sono avvenute a normali condizioni di mercato.

43


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED
O

5.4 AZIONI PROPRIE

La Capogruppo deteneva, al 31 dicembre 2025, in portafoglio n. 2.494.087 azioni, pari al 2,291% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 37,96064.

5.5 RICONCILIAZIONE CON IL BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

La riconciliazione del patrimonio netto e dell'utile netto consolidati attribuibili agli azionisti della Capogruppo con quelli relativi al bilancio individuale della Capogruppo medesima è la seguente:

Patrimonio netto al 31/12/2025 Utile netto del 2025 Patrimonio netto al 31/12/2024
Bilancio della Capogruppo 803.575 124.714 719.020
Differenza fra il valore di carico delle partecipazioni consolidate e la valutazione con il metodo del patrimonio netto 1.298.536 83.452 1.292.791
Maggior valore di un fabbricato della Capogruppo 156 (5) 161
Eliminazione degli utili infragruppo della Capogruppo (3.659) (39) (3.620)
Totale rettifiche di consolidamento 1.295.033 83.408 1.289.332
Patrimonio netto e risultato consolidato attribuibile agli azionisti della Capogruppo 2.098.608 208.122 2.008.352

5.6 ATTIVITA' DI RICERCA, SVILUPPO E PROGETTAZIONE

Il Gruppo considera l'attività di ricerca e sviluppo come uno dei principali fattori di successo e fonte di vantaggio competitivo nei mercati internazionali. Anche nel corso dell'anno 2025, il Gruppo ha sostenuto con investimenti significativi le attività volte all'immissione sul mercato di nuove gamme di prodotto, all'ottimizzazione e customizzazione di prodotti storici ed allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e circuitali.

In particolare, la progettazione e lo sviluppo di nuove pompe e dei relativi accessori per il Settore Acqua è svolto principalmente dalla Capogruppo, Interpump Group S.p.A. Nel corso del 2025 sono stati portati a termine 2 nuovi progetti relativi allo sviluppo di nuove pompe; sono inoltre stati aperti 8 nuovi progetti. L'attività di sviluppo di nuove pompe e sistemi ad altissima pressione per il Settore Acqua è svolta invece, in prevalenza, da Hammelmann GmbH. Nel corso del 2025, la società controllata tedesca ha concluso due progetti relativi allo sviluppo di moduli di sicurezza per pistole manuali ad alta pressione e pompe ad altissima pressione, mentre risulta in corso di sviluppo un progetto legato a pompe di pastorizzazione.

L'attività di ricerca e sviluppo è stata svolta nel corso del 2025, per il Settore Olio, principalmente in Walvoil S.p.A. In particolare, sono stati sviluppati progetti di digitalizzazione del sistema oleodinamico (introduzione di moduli di comando meccatronici per il controllo dei distributori oleodinamici e di controllori elettronici per le pompe a pistoni assiali) che permettono di costruire una proposta di sistemi intelligenti, adattivi ed interconnessi, direttamente traducibili in benefici funzionali ed energetici per i veicoli industriali; in aggiunta, è stato sviluppato un software di sistema con completamento di componenti elettronici avanzati, che vanno ad arricchire il catalogo di "Human-Machine-Interfaces" e


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

di controllori elettronici. Tali innovazioni ricadono sotto il brand della società “HDS - Hydraulic Digital Solutions”.

La strategia del Gruppo, nei prossimi anni, è quella di continuare ad investire in maniera significativa in ricerca e sviluppo, al fine di dare un ulteriore impulso alla crescita organica. I costi di sviluppo prodotti sono stati capitalizzati, in ragione della loro utilità pluriennale. I costi di sviluppo prodotti capitalizzati nel 2025 ammontano a 2.814 €/000 (2.977 €/000 nel 2024), mentre i costi del personale di progettazione spesati a conto economico ammontano a 38.463 €/000 (36.681 €/000 nel 2024).

5.7 LE SOCIETÀ DEL GRUPPO

Il Gruppo Interpump è particolarmente attivo nelle operazioni di acquisizione anche di società di medie e piccole dimensioni e pertanto è costituito da un elevato numero di società anche di piccole dimensioni, con una presenza diretta in 36 nazioni.

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo Interpump risulta articolato in una struttura al cui vertice si pone la Interpump Group S.p.A., la quale possiede partecipazioni di controllo diretto ed indiretto di 129 società (di cui 9 inattive e/o in liquidazione) operanti nei due settori di attività (denominati Settore Olio e Settore Acqua).

La Capogruppo, con sede a Sant’Ilario d’Enza, produce principalmente pompe a pistoni per acqua ad alta ed altissima pressione ed in misura minore idropulitrici, produzioni classificate nel Settore Acqua.

In relazione alle prescrizioni regolamentari previste dall’art.15 del Regolamento Mercati Consob (già art.36, aggiornato con Delibera Consob n. 20249 del 28 dicembre 2017), in materia di condizioni per la quotazione di società controllanti, società controllate, costituite o regolate secondo leggi di stati non appartenenti all’Unione Europea, si segnala che, rispetto al 31 dicembre 2024, non vi sono state variazioni tra le società con significativa rilevanza ai fini del bilancio consolidato, in quanto incluse nel piano di revisione.

I dati salienti delle società controllate consolidate sono riepilogati nella tabella che segue, mentre, per la Capogruppo, sono desumibili dal bilancio allegato.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

emarket

sdir sbonage

CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Alfa Valvole S.r.l. (B) 1.560 100,00% Casorezzo (Mi) Progettazione e distribuzione di pompe volumetriche (Settore Acqua) 29,8 16,2 99 56
Alfa OBL America Inc. (E) 88 85,00% Austin – USA Progettazione e distribuzione di pompe volumetriche (Settore Acqua) 0,4 - - -
GP Companies Inc. 1.854 100,00% Minneapolis - USA Distributore di pompe ad alta pressione (Settore Acqua) 60,8 60,3 65 63
Hammelmann Australia Pty Ltd 472 100,00% Melbourne - Australia Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 16,3 16,3 28 27
Hammelmann Corporation Inc. 39 100,00% Miamisburg - USA Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 32,2 30,2 32 32
Hammelmann France 50 100,00% Etriché – Francia Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 7,6 9,7 9 7
Hammelmann GmbH 25 100,00% Oelde - Germania Sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 203,2 184,0 488 456
Hammelmann Pumps Systems Co Ltd 871 90,00% Tianjin - Cina Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 13,2 12,9 31 27
Hammelmann S. L. 500 100,00% Saragozza - Spagna Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 7,0 5,4 9 9
Hammelmann Swiss GmbH 89 100,00% Dudingen - Svizzera Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 2,2 1,8 3 2
Hammelmann Endüstri Pompalari A. S. 75 100,00% Istambul – Turchia Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 4,7 - 4 -
I.MEC S.r.l 100 70,00% Reggio Emilia Realizzazione di vagli meccanici (Settore Acqua) 12,6 13,3 47 52
Improved Solutions Unipessoal Ltda (Portogallo) 760 100,00% Vale de Cambra - Portogallo Produzione e vendita macchinari per l'industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 9,4 9,0 58 53
Inoxihp S.r.l. 119 52,72% Nova Milanese (MI) Produzione e vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 17,4 21,6 58 57
Inoxpa S.A.U. 23.000 100,00% Banyoles - Spagna Produzione e vendita macchinari per l'industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 71,5 64,7 258 249

46


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

emarket
edir idonee
CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Inoxpa India Private Ltd 6.779 100,00% Pune - India Produzione e vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 20,9 15,8 107 100
Inoxpa France SaS 2.071 100,00% Chambly - Francia Produzione e vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 11,9 11,3 30 30
Inoxpa Solutions Moldova 317 66,67% Chisinau - Moldavia Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 2,5 3,0 28 27
Inoxpa Colombia SAS 133 100,00% Bogotà - Colombia Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 7,7 7,1 24 23
Inoxpa Italia S.r.l. 100 100,00% Mirano (VE) Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 6,1 4,7 16 16
Inoxpa Skandinavien A/S 134 100,00% Erritsø - Danimarca Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 2,5 2,5 5 5
Inoxpa South Africa Proprietary Ltd 104 100,00% Gauteng - Sud Africa Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 6,9 4,3 20 18
Inoxpa Special Processing Equipment Co. Ltd 1.647 100,00% Jianxing - Cina Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 9,6 7,8 6 6
Shanghai PuPeng Flow Technology Co. Ltd. (A) 1.170 60,00% Shanghai - Cina Produzione e vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 3,8 2,5 13 14
Inoxpa China Flow Technology Co. Ltd. (A) 1.536 60,00% Shanghai - Cina Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 9,7 5,4 31 17
Inoxpa (UK) Ltd 1.942 100,00% Eastbourne – Regno Unito Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 2,0 3,0 5 4
Inoxpa Ukraine 113 100,00% Kiev - Ucraina Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 0,6 0,6 4 4
Inoxpa USA Inc. 1.426 100,00% Santa Rosa - USA Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 6,5 4,2 9 9
Inoxpa LTD 1.435 70,00% Podolsk - Russia Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 16,9 12,4 69 58

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

emarket

sdr storage

CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Inoxpa Mexico S.A. de C.V. 309 100,00% Città del Messico – Messico Vendita macchinari per l’industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica (Settore Acqua) 1,9 1,4 5 5
NLB Corporation Inc. 12 100,00% Detroit - USA Produzione e vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua) 91,0 98,9 245 246
Pioli S.r.l. 10 100,00% Reggio Emilia Trattamenti galvanici dei metalli (Settore Acqua) 4,1 3,8 34 28
Servizi Industriali S.r.l. 100 90,00% Ozzano Emilia (BO) Vendita separatori centrifughi (Settore Acqua) 7,2 7,3 27 26
SIT S.p.A. 105 88,00% S.llario d’Enza (RE) Imbutitura, tranciatura e stampaggio lamiera (Settore Acqua) 3,5 3,2 18 18
Waikato Milking Systems Limited (NZ) 27.591 100,00% Hamilton – Nuova Zelanda Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) - - - -
Waikato Milking Systems L.P. (NZ) 46.803 100,00% Auckland – Nuova Zelanda Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) 24,6 23,1 91 86
Waikato Milking Systems Lease Ltd - 100,00% Auckland – Nuova Zelanda Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) - - - -
Waikato Milking Systems USA LLC - 100,00% Verona – USA Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) 8,8 6,8 10 12
Waikato Milking Systems UK Limited - 100,00% Shresbury – Regno Unito Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) 2,0 2,0 4 3
Waikato Milking Systems Ireland Ltd 1 100,00% Dublino – Irlanda Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi di mungitura meccanizzata (Settore Acqua) 0,9 0,7 2 3
Interpump Hydraulics S.p.A. 2.632 100,00% Sala Bolognese (BO) Produzione e vendita prese di forza e pompe oleodinamiche (Settore Olio) 100,0 106,1 300 305
Borghi Assali Srl (G) 100 70,00% Bomporto (MO) Progettazione e produzione assali sterzanti idraulici ed elettrici per veicoli industriali (Settore Olio) 1,2 - 7 -
Contarini Leopoldo S.r.l. 47 100,00% Lugo (RA) Produzione e vendita di cilindri oleodinamici (Settore Olio) 25,0 23,6 100 105

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Unidrò Contarini S.a.s. 8 100,00% Barby - Francia Produzione e vendita di cilindri oleodinamici (Settore Olio) 5,5 5,7 14 15
Copa Hydrosystem Ood 3 100,00% Troyan - Bulgaria Produzione e vendita di cilindri oleodinamici (Settore Olio) 9,1 9,3 138 150
F.A.R.M.A. Srl 2.022 100,00% Fossatone di Medicina (BO) Produzione e vendita di componentistica per serbatoi (Settore Olio) - - - -
F.A.R.M.A. USA Inc. 43 100,00% Birmingham (USA) Vendita di componentistica per serbatoi (Settore Olio) - - - -
Hydrocar Chile S.A. 129 90,00% Santiago - Cile Vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 8,8 8,5 49 50
Hydroven S.r.l. 200 100,00% Tezze sul Brenta (VI) Vendita prodotti complementari veicoli industriali, pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 26,6 28,0 59 58
Interpump Hydraulics Brasil Ltda 15.126 100,00% Caxia do Sul - Brasile Produzione e vendita di prese di forza, pompe oleodinamiche e cilindri (Settore Olio) 24,1 24,2 177 164
Interpump Hydraulics France S.a.r.l. 76 100,00% Ennery - Francia Vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 4,9 4,6 13 13
Interpump Hydraulics India Private Ltd 682 100,00% Hosur - India Produzione e vendita prese di forza e pompe oleodinamiche (Settore Olio) 14,0 20,0 131 131
Interpump South Africa PTY Ltd - 100,00% Johannesburg Sud Africa Vendita prodotti complementari veicoli industriali, pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 2,9 4,5 29 30
Eurofluid Hydraulics S.r.l. 100 80,00% Albinea (RE) Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 19,4 18,4 77 77
Interpump Hydraulics (UK) Ltd. 13 100,00% Kidderminster Regno Unito Vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 20,0 20,8 105 89
H.S. S.r.l. (C) 99 100,00% Sulbiate (MB) Produzione e produzione sistemi oleodinamici (Settore Olio) 3,5 2,5 24 13
Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda. (D) 10.107 59,00% Flores da Cunha - Brasile Produzione e vendita di cilindri idraulici (Settore Olio) 23,2 1,2 146 12

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Mega Pacific Pty Ltd 335 100,00% Newcastle - Australia Vendita prodotti oleodinamici (Settore Olio) 18,2 20,9 43 43
Mega Pacific NZ Pty Ltd 557 100,00% Mount Maunganui - Nuova Zelanda Vendita prodotti oleodinamici (Settore Olio) 1,3 1,7 5 5
Muncie Power Prod. Inc. 784 100,00% Muncie - USA Pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 144,0 144,9 504 436
Hydra Dyne Technology Inc. 80 89,99% Ingersoll - Canada Produzione e vendita cilindri oleodinamici, valvole e giunti rotanti (Settore Olio) 24,6 24,9 146 152
Padoan Srl (F) 100 65,00% Olmi di S.Biagio di Callalta (TV) Produzione e vendita serbatoi per veicoli industriali e macchinari (Settore Olio) 7,7 - 21 -
Padoan Suisse SA (F) 107 100,00% San Vittore (Svizzera) Produzione e vendita serbatoi per veicoli industriali e macchinari (Settore Olio) 1,3 - 3 -
Padoan Deutschland GmbH (F) 100 70,00% Mönchengladbach - Germania Produzione e vendita serbatoi per veicoli industriali e macchinari (Settore Olio) 0,9 - 3 -
Oleodinamica Panni S.r.l. 2.000 100,00% Tezze sul Brenta (VI) Produzione e vendita di cilindri oleodinamici (Settore Olio) 53,7 59,9 270 273
Wuxi Interpump Weifu Hydraulics Company Ltd 2.095 65,00% Wuxi - Cina Produzione e vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio) 9,3 10,1 51 53
IMM Hydraulics S.p.A. 520 100,00% Atessa (CH) Produzione e vendita di raccordi e tubi oleodinamici (Settore Olio) 76,8 74,4 408 387
IFS France S.a.r.l. 162 100,00% Strasburgo - Francia Vendita di raccordi e tubi oleodinamici (Settore Olio) 2,7 2,9 10 8
Interpump Fluid Solutions Germany GmbH 52 100,00% Meinerzhagen Germania Vendita di raccordi e tubi oleodinamici (Settore Olio) 5,9 8,2 14 17
IMM Hydro Est 3.155 100,00% Catcau Cluj Napoca - Romania Produzione e vendita di raccordi e tubi oleodinamici (Settore Olio) 15,6 13,8 187 180
FGA S.r.l. 10 100,00% Fossacesia (CH) Trattamenti superficiali (Settore Olio) 1,5 1,6 13 13

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Tekno Tubi S.r.l. 100 100,00% Terre del Reno (FE) Produzione e vendita di tubi rigidi e flessibili (Settore Olio) 18,0 17,8 85 90
Tubiflex S.p.A. 515 100,00% Orbassano (TO) Produzione e vendita di tubi flessibili (Settore Olio) 26,5 24,6 124 121
Walvoil S.p.A. 7.692 100,00% Reggio Emilia Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 218,0 250,7 1.316 1.340
Walvoil Fluid Power Corp. 137 100,00% Tulsa - USA Vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 58,4 70,1 74 76
Walvoil Fluid Power (India) Pvt Ltd 4.803 100,00% Bangalore - India Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 58,0 59,2 336 342
Walvoil Fluid Power Korea Llc 453 100,00% Pyeongtaek - Corea del Sud Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 15,4 15,6 67 70
Walvoil Fluid Power France Sarl 10 100,00% Vritz - Francia Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) - - 5 4
Walvoil Fluid Power Australasia 7 100,00% Melbourne - Australia Agente per vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) - - 2 2
Walvoil Canada Inc. 76 100,00% Terrebonne Quebec - Canada Vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 6,9 7,1 18 19
Walvoil Fluid Power Dongguan Co. Ltd 3.720 100,00% Dongguan - Cina Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 23,0 22,0 146 142
IPG Mouldtech India PVT Ltd 298 85,00% Coimbatore - India Fusione di metalli ferrosi, ghisa ed alluminio (Settore Olio) 7,8 7,5 109 111
Reggiana Riduttori S.r.l. 6.000 100,00% S. Polo d'Enza (RE) Produzione e vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici. (Settore Olio) 100,6 100,5 228 234
RR USA Inc. 1 100,00% Boothwin USA Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 38,7 45,8 26 26
RR Canada Inc. 1 100,00% Vaughan Canada Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 4,9 5,7 6 7

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
RR Holland BV 19 100,00% Oosterhout - Olanda Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 8,5 8,4 13 13
RR France S.ar.l. 400 95,00% Thouare sur Loire - Francia Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 3,4 3,4 8 9
RR Slovakia A.S. 340 100,00% Zvolen - Slovacchia Produzione e vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 1,3 1,2 30 27
RR Pacific Pty 249 100,00% Victoria - Australia Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio) 4,6 5,1 8 7
Transtecno S.r.l. 100 100,00% Anzola dell'Emilia (BO) Produzione e commercializzazione riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 60,5 55,5 149 138
Hangzhou Interpump Power Trasmission Co. Ltd 575 100,00% Hangzhou - Cina Produzione e commercializzazione riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 39,2 38,0 174 170
Transtecno Iberica the Modular Gearmotor S.A. 203 70,00% Gava - Spagna Vendita riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 5,1 4,1 13 12
MA Transtecno S.A.P.I. de C.V. 124 70,00% Apodaca - Messico Vendita riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 4,3 5,1 26 24
Transtecno BV 18 51,00% Amersfoort - Olanda Vendita riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 4,7 4,0 7 7
Transtecno Aandrijftechniek (Olanda) - 51,00% Amersfoort - Olanda Vendita riduttori e motoriduttori (Settore Olio) 1,2 1,0 1 1
Tutto Hidraulicos Ltda (G) 2.529 100,00% Caxia do Sul - Brasile Produzione e vendita di cilindri idraulici (Settore Olio) 1,4 - 16 -
White Drive Motors and Steering Sp zoo 33.254 100,00% Wroclaw - Polonia Produzione e vendita di motori orbitali e sistemi di steering (Settore Olio) 87,6 86,3 435 502
White Drive Motors and Steering, LLC 86.070 100,00% Hopkinsville - USA Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio) 42,8 68,3 171 253
Interpump Piping GS S.r.l. 10 100,00% Reggio Emilia Holding del Piping (Settore Olio) - - - -

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
GS-Hydro Singapore Pte Ltd 624 100,00% Singapore Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 1,2 2,3 5 6
GS-Hydro Korea Ltd. 1.892 100,00% Busan - Corea del Sud Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 10,3 11,2 41 38
GS-Hydro Piping Systems (Shanghai) Co. Ltd. 2.760 100,00% Shanghai - Cina Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 6,7 6,9 52 48
GS-Hydro Benelux B.V. 18 100,00% Hendrik Ido Ambacht - Olanda Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 8,3 8,8 22 20
GS-Hydro Austria GmbH 40 100,00% Pashing - Austria Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 5,7 7,1 25 26
GS-Hydro Sp Z O O (Poland) 1.095 100,00% Gdynia - Polonia Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 4,1 4,2 22 27
GS-Hydro Denmark AS 67 100,00% Kolding - Danimarca Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 5,7 4,1 15 14
GS-Hydro S.A.U (Spain) 90 100,00% Las Rozas - Spagna Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 13,5 12,8 80 62
Suministros Franquesa S.A. 160 100,00% Lleida - Spagna Assemblaggio e vendita tubi, raccordi e altri componenti oleodinamici (Settore Olio) 1,8 1,5 11 11
GS-Hydro U.S. Inc. 9.903 100,00% Houston - USA Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 1,9 2,0 4 5
GS-Hydro do Brasil Sistemas Hidr. Ltda 252 100,00% Rio De Janiero - Brasile Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 1,8 1,8 9 9
GS-Hydro UK Ltd 5.095 100,00% Aberdeen - Regno Unito Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 20,1 20,7 89 93
GS-Hydro Ab (Sweden) 120 100,00% Kista - Svezia Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 1,4 2,0 5 4
GS-Hydro Hong Kong Ltd 1 100,00% Hong Kong Progettazione, realizzazione e vendita di sistemi piping (Settore Olio) 1,0 0,3 - -

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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CERTIFIED

Società consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale Ricavi €/milioni 31/12/2025 Ricavi €/milioni 31/12/2024 Numero medio dipendenti 2025 Numero medio dipendenti 2024
Hi-Tech Enviro Solutions Limited - 100,00% Auckland – Nuova Zelanda Inattiva (Settore Acqua) - - - -
WMS GP Limited (NZ) - 100,00% Hamilton – Nuova Zelanda Inattiva (Settore Acqua) - - - -
Interpump Hydraulics Middle East FZE 1.226 100,00% Dubai - Emirati Arabi Uniti In liquidazione (Settore Olio) 0 0 1 2
White Drive Motors and Steering GmbH 25 100,00% Parchim - Germania In liquidazione (Settore Olio) - 0,1 2 8
GS-Hydro System GmbH (Germany) 179 100,00% Witten - Germania In liquidazione (Settore Olio) - - 1 1
AllTube Engineering Ltd 351 100,00% Daventry – Regno Unito Inattiva (Settore Olio) - 0.7 - 11
Padoan Chile Ltda 32 100,00% Santiago (Chile) Inattiva (Settore Olio) - - - -
IMM Hydraulics Ltd - 100,00% Kidderminster - Regno Unito Inattiva (Settore Olio) - - - -
Bristol Hose Ltd - 100,00% Bristol - Regno Unito Inattiva (Settore Olio) - - - -

A) = 9 mesi di ricavi nel 2024
B) = 7 mesi di ricavi nel 2024
C) = 6 mesi di ricavi nel 2024
D) = 1 mese di ricavi nel 2024
E) = 8 mesi di ricavi nel 2025
F) = 6 mesi di ricavi nel 2025
G) = 2 mesi di ricavi nel 2025


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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CERTIFIED

Società non consolidate integralmente Capitale sociale €/000 Percentuale di controllo al 31/12/25 Sede Attività principale
General Pump China 111 100,00% Ningbo - Cina Commercializzazione di componenti (Settore Acqua)
Interpump Hydraulics Perù 318 90,00% Lima - Perù Vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio)
Interpump Hydraulics RUS 172 100,00% Mosca - Russia Vendita pompe oleodinamiche e prese di forza (Settore Olio)
Hammelmann Vostok 86 100,00% Mosca - Russia Vendita sistemi e pompe ad altissima pressione (Settore Acqua)
Interpump Antriebstechnik GmbH 25 100,00% Stoccarda - Germania Vendita sistemi per la trasmissione di potenza: riduttori epicicloidali, motoriduttori e ruote motrici (Settore Olio)
Nuova S.M. Srl 10 100,00% Reggio Emilia Trattamenti di finitura su metalli (Settore Acqua)
Walvoil Fluid Power Mexico S.A. de C.V. 249 100,00% Apodaca - Messico Produzione e vendita di valvole e distributori oleodinamici (Settore Olio)

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6. FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Dopo il 31 dicembre 2025 non sono avvenute operazioni atipiche o non usuali che richiedano variazioni al presente bilancio consolidato.

Lo scorso 17 febbraio Interpump Group S.p.A., nell'ambito del piano di acquisto di azioni proprie autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti in data 29 aprile 2025 ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999, ha dato esecuzione a un programma di acquisto di azioni proprie per un totale di n. 500.000 azioni da effettuarsi tra il 17 febbraio e il 16 maggio 2026 sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. ("MTA"), al prezzo massimo di € 60,00 per azione e quindi per un esborso massimo di Euro 30.000.000. Ai fini dell'attuazione di tale programma di acquisto la Società ha conferito in data 16 febbraio 2026 specifico mandato a Banca Akros S.p.A., terminato il giorno 11 marzo: a tale data Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.985.087 azioni pari al 2,742% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 37,97442.

Con specifico riferimento al recente conflitto internazionale che ha coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele, avviato a seguito delle operazioni militari del 28 febbraio 2026, si evidenzia che il Gruppo sta monitorando la sua evoluzione ed i relativi effetti, al momento di difficile quantificazione, stante il recente avvio del conflitto stesso, che possano impattare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Il Gruppo conferma la sua straordinaria capacità di resilienza e solidità, pur in un contesto mondiale di perdurante incertezza e di mutamenti geo-politico-economici che hanno pochi precedenti. La diversificazione caratteristica del Gruppo rappresenta un elemento solido di protezione e di stabilità.

Per tale ragione il Gruppo ritiene di poter conseguire nel corso del 2026 una crescita del fatturato, qualora i trend manifestatisi nell'esercizio passato venissero confermati, o di minimizzare possibili impatti di eventuali peggioramenti: pertanto il Gruppo prudenzialmente stima, su base organica, una variazione di fatturato compresa tra il +3% e il -2%, con una diversa contribuzione da parte dei due settori, in particolare nella prima parte dell'esercizio. Difatti, mentre il processo di recupero del settore Olio dovrebbe proseguire positivamente, il settore Acqua non vedrà ripetersi un ordine straordinario che ha fatto registrare l'anno scorso valori record, e non consentirà di apprezzare appieno la continuità solida del settore.

Grazie alla flessibilità del proprio modello di business il Gruppo continuerà, da una parte, a lavorare sui costi in funzione dell'evoluzione della domanda per confermare i livelli di eccellenza in termini di marginalità e, dall'altra, a proseguire nel processo di normalizzazione sia degli investimenti sia del capitale circolante per raggiungere un nuovo primato in termini di generazione di cassa.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025
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Telefoonse distribution and commercial use strictly prohibited

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A.

REPORTING DI SOSTENIBILITÀ - CSRD


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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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ESRS 2 – INFORMAZIONI GENERALI

Criteri per la redazione

BP-1 – Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità

La presente Informativa di Sostenibilità è redatta in forma consolidata, ossia, il perimetro coincide con quello della Relazione Finanziaria consolidata di Gruppo. Si precisa che, con riferimento:

  • alle società consolidate con il metodo del patrimonio netto, sono stati presi in considerazione solo i valori utili al calcolo delle emissioni di Scope 1 e Scope 2³;
  • a Tutto Hydraulicos Ltda, Borghi Assali Srl, Padoan Deutschland GmbH, Padoan Swiss SA, F.A.R.M.A. srl e F.A.R.M.A. USA Inc. sono stati inclusi nel presente report solo i dati relativi ai dipendenti (S1-6, S1-8, S1-9, S1-14, S1-17).

Si rimanda anche al capitolo “Note illustrative alla relazione finanziaria annuale”, paragrafo “Aree di consolidamento” per un dettaglio delle società consolidate e della relativa sede sociale.

Società Paese Area geografica report % possesso al 31/12/25
Interpump Group S.p.A. Italia Italia
Alfa Valvole S.r.l. Italia Italia 100%
Borghi Assali S.r.l. Italia Italia 70%
Contarini Leopoldo S.r.l. Italia Italia 100%
Eurofluid Hydraulic S.r.l. Italia Italia 80%
F.A.R.M.A. S.r.l. Italia Italia 100%
FGA S.r.l. Italia Italia 100%
H.S. Srl Italia Italia 100%
Hydroven S.r.l. Italia Italia 100%
I.MEC. S.r.l. Italia Italia 70%
IMM Hydraulics S.p.A. Italia Italia 100%
Inoxihp S.r.l. Italia Italia 53%
Inoxpa Italia Srl Italia Italia 100%
Interpump Hydraulics S.p.A. Italia Italia 100%
Interpump Piping GS S.r.l. Italia Italia 100%
Oleodinamica Panni S.r.l. Italia Italia 100%
Padoan Srl Italia Italia 65%

³ Si rimanda al Capitolo “5.7 - Le Società del Gruppo” per il dettaglio di queste società non consolidate integralmente.


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Società Paese Area geografica report % possesso al 31/12/25
Pioli s.r.l. Italia Italia 100%
Reggiana Riduttori Srl Italia Italia 100%
Servizi Industriali S.r.l. Italia Italia 90%
Sit S.p.A. Italia Italia 88%
Tekno Tubi S.r.l. Italia Italia 100%
Transtecno Srl Italia Italia 100%
Tubiflex S.p.a. Italia Italia 100%
Walvoil S.p.A. Italia Italia 100%
GS-Hydro Austria GmbH Austria Europa (Italia esclusa) 100%
Copa Hydrosistem OOD Bulgaria Europa (Italia esclusa) 100%
GS-Hydro Denmark AS Danimarca Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa Skandinavien A/S Danimarca Europa (Italia esclusa) 100%
Hammelmann France Francia Europa (Italia esclusa) 100%
IFS FRANCE SARL Francia Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa France Sas Francia Europa (Italia esclusa) 100%
Interpump Hydraulics France S.a.r.l. Francia Europa (Italia esclusa) 100%
RR France Sarl Francia Europa (Italia esclusa) 95%
Unidro Contarini Sas Francia Europa (Italia esclusa) 100%
Walvoil Fluid Power France Sarl. Francia Europa (Italia esclusa) 100%
GS-Hydro System GmbH Germania Europa (Italia esclusa) 100%
Hammelmann GmbH Germania Europa (Italia esclusa) 100%
Interpump Fluid Solutions Germany GmbH Germania Europa (Italia esclusa) 100%
Padoan Deutschland GmbH Germania Europa (Italia esclusa) 70%
White Drive Motors and Steering GmbH Germania Europa (Italia esclusa) 100%
Waikato Milking Systems Ireland Limited Irlanda Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa Solutions Moldova Moldavia Europa (Italia esclusa) 67%
GS-Hydro Benelux B.V. Paesi Bassi Europa (Italia esclusa) 100%
RR Holland BV Paesi Bassi Europa (Italia esclusa) 100%
Transtecno Aandrijftechniek B.V. Paesi Bassi Europa (Italia esclusa) 51%
Transtecno BV Paesi Bassi Europa (Italia esclusa) 51%
GS-Hydro Sp. z o.o. Polonia Europa (Italia esclusa) 100%
White Drive Motors and Steering Sp. z o.o. Polonia Europa (Italia esclusa) 100%

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

Società Paese Area geografica report % possesso al 31/12/25
Improved Solutions Unipessoal Ltda Portogallo Europa (Italia esclusa) 100%
IMM Hydro Est Romania Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa LTD Russia Europa (Italia esclusa) 70%
RR Slovakia A.S. Slovacchia Europa (Italia esclusa) 100%
GS-Hydro S.A.U Spagna Europa (Italia esclusa) 100%
Hammelmann S.L. Spagna Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa S.A.U. (Spain) Spagna Europa (Italia esclusa) 100%
Suministros Franquesa S.A., Spagna Europa (Italia esclusa) 100%
Transtecno Iberica the Modular Gearmotor s.a. Spagna Europa (Italia esclusa) 70%
GS-Hydro Ab Svezia Europa (Italia esclusa) 100%
Hammelmann Swiss GmbH Svizzera Europa (Italia esclusa) 100%
Padoan Swiss SA Svizzera Europa (Italia esclusa) 100%
Hammelmann Endustriyel Pompalari Turchia Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa Ukraine Ucraina Europa (Italia esclusa) 100%
AllTube Engineering Ltd UK Europa (Italia esclusa) 100%
Bristol Hose Limited UK Europa (Italia esclusa) 100%
GS- Hydro UK Ltd UK Europa (Italia esclusa) 100%
IMM Hydraulics Ltd UK Europa (Italia esclusa) 100%
Inoxpa Ltd UK Europa (Italia esclusa) 100%
Interpump Hydraulics UK UK Europa (Italia esclusa) 100%
Waikato Milking Systems UK Limited UK Europa (Italia esclusa) 100%
Hydra Dyne Technology Inc Canada Nord America 90%
RR Canada Inc. Canada Nord America 100%
Walvoil Canada Inc. Canada Nord America 100%
Alfa OBL America Inc. USA Nord America 85%
F.A.R.M.A. USA Inc. USA Nord America 100%
General Pump Inc. USA Nord America 100%
GS-Hydro U.S. Inc. USA Nord America 100%
Hammelmann Corporation Inc. USA Nord America 100%
Inoxpa USA Inc. USA Nord America 100%
Muncie Inc. USA Nord America 100%
NLB Corp. USA Nord America 100%

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Società Paese Area geografica report % possesso al 31/12/25
RR USA Inc. USA Nord America 100%
Waikato Milking Systems USA LLC USA Nord America 100%
Walvoil Fluid Power Corp. USA Nord America 100%
White Drive Motors and Steering, LLC USA Nord America 100%
Hammelmann Australia Pty Ltd Australia Far East e Oceania 100%
Mega Pacific Pty Ltd Australia Far East e Oceania 100%
RR Pacific PTY Ltd Australia Far East e Oceania 100%
Walvoil Fluid Power Australasia Australia Far East e Oceania 100%
GS-Hydro Piping Systems (Shanghai) Co. Ltd. Cina Far East e Oceania 100%
Hammelmann Pump System Ltd Cina Far East e Oceania 90%
Hangzhou Interpump Power Transmissions Co.,Ltd. Cina Far East e Oceania 100%
Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd Cina Far East e Oceania 60%
Inoxpa Special Processing Equipment Co. Ltd Cina Far East e Oceania 100%
ShangHai PuPeng Flow Technology Co., Ltd Cina Far East e Oceania 60%
Walvoil Fluid Power (Dongguan) Co., Ltd Cina Far East e Oceania 100%
Wuxi Interpump Weifu Hydraulics Company Cina Far East e Oceania 65%
GS-Hydro Korea Ltd. Corea del Sud Far East e Oceania 100%
Walvoil Fluid Power Korea Llc. Corea del Sud Far East e Oceania 100%
GS-Hydro Hong Kong Ltd Hong Kong Far East e Oceania 100%
Hi-Tech Enviro Solutions Limited Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
Mega Pacific NZ Pty Ltd Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
Waikato Milking Systems L.P. Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
Waikato Milking Systems Lease Limited Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
Waikato Milking Systems Limited Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
WMS GP Limited Nuova Zelanda Far East e Oceania 100%
GS-Hydro Singapore Pte Ltd Singapore Far East e Oceania 100%
GS-Hydro do Brasil Sistemas Hidraulicos Ltda Brasile Resto del mondo 100%
Hidrover Equip Hidraulicos Ltda Brasile Resto del mondo 59%
Interpump Hydraulics Brasil Brasile Resto del mondo 100%
Tutto Hidraulicos Ltda Brasile Resto del mondo 100%
Hydrocar Chile S.A. Cile Resto del mondo 90%
Padoan Chile Ltda Cile Resto del mondo 100%

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

Società Paese Area geografica report % possesso al 31/12/25
Inoxpa Colombia Sas Colombia Resto del mondo 100%
Interpump Hydraulics Middle East FZE EAU Resto del mondo 100%
Inoxpa India Private Ltd India Resto del mondo 100%
Interpump Hydraulics India Ltd India Resto del mondo 100%
IPG MOULDTECH INDIA PVT LTD. India Resto del mondo 85%
Walvoil Fluid Power (India) Pvt.Ltd. India Resto del mondo 100%
Inoxpa Mexico Messico Resto del mondo 100%
MA Transtecno S.A.P.I. de C.V. Messico Resto del mondo 70%
Inoxpa South Africa Pty Ltd Sudafrica Resto del mondo 100%
Interpump South Africa Pty Ltd Sudafrica Resto del mondo 100%

Nel presente anno di rendicontazione:

  • Interpump non si è avvalsa dell'opzione di omettere una specifica informazione corrispondente a proprietà intellettuale, know-how o a risultati dell'innovazione;
  • non si sono verificate le casistiche previste dagli artt. 19 e 29 della Direttiva 2013/34/UE relative a sviluppi imminenti o questioni oggetto di negoziazione.

Si segnalano inoltre le seguenti società non operative, dormienti e/o in liquidazione: Interpump Piping GS S.r.l., White Drive Motors and Steering GmbH, AllTube Engineering Ltd, Bristol Hose Limited, IMM Hydraulics Ltd, GS-Hydro Hong Kong Ltd, GS-Hydro System GmbH, Hi-Tech Enviro Solutions Limited, Waikato Milking Systems Lease Limited, Waikato Milking Systems Limited, WMS GP Limited, Padoan Chile Ltda e Interpump Hydraulics Middle East FZE.

Nello svolgere la propria analisi di doppia materialità (definita in maniera più approfondita nel successivo paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti"), che sta alla base della redazione della presente Informativa di Sostenibilità, sono state considerate tutte le fasi della catena del valore del Gruppo: sia le attività svolte direttamente, sia le attività svolte a monte e a valle della catena.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

BP-2 – Informativa in relazione a circostanze specifiche

Nell'anno di rendicontazione 2025 non sono stati rilevati eventi o situazioni particolari che hanno influenzato significativamente la performance di sostenibilità del Gruppo Interpump.

Con riferimento alle metriche incluse nella presente informativa, quelle attualmente soggette ad incertezza sono relative a:

Metriche Motivi di incertezza
Emissioni di Gas a Effetto serra di Scope 3 Il calcolo si basa talvolta su dati non primari derivati da stime di vario tipo (tra cui distanze, costi di acquisto e fattori emissivi).
Consumi energetici Nel caso i fornitori non abbiano inviato i valori degli ultimi mesi dell'anno, sono state utilizzate delle stime di consumo basate sul trend storico o sulle valutazioni del management.

Di seguito si evidenziano quelle metriche per cui si è fatto riferimento ad un perimetro diverso rispetto al consolidato:

  • emissioni di Scope 3, il dato delle società prese in considerazione, che rappresentano circa il 65% di fatturato consolidato e l'80% circa delle emissioni di scope 1 e Scope 2, non è stato riproporzionato. Nel corso dei prossimi anni, tale perimetro sarà progressivamente esteso al fine di includere anche le società meno rilevanti dal punto di vista emissivo. Per un maggior dettaglio sulla base di preparazione e accuratezza di questa metrica, si faccia riferimento al paragrafo “E1-6 – Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES”;
  • prassi di pagamento, è stato analizzato solo un campione di aziende del Gruppo che rappresentano circa il 28% degli acquisti consolidati diretti (materie prime, semilavorati, utensili e lavorazioni presso terzi). Queste voci di acquisto risultano essere tra le più rilevanti per le aziende manifatturiere del Gruppo e sono infatti le medesime che sono state considerate nell'ambito del piano ESG di Gruppo 2023-2025 per il progetto di valutazione dei fornitori secondo criteri ESG. Il dato consolidato non è stato riproporzionato a livello di Gruppo. Si ritiene che questo perimetro, che include le principali aziende del Gruppo, sia sufficientemente ampio per consentire una ragionevole rappresentazione dei valori consolidati e sarà ulteriormente esteso nei prossimi anni per aumentarne ulteriormente la rappresentatività. Si rimanda al capitolo “G1-6 - Prassi di pagamento” per una più ampia trattazione del metodo di calcolo.

Non sono state apportate modifiche alle informazioni sulla sostenibilità pubblicate nei precedenti report e si precisa che non si ha notizia di errori rilevanti nei precedenti periodi di rendicontazione.

Per quanto concerne le informazioni richieste da normative o disposizioni in materia di rendicontazione di sostenibilità diverse dagli standard ESRS, si rende noto che alcune delle principali società del Gruppo hanno implementato sistemi e modelli di gestione, al fine di monitorare, misurare e migliorare le proprie performance in ambito ambientale, nonché di facilitare la riduzione dell'inquinamento, della produzione di rifiuti e degli scarichi involontari nell'ambiente.

Alla fine del 2025, la certificazione ISO 14001 copre il 22% delle società del Gruppo, corrispondenti al 43% del fatturato consolidato. Parallelamente, la certificazione ISO 45001 è stata ottenuta dal 17% delle controllate (che pesano per il 31% sul fatturato), a conferma dell'adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza conformi agli standard internazionali.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED
S

Con riferimento alla CSRD 2025, Interpump conferma di non aver inserito informazioni mediante riferimento.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED
O

Governance

GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Il Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) di Interpump Group S.p.A., nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2023, è composto da 10 amministratori di cui: 2 amministratori esecutivi (20%), 1 amministratore non esecutivo (10%) e 7 amministratori non esecutivi e indipendenti (70%).

Attualmente, tra i membri del C.d.A., non vi sono rappresentanti dei lavoratori. Tutti i membri possiedono professionalità e competenze adeguate ai compiti loro affidati. Il 100% dei componenti del C.d.A. ha esperienze nel settore industriale e almeno l'80% dei membri dispone di competenze nel settore M&A e il 70% dei membri ha comprovate esperienze in ambito ESG.

La composizione del C.d.A. rispetta adeguati livelli di diversità, sia di genere che per fasce d'età, in linea con i principi e le raccomandazioni del Codice di Corporate Governance, secondo i quali ogni Emittente deve essere costituito per almeno due quinti dal genere meno rappresentato. Tale disposizione è, inoltre, riflessa nello Statuto della Società.

Rispetto alla ripartizione di genere, il 50% degli amministratori in carica sono donne, mentre il restante 50% sono uomini.

Al C.d.A. è stato attribuito un ruolo centrale all'interno del governo societario di Interpump Group S.p.A., con ampi poteri e competenze in tema di governance, Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, nonché nella definizione delle politiche di sostenibilità con l'obiettivo di perseguire il successo sostenibile, attraverso la creazione di valore a lungo termine a beneficio dei propri Azionisti e stakeholder rilevanti.

Il C.d.A., nella riunione del 28 aprile 2023, ha istituito un autonomo Comitato Sostenibilità (precedentemente Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità), quale organo endoconsiliare al quale sono state attribuite le funzioni istruttorie, propostive e consultive in materia di Environmental, Social e Governance (ESG).

Il C.d.A. definisce la strategia e gli obiettivi del Gruppo, incluse le politiche di sostenibilità che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento del successo sostenibile, e contribuisce attivamente nella valutazione e gestione dei temi rilevanti rendicontati nella presente Informativa di Sostenibilità. Questo processo è supportato dal Comitato Sostenibilità per la parte più attinente alle tematiche ESG e dal Comitato Controllo e Rischi per quanto riguarda il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Il Comitato Sostenibilità condivide ed esamina annualmente con il C.d.A. i risultati del processo di identificazione dei temi materiali da rendicontare all'interno della presente Informativa di Sostenibilità. Il Comitato ha, inoltre, il compito di esaminare, di concerto con il Dirigente Preposto, il contenuto dell'informativa periodica di sostenibilità, da sottoporre all'approvazione del C.d.A.. Il Comitato di Sostenibilità ha, infine, la funzione di elaborare obiettivi, strategie e piani anche pluriennali in ambito di sostenibilità da sottoporre al C.d.A., monitorandone l'attuazione.

Alcuni impatti, rischi ed opportunità (IRO) sono implicitamente gestiti all'interno del Piano ESG 2023-2025. Si precisa però che alla data della presente relazione, non sono previste specifiche procedure per gestire gli IRO nella loro totalità.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

Il Comitato è composto da un amministratore esecutivo con poteri in ambito sostenibilità e da due Amministratori Indipendenti; lo stesso, nel suo complesso, ha un'adeguata competenza nel settore in cui opera la Società e ha competenze adeguate in relazione ai compiti e alle funzioni attribuite, attinenti alle politiche environmentali, social e di governance. In particolare, i consiglieri possiedono una significativa esperienza nei settori finanziario, ESG, audit, gestione del rischio aziendale e governance.

GOV-2 – Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate

A seguito dell'introduzione della normativa CSRD, l'analisi degli impatti, rischi e opportunità è stata progressivamente incorporata nel più ampio processo di definizione della strategia aziendale. Periodicamente, con cadenza almeno annuale, il C.d.A. riceve un aggiornamento in merito agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti, nonché sui risultati e sull'efficacia delle politiche, delle azioni, delle metriche e degli obiettivi adottati. Tale analisi, supportata dalle competenze e attività dei due comitati endoconsiliari, consente una rappresentazione puntuale di tutti gli Impatti, Rischi e Opportunità (IRO).

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Interpump Group Spa è costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e monitoraggio dei principali rischi. In particolare, Interpump Group S.p.A. ha definito un modello di Enterprise Risk Management (di seguito "Modello ERM") ispirandosi alle best practice internazionali in materia di risk management (tra i quali, CoSO Framework, CoSO ERM WBCSD e ISO 31000) e in linea con le raccomandazioni del Codice di Corporate Governance. Tale Modello è caratterizzato da un approccio sistematico finalizzato all'identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi che potrebbero influire sul raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo Interpump. La valutazione dei rischi insita nel Modello ERM parte dalla definizione della natura e del livello di rischio, compatibile con gli indirizzi strategici definiti dal C.d.A.. I rischi sono valutati periodicamente in base: (i) al grado di probabilità, ossia la possibilità che un evento si verifichi, valutata sulla base di analisi storiche, proiezioni future o mediante valutazioni soggettive degli esperti di settore, e (ii) agli impatti, ossia le conseguenze del verificarsi di un evento, all'interno degli ambiti finanziari, operativi, reputazionali, di compliance e di sostenibilità (in termini di impatti, rischi e opportunità).

Nel 2025 è iniziata l'integrazione dell'analisi di doppia materialità (CSRD) nel modello ERM, puntando a un catalogo rischi unico che assicuri coerenza di giudizio tra performance finanziaria e impatti di sostenibilità.

Si segnala inoltre che il Comitato Sostenibilità monitora l'esecuzione delle 20 azioni e dei relativi target prefissati per la loro realizzazione del Piano strategico triennale ESG 2023-2025, approvato dal C.d.A. nella seduta del 5 ottobre 2022, documento atto ad integrare la strategia di business con i principi di sostenibilità.

GOV-3 – Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

La Politica di Remunerazione del Gruppo Interpump, approvata dall'Assemblea degli Azionisti e valida per il triennio 2025-2027, riguarda i componenti degli organi di amministrazione, inclusi gli amministratori esecutivi e gli amministratori non esecutivi, dei direttori generali e gli altri dirigenti con responsabilità strategiche (i "Dirigenti con Responsabilità Strategiche"), nonché, fermo restando quanto previsto dall'art. 2402 del codice civile, dei componenti dell'organo di controllo (i "Sindaci effettivi") di Interpump Group S.p.A.

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CERTIFIED

Con particolare riferimento agli amministratori esecutivi e ai Dirigenti con Responsabilità Strategiche, la politica include una componente remunerativa fissa, una componente remunerativa variabile di breve periodo ("MBO", Management By Objectives), nonché incentivi a lungo termine ("LTI", Long Term Incentive Plan), al fine di favorire il raggiungimento di specifici obiettivi nell'interesse di tutti gli azionisti.

Componente remunerativa fissa

La componente remunerativa fissa è correlata alla specializzazione professionale, al ruolo ricoperto e alle responsabilità attribuite al soggetto, in misura sufficiente a remunerare l'Amministratore o il Dirigente anche nel caso in cui la componente variabile non sia erogata a fronte del mancato raggiungimento degli obiettivi di performance.

Componente remunerativa variabile

Il piano di MBO declinato nella Politica di Remunerazione ha l'obiettivo di incentivare il raggiungimento di specifici obiettivi di performance da parte degli Amministratori e Dirigenti. Al fine di individuare gli specifici obiettivi e i relativi parametri, si tiene conto dell'esigenza di garantire:

  • target precisi, chiari, obiettivamente misurabili e precedentemente indicati e determinati;
  • il coordinamento con gli obiettivi della Società e del Gruppo;
  • un'adeguata progressione nel tempo degli obiettivi di performance, avuto riguardo alla sostenibilità della remunerazione.

La Politica di Remunerazione prevede la possibilità che il C.d.A. possa erogare dei bonus discrezionali, nell'ambito dei limiti predefiniti, e la facoltà di stabilire particolari termini di maturazione, meccanismi di pagamento differito e di correzione ex post (c.d. clausole di "claw back" e/o "malus").

Con riferimento agli incentivi di lungo periodo, l'Assemblea di Interpump Group S.p.A. ha approvato, nella seduta del 29 aprile 2025, il "Piano di incentivazione Interpump 2025-2027", il quale prevede l'assegnazione di un determinato numero di opzioni ai "beneficiari", rappresentati da dipendenti, amministratori e/o collaboratori della Società e/o del Gruppo, individuati tra i soggetti che ricoprano o svolgano funzioni e/o ruoli di carattere strategico, in un'ottica di fidelizzazione e creazione prospettica di valore. Gli obiettivi di performance, oltre che di natura economico-finanziaria - ovvero correlati al raggiungimento di specifici risultati a livello di Gruppo - e di performance individuale, sono anche in parte correlati allo sviluppo e al consolidamento delle tematiche di natura ESG rilevanti per il Gruppo, misurate anche ai fini delle informazioni rese nella presente Informativa di Sostenibilità.

Gli obiettivi sottostanti l'ottenimento della remunerazione in stock option, oltre che di natura economico-finanziaria - ovvero correlati al raggiungimento di specifici risultati a livello di Gruppo - e di performance individuale, sono correlati allo sviluppo e al consolidamento delle tematiche di natura ESG rilevanti per il Gruppo. In particolare, gli obiettivi potranno riguardare, a titolo esemplificativo, le aree Environmental, Social e Governance e in relazione alle attività di volta in volta ritenute rilevanti per il Gruppo, nonché misurabili e/o misurate anche ai fini delle informazioni rese nella presente Informativa di Sostenibilità:

  • area "Environmental", l'adozione di soluzioni tese ad ottenere un minor impatto dell'attività imprenditoriale sull'ambiente (ad esempio la riduzione delle emissioni in atmosfera e/o della produzione di rifiuti, l'incremento nell'utilizzo di energia derivante da fonti rinnovabili e la riduzione del consumo idrico);
  • area "Social", l'adozione di politiche volte a migliorare l'impatto sociale dell'attività imprenditoriale (ad esempio le iniziative legate alla diversità e all'inclusione, la riduzione dell'incidenza degli infortuni o la definizione di una politica a sostegno delle comunità locali);

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

CERTIFIED

  • area "Governance", l'adozione di misure tese a migliorare la gestione e il governo della Società e del Gruppo (ad esempio il miglioramento dell'assetto organizzativo e/o funzionale del C.d.A. o la formazione in tema di whistleblowing).

Nell'ottica di una crescente attenzione e sensibilizzazione alle politiche di natura ESG, a partire dal 2022 la Società ha integrato la propria Politica di Remunerazione con ulteriori KPI di natura non finanziaria, correlati al perseguimento e raggiungimento degli obiettivi indicati nel Piano ESG 2023-2025.

In particolare, nella definizione della remunerazione, il sistema di incentivazione:

  • annuale (MBO) prevede la correlazione con gli obiettivi ESG attraverso l'identificazione di precisi KPIs legati al raggiungimento degli obiettivi annuali del predetto Piano ESG, per un peso pari al 15% del complessivo MBO medesimo.
  • di medio-lungo termine (LTI), rappresentato dal Piano di Incentivazione Interpump 2025-2027, prevede anch'esso che per il 15% delle opzioni offerte a ciascun beneficiario, gli obiettivi assegnati a ciascun beneficiario dovranno contribuire allo sviluppo ed al consolidamento delle tematiche ESG, misurabili e/o misurate anche ai fini delle informazioni non finanziarie.

La Politica di Remunerazione è deliberata dal C.d.A., che ne è responsabile per la sua attuazione e revisione, su proposta del Comitato per la Remunerazione e sentito il parere del Collegio Sindacale. La stessa è sottoposta, inoltre, al voto vincolante dell'Assemblea dei Soci.

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GOV-4 – Dichiarazione sul dovere di diligenza

Il Gruppo Interpump ha implementato un processo di due diligence che progressivamente si propone di individuare gli impatti negativi, effettivi e potenziali, legati alla propria attività e di implementare delle iniziative che mirano a prevenirli o a mitigarne l'effetto (approfonditi nei successivi paragrafi sui c.d. Topic Standard rilevanti), integrando i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e nelle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali. Tale processo dovrà essere ulteriormente implementato, in alcuni casi, al fine di gestire gli impatti lungo tutta la catena del valore.

Nella tabella di seguito si riportano gli elementi fondamentali del dovere di diligenza per le questioni di sostenibilità e il relativo paragrafo in cui sono approfonditi:

| Elementi fondamentali del dovere di diligenza | Riferimento
(Paragrafi rendicontazione di sostenibilità) |
| --- | --- |
| Integrare la condotta d'impresa responsabile nell'ambito delle politiche e dei sistemi di gestione dell'impresa | • GOV-1: Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
• GOV-2: Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate
• GOV-3: Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione |
| Coinvolgere gli stakeholder impattati in tutte le fasi del processo di due diligence | • SBM-1: Strategia, modello aziendale e catena del valore
• SBM-2: Interessi e opinioni dei portatori di interessi |
| Individuare e valutare gli impatti | • SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale
• IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti |
| Adottare azioni di mitigazione degli impatti | • GOV-1: Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo
• SBM-1: Strategia, modello aziendale e catena del valore
• SBM-2: Interessi e opinioni dei portatori di interessi |
| Valutare l'efficacia delle azioni e comunicarle | • GOV-5: Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità |

GOV-5 – Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità

Il Gruppo Interpump ha implementato un "modello di controllo interno sull'informativa non finanziaria", avente lo scopo di definire le modalità di rilevazione, misurazione, trattamento e controllo del rischio afferente il processo di rendicontazione delle informazioni non finanziarie, nell'ambito del più generale sistema di controllo interno sull'informativa non finanziaria, ossia assicurare l'attendibilità, l'accuratezza, l'affidabilità e la tempestività dei dati e delle informazioni di carattere non finanziario del Gruppo.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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L'attività di identificazione dei rischi afferenti il processo di reporting delle informazioni non finanziarie è svolta secondo un approccio per processi, ossia i rischi sono identificati in relazione a ciascuna attività di processo in cui si possono manifestare. Conseguentemente è svolta un'analisi dei processi e dei sotto-processi operanti, sulla base delle matrici dei processi definite nell'ambito del sistema di controllo interno sull'informativa non finanziaria, e per ciascun sotto-processo sono identificate le singole attività che lo compongono. Successivamente alla fase di identificazione dei rischi afferenti la rendicontazione delle informazioni non finanziarie, la Società identifica le azioni in essere, ossia ogni misura di risposta al rischio utilizzata per modificare il livello di rischio potenziale, mitigandolo o traducendolo in opportunità (ad esempio misure di tipo organizzativo, procedurale, informatico, ecc.). I rischi sono prioritizzati in base alla loro rilevanza e al potenziale impatto sull'organizzazione.

Le informazioni e i dati compresi all'interno del sistema di controllo interno riguardano:

  • ESRS Trasversali (ESRS 1 e ESRS 2), includono linee guida per la rendicontazione su aspetti generali di sostenibilità, come la governance, la strategia, la gestione del rischio e la trasparenza delle informazioni;
  • ESRS Topical Standard (E1, E2, E3, E5, S1, S2, S4): temi materiali identificati attraverso l'analisi di doppia materialità.

La seguente tabella definisce, per ciascuna tipologia di Standard ESRS, i principali rischi di reporting individuati e i relativi controlli implementati al fine di mitigare i rischi:

Tipologia ESRS Principali rischi identificati Esempi di controlli implementati per mitigare i rischi
Trasversali
(ESRS 1 e ESRS 2) • Tardiva produzione e pubblicazione dell'Informativa di Sostenibilità,
• Accesso non autorizzato al sistema di reporting,
• Errata definizione del perimetro di consolidamento. • Controlli di accesso per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere al sistema di reporting,
• Controlli di revisione per verificare l'accuratezza e la completezza dei dati inseriti.
• Procedure di approvazione per le integrazioni e le modifiche ai dati di reporting, e controlli automatizzati per ridurre gli errori manuali nel processo di reporting.
Topical Standard
(E1, E2, E3, E5, S1, S2, S4) • Errata raccolta, elaborazione e rendicontazione dei dati relativi a:
- consumi energetici,
- consumi di gas naturale,
- consumi idrici,
- acqua riciclata, immagazzinata o riutilizzata,
- rifiuti prodotti,
- flussi della merce in entrata,
- forza lavoro,
- formazione dei dipendenti,
- salute e sicurezza del personale,
- salari e compensi, • Controlli per garantire l'accuratezza dei dati relativi ai consumi energetici e idrici,
• Procedure di verifica per assicurare la correttezza delle informazioni sui rifiuti prodotti e sui flussi della merce in entrata.
• Controlli per monitorare la rendicontazione dei dati relativi alla forza lavoro e ai diritti umani, e per garantire la coerenza e l'affidabilità delle informazioni divulgate.

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Tipologia ESRS Principali rischi identificati Esempi di controlli implementati per mitigare i rischi
- violazioni sui diritti umani,
- prassi di pagamento.

Le risultanze della valutazione del rischio e dei controlli interni sono integrate nei processi di rendicontazione di sostenibilità attraverso l'adozione di pratiche di reporting accurate e ben strutturate. Questo include la calendarizzazione delle attività di rendicontazione, la definizione di responsabilità e tempistiche di raccolta e validazione dei dati, nonché la tracciabilità delle informazioni e delle azioni.

Il Dirigente Preposto assicura il mantenimento e l'adequatezza del Sistema di Controllo Interno sull'informativa non finanziaria ed è coadiuvato dalla Funzione di Internal Audit, Risk & Compliance che ne monitora, in via continuativa, l'efficacia tramite le seguenti azioni:

  • individuazione del perimetro di analisi in relazione alle società del Gruppo, inclusi i relativi processi aziendali, rilevanti da un punto di vista di contribuzione quali-quantitativa alla predisposizione del reporting di sostenibilità di Interpump Group S.p.A.;
  • mappatura e aggiornamento dei rischi e dei controlli rilevanti per l'informativa non finanziaria;
  • verifiche sull'adequatezza del disegno e sull'efficacia operativa dei controlli, per il tramite di un monitoraggio indipendente, attraverso attività periodiche di test;
  • individuazione, di concerto con il management (cd. Risk Owner) la cui responsabilità è di mettere in atto, nell'adempimento delle proprie attività, i controlli di linea finalizzati al corretto svolgimento delle attività operative, incluse quelle con riflessi sulla produzione del dato di natura non finanziaria, delle azioni correttive (remediation plan) per:
  • apportare le necessarie correzioni
  • assicurare il corretto funzionamento del sistema di controllo interno.

Al fine di permettere al C.d.A. di Interpump di svolgere il proprio ruolo di supervisione, la Funzione Internal Audit, Risk & Compliance, predispone con cadenza almeno annuale, relazioni di sintesi con gli esiti delle attività svolte. La Funzione Internal Audit, Risk & Compliance, dopo averne condiviso gli esiti con il Dirigente Preposto, provvede a presentarla al Comitato Controllo e Rischi che si esprime sull'adequatezza del sistema di controllo interno sull'informativa non finanziaria adottato, rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché sulla sua efficacia. Dopo avere formulato tale valutazione, il Comitato Controllo e Rischi presenta la Relazione al C.d.A. per presa visione.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025
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Strategia

SBM-1 – Strategia, modello aziendale e catena del valore

Il catalogo dei prodotti del Gruppo Interpump è particolarmente numeroso ed eterogeneo, ma sostanzialmente riconducibile a due settori di business: il Settore Acqua e il Settore Olio.

Principali prodotti

Settore Acqua Settore Olio
• Pompe a pistoni per acqua (tra 1 e 2.000 CV) con relativi componenti e accessori;
• Pompe speciali, mixer, agitatori, sistemi di pulizia, valvole e serbatoi;
• Soluzioni automatizzate per la mungitura del latte. • Componenti oleodinamici^{4};
• Sistemi di tubazione;
• Riduttori di potenza per macchine industriali e domestiche;
• Motori orbitali e sistemi di sterzata

Principali mercati

Settore Acqua Settore Olio
• Industria agroalimentare;
• Industria cosmetica;
• Industria farmaceutica;
• Industria siderurgica;
• Servizi di pulizia industriale;
• Trattamento acque;
• Industria automobilistica;
• Settore macchine per costruzioni;
• Settore Oil & Gas. • Costruttori di macchine per il movimento terra, costruzioni, agricoltura e sollevamento;
• Settore minerario/estrattivo;
• Automazione industriale;
• Logistica.

Per ulteriori dettagli relativi ai prodotti del Gruppo Interpump, si rimanda al sito internet di Gruppo⁵.

I mercati serviti a livello geografico possono essere suddivisi in: Italia, Resto d'Europa, Nord America, Far East e Oceania e Resto del Mondo come già rappresentato all'interno del presente documento al capitolo del conto economico dedicato ai "Ricavi".

Nel 2025, non si sono registrate modifiche significative né in relazione ai prodotti commercializzati né in relazione ai mercati serviti (sia in termini di industria sia in termini geografici) dal Gruppo Interpump.

⁴ A titolo esemplificativo: prese di forza, pompe a ingranaggi, cilindri, motori idraulici, serbatoi per l'olio, distributori oleodinamici, sistemi di comando elettronici o meccanici, tubi (flessibili in gomma, metallici, rigidi), flange e raccordi.

⁵ Si prega di fare riferimento alla pagina internet: https://www.interpumpgroup.it/it/chi-siamo/business


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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La seguente tabella evidenzia, invece, la presenza del Gruppo in termini di dipendenti nelle aree geografiche sopra esposte al 31/12/2025:

Italia Resto d'Europa Nord America Far East e Oceania Resto del mondo Totale
N. dipendenti 4.050 2.256 1.310 799 1.247 9.662

Inoltre, si segnala che tutti i prodotti del Gruppo Interpump sono conformi alle normative vigenti e non sono soggetti a divieti nei mercati in cui l'azienda opera.

Nell'ambito del Piano ESG 2023-2025, il Gruppo ha adottato le Linee Guida di Ecodesign, finalizzate ad identificare e sviluppare processi innovativi che permettano l'estensione significativa del ciclo di vita dei suoi prodotti, promuovendone il prolungamento della vita utile, il riuso e il riciclo. La definizione di procedure operative per concretizzare gli obiettivi definiti dalle predette Linee Guida e dei KPI di monitoraggio degli impatti ambientali dei prodotti, nonché il monitoraggio dell'andamento nel corso degli anni sono demandati alle singole società del Gruppo.

Tra i principi cardine delle Linee guida figurano:

  • la gestione efficiente dei materiali – il Gruppo si impegna a utilizzare materie prime rinnovabili, materie prime-seconde, sottoprodotti e/o scarti di lavorazione (in particolare per materiali di valore come l'acciaio, l'ottone e la ghisa); nonché ad ottimizzare l'utilizzo dei materiali nel processo produttivo.
  • il prolungamento della vita utile dei prodotti – il Gruppo si impegna a offrire ai clienti servizi di riparazione e manutenzione preventiva (anche attraverso l'utilizzo dell'Internet of Things), nonché prodotti progettati per favorire il loro smontaggio completo.

Ad oggi, tuttavia, non è possibile definire degli obiettivi quantitativi relativi alla sostenibilità in termini di gruppi significativi di prodotti e servizi, categorie di clienti, aree geografiche e rapporti con i portatori di interessi.

Il Gruppo Interpump è da sempre impegnato nell'ambito dell'innovazione continua e nello sviluppo di tecnologie all'avanguardia. La ricerca e lo sviluppo di prodotti innovativi, che possano contribuire ad una maggiore efficienza e affidabilità dei propri prodotti, è un elemento fondante del business aziendale. Tutto questo si traduce potenzialmente in un minore impatto sull'ambiente, sulla produzione di rifiuti, sul consumo di risorse naturali e sulle emissioni di CO2 in atmosfera. I mercati in cui il Gruppo opera sono sempre più indirizzati verso soluzioni sostenibili, in grado di ridurre al minimo gli impatti ambientali. In tale contesto, Interpump si impegna a sviluppare prodotti e tecnologie che possano contribuire alla sostenibilità ambientale, garantendo al contempo elevati standard di qualità e di prestazioni. La ricerca di migliori performance dei prodotti si esplica spesso in un miglioramento dei profili di consumo energetico, idrico o dei materiali utilizzati nella fase produttiva. L'attività di ricerca e sviluppo del Gruppo trova concreta applicazione nelle collaborazioni con i vari clienti ed è finalizzata principalmente alla realizzazione di nuovi prodotti e applicazioni o al miglioramento delle loro performance. Tali dinamiche sono diffuse a tutte le aziende del Gruppo e ai rispettivi prodotti senza particolari distinzioni geografiche o di settore applicativo.

Il Gruppo Interpump ha integrato la propria strategia in merito alla sostenibilità e allo sviluppo aziendale all'interno del proprio Piano ESG 2023-2025: le 20 azioni da realizzare nel triennio 2023-2025 come dettagliato anche sul sito internet di Interpump Group S.p.a.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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La catena del valore del Gruppo Interpump

Data l'eterogeneità del proprio business, il Gruppo Interpump opera attraverso una catena del valore complessa, che riflette la pluralità di mercati e servizi presidiati.

Nella fase di upstream, le attività del Gruppo sono sostenute da una rete globale di fornitori, riconducibili a tre macro-categorie principali:

  • fornitori principali, che conferiscono componenti meccanici, semi-lavorati in metallo, gomma, mescole e plastica, componenti elettrici e macchinari, utensili e attrezzature per la produzione e l'assemblaggio. A loro volta, tali fornitori acquistano da terzi le materie prime che stanno alla base del processo produttivo di Interpump;
  • fornitori di acqua, che si rende necessaria nelle varie fasi di produzione e di test dei prodotti;
  • fornitori di combustibili ed energia, indispensabile per lo sviluppo delle diverse attività.

Interpump si avvale, inoltre, del supporto di realtà impegnate nella vendita e distribuzione, nella logistica, nella lavorazione e produzione e nell'erogazione di servizi professionali esterni (ad esempio risorse umane, sistemi informatici, legale, marketing, fiscale, revisione contabile).

L'ampia gamma di soluzioni tecniche e la presenza geografica diversificata comportano spesso una gestione decentralizzata degli acquisti a livello di singola controllata. Inoltre, è opportuno considerare che le società commerciali e distributive del Gruppo possono acquistare i prodotti sia dalle società produttive del Gruppo sia da fornitori esterni.

Interpump svolge numerose attività dirette, la principale è relativa alla produzione e alla vendita di:

  • pompe a pistoni ad acqua ad alta e altissima pressione (c.d. settore Water Jetting);
  • componenti e sistemi oleodinamici, tubazioni flessibili e rigide in gomma e metallo, trasmissioni di potenza, motoriduttori, motori orbitali e sistemi di sterzo (c.d. settore Hydraulics).

Oltre alla produzione diretta, Interpump realizza anche attività di:

  • supporto post-vendita e tecnico ai clienti;
  • rivendita di prodotti di terzi;
  • attività di ricerca e sviluppo, sia internamente che in collaborazione con clienti e fornitori;
  • test, controllo qualità e altri processi ausiliari di produzione.

Nella fase di downstream, data la natura dei beni offerti, riconducibili a componenti per l'assemblaggio di prodotti terzi, il Gruppo si interfaccia con una filiera composta da produttori originali (OEM), distributori e rivenditori. Il modello di business del Gruppo prevede pertanto un'esposizione del tutto residuale verso il consumatore finale propriamente detto (ai sensi del D.Lgs. 206/2005), focalizzandosi invece su relazioni di tipo professionale e industriale.

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A titolo esemplificativo, si riportano nella seguente tabella i settori in cui vengono impiegate le soluzioni del settore Water Jetting e quelli relativi al settore Hydraulics.

| Applicazione soluzioni
settore Acqua (Water Jetting) | Applicazione componenti
settore Olio (Hydraulics) |
| --- | --- |
| Industria alimentare | Veicoli industriali |
| Industria lattiero-casearia | Veicoli movimento terra |
| Industria cosmetica | Veicoli da costruzione |
| Trattamento delle acque | Veicoli per sollevamento e trasporto |
| Pulizia industriale | Veicoli agricoli |
| Industria petrolifera e del gas | Macchine utensili |
| Industria delle costruzioni | |
| Fonderie e acciaierie | |

Inoltre, sempre a valle della catena del valore, il Gruppo Interpump si interfaccia con operatori impiegati in attività di:

  • logistica per il trasporto e la distribuzione dei prodotti;
  • gestione dei rifiuti/del fine vita del prodotto.

Il Gruppo Interpump è da sempre impegnato nell'ambito dell'innovazione continua e nello sviluppo di tecnologie all'avanguardia. L'attività di ricerca e sviluppo del Gruppo trova concreta applicazione nelle collaborazioni con i vari clienti ed è finalizzata principalmente alla realizzazione di nuovi prodotti e applicazioni o al miglioramento delle loro performance. A fronte di una elevata complessità nel processo collaborativo con il cliente, si ritiene che tale approccio possa consentire di ottenere i seguenti vantaggi:

  • Riscontro diretto: collaborare a stretto contatto con i clienti durante il processo di ricerca e sviluppo consente di ottenere feedback diretti e immediati sui prodotti e servizi.
  • Sinergie: coinvolgere i clienti nelle fasi iniziali di sviluppo consente di creare soluzioni coerenti alle loro esigenze e preferenze. Questo approccio può portare ad individuare ulteriori prodotti e applicazioni maggiormente innovative e adatte al mercato di riferimento.
  • Riduzione dei rischi: collaborare con i clienti fin dall'inizio contribuisce a ridurre i rischi, identificando potenziali problematiche prima che diventino critiche o costose da risolvere.
  • Customer loyalty: coinvolgere i clienti nel processo di sviluppo incrementa la fiducia nei confronti delle aziende del Gruppo.

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SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori di interessi

Il Gruppo Interpump interagisce periodicamente con i propri portatori di interessi (stakeholder) al fine di garantire che le decisioni aziendali siano allineate con le aspettative e le esigenze di tutte le parti coinvolte.

Per ogni categoria di stakeholder identificata, il Gruppo Interpump ha sviluppato specifici canali di comunicazione al fine di ascoltare periodicamente le opinioni, nonché comprendere i punti di vista e le necessità di ciascuno di essi. Eventuali commenti e risultati derivanti dalle diverse forme di stakeholder engagement sono presi in considerazione dal top management al fine di aggiornare la lista degli impatti, dei rischi e delle opportunità da monitorare.

Si ricorda inoltre che Interpump Group S.p.A. ritiene imprescindibile il confronto con i propri azionisti e investitori, e favorisce un dialogo costante e continuativo, nella prospettiva della creazione di valore nel medio-lungo termine. In particolare, il C.d.A. nella seduta del 4 ottobre 2021, ha adottato la “Politica per la gestione del dialogo con la generalità degli azionisti” al fine di disciplinare le forme più opportune di dialogo con i propri azionisti e gli stakeholder rilevanti.

Di seguito l'elenco dei principali portatori di interessi identificati da Interpump con la relativa modalità di engagement nonché frequenza di coinvolgimento.

Categoria di stakeholder (45a i) Frequenza di coinvolgimento (45a ii, iii) Modalità di engagement (45a ii, iii)
Dipendenti e collaboratori Continua - Valutazioni periodiche di performance e risultati
- Intranet aziendale
- Programmi di formazione specifici
- Comunicazioni dal vertice aziendale
- Contrattazione collettiva
- Questionario di identificazione dei temi rilevanti finalizzati ad alimentare la matrice di materialità
Azionisti Continua - Sito web istituzionale
- Incontri periodici
- Assemblea degli azionisti
- Comunicati Stampa
- Adozione di una politica per la gestione del dialogo con gli azionisti
Comunità locale Continua - Sito web istituzionale
- Atti di liberalità
- Incontri finalizzati all’orientamento degli studenti (tirocini formativi/stage)
Competitor Periodica - Sito web istituzionale
- Partecipazione ad iniziative, fiere ed eventi
Sindacati Periodica / ad hoc - Incontri istituzionali

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Categoria di stakeholder (45a i) Frequenza di coinvolgimento (45a ii, iii) Modalità di engagement (45a ii, iii)
Associazioni di categoria Continua / ad hoc - Partecipazione a convegni e incontri di informazione
Finanziatori Periodica - Sito web istituzionale
- Incontri periodici con analisti finanziari
- Comunicati stampa
Fornitori Continua / ad hoc - Sito web istituzionale
- Relazioni continue con le funzioni aziendali di riferimento
- Partecipazione a iniziative ed eventi
- Stakeholder engagement
Pubbliche amministrazioni ed enti di controllo Continua - Incontri istituzionali
Clienti Continua / ad hoc - Sito web istituzionale
- Customer Service
- Cataloghi
- After Sale Service
- Eventi fieristici
- Stakeholder engagement
Legislatore Continua - Sito web istituzionale
- Informativa Consob e Borsa
- Informativa su richiesta
- Relazioni e bilanci
- Comunicati Stampa
- Assemblee degli azionisti

Alcune categorie specifiche di portatori di interesse, tra cui investitori, top management, membri del C.d.A. ed un campione di clienti e fornitori, sono stati direttamente coinvolti nel valutare la rilevanza delle tematiche di sostenibilità.

Come specificato nel precedente paragrafo “GOV-1: Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo”, le risultanze di tale analisi sono vagliate annualmente dal C.d.A., coadiuvato dal Comitato Sostenibilità. Il C.d.A. è periodicamente informato in merito alle opinioni degli stakeholder sulla base delle attività di stakeholder engagement calendarizzati durante il corso dell’anno.

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SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Una descrizione degli impatti, dei rischi e delle opportunità di sostenibilità considerati rilevanti dal Gruppo Interpump, in seguito allo sviluppo dell'analisi di doppia materialità su cui si è basata la stesura della presente Informativa, è riportata nelle tabelle presenti nel proseguo della presente sezione.

Per quanto concerne gli impatti:

  • è specificato se sono negativi o positivi e in che modo incidono su persone o ambiente;
  • sono evidenziate le azioni del Piano strategico ESG 2023-2025 ad essi collegati⁶;
  • gli orizzonti temporali ragionevolmente attesi degli impatti;
  • se si manifestano nelle attività dirette del Gruppo o lungo la catena del valore.

Nelle tabelle il tipo di impatto può essere:

  • positivo (P) oppure negativo (N);
  • attuale (Att) oppure potenziale (Pot);
  • caratterizzato da un orizzonte temporale a Breve (B), Medio (M) o Lungo (L) termine;
  • nella catena del valore nelle operazioni dirette (Direct), a monte (Up) o a valle (down).
ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione I processi di approvvigionamento, trasporto e produzione necessari alla realizzazione dei prodotti del Gruppo implicano consumi energetici da fonti non rinnovabili e le relative emissioni di gas ad effetto serra, queste ultime rappresentate principalmente dall'uso di combustibili fossili (Scope 1) e l'acquisto di energia elettrica dalla rete (Scope 2) per il funzionamento degli impianti. Le emissioni Scope 1 e 2 così prodotte rappresentano il principale driver del contributo aziendale all'aumento delle temperature globali. Direct Att N L Azione E.1 E.2 E.3

⁶ Per maggiori dettagli in merito al Piano ESG 2023-2025 del Gruppo Interpump e alle relative azioni, si veda la sezione dedicata sul sito internet https://www.interpumpgroup.it/it/sostenibilita/piano-esg-2023-2025

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
E1 Cambiamenti climatici Energia L'impatto materiale deriva da un mix energetico caratterizzato da un'elevata incidenza di fonti fossili non rinnovabili (carbone, gas naturale e petrolio). Tale configurazione, unita ad una ridotta possibilità di efficientamento energetico, determina un consumo elevato di energia primaria da fonti non rinnovabili, in contrasto con gli obiettivi di transizione verso vettori energetici a basse emissioni. Direct Att N L Azione E.1 E.2 E.3
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione Il Gruppo Interpump contribuisce alle emissioni indirette di gas a effetto serra (GHG) di Scope 3 lungo la catena del valore, con particolare materialità nelle seguenti aree: 1) Attività di estrazione e lavorazione delle materie prime (es. metalli e combustibili fossili), a causa dell'elevato consumo energetico e dei processi industriali intrinseci. 2) Produzione di energia acquistata e incorporata nei beni e servizi lungo la filiera. Tali emissioni rappresentano un contributo significativo all'impatto climatico complessivo dell'azienda Up Att N L
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione L'uso di alcune categorie di prodotti venduti dal Gruppo richiede combustibili ed energia elettrica per funzionare. Questo genera emissioni significative di gas a effetto serra (GHG) (Scope 3, Categoria 11) che contribuiscono al cambiamento climatico, rappresentando un impatto negativo effettivo e materiale dell'azienda sull'ambiente lungo la catena del valore downstream. Tali emissioni rappresentano un contributo significativo sul totale aziendale. Down Att N L

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
E1 Cambiamenti climatici Energia Il Gruppo ha un impatto negativo sull'ambiente attraverso il consumo energetico intensivo e l'uso di fonti fossili non rinnovabili da parte dei suoi fornitori (Scope 3, Categorie Upstream: es. Categoria 1 - Beni e servizi acquistati, Categoria 2 - Beni strumentali). Questo consumo energetico a monte contribuisce in modo sostanziale all'esaurimento delle risorse naturali e alle emissioni globali di gas a effetto serra (GHG). Up Att N L
E1 Cambiamenti climatici Energia Il Gruppo genera un impatto negativo sull'ambiente attraverso il consumo energetico che si verifica durante l'utilizzo dei prodotti venduti (Scope 3, Categoria 11 - Uso dei prodotti venduti) da parte dei propri clienti. Questo fabbisogno energetico downstream, spesso coperto da fonti fossili da parte dei clienti finali, contribuisce direttamente all'aumento delle emissioni globali di gas a effetto serra (GHG) e all'esaurimento delle risorse, con un impatto materiale sul cambiamento climatico. Down Att N L
E2 Inquinamento Inquinamento dell'aria Le emissioni in atmosfera comprendono inquinanti che hanno un impatto negativo sulla qualità dell'aria e sugli ecosistemi, compresa la salute umana e animale. Durante le attività lungo la filiera si verifica il rilascio in atmosfera di emissioni inquinanti. Up Att N M
E2 Inquinamento Inquinamento dell'acqua Gli scarichi idrici hanno inquinanti che hanno un impatto negativo sulla qualità dell'acqua. Durante le attività lungo la filiera si verifica il rilascio in acqua di emissioni inquinanti. Up Att N M
E2 Inquinamento Inquinamento del suolo I processi di estrazione e lavorazione delle materie prime e semilavorati utilizzati dal Gruppo hanno un impatto negativo sulla qualità del suolo. Durante le attività lungo la filiera si verifica probabilmente il rilascio di inquinanti che impattano negativamente sul territorio circostante. Up Att N M

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
E3 Acque e risorse marine Acqua Consumo idrico Il consumo di acqua all'interno degli stabilimenti del Gruppo, seppur limitato, rappresenta un impatto per il territorio in cui opera l'azienda, specialmente se localizzato in un'area a stress idrico, con conseguenze sulla disponibilità per la comunità locale. Tra i Paesi in cui il Gruppo opera, circa il 50% si trovano in condizioni di stress idrico medio/basso, mentre i restanti (tra cui l'Italia) rientrano in classi di stress medio/elevato. Direct Att N B Azione E.6
E3 Acque e risorse marine Acqua Prelievi idrici Il prelievo di acqua all'interno degli stabilimenti del Gruppo rappresenta un impatto per il territorio in cui opera l'azienda, specialmente se localizzato in un'area a stress idrico, con conseguenze sulla disponibilità per la comunità locale. Tra i Paesi in cui il Gruppo opera, circa il 50% si trovano in condizioni di stress idrico medio/basso, mentre i restanti (tra cui l'Italia) rientrano in classi di stress medio/elevato. Direct Att N B Azione E.6
E3 Acque e risorse marine Acqua Consumo idrico La produzione delle materie prime, come i metalli, richiede grandi quantità di acqua nei processi produttivi. Anche in questi casi, il consumo di acqua rappresenta un impatto per il territorio in cui operano le aziende che fanno parte della catena del valore. Up Att N B
E3 Acque e risorse marine Acqua Prelievi idrici La produzione delle materie prime, come i metalli, richiede grandi quantità di acqua nei processi produttivi. Anche in questi casi, il prelievo di acqua rappresenta un impatto per il territorio in cui operano le aziende che fanno parte della catena del valore. Up Att N B
E5 Economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse Sebbene il Gruppo Interpump sia impegnato nella continua ricerca di soluzioni tecniche capaci di ridurre l'impatto sull'ambiente ed il consumo di materie prime, la quota di materie prime derivanti dal circuito del riciclo non risulta sempre elevata, inoltre non sempre è possibile: scegliere materie prime poco impattanti dal punto di vista ambientale, garantire la riparabilità dei componenti e ottimizzare la gestione del fine vita del prodotto. Direct Pot N M Azione E.4 E.5

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
E5 Economia circolare Rifiuti La quantità, il tipo e la qualità dei rifiuti generati sono la conseguenza delle attività di approvvigionamento, produzione e fine vita dei prodotti. Il Gruppo genera direttamente sia rifiuti pericolosi, sia non-pericolosi, ed il principale rifiuto è rappresentato da limatura e trucioli di metalli ferrosi. Se non correttamente gestito, lo smaltimento dei rifiuti può generare impatti ambientali nei territori interessati. Questo impatto dipende, oltre che dalle normative specifiche dei vari Paesi in cui il Gruppo opera, anche dalle infrastrutture disponibili localmente per gestire i rifiuti. Direct Att N B Azione E.4 E.5
E5 Economia circolare Rifiuti Sebbene il Gruppo Interpump sia impegnato nella continua ricerca di soluzioni tecniche capaci di ridurre l'impatto sull'ambiente, è possibile ipotizzare un potenziale impatto negativo con riferimento alla fase downstream e al fine-vita dei prodotti aziendali. Si potrebbe infatti verificare un incremento significativo dell'inquinamento ambientale e del sovraccarico delle discariche dovuto alla difficoltà di smaltimento o riciclo dei prodotti a fine vita, specialmente se progettati con materiali complessi, non riciclabili o se immessi in mercati con infrastrutture di gestione dei rifiuti carenti. Down Att N B Azione E.7
S1 Forza lavoro propria Condizioni di lavoro Salute e sicurezza I processi aziendali possono determinare un impatto sulla salute e sicurezza dei dipendenti in riferimento alle mansioni svolte, come ad es. uso di macchinari pesanti, movimentazione manuale, lavoro ripetitivo. Queste attività potrebbero causare infortuni sui luoghi di lavoro, con conseguenze anche gravi per le persone. Direct Pot N B Azione S.1 S.2

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
S1 Forza lavoro propria Condizioni di lavoro Contrattazione collettiva, inclusa la percentuale di lavoratori coperti da contratti collettivi In alcuni Paesi in cui opera il Gruppo è possibile rilevare il ridotto sviluppo o addirittura l'assenza di un quadro negoziale definito a livello di normativa locale. Questo scenario potrebbe ridurre la capacità dei dipendenti di avere una voce efficace nella negoziazione delle condizioni contrattuali e avere un possibile impatto negativo sulle relazioni industriali, minando così la capacità aziendale di attrarre e trattenere talenti nel lungo termine. Direct Pot N B
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore L'operatività del Gruppo in giurisdizioni con quadri normativi eterogenei in materia di diritti civili genera un impatto potenziale negativo sulla parità di genere. La presenza in contesti con deboli tutele per la diversità e non-discriminazione espone la forza lavoro al rischio di disparità di trattamento e a limitazioni nelle pari opportunità di carriera e remunerazione, compromettendo gli standard di lavoro dignitoso promossi dal Gruppo. Direct Pot N B
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Occupazione e inclusione delle persone con disabilità L'operatività del Gruppo in giurisdizioni con quadri normativi eterogenei in materia di diritti civili genera un impatto potenziale negativo sulla tutela delle disabilità. La presenza in contesti con deboli tutele per la diversità e non-discriminazione espone la forza lavoro al rischio di disparità di trattamento e a limitazioni nelle pari opportunità di carriera e remunerazione, compromettendo gli standard di lavoro dignitoso promossi dal Gruppo. Direct Pot N B
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro L'operatività globale del Gruppo in giurisdizioni con limitati presidi legali espone la forza lavoro a impatti potenziali negativi legati a episodi di violenza e molestie sul luogo di lavoro. Tali contesti potrebbero compromettere il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e dignitoso che invece è promosso dal Gruppo Direct Pot N B

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Diversità L'operatività del Gruppo in giurisdizioni con quadri normativi eterogenei in materia di diritti civili genera un impatto potenziale negativo sulla tutela delle diversità. La presenza in contesti con deboli tutele per la diversità e non-discriminazione espone la forza lavoro al rischio di disparità di trattamento e a limitazioni nelle pari opportunità di carriera e remunerazione, compromettendo gli standard di lavoro dignitoso promossi dal Gruppo. Direct Pot N B Azione 5.7
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze Il mancato aggiornamento delle competenze professionali dei dipendenti, attraverso l'implementazione di percorsi di formazione, potrebbe impattare negativamente sulla produttività e generale performance aziendale. Direct Pot N M Azione 5.3
S1 Forza lavoro propria Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza I sistemi informatici sono sempre più parte fondamentale del business del Gruppo e garantirne la sicurezza rappresenta una priorità. I dati sensibili dei dipendenti, se non adeguatamente protetti, possono essere oggetto di diffusione all'esterno, minacciando il rispetto della privacy. Direct Pot N B
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Lavoro minorile La presenza del Gruppo in mercati globali con quadri normativi deboli in materia di tutela del lavoro espone la forza lavoro della catena del valore a rischi di abusi e molestie. La carenza di presidi sulla diversità e non-discriminazione in tali aree geografiche agisce da catalizzatore per potenziali violazioni dei diritti umani, l'inosservanza degli standard minimi di lavoro dignitoso, incluso il rischio di sfruttamento del lavoro minorile. Up Pot N B

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Lavoro forzato La presenza del Gruppo in mercati globali con quadri normativi deboli in materia di tutela del lavoro espone la forza lavoro della catena del valore a rischi di abusi e molestie. La carenza di presidi sulla diversità e non-discriminazione in tali aree geografiche agisce da catalizzatore per potenziali violazioni dei diritti umani, l'inosservanza degli standard minimi di lavoro dignitoso, incluso il rischio di sfruttamento del lavoro forzato. Up Pot N B
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza I sistemi informatici sono sempre più parte fondamentale del business del Gruppo e garantirne la sicurezza rappresenta una priorità. I dati sensibili dei fornitori e dei loro dipendenti, se non adeguatamente protetti, possono essere oggetto di diffusione all'esterno, minacciando il rispetto della privacy. Up Pot N B
S2 Lavoratori nella catena del valore Condizioni di lavoro Salute e sicurezza Considerata la dispersione geografica dei fornitori e la complessità della catena di fornitura, è possibile che i lavoratori a monte (upstream) siano esposti a rischi relativi alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro, quali l'uso di sostanze chimiche nocive, macchinari non sicuri e ritmi di lavoro sostenuti. Questo potenziale impatto negativo potrebbe essere correlato specialmente a giurisdizioni con standard normativi e di controllo deboli. Up Pot N B
S4 Consumatori e utilizzatori finali Impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali Riservatezza I sistemi informatici sono sempre più parte fondamentale del business del Gruppo e garantirne la sicurezza rappresenta una priorità. I dati sensibili dei clienti, se non adeguatamente protetti, possono essere oggetto di diffusione all'esterno, minacciando il rispetto della privacy. Direct Pot N B
G1 Condotta delle imprese Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento Eventuali termini di pagamento eccessivamente dilatati e dal potere contrattuale del Gruppo potrebbero avere un impatto in termini di squilibri finanziari e criticità nella gestione della liquidità per i fornitori. Direct Pot N M

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic Descrizione impatto Posizione value chain Att / Pot P / N Orizz temp Piano ESG
G1 Condotta delle imprese Cultura di impresa La mancata tendenza ad un progressivo allineamento verso le best practices di Corporate Governance potrebbe causare possibili impatti indiretti sugli stakeholder Direct Pot N L Azione G.1 G.2
G1 Condotta delle imprese Protezione degli informatori L'eventuale mancata promozione e tutela di un ambiente collaborativo e trasparente potrebbe causare possibili impatti indiretti sugli stakeholder Direct Pot N L

Tabella di sintesi degli impatti 2025

ESRS N° impatti Posizione value chain Orizzonte temporale
Up Direct Down Breve Medio Lungo
E1 6 2 2 2 - - 6
E2 3 3 - - - 3 -
E3 4 2 2 - 4 - -
E5 3 - 2 1 2 1 -
S1 8 - 8 - 7 1 -
S2 4 4 - - 4 - -
S4 1 - 1 - 1 - -
G1 3 - 3 - - 1 2
TOT 32 7 18 7 18 6 8

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Nella tabella di seguito sono invece riportati i rischi e le opportunità emersi dalla doppia materialità relativa all'anno 2025 e viene specificato:

  • dove si manifestano lungo la catena del valore;
  • se gli effetti sono attuali e/o previsti.

Per ogni rischio e opportunità è inoltre indicato:

  • il fattore di riferimento: A (Azioni), D (dipendenze) oppure I (impatto);
  • l'orizzonte temporale a Breve (B), Medio (M) o Lungo (L) termine;
  • la posizione nella catena del valore: operazioni dirette (Direct), a monte (Up) o a valle (down).
ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic R / O Descrizione rischio / opportunità Fattore Posizione value chain Grizz temp
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione O Grazie al monitoraggio delle emissioni e alla definizione di una strategia di decarbonizzazione, il Gruppo ha cercato di consolidare la propria resilienza aziendale e di allinearsi proattivamente ai target climatici globali e alle aspettative degli stakeholder. L'obiettivo è quello di trasformare la gestione degli impatti climatici in un vantaggio competitivo, consolidando la propria stabilità nel lungo periodo e ricercando nuove opportunità di business. A Direct L
E1 Cambiamenti climatici Adattamento O Il Gruppo ha cercato di rafforzare la resilienza operativa e continuità del business attraverso l'integrazione dell'analisi dei rischi fisici climatici nei processi strategici. L'obiettivo è quello di trasformare la gestione degli impatti climatici in un vantaggio competitivo, consolidando la stabilità del Gruppo nel lungo periodo e ricercando nuove opportunità di business. A Direct L
E1 Cambiamenti climatici Energia O Gli investimenti in efficienza energetica e l'approvvigionamento da fonti rinnovabili agiscono come leve di competitività, permettendo al Gruppo di mitigare la vulnerabilità agli eventuali shock del mercato energetico. Questa strategia trasforma l'esigenza di abbattimento delle emissioni Scope 2 in un'opportunità di rafforzamento della resilienza operativa. A Direct L
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione O Sviluppando le opportunità finanziarie legate alla transizione energetica, il Gruppo potrebbe ottenere benefici in termini di reputazione, attirando così clienti e investitori attenti all'ambiente. Inoltre, l'adozione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico e di pratiche sostenibili porta a significativi risparmi sui costi. D Direct M

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic R / O Descrizione rischio / opportunità Fattore Posizione value chain Orizz temp
E1 Cambiamenti climatici Adattamento O Sviluppando le opportunità finanziarie legate alla transizione energetica, il Gruppo potrebbe ottenere benefici in termini di reputazione, attirando così clienti e investitori attenti all'ambiente. Inoltre, l'adozione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico e di pratiche sostenibili porta a significativi risparmi sui costi. D Direct M
E1 Cambiamenti climatici Energia O Sviluppando le opportunità finanziarie legate alla transizione energetica, il Gruppo potrebbe ottenere benefici in termini di reputazione, attirando così clienti e investitori attenti all'ambiente. Inoltre, l'adozione di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico e di pratiche sostenibili porta a significativi risparmi sui costi. D Direct M
E1 Cambiamenti climatici Mitigazione R Il cambiamento climatico causerà crescenti pressioni normative e obblighi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra da parte delle aziende. Tali obblighi potrebbero generare maggiori costi operativi per IPG. Inoltre, le preferenze dei clienti tendono a mutare verso organizzazioni che si impegnano nella mitigazione delle proprie emissioni GHG. Se il Gruppo non riuscisse a posizionarsi tra queste aziende, si potrebbe verificare un danno reputazionale all'azienda con potenziale perdita di quote di mercato. I Direct M
E1 Cambiamenti climatici Adattamento R Il cambiamento climatico causerà crescenti pressioni normative e obblighi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra da parte delle aziende. Tali obblighi potrebbero generare maggiori costi operativi per IPG. Inoltre, le preferenze dei clienti tendono a mutare verso organizzazioni che si impegnano nella mitigazione delle proprie emissioni GHG. Se il Gruppo non riuscisse a posizionarsi tra queste aziende, si potrebbe verificare un danno reputazionale all'azienda con potenziale perdita di quote di mercato. I Direct M
E1 Cambiamenti climatici Adattamento R Gli eventi legati al clima, come le condizioni meteorologiche estreme, possono provocare danni agli asset fisici, richiedendo costi di riparazione, sostituzione o svalutazione degli asset colpiti. L'aumento della frequenza e della gravità di tali eventi potrebbe anche richiedere investimenti in premi assicurativi più elevati e in misure di adattamento generali, portando a un aumento dei costi operativi. Anche i rischi legali sono significativi, in quanto tali problemi possono causare cause legali e responsabilità finanziarie. I Direct L

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic R / O Descrizione rischio / opportunità Fattore Posizione value chain Orizz temp
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore O Una forza lavoro diversificata può portare a maggiori livelli di innovazione e creatività, che possono a loro volta rendere più sostenibile la crescita del Gruppo. Inoltre, la parità di trattamento rappresenta un'opportunità per promuovere l'attraction e la talent retention, garantendo allo stesso tempo la piena compliance alla normativa e riducendo i possibili rischi legali A Direct M
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Occupazione e inclusione delle persone con disabilità O Una forza lavoro diversificata può portare a maggiori livelli di innovazione e creatività, che possono a loro volta rendere più sostenibile la crescita del Gruppo. Inoltre, la promozione di un ambiente di lavoro accessibile aumenta il senso di appartenenza e la retention di tutta la forza lavoro, con una ricaduta positiva in termini di costi associati al turnover dei dipendenti. A Direct M
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro O Una forza lavoro diversificata può portare a maggiori livelli di innovazione e creatività, che possono a loro volta rendere più sostenibile la crescita del Gruppo. Inoltre, la promozione di un ambiente di lavoro rispettoso e tutelante, rappresenta un'opportunità per promuovere l'attraction e la talent retention, garantendo allo stesso tempo la piena compliance alla normativa e riducendo i possibili rischi legali. A Direct M
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Diversità O La promozione di una cultura del rispetto stimola la collaborazione e la crescita della rete aziendale. Trasformando gli obblighi di conformità in un'opportunità competitiva, si migliora la capacità di attrarre e trattenere capitale umano qualificato e si riduce l'esposizione a rischi di contenzioso. A Direct M
S1 Forza lavoro propria Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze O Le iniziative di formazione per la crescita del personale e le opportunità di carriera possono aumentare il morale dei dipendenti e il loro senso di appartenenza. Questo approccio favorisce la produttività interna, aumenta l'attrattività del Gruppo nel mercato del lavoro e favorisce lo sviluppo di un ambiente ideale per il personale qualificato. A Direct M
S1 Forza lavoro propria Condizioni di lavoro - R Il basso morale della forza lavoro e l'erosione della fiducia possono avere un impatto significativo sulle operazioni e le prestazioni finanziarie di un'azienda. Questi fattori possono impattare negativamente sulla reputazione del Gruppo e portare a un maggior turnover del personale (minore produttività, costi aggiuntivi di formazione e reclutamento) D Direct M

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic R / O Descrizione rischio / opportunità Fattore Posizione value chain Orizz temp
S1 Forza lavoro propria Condizioni di lavoro Salute e sicurezza R In caso di una scarsa tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, ad esempio in caso di infortuni sul lavoro dovuti a misure di prevenzione insufficienti o una scorretta individuazione dei rischi, Interpump potrebbe subire un aumento delle richieste di risarcimento e di sanzioni legali per non conformità normativa. Inoltre, un ambiente di lavoro non sicuro potrebbe causare un aumento del turnover dei dipendenti e una conseguente riduzione della produttività, in aggiunta a danno reputazionale. I Direct B
S1 Forza lavoro propria Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza R La gestione dei dati sensibili dei dipendenti è un ambito normato da leggi a livello nazionale ed internazionale per garantire il rispetto della privacy. Se i sistemi informatici non fossero adeguatamente protetti da accessi fisici non autorizzati o nel caso in cui non siano rispettate tutte le richieste normative, il Gruppo potrebbe essere soggetto a multe e sanzioni. I Direct B
S1 Forza lavoro propria Altri diritti connessi al lavoro Lavoro minorile R L’adozione di protocolli inadeguati nella tutela dei diritti umani dei dipendenti (lavoro minorile) espone il Gruppo a rischi di controversie legali e sanzioni, oltre a poter causare un incremento del turnover e gravi danni reputazionali. I Direct B
S1 Forza lavoro propria Altri diritti connessi al lavoro Lavoro forzato R L’adozione di protocolli inadeguati nella tutela dei diritti umani dei dipendenti (lavoro forzato) espone il Gruppo a rischi di controversie legali e sanzioni, oltre a poter causare un incremento del turnover e gravi danni reputazionali. I Direct B
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Lavoro minorile R Rischio di mancata intercettazione di condotte illecite o non etiche (lavoro minorile) lungo la catena di fornitura. In uno scenario di maggiore severità normativa (CSDDD), l’incompletezza dei processi di monitoraggio può comportare responsabilità civili, sanzioni amministrative e danni d’immagine, con conseguenti flussi finanziari in uscita e perdita di fiducia del mercato. D Up B
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Lavoro forzato R Rischio di mancata intercettazione di condotte illecite o non etiche (lavoro forzato) lungo la catena di fornitura. In uno scenario di maggiore severità normativa (CSDDD), l’incompletezza dei processi di monitoraggio può comportare responsabilità civili, sanzioni amministrative e danni d’immagine, con conseguenti flussi finanziari in uscita e perdita di fiducia del mercato. D Up B

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ESRS Topic Subtopic Sub-subtopic R / O Descrizione rischio / opportunità Fattore Posizione value chain Orizz temp
S2 Lavoratori nella catena del valore Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza R La gestione dei dati sensibili dei fornitori è un ambito normato da leggi a livello nazionale ed internazionale per garantire il rispetto della privacy. Se i sistemi informatici non fossero adeguatamente protetti da accessi fisici non autorizzati o nel caso in cui non siano rispettate tutte le richieste normative, il Gruppo potrebbe essere soggetto a multe e sanzioni. I Up B
S4 Consumers and end- users Impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali Riservatezza R La gestione dei dati sensibili dei clienti è un ambito normato da leggi a livello nazionale ed internazionale per garantire il rispetto della privacy. Se i sistemi informatici non fossero adeguatamente protetti da accessi fisici non autorizzati o nel caso in cui non siano rispettate tutte le richieste normative, il Gruppo potrebbe essere soggetto a multe e sanzioni. I Down B

Tabella di sintesi dei rischi e opportunità 2025

ESRS Posizione value chain Orizzonte temporale
Up Direct Down Breve Medio Lungo
E1 - Rischi 3 - 3 - - 2 1
E1 - Opp.tà 6 - 6 - - 3 3
S1 - Rischi 5 - 5 - 4 1 -
S1 - Opp.tà 5 - 5 - - 5 -
S2 - Rischi 3 3 - - 3 - -
S4 - Rischi 1 - - 1 1 - -
TOT 23 3 19 1 8 11 4

Il Gruppo Interpump ha sviluppato una strategia aziendale che tiene conto degli impatti e dei rischi rilevanti, nonché delle opportunità che possono emergere. In particolare, Il Gruppo ha implementato un processo di Risk Assessment, basato sulla valutazione del rischio coordinata dalla funzione Internal Audit, Risk & Compliance, che tiene conto degli aspetti legati alla sostenibilità e che viene aggiornato annualmente.

Si precisa che nessun impatto, rischio ed opportunità è rendicontato nel 2025 attraverso informative aggiuntive specifiche. Inoltre, si ritiene che, nessuno dei rischi individuati nell'analisi di doppia materialità possa aumentare significativamente la probabilità di correzioni rilevanti di attività e passività nell'esercizio successivo.

Il Gruppo sta finalizzando il Piano Strategico Triennale ESG 2026-2028, volto a declinare gli obiettivi operativi in stretta correlazione con gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO) emersi dall'analisi di materialità 2025.


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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti

Lo Standard ESRS stabilisce che una tematica di sostenibilità può essere materiale da una o entrambe le seguenti prospettive:

  • prospettiva di impatto: una tematica di sostenibilità è materiale quando riguarda gli impatti, effettivi o potenziali, positivi o negativi, dell'azienda sulle persone o sull'ambiente nel breve, medio e lungo periodo. Tali impatti possono generarsi sia dalle attività svolte sotto il diretto controllo dell'impresa sia lungo la sua catena del valore, a monte e a valle.
  • prospettiva finanziaria: una tematica di sostenibilità è materiale se provoca o può provocare effetti finanziari rilevanti per l'azienda, sia negativi (rischi) sia positivi (opportunità). Tali rischi e opportunità possono generarsi sia dalle attività svolte sotto il diretto controllo dell'impresa sia lungo la sua catena del valore, a monte e a valle.

Il Gruppo ha definito le proprie priorità di sostenibilità attraverso un'analisi di doppia materialità, i cui dettagli sono riportati nei successivi paragrafi.

IMPACT MATERIALITY

Per definire le tematiche di sostenibilità materiali, il Gruppo Interpump è partito dall'identificazione e valutazione degli impatti da esso generati sulle persone e sull'ambiente (prospettiva inside-out). Tale processo si è articolato nelle seguenti tre fasi:

Fase 1 - Comprensione del contesto in cui opera il Gruppo, anche in termini di attività svolte, relazioni commerciali e geografie

Nel definire gli impatti materiali del Gruppo Interpump verso persone e ambiente sono stati considerati:

  • tutte le attività produttive svolte, dettagliate nel precedente paragrafo "SBM-1: Strategia, modello aziendale e catena del valore".
  • le relazioni commerciali più significative del Gruppo Interpump, dettagliate nel precedente paragrafo "SBM-1: Strategia, modello aziendale e catena del valore".
  • tutti i Paesi in cui il Gruppo Interpump opera e che sono state analizzati sulla base di due macro-suddivisioni geografiche: "Europe, North America, Oceania" e "Rest of the world". Tale rappresentazione è stata adottata al fine di analizzare e valorizzare al meglio gli impatti, rischi e opportunità (IRO) rilevanti per il Gruppo.

Fase 2 - Identificazione degli impatti effettivi e potenziali del Gruppo anche attraverso il confronto con i propri portatori di interessi

Il coinvolgimento dei portatori di interessi è avvenuto, soprattutto in fase di individuazione degli impatti negativi, effettivi e potenziali, che potrebbero orientare le loro decisioni nei confronti del Gruppo. Per una panoramica dettagliata dei portatori di interesse del Gruppo Interpump e delle modalità di coinvolgimento si rimanda al precedente paragrafo "SBM-2: Interessi e opinioni dei portatori di interessi".

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Fase 3 - Valutazione della significatività degli impatti e prioritizzazione degli stessi

Rispetto alla valutazione e prioritizzazione degli impatti negativi e positivi sono state utilizzate due differenti scale di valutazione:

Impatti negativi Impatti positivi
Gli impatti negativi sono stati prioritizzati sulla base della loro probabilità di accadimento e della loro gravità, data dalla combinazione di: Gli impatti positivi sono stati prioritizzati sulla base della loro probabilità di accadimento, nonché della loro portata e dell’ambito in cui si manifestano.
• Portata
quanto è grave un impatto
• Ambito
ampiezza dell’impatto in termini di fasi della catena del valore in cui si realizza
• Carattere di irrimediabilità
quanto è difficile rimediare ad un impatto negativo

Il Gruppo Interpump ha valutato ciascun aspetto che determina la gravità di un impatto (portata, ambito e carattere di irrimediabilità) assegnandogli un punteggio da 1 a 5. La somma dei tre singoli punteggi ha determinato il peso complessivo della gravità dell’impatto, che, nel complesso, poteva assumere un valore da 0 a 15. Questa sommatoria è stata inoltre maggiorata dall’applicazione di un coefficiente incrementale del 20% nei casi in cui l’impatto potesse avere effetti negativi sui diritti umani.

Il valore così calcolato è stato infine moltiplicato per la probabilità di accadimento, che poteva assumere un valore compreso tra 0,2 (improbabile) e 1 (garantita).

Al termine di questa procedura, tutti gli impatti che hanno ottenuto un punteggio complessivo inferiore a 5 sono stati considerati non materiali; al contrario, quelli che hanno superato tale soglia sono stati considerati materiali.

FINANCIAL MATERIALITY

Dopo avere definito i propri impatti di sostenibilità materiali, il Gruppo ha identificato e valutato i rischi e le opportunità legati alla sostenibilità che hanno o potrebbero avere effetti finanziari a breve, medio e lungo termine sul Gruppo Interpump.

Tali rischi e opportunità sono stati correlati:

  • agli impatti definiti come rilevanti al termine dello svolgimento della Impact Materiality;
  • alle dipendenze, ovvero ai fattori esterni su cui l’organizzazione fa affidamento per svolgere le sue attività e raggiungere i suoi obiettivi;
  • alle azioni incluse all’interno del Piano ESG 2023-2025 che l’azienda mette in atto per mitigare i propri impatti negativi e/o massimizzare gli impatti positivi sulla sostenibilità.

Per la Financial materiality la valutazione è stata effettuata prendendo in considerazione esclusivamente le azioni di gestione, le politiche e le misure di mitigazione già messe in atto dal Gruppo;

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per farlo è stato assegnato alla probabilità e alla magnitudo un punteggio da 1 a 5. Nello specifico, la magnitudo è stata valorizzata come possibile effetto di quel rischio/opportunità sull'EBITDA, coerentemente alla procedura sottesa al modello ERM di Gruppo. Al termine di questa procedura, tutti i rischi e le opportunità che hanno ottenuto un punteggio complessivo inferiore a 1,6 sono stati considerati non materiali; al contrario, quelli che hanno superato tale soglia sono stati considerati materiali.

DEFINIZIONE DEI TEMI DI SOSTENIBILITÀ MATERIALI

I risultati delle due analisi (Impact Materiality e Financial Materiality) sono stati aggregati in impatti, rischi e opportunità materiali e successivamente ricondotti a tematiche di sostenibilità materiali.

Il Gruppo Interpump ha coinvolto alcuni stakeholders, tra cui clienti, fornitori, investitori, top management e membri del C.d.A., nel processo di valutazione della rilevanza delle tematiche di sostenibilità materiali. Inoltre, come specificato nel precedente paragrafo "GOV-1: Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo", il C.d.A., coadiuvato dalla dal Comitato Sostenibilità, è coinvolto, con cadenza almeno annuale, nell'esame dei risultati del processo di identificazione dei temi materiali da rendicontare all'interno dell'Informativa di Sostenibilità.

Nell'ottica di una mappatura completa dei rischi, nel Modello di Enterprise Risk Management (ERM) sono stati identificati i rischi di sostenibilità mediante un approccio che prevede la qualificazione di un evento di rischio come rilevante laddove questo impatti temi o fattori di sostenibilità significativi per Interpump, anche ai fini della rendicontazione della presente Informativa. La quantificazione incorpora i risultati degli assessment di reportistica non finanziaria, inclusa l'analisi di doppia materialità. Per ogni impatto sono stati inoltre individuati i relativi presidi di controllo implementati dal Gruppo.

Ad oggi, sulla base delle analisi sinora svolte, gli IRO collegati alla biodiversità non sono risultati materiali all'interno dell'analisi di doppia materialità del Gruppo. Visto il ridotto impatto di questi temi a livello di operazione proprie, l'attenzione è stata focalizzata su un primo cluster di fornitori Tier 1. Tale analisi è stata finalizzata a valutare il grado di importanza di questo tema per i principali fornitori del Gruppo di semilavorati metallici, localizzati principalmente in Italia. Come proxy per gli stabilimenti produttivi è stato utilizzato l'indirizzo della ragione sociale al fine di verificare la vicinanza con aree MAB (Man and the Biosphere Programme). Pur essendo l'analisi parziale, e da sviluppare ulteriormente nel corso del tempo, non sembrerebbe che la biodiversità possa essere ad oggi un tema materiale per questo primo cluster di fornitori.

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IRO-2 - Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa

A seguito dell'analisi di doppia materialità, sono stati identificati otto temi materiali, i cui approfondimenti sono consultabili alle pagine indicate nella tabella seguente:

ESRS Sottotema Sotto-sottotema Pag.
E1 - Cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici - 118
Mitigazione dei cambiamenti climatici - 118
Energia - 118
E2 - Inquinamento Inquinamento dell'aria - 135
Inquinamento del suolo - 135
Inquinamento dell'acqua - 135
E3 - Acque e risorse marine Acque Consumo idrico 138
Acque Prelievi idrici 138
E5 - Uso delle risorse ed economia circolare Afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse - 145
Rifiuti - 145
S1 - Forza lavoro propria Condizioni di lavoro Salute e sicurezza 153
Condizioni di lavoro Occupazione sicura 153
Condizioni di lavoro Salari adeguati 153
Condizioni di lavoro Dialogo sociale 153
Condizioni di lavoro Contrattazione collettiva, inclusa la % di lavoratori coperti da contratti collettivi 153
Parità di trattamento e di opportunità per tutti Parità di genere e parità di retribuzione per un lavoro di pari valore 153
Parità di trattamento e di opportunità per tutti Formazione e sviluppo delle competenze 153
Parità di trattamento e di opportunità per tutti Diversità 153
Parità di trattamento e di opportunità per tutti Occupazione e inclusione delle persone con disabilità 153
Parità di trattamento e di opportunità per tutti Misure contro la violenza e le molestie sul luogo di lavoro 153
Altri diritti connessi al lavoro Lavoro minorile 153
Altri diritti connessi al lavoro Lavoro forzato 153
Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza 153
S2 - Lavoratori nella catena del valore Condizioni di lavoro Salute e sicurezza 174
Altri diritti connessi al lavoro Lavoro minorile 174
Altri diritti connessi al lavoro Lavoro forzato 174
Altri diritti connessi al lavoro Riservatezza 174
S4 - Consumatori e utilizzatori finali Impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali Riservatezza 180
G1 - Condotta delle imprese Cultura d'impresa - 186
Protezione degli informatori - 186
Gestione dei rapporti con i fornitori, comprese le prassi di pagamento - 186

Il Gruppo Interpump ha suddiviso i propri impatti, rischi ed opportunità in tre soglie di rilevanza: bassa, media e alta. La rilevanza (media o alta) degli impatti, dei rischi e delle opportunità materiali è dettagliata nel precedente paragrafo "SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale".

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Nella seguente tabella sono elencati tutti i data point derivanti da altre normative dell'UE diverse dal Regolamento Delegato 2023/5303 sugli European Sustainability Reporting Standards. Nella colonna "Sezione", è indicata la posizione di ciascun elemento all'interno del report o in alternativa la dizione "Non rilevante" nel caso in cui quel tema non sia risultato materiale nell'analisi di doppia materialità:

Dobligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{7} Riferimento terzo pilastro (*) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (*) Riferimento normativa dell'UE sul clima (**) Sezione
ESRS 2 GOV-1 Diversità di genere nel consiglio 21-d Allegato I, tabella 1, indicatore n. 13 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione 11, allegato II ESRS 2 GOV-1
ESRS 2 GOV-1 Percentuale di membri indipendenti del Consiglio di Amministrazione 21-e Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS 2 GOV-1
ESRS 2 GOV-4 Dichiarazione sul dovere di diligenza 30 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 10 ESRS 2 GOV-4
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate ad attività nel settore dei combustibili fossili 40-d-i Allegato I, tabella 1, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n.575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione^{12} tabella 1 – Informazioni qualitative sul rischio ambientale e tabella 2 – Informazioni qualitative sul rischio sociale Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non rilevante
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla produzione di sostanze chimiche 40-d-ii Allegato I, tabella 2, indicatore n. 9 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II Non rilevante

7 Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1).
8 Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).
9 Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
10 Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima") (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
11 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione del 17 luglio 2020 che integra il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la spiegazione nella dichiarazione sull'indice di riferimento del modo in cui i fattori ambientali, sociali e di governance si riflettono in ciascun indice di riferimento fornito e pubblicato (GU L 406 del 3.12.2020, pag. 1).
12 Regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, del 30 novembre 2022, che modifica le norme tecniche di attuazione stabilite dal regolamento di esecuzione (UE) 2021/637 per quanto riguarda l'informativa sui rischi ambientali, sociali e di governance (GU L 324 del 19.12.2022, pag. 1).

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (*) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (7) Riferimento normativa dell'UE sul clima (12) Sezione
ESRS 2 SBM-1 Partecipazione ad attività connesse ad armi controverse 40-d-iii Allegato I, tabella 1, indicatore n. 14 Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del Regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non rilevante
ESRS 2 SBM-1 Coinvolgimento in attività collegate alla coltivazione e alla produzione di tabacco 40-d-iv Articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818^{13} e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non rilevante
ESRS E1-1 Piano di transizione per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 14 Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 ESRS E1-1
ESRS E1-1 Imprese escluse dagli indici di riferimento allineati con l'accordo di Parigi 16-g Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 12, paragrafo 1, lettere a d) a g), e paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non rilevante
ESRS E1-4 Obiettivi di riduzione delle emissioni di GES 34 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 4 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 6 del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS E1-4

13 Regolamento delegato (UE) 2020/1818 della Commissione, del 17 luglio 2020, che integra il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi (GU L 406 del 3.12.2020, pag. 17).

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (*) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (²) Riferimento normativa dell'UE sul clima (³*) Sezione
ESRS E1-5 Consumo di energia da combustibili fossili disaggregato per fonte (solo settori ad alto impatto climatico) 38 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 e allegato I, tabella 2, indicatore n. 5 ESRS E1-5
ESRS E1-5 Consumo di energia e mix energetico 37 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 5 ESRS E1-5
ESRS E1-5 Intensità energetica associata con attività in settori ad alto impatto climatico 40-43 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 6 ESRS E1-5
ESRS E1-6 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES 44 Allegato I, tabella 1, indicatori nn. 1 e 2 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 1: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: Qualità creditizia delle esposizioni per settore, emissioni e durata residua Articolo 5, paragrafo 1, articolo 6 e articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS E1-6
ESRS E1-6 Intensità delle emissioni lorde di GES 53-55 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 3 Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione, modello 3: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: metriche di allineamento Articolo 8, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS E1-6
ESRS E1-7 Assorbimenti di GES e crediti di carbonio 56 Articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/1119 Non rilevante
ESRS E1-9 Esposizione del portafoglio dell'indice di riferimento verso rischi fisici legati al clima 66 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1818 e allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Phase-in

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (*) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (*) Riferimento normativa dell'UE sul clima (**) Sezione
ESRS E1-9 Disaggregazione degli importi monetari per rischio fisico acuto e cronico 66-a; 66-c Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punti 46 e 47 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; modello 5: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio fisico connesso ai cambiamenti climatici: esposizioni soggette al rischio fisico Phase-in
ESRS E1-9 Posizione delle attività significative a rischio fisico rilevante
ESRS E1-9 Ripartizione del valore contabile dei suoi attivi immobiliari per classi di efficienza energetica 67-c Articolo 449 bis del regolamento (UE) n. 575/2013; punto 34 del regolamento di esecuzione (UE) 2022/2453 della Commissione; Modello 2: Portafoglio bancario – Indicatori del potenziale rischio di transizione connesso ai cambiamenti climatici: prestiti garantiti da beni immobili – Efficienza energetica delle garanzie reali Phase-in
ESRS E1-9 Grado di esposizione del portafoglio a opportunità legate al clima 69 Allegato II del Regolamento delegato (UE) 2020/1818 Phase-in
ESRS E2-4 Quantità di ciascun inquinante che figura nell'allegato II del regolamento E-PRTR (registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti) emesso nell'aria, nell'acqua e nel suolo 28 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 8; allegato I, tabella 2, indicatore n. 2; allegato 1, tabella 2, indicatore n. 1; allegato I, tabella 2, indicatore n. 3 Non rilevante
ESRS E3-1 Acque e risorse marine 9 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 7 ESRS E3-1
ESRS E3-1 Politica dedicata 13 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 8 ESRS E3-1
ESRS E3-1 Sostenibilità degli oceani e dei mari 14 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 ESRS E3-1
ESRS E3-4 Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata 28-c Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.2 ESRS E3-4

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (°) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (°) Riferimento normativa dell'UE sul clima (°^{2}) Sezione
ESRS E3-4 Consumo idrico totale in m³ rispetto ai ricavi netti da operazioni proprie 29 Allegato I, tabella 2, indicatore n. 6.1 ESRS E3-4
ESRS 2 IRO-1 – E4 16-a-i Allegato I, tabella 1, indicatore n. 7 Non rilevante
ESRS 2 IRO-1 – E4 16-b Allegato I, tabella 2, indicatore n. 10 Non rilevante
ESRS 2 IRO-1 – E4 16-c Allegato I, tabella 2, indicatore n. 14 Non rilevante
ESRS E4-2 Politiche o pratiche agricole/di utilizzo del suolo sostenibili 24-b Allegato I, tabella 2, indicatore n. 11 Non rilevante
ESRS E4-2 Pratiche o politiche di utilizzo del mare/degli oceani sostenibili 24-c Allegato I, tabella 2, indicatore n. 12 Non rilevante
ESRS E4-2 Politiche volte ad affrontare la deforestazione 24-d Allegato I, tabella 2, indicatore n. 15 Non rilevante
ESRS E5-5 Rifiuti non riciclati 37-d Allegato I, tabella 2, indicatore n. 13 ESRS E5-5
ESRS E5-5 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi 39 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 9 ESRS E5-5
ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro forzato 14-f Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13 ESRS 2 – SBM3 – S1
ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro minorile 14-g Allegato I, tabella 3, indicatore n. 12 ESRS 2 – SBM3 – S1
ESRS S1-1 Impegni politici in materia di diritti umani 20 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 ESRS S1-1
ESRS S1-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro 21 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS S1-1
ESRS S1-1 Procedure e misure per prevenire la tratta di esseri umani 22 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 11 ESRS S1-1

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (°) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (°) Riferimento normativa dell'UE sul clima (°^{2}) Sezione
ESRS S1-1 Politica di prevenzione o sistema di gestione degli infortuni sul lavoro 23 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 1 ESRS S1-1
ESRS S1-3 Meccanismi di trattamento dei reclami/delle denunce 32-c Allegato I, tabella 3, indicatore n. 5 ESRS S1-3
ESRS S1-14 Numero di decessi e numero e tasso di infortuni connessi al lavoro 88-b; 88-c Allegato I, tabella 3, indicatore n. 2 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS S1-14
ESRS S1-14 Numero di giornate perdute a causa di ferite, infortuni, incidenti mortali o malattie 88-e Allegato I, tabella 3, indicatore n. 3 S1-14
ESRS 2 – SBM3 – S1 Rischio di lavoro forzato 14-f Allegato I, tabella 3, indicatore n. 13 ESRS 2 – SBM3 – S1
ESRS S1-16 Divario retributivo di genere non corretto 97-a Allegato I, tabella 1, indicatore n. 12 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS S1-16
ESRS S1-16 Eccesso di divario retributivo a favore dell'amministratore delegato 97-b Allegato I, tabella 3, indicatore n. 8 ESRS S1-16
ESRS S1-17 Incidenti legati alla discriminazione 103-a Allegato I, tabella 3, indicatore n. 7 ESRS S1-17
ESR S1-17 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e OCSE 104-a Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 e allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Allegato II del regolamento delegato (UE) 20201816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS S1-17
ESRS 2 SBM-3 – S2 Grave rischio di lavoro minorile o di lavoro forzato nella catena del lavoro 11-b Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 12 e 13 ESRS 2 SBM-3 – S2
ESRS S2-1 Impegni politici in materia di diritti umani 17 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 ESRS S2-1

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025
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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (°) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (°) Riferimento normativa dell'UE sul clima (°^{2}) Sezione
ESRS S2-1 Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore, paragrafo 18 Allegato I, tabella 3, indicatori nn. 11 e 4 ESRS S2-1
ESRS S2-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE 19 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS S2-1
ESRS S2-1 Politiche in materia di dovuta diligenza sulle questioni oggetto delle convenzioni fondamentali da 1 a 8 dell'Organizzazione internazionale del lavoro 19 Regolamento delegato (UE) 2020/1816 della Commissione, allegato II ESRS S2-1
ESRS S2-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani nella sua catena del valore a monte e a valle 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n.14 ESRS S2-4
ESRS S3-1 Impegni politici in materia di diritti umani 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 Non rilevante
ESRS S3-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dei principi dell'OIL o delle linee guida dell'OCSE 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 Non rilevante
ESRS S3-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani 36 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 Non rilevante
ESRS S4-1 Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali 16 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 9 e allegato I, tabella 1, indicatore n. 11 ESRS S4-1

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Obbligo di informativa ed elemento d'informazione corrispondente Data point Riferimento SFDR^{1} Riferimento terzo pilastro (²) Riferimento regolamento sugli indici di riferimento (²) Riferimento normativa dell'UE sul clima (²) Sezione
ESRS S4-1 Mancato rispetto dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e delle linee guida dell'OCSE 17 Allegato I, tabella 1, indicatore n. 10 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 e articolo 12, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2020/1818 ESRS S4-1
ESRS S4-4 Problemi e incidenti in materia di diritti umani 35 Allegato I, tabella 3, indicatore n. 14 ESRS S4-4
ESRS G1-1 Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione 10-b Allegato I, tabella 3, indicatore n. 15 Non rilevante
ESRS G1-1 Protezione degli informatori 10-d Allegato I, tabella 3, indicatore n. 6 ESRS G1-1
ESRS G1-4 Ammende inflitte per violazioni delle leggi contro la corruzione attiva e passiva 24-a Allegato I, tabella 3, indicatore n. 17 Allegato II del regolamento delegato (UE) 2020/1816 Non rilevante

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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INFORMAZIONI AMBIENTALI

In conformità agli obblighi normativi, questa sezione presenta inizialmente i dati relativi all'allineamento alla Tassonomia UE (Art. 8 Reg. 2020/852), per poi approfondire e rendicontare gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO) ambientali emersi dall'analisi di materialità:

  • INFORMATIVA A NORMA DEL REGOLAMENTO SULLA TASSONOMIA
  • ESRS E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI
  • ESRS E2 - INQUINAMENTO
  • ESRS E3 - ACQUE E RISORSE MARINE
  • ESRS E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE

INFORMATIVA A NORMA DEL REGOLAMENTO SULLA TASSONOMIA

Introduzione

L'Unione Europea, al fine di conseguire gli obiettivi climatici ed energetici che si è posta per il 2030 e il 2050, definiti all'interno del Green Deal europeo, ha ritenuto essenziale orientare gli investimenti del settore privato verso progetti e iniziative sostenibili. A tal fine, è stata introdotta la Tassonomia Europea che nasce con l'intento di creare uno strumento per rendicontare, in modo trasparente e oggettivo, quali attività economiche apportano un contributo sostanziale agli obiettivi del Green Deal Europeo. Il Regolamento Europeo 2020/852 (di seguito "Regolamento Tassonomia" o "Regolamento"), entrato in vigore in data 12 Luglio 2020 definisce i criteri secondo i quali una determinata attività economica possa essere considerata sostenibile dal punto di vista ambientale.

Secondo l'articolo 3 del Regolamento Tassonomia, un'attività è considerata "ecosostenibile" se:

  • è conforme ai Criteri di Vaglio Tecnico definiti, su basi scientifiche, per ciascuna attività inclusa nel Regolamento Tassonomia. La coerenza con i Criteri di Vaglio Tecnico, garantisce che un'attività:
  • contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento di almeno uno o più dei sei obiettivi ambientali definiti nell'art. 9 del Regolamento, di seguito elencati:
  • Mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • Adattamento ai cambiamenti climatici;
  • Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
  • Transizione verso un'economia circolare;
  • Prevenzione e riduzione dell'inquinamento;
  • Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
  • non arreca un danno significativo a nessuno dei restanti cinque obiettivi ambientali;
  • è svolta nel rispetto delle c.d. Garanzie Minime di Salvaguardia, ovvero in base a quanto definito dall'articolo 18 del Regolamento in linea con le linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e con i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

A partire da gennaio 2022, le imprese soggette alla Direttiva NFRD (UE 2014/95) hanno l'obbligo di integrare nella propria Dichiarazione Non Finanziaria (DNF) l'informativa prevista dal Regolamento Tassonomia (UE 2020/852). Tale requisito evolve anche all'interno della CSRD in cui resta necessario rendicontare i KPI relativi a fatturato, CapEx e OpEx ecosostenibili. Le aziende, tra cui il Gruppo Interpump, sono dunque tenute a verificare, mediante gli Atti Delegati, l'ammissibilità e l'allineamento delle proprie attività economiche ai criteri tecnici definiti.

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Attività ammissibili

Il concetto di ammissibilità prescinde dal rispetto dei criteri tecnici: un'attività è considerata tale se è inclusa nel perimetro normativo degli Atti Delegati. Essa rappresenta il sottoinsieme delle attività aziendali potenzialmente allineabili agli obiettivi ambientali dell'Unione Europea. Al contrario, le attività non contemplate dalla normativa sono definite non ammissibili.

Attività allineate

Un'attività economica è considerata allineata solo quando, oltre a essere ammissibile, soddisfa congiuntamente tre condizioni: contribuisce in modo sostanziale a uno degli obiettivi ambientali UE, non arreca un danno significativo agli altri obiettivi (DNSH) e garantisce il rispetto delle clausole sociali minime di salvaguardia.

Valutazione della conformità al Regolamento

Analisi di ammissibilità

Nel 2025, il Gruppo Interpump ha mappato le attività realizzate dalle singole società del Gruppo associabili ad attività incluse nel Regolamento Tassonomia, valutando l'eventuale coerenza tra il disposto del regolamento e le attività che le singole società del Gruppo realizzano nella sostanza. Laddove necessario, sono stati presi in considerazione anche i rispettivi codici NACE per corroborare al meglio l'analisi. Sulla base di questi risultati, si è proceduto a valutare la quota di Turnover, CapEx e OpEx riferibile ad attività ammissibili (Taxonomy eligible) riportate nel "Climate Delegated Act" e nell"Environmental Delegated Act" relativamente ai rispettivi obiettivi di:

  • Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM);
  • Transizione verso un'economia circolare (CE).

Si è evitato il double counting esaminando singolarmente ciascuna voce associata ad attività classificate come ammissibili, e compilando i template della tassonomia in linea con le disposizioni del Regolamento. Al termine di questo processo, le attività del Gruppo sono state associate alle seguenti categorie incluse nel Regolamento Tassonomia:

1.2 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (CE)

In base alla definizione di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), all'interno di questa categoria potrebbero rientrare potenzialmente tutte le apparecchiature che dipendono da correnti elettriche o campi elettromagnetici per funzionare correttamente.

Per l'anno di rendicontazione 2025, il Gruppo ha optato per un'interpretazione più restrittiva del Regolamento, considerando ammissibili i soli prodotti elettronici, scartando invece quelli meramente elettrici. A tal fine, sono stati inclusi prodotti e sistemi elettro-meccanici in cui:

  • la parte elettronica è un elemento qualificante di quanto prodotto dalle aziende del Gruppo;
  • il valore aggiunto è principalmente riconducibile alla parte elettronica e alla ricerca applicativa sottostante;
  • la scelta di acquisto da parte del cliente è sostanzialmente legata alla componente elettronica e al suo intrinseco collegamento con la parte meccanica.

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Secondo questa impostazione, l'incidenza dei valori di ricavi, OpEx e CapEx destinati a tale attività sui rispettivi valori consolidati del 2025 è risultata essere pari a:

  • Ricavi 2,0%
  • CapEx 0,3%
  • OpEx 0,5%

Solo a titolo di esempio, in questa categoria rientrano alcune delle principali società del Gruppo con i rispettivi prodotti:

  • Walvoil S.p.A., centraline elettroniche, joystick elettronici, distributori oleodinamici con sensori e servocomandi idraulici evoluti. In tutti questi casi è infatti possibile riconoscere la presenza di una scheda elettronica progettata internamente e una parte di elettronica programmabile (tipicamente una CPU o un sensore evoluto);
  • Muncie Power Inc. moduli progettati su misura per attivare gradualmente il sistema della frizione sulle prese di forza (PTO), eliminando i picchi di coppia e modulando proporzionalmente l'amperaggio applicato;
  • Hammelmann GmbH, pompe ad alta pressione caratterizzate da software e sistemi di controllo da remoto interamente progettati dal team di lavoro interno al fine di garantire un'elevata intuitività dell'interfaccia nei diversi scenari di utilizzo.

3.9 Produzione di ferro e acciaio (CCM)

In questa categoria rientrano le attività di IPG Mouldtech, azienda del Gruppo impegnata nella produzione di fusioni in ghisa grigia, ghisa verniculare e ghisa sferoidale per le altre aziende del Gruppo. A tal fine, sono stati considerati per intero tutti CapEx associati alla gestione della fonderia e i relativi OpEx connessi alla manutenzione e riparazione dello stabilimento aziendale. Nell'anno di reporting, l'incidenza dei CapEX destinati a tale attività sul totale dell'incremento delle immobilizzazioni materiali consolidate è risultato essere pari allo 0,1%, mentre gli OpEx incidono per lo 0,2%. Per quanto invece riguarda i ricavi, si segnala che IPG Mouldtech opera quasi esclusivamente a supporto della filiera produttiva interna del Gruppo. Coerentemente con le prescrizioni del Regolamento Tassonomia, che prevedono l'esclusione delle transazioni intercompany dalla base di calcolo dei KPI, la rendicontazione considera solo le vendite verso soggetti esterni, pari a circa EUR 0,1 M nel 2025.

5.1 - Riparazione, riqualificazione e rifabbricazione (CE)

Il Gruppo ha considerato ammissibili solo i ricavi da attività di riparazione, riqualificazione e rifabbricazione delle aziende del Gruppo i cui codici NACE sono previsti dal Regolamento per questa specifica attività. Sono state quindi considerate unicamente le riparazioni di prodotti che sono stati realizzati da Interpump Hydraulics S.p.A.. L'incidenza di questi ricavi sul totale consolidato è inferiore allo 0,01%. In questa categoria rientrano i ricavi collegati alle attività di ripristino a seguito di guasti subiti durante l'utilizzo e che possono prevedere lo smontaggio dei componenti, la rilavorazione e/o la sostituzione delle parti danneggiate ed il successivo rimontaggio.

5.2 Vendita di parti di ricambio (CE)

Ai sensi del Regolamento Tassonomia, sono ammissibili i ricavi derivanti dalla vendita di parti di ricambio solo se destinate a prodotti fabbricati da società del Gruppo i cui codici NACE rientrano tra quelli elencati nella descrizione dell'attività. Sono state quindi considerate unicamente le vendite di parti di ricambio relative a componenti realizzati da Interpump Hydraulics S.p.A. (tra cui ad esempio cilindri idraulici e guarnizioni). Per il 2025, i ricavi derivanti da tale attività sul totale dei ricavi consolidati incidono per lo 0,1%.


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7.1 Costruzione di nuovi edifici (CCM/CE)

Il Gruppo ha considerato ammissibili, come CapEx C, l'incremento delle immobilizzazioni materiali associate alla realizzazione di nuovi edifici e stabilimenti operativi. Questo valore include anche gli impianti, le connessioni e le pertinenze che fanno parte integrante del progetto edilizio. Per il 2025, l'incidenza dei CapEx destinati a tale attività sul totale dell'incremento delle immobilizzazioni materiali consolidate è risultato essere circa il 4,9%.

7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti (CCA/CE)

Tra i CapEx C ammissibili sono rientrati anche gli interventi, capitalizzati e non, relativi alla manutenzione straordinaria di immobili ed eventuali opere di migliorie sugli edifici del Gruppo. Per il 2025, l'incidenza dei CapEx destinati a tale attività sul totale dell'incremento delle immobilizzazioni materiali consolidate è risultato essere pari al 1,7%, mentre invece gli OpEx incidono per lo 0,8%.

7.6 - Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili (CCM)

Rientrano in tale attività gli investimenti del Gruppo per l'acquisto e l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei propri siti aziendali (CapEx C). Per il 2025, l'incidenza delle spese in conto capitale destinate a tale attività sul totale consolidato è pari allo 0,9%.

Altre attività ammissibili per la categoria edilizia ed attività immobiliari

L'analisi di ammissibilità condotta dal Gruppo ha consentito di individuare anche altri investimenti, meno rilevanti in termini assoluti, ma comunque classificabili come CapEx C nella categoria relativa all'edilizia e alle attività immobiliari. Tra questi rientrano:

  • 7.3 Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l'efficienza energetica (CCM)
  • 7.4 Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici (CCM)
  • 7.5 Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici (CCM)

Per il 2025, l'incidenza complessiva dei CapEx destinati a tale attività sul totale dell'incremento delle immobilizzazioni materiali consolidate è circa del 2,0%. Si rimanda alle successive tabelle per un maggiore dettaglio su queste diverse attività.

8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse (CCM)

Il Gruppo ha considerato ammissibili, come CapEx C e OpEx C, rispettivamente l'incremento delle immobilizzazioni materiali associate alla realizzazione di data center, server ed i costi associabili alla loro gestione e manutenzione. Per il 2025, l'incidenza dei CapEx destinati a tale attività sul totale dell'incremento delle immobilizzazioni materiali consolidate è risultato essere pari all'0,2%, mentre gli OPEX l'incidenza è dell'0,7%.

4.1 Fornitura di soluzioni IT/OT basate sui dati (CE)

In questa attività, sono rientrati come CapEx C e OpEx C, rispettivamente l'incremento delle immobilizzazioni ed i costi associati alla realizzazione, implementazione e manutenzione di software e sistemi per raccogliere dati, analizzarli e generare spunti sulle prestazioni operative aziendali. Per il 2025, l'incidenza delle spese in conto capitale destinate a tale attività sul totale consolidato incidono per circa lo 0,1%, mentre i costi incidono per lo 0,4%.


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Analisi di allineamento

Rispetto all'anno di rendicontazione 2025, il Gruppo Interpump ritiene che nessuna delle attività considerate ammissibili rispetti i corrispondenti Criteri di Vaglio Tecnico menzionati negli Atti Delegati al Regolamento Tassonomia (i c.d. "Climate Delegated Act" ed "Environmental Delegated Act"). Tale requisito è necessario per poter eventualmente qualificare le attività come allineate al Regolamento e, dunque, considerarle ecosostenibili dal punto di vista ambientale.

Per quanto riguarda le attività 3.9 Produzione di ferro e acciaio, 7.1 Costruzione di nuovi edifici, 7.2 Ristrutturazione di edifici esistenti, 7.6 Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili e 8.1 Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse, tali considerazioni valgono per le analisi svolte in relazione all'obiettivo di Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM).

Garanzie Minime di Salvaguardia

Per verificare l'allineamento delle proprie attività al Regolamento Tassonomia, il Gruppo Interpump ha analizzato la conformità dei propri strumenti di gestione responsabile del business rispetto agli standard internazionali in tema di diritti umani e dei lavoratori richiamati dall'articolo 18 del Regolamento relativo alle c.d. Garanzie Minime di Salvaguardia, ovvero:

  • le Linee Guida OCSE destinate alle Imprese Multinazionali;
  • i Principi guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani, inclusi i principi e i diritti stabiliti dalle otto convenzioni fondamentali individuate nella dichiarazione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro;
  • la Carta internazionale dei diritti dell'uomo.

Sono state inoltre prese in considerazione le indicazioni della Platform on Sustainable Finance (PSF) nel suo Final Report on Minimum Safeguards, pubblicato a ottobre 2022. Il Gruppo Interpump ha valutato la conformità alle Garanzie Minime di Salvaguardia prendendo in considerazione nove criteri relativi a: Diritti umani, compresi i diritti dei lavoratori; Corruzione; Tassazione; Concorrenza sleale. Di seguito, un raccordo dei presidi implementati dal Gruppo Interpump in relazione agli ambiti tematici relativi alle Garanzie Minime di Salvaguardia (per un maggiore dettaglio, si rimanda al capitolo "Informazioni sulla Governance"):

Tema Presidi Gruppo Interpump Descrizione
Diritti umani - Codice etico
- Linee guida sul rispetto dei diritti umani Il Gruppo Interpump ha un Codice Etico, in cui sancisce il proprio impegno al rispetto dei diritti umani e del lavoro, in osservanza delle convenzioni internazionali in materia. Inoltre, a febbraio 2020, il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha adottato le proprie Linee Guida in tema di Diritti Umani volte a prevenire pratiche discriminatorie e contrastare lo sfruttamento del lavoro e del lavoro minorile. L'adozione di tali disposizioni è obbligatoria per tutte le società del Gruppo, cui è demandata la responsabilità di verificare la conformità dei business partner alle Linee Guida tramite processi valutativi e/o di due Diligence.

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Tema Presidi Gruppo Interpump Descrizione
Corruzione - Linee guida anticorruzione A marzo 2019, il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha approvato le Linee Guida Anticorruzione, obbligatorie per tutte le società del Gruppo e rivolte a tutti coloro che operano per loro conto. Le Linee Guida sono allineate alle leggi e agli standard, nazionali e internazionali sul tema.
La loro corretta applicazione è monitorata dalla funzione Internal Audit, Risk & Compliance di Gruppo.
Tassazione - Codice etico All’interno del proprio Codice Etico, il Gruppo Interpump definisce i principi sottostanti il proprio approccio fiscale.
Inoltre, il Gruppo agisce in compliance alle normative tributarie nazionali dei paesi in cui opera ed internazionali.
Concorrenza - Codice etico All’interno del proprio Codice Etico, il Gruppo Interpump definisce i principi sottostanti il proprio approccio ai rapporti con i concorrenti.

Oltre ai presidi atti ad assicurare una gestione etica menzionati in tabella, il Gruppo Interpump ha in essere una Procedura di Whistleblowing, che disciplina il processo di segnalazione e gestione di presunti illeciti e irregolarità sulle tematiche che rientrano all’interno delle garanzie minime di salvaguardia.

In linea con un approccio conservativo e prudenziale, il Gruppo ritiene che gli attuali presidi relativi alle Garanzie Minime di Salvaguardia, seppur adeguati e coerenti con le aspettative aziendali e del mercato, non siano comunque sufficienti per garantire che le attività identificate come ammissibili siano anche allineate.

Principi contabili e Informazioni contestuali

L’Allegato I dell’Atto Delegato 2021/2178 (di seguito “Disclosure Delegated Act”) stabilisce le procedure da seguire per determinare gli indicatori di Turnover, CapEx e OpEx associati alle attività ammissibili identificate dal Gruppo Interpump. Di seguito il dettaglio della metodologia utilizzata dal Gruppo per il calcolo degli indicatori.

Turnover

Al fine di determinare la quota di fatturato al numeratore sono stati considerati i ricavi netti ottenuti da prodotti o servizi, anche immateriali, associati ad attività economiche ritenute ammissibili al Regolamento Tassonomia, mentre al denominatore il totale dei ricavi netti consolidati. Quest’ultimi comprendono i ricavi rilevati secondo quanto previsto dai principi contabili internazionali, nello specifico IAS 1, punto 82, lett. a). La determinazione degli indicatori esclude i flussi finanziari infragruppo e il valore dei componenti autoconsumati all’interno della filiera produttiva aziendale, garantendo così una rappresentazione netta del valore generato.

CapEx

La quota delle spese in conto capitale è stata calcolata considerando al numeratore le spese iscritte nell’attivo del bilancio di Gruppo associate ad attività ammissibili, mentre il denominatore rappresenta le spese in conto capitale consolidate; entrambe le voci rispondono ai criteri definiti al punto 1.1.2.2. dell’Allegato I al “Disclosure Delegated Act”. Il totale consolidato considera tutti gli incrementi degli


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attivi materiali e immateriali del 2025, tutti gli incrementi derivanti da aggregazioni aziendali e anche gli effetti dell'IFRS 16.

OpEx

Per il calcolo della quota delle spese operative, al numeratore sono considerate le spese operative associate alle attività ammissibili e definite in base ai criteri di cui al punto 1.1.3.2. dell'Allegato I al "Disclosure Delegated Act". Nello specifico, il Gruppo considera le spese operative legate ai costi diretti non capitalizzati di R&D, ai costi relativi alle manutenzioni e riparazioni e altre spese legate alla preservazione dell'asset. Al denominatore rientrano invece le spese operative totali che rispettano i criteri descritti al punto 1.1.3.1. dell'Allegato I al "Disclosure Delegated Act". Nello specifico rientrano le seguenti voci di costo: i costi diretti non capitalizzati legati a ricerca e sviluppo, misure di ristrutturazione di edifici, locazione a breve termine, manutenzione e riparazione nonché a qualsiasi altra spesa diretta connessa alla manutenzione quotidiana di immobili, impianti e macchinari a opera dell'impresa o di terzi cui sono esternalizzate tali mansioni, necessaria per garantire il funzionamento continuo ed efficace di tali attività.

| Tassonomia – KPI attività
Quadro riepilogativo 2025-2024 | Fatturato
(TURNOVER) | | Spese in conto
capitale (CAPEX) | | Spese operative
(OPFX) | |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| EUR M | 2025 | 2024 | 2025 | 2024 | 2025 | 2024 |
| 1.2 - Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche | 40,9 | 24,5 | 0,5 | 0,3 | 0,3 | 0,3 |
| 3.9 - Produzione di ferro e acciaio | 0,0 | - | 0,1 | 0,4 | 0,1 | 0,2 |
| 4.1 - Fornitura di soluzioni IT/OT basate sui dati | - | - | 0,2 | 0,2 | 0,2 | 0,2 |
| 5.1 - Riparazione, riquadificazione e rifabbricazione | 0,1 | 0,3 | - | - | - | - |
| 5.2 - Vendita di parti di ricambio | 2,0 | 2,3 | - | - | - | - |
| 7.1 - Costruzione di nuovi edifici | - | - | 7,3 | 54,7 | - | - |
| 7.2 - Ristrutturazione di edifici esistenti | - | - | 2,6 | 13,2 | 0,4 | 1,3 |
| 7.5 - Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per [...] prestazioni energetiche degli edifici | - | - | 3,0 | 0,8 | 0,2 | - |
| 7.6 - Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili | - | - | 1,3 | 2,9 | - | 0,0 |
| 8.1 - Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse | - | - | 0,3 | 0,8 | 0,4 | 0,6 |
| Altre | - | - | 0,1 | 0,9 | 0,0 | 0,6 |
| Totale ammissibili | 43,1 | 27,0 | 15,3 | 74,1 | 2,2 | 2,6 |
| Ammissibili - KPI tassonomia | 2,1% | 1,3% | 10,3% | 39,2% | 2,9% | 4,8% |
| Totale allineate | - | - | - | - | - | - |
| Allineate - KPI tassonomia | - | - | - | - | - | - |
| Valori consolidati | 2.070,7 | 2.078,4 | 148,6 | 188,7 | 55,0 | 54,8 |


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Modello 1 - Attività legate al nucleare e ai gas fossili
Attività legate all'energia nucleare
1 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la realizzazione di impianti innovativi per la generazione di energia elettrica che producono energia a partire da processi nucleari con una quantità minima di rifiuti del ciclo del combustibile. No
2 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione e l'esercizio sicuro di nuovi impianti nucleari per la generazione di energia elettrica o calore di processo, anche a fini di teleriscaldamento o per processi industriali quali la produzione di idrogeno, e miglioramenti della loro sicurezza, con l'ausilio delle migliori tecnologie disponibili. No
3 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso l'esercizio sicuro di impianti nucleari esistenti che generano energia elettrica o calore di processo, anche per il teleriscaldamento
o per processi industriali quali la produzione di idrogeno a partire da energia nucleare, e miglioramenti della loro sicurezza No
Attività legate ai gas fossili
1 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione o la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. No
2 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione combinata di calore/freddo ed energia elettrica che utilizzano combustibili gassosi fossili. No
3 L'impresa svolge, finanzia o ha esposizioni verso la costruzione, la riqualificazione e la gestione di impianti di generazione di calore che producono calore/freddo utilizzando combustibili gassosi fossili. No

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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CAPEX Esercizio finanziario 2025 Attività economiche Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (non arrecare danno significativo) Garanzie minime di salvaguardia Quota di CapEx allineata o ammissibile alla tassonomia, anno 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione
Codice CapEx (G2R mix) Quota di CapEx, anno 2025 Altigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare
A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
CapEx delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) - 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
di cui abilitanti - -
di cui di transizione - -
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche CE 1.2 0,5 0,3% N/EL N/EL N/EL N/EL
Fornitura di soluzioni IT/OT basate sui dati CE 4.1 0,2 0,1% N/EL N/EL N/EL N/EL
Produzione di ferro e acciaio CCM 3.9 0,1 0,1% EL N/EL N/EL N/EL
Costruzione di nuovi edifici CCM 7.1 / CE 3.1 7,3 4,9% EL N/EL N/EL N/EL
Ristrutturazione di edifici esistenti CCM 7.2 / CE 3.2 2,6 1,7% EL N/EL N/EL N/EL
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l'efficienza energetica CCM 7.3 0,1 0,0% EL N/EL N/EL N/EL
Installazione, manutenzione e riparazione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici negli edifici CCM 7.4 0,0 0,0% EL N/EL N/EL N/EL
Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici CCM 7.5 3,0 2,0% EL N/EL N/EL N/EL
Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili CCM 7.6 1,3 0,9% EL N/EL N/EL N/EL
Acquisto e proprietà di edifici CCM 7.7 - - EL N/EL N/EL N/EL
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse CCM 8.1 0,3 0,2% EL N/EL N/EL N/EL
CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 15,3 10,3% 9,9% 0,0% 0,0% 0,0%
A. CapEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 15,3 10,3% 9,9% 0,0% 0,0% 0,0%
B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
CapEx delle attività non ammissibili alla tassonomia 133,3 89,7%
Totale (A+B) 148,6 100,0%
Quota di CapEx Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
--- --- ---
CCM 0,0% 9,9%
CCA 0,0% 0,0%
WTR 0,0% 0,0%
CE 0,0% 0,4%
PPC 0,0% 0,0%
BIO 0,0% 0,0%

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TURNOVER Esercizio finanziario 2025 Attività economiche Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (non arrecare danno significativo) Barance minime di salvaguardia Quota di Turnover allineata o ammissibile alla tassonomia, anno 2024 Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione
Codice Turnover (SCR min) Quota di Turnover, anno 2025 Obligazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Modificabilità Obligazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Acqua Inquinamento Economia circolare Modificabilità Barance minime di salvaguardia Quota di Turnover allineata o ammissibile alla tassonomia, anno 2024 Categoria attività abilitante
A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
Fatturato delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) - 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
di cui abilitanti - - E
di cui di transizione - - T
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche CE 1.2 40,9 2,0% N/EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 1,2% T
Vendita di parti di ricambio CE 5.2 2,0 0,1% N/EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 0,1% T
Produzione di ferro e acciaio CCM 3.9 0,1 0,0% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL --
Riparazione, riqualificazione e rifabbricazione CE 5.1 0,1 0,0% N/EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 0,0% T
Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 43,1 2,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 2,5% 0,0% 1,3%
A. Fatturato delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 43,1 2,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 2,5% 0,0% 1,3%
B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
Fatturato delle attività non ammissibili alla tassonomia 2.027,6 97,9%
Totale (A+B) 2.070,7 100,0%
Quota di fatturato Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
--- --- ---
CCM 0,0% 0,0%
CCA 0,0% 0,0%
WTR 0,0% 0,0%
CE 0,0% 2,1%
PPC 0,0% 0,0%
BIO 0,0% 0,0%

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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OPEX Esercizio finanziario 2025 Anno 2025 Criteri per il contributo sostanziale Criteri DNSH (non arrecare danno significativo)
Attività economiche Codice OpEx (Cult mix) Quota di OpEx, anno 2025 Attigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Aspia Inquinamento Economia circolare Siodiversità Attigazione dei cambiamenti climatici Adattamento ai cambiamenti climatici Aspia Inquinamento Economia circolare Siodiversità Garanzie minime di salvaguardia
A. ATTIVITÀ AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
A.1 Attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia)
OpEx delle attività ecosostenibili (allineate alla tassonomia) (A.1) - 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0% 0,0%
di cui abilitanti - - E
di cui di transizione - - T
A.2 Attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia)
Fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche CE 1.2 0,3 0,5% N/EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 0,6% T
Produzione di ferro e acciaio CCM 3.9 0,1 0,2% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL 0,4% T
Fornitura di soluzioni IT/OT basate sui dati CE 4.1 0,2 0,4% N/EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 0,4% E
Ristrutturazione di edifici esistenti CCM 7.2 / CE 3.2 0,4 0,8% EL N/EL N/EL N/EL EL N/EL 2,3% T
Installazione, manutenzione e riparazione di dispositivi per l'efficienza energetica CCM 7.3 0,0 0,0% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL -- E
Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili CCM 7.4 0,0 0,0% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL 0,0% E
Installazione, manutenzione e riparazione di strumenti e dispositivi per la misurazione, la regolazione e il controllo delle prestazioni energetiche degli edifici CCM 7.5 0,2 0,3% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL -- E
Elaborazione dei dati, hosting e attività connesse CCM 8.1 0,4 0,7% EL N/EL N/EL N/EL N/EL N/EL 1,0% T
OpEx delle attività ammissibili alla tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla tassonomia) (A.2) 1,6 2,9% 2,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,8% 0,0% 4,8%
A. OpEx delle attività ammissibili alla tassonomia (A.1+A.2) 1,6 2,9% 2,1% 0,0% 0,0% 0,0% 0,8% 0,0% 4,8%
B. ATTIVITÀ NON AMMISSIBILI ALLA TASSONOMIA
OPEX delle attività non ammissibili alla tassonomia 53,4 97,1%
Totale (A+B) 55,0 100,0%
Quota di OPEX Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
--- --- ---
CCM 0,0% 2,1%
CCA 0,0% 0,0%
WTR 0,0% 0,0%
CE 0,0% 0,8%
PPC 0,0% 0,0%
BIO 0,0% 0,0%

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ESRS E1 - CAMBIAMENTI CLIMATICI

Governance

ESRS 2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

Come evidenziato nel Requisito di informativa “ESRS2 GOV-3 – Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione”, la Politica di Remunerazione di Interpump Group S.p.A., che si prefigge lo scopo, inter alia, di valorizzare l’integrazione degli obiettivi ESG con la remunerazione degli Amministratori esecutivi e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche, prevede meccanismi di incentivazione di breve e di medio/lungo periodo basati su metriche di sostenibilità.

In particolare, nella definizione della remunerazione, il sistema di incentivazione:

  • annuale (MBO) prevede la correlazione con gli obiettivi ESG attraverso l’identificazione di precisi KPIs legati al raggiungimento degli obiettivi annuali del Piano ESG 2023-2025, per un peso pari al 15% del complessivo MBO medesimo;
  • di medio-lungo termine (LTI), rappresentato dal Piano di Incentivazione Interpump 2025-2027, prevede anch’esso che per il 15% delle opzioni offerte a ciascun beneficiario, gli obiettivi assegnati a ciascun beneficiario dovranno contribuire allo sviluppo ed al consolidamento delle tematiche ESG, misurabili e/o misurate anche ai fini delle informazioni non finanziarie.

In tale prospettiva, la remunerazione risulta basata sui risultati effettivamente conseguiti in ambito ESG e connessa sia alle performance individuali, sia alla creazione di valore nel medio-lungo periodo per la Società.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Strategia

E1-1 – Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici

Il 10 Novembre 2023, il Cda di Interpump Group Spa ha approvato la Strategia di Decarbonizzazione di Gruppo per il periodo 2023-32. Questo documento rappresenta il fondamento di tutte le iniziative a matrice ambientale del Piano ESG 2023-25 e una delle principali azioni che ambiscono a integrare i principi ESG nella strategia del Gruppo.

Si specifica che tale Strategia di decarbonizzazione approvata dal Gruppo è basata sulle emissioni delle aziende presenti nel perimetro di consolidamento della DNF 2022¹⁴. Sebbene il perimetro del Gruppo sia nel frattempo mutato a seguito di alcune operazioni di M&A, si ritiene che siano ancora raggiungibili gli obiettivi definiti a quel tempo.

In particolare, in relazione agli obiettivi di decarbonizzazione di medio-lungo periodo, il Gruppo si è impegnato a ridurre le proprie emissioni di circa il 45% entro il 2032 (limitatamente alle emissioni di Scope 1 e Scope 2). Nel redigere questo documento, il Gruppo Interpump si è ispirato a quanto previsto dalla Science Based Targets initiative – SBTi (e quindi al più generale obiettivo di limitazione del riscaldamento globale a 1,5 °C definito dall'Accordo di Parigi), ma senza aderirvi formalmente.

Infatti, si prevede di ridurre le emissioni di Scope 1 e Scope 2 del 45% entro il 2032, mentre invece il target SBTi prevede il raggiungimento di una riduzione del 42% entro il 2030. Quest'ultimo target sarà comunque raggiunto dal Gruppo tra il 2030 ed il 2032. Inoltre, la strategia di decarbonizzazione copre circa il 90% delle emissioni totali di Scope 1 e Scope 2, che è molto vicina alla soglia del 95% prevista dall'approccio SBTi.

Nonostante il perimetro ed i target di riferimento siano ispirati alla metodologia SBTi, l'approccio del Gruppo non è stato validato formalmente da periti esterni.

La riduzione delle emissioni di Gruppo per gli ambiti di Scope 1 e Scope 2 del 30% entro il 2025 e il rafforzamento del percorso verso i traguardi di decarbonizzazione 2030 e 2050 rappresentano gli obiettivi fondamentali della Strategia, che, al pari del Piano ESG, si applica al Gruppo nella sua interezza.

Tali obiettivi sono stati raggiunti nel 2025 grazie all'utilizzo combinato di tre principali leve: l'installazione di impianti fotovoltaici, l'acquisto di energia elettrica verde certificata e infine accordi strutturati pluriennali di power purchase prodotta da fonti rinnovabili.

Attualmente, il Gruppo non ha obiettivi o c.d. Piani CapEx/OpEx volti ad allineare le proprie attività economiche ai criteri fissati nel regolamento delegato 2021/2139 della Commissione Europea.

Si segnala inoltre che per il Gruppo Interpump non valgono le esclusioni previste dall'articolo 12 del Regolamento 2020/1818 e pertanto è incluso negli indici allineati con l'accordo di Parigi.

La strategia di decarbonizzazione del Gruppo costituisce un primo strumento per mettere in relazione tra loro resilienza del business, parametri ambientali e piano finanziario. In questa fase il focus è stato rivolto alle emissioni di Scope 1 e di Scope 2. L'eventuale estensione della strategia di decarbonizzazione anche alle emissioni di Scope 3 è attualmente oggetto di un'analisi interna volta all'individuazione delle

¹⁴ Rispetto al perimetro del bilancio economico-finanziario del 2022, dal perimetro della DNF 2022 risultava esclusa la società Eurofluid Hydraulic S.r.l. in quanto acquisita successivamente al 30 giugno 2022. Si rimanda alla Nota metodologica della DNF 2022 per ulteriori dettagli.

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possibili leve strategiche e operative. Quest'ultime emissioni saranno infatti un elemento che impatterà probabilmente sul business del Gruppo (direttamente o indirettamente) e dovranno essere monitorate e gestite di conseguenza.

Il Gruppo Interpump utilizza un unico software per il consolidamento dei dati ESG ed economico-finanziari con l'ambizione di integrare obiettivi ambientali, strategia e pianificazione finanziaria. Questa integrazione permette di associare direttamente alcune delle principali metriche operative (es. consumi energetici) ai relativi costi, rafforzando l'attendibilità di entrambi i set di dati. Tale approccio offre una comprensione profonda delle dinamiche di creazione del valore, unendo indissolubilmente performance industriali e sostenibilità.

Partendo da una base dati così ampia, la definizione e l'implementazione degli obiettivi presenti all'interno del Piano ESG 2023-2025 resta comunque frutto di un percorso collaborativo tra il Top Management ed i referenti aziendali delle singole aziende del Gruppo. Questo processo consente di bilanciare la necessità di una strategia definita a livello centrale con l'importanza di riconoscere i rischi e le opportunità degli specifici territori in cui operano le aziende del Gruppo.

Nell'adozione delle politiche di sostenibilità da parte del C.d.A. di Interpump Group S.p.A., un ruolo di particolare importanza è ricoperto dal:

  • Comitato Sostenibilità, costituito dal CEO e da due consiglieri indipendenti;
  • Team manageriale ESG, composto dal CEO, Managing Director & ESG Director, CFO e Responsabile Controlli Interni.

Questa impostazione garantisce l'efficacia dei progetti aziendali, la responsabilizzazione dei decision maker e la progressiva diffusione di una cultura della sostenibilità. La combinazione di tutti questi temi sarà più diffusamente sviluppata anche nel prossimo Piano strategico ESG 2026-2028, la cui elaborazione da parte del Gruppo è ancora in corso.

Sebbene il 10 Novembre 2023, il Cda di Interpump Group Spa abbia approvato la Strategia di Decarbonizzazione di Gruppo per il periodo 2023-2032, questa rappresenta solo parzialmente un piano di transizione propriamente detto.

In merito ai progressi relativi all'implementazione della strategia di decarbonizzazione, si segnala che nel corso del 2025:

  • sono stati realizzati ulteriori impianti fotovoltaici sui tetti degli impianti del Gruppo;
  • ha sviluppato i propri effetti l'accordo decennale di Power Purchase Agreement (PPA) con Statkraft Markets GMBh per la fornitura annua di 20 GWh di energia elettrica certificata verde.

Tutto questo ha consentito di mantenere l'intensità emissiva di Gruppo (Scope 1 e Scope 2 – Market based) pari a 0,000028 t CO2eq/EUR, in riduzione del 17% rispetto al 2024 nonostante una sostanziale stabilità dei ricavi.

Il Gruppo Interpump non dispone attualmente di un piano di transizione in linea con le richieste dello Standard ESRS; dunque, sono stati individuati e valutati solo parzialmente gli impiatti, i rischi e le opportunità per quest'ambito. In futuro, quando sarà redatto il piano di transizione, si provvederà a specificare come la strategia e il modello aziendale saranno aggiornati per garantire che siano compatibili con la transizione verso un'economia sostenibile, come si valuta l'esposizione degli attivi e delle attività aziendali ai rischi e alle opportunità di transizione e quali saranno i rischi e le opportunità di transizione nel breve, medio e lungo periodo. Una volta definito il piano di transizione sarà inoltre

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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possibile quantificare gli investimenti e i finanziamenti sostenuti dall'impresa per quest'ambito e le emissioni di GES "bloccate" che potrebbero essere causate dagli asset dal Gruppo. L'aggiornamento complessivo di questa politica di Gruppo sarà infine completato dalla definizione dei relativi target.

Parte integrante del piano di transizione sarà l'analisi di resilienza, ad oggi non ancora disponibile, in cui saranno descritte le principali ipotesi e orizzonti temporali sottesi alla strategia e al modello aziendale di fronte ai cambiamenti climatici, nonché le azioni di mitigazione e risorse dedicate alla rispettiva implementazione.

ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il Gruppo Interpump ha aggiornato nel corso del 2025 la simulazione relativa all'impatto dei rischi fisico-climatici sul valore contabile dei propri principali asset. L'analisi è stata condotta su tutti i rischi¹⁵, sia quelli cronici¹⁶ che quelli acuti¹⁷, così come elencati all'interno del Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 (CSRD)¹⁸.

La simulazione è stata effettuata in collaborazione con un consulente esterno ed ha consentito di quantificare il danno annuo atteso (annual expected loss) imputabile agli effetti dei rischi fisici acuti per i 25 siti più rappresentativi. Tale analisi si è focalizzata sulle seguenti categorie di asset:

  • Edifici
  • Impianti e macchinari

Il campione di siti aziendali così individuato costituisce il 65% del totale del valore a nuovo consolidato per queste categorie di asset ed è rappresentativo della distribuzione geografica del Gruppo e della rispettiva rilevanza strategica nei vari Paesi.

La simulazione è stata condotta sulla base di:

  • tre scenari climatici di riferimento coerenti con le traiettorie di concentrazione dei gas ad effetto serra (Representative Concentration Pathways – RCP) e di sviluppo socioeconomico (Shared Socioeconomic Pathways – SSP) definite dall'IPCC;
  • tre orizzonti temporali differenti: 2026, 2030 e 2050.

La simulazione ha preso in considerazione dei rischi espressi in termini lordi, e pertanto, non sono state considerate eventuali misure di mitigazione e adattamento che le società del Gruppo potrebbero avere adottato ai fini del contenimento del rischio stesso.

In termini di potenziale impatto economico, i rischi fisici climatici (lordi) più rilevanti per i siti del Gruppo sono: tornado, subsidenza e inondazioni.

¹⁵ Ad eccezione di: Variabilità della temperatura (cronico), cambiamento del regime dei venti (cronico), Variabilità idrologica o delle precipitazioni (cronico), degrado del suolo (cronico), erosione del suolo (cronico) e ondata di freddo/gelata (acuto) per i quali, HDI, non ha ancora sviluppato metriche di scoring.
¹⁶ Rischi cronici: Cambiamenti climatici graduali e persistenti che si sviluppano nel tempo, influenzando progressivamente l'ambiente e le infrastrutture.
¹⁷ Eventi climatici estremi e improvvisi, con impatti immediati e potenzialmente gravi sugli asset aziendali.
¹⁸ Regolamento delegato (UE) 2023/2772 della Commissione, del 31 luglio 2023, che integra la direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i principi di rendicontazione di sostenibilità, pag 88-89.


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Questa valutazione integra i dati climatici scientifici elaborati dal software del consulente esterno, tra cui CMIP6, ERA5, NASA, GDDP e CORDEX, per determinare con la massima accuratezza possibile l'esposizione al rischio dell'intera area di sedime del sito, garantendo così un'accuratezza superiore rispetto alla singola rilevazione puntuale.

Si segnala che il Gruppo Interpump:

  • con riferimento ai rischi fisico-climatici, non ha ancora completato una specifica analisi sulla propria value chain e che sarà eventualmente sviluppata in occasione del futuro piano di transizione;
  • non dispone attualmente di un piano di transizione, e dunque di un'analisi di resilienza, in linea con le richieste dello Standard ESRS;
  • si avvale del phase-in previsto per la rendicontazione degli effetti finanziari attesi, in relazione ai rischi fisici e di transizione rilevanti.

Per quanto riguarda specificamente i rischi fisici, l'analisi rispetto alle proiezioni al 2030 ha portato a non rilevare particolari criticità per i siti produttivi del Gruppo. Solo per completezza, sono stati individuati degli impatti moderati, ma comunque non materiali, per alcune località in cui sono presenti principalmente dei magazzini e aree logistiche. Al contrario, gli scenari di lungo periodo evidenziano un maggiore grado di incertezza sulle stime, legato all'evoluzione dei modelli climatici, delle politiche di mitigazione e delle misure di adattamento future. Resta dunque inteso che gli impatti relativi al cambiamento climatico potranno avvenire su orizzonti temporali lunghi e saranno adeguatamente considerati anche in occasione delle prossime eventuali analisi relative al piano di transizione e all'analisi di resilienza.

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Telebors: distribution and commercial use strictly prohibited
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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima

La metodologia per l'individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità di sostenibilità rilevanti ha tenuto conto degli aspetti descritti nel paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2). Questa metodologia è stata applicata anche per le analisi svolte in riferimento alla tematica dei cambiamenti climatici e ha previsto la comprensione del contesto operativo, l'identificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, e la loro valutazione e prioritizzazione.

Come già indicato nel precedente paragrafo "SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2), al termine dell'analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo Interpump sono stati identificati sei impatti di sostenibilità rilevanti, attuali, associati a due sub-topic: energia e mitigazione dei cambiamenti climatici. Gli impatti riguardano le emissioni di gas a effetto serra in atmosfera (GES) e si manifestano lungo tutte le fasi della catena del valore: a monte (upstream), nella fase di operazioni dirette (direct operations), e a valle (downstream).

Il Gruppo ha mappato tutte le principali fonti di approvvigionamento energetico, passando al vaglio le proprie attività, al fine di collegarle con i rispettivi fattori emissivi e calcolare così le emissioni di GES effettive. Per quanto invece riguarda le potenziali fonti future, ad oggi non si ravvisano elementi diversi da quelli rendicontati nel presente documento.

Contestualmente, sono stati individuati tre rischi e sei opportunità di sostenibilità rilevanti relativi al tema dei cambiamenti climatici e connessi a tre sub-topic: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici, energia. Tutti i rischi e le opportunità si manifestano nelle attività produttive del Gruppo (direct operations).

Come evidenziato nel paragrafo precedente "ESRS 2 SBM-3 - Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", il Gruppo Interpump ha svolto un'analisi dei principali rischi climatici che potrebbero influenzare i propri asset fisici (impianti, macchinari e attrezzature) e condizionare eventuali ritardi rispetto alla normale operatività aziendale.

L'analisi dei rischi climatici fisici per il Gruppo Interpump ha considerato l'evoluzione degli impatti in tre orizzonti temporali distinti (2026, 2030 e 2050) e diversi scenari di riferimento IPCC. Tale simulazione ha consentito di maturare una migliore consapevolezza dei possibili effetti sulle immobilizzazioni materiali del Gruppo e sulla pianificazione aziendale di lungo termine. Le risultanze dell'analisi, sia in termini di rischi fisici sia in termini di rischi transizionali individuati, sono riassunte nel precedente paragrafo ESRS 2 SBM-3.

E1-2 – Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi

Come evidenziato nei capitoli precedenti, Interpump Group S.p.A ha approvato la strategia di decarbonizzazione che si inserisce in un più ampio quadro di politiche mirate a gestire l'impatto sui cambiamenti climatici. In particolare, il Gruppo Interpump non ha ancora definito un piano di transizione le cui finalità, tra le altre, prevederanno la declinazione circa le modalità di gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connesse alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi. Pertanto, benché la strategia di decarbonizzazione rappresenti un primo

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passo in questa direzione, tale politica non è rappresentativa dei principi e dei requisiti specifici dagli ESRS. In futuro, si procederà a valutare la definizione di nuove politiche o l'aggiornamento di quella già in essere che contenga tutti gli elementi richiesti dai predetti standard.

Sempre con riferimento a quest'ambito, si segnala che all'interno delle Linee Guida di Ecodesign dei prodotti, adottate dal Gruppo nell'ambito del proprio Piano ESG 2023-2025, sono incluse considerazioni relative alla:

  • Gestione efficiente delle risorse energetiche – all'interno delle Linee Guida, il Gruppo esprime il proprio impegno ad efficientare l'utilizzo di energia nei propri processi produttivi, nonché ad installare nei propri siti aziendali impianti atti a produrre energia rinnovabile;
  • Promozione del Life Cycle Assessment (LCA) – all'interno delle Linee Guida, il Gruppo dichiara di avere l'obiettivo di implementare LCA per i propri prodotti più rilevanti.

E1-3 – Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici

Il Gruppo Interpump ritiene di non avere attualmente adottato azioni per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla mitigazione dei cambiamenti climatici che possano definirsi conformi alle richieste dello Standard ESRS. In futuro, si procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni che contengano tutti gli elementi richiesti dalla normativa. Il Gruppo procederà a definire le politiche di quest'ambito e le relative azioni di implementazione solo a valle del completamento del futuro piano di transizione. Le azioni previste all'interno del Piano ESG 2023-2025 per quest'ambito di intervento sono state ultimate e i rispettivi target raggiunti nel corso del 2025.

Nel 2025, per raggiungere gli obiettivi previsti dalla strategia di decarbonizzazione di Gruppo sono state implementate due tipologie di iniziative distinte come leva di decarbonizzazione:

  • Uso di energia da fonti rinnovabili
    Complessivamente nel 2025 sono stati prelevati dalla rete 58 GWh di energia elettrica da fonte rinnovabile, di cui 20 GWh derivanti dall'accordo di PPA 2025-2034 e i restanti 38 GWh dall'acquisto di elettricità certificata verde (GO). Non sono invece presenti investimenti diretti associati a questa leva.

  • Realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici per la produzione di energia
    Nel 2025, l'incremento delle immobilizzazioni materiali associabili a questa categoria è stato pari a EUR 1,3 M. Per quanto invece riguarda i costi operativi, i valori non sono materiali e riguardano principalmente le manutenzioni e le assicurazioni degli impianti. Nel loro complesso, gli impianti fotovoltaici del Gruppo, aventi una potenza di circa 16 MWp, hanno consentito di auto-consumare 11 GWh di energia elettrica nei processi aziendali del Gruppo.

Si segnala che la riduzione delle emissioni di CO2 equivalente è stata calcolata come differenza tra i rispettivi valori emissivi nello scenario market e location-based.

Pur rimandando al capitolo "Informativa a norma del regolamento sulla tassonomia" per una più completa analisi dell'argomento, il valore complessivo dei CapEx ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) è stato pari al $9,9\%$ (EUR 14,7 M) del totale degli incrementi delle immobilizzazioni consolidate. Ad oggi, non è previsto uno specifico piano CapEx per allineare le iniziative del Gruppo a quanto previsto dal Regolamento Delegato EU 2021/2178.


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Metriche e obiettivi

E1-4 – Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi

Come specificato nel precedente paragrafo “E1-1 – Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici”, la Strategia di decarbonizzazione del Gruppo Interpump è sostanzialmente basata sulle emissioni delle aziende presenti nel perimetro di consolidamento della DNF 2022.

Ai fini del raggiungimento di questi obiettivi, si prevede in particolare un incremento dell’acquisto di energia elettrica certificata come rinnovabile e l’installazione di nuovi impianti di produzione energia rinnovabile negli stabilimenti del Gruppo.

Interpump si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di Scope 1 e 2 al valore di 54.378 ton CO2 eq (entro il 2030) e al valore di 48.969 ton CO2 eq (entro il 2032), rispetto alle 90.286 ton CO2 eq della baseline di riferimento riferita al 2022. Il target di riduzione delle emissioni di Scope 1 e Scope 2 è circa del -40%, ovvero raggiungere un livello di emissioni pari a 48.969 ton CO2 eq, rispetto all’anno 2022.

Per il calcolo delle emissioni di Scope 2 è stato utilizzato il c.d. metodo market-based. Si specifica che il dato è stato calcolato in modo aggregato come sommatoria di Scope 1 e 2; pertanto, non è presente il dettaglio disaggregato per ciascun ambito. Nella definizione degli obiettivi legati alle emissioni consolidate non sono stati definiti obiettivi rispetto emissioni di Scope 3.

Inoltre, si ricorda che i target sono stati definiti in modo cumulato tra emissioni di Scope 1 ed emissioni di Scope 2 sulla base del perimetro di consolidamento della DNF 2022, che non coincide pertanto con il perimetro della presente rendicontazione. Sebbene gli impatti legati a nuove acquisizioni rispetto al momento della pubblicazione della strategia di decarbonizzazione (novembre 2023) non siano così significativi, ad oggi il Gruppo non ha ancora aggiornato gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 in modo da renderli coerenti con il perimetro di rendicontazione 2025. Rispetto al momento della redazione della strategia di decarbonizzazione nel 2023, il perimetro di Gruppo si è esteso a seguito dell’attività di M&A nel corso del tempo. L’aggiornamento di questi obiettivi sarà preso in considerazione in occasione del prossimo piano di transizione e dell’aggiornamento della strategia di decarbonizzazione.

Il processo che ha condotto al calcolo dei target è partito dalla definizione del perimetro di analisi, definito in base alla significatività delle aziende in termini di fatturato e copertura emissiva sul totale del Gruppo (indipendentemente dalla rispettiva localizzazione geografica). L’eventuale estensione del processo di decarbonizzazione alla catena del valore sarà meglio approfondita in occasione del futuro piano di transizione.

I valori indicati sono tutti lordi, cioè non includono l’effetto di eventuali assorbimenti di GES, crediti di carbonio o altre emissioni evitate.

Come già anticipato, per definire gli obiettivi di decarbonizzazione, il Gruppo Interpump si è ispirato, ma senza aderirvi formalmente, a quanto definito dalla Science Based Targets initiative (SBTi), rispettando pertanto quanto previsto dall’accordo di Parigi.

La strategia di Interpump, pur riguardando la totalità delle aziende presenti nel perimetro della DNF 2022, si è focalizzata sulle azioni che potrebbero realizzare 29 aziende del Gruppo, rappresentative di circa il 90% delle emissioni consolidate (Scope 1 e Scope 2) e del fatturato verso terzi.

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Nell'ambito della definizione della Strategia di Decarbonizzazione del Gruppo Interpump, si riportano di seguito i tre building block relativi all'analisi di scenario che si focalizzano sul contesto normativo, fisico e di sviluppo nel settore industriale a livello nazionale ed internazionale. Tale attività di valutazione dei possibili eventi futuri rappresenta la base di partenza per la successiva identificazione del piano di azione del Gruppo in ottica Decarbonizzazione.

Per quanto riguarda il contesto normativo e quadro generale di riferimento, è stato utilizzato il Sustainable Development Scenario (SDS) che si basa su un aumento delle politiche e degli investimenti nell'energia pulita che mette il sistema energetico in linea con i principali Sustainable Development Goals (SDG).

In questo scenario, tutti gli attuali impegni per l'azzeramento delle emissioni vengono pienamente raggiunti e si compiono ampi sforzi per realizzare riduzioni delle emissioni a breve termine; le economie avanzate raggiungono l'azzeramento delle emissioni entro il 2050, la Cina intorno al 2060 e tutti gli altri Paesi al più tardi entro il 2070. Senza ipotizzare emissioni nette negative, questo scenario è coerente con la limitazione dell'aumento della temperatura globale a 1,65 °C (con una probabilità del 50%). Con un certo livello di emissioni nette negative dopo il 2070, l'aumento della temperatura potrebbe essere ridotto a 1,5 °C nel 2100.

Invece, in merito allo scenario fisico, la strategia di decarbonizzazione di Interpump si è basata sullo scenario RCP 4.5. Quest'ultimo, elaborato dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), vede il picco delle emissioni nel 2040 e la stabilizzazione delle concentrazioni di anidride carbonica alla fine del secolo.

L'RCP 4.5, spesso combinato con l'SSP2 (Middle of the Road), è uno scenario intermedio e probabile date le attuali politiche climatiche, compatibile con un aumento della temperatura media globale compreso tra 1,6 e 2,5°C (intervallo molto probabile), entro il periodo 2041-2060. Per la fine del secolo l'aumento è compreso tra 2,1 e 3,5°C, con una stima migliore di 2,7°C (IPCC AR6). Tutti gli scenari RCP prevedono il raggiungimento di 1,5°C nel periodo 2021-2040. Lo scenario RCP 4.5 è in linea con l'estremità superiore degli impegni combinati previsti dall'Accordo di Parigi.

Al fine di simulare gli effetti legati allo sviluppo del settore industriale, sulla base dei valori storici del Gruppo e delle medie del settore manifatturiero, si ipotizza in tutti gli scenari una crescita costante del fabbisogno energetico pari a 1,5% annuo (CAGR) per tenere in considerazione la crescita del business e dei consumi tecnologici.

I target di riduzione delle emissioni sono basati su alcune leve principali (incremento degli acquisti di energia elettrica verde certificata e installazione di impianti fotovoltaici) e sul contributo ancillare di altri progetti, tra cui ad esempio la progressiva sostituzione di macchinari ed impianti produttivi, l'efficienza energetica e la mobilità elettrica.

Prendendo in considerazione le società incluse nella strategia di decarbonizzazione pubblicata nel 2023, il valore base di riferimento iniziale è pari a 90.286 ton CO2 eq, che per effetto delle leve di decarbonizzazione si ridurrà a 54.378 ton CO2 eq nel 2030. Il contributo delle singole leve è atteso come segue:

  • Acquisto di energia elettrica verde certificata (riduzione di 26.225 ton CO2 eq)
  • Installazione di nuovi impianti fotovoltaici (riduzione di 9.683 ton CO2 eq)

Non sono invece stati valorizzati separatamente gli effetti collegati alla consueta e progressiva sostituzione di impianti e macchinari così come la sostituzione di prodotti e processi specifici. Con

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riferimento agli obiettivi di riduzione delle emissioni, ad oggi non si prevede di adottare nuove tecnologie che possano essere distanti dalla normale pratica industriale. Sebbene non siano stati comunicati separatamente gli obiettivi emissivi di Scope 1 e Scope 2, le leve di decarbonizzazione hanno un impatto sulle emissioni di Scope 2 del Gruppo, mentre non sono invece quantificabili gli eventuali effetti di azioni sulle emissioni di Scope 1.

Con riferimento agli obiettivi di riduzione delle emissioni di GHG, il Gruppo monitora costantemente i risultati e almeno una volta in ciascun esercizio il top management aziendale e i comitati endoconsiliari vengono aggiornati circa l'efficacia complessiva delle azioni implementate in ottica di raggiungimento dei target fissati. Il Consiglio di Amministrazione riceve periodicamente (e almeno una volta in ciascun esercizio) un puntuale aggiornamento circa le attività realizzate nel corso dell'anno e a quelle ancora da realizzare per raggiungere gli obiettivi dichiarati.

I risultati conseguiti nel 2025 in termini di riduzione delle emissioni risultano superiori ai target prefissati, consolidando la traiettoria verso il raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo previsti dalla strategia di decarbonizzazione.

Ad oggi, nel processo di definizione degli obiettivi non sono stati coinvolti dei portatori di interessi esterni all'azienda. Nella fase di individuazione dei target quantitativi è stato infatti valorizzato in primis il contributo del management aziendale e degli investitori.

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E1-5 – Consumo di energia e mix energetico

Di seguito si riporta la tabella con il dettaglio dei consumi energetici del Gruppo e il relativo riparto in base alla fonte:

Consumo di energia e mix energetico U.M. 2025 2024
1) Consumo di combustibile da carbone e prodotti del carbone MWh - -
2) Consumo di combustibile da petrolio grezzo e prodotti petroliferi MWh 23.540 24.027
3) Consumo di combustibile da gas naturale MWh 50.258 49.442
4) Consumo di combustibili da altre fonti non rinnovabili MWh - -
5) Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti fossili MWh 49.453 72.534
6) Consumo totale di energia da fonti fossili MWh 123.252 146.004
7) Consumo da fonti nucleari MWh 8.226 9.609
8) Consumo di combustibili per le fonti rinnovabili, compresa la biomassa MWh - -
9) Consumo di energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili MWh 88.310 55.436
10) Consumo di energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili MWh 10.673 7.258
11) Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh 98.983 62.694
Totale consumo di energia MWh 230.460 218.307
Incidenza % sul consumo totale di energia
Fonti fossili % 53,5% 66,9%
Fonti nucleari % 3,6% 4,4%
Fonti rinnovabili % 42,9% 28,7%
Totale % 100,0% 100,0%

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Di seguito si riportano le principali metodologie e ipotesi adottate nel calcolo dei numeri della tabella:

  • i consumi dei combustibili fossili sono stati convertiti in MWh sulla base dei coefficienti pubblicati per l'anno 2025 dal Department for Environment, Food and Rural Affairs (DEFRA) del Regno Unito¹⁹;
  • i prelievi dalla rete di energia elettrica sono stati ripartiti per fonte (nucleare, fossile e rinnovabile) sulla base dei valori medi nazionali pubblicati dall'Association of Issuning Bodies (AIB) per i paesi europei in cui il Gruppo opera e dall'Agenzia internazionale dell'energia (IEA) per i restanti Paesi.

Sulla base dei codici NACE delle aziende europee del Gruppo e della conversione in codice NACE delle aziende non europee, si ritiene che tutte le attività operative siano ascrivibili a settori ad alto impatto climatico. Pertanto, i ricavi netti derivanti da attività in settori ad alto impatto climatico sono uguali ai ricavi presentati nell'informativa di bilancio.

Il calcolo dell'intensità energetica per i settori ad alto impatto climatico coincide con l'intensità energetica complessiva a livello di Gruppo. Questo valore è stato calcolato come il rapporto tra il consumo totale di energia (in MWh) e i ricavi consolidati netti di Gruppo (EUR 2.071 M). Tale valore per il 2025 è pari a 0,000111 MWh/EUR.

Intensità energetica U.M. 2025 2024 % 2025 / 2024
Consumo totale di energia MWh 230.460 218.307 +5,6%
Ricavi M EUR 2.071 2.078 -0,4%
Intensità energetica MWh/EUR 0,000111 0,000105 +6,0%

¹⁹ Si veda al sito: https://www.gov.uk/government/publications/greenhouse-gas-reporting-conversion-factors-2024

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E1-6 – Emissioni lorde di GES di ambito 1, 2, 3 ed emissioni totali di GES

Le emissioni di Gas ad effetto serra (GES) del Gruppo Interpump nel 2025 sono state pari a:

  • 2.245.755 tonnellate di CO2eq (calcolo basato sulla posizione);
  • 2.230.631 tonnellate di CO2eq (calcolo basato sul mercato).

Tali valori sono così scomposti nelle loro tre diverse parti:

Emissioni totali di GES - Scope 1, 2 e 3 Anno base - 2022 2025 2024 % 2025 / 2024 Anno target - 2030
Emissioni di GES di ambito 1
Emissioni lorde di GES di ambito 1 (tCO2eq) 17.407 16.502 16.639 -1% -
Percentuale di emissioni di GES di ambito 1 coperta da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissioni (%) 0% 0% 0% - -
Emissioni di GES di ambito 2
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sulla posizione (tCO2eq) 60.908 56.358 48.703 +16% -
Emissioni lorde di GES di ambito 2 basate sul mercato (tCO2eq) 72.879 41.235 53.199 -23% -
Emissioni di GES di ambito 3
Emissioni lorde di GES di ambito 3 (tCO2eq) 2.173.067 2.660.276 -18% -
1. Beni e servizi acquistati - 407.113 496.787 -18% -
2. Beni strumentali - 27.178 41.104 -34% -
3. Attività legate ai combustibili e all'energia - 18.397 18.042 +2% -
4. Trasporto e distribuzione a monte - 61.896 50.616 +22% -
5. Rifiuti generati nel corso delle operazioni - 3.780 4.087 -8% -
9. Trasporto a valle - 23.787 33.732 -29% -
11. Uso dei prodotti venduti - 1.630.917 2.015.909 -19% -
Emissioni totali di GES
Emissioni totali di GES - basate sulla posizione (tCO2eq) - 2.245.927 2.725.619 -18% -
Emissioni totali di GES - basate sul mercato (tCO2eq) - 2.230.804 2.730.115 -18% -

Nel 2025, le emissioni di Scope 1 del Gruppo risultano sostanzialmente in linea con quelle del 2024. Per quanto invece riguarda le emissioni di Scope 2 location based, l'aumento può ricondursi sostanzialmente ad un incremento dell'energia elettrica consumata (per il 60%) e all'incremento dei fattori emissivi in Italia e in India (per il 40%); mentre invece le emissioni market based calano grazie agli acquisti di energia elettrica certificata verde. Infine, la variazione delle emissioni di Scope 3 rispetto al 2024 è principalmente riconducibile alla riduzione delle emissioni della categoria 1 e della categoria 11, che rappresentano circa il 95% delle emissioni di Scope 3. Per la categoria 1, il calo è dovuto ad un

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miglioramento della granularità della raccolta dati che ha consentito di associare in modo più puntuale i fattori emissivi alle rispettive categorie di materie prime in acquisto; mentre per la categoria 11 sono stati aggiornati alcuni parametri tecnici di riferimento (potenza media, vita utile e ore di funzionamento) che insieme ad una riduzione media dei coefficienti emissivi hanno contribuito a ridurre del 19% le emissioni di Scope 3.

Di seguito si offre un dettaglio in merito alle principali metodologie ed ipotesi adottate per il calcolo delle emissioni di CO2 equivalenti. Per quanto riguarda le modalità di calcolo, si è fatto riferimento a valori puntuali e, ove non disponibili, a stime conservative che hanno portato a scegliere le ipotesi associabili alle performance ambientali meno positive per l'Azienda. Ad esempio, nel caso di alcune società, i valori di consumo degli ultimi mesi dell'anno potrebbero non essere stati comunicati dal fornitore in tempo utile per la presente rendicontazione. In questo caso si è proceduto ad una stima basandosi sul trend di consumo storico o in alternativa di budget.

Emissioni di Scope 1

All'interno di questa categoria rientrano tutte quelle emissioni riconducibili ad un consumo diretto da parte del Gruppo Interpump e vi rientra principalmente l'utilizzo di combustibili per il riscaldamento e l'autotrazione, ma anche i consumi di gas refrigeranti.

Ai fini del calcolo, sono stati utilizzati i parametri di conversione tra le diverse unità di misura ed i coefficienti emissivi pubblicati per l'anno 2025 dal DEFRA. Si segnala che il Gruppo non rientra in sistemi di scambio di quote di emissioni. Nel loro complesso, anche le emissioni riconducibili alle attività aziendali di Interpump contribuiscono ad aumentare le quantità di gas serra presenti nell'atmosfera e i fenomeni a questo collegabili.

Emissioni di Scope 2

Questa categoria include tutte le emissioni che il Gruppo ha generato indirettamente quando ha acquistato energia dai propri fornitori ed è riconducibile massimamente all'acquisto di energia elettrica.

Il calcolo delle emissioni di Scope 2, nel caso del metodo:

  • location-based, i coefficienti applicati derivano dalle pubblicazioni dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA)²⁰ e dell'Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale (EPA)²¹. Qualora tali valori non fossero disponibili o risultassero inferiori ai corrispondenti valori nazionali, si fa riferimento ai coefficienti Terna Confronti Internazionali 2024²². I fattori utilizzati sono stati selezionati in modo prudenziale, adottando il valore più elevato tra EEA, EPA e Terna Confronti Internazionali 2024. Questi parametri sono stati applicati all'energia elettrica prelevata dalla rete nel corso del 2025;
  • market-based, in questo scenario i parametri di riferimento sono quelli pubblicati dall'Association of Issuing Bodies (AIB) per il 2024²³ per i Paesi europei, dall'Agenzia statunitense per la Protezione Ambientale (EPA) per gli Stati Uniti, da Green-E per il Canada e ove non presenti, i valori utilizzati nello scenario location-based. Ai fini del calcolo i coefficienti emissivi sono applicati all'energia prelevata da rete, al netto dell'elettricità in acquisto certificata verde.

20 https://www.eea.europa.eu/en/analysis/indicators/greenhouse-gas-emission-intensity-of-1
21 www.epa.gov/egrid/summary-data
22 Dati statistici 2024 - Confronti Internazionali
23 European Residual Mixes 2024


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Le emissioni di Scope 2 sono riconducibili alla strategia di approvvigionamento elettrico del Gruppo, ma sono anche condizionate dall'effettiva offerta energetica del Paese in cui sono localizzati i siti aziendali. A livello aggregato, anche queste emissioni contribuiscono all'aumento delle quantità di gas serra presenti nell'atmosfera e i fenomeni a questo collegabili.

Nel calcolare le emissioni di Scope 1 e Scope 2 di Gruppo, è stato considerato anche il 100% dell'impatto riconducibile alle aziende consolidate con il metodo del patrimonio netto. Si precisa che nessuna delle metriche relative alle emissioni è stata convalidata da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l'attestazione della conformità.

Emissioni di Scope 3

Per quanto invece riguarda questo gruppo emissivo, sono state prese in considerazione le seguenti categorie del GHG Protocol, distinte tra quelle a monte e quelle a valle:

A monte

  • Cat 1 - Beni di consumo e servizi (a monte)
  • Cat 2 - Beni strumentali
  • Cat 3 - Carburante e temi correlati all'elettricità
  • Cat 4 - Trasporti a monte
  • Cat 5 - Rifiuti generati dalle operazioni

A valle

  • Cat 9 - Trasporti a valle
  • Cat 11 - Uso dei prodotti venduti

Il Gruppo Interpump ha rendicontato pubblicamente le emissioni di Scope 3 per la prima volta a partire dall'esercizio 2024.

Tra le principali stime utilizzate rientrano:

  • Cat 1: per le materie prime si è fatto riferimento all'average method e alternativamente al calcolo dei pesi in acquisto sulla base dei valori mercato (EUR/ton);
  • Cat. 4 e 9: distanze percorse e suddivisione delle emissioni in base all'intermodalità del trasporto;
  • Cat. 11: vita utile dei prodotti e profilo di consumo.

Per la categoria 1, per i beni diversi dalle materie prime e per i servizi, e per la categoria 2, si è fatto riferimento al metodo Spend based. I coefficienti emissivi di riferimento sono quelli pubblicati da Eurostat, database forniti da provider specializzati, DEFRA e Terna Confronti Internazionali 2024.

Al fine di consentire una progressiva omogeneizzazione dei processi di raccolta dati, il perimetro di riferimento di rendicontazione delle emissioni di Scope 3 è diverso rispetto al perimetro consolidato. A tal fine, sono state selezionate le principali 22 società (principalmente produttive) che rappresentano circa il 65% delle vendite consolidate verso terzi e l'80% delle emissioni di Scope 1 e di Scope 2 del Gruppo. I numeri rendicontati per lo Scope 3 si riferiscono solo e soltanto a questo campione iniziale.

La percentuale di emissioni calcolate a partire da dati primari ottenuti dai fornitori o da altri partner lungo la catena del valore è pari a 0%.


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Le categorie escluse dal perimetro di rendicontazione sono state:

A monte

  • Cat 6 - Viaggi di lavoro
  • Cat 7 - Pendolarismo dei dipendenti
  • Cat 8 - Beni in leasing locati a monte

A valle

  • Cat 10 - Trasformazione dei prodotti venduti
  • Cat 12 - Trattamento fine vita dei prodotti venduti
  • Cat 13 - Beni in leasing locati a valle
  • Cat 14 - Franchises
  • Cat 15 - Investimenti

Tali categorie sono state escluse dall'inventario a seguito di un processo di valutazione qualitativa che ha tenuto in considerazione la struttura e il settore industriale del Gruppo. In alcuni casi queste categorie non sono applicabili (come, ad esempio, franchises e investimenti), mentre in altri casi risultano poco impattanti o solo marginalmente impattanti (come, ad esempio, il pendolarismo dei dipendenti o i viaggi di lavoro) rispetto alle categorie rendicontate nel presente documento.

Di seguito si riporta l'intensità delle emissioni di GES calcolata rispetto ai ricavi netti consolidati:

Intensità di GES rispetto ai ricavi netti 2025 2024 % 2025 / 2024
Emissioni totali di GES (in base alla posizione) rispetto ai ricavi netti (tCO2eq/ EUR) 0,001085 0,001311 -17%
Emissioni totali di GES (in base al mercato) rispetto ai ricavi netti (tCO2eq/ EUR) 0,001077 0,001314 -18%

Ai fini del calcolo dell'intensità emissiva sono stati utilizzati i ricavi consolidati netti (EUR 2.071 M) e non sono stati aggiunti i ricavi verso terzi delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. Tale valore corrisponde quindi con quanto indicato nel presente documento al paragrafo "Ricavi" del capitolo "Conto economico consolidato dell'esercizio".

Per il calcolo delle emissioni, si sono utilizzati i fattori emissivi di un Data provider riconosciuto a livello internazionale, Eurostat²⁴, DEFRA 2021²⁵, DEFRA 2025²⁶ e Terna Confronti Internazionali 2024²⁷. Nel dettaglio, per singola categoria il Gruppo ha utilizzato i seguenti metodi e fattori emissivi:

A monte

  • Cat 1 - Beni di consumo e servizi: spend-based con fattori emissivi Eurostat per beni e servizi, average-based con fattori emissivi Dataprovider riconosciuto a livello internazionale
  • Cat 2 - Beni strumentali: spend-based con fattori emissivi Eurostat

24 Methodology - Environment - Eurostat
25 Greenhouse gas reporting: conversion factors 2021 - GOV.UK
26 Greenhouse gas reporting: conversion factors 2025 - GOV.UK
27 Dati statistici 2024 - Confronti Internazionali


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  • Cat 3 - Carburante e temi correlati all'elettricità: average-data con fattori emissivi DEFRA 2025 WTT – Fuels, DEFRA 2021 WTT – UK & overseas electricity e DEFRA 2025 – Transmission and distribution
  • Cat 4 - Trasporti a monte: distance-based con fattori emissivi DEFRA 2025 - freighting goods
  • Cat 5 - Rifiuti generati dalle operazioni: waste-type-specific con fattori emissivi DEFRA 2025 – waste disposal

A valle

  • Cat 9 - Trasporti a valle: distance-based con fattori emissivi DEFRA 2025 - freighting goods
  • Cat 11 - Uso dei prodotti venduti: metodo personalizzato, come richiesto dallo standard GHG, applicato solamente sui prodotti che consumano direttamente energia durante l'utilizzo con fattori emissivi Terna Confronti Internazionali 2024 e DEFRA 2025 - Fuels - Liquid Fuel

Si precisa che, anche in considerazione della tipologia di attività realizzate dal Gruppo, non sono presenti emissioni biogeniche di CO2 derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della biomassa.

E1-7 – Assorbimenti di GES e progetti di mitigazione delle emissioni di GES finanziati con crediti di carbonio

Attualmente, il Gruppo Interpump non ha avviato progetti di assorbimento o stoccaggio di gas ad effetto serra (GES) nell'ambito delle proprie operazioni dirette e non ha collaborato a iniziative simili lungo la propria catena del valore.

E1-8 – fissazione del prezzo interno del carbonio

Nel corso del 2025, il Gruppo Interpump non ha utilizzato dei sistemi di fissazione del prezzo interno del carbonio come parte della propria strategia legata al clima.

E1-9 – Effetti finanziari attesi di rischi fisici e di transizione rilevanti e potenziali opportunità legate al clima

Questo disclosure requirement non è stato rendicontato in base a quanto previsto dalle disposizioni relative al phase-in.

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ESRS E2 - INQUINAMENTO

Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento

In linea con i processi di identificazione e valutazione descritti per l'informativa ESRS 2 IRO-1, il Gruppo ha analizzato gli IRO relativi all'inquinamento. Il processo ha compreso la disamina del contesto operativo e la prioritizzazione degli IRO specifici per lo standard ESRS E2, garantendo uniformità metodologica a livello di Gruppo.

A valle di una più ampia mappatura delle fonti di inquinamento del Gruppo, è stato rilevato che il core business, focalizzato sulle lavorazioni meccaniche e l'assemblaggio, genera impatti emissivi limitati. Con riferimento a quei processi industriali con maggiore potenziale emissivo, specificamente legati ai trattamenti galvanici e termici, il Gruppo applica un rigoroso sistema di gestione e controllo, che include presidi tecnici dedicati e un monitoraggio ambientale specifico. Tali azioni sono volte a prevenire e minimizzare i rilasci in aria, acqua e suolo, assicurando il costante e pieno rispetto dei limiti normativi vigenti.

In relazione al Regolamento REACH (CE n. 1907/2006), il Gruppo ha completato nel 2025 una mappatura dei processi lungo la catena di fornitura, rilevando un ricorso del tutto marginale all'importazione diretta di sostanze soggette a registrazione; per tali limitate fattispecie, è garantito il pieno assolvimento degli obblighi di notifica e registrazione previsti.

Per quanto concerne gli articoli prodotti o importati, l'analisi di conformità ha identificato nel piombo la principale Sostanza Estremamente Preoccupante (SVHC) presente in concentrazioni superiori allo $0,1\%$ p/p. Tale impiego, tipico del settore metalmeccanico, è strettamente correlato all'utilizzo di leghe metalliche specifiche, dove il piombo funge da additivo essenziale per garantire le tolleranze e la lavorabilità necessarie ai processi di fabbricazione. In linea con l'approccio di trasparenza richiesto dagli standard ESRS E2, il Gruppo monitora costantemente l'evoluzione normativa e le alternative tecniche volte alla progressiva sostituzione di tali sostanze.

A tal fine si segnala che nel corso del 2025 sono stati avviati studi e test per la progressiva adozione di leghe "Lead-free" da parte di diverse aziende del Gruppo, anticipando i futuri vincoli normativi europei. Tra queste, si evidenzia in particolare IMM Hydraulics S.p.A. che sta già procedendo alla progressiva adozione di materiali senza piombo nei propri prodotti.

Con riferimento al perimetro delle operazioni dirette di Gruppo e alla rendicontazione prevista dall'ESRS E2, non si registrano pertanto processi aziendali che producano emissioni di inquinanti che possano avere un impatto materiale sull'atmosfera, sul suolo o sull'acqua.

Occorre altresì notare che nella catena del valore del Gruppo sono presenti dei fornitori che potrebbero avere un maggior impatto in termini ambientali. In merito a quest'ultima parte, coerentemente con le disposizioni di phase-in, si sta procedendo a definire le opportune analisi per rendicontarne i relativi impatti, rischi e opportunità (IRO).

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Come già indicato nel paragrafo “SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”, incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2), al termine dell’analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo Interpump sono stati identificati tre impatti di sostenibilità materiali legati all’inquinamento: inquinamento dell’acqua, dell’aria e del suolo. Tutti gli impatti avvengono a monte (upstream) della catena del valore del Gruppo. Per quanto riguarda l’individuazione dei rischi e delle opportunità, non sono stati identificati rischi o opportunità rilevanti legati al tema dell’inquinamento, né in relazione alle dipendenze né alle azioni del piano ESG 2023-2025.

Questi riscontri sono stati ulteriormente avvalorati dalle prime fasi di consultazione degli stakeholder, che hanno confermato la percezione degli impatti ambientali concentrati a monte e comunque gestiti in piena aderenza agli standard normativi e di sostenibilità.

E2-1 – Politiche relative all’inquinamento

Il Gruppo Interpump è impegnato nella tutela e nel miglioramento continuo della protezione dell’ambiente, in quanto ritenuti aspetti imprescindibili per lo sviluppo sostenibile e la creazione di valore. L’impegno e le politiche in tema di gestione degli impatti rilevanti connessi all’inquinamento sono riflessi all’interno del Codice Etico e nella Policy in materia di salute, sicurezza sul lavoro e ambiente (meglio descritte all’interno del capitolo S1). In considerazione delle peculiarità del Gruppo Interpump, le predette politiche rappresentano linee di indirizzo di alto livello sul tema della tutela ambientale e si focalizzano in particolare sulle proprie attività aziendali, di conseguenza non declinano in maniera specifica gli impatti, i rischi e le opportunità rispetto alla catena del valore a monte. Tale aspetto, pertanto, non risponde appieno alle previsioni riportate nella sezione MDR-P degli ESRS.

È attualmente in corso un piano di adeguamento delle politiche aziendali per riflettere i requisiti di disclosure degli standard ESRS 2 (Informativa generale) e ESRS E2. L’aggiornamento mira a formalizzare gli impegni del Gruppo in materia di prevenzione e gestione dell’inquinamento, colmando eventuali gap informativi e consolidando un sistema di gestione della sostenibilità pienamente conforme agli standard ESRS.

E2-2 – Azioni e risorse connesse all’inquinamento

Il Gruppo Interpump ritiene di non avere attualmente adottato azioni per la gestione degli impatti rilevanti, lungo la catena del valore (upstream), connessi all’inquinamento che possano definirsi conformi alle richieste dello Standard ESRS. Considerato che l’analisi di doppia materialità ha evidenziato la materialità di questo tema in relazione alla catena di fornitura a monte, si rende necessaria un’analisi più ampia per definire delle azioni che rispondano in modo puntuale ad ogni richiesta della sezione MDR-A della normativa CSRD. In futuro, si procederà a valutare la definizione o l’aggiornamento di eventuali azioni che contengano tutti gli elementi richiesti dalla normativa.

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Metriche e obiettivi

E2-3 – Obiettivi connessi all’inquinamento

Il Gruppo Interpump non ha individuato obiettivi per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all’inquinamento che possano definirsi allineati agli Standard ESRS. Similmente a quanto già indicato nel paragrafo dedicato alle azioni, le medesime considerazioni valgono anche per gli obiettivi da raggiungere e rendicontare nel rispetto di quanto previsto alla sezione MDR-T della normativa CSRD. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi a questo ambito.

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ESRS E3 - ACQUE E RISORSE MARINE

Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

ESRS 2 IRO-1 - Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine

Come già evidenziato in precedenza, il Gruppo si articola in due macrosettori di operatività: acqua e olio. Sebbene le risorse idriche siano trasversali a tutti i processi produttivi, esse assumono una rilevanza critica e distintiva per la Business Unit Acqua, dove costituiscono il core operativo.

Pertanto, nel processo di analisi l'attenzione si è maggiormente concentrata sulle aziende del Gruppo che producono e commercializzano pompe a pistoni per acqua con potenza da 1 a 2.000 CV (da 0,7 a 1.500 kW) e relativi componenti, poiché in questi casi l'acqua è impiegata in modo più massiccio sia nella fase dei test di qualità che durante il successivo utilizzo.

La metodologia per l'individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità ha tenuto conto degli aspetti descritti nel paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2). Questa metodologia è stata applicata anche per le analisi svolte in riferimento alla tematica dell'acqua e ha previsto la comprensione del contesto operativo, l'identificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, e la loro valutazione e prioritizzazione.

Come già indicato nel precedente paragrafo "SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", al termine dell'analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo Interpump sono stati identificati quattro impatti di sostenibilità rilevanti, attuali, associati a due sub-topic: consumi idrici e prelievi idrici. Gli impatti riguardano l'utilizzo dell'acqua e sono stati rilevati in due fasi della catena del valore: a monte (upstream) e nella fase di operazioni dirette (direct operations), legata alle attività produttive del Gruppo.

Per quanto riguarda l'individuazione dei rischi e delle opportunità, non sono stati identificati rischi o opportunità rilevanti legati al tema dell'acqua, né in relazione alle dipendenze né alle azioni del piano ESG 2023-2025.

Di seguito si presenta un dettaglio specifico, evidenziando come il Gruppo Interpump abbia:

  • preso in considerazione tutti i propri consumi idrici, sia ad uso industriale che civile, valorizzando in modo puntuale i prelievi. Per quanto invece riguarda gli scarichi, l'attenzione si è concentrata su quelli di tipo industriale, ipotizzando che quelli civili non abbiano un impatto significativo sul contesto di riferimento;
  • approfondito a livello qualitativo alcuni impatti lungo la catena di fornitura, in particolare per le fonderie e acciaierie. In generale, vista la ridotta mole di informazioni e dati, le ipotesi adottate sono sempre state conservative e hanno portato a considerare materiale questo argomento;
  • valutato a livello qualitativo il consumo d'acqua collegato ai propri prodotti venduti sul mercato, ed in particolare quelli del settore delle pompe ad alta e altissima pressione. Anche in questo caso è ragionevole ipotizzare che l'acqua così consumata non presenti inquinanti diversi rispetto a quelli prelevati e che il consumo avvenga in un punto vicino a quello di prelievo.

La metodologia per l'individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità ha tenuto conto degli aspetti descritti nel paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i


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rischi e le opportunità rilevanti", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2). Questa metodologia è stata applicata anche per le analisi svolte in riferimento alla tematica dell'acqua e ha previsto la comprensione del contesto operativo, l'identificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, e la loro valutazione e prioritizzazione.

Per l'analisi di materialità relativa alla risorsa idrica, il Gruppo ha adottato Aqueduct, il tool del World Resources Institute (WRI) finalizzato alla mappatura, misurazione e gestione dei rischi idrici su scala globale.

Si segnala come rispetto al tema di utilizzo della risorsa idrica nell'ambito delle attività realizzate dal Gruppo non siano ad oggi state condotte consultazioni specifiche con le comunità interessate, preferendo invece concentrare gli sforzi in questo senso su ambiti maggiormente rilevanti per ampiezza e portata degli impatti generati.

E3-1 – Politiche connesse alle acque e alle risorse marine

Il Gruppo Interpump ha adottato una politica di gestione degli impatti connessi all'acqua. Tale politica è riflessa nella Policy in materia di salute, sicurezza sul lavoro e ambiente (meglio descritte all'interno del capitolo S1). La predetta policy, definendo delle linee di indirizzo di alto livello in materia di tutela ambientale rivolte a tutte le società del Gruppo e anche alla catena del valore, non specifica però nel dettaglio le modalità con cui il Gruppo gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità collegati alle risorse idriche, così come previsto dagli standard ESRS.

È attualmente in corso un piano di adeguamento delle politiche aziendali per riflettere i requisiti di disclosure degli standard ESRS 2 (Informativa generale) e ESRS E3. L'aggiornamento mira a formalizzare gli impegni del Gruppo in materia di prevenzione e gestione delle risorse idriche, colmando eventuali gap informativi e consolidando un sistema di gestione della sostenibilità pienamente conforme agli standard ESRS.

Con l'obiettivo di prevenire, ridurre e mitigare le possibili conseguenze che le proprie attività possono arrecare all'ambiente, il Gruppo Interpump ha quindi adottato e diffuso a tutte le società controllate, delle Linee Guida in materia di tutela ambientale, contenute all'interno del proprio Global Compliance Program. In particolare, tali Linee Guida, definiscono le modalità d'azione che le società devono implementare, senza deroga alcuna, al fine di:

  • non effettuare scarichi idrici in assenza di autorizzazione da parte delle autorità locali,
  • rispettare i limiti previsti dalle normative locali,
  • prevenire sversamenti accidentali di elementi inquinanti e, nel caso, comunicarli tempestivamente alle autorità locali e alla funzione Compliance di Gruppo,
  • intraprendere le opportune azioni di ripristino dell'ambiente circostante e di prevenzione di ulteriori futuri accadimenti,
  • misurare e monitorare tramite prelievi a campione per individuare eventuali concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti previsti dalle normative locali.

In generale, tra i vari processi aziendali, l'acqua è principalmente usata:

  • in occasione dei test di collaudo delle pompe e dei tubi prima della loro vendita sul mercato,
  • ai fini della produzione di vapore,
  • nei cicli di lavaggio e lubrificazione interna ai centri di lavoro,
  • per il raffreddamento industriale.

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L'acqua degli stabilimenti del Gruppo è prelevata principalmente dalla rete pubblica (circa 65%), ma in alcuni casi si provvede all'utilizzo di pozzi di proprietà o in concessione (circa 35%).

Vista la tipologia di utilizzo dell'acqua negli stabilimenti del Gruppo, nella maggior parte dei casi non è richiesto un trattamento preventivo all'immissione in fognatura. Nel caso però dell'utilizzo delle risorse idriche nei processi di galvanica, di verniciatura e di altri processi industriali con minor rilevanza dal punto di vista quantitativo, le acque reflue sono spesso gestite come rifiuti speciali e quindi non sono re-immesse in fognatura.

Qualora invece alcuni scarichi, derivanti da processi industriali che comportano una possibile contaminazione con inquinanti, siano immessi in fognatura o in altre acque superficiali, il Gruppo si impegna ad un continuo controllo in collaborazione con le autorità competenti.

Vista la crescente attenzione dei diversi stakeholder, nell'ambito del Piano ESG, il Gruppo Interpump ha adottato nel 2024 le nuove Linee Guida per l'ecodesign dei prodotti. L'obiettivo è quello di promuovere una riduzione dell'impatto ambientale attraverso la progressiva adozione di soluzioni innovative e sostenibili. In un contesto che pone crescente attenzione per i temi dell'efficientamento e della sostenibilità, i dipartimenti di R&D del Gruppo ambiscono non solo a creare prodotti più durevoli, ma anche ad ottimizzare i consumi in fase di utilizzo. Nello specifico, con riferimento alla gestione efficiente delle risorse idriche, l'obiettivo del Gruppo è quello di:

  • progettare prodotti capaci di ottimizzare il consumo idrico degli utilizzatori finali,
  • recuperare l'acqua dei processi produttivi del Gruppo per poterla utilizzare nuovamente nel ciclo produttivo senza dover ricorrere a nuovi sostanziali prelievi idrici.

Tra i Paesi del Mondo in cui Interpump opera, secondo la classificazione delle aree ad elevato stress idrico riportata da Aqueduct, 20 di questi si trovano in condizioni di elevato stress idrico medio/basso (categoria uguale o inferiore a 2), mentre 14 Paesi (tra cui l'Italia) rientrano in classi di elevato stress idrico alto.

Invece per quanto riguarda la classificazione dei Paesi a rischio idrico, 25 (tra cui l'Italia) si trovano in condizioni di rischio idrico medio/basso (categoria uguale o inferiore a 2), mentre i restanti 9 rientrano in classi di rischio idrico alto.

Attualmente, il Gruppo Interpump non ha individuato impegni quantitativi relativi alla riduzione dei consumi di acqua nelle zone a rischio idrico in cui opera, né in relazione alle proprie attività dirette né in relazione alle attività che avvengono lungo la propria catena del valore. Si specifica, inoltre, che i siti presenti in Paesi considerati ad elevato stress idrico non sono al momento coperti da politiche conformi alle richieste dello Standard ESRS2 MDR-P.

Si segnala che il Gruppo Interpump non ha adottato politiche relative alla sostenibilità degli oceani e dei mari, non avendo questi ambiti rilevanza significativa rispetto al proprio modello di business.

Oltre all'applicazione delle indicazioni espresse dal Global Compliance Program, alcune delle principali società del Gruppo hanno implementato dei sistemi e modelli di gestione, al fine di strutturare e monitorare le proprie performance in ambito qualità e ambiente, in ottica di costante miglioramento. In aggiunta, la maggior parte di esse ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 14001 - Sistemi di gestione ambientale e UNI EN ISO 9001 - Sistemi di Gestione Qualità. Per un maggior dettaglio si faccia riferimento al paragrafo "BP-2: Informativa in relazione a circostanze specifiche" contenuto nel capitolo "Standard ESRS 2 – Informazioni generali".

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E3-2 – Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine

Il Gruppo Interpump ritiene di non avere attualmente adottato azioni per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all'acqua che possano definirsi conformi alle richieste dello Standard ESRS. Nel piano ESG 2023-2025, sono state previste delle azioni che, non essendo associate a specifici target quantitativi da raggiungere entro un determinato orizzonte temporale, non possono essere considerate in linea con le richieste dello Standard. In futuro, sulla base di quanto individuato a livello di policy, si procederà poi a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni che contengano tutti gli elementi richiesti dalla normativa.

Tuttavia, in relazione alla salvaguardia delle risorse idriche, il Gruppo Interpump si sta impegnando a implementare le seguenti buone pratiche:

  • monitoraggio continuo dei prelievi e scarichi idrici presso i propri stabilimenti produttivi,
  • promozione di nuovi prodotti e soluzioni per ridurre il consumo d'acqua a parità di performance,
  • analisi e valutazione della gestione dei consumi idrici nella propria catena di fornitura,
  • implementazione di sistemi per il recupero e il riutilizzo dell'acqua, in occasione dei test di qualità per le pompe.

Sempre nell'ambito del piano ESG di Gruppo, le società italiane hanno avviato una prima raccolta e valutazione dei propri principali fornitori anche sulla base di alcuni parametri ambientali. Tra questi rientrano anche gli aspetti legati al monitoraggio dei consumi idrici da parte dei fornitori, alla qualità degli scarichi e agli eventuali presidi messi in atto per garantire una corretta gestione della risorsa idrica.

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Metriche e obiettivi

E3-3 – Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine

Il Gruppo Interpump ha individuato obiettivi per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all'uso delle risorse idriche all'interno del Piano ESG, i quali non possono però definirsi allineati agli Standard ESRS, perché non rispondono in modo puntuale ad ogni richiesta della sezione MDR-T della normativa CSRD (tra cui ad esempio la quantificazione degli obiettivi misurabili in termini di riduzione dell'acqua prelevata). In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi a questo ambito.

Ciò premesso, coerentemente al piano ESG 2023-2025, al fine di promuovere una gestione consapevole e responsabile della risorsa idrica, il Gruppo Interpump ha implementato un sistema di monitoraggio continuo dei prelievi, sia civili che industriali, e degli scarichi di natura industriale, garantendo così anche una piena compliance normativa e una puntuale rendicontazione dei flussi.

Il progetto così completato presentava due principali fasi:

  • Fase 1: verifica del monitoraggio, normativa di riferimento, tecnologie a disposizione anche al fine di valutare e modificare i criteri di misurazione utilizzati, garantendo inoltre dei criteri omogenei per distinguere scarichi civili e industriali;
  • Fase 2: Implementazione di un sistema di monitoraggio e rendicontazione continuo dei prelievi e degli scarichi di acqua negli stabilimenti del Gruppo.

Anche a seguito di questa mappatura, alcune aziende del Gruppo hanno proseguito il proprio impegno nella gestione attenta delle risorse idriche. A tal fine è utile ricordare ad esempio l'iniziativa di Interpump Group S.p.A., dove in occasione del rinnovo della sezione R&D, sono stati installati dei misuratori con l'obiettivo di ridurre i consumi idrici e migliorarne il processo di controllo. Il consumo di acqua è infatti particolarmente marcato, soprattutto in ambito Ricerca & Sviluppo, per realizzare le sperimentazioni su prototipi come valvole, pompe, lance ed omogeneizzatori.

L'acqua per i test si rende necessaria in modo continuativo, sette giorni su sette, 24 ore su 24, e prima di essere utilizzata nei vari cicli di prova, viene addolcita, trattata e raffreddata. Il sistema di misurazione consente non solo di monitorare con precisione i volumi impiegati, ma anche di contingentare l'uso dell'acqua, contribuendo così a una gestione più sostenibile delle risorse. A regime si prevede un volume di riciclo superiore ai 100.000 metri cubi, un dato significativo che testimonia l'impegno verso l'efficienza e la responsabilità ambientale.

Si specifica che, il Gruppo non ha attualmente identificato degli obiettivi per la gestione di impatti, rischi e opportunità legati al tema delle risorse marine, in quanto tale aspetto è risultato come non rilevante nell'analisi di materialità.

Al momento, il Gruppo Interpump non ha definito degli obiettivi quantitativi di riduzione dei consumi idrici, né per le zone a basso rischio idrico né per le zone ad alto rischio idrico, incluse quelle a elevato stress idrico. Si precisa che ad oggi non sono noti degli specifici obiettivi obbligatori per legge relativi a questo ambito perché non sono ancora state definite delle specifiche politiche e azioni per quest'ambito.


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E3-4 – Consumo idrico

Nella tabella di seguito è indicato il consumo di acqua del Gruppo Interpump per il 2025, calcolato come differenza tra prelievi, scarichi e dell'impatto dell'acqua riciclata e immagazzinata. Si segnala che per il 2024, essendo il primo anno di rendicontazione, non è stata calcolata l'eventuale variazione dell'acqua immagazzinata.

Consumo idrico U.M. 2025 2024
Consumo idrico totale 2.257 1.676
di cui nelle zone a rischio idrico 1.415 -
di cui nelle zone ad elevato stress idrico 2.257 1.674

Al fine di valutare lo stress idrico nei diversi Paesi in cui il Gruppo opera, si è proceduto a stimare questo valore utilizzando il database Aqueduct ed utilizzando le capitali dei singoli Paesi in cui si trovano le sedi delle società del Gruppo come valore di riferimento, anziché quello delle effettive ubicazioni aziendali.

All'interno del database Aqueduct, è possibile che un'area sia caratterizzata da un basso rischio idrico complessivo (grazie a fattori mitiganti come una governance solida e la stabilità delle precipitazioni), pur trovandosi in una situazione di alto stress idrico dovuto alla scarsità fisica della risorsa.

Rientrano in questi casi gli stabilimenti del Gruppo in Italia dove lo stress idrico è elevato (fisicamente c'è poca acqua rispetto ai consumi dell'area), ma il rischio complessivo è basso perché risulta mitigato da una avanzata governance idrica (gestione dei bacini e rete infrastrutturale di canali).

Dettaglio consumo idrico U.M. 2025 2024
Riciclata e riutilizzata 17.228 6.836
Immagazzinata 3.933 1.676
Variazione di acqua immagazzinata 2.257 -

Si segnala che negli anni precedenti, coerentemente con le indicazioni dei GRI, erano riportati gli scarichi idrici solo dei siti industriali, mentre invece gli scarichi civili non erano valorizzati. A partire dal 2024, salvo la presenza di effetti legati all'immagazzinamento, si ipotizza che tutto il prelievo sia poi effettivamente scaricato; il consumo idrico pertanto, per costruzione matematica, risulta pari alla variazione annua dell'acqua immagazzinata. Non rilevano ai fini di questo calcolo le acque di processo gestite come rifiuti, l'evaporazione e le perdite di sistema.

Anche grazie all'azione del Piano ESG 2023-2025 relativa al monitoraggio dei prelievi idrici e vista la localizzazione della maggior parte degli stabilimenti in zone ad elevato stress idrico (soprattutto Italia e India), sono stati avviati alcuni progetti volti ad aumentare la capacità di stoccaggio dell'acqua. Come possibile osservare nella precedente tabella, l'incremento dell'acqua immagazzinata si è pertanto riflesso in un aumento dei consumi idrici nel 2025.

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Sulla base dei dati così raccolti, l'intensità dei consumi idrici di Gruppo per il 2025 risulta:

Intensità dei consumi idrici U.M. 2025 2024
Consumi 2.257 1.676
Ricavi M EUR 2.071 2.078
Water intensity m³/M EUR 1,09 0,81

Di seguito si riporta un dettaglio dei prelievi idrici del Gruppo, distinguendo per fonte:

Dettaglio dei prelievi idrici U.M. 2025 2024
Rete pubblica (acquedotto) 267.805 320.299
Pozzi di proprietà/in concessione 134.419 109.683
Altre fonti 11.250 6.180
Corpi idrici superficiali - -
Totale 413.474 436.162

Di seguito si riporta un dettaglio degli scarichi idrici industriali del Gruppo, distinguendoli per destinazione:

Dettaglio scarichi idrici industriali U.M. 2025 2024
Fognatura 186.630 226.275
Corpi idrici superficiali 12.247 22.064
Altre destinazioni 15.419 10.908
Totale 214.296 259.247

Si precisa che le metriche di questo capitolo non sono state convalidate da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l'attestazione della conformità.

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ESRS E5 - USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE

Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare

La metodologia per l'individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità ha tenuto conto degli aspetti descritti nel paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2). Questa metodologia è stata applicata anche per le analisi svolte in riferimento ai flussi di risorse in entrata ed in uscita e ai rifiuti e ha previsto la comprensione del contesto operativo, l'identificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, e la loro valutazione e prioritizzazione.

Come già indicato nel precedente paragrafo "SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", al termine dell'analisi di doppia materialità svolta dal Gruppo Interpump sono stati identificati tre impatti di sostenibilità rilevanti effettivi legati all'uso delle risorse e all'economia circolare, associati in due sub-topic: rifiuti e afflussi di risorse, compreso l'uso delle risorse. Due impatti sono legati alle attività produttive del Gruppo (direct operations), mentre il terzo è associato alla catena del valore a valle (clienti).

Non sono invece stati individuati rischi e opportunità di sostenibilità rilevanti relativi al tema dell'uso efficiente delle risorse ed economia circolare. La mancata individuazione di rischi e opportunità materiali si basa sull'analisi di doppia materialità, che ha escluso impatti critici e rischi finanziari significativi per il modello di business del Gruppo. Pur non superando l'attuale soglia di materialità finanziaria, si mantiene un approccio di monitoraggio continuo per intercettare eventuali cambiamenti nel contesto operativo e normativo.

Si segnala come rispetto al tema dell'uso delle risorse e dell'economia circolare nell'ambito delle attività realizzate dal Gruppo non siano ad oggi state condotte consultazioni specifiche con gruppi di stakeholder, preferendo di concentrare gli sforzi in questo senso su ambiti maggiormente rilevanti per ampiezza e portata degli impatti generati.

E5-1 – Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il Gruppo Interpump ha adottato una politica di gestione degli impatti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare. Tale politica è riflessa nella Policy in materia di salute, sicurezza sul lavoro e ambiente (meglio descritte all'interno del capitolo S1). La predetta policy, definendo delle linee di indirizzo di alto livello in materia di tutela ambientale rivolte a tutte le società del Gruppo e anche alla catena del valore, non specifica però nel dettaglio le modalità con cui il Gruppo gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità collegati all'uso delle risorse e all'economia circolare, così come previsto dagli standard ESRS.

È attualmente in corso un piano di adeguamento delle politiche aziendali per riflettere i requisiti di disclosure degli standard ESRS 2 (Informativa generale) e ESRS E5. L'aggiornamento mira a formalizzare gli impegni del Gruppo in materia di gestione delle risorse in ottica di economia circolare, colmando eventuali gap informativi e consolidando un sistema di gestione della sostenibilità pienamente conforme agli standard ESRS.

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Occorre comunque segnalare che il Gruppo Interpump ha definito nel corso del 2024 le proprie Linee Guida di Gruppo per l'Eco-design dei prodotti i cui obiettivi principali sono:

  • promuovere la sostenibilità attraverso un efficace utilizzo delle risorse e il prolungamento della vita utile dei prodotti;
  • sostenere lo sviluppo di un'economia circolare basata sui flussi in ingresso / uscita dai propri stabilimenti.

In questo modo l'azienda mira, almeno per le proprie attività dirette e per quanto possibile a valle nella catena del valore, a limitare la creazione di rifiuti e rimarcare una maggiore attenzione all'utilizzo delle risorse nei processi produttivi. L'effettivo raggiungimento di questi ambiziosi target richiede necessariamente una collaborazione trasversale che non potrà prescindere da:

  • coinvolgimento attivo di dipendenti, partner industriali, fornitori e clienti;
  • integrazione dell'eco-design in tutte le fasi di sviluppo prodotti (dalla funzione R&D e acquisti fino al marketing e vendite).

Queste linee guida si propongono quindi di formalizzare un impegno alla riduzione degli impatti ambientali. Questi effetti sono tipici del settore manifatturiero, che trasforma materie prime in componenti e macchinari, ma l'impegno verso la costante modernizzazione dei processi produttivi e delle applicazioni disponibili per il cliente ha un ruolo centrale nella riduzione degli impatti ambientali lungo l'intera catena del valore.

E5-2 – Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il Gruppo Interpump ritiene di non avere attualmente adottato azioni per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare che possano definirsi conformi alle richieste dello Standard ESRS. Nel piano ESG 2023-2025, sono state previste delle azioni che, non essendo associate a specifici target quantitativi da raggiungere entro un determinato orizzonte temporale, non possono essere considerate in linea con le richieste dello Standard. In futuro, si procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni che contengano tutti gli elementi richiesti dalla normativa e che si fondino sulle politiche di quest'ambito.

Ciò premesso, il Piano ESG 2023 - 2025 del Gruppo Interpump ha consentito di esplorare le tematiche relative all'economia circolare da due prospettive tra loro interconnesse:

(i) il recupero dei materiali di scarto produttivo attraverso la collaborazione con i fornitori di materie prime e semilavorati;
(ii) la progettazione di prodotti e soluzioni che migliorino il recupero dei materiali alla fine del ciclo di vita del prodotto.

Con riferimento a questo ambito, il Gruppo ha concluso il progetto pilota grazie al quale si qualificano come sottoprodotti alcune frazioni di residui metallici derivanti dalla lavorazione meccanica (in base all'art. 184-bis del D.Lgs 152/2006). Questo obiettivo del piano ESG 2023-2025 consentirà di approfondire i processi e gli effetti di un approccio circolare e di rafforzare il rapporto con alcuni fornitori target del Gruppo in Italia.

Sempre con riferimento a quest'ambito, è previsto l'impegno ad estendere l'analisi per valutare la possibilità di qualificare nuove frazioni di rifiuti come sottoprodotti, estendendo così il progetto pilota concluso presso Reggiana Riduttori S.r.l. ad ulteriori aziende del Gruppo.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Sebbene non rientranti formalmente all'interno del piano ESG 2023-2025, si sta procedendo ad esplorare soluzioni produttive che consentano di ridurre l'impatto ambientale di alcuni componenti prodotti dal Gruppo, in particolare le società del Gruppo I.M.M. Hydraulics stanno sviluppando:

  • raccordi senza piombo,
  • coperture di tubi oleodinamici con mescole caratterizzate da formulazioni chimiche studiate per ottimizzare il riciclo di materie in gomma.

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Metriche e obiettivi

E5-3 – Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il Gruppo Interpump ha individuato obiettivi per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare all'interno del Piano ESG, i quali non possono però definirsi allineati agli Standard ESRS, perché non rispondono in modo puntuale ad ogni richiesta della sezione MDR-T della normativa CSRD (tra cui ad esempio la quantificazione degli obiettivi misurabili in termini di riduzione dei rifiuti). In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi a questo ambito.

Si precisa che le misure delle metriche di questo capitolo non sono convalidate da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l'attestazione della conformità.

E5-4 – Flussi di risorse in entrata

La filiera di approvvigionamento del Gruppo, vista anche l'eterogeneità delle aziende e dei settori economici di riferimento, comprende principalmente la fornitura di:

  • materie prime, tra le quali si annoverano metalli costituiti da un mix di materiali vergini e materiali riciclati disponibili sul mercato;
  • componenti commerciali, materiali di consumo e relativi servizi accessori;
  • semi-lavorati;
  • materiali di consumo e attrezzature per la produzione e l'assemblaggio;
  • utensili.

Il Gruppo Interpump ha individuato e considerato come “materie prime” quei prodotti che, anche se hanno subito un processo di lavorazione, mantengono comunque una composizione omogenea. Si tratta ad esempio di semilavorati o prodotti finiti (tra cui ad esempio lamiere, fusioni, tubi, barre, blocchi) costituiti principalmente da un singolo metallo o lega.

I materiali tecnici, consumati direttamente nei processi produttivi del Gruppo o espressi come peso equivalente dei semilavorati e componenti principali in acquisto, sono stati indicativamente nel corso del 2025 i seguenti:

Materie prime in ingresso (ton) U.M. 2025 2024
Materie prime equivalenti in ingresso ton 60.269 55.329
Metalli ferrosi ton 53.945 47.694
Metalli Non Ferrosi ton 4.502 7.314
Plastica ton 1.822 321

Si precisa che, ai fini della redazione della tabella relativa alle materie prime in ingresso, sono stati presi in considerazione solamente le quantità di materie prime rendicontate nella Categoria 1 delle emissioni di Scope 3. Questi valori sono pertanto soggetti ai medesimi motivi di incertezza presentati nella sezione dedicata alle emissioni lungo la catena del valore.

Vista la tipologia di attività manifatturiera del Gruppo, non si utilizzano materiali biologici nei processi produttivi. Allo stesso tempo, cautelativamente, si ritiene di indicare pari a zero anche la quota di eventuali imballaggi che provengono da una filiera sostenibile.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Con riferimento al peso, in valore assoluto e in percentuale, dei componenti secondari riutilizzati o riciclati e dei prodotti e dei materiali intermedi secondari utilizzati (compresi gli imballaggi), si indica cautelativamente un valore pari a zero.

E5-5 – Flussi di risorse in uscita

In estrema sintesi, come per tutte le attività manifatturiere, anche le attività di Interpump comportano la generazione di due principali macro-categorie di flussi in uscita:

  • prodotti;
  • scarti derivanti dalla lavorazione.

Di seguito, un dettaglio dei principali prodotti in uscita per i settori di riferimento del Gruppo Interpump.

Settore Principali prodotti in uscita
Acqua • Pompe a pistoni con potenza da 1 a 2.000 CV (da 0,7 a 1.500 kW) e relativi componenti e accessori,
• Pompe speciali,
• Mixer,
• Agitatori,
• Sistemi di pulizia,
• Valvole e serbatoi per l’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica.
Olio • Prese di forza,
• Pompe a ingranaggi,
• Cilindri,
• Motori idraulici,
• Serbatoi per l’olio,
• Tubi (flessibili in gomma, e/o metallici, e rigidi),
• Flange,
• Raccordi,
• Riduttori di potenza,
• Motori orbitali,
• Sistemi di sterzata,
• Distributori oleodinamici e relativi sistemi di comando elettronici o meccanici.

Considerato che le linee guida in materia di Ecodesign sono state diffuse alle aziende del Gruppo nel corso del 2024, ad oggi risulta ancora prematura un’effettiva rendicontazione dei risultati raggiunti in materia di progettazione di prodotti e materiali secondo principi di circolarità. Tuttavia, l’ambizione del documento è quella di favorire una progettazione che possa ridurre il consumo di materiali nella fase produttiva e aumentare la vita utile dei beni anche grazie a delle manutenzioni preventive ove possibile.

Rifiuti

Di seguito si riportano le quantità di rifiuti in uscita dagli stabilimenti aziendali (utilizzata come approssimazione del valore dei rifiuti prodotti), dettagliate per le principali categorie di materiale e rimandando alla voce “Altro” tutte le altre sostanze che risultano residuali prese singolarmente. Ai fini della mappatura dei rifiuti, si è fatto riferimento ai codici CER anche per le aziende non europee.

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Flusso di risorse in uscita - dettaglio per tipologia di rifiuto U.M. 2025 2024
Rifiuti non pericolosi
12.01.01 - Limatura e trucioli di metalli ferrosi Ton 13.804 13.626
12.01.02 - Polveri e particolato di metalli ferrosi Ton 768 696
12.01.99 - Rifiuti non specificati altrimenti Ton 1.140 650
15.01.03 - imballaggi in legno Ton 1.179 1.174
17.04.05 - Ferro e acciaio Ton 2.023 2.110
20.03.01 - Rifiuti urbani non differenziati Ton 907 830
Altri Ton 8.783 3.196
Totale - Non Pericolosi Ton 28.602 22.283
Rifiuti pericolosi
12.01.09* - Emulsioni e soluzioni per macchinari Ton 4.182 5.110
16.10.01* - rifiuti liquidi acquosi, contenenti sostanze pericolose Ton 1.376 995
12.03.01* - Soluzioni acquose di lavaggio Ton 563 650
13.08.02* - Altre emulsioni Ton 74 65
15.02.02* - Assorbenti, materiali filtranti Ton 329 288
11.01.09* - Fanghi e residui di filtrazione Ton 154 125
Altri Ton 986 1.113
Totale - Pericolosi Ton 7.665 8.346
Totale rifiuti Ton 36.267 30.628

Di seguito invece si riportano le quantità in peso dei rifiuti destinati allo smaltimento o alle operazioni di recupero, distinguendo tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Flusso di risorse in uscita - dettaglio per tipologia di smaltimento U.M. 2025 2024
1) Rifiuti pericolosi Ton 7.665 8.346
NON inviati allo smaltimento Ton 732 807
di cui preparati per il ri-uso Ton 83 80
di cui riciclati Ton 92 98
di cui altre operazioni di recupero Ton 558 630
Inviati allo smaltimento Ton 6.933 7.538
di cui termovalorizzati (con recupero di energia) Ton 57 51
di cui termovalorizzati (senza recupero di energia) Ton 135 135
di cui inviati in discarica Ton 380 447
di cui altre operazioni di smaltimento Ton 6.361 6.904
2) Rifiuti NON pericolosi Ton 28.602 22.283
NON inviati allo smaltimento Ton 26.111 20.467
di cui preparati per il ri-uso Ton 951 476
di cui riciclati Ton 14.632 14.776
di cui altre operazioni di recupero Ton 10.529 5.215
Inviati allo smaltimento Ton 2.491 1.816
di cui termovalorizzati (con recupero di energia) Ton 155 130
di cui termovalorizzati (senza recupero di energia) Ton 560 85
di cui inviati in discarica Ton 1.134 1.018
di cui altre operazioni di smaltimento Ton 643 583
Totale (1+2) Ton 36.267 30.628
NON inviati allo smaltimento Ton 26.843 21.274
di cui preparati per il ri-uso Ton 1.033 556
di cui riciclati Ton 14.723 14.874
di cui altre operazioni di recupero Ton 11.087 5.845
Inviati allo smaltimento Ton 9.424 9.354
di cui termovalorizzati (con recupero di energia) Ton 211 181
di cui termovalorizzati (senza recupero di energia) Ton 695 221
di cui inviati in discarica Ton 1.513 1.465
di cui altre operazioni di smaltimento Ton 7.004 7.487

Nel corso del 2025, considerando il totale dei rifiuti del Gruppo, l'incidenza percentuale dei rifiuti non riciclati è stata pari al 26%, mentre il restante 74% è stato inviato alla filiera del riciclo e/o recupero.

La variazione in aumento dei rifiuti prodotti dal Gruppo è principalmente riconducibile alla movimentazione di terre e rocce da scavo (CER 17.05.04) generate dalle attività di ampliamento di un sito produttivo in Italia. Tale operazione, pur avendo influenzato temporaneamente i volumi di materiali non pericolosi gestiti, è stata condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti, garantendo il corretto avvio a smaltimento o recupero.

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Per quanto riguarda la gestione dei flussi in uscita, i rifiuti metallici ed i rifiuti connessi alla lavorazione meccanica rappresentano le principali categorie collegate direttamente all'attività manifatturiera del Gruppo. Dal punto di vista dei materiali presenti nei rifiuti, anche in considerazione dei codici CER presi in esame, è possibile riconoscere le limature, trucioli e polveri di materiali ferrosi, ma anche emulsioni per macchinari, soluzioni per il lavaggio e imballaggi vari. Resta inteso che la quantità e composizione di questi rifiuti varia anche notevolmente tra uno stabilimento e l'altro in base alla tipologia di attività svolta.

Già oggi la maggior parte di questi flussi è indirizzata alla filiera del riciclo e recupero, contribuendo così a contenere il consumo di materie prime e ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Vista l'ampiezza delle attività e delle geografie del Gruppo Interpump, le scelte di gestione e smaltimento dei rifiuti sono effettuate in maniera autonoma dalle singole società, nel rispetto delle normative locali applicabili e tramite operatori autorizzati.

Anche all'interno del piano ESG 2023-2025, emerge l'ambizione del Gruppo di migliorare ulteriormente le possibilità di riutilizzo degli scarti industriali per qualificarli come sottoprodotti. In questo ambito, si ritiene che solo un approccio industriale all'economia circolare possa consentire di avviare nuove collaborazioni con alcuni fornitori strategici e ridurre così gli impatti ambientali ed i relativi oneri.

Si segnala che, visti i processi industriali del Gruppo, tra i rifiuti prodotti non rientrano rifiuti radioattivi.

Ai fini del calcolo dei flussi in entrata ed uscita, ove possibile si è fatto riferimento a valori puntuali; tuttavia, nel caso in cui la quantità non fosse disponibile, sono state utilizzate delle stime. In particolare, nel caso dei flussi in entrata, al fine di ottenere un valore espresso in termini di massa, è stato talvolta utilizzato il costo di acquisto delle materie diviso per il costo unitario medio di acquisto (EUR/ton).

Invece per i flussi in uscita, qualora non fossero presenti dei valori espressi in termini di peso, sono state utilizzate delle approssimazioni calcolate sulla base dei volumi smaltiti e dei relativi pesi specifici mediamente applicabili o sull'aggiornamento dei valori storici puntuali in base al fatturato 2025.

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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INFORMAZIONI SOCIALI

In conformità agli obblighi normativi, questa sezione approfondisce e rendiconta gli impatti, i rischi e le opportunità (IRO) sociali emersi dall'analisi di materialità:

  • ESRS S1 - FORZA LAVORO PROPRIA
  • ESRS S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE
  • ESRS S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI

ESRS S1 - FORZA LAVORO PROPRIA

Strategia

ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi

Il Gruppo Interpump si impegna a mantenere un dialogo continuativo con tutti i propri stakeholder, al fine di prendere in considerazione le necessità e gli spunti di miglioramento da ciascuno di essi. Tra questi, figurano anche i suoi dipendenti e collaboratori.

Per ogni categoria di stakeholder identificata, pur in un quadro ispirato a livello di Gruppo, ciascuna società ha sviluppato i propri specifici canali di comunicazione al fine di ascoltare periodicamente e comprendere i punti di vista e le necessità di ciascuno di essi. Per quanto riguarda dipendenti e collaboratori, il Gruppo interagisce con loro attraverso le seguenti modalità:

  • valutazioni periodiche di performance e risultati;
  • programmi di formazione specifici;
  • comunicazioni dal vertice aziendale;
  • contrattazione collettiva;
  • questionario di identificazione dei temi di sostenibilità materiali.

ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Come evidenziato anche nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2), il Gruppo Interpump ha individuato otto impatti, tutti potenziali e negativi, connessi alla propria forza lavoro.

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Di questi, tre trovano declinazione in specifici obiettivi inclusi all'interno del Piano ESG 2023-2025 adottato dal Gruppo Interpump, già elencati nel precedente capitolo ESRS 2 al paragrafo “SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”:

Impatto Corrispondente obiettivo Piano ESG
Organizzazione delle risorse e del capitale umano Incremento di circa il 35% delle ore medie di formazione pro-capite non obbligatorie a livello di Gruppo.
Salute e sicurezza dei dipendenti Mantenimento dell'indice “incidenza infortuni medio” dei dipendenti nel triennio 2022-24 al di sotto della media del triennio 2019-21 (2,2);
Estensione dell'adozione del Sistema di Gestione ISO 45001 tra le società produttive del Gruppo, passando da una copertura del 22% ad una copertura del 45% del fatturato.
Protezione dei diritti umani e dei lavoratori Avvio e conclusione di un progetto pilota di valutazione dell'ambiente di lavoro per la promozione di principi di diversità e inclusione.

Contestualmente, al termine del processo di analisi di doppia materialità, sono stati identificati cinque rischi e cinque opportunità di sostenibilità rilevanti.

Si specifica che le considerazioni espresse all'interno del paragrafo “Informazioni Generali” (ESRS 2) riguardano tutti i lavoratori su cui il Gruppo potrebbe produrre impatti rilevanti. Al 31 dicembre 2025, i dipendenti che lavoravano nelle società del Gruppo Interpump sono in totale 9.662.

Data la natura del settore in cui il Gruppo opera, la composizione dell'organico è prevalentemente di genere maschile (81%), mentre la componente femminile si conferma al 19%. Oltre al personale interinale, tra i componenti della forza lavoro diversi dai dipendenti rientrano anche stagisti e consulenti esterni per un totale di circa 20 persone. Per quanto riguarda i dipendenti, la tipologia di contratto più diffusa è quella full-time a tempo indeterminato, mentre sono residuali le altre categorie contrattuali.

Coerentemente con il quadro metodologico degli impatti, rischi e opportunità (IRO) definito dagli standard ESRS, il Gruppo ha individuato cinque opportunità per la forza lavoro propria che sono state integrate nelle linee d'azione del Piano ESG di Gruppo 2023-2025. Per quanto invece riguarda i rischi, quattro sono originati da impatti negativi e uno deriva dalla dipendenza verso i lavoratori propri.

In particolare, con riferimento alla connessione delle opportunità individuate per la forza lavoro propria con il Piano ESG, si evidenziano le seguenti azioni:

  • incremento di ore medie di formazione pro-capite non obbligatorie a livello di Gruppo;
  • sviluppo del programma di global mobility di Gruppo;
  • progetto pilota di valutazione dell'ambiente di lavoro per la promozione principi di diversità e inclusione.

Nessuno degli impatti di sostenibilità rilevanti sulla forza lavoro del Gruppo Interpump è correlato ad azioni incluse in un piano di transizione volto a ridurre gli impatti negativi sull'ambiente.

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Come dettagliato nel successivo paragrafo “S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria”, in data 14 febbraio 2020 il Gruppo Interpump ha adottato le “Linee Guida sui Diritti Umani”, all’interno delle quali è sancito il divieto di ricorrere a pratiche di sfruttamento del lavoro minorile nello svolgimento delle proprie attività. Con riferimento alla forza lavoro, non si ravvisano pertanto operazioni considerate a rischio di lavoro forzato o minorile.

Tutti i rischi e le opportunità di sostenibilità rilevanti individuate dal Gruppo Interpump si estendono in maniera generalizzata ai membri della sua forza lavoro, indipendentemente dalle geografie in cui operano o dalle attività che svolgono. Attualmente, infatti, non sono state individuate attività o geografie particolarmente più esposte a rischi di sostenibilità rispetto ad altre.

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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria

Il Gruppo Interpump ha adottato una politica di gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla propria forza lavoro. Tale politica è riflessa nella Linee Guida e Policy adottate a livello di Gruppo, volte alla tutela e allo sviluppo di temi attinenti la propria forza lavoro, tra cui le condizioni di lavoro, la parità di trattamento e di opportunità, lo sviluppo delle competenze e la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le predette Linee Guida e Policy fanno parte del set di Regole di Corporate Governance del Gruppo Interpump. Esse sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. e la loro adozione, nonché attuazione, è obbligatoria per tutte le società controllate e, conseguentemente vincolanti per i comportamenti di tutti i lavoratori, e, per quanto applicabile, ai comportamenti delle terze parti che intrattengono rapporti con le società del Gruppo Interpump.

Coinvolgimento dei lavoratori propri

Il Gruppo Interpump ritiene di fondamentale importanza l'ascolto e il coinvolgimento dei propri dipendenti al fine di promuovere una cultura aziendale basata sulla condivisione, sul dialogo e sulla partecipazione. Tali aspetti sono coerenti con quanto emerso dall'analisi di doppia materialità in cui gli impatti, rischi e opportunità relativi a salute e sicurezza così come alla diversità e inclusione risultano materiali. Queste tematiche sono nello specifico declinate nelle successive policy.

Formazione dei lavoratori propri

Interpump si impegna a garantire opportunità di sviluppo e di crescita professionale per tutti i propri dipendenti, in assenza di qualsiasi elemento discriminatorio. I principi di questa politica sono documentati all'interno del Codice Etico, della "Policy Salute, sicurezza sul lavoro e ambiente", nonché della "Policy Diversità, Equità e Inclusione". Tale indirizzo si trova anche riflesso all'interno delle azioni individuate dal piano ESG 2023-2025 e si fonda sul principio di accesso equo alle singole opportunità di apprendimento i cui piani formativi sono basati sullo sviluppo delle singole competenze professionali, delle qualifiche e delle performance. In considerazione delle peculiarità del Gruppo, le singole società sono responsabili di rendere gli specifici programmi formativi accessibili ai propri dipendenti in base alle rispettive peculiarità geografiche e tecniche.

Linee guida in tema di cybersecurity

Come emerso dall'analisi di doppia materialità, uno dei rischi connessi all'attività dei dipendenti del Gruppo è quello relativo alla Cybersecurity. A tal fine si ricorda che il 15 marzo 2019 Interpump Group S.p.A. ha approvato e diffuso a tutte le società del Gruppo le Linee Guida in tema di cybersecurity con l'obiettivo di definire le misure minime di sicurezza informatica che ogni società deve adottare a prevenzione del rischio di eventuali attacchi informatici (indipendentemente dalla geografia e da aspetti dimensionali). L'adozione delle precitate Linee Guida è obbligatoria per tutte le società del Gruppo e la relativa verifica circa la corretta attuazione è oggetto di monitoraggio da parte della Funzione Internal Audit, Risk & Compliance, attraverso interventi di audit pianificati sul tema.

In data 31 ottobre 2023 è stato istituito un comitato funzionale interno (IT Security Committee) con l'obiettivo di definire un assetto di governance nella gestione del rischio di cybersecurity e della sicurezza informatica in generale del Gruppo Interpump. Di seguito si riportano gli obiettivi principali del comitato funzionale interno:

  • valutare e supportare le società del Gruppo sullo stato dei sistemi IT, con particolare attenzione ai rischi relativi alla sicurezza informatica;

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  • fornire supporto alle società del Gruppo su questioni relative ai piani di prevenzione e di risposta agli incidenti cyber, compresi i protocolli di escalation per segnalare tempestivamente, a seconda dei casi, gli incidenti al top management, al Comitato Controllo e Rischi e al Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A.;
  • assistere il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. nel fronteggiare eventuali emergenze legate alla cybersecurity e alla sicurezza informatica;
  • esaminare e discutere con il senior management del Gruppo le best practice in tema di cybersecurity al fine di valutare se i sistemi IT, i processi, le policy e i controlli soddisfino gli standard di riferimento;
  • valutare la necessità e l'adequatezza di eventuali coperture assicurative su danni provocati da eventi legati alla sicurezza informatica;
  • suggerire al senior management del Gruppo l'allocazione ottimale delle risorse destinate alla cybersecurity.

La composizione dell'IT Security Committee prevede la partecipazione dell'Amministratore Delegato di Interpump Group S.p.A., in qualità di Presidente del Comitato, del Responsabile della Funzione Internal Audit, Risk & Compliance, del General Counsel & ESG Director, del Chief Financial Officer di Gruppo e di sei esponenti dell'area IT e della sicurezza informatica appartenenti alle principali società controllate del Gruppo in qualità di esperti sul tema. È cura della funzione Internal Audit, Risk & Compliance di inviare questa policy ai referenti delle varie società del Gruppo. Vista la peculiarità di Interpump, resta inteso che l'attuazione della presente politica è demandata alle singole società per il tramite dei rispettivi amministratori delegati.

Policy salute, sicurezza sul lavoro e ambiente

La cultura sui temi della sicurezza sul lavoro e sul rispetto dell'ambiente sono elementi imprescindibili per il Gruppo Interpump, il quale promuove e incentiva comportamenti responsabili, mettendo a disposizione tutte le risorse organizzative ed economiche necessarie a prevenire incidenti, malattie professionali e a migliorare continuamente le condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché a preservare l'ambiente. Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha approvato, in data 22 gennaio 2024, la versione aggiornata della "Policy salute, sicurezza sul lavoro e ambiente", al fine di recepire all'interno di essa i principi e gli impegni in tema di sostenibilità che il Gruppo Interpump ha assunto con l'adozione del Piano ESG, ponendo maggiore enfasi sullo sviluppo sostenibile, sul risparmio energetico, sull'utilizzo delle risorse, sulla riduzione degli impatti ambientali e sulla formazione ai dipendenti. La Policy fornisce a tutte le società del Gruppo un set di regole e misure minime finalizzate a proteggere i lavoratori e minimizzare gli impatti che le attività svolte dal Gruppo possono generare sull'ambiente e il paesaggio circostante. Ciascuna società del Gruppo Interpump adotta tempestivamente la presente Policy tramite delibera del Consiglio di Amministrazione o del corrispondente organo qualora la società non preveda l'istituzione di un Consiglio di Amministrazione. La delibera del Consiglio di Amministrazione, o dell'organo corrispondente, che approva la presente Policy deve essere successivamente inoltrata alla funzione Internal Audit, Risk & Compliance di Gruppo al fine di monitorarne la corretta e tempestiva adozione.

Tra gli aspetti legati alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, la Policy:

  • promuove lo scambio di informazioni e il dialogo con i lavoratori a tutti i livelli al fine di disporre tempestivamente delle informazioni necessarie a prevenire pericoli e incidenti sul lavoro;
  • definisce i requisiti necessari all'identificazione e valutazione dei rischi e dei pericoli derivanti dalle attività e situazioni routinarie o non routinarie all'interno dei processi aziendali, dalle attività interferire con soggetti esterni che hanno accesso ai locali e dalle attività effettuate fuori sede presso clienti, fornitori o altre società del Gruppo;

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  • assicura che il personale dipendente riceva un adeguato grado di istruzioni su come svolgere le proprie mansioni in sicurezza, evitando situazioni di pericolo per la propria salute e sicurezza;
  • persegue con costanza l'obiettivo di "infortuni zero", attraverso la continua identificazione, valutazione, prevenzione e protezione dai rischi per la salute e la sicurezza, la tempestiva rimozione delle potenziali cause di incidente, e l'attuazione di piani di sorveglianza sanitaria del personale in relazione alle specifiche mansioni;
  • riduce al minimo i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori appartenenti ad aziende e/o soggetti esterni che devono eseguire lavori presso gli stabilimenti delle società del Gruppo Interpump, quali ad esempio attività di manutenzione di impianti e macchinari, attività edili, servizi di pulizia, servizi di vigilanza;
  • promuove la condivisione dei valori e dei principi in materia di salute e sicurezza con tutti i soggetti coinvolti all'interno della catena di fornitura.

Tramite l'attuazione dei principi contenuti nella "Policy salute, sicurezza sul lavoro e ambiente", Interpump agisce nel novero degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) definiti dall'ONU e delle Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali.

Inoltre, al fine di rafforzare i presidi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, alcune società del Gruppo hanno adottato e implementato sistemi di gestione certificati in accordo alla norma internazionale UNI EN ISO 45001:2018. Per maggiori dettagli si vedano le sezioni specifiche relative alle tematiche ambientali e attinenti al personale.

Linee Guida sui Diritti Umani

Interpump nella conduzione degli affari e delle proprie attività, promuove la tutela e il rispetto dei diritti umani e del lavoro. Tale impegno è sancito nel Codice Etico, nella stretta osservanza, anche delle Convenzioni internazionali in materia e delle ulteriori normative vigenti e localmente applicabili.

Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha adottato, in data 14 febbraio 2020, le "Linee Guida sui Diritti Umani", quale insieme di disposizioni e regole di condotta volte a prevenire pratiche discriminatorie sotto qualsiasi forma o dovute a qualsiasi condizione personale e a contrastare lo sfruttamento del lavoro e del lavoro minorile, sostenendo con forza i principi di dignità, libertà e uguaglianza, la tutela delle condizioni di lavoro e dei diritti sindacali, nonché la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

L'adozione e l'attuazione di tali disposizioni e regole di condotta è obbligatoria per tutte le società del Gruppo Interpump ed è richiesto al personale dipendente e a tutti coloro che agiscono per nome e/o per conto delle società del Gruppo Interpump, nonché consulenti, fornitori o altri soggetti terzi, clienti inclusi, il massimo impegno nel rispetto delle Linee Guida e dei principi in esse contenuti.

In particolare, le "Linee Guida sui Diritti Umani" prevedono:

  • il riconoscimento ai propri dipendenti del diritto di costituire o prender parte a organizzazioni e associazioni finalizzate alla difesa e promozione dei diritti dei lavoratori e dei loro interessi e il divieto di pratiche discriminatorie volte a penalizzare i lavoratori in base all'appartenenza o partecipazione a organizzazioni e associazioni sindacali;
  • il riconoscimento del diritto dei propri lavoratori alla contrattazione collettiva e ad essere rappresentati da organismi sindacali o da altre forme di rappresentanza elette o costituite in accordo alle normative o alle prassi vigenti nei Paesi in cui operano;
  • la condanna sotto qualsiasi forma dello sfruttamento del lavoro estorto per il tramite di minacce, intimidazioni, punizioni, atti ritorsivi o violenza fisica o per il tramite di gravi privazioni della libertà

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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degli individui, quali la confisca di denaro o di documenti di identità, la tratta di esseri umani e la schiavitù moderna;

  • il divieto di pratiche di sfruttamento del lavoro minorile;
  • il divieto di pratiche discriminatorie sotto qualsiasi forma o basate su razza, credo religioso, età, origini etniche, stato civile, disabilità, orientamento sessuale, stato di gravidanza o qualsiasi altra condizione personale;
  • modalità volte ad assicurare che tutti i propri dipendenti o i candidati a posizioni di impiego siano trattati nel rispetto delle diversità, promuovendo il principio delle pari opportunità sia nel momento della costituzione del rapporto di lavoro, sia in ogni fase relativa al suo svolgimento;
  • l'inammissibilità e il divieto di porre in essere atti di molestia fisica, verbale, sessuale o psicologia, nonché qualsiasi forma di abuso, minaccia o intimidazione sui luoghi di lavoro;
  • il riconoscimento dell'importanza dell'orientamento e della formazione professionale per lo sviluppo delle risorse umane e delle sue competenze, valorizzando le forme di coinvolgimento e partecipazione dei dipendenti e dei loro rappresentanti;
  • la promozione del rispetto dei diritti umani da parte di tutti i soggetti coinvolti all'interno della catena di fornitura.

Le "Linee Guida sui Diritti Umani" si ispirano ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, alle Convenzioni Fondamentali dell'International Labour Organization (ILO), alle Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali e ai principi sanciti dal Global Compact delle Nazioni Unite.

I principi contenuti nelle "Linee Guida sui Diritti Umani" fanno, inoltre, riferimento alle norme e principi di comportamento in tema di contrasto alla corruzione, riportati all'interno delle "Linee Guida Anti-Corruzione", in tema di tutela e rispetto dell'ambiente, riportati nel documento "Policy salute, sicurezza sul lavoro e ambiente" e in tema di diversità e inclusione, incluso nella "Policy diversità, equità e inclusione".

Policy Diversità, Equità e Inclusione

Il Gruppo Interpump garantisce condizioni di lavoro rispettose della dignità della persona e libere da qualsiasi atto di violenza, atteggiamento o comportamento discriminatorio o lesivo della persona, delle sue convinzioni e delle sue preferenze. A tal fine, il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A., nella seduta del 22 gennaio 2024, ha approvato la "Policy Diversità, Equità e Inclusione", quale insieme di principi, obiettivi e impegni che il Gruppo Interpump intende assumere per promuovere la diversità, assicurare l'equità e favorire l'inclusione sia all'interno della propria struttura organizzativa, sia all'esterno, sostenendo la crescita di una società inclusiva.

La Policy ha lo scopo di promuovere una cultura aziendale basata sull'Inclusione e sul rispetto reciproco, nella convinzione che la diversità, l'equità e l'inclusione, nonché la tutela dei diritti dei lavoratori, siano elementi imprescindibili nello svolgimento delle attività del Gruppo Interpump e come tali si applicano a tutte le società del Gruppo.

In tale ottica, la Policy diversità, equità e inclusione:

  • riconosce la diversità quale valore che incrementa l'innovazione, la produttività e la creazione di idee, migliorando il clima lavorativo e favorendo un ambiente culturale eterogeneo;
  • tutela la diversità in tutte le sue forme, tra cui, il genere, l'età anagrafica, la cultura, le abilità e le vulnerabilità psico-fisiche, l'identità di genere e l'orientamento sessuale, l'orientamento religioso e ogni altra diversità;

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  • garantisce l'equità nelle condizioni di accesso, trattamento, opportunità e crescita professionale sul luogo di lavoro e la rimozione di eventuali barriere non correlate al merito che possano precludere la piena partecipazione;
  • promuove lo sviluppo professionale e la valorizzazione del talento individuale tramite percorsi di crescita delle persone nel rispetto della diversità e dell'inclusione;
  • garantisce politiche di remunerazione e incentivazione, e trattamenti retributivi neutrali rispetto al genere, basati sull'equità e sulla valorizzazione del merito;
  • promuovere il benessere individuale e la conciliazione tra il lavoro e la vita privata, al fine di tutelare le categorie più vulnerabili e garantire eque opportunità lavorative.

I principi contenuti nella "Policy Diversità, Equità e Inclusione" sono in linea con i valori del Codice Etico di Interpump e si ispirano ai principi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, nelle Convenzioni Fondamentali dell'International Labour Organization (ILO), nelle Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali e nei principi sanciti dal Global Compact delle Nazioni Unite.

Ciascuna società del Gruppo Interpump adotta tempestivamente la presente Policy tramite delibera del Consiglio di Amministrazione o del corrispondente organo qualora la società non preveda l'istituzione di un Consiglio di Amministrazione. La delibera del Consiglio di Amministrazione, o dell'organo corrispondente, che approva la presente Policy deve essere successivamente inoltrata alla funzione Internal Audit, Risk & Compliance di Gruppo al fine di monitorarne la corretta e tempestiva adozione.

Politica in materia di remunerazione

La Politica in materia di Remunerazione, ispirata ai principi del Codice di Corporate Governance ed in linea con i valori aziendali e con le aspettative degli stakeholders, si rivolge a tutti i dipendenti del Gruppo, indipendentemente dalla localizzazione geografica e delle specificità aziendali. Questa politica, su proposta del Comitato Remunerazione, è approvata dal Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ed è sottoposta ad approvazione, con voto vincolante, da parte dell'Assemblea degli azionisti.

Per il tramite di questa politica, il Gruppo Interpump intende:

  • attrarre e motivare risorse professionali qualificate per il perseguimento degli obiettivi finanziari e non della Società e del Gruppo, nonché a incentivare la permanenza di tali risorse che, grazie alle loro doti e qualità professionali, possono gestire e operare all'interno della Società e del Gruppo verso il raggiungimento di tali obiettivi;
  • supportare la crescita del valore della Società in maniera sostenibile, nel medio e lungo termine, favorendo l'allineamento degli interessi del management con quelli degli Azionisti, tenendo conto degli interessi degli stakeholder rilevanti per la Società e per il Gruppo.

La Politica in materia di Remunerazione, oltre a essere strettamente collegata agli obiettivi economico-finanziari, è orientata al perseguimento del successo sostenibile del Gruppo Interpump. A tal fine, Interpump ha adottato il Piano Strategico ESG 2023-2025 con precisi obiettivi in ciascuno degli ambiti di sostenibilità, ossia Environmental, Social e Governance mediante il quale intende attuare a lungo termine una concreta strategia di sostenibilità integrata con gli obiettivi strategici della Società e del Gruppo. Questa politica si applica a tutti i dipendenti del Gruppo, ma resta inteso che la sua rilevanza risulta maggiore per quel cluster di dipendenti il cui eventuale turnover avrebbe un impatto maggiore e costituirebbe un rischio mappato anche in occasione dell'analisi di doppia materialità.

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Le predette Linee Guida e Politiche sono pubblicate sul sito internet all'indirizzo https://www.interpumpgroup.it/it/governance/documenti-societari, al fine di renderle accessibili e comprensibili a tutti gli stakeholder. Si precisa che la Politica in materia di remunerazione 2025-2027 è invece disponibile al seguente indirizzo: https://www.interpumpgroup.it/it/governance/politiche-di-remunerazione

S1-2 – Processi di coinvolgimento della forza lavoro propria e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti

Il Gruppo Interpump pone da sempre al centro dell'attenzione la partecipazione attiva della propria forza lavoro in merito alle tematiche attinenti all'inclusione, la diversità, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché gli impatti rilevanti generati dai processi di sostenibilità.

Le Linee Guida e Politiche, a presidio dei temi relativi alla gestione del personale e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, hanno come obiettivo, tra gli altri, di favorire sempre di più il coinvolgimento dei lavoratori del Gruppo nella gestione dei predetti temi, al fine di rafforzare la coesione e il benessere dei propri collaboratori.

In considerazione delle peculiarità e del grado di diversificazione del Gruppo Interpump, gli aspetti legati alla gestione del personale e dei temi attinenti alle condizioni di lavoro, la parità di trattamento e di opportunità, lo sviluppo delle competenze, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono demandati direttamente alla responsabilità delle singole società controllate, le quali hanno individuato al loro interno, gli organi e le funzioni delegati alla gestione di tali aspetti (tra cui le funzioni risorse umane e funzione relative al servizio di prevenzione e protezione).

I processi di coinvolgimento della forza lavoro proprio sono agevolati mediante la partecipazione diretta, sulla base di quanto richiesto dalle normative locali o, in alcuni casi, tramite il coinvolgimento di rappresentanti dei lavoratori formalmente riconosciuti. Inoltre, in alcune società del Gruppo, sono stati istituiti comitati interni congiunti tra il management e i lavoratori, al fine di condividere le informazioni e formulare proposte in merito a tematiche attinenti le condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, quali ad esempio la sorveglianza sanitaria, la valutazione dei rischi, le indagini sugli incidenti e la promozione di azioni correttive, volte a migliorare le condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché a iniziative legate alla solidarietà, all'inclusione, alla diversità e alla sostenibilità in generale. I predetti comitati interni si riuniscono periodicamente nel corso dell'anno per garantire un monitoraggio continuo e aggiornato delle condizioni di lavoro.

S1-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni

Il Gruppo Interpump si impegna a garantire che tutti i lavoratori possano esprimere le proprie preoccupazioni, suggerimenti o reclami relativamente a eventuali conseguenze negative, potenziali o effettive, derivanti dalle attività del Gruppo, anche con riferimento al tema della tutela dei diritti umani. Tale impegno è esplicitato all'interno del Codice Etico e riportato nei Global Compliance Program con riferimento ai singoli temi materiali rendicontati nel presente report di sostenibilità. In particolare, il Gruppo Interpump riconosce ai propri dipendenti il diritto di costituire o prender parte a organizzazioni e associazioni finalizzate alla difesa e promozione dei diritti dei lavoratori e dei loro interessi e conseguentemente non sono ammesse pratiche discriminatorie volte a penalizzare i lavoratori in base all'appartenenza o partecipazione alle predette istituzioni. Il Gruppo riconosce inoltre, il diritto dei propri lavoratori alla contrattazione collettiva e ad essere rappresentati da organismi sindacali o da altre forme di rappresentanza elette o costituite in accordo alle normative o alle prassi vigenti nei Paesi in cui operano. Il Gruppo Interpump non ammette pratiche di sfruttamento del lavoro minorile. Le società

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del Gruppo hanno l'obbligo di assicurarsi che la conduzione delle proprie attività e delle attività condotte dalle terze parti, con particolare riferimento alla catena di fornitura, sia libera da ogni pratica di sfruttamento del lavoro minorile secondo i limiti definiti dalla Convenzione n. 138 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Gli impatti negativi derivanti, direttamente o indirettamente dalle attività del Gruppo, possono essere segnalati dai soggetti interessati ai singoli referenti delle società coinvolte, i quali sono obbligati ad avviare tutte le opportune azioni di rimedio volte a prevenire, mitigare e sanare le relative conseguenze. Inoltre, gli organi societari e di controllo delle società del Gruppo, coinvolte nell'evento, dovranno essere tempestivamente informati dai singoli referenti circa gli sviluppi e i provvedimenti intrapresi a rimedio. Ove necessario, in base alla gravità degli impatti, possono essere coinvolti gli organi delegati della società Capogruppo, nonché il Consiglio di Amministrazione.

Nel periodo di riferimento della presente relazione, non si segnalano reclami relativi a eventi, reali o potenziali, che possano aver generato impatti negativi e che siano derivanti da attività del Gruppo.

Whistleblowing

Il Gruppo Interpump, tramite la "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni ("Whistleblowing")", pubblicata sul sito internet aziendale, ha definito le modalità di effettuazione e gestione delle segnalazioni che possono riguardare, una violazione, effettiva o presunta, dei principi e delle regole contenute nel Codice Etico, nel Modello di Organizzazione e Gestione ex D. Lgs. 231/2001, nelle politiche e nelle procedure di Gruppo e, più in generale, di leggi e regolamenti. La predetta Procedura descrive e fornisce al segnalante (whistleblower) le indicazioni operative circa l'oggetto, i contenuti, i destinatari e le modalità di trasmissione delle segnalazioni, garantendo la tutela della riservatezza dell'identità del segnalante fin dal momento della presa in carico della segnalazione, nonché il divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del whistleblower, in accordo con le disposizioni normative vigenti. La Procedura disciplina, inoltre, le modalità di accertamento della validità e della fondatezza delle segnalazioni, al fine di intraprendere tempestivamente le opportune azioni correttive e disciplinari. Le segnalazioni sono indirizzate agli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni, delegati da parte degli organi di controllo di tutte le società del Gruppo e individuati all'interno della Funzione di Internal Audit, Risk & Compliance. Le segnalazioni possono essere trasmesse tramite tre canali preferenziali: piattaforma web, contatto telefonico o posta ordinaria. Gli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni hanno il compito di gestire tutte le segnalazioni ricevute, valutando i presupposti delle stesse e la necessità o meno di svolgere ulteriori verifiche. Fermo restando l'obbligo di tempestiva informativa al verificarsi di determinati eventi, gli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni devono garantire un flusso riepilogativo, almeno annuale, sulle segnalazioni pervenute e gestite ai massimi organi di governo, ivi incluso il Consiglio di Amministrazione.

Nel periodo di riferimento della presente relazione, non sono pervenute segnalazioni rilevanti connesse a presunte irregolarità o illeciti attraverso i canali preferenziali.


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S1-4 – Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni

Il Gruppo Interpump ha adottato azioni per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla propria forza lavoro, le quali, focalizzandosi sul perimetro del Piano ESG, differente da quello di rendicontazione del presente documento, non possono definirsi allineate alle richieste dello Standard ESRS. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni relative a questo ambito.

Tuttavia, come evidenziato nel precedente paragrafo “SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale” incluso nel presente capitolo (cui si rimanda per ulteriori dettagli), il Gruppo Interpump ha incluso nel proprio Piano ESG 2023 – 2025 azioni riconducibili alla gestione dei seguenti impatti di sostenibilità sulla propria forza lavoro individuati come rilevanti dal Gruppo:

  • organizzazione delle risorse e del capitale umano;
  • salute e sicurezza dei dipendenti;
  • protezione dei diritti umani e dei lavoratori.

Le predette azioni possono essere intese come finalizzate a mitigare impatti negativi (“salute e sicurezza dei dipendenti” e “protezione dei diritti umani e dei lavoratori”) o produrre impatti positivi (“organizzazione delle risorse e del capitale umano”) rilevanti per i dipendenti del Gruppo. I risultati delle azioni sono monitorati dal Gruppo Interpump, al fine di verificare se rispettino o meno le aspettative prefissate. Periodicamente il top management e i comitati endoconsiliari ricevono un aggiornamento in merito a questi temi, tra cui ad esempio un'analisi sugli infortuni aziendali e sulle misure poste in essere per ridurli. Al momento, non sono state individuate specifiche risorse monetarie e non monetarie che possano essere rendicontate in autonomia rispetto ad i normali processi aziendali, in cui la realizzazione di tali azioni è per consuetudine implicita e non individuabile separatamente.

La predisposizione del Piano, e delle azioni incluse al suo interno, ha visto il coinvolgimento della Funzione ESG di Gruppo, sotto la responsabilità del General Counsel & ESG Director. Il Piano è stato predisposto partendo da un'analisi di benchmark e di posizionamento del Gruppo Interpump rispetto al settore in cui opera, nonché dei principali macro-trend in tema di sostenibilità.

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Come evidenziato nella seguente tabella, le azioni incluse nel Piano ESG possono contribuire anche a mitigare rischi di sostenibilità o perseguire opportunità di sostenibilità individuate come rilevanti dall'impresa:

Obiettivo Piano ESG Rischio di sostenibilità da mitigare Opportunità di sostenibilità da perseguire
Mantenimento dell'indice "incidenza infortuni medio" dei dipendenti nel triennio 2022-2024 al di sotto della media del triennio 2019-2021. • In caso di una scarsa tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, ad esempio in caso di infortuni sul lavoro dovuti a misure di prevenzione insufficienti o una scorretta individuazione dei rischi, Interpump potrebbe subire un aumento delle richieste di risarcimento e di sanzioni legali per non conformità normativa. Inoltre, un ambiente di lavoro non sicuro potrebbe causare un aumento del turnover dei dipendenti e una conseguente riduzione della produttività, in aggiunta a danno reputazionale.
Estensione dell'adozione del Sistema di Gestione ISO 45001 tra le società produttive del Gruppo, passando da una copertura del 22% ad una copertura del 45% del fatturato. • In caso di una scarsa tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti, ad esempio in caso di infortuni sul lavoro dovuti a misure di prevenzione insufficienti o una scorretta individuazione dei rischi, Interpump potrebbe subire un aumento delle richieste di risarcimento e di sanzioni legali per non conformità normativa. Inoltre, un ambiente di lavoro non sicuro potrebbe causare un aumento del turnover dei dipendenti e una conseguente riduzione della produttività, in aggiunta a danno reputazionale.

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Obiettivo Piano ESG Rischio di sostenibilità da mitigare Opportunità di sostenibilità da perseguire
Incremento di circa il 35% delle ore medie di formazione pro-capite non obbligatorie a livello di Gruppo. • Il basso morale della forza lavoro e l’erosione della fiducia possono avere un impatto significativo sulle operazioni e le prestazioni finanziarie di un’azienda. Questi fattori possono impattare negativamente sulla reputazione del Gruppo e portare a un maggior turnover del personale (minore produttività, costi aggiuntivi di formazione e reclutamento) • Le iniziative di formazione per la crescita del personale e le opportunità di carriera possono aumentare il morale dei dipendenti e il loro senso di appartenenza.
Sviluppo di un programma di global mobility di Gruppo • Il basso morale della forza lavoro e l’erosione della fiducia possono avere un impatto significativo sulle operazioni e le prestazioni finanziarie di un’azienda. Questi fattori possono impattare negativamente sulla reputazione del Gruppo e portare a un maggior turnover del personale (minore produttività, costi aggiuntivi di formazione e reclutamento) • Opportunità operativa legata ad un ambiente lavorativo più produttivo e capace di coinvolgere maggiormente i dipendenti (senso di appartenenza)
Progetto pilota di valutazione dell’ambiente di lavoro per la promozione di principi di diversità e inclusione. • La promozione di una cultura del rispetto stimola la collaborazione e la crescita della rete aziendale. Trasformando gli obblighi di conformità in un’opportunità competitiva
• Opportunità operativa legata ad un ambiente lavorativo più produttivo e capace di coinvolgere maggiormente i dipendenti (senso di appartenenza)

Per quanto riguarda le modalità attraverso cui l'impresa cerca di far sì che le proprie pratiche non causino o contribuiscano a causare impatti negativi rilevanti sulla forza lavoro propria si rimanda ai presidi descritti nei precedenti paragrafi “S1-1 – Politiche relative alla forza lavoro propria” e “S1-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni”.

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Metriche e obiettivi

S1-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Il Gruppo Interpump ha individuato obiettivi per la gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi alla propria forza lavoro e limitatamente al Piano ESG 2023-2025, i quali non possono però definirsi allineati alle richieste dello Standard ESRS. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi a questo ambito.

Si specifica che le metriche di questo capitolo non sono convalidate da un ente esterno diverso dal soggetto che rilascia l'attestazione della conformità.

S1-6 – Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa

I dipendenti totali sono 9.662 al 31/12/2025 e sono principalmente concentrati in Italia, Stati Uniti, India, Germania e Cina, ma solo in Italia e in USA l'incidenza del personale dipendente sul totale di Gruppo supera il 10%. La tipologia di contratto più ricorrente è sicuramente quello che prevede il tempo indeterminato e full time.

Un elemento distintivo del Gruppo Interpump, che si è mantenuto nel corso del tempo e delle varie operazioni di M&A, è la tutela del legame tra le aziende neo-acquisite con il loro territorio. In questo modo, oltre a preservare l'integrità aziendale, si intende anche salvaguardare il tessuto sociale della zona, le fonti di occupazione locale e le rispettive reti di fornitori.

Le tabelle riportano il numero dei dipendenti in forza al 31/12 espressi come numero di persone e non invece come numero medio o valore equivalente a tempo pieno. Con riferimento a questo indicatore non sono state adottate ipotesi particolari, ma si è fatto riferimento sempre al valore puntuale.

Di seguito si riporta il dettaglio dei dipendenti del Gruppo per genere, ma anche il dettaglio specifico per Italia e USA. In quest'ultimi due Paesi, infatti, il numero dei dipendenti è superiore a 50 unità e incide singolarmente più del 10% sul numero complessivo dei dipendenti di Gruppo.

Il numero dei dipendenti in forza al 31/12/2025 è qua riportato in termini di numero intero, mentre invece all'interno del bilancio, nel capitolo "Le società del gruppo", è presentato il valore medio dei dipendenti nel corso dell'anno.

Dipendenti per genere 2025 2024
Italia USA Altri Paesi Gruppo Italia USA Altri Paesi Gruppo
Uomini 3.201 897 3.694 7.792 3.106 919 3.522 7.547
Donne 849 237 784 1.870 799 245 763 1.807
Altro - - - - - - 3 3
Non comunicato - - - - - - - -
Totale 4.050 1.134 4.478 9.662 3.905 1.164 4.288 9.357
in % 42% 12% 46% 100% 42% 12% 46% 100%

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Nella tabella di seguito si rendicontano le informazioni sui dipendenti in base al tipo di contratto e in base ad una suddivisione per genere.

Dipendenti per tipo di contratto 2025 2024
Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale
N. di dipendenti 7.792 1.870 - - 9.662 7.547 1.807 3 - 9.357
N. di dipendenti a tempo indeterminato 7.631 1.821 - - 9.452 7.363 1.745 3 - 9.111
N. di dipendenti a tempo determinato 161 49 - - 210 184 62 - - 246
N. di dipendenti a orario variabile 2 2 - - 4 4 - - - 4
N. di dipendenti a tempo pieno 7.723 1.635 - - 9.358 7.490 1.576 3 - 9.069
N. di dipendenti a tempo parziale 69 235 - - 304 57 231 - - 288

Con riferimento al tasso di avvicendamento, si precisa che il calcolo si basa sul rapporto tra numero di dipendenti che hanno lasciato l'azienda e numero di dipendenti in forza al 31 dicembre 2025.

Cessazioni 2025 2024
Dipendenti al 31/12 9.662 9.357
N° di cessazioni 1.107 1.480
di cui dimissioni 613 776
di cui pensionamenti 147 118
di cui licenziamenti 273 407
di cui fine del periodo contrattuale 43 153
di cui mancato superamento del periodo di prova 31 26
Tasso di avvicendamento 11,5% 15,8%

Al fine di dare una migliore evidenza della distribuzione geografica del numero dei dipendenti nei diversi Paesi in cui opera il Gruppo, di seguito si riporta una tabella con un dettaglio per regione. Tale ripartizione risulta coerente con quella utilizzata ai fini della ripartizione dei ricavi per area geografica indicata nei precedenti paragrafi.

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Dipendenti per tipo di contratto e area geografica 2025 2024
Italia Resto d'Europa Nord America Far east Oceania Resto del mondo Totale Italia Resto d'Europa Nord America Far east Oceania
N. di dipendenti 4.050 2.256 1.310 799 1.247 9.662 3.905 2.192 1.328 772
N. di dipendenti a tempo indeterminato 4.005 2.157 1.296 749 1.245 9.452 3.833 2.089 1.318 712
N. di dipendenti a tempo determinato 45 99 14 50 2 210 72 103 10 60
N. di dipendenti a orario variabile 1 - - 3 - 4 - 4 - -
N. di dipendenti a tempo pieno 3.859 2.175 1.290 789 1.245 9.358 3.722 2.119 1.309 760
N. di dipendenti a tempo parziale 191 81 20 10 2 304 183 73 19 12

Tutti i valori delle tabelle sono calcolati sulla base dell'effettivo numero di dipendenti al 31 dicembre 2025. Non sono state pertanto adottate altre particolari ipotesi o metodologie di calcolo.

S1-8 – Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale

Il personale dipendente del Gruppo rientra complessivamente per il 69% all'interno di forme di contrattazione collettiva. Vista la pluralità di Paesi in cui il Gruppo opera, tale copertura è sicuramente disomogenea e si possono riconoscere nazioni come l'Italia in cui questa copertura raggiunge il 100% ed altri Paesi in cui il valore è sicuramente inferiore.

Con riferimento alla copertura dei contratti collettivi e al dialogo sociale, si riporta la seguente tabella in cui è rappresentata la situazione per i due Paesi (Italia e USA) in cui i dipendenti del Gruppo rappresentano più del 10% sul totale complessivo:

Tasso di copertura 2025 2014
Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale
Lavoratori dipendenti – Paesi SEE Lavoratori dipendenti – Paesi non SEE Rappresentanza sul luogo di lavoro Lavoratori dipendenti – Paesi SEE Lavoratori dipendenti – Paesi non SEE Rappresentanza sul luogo di lavoro
0 – 19% USA USA USA USA
20 – 39%
40 – 59%
60 – 79%
80 – 100% Italia Italia Italia Italia

Resta inoltre inteso che in Italia, il numero di dipendenti coperti da contratti collettivi potrebbe essere superiore a quello dei dipendenti effettivamente iscritti ai sindacati, visto che i contratti collettivi si applicano sia ai membri iscritti ai sindacati che a quelli non iscritti.

Per quanto riguarda il dialogo sociale, in Italia questa dinamica è sicuramente favorita dall'attività realizzata dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ma anche dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) ove presente nelle varie aziende. Se il dialogo sociale è riconosciuto come una componente fondamentale del modello sociale europeo, in altri Paesi invece si rileva che il coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell'impresa non sembra aver avuto la medesima diffusione.

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S1-9 – Metriche della diversità

Con il termine “alta dirigenza” è stato inteso il primo e il secondo livello organizzativo che riporta agli organi di amministrazione e controllo di Interpump Group S.p.A. Tale insieme di dipendenti coincide nel suo complesso con i dirigenti (executives) delle varie aziende del Gruppo.

Nelle tabelle di seguito si riporta la distribuzione di genere in numero e in percentuale a livello di alta dirigenza.

Composizione dell'alta dirigenza 2025 2024
in numero in % in numero in %
Uomini 198 87,2% 198 87,2%
Donne 29 12,8% 26 11,7%
Altro - - - -
Non comunicato - - - -
Totale 227 100,0% 223 100,0%

La tabella riportata di seguito fornisce un dettaglio sulla distribuzione dei dipendenti del Gruppo in base alla fascia di età.

Dipendenti per fascia d’età 2025 2024
in numero in % in numero in %
< 30 1.281 13,3% 1.333 14,2%
30 - 50 5.214 54,0% 5.018 53,6%
> 50 3.167 32,8% 3.006 32,1%
Totale 9.662 100,0% 9.357 100,0%

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S1-10 – Salari adeguati

Con riferimento all'analisi sull'adeguatezza dei salari, Interpump ha provveduto ad analizzare e omogeneizzare il valore della remunerazione lorda totale (inclusiva quindi di eventuali componenti di reddito ulteriori rispetto alla RAL) per tutti i dipendenti in forza al 31 dicembre 2025 delle società consolidate integralmente, tranne che per le seguenti aziende: Tutto Hydraulicos Ltda, Borghi Assali Srl, Padoan Deutschland GmbH, Padoan Swiss SA, F.A.R.M.A. srl e F.A.R.M.A. USA Inc.

Questo procedimento ha consentito di rendere i valori retributivi tra loro omogenei su base annua, superando eventuali differenze legate al momento dell'assunzione nel corso dell'anno o alla distinzione tra full time e part time.

Il numero così calcolato è stato confrontato con il 50% della retribuzione media indicata dall'OECD o da altro autorevole provider dati sul proprio sito internet. Ove il valore della remunerazione del singolo dipendente non fosse superiore a queste soglie, è stato verificato comunque che il salario annuo fosse adeguatamente superiore al minimo di legge.

A fronte di questa analisi, risulta che tutti i dipendenti del Gruppo ricevono un salario adeguato, in conformità ai requisiti dell'informativa ESRS S1-10.

S1-13 – Metriche di formazione e sviluppo delle competenze

La formazione aziendale e la crescita delle competenze costituiscono un elemento fondamentale nella strategia di sviluppo del Gruppo. A tal fine, Interpump pianifica e organizza corsi di formazione mirati allo sviluppo delle capacità necessarie allo svolgimento delle singole mansioni e alla crescita delle competenze manageriali. Un'adeguata preparazione e formazione, inoltre, aumentano la conoscenza dei processi operativi, migliorano gli standard di qualità e prevengono, simultaneamente, i rischi di infortunio.

Vista l'importanza della formazione, questo tema ha trovato spazio anche all'interno del piano ESG 2023-2025, dove è stato fissato un target di incremento delle ore medie di formazione pro-capite non obbligatorie a livello di Gruppo. Considerati anche i target relativi alla riduzione del tasso di infortunio, sono state considerate come non obbligatorie tutte le ore di formazione diverse da "Salute e Sicurezza".

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A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Nella tabella di seguito si riportano le ore di formazione 2025 distinte per argomento e genere:

Ore di formazione per tipologia 2025 2024
Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale
Anticorruzione 1.066 283 - - 1.349 981 183 - - 1.164
Sicurezza informatica – IT 3.062 1.134 - - 4.196 3.431 877 - - 4.309
Compliance 2.853 1.134 - - 3.987 638 335 - - 973
Salute e sicurezza 26.509 3.727 - - 30.236 27.895 5.204 - - 33.098
Lingue straniere 3.477 1.293 - - 4.770 4.098 1.710 - - 5.808
Leadership 4.119 807 - - 4.925 2.534 959 - - 3.493
Soft skills 6.089 2.412 - - 8.500 5.713 5.342 - - 11.055
Formazione tecnica 37.783 8.568 - - 46.352 35.515 10.125 - - 45.641
Altro 9.850 2.980 - - 12.830 12.567 3.561 - - 16.128
Totale 94.809 22.337 - - 117.146 93.373 28.296 - - 121.668

Le ore di formazione pro-capite sono state nel 2025:

Ore di formazione pro capite 2025 2024
Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale Uomini Donne Altro Non comuni cato Totale
Tutte le categorie 12,2 11,9 - - 12,1 12,4 15,7 - - 13,0
Tutte le categorie esclusa HSE 8,8 10,0 - - 9,0 8,7 12,8 - - 9,5

Ai fini della rendicontazione, si segnala che sono state considerate tutte le ore di formazione mirate all'accrescimento delle competenze dei dipendenti (professionali e personali) purché siano tracciate formalmente e verificabili ex post (criterio dimostrabilità). Da questo computo è stata invece esclusa la formazione sul posto di lavoro (cd. training on the job), la formazione finalizzata al trasferimento del lavoratore in altra funzione o le altre ore di formazione che il singolo dipendente ha deciso di svolgere in autonomia (ad esempio permessi studio). Non sono quindi state adottate stime o approssimazioni nella rendicontazione di questo indicatore.

S1-14 – Metriche di salute e sicurezza

Coerentemente con la struttura del Gruppo, tutti i dipendenti di Interpump sono coperti dal sistema di gestione della salute e della sicurezza delle rispettive aziende. Nel 2025 non si sono verificati decessi dovuti a lesioni e malattie connesse al lavoro di dipendenti del Gruppo e di altri lavoratori che operano nei siti dell'impresa.

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Nella tabella di seguito si riporta il numero e il tasso di infortuni distinti tra infortuni che hanno provocato un'assenza dal lavoro:

  • Inferiore o uguale ad un giorno
  • Maggiore di un giorno
Infortuni sul lavoro dei dipendenti 2025 2024
N. di decessi dovuti a lesioni sul lavoro - -
N. giornate perse per decessi a seguito di infortunio sul lavoro - -
Infortuni sul lavoro con assenza inferiore o uguale a 1 giorno
N. di infortuni 87 88
Tasso di infortuni sul lavoro 5,2% 5,5%
Infortuni sul lavoro con assenza maggiore di 1 giorno
N. di infortuni 146 118
Tasso di infortuni sul lavoro 8,8% 7,3%
Totale infortuni sul lavoro
Ore lavorate 16.588.774 16.058.275
N. di infortuni 233 206
N. giornate perse 3.994 2.859
Tasso di infortuni sul lavoro 14,0% 12,8%

Gli indici relativi agli infortuni sono stati calcolati in accordo con quanto previsto dal regolamento EU, utilizzando come fattore moltiplicativo 1.000.000 (valore equivalente alle ore di lavoro annue), tale che il tasso di infortunio sia pari al n° di infortuni * 1.000.000 / ore effettivamente lavorate. Per completezza, si segnala che in passato questo indicatore utilizzava invece 200.000 ore come fattore moltiplicativo.

Con riferimento invece alle malattie connesse al lavoro, si riporta la seguente tabella:

Malattie professionali dei dipendenti 2025 2024
N. di decessi dovuti a malattie connesse al lavoro - -
N. giornate perse per decessi a seguito di malattie professionali - -
N. malattie connesse al lavoro - 2
N. giornate perse per malattie connesse al lavoro - 86

A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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S1-16 – Metriche di remunerazione (divario retributivo e remunerazione totale)

Ai fini del calcolo del rapporto tra la remunerazione totale annua più elevata all'interno dell'organizzazione e il salario mediano dei dipendenti del Gruppo, sono state considerate sia le componenti remunerative fisse che le componenti variabili della retribuzione lorda e si è proceduto a una normalizzazione dei valori per renderli omogenei e confrontabili. Nel 2025 il rapporto tra i precitati valori, qualora non si considerino le componenti remunerative di incentivazione a lungo termine (piani di incentivazione basati su azioni della Società), è circa 81. Quest'ultimo valore, qualora invece si considerino anche i piani di stock-option come meglio specificati all'interno della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, è circa 217.

Al fine di meglio presentare le modalità di calcolo di questo coefficiente, si segnala che il Gruppo ha preso in considerazione tutti i dipendenti in forza al 31 dicembre 2025 delle società consolidate integralmente, tranne che per le seguenti aziende: Tutto Hydraulicos Ltda, Borghi Assali Srl, Padoan Deutschland GmbH, Padoan Swiss SA, F.A.R.M.A. srl e F.A.R.M.A. USA Inc.

Le retribuzioni dei dipendenti con contratto part-time e quelle del personale assunto in corso d'anno sono state normalizzate per renderle equivalenti a quelle di un dipendente con contratto full-time dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. I dipendenti che hanno terminato il rapporto lavorativo nel corso dell'anno sono stati esclusi dal calcolo. Nella retribuzione totale annua sono state incluse:

  • componenti fisse, cioè la retribuzione base annua normalizzata, comprensiva di eventuali riferimenti alla contrattazione collettiva e alla contrattazione individuale;
  • componenti variabili, solo se effettivamente percepiti (principio di cassa), tra cui eventuali remunerazioni per ore di lavoro straordinario, premi e bonus, incentivi, provvigioni, fringe e flexible benefit;
  • premi a lungo termine e stock option (se presenti), queste ultime sono state valorizzate al fair value se esplicitato nella Politica di Remunerazione e invece con il reddito in natura se non esplicitato.

Con riferimento invece al calcolo del divario retributivo di genere, il Gruppo ha fatto riferimento alla remunerazione annua lorda (RAL) oraria dei dipendenti (calcolata come RAL / ore di lavoro previste dal contratto di lavoro). Nel 2025, a livello di Gruppo, il rapporto tra la media delle retribuzioni orarie riconosciute alle donne e la media di quelle riconosciute agli uomini è pari a 94% (tale valore risulta stabile rispetto all'anno precedente).

S1-17 – Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani

Interpump comunica di non aver ricevuto, tramite i propri canali o le società controllate, alcuna denuncia o segnalazione di incidente sul lavoro che presenti profili di rilevanza o criticità.

Nel 2025, non si sono inoltre registrati episodi di discriminazione connessi al lavoro per motivi di genere, razza o origine etnica, nazionalità, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale o altre forme pertinenti di discriminazione che coinvolgono portatori di interessi e che abbiano profili di rilevanza o criticità.

Nel corso del 2025, non si sono verificati incidenti gravi in materia di diritti umani.

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ESRS S2 - LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE

Strategia

ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d'interessi

Il Gruppo Interpump si impegna a mantenere un dialogo continuativo con tutti i propri stakeholder, al fine di prendere in considerazione le necessità e gli spunti di miglioramento da ciascuno di essi.

Ad oggi, anche sulla base dei risultati dell'analisi di materialità condotta per il presente esercizio, il Gruppo ha deciso di focalizzare le attività di engagement sulle categorie di stakeholder ritenute più direttamente impattate, prevedendo invece un eventuale approfondimento specifico per i lavoratori della catena del valore solo in un secondo momento.

ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Come evidenziato nel precedente paragrafo “SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”, incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2), il Gruppo Interpump ha individuato quattro impatti, tutti potenziali e negativi, relativi ai lavoratori nella catena del valore e associati al sub-topic “altri diritti connessi al lavoro”. Contestualmente, al termine del processo di analisi di doppia materialità sono stati identificati come rilevanti tre rischi associati al sub-topic “altri diritti connessi al lavoro”. Tuttavia, analogamente a quanto accade per gli impatti, nessuno di essi ha trovato una diretta correlazione con gli obiettivi inclusi nel Piano ESG 2023-2025 del Gruppo.

Il Piano ESG 2023-2025 non includeva azioni o obiettivi riconducibili agli impatti di sostenibilità individuati in relazione alla propria catena del valore.

Si specifica che le considerazioni espresse all’interno del paragrafo Informazioni Generali (ESRS 2) riguardano le seguenti categorie di lavoratori della catena del valore del Gruppo Interpump:

  • lavoratori che operano presso le sedi aziendali del Gruppo, ma che non fanno parte della forza lavoro propria, quali ad esempio i lavoratori di imprese terze specializzate nella fornitura di personale (personale interinale), il personale addetto alle manutenzioni;
  • lavoratori a monte della catena del valore, coinvolti nelle fasi iniziali delle attività produttive del Gruppo, quali ad esempio i lavoratori delle fonderie, il personale delle aziende fornitrici di semilavorati;
  • lavoratori a valle della catena del valore, ossia coloro che sono, ad esempio, impiegati nelle attività logistiche, nella distribuzione e nei servizi post-vendita.

Al momento, i canali di ascolto e i processi di analisi attivati non hanno rilevato criticità specifiche relative a lavoratori vulnerabili nella catena del valore. Tale valutazione rimane soggetta a continui aggiornamenti nell’ambito dell’evoluzione dei sistemi di monitoraggio della supply chain.

In data 14 febbraio 2020, il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Interpump ha adottato le “Linee Guida sui Diritti Umani”, insieme di disposizioni volte a contrastare lo sfruttamento del lavoro e del lavoro minorile. L’adozione e l’attuazione di tali disposizioni e regole di condotta è obbligatoria per tutte le società del Gruppo Interpump ed è richiesto al personale dipendente e a tutti coloro che agiscono per nome e/o per conto delle società del Gruppo Interpump, nonché consulenti, fornitori o altri

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soggetti terzi, clienti inclusi, il massimo impegno nel rispetto delle Linee Guida e dei principi in esse contenuti.

Inoltre, tutti gli impatti di sostenibilità sui lavoratori nella catena del valore individuati dal Gruppo Interpump, sono considerati negativi. Di questi, solo “Gestione di dati ed informazioni sensibili” si manifesta in maniera generalizzata in tutti i contesti in cui l'azienda opera, mentre la “Protezione dei diritti umani e dei lavoratori” si manifesta solo nei paesi diversi dal macro-gruppo (Europa, Nord America, Australia).

Dei tre rischi individuati, due derivano dalle dipendenze del Gruppo (nello specifico i fornitori) mentre l'altro da un impatto di sostenibilità rilevante (nello specifico “Gestione dei dati e delle informazioni sensibili”).

Tutti i rischi di sostenibilità rilevanti che sono stati individuati dal Gruppo Interpump si estendono in maniera generalizzata ai lavoratori della catena del valore inclusi nel perimetro di analisi (sopra elencati), indipendentemente dalle geografie in cui operano o dalle attività che svolgono. Attualmente non sono state individuate attività o geografie più esposte a rischi di sostenibilità rispetto ad altre.

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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

S2-1 – Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore

Data la strategicità dei soggetti che operano all'interno della catena del valore, il Gruppo Interpump si è posto l'obiettivo di rafforzare le relazioni e promuovere pratiche di sostenibilità lungo tutta la catena del valore e ha adottato una politica di gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità connessi ai lavoratori nella catena del valore.

A tal fine, attraverso l'istituzione di un set di regole di corporate governance e un sistema preventivo di compliance globale ("Global Compliance Program"), il Gruppo Interpump ha definito le politiche e le linee guida volte a mitigare gli impatti rilevanti o a creare opportunità che riguardino i lavoratori appartenenti alla catena del valore. Tale sistema trova la sua massima esplicazione nei principi e nei valori contenuti nel Codice Etico, il quale tutela e promuove il valore delle risorse umane, proprie e della catena del valore, allo scopo di migliorare e accrescere il patrimonio di conoscenze e competenze. Inoltre, Interpump persegue e promuove, in ogni attività, il rispetto dei diritti umani e in particolare il rispetto della vita umana, della libertà e dignità dell'individuo, la giustizia, l'equità, la solidarietà. È garantita l'integrità fisica e morale del personale, dipendente e non, assicurando condizioni di lavoro rispettose della dignità individuale ed ambienti di lavoro sicuri e salubri.

Le Policy e le Linee Guida, richiamate nei capitoli ESRS S1 e ESRS G1, prevedono l'impegno da parte di tutte le società del Gruppo Interpump alla diffusione e promozione, nei confronti dei propri dipendenti e di tutti i lavoratori appartenenti alla catena del valore, dei principi e dei valori in esse contenuti. Le stesse sono conformi ai valori del Codice Etico di Interpump, nonché ai principi, alle linee guida, agli standard e alle leggi emanate a livello internazionale, tra cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, le Convenzioni Fondamentali dell'International Labour Organization (ILO), le Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali e nei principi sanciti dal Global Compact delle Nazioni Unite.

Le predette Policy e le Linee Guida, definendo delle linee di indirizzo di alto livello in materia di tutela e sviluppo di temi attinenti i lavoratori nella catena di fornitura, non specificano nel dettaglio le modalità con cui il Gruppo gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità, così come previsto dagli standard ESRS. In futuro, si procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento delle attuali Linee Guida e Policy al fine di allineare i principi in essa contenuti ai requisiti della CSRD.

Nel periodo di riferimento della presente relazione, non sono stati segnalati casi di inosservanza dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, delle Convenzioni Fondamentali dell'International Labour Organization (ILO) o delle Linee Guida dell'OCSE per le Imprese Multinazionali, che coinvolgono lavoratori nella catena del valore, a monte e a valle della catena del valore.

Sebbene il Gruppo non abbia ancora adottato formalmente un Codice di Condotta del Fornitore, è attualmente in corso una fase avanzata di sviluppo e promozione dello stesso, con l'obiettivo di integrarlo strutturalmente lungo tutta la catena del valore.

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Telebors: distribution and commercial use strictly prohibited
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S2-2 – Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti

Come anticipato nel precedente paragrafo “ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori d’interessi”, incluso nel presente paragrafo, attualmente i lavoratori nella catena del valore non figurano tra le categorie prioritariamente incluse nel processo di stakeholder engagement sviluppato dal Gruppo.

Tuttavia, sono state comunque implementate iniziative volte alla riduzione degli impatti negativi effettivi e potenziali sui lavoratori della catena del valore derivanti dalle attività del Gruppo. In particolare, per quanto riguarda la catena di fornitura, è stato implementato un modello di valutazione dei fornitori secondo criteri ambientali, sociali e di governance. Ogni fornitore è valutato secondo ciascuna delle seguenti aree di interesse e relativamente alla presenza di politiche, certificazioni in ambito ESG, modalità di definizione e monitoraggio dei relativi KPI e obiettivi di miglioramento. Tra i parametri di analisi utilizzati figurano, ad esempio:

  • rispetto dei diritti umani, del lavoro minorile e delle pratiche di lavoro forzato, nonché delle condizioni di lavoro in generale;
  • gestione del personale, rispetto delle diversità e delle pari opportunità;
  • salute e sicurezza sul lavoro;
  • sicurezza dei sistemi informatici e protezione dei dati.

Attraverso l’analisi delle informazioni pervenute tramite il modello di valutazione dei fornitori, il Gruppo Interpump è in grado di comprendere eventuali criticità o punti di vista dei lavoratori appartenenti alla catena di fornitura.

In considerazione delle peculiarità delle singole società appartenenti al Gruppo Interpump, attualmente non è possibile fornire informazioni specifiche sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori lungo tutta la catena del valore. Di conseguenza Interpump si pone come obiettivo, nei prossimi anni, di definire un processo strutturato di engagement e di coinvolgimento di tali lavoratori, volto a rilevare in maniera maggiormente puntuale gli impatti effettivi e potenziali derivanti dalle attività del Gruppo.

S2-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni

Il Gruppo Interpump si impegna a garantire che tutti i lavoratori appartenenti alla catena del valore possano esprimere le proprie preoccupazioni o reclami riguardo a eventuali impatti, potenziali o effettivi, derivanti dalle attività del Gruppo, inclusa la tutela dei diritti umani e delle condizioni di lavoro. In particolare, non è tollerato lo sfruttamento del lavoro minorile, il lavoro forzato o coatto e la tratta degli esseri umani, così come previsto dalla Convenzione n. 138 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Eventuali preoccupazioni o reclami possono essere segnalati ai referenti delle società del Gruppo, quali ad esempio il personale dipendente responsabile in ambito salute, sicurezza nei luoghi di lavoro e ambiente che sono obbligati a intraprendere azioni di rimedio per prevenire, mitigare e sanare le conseguenze. Il Gruppo Interpump ritiene che i processi messi in atto per mitigare gli impatti negativi identificati siano efficaci.

Gli organi societari e di controllo delle società del Gruppo sono tempestivamente informati sugli sviluppi e i provvedimenti intrapresi. In caso di impatti gravi, possono essere coinvolti gli organi delegati della società Capogruppo e il Consiglio di Amministrazione.

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Ogni società del Gruppo Interpump adotta proprie modalità di controllo e monitoraggio delle preoccupazioni o reclami ricevuti dai lavoratori appartenenti alla catena del valore.

Nel periodo di riferimento della presente relazione, non sono stati segnalati da parte di soggetti o lavoratori appartenenti alla catena del valore, reclami o preoccupazioni relativi a eventi che abbiano generato impatti negativi. Inoltre, tramite la "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni (Whistleblowing)", descritta al Capitolo ESRS S1, sono definite le modalità per effettuare e gestire segnalazioni riguardanti irregolarità, illeciti o elementi di preoccupazione che possano essere rilevati dai lavoratori appartenenti alla catena del valore.

Per garantire che i lavoratori nella catena del valore siano consapevoli dell'esistenza dei canali che consentono loro di esprimere preoccupazioni, le società del Gruppo utilizzano differenti modalità di comunicazione per informare i lavoratori in merito all'esistenza dei predetti canali e sulle regole di utilizzo. Inoltre, tutte le società del Gruppo hanno pubblicato la "Procedura sulla gestione delle segnalazioni ("whistleblowing")" all'interno dei propri siti internet, assicurando così una maggiore visibilità e accessibilità a tali informazioni. Al fine di proteggere i lavoratori nella catena del valore che si avvalgono dei canali che consentono loro di esprimere preoccupazioni, Interpump ha implementato politiche di non ritorsione, che vietano qualsiasi forma di ritorsione contro i lavoratori che segnalano preoccupazioni o utilizzano i processi di rimedio. Le predette politiche garantiscono che tutte le segnalazioni siano trattate in modo confidenziale per proteggere l'identità dei lavoratori.

S2-4 – Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni

Il Gruppo Interpump promuove una corretta collaborazione con tutti i lavoratori nella catena del valore, ma al momento, vista l'eterogeneità della distribuzione geografica del Gruppo, non sono previste specifiche azioni che possano definirsi allineate alle richieste dello Standard ESRS. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni relative a questo ambito.

Nel periodo di riferimento della presente relazione non sono stati o segnalati gravi problemi o incidenti in materia di diritti umani connessi alla propria catena del valore a monte e a valle.

Al momento, non sono state individuate specifiche risorse monetarie e non monetarie che possano essere rendicontate in autonomia rispetto ad i normali processi aziendali, in cui la realizzazione di tali azioni è per consuetudine implicita e non individuabile separatamente.

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Metriche e obiettivi

S2-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Come in precedenza riportato, in considerazione delle peculiarità del Gruppo e della frammentazione della catena del valore, il Gruppo Interpump non ha ancora individuato degli obiettivi connessi a tale aspetto. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi ai lavoratori nella catena del valore.

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ESRS S4 - CONSUMATORI E UTILIZZATORI FINALI

Strategia

ESRS 2 SBM-2 – Interessi e opinioni dei portatori di interessi

Il Gruppo Interpump si impegna a mantenere un dialogo continuativo con tutti i propri stakeholder, al fine di prendere in considerazione le necessità e gli spunti di miglioramento da ciascuno di essi. Tra questi, figurano i clienti e gli utilizzatori finali.

Per ogni categoria di stakeholder, il Gruppo ha specifici canali di comunicazione al fine di ascoltare periodicamente e comprendere i punti di vista e le necessità di ciascuno di essi.

Per quanto riguarda i clienti e gli utilizzatori finali, il Gruppo interagisce con loro attraverso le seguenti modalità:

  • visite commerciali;
  • sito web aziendali;
  • gestione reclami;
  • cataloghi;
  • after sale service;
  • eventi fieristici.

ESRS 2 SBM-3 – Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Come evidenziato nel precedente paragrafo “SBM-3: Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale”, incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2), il Gruppo Interpump ha individuato un solo impatto negativo, potenziale, relativo ai consumatori e utilizzatori finali e associato al sub-topic: “impatti legati alle informazioni per i consumatori e/o per gli utilizzatori finali”. Contestualmente, al termine del processo di analisi di doppia materialità è stato identificato come rilevante anche il corrispondente rischio associato alla privacy e alla compliance legate alla potenziale diffusione di dati.

Con riferimento a quest’ambito, il Piano ESG 2023-2025 non includeva azioni o obiettivi riconducibili agli impatti o rischi di sostenibilità individuati in relazione alla propria catena del valore.

I clienti del Gruppo Interpump sono esclusivamente operatori professionali, prevalentemente Original Equipment Manufacturers (OEM), che integrano i prodotti del Gruppo all’interno di sistemi e macchinari più complessi. In tale contesto, l’eventuale vendita diretta al “consumatore finale” ai sensi della normativa vigente, è da considerarsi del tutto marginale se non assente.

Il Gruppo Interpump, come già indicato nel paragrafo “SBM-1: Strategia, modello aziendale e catena del valore”, collabora nella maggior parte dei casi con clienti B2B e pertanto risulta difficile individuare gli utilizzatori finali che potrebbero essere esposti ai rischi lungo alla catena del valore e nella molteplicità di applicazione dei prodotti del Gruppo.

Interpump si impegna proattivamente a migliorare e ampliare la propria gamma prodotti per garantire una verifica accurata delle compatibilità con i sistemi in cui sono integrati. Inoltre, grazie all’utilizzo di sistemi di controllo progettati internamente e macchine di prova, il Gruppo ha ottenuto una serie di approvazioni rilasciate da Enti Internazionali di Certificazione che ne garantiscono l’elevato standard


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qualitativo e l'accertata compatibilità applicativa dei prodotti. Tale impegno da parte del Gruppo è confermato dall'affiliazione con i principali Enti di Normazione, tra cui quello Nazionale di Unificazione (UNI).

L'impatto di sostenibilità sui consumatori e/o utilizzatori finali nella catena del valore individuato dal Gruppo Interpump (Gestione di dati ed informazioni sensibili), è valutato come negativo e si manifesta in maniera generalizzata in tutti i contesti in cui l'azienda opera.

Tali rischi e impatti legati alla privacy e alla gestione dei dati, per quanto rilevanti a ogni livello della catena del valore, assumono una maggiore rilevanza dal punto di vista commerciale nel caso specifico della gestione dei clienti.

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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

S4-1 – Politiche connesse ai consumatori e agli utilizzatori finali

In considerazione del ruolo dei clienti e, ove pertinente, degli utilizzatori finali nell'ambito della catena del valore, il Gruppo Interpump orienta i propri obiettivi nel rafforzamento delle relazioni e nella promozione di pratiche di sostenibilità lungo tutta la catena del valore. In tale contesto, il Gruppo si avvale di un insieme di regole e strumenti, inclusi i Global Compliance Program, il Codice Etico e le ulteriori policy e linee guida di riferimento, volti a presidiare gli impatti, i rischi e le opportunità connessi ai clienti e agli utilizzatori finali, in coerenza con le tematiche individuate come rilevanti.

In particolare, all'interno del "Global Compliance Program" (set di regole di corporate governance e del sistema preventivo di compliance globale) Interpump definisce pratiche responsabili che promuovono, in particolar modo, la sicurezza nell'utilizzo dei propri prodotti e delle proprie soluzioni da parte degli utilizzatori finali. Tali pratiche sono volte ad assicurare che siano adottate le migliori misure preventive per evitare rischi o danni dall'utilizzo dei prodotti commercializzati, garantendo al contempo il rispetto di standard di qualità elevati. Il Gruppo Interpump è impegnato, senza deroga alcuna, al rigoroso rispetto delle normative, in vigore nei Paesi in cui opera e a livello internazionale (tra cui, le normative ATEX, EMC, REACH, ROHS, Proposition 65), in tema di tutela e protezione dei clienti e degli utilizzatori finali.

Inoltre, il Codice Etico definisce i principi e i valori nella tutela e protezione di tutti gli attori appartenenti alla catena del valore. Infine, le Policy e le Linee Guida, richiamate nei capitoli ESRS S1 e ESRS G1, prevedono l'impegno da parte di tutte le società del Gruppo Interpump alla diffusione e promozione dei predetti principi e valori.

Alla data della presente relazione, non risultano segnalazioni o riscontri, nella catena del valore a valle, di violazioni dei valori del Codice Etico del Gruppo Interpump, dei principi del Global Compact delle Nazioni Unite e delle Linee Guida dell'OCSE che interessino gli utilizzatori finali.

Le Linee Guida e Policy, definendo delle linee di indirizzo di alto livello in materia di tutela e sviluppo di temi attinenti a clienti e utilizzatori finali, non specificano nel dettaglio le modalità con cui il Gruppo gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità, così come previsto dagli standard ESRS. In futuro, si procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento delle attuali Linee Guida e Policy al fine di allineare i principi in essa contenuti ai requisiti della CSRD.

Il Gruppo Interpump è impegnato, senza deroga alcuna, al rigoroso rispetto delle normative, in vigore nei Paesi in cui opera, in tema di tutela e protezione dei clienti e degli utilizzatori finali.

S4-2 – Processi di coinvolgimento dei consumatori e degli utilizzatori finali in merito agli impatti

Per il Gruppo Interpump è importante instaurare un dialogo e una comunicazione chiara e accessibile, nei confronti dei propri clienti e degli utilizzatori finali, in merito alle caratteristiche dei prodotti, delle soluzioni e dei servizi offerti. La trasparenza comunicativa favorisce la fiducia nei rapporti di business e aiuta i clienti e gli utilizzatori finali a prendere decisioni informate.

Il Gruppo Interpump ha sviluppato specifici canali per la diffusione e lo scambio di comunicazione e informazioni con clienti e utilizzatori finali attraverso visite commerciali, i vari siti web delle società del Gruppo e tramite piattaforme di social network – oltre alla parte relativa alla gestione dei servizi di


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after sale e di eventuali reclami, ed organizzazione di eventi fieristici - garantendo una comunicazione continua ed un coinvolgimento frequente.

Nelle società del Gruppo Interpump le funzioni commerciali garantiscono che i feedback degli utilizzatori finali, ricevuti tramite i clienti, siano raccolti e utilizzati per migliorare i prodotti e i servizi offerti. Quest'attività include la gestione delle relazioni con i clienti attraverso vari canali di comunicazione e l'analisi dei dati raccolti per identificare le tendenze e le esigenze emergenti degli utilizzatori finali. Inoltre, il top management del Gruppo assicura che le strategie aziendali siano orientate verso la sostenibilità e che il feedback indiretto degli utilizzatori finali sia integrato nelle decisioni aziendali. Il top management del Gruppo deve supervisionare e valutare regolarmente le performance ESG dell'azienda, assicurandosi che gli obiettivi di sostenibilità siano raggiunti e che le pratiche aziendali siano trasparenti e responsabili. Per il Gruppo questo approccio integrato e orientato al cliente e all'utilizzatore finale è essenziale per costruire fiducia e mantenere una reputazione positiva nel mercato.

I feedback dei consumatori e degli utilizzatori finali forniscono preziose informazioni su aree di miglioramento per il Gruppo e utilizzando queste informazioni è possibile ottimizzare i processi, i prodotti e i servizi, aumentando l'efficienza e la qualità. Questo approccio orientato al miglioramento continuo contribuisce alla competitività e alla sostenibilità a lungo termine del Gruppo Interpump.

In linea con una visione strategica che pone l'ascolto attivo e la centralità del cliente al cuore del proprio modello di business, nel corso del 2025 il Gruppo Interpump ha avviato un processo più strutturato di stakeholder engagement coinvolgendo due partner commerciali chiave. La scelta è ricaduta su realtà che, avendo già adottato il reporting CSRD, condividono i medesimi standard e logiche di rendicontazione, facilitando così una sinergia operativa immediata. Questa iniziativa non solo mira a monitorare le evoluzioni del mercato e le aspettative ESG, ma si configura come un canale privilegiato per raccogliere feedback diretti sulle strategie del Gruppo, contribuendo alla definizione partecipata delle priorità materiali e alla co-creazione di nuove iniziative sostenibili. È previsto che tale percorso di dialogo diventi un appuntamento annuale, con l'obiettivo di estenderlo progressivamente per garantire una valutazione continua e un allineamento costante alle sfide normative e di mercato.

S4-3 – Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che ai consumatori e agli utilizzatori finali di esprimere preoccupazioni

Il Gruppo Interpump si impegna a garantire che i clienti, ed eventualmente gli utilizzatori finali, possano esprimere le proprie preoccupazioni o reclami riguardo a eventuali impatti, potenziali o effettivi, derivanti dalle attività del Gruppo attraverso il contatto diretto con le funzioni aziendali di riferimento o tramite i canali digitali messi a disposizione del Gruppo.

Tale impegno non solo migliora la trasparenza e la fiducia nei confronti dell'azienda, ma contribuisce anche alla responsabilità e sostenibilità aziendale. In particolare, non è tollerata alcuna forma di ritorsione e conseguentemente ogni consumatore e utilizzatore finale può sentirsi al sicuro nel segnalare eventuali dubbi o problemi, al fine di incoraggiare un ambiente in cui gli stessi possano esprimere liberamente le proprie preoccupazioni senza timore di conseguenze negative.

Eventuali preoccupazioni o reclami possono essere segnalati ai referenti delle società del Gruppo, quali ad esempio, il personale dipendente afferente alla funzione commerciale e alla funzione IT che sono obbligati a intraprendere azioni di rimedio per prevenire, mitigare e sanare le conseguenze.

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Gli organi societari e di controllo delle società del Gruppo sono tempestivamente informati sugli sviluppi e i provvedimenti intrapresi. In caso di impatti gravi, possono essere coinvolti gli organi delegati della società Capogruppo e il Consiglio di Amministrazione.

Nel periodo di riferimento della presente relazione, non sono stati segnalati da parte di soggetti o lavoratori appartenenti alla catena del valore, reclami o preoccupazioni relativi a eventi che abbiano generato impatti negativi. Inoltre, tramite la "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni (Whistleblowing)", descritta al Capitolo ESRS S1, sono definite le modalità per effettuare e gestire segnalazioni riguardanti irregolarità, illeciti o elementi di preoccupazione che possano essere rilevati dai lavoratori appartenenti alla catena del valore. Nel periodo di riferimento della presente relazione, non sono pervenute segnalazioni di irregolarità o illeciti tramite il canale messo a disposizione.

Per garantire che gli utilizzatori finali siano consapevoli dell'esistenza dei canali che consentono loro di esprimere preoccupazioni, tutte le società del Gruppo hanno pubblicato la "Procedura sulla gestione delle segnalazioni ("whistleblowing")" all'interno dei propri siti internet, assicurando così una maggiore visibilità e accessibilità a tali informazioni. Al fine di proteggere gli utilizzatori finali che si avvalgono dei canali che consentono loro di esprimere preoccupazioni, Interpump ha implementato politiche di non ritorsione, che vietano qualsiasi forma di ritorsione contro coloro che segnalano preoccupazioni o utilizzano i processi di rimedio. Le predette politiche garantiscono che tutte le segnalazioni siano trattate in modo confidenziale per proteggere l'identità dei segnalatori.

S4-4 – Interventi su impatti rilevanti sui consumatori e gli utilizzatori finali, approcci per gestire rischi rilevanti e conseguire opportunità rilevanti in relazione ai consumatori e agli utilizzatori finali, e efficacia di tali azioni

Il Gruppo Interpump si impegna a instaurare un dialogo e una comunicazione chiara e accessibile con i propri clienti, ma al momento, vista la eterogeneità dei mercati e settori applicativi di riferimento, non sono previste specifiche azioni trasversali che possano definirsi allineate alle richieste dello Standard ESRS. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione o l'aggiornamento di eventuali azioni relative a questo ambito.

Tuttavia, al fine di influenzare positivamente i clienti e gli utilizzatori finali, il Gruppo Interpump adotta le seguenti pratiche e iniziative:

  • promozione della sostenibilità aziendale: adozione di pratiche sostenibili a favore dell'ambiente e per sensibilizzare i consumatori e gli utilizzatori finali sull'importanza della sostenibilità;
  • innovazione e miglioramento continuo: investimenti in ricerca e sviluppo per innovare e migliorare continuamente i propri prodotti e servizi;
  • protezioni nei confronti della controparte: adozione di politiche di reso flessibili, di garanzie sui prodotti e di servizi clienti efficienti;
  • fidelizzazione dei clienti: costruzione di buoni rapporti con consumatori e utilizzatori finali, al fine di creare un effetto positivo a catena che rafforzi la base di clientela e di ridurre i costi associati all'acquisizione di nuovi clienti.

Inoltre, nell'ambito del Piano ESG, il Gruppo Interpump ha adottato le Linee Guida di Ecodesign dei prodotti al fine di promuovere la riduzione dell'impatto ambientale delle nostre attività attraverso l'adozione di soluzioni innovative e sostenibili. L'economia circolare si basa sull'idea di creare un sistema virtuoso di utilizzo delle risorse, promuovendo il riutilizzo, il riciclo e la rigenerazione dei materiali, al fine di minimizzare il consumo di risorse naturali e ridurre i rifiuti prodotti. Nel contesto dell'economia circolare l'ecodesign è una dimensione imprescindibile da affrontare, le predette Linee Guida infatti

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rappresentano un ulteriore passo avanti per creare un'azienda sostenibile e responsabile, in grado di guardare al futuro con un approccio lungimirante e rispettoso dell'ambiente.

Per il Gruppo Interpump il punto di vista degli utilizzatori finali è uno “strumento” per comprendere al meglio le percezioni e le aspettative in ambito di sostenibilità, consentendo di adattare le strategie in maniera efficace e monitorare le azioni nell'ambito del Piano ESG. Per quanto concerne quest'ultimo punto, Interpump raccoglie opinioni e suggerimenti dai clienti, che a loro volta riflettono le esperienze degli utilizzatori finali. Inoltre, l'analisi dei dati di vendita e utilizzo dei prodotti fornisce informazioni su come le azioni volte al raggiungimento degli obiettivi del Piano ESG influenzano il comportamento dei clienti e di conseguenza degli utilizzatori finali.

S4-5 – Obiettivi legati alla gestione degli impatti rilevanti negativi, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Come in precedenza riportato, in considerazione della varietà dei prodotti e specificità dei mercati in cui il Gruppo opera, al momento non sono ancora stati definiti degli obiettivi connessi a tale aspetto. In futuro, il Gruppo procederà a valutare la definizione di eventuali obiettivi relativi agli utilizzatori finali.

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INFORMAZIONI SULLA GOVERNANCE

ESRS G1 – CONDOTTA DELLE IMPRESE

Governance

ESRS 2 GOV-1 – Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Come definito in precedenza nel paragrafo “GOV-1: Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo”, incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2) il Consiglio di Amministrazione ha un ruolo centrale nel governo societario del Gruppo Interpump e nella definizione delle politiche di sostenibilità, inclusa la sfera legata alla condotta delle imprese.

Il 28 aprile 2023, il Consiglio di Amministrazione, separando le funzioni precedentemente attribuite al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, ha istituito un Comitato Sostenibilità endoconsiliare con funzioni istruttorie, consultive e propostive in materia ESG. Il Comitato, composto da due consiglieri indipendenti e dall'Amministratore Delegato, è responsabile dell'elaborazione di obiettivi, strategie e piani di sostenibilità da sottoporre al C.d.A., nonché del monitoraggio della relativa attuazione.

Tutti i membri del Comitato possiedono professionalità e competenze adeguate rispetto ai compiti assegnati, come approfondito nella sezione GOV-1: “Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo” del capitolo ESRS 2. Con riferimento alle competenze inerenti alla condotta delle imprese, il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.a. possiede consolidate conoscenze ed esperienze in ambiti quali etica e cultura d'impresa, prevenzione della corruzione attiva e passiva e gestione dei rapporti con gli stakeholder.

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Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità

ESRS 2 IRO-1 – Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alla condotta delle imprese

La metodologia per l'individuazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità è coerente con gli aspetti descritti nel paragrafo "IRO-1: Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti", incluso nel capitolo dedicato alle Informazioni Generali (ESRS 2). Questa metodologia è stata applicata anche per le analisi svolte in riferimento alla condotta delle imprese e ha previsto la comprensione del contesto operativo, l'identificazione degli impatti, dei rischi e delle opportunità, e la loro valutazione e prioritizzazione. Nello specifico, l'analisi ha tenuto in considerazione le aree geografiche all'interno delle quali il Gruppo opera, compresa la distribuzione geografica dei fornitori e della catena del valore nel suo complesso. Inoltre, i risultati della predetta analisi sono stati determinati anche alla luce della natura manifatturiera delle principali attività di Interpump, nonché dei differenti settori di business in cui esse operano e dei relativi assetti organizzativi aziendali.

Nel processo di individuazione degli impatti legati alla condotta delle imprese, sono stati identificati tre impatti materiali, potenzialmente negativi, ricondotti a tre specifici sub-topic: cultura d'impresa, tutela degli informatori e gestione dei rapporti con i fornitori, incluse le prassi di pagamento. Tali impatti potenziali sono stati rilevati esclusivamente nella fase delle operazioni dirette (direct operations).

Sulla base dell'analisi di doppia materialità condotta in conformità agli standard ESRS, alla data odierna non sono stati individuati rischi o opportunità materiali in relazione al requisito informativo G1. Il Gruppo si riserva, tuttavia, di aggiornare periodicamente tale valutazione in funzione dell'evoluzione del contesto operativo e normativo, mantenendo un monitoraggio continuo dei presidi di governance e delle tematiche etiche, al fine di assicurare il tempestivo recepimento di eventuali nuovi elementi di rilevanza.

In qualità di emittente quotato, il Gruppo persegue un costante percorso di evoluzione e aggiornamento dei propri modelli organizzativi in linea con le migliori pratiche internazionali di governance. In un tale contesto, risulta talvolta complesso distinguere tra iniziative di miglioramento proattivo e adeguamenti a prassi consolidate di settore; tali elementi sono pertanto considerati parte dell'ordinaria diligenza gestionale e non configurano, allo stato attuale, rischi od opportunità tali da eccedere la soglia di materialità.

G1-1 – Politiche in materia di cultura di impresa e condotta delle imprese

Il sistema di governance definito da Interpump Group S.p.A., tramite l'insieme delle regole, delle policy e delle strutture organizzative, è volto ad assicurare un governo dell'impresa efficace ed efficiente, coerentemente con le caratteristiche e gli obiettivi strategici del Gruppo, nonché nell'ottica di perseguire, nel medio-lungo periodo, la sostenibilità delle proprie attività.

Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha definito principi e politiche inderogabili di condotta aziendale che costituiscono la base del sistema di governance del Gruppo e promuovono una cultura di impresa improntata ai principi di trasparenza ed integrità. Tali principi sono condivisi con i clienti, fornitori e, più in generale, con tutti i soggetti terzi che intrattengono rapporti commerciali con le società del Gruppo, indipendentemente dalla loro localizzazione geografica.

Il Gruppo Interpump ha adottato un sistema globale di compliance ("Global Compliance Program" o "GCP") volto a promuovere una cultura aziendale fondata sui principi di etica, integrità e responsabilità

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sociale di impresa nella conduzione delle attività del Gruppo. Tale sistema si articola in un insieme organico di strumenti, tra cui il Codice Etico, il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001 e le linee guida in materia di anticorruzione, salute e sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e diritti umani. Le finalità di tali strumenti sono di garantire che i dipendenti e tutti i soggetti che intrattengono rapporti, anche occasionali o temporanei con il Gruppo, operino nel rispetto dei valori e delle regole di comportamento adottati, assicurando al contempo l'osservanza del principio di legalità nelle attività di business.

Al fine di individuare, valutare e gestire in modo strutturato gli impatti, i rischi e le opportunità connessi ai temi della condotta e della cultura di impresa, Il Gruppo Interpump ha definito le seguenti Linee Guida:

Linee Guida Anticorruzione

Le Linee Guida Anticorruzione, approvate dal Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. a marzo 2019, costituiscono un insieme strutturato di regole e procedure volte a prevenire il rischio di comportamenti corruittivi da parte del personale dipendente, dei collaboratori e di tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo ed indipendentemente dalla natura del rapporto contrattuale, operano per conto delle società del Gruppo.

Le Linee Guida Anticorruzione sanciscono il principio di tolleranza zero verso ogni forma di corruzione e promuovono il pieno rispetto delle normative e degli standard, nazionali e internazionali, in materia di contrasto alla corruzione. Particolare attenzione è dedicata ai processi di selezione dei partner commerciali, alla gestione dei contratti e alla verifica dei requisiti etici, nonché alla disciplina relativa ad omaggi, ospitalità e regalie, relazioni istituzionali, contributi politici e donazioni a enti benefici. L'adozione e attuazione delle Linee Guida Anticorruzione sono obbligatorie per tutte le società del Gruppo e vincolanti per il comportamento del personale dipendente, dei collaboratori e, per quanto applicabile, dei consulenti, dei fornitori e degli altri soggetti terzi, clienti inclusi, coinvolti nelle attività del Gruppo. Il monitoraggio della corretta applicazione delle disposizioni delle Linee Guida Anticorruzione è affidato alla Funzione Internal Audit, Risk & Compliance di Gruppo, la che cura anche la pianificazione e la realizzazione di iniziative formative specifiche, con particolare riferimento ai ruoli maggiormente esposti ai rischi di corruzione, tra cui le funzioni preposte ai rapporti commerciali con clienti e fornitori.

Le Linee Guida Anticorruzione sono pubblicate sul sito istituzionale del Gruppo all'indirizzo https://www.interpumpgroup.it/it/governance/documenti-societari.

Gestione delle segnalazioni e dei reclami

Il Gruppo Interpump assicura a tutti gli stakeholder la possibilità di comunicare preoccupazioni, suggerimenti o reclami relativi a eventuali impatti negativi, potenziali o effettivi, derivanti dalle attività del Gruppo, inclusi quelli inerenti alla corruzione e alla tutela dei diritti umani. Tale impegno è formalizzato nel Codice Etico e richiamato all'interno del Global Compliance Program. Eventuali eventi a impatto negativo riconducibili direttamente o indirettamente alle attività del Gruppo, possono essere segnalati ai referenti competenti delle società interessate, i quali sono tenuti ad attivare tempestivamente le azioni di rimedio necessarie od opportune per prevenire, mitigare e sanare tali conseguenze negative. Gli organi societari e di controllo delle società coinvolte, devono essere prontamente informati dai referenti in merito agli sviluppi e ai provvedimenti adottati. Qualora la gravità degli impatti lo richieda, dovranno essere coinvolti gli organi delegati nonché il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A.

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Whistleblowing

Il Gruppo Interpump ha definito modalità chiare e strutturate per la gestione delle segnalazioni relative a presunte irregolarità, violazioni o comportamenti non conformi osservati nell'ambito aziendale, attraverso la "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni (Whistleblowing)". Tale procedura disciplina il processo di segnalazione, fornendo al segnalante ("whistleblower") indicazioni chiare e puntuali in merito all'oggetto, ai contenuti, ai destinatari competenti e alle modalità di trasmissione delle segnalazioni. È inoltre garantita la tutela della riservatezza dell'identità del segnalante fin dalla presa in carico della segnalazione unitamente al divieto assoluto di qualsiasi forma di ritorsione o discriminazione, diretta o indiretta, in conformità alla normativa vigente. La procedura disciplina le modalità di verifica della fondatezza delle segnalazioni, al fine di assicurare l'adozione tempestiva delle iniziative correttive e disciplinari necessarie. Le segnalazioni possono essere inoltrate agli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni tramite tre canali preferenziali - piattaforma web, numero di telefonico dedicato o posta ordinaria), oltre alla possibilità di ricorrere a una comunicazione verbale. Gli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni valutano ogni segnalazione ricevuta, verificando la sussistenza dei presupposti delle stesse e la necessità di eventuali ulteriori approfondimenti. Ferma restando l'obbligatoria informativa in presenza di eventi rilevanti, gli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni garantiscono un flusso riepilogativo almeno annuale ai massimi organi di governo, ivi incluso il Consiglio di Amministrazione. Il Gruppo Interpump non tollera, alcuna forma di ritorsione o discriminazione nei confronti del segnalante. Per tali condotte si intendono comportamenti, atti od omissioni, anche solo minacciati, connessi alla segnalazione e idonei a provocare un danno ingiusto. Le tutele si applicano tanto nell'ambito del rapporto di lavoro quanto nelle fasi di selezione, precontrattuali, durante il periodo di prova o successivamente allo scioglimento del rapporto, qualora le informazioni relative alle violazioni siano state acquisite in tali contesti.

Dipendenti e collaboratori del Gruppo Interpump sono informati e formati sulle disposizioni delle Linee Guida Anticorruzione e sulle modalità e sulla gestione delle segnalazioni. La diffusione delle informazioni e la formazione dei dipendenti e dei collaboratori sono demandate alle singole società del Gruppo. La "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni (Whistleblowing)", è resa disponibile tramite l'intranet aziendale, affissa nelle bacheche interne e distribuita a tutto il personale. Inoltre, i canali di segnalazione (Whistleblowing) e i contatti degli Incaricati alla Gestione delle Segnalazioni sono consultabili sui siti internet aziendali. La Funzione Internal Audit, Risk & Compliance di Gruppo, in collaborazione con gli Organismi di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001, organizza sessioni di formazione sui principi e sulle misure previste dalla "Procedura sulla Gestione delle Segnalazioni (Whistleblowing)" nell'ambito delle attività formative relative al Modello 231.

Nel quadro delle azioni programmate per il prossimo triennio, il Gruppo prevede di dotare tutte le società italiane di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 con l'obiettivo di rafforzare la cultura dell'etica e della legalità. Gli stakeholder non sono stati coinvolti nella definizione di questo obiettivo, trattandosi di un ambito trasversale a tutte le categorie di portatori di interesse.

Considerato che il Gruppo non ha ancora definito un calendario in materia di tematiche di sostenibilità rilevanti, l'obiettivo sopra descritto non risulta pienamente allineato alle richieste degli standard ESRS. La funzione Internal Audit, Risk & Compliance monitora costantemente l'avanzamento del progetto e l'efficacia delle azioni attuate.

G1-2 – Gestione dei rapporti con i fornitori

La condivisione di valori, impegni e responsabilità costituisce il presupposto dei rapporti che il Gruppo Interpump intrattiene con i propri fornitori di beni e di servizi. Per garantire un approccio strutturato e sistematico alla gestione della catena di fornitura, il Gruppo Interpump ha avviato un percorso volto al


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miglioramento continuo e allo sviluppo sostenibile dei fornitori, tenendo conto della loro diversificazione e delle specifiche caratteristiche operative.

Tra le principali iniziative già implementate in ambito ESG lungo i processi di supply chain, si evidenziano:

  • l'aggiornamento del Codice Etico (2023), finalizzato a integrare al suo interno i principi e gli impegni assunti dal Gruppo Interpump con l'approvazione del Piano ESG 2023 - 2025. La versione aggiornata del Codice Etico, adottata da tutte le società del Gruppo, pone particolare enfasi sullo sviluppo sostenibile, sulla tutela dei diritti umani e dei lavoratori, sull'efficienza energetica, sulla riduzione degli impatti ambientali, sulla formazione del personale e sulla promozione della trasparenza e della responsabilità di impresa nel dialogo con i propri stakeholder, inclusi i partner della catena di fornitura;
  • L'implementazione di un processo strutturato di supplier assessment basato sul grado di maturità ESG dei fornitori, misurato tramite un questionario dedicato che valuta le pratiche in ambito ambientale, sociale, di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, di tutela dei diritti umani e dei lavoratori, nonché di prevenzione e contrasto alla corruzione. Per ciascuna area tematica, alle risposte viene attribuito un punteggio che concorre a determinare lo scoring complessivo. Per aspetti considerati prioritari, determinate risposte possono comportare approfondimenti specifici, tra cui eventuali audit presso il fornitore, o, nei casi più critici l'esclusione del fornitore dal processo di qualifica. Tale processo è stato prioritariamente sviluppato dalle aziende italiane del Gruppo;
  • La valorizzazione delle best practice di sostenibilità, supportando i fornitori nella comprensione e attuazione degli adempimenti ESG, anche tramite la condivisione dei principi e delle linee guida contenuti nel Codice Etico e nelle policy del Gruppo Interpump.

Il Gruppo Interpump ritiene che la gestione dei rischi afferenti la supply chain, in particolare quelli connessi alla tutela ambientale, allo sviluppo sociale ed economico e ai profili etici e reputazionali, siano parte essenziale della propria strategia di mitigazione di potenziali interruzioni o criticità nella catena di fornitura.

A tal fine, le società del Gruppo Interpump adottano processi strutturati di qualifica dei fornitori finalizzati, tra l'altro, a verificare l'affidabilità delle controparti rispetto ai criteri ESG. Un elemento fondamentale di tale processo è a condivisione dei principi e degli impegni in tema di sostenibilità attraverso l'accettazione espressa del Codice Etico da parte dei fornitori quale condizione essenziale per l'avvio e il mantenimento della collaborazione. Inoltre, per i fornitori classificati come "critici", il Gruppo prevede ulteriori criteri di valutazione ESG necessari all'accettazione delle offerte di fornitura, al fine di valorizzare l'impegno dei partner nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità definiti dal Piano ESG 2023-2025. Le funzioni aziendali competenti svolgono attività di verifica tramite piani di audit risk-based, con l'obiettivo di valutare l'adequazione dei criteri ESG rispetto ai target di Gruppo.

Il Gruppo Interpump si impegna a mantenere relazioni stabili e collaborative con tutti i fornitori, a prescindere dalle loro dimensioni e/o localizzazione geografica. A tutela in particolare delle piccole e medie aziende, il Gruppo Interpump adotta politiche di pagamento volte a evitare tensioni economico-finanziarie, definendo condizioni di pagamento prima della sottoscrizione del contratto, modificabili solo previa approvazione delle funzioni aziendali competenti e conferma da parte del fornitore.

È attualmente in corso un'analisi preliminare finalizzata alla redazione e alla successiva diffusione di un supplier code of conduct lungo la catena di fornitura per promuovere pratiche sostenibili. Gli stakeholder, ed in particolare i fornitori, non sono stati coinvolti nella definizione di questo obiettivo.

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Considerato che il Gruppo non ha ancora definito un calendario sulle questioni di sostenibilità rilevanti, l'obiettivo non risulta pienamente allineato ai requisiti dello standard ESRS. Una volta implementato il codice di condotta fornitori, la funzione Internal Audit, Risk & Compliance ne monitorerà l'adozione e la diffusione da parte di tutte le società del Gruppo.

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Metriche e obiettivi

G1-6 – Prassi di pagamento

All’interno del più ampio quadro delle pratiche sostenibili applicabili lungo la catena di fornitura, il Gruppo Interpump si impegna a rispettare le condizioni di pagamento pattuite con i propri fornitori. Sebbene non sia ancora stata formalizzata una specifica politica dedicata alla gestione dei ritardi nei pagamenti verso le piccole e medie imprese (PMI), la prassi consolidata del Gruppo prevede l’impegno sistematico a corrispondere i pagamenti nei termini contrattualmente concordati. Per ulteriori informazioni in merio alle iniziative correlate a questi aspetti, si rimanda al precedente capitolo.

Ai fini dell’elaborazione di questo indicatore, è stata effettuata una raccolta dati rivolta alle principali società manifatturiere del Gruppo, con particolare riferimento ai costi di acquisto direttamente connessi al processo produttivo:

  • materie prime, semilavorati e prodotti finiti;
  • lavorazioni presso terzi;
  • utensileria varia e minuta;
  • Materiali di consumo.

Le società incluse nella raccolta rappresentano circa il 28% del valore degli acquisti consolidati relativi a queste categorie di fornitura (nell’esercizio 2024, la rappresentatività si era attestata al 24%). Nei prossimi anni, il Gruppo è orientato ad estendere ulteriormente il perimetro di analisi in modo da incrementare la significatività dei risultati e garantire una maggiore omogeneità nei dati forniti dalle diverse società del Gruppo, spesso caratterizzate da sistemi gestionali e specificità operative differenti.

I valori riportati nella tabella seguente sono stati ponderati, a livello di campione, in base all’importo delle fatture in acquisto e riflettono quindi le condizioni di pagamento standard ed effettive più rilevanti in termini di valore economico. Non sono stati applicati ulteriori aggiustamenti per individuare valori medi consolidati a livello di Gruppo.

Pratiche di pagamento Termini standard di pagamento espressi in giorni medi Tempo medio per il pagamento espresso in giorni % di pagamenti che rispetta i termini standard % di pagamenti che NON rispetta i termini standard
2025 2024 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Micro 68 83 69 84 72% 78% 28% 22%
Piccole 67 82 68 81 76% 83% 24% 17%
Medie 63 91 64 88 75% 83% 25% 17%
Grandi 67 79 68 76 75% 62% 25% 38%
Totale 66 84 67 82 75% 78% 25% 22%

Si evidenzia che i dati riportati nella tabella riflettono un’operatività estesa su molteplici giurisdizioni internazionali. Le pratiche di pagamento e le prassi commerciali risentono, pertanto, delle specificità normative e consuetudinarie dei diversi Paesi in cui il Gruppo opera; tali divergenze possono generare una variabilità significativa nei termini contrattuali medi tra le diverse aree geografiche.


A. RELAZIONE SULLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO 2025

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Rispetto all'esercizio 2024, il perimetro del campione di riferimento ha subito una variazione dovuta all'inclusione di nuove entità con prassi di pagamento eterogenee, che ha influito sulla comparabilità dei tempi medi di pagamento tra i due esercizi in oggetto. Visti i risultati dell'analisi sul biennio, si conferma la stabilità del differenziale tra termini effettivi e termini standard. Tale scostamento marginale è spesso riconducibile a fattori tecnici o logistici, quali la concomitanza con giornate festive o altre cause di natura amministrativa non sempre direttamente imputabili alla volontà del Gruppo.

Nonostante tale eterogeneità, l'analisi aggregata conferma che il Gruppo si impegna nel rispetto rigoroso degli impegni assunti con la propria catena di fornitura. Tale approccio è coerente con la visione strategica aziendale, che identifica nei fornitori una leva fondamentale nel processo di creazione di valore nel lungo periodo. Il mantenimento di relazioni eque, trasparenti e puntuali rappresenta infatti un pilastro della sostenibilità operativa e della resilienza del business del Gruppo nel suo complesso.

Dall'analisi delle tempistiche medie di regolamento dei debiti commerciali a livello consolidato, non emergono differenze sostanziali nelle modalità di pagamento applicate alle diverse categorie di fornitori (micro, piccoli, medi e grandi); tale omogeneità riflette l'impegno del Gruppo nel garantire un trattamento equo e paritario, riconoscendo il ruolo strategico e la rilevanza operativa rivestita, in particolare, dalle Piccole e Medie Imprese (PMI) all'interno della propria catena del valore.

Nel corso dell'esercizio 2025 non risultano avviati procedimenti giudiziari da parte dei fornitori nei confronti delle aziende del Gruppo per ritardi nei pagamenti.

Sant'Ilario d'Enza (RE), 20 marzo 2026

Per il Consiglio di Amministrazione

Dott. Fulvio Montipò

Presidente esecutivo

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BATON ROUGE

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B.

BILANCIO CONSOLIDATO

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1. PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

SITUAZIONE PATRIMONIALE - FINANZIARIA CONSOLIDATA

ATTIVITA'
€/000 Note 31/12/2025 31/12/2024
Attività correnti
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.6.1 415.704 392.637
Crediti commerciali 2.6.2 397.253 385.963
Rimanenze 2.6.3 678.984 700.614
Crediti tributari 2.6.4 41.208 56.381
Altre attività correnti 2.6.4 28.182 34.647
Totale attività correnti 1.561.331 1.570.242
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari 2.6.5 844.608 853.747
Avviamento 2.6.6 865.841 837.798
Altre immobilizzazioni immateriali 2.6.7 74.060 76.896
Altre attività finanziarie 2.6.8 5.539 3.948
Crediti tributari 2.963 2.635
Imposte differite attive 2.6.9 41.612 43.640
Altre attività non correnti 2.684 2.866
Totale attività non correnti 1.837.307 1.821.530
Attività destinate alla vendita 2.6.10 - -
Totale attività 3.398.638 3.391.772

B. BILANCIO CONSOLIDATO

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PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
€/000 Note 31/12/2025 31/12/2024
Passività correnti -
Debiti commerciali 2.6.12 233.564 237.371
Debiti bancari 2.6.11 33.688 33.236
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota corrente) 2.6.11 232.031 241.919
Debiti tributari 2.6.12 36.447 28.360
Altre passività correnti 2.6.12 158.278 148.792
Fondi rischi ed oneri 2.6.13 8.862 8.858
Totale passività correnti 702.870 698.536
Passività non correnti
Debiti finanziari fruttiferi di interessi 2.6.11 441.084 526.526
Passività per benefit ai dipendenti 2.6.14 21.995 21.292
Imposte differite passive 2.6.9 31.968 32.753
Debiti tributari 120 164
Altre passività non correnti 2.6.15 77.640 80.028
Fondi rischi ed oneri 2.6.13 12.860 13.136
Totale passività non correnti 585.667 673.899
Totale passività 1.288.537 1.372.435
PATRIMONIO NETTO
Capitale sociale 2.6.16 55.320 55.505
Riserva legale 2.6.17 11.323 11.323
Riserva sovrapprezzo azioni 2.6.17 37.673 42.564
Riserva da rimisurazione piani a benefici definiti 2.6.17 (5.241) (5.923)
Riserva di conversione 2.6.17 (40.217) 38.108
Altre riserve 2.6.17 2.039.750 1.866.775
Patrimonio netto di Gruppo 2.098.608 2.008.352
Quota di pertinenza di terzi 2.6.18 11.493 10.985
Totale patrimonio netto 2.110.101 2.019.337
Totale patrimonio netto e passività 3.398.638 3.391.772

197


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO DELL'ESERCIZIO

€/000 Note 31/12/2025 31/12/2024
Ricavi 2.7.1 2.070.684 2.078.399
Costo del venduto 2.7.2 (1.339.909) (1.364.753)
Utile lordo industriale 730.775 713.646
Altri ricavi netti 2.7.1 41.871 36.714
Spese commerciali 2.7.2 (185.174) (173.890)
Spese generali ed amministrative 2.7.2 (241.005) (227.118)
Altri costi operativi 2.7.2 (9.903) (11.538)
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 336.564 337.814
Proventi finanziari 2.7.4 27.271 35.296
Oneri finanziari 2.7.4 (65.326) (62.380)
Adeguamento delle partecipazioni al metodo 339 302
del patrimonio netto
Risultato di periodo prima delle imposte 298.848 311.032
Imposte sul reddito 2.7.5 (89.139) (82.562)
Utile netto consolidato del periodo 209.709 228.470
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 208.122 227.051
Azionisti di minoranza delle società controllate 1.587 1.419
Utile consolidato del periodo 209.709 228.470
Utile per azione base 2.8 1,955 2,124
Utile per azione diluito 2.8 1,950 2,120

B. BILANCIO CONSOLIDATO

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CERTIFIED

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO COMPLESSIVO

€/000 Note 2025 2024
Utile consolidato dell'esercizio (A) 209.709 228.470
Utili (Perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di società estere (78.378) 26.317
Utili (Perdite) delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto (141) (132)
Imposte relative - -
Totale Altri utili (perdite) complessivi che saranno successivamente riclassificati nell'utile consolidato del periodo, al netto dell'effetto fiscale (B) 2.6.17 (78.519) 26.185
Altri utili (perdite) complessivi che non saranno successivamente riclassificati nell'utile consolidato del periodo
Utili (Perdite) della rimisurazione dei piani a benefici definiti 900 (1)
Imposte relative (216) -
Totale Altri utili (perdite) complessivi che non saranno successivamente riclassificati nell'utile consolidato del periodo, al netto dell'effetto fiscale (C) 2.6.17 684 (1)
Utile consolidato complessivo dell'esercizio (A) + (B) + (C) 131.874 254.654
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 130.479 253.308
Azionisti di minoranza delle società controllate 1.395 1.346
Utile consolidato complessivo del periodo 131.874 254.654

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

€/000 Note 2025 2024
Flussi di cassa dalle attività operative
Utile prima delle imposte 298.848 311.032
Rettifiche per componenti non monetarie:
Minusvalenze (Plusvalenze) da cessione di immobilizzazioni (6.074) (5.582)
Ammortamenti, perdita e ripristino valore di attività 2.7.2 121.250 113.870
Costi registrati a conto economico relativi alle stock options, che non comportano uscite monetarie per il Gruppo 2.7.2 6.764 5.262
Perdite (Utili) da partecipazioni (339) (302)
Variazione netta dei fondi rischi ed accantonamenti a passività per benefit ai dipendenti 2.6.13, 2.6.14 (2.860) (2.260)
Esborsi per immobilizzazioni materiali destinati ad essere date in noleggio 2.6.5 (13.563) (11.250)
Incasso da cessioni di immobilizzazioni materiali concesse in noleggio 2.6.5 9.993 10.967
Oneri (Proventi) finanziari netti 2.7.4 38.055 27.084
Altri 296 (26)
452.370 448.795
(Incremento) decremento dei crediti commerciali e delle altre attività correnti 2.6.2, 2.6.4 (7.222) 44.108
(Incremento) decremento delle rimanenze 2.6.3 (694) 21.406
Incremento (decremento) dei debiti commerciali ed altre passività correnti 2.6.12 (5.580) (15.634)
Interessi passivi pagati 2.7.4 (29.746) (41.881)
Differenze cambio realizzate 2.7.4 (4.007) 3.902
Imposte pagate 2.7.5 (71.168) (103.618)
Liquidità netta dalle attività operative 333.953 357.078
Flussi di cassa dalle attività di investimento
Esborso per l'acquisizione di partecipazioni al netto della liquidità ricevuta ed al netto delle azioni proprie cedute (38.465) (89.211)
Investimenti in immobili, impianti e macchinari 2.6.5 (91.774) (129.186)
Incassi dalla vendita di immobilizzazioni materiali 2.6.5 2.686 2.980
Incremento in immobilizzazioni immateriali 2.6.7 (9.664) (9.044)
Proventi finanziari incassati 2.7.4 6.831 7.435
Altri 778 1.459
Liquidità netta utilizzata nell'attività di investimento (129.608) (215.567)

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

€/000 Note 2025 2024
Flussi di cassa dell'attività di finanziamento
Erogazione (rimborsi) di finanziamenti 2.6.11 (102.949) 925
Dividendi pagati 2.6.17 (36.198) (34.986)
Esborsi per acquisto di azioni proprie (16.594) (10.337)
Incassi per cessione azioni proprie ai beneficiari di stock option 2.6.16 4.754 581
Erogazioni (Rimborsi) di finanziamenti soci - (567)
Erogazioni (rimborsi) di finanziamenti a società controllate non consolidate (241) -
Variazione di altre immobilizzazioni finanziarie (349) (526)
Pagamento di canoni di leasing finanziario (quota capitale) 2.6.11 (20.375) (19.749)
Liquidità nette generate (utilizzate) dall'attività di finanziamento (171.952) (64.659)
Incremento (decremento) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti 32.393 76.852
Differenze cambio da conversione liquidità delle società estere (9.778) 535
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti iniziali delle società consolidate per la prima volta con il metodo integrale - -
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo 2.10 359.401 282.014
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo 2.10 382.016 359.401

Per la riconciliazione delle disponibilità liquide si rimanda alla Nota 2.10.2.

201


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

PROSPETTO DEI MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

C/000 Capitale sociale Riserva legale Riserva sovrapprezzo azioni Riserva da misurazione piani a benefici definiti Riserva di conversione Altre riserve Patrimonio netto del Gruppo Patrimonio netto delle minoranze Totale patrimonio netto
Saldi al 1° gennaio 2024 55.625 11.323 46.938 (5.922) 11.850 1.673.764 1.793.578 9.326 1.802.904
Imputazione a conto economico del fair value delle stock option assegnate ed esercitabili - - 5.262 - - - 5.262 - 5.262
Acquisto di azioni proprie (130) - (10.207) - - - (10.337) - (10.337)
Cessione di azioni proprie a beneficiari di stock option 10 - 571 - - - 581 - 581
Acquisto quote residue di società controllate - - - - - 191 191 1.090 1.281
Dividendi distribuiti - - - - - (34.231) (34.231) (777) (35.008)
Utile (perdita) complessivi dei 12 mesi del 2024 - - - (1) 26.258 227.051 253.308 1.346 254.654
Saldi al 31 dicembre 2024 55.505 11.323 42.564 (5.923) 38.108 1.866.775 2.008.352 10.985 2.019.337
Imputazione a conto economico del fair value delle stock option assegnate ed esercitabili - - 6.764 - - - 6.764 - 6.764
Acquisto di azioni proprie (260) - (16.334) - - - (16.594) - (16.594)
Cessione di azioni proprie a beneficiari di stock option 75 - 4.679 - - - 4.754 - 4.754
Variazione perimetro di consolidamento - - - - - - - 167 167
Acquisto quote residue di società controllate - - - - - - - (3) (3)
Dividendi distribuiti - - - - - (35.147) (35.147) (1.051) (36.198)
Utile (perdita) complessivi dei 12 mesi del 2025 - - - 682 (78.325) 208.122 130.479 1.395 131.874
Saldi al 31 dicembre 2025 55.320 11.323 37.673 (5.241) (40.217) 2.039.750 2.098.608 11.493 2.110.101

B. BILANCIO CONSOLIDATO
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2. NOTE ILLUSTRATIVE

2.rmazioni generali

Interpump Group S.p.A. è una società di diritto italiano, domiciliata in Sant'Ilario d'Enza (RE). La società è quotata alla Borsa di Milano nel segmento Euronext Star Milan.

Il Gruppo produce e commercializza pompe a pistoni ad alta e altissima pressione, sistemi ad altissima pressione, macchine per l'industria alimentare, chimica, cosmesi e farmaceutica, vagli meccanici e sistemi automatizzati di mungitura (Settore Acqua), prese di forza, pompe ad ingranaggi, cilindri oleodinamici, distributori oleodinamici, valvole, riduttori e dispositivi di dispersione, tubi e raccordi, motori orbitali, sistemi di steering (idroguide) ed altri prodotti oleodinamici (Settore Olio). Il Gruppo ha impianti produttivi in Italia, negli Stati Uniti, in Germania, in Cina, in India, in Francia, in Portogallo, in Spagna, in Brasile, in Polonia, in Bulgaria, in Romania, in Canada, in Nuova Zelanda ed in Corea del Sud.

Il bilancio consolidato comprende Interpump Group S.p.A. e le sue controllate sulle quali esercita direttamente o indirettamente il controllo (nel seguito definito come "Gruppo").

La presente Relazione Finanziaria Annuale consolidata al 31 dicembre 2025, redatta nella prospettiva della continuità aziendale, è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione tenutosi in data odierna (20 marzo 2026).

2.2 Area di consolidamento

L'area di consolidamento del 2025 include la Capogruppo e le seguenti società controllate e consolidate integralmente (con le informazioni richieste sulla base del DEM/6064293 del 28/07/2006):

Società Sede Capitale sociale €/000 Settore Percentuale di possesso al 31/12/2025
Alfa Valvole S.r.l. Casorezzo (MI) 1.560 Acqua 100,00%
Alfa OBL America Inc. (2) Austin (USA) 88 Acqua 85,00%
GP Companies Inc. Minneapolis (USA) 1.854 Acqua 100,00%
Hammelmann Australia Pty Ltd (1) Melbourne (Australia) 472 Acqua 100,00%
Hammelmann Corporation Inc (1) Miamisburg (USA) 39 Acqua 100,00%
Hammelmann France S.a.r.l. (1) Etrichè (Francia) 50 Acqua 100,00%
Hammelmann GmbH Oelde (Germania) 25 Acqua 100,00%
Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş. (1) Istanbul (Turchia) 75 Acqua 100,00%
Hammelmann Pumps Systems Co Ltd (1) Tianjin (Cina) 871 Acqua 90,00%
Hammelmann S. L. (1) Saragozza (Spagna) 500 Acqua 100,00%
Hammelmann Swiss GmbH (1) Dudingen (Svizzera) 89 Acqua 100,00%
Hi-Tech Enviro Solution Limited (NZ) (inattiva) (17) Auckland (Nuova Zelanda) - Acqua 100,00%
I.MEC S.r.l Reggio Emilia 100 Acqua 70,00%
Improved Solutions Portugal Unipessoal Ltda (Portogallo) (3) Vale de Cambra (Portogallo) 760 Acqua 100,00%
Inoxihp S.r.l. Nova Milanese (MI) 119 Acqua 52,72%
Inoxpa (UK) Ltd (3) Eastbourne (UK) 1.942 Acqua 100,00%
Inoxpa Colombia SAS (3) Bogotà (Colombia) 133 Acqua 100,00%
Shanghai PuPeng Flow Technology Co. Ltd. (3) Shanghai (Cina) 1.170 Acqua 60,00%

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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CERTIFIED

Società Sede Capitale sociale €/000 Settore Percentuale di possesso al 31/12/2025
Inoxpa China Flow Technology Co. Ltd. (3) Shanghai (Cina) 1.536 Acqua 60,00%
Inoxpa India Private Ltd (3) Pune (India) 6.779 Acqua 100,00%
Inoxpa Italia S.r.l. (3) Mirano (VE) 100 Acqua 100,00%
INOXPA LTD (Russia) (3) Podolsk (Russia) 1.435 Acqua 70,00%
Inoxpa Mexico S.A. de C.V. (3) Città del Messico (Messico) 309 Acqua 100,00%
Inoxpa S.A.U. Banyoles (Spagna) 23.000 Acqua 100,00%
Inoxpa Skandinavien A/S (3) Erritsø (Danimarca) 134 Acqua 100,00%
Inoxpa France SaS (3) Chambly (Francia) 2.071 Acqua 100,00%
Inoxpa Solutions Moldova (3) Chisinau (Moldavia) 317 Acqua 66,67%
Inoxpa South Africa Proprietary Ltd (3) Gauteng (Sud Africa) 104 Acqua 100,00%
Inoxpa Special Processing Equipment Co. Ltd (3) Jianxing (Cina) 1.647 Acqua 100,00%
Inoxpa Ukraine (3) Kiev (Ucraina) 113 Acqua 100,00%
Inoxpa USA Inc. (3) Santa Rosa (USA) 1.426 Acqua 100,00%
NLB Corporation Inc. Detroit (USA) 12 Acqua 100,00%
Pioli S.r.l. Reggio Emilia (RE) 10 Acqua 100,00%
Servizi Industriali S.r.l. Ozzano Emilia (BO) 100 Acqua 90,00%
SIT S.p.A. S.Ilario d'Enza (RE) 105 Acqua 88,00%
Waikato Milking Systems Limited Hamilton (Nuova Zelanda) 27.591 Acqua 100,00%
Waikato Milking Systems Ireland Limited (17) Dublino (Irlanda) 1 Acqua 100,00%
Waikato Milking Systems L.P. (NZ) (17) Auckland (Nuova Zelanda) 46.803 Acqua 100,00%
Waikato Milking Systems Lease Limited (NZ) (17) Auckland (Nuova Zelanda) - Acqua 100,00%
Waikato Milking Systems UK Limited (17) Shrewsbury (Regno Unito) - Acqua 100,00%
Waikato Milking Systems USA LLC (18) Verona (USA) - Acqua 100,00%
WMS GP Limited (NZ) (17) (inattiva) Hamilton (Nuova Zelanda) - Acqua 100,00%
AllTube Engineering Ltd (inattiva) (6) Daventry (Regno Unito) 351 Olio 100,00%
Bristol Hose Ltd (inattiva) (6) Bristol (Regno Unito) - Olio 100,00%
Borghi Assali S.r.l (12) Bomporto (MO) 100 Olio 70,00%
Contarini Leopoldo S.r.l. (4) Lugo (RA) 47 Olio 100,00%
Copa Hydrosystem Ood (5) Troyan (Bulgaria) 3 Olio 100,00%
Eurofluid Hydraulic S.r.l. (4) Albinea (RE) 100 Olio 80,00%
FGA S.r.l. (8) Fossacesia (CH) 10 Olio 100,00%
F.A.R.M.A S.r.l. (4) Fossatone di Medicina (BO) 2.022 Olio 100,00%
F.A.R.M.A. USA Inc. (21) Birmingham - USA 43 Olio 100,00%
GS Hydro Denmark AS (10) Kolding (Danimarca) 67 Olio 100,00%
GS- Hydro UK Ltd (10) Aberdeen (Regno Unito) 5.095 Olio 100,00%
GS-Hydro Ab (Sweden) (10) Kista (Svezia) 120 Olio 100,00%
GS-Hydro Austria GmbH (10) Pashing (Austria) 40 Olio 100,00%
GS-Hydro Benelux B.V. (10) Hendrik Ido Ambacht (Olanda) 18 Olio 100,00%
GS-Hydro do Brasil Sistemas Hidraulicos Ltda (10) Rio De Janiero (Brasile) 252 Olio 100,00%
GS-Hydro Hong Kong Ltd (1) Hong Kong 1 Olio 100,00%
GS-Hydro Korea Ltd. (10) Busan (Corea del Sud) 1.892 Olio 100,00%
GS-Hydro Piping Systems (Shanghai) Co. Ltd. (11) Shanghai (Cina) 2.760 Olio 100,00%
GS-Hydro S.A.U (Spain) (10) Las Rozas (Spagna) 90 Olio 100,00%
GS-Hydro Singapore Pte Ltd (10) Singapore 624 Olio 100,00%
GS-Hydro Sp Z O O (Poland) (10) Gdynia (Polonia) 1.095 Olio 100,00%

204


B. BILANCIO CONSOLIDATO

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CERTIFIED

Società Sede Capitale sociale €/000 Settore Percentuale di possesso al 31/12/2025
GS-Hydro System GmbH (Germany) (10) (inattiva) Witten (Germania) 179 Olio 100,00%
GS-Hydro U.S. Inc. (7) Houston (USA) 9.903 Olio 100,00%
Hangzhou Interpump Power Transmissions Co. Ltd (13) Hangzhou (Cina) 575 Olio 100,00%
H.S. S.r.l. (19) Sulbiate (MB) 99 Olio 100,00%
Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda. (15) Flores da Cunha (Brasile) 10.107 Olio 59,00%
Hydra Dyne Tech Inc (7) Ingersoll (Canada) 80 Olio 89,99%
Hydrocar Chile S.A. (4) Santiago (Cile) 129 Olio 90,00%
Hydroven S.r.l. (4) Tezze sul Brenta (VI) 200 Olio 100,00%
IFS France S.a.r.l. (8) Strasburgo (Francia) 162 Olio 100,00%
IMM Hydraulics Ltd (inattiva) (6) Kidderminster (Regno Unito) - Olio 100,00%
IMM Hydraulics S.p.A. (4) Atessa (CH) 520 Olio 100,00%
IMM Hydro Est (8) C Macau Cluj Napoca (Romania) 3.155 Olio 100,00%
Interpump Fluid Solutions Germany GmbH (8) Meinerzhagen (Germania) 52 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics (UK) Ltd. (4) Kidderminster (Regno Unito) 13 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics Brasil Ltda (4) Caxia do Sul (Brasile) 15.126 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics France S.a.r.l. (4) Ennery (Francia) 76 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics India Private Ltd (4) Hosur (India) 682 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics Middle East FZE (4) (inattiva) Dubai (Emirati Arabi Uniti) 1.226 Olio 100,00%
Interpump Hydraulics S.p.A. Sala Bolognese (BO) 2.632 Olio 100,00%
Interpump Piping GS S.r.l. Reggio Emilia 10 Olio 100,00%
Interpump South Africa Pty Ltd (4) Johannesburg (Sud Africa) - Olio 100,00%
IPG Mouldtech India Pvt Ltd Coimbatore (India) 298 Olio 85,00%
MA Transtecno S.A.P.I de C.V. (13) Apodaca (Messico) 124 Olio 70,00%
Mega Pacific NZ Pty Ltd (6) Mount Maunganui (Nuova Zelanda) 557 Olio 100,00%
Mega Pacific Pty Ltd (6) Newcastle (Australia) 335 Olio 100,00%
Muncie Power Prod. Inc. (4) Muncie (USA) 784 Olio 100,00%
Oleodinamica Panni S.r.l. (4) Tezze sul Brenta (VI) 2.000 Olio 100,00%
Reggiana Riduttori S.r.l S.Polo d'Enza (RE) 6.000 Olio 100,00%
RR Canada Inc. (12) Vaughan (Canada) 1 Olio 100,00%
RR France Sa.r.l.(12) Thouare sur Loire (Francia) 400 Olio 95,00%
RR Holland BV (12) Oosterhout (Olanda) 19 Olio 100,00%
RR Pacific Pty Ltd (12) Victoria (Australia) 249 Olio 100,00%
RR Slovakia A.S. (12) Zvolen (Slovacchia) 340 Olio 100,00%
RR USA Inc. (12) Boothwyn (USA) 1 Olio 100,00%
Padoan Srl (4) Olmi di S. Biagio di Callalta - (TV) 100 Olio 65,00%
Padoan Swiss SA (20) San Vittore (Svizzera) 107 Olio 100,00%
Padoan Deutschland GmbH (20) Mönchengladbach (Germania) 100 Olio 70,00%
Padoan Chile Ltda (inattiva) (20) Santiago (Chile) 32 Olio 100,00%
Suministros Franquesa S.A. (16) Lleida (Spagna) 160 Olio 100,00%
Tekno Tubi S.r.l. (8) Terre del Reno (FE) 100 Olio 100,00%
Transtecno Aandrijftechniek (Olanda) (14) Amersfoort (Olanda) - Olio 51,00%
Tutto Hidráulicos Ltda (22) Caxia do Sul - Brasile 2.529 Olio 100,00%

205


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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CERTIFIED

Società Sede Capitale sociale €/000 Settore Percentuale di possesso al 31/12/2025
Transtecno BV (13) Amersfoort (Olanda) 18 Olio 51,00%
Transtecno Iberica the Modular Gearmotor S.A. (13) Gava (Spagna) 203 Olio 70,00%
Transtecno S.r.l. Anzola dell’Emilia (BO) 100 Olio 100,00%
Tubiflex S.p.A. Orbassano (TO) 515 Olio 100,00%
Unidro Contarini S.a.s. (5) Barby (Francia) 8 Olio 100,00%
Walvoil Canada Inc. (9) Terrebone Quebec (Canada) 76 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power (Dongguan) Co., Ltd (9) Dongguan (Cina) 3.720 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power (India) Pvt.Ltd. (9) Bangalore (India) 4.803 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power Australasia (9) Melbourne (Australia) 7 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power Corp. (9) Tulsa (USA) 137 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power France S.a.r.l. (9) Vritz (Francia) 10 Olio 100,00%
Walvoil Fluid Power Korea Llc. (9) Pyeongtaek (Corea del Sud) 453 Olio 100,00%
Walvoil S.p.A. Reggio Emilia 7.692 Olio 100,00%
White Drive Motors and Steering Sp zoo Wroclaw (Polonia) 33.254 Olio 100,00%
White Drive and Steering GmbH (inattiva) Parchim (Germania) 25 Olio 100,00%
White Drive Motors and Steering, LLC Hopkinsville (USA) 86.070 Olio 100,00%
Wuxi Interpump Weifu Hydraulics Company Ltd (4) Wuxi (Cina) 2.095 Olio 65,00%

(1) = controllata da Hammelmann GmbH
(2) = controllata da Alfa Valvole S.r.l
(3) = controllata da Inoxpa S.A.
(4) = controllata da Interpump Hydraulics S.p.A.
(5) = controllata da Contarini Leopoldo S.r.l.
(6) = controllata da Interpump Hydraulics (UK) Ltd.
(7) = controllata da Muncie Power Prod. Inc
(8) = controllata da IMM Hydraulics S.p.A.
(9) = controllata da Walvoil S.p.A.
(10) = controllata da Interpump Piping GS S.r.l.
(11) = controllata da GS Hydro Hong Kong Ltd
(12) = controllata da Reggiana Riduttori S.r.l.

Le altre società sono controllate da Interpump Group S.p.A.

(13) = controllata da Transtecno S.r.l.
(14) = controllata da Transtecno B.V.
(15) = controllata da Interpump Hydraulics Brasil Ltda
(16) = controllata da GS Hydro S.A.U
(17) = controllata da Waikato Milking Systems Limited
(18) = controllata da Waikato Milking System Lease LTD
(19) = controllata da Inoxihp S.r.l.
(20) = controllata da Padoan S.r.l
(21) = controllata da F.A.R.M.A S.r.l
(22) = controllata da Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda

Rispetto al 2024, nel 2025, con riferimento al settore Olio, sono intervenute le seguenti variazioni di perimetro:

  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 North American Manufacturing Inc. è stata fusa in Muncie Inc.;
  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 Innovativ Gummi Tech Srl è stata fusa in I.M.M. Hydraulics Spa;
  • Con effetto dal 14 aprile 2025 Interpump Hydraulics Middle East FZE è stata messa in liquidazione;
  • Nel secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquistato ulteriori 0,23% delle quote di minoranza di Interpump Hydraulics France S.a.r.l. incrementando la percentuale di possesso al 100%;
  • Con effetto dal 1° luglio 2025 è stato consolidato per la prima volta il neoacquisito Gruppo Padoan, acquisito tramite la società controllata Interpump Hydraulics Spa;
  • Con effetto da 1° novembre 2025 è stata consolidata per la prima volta la neoacquisita Tutto Hidraulicos Ltda, acquisita tramite la società controllata Hidrover Ltda;
  • Con effetto dal 1° novembre 2025 è stata consolidata per la prima volta la neoacquisita Borghi Assali S.r.l, acquisita tramite la società controllata Reggiana Riduttori Srl;

206


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

  • Con effetto dal 31 dicembre 2025 è stato consolidato per la prima volta il neoacquisito Gruppo F.A.R.M.A., acquisito tramite la società controllata Interpump Hydraulics Spa. Il Gruppo è stato consolidato tenendo in considerazione i solo i saldi patrimoniali ai fini del presente bilancio, mentre gli effetti economici saranno inclusi a partire dal 1° gennaio 2026;
  • Infine, nel quarto trimestre 2025 si è conclusa la procedura di liquidazione della società RR India Pvt. Ltd.

Inoltre, nel settore Acqua, il perimetro di consolidamento ha subito le seguenti variazioni:

  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş.;
  • Con effetto dal 1° maggio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Alfa OBL America Inc.;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquisito Nuova S.M S.r.l., consolidata con il metodo del patrimonio netto a partire da giugno 2025;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha esercitato l'opzione di acquisto delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l. portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%;
  • Infine, con effetto dal 31 dicembre 2025, a seguito di una riorganizzazione societaria all'interno del Gruppo Waikato, la Waikato Milking Systems LP ha trasferito l'attività di business a Waikato Milking System Limited (in precedenza denominata "Waikato Holding Limited").

Sono state consolidate nel 2025 per l'intero periodo nel settore Olio la società Alltube Engineering Ltd., che nel 2024 era stata consolidata per 8 mesi, la società H.S. S.r.l., che nel 2024 era stata consolidata per 6 mesi, e la società Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda, che nel 2024 era stata consolidata per un mese.

Infine, nel settore acqua sono state consolidate nel 2025 per l'intero periodo le società Shanghai PuPeng Flow Technology Co. Ltd. e Inoxpa China Flow Technology Co. Ltd., che nel 2024 erano state consolidate per 9 mesi, e la società Alfa Valvole S.r.l., che nel 2024 era stata consolidata per 7 mesi.

2.2.1 Diritti dei soci di minoranza di cedere le proprie quote (put options)

Il socio minoritario di Inoxihp S.r.l. ha il diritto di cedere le proprie quote a partire dall'approvazione del bilancio del 2025 fino all'approvazione del bilancio del 2035 sulla base della media dei risultati della società negli ultimi due bilanci chiusi prima dell'esercizio dell'opzione.

Il socio minoritario di Inoxpa Solution Moldova ha il diritto di cedere le proprie quote a partire da ottobre 2020 sulla base della situazione patrimoniale più recente della società.


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Fair Storage
CERTIFIED

2.2.2 Diritti ed obblighi dei soci di minoranza di cedere le proprie quote (put and call options)

Il socio minoritario di Hydra Dyne ha il diritto e l'obbligo di cedere le sue quote a partire dalla data di approvazione del bilancio dell'esercizio 2028 sulla base della media dei risultati dei due esercizi precedenti all'esercizio dell'opzione.

Il socio minoritario di Eurofluid Hydraulic S.r.l. ha il diritto e l'obbligo di cedere le sue quote alla data di approvazione del bilancio relativo all'esercizio sociale chiuso al 31 dicembre 2025; il prezzo dell'opzione è stato fissato contrattualmente.

I soci minoritari di IPG Mouldtech India Pvt Ltd hanno il diritto e l'obbligo di cedere le proprie quote fino al 30 giugno 2027 sulla base dei risultati dell'esercizio precedente a quello in cui l'opzione viene esercitata.

Il socio minoritario di I.Mec S.r.l. ha il diritto e l'obbligo di cedere le sue quote in due tranche, la prima a partire da sessanta giorni dopo la data di approvazione del bilancio dell'esercizio 2025, la seconda a partire dalla data di approvazione del bilancio dell'esercizio 2027.

I soci minoritari di Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda hanno il diritto e l'obbligo di cedere le proprie quote corrispondenti al rimanente 41%, in quattro tranches sulla base dei risultati dell'esercizio precedente a quello in cui l'opzione viene esercitata. Le prime due tranches, corrispondenti al 16%, saranno esercitabili a partire dall'approvazione del bilancio 2025. Le altre due tranches, corrispondenti al rimanente 25%, saranno esercitabili a partire dall'approvazione del bilancio 2029.

Il socio di minoranza di Padoan S.r.l. ha il diritto e l'obbligo di cedere le proprie quote a partire da luglio 2030 e per un periodo di sei mesi successivi; il calcolo del prezzo dell'opzione si baserà sui risultati dell'ultimo bilancio approvato alla data di calcolo.

Il socio di minoranza di Borghi Assali S.r.l. ha il diritto e l'obbligo di cedere le proprie quote a partire da maggio 2030, e fino al 31 dicembre del relativo anno; il calcolo del prezzo corrispondente al 30% dell'opzione si baserà sui risultati dell'ultimo bilancio approvato alla data di calcolo.

2.2.3 Obblighi del Gruppo all'acquisto di quote di minoranza

Interpump Group S.p.A. ha l'obbligo di acquisire il residuo 10% di Servizi Industriali S.r.l. a partire dall'approvazione del bilancio 2026.

In accordo con quanto stabilito dall'IFRS 10 e dall'IFRS 3, Inoxihp S.r.l., Inoxpa Solution Moldova, Hydra Dyne Tech Inc., Servizi Industriali S.r.l., Euroflid Hydraulic S.r.l., IPG Mouldtech India Pvt Ltd, I.Mec S.r.l., Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda, Padoan S.r.l. e Borghi Assali S.r.l. sono state consolidate al 100%, iscrivendo un debito relativo alla stima del valore attuale del prezzo di esercizio delle opzioni determinato sulla base del business plan della società e/o sulla base di specifici accordi contrattuali. Eventuali successive variazioni del debito relative alla stima del valore attuale dell'esborso che si verifichino entro 12 mesi dalla data di acquisizione e che siano dovute a maggiori o migliori informazioni saranno rilevate a rettifica dell'avviamento, mentre successivamente ai 12 mesi dall'acquisizione le eventuali variazioni saranno rilevate a conto economico.

Le partecipazioni in altre imprese, incluse le partecipazioni in società controllate, che per la loro scarsa significatività non sono state consolidate, sono valutate al fair value.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.3 Principi contabili adottati

2.3.1 Principi contabili di riferimento

La relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025 è stata redatta nel rispetto dei principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art.9 del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n.38. Con "IFRS" si intendono anche gli International Accounting Standards ("IAS") tuttora in vigore, nonché tutti i documenti interpretativi emessi dall'IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC") e ancor prima Standing Interpretations Committee ("SIC").

Il bilancio consolidato è presentato in migliaia di euro. Il bilancio è redatto secondo il criterio del costo, ad eccezione degli strumenti finanziari derivati e degli obblighi derivanti da opzioni d'acquisto di interessenza non di proprietà in alcune società controllate che sono valutati al fair value.

La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi, stime e assunzioni che hanno un effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell'elaborazione delle stime e per le quali una modifica delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono: l'avviamento, l'ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti e il fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi, i piani a benefici definiti a favore dei dipendenti e i debiti per acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.

In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del valore recuperabile delle attività non finanziarie calcolato come il maggiore tra il fair value dedotti i costi di vendita ed il valore d'uso. Il calcolo del valore d'uso è basato su un modello di attualizzazione dei flussi di cassa. Il valore recuperabile dipende sensibilmente dal tasso di sconto utilizzato nel modello di attualizzazione dei flussi di cassa, così come dai flussi di cassa attesi in futuro e dal tasso di crescita utilizzato. Le assunzioni chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile per le due unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un'analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 2.6.6 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025.

Inoltre, l'utilizzo di stime contabili ed assunzioni significative riguarda anche la determinazione dei fair value delle attività e passività acquisite nell'ambito delle aggregazioni aziendali. Infatti, alla data di acquisizione il Gruppo deve rilevare separatamente al loro fair value attività, passività e le passività potenziali identificabili ed acquisite o assunte nell'ambito dell'aggregazione aziendale, nonché determinare il valore attuale del prezzo di esercizio delle eventuali opzioni di acquisto sulle quote di minoranza. Tale processo richiede l'elaborazione di stime, basate su tecniche di valutazione, che implicano un giudizio nella previsione dei flussi di cassa futuri nonché lo sviluppo di altre ipotesi relative ai tassi di crescita di lungo periodo ed ai tassi di attualizzazione per i modelli valutativi sviluppati anche ricorrendo ad esperti esterni alla direzione. Gli impatti contabili della determinazione del fair value delle attività acquisite e passività assunte, nonché delle opzioni di acquisto delle quote di minoranza per le operazioni di aggregazione aziendale intervenute nel corso dell'esercizio sono fornite alla Nota 2.5 "Aggregazioni aziendali (Business combination)" del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025.

Di seguito sono indicati gli schemi di bilancio ed i relativi criteri di classificazione adottati del Gruppo.

209


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Nell'ambito delle opzioni previste dallo IAS 1 "Presentazione del bilancio", la situazione patrimoniale e finanziaria consolidata è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il criterio "corrente/non corrente".

Il conto economico consolidato è stato predisposto classificando i costi operativi per destinazione funzionale; il conto economico complessivo consolidato, oltre al risultato del periodo, include proventi e costi che non sono rilevati nel conto economico dell'esercizio come richiesto dai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea.

Il Rendiconto finanziario consolidato è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative secondo il "metodo indiretto".

2.3.2 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2025 e adottati dal Gruppo

A partire dal 2025 il Gruppo ha applicato i seguenti nuovi principi contabili, emendamenti ed interpretazioni, rivisti dallo IASB:

  • Amendments to "IAS 21 The effects of changes in foreign exchange rates: lack of exchangeability": Lo IASB ha pubblicato in data 15 agosto 2023 un emendamento che contiene le linee guida per chiarire quando una valuta è convertibile in un'altra valuta e come determinare il tasso di cambio quando, invece, non è convertibile. Il nuovo emendamento è efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2025, è consentita l'applicazione anticipata.

L'adozione di tali principi non ha implicato impatti significativi sul Gruppo.

2.3.3 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2025, ma non rilevanti per il Gruppo

Non si segnalano principi contabili efficaci dal 1° gennaio 2025 non rilevanti per il gruppo.

2.3.4 Nuovi principi contabili ed emendamenti non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dal Gruppo

  • "IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements": Lo IASB ha pubblicato in data 9 aprile 2024 un nuovo principio che introduce alcuni importanti obblighi di informativa da riportare nelle note esplicative al bilancio in caso di utilizzo di indicatori di performance che, secondo il nuovo principio, rientrano tra i cosiddetti Management-defined Performance Measures, fornendo agli investitori informazioni più trasparenti e comparabili sui risultati finanziari delle società. Tale principio interesserà tutte le società che utilizzano i principi contabili IFRS.

Nel corso dell'esercizio 2025 il Gruppo ha avviato le attività di analisi finalizzate a valutare i potenziali impatti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 18.

Si evidenzia tuttavia che gli effetti dell'applicazione di tale principio sono ancora in fase di valutazione, per cui non è ancora possibile determinare gli impatti sul bilancio consolidato del Gruppo. Il principio sarà efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2027, è consentita l'applicazione anticipata.

  • "IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures": Lo IASB ha pubblicato in data 9 maggio 2024 un nuovo principio per le società controllate senza responsabilità pubblica, che consente alle controllate idonee di utilizzare i principi contabili IFRS con un'informativa ridotta.

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

L'applicazione dell'IFRS 19 ridurrà i costi di redazione dei bilanci delle controllate mantenendo l'utilità delle informazioni per gli utilizzatori dei loro bilanci.

Il principio sarà efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2027, è consentita l'applicazione anticipata.

  • "Amendments to IFRS 9 and IFRS 7, Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments": Lo IASB ha pubblicato in data 30 maggio 2024 un Exposure draft che rettifica in partico-lare i principi contabili IFRS 9 (Strumenti finanziari) e IFRS 7 (Strumenti finanziari – Informazioni integrative) proponendo modifiche per garantire che i bilanci riflettano più fedelmente gli effetti che i contratti per l'energia elettrica rinnovabile hanno su una società.

Il principio sarà efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2026, è consentita l'applicazione anticipata.

  • "Annual improvements to IFRS – Volume 11": Lo IASB ha pubblicato in data 19 luglio 2024 il documento Annual Improvements to IFRS Accounting Standards - Volume 11, che contiene chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche ai principi contabili IFRS volti a migliorarne la coerenza. I principi contabili interessati sono: IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures and its accompanying Guidance on implementing IFRS 7, IFRS 9 Financial Instruments, IFRS 10 Consolidated Financial Statements e IAS 7 Statement of Cash Flows.

Le modifiche si applicano a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l'applicazione anticipata.

  • "Amendments to IFRS 9 and IFRS 7, Amendments to the Contracts Referencing Nature-dependent Electricity": Lo IASB ha pubblicato in data 18 dicembre 2024 gli emendamenti ai principi contabili IFRS 9 Financial Instruments e IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures per aiutare le imprese a riportare al meglio gli effetti finanziari dei contratti strutturati come Power Purchase Agreements (PPAs), per garantire agli investitori un'informazione efficace su performance finanziarie delle aziende e sui flussi di cassa futuri.

Il principio sarà efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2026, è consentita l'applicazione anticipata.

  • "Amendments to IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures": Lo IASB ha pubblicato in data 21 agosto 2025 un emendamento al principio contabile IFRS 19. Le nuove modifiche aiutano le controllate idonee a ridurre gli obblighi di informativa per i Principi e le modifiche emesse tra febbraio 2021 e maggio 2024, in particolare:

  • IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements.

  • Supplier Finance Arrangements (Amendments to IAS 7 and IFRS 7).
  • International Tax Reform—Pillar Two Model Rules (Amendments to IAS 12).
  • Lack of Exchangeability (Amendments to IAS 21).
  • Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments (Amendments to IFRS 9 and IFRS 7).

Con tali modifiche, l'IFRS 19 riflette le modifiche ai principi contabili IFRS che entreranno in vigore fino al 1° gennaio 2027, data in cui sarà applicabile l'IFRS 19.

  • "Amendments to IAS 21 The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates": Lo IASB ha pubblicato in data 13 novembre 2025 un emendamento al principio contabile IAS21 che chiarisce come le aziende debbano convertire i bilanci da una valuta non iperinflazionata (non-hyperinflationary currency) a una valuta iperinflazionata. L'obiettivo è migliorare pertinenza e comparabilità delle informazioni.

211


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

Il principio sarà efficace per gli esercizi iniziati al 1° gennaio 2027, è consentita l'applicazione anticipata.

Il Gruppo sta al momento valutando gli eventuali impatti dei nuovi principi inclusi in questa sezione.

2.3.5 Principi di consolidamento

(i) Società controllate

Le società si definiscono controllate quando la Capogruppo è esposta o ha diritto a rendimenti variabili, derivanti dal proprio rapporto con l'entità oggetto di investimento e, allo stesso tempo, ha la capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità.

Specificatamente, il Gruppo controlla una partecipata se, e solo se, il Gruppo ha:

  • il potere sull'entità oggetto di investimento (ovvero detiene validi diritti che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti dell'entità oggetto di investimento);
  • l'esposizione o i diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l'entità oggetto di investimento;
  • la capacità di esercitare il proprio potere sull'entità oggetto di investimento per incidere sull'ammontare dei suoi rendimenti.

Generalmente, vi è la presunzione che la maggioranza dei diritti di voto comporti il controllo. A supporto di tale presunzione e quando il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto (o diritti simili), il Gruppo considera tutti i fatti e le circostanze rilevanti per stabilire se controlla l'entità oggetto di investimento, inclusi:

  • accordi contrattuali con altri titolari di diritti di voto;
  • diritti derivanti da accordi contrattuali;
  • diritti di voto e diritti di voto potenziali del Gruppo che al momento sono liberamente esercitabili o convertibili.

Il Gruppo riconsidera se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. Tali diritti di voto potenziali non sono considerati ai fini del processo di consolidamento in sede di attribuzione alle minoranze del risultato economico e della quota di patrimonio netto di spettanza. Non sono stati consolidati i bilanci di alcune società controllate per la loro scarsa significatività; queste partecipazioni sono valutate secondo quanto previsto nella nota 2.3.12.

I bilanci delle società controllate sono consolidati a partire dalla data in cui il Gruppo ne acquisisce il controllo e deconsolidati a partire dalla data in cui tale controllo viene meno e sono redatti con riferimento allo stesso periodo contabile ed adottando i medesimi principi contabili della controllante.

L'acquisizione delle società controllate è contabilizzata in base al cosiddetto metodo dell'acquisto (purchase account). Il costo di acquisizione corrisponde al valore corrente delle attività acquisite, azioni emesse o passività assunte alla data di acquisizione. Gli oneri accessori all'acquisizione sono generalmente rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti. L'eccesso del costo di acquisizione rispetto alla quota di pertinenza del Gruppo del valore corrente delle attività nette acquisite è contabilizzato nell'attivo patrimoniale come avviamento. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value, oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza acquisita. L'eventuale avviamento negativo è contabilizzato a conto economico alla data di acquisizione.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Se l'aggregazione aziendale è realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente detenuta è rivalutata al fair value alla data di acquisizione, e l'eventuale utile o perdita risultante, è rilevato nel conto economico.

L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia nell'oggetto del IFRS 9 "Strumenti finanziari: rilevazione e valutazione", deve essere rilevata nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Nei casi in cui il corrispettivo potenziale non ricada nello scopo dell'IFRS 9, è misurato al fair value con le variazioni di fair value rilevate nel conto economico. Se il corrispettivo potenziale è classificato nel patrimonio netto, il suo valore non viene rideterminato e la sua successiva regolazione è contabilizzata nel patrimonio netto.

Dopo che il Gruppo ha ottenuto il controllo di un'entità, gli ulteriori acquisti di quote di interessenza partecipativa in tale entità che determinano un eccesso o minor costo di acquisto rispetto alla quota di pertinenza sono rilevati come operazioni sul patrimonio netto.

Ai fini del consolidamento delle società controllate è applicato il metodo dell'integrazione globale, assumendo cioè l'intero importo delle attività e passività patrimoniali e tutti i costi e ricavi a prescindere dalla percentuale di partecipazione. Il valore contabile delle partecipazioni consolidate è quindi eliminato a fronte del relativo patrimonio netto. Le quote di patrimonio netto e di risultato di competenza dei soci di minoranza sono evidenziate rispettivamente in un'apposita voce di patrimonio netto ed in una linea separata del conto economico consolidato. L'entità deve attribuire il totale conto economico complessivo ai soci della controllante e alle partecipazioni di minoranza, anche se ciò implica che le partecipazioni di minoranza abbiano un saldo negativo.

Se il Gruppo perde il controllo di una controllata, deve eliminare le relative attività (incluso l'avviamento), passività, le interessenze delle minoranze e le altre componenti di patrimonio netto, mentre l'eventuale utile o perdita è rilevato a conto economico. La quota di partecipazione eventualmente mantenuta deve essere rilevata al fair value.

(ii) Società collegate

Società collegate sono quelle società nelle quali il Gruppo ha un'influenza significativa, ma non il controllo sulla gestione. Le considerazioni fatte per determinare l'influenza notevole o il controllo congiunto sono simili a quelle necessarie a determinare il controllo sulle controllate. Le partecipazioni del Gruppo in società collegate sono valutate con il metodo del patrimonio netto.

Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una società collegata è inizialmente rilevata al costo. Il valore contabile della partecipazione è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante degli utili e delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione. L'avviamento afferente alla collegata è incluso nel valore contabile della partecipazione e non è soggetto ad una verifica individuale di perdita di valore (impairment).

Il conto economico d'esercizio riflette la quota di pertinenza del Gruppo del risultato d'esercizio della società collegata. Ogni cambiamento nelle altre componenti di conto economico complessivo relativo a queste partecipate è presentato come parte del conto economico complessivo del Gruppo. Inoltre, nel caso in cui una società collegata rilevi una variazione con diretta imputazione al patrimonio netto, il Gruppo rileva la sua quota di pertinenza, ove applicabile, nel prospetto delle variazioni nel patrimonio netto. Gli utili e le perdite non realizzate derivanti da transazioni tra il Gruppo e società collegate, sono eliminati in proporzione alla quota di partecipazione nelle collegate.

213


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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La quota aggregata di pertinenza del Gruppo del risultato d'esercizio delle società collegate è rilevata a conto economico dopo il risultato operativo e rappresenta il risultato al netto delle imposte e delle quote spettanti agli altri azionisti della collegata. Il bilancio delle società collegate è predisposto alla stessa data di chiusura del bilancio del Gruppo. Ove necessario, il bilancio è rettificato per uniformarlo ai principi contabili di Gruppo.

Successivamente all'applicazione del metodo del patrimonio netto, il Gruppo valuta se sia necessario riconoscere una perdita di valore della propria partecipazione nelle società collegate. Il Gruppo valuta a ogni data di bilancio se vi siano evidenze obiettive che le partecipazioni nelle società collegate abbiano subito una perdita di valore. In tal caso, il Gruppo calcola l'ammontare della perdita come differenza tra il valore recuperabile della collegata e il valore di iscrizione della stessa nel proprio bilancio, rilevando tale differenza nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio nella voce "quota di pertinenza del risultato di società collegate".

All'atto della perdita dell'influenza notevole su una società collegata, il Gruppo valuta e rileva la partecipazione residua al fair value. La differenza tra il valore di carico della partecipazione alla data di perdita dell'influenza notevole e il fair value della partecipazione residua e dei corrispettivi ricevuti è rilevata nel conto economico.

(iii) Partecipazioni in altre imprese

Per le partecipazioni in altre imprese costituenti attività finanziarie si rimanda al paragrafo 2.3.14 Attività finanziarie (Crediti commerciali, Altre attività finanziarie ed Altre attività).

(iv) Transazioni eliminate nel processo di consolidamento

I saldi infragruppo e gli utili e le perdite derivanti da operazioni infragruppo sono eliminate nel bilancio consolidato. Gli utili infragruppo derivanti da operazioni con società collegate sono eliminati nell'ambito della valutazione della partecipazione con il metodo del patrimonio netto. Le perdite infragruppo sono eliminate a meno che non vi sia evidenza che siano realizzate nei confronti di terzi.

2.3.6 Settori Operativi

In base alla definizione prevista dal principio IFRS 8 un settore operativo è una componente di un'entità:

  • che intraprende attività imprenditoriale che genera costi e ricavi;
  • i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal più alto livello decisionale/operativo dell'entità ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati;
  • per cui sono disponibili informazioni di bilancio separate.

I settori operativi attraverso cui il Gruppo opera sono stati determinati sulla base della reportistica utilizzata dal top management del Gruppo per prendere le decisioni e sono stati identificati nel Settore Acqua e nel Settore Olio:

  • il Settore Acqua comprende essenzialmente pompe ad alta ed altissima pressione e sistemi di pompaggio ad altissima pressione, utilizzati in vari settori industriali per il trasporto dei fluidi. Inoltre, il Settore comprende omogeneizzatori ad alta pressione, miscelatori, agitatori, pompe a pistoni, valvole, vagli meccanici, sistemi automatizzati di mungitura ed altri macchinari principalmente utilizzati nell'industria alimentare, chimica, cosmetica e farmaceutica;

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED
S

  • il Settore Olio include prese di forza, cilindri oleodinamici, pompe oleodinamiche, distributori e valvole oleodinamiche, giunti rotanti, tubi e raccordi oleodinamici, riduttori, motori orbitali, sistemi di steering (idroguide) ed altri componenti oleodinamici. Nel suddetto Settore sono, inoltre, inclusi sistemi di piping utilizzati nei settori industriale, navale e offshore.

Sono state indicate anche le informazioni relative alle aree geografiche in cui il Gruppo opera, ovvero in Italia, Europa (inclusi i Paesi europei non aderenti alla UE ed esclusa l'Italia), il Nord America, Far East e Oceania ed il Resto del Mondo.

2.3.7 Trattamento delle operazioni in valuta estera

(i) Operazioni in valuta estera

La valuta funzionale e di presentazione adottata dal Gruppo Interpump è l'euro. Le operazioni in valuta estera sono convertite in euro sulla base del cambio della data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie sono convertite al cambio della data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. Le differenze cambio che emergono dalla conversione sono imputate a conto economico. Le attività e passività non monetarie valutate al costo storico sono convertite al cambio in vigore alla data della transazione. Le attività e passività monetarie valutate al fair value sono convertite in euro al cambio della data di riferimento di bilancio rispetto alla quale è stato determinato il fair value.

(ii) Conversione dei bilanci in valuta estera

Le attività e le passività comprese le rettifiche derivanti dal processo di consolidamento relative all'avviamento e agli adeguamenti al fair value generati dall'acquisizione di un'impresa estera al di fuori della Unione Europea (UE), delle società residenti in paesi diversi da quelli dell'UE con valuta funzionale diversa dall'euro, sono convertite ai cambi della data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. I ricavi ed i costi delle medesime società sono convertiti al cambio medio del periodo, che approssima i cambi alle date alle quali sono avvenute le singole transazioni. Le differenze cambio emergenti dal processo di conversione sono imputate direttamente in un'apposita riserva di patrimonio netto denominata Riserva di conversione. Al momento della dismissione di un'entità economica estera, le differenze cambio accumulate e riportate nella Riserva di conversione sono rilevate a conto economico. I tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei valori economici e patrimoniali delle società con valuta funzionale diversa dall'euro sono stati i seguenti:

Valuta Medi 2025 Al 31 dicembre 2025 Medi 2024 Al 31 dicembre 2024
Corona Danese 7,463 7,469 7,459 7,458
Corona Svedese 11,066 10,822 11,432 11,459
Dirham Emirati Arabi 4,150 4,315 3,975 3,815
Dollaro Australiano 1,752 1,758 1,640 1,677
Dollaro Canadese 1,579 1,609 1,482 1,495
Dollaro Hong Kong 8,810 9,146 8,445 8,069
Dollaro Neo Zelandese 1,942 2,038 1,788 1,853
Dollaro Singapore 1,476 1,511 1,446 1,416
Dollaro USA 1,130 1,175 1,082 1,039

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Valuta Medi 2025 Al 31 dicembre 2025 Medi 2024 Al 31 dicembre 2024
Franco Svizzero 0,937 0,931 0,953 0,941
Hryvnia Ucraino 47,110 49,795 43,490 43,685
Leu Moldavo 19,546 19,632 19,196 19,088
Leu Romeno 5,042 5,097 4,975 4,974
Lev Bulgaro 1,956 1,956 1,956 1,956
Nuevo Sol Peruviano 4,026 3,952 4,062 3,905
Peso Cileno 1.074,608 1.058,13 1.020,658 1.033,760
Peso Colombiano 4.573,21 4.435,19 4.407,144 4.577,550
Rand Sudafricano 20,179 19,444 19,830 19,619
Peso Messicano 21,670 21,118 19,831 21,550
Real Brasiliano 6,307 6,436 5,828 6,425
Rublo Russo 94,052 92,094 100,280 106,103
Rupia Indiana 98,524 105,597 90,556 88,933
Sterlina UK 0,857 0,873 0,847 0,829
Won Sud Corea 1.605,452 1.696,94 1.475,404 1.532,150
Yuan Cinese 8,119 8,226 7,787 7,583
Zloty Polacchi 4,24 4,221 4,306 4,275
Lira Turca 44,816 50,484 35,573 36,737

I valori economici delle società entrate nell'area di consolidamento durante l'anno sono stati convertiti al cambio medio del periodo in cui hanno contribuito ai risultati di Gruppo.

2.3.8 Immobili, impianti e macchinari

(i) Rilevazione e valutazione

Gli immobili, gli impianti ed i macchinari sono valutati al costo storico e sono esposti al netto degli ammortamenti (vedi successivo punto iii) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.3.11). Il costo delle immobilizzazioni prodotte internamente include i materiali, la manodopera diretta ed una quota dei costi di produzione indiretti. Il costo delle immobilizzazioni sia acquistate esternamente, sia prodotte internamente, include i costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene e, quando rilevante ed in presenza di obbligazioni contrattuali, il valore attuale del costo stimato per lo smantellamento e la rimozione delle immobilizzazioni.

Gli oneri finanziari relativi a finanziamenti utilizzati per l'acquisizione di immobilizzazioni materiali sono imputati a conto economico per competenza se non specificatamente destinati all'acquisto o alla costruzione del bene, altrimenti sono capitalizzati.

Le immobilizzazioni destinate alla vendita sono valutate al minore fra il fair value, al netto degli oneri accessori alla vendita, ed il loro valore contabile.

216


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

(ii) Costi successivi

I costi di sostituzione di alcune parti delle immobilizzazioni sono capitalizzati quando è probabile che questi costi comportino futuri benefici economici e possono essere misurati in maniera attendibile. Tutti gli altri costi, incluse le spese di manutenzione e riparazione, sono imputati a conto economico quando sostenuti.

(iii) Ammortamenti

Gli ammortamenti sono imputati a conto economico in modo sistematico e costante sulla base della stimata vita utile delle immobilizzazioni in base alla residua possibilità di utilizzo. I terreni non sono ammortizzati. Le stimate vite utili sono le seguenti:

Immobili 20-30 anni
Impianti e macchinari 10-12,5 anni
Attrezzature industriali e commerciali 3-6 anni
Altri beni 3-8 anni

La stimata vita utile dei beni è riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti alle aliquote, laddove necessari, sono apportati con applicazione prospettica.

Per i beni acquistati e/o entrati in funzione nell'esercizio, gli ammortamenti sono calcolati utilizzando aliquote annuali ridotte al 50%. Storicamente tale metodologia è stata rappresentativa dell'effettivo utilizzo di tali beni.

L'utile/perdita che emerge al momento dell'eliminazione contabile dell'attività, cioè al momento della dismissione (ossia, alla data in cui l'acquirente ne ottiene il controllo) o quando non ci si attendono benefici economici futuri dal suo utilizzo o dismissione (calcolato come differenza tra il valore contabile dell'attività ed il corrispettivo netto), è rilevato a conto economico quando l'elemento è eliminato contabilmente.

(iv) Leasing

Le attività per il diritto d'uso sono misurate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti ed i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o anticipati, al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti. Le attività per il diritto d'uso sono ammortizzate in quote costanti dalla data di decorrenza alla fine della vita utile dell'attività coincidente nel diritto di utilizzo (la durata del contratto di locazione). La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata tra i debiti finanziari.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Fair Storage
CERTIFIED

(v) Miglior ie su beni di terzi

Le migliorie su beni di terzi aventi le caratteristiche di immobilizzazioni sono capitalizzate nella categoria del bene a cui si riferiscono e son ammortizzate secondo la loro vita utile o, se inferiore, lungo la durata del contratto di locazione.

2.3.9 Avviamento

Come riportato nel paragrafo 2.3.5 Principi di consolidamento, l'avviamento rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla quota di pertinenza del Gruppo del fair value delle attività e delle passività attuali e potenziali alla data di acquisizione.

L'avviamento è contabilizzato al costo, al netto delle perdite di valore (impairment losses).

L'avviamento è allocato alle unità generatrici dei flussi finanziari (cash generating units) individuate sulla base della struttura organizzativa, gestionale e di controllo del Gruppo e coincidono con i due settori operativi identificati dal Gruppo stesso. Il valore di carico è valutato al fine di verificare l'assenza di perdite di valore (vedi paragrafo 2.3.11). L'avviamento relativo a società controllate non consolidate o a società collegate è incluso nel valore della partecipazione.

L'eventuale avviamento negativo originato dalle acquisizioni è imputato direttamente a conto economico.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa è incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita della dismissione. L'avviamento associato all'attività dismessa è determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

2.3.10 Altre immobilizzazioni immateriali

(i) Spese di ricerca e sviluppo

Le spese di ricerca aventi scopo di acquisire nuove conoscenze tecniche sono imputate a conto economico quando sostenute.

Le spese di sviluppo finalizzate alla creazione di nuovi prodotti o accessori o nuovi processi di produzione sono capitalizzate se le imprese del Gruppo sono in grado di dimostrare:

  • la possibilità tecnica e l'intenzione di completare l'attività in modo che sia disponibile per l'uso o per la vendita;
  • la loro capacità di usare o vendere l'attività;
  • i volumi e i valori di realizzo attesi dimostrando che i costi sostenuti per le attività di sviluppo genereranno benefici economici futuri;
  • che i costi sono determinabili in maniera attendibile;
  • che esistono risorse adeguate a completare il progetto di sviluppo.

Il costo capitalizzato include i materiali, la manodopera diretta ed una quota dei costi indiretti. Le spese di sviluppo capitalizzate sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati (vedi successivo punto v) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.3.11). Le altre spese di sviluppo non capitalizzabili sono imputate a conto economico quando sostenute.

218


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

(ii) Spese accessorie ai finanziamenti

Le spese accessorie ai finanziamenti sono trattate secondo quanto descritto al paragrafo 2.3.14. Le spese accessorie ai finanziamenti non ancora erogati sono imputate fra le attività correnti e girocontate a riduzione dei finanziamenti al momento della loro erogazione.

(iii) Altre immobilizzazioni immateriali

Le altre immobilizzazioni immateriali, tutte aventi vita utile definita, sono valutate al costo e sono iscritte al netto degli ammortamenti accumulati (vedi successivo punto v) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.3.11).

I marchi e brevetti che rappresentano la quasi totalità di questa voce sono così ammortizzati: il marchio Hammelmann, il marchio e i brevetti di NLB, il marchio Inoxihp, Inoxpa, American Mobile, Waikato, Alfa Valvole e marchio di Imec sono ammortizzati in 15 anni ritenuti rappresentativi della vita utile, in considerazione delle loro posizioni di leadership nei rispettivi mercati di nicchia. I marchi di Walvoil, Reggiana Riduttori, Transtecno, White Drive, Berma, Eurofluid, Hidrover e Tutto Hidraulicos Ltda sono ammortizzati in 10 anni in funzione della loro posizione di leadership in mercati molto concorrenziali.

Le licenze di uso del software sono ammortizzate durante il loro periodo di utilizzo (3-5 anni).

Le spese sostenute internamente per la creazione di marchi o di avviamento sono imputate a conto economico quando sostenute.

(iv) Costi successivi

I costi sostenuti successivamente relativi ad immobilizzazioni immateriali sono capitalizzati solo se incrementano i benefici economici futuri della specifica attività capitalizzata, altrimenti sono imputati a conto economico quando sostenuti.

(v) Ammortamenti

Gli ammortamenti sono imputati a conto economico in modo sistematico e costante sulla base della stimata vita utile delle immobilizzazioni capitalizzate. Le vite utili stimate sono le seguenti:

Brevetti e marchi 5-18 anni
Spese di sviluppo 5 anni
Concessione di licenze software e altri 3-5 anni

La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti alle aliquote, laddove necessari, sono apportati con applicazione prospettica.

2.3.11 Impairment di attività

I valori di libro delle attività, ad eccezione delle rimanenze di magazzino (vedi paragrafo 2.3.15), delle attività finanziarie disciplinate dall'IFRS 9, delle imposte differite attive (vedi paragrafo 2.3.19) e delle attività non correnti destinate alla vendita disciplinate dall'IFRS 5, sono soggetti a valutazione alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria, al fine di individuare l'esistenza di eventuali indicatori di perdita di valore (impairment). Se dalla valutazione emerge l'esistenza di tali indicatori, viene calcolato il presunto valore recuperabile dell'attività con le modalità indicate al successivo punto (i).

219


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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CERTIFIED

Il presunto valore recuperabile dell'avviamento e delle immobilizzazioni immateriali non ancora utilizzate è stimato con periodicità almeno annuale o più frequentemente se specifici eventi indicano la possibilità di aver subito una perdita di valore.

Se il presunto valore recuperabile dell'attività o della sua unità generatrice di flussi finanziari (cash generating unit) è inferiore al valore netto contabile, l'attività ad esso relativa viene conseguentemente rettificata per perdite di valore con imputazione a conto economico.

Le rettifiche per perdite di valore (impairment losses) effettuate relativamente alle unità generatrici di flussi finanziari (cash generating units) sono allocate in primo luogo all'avviamento e, per il residuo, alle altre attività su base proporzionale.

L'avviamento è sottoposto a valutazione (impairment test) almeno una volta all'anno anche se non esistono indicatori di perdita di valore.

(i) Calcolo del presunto valore di recupero

Il presunto valore recuperabile delle altre attività è pari al maggiore tra il fair value meno i costi di vendita e il loro valore d'uso. Il valore d'uso è pari ai previsti flussi di cassa futuri, attualizzati ad un tasso, al netto delle imposte, che tiene conto del valore di mercato dei tassi di interesse e dei rischi specifici dell'attività alla quale il presunto valore di realizzo si riferisce. Per le attività che non originano autonomi flussi di cassa, il presunto valore di realizzo è determinato facendo riferimento alla cash generating unit alla quale l'attività appartiene.

(ii) Ripristino di perdite di valore

Una perdita di valore relativa alle altre attività si ripristina se vi è stato un cambiamento della stima utilizzata per determinare il presunto valore di recupero.

Una perdita di valore si ripristina nei limiti dell'importo corrispondente al valore contabile che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nel caso in cui nessuna perdita di valore fosse stata mai contabilizzata.

Una perdita di valore dell'avviamento non si ripristina mai.

2.3.12 Partecipazioni

Le partecipazioni in società collegate sono valutate con il metodo del patrimonio netto, come previsto dallo IAS 28 (vedi paragrafo 2.3.5 (ii) Società collegate).

Per tutti gli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale (partecipazioni in altre imprese) si rimanda al paragrafo 2.3.14 Attività finanziarie (Crediti commerciali, Altre attività finanziarie ed Altre attività).

2.3.13 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono le esistenze di cassa, i depositi bancari e postali ed i titoli aventi una scadenza originaria non superiore a tre mesi. Gli scoperti di conto corrente e gli anticipi salvo buon fine sono portati a riduzione delle disponibilità liquide solo ai fini del rendiconto finanziario.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.3.14 Attività finanziarie (Crediti commerciali, Altre attività finanziarie ed Altre attività)

Al momento della rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono classificate, a seconda dei casi, in base alle successive modalità di misurazione, cioè al costo ammortizzato, al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo o al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio. La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie e dal modello di business che il Gruppo usa per la loro gestione. Ad eccezione dei crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa, il Gruppo inizialmente valuta un'attività finanziaria al suo fair value più, nel caso di un'attività finanziaria non al fair value rilevato nel conto economico, i costi di transazione. I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa sono valutati al prezzo dell'operazione determinato secondo l'IFRS 15.

L'attività finanziaria viene valutata al costo ammortizzato se l'attività è detenuta per incassare i flussi di cassa contrattuali (Held to Collect), rappresentati unicamente dal pagamento del capitale e degli interessi sull'importo del capitale da restituire. Sono inclusi in tale categoria tutti i crediti. Tali attività sono valutate al costo ammortizzato, in conformità al criterio dell'interesse effettivo, diminuito delle perdite per riduzione di valore. Gli interessi attivi, gli utili e le perdite su cambi e le perdite per riduzione di valore sono rilevati nell'utile (perdita) dell'esercizio così come gli utili o perdite da derecognition.

L'attività finanziaria viene valutata al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo se l'attività finanziaria è detenuta eventualmente dal Gruppo con la duplice finalità di incassare i flussi di cassa contrattuali, rappresentati unicamente dal pagamento del capitale e degli interessi sull'importo del capitale da restituire, e di vendere l'attività finanziaria (Held to Collect and Sell).

Se l'attività non è valutata in una delle due precedenti categorie deve essere valutata al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio. Questa categoria, quindi, comprende sia le attività detenute per la negoziazione che le attività designate al momento della prima rilevazione come attività finanziarie al fair value con variazioni rilevate nel conto economico, nonché le attività finanziarie che obbligatoriamente bisogna valutare al fair value. Il fair value delle attività finanziarie detenute per la negoziazione è determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio (o delle situazioni infrannuali) o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria.

In conformità all'IFRS 9 il Gruppo ha adottato, a partire dal 1° gennaio 2018, un nuovo modello di impairment per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, fatta eccezione per i titoli di capitale e le attività derivanti da contratti con i clienti. Tale nuovo modello è basato sulla determinazione della "perdita attesa su crediti" ('expected credit loss' ovvero 'ECL') che sostituisce il modello della "perdita sostenuta" ('incurred loss') previsto precedentemente. Il principio prevede i seguenti approcci metodologici: il "General deterioration method" e il "Simplified approach". Relativamente al "Simplified approach" adottato dal Gruppo, lo Standard non definisce un principio univoco per la segmentazione della clientela lasciando libera ciascuna entità di selezionare i subset campionari in modo da renderli coerenti in base alle singole esperienze. Per i crediti commerciali ritenuti dalla direzione aziendale individualmente significativi e per cui si dispone di informazioni più puntuali sull'incremento significativo del rischio di credito, all'interno del modello semplificato, è stato applicato un approccio analitico.

221


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Un'attività finanziaria (o, ove applicabile, parte di un'attività finanziaria o parte di un gruppo di attività finanziarie simili) è cancellata in primo luogo (es. rimossa dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria) quando:

  • i diritti a ricevere flussi finanziari dall'attività sono estinti, o
  • la Società ha trasferito ad una terza parte il diritto a ricevere flussi finanziari dall'attività o ha assunto l'obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza ritardi e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria, oppure (b) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell'attività, ma ha trasferito il controllo della stessa.

L'utile (perdita) sull'attività finanziaria che è valutata al costo ammortizzato e non fa parte di una relazione di copertura deve essere rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio quando l'attività finanziaria è eliminata contabilmente o riclassificata, tramite il processo di ammortamento, o al momento della rilevazione degli utili o delle perdite per riduzione di valore.

2.3.15 Rimanenze

Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo ed il valore di presunto realizzo. Il costo è determinato con il criterio della media ponderata ed include tutti i costi sostenuti per acquistare i materiali e trasformarli alle condizioni della data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. Il costo dei semilavorati e dei prodotti finiti include una quota dei costi indiretti, determinata sulla base della normale capacità produttiva. Sono calcolati fondi svalutazione per materiali, semilavorati e prodotti finiti considerati obsoleti o a lenta rotazione, tenuto conto del loro utilizzo futuro atteso e del loro valore di realizzo. Il valore netto di realizzo è stimato tenuto conto del prezzo di mercato nel corso della normale attività d'impresa, dal quale sono dedotti i costi di completamento ed i costi di vendita.

2.3.16 Capitale sociale ed Azioni Proprie

Nel caso di acquisto di azioni proprie, il prezzo pagato, compresi eventuali oneri accessori direttamente attribuibili, viene dedotto dal capitale sociale per la parte che si riferisce al valore nominale delle azioni e per la parte eccedente dal patrimonio netto. Al momento in cui le azioni proprie sono rivendute o riemesse, il prezzo incassato, al netto di eventuali oneri accessori direttamente attribuibili e del relativo effetto fiscale, è contabilizzato come capitale sociale per la parte relativa al valore nominale delle azioni e per la parte eccedente come patrimonio netto.

2.3.17 Passività finanziarie (Debiti commerciali, Debiti bancari, Debiti Finanziari fruttiferi di interessi ed Altre passività)

Le passività finanziarie sono classificate, al momento della rilevazione iniziale, tra le passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico, tra i mutui e i finanziamenti, o tra i derivati designati come strumenti di copertura. Tutte le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value a cui si aggiungono, nel caso di mutui, finanziamenti e debiti, i costi di transazione ad essi direttamente attribuibili. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza esattamente i pagamenti o gli incassi futuri stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario al valore contabile lordo di un'attività finanziaria o al costo ammortizzato di una passività finanziaria. Gli utili e le perdite sono contabilizzati nel conto economico quando la passività è estinta, oltre che attraverso il processo di ammortamento. L'ammortamento al tasso di interesse effettivo è compreso tra gli oneri finanziari del conto economico.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Una passività finanziaria viene cancellata quando l'obbligazione sottostante la passività è estinta, ovverosia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

I debiti commerciali e gli altri debiti, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, non sono attualizzati e sono iscritti al costo ammortizzato, rappresentativo del loro valore di estinzione.

Le passività finanziarie correnti includono la quota a breve termine dei debiti finanziari fruttiferi d'interessi, i debiti bancari e per leasing, nonché le altre passività finanziarie.

2.3.18 Passività per benefit ai dipendenti

(i) Piani a contributi definiti (Defined contribution plans)

Il Gruppo partecipa a piani pensionistici a contribuzione definita a gestione pubblica o privata su base obbligatoria, contrattuale o volontaria. Il versamento dei contributi esaurisce l'obbligazione del Gruppo nei confronti dei propri dipendenti. I contributi costituiscono pertanto costi del periodo nel quale sono dovuti.

(ii) Piani a benefici definiti a favore dei dipendenti (Defined benefit plans)

I benefici garantiti ai dipendenti (defined benefit plans) erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del periodo di impiego nel Gruppo, che includono il trattamento di fine rapporto delle società italiane, sono calcolati separatamente per ciascun piano, stimando, con tecniche attuariali, l'ammontare del futuro beneficio che i dipendenti hanno maturato nell'esercizio ed in esercizi precedenti. Il beneficio così determinato è attualizzato ed è esposto al netto del fair value di eventuali attività relative.

Il calcolo è effettuato con cadenza annuale da un attuario indipendente usando il metodo del projected unit credit (proiezione unitaria del credito)

Nel caso di incrementi dei benefici del piano, la porzione dell'aumento relativa al periodo di lavoro precedente è imputata a conto economico in quote costanti nel periodo nel quale i relativi diritti diverranno acquisiti. Nel caso i diritti siano acquisiti da subito, l'incremento è registrato immediatamente a conto economico.

Gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti ad una specifica riserva di patrimonio netto per competenza.

Sino al 31 dicembre 2006 il trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, tale istituto è ora da considerare un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data del bilancio), mentre successivamente a tale data è assimilabile ad un piano a contributi definiti.

(iii) Stock options

Sulla base dei piani di stock option attualmente in essere alcuni dipendenti e amministratori possono acquistare azioni proprie di Interpump Group S.p.A. Le opzioni sono valutate al fair value e questo è imputato a conto economico ad incremento del costo del personale e degli amministratori con


Telebors: distribution and commercial use strictly prohibited
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Fair Storage
CERTIFIED

contropartita riserva sovrapprezzo azioni per operazioni regolate con azioni. Il fair value è misurato alla data di assegnazione dell'opzione (grant date) e imputato a conto economico nel periodo che intercorre fra tale data e quella nella quale le opzioni diventano esercitabili (vesting period) dopo che sono state soddisfatte le condizioni relative al raggiungimento di obiettivi e/o alla prestazione del servizio.

I costi cumulati rilevati a fronte di tali operazioni alla data di chiusura di ogni esercizio fino alla data di maturazione sono commisurati alle scadenze del periodo di maturazione e alla migliore stima del numero di strumenti partecipativi che verranno effettivamente a maturazione. Il costo o ricavo nel prospetto dell'utile/(perdita) d'esercizio rappresenta la variazione del costo cumulato rilevato all'inizio e alla fine dell'esercizio.

Nessun costo viene rilevato per i diritti che non arrivano a maturazione definitiva, tranne il caso dei diritti la cui assegnazione è subordinata alle condizioni di mercato o a una condizione di non maturazione; questi sono trattati come se fossero maturati indipendentemente dal fatto che le condizioni di mercato o le altre condizioni di non maturazione cui soggiogano siano rispettate o meno, fermo restando che tutte le altre condizioni di performance e/o di servizio devono essere soddisfatte. Se le condizioni del piano vengono modificate, il minimo costo da rilevare è quello che si sarebbe avuto in assenza della modifica del piano stesso. Inoltre, si rileva un costo per ogni modifica che comporti un aumento del fair value totale del piano di pagamento, o che sia comunque favorevole per i dipendenti; tale costo è valutato con riferimento alla data di modifica.

L'effetto della diluizione delle opzioni non ancora esercitate è riflesso nel calcolo della diluizione dell'utile per azione.

Il fair value dell'opzione è valutato utilizzando il metodo di valutazione delle opzioni applicabile (nella fattispecie il trinomial lattice model), tenendo in considerazione i termini e le condizioni ai quali le opzioni sono state concesse.

2.3.19 Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito esposte nel conto economico includono imposte correnti e differite. Le imposte sul reddito sono generalmente imputate a conto economico, salvo quando sono relative a fattispecie contabilizzate direttamente a patrimonio netto. In questo caso anche le imposte sul reddito sono imputate direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti sono le imposte che ci si aspetta di pagare calcolate applicando al reddito imponibile l'aliquota fiscale in vigore alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria e le rettifiche alle imposte di esercizi precedenti.

Le imposte differite sono calcolate utilizzando il cosiddetto liability method sulle differenze temporanee fra l'ammontare delle attività e passività del bilancio consolidato ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali. Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

224


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Le imposte differite attive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportate a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali a fronte di esse, che consentano il recupero di tali differenze temporanee.

Le imposte differite sono calcolate in funzione del previsto modo di riversamento delle differenze temporali, utilizzando l'aliquota fiscale in vigore alla data di riferimento degli esercizi nei quali si ritiene si riverseranno le differenze temporali.

Le imposte differite attive sono riconosciute soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il realizzo di tali imposte differite. Il valore contabile delle imposte differite attive viene riesaminato a ciascuna data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o in parte l'utilizzo di tale credito. Le imposte differite attive non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui diventa probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive.

2.3.20 Fondi rischi ed oneri

Nei casi nei quali il Gruppo abbia una legale o sostanziale obbligazione risultante da un evento passato ed è probabile che si debbano sostenere delle perdite di benefici economici per adempiere a tale obbligazione, viene iscritto un fondo rischi ed oneri. Se il fattore temporale della prevista perdita di benefici è significativo, l'importo delle future uscite di cassa viene attualizzato ad un tasso di interesse al lordo delle imposte, che tiene conto dei tassi di interesse di mercato e del rischio specifico della passività alla quale si riferisce.

(i) Fondo garanzia prodotti

Le passività per interventi in garanzia sono accantonate all'apposito fondo al momento della vendita dei prodotti. Il fondo è determinato sulla base dei dati storici dei costi per interventi in garanzia.

(ii) Fondo ristrutturazione

Un fondo ristrutturazione è accantonato soltanto nei casi nei quali il Gruppo abbia approvato un formale e dettagliato piano di ristrutturazione ed abbia iniziato ad attuarlo o lo abbia pubblicizzato entro la data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. Negli altri casi i costi futuri non sono accantonati.

225


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

(iii) Contratti onerosi

Quando i previsti benefici futuri di un contratto sono inferiori ai costi ineliminabili ad esso relativi viene accantonato un apposito fondo pari alla differenza.

2.3.21 Ricavi

(i) Ricavi delle vendite di beni e servizi

I ricavi derivanti da contratti con i clienti sono rilevati sulla base dei seguenti 5 step: (i) identificazione del contratto con il cliente; (ii) identificazione degli impegni contrattuali (performance obligations) da trasferire al cliente in cambio del corrispettivo; (iii) identificazione del corrispettivo del contratto; (iv) allocazione del corrispettivo alle singole performance obligations; (v) rilevazione del ricavo quando la relativa performance risulta soddisfatta. I ricavi sono riconosciuti per un importo che riflette il corrispettivo a cui il Gruppo ritiene di avere diritto all'adempimento dell'obbligazione di fare, con il trasferimento del bene o servizio quando il cliente ne acquisisce il controllo. Il Gruppo ha identificato un unico revenue stream, ossia vendita di prodotti e pezzi di ricambio che rappresentano obbligazioni di fare adempiute in un determinato momento ("at a point in time"). I ricavi per la vendita dei prodotti sono riconosciuti quando i rischi significativi ed i benefici connessi al controllo dei beni sono trasferiti all'acquirente. Il momento del passaggio del controllo coincide con il trasferimento della titolarità o del possesso del bene all'acquirente e quindi, generalmente, con la spedizione o con il completamento del servizio.

(ii) Contributi statali

I contributi statali sono registrati come ricavi differiti nelle altre passività nel momento in cui c'è la ragionevole certezza che saranno concessi e quando il Gruppo ha adempiuto a tutte le condizioni necessarie per ottenerli. I contributi ricevuti a fronte di costi sostenuti sono imputati a conto economico sistematicamente negli stessi periodi nei quali sono registrati i relativi costi.

2.3.22 Costi

(i) Canoni di leasing

I canoni di leasing sono imputati, quanto alla quota capitale a riduzione del debito finanziario, quanto alla quota interessi a conto economico.

(ii) Proventi ed oneri finanziari

I ricavi e gli oneri finanziari sono rilevati per competenza sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività e passività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo. Gli oneri ed i proventi finanziari includono gli utili e perdite su cambi e gli utili e perdite su strumenti derivati che devono essere imputati a conto economico (vedi paragrafo 2.3.14).

Le altre voci di costo sono descritte nei punti precedenti del paragrafo 2.3.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.4 Informazioni settoriali

Le informazioni settoriali sono fornite con riferimento ai settori di attività. Sono inoltre presentate le informazioni richieste per area geografica dai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea. Le informazioni sui settori di attività riflettono la struttura del reporting interno al Gruppo utilizzata dal top management nel processo decisionale, e non derivano dall'aggregazione di più settori operativi.

I valori di trasferimento di componenti o prodotti fra settori sono costituiti dagli effettivi prezzi di vendita fra le società del Gruppo che corrispondono ai prezzi praticati alla migliore clientela.

Le informazioni settoriali includono sia i costi direttamente attribuibili sia quelli allocati su basi ragionevoli. Le spese di holding, quali compensi agli amministratori, ai sindaci ed alle funzioni di direzione finanziaria e controllo di Gruppo e alla funzione di internal auditing, nonché le consulenze ed altri oneri ad esse relativi, sono state imputate ai settori sulla base dei ricavi.

Il Gruppo è composto dai seguenti settori di attività:

Settore Acqua. È costituito per la maggior parte dalle pompe ad alta ed altissima pressione e sistemi di pompaggio utilizzati in vari settori industriali per il trasporto di fluidi. Le pompe a pistoni ad alta pressione sono il principale componente delle idropulitrici professionali. Tali pompe sono inoltre utilizzate per un'ampia gamma di applicazioni industriali comprendenti gli impianti di lavaggio auto, la lubrificazione forzata delle macchine utensili, gli impianti di osmosi inversa per la desalinizzazione dell'acqua. Le pompe ed i sistemi ad altissima pressione sono usati per la pulizia di superfici, navi, tubi di vario tipo, ma anche per la sbavatura, il taglio e la rimozione di cemento, asfalto e vernice da superfici in pietra, cemento o metallo e per il taglio di materiali solidi. Inoltre, il Settore comprende omogeneizzatori ad alta pressione, miscelatori, agitatori, pompe a pistoni, valvole, vagli meccanici e sistemi automatizzati di mungitura ed altri macchinari principalmente per l'industria alimentare, ma anche per la chimica, la cosmesi ed il settore farmaceutico.

Settore Olio. Include la produzione e la vendita di prese di forza, cilindri oleodinamici, pompe oleodinamiche, distributori oleodinamici, valvole, giunti rotanti, tubi e raccordi, riduttori, motori orbitali, sistemi di steering (idroguide) ed altri componenti oleodinamici. Le prese di forza sono gli organi meccanici che consentono di trasmettere il moto dal motore o dal cambio di un veicolo industriale per comandare, attraverso componenti oleodinamici, diverse applicazioni del veicolo. Questi prodotti insieme ad altri prodotti oleodinamici (distributori, comandi ecc.) consentono lo svolgimento di funzioni speciali, quali alzare il cassone ribaltabile, muovere la gru posta sul mezzo, azionare la betoniera. I cilindri oleodinamici sono componenti del sistema idraulico di diversi tipi di veicolo e sono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni a seconda della loro tipologia. I cilindri frontali e sottocassa (a semplice effetto) sono utilizzati prevalentemente nei veicoli industriali nel settore delle costruzioni, i cilindri a doppio effetto sono utilizzati in diversi tipi di applicazione: macchine movimento terra, macchine per l'agricoltura, gru ed autogrù, compattatori per rifiuti ecc. I tubi ed i raccordi sono destinati a una vasta gamma di impianti oleodinamici, ma anche, ad impianti per l'acqua ad altissima pressione. I riduttori sono organi di trasmissione meccanica con applicazioni in vari settori industriali quali agricoltura, movimentazione materiali, industria estrattiva, industria pesante, marino & offshore, piattaforme aeree, industria forestale e zuccherifici. I motori orbitali sono utilizzati sui veicoli industriali, nel settore delle costruzioni, nelle macchine movimento terra e macchine agricole. Il Gruppo inoltre progetta e realizza sistemi piping nei settori industriale, navale e offshore.

227


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Informazioni settoriali Interpump Group Olio Acqua Eliminazioni Interpump Group
€/000 2025 2024 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Ricavi esterni al Gruppo 1.354.953 1.407.494 715.731 670.905 - - 2.070.684 2.078.399
Ricavi intersettoriali 2.613 2.656 5.135 4.301 (7.748) (6.957) - -
Totale ricavi 1.357.566 1.410.150 720.866 675.206 (7.748) (6.957) 2.070.684 2.078.399
Costo del venduto (954.415) (996.640) (393.321) (375.121) 7.827 7.008 (1.339.909) (1.364.753)
Utile lordo industriale 403.151 413.510 327.545 300.085 79 51 730.775 713.646
% sui ricavi 29,7% 29,3% 45,4% 44,4% 35,3% 34,3%
Altri ricavi netti 29.498 28.747 13.618 8.922 (1.245) (955) 41.871 36.714
Spese commerciali (98.892) (99.618) (86.652) (74.603) 370 331 (185.174) (173.890)
Spese generali ed amministrative (151.722) (143.508) (90.079) (84.183) 796 573 (241.005) (227.118)
Altri costi operativi (8.459) (8.040) (1.444) (3.498) - - (9.903) (11.538)
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 173.576 191.091 162.988 146.723 - - 336.564 337.814
% sui ricavi 12,8% 13,6% 22,6% 21,7% 16,3% 16,3%
Proventi finanziari 19.993 20.324 8.833 17.584 (1.555) (2.612) 27.271 35.296
Oneri finanziari (31.921) (25.972) (34.960) (39.020) 1.555 2.612 (65.326) (62.380)
Dividendi - - 69.857 55.386 (69.857) (55.386) - -
Adeguamento delle partecipazioni al metodo del patrimonio netto 256 338 (7.897) (1.547) 7.980 1.511 339 302
Risultato di periodo prima delle imposte 161.904 185.781 198.821 179.126 (61.877) (53.875) 298.848 311.032
Imposte sul reddito (50.842) (48.514) (38.297) (34.048) - - (89.139) (82.562)
Utile consolidato di periodo 111.062 137.267 160.524 145.078 (61.877) (53.875) 209.709 228.470
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 110.355 136.575 159.644 144.351 (61.877) (53.875) 208.122 227.051
Azionisti di minoranza delle società controllate 707 692 880 727 - - 1.587 1.419
Utile consolidato del periodo 111.062 137.267 160.524 145.078 (61.877) (53.875) 209.709 228.470
Altre informazioni richieste dallo IFRS 8
Ammortamenti e svalutazioni 90.248 85.079 31.002 28.898 - - 121.250 113.977
Altri costi non monetari 10.054 8.043 14.147 8.995 (7.980) (1.511) 16.221 15.527

228


B. BILANCIO CONSOLIDATO

emarket

sdir sconsge

CERTIFIED

Situazione patrimoniale- finanziaria Olio Acqua Eliminazioni Interpump Group
€/000 2025 2024 2025 2024 2025 2024 2025 2024
Attivo del settore 2.127.181 2.109.648 916.767 950.754 (61.014) (61.267) 2.982.934 2.999.135
Attività destinate alla vendita - - - - - - - -
Attivo del settore (A) 2.127.181 2.109.648 916.767 950.754 (61.014) (61.267) 2.982.934 2.999.135
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 415.704 392.637
Totale attivo 3.398.638 3.391.772
Passivo del settore (B) 367.851 357.197 189.881 207.753 (61.014) (61.267) 496.718 503.683
Debiti per pagamento partecipazioni 85.016 67.071
Debiti bancari 33.688 33.236
Debiti finanziari fruttiferi di interessi 673.115 768.445
Totale passive 1.288.537 1.372.435
Totale attivo netto (A-B) 1.759.330 1.752.451 726.886 743.001 2.486.216 2.495.452
Altre informazioni richieste dallo IFRS 8
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 1.701 1.402 1.410 580 3.111 1.982
Attività non correnti diverse da attività finanziarie e imposte differite attive 1.303.169 1.278.703 486.987 495.239 1.790.156 1.773.942

229


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Il confronto del settore Olio, a parità di area di consolidamento, è il seguente:

€/000 2025 2024
Ricavi esterni al Gruppo 1.321.627 1.407.494
Ricavi intersettoriali 2.508 2.656
Totale ricavi 1.324.135 1.410.150
Costo del venduto (930.013) (996.640)
Utile lordo industriale 394.122 413.510
% sui ricavi 29,8% 29,3%
Altri ricavi netti 29.194 28.747
Spese commerciali (97.834) (99.618)
Spese generali ed amministrative (148.193) (143.508)
Altri costi operativi (8.421) (8.040)
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 168.868 191.091
% sui ricavi 12,8% 13,6%
Proventi finanziari 18.774 20.324
Oneri finanziari (29.969) (25.972)
Dividendi - -
Adeguamento delle partecipazioni al patrimonio netto 205 338
Risultato prima delle imposte 157.878 185.781
Imposte sul reddito (49.322) (48.514)
Utile consolidato dell'esercizio 108.556 137.267
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 107.853 136.575
Azionisti di minoranza delle società controllate 703 692
Utile consolidato dell'esercizio 108.556 137.267

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Il confronto del settore Acqua, a parità di area di consolidamento, è il seguente:

€/000 2025 2024
Ricavi esterni al Gruppo 699.898 670.905
Ricavi intersettoriali 5.126 4.301
Totale ricavi 705.024 675.206
Costo del venduto (385.214) (375.121)
Utile lordo industriale 319.810 300.085
% sui ricavi 45,4% 44,4%
Altri ricavi netti 13.555 8.922
Spese commerciali (84.669) (74.603)
Spese generali ed amministrative (88.044) (84.183)
Altri costi operativi (1.374) (3.498)
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 159.278 146.723
% sui ricavi 22,6% 21,7%
Proventi finanziari 8.497 17.584
Oneri finanziari (34.563) (39.020)
Dividendi 69.857 55.386
Adeguamento delle partecipazioni al patrimonio netto (7.931) (1.547)
Risultato prima delle imposte 195.138 179.126
Imposte sul reddito (37.181) (34.048)
Utile consolidato dell'esercizio 157.957 145.078
Attribuibile a:
Azionisti della Capogruppo 157.085 144.351
Azionisti di minoranza delle società controllate 872 727
Utile consolidato dell'esercizio 157.957 145.078

I flussi di cassa per settori di attività dell'esercizio sono i seguenti:

€/000 Olio Acqua Totale
2025 2024 2025 2024 2025 2024
Attività operative 209.179 259.065 124.774 98.013 333.953 357.078
Attività di investimento (103.897) (109.700) (25.711) (105.867) (129.608) (215.567)
Attività di finanziamento (89.125) (92.639) (82.827) 27.980 (171.952) (64.659)
Totale 16.157 56.726 16.236 20.126 32.393 76.852

L'attività di investimento del Settore Olio include esborsi per 37.644 €/000 relativi ad acquisizioni di partecipazioni (14.887 €/000 nel 2024) ed esborsi per investimenti in immobili, impianti e macchinari per 65.546 €/000 (95.857 €/000 nel 2024).

231


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

L'attività di investimento del Settore Acqua include esborsi netti per 821 €/000 relativi ad acquisizioni di partecipazioni (74.324 €/000 nel 2024), oltre ad esborsi per investimenti in immobili, impianti e macchinari per 26.228 €/000 (33.329 €/000 nel 2024).

I flussi di cassa dell'attività di finanziamento del Settore Acqua comprendono principalmente il pagamento dei dividendi per 35.504 €/000 (34.379 €/000 nel 2024), l'esborso per l'acquisto di azioni proprie per 16.594 €/000 (10.337 €/000 nel 2024) e l'incasso per la cessione di azioni proprie ai beneficiari di stock options per 4.754 €/000 (581 €/000 nel 2024).

I flussi di cassa dell'attività di finanziamento del Settore Olio includono pagamento di dividendi a società del Settore Acqua per 69.857 €/000 (55.386 €/000 nel 2024).

Settori geografici

Il dettaglio dei ricavi per le cinque aree geografiche identificate è il seguente:

€/000 2025 % 2024 % Variazione
Italia 322.599 16 310.453 15 3,9%
Europa (Italia esclusa) 728.353 35 720.058 35 1,2%
Nord America 519.355 25 576.076 28 -9,8%
Far East e Oceania 271.012 13 261.309 13 3,7%
Resto del Mondo 229.365 11 210.503 10 9,0%
Totale 2.070.684 100 2.078.399 100 -0,4%

Si rimanda alla nota 2.9.5 Rischio di credito per le informazioni inerenti la concentrazione dei ricavi.

I dati per settori geografici sulla base della localizzazione delle attività non correnti diverse dalle altre attività finanziarie e dalle imposte differite sono i seguenti:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Italia 986.463 939.351
Europa (Italia esclusa) 442.840 436.710
Nord America 232.170 265.125
Far East e Oceania 39.942 46.311
Resto del Mondo 88.741 86.444
Totale 1.790.156 1.773.941

Le attività sono allocate alle aree geografiche sulla base della nazionalità dell'azienda che le detiene. Non ci sono aziende che hanno attività in più di un'area.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.5 Aggregazioni aziendali (Business combination)

Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd

In data 9 aprile 2024 Interpump Group ha annunciato di aver incrementato, tramite la controllata Inoxpa SAU, la propria partecipazione al 60%²⁸ nella società YRP (Shangai) Flow Technology Co., Ltd. (ora Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd.). La società è stata creata nel 2016 anche grazie al supporto del gruppo Inoxpa, per distribuire in Cina componenti – valvole, pompe e attuatori – e rappresenta distributore in esclusiva del gruppo Inoxpa nella regione. Il valore dell'operazione è stato fissato in circa 1,5 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 945 - 945
Crediti commerciali 798 - 798
Rimanenze 802 - 802
Altre attività Correnti 399 - 399
Immobili, impianti e macchinari 1.573 - 1.573
Imposte differite attive 109 - 109
Altre attività non correnti 47 - 47
Debiti commerciali (1.364) - (1.364)
Debiti per leasing (quota corrente) (115) - (115)
Debiti tributari (6) - (6)
Altre passività Correnti (114) - (114)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (1.264) - (1.264)
Quote di pertinenza di terzi (854) - (854)
Attività nette acquisite 956 - 956
Avviamento relativo all'acquisizione 688
Totale attività nette acquisite 1.644
Importo pagato per cassa 1.544
Quota 10% già detenuta da Inoxpa SAU 100
Totale costo dell'acquisizione (A) 1.644
Posizione finanziaria netta acquisita (B) 434
Importo pagato per cassa 1.544
Quota 10% già detenuta da Inoxpa SAU 100
Totale variazione posizione finanziaria netta 2.078
Capitale investito (A) + (B) 2.078

Gli importi della società sono stati convertiti al cambio del 31 marzo 2024.

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Acqua e non ha rilevanza fiscale.

²⁸ Il Gruppo deteneva già, tramite la controllata Inoxpa SAU, il 10% di Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd.


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Oo

Shanghai PuPeng Flow Technology Co., Ltd

In data 9 aprile 2024 Interpump Group ha annunciato l'acquisizione tramite la controllata Inoxpa SAU, del 60% del capitale della società Process Partner China Co., Ltd., ora Shanghai PuPeng Flow Technology Co., Ltd. La società è stata fondata nel 2015 ed è specializzata nella produzione e vendita di impianti e soluzioni complete per le attività del settore alimentare, quello caseario. Il valore dell'operazione è stato fissato in circa 1,4 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 1.494 - 1.494
Crediti commerciali 2.217 - 2.217
Rimanenze 134 - 134
Altre attività Correnti 662 - 662
Immobili, impianti e macchinari 129 - 129
Altre attività non Correnti 2 - 2
Debiti commerciali (1.940) - (1.940)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (384) - (384)
Debiti tributari (46) (46)
Altre passività Correnti (520) - (520)
Quote di pertinenza di terzi (699) - (699)
Attività nette acquisite 1.049 - 1.049
Avviamento relativo all'acquisizione 351
Totale attività nette acquisite 1.400
Importo pagato per cassa 1.400
Totale costo dell'acquisizione (A) 1.400
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (1.110)
Importo pagato per cassa 1.400
Totale variazione posizione finanziaria netta 290
Capitale investito (A) + (B) 290

Gli importi della società sono stati convertiti al cambio del 31 marzo 2024.

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Acqua e non ha rilevanza fiscale.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Alltube Engineering Ltd

In data 22 aprile 2024 Interpump Group ha annunciato di aver acquisito, tramite la controllata inglese Interpump Hydraulics Ltd., il 100% del capitale della società Alltube Engineering Ltd. La società, fondata nel 1986, è specializzata nella lavorazione di tubi rigidi e flessibili: con una pluriennale esperienza nel campo della progettazione e della produzione. Nel precedente esercizio la Società ha generato un fatturato nell'intorno dei 5 milioni di euro, con un EBITDA margin di circa 15%. Il prezzo complessivo dell'operazione è stato pari a 2,3 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 1.399 - 1.399
Crediti commerciali 817 - 817
Rimanenze 507 - 507
Altre attività Correnti 41 - 41
Immobili, impianti e macchinari 382 - 382
Debiti commerciali (397) - (397)
Debiti tributari (378) (378)
Altre passività Correnti (58) - (58)
Imposte differite passive (54) - (54)
Attività nette acquisite 2.259 - 2.259
Avviamento relativo all'acquisizione 377
Totale attività nette acquisite 2.636
Importo pagato per cassa 2.636
Totale costo dell'acquisizione (A) 2.636
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (1.399)
Importo pagato per cassa 2.636
Totale variazione posizione finanziaria netta 1.237
Capitale investito (A) + (B) 1.237

Gli importi della società sono stati convertiti al cambio del 30 aprile 2024.

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.

235


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

Alfa Valvole S.r.l

In data 3 giugno 2024 Interpump Group ha annunciato di aver acquisito 100% del capitale della società Alfa Valvole S.r.l dalla statunitense IDEX Corporation.

La società opera nel settore delle valvole posizionandosi nel segmento di alta gamma per qualità e servizio offerto al cliente. Nel 2021 a seguito della fusione con OBL (società specializzata nella progettazione e produzione di pompe volumetriche) diviene un fornitore integrato di soluzioni per lo spostamento e la gestione dei fluidi di processo industriale. Nel 2023 la Società ha generato un fatturato pari a circa 28 milioni di euro, con un EBITDA margin di circa il 26%. Il prezzo complessivo dell'operazione è fissato in 55,2 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 13.375 - 13.375
Crediti commerciali 7.992 - 7.992
Rimanenze 6.675 - 6.675
Crediti tributari 384 - 384
Altre attività Correnti 301 - 301
Immobili, impianti e macchinari 2.841 7.273 10.114
Altre immobilizzazioni immateriali 100 4.971 5.071
Imposte differite attive 654 - 654
Altre attività non Correnti 22 - 22
Debiti commerciali (3.274) - (3.274)
Debiti per leasing (quota corrente) (100) - (100)
Debiti tributari (750) (750)
Altre passività Correnti (2.146) - (2.146)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (60) - (60)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (178) - (178)
Passività per benefit ai dipendenti (TFR) (941) - (941)
Imposte differite passive (15) (3.416) (3.431)
Quote di pertinenza di terzi (502) - (502)
Attività nette acquisite 24.378 8.828 33.206
Avviamento relativo all'acquisizione 21.740
Totale attività nette acquisite 54.946
Importo pagato per cassa 54.946
Totale costo dell'acquisizione (A) 54.946
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (13.097)
Importo pagato per cassa 54.946
Totale variazione posizione finanziaria netta 41.849
Capitale investito (A) + (B) 41.849

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Acqua e non ha rilevanza fiscale.

236


B. BILANCIO CONSOLIDATO

emarket

sdir sforzage

CERTIFIED

H.S. S.r.l

In data 11 luglio 2024 Interpump Group ha acquisito 100% del capitale della società H.S S.r.l tramite la controllata Inoxihp S.r.l.

La società opera nel settore oleodinamico ed è specializzata nella progettazione e produzione di sistemi idraulici e oleodinamici, contraddistinti da elevati standard qualitativi e produttivi. Nel 2023 la Società ha generato un fatturato pari a circa 4 milioni di euro. Il prezzo complessivo dell'operazione è fissato in 0,1 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 88 - 88
Crediti commerciali 2.311 - 2.311
Rimanenze 1.078 - 1.078
Crediti tributari 44 - 44
Altre attività Correnti 8 - 8
Immobili, impianti e macchinari 385 - 385
Altre immobilizzazioni immateriali 10 - 10
Imposte differite attive 228 - 228
Altre attività non Correnti 50 - 50
Debiti commerciali (1.549) - (1.549)
Debiti bancari (569) - (569)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (216) - (216)
Debiti per leasing (quota corrente) (124) - (124)
Debiti tributari (71) - (71)
Altre passività Correnti (284) - (284)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota medio-lungo termine) (256) - (256)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (194) - (194)
Passività per benefit ai dipendenti (TFR) (652) - (652)
Imposte differite passive (8) (8)
Attività nette acquisite 279 - 279
Avviamento negativo relativo all'acquisizione (179)
Totale attività nette acquisite 100
Importo pagato per cassa 100
Totale costo dell'acquisizione (A) 100
Posizione finanziaria netta acquisita (B) 1.271
Importo pagato per cassa 100
Totale variazione posizione finanziaria netta 1.371
Capitale investito (A) + (B) 1.371

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Acqua e non ha rilevanza fiscale.

237


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda

In data 24 ottobre 2024 il Gruppo Interpump ha sottoscritto un contratto vincolante (signing) per l'acquisizione del 59% del capitale, tramite la controllata IPH Brasile, della Società Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda operante nel settore dei cilindri idraulici.

La società è specializzata nella produzione di cilindri idraulici coprendo l'intero processo produttivo e avendo come mercati di riferimento quelli delle costruzioni e dell'agricoltura. Il prezzo dell'operazione è stato pari a circa 17,5 milioni di euro e sono già stati definiti i meccanismi di "put&call" attraverso i quali il Gruppo potrà acquisire il rimanente 41%, in quattro tranche, le prime due esercitabili (corrispondenti al 16%) a partire dall'approvazione del bilancio 2025, le altre due (corrispondenti al rimanente 25%) a partire dall'approvazione del bilancio 2029.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, definitiva, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 3.626 - 3.626
Crediti commerciali 2.990 - 2.990
Rimanenze 5.083 - 5.083
Crediti tributari 291 - 291
Altre attività Correnti 63 - 63
Immobili, impianti e macchinari 4.023 5.848 9.939
Altre immobilizzazioni immateriali 29 3.018 3.047
Imposte differite attive 628 - 628
Altre attività non Correnti 10 - 10
Debiti commerciali (1.931) - (1.931)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (2) - (2)
Debiti per leasing (quota corrente) (24) - (24)
Debiti tributari (210) - (210)
Altre passività Correnti (1.065) - (1.065)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota medio-lungo termine) (138) - (138)
Debiti per leasing (quota a medio/lungo termine) (44) - (44)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (24) - (24)
Fondi per rischi e oneri (quota medio-lungo termine) (691) - (691)
Imposte differite passive - (3.014) (3.014)
Attività nette acquisite 12.682 5.852 18.534
Avviamento relativo all'acquisizione 17.210
Totale attività nette acquisite 35.744
Importo pagato per cassa 13.541
Debito per acquisto partecipazioni 22.203
Totale costo dell'acquisizione (A) 35.744
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (3.418)
Importo pagato per cassa 13.541
Importo da pagare 22.203
Totale variazione posizione finanziaria netta 32.326
Capitale investito (A) + (B) 32.326

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED
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Gli importi della società sono stati convertiti al cambio del 30 novembre 2024.

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.

239


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

Gruppo Padoan

In data 16 giugno 2025 il Gruppo Interpump ha sottoscritto un contratto vincolante per l'acquisizione, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.A e con efficacia dal 1° luglio 2025, del 65% del capitale di Padoan S.r.l., società specializzata nel settore dei serbatoi per veicoli industriali e per macchinari.

Fondata nel 1937 con sede a Olmi di S. Biagio di Callalta (TV) e oltre 50 dipendenti, la Società ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa € 15 milioni e un EBITDA margin superiore al 17%. Padoan è stata valutata circa 16 milioni di euro per il 100% (Enterprise Value) e sono già stati definiti i meccanismi di "put&call" attraverso i quali Interpump Group potrà acquisire le rimanenti quote a partire da luglio 2030.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, provvisoria, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 2.112 - 2.112
Crediti commerciali 2.997 - 2.997
Rimanenze 3.201 - 3.201
Crediti tributari 228 - 228
Altre attività Correnti 342 - 342
Immobili, impianti e macchinari 7.546 - 7.546
Altre immobilizzazioni immateriali 614 - 614
Altre immobilizzazioni finanziarie 134 - 134
Imposte differite attive 79 - 79
Altre attività non correnti 89 - 89
Debiti commerciali (2.604) - (2.604)
Debiti bancari (1.409) - (1.409)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (1.310) - (1.310)
Debiti per leasing (quota corrente) (10) - (10)
Debiti tributari (904) - (904)
Altre passività Correnti (841) - (841)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota medio-lungo termine) (3.498) - (3.498)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (15) - (15)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (1.428) - (1.428)
Fondi per rischi e oneri (quota medio-lungo termine) (128) - (128)
Passività per benefit ai dipendenti (TFR) (631) - (631)
Imposte differite passive (4) - (4)
Altre passività a medi-lungo termine (1) - (1)
Quota di pertinenza di terzi (154) - (154)
Attività nette acquisite 4.405 - 4.405
Avviamento relativo all'acquisizione 14.426
Totale attività nette acquisite 18.831
Importo pagato per cassa 6.600
Debito per acquisto partecipazioni 12.231
Totale costo dell'acquisizione (A) 18.831
Posizione finanziaria netta acquisita (B) 5.543
Importo pagato per cassa 6.600
Importo da pagare 12.231
Totale variazione posizione finanziaria netta 24.374
Capitale investito (A) + (B) 24.374

240


B. BILANCIO CONSOLIDATO
emarket
soln storage
CERTIFIED

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.
L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.
La società è stata consolidata integralmente dal 1° luglio 2025.

Dalla data di acquisizione la società ha contribuito ai ricavi del Gruppo per circa 9 milioni di euro con effetto non significativo sull'utile netto. Se l'aggregazione aziendale fosse avvenuta ad inizio 2025, la contribuzione ai ricavi del Gruppo sarebbe stata pari a 18 milioni di euro con effetto sull'utile pari a 0,5 milioni di euro.

241


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Tutto Hidraulicos Ltda

In data 24 ottobre 2025 Interpump Group ha acquisito 100% del capitale della società Tutto Hidraulicos Ltda tramite la controllata Hidrover Ltda, società specializzata nel settore dei cilindri idraulici.

Fondata nel 2008 con sede a Caxias do Sul (Brasile) e oltre 110 dipendenti.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, provvisoria, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 819 - 819
Crediti commerciali 2.539 - 2.539
Rimanenze 1.132 - 1.132
Crediti tributari 37 - 37
Altre attività Correnti 26 - 26
Immobili, impianti e macchinari 1.518 - 1.518
Altre immobilizzazioni immateriali 15 1.441 1.456
Imposte differite attive 80 - 80
Altre attività non correnti 14 - 14
Debiti commerciali (806) - (806)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (12) - (12)
Debiti per leasing (quota corrente) (183) - (183)
Debiti tributari (557) - (557)
Altre passività Correnti (298) - (298)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (14) - (14)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (290) - (290)
Fondi per rischi e oneri (quota medio-lungo termine) (965) - (965)
Imposte differite passive - (490) (490)
Attività nette acquisite 3.055 951 4.006
Avviamento relativo all'acquisizione 8.444
Totale attività nette acquisite 12.450
Importo pagato per cassa 6.848
Debito per acquisto partecipazioni 5.602
Totale costo dell'acquisizione (A) 12.450
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (334)
Importo pagato per cassa 6.848
Importo da pagare 5.602
Totale variazione posizione finanziaria netta 12.116
Capitale investito (A) + (B) 12.116

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.

La società è stata contabilizzata integralmente dal 1° novembre 2025.

Dalla data di acquisizione la società ha contribuito ai ricavi del Gruppo per 1,3 milioni di euro con effetto non significativo sull'utile netto. Se l'aggregazione aziendale fosse avvenuta ad inizio 2025, la contribuzione ai ricavi del Gruppo sarebbe stata pari a 11,6 milioni di euro con effetto sull'utile pari a 1,3 milioni di euro.


B. BILANCIO CONSOLIDATO
emarket
soln storage
CERTIFIED

Borghi Assali S.r.l.

In data 4 novembre 2025 Interpump Group ha acquisito 70% del capitale della società Borghi Assali S.r.l tramite la controllata Reggiana Riduttori Srl, società specializzata nella progettazione e produzione di assali sterzanti idraulici ed elettrici per veicoli industriali.

Fondata nel 1971 con sede a Bomporto (MO, Italia), la Società ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre € 12 milioni e un EBITDA margin di circa il 15%. Borghi Assali è stata valutata circa 8 milioni di euro per il 100% e sono già stati definiti i meccanismi di "put&call" attraverso i quali Interpump Group potrà acquisire le rimanenti quote a partire da ottobre 2030.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, provvisoria, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 3.180 - 3.180
Crediti commerciali 970 - 970
Rimanenze 4.913 - 4.913
Crediti tributari 492 - 492
Altre attività Correnti 1.027 - 1.027
Immobili, impianti e macchinari 5.957 - 5.957
Altre immobilizzazioni immateriali 84 - 84
Imposte differite attive 449 - 449
Debiti commerciali (1.791) - (1.791)
Debiti bancari (19) - (19)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (693) - (693)
Debiti tributari (1.734) - (1.734)
Altre passività Correnti (688) - (688)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota medio-lungo termine) (281) - (281)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (364) - (364)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (2.957) - (2.957)
Passività per benefit ai dipendenti (TFR) (383) - (383)
Imposte differite passive (16) - (16)
Attività nette acquisite 8.146 - 8.146
Avviamento negativo relativo all'acquisizione (400)
Totale attività nette acquisite 7.746
Importo pagato per cassa 5.170
Debito per acquisto partecipazioni 2.576
Totale costo dell'acquisizione (A) 7.746
Posizione finanziaria netta acquisita (B) 770
Importo pagato per cassa 5.170
Importo da pagare 2.576
Totale variazione posizione finanziaria netta 8.516
Capitale investito (A) + (B) 8.516

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.

La società è stata contabilizzata integralmente dal 1° novembre 2025.

243


emarket
with storage
CERTIFIED
INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

Dalla data di acquisizione la società ha contribuito ai ricavi del Gruppo per 1,2 milioni di euro con un effetto sull'utile netto non significativo. Se l'aggregazione aziendale fosse avvenuta ad inizio 2025, la contribuzione ai ricavi del Gruppo sarebbe stata pari a 8,5 milioni di euro con un effetto sull'utile non significativo.

244


B. BILANCIO CONSOLIDATO
emarket
solir aborrage
CERTIFIED

Gruppo F.A.R.M.A.

In data 18 dicembre 2025 Interpump Group ha acquisito 100% del capitale della società F.A.R.M.A Srl tramite la controllata Interpump Hydraulics Spa, società specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per i serbatoi.

Fondata nel 1975 con sede a Medicina (BO, Italia) è stata valutata circa 22 milioni di euro.

L'allocazione del prezzo dell'acquisizione, provvisoria, è la seguente:

€/000 Importi acquisiti Aggiustamenti al fair value Valori di carico nella società acquirente
Disponibilità liquide 5.612 - 5.612
Crediti commerciali 3.841 - 3.841
Rimanenze 2.119 - 2.119
Crediti tributari 136 - 136
Altre attività Correnti 150 - 150
Immobili, impianti e macchinari 2.465 - 2.465
Altre immobilizzazioni immateriali 29 - 29
Imposte differite attive 51 - 51
Altre attività non correnti 70 - 70
Crediti tributari a medio-lungo termine 15 - 15
Debiti commerciali (1.791) - (1.791)
Debiti bancari (5) - (5)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota corrente) (1.412) - (1.412)
Debiti tributari (194) - (194)
Altre passività Correnti (507) - (507)
Debiti finanziari verso banche finanziamenti (quota medio-lungo termine) (361) - (361)
Fondi per rischi e oneri (quota corrente) (250) - (250)
Debiti per leasing (quota medio-lungo termine) (1.535) - (1.535)
Passività per benefit ai dipendenti (TFR) (1.329) - (1.329)
Attività nette acquisite 7.104 - 7.104
Avviamento relativo all'acquisizione 19.668
Totale attività nette acquisite 26.772
Importo pagato per cassa 25.102
Debito per acquisto partecipazioni 1.670
Totale costo dell'acquisizione (A) 26.772
Posizione finanziaria netta acquisita (B) (2.299)
Importo pagato per cassa 25.102
Importo da pagare 1.670
Totale variazione posizione finanziaria netta 24.473
Capitale investito (A) + (B) 24.473

L'operazione è stata contabilizzata seguendo il metodo dell'acquisizione.

L'avviamento è stato interamente allocato alla C.G.U. Olio e non ha rilevanza fiscale.

La società è stata contabilizzata integralmente dal 31 dicembre 2025.

Dalla data di acquisizione il Gruppo F.A.R.M.A. non ha contribuito ai ricavi del Gruppo in quanto è stato consolidato tenendo in considerazione i solo i saldi patrimoniali ai fini del presente bilancio, mentre gli effetti economici saranno inclusi a partire dal 1° gennaio 2026.

245


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

2.6 Commenti alle principali voci di stato patrimoniale

2.6.1 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Cassa 122 91
Depositi bancari 411.610 380.117
Altre disponibilità liquide 3.972 12.429
Totale 415.704 392.637

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 dicembre 2025 includono anche importi in valuta diversa dall'euro come di seguito elencato:

/000 Importo in € Importo in valuta originaria
Euro 295.799 295.799
Dollaro Americano 34.723 40.797
Renminbi Cinese 28.301 232.797
Real Brasiliano 15.025 96.704
Rupia Indiana 12.069 1.274.328
Sterlina Inglese 5.307 4.630
Won Coreano 4.392 7.452.822
Dollaro Neozelandese 3.983 8.117
Dollaro Canadese 2.999 4.823
Dollaro Australiano 2.024 3.557
Corona Danese 1.569 11.719
Peso Colombiano 1.564 6.933.417
Lira Turca 1.557 78.617
Rand Sud Africa 1.492 29.018
Zloty Polacco 1.266 5.346
Rublo Russo 1.058 97.462
Lev Bulgaro 753 1.472
Corona Svedese 503 5.439
Grivnia Ucraina 340 16.942
Peso Messicano 248 5.234
Franco Svizzero 244 227
Peso Cileno 212 224.927
Dollaro Singapore 108 163
Leu Rumeno 84 427
Leu Moldavo 79 1.565
Altre valute minori 5 n.a.
Totale 415.704

I depositi bancari includono al 31 dicembre 2025 anche conti deposito e conti vincolati per un nozionale complessivo di 32,9 milioni di euro ad un tasso fisso medio del 3,15%.

L'impiego della liquidità del Gruppo ha permesso nel 2025 di raggiungere un tasso medio di rendimento della liquidità dell'1,62% (1,86% nel 2024).

246


B. BILANCIO CONSOLIDATO
emarket
sdir sforzage
CERTIFIED

2.6.2 Crediti commerciali

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Crediti commerciali lordi 410.817 400.994
Fondo svalutazione crediti (13.564) (15.031)
Crediti commerciali netti 397.253 385.963

I movimenti del fondo svalutazione crediti sono i seguenti:

€/000 2025 2024
Saldi di apertura 15.031 13.992
Differenza cambi (460) 170
Variazione area di consolidamento 278 431
Riclassifiche - -
Accantonamenti dell'esercizio 1.694 2.994
Decrementi del periodo per eccedenze (1.982) (1.248)
Utilizzi del periodo (997) (1.308)
Saldo di chiusura 13.564 15.031

Gli accantonamenti dell'esercizio sono imputati negli altri costi operativi. Al 31 dicembre 2025 i crediti commerciali con scadenza superiore a 12 mesi ammontano a 554 €/000, mentre non sono presenti debiti commerciali con scadenza superiore a 12 mesi. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla nota 2.9 – Informazioni sui rischi.

2.6.3 Rimanenze

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Materie prime e componenti 237.715 266.682
Semilavorati 201.038 187.291
Prodotti finiti 240.231 246.641
Totale rimanenze 678.984 700.614

Le rimanenze sono al netto di un fondo svalutazione magazzino che ha avuto la seguente movimentazione:

€/000 2025 2024
Saldi di apertura 56.468 48.971
Differenza cambi (2.361) 739
Variazione area di consolidamento 1.301 3.315
Accantonamenti del periodo 11.207 6.994
Utilizzi del periodo (3.648) (2.326)
Riversamenti per eccedenze (1.429) (1.225)
Saldo di chiusura 61.538 56.468

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.6.4 Crediti tributari ed Altre attività correnti

I crediti tributari sono di seguito dettagliati:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Imposte Correnti 15.392 25.468
Crediti per IVA 16.910 18.588
Ritenute d'acconto 1.275 1.757
Altri crediti tributari 7.631 10.568
Totale Crediti tributari 41.208 56.381

La voce altri crediti tributari include principalmente gli altri crediti per imposte indirette (quali ad esempio crediti per imposte sostitutive) e crediti d'imposta.

Le altre attività correnti sono così composte:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Ratei e risconti attivi 13.143 11.701
Crediti per conguaglio prezzo partecipazioni - 1.894
Altri crediti 12.603 17.918
Altre attività correnti 2.436 3.134
Totale altre attività correnti 28.182 34.647

Le voci Altri crediti e Altre attività correnti accolgono tutti i crediti e le attività che non hanno trovato collocazione nelle altre voci di credito, come ad esempio acconti a fornitori, crediti per contributi, crediti verso il personale e gli enti previdenziali, depositi cauzionali attivi, esigibili entro i dodici mesi.

248


B. BILANCIO CONSOLIDATO

emorket

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2.6.5 Immobili, impianti e macchinari

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 1° gennaio 2024
Costo 482.226 724.681 186.700 146.889 1.540.496
Ammortamenti accumulati (110.866) (403.166) (149.548) (91.005) (754.585)
Valore netto contabile 371.360 321.515 37.152 55.884 785.911
Movimenti dell'esercizio 2024
Valore netto contabile di apertura 371.360 321.515 37.152 55.884 785.911
Differenze cambio 5.175 4.061 818 2.257 12.311
Variaz. area di consolidamento 11.778 3.981 182 658 16.599
Incrementi per acquisti 44.296 63.497 11.310 19.974 139.077
Incrementi per diritti d'uso 8.557 242 103 4.632 13.534
Alienazioni (729) (2.889) - (4.812) (8.430)
Estinzione anticipata diritti d'uso (3.670) (21) (21) (275) (3.987)
Rimisurazione diritti d'uso 140 1 - 24 165
Riclassifiche 49 (3.540) 3.068 172 (251)
Ammortamenti capitalizzati (72) (9) (5) (1) (87)
Rivalutazioni - 107 - - 107
Svalutazioni - (203) (68) - (271)
Ammortamenti (26.736) (49.447) (11.262) (13.486) (100.931)
Valore netto contabile di chiusura 410.148 337.295 41.277 65.027 853.747
Al 31 dicembre 2024
Costo 538.804 789.440 200.917 164.319 1.693.480
Ammortamenti accumulati (128.656) (452.145) (159.640) (99.292) (839.733)
Valore netto contabile 410.148 337.295 41.277 65.027 853.747
Movimenti dell'esercizio 2025
Valore netto contabile di apertura 410.148 337.295 41.277 65.027 853.747
Differenze cambio (13.780) (10.547) (2.179) (5.218) (31.724)
Variaz. area di consolidamento 9.733 6.327 866 560 17.486
Incrementi per acquisti 34.993 40.070 11.775 17.557 104.395
Incrementi per diritti d'uso 7.880 97 793 6.012 14.782
Alienazioni (1.325) (2.313) (411) (2.720) (6.769)
Estinzione anticipata diritti d'uso (1.064) (1) (183) (120) (1.368)
Rimisurazione diritti d'uso 2.464 (4) - (1) 2.459
Riclassifiche (224) 680 (84) (639) (267)
Ammortamenti capitalizzati (81) (24) (5) (1) (111)
Rivalutazioni - - - - -
Svalutazioni (241) (1.486) (2) - (1.729)
Ammortamenti (28.694) (49.892) (12.923) (14.784) (106.293)
Valore netto contabile di chiusura 419.809 320.202 38.924 65.673 844.608
Al 31 dicembre 2025
Costo 561.149 805.917 214.246 163.573 1.744.885
Ammortamenti accumulati (141.340) (485.715) (175.322) (97.900) (900.277)
Valore netto contabile 419.809 320.202 38.924 65.673 844.608

Il costo delle immobilizzazioni in corso, incluso nei valori netti contabili esposti nella tabella precedente, è il seguente:


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 1° gennaio 2024 32.631 40.130 457 195 73.413
Al 31 dicembre 2024 24.521 45.689 620 462 71.292
Al 31 dicembre 2025 13.857 17.348 527 374 32.106

Il valore netto contabile delle immobilizzazioni in leasing al 31 dicembre è il seguente:

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 31 dicembre 2024 81.330 1.643 1.262 8.786 93.021
Al 31 dicembre 2025 76.429 4.652 1.488 9.749 92.318

Gli ammortamenti sono stati imputati per 88.086 €/000 al costo del venduto (83.779 €/000 nel 2024), per 8.609 €/000 alle spese commerciali (7.581 €/000 nel 2024) e per 9.598 €/000 a spese generali ed amministrative (9.571 €/000 nel 2024).

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo aveva impegni contrattuali per l'acquisizione di immobilizzazioni materiali pari a 5.935 €/000 (9.601 €/000 al 31 dicembre 2024).

Al 31 dicembre 2025 non vi sono cespiti gravati da ipoteche e/o specifiche garanzie.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle Note 2.10 – Commenti al rendiconto finanziario e 2.11 – Impegni.

2.6.6 Avviamento

I movimenti dell'avviamento del 2025 sono stati i seguenti:

€/000 Saldo al 31/12/2024 Incrementi del periodo Decrementi del periodo Variazioni per differenze cambio Saldo al 31/12/2025
Settore Acqua 256.172 - - (5.361) 250.811
Settore Olio 581.626 42.538 (7.571) (1.563) 615.030
Totale avviamento 837.798 42.538 (7.571) (6.924) 865.841

Gli incrementi dell'esercizio, interamente avvenuti nel settore Olio, si riferiscono all'acquisizione del Gruppo Padoan, di Tutto Hidraulicos Ltda e del Gruppo F.A.R.M.A.

Il decremento del periodo, anch'esso interamente riferito al settore Olio, si riferisce all'aggiustamento relativo all'allocazione del prezzo di acquisizione della società Hidrover Equipamentos Hidraulicos Ltda.

Le variazioni per differenze cambio sono relative ad avviamenti in valuta.

L'avviamento acquisito attraverso aggregazioni aziendali è stato allocato, ai fini della verifica della perdita di valore, alle C.G.U. "Acqua" ed "Olio", che corrispondono ai due settori operativi, sui quali viene data specifica informativa.

250


B. BILANCIO CONSOLIDATO
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CERTIFIED

Il Gruppo ha effettuato il proprio impairment test al 31 dicembre 2025. Nel rivedere i propri indicatori di impairment, il Gruppo prende in considerazione, tra gli altri fattori, anche la propria capitalizzazione di borsa, che è risultata superiore al Patrimonio netto del Gruppo per tutto il 2025 e nei primi mesi del 2026. Il valore recuperabile desunto dal test di impairment è stato definito sulla base del calcolo del valore d'uso effettuato con il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) al netto delle imposte correnti. I flussi attesi, utilizzati nel calcolo del DCF, sono stati determinati sulla base di business plan della durata di 5 anni (2026-2030) che tengono in considerazione i vari scenari di riferimento e sulla base delle aspettative di sviluppo dei vari mercati.

Con riferimento alla predisposizione dei business plan quinquennali, si precisa che il Gruppo è potenzialmente esposto al rischio, al momento non quantificabile, derivante dall'impatto di future leggi e regolamenti più restrittivi in materia di efficienza energetica, cambiamento climatico, nonché da altre evoluzioni del quadro normativo e regolamentare applicabile che possa influenzare le attività del Gruppo. I business plan quinquennali, a supporto dell'impairment test sull'avviamento, non accolgono lo stanziamento di fondi rischi specifici, ma incorporano tuttavia nella loro predisposizione degli elementi di sostanziale prudenza in riduzione dei flussi attesi.

In particolare, il Gruppo ritiene che le politiche commerciali intraprese negli anni passati, volte a migliorare l'integrazione della propria rete produttiva e distributiva, assieme al consolidamento della crescita di alcuni importanti mercati di riferimento del Gruppo permetterà di incrementare i ricavi nel periodo 2026-2030 di circa il 3,1% per la C.G.U. "Settore Acqua" e di circa il 6,9% per la C.G.U. "Settore Olio", mantenendo una marginalità mediamente costante.

Per i periodi successivi al 2030 è stata utilizzata in via prudenziale una crescita perpetua del 1% per la C.G.U. "Settore Olio", mentre è stata utilizzata una crescita perpetua del 1,5% per la C.G.U. "Settore Acqua" in ragione della sostenibilità nel tempo dei vantaggi competitivi delle distinte C.G.U.

I flussi attesi così determinati sono stati ridotti di un fattore di sconto al fine di considerare il rischio di non realizzabilità dei piani futuri previsti. Il costo del capitale (WACC), al netto delle imposte, è stato determinato per le diverse C.G.U. come segue:

C.G.U. WACC
Settore Acqua 8,85%
Settore Olio 9,28%
Costo del capitale medio ponderato 9,12%

Il WACC medio ponderato utilizzato nel 2024 era stato pari all'8,62%.

È stata effettuata, inoltre, un'analisi di sensitività, come richiesto dal documento congiunto emesso da Banca d'Italia, Consob, ISVAP in data 3 marzo 2010. Riducendo del 10% i flussi attesi di ciascuna C.G.U. così come aumentando del 0,5% il costo del capitale utilizzato per attualizzare i flussi attesi non sarebbe comunque emersa alcuna necessità di svalutare l'avviamento.

251


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.6.7 Altre immobilizzazioni immateriali

€/000 Spese di sviluppo prodotti Brevetti marchi e diritti marchi e diritti industriali Altre immobilizzazioni in immateriali Totale
Al 1° gennaio 2024
Costo 47.408 116.261 32.508 196.177
Ammortamenti accumulati (34.425) (68.211) (22.768) (125.404)
Valore netto contabile 12.983 48.050 9.740 70.773
Movimenti dell'esercizio 2024
Valore netto contabile di apertura 12.983 48.050 9.740 70.773
Differenze cambio (161) (457) 118 (500)
Variazione dell'area di consolidamento - 10.215 199 10.414
Incrementi 2.977 446 5.693 9.116
Decrementi (28) - - (28)
Riclassifiche (1.442) 82 1.256 (104)
Svalutazioni (88) (8) - (96)
Ammortamenti capitalizzati - - - -
Ammortamenti (1.718) (7.819) (3.142) (12.679)
Valore netto contabile di chiusura 12.523 50.509 13.864 76.896
Al 31 dicembre 2024
Costo 48.530 126.835 40.464 215.829
Ammortamenti accumulati (36.007) (76.326) (26.600) (138.933)
Valore netto contabile 12.523 50.509 13.864 76.896
Movimenti dell'esercizio 2025
Valore netto contabile di apertura 12.523 50.509 13.864 76.896
Differenze cambio (142) (984) (698) (1.824)
Variazione dell'area di consolidamento - 1.936 247 2.183
Incrementi 2.814 1.791 5.176 9.781
Decrementi (8) (5) 0 (13)
Riclassifiche (2.661) 70 2.856 265
Svalutazioni (215) (69) - (284)
Ammortamenti capitalizzati - - - -
Ammortamenti (1.873) (6.869) (4.202) (12.944)
Valore netto contabile di chiusura 10.438 46.379 17.243 74.060
Al 31 dicembre 2025
Costo 47.370 127.210 48.903 223.483
Ammortamenti accumulati (36.932) (80.831) (31.660) (149.423)
Valore netto contabile 10.438 46.379 17.243 74.060

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Il costo delle immobilizzazioni in corso, incluso nei valori netti contabili esposti nella tabella precedente è il seguente:

€/000 Spese di sviluppo prodotti Brevetti marchi e diritti marchi e diritti industriali Altre immobilizzazioni immateriali Totale
Al 1° gennaio 2024 10.361 16 3.733 14.110
Al 31 dicembre 2024 8.141 16 5.461 13.618
Al 31 dicembre 2025 5.752 596 2.820 9.168

Relativamente alle immobilizzazioni in corso si precisa che il Gruppo ha valutato la recuperabilità delle stesse, senza identificare indicatori di perdite di valore.

Gli ammortamenti sono stati imputati interamente a spese generali ed amministrative. Le spese di sviluppo prodotti sono composti principalmente da costi interni capitalizzati.

2.6.8 Altre attività finanziarie

Sono così composte:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Partecipazioni in società controllate non consolidate 3.111 1.982
Attività per benefit a dipendenti 1.745 1.652
Finanziamenti a società controllate non consolidate 250 -
Altre attività finanziarie 433 314
Totale 5.539 3.948

La loro movimentazione è stata la seguente:

€/000 2025 2024
Saldo iniziale 3.948 3.293
Differenze cambio (92) (225)
Variazione dell'area di consolidamento 923 196
Riclassifiche (140) (28)
Incrementi del periodo 1.171 741
Variazione del fair value 38 32
Decrementi del periodo (309) (61)
Saldo finale 5.539 3.948

Il dettaglio del valore delle partecipazioni in società controllate non consolidate è il seguente:

€/000 31/12/2025 % di possesso 31/12/2024 % di possesso
Interpump Hydraulics RUS 1.532 100% 1.170 100%
General Pump China 587 100% 580 100%
Interpump Antriebstechnik GmbH 55 100% 36 100%
Walvoil Fluid Power Mexico S.A. DE C.V. 86 100% 196 100%
Nuova S.M. Srl 823 100% - 100%
Interpump Hydraulics Perù S.a.c. 28 90% - 90%
Hammelmann Vostok - 100% - 100%
Totale società controllate non consolidate 3.111 1.982

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

General Pump China, Interpump Hydraulics RUS, Interpump Hydraulics Perù, Hammelmann Vostok, Interpump Antriebstechnik, Walvoil Mexico e Nuova S.M. Srl sono società controllate che tuttavia non sono state consolidate a causa delle loro ridotte dimensioni.

Nel 2024, il valore della partecipazione in Interpump Hydraulics Perù, società distributiva con sede a Lima, costituita a fine 2015 allo scopo di rafforzare la presenza diretta del Gruppo in Sud America, era stato azzerato ed era stato costituito un fondo rischi per 140 €/000 in funzione delle perdite realizzate principalmente dalla società nella fase di start-up. Nel corso del 2025 si è provveduto a una rivalutazione della partecipazione grazie ai risultati positivi ottenuti dalla società nell'esercizio.

A fine 2021 è stata costituita Hammelmann Vostok con l'obiettivo di supportare le vendite di Hammelmann in Russia e garantire una maggiore presenza in questo mercato. In considerazione del perdurare del conflitto Russia-Ucraina il valore della partecipazione è stato azzerato.

Nel corso del 2024 è stata costituita Walvoil Fluid Power Mexico con l'obiettivo di sviluppare nei prossimi anni le vendite di prodotti oleodinamici ed elettronici per il mercato locale. Nel 2025 il valore della partecipazione è stato ridotto a fronte dell'andamento dell'esercizio, ancora impattato dalla fase di start-up.

Nel 2025 è stata acquisita la società Nuova S.M. Srl, attraverso la società controllata Pioli Srl. La società è specializzata nelle lavorazioni dei metalli conto terzi.

In relazione agli strumenti finanziari rilevati nella situazione patrimoniale-finanziaria al fair value (attività per benefit a dipendenti ed altre attività finanziarie) i principi contabili internazionali richiedono che tali valori siano classificati sulla base di una gerarchia di livelli che rifletta la significatività degli input utilizzati nella determinazione del fair value e suddivisi in base alla ricorrenza nella loro valutazione. I principi contabili internazionali individuano i seguenti livelli:

  • Livello 1: quotazioni rilevate su un mercato attivo per attività e passività oggetto di valutazione;
  • Livello 2: input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato;
  • Livello 3: input che non sono basati su dati di mercato osservabili.

La seguente tabella evidenzia gli strumenti finanziari che sono valutati al fair value al 31 dicembre 2025, per livello:

€/000 Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Altre attività finanziarie 1.911 - 139 2.050
Totale attività 1.911 - 139 2.050

Nel corso del 2025 non ci sono stati trasferimenti tra i diversi livelli.

Tutte le valutazioni al fair value esposte nella precedente tabella sono da considerarsi ricorrenti, il Gruppo non ha infatti effettuato nel 2025 alcuna valutazione al fair value non ricorrente.


B. BILANCIO CONSOLIDATO
emarket
sdir sforzage
CERTIFIED

2.6.9 Imposte differite attive e passive

I movimenti delle imposte differite attive e passive dell'esercizio sono stati i seguenti:

€/000 Imposte differite attive Imposte differite passive
2025 2024 2025 2024
Al 31 dicembre dell'esercizio precedente 43.640 72.509 32.753 54.524
Differenze cambio (1.335) 148 (3.292) 993
Variazione dell'area di consolidamento 659 2.196 2.498 8.203
Imputazione a conto economico dell'esercizio (830) (6.371) 39 (2.248)
Riclassifiche (339) (24.855) (66) (28.732)
Imputazione a riserve dell'esercizio (183) 13 36 13
Al 31 dicembre dell'esercizio corrente 41.612 43.640 31.968 32.753

Le imposte differite imputate direttamente a patrimonio netto sono relative alla rimisurazione dei piani a benefici definiti.

Le imposte differite attive e passive sono riferite alle seguenti voci della situazione patrimoniale-finanziaria:

€/000 Imposte differite attive Imposte differite passive
2025 2024 2025 2024
Immobili, impianti e macchinari 12.608 14.938 27.940 29.312
Diritti d'uso - - 22.461 21.978
Immobilizzazioni immateriali 12.874 14.010 23.194 24.030
Partecipazioni 555 506 30 29
Rimanenze 25.822 25.566 14 0
Crediti 1.138 1.331 86 5
Passività per benefit ai dipendenti 1.239 1.037 169 99
Passività per leasing 16.433 17.505 - -
Fondi rischi ed oneri 3.717 4.255 33 -
Perdite fiscali pregresse 3.203 3.212 - -
Costi piani di stock option 909 - - -
Altri 8.432 7.480 3.359 3.500
Compensazione delle imposte differite (45.318) (46.200) (45.318) (46.200)
Totale 41.612 43.640 31.968 32.753

Non sono state contabilizzate imposte differite passive sulle riserve in sospensione d'imposta in quanto non se ne prevede la distribuzione (si veda la nota 2.6.17).

255


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.6.10 Attività e passività destinate alla vendita

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo non ha attività destinate alla vendita.

2.6.11 Debiti finanziari fruttiferi di interessi e Debiti bancari

I principali finanziamenti sono soggetti ciascuno al rispetto di alcuni dei seguenti covenants finanziari calcolati sui valori consolidati:

  • Indebitamento finanziario netto / Patrimonio Netto;
  • Indebitamento finanziario netto / EBITDA;
  • EBITDA / Oneri finanziari.

Al 31 dicembre 2025 tutti i covenant finanziari sono stati ampiamente rispettati.

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Correnti
Debiti bancari 33.688 33.236
Finanziamenti bancari 212.384 223.029
Leasing 19.539 18.795
Altri debiti finanziari 108 95
Totale debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi 232.031 241.919
Non correnti
Finanziamenti bancari 283.780 368.174
Prestiti obbligazionari 99.517 99.424
Leasing 57.538 58.630
Finanziamenti soci - -
Altri debiti finanziari 249 298
Totale debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi 441.084 526.526

Al 31 dicembre 2025, i finanziamenti fruttiferi di interessi a tasso fisso ammontavano a 104.200 €/000, mentre tutti gli altri erano a tasso variabile.

256


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

I debiti bancari e i finanziamenti fruttiferi di interessi includono 27.596 €/000 denominati in valute diverse dall'euro, principalmente in dollaro americano, renminbi cinese, sterlina inglese, dollaro neozelandese, rupia indiana, dollaro australiano, leu rumeno, dollaro canadese, peso cileno, real brasiliano, franco svizzero e rupia indiana relativi alle controllate estere. Gli importi denominati in valute diverse dall'euro sono i seguenti:

€/000 Debiti bancari Debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi Debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi Totale
Dollaro Americano - 2.598 2.738 5.336
Renminbi Cinese 4 1.876 1.464 3.344
Sterlina Inglese 2 1.127 3.331 4.460
Dollaro Neozelandese - 596 1.465 2.061
Rupia Indiana 3 708 909 1.620
Dollaro Australiano - 466 1.041 1.507
Leu Rumeno 2.699 7 4 2.710
Dollaro Canadese 118 335 455 908
Peso Cileno - 184 969 953
Real Brasiliano 5 482 897 1.384
Rand Sud Africa - 220 167 387
Peso Messicano 3 124 199 326
Corona Danese - 140 312 452
Corona Svedese - 102 127 229
Won Coreano - 70 231 301
Zloty Polacco - 127 169 296
Franco Svizzero 129 293 466 888
Rublo Russo - 54 77 131
Dollaro Singapore - 13 - 13
Lev Bulgaro - 10 24 34
Peso Colombiano - 64 66 130
Lica Turca - 65 53 118
Totale 2.963 9.669 14.964 27.596

I tassi dei debiti finanziari fruttiferi di interessi sono stati i seguenti:

% 31/12/2025 31/12/2024
Finanziamenti bancari Euribor + 0,91 (spread medio) Euribor + 0,82 (spread medio)
Prestiti obbligazionari 4,17 4,17
Leasing finanziari 6,17 6,01

Al 31 dicembre 2025 e nel corso dell'esercizio nessun finanziamento in essere risulta assistito da garanzie.

257


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Al 31 dicembre i debiti per leasing erano così composti:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
€/000 Entro l'esercizio Tra uno e cinque anni Oltre cinque anni Totale Entro l'esercizio Tra uno e cinque anni Oltre cinque anni Totale
Pagamento canoni dovuti per contratti di leasing 22.623 44.304 22.171 89.098 22.633 46.800 23.791 93.224
Quota di interessi (3.084) (6.262) (2.675) (12.021) (3.838) (9.548) (2.413) (15.799)
Valore attuale dei debiti per leasing 19.539 38.042 19.496 77.077 18.795 37.252 21.378 77.425

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo ha in essere alcuni contratti di leasing relativamente a fabbricati industriali, impianti e macchinari il cui valore contabile, pari a complessivi 92.318 €/000 (93.021 €/000 al 31 dicembre 2024), è stato incluso nella voce Immobili, impianti e macchinari (Nota 2.6.5).

Le scadenze dei finanziamenti fruttiferi di interessi non correnti sono le seguenti:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Entro 2 anni 158.317 200.357
Da 2 a 5 anni 182.085 220.284
Oltre 5 anni 100.682 105.885
Totale 441.084 526.526

Il Gruppo ha le seguenti linee di credito non utilizzate alla data di chiusura dell'esercizio:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Anticipi export e portafoglio Italia 161.929 165.248
Finanziamenti a medio-lungo termine 81.186 -
Prestiti obbligazionari a medio-lungo termine 162.349 183.617
Totale 405.464 348.865

Per ulteriori approfondimenti sul rischio di liquidità e sul rischio tasso d'interesse si rimanda alla Nota 2.9 – Informazioni sui rischi.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e degli impegni predisposto in linea con l'orientamento ESMA 32-382-1138 e recepito dal richiamo di attenzione Consob n.5/21 è così composto:

€/000 31/12/2025 31/12/2024 31/12/2023
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 415.704 392.637 334.483
Debiti bancari (anticipi e s.b.f.) (33.688) (33.236) (52.469)
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota corrente) (232.031) (241.919) (264.911)
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota non corrente) (441.084) (526.526) (503.600)
Posizione finanziaria netta (291.099) (409.044) (486.497)
Impegno per acquisto partecipazioni (quota corrente) (25.277) (5.725) (38.354)
Impegno per acquisto partecipazioni (quota non corrente) (59.739) (61.346) (42.810)
Totale indebitamento finanziario netto (376.115) (476.115) (567.661)

2.6.12 Debiti commerciali, Debiti tributari ed Altre passività correnti

I debiti commerciali ammontano a complessivi 233.564 €/000 (237.371 €/000 nel 2024) e sono principalmente composti da debiti verso fornitori per merci e servizi.

I debiti tributari sono di seguito dettagliati:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Imposte correnti 22.516 15.101
Debiti per IVA 4.731 5.642
Altri debiti tributari 9.200 7.617
Totale debiti tributari 36.447 28.360

La voce altri debiti tributari è principalmente composta da ritenute d'acconto.

Le altre passività correnti sono così composte:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Debiti per acquisto partecipazioni 25.277 5.725
Altri debiti a breve termine 123.739 132.199
Contributi statali - 444
Altre 9.262 10.424
Totale 158.278 148.792

L'incremento nei debiti per acquisto di partecipazioni si riferisce principalmente alla riclassifica a breve termine di opzioni put and call sulle quote residue di società controllate; pertanto, riclassificate dalle altre passività non correnti (si rimanda alla Nota 2.6.15).

Gli altri debiti a breve termine riguardano prevalentemente debiti verso il personale, amministratori, sindaci e verso enti previdenziali.

259


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.6.13 Fondi rischi ed oneri

I movimenti sono stati i seguenti:

€/000 Fondo garanzia prodotti Trattamento fine rapporto amministratori Fondo indennità suppletiva clientela Fondo resi su vendite Fondo rischi su partecipazioni Altri Totale
Saldo al 31/12/2024 7.508 8.193 1.360 543 140 4.250 21.994
Differenza cambio (272) - - (6) - (144) (422)
Incremento dell'esercizio 2.626 - 54 65 - 1.045 4.150
Eccedenza riversata a conto economico (1.681) (1.050) (111) - - (212) (3.054)
Variazione dell'area di consolidamento - - - - - 1.736 1.736
Riclassifiche - - - - (140) 309 169
Utilizzi dell'esercizio (1.857) - (38) - - (956) (2.851)
Saldo al 31/12/2025 6.324 7.143 1.265 602 - 6.388 21.722

Il saldo degli altri fondi al 31 dicembre 2025 si riferisce a diverse situazioni di contenzioso o di passività stimate in essere nelle società del Gruppo. L'Incremento registrato nell'esercizio si riferisce principalmente al fondo garanzia prodotti. Il fondo relativo al trattamento di fine rapporto amministratori si riferisce al Dott. Fulvio Montipò, fondatore del Gruppo, definito dal Consiglio di Amministrazione del 16 marzo 2020.

Il saldo finale è così classificato nella situazione patrimoniale-finanziaria:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Quota corrente 8.862 8.858
Quota non corrente 12.860 13.136
Totale 21.722 21.994

La Capogruppo ed alcune sue controllate sono parte in causa in alcune controversie per entità relativamente limitate. Si ritiene tuttavia che la risoluzione di tali controversie non debba generare per il Gruppo passività di rilievo per le quali non risultino già stanziati appositi fondi rischi.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.6.14 Passività per benefit ai dipendenti

Passività per piani a benefici definiti

I movimenti della passività sono stati i seguenti:

€/000 2025 2024
Passività al 1° gennaio 21.292 21.061
Quota imputata a conto economico nel periodo 1.466 1.722
Riclassifiche ad altre passività correnti (78) (75)
Rilevazione a patrimonio netto dei risultati attuariali (900) (6)
Variazione area di consolidamento 2.341 1.593
Pagamenti effettuati (2.126) (3.003)
Passività al 31 dicembre 21.995 21.292

A conto economico sono state registrate le seguenti voci:

€/000 2025 2024
Costo del servizio corrente (Current service cost) 914 972
Oneri (Proventi) finanziari 552 750
Totale registrato a conto economico 1.466 1.722

Gli effetti a conto economico sono stati imputati come segue:

€/000 2025 2024
Costo del venduto 499 538
Spese commerciali 198 211
Spese generali ed amministrative 217 223
Oneri (Proventi) finanziari 552 750
Totale 1.466 1.722

Le passività per piani a benefici definiti (TFR) sono state determinate con le seguenti ipotesi attuariali:

Unità di misura 2025 2024
Tasso di attualizzazione % 3,63 3,24
Tasso atteso di crescita delle retribuzioni* % 2,50 2,50
Percentuale attesa di dipendenti che si dimettono (turnover)** % 5,86 5,84
Tasso incremento annuale costo della vita % 1,90 2,00
Anzianità lavorativa media in azienda dei dipendenti Anni 13,41 13,46
  • = ricavato come media aritmetica dei tassi di incremento della retribuzione per categoria, usati nella valutazione, ponderata con la retribuzione di ogni singola categoria.
    ** = percentuale media annua di uscita, per qualsiasi causa, nei primi dieci anni successivi alla valutazione.

261


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Fair Storage
CERTIFIED

La seguente tabella riepiloga l'analisi di sensitività condotta sul tasso di attualizzazione, mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito di variazioni ragionevolmente possibili del tasso al 31 dicembre 2025.

Analisi di sensitività TFR €/000
Variazione tasso di attualizzazione + 0,5% 21.219
Variazione tasso di attualizzazione - 0,5% 22.975

Il tasso di interesse di attualizzazione, alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria, è calcolato, come richiesto dallo IAS 19, facendo riferimento ai rendimenti di mercato degli "high quality corporate bonds", ovvero ai rendimenti di titoli caratterizzati da un profilo di rischio di credito contenuto. Sono stati pertanto presi in considerazione solo i titoli emessi da emittenti corporate compresi nella classe "AA" di rating, col presupposto che tale classe identifichi un livello elevato di rating nell'ambito dell'insieme dei titoli "Investment Grade" (IG) ed escludendo, in tal modo, i titoli più rischiosi. Considerando che lo IAS 19 non fa esplicito riferimento ad uno specifico settore merceologico, si è optato per una curva di mercato "Composite" che riassume quindi le condizioni di mercato in essere alla data di valutazione per i titoli emessi da società appartenenti a diversi settori, tra cui utility, telefonici, finanziari, bancari e industriali.

2.6.15 Altre passività non correnti

€/000 2025 2024
Debiti per acquisto partecipazioni 59.739 61.346
Debiti a medio lungo termine verso il personale 2.448 2.649
Altre 15.453 16.033
Totale 77.640 80.028

I movimenti delle altre passività non correnti sono stati i seguenti:

€/000 2025 2024
Passività al 1° gennaio 80.028 60.990
Differenza cambio (631) (173)
Variazione area di consolidamento 1 502
Quota imputata a conto economico nel periodo 3.313 1.938
Riclassifiche ad altre passività correnti (19.082) (2.156)
Variazione del fair value 3.609 (6.698)
Incrementi debiti a medio lungo termine 13.607 29.708
Pagamenti effettuati (3.205) (4.083)
Passività al 31 dicembre 77.640 80.028

La quota imputata a conto economico delle altre passività non correnti si riferisce principalmente agli interessi passivi su put option, mentre le variazioni al fair value si riferiscono agli adeguamenti positivi o negativi della stima del debito per acquisto partecipazioni per la quota a medio lungo termine.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.6.16 Capitale sociale

Il capitale sociale è composto da n. 108.879.294 azioni ordinarie del valore nominale di 0,52 euro per azione ed ammonta pertanto a 56.617.232,88 euro. Il capitale sociale rappresentato in bilancio ammonta invece a 55.320 €/000, in quanto il valore nominale delle azioni proprie acquistate, al netto di quelle vendute, è stato portato in riduzione del capitale sociale in accordo con i principi contabili di riferimento. Al 31 dicembre 2025 Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.494.087 azioni pari al 2,291% del capitale, acquistate ad un costo medio unitario di € 37,96064.

I movimenti delle azioni proprie nel corso degli ultimi due esercizi sono stati i seguenti:

Numero
Saldo al 1° gennaio 2024 1.908.863
Acquisti del 2024 250.000
Cessione di azioni per esercizio di stock option (20.500)
Saldo al 31 dicembre 2024 2.138.363
Acquisti del 2025 500.000
Cessione di azioni per esercizio di stock option (144.276)
Saldo al 31 dicembre 2025 2.494.087

Tenendo in considerazione le azioni proprie, il numero di azioni in circolazione ha avuto i seguenti movimenti:

Numero di azioni
2025 2024
Azioni ordinarie esistenti al 1° gennaio 108.879.294 108.879.294
Azioni proprie in portafoglio (2.138.363) (1.908.863)
Azioni in circolazione al 1° gennaio 106.740.931 106.970.431
Azioni proprie acquistate (500.000) (250.000)
Azioni proprie cedute 144.276 20.500
Totale azioni in circolazione al 31 dicembre 106.385.207 106.740.931

Gli obiettivi identificati dal Gruppo nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti ed il supporto allo sviluppo del Gruppo, sia organico sia attraverso acquisizioni mirate. Il Gruppo intende pertanto mantenere un adeguato livello di capitalizzazione, che permetta nel contempo di realizzare un soddisfacente ritorno economico per gli azionisti e di garantire l'economia accessibilità a fonti esterne di finanziamento. Il Gruppo monitora costantemente l'evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio netto e la generazione di cassa delle sue attività industriali. Al fine di raggiungere gli obiettivi sopra riportati il Gruppo persegue il costante controllo dei flussi di cassa generati dai business nei quali opera, sia attraverso il miglioramento o il mantenimento della redditività, sia attraverso un'attenta gestione del capitale circolante e degli altri investimenti.

Per capitale si intende sia il valore apportato dagli azionisti di Interpump Group (capitale sociale e riserva sovrapprezzo, complessivamente pari a 92.993 €/000 al 31 dicembre 2025 e 98.069 €/000 al 31 dicembre 2024), sia il valore generato dal Gruppo in termini di risultati conseguiti dalla gestione (altre riserve e riserva legale, incluso il risultato dell'esercizio, complessivamente pari a 2.051.073 €/000 al 31 dicembre 2025 e 1.878.098 €/000 al 31 dicembre 2024, escluse la riserva di conversione e la riserva da rimisurazione dei piani a benefici definiti).

263


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Fair Storage
CERTIFIED

Azioni proprie acquistate

L'importo delle azioni proprie detenute da Interpump Group S.p.A. è registrato in una riserva di patrimonio netto. Durante il 2025 Interpump Group ha acquistato n. 500.000 azioni proprie per un esborso di 16.594 €/000 (n. 250.000 azioni proprie per un esborso di 10.337 €/000 nel 2024).

Azioni proprie cedute

Nell'ambito dell'esercizio dei piani di stock option sono state esercitate n. 144.276 opzioni che hanno comportato un incasso di 4.754 €/000 (nel 2024 erano state esercitate n. 20.500 opzioni per un incasso di 581 €/000). Nel 2025 non sono state cedute azioni proprie a fronte dell'acquisizione di partecipazioni (analogamente al 2024).

Stock options

Nei bilanci del 2025 e del 2024 è stato contabilizzato, in accordo con l'IFRS 2, il fair value dei piani di stock option 2022/2024 e 2025/2027, quest'ultimo approvato dall'Assemblea del 29 aprile 2025.

Nel conto economico 2025 sono stati pertanto imputati costi relativamente ai piani di stock option per 6.764 €/000 (5.262 €/000 nel 2024) con contropartita riserva sovrapprezzo azioni. Tali costi rappresentano la quota di competenza del periodo del valore delle opzioni assegnate ai dipendenti ed agli amministratori determinato alla data di assegnazione, corrispondente al valore dei servizi forniti da questi ultimi in aggiunta ai compensi ordinari.

Gli effetti a conto economico sono stati imputati come segue:

€/000 2025 2024
Costo del venduto 11 -
Spese commerciali 71 56
Spese generali ed amministrative 6.682 5.206
Totale 6.764 5.262

La riserva sovrapprezzo azioni ha avuto i seguenti movimenti:

€/000 2025 2024
Riserva sovrapprezzo azioni al 1° gennaio 42.564 46.938
Incremento del periodo per imputazione a conto economico del fair value delle stock options assegnate 6.764 5.262
Incrementi per la cessione di azioni proprie a seguito del pagamento di acquisizioni di società controllate - -
Incrementi per la cessione di azioni proprie a seguito esercizio di stock options 4.679 571
Utilizzo per copertura acquisti azioni proprie (16.334) (10.207)
Riserva sovrapprezzo azioni al 31 dicembre 37.673 42.564

L'Assemblea del 30 aprile 2019 ha approvato un piano di stock option denominato "Piano di Incentivazione Interpump 2019/2021" che prevede l'assegnazione di massime n. 2.500.000 opzioni al prezzo di esercizio di euro 28,4952 e, per le opzioni assegnate dopo il 30 aprile 2020, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l'assegnazione. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 giugno 2019 ha determinato in n. 2.500.000 il numero di opzioni da assegnare, ripartito il numero totale delle opzioni in ciascuna tranche (n. 750.000 per la prima tranche, n. 875.000 per la seconda tranche e n. 875.000 per la terza tranche) e fissato le condizioni per l'esercizio delle


B. BILANCIO CONSOLIDATO
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opzioni che sono legate al raggiungimento di determinati parametri di bilancio; ha assegnato n. 1.800.000 azioni al Presidente esecutivo Dott. Montipò; sono state poi assegnate n. 418.500 opzioni ad altri beneficiari. In data 3 giugno 2020 sono state assegnate ulteriori n. 20.000 opzioni ad altri beneficiari. Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 2.238.500 opzioni (di cui 144.500 sono state successivamente annullate). Le opzioni sono esercitabili a partire dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2025.

Il Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 ha rilevato l'opportunità di nominare alcune figure chiave del Gruppo come “Dirigenti con Responsabilità Strategiche”, ricordando che per tali soggetti si intende, ai sensi del Regolamento Consob sulle Operazioni con Parti Correlate di cui alla Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, coloro che “hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività nella società”. Le opzioni assegnate a tali Dirigenti erano, al momento dell'assegnazione, classificate tra gli altri beneficiari.

Nel corso dell'esercizio 2025 e 2024 i movimenti delle opzioni sono stati i seguenti:

Numero di opzioni
2025 2024
Opzioni assegnate al 1° gennaio 80.776 101.276
Opzioni assegnate nel corso dell’esercizio - -
Opzioni esercitate nel corso dell’esercizio (80.776) (20.500)
Opzioni annullate nel corso dell’esercizio - -
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre - 80.776

Il fair value delle stock option e le ipotesi attuariali utilizzate nel trinomial lattice model sono i seguenti:

Piano 2019/2021

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 2.218.500
Data di assegnazione (grant date) 28 giugno 2019
Prezzo di esercizio 28,4952
Vesting date 30 giugno 2022
Fair value per opzione alla data di assegnazione 4,562
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 30
Attesa durata media della vita del piano anni 4,76
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Euro Swap al 28 giugno 2019) % -0,0182

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Fair Storage
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Seconda assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 20.000
Data di assegnazione (grant date) 3 giugno 2020
Prezzo di esercizio 27,9868
Vesting date 30 giugno 2022
Fair value per opzione alla data di assegnazione 5,226
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinominal lattice model) % 30
Attesa durata media della vita del piano anni 3,83
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Euro Swap al 3 giugno 2020) % 0,1557

L'Assemblea del 29 aprile 2022 ha approvato un nuovo piano di stock option denominato “Piano di Incentivazione Interpump 2022/2024” che prevede l'assegnazione di massimo n. 2.250.000 opzioni al prezzo di esercizio di euro 38,6496 e, per le opzioni assegnate dopo il 29 aprile 2023, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l'assegnazione.

Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 29 aprile 2022 ha assegnato n. 1.620.000 azioni al Presidente esecutivo Dott. Montipò; sono state poi assegnate, nelle date del 23 maggio 2022, del 20 ottobre 2022 e del 28 aprile 2023 rispettivamente n. 288.000 (di cui n. 45.000 all'Amministratore Delegato Dott. Marasi), n. 6.000 e n. 35.000 (di cui 15.000 all'Amministratore Delegato Dott. Marasi) opzioni ad altri beneficiari (che comprendono quelle assegnate ai “Dirigenti con Responsabilità Strategiche” così come individuati dal Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 sopra descritto). Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 1.949.000 opzioni. Le opzioni sono esercitabili nel periodo compreso fra il 30 giugno 2025 ed il 31 dicembre 2028.

Nel corso del 2025 sono state annullate n. 2.000 opzioni (21.200 nel 2024 e 2.000 nel 2023) e sono state esercitate n. 63.500 opzioni (nessun esercizio nel 2024).

Nel corso dell'esercizio 2025 e 2024 i movimenti delle opzioni sono stati i seguenti:

Numero di opzioni
2025 2024
Opzioni assegnate al 1° gennaio 1.918.800 1.940.000
Opzioni assegnate nel corso dell’esercizio - -
Opzioni esercitate nel corso dell’esercizio (63.500) -
Opzioni annullate nel corso dell’esercizio (2.000) (21.200)
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre 1.853.300 1.918.800

B. BILANCIO CONSOLIDATO

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sdir sforzage

Piano 2022/2024

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 1.620.000
Data di assegnazione (grant date) 29 aprile 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,4601
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 31
Attesa durata media della vita del piano anni 4,93
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 29 aprile 2022) % 1,5540
Seconda assegnazione Unità di misura
--- --- ---
Numero delle opzioni assegnate n. 288.000
Data di assegnazione (grant date) 23 maggio 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,804
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 31
Attesa durata media della vita del piano anni 4,86
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 23 maggio 2022) % 1,6911
Terza assegnazione Unità di misura
--- --- ---
Numero delle opzioni assegnate n. 6.000
Data di assegnazione (grant date) 20 ottobre 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,7606
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 34
Attesa durata media della vita del piano anni 4,45
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 20 ottobre 2022) % 3,5668

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
emarket
Fair Storage
CERTIFIED

Quarta assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 35.000
Data di assegnazione (grant date) 28 aprile 2023
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 16,011
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 34
Attesa durata media della vita del piano anni 3,93
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 28 aprile 2023) % 3,5748

L'Assemblea del 29 Aprile 2025 ha approvato un nuovo piano di stock options, denominato “Piano di incentivazione Interpump 2025/2027”, che prevede l'assegnazione di un numero massimo pari a 2.450.000 opzioni, al prezzo di esercizio di euro 30,4397, che potranno essere esercitati anche in più fasi, per quantitativi non inferiori allo 0,25% delle opzioni assegnate al beneficiario per volta, nel periodo compreso tra il 30 giugno 2028 e il 31 dicembre 2031.

In data 15 maggio 2025 il Consiglio di Amministrazione ha provveduto ad una prima assegnazione di un numero di opzioni pari a 1.530.000 di cui n. 1.140.000 al Presidente esecutivo Dott. Montipò, n. 160.000 all'Amministratore Delegato Dott. Marasi e n. 230.000 ai Dirigenti con “Responsabilità Strategica”.

In data 26 maggio 2025 si è provveduto ad una seconda assegnazione di un numero di opzioni pari a 204.000 ad altri beneficiari.

Il fair value delle stock option e le ipotesi attuariali utilizzate nel trinomial lattice model sono i seguenti:

Piano 2025/2027

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 1.530.000
Data di assegnazione (grant date) 15 maggio 2025
Prezzo di esercizio 30,4397
Vesting date 30 giugno 2028
Fair value per opzione alla data di assegnazione 12,0381
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 32
Attesa durata media della vita del piano anni 4,88
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 29 aprile 2022) % 2,8263

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Seconda assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 204.000
Data di assegnazione (grant date) 26 maggio 2025
Prezzo di esercizio 30,4397
Vesting date 30 giugno 2028
Fair value per opzione alla data di assegnazione 11,0226
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 32
Attesa durata media della vita del piano anni 4,85
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 29 aprile 2022) % 2,7572

La volatilità attesa del sottostante (titolo Interpump Group) è una misura delle aspettative di fluttuazione del prezzo in un determinato periodo. L’indicatore che misura la volatilità nel modello utilizzato per valutare le opzioni è lo scarto quadratico medio annualizzato dei rendimenti composti nel continuo del titolo Interpump Group.

2.6.17 Riserve

Riserva di conversione

È composta dalle differenze cambio derivanti dalla conversione dei bilanci delle società consolidate estere residenti al di fuori dell’area UE e dalla fluttuazione dell’avviamento imputabile a tali società sempre per effetto della variazione dei tassi di cambio.

Riserva per rimisurazione dei piani a benefici definiti

Include la componente attuariale dei piani a benefici definiti (TFR).

269


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

Classificazione del patrimonio netto in funzione della possibilità di utilizzazione

€/000 Importo Possibilità di utilizzo Quota disponibile Imposte da pagare in caso di distribuzione Riepilogo degli utilizzi effettuati nei precedenti tre esercizi
per copertura perdite per altre ragioni
Capitale sociale 56.617 B - - - -
Valore nominale delle azioni proprie in portafoglio (1.297)
Totale capitale sociale 55.320
Riserve di capitale
Da bilancio della Capogruppo:
Riserva legale 6.860 B - - - -
Riserva sovrapprezzo azioni 44 A, B, C 44 - - -
Totale da bilancio della Capogruppo 6.904 44
Scritture di consolidamento 36
Totale da bilancio consolidato 6.940
Riserve di utili
Da bilancio della Capogruppo:
Riserva legale 4.463 B - - - -
Riserva sovrapprezzo azioni 37.269 A, B, C 33.081 1.232 - 1.820
Riserva straordinaria 574.841 A, B, C 572.745 7.164 - 101.452
Riserva per riduzione capitale sociale 1.297 - - - - -
Riserva First Time Adoption (86) - - - -
Avanzo di fusione 863 A, B, C 698 - - -
Riserva rimisurazione piani a benefici definiti (2.010) - - - - -
Utile del periodo 124.714 A, B, C 124.714 - - -
Totale da bilancio della Capogruppo 741.351 731.238
Scritture di consolidamento 1.294.997
Totale da bilancio consolidato 2.036.348
Riserva per azioni proprie 94.677 - - - - 26.931
Azioni proprie (94.677)
Quota non distribuibile* (3.237)
Residua quota distribuibile 728.045

A: per aumento di capitale
B: per copertura perdite
C: per distribuzione soci

$^{*}$ = rappresenta la quota non distribuibile destinata a copertura dei costi pluriennali non ancora ammortizzati.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Gli utilizzi si riferiscono principalmente alla distribuzione di dividendi, all'acquisto di azioni proprie e riduzioni delle riserve per altre cause e non comprendono i giroconti fra riserve. In particolare, con riferimento alle variazioni intervenute nei precedenti tre esercizi si precisa che gli utilizzi della riserva azioni proprie si riferiscono agli acquisti di azioni proprie e che gli utilizzi della riserva sovrapprezzo azioni si riferiscono alle vendite di azioni proprie ad un prezzo inferiore al valore di carico delle stesse a seguito dell'esercizio di stock option.

In base alla normativa tributaria italiana le riserve e l'utile sono liberamente distribuibili e non soggetti a tassazione anche in caso di distribuzione, qualora le riserve e gli utili residui eccedano i componenti negativi di reddito imputati esclusivamente in dichiarazione dei redditi; in caso contrario le riserve e gli utili distribuiti sarebbero soggetti a tassazione nella misura in cui le riserve e gli utili residui fossero inferiori ai componenti negativi di reddito, imputati esclusivamente in dichiarazione dei redditi. Al 31 dicembre 2025 tale condizione era rispettata e pertanto nessuna imposta sarebbe dovuta in caso di distribuzione dell'intero utile di esercizio della Capogruppo e delle intere riserve disponibili, oltre alle imposte già indicate nel prospetto precedente.

Dettaglio dei componenti imputati direttamente a patrimonio netto

2025 2024
€/000 Ammontare prima delle imposte Imposte Ammontare al netto delle imposte Ammontare prima delle imposte Imposte Ammontare al netto delle imposte
Utili (Perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci di società estere (78.378) - (78.378) 26.317 - 26.317
Utili (Perdite) dalle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto (141) - (141) (132) - (132)
Utili (Perdite) attuariali relativi alla rimisurazione dei piani a benefici definiti 900 (216) 684 (1) - (1)
Totale (77.619) (216) (77.835) 26.184 - 26.184

2.6.18 Patrimonio netto di terzi

Si tratta della quota di patrimonio netto consolidato di competenza degli azionisti terzi delle società controllate consolidate. Le controllate che presentano interessenze di minoranza non sono sia singolarmente che cumulativamente significative per il Gruppo Interpump.

271


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.6.19 Informazioni sulle attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie, suddivise sulla base delle categorie individuate dallo IFRS 7, possono essere riassunte nella seguente tabella:

€/000 Attività finanziarie al 31 dicembre 2025 Passività finanziarie al 31 dicembre 2025
Al fair value rilevato a Conto Economico Valutate al costo ammortizzato Al fair value rilevato nel Conto Economico Compressivo Valutate al costo ammortizzato Totale
Inizialmente Successivamente
Crediti commerciali - - 397.253 - 397.253
Altre attività Correnti - - 15.039 - 15.039
Altre attività finanziarie 5.539 - - - 5.539
Debiti commerciali - - - (233.564) (233.564)
Debiti bancari - - - (33.688) (33.688)
Debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi - - - (232.031) (232.031)
Altre passività Correnti - - - (149.016) (149.016)
Debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi - - - (441.084) (441.084)
Altre passività non Correnti - - - (77.640) (77.640)
Totale 5.539 - 412.292 (1.167.023) (749.192)

B. BILANCIO CONSOLIDATO

emarket

sdir sforzage

CERTIFIED

Attività finanziarie al 31 dicembre 2024 Passività finanziarie al 31 dicembre 2024
€/000 Al fair value rilevato a Conto Economico Valutate al costo ammortizzato Al fair value rilevato nel Conto Economico Compressivo Valutate al costo ammortizzato Totale
Inizialmente Successivamente
Crediti commerciali - - 385.963 - - 385.963
Altre attività Correnti - - 22.946 - - 22.946
Altre attività finanziarie 3.948 - - - - 3.948
Debiti commerciali - - - - (237.371) (237.371)
Debiti bancari - - - - (33.236) (33.236)
Debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi - - - - (241.919) (241.919)
Altre passività Correnti - - - - (138.368) (138.368)
Debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi - - - - (526.526) (526.526)
Altre passività non Correnti - - - - (80.028) (80.028)
Totale 3.948 - 408.909 - (1.257.448) (844.591)

Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato hanno generato ricavi e costi. I ricavi si riferiscono agli utili su cambi per 6.532 €/000 (9.542 €/000 nel 2024). I costi invece si riferiscono alle perdite su crediti per 2.285 €/000 (3.121 €/000 nel 2024), inserite nello schema di conto economico adottato tra gli altri costi operativi, e alle perdite su cambi per 11.423 €/000 (7.005 €/000 nel 2024).

Anche le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato hanno generato ricavi e costi a conto economico. I ricavi si riferiscono agli utili su cambi per 3.431 €/000 (4.122 €/000 nel 2024), mentre i costi si riferiscono alle perdite su cambi per 7.695 €/000 (5.896 €/000 nel 2024) e alla quota di oneri accessori inizialmente sostenuti per ottenere i mutui e successivamente ripartiti sulla durata dello stesso secondo il metodo finanziario. Nel 2025 tale importo imputato a conto economico è stato pari a 280 €/000 (302 €/000 nel 2024).

Le attività e passività finanziarie valutate al costo ammortizzato hanno generato rispettivamente interessi attivi per 3.052 €/000 (7.297 €/000 nel 2024) e interessi passivi per 36.854 €/000 (43.724 €/000 nel 2024); inoltre tra le spese generali e amministrative sono incluse commissioni e spese bancarie per 2.456 €/000 (2.350 €/000 nel 2024).

273


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED
O

2.7 Commenti alle principali voci di conto economico

2.7.1 Ricavi ed Altri ricavi netti

I ricavi nel 2025 sono stati pari a 2.070,7 milioni di euro (2.078,4 milioni di euro nel 2024). Per i dettagli dei ricavi per area di attività e per area geografica si rimanda a quanto esposto nella Relazione sulla Gestione dell'esercizio 2025.

La composizione degli altri ricavi è la seguente:

€/000 2025 2024
Recupero spese da terzi 16.225 11.458
Ricavi da vendite di scarti e rottami 5.598 5.906
Riversamento fondi e accantonamenti eccedenti 4.094 2.330
Plusvalenze da cessione immobili, impianti e macchinari 963 1.456
Plusvalenze da cessione immobilizzazioni immateriali - 2
Ricavi per affitti e royalties 424 405
Rimborsi assicurativi 186 2.029
Utile da estinzione anticipata diritto d’uso 231 83
Altri 14.150 13.045
Totale 41.871 36.714

L'incremento della voce "Recupero spese da terzi", rispetto al 2024, è principalmente da imputarsi al riaddebito dei costi sostenuti per i dazi doganali ai clienti da parte di alcune società americane del Gruppo.

La voce Altri ricavi si riferisce anche a rimborsi relativi all'acquisto di partecipazioni, contrattualmente previsti.

Tale voce include anche i contributi in conto esercizio ricevuti dal Gruppo.

Le sovvenzioni, sussidi, contributi e aiuti (in denaro e/o in natura) non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria erogati dalle Amministrazioni pubbliche nell'esercizio finanziario 2025 al Gruppo, come previsto dal comma 125-bis dell'art. 1 della Legge n. 124/2017, non sono stati significativi.

Si rinvia comunque alla consultazione del Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui all'art. 52 della L. 2412/2012 n. 234 per l'identificazione di eventuali aiuti di Stato non menzionati nella presente informativa (www.rna.gov.it).


B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

2.7.2 Costi per natura

€/000 2025 2024
Consumi di materie prime e componenti 770.961 808.304
Costi del personale ed interinali 514.626 498.498
Costi per Servizi 236.741 224.739
Ammortamenti e immobilizzazioni materiali ed immateriali (Note 2.7.1 e 2.6.7) 119.237 113.610
Compensi amministratori e sindaci 13.201 11.035
Costi per godimento beni di terzi 6.463 6.101
Accantonamenti ai fondi rischi e svalutazioni delle immobilizzazioni materiali e immateriali (Note 2.7.1, 2.6.7 e 2.6.13) 6.163 5.198
Altri costi operative 108.599 109.814
Totale costo del venduto, spese commerciali, spese generali ed amministrative, altri costi operativi e perdite di valore di immobilizzazioni materiali e immateriali 1.775.991 1.777.299

Secondo quanto richiesto dall'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti modificato dalla Delibera Consob n. 15915 del 3 maggio 2007 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 111 del 15 maggio 2007 (S.O. n.115), si elencano i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2025 a fronte dei servizi forniti al Gruppo dalla società di revisione e dalle entità appartenenti alla rete della società di revisione stessa:

  • incarichi di revisione Capogruppo 98 €/000;
  • incarichi di revisione società controllate 711 €/000;
  • esame limitato delle Dichiarazioni non Finanziarie Capogruppo 80 €/000;
  • servizi di attestazione Capogruppo e società controllate 15 €/000.

Tali compensi sono inclusi negli Altri costi all'interno dei costi generali e amministrativi.

2.7.3 Compensi amministratori e sindaci

I compensi agli Amministratori e ai Sindaci della Interpump Group S.p.A. per lo svolgimento delle loro funzioni nella Capogruppo e nelle altre imprese incluse nel consolidato sono i seguenti:

€/000 2025 2024
Amministratori 9.297 7.446
Sindaci 156 121
Totale compensi 9.453 7.567

Gli importi includono i compensi deliberati dall'Assemblea, le remunerazioni stabilite dal Consiglio di Amministrazione per gli amministratori investiti di particolari incarichi, comprensivi di bonus, benefit non monetari, compensi destinati alla copertura delle spese per la sicurezza personale, adeguamento del trattamento di fine mandato del Presidente esecutivo e componenti retributive derivanti sia dagli stipendi che dai piani di stock option. Questi ultimi sono rappresentati dal fair value delle opzioni calcolate al momento dell'assegnazione per la quota di competenza dell'esercizio. Per maggiori dettagli in merito ai compensi spettanti ai soggetti che hanno il potere e le responsabilità strategiche di Interpump Group S.p.A. si rimanda alla Relazione sulla politica di Remunerazione e sui Compensi Corrisposti.

275


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

2.7.4 Proventi ed oneri finanziari

€/000 2025 2024
Proventi finanziari
Interessi attivi su disponibilità liquide 6.947 7.440
Interessi attivi su altre attività 151 179
Utili su cambi 16.731 20.302
Proventi finanziari per adeguamento stima debito per impegno acquisto quote residue di società controllate 2.901 7.118
Altri proventi finanziari 541 257
Totale proventi finanziari 27.271 35.296
Oneri finanziari
Interessi passivi su finanziamenti bancari 20.050 31.710
Interessi passivi su prestito obbligazionario 4.263 3.912
Interessi passivi su leasing 4.591 4.873
Interessi passivi su put options 4.321 2.587
Oneri finanziari per adeguamento stima debito per impegno acquisto quote residue di società controllate 4.712 594
Oneri finanziari TFR 552 752
Perdite su cambi 26.474 17.642
Altri oneri finanziari 363 310
Totale oneri finanziari 65.326 62.380
Totale oneri (proventi) finanziari netti 38.055 27.084

Gli interessi passivi su put option si riferiscono agli oneri dovuti al rilascio dell'attualizzazione sui debiti per acquisto di partecipazioni. Gli adeguamenti della stima del debito per acquisto di quote residue di società controllate possono produrre oneri finanziari per l'incremento della passività, se le società performano a consuntivo meglio di quanto inizialmente stimato, oppure se l'esercizio della put option avviene successivamente a quanto inizialmente ipotizzato. Viceversa, si rileverà un provento finanziario a seguito del decremento della passività, se le società performano a consuntivo peggio di quanto inizialmente stimato, oppure se l'esercizio della put option avviene anticipatamente rispetto a quanto inizialmente ipotizzato.

Gli interessi passivi sui finanziamenti bancari risultano in calo nel 2025, in conseguenza del progressivo rientro dei tassi di interesse dai livelli elevati osservati nel 2024.

276


B. BILANCIO CONSOLIDATO
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CERTIFIED

2.7.5 Imposte sul reddito

Il tax rate dell'esercizio è stato pari al 29,8% (26,5% nel 2024): si ricorda come nell'esercizio precedente alcune controllate del Gruppo avessero goduto di benefici fiscali non ripetibili.

Le imposte imputate a conto economico sono così dettagliate:

€/000 2025 2024
Imposte Correnti (88.417) (75.193)
Imposte correnti esercizi precedenti 144 (3.247)
Imposte differite (866) (4.122)
Totale imposte (89.139) (82.562)

Le imposte differite imputate a conto economico possono essere così dettagliate:

€/000 2025 2024
Imposte differite attive generate nell'esercizio 8.062 7.001
Imposte differite passive generate nell'esercizio (4.398) (3.654)
Imposte differite attive riversate a conto economico (9.175) (13.365)
Imposte differite passive riversate a conto economico 4.643 5.902
Imposte differite non calcolate in esercizi precedenti 2 (6)
Totale imposte differite (866) (4.122)

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

La riconciliazione delle imposte calcolate sulla base delle aliquote nominali nei vari Paesi e l'onere effettivo è la seguente:

€/000 2025 2024
IRES / Imposta nazionale
Utile prima delle imposte da conto economico 298.848 311.033
Imposte teoriche all'aliquota italiana (24,0%) 71.724 74.648
Effetto del differenziale di aliquota per le controllate estere (4.002) (3.547)
Imposte sui dividendi da società consolidate 6.720 4.210
Maggiori (Minori) imposte per valutazione partecipazioni con il metodo del patrimonio netto (81) (72)
Maggiori imposte per costi per stock option non deducibili fiscalmente 126 70
Minori imposte per deduzione dell'IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato del periodo (249) (137)
Minori imposte per deduzione IRAP sugli interessi passivi del periodo (24) (82)
Minori imposte per effetto super e iper-ammortamento (3.065) (2.668)
Minori imposte per provento derivante dal badwill non imponibile (96) -
Maggiori imposte per mancata rilevazione imposte differite su perdite fiscali - 14
Minori imposte per mancata rilevazione imposte differite su perdite fiscali pregresse - (504)
Imposte esercizi precedenti (correnti più differite) 1.282 (2.500)
Maggiori (Minori) imposte sugli oneri finanziari relativi all'attualizzazione dei debiti per acquisto di partecipazioni ed ai relativi adeguamenti 1.061 (990)
Maggiori (Minori) imposte per altri ricavi non imponibili e costi indeducibili 937 (1.504)
Totale IRES / Imposta nazionale 74.333 66.938

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

€/000 2025 2024
IRAP / Imposte locali sul reddito
Utile prima delle imposte da conto economico 298.848 311.033
Imposte teoriche all'aliquota italiana (3,9%) 11.655 12.130
Effetto del differenziale di aliquota per le controllate estere e per le holding di partecipazioni 3.014 3.715
Maggiori imposte per costi del personale non deducibili 193 160
Maggiori imposte per emolumenti amministratori non deducibili 424 386
Maggiori (minori) imposte per oneri finanziari non deducibili e proventi finanziari non imponibili 499 143
Maggiori imposte per valutazione partecipazioni con il metodo del patrimonio netto (13) (14)
Minori imposte per provento derivante dal badwill non imponibile (16) -
Imposte esercizi precedenti (correnti più differite) (1.138) (727)
Effetto fiscale mancata rilevazione imposte differite su perdite fiscali - 2
Maggiori (Minori) imposte per altri ricavi non imponibili e costi indeducibili 188 (171)
Totale IRAP / Imposte locali sul reddito 14.806 15.624
Totale imposte sul reddito da conto economico 89.139 82.562

La società Capogruppo, Interpump Group S.p.A., ha confermato anche nel 2025 l'opzione per il consolidato fiscale nazionale insieme a Interpump Piping GS S.r.l. e Walvoil S.p.A..

279


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Pillar II - Imposta minima globale

L'8 ottobre 2021 oltre 135 paesi membri dell'Inclusive Framework hanno aderito ad una soluzione condivisa su due Pilastri indirizzata a riformare il sistema fiscale internazionale e ad assicurare che le imprese multinazionali paghino una congrua quota di imposte ovunque operino e generino profitti.

In data 15 dicembre 2022, il Consiglio dell'Unione Europea ha formalmente approvato la Direttiva UE 2022/2523 tesa a garantire un livello di imposizione fiscale minimo globale per i gruppi multinazionali e i gruppi nazionali su larga scala presenti nell'Unione Europea, finalizzato a garantire un livello di tassazione minima al livello giurisdizionale pari al 15% in termini di Effective Tax rate coerentemente alle disposizioni definite da parte dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), cd. "GloBE Rules".

In data 8 novembre 2023 è stato emanato il Regolamento UE 2023/2468 della Commissione che ha modificato il Regolamento (UE) 2023/1803 per quanto riguarda il Principio contabile internazionale IAS 12 – Imposte sul reddito.

In data 28 dicembre 2023, l'Italia ha recepito la Direttiva 2022/2523 in materia di imposizione minima globale mediante la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D. Lgs 209/2023, introducendo tale normativa a far data dagli esercizi che decorrono a partire dal 31 dicembre 2023.

Conseguentemente l'OCSE ha pubblicato le linee guida tecniche ed una panoramica degli impatti potenziali relativi all'applicazione della normativa "Pillar II" in accordo con lo IAS 12 – Imposte sul reddito.

Inoltre, il 20 maggio 2024 è stato pubblicato il Decreto del Viceministro dell'economia e delle finanze avente ad oggetto la disciplina dei regimi transitori semplificati ("normativa TSH"), in base al quale – per il triennio 2024/2026 – l'imposta integrativa eventualmente dovuta in una data giurisdizione è assunta pari a zero se le società ivi localizzate soddisfano almeno uno dei tre requisiti previsti dalla norma.

Al 31 dicembre 2023 il Gruppo Interpump aveva già applicato l'esenzione relativa alla rilevazione ed all'informativa sulle attività e sulle passività fiscali differite relative alle imposte sul reddito, come previsto nell'emendamento allo IAS 12 pubblicato nell'aprile 2023. Come già riportato nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2023, alla quale si rimanda per maggiori dettagli, il Gruppo Interpump aveva già realizzato una valutazione preliminare sui dati afferenti al periodo di imposta 2022, utilizzati dalla Ultimate Parent Entity ai fini della predisposizione del Country by Country Report, per verificare l'applicabilità dei cd. "Transitional CbCR Safe Harbour". La medesima valutazione era stata, inoltre, effettuata anche sulla base dei dati afferenti al periodo di imposta 2023. Sulla base di tali analisi non erano emersi impatti materiali sul Gruppo Interpump, qualora la normativa in parola fosse stata applicabile già a decorrere dal 2023.

Il Gruppo aveva già verificato alla fine dello scorso esercizio, come già riportato nella Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2024, l'applicabilità dei cosiddetti "Transitional CbCR Safe Harbours" TSH. Dalla suddetta analisi era emerso che almeno uno dei tre test previsti dai Transitional CbCR Safe Harbours fosse superato per ogni giurisdizione in cui il Gruppo opera. Non è risultata, pertanto, esservi alcuna esposizione per imposte integrative derivanti dal Pillar 2.

L'aggiornamento di tale analisi, e in particolare l'applicazione dei TSH, è stata condotta sulla base delle informazioni disponibili al 31 dicembre 2025, considerando i "dati aggregati" delle entità parte del Gruppo Interpump per ciascuno Stato in cui esso opera ("jurisdictional approach").

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B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Dalla suddetta analisi è emerso che almeno uno dei test previsti dai Transitional CbCR Safe Harbours risulta superato per ogni giurisdizione in cui il Gruppo opera. Pertanto, anche per l'esercizio in oggetto non risulta esservi alcuna esposizione per imposte integrative derivanti dal Pillar 2.

Nei futuri esercizi, il Gruppo continuerà a monitorare e valutare gli eventuali impatti derivanti dalla normativa in oggetto sulla base di dati aggiornati, tenuto conto anche dell'incremento dell'ETR rispetto all'esercizio in oggetto, che per il 2026 sarà pari al 17%.

Infine, si ribadisce che, in conformità con quanto previsto dall'emendamento allo IAS 12 pubblicato nell'aprile 2023, la società non ha rilevato alcun effetto ai fini della fiscalità differita derivante dall'entrata in vigore delle regole Pillar 2 a partire dal 1° gennaio 2024.

2.8 Utile per azione

Utile per azione base

L'utile per azione base è calcolato sulla base dell'utile consolidato del periodo attribuibile agli azionisti della Capogruppo diviso per il numero medio ponderato di azioni ordinarie calcolato come segue:

2025 2024
Utile consolidato del periodo attribuibile agli azionisti della Capogruppo (€/000) 208.122 227.051
Numero medio di azioni in circolazione 106.445.453 106.916.468
Utile per azione base (€) 1,955 2,124

Utile per azione diluito

L'utile per azione diluito è calcolato sulla base dell'utile consolidato diluito del periodo attribuibile agli azionisti della Capogruppo, diviso per il numero medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione modificato dal numero delle azioni ordinarie potenzialmente diluitive. Il calcolo è il seguente:

2025 2024
Utile consolidato del periodo attribuibile agli azionisti della Capogruppo (€/000) 208.122 227.051
Numero medio di azioni in circolazione 106.445.453 106.916.468
Numero di opzioni potenziali per i piani di stock option (*) 262.675 192.369
Numero medio di azioni (diluito) 106.708.128 107.108.837
Utile per azione diluito (€) 1,950 2,120

(*) calcolato come numero delle azioni assegnate per i piani di stock option non antidiluitivi (in the money) moltiplicato per il rapporto fra la differenza del valore medio dell'azione del periodo ed il prezzo di esercizio al numeratore, ed il valore medio dell'azione del periodo al denominatore.

Per l'esercizio 2025 è stato attribuito un dividendo pari ad euro 0,35 (euro 0,33 nel 2024) a ciascuna delle azioni in circolazione.

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2.9 Informazioni sui rischi

Il Gruppo è esposto a rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di mercato (principalmente relativo ai tassi di cambio e di interesse), in quanto il Gruppo opera a livello internazionale ed è esposto al rischio di cambio;
  • rischio di credito in relazione ai rapporti commerciali con i clienti;
  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
  • rischio di prezzo in relazione alle oscillazioni del prezzo dei metalli che costituiscono una significativa quota dei prezzi di acquisto delle materie prime.

Il Gruppo non è esposto a significative concentrazioni dei rischi.

Come descritto nella Relazione sulla Gestione il Gruppo Interpump monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposto, in modo da valutare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

Con specifico riferimento ai rischi diretti ed indiretti derivanti dal contesto macroeconomico e dal conflitto Russia – Ucraina si conferma una limitata esposizione del Gruppo, come già riportato nella Relazione sulla Gestione e come evidenziato dai risultati economici conseguiti negli ultimi esercizi.

La seguente sezione fornisce indicazioni qualitative e quantitative di riferimento sull'incertezza di tali rischi per il Gruppo Interpump.

I dati quantitativi di seguito riportati non hanno valenza previsionale; in particolare le sensitivity analysis sui rischi di mercato non possono riflettere la complessità e le relazioni correlate dei mercati che possono derivare da ogni cambiamento ipotizzato.

2.9.1 Rischio di cambio

Il Gruppo è esposto ai rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul risultato economico e sul valore del patrimonio netto. In particolare:

  • Alcune società controllate del Gruppo sono localizzate in paesi non appartenenti all'Unione Monetaria Europea, in particolare Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Cile, Perù, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Hong Kong, Singapore, India, Corea del Sud, Danimarca, Svezia, Polonia, Romania, Moldavia, Bulgaria, Ucraina, Regno Unito, Emirati Arabi, Russia, Colombia, Turchia e Sud Africa. Poiché la valuta di riferimento per il Gruppo è l'Euro, i conti economici di tali società vengono convertiti al cambio medio del periodo. Variazioni dei tassi di cambio possono comportare effetti sul controvalore in Euro di ricavi, costi e risultati economici.
  • Attività e passività delle società consolidate la cui valuta di conto è diversa dall'Euro possono assumere controvalori in euro diversi a seconda dell'andamento dei tassi di cambio. Come previsto dai principi contabili di riferimento, gli effetti di tali variazioni sono rilevati direttamente nel patrimonio netto, nella voce Riserva di conversione. Il Gruppo monitora le principali esposizioni al rischio di cambio di conversione; peraltro, alla data di bilancio non vi erano coperture in essere a fronte di tali esposizioni.
  • Laddove le società del Gruppo realizzano ricavi denominati in valute diverse da quelle di denominazione dei rispettivi costi, la variazione dei tassi di cambio può influenzare il risultato operativo di tali società.

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Nel 2025 l'ammontare complessivo dei flussi commerciali direttamente esposti al rischio cambio è stato equivalente al 16% circa dei ricavi del Gruppo (circa il 15% nel 2024). I principali rapporti di cambio a cui il Gruppo è esposto riguardano:

  • Euro/USD in relazione alle vendite in dollari di pompe ad alta pressione, di sistemi ad altissima pressione, distributori oleodinamici, riduttori e valvole effettuate sul mercato nordamericano e messicano attraverso le società distributive del Gruppo e in maniera minore a clienti esterni al Gruppo;
  • Euro/CAD in relazione alle vendite in dollari canadesi di valvole e distributori oleodinamici sul mercato canadese a clienti esterni al Gruppo;
  • Euro/AUD in relazione alle vendite in dollari australiani di sistemi ad altissima pressione effettuate sul mercato australiano attraverso una società distributiva del Gruppo;
  • USD/Euro in relazione alle vendite in euro di pompe ad alta pressione, distributori oleodinamici e valvole effettuate sul mercato nordamericano da parte di società distributive del Gruppo;
  • RON/Euro in relazione alle vendite in euro di tubi e raccordi prodotti in Romania e destinati al mercato italiano;
  • Rupia indiana/USD, Renminbi/Euro e Rupia indiana/Euro in relazione alle vendite in dollari e in euro di componenti per macchine alimentari e di componenti oleodinamici, distributori oleodinamici e riduttori e valvole effettuate sul mercato nordamericano, coreano e italiano;
  • Pesos messicano/USD in relazione alle vendite in dollari di riduttori effettuate sul mercato nordamericano attraverso le società distributive del Gruppo;
  • Zloty polacchi/EUR in relazione alle vendite in euro di idroguide e motori orbitali effettuate sul mercato europeo a clienti esterni al Gruppo;
  • Zloty polacchi/USD in relazione alle vendite in dollari di idroguide e motori orbitali effettuate sul mercato nordamericano attraverso le società distributive del Gruppo;
  • CAD/USD in relazione alle vendite in dollari americani di cilindri e raccordi oleodinamici sul mercato nordamericano;
  • CAD/EUR in relazione alle vendite in euro di cilindri, giunti e altri componenti oleodinamici sul mercato canadese.

L'attuale politica del Gruppo, laddove non sia possibile effettuare delle macro-coperture tra ricavi e costi in valuta, è quella di attivare coperture del rischio cambio solamente in presenza di transazioni commerciali non ricorrenti o per ammontare o per frequenza temporale con cui esse avvengono. Per fare questo il Gruppo Interpump ha predisposto una procedura di copertura delle transazioni commerciali denominate in valuta estera, nell'ambito della quale sono stati individuati gli strumenti derivati più efficaci per raggiungere gli obiettivi prefissati e sono state attribuite le responsabilità, i compiti e il relativo sistema di deleghe.

Laddove le società del Gruppo sostengono costi denominati in valute diverse da quelle di denominazione dei rispettivi ricavi, la variazione dei tassi di cambio può influenzare il risultato operativo di tali società.

Nel 2025 l'ammontare complessivo dei flussi commerciali direttamente esposti al rischio cambio è stato equivalente al 31% circa degli acquisti del Gruppo (30% nel 2024) ed hanno riguardato principalmente transazioni infragruppo e i cambi USD/Euro, Renminbi/Euro, Zloty/USD, Rupia indiana/Euro, AUD/Euro, Euro/USD, Real brasiliano/Euro, GBP/Euro, Zloty/Euro, e in misura minore i cambi Leu Romeno/Euro, CAD/EUR, Won Corea del Sud/Euro, USD/Renminbi, Rublo russo/Renminbi e CAD/USD. Al momento la politica del Gruppo relativamente agli acquisti in valuta differente da quella utilizzata localmente è di non coprirsi in maniera sistematica. La decisione di non coprirsi sistematicamente è dettata dall'elevato numero di transazioni, di solito tra società del Gruppo, che si ripetono costantemente durante l'anno e che possono pertanto essere considerate ricorrenti sia per ammontare che per frequenza temporale

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con le quali avvengono. Il Gruppo, tuttavia, monitora costantemente questo fenomeno non solamente in relazione all'andamento del cambio, ma anche in relazione all'evolversi del business.

Sempre in relazione alle attività commerciali, le società del Gruppo si possono trovare a detenere crediti o debiti commerciali denominati in valute diverse da quella di conto dell'entità che li detiene. La variazione dei tassi di cambio può comportare pertanto la realizzazione o l'accertamento di differenze cambio positive o negative.

In relazione alle esposizioni finanziarie, laddove le entrate/uscite monetarie siano denominate in una valuta diversa dalla moneta di conto utilizzata dalla società creditrice/debitrice, la variazione dei tassi di cambio può influenzare negativamente il risultato netto di tali società. Nel corso del 2025 sono stati erogati 11,8 milioni di euro ed incassati 6,3 milioni di euro di finanziamenti infragruppo in valute diverse da quelle utilizzate dalle società creditrici o debitrici. Tali esposizioni da un punto di vista patrimoniale sono comunque elise ai fini della rappresentazione del bilancio consolidato in quanto afferenti a rapporti con società controllate. Al 31 dicembre 2025 i finanziamenti erogati in valute diverse da quelle utilizzate dalle società creditrici o debitrici ammontano a 61,0 milioni di euro, in diminuzione di 3,0 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2024. Il Gruppo ha deciso di proseguire anche per il 2025 nella sua strategia di non coprire queste esposizioni.

Nel corso del 2025 e del 2024 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura seguite dal Gruppo non sono variate in maniera sostanziale.

2.9.2 Sensitivity analysis relativa al rischio di cambio

La perdita potenziale derivante dalla variazione del fair value delle attività e passività finanziarie in conseguenza di un ipotetico ed immediato apprezzamento del 10% dell'euro sulle principali valute estere, sarebbe pari a circa 6.003 €/000 al 31 dicembre 2025 (7.081 €/000 al 31 dicembre 2024).

Qualora venissero attuate operazioni di copertura, le variazioni dei crediti e dei debiti cui si riferiscono non verrebbero considerate nella sensitivity analysis. Si ritiene ragionevole, infatti, che la variazione dei tassi di cambio possa produrre, sugli strumenti derivati, un effetto economico opposto, di ammontare uguale alla variazione delle transazioni sottostanti coperte, azzerando di fatto la variazione.

2.9.3 Rischio di tasso d'interesse

Le società del Gruppo utilizzano risorse finanziarie esterne sotto forma di debito e impiegano le liquidità disponibili in depositi bancari. Variazioni nei livelli dei tassi d'interesse di mercato influenzano il costo e il rendimento delle varie forme di finanziamento e di impiego, incidendo pertanto sul livello degli oneri finanziari del Gruppo.

La politica del Gruppo è quella di non effettuare coperture, data la breve durata media dei finanziamenti bancari in essere (circa 3,5 anni). Come meglio descritto nella Nota 2.6.11, al 31 dicembre 2025 i finanziamenti fruttiferi di interessi a tasso fisso ammontavano 104.200 €/000.

Al 31 dicembre 2025 33,0 milioni di euro di disponibilità liquide risultavano a tasso fisso senza vincoli temporali, mentre la restante parte risultava a tasso variabile così come i debiti finanziari e bancari.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

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2.9.4 Sensitivity analysis relativa al rischio tasso d'interesse

Gli effetti di un'ipotetica, istantanea variazione in aumento di 50 basis points nei tassi di interesse comporterebbe per il Gruppo maggiori oneri finanziari di 794 €/000 (1.694 €/000 nel 2024). Ragionevolmente è ipotizzabile che un decremento di 50 basis points produca il medesimo effetto ma di segno contrario. Non sono state considerate nella sensitivity analysis i finanziamenti a tasso fisso e gli impieghi della liquidità a tasso fisso; inoltre, nel caso venissero attuate operazioni di copertura di finanziamenti, questi verrebbero parimenti esclusi dall'analisi. Si ritiene infatti ragionevole che la variazione dei tassi di interesse possa produrre, sugli strumenti derivati, un effetto economico opposto, di ammontare uguale alla variazione delle transazioni sottostanti coperte, azzerando di fatto la variazione.

2.9.5 Rischio di credito

La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo al 31 dicembre 2025 e 2024 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate in bilancio.

Il Gruppo non ha storicamente subito significative perdite su crediti (incidenza delle perdite dirette a conto economico e degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti pari allo 0,1% dei ricavi nel 2025 come nel 2024). Questo perché le società del Gruppo generalmente concedono l'erogazione del credito dilazionato solamente alla clientela storica, di comprovata solvibilità e solidità. Ai nuovi clienti, che hanno superato una prima analisi economica finanziaria, è infatti richiesto il pagamento anticipato o l'apertura di una lettera di credito.

Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso e degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono stanziati dei fondi su base collettiva, tenuto conto dell'esposizione storica e di dati statistici.

Al 31 dicembre 2025, i Finanziamenti ed i Crediti inclusi nelle attività finanziarie ai fini dell'IFRS 7 ammontavano a 412.291 €/000 (408.909 €/000 al 31 dicembre 2024), e includono 13.564 €/000 relativi a crediti oggetto di svalutazione (15.031 €/000 al 31 dicembre 2024); sull'importo residuo gli scaduti inferiori a tre mesi risultano pari a 63.191 €/000 (68.168 €/000 al 31 dicembre 2024), mentre quelli scaduti da oltre tre mesi sono pari a 20.721 €/000 (25.387 €/000 al 31 dicembre 2024).

Il Gruppo non è esposto a sensibili concentrazioni di ricavi. Nel 2025, il primo cliente in termini di ricavi ha infatti rappresentato circa l'1% dei ricavi (2% nel 2024), mentre i primi 15 hanno rappresentato circa il 13% (circa il 12% nel 2024). A livello di settore la concentrazione del primo cliente in termini di ricavi rappresenta circa il 3% per il Settore Acqua e circa il 2% per il settore Olio, mentre i primi 15 clienti rappresentano circa il 15% per il Settore Acqua e il 18% per il Settore Olio.

2.9.6 Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare con l'incapacità di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività del Gruppo.

I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità del Gruppo sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Il Gruppo ha adottato una serie di politiche e di processi volti ad ottimizzare la gestione delle risorse, riducendo il rischio di liquidità:

  • mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide;
  • diversificazione degli istituti di credito con cui il Gruppo opera;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • contrattazione di covenants a livello consolidato;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità, in relazione al processo aziendale.

Le caratteristiche di scadenza dei debiti finanziari fruttiferi di interessi e dei debiti bancari sono riportate nella Nota 2.6.11.

Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili, oltre alle risorse che saranno generate dall'attività operativa e di finanziamento, consentiranno al Gruppo di soddisfare i fabbisogni derivanti dall'attività d'investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza, oltre che a garantire il proseguimento di una strategia di crescita anche attraverso acquisizioni mirate che possano creare valore per gli azionisti. Le attuali disponibilità liquide al 31 dicembre 2025 sono pari a 415,7 milioni di euro. Queste ultime, e la forte generazione di cassa dalle attività operative che il Gruppo è stato in grado di realizzare nel 2025 e negli esercizi precedenti, sono sicuramente fattori che permettono di ridurre l'esposizione del Gruppo al rischio di liquidità. La decisione di mantenere un elevato livello di liquidità è stata adottata per poter cogliere le opportunità di acquisizioni che si dovessero presentare e per minimizzare il rischio di liquidità dovuto a fasi di incertezza del contesto macroeconomico che si possano presentare in futuro.

2.9.7 Rischio di prezzo

Il Gruppo è esposto ai rischi derivanti dalle oscillazioni dei prezzi dei metalli che possono influire sul risultato economico e sulla redditività. In particolare, i costi di acquisto dei metalli hanno inciso nel 2025 in misura pari al 32% del totale dei costi di acquisto di materie prime, semilavorati e prodotti finiti del Gruppo (29% nel 2024). Tra i principali metalli che il Gruppo utilizza vi sono acciaio, ghisa, acciaio inossidabile, ferro, alluminio, ottone, bronzo e in misura minore metallo non ferroso, lamiera e rame.

Nel 2025 l'andamento delle materie prime ha evidenziato una volatilità differenziata tra i vari comparti. I prezzi degli acciai (inclusi inox, acciai da cementazione e da bonifica) e della ghisa sono rimasti complessivamente stabili. Le quotazioni dell'alluminio hanno registrato un andamento più irregolare, con un calo nei mesi estivi seguito da un recupero significativo a fine anno. Più critica la situazione di rame, ottone e cobalto, che hanno evidenziato aumenti marcati nell'ultimo trimestre, riflettendo tensioni nella domanda globale e nelle catene di fornitura. Il Gruppo nel corso dell'anno ha deciso talvolta di effettuare acquisti di lotti più consistenti al fine di garantirsi la disponibilità del materiale necessario nei processi produttivi.

Il 2026 si prospetta caratterizzato da forte incertezza, principalmente a causa dei recenti dazi e dell'entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che inciderà sui costi delle importazioni extra-UE e renderà più complessa la definizione di politiche di prezzo stabili.

Il Gruppo, inoltre, monitora costantemente l'andamento di queste materie prime cercando di adottare le politiche più efficaci per ridurre la propria esposizione al rischio. I settori del Gruppo presentano una propensione al rischio di fluttuazione dei prezzi dei metalli differenti fra di loro ed in particolare:

  • nel Settore Acqua il costo dei metalli ha rappresentato nel 2025 circa il 24% dei costi per acquisto di materie prime, semilavorati e prodotti finiti (19% nel 2024). I metalli utilizzati sono principalmente acciaio inossidabile, ottone, alluminio, acciaio e ghisa. Al 31 dicembre 2025

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B. BILANCIO CONSOLIDATO

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risultavano accordi che coprivano circa il 29% del consumo previsto di ottone e circa il 32% del consumo previsto di alluminio per il 2026 (circa il 76% del consumo previsto di ottone e circa il 47% del consumo previsto di alluminio per l'anno successivo al 31 dicembre 2024). I consumi previsti di ottone ed alluminio per il 2026 sono ulteriormente coperti se, oltre agli accordi sottoscritti, vengono considerate anche le giacenze già presenti in magazzino al 31 dicembre 2025 (copertura di circa il 69% dei consumi previsti di ottone e di circa il 48% dei consumi previsti di alluminio);

  • nel Settore Olio il costo dei metalli ha rappresentato nel 2025 circa il 36% dei costi di acquisto per materie prime, semilavorati e prodotti finiti (34% nel 2024). I metalli utilizzati sono principalmente acciaio, ghisa, ferro ed alluminio. I prezzi di queste commodities, ad eccezione dell'alluminio, non risultavano storicamente soggetti a sensibili oscillazioni del prezzo; pertanto, il Gruppo ha sempre ritenuto che una strategia volta ad una puntuale analisi dell'andamento dei prezzi fosse sufficiente a limitare il rischio prezzo. Al 31 dicembre 2025 risultavano accordi che coprivano circa il 21% del consumo previsto di alluminio per 2026; tali consumi sono ulteriormente coperti se, oltre agli accordi sottoscritti, vengono considerate anche le giacenze già presenti in magazzino al 31 dicembre 2025 (copertura di circa il 48%).

I prezzi di vendita delle diverse società del Gruppo sono rivisti solitamente annualmente a meno che non si presentino dinamiche eccezionali che richiedano di intervenire anche in corso d'anno.

Il Gruppo sta inoltre seguendo con attenzione gli sviluppi relativi all'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti nei confronti di altri paesi e le contro-misure da questi adottate, analizzando gli impatti potenziali sul proprio business e studiando le azioni da adottare per ridurre i potenziali effetti negativi derivanti da tali misure.

2.9.8 Rischio connesso ai cambiamenti climatici

Con riferimento al cambiamento climatico (cosiddetto "climate change"), occorre precisare che il Gruppo Interpump non ricade nel perimetro della Direttiva 2003/87/CE (modificata da ultimo dalla direttiva UE 2018/410), che ha introdotto e disciplinato il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS). L'ETS rappresenta il principale strumento adottato dall'Unione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO₂ nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Nonostante il Gruppo Interpump non rientri tra i settori industriali coperti dall'ETS, è comunque impegnato sul fronte del contrasto al cambiamento climatico. Il Piano ESG 2023-2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione del 5 ottobre 2022, include le azioni, a supporto della strategia ESG, finalizzate a ottenere un impatto concreto e rilevante nello sviluppo del business, facendo propri gli obiettivi di tutela dell'ambiente e di inclusione sociale, rafforzandone la correlazione fra il conseguimento degli obiettivi del Piano ESG e la politica di remunerazione del top management.

In particolare, le azioni completate nel 2025 sono state tese a supportare il raggiungimento da parte del Gruppo degli obiettivi di decarbonizzazione 2030 e 2050. La strategia del Gruppo prevede che la riduzione delle emissioni passi attraverso un maggior ricorso a fonti di energia elettrica certificata verde, all'installazione di nuovi impianti di energia rinnovabile e all'ottimizzazione dei propri consumi energetici.

Il percorso di crescita sostenibile e di tutela dell'ambiente del Gruppo Interpump si sostanzia, inoltre, nella progettazione di processi a sostegno dell'economia circolare dei prodotti, di una più efficiente gestione dell'utilizzo delle risorse idriche e approfondimento di soluzioni tecniche di prodotto in eco-design. Questo intero processo verrà realizzato facendo anche leva sulla diffusione, a livello complessivo, delle eccellenze che le diverse realtà componenti il Gruppo hanno sviluppato in relazione a specifici ambiti.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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CERTIFIED

Alla luce delle sopracitate analisi, ed in particolare delle valutazioni effettuate relativamente ai rischi fisici (acuti e cronici) sui siti aziendali, gli impatti degli stessi su assets e ricavi non sono stati considerati significativi e pertanto non hanno comportato al 31 dicembre 2025 lo stanziamento di fondi rischi specifici o svalutazione di assets.

Anche in considerazione di quanto sopra riportato, le previsioni riflesse nei Business plan 2026-2030 utilizzati per l'esercizio di Impairment test non sono state impattate da elementi di rilievo con riferimento ai suindicati rischi fisico-climatici, ma incorporano nella loro predisposizione degli elementi di sostanziale prudenza in riduzione dei flussi attesi.

Inoltre, il Gruppo è potenzialmente esposto al rischio derivante dall'impatto di future leggi e regolamenti più restrittivi in materia di efficienza energetica e cambiamento climatico che possano portare ad un futuro aumento dei costi operativi.

2.9.9 Rischio geopolitico

Il contesto macroeconomico internazionale continua a essere caratterizzato da un elevato livello di incertezza, derivante da tensioni geopolitiche e conflitti in diverse aree del mondo, con particolare riferimento alla regione del Medio Oriente.

Nel corso del 2025 tali tensioni si sono intensificate a seguito di episodi di instabilità nell'area del Golfo e di crescenti frizioni tra Iran, USA, Israele e altri attori internazionali, con effetti sulla volatilità dei mercati energetici e sulle aspettative di inflazione globale. Nei primi mesi del 2026 la situazione geopolitica ha registrato un'ulteriore escalation, con l'emergere di un conflitto che coinvolge l'Iran e altre potenze regionali e internazionali. Tali dinamiche potrebbero determinare effetti indiretti sull'andamento dei mercati globali e sui settori industriali in cui opera il Gruppo, con possibili impatti sulla disponibilità e sui costi delle materie prime, sull'efficienza delle catene di approvvigionamento, sui flussi logistici internazionali, nonché sull'evoluzione dei prezzi dell'energia e dei tassi di cambio.

Il Gruppo continua a monitorare attentamente l'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, valutando i potenziali effetti diretti ed indiretti che potrebbero derivare da eventuali ulteriori escalation dei conflitti in essere, al momento di difficile quantificazione, e adotta, ove ritenuto opportuno, misure di mitigazione volte a ridurre i potenziali impatti negativi, tra cui la diversificazione geografica delle fonti di approvvigionamento, il rafforzamento dei rapporti con fornitori alternativi e l'attenzione alla gestione dei rischi operativi e finanziari.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

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2.10 Commenti al rendiconto finanziario

2.10.1 Immobili, impianti e macchinari

Nel 2025 il Gruppo ha acquistato immobili, impianti e macchinari per 104.395 €/000 (139.077 €/000 nel 2024). A fronte di tali investimenti sono stati pagati 105.337 €/000 comprensivi degli esborsi per immobilizzazioni materiali destinate ad essere date in noleggio e considerando la dinamica dei pagamenti dei debiti sorti a tale titolo (140.436 €/000 nel 2024).

2.10.2 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Sono così composti:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti da stato patrimoniale 415.704 392.637
Debiti bancari (per scoperti di conto corrente ed anticipi s.b.f.) (33.688) (33.236)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti da rendiconto finanziario 382.016 359.401

2.10.3 Posizione finanziaria netta e rendiconto finanziario

Per l'ammontare e il dettaglio delle principali componenti della posizione finanziaria netta e delle modifiche intercorse nel 2025 e nel 2024 si rimanda alla "Relazione sulla gestione" al capitolo "Cash Flow".

2.11 Impegni

Il Gruppo al 31 dicembre 2025 ha in essere impegni di acquisto materie prime pari a 26 €/000 (90 €/000 al 31 dicembre 2024).

Inoltre, il Gruppo ha impegni per acquisto di immobilizzazioni materiali pari a 5.934 €/000 (10.208 €/000 al 31 dicembre 2024) e pari a 1.436 €/000 per immobilizzazioni immateriali (148 €/000 al 31 dicembre 2024).

Il Gruppo, inoltre, ha ricevuto fidejussioni per acquisto di partecipazioni pari a 1.808 €/000 (4.538€/000 al 31 dicembre 2024) ed ha rilasciato garanzie reali a terzi per 4.916 €/000 (1.768 €/000 al 31 dicembre 2024).

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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2.12 Operazioni con parti correlate

Il Gruppo intrattiene rapporti non rilevanti con società controllate non consolidate, società collegate ed altre parti correlate a condizioni di mercato ritenute normali nei rispettivi mercati di riferimento, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Le operazioni tra la società Interpump Group S.p.A. e le sue società controllate consolidate, che sono entità correlate della società stessa, sono state eliminate nel bilancio consolidato e non sono evidenziate in questa nota.

Gli effetti sul conto economico consolidato del Gruppo per il 2025 ed il 2024 sono riportati di seguito:

2025
€/000 Totale Consolidato Società controllate non consolidate Società collegate Altre parti correlate Totale parti correlate Incidenza % sulla voce di bilancio
Ricavi 2.070.684 735 - 976 1.711 0,1%
Costo del venduto 1.339.909 648 - 5.086 5.734 0,4%
Altri ricavi 41.871 45 - 6 51 0,1%
Spese commerciali 185.174 442 - 329 771 0,4%
Spese generali e amministrative 241.005 - - 970 970 0,4%
Oneri finanziari 65.326 - - 513 513 0,8%
2024
--- --- --- --- --- --- ---
€/000 Totale Consolidato Società controllate non consolidate Società collegate Altre parti correlate Totale parti correlate Incidenza % sulla voce di bilancio
Ricavi 2.078.399 927 - 2.075 3.002 0,1%
Costo del venduto 1.364.753 572 - 4.865 5.437 0,4%
Altri ricavi 36.714 23 - - 23 0,1%
Spese commerciali 173.890 374 - 588 962 0,6%
Spese generali e amministrative 227.118 - - 653 653 0,3%
Oneri finanziari 62.380 - - 691 691 1,1%

B. BILANCIO CONSOLIDATO

CERTIFIED

Gli effetti sulla Situazione patrimoniale-finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025 e 2024 sono riportati di seguito:

31 dicembre 2025
€/000 Totale Consolidato Società controllate non consolidate Società collegate Altre parti correlate Totale parti correlate Incidenza % sulla voce di bilancio
Crediti commerciali 397.253 1.207 - 232 1.439 0,4%
Debiti commerciali 233.564 251 - 1.399 1.650 0,7%
Debiti finanziari fruttiferi di interessi quota a breve e a medio-lungo) 673.115 - - 9.873 9.873 1,5%
31 dicembre 2024
--- --- --- --- --- --- ---
€/000 Totale Consolidato Società controllate non consolidate Società collegate Altre parti correlate Totale parti correlate Incidenza % sulla voce di bilancio
Crediti commerciali 385.963 1.568 - 505 2.073 0,5%
Debiti commerciali 237.371 120 - 650 770 0,3%
Debiti finanziari fruttiferi di interessi quota a breve e a medio-lungo) 768.445 - - 12.914 12.914 1,7%

2.12.1 Rapporti con società controllate non consolidate integralmente

I rapporti con società controllate non consolidate integralmente sono i seguenti:

Crediti Ricavi
€/000 2025 2024 2025 2024
General Pump China Inc. 133 41 292 274
Interpump Hydraulics Perù 1.048 1.473 441 663
Interpump Antriebstechnik GmbH 2 2 - -
Walvoil Mexico 24 52 44 13
Nuova SM S.r.l. - - 3 -
Totale società controllate 1.207 1.568 780 950

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

€/000 Debiti Costi
2025 2024 2025 2024
General Pump China Inc. 108 83 571 683
Interpump Hydraulics Perù - - 44 13
Interpump Antriebstechnik GmbH 82 37 405 250
Nuova SM S.r.l 61 - 70 -
Totale società controllate 251 120 1.090 946

2.12.2 Rapporti con società collegate

Il Gruppo non detiene società collegate.

2.12.3 Rapporti con altre parti correlate

Nel 2025 sono imputate a conto economico consulenze prestate da entità collegate ad amministratori e sindaci di società del Gruppo per 122 €/000 (45 €/000 nel 2024). I costi di consulenza sono stati interamente imputati nei costi generali ed amministrativi nel 2025 così come nel 2024. Nei ricavi al 31 dicembre 2025 sono presenti ricavi verso società partecipate da soci o amministratori di società del Gruppo per 976 €/000 (2.075 €/000 nel 2024). Inoltre, nel costo del venduto sono presenti acquisti verso società controllate da soci di minoranza o amministratori di società del Gruppo per 5.060 €/000 (4.844 €/000 nel 2024).

2.13 Eventi successivi alla chiusura dell'esercizio

Lo scorso 17 febbraio Interpump Group S.p.A., nell'ambito del piano di acquisto di azioni proprie autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti in data 29 aprile 2025 ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999, ha dato esecuzione a un programma di acquisto di azioni proprie per un totale di n. 500.000 azioni da effettuarsi tra il 17 febbraio e il 16 maggio 2026 sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. ("MTA"), al prezzo massimo di € 60,00 per azione e quindi per un esborso massimo di Euro 30.000.000. Ai fini dell'attuazione di tale programma di acquisto la Società ha conferito in data 16 febbraio 2026 specifico mandato a Banca Akros S.p.A., terminato il giorno 11 marzo: a tale data Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.985.087 azioni pari al 2,742% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 37,97442.

Con riferimento al recente conflitto internazionale che ha coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele, avviato a seguito delle operazioni militari del 28 febbraio 2026, Il Gruppo sta monitorando la sua evoluzione ed i relativi effetti, al momento di difficile quantificazione, stante il recente avvio del conflitto stesso, che possano impattare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Non si segnalano ulteriori eventi successivi al 31 dicembre 2025 meritevoli di essere commentati.


B. BILANCIO CONSOLIDATO

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Allegato 1: Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni

  1. I sottoscritti Fulvio Montipò e Mauro Barani, rispettivamente Amministratore esecutivo e Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Interpump Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58:
  2. l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
  3. l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato nel corso dell'esercizio 2025.

  1. Si attesta, inoltre, che il bilancio consolidato di Interpump Group S.p.A. e società controllate per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che riporta un totale attivo consolidato pari a 3.398.638 migliaia di euro, un utile netto consolidato di 209.709 migliaia di euro ed un patrimonio netto consolidato di 2.110.101 migliaia di euro:
    a) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    b) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del Dlgs. 38/2005 e, a quanto consta, è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
    c) la relazione sulla gestione contiene un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidato, unitamente alla descrizione dei principali rischi ed incertezze cui sono esposti.

Sant'Ilario d'Enza (RE), 20 marzo 2026

Dott. Fulvio Montipò
Presidente esecutivo

Dott. Mauro Barani
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Allegato 2: Attestazione della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell'art. 81-ter, comma 1, del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

I sottoscritti Fulvio Montipò e Mauro Barani, rispettivamente Amministratore esecutivo e Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Interpump Group S.p.A., attestano, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:

a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;
b) con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Sant'Ilario d'Enza (RE), 20 marzo 2026

Dott. Fulvio Montipò
Presidente esecutivo

Dott. Mauro Barani
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari


B. BILANCIO CONSOLIDATO
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Relazione del Collegio Sindacale

Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea degli Azionisti di "Interpump Group S.p.A.", ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n. 58/1998 e dell'art. 2429, comma 2 del Codice Civile

All'Assemblea degli Azionisti della Società Interpump Group S.p.A..

Premessa

Il Collegio Sindacale di Interpump Group S.p.A. (di seguito anche “IPG” o “Società”), ai sensi dell’art. 153 del D.Lgs. n. 58/1998 (di seguito anche T.U.F.) e dell’art. 2429, co. 2 cod. civ., e nel rispetto delle raccomandazioni fornite dalla CO.N.SO.B. (la "CONSOB") con Comunicazione n. DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, è chiamato a riferire all’Assemblea degli Azionisti, convocata per l’approvazione del bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, sull’attività di vigilanza svolta nel corso dell’esercizio nell’adempimento dei propri doveri, anche nella veste di “comitato per il controllo interno e la revisione contabile”, sulle omissioni e sui fatti censurabili eventualmente rilevati e sui risultati dell’esercizio sociale, oltreché a formulare proposte in ordine al bilancio, all’approvazione dello stesso e alle materie di propria competenza.

Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e sino alla data odierna il Collegio Sindacale ha effettuato l’attività di vigilanza attenendosi a quanto previsto dalla Legge, tenuto conto delle Norme di comportamento del Collegio sindacale di società quotate (di seguito anche Norme) emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ed aggiornate in data 27 dicembre 2024, delle disposizioni CONSOB in materia di controlli societari, nonché delle previsioni contenute nell’art. 19 del D.Lgs. n. 39/2010.

Il bilancio separato e consolidato di IPG è stato redatto in base ai principi contabili internazionali IAS/IFRS emessi dall’International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dall’Unione Europea, nonché conformemente ai provvedimenti emanati dalla CONSOB in attuazione dell’art. 9, co. 3, del D.Lgs. n. 38/2005.

Il bilancio della Società è stato redatto a norma di legge ed è accompagnato dai documenti prescritti dal Codice Civile e dal T.U.F. Inoltre, la Società, secondo le disposizioni di legge, ha presentato il bilancio consolidato di Gruppo e la relativa relazione degli amministratori inclusiva della Rendicontazione consolidata di sostenibilità di cui al D.Lgs. n. 125/2024.

Il Collegio Sindacale ha acquisito le informazioni strumentali allo svolgimento dei compiti di vigilanza ad esso attribuiti mediante la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati costituiti nell’ambito del Consiglio di

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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Amministrazione, le audizioni del management della Società e del Gruppo, le informazioni acquisite dalle competenti strutture aziendali, nonché mediante le ulteriori attività di controllo effettuate.

Composizione, funzionamento e indipendenza del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale, in carica alla data della presente Relazione, è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2023: è composto da Anna Maria Allievi (Presidente), Mario Tagliaferri (Sindaco Effettivo), Mirco Zucca (Sindaco Effettivo), nonché da Roberta Senni e da Andrea Romersa (Sindaci Supplenti). Esso rimarrà in carica per tre esercizi fino alla data di approvazione del Bilancio dell’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2025.

La nomina è avvenuta sulla base di due liste presentate rispettivamente dall’Azionista di maggioranza e da alcuni investitori istituzionali, soci di minoranza, in conformità alle disposizioni legislative, regolamentari e statutarie applicabili. Dalla lista di minoranza sono stati tratti il Presidente del Collegio Sindacale ed il Sindaco Supplente Roberta Senni. La composizione del Collegio Sindacale rispetta il criterio di riparto fra i generi di cui all’art. 148, comma 1-bis del D.Lgs. n. 58/1998 (T.U.F.) così come modificato dall’art. 1, comma 303, della Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, visto anche quanto chiarito da CONSOB nella Comunicazione n. 1/2020 del 30 gennaio 2020.

Ai sensi dell’art. 144-quinquesdecies del Regolamento Emittenti, l’elenco degli incarichi ricoperti dai componenti il Collegio Sindacale presso le società di cui al Libro V, Titolo V, capi V, VI e VII del cod. civ., è pubblicato dalla CONSOB sul proprio sito internet (www.CONSOB.it). Si osserva che l’art. 144-quaterdecies del Regolamento Emittenti (obblighi di informativa alla CONSOB) prevede che chi riveste la carica di componente l’organo di controllo di un solo emittente non è soggetto agli obblighi di informativa previsti dal citato articolo, e in tale caso non è presente negli elenchi pubblicati dalla CONSOB. La Società riporta nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari i principali incarichi rivestiti dai componenti il Collegio Sindacale. Il Collegio dà atto in questa sede di aver verificato il rispetto, da parte di tutti i propri componenti, delle richiamate disposizioni regolamentari della CONSOB in tema di “limite al cumulo degli incarichi”.

Il Collegio Sindacale all’atto della nomina e successivamente per ogni esercizio ha verificato la sussistenza del requisito di indipendenza; da ultimo il Collegio ha effettuato la verifica in data 9 febbraio 2026 sulla base dei criteri previsti dall’art. 148, comma 3, del TUF nonché dei criteri richiesti dal Codice di Corporate Governance adottato ed in conformità alle Norme pubblicate dal CNDCEC il 26 aprile 2018 così come integrate nel maggio 2019 ed aggiornate il 27 dicembre 2024. L’esito della verifica effettuata, oltre che l’esito della propria autovalutazione, sono stati comunicati, ai sensi dell’art. 144-novies co. 1-ter del Regolamento CONSOB n. 11971, e della Raccomandazione n. 10 del Codice di Corporate Governance, al Consiglio di Amministrazione che ne ha preso atto nella riunione del 13 febbraio

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B. BILANCIO CONSOLIDATO
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2026.

Il Collegio Sindacale, inoltre, tenuto conto degli esiti dell’attività di autovalutazione, ha approvato nella riunione del 9 febbraio 2026 i propri orientamenti circa la composizione quali – quantitativa del nuovo Collegio che sarà eletto per il triennio 2026 -2028. Tale orientamento è stato pubblicato sul sito internet dell’Emittente e messo a disposizione degli azionisti.

Attività di vigilanza e controllo del Collegio Sindacale

Attività di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto

Il Collegio Sindacale, nell’espletamento dei compiti di sua competenza, ha svolto l’attività di vigilanza prescritta dall’art. 2403 cod. civ., dall’art. 149 del D.Lgs. n. 58/1998, dall’art. 19 del D.Lgs. n. 39/2010, dalle raccomandazioni della CONSOB in materia di controlli societari e attività del Collegio Sindacale e facendo riferimento alle indicazioni contenute nel Codice di Corporate Governance nonché alle Norme di comportamento del Collegio Sindacale di società quotate emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ed aggiornate il 27 dicembre 2024. Inoltre, il Collegio Sindacale ha tenuto conto delle nuove prescrizioni derivanti dall’adozione della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), recepita a livello nazionale con il D.Lgs. n. 125/2024 entrato in vigore il 25 settembre 2024.

Nell’ambito delle sue funzioni, quindi, il Collegio Sindacale:

  • ha partecipato alle riunioni dell’Assemblea degli Azionisti e del Consiglio di Amministrazione, vigilando sul rispetto delle norme statutarie, legislative e regolamentari che disciplinano il funzionamento degli organi della Società, nonché sul rispetto dei principi della corretta amministrazione;
  • ha vigilato, per quanto di sua competenza, sull’adeguatezza della struttura organizzativa della Società e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, tramite osservazioni dirette, raccolta di informazioni dai responsabili di alcune funzioni aziendali e incontri con la Società di Revisione nell’ambito di un reciproco scambio di dati ed informazioni rilevanti;
  • ha valutato e vigilato sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo e contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, attraverso le informazioni dei responsabili delle rispettive funzioni, l’esame di documenti aziendali e l’analisi dei risultati del lavoro svolto dalla Società di Revisione;
  • ha effettuato 10 riunioni nel suo complesso con la partecipazione al 100% dei propri componenti per una durata media di 2 ore e 30 minuti circa. Il Collegio ha inoltre partecipato a tutte le 6 riunioni del Consiglio di Amministrazione nonché a tutte le riunioni dei comitati endo-consiliari con tutti od uno dei suoi membri (Comitato Controllo e Rischi, Comitato Sostenibilità, Comitato per le

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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perazioni con Parti Correlate, Comitato Remunerazione e Comitato Nomine);

  • ha vigilato sull’adeguatezza del flusso reciproco di informazioni tra IPG e le sue controllate ai sensi dell’articolo 114, comma 2, del D. Lgs. n. 58/1998, conforme alle istruzioni emanate dalla direzione della Società nei confronti delle Società del Gruppo;

  • ha vigilato in merito agli adempimenti correlati alle norme del “Market abuse” e “Tutela del risparmio” in materia di “Internal Dealing”, con particolare riferimento al trattamento delle informazioni privilegiate e alla procedura di diffusione dei comunicati e delle informazioni al pubblico e ha monitorato l’adeguamento della procedura adottata dalla Società per la gestione delle informazioni privilegiate e rilevanti, redatta alla luce delle Linee Guida CONSOB n. 1/2017;

Inoltre, il Collegio Sindacale:

  • ha ottenuto dagli Amministratori adeguate informazioni sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle società controllate ai sensi dell’art. 150 co. 1 del T.U.F. Al riguardo, sia collegialmente che singolarmente, il Collegio Sindacale ha posto particolare attenzione sul fatto che le operazioni deliberate e poste in essere fossero conformi alla legge, allo statuto sociale e non fossero imprudenti o azzardate, in contrasto con le delibere assunte dall’Assemblea, in potenziale conflitto d’interessi o tali da compromettere l’integrità del patrimonio aziendale;

  • ha tenuto riunioni con i rappresentanti della Società di Revisione ai sensi dell’art. 150 co. 3 del T.U.F., e non sono emersi dati e/o informazioni rilevanti che debbano essere evidenziati nella presente Relazione;

  • ha avuto scambi di informazioni con i Collegi Sindacali delle società direttamente ed indirettamente controllate da IPG ai sensi dell’art. 151 co. 1 e 2 del T.U.F.;

  • Il Collegio Sindacale ha altresì costantemente verificato, tramite le relazioni del Chief Administration & Financial Officer, l’assetto amministrativo e contabile della Società e, in particolare, l’adeguatezza del personale addetto, le mansioni, le responsabilità e i presidi di controllo ai sensi del nuovo codice della crisi.

  • ha vigilato sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Corporate Governance, cui la Società ha aderito, come adeguatamente rappresentato nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, nel rispetto dell’art. 124-ter del T.U.F. e dell’art. 89-bis del Regolamento Emittenti;

  • ha verificato, in relazione alla valutazione periodica da effettuarsi ai sensi del Codice di Corporate Governance e nell’ambito della vigilanza sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario, la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottate dal Consiglio di Amministrazione, in merito alla valutazione positiva

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B. BILANCIO CONSOLIDATO
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dell’indipendenza degli Amministratori.

Il Collegio Sindacale ha reso pareri o espresso osservazioni richieste dalla normativa vigente in merito alle politiche remunerative, contenute nella Relazione sulle Politiche 2026 in materia di remunerazione e compensi corrisposti, con riferimento al Presidente Esecutivo e all’Amministratore Delegato.

Il Collegio Sindacale ha condiviso la valutazione positiva espressa dal Comitato Nomine e fatta propria dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 13 febbraio 2026, come richiesto dal Codice di Corporate Governance, in ordine alla dimensione ed alla composizione dell’organo consiliare ed al suo funzionamento, nonché alla dimensione, alla composizione ed al funzionamento dei comitati consiliari. Nella valutazione sono stati utilizzati specifici criteri valutativi, sulla base delle risultanze di un questionario di autovalutazione compilato da tutti i membri del Consiglio di Amministrazione.

Il Collegio Sindacale dà, inoltre, atto di aver rilasciato il proprio parere ai sensi dell’art. 2389, comma 3, cod. civ. anche alla luce delle valutazioni del Comitato Remunerazione, sulla proposta di remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche.

Il Collegio Sindacale ha inoltre espresso parere favorevole in merito all’integrazione degli onorari richiesti da “PwC S.p.A.” e ritiene che in ogni caso sussista il requisito di indipendenza della Società di Revisione.

Attività di vigilanza sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile e sull’attività di revisione legale dei conti

Ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. n. 39/2010 (Testo Unico della Revisione Legale), il Collegio Sindacale, qualificato quale “Comitato per il Controllo Interno e per la Revisione Contabile”, è chiamato a vigilare:

  • sul processo di informativa finanziaria;
  • sull’efficacia dei sistemi di controllo interno e di gestione del rischio;
  • sulla Revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati;
  • sull’indipendenza della Società di Revisione in particolare per quanto concerne la prestazione di servizi non di Revisione.

Il Collegio Sindacale ha svolto la sua attività con la collaborazione dell’attuale Comitato Controllo e Rischi al fine di coordinare le rispettive competenze ed evitare sovrapposizione di attività.

Processo di informativa finanziaria

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull’esistenza di norme e procedure relative al processo di formazione e diffusione delle informazioni finanziarie. In merito si evidenzia che la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari illustra le modalità con cui il Gruppo ha definito il proprio Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi in relazione al processo di informativa finanziaria a livello

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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consolidato. Il Consiglio di Amministrazione, in data 28 aprile 2023, ha nominato il Dott. Mauro Barani quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell’art. 154 – bis del TUF ed in data 14 febbraio 2024 ha assunto una nuova delibera al fine di prevedere, tra i suoi poteri, quanto disposto dal D. Lgs. n. 125/2024 che ha apportato significative modifiche di coordinamento al TUF, tra cui l’introduzione del comma 5-ter all’art. 154 – bis in tema di attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione redatta conformemente agli standard di rendicontazione europei (ESRS), sempre previo parere del Collegio.

Il Dirigente preposto si avvale del supporto dell’Internal Audit al fine di verificare il funzionamento delle procedure amministrativo contabili attraverso attività di testing dei controlli. Il Collegio Sindacale dà atto di aver ricevuto adeguate informazioni sull’attività di monitoraggio dei processi aziendali ad impatto amministrativo-contabile nell’ambito del Sistema di controllo interno, attività effettuata sia nel corso dell’anno in relazione ai resoconti periodici sulla gestione, sia in fase di chiusura dei conti per la predisposizione del bilancio, nel rispetto degli obblighi di monitoraggio ed attestazione a cui IPG è soggetta ai sensi della Legge n. 262/2005. Il Collegio Sindacale, in particolare, ha preso atto del Risk Assessment nonché dell’aggiornamento semestrale sull’attività di test ex Legge n. 262/2005.

L’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile è stata valutata anche mediante l’acquisizione di informazioni dai responsabili delle rispettive funzioni e l’analisi dei risultati del lavoro svolto dalla Società di Revisione.

Non sono emerse particolari criticità ed elementi ostativi al rilascio dell’attestazione da parte del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e dell’Amministratore delegato circa l’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d’esercizio di IPG e del bilancio consolidato per l’esercizio 2025.

Per quanto attiene la formazione dei bilanci d’esercizio e consolidato chiusi al 31 dicembre 2025, il Collegio Sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione, in via autonoma e preventiva rispetto all’approvazione dello stesso Bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 (cfr. Documento congiunto di Banca d’Italia, CONSOB e Isvap del 3 marzo 2010), ha approvato la rispondenza della procedura di impairment test alle prescrizioni del principio contabile internazionale IAS 36, previo esame della stessa con il Comitato Controllo e Rischi e con il Collegio Sindacale.

Il Dirigente Preposto non ha evidenziato criticità sul processo di redazione della Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità ed ostative rispetto all’emissione dell’attestazione.

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull’osservanza della normativa relativa alla formazione e pubblicazione della Relazione Finanziaria Semestrale e dei Resoconti Intermedi sulla Gestione, nonché sulle impostazioni date alle stesse e sulla corretta applicazione dei principi contabili, anche utilizzando le informazioni ottenute dalla Società di Revisione.

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Inoltre, si dà atto che:

  • la Società di Revisione incaricata della Revisione legale dei conti ha illustrato al Collegio Sindacale i controlli effettuati, e negli incontri periodici non ha evidenziato rilievi;
  • il Collegio Sindacale ha vigilato sulla Revisione dei conti annuali e consolidati informandosi e confrontandosi con la Società di Revisione, anche alla luce delle novità introdotte in merito alla relazione della stessa Società di Revisione con particolare riferimento alle c.d. Key Audit Matter.

In particolare, sono state illustrate al Collegio Sindacale tutte le principali fasi dell'attività di revisione, ivi compresa l'individuazione delle aree di rischio con descrizione delle relative procedure adottate, e sono stati ripercorsi i principali principi contabili applicati da IPG. Il Collegio Sindacale dà altresì atto che la Società di Revisione “PwC S.p.A ha rilasciato i propri giudizi sul bilancio consolidato e sul bilancio d’esercizio in data odierna (31 marzo 2026).

Il Collegio Sindacale, inoltre, riferirà al Consiglio di Amministrazione in merito alle questioni significative indicate nella Relazione della Società di Revisione ai sensi degli artt. 14 e 16 del D.Lgs. n. 39/2010, così come modificati dal D.Lgs. n. 135/2016, senza ritenere di corredare tale relazione con proprie osservazioni. Al miglioramento continuo del processo di informativa finanziaria, viene assicurata la dovuta e costante attenzione da parte del Collegio sindacale; la relazione aggiuntiva, già posta all’attenzione dell’Organo amministrativo, si presenta quale sintesi di elementi già condivisi nel tempo.

Si rammenta che la relazione in parola integra, altresì, la dichiarazione della Società di Revisione sull’indipendenza, di cui all’art. 6, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento (UE) n. 537/2014. Il Collegio Sindacale nel corso del suo mandato ha vigilato sull’indipendenza della Società di Revisione “PwC S.p.A.”, verificando la natura e l’entità dei servizi diversi dal controllo contabile con riferimento ad IPG ed alle società controllate, ed ottenendo inoltre esplicita conferma dalla Società di Revisione circa la sussistenza del requisito dell’indipendenza da parte della stessa.

Infine, il Collegio ha preso atto della Relazione di trasparenza predisposta dalla Società di Revisione, pubblicata sul proprio sito internet ai sensi dell’art. 18 del D. Lgs. 39/2010.

Secondo quanto richiesto dall’articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti modificato dalla Delibera Consob n. 15915 del 3 maggio 2007 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 111 del 15 maggio 2007 (S.O. n.115), si elencano i corrispettivi di competenza dell’esercizio 2025 a fronte dei servizi forniti al Gruppo dalla società di revisione e dalle entità appartenenti alla rete della società di revisione stessa:

  • incarichi di revisione della Capogruppo 98 €/000;
  • incarichi di revisione società controllate 711 €/000;
  • esame limitato delle Dichiarazioni non Finanziarie Capogruppo 80 €/000;

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  • servizi di attestazione Capogruppo e società controllate 15 €/000.

Tali compensi sono inclusi negli Altri costi all’interno dei costi generali e amministrativi.

In considerazione dei cambiamenti normativi e del conseguente ampliamento delle attività di verifica del revisore, si è resa necessaria un’integrazione economica dei corrispettivi della Lettera di Incarico. Come riportato anche da Assonime nella propria Circolare n. 21 del 7 novembre 2024, alla luce del principio di evitare ulteriori aggravamenti e procedurali ai soggetti già tenuti alla pubblicazione della dichiarazione non finanziaria, è da ritenersi che la modifica delle condizioni contrattuali originarie sia un atto di competenza del Consiglio di Amministrazione; ciononostante il Consiglio del 21 marzo 2025 ha ritenuto di informare i Soci, alla convocanda Assemblea del 29 aprile 2025, in merito ai corrispettivi concordati per gli esercizi 2024 al 2031, di seguito riportati:

  • onorari di importo complessivo pari ad Euro 105.000 per l’incarico di limited assurance della rendicontazione consolidata di sostenibilità per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024;
  • onorari di importo complessivo pari ad Euro 80.000 per l’incarico di limited assurance della rendicontazione consolidata di sostenibilità a partire dall’esercizio in chiusura al 31 dicembre 2025 fino al 31 dicembre 2031.

Alla luce di quanto indicato, si ricorda che il Collegio Sindacale ha espresso parere favorevole in merito all’integrazione degli onorari e ritiene che sussista il requisito di indipendenza della Società di Revisione “PwC S.p.A.”.

Attività di vigilanza sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e sull’assetto organizzativo

Il Collegio Sindacale ha valutato e vigilato sull’adeguatezza del controllo interno e sull’efficacia dei sistemi di controllo interno e di gestione del rischio. Il Collegio Sindacale dà atto di aver verificato le attività maggiormente rilevanti svolte dal complessivo sistema di controllo interno e di gestione dei rischi tramite la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato operazioni con parti correlate cui hanno partecipato:

  • l’Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
  • la funzione Internal Audit/Risk & Compliance;
  • il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili;
  • l’Organismo di Vigilanza;
  • il responsabile dei sistemi informativi;
  • l’Investor relator.

Nell’ambito di tale attività, in particolare, il Collegio Sindacale dà atto di aver ricevuto ed esaminato:

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  • le relazioni periodiche sull’attività svolta, predisposte dal Comitato Controllo e Rischi e dall’Internal Audit, Risk & Compliance;
  • i report redatti, alla conclusione delle attività di verifica e monitoraggio, dall’Internal Audit, Risk & Compliance, con le relative risultanze, le azioni raccomandate ed i controlli dell’attuazione delle suddette azioni;
  • gli aggiornamenti periodici sull’evoluzione del processo di gestione dei rischi, l’esito delle attività di monitoraggio ed assessment effettuate dall’Internal Audit, Risk & Compliance e dal Group Risk Management & Corporate Finance, nonché gli obiettivi raggiunti.

Il Collegio Sindacale ha preso atto, condividendolo, dell’aggiornamento della Politica di gestione del rischio nel Gruppo IPG. Il Collegio Sindacale ha, quindi, esaminato con cadenza semestrale le relazioni periodiche sull’attività svolta dall’Organismo di Vigilanza ed ha esaminato il piano di attività ed il budget assegnato per l’anno 2026. Analogamente, il Collegio Sindacale ha preso atto dell’attività di compliance a quanto previsto dal D.Lgs. n. 231/2001 e del piano delle attività per il 2026, esaminando e condividendo la proposta di aggiornamento del Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. n. 231/2001.

Il Collegio Sindacale ha inoltre verificato che il Gruppo Interpump ha implementato e sviluppato un “modello di controllo interno sull’informativa non finanziaria”, avente lo scopo di definire le modalità di rilevazione, misurazione, monitoraggio e controllo del rischio afferente il processo di rendicontazione delle informazioni non finanziarie, nell’ambito del più generale sistema di controllo interno sull’informativa non finanziaria, ossia assicurare l’attendibilità, l’accuratezza, l’affidabilità e la tempestività dei dati e delle informazioni di carattere non finanziario del Gruppo.

Il Dirigente Preposto assicura il mantenimento e l’adeguatezza del Sistema di Controllo Interno sull’informativa finanziaria e no, coadiuvato dalla Funzione di Internal Audit, Risk and Compliance che ne monitorano, in via continuativa, l’efficacia.

A seguito dell’attività svolta nel periodo, come sopra dettagliata, il Collegio Sindacale ha condiviso la valutazione positiva espressa dal Comitato Controllo e Rischi in ordine all’adeguatezza del Sistema di controllo interno e gestione dei rischi.

Attività di vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

Sulla base delle informazioni acquisite e delle analisi condotte nell’attività di vigilanza, è emerso che le operazioni di maggior rilievo, finanziario e patrimoniale, compiute dalla Società, anche per il tramite di imprese direttamente partecipate, sono quelle di seguito descritte e più dettagliatamente illustrate nella Relazione sulla gestione.

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In particolare, l'attività di Interpump Group S.p.A. è consistita, come negli esercizi precedenti, nell'ordinaria attività industriale, nel coordinamento strategico e gestionale del Gruppo, nella ricerca dell'ottimizzazione dei flussi finanziari di Gruppo e nell'attività di ricerca e selezione di acquisizioni di partecipazioni con lo scopo di accelerare la crescita del Gruppo stesso.

Nel 2025 la Società ha concluso le seguenti operazioni rilevanti (acquisizioni e operazioni straordinarie):

  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Hammelmann Endüstri Pompalari A.Ş.;
  • Con effetto dal 1° maggio 2025 è stata consolidata per la prima volta la società neocostituita Alfa OBL America Inc.;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquisito Nuova S.M. S.r.l., società attiva nella lavorazione e finitura dei metalli, consolidata con il metodo del patrimonio netto a partire da giugno 2025;
  • Nel corso del secondo trimestre 2025 il Gruppo ha esercitato l'opzione di acquisto delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l. portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%;
  • Con effetto dal 31 dicembre 2025, a seguito di una riorganizzazione societaria all'interno del Gruppo Waikato, la Waikato Milking Systems LP ha trasferito l'attività di business a Waikato Milking Systems Limited (in precedenza denominata “Waikato Holding Limited”);
  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 North American Manufacturing Inc. è stata fusa in Muncie Inc.;
  • Con effetto dal 1° gennaio 2025 Innovativ Gummi Tech Srl è stata fusa in I.M.M. Hydraulics Spa;
  • Con effetto dal 14 aprile 2025 Interpump Hydraulics Middle East FZE è stata messa in liquidazione;
  • Nel secondo trimestre 2025 il Gruppo ha acquistato ulteriori 0,23% delle quote di minoranza di Interpump Hydraulics France S.a.r.l. incrementando la percentuale di possesso al 100%;
  • Il 16 giugno 2025 Interpump Group annuncia di aver sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisizione, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.A., e con efficacia dal 1° luglio 2025, del 65% del capitale di Padoan S.r.l., società specializzata nel settore dei serbatoi per veicoli industriali e per macchinari;
  • In data 24 ottobre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquistato, tramite la sua controllata Hidrover Ltda, l'intero capitale di Tutto Hidraulicos Ltda, società specializzata nel settore dei cilindri idraulici. La società è stata consolidata integralmente a partire dal 1° novembre 2025, contribuendo ai risultati consolidati per due mesi;
  • In data 4 novembre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquisito, tramite la sua controllata Reggiana Riduttori S.r.l., il 70% del capitale di Borghi Assali S.r.l., società specializzata nella progettazione e produzione di assali sterzanti idraulici ed elettrici per veicoli industriali. La società è stata

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consolidata integralmente a partire dal 1° novembre 2025, contribuendo ai risultati consolidati per due mesi;

  • In data 18 dicembre 2025 Interpump Group annuncia di aver acquisito, tramite la sua controllata Interpump Hydraulics S.p.a., la totalità del capitale sociale di F.A.R.M.A. S.r.l, società specializzata nella progettazione e produzione di componentistica per i serbatoi;
  • Infine, nel quarto trimestre 2025 si è conclusa la procedura di liquidazione della società RR India Pvt. Ltd.

Permane l’impegno, all’interno dell’ordinaria attività industriale del Gruppo, nell’affrontare i temi di sostenibilità in coerenza con le linee di sviluppo strategico del Gruppo stesso.

Inoltre, a seguito dell’attività di vigilanza e controllo svolta nell’esercizio, il Collegio Sindacale può attestare che:

  • nel corso dell’attività svolta non sono emerse omissioni, irregolarità, né fatti censurabili o comunque significativi tali da richiederne la segnalazione agli organi di controllo o menzione nella presente Relazione;
  • non sono pervenuti al Collegio Sindacale denunce ai sensi dell’art. 2408 cod. civ. né esposti da parte di terzi;
  • non sono state individuate operazioni né con terzi, né infragruppo e/o con parti correlate tali da evidenziare profili di atipicità o di inusualità, per contenuti, natura, dimensioni e collocazione temporale.
  • non ha effettuato segnalazioni all’organo amministrativo ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 25-octies del D.Lgs. 14/2019, non ha ricevuto segnalazioni da creditori pubblici qualificati, ex art. 25-novies D.Lgs. 14/2019, e non ha ricevuto segnalazioni da parte degli intermediari finanziari a seguito di comunicazioni alla Società di variazioni, revisioni o revoche di affidamenti, ai sensi dell’art. 25-decies del D.Lgs. 14/2019.

Attività di vigilanza sull’attuazione delle regole di governo societario

Il Collegio Sindacale ha valutato l’applicazione delle regole sul governo societario previste dal Codice di Corporate Governance, cui IPG ha aderito, principalmente tramite l’analisi della Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, e confrontando i suoi contenuti con quanto emerso nel corso della generale attività di vigilanza svolta nel corso del mandato. In particolare, si è valutato il rispetto dell’obbligo, da parte di IPG, di informare il mercato, nella relazione sul governo societario, sul proprio grado di adesione al Codice stesso, anche ai sensi di quanto previsto dall’art. 123 bis del TUF.

L’Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2023 ha nominato un Consiglio di Amministrazione composto da dieci membri in carica fino alla data di approvazione del Bilancio dell’esercizio che si chiuderà il 31 dicembre 2025 avente come Presidente esecutivo il Dott. Fulvio Montipò. Ai fini della composizione del C.d.A. della Società

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è stato assicurato un adeguato livello di diversità, oltre che di genere, anche relativamente ad aspetti quali l’età ed il percorso formativo e professionale.

Il C.d.A. del 28 aprile 2023 ha nominato il Dott. Fabio Marasi, già amministratore esecutivo ai sensi del Codice di Corporate Governance nel precedente mandato, quale Amministratore Delegato di IPG, con i poteri di rappresentanza e di firma sociale di cui all’art. 17, secondo comma dell’attuale statuto sociale.

È opinione del Collegio Sindacale che la relazione sul governo societario sia stata redatta secondo le istruzioni al Regolamento dei Mercati Organizzati e Gestiti da Borsa Italiana.

Attività di vigilanza sulla Rendicontazione consolidata di sostenibilità

La Direttiva UE 2022/2464 “Corporate Sustainability Reporting Directive” (CSRD o Direttiva), recepita nell’ordinamento italiano con il D. Lgs. n. 125/2024, entrato in vigore il 25 settembre 2024 ha disposto che alcune società, tra le quali IPG, debbano predisporre una nuova rendicontazione di sostenibilità, sostitutiva della DNF, a partire dall’esercizio 2024 incluso. La nuova Rendicontazione, predisposta sulla base di nuovi standard denominati European Sustainability Reporting Standard (ESRS), oltre che sulla base degli obblighi di informativa previsti dall’art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 (c.d. Regolamento Tassonomia) è inclusa in una apposita sezione della Relazione Consolidata della Gestione. Le maggiori modifiche normative intervenute sono:

  • abrogazione del D. Lgs. 254/2016 che disciplinava la DNF;
  • redazione della nuova Rendicontazione sulla base di nuovi standard denominati European Sustainability Reporting Standard – ESRS, oltre che sulla base degli obblighi di informativa previsti dall’art. 8 del Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 (c.d. Regolamento Tassonomia);
  • Inclusione della Rendicontazione in un’apposita sezione della Relazione Consolidata della Gestione;
  • Introduzione dell’art. 14 – bis nel D. Lgs. 39/2010 contenente la disciplina delle revisioni legali, che prevede che il revisore della Rendicontazione esprima, con un’apposita relazione di attestazione, le proprie conclusioni circa la conformità della Rendicontazione alle norme del Decreto e del Regolamento Tassonomia;
  • Mantenimento degli incarichi di attestazione della conformità della DNF, già conferiti alle società di revisione legali ai sensi del D. Lgs. 254/2016 fino alla scadenza concordata, ai fini dell’attestazione della nuova Rendicontazione senza procedere all’attribuzione di un nuovo incarico.

In particolare, l’articolo 10, comma 1, del Dlgs 125/2024 che ha recepito la direttiva CSRD, prevede che «l’organo di controllo, nell’ambito dello svolgimento delle

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B. BILANCIO CONSOLIDATO

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funzioni a esso attribuite dall'ordinamento, vigila sull'osservanza delle disposizioni stabilite nel presente decreto e ne riferisce nella relazione annuale all'assemblea» (questa previsione era già contenuta nel Dlgs 254/2016 sulla Dichiarazione non finanziaria che è stato abrogato).

Di conseguenza, il Collegio ha vigilato affinché la Rendicontazione consolidata di sostenibilità venisse redatta e pubblicata in conformità alle previsioni normative recate dal D. Lgs. n. 125/2024 oltre ad aver vigilato sull'adeguatezza del sistema organizzativo, amministrativo e di rendicontazione e controllo adottato al fine di consentire una corretta e completa rappresentazione nella Rendicontazione stessa, dell'attività svolta, dei risultati e degli impatti relativi a temi non finanziari.

A tal fine il Collegio ne ha verificato l'adeguatezza in termini di chiarezza, completezza e coerenza con i dati economico – finanziari presentati. Sono stati esaminati i processi e i sistemi di controllo interni relativi alla raccolta, elaborazione e diffusione delle informazioni non finanziarie, in linea con gli standard europei (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

Premesso che l'art. 14 bis del D.Lgs. 39/2010 prevede che il revisore della Rendicontazione esprima, con un'apposita relazione di attestazione, le proprie conclusioni circa la conformità della Rendicontazione alle norme del Decreto ed al Regolamento Tassonomia, il Collegio, nell'ambito della propria attività di vigilanza, ha incontrato più volte la Società di Revisione ed i consulenti dedicati alla redazione della “Rendicontazione consolidata di Sostenibilità” redatta a livello consolidato, in modo da verificare lo stato di avanzamento delle attività progettuali volte ad una piena implementazione del Framework regolamentare ai sensi della “CSRD”. La Rendicontazione è soggetta a limited assurance da parte della Società di revisione, che è chiamata ad esprimersi sull’assenza di elementi tali da far ritenere che la Dichiarazione Consolidata di Sostenibilità e l’informativa sulla Tassonomia UE in essa inclusa, non siano state redatte, in tutti gli aspetti significativi, in conformità rispettivamente ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi della Direttiva 2013/34/UE e all’art. 8 del Regolamento UE n. 852 del 18 giugno 2020. Il Collegio sindacale ha acquisito l’attestazione rilasciata dal revisore designato “PwC S.p.A.” datata 31 marzo 2026. Da tale attività non sono emersi fatti suscettibili di segnalazione nella presente relazione.

Ulteriore attività di vigilanza in relazione al Bilancio di esercizio, al Bilancio Consolidato di Gruppo e della relativa relazione degli amministratori inclusiva della Rendicontazione consolidata di sostenibilità di cui al D. Lgs. n. 125/2024

Per quanto riguarda il bilancio di esercizio della Capogruppo chiuso al 31 dicembre 2025, il bilancio consolidato chiuso alla stessa data nonché la relativa Relazione sulla gestione, si segnala quanto segue:

  • il Collegio Sindacale ha accertato, tramite verifiche dirette e informazioni

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assunte dalla Società di Revisione, l’osservanza delle norme di legge che regolano la formazione e l’impostazione del bilancio di esercizio, del bilancio consolidato e della Relazione sulla Gestione, nonché degli schemi di bilancio adottati, attestando il corretto utilizzo dei principi contabili, descritti nelle note al bilancio e nella Relazione sulla gestione;

  • in applicazione della Delibera CONSOB n. 15519/2006 sono espressamente indicati negli schemi di bilancio gli effetti dei rapporti con parti correlate;
  • Il Collegio Sindacale segnala, altresì, che, in applicazione del Regolamento delegato della Commissione Europea 2019/815 (c.d. Regolamento ESEF) in recepimento della direttiva 2013/50/UE che prevede, a partire dal 1° gennaio 2021, l’obbligo per gli emittenti quotati di preparare le loro relazioni finanziarie annuali (RFA) nel formato elettronico unico di comunicazione (European Single Electronic Format - ESEF), la società ha completato il progetto di implementazione dei requisiti di tale Regolamento fin dall’esercizio 2021. La Relazione Finanziaria Annuale Consolidata di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2025 è stata quindi predisposta nel formato XHTML marcando alcune informazioni del bilancio consolidato IFRS e anche le “note” del bilancio consolidato con le specifiche Inline XBRL;
  • il bilancio risponde ai fatti ed alle informazioni di cui il Collegio Sindacale è venuto a conoscenza nell’ambito dell’esercizio dei suoi doveri di vigilanza e dei suoi poteri di controllo ed ispezione;
  • per quanto consta al Collegio Sindacale, gli Amministratori, nella redazione del bilancio, non hanno derogato alle norme di legge ai sensi dell’art. 2423, co. 5, cod. civ.;
  • l’Amministratore Delegato ed il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari hanno rilasciato l’attestazione di cui all’art. 81-ter del Regolamento CONSOB n. 11971/1999 e successive modifiche ed integrazioni, e all’art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998 (T.U.F.);
  • la Relazione sulla Gestione risponde ai requisiti di legge ed è coerente con i dati e le risultanze del bilancio; essa fornisce la necessaria informativa sull’attività e sulle operazioni di rilievo, di cui il Collegio Sindacale è stato messo al corrente nel corso dell’esercizio, sui principali rischi della Società e delle società controllate, sulle operazioni infragruppo e con parti correlate, nonché sul processo di adeguamento dell’organizzazione societaria ai principi di governo societario, in coerenza con il Codice di Corporate Governance delle società quotate;
  • ai sensi di quanto previsto dall’art. 123-ter del D.Lgs. 58/1998 (T.U.F.), viene presentata all’Assemblea degli Azionisti la Relazione sulla remunerazione, di cui il Collegio Sindacale ha esaminato e condiviso l’impostazione seguita nella predisposizione, in occasione di una riunione congiunta con il Comitato Remunerazione;

Valutazioni degli impatti dell’attuale quadro micro e macroeconomico

Nel corso del 2025 l’economia globale è stata gravata da una perdurante instabilità,

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contrassegnata da prospettive future che restano incerte con particolare riferimento alle persistenti tensioni geopolitiche derivanti dai molteplici conflitti in corso, unitamente agli incrementi dei dazi commerciali, seppur in parte mitigati dagli accordi siglati nel corso degli ultimi mesi. In questo contesto, il Gruppo Interpump ha comunque ottenuto risultati sostanzialmente in linea rispetto a quelli raggiunti nello stesso periodo del 2024, che restano positivi sia per quanto riguarda i ricavi, la marginalità che la generazione di cassa. Per il Gruppo Interpump si conferma una limitata esposizione nei paesi coinvolti dal conflitto militare in Ucraina.

Per quanto riguarda le modalità di svolgimento dell'Assemblea per l'approvazione del bilancio vi è stato un ulteriore differimento per facilitare lo svolgimento delle assemblee a distanza anche in deroga alle diverse previsioni statutarie. Infatti, il Decreto Milleproroghe 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri l'11 dicembre 2025, convertito nella L. 200/2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2026, ha esteso fino al 30 settembre 2026 le semplificazioni introdotte durante il periodo pandemico dall'articolo 160 del D.l: 18/2020. Viene autorizzato lo svolgimento “a porte chiuse” delle assemblee ordinare e straordinarie, consentendo alle società di prevedere negli avvisi di convocazione, anche in deroga alle disposizioni statutarie, il ricorso a quegli strumenti - quali il voto per corrispondenza, il voto elettronico, la partecipazione in assemblea con mezzi di telecomunicazione, il rappresentante designato – che consentono l'intervento in assemblea e l'espressione del diritto di voto senza la necessaria presenza fisica dei soci in un unico luogo.

In merito, il Collegio opererà in stretto coordinamento con il Consiglio di Amministrazione affinché l'Assemblea possa essere ordinatamente celebrata, ed i diritti degli azionisti regolarmente esercitati, nel rispetto delle suddette disposizioni.

Proposte all'Assemblea in merito al Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e alla destinazione del risultato d'esercizio

Preso atto del Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il Collegio Sindacale, tenuto conto degli specifici compiti spettanti alla Società di Revisione in tema di controllo della contabilità e di verifica dell'attendibilità del bilancio di esercizio, non ha obiezioni da formulare in merito alla sua approvazione ed alla proposta deliberativa del Consiglio di Amministrazione di distribuire una quota dell'utile d'esercizio, a titolo di dividendo, agli azionisti, in ragione di € 0,35 a ciascuna delle azioni in circolazione, comprensivo del diritto di cui all'art. 2357 – ter, comma 2, cod. civ. e di attribuire il restante utile d'esercizio a Riserva Straordinaria (avendo la Riserva Legale già raggiunto il limite di un quinto del Capitale Sociale già sottoscritto e versato).

Il Collegio, infine, nel rammentare che con l'Assemblea annuale dei Soci giunge a naturale scadenza l'incarico riconosciutogli, ringrazia per la fiducia accordata.

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S. Ilario d'Enza (RE), 31 marzo 2026

Il Collegio Sindacale

Anna Maria Allievi, Presidente

Mirco Zucca

Mario Tagliaferri

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B. BILANCIO CONSOLIDATO

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Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 39/2010 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

Agli Azionisti di

Interpump Group SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo Interpump (il "Gruppo" o il "Gruppo Interpump"), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria consolidata al 31 dicembre 2025, dal conto economico consolidato, dal conto economico consolidato complessivo, dal prospetto dei movimenti del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note illustrative al bilancio che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs 38/2005.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 30145 Piazza Tre Toni 3 Tel. 02 77601 Fax 02 7760245, Capitale Sociale Euro 6.890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Minera Brixnes Lodi 12078880156 Iscritta al n° 110644 del Registro dei Revisori Legali - Albi Uffici Azzonia 60131 Via Sandro Tedi 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Alvare Girona 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Bulotti 5 Tel. 035 229991 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Parini 12 Tel. 001 6180211 - Brescia 25121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 039 3897501 - Catania 95126 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 10 Tel. 035 2462911 - Genova 16121 Piazza Piccapistra 9 Tel. 010 23041 - Napoli 60121 Via dei Mille 16 Tel. 081 38161 - Padova 30138 Via Vicenza 4 Tel. 040 673481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 66 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Piacenza 18 Tel. 0021 273911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 6 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Facharli 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0401 237004 - Trinitas 31100 Viale Felesant 95 Tel. 0422 956911 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 20769 - Varese 21100 Via Albazzi 43 Tel. 0332 200030 - Verona 37120 Via Francia 21/C Tel. 045 6353001.

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"Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato" della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla società Interpump Group SpA (la "Società") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave
Recuperabilità del valore degli avviamenti
Paragrafi 2.3.9 "Avviamento" e 2.3.11 "Impairment di attività", Nota 2.6.6 "Avviamento" delle Note illustrative Abbiamo effettuato la comprensione e valutazione delle procedure adottate dal Gruppo per verificare la recuperabilità degli avviamenti.
Al 31 dicembre 2025, il valore contabile degli avviamenti iscritti nel bilancio consolidato del Gruppo ammonta ad Euro 866 milioni, pari al 25% del totale attività. Tali avviamenti sono allocati alle due unità generatrici di flussi finanziari (c.d. "cash generating unit" o "CGU") "Acqua" per Euro 251 milioni e "Olio" per Euro 615 milioni. Abbiamo esaminato la metodologia adottata dal Gruppo nella predisposizione del test di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società del 13 febbraio 2026.
Le CGU sono state identificate con criteri uniformi rispetto all'esercizio precedente e coincidono con i due settori operativi identificati dal Gruppo. Le nostre procedure di revisione hanno riguardato tra l'altro:
• la verifica della ragionevolezza delle principali assunzioni riflesse nei modelli valutativi (metodo dell'attualizzazione dei flussi finanziari) predisposti dalla Società, ed in particolare del tasso di

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In accordo con il principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", la Società è tenuta a verificare almeno annualmente la recuperabilità degli avviamenti iscritti in bilancio.

Il valore recuperabile delle unità generatrici di flussi finanziari, cui gli avviamenti sono attribuiti, è verificato attraverso la determinazione del valore d'uso, pari ai previsti flussi di cassa futuri, attualizzati ad un tasso che tiene conto del valore di mercato dei tassi di interesse e dei rischi specifici dell'attività alla quale il presunto valore di realizzo si riferisce.

I modelli di valutazione alla base della determinazione del valore recuperabile delle sopracitate CGU sono stati predisposti tenendo in considerazione i flussi finanziari derivanti dai piani previsionali 2026-2030 e si basano su valutazioni complesse e stime del management. In particolare, le assunzioni contenute nei modelli stessi risultano influenzate dalle future condizioni di mercato, per quanto attiene i flussi finanziari attesi, il tasso di crescita di lungo termine ed il tasso di attualizzazione.

La recuperabilità del valore degli avviamenti è stata considerata di particolare rilevanza per la revisione legale del bilancio consolidato in considerazione del significativo impatto delle poste in oggetto sulla situazione patrimoniale-finanziaria del Gruppo, alla luce delle complessità delle assunzioni utilizzate per la determinazione del valore recuperabile delle CGU a cui sono stati allocati gli avviamenti, in quanto legate ad eventi futuri ed incerti.

attualizzazione e del tasso di crescita a lungo termine rispetto alle prassi valutative normalmente adottate per le società appartenenti al settore di riferimento del Gruppo Interpump;

  • la verifica dell'adeguatezza dell'allocazione dei valori contabili delle attività alle singole CGU;
  • la verifica della coerenza tra i flussi finanziari inseriti nei modelli di valutazione e quelli inclusi nelle previsioni economico-finanziarie contenute nei sopra citati piani previsionali 2026-2030;
  • la verifica dell'accuratezza matematica dei modelli di valutazione predisposti dalla Società.

Nel corso delle nostre verifiche ci siamo avvalsi del supporto degli esperti della rete PwC del settore di appartenenza del Gruppo Interpump per l'analisi della ragionevolezza delle sopracitate previsioni economico-finanziarie e degli esperti della rete PwC nell'ambito delle valutazioni, che hanno eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile delle CGU.

Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dalla Società nel bilancio relativamente alla metodologia adottata per la determinazione del valore recuperabile delle CGU a cui sono allocati gli avviamenti, agli esiti delle valutazioni effettuate e in merito alle analisi di sensitività svolte dalla Società.

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Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall’International Accounting Standards Board e adottati dall’Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’articolo 9 del DLgs 38/2005 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare a operare come un’entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l’appropriatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Interpump Group SpA o per l’interruzione dell’attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell’informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l’acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l’emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato.

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Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;

  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;

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  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Interpump Group SpA ci ha conferito in data 30 aprile 2021 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

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Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell’esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell’articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019

Gli amministratori di Interpump Group SpA sono responsabili per l’applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (il “Regolamento Delegato”) al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nelle note illustrative al bilancio consolidato quando estratte dal formato XHTML in un’istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici, potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

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Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/2010 e ai sensi dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori di Interpump Group SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Interpump al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio consolidato;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono coerenti con il bilancio consolidato del gruppo Interpump al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

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Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Regolamento (UE) 852/2020 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell'articolo 14-bis del DLgs 39/2010.

Parma, 31 marzo 2026

PricewaterhouseCoopers SpA

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(Nicola Madureri)

(Revisore legale)

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Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità

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Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità ai sensi dell'articolo 14-bis del DLgs 39/2010

Agli Azionisti di

Interpump Group SpA

Conclusioni

Ai sensi degli articoli 8 e 18, comma 1, del DLgs 125/2024 (il "Decreto"), siamo stati incaricati di effettuare l'esame limitato ("limited assurance engagement") della rendicontazione consolidata di sostenibilità del gruppo Interpump (il "Gruppo" o il "Gruppo Interpump") relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 (di seguito anche "RCS") predisposta ai sensi dell'articolo 4 del Decreto, presentata nella specifica sezione della relazione consolidata sulla gestione.

Sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che:

  • la RCS del Gruppo Interpump relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi della Direttiva (UE) 2013/34/UE ("European Sustainability Reporting Standards" anche "ESRS");
  • le informazioni contenute nel paragrafo Informativa a norma del regolamento sulla tassonomia della RCS non siano state redatte, in tutti gli aspetti significativi, in conformità all'articolo 8 del Regolamento (UE) 852/2020 (il "Regolamento Tassonomia").

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Tori 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785243, Capitale Sociale Euro 6.000.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Banca Bravica Lodi 12070000155 Iscritta al n° 119844 del Registro dei Revisori Legali - AM Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Totti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 20122 Via Abate Girona 72 Tel. 080 5040211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 220601 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Fazio 12 Tel. 051 0186211 - Brescia 20121 Viale Suce d'Aosta 28 Tel. 036 3697551 - Catania 60120 Corso Italia 332 Tel. 085 7532311 - Firenze 30121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2463911 - Genova 16121 Piazza Piccopiena 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via del Mila 18 Tel. 081 39181 - Padova 20130 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 80141 Via Marchese Ligo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Pionzano 18 Tel. 0521 273911 - Pescara 63127 Piazza Ettore Trollo 8 Tel. 080 4545711 - Roma 80154 Largo Fochetti 20 Tel. 06 579251 - Torino 16122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 558771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0481 237004 - Trevino 31100 Viale Falissani 90 Tel. 0422 936911 - Udine 23100 Via Foscolo 43 Tel. 0432 25789 - Verona 21100 Via Albazzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8203901.

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Elementi alla base delle conclusioni

Abbiamo svolto l'incarico di esame limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia). Le procedure svolte in tale tipologia di incarico variano per natura e tempistica rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento di un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole e sono altresì meno estese.

Conseguentemente, il livello di sicurezza ottenuto in un incarico di esame limitato è sostanzialmente inferiore rispetto al livello di sicurezza che sarebbe stato ottenuto se fosse stato svolto un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole. Le nostre responsabilità ai sensi di tale Principio sono ulteriormente descritte nella sezione "Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità" della presente relazione.

Siamo indipendenti in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili all'incarico di attestazione della RCS nell'ordinamento italiano.

La nostra società di revisione applica il Principio internazionale sulla gestione della qualità (ISQM Italia) 1 in base al quale è tenuta a configurare, mettere in atto e rendere operativo un sistema di gestione della qualità che includa direttive o procedure sulla conformità ai principi etici, ai principi professionali e alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

Riteniamo di aver acquisito evidenze sufficienti e appropriate su cui basare le nostre conclusioni.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale di Interpump Group SpA per la rendicontazione consolidata di sostenibilità

Gli amministratori sono responsabili per lo sviluppo e l'implementazione delle procedure attuate per individuare le informazioni incluse nella RCS in conformità a quanto richiesto dagli ESRS (il "processo di valutazione della rilevanza") e per la descrizione di tali procedure nel paragrafo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" della RCS.

Gli amministratori sono inoltre responsabili per la redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità, che contiene le informazioni identificate mediante il processo di valutazione della rilevanza, in conformità a quanto richiesto dall'articolo 4 del Decreto, inclusa:

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  • la conformità agli ESRS;
  • la conformità all'articolo 8 del Regolamento Tassonomia delle informazioni contenute nel paragrafo Informativa a norma del regolamento sulla tassonomia.

Tale responsabilità comporta la configurazione, la messa in atto e il mantenimento, nei termini previsti dalla legge, di quella parte del controllo interno ritenuta necessaria dagli amministratori al fine di consentire la redazione di una rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dall'articolo 4 del Decreto, che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Tale responsabilità comporta altresì la selezione e l'applicazione di metodi appropriati per elaborare le informazioni nonché l'elaborazione di ipotesi e stime in merito a specifiche informazioni di sostenibilità che siano ragionevoli nelle circostanze.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sull'osservanza delle disposizioni stabilite nel Decreto.

Limitazioni intrinseche nella redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità

Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli Amministratori è richiesta l'elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella RCS, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte del Gruppo. A causa dell'aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell'accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, gli scostamenti fra i valori consuntivi e le informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.

L'informativa fornita in merito alle emissioni di Scope 3 è soggetta a maggiori limitazioni intrinseche rispetto a quelle Scope 1 e 2, a causa della scarsa disponibilità e della precisione relativa delle informazioni utilizzate per definire le informazioni sulle emissioni Scope 3, sia di natura quantitativa sia di natura qualitativa, relative alla catena del valore.

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Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità

I nostri obiettivi sono pianificare e svolgere procedure al fine di acquisire un livello di sicurezza limitato che la RCS non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, ed emettere una relazione contenente le nostre conclusioni. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base della RCS.

Nell'ambito dell'incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata dell'incarico.

Le nostre responsabilità includono:

  • la considerazione dei rischi per identificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo, sia dovuto a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;
  • la definizione e lo svolgimento di procedure per verificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • la direzione, la supervisione e lo svolgimento dell'esame limitato della RCS e l'assunzione della piena responsabilità delle conclusioni sulla RCS.

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Riepilogo del lavoro svolto

Un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato comporta lo svolgimento di procedure per ottenere evidenze quale base per la formulazione delle nostre conclusioni.

Le procedure svolte si sono basate sul nostro giudizio professionale e hanno compreso colloqui, prevalentemente con il personale del Gruppo Interpump responsabile per la predisposizione delle informazioni presentate nella RCS, nonché analisi di documenti, ricalcoli e altre procedure volte all'acquisizione di evidenze ritenute utili.

Abbiamo svolto le seguenti principali procedure:

  • comprensione del modello di business, delle strategie del Gruppo e del contesto in cui opera con riferimento alle questioni di sostenibilità;
  • comprensione dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione delle informazioni qualitative e quantitative incluse nella RCS;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per l'identificazione e la valutazione degli impatti, rischi e opportunità rilevanti, in base al principio di doppia rilevanza, in relazione alle questioni di sostenibilità e, sulla base delle informazioni ivi acquisite, svolgimento di considerazioni in merito a eventuali elementi contraddittori emersi che possano evidenziare l'esistenza di questioni di sostenibilità non considerate dal Gruppo nel processo di valutazione della rilevanza;
  • identificazione dell'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo;
  • definizione e svolgimento delle procedure, basate sul nostro giudizio professionale, per rispondere ai rischi di errore significativi identificati;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per identificare le attività economiche ammissibili e determinarne la natura allineata in base alle previsioni del Regolamento Tassonomia, e verifica della relativa informativa inclusa nella RCS;

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  • riscontro delle informazioni riportate nella RCS con le informazioni contenute nel bilancio consolidato ai sensi del quadro sull'informativa finanziaria applicabile o con i dati contabili utilizzati per la redazione del bilancio stesso o con i dati gestionali di natura contabile;
  • verifica della struttura e della presentazione dell'informativa inclusa nella RCS in conformità con gli ESRS;
  • ottenimento della lettera di attestazione.

Parma, 31 marzo 2026

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(Nicola Madureri)

(Revisore legale)

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RELAZIONE SULLA GESTIONE

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C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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1. FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NELL'ESERCIZIO

Nel corso del 2025 l'economia globale è stata gravata da una perdurante instabilità.

Le tensioni geopolitiche, derivanti dai molteplici conflitti in corso, unitamente agli incrementi dei dazi commerciali, seppur in parte mitigati dagli accordi siglati nel corso degli ultimi mesi, stanno continuando a generare forte incertezza sulle prospettive di crescita.

Le stime riviste del FMI indicano una crescita del PIL mondiale nel 2025 al 3,3%, 3,3% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, influenzata da un rallentamento nel commercio globale, dovuto principalmente alle barriere doganali, ma controbilanciata da crescenti investimenti nel settore tecnologico, principalmente legato all'IA.

Tali stime potranno risentire ulteriormente degli effetti diretti ed indiretti delle politiche commerciali in corso di evoluzione, pesando ancora sulle prospettive dell'economia globale nel medio termine.

L'inflazione risulta in calo nelle principali economie mondiali, ad eccezione degli Stati Uniti, a causa dei maggiori costi di importazione dovuti all'introduzione dei dazi. La stima a livello globale dell'inflazione è prevista in riduzione nel 2025 al 4,1%, portandosi al 3,8% nel 2026 (fonte: FMI).

Nel quarto trimestre 2025 le principali banche centrali hanno mantenuto i tassi invariati, stante la stabilizzazione dell'inflazione e le previsioni di crescita; fanno eccezione gli Stati Uniti, dove la Fed ha proceduto a tre tagli consecutivi dei tassi (25 punti base ciascuno) in settembre, ottobre e dicembre 2025, portandoli ad un intervallo compreso tra 3,50% e 3,75%, alla luce delle preoccupazioni sul rallentamento del mercato del lavoro e sul livello di inflazione.

Le aspettative per l'OCSE evidenziano per il 2026 un lieve indebolimento della crescita mondiale, sulla quale pesano i rischi al ribasso connessi ad ulteriori tensioni commerciali e geopolitiche, ma con possibili correzioni sui mercati finanziari derivanti dai settori tecnologici.

Con riferimento alle principali economie, gli indicatori macroeconomici disponibili segnalano quanto segue:

  • l'economia dell'Area Euro ha dimostrato capacità di tenuta malgrado il difficile contesto internazionale.

Il PIL in termini reali è aumentato dello 0,3% nel terzo trimestre del 2025, superando le relative proiezioni, dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da andamenti volatili, riconducibili principalmente agli effetti dell'anticipazione degli scambi in vista dell'aumento dei dazi statunitensi ed alla conseguente incertezza.

Nell'ultimo trimestre dell'anno, l'economia dell'Eurozona è cresciuta di un ulteriore 0,3% rispetto al trimestre precedente, in linea con il dato del terzo trimestre. La domanda interna dovrebbe rimanere la principale determinante della crescita nell'area, sostenuta dall'incremento dei salari reali e dell'occupazione, a fronte della tenuta dei mercati del lavoro, con tassi di disoccupazione ai minimi storici. È previsto anche un incremento della domanda esterna in un contesto di minore incertezza riguardo alle politiche commerciali, nonostante il graduale manifestarsi degli effetti dell'aumento dei dazi.

A livello di inflazione quest'ultima dovrebbe mantenersi nell'intorno del 2,1%, per poi scendere all'1,9% nel 2026 e passare all'1,8% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. Secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, le stime di crescita del PIL sono state riviste al rialzo all'1,4% per il 2025, all'1,2%


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per il 2026 e all'1,4% per il 2027, livello sul quale dovrebbe mantenersi nel 2028 (fonte: Banca Centrale Europea).

  • Negli Stati Uniti, dopo tre anni di robusta espansione, l'attività economica nel corso del 2025 ha segnato un calo (con una previsione di crescita al 2%).
    Le importazioni statunitensi ad inizio anno hanno avuto un forte aumento, trainate dall'anticipazione degli acquisti dall'estero in vista dell'atteso rialzo dei dazi (poi effettivamente applicati a partire dal 2 aprile). L'accelerazione del commercio internazionale che ne è derivata è stato tuttavia un fenomeno transitorio.
    A tale effetto si è aggiunto il rallentamento della crescita dell'occupazione e la trasmissione degli aumenti dei dazi ai prezzi.
    L'inflazione ha mostrato un andamento stabile a dicembre 2025, con un tasso annuale del 2,7%, rimanendo al di sopra degli obiettivi fissati al 2%.
    Visti i segnali di stagnazione del mercato del lavoro e la modesta entità del trasferimento degli aumenti dei dazi sui prezzi fino ad oggi, la Federal Reserve ha proseguito nel 2025 l'allentamento della politica monetaria, tramite tre tagli consecutivi dei tassi, attestandosi a fine dicembre al 3,50% - 3,75%. Le ultime stime riportano un calo del PIL dal 2,8% registrato nel 2024 al 2,1% nel 2025 e al 2,4% nel 2026 (fonte: Banca d'Italia – OCSE – Fed).

  • In Cina, la crescita è rimasta sostanzialmente stabile nel corso del 2025, risentendo sia della debolezza della domanda interna che della crisi degli investimenti sia nel mercato immobiliare che nelle imprese industriali.
    Le autorità cinesi, per contrastare la debolezza della domanda interna, hanno introdotto nell'anno un programma di permute, che ha incluso le automobili e l'elettronica di consumo.
    Nel secondo trimestre le esportazioni si sono affievolite, specialmente nei confronti degli Stati Uniti; con questi ultimi è stata infatti avviata un'escalation commerciale sui dazi, poi sospesa fino a novembre 2026, quando Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo su molteplici tematiche commerciali, tra cui la riduzione dei dazi.
    Nonostante un minor contributo delle esportazioni statunitensi, l'aumento delle stesse verso Asia, America Latina ed Europa ha permesso una crescita economica annua nei primi 3 trimestri del 2025 al 5,2%, con previsione al 5,0% nel 2025 ed al 4,5% nel 2026 (fonte: ISTAT/OCSE/FMI).

Ad inizio luglio, ha destato forte preoccupazione un potenziale aumento al 30% dei dazi da parte del governo degli Stati Uniti nei confronti dell'Europa, a partire dal 1° agosto 2025.

Il 2 aprile 2025 l'amministrazione statunitense aveva già annunciato un drastico aumento dei dazi verso quasi tutti gli altri Paesi, commisurato al loro avanzo commerciale nei confronti degli Stati Uniti.

Inoltre, il deprezzamento del dollaro sull'euro (che ha perso circa il 13% del suo valore da inizio 2025), agendo come un dazio implicito aggiuntivo, sta rendendo più complessa la situazione per gli esportatori europei.

In data 27 luglio 2025 la Commissione Europea ha definito un accordo quadro con il governo americano, fissando così la tariffa base dei dazi al 15%, in sostituzione a quelli precedenti, ma risultando superiore di 13 punti all'aliquota effettiva in vigore alla fine del 2024.

Da parte sua, l'Unione europea ha cancellato le misure ritorsive già approvate, impegnandosi a eliminare i dazi sui beni intermedi provenienti dagli Stati Uniti, oltre a facilitare l'accesso di alcune esportazioni agricole statunitensi conformi agli standard dell'Unione e ad acquistare prodotti energetici americani per un valore complessivo di circa 750 miliardi di dollari entro il 2028.

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Sull'attuazione dell'accordo permane un certo margine di incertezza, legato sia alla necessità di approvazione da parte delle istituzioni europee, ad oggi non ancora avvenuta, sia al rischio di interpretazioni divergenti tra le parti.

Nel corso del 2025, l'inasprimento di tali politiche doganali ha comportato un incremento dei dazi che ha riguardato alcune categorie merceologiche commercializzate dalla Società verso l'area Nord America. La Società ha comunque introdotto nel corso del 2025 alcune contromisure al fine di assorbire tali aumenti, continuando allo stesso tempo a valutare le evoluzioni derivanti da eventuali futuri nuovi accordi commerciali.

Per la Società, si conferma una limitata esposizione nei Paesi coinvolti dal conflitto Russia – Ucraina; nel corso del 2025 sono stati registrati ricavi per 0,2 milioni di euro verso clienti dei Paesi di Russia, Bielorussia ed Ucraina (0,2 milioni di euro anche nel 2024) ed al 31 dicembre 2025 non vi sono crediti aperti (nessun credito aperto anche al 31 dicembre 2024).

L'attività di Interpump Group S.p.A. si è concentrata, come negli esercizi precedenti, oltre che nell'ordinaria attività industriale, nel coordinamento strategico e gestionale del Gruppo, nella ricerca dell'ottimizzazione dei flussi finanziari di Gruppo e nell'attività di ricerca e selezione di acquisizioni di partecipazioni con lo scopo di accelerare la crescita del Gruppo stesso. Rientrano in questa strategia di crescita per linee esterne le acquisizioni effettuate nel 2025 di Padoan S.r.l., di Tutto Hidraulicos Ltda, di Borghi Assali S.r.l., di F.A.R.M.A. S.r.l. e di Nuova S.M. S.r.l.. Per una più completa disamina di queste operazioni si rimanda alla "Relazione sulla gestione" presentata a corredo della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata al 31 dicembre 2025.

In questo quadro macro e microeconomico complesso ed incerto, la Società continua a dimostrare la propria capacità di gestire in maniera efficiente la propria capacità industriale.

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2. ANDAMENTO E RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO

2.1 INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

La Società monitora la propria gestione utilizzando alcuni indicatori alternativi di performance, che non sono identificati come misure contabili nell'ambito dei principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea, per consentire una migliore valutazione dell'andamento della gestione economica e della situazione patrimoniale e finanziaria della Società, rappresentando inoltre strumenti che facilitano gli amministratori nell'individuare tendenze operative e nel prendere decisioni circa investimenti, allocazione di risorse ed altre decisioni operative. Il criterio di determinazione applicato dalla Società potrebbe, pertanto, non essere omogeneo con quello adottato da altre società e quindi con esse comparabile. Tali indicatori alternativi di performance sono costituiti esclusivamente a partire da dati storici della Società e determinati in conformità a quanto stabilito dagli Orientamenti sugli Indicatori Alternativi di performance emessi dall'ESMA/2015/1415 ed adottati da Consob con comunicazione n. 92543 del 3 dicembre 2015. Essi si riferiscono solo alla performance del periodo contabile oggetto della presente Relazione Finanziaria Annuale e dei periodi posti a confronto e non alla performance attesa e non devono essere considerati sostitutivi degli indicatori previsti dai principi contabili di riferimento (IFRS). Infine, essi risultano elaborati con continuità ed omogeneità di definizione e rappresentazione per tutti i periodi per i quali sono incluse informazioni finanziarie nella presente Relazione Finanziaria Annuale.

Gli indicatori di performance utilizzati dalla Società sono definiti come segue:

  • Utile/(Perdita) ordinario prima degli oneri finanziari (EBIT): è rappresentato dalla somma dei Ricavi e degli Altri ricavi operativi meno i Costi operativi (Costo del venduto, Spese commerciali, amministrative e generali ed Altri costi operativi);
  • Utile/(Perdita) prima degli oneri finanziari, delle imposte e degli ammortamenti (EBITDA): è definito come l'EBIT più gli Ammortamenti, le Svalutazioni e gli Accantonamenti;
  • Posizione Finanziaria Netta: è calcolato come somma dei Debiti finanziari e dei Debiti bancari meno le Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • Investimenti in capitale fisso (CAPEX): calcolato come somma tra gli Investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali al netto dei Disinvestimenti;
  • Free Cash Flow: rappresenta il flusso di cassa disponibile per la Società ed è dato dalla differenza tra il Flusso di cassa dalle attività operative ed il Flusso di cassa per investimenti in immobilizzazioni materiali ed immateriali;
  • Capitale investito: calcolato come somma tra Patrimonio netto e Posizione Finanziaria Netta, inclusi i Debiti per acquisto di partecipazioni.

Interpump Group S.p.A. presenta il conto economico per funzione (altrimenti detto "a costo del venduto"), forma ritenuta più rappresentativa rispetto alla cosiddetta presentazione per natura di spesa, peraltro riportata nelle note della Relazione Finanziaria Annuale. La forma scelta è, infatti, conforme alle modalità di reporting interno e di gestione del business.

Il rendiconto finanziario è presentato con il metodo indiretto.


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2.2 CONTO ECONOMICO DELL'ESERCIZIO

Euro 2025 2024
Ricavi 117.496.687 115.520.783
Costo del venduto (73.736.586) (72.778.100)
Utile lordo industriale 43.760.101 42.742.683
Altri ricavi netti 6.457.404 7.695.496
Spese commerciali (6.495.124) (6.499.664)
Spese generali ed amministrative (26.179.326) (23.055.002)
Perdita di valore di attività (8.285.166) (1.707.505)
Altri costi operativi (224.516) (1.633.751)
Dividendi 135.489.745 108.297.476
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 144.523.118 125.839.733
Proventi finanziari 3.574.000 6.232.311
Oneri finanziari (22.414.455) (31.133.398)
Risultato di periodo prima delle imposte 125.682.663 100.938.646
Imposte sul reddito (968.208) 403.094
Utile netto del periodo 124.714.455 101.341.740
Utile per azione base 1,172 0,948
Utile per azione diluito 1,169 0,946

2.2.1 Ricavi

Interpump Group S.p.A. ha realizzato ricavi netti per 117,5 milioni di euro (115,5 milioni di euro nel 2024). L'analisi per area geografica dei ricavi delle vendite e delle prestazioni è esposta di seguito:

€/000 2025 2024
Italia 25.562 23.391
Europa (Italia esclusa) 35.822 33.073
Resto del Mondo 56.113 59.057
Totale 117.497 115.521

2.2.2 Redditività

Il costo del venduto ha rappresentato il 62,8% dei ricavi (63,0% nel 2024). I costi di produzione, che sono ammontati a 37,4 milioni di euro (35,7 milioni di euro nel 2024), sono stati il 31,8% dei ricavi (30,9% nel 2024). I costi di acquisto delle materie prime e dei componenti acquistati sul mercato, comprensivi della variazione delle rimanenze, sono stati pari a 36,4 milioni di euro pari al 31,0% dei ricavi (37,1 milioni di euro nel 2024).

Le spese commerciali sono state pari a 6,5 milioni di euro (6,5 milioni di euro anche nel 2024) ed hanno diminuito la loro incidenza sui ricavi di 0,1 punti percentuali rispetto al 2024.

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Le spese generali ed amministrative sono state pari a 26,2 milioni di euro (23,1 milioni di euro nel 2024) ed hanno aumentato la loro incidenza sui ricavi di 2,3 punti percentuali rispetto al 2024.

Il costo del personale dipendente è stato pari a 30,3 milioni di euro (29,1 milioni di euro nel 2024) per un numero medio di 444 dipendenti (449 dipendenti nel 2024). Il costo pro-capite è risultato in aumento rispetto a quello dell'anno precedente (+5,3%). La Società ha, inoltre, impiegato un numero medio di 15 lavoratori interinali (11 lavoratori interinali nel 2024) per un costo di 0,8 milioni di euro (0,6 milioni di euro nel 2024).

La riconciliazione del conto economico per ottenere i risultati intermedi è la seguente:

€/000 2025 % su ricavi 2024 % su ricavi
Utile ordinario prima dei componenti finanziari 144.523 125.840
Dividendi (135.490) (108.297)
Perdita di valore di partecipazioni 8.068 1.620
Utile operativo (EBIT) 17.101 14,6% 19.163 16,6%
Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni 6.471 6.062
Margine operativo lordo (EBITDA) 23.572 20,1% 25.225 21,8%

Il risultato operativo (EBIT) è stato di 17,1 milioni di euro, pari al 14,6% dei ricavi, a fronte dei 19,2 milioni di euro del 2024 (16,6% dei ricavi).

L'EBITDA (margine operativo lordo) è stato di 23,6 milioni di euro, pari al 20,1% dei ricavi, a fronte dei 25,2 milioni di euro del 2024 che rappresentava il 21,8% dei ricavi.

L'esercizio al 31 dicembre 2025 si è chiuso con un utile netto di 124,7 milioni di euro (101,3 milioni di euro nel 2024). I dividendi da società controllate iscritti a conto economico sono stati di 135,5 milioni di euro nel 2025 e di 108,3 milioni di euro nel 2024.

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2.3 SITUAZIONE PATRIMONIALE

Nel seguito è riportata una riclassificazione della situazione patrimoniale-finanziaria per fonti e impieghi.

€/000 31/12/2025 % 31/12/2024 %
Crediti verso clienti 19.415 16.005
Magazzino netto 30.429 29.890
Altre attività correnti 44.872 36.610
Debiti verso fornitori (23.000) (17.594)
Debiti tributari a breve termine (650) (470)
Altre passività a breve (9.373) (7.813)
Capitale circolante netto operativo 61.693 4,9 56.628 4,5
Immobilizzazioni materiali e immateriali nette 38.781 39.062
Avviamento 44.537 44.537
Partecipazioni 1.103.290 1.103.475
Altre immobilizzazioni finanziarie 5.600 17.177
Altre attività non correnti 8.471 7.417
Passività per benefit a dipendenti (3.257) (3.373)
Quota a medio/lungo termine per fondi e rischi (7.186) (8.233)
Altre passività a medio/lungo termine (3.316) (3.126)
Totale immobilizzazioni nette 1.186.920 95,1 1.196.936 95,5
Totale capitale investito 1.248.613 100 1.253.564 100
Finanziato da:
Totale patrimonio netto 803.575 64,4 719.020 57,4
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (108.857) (109.558)
Debiti bancari 3.655 4.588
Debiti finanziari fruttiferi di interessi a breve termine 194.968 209.448
Totale debiti finanziari (disponibilità liquide) a breve termine 89.766 7,2 104.478 8,3
Totale debiti finanziari a medio/lungo termine 355.272 28,4 430.066 34,3
Totale fonti di finanziamento 1.248.613 100 1.253.564 100

Lo schema riclassificato della situazione patrimoniale-finanziaria adottato permette di apprezzare la solidità patrimoniale della Società, evidenziando la capacità della stessa di mantenere un equilibrio finanziario nel medio/lungo termine.

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2.3.1 Investimenti

Gli investimenti in immobilizzazioni materiali sono stati pari a 5,5 milioni di euro (4,0 milioni di euro nel 2024) e sono dovuti al normale rinnovo ed ammodernamento degli impianti e delle attrezzature. La differenza con gli investimenti indicata nel rendiconto finanziario è costituita dalla dinamica dei pagamenti.

Le immobilizzazioni immateriali hanno avuto un incremento di 0,8 milioni (0,8 milioni di euro anche nel 2024), quasi interamente relativo ai costi di sviluppo prodotto capitalizzati.

2.3.2 Cash Flow

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025 è stata di 445,0 milioni di euro (534,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Nella successiva tabella si può notare la movimentazione del periodo:

€/000 2025 2024
Posizione finanziaria netta iniziale (534.544) (550.152)
Cash flow reddituale generato 7.116 195
Quota capitale canoni di leasing pagati (913) (813)
Liquidità generata (assorbita) dal capitale circolante commerciale 682 3.301
Liquidità generata (assorbita) dalle altre attività e passività correnti 2.785 236
Investimenti netti in immobilizzazioni materiali e immateriali (6.504) (4.229)
Proventi finanziari incassati 3.680 5.819
Altri 1.295 1.629
Free cash flow 8.141 6.138
Incasso (Pagamento) per la cessione (l'acquisto) di partecipazioni (5.465) (82.553)
Acquisto azioni proprie (16.594) (10.337)
Incassi per la vendita di azioni proprie per stock option 4.754 581
Quota capitale canoni di leasing pagati 913 813
Quota capitale nuovi contratti di leasing sottoscritti (131) (265)
Rimisurazione ed estinzione anticipata di contratti di leasing (33) 24
Dividendi incassati 135.495 108.285
Dividendi pagati (35.147) (34.231)
Variazione altre immobilizzazioni finanziarie (364) (178)
Rimborsi (Erogazioni) di finanziamenti da (a) società controllate (2.063) 27.331
Liquidità netta generata (impiegata) 89.506 15.608
Posizione finanziaria netta finale (445.038) (534.544)

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L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e degli impegni predisposto in linea con l'orientamento ESMA 32-382-1138 e recepito dal richiamo di attenzione Consob n.5/21 è così composto:

€/000 31/12/2025 31/12/2024 01/01/2024
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 108.857 109.558 88.280
Debiti finanziari correnti (esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) (4.565) (5.447) (6.042)
Parte corrente del debito finanziario non corrente (194.058) (208.589) (232.543)
Indebitamento finanziario corrente netto (89.766) (104.478) (150.305)
Debiti finanziari non correnti (355.272) (430.066) (399.847)
Posizione finanziaria netta (445.038) (534.544) (550.152)
Impegno per acquisto partecipazioni - - -
Totale indebitamento finanziario netto (445.038) (534.544) (550.152)

Qualora si fossero considerate anche le attività finanziarie correnti e non correnti (costituite da finanziamenti concessi alle società del Gruppo per rispettivamente euro 37.377 migliaia ed euro 5.600 migliaia), la posizione finanziaria netta sarebbe stata pari ad euro 402.061 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 493.630 migliaia al 31 dicembre 2024).

Al 31 dicembre 2025 tutti i covenant dei finanziamenti risultano ampiamente rispettati.

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3. FATTORI DI RISCHIO

La Società è esposta ai normali rischi ed incertezze tipiche di un'attività imprenditoriale. I mercati nei quali la Società opera sono mercati mondiali di nicchia e pertanto di contenute dimensioni con pochi concorrenti rilevanti. Tali caratteristiche dei mercati costituiscono una forte barriera all'ingresso di nuovi concorrenti, a causa degli importanti effetti legati alle economie di scala a fronte di ritorni economici alquanto dubbi per il nuovo potenziale concorrente. La Società vanta posizioni di leadership mondiale che mitigano le incertezze ed i rischi dell'attività imprenditoriale.

L'attività della Società è esposta a vari rischi finanziari: rischio di mercato (comprensivo del rischio di tasso di cambio e del rischio di tasso di interesse), rischio di credito e rischio di liquidità. Il programma di gestione dei rischi è basato sull'imprevedibilità dei mercati finanziari ed ha l'obiettivo di minimizzare gli eventuali impatti negativi sulle performance finanziarie della Società. Interpump Group S.p.A. può utilizzare strumenti finanziari derivati per coprire l'esposizione al rischio di cambio ed al rischio di tasso di interesse. La Società non detiene strumenti finanziari derivati di carattere speculativo, secondo quanto stabilito dalla procedura approvata dal Consiglio di Amministrazione.

3.1 Rischi di mercato

a) Rischio di tasso di cambio

La Società opera a livello internazionale ed è esposta principalmente al rischio di cambio che si origina dall'esposizione rispetto al dollaro americano. La Società, infatti, fattura in dollari alle proprie controllate americane e anche ad un importante cliente americano. Attualmente la politica della Società è quella di non coprire le transazioni in valuta ricorrenti e di coprire, eventualmente, solo le esposizioni non ricorrenti o in termini di ammontare o in termini di frequenza temporale con cui avvengono.

(b) Rischio di tasso di interesse

Il rischio di tasso di interesse è originato dai finanziamenti a medio lungo termine erogati a tasso variabile. La politica della Società attualmente è quella di non effettuare coperture, data la breve durata media dei finanziamenti bancari in essere (circa 3,5 anni).

3.2 Rischio di credito

La Società non ha significative concentrazioni di crediti. È politica della Società di vendere a clienti dopo una valutazione della loro capacità di credito e quindi entro limiti di fido predefiniti. La Società storicamente non ha sofferto significative perdite su crediti.

3.3 Rischio di liquidità

Una gestione prudente del rischio di liquidità implica il mantenimento di adeguate disponibilità liquide e sufficienti linee di credito dalle quali poter attingere. A causa della dinamicità del business della Società, che si sostanzia anche in frequenti acquisizioni, è politica della Società avere a disposizione linee di credito stand by che possono essere utilizzate con brevi preavvisi.


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3.4 Rischio di prezzo e di cash flow

La Società è soggetta al rischio di oscillazione del prezzo dei metalli, in particolare di ottone, alluminio, acciaio inossidabile ed acciaio. La politica della Società è quella di coprire, ove possibile, il rischio tramite impegni con i fornitori a medio periodo oppure con politiche di stoccaggio nei momenti più bassi del ciclo di oscillazione. Nel 2025 l'andamento delle materie prime ha evidenziato una volatilità differenziata tra i vari comparti. I prezzi degli acciai (inclusi inox, acciai da cementazione e da bonifica) e della ghisa sono rimasti complessivamente stabili, così come i costi dell'energia elettrica e del gas, che si sono mantenuti in linea con l'anno precedente. La quotazione dell'alluminio, invece, ha registrato un andamento più irregolare, con un calo nei mesi estivi seguito da un recupero significativo a fine anno. Più critica la situazione di rame, ottone e cobalto, che hanno evidenziato aumenti marcati nell'ultimo trimestre, riflettendo tensioni nella domanda globale e nelle catene di fornitura. La Società nel corso dell'anno ha deciso talvolta di effettuare acquisti di lotti più consistenti al fine di garantirsi la disponibilità del materiale necessario nei processi produttivi. La Società, inoltre, monitora costantemente l'andamento di queste materie prime cercando di adottare le politiche più efficaci per ridurre la propria esposizione al rischio.

I ricavi ed il cash flow dell'attività operativa della Società risultano essere influenzati dalle variazioni delle attività generatrici di interessi in maniera limitata.

La Società sta seguendo con attenzione gli sviluppi relativi all'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti nei confronti di altri paesi e le contro-misure da questi adottate, analizzando gli impatti potenziali sul proprio business e studiando le azioni da adottare per ridurre i potenziali effetti negativi derivanti da tali misure.

3.5 Rischio connesso ai cambiamenti climatici

Con riferimento al cambiamento climatico (cosiddetto "climate change"), occorre precisare che la Società non ricade nel perimetro della Direttiva 2003/87/CE (modificata da ultimo dalla direttiva UE 2018/410), che ha introdotto e disciplinato il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS). L'ETS rappresenta il principale strumento adottato dall'Unione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della $\mathrm{CO}_{2}$ nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Nonostante la Società non rientri tra i settori industriali coperti dall'ETS, è comunque impegnata sul fronte del contrasto al cambiamento climatico.

A partire dal 2024, in accordo con la Direttiva EU 2022/2426 (Corporate sustainability reporting directive - CSRD), recepita in Italia dal D. Lgs n. 125/2024, il Gruppo Interpump rendiconta, nel capitolo della CSRD al paragrafo 2.1 - Standard ESRS E1-Cambiamenti climatici della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata, i principali impatti, rischi, opportunità, politiche, azioni, obiettivi, modello aziendale ed indicatori di prestazione.

Con riferimento ai rischi fisici (acuti e cronici), sulla base di una analisi di scenario relativa ai siti aziendali, si precisa che gli impatti degli stessi su assets e ricavi non sono stati considerati significativi e pertanto non hanno comportato al 31 dicembre 2025 lo stanziamento di fondi rischi specifici o svalutazione di assets.

Le previsioni riflesse nel business plan quinquennale, a supporto dell'impairment test sull'avviamento, anche in considerazione di quanto sopra riportato non sono state impattate da elementi di rilievo con riferimento ai suindicati rischi fisico-climatici, ma incorporano nella loro predisposizione degli elementi di sostanziale prudenza in riduzione dei flussi attesi.

341


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Inoltre, la Società è potenzialmente esposta al rischio derivante dall'impatto di future leggi e regolamenti più restrittivi in materia di efficienza energetica e cambiamento climatico che possono portare ad un futuro aumento dei costi operativi.

3.6 Rischio geopolitico

Il contesto macroeconomico internazionale continua ad essere caratterizzato da un elevato livello di incertezza, derivante da tensioni geopolitiche e conflitti in diverse aree del mondo, con particolare riferimento alla regione del Medio Oriente.

Nel corso del 2025 tali tensioni si sono intensificate a seguito di episodi di instabilità nell'area del Golfo e di crescenti frizioni tra Iran, USA, Israele e altri attori internazionali, con effetti sulla volatilità dei mercati energetici e sulle aspettative di inflazione globale. Nei primi mesi del 2026 la situazione geopolitica ha registrato un'ulteriore escalation, con l'emergere di un conflitto che coinvolge l'Iran e altre potenze regionali e internazionali. Tali dinamiche potrebbero determinare effetti indiretti sull'andamento dei mercati globali e sui settori industriali in cui opera la Società, con possibili impatti sulla disponibilità e sui costi delle materie prime, sull'efficienza delle catene di approvvigionamento, sui flussi logistici internazionali, nonché sull'evoluzione dei prezzi dell'energia e dei tassi di cambio.

La Società continua a monitorare attentamente l'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, valutando i potenziali effetti diretti ed indiretti che potrebbero derivare da eventuali ulteriori escalation dei conflitti in essere, al momento di difficile quantificazione, e adotta, ove ritenuto opportuno, misure di mitigazione volte a ridurre i potenziali impatti negativi, tra cui la diversificazione geografica delle fonti di approvvigionamento, il rafforzamento dei rapporti con fornitori alternativi e l'attenzione alla gestione dei rischi operativi e finanziari.


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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CERTIFIED

4. ALTRE INFORMAZIONI

4.1 Corporate Governance

Al 31 dicembre 2025, la Società deteneva in portafoglio n. 2.494.087 azioni pari al 2,291% del capitale, acquistate ad un costo medio unitario di € 37,96064.

Relativamente ai piani di stock options ed alle azioni della Società e delle società controllate detenute dagli amministratori, sindaci e direttori generali si rimanda alla "Relazione sulla gestione" presentata a corredo della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata.

Informiamo che la Società non è sottoposta ad attività di direzione e coordinamento e che la società "Leila Montipo' e Sorelle S.A.p.A.", costituita in data 6 novembre 2020, che detiene una partecipazione di controllo ai sensi dell'art. 2359, comma 2 del Codice Civile in "Gruppo IPG Holding S.p.A.", è la società tenuta alla redazione del bilancio consolidato del gruppo più grande non ricorrendo i casi di esonero di cui all'art. 27 del D. Lgs. 127 del 09-04-1991: il bilancio che include i dati della Interpump Group S.p.A. e delle sue società controllate è predisposto secondo i principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea ed è disponibile presso il registro delle imprese di Milano.

"Leila Montipo' e Sorelle S.A.p.A." non svolge attività di direzione e coordinamento della partecipata "Gruppo IPG Holding S.p.A." né è soggetta essa stessa a tale attività di direzione e coordinamento.

"Gruppo IPG Holding S.p.A." redige a sua volta, in forma volontaria, il bilancio consolidato nonostante a decorrere dall'esercizio 2021 non ne sia più tenuta, in quanto tale obbligo ricade sulla sua controllante società "Leila Montipo' e Sorelle S.A.p.A.".

"Gruppo IPG Holding S.p.A." non svolge attività di direzione e coordinamento della partecipata Interpump Group S.p.A. né è soggetta essa stessa a tale attività di direzione e coordinamento.

4.2 Rapporti con le società controllate

La Società opera anche attraverso società controllate con le quali intrattiene rapporti commerciali e finanziari a normali condizioni di mercato. Nella tabella si riporta il dettaglio di detti rapporti.

€/000 Crediti commerciali Ricavi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
GP Companies Inc. 4.818 3.382 28.043 26.061
NLB Corporation Inc. 130 699 2.429 5.534
Interpump Hydraulics India Ltd 840 268 1.470 1.166
Interpump Hydraulics Brasil 154 57 592 151
Muncie Power Inc. 15 86 398 460
IMM Hydraulics S.p.A. 160 131 311 350
General Pump China Inc. 133 41 253 231
Hammelmann S.L. 16 19 228 131
Inoxpa South Africa 149 27 224 115
Inoxpa S.A. 79 25 202 132
Inoxihp S.r.l. 62 42 182 116

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

€/000 Crediti commerciali Ricavi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
GS-Hydro UK Ltd 44 41 157 137
Inoxpa Colombia Sas 139 3 153 30
Inoxpa Skandinavien A/S - - 133 1
Alfa Valvole S.r.l. 34 33 104 52
Pioli S.r.l. - - 96 89
Hammelmann GmbH 19 94 95 361
Inoxpa China Flow Technology Co., Ltd 2 1 80 33
Inoxpa Solutions France Sas 15 18 75 114
Interpump Hydraulics France S.a.r.l. 10 6 71 35
Inoxpa Italia S.r.l. 3 - 70 4
GS-Hydro Austria GmbH 18 16 68 55
GS-Hydro Korea Ltd 18 13 60 53
Interpump Hydraulics (UK) Ltd - - 55 30
GS-Hydro S.A.U 21 13 54 39
GS-Hydro Denmark AS 20 9 53 30
GS-Hydro Piping Systems Co. Ltd 15 12 52 48
GS-Hydro Benelux B.V. 11 11 51 37
Hydrocar Chile S.A. - - 49 9
GS-Hydro Sp Z O O 10 10 38 32
ShangHai PuPeng Flow Technology Co.Ltd - - 36 -
Inoxpa Solutions Moldova - 3 32 3
Hammelmann Australia Pty Ltd 5 69 29 78
SIT S.p.A. - - 28 26
Improved Solutions Unipessoal Ltda 1 - 20 17
Interpump Hydraulics S.p.A. 63 24 16 11
Walvoil S.p.A. 23 22 13 12
Mega Pacific Pty Ltd 1 - 12 -
Inoxpa Ukraine - - 10 15
Interpump Piping GS S.r.l. 6 6 10 10
Eurofluid Hydraulic S.r.l. 1 1 9 9
GS-Hydro Ab 2 3 9 10
Interpump South Africa Pty Ltd 5 - 8 -
Hydroven S.r.l. 3 4 7 12
GS-Hydro U.S. Inc. 2 2 7 7
H.S. S.r.l. - - 6 -
Tubiflex S.p.A. - 1 6 6
GS-Hydro Singapore Pte Ltd 2 1 6 5
Unidrò Contarini Sarl - 2 5 7
Mega Pacific NZ Pty Ltd 5 - 5 6
GS-Hydro do Brasil Sistemas Hidraulicos Ltda 1 1 5 4
Servizi Industriali S.r.l. - - 5 5
Oleodinamica Panni S.r.l. 2 2 3 -
Tekno Tubi S.r.l. 1 1 3 3
Nuova S.M. S.r.l. - - 3 -
Transtecno BV - - 3 13
Reggiana Riduttori S.r.l. 19 17 2 2

344


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

CERTIFIED

€/000 Crediti commerciali Ricavi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Transtecno S.r.l. 3 3 2 2
I.Mec S.r.l. - - - 1
Hammelmann Corporation Inc. 9 - - -
Contarini Leopoldo S.r.l. 2 2 - -
Waikato Milking Systems LP 1 1 - -
White Drive Motors and Steering LLC - 8 - -
White Drive Motors and Steering Sp. Z O O - 6 - -
Hydra Dyne Technology Inc. - 3 - -
American Mobile Power Inc. - 1 - -
Totale 7.092 5.240 36.146 35.900

La Società risulta creditrice nei confronti di Interpump Piping GS S.r.l. per 6 €/000 (creditrice di 52 €/000 nel 2024) per l'adesione al consolidato fiscale attivato a partire dal 2018 e successivamente rinnovato.

€/000 Debiti commerciali Costi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Pioli S.r.l. 287 119 1.014 945
IMM Hydraulics S.p.A. 195 56 638 223
Interpump Hydraulics S.p.A. 143 162 343 373
I.Mec S.r.l. 27 1 244 8
SIT S.p.A. 48 52 152 160
Inoxpa Italia S.r.l. 57 - 125 52
Walvoil S.p.A. 41 17 114 66
General Pump China Inc. 40 25 91 79
Hammelmann GmbH 29 1 84 252
Transtecno S.r.l. 10 9 66 32
GP Companies Inc. 14 16 41 50
Inoxihp S.r.l. 8 28 36 91
Inoxpa India Pvt Ltd 5 - 31 -
Walvoil Fluid Power Pvt Ltd 4 - 27 -
Hydroven S.r.l. 5 12 24 35
Hammelmann S.L. 15 - 15 -
Inoxpa Colombia Sas 3 - 3 -
White Drive Motors and Steering Sp. Z O O 2 - 2 -
Contarini Leopoldo S.r.l. 1 - 1 -
Improved Solutions Unipessoal Ltda - - - 138
Reggiana Riduttori S.r.l. - - - 10
Hydrocar Chile S.A. - - - 2
Inoxpa S.A. - - - 1
Totale 934 498 3.051 2.517

La Società risulta debitrice nei confronti di Walvoil S.p.A. per 2.950 €/000 (debitrice di 1.895 €/000 nel 2024) per l'adesione al consolidato fiscale attivato a partire dal periodo d'imposta 2024.

345


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

I rapporti di natura finanziaria sono i seguenti:

€/000 Finanziamenti concessi Interessi attivi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Interpump Hydraulics S.p.A. 23.000 8.000 424 339
IMM Hydraulics S.p.A. 8.000 15.000 407 927
Tubiflex S.p.A. 5.000 7.500 268 402
GS-Hydro UK Ltd 2.800 160 113 15
Hydra Dyne Technology Inc. 2.077 4.154 75 130
GS-Hydro Korea Ltd 2.100 2.100 63 63
White Drive Motors and Steering GmbH - 4.000 13 230
Muncie Power Inc. - - - 326
Interpump Piping GS S.r.l. - - - 18
Tekno Tubi S.r.l. - - - 7
Inoxihp S.r.l. - - - 5
Totale 42.977 40.914 1.363 2.462

Al 31 dicembre 2025 i finanziamenti intercompany erano indicizzati all'Euribor 3 mesi maggiorato di uno spread che oscillava nel range di 100 punti base e 150 punti base oppure erano a tasso fisso con un range che oscillava dall'1,95% al 3,50%. Al 31 dicembre 2025 i crediti per interessi ancora da incassare ammontavano a 267 €/000 (402 €/000 al 31 dicembre 2024) ed avevano il seguente dettaglio:

€/000 Crediti per interessi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024
Interpump Hydraulics S.p.A. 89 44
IMM Hydraulics S.p.A. 70 182
Tubiflex S.p.A. 49 79
GS-Hydro UK 28 2
GS-Hydro Korea Ltd 16 16
Hydra Dyne Technology Inc. 15 25
White Drive Motors and Steering GmbH - 54
Totale 267 402

I dividendi rilevati nel conto economico sono stati i seguenti:

€/000 Crediti per dividendi Dividendi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Hammelmann GmbH - - 40.000 30.000
Walvoil S.p.A. - - 22.750 22.750
Reggiana Riduttori S.r.l. - - 20.000 20.000
Transtecno S.r.l. - - 13.500 8.000
Inoxpa S.A. - - 10.000 10.000
Interpump Hydraulics S.p.A. - - 8.000 -
NLB Corporation Inc. - - 5.153 3.730
Interpump Piping GS S.r.l. - - 5.000 4.000
GP Companies Inc. - - 4.313 6.545
Alfa Valvole S.r.l. - - 4.000 -
I.Mec S.r.l. - - 1.610 1.540
Servizi Industriali S.r.l. - - 630 1.200

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

CERTIFIED

€/000 Crediti per dividendi Dividendi
Società controllate 31/12/2025 31/12/2024 2025 2024
Inoxihp S.r.l. - - 527 527
Walvoil Fluid Power Pvt Ltd - - 7 5
Tubiflex S.p.A. 1.280 1.280 - -
Totale 1.280 1.280 135.490 108.297

4.3 Operazioni con parti correlate

La Società espone in bilancio, in applicazione dell'IFRS 16, debiti finanziari fruttiferi di interessi per 751 miglia di euro (1.445 migliaia di euro al 31 dicembre 2024) ed oneri finanziari dovuti all'attualizzazione del debito per affitti con parti correlate pari a 39 migliaia di euro (84 migliaia di euro al 31 dicembre 2024). Sono stati, inoltre, imputati a conto economico altri costi per 19 migliaia di euro (12 migliaia di euro nel 2024).

Le suddette operazioni sono state effettuate a normali condizioni di mercato.

4.4 Attività di ricerca, sviluppo e progettazione

Nel corso del 2025 sono stati portati a termine 2 nuovi progetti relativi allo sviluppo di nuove pompe; sono inoltre stati aperti 8 nuovi progetti.

Si confida che l'esito positivo di tali innovazioni possa generare buoni risultati in termini di ricavi con ricadute favorevoli sull'economia dell'azienda.

La strategia della Società, nei prossimi anni, sarà sempre quella di continuare ad investire in maniera significativa in ricerca e sviluppo al fine di dare un ulteriore impulso alla crescita organica. I costi di sviluppo prodotto sono stati capitalizzati in ragione della loro utilità pluriennale e sono ammontati per il 2025 a 569 migliaia di euro, mentre quelli spesati a conto economico sono ammontati a 154 migliaia di euro.

4.5 Ambiente, salute e sicurezza

La Società effettua solo produzioni meccaniche e assemblaggi di componenti, senza emissioni di sostanze inquinanti nell'ambiente. Il processo produttivo avviene nel pieno rispetto della normativa vigente. La Società è esposta ai rischi connessi alle tematiche della salute, della sicurezza sul lavoro e dell'ambiente tipici di una Società che svolge attività produttive e commerciali in diversi contesti geografici.

La Società in tema di ambiente e salute e sicurezza sul lavoro applica le norme internazionali ISO 9001, ISO 14001 e OHSAS 18001.

347


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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5. FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO ED EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Dopo il 31 dicembre 2025 non sono avvenute operazioni atipiche o non usuali che richiedano variazioni al presente bilancio di esercizio.

Lo scorso 17 febbraio Interpump Group S.p.A., nell'ambito del piano di acquisto di azioni proprie autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti in data 29 aprile 2025 ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999, ha dato esecuzione a un programma di acquisto di azioni proprie per un totale di n. 500.000 azioni da effettuarsi tra il 17 febbraio e il 16 maggio 2026 sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. ("MTA"), al prezzo massimo di € 60,00 per azione e quindi per un esborso massimo di Euro 30.000.000. Ai fini dell'attuazione di tale programma di acquisto la Società ha conferito in data 16 febbraio 2026 specifico mandato a Banca Akros S.p.A., terminato il giorno 11 marzo: a tale data Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.985.087 azioni pari al 2,742% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 37,97442.

Si evidenzia che, con riferimento al recente conflitto internazionale che ha coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele, avviato a seguito delle operazioni militari del 28 febbraio 2026, la Società sta monitorando la sua evoluzione ed i relativi effetti, al momento di difficile quantificazione, stante il recente avvio del conflitto stesso, che possano impattare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Gli scenari che hanno caratterizzato l'esercizio 2025 non mostrano cambiamenti significativi nelle prime settimane del 2026. Permane pertanto un contesto complesso e di difficile lettura con i primi mesi del 2026 che si prevede rappresentino il periodo più sfidante dell'intero esercizio. In questo quadro internazionale molto complesso la Società continuerà a porre in atto tutte le contromisure atte a proteggere e consolidare la propria marginalità, con l'obiettivo ulteriore di mantenere e possibilmente incrementare la propria generazione di cassa.

6. PROPOSTA ALL'ASSEMBLEA

L'utile di esercizio è stato pari a Euro 124.714.455 e proponiamo di:

  • distribuire una quota dell'utile d'esercizio, a titolo di dividendo agli azionisti, in ragione di Euro 0,35 per ciascuna delle azioni in circolazione, comprensivo del diritto di cui all'art. 2357-ter, comma 2, del Codice Civile;
  • attribuire il restante utile d'esercizio a Riserva Straordinaria (avendo la Riserva Legale già raggiunto il limite del quinto del capitale sociale sottoscritto e versato).

Sant'Ilario d'Enza (RE), 20 marzo 2026

Per il Consiglio di Amministrazione

Dott. Fulvio Montipò

Presidente esecutivo


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

CERTIFIED
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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

PROGETTO DI

BILANCIO DI ESERCIZIO

DELLA CAPOGRUPPO

INTERPUMP GROUP S.p.A.
Sede Legale: S. Ilario d'Enza (RE)
Via E. Fermi, 25
Capitale Sociale: € 56.617.232,88
Codice fiscale e n. iscrizione Registro Imprese 11666900151
Partita IVA 01682900350

350


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

CERTIFIED

1. PROSPETTI CONTABILI

SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA

ATTIVITA'
Euro Note 31/12/2025 31/12/2024
Attività correnti
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2.3.1 108.856.994 109.557.623
Crediti commerciali 2.3.2, 2.3.18 19.414.698 16.004.542
Crediti per dividendi 2.3.18 1.279.700 1.279.700
Rimanenze 2.3.3 30.429.299 29.889.948
Crediti tributari 5.353.526 7.492.231
Attività finanziarie correnti 2.3.9, 2.3.18 37.377.000 23.737.000
Altre attività correnti 2.3.4, 2.3.18 862.284 4.101.539
Totale attività correnti 203.573.501 192.062.583
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari 2.3.5 35.544.451 35.609.868
Avviamento 2.3.6 44.536.997 44.536.997
Altre immobilizzazioni immateriali 2.3.7 3.237.176 3.452.030
Partecipazioni in società controllate 2.3.8 1.103.289.584 1.103.474.536
Altre attività finanziarie 2.3.9, 2.3.18 5.600.155 17.177.155
Crediti tributari 388.215 235.074
Imposte differite attive 2.3.10 8.070.864 7.170.853
Altre attività non correnti 11.354 11.551
Totale attività non correnti 1.200.678.796 1.211.668.064
Totale attività 1.404.252.297 1.403.730.647

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

PASSIVITA’ E PATRIMONIO NETTO
Euro Note 31/12/2025 31/12/2024
Passività correnti
Debiti commerciali 2.3.12, 2.3.18 23.000.171 17.593.743
Debiti bancari 2.3.11, 2.3.18 3.655.133 4.588.052
Debiti finanziari fruttiferi di interessi (quota corrente) 2.3.11, 2.3.18 194.968.242 209.448.074
Debiti tributari 650.300 469.738
Altre passività correnti 2.3.12, 2.3.18 9.057.373 7.519.543
Ratei e risconti passivi 315.332 293.981
Totale passività correnti 231.646.551 239.913.131
Passività non correnti
Debiti finanziari fruttiferi di interessi 2.3.11, 2.3.18 355.272.441 430.066.153
Passività per benefit ai dipendenti 2.3.14 3.256.490 3.372.606
Imposte differite passive 2.3.10 687.241 674.287
Altre passività non correnti 2.3.15 2.628.594 2.451.203
Fondi rischi ed oneri 2.3.13 7.186.096 8.232.784
Totale passività non correnti 369.030.862 444.797.033
Totale passività 600.677.413 684.710.164
PATRIMONIO NETTO
Capitale sociale 2.3.16 55.320.308 55.505.284
Riserva legale 2.3.17 11.323.447 11.323.447
Riserva sovrapprezzo azioni 2.3.16 37.313548 42.390.099
Riserva per rimisurazione piani a benefici definiti 2.3.17 (2.010.574) (2.074.358)
Altre riserve 2.3.17 701.628.155 611.876.011
Totale patrimonio netto 803.574.884 719.020.483
Totale patrimonio netto e passività 1.404.252.297 1.403.730.647

352


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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CONTO ECONOMICO

Euro Note 2025 2024
Ricavi 2.4.1 117.496.687 115.520.783
Costo del venduto 2.4.3 (73.736.586) (72.778.100)
Utile lordo industriale 43.760.101 42.742.683
Altri ricavi netti 2.4.2 6.457.404 7.695.496
Spese commerciali 2.4.3 (6.495.124) (6.499.664)
Spese generali ed amministrative 2.4.3 (26.179.326) (23.055.002)
Perdita di valore di attività 2.3.7, 2.3.8 (8.285.166) (1.707.505)
Altri costi operativi 2.4.3 (224.516) (1.633.751)
Dividendi 2.3.8 135.489.745 108.297.476
Utile ordinario prima degli oneri finanziari 144.523.118 125.839.733
Proventi finanziari 2.4.4 3.574.000 6.232.311
Oneri finanziari 2.4.4 (22.414.455) (31.133.398)
Risultato di periodo prima delle imposte 125.682.663 100.938.646
Imposte sul reddito 2.4.5 (968.208) 403.094
Utile netto del periodo 124.714.455 101.341.740
Utile per azione base 2.5 1,172 0,948
Utile per azione diluito 2.5 1,169 0,946

353


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

€/000 Note 2025 2024
Utile netto (A) 124.714 101.342
Utili (Perdite) che non saranno successivamente riclassificati nell'utile del periodo
Utili (Perdite) derivanti dalla rimisurazione dei piani a benefici definiti 84 53
Imposte relative (20) (12)
Totale utili (Perdite) complessivi che non saranno successivamente riclassificati nell'utile del periodo, al netto dell'effetto fiscale (B) 2.3.17 64 41
Utile netto complessivo (A) + (B) 124.778 101.383

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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RENDICONTO FINANZIARIO

€/000 Note 2025 2024
Flussi di cassa dalle attività operative
Utile prima delle imposte 125.683 100.939
Rettifiche per componenti non monetarie:
Minusvalenze (Plusvalenze) da cessione di immobilizzazioni (32) (17)
Ammortamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immateriali 2.4.3 6.468 6.060
Costi registrati a conto economico relativi alle stock options, che non comportano uscite monetarie per la Società 2.4.3 6.240 4.970
Perdita (Ripristini) di valore di attività 2.3.8 8.068 1.620
Variazione netta dei fondi rischi ed accantonamenti a passività per benefit ai dipendenti (1.154) 580
Dividendi a conto economico 2.3.8 (135.490) (108.297)
Oneri (Proventi) finanziari netti 2.4.4 18.840 24.901
28.623 30.756
(Incremento) Decremento dei crediti commerciali e delle altre attività correnti 2.3.2, 2.3.4 (2.081) (4.067)
(Incremento) Decremento delle rimanenze 2.3.3 (540) 1.953
Incremento (Decremento) dei debiti commerciali ed altre passività correnti 2.3.2, 2.3.12 6.088 5.651
Imposte pagate 2.4.5 1.522 1.170
Interessi passivi pagati 2.4.4 (22.401) (31.988)
Differenze cambio realizzate (628) 257
Liquidità netta dalle attività operative 10.583 3.732
Flussi di cassa dalle attività di investimento
Esborso per l'acquisto di partecipazioni al netto delle azioni proprie cedute 2.3.8 (5.465) (82.553)
Esborsi per acquisto di azioni proprie (16.594) (10.337)
Incassi per vendita di azioni proprie per stock options 2.3.16 4.754 581
Investimenti in immobili, impianti e macchinari 2.3.5 (5.919) (3.619)
Incassi dalla vendita di immobilizzazioni materiali 2.3.5 54 83
Incremento in immobilizzazioni immateriali 2.3.7 (639) (693)
Proventi finanziari incassati 2.4.4 3.680 5.819
Altri (364) (178)
Liquidità netta generata (utilizzata) dall'attività di investimento (20.493) (90.897)

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€/000 Note 2025 2024
Flussi di cassa dell'attività di finanziamento
Dividendi incassati 2.3.8 135.495 108.285
Dividendi pagati 2.3.17 (35.147) (34.231)
(Erogazioni) Rimborsi di finanziamenti
infragruppo al netto delle azioni proprie
cedute 2.3.9 (2.063) 27.331
Erogazioni (Rimborsi) di finanziamenti e
prestiti obbligazionari 2.3.11 (87.732) 8.091
Pagamento di canoni di leasing finanziario
(quota capitale) (913) (813)
Altri 502 434
Liquidità nette generate (utilizzate)
dall'attività di finanziamento 10.142 109.097
Incremento (decremento) netto delle
disponibilità liquide e mezzi equivalenti 232 21.932
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
all'inizio del periodo 2.7 104.970 83.038
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla
fine del periodo 2.7 105.202 104.970

Per la riconciliazione delle disponibilità liquide si rimanda alla Nota 2.7.

356


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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PROSPETTO DEI MOVIMENTI DEL PATRIMONIO NETTO

€/000 Note Capitale sociale Riserva legale Riserva sovrapprezzo azioni Riserva da rimisurazione piani a benefici definiti Altre riserve Totale patrimonio netto
Saldi al 1° gennaio 2024 55.625 11.323 46.883 (2.115) 544.646 656.362
Dividendi distribuiti - - - - (34.231) (34.231)
Imputazione a conto economico del fair value delle stock option assegnate ed esercitabili a dipendenti di Interpump Group S.p.A. - - 4.970 - - 4.970
Contabilizzazione fair value delle stock option assegnate ed esercitabili a dipendenti di imprese controllate - - 292 - - 292
Acquisto azioni proprie (130) - (10.337) - 130 (10.337)
Vendita di azioni proprie ai beneficiari di stock options 10 - 581 - (10) 581
Utile netto complessivo dell'esercizio - - - 41 101.342 101.383
Saldi al 31 dicembre 2024 2.3.16, 2.3.17 55.505 11.323 42.389 (2.074) 611.877 719.020
Dividendi distribuiti - - - - (35.147) (35.147)
Imputazione a conto economico del fair value delle stock option assegnate ed esercitabili a dipendenti di Interpump Group S.p.A. - - 6.240 - - 6.240
Contabilizzazione fair value delle stock option assegnate ed esercitabili a dipendenti di imprese controllate - - 524 - - 524
Acquisto azioni proprie (260) - (16.594) - 260 (16.594)
Vendita di azioni proprie ai beneficiari di stock options 75 - 4.754 - (75) 4.754
Utile netto complessivo dell'esercizio - - - 64 124.714 124.778
Saldi al 31 dicembre 2025 2.3.16, 2.3.17 55.320 11.323 37.313 (2.010) 701.629 803.575

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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2. NOTE ILLUSTRATIVE

2.rmazioni generali

Interpump Group S.p.A. è una società di diritto italiano, domiciliata in Sant'Ilario d'Enza (RE) e quotata alla Borsa di Milano.

La Società produce e commercializza pompe a pistoni ad alta ed altissima pressione e detiene partecipazioni dirette ed indirette di controllo in 131 società. Interpump Group S.p.A. ha impianti produttivi in Sant'Ilario d'Enza (RE). Per informazioni sull'attività del Gruppo si rimanda alla "Relazione sulla gestione" presentata a corredo della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata.

Il bilancio al 31 dicembre 2025, redatto nella prospettiva della continuità aziendale, è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione nella riunione tenutasi in data odierna (20 marzo 2026).

2.2 Principi contabili adottati

2.2.1 Principi contabili di riferimento

Il bilancio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel rispetto dei Principi Contabili Internazionali ("IFRS") emessi dall'International Accounting Standards Board ("IASB") e omologati dall'Unione Europea. Con "IFRS" si intendono anche gli International Accounting Standards ("IAS") tuttora in vigore, nonché tutti i documenti interpretativi emessi dall'IFRS Interpretation Committee, precedentemente denominato International Financial Reporting Interpretations Committee ("IFRIC") e ancor prima Standing Interpretations Committee ("SIC").

La Situazione Patrimoniale-Finanziaria e il Conto Economico sono stati presentati in euro, mentre gli altri prospetti di bilancio e le note sono stati presentati in migliaia di euro. Il bilancio è redatto secondo il criterio del costo, ad eccezione degli strumenti finanziari che sono valutati al fair value.

La redazione di un bilancio in accordo con gli IFRS (International Financial Reporting Standards) richiede giudizi, stime e assunzioni che hanno effetto sulle attività, passività, costi e ricavi. I risultati consuntivi possono essere diversi da quelli ottenuti tramite queste stime. Le voci di bilancio che richiedono più di altre una maggiore soggettività da parte degli amministratori nell'elaborazione delle stime e per le quali una modifica delle condizioni sottostanti le assunzioni utilizzate potrebbe avere un impatto significativo sul bilancio sono: l'avviamento, l'ammortamento delle immobilizzazioni, le imposte differite, il fondo svalutazione crediti e il fondo svalutazione magazzino, i fondi rischi e i piani a benefici definiti a favore dei dipendenti, la recuperabilità del valore delle partecipazioni ed i debiti per acquisto di partecipazioni contenuti nelle altre passività.

In particolare, le valutazioni discrezionali e le stime contabili significative riguardano la determinazione del valore recuperabile di ciascuna partecipazione, in particolare con riferimento all'identificazione di eventuali indicatori di impairment, alla previsione della loro redditività futura per il periodo del business plan di Gruppo, alla determinazione dei flussi di cassa normalizzati alla base della stima del valore terminale, nonché alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni della loro redditività futura. Le assunzioni chiave utilizzate per la valutazione delle partecipazioni, inclusa un'analisi di sensitività, sono descritte alla Nota 2.3.8.

La Società presenta il conto economico per funzione (altrimenti detto "a costo del venduto"), forma ritenuta più rappresentativa rispetto alla cosiddetta presentazione per natura di spesa, peraltro

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C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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riportata nelle note del bilancio. La forma scelta è, infatti, conforme alle modalità di reporting interno e di gestione del business. Per una completa analisi dei risultati economici del Gruppo si rimanda alla "Relazione sulla gestione" presentata a corredo della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata.

Di seguito sono indicati gli schemi di bilancio ed i relativi criteri di classificazione adottati dalla Società.

Nell'ambito delle opzioni previste dallo IAS 1 "Presentazione del bilancio", la situazione patrimoniale e finanziaria consolidata è stata predisposta classificando le attività e le passività secondo il criterio "corrente/non corrente".

Il conto economico consolidato è stato predisposto classificando i costi operativi per destinazione funzionale; il conto economico complessivo consolidato, oltre al risultato del periodo, include proventi e costi che non sono rilevati nel conto economico dell'esercizio come richiesto dai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea.

Il Rendiconto finanziario è stato predisposto esponendo i flussi finanziari derivanti dalle attività operative secondo il "metodo indiretto".

2.2.1.1 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2025 adottati dalla Società

A partire dal 2025 la Società ha applicato i seguenti nuovi principi contabili, emendamenti ed interpretazioni, rivisti dallo IASB:

  • Amendments to IAS 21 – “The effects of changes in foreign exchange rates: lack of exchangeability”. Lo IASB ha pubblicato in data 15 agosto 2023 un emendamento che contiene le linee guida per chiarire quando una valuta è convertibile in un'altra valuta e come determinare il tasso di cambio quando, invece, non è convertibile. Il nuovo emendamento è efficace dall'esercizio iniziato il 1° gennaio 2025. È consentita l'applicazione anticipata.

L'adozione di tale principio non ha implicato impatti significativi sulla Società.

2.2.1.2 Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni efficaci dal 1° gennaio 2025 non rilevanti per la Società

Non si segnalano principi contabili efficaci dal 1° gennaio 2025 non rilevanti per la Società.

2.2.1.3 Principi contabili ed emendamenti non ancora applicabili e non adottati in via anticipata dalla Società

  • "IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements". Lo IASB ha pubblicato in data 9 aprile 2024 un nuovo principio che introduce alcuni importanti obblighi di informativa da riportare nelle note esplicative al bilancio in caso di utilizzo di indicatori di performance che, secondo il nuovo principio, rientrano tra i cd Management-defined Performance Measures, fornendo agli investitori informazioni più trasparenti e comparabili sui risultati finanziari delle società. Tale principio interesserà tutte le società che utilizzano i principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board ed adottati dall'Unione Europea. Il principio sarà efficace per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2027. È consentita l'applicazione anticipata.

Nel corso dell'esercizio 2025 la Società ha avviato le attività di analisi finalizzate a valutare i potenziali impatti derivanti dall'applicazione dell'IFRS 18.

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INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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Si evidenzia tuttavia che gli effetti dell'applicazione di tale principio sono ancora in fase di valutazione, per cui non è ancora possibile determinarne gli impatti sul bilancio della Società.

  • "IFRS 19 Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures". Lo IASB ha pubblicato in data 9 maggio 2024 un nuovo principio per le società controllate senza responsabilità pubblica, che consente alle controllate idonee di utilizzare i principi contabili IFRS con un'informativa ridotta. L'applicazione dell'IFRS 19 ridurrà i costi di redazione dei bilanci delle controllate mantenendo l'utilità delle informazioni per gli utilizzatori dei loro bilanci. Il principio sarà efficace per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2027. È consentita l'applicazione anticipata.

  • "Amendments to IFRS 9 and IFRS 7, Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments". Lo IASB ha pubblicato in data 30 maggio 2024 un Exposure draft che rettifica in particolare i principi contabili IFRS 9 (Strumenti finanziari) e IFRS 7 (Strumenti finanziari – Informazioni integrative) proponendo modifiche per garantire che i bilanci riflettano più fedelmente gli effetti che i contratti per l'energia elettrica rinnovabile hanno su una società. Il principio sarà efficace per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2026. È consentita l'applicazione anticipata.

  • "Annual improvements to IFRS – Volume 11". Lo IASB ha pubblicato in data 19 luglio 2024 il presente documento che contiene chiarimenti, semplificazioni, correzioni e modifiche ai principi contabili IFRS volti a migliorarne la coerenza. I principi contabili interessati sono: IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures and its accompanying Guidance on implementing IFRS 7, IFRS 9 Financial Instruments, IFRS 10 Consolidated Financial Statements e IAS 7 Statement of Cash Flows. Le modifiche si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2026. È consentita l'applicazione anticipata.

  • "Amendments to IFRS 9 and IFRS 7, Amendments to the Contracts Referencing Nature-dependent Electricity". Lo IASB ha pubblicato in data 18 dicembre 2024 gli emendamenti ai principi contabili IFRS 9 Financial Instruments e IFRS 7 Financial Instruments: Disclosures per aiutare le imprese a riportare al meglio gli effetti finanziari dei contratti strutturati come Power Purchase Agreements (PPAs), per garantire agli investitori un'informazione efficace su performance finanziarie delle aziende e sui flussi di cassa futuri. Il principio sarà efficace per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2026. È consentita l'applicazione anticipata.

  • Amendments to IFRS 19- "Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures". Lo IASB ha pubblicato in data 21 agosto 2025 un emendamento al principio contabile IFRS 19. Le nuove modifiche aiutano le controllate idonee a ridurre gli obblighi di informativa per i Principi e le modifiche emesse tra febbraio 2021 e maggio 2024, in particolare:

  • IFRS 18 Presentation and Disclosure in Financial Statements.

  • Supplier Finance Arrangements (Amendments to IAS 7 and IFRS 7).
  • International Tax Reform—Pillar Two Model Rules (Amendments to IAS 12).
  • Lack of Exchangeability (Amendments to IAS 21).
  • Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments (Amendments to IFRS 9 and IFRS 7).

Con tali modifiche, l'IFRS 19 riflette le modifiche ai principi contabili IFRS che entreranno in vigore fino al 1° gennaio 2027, data in cui sarà applicabile l'IFRS 19.

  • Amendments to IAS 21 – “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates”. Lo IASB ha pubblicato in data 13 novembre 2025 un emendamento al principio contabile IAS21 che chiarisce come le aziende debbano convertire i bilanci da una valuta non iperinflazionata (non-hyperinflationary

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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currency) a una valuta iperinflazionata. L'obiettivo è migliorare pertinenza e comparabilità delle informazioni. Il principio sarà efficace per gli esercizi che inizieranno al 1° gennaio 2027. È consentita l'applicazione anticipata.

La Società, al momento, sta valutando gli eventuali impatti dei nuovi principi inclusi in questa sezione.

2.2.2 Informazioni settoriali

In base alla definizione prevista dal principio IFRS 8 un settore operativo è una componente di un'entità:

  • che intraprende un'attività imprenditoriale che genera costi e ricavi;
  • i cui risultati operativi sono rivisti periodicamente dal più alto livello decisionale/operativo dell'entità ai fini dell'adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati;
  • per cui sono disponibili informazioni di bilancio separate.

I settori operativi attraverso cui il Gruppo opera riflettono la struttura organizzativa, sono stati determinati sulla base della reportistica utilizzata dal top management nel processo decisionale e non derivano dall'aggregazione di più settori operativi. Nello specifico sono stati identificati nel Settore Acqua, comprendente essenzialmente le pompe ad alta ed altissima pressione, i sistemi ad altissima pressione, gli omogeneizzatori ad alta pressione, i separatori, i miscelatori, gli agitatori, le pompe a pistoni, le valvole, i vagli meccanici ed i sistemi automatizzati di mungitura ed altri macchinari principalmente per l'industria alimentare, ma anche per la chimica, la cosmesi e la farmaceutica e nel Settore Olio, che include le prese di forza e le pompe ad ingranaggi, i cilindri oleodinamici, i distributori oleodinamici, le valvole, i riduttori e i dispositivi di dispersione utilizzati per lo spargimento di fertilizzanti biologici solidi, i tubi e raccordi, i rinvii angolari, i motori orbitali e i sistemi di steering (idroguide) e gli altri componenti oleodinamici. Interpump Group S.p.A. appartiene interamente al Settore Acqua e pertanto non si è ritenuto necessario presentare le relative informazioni settoriali.

Sono state inoltre fornite le informazioni relative alle aree geografiche in cui la Società opera che sono state definite in Italia, Europa (inclusi i Paesi europei non aderenti alla UE ed esclusa l'Italia) e Resto del Mondo.

2.2.3 Trattamento delle operazioni in valuta estera

La valuta funzionale e di presentazione adottata da Interpump Group S.p.A. è l'euro. Le operazioni in valuta estera sono convertite in euro sulla base del cambio della data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie sono convertite al cambio della data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. Le differenze cambio che emergono dalla conversione sono imputate a conto economico. Le attività e passività non monetarie valutate al costo storico sono convertite al cambio in vigore alla data della transazione. Le attività e passività monetarie valutate al fair value sono convertite in euro al cambio della data rispetto alla quale è stato determinato il fair value.

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2.2.4 Immobili, impianti e macchinari

i. Rilevazione e valutazione

Gli immobili, gli impianti ed i macchinari sono valutati al costo storico e sono esposti al netto degli ammortamenti (vedi successivo punto iii) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.2.7). Il costo delle immobilizzazioni prodotte internamente include i materiali, la manodopera diretta ed una quota dei costi di produzione indiretti. Il costo delle immobilizzazioni, sia acquistate esternamente che prodotte internamente, include i costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene e, quando rilevante ed in presenza di obbligazioni contrattuali, il valore attuale del costo stimato per lo smantellamento e la rimozione delle immobilizzazioni stesse.

Gli oneri finanziari relativi ai finanziamenti utilizzati per l'acquisizione di immobilizzazioni materiali sono imputati a conto economico per competenza se non specificatamente destinati all'acquisto o alla costruzione del bene, altrimenti sono capitalizzati.

Le immobilizzazioni destinate alla vendita sono valutate al minore fra il fair value al netto degli oneri accessori alla vendita ed il valore di carico al momento della classificazione come held for sale.

ii. Costi successivi

I costi di sostituzione di alcune parti delle immobilizzazioni sono capitalizzati quando è probabile che questi costi comportino futuri benefici economici e possano essere misurati in maniera attendibile. Tutti gli altri costi, incluse le spese di manutenzione e riparazione, sono imputati a conto economico quando sostenuti.

iii. Ammortamenti

Gli ammortamenti sono imputati a conto economico in modo sistematico e costante sulla base della stimata vita utile delle immobilizzazioni in base alla residua possibilità di utilizzo. I terreni non sono ammortizzati. Le stimate vite utili sono le seguenti:

Immobili 25 anni
Impianti e macchinari 12,5 anni
Attrezzature industriali e commerciali 4 anni
Altri beni 4-8 anni

La stimata vita utile dei beni è riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti alle aliquote, laddove necessari, sono apportati con applicazione prospettica.

Per i beni acquistati e/o entrati in funzione nell'esercizio, gli ammortamenti sono calcolati utilizzando aliquote annuali ridotte al 50%. Storicamente tale metodologia di calcolo è stata rappresentativa dell'effettivo utilizzo di tali beni.

L'utile/perdita che emerge al momento dell'eliminazione contabile dell'attività, al momento della dismissione (ossia, alla data in cui l'acquirente ne ottiene il controllo) o quando non ci si attendono benefici economici futuri dal suo utilizzo o dismissione (calcolato come differenza tra il valore contabile dell'attività ed il corrispettivo netto), è rilevato a conto economico quando l'elemento è eliminato contabilmente.


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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iv. Leasing

Le attività per il diritto d'uso sono misurate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti. Le attività per diritto d'uso sono ammortizzate in quote costanti dalla data di decorrenza alla fine della vita utile dell'attività consistente nel diritto di utilizzo (la durata del contratto di locazione). La corrispondente passività verso il locatore è rappresentata tra i debiti finanziari.

v. Migliorie su beni di terzi

Le migliorie su beni di terzi aventi le caratteristiche di immobilizzazioni sono capitalizzate nella categoria del bene a cui si riferiscono e sono ammortizzate secondo la loro vita utile o, se inferiore, lungo la durata del contratto di locazione.

2.2.5 Avviamento

L'avviamento è rappresentato dalle quote del disavanzo di fusione pagate a tale titolo e originate dalle operazioni di fusione.

L'avviamento è contabilizzato al costo, al netto delle perdite di valore (impairment losses). L'avviamento è allocato ad un'unica unità generatrice dei flussi finanziari (cash generating unit) e non è più ammortizzato a partire dal 1° gennaio 2004. Il valore di carico è valutato al fine di verificare l'assenza di perdite di valore (vedi paragrafo 2.2.7).

2.2.6 Altre immobilizzazioni immateriali

i. Spese di ricerca e sviluppo

Le spese di ricerca aventi scopo di acquisire nuove conoscenze tecniche sono imputate a conto economico quando sostenute.

Le spese di sviluppo finalizzate alla creazione di nuovi prodotti o accessori o nuovi processi di produzione sono capitalizzate se la Società è in grado di dimostrare:

  • la possibilità tecnica e l'intenzione di completare l'attività in modo che sia disponibile per l'uso o per la vendita;
  • la sua capacità ad usare o vendere l'attività;
  • i volumi e i valori di realizzo attesi dimostrando che i costi sostenuti per le attività di sviluppo genereranno benefici economici futuri;
  • i costi sono determinabili in maniera attendibile;
  • esistono risorse adeguate a completare il progetto di sviluppo.

Il costo capitalizzato è determinato dall'importo dei costi che si riferiscono ai progetti di sviluppo che rispettano i requisiti per la loro iscrizione. Le spese di sviluppo capitalizzate sono valutate al costo, al netto degli ammortamenti accumulati (vedi successivo punto v) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.2.7).

ii. Spese accessorie ai finanziamenti

Le spese accessorie ai finanziamenti sono imputate a riduzione dell'importo nominale del finanziamento e trattate secondo quanto descritto al paragrafo 2.2.13.


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iii. Altre immobilizzazioni immateriali

Le altre immobilizzazioni immateriali, tutte aventi vita utile definita, sono valutate al costo e sono iscritte al netto degli ammortamenti accumulati (vedi successivo punto v) e delle perdite di valore (vedi paragrafo 2.2.7).

Le licenze di uso del software sono ammortizzate durante il loro periodo di utilizzo (5 anni).

Le spese sostenute internamente per la creazione di marchi o di avviamento sono imputate a conto economico quando sostenute.

iv. Costi successivi

I costi sostenuti successivamente, relativi ad immobilizzazioni immateriali, sono capitalizzati solo se incrementano i benefici economici futuri della specifica attività capitalizzata, altrimenti sono imputati a conto economico quando sostenuti.

v. Ammortamenti

Gli ammortamenti sono imputati a conto economico in modo sistematico e costante sulla base della stimata vita utile delle immobilizzazioni capitalizzate. Le stimate vite utili sono le seguenti:

Brevetti e marchi 5-18 anni
Spese di sviluppo 5 anni
Concessione di licenze software 5 anni

La stimata vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti alle aliquote, laddove necessari, sono apportati con applicazione prospettica.

2.2.7 Impairment di attività

I valori di libro delle attività, ad eccezione delle rimanenze di magazzino (vedi paragrafo 2.2.11), delle attività finanziarie disciplinate dall'IFRS 9, delle imposte differite attive (vedi paragrafo 2.2.15) e delle attività non correnti destinate alla vendita disciplinate dall'IFRS 5, sono soggetti a valutazione alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria, al fine di individuare l'esistenza di eventuali indicatori di perdita di valore (impairment). Se dalla valutazione emerge l'esistenza di tali indicatori, viene calcolato il presunto valore recuperabile dell'attività con le modalità indicate al successivo punto (i).

Il presunto valore recuperabile dell'avviamento e delle immobilizzazioni immateriali non ancora utilizzate è stimato con periodicità almeno annuale, o più frequentemente se specifici eventi indicano la possibilità di aver subito una perdita di valore. Se il presunto valore recuperabile dell'attività o della sua unità generatrice di flussi finanziari (cash generating unit) è inferiore al valore netto contabile, l'attività ad esso relativa viene conseguentemente rettificata per perdite di valore con imputazione a conto economico.

L'avviamento è sottoposto a valutazione (impairment test) con periodicità almeno annuale come previsto dallo IAS 36.

i. Calcolo del presunto valore di recupero

Il presunto valore recuperabile delle altre attività è pari al maggiore tra il fair value meno i costi di vendita e il loro valore d'uso. Il valore d'uso è pari ai previsti flussi di cassa futuri, attualizzati ad un


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tasso, al netto delle imposte, che tiene conto del valore di mercato dei tassi di interesse e dei rischi specifici dell'attività alla quale il presunto valore di realizzo si riferisce. Per le attività che non originano autonomi flussi di cassa, il presunto valore di realizzo è determinato facendo riferimento alla cash generating unit alla quale l'attività appartiene.

ii. Ripristino di perdite di valore

Una perdita di valore relativa alle altre attività si ripristina se vi è stato un cambiamento della stima utilizzata per determinare il presunto valore di recupero.

Una perdita di valore si ripristina nei limiti dell'importo corrispondente al valore contabile che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nel caso in cui nessuna perdita di valore fosse mai stata contabilizzata. Una perdita di valore dell'avviamento non si ripristina mai.

2.2.8 Partecipazioni

Le partecipazioni in società controllate e collegate sono valutate al costo. Qualora alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria si rilevi la presenza di perdite di valore rispetto all'importo determinato con la suddetta metodologia, la partecipazione stessa è conseguentemente svalutata.

2.2.9 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono le esistenze di cassa, i depositi bancari e postali ed i titoli aventi una scadenza originaria non superiore a tre mesi. Gli scoperti di conto corrente e gli anticipi salvo buon fine sono portati a riduzione delle disponibilità liquide solo ai fini del rendiconto finanziario.

2.2.10 Attività finanziarie (Crediti commerciali, Altre attività finanziarie ed Altre attività)

Al momento della rilevazione iniziale, le attività finanziarie sono classificate, a seconda dei casi, in base alle successive modalità di misurazione, cioè al costo ammortizzato, al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo o al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio. La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali delle attività finanziarie e dal modello di business che la società usa per la loro gestione. Ad eccezione dei crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa, la Società inizialmente valuta un'attività finanziaria al suo fair value più, nel caso di un'attività finanziaria non al fair value rilevato nel conto economico, i costi di transazione. I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa sono valutati al prezzo dell'operazione determinato secondo l'IFRS 15.

L'attività finanziaria viene valutata al costo ammortizzato se l'attività è detenuta per incassare i flussi di cassa contrattuali (Held to Collect), rappresentati unicamente dal pagamento del capitale e degli interessi sull'importo del capitale da restituire. Sono inclusi in tale categoria tutti i crediti. Tali attività sono valutate al costo ammortizzato, in conformità al criterio dell'interesse effettivo, diminuito delle perdite per riduzione di valore. Gli interessi attivi, gli utili e le perdite su cambi e le perdite per riduzione di valore sono rilevati nell'utile (perdita) dell'esercizio così come gli utili o perdite da derecognition.

L'attività finanziaria viene valutata al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo se l'attività finanziaria è detenute eventualmente dalla Società con la duplice finalità di incassare i flussi di cassa contrattuali, rappresentati unicamente dal pagamento del capitale e degli


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interessi sull'importo del capitale da restituire, e di vendere l'attività finanziaria (Held to Collect and Sell).

Se l'attività non è valutata in una delle due precedenti categorie deve essere valutata al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio. Questa categoria, quindi, comprende sia le attività detenute per la negoziazione che le attività designate al momento della prima rilevazione come attività finanziarie al fair value con variazioni rilevate nel conto economico, nonché le attività finanziarie che obbligatoriamente bisogna valutare al fair value. Il fair value delle attività finanziarie detenute per la negoziazione è determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio (o delle situazioni infrannuali) o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria.

In conformità all'IFRS 9 la Società ha adottato, a partire dal 1° gennaio 2018, un nuovo modello di impairment per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato o al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, fatta eccezione per i titoli di capitale e le attività derivanti da contratti con i clienti. Tale nuovo modello è basato sulla determinazione della "perdita attesa su crediti" ("expected credit loss" ovvero "ECL") che sostituisce il modello della "perdita sostenuta" ("incurred loss") previsto precedentemente dallo IAS 39.

Il principio prevede i seguenti approcci metodologici: il "General deterioration method" e il "Simplified approach". Lo Standard non definisce un principio univoco per la segmentazione della clientela lasciando libera l'entità di selezionare i subset campionari in modo da renderli coerenti in base alle singole esperienze.

Per i crediti commerciali ritenuti dalla direzione aziendale individualmente significativi e per cui si dispone di informazioni più puntuali sull'incremento significativo del rischio di credito, all'interno del modello semplificato, è stato applicato un approccio analitico.

Un'attività finanziaria (o, ove applicabile, parte di un'attività finanziaria o parte di un gruppo di attività finanziarie simili) è cancellata in primo luogo (es. rimossa dal prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria) quando:

  • i diritti a ricevere flussi finanziari dall'attività sono estinti, o
  • la Società ha trasferito ad una terza parte il diritto a ricevere flussi finanziari dall'attività o ha assunto l'obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza ritardi e (a) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria, oppure (b) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell'attività, ma ha trasferito il controllo della stessa.

L'utile (perdita) sull'attività finanziaria che è valutata al costo ammortizzato e non fa parte di una relazione di copertura deve essere rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio quando l'attività finanziaria è eliminata contabilmente o riclassificata, tramite il processo di ammortamento, o al fine di rilevare gli utili o le perdite per riduzione di valore

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2.2.11 Rimanenze

Le rimanenze di magazzino sono valutate al minore fra il costo ed il valore di presunto realizzo. Il costo è determinato con il criterio del costo medio ponderato ed include tutti i costi sostenuti per acquistare i materiali e trasformarli alle condizioni della data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria. Il costo dei semilavorati e dei prodotti finiti include una quota dei costi indiretti, determinata sulla base della normale capacità produttiva. Sono calcolati fondi svalutazione per materiali, semilavorati e prodotti finiti considerati obsoleti o a lenta rotazione, tenuto conto del loro utilizzo futuro atteso e del loro valore di realizzo. Il valore netto di realizzo è stimato tenuto conto del prezzo di mercato nel corso della normale attività d'impresa, dal quale sono dedotti i costi di completamento ed i costi di vendita.

2.2.12 Capitale sociale ed Azioni proprie

Nel caso di acquisto di azioni proprie, il prezzo pagato, compresi eventuali oneri accessori direttamente attribuibili, viene dedotto dal capitale sociale per la parte che si riferisce al valore nominale delle azioni e per la parte eccedente dal patrimonio netto. Nel momento in cui le azioni proprie sono rivendute o riemesse, il prezzo incassato, al netto di eventuali oneri accessori direttamente attribuibili e del relativo effetto fiscale, è contabilizzato come capitale sociale per la parte relativa al valore nominale delle azioni e per la parte eccedente come patrimonio netto.

2.2.13 Passività finanziarie (Debiti commerciali, Debiti bancari, Debiti finanziari fruttiferi di interessi ed Altre passività)

Le passività finanziarie sono classificate, al momento della rilevazione iniziale, tra le passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico, tra i mutui e i finanziamenti, o tra i derivati designati come strumenti di copertura. Tutte le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value a cui si aggiungono, nel caso di mutui, finanziamenti e debiti, i costi di transazione ad essi direttamente attribuibili. Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo. Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza esattamente i pagamenti o incassi futuri stimati lungo la vita attesa dello strumento finanziario, al valore contabile lordo di un'attività finanziaria o al costo ammortizzato di una passività finanziaria. Gli utili e le perdite sono contabilizzati nel conto economico quando la passività è estinta, oltre che attraverso il processo di ammortamento. L'ammortamento al tasso di interesse effettivo è compreso tra gli oneri finanziari del conto economico.

Una passività finanziaria viene cancellata quando l'obbligazione sottostante la passività è estinta, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata o scaduta.

I debiti commerciali e gli altri debiti, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, non sono attualizzati e sono iscritti al costo ammortizzato, rappresentativo del loro valore di estinzione.

Le passività finanziarie correnti includono la quota a breve termine dei debiti finanziari fruttiferi d'interessi, i debiti bancari e per leasing, nonché le altre passività finanziarie.

2.2.14 Passività per benefit ai dipendenti

i. Piani a contributi definiti (Defined contribution plans)

La Società partecipa a piani pensionistici a contribuzione definita a gestione pubblica o privata su base obbligatoria o contrattuale. Il versamento dei contributi esaurisce l'obbligazione della Società nei


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confronti dei propri dipendenti. I contributi costituiscono pertanto costi del periodo nel quale sono dovuti.

ii. Piani a benefici definiti a favore dei dipendenti (Defined benefit plans)

I benefici garantiti ai dipendenti (Defined benefit plans) erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del periodo di impiego nella Società, che includono il trattamento di fine rapporto, sono calcolati separatamente per ciascun piano, stimando, con tecniche attuariali, l'ammontare del futuro beneficio che i dipendenti hanno maturato nell'esercizio ed in esercizi precedenti. Il beneficio così determinato è attualizzato ed è esposto al netto del fair value di eventuali attività relative. Il tasso di attualizzazione, alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria, è calcolato, come richiesto dallo IAS 19, facendo riferimento ai rendimenti di mercato degli "high quality corporate bonds", ovvero ai rendimenti di titoli caratterizzati da un profilo di rischio di credito contenuto. Sono stati pertanto presi in considerazione solo i titoli emessi da emittenti corporate compresi nella classe "AA" di rating, col presupposto che tale classe identifichi un livello elevato di rating nell'ambito dell'insieme dei titoli "Investment Grade" (IG) ed escludendo, in tal modo, i titoli più rischiosi. Considerando che lo IAS 19 non fa esplicito riferimento ad uno specifico settore merceologico si è optato per una curva di mercato "Composite" che riassume quindi le condizioni di mercato in essere alla data di valutazione per i titoli emessi da società appartenenti a diversi settori, tra cui utility, telefonici, finanziari, bancari e industriali.

Il calcolo è effettuato con cadenza annuale da un attuario indipendente usando il metodo del projected unit credit (proiezione unitaria del credito). Nel caso di incrementi dei benefici del piano, la porzione dell'aumento relativa al periodo di lavoro precedente è imputata a conto economico in quote costanti nel periodo nel quale i relativi diritti diverranno acquisiti. Nel caso i diritti siano acquisiti da subito, l'incremento è registrato immediatamente a conto economico.

Gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti in un'apposita riserva di patrimonio netto per competenza.

Sino al 31 dicembre 2006 il trattamento di fine rapporto (TFR) delle società italiane era considerato un piano a benefici definiti. La disciplina di tale fondo è stata modificata dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 ("Legge Finanziaria 2007") e successivi Decreti e Regolamenti emanati nei primi mesi del 2007. Alla luce di tali modifiche, e in particolare con riferimento alle società con almeno 50 dipendenti, come nel caso della Interpump Group S.p.A., tale istituto è ora da considerare un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate anteriormente al 1° gennaio 2007 (e non ancora liquidate alla data del bilancio), mentre successivamente a tale data è assimilabile ad un piano a contributi definiti.

iii. Stock options

Sulla base dei piani di stock option attualmente in essere alcuni dipendenti e amministratori possono acquistare azioni proprie di Interpump Group S.p.A. Le opzioni sono valutate al fair value e questo è imputato a conto economico ad incremento del costo del personale e degli amministratori con contropartita riserva sovrapprezzo azioni. Il fair value è misurato alla data di assegnazione dell'opzione (grant date) e imputato a conto economico nel periodo che intercorre fra tale data e quella nella quale le opzioni diventano esercitabili (vesting period). Il fair value dell'opzione è valutato utilizzando il metodo di valutazione delle opzioni applicabile (nella fattispecie il trinomial lattice model), tenendo in considerazione i termini e le condizioni ai quali le opzioni sono state concesse.

La componente retributiva derivante da piani di stock option con sottostanti azioni Interpump Group S.p.A., ma relativa a dipendenti di altre società del Gruppo, secondo quanto previsto

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dall'interpretazione IFRIC 11, viene rilevata come contribuzione in conto capitale a favore delle società controllate di cui i beneficiari dei piani di stock option sono dipendenti e conseguentemente registrata in aumento del relativo valore delle partecipazioni, con contropartita rilevata direttamente a patrimonio netto.

2.2.15 Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito esposte nel conto economico includono imposte correnti e differite. Le imposte sul reddito sono generalmente imputate a conto economico, salvo quando sono relative a fattispecie contabilizzate direttamente a patrimonio netto. In questo caso anche le imposte sul reddito sono imputate direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti sono le imposte che ci si aspetta di pagare calcolate applicando al reddito fiscale imponibile l'aliquota fiscale in vigore alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria e le rettifiche alle imposte di esercizi precedenti.

Le imposte differite sono calcolate utilizzando il cosiddetto liability method sulle differenze temporanee fra l'ammontare delle attività e passività del bilancio ed i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali. Le imposte differite passive sono rilevate su tutte le differenze temporanee tassabili, con le seguenti eccezioni:

  • le imposte differite passive derivano dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influenza né il risultato di bilancio né il risultato fiscale;
  • il riversamento delle differenze temporanee imponibili, associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, può essere controllato, ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

Le imposte differite attive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali riportati a nuovo, eccetto i casi in cui:

  • l'imposta differita attiva collegata alle differenze temporanee deducibili deriva dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non rappresenta un'aggregazione aziendale e, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio, né sul risultato fiscale;
  • nel caso di differenze temporanee deducibili associate a partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che esse si riverseranno nel futuro prevedibile e che vi saranno sufficienti imponibili fiscali a fronte che consentano il recupero di tali differenze temporanee. Le imposte differite sono calcolate in funzione del previsto modo di riversamento delle differenze temporali, utilizzando l'aliquota fiscale in vigore alla data di riferimento degli esercizi nei quali si ritiene si riverseranno le differenze temporali.

Le imposte differite sono calcolate in funzione del previsto modo di riversamento delle differenze temporali, utilizzando l'aliquota fiscale in vigore alla data di riferimento degli esercizi nei quali si ritiene si riverseranno le differenze temporali.

Le imposte differite attive sono riconosciute soltanto nel caso sia probabile che negli esercizi successivi si generino imponibili fiscali sufficienti per il realizzo di tali imposte differite. Il valore contabile delle imposte differite attive viene riesaminato a ciascuna data di bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o

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in parte l'utilizzo di tale credito. Le imposte differite attive non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui diventa probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive.

2.2.16 Fondi rischi ed oneri

Nei casi nei quali la Società abbia una legale o sostanziale obbligazione risultante da un evento passato ed è probabile che si debbano sostenere delle perdite di benefici economici per adempiere a tale obbligazione, viene iscritto un fondo rischi ed oneri. Se il fattore temporale della prevista perdita di benefici è significativo, l'importo delle future uscite di cassa viene attualizzato ad un tasso di interesse al lordo delle imposte, che tiene conto dei tassi di interesse di mercato e del rischio specifico della passività alla quale si riferisce.

2.2.17 Ricavi

i. Ricavi delle vendite di beni e servizi

I ricavi derivanti dai contratti con i clienti sono rilevati sulla base dei seguenti 5 step: (i) identificazione del contratto con il cliente; (ii) identificazione degli impegni contrattuali (performance obligations) da trasferire al cliente in cambio del corrispettivo; (iii) identificazione del corrispettivo del contratto; (iv) allocazione del corrispettivo alle singole performance obligations; (v) rilevazione del ricavo quando la relativa performance risulta soddisfatta. I ricavi sono riconosciuti per un importo che riflette il corrispettivo a cui la Società ritiene di avere diritto all'adempimento dell'obbligazione di fare, con il trasferimento del bene o servizio quando il cliente ne acquisisce il controllo. La Società ha identificato un unico revenue stream, ossia vendita di prodotti e pezzi di ricambio che rappresentano obbligazioni di fare adempiute in un determinato momento ("at a point in time"). I ricavi per la vendita dei prodotti sono riconosciuti quando i rischi significativi ed i benefici connessi al controllo di tali beni sono trasferiti all'acquirente. Il momento del passaggio del controllo coincide con il trasferimento della titolarità o del possesso del bene all'acquirente e quindi generalmente con la spedizione o con il completamento del servizio.

ii. Dividendi

I dividendi, che sono riconosciuti a conto economico alla data nella quale è maturato il diritto alla loro percezione, sono classificati nell'utile ordinario prima dei componenti finanziari perché considerati rappresentativi dell'ordinaria attività di holding svolta dalla Società.

2.2.18 Costi

i. Canoni di leasing

I canoni di leasing sono imputati per la quota capitale a riduzione del debito finanziario e per la quota interessi a conto economico.

ii. Proventi ed oneri finanziari

I proventi e gli oneri finanziari sono rilevati per competenza sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività e passività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo. I proventi e gli oneri finanziari includono gli utili e le perdite su cambi e gli utili e le perdite su strumenti derivati che devono essere imputati a conto economico.


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2.3 Commenti alle principali voci di stato patrimoniale

2.3.1 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Cassa 11 11
Depositi bancari 108.846 109.547
Totale 108.857 109.558

I depositi bancari includono un conto valutario in dollari americani per 157 €/000 (185 $/000).

La Società ha continuato anche nel 2025 nella sua strategia di mantenimento della liquidità immediatamente disponibile.

2.3.2 Crediti commerciali

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Crediti commerciali lordi 20.270 16.857
Fondo svalutazione crediti (855) (852)
Crediti commerciali netti 19.415 16.005

I movimenti del fondo svalutazione crediti sono i seguenti:

€/000 2025 2024
Saldo di apertura 852 797
Accantonamenti dell'esercizio 98 79
Utilizzi del periodo per perdite (95) (24)
Saldo di chiusura 855 852

Gli accantonamenti dell'esercizio sono imputati negli altri costi operativi.

I crediti espressi in dollari americani ammontano a 4.506 €/000 (pari a 5.295 $/000). Nessun credito al 31 dicembre 2025 risulta coperto dal rischio di oscillazione dei tassi di cambio.

Non esistono crediti o debiti commerciali con scadenza superiore a 12 mesi.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla Nota 2.6 – Informazioni sui rischi.

2.3.3 Rimanenze

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Materie prime e componenti 16.602 16.819
Semilavorati 11.797 11.237
Prodotti finiti 2.030 1.834
Totale rimanenze 30.429 29.890

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Le rimanenze sono al netto di un fondo svalutazione magazzino che ha avuto la seguente movimentazione:

€/000 2025 2024
Saldo di apertura 3.108 2.920
Accantonamenti dell'esercizio 210 568
Utilizzi del periodo per perdite (158) (380)
Saldo di chiusura 3.160 3.108

2.3.4 Altre attività correnti

Sono così composte:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Crediti per conguaglio prezzo partecipazioni - 1.894
Altre attività correnti - 1.180
Altri crediti 268 207
Ratei e risconti attivi 594 820
Totale 862 4.101

2.3.5 Immobili, impianti e macchinari

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 1° gennaio 2024
Costo 15.827 63.913 22.605 5.003 107.348
Ammortamenti accumulati (6.458) (39.051) (20.402) (4.018) (69.929)
Fondo svalutazione - (4) (171) - (175)
Valore netto contabile 9.369 24.858 2.032 985 37.244
Movimenti dell'esercizio 2024
Valore netto contabile di apertura 9.369 24.858 2.032 985 37.244
Incrementi per acquisti 131 3.229 283 102 3.745
Incrementi per diritto d'uso (IFRS 16) - - - 265 265
Alienazioni - (15) (4) (48) (67)
Estinzione anticipata (IFRS 16) - - - (27) (27)
Rimisurazione (IFRS16) (2) - - 6 4
Riclassifiche 6 - - (6) -
Ammortamenti capitalizzati (72) (9) (5) (1) (87)
Ammortamenti (832) (3.326) (925) (384) (5.467)
Valore netto contabile di chiusura 8.600 24.737 1.381 892 35.610
Al 31 dicembre 2024
Costo 15.278 66.142 21.982 4.850 108.252
Ammortamenti accumulati (6.678) (41.401) (20.430) (3.958) (72.467)
Fondo svalutazione - (4) (171) - (175)
Valore netto contabile 8.600 24.737 1.381 892 35.610

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€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Movimenti dell'esercizio 2025
Valore netto contabile di apertura 8.600 24.737 1.381 892 35.610
Incrementi per acquisti 567 3.565 680 594 5.406
Incrementi per diritto d'uso (IFRS 16) - - - 131 131
Alienazioni - (22) - - (22)
Estinzione anticipata (IFRS 16) - - - (1) (1)
Rimisurazione (IFRS16) 34 - - - 34
Riclassifiche 83 - - (83) -
Svalutazioni - - (2) - (2)
Ammortamenti capitalizzati (83) (24) (5) (1) (113)
Ammortamenti (867) (3.455) (780) (397) (5.499)
Valore netto contabile di chiusura 8.334 24.801 1.274 1.135 35.544
Al 31 dicembre 2025
Costo 15.266 66.328 21.991 5.293 108.878
Ammortamenti accumulati (6.932) (41.523) (20.546) (4.158) (73.159)
Fondo svalutazione - (4) (171) - (175)
Valore netto contabile 8.334 24.801 1.274 1.135 35.544

Il costo delle immobilizzazioni in corso, incluso nei valori netti contabili esposti nella tabella precedente, è il seguente:

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 1° gennaio 2024 - 970 168 6 1.144
Al 31 dicembre 2024 62 2.414 143 26 2.645
Al 31 dicembre 2025 41 1.676 309 241 2.267

Il valore netto contabile delle immobilizzazioni in leasing è il seguente:

€/000 Terreni e fabbricati Impianti e macchinari Attrezzature Altri beni Totale
Al 31 dicembre 2024 1.357 - - 407 1.764
Al 31 dicembre 2025 696 - - 361 1.057

Gli ammortamenti sono imputati per 4.926 €/000 al costo del venduto (4.906 €/000 nel 2024), per 37 €/000 a costi commerciali (34 €/000 nel 2024) e per 536 €/000 a spese generali ed amministrative (527 €/000 nel 2024).

Al 31 dicembre 2025 la Società ha impegni contrattuali per l'acquisizione di immobilizzazioni materiali pari a 3.253 €/000 (1.719 €/000 al 31 dicembre 2024).

Al 31 dicembre 2025 non vi sono cespiti gravati da ipoteche e/o specifiche garanzie.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle Note 2.7 – Commenti al rendiconto finanziario e 2.8 – Impegni.

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2.3.6 Avviamento

L'avviamento è rappresentato dalle quote del disavanzo di fusione pagate a tale titolo e originate dalle operazioni di fusione. L'avviamento al 31 dicembre 2025 risulta pari a 44.537 €/000 (44.537 €/000 anche al 31 dicembre 2024). Il valore dell'avviamento è riferito all'unica C.G.U. in cui opera la Società.

La Società ha effettuato il proprio impairment test al 31 dicembre 2025. Nel rivedere i propri indicatori di impairment, la Società prende in considerazione, tra gli altri fattori, anche la propria capitalizzazione di borsa. Infatti, la capitalizzazione di borsa di Interpump Group S.p.A. è risultata ampiamente superiore al Patrimonio netto della Società stessa e del Gruppo, che include l'avviamento, per tutto il 2025. Il valore recuperabile desunto dal test di impairment è stato definito sulla base del calcolo del valore d'uso effettuato con il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) al netto delle imposte. I flussi attesi, utilizzati nel calcolo del DCF, sono determinati sulla base di un business plan della durata di 5 anni che tiene in considerazione i vari scenari di riferimento e sulla base delle aspettative di sviluppo dei vari mercati. Per i periodi successivi al 2030 è stata utilizzata in via prudenziale una crescita perpetua dell'1,5%. I flussi attesi così determinati sono stati ridotti di un fattore di sconto al fine di considerare il rischio di non realizzabilità dei piani futuri previsti. Il costo del capitale (WACC), al netto delle imposte, è stato determinato pari al 9,15%. Al 31 dicembre 2024 il WACC era stato pari al 8,85%. È stata effettuata inoltre un'analisi di sensitività, come richiesto dal documento congiunto emesso da Banca d'Italia, Consob, ISVAP in data 3 marzo 2010. Anche riducendo del 10% i flussi attesi della cash generating unit (C.G.U.) non sarebbe emersa alcuna perdita di valore, così come aumentando dello 0,5% il costo del capitale utilizzato per attualizzare i flussi attesi.

2.3.7 Altre immobilizzazioni immateriali

€/000 Spese di sviluppo prodotti Brevetti marchi e diritti industriali Altre immobilizzazioni immateriali Totale
Al 1° gennaio 2024
Costo 23.960 149 3.235 27.344
Ammortamenti accumulati (19.578) (146) (2.986) (22.710)
Fondo svalutazione (1.369) - - (1.369)
Valore netto contabile 3.013 3 249 3.265
Movimenti dell'esercizio 2024
Valore netto contabile di apertura 3.013 3 249 3.265
Incrementi 507 - 273 780
Svalutazioni (88) - - (88)
Ammortamenti (374) - (131) (505)
Valore netto contabile di chiusura 3.058 3 391 3.452
Al 31 dicembre 2024
Costo 24.379 149 3.508 28.036
Ammortamenti accumulati (19.952) (146) (3.117) (23.215)
Fondo svalutazione (1.369) - - (1.369)
Valore netto contabile 3.058 3 391 3.452

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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€/000 Spese di sviluppo prodotti Brevetti marchi e diritti industriali Altre immobilizzazioni immateriali Totale
Movimenti dell'esercizio 2025
Valore netto contabile di apertura 3.058 3 391 3.452
Incrementi 569 - 183 752
Svalutazioni (215) - - (215)
Ammortamenti (591) - (161) (752)
Valore netto contabile di chiusura 2.821 3 413 3.237
Al 31 dicembre 2025
Costo 24.733 149 3.691 28.573
Ammortamenti accumulati (20.543) (146) (3.278) (23.967)
Fondo svalutazione (1.369) - - (1.369)
Valore netto contabile 2.821 3 413 3.237

Le spese di sviluppo prodotto si riferiscono ai costi di sviluppo di nuovi prodotti che sono capitalizzati per la parte che rispetta i criteri dettati dallo IAS 38. La Società provvede inoltre, laddove venga meno la recuperabilità futura di tali progetti, alla loro svalutazione.

Le altre immobilizzazioni si riferiscono principalmente ai costi di acquisto di licenze.

Il costo delle immobilizzazioni in corso, incluso nei valori netti contabili esposti nella tabella precedente, è il seguente:

€/000 Spese di sviluppo prodotti Altre immobilizzazioni immateriali Totale
Al 1° gennaio 2024 2.133 116 2.249
Al 31 dicembre 2024 2.208 105 2.313
Al 31 dicembre 2025 1.252 97 1.349

Relativamente alle immobilizzazioni in corso si precisa che la Società ha valutato la recuperabilità delle stesse, senza identificare indicatori di perdite di valore.

Gli ammortamenti, pari a 752 €/000 (505 €/000 nel 2024), sono imputati interamente a spese generali ed amministrative.

375


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

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2.3.8 Partecipazioni in società controllate

€/000 Saldo al 31 dicembre 2024 Incrementi per assegnazione stock options Incrementi / (Decrementi) Perdite di valore Saldo al 31 dicembre 2025
Walvoil S.p.A. 118.172 - - - 118.172
Walvoil Fluid Power India Pvt. Ltd. 14 - - - 14
NLB Corporation Inc. 62.048 - - - 62.048
GP Companies Inc. 8.903 - - - 8.903
Interpump Hydraulics S.p.A. 104.258 - - - 104.258
Hammelmann GmbH 26.032 - - - 26.032
Inoxpa S.A. 93.127 - - - 93.127
Reggiana Riduttori S.r.l. 165.226 - - - 165.226
Transtecno S.r.l. 89.583 - - - 89.583
Inoxihp S.r.l. 8.704 - - - 8.704
Interpump Piping GS S.r.l. 310 - - - 310
Sit S.p.A. 934 - - - 934
Tubiflex S.p.A. 34.485 - - - 34.485
Pioli S.r.l. 3.008 - - - 3.008
Servizi Industriali S.r.l. 4.059 - 644 - 4.703
White Drive Motors and Steering Sp. z.o.o. 184.698 - - - 184.698
White Drive Motors and Steering GmbH 28.935 - - - 28.935
White Drive Motors and Steering LLC 65.428 - 8.604 (7.800) 66.232
IPG Mouldtech India Pvt Ltd. 7.861 - - - 7.861
Waikato Milking Systems Ltd. 30.291 - (1.889) (268) 28.134
Hydra Dyne Technology Inc 4.507 - - - 4.507
I.Mec S.r.l. 14.062 - - - 14.062
Alfa Valvole S.r.l. 45.167 - - - 45.167
Fair value delle stock option dei dipendenti di società controllate 3.663 524 - - 4.187
Totale 1.103.475 524 7.359 (8.068) 1.103.290

Nel corso del secondo trimestre 2025 la Società ha esercitato l'opzione di acquisto delle quote di minoranza del 10% di Servizi Industriali S.r.l., portando la percentuale di possesso dall'80% al 90%.

L'incremento della partecipazione in White Drive Motors and Steering LLC è relativo all'aumento di capitale deliberato nel corso dell'esercizio finalizzato alla patrimonializzazione della società impegnata in una fase di importanti investimenti di adeguamento della capacità produttiva. La perdita di valore, invece, è dovuta all'allineamento della partecipazione al suo recoverable amount come meglio descritto nel prosieguo.

La diminuzione di valore della partecipazione in Waikato Milking Systems Limited è dovuta alla parziale restituzione del capitale investito.

376


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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Come richiesto dall'IFRIC 11, si è proceduto a contabilizzare gli accordi di pagamento basati su azioni (stock option plan) aventi per oggetto strumenti rappresentativi di capitale della controllante a favore di dipendenti delle sue controllate. Il fair value delle stock option assegnate ed esercitabili dai dipendenti delle società controllate per 524 €/000 è stato portato in aumento del valore delle partecipazioni con contropartita l'incremento della riserva sovrapprezzo azioni. Si precisa inoltre che tutte le partecipazioni detenute da Interpump Group S.p.A., ad eccezione della partecipazione in Sit S.p.A., si considerano, sin dalla loro acquisizione, immobilizzazioni finanziarie, e quindi strumenti finanziari diversi da quelli detenuti per la negoziazione (così come definiti dall'IFRS 9). I dividendi registrati a conto economico nell'esercizio ammontano a complessivi 135.490 €/000 (108.297 €/000 nel corso del 2024) e sono così suddivisi (importi espressi in €/000):

Società controllate 2025 2024
Hammelmann GmbH 40.000 30.000
Walvoil S.p.A. 22.750 22.750
Reggiana Riduttori S.r.l. 20.000 20.000
Transtecno S.r.l. 13.500 8.000
Inoxpa S.A. 10.000 10.000
Interpump Hydraulics S.p.A. 8.000 -
NLB Corporation Inc. 5.153 3.730
Interpump Piping GS S.r.l. 5.000 4.000
GP Companies Inc. 4.313 6.545
Alfa Valvole S.r.l. 4.000 -
I.Mec S.r.l. 1.610 1.540
Servizi Industriali S.r.l. 630 1.200
Inoxihp S.r.l. 527 527
Walvoil Fluid Power Pvt Ltd 7 5
Totale 135.490 108.297

Riportiamo di seguito il dettaglio del costo delle partecipazioni in società controllate, al 31 dicembre 2025, raffrontato con la relativa quota di patrimonio netto rettificato (come meglio sotto descritto) di pertinenza di Interpump Group S.p.A.:

€/000 Capitale sociale Patrimonio netto Utile (Perdita) % Possesso Valore di bilancio Patrimonio netto rettificato % Patrimonio netto rettificato Differenza Patrimonio netto rettificato
Walvoil S.p.A. 7.692 221.182 24.176 65% 118.172 274.123 178.180 60.008
Walvoil Fluid Power India Pvt. Ltd. 4.803 35.220 7.344 - 14 35.220 42 28
NLB Corporation Inc. 12 117.758 8.300 100% 62.048 150.696 150.696 88.648
GP Companies Inc. 1.854 24.928 5.818 100% 8.903 30.981 30.981 22.078
Interpump Hydraulics S.p.A. 2.632 421.184 49.786 100% 104.258 440.175 440.175 335.917
Hammelmann GmbH 25 175.701 48.786 100% 26.032 236.430 236.430 210.398
Inoxpa S.A. 23.000 71.729 13.729 100% 93.127 116.744 116.744 23.617
Reggiana Riduttori S.r.l. 6.000 104.733 19.532 100% 165.226 188.693 188.693 23.467

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€/000 Capitale sociale Patrimonio netto Utile (Perdita) % Possesso Valore di bilancio Patrimonio netto rettificato % Patrimonio netto rettificato Differenza Patrimonio netto rettificato
Transtecno S.r.l. 100 45.191 15.362 100% 89.583 102.650 102.650 13.067
Inoxihp S.r.l. 119 22.243 3.685 53% 8.704 44.689 23.560 14.856
Interpump Piping GS S.r.l. 10 6.022 5.082 100% 310 6.022 6.022 5.712
Sit S.p.A. 105 1.898 (31) 88% 934 1.898 1.670 736
Tubiflex S.p.A. 515 27.089 3.904 100% 34.485 47.176 47.176 12.691
Pioli S.r.l. 10 4.090 281 100% 3.008 5.826 5.826 2.818
Servizi Industriali S.r.l. 100 3.395 1.199 90% 4.703 6.663 5.997 1.294
White Drive Motors and Steering Sp. z.o.o. 33.254 112.114 2.225 100% 184.698 273.471 273.471 88.773
White Drive Motors and Steering GmbH 25 29.256 260 100% 28.935 29.195 29.195 260
White Drive Motors and Steering LLC 86.070 45.349 (8.792) 100% 66.232 47.081 47.081 (19.151)
IPG Mouldtech India Ptv Ltd. 298 5.986 1.569 85% 7.861 11.920 10.132 2.271
Waikato Milking Systems Limited 27.591 23.210 (566) 100% 28.134 25.936 25.936 (2.198)
Hydra Dyne Technology Inc 80 17.874 737 15% 4.507 29.788 4.465 (42)
I.Mec S.r.l. 100 10.293 2.402 70% 14.062 25.814 18.070 4.008
Alfa Valvole S.r.l. 1.560 18.752 5.663 100% 45.167 52.004 52.004 6.837

Il principio contabile internazionale IAS 36 al paragrafo 4 stabilisce che le attività finanziarie classificate come controllate in accordo con lo IAS 27 siano iscritte in bilancio ad un valore non superiore a quello recuperabile (recoverable amount). Un'attività è iscritta in bilancio ad un valore superiore a quello recuperabile se il suo valore contabile (carrying amount) eccede l'importo ottenibile dall'utilizzo o dalla vendita dell'attività; lo IAS 36, in presenza di tale circostanza, afferma che l'attività ha subito una riduzione di valore e ne richiede la sua rilevazione.

Il management, al fine di identificare eventuali circostanze che possono rappresentare indicatori di potenziale perdita di valore delle partecipazioni, procede ad effettuare, con cadenza almeno annuale o maggiore ove necessario, le seguenti procedure:

  • confrontare il valore di carico delle partecipazioni con il corrispondente valore di patrimonio netto opportunamente rettificato alla data di riferimento del bilancio dei plusvalori emersi in fase di acquisizione della partecipazione ed allocati in sede di Purchase Price Allocation (PPA), così come risultanti dal bilancio consolidato del Gruppo Interpump;
  • in caso di differenziali negativi, analizzare le aspettative di performance future così come riflesse nei piani finanziari utilizzati anche per le procedure di impairment a livello consolidato;
  • laddove permangano circostanze che possono rappresentare potenziali perdite di valore delle partecipazioni, sottoporre le stesse ad Impairment test tramite il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) al netto delle imposte con un approccio "equity side", dove il recoverable amount, che risulta pari all'Enterprise Value (così come determinato a livello consolidato utilizzando l'approccio "asset

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C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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"side" del metodo DCF) al netto della posizione finanziaria netta (comunemente definito Equity Value), deve essere confrontato con il valore di carico della corrispondente partecipazione.

Dalle attività sopra descritte non sono emerse perdite durevoli di valore ad eccezione di quanto sotto riportato.

Dal confronto, alla data di riferimento del bilancio, tra il valore di carico delle partecipazioni con il corrispondente valore di patrimonio netto rettificato come sopra descritto, emergono differenziali negativi relativi alle partecipazioni in White Drive Motors and Steering LLC, Waikato Milking Systems Limited e Hydra Dyne Technology Inc.

Per quanto riguarda Waikato Milking Systems Limited e Hydra Dyne Technology Inc, il differenziale negativo emerso nell'esercizio in oggetto è riconducibile principalmente all'effetto temporaneo di conversione del patrimonio netto, espresso in valuta differente dall'euro. Non si segnalano, pertanto, trigger events tali per cui si renda necessario applicare la metodologia di analisi sopra descritta che ricomprende le aspettative di performance future riflesse nei piani finanziari.

Per la partecipazione in White Drive Motors and Steering LLC, invece, sono state analizzate le aspettative di performance prospettiche riflesse nel Business Plan 2026-2030 (utilizzato per le procedure di Impairment a livello consolidato) ed è stato effettuato uno specifico Impairment Test, con le stesse metodologie utilizzate a livello consolidato considerando parametri specifici del paese di riferimento (WACC pari al 8,91% e tasso di crescita perpetua pari al 2,20%). In particolare, si è utilizzato il metodo del Discounted Cash Flow (DCF) al netto delle imposte, con un approccio "equity side" del metodo DCF, dove il recoverable amount risulta pari all'Enterprise Value (così come determinato a livello consolidato utilizzando l'approccio "asset side" del metodo DCF) al netto della posizione finanziaria netta (comunemente definito Equity Value). Tale valore così calcolato, è risultato inferiore se confrontato con il valore di carico della partecipazione risultante in bilancio. La Società ha conseguentemente provveduto alla svalutazione della partecipazione per adeguarla al suo recoverable amount.

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2.3.9 Altre attività finanziarie correnti e non correnti

Le altre attività finanziarie sono composte principalmente dai finanziamenti concessi a società controllate.

Riportiamo di seguito i rapporti di natura finanziaria in essere (importi espressi in €/000):

| €/000
Società controllate | Finanziamenti concessi | | Interessi attivi | |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| | 31/12/2025 | 31/12/2024 | 2025 | 2024 |
| Interpump Hydraulics S.p.A. | 23.000 | 8.000 | 424 | 339 |
| IMM Hydraulics S.p.A. | 8.000 | 15.000 | 407 | 927 |
| Tubiflex S.p.A. | 5.000 | 7.500 | 268 | 402 |
| GS-Hydro UK Ltd | 2.800 | 160 | 113 | 15 |
| Hydra Dyne Technology Inc. | 2.077 | 4.154 | 75 | 130 |
| GS-Hydro Korea Ltd | 2.100 | 2.100 | 63 | 63 |
| White Drive Motors and Steering GmbH | - | 4.000 | 13 | 230 |
| Muncie Power Inc. | - | - | - | 326 |
| Interpump Piping GS S.r.l. | - | - | - | 18 |
| Tekno Tubi S.r.l. | - | - | - | 7 |
| Inoxihp S.r.l. | - | - | - | 5 |
| Totale | 42.977 | 40.914 | 1.363 | 2.462 |

Al 31 dicembre 2025 i finanziamenti verso le società del Gruppo Interpump erano indicizzati all’Euribor 3 mesi maggiorato di uno spread che oscillava nel range di 100 punti base e 150 punti base oppure erano a tasso fisso con un range che oscillava dall’1,95% al 3,50%.

Relativamente ai finanziamenti concessi, 37.377 €/000 risultano essere correnti, mentre i restanti 5.600 €/000 sono da considerarsi non correnti.

2.3.10 Imposte differite attive e passive

I movimenti delle imposte differite attive e passive dell’esercizio sono i seguenti:

€/000 Imposte differite attive Imposte differite passive
2025 2024 2025 2024
Saldo al 1° gennaio 7.171 9.378 674 680
Imputazione a conto economico dell’esercizio 920 (2.194) 13 (6)
Imputazione a riserve di patrimonio netto (20) (13) - -
Altri movimenti - - - -
Saldo al 31 dicembre 8.071 7.171 687 674

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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Le imposte differite attive e passive sono allocabili alle seguenti voci della situazione patrimoniale-finanziaria:

€/000 Imposte differite attive Imposte differite passive
31/12/2025 31/12/2024 31/12/2025 31/12/2024
Immobili, impianti e macchinari 44 52 609 611
Immobilizzazioni immateriali 3.518 3.518 - -
Rimanenze 906 890 - -
Crediti 58 58 - -
Crediti per dividendi - - 15 15
Partecipazioni 441 441 10 10
Passività per benefit ai dipendenti (504) (529) 53 38
Costi per piani di stock option 909 - - -
Fondo rischi 1.716 1.968 - -
Patrimonio netto:
- passività per benefit a dipendenti 635 655 - -
Altri 348 118 - -
Totale 8.071 7.171 687 674

Le imposte differite imputate direttamente a patrimonio netto sono relative alla rimisurazione della passività per benefit ai dipendenti (TFR) relativamente alla componente attuariale. La voce "Costi per piani di stock option" si riferisce al piano di stock option, per il quale la recente normativa fiscale, aggiornata dalla Legge di Bilancio 2025, ne prevede la deducibilità solo al momento dell'esercizio del diritto.

Non sono state contabilizzate imposte differite passive sulle riserve in sospensione d'imposta in quanto non se ne prevede la distribuzione (vedi Nota 2.3.17).

381


INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025
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2.3.11 Debiti finanziari fruttiferi di interessi e debiti bancari

I principali finanziamenti fruttiferi di interessi sono soggetti ciascuno al rispetto di alcuni dei seguenti covenants finanziari calcolati sui valori consolidati:

  • Indebitamento finanziario netto / Patrimonio Netto;
  • Indebitamento finanziario netto / EBITDA;
  • EBITDA / Oneri finanziari.

Al 31 dicembre 2025 tutti i covenant finanziari sono ampiamente rispettati.

I debiti finanziari fruttiferi di interessi al 31 dicembre 2025 includono anche il prestito obbligazionario sottoscritto in gennaio 2024 pari a 99.517 €/000.

I debiti finanziari fruttiferi di interessi al 31 dicembre 2025 includono anche debiti per leasing relativi ad affitti e noleggi (IFRS 16), pari a 1.121 €/000 (1.872 €/000 nel 2024), che sono così composti:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
€/000 Entro l'esercizio Tra uno e cinque anni Oltre cinque anni Totale Entro l'esercizio Tra uno e cinque anni Oltre cinque anni Totale
Pagamento canoni dovuti per contratti di leasing 937 219 - 1.156 954 1.070 - 2.024
Quota di interessi (27) (8) - (35) (95) (57) - (152)
Valore attuale dei debiti per leasing 910 211 - 1.121 859 1.013 - 1.872

Le scadenze dei debiti finanziari fruttiferi di interessi non correnti sono le seguenti:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Da 1 a 2 anni 125.451 170.184
Da 2 a 5 anni 150.304 175.458
Oltre 5 anni 79.517 84.424
Totale 355.272 430.066

I tassi medi di interesse dei debiti finanziari fruttiferi di interessi sono stati i seguenti:

% 31/12/2025 31/12/2024
Finanziamenti bancari 3,22 4,62
Prestiti obbligazionari 4,17 4,17
Leasing finanziari 3,48 4,47

Al 31 dicembre 2025 tutti i finanziamenti bancari sono a tasso variabile, mentre il prestito obbligazionario è a tasso fisso.

Al 31 dicembre 2025 e nel corso dell'esercizio nessun finanziamento in essere risulta assistito da garanzie.

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C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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La Società ha le seguenti linee di credito non utilizzate alla data di chiusura dell'esercizio:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Scoperti di conto corrente ed anticipi export 17.100 17.100
Prestiti obbligazionari 162.349 183.617
Finanziamenti a medio-lungo termine 80.000 -
Totale 259.449 200.717

Per ulteriori approfondimenti sul rischio di liquidità e sul rischio tasso d'interesse si rimanda alla Nota 2.6 – Informazioni sui rischi.

L'indebitamento finanziario netto, comprensivo dei debiti e degli impegni predisposto in linea con l'orientamento ESMA 32-382-1138 e recepito dal richiamo di attenzione Consob n.5/21 è così composto:

€/000 31/12/2025 31/12/2024 01/01/2024
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 108.857 109.558 88.280
Debiti finanziari corrente (esclusa la parte corrente dei debiti finanziari non corrente) (4.565) (5.447) (6.042)
Parte corrente dei debiti finanziari non corrente (194.058) (208.589) (232.543)
Indebitamento finanziario corrente netto (89.766) (104.478) (150.305)
Debiti finanziari non corrente (355.272) (430.066) (399.847)
Posizione finanziaria netta (445.038) (534.544) (550.152)
Impegno per acquisto partecipazioni - - -
Totale indebitamento finanziario netto (445.038) (534.544) (550.152)

Qualora si fossero considerate anche le attività finanziarie correnti e non correnti (costituite da finanziamenti concessi alle società del Gruppo per rispettivamente euro 37.377 migliaia ed euro 5.600 migliaia), la posizione finanziaria netta sarebbe stata pari ad euro 402.061 migliaia al 31 dicembre 2025 (euro 493.630 migliaia al 31 dicembre 2024).

2.3.12 Debiti commerciali ed Altre passività correnti

I debiti commerciali ammontano a complessivi 23.000 €/000 (17.594 €/000 nel 2024) e sono principalmente composti da debiti verso fornitori per merci e servizi.

Le altre passività correnti sono così composte:

€/000 31/12/2025 31/12/2024
Debiti verso il personale 4.091 3.611
Debiti verso enti previdenziali 1.884 1.746
Clienti conto anticipi 1.628 1.401
Clienti saldo avere 222 145
Clienti per note di credito da emettere 40 47
Debiti per compensi amministratori e sindaci 1.097 331
Altri 96 238
Totale 9.058 7.519

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2.3.13 Fondi rischi ed oneri

€/000 Trattamento fine rapporto amministratori Fondo indennità suppletiva di clientela Totale
Saldo al 1° gennaio 8.193 40 8.233
Incremento dell’esercizio - 3 3
Eccedenza riversata a conto economico (1.050) - (1.050)
Utilizzi dell’esercizio - - -
Saldo al 31 dicembre 7.143 43 7.186

La voce principale si riferisce al trattamento di fine rapporto per il Presidente esecutivo, fondatore del Gruppo, definito dal Consiglio di Amministrazione del 16 marzo 2020.

2.3.14 Passività per benefit ai dipendenti

Passività per piani a benefici definiti

I movimenti della passività sono i seguenti:

€/000 2025 2024
Passività al 1° gennaio 3.373 3.775
Quota imputata a conto economico nel periodo 89 130
Rilevazione a patrimonio netto dei risultati attuariali (84) (53)
Riclassifiche (14) (56)
Pagamenti effettuati (107) (423)
Passività al 31 dicembre 3.257 3.373

A conto economico sono registrate le seguenti voci:

€/000 2025 2024
Costo del servizio corrente (Current service cost) - -
Proventi/Oneri finanziari 89 130
Costo del servizio di esercizi precedenti (Past service cost) - -
Totale registrato a conto economico 89 130

Si rimanda alla “Relazione sulla gestione” alla Nota 2.2.2 - Redditività per l’analisi del costo per personale.

Il numero medio dei dipendenti suddiviso per categoria è il seguente:

2025 2024
Dirigenti 16 17
Quadri 17 14
Impiegati 124 120
Operai 284 294
Personale a tempo determinato 3 4
Totale 444 449

Al 31 dicembre 2025 il numero di dipendenti è pari a 441 unità.


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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Le passività per piani a benefici definiti (TFR) sono determinate con le seguenti ipotesi attuariali:

Unità di misura 2025 2024
Tasso di attualizzazione % 3,63 3,24
Percentuale attesa di dipendenti che si dimettono prima della pensione (turnover)* % 7,12 7,18
Tasso incremento annuale costo della vita % 1,9 2,0
Anzianità lavorativa media in azienda dei dipendenti Anni 17,76 17,61
  • = percentuale media annua di uscita, per qualsiasi causa, nei primi dieci anni successivi a quello di valutazione.

La seguente tabella riepiloga l'analisi di sensitività condotta sul tasso di attualizzazione, mostrando gli effetti (in valore assoluto) che ci sarebbero stati a seguito di variazioni ragionevolmente possibili del tasso al 31 dicembre 2025:

Analisi di sensitività Sensitivity TFR (€/000)
Variazione tasso di attualizzazione + 0,5% 3.162
Variazione tasso di attualizzazione - 0,5% 3.355

Il tasso di interesse di attualizzazione, alla data di riferimento della situazione patrimoniale-finanziaria, è calcolato, come richiesto dallo IAS 19, facendo riferimento ai rendimenti di mercato degli "high quality corporate bonds", ovvero ai rendimenti di titoli caratterizzati da un profilo di rischio di credito contenuto. Sono stati pertanto presi in considerazione solo i titoli emessi da emittenti corporate compresi nella classe "AA" di rating, col presupposto che tale classe identifichi un livello elevato di rating nell'ambito dell'insieme dei titoli "Investment Grade" (IG) ed escludendo, in tal modo, i titoli più rischiosi. Considerando che lo IAS 19 non fa esplicito riferimento ad uno specifico settore merceologico, si è optato per una curva di mercato "Composite" che riassume quindi le condizioni di mercato in essere alla data di valutazione per i titoli emessi da società appartenenti a diversi settori, tra cui utility, telefonici, finanziari, bancari e industriali.

L'analisi della curva dei tassi rating "AA" al 31 dicembre 2025, precedentemente descritta e utilizzata ai fini della valutazione attuariale in oggetto, riflette un contesto di mercato complessivo caratterizzato da volatilità moderata nei mercati obbligazionari e da un profilo differenziato lungo la struttura a termine dei tassi. In particolare, i mercati obbligazionari dell'area euro hanno registrato, nel corso del 2025, un complesso processo di aggiustamento dei rendimenti governativi e corporate, influenzato dalle aspettative sugli indicatori macroeconomici e dalle prospettive delle politiche monetarie delle principali banche centrali.

Le variazioni dei rendimenti dei titoli governativi e corporate nell'area euro mostrano dinamiche non uniformi lungo la curva a termine. I rendimenti dei titoli sovrani decennali europei si sono attestati su livelli positivi e sostenuti, con Bund tedeschi e titoli di Stato dei paesi core dell'Eurozona su livelli elevati, mentre i rendimenti delle obbligazioni societarie di elevata qualità (investment grade) hanno continuato a offrire rendimenti attrattivi a fronte di spread creditizi relativamente contenuti.

Nel corso del 2025 l'inflazione nell'area euro ha evidenziato un progressivo processo di convergenza verso l'obiettivo del $2\%$ definito dalla Banca Centrale Europea, collocandosi nella parte finale dell'anno su livelli in linea o marginalmente inferiori al target. Tale scenario ha contribuito a una maggiore cautela nelle scelte di politica monetaria, con le principali banche centrali che, pur non escludendo misure restrittive su alcuni segmenti di mercato, hanno mantenuto tassi ufficiali stabili in un contesto di attesa e monitoraggio delle dinamiche inflazionistiche e della crescita economica.

385


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La combinazione di tassi ufficiali stabili, spreads creditizi e livelli di rendimento nominale delle obbligazioni investment grade ha determinato condizioni di mercato dove la componente di rischio di credito e la duration hanno continuato a giocare un ruolo significativo nell'evoluzione dei rendimenti a lungo termine. Questo contesto macro-finanziario è coerente con un periodo di consolidamento dei mercati obbligazionari, in cui i rendimenti incorporano sia il posizionamento delle aspettative sulla politica monetaria sia le valutazioni degli operatori sul rischio di credito nei segmenti corporate.

2.3.15 Altre passività non correnti

I risconti passivi imputati nelle passività non correnti, pari a 2.629 €/000 al 31 dicembre 2025 (2.452 €/000 al 31 dicembre 2024), fanno riferimento a quote di credito d'imposta sull'acquisto di immobilizzazioni materiali 4.0 e 5.0 (Legge di Bilancio 2020 - L. 160/2019 art. 1 modificata dalla Legge di Bilancio 2021 - L. 178/2020 art. 1 e proroga disposta dall'art. 1 comma 44 della Legge di bilancio 2022 - L. 234/2021) contabilizzati come ricavi anticipati imputati a conto economico per quote di competenza in relazione alla durata degli ammortamenti dei beni agevolati secondo la tecnica dei risconti.

2.3.16 Capitale sociale

Il capitale sociale è composto da n. 108.879.294 azioni ordinarie del valore nominale di 0,52 euro per azione ed ammonta pertanto a 56.617.232,88 euro. Il capitale sociale rappresentato in bilancio ammonta invece a 55.320 €/000, in quanto il valore nominale delle azioni proprie acquistate, al netto di quelle vendute, è stato portato in riduzione del capitale sociale in accordo con i principi contabili di riferimento. Al 31 dicembre 2025 Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.494.087 azioni pari al 2,291% del capitale, acquistate ad un costo medio unitario di € 37,96064.

I movimenti delle azioni proprie nel corso degli ultimi due esercizi sono stati i seguenti:

Numero
Saldo al 1° gennaio 2024 1.908.863
Acquisti del 2024 250.000
Cessione di azioni per esercizio di stock option (20.500)
Saldo al 31 dicembre 2024 2.138.363
Acquisti del 2025 500.000
Cessione di azioni per esercizio di stock option (144.276)
Saldo al 31 dicembre 2025 2.494.087

Tenendo in considerazione le azioni proprie, il numero di azioni in circolazione ha avuto i seguenti movimenti:

Numero di azioni
2025 2024
Azioni ordinarie esistenti al 1° gennaio 108.879.294 108.879.294
Azioni proprie in portafoglio (2.138.363) (1.908.863)
Azioni in circolazione al 1° gennaio 106.740.931 106.970.431
Azioni proprie acquistate (500.000) (250.000)
Azioni proprie cedute 144.276 20.500
Totale azioni in circolazione al 31 dicembre 106.385.207 106.740.931

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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Gli obiettivi identificati dal Gruppo nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti ed il supporto allo sviluppo del Gruppo, sia organico sia attraverso acquisizioni mirate. Il Gruppo intende pertanto mantenere un adeguato livello di capitalizzazione, che permetta allo stesso tempo di realizzare un soddisfacente ritorno economico per gli azionisti e di garantire l'economia accessibilità a fonti esterne di finanziamento. Il Gruppo monitora costantemente l'evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio netto e la generazione di cassa delle sue attività industriali. Al fine di raggiungere gli obiettivi sopra riportati il Gruppo persegue il costante controllo dei flussi di cassa generati dai business nei quali opera, sia attraverso il miglioramento o il mantenimento della redditività, sia attraverso un'attenta gestione del capitale circolante e degli altri investimenti. Per capitale si intende sia il valore apportato dagli azionisti di Interpump Group (capitale sociale e riserva sovrapprezzo, complessivamente pari a 92.633 €/000 al 31 dicembre 2025 e 97.894 €/000 al 31 dicembre 2024), sia il valore generato dal Gruppo in termini di risultati conseguiti dalla gestione (altre riserve e riserva legale, incluso il risultato dell'esercizio, complessivamente pari a 712.952 €/000 al 31 dicembre 2025 e 623.200 €/000 al 31 dicembre 2024, escluse la riserva di conversione e la riserva da rimisurazione dei piani a benefici definiti).

Azioni proprie acquistate

L'importo delle azioni proprie detenute da Interpump Group S.p.A. è registrato in una riserva di patrimonio netto. Durante il 2025, la Società ha acquistato n. 500.000 azioni proprie per un importo pari a 16.594 €/000 ad un prezzo medio di € 33,1881 (n. 250.000 azioni proprie acquistate nel 2024 per un esborso di 10.337 €/000).

Azioni proprie cedute

Nell'ambito dell'esecuzione dei piani di stock option sono state esercitate nel 2025 n. 144.276 opzioni che hanno comportato un incasso di 4.754 €/000 (nel 2024 erano state esercitate n. 20.500 opzioni con un incasso di 581 €/000). Nel 2025 non sono state cedute azioni proprie a fronte dell'acquisizione di partecipazioni analogamente a quanto avvenuto nel 2024.

Stock options

Nei bilanci del 2025 e del 2024 è stato contabilizzato, in accordo con l'IFRS 2, il fair value del piano di stock option 2022/2024 al quale si è aggiunto nel bilancio 2025 il piano di stock option 2025/2027. Nel conto economico 2025 sono pertanto imputati costi relativamente ai piani di stock option per 6.240 €/000 (4.970 €/000 nel 2024) con contropartita riserva sovrapprezzo azioni. Tali costi rappresentano la quota di competenza del periodo del valore delle opzioni assegnate ai dipendenti ed agli amministratori determinato alla data di assegnazione, corrispondente al valore dei servizi forniti da questi ultimi in aggiunta ai compensi ordinari.

Gli effetti a conto economico sono imputati come segue:

€/000 2025 2024
Costo del venduto 11 -
Spese commerciali 32 25
Spese generali ed amministrative 6.197 4.945
Totale 6.240 4.970

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La riserva sovrapprezzo azioni ha avuto i seguenti movimenti:

€/000 2025 2024
Riserva sovrapprezzo azioni al 1° gennaio 42.389 46.883
Incremento del periodo per imputazione a conto economico del fair value delle stock options assegnate 6.240 4.970
Incremento del periodo per imputazione a patrimonio netto del fair value delle stock options assegnate ai dipendenti di imprese controllate 524 292
Incrementi per la cessione di azioni proprie a seguito del pagamento di acquisizioni di società controllate - -
Incrementi per la cessione di azioni proprie a seguito dell’esercizio di stock options 4.754 581
Utilizzo per copertura acquisti azioni proprie (16.594) (10.337)
Riserva sovrapprezzo azioni al 31 dicembre 37.313 42.389

L’Assemblea del 30 aprile 2019 ha approvato un piano di stock option denominato “Piano di Incentivazione Interpump 2019/2021” che prevede l’assegnazione di massime n. 2.500.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 28,4952 e, per le opzioni assegnate dopo il 30 aprile 2020, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l’assegnazione. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 giugno 2019 ha assegnato n. 1.800.000 azioni al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò; sono state poi assegnate nel corso del 2019 n. 418.500 opzioni ad altri beneficiari. In data 3 giugno 2020 sono state assegnate ulteriori n. 20.000 opzioni ad altri beneficiari. Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 2.238.500 opzioni. Le opzioni sono risultate esercitabili a partire dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2025, per cui il piano in oggetto risulta concluso.

Il Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 ha rilevato l’opportunità di nominare alcune figure chiave della Società e del Gruppo come “Dirigenti con Responsabilità Strategiche”, ricordando che per tali soggetti si intende, ai sensi del Regolamento Consob sulle Operazioni con Parti Correlate di cui alla Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, coloro che “che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della società”.

Le opzioni assegnate a tali Dirigenti erano, al momento dell’assegnazione, classificate tra gli altri beneficiari.

Nel corso dell’esercizio 2025 e 2024 i movimenti delle opzioni sono stati i seguenti:

Numero di opzioni
2025 2024
Opzioni assegnate al 1° gennaio 80.776 101.276
Opzioni assegnate nel corso dell’esercizio - -
Opzioni esercitate nel corso dell’esercizio (80.776) (20.500)
Opzioni annullate nel corso dell’esercizio - -
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre - 80.776

L’Assemblea del 29 aprile 2022 ha approvato un nuovo un piano di stock option denominato “Piano di Incentivazione Interpump 2022/2024” che prevede l’assegnazione di massime n. 2.250.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 38,6496 e, per le opzioni assegnate dopo il 29 aprile 2023, al prezzo ufficiale determinato da Borsa Italiana il giorno antecedente l’assegnazione. Il Consiglio di Amministrazione

388


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO
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tenutosi nella medesima data ha assegnato al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò n. 1.620.000 opzioni. In data 23 maggio 2022, 20 ottobre 2022 e 28 aprile 2023 sono state poi assegnate rispettivamente n. 288.000 (di cui n. 45.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi), n. 6.000 e n. 35.000 opzioni (di cui n. 15.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi) ad altri beneficiari (che comprendono quelle assegnate ai “Dirigenti con Responsabilità Strategiche” così come individuati nel Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 sopra descritto). Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 1.949.000 opzioni. Le opzioni sono esercitabili nel periodo compreso fra il 30 giugno 2025 ed il 31 dicembre 2028. Nel corso del 2025 sono state annullate n. 2.000 opzioni (n. 21.200 opzioni annullate nel 2024).

Nel corso dell'esercizio 2025 e 2024 i movimenti delle opzioni sono stati i seguenti:

Numero di opzioni
2025 2024
Opzioni assegnate al 1° gennaio 1.918.800 1.940.000
Opzioni assegnate nel corso dell'esercizio - -
Opzioni esercitate nel corso dell'esercizio (63.500) -
Opzioni annullate nel corso dell'esercizio (2.000) (21.200)
Totale opzioni assegnate al 31 dicembre 1.853.300 1.918.800

L'Assemblea del 29 aprile 2025 ha approvato un nuovo piano di stock option denominato “Piano di Incentivazione Interpump 2025/2027” che prevede l'assegnazione di massime n. 2.450.000 opzioni al prezzo di esercizio di € 30,4397, che potranno essere esercitate anche in più fasi, per quantitativi non inferiori ogni volta allo 0,25% delle opzioni assegnate a ciascun beneficiario, a partire dal 30 giugno 2028 fino al 31 dicembre 2031. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 15 maggio 2025 ha assegnato n. 1.530.000 opzioni di cui n. 1.140.000 al Presidente esecutivo Dott. Fulvio Montipò, n. 160.000 all'Amministratore Delegato Dott. Fabio Marasi e n. 230.000 ai “Dirigenti con Responsabilità Strategiche” così come individuati nel Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2024 sopra descritto. In data 26 maggio 2025 sono state assegnate ulteriori n. 204.000 opzioni ad altri beneficiari. Complessivamente sono state pertanto assegnate n. 1.734.000 opzioni.

Il fair value delle stock option e le ipotesi attuariali utilizzate sono i seguenti:

Piano 2019/2021

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 2.218.500
Data di assegnazione (grant date) 28 giugno 2019
Prezzo di esercizio 28,4952
Vesting date 1 luglio 2022
Fair value per opzione alla data di assegnazione 4,562
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 30
Attesa durata media della vita del piano anni 4,76
Dividendi attesi (rispetto al valore dell'azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Euro Swap al 28 giugno 2019) % -0,0182

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Seconda assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 20.000
Data di assegnazione (grant date) 3 giugno 2020
Prezzo di esercizio 27,9868
Vesting date 1 luglio 2022
Fair value per opzione alla data di assegnazione 5,226
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 30
Attesa durata media della vita del piano anni 3,83
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Euro Swap al 3 giugno 2020) % 0,1557

Piano 2022/2024

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 1.620.000
Data di assegnazione (grant date) 29 aprile 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,4601
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 31
Attesa durata media della vita del piano anni 4,93
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 29 aprile 2022) % 1,5540
Seconda assegnazione Unità di misura
--- --- ---
Numero delle opzioni assegnate n. 288.000
Data di assegnazione (grant date) 23 maggio 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,8040
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 31
Attesa durata media della vita del piano anni 4,86
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 23 maggio 2022) % 1,6911

e
C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

CERTIFIED

Terza assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 6.000
Data di assegnazione (grant date) 20 ottobre 2022
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 8,7606
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 34
Attesa durata media della vita del piano anni 4,45
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 20 ottobre 2022) % 3,5668
Quarta assegnazione Unità di misura
--- --- ---
Numero delle opzioni assegnate n. 35.000
Data di assegnazione (grant date) 28 aprile 2023
Prezzo di esercizio 38,6496
Vesting date 30 giugno 2025
Fair value per opzione alla data di assegnazione 16,011
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 34
Attesa durata media della vita del piano anni 3,93
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 28 aprile 2023) % 3,5748

Piano 2025/2027

Prima assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 1.530.000
Data di assegnazione (grant date) 15 maggio 2025
Prezzo di esercizio 30,4397
Vesting date 30 giugno 2028
Fair value per opzione alla data di assegnazione 12,0381
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 32
Attesa durata media della vita del piano anni 4,88
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 15 maggio 2025) % 2,8263

INTERPUMP GROUP RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2025

CERTIFIED

Seconda assegnazione Unità di misura
Numero delle opzioni assegnate n. 204.000
Data di assegnazione (grant date) 26 maggio 2025
Prezzo di esercizio 30,4397
Vesting date 30 giugno 2028
Fair value per opzione alla data di assegnazione 11,0226
Volatilità attesa (espressa come media ponderata delle volatilità utilizzate nella costruzione del trinomial lattice model) % 32
Attesa durata media della vita del piano anni 4,85
Dividendi attesi (rispetto al valore dell’azione) % 1,00
Tasso di interesse risk free (calcolato attraverso una interpolazione lineare dei tassi Eur Composit AA al 26 maggio 2025) % 2,7572

La volatilità attesa del sottostante (titolo Interpump Group) è una misura delle aspettative di fluttuazione del prezzo in un determinato periodo. L'indicatore che misura la volatilità nel modello utilizzato per valutare le opzioni è lo scarto quadratico medio annualizzato dei rendimenti composti nel continuo del titolo Interpump Group.

392


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

emarket

e

CERTIFIED

2.3.17 Riserve

Riserva per rimisurazione dei piani a benefici definiti

Include la componente attuariale dei piani a benefici definiti (TFR).

Classificazione del patrimonio netto in funzione della possibilità di utilizzazione

€/000 Importo Possibilità di utilizzo Quota disponibile Imposte da pagare in caso di distribuzione Rispilogo degli utilizzi effettuati nei precedenti tre esercizi
per copertura perdite per altre ragioni
Capitale sociale
Capitale sociale sottoscritto e versato 56.617 B - - - -
Valore nominale azioni proprie in portafoglio (1.297) - - - - -
Totale capitale sociale 55.320
Riserve di capitale
Riserva legale 6.860 B - - - -
Riserva sovrapprezzo azioni 44 A, B, C 44 - - -
Totale riserve di capitale 6.904 44
Riserve di utili
Riserva legale 4.463 B - - - -
Riserva sovrapprezzo azioni 37.269 A, B, C 33.081 1.232 - 1.820
Riserva straordinaria 574.841 A, B, C 572.745 7.164 - 101.452
Riserva per riduzione capitale sociale 1.297 - - - - -
Riserva First Time Adoption (86) - - - - -
Avanzo di fusione 863 A, B, C 698 - - -
Riserva rimisurazione piani a benefici definiti (2.010) - - - - -
Utile del periodo 124.714 A, B, C 124.714 - - -
Totale riserve di utile 741.351 731.238
Riserva azioni proprie 94.677 - - - - 26.931
Azioni proprie (94.677) - - - - -
Quota non distribuibile* (3.237)
Residua quota distribuibile 728.045

A: per aumento di capitale
B: per copertura perdite
C: per distribuzione soci

$^{*}$ = rappresenta la quota non distribuibile destinata a copertura dei costi pluriennali non ancora ammortizzati.


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Si segnala che per 12.987 €/000 la riserva sovrapprezzo azioni è in sospensione d'imposta in quanto fiscalmente formata dalla riserva di rivalutazione L. 342/2000 e L. 266/2005.

Si segnala che per 33.089 €/000 la riserva straordinaria è in sospensione d'imposta per effetto del riconoscimento fiscale del valore netto contabile dell'avviamento iscritto in bilancio alla data del 31 dicembre 2019 ai sensi dell'art. 110, co. 8-bis, del D.L. 104/2020, così come modificato dall'art. 1, comma 83, della Legge 30 dicembre 2020 n. 178.

Gli utilizzi si riferiscono principalmente alla distribuzione di dividendi, all'acquisto di azioni proprie e riduzioni delle riserve per altre cause, e non comprendono i giroconti fra riserve. In particolare, con riferimento alle variazioni intervenute nei precedenti tre esercizi si precisa che gli utilizzi della riserva azioni proprie si riferiscono agli acquisti di azioni proprie e gli utilizzi della riserva sovrapprezzo azioni si riferiscono alle vendite di azioni proprie ad un prezzo inferiore al valore di carico delle stesse a seguito dell'esercizio di stock option.

In base alla normativa tributaria le riserve e l'utile sono liberamente distribuibili e non soggetti a tassazione anche in caso di distribuzione, qualora le riserve e gli utili residui eccedano i componenti negativi di reddito imputati esclusivamente in dichiarazione dei redditi; in caso contrario le riserve e gli utili distribuiti sono soggetti a tassazione nella misura in cui le riserve e gli utili residui sono inferiori ai componenti negativi di reddito che sono stati imputati esclusivamente in dichiarazione dei redditi. Al 31 dicembre 2025 tale condizione è rispettata e pertanto nessuna imposta sarebbe dovuta in caso di distribuzione dell'intero utile di esercizio della società e delle intere riserve disponibili, oltre alle imposte già indicate nel prospetto precedente.

Dettaglio dei componenti imputati direttamente a patrimonio netto

2025 2024
€/000 Ammontare prima delle imposte Imposte Ammontare al netto delle imposte Ammontare prima delle imposte Imposte Ammontare al netto delle imposte
Rimisurazione dei piani a benefici definiti 84 (20) 64 53 (12) 41
Totale 84 (20) 64 53 (12) 41

C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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2.3.18 Informazioni sulle attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie, suddivise sulla base delle categorie individuate dallo IFRS 7, possono essere riassunte nelle seguenti tabelle:

€/000 Attività finanziarie al 31 dicembre 2025 Passività finanziarie al 31 dicembre 2025
Al fair value rilevato a Conto Economico Valutate al costo ammortizzato Al fair value rilevato nel Conto Economico Complessivo Valutate al costo ammortizzato Totale
Inizialmente Successivamente
Crediti commerciali - - 19.415 - 19.415
Crediti per dividendi 1.280 1.280
Altre attività correnti - - 268 - 268
Altre attività finanziarie correnti - - 37.377 - 37.377
Altre attività finanziarie non correnti - - 5.600 - 5.600
Debiti commerciali - - - (23.000) (23.000)
Debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi - - - (198.623) (198.623)
Altre passività correnti - - - (9.058) (9.058)
Debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi - - - (355.272) (355.272)
Totale - - 63.940 - (585.953)
Attività finanziarie al 31 dicembre 2024 Passività finanziarie al 31 dicembre 2024
--- --- --- --- --- ---
€/000 Al fair value rilevato a Conto Economico Valutate al costo ammortizzato Al fair value rilevato nel Conto Economico Complessivo Valutate al costo ammortizzato
Inizialmente Successivamente
Crediti commerciali - - 16.005 - -
Crediti per dividendi 1.280
Altre attività correnti - - 2.101 - -
Altre attività finanziarie correnti - - 23.737 - -
Altre attività finanziarie non correnti - - 17.177 - -
Debiti commerciali - - - - (17.594)
Debiti finanziari correnti fruttiferi di interessi - - - - (214.036)
Altre passività correnti - - - - (7.519)
Debiti finanziari non correnti fruttiferi di interessi - - - - (430.066)
Totale - - 60.300 - (669.215)

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Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato hanno generato ricavi e costi. I ricavi si riferiscono agli utili su cambi per 40 €/000 (867 €/000 nel 2024). I costi invece si riferiscono alle perdite su cambi per 715 €/000 (209 €/000 nel 2024) e alle perdite su crediti per 98 €/000 (79 €/000 nel 2024) classificate tra gli altri costi operativi.

Le attività e passività finanziarie al costo ammortizzato hanno generato interessi attivi per 1.363 €/000 (2.462 €/000 nel 2024), interessi passivi per 21.266 €/000 (30.391 €/000 nel 2024) e interessi passivi per leasing per 54 €/000 (95 €/000 nel 2024); inoltre tra le spese generali e amministrative sono incluse commissioni e spese bancarie per 70 €/000 (70 €/000 anche nel 2024).

2.4 Commenti alle principali voci di conto economico

2.4.1 Ricavi

La suddivisione dei ricavi netti per area geografica è la seguente:

€/000 2025 2024
Italia 25.562 23.391
Europa (Italia esclusa) 35.822 33.073
Resto del Mondo 56.113 59.057
Totale 117.497 115.521

La suddivisione dei ricavi per valuta di fatturazione è la seguente:

€/000 2025 2024
Euro 87.520 83.519
USD 29.977 31.975
GBP - 27
Totale 117.497 115.521

I ricavi in USD sono relativi principalmente al fatturato verso le controllate americane GP Companies Inc. e NLB Corporation Inc..

2.4.2 Altri ricavi netti

La suddivisione degli altri ricavi è la seguente:

€/000 2025 2024
Plusvalenza su cessioni immobilizzazioni materiali 48 38
Ricavi per affitti e royalties 408 410
Ricavi da consulenze 10 10
Vendita di scarti 140 125
Recupero spese da terzi 1.667 899
Riversamento di fondi eccedenti 1.093 -
Rimborsi assicurativi 2 4
Altri 3.089 6.209
Totale 6.457 7.695

La voce altri ricavi si riferisce principalmente a rimborsi relativi all'acquisto di partecipazioni, contrattualmente previsti.


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2.4.3 Costi per natura

€/000 2025 2024
Consumi di materie prime e componenti 36.374 37.108
Costi del personale ed interinali 31.069 29.642
Costi per Servizi 17.530 16.817
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (Note 2.3.5 e 2.3.7) 6.251 5.972
Compensi amministratori e sindaci 9.101 7.247
Costi per godimento beni di terzi 327 301
Accantonamenti e svalutazioni delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (Note 2.3.5, 2.3.7 e 2.3.13) 220 89
Altri costi operativi 5.981 6.879
Totale costo del venduto, spese commerciali, spese generali ed amministrative, altri costi operativi e perdite di valore di immobilizzazioni materiali ed immateriali 106.853 104.055

I compensi agli Amministratori ed ai Sindaci della Interpump Group S.p.A., ammontano per il 2025 rispettivamente a 8.996 €/000 e 105 €/000 ed includono i compensi deliberati dall'Assemblea, le remunerazioni stabilite dal Consiglio di Amministrazione per gli amministratori investiti di particolari incarichi comprensivi dei bonus e la componente retributiva derivante dai piani di stock option rappresentata dal fair value delle opzioni calcolato al momento dell'assegnazione, per la quota di competenza.

La voce altri costi operativi include principalmente altri costi industriali, quali materiali di consumo ed utensileria varia e minuta ed altre spese generali ed amministrative.

2.4.4 Proventi ed oneri finanziari

€/000 2025 2024
Proventi finanziari
Interessi attivi su disponibilità liquide 2.170 2.902
Interessi attivi su attività finanziarie (finanziamenti infragruppo) 1.363 2.462
Altri proventi finanziari 1 1
Utili su cambi 40 867
Totale 3.574 6.232
€/000 2025 2024
--- --- ---
Oneri finanziari
Interessi passivi su finanziamenti bancari 17.250 26.752
Interessi passivi su prestiti obbligazionari 4.263 3.912
Interessi passivi su leasing (IFRS 16) 54 95
Altri oneri finanziari 132 165
Perdite su cambi 715 209
Totale 22.414 31.133

Il decremento degli interessi attivi e passivi è principalmente riconducibili alla diminuzione dei tassi di interesse ufficiali occorsi durante l'anno oltre al minor indebitamento.

397


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2.4.5 Imposte sul reddito

La riconciliazione delle imposte calcolate sulla base dell'aliquota nominale e dell'onere effettivo è la seguente:

€/000 2025 2024
IRES
Utile prima delle imposte da conto economico 125.683 100.939
Imposte teoriche all'aliquota nominale (24%) 30.164 24.225
Minori imposte sui dividendi non imponibili (30.920) (24.563)
Maggiori imposte per rettifica valore di partecipazioni non deducibili 1.936 376
Minori imposte per deduzione dell'IRAP relativa alle spese per il personale dipendente e assimilato (28) (28)
Minori imposte per deduzione IRAP sugli interessi passivi (3) (3)
Minori imposte per effetto Super e Iper ammortamenti (438) (597)
Maggiori (Minori) imposte per beneficio fiscale dell'affrancamento dell'avviamento (164) (164)
Imposte di esercizi precedenti 4 -
Altri 60 224
Totale IRES 611 (530)
€/000 2025 2024
--- --- ---
IRAP
Utile prima delle imposte da conto economico 125.683 100.939
Imposte teoriche all'aliquota nominale (4,65%) 5.844 4.694
Minori imposte sui dividendi non imponibili (6.300) (5.036)
Maggiori (Minori) imposte per beneficio fiscale dell'affrancamento dell'avviamento (32) (32)
Maggiori imposte per costi del personale non deducibili 34 21
Maggiori imposte per emolumenti amministratori non deducibili 354 316
Maggiori (Minori) imposte per oneri finanziari non deducibili 73 34
Imposte di esercizi precedenti - 1
Maggiori imposte per rettifica valore di partecipazioni non deducibili 375 73
Altri 10 56
Totale IRAP 358 127
Totale imposte sul reddito da conto economico 969 (403)

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Le imposte imputate a conto economico sono così dettagliate:

€/000 2025 2024
Imposte correnti (1.872) 2.592
Imposte correnti esercizi precedenti (4) (1)
Imposte differite 907 (2.188)
Totale imposte (969) 403

Le imposte differite imputate a conto economico possono essere così dettagliate:

€/000 2025 2024
Imposte differite attive generate nell’esercizio 1.597 1.044
Imposte differite passive generate nell’esercizio (1.057) (906)
Imposte differite attive riversate a conto economico (677) (3.238)
Imposte differite passive riversate a conto economico 1.044 912
Totale imposte differite 907 (2.188)

La Società ha confermato anche nel 2025 l’opzione per il consolidato fiscale nazionale insieme a Interpump Piping S.r.l. includendo a partire dal periodo d’imposta 2024 anche Walvoil S.p.A.. Tale allargamento di perimetro aveva comportato nel 2024 un effetto positivo sulle imposte correnti di periodo, grazie alla immediata possibilità di realizzo degli assets fiscali in capo alla Società che solo in parte erano già stati riflessi nella fiscalità differita. Si segnala che la differenza tra le imposte correnti ed il valore delle imposte pagate così come da rendiconto finanziario è riconducibile alla dinamica degli acconti e dei saldi incassati dalle società aderenti al consolidato fiscale nazionale.

In virtù delle soglie dimensionali previste dalla norma, il Gruppo multinazionale, di cui la Società fa parte, risulta soggetto all’applicazione della normativa sulla Global minimum tax (Pillar II) a decorrere dall’esercizio 2024. A tal proposito e con specifico riferimento alla giurisdizione Italia, il Gruppo ha verificato la sussistenza di almeno uno dei tre CbCR Safe Harbour per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e, pertanto, la Società non ha provveduto a contabilizzare alcuna imposta minima nazionale. Per una disamina completa sulla tematica a livello di Gruppo si rimanda alla Nota 2.7.5 consolidata.

2.5 Utile per azione

Utile per azione base

L’utile per azione base è calcolato sulla base dell’utile del periodo diviso per il numero medio ponderato di azioni ordinarie durante l’esercizio calcolato come segue:

2025 2024
Utile del periodo attribuibile agli azionisti (€/000) 124.714 101.342
Numero medio di azioni in circolazione 106.445.453 106.916.468
Utile per azione base dell’esercizio (€) 1,172 0,948

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Utile per azione diluito

L'utile per azione diluito è calcolato sulla base dell'utile diluito del periodo attribuibile agli azionisti della Capogruppo, diviso per il numero medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione modificato dal numero delle azioni ordinarie potenzialmente diluitive. Il calcolo è il seguente:

2025 2024
Utile del periodo attribuibile agli azionisti (€/000) 124.714 101.342
Numero medio di azioni in circolazione 106.445.453 106.916.468
Numero di azioni potenziali per i piani di stock option (*) 262.675 192.369
Numero medio di azioni (diluito) 106.708.128 107.108.837
Utile per azione diluito al 31 dicembre (€) 1,169 0,946

(*) calcolato come numero delle azioni assegnate per i piani di stock option non antidiluitivi (in the money) moltiplicato per il rapporto fra la differenza del valore medio dell'azione del periodo ed il prezzo di esercizio al numeratore, ed il valore medio dell'azione del periodo al denominatore.

Per l'esercizio 2025 è stato attribuito un dividendo pari ad euro 0,35 (euro 0,33 nel 2024) a ciascuna delle azioni in circolazione.

2.6 Informazioni sui rischi

La Società è esposta ai rischi finanziari connessi alla sua operatività:

  • rischio di mercato (principalmente relativo ai tassi di cambio e di interesse), in quanto la Società opera a livello internazionale ed è esposta al rischio di cambio che si origina dall'esposizione rispetto al dollaro americano;
  • rischio di credito in relazione ai rapporti commerciali con i clienti;
  • rischio di liquidità, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse finanziarie e all'accesso al mercato del credito e degli strumenti finanziari in generale;
  • rischio di prezzo in relazione alle oscillazioni del prezzo dei metalli che costituiscono una significativa quota dei prezzi di acquisto delle materie prime.

La Società non è esposta a significative concentrazioni dei rischi.

La Società monitora costantemente i rischi finanziari a cui è esposta, in modo da valutare anticipatamente i potenziali effetti negativi ed intraprendere le opportune azioni per mitigarli.

Con specifico riferimento ai rischi diretti ed indiretti derivanti dal contesto macroeconomico e dal conflitto Russia – Ucraina si conferma una limitata esposizione della Società, come già riportato nella Relazione sulla Gestione e come evidenziato dai risultati economici conseguiti negli ultimi esercizi.

La seguente sezione fornisce indicazioni qualitative e quantitative di riferimento sull'incertezza di tali rischi per Interpump Group S.p.A.

I dati quantitativi di seguito riportati non hanno valenza previsionale, in particolare le sensitivity analysis sui rischi di mercato non possono riflettere la complessità e le relazioni correlate dei mercati che possono derivare da ogni cambiamento ipotizzato.


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2.6.1 Rischio di cambio

La Società è esposta ai rischi derivanti dalla variazione dei tassi di cambio, che possono influire sul risultato economico. In particolare, per i ricavi denominati in valute diverse da quelle di denominazione dei rispettivi costi, la variazione dei tassi di cambio può influenzare il risultato operativo della Società.

Nel 2025 l'ammontare complessivo dei flussi commerciali direttamente esposti al rischio cambio è stato equivalente al 26% circa dei ricavi della Società (circa il 28% nel 2024) e non risultava coperto dal rischio oscillazione cambio.

I principali rapporti di cambio a cui la Società è esposta riguardano il cambio EUR/USD, in relazione alle vendite in dollari di pompe ad alta pressione effettuate sul mercato nordamericano attraverso la società GP Companies Inc., situata in questo mercato, e direttamente ad un importante cliente americano. Inoltre, la società fattura in USD anche all'altra sua controllata americana NLB Corporation Inc..

Il Gruppo Interpump ha adottato una policy di copertura delle transazioni commerciali denominate in valuta estera nell'ambito della quale sono stati individuati gli strumenti derivati più efficaci per raggiungere gli obiettivi prefissati e sono state attribuite le responsabilità, i compiti e il relativo sistema di deleghe.

Nei confronti dell'esposizione in dollari per le vendite ricorrenti nel mercato americano la politica della Società è quella di non coprire tali transazioni in valuta, mentre nei confronti delle vendite non ricorrenti (o per ammontare o per frequenza temporale con cui esse avvengono) nel mercato americano, la politica della Società è quella di attivare le coperture solo quando ritenuto opportuno.

Sempre in relazione alle attività commerciali, la Società si può trovare a detenere crediti commerciali denominati in valute diverse da quella di conto. La variazione dei tassi di cambio può comportare pertanto la realizzazione o l'accertamento di differenze cambio positive o negative.

In relazione alle esposizioni finanziarie, laddove le uscite monetarie siano denominate in una valuta diversa dalla moneta di conto, la variazione dei tassi di cambio può influenzare negativamente il risultato netto della Società. Nel 2025 non sono stati erogati e rimborsati finanziamenti infragruppo in valute diverse dall'Euro. Al 31 dicembre 2025 non vi sono finanziamenti erogati in valute diverse dalla moneta di conto della Società.

Nel corso del 2025 e del 2024 la natura e la struttura delle esposizioni al rischio di cambio e le politiche di copertura non sono variate in maniera sostanziale.

2.6.2 Sensitivity analysis relativa al rischio di cambio

La perdita potenziale derivante dalla variazione del fair value delle attività e passività finanziarie in conseguenza di un ipotetico ed immediato apprezzamento dell'Euro del 10% sul dollaro americano, sarebbe pari a circa 419 €/000 (388 €/000 nel 2024).


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2.6.3 Rischio di tasso d'interesse

La politica della Società attualmente è quella di non effettuare coperture, data la breve durata media dei finanziamenti bancari in essere (circa 3,5 anni). Al 31 dicembre 2025 99,5 milioni di Euro dei debiti finanziari fruttiferi di interessi risultano a tasso fisso, mentre la restante parte risulta a tasso variabile.

Al 31 dicembre 2025 tutte le disponibilità liquide risultano a tasso variabile.

La Società ha inoltre concesso nel 2025 e negli anni passati finanziamenti alle sue società controllate per 43,0 milioni di euro (40,9 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Come riportato nella Nota 2.3.9 i finanziamenti attivi, ad eccezione di quelli erogati a GS-Hydro Korea Ltd, Tubiflex S.p.A. e Hydra Dyne Technology Inc., risultano tutti a tasso variabile.

2.6.4 Sensitivity analysis relativa al rischio tasso d'interesse

Gli effetti di una ipotetica, istantanea variazione in aumento di 50 basis points nei tassi di interesse comporterebbe per Interpump Group S.p.A. maggiori oneri finanziari, al netto dell'aumento dei proventi finanziari, di 1.542 €/000 (2.168 €/000 nel 2024). Ragionevolmente è ipotizzabile che un decremento di 50 basis points produca il medesimo effetto, ma di segno contrario.

2.6.5 Rischio di credito

La massima esposizione teorica al rischio di credito per la Società al 31 dicembre 2025 e 2024 è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie rappresentate in bilancio.

La Società, tuttavia, non ha storicamente subito significative perdite su crediti. Questo perché la Società generalmente concede l'erogazione del credito dilazionato solamente alla clientela storica, di comprovata solvibilità e solidità. Ai nuovi clienti, che hanno superato una prima analisi economica finanziaria, è infatti richiesto il pagamento anticipato o l'apertura di una lettera di credito.

Sono oggetto di svalutazione individuale le posizioni, se singolarmente significative, per le quali si rileva un'oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale. L'ammontare della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili e della relativa data di incasso e degli oneri e spese di recupero futuri. A fronte di crediti che non sono oggetto di svalutazione individuale vengono stanziati dei fondi su base collettiva, tenuto conto dell'esposizione storica e di dati statistici.

Al 31 dicembre 2025, i Finanziamenti ed i Crediti da attività finanziaria ammontano a 63.940 €/000 (60.300 €/000 al 31 dicembre 2024) e includono 855 €/000 relativi a crediti oggetto di svalutazione (852 €/000 al 31 dicembre 2024); gli scaduti inferiori a tre mesi risultano pari a 3.497 €/000 (2.209 €/000 al 31 dicembre 2024), mentre quelli scaduti da oltre tre mesi sono pari a 122 €/000 (152 €/000 al 31 dicembre 2024).

La Società non è esposta a sensibili concentrazioni di ricavi; infatti, il primo cliente in termini di ricavi fa parte del Gruppo Interpump e nel 2025 ha rappresentato circa il 24% dei ricavi (22% nel 2024). Il primo cliente esterno al Gruppo ha rappresentato nel 2025 circa il 4% dei ricavi (3% nel 2024), mentre i primi 10 clienti successivi al primo infragruppo hanno rappresentato complessivamente il 18% dei ricavi (21% nel 2024).


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2.6.6 Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità si può manifestare con l'incapacità di reperire, a condizioni economiche, le risorse finanziarie necessarie per l'operatività della Società. I due principali fattori che determinano la situazione di liquidità della Società sono da una parte le risorse generate o assorbite dalle attività operative e di investimento, dall'altra le caratteristiche di scadenza e di rinnovo del debito o di liquidità degli impieghi finanziari e le condizioni di mercato.

La Società ha adottato una serie di politiche e di processi volti ad ottimizzare la gestione delle risorse, riducendo il rischio di liquidità:

  • mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide;
  • diversificazione degli istituti di credito con cui la Società opera;
  • ottenimento di linee di credito adeguate;
  • contrattazione di covenants a livello consolidato;
  • monitoraggio delle condizioni prospettiche di liquidità, in relazione al processo aziendale.

Le caratteristiche di scadenza dei debiti finanziari fruttiferi di interessi e dei debiti bancari sono riportate nella Nota 2.3.11. Il management ritiene che i fondi e le linee di credito attualmente disponibili o in fase di negoziazione avanzata, oltre alle risorse che saranno generate dall'attività operativa e di finanziamento, nonché dalla politica di incasso dividendi dalle società partecipate, consentiranno alla Società di soddisfare i fabbisogni derivanti dall'attività d'investimento, di gestione del capitale circolante e di rimborso dei debiti alla loro naturale scadenza, oltre che a garantire il proseguimento di una strategia di crescita anche attraverso acquisizioni mirate che possano creare valore per gli azionisti. Le attuali disponibilità liquide al 31 dicembre 2025 sono pari a 108,9 milioni di euro. Queste ultime, unitamente alla generazione di cassa sopra descritta sono sicuramente fattori che permettono di ridurre l'esposizione della Società al rischio di liquidità. La decisione di mantenere un elevato livello di liquidità è stata adottata per minimizzare il rischio di liquidità, stante l'attuale stato di incertezza dell'economia e per poter cogliere le opportunità di acquisizione che si dovessero presentare.

2.6.7 Rischio di prezzo

Interpump Group S.p.A. è esposta ai rischi derivanti dalle oscillazioni del prezzo dei metalli che possono influire sul risultato economico e sulla redditività. In particolare, i costi di acquisto dei metalli hanno inciso in misura pari a circa il 37% del totale dei costi di acquisto di materie prime, semilavorati e prodotti finiti della Società (25% nel 2024). Tra i principali metalli che la Società utilizza vi sono ottone, alluminio, acciaio inossidabile ed acciaio.

La politica è quella di trasferire ai fornitori l'onere dello stoccaggio dei materiali; in questo modo la copertura del rischio si ottiene mediante ordini per periodi e quantità determinate ad un prezzo fisso; al 31 dicembre 2025 risultano impegni sottoscritti che coprono il 65% dei consumi previsti per il 2026 di acciaio inossidabile (41% al 31 dicembre 2024), il 33% dei consumi previsti per il 2026 di alluminio (48% al 31 dicembre 2024), il 32% dei consumi previsti per il 2026 di ottone (85% al 31 dicembre 2024) ed il 31% dei consumi previsti per l'esercizio successivo di acciaio (41% al 31 dicembre 2024). Inoltre, al 31 dicembre 2025 risultano essere in giacenza il 39% circa dei consumi di ottone (31% al 31 dicembre 2024), il 33% circa dei consumi di acciaio inossidabile (30% al 31 dicembre 2024), il 30% circa dei consumi di acciaio previsti (37% al 31 dicembre 2024) ed il 14% circa dei consumi di alluminio (17% al 31 dicembre 2024).

L'indice delle quotazioni delle materie prime non energetiche, nonostante il prolungato rallentamento economico globale, si mantiene alto rispetto al periodo pre-Covid, con andamenti differenziati nel corso dell'anno a seconda della tipologia di materiale. Se da un lato gli acciai confermano la tendenza
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di stabilità, si registra una crescita su alluminio ed ottone, con la sola eccezione dei mesi estivi. Il valore del rame, in netto aumento nel 2025, raggiunge nuovamente i picchi di prezzo registrati nel 2022. Il 2026 si prospetta caratterizzato da forte incertezza, principalmente a causa dei recenti dazi e dell'entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), che inciderà sui costi delle importazioni extra-UE e renderà più complessa la definizione di politiche di prezzo stabili. In questo contesto, al fine di mitigare la volatilità dei prezzi, la Società ha mantenuto un'attenta organizzazione dei processi affiancata da un monitoraggio quotidiano dei mercati, da una costante attenzione alla rapida evoluzione delle politiche economiche globali, da accordi di medio periodo con i fornitori per stabilizzare i costi e da politiche di stoccaggio nei momenti più favorevoli del ciclo.

La Società sta inoltre seguendo con attenzione gli sviluppi relativi all'imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti nei confronti di altri paesi e le contro-misure da questi adottate, analizzando gli impatti potenziali sul proprio business e studiando le azioni da adottare per ridurre i potenziali effetti negativi derivanti da tali misure.

2.6.8 Rischio connesso ai cambiamenti climatici

Con riferimento al cambiamento climatico (cosiddetto "climate change"), occorre precisare che la Società non ricade nel perimetro della Direttiva 2003/87/CE (modificata da ultimo dalla direttiva UE 2018/410), che ha introdotto e disciplinato il sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System - EU ETS). L'ETS rappresenta il principale strumento adottato dall'Unione Europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della $\mathrm{CO}_{2}$ nei principali settori industriali e nel comparto dell'aviazione. Nonostante la Società non rientri tra i settori industriali coperti dall'ETS, è comunque impegnata sul fronte del contrasto al cambiamento climatico.

A partire dal 2024, in accordo con la Direttiva EU 2022/2426 (Corporate sustainability reporting directive - CSRD), recepita in Italia dal D. Lgs n. 125/2024, il Gruppo Interpump rendiconta, nel capitolo della CSRD al paragrafo 2.1 - Standard ESRS E1-Cambiamenti climatici della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata, i principali impatti, rischi, opportunità, politiche, azioni, obiettivi, modello aziendale e indicatori di prestazione.

Con riferimento ai rischi fisici (acuti e cronici), sulla base di una analisi di scenario relativa ai siti aziendali, si precisa che gli impatti degli stessi su assets e ricavi non sono stati considerati significativi e pertanto non hanno comportato al 31 dicembre 2025 lo stanziamento di fondi rischi specifici o svalutazione di assets.

Le previsioni riflesse nel business plan quinquennale, a supporto dell'impairment test sull'avviamento, anche in considerazione di quanto sopra riportato non sono state impattate da elementi di rilievo con riferimento ai suindicati rischi fisico-climatici, ma incorporano nella loro predisposizione degli elementi di sostanziale prudenza in riduzione dei flussi attesi.

Inoltre, la Società è potenzialmente esposta al rischio derivante dall'impatto di future leggi e regolamenti più restrittivi in materia di efficienza energetica e cambiamento climatico che possono portare ad un futuro aumento dei costi operativi.

2.6.9 Rischio geopolitico

Il contesto macroeconomico internazionale continua ad essere caratterizzato da un elevato livello di incertezza, derivante da tensioni geopolitiche e conflitti in diverse aree del mondo, con particolare riferimento alla regione del Medio Oriente.


C. PROGETTO DI BILANCIO DELLA CAPOGRUPPO

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Nel corso del 2025 tali tensioni si sono intensificate a seguito di episodi di instabilità nell'area del Golfo e di crescenti frizioni tra Iran, USA, Israele e altri attori internazionali, con effetti sulla volatilità dei mercati energetici e sulle aspettative di inflazione globale. Nei primi mesi del 2026 la situazione geopolitica ha registrato un'ulteriore escalation, con l'emergere di un conflitto che coinvolge l'Iran e altre potenze regionali e internazionali. Tali dinamiche potrebbero determinare effetti indiretti sull'andamento dei mercati globali e sui settori industriali in cui opera la Società, con possibili impatti sulla disponibilità e sui costi delle materie prime, sull'efficienza delle catene di approvvigionamento, sui flussi logistici internazionali, nonché sull'evoluzione dei prezzi dell'energia e dei tassi di cambio.

La Società continua a monitorare attentamente l'evoluzione del contesto geopolitico e macroeconomico, valutando i potenziali effetti diretti ed indiretti che potrebbero derivare da eventuali ulteriori escalation dei conflitti in essere, al momento di difficile quantificazione, e adotta, ove ritenuto opportuno, misure di mitigazione volte a ridurre i potenziali impatti negativi, tra cui la diversificazione geografica delle fonti di approvvigionamento, il rafforzamento dei rapporti con fornitori alternativi e l'attenzione alla gestione dei rischi operativi e finanziari.

2.7 Commenti al rendiconto finanziario

2.7.1 Immobili, impianti e macchinari

Durante il 2025 la Società ha acquistato immobili, impianti e macchinari per 5.406 €/000 (3.745 €/000 nel 2024). A fronte di tali investimenti sono stati pagati 5.919 €/000, comprensivi del pagamento di debiti pregressi per lo stesso titolo ed al netto di quelli pagabili nell'esercizio successivo (3.619 €/000 nel 2024).

2.7.2 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Sono così composti:

€/000 31/12/2025 31/12/2024 01/01/2024
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti da stato patrimoniale 108.857 109.558 88.280
Debiti bancari (per scoperti di conto corrente ed anticipi s.b.f. e ratei per interessi passivi) (3.655) (4.588) (5.242)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti da rendiconto finanziario 105.202 104.970 83.038

2.7.3 Posizione finanziaria netta e rendiconto finanziario

Per l'ammontare ed il dettaglio delle principali componenti della posizione finanziaria netta e delle modifiche intercorse nel 2025 e nel 2024 si rimanda alla "Relazione sulla gestione" presentata a corredo del Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 di Interpump Group S.p.A. al paragrafo 2.3.2- Cash Flow.

2.8 Impegni

La Società ha impegni per acquisto di immobilizzazioni materiali pari a 3.253 €/000 (1.719 €/000 al 31 dicembre 2024) e pari a 223 €/000 per immobilizzazioni immateriali (nessun impegno al 31 dicembre 2024).

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Inoltre, la Società ha ricevuto fidejussioni per acquisto di partecipazioni pari a 400 €/000 (4.400 €/000 al 31 dicembre 2024) ed ha rilasciato garanzie reali a terzi per 266 €/000 (274 €/000 garanzie reali a terzi e 350 €/000 a società consolidate al 31 dicembre 2024).

2.9 Operazioni con parti correlate

Per quanto riguarda le operazioni con le società del Gruppo si fa riferimento ai paragrafi 4.1 e 4.2 della "Relazione sulla gestione" presentata a corredo del Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 di Interpump Group S.p.A..

Le suddette operazioni sono state effettuate a normali condizioni di mercato.

2.10 Eventi successivi alla chiusura dell'esercizio

Dopo il 31 dicembre 2025 non sono avvenute operazioni atipiche o non usuali che richiedano variazioni al presente bilancio di esercizio.

Lo scorso 17 febbraio Interpump Group S.p.A., nell'ambito del piano di acquisto di azioni proprie autorizzato dall'Assemblea degli Azionisti in data 29 aprile 2025 ai sensi dell'art. 144-bis del Regolamento Consob 11971/1999, ha dato esecuzione a un programma di acquisto di azioni proprie per un totale di n. 500.000 azioni da effettuarsi tra il 17 febbraio e il 16 maggio 2026 sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. ("MTA"), al prezzo massimo di € 60,00 per azione e quindi per un esborso massimo di Euro 30.000.000. Ai fini dell'attuazione di tale programma di acquisto la Società ha conferito in data 16 febbraio 2026 specifico mandato a Banca Akros S.p.A., terminato il giorno 11 marzo: a tale data Interpump Group S.p.A. aveva in portafoglio n. 2.985.087 azioni pari al 2,742% del capitale, acquistate ad un costo medio di € 37,97442.

Con specifico riferimento al recente conflitto internazionale che ha coinvolto Iran, Stati Uniti e Israele, avviato a seguito delle operazioni militari del 28 febbraio 2026, si evidenzia che la Società sta monitorando la sua evoluzione ed i relativi effetti, al momento di difficile quantificazione, stante il recente avvio del conflitto stesso, che possano impattare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

Per quanto riguarda gli eventi successivi che riguardano il Gruppo, si rimanda alla "Relazione sulla gestione" della Relazione Finanziaria Annuale Consolidata al 31 dicembre 2025.

2.11 Proposta all'Assemblea

L'utile di esercizio è stato pari a Euro 124.714.455 e proponiamo di:

  • distribuire una quota dell'utile d'esercizio, a titolo di dividendo agli azionisti, in ragione di Euro 0,35 per ciascuna delle azioni in circolazione, comprensivo del diritto di cui all'art. 2357-ter, comma 2, del Codice Civile;
  • attribuire il restante utile d'esercizio a Riserva Straordinaria (avendo la Riserva Legale già raggiunto il limite del quinto del capitale sociale sottoscritto e versato).

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GESTIONE

Allegato 1: Attestazione del bilancio di esercizio ai sensi dell'art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni

  1. I sottoscritti Fulvio Montipò e Mauro Barani, rispettivamente Presidente esecutivo e Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Interpump Group S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4 del decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58:

  2. l'adequatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e

  3. l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio nel corso dell'esercizio 2025.

  4. Si attesta, inoltre, che il bilancio di esercizio di Interpump Group S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che riporta un totale attivo pari a 1.404.252.297 migliaia di euro, un utile netto di 124.714.455 migliaia di euro ed un patrimonio netto di 803.574.884 migliaia di euro:

a. corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
b. è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità Europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del Dlgs. 38/2005 e, a quanto consta, è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società;
c. la relazione sulla gestione contiene un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi ed incertezze a cui è esposto.

Sant'Ilario d'Enza (RE), 20 marzo 2026

Dott. Fulvio Montipò
Presidente esecutivo

Dott. Mauro Barani
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari


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Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio di Interpump Group S.p.A.

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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 39/2010 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

Agli Azionisti di

Interpump Group SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio di Interpump Group SpA (la "Società"), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2025, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal prospetto dei movimenti del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note illustrative al bilancio che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs 38/2005.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione "Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio" della

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Tori 2 Tel. 02 77891 Fax 02 7785240, Capitale Sociale Euro 6.800.000,00 i.v. C.F. e P.AIA e Reg. Imprese Milano Marca Etrance Lodi 10978880159 Iscotto al n° 110614 del Registro dei Recreati Legali - Albi Uffici: Ancona 60131 Via Sandra Tutti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Alata Girona 72 Tel. 080 5649211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 033 229991 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Parisi 12 Tel. 051 6189211 - Brescia 20121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 039 3597551 - Catania 60129 Corso Italia 302 Tel. 095 7632311 - Firenze 30121 Viale Gramsci 15 Tel. 035 2482911 - Genova 16121 Piazza Piscapiolo 6 Tel. 010 29041 - Napoli 00121 Via del Mila 16 Tel. 081 36181 - Padova 20138 Via Viverza 4 Tel. 049 673481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Via Piacenza 10 Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trollo 6 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Fochatti 28 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Via Santa Maria 11 Tel. 011 558271 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 6461 237004 - Treviso 31100 Viale Palissani 80 Tel. 0422 686911 - Udine 33100 Via Prosciola 43 Tel. 0432 25799 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285038 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001.

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presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave
Partecipazioni in imprese controllate
Paragrafi 2.2.7 "Impairment di attività" e 2.2.8 "Partecipazioni", Nota 2.3.8 "Partecipazioni in società controllate" delle Note illustrative
Al 31 dicembre 2025, le partecipazioni in società controllate iscritte nel bilancio d'esercizio della Società ammontano ad Euro 1.103 milioni, pari al 79% del totale attività. Abbiamo effettuato la comprensione e valutazione delle procedure adottate dalla Società per verificare il valore di iscrizione in bilancio delle partecipazioni in imprese controllate e la presenza di eventuali indicatori che le stesse possano aver subito una riduzione di valore.
Annualmente la Società verifica l'eventuale presenza di indicatori che le partecipazioni detenute possano aver subito una riduzione di valore e, laddove necessario, sottopone le stesse a test di impairment, confrontandone il valore contabile con la stima del valore recuperabile secondo i dettami del principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività". Abbiamo esaminato la metodologia, approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società del 13 febbraio 2026, utilizzata dagli amministratori per identificare e valutare possibili indicatori di perdita di valore delle partecipazioni.
Con riferimento alla partecipazione in White Drive Motors and Steering, LLC, per la quale sono stati identificati indicatori di impairment, le nostre procedure di revisione hanno riguardato

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Il valore recuperabile delle partecipazioni è determinato come il maggiore tra il fair value, al netto dei costi di dismissione, e il valore d'uso pari ai previsti flussi di cassa futuri, riferiti a ciascuna società partecipata, attualizzati ad un tasso che tiene conto del valore di mercato dei tassi di interesse e dei rischi specifici dell'attività alla quale il presunto valore di realizzo si riferisce.

Abbiamo identificato un aspetto chiave relativamente alla valutazione delle partecipazioni alla luce della significatività di tale posta in bilancio e delle complessità degli elementi di stima insiti nelle assunzioni utilizzate dagli amministratori al fine di identificare eventuali indicatori di perdita di valore e conseguentemente di determinare il valore recuperabile delle partecipazioni.

la verifica dell'adequatezza e dell'accuratezza matematica del modello di valutazione predisposto dalla Società e della ragionevolezza delle principali assunzioni riflesse nel modello valutativo stesso (metodo del valore d'uso) predisposto dalla Società ed, in particolare, del tasso di attualizzazione e del tasso di crescita a lungo termine rispetto alle prassi valutative normalmente adottate nelle circostanze.

A tal fine, ci siamo avvalsi anche del supporto degli esperti della rete PwC nell'ambito delle valutazioni, che, oltre ad averci supportato nella verifica del modello valutativo adottato dalla società di cui al comma precedente, hanno effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile della partecipazione.

Inoltre, abbiamo analizzato i piani previsionali 2026-2030 delle principali società controllate. A tal proposito abbiamo coinvolto gli esperti della rete PwC del settore di riferimento della Società, che ci hanno supportato nello svolgimento di un'analisi circa la ragionevolezza delle previsioni formulate dagli amministratori nei piani previsionali, anche mediante il confronto delle assunzioni del management con i dati storici e quanto desumibile da fonti esterne.

Abbiamo infine verificato l'adequatezza dell'informativa fornita rispetto a quanto previsto dai principi contabili internazionali con riferimento alle informazioni e ai dati ottenuti nel corso dello svolgimento dell'attività di revisione.

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Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs 38/2005 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d'esercizio.

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Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;

  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;

  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

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Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti di Interpump Group SpA ci ha conferito in data 30 aprile 2021 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

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Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019

Gli amministratori di Interpump Group SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 815/2019 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (il "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/2010 e ai sensi dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori di Interpump Group SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di Interpump Group SpA al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio d'esercizio;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998;

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  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono coerenti con il bilancio d'esercizio di Interpump Group SpA al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Parma, 31 marzo 2026

PricewaterhouseCoopers SpA

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Nicola Madureri

(Revisore legale)

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