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Interpump Group — AGM Information 2016
Apr 5, 2016
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AGM Information
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RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI
Ai sensi dell'art. 123-bis TUF
Interpump Group S.p.A. Sito Web: www.interpumpgroup.it Esercizio 2015 Data di approvazione: 18 marzo 2016
| GLOSSARIO 4 | Pagina | |
|---|---|---|
| 1. PROFILO DELL'EMITTENTE 5 | ||
| 2. INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123 bis, comma 1, TUF) 5 | ||
| a. | Struttura del capitale sociale 5 | |
| b. | Restrizioni al trasferimento dei titoli 5 | |
| c. | Partecipazioni rilevanti nel capitale 6 | |
| d. | Titoli che conferiscono diritti speciali 6 | |
| e. f. |
Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto 6 Restrizioni al diritto di voto 6 |
|
| g. | Accordi fra azionisti 6 | |
| h. | Clausole di change of control e disposizioni statutarie in materia di OPA 6 | |
| i. l. |
Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie 7 Attività di direzione e coordinamento 8 |
|
| 3. COMPLIANCE 8 | ||
| 4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 8 | ||
| 4.1 | NOMINA E SOSTITUZIONE 8 | |
| 4.2 | COMPOSIZIONE 12 | |
| 4.3 | RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 16 | |
| 4.4 | ORGANI DELEGATI 17 | |
| 4.5 | ALTRI CONSIGLIERI ESECUTIVI 18 | |
| 4.6 | AMMINISTRATORI INDIPENDENTI 19 | |
| 4.7 | LEAD INDIPENDENT DIRECTOR 19 | |
| 5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE 20 | ||
| 6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO 20 | ||
| 7. COMITATO PER LE NOMINE 20 | ||
| 8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE 21 | ||
| 9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI 22 | ||
| 10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI 22 | ||
| 11.1 | 11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI 25 AMMINISTRATORE INCARICATO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO |
|
| E DI GESTIONE DEI RISCHI 27 | ||
| 11.2 | RESPONSABILE DELLA FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT 28 | |
| 11.3 | MODELLO ORGANIZZATIVO ex D. Lgs. 231/2001 29 | |
| 11.4 | SOCIETA' DI REVISIONE 30 | |
| 11.5 | DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI | |
| SOCIETARI E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI 30 | ||
| 11.6 | COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA | |
| DI CONTROLLO E DI GESTIONE DEI RISCHI 31 | ||
| 12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 31 | ||
| 13. NOMINA DEI SINDACI 32 | ||
| 14. COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE 34 | ||
| 15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI 35 | ||
| 16. ASSEMBLEE 36 | ||
| 17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO 37 | ||
| 18. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO 37 | |
|---|---|
| TABELLE 38 | |
| Tab. 1: Informazioni sugli assetti proprietari 39 | |
| Tab. 2: Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei comitati 40 | |
| Tab. 3: Struttura del Collegio Sindacale 42 | |
| ALLEGATI 43 | |
| Allegato 1: Paragrafo sulle "Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa societaria" ai sensi dell'art. 123-bis, comma 2 lett. B), TUF……………………………… 44 |
|
| Allegato 2: Regolamento assembleare 45 |
GLOSSARIO
Codice/Codice di Autodisciplina: il Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato nel luglio 2015 dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana S.p.A, ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.
Cod.civ. / c.c.: il codice civile
Consiglio: il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente.
Emittente: Interpump Group S.p.A.
Esercizio: l'esercizio 2015.
Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.
Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 16191 del 2007 (come successivamente modificato) in materia di mercati.
Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.
Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti societari che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-bis TUF.
TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza).
1. PROFILO DELL'EMITTENTE
L'espressione Corporate Governance è impiegata per individuare l'insieme delle regole e delle procedure in cui si sostanzia il sistema di direzione e controllo delle società di capitali. L'importanza della Corporate Governance è aumentata in maniera rilevante in questi ultimi anni in connessione all'evoluzione dei mercati borsistici e si è sempre più posto l'accento sulle regole per governare i rapporti fra soci e amministratori. A tal fine occorre definire in maniera univoca i ruoli di direzione ed esecuzione delle strategie d'impresa, individuare i relativi poteri e responsabilità, nonché le forme di controllo e pubblicità dell'attività svolta.
Nell'ambito delle iniziative volte a massimizzare il valore per gli azionisti e garantire la trasparenza dell'operatività del management, Interpump Group ha definito un sistema articolato ed omogeneo di regole di condotta riguardanti sia la propria struttura organizzativa sia i rapporti con gli stakeholders, in particolare con gli azionisti, che risultano conformi agli standard più evoluti di Corporate Governance.
Si ricorda che Interpump Group in virtù dei suoi requisiti di trasparenza e di Corporate Governance è stata ammessa al segmento STAR della Borsa Italiana fin dalla costituzione di questo segmento in data 1° aprile 2001.
Ai sensi dello Statuto Sociale, Interpump Group S.p.A. ha adottato una forma di amministrazione e controllo di tipo tradizionale; di conseguenza la gestione aziendale è attribuita al Consiglio di Amministrazione, le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale e la revisione legale dei conti, nonché il controllo contabile, alla società di revisione.
Il sistema di Corporate Governance di Interpump Group S.p.A. è fondato su un complesso di regole basato sul Codice di Autodisciplina.
La Relazione descrive il sistema di governo societario adottato dal Gruppo e le informazioni sugli assetti proprietari, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. La Relazione, trasmessa a Borsa Italiana nelle modalità e nei termini previsti, è disponibile sul sito internet di Interpump Group S.p.A. (www.interpumpgroup.it, sezione Governance, Relazione sul governo societario).
2. INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123-bis comma 1, TUF)
Alla data del 31/12/2015
a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1 lettera a) TUF)
Il capitale sociale sottoscritto e versato risulta pari a Euro 56.617.232,88. Il capitale è composto da sole azioni ordinarie aventi tutti i diritti e gli obblighi ai sensi di legge. Le azioni ordinarie, che sono nominative, danno diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della società secondo le norme di legge e di statuto ed attribuiscono i diritti amministrativi e patrimoniali previsti dalla legge per le azioni con diritto di voto.
I piani di stock option non prevedono aumenti di capitale, ma l'utilizzo di azioni proprie o, per quanto riguarda il "Piano di Incentivazione Interpump 2010/2012" e il "Piano di Incentivazione Interpump 2013/2015", a scelta del Consiglio il pagamento di un differenziale pari all'eventuale incremento del valore di mercato delle azioni ordinarie della società (vedi Relazione sulla gestione presentata a corredo della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2015 e Relazione sulla remunerazione predisposta ai sensi dell'art. 84 quater del Regolamento Emittenti).
b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1 lettera b) TUF)
Non vi sono restrizioni al trasferimento di titoli.
c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1 lettera c) TUF)
Dalle risultanze del libro soci, dalle comunicazioni ricevute ai sensi di legge e dalle altre informazioni a disposizione alla data odierna, risulta che gli azionisti che detengono partecipazioni superiori al 2% del capitale con diritto di voto sono rappresentati dalla Tabella 1 allegata.
d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1 lettera d) TUF)
Non sono stati emessi titoli che conferiscano diritti speciali di controllo.
e) Partecipazione azionaria dei dipendenti (ex art. 123-bis, comma 1 lettera e) TUF)
Non è previsto un sistema di partecipazione azionaria dei dipendenti.
f) Restrizione dei diritti di voto (ex art. 123-bis, comma 1 lettera f) TUF)
Non vi sono restrizioni al diritto di voto.
g) Accordi fra Azionisti (ex art. 123-bis, comma 1 lettera g) TUF)
Per naturale scadenza del termine, è cessato il patto parasociale sottoscritto in data 7 maggio 2014 tra MAIS S.p.A., Fulvio Montipò, Laura Montipò, Leila Montipò e Tamburi Investment & Partners S.p.A. che modificava, integrava e sostituiva il patto parasociale sottoscritto, inter alios, tra le stesse parti in data 10 marzo 2010, e successivamente modificato in data 25 marzo 2011 e, da ultimo, in data 7 novembre 2012. Il patto aveva a oggetto azioni ordinarie del Gruppo IPG Holding S.p.A. (di seguito IPGH) e, in alcune sue disposizioni, le azioni di Interpump Group S.p.A., detenute dalla stessa IPGH, non apportate al patto, nonché eventuali strumenti finanziari della stessa Interpump. In data 11 novembre 2015 sono altresì cessati, per mutuo consenso delle parti, gli ulteriori vincoli e le limitazioni all'acquisto di azioni ordinarie e/o di strumenti finanziari di Interpump che erano stati reciprocamente assunti dai partecipanti al patto e dal Dott. Giuseppe Ferrero, la cui scadenza era originariamente prevista alla data precedente tra la data di cessazione di qualsiasi carica ricoperta dal dott. Giuseppe Ferrero in Interpump e nel gruppo ad essa facente parte e il 7 maggio 2017. Per maggiori informazioni si rimanda al documento: "Informazioni essenziali sui patti parasociali comunicati alla Consob ai sensi dell'art. 122 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e dell'art. 130 del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999" disponibile sul sito internet della società (www.interpumpgroup.it, sezione Governance, Azionariato).
In data 21/12/2015 il Dott. Fulvio Montipò, azionista di IPGH, oltre che Presidente e Amministratore Delegato di Interpump Group S.p.A. ha esercitato n. 1.215.191 opzioni ricevendo altrettante azioni di Interpump Group S.p.A., che ha venduto a IPGH. In pari data IPGH ha trasferito complessive n. 7.197.417 azioni di Interpump Group S.p.A. in favore di MAIS S.p.A. (controllata dalla Signora Isabella Seragnoli), nel contesto di un'operazione che ha determinato l'uscita di quest'ultima società dalla compagine azionaria di IPGH. Al termine dell'operazione IPGH deteneva il 20,230% circa del capitale di Interpump Group S.p.A. Dopo l'intera operazione gli unici azionisti di Gruppo IPG Holding S.p.A. sono la famiglia Montipò, e Tamburi Investment Partners.
Al 31 dicembre 2015 IPGH deteneva il 20,230% del capitale.
h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1 lettera h) TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1)
In data 7 agosto 2014 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Mediobanca per un importo complessivo di 50 milioni di Euro che ne prevede il rimborso anticipato obbligatorio nel caso di cambio di controllo; il finanziatore potrà, a sua propria e insindacabile discrezione e in piena autonomia, decidere di rinunciare al rimborso anticipato obbligatorio. Tale finanziamento è stato chiuso a febbraio 2016.
In data 8 luglio 2014 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Unicredit per un importo complessivo di 40 milioni di Euro che ne prevede il rimborso anticipato obbligatorio nel caso di cambio di controllo.
In data 27 marzo 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e B.N.L. per un importo complessivo di 20 milioni di Euro che prevede che la banca potrà recedere dal contratto qualora, senza preventiva autorizzazione scritta, si modifichino i soggetti che detengono il controllo, diretto o indiretto, della società.
In data 10 aprile 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e UBI-Banca Popolare Commercio e Industria per un importo complessivo di 10 milioni di Euro che prevede che, salvo il consenso scritto della banca, la società non deve assumere né dare esecuzione, tra gli altri, ad atti che diano luogo alla variazione del controllo societario, ad eccezione di operazioni infragruppo tra società appartenenti al medesimo gruppo societario.
In data 18 maggio 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Commerzbank per un importo complessivo di 60 milioni di Euro che prevede che è attribuita alla banca la facoltà di recedere dal contratto qualora, tra gli altri eventi, le azioni costituenti il capitale sociale della società siano oggetto, in tutto o in parte, di Offerta Pubblica d'Acquisto (OPA) da parte di soggetti terzi diversi da quelli che alla data di sottoscrizione risultano detenere il controllo e l'esito dell'OPA determini l'acquisto del controllo della società da parte dei suddetti soggetti.
In data 23 settembre 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Intesa Sanpaolo S.p.A. per un importo complessivo di 25 milioni di Euro che prevede che la banca potrà recedere dal contratto e avrà comunque diritto ad ottenere il soddisfacimento di ogni ragione di credito ad essa derivante nell'ipotesi, tra le altre, che il socio di riferimento cessi di essere tale.
In data 10 novembre 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e UBI-Banca Popolare Commercio e Industria per un importo complessivo di 50 milioni di Euro che prevede che, salvo il consenso scritto della banca, la società non deve assumere né dare esecuzione, tra gli altri, ad atti che diano luogo alla variazione del controllo societario, ad eccezione di operazioni di natura intercompany.
In data 1 dicembre 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Intesa Sanpaolo S.p.A. per un importo complessivo di 50 milioni di Euro che prevede che la banca potrà recedere dal contratto e avrà comunque diritto ad ottenere il soddisfacimento di ogni ragione di credito ad essa derivante nell'ipotesi, tra le altre, che il socio di riferimento cessi di essere tale.
In data 21 dicembre 2015 è stato stipulato un contratto di finanziamento tra Interpump Group S.p.A. e Unicredit per un importo complessivo di 40 milioni di Euro che ne prevede il rimborso anticipato obbligatorio nel caso di cambio di controllo.
Nel caso di società controllate non esistono clausole di change of control, ma in alcuni casi la Capogruppo si è impegnata ad informare preliminarmente la controparte in caso di cessione della partecipazione.
In materia di OPA si segnala che lo statuto non deroga alle disposizioni della passivity rule previste dall'art. 104, commi 1 e 2 del TUF né prevede l'applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall'art. 140-bis, commi 2 e 3, del TUF.
i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale ed autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, comma 1 lettera m) TUF)
L'Assemblea riunitasi in sede straordinaria in data 30 aprile 2014 ha deliberato di delegare al Consiglio di Amministrazione la facoltà, ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile, di aumentare il capitale sociale a pagamento, in una o più volte, anche in via scindibile ai sensi dell'art. 2439 del Codice Civile, entro il 29 aprile 2019, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell'art. 2441, comma 4, del Codice Civile, mediante l'emissione di azioni ordinarie, nei seguenti limiti: (i) per un ammontare massimo pari al 10% del capitale sociale di Interpump preesistente alla data di esercizio della Delega, quanto alla facoltà di aumentare il capitale sociale ex art. 2441, comma 4, primo periodo del Codice Civile (vale a dire mediante conferimento in natura), con facoltà del Consiglio di Amministrazione di stabilire l'eventuale sovrapprezzo; e (ii) per un ammontare nominale pari al 10% del capitale sociale di Interpump preesistente alla data di esercizio della Delega, quanto alla facoltà di aumentare il capitale sociale ex art. 2441, comma 4, secondo periodo, del Codice Civile (vale a dire mediante conferimento in denaro), con facoltà del Consiglio di Amministrazione di stabilire l'eventuale ulteriore sovrapprezzo.
Per maggiori dettagli si rimanda all'art. 5 dello Statuto Sociale, disponibile sul sito sul sito internet di Interpump Group S.p.A. (www.interpumpgroup.it, sezione Governance, Documentazione Assembleare).
L'Assemblea del 30 aprile 2015 ha autorizzato, ai sensi degli artt. 2357 e 2357-ter del Codice Civile l'acquisto di azioni proprie e la eventuale successiva alienazione, per il periodo di 18 mesi decorrenti dalla data della suddetta Assemblea. L'acquisto può avvenire ad un prezzo unitario compreso fra un minimo di 0,52 euro ed un massimo di 18,00 euro mediante acquisti sul mercato o mediante offerta pubblica di acquisto o di scambio secondo le modalità stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari di tempo in tempo vigenti. Per lo stesso periodo e per gli stessi prezzi, l'Assemblea ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione a cedere le azioni proprie in portafoglio. L'alienazione può avvenire anche mediante offerta al pubblico, vendita di azioni proprie a dipendenti, amministratori e collaboratori della società e/o del gruppo in esecuzione di piani di incentivazione preventivamente approvati dall'Assemblea, messa al servizio di buoni di acquisto (warrant) o di ricevute di deposito rappresentative di azioni o titoli similari, permuta per l'acquisizione di partecipazioni societarie o beni di interesse sociale nonché nell'ambito della definizione di eventuali accordi con partner strategici.
Al 31 dicembre 2015, la società aveva in portafoglio n. 1.125.912 azioni proprie ad un prezzo unitario medio di carico di 11,6443 euro, che rappresentavano l'1,03% del capitale. In data 17 febbraio 2016 la società ha comunicato a Consob di avere superato, in data 16 febbraio 2016, la soglia del 2% di azioni proprie.
l) Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss. cc.)
La società non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento. Il Consiglio di Amministrazione ha effettuato una valutazione in tal senso, ritenendo vinta la presunzione di cui all'art. 2497-sexies del Codice Civile, in quanto la controllante Gruppo IPG Holding S.p.A., pur essendo controllante e conseguentemente obbligata al consolidamento di Interpump Group S.p.A. svolge le funzioni di holding di partecipazioni e, sotto il profilo operativo e industriale, non può configurarsi un'unità di indirizzo gestionale tra Interpump Group S.p.A. e la controllante Gruppo IPG Holding S.p.A.
* * *
Le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma primo, lettera i) ("gli accordi fra la società e gli amministratori…..che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto") sono contenute nella relazione sulla remunerazione ai sensi dell'art. 123-ter del TUF disponibile sul sito internet di Interpump Group S.p.A. (www.interpumpgroup.it, sezione Governance, Politica di remunerazione).
Le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma primo, lettera l) ("le norme applicabili alla nomina o alla sostituzione degli amministratori … nonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva") sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione (Sez. 4.1).
3. COMPLIANCE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF)
Interpump Group si è adeguata alle disposizioni del Codice di Autodisciplina emesso sotto il patrocinio di Borsa Italiana S.p.A. nell'edizione del luglio 2015 accessibile al pubblico sul sito web del Comitato per la Corporate Governance alla pagina http://www.borsaitaliana.it/comitato-corporategovernance/codice/2014clean.pdf. Nel seguito sono descritte le modalità di adeguamento al suddetto Codice.
L'Emittente e le sue controllate aventi rilevanza strategica non sono soggetti a disposizioni di legge non italiane che influenzino la struttura di corporate governance dell'Emittente.
4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
4.1 NOMINA E SOSTITUZIONI (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF)
In linea con le previsioni normative relative al modello di amministrazione e controllo cosiddetto "tradizionale" adottato dalla società, nonché alle disposizioni regolamentari vigenti, lo Statuto disciplina la nomina degli amministratori mediante il voto di lista e nel rispetto del principio di necessario riparto tra i generi, prevedendo quanto di seguito descritto.
" Art. 14…
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Alla nomina degli amministratori si procederà sulla base di liste presentate dai soci, secondo le disposizioni che seguono, fatti salvi i casi nei quali il presente art. 14 stabilisce che si debba procedere con le modalità e maggioranze ordinarie e quelli in cui non sia consentita o possibile la nomina con voto di lista. Nella misura in cui ciò sia previsto dalla normativa di volta in volta vigente, la nomina degli amministratori è effettuata in base a criteri che assicurano l'equilibrio tra i generi.
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Hanno diritto a presentare una lista soltanto i soci che, al momento della presentazione della lista, siano titolari, da soli o insieme ad altri, di azioni con diritto di voto complessivamente rappresentanti almeno il 2,5 % (due virgola cinque per cento) del capitale sottoscritto e versato avente diritto di voto nell'Assemblea ordinaria per la nomina delle cariche sociali, ovvero, se inferiore o superiore, la diversa percentuale massima stabilita dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. La percentuale minima necessaria per la presentazione delle liste sarà indicata nell'avviso di convocazione.
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Ogni candidato amministratore può presentarsi in una sola lista, a pena di ineleggibilità.
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Ciascun socio che intende proporre (o concorrere a proporre) candidati alla carica di amministratore deve depositare (o concorrere a depositare) presso la sede sociale, almeno venticinque giorni prima della data prevista per l'Assemblea in prima convocazione che deve deliberare sulla nomina: a) una lista di candidati, in numero non inferiore a 3 (tre) e non superiore a 13 (tredici), ciascuno abbinato ad un numero progressivo; almeno il candidato indicato nella lista con il primo numero d'ordine dovrà essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dall'art. 147 ter, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e succ. mod. e dell'idoneità ad essere qualificato come indipendente ai sensi del Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate promosso dalla Borsa Italiana S.p.A.; fermo restando quanto precede, la lista dovrà contenere candidati di genere diverso, secondo quanto indicato nell'avviso di convocazione dell'Assemblea al fine di assicurare il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi; nonché b) il curriculum vitae di ciascun candidato, contenente un'esauriente informativa sulle sue caratteristiche personali e professionali, con indicazione dell'eventuale possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dall'art. 147 ter, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e succ. mod., e dell'idoneità ad essere qualificati come indipendenti ai sensi del Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate promosso dalla Borsa Italiana S.p.A., nonché con indicazione: (i) degli incarichi di componente l'organo di amministrazione non esecutivo o di componente l'organo di controllo ricoperti in società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, intendendosi per tali quelle che nell'ultimo esercizio chiuso hanno avuto un valore totale delle attività o un fatturato superiore ad Euro 500.000.000,00 (cinquecento milioni); (ii) degli incarichi di componente l'organo di amministrazione esecutivo in qualsiasi società, incluse quelle non rientranti nelle categorie menzionate al precedente punto (i), fatta eccezione soltanto per le società "di mero godimento" di immobili, partecipazioni o altri beni e le società che nell'ultimo esercizio chiuso hanno avuto un fatturato sino a Euro 50.000.000,00 (cinquanta milioni); (iii) degli incarichi di cui all'art. 2390, comma 1, cod. civ. che richiedano l'autorizzazione dell'Assemblea a derogare al divieto legale di concorrenza, con la precisazione che possono non essere indicati gli incarichi in società direttamente o indirettamente controllate dalla società, la cui assunzione deve intendersi autorizzata dalla società stessa in via generale e preventiva. Per ogni società nella quale sono ricoperti incarichi dovrà essere specificata la denominazione, la sede, il numero di iscrizione nel Registro delle Imprese o equipollente e la natura della carica ricoperta (anche con riferimento alla qualifica di amministratore esecutivo, non esecutivo o indipendente); nonché c) le dichiarazioni di ciascun candidato con le quali essi accettano di assumere la carica in caso di nomina e attestano, sotto la loro responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, l'eventuale possesso dei requisiti di indipendenza e l'eventuale idoneità ad essere qualificati come indipendenti ai sensi del Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate promosso dalla Borsa Italiana S.p.A., nonché la sussistenza degli eventuali ulteriori requisiti prescritti per la carica, normativamente e statutariamente; d) l'elenco dei soci che presentano la lista, con indicazione del loro nome, ragione sociale o denominazione, della sede, del numero di iscrizione nel Registro delle Imprese o equipollente e della percentuale del capitale da essi complessivamente detenuta corredato da una certificazione dalla quale risulti la titolarità di tale partecipazione e da una dichiarazione conforme a quella prevista dall'art. 144 sexies, comma 4, lett. b) del Regolamento CONSOB n. 11971 del 14/5/1999 e succ. integrazioni e modificazioni attestante l'assenza di rapporti di collegamento di cui all'art. 144 quinquies del medesimo Regolamento CONSOB. E' onere di chi presenta una lista indicare in tale lista un numero sufficiente di candidati, nonché il numero minimo di candidati in possesso dei requisiti di indipendenza e degli altri requisiti necessari per legge e fare in modo che la composizione della lista medesima rispetti il criterio proporzionale di equilibrio tra i generi previsto dalla normativa vigente. Dovrà inoltre essere depositata, entro il termine previsto dalla disciplina vigente, l'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità, al momento del deposito presso la Società della lista, del numero di azioni necessario alla presentazione stessa.
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Ogni socio non può presentare (o concorrere a presentare), né votare, neppure per interposta persona o tramite società fiduciaria, più di una lista. I soci appartenenti al medesimo gruppo e i soci che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni della Società non possono presentare, né votare, neppure per interposta persona o tramite società fiduciaria, più di una lista.
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Le liste per le quali non sono osservate le disposizioni contenute nei precedenti comma del presente art. 14 si considerano come non presentate.
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Delle liste presentate viene data notizia nei casi e con le modalità stabilite dalle vigenti disposizioni, e con ogni altra modalità ritenuta opportuna dal Consiglio di Amministrazione.
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Il socio o i soci che abbiano presentato (o concorso a presentare) una lista collegata anche indirettamente a uno o più soci che hanno presentato (o concorso a presentare) altra lista sono tenuti a dichiararlo in apertura dell'Assemblea di nomina degli Amministratori, e tale dichiarazione deve essere trascritta nel verbale dell'Assemblea. Si considera sussistere un rapporto di collegamento nei casi previsti dall'art. 144 quinquies del Regolamento CONSOB n. 11971 del 14/5/1999 e succ. integrazioni e modificazioni.
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Alla elezione del Consiglio di Amministrazione si procederà come di seguito precisato: a) dalla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti espressi dai soci saranno tratti, in base al numero di ordine progressivo con il quale i candidati sono elencati nella lista stessa, tutti gli amministratori da eleggere meno uno; da tale lista saranno, altresì, tratti tutti gli amministratori appartenenti al genere meno rappresentato richiesti dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi, fatto salvo il caso in cui il restante amministratore, tratto dalla lista che abbia ottenuto il secondo numero di voti, appartenga al genere meno rappresentato: in tal caso, dalla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti saranno tratti tutti gli amministratori appartenenti al genere meno rappresentato, richiesti dalla normativa vigente, meno uno; b) dalla lista che avrà ottenuto il secondo numero di voti sarà tratto il restante amministratore da eleggere, che sarà quello indicato con il primo numero di ordine progressivo nella lista stessa, fermo restando quanto previsto dalla lettera a) che precede in materia di equilibrio tra i generi; c) in caso di parità di voti (i.e., qualora due liste abbiano entrambe ottenuto il maggior numero di voti, o il secondo numero di voti) si procederà a nuova votazione da parte dell'Assemblea, con voto di lista, per l'elezione dell'intero Consiglio di Amministrazione; d) risulteranno eletti i candidati tratti dalle liste mediante i criteri indicati alle precedenti lettere a), b) e c), fatto salvo quanto disposto alle successive lettere e), f) e g); e) nel caso venga regolarmente presentata un'unica lista, tutti gli amministratori da eleggere saranno tratti da tale lista, in base al numero di ordine progressivo con il quale i candidati sono elencati nella lista stessa e sempre nel rispetto della normativa vigente in materia di indipendenza dei consiglieri e di equilibrio tra i generi; f) nel caso la lista che ha ottenuto il secondo numero di voti non abbia raggiunto una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella necessaria per la presentazione delle liste prevista al precedente comma 3, tutti gli amministratori da eleggere saranno tratti dalla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti espressi dai soci, in base al numero di ordine progressivo con il quale i candidati sono elencati nella lista stessa; g) nel caso la lista che ha ottenuto il secondo numero di voti abbia ricevuto il voto di uno o più soci da considerare collegati, ai sensi del precedente comma 9, con uno o più dei soci che hanno presentato (o concorso a presentare) la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, di tali voti non si terrà conto. Conseguentemente, se senza considerare tali voti altra lista risulti la seconda lista più votata, il restante amministratore sarà quello indicato con il primo numero di ordine progressivo in tale altra lista; h) qualora non venga presentata alcuna lista, anche in applicazione di quanto previsto al precedente comma 7, ovvero qualora, per qualsivoglia ragione, la nomina di uno o più amministratori non possa essere effettuata a norma del presente comma 10, l'Assemblea delibererà con le maggioranze previste dalla legge, assicurando comunque la presenza del numero necessario di amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsto dalla legge e il rispetto delle norme vigenti in materia di equilibrio tra i generi.
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Gli amministratori durano in carica sino ad un massimo di tre esercizi, secondo quanto stabilirà l'Assemblea all'atto della nomina, e sono rieleggibili.
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Gli amministratori indipendenti sono tenuti a dare immediata comunicazione al Consiglio di Amministrazione del venir meno dei requisiti di indipendenza richiesti dalla legge e, quanto agli amministratori indicati nelle liste con il primo numero d'ordine, dell'idoneità ad essere qualificati come indipendenti ai sensi del Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate promosso dalla Borsa Italiana S.p.A. La perdita di tali requisiti o dell'idoneità comporterà la loro decadenza dalla carica.
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Fermo restando quanto previsto al successivo comma 15, se nel corso dell'esercizio vengono a mancare, per qualsiasi motivo, uno o più amministratori tratti dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti o eletti con le modalità e maggioranze ordinarie, e tale cessazione non fa venire meno la maggioranza degli amministratori eletti dall'Assemblea, il Consiglio di Amministrazione procederà alla loro sostituzione mediante cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 cod. civ.. L'amministratore così cooptato resta in carica sino alla prossima Assemblea, che procederà alla sua conferma o sostituzione non con voto di lista ma con le modalità e maggioranze ordinarie.
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Fermo restando quanto previsto al successivo comma 15, se nel corso dell'esercizio viene a mancare, per qualsiasi motivo, l'amministratore tratto dalla lista che ha ottenuto il secondo numero di voti, e tale cessazione non fa venire meno la maggioranza degli amministratori eletti dall'Assemblea, il Consiglio di Amministrazione procederà alla sua sostituzione mediante cooptazione del candidato indicato con il secondo numero di ordine progressivo in tale lista, purché sia ancora eleggibile e disposto ad accettare la carica, e, in caso contrario, del candidato indicato con il terzo numero di ordine progressivo nella medesima lista, e così via, sino ad esaurimento dei candidati indicati in tale lista. Qualora da quest'ultima lista non risulti possibile trarre alcun amministratore da cooptare, verrà cooptato il candidato indicato con il primo numero di ordine progressivo nella lista che ha ottenuto il terzo numero di voti, ove tale lista abbia raggiunto il quorum minimo di cui al precedente comma 10, lettera f), purché sia ancora eleggibile e disposto ad accettare la carica, ed in caso contrario il candidato indicato con il secondo numero di ordine progressivo nella medesima lista, e così via, sino ad esaurimento dei candidati indicati nelle liste che abbiano raggiunto il quorum minimo di cui al precedente comma 10, lettera f). Qualora non risulti possibile trarre dalle liste sopraindicate alcun amministratore da cooptare, il Consiglio di Amministrazione coopterà un amministratore da esso prescelto.
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Anche in deroga a quanto stabilito nei precedenti comma 13 e 14, qualora l'amministratore cessato sia un amministratore indipendente, esso dovrà essere sostituito, anche mediante cooptazione, con altro amministratore indipendente, e qualora l'amministratore cessato debba essere anche idoneo ad essere qualificato come indipendente ai sensi del Codice di Autodisciplina predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate promosso dalla Borsa Italiana S.p.A., esso dovrà essere sostituito, anche mediante cooptazione, con altro amministratore avente tale idoneità. Allo stesso modo, qualora l'amministratore cessato appartenga al genere meno rappresentato e la sua cessazione determini il venir meno del criterio proporzionale di equilibrio tra i generi, lo stesso dovrà essere sostituito, anche mediante cooptazione, con altro amministratore appartenente al medesimo genere, in modo da assicurare in ogni momento il rispetto delle norme vigenti in materia.
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Nel caso venga meno la maggioranza degli amministratori eletti dall'Assemblea, non si procederà alla sostituzione dell'amministratore o degli amministratori cessati mediante cooptazione, ma l'intero Consiglio di Amministrazione si intenderà dimissionario e dovrà convocare l'Assemblea senza indugio per procedere alla sua ricostituzione, con voto di lista."
Oltre alle norme del TUF, l'Emittente non è soggetto ad ulteriori norme in materia di composizione del Consiglio di Amministrazione.
Piani di successione
La società non ha predisposto un piano di successione perché ritiene che la decisione sulla successione degli amministratori spetti al Consiglio di Amministrazione nella sua collegialità.
4.2 COMPOSIZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione ad oggi è così composto:
| Nominativi | Deleghe |
|---|---|
| Fulvio Montipò | Presidente e Amministratore |
| Delegato (1) (2) | |
| Paolo Marinsek | Vice Presidente e |
| Amministratore Delegato (1) (2) | |
| Giuseppe Ferrero | Consigliere non esecutivo |
| Franco Garilli | Consigliere indipendente |
| Lead Indipendent Director | |
| Marcello Margotto | Consigliere indipendente |
| Giancarlo Mocchi | Consigliere non esecutivo |
| Stefania Petruccioli | Consigliere indipendente |
| Paola Tagliavini | Consigliere indipendente |
| Giovanni Tamburi | Consigliere non esecutivo |
(1) poteri di rappresentanza sociale ai sensi dell'art 17 dello statuto
(2) deleghe relative all'attività ordinaria con limiti di importo oltre i quali la decisione spetta al Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione, nominato dall'Assemblea del 30 aprile 2014, su proposta dell'azionista Gruppo IPG Holding S.p.A., ha subito le seguenti variazioni nel corso del 2015: il consigliere Mara Caverni si è dimesso dalla carica a far data dal 30/06/2015 ed è stato sostituito per cooptazione da Stefania Petruccioli nel corso della stessa seduta, ai sensi dell'art. 2386, comma 1, cod. civ., e dell'art. 14, comma 13, dello Statuto Sociale. Il consigliere Carlo Conti si è dimesso a far data dal 01/07/2015 ed è stato sostituito nel suo ruolo di Lead Independent Director e di membro del Comitato Controllo e Rischi e Remunerazione da Franco Garilli, già consigliere di Interpump Group S.p.A. Infine, in data 6 agosto 2015 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di cooptare, ai sensi dell'art. 2386, comma 1, cod. civ., e
dell'art. 14, comma 13, dello Statuto Sociale, Marcello Margotto che rimarrà in carica fino alla prossima assemblea.
La durata del Consiglio di Amministrazione è fissata in tre anni, ovvero fino alla data di approvazione del bilancio dell'esercizio 2016.
Di seguito si fornisce un breve curriculum vitae di ciascun amministratore in carica.
Fulvio Montipò
Nato a Baiso (RE) il 22 ottobre 1944. Laureato in Sociologia presso l'Università di Trento (1972). Ha ricoperto la carica di Capo del Personale - Direzione organizzativa della Bertolini Macchine Agricole (1967-1972). È stato Direttore Generale della Bertolini Idromeccanica (1972-1977). È fondatore di Interpump Group S.p.A., della quale, ininterrottamente fin dalla costituzione, è stato Amministratore Delegato. E' stato nominato Presidente e Amministratore Delegato di Interpump nell'aprile 2013.
Paolo Marinsek
Nato a Trieste il 13 novembre 1950. Laureato in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino nel 1975. É stato nel Gruppo FIAT dal 1976 al 2004, dove ha ricoperto incarichi con crescente responsabilità: Responsabile Tecnologie dello stabilimento Mirafiori Meccanica (1979-1981); Direttore dei Servizi Tecnici e della Manutenzione di Mirafiori Meccanica (1981-1985); Direttore di Produzione dello stabilimento di Termoli per l'avvio del motore FIRE (1985-1986); Direttore dello stabilimento di Termoli (1986-1989); Responsabile di tutti gli stabilimenti Fiat Auto di Produzione Meccanica (1989-1990); Responsabile del Piano di Qualità Totale di Fiat Auto (1990-1992); Amministratore Delegato di Fiat Auto Polonia (1992- 1996); Amministratore Delegato di Comau S.p.A. e Responsabile del settore Mezzi e Sistemi di Produzione di Fiat S.p.A. (1996-1998); Amministratore Delegato e Direttore Generale di Ferrari S.p.A. e contemporaneamente di Maserati S.p.A. (1998-2000); Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fiat Engineering S.p.A. (2000-2004). E' stato nominato Vice Presidente e Amministratore Delegato di Interpump nell'aprile 2013, della quale è stato Direttore Generale dal novembre 2004 all'aprile 2005 quando è stato nominato Amministratore Delegato.
Giuseppe Ferrero
Nato a Torino il 14 novembre 1946. Laureato in Giurisprudenza all'università di Torino (1972). Conseguita la laurea, ha continuato la sua attività lavorativa a fianco del padre. Progressivamente ha acquisito cariche e responsabilità specifiche, fino a ricoprire la carica di Presidente e Amministratore Delegato nelle aziende del Gruppo Ferrero. Dal 2007 è a capo del Gruppo Ferrero. Al di fuori del Gruppo Ferrero ricopre le seguenti cariche: Consigliere dell'Unione Industriale di Torino e Consigliere di TIP S.p.A. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2003.
Franco Garilli
Nato a Farini (Piacenza) il 28 ottobre 1951. Laureato in Economia e Commercio all'università Cattolica di Milano. E' iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Piacenza e al Registro dei revisori Legali. Durante le sua carriera professionale in KPMG ha partecipato, ai vari livelli di responsabilità, alla revisione contabile di società e gruppi di medie e grandi dimensioni, nazionali e multinazionali, quotati e non quotati, prevalentemente operanti nei settori finanziario, manifatturiero, dei trasporti e della grande distribuzione.
Quale Responsabile Nazionale dell'Attività di Revisione Contabile della KPMG Italia, ha rappresentato il Network Italiano nei vari comitati internazionali costituiti dal Network Globale KPMG. Ha ricoperto la carica di amministratore delegato di KPMG S.p.A. E' membro del consiglio di amministrazione di BRT S.p.A. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2014.
Marcello Margotto
Nato a Bologna il 1 gennaio 1961. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università di Bologna nel 1986. Abilitato alla professione di dottore commercialista e iscritto nel registro dei Revisori legali. E' stato sales-marketing assistant presso la "La Perla fashion Group" (1987-1988). Ha lavorato presso lo Studio Piombini in Bologna, studio attivo nella consulenza aziendale, fiscale e societaria (1987-1988). Ha svolto collaborazione professionale presso lo Studio Napodano, studio attivo in procedure concorsuali, consulenza societaria e fiscale di gruppi industriali di società (1989-1991). Ha fondato ed è il socio di riferimento di RD Team Srl società specializzata nell'ottenimento di agevolazioni e crediti d'imposta per la ricerca e sviluppo, l'innovazione di PMI e grandi imprese, reti d'impresa, start-up e PMI innovative (dal 2008 ad oggi). Ha fondato ed è partner dello studio Margotto & Partners specializzato nella consulenza fiscale, societaria ed aziendale per imprese e gruppi di società, stabili organizzazioni di società e gruppi esteri in Italia, nei processi di sviluppo e internazionalizzazione delle PMI. E' sindaco e consigliere di amministrazione in numerose società. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2015.
Giancarlo Mocchi
Nato a Pavia il 3 gennaio 1940. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano nel 1964. Ha svolto funzioni di Budgeting, EDP ed Auditing nel gruppo CGE - General Electric (1965- 1969). Ha ricoperto importanti incarichi nel gruppo Ciba-Geigy in settori diversi e con responsabilità crescenti, divenendo condirettore della Divisione Farmaceutici con responsabilità diretta sulla Pianificazione, Controllo, Sistemi informativi, Distribuzione, Materials management (1970-1998). Ha ricoperto l'incarico di direttore di Finanza, Amministrazione, Controllo, Sistemi nel gruppo Novartis (1996- 1999). Ha ricoperto e ricopre la carica di amministratore in diverse società fra cui G.D S.p.A., Mais S.p.A., Mais Partecipazioni Stabili S.r.l., B Group S.p.A., Isco S.r.l., Simisa S.r.l., TIP S.p.A., Limoni S.p.A., Irbm S.p.A. ed Ergon Sutramed S.p.A. È stato, inoltre, Presidente del Consorzio Dafne, dalla sua costituzione (1991) al 1997, nonché membro del Consiglio direttivo dell'Assinde. Ha ricoperto la carica di presidente o membro del Collegio Sindacale in diverse società a partire dal 1971 tra cui: Fervet S.p.A.; Aqua Viva S.p.A.; Irga S.p.A.; Geigy S.p.A.; Ilford S.p.A.; Chimosa S.p.A.; Airwick S.p.A.; Gretag S.p.A.; Titmus S.p.A.; Viba S.p.A.; Istituto Vaccinogeno Pozzi S.p.A.; Chiron S.p.A.; Ciba Vision S.r.l. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2008.
Stefania Petruccioli
Nata a Torino il 3 luglio 1967. Laureata in Economia Aziendale presso l'Università Bocconi di Milano nel 1991. Abilitata alla professione di dottore commercialista. Negli anni 1991-2004 ha svolto la seguente collaborazione universitaria: borsista presso l'Istituto di Studi sulle Borse Valori "A. Lorenzetti" dell'Università L. Bocconi; professore a contratto di "Economia e Gestione delle Imprese" e assistente di "Strategie finanziarie per lo sviluppo dell'impresa". Ha collaborato nel campo della consulenza fiscale e societaria presso lo Studio Associato di Dottori Commercialisti "Camozzi Bonissoni" (1991-1994). E' stata analista presso Medinvest S.p.A. - società operante nel settore del Merger & Acquisition, e Corporate Finance (1995-1998). E' stata analista nell'investimento e nella gestione delle partecipate presso Eptaventure S.r.l. (Gruppo Eptaconsors) – Società di gestione del fondo chiuso (1998-2000). Manager nell'investimento e gestione attiva di alcune partecipazioni, supportata dall'advisory company Livolsi & Partner S.p.A. presso Convergenza Com S.A. – Società di gestione del Fondo Convergenza specializzato in operazioni di private equity e venture capital nei settori media, telecom, internet e biotecnologie (2000- 2005). Partner di Progressio SGR S.p.A. – Società di gestione di due fondi di private equity (2005-2013). Da luglio 2014 è responsabile Investimenti di Principia SGR S.p.A. – Società di gestione di fondi di venture e growth capital. E' consigliere di amministrazione indipendente in De' Longhi S.p.A. e membro del comitato Controllo e Rischi dal 2013 e consigliere di amministrazione indipendente in Cairo Communication S.p.A. e membro del comitato remunerazione e del comitato parti correlate dal 2014. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2015.
Paola Tagliavini
Nata a Milano il 23 ottobre 1968. Laureata in Economia Aziendale presso l'Università Bocconi di Milano, specializzazione Finanza, nel 1992. Iscritta nel registro dei Revisori legali. Docente presso l'Università Bocconi e la SDA Bocconi su tematiche di risk management. Condirettore del Lab ERM di SDA Bocconi. Managing Partner presso DGPA Risk, unità specializzata in consulenza di risk management della DGPA & CO. Vanta un'esperienza ventennale nella consulenza in tema di risk management. Ha diretto per più di otto anni il team italiano di strategic risk consulting di Marsh (1999-2006). E' stata responsabile della practice di corporate risk per l'Italia per Oliver Wyman (2007-2009). Ha diretto il team di consulenza di risk management per l'Italia di AON (2009-2011). Dal 1993 al 2005 già docente di Economia e gestione delle Imprese e Protezione Aziendale presso l'Università Bocconi, nonché ricercatrice presso il Centro SPACE dell'Università Bocconi su tematiche di protezione aziendale. Visiting Researcher presso il dipartimento di Insurance & Risk Management della Wharton School (1997). Autrice di pubblicazioni e relatrice a numerosi convegni in tema di risk management. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2014.
Giovanni Tamburi
Nato a Roma il 21 aprile 1954. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università La Sapienza di Roma. È stato membro della commissione per la legge 35/92 istituita dal Ministero del Bilancio (Commissione per le privatizzazioni) e membro dell'"advisory board" per le Privatizzazioni del Comune di Milano. Ha prestato la propria attività in S.O.M.E.A. S.p.A. (febbraio 1975-luglio 1977) e, successivamente, nel Gruppo Bastogi (settembre 1977-settembre 1980). Dal 1980 al 1991 ha ricoperto importanti incarichi in Euromobiliare (Gruppo Midland Bank), divenendo amministratore di Euromobiliare S.p.A., Direttore generale di Euromobiliare Montagu S.p.A, investment banking del gruppo. È fondatore e Presidente di Tamburi Investment Partners S.p.A., investment/merchant bank indipendente focalizzata sullo sviluppo delle medie aziende italiane eccellenti quotata sul mercato STAR di Borsa Italiana. È autore di molti libri, pubblicazioni specializzate ed articoli. Ricopre la carica di amministratore di Interpump Group S.p.A. dal 2005.
Cumulo massimo degli incarichi ricoperti in altre società
Il Consiglio di Amministrazione, per quanto attiene al limite quantitativo al cumulo degli incarichi degli amministratori (ex. Criterio Applicativo 1.C.3.), ha stabilito quanto segue:
- ai fini delle disposizioni che seguono relative al cumulo degli incarichi degli amministratori della società: (i) costituiscono altri incarichi di "amministratore" gli incarichi ricoperti quale amministratore unico o componente il Consiglio di Gestione o il Consiglio di Amministrazione (nel sistema monistico, limitatamente ai membri incaricati dell'amministrazione), mentre costituiscono altri incarichi di "sindaco" gli incarichi ricoperti quale componente il Collegio Sindacale, il Consiglio di Sorveglianza e il Comitato per il Controllo Interno costituito nell'ambito del Consiglio di Amministrazione nel sistema monistico; (ii) devono essere considerate solamente le cariche di amministratore o sindaco eventualmente ricoperte in altre società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, intendendosi per tali quelle che abbiano un valore totale delle attività o un fatturato superiore ad Euro 500 milioni (di seguito, le "Società Rilevanti") (iii) gli incarichi ricoperti in più Società Rilevanti appartenenti al medesimo gruppo, incluso il gruppo Interpump, devono essere considerati quali unico incarico, con prevalenza di quello comportante il maggior impegno professionale (per esempio quello esecutivo);
- di raccomandare che l'Assemblea non nomini amministratori della società destinati ad assumere incarichi esecutivi, quando essi siano già amministratori esecutivi in una o più altre società (anche non costituenti Società Rilevanti, ma senza considerare a tal fine le società "di mero godimento" di immobili, partecipazioni o altri beni e le società che conseguono un fatturato annuale non superiore a Euro 50 milioni), o amministratori non esecutivi in quattro o più altre Società Rilevanti;
- di raccomandare che l'Assemblea non nomini amministratori della società destinati ad assumere incarichi non esecutivi, indipendenti o non indipendenti, quando essi siano al contempo amministratori esecutivi in due o più altre Società Rilevanti, o amministratori non esecutivi o sindaci in dieci o più altre Società Rilevanti;
- di stabilire che il Consiglio attribuirà incarichi esecutivi agli amministratori della società nominati dall'Assemblea, e consentirà l'attribuzione di incarichi esecutivi nelle società appartenenti al gruppo Interpump, solo se non incompatibili con i limiti sopra indicati, fatti salvi i casi in cui il Consiglio, con motivata deliberazione, ritenga che sussistano valide ed obiettive ragioni per derogare a tali limiti, temporaneamente o permanentemente.
Le limitazioni sopra indicate, oltre che nella presente relazione, sono rese pubbliche in occasione di ogni Assemblea che debba procedere alle nomine.
Le cariche di amministratore o sindaco rivestite dai consiglieri di Interpump Group in altre società quotate o in Società Rilevanti secondo la definizione del Codice di Autodisciplina sono: Fulvio Montipò: Società finanziarie: Gruppo IPG Holding S.p.A. (Holding di partecipazione); Giuseppe Ferrero: Società quotate: Consigliere in Tamburi Investment & Partners S.p.A.; Marcello Margotto: Società non quotate di rilevanti dimensioni: amministratore di F.A.A.C. Spa (Cancelli automatici; Porte automatiche..); Giancarlo Mocchi: Società non quotate di rilevanti dimensioni: Consigliere di G.D. S.p.A. (macchine per la produzione ed il confezionamento delle sigarette); Società finanziarie: Amministratore Delegato di MAIS Partecipazioni Stabili S.r.l. (Holding di partecipazione); Stefania Petruccioli: società quotate: amministratore di Gruppo de Longhi (settore elettrodomestici), amministratore di Gruppo Cairo Communication (settore della comunicazione); Paola Tagliavini: società quotate: amministratore indipendente di SAVE SpA (gestione aeroporti), amministratore indipendente di DeLclima Spa (settore del riscaldamento, ventilazione, climatizzazione e refrigerazione) si sottolinea che a febbraio 2016 è avvenuto il de-listing di detta società; Giovanni Tamburi: Società quotate: Presidente e Amministratore Delegato di Tamburi Investment & Partners S.p.A.,– Consigliere di Zignago Vetro S.p.A. (contenitori in vetro), Consigliere di Prysmian S.p.A; Consigliere di Amplifon S.p.A.; Società non quotate di rilevanti dimensioni: Consigliere di Azimut Benetti Spa; Società finanziarie: Gruppo IPG Holding S.p.A. (Holding di partecipazione). Franco Garilli: Società non quotate di rilevanti dimensioni: Consigliere di BRT S.p.A. (trasporto conto terzi)
Induction Programme
Le iniziative volte ad accrescere la conoscenza della realtà e delle dinamiche aziendali sono attuate a fronte di una semplice richiesta dell'amministratore (Criterio Applicativo 2.C.2.).
4.3 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione si riunisce con regolare cadenza e si organizza ed opera per garantire un efficace adempimento delle proprie funzioni perseguendo l'obiettivo primario della creazione di valore per gli azionisti e tenendo conto delle direttive e politiche definite per il gruppo (cfr Principi 1.P.1. e 1.P.2.).
Nel corso del 2015 il Consiglio si è riunito 8 volte con una durata media di 2 ore. La percentuale di partecipazione dei Consiglieri nell'esercizio è indicata nella Tabella 2.
Per il 2016 sono previste almeno 7 riunioni (di cui 6 in base al calendario diffuso al pubblico), delle quali 2 già tenute alla data odierna. I Consiglieri ricevono la documentazione sugli argomenti all'ordine del giorno normalmente una settimana prima rispetto alla riunione consiliare.
Il Presidente cura che agli argomenti all'Ordine del Giorno possa essere dedicato il tempo necessario per consentire un costruttivo dibattito (Criterio Applicativo 1.C.5.).
Alle riunioni consiliari partecipano solitamente anche il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e il segretario del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione ha stabilito che qualora due o più amministratori ne facciano richiesta scritta al Presidente, con anticipo di almeno due giorni lavorativi, partecipino alle riunioni consiliari i dirigenti della società, nonché gli amministratori delegati e i dirigenti delle società del gruppo Interpump, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti all'ordine del giorno di loro competenza, restando inteso che la loro partecipazione è limitata a tali argomenti.
L'art. 14 dell'attuale Statuto Sociale, al punto 18, prevede, tra gli altri, che siano di esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione: l'esame e l'approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari della società, nonché la definizione della struttura societaria del gruppo del quale la società è a capo e le operazioni di un importo superiore ad un limite prefissato, nonché di natura significativa.
In linea con quanto richiesto dal Criterio Applicativo 1.C.1. c), in data 12 febbraio 2015, il Consiglio di Amministrazione ha valutato l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile di Interpump Group S.p.A. e delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, opportunamente descritto in un documento predisposto dagli uffici competenti e preventivamente esaminato dal Comitato Controllo e Rischi.
Le controllate aventi rilevanza strategica sono state individuate in: Muncie Power Products Inc, Interpump Hydraulics S.p.A., NLB Corporation Inc., Hammelmann GmbH, General Pump Inc., Walvoil S.p.A., Hydrocontrol S.p.A., I.M.M. Hydraulics S.p.A., Contarini Leopoldo S.r.l., Oleodinamica Panni S.r.l. e HS Penta S.p.A. (fusa per incorporazione in Interpump Hydraulics S.p.A. in data 5 gennaio 2016) sulla base di criteri dimensionali.
Il Consiglio di Amministrazione ha valutato nel corso del 2015 il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli programmati con una periodicità almeno trimestrale (Criterio Applicativo 1.C.1. e)).
Lo Statuto di Interpump Group S.p.A. definisce i limiti delle operazioni dell'Emittente che devono passare dal Consiglio di Amministrazione. I singoli statuti delle controllate definiscono i limiti delle operazioni che devono essere approvate dai rispettivi Consigli di Amministrazione nei quali sono presenti amministratori della capogruppo. Sono comunque riservate al Consiglio di Amministrazione della capogruppo le delibere per il voto nelle assemblee straordinarie delle controllate dirette e per la nomina degli amministratori delle controllate dirette.
Per quanto riguarda la valutazione sul funzionamento dell'organo amministrativo e dei suoi Comitati (Criterio Applicativo 1.C.1. g)), nonché sulla loro dimensione e composizione, il Consiglio, nella riunione consiliare del 12 febbraio 2016 ha ritenuto di considerare i seguenti aspetti:
- l'adeguatezza del numero dei consiglieri, in rapporto alla presenza di un sufficiente numero di consiglieri indipendenti nonché le caratteristiche professionali, l'esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti;
- il corretto funzionamento del Consiglio e dei suoi comitati (in particolare, in rapporto alla frequenza delle riunioni, alla effettiva partecipazione dei loro componenti, salvo giustificate assenze che non incidano sul corretto funzionamento) e la insussistenza di anomale divergenze di valutazioni dei singoli componenti all'atto dell'espressione del voto.
La valutazione è stata effettuata tramite un questionario distribuito agli amministratori senza l'assistenza di consulenti esterni. I risultati sono stati sintetizzati in forma anonima in un documento che è stato distribuito ai consiglieri antecedentemente alla riunione consiliare.
Sulla base di quanto sopra analizzato il Consiglio di Amministrazione considera adeguati la dimensione, la composizione ed il funzionamento del Consiglio e dei suoi Comitati e pertanto non ritiene necessario procedere ad alcuna integrazione.
L'Assemblea non ha autorizzato deroghe al divieto di concorrenza previsto dall'art. 2390 del cod. civ.
4.4 ORGANI DELEGATI
Amministratori delegati
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 aprile 2014 ha attribuito le deleghe di seguito dettagliate a Fulvio Montipò, Presidente e Amministratore Delegato, e a Paolo Marinsek, Vice Presidente e Amministratore Delegato.
In particolare le deleghe a firma singola attribuite agli amministratori delegati sono, tra le altre, tenere e firmare la corrispondenza della società, vendere senza garanzie merci e ogni altro bene mobile di valore non superiore a 5 milioni di euro; acquistare merci ed altri beni mobili non registrati, nonché in generale concludere contratti per la gestione industriale e commerciale della società, purché di valore non superiore a 5 milioni di euro, acquistare e vendere autoveicoli purché di valore non superiore a 75 mila euro; provvedere all'amministrazione ordinaria della società per il raggiungimento degli scopi sociali. Infine possono delegare tutti o parte dei poteri a qualunque amministratore o a terzi. E' necessaria la firma
congiunta tra loro o con un altro membro del Consiglio di Amministrazione per acquistare e vendere autoveicoli per un importo superiore a 75 mila euro assumere e licenziare dirigenti la cui retribuzione lorda annua sia compresa fra 75 mila euro e 120 mila euro. In relazione all'opzione lasciata dal Codice di Autodisciplina, Interpump Group ha deciso di non costituire un Comitato Esecutivo.
Nel corso della stessa seduta il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di conferire al Vice Presidente e Amministratore Delegato Paolo Marinsek i seguenti incarichi ed i relativi poteri di gestione:
- (i) curare le relazioni con gli investitori istituzionali e con gli altri azionisti, sovraintendere alla gestione delle informazioni riservate ed alla comunicazione all'esterno di informazioni rilevanti nonché alla corretta osservanza delle regole di corporate governance derivanti dalle disposizioni legislative e regolamentari e dallo statuto della società vigenti e dal Codice di Autodisciplina delle società quotate, in quanto adottato dalla società;
- (ii) sovrintendere alla gestione ordinaria della società;
- (iii) sovrintendere all'operato del chief financial officer (CFO) del gruppo, ad eccezione di quanto previsto per il Presidente;
- (iv) assicurare la funzionalità e l'adeguatezza del sistema di controllo interno;
- (v) in collaborazione con il Presidente ed Amministratore Delegato, formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito agli indirizzi ed alle strategie della società e del gruppo e dare attuazione alle relative delibere consiliari;
- (vi) curare, in collaborazione con il Presidente ed Amministratore Delegato, la pianificazione dello sviluppo delle carriere del personale appartenente all'alta direzione, anche formulando al Consiglio di Amministrazione ed al Comitato per la Remunerazione proposte in merito alle relative remunerazioni e sistemi di incentivazione (MBO, stock option plan e simili).
Presidente del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato nella seduta del 30 aprile 2014 che al Presidente e Amministratore Delegato Fulvio Montipò siano conferiti specifici poteri di gestione, intesi quali competenze funzionali:
- (i) sovrintendere alla gestione di tutte le società del Gruppo;
- (ii) formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito agli indirizzi ed alle strategie della società e del Gruppo, anche in merito alle strategie di prodotto, e dare attuazione alle relative deliberazioni consiliari;
- (iii) formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito ad acquisizioni e dismissioni di partecipazioni in società e di aziende o rami d'azienda ed a joint venture e dare attuazione alle relative deliberazioni consiliari; formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito ad altre operazioni di finanza straordinaria, a finanziamenti, mutui e prestiti in genere, a leasing e dare attuazione alle relative deliberazioni consiliari;
- (iv) assistere e sovraintendere all'operato del Comitato Finanza;
- (v) riferire tempestivamente al Consiglio di Amministrazione le principali novità legislative e regolamentari che riguardano la società e gli organi sociali, con particolare riferimento a quelle concernenti l'esercizio della funzione di amministratore, predisponendo, se necessario, apposite relazioni scritte che illustrino le predette novità.
Il Presidente ha ricevuto deleghe gestionali in quanto fondatore del gruppo, profondo conoscitore dei settori di appartenenza (Principio 2.P.5.).
Il Presidente è uno dei soci del Gruppo IPG Holding che controlla Interpump Group S.p.A. al 20,230% ed è uno dei due CEO dell'Emittente.
Non ricorre il caso di Interlocking Directorate (si tratta del caso in cui il CEO dell'emittente assume l'incarico di amministratore di un altro emittente non appartenete al gruppo, di cui sia CEO un amministratore dell'emittente) prevista dal Criterio Applicativo 2.C.5.
Informativa al Consiglio
Gli organi delegati hanno riferito al Consiglio circa l'attività svolta nell'esercizio delle deleghe loro conferite alla prima riunione utile almeno trimestralmente.
4.5 ALTRI CONSIGLIERI ESECUTIVI
Non vi sono altri Consiglieri da considerarsi esecutivi in quanto i) ricoprano la carica di amministratore delegato o presidente esecutivo in una società controllata dall'Emittente avente rilevanza strategica e/o ii) ricoprano incarichi direttivi nell'Emittente o in una società controllata avente rilevanza strategica ovvero nella società controllante e l'incarico riguardi anche l'Emittente, e/o iii) perché siano membri del Comitato Esecutivo nei casi indicati dal Codice (Criterio Applicativo 2.C.1.).
4.6 AMMINISTRATORI INDIPENDENTI
Ai sensi dei Principi 3.P.1. e 3.P.2. e del Criterio Applicativo 3.C.4. del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 aprile 2014, la prima seduta utile dopo la nomina:
- ha valutato l'indipendenza dei seguenti amministratori non esecutivi: Mara Anna Rita Caverni, Carlo Conti, Franco Garilli e Paola Tagliavini adottando, tra l'altro, il criterio della prevalenza della sostanza sulla forma (Criterio Applicativo 3.C.1. e 3.C.2.), ed avvalendosi non solo delle informazioni fornite dagli interessati, ma anche di ogni informazione comunque a disposizione della società, dandone informazione al mercato tramite il comunicato stampa emesso il 30 aprile 2014 relativo all'approvazione del bilancio 2013;
- ha considerato adeguata la partecipazione al Consiglio degli amministratori indipendenti, sia dal punto di vista "quantitativo" (numero degli amministratori indipendenti in rapporto alle dimensioni del Consiglio ed alle necessità dei comitati interni), sia dal punto di vista "qualitativo" (in termini di autorevolezza e competenze professionali) (Criterio Applicativo 3.C.3.).
In ottemperanza a quanto disposto dal Criterio Applicativo 3.C.5., il Collegio Sindacale ha confermato al Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 aprile 2014, l'avvenuta verifica della corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati per valutare l'indipendenza dei propri componenti.
Successivamente alle dimissioni del consigliere Mara Caverni, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a nominare per cooptazione Stefania Petruccioli quale consigliere nella seduta del 30 giugno 2015 valutandone l'indipendenza e adottando, tra l'altro, il criterio della prevalenza della sostanza sulla forma (Criterio Applicativo 3.C.1. e 3.C.2.); avvalendosi non solo delle informazioni fornite dall'interessata, ma anche di ogni informazione comunque a disposizione. La Società, infine, ne ha dato informazione al mercato tramite il comunicato stampa emesso in data 30 giugno 2015.
In ottemperanza a quanto disposto dal Criterio Applicativo 3.C.5., il Collegio Sindacale ha confermato al Consiglio di Amministrazione nella medesima seduta parere favorevole ed approvato la delibera di nomina per cooptazione della dott.ssa Petruccioli.
Successivamente alle dimissioni del consigliere Carlo Conti, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a nominare per cooptazione Marcello Margotto quale consigliere nella seduta del 6 agosto 2015 valutandone l'indipendenza e adottando, tra l'altro, il criterio della prevalenza della sostanza sulla forma (Criterio Applicativo 3.C.1. e 3.C.2.); avvalendosi non solo delle informazioni fornite dall'interessato, ma anche di ogni informazione comunque a disposizione. La Società, infine, ne ha dato informazione al mercato tramite il comunicato stampa emesso in data 6 agosto 2015.
In ottemperanza a quanto disposto dal Criterio Applicativo 3.C.5., il Collegio Sindacale ha confermato al Consiglio di Amministrazione nella medesima seduta parere favorevole circa la nomina per cooptazione del dott. Marcello Margotto.
In data 12 febbraio 2016 il Consiglio di Amministrazione ha valutato l'indipendenza dei quattro amministratori indipendenti adottando, tra l'altro, il criterio della prevalenza della sostanza sulla forma (Criterio Applicativo 3.C.1. e 3.C.2.), ed avvalendosi non solo delle informazioni fornite dagli interessati, ma anche di ogni informazione comunque a disposizione della società. Ha inoltre avuto conferma da parte del Collegio Sindacale dell'avvenuta verifica della corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati per valutare l'indipendenza dei propri membri.
Gli amministratori indipendenti hanno comunicato di essersi riuniti il giorno 12 febbraio 2016 in assenza degli altri amministratori (Criterio Applicativo 3.C.6.).
4.7 LEAD INDIPENDENT DIRECTOR
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 aprile 2014, ai sensi del Criterio Applicativo 2.C.3. del Codice ha nominato il consigliere non esecutivo e indipendente Carlo Conti quale Lead Independent Director, ricorrendone i presupposti. In seguito alle dimissioni da consigliere di Carlo Conti, il Consiglio di Amministrazione ha nominato Franco Garilli quale Lead Independent Director nella seduta del 6 agosto 2015. Il Lead Independent Director rappresenta un punto di riferimento e di coordinamento delle istanze e dei contributi degli amministratori non esecutivi e, in particolare, di quelli che sono indipendenti e collabora con il Presidente del Consiglio di Amministrazione al fine di garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi.
5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE
Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A., nella seduta del 14 marzo 2006, ha approvato la "Procedura di comunicazione al mercato delle informazioni privilegiate e dei documenti riguardanti Interpump Group S.p.A. e gli strumenti finanziari da essa emessi".
Tale procedura definisce i termini e le modalità di comunicazione al mercato da parte di Interpump Group S.p.A. delle informazioni privilegiate relative alla stessa Interpump Group S.p.A. ed alle sue controllate ai sensi dell'art. 93 TUF e contestualmente istituisce gli opportuni protocolli di controllo aziendali ai fini della prevenzione dei reati di Market Abuse previsti dal D.Lgs. 231/2001.
Sono tenuti al rispetto della procedura tutti coloro che, in ragione dell'attività lavorativa o professionale svolta, hanno accesso alle Informazioni Privilegiate di Interpump Group S.p.A., in particolare gli Amministratori, i Sindaci e i dipendenti di Interpump Group S.p.A. e delle sue controllate.
La Procedura è collegata alla procedura inerente le "Modalità di tenuta e aggiornamento del Registro dei soggetti aventi accesso a informazioni privilegiate" e l'"Identificazione dei soggetti rilevanti e delle modalità e termini di comunicazione delle operazioni da essi effettuate aventi ad oggetto azioni emesse da Interpump Group S.p.A. o altri strumenti finanziari ad esse collegati" (cd. "Procedura internal dealing").
Le procedure sopra citate, entrate in vigore il 1° Aprile 2006, sono disponibili sul sito della società (Criterio Applicativo 1.C.1. lett. j) all'indirizzo www.interpumpgroup.it, sezione "Governance", Procedure Market Abuse).
Il Consiglio di Amministrazione in data 30 aprile 2014 ha nominato il Vice Presidente e Amministratore delegato Paolo Marinsek quale responsabile delle informazioni riservate e della comunicazione all'esterno di informazioni rilevanti.
6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Il Consiglio di Amministrazione ha nominato, il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Controllo e Rischi e il Comitato Nomine (cfr Principio 4.P.1.).
Nella riunione del 12 febbraio 2016 il Consiglio ha dichiarato di considerare adeguate le dimensioni, la composizione ed il funzionamento del Consiglio e dei suoi comitati.
Le riunioni di ciascun comitato sono verbalizzate.
7. COMITATO PER LE NOMINE
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 10 novembre 2015 ha deliberato di procedere alla costituzione del Comitato per le Nomine.
Il Comitato è composto in maggioranza da amministratori indipendenti (cfr. Principio 5.P.1) e il Presidente è scelto tra gli amministratori indipendenti.
Il Comitato è composto dai signori Marcello Margotto, Franco Garilli e Giovanni Tamburi i quali già compongono il Comitato per la Remunerazione, nominando quale Presidente il Dott. Marcello Margotto.
Tale Comitato ad oggi non si è ancora riunito non essendosi presentata la necessità.
8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE
Composizione e funzionamento del Comitato per la Remunerazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d) TUF)
Il Comitato è composto da amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti (cfr Principio 6.P.3.) e il Presidente è scelto tra gli amministratori indipendenti. Le riunioni sono coordinate dal Presidente e sono regolarmente verbalizzate. In data 12 febbraio 2016 il Consiglio di Amministrazione ha valutato adeguata la partecipazione al Comitato degli amministratori indipendenti sia dal punto di vista "quantitativo" sia dal punto di vista "qualitativo", ovvero in termini di autorevolezza e competenze professionali. Il Consiglio di Amministrazione del 18 marzo 2016 ha ritenuto adeguata la conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria e in materia di politiche retributive di Marcello Margotto, Franco Garilli e Giovanni Tamburi.
Il Comitato composto dai signori Carlo Conti, in qualità di Presidente, da Franco Garilli e Giovanni Tamburi si è riunito il 18 marzo 2015, 28 aprile 2015, con la partecipazione di tutti i componenti. Successivamente alle dimissioni del consigliere Carlo Conti, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a sostituirlo per cooptazione con Marcello Margotto nella seduta del 6 agosto 2015, che è stato nominato Presidente del Comitato.
La durata media delle riunioni è stata di circa 20 minuti.
Per il 2016 sono previste 2 riunioni.
La remunerazione degli amministratori che compongono il Comitato è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, con l'astensione dei diretti interessati (Criterio Applicativo 6.C.6.). Al Comitato non hanno partecipato soggetti che non ne fossero membri (Criterio Applicativo 4.C.1. lett. f)).
Funzioni del Comitato per la Remunerazione
Per informazioni circa le funzioni attribuite al Comitato per la Remunerazione si rinvia al Capitolo 1 "Procedure utilizzate per l'adozione e l'attuazione della politica di remunerazione" della Sezione I della "Politica di Remunerazione" di Interpump Group S.p.A. Tale politica è stata definita dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 18 marzo 2016.
Nel corso della prima riunione tenutasi nel corso del 2015 si è:
- discusso della politica generale per la remunerazione degli amministratori esecutivi, degli altri amministratori investiti di particolari cariche e dei dirigenti con responsabilità strategiche;
- discusso delle proposte al Consiglio di Amministrazione in merito ai compensi per la carica di amministratore e alle remunerazioni globali massime da attribuire agli amministratori investiti di
particolari cariche in relazione all'esercizio 2015 e al periodo dal 1° gennaio 2016 fino alla data di approvazione del bilancio 2015;
- approvata la bozza della relazione illustrativa del Consiglio all'Assemblea da sottoporre al Consiglio stesso;
- definizione dei bonus 2014 da assegnare ai due amministratori esecutivi del Gruppo in base al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione;
- integrazione compensi Presidente.
Nel corso della seconda riunione il Comitato ha deliberato di proporre al Consiglio di Amministrazione:
- le remunerazioni da attribuire ai singoli amministratori investiti di particolari cariche in relazione all'esercizio 2015 ed al periodo dal 1° gennaio 2016 fino alla data di approvazione del bilancio 2015;
- l'ammontare dei bonus 2015 da assegnare ai top manager del Gruppo in base al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione e determinazione degli obiettivi collegati ai bonus 2015;
- le modalità di assegnazione del numero di opzioni da attribuire ai beneficiari in relazione alla Tranche 2014 del "Piano di Incentivazione Interpump 2013/2015".
Ai lavori del Comitato per la Remunerazione non hanno partecipato i componenti il Collegio Sindacale.
Il Comitato per la Remunerazione ha la possibilità di accedere alle informazioni ed alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio (Criterio Applicativo 4.C.1., lett. e)).
Il Consiglio ha attribuito al Comitato per la Remunerazione un budget di 25 mila euro per l'espletamento della sua attività.
9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI
Per informazioni circa la politica generale per la remunerazione e i piani di remunerazione basati su azioni si rinvia al Capitolo 3 "Finalità e principi della politica di remunerazione" e al Capitolo 4 "Componenti della remunerazione" della Sezione I della "Politica di Remunerazione" di Interpump Group S.p.A. Tale politica è stata definita dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 18 marzo 2016.
Per quanto riguarda la remunerazione degli amministratori esecutivi e degli amministratori non esecutivi si rinvia al Capitolo 5 "La remunerazione degli Amministratori" della Sezione I della "Politica di Remunerazione" di Interpump Group S.p.A.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 18 marzo 2016, ai sensi di quanto previsto nell'Allegato 1 al Regolamento CONSOB in materia di Operazioni con Parti Correlate n. 17221 del 12 marzo 2010, non ha identificato altri Dirigenti con Responsabilità Strategiche, oltre al Presidente l'Amministratore Delegato e al Vice Presidente. Tale decisione è la conseguenza del fatto che, data la particolare struttura del gruppo, non esistono figure dirigenziali con responsabilità globali di gruppo, bensì figure con responsabilità limitate a una divisione, a una singola azienda o a una funzione del gruppo stesso.
Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari è destinatario di stock option che vengono assegnate sulla base del raggiungimento di obiettivi qualitativi personali non legati a risultati aziendali, oltre che degli obiettivi quantitativi generali del piano.
I compensi degli amministratori per l'esercizio 2015 sono riportati nelle tabelle della Sezione II della Politica di Remunerazione di Interpump Group di cui sopra.
Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito di un'offerta pubblica di acquisto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera i), TUF)
Non sono previste indennità in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito di un'offerta pubblica di acquisto.
10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI
Composizione e funzionamento del Comitato Controllo e Rischi (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
Nel corso del 2015, il Comitato Controllo e Rischi è risultato composto dagli amministratori indipendenti:
- Paola Tagliavini, in qualità di Presidente, Mara Caverni e Carlo Conti nelle riunioni del 29 gennaio, 9 marzo e 7 maggio;
- Paola Tagliavini, in qualità di Presidente, e Stefania Petruccioli nelle riunioni del 16 luglio e 4 agosto, in seguito alle dimissioni da consigliere di Mara Caverni, sostituita per cooptazione da Stefania Petruccioli, e Carlo Conti. Al riguardo il Presidente del Comitato, in attesa di nomina in sostituzione di Carlo Conti, ha ritenuto legalmente costituito il Comitato con due soli consiglieri indipendenti, dovendosi trattare di tematiche finalizzate a dare continuità all'ordinaria attività del Comitato in supporto al Consiglio di Amministrazione;
- Paola Tagliavini, in qualità di Presidente, Stefania Petruccioli e Franco Garilli nella riunione del 15 ottobre, in seguito alla nomina di Franco Garilli, quale Amministratore membro del Comitato in sostituzione di Carlo Conti.
In data 12 febbraio 2016 il Consiglio di Amministrazione ha valutato adeguata la partecipazione al Comitato degli amministratori indipendenti sia dal punto di vista "quantitativo" sia dal punto di vista "qualitativo", ovvero in termini di autorevolezza e competenze professionali. (cfr Principio 7.P.4.).
Nel 2015 il Comitato si è riunito 6 volte per una durata media di 2 ore. Per il 2016 sono previste 6 riunioni, delle quali 2 già tenutesi. Le riunioni sono regolarmente verbalizzate.
Ai lavori del Comitato è stato costantemente invitato a partecipare l'intero Collegio Sindacale per il quale ha sempre partecipato almeno un membro, l'Amministratore Incaricato del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, il Responsabile della funzione Internal Auditing di Gruppo e il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Hanno inoltre partecipato su invito del Comitato e limitatamente a singoli punti all'Ordine del Giorno i rappresentanti della società di revisione (cfr Criterio Applicativo 4.C.1. lett. f)) e il Presidente dell'Organismo di Vigilanza di Interpump Group S.p.A.
Funzioni attribuite al Comitato Controllo e Rischi
Con delibera consiliare del 1 agosto 2012 è stato approvato l'attuale testo del Regolamento del Comitato Controllo e Rischi (di seguito il "Comitato") (cfr Criterio Applicativo 7.C.1.) che prevede per quest'ultimo il compito di fornire pareri preventivi al Consiglio di Amministrazione sui seguenti temi:
- a) definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi in modo che i principali rischi afferenti all'Emittente e alle sue controllate risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati e determinazione del grado di compatibilità di tali rischi con una gestione dell'impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati;
- b) valutazione, con cadenza almeno annuale, dell'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché della sua efficacia;
- c) approvazione, con cadenza annuale, del piano di lavoro predisposto dal responsabile della funzione di Internal Audit - sentiti anche il Collegio Sindacale e l'Amministratore Incaricato;
- d) valutazione dei risultati esposti dal revisore legale nella lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale - sentito anche il Collegio Sindacale;
- e) nomina e revoca del responsabile della funzione di Internal Auditing e valutazione circa l'adeguatezza delle risorse disponibili e la coerenza della remunerazione con le politiche aziendali - su proposta dell'Amministratore Incaricato nonché sentito il Collegio Sindacale.
Il Comitato, nell'assistere il Consiglio di Amministrazione nell'espletamento dei compiti sopra indicati:
- a) valuta, unitamente al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e sentiti il revisore legale e il Collegio Sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e, la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
- b) esamina le relazioni semestrali predisposte dalla funzione Internal Audit, aventi per oggetto la valutazione dell'idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e quelle di particolare rilevanza che sono oggetto di discussione durante le riunioni periodiche;
- c) esamina i rilievi che emergono dalle relazioni dell'Organismo di Vigilanza e dalle indagini e dagli esami svolti da terzi;
- d) svolge gli ulteriori compiti che gli vengono attribuiti dal Consiglio di Amministrazione e in particolare, per quanto riguarda le Operazioni con Parti Correlate che gli vengono espressamente indicate dal Consiglio di Amministrazione fatta esclusione per quelle esaminate dal Comitato composto da tre amministratori indipendenti e non correlati previsto dalla procedura redatta ai sensi del Regolamento CONSOB, esprime un parere motivato non vincolante sull'interesse della società al compimento dell'operazione nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle condizioni previste relativamente alle tipologie di operazioni;
- e) riferisce al Consiglio con cadenza semestrale sull'attività svolta nonché sull'adeguatezza del sistema di controllo interno;
- f) esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali.
Nel corso del 2015 il Comitato ha svolto diverse attività, principalmente in linea con quanto previsto dal Codice di Autodisciplina. In particolare, il Comitato:
- ha esaminato ed approvato il documento che definisce i criteri da utilizzare per l'effettuazione dell'Impairment test al 31/12/2014 ed espresso parere favorevole affinché il documento venisse sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;
- si è espresso favorevolmente circa l'opportunità di procedere all'aggiornamento del database "parti correlate", al fine di garantire trasparenza e immediatezza informativa in merito all'eventuale rapporto di correlazione con la controparte;
- ha riferito al Consiglio in merito all'attività svolta, in occasione dell'approvazione del bilancio 2014;
- ha esaminato i risultati degli audit condotti nel 2015;
- ha esaminato il Piano di Audit triennale 2013-2015, con focus sull'anno 2015, predisposto dal responsabile della funzione Internal Auditing ed espresso parere favorevole affinché il documento fosse sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;
- ha esaminato lo stato d'avanzamento delle attività di Internal Auditing con particolare riferimento alle attività di compliance al D.Lgs. 231/2001 e alla Legge 262/2005;
- ha valutato i requisiti di autonomia, adeguatezza, efficacia ed efficienza della funzione di Internal Auditing e la coerenza della remunerazione con le politiche aziendali, esprimendo parere favorevole;
- ha esaminato le risultanze delle verifiche di conformità ad alcuni protocolli facenti parte del Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001, che sono stati successivamente sottoposti all'attenzione del Consiglio di Amministrazione;
- ha esaminato la "Relazione sull'Assetto Organizzativo, Amministrativo e Contabile" e approvato la "Descrizione degli elementi essenziali del sistema di controllo interno e valutazione dell'adeguatezza complessiva dello stesso", che costituiscono parte integrante della "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" relativa all'esercizio 2014;
- ha preso visione con il "Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili" della sua relazione sull'adeguatezza del sistema di controllo interno sull'informativa societaria, utilizzata per la redazione dell'Allegato 1 alla "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari";
- sentita la Società di Revisione ed il Collegio Sindacale ed unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ha esaminato i risultati del processo di revisione contabile riguardanti il bilancio e il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato 2014;
- ha preso atto che nel contesto delle attività di revisione di Interpump Group SpA al 31/12/2014 non sono emerse carenze significative nel sistema di controllo interno ai sensi dell'art. 19 del D.Lgs. n.
39/2010 e dell'adozione da parte di E&Y delle direttive e delle regole di indipendenza previste dall'art. 18 del D.Lgs. 39/2010 e dell'assenza, allo stato attuale, di rischi in merito all'indipendenza;
- ha esaminato il progetto per l'allineamento alla nuova versione del COSO Framework e la conseguente raccolta di dati dalle controllate di Gruppo per identificare eventuali gap nel set di controlli richiesto dal Framework di cui sopra, con il fine di adeguare poi il sistema e le regole di corporate governance delle società controllate all'evoluzione del quadro normativo;
- ha esaminato il tema dell'aggiornamento del Modello di Organizzazione e Gestione di Interpump Group S.p.A. ex D.Lgs. 231/2001 rispetto ai reati di recente introduzione;
- ha esaminato le Relazioni sull'attività svolta nel I semestre 2015 dall'Organismo di Vigilanza di Interpump Group S.p.A.;
- ha preso atto dello stato di avanzamento dell'attività di adeguamento al disposto degli articoli 36/39 del Regolamento Mercati;
- ha sottolineato l'opportunità di effettuare l'attività di autovalutazione del rischio (Control Risk Self Assessment) finalizzata a valutare la compatibilità tra esposizione complessiva e livello di rischio che il Gruppo è disposto a correre ed assumere nel raggiungimento dei propri obiettivi aziendali con cadenza più frequente e ha espresso parere favorevole affinché su base annuale vengano effettuate verifiche a "perimetro variabile", ovvero in relazione a fattori di rischio o a geografie specifiche di volta in volta individuati;
- sentita la Società di Revisione ed il Collegio Sindacale ed unitamente al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ha esaminato i risultati del processo di revisione contabile riguardanti la relazione finanziaria semestrale 2015 e il corretto utilizzo dei principi contabili;
- ha esaminato le novità della nuova versione del Codice di Autodisciplina di luglio 2015, con particolare riguardo al tema del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi;
- ha preso atto della sintesi predisposta sul tema dei rapporti con parti correlate previste per il 2016.
Le riunioni del Comitato sono state regolarmente verbalizzate (Criterio Applicativo 4.C.1. d)).
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Comitato ha la facoltà di accedere alle informazioni ed alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio (Criterio Applicativo 4.C.1., lett. e)).
Il Consiglio ha attribuito al Comitato un budget di 40 mila euro per l'espletamento della sua attività.
Il Comitato Controllo e Rischi svolge inoltre le funzioni di Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.
Nel corso del 2015 il Comitato non è stato coinvolto per temi specifici, ad eccezione della tematica relativa alla costituzione del database parti correlate. E' stata inoltre condotta una riunione di allineamento il 15 ottobre 2015 sulle operazioni, anche ordinarie, in corso con parti correlate. Tale riunione era comunque meramente conoscitiva e non rispondeva a richieste specifiche.
11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Interpump Group S.p.A. (di seguito "Sistema") è costituito dall'insieme di regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi.
Un efficace sistema di controllo interno e di gestione dei rischi contribuisce a una conduzione dell'impresa coerente con gli obiettivi aziendali definiti dal Consiglio di Amministrazione, favorendo l'assunzione di decisioni consapevoli.
Coerentemente con i principi dell'art. 7 del Codice di Autodisciplina, il Sistema coinvolge, ciascuno per le proprie competenze:
a) il Consiglio di Amministrazione (C.d.A.) al quale spetta il compito di definire le linee di indirizzo del sistema dei controlli, coerentemente con il profilo di rischio dell'Emittente determinato dallo stesso
C.d.A. Al C.d.A. compete inoltre la valutazione dell'adeguatezza del sistema dei controlli, l'effettivo funzionamento di questi e l'esame delle relazioni finanziarie periodiche;
- b) l'amministratore esecutivo con delega a sovraintendere al Sistema, il quale cura l'identificazione dei rischi principali e verifica periodicamente l'adeguatezza dello stesso, dando esecuzione alle linee guida del C.d.A.;
- c) il Comitato Controllo e Rischi (di seguito CCR), che ha il compito di supportare le decisioni e le valutazioni del C.d.A. sui temi legati al controllo interno e alla gestione dei rischi, coerentemente con quanto previsto all'art. 7.C.2. del Codice di Autodisciplina;
- d) la funzione di Internal Auditing, investita dell'attività di controllo di terzo livello. La funzione di Internal Auditing, che dipende gerarchicamente dal Consiglio di Amministrazione nella figura dell'amministratore esecutivo con delega a sovraintendere al Sistema, si rapporta funzionalmente al CCR e ha il compito di verificare l'operatività e l'idoneità del Sistema.
I compiti degli altri attori del Sistema, quali il Collegio Sindacale, l'Organismo di Vigilanza, la società di revisione, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, sono descritti nei paragrafi successivi. Al riguardo si rileva che la società sta valutando la definizione di una funzione compliance che coordini il presidio dei rischi legale e di non conformità.
In conformità a quanto previsto dall'art. 7.C.1. del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. ha definito le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, intendendo tutti quei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell'attività dell'emittente, coerente alle caratteristiche dell'impresa e al livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici dell'Emittente (cfr Criterio Applicativo 1.C.1., lettera b).
Ciò si traduce nel presidio dei rischi aziendali tramite:
- Gestione dei rischi;
- Regole di "alto livello";
- Assetti di governance;
- Policy e procedure;
- Appropriata informativa relativa alle controllate extra-UE.
Gestione dei rischi
Il processo di Risk Assessment in uso in Interpump Group S.p.A. si basa su una autovalutazione del rischio coordinata dalla funzione di Internal Audit, realizzata dai risk owner - individuati nel top management delle principali società del Gruppo - poi certificata dall'amministratore incaricato del Sistema al fine di allineare le valutazioni di rischio del management. L'approccio si configura dunque bottom up.
L'analisi prende avvio da un catalogo di rischi specificamente sviluppato per il Gruppo, costruito a partire dalle aree tipiche di business e da problematiche operative e di compliance comuni. I rischi esaminati, ovvero tutti quei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell'attività dell'emittente (cfr Criterio Applicativo 1.C.1., lettera b), sono classificati in strategici, finanziari, di compliance e operativi.
All'esito dell'assessment compiuto non si rinvengono evidenze di particolare interesse che risultino carenti del necessario controllo.
Regole di "alto livello"
Il Codice Etico esprime gli impegni e le responsabilità etiche nella conduzione degli affari e delle attività aziendali assunti dai collaboratori di Interpump Group, siano essi amministratori o dipendenti in ogni senso e da tutti coloro che rivestono, anche di fatto, funzioni di rappresentanza, amministrazione, direzione o controllo della società o di sue unità organizzative autonome.
Il Modello di Organizzazione e di Gestione adottato da Interpump Group S.p.A. ai sensi del D.Lgs. 231/01 ("di seguito MOG") costituisce, unitamente al Codice Etico un ulteriore strumento di sensibilizzazione di tutti i dipendenti e di tutti coloro che a vario titolo collaborano con l'azienda al fine di far seguire, nell'espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori eticosociali cui la società si ispira, nel perseguimento del proprio oggetto sociale e tali, comunque, da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati dal Decreto. Tutte le società del gruppo Interpump hanno adottato il Codice Etico mentre il MOG è stato implementato, dopo aver valutato con la medesima metodologia il grado di rischio di commissione dei reati sopra citati, ove ritenuto di maggiore rilevanza.
Il Sistema è ulteriormente rafforzato dai protocolli/procedure adottati in seguito all'introduzione della Legge 262/2005 e successive modifiche per salvaguardare il legame fra gli aspetti operativi e la loro rappresentazione contabile e per mantenere un adeguato ed efficace sistema di controllo interno sul Financial Reporting.
Assetti di governance
Gli organigrammi e il sistema di poteri e deleghe sono finalizzati ad una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità nell'ambito dei processi di gestione e di controllo.
La segregazione dei compiti è integrata nei processi decisionali di acquisto e di rappresentanza verso terzi, in virtù di una puntuale individuazione delle attività delegate e di definite soglie di procura esercitabili secondo preordinati schemi ("firma singola o congiunta").
Policy e procedure
Le policy e le procedure sono distinte in "operative" e "di compliance".
Fra le policy e le procedure operative, si segnalano: il Manuale Contabile per la redazione della Relazione Finanziaria Annuale e delle Relazioni Trimestrali secondo i principi contabili internazionali; le Procedure amministrative e contabili predisposte ai fini della compliance alla Legge 262/2005; la Policy finanziaria per la gestione del rischio liquidità, del rischio controparte e del rischio cambio e tasso.
Fra le policy e le procedure di compliance si segnalano le Procedure in materia di Internal Dealing; il Modello di Organizzazione e di Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 per Interpump Group S.p.A. e le società controllate italiane per le quali il rischio di commissione dei reati è stato valutato a maggiore rischiosità relativa e la Procedura Operazioni con Parti Correlate.
Informativa relativa alle controllate extra-UE (artt. 36-39 Regolamento Mercati)
Interpump Group S.p.A. ai fini della compliance agli articoli in oggetto ha adottato una procedura interna in forza della quale è richiesto a tali società di autocertificare, su base trimestrale, la completezza dell'informativa contabile e dei controlli posti in essere e l'impegno a fornire al revisore le informazioni necessarie. Sono effettuati test di monitoraggio relativamente ai controlli posti in essere che variano in base alle dimensioni e alla complessità della società stessa.
Adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi
Il Presidente del Comitato Controllo e Rischi nelle relazioni del 4 agosto 2015 e del 9 febbraio 2016 ha riportato al Consiglio di Amministrazione i contenuti delle sue relazioni sull'attività svolta dal Comitato stesso, esprimendo un giudizio di sostanziale idoneità del Sistema di Controllo Interno e di Gestione Rischi a contenere ad un livello adeguato il profilo di rischio complessivo rispetto al perseguimento degli obiettivi del Gruppo e rimettendo tuttavia il giudizio conclusivo alla valutazione del Consiglio di Amministrazione.
Il C.d.A., tenuto conto delle relazioni del Presidente del CCR, di quanto riferito da parte dell'amministratore esecutivo con delega a sovraintendere al Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi e delle Relazioni sull'attività svolta da parte della funzione di Internal Audit della società, ha condiviso il giudizio espresso dal Presidente del Comitato Controllo e Rischi e ha valutato il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, intendendo tutti quei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo dell'attività dell'emittente (cfr Criterio Applicativo 1.C.1., lettera b)), adeguato nel suo complesso, rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto nonché efficace ed effettivamente funzionante.
11.1 AMMINISTRATORE ESECUTIVO INCARICATO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
Il Consiglio di Amministrazione del 30 aprile 2014 ha riconfermato al Vice Presidente e Amministratore Delegato Ing. Paolo Marinsek l'incarico e il relativo potere di gestione di assicurare la funzionalità e l'adeguatezza del sistema di controllo interno in linea con quanto previsto dal Principio 7.P.3, lett. a), n (i) e dal Criterio 7.C.4. del Codice di Autodisciplina.
Durante il 2015, in linea con quanto previsto dal Criterio Applicativo 7.C.4., l'amministratore esecutivo incaricato:
- ha sottolineato l'opportunità di effettuare l'attività di autovalutazione del rischio (Control Risk Self Assessment) finalizzata a valutare la compatibilità tra esposizione complessiva e livello di rischio che il Gruppo è disposto a correre ed assumere nel raggiungimento dei propri obiettivi aziendali con cadenza più frequente e ha espresso parere favorevole affinché su base annuale vengano effettuate verifiche a "perimetro variabile", ovvero in relazione a fattori di rischio o a geografie specifiche di volta in volta individuati;
- ha dato esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione, curando la progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi verificandone costantemente l'adeguatezza e l'efficacia. A tale proposito ha esaminato le relazioni del responsabile della funzione di Internal Auditing e i verbali del Comitato Controllo e Rischi;
- si è occupato dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare.
L'amministratore esecutivo incaricato ha ricevuto le relazioni del responsabile della funzione di Internal Auditing e i verbali del Comitato Controllo e Rischi, al quale peraltro ha partecipato, al fine di monitorare la funzionalità del sistema di controllo interno in relazione al grado di rischio ritenuto idoneo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
11.2 RESPONSABILE DELLA FUNZIONE DI INTERNAL AUDIT
Ai sensi del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione del 30 aprile 2014, su proposta dell'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi, ha confermato la Dott.ssa Francesca Manzotti quale Responsabile della funzione di Internal Auditing (Principio 7.P.3.) affidandole l'incarico di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato (Principio 7.P.3., lett. b)). Ha inoltre deliberato di definire la remunerazione del responsabile della funzione di Internal Audit coerentemente con le politiche aziendali e di assicurare che lo stesso sia dotato delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità (Criterio Applicativo 7.C.1., seconda parte).
Nella seduta del 1° agosto 2012 il Consiglio di Amministrazione aveva approvato le linee guida per l'esercizio delle attività da parte della funzione di Internal Auditing. Le sopra citate linee guida prevedono che il responsabile della funzione di Internal Auditing, in linea con quanto previsto dal Criterio Applicativo 7.C.5., tra le altre:
- non sia responsabile di alcuna area operativa e dipenda gerarchicamente dal Consiglio di Amministrazione (Criterio Applicativo 7.C.5., lett. b));
- verifichi, sia in via continuativa sia in relazione a specifiche necessità, l'operatività e l'idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, basato su un processo strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi (Criterio Applicativo 7.C.5., lett. a)). Il piano di audit include anche la verifica dell'affidabilità dei sistemi informativi (Criterio Applicativo 7.C.5., lett. g));
- abbia accesso a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico (Criterio Applicativo 7.C.5., lett. c));
- predisponga le relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulle modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi nonché sul rispetto dei piani definiti per il loro contenimento. Le suddette relazioni periodiche contengono una valutazione sull'idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e sono predisposte tempestivamente qualora vi siano eventi di particolare rilevanza. Tali relazioni sono trasmesse ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e Rischi e del Consiglio di Amministrazione nonché all'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Il Consiglio ha messo a disposizione della funzione di Internal Audit un budget di 40 mila euro annuali per l'espletamento della sua attività.
Durante l'esercizio 2015, l'attività della funzione di Internal Auditing è stata svolta in linea con quanto previsto dall'Audit Plan che prevede: audit di conformità al D.Lgs. 231/2001 e alla Legge 262/2005 e audit gestionali su particolari ambienti di attività. Il Responsabile Internal Audit ha verificato nell'ambito del Piano di Audit i sistemi di rilevazione contabile in un'ottica di miglioramento dell'affidabilità dei sistemi informativi. Inoltre l'Internal Audit ha proseguito nel 2015 le attività di monitoraggio sulla gestione dei principali rischi, anche attraverso attività di follow–up dei piani di miglioramento definiti dal management.
Al Comitato Controllo e Rischi, nella riunione del 9 febbraio 2016 è stata resa opportuna informativa sull'esito dell'attività della funzione di Internal Audit per il secondo semestre 2015 attraverso la Relazione sull'idoneità del Sistema di Controllo Interno e Gestione Rischi.
Al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari è stata resa opportuna informativa sull'attività del Responsabile Internal Audit in ambito di Legge 262/05 per l'anno 2015, attraverso le Relazioni semestrali sull'adeguatezza del modello di controllo implementato ai fini 262 e gli esiti dei test svolti dalla funzione Internal Audit in tale ambito.
La Relazione del Responsabile della funzione di Internal Audit è stata esaminata dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 12 febbraio 2016.
La funzione di Internal Auditing è stata istituita in data 28 giugno 2000. In linea con quanto richiesto dal Criterio Applicativo 7.C.6., si sottolinea che la funzione di Internal Auditing non è stata affidata a soggetti terzi né nel suo complesso né per segmenti di operatività.
11.3 MODELLO ORGANIZZATIVO ex D. Lgs. 231/2001
Interpump Group S.p.A. è dotata di un Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 (di seguito "Modello"), adottato dal Consiglio di Amministrazione in data 22 gennaio 2004 e successivamente aggiornato in data odierna, al fine di, tra gli altri:
- recepire le modifiche introdotte al testo del D.Lgs. 231/2001 con particolare riferimento al reato di autoriciclaggio, reati in materia ambientale, reati di false comunicazioni sociali:
- recepire le novità delle linee guida di Confindustria di recente emissione;
- allineare la documentazione alle previsioni dell'UK Antibribery Act e relativa Guidance;
- allineare la documentazione alla normativa di prossima emanazione in tema di Whistleblowing.
Il Modello 231 è costituito da:
- una Parte Generale, dove sono illustrati il profilo della società, la normativa di riferimento, i principi ispiratori e gli elementi costitutivi del modello (sistema di Corporate Governance, sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, carta dei poteri e delle deleghe), la funzione del Modello, le modalità di costruzione del Modello, la struttura del Modello, i destinatari;
- le Parti Speciali relative alle specifiche tipologie di Reati la cui commissione è ritenuta astrattamente ipotizzabile in ragione del proprio profilo e dell'attività svolta, dove sono riportate procedure e le attività di controllo volte a prevenire e presidiare il rischio di commissione dei Reati;
- il Codice Etico, riportato integralmente in Allegato in quanto costituisce parte integrante del Modello, poiché in esso sono espressi i principi generali ed i valori cui deve essere ispirata l'attività di tutti coloro che a qualsiasi titolo operano per Interpump Group S.p.A. Sono infine allegati lo Statuto nonché il sistema disciplinare.
L'Organismo di Vigilanza della capogruppo è composto da un consulente esterno, presidente dell'Organismo stesso e dal responsabile della funzione di Internal Auditing di Interpump Group S.p.A.
Ciascun componente è in possesso dei requisiti di autonomia, indipendenza, onorabilità, professionalità e competenza previsti dal Regolamento dell'Organismo di Vigilanza e richiesti dal D.Lgs. 231/01.
La società ha deciso di non avvalersi della facoltà di attribuire al Collegio Sindacale le funzioni di Organismo di Vigilanza, mantenendo sino al termine del presente mandato, che scadrà con l'Assemblea di approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2016, l'attuale struttura con tre Organi (Comitato Controllo e Rischi, Organismo di Vigilanza e Collegio Sindacale) per poi rivalutare la situazione in occasione del prossimo rinnovo degli organi sociali sulla base dei trend e delle best practices che emergeranno.
Nel corso delle riunioni tenute nell'esercizio, l'Organismo di Vigilanza ha accertato il costante aggiornamento del Modello rispetto alla normativa, ne ha analizzato i requisiti di solidità e funzionalità nonché le modalità di attuazione ed ha verificato le attività di vigilanza svolte dalla funzione Internal Audit per conto dello stesso Organismo di Vigilanza.
Nel corso dell'anno non sono state rilevate violazioni di norme che comportino le sanzioni previste dal D. Lgs. 231/01.
Un estratto del Modello è disponibile sul sito internet di Interpump Group S.p.A. al seguente indirizzo: www.interpumpgroup.it/ Governance/Modello di Organizzazione.
Si sottolinea che il Modello è stato esteso alle controllate italiane aventi rilevanza strategica che, in considerazione delle dimensioni e della complessità organizzativa hanno un grado di rischiosità relativa maggiore rispetto ai reati contemplati dal D. Lgs. 231/2001. Per quanto riguarda le società estere è in corso di valutazione l'implementazione di un compliance program che definisca un set minimo di controlli applicabili alle diverse realtà del gruppo.
11.4 SOCIETÀ DI REVISIONE
L'Assemblea del 30 aprile 2014 ha conferito, su proposta motivata del Collegio Sindacale, il nuovo incarico di revisione del bilancio consolidato e del bilancio di esercizio della società ai sensi del D.Lgs. 39/2010 a E&Y per il novennio 2014-2022 quale società di revisione.
11.5 DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI
Lo Statuto definisce le modalità di nomina del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili di cui all'art. 154 bis del Testo Unico della Finanza attribuendone la competenza al Consiglio di Amministrazione, previo parere del Collegio Sindacale. Quanto ai requisiti professionali, è richiesto che il Dirigente Preposto possieda i medesimi requisiti di onorabilità richiesti per i sindaci, sia in possesso di una adeguata preparazione teorica e sia dotato di specifica competenza maturata attraverso esperienze di lavoro, di durata e significatività adeguate, nelle aree "amministrazione" e/o "finanza" e/o "controllo". Il Consiglio di Amministrazione del 7 agosto 2007 ha nominato il Dott. Carlo Banci, già CFO del Gruppo, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (Dirigente Preposto) fino ad eventuale revoca decisa dal Consiglio di Amministrazione.
Al Dirigente Preposto sono stati conferiti i seguenti poteri:
- libero accesso ad ogni informazione rilevante per l'assolvimento dei propri compiti, sia nell'ambito della società che nell'ambito delle società del gruppo;
- partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione convocate per la trattazione delle materie rientranti tra quelle per le quali sono attribuiti compiti al Dirigente Preposto, ogni volta che due o più amministratori ne facciano richiesta scritta al Presidente con anticipo di almeno due giorni lavorativi rispetto alla data stabilita per l'adunanza consiliare, restando inteso che la sua partecipazione sarà limitata agli argomenti di sua competenza;
- potere di dialogare con ogni organo amministrativo delegato e di controllo della società in relazione alle materie rientranti nei propri compiti;
- potere di concorrere ad approvare, congiuntamente agli organi amministrativi delegati, le procedure amministrative e contabili aziendali concernenti la formazione del bilancio di esercizio, della rendicontazione infrannuale e del bilancio consolidato o la redazione di altri documenti finanziari per i quali il Dirigente Preposto debba rilasciare, congiuntamente ai competenti organi amministrativi delegati, le attestazioni previste dall'art. 154 bis del TUF;
- potere di svolgere controlli sulle procedure amministrative e contabili aziendali, di proporre modifiche strutturali a tali procedure ed alle componenti dei sistemi di controlli interni considerate inadeguate e,
nel caso di mancata attuazione, di darne tempestiva segnalazione al Consiglio di Amministrazione e di far adottare le relative contromisure nell'ambito delle direttive ricevute dal Consiglio;
- partecipazione alla strutturazione dei sistemi informativi e delle relative procedure che possano produrre effetti sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società e delle società del Gruppo;
- adozione di procedure relative alla canalizzazione dei flussi informativi nei confronti dello stesso Dirigente Preposto.
Al Dirigente Preposto sono stati attribuiti i seguenti mezzi:
- potere di disporre di un budget di spesa annuale di 25.000 euro, con la precisazione che il budget annuale potrà, ove necessario ed a richiesta del Dirigente Preposto, essere incrementato con delibera del Consiglio di Amministrazione o su autorizzazione dell'Amministratore Delegato;
- potere di organizzare una adeguata struttura nell'ambito della propria area di attività, utilizzando ove possibile e prioritariamente le risorse già disponibili internamente, ed ove necessario facendo ricorso a personale da assumere d'intesa con l'Amministratore Delegato e/o consulenti esterni;
- facoltà di impiego della funzione di Internal Auditing per la mappatura e l'analisi dei processi di competenza e nella fase di esecuzione di controlli specifici;
- possibilità di utilizzo dei sistemi informativi nell'ambito e nei limiti delle proprie competenze.
Non vi sono altri ruoli o funzioni aziendali aventi specifici compiti in tema di controllo interno e gestione dei rischi (Principio 7.P.3., lett. c)).
11.6 COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI
I soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sono i seguenti:
- a) il Consiglio di Amministrazione che svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell'adeguatezza e dell'effettivo funzionamento del sistema dei controlli interni e della gestione dei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità di medio-lungo periodo. Il Consiglio ha individuato al suo interno:
- i. un amministratore incaricato dell'istituzione e del mantenimento di un efficace sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (vedi il precedente capitolo 11.1) nonché
- ii. un Comitato Controllo e Rischi (vedi il precedente capitolo 10) con il compito di supportare, con un'adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché quelle relative all'approvazione delle relazioni finanziarie periodiche;
- b) il responsabile della funzione di Internal Audit, incaricato di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato (vedi il precedente capitolo 11.2);
- c) il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (vedi il precedente capitolo 11.5).
Vi è infine il Collegio Sindacale che vigila sull'efficacia del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (vedi i successivi capitoli 13 e 14).
La società ha previsto le seguenti modalità di coordinamento tra i soggetti sopra elencati al fine di massimizzare l'efficienza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e di ridurre le duplicazioni di attività (cfr Criterio Applicativo 7.C.1, lettera d)):
- il vigente regolamento del Comitato Controllo e Rischi prevede che ai lavori del Comitato partecipino il Presidente del Collegio Sindacale o un sindaco designato da quest'ultimo; possono comunque partecipare anche gli altri componenti l'organismo di controllo. Inoltre alle riunioni è invitato l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e possono partecipare anche soggetti che non ne sono componenti su invito del Comitato stesso quali il Dirigente Preposto;
- la relazione sull'attività semestrale del Comitato Controllo e Rischi è inviata al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale;
- il vigente mandato dell'Internal Audit prevede che vengano predisposte relazioni semestrali circa le modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi e l'idoneità del sistema di controllo interno e di
gestione dei rischi stesso, oppure vengano predisposte tempestivamente relazioni su eventi di particolare rilevanza. Tali relazioni sono trasmesse ai componenti del Comitato Controllo e Rischi, ai presidenti del Collegio Sindacale e del Consiglio di Amministrazione nonché all'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
- la relazione sull'attività semestrale della funzione Internal Audit è inviata al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale.
12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
In relazione agli interessi degli amministratori e alle Operazioni con Parti Correlate, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, nella seduta del 28 settembre 2010, l'istituzione del Comitato per la Procedura delle Operazioni con Parti Correlate (di seguito "Procedura") a seguito dell'approvazione del Regolamento CONSOB con delibera n. 17221 del 12/3/2010 in attuazione dell'art. 2391-bis del Codice Civile. Il Comitato ha esaminato la bozza di procedura del Gruppo Interpump, dando parere favorevole alla sua approvazione, avvenuta da parte del Consiglio di Amministrazione in data 10 novembre 2010 (cfr Principio 9.P.1. e Applicativo 9.C.1. e 9.C.2.), in applicazione della nuova normativa in materia. La procedura è applicata dal 1 gennaio 2011. Successivamente in data 18 marzo 2014 il Consiglio di Amministrazione ha approvato alcune modifiche alla Procedura, ottenuto il parere favorevole del Comitato riunitosi appositamente, che hanno riguardato, tra le altre, la modifica delle soglie per l'identificazione delle operazioni esigue. Nel corso del 2015 il Comitato non è stato coinvolto per temi specifici, ad eccezione della tematica relativa alla costituzione del database parti correlate. E' stata inoltre condotta una riunione di allineamento il 15 ottobre 2015 sulle operazioni, anche ordinarie, in corso con parti correlate. Tale riunione era comunque meramente conoscitiva e non rispondeva a richieste specifiche. In tale data il suddetto Comitato, le cui funzioni sono svolte dal Comitato Controllo e Rischi, era composto dagli Amministratori Indipendenti: Paola Tagliavini, Stefania Petruccioli e Franco Garilli.
Scopo della suddetta Procedura, anche conformemente a quanto previsto dal Codice Etico, è di assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle Operazioni con Parti Correlate, se non compiute a condizioni di mercato, al fine di tutelare il superiore interesse della società.
In linea di principio tali operazioni possono essere compiute solo se strettamente necessarie, nell'interesse della società e fatto salvo quanto sopra previsto. La Procedura per Operazioni con Parti Correlate definisce, tra l'altro, i seguenti aspetti:
- attribuisce la funzione di Comitato per Operazioni con Parti Correlate ad un Comitato composto da tre Amministratori non esecutivi e indipendenti;
- non estende l'applicazione della Procedura a soggetti diversi da quelli previsti dall'Allegato 1 del Regolamento Consob (che rinvia allo IAS 24 alla data di pubblicazione del Regolamento stesso);
- fissa nell'importo di Euro 100.000 o Euro 500.000 in ragione d'anno, qualora si tratti rispettivamente di persone fisiche o di persone giuridiche, la soglia delle operazioni esigue escluse dall'applicazione della nuova procedura, in quanto è stato ritenuto che le operazioni di valore inferiore a tale soglia non possano costituire un rischio per la società. Inoltre sono considerate operazioni esigue le assegnazioni di remunerazioni e benefici economici, sotto qualsiasi forma, ad un componente di un organo di amministrazione o controllo o ad un Dirigente con Responsabilità Strategiche se di importo inferiore a Euro 300.000, in ragione d'anno;
- esclude dall'applicazione della nuova procedura le delibere (diverse da quelle assunte ai sensi dell'art. 2389, comma 3, cod. civ.) in materia di remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche nonché dei Dirigenti con responsabilità strategiche;
- si avvale della facoltà di esenzione per le operazioni ordinarie e per le operazioni infragruppo;
- indica le regole per la valutazione delle operazioni di minore e di maggiore Rilevanza, compiute direttamente da Interpump Group S.p.A. o per il tramite di società controllate;
- definisce i presidi organizzativi ed i flussi informativi ritenuti idonei ad assicurare che agli Organi competenti siano fornite in modo esaustivo tutte le informazioni utili e tempestive per la valutazione delle operazioni stesse.
La Procedura è disponibile sul sito internet di Interpump Group S.p.A.
13. NOMINA DEI SINDACI
L'art. 19 dello Statuto stabilisce che al fine di contribuire ad assicurare alle minoranze l'elezione di un sindaco effettivo e di uno supplente, la nomina del Collegio Sindacale avviene con voto di lista. Nella misura in cui ciò sia previsto dalla normativa di volta in volta vigente, la nomina dei sindaci è effettuata in base a criteri che assicurano l'equilibrio tra i generi. Per la presentazione di una lista è richiesta la medesima percentuale minima del capitale richiesta per gli amministratori, pari al 2,5%, sempre fatta salva l'eventuale diversa percentuale massima stabilita dalle disposizioni legislative e regolamentari di tempo in tempo vigenti. La percentuale è ridotta alla metà qualora, nel termine ordinario di quindici giorni antecedenti la data dell'Assemblea dei soci che deve operare la nomina, risulti presentata un'unica lista, ovvero soltanto liste presentati da soci collegati fra loro; in questo caso possono essere presentate liste sino al quinto giorno successivo a tale data. Ciascun socio che intende proporre candidati alla carica di sindaco deve depositare presso la sede sociale, almeno quindici giorni prima della data prevista per l'Assemblea che deve deliberare sulla nomina, tra le altre, a) una lista di candidati composta di due sezioni: una per i candidati alla carica di sindaco effettivo, l'altra per i candidati alla carica di sindaco supplente. Almeno un candidato dovrà essere indicato nelle sezione relativa ai sindaci effettivi ed almeno un altro nella sezione relativa ai sindaci supplenti. Qualora la lista, considerando entrambe le sezioni, presenti un numero di candidati pari o superiore a tre, la stessa dovrà contenere, nella sezione dei sindaci effettivi, candidati di genere diverso, secondo quanto indicato nell'avviso di convocazione dell'Assemblea al fine di assicurare il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi; qualora la sezione relativa ai sindaci supplenti indichi due candidati, gli stessi dovranno essere di generi diversi. A ciascuno dei candidati di ogni sezione deve essere abbinato un numero progressivo; nonché b) il curriculum vitae di ciascun candidato, contenente: (i) un'esauriente informativa sulle sue caratteristiche personali e professionali; nonché (ii) l'elenco degli incarichi di componente l'organo di amministrazione o l'organo di controllo ricoperti dal candidato sindaco in altre società o enti, se rilevanti secondo le disposizioni vigenti sui limiti al cumulo degli incarichi; nonché c) le dichiarazioni di ciascun candidato con le quali essi accettano di assumere la carica in caso di nomina e attestano, sotto la loro responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, il possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza previsti dalle disposizioni vigenti nonché la sussistenza degli eventuali ulteriori requisiti prescritti per la carica, normativamente o statutariamente; d) l'elenco dei soci che presentano la lista, con indicazione del loro nome, ragione sociale o denominazione, della sede, del numero di iscrizione nel Registro delle Imprese o equipollente e della percentuale del capitale da essi complessivamente detenuta corredato da una certificazione dalla quale risulti la titolarità di tale partecipazione e dalla dichiarazione di cui all'art. 144 sexies, comma 4, lett. b) del Regolamento CONSOB n. 11971 del 14/5/1999 e succ. integrazioni e modificazioni attestante l'assenza di rapporti di collegamento di cui all'art. 144 quinquies del medesimo Regolamento CONSOB.
Dovrà inoltre essere depositata, entro il termine previsto dalla normativa vigente, l'apposita certificazione rilasciata da un intermediario abilitato comprovante la titolarità, al momento del deposito presso la società della lista, del numero di azioni necessario alla presentazione stessa. E' onere di chi presenta una lista che aspiri ad ottenere il maggior numero dei voti indicare in tale lista un numero sufficiente di candidati, nonché il numero minimo di candidati in possesso di eventuali requisiti particolari di professionalità o di altra natura che non siano richiesti dalle disposizioni vigenti per tutti i sindaci, e fare in modo che la composizione della lista medesima rispetti il criterio proporzionale di equilibrio tra i generi previsto dalla normativa vigente.
Non possono assumere la carica di sindaco effettivo o supplente della società, e se eletti decadono dalla carica, coloro i quali: (i) ricoprono già incarichi quali componenti l'organo di amministrazione o l'organo di controllo di altre società o enti eccedenti i limiti stabiliti dalle disposizioni vigenti in materia di cumulo degli incarichi, e coloro per i quali sussistano cause di ineleggibilità o di incompatibilità; (ii) difettano dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza previsti dalle disposizioni vigenti, o degli eventuali ulteriori requisiti prescritti per la carica, normativamente o statutariamente.
Per quanto riguarda il sistema elettivo, è previsto che a) dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti siano tratti, in base al numero di ordine progressivo con il quale i candidati sono elencati nelle rispettive sezioni della lista stessa, due sindaci effettivi ed un sindaco supplente; da tale lista sono, altresì, tratti tutti i sindaci appartenenti al genere meno rappresentato richiesti dalla normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi, fatto salvo il caso in cui il restante sindaco, tratto dalla lista che abbia ottenuto il secondo numero di voti, appartenga al genere meno rappresentato: in tal caso, dalla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti saranno tratti tutti i sindaci appartenenti al genere meno rappresentato, richiesti dalla normativa vigente, meno uno; b) dalla lista che avrà ottenuto il secondo numero di voti saranno tratti il restante sindaco effettivo ed il restante sindaco supplente, che saranno quelli indicati con il primo numero di ordine progressivo nelle rispettive sezioni della lista, fermo restando quanto previsto dalla lettera a) che precede in materia di equilibrio tra i generi. Il candidato indicato con il primo numero di ordine progressivo nella sezione dei sindaci effettivi è il presidente del Collegio Sindacale; c) in caso di parità di voti (i.e., qualora due liste abbiano entrambe ottenuto il maggior numero di voti, o il secondo numero di voti), qualora la parità si sia verificata per liste che hanno entrambe ottenuto il secondo numero di voti, risulterà eletto il candidato della lista che abbia ottenuto il voto del maggior numero di aventi diritto al voto, mentre in ogni altro caso si procederà a nuova votazione da parte dell'Assemblea, con voto di lista, per l'elezione dell'intero Collegio Sindacale; d) risulteranno eletti i candidati tratti dalle liste mediante i criteri indicati alle precedenti lettere a), b) e c), fatto salvo quanto disposto alle successive lettere e) ed f); e) nel caso venga regolarmente presentata un'unica lista, tutti i sindaci da eleggere saranno tratti da tale lista, sempre nel rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi. Il candidato indicato con il primo numero di ordine progressivo nella sezione dei sindaci effettivi sarà il presidente del Collegio Sindacale; f) nel caso la lista che ha ottenuto il secondo numero di voti abbia ricevuto il voto di uno o più soci da considerare collegati, ai sensi del precedente comma 9, a uno o più dei soci che hanno presentato (o concorso a presentare) la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, di tali voti non si terrà conto. Conseguentemente, se senza considerare tali voti altra lista risulti la seconda lista più votata, il restante sindaco effettivo ed il restante sindaco supplente saranno quelli indicati con il primo numero di ordine progressivo nelle rispettive sezioni di tale altra lista; g) qualora non venga presentata o ammessa alcuna lista ovvero qualora, per qualsivoglia ragione, la nomina di uno o più sindaci non possa essere effettuata a norma del presente comma 10, l'Assemblea delibererà con le maggioranze previste dalla legge, assicurando comunque il rispetto delle norme vigenti in materia di equilibrio tra i generi.
14. COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)
I sindaci agiscono con autonomia e indipendenza anche nei confronti degli azionisti che li hanno eletti (Principio 8.P.1.).
L'Assemblea del 30 aprile 2014 ha nominato per il triennio 2014-2016, ovvero fino alla data di approvazione del bilancio dell'esercizio 2016, l'attuale Collegio Sindacale composto da: Pierluigi de Biasi, Presidente, Paolo Scarioni, Sindaco effettivo e Alessandra Tronconi, Sindaco effettivo.
Il Presidente, in linea con quanto previsto dall'art. 19 dello Statuto, è la persona candidata al primo posto della lista di minoranza che ha ottenuto il maggior numero di voti; ovvero la lista presentata dal fondo Amber Southern Europe Equity Limited.
Nel corso del 2015 il Collegio Sindacale ha tenuto 9 incontri con la partecipazione media del 93% dei componenti, per una durata media di 2 ore. Nel 2016 sono previsti 8 incontri.
E' previsto inoltre che il sindaco che, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione, informi tempestivamente e in modo esauriente gli altri sindaci ed il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa natura, termini, origine e portata del proprio interesse (Criterio Applicativo 8.C.3.).
Di seguito si fornisce un breve curriculum vitae di ciascun membro del Collegio Sindacale in carica:
Pierluigi De Biasi
Nato a Milano il 30 luglio 1956, si è laureato nel 1980 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, con pieni voti, discutendo una tesi in Diritto Civile. Ha conseguito il titolo di Avvocato nel 1983 ed è ammesso al patrocinio avanti le giurisdizioni superiori. Ha svolto la pratica con l'avv. Spreafico e dal 1984 al 1987 ha lavorato nello studio Baker & McKenzie di Milano. Dalla fine del 1987 ha esercitato in proprio, dal 1994 al 2007 nell'associazione De Biasi & Rapini. Oggi svolge la professione come of counsel presso Gattai, Minoli & Partners a Milano. Nell'attività professionale si occupa di M&A, Private Equity e strumenti finanziari, è consulente legale di ASSOSIM – Associazione Italiana Intermediari Mobiliari e di AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e del Venture Capital. E' stato sindaco e amministratore di alcune società, anche quotate. Nel periodo 2007 – 2010 in particolare è stato presidente del Collegio Sindacale di Permasteelisa S.p.A. e di Banca Italease S.p.A., e amministratore indipendente di Guala Closures S.p.A., società quotate alla Borsa Italiana. Oggi è presidente del Collegio Sindacale di una SGR e di società non quotate, nonché Voce Presidente di Sorgenia S.p.A. E' altresì presidente dell'OdV 231 di Siram S.p.A. Dall'anno accademico 1998-1999 all'anno 2006-2007 è stato Professore a contratto di Diritto degli Intermediari finanziari presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi di Siena. Dall'anno accademico 2002-2003, insegna al Master Universitario di secondo livello in Merchant banking della LIUC, Castellanza. Ha tenuto lezioni in Master organizzati dalle Università Cattolica di Bologna, di Pisa, di Siena e in Dottorati organizzati dalle Università di Foggia e di Siena. E' autore di tre monografie e di una trentina di saggi in materia di diritto bancario, commerciale e fallimentare ed è stato relatore in alcuni convegni in materia bancaria e fallimentare.
Paolo Scarioni
Nato a S. Angelo Lodigiano (LO), il 3 marzo 1963. Laureato in Economia e Commercio con un punteggio di 110/110 presso l'Università degli Studi di Pavia. Dottore Commercialista e revisore legale. Nel 1998, dopo aver maturato un'esperienza di circa nove anni presso lo Studio di Consulenza Legale e Tributaria di Milano (all'epoca corrispondente della società di certificazione dei bilanci Arthur Andersen), ha fondato con altri colleghi uno Studio associato, dal quale si è separato nel 2013 dando vita allo Studio Tributario Associato Scarioni Angelucci, con sede in Milano. Lo Studio è attualmente composto da uno staff di circa 10 professionisti e svolge la sua attività professionale prevalentemente nel settore della consulenza ed assistenza in materia tributaria sia a favore di imprese sia a favore di contribuenti privati.
Alessandra Tronconi
Nata a Forlì (FC), il 24 luglio 1967. Laureata in Economia e Commercio con un punteggio di 110/110 presso l'Università degli Studi di Bologna. Dottore Commercialista e revisore legale. Appena laureata inizia a lavorare in Studio Associato, Consulenza Legale e Tributaria, nel 2003 a 36 anni diventa Socio Ordinario Anziano (Partner) responsabile dell'ufficio di Bologna di Studio Associato, Consulenza Legale e Tributaria (KPMG Studio Associato). Lo Studio è attualmente composto da uno staff di circa 30 professionisti e svolge la sua attività professionale prevalentemente nel settore della consulenza ed assistenza in materia fiscale, tributaria e legale a favore delle imprese. Dal 2011 è docente nel Master in Diritto Tributario "A. Berliri" – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, AA.AA. 2011-2012; 2012-2013; 2013-2014; 2014-2015.
Le cariche di sindaco o amministratore (ex Criterio Applicativo 1.C.3.) ricoperte dai componenti dell'attuale Collegio Sindacale di Interpump Group S.p.A. in altre società quotate o in società rilevanti secondo la definizione del Codice di Autodisciplina sono: Pierluigi de Biasi: Società finanziarie: Amber Capital Italia SGR S.p.A. (società di gestione del risparmio); Alessandra Tronconi: Società non quotate di rilevanti dimensioni: sindaco di Perimetro Gestione proprietà Immobiliari S.C.P.A. (società immobiliare).
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 aprile 2014 ha valutato e accertato il possesso in capo ai sindaci dei requisiti di indipendenza previsti dall'art. 148, comma 3 del TUF. Il Collegio Sindacale nella seduta del 12 febbraio 2016 ha verificato il permanere dei requisiti di indipendenza in capo ai propri membri applicando tutti i criteri previsti dal Codice con riferimento all'indipendenza degli amministratori.
Tutti i membri del Collegio Sindacale sono in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza previsti dalla legge e dall'attuale Codice di Autodisciplina.
Il Collegio Sindacale assolve i compiti di vigilanza a esso demandati dalle disposizioni di legge e regolamentari vigenti e vigila sull'osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull'adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili adottati dalla società e sul loro concreto funzionamento, nonché sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dalle norme in materia. Esso vigila inoltre sull'indipendenza della società di revisione.
E' prassi in Interpump Group che i sindaci possano chiedere alla funzione di Internal Audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative od operazioni aziendali e che si scambino le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti con il Comitato Controllo e Rischi partecipando alla riunioni da questo convocate (Criterio Applicativo 8.C.4. e 8.C.5.).
15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI
L'attività di gestione dei rapporti con i soci è svolta direttamente dai vertici aziendali.
Alla comunità finanziaria sono dedicate numerose opportunità d'incontro e di dialogo con la società, nell'ambito di una comunicazione costante, trasparente e continuativa. Sono inoltre previsti eventi dedicati agli analisti finanziari, conference call e incontri con azionisti e investitori, svolti presso le principali piazze finanziarie o presso la sede della società. Con l'obiettivo di mantenere un costante e proficuo canale di comunicazione finanziaria, esiste un'apposita sezione all'interno del Sito Internet aziendale (www.interpumpgroup.it, sezione Investor Relations e sezione Comunicati Stampa) dove vengono pubblicate informazioni utili quali, ad esempio: bilanci e resoconti intermedi di gestione, presentazioni agli analisti, quotazione del titolo e comunicati stampa.
La funzione di Investor Relation è affidata alla responsabilità di Paolo Marinsek, Vice Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo e a Carlo Banci, CFO di Gruppo.
16. ASSEMBLEE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera c), TUF)
Le disposizioni statutarie in tema di Assemblea sono le seguenti:
"Art. 6) 1. L'Assemblea, regolarmente costituita, rappresenta tutti i soci e le sue deliberazioni, prese in conformità della legge e del presente statuto vincolano tutti i soci. Essa è ordinaria e straordinaria a sensi di legge (artt. 2364 e 2365 c.c.) e può essere convocata, nello Stato, anche fuori della sede sociale. …L'assemblea ordinaria approva e - ove necessario - modifica, il "regolamento assembleare" che disciplina le modalità di svolgimento dei lavori assembleari…
- La società, avvalendosi della facoltà prevista dalla legge, non designa il rappresentante di cui all'art. 135 undicies del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, salvo che il Consiglio di Amministrazione, per una determinata Assemblea, abbia deliberato tale designazione dandone notizia nell'avviso di convocazione della relativa Assemblea.
Art. 7) Ogni azione attribuisce il diritto di voto.
Art. 8) Possono intervenire all'Assemblea, nel rispetto della normativa vigente, i titolari di diritti di voto che presentino, con le modalità stabilite dall'avviso di convocazione, idonea comunicazione rilasciata ai sensi della normativa vigente dall'intermediario entro il termine previsto dalla suddetta normativa.
Art. 9) Ogni socio titolare del diritto di voto ha diritto di intervenire all'Assemblea, può farsi rappresentare conferendo delega ad altre persone anche non socie, con l'osservanza delle disposizioni previste dagli articoli 135-novies e seguenti del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, nonché delle relative disposizioni attuative. La delega può essere conferita anche in via elettronica e può essere notificata alla società mediante invio del documento all'indirizzo di posta elettronica indicato nell'avviso di convocazione.
Spetta comunque al Presidente dell'Assemblea constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervenire all'Assemblea.
Art. 10) L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in sua mancanza, dal Vice Presidente più anziano d'età (se nominato) o, in mancanza anche di quest'ultimo, da altra persona eletta dall'Assemblea stessa.
L'Assemblea nomina un segretario, scelto anche fra i soggetti cui non spetta il diritto di voto e se lo crede opportuno sceglie due scrutatori.
Art. 11) L'Assemblea ordinaria e straordinaria si svolge in un'unica convocazione, salvo che il Consiglio di
Amministrazione, per una determinata Assemblea, abbia deliberato di indicare la data per la seconda ed, eventualmente, la terza convocazione dandone notizia nell'avviso di convocazione. L'assemblea è validamente costituita e delibera validamente con i "quorum" previsti dalla legge.
Per la nomina degli amministratori e dei sindaci si applica quanto stabilito ai successivi articoli 14, 2° comma e 19.
Art. 12) L'Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta l'anno, entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro centottanta giorni nei casi in cui la legge consente di avvalersi di tale maggior termine."
Lo statuto inoltre prevede che sia di competenza del Consiglio invece che dell'Assemblea la fusione e la scissione, in tutti i casi in cui la legge consente che tali deliberazioni siano assunte dall'organo amministrativo in luogo dell'Assemblea, l'istituzione o la soppressione di sedi secondarie; l'indicazione di quali tra gli amministratori hanno la rappresentanza della società; la riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio; gli adeguamenti dello statuto a disposizioni normative ed infine il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale. Inoltre il Consiglio di Amministrazione può approvare una operazione di maggiore rilevanza con parti correlate nonostante l'avviso contrario degli amministratori indipendenti, purché il compimento di tali operazioni sia autorizzato dall'Assemblea. L'autorizzazione si intenderà negata ove siano presenti o rappresentati in Assemblea soci non correlati che rappresentino almeno il 10% del capitale sociale con diritto di voto e la maggioranza di questi abbia espresso voto contrario all'operazione in questione. Qualora, in relazione a una operazione di maggiore rilevanza con parti correlate, la proposta di deliberazione da sottoporre all'Assemblea sia approvata in presenza di un avviso contrario degli amministratori indipendenti, il suo compimento sarà impedito qualora siano presenti o rappresentati in Assemblea soci non correlati che rappresentino almeno il 10% del capitale sociale con diritto di voto e la maggioranza di questi esprima voto contrario all'operazione in questione.
Non vi sono azioni a voto multiplo né è prevista la maggiorazione del voto. Ai fini di una più efficiente gestione dei lavori assembleari, l'Assemblea del 28 Aprile 2011 ha approvato il Regolamento Assembleare (vedi Allegato 4).
Nel corso dell'esercizio non si sono verificate variazioni significative nella capitalizzazione di mercato delle azioni di Interpump Group S.p.A. o nella composizione della sua compagine sociale.
17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF)
Non vi sono ulteriori pratiche di governo societario da segnalare.
18. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO
Dalla data di chiusura dell'esercizio ad oggi non si sono verificati cambiamenti nella struttura di corporate governance.
S. Ilario d'Enza, 18 marzo 2016
Per il Consiglio di Amministrazione Dott. Fulvio Montipò Presidente
TABELLE
TABELLA 1: INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI
STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
| N° azioni | % rispetto al c.s. |
Quotato | Diritti ed obblighi |
|
|---|---|---|---|---|
| Azioni ordinarie | 108.879.294 | 100% | Borsa Valori di Milano |
Ordinari di legge |
| Azioni a voto multiplo |
- | - | - | - |
| Azioni con diritto di voto limitato |
- | - | - | - |
| Azioni prive del diritto di voto |
- | - | - | - |
| Altro | - | - | - | - |
| ALTRI STRUMENTI FINANZIARI (attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione) |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Quotato/Non quotato |
N° strumenti in circolazione |
Categoria di azioni al servizio dell'esercizio |
N° azioni al servizio dell'esercizio |
||||||
| Obbligazioni convertibili |
- | - | - | - | |||||
| Warrant | - | - | - | - |
| PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dichiarante | Azionista diretto | Quota % sul capitale ordinario |
Quota % sul capitale votante |
|||||||
| GRUPPO IPG HOLDING SRL** |
GRUPPO IPG HOLDING SRL |
20,230% | 20,230% | |||||||
| FMR LLC* | FMR LLC | 5,170% | 5,170% | |||||||
| MAIS SPA* | SERAGNOLI ISABELLA |
6,610% | 6,610% | |||||||
| CAISSE DES DEPOTS ET CONSIGNATIONS* |
CDC ENTREPRISES VALEURS MOYENNES |
2,014% | 2,014% | |||||||
| FIN TEL SRL* | BULGARELLI CLAUDIO |
4,133% | 4,133% | |||||||
| INTERPUMP GROUP SPA** |
INTERPUMP GROUP SPA |
1,03% | - |
* Fonte: Consob aggiornata al 22/02/2016
** Fonte: Progetto di bilancio della società al 31/12/2015
TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI
| Co ig l io d i Am in is ion tra ns m e z |
Co Co l lo R |
i ta m to tro n & isc h i |
Co Re |
i ta t m Co i ta to m o No ine m mu n. |
Ev l tua en e Co i ta to m Es iv t ec u o |
|||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ca ica r |
Co t mp on en i |
An no i d i ta na sc |
i Da ta d im p r a ina no m ( *) |
ica In ca r da |
In ica ca r f ino a |
is L t a ( **) |
Es e c. |
No n es ec |
Ind ip. da Co dic e |
Ind ip. da TU F |
Nu me ro alt ri inc ari ch i * |
* | ( *) |
( ** ) |
( *) |
( **) |
( *) |
( **) |
( *) |
( **) |
| Pr esi den te e Am mi nis tra tor e ◊ De leg ato |
Fu lvi o M ip ò ont |
194 4 |
Da lla dat a del la ion taz quo e |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | 1 | 8/8 | |||||||||||
| Vic e P ide & nte res Am mi nis tra tor e ◊ • De leg ato |
Pao lo M arin sek |
195 0 |
27/ 04/ 200 5 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | - | 8/8 | |||||||||||
| Am mi nis tra tor e |
Giu sep pe Fer rer o |
194 6 |
16/ 04/ 200 3 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | 1 | 8/8 | |||||||||||
| Am mi nis tra tor e○ |
Fra Ga rill i nco |
195 1 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | √ | √ | 1 | 8/8 | 1/3 | M | 2/2 | M | 0/0 | M | |||
| Am mi nis tra tor e |
Ma llo rce Ma tto rgo |
196 1 |
06/ 08/ 20 15 |
06/ 08/ 20 15 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
√ | √ | √ | 1 | 1/1 | 0/0 | P | ||||||||
| Am mi nis tra tor e |
Gia rlo nca cch i Mo |
194 0 |
17/ 04/ 200 8 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | 2 | 7/8 | |||||||||||
| Am mi nis tra tor e |
Ste fan ia cio li Pet ruc |
196 7 |
30/ 06/ 20 15 |
30/ 06/ 20 15 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
√ | √ | √ | 2 | 2/2 | 3/3 | M | ||||||||
| Am mi nis tra tor e |
Pao la Ta liav ini g |
196 8 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | √ | √ | 2 | 8/8 | 6/6 | P | |||||||
| Am mi nis tra tor e |
Gio ni van bur i Tam |
195 4 |
27/ 04/ 200 5 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | √ | 6 | 8/8 | 2/2 | P(a ) |
0/0 | M | |||||||
| AM ST RA TO CE SS AT AN L' ES CI O D O- MI NI RI I D UR TE ER ZI I R IFE RI ME NT ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- --- |
||||||||||||||||||||
| Am mi nis tra tor e |
ra A Ri Ma ta nna Ca ni ver |
196 2 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 06/ 20 15 |
M | √ | √ | √ | 3/6 | 2/3 | M | ||||||||
| Am mi nis tra tor e |
Ca rlo Co nti |
196 6 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
01/ 07/ 20 15 |
M | √ | √ | √ | 6/6 | 3/3 | M | 2/2 | M | ||||||
| In d ica i l q re sat nte ver o a ve |
ic h ies uo ru m r d ir itto d i v oto ne |
la to p er p l l 'A b sse m |
ion taz res en e lea d ina ia or r p |
de l le l is te la ina er no m |
in ion oc ca s de l le ic he car |
de l l 'u e ia l so c |
l im t a n i, o vv ero |
ina om : in fer , se |
2, 5 % ( du ior e o su p |
irg la e v o ior la er e, |
inq c ue p er d ive rsa p erc |
) to cen ent ua |
de l c le ma |
ita le ap im ss a s |
sot tos b i l ita ta |
itto cr e da l le |
| d isp iz ion i leg is lat ive lam i v ig i. La le in im ia la ion de l le l ist à in d ica l l 'av iso d i c ion ent ent ent ent ta os e reg o ar p erc ua m a n ece ssa r p er p res az e e s ar ne v on vo caz e. |
||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| iun ion i s iz io i r i fer im N. l te du te l 'Es d to r vo ra n er c en : |
C C R: 6 |
C R: 2 |
C N: 0 |
C / E: N A |
NOTE
I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna "Carica":
• Questo simbolo indica l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
◊ Questo simbolo indica il principale responsabile della gestione dell'Emittente (Chief Executive Officer o CEO).
○ Questo simbolo indica il Lead Independent Director (LID).
* Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel C.d.A. dell'Emittente.
** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza; "C.d.A.": lista presentata dal C.d.A.).
*** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nella Relazione sulla corporate governance gli incarichi sono indicati per esteso.
(*). In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni rispettivamente del C.d.A. e dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(**). In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: "P": presidente; "M": membro.
(a) Dal 06/08/2015 Marcello Margotto è Presidente del Comitato Remunerazioni.
TABELLA 3: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE
| Co l leg io in da le s ca |
||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ca ica r |
Co i t mp on en |
An d i n i ta no as c |
Da d i ta im p r a ina no m ( *) |
In ica ca r da |
In ica ca r f ino a |
L is ( **) ta |
Ind ip. Pa cip ion lle riu nio ni de l rte az e a da Co lle io *** g Co dic e |
Nu alt ri me ro inc ari i ch |
||||
| Pr esi den te |
Pie rlu ig i D e Bia si |
195 6 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
m | Si | 9/9 | 1 | |||
| Sin da co eff ivo ett |
Ale ndr ssa a ni Tro nco |
196 7 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | Si | 8/9 | 1 | |||
| Sin da co eff ivo ett |
Sca rio ni P aol o |
196 3 |
28/ 04/ 20 11 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | Si | 8/9 | - | |||
| Sin da co len te sup p |
Eli sab Ba ni etta |
196 3 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | ||||||
| Sin da co len te sup p |
Pie olo rpa luc ci An ge |
197 6 |
30/ 04/ 20 14 |
30/ 04/ 20 14 |
Ap p. Bil io anc 20 16 |
M | ||||||
| -SI ND AC I C ES SA TI DU RA NT E L 'ES ER CI ZI O D I R IFE RI ME NT O- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- ---- |
||||||||||||
| ica il q Ind re |
ric hie sto uor um pe |
zio iste r la nta del le l da pr ese ne |
mi rte de lle pa no ran ze |
l'e ion lez per |
i u e d no o p |
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8 T ): 2, 5% UF . N el c |
uin dic esi ior all cad de l q aso o s ere mo g no |
ced ent e la pre |
data prevista per l'assemblea sia stata presentata una sola lista, è prevista la possibilità di presentare altre liste entro il quinto giorno successivo alla scadenza del suddetto termine. In questo caso la percentuale minima scende all'1,25%.
Numero riunioni svolte durante l'Esercizio di riferimento: 9
NOTE
* Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Collegio Sindacale dell'Emittente. ** In questa colonna è indicata lista da cui è stato tratto ciascun sindaco ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).
*** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
****In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.
ALLEGATI
Allegato 1: Paragrafo sulle "Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria" ai sensi dell'art. 123 bis, comma 2, lett.b), TUF)
In linea con i principi indicati dal CoSO (Committee of Sponsoring Organizations) report edizione maggio 2013 (in relazione alla quale sono in corso di completamento alcune attività di adeguamento), il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, con il supporto dell'Internal Audit e ove applicabile sulla base delle valutazioni emerse dal Comitato Controllo e Rischi, svolge un processo per identificare e valutare i rischi inerenti al raggiungimento degli obiettivi di attendibilità del reporting finanziario.
Il processo di identificazione e valutazione dei sopracitati rischi è rivisto con cadenza annuale da parte del Dirigente Preposto o più frequentemente nel caso emergano elementi di novità, quali, ad esempio, l'aggiornamento dei principi contabili internazionali, che possano influenzare la valutazione del rischio.
Al fine di assicurare la copertura dei rischi riscontrati, sono state implementate attività di controllo – ovvero procedure contabili e amministrative- che indentificano i controlli chiave e quelli non chiave. Tali attività di controllo sono oggetto di verifica da parte della funzione di Internal Audit.
Sulla base dei risultati delle verifiche effettuate, il Dirigente Preposto valuta se vi è la necessità di predisporre azioni correttive tramite la formalizzazione di un remediation plan. Il remediation plan è oggetto di condivisione con i process owner che alle scadenza stabilite dovranno implementare le azioni concordate, ovvero porre in essere nuovi controlli o mitigare i rischi derivanti dalla mancanza dei controlli.
Infine l'Internal Audit verifica l'effettiva applicazione del piano correttivo posto in essere attraverso l'attività di verifica. I risultati delle attività di verifica indipendente effettuate sono oggetto di reporting periodico al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, ai fini della valutazione dell'adeguatezza del sistema di controllo sull'informativa finanziaria.
Con riguardo alla predisposizione del bilancio consolidato del gruppo Interpump e della relazione semestrale anche le principali società del gruppo Interpump sono oggetto di analisi e verifica. Infine con riguardo ai resoconti intermedi di gestione del primo e terzo trimestre e ad ogni altra comunicazione di carattere finanziario, il CFO/DP è chiamato a dichiararne la conformità alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
Interpump Group S.p.A.
REGOLAMENTO ASSEMBLEARE CAPO PRIMO - DISPOSIZIONI PRELIMINARI
Art. 1 Il presente regolamento disciplina lo svolgimento dell'assemblea ordinaria e straordinaria di Interpump Group S.p.A., con sede in Sant'Ilario d'Enza (Reggio Emilia), Via Enrico Fermi ° 25 (di seguito, la "Società").
Per quanto qui non espressamente disciplinato, si intendono richiamate le norme dello statuto vigente riguardanti l'assemblea della Società che, in caso di contrasto rispetto alle disposizioni contenute nel presente regolamento, prevalgono su queste ultime.
Art. 2 Il presente regolamento, approvato dall'assemblea ordinaria degli azionisti del 28 aprile 2011, è a disposizione degli azionisti e di coloro che sono legittimati ad intervenire all'assemblea presso la sede sociale della Società e presso i luoghi in cui si svolgono le adunanze assembleari.
CAPO SECONDO – DELLA COSTITUZIONE DELL'ASSEMBLEA
Art. 3 Possono intervenire in assemblea coloro che hanno diritto di parteciparvi in base alla legge e allo statuto (di seguito, i "Legittimati all'Intervento"). E' possibile intervenire a mezzo rappresentante a norma dell'art. 9 dello statuto.
In ogni caso la persona che interviene all'assemblea in proprio o per delega deve farsi identificare mediante presentazione di un documento a tal fine idoneo, anche per quanto riguarda i poteri spettanti in eventuale rappresentanza di persona giuridica.
Art. 4 Allo svolgimento dei lavori possono inoltre assistere, quali semplici uditori senza diritto di voto e di intervento, dipendenti della Società e altre persone (di seguito gli "Invitati"), purchè preventivamente invitati dal presidente consiglio di amministrazione.
Assistono inoltre all'assemblea senza poter prendere la parola, i commessi e gli eventuali scrutatori non soci per lo svolgimento delle funzioni previste dai successivi articoli del presente Regolamento.
Di regola, il presidente del consiglio di amministrazione ammette la presenza, in qualità di Invitati, di esperti ed analisti finanziari, di rappresentanti della società di revisione legale alla quale è stato conferito l'incarico di revisione legale del bilancio e delle relazioni semestrali nonché di giornalisti operanti per conto di giornali quotidiani e periodici e di reti radiotelevisive, in conformità alle raccomandazioni Consob in proposito. I relativi accrediti devono pervenire presso la sede sociale prima dell'apertura dei lavori assembleari.
A richiesta di uno o più Legittimati all'Intervento il presidente dell'assemblea (come individuato all'art. 8 - di seguito, il "Presidente") dà lettura nel corso delle operazioni assembleari preliminari dell'elenco nominativo degli Invitati e delle loro qualifiche.
Art. 5 I Legittimati all'Intervento devono far pervenire alla Società e consegnare agli incaricati della Società collocati all'ingresso dei locali in cui si svolge l'assemblea (di seguito, gli "Incaricati") i documenti previsti dalle vigenti norme di legge attestanti la legittimazione a partecipare all'assemblea contro ritiro della apposita scheda di partecipazione alla votazione o di altra forma di legittimazione al voto, da conservare per l'intera durata dei lavori
assembleari, da esibire per eventuali controlli e comunque da restituire in caso di allontanamento dall'assemblea prima del termine della stessa.
In ogni caso di contestazione sul diritto di partecipare all'assemblea decide il Presidente.
Gli Invitati devono farsi identificare dagli Incaricati, all'ingresso dei locali in cui si svolge l'assemblea e ritirare, se richiesti, apposito contrassegno di controllo.
Art. 6 Il Presidente ha facoltà di disporre che i lavori dell'assemblea vengano video registrati o audio registrati, ai soli fini di rendere più agevole la redazione del verbale dell'assemblea.
Non possono essere introdotti nei locali in cui si svolge l'assemblea, né dai Legittimati all'Intervento né dagli Invitati, strumenti di registrazione di qualsiasi genere, apparecchi fotografici e congegni similari, senza preventiva specifica autorizzazione del Presidente.
Art. 7 Tutti i Legittimati all'Intervento che per qualsiasi ragione si allontanano dai locali in cui si svolge l'assemblea sono tenuti a darne comunicazione agli Incaricati. Per essere riammessi, essi dovranno esibire la contro matrice del biglietto di ammissione loro consegnato all'ingresso dagli Incaricati.
Art. 8 All'ora fissata nell'avviso di convocazione, salvo giustificato ritardo contenuto entro il limite di un'ora, assume la presidenza dell'assemblea il presidente del consiglio di amministrazione o, in sua assenza, a norma di statuto, il vice presidente più anziano d'età, se nominato; in mancanza, altra persona eletta dall'assemblea.
Quindi il Presidente comunica all'assemblea il nominativo dei componenti il consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale presenti.
Art. 9 Il Presidente è assistito dal segretario dell'assemblea (come individuato all'art. 10 - di seguito, il "Segretario"), dagli altri amministratori, dai sindaci, dal notaio nei casi previsti dall'art. 10, primo comma, nonché dai dipendenti della Società ammessi quali Invitati.
In base ai biglietti di ammissione consegnati all'ingresso dagli Incaricati, il Presidente, con l'ausilio del Segretario, comunica all'assemblea il numero dei Legittimati all'Intervento presenti ed il numero dei voti cui essi hanno diritto.
Il Presidente, con l'ausilio degli Incaricati, verifica la regolarità delle deleghe e il diritto degli intervenuti a partecipare all'Assemblea e comunica all'assemblea l'esito di tale verifica. Il Presidente, qualora ritenga irregolari una o più deleghe, può escludere il diritto di intervento e di voto del titolare del diritto di voto o del suo rappresentante che abbiano esibito deleghe irregolari.
Gli elenchi dei Legittimati all'Intervento, con l'indicazione di quelli effettivamente presenti al momento del voto, fanno parte integrante del verbale assembleare assieme alle deleghe.
Il Presidente dichiara l'assemblea validamente costituita ed aperti i lavori, dopo aver verificato, ove siano previste convocazioni successive alla prima, il raggiungimento dei quorum stabiliti dallo statuto; in caso contrario, non prima che sia trascorsa un'ora da quella fissata per l'inizio dell'assemblea, proclama deserta l'assemblea stessa e rinvia ad altra eventuale convocazione. Nel caso l'assemblea sia andata deserta, viene redatto apposito verbale sottoscritto dal Presidente e, se presente, da un sindaco.
Art. 10 Il Presidente, accertato che l'assemblea è validamente costituita e data lettura dell'ordine del giorno, propone all'assemblea stessa la nomina del Segretario designato per la redazione del verbale, semprechè ai sensi di legge o per decisione insindacabile del Presidente l'incombenza non venga affidata ad un notaio previamente designato dal Presidente medesimo. Nel caso la funzione di Segretario non sia affidata ad un notaio per obbligo di legge, il verbale non viene redatto per atto pubblico, salvo diversa decisione del Presidente, comunicata all'assemblea.
Il Segretario può essere assistito dagli Incaricati, da dipendenti della Società o da propri collaboratori, purchè Invitati.
Art. 11 Il Presidente può disporre la presenza di un servizio d'ordine assolto da commessi, forniti di appositi segni di riconoscimento.
Art. 12 Il Presidente, ove disponga che la votazione avvenga a mezzo schede, procede alla nomina di due scrutatori chiamati ad effettuarne lo spoglio, scelti tra i Legittimati all'Intervento.
Art. 13 I lavori dell'assemblea si svolgono, di norma, in un'unica adunanza, nel corso della quale il Presidente, ove ne ravvisi l'opportunità e l'assemblea (a maggioranza semplice) non si opponga, può interrompere i lavori per non oltre due ore (per ciascuna interruzione).
Fermo restando quanto previsto dall'art. 2374 cod. civ., l'assemblea - con deliberazione assunta a maggioranza semplice - può decidere di aggiornare i lavori ogniqualvolta ne ravvisi l'opportunità, fissando contemporaneamente il giorno e l'ora per la prosecuzione dei lavori medesimi ad un termine, anche superiore a tre giorni, comunque congruo rispetto alla motivazione dell'aggiornamento.
CAPO TERZO – DELLA DISCUSSIONE
Art. 14 Il Presidente nonché, su suo invito, gli altri amministratori ed i sindaci per quanto di loro competenza, illustrano gli argomenti posti all'ordine del giorno.
L'ordine di trattazione degli argomenti, quale risulta dall'avviso di convocazione, può essere variato dal Presidente, previa approvazione dell'assemblea (assunta a maggioranza semplice) ove uno o più Legittimati all'Intervento vi si oppongano.
Su preventiva richiesta dei Legittimati all'Intervento interessati gli interventi, a norma dell'art. 2375 c.c., vengono riassunti nel verbale.
Art. 15 Il Presidente regola la discussione tenendo conto anche di eventuali domande formulate dai soci prima dell'assemblea, dando la parola ai Legittimati all'Intervento che l'abbiano richiesta a norma del successivo art. 16, comma secondo, agli amministratori, ai sindaci ed al Segretario.
Nell'esercizio di tale funzione, egli si attiene al principio secondo cui tutti i Legittimati all'Intervento, gli amministratori, i sindaci ed il Segretario hanno diritto di esprimersi liberamente su materie di interesse assembleare, nel rispetto delle disposizioni di legge, di statuto e del presente regolamento.
Art. 16 I Legittimati all'Intervento, gli amministratori ed i sindaci hanno il diritto di ottenere la parola su ciascuno degli argomenti posti in discussione e di formulare proposte attinenti gli stessi.
I Legittimati all'Intervento che intendono parlare devono farne richiesta al Presidente, non prima che sia stata data lettura dell'argomento posto all'ordine del giorno al quale si riferisce la domanda di intervento e comunque prima che sia stata dichiarata chiusa la discussione sull'argomento in trattazione.
La richiesta deve essere formulata per alzata di mano, qualora il Presidente non abbia disposto che si proceda mediante richieste scritte o con altra modalità indicata dallo stesso. Nel caso si proceda per alzata di mano, il Presidente concede la parola a chi ha alzato la mano per primo; ove non gli sia possibile stabilirlo con esattezza, il Presidente concede la parola secondo l'ordine dallo stesso stabilito insindacabilmente. Qualora si proceda mediante richieste scritte o formulate con altra modalità indicata dal Presidente, lo stesso concede la parola secondo l'ordine in cui sono state formulate le relative richieste.
Art. 17 Il Presidente e/o, su suo invito, gli amministratori ed i sindaci, per quanto di loro competenza o ritenuto utile dal Presidente in relazione alla materia da trattare, rispondono ai Legittimati all'Intervento dopo l'intervento di ciascuno di essi, ovvero dopo esauriti tutti gli interventi su ogni materia all'ordine del giorno, secondo quanto disposto dal Presidente.
Art. 18 I Legittimati all'Intervento hanno diritto di svolgere un solo intervento su ogni argomento all'ordine del giorno, salvo un'eventuale replica ed una dichiarazione di voto, ciascuna di durata non superiore a cinque minuti.
Art. 19 Il Presidente, tenuto conto dell'oggetto e dell'importanza dei singoli argomenti all'ordine del giorno, indica, in misura di norma non inferiore a 5 minuti e non superiore a 10 minuti, il tempo a disposizione di ciascun Legittimato all'Intervento per svolgere il proprio intervento. Trascorso il tempo stabilito il Presidente può invitare il Legittimato all'Intervento a concludere nei cinque minuti successivi. Successivamente, ove l'intervento non sia ancora terminato, il Presidente provvede ai sensi del secondo comma, lett. a) dell'art. 20.
Art. 20 Al Presidente compete di mantenere l'ordine nell'assemblea, di garantire il corretto svolgimento dei lavori e di evitare abusi del diritto di intervento.
A questi effetti, egli può togliere la parola:
a) qualora il Legittimato all'Intervento parli senza averne facoltà, o continui a parlare trascorso il tempo assegnatogli;
b) previa ammonizione, nel caso di chiara ed evidente non pertinenza dell'intervento alla materia posta in discussione;
c) nel caso in cui il Legittimato all'Intervento pronunci parole, frasi o esprima apprezzamenti sconvenienti od ingiuriosi;
d) nel caso di incitamento alla violenza o al disordine.
Art. 21 Qualora una o più persone intervenute all'assemblea impediscano il corretto svolgimento dei lavori, il Presidente li richiama all'osservanza del presente regolamento.
Ove tale ammonizione risulti vana, il Presidente dispone l'allontanamento delle persone precedentemente ammonite dai locali ove si svolge l'assemblea per tutta la durata della discussione.
In tal caso la persona esclusa, ove sia tra i Legittimati all'Intervento, può appellarsi all'assemblea, che delibera in proposito a maggioranza semplice.
Art. 22 Esauriti tutti gli interventi, le risposte e le repliche, il Presidente conclude dichiarando chiusa la discussione.
Dopo la chiusura della discussione , nessun Legittimato all'Intervento può ottenere la parola per svolgere ulteriori interventi.
CAPO QUARTO – DELLA VOTAZIONE
Art. 23 Prima di dare inizio alle votazioni il Presidente riammette all'assemblea coloro che ne fossero stati esclusi a norma dell'art. 21 e verifica il numero del Legittimati all'Intervento presenti ed il numero dei voti cui essi hanno diritto. I provvedimenti di cui agli artt. 20 e 21 del presente regolamento possono essere adottati, ove se ne verifichino i presupposti, anche durante la fase di votazione.
Art. 24 Il Presidente può disporre che la votazione avvenga dopo la chiusura della discussione di ciascun argomento all'ordine del giorno, ovvero al termine della discussione di tutti gli argomenti posti all'ordine del giorno.
Art. 25 Le votazioni dell'assemblea vengono effettuate a scrutinio palese. Spetta al Presidente stabilire quale dei seguenti metodi di espressione del voto adottare: (i) per alzata di mano, mediante richiesta da parte del Presidente o del Segretario di espressione di tutti i voti favorevoli, di tutti i voti contrari e delle astensioni, previa identificazione di ciascun legittimato all'Intervento votante; (ii) per appello nominale, mediante chiamata ed espressione del voto da parte di ciascun Legittimato all'Intervento; (iii) a mezzo schede, nel qual caso il Presidente fissa il tempo massimo entro il quale i Legittimati all'Intervento possono esprimere il voto consegnando le schede debitamente compilate agli scrutatori, che le pongono in un'urna collocata nei locali in cui si svolge l'assemblea; (iv) con sistemi di votazione elettronica, nel qual caso il Presidente fissa il momento iniziale e il momento finale del periodo entro il quale i Legittimati all'Intervento possono esprimere il voto.
I Legittimati all'Intervento che, pur risultando presenti, nonostante l'invito del Presidente non abbiano alzato la mano o risposto all'appello nominale ed effettuato la dichiarazione di voto, ovvero non abbiano consegnato la scheda agli scrutatori, ovvero ancora non abbiano espresso la propria preferenza secondo le modalità indicate dal Presidente, sono considerati astenuti.
Art. 26 Ove il Presidente stabilisca che le votazioni vengano effettuate a mezzo schede, le schede costituiscono strumento per le votazioni e, pertanto, vengono predisposte dalla Società secondo un modello uniforme. Le schede sono compilate dagli Incaricati con l'indicazione del nominativo del titolare delle azioni cui ineriscono i diritti di voto esercitabili e del numero dei voti corrispondenti. Le schede devono portare un numero diverso per ognuno degli argomenti sui quali l'assemblea è chiamata a deliberare; in alternativa le schede possono avere un colore diverso per ognuno degli argomenti sui quali l'assemblea è chiamata a deliberare, fermo restando che le stesse dovranno contenere l'indicazione del numero di voti compilata dagli Incaricati. I voti espressi su schede non conformi sono nulli.
Le schede sono consegnate dagli Incaricati all'ingresso dei locali dove si svolge l'assemblea.
Art. 27 Le candidature alle cariche sociali devono essere presentate entro i termini e con le modalità stabiliti dalla normativa vigente e dallo statuto. Prima di dare inizio alle votazioni per le nomine alle cariche sociali, il Presidente: (i) dà lettura delle liste presentate per la nomina del collegio sindacale e dei nominativi degli aventi diritto che le hanno presentate; (ii) dà lettura delle liste presentate per la nomina del consiglio di amministrazione e dei nominativi degli aventi diritto che le hanno presentate; (iii) dà lettura
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dei curricula vitae presentati, che dovranno contenere un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali di ciascun candidato; (iv) comunica quali liste e/o quali candidature devono considerarsi come non presentate e le relative ragioni.
Art. 28 Qualora la votazione avvenga a mezzo schede, trascorso il tempo stabilito dal Presidente per la loro consegna, gli scrutatori effettuano lo spoglio delle schede e comunicano il relativo risultato al Presidente.
Analoga procedura viene seguita quando il voto è espresso con le altre modalità previste dal precedente art. 25.
Ad esito delle votazioni il Presidente ne proclama il risultato, dichiarando approvata la proposta che abbia ottenuto il voto favorevole con i quorum stabiliti dalla legge o dallo statuto.
In caso di nomina del consiglio di amministrazione o del collegio sindacale, il Presidente dichiara eletti i candidati che risultano vincitori in base ai meccanismi previsti rispettivamente dall'art. 14 e 19 dello Statuto.
Art. 29 Esaurito l'ordine del giorno, il presidente dichiara chiusa l'adunanza.
CAPO QUINTO - DISPOSIZIONI FINALI
Art. 30 Il presente regolamento può essere modificato dall'assemblea ordinaria degli azionisti con le maggioranze stabilite dalle disposizioni vigenti.
L'assemblea ordinaria può altresì delegare al consiglio di amministrazione la modificazione o l'integrazione del presente regolamento o di singole clausole di esso.