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Gas Plus Annual Report 2025

Apr 29, 2026

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Annual Report

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Gas Plus

GAS PLUS S.p.A.

BILANCIO CONSOLIDATO E BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31.12.2025

Sede legale MILANO – Viale Enrico Forlanini, 17


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INDICE

Organi sociali 3
Dati di sintesi 4

Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

Sintesi dei risultati economici e patrimoniali consolidati 7
Scenario di riferimento 8
Commento ai risultati economici e patrimoniali consolidati 31
Commento ai risultati della Capogruppo 39
Altre informazioni 65
Indicatori alternativi di performance 68
Proposte sulla destinazione del risultato d’esercizio di Gas Plus S.p.A. 71

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetti contabili 74
Note esplicative 79
Attestazione del bilancio consolidato 155
Compensi della società di revisione 156

Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025

Prospetti contabili 159
Note esplicative 164
Attestazione del bilancio consolidato 213
Compensi della società di revisione 214

Il presente documento è predisposto in formato PDF allo scopo di agevolarne la lettura. Il documento ufficiale, conforme alle disposizioni del Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea (Regolamento ESEF – European Single Electronic Format), è disponibile sul sito internet della Società (www.gasplus.it, sezione Investor Relations/Corporate Governance), nonché presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato “eMarket STORAGE” (www.emarketstorage.com).


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ORGANI SOCIALI

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (1)

Ing. Stefano Cao (*)
Presidente

Sig. Davide Usberti
Consigliere Delegato
Amministratore esecutivo

Dott. Lino Gilioli () (*)
Vicepresidente
Amministratore indipendente

Ing. Nicola De Blasio
Consigliere
Amministratore indipendente

Dott.sa Lisa Orlandi
Consigliere
Amministratore indipendente

Avv. Roberto Pistorelli
Consigliere

Dott.sa Maria Saporito (***)
Consigliere
Amministratore indipendente

Ing. Cinzia Triunfo
Consigliere

Dott.sa Margherita Usberti
Consigliere

COLLEGIO SINDACALE (1)

Prof. Lorenzo Pozza
Presidente

Dott. Manuel Menis
Sindaco Effettivo

Dott.sa Gloria Francesca Marino
Sindaco Effettivo

Dott. Silvano Corbella
Sindaco Supplente

Dott.sa Maria Gimigliano
Sindaco Supplente

SOCIETÀ DI REVISIONE (2)

EY S.p.A.

() Nominato Presidente dal Consiglio di Amministrazione del 26 giugno 2024.
(
) Nominato Vicepresidente dal Consiglio di Amministrazione del 26 giugno 2024.
(
**) Membri del Comitato per le Nomine e per la Remunerazione e del Comitato Controllo e Rischi.
(1) Nominato dall'Assemblea Ordinaria del 25 giugno 2024 e con scadenza alla data di approvazione del bilancio di esercizio al 31.12.2026.
(2) Nominata dall'Assemblea Ordinaria del 25 giugno 2024 per un periodo di 9 anni e, quindi, con scadenza alla data di approvazione del bilancio di esercizio al 31.12.2032.


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DATI DI SINTESI

(in migliaia di euro)

Principali indicatori di mercato 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024 var.% 2H2025 2H2024 var.%
Prezzo medio Brent dated ($/bbl)(1) 69,14 80,67 (14,3%) 66,36 77,32 (14,2%)
Cambio medio EUR/USD(2) 1,129 1,082 4,3% 1,166 1,084 7,6%
Prezzo medio gas - TTF (€/Mwh)(3) 36,21 34,29 5,6% 31,24 39,09 (20,1%)
Euribor - a tre mesi (%), media del periodo(4) 2,179 3,571 (39,0%) 2,026 3,276 (38,2%)
Principali dati operativi del Gruppo 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024 var.% 2H2025 2H2024 var.%
Produzione di idrocarburi (Msmce) 312,4 214,1 45,9% 193,4 104,2 85,6%
Vendite di idrocarburi (MSmce) 329,2 258,3 27,4% 192,9 124,8 54,5%
Volumi di gas distribuito (MSmc) 186,4 191,9 (2,9%) 82,7 87,3 (5,3%)
Numero dipendenti a fine periodo 127 132 (3,8%)
Dati di Conto Economico (IAS / IFRS) 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024 var.% 2H2025 2H2024 var.%
Ricavi da vendite 167.699 135.327 23,9% 81.022 69.625 16,4%
Costi operativi 88.868 85.195 4,3% 34.946 43.410 (19,5%)
EBITDA 78.831 50.132 57,2% 46.076 26.215 75,8%
% sui ricavi di vendita 47,01% 37,05% 56,87% 37,65%
EBIT 36.542 34.951 4,6% 17.896 21.756 (17,7%)
EBIT Adjusted(8) 35.863 26.476
Risultato operativo 36.542 29.860 22,4% 17.896 16.665 7,4%
% sui ricavi di vendita 21,79% 22,07% 22,09% 23,94%
Risultato prima delle imposte 28.335 20.162 40,5% 14.017 12.151 15,4%
Risultato netto 19.767 12.547 57,5% 9.592 7.256 32,2%
Risultato netto Adjusted(8) 19.293 10.066
Dati di Stato Patrimoniale (IAS / IFRS) 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Investimenti in immobilizzazioni 24.361 14.304
di cui investimenti in esplorazione 526 355
Capitale circolante netto 143 (3.529)
Capitale investito netto (A) + (B) 252.538 254.919
Indebitamento netto (A) 5.536 23.827
Patrimonio netto (compresa quota terzi) (B) 247.002 231.092
Indici patrimoniali ed economici 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
ROI(5) 14,40% 11,18%
ROE(6) 8,27% 5,45%
Utile (perdita) per azione 0,45 0,29
PFN / EBITDA(7) 0,07 0,48
Indebitamento netto (A) / Patrimonio netto (B) 0,02 0,10
Gearing (A/A+B) 2% 9%

(1) fonte: Reuters.
(2) fonte: BCE.
(3) fonte: ICIS.
(4) fonte: European Money Markets Institute.
(5) = Risultato operativo / capitale investito netto medio.
(6) = Risultato del periodo / patrimonio netto medio.
(7) = Indebitamento netto/ EBITDA.
(8) = Per la definizione dei risultati adjusted si veda il paragrafo "indicatori alternativi di performance".


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PRINCIPALI INDICATORI INDUSTRIALI

2025 2024
Riserve di idrocarburi (2P risked)^{(1)}
(in miliardi di metri cubi)
- Italia 2,8 3,2
- Estero 0,5 0,6
Idrocarburi venduti (in milioni di metri cubi) 329 258
Rete gestita (in chilometri) 1.834 1.834
Istanze di conversione a stoccaggio 3 3

(1) per il significato dei termini si veda il paragrafo “Indicatori alternativi di performance”

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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

RELAZIONE SULLA GESTIONE

Signori Azionisti,

l'andamento dell'Esercizio ha integralmente rispettato le aspettative, sotto il profilo sia dei risultati economici, sia degli obiettivi produttivi.

Al di là del beneficio derivante da prezzi del gas leggermente superiori a quelli dell'anno 2024 l'elemento determinante è stato naturalmente rappresentato dall'entrata in produzione della concessione di Longanesi mediante impianti temporanei, in attesa di completare la realizzazione di quelli definitivi.

Nonostante le limitazioni connesse all'utilizzo di tale tipologia di impianti, che hanno determinato livelli produttivi altalenanti, l'erogazione dalla metà dell'anno è risultata su larga parte del periodo continuativa.

Tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2027 si prevede poi di poter mettere in esercizio gli impianti definitivi, il che comporterà una fermata di alcuni mesi, e sino ad allora si proseguirà nella produzione a livelli compatibili con l'utilizzo degli impianti temporanei.

Pur se perfezionata al termine del primo trimestre 2026 si segnala inoltre la significativa crescita dimensionale dell'attività di distribuzione gas (punti consegna, o “PdR”, +18%) derivante dall'acquisizione della “newco” BS Reti Gas, titolare di 14 concessioni per tale servizio, ubicate in Comuni contigui ad aree già servite dal Gruppo.

Sotto il profilo patrimoniale e finanziario, il 2025 si è concluso con un'ulteriore riduzione dell'indebitamento finanziario che si è attestato a 5,5 milioni di euro rispetto ai 23,8 milioni di euro di fine 2024 dopo aver sostenuto investimenti per 24,4 milioni di euro (14,3 milioni di euro nel 2024). L'indebitamento include, tra l'altro, per circa 17,2 milioni di euro gli effetti contabili dell'applicazione del principio contabile IFRS 16, al netto dei quali risulterebbero disponibilità nette per 11,7 milioni di euro.


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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

SINTESI DEI RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI CONSOLIDATI

L'EBITDA si è attestato a 78,8 milioni di euro con una crescita di circa il 57,2% rispetto al dato del 2024 (50,1 milioni di euro) a fronte di un aumento delle produzioni del 45,9% e del prezzo medio del gas di circa il 6%.

L'EBIT ha raggiunto i 36,5 milioni di euro contro i 35,0 milioni di euro del 2024, dopo ammortamenti netti per 43,0 milioni di euro rispetto ai 23,7 milioni di euro del 2024 (in forte crescita per l'avvio della produzione di gas nella concessione Longanesi) e ripristini di valore netti per 0,7 milioni di euro (ripristini di valore netti per 8,5 milioni di euro nel 2024).

Il Risultato Operativo (36,5 milioni di euro contro 29,9 milioni di euro del 2024) ha assunto lo stesso valore dell'EBIT, data l'assenza di proventi (oneri) diversi. Nel 2024 aveva recepito oneri non ricorrenti per 5,1 milioni di euro a fronte dell'accantonamento connesso agli oneri per il prevedibile mancato utilizzo della capacità di transito sul gasdotto TAG nel residuo periodo del contratto in essere.

A valle del Risultato Operativo gli oneri finanziari netti sono stati in calo (8,2 milioni di euro contro 9,7 milioni di euro del 2024) per effetto del sostanziale azzeramento dell'indebitamento finanziario netto, oltreché della progressiva riduzione dei tassi d'interesse, e comprendono oneri di attualizzazione fondi per 5,3 milioni di euro (5,6 milioni di euro nel 2024).

Le imposte sul reddito hanno raggiunto l'importo di 8,6 milioni di euro rispetto a 7,6 milioni di euro del 2024, rispecchiando la crescita del risultato netto dell'esercizio.

Il 2025 si è chiuso infine con un utile netto di 19,8 milioni di euro contro un utile netto di 12,5 milioni di euro del 2024.

Sotto il profilo patrimoniale e finanziario, il Gruppo ha confermato la solidità della propria struttura. L'indebitamento finanziario è stato infatti di nuovo in calo (5,5 milioni di euro rispetto ai 23,8 milioni di euro di fine 2024), pur includendo per circa 17,2 milioni di euro gli effetti contabili dell'applicazione del principio contabile IFRS 16 (al netto dei quali risultano disponibilità nette per 11,7 milioni di euro).

Gli investimenti, in crescita rispetto al dato del 2024 (24,4 milioni di euro contro i 14,3 milioni di euro dell'esercizio precedente), hanno riguardato in prevalenza le attività E&P (21,3 milioni di euro contro 11,1 milioni di euro del 2024) e sono stati finanziati tramite le linee di credito disponibili e il cash flow delle attività operative.

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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

A conferma della consistente patrimonializzazione del Gruppo, il rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto (0,02), già peraltro su livelli contenuti anche alla fine del precedente esercizio (0,10), è stato ancora in calo rispetto al dato di fine 2024.

SCENARIO DI RIFERIMENTO

Gas

Il 2025 si è aperto proseguendo la spinta al rialzo iniziata nell’autunno dell’anno precedente, spinta in parte dovuta a un margine di incertezza relativo alla capacità di pienamente sostituire il gas già di provenienza russa. Il prezzo a febbraio si è spinto sino a oltre 45 Euro MWh, alimentato anche da una congiuntura climatica meno mite di quella riscontrata nei due anni precedenti e perciò da un consumo nel primo bimestre in aumento dell’8% rispetto al 2024. I consumi, superata la congiuntura climatica di febbraio, si sono poi stabilizzati raggiungendo su base annua i 63,2 mld mc, con un prezzo in tendenziale diminuzione che a fine anno si è attestato attorno ai 26 Euro MWh.

La tendenza al ribasso è comunque coesistita con una significativa volatilità del prezzo che a inizio estate e in coincidenza con l’avvio della stagione degli stoccaggi è oscillato tra i 30 e i 38 Euro MWh. La previsione più diffusa a fine 2025 era comunque nel senso di un margine di ulteriore riduzione di prezzo e di una contrazione potenziale della volatilità in funzione del previsto aumento della capacità di liquefazione mondiale (fino a fine decennio al 50% della capacità 2024 in base agli impianti già sanzionati) e anche di qualche segnale di rallentamento della crescita dei consumi cinesi.

Petrolio

Il 2025 ha visto un andamento del petrolio quasi parallelo a quello del gas. Crescita a inizio anno (con il Brent a quasi 80 dollari/barile a gennaio), e poi una sorta di declino volatile che è oscillato con tendenza al ribasso in una fascia tra i 60 e i 75 dollari mantenendosi nel finale di anno nella fascia bassa dell’oscillazione, con un andamento comunque resiliente se non indifferente rispetto al rischio geopolitico (Ucraina, Gaza, Yemen, Iran...).

Il mercato sembra mostrare potenziali limiti strutturali di espansione, con conseguenti ricadute di prezzo. La Cina, nel 2025, contribuisce solo per il 19% alla crescita della domanda mondiale e i consumi di petrolio in Cina sono sempre più concentrati sul settore petrolchimico e sempre meno nel settore dei trasporti (dove nel 2025 per la prima volta l’immatricolazione di auto ibride/elettriche ha superato quella di automezzi leggeri con motore termico). Il resto dell’Asia, nel breve periodo, continuerà ad aumentare significativamente la domanda nel mentre proseguirà il declino dei consumi europei.


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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

Ai potenziali limiti alla crescita Opec+ ha reagito invertendo la politica degli ultimi anni e annunciando un aumento della propria produzione, abbandonando così temporaneamente la difesa del prezzo in favore della difesa delle quote di mercato. In una situazione già di domanda debole questo ha immediatamente portato a una ulteriore revisione al ribasso degli scenari di prezzo 2026, onde una diffusa previsione di tendenza al ribasso. Il Short Term Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), ad esempio, indicava come possibili prezzi di riferimento per il Brent 51 dollari al barile per il 2026. La maggior parte degli analisti a fine 2025 proiettava poi scenari sostanzialmente simili allo scenario IEA.

A fine 2025 la previsione generale era in definitiva sia sul gas che sul petrolio nel senso del manifestarsi, con tempi più brevi per il petrolio che non per il gas, di un significativo eccesso di offerta, già peraltro almeno in parte riflesso nella condizione di backwardation dell’andamento di entrambi i prezzi.

Poi però è intervenuto nel 2026 il blocco dello Stretto di Hormuz, che ha tolto dal mercato oltre il 15% del petrolio e oltre il 25% del Gas Naturale liquefatto. Da una condizione di abbondanza il blocco ci traghetta a una condizione di scarsità. Il disegno di uno scenario presuppone l’assunzione di una dimensione temporale del blocco sul quale è comunque prematuro esprimersi. La durata condiziona il prezzo che per il petrolio, se il blocco si prolungasse, vede proiezioni fino ai 200 dollari a barile e per converso in caso di riapertura anche parziale potrebbe nel 2026 attestarsi (Goldman Sachs) intorno agli 85 dollari/barile. Per il gas la domanda per stoccaggi dovrebbe poi contribuire a mantenere il prezzo sotto pressione, e la previsione prevalente è quella del suo attestarsi nella fascia 50/70 Euro MWh.

Il tutto sempre in funzione dell’evolvere della situazione nello Stretto, che nel suo altalenare richiederebbe per uno scenario di riferimento un aggiornamento giornaliero se non orario; e con la sola certezza che il ritorno alla sicura e piena capacità di transito da Hormuz è condizione necessaria per il ripristino di una condizione di abbondanza dell’offerta e per un ritorno dei prezzi ai livelli di fine 2025.

Cambio euro/dollaro

Nel 2025 la media del cambio €/$ si è attestata a 1,13 registrando una crescita del 4,3% rispetto ai valori medi del precedente anno. Nella prima parte dell’anno si è registrato un rafforzamento dell’euro sul dollaro mentre nei mesi successivi una maggiore stabilità. Su tale andamento hanno inciso le maggiori tariffe commerciali previste dagli Stati Uniti.


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Durante l'anno le banche centrali delle rispettive aree (BCE e FED) hanno continuato ad adottare politiche monetarie meno restrittive, effettuando una serie di riduzioni dei tassi di interessi e quindi del costo del denaro. In Europa la BCE, nei primi sei mesi dell'anno, grazie anche ad un'inflazione in calo, ha portato i tassi sui depositi al 2% tramite quattro riduzioni consecutive. Nella seconda parte dell'anno i tassi sono rimasti invece stabili. Il contrario è avvenuto negli Stati Uniti, dove negli ultimi mesi dell'anno la FED ha operato tre tagli consentivi ai tassi portandoli nel range 3,5-3,75%.

Si riporta qui di seguito il trend delle quotazioni del Brent, espresso in dollari ed euro al barile, e del gas naturale (TTF).

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Grafico 1 – Trend Prezzo del Brent (USD)

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Grafico 2 – Trend Prezzo del Brent (EUR)

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Grafico 3 – Trend Prezzo del gas naturale Spot TTF (Borsa del Gas Olandese)

ANDAMENTO DEL TITOLO

Il riposizionamento del prezzo del titolo nel corso del 2025, come risulta dal grafico sottostante, è dovuto alla situazione generale dell'andamento dei mercati azionari e alle aspettative sui risultati aziendali derivanti dalla progressiva crescita della produzione complessiva di gas del Gruppo.

Nei primi mesi del 2026 il valore del titolo è ulteriormente migliorato per effetto dell'aumento dei prezzi degli idrocarburi a seguito della nota vicenda in Medio Oriente che, con le difficoltà di approvvigionamento, sta mettendo sotto pressione prezzi e volumi.

I dati mostrano infatti nel 2025 una variazione di prezzo che oscilla da euro 2,50 a euro 7,34 (dato rilevato nel corso della giornata di negoziazione del 12 dicembre 2025).

Nel corso di quest'anno il prezzo si è attestato su un minimo di euro 5,90 ed un massimo di euro 7,94 (giornata del 4 marzo 2026) ed ormai tratta con una certa continuità tra euro 6,70 e euro 7,00 cui corrisponde una capitalizzazione della società attorno a 320 milioni di euro, superiore al patrimonio netto contabile.

La performance del titolo ha in pratica superato significativamente il target price indicato dagli analisti.

I volumi sono di interesse per il mercato e si attestano in media attorno a una negoziazione giornaliera di 150 mila titoli.

I dati di consuntivo del 2025, l'andamento delle attività estrattive e i possibili ulteriori condizionamenti del mercato internazionale potrebbero consentire miglioramenti delle quotazioni per poi posizionarsi in linea con i livelli del mercato di riferimento.


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Di seguito si riporta l'andamento del titolo Gas Plus dell'ultimo esercizio comparato con l'indice FTSE Mib.

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Grafico 4 - Andamento dell'indice di Borsa e del titolo Gas Plus dal 1° gennaio 2025

STRUTTURA DEL GRUPPO

Di seguito viene riportata la struttura del Gruppo Gas Plus al 31 dicembre 2025:


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Viene di seguito commentata l'attività di ciascuna Business Unit del Gruppo (che coincide con il concetto di Settore Operativo espresso ai sensi dell'IFRS 8 – Settori operativi).

Business Unit Exploration & Production

Nella seguente tabella sono evidenziati i risultati delle singole società facenti parte della B.U. E&P ed operanti in Italia ossia Gas Plus Italiana S.r.l. (di seguito “GPI”) e Società Padana Energia S.r.l. (di seguito “SPE”) e in aggregato quelli delle società attive all’estero.

31/12/2025
GPI SPE ESTERO TOTALE
Produzione lorda (MSmce) 37,5 164,1 110,8 312,4
Ricavi (mln €) 18,3 66,0 44,0 128,3
EBITDA (mln €) 5,8 39,6 24,6 70,0
Investimenti esplorativi (mln €) 0,1 0,2 0,2 0,5
Investimenti di sviluppo (mln €) 0,4 19,0 1,4 20,8
2H 2025
--- --- --- --- ---
GPI SPE ESTERO TOTALE
Produzione lorda (MSmce) 18,1 119,9 55,5 193,5
Ricavi (mln €) 7,8 42,1 19,4 69,3
EBITDA (mln €) 1,0 30,0 10,4 41,4
Investimenti esplorativi (mln €) - 0,1 0,1 0,2
Investimenti di sviluppo (mln €) - 12,6 0,8 13,4
31/12/2024
--- --- --- --- ---
GPI SPE ESTERO TOTALE
Produzione lorda (MSmce) 41,2 60,2 112,8 214,2
Ricavi (mln €) 19,6 26,1 38,4 84,1
EBITDA (mln €) 5,4 8,7 22,0 36,1
Investimenti esplorativi (mln €) 0,1 0,1 0,2 0,4
Investimenti di sviluppo (mln €) 0,4 9,2 1,1 10,7
2H 2024
--- --- --- --- ---
GPI SPE ESTERO TOTALE
Produzione lorda (MSmce) 19,8 27,8 56,6 104,2
Ricavi (mln €) 10,6 13,0 21,8 45,4
EBITDA (mln €) 3,0 4,4 11,5 18,9
Investimenti esplorativi (mln €) - 0,1 0,2 0,3
Investimenti di sviluppo (mln €) 0,4 4,6 0,8 5,8

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Italia

Risultati economici

Sotto il profilo dell’andamento economico, il 2025 è stato caratterizzato da un forte aumento dei ricavi (+38,6 milioni di euro) dovuto prevalentemente alla crescita delle produzioni di idrocarburi (+99%).

L’EBITDA ha pertanto raggiunto i 45,4 milioni di euro contro i 14,1 milioni di euro del 2024 ed ha scontato oneri fiscali (royalties) per 5,7 milioni di euro (2,3 milioni di euro nel 2024).

Produzione

Al termine del 2025 la produzione lorda di gas, condensati e petrolio è stata pari a 201,6 MSmce, di cui 37,5 MSmce relativi a GPI e 164,1 MSmce relativi a SPE.

In termini di tipologia di prodotto la produzione lorda di gas del periodo di riferimento è stata pari a 181,2 MSmc contro 83,6 MSmc del 2024; tale incremento è dovuto all’avvio, tramite prove di esercizio di lunga durata, della produzione della concessione “Longanesi” che ha consentito inoltre di compensare integralmente il declino degli altri campi.

Il 13 marzo 2025 è stata infatti avviata la prova di esercizio di lunga durata con la fase di assestamento produttivo dei relativi impianti, fase in cui le diverse apparecchiature sono state regolate rispetto ai reali parametri produttivi del giacimento. Tale periodo, estremamente importante in quanto rappresenta la transizione da uno stato di simulazione del comportamento del giacimento ad uno di test in campo, è stato finalizzato alla successiva portata a regime della produzione. Conclusa tale fase di assestamento degli impianti è iniziata la produzione a livelli commerciali con progressiva crescita dei volumi, che ha permesso di raggiungere già nel primo periodo livelli produttivi di competenza dal Gruppo ben superiori alle attuali produzioni in Italia.

Il target produttivo raggiunto negli ultimi mesi dell’anno ha, per contro, evidenziato i limiti dell’impianto temporaneo dovendo rimodulare a livelli inferiori al periodo pregresso la produzione del giacimento per consentire una continuità produttiva. Come evidenziato anche nella relazione di commento ai risultati del primo semestre 2025, gli impianti temporanei utilizzati per le prove di esercizio se da un lato hanno consentito l’anticipo della produzione durante la costruzione degli impianti definitivi dall’altro lato presentano caratteristiche di efficienza non sovrapponibili a questi ultimi.

Relativamente alle produzioni degli altri giacimenti si è registrata una riduzione di produzione di circa il 15%. Sono attualmente in fase conclusiva le attività di manutenzione necessarie all’installazione di un’isola di compressione per la concessione Spilamberto e per le concessioni di


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Fornovo di Taro e Monteardone, necessarie per contrastare il naturale declino della produzione. La produzione di petrolio e condensati è stata invece pari a 20,4 MSmce contro 17,8 MSmce del 2024.

PRODUZIONE LORDA DI GAS (MSmc)

2025 2024 Differenza 2025-2024
GPI 36,9 40,5 (3,6)
SPE 144,3 43,1 101,2
Totale 181,2 83,6 97,6
  • Il dato di Produzione lorda di petrolio e condensati è comprensivo del valore della Concessione B.C7.LF S.Maria a Mare e non del valore del campo Sarago Mare.

PRODUZIONE LORDA DI PETROLIO E CONDENSATI (Msmce)

2025 2024 Differenza 2025-2024
GPI (*) 0,6 0,7 (0,1)
SPE 19,8 17,1 2,7
Totale 20,4 17,8 2,6

Sviluppo

Nel mese di gennaio del 2025, è stato stipulato il contratto d'appalto per l'adeguamento della centrale di trattamento gas di San Potito della concessione “Longanesi” con la società Rosetti Marino S.p.A. mentre nel mese di marzo del 2025 si sono poi concluse le procedure di gara per la realizzazione degli impianti di superficie delle aree pozzo della concessione con l'aggiudicazione alla società Max Streicher S.p.A..

Nel febbraio 2025 sono stati consegnati all'appaltatore i lavori per la centrale di trattamento gas di San Potito mentre a luglio sono stati consegnati quelli per gli impianti di superficie delle aree pozzo, entrambi i cantieri sono quindi in corso di svolgimento. Nell'ultima parte del corrente anno è prevista l'interruzione della produzione del giacimento per consentire l'avviamento delle attività propedeutiche al passaggio dagli impianti temporanei a quelli definitivi per consentire l'avviamento di quest'ultimi nel primo trimestre del 2027.

Sempre nel 2025, sono proseguite le analisi e gli studi necessari alla ripresa della produzione di alcuni giacimenti del parco titoli della Business Unit.

Chiusure Minerarie

Sono proseguite le attività preliminari al ripristino delle aree dei pozzi Palmori 1 e Palmori 4 della concessione Masseria Acquasalsa.

Sono inoltre proseguite le attività di chiusura mineraria dei pozzi del campo Muzza della concessione Recovato e sono iniziate le attività di chiusura mineraria di uno dei pozzi della concessione Mirandola.

Infine, è stata eseguita la chiusura mineraria del pozzo Bonincontro 1 dell'istanza di concessione Bonincontro.


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Esplorazione e ricerca

Sono proseguite le revisioni sismiche e gli studi geologici e geofisici sui principali siti, necessari per programmare interventi di miglioramento della produzione.

Patrimonio titoli

Nel primo semestre del 2025 si segnala, relativamente a GPI, la variazione del patrimonio titoli a seguito del D.M. 17 marzo 2025 di accettazione della rinuncia della Concessione di coltivazione Massignano gestita da terzi operatori e a seguito del D.M. 7 maggio 2025 di ripristino del permesso di ricerca idrocarburi in terraferma denominato Mutignano.

Nel secondo semestre del 2025, relativamente a SPE, si segnala invece la presentazione della dichiarazione di rinuncia alla concessione Mirandola a far data dal 31 dicembre 2025. La valutazione di un insieme di elementi, tra i quali la non fattibilità di interventi economicamente sostenibili per l’aumento dei livelli produttivi, le recenti novità normative in termini di riduzione delle emissioni di metano (Regolamento UE 2024/1787) così come l’applicazione degli indirizzi delle linee guida per il monitoraggio della attività di sottosuolo (ILG) ed una struttura dei costi non ottimizzabile, hanno portato a non intravedere la possibilità di produrre in condizioni di economicità ed ad identificare ulteriori potenziali minerari della concessione.

Pertanto, il numero complessivo delle concessioni di coltivazione si riduce da 41 a 39 di cui 28 concessioni con il Gruppo in veste di operatore e 11 in veste di partner non operatore.

Gruppo operatore Terzi operatori Totale
Istanze di concessione 0 1 1
Permessi di ricerca 0 1 1
Concessioni di coltivazione 28* 11 39
  • di cui n.9 concessioni di Società Padana Energia S.r.l. e n. 19 concessioni di Gas Plus Italiana S.r.l.

Riserve

Le riserve 2P complessive di idrocarburi al termine del 2025 sono stimate nelle seguenti quantità:

31/12/2024 31/12/2025
GPI SPE Totale GPI SPE Totale
Gas naturale (milioni di metri cubi) 939,8 2.044,1 2.983,9 887,5 1.904,3 2.791,8
Petrolio e condensati (milioni metri cubi equivalenti) 6,3 210,8 217,1 4,4 8,0 12,4
Totale idrocarburi (milioni metri cubi equivalenti)* 946,1 2.254,9 3.201,0 891,9 1.912,3 2.804,2
  • Il barile di petrolio ed i condensati sono stati convertiti in metri cubi di gas equivalente utilizzando rispettivamente il coefficiente divisore di 0,00602 e di 0,00636

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Per quanto riguarda l’entità delle riserve, a conclusione del 2025 è stata rilasciata una nuova certificazione dall’esperto indipendente SIM che ha rivisto le precedenti stime, quantificando le riserve 2P di idrocarburi al 31 dicembre 2025 in 2.804,2 milioni di metri cubi equivalenti. Tale certificazione è stata svolta in linea con gli aggiornamenti degli standard di valutazione già seguiti per la precedente certificazione. A tale proposito si segnala che la riduzione delle riserve di petrolio e condensati è dovuta prevalentemente alla rinuncia alla concessione di coltivazione di Mirandola.

Altre informazioni attinenti alle attività del periodo

Relativamente alla concessione di Garaguso, la cui attività produttiva è ripresa all’inizio del 2019, dopo la conclusione della seconda procedura arbitrale che ha previsto la destituzione dell’Operatore, lo stesso Operatore destituito ha impugnato detto lodo dapprima davanti al Tribunale di Milano con esito negativo e successivamente alla Corte di Appello di Milano. Dato il rigetto dell’appello, i ricorrenti hanno successivamente presentato ricorso in Corte di Cassazione, rispetto al quale Gas Plus Italiana S.r.l. ha presentato controricorso. Si è ora in attesa della fissazione dell’udienza.

È inoltre in discussione la valorizzazione di alcune poste con l’operatore Energean relative ad un titolo a mare gestito dallo stesso.

Si rimanda poi a quanto riportato al paragrafo “Sicurezza e Ambiente” in ordine ad alcuni procedimenti amministrativi di natura ambientale ed ai giudizi instaurati.

Per quanto concerne invece gli interventi normativi e legislativi con un potenziale impatto sulle attività della B.U. E&P si rinvia a quanto esposto al paragrafo “Rischi normativi e regolatori” della presente relazione.

Estero

Con riferimento alle attività E&P all’estero, data la rilevanza del progetto, vengono di seguito commentate quelle relative al progetto Midia Gas Development del Mar Nero, offshore Romania (tramite Gas Plus Dacia S.r.l.).

Risultati economici

I ricavi del 2025 sono stati pari a 44,0 milioni di euro (38,4 milioni di euro nel 2024) a fronte di produzioni in lieve diminuzione rispetto a quelle dell’anno precedente ma di prezzi in crescita.

L’EBITDA ha raggiunto i 24,6 milioni di euro (22,0 milioni di euro nel 2024) ed ha scontato oneri fiscali (royalties e windfall tax) per 6,7 milioni di euro (6,0 milioni di euro nel 2024).

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Produzione

La produzione lorda del 2025, in quota Gas Plus, è stata di 110,8 MSmc rispetto ai 112,8 MSmc del 2024.

La minima riduzione di produzione (-2%) è stata legata principalmente ad una fermata programmata di manutenzione generale agli impianti.

Attività del periodo

Nel corso del secondo semestre del 2025 sono proseguite le attività operative e gli investimenti mirati all’ottimizzazione della produzione, il conseguimento degli obiettivi come da programma ed il mantenimento degli attuali livelli produttivi giornalieri (“plateau”) dei campi off-shore di Ana e Doina (circa 3 milioni di metri cubi al giorno).

Sono stati inoltre completati interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza operativa e della sicurezza della piattaforma Ana, nonché alcune opere di potenziamento delle infrastrutture nell’area dell’impianto di trattamento del gas.

Nel secondo semestre del 2025, si è concluso anche il progetto di rielaborazione della sismica 3D esistente nell’area (circa 700 km² di dati), avviato nel 2024. Tale attività consente di migliorare la qualità della sismica, permettendo sia una più accurata definizione dei campi esistenti di Ana e Doina che eventualmente l’individuazione di nuove aree prospettive in termini di potenziale minerario.

Nel frattempo, in linea con le vigenti direttive europee in materia, continuano gli studi economici e di fattibilità per progetti in ambito di riduzione, cattura e stoccaggio di CO₂ nei campi non più in produzione a fine vita e per progetti che riguardino l’utilizzo futuro delle infrastrutture esistenti ad uso anche di terzi.

Riserve

La stima delle riserve 2P dei due giacimenti, a dicembre 2025 è valutata in circa 0,5 miliardi di standard metri cubi per la quota del 10% di interesse di Gas Plus.

Per quanto concerne invece gli interventi normativi e legislativi con un potenziale impatto sulle attività della B.U. E&P si rinvia a quanto esposto al paragrafo “Rischi normativi e regolatori” della presente relazione.

Business Unit Retail

I principali dati economici della Business Unit Retail dell’esercizio 2025 sono i seguenti:


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31/12/2025 31/12/2024 2H 2025 2H 2024
Volumi venduti (MSmc) 43,1 47,4 17,4 20,3
Ricavi (mln €) 42,2 44,5 15,7 21,6
EBITDA (mln €) 2,6 7,5 2,4 4,3

Risultati economici

I risultati economici del 2025, a livello di EBITDA, registrano un risultato di 2,6 milioni di euro rispetto ai 7,5 milioni di euro del 2024 legato:

  • in primo luogo, all'effetto di componenti negative non ricorrenti (per circa 1,8 milioni di euro) derivanti dalle ulteriori sessioni di aggiustamento Snam relative agli anni 2020-2022 rispetto ad un anno (il 2024) influenzato da partite economiche non ricorrenti, sempre per sessioni di aggiustamento SNAM dei precedenti esercizi, ma positive (circa oltre 0,9 milioni di euro);
  • alla riduzione dei consumi residenziali connessa ad una stagione termica più mite, in particolare nell'ultimo trimestre dell'anno, rispetto a quella del 2024 (circa il 15%);
  • alla diminuzione del parco clienti (circa il 7,4%).

Altre informazioni attinenti alle attività del periodo

A partire dall'anno 2025, la direttiva 2003/87/CE ha introdotto il sistema per lo scambio di quote di emissioni di CO2 per i settori degli edifici e del trasporto stradale e ulteriori settori (perimetro non già ricompreso nell'ambito di applicazione dell'attuale EU ETS – Emission Trade System), cosiddetto ETS2 per il quale si rinvia a quanto esposto al paragrafo “Rischi connessi al cambiamento climatico” della presente relazione.

Business Unit Network

La Business Unit Network opera, al 31 dicembre 2025, direttamente nell'attività di distribuzione gas in 40 Comuni delle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna. I principali dati economici della Business Unit relativi all'esercizio 2025 sono i seguenti:

31/12/2025 31/12/2024 2H 2025 2H 2024
Volumi distribuiti (MSmc) 186,4 191,9 82,7 87,3
Ricavi (mln €) 16,9 17,7 7,9 8,1
EBITDA (mln €) 9,7 8,9 4,6 4,1
Investimenti (mln €) 2,9 3,0 1,5 1,9

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Risultati economici

I ricavi e l’EBITDA del 2025 sono stati rispettivamente pari a 16,9 milioni di euro e a 9,7 milioni di euro (rispettivamente pari a 17,7 milioni di euro e a 8,9 milioni di euro nel precedente esercizio). A tale proposito si segnala che i risultati del 2025 recepiscono componenti positive non ricorrenti per 1,6 milioni di euro derivanti dai conguagli dei saldi di perequazione per gli anni dal 2020 al 2024 ed il Vincolo Ricavi (VRT) beneficia dei riconoscimenti tariffari per i costi operativi ma risente degli effetti della riduzione del WACC dal 6,5% al 5,9%.

Nel corso dell’anno la Business Unit Network ha distribuito circa 186,4 MSmc di gas rispetto ai 191,9 MSmc del 2024. Tali dati risultano in diminuzione (-2,9%) a causa anche di temperature non particolarmente rigide nel periodo invernale.

Procedura dismissiva Italgas

GP Infrastrutture S.r.l. ha partecipato alla procedura dismissiva, indetta da Italgas S.p.A. ai sensi del Provvedimento n. 31476 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 6 marzo 2025, per la cessione di alcuni impianti di distribuzione gas.

In particolare, in data 9 ottobre 2025, GP Infrastrutture S.r.l. è risultata aggiudicataria delle dismissioni degli impianti previste all’interno dell’ATEM denominato Brescia 5 – Sud-Est (ossia delle attività in 3 comuni della zona Lago di Garda e in 11 della zona Bassa Bresciana) per un totale di circa 19.000 PdR ed una RAB di circa 25 milioni di euro. Il perfezionamento della procedura di cessione è avvenuto il 1° aprile 2026.

Rapporti con Enti Concedenti

In merito ai rapporti concessori, giova evidenziare che, a seguito delle disposizioni dell’art. 24 del Decreto Legislativo 93/11, le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione gas sono ammesse solo per Ambito Territoriale (ATEM); pertanto, nelle more della definizione degli aspetti propedeutici la gara d’ambito, i gestori continuano ad erogare il servizio, anche oltre la scadenza naturale e/o ope legis concordata.

Con il “DDL Concorrenza 2022” (approvato con la Legge n. 118/2022), sono previsti interventi destinati alle gare per il servizio di distribuzione gas naturale: in particolare, la principale novità riguarda il riconoscimento, a favore degli Enti concedenti, del valore di rimborso dei cespiti di proprietà pubblica, calcolato tramite l’applicazione delle Linee Guida MISE (DM 22/05/2022).

Al 31 dicembre 2025 sono stati pubblicati 50 bandi di gara, nessuno dei quali di interesse della Business Unit. I primi bandi e disciplinari (oggetto di numerose impugnazioni al TAR) hanno evidenziato come le procedure ed i meccanismi attuativi adottati per lo svolgimento delle gare risultino

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complessi e di difficile implementazione.

Nell’ATEM di “Milano 1”, la Stazione appaltante ha assegnato, a valle di ampio contenzioso, (con ricorsi presentati da entrambi i partecipanti) l’aggiudicazione definitiva, a cui ha fatto seguito la stipula del nuovo contratto, ad Unareti S.p.A. (gruppo A2A).

Negli ATEM di “Torino 1”, “Torino 2”, “Torino 5”, “Belluno”, “Valle d’Aosta”, “La Spezia” e “Catanzaro-Crotone” le relative Stazioni appaltanti hanno provveduto all’aggiudicazione definitiva alla società Italgas Reti S.p.A..

Nell’ATEM di “Napoli 1”, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, è stata confermata l’aggiudicazione a favore della Società 2i Rete Gas S.p.A. (oggi Italgas Reti S.p.A.).

Nell’ATEM di “Udine 2”, l’aggiudicazione è stata assegnata all’incumbent AcegasApsAmga S.p.A. (gruppo Hera).

Nell’ATEM di “Rimini”, l’aggiudicazione è stata assegnata all’incumbent Adrigas S.p.A.

Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 hanno avuto luogo altre due importanti operazioni nel settore della distribuzione gas:

  • Italgas S.p.A. ha sottoscritto il contratto di acquisizione di 2i Rete Gas S.p.A.; l’operazione è stata perfezionata, a seguito di approvazione da parte dell’Antitrust, in data 1° aprile 2025;
  • in data 19 dicembre 2024 Ascopiave ha sottoscritto il contratto di acquisizione dal gruppo A2A di un pacchetto di circa 490.000 PdR presenti in alcuni ATEM della Lombardia. L’operazione è stata perfezionata in data 30 giugno 2025.

I termini di scadenza per la pubblicazione dei bandi di gara sono stati approvati con il Decreto-legge n. 210/2015 (Milleproroghe 2016, convertito nella legge n. 21/2016) e sono tutti scaduti.

La Business Unit continua la propria attività finalizzata alla definizione del valore di rimborso degli impianti e degli ulteriori adempimenti previsti dalla normativa di settore in vista delle future gare d’ambito.

Ambito regolatorio e normativo

In merito all’obbligo di messa in esercizio dei gruppi di misura elettronici si è conclusa con successo, entro il 31/12/2023, la campagna di sostituzione prevista dall’ARERA di una quota pari al 85% dei misuratori G4 e G6 con smart meters. Ad oggi l’Autorità non ha posto in capo agli esercenti nuovi obblighi. La Business Unit Network prosegue, comunque, sia l’installazione di smart meters gas presso i nuovi PdR, sia la campagna di sostituzione dei restanti contatori tradizionali.

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Investimenti

La Business Unit, nel corso dell'anno 2025, ha effettuato investimenti sugli impianti per 2,9 milioni di euro.

Tee

In data 21/07/2025 è stato approvato da parte del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il decreto ministeriale contenente l'indicazione dei nuovi obblighi per gli anni 2025-2030. L'obbligo per l'anno 2025 è fissato a 3.888 titoli con una significativa riduzione rispetto all'anno 2024 (9.744 titoli).

Altre attività e attività non allocate: Business Unit Storage

Risultati economici

Le attività nel settore dello “stoccaggio di idrocarburi” sono state incluse tra le “altre attività e attività non allocate” nella nota esplicativa al bilancio consolidato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 n. 6, Informativa di settore, che comprendono principalmente, oltre alle attività della Business Unit Storage, le attività relative alle funzioni comuni e servizi centralizzati della capogruppo Gas Plus S.p.A. (nel seguito “Gas Plus”, la “Società” o la “Capogruppo”). L’inclusione nelle “altre attività e attività non allocate” della Business Unit Storage è stata decisa in quanto, in funzione della complessità tecnica e dei necessari iter autorizzativi, essa è tuttora in fase di avviamento e pertanto non consegue ancora ricavi. Da segnalare inoltre che la Business Unit non consuntiva significativi valori patrimoniali e significativi costi di gestione, essendo state mantenute in carico esclusivamente le spese per gli studi (in particolare tecnici e progettuali) e per le attività connesse alla prosecuzione dei relativi iter autorizzativi ed al successivo affidamento delle opere da realizzarsi, dopo aver imputato, nell’esercizio 2014, a conto economico integralmente le opere sino ad allora eseguite sui siti prima del completamento degli iter autorizzativi.

Attività del periodo

Le attività nel settore dello stoccaggio di gas sono relative allo sviluppo di tre progetti, tutti in veste di operatore, che consentiranno di disporre di una capacità di stoccaggio di circa 1 miliardo di metri cubi (working gas), per circa il 90% di competenza del Gruppo Gas Plus, da raffrontare con i circa 13 miliardi di metri cubi di capacità nazionale, al netto dello stoccaggio strategico. Anche per la specifica collocazione geografica dei tre progetti, tutti lungo la dorsale adriatica nelle tre regioni delle Marche, dell’Abruzzo e del Molise, lo sblocco, la realizzazione e l’esercizio congiunto dei tre progetti consentirebbe di beneficiare di una significativa “massa critica” in termini di volumi di gas trattabili e di importanti sinergie.


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Nel corso del 2014 erano stati rilasciati i provvedimenti di compatibilità ambientale (VIA) per i progetti Poggiofiorito e San Benedetto.

Per quanto riguarda il progetto San Benedetto, l'ultimo ricorso davanti al TAR Lazio promosso da alcuni cittadini del Comune di San Benedetto per l'impugnazione del Decreto di VIA, è stato respinto con sentenza definitiva del 31 gennaio 2025.

Nel contempo, nel mese di febbraio 2019, erano state presentate da Gas Plus Storage le istanze di proroga della VIA per i progetti di San Benedetto e Poggiofiorito.

In relazione all'istanza di proroga della VIA per il progetto San Benedetto, con Decreto Ministeriale del 13 luglio 2022 è stata negata la proroga al termine di efficacia della VIA. All’esito dei giudizi instauratisi avanti i competenti organi di giustizia amministrativa il predetto decreto è stato annullato con sentenza del TAR Lazio confermata anche dal Consiglio di Stato (luglio 2024).

In ossequio alla sentenza del TAR, il procedimento volto alla proroga della validità della VIA per il progetto San Benedetto è stato riavviato nel novembre 2023 e la Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale - VIA e VAS, con parere n° 41 del 10 gennaio 2025, ha espresso parere favorevole, con prescrizioni, circa l’istanza di proroga e con D.M. n° 559 del 24 settembre 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha concesso una proroga di 6 anni della validità della VIA sino al 22.06.2026.

Tale D.M. è stato impugnato davanti al TAR Lazio dal Comune di San Benedetto che ha contestato la legittimità del provvedimento ministeriale e la cui udienza pubblica si è tenuta lo scorso 11 febbraio. Il TAR Lazio con sentenza pubblicata il 5.03.2026 ha respinto il ricorso del Comune.

Anche Gas Plus Storage si è vista costretta ad impugnare il decreto di proroga nella parte in cui, pur avendo accolto l’istanza di proroga, sembra far retroagire la decorrenza di tale termine alla data di scadenza del titolo prorogato, anziché alla data di rilascio della proroga stessa e/o quantomeno alla data di riavvio del procedimento di proroga avvenuto il 23.11.2023. L’udienza pubblica si è tenuta il 25 febbraio 2026 ed in data 12 marzo 2026 è stata pubblicata la sentenza del TAR Lazio che ha respinto il ricorso di Gas Plus Storage.

Nel contempo Gas Plus Storage, in data 20.02.2026, ha presentato una nuova istanza di proroga quinquennale della VIA.

Per quanto riguarda l’istanza di proroga della VIA relativa al progetto Poggiofiorito la Commissione VIA-VAS del MASE ha espresso favorevole alla proroga della VIA con il parere n. 111 del 6.10.2025.

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Il Gruppo, pur dovendo fronteggiare in parte dell’opinione pubblica un atteggiamento notevolmente critico rispetto alla realizzazione di nuove infrastrutture energetiche, resta costantemente impegnato nel proseguimento di tutte le attività tecniche e, eventualmente, delle azioni di carattere legale che risulteranno necessarie per completare gli iter autorizzativi di tali progetti, di rilevanza energetica nazionale.

RISORSE UMANE

Di seguito si descrive il quadro delle risorse umane impiegate dal Gruppo mediante alcune tabelle riepilogative:

Tab. 1. Composizione del personale per qualifica

2025 2024 Δ
al 31.12 Media al 31.12 Media al 31.12 Media
Dirigenti 4 4 4 4 0 0
Quadri/Impiegati 93 95,17 97 101 -4 -5,83
Operai 30 30,58 31 31,58 -1 -1
Totale 127 129,75 132 136,58 -5 -6.83

Tab. 2. Composizione del personale per genere e per qualifica

DIRIGENTI QUADRI IMPIEGATI OPERAI Totale % per genere
UOMINI 3 9 49 30 91 71,65
DONNE 1 1 34 - 36 28,35
Totale 4 10 83 30 127 100
% per qualifica 3,15 7,87 65,36 23,62 100

Tab. 3. Distribuzione del personale per BU

2025 2024 Δ
ALTRE ATTIVITA' HOLDING 32 33 -1
STORAGE 1 1 0
OTHER 1 1 0
E&P 24 26 -2
RETAIL 23 24 -1
NETWORK 46 47 -1
Totale 127 132 -5

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Circa il 50% del personale in organico ha meno di 50 anni (di cui circa il 28% con età compresa tra i 40 e i 50 anni).

Come per il passato il Gruppo dedica alle risorse umane molta attenzione sui temi della attività di formazione, sviluppo e valutazione, consapevole dell'importanza di premiare la performance e investire sullo sviluppo delle competenze tecnico-gestionali per fronteggiare le sfide attuali e future, nonché della necessità di valorizzare, sviluppare e fidelizzare le figure ritenute strategiche, coinvolgendo molteplici livelli gerarchici.

Nel 2025 il Gruppo ha continuato, anche se in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti, ad investire in formazione per il personale a tutti i livelli per un totale di 209 ore (1.164 ore nel 2024). In dettaglio, si tratta di formazione tecnica per consolidare skills tecnico-specialistiche distintive di ciascuna area professionale e per accrescere competenze in materia di Qualità, Sicurezza e Ambiente. La significativa differenza di ore tra il 2025 ed il 2024 è motivata dal fatto che si concentrano in determinati anni attività formative previste con cadenza pluriennale.

SICUREZZA E AMBIENTE

Sicurezza

Il Gruppo Gas Plus ha posto, come in passato, grande attenzione ai temi della sicurezza e della salute. In particolare, sono stati organizzati corsi di formazione sulla sicurezza coinvolgendo il personale operativo che lavora sugli impianti e nei cantieri, così come il personale di sede, allo scopo di prevenire casi infortunistici e assicurare la massima attenzione alla salvaguardia delle persone e delle cose. Inoltre, gli screening sanitari e gli audit interni continuano a essere parte integrante delle modalità operative del processo di gestione della salute, al fine di assicurare il costante monitoraggio e miglioramento dell'attività stessa. Il personale effettua periodiche analisi e visite mediche specialistiche, seguite dal colloquio con il medico competente. Tutto il personale risulta impiegato in mansioni idonee alle relative funzioni.

Nell'anno 2025 è proseguito il percorso di formazione rivolto ai lavoratori del Gruppo Gas Plus in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, come previsto dalla normativa vigente. Nello specifico, sono stati effettuati i corsi di formazione per i neoassunti e i corsi di aggiornamento e/o mantenimento per i lavoratori che ricoprono figure specifiche nella gestione sicurezza (RSPP, RLS, addetti alle emergenze).

Oltre ai corsi di formazione obbligatori per legge, al personale della B.U. Network sono state erogate sessioni di formazione esterne in tema di processi speciali (nello specifico, di qualifica per saldatore acciaio) con rilascio di specifici attestati custoditi presso gli uffici degli RSPP.


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Nell'anno 2025, limitandosi a segnalare le più significative, sono state inoltre sviluppate le seguenti attività:

  • sono stati effettuati sopralluoghi congiunti tra RSPP e Sorveglianti ai fini della sicurezza nei Luoghi di Lavoro;
  • sono stati effettuati audit e riunioni periodiche di sensibilizzazione presso i siti operativi del Gruppo;
  • sono state effettuate sessioni di formazione e informazione del personale per tutti i Luoghi di Lavoro di Gas Plus Italiana e Società Padana Energia in produzione;
  • sono stati aggiornati i DSSC per tutti i Luoghi di Lavoro di Gas Plus Italiana e Società Padana Energia; sono stati inoltre revisionati/integrati con l'inserimento dei DSS di nuove società di nuovi Sorveglianti ai fini del D. Lgs 624/96;
  • RSPP e Medico Competente di Gas Plus Italiana e Società Padana Energia con un incontro in presenza hanno analizzato il DVR ed il Piano Sanitario confermandone l'idoneità.

Nel corso dell'anno 2025, nell'ambito delle società del Gruppo, si sono registrati complessivamente tre infortuni.

img-5.jpeg
INDICE DI FREQUENZA

img-6.jpeg
INDICE DI GRAVITA'

img-7.jpeg
INDICE DI INCIDENZA

2021 2022 2023 2024 2025
N° infortuni 0 0 0 0 3
N° giorni assenza 0 0 0 0 76
Ore lavorate 238.285 249.517 240.764 238.604 226.270
N° lavoratori 155 157 163 154 146
IF 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00
IG 0,00 0,00 0,00 0,00 0,36
II 0,00 0,00 0,00 0,00 22,06

INDICE DI FREQUENZA (IF) calcolato secondo la formula: n° infortuni anno X 1.000.000/n°ore lavorate anno
INDICE DI GRAVITA' (IG) calcolato secondo la formula: n° giorni assenza per infortunio X 1.000/n°ore lavorate anno
INDICE DI INCIDENZA (II) calcolato secondo la formula: n° infortuni X 1.000/n°lavoratori

NOTA: nell'anno 2025 conteggiati 3 infortuni di cui 1 in itinere


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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

| GRUPPO GAS PLUS – ANNO 2025 | | | INDICE
INCIDENZA
numero
infortuni 1000 |
| --- | --- | --- | --- |
| ESTRAZIONE DI MINERALI | ELETTRICITÀ, GAS, ACQUA | INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA | |
| GAS PLUS ITALIANA | | | 0,00 |
| SOCIETA' PADANA ENERGIA | | | 0,00 |
| GAS PLUS STORAGE | | | 0,00 |
| | GAS PLUS VENDITE | | 38,46 |
| | GAS PLUS ENERGIA | | 0,00 |
| | GP INFRASTRUTTURE | | 41,67 |
| | | GAS PLUS | 0,00 |

Relativamente alle società che hanno registrato infortuni si precisa quanto segue:

  • per quanto concerne la società Gas Plus Vendite il dato è interamente ascrivibile ad un incidente in itinere (caduta su pubblica strada durante il rientro a casa dopo lavoro) e quindi, anche se inserito nell'analisi infortuni, l'infortunio non è da considerarsi riconducibile all'attività svolta dalla società interessata e/o causato per misure di prevenzione e protezione insufficienti o non messe in atto;
  • relativamente a GP Infrastrutture la quasi totalità dell'incidenza nell'analisi infortuni sopra riportata, è riferita ad un lavoratore scivolato sulla scala, normalmente agibile, di una sede aziendale e quindi, pur risultando un infortunio occorso all'interno dell'azienda, anche tale evento non è riconducibile all'attività svolta dall'azienda e/o causato da misure di prevenzione e protezione insufficienti o non messe in atto, trattandosi esclusivamente di un “infortunio accidentale”.

Si precisa infine che le società Reggente e Longanesi Sviluppo non hanno avuto dipendenti nell'anno 2025.

Ambiente

La salvaguardia dell'ambiente è uno dei più importanti criteri guida ai quali il Gruppo Gas Plus si attiene nello svolgimento della propria attività. Viene, quindi, posta particolare cura nell'applicazione di una serie di criteri e di tecniche che ha come obiettivo la prevenzione dei rischi ambientali e sanitari, quali:


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  • pianificazione delle attività nel rispetto di leggi nazionali e norme internazionali;
  • riduzione della produzione di rifiuti, emissioni in atmosfera e rumore;
  • caratterizzazione periodica dei rifiuti al fine di individuare le migliori modalità di smaltimento o recupero;
  • valutazione e controllo del rischio in termini di impatto sulla popolazione e sull’ambiente;
  • pianificazione delle emergenze;
  • qualificazione dei contrattisti a garanzia dell’esecuzione e controllo delle attività;
  • ripristino delle aree sulla base dei progetti approvati dagli Enti competenti in materia una volta terminate le attività in progetto.

Con specifico riferimento alla B.U. E&P Italia è proseguita nell’anno 2025 l’applicazione delle procedure interne, in particolare della procedura “Gestione delle tematiche ambientali”.

In attuazione alle autorizzazioni ambientali e conformemente alla normativa ambientale vigente, è proseguito il monitoraggio delle matrici ambientali interessate dagli impianti, delle emissioni in atmosfera e acustiche, degli scarichi idrici e delle attività di re-iniezione in unità geologica profonda, ove presenti sugli impianti.

Sebbene il Gruppo ritenga che la propria attività sia svolta nel completo rispetto di quanto richiesto dalla normativa ambientale, il rischio di costi e di responsabilità in materia non può essere escluso a priori in quanto insito in ogni attività che interagisce con le matrici ambientali. Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile prevedere gli effetti dei futuri sviluppi, anche in considerazione dei seguenti aspetti:

  • la possibilità che emergano contaminazioni derivanti da attività sui siti precedenti a quelle svolte dal Gruppo;
  • la possibilità che sorgano controversie in relazione alle eventuali responsabilità ambientali di altri soggetti ed ai relativi indennizzi.

Come già riportato in precedenza e da ultimo nella relazione semestrale 2025 relativamente ad alcuni siti facenti parte di 3 concessioni di una delle controllate della B.U. E&P Italia, si segnala che per i ricorsi amministrativi con i quali sono stati impugnati i provvedimenti volti all’individuazione del soggetto responsabile si è concluso il primo grado di giudizio, in alcuni casi accogliendo il ricorso ed in altri, per i quali è già stato presentato (o è in corso di presentazione) l’appello al Consiglio di Stato, respingendolo.

In ogni caso, alla luce dell’esito di detti giudizi e sulla scorta dei pareri tecnici e legali ottenuti, si deve continuare a ritenere del tutto marginale, e addirittura nullo in taluni casi, il potenziale grado di coinvolgimento della controllata in ordine sia nell’attribuzione della responsabilità, sia negli oneri che

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ne dovessero derivare, e ciò anche alla luce della pronunzia del Consiglio di Stato pubblicata in data 19 agosto 2025 che, annullando un provvedimento regionale avente ad oggetto uno dei siti facenti parte delle concessioni di cui sopra, ha limitato la portata delle attività richiedibili dalla Pubblica Amministrazione alla controllata quale soggetto non responsabile della contaminazione.

Prospetto di riconciliazione del risultato del periodo e del patrimonio netto consolidato

Qui di seguito si riporta il prospetto di raccordo tra il risultato del periodo ed il patrimonio netto della società capogruppo Gas Plus S.p.A. e il risultato del periodo ed il patrimonio netto consolidato.

(migliaia di Euro) Patrimonio Netto 2024 Risultato di periodo 2025 Variazione riserve 2025 Patrimonio Netto 2025
Bilancio civilistico IFRS - Gas Plus S.p.A. 148.764 23.078 20.568 192.410
- Contributo al Gruppo delle società controllate 82.195 41.660 (24.397) 99.458
- elisione dividendi infragruppo dell'anno - (45.155) - (45.155)
- Eliminazione svalutazione partecipazioni in società del gruppo dell'anno - 185 - 185
Bilancio consolidato IFRS - Gruppo Gas Plus al netto delle minoranze 230.959 19.768 (3.829) 246.898
Interessi di terzi 133 (1) (28) 104
Bilancio consolidato IFRS - Gruppo Gas Plus 231.092 19.767 (3.857) 247.002

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COMMENTO AI RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONALI CONSOLIDATI

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Importi in migliaia di euro

31/12/2025 31/12/2024
Ricavi di vendita 165.584 130.991
Altri ricavi e proventi 2.115 4.336
TOTALE RICAVI 167.699 135.327
Costi per materie prime e materiali di consumo (22.706) (27.212)
Costi per servizi e altri (57.294) (50.106)
Costo del personale (8.868) (7.877)
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) 78.831 50.132
Ammortamenti (44.925) (23.656)
Ripristini di valore e (Svalutazioni) 679 8.475
Altri ricavi e proventi 1.957 -
EBIT 36.542 34.951
Proventi e (Oneri) diversi - (5.091)
RISULTATO OPERATIVO 36.542 29.860
Proventi finanziari 744 639
Oneri finanziari (8.951) (10.337)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 28.335 20.162
Imposte sul reddito (8.568) (7.615)
RISULTATO NETTO DELL’ESERCIZIO 19.767 12.547
Attribuibile a:
Gruppo 19.768 12.548
Terzi (1) (1)

I risultati economici dell'anno riflettono la crescita delle produzioni di gas a seguito dell'avvio delle prove di produzione nella concessione Longanesi.

I ricavi di vendita sono infatti passati da 130.991 migliaia di euro del 2024 a 165.584 migliaia di euro del 2025. Si ricorda che i ricavi di vendita riguardano prevalentemente l'attività di vendita di gas metano, petrolio e condensati estratti dai giacimenti del Gruppo e la vendita di gas metano a clienti finali, poiché l'attività di distribuzione gas metano è tuttora svolta principalmente a favore di altre


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società del Gruppo, con la conseguente elisione delle relative componenti economiche a livello di bilancio consolidato, mentre l'attività di stoccaggio si trova ancora in una fase di start-up.

Nell'ambito di questa voce i ricavi di vendita del gas metano estratto dai giacimenti del Gruppo, in particolare per effetto dell'aumento delle produzioni, sono passati da 67.223 migliaia di euro del 2024 a 108.305 migliaia di euro del 2025, di cui 65.082 migliaia di euro (28.908 migliaia di euro nel 2024) per attività in Italia e 43.223 migliaia di euro (38.315 migliaia di euro nel 2024) per attività all'estero.

Nonostante le maggiori quantità prodotte, a causa della riduzione dei prezzi, l'attività di produzione di petrolio e di condensati ha registrato una flessione dei propri ricavi che sono passati da 6.010 migliaia di euro del 2024 a 5.262 migliaia di euro del 2025.

I ricavi da vendita gas a clienti finali sono ammontati a 40.488 migliaia di euro contro 42.506 migliaia di euro del 2024 per il calo dei volumi venduti.

Nonostante la riduzione del vincolo ricavi (VRT), sono stati in crescita i ricavi per l'attività di distribuzione gas metano (9.399 migliaia di euro contro 7.590 migliaia di euro del 2024), esposti naturalmente al netto della componente infragruppo, per effetto dei conguagli positivi dei saldi di perequazione per gli anni dal 2020 al 2024.

Gli altri ricavi e proventi hanno raggiunto l'importo di 2.115 migliaia di euro contro 4.336 migliaia di euro del 2024. Le sue principali componenti sono costituite dai contributi di allacciamento e dai servizi ad utenti gas (in crescita di 51 migliaia di euro rispetto al 2024) e dai contributi per l'acquisizione dei certificati di risparmio energetico (TEE), quest'ultimi invece in calo rispetto al 2024 (-1.544 migliaia di euro) per la riduzione degli obblighi previsti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Dal lato dei costi, sono diminuiti rispetto al dato del 2024 i costi per materie prime e materiali di consumo, passati da 27.212 migliaia di euro del 2024 a 22.706 migliaia di euro del 2025 con una flessione complessiva di 4.506 migliaia di euro. In questo ambito si è registrata la riduzione dei costi d'acquisto della principale materia prima, il gas metano (20.624 migliaia di euro rispetto a 23.478 migliaia di euro del 2024), per il calo dei volumi e la riduzione dei costi per l'acquisto dei certificati di risparmio energetico – TEE – (959 migliaia di euro rispetto a 2.535 migliaia di euro del 2024), in linea con l'andamento dei connessi ricavi.

Hanno invece registrato un aumento i costi per servizi ed altri il cui importo è stato pari a 57.294 migliaia di euro contro 50.106 migliaia di euro dell'esercizio precedente (+7.188 migliaia di euro). In questo ambito, in particolare, sono stati in crescita i costi di trasporto e stoccaggio gas, passati da 7.498 migliaia di euro del 2024 a 13.321 migliaia di euro del 2025. Inoltre, a causa dell'aumento

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dei volumi prodotti e dei relativi prezzi, si sono significativamente incrementate le royalties gravanti sulle produzioni di idrocarburi in Italia (5.745 migliaia di euro rispetto a 2.280 migliaia di euro, +3.465 migliaia di euro rispetto al 2024) e le royalties e la windfall tax per le attività svolte in Romania (6.668 migliaia di euro contro 5.977 migliaia di euro, +691 migliaia di euro rispetto al 2024). Sono stati in calo rispetto al dato dell'anno precedente gli oneri per perdite su crediti, comprensivi delle componenti non finanziarie delle cessioni periodiche della cartolarizzazione (667 migliaia di euro contro 834 migliaia di euro del 2024).

Per il dettaglio delle singole componenti della voce in esame si rimanda a quanto esposto nelle note esplicative al bilancio 2025.

I costi del personale sono stati pari a 8.868 migliaia di euro contro 7.877 migliaia di euro del 2024 e sono aumentati di 991 migliaia di euro rispetto al precedente esercizio per il riconoscimento di premi una tantum a seguito dell'avvio della produzione di gas nella concessione Longanesi.

L'EBITDA (Margine operativo lordo) ha riflesso l'andamento delle suddette componenti ed è risultato in forte aumento, passando da 50.132 migliaia di euro del 2024 a 78.831 migliaia di euro del 2025.

Ha registrato un aumento anche l'EBIT che ha assunto un valore pari a 36.542 migliaia di euro rispetto a 34.951 migliaia di euro del 2024, dopo ammortamenti per 44.925 migliaia di euro (23.656 migliaia di euro nel 2024), riprese di valore per 5.578 migliaia di euro e svalutazioni per 4.899 migliaia di euro a seguito dei test di impairment (riprese di valore per 11.310 migliaia di euro e svalutazioni per 2.835 migliaia di euro nel 2024) e altri ricavi e proventi costituiti esclusivamente dalle quote, di competenza dei partner non operatori, dei costi di utilizzo dei beni in leasing (1.957 migliaia di euro). La crescita dell'EBIT in misura sensibilmente inferiore a quella dell'EBITDA è dovuta al forte aumento degli ammortamenti a seguito dell'entrata in produzione degli impianti di sottosuolo della concessione Longanesi.

A differenza del 2024 il Risultato Operativo ha assunto lo stesso valore dell'EBIT (36.542 migliaia di euro contro 29.860 migliaia di euro del 2024), data l'assenza di proventi ed oneri diversi (5.091 migliaia di euro nel 2024). Nel precedente esercizio, in tale ambito, erano stati infatti iscritti gli oneri per il prevedibile mancato utilizzo della capacità di transito sul gasdotto TAG nel residuo periodo del contratto in essere.

È stato in calo il saldo negativo della gestione finanziaria, che ha raggiunto l'importo di 8.207 migliaia di euro contro 9.698 migliaia di euro del 2024 a seguito della progressiva riduzione dell'indebitamento finanziario netto.

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In quest’ambito, i proventi finanziari sono stati in crescita e sono ammontati a 744 migliaia di euro contro 639 migliaia di euro del 2024 e sono costituiti prevalentemente da interessi attivi su conti correnti bancari (708 migliaia di euro rispetto a 464 migliaia di euro del 2024).

Dal lato degli oneri, sono stati in forte calo gli interessi passivi sulle linee a medio lungo termine (545 migliaia di euro contro 2.228 migliaia di euro del 2024) mentre in lieve crescita quelli sulle linee a breve termine (1.668 migliaia di euro contro 1.460 migliaia di euro del 2024).

Hanno invece registrato un aumento le commissioni su finanziamenti (509 migliaia di euro contro 444 migliaia di euro del 2024) a causa dei maggiori oneri conseguenti al mancato utilizzo di alcune linee.

Sono stati in lieve calo rispetto al 2024 gli oneri per attualizzazione fondi (5.305 migliaia di euro contro 5.574 migliaia di euro del 2024) anche per effetto della lieve riduzione del relativo tasso.

Gli oneri finanziari su contratti lease sono stati pari a 643 migliaia di euro rispetto a 108 migliaia di euro del 2024, in aumento per effetto del noleggio degli impianti necessari alle prove di produzione di lunga durata della concessione Longanesi.

Le imposte sul reddito, correnti, differite e anticipate, hanno presentato un saldo complessivamente pari a 8.568 migliaia di euro contro un saldo di 7.615 migliaia di euro del 2024.

Il tax rate del Gruppo si è attestato al 30%, in aumento rispetto ai livelli ordinari per effetto dei maggiori dividendi distribuiti dalle società controllate che, a seguito delle elisioni delle componenti infragruppo, non contribuiscono al risultato ante imposte ma che sono comunque in parte soggetti a tassazione.

L’esercizio 2025 si è chiuso con un utile netto di 19.767 migliaia di euro rispetto ad un utile netto di 12.547 migliaia di euro dell’esercizio precedente.

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STATO PATRIMONIALE SINTETICO RICLASSIFICATO

Importi in migliaia di euro

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Capitale immobilizzato
Immobilizzazioni immateriali 240.461 255.509
Immobilizzazioni materiali 146.917 137.686
Altre attività e passività non correnti (2.040) (1.814)
Totale 385.338 391.381
Capitale circolante netto
Rimanenze 3.250 3.790
Crediti commerciali 32.423 36.871
Debiti commerciali (29.268) (30.619)
Altri debiti e crediti correnti (6.262) (13.571)
Totale 143 (3.529)
Fondi rischi per oneri e imposte differite nette
Fondi per benefici ai dipendenti (128.262) (128.155)
(4.681) (4.778)
Capitale investito netto 252.538 254.919
Patrimonio netto 247.002 231.092
Indebitamento finanziario netto 5.536 23.827
Coperture 252.538 254.919

La situazione patrimoniale consolidata presenta un capitale investito netto in lieve diminuzione rispetto al dato del precedente esercizio (252.538 migliaia di euro contro 254.919 migliaia di euro del 31 dicembre 2024).

Il capitale immobilizzato risulta pari a 385.338 migliaia di euro contro 391.381 migliaia di euro del 2024 e registra una diminuzione complessiva di 6.043 migliaia di euro.

Nell'ambito di questa voce le immobilizzazioni immateriali sono pari a 240.461 migliaia di euro e si riducono complessivamente di 15.048 migliaia di euro rispetto al dato di fine 2024, mentre le immobilizzazioni materiali sono pari a 146.917 migliaia di euro, aumentano di 9.231 migliaia di euro e comprendono il valore del diritto d'uso relativo al noleggio degli impianti necessari alle prove di produzione di lunga durata della concessione Longanesi (11.036 migliaia di euro), in applicazione del principio contabile IFRS 16. La riduzione complessiva delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (5.817 migliaia di euro) è determinata dal saldo tra gli incrementi netti (39.108 migliaia di euro) e gli ammortamenti del periodo (44.925 migliaia di euro).

Il saldo tra le altre attività e passività non correnti presenta ancora un valore negativo (2.040 migliaia di euro contro 1.814 migliaia di euro del 2024). Tale saldo comprende gli anticipi corrisposti

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per le future gare d'ambito (398 migliaia di euro), la quota non corrente relativa ad alcuni crediti di imposta (8 migliaia di euro) e depositi cauzionali attivi (312 migliaia di euro) e passivi (2.758 migliaia di euro).

Il capitale circolante netto presenta un saldo positivo di 143 migliaia di euro rispetto ad un saldo negativo di 3.529 migliaia di euro di fine 2024.

Al suo interno sono in lieve calo le rimanenze (3.250 migliaia di euro contro 3.790 migliaia di euro del 2024), anche per l'assenza di giacenze di gas naturale. Presentano un calo anche i crediti commerciali (32.423 migliaia di euro contro 36.871 migliaia di euro del 2024), nonostante l'aumento delle produzioni di gas naturale, e i debiti commerciali (29.268 migliaia di euro contro 30.619 migliaia di euro del 2024).

Il saldo tra gli altri debiti e crediti correnti, seppur in calo, è rimasto di segno negativo (6.262 migliaia di euro rispetto a 13.571 migliaia di euro di fine 2024). Tale voce è prevalentemente costituita dal fair value dei derivati di copertura e da crediti e debiti di natura tributaria (imposte dirette e indirette, royalties, ecc.) e nei confronti di enti pubblici, quali la Cassa per Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), che risentono generalmente dell'andamento economico del periodo e/o dell'ultimo esercizio e del differente periodo di liquidazione nel corso dell'anno.

Per quanto concerne la quota corrente del fair value netto dei derivati di copertura sulle commodity, a differenza del precedente esercizio, è di segno positivo per 3.669 migliaia di euro (fair value negativo per 4.621 migliaia di euro a fine 2024). Tali derivati, che hanno soddisfatto i criteri per il trattamento in hedge accounting ai fini contabili, sono stati contabilizzati con contropartita una riserva di patrimonio netto ed il relativo importo sarà pertanto recepito nel conto economico del successivo esercizio unitamente agli effetti economici positivi e negativi che saranno generati dagli elementi coperti.

Relativamente invece alle componenti di natura tributaria, registrano innanzitutto una riduzione rispetto al dato di fine 2024 il saldo dell'imposta di consumo che passa da un credito netto di 270 migliaia di euro ad un credito netto di 136 migliaia di euro mentre risulta in forte crescita la posizione netta dell'Iva che passa da un credito di 1.934 migliaia di euro ad un credito di 4.357 migliaia di euro. E' in lieve calo il debito netto per le imposte sui redditi (644 migliaia di euro contro 775 migliaia di euro del 2024) al netto degli acconti versati durante l'anno. I debiti per royalties e windfall tax sulle produzioni di idrocarburi si attestano invece a 6.920 migliaia di euro contro 3.988 migliaia di euro del 2024.

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La posizione netta nei confronti della CSEA passa da un debito netto di 1.356 migliaia di euro ad un debito netto di 3.667 migliaia di euro. Infine, i crediti per i contributi a fronte dei titoli di efficienza energetica (TEE) ammontano a 1.594 migliaia di euro contro 2.018 migliaia di euro di fine 2024 per gli obblighi in capo alla società di distribuzione del Gruppo non ancora liquidati.

I fondi rischi per oneri e imposte differite nette, le cui principali componenti sono costituite dal fondo smantellamento e ripristino siti, dal fondo oneri ambientali e dal fondo imposte differite nette, presentano complessivamente un aumento di 107 migliaia di euro rispetto all’importo del precedente esercizio (128.262 migliaia di euro contro 128.155 migliaia di euro del 2024). Nell’ambito di questa voce si riduce il saldo positivo tra le imposte differite attive e passive che risulta pari a 27.178 migliaia di euro contro 29.312 migliaia di euro della fine del precedente esercizio. Anche il fondo smantellamento e ripristino siti risulta in calo (141.781 migliaia di euro contro 144.829 migliaia di euro del precedente esercizio) per effetto dell’aggiornamento di alcuni parametri di stima (-4.666 migliaia di euro), degli oneri di attualizzazione (+5.142 migliaia di euro) e degli utilizzi del periodo (-3.524 migliaia di euro). Il fondo costituito a fine 2024 per il prevedibile mancato utilizzo della capacità di transito sul gasdotto TAG nel residuo periodo contrattuale (4.431 migliaia di euro rispetto a 5.091 migliaia di euro di fine 2024) si riduce invece esclusivamente per effetto degli oneri sostenuti nel periodo, così come il fondo oneri ambientali (5.135 migliaia di euro rispetto 5.236 migliaia di euro di fine 2024). Infine, il fondo costituito a fronte delle sanzioni per la mancata applicazione della disciplina del Price Cap in Romania, oggetto di alcune vertenze con l’autorità nazionale di regolamentazione dell’energia rumena (ANRE), si incrementa per effetto dell’adeguamento delle sanzioni applicate per l’anno 2024 e delle ulteriori sanzioni stimate per l’anno 2025, passando da 2.311 migliaia di euro a 4.093 migliaia di euro.

I fondi per benefici ai dipendenti, in lieve calo rispetto al dato di fine 2024, ammontano a 4.681 migliaia di euro (4.778 migliaia di euro nel 2024).

L’indebitamento finanziario netto risulta invece in forte calo rispetto alla fine dello scorso esercizio ed ammonta a 5.536 migliaia di euro contro 23.827 migliaia di euro di fine 2024.

Si segnala che il livello dell’indebitamento risente degli effetti dell’applicazione del principio contabile IFRS 16 che ha determinato l’iscrizione di passività finanziarie per 17.267 migliaia di euro, in forte aumento rispetto al dato di fine 2024 (3.668 migliaia di euro) per effetto del noleggio degli impianti necessari alle prove di produzione di lunga durata della concessione Longanesi. Al netto di tali effetti, al termine dell’esercizio, l’indebitamento finanziario netto mostrerebbe pertanto disponibilità nette per 11.731 migliaia di euro.

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Nell’ambito dell’indebitamento finanziario si registra un aumento della liquidità che passa da 29.101 migliaia di euro a 42.319 migliaia di euro del 2025. La liquidità comprende le giacenze sui conti correnti delle società controllate estere che non sono gestiti nell’ambito del sistema di cash pooling del Gruppo.

Rispetto al dato di fine 2024 risulta invece in lieve calo l’indebitamento finanziario corrente, che passa da 39.692 migliaia di euro a 39.380 migliaia di euro e che comprende la parte corrente dei debiti finanziari non correnti per 9.985 migliaia di euro (5.668 migliaia di euro nel 2024) e dei debiti finanziari per lease (ai sensi del principio contabile IFRS 16) per 9.338 migliaia di euro (951 migliaia di euro nel 2024).

E’ inoltre in diminuzione rispetto al dato di fine 2024 l’indebitamento finanziario non corrente che passa da 13.236 migliaia di euro a 8.475 migliaia di euro del 2025 e comprende la quota non corrente dei finanziamenti assunti nel 2021 sulla base delle disposizioni del Decreto Liquidità (Decreto Legge 8 aprile 2020) per 546 migliaia di euro (4.693 migliaia di euro nel 2024) e i debiti finanziari per lease (ai sensi del principio contabile IFRS 16) per 7.929 migliaia di euro (2.717 migliaia di euro nel 2024).

Il patrimonio netto ammonta a 247.002 migliaia di euro contro 231.092 migliaia di euro al 31 dicembre 2024 e presenta un incremento di 15.910 migliaia di euro rispetto al dato di fine esercizio scorso principalmente per effetto dell’utile netto conseguito nel periodo (+19.767 migliaia di euro), degli effetti patrimoniali dei derivati di copertura (+5.527 migliaia di euro) e della distribuzione dei dividendi (-8.721 migliaia di euro).

Il Gruppo mantiene una struttura patrimoniale e finanziaria solida ed equilibrata con un rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto (0,02) che si riduce rispetto al già contenuto dato di fine 2024 (0,10).

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COMMENTO AI RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO

DATI DI SINTESI

Importi in migliaia di euro

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024 Variazione %
Ricavi da vendite 4.134 4.229 (2,2%)
Costi operativi (7.511) (6.459) 16,3%
EBITDA (3.377) (2.230) 51,4%
EBIT (3.719) (2.597) 43,2%
Risultato operativo 26.416 7.764 240,2%
Risultato prima delle imposte 23.641 3.439 587,4%
Risultato netto 23.078 3.333 592,4%
Utile per azione 0,53 0,08
Costi del personale (4.309) (3.352) 28,6%
Numero di dipendenti 32 33 (3,0%)
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Indebitamento netto 88.657 146.197
Patrimonio netto 192.410 148.764
Attivo immobilizzato 279.621 297.836

Il numero medio ponderato delle azioni (n./000) è nel 2025 e nel 2024 pari a 43.573 (azioni senza valore nominale).

Gas Plus S.p.A.

Sede legale
Milano, Viale Enrico Forlanini 17

Sedi secondarie
Porzano di Leno (BS), Via Copernico 13
Fornovo di Taro (PR), Via Nazionale 2

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CONTO ECONOMICO DELLA CAPOGRUPPO

Importi in migliaia di euro

31/12/2025 31/12/2024
Ricavi 4.123 4.227
Altri ricavi e proventi 11 2
Totale Ricavi 4.134 4.229
Costi per materie prime e materiali di consumo (27) (30)
Costi per servizi e altri (3.175) (3.077)
Costo del personale (4.309) (3.352)
Proventi e (Oneri) diversi 30.135 10.361
Ammortamenti (342) (367)
RISULTATO OPERATIVO 26.416 7.764
Proventi finanziari 9.184 6.387
Oneri finanziari (11.959) (10.712)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 23.641 3.439
Imposte sul reddito (563) (106)
RISULTATO DELL'ESERCIZIO 23.078 3.333
Utile per azione base (importi in euro) 0,530 0,076
Utile per azione diluito (importi in euro) 0,530 0,076

Gas Plus S.p.A. fornisce servizi alle proprie controllate nelle aree amministrazione, tesoreria, societario e legale, sistemi informativi, acquisti e risorse umane. I ricavi dell'esercizio derivano prevalentemente dalle suddette prestazioni a favore delle società controllate.

Nell'esercizio 2025 tale attività ha determinato complessivamente ricavi per 4.123 migliaia di euro (4.227 migliaia di euro nel 2024), di cui 4.117 migliaia di euro (4.221 migliaia di euro nel 2024) per prestazioni di servizi a favore di società controllate e 6 migliaia di euro (lo stesso importo dell'esercizio precedente) per prestazioni di servizi a favore di società correlate.

Alla formazione dei ricavi dell'esercizio hanno poi concorso altri ricavi e proventi per 11 migliaia di euro (2 migliaia di euro nel 2024) costituiti da rimborsi assicurativi e sopravvenienze attive.

Sotto il profilo dei costi, i costi per acquisti sono stati pari a 27 migliaia di euro (30 migliaia di euro nel 2024) mentre i costi per servizi e altri sono stati pari a 3.175 migliaia di euro (3.077 migliaia di euro nel 2024), quest'ultimi in lieve crescita.

I costi del personale sono stati in aumento rispetto al 2024 (4.309 migliaia di euro contro 3.352 migliaia di euro del 2024) per il riconoscimento di premi una tantum a seguito dell'avvio della produzione di gas nella concessione Longanesi della controllata Società Padana Energia S.r.l..

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I proventi e (oneri) diversi, hanno registrato un saldo positivo pari a 30.135 migliaia di euro (saldo positivo 10.361 migliaia di euro nel 2024) con un aumento di 19.774 migliaia di euro rispetto al suddetto esercizio.

I proventi diversi sono stati costituiti esclusivamente dai dividendi percepiti dalle società controllate, in particolare da quelli erogati da Gas Plus International B.V. (20.777 migliaia di euro), GP Infrastrutture S.r.l. (4.000 migliaia di euro contro 3.500 migliaia di euro del 2024), Società Padana Energia S.r.l. (4.000 migliaia di euro contro 7.000 migliaia di euro del 2024), Gas Plus Vendite S.r.l. (1.500 migliaia di euro) e Gas Plus Energia S.r.l. (43 migliaia di euro contro 85 migliaia di euro del 2024).

Gli oneri diversi sono invece stati costituiti dalla svalutazione nella partecipazione in Gas Plus Storage (185 migliaia di euro) a seguito delle perdite conseguite dalla controllata nell’esercizio.

È stato in calo il saldo netto negativo tra proventi ed oneri finanziari (2.775 migliaia di euro contro 4.325 migliaia di euro dell’esercizio precedente).

In questo ambito si è registrato un sensibile aumento dei proventi finanziari per il maggior valore delle operazioni di copertura sulle commodities effettuate per conto delle controllate. A tale proposito si segnala che nel 2025, come negli esercizi precedenti, la Società ha sottoscritto, con le società controllate Gas Plus Italiana, Società Padana Energia, Gas plus Vendite e Gas Plus Dacia, accordi per il trasferimento degli effetti economici dei derivati per la copertura del rischio di oscillazione dei prezzi delle commodities che sono stati stipulati dalla stessa Gas Plus S.p.A. con le controparti finanziarie. Tali accordi hanno comportato proventi ed oneri finanziari di pari importo per 8.703 migliaia di euro (5.884 migliaia di euro nel 2024).

Per quanto concerne invece le altre componenti degli oneri finanziari hanno registrato una forte riduzione gli interessi su linee a medio e lungo termine (274 migliaia di euro del 2025 contro 1.647 migliaia di euro del 2024) e quelli su rapporti di cash pooling con le società controllate (1.334 migliaia di euro contro 2.010 migliaia di euro del 2024). Sono risultati invece in lieve crescita gli interessi passivi netti su conti correnti bancari e finanziamenti a breve (1.038 migliaia di euro contro 832 migliaia di euro del 2024). Sono state infine in aumento le commissioni bancarie (da 293 migliaia di euro a 509 migliaia di euro) per gli oneri conseguenti al minore utilizzo delle linee di tipo revolving.

Dopo imposte sul reddito con un saldo di 563 migliaia di euro (saldo di 106 migliaia di euro nel 2024) l’esercizio 2025 si è chiuso con un utile di 23.078 migliaia di euro contro un utile di 3.333 migliaia di euro dell’esercizio precedente.

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STATO PATRIMONIALE SINTETICO RCLASSIFICATO DELLA CAPOGRUPPO

Importi in migliaia di euro

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Capitale immobilizzato
Immobilizzazioni immateriali 6 14
Immobilizzazioni materiali 1.699 643
Immobilizzazioni finanziarie 277.172 296.983
Imposte anticipate (differite) nette 744 196
Totale 279.621 297.836
Capitale di esercizio netto
Attività di esercizio 9.575 4.528
Passività di esercizio (6.823) (6.120)
Totale 2.752 (1.592)
Fondi per benefici ai dipendenti (1.306) (1.283)
Fondi rischi per oneri - -
Capitale investito netto 281.067 294.961
Patrimonio netto 192.410 148.764
Indebitamento (disponibilità) finanziario netto 88.657 146.197
Coperture 281.067 294.961

La situazione patrimoniale della Società presenta un capitale investito netto in sensibile calo rispetto a quello risultante al termine del precedente esercizio (281.067 migliaia di euro contro 294.961 migliaia di euro del 2024).

Il capitale immobilizzato ammonta a 279.621 migliaia di euro (297.836 migliaia di euro nel 2024) e presenta un decremento di 18.215 migliaia di euro rispetto al 2024.

Le immobilizzazioni immateriali, al netto dei relativi ammortamenti, ammontano a 6 migliaia di euro (14 migliaia di euro nel 2024) e presentano un decremento netto di 8 migliaia di euro rispetto al precedente esercizio.

Le immobilizzazioni materiali, al netto dei relativi ammortamenti, ammontano a 1.699 migliaia di euro (643 migliaia di euro nel 2024) e presentano un incremento di 1.056 migliaia di euro rispetto ai valori del precedente esercizio. L'importo comprende anche gli effetti dell'applicazione del principio contabile IFRS 16 che ha portato all'iscrizione di diritto d'uso pari a 1.502 migliaia di euro al netto delle variazioni del periodo.

Le immobilizzazioni finanziarie, pari a 277.172 migliaia di euro, sono costituite dalle partecipazioni in società controllate e presentano un decremento netto di 19.811 migliaia di euro rispetto al 2024. Il relativo valore di iscrizione a bilancio, a seguito della fusione per incorporazione in Gas Plus S.p.A. della controllata Gas Plus International Holding S.r.l. con effetti contabili e fiscali dal


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1° gennaio 2025, si riduce per effetto dell'annullamento del relativo valore di iscrizione a bilancio (-29.510 migliaia di euro) e si incrementa per effetto dell'iscrizione della partecipazione in Gas Plus International BV., precedentemente detenuta dalla suddetta controllata incorporata (+10.000 migliaia di euro). Inoltre, si incrementa a seguito dell'acquisto di un ulteriore quota di partecipazione nella controllata Gas Plus Energia S.r.l. (+21 migliaia di euro) e si decrementa per la svalutazione della partecipazione nella controllata Gas Plus Storage S.r.l. (-185 migliaia di euro) a causa delle perdite conseguite nell'esercizio e per l'azzeramento del valore di iscrizione della partecipazione nella controllata Gas Plus Netherlands B.V. a seguito della conclusione del relativo processo di liquidazione volontaria ed incasso delle residue disponibilità liquide (136 migliaia di euro).

Al termine dell'esercizio, il valore di iscrizione di tutte partecipazioni risulta inferiore o allineato alla rispettiva quota di patrimonio netto. Non sono emersi pertanto indicatori di possibili perdite del relativo valore recuperabile.

Risulta in crescita il saldo tra le imposte anticipate e quelle differite che assume un valore di 744 migliaia di euro contro un valore positivo di 196 migliaia di euro del precedente esercizio.

Il capitale circolante netto presenta un saldo positivo di 2.752 migliaia di euro contro un saldo negativo di 1.592 migliaia di euro del 2024. In quest'ambito le attività sono passate da 4.528 migliaia di euro a 9.575 migliaia di euro mentre le passività da 6.120 migliaia di euro a 6.823 migliaia di euro. Il saldo positivo è sostanzialmente da attribuire alle maggiori componenti a credito conseguenti al regime dell'IVA di Gruppo.

I fondi per benefici ai dipendenti risultano in lieve aumento (+23 migliaia di euro) rispetto al dato del precedente esercizio (1.306 migliaia di euro contro 1.283 migliaia di euro del 2024).

Non sono iscritti a bilancio fondi per rischi e oneri.

Il patrimonio netto ammonta a 192.410 migliaia di euro (148.764 migliaia di euro nel 2024) e presenta un incremento di 43.646 migliaia di euro principalmente per l'effetto congiunto dell'utile conseguito nell'esercizio (+23.078 migliaia di euro), dell'avanzo di fusione emerso a seguito dell'incorporazione di Gas Plus International Holding S.r.l. (+29.243 migliaia di euro) e dei dividendi distribuiti nel corso dello stesso periodo (-8.715 migliaia di euro). Per maggiori dettagli sulle variazioni del patrimonio si rimanda a quanto esposto nella nota integrativa.

L'indebitamento finanziario netto risulta in forte diminuzione rispetto al dato del precedente esercizio ed ammonta a 88.657 migliaia di euro (rispetto a 146.197 migliaia di euro del 2024). La riduzione è dovuta ai maggiori dividendi percepiti dalle controllate nel corso dell'esercizio e all'incorporazione della controllata Gas Plus International Holding S.r.l. con il conseguente trasferimento a Gas Plus S.p.A. delle relative disponibilità finanziarie.

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In questo ambito sono risultate in forte crescita le disponibilità liquide (20.046 migliaia di euro contro 7.235 migliaia di euro del 2024) mentre in calo l’indebitamento finanziario corrente (112.678 migliaia di euro contro 155.408 del 2024) e quello non corrente (1.295 migliaia di euro contro 5.961 migliaia di euro del 2024).

L’indebitamento corrente comprende la quota utilizzata dei finanziamenti “revolving” con Banco BPM (10.000 migliaia di euro) e con Intesa Sanpaolo (10.000 migliaia di euro). Il restante importo è prevalentemente costituito dai rapporti di finanziamento a breve termine con le controllate e, in particolare, dai saldi delle operazioni di cash pooling tra Gas Plus S.p.A. e le sue controllate (82.924 migliaia di euro contro 118.864 migliaia di euro del 2024) in forte riduzione rispetto al 2024 a seguito dell’incorporazione della controllata Gas Plus International Holding S.r.l..

Per maggiori dettagli sulle variazioni dell’indebitamento finanziario netto si rimanda a quanto esposto nelle note esplicative.

RAPPORTI TRA LA CAPOGRUPPO E LE PRINCIPALI SOCIETÀ CONTROLLATE

Le società controllate operano prevalentemente nel settore del gas naturale e svolgono le attività di estrazione, distribuzione e vendita di gas naturale a clienti grossisti e finali.

Gas Plus S.p.A. esercita nei confronti di tali società l’attività di controllo e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 e seguenti del Codice Civile e fornisce loro servizi principalmente nelle aree amministrazione, tesoreria, societario e legale, risorse umane, acquisti e sistemi informativi.

Per quanto concerne i principali rapporti di natura finanziaria con le società controllate si segnala che il Gruppo Gas Plus (tramite la società controllante Gas Plus S.p.A.) utilizza un sistema di cash pooling, finalizzato ad una gestione centralizzata della relativa tesoreria.

L’operatività delle società controllate estere del Gruppo, attive nel settore E&P, nel caso in cui non siano sufficienti le risorse finanziarie derivanti dalle rispettive attività, viene finanziata direttamente tramite versamenti in conto capitale.

A partire dall’esercizio 2009, la società Capogruppo Gas Plus S.p.A., in qualità di società consolidate, e le sue controllate GP Infrastrutture S.r.l. (insieme alle società incorporate nell’esercizio 2024 GP Infrastrutture Trasporto S.r.l. e Rete Gas Fidenza S.r.l.), Gas Plus Italiana S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l., Gas Plus Storage S.r.l., Gas Plus Energia S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Gas Plus International Holding S.r.l. (nel 2025 incorporata in Gas Plus S.p.A.) e, a partire dall’esercizio 2024, Longanesi Sviluppo S.r.l. hanno congiuntamente esercitato l’opzione per la tassazione di gruppo ai sensi degli artt. 117 e seguenti del T.U.I.R. (cosiddetto “consolidato nazionale”). Gli obblighi e gli adempimenti inerenti ai versamenti dell’Ires di competenza delle suddette società sono pertanto assolti


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direttamente dalla capogruppo, pur rimanendo ogni società responsabile della propria dichiarazione fiscale.

Nel corso del 2010, Gas Plus S.p.A. aveva presentato inoltre istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 132 del TUIR, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti per l’esercizio dell’opzione per includere nella propria base imponibile i redditi conseguiti da tutte le società controllate, anche non residenti (cosiddetto “consolidato mondiale”). Successivamente alla data di presentazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2010, tale istanza è stata accolta e pertanto è stata presentata la relativa comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

A seguito degli aggiornamenti in materia di statuto dei diritti del contribuente e come previsto dalle nuove disposizioni vigenti la Società ha valutato autonomamente la sussistenza delle condizioni e l’idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge per il valido rinnovo dell’opzione per il consolidato mondiale anche per i periodi d’imposta dal 2024 al 2026.

Nel corso del mese di febbraio 2017, Gas Plus S.p.A. aveva presentato il modello IVA 2017 mediante il quale aveva esercitato l’opzione al regime IVA di Gruppo, insieme alle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l., GP Infrastrutture S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l..

A partire dal 1° gennaio 2020, era entrata nel regime IVA di Gruppo la società Rete Gas Fidenza S.r.l., controllata al 100% da GP Infrastrutture S.r.l.. Tale società si è estinta nel 2024 a seguito della fusione per incorporazione della stessa in GP Infrastrutture S.r.l..

A partire dal 1° gennaio 2023, le società controllate Gas Plus Italiana S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l. erano uscite dal regime Iva di Gruppo.

Successivamente, dal 1° gennaio 2024, Gas Plus Italiana S.r.l. era rientrata in tale regime mentre Società Padana Energia S.r.l. lo aveva fatto dal primo gennaio dell’anno successivo.

Durante il 2025 tale regime è proseguito pertanto tra Gas Plus S.p.A. e le sue controllate Gas Plus Vendite S.r.l., GP Infrastrutture S.r.l., Società Padana Energia S.r.l. e Gas Plus Italiana S.r.l..

Gli obblighi e gli adempimenti inerenti ai versamenti IVA di competenza delle suddette società sono pertanto assolti direttamente dalla Capogruppo, pur rimanendo ogni società responsabile della propria dichiarazione fiscale.

Negli anni 2025 e 2024, la società Capogruppo Gas Plus S.p.A. ha sottoscritto, con le società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l. e Gas Plus Dacia S.r.l., gli accordi per il trasferimento degli effetti economici dei derivati per la copertura del rischio di oscillazione dei prezzi delle commodities stipulati dalla stessa Gas Plus S.p.A. con gli istituti bancari. Tali accordi sono stati sottoscritti a condizioni di mercato.

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Oltre a quanto sopra evidenziato non sono intercorsi, nell’esercizio in esame, rapporti di altra natura (di fornitura, finanziamento, ecc.) con le società direttamente o indirettamente controllate, salvo le garanzie prestate dalla Capogruppo alle sue controllate nell’ambito della normale operatività delle stesse.

RAPPORTI CON LA CONTROLLANTE

Non sono intercorsi, nell’esercizio in esame, significativi rapporti con la società controllante (US.Fin S.r.l.).

ANDAMENTO ECONOMICO DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE

Le principali società direttamente o indirettamente controllate da Gas Plus S.p.A. sono le seguenti:

  • GP Infrastrutture S.r.l., (quota di partecipazione pari all’intero capitale sociale);
  • Gas Plus Italiana S.r.l. (quota di partecipazione pari all’intero capitale sociale);
  • Società Padana Energia S.r.l. (quota di partecipazione pari all’intero capitale sociale);
  • Gas Plus Dacia S.r.l. direttamente e tramite Gas Plus International B.V. (quote di partecipazione pari all’intero capitale sociale);
  • Gas Plus Vendite S.r.l. (quota di partecipazione pari all’intero capitale sociale).

Si rimanda al prospetto delle società controllate contenuto nelle Note Esplicative al Bilancio Consolidato per un elenco completo delle società controllate direttamente o indirettamente.

Di seguito vengono presentati i principali dati economici dell’ultimo esercizio delle principali controllate, i cui bilanci sono redatti in conformità ai principi contabili nazionali dello stato di residenza.

GP Infrastrutture S.r.l.

GP Infrastrutture S.r.l. opera nel settore della distribuzione di gas metano ed è titolare di concessioni per la distribuzione di gas metano in 40 comuni della Lombardia, parte orientale, e dell’Emilia-Romagna, fornendo servizi di vettoramento gas a società operanti nel settore Retail, tra cui la principale cliente è tuttora la consociata Gas Plus Vendite S.r.l..

Nell’esercizio in esame la società ha proseguito nell’attività di gestione delle proprie reti di distribuzione gas ed ha effettuato investimenti per 2,9 milioni di euro. In termini di volumi, il gas

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metano complessivamente distribuito nel corso dell’esercizio tramite proprie reti, è risultato pari a circa 186,4 milioni di metri cubi (circa 191,9 milioni di metri cubi nel 2024).

Come già segnalato, GP Infrastrutture S.r.l. ha partecipato alla procedura dismissiva, indetta da Italgas S.p.A. ai sensi del Provvedimento n. 31476 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 6 marzo 2025, per la cessione di alcuni impianti di distribuzione gas e, in data 9 ottobre 2025, è risultata aggiudicataria delle dismissioni degli impianti previste all’interno dell’ATEM denominato Brescia 5 – Sud-Est (ossia delle attività in 3 comuni della zona Lago di Garda e in 11 della zona Bassa Bresciana per un totale di circa 19.000 PdR). Il perfezionamento della procedura di cessione è avvenuto il 1° aprile 2026.

I risultati economici in migliaia di euro dell’ultimo esercizio, con il confronto con quelli dell’esercizio precedente, sono riassunti qui di seguito:

2025 2024
Valore della produzione 19.816 22.562
Costi della produzione 13.299 15.359
Differenza tra valore e costi della produzione 6.517 7.203
Proventi finanziari 312 348
Oneri finanziari 135 250
Differenza tra oneri e proventi finanziari 177 98
Risultato prima dell’imposte 6.694 7.301
Imposte sul reddito d’esercizio 1.860 2.226
Utile (Perdita) d’esercizio 4.834 5.075

Gas Plus Italiana S.r.l.

Gas Plus Italiana S.r.l. opera nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di idrocarburi ed è titolare di 31 concessioni di coltivazione e un’istanza di concessione.

Nel 2025 la Società, nell’ambito della propria attività di esplorazione e produzione di gas naturale, ha effettuato investimenti per circa 0,6 milioni di euro (come nel 2024).

Al termine dell’esercizio 2025 le riserve 2P rischiate di idrocarburi della società sono risultate pari a 891,9 milioni di metri cubi (946,1 milioni di metri cubi nel 2024) a seguito della nuova certificazione rilasciata dall’esperto indipendente SIM. La suddetta certificazione ha previsto una svalutazione complessiva delle riserve gas naturale di circa 13,6 milioni di metri cubi equivalenti ed una svalutazione delle riserve di petrolio e condensati di circa 1,3 milioni di metri cubi.

La produzione lorda di idrocarburi dell’anno è stata invece pari 37,5 milioni di metri cubi (41,2 milioni di metri cubi nel 2024).

I principali dati economici dell’esercizio, con il confronto con quelli dell’esercizio precedente


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(penalizzato da oneri non ricorrenti per l'importo di 5,1 milioni di euro), sono riassunti qui di seguito:

2025 2024
Valore della produzione 23.695 35.418
Costi della produzione 22.923 39.142
Differenza tra valore e costi della produzione 772 -3.724
Proventi finanziari 769 732
Oneri finanziari 111 177
Differenza tra proventi ed oneri finanziari 658 555
Risultato prima delle imposte 1.430 -3.169
Imposte sul reddito dell'esercizio 476 -872
Utile(Perdita) d'esercizio 954 -2.297

Società Padana Energia S.r.l.

Società Padana Energia S.r.l. opera nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di idrocarburi tramite 9 concessioni di coltivazione.

Nel 2025 la Società, nell'ambito della propria attività di esplorazione e produzione di gas naturale e petrolio, ha effettuato investimenti per circa 19,2 milioni di euro (9,3 milioni di euro nel 2024).

Al termine dell'esercizio 2025 le riserve 2P rischiate di idrocarburi della società sono risultate pari a 1.912,3 milioni di metri cubi (2.254,9 milioni di metri cubi nel 2024) a seguito della nuova certificazione rilasciata dall'esperto indipendente SIM. La suddetta certificazione ha riscontrato la rivalutazione delle riserve gas per circa 4,5 milioni di metri cubi equivalenti e la svalutazione delle riserve di petrolio e condensati per 183,2 milioni di metri cubi equivalenti a seguito della presentazione, in data 12 dicembre 2025, della dichiarazione di rinuncia alla concessione di coltivazione di Mirandola a far data dal 31 dicembre 2025.

La produzione lorda di idrocarburi dell'anno è stata pari 164,1 milioni di metri cubi (60,2 milioni di metri cubi nel 2024) per effetto dell'avvio della produzione, tramite prove di esercizio di lunga durata, della concessione Longanesi.

I risultati economici in migliaia di euro dell'ultimo esercizio, con il confronto con quelli dell'esercizio precedente, sono riassunti qui di seguito:


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2025 2024
Valore della produzione 85.600 37.060
Costi della produzione 71.839 27.366
Differenza tra valore e costi della produzione 13.761 9.694
Proventi finanziari 246 126
Oneri finanziari 333 473
Differenza tra oneri e proventi finanziari -87 -347
Risultato prima delle imposte 13.674 9.347
Imposte sul reddito d'esercizio 3.854 2.722
Utile (Perdita) d'esercizio 9.820 6.625

Gas Plus Dacia S.r.l.

Gas Plus Dacia S.r.l. è una società di diritto rumeno che opera nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di gas naturale tramite il progetto Midia, nel Mar Nero (per la quota d'interesse del 10%).

Nel 2025 la Società, nell'ambito della propria attività di esplorazione e produzione di gas naturale, ha effettuato investimenti per circa 1,6 milioni di euro (1,3 milioni di euro nel 2024).

La produzione di gas del 2025 è stata pari a 110,8 milioni di metri cubi (112,8 milioni di metri cubi nel 2024).

Al termine dell'esercizio 2025, le riserve 2P rischiate della società sono stimate pari a circa 0,5 miliardi di metri cubi, al netto della produzione lorda del 2025.

I risultati economici in migliaia di euro dell'ultimo esercizio di Gas Plus Dacia S.r.l., con il confronto con quelli dell'esercizio precedente, sono riassunti qui di seguito:

2025 2024
Valore della produzione 43.223 39.185
Costi della produzione 28.091 24.864
Differenza tra valore e costi della produzione 15.132 14.321
Proventi finanziari (incluse rettifiche di valore di attività finanziarie) 1.792 313
Oneri finanziari (incluse rettifiche di valore di attività finanziarie) 726 1.305
Differenza tra oneri e proventi finanziari 1.066 -992
Risultato prima dell'imposte 16.198 13.329
Imposte sul reddito d'esercizio 2.655 2.331
Utile (Perdita) d'esercizio 13.543 10.998

Gas Plus Vendite S.r.l.

Gas Plus Vendite S.r.l. opera nel settore della vendita di gas metano ad utenti finali e detiene un portafoglio di circa 45 mila clienti. La società esercita la propria attività prevalentemente tramite


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contratti d'affitto di ramo d'azienda di proprietà di una società del Gruppo (GP Infrastrutture S.r.l.).

Nel 2025 la Società non ha effettuato investimenti di entità rilevante.

In termini di volumi, le vendite di gas metano del 2025 hanno raggiunto i 43,1 milioni di metri cubi (47,4 milioni di metri cubi nel 2024) di cui 39,1 milioni di metri cubi (43,1 milioni di metri cubi nel 2024) destinati a clienti civili e small business (consumi inferiori a 200.000 smc/anno) e 4,0 milioni di metri cubi (4,3 milioni di metri cubi nel 2024) a clienti industriali.

I risultati economici in migliaia di euro dell'ultimo esercizio di Gas Plus Vendite S.r.l., con il confronto con quelli dell'esercizio precedente, sono riassunti qui di seguito:

2025 2024
Valore della produzione 41.908 44.210
Costi della produzione 40.642 40.047
Differenza tra valore e costi della produzione 1.266 4.163
Proventi finanziari 272 268
Oneri finanziari 738 839
Differenza tra oneri e proventi finanziari -466 -571
Risultato prima dell'imposte 800 3.592
Imposte sul reddito d'esercizio 260 1.049
Utile (Perdita) d'esercizio 540 2.543

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FATTORI DI RISCHIO E INCERTEZZE: GESTIONE DEL RISCHIO

Il Gruppo, in relazione alla sua attività ed all’utilizzo di strumenti finanziari, è esposto, oltre al rischio generale legato alla conduzione del business, ad una serie di rischi ed incertezze.

Come richiesto dall’art. 2428 del codice civile, di seguito si procede pertanto alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui il Gruppo è esposto ossia:

  • Rischi operativi
  • Rischi normativi e regolatori
  • Rischi finanziari:
  • rischi di credito
  • rischi di liquidità
  • rischi di mercato
  • Rischi connessi al cambiamento climatico
  • Rischi informatici

Si segnala infine che il Gruppo ha adottato un modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (“Modello Organizzativo”) finalizzato a prevenire la commissione dei reati previsti dal D. Lgs. 231/2001 e, per quanto concerne la struttura di Corporate Governance, aderisce ai contenuti del “Codice di Autodisciplina” emanato da Borsa Italiana. Su quest’ultimo tema si rimanda alla Relazione sulla Corporate Governance per maggiori dettagli in merito.

Rischi operativi

Le attività di ricerca, sviluppo e produzione di idrocarburi (attività della B.U. E&P) comportano elevati investimenti e sono soggette a particolari rischi di carattere economico e naturale, compresi quelli relativi alle caratteristiche fisiche dei giacimenti. L’attività esplorativa presenta il rischio dell’esito negativo della ricerca di idrocarburi che si verifica in presenza di giacimenti sterili o con quantitativi privi dei requisiti di commerciabilità. Inoltre, tra la fase esplorativa e le successive fasi di sviluppo e di commercializzazione delle riserve scoperte è normalmente necessario un rilevante periodo di tempo durante il quale la redditività del progetto è esposta alla volatilità del prezzo degli idrocarburi e all’eventuale aumento dei costi di sviluppo e di produzione.

Gli altri principali rischi operativi a cui la B.U. E&P è sottoposta sono relativi alla stima dell’entità delle riserve di idrocarburi ed alla capacità di loro ricostituzione, alla disponibilità degli impianti di perforazione per lo svolgimento dell’attività di esplorazione, alla possibile opposizione di comunità ed enti locali allo svolgimento dell’attività di esplorazione e produzione, alla dipendenza dal

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rilascio di concessioni e permessi per lo svolgimento dell'attività, nonché alla volatilità del risultato economico in dipendenza dell'andamento del prezzo dei prodotti petroliferi.

La B.U. Network è titolare di concessioni di distribuzione gas naturale la cui maggioranza risultano scadute e gestite in regime di prorogatio. Per le concessioni di cui è titolare la B.U. Network gli enti locali dovranno bandire le gare per l'assegnazione delle nuove concessioni di distribuzione gas negli ambiti territoriali definiti (ATEM). Sussiste pertanto il rischio della mancata aggiudicazione delle nuove concessioni, fermo restando che, in questo caso, la B.U. Network riceverà le indennità previste in favore del gestore uscente, determinate sulla base della stima dei valori industriali di ricostruzione (VIR) che sono superiori ai valori contabili.

La B.U. Retail opera esclusivamente nel mercato italiano che è soggetto ad una forte concorrenza.

La capacità commerciale della B.U. Retail può essere inoltre fortemente limitata dai poteri di regolamentazione in materia di determinazione di tariffe e condizioni che la normativa nazionale ha concesso all'ARERA. Una delle principali aree di rischio della B.U. Retail è quindi da ricondurre a potenziali interventi regolatori penalizzanti negli equilibri delle formule di vendita o sotto il profilo dei costi aziendali (in caso di determinazione di prezzi di vendita non coerenti con i termini di fissazione dei prezzi in acquisto).

Altri fattori di rischio che interessano la B.U. Retail riguardano l'eventuale grado di concentrazione dell'esposizione creditoria verso alcune tipologie di clienti, come ad esempio quelli del settore industriale, la volatilità dei prezzi di acquisto e vendita e, in generale, la coerenza delle formule in acquisto e vendita. La gestione di tali rischi è gestita direttamente dalla B.U. Retail avvalendosi, nell'attività di monitoraggio e di definizione dei livelli di rischio tollerabili, dei servizi centralizzati della Capogruppo.

Per quanto concerne gli altri rischi operativi si segnala che, a seguito dei radicali cambiamenti strutturali derivanti dalla cessazione dei flussi di gas di origine russa che hanno trasformato il mercato del gas in Austria da mercato di transito a mercato di importazione, la controllata Gas Plus Italiana S.r.l. ha comunicato all'operatore TAG G.m.b.H. la cessazione anticipata (con effetto dal 13 giugno 2025) del contratto di trasporto gas a lungo termine sul sistema TAG – Trans Austria Gasleitung per giusta causa.

L'operatore ha respinto la validità della cessazione e ha proposto una soluzione alternativa di utilizzo che non è stata ritenuta percorribile.

L'operatore ha quindi escusso le garanzie bancarie a suo tempo rilasciate a suo favore (importi totali escussi: € 660.308,00 di cui € 565.644,00 escussi nel 2025 e € 94.664 nel 2026) e

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successivamente, con comunicazione del 4 marzo 2026, ha dichiarato il contratto di trasporto risolto per asseriti inadempimenti di Gas Plus Italiana S.r.l. con riserva esplicita di richiesta danni.

Gas Plus Italiana S.r.l., anche sulla base di parere legale acquisito, ritiene di avere valide e solide ragioni perché sia riconosciuta la cessazione anticipata al 13 giugno 2025 del contratto di trasporto a lungo termine e siano conseguentemente restituiti gli importi indebitamente escussi. La vicenda potrebbe sfociare in una procedura arbitrale.

Rischi normativi e regolatori

I rischi normativi e regolatori riguardano la costante evoluzione delle leggi che disciplinano i singoli settori di attività del Gruppo. Si citano, ad esempio, la complessa evoluzione della normativa che regola il settore della distribuzione del gas (B.U. Network) in materia di gare per l'affidamento del servizio e di regolazione tariffaria e quella riguardante le attività di coltivazione di idrocarburi (B.U. E&P).

In generale, le attività svolte dalle controllate sono soggette al rispetto delle norme e dei regolamenti validi all'interno del territorio in cui opera, comprese le leggi che attuano protocolli o convenzioni internazionali.

Tali attività sono soggette ad autorizzazione e/o acquisizione di permessi, che sono necessari per l'esercizio delle attività e che richiedono il rispetto delle norme vigenti a tutela dell'ambiente, della salute e della sicurezza. Per la tutela dell'ambiente, ad esempio, le norme prevedono il controllo e il rispetto delle disposizioni di legge durante le fasi di esercizio e di smantellamento e ripristino dei siti minerari (ivi incluso l'obbligo di esecuzione di interventi di bonifica e ripristino ambientale a seguito di eventuali contaminazioni occorse durante l'esecuzione delle attività). Il non rispetto delle norme vigenti comporta sanzioni di natura penale e/o civile a carico dei responsabili e, in alcuni casi di violazione della normativa sulla sicurezza, a carico delle Aziende, secondo un modello europeo di responsabilità oggettiva dell'impresa recepito anche in Italia.

In relazione alle attività della B.U. E&P in Italia, come già segnalato, da ultimo, nella relazione semestrale 2025, il D.L. 153/2024 ha abolito il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee ("PiTESAI"), introducendo una nuova disciplina che, se da un lato ha previsto un divieto generalizzato al rilascio di nuovi permessi di ricerca e concessioni per i soli idrocarburi liquidi, fatta eccezione per i titoli già rilasciati, dall'altro ripristina condizioni più equilibrate per la proroga delle concessioni nonché per lo sfruttamento del potenziale minerario e riduce altresì da 12 a 9 miglia la fascia marina costiera entro cui le attività di ricerca e coltivazione risultano interdette, fatte salve le aree marine e costiere protette.

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La medesima norma ha altresì ulteriormente aggiornato talune condizioni delle procedure per l'approvvigionamento di lungo termine di gas nazionale di cui all'articolo 16 del D.L. n. 17 dell'1.03.2022, convertito con modificazioni dalla Legge 27 aprile 2022, n. 34 (la cosiddetta “gas release”).

Recentemente, con D.L. n. 21 del 20.02.2026 (non ancora convertito in legge), sono state apportate ulteriori modifiche al meccanismo della gas release, in prevalenza di carattere attuativo; in particolare l'attività istruttoria per le valutazioni di impatto ambientale, ove previste, nell'ambito del relativo procedimento autorizzativo unico è stata riportata nelle competenze della Commissione Tecnica VIA e VAS, estendendo i tempi di completamento del procedimento da tre a sei mesi.

Si richiamano infine le ulteriori evoluzioni connesse ad altre normative riguardanti i settori in cui è operativo il Gruppo:

Italia

  • l'art. 37 del D.L. 21/2022, modificato ed integrato dall'art. 55 del D.L. 50/2022, aveva introdotto un contributo di natura straordinaria a carico dei soggetti che esercitavano nel territorio italiano l'attività di produzione e di vendita di energia elettrica e di gas. Il suddetto contributo era stato stabilito nella misura del 25% (inizialmente nella misura del 10%) dell'incremento del saldo tra le operazioni attive e passive ai fini IVA realizzato nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2021 ed il 30 aprile 2022 rispetto al medesimo periodo del precedente anno. Il relativo versamento era stato effettuato in acconto (nella misura del 40%) entro il 30 giugno 2022 e a saldo (nella misura del 60%) entro il 30 novembre 2022. Relativamente a tale contributo si segnala che a fronte dei previsti versamenti erano state presentate apposite istanze di rimborso all'Agenzia delle Entrate (Direzione Regionale della Lombardia) sollevando profili di illegittimità costituzionale dell'art. 37 del D.L. 21/2022 che aveva istituito tale tributo. Alla scadenza del termine a disposizione dell'Agenzia delle Entrate per rispondere alle suddette istanze di rimborso, in assenza di risposta, si era proceduto all'impugnazione del silenzio-rifiuto ed all'avvio del contenzioso. Nel mese di marzo del 2024 si è tenuta la prima udienza relativa ad uno dei due ricorsi presentati dal Gruppo che è stata rinviata al 16 dicembre del suddetto anno, considerato che nel mese di aprile la Corte Costituzionale avrebbe discusso della legittimità della disposizione che aveva istituito il contributo. Con comunicato del 27 giugno 2024 la Corte costituzionale ha reso poi noto di aver dichiarato l'illegittimità dell'art. 37 del D.L. 21/2022 nella sola parte in cui non aveva escluso dalla base imponibile le accise versate allo Stato ed indicate nelle fatture attive. La relativa sentenza (n. 111/2024) è stata poi

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depositata il 28 giugno 2024. Poiché entrambi i ricorsi presentati dal Gruppo sono stati respinti, in prossimità della chiusura del primo semestre, sono stati presentati i ricorsi in appello contro le sentenze della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado che sono tuttora in attesa di essere discussi;

  • l'art. 1, commi 115-119, della Legge di Bilancio 2023 aveva introdotto un ulteriore contributo straordinario a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello stato l'attività di produzione di energia elettrica, gas metano e gas naturale e dei soggetti che esercitavano l'attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale, dei soggetti rivenditori di energia elettrica, gas metano e gas naturale e dei soggetti che esercitano l'attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi. Il contributo che era dovuto solo nel caso in cui almeno il 75% dei ricavi dell'anno 2022 derivasse dalle attività sopra elencate era stato stabilito nella misura del 50% del reddito imponibile ai fini IRES dell'esercizio 2022 che eccedeva per almeno il 10% la media dei redditi imponibili conseguiti nei quattro anni precedenti. L'ammontare massimo dello stesso non poteva superare il 25% del patrimonio netto dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 della società soggetta al versamento. Le società della B.U. E&P Italia hanno provveduto al versamento di tale contributo nel corso del 2023 e, in prossimità della chiusura del primo semestre del 2025, hanno presentato apposite istanze di rimborso all'Agenzia delle Entrate (Direzione Regionale della Lombardia e Direzione provinciale I di Milano) sollevando profili di illegittimità costituzionale dell'art. 1, c. 115 e ss., della l. 197/2022 che aveva istituito tale tributo. Le società sono in attesa degli ulteriori giudizi pendenti in Corte Costituzionale e Corte di Giustizia UE per decidere se procedere alla presentazione di un ricorso contro il silenzio rifiuto;

  • l'art. 3 del D.L. n. 21/2026 prevede che, per gli anni d'imposta 2026 e 2027, l'aliquota dell'Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), sia aumentata di 2 punti percentuali (dal 3,9% al 5,9%, per le imprese del comparto energetico (tra cui i soggetti che svolgono attività di estrazione di petrolio e gas naturale distribuzione e vendita di gas naturale);

Romania

  • per le società che esercitano l'attività di produzione di gas metano è previsto l'obbligo di vendere la quota disponibile della loro produzione al prezzo fisso di RON 110/MWh, circa € 22/MWh ("Price Cap"), sino al 31 marzo 2027 (termine esteso da ultimo con ordinanza governativa del 5 marzo 2026). Il Gruppo, come già riportato nella Relazione al Bilancio 2024, ritiene che il suddetto obbligo non sia applicabile alla propria controllata Gas Plus Dacia S.r.l. e pertanto sono in corso diverse vertenze con le autorità competenti, nelle più avanzate delle

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quali le Corti hanno accolto l'eccezione di costituzionalità rimettendo la questione alla Corte Costituzionale rumena e sospendendo i giudizi nelle more della decisione della Corte Costituzionale;

  • la Legge 296/2023 entrata in vigore ad ottobre 2023 prevede che a partire dal 1° gennaio 2024 siano in vigore in Romania due nuovi tributi: (i) la “Minimum Turnover Tax”, una imposta generale per tutti i contribuenti (ad esclusione degli intermediari finanziari e delle società di distribuzione, trasporto ed approvvigionamento di elettricità e gas naturale) che hanno registrato un fatturato superiore a 50 milioni di euro nell’anno precedente, pari ad un’aliquota dell’1% sul fatturato dell’anno, dovuta in sostituzione dell’imposta sul reddito, qualora quest’ultima risulti inferiore; (ii) la “Specific Turnover Tax”, un’imposta aggiuntiva per le sole società attive nel settore oil & gas che hanno registrato un fatturato superiore a 50 milioni di euro nell’anno precedente, pari ad un’aliquota dello 0,5% sul fatturato dell’anno, da applicare negli anni 2024 e 2025. Il testo della norma relativo alla “Specific Turnover Tax” è stato ulteriormente modificato a fine marzo 2024, con la “Emergency Government Ordinance 31/2024” (EGO 31), ma anche nella più recente formulazione della norma persistono ambiguità che mettono in dubbio l’applicabilità a Gas Plus Dacia di tale imposta. Per questa ragione, con l’ausilio dei consulenti legali rumeni, Gas Plus Dacia ha provveduto a contestare la “Specific Turnover Tax”, come anche gli altri Partner della Joint Venture Midia, avanzando prima un “preliminary complaint” al Ministero delle Finanze e poi presentando una richiesta di cancellazione della normativa secondaria emanata per l’implementazione della “Specific Turnover Tax”, sollevando profili di illegittimità costituzionale; il Tribunale ha accolto la richiesta di devoluzione della questione alla Corte Costituzionale ed il giudizio è stato quindi sospeso. In coerenza e continuità con la posizione assunta nei confronti della “Specific Turnover Tax”, all’inizio del 2025 Gas Plus Dacia, insieme agli altri Partner della Joint Venture, ha impugnato un ulteriore normativa secondaria emessa dal Ministero delle Finanze per implementare la Legge n. 290/2024, che ha esteso l’applicabilità dell’imposta alle società petrolifere e del gas con fatturato inferiore a 50 milioni di euro a partire dal 1° gennaio 2025.

Al di là delle modificazioni normative appena citate, il Gruppo con l’ausilio di esperti, esterni ed interni, effettua un costante monitoraggio della normativa, in modo da anticipare i fattori di rischio che ne derivano e minimizzare il possibile impatto sull’andamento gestionale e valutare ogni possibile iniziativa, anche legale, a tutela del proprio patrimonio.

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Rischi finanziari

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che un cliente o una delle controparti di uno strumento finanziario causi una perdita finanziaria non adempiendo ad un’obbligazione e deriva principalmente dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari del Gruppo. In particolare, si evidenziano le seguenti tipologie:

a) rischio su crediti commerciali

Il rischio è principalmente connesso alla possibilità che i clienti non onorino i propri debiti verso le società del Gruppo alle scadenze pattuite.

L’esposizione del Gruppo al rischio di credito dipende sostanzialmente dalle caratteristiche specifiche di ciascun cliente e la sua entità può essere certamente maggiore per le classi dei grossisti ed utenti industriali con un inevitabile grado di concentrazione. In entrambi i casi, tale rischio è al momento estremamente contenuto per lo standing delle controparti e per il numero ridotto di posizioni.

In ambito Retail, in particolare, l’attività di monitoraggio del rischio di credito verso i clienti avviene in base a una reportistica che prevede un’analisi dell’esposizione sulla base delle caratteristiche del credito, considerando tra l’altro se si tratta di persone fisiche o persone giuridiche, la dislocazione geografica, la classe di appartenenza e l’andamento dell’attività, l’anzianità del credito e l’esperienza storica sui pagamenti.

Si valuta inoltre, con modalità differenti secondo le diverse tipologie, l’affidabilità dei nuovi clienti a cui sono poi offerte le condizioni standard relativamente ai termini di pagamento. In generale per ciascun cliente non appartenente alle tipologie standard dei clienti finali domestici dell’attività di vendita al dettaglio o non considerato preventivamente come solvibile per standard creditizio vengono calcolati dei controvalori massimi di acquisto su di un arco di tempo predeterminato, rappresentativi della linea di esposizione massima; le esposizioni superiori sono soggette a continuo monitoraggio da parte delle funzioni a ciò delegate.

Per determinate tipologie di utenti, l’analisi di affidabilità si basa su valutazioni di società di rating commerciali e, a seconda dell’importanza e della disponibilità dei dati, su analisi di bilancio.

Le società del Gruppo accantonano un fondo svalutazione crediti che riflette la stima delle perdite previste sui crediti commerciali e sugli altri crediti, le cui componenti principali sono svalutazioni specifiche di esposizioni scadute significative e svalutazioni generiche di esposizioni omogenee per scadenze e tipologia di utenza. Le svalutazioni generiche vengono determinate secondo il modello delle perdite attese, determinate anche sulla base dell’esperienza storica.

Si segnala infine che alcune società del Gruppo, nell’ottica di procedere ad un’ottimizzazione della propria struttura finanziaria e ad una sempre più efficiente gestione di tale rischio, hanno


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sottoscritto, in data 29 aprile 2013, un contratto con Intesa Sanpaolo per la cartolarizzazione del proprio portafoglio crediti. Tale contratto, che nel corso dell’esercizio 2023 è stato ulteriormente rinnovato sino al mese di aprile del 2028, prevede nei limiti del plafond stabilito contrattualmente la cessione periodica e pro-soluto dei crediti commerciali gas della B.U. Retail.

b) rischio depositi bancari

Il rischio di credito relativo a depositi bancari è gestito dalla tesoreria di Gruppo in conformità alla politica del Gruppo stesso. Al fine di contenere tale rischio l’investimento dei fondi disponibili e l’apertura di depositi bancari vengono effettuati solo con istituzioni finanziarie primarie.

c) rischio su strumenti finanziari a attività finanziarie detenute per la negoziazione

In tale categoria rientrano, ad esempio, i rischi sugli investimenti in titoli azionari di società quotate e fondi comuni di investimento. Il Gruppo non è attualmente soggetto a tali rischi in quanto non detiene tali tipologie di investimenti.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che il Gruppo abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni derivanti da passività finanziarie e commerciali.

Per quanto possibile, il Gruppo si assicura che vi siano disponibilità e/o linee di credito sufficienti per coprire le necessità generate dal ciclo operativo e dagli investimenti, nonché quelle relative alle passività finanziarie. L’approccio del Gruppo prevede pertanto di garantire che vi siano sempre fondi sufficienti per adempiere alle proprie obbligazioni alla scadenza, sia in condizioni normali che di tensione finanziaria. A tale scopo i servizi di tesoreria del Gruppo effettuano, in sede di predisposizione del budget annuale e nel corso di ogni esercizio, previsioni finanziarie basate sulle entrate ed uscite attese nei successivi periodi e, se necessario, adottano le conseguenti azioni correttive. Tuttavia, resta escluso l’effetto potenziale di circostanze estreme che non possono esser ragionevolmente previste, quali le calamità naturali.

I contratti di finanziamento a medio lungo termine in essere prevedono il rispetto di alcuni covenant e alcune limitazioni negli impegni che sono descritti nelle note esplicative al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 alla nota n. 20 Debiti finanziari correnti e non correnti, a cui si rimanda.

Per quanto concerne infine l’attuale struttura finanziaria si rimanda anche a quanto già esposto a commento dell’indebitamento finanziario netto nell’ambito del paragrafo “Stato patrimoniale sintetico riclassificato”.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che i flussi finanziari futuri di un’attività o di uno strumento finanziario possano fluttuare in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, dovute a variazioni dei tassi


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di cambio, di interesse e ad altri rischi di prezzo. L'obiettivo della gestione del rischio di mercato è la direzione e il controllo dell'esposizione del Gruppo a tale rischio entro livelli accettabili ottimizzando, allo stesso tempo, il rendimento dell'attività o dello strumento finanziario.

Stante la tipologia delle attività detenute e svolte ed i mercati di riferimento, si segnala che non sussistono sostanzialmente esposizioni del Gruppo a transazioni potenzialmente soggette a tali effetti negativi, tenuto conto anche degli eventuali effetti derivanti dalle attuali tensioni geopolitiche (tra cui, ad esempio, i conflitti in corso e le politiche economiche statunitensi in materia di dazi).

I rischi di mercato sono i seguenti:

a) Rischio di cambio

Il Gruppo attualmente opera all'estero in Romania tramite iniziative di esplorazione e sviluppo in joint venture con terzi operatori. In quest'ultima nazione può essere quindi esposto, seppur in misura limitata, al rischio di cambio derivante dalle fluttuazioni delle valute con cui vengono effettuate alcune transazioni commerciali.

È politica del Gruppo, qualora le previste esposizioni siano di importo significativo, far fronte a questi rischi mediante la copertura a termine delle posizioni valutarie passive previste a date future; la copertura, che può tener conto sia del cambio previsto a budget sia delle aspettative di andamento dei cambi, può non essere attuata per la totalità delle posizioni in modo da tener conto di possibili variazioni dell'entità delle transazioni rispetto alle previsioni ed eventualmente di poter beneficiare delle ipotetiche variazioni del cambio.

In base a tale politica, può essere quindi coperta solo una percentuale dei flussi in valuta attesi nei successivi 12 mesi. Per la parte non coperta, si determineranno differenze di cambio con impatto a conto economico.

Per la copertura del rischio di cambio, il Gruppo valuta la possibilità di avvalersi di Forward Exchange Contract o strumenti che combinano opzioni call e put con scadenza entro la fine dell'esercizio successivo.

Considerati le attuali caratteristiche delle attività in essere all'estero, il Gruppo può essere soggetto a tale rischio in misura estremamente contenuta.

b) Rischio tasso di interesse

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari e le attività finanziarie detenute per la negoziazione, tale rischio afferisce agli effetti che le variazioni nei tassi di interesse hanno sul prezzo delle suddette attività e sui relativi flussi di cassa. Data l'assenza di simili attività in portafoglio il Gruppo non è attualmente soggetto a tale rischio.

Quanto invece alle altre attività finanziarie ed alle passività finanziarie, le variazioni dei tassi di interesse possono determinare un minore o maggior ricavo per proventi finanziari e/o un minor o


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maggior costo per oneri finanziari. Data l'attuale struttura finanziaria il Gruppo può essere soggetto a tale rischio in misura estremamente contenuta.

c) Rischio di variazione del prezzo delle commodity

Il Gruppo è esposto al rischio di oscillazione del prezzo di mercato del gas e del petrolio poiché esso influisce sui ricavi e sui costi dell'attività di produzione e di vendita, oltreché sui relativi flussi di cassa e sulle prospettive di reddito. Tali oscillazioni agiscono sia direttamente che indirettamente attraverso indicizzazioni presenti nelle formule di prezzo.

L'attività di gestione di tale rischio prevede l'impiego di strumenti finanziari derivati per limitare l'esposizione complessiva entro determinati valori.

Tutti i derivati di copertura stipulati a tale scopo nel corso del 2025 e 2024 hanno soddisfatto i criteri per il trattamento in hedge accounting ai fini contabili.

La gestione di tali rischi è in capo alle singole società/B.U. che si avvalgono, nell'attività di monitoraggio e di definizione dei livelli di rischio tollerabili, dei servizi centralizzati della Capogruppo.

d) Altri rischi di prezzo

Riguardano la possibilità che il fair value di uno strumento finanziario possa variare per motivi differenti dal variare dei tassi di interesse o di cambio.

Il Gruppo non è esposto al rischio prezzo in quanto non detiene strumenti finanziari iscritti tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione.

Rischi connessi al cambiamento climatico

La transizione energetica è il processo di evoluzione dell'economia globale verso un modello di sviluppo “low carbon”, cioè a contenute/zero emissioni nette di gas serra (GHG), attraverso la progressiva sostituzione dei combustibili fossili nel mix energetico con fonti rinnovabili e altri vettori energetici a basso impatto climatico, grazie anche all'impiego su larga scala di tecnologie di abbattimento delle emissioni (es. carbon capture, use and storage).

Considerati i settori di attività del Gruppo, il cambiamento climatico rappresenta un rischio strategico per Gas Plus. A tale proposito, in ogni caso, si segnala che il gas metano è attualmente considerato un elemento fondamentale per accompagnare il sistema energetico verso la decarbonizzazione, riducendo di conseguenza le emissioni di gas serra e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. Inoltre, il Gruppo, che opera prevalentemente nel settore del gas, sulla base delle attuali previsioni di esplorazione e sfruttamento prevede di utilizzare entro il 2035 oltre l'80% delle riserve gas dei siti che attualmente sono state accertate e sono in produzione e/o si prevede saranno messe in produzione. Tale periodo rientra in quello generalmente previsto per la transizione energetica

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individuato negli accordi di Parigi. L'effetto delle eventuali mancate produzioni nei periodi successivi al 2035, se non sarà più consentita, è pertanto di entità contenuta.

L'urgenza di agire per mitigare il cambiamento climatico è basata sulle evidenze scientifiche prodotte dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che già nel 2018 aveva raccomandato di limitare l'incremento della temperatura globale a 1,5°C verso l'epoca preindustriale, al fine di evitare conseguenze irreversibili sull'ecosistema, riconoscendo che tale traguardo richiede un'accelerazione nei tempi di realizzazione e un ampliamento nella portata degli obiettivi fissati dai Paesi nell'ambito dell'Accordo di Parigi.

Nel corso della COP27 del 2022 è stato inoltre rilevato che, sulla base dei piani di mitigazione e adattamento (NDC) presentati dai Paesi entro settembre 2022, permane un gap emissivo di 20-23 GtCO2 eq al 2030 rispetto alla traiettoria compatibile con l'obiettivo di limitare l'incremento della temperatura media globale a 1,5°C. Le iniziative di decarbonizzazione annunciate o avviate dai governi di molti Paesi al fine di traguardare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, la spinta della società civile, delle ONG e del sistema finanziario, nonché l'evoluzione delle preferenze dei consumatori e il diffondersi di una crescente sensibilità al tema del cambiamento climatico e della salvaguardia degli ecosistemi naturali richiedono una partecipata attenzione da parte degli operatori.

A questo scopo Gas Plus, in particolare, ha partecipato ad uno specifico Gruppo di Lavoro dell'associazione di settore (Assorisorse) su tali tematiche unitamente ai principali operatori italiani, la cui attività si è incentrata sui seguenti obiettivi:

  • la predisposizione di un quadro di sintesi relativo alle migliori tecnologie disponibili e pratiche operative per la riduzione, monitoraggio e rendicontazione delle emissioni di metano;
  • l'analisi delle problematiche relative alla stima delle emissioni, ai monitoraggi e alle misure in campo e alla riconciliazione e rendicontazione dei dati;
  • la promozione di KPI e obiettivi di riduzione univocamente definiti, con dati confrontabili e misure ripetibili;
  • la formulazione di proposte per il superamento dei limiti attuali, in collaborazione con altre Associazioni e istituzioni interessate all'argomento;
  • la predisposizione di un white paper;
  • la disseminazione del lavoro fatto tramite l'organizzazione di eventi e seminari e la partecipazione a conferenze internazionali di settore, quali OMC e Gastech.

In relazione a tali tematiche, per quanto attiene l'applicazione del Regolamento Europeo n. 2024/1787, finalizzato alla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia, pubblicato nel luglio 2024 e vigente in tutti i paesi dell'Unione Europea, il Gruppo nel corso dell'anno 2025 ha ottemperato agli adempimenti previsti secondo le scadenze fissate da tale Regolamento e trasmesso al


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Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) le previste relazioni tecniche per gli asset attivi delle due società operanti in ambito E&P del Gruppo.

I rapporti tecnici di cui sopra sono stati redatti da un fornitore terzo qualificato, che ha eseguito tutte le attività di censimento delle singole fonti di emissione, di misura delle emissioni fugitive e di stima delle emissioni complessive per la totalità degli asset, secondo le frequenze specifiche richieste dal Regolamento per le diverse tipologie di componenti. A seguito delle misure puntuali, tutte le situazioni riscontrate con tassi di emissione superiori alle soglie definite dal Regolamento sono state risolte con interventi manutentivi specifici, in modo da ridurre le emissioni residue a zero o comunque sotto alle soglie di concentrazione definite all’articolo 14, comma 8.

Inoltre, nel corso del 2025 il Gruppo ha riscontrato ulteriori richieste pervenute dal MASE, in relazione alle informazioni sui pozzi inattivi e chiusi minerariamente.

Con tali attività tutte le scadenze del Regolamento ad oggi intercorse risultano pienamente ottemperate da parte del Gruppo. Le attività periodiche di rilevamento e riparazione (programmi LDAR di Tipo 1 e di Tipo 2) risultano programmate ed eseguite secondo le tempistiche definite dal Regolamento, per le future rendicontazioni su base annuale, sia per gli impianti produttivi e potenzialmente produttivi sia per i pozzi inattivi, tappati temporaneamente o permanentemente.

Il Regolamento non si limita alle sopraccitate attività di monitoraggio e comunicazione, ma specifica che tutti gli eventuali rilasci accidentali di gas metano in atmosfera dovranno essere comunicati entro 48 ore all’Autorità Competente, a partire dal 5 febbraio 2026.

È necessario evidenziare come durante questa fase iniziale di implementazione del Regolamento sussistano numerose incertezze, sia tecniche che normative, in quanto il Regolamento stesso prevede scadenze per gli Stati membri ad oggi non completamente ottemperate in tutti gli Stati stessi, nonché la definizione di standard tecnici da parte della Commissione Europea da adottare mediante atti delegati e criteri di accreditamento degli Enti verificatori da parte dell’Autorità competente o della Commissione Europea, le cui tempistiche non sono ad oggi definite.

A livello italiano, tale quadro di incertezza è ulteriormente aggravato dalla mancanza di nomina formale dell’Autorità Competente, che possa valutare le attività svolte e i rapporti tecnici trasmessi dagli operatori, nonché risolvere di concerto con gli operatori eventuali dubbi pratici e questioni tecniche che emergono dall’interpretazione ed applicazione del Regolamento.

Attualmente è stato trasmesso al Senato per la relativa discussione il testo bollinato di un Disegno di Legge che dovrebbe regolare la nomina dell’Autorità competente e definire gli schemi sanzionatori in relazione al Regolamento n. 2024/1787. Per le attività industriali del Gruppo, il Decreto Legge individuerebbe nel MASE la proposta Autorità Competente per l’Italia, da svolgere anche per il tramite delle Sezioni territorialmente competenti dell’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e

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le georisorse (UNMIG) per quanto riguarda l’E&P e con la facoltà di avvalersi del supporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA, che riunisce tutte le ARPA regionali e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA) nonché di altri enti od organismi adeguatamente qualificati nello svolgimento delle attività di controllo previste dal Regolamento (articolo 3). Il Disegno di Legge trasmesso al Senato definisce anche gli schemi sanzionatori per le eventuali inadempienze degli operatori rispetto alle attività richieste e alle relative scadenze (articolo 4).

Infine, a livello europeo è stato attivato un tavolo di coordinamento tra le diverse Autorità Competenti (laddove già nominate) dei singoli Stati membri mentre a livello nazionale sono stati avviati tavoli di lavoro dalle rispettive Associazioni d’impresa, per condividere le eventuali difficoltà operative ed applicative del Regolamento, anche nella logica di identificare eventuali semplificazioni da apportare al Regolamento stesso in futuro.

La Business Unit Network ha ottemperato puntualmente alle scadenze previste per il 2025, tramite risorse interne qualificate e approvvigionando adeguate e specifiche apparecchiature per l’individuazione e la quantificazione delle dispersioni, in tema di programma di rilevamenti, di stima delle quantificazioni e di completamento delle ispezioni.

Nello specifico, per quanto attiene le scadenze previste dal Regolamento la DSO (Operatore di Sistema di Distribuzione) di competenza ha provveduto a trasmettere all’Autorità Competente le relazioni per la quantificazione delle emissioni di metano a livello di fonte, per tutte le fonti:

  • stimate utilizzando fattori di emissione generici, ai sensi dell’art. 12, comma 1, alla scadenza del 5 agosto 2025;
  • per gli attivi gestiti, tramite misurazione diretta o fattori di emissione specifici basati sulla quantificazione o sul campionamento, ai sensi dell’art. 12, comma 2, il 5 febbraio 2026.

Primario obiettivo della divisione è stato l’adeguamento delle procedure per il rispetto delle prescrizioni derivanti dalla citata Direttiva Europea che, preme evidenziare, in casi specifici contrastano, con impatto rilevante, con quanto previsto dalla vigente normativa nazionale (norme UNI e Linee Guida CIG); a titolo di esempio, la necessità di provvedere alla riparazione di dispersioni di entità superiore a un determinato limite entro 5 giorni dal rilevamento e non più a 7, 30 o 180 giorni.

Per quanto riguarda le società del Gruppo operanti in ambito Retail va richiamato che, a partire dall’anno 2025, la direttiva 2003/87/CE introduce il sistema per lo scambio di quote di emissioni di CO2 per i settori degli edifici e del trasporto stradale e ulteriori settori (industrie energetiche, manifatturiere e delle costruzioni non già ricomprese nell’ambito di applicazione dell’attuale EU ETS – Emission Trade System), cosiddetto ETS2. L’obiettivo è di contribuire alla riduzione delle emissioni

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nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050, come previsto dal regolamento UE 2021/111 (c.d. legge UE sul clima).

Da gennaio 2025 i soggetti regolamentati, tra i quali le società di vendita di gas naturale a clienti finali, dovranno essere in possesso di autorizzazione per poter immettere in consumo combustibile (solidi, liquidi e gassosi) nelle attività elencate nella suddetta direttiva.

I soggetti regolamentati devono quindi monitorare le emissioni dei combustibili immessi in consumo nell’anno precedente e comunicarle all’Autorità Nazionale Competente (ANC) entro il 30 aprile di ogni anno, secondo il Piano di monitoraggio da predisporre e inviare all’ANC all’atto della richiesta di autorizzazione di cui sopra.

Attualmente non vi sono ancora indicazioni e permangono incertezze sia riguardo le modalità e tempistiche relative all’attivazione della fase di mercato con la messa all’asta delle quote di emissione che rispetto all’applicazione dei corrispettivi ai clienti finali.

Rischi informatici

Le attività del Gruppo – in particolare nell’attuale contesto, caratterizzato dal perdurare di forti tensioni geopolitiche – possono essere soggette a una crescente esposizione agli attacchi di natura informatica.

I conflitti in essere potrebbero avere impatti proprio in termini di incremento di simili attacchi, fenomeno purtroppo già riscontrato a partire dal 2021 nei confronti di diversi enti.

L’esposizione è inoltre legata al progressivo aumento dei livelli di digitalizzazione dei processi aziendali.

Per fronteggiare tale rischio, il Gruppo ha posto in essere una serie di ulteriori attività di monitoraggio e analisi per attivare le azioni necessarie a mitigare gli effetti di eventuali attacchi informatici sui propri sistemi.

Il Gruppo Gas Plus ha rivisto tutte le logiche di password e ha segmentato maggiormente gli accessi ai server e ai sistemi software. Contestualmente sono state riviste le policy di backup, separando i sistemi hardware dai sistemi software di cui viene fatta copia di salvataggio, ed è stata rivista la logica di monitoraggio della infrastruttura informatica, al fine di poter rilevare con maggior tempestività possibili attacchi hacker.

Con riferimento alla sicurezza informatica, si segnala che il D. Lgs. 138/2024, entrato in vigore il 16 ottobre 2024, di recepimento della Direttiva europea NIS2 (UE 2022/2555), ha introdotto obblighi specifici per gli operatori attivi in settori ad alta criticità, tra cui il settore energetico. A seguito della verifica interna sull’applicabilità della normativa, il Gruppo Gas Plus ha completato la registrazione sul


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portale dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) nei termini previsti, ottenendo la qualifica di soggetto essenziale ai sensi dell'Allegato I del Decreto.

Ai sensi di quanto definito da specifiche Determinazioni dell'ACN, sono stati altresì designati il Punto di Contatto nelle persone dei legali rappresentanti delle società del Gruppo e il Referente CSIRT (Computer Security Incident Response Team).

È stato nel contempo avviato con il supporto di una società di consulenza specializzata, la verifica del livello di conformità alla Normativa NIS 2 di tutte le società del Gruppo.

ALTRE INFORMAZIONI

Rendicontazione di sostenibilità

Per l'esercizio 2025 il Gruppo non rientra nell'ambito di applicazione della disciplina in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità di cui al D. Lgs. 125/2024 – stante l'assenza dei parametri di cui all'art. 17, comma 1, lett. a) del menzionato decreto – e, pertanto, non è stata predisposta la relazione di rendicontazione di sostenibilità.

Rapporti con parti correlate

I rapporti con parti correlate di natura commerciale o finanziaria sono effettuati a valori di mercato e attentamente monitorati dagli organi preposti (Comitato Controllo e Rischi e Collegio Sindacale). Per il dettaglio si rimanda alle Note esplicative.

Operazioni atipiche e/o inusuali

Il bilancio consolidato e il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025 non riflettono componenti di reddito e poste patrimoniali e finanziarie derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali.

Relazione annuale sul sistema di corporate governance, sull'adesione al codice di autodisciplina ed informazioni sugli assetti proprietari

La Relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari è depositata con il fascicolo di bilancio e sarà messa a disposizione del pubblico presso la sede della società nei termini di legge. La documentazione è inoltre disponibile sul sito www.gasplus.it e sul meccanismo di stoccaggio eMarket STORAGE consultabile all'indirizzo www.emarketstorage.com.

Deroga agli obblighi di pubblicazione di documenti informativi ai sensi degli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti.

Il Consiglio di Amministrazione di Gas Plus S.p.A. tenutosi in data 28 gennaio 2013 ha


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deliberato, ai sensi dell’art. 3 della Delibera Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012, di aderire al regime di semplificazione previsto dagli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti Consob adottato con Delibera n. 11971 del 14 maggio 1999, come successivamente integrato e modificato, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura nonché acquisizioni e cessioni.

Continuità aziendale

Gli Amministratori ritengono che gli eventuali indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potrebbero segnalare criticità circa la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni non pongano dubbi sul presupposto della continuità aziendale, anche in considerazione delle prospettive economico-finanziarie del Gruppo. Il bilancio è stato pertanto predisposto nella prospettiva della continuità aziendale, intesa come la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni nell’orizzonte temporale di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del presente bilancio.

Attività di direzione e coordinamento

Come previsto dall’art. 2497-bis del Codice Civile, si segnala che la società controllante Us.Fin. S.r.l. non esercita attività di direzione e coordinamento nei confronti di Gas Plus S.p.A..

Azioni proprie

Con specifico riferimento alle informazioni richieste dall’art. 40 del D. Lgs. 127/91 si precisa infine quanto segue:

  • la Capogruppo Gas Plus S.p.A. alla data del 9 aprile 2026 detiene direttamente n. 1.336.677 azioni proprie, acquistate ad un prezzo medio di 7,18 euro per azione, per un valore totale di 9.600 migliaia di euro corrispondente al 2,98% delle azioni della Società;
  • la Capogruppo Gas Plus S.p.A. non detiene quote della propria controllante, né direttamente né per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, né ha acquistato o alienato, nel corso del 2025, quote della società controllante;
  • non sussistono in generale altri aspetti da segnalare con particolare riferimento ai punti 1 e 2 del citato articolo.

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FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Oltre a quanto già esposto in precedenza nella presente relazione, non sussistono altri fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

A livello di scenari prezzo del gas si premette che alla data di approvazione del presente documento, a seguito dell'avvio della tregua nel conflitto in Medio Oriente il mercato registra un sensibile calo delle quotazioni, circoscrivendo quindi la decorsa fase di spike a poco più di un mese, con una curva per la residua parte dell'anno relativamente sostenuta, ma che rientra nelle normali dinamiche di un mercato passato da aspettative di un eccesso di offerta, in particolare di LNG, ad una fase di possibile carenza, che tendenzialmente dovrebbe attenuarsi ove si consolidi la riapertura dello Stretto di Hormuz e vengano avviati nuovi LNG in nord America.

Con tale premessa, considerato che sul corrente anno l'apporto di Longanesi sarà influenzato e dalle limitazioni produttive derivanti dall'ultima fase di utilizzo degli impianti di prova e dall'interruzione dell'attività tra fine 2026 ed inizio 2027 per il passaggio dagli impianti di prova a quelli definitivi si prevedono risultati economici del Gruppo comunque in crescita, ma influenzati in termini di entità dalle predette variabili.

Al riguardo sulla base degli elementi attualmente disponibili si stima una crescita dei volumi produttivi 2026 di Longanesi in un range tra il 10 ed il 20% rispetto alla produzione 2025 pari a 110 milioni di metri cubi.

Nel 2026 gli investimenti riguarderanno prevalentemente l'area $E\&P$ in Italia (in particolare, la realizzazione delle opere di superficie della concessione di Longanesi) e l'area Network per l'acquisizione degli impianti di distribuzione gas dell'ATEM Brescia 5 Sud-Est, oggetto della procedura dismissiva, indetta da Italgas.

Nonostante tali investimenti, essendo previsti positivi flussi di cassa per tutte le principali attività operative, l'indebitamento netto è atteso in linea con il dato di fine 2025.


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INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

Al fine di illustrare i risultati economici del Gruppo e della Capogruppo vengono predisposti distinti schemi riclassificati diversi dai prospetti previsti dai principi contabili internazionali adottati dal Gruppo e dalla Capogruppo rispettivamente nel bilancio consolidato e nel bilancio di esercizio.

Tali schemi riclassificati contengono indicatori di performance alternativi (IAP) rispetto a quelli risultanti direttamente dagli schemi del bilancio consolidato e del bilancio di esercizio e che il management ritiene utili ai fini del monitoraggio dell’andamento dei risultati del Gruppo e della Capogruppo; tali indicatori sono presentati nel rispetto degli orientamenti dell’ESMA (European Security and market Authority) e della CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa)¹ e sono da considerarsi come complementari, non sostitutivi, alle informazioni finanziarie contenute nei bilanci predisposti secondo gli IFRS.

Nel seguito sono forniti, in linea con gli orientamenti dell’ESMA richiamati dalla CONSOB, i criteri utilizzati per determinare gli indicatori alternativi di performance e per individuare partite che il management valuta non ricorrenti, non frequenti o inusuali, che sono da escludere e/o evidenziare al fine di illustrare i risultati economici del Gruppo:

  • Partite o poste non ricorrenti: componenti positive e negative di entità significativa che hanno la caratteristica di non ripetibilità negli esercizi futuri. In applicazione della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, le componenti reddituali derivanti da eventi o da operazioni non ricorrenti sono evidenziate, quando significative, distintamente nei commenti del management e nell’informativa finanziaria.
  • Margine operativo lordo o EBITDA: Risultato operativo al lordo degli ammortamenti, ripristini di valore e svalutazioni e degli oneri e proventi diversi. La funzione di questo indicatore è quella di presentare una misura della redditività operativa prima delle principali poste non monetarie e degli oneri e proventi afferenti all’attività non caratteristica.
  • EBIT: Risultato operativo al netto degli ammortamenti, ripristini di valore e svalutazioni, ma al

¹ In tal senso, l’ESMA, in data 5 ottobre 2015, aveva pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b, recepiti nel nostro ordinamento con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, l’ESMA, in data 4 marzo 2021, ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo d’attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati orientamenti dell’ESMA sostituiscono anche le raccomandazioni CESR in materia di indebitamento; pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati hanno dovuto presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 e ss. dei suddetti orientamenti ESMA.

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lordo degli oneri e proventi diversi. La funzione di questo indicatore è quella di presentare una misura della redditività operativa prima degli oneri e proventi afferenti all'attività non caratteristica.

  • EBIT ADJUSTED: Risultato operativo al netto di ammortamenti ed al lordo di ripristini di valore e svalutazioni. Nell'anno 2025, quest'ultimi sono costituiti da ripristini di valore e svalutazioni delle attività immateriali relative a concessioni di coltivazione di idrocarburi della B.U. E&P Italia per un ammontare rispettivamente pari a 5,6 milioni di euro e a 4,9 milioni di euro.

  • RISULTATO NETTO ADJUSTED: risultato netto di bilancio al lordo di ripristini di valore e svalutazioni e delle partite non ricorrenti (esposte nell'ambito degli oneri e proventi diversi) e della fiscalità relativa delle voci precedenti e delle imposte di natura non ricorrente. Tali elementi, nel 2025, sono costituiti da:

  • i ripristini di valore sopra descritti (5,6 milioni di euro) e la relativa fiscalità differita;
  • le svalutazioni sopra descritte (4,9 milioni di euro) e la relativa fiscalità differita.

  • Indebitamento finanziario netto: è rappresentata dalla somma algebrica dei debiti di natura finanziaria correnti e non correnti (con esclusione delle componenti relative ai derivati di copertura), dei debiti finanziari per lease correnti e non correnti, delle disponibilità di cassa, delle attività finanziarie detenute per la negoziazione e dei crediti di natura finanziaria correnti e non correnti (con esclusione delle compenti relative ai derivati di copertura).

  • Capitale investito netto: è definito come somma delle “Attività correnti”, delle “Attività non correnti” e delle “Attività e Passività destinate alla vendita” (se presenti) al netto delle “Passività correnti” e delle “Passività non correnti”, escludendo le voci considerate nella determinazione dell’Indebitamento Finanziario Netto.

  • Capitale circolante netto: è dato dalla somma dei Crediti Commerciali, delle Rimanenze, dei Debiti Commerciali e del saldo netto delle altre attività e passività correnti, escludendo le voci considerate nella determinazione dell’Indebitamento Finanziario Netto.

  • ROI: indica il rapporto tra il risultato operativo ed il capitale investito netto medio del periodo.

  • ROE: indica il rapporto tra il risultato netto ed il patrimonio netto medio del periodo, comprensivo delle minoranze di terzi.

  • Riserve di idrocarburi: indicano i volumi stimati di petrolio, gas naturale e condensati che si prevede possano essere commercialmente recuperati da giacimenti noti a partire da una certa data in avanti, nelle condizioni economiche e tecniche esistenti e con la normativa di legge vigente.

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  • Riserve 2P: indicano la misura delle riserve di idrocarburi che si ottiene sommando le riserve certe (P1) e le riserve probabili (P2).
  • Riserve certe P1: rappresentano le quantità stimate delle riserve di idrocarburi che sulla base dei dati geologici e di ingegneria potranno con ragionevole certezza essere estratte negli anni futuri nelle condizioni tecniche ed economiche esistenti al momento della stima. Ragionevole certezza significa che è molto più probabile che le quantità di idrocarburi siano recuperate piuttosto che non lo siano. Il relativo progetto di sviluppo deve essere iniziato oppure l’operatore deve essere ragionevolmente certo che inizierà entro un tempo ragionevole.
  • Riserve probabili P2: rappresentano le quantità stimate addizionali delle riserve di idrocarburi che hanno minore certezza di essere recuperate rispetto alle riserve certe, ma che insieme alle riserve certe hanno la stessa probabilità di essere recuperate o non esserlo.
  • Risorse: sono costituite dalle riserve, più tutte le ulteriori quantità di minerale che possono rendersi disponibili in futuro, comprendendo in esse sia quelle contenuti in accumuli già noti che non siano attualmente sfruttabili da un punto di vista economico e tecnologico, sia quelle contenuti in accumuli, ricchi o poveri, non ancora scoperti ma che si possono ragionevolmente ritenere esistenti.
  • Patrimonio Titoli: rappresenta l’insieme delle concessioni di ricerca e coltivazione ottenute e delle istanze per permessi di ricerca concesse dall’Unmig.
  • Investimenti esplorativi: indicano le spese sostenute per l’attività finalizzata al ritrovamento di accumuli di idrocarburi. Tale attività consiste, in una prima fase, in rilievi geologici e geofisici che consentono di localizzare la potenziale presenza nel sottosuolo di accumuli di idrocarburi. In una seconda fase, l’attività di esplorazione consiste nella perforazione di pozzi esplorativi per stabilire la reale esistenza di tali accumuli e la loro sfruttabilità commerciale.
  • Investimenti di sviluppo: indicano le spese sostenute per le attività di costruzione ed installazione degli impianti necessari all’estrazione, trattamento, raccolta di idrocarburi entro i limiti di un giacimento noto come produttivo.

Si ricorda che il Gruppo espone i risultati delle Business Units operative includendo l’allocazione dei costi per servizi corporate. Pertanto, i risultati della Business Unit corporate che garantisce tali servizi vengono esposti al netto di quanto attribuito alle singole Business Units operative per i servizi resi.

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Gruppo Gas Plus – Relazione sulla gestione al 31 dicembre 2025

PROPOSTE SULLA DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO DI GAS PLUS S.P.A.

A conclusione della presente relazione Vi invitiamo ad approvare il bilancio dell’esercizio 2025 di Gas Plus S.p.A., proponendo di destinare l’utile dell’esercizio pari a € 23.077.507 per € 10.893.236 a dividendo in ragione di 25 centesimi di euro per azione avente diritto alla data dello stacco della cedola e per € 12.184.271 a riserva utili a nuovo.

Il Consiglio di Amministrazione
L’Amministratore Delegato
(Davide Usberti)

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GRUPPO GAS PLUS

Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025

Prospetti Contabili e Note Esplicative

Gas Plus S.p.A.

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Gruppo Gas Plus
Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025

Indice

SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA CONSOLIDATA ... 74
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO ... 75
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO ... 76
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO ... 77
RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO ... 78
NOTE ESPlicative ... 79
1. Informazioni generali ... 79
2. Forma e contenuto del bilancio ... 80
3. Area di consolidamento ... 81
4. Principi contabili e criteri di valutazione ... 83
5. Utilizzo di stime ... 107
6. Informativa di settore ... 110
7. Impairment test ai sensi dello IAS 36 ... 114
8. Immobili, impianti e macchinari ... 117
9. Diritti d'uso ... 118
10. Avviamento ... 119
11. Concessioni e altre immobilizzazioni immateriali ... 119
12. Altre attività finanziarie ... 121
13. Fair value (derivati finanziari attivi e passivi) ... 122
14. Imposte sul reddito ... 122
15. Rimanenze ... 124
16. Crediti commerciali ... 124
17. Altri crediti ... 125
18. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti ... 126
19. Patrimonio netto ... 126
20. Debiti finanziari correnti e non correnti ... 128
21. Debiti finanziari per lease correnti e non correnti ... 131
22. Fondo per benefici ai dipendenti ... 132
23. Altri debiti ... 133
24. Fondi per rischi e oneri ... 134
25. Debiti commerciali ... 136
26. Ricavi ... 136
27. Costi operativi ... 137
28. Costi per il personale ... 138
29. Proventi e oneri diversi ... 139
30. Proventi ed oneri finanziari ... 139
31. Risultato per azione ... 140
32. Impegni e rischi ... 140
33. Rapporti con parti correlate ... 141
34. Eventi successivi alla data di bilancio ... 141
35. Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri ... 142


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Gruppo Gas Plus

Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025

SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA CONSOLIDATA

Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in migliaia di Euro Note 31/12/2025 31/12/2024
di cui con parti correlate di cui con parti correlate
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari 8 125.145 125.796
Diritti d'uso 9 21.772 2.878 11.890 1.314
Avviamento 10 884 884
Concessioni e altre immobilizzazioni immateriali 11 239.577 254.625
Altre attività finanziarie 12 718 749
Imposte differite attive 14 38.492 40.549
Totale attività non correnti 426.588 434.493
Attività correnti
Rimanenze 15 3.250 3.790
Crediti commerciali 16 32.423 3 36.871 5
Crediti per imposte sul reddito 14 373 421
Altri crediti 17 14.389 14.152
Fair value (derivati finanziari attivi) 13 3.669 -
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 18 42.319 29.101
Totale attività correnti 96.423 84.335
TOTALE ATTIVITÀ 523.011 518.828
PATRIMONIO NETTO DI GRUPPO
Capitale sociale 19 23.353 23.353
Riserve 19 97.670 92.795
Utili a nuovo 19 115.707 111.863
Azioni proprie 19 (9.600) (9.600)
Risultato del periodo 19 19.768 12.548
TOTALE PATRIMONIO NETTO DI GRUPPO 246.898 230.959
Patrimonio netto di Terzi 104 133
TOTALE PATRIMONIO NETTO DI GRUPPO E DI TERZI 247.002 231.092
PASSIVITÀ
Passività non correnti
Debiti finanziari 20 546 10.519
Debiti finanziari per lease 21 7.929 2.447 2.717 770
Fondo per benefici ai dipendenti 22 4.681 4.778
Passività per imposte differite 14 11.314 11.237
Altri debiti 23 2.758 2.563
Fondi per rischi e oneri 24 155.440 157.467
Totale passività non correnti 182.668 189.281
Passività correnti
Debiti commerciali 25 29.268 10 30.619 65
Debiti finanziari 20 30.042 38.741
Fair value (derivati finanziari passivi) 13 - 4.621
Debiti finanziari per lease 21 9.338 449 951 520
Altri debiti 23 23.676 22.327
Debiti per imposte sul reddito 14 1.017 1.196
Totale passività correnti 93.341 98.455
TOTALE PASSIVITÀ 276.009 287.736
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 523.011 518.828

Per un dettaglio delle transazioni con parti correlate si rinvia alla nota n. 33, Rapporti con parti correlate.


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Gruppo Gas Plus

Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in migliaia di Euro Note 2025 2024
di cui con parti correlate di cui con parti correlate
Ricavi di vendita 26 165.584 12 130.991 10
Altri ricavi e proventi 26 4.072 4.336
Totale Ricavi 169.656 135.327
Costi per materie prime e materiali di consumo 27 (22.706) (27.212)
Costi per servizi e altri 27 (57.294) (9) (50.106) (38)
Costo del personale 28 (8.868) (7.877)
Proventi e (oneri) diversi 29 - (5.091)
Ammortamenti 8-9-11 (44.925) (501) (23.656) (489)
Ripristini di valore e (svalutazioni) 7-8-11 679 8.475
RISULTATO OPERATIVO 36.542 29.860
Proventi finanziari 30 744 639
Oneri finanziari 30 (8.951) (96) (10.337) (15)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 28.335 20.162
Imposte sul reddito 14 (8.568) (7.615)
RISULTATO DELL'ESERCIZIO 19.767 12.547
Gruppo 19.768 12.548
Terzi (1) (1)
Utile (perdita) per azione base (importi in Euro) 31 0,45 0,29

Per un dettaglio delle transazioni con parti correlate si rinvia alla nota n. 33, Rapporti con parti correlate.

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Gruppo Gas Plus

Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2025

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in migliaia di Euro 2025 2024
Risultato dell'esercizio 19.767 12.547
Altre componenti di conto economico complessivo
che saranno riclassificate nel risultato di esercizio:
Variazioni di fair value dei derivati in regime di hedge accounting 7.559 (5.264)
Imposte (2.032) 1.373
5.527 (3.891)
Differenze di conversione di bilanci esteri (828) 226
Altre componenti di conto economico complessivo che non saranno
riclassificate nel risultato di esercizio:
Differenze attuariali sul fondi per benefici ai dipendenti 232 144
Imposte (56) (35)
176 109
Totale variazioni di conto economico complessivo al netto delle imposte 4.875 (3.556)
Totale risultato complessivo al netto delle imposte 24.642 8.991
Attribuibile a:
Gruppo 24.643 8.992
Terzi (1) (1)

Per un maggiore dettaglio si rinvia alla nota n. 19, Patrimonio netto.

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Gruppo Gas Plus

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Capitale sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Azioni Proprie (1) Risultato esercizio Totale patrimonio netto di Gruppo Totale patrimonio netto Totale patrimonio netto
Riserva legale Riserva sovrap. azioni Versamenti c/ capitale Riserva di copertura derivati Riserva di conversione cambi Riserva differenze attuariali fondi benefici dipendenti Totale riserve
Saldo al 31 dicembre 2023 23.353 4.671 85.605 7.042 1.009 (1.540) (436) 96.351 69.484 (9.600) 49.219 228.807 148 228.955
Destinazione utile - - - - - - - - 49.219 - (49.219) - - -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - (6.536) - - (6.536) (14) (6.550)
Variazioni altre riserve - - - - - - - - (304) - - (304) - (304)
Risultato di esercizio al 31 dicembre 2024 - - - - - - - - - - 12.548 12.548 (1) 12.547
Variazioni del risultato complessivo - - - - (3.891) 226 109 (3.556) - - - (3.556) - (3.556)
Saldo al 31 dicembre 2024 23.353 4.671 85.605 7.042 (2.882) (1.314) (327) 92.795 111.863 (9.600) 12.548 230.959 133 231.092
Destinazione utile - - - - - - - - 12.548 - (12.548) - - -
Distribuzione dividendi - - - - - - - - (8.715) - - (8.715) (6) (8.721)
Variazioni altre riserve - - - - - - - - 11 - - 11 (22) (11)
Risultato di esercizio al 31 dicembre 2025 - - - - - - - - - - 19.768 19.768 (1) 19.767
Variazioni del risultato complessivo - - - - 5.527 (828) 176 4.875 - - - 4.875 - 4.875
Saldo al 31 dicembre 2025 23.353 4.671 85.605 7.042 2.645 (2.142) (151) 97.670 115.707 (9.600) 19.768 246.898 104 247.002

(1) = al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. detiene 1.336.677 azioni proprie (pari al 2,98% del capitale sociale) per un corrispettivo complessivo di 9.600 Euro.


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Gruppo Gas Plus
Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in migliaia di Euro 2025 2024
Flussi finanziari dell'attività operativa
Risultato dell'esercizio 19.767 12.547
Ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari 20.729 11.543
Ammortamenti dei diritti d'uso 5.335 1.821
Ammortamenti delle concessioni e delle altre immobilizzazioni immateriali 18.861 10.292
Ripristini di valore delle attività non correnti (5.578) (11.310)
Svalutazione delle attività non correnti 4.899 2.835
Accantonamento / (utilizzo) altri fondi non monetari 1.426 7.248
Attualizzazione fondo smantellamento e ripristino siti 5.142 5.421
Altri (proventi) oneri finanziari complessivi 3.065 4.277
(Plusvalenze) / minusvalenze patrimoniali 707 (257)
Imposte sul reddito 8.568 7.615
Incrementi/decrementi delle attività e passività operative
Variazione rimanenze 335 738
Variazione crediti commerciali verso terzi e correlate 3.531 (4.155)
Variazione debiti commerciali verso terzi e correlate (1.351) 5.269
Oneri di smantellamento e ripristino siti sostenuti (3.524) (3.686)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti (28) 50
Oneri finanziari netti pagati nel periodo (2.806) (3.871)
Imposte sul reddito nette pagate (6.763) (9.387)
Variazione delle altre attività e passività operative (1.203) 10.750
Flussi finanziari netti generati dall'attività operativa 71.112 47.740
Flussi finanziari dell'attività di investimento
Acquisto beni materiali (20.975) (11.090)
Acquisto beni immateriali (3.386) (3.214)
Vendita beni materiali - 492
Vendita beni immateriali - 140
Flussi finanziari netti (utilizzati) nell'attività di investimento (24.361) (13.672)
Flussi finanziari dell'attività finanziamento
Nuovi finanziamenti bancari 5.000 32.500
Finanziamenti rimborsati (20.697) (54.546)
Rimborso dei debiti per lease (6.232) (977)
Dividendi pagati (8.721) (6.550)
Incasso (rimborso) debiti bancari per cartolarizzazione (3.015) 2.800
Altre variazioni delle passività finanziarie 26 533
Altre variazioni di patrimonio netto (11) -
Flussi finanziari netti generati (utilizzati) nell'attività di finanziamento (33.650) (26.240)
Effetto cambi traduzione bilanci di società estere 117 218
Incremento (decremento) delle disponibilità liquide 13.218 8.046
Disponibilità liquide all'inizio del periodo 29.101 21.055
Disponibilità liquide alla fine del periodo 42.319 29.101

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Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

NOTE ESPlicative

1. Informazioni generali

Gas Plus S.p.A. (di seguito anche la “Società”, “Gas Plus” o la “Capogruppo”) è una società per azioni di diritto italiano, iscritta al Registro delle Imprese di Milano (R.I.: 08233870156).

Gas Plus S.p.A. è controllata al 76,08% da US.FIN. S.r.l..

Gas Plus S.p.A., ha sede legale in Italia, a Milano, in Viale Enrico Forlanini n. 17.
La Società ha due sedi secondarie a Fornovo di Taro (PR) e Porzano di Leno (BS).
Nel corso del 2025 non risultano cambiamenti nella denominazione sociale.

Il Gruppo Gas Plus (il “Gruppo”) opera in Italia e in Europa.

Il Gruppo svolge le seguenti attività:

  • esplorazione e produzione di idrocarburi (Business Unit Exploration & Production – E&P), con riferimento sia alla produzione in Italia (Business Unit E&P Italia), che all’estero (Business Unit E&P Estero);
  • distribuzione di gas naturale (Business Unit Network);
  • vendita a clienti finali (Business Unit Retail);
  • altre attività e attività non allocate, che comprendono lo stoccaggio gas (Business Unit Storage), attività in fase di start up, come meglio descritto nella Relazione sulla Gestione a cui si rimanda, e principalmente le attività relative alle funzioni comuni e servizi centralizzati della Capogruppo.

Il Gruppo Gas Plus definisce gestionalmente Business Unit (BU) un settore di attività.

A far data dal 6 dicembre 2006, le azioni di Gas Plus S.p.A. sono quotate sul mercato telematico azionario gestito e organizzato da Borsa Italiana S.p.A..

La pubblicazione del bilancio consolidato del Gruppo Gas Plus, per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stata autorizzata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 9 aprile 2026.
Il bilancio consolidato è predisposto dalla società capogruppo Gas Plus S.p.A..
Si precisa, inoltre, che il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 include svalutazioni per Euro 4.899 e ripristini di valore per Euro 5.578 relativamente alle attività di alcune concessioni di coltivazione della Business Unit E&P Italia, a seguito delle risultanze emerse dal test di impairment. Per maggiori dettagli si rinvia alla nota n. 7, Impairment test ai sensi dello IAS 36.

Il bilancio consolidato del Gruppo Gas Plus al 31 dicembre 2025 non riflette componenti di reddito e poste patrimoniali e finanziarie derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali.

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Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

2. Forma e contenuto del bilancio

Il bilancio consolidato per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel rispetto degli IFRS emessi dall'International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea (“IFRS”), delle delibere Consob n. 15519 e n. 15520 del 27 luglio 2006, della comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, nonché dell’articolo 149 - duodecies del Regolamento Emittenti. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali rivisti (“IAS”) e tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), incluse quelle precedentemente emesse dallo Standing Interpretations Committee (“SIC”), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 del D. Lgs. n° 38/2005.

Per ragioni di comparabilità sono stati altresì presentati anche i dati comparativi all’esercizio precedente, in applicazione di quanto richiesto dallo IAS 1 - Presentazione del bilancio.

Ai sensi della delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006, gli eventi e le operazioni non ricorrenti sono identificati prevalentemente in base alla natura delle operazioni. In particolare tra gli oneri/proventi non ricorrenti vengono incluse le fattispecie che per loro natura non si verificano continuativamente nella normale attività operativa come ad esempio:
- proventi/oneri derivanti dalla cessione di immobili;
- proventi/oneri derivanti dalla cessione di rami d’azienda e di partecipazioni incluse tra le attività non correnti;
- eventuali oneri/proventi derivanti da processi di riorganizzazione connessi ad operazioni societarie straordinarie (fusioni, scorpori, acquisizioni e altre operazioni societarie).

Sempre in relazione alla suddetta delibera Consob, nei prospetti di bilancio è stato evidenziato l’ammontare delle posizioni o transazioni con parti correlate, che sono anche riportati nella nota n. 33, Rapporti con parti correlate.

I bilanci utilizzati ai fini del consolidamento sono quelli predisposti dall’organo amministrativo delle controllate per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 per l’approvazione da parte delle Assemblee delle singole società, opportunamente riclassificati e rettificati per adeguarli ai criteri di Gruppo.

Come descritto all’interno della Relazione sulla Gestione, il presente bilancio è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l’insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità del Gruppo di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro, inteso come l’orizzonte temporale di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del presente documento. I rischi e le incertezze relative al business sono descritti nelle sezioni dedicate della Relazione sulla Gestione. La descrizione di come il Gruppo gestisce i rischi finanziari, tra i quali quello di liquidità e di capitale è contenuta nella nota n. 35, Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri.

Il bilancio consolidato è presentato in migliaia di Euro in quanto questa è la valuta in cui è condotta la maggior parte delle operazioni del Gruppo e gli importi sono esposti in migliaia di Euro, salvo i dati per azione, che sono esposti in Euro, o quando diversamente indicato.

Per quanto riguarda la presentazione del bilancio il Gruppo ha effettuato le seguenti scelte:

  • nello stato patrimoniale consolidato sono esposte separatamente le attività correnti e non correnti e le passività correnti e non correnti. Le attività correnti che includono liquidità e mezzi equivalenti sono quelle destinate ad essere realizzate, cedute o consumate nel normale ciclo operativo del Gruppo. Le attività non correnti comprendono i saldi attivi con ciclo di realizzo oltre i dodici mesi,

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Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

comprese le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e le imposte anticipate. Le passività correnti comprendono i debiti esigibili entro i dodici mesi, compresa la quota corrente dei finanziamenti non correnti. Le passività non correnti comprendono i debiti esigibili oltre i dodici mesi, compresi i debiti finanziari, i fondi relativi al personale e le imposte differite;

  • il conto economico consolidato presenta una classificazione dei costi per natura ed evidenzia il risultato prima degli oneri finanziari e delle imposte. Viene evidenziato il risultato netto di competenza dei terzi ed il risultato netto di competenza del gruppo;
  • il conto economico complessivo consolidato, presentato separatamente dal conto economico, raccoglie le variazioni non transitate a Conto Economico, ma imputate direttamente a patrimonio netto consolidato sulla base di specifici principi contabili IAS/IFRS;
  • il prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato riporta le informazioni con evidenza separata del risultato di esercizio complessivo e di ogni altra variazione non transitata a conto Economico, ma imputata direttamente a patrimonio netto consolidato sulla base di specifici principi contabili IAS/IFRS. Tale prospetto include solo i dettagli delle transazioni con i soci, le transazioni con i non soci sono presentate in una riconciliazione di ciascun componente di patrimonio netto;
  • il rendiconto finanziario consolidato evidenzia separatamente i flussi finanziari derivanti dall'attività operativa, di investimento e di finanziamento. Per la sua redazione è stato utilizzato il metodo indiretto.

3. Area di consolidamento

Il bilancio consolidato comprende il bilancio della capogruppo Gas Plus S.p.A. ed il bilancio delle società sulle quali Gas Plus S.p.A. ha il diritto di esercitare, direttamente o indirettamente, il controllo, determinandone le scelte finanziarie e gestionali e ottenendone i benefici relativi.

Per società controllata si intendono tutte le imprese in cui il gruppo esercita il controllo, così come definito dall'IFRS 10 – Bilancio Consolidato. Tale controllo si basa sulla presenza contemporanea dei seguenti tre elementi:

  • potere sull’impresa controllata;
  • esposizione, o diritti, a rendimenti variabili derivanti dal coinvolgimento con la stessa;
  • capacità di utilizzare il potere per influenzare l’ammontare di tali rendimenti variabili.

Società controllate

Le società controllate consolidate integralmente al 31 dicembre 2025 sono le seguenti:


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O

Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Denominazione, sede ed attività svolta Capitale sociale % di possesso diretta Società Controllante % di possesso indiretta % voti spettanti in Assemblea
GP Infrastrutture S.r.l.
Milano (operante nella distribuzione di gas e fornitura di altri servizi pubblici) € 30.730.000 100% 0% 100%
Gas Plus Energia S.r.l.
Milano (operante nell’attività di gestione degli impianti termici gas) € 51.480 90,20% 0% 90,20%
Gas Plus Italiana S.r.l.
Milano (operante nell’attività di esplorazione, produzione e vendita di gas) € 34.500.000 100% 0% 100%
Società Padana Energia S.r.l.
Milano (operante nell’attività di esplorazione, produzione e vendita di gas ed olio) € 20.000.000 100% 0% 100%
Gas Plus Vendite S.r.l.,
Milano (operante nell’attività di vendita di gas naturale) € 1.000.000 100% 0% 100%
Gas Plus International B.V.
L’Aja – Paesi Bassi (holding) € 10.000.000 100% 0% 100%
Reggente S.p.A.^{(1)}
Lucera (Fg) (operante nell’attività di trattamento e compressione gas) € 260.000 Gas Plus Italiana S.r.l. 81,63% 81,63%
Longanesi Sviluppo S.r.l.^{(1)}
Milano (operante nell’attività di esplorazione, produzione e vendita di gas) € 10.000 Società Padana Energia S.r.l. 100% 100%
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione
L’Aja – Paesi Bassi (operante nell’attività di esplorazione) € 18.000 100% 0% 100%
Gas Plus Storage S.r.l.
Milano (costituita per operare nell’attività di stoccaggio gas) € 2.000.000 100% 0% 100%
Gas Plus Dacia S.r.l.^{(1)}
Bucarest – Romania (operante nell’attività di esplorazione, produzione e vendita di gas) RON 122.000.000 0,0003% Gas Plus International B.V. 99,9997% 100%

(1) controllate indirettamente

Con efficacia contabile dal 1° gennaio 2025 è stata perfezionata la fusione per incorporazione della società controllata Gas Plus International Holding S.r.l. in Gas Plus S.p.A.; in seguito a tale fusione Gas Plus S.p.A. detiene ora direttamente al 100% la partecipazione in Gas Plus International B.V. e al 0,0003% la partecipazione in Gas Plus Dacia S.r.l. (società controllata indirettamente al 99,9997% tramite Gas Plus International B.V.).

In data 25 giugno 2025 è stata chiusa la procedura di liquidazione volontaria della società controllata olandese Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione.

Infine, in data 24 luglio 2025 Gas Plus S.p.A. ha incrementato la propria la quota di partecipazione in Gas Plus Energia S.r.l., passando dal 85,29% al 90,20%, versando un corrispettivo di Euro 21.

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Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

In relazione all'area di consolidamento, non sono intervenute altre variazioni nel corso dell'anno 2025, oltre a quanto indicato in precedenza.

4. Principi contabili e criteri di valutazione

Principi di consolidamento

Il bilancio consolidato comprende il bilancio della capogruppo Gas Plus S.p.A. e delle sue controllate al 31 dicembre 2025.

Per società controllata si intendono tutte le società in cui il gruppo esercita il controllo, così come definito dall'IFRS 10 – Bilancio Consolidato. Tale controllo si basa sulla presenza contemporanea dei seguenti tre elementi:
- potere sull’impresa controllata;
- esposizione, o diritti, a rendimenti variabili derivanti dal coinvolgimento con la stessa;
- capacità di utilizzare il potere per influenzare l’ammontare di tali rendimenti variabili.

Il Gruppo riconsidera annualmente se ha o meno il controllo di una partecipata se i fatti e le circostanze indicano che ci siano stati dei cambiamenti in uno o più dei tre elementi rilevanti ai fini della definizione di controllo. I bilanci delle Società controllate sono consolidati integralmente a partire dalla data di acquisizione, ovvero alla data in cui il Gruppo acquisisce il controllo, e cessano di essere consolidate alla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.

Nel caso delle società controllate della B.U. E&P che svolgono il ruolo di operatore in concessioni di coltivazione mineraria, i relativi costi e i ricavi, nonché i dati operativi delle concessioni, sono considerati solo per la quota di partecipazione del Gruppo. In questo caso, infatti, l’attività è finanziata pro quota, sulla base di budget approvati, dalle società partecipanti al contratto operativo di concessione e a tali società sono presentati mensilmente i rendiconti degli esborsi derivanti dalla gestione del contratto.

Quando la quota di patrimonio netto detenuto dalla controllante cambia, senza che questo si traduca in una perdita di controllo, tale cambiamento deve essere contabilizzato a patrimonio netto. Se il Gruppo perde il controllo deve:
- eliminare le attività (incluso qualsiasi avviamento) e le passività della controllata;
- eliminare il valore contabile di tutte le quote di minoranza;
- eliminare le differenze cambio cumulate rilevate a patrimonio netto;
- rilevare il fair value del corrispettivo ricevuto;
- rilevare il fair value della quota di partecipazione eventualmente mantenuta;
- rilevare l’utile o la perdita nel conto economico;
- riclassificare la quota di competenza della controllante delle componenti in precedenza rilevate nel conto economico complessivo a conto economico o tra gli utili a nuovo, come se il Gruppo avesse provveduto direttamente alla cessione delle attività o passività correlate.

I bilanci delle controllate sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante o apportando le opportune rettifiche, al fine di garantire la conformità alle politiche contabili del gruppo.

La data di chiusura dei bilanci delle società controllate corrisponde alla data di chiusura del bilancio della capogruppo.

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

I bilanci di ciascuna società appartenente al Gruppo vengono preparati nella valuta dell'ambiente economico primario in cui essa opera (valuta funzionale). Nella preparazione dei bilanci delle singole entità, le operazioni in valute diverse dalla valuta funzionale sono inizialmente rilevate ai cambi alle date delle stesse. Alla data di bilancio le attività e le passività monetarie denominate nelle succitate valute sono riespresse ai cambi correnti a tale data. Le attività non monetarie espresse a fair value che sono denominate in valuta estera sono convertite ai cambi in essere alla data in cui furono determinati i fair value. Le attività non monetarie valutate al costo storico espresso in una valuta estera non sono riconvertite alla data di bilancio. Le differenze di cambio emergenti dalla regolazione delle poste monetarie e dalla riesposizione delle stesse ai cambi correnti alla fine dell'esercizio sono imputate al conto economico dell'esercizio, ad eccezione delle differenze cambio su attività non monetarie espresse a fair value in cui le variazioni di fair value sono iscritte direttamente a patrimonio netto, così come la componente cambi.

Ai fini della presentazione del bilancio consolidato, le attività e le passività delle imprese controllate estere, le cui valute funzionali sono diverse dall'euro, sono convertite ai cambi correnti alla data di bilancio. I proventi e gli oneri sono convertiti ai cambi medi del periodo. Le differenze cambio emergenti sono rilevate nella voce del patrimonio netto Riserva di conversione cambi. Tale riserva è rilevata nel conto economico come provento o come onere nel periodo in cui la relativa impresa controllata è ceduta o liquidata.

L'avviamento e le altre rettifiche per esporre a fair value le attività e le passività di entità estere acquisite sono rilevati come attività e passività della società estera e sono convertiti al cambio di fine anno.

I cambi applicati nella conversione del bilancio della società rumena sono i seguenti:

2025 2024
Medio 31/12 Medio 31/12
Nuovo Leu rumeno 5,0424 5,0968 4,9746 4,9743

Nell'area di consolidamento non vi sono imprese controllate che appartengono a Paesi ad economia iperinflazionata.

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo del costo di acquisizione. Il costo di acquisizione è determinato dalla sommatoria dei valori correnti, alla data di ottenimento del controllo, delle attività date, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

L'applicazione delle tecniche di consolidamento comporta le seguenti principali rettifiche:

  • il valore contabile delle partecipazioni in imprese incluse nell'area di consolidamento è eliminato contro le corrispondenti frazioni del patrimonio netto delle stesse alla data di acquisizione;
  • la differenza tra il costo sostenuto per l'acquisizione della partecipazione e la relativa quota del patrimonio netto è iscritta in bilancio all'atto dell'acquisto ai singoli elementi dell'attivo e del passivo patrimoniale al loro valore corrente. L'eventuale differenza residua se positiva è attribuita alla voce avviamento, se negativa viene imputata al conto economico;
  • la quota di interessenza degli azionisti di minoranza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data;
  • nella predisposizione del bilancio consolidato, i crediti e i debiti, gli oneri e i proventi derivanti da operazioni effettuate tra società consolidate sono eliminati integralmente al pari degli utili e delle

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perdite non realizzate su operazioni infragruppo; le perdite non sono eliminate nel caso in cui esse rappresentino un effettivo minor valore del bene.

Criteri di valutazione

Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari acquisiti separatamente sono iscritti al costo, mentre quelli acquisiti attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzati in base al fair value determinato alla data di acquisizione.

Gli immobili, gli impianti e i macchinari sono rilevati al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato e, quando rilevante ed in presenza di obbligazioni attuali, del valore attuale del costo stimato per lo smantellamento e la rimozione dell'attività. Qualora parti significative di tali attività materiali abbiano differenti vite utili, tali componenti sono contabilizzate separatamente. I terreni, sia liberi da costruzione sia pertinenziali a fabbricati, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento delle seguenti categorie di beni è calcolato a quote costanti in base alla vita utile stimata del bene, utilizzando le seguenti aliquote annuali, rimaste invariate rispetto all'esercizio precedente:

Categoria: Aliquota d'ammortamento
Immobili civili 3,0%
Immobili industriali 5,5%
Costruzioni leggere 10,0%
Centrali gas 15,0%
Centrali termoelettriche 9,0%
Attrezzi 10,0%
Mobili/arredi/macchine d'ufficio 12,0%
Impianti telefonici 20,0%
Macchine elettroniche 20,0%
Automezzi 20,0-25,0%
Altri impianti 8,0-10,0%

L'ammortamento degli impianti di estrazione di gas (Business Unit E&P) è calcolato in base alla vita utile stimata del bene, utilizzando il metodo dell'unità di prodotto, così come specificato nel proseguo del documento.

Al momento della vendita o quando non sussistono benefici economici futuri attesi dall'uso di un bene, esso viene eliminato dal bilancio e l'eventuale perdita o utile (calcolata come differenza tra il valore di cessione e il valore di carico) viene rilevata a conto economico al momento della suddetta eliminazione. Il valore residuo del bene, la vita utile e i metodi di ammortamento applicati sono rivisti con frequenza annuale e adeguati se necessario alla fine di ciascun esercizio.

Leasing

Il Gruppo valuta all'atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing, in altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l'uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. Tale diritto sussiste se il contratto attribuisce al locatario il diritto di dirigere l'asset e ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici derivanti dal suo utilizzo. Il


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Gruppo iscrive l'attività per diritto d'uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto e le passività relative ai pagamenti del leasing.

Attività per diritti d'uso

Le attività per diritti d'uso sono iscritte, alla data di inizio del leasing (cioè la data in cui l'attività sottostante è disponibile per l'uso), al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti. Le attività per diritto d'uso sono ammortizzate in quote costanti dalla data di inizio del leasing alla fine della vita utile dell'attività consistente nel diritto di utilizzo o, se anteriore, al termine della durata del leasing.

Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto, il locatario deve ammortizzare l'attività consistente nel diritto d'uso dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante.

Le attività per diritti d'uso sono sottoposte a test di recuperabilità (impairment) ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore.

Debiti finanziari per lease

Alla data di inizio del leasing, quale contropartita dell'attività di diritto d'uso, la Società rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi al netto di eventuali incentivi da ricevere, i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso, gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. La durata del leasing è determinata considerando il periodo non annullabile del contratto, nonché, ove vi sia la ragionevole certezza, anche i periodi considerati dalle opzioni di estensione ovvero connessi al mancato esercizio delle opzioni di risoluzione anticipata del contratto.

Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, il Gruppo usa un tasso di sconto pari al tasso di interesse implicito nel leasing, ovvero, qualora questo non fosse ragionevolmente determinabile, il tasso di finanziamento marginale del Gruppo. Quest'ultimo è definito sulla base delle linee di finanziamento disponibili del Gruppo alla data di inizio del contratto. Dopo la data di inizio del contratto, la passività del leasing è valutata sulla base del costo ammortizzato, si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato, generalmente con contropartita nelle attività per diritti d'uso, a seguito di:

  • rinegoziazioni contrattuali che non danno origine ad un nuovo leasing separato;
  • variazioni di indici o tassi (a cui sono correlati i pagamenti variabili);
  • modifiche nella valutazione in merito all'esercizio delle opzioni contrattualmente previste di riscatto del bene locato oppure estensione / risoluzione anticipata del contratto.

Nell'ambito dell'attività mineraria, l'operatore di una concessione di coltivazione che sottoscrive un contratto di leasing come unico firmatario rileva integralmente l'attività per diritti d'uso ed il relativo debito finanziario per lease, se sulla base delle previsioni contrattuali è considerato l'obbligato principale nei confronti del fornitore. La quota dei costi del diritto di utilizzo dei beni in leasing iscritta dall'operatore ma di competenza dei partner delle joint operation operate dal Gruppo viene recuperata attraverso la rendicontazione mensile dei costi sostenuti, rilevata dall'operatore come "Altri ricavi e proventi" nel conto economico ed inclusa, nel rendiconto finanziario, all'interno del flusso di cassa netto dell'attività operativa.

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Nessuna rilevazione di attività per diritti d'uso e debito finanziario per lease è effettuata nei casi in cui il Gruppo non sia considerato obbligato principale del contratto nei confronti del fornitore.

Leasing di breve durata e leasing di attività a modesto valore

La Società applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata relativi a software, fabbricati ed altri beni (i leasing che hanno una durata di 12 mesi) e l'esenzione per i leasing relativi ad attività a modesto valore (inferiori a 5 mila dollari statunitensi). I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati tra i costi per servizi in quote costanti lungo la durata leasing.

Aggregazioni aziendali e avviamento

Le aggregazioni aziendali sono contabilizzate utilizzando il metodo dell'acquisizione. Il costo di un'acquisizione è valutato come somma del corrispettivo trasferito misurato al fair value (valore equo) alla data di acquisizione e dell'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita. Per ogni aggregazione aziendale, il Gruppo definisce se misurare la partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota della partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita. I costi di acquisizione sono spesati nell'esercizio in cui vengono sostenuti e classificati per natura.

Quando il Gruppo acquisisce un business, deve classificare o designare le attività finanziarie acquisite o le passività assunte in accordo con i termini contrattuali, le condizioni economiche e le altre condizioni pertinenti in essere alla data di acquisizione. Ciò include la verifica per stabilire se un derivato incorporato debba essere separato dal contratto primario.

Se l'aggregazione aziendale è realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente detenuta è ricondotta al fair value alla data di acquisizione e l'eventuale utile o perdita risultante è rilevata nel conto economico.

L'eventuale corrispettivo potenziale da riconoscere è rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o passività, quale strumento finanziario che sia oggetto dell'IFRS 9, Strumenti finanziari, deve essere rilevata nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Nei casi in cui il corrispettivo potenziale non ricade nello scopo dell'IFRS 9, è misurato in accordo con l'appropriato IFRS. Se il corrispettivo potenziale è classificato nel patrimonio netto, il suo valore non deve essere ricalcolato e la sua successiva regolazione è contabilizzata nel patrimonio netto.

Inoltre, qualora al termine dell'esercizio in cui ha luogo l'aggregazione, la contabilizzazione iniziale di una aggregazione aziendale è incompleta (tra cui l'avviamento risultante o l'utile derivante da un acquisto a prezzi favorevoli), viene rilevato l'importo provvisorio degli elementi la cui contabilizzazione è incompleta. Durante il periodo di valutazione, il quale termina appena ricevute le informazioni su fatti e circostanze in essere alla data di acquisizione o appurato che non è possibile ottenere maggiori informazioni, gli importi provvisori vengono rettificati con effetto retroattivo, così da riflettere le nuove informazioni apprese su fatti e circostanze in essere alla data di acquisizione che, se note, avrebbero influenzato la valutazione degli importi rilevati in tale data. Tuttavia, il periodo di valutazione non si protrae per oltre un anno dalla data di acquisizione. Al termine del periodo di valutazione, la contabilizzazione per un'aggregazione aziendale viene rivista soltanto per correggere un errore in conformità allo IAS 8, Principi contabili, Cambiamenti nelle stime contabili ed Errori.

L'avviamento è inizialmente valutato al costo rappresentato dall'eccedenza dell'insieme del corrispettivo corrisposto e dell'importo iscritto per le interessenze di minoranza rispetto alle attività

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nette identificabili acquisite e le passività assunte dal Gruppo. Se il corrispettivo è inferiore al fair value delle attività nette della controllata acquisita, la differenza è rilevata nel conto economico.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento è valutato al costo al netto delle perdite di valore accumulate. Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è allocato, dalla data di acquisizione, ad ogni unità generatrice di flussi di cassa del Gruppo che si prevede benefici delle sinergie dell'aggregazione, a prescindere dal fatto che altre attività o passività dell'entità acquisita siano assegnate a tali unità. La perdita di valore è determinata definendo il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi (o gruppo di unità) cui è allocato l'avviamento. Quando il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi (o gruppo di unità) è inferiore al valore contabile, viene rilevata una perdita di valore.

Se l'avviamento è stato allocato a un'unità generatrice di flussi finanziari e l'entità dismette parte delle attività di tale unità, l'avviamento associato all'attività dismessa deve essere incluso nel valore contabile dell'attività quando si determina l'utile o la perdita derivante dalla dismissione. L'avviamento associato con l'attività dismessa deve essere determinato sulla base dei valori relativi dell'attività dismessa e della parte mantenuta dell'unità generatrice di flussi finanziari.

Attività immateriali

Un'attività immateriale viene rilevata contabilmente solo se è identificabile, controllabile, ed è prevedibile che generi benefici economici futuri e il suo costo può essere determinato in modo attendibile.

Le attività immateriali acquisite separatamente sono iscritte inizialmente al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzate al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dei fondi di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente, ad eccezione dei costi di esplorazione e di ricerca mineraria (per cui si rimanda al relativo criterio), non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.

La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.

Le attività immateriali con vita definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sottoposte a test di recuperabilità (impairment) ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo e il metodo di ammortamento ad esse applicato vengono riesaminati alla fine di ciascun esercizio o più frequentemente se necessario. Variazioni della vita utile attesa o delle modalità con cui i futuri benefici economici legati all'attività immateriale sono conseguiti dal Gruppo sono rilevate modificando il periodo o il metodo di ammortamento, come adeguato, e trattate come modifiche delle stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali con vita definita sono rilevate a conto economico nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.

I tassi annui di ammortamento utilizzati sono correlati al periodo di prevista utilità.

In base all'interpretazione IFRIC 12, Accordi per servizi in concessione, gli impianti di distribuzione che la società controllata GP Infrastrutture S.r.l. gestisce in regime di concessione sono stati riclassificati tra le attività immateriali.

Tale interpretazione definisce i criteri di rilevazione e valutazione da adottare per gli accordi tra settore pubblico e privato relativi allo sviluppo, finanziamento, gestione e manutenzione di infrastrutture in regime di concessione. In particolare, essa prevede che nei casi in cui il soggetto concedente controlli

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l'infrastruttura, regolando/controllando le caratteristiche dei servizi forniti, i prezzi applicabili e mantenendo un interesse residuo sull'attività, il concessionario rilevi il diritto all'utilizzo della stessa ovvero un'attività finanziaria in funzione delle caratteristiche degli accordi in essere.

Relativamente al conto economico l'applicazione di tale interpretazione non ha determinato alcun effetto, in relazione al fatto che il processo di ammortamento delle attività relative agli accordi per servizi in concessione è rimasto invariato e continua ad essere operato considerando le modalità attese di ottenimento dei benefici economici derivanti dall'utilizzo e dal valore residuo dell'infrastruttura, così come previsti dal quadro normativo di riferimento.

Le aliquote d'ammortamento utilizzate per determinare le vite economico-tecniche utilizzate per gli ammortamenti degli impianti di distribuzione in concessione sono le seguenti, rimaste invariate rispetto all'esercizio precedente:

Categoria: Aliquota d'ammortamento
Rete di distribuzione gas 2,0%
Apparecchiature cabina gas metano 8,0%
Derivazioni e prese d'utenza 2,6%
Apparecchiature di misura 10,0%

Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore (impairment test), sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile; altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un bene immateriale sono misurati come la differenza fra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale e sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Attività minerarie

Metodologia di rilevazione delle concessioni di coltivazione, contabilizzate tra le immobilizzazioni immateriali

Le concessioni di coltivazione acquisite separatamente sono iscritte al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese (business combination) sono contabilizzate in base al fair value alla data di acquisizione.

La voce concessioni di coltivazione accoglie i costi di acquisizione di permessi di ricerca e di titoli minerari.

I costi per l'acquisizione dei permessi di ricerca sono ammortizzati per quote costanti lungo la durata del permesso stesso; se il permesso di ricerca viene abbandonato, il costo residuo è imputato a conto economico.

I costi per l'acquisizione di titoli minerari sono rilevati solo se sostenuti verso terzi in relazione alle attività acquisite (riserve certe, riserve probabili e possibili).

Quando l'acquisto riguarda nel complesso riserve e potenziale esplorativo, il costo è attribuito alle diverse risorse minerarie acquisite sulla base del valore determinato attualizzando i corrispondenti flussi di cassa attesi.

I titoli minerari sono ammortizzati in base al metodo dell'unità di prodotto, a partire dall'avvio della produzione delle riserve di idrocarburi, rapportando la quantità estratta nel corso dell'esercizio alla

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quantità di riserve estraibili stimata giacente all’inizio dell’esercizio. Il metodo applicato realizza una correlazione diretta tra investimenti e riserve.
Le concessioni di coltivazione sono assoggettate a verifica della recuperabilità del relativo valore di iscrizione avendo riguardo alla conferma dell’impegno a proseguire l’iniziativa mineraria e considerando fatti e circostanze che possano evidenziare la presenza di indicatori di perdite di valore.

Costi di esplorazione, ricerca e sviluppo

I costi sostenuti per accertare l’esistenza di un nuovo giacimento sia prima dell’acquisizione dei titoli minerari, sia successivamente alla stessa (prospezione delle aree, sondaggi esplorativi, rilievi geologici e geofisici, perforazione di pozzi esplorativi, acquisizione di dati sismici rilevati da terzi, prove di completamento, etc.) sono imputati all’attivo patrimoniale, per rappresentarne la natura di investimento, ed ammortizzati interamente nell’esercizio in cui sono sostenuti.
Tuttavia, i costi per la perforazione di pozzi esplorativi e le prove di completamento, qualora il pozzo sia completato e messo in produzione, sono sospesi tra le attività materiali e ammortizzati in base al metodo dell’unità di prodotto dal momento in cui viene iniziata la produzione di gas naturale. Fino a che l’attività di produzione non è iniziata tali costi sono sospesi tra le immobilizzazioni materiali in corso.

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

I costi di sviluppo sostenuti per l’accertamento di riserve certe, la costruzione ed installazione degli impianti necessari all’estrazione, trattamento, raccolta di idrocarburi sono imputati all’attivo patrimoniale ed ammortizzati con il metodo dell’unità di prodotto dal momento in cui viene iniziata la produzione di idrocarburi. Fino a che l’attività di produzione non è iniziata tali costi sono sospesi tra le immobilizzazioni materiali in corso. Con tale metodo l’aliquota di ammortamento è individuata rapportando la quantità estratta nel corso dell’esercizio alla quantità di riserve estraibili stimata giacente all’inizio dell’esercizio, con riferimento all’insieme che realizza una correlazione diretta tra investimenti e riserve.
Le spese relative ai costi di sviluppo con esito minerario negativo o incidentati sono imputati a conto economico.
Le svalutazioni dei costi di sviluppo sono effettuate applicando i criteri previsti per le attività materiali.

Costi di produzione

I costi relativi all’attività di produzione (estrazione, manutenzione ordinaria dei pozzi, trasporto, etc.) sono imputati a conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti.

Perdita di valore di attività non finanziarie

La recuperabilità delle attività non finanziarie (immobili, impianti e macchinari, diritti d’uso, avviamento, concessioni e altre immobilizzazioni immateriali) è verificata quando eventi o modifiche delle circostanze fanno ritenere che il valore di iscrizione in bilancio non sia recuperabile.

La valutazione di recuperabilità è effettuata per singola cash generating unit (di seguito anche “CGU”) rappresentata dal più piccolo insieme identificabile di attività che genera flussi di cassa in entrata ampiamente indipendenti da quelli generati da altre attività.

Per ciascuna delle Business Unit del Gruppo sono state identificate le seguenti CGU:


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  • Business Unit E&P: le CGU sono costituite dalle singole concessioni di coltivazione¹ detenute dalle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l., in Italia, e dalla concessione, costituita dai blocchi XVa Midia Shallow e XIII Pelican, detenuta da Gas Plus Dacia S.r.l., in Romania;
  • Business Unit Retail: l'unica CGU è rappresentata dal complesso di attività gestite dalla società controllata Gas Plus Vendite S.r.l.;
  • Business Unit Network: le CGU sono costituite dai singoli ambiti territoriali di riferimento (ATEM)² che comprendono le località (i Comuni) oggetto delle singole concessioni di distribuzione gas detenute dalla società controllata GP Infrastrutture S.r.l.;
  • Business Unit Altre attività: l'unica CGU è rappresentata dal complesso di attività residuali e non significative facenti riferimento allo stoccaggio di gas e ai servizi centralizzati.

La definizione delle CGU è operata considerando, tra l'altro, le modalità con cui il management controlla l'attività operativa (ad es. per linee di business) o assume decisioni in merito a mantenere operativi o dismettere i beni e le attività del Gruppo.

Le CGU possono includere i corporate assets, ossia attività che non generano flussi di cassa autonomi, attribuibili su basi ragionevoli e coerenti. I corporate assets non attribuibili ad una specifica CGU sono allocati ad un aggregato più ampio costituito da più CGU.

Con riferimento all'avviamento, inoltre, la verifica è effettuata, almeno annualmente e comunque quando si verificano eventi che fanno presupporre una riduzione del valore a livello del più piccolo aggregato sulla base del quale la Direzione Aziendale valuta, direttamente o indirettamente, il ritorno dell'investimento che include l'avviamento stesso.

I diritti d'uso, che generalmente non producono flussi di cassa autonomi, sono allocati alla CGU a cui si riferiscono. I diritti d'uso che non sono specificatamente allocabili alle CGU sono considerati corporate asset.

La recuperabilità è verificata confrontando il valore di iscrizione con il relativo valore recuperabile rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi di dismissione, e il valore d'uso. Quest'ultimo è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi derivanti dall'uso della CGU e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla sua cessione al termine della relativa vita utile al netto dei costi di dismissione. I flussi di cassa attesi sono determinati sulla base di assunzioni ragionevoli e supportabili rappresentative della migliore stima delle future condizioni economiche che si verificheranno nella residua vita utile della CGU, dando maggiore rilevanza alle indicazioni provenienti dall'esterno.

Per quanto riguarda i prezzi delle commodity, il management assume lo scenario prezzi adottato per le proiezioni economico-finanziarie. In particolare, per i flussi di cassa associati al gas naturale e al petrolio, si basa sulle ipotesi relative all'evoluzione dei fondamentali e, nel breve-medio termine, considera anche le previsioni degli analisti di mercato e, laddove ci sia un sufficiente livello di liquidità e affidabilità, sulla rilevazione dei prezzi a termine desumibili dal mercato.

Nel caso di concessioni di sfruttamento minerario, i flussi di cassa attesi sono stimati tenendo conto delle riserve certe sviluppate e non sviluppate e delle riserve probabili, nonché tra l'altro dei costi attesi per le riserve sviluppate e da sviluppare e delle imposte sulla produzione. Il livello futuro di produzione è stimato sulla base delle assunzioni relative ad una serie di fattori, tra i quali i prezzi futuri degli

¹ N. 39 concessioni di coltivazione al 31 dicembre 2025.
² N. 11 ATEM al 31 dicembre 2025.

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idrocarburi, i costi di estrazione e di sviluppo, il declino produttivo dei giacimenti, l'offerta e la domanda di idrocarburi e gli sviluppi del quadro normativo.

Ai fini della determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa previsti sono oggetto di attualizzazione ad un tasso che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attività non riflesse nelle stime dei flussi di cassa. In particolare, il tasso di sconto utilizzato è il Weighted Average Cost of Capital (WACC) il quale è differenziato in funzione della rischiosità espressa dai settori/business in cui opera l'attività. Sono definiti specifici WACC sulla base di un campione di società comparabili.

Il valore d'uso è determinato al lordo ovvero al netto dell'effetto fiscale in quanto quest'ultimo metodo produce valori sostanzialmente equivalenti a quelli ottenibili attualizzando i flussi di cassa al lordo delle imposte ad un tasso di sconto ante imposte derivato, in via iterativa, dal risultato della valutazione post imposte.

Quando il valore di iscrizione della CGU, comprensivo dell'eventuale avviamento a essa attribuito, è superiore al valore recuperabile, la differenza è oggetto di svalutazione ed è attribuita in via prioritaria all'avviamento fino a concorrenza del suo ammontare. L'eventuale eccedenza della svalutazione rispetto all'avviamento è imputata pro quota al valore contabile delle attività che costituiscono la CGU, fino all'ammontare del valore recuperabile delle attività a vita utile definita.

Quando vengono meno i motivi delle svalutazioni effettuate, le attività sono rivalutate e la rettifica è rilevata a conto economico; la ripresa di valore è effettuata per un importo pari alla differenza tra il valore contabile ed il minore tra il valore recuperabile e il valore di iscrizione al lordo delle svalutazioni precedentemente effettuate e ridotto delle quote di ammortamento che sarebbero state rilevate qualora non si fosse proceduto alla svalutazione.

Avviamento

L'avviamento è sottoposto a verifica di recuperabilità del relativo valore di iscrizione a bilancio almeno una volta l'anno (al 31 dicembre) e, con maggiore frequenza, quando le circostanze fanno ritenere che il valore di iscrizione potrebbe essere soggetto a perdita di valore. Le eventuali svalutazioni dell'avviamento non sono oggetto di ripresa di valore.

Attività finanziarie

Il principio IFRS 9, Strumenti finanziari, prevede un modello di classificazione e valutazione delle attività finanziarie basato sulle modalità di gestione degli strumenti finanziari e sulle caratteristiche dei flussi contrattuali delle attività finanziarie stesse, al fine di determinarne il corretto criterio di valutazione.

I criteri di valutazione che possono essere adottati per le diverse tipologie di strumenti finanziari sono: 1) attività finanziarie al costo ammortizzato; 2) attività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico; 3) attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo.

Il Gruppo determina la classificazione delle proprie attività finanziarie nel momento della rilevazione iniziale e, ove adeguato e consentito, rivede tale classificazione alla chiusura di ciascun esercizio.

Tutti gli acquisti e vendite di attività finanziarie sono rilevati alla data di negoziazione, ovvero alla data in cui il Gruppo Gas Plus assume l'impegno di acquistare o vendere l'attività.

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Attività finanziarie al costo ammortizzato

Le attività finanziarie al costo ammortizzato includono i finanziamenti ed i crediti con pagamenti fissi o determinabili che non sono quotati su un mercato attivo. Dopo la rilevazione iniziale, tali attività sono rilevate secondo il criterio del costo ammortizzato usando il metodo del tasso di interesse effettivo, dedotte le perdite di valore. Il costo ammortizzato è calcolato rilevando eventuali sconti, premi sull'acquisto, onorari o costi che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo. Il tasso di interesse effettivo è rilevato come provento finanziario nel conto economico. Le svalutazioni derivanti da perdite di valore sono rilevate nel conto economico come oneri finanziari. Gli utili e le perdite sono iscritti a conto economico quando i finanziamenti e crediti sono contabilmente eliminati o al manifestarsi di perdite di valore, oltre che attraverso il processo di ammortamento. Questa categoria include, normalmente, i crediti commerciali e gli altri crediti.

I crediti commerciali sono iscritti al loro fair value identificato dal valore nominale e successivamente ridotto per le eventuali perdite di valore. I crediti commerciali la cui scadenza non rientra nei normali termini commerciali e che non sono produttivi di interessi, vengono attualizzati.

Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico

Questa categoria comprende le attività detenute per la negoziazione e le attività designate al momento della prima rilevazione come attività finanziarie al fair value con variazioni rilevate nel conto economico. Le attività detenute per la negoziazione sono tutte quelle attività acquisite per la loro vendita o il loro riacquisto nel breve termine. I derivati, inclusi quelli scorporati, sono classificati come strumenti finanziari detenuti per la negoziazione, salvo che non siano designati come strumenti di copertura efficace (hedge instruments), come definito nello IFRS 9.

Gli strumenti finanziari al fair value con variazioni rilevate nel conto economico sono iscritti nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria al fair value, mentre le variazioni del fair value sono rilevate tra i proventi o tra gli oneri finanziari nel conto economico.

Tutte le attività di tale categoria sono classificate come correnti se sono detenute per trading o se il loro realizzo è previsto essere effettuato entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.

Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo

Le attività finanziarie al fair value con variazione imputate al conto economico complessivo comprendono azioni e titoli di debito. Le azioni classificate in tale categoria sono quelle che non sono state classificate al fair value con variazioni imputate al conto economico. I titoli di debito rientranti in questa categoria sono quelli detenuti per un periodo di tempo indefinito e quelli che potrebbero essere venduti in risposta alle necessità di liquidità o al cambiamento delle condizioni di mercato.

Dopo la rilevazione iniziale al costo, tali attività finanziarie sono valutate al fair value e i loro utili e perdite non realizzati sono riconosciuti tra le altre componenti di conto economico complessivo, fino all'eliminazione dell'investimento – momento in cui l'utile o la perdita cumulati sono rilevati tra i proventi ed oneri diversi – ovvero fino a quando non si accerti che hanno subito una perdita di valore – nel qual caso, la perdita cumulata è stornata dalla riserva e riclassificata a conto economico tra gli oneri finanziari. I dividendi percepiti nel periodo in cui sono detenute le attività finanziarie disponibili per la vendita sono rilevati tra i proventi diversi.

Almeno ad ogni chiusura di bilancio, il Gruppo valuta se la capacità e l'intento di vendere a breve termine le proprie attività finanziarie disponibili per la vendita sia ancora appropriato.

Valutazione del fair value degli strumenti finanziari

Il Gruppo valuta gli strumenti finanziari al fair value ad ogni chiusura di bilancio.

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Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione.

Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta:
- Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;
- Livello 2 - Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività;
- Livello 3 - tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l'attività o per la passività.

La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione.

Per le attività e passività rilevate nel bilancio su base ricorrente, il Gruppo determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull'input di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio.

Cancellazione di attività finanziarie

Un'attività finanziaria (o ove applicabile, parte di un'attività finanziaria o parti di un gruppo di attività finanziarie simili) è cancellata quando:
- i diritti a ricevere i flussi finanziari dell'attività sono estinti;
- il Gruppo ha trasferito ad una terza parte il diritto a ricevere flussi finanziari dall'attività o ha assunto l'obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza ritardi e (i) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria, oppure (ii) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell'attività, ma ha trasferito il controllo della stessa.

Nei casi in cui il Gruppo abbia trasferito i diritti a ricevere flussi finanziari da un'attività e non abbia né trasferito, né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici o non abbia perso il controllo sulla stessa, l'attività viene rilevata nel bilancio del Gruppo nella misura del suo coinvolgimento residuo nell'attività stessa. In questo caso, il Gruppo riconosce inoltre una passività associata. L'attività trasferita e la passività associata sono valutate in modo da riflettere i diritti e le obbligazioni che rimangono di pertinenza del Gruppo.

Perdita di valore di attività finanziarie

Il Gruppo valuta ad ogni data di bilancio se un'attività finanziaria, o gruppo di attività finanziarie presentano indicatori di perdita di valore. Esiste una perdita di valore quando dopo la rilevazione iniziale sono intervenuti uno o più eventi (quando interviene "un evento di perdita") che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri stimati dell'attività finanziaria o del gruppo di attività finanziarie, impatto che può essere attendibilmente stimato. Le evidenze di perdita di valore possono derivare da indicazioni che i debitori evidenzino difficoltà finanziarie, incapacità di far fronte alle obbligazioni, incapacità o ritardi nella corresponsione di interessi o di importanti pagamenti, probabilità di essere sottoposti a procedure concorsuali o altre forme di ristrutturazione finanziaria, e da dati osservabili che indichino un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati, quali cambiamenti in contesti o nella condizioni economiche che si correlano a crisi finanziaria.

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La stima delle perdite di valore delle attività finanziarie deve essere effettuata sulla base del modello delle perdite attese (expected credit loss model), secondo un approccio predittivo, utilizzando informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e prospettici. Tale modello deve essere applicato a tutte le categorie di attività finanziarie.

Per la svalutazione dei crediti, in particolare, il modello adottato dal Gruppo Gas Plus prevede:
- l’utilizzo di rating ufficiali (ove presenti), per la determinazione della probabilità di default delle controparti;
- per la clientela non caratterizzata da specifici rating, l’implementazione di un approccio semplificato basato su cluster che ripartiscono la clientela in funzione dei rischi della specifica Business Unit;
- l’identificazione della capacità di recupero in caso di default della controparte sulla base delle esperienze pregresse, delle differenti modalità di recupero dei crediti attivabili e della posizione netta insoluta, considerando eventuali debiti commerciali nei confronti delle stesse controparti.

Attività finanziarie iscritte al costo ammortizzato

Per le attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato il Gruppo ha anzitutto valutato individualmente se sussistessero obiettive evidenze di perdita di valore per ogni attività finanziaria che sia individualmente significativa, o collettivamente per le attività finanziarie che non siano significative individualmente. Se il Gruppo determina che non sussistono evidenze di perdita di valore per un’attività finanziaria valutata singolarmente, significativa o meno, include l’attività in un gruppo di attività finanziarie con caratteristiche di rischio di credito simili e le valuta collettivamente ai fini della verifica della svalutazione. Le attività che sono valutate individualmente per la svalutazione e per i quali è rilevata, o continua ad essere rilevata, una perdita di valore non sono incluse in una valutazione collettiva per la perdita di valore.

L’ammontare di qualunque perdita di valore identificata è misurato dalla differenza tra il valore contabile dell’attività e il valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati (escluse le perdite di credito attese in futuro che non sono ancora avvenute). Il valore attuale dei flussi di cassa è scontato al tasso di interesse effettivo originario dell’attività finanziaria.

Il valore contabile dell’attività viene ridotto mediante l’utilizzo di un fondo svalutazione e l’importo della perdita verrà rilevato a conto economico. Gli interessi attivi continuano ad essere stimati sul valore contabile ridotto e sono accantonati applicando il tasso d’interesse utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri ai fini della valutazione della perdita di valore. I finanziamenti e i relativi fondi sono stornati quando non vi è una realistica prospettiva di un futuro recupero e tutte le garanzie sono state realizzate o sono state trasferite al Gruppo. Se, in un esercizio successivo, l’ammontare della svalutazione stimata aumenta o diminuisce in conseguenza di un evento intervenuto dopo che la svalutazione è stata rilevata, la svalutazione precedentemente rilevata è aumentata o diminuita rettificando il fondo. Se un’attività stornata è successivamente recuperata, il valore recuperato è accreditato a conto economico a riduzione degli oneri finanziari.

Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo

Il Gruppo valuta ad ogni data di riferimento del bilancio se vi è obiettiva evidenza che una attività o un gruppo di attività abbia subito una riduzione di valore.

Nel caso di strumenti rappresentativi di capitale classificati al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo, l’obiettiva evidenza includerebbe una significativa o prolungata riduzione nel fair value dello strumento al di sotto del suo costo. ‘Significativo’ è valutato rispetto al costo originario dello strumento e ‘prolungato’ rispetto alla durata del periodo nel quale il fair value è stato al di sotto del costo originario. Il Gruppo considera significativa una riduzione del valore del 30% al di sotto del costo e prolungata una riduzione di valore che permane per un periodo di 24 mesi.

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Laddove si abbia evidenza della riduzione di valore, la perdita cumulativa – misurata come differenza tra il costo d’acquisto e il fair value attuale, dedotte le perdite per riduzione di valore su quella attività finanziaria rilevate precedentemente nel conto economico – è stornata dalle altre componenti del conto economico complessivo e rilevata a conto economico. Le perdite per riduzione di valore su strumenti rappresentativi di capitale non possono essere ripristinate con effetto rilevato nel conto economico; gli incrementi nel loro fair value successivi alla riduzione di valore sono rilevati direttamente nelle altre componenti del conto economico complessivo.

Nel caso di strumenti di debito classificati come attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo, la svalutazione è valutata basandosi sui medesimi criteri utilizzati per le attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato. Tuttavia, l’ammontare della svalutazione è dato dalla perdita cumulata, vale a dire la differenza tra il costo ammortizzato e il fair value attuale, meno eventuali perdite di valore sull’investimento precedentemente rilevate nel conto economico.

Gli interessi attivi futuri continueranno ad essere stimati sulla base del ridotto valore contabile dell’attività e sono stimati utilizzando il tasso d’interesse utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri ai fini della determinazione della svalutazione. Gli interessi attivi sono rilevati tra i proventi finanziari. Se, in un esercizio successivo, il fair value dello strumento di debito aumenta e l’incremento può essere obiettivamente correlato ad un evento intervenuto dopo la svalutazione che era stata rilevata nel conto economico, tale svalutazione è rettificata sempre attraverso il conto economico.

Rimanenze di magazzino

Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di produzione, determinato con il metodo del costo medio ponderato, ed il valore netto di realizzo rappresentato dall’ammontare che l’impresa si attende di ottenere dalla loro vendita nel normale svolgimento dell’attività ovvero, relativamente ai volumi sui quali insistono contratti di cessione già stipulati, dal prezzo di vendita già pattuito.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono iscritte al valore nominale e comprendono il denaro in cassa e i depositi a vista e a breve termine, con scadenza originaria prevista non oltre i tre mesi. Gli scoperti di conto corrente sono classificati tra le passività correnti.

Patrimonio netto

Capitale sociale

Le azioni ordinarie sono iscritte come capitale sociale e il loro valore corrisponde al valore nominale.

Riserva di traduzione cambio

Costituisce la posta del patrimonio netto consolidato che rettifica le differenze derivanti dalla conversione in euro dei bilanci delle società controllate con valuta diversa da quella usata dalla Capogruppo.

Distribuzione di dividendi

La Società capogruppo rileva una passività a fronte della distribuzione ai suoi azionisti di disponibilità liquide quando la distribuzione è adeguatamente autorizzata e non è più a discrezione della Società. In base al diritto societario vigente in Europa, una distribuzione è autorizzata quando è approvata dagli azionisti. L’ammontare corrispondente è rilevato direttamente a riduzione del patrimonio netto.

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Utili (Perdite) a nuovo

Accoglie tutti i risultati cumulati al netto dei dividendi pagati agli azionisti. La riserva accoglie anche i trasferimenti derivanti da altre riserve di patrimonio nel momento in cui queste si liberano da eventuali vincoli a cui sono sottoposti.

La riserva accoglie anche l'effetto cumulativo dei cambiamenti nei principi contabili o di eventuali correzioni di errori che vengano contabilizzati secondo quanto previsto nello IAS 8.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono classificate a diretta diminuzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i proventi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto, senza dare origine a nessun profitto o perdita nel conto economico.

Benefici per i dipendenti

Recependo quanto previsto dallo IAS 19, i benefici a dipendenti da erogare successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine (ivi compreso il Trattamento Fine Rapporto vigente in Italia) vengono sottoposti a valutazione di natura attuariale che devono considerare una serie di variabili (quali la mortalità, la previsione di future variazioni retributive, il tasso di inflazione previsto, ecc.).

Seguendo tale metodologia la passività iscritta in bilancio risulta essere rappresentativa del valore attuale dell'obbligazione, al netto di ogni eventuale attività a servizio dei piani.

Per i piani a benefici definiti (quali il TFR), la passività viene calcolata annualmente da attuari indipendenti utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method), effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

I risultati di tali valutazioni sono così classificati dal Gruppo:

  • il costo del servizio è iscritto a conto economico quale costo per prestazione di lavoro corrente o passato;
  • gli interessi sono iscritti a conto economico tra gli oneri finanziari;
  • le variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni finanziarie, demografiche o da aggiustamenti correlati all'esperienza sono iscritte come altre componenti nel conto economico complessivo.

A seguito della riforma previdenziale introdotta dalla legge finanziaria 2008, per le società del Gruppo con un numero di dipendenti superiore alle 50 unità, le quote maturande di TFR costituiscono un piano a contributi definiti e solo l'obbligazione maturata al 31 dicembre 2006 continua ad essere trattata contabilmente come un piano a benefici definiti, con la conseguente necessità di effettuare i conteggi attuariali escludendo tuttavia la componente relativa agli incrementi salariali futuri.

Allo stesso modo, i contributi consistenti nelle quote di TFR pagate ai fondi previdenziali integrativi sono esclusi dai conteggi attuariali e contabilizzati tra i costi del personale per competenza nel conto economico.

Fondi

I fondi riguardano costi e oneri di natura determinata e di esistenza certa o probabile che alla data di chiusura del periodo di riferimento sono indeterminati nell'ammontare o nella data di sopravvenienza. Gli accantonamenti sono rilevati quando si è in presenza di una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono iscritti al valore rappresentativo della migliore stima dell'ammontare che l'impresa pagherebbe per estinguere l'obbligazione ovvero per trasferirla a terzi alla data di chiusura

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del periodo. Se l'effetto di attualizzazione è significativo, gli accantonamenti sono determinati attualizzando i flussi finanziari futuri attesi ad un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato del costo del denaro in relazione al tempo. Quando viene effettuata l'attualizzazione, l'incremento del fondo dovuto al trascorrere del tempo è rilevato come onere finanziario.

Il fondo di smantellamento e ripristino siti accoglie la stima dei costi che il Gruppo dovrà sostenere al termine dell'attività di produzione degli idrocarburi o della durata della concessione per la chiusura mineraria dei pozzi, la rimozione delle strutture e il ripristino dei siti. I costi di smantellamento sono stanziati in base al valore attuale dei costi attesi per regolare l'obbligazione, utilizzando flussi di cassa stimati e un tasso di attualizzazione ante-imposte che riflettono i rischi specifici connessi alla passività di smantellamento e comportano un corrispondente incremento del costo della voce dell'attivo cui si riferiscono. L'effetto dell'adeguamento della passività attualizzata è imputato nel conto economico come onere finanziario. La stima dei costi futuri di smantellamento e bonifica è rivista annualmente. Le variazioni delle stime dei costi futuri o del tasso di sconto applicato sono portate a incremento o diminuzione del costo dell'attività, nei limiti dei relativi valori di iscrizione. L'eventuale eccedenza è rilevata direttamente a conto economico, a riduzione degli ammortamenti iscritti nell'anno.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie che ricadono nel campo di applicazione dello IFRS 9 sono classificate come: 1) passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico; 2) mutui e finanziamenti. Il Gruppo determina la classificazione delle proprie passività finanziarie al momento della rilevazione iniziale.

Tutte le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value a cui si aggiungono, nel caso di mutui e finanziamenti, i costi di transazione che sono direttamente attribuibili.

Le passività finanziarie del Gruppo comprendono debiti commerciali e altri debiti, scoperti di conto corrente, mutui e finanziamenti, garanzie concesse e strumenti finanziari derivati.

Passività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico

Le passività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico comprendono passività detenute per la negoziazione e passività finanziarie rilevate inizialmente al fair value con variazioni imputate a conto economico.

Le passività detenute per la negoziazione sono tutte quelle acquisite ai fini di vendita nel breve termine. Questa categoria include gli strumenti finanziari derivati sottoscritti dal Gruppo che non sono designati come strumenti di copertura in una relazione di copertura come definita dallo IFRS 9. I derivati impliciti scorporati sono classificati come strumenti finanziari detenuti per la negoziazione a meno che non siano designati come strumenti di copertura efficaci.

Gli utili o le perdite sulle passività detenute per la negoziazione sono rilevati a conto economico.

Le passività finanziarie sono designate al fair value nel conto economico dalla data di prima iscrizione, solo se i criteri dell'IFRS 9 sono soddisfatti. Al momento della rilevazione iniziale, il Gruppo non ha designato passività finanziarie al fair value con variazioni imputate nel conto economico.

Mutui e finanziamenti

Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato usando il metodo del tasso di interesse effettivo. Gli utili e le perdite sono contabilizzati nel conto economico quando la passività è estinta, oltre che attraverso il processo di ammortamento.

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Il costo ammortizzato è calcolato rilevando lo sconto o il premio sull'acquisizione e gli onorari o costi che fanno parte integrante del tasso d'interesse effettivo. L'ammortamento al tasso d'interesse effettivo è compreso tra gli oneri finanziari nel conto economico. Gli oneri accessori pagati per l'accensione di finanziamenti relativi a diritto di utilizzo di disponibilità finanziarie sono capitalizzati e ammortizzati per la durata del finanziamento.

Nel caso di rinegoziazione di un contratto di finanziamento, le modalità di imputazione a conto economico degli oneri correlati alle relative passività finanziarie devono essere riviste.

Garanzie finanziarie passive

Le garanzie finanziarie passive emesse dal Gruppo sono quei contratti che richiedono un pagamento per rimborsare il possessore di un titolo di debito a fronte di una perdita da esso subita a seguito dell'inadempienza del debitore nel pagamento alla scadenza prevista contrattualmente. I contratti di garanzia finanziaria sono inizialmente rilevati come passività al fair value, incrementati dei costi di transazione direttamente attribuibili all'emissione della garanzia. Successivamente, la passività è misurata al maggiore tra la migliore stima dell'esborso richiesto per far fronte all'obbligazione garantita alla data di bilancio e l'ammontare inizialmente rilevato, dedotti gli ammortamenti cumulati.

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali e contrattuali, non sono attualizzati e sono iscritti al valore nominale.

Cancellazione di passività finanziarie

Una passività finanziaria è cancellata dal bilancio quando l'obbligo sottostante la passività è estinto, o annullato o adempiuto. Nei casi in cui una passività finanziaria esistente è sostituita da un'altra dello stesso prestatore, a condizioni sostanzialmente diverse, oppure le condizioni di una passività finanziaria esistente vengono sostanzialmente modificate, tale scambio o modifica viene trattata come una cancellazione contabile della passività originale e la rilevazione di una nuova passività, con iscrizione a conto economico di eventuali differenze tra valori contabili.

Compensazione di strumenti finanziari

Un'attività ed una passività finanziaria possono essere compensate ed il saldo netto esposto nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria se esiste un diritto legale a compensare gli importi rilevati contabilmente e vi sia l'intenzione di estinguere il residuo netto, o realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività.

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Rilevazione iniziale e valutazione successiva

Il Gruppo utilizza strumenti finanziari derivati quali swap su tassi di interesse e sui prezzi di vendita delle commodity per coprire rispettivamente i rischi di tasso di interesse e i rischi di prezzo delle commodity. Tali strumenti finanziari derivati sono inizialmente rilevati al fair value alla data in cui il contratto derivato è sottoscritto e, successivamente, sono valutati nuovamente al fair value a ciascuna data di chiusura dell'esercizio. I derivati sono contabilizzati come attività finanziarie quando il fair value è positivo e come passività finanziarie quando il fair value è negativo.

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Il fair value degli strumenti derivati è classificato tra le attività/passività non correnti quando la scadenza della posta oggetto di copertura è superiore a 12 mesi e tra le attività/passività correnti quando la scadenza della posta oggetto di copertura è compresa nei 12 mesi.

Eventuali utili o perdite derivanti dalle variazioni di fair value dei derivati sono rilevate direttamente nel conto economico, fatta eccezione per la parte efficace delle coperture dei flussi di cassa, che è rilevata nel conto economico complessivo e successivamente riclassificata nel conto economico, quando lo strumento di copertura influenza il risultato d'esercizio.

Ai fini dell'hedge accounting, le coperture sono classificate come:

  • coperture del fair value, se sono a fronte del rischio di variazione del fair value dell'attività o passività sottostante o a fronte di un impegno irrevocabile non rilevato;
  • coperture di flussi di cassa, se sono a fronte dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa attribuibile a un particolare rischio associato a un'attività o passività rilevata o a un'operazione programmata altamente probabile o a un rischio di valuta legato a un impegno irrevocabile non rilevato;
  • coperture di un investimento netto in una gestione estera.

All'avvio di un'operazione di copertura, il Gruppo designa e documenta formalmente il rapporto di copertura, cui intende applicare l'hedge accounting, i propri obiettivi nella gestione del rischio e la strategia perseguita. La documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, dell'elemento o operazione oggetto di copertura, della natura del rischio e delle modalità con cui l'impresa intende valutare l'efficacia della copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni del fair value dell'elemento coperto o dei flussi di cassa riconducibili al rischio coperto. Ci si attende che queste coperture siano altamente efficaci nel compensare l'esposizione dell'elemento coperto rispetto a variazioni del fair value o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto e vengono valutate su base continuativa, per determinare se tali coperture si siano effettivamente dimostrate altamente efficaci negli esercizi per i quali sono state designate come operazioni di copertura.

Ad oggi, il Gruppo utilizza solo strumenti derivati di copertura classificabili nella categoria delle coperture di flussi di cassa.

Coperture dei flussi di cassa

La porzione di utile o perdita sullo strumento coperto, relativa alla parte di copertura efficace, è rilevata nel conto economico complessivo e nel patrimonio netto nella riserva di cash flow hedge, mentre la parte non efficace è rilevata direttamente nel conto economico.

Per i contratti derivati su commodity, la parte efficace dei contratti è rilevata a rettifica dei ricavi delle vendite o dei costi per acquisto di materie prime, mentre la parte non efficace è rilevata tra i proventi ed oneri finanziari. Per i contratti derivati su tassi di interesse, la parte efficace e non efficace dei contratti è rilevata tra i proventi ed oneri finanziari.

Gli importi riconosciuti nel conto economico complessivo sono trasferiti nel conto economico nel periodo in cui l'operazione oggetto di copertura influenza il conto economico, per esempio quando viene rilevato l'onere o provento sullo strumento coperto o quando si verifica una vendita prevista. Quando l'elemento oggetto di copertura è il costo di un'attività o passività non finanziaria, gli importi riconosciuti nel conto economico complessivo sono trasferiti al valore contabile iniziale dell'attività o passività non finanziaria.

Se si ritiene che l'operazione prevista o l'impegno stabilito non si verifichi più, gli utili o le perdite accumulati, già rilevati nella riserva di cash flow hedge, sono trasferiti nel conto economico. Se lo strumento di copertura raggiunge la scadenza o è venduto, annullato o esercitato senza sostituzione, o se viene revocata la sua designazione di strumento di copertura, gli importi precedentemente rilevati

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nella riserva di cash flow hedge restano lì iscritti fino a quando l'operazione prevista o l'impegno stabilito impattano il conto economico.

Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.

Attività destinate alla vendita e passività direttamente associate

Le attività non correnti classificate come possedute per la vendita sono valutate al minore tra valore contabile ed il loro fair value al netto dei costi di vendita. Le attività non correnti sono classificate come possedute per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché tramite il loro uso continuativo. Si considera rispettata tale condizione solo quando la vendita è altamente probabile e l'attività è disponibile per una vendita immediata nelle sue attuali condizioni. La Direzione aziendale deve essersi impegnata alla vendita, il cui completamento dovrebbe essere previsto entro un anno dalla data della classificazione.

Nella situazione patrimoniale finanziaria, le attività destinate alla vendita e le passività direttamente associate ad esse sono rappresentate in specifiche voci dell'attivo e del passivo. Immobili, impianti e macchinari e attività immateriali una volta classificati come posseduti per la vendita non sono più ammortizzati.

Nel prospetto di conto economico, gli utili e le perdite delle attività destinate alla vendita sono rappresentati separatamente dagli utili e dalle perdite delle attività operative, sotto la linea dell'utile dopo le imposte.

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, la Direzione aziendale non ritiene che vi siano delle attività non correnti da classificare come possedute per la vendita.

Ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che i benefici economici siano conseguiti dal Gruppo e il relativo importo possa essere determinato in modo attendibile, indipendentemente dalla data di incasso. I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o da ricevere, tenuto conto dei termini di pagamento contrattualmente definiti. Il Gruppo ha concluso che sta operando in conto proprio in tutti i contratti di vendita in quanto è il debitore primario, ha la discrezionalità sulla politica dei prezzi (salvo che nei mercati regolamentati o tutelati) ed è inoltre esposto al rischio di magazzino e di credito.

I seguenti specifici criteri di rilevazione dei ricavi devono essere rispettati prima dell'imputazione a conto economico:

  • I ricavi per vendita e distribuzione di gas sono rilevati al momento dell'erogazione della fornitura o del servizio, ancorché non fatturati, e sono determinati integrando con opportune stime quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura.
  • I ricavi derivanti dalla vendita di gas naturale prodotti in campi in cui il Gruppo detiene un interesse congiuntamente con altri produttori sono iscritti in proporzione alla quantità prodotta di spettanza (entitlement method).
  • I contributi di allacciamento versati dagli utenti vengono rilevati a conto economico, al momento del loro incasso alla voce "Altri ricavi e proventi".
  • I contributi versati dagli utenti a fronte di estensione della rete di gas vengono contabilizzati, in deduzione del costo sostenuto dal Gruppo per l'estensione della rete e vengono riconosciuti a conto economico in relazione alla durata degli investimenti, a diretta riduzione dell'ammortamento economico-tecnico degli impianti.

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  • I ricavi ed i costi connessi al ritiro di quantità inferiori o superiori rispetto alle quote di spettanza sono valorizzati ai prezzi previsti dal relativo contratto di acquisto o di vendita.
  • Gli stanziamenti di ricavi relativi a servizi sono rilevati per il corrispettivo maturato, sempreché sia possibile determinarne attendibilmente lo stadio di completamento e non sussistano incertezze di rilievo sull'ammontare e sull'esistenza del ricavo e dei relativi costi.
  • I ricavi sono iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni e premi, nonché delle imposte direttamente connesse.

Il principio IFRS 15 stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, che si applica a tutti i contratti stipulati con i clienti ad eccezione di quelli che rientrano nell'ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS.

I passaggi fondamentali per la rilevazione dei ricavi secondo questo modello sono:
- identificazione del contratto con il cliente;
- identificazione delle performance obligations del contratto;
- determinazione del prezzo della transazione;
- allocazione del prezzo della transazione alle performance obligations contenute nel contratto;
- rilevazione del ricavo quando ciascuna performance obligation risulta realizzata.

Costi

I costi rilevati a conto economico sono relativi a beni o servizi acquistati o consumati nell'esercizio oppure sono rilevati per ripartizione sistematica, ovvero imputati a conto economico integralmente quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi.

Contributi

I contributi pubblici sono rilevati quando sussiste la ragionevole certezza che essi saranno ricevuti e tutte le condizioni ad essi riferite risultano soddisfatte. Quando i contributi in conto esercizio sono correlati a componenti di costo, sono rilevati in deduzione dei costi a cui si riferiscono. Nel caso in cui il contributo sia correlato a un'attività, il fair value viene iscritto a riduzione del valore dell'attività a cui si riferisce, con conseguente riduzione delle quote di ammortamento.

Laddove il Gruppo riceva un contributo non monetario, l'attività e il relativo contributo sono rilevati al valore nominale e rilasciati nel conto economico in quote costanti, lungo la vita utile attesa dell'attività di riferimento.

Dividendi

I dividendi sono rilevati quando sorge il diritto degli Azionisti a ricevere il pagamento, che in genere corrisponde al momento in cui l'Assemblea degli Azionisti ne approva la distribuzione. I dividendi da società iscritte tra le altre attività non correnti sono classificati nel conto economico tra i proventi diversi di gestione, essendo afferenti partecipazioni del settore in cui opera il gruppo che costituiscono investimento durevole. I dividendi da altre società detenute a mero scopo di investimento finanziario sono classificati tra i proventi finanziari.

I dividendi deliberati sono riconosciuti come debito verso i soci al momento della delibera di distribuzione.

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Proventi ed oneri finanziari

Su tutti gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato e le attività finanziarie fruttifere classificate come disponibili per la vendita, sono rilevati come proventi finanziari gli interessi attivi rilevati utilizzando il tasso d'interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza i flussi finanziari futuri stimati in base alla vita attesa dello strumento finanziario, rispetto al valore netto contabile dell'attività o passività finanziaria.

Gli oneri finanziari si rilevano a conto economico secondo il criterio della competenza temporale e sono iscritti per l'importo dell'interesse effettivo. Gli oneri finanziari sono gli interessi e gli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.

Gli oneri finanziari, qualora siano direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo di tempo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati in quanto parte del costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati come costo di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti.

Imposte correnti sul reddito

Le imposte correnti attive e passive sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio delle singole società, tenuto conto delle regole previste dal consolidato fiscale. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. Le aliquote e la normativa fiscale utilizzate per calcolare l'importo sono quelle emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di chiusura di bilancio nei paesi dove il Gruppo opera e genera il proprio reddito imponibile.

Le imposte correnti relative ad elementi rilevati direttamente a patrimonio netto sono rilevate anch'esse a patrimonio netto e non nel conto economico. Il Management periodicamente valuta la posizione assunta nella dichiarazione dei redditi nei casi in cui le norme fiscali sono soggette a interpretazioni e, ove appropriato, provvede a stanziare degli accantonamenti.

Imposte differite sul reddito

Le imposte differite sono calcolate usando il cosiddetto liability method alle differenze temporanee risultanti alla data di bilancio fra i valori fiscali presi a riferimento per le attività e passività ed i corrispondenti valori di bilancio.

Le imposte differite passive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee tassabili, ad eccezione dei casi in cui:

  • le differenze temporanee derivino dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non è una aggregazione aziendale e che, al tempo della transazione stessa, non comporti effetti né sul risultato di bilancio né sul risultato fiscale;
  • con riferimento a differenze temporanee tassabili associate a partecipazioni in controllate, collegate e joint venture, il rigiro delle differenze temporanee può essere controllato ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

Le imposte differite attive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali portate a nuovo, eccetto il caso in cui:


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  • le differenze temporanee deducibili derivino dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non è un'aggregazione aziendale e che, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio né sul risultato fiscale;
  • con riferimento a differenze temporanee tassabili associate a partecipazioni in controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che le differenze temporanee deducibili si riverseranno nell'immediato futuro e che vi siano sufficienti imponibili fiscali a fronte dei quali le differenze temporanee possano essere recuperate.

Il valore di carico delle imposte differite attive viene riesaminato a ciascuna data di chiusura del bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o in parte l'utilizzo di tale credito. Le imposte differite attive non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui è diventato probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive. Le imposte differite attive e passive sono misurate in base alle aliquote fiscali che ci si attende saranno applicate all'esercizio in cui tali attività si realizzeranno o tali passività si estingueranno, considerando le aliquote in vigore e quelle già emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di bilancio.

Le imposte differite relative a elementi non rilevati direttamente a conto economico sono anch'esse rilevate nel patrimonio netto o nel conto economico complessivo, coerentemente con l'elemento cui si riferiscono.

Le imposte differite attive e passive vengono compensate, qualora esista un diritto legale a compensare le attività per imposte correnti con le passività per imposte correnti e le imposte differite facciano riferimento allo stesso soggetto contribuente ed alla stessa autorità fiscale.

Imposte indirette

I costi, i ricavi, le attività e le passività sono rilevati al netto delle imposte indirette, quali l'imposta sul valore aggiunto, con le seguenti eccezioni:

  • l'imposta applicata all'acquisto di beni o servizi è indetraibile; in tal caso essa è rilevata come parte del costo di acquisto dell'attività o parte del costo rilevato nel conto economico;
  • i crediti e i debiti commerciali includono l'imposta indiretta applicabile.

L'ammontare netto delle imposte indirette sulle vendite che possono essere recuperate da o pagate all'Erario è incluso a bilancio nella voce altri crediti o altri debiti a seconda del segno del saldo.

Utile/perdita per azione

L'utile/perdita per azione è calcolato dividendo l'utile/perdita netto/a del periodo attribuibile agli azionisti ordinari della Società capogruppo per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante il periodo.

L'utile/perdita per azione diluito è calcolato dividendo l'utile/perdita netto/a del periodo attribuibile agli azionisti ordinari della Società capogruppo per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie e quelle potenziali in circolazione durante il periodo. Un'azione potenziale è uno strumento finanziario o altro contratto che possa attribuire al suo possessore il diritto di ottenere azioni ordinarie.

Informativa per settore

Un settore di attività è un gruppo di attività e operazioni dedicate alla produzione di beni e servizi, soggetto a rischi e rendimenti diversi da quelli di altri settori di attività.

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Un settore geografico è un gruppo di attività e operazioni dedicate alla produzione di beni e servizi in un particolare mercato geografico, soggetto a rischi e rendimenti diversi da quelli di altri settori geografici.

Cambiamenti climatici

A livello mondiale è in corso il processo di decarbonizzazione e di elettrificazione dell'economia globale che, in linea con i requisiti dell'Accordo di Parigi, risulta cruciale nel raggiungimento dell'obiettivo di “Net Zero” il quale dovrebbe permettere di evitare le gravi conseguenze di un aumento delle temperature superiore a $1,5^{\circ}$ C.

In tale prospettiva, il Gruppo opera principalmente nel settore del gas, che tra le fonti fossili, che permetterà di gestire la transizione energetica.

In questo ambito lo IAS 1 richiede di fornire nelle note di commento al presente bilancio, l'informativa sulle assunzioni, fatte da un'entità circa il futuro, che possono comportare un rischio significativo di generare una rettifica materiale nell'esercizio successivo. Le conseguenze in termini di investimenti, costi e flussi vengono prese in considerazione nella predisposizione del bilancio, coerentemente con lo stato di avanzamento della roadmap del processo stesso (ad esempio, revisione della vita utile dei cespiti in programma di sostituzione, adeguamento dei test di impairment per tenere conto degli impatti sui flussi di investimento ecc.). È possibile che in futuro il valore contabile di attività o passività iscritte nel bilancio del Gruppo possa essere soggetto a diversi impatti con l'evolversi della strategia di gestione del cambiamento climatico. Questi aspetti sono costantemente monitorati dal management del Gruppo.

Come previsto dallo IAS 36, i test di impairment vengono svolti partendo dal budget e dalle proiezioni di cassa di medio-lungo periodo del Gruppo, che derivano a loro volta dagli obiettivi strategici di breve, medio e lungo termine. I flussi di cassa utilizzati sono pertanto ricavati da tali proiezioni, includendo, per quanto prevedibili, i rischi e le opportunità legate al cambiamento climatico.

Gli IAS 16 e 38 definiscono i criteri per la capitalizzazione dei costi. I costi, tra cui quelli di sviluppo, vengono capitalizzati quando rispettano i requisiti dei due standard. La vita utile delle immobilizzazioni iscritte, anche attraverso il metodo di ammortamento UOP, è determinata in modo coerente agli obiettivi strategici, al budget e alle proiezioni di cassa di medio-lungo periodo del Gruppo.

L'IFRS 13 richiede di indicare i presupposti chiave utilizzati quando le attività sono rilevate al fair value, le cui misurazioni possono includere diversi possibili scenari. Il Gruppo ha in portafoglio strumenti finanziari derivati sulle commodity energetiche, la cui valorizzazione a fair value riflette le aspettative degli operatori di mercati attraverso gli scenari di riferimento utilizzati per la valorizzazione.

In base allo IAS 37 è possibile che accantonamenti precedentemente rilevati per eventi futuri possano avere una veloce realizzazione con la conseguente variazione di stima da riconoscere. Ciò è particolarmente rilevante per i fondi decommissioning iscritti a bilancio. Il cambiamento climatico e la conseguente legislazione associata possono richiedere di riconsiderare queste stime e di rilevare passività precedentemente non iscritte, per le quali verrebbe fornita una specifica informativa.

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Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS adottati nell'esercizio e di efficacia successiva al 31 dicembre 2025

I principi contabili adottati per la redazione del presente bilancio consolidato sono conformi a quelli utilizzati per la redazione del bilancio consolidato dell'esercizio precedente, fatta eccezione per l'adozione dei nuovi principi, modifiche ed interpretazioni in vigore dal 1° gennaio 2025.

Nel periodo in esame, è entrato in vigore solo l'emendamento al principio contabile internazionale IAS 21 “The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability” dal 1° gennaio 2025, che è stato applicato per la prima volta dal Gruppo, senza peraltro avere effetti significativi sul bilancio consolidato.

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo non ha adottato anticipatamente nuovi principi o emendamenti che sono stati emessi ma non ancora in vigore.

Al 31 dicembre 2025, gli organi competenti dell'Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione dei seguenti principi e modifiche, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026:

  • emendamenti all'IFRS 9 e all'IFRS 7 “Classification and Measurement of Financial Instruments”;
  • emendamenti all'IFRS 9 e all'IFRS 7 “Contracts Referencing Nature-Dependent Electricity”;
  • “Ciclo annuale di miglioramenti ai principi contabili IFRS – Volume 1”.

Il Gruppo sta analizzando gli emendamenti e le modifiche indicati valutando se la loro adozione avrà un impatto sul bilancio consolidato.

In data 13 febbraio 2026, è stato omologato il principio IFRS 18 “Presentation and Disclosure in Financial Statements”, che sostituisce lo IAS 1. Per migliorare la comparabilità e la trasparenza dei bilanci, il nuovo principio contabile IFRS 18 prevede:

a) relativamente al conto economico, la classificazione di tutti i costi ed i ricavi all'interno di cinque categorie: operativa, investimento, finanziamento, imposte sul reddito ed attività operative cessate, di cui le prime tre sono nuove;
b) relativamente al rendiconto finanziario, il risultato operativo (e non il risultato netto) quale punto di partenza per l'applicazione del metodo indiretto ai fini della presentazione del flusso di cassa generato dall'attività operativa;
c) relativamente alla nota integrativa, l'inclusione degli indicatori di performance definiti dal management (Management Performance Measures), corredati delle relative riconciliazioni con lo schema di conto economico.

Il principio contabile IFRS 18 entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2027, con la necessità di riesposizione dei valori dell'esercizio precedente.

Il Gruppo ha avviato le attività di analisi per individuare gli ambiti interessati dalle nuove disposizioni ed i relativi impatti.

Alla data di riferimento del presente bilancio consolidato, gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione dei seguenti principi ed emendamenti, che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2027:


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  • principio IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures”;
  • emendamenti allo IAS 21 “Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency”.

Il Gruppo sta analizzando gli emendamenti ed i principi contabili indicati non ancora omologati e valutando se la loro adozione avrà un impatto significativo sul bilancio consolidato.

5. Utilizzo di stime

La redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della Direzione l’effettuazione di valutazioni discrezionali e stime contabili che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull’informativa di bilancio. I risultati consuntivi potrebbero differire da tali stime. Le stime e le ipotesi sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflesse immediatamente a conto economico.

Qui di seguito sono presentate le ipotesi riguardanti il futuro e le stime effettuate alla data di chiusura del bilancio, che potrebbero produrre, in futuro, rettifiche significative ai valori di bilancio delle attività e passività, dei costi e dei ricavi.

Ricavi

La determinazione dei ricavi di competenza a fine anno della B.U. Retail si basa su stime di consumo del gas da parte degli utenti valorizzate alle tariffe unitarie vigenti alla data di redazione del bilancio. Queste stime sono influenzate dall’ultima data di lettura effettiva e si basano su assunzioni ed algoritmi di calcolo che interessano anche i sistemi informativi.

Attività mineraria

Le riserve di idrocarburi indicano i volumi stimati di petrolio, gas naturale e condensati che si prevede possano essere commercialmente recuperati da giacimenti noti a partire da una certa data in avanti, nelle condizioni economiche e tecniche esistenti e con la normativa di legge vigente.

La valutazione delle riserve di idrocarburi si basa su metodi di tipo ingegneristico che hanno un margine intrinseco di aleatorietà.

Le riserve certe rappresentano le quantità stimate delle riserve di idrocarburi che sulla base dei dati geologici e di ingegneria potranno con ragionevole certezza essere estratte negli anni futuri nelle condizioni tecniche ed economiche esistenti al momento della stima. Ragionevole certezza significa che è molto più probabile che le quantità di idrocarburi siano recuperate piuttosto che non lo siano. Il relativo progetto di sviluppo deve essere iniziato oppure l’operatore deve essere ragionevolmente certo che inizierà entro un tempo ragionevole.

Le riserve probabili rappresentano le quantità stimate addizionali delle riserve di idrocarburi che hanno minore certezza di essere recuperate rispetto alle riserve certe, ma che insieme alle riserve certe hanno la stessa probabilità di essere recuperate o non esserlo.

Nonostante esistano autorevoli linee guida sui criteri ingegneristici e geologici che devono essere rispettati affinché le riserve possano essere classificate come certe o probabili, l’accuratezza delle stime delle riserve dipende dalla quantità delle informazioni disponibili e dall’interpretazione e dal giudizio che di queste dà la Direzione. La produzione di idrocarburi effettivamente estratta dai pozzi e le analisi di giacimento successive possono comportare delle revisioni significative in aumento o diminuzione. Anche i cambiamenti dei prezzi degli idrocarburi possono avere un effetto sul valore delle riserve certe rispetto alla stima iniziale. Conseguentemente la stima delle riserve potrebbe differire in maniera significativa rispetto alle quantità di idrocarburi che saranno effettivamente estratte. Le stime dei

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volumi delle riserve sono state elaborate secondo le risultanze rinvenienti dalle perizie di primari esperti indipendenti.

Le stime delle riserve sono utilizzate nella determinazione degli ammortamenti e del valore recuperabile delle immobilizzazioni materiali e immateriali della Business Unit E&P, inclusi i costi capitalizzati di smantellamento e ripristino siti.

Le aliquote di ammortamento delle attività di estrazione di idrocarburi in base al metodo delle unità di prodotto sono definite rapportando la quantità estratta nell'esercizio alla quantità di riserve estraibili stimata giacente all'inizio dell'esercizio. Assumendo la costanza delle altre variabili, un aumento delle riserve certe stimato per singolo giacimento riduce la quota di ammortamento a carico del periodo e viceversa.

Le stime delle riserve sono utilizzate anche nel calcolo dei flussi di cassa futuri delle attività di estrazione di idrocarburi che rappresentano un elemento fondamentale per verificare, ove ne ricorrano i presupposti, il valore recuperabile delle attività minerarie e determinare l'ammontare dell'eventuale svalutazione e/o ripristino di valore.

Perdita di valore di attività non finanziarie

Ad integrazione del paragrafo Perdita di valore di attività non finanziarie riportato nell'ambito dei Criteri di valutazione, in specifico riferimento all'utilizzo delle stime, si precisa quanto segue.

La recuperabilità delle attività non finanziarie è verificata quando eventi o modifiche delle circostanze fanno ritenere che il valore di iscrizione in bilancio non sia recuperabile. Gli eventi che possono determinare una svalutazione di attività non finanziarie sono variazioni nei piani industriali, variazioni nei prezzi di mercato che possono determinare minori performance operative, ridotto utilizzo degli impianti e, per gli asset minerari, significative revisioni in negativo delle stime delle riserve certe e probabili o incrementi significativi delle stime dei costi di sviluppo e produzione.

La decisione se procedere a una svalutazione e la quantificazione della stessa dipendono dalle valutazioni della Direzione su fattori complessi e altamente incerti, tra i quali, l'evoluzione dei prezzi delle commodity, l'evoluzione dei tassi di attualizzazione, le previsioni in merito ai costi di sviluppo e produzione, l'impatto dell'inflazione e dell'evoluzione tecnologica, le previsioni sui profili produttivi e sulle condizioni della domanda e dell'offerta, gli impatti delle modifiche normative e regolamentari, ecc.

I flussi di cassa attesi utilizzati per la determinazione del valore recuperabile sono quantificati alla luce delle informazioni disponibili al momento della stima sulla base di giudizi soggettivi sull'andamento di variabili future – quali i prezzi, i costi, i tassi di crescita della domanda, i profili produttivi – e sono attualizzati utilizzando un tasso che tiene conto del rischio inerente all'attività interessata.

Nel caso dell'attività mineraria, in particolare, i flussi di cassa attesi sono stimati tenendo conto principalmente delle riserve certe sviluppate e non sviluppate e delle riserve probabili, nonché, tra l'altro, dei costi attesi per le riserve sviluppate e da sviluppare e delle imposte sulla produzione. Ove appropriato, sulla base dei fatti e circostanze, i flussi di cassa attesi sono stimati dalla Direzione tenendo anche conto della probabilità associata allo status della riserva stessa.

Smantellamento e ripristino di siti

Gli obblighi derivanti dallo smantellamento delle attività materiali e del relativo ripristino ambientale comportano la rilevazione di significative passività. Tali passività riflettono la stima dei costi che il Gruppo dovrà sostenere per tali obblighi in conformità alle obbligazioni legali o implicite del settore di riferimento. La valutazione delle passività connesse ai costi futuri di smantellamento e di ripristino è un processo complesso basato su ipotesi e criteri tecnici e metodologici validati periodicamente anche

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da esperti indipendenti oltre che su valutazioni che richiedono il giudizio e l'apprezzamento della Direzione nella valutazione delle passività da sostenere e della tempistica di effettuazione di tali interventi.

I costi di smantellamento e ripristino siti sono influenzati dalla complessità tecnologica e dalle specifiche tematiche ambientali del settore. Spesso tali obblighi non sono compiutamente normati da leggi, regolamenti amministrativi o clausole contrattuali e risentono del costante aggiornamento delle tecniche e dei relativi costi, di smantellamento e ripristino, nonché dell'evoluzione della sensibilità politica e pubblica in materia di salute e tutela ambientale.

Il fondo smantellamento e ripristino siti è calcolato sulla base di stime interne, che includono assunzioni basate sull'attuale situazione economica e ritenute ragionevoli per la finalità di stimare la passività futura. Periodicamente, la stima del fondo rischi è rivista per riflettere variazioni significative nelle assunzioni, quali le tempistiche stimate delle attività da eseguire e le relative stime dei costi da sostenere nonché dei tassi di attualizzazione adottati. Tuttavia, i costi di smantellamento e ripristino siti che saranno effettivamente sostenuti dipenderanno da prezzi di mercato e condizioni di mercato futuri. Inoltre, la tempistica delle attività di smantellamento e ripristino siti dipenderà dal momento in cui i campi di produzione non saranno più economicamente produttivi, condizione che a sua volta riflette l'entità delle riserve di idrocarburi economicamente estraibili e i relativi profili di produzione dei siti.

Passività ambientali

Così come le altre società operanti nel settore, il Gruppo Gas Plus è soggetto a numerose leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente a livello comunitario, nazionale, regionale e locale. I costi relativi alle passività ambientali sono accantonati allorché sia probabile l'esistenza di una passività onerosa ed il suo ammontare possa essere stimato attendibilmente.

Gas Plus attualmente non ritiene che vi possano essere effetti negativi particolarmente significativi sul bilancio dovuti all'eventuale mancato rispetto della normativa ambientale. Tuttavia, non può essere escluso con certezza che Gas Plus possa incorrere in costi o passività perché, allo stato attuale delle conoscenze, è impossibile prevedere gli effetti dei futuri sviluppi tenendo conto dei seguenti aspetti:

  • la possibilità che emergano delle contaminazioni in relazione alle quali venga accertata la responsabilità della società del Gruppo eventualmente interessata in ordine agli oneri di bonifica e ripristino;
  • gli eventuali effetti di nuove leggi e regolamenti per la tutela dell'ambiente;
  • gli effetti di eventuali innovazioni tecnologiche per il risanamento ambientale;
  • la possibilità di controversie e la difficoltà di determinare le eventuali conseguenze, anche in relazione alla responsabilità di altri soggetti e ai possibili indennizzi.

Fair value degli strumenti finanziari

Quando il fair value di un'attività o passività finanziaria rilevata nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria non può essere derivato da un mercato attivo, viene determinato utilizzando diverse tecniche di valutazione, incluso il modello dei flussi di cassa attualizzati. Gli input inseriti in questo modello sono rilevati dai mercati osservabili, ove possibile, ma qualora non sia possibile, è richiesto un certo grado di stima per definire il fair value. Le stime includono considerazioni su variabili quali il rischio di liquidità, il rischio di credito e volatilità. I cambiamenti nelle assunzioni su questi elementi potrebbero avere un impatto sul fair value dello strumento finanziario rilevato.

Durata e valore residuo degli impianti di distribuzione di gas naturale in regime di concessione

L'attività di distribuzione del gas naturale è svolta in regime di concessione, tramite affidamento del servizio da parte degli Enti pubblici locali. Relativamente alla durata delle concessioni, il D.Lgs. 164/00 ha stabilito il termine "ope legis" degli affidamenti entro il 31 dicembre 2012.

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Con l'art. 46-bis del D.L. 159/07, il Legislatore ha istituito, in sostituzione delle gare d'ambito per singolo Comune, le gare per ambiti territoriali minimi (ATEM), delegando al Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) i decreti attuativi. In applicazione alla delega ricevuta, il MISE ha approvato nel corso del 2011 i decreti con la definizione degli ambiti di gara (n. 177) nonché la loro formulazione con l'elenco dei Comuni appartenenti a ciascun ambito. In aggiunta e in completamento del quadro normativo il MISE ha approvato il Decreto Occupazione e il Decreto Criteri contenente le regole comuni per lo svolgimento delle gare d'ambito, nonché lo scadenziario delle stesse (previsto in 42 mesi e successivamente più volte prorogato).

Con il Decreto Legislativo 93/2011, le gare per l'affidamento del servizio di distribuzione gas sono ammesse solo per Ambito Territoriale; pertanto, nelle more della definizione degli aspetti propedeutici la gara d'ambito, i gestori continuano ad erogare il servizio, anche oltre la scadenza naturale e/o ope legis concordata.

L'anno 2013, dopo che nel 2012 erano stati approvati il Contratto di Servizio Tipo (Delibera n. 514/12) e lo schema di raccolta dei dati di consistenza (Delibera n. 532/12), ha visto l'approvazione del Decreto Legge 145/2013 (poi convertito, drasticamente modificato, in Legge n. 9 del 21.2.2014), in base al quale, in assenza di specifiche previsioni contrattuali, il valore di rimborso degli impianti viene calcolato in base alle Linee Guida del Ministero dello Sviluppo Economico con il D.M. del 22.5.2014. Nel corso del 2015, il quadro normativo ha visto l'approvazione del DM n. 106 del 20.05.2015, con il quale il Ministero ha approvato le modifiche al DM 226/11 (Decreto Criteri), recependo - in tal modo - le modifiche introdotte dalle Linee Guida approvate nel 2014 (oltre ad ulteriori modifiche che interessano la procedura delle future gare d'ATEM).

In aggiunta ai precedenti slittamenti stabiliti dal Decreto Legge n. 192/2014 (Milleproroghe 2015), sono state approvate le proroghe (12/14 mesi) con il Decreto Legge n. 210/2015 (Milleproroghe 2016, convertito in Legge n. 21/2016) dei termini di scadenza per la pubblicazione dei bandi gara che sono tutti scaduti. Con analogo provvedimento sono state eliminate le possibili sanzioni in capo agli Enti Locali nel caso di ritardo nell'iter di emanazione dei bandi di gara.

Infine, si segnala che, con l'approvazione del DDL Concorrenza 2022 (Legge n. 118/2022), il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica ha il compito di aggiornare il D.M. 226/2011, con particolare riferimento ai criteri di valutazione degli interventi di innovazione tecnologica previsti dal piano di sviluppo degli impianti. Sempre con il DDL Concorrenza viene riconosciuto anche agli Enti Locali il valore di rimborso degli impianti di proprietà degli stessi calcolato attraverso l'applicazione delle Linee Guida.

In vista delle prossime gare d'ambito al gestore uscente, a fronte della cessione delle proprie reti di distribuzione, sarà riconosciuto un indennizzo definito in base ai criteri della stima industriale. In relazione alle stime effettuate dagli Amministratori in sede di determinazione del criterio di ammortamento, il valore netto contabile dei beni alla scadenza della concessione non dovrebbe risultare superiore al predetto valore industriale.

6. Informativa di settore

I settori oggetto di informativa riflettono i settori operativi del Gruppo che sono periodicamente sottoposti a revisione da parte della Direzione aziendale per le decisioni operative strategiche, l'allocazione di risorse e la valutazione dei risultati, ossia le cui informazioni sono considerate utili per i lettori del bilancio consolidato ai sensi dell'IFRS 8.

L'informativa primaria di Gruppo è per settori di attività.

Le attività nelle quali il Gruppo opera e che costituiscono l'informativa per il settore primario sono:

  • esplorazione e produzione di idrocarburi (Business Unit E&P);

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  • distribuzione di gas naturale (Business Unit Network);
  • vendita a clienti finali (Business Unit Retail);
  • altre attività: include il settore stoccaggio di idrocarburi (Business Unit Storage), attività in fase di start up, e le funzioni comuni ed i servizi centralizzati della holding.

Ai fini della presente nota per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il settore di attività “stoccaggio di idrocarburi” (per la gestione del quale nel 2006 il Gruppo aveva costituito la società Gas Plus Storage S.r.l.) non è ancora ritenuto significativo in quanto, in funzione della complessità tecnica e dei necessari iter autorizzativi, il settore è tuttora in fase di avviamento e non consuntiva significativi valori economici e patrimoniali.

La struttura direzionale ed organizzativa del Gruppo riflette essenzialmente il settore primario per attività di business.

I prezzi di trasferimento applicati alle transazioni tra i settori relativi allo scambio di beni, prestazioni e servizi sono regolati secondo le usuali condizioni praticate dal mercato.

Le seguenti tabelle presentano l'informativa di settore primario per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024:

Informativa di settore primario, per attività (Esercizio 2025)

Exploration & Production Network Retail Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato
Informazioni di natura economica
Vendite a clienti 115.336 11.295 40.988 80 167.699
Vendite infrasettoriali 13.009 5.649 1.219 4.734 (24.611) -
Totale ricavi 128.345 16.944 42.207 4.814 (24.611) 167.699
EBITDA 70.042 9.694 2.624 (3.529) - 78.831
Ammortamenti (39.852) (4.670) (61) (342) - (44.925)
Ripristini di valore (svalutazioni) 679 - - - - 679
Altri ricavi e proventi (**) 1.957 - - - - 1.957
EBIT 32.826 5.024 2.563 (3.871) - 36.542
Proventi e (oneri) diversi - - - - - -
Risultati operativi di settore 32.826 5.024 2.563 (3.871) - 36.542
Oneri finanziari netti (8.207)
Utile prima delle imposte e degli interessi di minoranza 28.335
Imposte sul reddito (8.568)
Utile netto dell'esercizio 19.767
Attività e passività
Attivo immobilizzato 310.800 71.836 (1.509) 278.948 (274.737) 385.338
Capitale circolante (2.899) 2.072 (2.166) 3.376 (240) 143
Fondi netti ed altre passività (127.193) (1.559) (575) (3.616) - (132.943)
(Posizione) / Indebitamento finanziario netto (57.609) (18.994) (7.711) 89.850 - 5.536
Altre informazioni di settore
Investimenti in immobilizzazioni materiali 20.833 67 - 75 20.975
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (*) 1 2.844 12 3 2.860
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali (20.541) (123) (3) (62) (20.729)
Ammortamenti diritto d'uso (4.769) (250) (45) (271) (5.335)
Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali (*) (14.016) (4.297) (13) (9) (18.335)
Ripristini di valore (svalutazioni) delle attività non correnti 679 - - - 679
Attività di esplorazione 526 - - - 526
  • Esclusa attività di esplorazione
    ** Riaddebito JV della quota dei costi dei contratti di noleggio di competenza dei terzi partner

111


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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Informativa di settore primario, per attività (Esercizio 2024)

Exploration & Production Network Retail Altre attività Rettifiche ed elisioni Totale consolidato
Informazioni di natura economica
Vendite a clienti 80.538 11.563 43.140 86 - 135.327
Vendite infrasettoriali 3.552 6.063 1.400 4.176 (15.191) -
Totale ricavi 84.090 17.626 44.540 4.262 (15.191) 135.327
EBITDA 36.090 8.850 7.542 (2.350) - 50.132
Ammortamenti (18.289) (4.930) (70) (367) - (23.656)
Ripristini di valore (svalutazioni) 8.475 - - - - 8.475
EBIT 26.276 3.920 7.472 (2.717) - 34.951
Proventi e (oneri) diversi - - - (5.091) - (5.091)
Risultati operativi di settore 26.276 3.920 7.472 (7.808) - 29.860
Oneri finanziari netti (9.698)
Utile prima delle imposte e degli interessi di minoranza 20.162
Imposte sul reddito (7.615)
Utile netto dell'esercizio 12.547
Attività e passività
Attivo immobilizzato 315.824 73.060 (1.777) 277.983 (273.709) 391.381
Capitale circolante (4.238) 4.185 144 (3.234) (386) (3.529)
Fondi netti ed altre passività (125.932) (1.512) (384) (5.105) - (132.933)
(Posizione) / Indebitamento finanziario netto (52.504) (15.161) (6.515) 98.007 - 23.827
Altre informazioni di settore
Investimenti in immobilizzazioni materiali 10.744 156 - 190 11.090
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (*) - 2.848 2 9 2.859
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali (11.366) (114) (4) (59) (11.543)
Ammortamenti diritto d'uso (1.222) (260) (46) (293) (1.821)
Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali (*) (5.346) (4.556) (20) (15) (9.937)
Ripristini di valore (svalutazioni) delle attività non correnti 8.475 - - - 8.475
Attività di esplorazione 355 - - - 355

*Esclusa attività di esplorazione

Grazie all'avvio della produzione nei giacimenti gas in Romania avvenuta a metà giugno 2022, a partire dall'esercizio 2022 l'attività della Business Unit E&P si svolge sia sul territorio nazionale che all'estero. Pertanto, nella seguente tabella, per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 2024, viene presentata l'informativa di settore secondario per settori geografici di tale Business Unit:


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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Informativa di settore secondario, per area geografica Business Unit E&P (Esercizio 2025)

Italia Estero Business Unit E&P
Informazioni di natura economica
Vendite a clienti 71.292 44.044 115.356
Vendite infrasettoriali 13.009 - 13.009
Totale ricavi 84.301 44.044 128.345
EBITDA 45.397 24.645 70.042
Ammortamenti (31.165) (8.687) (39.852)
Ripristini di valore e (svalutazioni) 679 - 679
Altri ricavi e proventi (**) 1.957 - 1.957
EBIT 16.868 15.958 32.826
(Oneri) e proventi diversi - - -
Risultati operativi per area geografica 16.868 15.958 32.826
Attività e passività
Attivo immobilizzato 289.548 21.251 310.800
Capitale circolante (3.957) 1.058 (2.899)
Fondi netti ed altre passività (119.328) (7.865) (127.193)
(Posizione finanziaria netta) / Indebitamento finanziario netto (42.350) (15.259) (57.609)
Altre informazioni di settore
Investimenti in immobilizzazioni materiali 19.467 1.366 20.833
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (*) 1 - 1
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali (13.134) (7.407) (20.541)
Ammortamento diritto d'uso (4.397) (372) (4.769)
Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali (*) (13.292) (724) (14.016)
Ripristini di valore (svalutazioni) delle attività non correnti 679 - 679
Attività di esplorazione 342 184 526
  • Esclusa attività di esplorazione
    ** Riaddebito JV della quota dei costi dei contratti di noleggio di competenza dei terzi partner

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O

Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Informativa di settore secondario, per area geografica Business Unit E&P (Esercizio 2024)

Italia Estero Business Unit E&P
Informazioni di natura economica
Vendite a clienti 42.192 38.346 80.538
Vendite infrasettoriali 3.552 - 3.552
Totale ricavi 45.744 38.346 84.090
EBITDA 14.138 21.952 36.090
Ammortamenti (9.782) (8.507) (18.289)
Ripristini di valore e (svalutazioni) 8.475 - 8.475
EBIT 12.830 13.446 26.276
(Oneri) e proventi diversi - - -
Risultati operativi per area geografica 12.830 13.446 26.276
Attività e passività
Attivo immobilizzato 286.319 29.505 315.824
Capitale circolante (5.496) 1.258 (4.238)
Fondi netti ed altre passività (119.455) (6.477) (125.932)
(Posizione finanziaria netta) / Indebitamento finanziario netto (38.876) (13.628) (52.504)
Altre informazioni di settore
Investimenti in immobilizzazioni materiali 9.672 1.072 10.744
Investimenti in immobilizzazioni immateriali (*) - - -
Ammortamenti delle immobilizzazioni materiali (4.261) (7.105) (11.366)
Ammortamento diritto d'uso (727) (495) (1.222)
Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali (*) (4.596) (750) (5.346)
Ripristini di valore (svalutazioni) delle attività non correnti 8.475 - 8.475
Attività di esplorazione 198 157 355
  • Esclusa attività di esplorazione

7. Impairment test ai sensi dello IAS 36

Il Gruppo effettua il test d'impairment al termine di ciascun esercizio e, comunque, tutte le volte in cui si presentano indicatori di possibili perdite di valore delle proprie attività non correnti.

Il test d'impairment del Gruppo si basa sulla stima del valore d'uso. Come riportato in precedenza, le cash generating unit (CGU) sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come attività che generano flussi di cassa in entrata indipendenti derivanti dall'utilizzo continuativo delle stesse.

Il test d'impairment al 31 dicembre 2025 ha riguardato le CGU della B.U. E&P operanti in Italia. In particolare, l'analisi recuperabilità è stata effettuata su n. 21 CGU della suddetta Business Unit.

Per quanto concerne le CGU delle restanti Business Unit si segnala invece quanto segue:

  • Business Unit Network: il valore di iscrizione in bilancio dei relativi assets risulta inferiore alla stima degli indennizzi che dovranno essere riconosciuti al gestore uscente in caso di mancata assegnazione delle singole gare d'ambito. Non sono pertanto emersi indicatori che richiedessero l'effettuazione di test di impairment;

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

  • Business Unit Retail: la Business Unit non ha attività non correnti da assoggettare a test di impairment;
  • Business Unit Altre attività: la Business Unit comprende le attività relative alle funzioni comuni e ai servizi centralizzati della Capogruppo e le iniziative relative all'attività di stoccaggio gas, attualmente in fase di start up, con una limitata esposizione ai rischi di mercato e con un valore di carico delle attività materiali non rilevante. La Business Unit non ha pertanto attività non correnti da assoggettare a test di impairment.

Di seguito vengono pertanto commentati i risultati dei test di impairment e le analisi di sensitività effettuate sulle CGU della Business Unit E&P per le relative attività in Italia.

A livello generale, nel 2025, si sono registrati segnali di miglioramento relativamente ad alcuni indicatori esterni di possibili perdite di valore (sono rimasti, ad esempio, su livelli contenuti sia i tassi di interesse bancari, che si riflettono sul tasso di attualizzazione, sia il tasso di inflazione), anche se sono rimasti fattori di incertezza geopolitica (derivanti soprattutto dal perdurare del conflitto tra Russia e Ucraina, dai nuovi conflitti in Medio Oriente e dalle politiche economiche statunitensi). In questo contesto i prezzi degli idrocarburi, seppur in calo rispetto al 2022 ed in un quadro di forte incertezza, sono rimasti su livelli elevati, anche nelle previsioni di medio e lungo periodo, e sono stati in grado di compensare gli indicatori di impairment esterni.

Le società della Business Unit E&P Italia (Gas Plus Italiana S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l.), avendo tuttavia iscritte in bilancio immobilizzazioni in corso e immobilizzazioni il cui valore di carico scontava precedenti svalutazioni, hanno ritenuto di rivedere le proprie precedenti valutazioni. I risultati di tale processo sono stati recepiti nel bilancio consolidato, adottando le rettifiche dovute ai differenti principi contabili adottati nei bilanci separati delle controllate (OIC) e nel bilancio consolidato (IAS).

Relativamente alle singole CGU che sono attualmente in produzione e/o che il Gruppo intende attualmente riavviare alla produzione è stato aggiornato il valore d'uso delle relative attività considerando i flussi di cassa attesi delle concessioni di coltivazione sulla base delle previsioni di sfruttamento lungo la vita utile residua delle stesse. Tali flussi tengono conto del Budget 2026 del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 31 marzo 2026, e per i periodi successivi delle previsioni del management.

Le principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa sono state le seguenti:

  • l'adozione di uno scenario energetico che, rispetto a quello adottato nel 2024, riflette un aumento dei prezzi del gas negli anni 2026-2027, come si registra tuttora sul mercato del gas, ed un livello più basso nei successivi periodi;
  • la considerazione dei soli profili di produzione risultanti dall'ultima perizia dell'esperto indipendente in merito alle riserve già sviluppate e da sviluppare (ossia rese disponibili con i nuovi investimenti nelle concessioni) che si prevede continueranno ad essere utilizzate;
  • l'adozione, da parte del management, di valutazioni in merito ai costi operativi, agli oneri di abbandono e ripristino siti, agli investimenti, coerenti anche in ordine alle principali linee di indirizzo di transizione energetica;
  • la determinazione di royalties ed imposte sulla base delle normative vigenti alla data di riferimento.

Per attualizzare i flussi, così determinati, è stato innanzitutto calcolato il costo medio ponderato del capitale investito (WACC) pre-imposte del 8,29% (equivalente ad un tasso post-imposte del 6,30%), in lieve riduzione rispetto al corrispondente tasso del precedente esercizio pari al 8,65% (equivalente

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

ad un tasso post-imposte del 6,57%). Rispetto al 2024, il WACC ha evidenziato una lieve riduzione del costo del debito, del tasso risk free e del Beta levered.

In coerenza con i flussi di cassa stimati, esposti al netto dell'inflazione, tale tasso è stato poi espresso in termini reali, ossia al netto dell'inflazione di lungo periodo (ipotizzata pari al 2%), assumendo il valore pre-imposte del 6,16% (equivalente ad un tasso post-imposte del 4,21%).

A seguito dei test sono state rilevate svalutazioni per Euro 4.899 e ripristini di valore per Euro 5.578 relativamente alle attività di alcune concessioni di coltivazione della Business Unit E&P Italia.

Al fine di supportare le analisi risultanti dal test di impairment sono state effettuate alcune analisi di sensitività che hanno riguardato, in particolare, l'ipotesi di un aumento del WACC (espresso in termini reali) di un punto percentuale e la riduzione di 5 punti percentuali della curva dei prezzi.

Nell'ipotesi di aumento del WACC nella misura sopra esposta le riprese di valore si sarebbero ridotte da 5,6 milioni di euro a 2,7 milioni di euro mentre le svalutazioni sarebbero aumentate da 4,9 milioni di euro a 5,5 milioni di euro.

Nell'ipotesi di riduzione della curva dei prezzi nella misura del 5% per ogni anno le riprese di valore si sarebbero ridotte da 5,6 milioni di euro a 1,8 milioni di euro mentre le svalutazioni sarebbero aumentate da 4,9 milioni di euro a 6,8 milioni di euro.

Per quanto concerne gli eventuali effetti del rischio climatico il management ha ritenuto che non fossero significativi per le attività del Gruppo in quanto:

  • il gas metano è attualmente considerato un elemento fondamentale per accompagnare il sistema energetico verso la de-carbonizzazione, riducendo di conseguenza le emissioni di gas serra e mitigando gli effetti del cambiamento climatico;
  • il Gruppo, che opera prevalentemente nel settore del gas, sulla base delle attuali previsioni di esplorazione e sfruttamento prevede di utilizzare entro il 2035 circa l'80% delle riserve gas dei siti che attualmente sono state accertate e sono in produzione e/o si prevede saranno messe in produzione. Tale periodo rientra in quello generalmente previsto per la transizione energetica individuato negli accordi di Parigi. L'effetto delle eventuali mancate produzioni nei periodi successivi al 2035, se non sarà più consentita, è pertanto di entità contenuta;
  • il Gruppo non ha individuato altre attività, oltre a quelle già svalutate nel 2020, suscettibili di essere abbandonate o cedute a fronte del rischio di riposizionamento strategico connesso alla decarbonizzazione, alla transizione energetica o al rischio climatico.

In merito all'avviamento iscritto nel bilancio consolidato (Euro 884), di entità non significativa, si segnala che lo stesso è emerso, nel 2019, in occasione dell'acquisizione di Rete Gas Fidenza S.r.l. (attualmente incorporata in GP Infrastrutture S.r.l.) che gestiva il servizio di distribuzione gas metano nel comune di Fidenza - PR - (oltre 12.500 pdr) ed era proprietaria dei relativi impianti.

La relativa concessione di distribuzione è attualmente inclusa nella CGU ATEM Parma ed il valore netto contabile di bilancio degli assets di tale CGU, incluso l'avviamento, risulta tuttora ampiamente inferiore alla stima del valore dell'indennizzo che verrà riconosciuto al gestore in caso di mancata assegnazione della gara d'ambito. A fine 2025, la stima di tale indennizzo risultava infatti superiore di circa 6 milioni di euro rispetto al valore netto contabile di bilancio degli assets di tale CGU, incluso l'avviamento.

Relativamente all'ATEM di Parma si segnala che non è stato tuttora avviato l'iter per la raccolta dati

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

necessaria alla stesura del bando di gara. Gli impianti del Gruppo (tra cui quello del comune di Fidenza) ricadenti nel suddetto ATEM continueranno pertanto ad essere gestiti in regime di prorogatio per un periodo che si stima non possa essere inferiore ad almeno due anni.

Infine, l'analisi dei risultati economici della controllata (Rete Gas Fidenza S.r.l.), intestataria della suddetta concessione, ha evidenziato, dalla data di acquisizione e sino all'incorporazione in GP Infrastrutture S.r.l. avvenuta a fine 2024, un andamento positivo e il costante conseguimento di un utile netto.

Non sono emersi pertanto al momento indicatori che possano far dedurre un'eventuale perdita di valore dell'avviamento iscritto in bilancio.

8. Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari hanno un valore netto di Euro 125.145 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:

Terreni Fabbricati Impianti e macchinari (E&P) Attrezzature industriali e commerciali Altri beni Immobilizzazioni in corso e acconti Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 9.201 1.819 57.390 48 316 57.673 126.447
Investimenti 40 - 377 61 174 10.438 11.090
Ammortamenti - (122) (11.296) (18) (107) - (11.543)
Alienazioni (191) - - - - - (191)
Altre variazioni - - 8 (2) - (13) (7)
Saldo finale netto 9.050 1.697 46.479 89 383 68.098 125.796
Saldo finale lordo 9.050 3.693 205.770 526 5.639 77.056 301.734
Fondo ammortamento e Svalutazioni - (1.996) (159.291) (437) (5.256) (8.958) (175.938)
Saldo finale netto 9.050 1.697 46.479 89 383 68.098 125.796
Terreni Fabbricati Impianti e macchinari (E&P) Attrezzature industriali e commerciali Altri beni Immobilizzazioni in corso e acconti Totale
--- --- --- --- --- --- --- ---

31 dicembre 2025

Saldo iniziale netto 9.050 1.697 46.479 89 383 68.098 125.796
Investimenti 17 - 7.118 41 74 13.725 20.975
Ammortamenti - (122) (20.475) (16) (116) - (20.729)
Alienazioni - - - - - - -
Altre variazioni (8) - 47.995 - - (48.884) (897)
Saldo finale netto 9.059 1.575 81.117 114 341 32.939 125.145
Saldo finale lordo 9.059 4.523 253.708 499 4.666 39.412 311.867
Fondo ammortamento e Svalutazioni - (2.948) (172.591) (385) (4.325) (6.473) (186.722)
Saldo finale netto 9.059 1.575 81.117 114 341 32.939 125.145

Nell'esercizio 2025, la voce si decrementa per complessivi Euro 651 principalmente per l'effetto congiunto:

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

  • degli investimenti per Euro 20.975 prevalentemente riferiti all’inizio dei lavori di adeguamento della centrale di trattamento gas di San Potito nella concessione “Longanesi”;
  • degli ammortamenti per Euro 20.729 riferiti quasi esclusivamente ad attività di estrazione della Business Unit E&P.

Nel corso dell’anno, grazie all’inizio della produzione nella concessione “Longanesi” tramite le prove di esercizio di lunga durata, sono stati riclassificati dalla voce “Immobilizzazioni in corso ed acconti” alla voce “Impianti e macchinari (E&P)” i costi sostenuti negli esercizi precedenti per la realizzazione dei pozzi di perforazione, della rete di raccolta e monitoraggio e delle vasche di laminazione complessivamente per Euro 46.818, con un ammortamento nel periodo per Euro 8.044.

Gli investimenti relativi alle attività di estrazione (impianti e macchinari E&P) presenti nell’attivo patrimoniale sono ammortizzati con il metodo dell’unità di prodotto dal momento in cui viene iniziata la produzione di idrocarburi. Con tale metodo l’aliquota di ammortamento è individuata rapportando la quantità estratta nel corso dell’esercizio alla quantità di riserve certe estraibili stimata giacente all’inizio dell’esercizio, con riferimento all’insieme che realizza una correlazione diretta tra investimenti e riserve. I profili di produzione attesa, così come le stime dei volumi delle riserve certe estraibili, sono stati elaborati secondo le risultanze rinvenienti dalle perizie di primari esperti indipendenti. Gli immobili, impianti e macchinari completamente ammortizzati sono di trascurabile entità e si riferiscono principalmente alle categorie attrezzature industriali e commerciali ed agli altri beni.

9. Diritti d’uso

I diritti d’uso hanno un valore netto di Euro 21.772 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:

Software Terreni Fabbricati Impianti e macchinari (E&P) Altri beni Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 88 11.574 1.994 29 - 13.685
Nuovi contratti e modifiche contrattuali - 177 682 109 53 1.021
Ammortamenti (51) (1.012) (668) (71) (19) (1.821)
Altre variazioni - (995) - - 26 (995)
Saldo finale netto 37 9.744 2.008 67 34 11.890
Saldo finale lordo 125 17.129 5.689 495 59 23.497
Fondo ammortamento e svalutazioni (88) (7.385) (3.681) (428) (25) (11.607)
Saldo finale netto 37 9.744 2.008 67 34 11.890

31 dicembre 2025

Saldo iniziale netto 37 9.744 2.008 67 34 11.890
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 57 302 2.342 17.077 53 19.831
Ammortamenti (37) 1.451 (680) (6.044) (25) (5.335)
Altre variazioni - (4.614) - - - (4.614)
Saldo finale netto 57 6.883 3.670 11.100 62 21.772
Saldo finale lordo 111 12.739 6.751 17.494 88 37.183
Fondo ammortamento e svalutazioni (54) (5.856) (3.081) (6.394) (26) (15.411)
Saldo finale netto 57 6.883 3.670 11.100 62 21.772

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

La voce diritti d'uso si riferisce principalmente a contratti di leasing aventi per oggetto la locazione di terreni ed impianti e macchinari nelle aree delle concessioni di sfruttamento minerario delle società della B.U. E&P e l'affitto di fabbricati destinati alle sedi operative e agli uffici del Gruppo.

Nel 2025, la voce si incrementa per complessivi Euro 9.882 principalmente per l'effetto congiunto:
- dei nuovi contratti di noleggio sottoscritti nell'esercizio, tra cui si evidenzia il contratto di noleggio degli impianti mobili necessari alle prove di produzione di lunga durata della concessione "Longanesi" (per Euro 16.343), e della modifica delle ipotesi circa durata e opzioni contrattuali di alcuni contratti esistenti, per complessivi Euro 19.831;
- degli ammortamenti dell'anno per Euro 5.335;
- della variazione netta negativa dei costi di smantellamento e ripristino siti relativa alla voce terreni per Euro 4.614, in conseguenza dell'aggiornamento delle ipotesi finanziarie prospettiche applicate nel corso del 2025, come meglio descritto nella successiva nota n. 24, Fondi per rischi e oneri.

10. Avviamento

L'avviamento ha un valore netto di Euro 884 al 31 dicembre 2025 (senza variazioni rispetto al 31 dicembre 2024) ed è riferito all'acquisizione della società Rete Gas Fidenza S.r.l. avvenuta nel 2019. La società acquisita, attualmente incorporata in GP Infrastrutture S.r.l., era attiva nel servizio di distribuzione gas nel territorio del Comune di Fidenza (PR) e gestiva circa n. 12.500 PdR, con oltre 200 km di condutture.

Il Gruppo ha provveduto alla verifica della recuperabilità di tale posta che dal 1° gennaio 2024 è recepita nel bilancio della società incorporante GP Infrastrutture S.r.l. senza rilevare svalutazioni da apportare al carrying amount iscritto al 31 dicembre 2025. Per una disamina sulla metodologia utilizzata per tale verifica, si rimanda alla precedente nota n. 7, Impairment test ai sensi dello IAS 36.

11. Concessioni e altre immobilizzazioni immateriali

Le immobilizzazioni immateriali hanno un valore netto di Euro 239.577 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:

Concessioni di coltivazione Costi di esplorazione Beni in concessione (IFRIC 12) Concessioni di distribuzione gas e altre Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 180.963 - 70.718 276 251.957
Investimenti - 355 2.732 127 3.214
Ammortamenti (5.331) (355) (4.385) (221) (10.292)
Ripristini di valore e (svalutazioni) 8.475 - - - 8.475
Alienazioni - - (140) (140)
Altre variazioni - - 1.373 38 1.411
Saldo finale netto 184.107 - 70.298 220 254.625
Saldo finale lordo 384.429 355 127.986 10.247 523.017
Fondo ammortamento e Svalutazioni (200.322) (355) (57.688) (10.027) (268.392)
Saldo finale netto 184.107 - 70.298 220 254.625

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Concessioni di coltivazione Costi di esplorazione Beni in concessione (IFRIC 12) Concessioni di distribuzione gas e altre Totale
31 dicembre 2025
Saldo iniziale netto 184.107 - 70.298 220 254.625
Investimenti - 526 2.700 160 3.386
Ammortamenti (14.010) (526) (4.193) (132) (18.861)
Ripristini di valore e (svalutazioni) 679 - - - 679
Alienazioni - - - - -
Altre variazioni (109) - (143) - (252)
Saldo finale netto 170.667 - 68.662 248 239.577
Saldo finale lordo 384.320 526 130.543 10.407 525.796
Fondo ammortamento e Svalutazioni (213.653) (526) (61.881) (10.159) (286.219)
Saldo finale netto 170.667 - 68.662 248 239.577

Concessioni di coltivazione

Le concessioni di coltivazione al 31 dicembre 2025 hanno un valore netto di Euro 170.667 e sono rappresentate in Italia da 39 concessioni di coltivazione e 1 istanza di concessione.

Inoltre, all'estero, il Gruppo detiene una quota del 10% nelle due concessioni di produzione Ana e Doina nel Mar Nero in Romania.

La voce concessione di coltivazione si decrementa di Euro 13.440 principalmente per l'effetto congiunto:

  • degli investimenti per complessivi Euro 3.386 principalmente relativi alla posa di nuovi tratti di rete e contatori elettronici al servizio degli impianti di distribuzione detenuti in concessione dalla società controllata GP Infrastrutture S.r.l.;
  • degli ammortamenti per Euro 18.861, principalmente relativi alle concessioni di sfruttamento minerario detenute dalle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Società Padana Energia S.r.l. e Gas Plus Dacia S.r.l. ed agli impianti di distribuzione detenuti in concessione dalla società controllata GP Infrastrutture S.r.l.;
  • dei ripristini di valore per Euro 5.578 e delle svalutazioni per Euro 4.899 relativamente alle attività di alcune concessioni della Business Unit E&P Italia, emerse in seguito alla verifica di recuperabilità del valore iscritto. Per maggiori dettagli si rimanda alla precedente nota n. 7, Impairment test ai sensi dello IAS 36.

I titoli minerari sono ammortizzati in base al metodo dell'unità di prodotto, a partire dall'avvio della produzione delle riserve di idrocarburi rapportando la quantità estratta nel corso dell'esercizio alla quantità di riserve certe e probabili estraibili stimata giacente all'inizio dell'esercizio. Il metodo applicato realizza una correlazione diretta tra investimenti e riserve. Le stime dei volumi delle riserve certe e probabili sono state elaborate secondo le risultanze rinvenienti dalla perizia di un primario esperto indipendente.

La voce concessioni di coltivazione include il valore di riserve provate e probabili in alcuni siti non ancora produttivi. Al 31 dicembre 2025, tale valore scende ad Euro 13.711 (Euro 96.271 al 31 dicembre 2024), grazie all'inizio della produzione nella concessione "Longanesi" tramite le prove di esercizio di lunga durata.

Le concessioni di coltivazione sono assoggettate a verifica della recuperabilità del relativo valore di iscrizione avendo riguardo alla conferma dell'impegno a proseguire l'attività mineraria e considerando

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

fatti e circostanze che possano evidenziare la presenza di indicatori di perdite di valore. Per maggiori dettagli si rimanda alla precedente nota n. 7, Impairment test ai sensi dello IAS 36.

Costi di esplorazione

I costi di ricerca ed esplorazione che vengono completamente ammortizzati nell'esercizio di sostenimento sono risultati pari a Euro 526 (di cui Euro 184 relativi ad attività di ricerca condotta all'estero) rispetto ad Euro 355 (di cui Euro 157 relativi ad attività di ricerca condotta all'estero) dell'esercizio 2024.

Beni in concessione (IFRIC 12)

Come già specificato nella precedente nota n. 4, Principi contabili e criteri di valutazione, in seguito all'adozione a partire dal 1° gennaio 2010 dell'IFRIC 12, Accordi per servizi in concessione, sono stati riclassificati tra le attività immateriali i fabbricati industriali e gli impianti di distribuzione detenuti in concessione dalla società controllata GP Infrastrutture S.r.l. per un importo complessivo al 31 dicembre 2024 di Euro 70.298 e al 31 dicembre 2025 di Euro 68.662.

I beni in concessione hanno presentato un decremento complessivo di Euro 1.636 da attribuire principalmente a:
- gli investimenti per complessivi Euro 2.700 principalmente relativi alla posa di nuovi tratti di rete e contatori elettronici;
- gli ammortamenti dell'esercizio per Euro 4.193.

Concessioni di distribuzione

Alla data del 31 dicembre 2025, il Gruppo Gas Plus è titolare di 40 concessioni per la distribuzione di gas nei comuni che hanno rilasciato le concessioni stesse. In alcuni casi, a fronte delle concessioni, il Gruppo Gas Plus ha pagato ai comuni un importo “una tantum”, iscritto tra le immobilizzazioni immateriali ed ammortizzato sulla base della scadenza della concessione. Al 31 dicembre 2025, tali immobilizzazioni immateriali risultano completamente ammortizzate.

In merito alla scadenza delle concessioni, è utile evidenziare che, in base alla normativa primaria (art. 24 del Decreto Legislativo n. 93/11), le scadenze “ope legis” sono state prorogate fino alla gara d'ambito. Si rimanda alla nota n. 5, Utilizzo di Stime, e alla relazione sulla gestione per maggiori dettagli.

Altre immobilizzazioni immateriali

Le altre immobilizzazioni immateriali comprendono quasi esclusivamente costi per licenze software.

12. Altre attività finanziarie

Le altre attività finanziarie (e altre attività) non correnti sono così dettagliate:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Depositi cauzionali 312 338
Anticipi per gare d'ambito 398 398
Crediti d'imposta 8 13
Totale altre attività finanziarie non correnti 718 749

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

13. Fair value (derivati finanziari attivi e passivi)

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024 non vi erano in essere attività e passività per fair value non correnti.
Al 31 dicembre 2025 le attività per fair value esclusivamente riferite a strumenti derivati correnti sono pari ad Euro 3.669. Al 31 dicembre 2024 non vi erano in essere attività per fair value correnti, ma passività per fair value, sempre relative a strumenti derivati correnti, per Euro 4.621.

Migliaia di Euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Derivati su commodity 3.669 -
Totale fair value attivo corrente 3.669 -
Migliaia di Euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Derivati su commodity - 4.621
Totale fair value passivo corrente - 4.621

Nel corso degli esercizi 2025 e 2024, la società capogruppo Gas Plus S.p.A. ha stipulato con diversi istituti di credito derivati (swap) per la copertura del rischio di oscillazione del prezzo di mercato del gas, per conto delle singole società/B.U. esposte a tale rischio.
Al 31 dicembre 2025, il fair value di tali strumenti derivati è complessivamente positivo per Euro 3.669, contro un valore complessivamente negativo di Euro 4.621 al 31 dicembre 2024.
Tutti i derivati di copertura stipulati a tale scopo nel corso degli esercizi 2025 e 2024 hanno soddisfatto i criteri per il trattamento in hedge accounting ai fini contabili.

14. Imposte sul reddito

I saldi delle voci attività per imposte anticipate e fondo imposte differite sono dettagliati nel seguente prospetto. Le descrizioni indicano la natura delle differenze temporanee.

Migliaia di Euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Imposte differite attive, relative a:
Fondo abbandono 24.360 25.294
Ammortamenti civilistici eccedenti 6.889 5.923
Svalutazioni civilistiche eccedenti 4.543 5.826
Fondo rischi 1.499 1.530
Fair value derivati in hedge accounting - 1.006
Fondo svalutazione crediti 717 677
Altro 308 296
Totale imposte differite attive 38.492 40.549
Migliaia di Euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Imposte differite passive, relative a:
Plusvalore delle concessioni di coltivazione, diritti d’uso ed impianti E&P (7.734) (8.403)
Plusvalore delle concessioni di distribuzione gas (2.379) (2.526)
Fair value derivati in hedge accounting (1.026) -
Altro (175) (308)
Totale imposte differite passive (11.314) (11.237)

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Le imposte differite attive si decrementano di Euro 2.057 ed includono principalmente le imposte anticipate accantonate sui fondi di ripristino e smantellamento siti della Business Unit E&P.

Le imposte differite passive si incrementano di Euro 77 ed includono principalmente le imposte differite relative ad alcune differenze non deducibili fiscalmente dei valori iscritti tra le concessioni di coltivazione ed i diritti d'uso della Business Unit E&P Italia e le concessioni di distribuzione della Business Unit Network.

I movimenti delle voci crediti per imposte anticipate e passività per imposte differite sono dettagliati nel seguente prospetto:

Credito per imposte anticipate Passività per imposte differite
Saldo al 1° gennaio 2025 40.549 (11.237)
Accantonamenti 5.005 (2.222)
Utilizzi (6.056) 3.227
Altre variazioni incluse nel conto economico complessivo (1.006) (1.082)
Saldo al 31 dicembre 2025 38.492 (11.314)

I saldi delle voci di crediti e debiti per imposte sul reddito correnti sono dettagliati nel seguente prospetto:

Migliaia di Euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Crediti per imposte correnti 373 421
Debiti per imposte correnti (1.017) (1.196)
Totale crediti e (debiti) per imposte sul reddito (644) (775)

I dettagli delle imposte sul reddito dell'esercizio e la riconciliazione delle imposte teoriche con le imposte effettive sono indicati nel seguente prospetto:

Imposte sul reddito dell'esercizio 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Risultato ante imposte 28.335 20.162
Aliquota teorica (IRES e IRAP) 28,82% 28,82%
Imposte teoriche (8.166) (5.811)
Effetto fiscale sulle differenze permanenti:
Costi non deducibili (435) (1.382)
Quota imponibile dividendi infragruppo (542) (615)
Altre variazioni in diminuzione 206 38
IRAP non deducibile (396) (529)
IRAP non applicata su valore della produzione estero 765 684
Imposte sul reddito dell'esercizio (8.568) (7.615)
Imposte correnti (8.522) (7.964)
Imposte differite (46) 349
Imposte sul reddito dell'esercizio (8.568) (7.615)
Aliquota effettiva d'imposta (30,24%) (37,77%)

La società capogruppo Gas Plus S.p.A. (insieme alla società incorporata durante l'anno 2025 Gas Plus International Holding S.r.l.) e le sue controllate GP Infrastrutture S.r.l., Gas Plus Italiana S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l., Gas Plus Storage S.r.l., Gas Plus Energia S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., e a partire dall'esercizio 2024, Longanesi Sviluppo S.r.l. hanno congiuntamente esercitato l'opzione per

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la tassazione di Gruppo ai sensi degli artt. 117 e seguenti del T.U.I.R. Gli obblighi e gli adempimenti inerenti ai versamenti dell'IRES di competenza delle suddette società sono pertanto assolti direttamente dalla Capogruppo, pur rimanendo ogni società responsabile della propria dichiarazione fiscale.

Si segnala che la società capogruppo Gas Plus S.p.A. ha verificato la permanenza dei requisiti per l'adozione ai sensi dell'art. 130 e seguenti del D.P.R. n. 917/86 dell'istituto del consolidato fiscale mondiale per il triennio 2024-2026 ed ha incluso nella determinazione della propria base imponibile anche i redditi conseguiti nell'esercizio 2025 dalle proprie controllate non residenti Gas Plus International B.V. e Gas Plus Dacia S.r.l.. A partire dall'anno 2024, Gas Plus S.p.A. ha valutato di escludere da tale regime fiscale la propria controllata non residente Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione, poiché di non rilevante dimensione; nel mese di giugno 2025 è stata chiusa la procedura di sua liquidazione.

Gli effetti fiscali dell'adesione al consolidato mondiale per l'esercizio 2025 sono stati pari ad un maggior carico fiscale di Euro 2.325 (contro un maggior carico fiscale complessivo di Euro 2.176 nel bilancio 2024).

15. Rimanenze

Le rimanenze, pari al 31 dicembre 2025 a Euro 3.250, si dettagliano come segue:

Migliaia di euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Gas Naturale Altre Totale Gas Naturale Altre Totale
Materie prime, sussidiarie e di consumo - 2.338 2.338 - 2.298 2.298
Prodotti finiti e merci - 1.183 1.183 287 1.271 1.558
Svalutazione magazzino - (271) (271) - (66) (66)
Totale - 3.250 3.250 287 3.503 3.790

Le rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo si riferiscono a materiali per la realizzazione e la manutenzione degli impianti di distribuzione gas e a materiali destinati all'attività di esplorazione e produzione gas.

Le rimanenze di prodotti finiti e merci si riducono per l'assenza di quantità in giacenza del gas naturale a fine 2025, che al 31 dicembre 2024 ammontavano ad Euro 287 relativamente a 0,9 milioni di standard metri cubi (MSmc) in stoccaggio presso Stoccaggi Gas Italia S.p.A. Le giacenze al 31 dicembre 2025 includono principalmente il petrolio in stoccaggio presso la concessione Mirandola.

Al 31 dicembre 2025, per allineare il valore di iscrizione delle rimanenze di greggio al valore di mercato è stato stanziato un apposito fondo svalutazione per Euro 271 (al 31 dicembre 2024 pari ad Euro 66).

16. Crediti commerciali

I crediti commerciali pari al 31 dicembre 2025 a Euro 32.423 sono dettagliati nella seguente tabella con il relativo confronto con l'esercizio precedente:


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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Crediti commerciali: 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Vendita gas naturale
Utenti civili 9.541 13.521
Utenti industriali 603 1.031
Grossisti - Italia 719 806
Gas prodotto – Italia 2.745 3.284
Gas prodotto - Estero 2.934 4.470
Vendita greggio 588 403
Trattamento gas 745 850
Distribuzione gas naturale - società di vendita 5.997 4.479
Altri 12.017 11.293
Totale crediti 35.889 40.137
Fondo svalutazione (3.466) (3.266)
Crediti commerciali netti 32.423 36.871

I crediti verso clienti riguardano prevalentemente l'attività di vendita di gas metano della B.U. Retail ad utenti finali e della B.U. E&P del gas metano di produzione in Italia (dal 1° aprile 2025, il gas di produzione è venduto al Gestore del Mercato Elettrico - GME, per la parte non assorbita dalle esigenze di approvvigionamento della B.U. Retail) e all'estero (il gas di produzione è venduto ad un primario grossista).

La movimentazione del fondo svalutazione crediti è di seguito rappresentata:

Fondo svalutazione crediti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Fondo finale anno precedente (3.266) (2.933)
Accantonamenti (313) (525)
Altre variazioni 47 19
Utilizzi 66 173
Fondo al 31 dicembre (3.466) (3.266)

Il fondo svalutazione crediti si incrementa per complessivi Euro 200 per effetto congiunto dell'accantonamento dell'anno per Euro 313, del suo rilascio per esubero per Euro 47 e degli utilizzi dell'anno per Euro 66.

17. Altri crediti

Gli altri crediti, pari al 31 dicembre 2025 a Euro 14.389, sono dettagliati nella seguente tabella con il relativo confronto con l'esercizio precedente:

Altri crediti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
IVA 4.357 1.934
Imposta di consumo 136 270
Crediti verso CSEA 1.199 1.661
Crediti verso consorzi 5.997 4.259
Crediti contributi ARERA - Progetto TEE 1.594 2.018
Note di credito da ricevere per acquisto gas - 2.767
Ratei e risconti 919 1.129
Crediti diversi 187 114
Totale altri crediti 14.389 14.152

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Gli altri crediti sono prevalentemente costituiti da crediti per imposte indirette, crediti verso consorzi relativi alle concessioni di coltivazione in cui il Gruppo, per le attività della concessione, riveste il ruolo di operatore, crediti verso società di distribuzione terze e verso la Cassa Conguaglio dei Servizi Energetici (CSEA), crediti per contributi da ricevere dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) in relazione all'importo che sarà riconosciuto alla società controllata GP Infrastrutture S.r.l. per la consegna dei certificati di efficienza energetica (TEE), secondo gli obiettivi fissati dalla stessa Autorità.

18. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono così dettagliate:

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Cassa 7 8
Conti correnti bancari 42.312 29.093
Totale 42.319 29.101

Per maggiori informazioni in relazione alle movimentazioni delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti si rimanda al prospetto di rendiconto finanziario consolidato.

19. Patrimonio netto

Di seguito si forniscono indicazioni in merito alle singole componenti di patrimonio netto:

Capitale Sociale

Nel corso degli esercizi 2025 e 2024 non vi sono state variazioni nella composizione e nel valore nominale delle azioni ordinarie della società capogruppo Gas Plus S.p.A..

Si segnala che, in data 20 dicembre 2010, l'Assemblea Straordinaria degli Azionisti della Società aveva deliberato l'eliminazione del valore nominale delle azioni con la relativa modifica all'articolo 5 dello Statuto Sociale.

Il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione negli esercizi 2025 e 2024 è pari a 44.909.620.

Il numero medio ponderato delle azioni potenziali in circolazione negli esercizi 2025 e 2024, al netto delle azioni proprie in portafoglio pari a 1.336.677 (in entrambi i periodi in esame) ed in assenza di ulteriori effetti diluitivi, è pari a 43.572.943.

Si rimanda al prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato per gli esercizi 2025 e 2024 per una descrizione quantitativa delle riserve di patrimonio netto.

Nelle seguenti note viene riportata una breve descrizione della natura e della composizione delle principali voci del patrimonio netto.

Riserve

Le riserve sono costituite da:

  • la Riserva legale, i Versamenti in conto capitale e la Riserva Sovrapprezzo azioni che non presentano variazioni rispetto all'importo iscritto al 31 dicembre 2024;

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

  • la Riserva di copertura derivati che accoglie le variazioni esclusivamente di fair value dei derivati su commodities, contabilizzati in regime di hedge accounting, al netto delle variazioni di imposte differite;
  • la Riserva per differenze attuariali dei fondi per benefici ai dipendenti, che, come previsto dal principio IAS 19, Benefici ai dipendenti, include tutti gli utili e le perdite attuariali che emergono dal ricalcolo del valore attuale del fondo di trattamento di fine rapporto;
  • la Riserva di conversione cambi, che accoglie le differenze legate al differente cambio utilizzato per la conversione delle attività e passività delle imprese controllate estere e delle loro filiali (cambio corrente alla data di fine periodo) rispetto al cambio utilizzato per la conversione dei rispettivi proventi ed oneri (cambi medi di periodo).

Utili a nuovo
Gli utili a nuovo che includono gli effetti della conversione agli IFRS. Si segnala che tali effetti sono principalmente riferibili alla valutazione a fair value delle immobilizzazioni materiali costituite dagli impianti di distribuzione del gas, valutazione effettuata utilizzando il fair value come sostituto del costo in sede di prima applicazione degli IFRS.

Azioni proprie
Le azioni proprie non presentano variazioni rispetto al 31 dicembre 2024. Al 31 dicembre 2025, la Società Capogruppo Gas Plus S.p.A. detiene 1.336.677 azioni proprie (pari al 2,98% del capitale sociale) per un corrispettivo complessivo di Euro 9.600.
Le azioni proprie sono a disposizione del Consiglio di Amministrazione che ne può disporre senza limiti di tempo o alienandole o quale corrispettivo di eventuali operazioni connesse alla gestione corrente o ad investimenti strategici o ancora a fronte dell'esercizio di opzioni assegnate o da assegnare ai destinatari dei Piani di Incentivazione Azionaria.

Dividendi
In data 11 giugno 2025, l'Assemblea degli Azionisti ha deliberato di distribuire agli Azionisti, a titolo di dividendo e al lordo delle ritenute di legge, l'importo unitario di Euro 20 centesimi per ciascuna delle azioni (al netto delle azioni proprie) ordinarie in circolazione, per l'importo complessivo di Euro 8.715. Il pagamento è avvenuto alla fine del mese di luglio.

Altre componenti del conto economico complessivo
Nell'esercizio 2025, le altre componenti del conto economico complessivo transitate direttamente a patrimonio netto includono:
- la variazione di fair value degli swap di copertura su commodities, in regime di hedge accounting, al netto delle relative imposte anticipate, per una variazione positiva di Euro 5.527 (nell'esercizio 2024 la variazione negativa era complessivamente di Euro 3.891, di cui Euro 3.536 per swap su commodities e di Euro 355 per interest rate swap);
- la riserva per differenze attuariali TFR per una variazione positiva di complessivi Euro 176, al netto delle relative imposte differite (nell'esercizio 2024 la variazione era positiva di Euro 109);
- la riserva di traduzione dei bilanci esteri la cui valuta funzionale è diversa dall'euro per una variazione negativa di Euro 828 (nell'esercizio 2024 la variazione positiva era di Euro 226).

Infine, relativamente agli strumenti derivati di copertura in regime di cash flow hedge, si segnala che la variazione di fair value degli swap di copertura su commodities dell'esercizio precedente è stata contabilizzata in diminuzione dei ricavi delle vendite per Euro 1.321, in aumento dei costi per materie prime per Euro 178, con il corrispondente complessivo impatto delle imposte anticipate per Euro 418.

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20. Debiti finanziari correnti e non correnti

Nella seguente tabella sono riportati i debiti finanziari del Gruppo con i dettagli relativi alla loro composizione, scadenza e condizioni:

Tipologia Tasso interesse effettivo % Scadenza 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Correnti
Scoperti bancari A richiesta 4 5
Banca ISP- incassi per crediti cartoralizzati Quindicinale 53 3.068
Finanziamento Revolving Banca ISP Euribor 3m + spread 10.000 15.000
Finanziamento Revolving Banco BPM Euribor 3m + spread 10.000 5.000
Finanziamento BPER Euribor 3m (media mese) + spread piano rimborso 851 1.629
Finanziamento BPS Euribor 3m + spread - 10.000
Finanziamento BCC Cantu Euribor 3m + spread piano rimborso 4.997 -
Finanziamento D.L. Liquidità ISP-BPM Euribor 3m + spread piano rimborso 4.137 4.039
Totale debiti finanziari correnti 30.042 38.741
Non correnti
Finanziamento BCC Cantu Euribor 3m + spread piano rimborso - 4.975
Finanziamento BPER Euribor 3m + spread piano rimborso - 851
Finanziamento D.L. Liquidità ISP-BPM Euribor 3m + spread piano rimborso 546 4.693
Totale debiti finanziari non correnti 546 10.519
Totale debiti finanziari 30.588 49.260

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo ha in essere debiti finanziari correnti per 30.042 Euro e debiti finanziari non correnti per 546 Euro. Si rimanda al paragrafo “Rischio di liquidità” nella nota n. 35, Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri, per l’elenco delle linee di credito disponibili del Gruppo.

Si descrivono qui di seguito le principali caratteristiche dei finanziamenti bancari del Gruppo:

Scoperti c/c bancario

Gli scoperti di c/c bancario, pari a 4 Euro, riguardano le società operative del Gruppo Gas Plus e comprendono principalmente le commissioni bancarie di tenuta conto di fine trimestre, addebitate sul conto corrente nei primi giorni del mese successivo.

Banca ISP – incassi per crediti cartolarizzati

A fine esercizio il debito per incassi di crediti cartolarizzati ammonta ad Euro 53 ed è stato regolarmente rimborsato all’istituto di credito, secondo le scadenze pattuite.

Il relativo contratto di cartolarizzazione (stipulato con Intesa Sanpaolo) prevede la cessione pro-soluto dei crediti commerciali della B.U. Retail, per un ammontare massimo di 20 milioni di Euro, con plafond rotativo. Nel corso del primo semestre 2023, il relativo contratto è stato rinnovato sino al mese di aprile del 2028.

Al momento della cessione dei crediti sono riconosciuti a Intesa Sanpaolo:

  • una commissione per anticipazione finanziaria indicizzata ad un tasso di interesse di mercato;
  • una commissione per rischio di credito, che varia a seconda del segmento di clientela oggetto di cessione.

Finanziamento Revolving Banca ISP

In data 6 marzo 2024, Gas Plus S.p.A. ha stipulato con Intesa Sanpaolo un contratto di finanziamento di tipo revolving a medio termine per un importo complessivo di Euro 30 milioni, da utilizzarsi

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esclusivamente per cassa, e con scadenza il 6 marzo 2026, successivamente prorogata al 31 dicembre 2026.

Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento risulta utilizzato per Euro 10 milioni.

Il contratto di finanziamento prevede un tasso di interesse nominale annuo variabile, pari alla somma tra il tasso di riferimento (EURIBOR 1/3/6m su base 360 giorni) e il margine previsto contrattualmente. Inoltre, il contratto di finanziamento prevede una commissione di mancato utilizzo.

Il contratto di finanziamento prevede un parametro finanziario (financial covenant) da verificarsi semestralmente, a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, sui dati consolidati di Gruppo redatti in conformità ai principi contabili IFRS. Tale parametro finanziario risulta essere il Leverage Ratio (Posizione finanziaria netta / EBITDA) e risulta rispettato alla data del 31 dicembre 2025.

Finanziamento Revolving Banco BPM

In data 17 dicembre 2024, Gas Plus S.p.A., unitamente alle società controllate Società Padana Energia S.r.l. e Longanesi Sviluppo S.r.l. (i beneficiari) hanno stipulato con Banco BPM un contratto di finanziamento di tipo revolving a medio termine per un importo complessivo di Euro 30 milioni, da utilizzarsi esclusivamente per cassa, e con scadenza il 16 dicembre 2027. Tale contratto sostituisce la precedente linea di tipo revolving dell'importo di Euro 15 milioni rimborsata entro la data di scadenza prevista (1° dicembre 2024).

Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento risulta utilizzato per Euro 10 milioni.

Il contratto di finanziamento prevede un tasso di interesse nominale annuo variabile, pari alla somma tra il tasso di riferimento (EURIBOR 1/3m su base 360 giorni) e il margine previsto contrattualmente. Inoltre, il contratto di finanziamento prevede una commissione di mancato utilizzo.

Il contratto di finanziamento prevede parametri finanziari (financial covenants) da verificarsi semestralmente, a partire dal bilancio chiuso al 30 giugno 2025, sui dati consolidati di Gruppo redatti in conformità ai principi contabili IFRS. Tali parametri risultano attualmente essere:

  • Indebitamento finanziario netto/EBITDA;
  • Indebitamento finanziario netto/patrimonio netto.

Gas Plus S.p.A. deve comunicare semestralmente il rispetto di tali parametri, contestualmente alla consegna del bilancio consolidato. Al mancato rispetto di uno solo di tali parametri, sempre che tali parametri non siano nel frattempo stati ripristinati secondo i termini contrattuali, la banca finanziatrice ha la possibilità di recedere dal contratto, facendo venir meno l'obbligo della stessa banca nel rendere disponibile ogni ulteriore utilizzo a valere sul Finanziamento Revolving.

I parametri finanziari risultano rispettati alla data del 31 dicembre 2025.

Il contratto di finanziamento prevede alcuni impegni e limitazioni per i beneficiari. Al mancato rispetto di tali impegni e limitazioni, la banca finanziatrice ha la possibilità di recedere o risolvere il contratto, salvo sanatoria da parte del Gruppo Gas Plus nei casi consentiti.

Altri finanziamenti

I contratti di finanziamento con BPER e BCC Cantù sono stati stipulati nel mese di agosto del 2024 ed hanno una durata di 18 mesi con scadenza prevista nel mese di febbraio del 2026, mese in cui sono stati regolarmente rimborsati.

Tali finanziamenti non prevedono il rispetto di parametri finanziari, né il rilascio di garanzie.

La linea di anticipazione finanziaria con Banca Popolare di Sondrio (BPS) è stata stipulata nel mese di giugno del 2024 e non risulta utilizzata al termine dell'esercizio. Si tratta di una linea a revoca.

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Finanziamenti D.L. Liquidità ISP e BPM

Nel mese di gennaio 2021, alcune società controllate del Gruppo avevano stipulato dei contratti di finanziamento con Intesa Sanpaolo e Banco BPM per complessivi Euro 20 milioni sulla base delle disposizioni del Decreto Liquidità (decreto-legge n. 23 del 8 aprile 2020), convertito nella Legge n. 40 del 5 giugno 2020. In particolare:

a) in data 22 gennaio 2021, le società controllate Gas Plus Italiana S.r.l. e GP Infrastrutture S.r.l. avevano stipulato un contratto di finanziamento di 5 milioni di Euro ciascuna con Banco BPM da rimborsare in 20 rate trimestrali posticipate di pari importo a partire dal 22 aprile 2022;
b) in data 29 gennaio 2021, le società controllate Gas Plus Vendite S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l. avevano stipulato un contratto di finanziamento di 5 milioni di Euro ciascuna con Intesa Sanpaolo da rimborsare in 20 rate trimestrali posticipate di pari importo a partire dal 31 marzo 2022.

Il Gruppo ha regolarmente rimborsato le rate dei finanziamenti in scadenza nell'anno 2025 per complessivi Euro 4,0 milioni.

I contratti di finanziamento prevedono un tasso di interesse nominale annuo variabile, pari alla somma tra il tasso di riferimento (EURIBOR 3 m su base 360 giorni) ed un margine fisso (1,00% - 1,50%). I contratti di finanziamento stipulati con Intesa Sanpaolo prevedono, inoltre, parametri finanziari (financial covenants) da verificare con cadenza annuale sui dati dei bilanci delle singole società controllate redatti in conformità ai principi contabili italiani, a partire dall'esercizio 2021. Tali parametri risultano essere:

  • Posizione Finanziaria Netta / Patrimonio Netto;
  • Posizione Finanziaria Netta / Margine Operativo Lordo.

Si segnala che al 31 dicembre 2025 tali parametri finanziari risultano rispettati.

Indebitamento finanziario netto

Il totale indebitamento finanziario netto del Gruppo, secondo gli orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del Regolamento UE 2017/1129 dell'European Securities and Markets Authority (ESMA), al 31 dicembre 2025 e 2024 è dettagliato come segue:

importi in migliaia di euro 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
A. Disponibilità liquide 42.319 29.101
B. Mezzi equivalenti e disponibilità liquide - -
C. Altre attività finanziarie correnti - -
D. Liquidità (A + B + C) 42.319 29.101
E. Debito finanziario corrente (1) 29.395 34.024
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente 9.985 5.668
G. Indebitamento finanziario corrente (E + F) 39.380 39.692
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G - D) (2.939) 10.591
I. Debito finanziario non corrente (2) 8.475 13.236
J. Strumenti di debito - -
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti - -
L. Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 8.475 13.236
M. Totale indebitamento finanziario (H + L) 5.536 23.827

Note:
(1) Al 31 dicembre 2025 include per Euro 9.338 la quota a breve dei debiti per lease (Euro 951 al 31 dicembre 2024).
(2) Al 31 dicembre 2025 include per Euro 7.929 la quota a medio/lungo termine dei debiti per lease (Euro 2.717 al 31 dicembre 2024).

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Gruppo Gas Plus
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L'indebitamento finanziario netto di è attestato a 5.536 Euro, in diminuzione di Euro 18.291 rispetto al valore del 31 dicembre 2024. Al netto degli effetti contabili dell'applicazione del principio contabile IFRS 16 – Lease per Euro 17.267 (3.668 Euro al 31 dicembre 2024) risultano disponibilità finanziarie nette per Euro 11.731.

Ai sensi dello IAS 7 – Rendiconto finanziario si riporta nella seguente tabella la riconciliazione tra il saldo iniziale ed il saldo finale dell'indebitamento finanziario netto.

31 dicembre 2024 Flussi monetari Flussi non monetari 31 dicembre 2025
Variazione fair value Altre variazioni
Debiti finanziari correnti 39.692 (22.572) - 22.260 39.380
Debiti finanziari non correnti 13.236 - - (4.761) 8.475
Passività nette derivanti da attività di finanziamento 52.928 (22.572) - 17.499 47.855
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 29.101 13.218 - - 42.319
Indebitamento finanziario netto 23.827 (35.790) - 17.499 5.536

21. Debiti finanziari per lease correnti e non correnti

Nella seguente tabella sono riportate le movimentazioni dei debiti finanziari per lease correnti e non correnti del Gruppo:

Totale debiti per lease Debiti per lease correnti Debiti per lease non correnti
Saldo finale al 31 dicembre 2023 3.624 866 2.758
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 1.021 - 1.021
Riclassifiche - 1.062 (1.062)
Decrementi (869) (869) -
Oneri finanziari (108) (108) -
Saldo finale al 31 dicembre 2024 3.668 951 2.717
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 19.831 8.387 11.444
Riclassifiche - 6.232 (6.232)
Decrementi (6.875) (6.875) -
Oneri finanziari 643 643 -
Saldo finale al 31 dicembre 2025 17.267 9.338 7.929

In applicazione del principio IFRS 16, al 31 dicembre 2025, il Gruppo ha in essere debiti finanziari per lease correnti per 9.338 Euro (al 31 dicembre 2024 per Euro 951) e debiti finanziari per lease non correnti per 7.929 Euro (al 31 dicembre 2024 per Euro 2.717). Tali debiti si riferiscono principalmente a contratti di affitto aventi ad oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative e agli uffici del Gruppo, nonché a contratti di locazione degli impianti e dei terreni ove sono presenti gli impianti di sfruttamento minerario della Business Unit E&P Italia.

Il complessivo incremento di Euro 13.599 rispetto al 31 dicembre 2024 è principalmente legato all'iscrizione del debito per il noleggio degli impianti mobili necessari alle prove di produzione di lunga durata della concessione "Longanesi", di cui Euro 3.924 sono riferibili alla quota della passività

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di competenza del partner nel progetto, che sarà recuperata attraverso i relativi rendiconti mensili. Gli altri contratti in essere si riferiscono principalmente agli affitti aventi ad oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative e agli uffici del Gruppo, nonché a contratti di locazione dei terreni nelle aree delle concessioni di sfruttamento minerario della B.U. E&P Italia.

22. Fondo per benefici ai dipendenti

I piani per benefici definiti a favore di dipendenti del Gruppo riguardano quasi esclusivamente il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato disciplinato dalla legislazione italiana all'articolo 2120 del codice civile. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate sino al momento della cessazione dello stesso.

Il fondo per benefici ai dipendenti del Gruppo al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 4.681 (al 31 dicembre 2024 era pari ad Euro 4.778) e riflette la valutazione del debito verso il personale secondo criteri attuariali ai sensi dello IAS 19. In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario i parametri tendenziali utilizzati per la valutazione al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 sono i seguenti:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Tasso di attualizzazione 3,96% 3,38%
Tasso annuo di inflazione 2,00% 2,00%
Tasso annuo di incremento TFR 3,00% 3,00%
Incremento annuo retribuzioni 1,00% 1,00%
Tasso annuo di rotazione del personale 3,00% 3,00%
Tasso annuo di anticipazioni 2,00% 2,00%

Riportiamo nella seguente tabella la movimentazione intervenuta nel fondo per benefici ai dipendenti relativa all'esercizio 2025 e 2024:

Fondi per benefici ai dipendenti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Trattamento di fine rapporto - saldo iniziale 4.675 4.623
Transfers in/(out) (11) -
Benefici pagati (230) (185)
Subtotale delle variazioni di stato patrimoniale (241) (185)
Costo del servizio 209 228
Interessi netti 163 153
Subtotale incluso nel conto economico 372 381
Variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni finanziarie (202) (82)
Variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni demografiche - 1
Aggiustamenti sulla base dell'esperienza (30) (63)
Subtotale incluso nel conto economico complessivo (232) (144)
Trattamento di fine rapporto - saldo finale 4.574 4.675
Fondo per trattamento di quiescenza e obblighi simili 107 103
Fondi per benefici ai dipendenti 4.681 4.778

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Qui di seguito è riportata l'analisi di sensitività ricalcolata sull'obbligazione netta del piano a benefici definiti al 31 dicembre 2025, considerando i più significativi cambiamenti nelle assunzioni chiave.

Assunzione Impatto sul P.N. Assunzione Impatto sul P.N.
+0,25% (0,25%) +0,25% (0,25%)
Tasso di inflazione (63) 60 Tasso di attualizzazione 82 (85)

Qui di seguito si riportano le contribuzioni attese da effettuare negli anni futuri a fronte dell'obbligazione del piano a benefici definiti:

Periodo Importo
Entro i prossimi 12 mesi 805
Entro 2 anni 218
Entro 3 anni 223
Entro 4 anni 376
Entro 5 anni 498

La durata media dell'obbligazione del piano a benefici definiti alla fine dell'esercizio 2025 è di 10 anni.

A partire dal 1° gennaio 2007, la legge Finanziaria e i relativi decreti attuativi hanno introdotto modifiche rilevanti nella disciplina del TFR, fra cui la scelta del lavoratore in merito alla destinazione del proprio TFR maturando. In particolare, per le società con più di 50 dipendenti, i nuovi flussi di TFR possono essere indirizzati dal lavoratore a forme pensionistiche prescelte oppure mantenute in azienda (nel qual caso, quest'ultima versa i contributi TFR ad un conto di tesoreria istituito presso l'INPS). Dette modifiche rendono le future quote di TFR un piano a contributi definiti mentre l'obbligazione maturata al 31 dicembre 2006 continua a essere trattata contabilmente come un piano a benefici definiti, con la conseguente necessità di effettuare i conteggi attuariali escludendo tuttavia la componente relativa agli incrementi salariali futuri.

In tale voce, inoltre, è incluso per Euro 107 (Euro 103 al 31 dicembre 2024) l'accantonamento del contributo "ex Fondo Gas" per i dipendenti della Società capogruppo e delle società controllate aderenti al Contratto Collettivo Nazionale Gas e Acqua ancora compresi nella forza lavoro a seguito della soppressione del fondo stesso con decorrenza 1° dicembre 2015. Le società del Gruppo interessate dovranno accantonare mensilmente tale importo fino al 1° novembre 2035, salvo erogarlo per intero al dipendente (o al relativo Fondo di Categoria), al momento della cessazione del suo rapporto di lavoro (Legge 125/2015 di conversione del D.L. 78/2015).

23. Altri debiti

La seguente tabella riporta il dettaglio degli altri debiti al 31 dicembre 2025 ed il suo confronto con l'esercizio precedente:


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31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Debiti per royalties 6.919 3.735
Debiti verso consorzi 5.780 9.354
Debiti per windfall tax 1 253
Debiti verso il personale 2.234 2.311
Debiti verso istituti di previdenza 1.126 1.137
Debiti verso CSEA 4.866 3.017
Premi comunali 607 505
Ritenute 391 383
Acconti 603 318
Debiti per canoni di sfruttamento minerario 202 202
Amministratori e sindaci 161 219
Ratei e risconti passivi 98 282
Debiti diversi 688 611
Totale altri debiti 23.676 22.327

Gli altri debiti sono prevalentemente costituiti da debiti per imposte indirette, debiti per canoni di concessione di sfruttamento minerario, debiti verso consorzi relativi alle concessioni di coltivazione in cui il Gruppo partecipa come partner della concessione, ma l'operatore è un terzo soggetto e debiti verso il personale e verso gli enti previdenziali per premi, ratei di quattordicesima, ferie e permessi maturati ma non ancora goduti alla fine dell'esercizio.

Altri debiti non correnti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Depositi cauzionali passivi 2.758 2.563
Totale altri debiti non correnti 2.758 2.563

Con riferimento ai depositi cauzionali versati dagli utenti, si segnala che tali debiti sono stati iscritti tra i debiti di durata residua superiore all'anno in quanto non risulta determinabile la data del relativo rimborso.

24. Fondi per rischi e oneri

Nella seguente tabella è riportata la movimentazione dei fondi intercorsa nell'esercizio 2024 e 2025:

Fondo smantellamento e ripristino siti Fondo per contenziosi Fondo oneri ambientali Altri fondi Totale
Al 31 dicembre 2023 144.304 - 5.288 - 149.592
Rilevazione iniziale e variazione di stima (1.210) - - - (1.210)
Oneri finanziari per effetto attualizzazione 5.421 - - - 5.421
Accantonamento nell'esercizio - 2.311 - 5.091 7.402
Utilizzo nell'esercizio a fronte di oneri (3.686) - (52) - (3.738)
Al 31 dicembre 2024 144.829 2.311 5.236 5.091 157.467
Rilevazione iniziale e variazione di stima (4.666) - - - (4.666)
Oneri finanziari per effetto attualizzazione 5.142 - - - 5.142
Accantonamento nell'esercizio - 1.782 - - 1.782
Utilizzo nell'esercizio a fronte di oneri (3.524) - (101) (660) (4.285)
Al 31 dicembre 2025 141.781 4.093 5.135 4.431 155.440

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Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Il fondo smantellamento e ripristino siti accoglie la stima dei costi che presumibilmente saranno sostenuti al termine dell'attività di produzione degli idrocarburi o della durata della concessione per la chiusura mineraria dei pozzi, la rimozione delle strutture e il ripristino dei siti.

Nell'esercizio 2025, il fondo smantellamento e ripristino siti si decrementa complessivamente di Euro 3.048 per effetto:

  • dell'incremento per oneri finanziari conseguente all'attualizzazione dei costi di chiusura per Euro 5.142 (Euro 5.421 nell'esercizio 2024);
  • del decremento per la variazione di stima dei costi di chiusura delle concessioni di coltivazione della Business Unit E&P per Euro 4.666 (decremento di Euro 1.210 nell'esercizio 2024), in conseguenza dell'aggiornamento delle ipotesi finanziarie prospettiche applicate nel corso del 2025;
  • della riduzione per Euro 3.524 (Euro 3.686 nell'esercizio 2024) che si riferisce agli utilizzi e ai relativi oneri sostenuti nell'esercizio per le chiusure minerarie.

Tale fondo è stato iscritto tra le passività non correnti in quanto il piano di utilizzo è stimato e, comunque, riferito ad epoche future.

I costi di smantellamento e di ripristino siti sono stati incrementati per effetto dell'inflazione che è stata ipotizzata pari all'1,8% nel 2026 per poi crescere, assestandosi al 2,0% nel 2030 (rispetto ai tassi di inflazione utilizzati al 31 dicembre 2024, che erano pari al 2,3% nel 2025 per poi diminuire sino al 2,0% nel 2029 – fonte: Banca Centrale Europea, Survey of Professional Forecasters) e successivamente attualizzati ad un tasso di interesse corrispondente alla curva forward Euribor 6 mesi, che prevede un tasso del 2,1% per l'anno 2026 (in diminuzione rispetto al tasso del 2,3% utilizzato in Italia al 31 dicembre 2024), ma un tasso in crescita dal 2,3% al 2,7% tra il 2027 ed il 2030 (in aumento rispetto ai tassi di attualizzazione utilizzati al 31 dicembre 2024, che oscillavano tra il 2% ed il 2,3% del 2029).

La valutazione delle passività future connesse ai costi di smantellamento e di ripristino siti è un processo complesso basato su ipotesi e criteri tecnici e metodologici validati da un esperto indipendente oltre che su valutazioni finanziarie che richiedono il giudizio e l'apprezzamento della Direzione nella valutazione delle passività da sostenere e delle tempistiche di effettuazione di tali interventi. Periodicamente, la stima del fondo rischi è rivista per riflettere variazioni significative nelle assunzioni, quali le tempistiche stimate delle attività da eseguire e le relative stime dei costi da sostenere nonché dai tassi di attualizzazione adottati. Tuttavia, i costi di smantellamento e ripristino che saranno effettivamente sostenuti dipenderanno da prezzi di mercato e condizioni di mercato futuri. Inoltre, la tempistica delle attività di smantellamento e ripristino dipenderà dal momento in cui i campi di produzione non saranno più economicamente produttivi, condizione che a sua volta sarà influenzata dalle valutazioni relative all'entità delle riserve di idrocarburi economicamente estraibili e i relativi profili di produzione dei siti. Le stime degli oneri di smantellamento e ripristino siti sono state elaborate dal Gruppo anche sulla base delle risultanze rinvenienti dalla relazione di un esperto indipendente.

Il fondo oneri ambientali accoglie la stima degli oneri relativi ad interventi ambientali nei siti di produzione del gas della Business Unit E&P Italia. Nel corso dell'esercizio 2025, tale fondo è stato utilizzato per Euro 101 (nell'esercizio 2024 era stato utilizzato per Euro 52).

Per quanto concerne il fondo per contenziosi, si segnala, infine, che in Romania per le società che esercitano l'attività di produzione di gas metano è previsto l'obbligo di vendere il 40% della loro produzione, da ultimo, al prezzo fisso di RON 110/MWh (circa EURO 22/MWh) sino al 31 marzo

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

2027 (termine da ultimo esteso come da ordinanza governativa del 5 marzo 2026). Il Gruppo ritiene al momento che il suddetto obbligo non sia applicabile alla propria controllata Gas Plus Dacia e pertanto sono in corso diverse vertenze con le autorità competenti, nelle più avanzate delle quali le Corti hanno accolto l'eccezione di costituzionalità rimettendo la questione alla Corte Costituzionale rumena e sospendendo i giudizi nelle more della decisione della Corte Costituzionale.

Restano pertanto valide le valutazioni già svolte sulla non applicabilità di tale obbligo alla controllata rumena. Tuttavia, a fronte delle sanzioni ricevute la società controllata ha accantonato un fondo per contenziosi di circa 4,1 milioni di Euro, quindi con un ulteriore accantonamento nell'anno 2025 di circa 1,8 milioni di Euro.

Infine, gli altri fondi includono l'accantonamento costituito a fine 2024 per Euro 5.091 a fronte dei potenziali oneri relativi al contratto di trasporto gas a lungo termine sul gasdotto TAG, contratto per il quale la società controllata Gas Plus Italiana S.r.l., nel corso del mese di giugno 2025, ha comunicato all'operatore la cessazione anticipata del contratto per giusta causa.

Sebbene si ritenga, anche sulla base di parere legale acquisito, di avere attualmente valide e solide ragioni per considerare il contratto cessato per giusta causa a partire dal 13 giugno 2025, in vista di una possibile controversia legale, si mantiene prudenzialmente il fondo iscritto a bilancio per l'importo originario al netto degli oneri sostenuti nel mese di aprile 2025 per Euro 94 e delle garanzie escusse dall'operatore (e contestate da Gas Plus Italiana S.r.l.) per Euro 566 nel corso del 2025 e per Euro 94 ad inizio 2026. Successivamente, con comunicazione del 4 marzo 2026, l'operatore ha dichiarato il contratto di trasporto risolto per asseriti inadempimenti della società controllata Gas Plus Italiana S.r.l. con riserva esplicita di richiesta danni. La vicenda potrebbe sfociare in una procedura arbitrale.

25. Debiti commerciali

Nella seguente tabella viene riportato il dettaglio dei debiti commerciali al 31 dicembre 2025 ed il loro confronto con l'esercizio precedente:

Debiti commerciali 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Fornitori Italia 28.813 29.976
Fornitori estero 455 643
Totale debiti commerciali 29.268 30.619

I debiti verso fornitori derivano prevalentemente dalle forniture di gas metano e di materiali per la realizzazione degli impianti gas e dai servizi di vettoramento di gas metano. Il decremento dei debiti commerciali rispetto al 31 dicembre 2024 è legato all'assenza di acquisti di gas metano da grossisti a partire dal 1° aprile 2025 da parte della B.U. Retail. Infatti, a partire da tale data, l'approvvigionamento di gas metano di tale B.U. viene garantito dalla società controllata Società Padana Energia S.r.l., con l'elisione dei relativi acquisti nell'ambito del bilancio consolidato.

I debiti verso fornitori sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo.

Il profilo finanziario del Gruppo permette la liquidazione dei debiti commerciali attraverso il capitale circolante netto. I debiti hanno un tempo medio di pagamento di 30 – 90 giorni.

26. Ricavi

Per una descrizione quantitativa relativa alla composizione dei ricavi per settori di attività ed area geografica, si faccia riferimento alla nota n. 6, Informativa di settore ed ai commenti riportati nella relazione sulla gestione. I ricavi per tipologia sono indicati nella seguente tabella:


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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Ricavi di vendita 2025 2024
Vendita di gas metano
utenti civili 34.196 31.848
utenti industriali 6.292 10.658
gas prodotto – Italia 65.082 28.908
gas prodotto – estero 43.223 38.315
Vendita greggio 5.098 5.798
Vendita condensati 164 212
Trattamento gas 97 404
Ricavi da consorzi 1.060 5.945
Ricavi per distribuzione gas terzi 10.921 10.513
Cassa perequazione (1.522) (2.923)
Gestione calore e altri 973 1.313
Totale ricavi di vendita 165.584 130.991
Altri ricavi e proventi
Contributi allacciamenti 224 172
Rimborso canone assicurativo 118 129
Servizi per utenti gas 293 294
Contributo ARERA - Progetto TEE 971 2.515
Altri ricavi di gestione 2.466 1.226
Totale altri ricavi e proventi 4.072 4.336
Totale ricavi 169.656 135.327

L'incremento dei ricavi di vendita che passano da Euro 130.991 nel 2024 ad Euro 165.584 nel 2025 riflette principalmente la crescita delle produzioni di gas metano, grazie al primo apporto derivante dal gas-in della concessione “Longanesi”.

Nel 2025, gli altri ricavi di gestione includono per Euro 1.957 il recupero della quota dei costi del diritto di utilizzo dei beni in leasing di competenza dei partner delle joint operation operate dal Gruppo. In significativo calo, rispetto all'esercizio precedente, risultano i contributi ricevuti o da ricevere dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) per la consegna dei certificati di efficienza energetica (TEE), grazie alla riduzione dei relativi obblighi (n. 3.888 certificati per l'anno 2025 contro n. 9.744 certificati per l'anno 2024) in capo alla società controllata GP Infrastrutture S.r.l..

27. Costi operativi

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio dei costi operativi relativi all'esercizio 2025 ed il relativo confronto con l'esercizio precedente:

2025 2024
Costi per materie prime e materiali di consumo
Materie prime e di consumo
Gas metano (20.624) (23.478)
Costi progetto TEE (959) (2.535)
Altri (599) (868)
Variazione rimanenze (524) (331)
Totale costi per materie prime (22.706) (27.212)

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

2025 2024
Costi per servizi ed altri
Trasporto / stoccaggio gas (13.321) (7.498)
Misurazione / trattamento gas (1.022) (679)
Amministratori e sindaci (822) (808)
Spese e consulenze professionali (3.298) (3.789)
Assicurazioni (667) (647)
Manutenzioni (5.918) (4.728)
Trattamento reflui e rifiuti (395) (339)
Servizi specialisti E&P (4.440) (7.783)
Riaddebiti servizi da consorzi (5.483) (5.791)
Spese e commissioni bancarie (198) (207)
Altri affitti e locazioni (707) (791)
Royalties Italia (5.745) (2.280)
Royalties estero (5.827) (5.146)
Windfall tax (841) (831)
Canoni concessioni sfruttamento minerario (1.077) (1.525)
Premi e concessioni gas (834) (840)
Altri servizi (6.032) (5.590)
Accantonamenti e perdite su crediti (667) (834)
Totale costi per servizi ed altri (57.294) (50.106)

Nell'ambito dei costi per materie prime e materiali di consumo si è registrato una riduzione del costo d'acquisto del gas metano legato all'assenza di acquisti di gas metano da grossisti, a partire dal 1° aprile 2025, da parte della B.U. Retail. Infatti, da tale data, l'approvvigionamento di gas metano di tale B.U. viene garantito dalla società controllata Società Padana Energia S.r.l., con l'elisione dei relativi acquisti nell'ambito del bilancio consolidato. In linea con l'andamento dei connessi ricavi, si è registrata anche una significativa riduzione dei costi per l'acquisto dei certificati di risparmio energetico (TEE).

La voce costi per servizi ed altri ha registrato un incremento rispetto all'anno 2024 principalmente per l'aumento dei costi di trasporto e stoccaggio gas e dei costi per “Royalties” dovuti dalla B.U. E&P Italia, in conseguenza dell'aumento dei volumi prodotti dopo il gas-in della concessione “Longanesi”. Nei primi nove mesi del 2025, inoltre, si è registrato un incremento dei costi di trasporto gas anche per la società controllata rumena Gas Plus Dacia S.r.l..

28. Costi per il personale

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio dei costi per il personale relativi all'esercizio 2025 ed il relativo confronto con l'esercizio precedente:

Costo del personale 2025 2024
Salari e stipendi (6.224) (5.428)
Oneri sociali (2.209) (1.995)
TFR, trattamento di quiescenza e obblighi simili (435) (454)
Totale costo del personale (8.868) (7.877)

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

I costi del personale hanno registrato un incremento di Euro 991 rispetto all'esercizio precedente principalmente per il riconoscimento di premi una tantum a seguito dell'avvio della produzione di gas nella concessione “Longanesi”.
Per informazioni aggiuntive circa l'organico del Gruppo si rimanda alla Relazione sulla gestione.

29. Proventi e oneri diversi

Proventi e (oneri) diversi 2025 2024
Accantonamento fondo per contratti onerosi - (5.091)
Totale proventi e (oneri) diversi - (5.091)

La voce proventi ed oneri diversi aveva un saldo negativo di Euro 5.091 al 31 dicembre 2024 dovuto all'iscrizione di un fondo rischi a fronte degli oneri per il prevedibile mancato utilizzo della capacità di transito sul gasdotto TAG nel residuo periodo del contratto in essere.

30. Proventi ed oneri finanziari

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio degli oneri e proventi finanziari relativi all'esercizio 2025 ed il relativo confronto con l'esercizio precedente.

Proventi (Oneri) finanziari 2025 2024
Proventi finanziari
Interessi attivi bancari 708 464
Proventi finanziari da derivati su commodities - 7
Proventi finanziari da derivati su tasso di interesse - 108
Altri proventi finanziari 36 60
Totale proventi finanziari 744 639
Oneri finanziari
Interessi passivi su finanziamenti a m/l termine (545) (2.228)
Interessi passivi su finanziamenti a breve termine (1.668) (1.460)
Oneri finanziari per attualizzazione fondi (5.305) (5.574)
Commissioni su finanziamenti (509) (444)
Oneri finanziari per lease (643) (108)
Oneri finanziari da derivati su commodities - (19)
Altri oneri finanziari (197) (211)
Totale oneri finanziari (8.867) (10.044)
Perdite su cambi (84) (293)
Oneri finanziari netti (8.207) (9.698)

Gli oneri finanziari netti hanno registrato un decremento complessivo di Euro 1.491 a causa del minor indebitamento e del progressivo calo dei tassi di interesse.

La voce “Oneri finanziari per attualizzazione fondi” include principalmente gli oneri di attualizzazione del fondo smantellamento ripristino siti calcolati ad un tasso del 3,57% in Italia e del 7,32% in Romania per l'anno 2025, pari alla media annua dei tassi di interesse dei rispettivi Titoli di Stato a 10 anni (nel 2024 tali oneri erano stati calcolati ad un tasso del 3,70% in Italia e del 6,81% in Romania).

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

31. Risultato per azione

Il risultato base per azione ordinaria è calcolato dividendo il risultato netto dell'anno attribuibile agli azionisti ordinari della Società Capogruppo per il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione durante l'anno.

Di seguito sono esposti il risultato netto di spettanza e le informazioni sulle azioni utilizzate ai fini del calcolo dell'utile per azione base ordinaria. Gli importi per azione sono esposti in Euro.

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Utile netto di spettanza del Gruppo attribuibile agli azionisti ordinari 19.768 12.548
Numero medio ponderato delle azioni in circolazione (nr./000) 43.573 43.573
Utile base per azione ordinaria (ammontare in Euro per azione) 0,45 0,29

32. Impegni e rischi

Impegni e rischi derivanti dall'acquisizione di Società Padana Energia S.r.l.

Il Gruppo Gas Plus, in esecuzione del contratto quadro sottoscritto con Eni il 6 agosto 2010, ha acquisito in data 19 ottobre 2010, tramite la società controllata Idrocarburi Italiana S.r.l. (fusa per incorporazione in Società Padana Energia S.r.l. nel mese di dicembre 2020), da Eni il 100% di Società Padana Energia S.r.l.

Il contratto di acquisizione stipulato con Eni regolamenta secondo le normali condizioni applicate a transazioni "oil & gas" gli impegni e le garanzie rilasciate dal Venditore, in particolare in materia ambientale, per la quale il Venditore ha rilasciato, a fronte di passività ambientali che si dovessero manifestare, congrua garanzia.

Impegni relativi alle concessioni di sfruttamento minerario

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo ha impegni per canoni di superficie per le concessioni di sfruttamento minerario per complessivi Euro 9.801. Il dettaglio per scadenza di tali canoni di superficie di concessioni di sfruttamento minerario è riportato nella seguente tabella:

<1 anno >1<5 >5 Totale
Impegni per canoni di concessione 1.436 5.657 2.708 9.801

Si segnala che la Legge 11 febbraio 2019, n. 12, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2019 ed entrata in vigore il 13 febbraio 2019, aveva introdotto, in sede di conversione del Decreto Legge n. 135/2018 (Decreto Semplificazioni) con un emendamento aggiuntivo dell'art. 11 ter, alcune nuove disposizioni normative riguardanti le attività di coltivazione degli idrocarburi. In particolare, l'art. 11 ter, punto 12, aveva previsto, a decorrere dal 1° giugno 2019, l'aumento dei canoni di concessione di 25 volte.

In relazione alle disposizioni di tale legge, e in particolare dell'art. 11-ter della stessa, il Gruppo, a tutela del proprio patrimonio di titoli minerari, ha attuato sin dal 2019 alcune iniziative sui profili di più immediato impatto. In particolare, nell'esercizio 2019, si ricorda che le società della Business Unit E&P Italia, per la quasi totalità dei siti in cui riveste il ruolo di operatore e senza fare acquiescenza alle novità introdotte dal richiamato art. 11-ter, aveva cautelativamente presentato le istanze per ottenere la riduzione dell'area fisica territoriale delle concessioni, ottenendo entro la fine dello stesso anno la formale approvazione da parte degli enti preposti.

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Relativamente a tale materia segnaliamo infine che è stato successivamente approvato, nell'ambito dell'iter di conversione in legge del “Decreto Semplificazioni 2020”, un emendamento volto a mitigare gli effetti per le piccole e medie concessioni di coltivazione di idrocarburi dell’aumento esponenziale dei canoni di concessione introdotto dalle disposizioni della Legge 11 febbraio 2019, n. 12, prevedendo un “tetto” pari al 3% del fatturato derivante dall’insieme delle concessioni di ciascuna società nell’anno precedente.

33. Rapporti con parti correlate

La seguente tabella mostra i valori complessivi delle transazioni intercorse nell’esercizio con la società correlata Immobiliare Forlanini S.r.l..

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Diritti d’uso 2.878 1.314
Crediti commerciali 3 5
Debiti commerciali (10) (65)
Debiti per lease correnti (449) (520)
Debiti per lease non correnti (2.447) (770)
Ricavi 12 10
Costi per servizi e altri (9) (38)
Ammortamenti (501) (489)
Oneri finanziari per lease (96) (15)

Compensi percepiti dai componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo
Gli Amministratori nel Gruppo hanno percepito nel corso del 2025 Euro 524 rispetto a Euro 509 del precedente esercizio.
Per informativa aggiuntiva relativa ai compensi percepiti e alle partecipazioni detenute dai componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo, dai Sindaci, dai Direttori Generali e dai dirigenti con responsabilità strategica si rinvia a quanto indicato nella relazione sulla remunerazione.

Termini e condizioni delle transazioni delle parti correlate
Le vendite e le altre operazioni con parti correlate sono effettuate al prezzo ed alle condizioni di mercato. I saldi in essere a fine esercizio non sono assistiti da garanzie e non generano interessi. Non vi sono garanzie, prestate o ricevute, in relazione a crediti e debiti con parti correlate.

Rapporti con la controllante US.FIN S.r.l.
Come descritto alla nota n. 19, Patrimonio Netto, nel corso dell’esercizio 2025, la Capogruppo Gas Plus S.p.A. ha erogato dividendi alla società controllante US.FIN. S.r.l. per l’importo complessivo di Euro 6.833.

34. Eventi successivi alla data di bilancio

La società controllata GP Infrastrutture S.r.l. ha partecipato alla procedura dismissiva, indetta da Italgas S.p.A. ai sensi del Provvedimento n. 31476 dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 6 marzo 2025, per la cessione di alcuni impianti di distribuzione gas.
In data 9 ottobre 2025, GP Infrastrutture S.r.l. è risultata aggiudicataria delle dismissioni degli impianti previste all’interno dell’ATEM denominato Brescia 5 – Sud-Est (ossia delle attività in 3 comuni della zona Lago di Garda e in 11 della zona Bassa Bresciana) per un totale di circa 19.000 PdR ed una RAB di circa 25 milioni di euro. Il perfezionamento della procedura di cessione è avvenuto il 1° aprile 2026.

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Oltre a quanto già menzionato nella presente nota integrativa e nella relazione sulla gestione, non si sono verificati fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio.

35. Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri

Il Gruppo, in relazione alla sua attività ed all'utilizzo di strumenti finanziari, è esposto, oltre al rischio generale legato alla conduzione del business, ai seguenti rischi:
- rischio di credito;
- rischio di liquidità;
- rischio di mercato.

Nella presente sezione vengono fornite informazioni integrative relative all'esposizione del Gruppo a ciascuno dei rischi elencati in precedenza, agli obiettivi, alle politiche ed ai processi di gestione di tali rischi ed ai metodi utilizzati per valutarli. La presente nota contiene inoltre le informazioni quantitative al fine di valutare l'entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari a cui il Gruppo è esposto nel corso dell'esercizio e alla data di riferimento del bilancio. Ulteriori informazioni quantitative sono esposte nelle specifiche note al bilancio relative alle attività e passività finanziarie.

La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione dei rischi del Gruppo è del Consiglio di Amministrazione. La Direzione Amministrazione e Finanza è responsabile dello sviluppo e del monitoraggio delle politiche di gestione dei rischi finanziari.

Le politiche di gestione dei rischi del Gruppo hanno lo scopo di:
- identificare ed analizzare i rischi ai quali il Gruppo è esposto;
- definire l'architettura organizzativa, con individuazione delle unità organizzative coinvolte, relative responsabilità e sistema di deleghe;
- individuare i principi di risk management su cui si fonda la gestione operativa dei rischi;
- individuare le tipologie di operazioni ammesse per la copertura dell'esposizione (es. negoziazione di derivati di copertura).

La Funzione Internal Audit controlla la corretta applicazione delle policy e delle procedure applicate per la gestione dei rischi finanziari. La Funzione Internal Audit svolge verifiche periodiche riportandone gli esiti al Consiglio di Amministrazione.

1. Rischi finanziari

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che un cliente o una delle controparti di uno strumento finanziario causi una perdita finanziaria non adempiendo ad un'obbligazione e deriva principalmente dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari del Gruppo. In particolare, si evidenziano le seguenti tipologie:

Crediti commerciali e altri crediti

Tale rischio di credito è principalmente connesso alla possibilità che i clienti non onorino i propri debiti verso la società alle scadenze pattuite. L'esposizione del Gruppo al rischio di credito dipende sostanzialmente dalle caratteristiche specifiche di ciascun cliente e la sua entità può essere certamente maggiore per le classi dei grossisti ed utenti industriali, con un inevitabile grado di concentrazione.


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L'attività di monitoraggio del rischio di credito verso i clienti avviene in base a una reportistica che prevede una analisi dell'esposizione sulla base delle caratteristiche del credito, considerando tra l'altro se si tratta di persone fisiche o persone giuridiche, la dislocazione geografica, la classe di appartenenza e l'andamento dell'attività, l'anzianità del credito e l'esperienza storica sui pagamenti.

Il Gruppo valuta, con modalità differenti secondo le diverse tipologie, l'affidabilità dei nuovi clienti a cui sono poi offerte le condizioni standard relativamente ai termini di pagamento. In generale, per ciascun cliente non appartenente alle tipologie standard dei clienti finali domestici dell'attività di vendita al dettaglio o non considerato preventivamente come solvibile per standard creditizio vengono calcolati dei controvalori massimi di acquisto su di un arco di tempo predeterminato, rappresentativi della linea di esposizione massima; le esposizioni superiori sono soggette a continuo monitoraggio da parte delle funzioni a ciò delegate.

Per determinate tipologie di utenti, l'analisi di affidabilità si basa su valutazioni di società di rating commerciali e, a seconda dell'importanza e della disponibilità dei dati, su analisi di bilancio.

Le società del Gruppo accantonano un fondo svalutazione crediti che riflette la stima delle perdite previste sui crediti commerciali e sugli altri crediti, le cui componenti principali sono svalutazioni specifiche individuali di esposizioni scadute significative e svalutazioni generiche di esposizioni omogenee per scadenze e tipologia di utenza. La svalutazione generica viene determinata anche sulla base dell'esperienza storica.

Si segnala infine che alcune società del Gruppo, nell'ottica di procedere ad un'ottimizzazione della propria struttura finanziaria e ad una sempre più efficiente gestione di tale rischio, hanno sottoscritto, in data 29 aprile 2013, un contratto con Intesa Sanpaolo S.p.A. per la cartolarizzazione del proprio portafoglio crediti con un plafond rotativo di 20 milioni di euro. Tale contratto, che nel corso dell'esercizio 2023 è stato ulteriormente rinnovato sino al mese di aprile 2028, prevede, nei limiti del plafond contrattualmente stabilito, la cessione periodica e pro-soluto dei crediti commerciali gas della B.U. Retail.

Nella nota n. 16, Crediti commerciali, sono fornite le informazioni quantitative sull'esposizione al rischio di credito, per quanto riguarda i crediti commerciali, richieste dall'IFRS 7.

Strumenti finanziari e depositi bancari

Il rischio di credito relativo a strumenti finanziari e depositi bancari è gestito dalla tesoreria di Gruppo in conformità alla politica del Gruppo stesso. Al fine di contenere tale rischio, l'investimento dei fondi disponibili e l'apertura di depositi bancari sono fatti solo con istituzioni finanziarie primarie.

Attività finanziarie detenute per la negoziazione

In tale categoria rientrano i rischi sugli investimenti in titoli azionari di società quotate e fondi comuni di investimento. Il Gruppo non è attualmente soggetto a tali rischi in quanto non detiene tali tipologie di investimenti.

Garanzie e fideiussioni

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo ha in essere fideiussioni a favore di terzi per complessivi 18,3 milioni di euro, principalmente composte da:

  • fideiussioni per la copertura dei previsti investimenti nella rete di distribuzione di gas metano del Comune di Fidenza per 2,7 milioni di euro;
  • fideiussioni per adempimento di imposta di consumo ed addizionale regionale per 1,2 milioni di euro;
  • fideiussioni per trasporto gas per 2,3 milioni di euro;
  • fideiussioni per vendita gas in bilanciamento ed al Gestore dei Mercati Energetici (GME) per 2,8 milioni di euro;
  • fideiussioni per garanzia esecuzione lavori di sviluppo o di ripristino nelle concessioni di

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  • coltivazione per 0,8 milioni di euro;
  • fideiussioni a favore di società di distribuzione gas metano a garanzia del rispetto dei propri obblighi contrattuali per 0,3 milioni di euro;
  • fideiussioni a favore di alcuni enti locali per il servizio di gestione della distribuzione di gas metano per 0,4 milioni di euro;
  • fideiussione a garanzia del contratto factoring in essere con BCC Factoring per 2,4 milioni di euro;
  • fideiussione a garanzia di Italgas per operazione di acquisizione BS Reti Gas S.r.l. per 5,4 milioni di euro.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che il Gruppo abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni derivanti da passività finanziarie e commerciali.

Per quanto possibile, il Gruppo si assicura che vi siano disponibilità liquide e/o linee di credito sufficienti per coprire le necessità generate dal ciclo operativo e dagli investimenti, nonché quelle relative alle passività finanziarie. L'approccio del Gruppo prevede pertanto di garantire che vi siano sempre fondi sufficienti per adempiere alle proprie obbligazioni alla scadenza, sia in condizioni normali che di tensione finanziaria. A tale scopo, i servizi di tesoreria del Gruppo effettuano, in sede di predisposizione del budget annuale e nel corso di ogni esercizio, previsioni finanziarie basate sulle entrate ed uscite attese nei successivi periodi e, se necessario, adottano le conseguenti azioni correttive. Tuttavia, resta escluso l'effetto potenziale di circostanze estreme che non possono essere ragionevolmente previste, quali le calamità naturali.

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo ha in essere le seguenti linee di credito:
- 18,5 milioni di euro per crediti di firma, non assistite da garanzie;
- 20 milioni di euro per la linea di credito rotativa a fronte di cartolarizzazione (cessione pro-soluto) dei crediti commerciali verso clienti civili e industriali della B.U. Retail;
- 4,7 milioni di euro per le linee di credito residue sottoscritte con Intesa Sanpaolo e Banco BPM sulla base delle disposizioni del Decreto Liquidità (D.L. n. 23 del 8 aprile 2020), interamente erogate nello scorso mese di gennaio 2021;
- 1,7 milioni di euro per linee di credito promiscue autoliquidanti per anticipo fatture e per scoperto di conto corrente, non assistite da garanzie;
- 0,3 milioni di euro per linee di credito per scoperto di conto corrente, non assistite da garanzie;
- 2,4 milioni di euro per linee di credito factor;
- 5 milioni di euro per la linea a breve termine del finanziamento bullet in pool con BCC Cantù e banca ICCREA;
- 0,9 milioni di euro per la linea a breve termine del finanziamento chirografario con BPER banca;
- 30 milioni di euro per linea Finanziamento Revolving con Banco BPM utilizzabile per cassa, utilizzata per euro 10 milioni al 31 dicembre 2025;
- 30 milioni di euro per linea Finanziamento Revolving con Intesa Sanpaolo utilizzabile per cassa, utilizzata per euro 10 milioni al 31 dicembre 2025;
- 10 milioni di euro per linea RCF con Banca Popolare di Sondrio utilizzabile per cassa, non utilizzata al 31 dicembre 2025;
- 62,3 milioni di euro per linee a copertura variazioni di fair value su derivati.
- 0,2 milioni di euro per carte di credito aziendali e Viacard.

Tutte le linee di credito per scoperto di conto corrente o autoliquidanti sono a tasso variabile + spread fisso concordato con i relativi istituti di credito.

La gestione della liquidità del Gruppo è accentrata nella controllante, che gestisce in “cash pooling” le eccedenze o le esigenze di liquidità delle singole società del Gruppo.

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Altre informazioni di tipo quantitativo sono fornite alla nota n. 20, Debiti finanziari correnti e non correnti.

I flussi finanziari relativi al contratto di Finanziamento Revolving stipulato con Intesa Sanpaolo, al contratto di Finanziamento Revolving stipulato con Banco BPM e ai contratti di Finanziamento D.L Liquidità stipulati con Intesa Sanpaolo sono soggetti al rispetto di parametri finanziari (covenants) così come previsti dai relativi contratti di finanziamento. Per una descrizione ed un'analisi di tali covenants si faccia riferimento a quanto riportato nella nota n. 20, Debiti finanziari correnti e non correnti.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che i flussi finanziari futuri di un'attività o di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, dovute a variazioni dei tassi di cambio, di interesse e ad altri rischi di prezzo. L'obiettivo della gestione del rischio di mercato è la direzione e il controllo dell'esposizione del Gruppo a tale rischio entro livelli accettabili ottimizzando, allo stesso tempo, il rendimento dell'attività o dello strumento finanziario.

Rischio di cambio

Il Gruppo opera in ambito internazionale tramite iniziative di esplorazione e sviluppo in joint venture con terzi operatori e può essere quindi esposto al rischio valutario derivante dalle fluttuazioni delle valute con cui vengono effettuate le transazioni commerciali, in particolare il dollaro statunitense.

È politica del Gruppo, qualora le previste esposizioni siano di importo significativo, far fronte a questi rischi mediante la copertura a termine delle posizioni valutarie passive previste a date future; la copertura, che può tener conto sia del cambio previsto a budget sia delle aspettative di andamento dei cambi, può non essere attuata per la totalità delle posizioni in modo da tener conto di possibili variazioni dell'entità delle transazioni rispetto alle previsioni ed eventualmente di poter beneficiare delle eventuali variazioni del cambio.

In base a tale politica, può essere quindi coperta solo una percentuale dei flussi in valuta attesi nei successivi 12 mesi. Per la parte non coperta, si determineranno differenze di cambio con impatto a conto economico.

Per la copertura del rischio di cambio, il Gruppo valuta la possibilità di avvalersi di Forward Exchange Contract o strumenti che combinano opzioni call e put con scadenza entro la fine dell'esercizio successivo.

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, il Gruppo non ha in essere nessuno specifico contratto derivato per la copertura del rischio di cambio.

Rischio tasso di interesse

Esso afferisce, per quanto riguarda le attività finanziarie detenute per la negoziazione, agli effetti che le variazioni nei tassi di interesse hanno sul prezzo delle suddette attività. Data l'assenza di simili attività in portafoglio il Gruppo non è attualmente soggetto a tale rischio.

Quanto invece alle passività finanziarie, il rischio di variazioni dei tassi di interesse può avere un effetto diretto sul conto economico determinando un minor o maggior costo per oneri finanziari.

Data l'attuale struttura finanziaria, il Gruppo può essere soggetto a tale rischio in misura estremamente contenuta.

Rischio di variazione del prezzo delle commodity e dei flussi finanziari

Il Gruppo è esposto al rischio di oscillazione del prezzo di mercato del gas e del petrolio poiché esso influisce sui ricavi e sui costi delle attività di produzione e vendita, oltreché sui relativi flussi di cassa e sulle prospettive di reddito. Tali oscillazioni agiscono sia direttamente che indirettamente attraverso indicizzazioni presenti nelle formule di prezzo.

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

La gestione di tali rischi è in capo alle singole società/B.U. che si avvalgono, nell'attività di monitoraggio e di definizione dei livelli di rischio tollerabili, dei servizi centralizzati della capogruppo. L'attività di gestione di tale rischio prevede l'impiego di strumenti finanziari derivati per limitare l'esposizione complessiva entro determinati valori.

Tutti i derivati di copertura stipulati a tale scopo nel corso dell'esercizio 2025 e 2024 hanno soddisfatto i criteri per il trattamento in hedge accounting ai fini contabili.

Altri rischi di prezzo

Riguardano la possibilità che il fair value di uno strumento finanziario possa variare per motivi differenti dal variare dei tassi di interesse o di cambio.

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, il Gruppo non è esposto al rischio prezzo in quanto non detiene titoli iscritti tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione.

2. Esposizione al rischio

Rischio di credito

Rischio di credito delle attività finanziarie

Il valore contabile delle attività finanziarie rappresenta l'esposizione massima del Gruppo al rischio di credito. Alla data di chiusura dell'esercizio tale esposizione era la seguente:

in migliaia di Euro 2025 2024
Attività finanziarie correnti e non correnti
Altre attività non correnti, di cui:
- depositi cauzionali fornitori 312 338
- anticipi per gare d'ambito 398 398
- crediti d'imposta 8 13
Fair value interest rate swap - -
Finanziamenti e crediti 38.420 41.130
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 42.319 29.101
Strum. Fin. a fronte del rischio di oscillazione del prezzo delle commodities 3.669 -
TOTALE 85.126 70.980

La massima esposizione al rischio di credito a fine esercizio derivante da crediti commerciali, suddivisa per tipologia di clientela (canale distributivo), era la seguente:

Crediti commerciali: 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Vendita gas metano:
Utenti civili 9.541 13.521
Utenti industriali 603 1.031
Grossisti – Italia 719 806
Gas prodotto – Italia 2.745 3.284
Gas prodotto – Estero 2.934 4.470
Vendita greggio 588 403
Trattamento gas 745 850
Distribuzione gas – società di vendita 5.997 4.479
Altri 12.017 11.293
Totale crediti 35.889 40.137

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Perdite per riduzione di valore

L'anzianità dei crediti commerciali alla data di bilancio era la seguente:

Crediti commerciali: 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Crediti commerciali totali 35.889 40.137
Fondo svalutazione crediti (3.466) (3.266)
Crediti commerciali netti 32.423 36.871
Crediti a scadere e scaduti da meno di 60 gg. 32.423 36.871
Crediti scaduti da 60 a 180 gg. - -
Crediti scaduti da oltre 180 gg. - -
Totale crediti commerciali netti 32.423 36.871

Il rischio di credito legato all'anzianità dei crediti commerciali è mitigato dall'accordo quadro, rinnovato fino ad aprile 2028, con Intesa Sanpaolo per la cartolarizzazione (cessione pro-soluto) del proprio portafoglio dei crediti commerciali verso clienti civili e industriali della B.U. Retail. Si segnala che in applicazione di tale accordo, nel corso dell'esercizio 2025 il Gruppo ha riconosciuto a Intesa Sanpaolo una commissione di sconto per i crediti ceduti per un importo pari a Euro 354 (per Euro 311 nel corso dell'esercizio 2024).

I movimenti del fondo svalutazione crediti commerciali nel corso dell'esercizio 2025 e 2024 sono stati i seguenti:

Fondo svalutazione crediti 2025 2024
Fondo finale anno precedente (3.266) (2.933)
Accantonamenti (313) (525)
Altre variazioni 47 19
Utilizzi 66 173
Fondo al 31 dicembre (3.466) (3.266)

La perdita di valore dell'esercizio viene determinata in modo che il saldo del fondo svalutazione crediti alla fine dell'esercizio rappresenti la ragionevole riduzione del valore delle attività finanziarie a fronte dei crediti ritenuti inesigibili. Essa è determinata sulla base di dati storici relativi alle perdite su crediti e delle ragionevoli prospettive di incasso, applicando a tutti i crediti in essere percentuali di svalutazione diverse a seconda della anzianità del credito.

Il Gruppo utilizza i fondi svalutazione per riconoscere le perdite di valore sui crediti commerciali; tuttavia, quando vi è la certezza che non sarà possibile recuperare l'importo dovuto, l'ammontare considerato irrecuperabile viene direttamente stornato dalla relativa attività finanziaria con contropartita, fino a capienza, il fondo svalutazione e, per l'eventuale eccedenza, il conto economico.

Rischio di liquidità

Le scadenze contrattuali delle passività finanziarie, compresa la stima degli interessi da versare, sono esposte nella tabella seguente:


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Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

31.12.2025

Valore contabile Flussi contrattuali 0-3 mesi 3-6 mesi 6-12 mesi 1-2 anni 2-5 anni 5 anni
Passività finanziarie non derivate
Finanziamento BCC Cantù 4.997 5.025 5.025 - - - - -
Finanziamento BPER 851 856 856 - - - - -
Debiti per lease 17.267 17.267 2.206 2.227 4.905 4.178 3.187 564
Finanziamento Revolving BPM 10.000 10.065 10.065 - - - - -
Finanziamento Revolving ISP 10.000 10.032 10.032 - - - - -
Finanziamenti Liquidità D.L. 4.683 4.829 1.076 1.072 2.129 552 - -
Scoperti di c/c bancario 4 4 4 - - - - -
Debito incassi per crediti cartolarizzati 53 53 53 - - - - -
Debiti commerciali e altri debiti 41.694 41.694 38.936 - - - - 2.758
Totale 89.549 89.825 68.253 3.299 7.034 4.730 3.187 3.322
di cui:
per capitale 88.375 67.917 3.123 6.780 4.516 2.999 3.040
per interessi 1.450 336 176 254 214 188 282
Contratti su commodities
Flussi in uscita - - - - - - -
Flussi in entrata 3.669 1.119 881 1.669 - - -

31.12.2024

Valore contabile Flussi contrattuali 0-3 mesi 3-6 mesi 6-12 mesi 1-2 anni 2-5 anni 5 anni
Passività finanziarie non derivate
Finanziamento BCC Cantù 4.975 5.252 27 60 143 5.022 - -
Finanziamento BPER 2.480 2.551 835 13 848 855 - -
Debiti per lease 3.668 3.668 238 238 475 951 1.442 324
Finanziamento Revolving BPM 5.000 5.052 5.052 - - - - -
Finanziamento Revolving ISP 15.000 15.103 15.103 - - - - -
Finanziamento BPS 10.000 10.065 10.065 - - - - -
Finanziamenti Liquidità D.L. 8.732 9.226 1.102 1.096 2.178 4.292 558 -
Scoperti di c/c bancario 5 5 5 - - - - -
Debito incassi per crediti cartolarizzati 3.068 3.068 3.068 - - - - -
Debiti commerciali e altri debiti 46.197 46.197 43.634 - - - - 2.563
Totale 99.125 100.187 79.129 1.407 3.644 11.120 2.000 2.887
di cui:
per capitale 98.468 78.733 1.217 3.286 10.837 1.670 2.725
per interessi 1.719 396 190 358 283 330 162
Contratti su commodities
Flussi in uscita (4.621) (2.038) (1.311) (1.272) - - -
Flussi in entrata - - - - - - -

I flussi futuri indicizzati all'Euribor dei contratti di finanziamento sottoscritti sono determinati in relazione all'ultimo fixing dell'Euribor alla data di chiusura dell'esercizio di riferimento.

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Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Rischio di mercato

Rischio di cambio

La tabella seguente evidenzia l'esposizione del Gruppo al rischio di cambio in base al valore nozionale:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
USD RON USD RON
Crediti commerciali/finanziari 560 53 301 2.145
Disponibilità liquide 89 5.732 100 3.112
Debiti commerciali/finanziari (982) (56) (684) (479)
Esposizione netta nello
Stato Patrimoniale (333) 5.729 (283) 4.778

I principali tassi di cambio applicati nel corso dell'esercizio in corso ed in quello precedente sono i seguenti:

2025 2024
Medio 31/12 Medio 31/12
Dollaro statunitense 1,1300 1,1750 1,0824 1,0389
Leu Romeno 5,0424 5,0968 4,9746 4,9743

Analisi di sensitività

Un apprezzamento dell'euro del 10% rispetto alle valute sotto riportate, avrebbe comportato al 31 dicembre un aumento (decremento) del patrimonio netto e del risultato netto per gli importi riportati nella tabella. L'analisi è stata svolta presupponendo che tutte le altre variabili siano costanti.

Patrimonio Netto Utile o Perdita
2025 2024 2025 2024
USD 30 26 42 36
RON (521) (434) (465) (435)

Un deprezzamento dell'euro del 10% rispetto alle valute sopra riportate avrebbe causato gli effetti sotto riportati, presupponendo che tutte le altre variabili siano costanti.

Patrimonio Netto Utile o Perdita
2025 2024 2025 2024
USD (37) (31) (22) (19)
RON 637 531 705 531

Al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, il Gruppo non deteneva strumenti derivati di copertura su commodities esposti al rischio di cambio.

Rischio di tasso di interesse

Il valore degli strumenti finanziari del Gruppo, distinto tra strumenti finanziari fruttiferi di interessi e strumenti infruttiferi, alla data di chiusura del bilancio era il seguente:


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Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Valore contabile
2025 2024
Strumenti finanziari fruttiferi
Strumenti finanziari a tasso fisso
Attività finanziarie 19.775 -
Passività finanziarie - -
Strumenti finanziari a tasso variabile
Attività finanziarie 15.135 -
Passività finanziarie (50.560) (52.423)
Strumenti finanziari infruttiferi
Attività finanziarie 50.216 70.980
Passività finanziarie (38.989) (46.702)

Analisi di sensitività del fair value degli strumenti finanziari a tasso fisso

Al 31 dicembre 2025, il Gruppo detiene strumenti finanziari fruttiferi di interessi a tasso fisso costituiti esclusivamente da disponibilità liquide depositate presso alcuni istituti di credito.

Analisi di sensitività dei flussi finanziari degli strumenti finanziari a tasso variabile

L'analisi di sensitività è svolta con riferimento alle disponibilità liquide fruttifere di tasso di interesse variabile ed ai debiti finanziari correnti e non correnti verso banche.

Se la curva dei tassi di interesse fosse aumentata di 100 basis point alla data di chiusura del bilancio, il patrimonio netto e il risultato netto sarebbero diminuiti di Euro 252 (al 31 dicembre 2024 -385 Euro).

Se la curva dei tassi interesse fosse diminuita di 100 basis point alla data di chiusura del bilancio, il patrimonio netto e il risultato netto sarebbero aumentati di Euro 252 (al 31 dicembre 2024 +385 Euro).

L'analisi è stata svolta presupponendo che le altre variabili siano rimaste costanti.

Rischio di variazione del prezzo delle commodity

Il Gruppo effettua operazioni di copertura tramite swap sul prezzo di vendita ed acquisto del gas metano e sul prezzo di vendita del brent, per evitare i possibili effetti negativi indotti sui flussi di cassa e sulle prospettive di reddito.

La copertura (di tipo economic hedging) permette di fissare mediante acquisto di strumenti derivati i prezzi di vendita e/o di approvvigionamento.

Al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, tutte le coperture in essere rispettano i requisiti formali e sostanziali richiesti dall'IFRS 9 per essere classificati come strumenti di copertura e trattati in hedge accounting. Al 31 dicembre 2025, quindi, risulta in essere una riserva di patrimonio di cash flow hedge positiva pari ad Euro 5.527 (al 31 dicembre 2024 riserva negativa pari a Euro 3.891), al netto del relativo impatto fiscale.

Analisi di sensitività derivanti dall'utilizzo di strumenti finanziari

Una variazione positiva/negativa del prezzo del gas del 10% rispetto alle quotazioni correnti a fine esercizio avrebbe comportato un aumento (decremento) del patrimonio netto e del risultato netto in relazione agli strumenti derivati per la copertura del rischio di oscillazione del prezzo delle commodity secondo gli importi riportati nella seguente tabella.

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Effetto a P.N. Effetto a C.E. Effetto a P.N. Effetto a C.E.
Prezzo Gas + 10% (1.116) - (2.751) (4)
Prezzo Gas – 10% 1.116 - 2.751 4

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Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024, il Gruppo non deteneva strumenti derivati di copertura sul prezzo del brent.
Con riferimento ai rischi sui margini derivanti dall’oscillazione dei prezzi delle commodity, si rimanda a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

3. Gestione del capitale

L’obiettivo primario della gestione del capitale del gruppo è garantire che sia mantenuto un adeguato rating creditizio ed adeguati livelli degli indicatori di capitale in modo da supportare l’attività, massimizzare il valore per gli azionisti e ridurre il costo del capitale.
Il Gruppo gestisce la struttura del capitale e lo modifica in funzione di variazioni nelle condizioni economiche. Per mantenere o adeguare la struttura del capitale, il Gruppo può adeguare i dividendi pagati agli azionisti, rimborsare il capitale o emettere nuove azioni.
Nessuna variazione è stata apportata agli obiettivi, alle politiche o alle procedure durante gli esercizi 2025 e 2024.
Il Gruppo verifica il proprio capitale mediante il rapporto di gearing, ovvero rapportando il debito netto al totale del patrimonio netto più il debito netto. La politica del gruppo mira a mantenere tale rapporto sotto il 50%, salvo operazioni straordinarie in presenza delle quali tale rapporto può non essere mantenuto. In tal caso, il Gruppo valuta la necessità di effettuare un aumento di capitale per ripristinare la soglia-obiettivo.
Il Gruppo include nel debito netto i finanziamenti onerosi al netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti.

2025 2024
Debiti finanziari 47.855 52.928
Disponibilità (42.319) (29.101)
Debito Netto 5.536 23.827
Patrimonio Netto 247.002 231.092
Totale Capitale 252.538 254.919
Gearing ratio 2,19% 9,35%

4. Gerarchia del Fair Value secondo l’IFRS 9

L’IFRS 9 richiede che la classificazione degli strumenti finanziari al fair value sia determinata in base alla qualità delle fonti degli input usati nella valutazione del fair value.
Qui di seguito, si evidenzia la classificazione IFRS 9 per gli strumenti finanziari posseduti dal Gruppo:

Totale di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale valutato a fair value Altro
ATTIVO
Altre attività finanziarie non correnti 718 - - - - 718
Fair value corrente 3.669 - 3.669 - - 3.669
PASSIVO
Debiti finanziari non correnti 546 - - - - 546
Debiti per lease non correnti 7.929 - - - - 7.929
Debiti finanziari correnti 30.042 - - - - 30.042
Debiti per lease correnti 9.338 - - - - 9.338

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(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Si precisa che la classificazione degli strumenti finanziari può comportare una significativa discrezionalità, ancorché, in accordo con gli IFRS, il Gruppo utilizza, qualora disponibili, prezzi quotati in mercati attivi come migliore stima del fair value di tutti gli strumenti derivati.

5. Classi di strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari iscritti nello stato patrimoniale del Gruppo sono così raggruppabili per classi (è indicato per ognuna sia il valore contabile sia il fair value):

31.12.2025

Valore contabile Finanziamenti e crediti Attività/ passività finanziarie a conto economico Attività/ passività finanziarie in regime di hedge accounting Attività/ passività fin. fair value a conto econ. complessivo Altre passività Costo amm-ortizzato Totale voce contabile Fair value
ATTIVO
Altre attività finanz. non correnti 718 718 - - - - - 718 718
Fair value Corrente 3.669 - - 3.669 - - - 3.669 3.669
Crediti commerciali 32.423 32.423 - - - - - 32.423 32.423
Crediti vs. altri 5.997 5.997 - - - - - 14.389 5.997
Disponibilità liquide 42.319 42.319 - - - - - 42.319 42.319
Totale 85.126 81.457 - - - - - 93.518 85.126
PASSIVO
Debiti finanz. non correnti 546 - - - - - 546 546 546
Debiti per lease non correnti 7.929 - - - - - 7.929 7.929 7.929
Debiti vs. altri non correnti 2.758 - - - - 2.758 - 2.758 2.758
Debiti finanziari correnti 30.042 - - - - 20.057 9.985 30.042 30.042
Debiti per lease correnti 9.338 - - - - - 9.338 9.338 9.338
Debiti commerciali 29.268 - - - - 29.268 - 29.268 29.268
Debiti vs. altri correnti 9.668 - - - - 9.668 - 23.676 9.668
Totale 89.549 - - - - 61.751 27.798 103.557 89.549

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31.12.2024

Valore contabile Finanziamenti e crediti Attività/ passività finanziarie fair value a conto economico Attività/ passività finanziarie in regime di hedge accounting Attività/ passività fin. fair value a conto econ. complessivo Altre passività Costo amm- ortizzato Totale voce contabile Fair value
ATTIVO
Altre attività finanz. non correnti 749 749 - - - - - 749 749
Crediti commerciali 36.871 36.871 - - - - - 36.871 36.871
Crediti vs. altri 4.259 4.259 - - - - - 14.152 4.259
Disponibilità liquide 29.101 29.101 - - - - - 29.101 29.101
Totale 70.980 70.980 - - - - - 80.873 70.980
PASSIVO
Debiti finanz. non correnti 10.519 - - - - - 10.519 10.519 10.519
Debiti per lease non correnti 2.717 - - - - - 2.717 2.717 2.717
Debiti vs. altri non correnti 2.563 - - - - 2.563 - 2.563 2.563
Debiti finanziari correnti 38.741 - - - - 33.073 5.668 38.741 38.741
Fair value corrente 4.621 - - 4.621 - - - 4.621 4.621
Debiti per lease correnti 951 - - - - - 951 951 951
Debiti commerciali 30.619 - - - - 30.619 - 30.619 30.619
Debiti vs. altri correnti 13.015 - - - - 13.015 - 22.327 13.015
Totale 103.386 - - 4.621 - 79.270 19.855 112.698 103.386

Criteri per la determinazione del fair value

I metodi e le principali assunzioni utilizzate per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari sono indicati di seguito.

Strumenti finanziari derivati

Il fair value dei contratti swap sull'oscillazione del prezzo del gas metano e del brent viene determinato sulla base di una modellistica interna, alimentata dalle curve dei prezzi quotati alla data di bilancio. Poiché l'orizzonte temporale di tali contratti derivati risulta inferiore ad 1 anno, si è valutato non rilevante considerare il rischio di mancata performance del Gruppo e della controparte.

Passività finanziarie

Il fair value delle passività finanziarie è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Crediti commerciali ed altri crediti

Il fair value dei crediti commerciali e degli altri crediti è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri per capitale ed interessi attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

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sales
exchange
central

Gruppo Gas Plus
Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Tassi di interesse utilizzati per calcolare il fair value
I tassi di interesse utilizzati per attualizzare i flussi finanziari previsti, ove applicabile, si basano sulla curva dei tassi di mercato alla data di bilancio incrementati di un credit spread adeguato.

Per il Consiglio di Amministrazione

L’Amministratore Delegato
(Davide Usberti)

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e

GRUPPO GAS PLUS

Notte esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  1. I sottoscritti Davide Usberti e Germano Rossi, in qualità rispettivamente di Amministratore Delegato e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Gas Plus S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  2. l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e

  3. l’effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025.

  4. L’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025 è stata valutata utilizzando come standard di riferimento l’Internal Control – Integrated Framework pubblicato dal COSO (Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission) nel mese di maggio 2013 e che rappresenta un modello di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

  5. Si attesta, inoltre, che:

3.1 il bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025:

a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento.

3.2 La relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell’emittente e dell’insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Milano, 9 aprile 2026

Davide Usberti
Amministratore Delegato

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Gruppo Gas Plus

Note esplicative al bilancio consolidato chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in migliaia di Euro se non diversamente indicato)

COMPENSI DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE CONTABILE E DELLE ENTITÀ APPARTENENTI ALLA SUA RETE

Ai sensi dell'art. 149-duodecies “Pubblicità dei corrispettivi” del regolamento Emittenti, introdotto da Consob con delibera n. 15915 del 3 maggio 2008, i compensi che la società di revisione e le entità alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo e categoria, sono riepilogati nella tabella che segue:

Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Note Corrispettivi 2025 (Euro migliaia)
Revisione contabile EY S.p.A. Capogruppo Gas Plus S.p.A. 115
Revisione contabile EY S.p.A. Società controllate 79
Rete EY Società controllate 28
Altri servizi EY S.p.A. Capogruppo Gas Plus S.p.A. (1) 5
EY S.p.A. Società controllate (1) 6
EY S.p.A. Società controllate (2) 10

Totale 243

(1) Revisione dei conti annuali separati relativamente alle attività del settore gas.
(2) Certificazione tariffe joint ventures.

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GAS PLUS S.p.A.

Bilancio separato dell'esercizio al 31 dicembre 2025

Prospetti Contabili e Note Esplicative

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Bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Indice

SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA ... 159
CONTO ECONOMICO ... 160
CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO ... 161
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO ... 162
RENDICONTO FINANZIARIO ... 163
NOTE ESPlicative ... 164
1. Informazioni societarie ... 164
2. Forma e contenuto del bilancio ... 164
3. Principi contabili e criteri di valutazione ... 165
4. Immobili, impianti e macchinari ... 181
5. Diritti d'uso ... 182
6. Immobilizzazioni immateriali ... 183
7. Partecipazioni in società controllate ... 183
8. Fair value (derivati finanziari attivi e passivi) ... 188
9. Imposte sul reddito ... 188
10. Crediti commerciali ... 190
11. Altri crediti ... 190
12. Attività e passività finanziarie verso società controllate ... 191
13. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti ... 191
14. Patrimonio netto ... 192
15. Debiti finanziari correnti e non correnti ... 194
16. Debiti finanziari per lease correnti e non correnti ... 196
17. Fondo per benefici ai dipendenti ... 197
18. Debiti commerciali ... 198
19. Altri debiti ... 198
20. Ricavi ... 199
21. Costi per materie prime, materiali di consumo e servizi ... 199
22. Costi per il personale ... 200
23. Proventi ed oneri diversi ... 200
24. Proventi ed oneri finanziari ... 201
25. Impegni e rischi ... 202
26. Rapporti con parti correlate ... 202
27. Eventi successivi alla data di bilancio ... 206
28. Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri ... 206
29. Altre informazioni ... 212

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

SITUAZIONE PATRIMONIALE FINANZIARIA

Al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in Euro Note 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
di cui con parti correlate di cui con parti correlate
ATTIVITÀ
Attività non correnti
Immobili, impianti e macchinari 4 196.278 234.566
Diritti d'uso 5 1.502.262 1.435.239 408.736 354.725
Immobilizzazioni immateriali 6 5.836 14.002
Partecipazioni in società controllate 7 277.171.977 277.171.977 296.982.772 296.982.772
Imposte differite attive 9 839.946 459.644
Totale attività non correnti 279.716.299 298.099.720
Attività correnti
Crediti commerciali 10 2.657.374 2.657.374 1.297.766 1.297.766
Altri crediti 11 6.917.253 2.711.740 3.230.236 2.415.962
Attività finanziarie verso società controllate 12 1.600.906 1.600.906 3.316.486 3.316.486
Fair value (derivati finanziari attivi) 8 3.669.030 4.620.850 4.620.850
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 13 20.046.171 7.234.888
Totale attività correnti 34.890.734 19.700.226
TOTALE ATTIVITÀ 314.607.033 317.799.946
PATRIMONIO NETTO
Capitale sociale 14 23.353.002 23.353.002
Riserve 14 97.294.813 97.255.217
Utili a nuovo 14 58.284.241 34.422.738
Azioni proprie 14 (9.599.592) (9.599.592)
Risultato del periodo 14 23.077.507 3.332.692
TOTALE PATRIMONIO NETTO 192.409.971 148.764.057
PASSIVITÀ
Passività non correnti
Debiti finanziari 15 - 5.825.552
Debiti finanziari per lease 16 1.294.905 1.262.378 135.822 125.564
Fondo per benefici ai dipendenti 17 1.305.712 1.282.578
Passività per imposte differite 9 95.872 264.087
Totale passività non correnti 2.696.489 7.508.039
Passività correnti
Debiti commerciali 28 1.246.332 736.386 1.183.866 534.342
Debiti finanziari 15 25.847.504 31.629.207
Passività finanziarie verso società controllate 12 82.924.169 82.924.169 118.863.503 118.863.503
Fair value (derivati finanziari passivi) 8 3.669.030 3.669.030 4.620.850
Debiti finanziari per lease 16 237.291 202.378 294.508 249.570
Altri debiti 19 5.137.898 3.667.857 4.493.797 2.814.793
Debiti per imposte sul reddito 9 438.349 442.119
Totale passività correnti 119.500.573 161.527.850
TOTALE PASSIVITÀ 122.197.062 169.035.889
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ 314.607.033 317.799.946

Per un dettaglio delle transazioni con parti correlate si rinvia alla nota n. 26, Rapporti con parti correlate.


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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

CONTO ECONOMICO

Per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in Euro Note 2025 2024
di cui con parti correlate di cui con parti correlate
Ricavi delle vendite 20 4.123.365 4.123.365 4.226.420 4.226.420
Altri ricavi e proventi 20 10.785 2.199
Totale Ricavi 4.134.150 4.228.619
Costi per materie prime e materiali di consumo 21 (27.279) (29.752)
Costi per servizi e altri 21 (3.174.449) (119.257) (3.076.882) (112.084)
Costo del personale 22 (4.309.289) (3.353.107)
Proventi ed (oneri) diversi 23 30.134.809 30.134.809 10.361.347 10.361.347
Ammortamenti 4-5-6 (341.819) (227.062) (365.649) (235.543)
RISULTATO OPERATIVO 26.416.123 7.764.576
Proventi finanziari 24 9.184.276 286.971 6.392.076 5.891.725
Oneri finanziari 24 (11.959.703) (10.073.363) (10.717.876) (2.180.077)
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE 23.640.696 3.438.776
Imposte sul reddito 9 (563.189) (106.084)
RISULTATO DELL'ESERCIZIO 23.077.507 3.332.692

Per un dettaglio dei costi e ricavi verso parti correlate si veda la nota n. 26, Rapporti con parti correlate.

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Bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

Per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in Euro 2025 2024
Risultato dell’esercizio 23.077.507 3.332.692
Altre componenti di conto economico complessivo che saranno riclassificate nel risultato di esercizio:
Delta attuariali Fondo TFR 52.100 5.875
Imposte (12.504) (1.410)
39.596 4.465
Variazioni di fair value dei derivati in regime di hedge accounting - (466.977)
Imposte - 112.074
- (354.903)
Totale utile (perdita) di conto economico complessivo al netto delle imposte 39.596 (350.438)
Risultato del periodo complessivo al netto delle imposte 23.117.103 2.982.254

Per maggiori informazioni si rinvia alla nota n. 14, Patrimonio Netto.

161


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Bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO

Per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024

Importi in Euro Capitale Sociale Riserve Utili (perdite) a nuovo Azioni proprie (1) Risultato d'esercizio Totale patrimonio
Riserva legale Riserva sovraprezzo azioni Versamenti C/ capitale Riserva di copertura derivati Riserva differenze attuariali fondi benefici dipendenti Totale Riserve
Saldo al 31 dicembre 2023 23.353.002 4.670.600 85.605.531 7.041.890 354.903 (67.296) 97.605.655 40.577.884 (9.599.592) 380.795 152.317.744
Destinazione utile - - - - - - - 380.795 - (380.795) -
Distribuzione dividendi - - - - - - - (6.535.941) - - (6.535.941)
Risultato di esercizio al 31 dicembre 2024 - - - - - - - - - 3.332.692 3.332.692
Variazioni del risultato complessivo - - - - (354.903) 4.465 (350.438) - - - (350.438)
Saldo al 31 dicembre 2024 23.353.002 4.670.600 85.605.531 7.041.890 - (62.804) 97.255.217 34.422.738 (9.599.592) 3.332.692 148.764.057
Destinazione utile - - - - - - - 3.332.692 - (3.332.692) -
Distribuzione dividendi - - - - - - - (8.714.589) - - (8.714.589)
Avanzo di fusione di Gas Plus - - - - - - - - - - -
International Holding S.r.l. - - - - - - - 29.243.400 - - 29.243.400
Risultato di esercizio al 31 dicembre 2025 - - - - - - - - - 23.077.507 23.077.507
Variazioni del risultato complessivo - - - - - 39.596 39.596 - - - 39.596
Saldo al 31 dicembre 2025 23.353.002 4.670.600 85.605.531 7.041.890 - (23.208) 97.294.816 58.284.241 (9.599.592) 23.077.507 192.409.971

(1) = al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. detiene 1.336.677 azioni proprie (pari al 2,98% del capitale sociale) per un corrispettivo complessivo di 9.599.592 Euro.


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Bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

RENDICONTO FINANZIARIO

Per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e 31 dicembre 2024

2025 2024
Flussi finanziari dell'attività operativa
Risultato dell'esercizio 23.077.507 3.332.692
Ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari 61.697 57.666
Ammortamenti dei diritti d'uso 271.226 293.162
Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali 8.896 14.821
Svalutazioni partecipazioni in imprese controllate 185.106 223.946
Dividendi da società controllate (30.319.915) (10.585.293)
Imposte sul reddito 563.189 106.084
(Proventi) oneri finanziari complessivi 2.775.427 4.325.800
Variazione crediti commerciali verso terzi e correlate (1.362.078) (165.728)
Variazione debiti commerciali verso terzi e correlate 205.948 (178.580)
Variazione fondi per benefici ai dipendenti 31.053 8.213
Variazione crediti per regime IVA di gruppo verso società controllate 1.143.105 197.570
Dividendi incassati da società controllate 30.319.931 10.585.293
Oneri finanziari netti pagati nel periodo (2.644.899) (4.157.674)
Incassi (pagamenti) da società controllate per consolidato fiscale 2.955.908 7.771.737
Imposte nette sul reddito pagate (4.120.045) (7.028.930)
Variazione netta altre attività e passività correnti (4.642.071) 461.300
Flussi finanziari netti generati dall'attività operativa 18.509.985 5.262.079
Acquisto di beni materiali (23.409) (64.426)
Acquisto di beni immateriali (730) (8.900)
Investimenti in partecipazioni (20.612) -
Acquisizioni da aggregazioni di imprese, al netto della cassa acquisita (56) -
Incassi per liquidazione partecipazioni 123.229 -
Flussi finanziari netti generati / (utilizzati) nell'attività di investimento 78.422 (73.326)
Nuovi finanziamenti bancari 5.000.000 32.500.000
Finanziamenti rimborsati (16.647.647) (50.618.182)
Rimborso per debiti per lease (262.886) (272.220)
Dividendi pagati (8.714.589) (6.535.941)
Variazione netta per attività di cash pooling 14.893.953 15.089.738
Altre variazioni delle passività finanziarie (45.955) 265.401
Flussi finanziari netti generati (utilizzati) nell'attività di finanziamento (5.777.124) (9.571.204)
Incremento (decremento) delle disponibilità liquide 12.811.283 (4.382.451)
--- --- ---
Disponibilità liquide all'inizio del periodo 7.243.888 11.617.339
Disponibilità liquide alla fine del periodo 20.046.171 7.234.888

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

NOTE ESPlicative

1. Informazioni societarie

Gas Plus S.p.A. (di seguito anche la “Società”, “Gas Plus” o la “Capogruppo”) è una società per azioni quotata sul mercato telematico azionario gestito e organizzato da Borsa Italiana S.p.A. La Società è costituita in Italia ed è iscritta al registro delle Imprese di Milano.

Gas Plus S.p.A. è controllata al 76,08% da US.FIN. S.r.l., che non esercita attività di direzione e coordinamento.

Gas Plus S.p.A. ha sede legale in Italia, a Milano, in Viale Enrico Forlanini n. 17.
La Società ha due sedi secondarie a Fornovo di Taro (PR) e Porzano di Leno (BS).
Nel corso del 2025 non risultano cambiamenti nella denominazione sociale.

A far data dal 6 dicembre 2006, le azioni di Gas Plus S.p.A. sono quotate sul mercato telematico azionario gestito e organizzato da Borsa Italiana S.p.A..

Gas Plus S.p.A. ha provveduto a redigere il bilancio consolidato che viene presentato unitamente al bilancio separato. La pubblicazione del bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stata autorizzata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 9 aprile 2026.

2. Forma e contenuto del bilancio

A seguito dell'entrata in vigore del Regolamento Europeo n. 1606/2002 emanato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo nel mese di luglio 2002, le società con titoli ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato degli Stati membri dell'Unione Europea devono redigere dal 2005 i loro bilanci conformemente agli IFRS.

In virtù delle opzioni offerte dal D. Lgs. 38/2005, Gas Plus S.p.A. ha optato di utilizzare i principi contabili internazionali per la redazione del bilancio individuale, separato rispetto al consolidato, dall'esercizio chiuso al 31 dicembre 2006.

Il bilancio separato chiuso al 31 dicembre 2025 di Gas Plus S.p.A. è stato redatto in conformità ai principi contabili internazionali (IAS/IFRS) e ai criteri di valutazione stabiliti dagli International Financial Reporting Standards (“IFRS”) emessi dall’International Accounting Standards Board (“IASB”) e omologati dall’Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell’Art. 9 del D. Lgs. n. 38/2005, ivi incluse tutte le interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (“IFRIC”), precedentemente denominate Standing Interpretations Committee (“SIC”).

Il bilancio è redatto con l’intento di presentare la veritiera e corretta situazione patrimoniale, finanziaria, il risultato economico dell’esercizio e i flussi finanziari. Il bilancio è stato redatto nel rispetto del principio della competenza economica (IAS 1 par. 25 e 26) e nel rispetto della coerenza di presentazione e classificazione delle voci di bilancio (IAS 1 par. 27). Le attività e le passività, i proventi

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

ed i costi non sono stati soggetti a compensazione se non richiesto o consentito da un principio o da interpretazione (IAS 1 par. 32).

Come descritto all'interno della Relazione sulla Gestione, il presente bilancio è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale, in quanto gli Amministratori hanno verificato l'insussistenza di indicatori di carattere finanziario, gestionale o di altro genere che potessero segnalare criticità circa la capacità della Società di far fronte alle proprie obbligazioni nel prevedibile futuro, inteso come l'orizzonte temporale di almeno 12 mesi dalla data di approvazione del presente documento. I rischi e le incertezze relative al business sono descritti nelle sezioni dedicate della Relazione sulla Gestione.

Il bilancio è presentato in Euro e gli importi sono esposti in Euro, salvo quando diversamente indicato. Per quanto riguarda la presentazione del bilancio la Società ha effettuato le seguenti scelte:

  • nello stato patrimoniale sono esposte separatamente le attività correnti e non correnti e le passività correnti e non correnti. Le attività correnti che includono liquidità e mezzi equivalenti sono quelle destinate ad essere realizzate, cedute o consumate nel normale ciclo operativo della Società. Le attività non correnti comprendono i saldi attivi con ciclo di realizzo oltre i dodici mesi, comprese le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e le imposte anticipate. Le passività correnti comprendono i debiti esigibili entro i dodici mesi, compresa la quota corrente dei finanziamenti non correnti. Le passività non correnti comprendono i debiti esigibili oltre i dodici mesi, compresi i debiti finanziari, i fondi relativi al personale e le imposte differite;
  • il conto economico presenta una classificazione dei costi per natura ed evidenzia il risultato prima degli oneri finanziari e delle imposte;
  • il conto economico complessivo consolidato, presentato separatamente dal conto economico, raccoglie le variazioni non transitate a Conto Economico, ma imputate direttamente a Patrimonio Netto sulla base di specifici principi contabili IAS/IFRS;
  • il prospetto delle variazioni del patrimonio netto riporta le informazioni con evidenza separata del risultato di esercizio complessivo e di ogni altra variazione non transitata a Conto Economico, ma imputata direttamente a Patrimonio Netto sulla base di specifici principi contabili IAS/IFRS;
  • il rendiconto finanziario evidenzia separatamente i flussi finanziari derivanti dall'attività operativa, di investimento e di finanziamento. Per la sua redazione è stato utilizzato il metodo indiretto.

3. Principi contabili e criteri di valutazione

Criteri di valutazione

Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari acquisiti separatamente sono iscritti al costo, mentre quelli acquisiti attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzati in base al fair value determinato alla data di acquisizione.

Gli immobili, gli impianti e i macchinari sono rilevati al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, incrementato, quando rilevante ed in presenza di obbligazioni attuali, del valore attuale del costo stimato per lo smantellamento e la rimozione dell'attività. Qualora parti significative di tali attività materiali abbiano differenti vite utili, tali componenti sono contabilizzate separatamente. I terreni, sia liberi da costruzione sia pertinenziali a fabbricati, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Le aliquote di ammortamento utilizzate per determinare le vite economico-tecniche utilizzate, rimaste invariate rispetto all'esercizio precedente, sono le seguenti:

Categoria: Aliquota d'ammortamento
Mobili/arredi/macchine d'ufficio 12,0%
Impianti telefonici 20,0%
Macchine elettroniche 20,0%
Automezzi 20,0-25,0%

Al momento della vendita o quando non sussistono benefici economici futuri attesi dall'uso di un bene, esso viene eliminato dal bilancio e l'eventuale perdita o utile (calcolata come differenza tra il valore di cessione e il valore di carico) viene rilevata a conto economico al momento della suddetta eliminazione. Il valore residuo del bene, la vita utile e i metodi di ammortamento applicati sono rivisti con frequenza annuale e adeguati, se necessario, alla fine di ciascun esercizio.

Leasing

La Società valuta all'atto della sottoscrizione di un contratto se è, o contiene, un leasing, in altri termini, se il contratto conferisce il diritto di controllare l'uso di un bene identificato per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo. Tale diritto sussiste se il contratto attribuisce al locatario il diritto di dirigere l'asset e ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici derivanti dal suo utilizzo. La Società iscrive l'attività per diritto d'uso che rappresenta il diritto ad utilizzare il bene sottostante il contratto e le passività relative ai pagamenti del leasing.

Attività per diritti d'uso

Le attività per diritti d'uso sono iscritte, alla data di inizio del leasing (cioè la data in cui l'attività sottostante è disponibile per l'uso), al costo, al netto degli ammortamenti accumulati e delle perdite di valore, e rettificati per qualsiasi rimisurazione delle passività di leasing. Il costo delle attività per il diritto d'uso comprende l'ammontare delle passività di leasing rilevate, i costi diretti iniziali sostenuti e i pagamenti di leasing effettuati alla data di decorrenza o prima dell'inizio al netto di tutti gli eventuali incentivi ricevuti. Le attività per diritto d'uso sono ammortizzate in quote costanti dalla data di inizio del leasing alla fine della vita utile dell'attività consistente nel diritto di utilizzo o, se anteriore, al termine della durata del leasing.

Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al locatario al termine della durata del leasing o se il costo dell'attività consistente nel diritto di utilizzo riflette il fatto che il locatario eserciterà l'opzione di acquisto, il locatario deve ammortizzare l'attività consistente nel diritto d'uso dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante.

Le attività per diritti d'uso sono sottoposte a test di recuperabilità (impairment) ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore.

Debiti finanziari per lease

Alla data di inizio del leasing, quale contropartita dell'attività di diritto d'uso, la Società rileva le passività di leasing misurandole al valore attuale dei pagamenti dovuti per il leasing non versati a tale data. I pagamenti dovuti includono i pagamenti fissi al netto di eventuali incentivi da ricevere, i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso, gli importi che si prevede dovranno essere pagati a titolo di garanzie del valore residuo. La durata del leasing è determinata considerando il periodo non annullabile del contratto, nonché, ove vi sia la ragionevole certezza, anche i periodi considerati dalle opzioni di estensione ovvero connessi al mancato esercizio delle opzioni di risoluzione anticipata del contratto.

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Nel calcolo del valore attuale dei pagamenti dovuti, la Società usa un tasso di sconto pari al tasso di interesse implicito nel leasing, ovvero, qualora questo non fosse ragionevolmente determinabile, il tasso di finanziamento marginale della Società. Quest'ultimo è definito sulla base delle linee di finanziamento disponibili della Società alla data di inizio del contratto. Dopo la data di inizio del contratto, la passività del leasing è valutata sulla base del costo ammortizzato, si incrementa per tener conto degli interessi sulla passività del leasing e diminuisce per considerare i pagamenti effettuati. Inoltre, il valore contabile dei debiti per leasing è rideterminato, generalmente con contropartita nelle attività per diritti d'uso, a seguito di:

  • rinegoziazioni contrattuali che non danno origine ad un nuovo leasing separato;
  • variazioni di indici o tassi (a cui sono correlati i pagamenti variabili);
  • modifiche nella valutazione in merito all'esercizio delle opzioni contrattualmente previste di riscatto del bene locato oppure estensione / risoluzione anticipata del contratto.

Leasing di breve durata e leasing di attività a modesto valore

La Società applica l'esenzione per la rilevazione di leasing di breve durata relativi a software, fabbricati ed altri beni (i leasing che hanno una durata di 12 mesi) e l'esenzione per i leasing relativi ad attività a modesto valore (inferiori a 5 mila dollari statunitensi). I canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di attività a modesto valore sono rilevati tra i costi per servizi in quote costanti lungo la durata leasing.

Attività immateriali

Un'attività immateriale viene rilevata contabilmente solo se è identificabile, controllabile, ed è prevedibile che generi benefici economici futuri e il suo costo può essere determinato in modo attendibile.

Le attività immateriali acquisite separatamente sono iscritte inizialmente al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzate al fair value alla data di acquisizione. Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali sono iscritte al costo al netto dei fondi di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate. Le attività immateriali prodotte internamente non sono capitalizzate e si rilevano nel conto economico dell'esercizio in cui sono state sostenute.

La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.

Le attività immateriali con vita definita sono ammortizzate lungo la loro vita utile e sottoposte a test di recuperabilità (impairment) ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore. Il periodo e il metodo di ammortamento ad esse applicato vengono riesaminati alla fine di ciascun esercizio o più frequentemente se necessario. Variazioni della vita utile attesa o delle modalità con cui i futuri benefici economici legati all'attività immateriale sono conseguiti dalla Società sono rilevate modificando il periodo o il metodo di ammortamento e trattate come modifiche delle stime contabili. Le quote di ammortamento delle attività immateriali con vita definita sono rilevate a conto economico nella categoria di costo coerente con la funzione dell'attività immateriale.

I tassi annui di ammortamento utilizzati sono correlati al periodo di prevista utilità.

Le attività immateriali con vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma sono sottoposte annualmente alla verifica di perdita di valore, sia a livello individuale sia a livello di unità generatrice di cassa. La valutazione della vita utile indefinita è rivista annualmente per determinare se tale attribuzione continua ad essere sostenibile; altrimenti, il cambiamento da vita utile indefinita a vita utile definita si applica su base prospettica.

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Gli utili o le perdite derivanti dall'eliminazione di un bene immateriale sono misurati come la differenza fra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell'attività immateriale e sono rilevati a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Partecipazioni in società controllate

Le partecipazioni in società controllate sono rilevate con il criterio del costo. I dividendi da società controllate sono rilevati come proventi diversi nel conto economico solo nella misura in cui si riferiscono agli utili portati a nuovo dalla controllata e generati successivamente alla data di acquisizione.

Ad ogni chiusura di bilancio, la Società, in presenza di obiettive evidenze di perdite di valore, valuta, tramite test di impairment, il valore recuperabile delle partecipazioni confrontando il valore di iscrizione della partecipazione con il relativo valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi di dismissione, e il valore d'uso e, qualora risulti inferiore al valore iscritto in bilancio, svaluta tali partecipazioni al loro valore recuperabile.

Il valore d'uso è determinato attualizzando i flussi di cassa attesi dalla partecipazione. Nel determinare il valore d'uso, la Società sconta al valore attuale i flussi finanziari stimati futuri usando un tasso di attualizzazione post-imposte che riflette le valutazioni di mercato sul valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

In assenza di evidenze differenti, il valore d'uso è fatto almeno pari al patrimonio netto della società partecipata.

Qualora esistano evidenze che le partecipazioni abbiano subito una perdita di valore, la stessa è rilevata nel conto economico come svalutazione. Nel caso l'eventuale quota di pertinenza della Società delle perdite della partecipata ecceda il valore contabile della partecipazione e la Società abbia l'obbligo o l'intenzione di risponderne, si procede ad azzerare il valore della partecipazione e la quota delle ulteriori perdite è rilevata come fondo nel passivo.

Infine, se successivamente la perdita di valore venga meno o si riduca, viene rilevato a conto economico un ripristino di valore nei limiti del costo.

Gli eventuali ripristini di valore e svalutazioni sono rilevati come proventi e oneri diversi nel conto economico.

Le società controllate costituiscono le singole cash generating unit (CGU).

Le CGU sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business della Società, come attività che generano flussi di cassa in entrata indipendenti derivanti dall'utilizzo continuativo delle stesse.

Perdita di valore delle altre attività non correnti

Ad ogni chiusura di bilancio, la Società valuta l'eventuale esistenza di indicatori di perdita di valore delle altre attività non correnti, vale a dire immobili, impianti e macchinari, attività per diritti d'uso ed attività immateriali. In tal caso, o nei casi in cui è richiesta una verifica annuale sulla perdita di valore, la Società effettua una stima del valore recuperabile. Il valore recuperabile è il maggiore fra il fair value di un'attività o unità generatrice di flussi finanziari al netto dei costi di vendita e il suo valore d'uso. Il valore recuperabile viene determinato per singola attività, tranne quando tale attività non generi flussi finanziari che siano ampiamente indipendenti da quelli generati da altre attività o gruppi di attività. Se il valore contabile di un'attività è superiore al suo valore recuperabile, tale attività ha subito una perdita di valore ed è conseguentemente svalutata fino a riportarla al valore recuperabile.

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Nel determinare il valore d'uso, la Società sconta al valore attuale i flussi finanziari stimati futuri usando un tasso di attualizzazione pre-imposte che riflette le valutazioni di mercato sul valore attuale del denaro e i rischi specifici dell'attività.

Le perdite di valore subite da attività in funzionamento sono rilevate a conto economico nelle categorie di costo coerenti con la funzione dell'attività che ha evidenziato la perdita di valore.

Ad ogni chiusura di bilancio, la Società valuta inoltre l'eventuale esistenza di indicazioni del venir meno (o della riduzione) di perdite di valore precedentemente rilevate e qualora tali indicazioni esistano, stima il nuovo valore recuperabile dell'attività. Il valore di un'attività precedentemente svalutata può essere ripristinato, ad eccezione delle svalutazioni dell'avviamento, solo se vi sono stati cambiamenti nelle stime utilizzate per determinare il valore recuperabile dell'attività successivi alla rilevazione dell'ultima perdita di valore. La ripresa di valore non può eccedere il valore di carico che sarebbe stato determinato, al netto degli ammortamenti, nell'ipotesi in cui nessuna perdita di valore fosse stata registrata negli esercizi precedenti. Tale ripristino viene rilevato quale provento a conto economico, tranne quando l'attività è iscritta a un importo rivalutato, caso in cui il ripristino è trattato come una rivalutazione. Dopo che è stato rilevato un ripristino di valore, la quota di ammortamento dell'attività è rettificata nei periodi futuri, al fine di ripartire il valore contabile modificato, al netto di eventuali valori residui, lungo la restante vita utile.

Attività finanziarie

Il principio IFRS 9, Strumenti finanziari, prevede un modello di classificazione e valutazione delle attività finanziarie basato sulle modalità di gestione degli strumenti finanziari e sulle caratteristiche dei flussi contrattuali delle attività finanziarie stesse, al fine di determinarne il corretto criterio di valutazione.

I criteri di valutazione che possono essere adottati per le diverse tipologie di strumenti finanziari sono:
1) attività finanziarie al costo ammortizzato;
2) attività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico;
3) attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo.

La Società determina la classificazione delle proprie attività finanziarie nel momento della rilevazione iniziale e, ove adeguato e consentito, rivede tale classificazione alla chiusura di ciascun esercizio.

Tutti gli acquisti e vendite di attività finanziarie sono rilevati alla data di negoziazione, ovvero alla data in cui la Società assume l'impegno di acquistare o vendere l'attività.

Attività finanziarie al costo ammortizzato

Le attività finanziarie al costo ammortizzato includono i finanziamenti ed i crediti con pagamenti fissi o determinabili che non sono quotati su un mercato attivo. Dopo la rilevazione iniziale, tali attività sono rilevate secondo il criterio del costo ammortizzato usando il metodo del tasso di interesse effettivo, dedotte le perdite di valore. Il costo ammortizzato è calcolato rilevando eventuali sconti, premi sull'acquisto, onorari o costi che sono parte integrante del tasso di interesse effettivo. Il tasso di interesse effettivo è rilevato come provento finanziario nel conto economico. Le svalutazioni derivanti da perdite di valore sono rilevate nel conto economico come oneri finanziari. Gli utili e le perdite sono iscritti a conto economico quando i finanziamenti e crediti sono contabilmente eliminati o al manifestarsi di perdite di valore, oltre che attraverso il processo di ammortamento. Questa categoria include, normalmente, i crediti commerciali e gli altri crediti.

I crediti commerciali sono iscritti al loro fair value identificato dal valore nominale e successivamente ridotto per le eventuali perdite di valore. I crediti commerciali la cui scadenza non rientra nei normali termini commerciali e che non sono produttivi di interessi, vengono attualizzati.

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Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico

Questa categoria comprende le attività detenute per la negoziazione e le attività designate al momento della prima rilevazione come attività finanziarie al fair value con variazioni rilevate nel conto economico. Le attività detenute per la negoziazione sono tutte quelle attività acquisite per la loro vendita o il loro riacquisto nel breve termine. I derivati, inclusi quelli scorporati, sono classificati come strumenti finanziari detenuti per la negoziazione, salvo che non siano designati come strumenti di copertura efficace (hedge instruments), come definito nello IFRS 9.

Gli strumenti finanziari al fair value con variazioni rilevate nel conto economico sono iscritti nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria al fair value, mentre le variazioni del fair value sono rilevate tra i proventi o tra gli oneri finanziari nel conto economico.

Tutte le attività di tale categoria sono classificate come correnti se sono detenute per trading o se il loro realizzo è previsto essere effettuato entro 12 mesi dalla data di chiusura del bilancio.

Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo

Le attività finanziarie al fair value con variazione imputate al conto economico complessivo comprendono azioni e titoli di debito. Le azioni classificate in tale categoria sono quelle che non sono state classificate al fair value con variazioni imputate al conto economico. I titoli di debito rientranti in questa categoria sono quelli detenuti per un periodo di tempo indefinito e quelli che potrebbero essere venduti in risposta alle necessità di liquidità o al cambiamento delle condizioni di mercato.

Dopo la rilevazione iniziale al costo, tali attività finanziarie sono valutate al fair value e i loro utili e perdite non realizzati sono riconosciuti tra le altre componenti di conto economico complessivo, fino all'eliminazione dell'investimento – momento in cui l'utile o la perdita cumulati sono rilevati tra i proventi ed oneri diversi – ovvero fino a quando non si accerti che hanno subito una perdita di valore – nel qual caso, la perdita cumulata è stornata dalla riserva e riclassificata a conto economico tra gli oneri finanziari. I dividendi percepiti nel periodo in cui sono detenute le attività finanziarie disponibili per la vendita sono rilevati tra i proventi diversi.

Almeno ad ogni chiusura di bilancio, la Società valuta se la capacità e l'intento di vendere a breve termine le proprie attività finanziarie disponibili per la vendita sia ancora appropriato.

Valutazione del fair value degli strumenti finanziari

La Società valuta gli strumenti finanziari al fair value ad ogni chiusura di bilancio.

Il fair value è il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività, o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività, in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione.

Tutte le attività e passività per le quali il fair value viene valutato o esposto in bilancio sono categorizzate in base alla gerarchia del fair value, come di seguito descritta:

  • Livello 1 - i prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui l'entità può accedere alla data di valutazione;
  • Livello 2 - Input diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, osservabili direttamente o indirettamente per l'attività o per la passività;
  • Livello 3 - tecniche di valutazione per le quali i dati di input non sono osservabili per l'attività o per la passività.

La valutazione del fair value è classificata interamente nello stesso livello della gerarchia del fair value in cui è classificato l'input di più basso livello di gerarchia utilizzato per la valutazione.

Per le attività e passività rilevate nel bilancio su base ricorrente, la Società determina se siano intervenuti dei trasferimenti tra i livelli della gerarchia rivedendo la categorizzazione (basata sull'input

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di livello più basso, che è significativo ai fini della valutazione del fair value nella sua interezza) ad ogni chiusura di bilancio.

Cancellazione di attività finanziarie

Un'attività finanziaria (o ove applicabile, parte di un'attività finanziaria o parti di un gruppo di attività finanziarie simili) è cancellata quando:

  • i diritti a ricevere i flussi finanziari dell'attività sono estinti;
  • la Società ha trasferito ad una terza parte il diritto a ricevere flussi finanziari dall'attività o ha assunto l'obbligo contrattuale di corrisponderli interamente e senza ritardi e (i) ha trasferito sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria, oppure (ii) non ha trasferito né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici dell'attività, ma ha trasferito il controllo della stessa.

Nei casi in cui la Società abbia trasferito i diritti a ricevere flussi finanziari da un'attività e non abbia né trasferito, né trattenuto sostanzialmente tutti i rischi e benefici o non abbia perso il controllo sulla stessa, l'attività viene rilevata nel bilancio della Società nella misura del suo coinvolgimento residuo nell'attività stessa. In questo caso, la Società riconosce inoltre una passività associata. L'attività trasferita e la passività associata sono valutate in modo da riflettere i diritti e le obbligazioni che rimangono di pertinenza della Società.

Perdita di valore di attività finanziarie

La Società verifica ad ogni data di bilancio se un'attività finanziaria, o gruppo di attività finanziarie, ha subito una perdita di valore. Esiste una perdita di valore quando dopo la rilevazione iniziale sono intervenuti uno o più eventi (quando interviene "un evento di perdita") che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri stimati dell'attività finanziaria o del gruppo di attività finanziarie, impatto che può essere attendibilmente stimato. Le evidenze di perdita di valore possono derivare da indicazioni che i debitori evidenzino difficoltà finanziarie, incapacità di far fronte alle obbligazioni, incapacità o ritardi nella corresponsione di interessi o di importanti pagamenti, probabilità di essere sottoposti a procedure concorsuali o altre forme di ristrutturazione finanziaria, e da dati osservabili che indichino un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati, quali cambiamenti in contesti o nella condizioni economiche che si correlano a crisi finanziaria.

La stima delle perdite di valore delle attività finanziarie deve essere effettuata sulla base del modello delle perdite attese (expected credit loss model), secondo un approccio predittivo, utilizzando informazioni supportabili, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli che includano dati storici, attuali e prospettici. Tale modello deve essere applicato a tutte le categorie di attività finanziarie.

Attività finanziarie iscritte al costo ammortizzato

Per le attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato, la Società ha anzitutto valutato individualmente se sussistessero obiettive evidenze di perdita di valore per ogni attività finanziaria che sia individualmente significativa, o collettivamente per le attività finanziarie che non siano significative individualmente. Se la Società determina che non sussistono evidenze di perdita di valore per un'attività finanziaria valutata singolarmente, significativa o meno, include l'attività in un gruppo di attività finanziarie con caratteristiche di rischio di credito simili e le valuta collettivamente ai fini della verifica della svalutazione. Le attività che sono valutate individualmente per la svalutazione e per i quali è rilevata, o continua ad essere rilevata, una perdita di valore non sono incluse in una valutazione collettiva per la perdita di valore.

L'ammontare di qualunque perdita di valore identificata è misurato dalla differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati (escluse le perdite di credito

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attese in futuro che non sono ancora avvenute). Il valore attuale dei flussi di cassa è scontato al tasso di interesse effettivo originario dell'attività finanziaria.

Il valore contabile dell'attività viene ridotto mediante l'utilizzo di un fondo svalutazione e l'importo della perdita verrà rilevato a conto economico. Gli interessi attivi continuano ad essere stimati sul valore contabile ridotto e sono accantonati applicando il tasso d'interesse utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri ai fini della valutazione della perdita di valore. I finanziamenti e i relativi fondi sono stornati quando non vi è una realistica prospettiva di un futuro recupero e tutte le garanzie sono state realizzate o sono state trasferite alla Società. Se, in un esercizio successivo, l'ammontare della svalutazione stimata aumenta o diminuisce in conseguenza di un evento intervenuto dopo che la svalutazione è stata rilevata, la svalutazione precedentemente rilevata è aumentata o diminuita rettificando il fondo. Se un'attività stornata è successivamente recuperata, il valore recuperato è accreditato a conto economico a riduzione degli oneri finanziari.

Attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo

La Società valuta ad ogni data di riferimento del bilancio se vi è obiettiva evidenza che una attività o un gruppo di attività abbia subito una riduzione di valore.

Nel caso di strumenti rappresentativi di capitale classificati al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo, l'obiettiva evidenza includerebbe una significativa o prolungata riduzione nel fair value dello strumento al di sotto del suo costo. 'Significativo' è valutato rispetto al costo originario dello strumento e 'prolungato' rispetto alla durata del periodo nel quale il fair value è stato al di sotto del costo originario. Il Gruppo considera significativa una riduzione del valore del 30% al di sotto del costo e prolungata una riduzione di valore che permane per un periodo di 24 mesi. Laddove si abbia evidenza della riduzione di valore, la perdita cumulativa – misurata come differenza tra il costo d'acquisto e il fair value attuale, dedotte le perdite per riduzione di valore su quella attività finanziaria rilevate precedentemente nel conto economico – è stornata dalle altre componenti del conto economico complessivo e rilevata a conto economico. Le perdite per riduzione di valore su strumenti rappresentativi di capitale non possono essere ripristinate con effetto rilevato nel conto economico; gli incrementi nel loro fair value successivi alla riduzione di valore sono rilevati direttamente nelle altre componenti del conto economico complessivo.

Nel caso di strumenti di debito classificati come attività finanziarie al fair value con variazioni imputate al conto economico complessivo, la svalutazione è valutata basandosi sui medesimi criteri utilizzati per le attività finanziarie contabilizzate al costo ammortizzato. Tuttavia, l'ammontare della svalutazione è dato dalla perdita cumulata, vale a dire la differenza tra il costo ammortizzato e il fair value attuale, meno eventuali perdite di valore sull'investimento precedentemente rilevate nel conto economico.

Gli interessi attivi futuri continueranno ad essere stimati sulla base del ridotto valore contabile dell'attività e sono stimati utilizzando il tasso d'interesse utilizzato per scontare i flussi di cassa futuri ai fini della determinazione della svalutazione. Gli interessi attivi sono rilevati tra i proventi finanziari. Se, in un esercizio successivo, il fair value dello strumento di debito aumenta e l'incremento può essere obiettivamente correlato ad un evento intervenuto dopo la svalutazione che era stata rilevata nel conto economico, tale svalutazione è rettificata sempre attraverso il conto economico.

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti comprendono il denaro in cassa e i depositi a vista e correnti, in quest'ultimo caso con scadenza originaria prevista non oltre i tre mesi o inferiore, e sono iscritte al valore nominale.

Gli scoperti di conto corrente sono classificati tra le passività correnti.

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Patrimonio netto

Capitale sociale

Le azioni ordinarie sono iscritte come capitale sociale e il loro valore corrisponde al valore nominale.

Distribuzione di dividendi

La Società rileva una passività a fronte della distribuzione ai suoi azionisti di disponibilità liquide quando la distribuzione è adeguatamente autorizzata e non è più a discrezione della Società. In base al diritto societario vigente in Europa, una distribuzione è autorizzata quando è approvata dagli azionisti. L'ammontare corrispondente è rilevato direttamente a riduzione del patrimonio netto.

Utili (Perdite) a nuovo

Accoglie tutti i risultati cumulati al netto dei dividendi pagati agli azionisti. La riserva accoglie anche i trasferimenti derivanti da altre riserve di patrimonio nel momento in cui queste si liberano da eventuali vincoli a cui sono sottoposti.
La riserva accoglie anche l'effetto cumulativo dei cambiamenti nei principi contabili o di eventuali correzioni di errori che vengano contabilizzati secondo quanto previsto nello IAS 8.

Azioni proprie

Le azioni proprie sono classificate a diretta diminuzione del patrimonio netto. Il costo originario delle azioni proprie ed i proventi derivanti dalle eventuali vendite successive sono rilevati come movimenti di patrimonio netto, senza dare origine a nessun profitto o perdita nel conto economico.

Benefici per i dipendenti

Recependo quanto previsto dallo IAS 19, i benefici a dipendenti da erogare successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine (ivi compreso il trattamento fine rapporto vigente in Italia) vengono sottoposti a valutazione di natura attuariale che devono considerare una serie di variabili (quali la mortalità, la previsione di future variazioni retributive, il tasso di inflazione previsto, ecc.).

Seguendo tale metodologia la passività iscritta in bilancio risulta essere rappresentativa del valore attuale dell'obbligazione, al netto di ogni eventuale attività a servizio dei piani.

Per i piani a benefici definiti (quali il TFR), la passività viene calcolata annualmente da attuari indipendenti utilizzando il metodo della proiezione dell'unità di credito (Projected Unit Credit Method), effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

I risultati di tali valutazioni sono così classificati dalla Società:
- il costo del servizio è iscritto a conto economico quale costo per prestazione di lavoro corrente o passato;
- gli interessi sono iscritti a conto economico tra gli oneri finanziari;
- le variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni finanziarie, demografiche o da aggiustamenti correlati all'esperienza sono iscritte come altre componenti nel conto economico complessivo.

A seguito della riforma previdenziale introdotta dalla legge finanziaria 2008, per le società con un numero di dipendenti superiore alle 50 unità, le quote maturande di TFR costituiscono un piano a contributi definiti e solo l'obbligazione maturata al 31 dicembre 2006 continua ad essere trattata contabilmente come un piano a benefici definiti, con la conseguente necessità di effettuare i conteggi attuariali escludendo tuttavia la componente relativa agli incrementi salariali futuri.

Allo stesso modo, i contributi consistenti nelle quote di TFR pagate ai fondi previdenziali integrativi sono esclusi dai conteggi attuariali e contabilizzati tra i costi del personale per competenza nel conto economico.

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Passività finanziarie

Le passività finanziarie che ricadono nel campo di applicazione dello IFRS 9 sono classificate come: 1) passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico; 2) mutui e finanziamenti. La Società determina la classificazione delle proprie passività finanziarie al momento della rilevazione iniziale.

Tutte le passività finanziarie sono rilevate inizialmente al fair value a cui si aggiungono, nel caso di mutui e finanziamenti, i costi di transazione che sono direttamente attribuibili.

Le passività finanziarie della Società comprendono debiti commerciali e altri debiti, scoperti di conto corrente, mutui e finanziamenti, garanzie concesse e strumenti finanziari derivati.

Passività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico

Le passività finanziarie al fair value con variazioni imputate a conto economico comprendono passività detenute per la negoziazione e passività finanziarie rilevate inizialmente al fair value con variazioni imputate a conto economico.

Le passività detenute per la negoziazione sono tutte quelle acquisite ai fini di vendita nel breve termine. Questa categoria include gli strumenti finanziari derivati sottoscritti dalla Società che non sono designati come strumenti di copertura in una relazione di copertura come definita dallo IFRS 9. I derivati impliciti scorporati sono classificati come strumenti finanziari detenuti per la negoziazione a meno che non siano designati come strumenti di copertura efficaci.

Gli utili o le perdite sulle passività detenute per la negoziazione sono rilevati a conto economico.

Le passività finanziarie sono designate al fair value nel conto economico dalla data di prima iscrizione, solo se i criteri dell'IFRS 9 sono soddisfatti. Al momento della rilevazione iniziale, la Società non ha designato passività finanziaria al fair value con variazioni imputate nel conto economico.

Mutui e finanziamenti

Dopo la rilevazione iniziale, i finanziamenti sono valutati con il criterio del costo ammortizzato usando il metodo del tasso di interesse effettivo. Gli utili e le perdite sono contabilizzati nel conto economico quando la passività è estinta, oltre che attraverso il processo di ammortamento.

Il costo ammortizzato è calcolato rilevando lo sconto o il premio sull'acquisizione e gli onorari o costi che fanno parte integrante del tasso d'interesse effettivo. L'ammortamento al tasso d'interesse effettivo è compreso tra gli oneri finanziari nel conto economico.

Nel caso di rinegoziazione di un contratto di finanziamento, le modalità di imputazione a conto economico degli oneri correlati alle relative passività finanziarie devono essere riviste.

Garanzie finanziarie passive

Le garanzie finanziarie passive emesse dalla Società sono quei contratti che richiedono un pagamento per rimborsare il possessore di un titolo di debito a fronte di una perdita da esso subita a seguito dell'inadempienza del debitore nel pagamento alla scadenza prevista contrattualmente. I contratti di garanzia finanziaria sono inizialmente rilevati come passività al fair value, incrementati dei costi di transazione direttamente attribuibili all'emissione della garanzia. Successivamente, la passività è misurata al maggiore tra la migliore stima dell'esborso richiesto per far fronte all'obbligazione garantita alla data di bilancio e l'ammontare inizialmente rilevato, dedotti gli ammortamenti cumulati.

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali e contrattuali, non sono attualizzati e sono iscritti al valore nominale.

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Cancellazione di passività finanziarie

Una passività finanziaria è cancellata dal bilancio quando l'obbligo sottostante la passività è estinto, o annullato o adempiuto. Nei casi in cui una passività finanziaria esistente è sostituita da un'altra dello stesso prestatore, a condizioni sostanzialmente diverse, oppure le condizioni di una passività finanziaria esistente vengono sostanzialmente modificate, tale scambio o modifica viene trattata come una cancellazione contabile della passività originale e la rilevazione di una nuova passività, con iscrizione a conto economico di eventuali differenze tra valori contabili.

Compensazione di strumenti finanziari

Un'attività ed una passività finanziaria possono essere compensate ed il saldo netto esposto nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria se esiste un diritto legale a compensare gli importi rilevati contabilmente e vi sia l'intenzione di estinguere il residuo netto, o realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività.

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Rilevazione iniziale e valutazione successiva

La Società utilizza strumenti finanziari derivati quali swap su tassi di interesse e sui prezzi di vendita delle commodity per coprire rispettivamente i rischi di tasso di interesse e i rischi di prezzo delle commodity. Tali strumenti finanziari derivati sono inizialmente rilevati al fair value alla data in cui il contratto derivato è sottoscritto e, successivamente, sono valutati nuovamente al fair value a ciascuna data di chiusura dell'esercizio. I derivati sono contabilizzati come attività finanziarie quando il fair value è positivo e come passività finanziarie quando il fair value è negativo.

Il fair value degli strumenti derivati è classificato tra le attività/passività non correnti quando la scadenza della posta oggetto di copertura è superiore a 12 mesi e tra le attività/passività correnti quando la scadenza della posta oggetto di copertura è compresa nei 12 mesi.

Eventuali utili o perdite derivanti dalle variazioni di fair value dei derivati sono rilevate direttamente nel conto economico, fatta eccezione per la parte efficace delle coperture dei flussi di cassa, che è rilevata nel conto economico complessivo e successivamente riclassificata nel conto economico, quando lo strumento di copertura influenza il risultato d'esercizio.

Ai fini dell'hedge accounting, le coperture sono classificate come:

  • coperture del fair value, se sono a fronte del rischio di variazione del fair value dell'attività o passività sottostante o a fronte di un impegno irrevocabile non rilevato;
  • coperture di flussi di cassa, se sono a fronte dell'esposizione alla variabilità dei flussi di cassa attribuibile a un particolare rischio associato a un'attività o passività rilevata o a un'operazione programmata altamente probabile o a un rischio di valuta legato a un impegno irrevocabile non rilevato;
  • coperture di un investimento netto in una gestione estera.

All'avvio di un'operazione di copertura, la Società designa e documenta formalmente il rapporto di copertura, cui intende applicare l'hedge accounting, i propri obiettivi nella gestione del rischio e la strategia perseguita. La documentazione include l'identificazione dello strumento di copertura, dell'elemento o operazione oggetto di copertura, della natura del rischio e delle modalità con cui l'impresa intende valutare l'efficacia della copertura nel compensare l'esposizione alle variazioni del fair value dell'elemento coperto o dei flussi di cassa riconducibili al rischio coperto. Ci si attende che queste coperture siano altamente efficaci nel compensare l'esposizione dell'elemento coperto rispetto a variazioni del fair value o dei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto e vengono valutate su

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base continuativa, per determinare se tali coperture si siano effettivamente dimostrate altamente efficaci negli esercizi per i quali sono state designate come operazioni di copertura.

Ad oggi, la Società utilizza solo strumenti derivati di copertura classificabili nella categoria delle coperture di flussi di cassa.

Coperture dei flussi di cassa

La porzione di utile o perdita sullo strumento coperto, relativa alla parte di copertura efficace, è rilevata nel conto economico complessivo e nel patrimonio netto nella riserva di cash flow hedge, mentre la parte non efficace è rilevata direttamente nel conto economico.

Per i contratti derivati su tassi di interesse e su commodity, la parte non efficace dei contratti è rilevata tra gli oneri finanziari.

Gli importi riconosciuti nel conto economico complessivo sono trasferiti nel conto economico nel periodo in cui l'operazione oggetto di copertura influenza il conto economico, per esempio quando viene rilevato l'onere o provento sullo strumento coperto o quando si verifica una vendita prevista. Quando l'elemento oggetto di copertura è il costo di un'attività o passività non finanziaria, gli importi riconosciuti nel conto economico complessivo sono trasferiti al valore contabile iniziale dell'attività o passività non finanziaria.

Se si ritiene che l'operazione prevista o l'impegno stabilito non si verifichi più, gli utili o le perdite accumulati, già rilevati nella riserva di cash flow hedge, sono trasferiti nel conto economico. Se lo strumento di copertura raggiunge la scadenza o è venduto, annullato o esercitato senza sostituzione, o se viene revocata la sua designazione di strumento di copertura, gli importi precedentemente rilevati nella riserva di cash flow hedge restano lì iscritti fino a quando l'operazione prevista o l'impegno stabilito impattano il conto economico.

Le variazioni nel fair value degli strumenti derivati che non sono qualificati di copertura sono rilevate nel conto economico del periodo in cui si verificano.

Ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che i benefici economici siano conseguiti dalla Società e il relativo importo possa essere determinato in modo attendibile.

Il principio IFRS 15 stabilisce un modello di riconoscimento dei ricavi, che si applica a tutti i contratti stipulati con i clienti ad eccezione di quelli che rientrano nell'ambito di applicazione di altri principi IAS/IFRS.

I passaggi fondamentali per la rilevazione dei ricavi secondo questo modello sono:

  • identificazione del contratto con il cliente;
  • identificazione delle performance obligations del contratto;
  • determinazione del prezzo della transazione;
  • allocazione del prezzo della transazione alle performance obligations contenute nel contratto;
  • rilevazione del ricavo quando ciascuna performance obligation risulta realizzata.

Costi

I costi sono relativi a beni o servizi venduti o consumati nell'esercizio o per ripartizione sistematica. Quando non si possa identificare l'utilità futura degli stessi sono riconosciuti ed imputati a conto economico.

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Dividendi

I dividendi sono rilevati quando sorge il diritto degli Azionisti a ricevere il pagamento, che in genere corrisponde al momento in cui l'Assemblea degli Azionisti ne approva la distribuzione. I dividendi da partecipazioni in società controllate dell'attivo non corrente sono iscritti nell'ambito della voce “oneri e proventi diversi”, in quanto le partecipazioni detenute sono rappresentate da società controllate operanti nei principali settori di attività del gruppo Gas Plus.

I dividendi deliberati sono riconosciuti come debito verso i soci al momento della delibera di distribuzione.

Proventi ed oneri finanziari

Su tutti gli strumenti finanziari valutati al costo ammortizzato e le attività finanziarie fruttifere classificate come disponibili per la vendita, sono rilevati come proventi finanziari gli interessi attivi rilevati utilizzando il tasso d'interesse effettivo, che è il tasso che precisamente attualizza i flussi finanziari futuri stimati in base alla vita attesa dello strumento finanziario, rispetto al valore netto contabile dell'attività o passività finanziaria.

Gli oneri finanziari si rilevano a conto economico secondo il criterio della competenza temporale e sono iscritti per l'importo dell'interesse effettivo.

Gli oneri finanziari, qualora siano direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che richiede un periodo di tempo abbastanza lungo prima di essere disponibile all'uso, sono capitalizzati in quanto parte del costo del bene stesso. Tutti gli altri oneri finanziari sono rilevati come costo di competenza dell'esercizio in cui sono sostenuti. Gli oneri finanziari sono gli interessi e gli altri costi che un'entità sostiene in relazione all'ottenimento di finanziamenti.

Imposte correnti sul reddito

La società capogruppo Gas Plus S.p.A. ha aderito al consolidato fiscale mondiale. Con tale sistema di tassazione, gli imponibili fiscali di tutte le controllate residenti ed estere sono inclusi integralmente nella base imponibile della capogruppo, venendosi così a determinare un unico reddito (perdita) imponibile. Gli effetti derivanti dal recepimento del reddito (perdita) fiscale delle società non residenti in Italia restano di competenza della società capogruppo, senza essere riconosciuti alle stesse società estere.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data del bilancio. Il Management periodicamente valuta la posizione assunta nella dichiarazione dei redditi rispetto alle situazioni in cui le norme fiscali sono soggette a interpretazioni e provvede a stanziare degli accantonamenti dove appropriato.

Imposte differite sul reddito

Le imposte differite sono calcolate usando il cosiddetto liability method sulle differenze temporanee risultanti alla data di bilancio fra i valori fiscali presi a riferimento per le attività e passività ed i corrispondenti valori di bilancio. Le imposte differite passive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee tassabili, ad eccezione dei casi in cui:


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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

  • le differenze temporanee derivino dalla rilevazione iniziale dell'avviamento o di un'attività o passività in una transazione che non è una aggregazione aziendale e che, al tempo della transazione stessa, non comporti effetti né sul risultato di bilancio né sul risultato fiscale;
  • con riferimento a differenze temporanee tassabili associate a partecipazioni in controllate, collegate e joint venture, il rigiro delle differenze temporanee può essere controllato ed è probabile che esso non si verifichi nel prevedibile futuro.

Le imposte differite attive sono rilevate a fronte di tutte le differenze temporanee deducibili, dei crediti e delle perdite fiscali non utilizzate e riportabili a nuovo, nella misura in cui sia probabile che saranno disponibili sufficienti imponibili fiscali futuri, che possano consentire l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili e dei crediti e delle perdite fiscali portate a nuovo, eccetto il caso in cui:

  • le differenze temporanee deducibili derivino dalla rilevazione iniziale di un'attività o passività in una transazione che non è un'aggregazione aziendale e che, al tempo della transazione stessa, non influisce né sul risultato di bilancio né sul risultato fiscale;
  • con riferimento a differenze temporanee tassabili associate a partecipazioni in controllate, collegate e joint venture, le imposte differite attive sono rilevate solo nella misura in cui sia probabile che le differenze temporanee deducibili si riverseranno nell'immediato futuro e che vi siano sufficienti imponibili fiscali a fronte dei quali le differenze temporanee possano essere recuperate.

Il valore di carico delle imposte differite attive viene riesaminato a ciascuna data di chiusura del bilancio e ridotto nella misura in cui non sia più probabile che saranno disponibili in futuro sufficienti imponibili fiscali da permettere in tutto o in parte l'utilizzo di tale credito. Le imposte differite attive non rilevate sono riesaminate ad ogni data di bilancio e sono rilevate nella misura in cui è diventato probabile che i redditi fiscali saranno sufficienti a consentire il recupero di tali imposte differite attive. Le imposte differite attive e passive sono misurate in base alle aliquote fiscali che ci si attende saranno applicate all'esercizio in cui tali attività si realizzeranno o tali passività si estingueranno, considerando le aliquote in vigore e quelle già emanate, o sostanzialmente in vigore, alla data di bilancio.

Le imposte differite relative a elementi non rilevati direttamente a conto economico sono anch'esse rilevate nel patrimonio netto e nel conto economico complessivo, coerentemente con l'elemento cui si riferiscono.

Le imposte differite attive e passive vengono compensate, qualora esista un diritto legale a compensare le attività per imposte correnti con le passività per imposte correnti e le imposte differite facciano riferimento allo stesso soggetto contribuente ed alla stessa autorità fiscale.

Imposte indirette

I costi, i ricavi, le attività e le passività sono rilevati al netto delle imposte indirette, quali l'imposta sul valore aggiunto, con le seguenti eccezioni:

  • l'imposta applicata all'acquisto di beni o servizi è indetraibile; in tal caso essa è rilevata come parte del costo di acquisto dell'attività o parte del costo rilevato nel conto economico;
  • i crediti e i debiti commerciali includono l'imposta indiretta applicabile.

L'ammontare netto delle imposte indirette sulle vendite che possono essere recuperate da o pagate all'Erario è incluso a bilancio nella voce altri crediti o altri debiti a seconda del segno del saldo.

Conversione delle poste in valuta

La valuta di presentazione e funzionale della Società è l'Euro.

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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Le transazioni in valuta diversa dall'Euro sono rilevate inizialmente al tasso di cambio (riferito alla valuta funzionale) in essere alla data della transazione. Le attività e passività monetarie, denominate in valuta diversa dall'Euro, sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze di cambio sono rilevate nel conto economico. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta diversa dall'Euro sono convertite usando i tassi di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione della transazione. Le poste non monetarie iscritte al fair value in valuta diversa dall'Euro sono convertite usando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

Cambiamenti climatici

A livello mondiale è in corso il processo di decarbonizzazione e di elettrificazione dell'economia globale che, in linea con i requisiti dell'Accordo di Parigi, risulta cruciale nel raggiungimento dell'obiettivo di "Net Zero" il quale dovrebbe permettere di evitare le gravi conseguenze di un aumento delle temperature superiore a $1,5^{\circ}$ C.

In tale prospettiva, la Società e le sue imprese controllate operano principalmente nel settore del gas, che è tra le fonti fossili che permetterà di gestire la transizione energetica.

In questo ambito lo IAS 1 richiede di fornire nelle note di commento al presente bilancio, l'informativa sulle assunzioni, fatte da un'entità circa il futuro, che possono comportare un rischio significativo di generare una rettifica materiale nell'esercizio successivo. Le conseguenze in termini di investimenti, costi e flussi vengono prese in considerazione nella predisposizione del bilancio, coerentemente con lo stato di avanzamento della roadmap del processo stesso (ad esempio, revisione della vita utile dei cespiti in programma di sostituzione, adeguamento dei test di impairment per tenere conto degli impatti sui flussi di investimento ecc.). È possibile che in futuro il valore contabile di attività o passività iscritte nel bilancio della Società possa essere soggetto a diversi impatti con l'evolversi della strategia di gestione del cambiamento climatico. Questi aspetti sono costantemente monitorati dal management della Società.

Come previsto dallo IAS 36, i test di impairment vengono svolti partendo dal budget e dalle proiezioni di cassa di medio-lungo periodo della Società, che derivano a loro volta dagli obiettivi strategici di breve, medio e lungo termine. I flussi di cassa utilizzati sono pertanto ricavati da tali proiezioni, includendo, per quanto prevedibili, i rischi e le opportunità legate al cambiamento climatico.

Gli IAS 16 e 38 definiscono i criteri per la capitalizzazione dei costi. I costi, tra cui quelli di sviluppo, vengono capitalizzati quando rispettano i requisiti dei due standard. La vita utile delle immobilizzazioni iscritte è determinata in modo coerente agli obiettivi strategici, al budget e alle proiezioni di cassa di medio-lungo periodo della Società.

L'IFRS 13 richiede di indicare i presupposti chiave utilizzati quando le attività sono rilevate al fair value, le cui misurazioni possono includere diversi possibili scenari. La Società ha in portafoglio strumenti finanziari derivati sulle commodity energetiche, la cui valorizzazione a fair value riflette le aspettative degli operatori di mercati attraverso gli scenari di riferimento utilizzati per la valorizzazione.

In base allo IAS 37 è possibile che accantonamenti precedentemente rilevati per eventi futuri possano avere una veloce realizzazione con la conseguente variazione di stima da riconoscere. Ciò è particolarmente rilevante per i fondi decommissioning iscritti a bilancio. Il cambiamento climatico e la conseguente legislazione associata possono richiedere di riconsiderare queste stime e di rilevate passività precedentemente non iscritte, per le quali verrebbe fornita una specifica informativa.

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Utilizzo di stime contabili

Come illustrato nei paragrafi della presente Nota, la redazione del bilancio e delle relative note in applicazione degli IFRS richiede da parte della direzione l'effettuazione di valutazioni discrezionali e stime contabili che hanno effetto sui valori delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa di bilancio. I risultati consuntivi potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per rilevare gli accantonamenti per rischi su crediti, ammortamenti, svalutazioni di attivo, benefici ai dipendenti, imposte ed accantonamenti per rischi ed oneri. Le stime e le ipotesi sono riviste periodicamente e gli effetti di ogni variazione sono riflessi immediatamente a conto economico.

Impairment test delle partecipazioni in società controllate

Ad ogni data di bilancio, la Società, in presenza di obiettive evidenze di perdita di valore, valuta, tramite test di impairment, il valore recuperabile delle partecipazioni confrontando il valore di iscrizione della partecipazione con il relativo valore recuperabile, rappresentato dal maggiore tra il fair value, al netto dei costi di dismissione, e il valore d'uso e, qualora risulti inferiore al valore iscritto in bilancio, svaluta tali partecipazioni al loro valore recuperabile.

Sono, inoltre, effettuate analisi di sensitività dei valori risultanti dall'impairment test, rispetto a possibili variazioni degli assunti di base.

Il valore recuperabile delle partecipazioni più rilevanti è esposto al rischio di oscillazione del prezzo di mercato degli idrocarburi poiché esso influisce sui ricavi e sui costi delle loro attività di produzione e compravendita, con possibili effetti negativi indotti sui flussi di cassa e sulle prospettive di reddito di tali società. Tali effetti vengono parzialmente mitigati nelle società controllate attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati di copertura.

Valutazioni discrezionali

Gli Amministratori, nell'applicare i principi contabili non hanno applicato alcuna valutazione discrezionale.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni IFRS adottati nell'esercizio e di efficacia successiva al 31 dicembre 2025

I principi contabili adottati per la redazione del presente bilancio sono conformi a quelli utilizzati per la redazione del bilancio dell'esercizio precedente, fatta eccezione per l'adozione dei nuovi principi, modifiche ed interpretazioni in vigore dal 1° gennaio 2025.

Nel periodo in esame, è entrato in vigore solo l'emendamento al principio contabile internazionale IAS 21 "The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability" dal 1° gennaio 2025, che è stato applicato per la prima volta dalla Società, senza peraltro avere effetti significativi sul bilancio separato.

Al 31 dicembre 2025, la Società non ha adottato anticipatamente nuovi principi o emendamenti che sono stati emessi ma non ancora in vigore.

Al 31 dicembre 2025, gli organi competenti dell'Unione Europea hanno concluso il processo di omologazione necessario per l'adozione dei seguenti principi e modifiche, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026:


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  • emendamenti all'IFRS 9 e all'IFRS 7 “Classification and Measurement of Financial Instruments”;
  • emendamenti all'IFRS 9 e all'IFRS 7 “Contracts Referencing Nature-Dependent Electricity”;
  • “Ciclo annuale di miglioramenti ai principi contabili IFRS – Volume 1”.

La Società sta analizzando gli emendamenti e le modifiche indicati valutando se la loro adozione avrà un impatto sul bilancio separato.

In data 13 febbraio 2026, è stato omologato il principio IFRS 18 “Presentation and Disclosure in Financial Statements”, che sostituisce lo IAS 1. Per migliorare la comparabilità e la trasparenza dei bilanci, il nuovo principio contabile IFRS 18 prevede:

a) relativamente al conto economico, la classificazione di tutti i costi ed i ricavi all’interno di cinque categorie: operativa, investimento, finanziamento, imposte sul reddito ed attività operative cessate, di cui le prime tre sono nuove;
b) relativamente al rendiconto finanziario, il risultato operativo (e non il risultato netto) quale punto di partenza per l’applicazione del metodo indiretto ai fini della presentazione del flusso di cassa generato dall’attività operativa;
c) relativamente alla nota integrativa, l’inclusione degli indicatori di performance definiti dal management (Management Performance Measures), corredati delle relative riconciliazioni con lo schema di conto economico.

Il principio contabile IFRS 18 entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2027, con la necessità di riesposizione dei valori dell’esercizio precedente.

La Società ha avviato le attività di analisi per individuare gli ambiti interessati dalle nuove disposizioni ed i relativi impatti.

Alla data di riferimento del presente bilancio separato, gli organi competenti dell’Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l’adozione dei seguenti principi ed emendamenti, che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2027:

  • principio IFRS 19 “Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures”;
  • emendamenti allo IAS 21 “Translation to a Hyperinflationary Presentation Currency”.

La Società sta analizzando gli emendamenti ed i principi contabili indicati non ancora omologati e valutando se la loro adozione avrà un impatto significativo sul bilancio separato.

4. Immobili, impianti e macchinari

Gli immobili, impianti e macchinari hanno un valore netto di Euro 196.278 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:


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Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
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Impianti e macchinari Altri beni Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 8.894 218.912 227.806
Investimenti - 64.426 64.426
Ammortamenti (967) (56.699) (57.666)
Alienazioni - - -
Saldo finale netto 7.927 226.639 234.566
Saldo finale lordo 28.445 1.857.220 1.885.665
Fondo ammortamento (20.518) (1.630.581) (1.651.099)
Saldo finale netto 7.927 226.639 234.566
31 dicembre 2025
Saldo iniziale netto 7.927 226.639 234.566
Investimenti - 23.409 23.409
Ammortamenti (967) (60.730) (61.697)
Alienazioni - - -
Saldo finale netto 6.960 189.318 196.278
Saldo finale lordo 28.445 1.880.629 1.909.074
Fondo ammortamento (21.485) (1.691.311) (1.712.796)
Saldo finale netto 6.960 189.318 196.278

La voce immobili, impianti e macchinari si incrementano a seguito dell’acquisto di apparecchiature informatiche per complessivi Euro 23.409 e si decrementano a seguito degli ammortamenti dell’esercizio per Euro 61.697.

5. Diritti d’uso

I diritti d’uso hanno un valore netto di Euro 1.502.262 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:

Software Fabbricati Altri beni Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 88.461 586.509 - 674.970
Nuovi contratti e modifiche contrattuali - 3.760 23.168 26.928
Ammortamenti e svalutazioni (51.247) (235.544) (6.371) (293.162)
Saldo finale netto 37.214 354.725 16.797 408.736
Saldo finale lordo 126.551 1.462.902 23.168 1.612.621
Fondo ammortamento (89.337) (1.108.177) (6.371) (1.203.885)
Saldo finale netto 37.214 354.725 16.797 408.736
31 dicembre 2025
Saldo iniziale netto 37.214 354.725 16.797 408.736
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 57.176 1.307.576 - 1.364.752
Ammortamenti e svalutazioni (37.214) (227.062) (6.950) (271.226)
Saldo finale netto 57.176 1.435.239 9.847 1.502.262
Saldo finale lordo 111.558 1.563.766 23.168 1.698.492
Fondo ammortamento (54.382) (128.527) (13.321) (196.230)
Saldo finale netto 57.176 1.435.239 9.847 1.502.262

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

La voce diritto d'uso si incrementa complessivamente per Euro 1.093.526 per l'effetto combinato di:
- un incremento di Euro 1.307.576 in seguito al previsto rinnovo a partire dal 1° luglio 2026 per ulteriori 6 anni del contratto di affitto dell'immobile presso cui ha la sede legale la Società;
- un incremento di Euro 57.176 dovuto al rinnovo, alla fine dell'esercizio 2025, di un contratto biennale per l'utilizzo in cloud della licenza del software utilizzato per la redazione del bilancio consolidato e per la gestione dei contratti di noleggio ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 16 Lease;
- un decremento di Euro 271.226 per effetto degli ammortamenti effettuati nell'esercizio.

6. Immobilizzazioni immateriali

Le immobilizzazioni immateriali hanno un valore netto di Euro 5.836 al 31 dicembre 2025 e sono dettagliabili come segue:

Licenze d'uso software Marchi e Licenze Totale
31 dicembre 2024
Saldo iniziale netto 19.923 - 19.923
Investimenti 8.900 - 8.900
Ammortamenti (14.821) - (14.821)
Saldo finale netto 14.002 - 14.002
Saldo finale lordo 2.172.538 8.000 2.180.538
Fondo ammortamento (2.158.536) (8.000) (2.166.536)
Saldo finale netto 14.002 - 14.002
Saldo iniziale netto 14.002 - 14.002
--- --- --- ---
Investimenti 730 - 730
Ammortamenti (8.896) - (8.896)
Saldo finale netto 5.836 - 5.836
Saldo finale lordo 2.173.268 8.000 2.181.268
Fondo ammortamento (2.167.432) (8.000) (2.175.432)
Saldo finale netto 5.836 - 5.836

Le immobilizzazioni immateriali si decrementano complessivamente per Euro 8.166 per l'effetto combinato di:
- un incremento di Euro 730 per costi capitalizzati nel corso dell'esercizio;
- un decremento di Euro 8.896 per effetto degli ammortamenti effettuati nell'esercizio.

7. Partecipazioni in società controllate

Le partecipazioni in società controllate al 31 dicembre 2025 hanno un valore di Euro 277.171.977, come viene evidenziato nella seguente tabella:


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Saldo iniziale Acquisti Altre variazioni Svalutazioni Saldo Finale
Gas Plus Energia S.r.l. 251.643 20.612 - - 272.255
Gas Plus Italiana S.r.l. 35.000.016 - - - 35.000.016
GP Infrastrutture S.r.l. 65.714.019 - - - 65.714.019
Gas Plus Vendite S.r.l. 1.417.690 - - - 1.417.690
Gas Plus Storage S.r.l. 2.014.507 - - (185.106) 1.829.401
Società Padana Energia S.r.l. 162.938.512 - - - 162.938.512
Gas Plus International Holding S.r.l. 29.510.000 - (29.510.000) - -
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione 136.385 - (136.385) - -
Gas Plus International B.V. - - 10.000.000 - 10.000.000
Gas Plus Dacia S.r.l. - - 84 - 84
Totale 296.982.772 - (19.646.301) (185.106) 277.171.977

Nell'esercizio 2025 sono state effettuate le seguenti operazioni:

  • in data 14 maggio 2025, con efficacia contabile dal 1° gennaio 2025, è stata perfezionata la fusione per incorporazione della società controllata Gas Plus International Holding S.r.l. in Gas Plus S.p.A.; in seguito a tale fusione Gas Plus S.p.A. detiene ora direttamente al 100% la partecipazione in Gas Plus International B.V. (società olandese) e al 0,0003% la partecipazione in Gas Plus Dacia S.r.l. (società rumena controllata indirettamente al 99,9997% tramite Gas Plus International B.V.);
  • in data 25 giugno 2025 è stata chiusa la procedura di liquidazione volontaria della società controllata olandese Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione;
  • in data 24 luglio 2025 Gas Plus S.p.A. ha incrementato la propria quota di partecipazione in Gas Plus Energia S.r.l., passando dal 85,29% al 90,20%, versando un corrispettivo di Euro 20.612;
  • a fine esercizio, Gas Plus S.p.A. ha svalutato la partecipazione in Gas Plus Storage S.r.l. per Euro 185.106 al fine di tener conto delle perdite conseguite nell'anno 2025.

Nell'esercizio 2025, non sono state effettuate cessioni di partecipazioni.

Si riportano nella seguente tabella le informazioni integrative sulle Partecipazioni in società controllate:

| Dati al
31 dicembre 2025
(importi in migliaia di euro) | Gas Plus Italiana
S.r.l. | Società Padana
Energia S.r.l. | GP Infrastrutture
S.r.l. | Gas Plus
Vendite S.r.l. |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| Percentuale diretta di partecipazione | 100,00% | 100,00 % | 100,00% | 100,00 % |
| Data di chiusura del bilancio | 31.12.2025 | 31.12.2025 | 31.12.2025 | 31.12.2025 |
| Attività | 109.429 | 292.233 | 105.904 | 20.104 |
| Passività | 71.427 | 108.863 | 16.462 | 16.646 |
| Ricavi | 23.695 | 85.600 | 19.816 | 41.908 |
| Utile/(perdita) | 954 | 9.820 | 4.834 | 540 |
| Patrimonio Netto | 38.002 | 183.370 | 89.442 | 3.458 |
| Patrimonio Netto di Competenza | 38.002 | 183.370 | 89.442 | 3.458 |
| Valore di iscrizione al
31 dicembre 2025 | 35.000 | 162.939 | 65.714 | 1.418 |


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

| Dati al
31 dicembre 2025
(importi in migliaia di euro) | Gas Plus Storage
S.r.l. | Gas Plus Energia
S.r.l. | Gas Plus
International
B.V. | Gas Plus Dacia
S.r.l. |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| Percentuale diretta di partecipazione | 100,00 % | 90,20% | 100,00 % | 0,0003 % |
| Data di chiusura del bilancio | 31.12.2025 | 31.12.2025 | 31.12.2025 | 31.12.2025 |
| Attività | 3.616 | 529 | 25.916 | 51.889 |
| Passività | 1.787 | 127 | 23 | 11.108 |
| Ricavi | 6 | 157 | - | 43.223 |
| Utile/(perdita) | (185) | (18) | 14.721 | 13.543 |
| Patrimonio Netto | 1.829 | 402 | 25.893 | 40.781 |
| Patrimonio Netto di Competenza | 1.829 | 362 | 25.893 | - |
| Valore di iscrizione al
31 dicembre 2025 | 1.829 | 272 | 10.000 | - |

I bilanci al 31 dicembre 2025 delle società controllate sono redatti in conformità ai relativi principi contabili nazionali ed, alla data di redazione di questa nota integrativa, sono stati approvati dai rispettivi Organi Amministrativi.

I rapporti creditori e debitori, i costi e i ricavi con società controllate sono riportati alla Nota n. 26, Rapporti con parti correlate.

Informazioni in merito alla verifica delle riduzioni per perdite di valore delle attività non correnti e non finanziarie (Impairment test ai sensi dello IAS 36)

La Società verifica ad ogni chiusura di bilancio la presenza di indicatori di perdita di valore delle partecipazioni iscritte in bilancio. Il test di impairment della Società viene quindi effettuato laddove, nel corso dell’esercizio, siano stati identificati degli indicatori di perdita di valore.

A livello generale, nel 2025, si sono registrati segnali di miglioramento relativamente ad alcuni indicatori esterni di possibili perdite di valore (sono rimasti, ad esempio, su livelli contenuti sia i tassi di interesse bancari, che si riflettono sul tasso di attualizzazione, sia il tasso di inflazione), anche se sono rimasti fattori di incertezza geopolitica (derivanti soprattutto dal perdurare del conflitto tra Russia e Ucraina, dai nuovi conflitti in Medio Oriente e dalle politiche economiche statunitensi). In questo contesto i prezzi degli idrocarburi, seppur in calo rispetto al 2022 benché in un quadro di forte incertezza, sono rimasti su livelli elevati, anche nelle previsioni di medio e lungo periodo, e sono stati in grado di compensare gli indicatori di impairment esterni precedentemente evidenziati.

Infatti, l’andamento di tutte le principali società controllate nei rispettivi settori di attività (prevalentemente nel settore della produzione, distribuzione e vendita di gas metano), è stato positivo sia a livello economico (ebitda e di utile netto) sia a livello patrimoniale (a fine esercizio il valore di iscrizione delle partecipazioni nelle principali società controllate è stato inferiore al relativo patrimonio netto contabile).

I suddetti indicatori esterni non hanno fatto pertanto emergere indicazioni di possibili perdite di valore delle partecipazioni in società controllate.

Di seguito una breve descrizione sull’andamento di ciascuna delle società controllate nell’esercizio 2025 e le ragioni per cui si è ritenuto di non procedere all’esecuzione dei test di impairment sulle stesse.

Società Padana Energia S.r.l.

Società Padana Energia S.r.l. ha conseguito nell’esercizio 2025 un utile pari a Euro 9.820.130 ed il relativo patrimonio contabile ha raggiunto l’importo di Euro 183.369.590 che comprende una riserva

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

a fronte dei derivati di copertura in essere a fine anno (pari a Euro 1.763.580). Nel 2025 la controllata ha distribuito dividendi per Euro 4.000.000.

Il differenziale tra il patrimonio netto della società controllata (Euro 181.606.010 senza includere la riserva di cui sopra) e il valore di carico della relativa partecipazione, pari a Euro 162.938.512, risulta positivo e pari a Euro 18.667.498.

L’entità delle riserve di idrocarburi provate e probabili al 31 dicembre 2025 relative ai titoli minerari è stata di recente attestata dall’esperto indipendente SIM in 1.912,3 milioni di Smc presenta una rivalutazione delle riserve gas (4,5 milioni di Smc) e una svalutazione di quelle di petrolio e condensati (183,2 milioni di Smc equivalenti), dovuta prevalentemente alla presentazione della dichiarazione di rinuncia alla concessione di coltivazione di Mirandola a far data dal 31 dicembre 2025.

Non sono emersi pertanto nell’esercizio specifici indicatori di perdite di valore della partecipazione.

Gas Plus Italiana S.r.l.

Gas Plus Italiana S.r.l. ha conseguito nell’esercizio 2025 un utile pari a 954.243 Euro e il relativo patrimonio contabile si è attestato all’importo di Euro 38.001.972 che comprende una riserva di segno positivo a fronte dei derivati di copertura in essere a fine anno (pari a Euro 880.076).

Il differenziale tra il patrimonio netto della società controllata, pari a Euro 37.121.896 senza includere la suddetta riserva, e il valore di carico della relativa partecipazione, pari a Euro 35.000.016, è positivo e pari a Euro 2.121.880.

L’entità delle riserve di idrocarburi provate e probabili al 31 dicembre 2025 relative ai titoli minerari è stata di recente attestata dall’esperto indipendente SIM in 892,0 milioni di Smc con una svalutazione di circa 14,9 milioni di Smc rispetto alla fine del precedente esercizio.

Alla luce delle delineate circostanze, Gas Plus S.p.A. non ha identificato specifici indicatori di perdite di valore della partecipazione, né - stanti le caratteristiche dei giacimenti di tale società e del quadro normativo afferente al loro sfruttamento - ha valutato che vi fossero elementi per ritenere che siano venuti meno i presupposti delle precedenti svalutazioni.

GP Infrastrutture S.r.l.

GP Infrastrutture S.r.l. ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di Euro 4.834.224 e con un patrimonio netto di Euro 89.442.243. Nel 2025 la controllata ha distribuito dividendi per Euro 4.000.000.

La partecipazione è iscritta a bilancio ad un valore notevolmente inferiore alla corrispondente frazione di patrimonio netto (Euro 65.714.019 contro Euro 89.442.243) con un differenziale positivo di Euro 23.728.224.

Relativamente agli assets di tale controllata si segnala che, ai fini delle future gare d’ambito, il valore di iscrizione dei relativi impianti di distribuzione è tuttora sensibilmente inferiore alla stima dell’indennizzo da riconoscere al gestore uscente, indennizzo che viene determinato sulla base del valore industriale residuo (VIR).

Non sussistono, pertanto, indicatori di perdite di valore che richiedano di effettuare il test di impairment sulla partecipazione in GP Infrastrutture S.r.l..

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Gas Plus Vendite S.r.l.

Gas Plus Vendite S.r.l. ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di Euro 539.971 ed un patrimonio netto di Euro 3.457.674. Nel 2025 la controllata ha distribuito dividendi per Euro 1.500.000.

La partecipazione è iscritta a bilancio ad un valore inferiore alla corrispondente frazione di patrimonio netto (Euro 1.417.690 contro Euro 3.457.674) con un differenziale positivo di Euro 2.039.984.

Non sussistono pertanto indicatori di perdite di valore che richiedano di effettuare il test di impairment sulla partecipazione in Gas Plus Vendite S.r.l..

Gas Plus Storage S.r.l.

Nel 2025 Gas Plus Storage S.r.l. ha registrato una perdita di Euro 185.106 ed il relativo patrimonio netto ha raggiunto l’importo di Euro 1.829.401. Gas Plus S.p.A. ha, pertanto, svalutato la partecipazione per la perdita dell’esercizio allineandola alla quota del patrimonio netto della controllata.

Gas Plus Energia S.r.l.

Nel 2025 Gas Plus Energia S.r.l. ha registrato una perdita di Euro 18.081. Tuttavia, detta società ha un patrimonio netto di competenza di Gas Plus S.p.A., a fine esercizio, di Euro 362.425 che risulta sensibilmente superiore al valore di iscrizione della relativa partecipazione a bilancio (Euro 251.643). Nel 2025 la controllata ha distribuito dividendi per Euro 50.000.

Non sussistono pertanto indicatori di perdite di valore che richiedano di effettuare il test di impairment sulla partecipazione in Gas Plus Energia S.r.l..

Gas Plus International Holding S.r.l.

In data 14 maggio 2025, Gas Plus International Holding S.r.l. è stata incorporata in Gas Plus S.p.A. con effetti contabili e fiscali a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Gas Plus International B.V.

Gas Plus International B.V. ha chiuso l’esercizio 2025 con un utile netto di Euro 14.720.934 ed un patrimonio netto di Euro 25.893.452. Nel 2025 la controllata ha distribuito dividendi per Euro 20.777.229.

La partecipazione è iscritta a bilancio ad un valore sensibilmente inferiore alla corrispondente frazione di patrimonio netto (Euro 10.000.000 contro Euro 25.893.452) con un differenziale positivo di Euro 15.893.452.

Non sussistono pertanto indicatori di perdite di valore che richiedano di effettuare il test di impairment sulla partecipazione in Gas Plus International B.V..

Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione

Nel 2025 si è conclusa la procedura di liquidazione volontaria di Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione e pertanto la società è da considerarsi estinta.

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Fair 2019

Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

8. Fair value (derivati finanziari attivi e passivi)

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, non vi erano in essere attività per fair value non correnti. I saldi delle attività per fair value correnti sono invece dettagliati nel seguente prospetto. Le descrizioni indicano la tipologia di strumento derivato in essere:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Derivati su commodity 3.669.030 -
Derivati su commodity verso società controllate - 4.620.850
Totale fair value attivo corrente 3.669.030 4.620.850

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, non vi erano in essere passività per fair value non correnti. I saldi delle passività per fair value correnti sono invece dettagliati nel seguente prospetto. Le descrizioni indicano la tipologia di strumento derivato in essere:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Derivati su commodity - 4.620.850
Derivati su commodity verso società controllate 3.669.030 -
Totale fair value passivo corrente 3.669.030 4.620.850

Derivati su commodity

Nel corso dell'esercizio 2025 e 2024, Gas Plus S.p.A. ha stipulato con diversi istituti di credito derivati (swap) per la copertura del rischio di oscillazione del prezzo di mercato del gas, per conto delle singole società/B.U. esposte a tale rischio.

Al 31 dicembre 2025, il fair value di tali strumenti derivati è complessivamente positivo per Euro 3.669.030, contro un valore complessivamente negativo di Euro 4.620.850 al 31 dicembre 2024.

Derivati su commodity verso società controllate

Gli effetti economici di copertura dei derivati sottoscritti con gli istituti di credito sono stati trasferiti interamente alle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l. e Gas Plus Dacia S.r.l. a condizioni di mercato, tramite la stipula di derivati infragruppo. Al 31 dicembre 2025 il fair value sui contratti per derivati infragruppo è complessivamente negativo per Euro 3.669.030, contro un valore complessivamente positivo di Euro 4.620.850 al 31 dicembre 2024.

9. Imposte sul reddito

I saldi delle voci attività per imposte anticipate e passività per imposte differite sono dettagliati nel seguente prospetto. Le descrizioni indicano la natura delle differenze temporanee.


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Imposte differite attive, relative a:
Fondo per benefici ai dipendenti 1.656 32.906
Ammortamento civilistici eccedenti controllate 706.432 425.920
Oneri di attualizzazione fondo abbandono controllate 131.142 -
Altro 716 818
Totale imposte differite attive 839.946 459.644
Imposte differite passive, relative a:
Plusvalenze (95.872) (191.743)
Dividendi non percepiti controllate - (72.344)
Totale passività per imposte differite (95.872) (264.087)

I movimenti delle voci crediti per imposte anticipate e passività per imposte differite sono dettagliati nel seguente prospetto:

Credito per imposte anticipate Passività per imposte differite
Saldo al 1° gennaio 2025 459.644 (264.087)
Accantonamenti 444.469 -
Utilizzi (51.663) 168.215
Altre variazioni incluse nel conto economico complessivo (12.504) -
Saldo al 31 dicembre 2025 839.946 (95.872)

Al 31 dicembre 2025 ed al 31 dicembre 2024, non vi erano in essere crediti per imposte sul reddito. Al 31 dicembre 2025, la Società ha debiti per imposte pari ad Euro 438.349 (pari ad Euro 442.119 al 31 dicembre 2024), legati esclusivamente al debito IRES rinveniente dal calcolo delle imposte correnti del consolidato fiscale nazionale e mondiale per il periodo di imposta 2025.

I dettagli delle imposte sul reddito dell'esercizio e la riconciliazione delle imposte teoriche con le imposte effettive sono dettagliati nel seguente prospetto:

Imposte sul reddito dell'esercizio 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Risultato ante imposte 23.640.696 3.438.776
Aliquota teorica (IRES e IRAP) 29,57% 29,57%
Imposte teoriche (6.990.554) (1.016.846)
Costi non deducibili (20.567) (13.134)
Plusvalenze e dividendi non imponibili 8.601.760 2.413.443
IRAP non deducibile 313.074 243.168
Svalutazioni partecipazioni non deducibili (54.736) (66.221)
Effetto consolidato fiscale mondiale (2.324.894) (2.176.152)
Ammortamenti civilistici eccedenti controllate 313.327 425.920
Altre variazioni (400.599) 83.734
Imposte sul reddito dell'esercizio (563.189) (106.084)
Imposte correnti (1.886.634) (1.649.282)
Imposte anticipate e differite 1.323.445 1.543.198
Imposte sul reddito dell'esercizio (563.189) (106.084)
Aliquota effettiva d'imposta 2,38% 3,08%

La società capogruppo Gas Plus S.p.A. e le sue controllate GP Infrastrutture S.r.l., Gas Plus Italiana S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l., Gas Plus Storage S.r.l., Gas Plus Energia S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Longanesi Sviluppo S.r.l. hanno congiuntamente esercitato l'opzione per la tassazione di Gruppo ai sensi degli artt. 117 e seguenti del T.U.I.R. Gli obblighi e gli adempimenti inerenti ai versamenti

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

dell'IRES di competenza delle suddette società sono pertanto assolti direttamente dalla Capogruppo, pur rimanendo ogni società responsabile della propria dichiarazione fiscale.

Si segnala che la società capogruppo Gas Plus S.p.A. ha verificato la permanenza dei requisiti per l'adozione ai sensi dell'art. 130 e seguenti del D.P.R. n. 917/86 dell'istituto del consolidato fiscale mondiale per il triennio 2024-2026 ed ha incluso nella determinazione della propria base imponibile anche i redditi conseguiti nell'esercizio 2025 dalle proprie controllate non residenti Gas Plus International B.V. e Gas Plus Dacia S.r.l.. A partire dall'anno 2024, Gas Plus S.p.A. ha valutato di escludere da tale regime fiscale la propria controllata non residente Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione, estinta definitivamente nel 2025.

Gli effetti fiscali dell'adesione al consolidato mondiale sono stati riflessi nel bilancio 2025 per un maggior carico fiscale di Euro 2.324.894 (contro un maggior carico fiscale complessivo di Euro 2.176.152 nel bilancio 2024).

10. Crediti commerciali

I crediti commerciali, pari al 31 dicembre 2025 ad Euro 2.657.374, sono dettagliati nella seguente tabella con il relativo confronto con l'esercizio precedente:

Crediti commerciali: 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Crediti verso controllate 2.654.018 1.294.792
Crediti verso controllanti 763 381
Crediti verso altri parti correlate 2.593 2.593
Totale crediti 2.657.374 1.297.766
Fondo svalutazione - -
Crediti commerciali netti 2.657.374 1.297.766

I crediti commerciali derivano da prestazioni svolte nelle aree amministrazione, sistemi informativi, acquisti, risorse umane, tesoreria, societario e legale.

Al 31 dicembre 2025 vi sono crediti commerciali scaduti da più di 60 giorni per Euro 490.755 (Euro 0 al 31 dicembre 2024). Tali crediti sono stati regolarmente incassati nei primi mesi del 2026.

I crediti verso controllate al 31 dicembre 2025 sono pari ad Euro 2.654.018 (Euro 1.294.792 al 31 dicembre 2024). Per maggior dettagli si veda la Nota n. 26, Rapporti con parti correlate.

11. Altri crediti

Gli altri crediti, pari ad Euro 6.917.253 al 31 dicembre 2025, sono dettagliati nella seguente tabella con il relativo confronto con l'esercizio precedente:

Altri crediti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Crediti IVA 3.746.603 181.727
Crediti per regime IVA di Gruppo vs società controllate 1.159.104 303.060
Crediti per il consolidato fiscale vs società controllate 1.552.636 2.112.902
Ratei e risconti 458.189 601.802
Acconti a fornitori - 30.745
Altri crediti 721 -
Totale altri crediti 6.917.253 3.230.236

Gli altri crediti sono prevalentemente costituiti da crediti per imposte indirette, crediti verso società controllate per le imposte indirette e per le imposte dirette in regime di consolidato fiscale o IVA di Gruppo, ratei e risconti.

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

I crediti per regime IVA di Gruppo includono il debito IVA trasferito dalle società controllate nell'ultimo trimestre dell'esercizio 2025 a seguito dell'adesione al suddetto regime.

Nell'esercizio 2025, al regime IVA di Gruppo aderivano, oltre alla società controllante Gas Plus S.p.A., le società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l., GP Infrastrutture S.r.l. e Società Padana Energia S.r.l., quest'ultima rientrata a partire dal 1° gennaio 2025, con la presentazione da parte della Società del Modello IVA 2025.

I crediti per il consolidato fiscale verso società controllate derivano dal trasferimento alla Società del debito IRES risultante dai bilanci al 31 dicembre 2025 delle società controllate che aderiscono all'opzione per la tassazione di gruppo ai sensi degli artt. 117 e seguenti del T.U.I.R.. Per maggiori informazioni, si rimanda alla Nota n. 9, Imposte sul reddito.

12. Attività e passività finanziarie verso società controllate

Le voci attività e passività finanziarie verso società controllate derivano dal saldo delle operazioni di cash pooling tra Gas Plus S.p.A. e le proprie controllate. Tali operazioni che consentono una gestione centralizzata della tesoreria a livello di gruppo sono regolate sulla base di tassi in linea con le normali condizioni di mercato.

Le attività e passività finanziarie verso società controllate sono dettagliate nel seguente prospetto:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Attività finanziarie per gestione accentrata della tesoreria 1.600.906 3.316.486
Passività finanziarie per gestione accentrata della tesoreria (82.924.169) (118.863.503)
Totale (passività) finanziarie nette verso società controllate (81.323.263) (115.547.017)

Al 31 dicembre 2025, il saldo netto delle attività e passività finanziarie verso società controllate risulta negativo per Euro 81.323.263 (saldo negativo per Euro 115.547.017 al 31 dicembre 2024). La riduzione complessiva è sostanzialmente dovuta all'incorporazione della controllata Gas Plus International Holding S.r.l. e al trasferimento a Gas Plus S.p.A. delle relative disponibilità finanziarie.

Per maggior dettagli si veda la Nota n. 26, Rapporti con parti correlate.

13. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti, pari a Euro 20.046.171 al 31 dicembre 2025, sono dettagliate nella tabella seguente:

Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Cassa 624 914
Conti correnti bancari 20.045.547 7.233.974
Totale 20.046.171 7.234.888

Si segnala che non esistono vincoli sulle disponibilità liquide.

Per un'analisi delle movimentazioni delle disponibilità liquide e dei mezzi equivalenti si rimanda al prospetto di rendiconto finanziario.

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Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

14. Patrimonio netto

Nelle seguenti note viene riportata una breve descrizione della natura e della composizione delle principali voci del patrimonio netto. Si rimanda al prospetto delle variazioni del patrimonio netto per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 per una descrizione puntuale della movimentazione delle singole riserve del patrimonio netto.

Capitale Sociale

Nel corso degli esercizi 2025 e 2024, il numero di azioni ed il valore del capitale sociale non hanno subito variazioni rispetto all’esercizio precedente.

Si segnala che, in data 20 dicembre 2010, l’Assemblea Straordinaria degli Azionisti della Società ha deliberato l’eliminazione del valore nominale delle azioni con la relativa modifica all’art. 5 dello Statuto Sociale.

Il numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione nell’esercizio 2025 e 2024 è pari a 44.909.620.

Il numero medio ponderato delle azioni potenziali in circolazione nell’esercizio 2025 e 2024, al netto delle azioni proprie in portafoglio pari a 1.336.677 (in entrambi i periodi in esame) ed in assenza di ulteriori effetti diluitivi, è pari a 43.572.943.

Riserve

Le riserve sono costituite dalle seguenti componenti:

  • La Riserva legale, la Riserva sovraprezzo azioni e i Versamenti in conto capitale che non presentano variazioni rispetto all’importo iscritto al 31 dicembre 2024.
  • La riserva per differenze attuariali fondi benefici dipendenti, che, come previsto dal principio IAS 19, Benefici ai dipendenti, include tutti gli utili e le perdite attuariali che emergono dal ricalcolo attuariale del valore attuale del fondo di trattamento di fine rapporto.

Utili a nuovo

La voce Utili a nuovo include, tra gli altri, gli effetti della conversione agli IFRS.

Azioni proprie

Le Azioni proprie non presentano variazioni rispetto al 31 dicembre 2024. Al 31 dicembre 2025, la società detiene 1.336.677 azioni proprie (pari al 2,98% del capitale sociale) per un corrispettivo complessivo di Euro 9.599.592.

Le azioni proprie sono a disposizione del Consiglio di Amministrazione che ne può disporre senza limiti di tempo o alienandole o quale corrispettivo di eventuali operazioni connesse alla gestione corrente o ad investimenti strategici o ancora a fronte dell’esercizio di opzioni assegnate o da assegnare ai destinatari dei Piani di Incentivazione Azionaria.

Dividendi

In data 11 giugno 2025, l’Assemblea degli Azionisti ha deliberato di distribuire agli Azionisti, a titolo di dividendo e al lordo delle ritenute di legge, l’importo unitario di Euro 20 centesimi per ciascuna delle azioni (al netto delle azioni proprie) ordinarie in circolazione, per l’importo complessivo di Euro 8.714.589. Il pagamento è avvenuto in data 30 luglio 2025.

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Variazioni delle altre componenti del conto economico complessivo

Nell'esercizio 2025, le altre componenti del conto economico complessivo transitate direttamente a patrimonio netto includono la riserva per differenze attuariali TFR per una variazione positiva di complessivi Euro 39.596, al netto delle imposte anticipate (nell'esercizio 2024 la variazione era positiva di Euro 4.465).

Nell'esercizio 2024, le altre componenti del conto economico complessivo includevano anche la variazione negativa di Euro 354.903 di fair value degli interest rate swap di copertura in regime di hedge accounting, al netto delle relative imposte anticipate. Tali contratti sono stati estinti anticipatamente nell'ultimo trimestre 2024.

Possibilità di utilizzazione e di distribuibilità delle riserve

Si forniscono infine le informazioni richieste dall'art. 2427, n. 7-bis, del Codice Civile relativamente all'origine e alla possibilità di utilizzazione e di distribuibilità delle riserve, nonché della loro avvenuta utilizzazione negli ultimi tre esercizi:

Natura/descrizione Parziali Importo Possibilità di utilizzazione Quota disponibile Utilizzazioni effettuate nei tre esercizi precedenti
Per copertura perdite Per altre ragioni
Capitale 23.353.002
Riserve di capitale:
- Riserva da sovraprezzo azioni 85.605.531 A-B-C 85.605.531
- Versamenti in conto capitale 7.041.890 A-B-C 7.041.890
Riserve di utili:
- Riserva legale 4.670.600 A-B 4.670.600
- Utili (perdite) a nuovo 58.284.241
- Azioni proprie (9.599.592)
- Riserva differenze attuariali fondi benefici dipendenti (23.208)
Utili (perdite) a nuovo disponibili 48.661.441 A-B-C 48.661.441 17.429.178
- Riserva copertura derivati -
Totale 169.332.464 145.979.462
Quota non distribuibile 4.670.600
Residua quota distribuibile 141.308.862

Legenda:

A disponibile per aumento di capitale
B disponibile per copertura perdite
C distribuibile agli azionisti


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(Importi in Euro se non diversamente indicato)

15. Debiti finanziari correnti e non correnti

Nella seguente tabella sono riportati i debiti finanziari della Società, con i dettagli relativi alla loro composizione, scadenza e condizioni:

Tipologia Tasso interesse effettivo % Scadenza 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
A breve
Finanziamento Revolving Banca ISP Euribor + spread 10.000.000 15.000.000
Finanziamento Revolving Banco BPM Euribor 1/3 m + spread 10.000.000 5.000.000
Finanziamento BPS Euribor 3 m + spread - 10.000.000
Finanziamento BPER Euribor 3m + spread piano rimborso 850.999 1.629.207
Finanziamento BCC Cantù Euribor 3m + spread piano rimborso 4.996.505 -
Totale debiti finanziari correnti 25.847.504 31.629.207
A medio/lungo
Finanziamento BCC Cantù Euribor 3m + spread piano rimborso - 4.975.000
Finanziamento BPER Euribor 3m + spread piano rimborso - 850.552
Totale debiti finanziari non correnti - 5.825.552
Totale debiti finanziari 25.847.504 37.454.759

Al 31 dicembre 2025 Gas Plus S.p.A. ha in essere debiti finanziari correnti per Euro 25.847.504 (Euro 31.629.207 al 31 dicembre 2024) e nessun debito finanziario non corrente (Euro 5.825.552 al 31 dicembre 2024). Si rimanda al paragrafo “Rischio di liquidità” nella nota n. 28, Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri, per l’elenco delle linee di credito disponibili della Società.

Si descrivono qui di seguito le principali caratteristiche dei finanziamenti bancari della Società:

Finanziamento Revolving Banca ISP

In data 6 marzo 2024, Gas Plus S.p.A. ha stipulato con Intesa Sanpaolo un contratto di finanziamento di tipo revolving a medio termine per un importo complessivo di Euro 30 milioni, da utilizzarsi esclusivamente per cassa, e con scadenza il 6 marzo 2026, successivamente prorogata al 31 dicembre 2026.

Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento risulta utilizzato per Euro 10 milioni.

Il contratto di finanziamento prevede un tasso di interesse nominale annuo variabile, pari alla somma tra il tasso di riferimento (EURIBOR 1/3/6m su base 360 giorni) e il margine previsto contrattualmente. Inoltre, il contratto di finanziamento prevede una commissione di mancato utilizzo.

Il contratto di finanziamento prevede un parametro finanziario (financial covenant) da verificarsi semestralmente, a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, sui dati consolidati di Gruppo redatti in conformità ai principi contabili IFRS. Tale parametro finanziario risulta essere il Leverage Ratio (Posizione finanziaria netta / EBITDA) e risulta rispettato alla data del 31 dicembre 2025.

Finanziamento Revolving Banco BPM

In data 17 dicembre 2024, Gas Plus S.p.A., unitamente a Società Padana Energia S.r.l. e Longanesi Sviluppo S.r.l. (i beneficiari) hanno stipulato con Banco BPM un nuovo contratto di finanziamento di tipo revolving a medio termine per un importo complessivo di Euro 30 milioni, da utilizzarsi esclusivamente per cassa, e con scadenza il 16 dicembre 2027. Tale contratto sostituisce la precedente linea di tipo revolving dell’importo di Euro 15 milioni rimborsata entro la data di scadenza prevista (1° dicembre 2024).

Alla data del 31 dicembre 2025, tale finanziamento risulta utilizzato da Gas Plus S.p.A. per Euro 10 milioni.

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Il contratto di finanziamento prevede un tasso di interesse nominale annuo variabile, pari alla somma tra il tasso di riferimento (EURIBOR 1/3m su base 360 giorni) e il margine previsto contrattualmente. Inoltre, il contratto di finanziamento prevede una commissione di mancato utilizzo.

Il contratto di finanziamento prevede parametri finanziari (financial covenants) da verificarsi semestralmente, a partire dal bilancio chiuso al 30 giugno 2025, sui dati consolidati di Gruppo redatti in conformità ai principi contabili IFRS. Tali parametri risultano attualmente essere:
- Indebitamento finanziario netto/EBITDA;
- Indebitamento finanziario netto/patrimonio netto.

Gas Plus S.p.A. deve comunicare semestralmente il rispetto di tali parametri, contestualmente alla consegna del bilancio consolidato. Al mancato rispetto di uno solo di tali parametri, sempre che tali parametri non siano nel frattempo stati ripristinati secondo i termini contrattuali, la banca finanziatrice ha la possibilità di recedere dal contratto, facendo venir meno l'obbligo della stessa banca nel rendere disponibile ogni ulteriore utilizzo a valere sul Finanziamento Revolving.

I parametri finanziari risultano rispettati alla data del 31 dicembre 2025.

Il contratto di finanziamento prevede alcuni impegni e limitazioni per i beneficiari. Al mancato rispetto di tali impegni e limitazioni, la banca finanziatrice ha la possibilità di recedere o risolvere il contratto, salvo sanatoria da parte del Gruppo Gas Plus nei casi consentiti.

Altri finanziamenti

I contratti di finanziamento con BPER e BCC Cantù sono stati stipulati nel mese di agosto del 2024 ed hanno una durata di 18 mesi con scadenza prevista nel mese di febbraio del 2026, mese in cui sono stati regolarmente rimborsati.

Tali finanziamenti non prevedevano il rispetto di parametri finanziari, né il rilascio di garanzie.

La linea di anticipazione finanziaria con Banca Popolare di Sondrio (BPS) è stata stipulata nel mese di giugno del 2024 e non risulta utilizzata al termine dell'esercizio. Si tratta di una linea a revoca.

Indebitamento finanziario netto

Il totale indebitamento finanziario netto della Società, secondo gli orientamenti in materia di obblighi di informativa ai sensi del Regolamento UE 2017/1129 dell'European Securities and Markets Authority (ESMA), al 31 dicembre 2025 e 2024 è dettagliato come segue:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
A. Disponibilità liquide 20.046.171 7.234.888
B. Mezzi equivalenti a disponibilità liquide - -
C. Altre attività finanziarie correnti 5.269.936 7.937.336
D. Liquidità (A + B + C) 25.316.107 15.172.224
E. Debito finanziario corrente (1) 111.826.995 153.778.861
F. Parte corrente del debito finanziario non corrente 850.999 1.629.207
G. Indebitamento finanziario corrente (E + F) 112.677.994 155.408.068
H. Indebitamento finanziario corrente netto (G -D) 87.361.887 140.235.844
I. Debito finanziario non corrente (2) 1.294.905 5.961.374
J. Strumenti di debito - -
K. Debiti commerciali e altri debiti non correnti - -
L. Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) 1.294.905 5.961.374
M. Totale indebitamento finanziario (H + L) 88.656.792 146.197.218

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Note:
(1) Al 31 dicembre 2025 include per Euro 237.291 la quota a breve dei debiti per lease (Euro 294.508 al 31 dicembre 2024).
(2) Al 31 dicembre 2025 include per Euro 1.294.905 la quota a medio/lungo termine dei debiti per lease (Euro 135.822 al 31 dicembre 2024).

Ai sensi dello IAS 7 – Rendiconto finanziario si riporta nella seguente tabella la riconciliazione tra il saldo iniziale ed il saldo finale dell’indebitamento finanziario netto.

31 dicembre 2024 Flussi monetari Flussi non monetari 31 dicembre 2025
Variazione fair value Altre variazioni
Fair value attivo corrente (4.620.850) - 951.820 - (3.669.030)
Attività finanziarie verso società controllate (3.316.486) 1.715.580 - - (1.600.906)
Debiti finanziari non correnti 5.961.374 - - (4.666.469) 1.294.905
Debiti finanziari correnti 31.923.715 (11.647.647) - 5.808.727 26.084.795
Passività finanziarie verso società controllate 118.863.503 13.178.514 - (49.117.848) 82.924.169
Fair value passivo corrente 4.620.850 - (951.820) - 3.669.030
Passività nette derivanti da attività di finanziamento 153.432.106 3.246.447 - (47.975.590) 108.702.963
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti (7.234.888) (12.811.283) - - (20.046.171)
Indebitamento finanziario netto 146.197.218 (9.564.836) - (47.975.590) 88.656.792

16. Debiti finanziari per lease correnti e non correnti

Nella seguente tabella sono riportate le movimentazioni dei debiti finanziari per lease correnti e non correnti:

Totale debiti per lease Debiti per lease correnti Debiti per lease non correnti
Saldo iniziale al 1° gennaio 2024 675.622 265.164 410.458
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 26.928 - 26.928
Riclassifiche - 301.564 (301.564)
Oneri finanziari 7.055 7.055 -
Decrementi (279.275) (279.275) -
Saldo finale al 31 dicembre 2024 430.330 294.508 135.822
Nuovi contratti e modifiche contrattuali 1.364.752 - 1.364.752
Riclassifiche - 205.669 (205.669)
Oneri finanziari 36.655 36.655 -
Decrementi (299.541) (299.541) -
Saldo finale al 31 dicembre 2025 1.532.196 237.291 1.294.905

In applicazione del principio IFRS 16 Lease, al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. ha in essere debiti finanziari per lease correnti per 237.291 Euro (per 294.508 Euro al 31 dicembre 2024), di cui per 202.378 Euro verso parti correlate (per 249.570 Euro al 31 dicembre 2024) e debiti finanziari per lease non correnti per 1.294.905 Euro (per 135.822 Euro al 31 dicembre 2024), di cui per 1.262.378 Euro verso parti correlate (per 125.564 Euro al 31 dicembre 2024). Tali debiti si riferiscono:

  • al contratto di affitto avente ad oggetto il complesso immobiliare destinato alla sede legale della Società, di cui si è previsto il rinnovo per successivi 6 anni, a partire dal 1° luglio 2026;

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

  • al contratto biennale per l'utilizzo in cloud della licenza del software utilizzato per la redazione del bilancio consolidato e per la gestione dei contratti di noleggio ai sensi del principio contabile internazionale IFRS 16 Lease;
  • al contratto di noleggio di un'autovettura aziendale.

17. Fondo per benefici ai dipendenti

I piani per benefici definiti a favore di dipendenti di Gas Plus S.p.A. riguardano il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato disciplinato dalla legislazione italiana all'articolo 2120 del codice civile. L'indennità, erogata sotto forma di capitale, è pari alla somma di quote di accantonamento calcolate sulle voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro e rivalutate sino al momento della cessazione dello stesso.

L'indennità di fine rapporto della Società al 31 dicembre 2025 ammonta a Euro 1.273.159 (al 31 dicembre 2024 Euro 1.253.399) e riflette la valutazione del debito verso il personale secondo criteri attuariali ai sensi dello IAS 19. In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario i parametri tendenziali utilizzati per la valutazione al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2024 sono i seguenti:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Tasso di attualizzazione 3,96% 3,38%
Tasso annuo di inflazione 2,00% 2,00%
Tasso annuo di incremento TFR 3,00% 3,00%
Incremento annuo retribuzioni 1,00% 1,00%
Tasso annuo di rotazione del personale 3,00% 3,00%
Tasso annuo di anticipazioni 2,00% 2,00%

Riportiamo nella seguente tabella la movimentazione intervenuta nel fondo trattamento di fine rapporto dipendenti relativa all'esercizio 2025 e 2024:

Fondo per benefici ai dipendenti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Trattamento di fine rapporto - saldo iniziale 1.253.399 1.213.572
Benefici pagati (27.469) (62.945)
Subtotale delle variazioni di stato patrimoniale (27.469) (62.945)
Costo del servizio 55.148 67.991
Interessi netti 44.181 40.656
Subtotale incluso nel conto economico 99.329 108.647
Variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni finanziare (40.654) (18.440)
Variazioni attuariali derivanti da cambiamenti nelle assunzioni demografiche - 171
Aggiustamenti sulla base dell'esperienza (11.446) 12.394
Subtotale incluso nel conto economico complessivo (52.100) (5.875)
Trattamento di fine rapporto - saldo finale 1.273.159 1.253.399

Qui di seguito è riportata l'analisi di sensitività ricalcolata sull'obbligazione netta del piano a benefici definiti al 31 dicembre 2025, considerando i più significativi cambiamenti nelle assunzioni chiave.

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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Assunzione Impatto sul P.N. Assunzione Impatto sul P.N.
+0,25% (0,25%) +0,25% (0,25%)
Tasso di inflazione 12.623 (12.353) Tasso di attualizzazione (16.772) 17.355

Qui di seguito si riportano le contribuzioni attese da effettuare negli anni futuri a fronte dell'obbligazione del piano a benefici definiti:

Periodo Importo
Entro i prossimi 12 mesi 495.482
Entro 2 anni 53.570
Entro 3 anni 54.585
Entro 4 anni 75.910
Entro 5 anni 61.042

La durata media dell'obbligazione del piano a benefici definiti alla fine dell'esercizio 2025 è di 8,7 anni.

In tale voce, inoltre, è incluso per Euro 32.553 (per Euro 29.179 al 31 dicembre 2024) l'accantonamento del contributo "ex Fondo Gas" per i dipendenti ancora compresi nella forza lavoro a seguito della soppressione del fondo stesso con decorrenza 1° dicembre 2015. La Società dovrà accantonare mensilmente tale importo fino al 1° novembre 2035, salvo erogarlo per intero al dipendente (o al relativo Fondo di Categoria), al momento della cessazione del suo rapporto di lavoro (Legge 125/2015 di conversione del D.L. 78/2015).

18. Debiti commerciali

Nella seguente tabella viene riportato il dettaglio dei debiti commerciali al 31 dicembre 2025 ed il loro confronto con l'esercizio precedente:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Fornitori Italia 509.797 635.388
Fornitori Italia – società controllate 730.923 513.938
Fornitori Italia – altre parti correlate 5.463 20.405
Fornitori estero 149 14.135
Totale debiti commerciali 1.246.332 1.183.866

Il profilo finanziario della società permette la liquidazione dei debiti commerciali attraverso il capitale circolante netto. I debiti hanno un tempo medio di pagamento di 60 – 90 giorni.

I debiti commerciali verso le società controllate e correlate derivano da prestazioni di servizi che sono fornite per consentire a sua volta alla società l'erogazione dei servizi centrali.

Per il dettaglio della voce si rimanda alla nota n. 26, Rapporti con parti correlate.

19. Altri debiti

La seguente tabella riporta il dettaglio degli altri debiti al 31 dicembre 2025 ed il suo confronto con l'esercizio precedente:


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Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Altri debiti 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Debiti per il consolidato fiscale verso società controllate 1.259.139 2.405.224
Debiti per regime IVA di Gruppo verso società controllate 2.408.718 409.569
Debiti verso il personale 584.129 620.482
Debiti verso istituti di previdenza 369.633 380.919
Ritenute 244.333 240.162
Amministratori e sindaci 93.016 141.244
Ratei e risconti passivi 148.331 276.228
Altri 30.599 19.969
Totale altri debiti 5.137.898 4.493.797

Gli altri debiti sono prevalentemente costituiti da debiti verso società controllate per le imposte indirette e per le imposte dirette in regime di consolidato fiscale, debiti verso il personale e verso gli enti previdenziali per premi, ratei di quattordicesima, ferie e permessi maturati ma non ancora goduti alla fine dell'esercizio.

I debiti per consolidato fiscale verso società controllate si riferiscono al trasferimento alla società del credito IRES risultante dai bilanci al 31 dicembre 2025 delle società controllate che aderiscono all'opzione per la tassazione di gruppo ai sensi degli artt. 117 e seguenti del T.U.I.R.. Per maggiori informazioni, si rimanda alla nota n. 9, Imposte sul reddito.

I debiti per regime IVA di Gruppo includono il credito IVA trasferito dalle società controllate nell'ultimo trimestre dell'esercizio 2025 nell'ambito del suddetto regime. Per maggiori informazioni, si rimanda alla nota n. 9, Imposte sul reddito.

20. Ricavi

Il dettaglio dei ricavi viene indicato nella seguente tabella con il relativo confronto con l'esercizio precedente:

Ricavi 2025 2024
Prestazioni di servizi a:
- società controllante 1.250 1.250
- società controllate 4.117.865 4.222.920
- altre parti correlate 4.250 4.250
Totale ricavi 4.123.365 4.226.420
Rimborsi vari - 1.195
Sopravvenienze attive 10.785 1.004
Totale altri ricavi e proventi 10.785 2.199
Totale ricavi 4.134.150 4.228.619

I ricavi derivano da prestazioni di servizi erogati nei confronti di società controllate, controllante e correlate nelle aree amministrazione e tesoreria, societario e legale, sistemi informativi, acquisti e risorse umane.

21. Costi per materie prime, materiali di consumo e servizi

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio dei costi operativi relativi all'esercizio 2025 ed il relativo confronto con l'esercizio precedente:


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O

Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Costi per materie prime e materiali di consumo 2025 2024
Costi per materie prime e materiali di consumo
Materie prime e di consumo
Cancelleria (2.827) (3.762)
Carburanti (13.621) (14.080)
Materiale informatico (6.540) (4.583)
Acquisto cellulari (1.572) (3.551)
Altri acquisti (2.719) (3.776)
Totale costi per materie prime e materiali di consumo (27.279) (29.752)
Costi per servizi ed altri
Servizi e altri
Amministratori, sindaci e altri organi societari (577.557) (551.924)
Spese e consulenze professionali (1.447.073) (1.421.256)
Assicurazioni (51.341) (47.991)
Manutenzioni (266.687) (243.878)
Utenze passive (154.305) (155.702)
Spese e commissioni bancarie (20.415) (19.840)
Altri affitti e locazioni (53.409) (53.510)
Altri servizi (303.605) (300.220)
Oneri diversi di gestione (300.057) (282.561)
Totale costi per servizi ed altri (3.174.449) (3.076.882)
Totale costi operativi (3.201.728) (3.106.634)

22. Costi per il personale

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio dei costi per il personale relativi all’esercizio 2025 ed il relativo confronto con l’esercizio precedente:

Costo del personale 2025 2024
Personale
Salari e stipendi (3.335.780) (2.510.822)
Oneri sociali (826.980) (676.220)
TFR, trattamento di quiescenza ed obblighi simili (146.529) (166.065)
Totale costo del personale (4.309.289) (3.353.107)

I costi per il personale sono stati in crescita rispetto all’anno 2024 per il riconoscimento di premi una tantum a seguito dell’avvio della produzione di gas nella concessione Longanesi.

Il numero medio dei dipendenti dell’esercizio 2025 e 2024 della Società è dettagliato nella tabella che segue:

Numero medio dipendenti 2025 2024
Dirigenti 3 3
Quadri / Impiegati 29 34
Totale 32 37

23. Proventi ed oneri diversi

I proventi ed oneri diversi nell’esercizio 2025 risultano avere un saldo positivo pari a Euro 30.134.809 (nel 2024 il saldo positivo era pari a Euro 10.361.347), come dettagliato nella seguente tabella:

200


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Proventi ed (oneri) diversi 31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Dividendi da partecipazioni iscritte nell'attivo non corrente:
Gas Plus International B.V. 20.777.229 -
GP Infrastrutture S.r.l. 4.000.000 3.500.000
Società Padana Energia S.r.l. 4.000.000 7.000.000
Gas Plus Vendite S.r.l. 1.500.000 -
Gas Plus Energia S.r.l. 42.646 85.293
Gas Plus Dacia S.r.l. 40 -
Totale proventi diversi 30.319.915 10.585.293
Svalutazione di partecipazioni iscritte nell'attivo non corrente:
Gas Plus Storage S.r.l. (185.106) (185.507)
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione - (38.439)
Totale oneri diversi (185.106) (223.946)
Totale proventi ed (oneri) diversi 30.134.809 10.361.347

I proventi diversi includono i dividendi ricevuti da partecipazioni iscritte nell'attivo non corrente per complessivi Euro 30.319.915 (Euro 10.585.293 nel 2024).

Gli oneri diversi pari a Euro 185.106 al 31 dicembre 2025 (Euro 223.946 nel 2024) sono dovuti alla svalutazione delle partecipazioni nella società controllata Gas Plus Storage S.r.l. per Euro 185.106 (Euro 185.507 nel 2024) a seguito delle perdite conseguite nell'esercizio. Nell'anno 2024 era stata svalutata anche la società controllata Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione (procedura conclusasi nel corso del primo semestre 2025) per Euro 38.439.

24. Proventi ed oneri finanziari

Riportiamo nella seguente tabella il dettaglio degli oneri e proventi finanziari relativi all'esercizio 2025 ed il relativo confronto con l'esercizio precedente.

Proventi (Oneri) finanziari 2025 2024
Proventi finanziari
Proventi finanziari su derivati su commodity vs controllate e vs terzi 8.703.449 5.883.727
Interessi attivi verso imprese controllate per cash pooling 286.971 173.447
Interessi attivi su conti correnti bancari 193.856 221.072
Proventi finanziari su interest rate swap - 108.335
Totale proventi finanziari 9.184.276 6.386.581
Oneri finanziari
Oneri finanziari su derivati su commodity verso controllate e verso terzi (8.703.449) (5.883.727)
Interessi passivi su finanziamenti non correnti (274.084) (1.646.651)
Interessi passivi su finanziamenti correnti (1.037.792) (832.101)
Interessi passivi verso imprese controllate per cash pooling (1.334.157) (2.010.420)
Oneri finanziari per attualizzazione fondi (44.181) (40.656)
Commissioni su finanziamenti (508.569) (293.382)
Oneri finanziari per lease (36.655) (7.055)
Interessi passivi su debiti tributari (4.504) (18)
Altri oneri finanziari (4.414) (3.867)
Totale oneri finanziari (11.947.805) (10.717.877)
Utili (perdite) su cambi (11.898) 5.496
Proventi (Oneri) finanziari netti (2.775.427) (4.325.800)

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

I proventi ed oneri finanziari includono le variazioni di fair value e i relativi importi liquidati nel periodo relativamente ai derivati stipulati dalla Società a copertura del rischio di oscillazione del prezzo delle commodity delle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l. e Gas Plus Dacia S.r.l. L'aumento dei proventi ed oneri finanziari, passati da Euro 5.883.727 nel 2024 ad Euro 8.703.449 nel 2025, è legato alle maggiori operazioni di copertura sulle commodities effettuate nel corso del 2025 per conto delle società controllate. L'effetto netto di tali strumenti, considerati speculativi ai fini IFRS per la Società capogruppo Gas Plus S.p.A., è nullo nel 2025 e 2024, grazie al trasferimento delle relative componenti alle controllate tramite la stipula di derivati infragruppo, come già segnalato nelle note n. 8, Fair value.

A causa del rimborso anticipato, a fine del terzo trimestre 2024, del principale contratto di finanziamento e del calo dei tassi di interesse, hanno registrato un forte decremento gli interessi sulle linee di finanziamento non correnti.

La riduzione invece degli interessi passivi di cash pooling verso le controllate è dovuta all'incorporazione della controllata Gas Plus International Holding S.r.l. e al trasferimento a Gas Plus S.p.A. delle relative disponibilità finanziarie.

25. Impegni e rischi

Impegni per investimenti

A seguito dell'integrale rimborso, a fine del terzo trimestre 2024, del Finanziamento a medio lungo termine stipulato con Intesa Sanpaolo e Banco BPM sono state rilasciate le garanzie previste dal relativo contratto. Per quanto concerne invece il nuovo contratto di Finanziamento Revolving stipulato con Banco BPM, si rimanda a quanto già specificato nella nota n. 15, Debiti finanziari correnti e non correnti.

Al 31 dicembre 2025, la Società non ha sottoscritto ulteriori impegni per investimenti.

Garanzie e fideiussioni

Al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. ha in essere una fideiussione per Euro 2,4 milioni, per conto della società controllata Gas Plus Vendite S.r.l., a garanzia di un contratto di factoring da quest'ultima stipulato con un istituto bancario.

26. Rapporti con parti correlate

La seguente tabella mostra i valori complessivi delle transazioni intercorse nell'esercizio con parti correlate, tutte effettuate secondo normali condizioni di mercato. Si riportano le tabelle di sintesi dei rapporti con le società controllate e correlate:

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Immobiliare Forlanini S.r.l. 1.435.239 354.725
Totale diritti d'uso verso società correlate 1.435.239 354.725
Gas Plus Italiana S.r.l. 616.086 314.232
Gas Plus Vendite S.r.l. 464.357 217.579
GP Infrastrutture S.r.l. 516.031 280.007
Gas Plus Energia S.r.l. 14.214 7.307
Reggente S.p.A. 6.079 25
Società Padana Energia S.r.l. 936.639 343.984
Gas Plus International Holding S.r.l. - 2.470
Gas Plus International B.V. 2.216 704
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione - 1.620

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Gas Plus Dacia S.r.l. 53.376 98.798
Gas Plus Storage S.r.l. 43.096 24.569
Longanesi Sviluppo S.r.l. 1.924 3.497
Immobiliare Forlanini S.r.l. 2.593 2.593
Us.Fin. S.r.l. 763 381
Totale crediti commerciali verso società correlate 2.657.374 1.297.766
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Vendite S.r.l. 363.472 495.508
GP Infrastrutture S.r.l. 795.631 1.445.527
Società Padana Energia S.r.l. 1.552.637 -
Gas Plus International Holding S.r.l. - 474.927
Totale altri crediti verso società correlate 2.711.740 2.415.962
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. 114 21
Gas Plus Vendite S.r.l. 404 77
GP Infrastrutture S.r.l. 331 353
Gas Plus Energia S.r.l. 234 71
Gas Plus Storage S.r.l. 1.599.370 1.386.630
Reggente S.p.A. 103 71
Società Padana Energia S.r.l. 350 1.929.122
Gas Plus International Holding S.r.l. - 141
Totale attività finanziarie verso società controllate 1.600.906 3.316.486
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. - 806.191
Gas Plus Vendite S.r.l. - 257.168
Società Padana Energia S.r.l. - 1.140.288
Gas Plus Dacia S.r.l. - 2.417.203
Totale fair value correnti (derivati finanziari attivi) verso società controllate - 4.620.850
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Immobiliare Forlanini S.r.l. 1.262.378 125.564
Totale debiti per lease non correnti vs. società correlate 1.262.378 125.564
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. 438.009 218.852
Gas Plus Vendite S.r.l. 88.045 55.096
GP Infrastrutture S.r.l. 171.198 75.331
Gas Plus Energia S.r.l. 9.630 7.562
Società Padana Energia S.r.l. 24.041 3.519
Gas Plus International Holding S.r.l. - 153.577
Immobiliare Forlanini S.r.l. 5.463 20.405
Totale debiti commerciali verso società correlate 736.386 534.342

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
GP Infrastrutture S.r.l. 17.307.791 14.812.183
Gas Plus Italiana S.r.l. 47.948.875 46.809.120
Gas Plus Vendite S.r.l. 7.357.872 7.658.185
Gas Plus Energia S.r.l. 409.851 466.167
Società Padana Energia S.r.l. 9.899.780 -
Gas Plus International Holding S.r.l. - 49.117.848
Totale passività finanziarie verso società controllate 82.924.169 118.863.503
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. 1.223.010 -
Società Padana Energia S.r.l. 2.446.020 -
Totale fair value correnti (derivati finanziari passivi) verso società controllate 3.669.030 -
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Immobiliare Forlanini S.r.l. 202.378 249.570
Totale debiti per lease correnti verso società correlate 202.378 249.570
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. 874.293 1.827.754
Gas Plus Vendite S.r.l. 528.385 -
GP Infrastrutture S.r.l. 308.714 -
Gas Plus Energia S.r.l. 5.518 2.294
Gas Plus Storage S.r.l. 58.455 58.571
Società Padana Energia S.r.l. 1.887.934 924.349
Longanesi Sviluppo S.r.l. 4.558 1.825
Totale altri debiti verso società correlate 3.667.857 2.814.793
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. 935.243 1.038.846
Gas Plus Vendite S.r.l. 831.967 886.564
GP Infrastrutture S.r.l. 884.309 925.261
Gas Plus Energia S.r.l. 20.247 22.765
Gas Plus Storage S.r.l. 73.720 77.023
Reggente S.p.A. 7.000 7.000
Società Padana Energia S.r.l. 1.107.462 1.041.572
Gas Plus International Holding S.r.l. - 12.032
Gas Plus International B.V. 44.414 45.903
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione - 14.023
Gas Plus Dacia S.r.l. 213.503 149.931
Immobiliare Forlanini S.r.l. 4.250 4.250
Us.Fin S.r.l. 1.250 1.250
Totale ricavi con società correlate 4.123.365 4.226.420
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. (72.317) (65.560)
Gas Plus Vendite S.r.l. (24.000) (24.000)
GP Infrastrutture S.r.l. (22.940) (22.524)
Totale costi per i servizi e altri con società correlate (119.257) (112.084)

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
Immobiliare Forlanini S.r.l. (227.062) (235.543)
Totale ammortamenti – diritti d’uso con società correlate (227.062) (235.543)
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus International B.V. 20.777.229 -
GP Infrastrutture S.r.l. 4.000.000 3.500.000
Società Padana Energia S.r.l. 4.000.000 7.000.000
Gas Plus Vendite S.r.l. 1.500.000 -
Gas Plus Energia S.r.l. 42.646 85.293
Gas Plus Dacia S.r.l. 40 -
Totale proventi diversi 30.319.915 10.585.293
Gas Plus Storage S.r.l. (185.106) (185.507)
Gas Plus Netherlands B.V. in liquidazione - (38.439)
Totale oneri diversi (185.106) (223.946)
Totale (oneri) e proventi diversi 30.134.809 10.361.347
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. - 1.049.166
Gas Plus Vendite S.r.l. - 285.198
GP Infrastrutture S.r.l. - 654
Gas Plus Storage S.r.l. 60.227 65.167
Società Padana Energia S.r.l. 226.744 1.565.827
Gas Plus Dacia S.r.l. - 2.925.713
Totale proventi finanziari con società controllate 286.971 5.891.725
31 dicembre 2025 31 dicembre 2024
--- --- ---
Gas Plus Italiana S.r.l. (2.889.007) (738.404)
Gas Plus Vendite S.r.l. (232.300) (336.632)
GP Infrastrutture S.r.l. (311.904) (334.696)
Gas Plus Energia S.r.l. (6.848) (6.728)
Società Padana Energia S.r.l. (3.741.312) (84.105)
Gas Plus International Holding S.r.l. - (635.525)
Gas Plus Dacia S.r.l. (2.856.235) (39.779)
Immobiliare Forlanini S.r.l. (35.757) (4.208)
Totale oneri finanziari con società controllate (10.086.232) (2.180.077)

I proventi e gli oneri finanziari verso imprese controllate includono:

  • i proventi ed oneri finanziari derivanti dalla gestione centralizzata della tesoreria a livello di Gruppo (cash pooling), regolata sulla base di tassi in linea con le normali condizioni di mercato;
  • le variazioni positive e negative di fair value, nonché i proventi ed oneri finanziari liquidati sui derivati su commodity infragruppo stipulati nel corso dell’esercizio 2025 e 2024.

Compensi percepiti dai componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo

Gli Amministratori della Società hanno percepito nell’esercizio 2025 compensi per 345 migliaia di euro (contro 329 migliaia di euro nel 2024).

Per informativa aggiuntiva relativa ai compensi percepiti e alle partecipazioni detenute dai componenti degli Organi di Amministrazione e di Controllo, dai Sindaci, dal Direttore Generale e dai dirigenti con responsabilità strategica si rinvia a quanto indicato nella relazione sulla remunerazione.

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Termini e condizioni delle transazioni delle parti correlate

Le vendite e le altre operazioni con parti correlate sono effettuate al prezzo ed alle condizioni di mercato. I saldi in essere a fine esercizio non sono assistiti da garanzie e non generano interessi, salvo quanto inerente alla gestione in cash pooling. Non vi sono garanzie, prestate o ricevute, in relazione a crediti e debiti con parti correlate.

Rapporti con la controllante Us.Fin. S.r.l.

Come descritto alla nota 14, Patrimonio Netto, nel corso dell'esercizio 2025, Gas Plus S.p.A. ha erogato dividendi per l'importo complessivo di Euro 8.714.589, di cui Euro 6.833.367 alla società controllante Us.Fin. S.r.l..

27. Eventi successivi alla data di bilancio

Oltre a quanto già menzionato nella presente nota integrativa e nella relazione sulla gestione, non si sono verificati fatti di rilievo dopo la chiusura dell'esercizio.

28. Gestione dei rischi finanziari: obiettivi e criteri

La Società, in relazione alla sua attività ed all'utilizzo di strumenti finanziari, è esposta, oltre al rischio generale legato alla conduzione del business, ai seguenti rischi:

  • rischio di credito;
  • rischio di liquidità;
  • rischio di mercato.

Nella presente sezione vengono fornite informazioni integrative relative all'esposizione della Società a ciascuno dei rischi elencati in precedenza, agli obiettivi, alle politiche ed ai processi di gestione di tali rischi ed ai metodi utilizzati per valutarli. La presente nota contiene inoltre informazioni quantitative al fine di valutare l'entità dei rischi derivanti dagli strumenti finanziari a cui la Società è esposta nel corso dell'esercizio e alla data di riferimento del bilancio. Ulteriori informazioni quantitative sono esposte nelle specifiche note al bilancio relative alle attività e passività finanziarie.

La responsabilità complessiva per la creazione e la supervisione di un sistema di gestione dei rischi della Società è del Consiglio di Amministrazione. La Direzione Amministrazione e Finanza è responsabile dello sviluppo e del monitoraggio delle politiche di gestione dei rischi finanziari.

Le politiche di gestione dei rischi della Società hanno lo scopo di:

  • identificare ed analizzare i rischi ai quali la Società è esposta;
  • definire l'architettura organizzativa, con individuazione delle unità organizzative coinvolte, relative responsabilità e sistema di deleghe;
  • individuare i principi di risk management su cui si fonda la gestione operativa dei rischi;
  • individuare le tipologie di operazioni ammesse per la copertura dell'esposizione (es. negoziazione di derivati di copertura).

La Funzione Internal Audit controlla la corretta applicazione delle policy e delle procedure applicate per la gestione dei rischi finanziari. La funzione Internal Audit svolge verifiche periodiche riportandone gli esiti al Consiglio di Amministrazione.

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Gas Plus S.p.A.
Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

1. Rischi finanziari

Rischio di credito

Il rischio di credito è il rischio che un cliente o una delle controparti di uno strumento finanziario causi una perdita finanziaria non adempiendo ad un'obbligazione e deriva principalmente dai crediti commerciali e dagli investimenti finanziari della Società. In particolare, si evidenziano le seguenti tipologie:

Crediti commerciali e altri crediti

Tale rischio di credito è principalmente connesso alla possibilità che i clienti non onorino i propri debiti verso la società alle scadenze pattuite. Per la Società, questa tipologia di rischio di credito non è significativa in quanto la quasi totalità dell'esposizione creditoria è nei confronti di società controllate e correlate che hanno conseguito negli ultimi esercizi risultati economici tali da non compromettere in nessun modo la loro capacità di assolvimento delle obbligazioni assunte (si veda per un maggior dettaglio la nota n. 7, Partecipazioni in società controllate).

Strumenti finanziari e depositi bancari

Il rischio di credito relativo a strumenti finanziari e depositi bancari è gestito dalla tesoreria della Società in conformità alla politica della Società stessa. Al fine di contenere tale rischio, l'investimento dei fondi disponibili e l'apertura di depositi bancari sono fatti solo con istituzioni finanziarie primarie.

Garanzie e fideiussioni

Al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. ha in essere una fideiussione per Euro 2,4 milioni, per conto della società controllata Gas Plus Vendite S.r.l., a garanzia di un contratto di factoring da quest'ultima stipulato con un istituto bancario.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è il rischio che la Società abbia difficoltà ad adempiere alle obbligazioni derivanti da passività finanziarie e commerciali.

Per quanto possibile, la Società si assicura che vi siano disponibilità liquide e/o linee di credito sufficienti per coprire le necessità generate dal ciclo operativo e dagli investimenti, nonché quelle relative alle passività finanziarie. L'approccio della Società prevede pertanto di garantire che vi siano sempre fondi sufficienti per adempiere alle proprie obbligazioni alla scadenza, sia in condizioni normali che di tensione finanziaria. A tale scopo, i servizi di tesoreria della Società effettuano, in sede di predisposizione del budget annuale e nel corso di ogni esercizio, previsioni finanziarie basate sulle entrate ed uscite attese nei successivi periodi e, se necessario, adottano le conseguenti azioni correttive. Tuttavia, resta escluso l'effetto potenziale di circostanze estreme che non possono essere ragionevolmente previste, quali le calamità naturali.

Al 31 dicembre 2025, la Società ha in essere le seguenti linee di credito:
- 1,7 milioni di Euro per linee di credito promiscue autoliquidanti per anticipo fatture e per scoperto di conto corrente, non assistite da garanzie;
- 5 milioni di Euro per la linea a breve termine del finanziamento bullet in pool con BCC Cantù e banca ICCREA;
- 0,9 milioni di Euro per la linea a breve termine del Finanziamento chirografario con BPER banca;
- 30 milioni di Euro per linea Finanziamento Revolving Banco BPM utilizzabile per cassa, utilizzata per Euro 10 milioni al 31 dicembre 2025;


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

  • 30 milioni di Euro per linea Finanziamento Revolving Intesa Sanpaolo utilizzabile per cassa, utilizzata per Euro 10 milioni al 31 dicembre 2025;
  • 10 milioni di Euro per linea RCF Banca Popolare di Sondrio utilizzabile per cassa, non utilizzata al 31 dicembre 2025;
  • 62,3 milioni di Euro per linee a copertura variazioni di fair value su derivati;
  • 0,1 milioni di Euro per carte di credito aziendali e Viacard.

Tutte le linee di credito per scoperto di conto corrente o autoliquidanti sono a tasso variabile + spread fisso concordato con i relativi istituti di credito.

La Società opera in cash pooling con le sue società controllate, al fine di ottimizzare i costi correlati all'utilizzo delle linee di credito disponibili.

Altre informazioni di tipo quantitativo sono fornite alla nota n. 15, Debiti finanziari correnti e non correnti.

Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che i flussi finanziari futuri di un'attività o di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, dovuti a variazioni dei tassi di cambio, di interesse e ad altri rischi di prezzo. L'obiettivo della gestione del rischio di mercato è la direzione e il controllo dell'esposizione della Società a tale rischio entro livelli accettabili ottimizzando, allo stesso tempo, il rendimento degli investimenti.

Rischio di cambio

Non esistono significative problematiche relative alla gestione del rischio di cambio.

La quasi totalità delle operazioni di acquisto e di vendita sono effettuate in Euro, valuta funzionale e di presentazione di Gas Plus S.p.A.

Rischio tasso di interesse

Esso afferisce, per quanto riguarda le attività finanziarie detenute per la negoziazione, agli effetti che le variazioni nei tassi di interesse hanno sul prezzo delle suddette attività. Data l'assenza di simili attività in portafoglio la Società non è attualmente soggetta a tale rischio.

Quanto invece alle altre attività finanziarie ed alle passività finanziarie, il rischio di variazioni dei tassi di interesse può avere un effetto diretto sul conto economico determinando un minor o maggior costo per oneri finanziari.

I derivati sottoscritti a copertura dei tassi d'interesse del Finanziamento ISP-Banco BPM sono stati estinti nel corso del quarto trimestre 2024 in seguito al rimborso anticipato del finanziamento.

Il valore degli strumenti finanziari di Gas Plus S.p.A., distinto tra strumenti finanziari fruttiferi di interessi e strumenti infruttiferi, alla data di chiusura del bilancio era il seguente:

Valore contabile
2025 2024
Strumenti finanziari fruttiferi
Strumenti finanziari a tasso fisso
Attività finanziarie 19.775.414 -
Passività finanziarie - -
Strumenti finanziari a tasso variabile
Attività finanziarie 1.600.906 3.316.486
Passività finanziarie (113.972.899) (115.543.890)
Strumenti finanziari infruttiferi
Attività finanziarie 3.939.787 11.855.738
Passività finanziarie - -

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Analisi di sensitività del fair value degli strumenti finanziari a tasso fisso

Al 31 dicembre 2025, Gas Plus S.p.A. detiene strumenti finanziari fruttiferi di interessi a tasso fisso costituiti esclusivamente da disponibilità liquide depositate presso alcuni istituti di credito.

Analisi di sensitività dei flussi finanziari degli strumenti finanziari a tasso variabile

L’analisi di sensitività è svolta solo con riferimento ai debiti correnti e non correnti verso istituti bancari.

Se la curva dei tassi di interesse fosse aumentata di 100 basis point alla data di chiusura del bilancio, il patrimonio netto e il risultato netto sarebbero diminuiti di 335.761 Euro (al 31 dicembre 2024 pari a Euro 272.723).

Se la curva dei tassi di interesse fosse diminuita di 100 basis point alla data di chiusura del bilancio, il patrimonio netto e il risultato netto sarebbero aumentati di 335.761 Euro (al 31 dicembre 2024 pari a Euro 272.723).

Rischio di variazione del prezzo delle commodities e dei flussi finanziari

La Società non è esposta al rischio di oscillazione del prezzo di mercato del gas e del brent poiché, nel corso del 2025 e 2024, gli effetti economici di copertura dei derivati sottoscritti con gli istituti bancari sono stati trasferiti interamente alle società controllate Gas Plus Italiana S.r.l., Società Padana Energia S.r.l., Gas Plus Vendite S.r.l. e Gas Plus Dacia S.r.l., a condizioni di mercato, tramite la stipula di derivati infragruppo.

I risultati economici di tali derivati (sia stipulati con gli istituti bancari che infragruppo) sono registrati tra gli oneri e proventi finanziari in quanto essi non risultano di copertura ai fini contabili per la Società.

Altri rischi di prezzo

Riguardano la possibilità che il fair value di uno strumento finanziario possa variare per motivi differenti dal variare dei tassi di interesse o di cambio.

Al 31 dicembre 2025, la Società non è esposta al rischio prezzo dei titoli detenuti per la negoziazione in quanto non detiene tali strumenti finanziari.

2. Gestione del capitale

L’obiettivo primario della gestione del capitale della Società è garantire che sia mantenuto un adeguato rating creditizio ed adeguati livelli degli indicatori di capitale in modo da supportare l’attività, massimizzare il valore per gli azionisti e ridurre il costo del capitale.

La Società gestisce la struttura del capitale e lo modifica in funzione di variazioni nelle condizioni economiche. Per mantenere o adeguare la struttura del capitale, la società può adeguare i dividendi pagati agli azionisti, rimborsare il capitale o emettere nuove azioni.

Nessuna variazione è stata apportata agli obiettivi, alle politiche o alle procedure durante gli esercizi 2025 e 2024.

3. Gerarchia del Fair Value secondo l’IFRS 7

L’IFRS 7 richiede che la classificazione degli strumenti finanziari al fair value sia determinata in base alla qualità delle fonti degli input usati nella valutazione del fair value.

Qui di seguito, si evidenzia la classificazione IFRS 7 per gli strumenti finanziari posseduti dalla Società (importi in Euro):


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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Totale di bilancio Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale valutato a fair value Altro
ATTIVO
Attività finanziarie correnti vs controllate 1.600.906 - - - - 1.600.906
Fair value attivo corrente 3.669.030 - 3.669.030 - 3.669.030 -
PASSIVO
Debiti finanziari per lease non correnti 1.294.905 - - - - 1.294.905
Debiti finanziari correnti 25.847.504 - - - - 25.847.504
Passività finanziarie correnti verso controllate 82.924.169 - - - - 82.924.169
Fair value passivo corrente 3.669.030 - 3.669.030 - 3.669.030 -
Debiti finanziari per lease correnti 237.291 - - - - 237.291

Si precisa che la classificazione degli strumenti finanziari può comportare una significativa discrezionalità, ancorché, in accordo con gli IFRS, la Società utilizza, qualora disponibili, prezzi quotati in mercati attivi come migliore stima del fair value di tutti gli strumenti derivati.

4. Classi di strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari iscritti nello stato patrimoniale della società sono così raggruppabili per classi (è indicato per ognuna sia il valore contabile sia il fair value in migliaia di Euro):

31.12.2025

Valore contabile Finanziamenti e crediti Attività/ passività finanziarie al fair value a conto economico Attività/ passività finanziarie in regime di hedge accounting Attività/ passività finanziarie al fair value a conto economico complessivo Altre attività/ passività Costo ammortizzato Totale voce contabile Fair value
ATTIVO
Crediti commerciali 2.657 2.657 - - - - - 2.657 2.657
Attività finanziarie correnti vs controllate 1.601 1.601 - - - - - 1.601 1.601
Fair value attivo corrente 3.669 - 3.669 - - - - 3.669 3.669
Disponibilità liquide 20.046 20.046 - - - - - 20.046 20.046
Totale 27.973 24.304 3.669 - - - - 27.973 27.973
PASSIVO
Debiti per lease non correnti 1.295 - - - - - 1.295 1.295 1.295
Debito finanziari correnti 25.848 - - - - - 25.848 25.848 25.848
Debiti per lease correnti 237 - - - - - 237 237 237
Fair value passivo corrente 3.669 - 3.669 - - - - 3.669 3.669
Debiti commerciali 1.246 - - - - 1.246 - 1.246 1.246
Passività finanziarie correnti vs. imprese controllate 82.924 - - - - 82.924 - 82.924 82.924
Altri debiti 708 - - - - 708 - 5.138 708
Totale 115.927 - 3.669 - - 84.878 27.380 120.357 115.927

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Gas Plus S.p.A.
Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025
(Importi in Euro se non diversamente indicato)

31.12.2024

Valore contabile Finanziamenti e crediti Attività/ passività finanziarie al fair value a conto economico Attività/ passività finanziarie in regime di hedge accounting Attività/ passività finanziarie al fair value a conto economico complessivo Altre attività/ passività Costo ammortizzato Totale voce contabile Fair value
ATTIVO
Crediti commerciali 1.298 1.298 - - - - - 1.298 1.298
Attività finanziarie correnti vs controllate 3.316 3.316 - - - - - 3.316 3.316
Fair value attivo corrente 4.621 - 4.621 - - - - 4.621 4.621
Disponibilità liquide 7.235 7.235 - - - - - 7.235 7.235
Totale 16.470 11.849 4.621 - - - - 16.470 16.470
PASSIVO
Debiti finanziari non correnti 5.826 - - - - - 5.826 5.826 5.826
Debiti per lease non correnti 136 - - - - - 136 136 136
Debito finanziari correnti 31.629 - - - - - 31.629 31.629 31.629
Debiti per lease correnti 295 - - - - - 295 295 295
Fair value passivo corrente 4.621 - 4.621 - - - - 4.621 4.621
Debiti commerciali 1.184 - - - - 1.184 - 1.184 1.184
Passività finanziarie correnti vs. imprese controllate 118.864 - - - - 118.864 - 118.864 118.864
Altri debiti 782 - - - - 782 - 1.653 782
Totale 163.337 - 4.621 - - 120.830 37.886 164.208 163.337

Criteri per la determinazione del fair value

I metodi e le principali assunzioni utilizzate per la determinazione dei fair value degli strumenti finanziari sono indicati di seguito.

Strumenti finanziari derivati

Il fair value dei contratti swap sull’oscillazione del prezzo del gas metano e del brent viene determinato sulla base di una modellistica interna, alimentata dalle curve dei prezzi quotati alla data di bilancio. Poiché l’orizzonte temporale di tali contratti derivati risulta inferiore ad 1 anno, si è valutato non rilevante considerare il rischio di mancata performance della Società e della controparte.

Passività finanziarie

Il fair value delle passività finanziarie è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Crediti commerciali ed altri crediti

Il fair value dei crediti commerciali e degli altri crediti è calcolato come il valore attuale dei flussi finanziari futuri per capitale ed interessi attualizzato al tasso di interesse di mercato rilevato alla data di chiusura del bilancio.

Tassi di interesse utilizzati per calcolare il fair value

I tassi di interesse utilizzati per attualizzare i flussi finanziari previsti, ove applicabile, si basano sulla curva dei tassi di mercato alla data di bilancio incrementati di un credit spread adeguato.

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e

Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

29. Altre informazioni

Con riferimento alla informativa richiesta da Consob non si segnalano eventi significativi non ricorrenti né operazioni atipiche e inusuali, oltre a quanto già esposto.

Per il Consiglio di Amministrazione

L’Amministratore Delegato

(Davide Usberti)

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e

Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

Attestazione del bilancio separato ai sensi dell’art. 81-ter del Regolamento Consob n.11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  1. I sottoscritti Davide Usberti e Germano Rossi, in qualità rispettivamente di Amministratore Delegato e Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Gas Plus S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall’art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:

  2. l’adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell’impresa e

  3. l’effettiva applicazione

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.

  1. L’adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025 è stata valutata utilizzando come standard di riferimento l’Internal Control – Integrated Framework pubblicato dal COSO (Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission) nel mese di maggio 2013 e che rappresenta un modello di riferimento per il sistema di controllo interno generalmente accettato a livello internazionale.

  2. Si attesta, inoltre, che:

3.1 il bilancio separato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025:

a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’emittente.

3.2 la relazione sulla gestione comprende un’analisi attendibile dell’andamento e del risultato della gestione, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze.

Milano, 9 aprile 2026

Davide Usberti
Amministratore Delegato

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Gas Plus S.p.A.

Note esplicative al bilancio separato dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

(Importi in Euro se non diversamente indicato)

COMPENSI DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE CONTABILE E DELLE ENTITÀ APPARTENENTI ALLA SUA RETE

Ai sensi dell'art. 149-duodecies “Pubblicità dei corrispettivi” del regolamento Emittenti, introdotto da Consob con delibera n. 15915 del 3 maggio 2008, i compensi che la società di revisione e le entità alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo e categoria, sono riepilogati nella tabella che segue:

Tipologia di servizi Soggetto che ha erogato il servizio Destinatario Note Corrispettivi 2025 (Euro migliaia)
Revisione contabile EY S.p.A. Gas Plus S.p.A. 115
Altri servizi EY S.p.A. Gas Plus S.p.A. (1) 5
Totale 120

(1) Revisione dei conti annuali separati relativamente alle attività del settore gas.

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Relazione del Collegio Sindacale

all'Assemblea degli Azionisti di Gas Plus S.p.A. ai sensi dell'art. 153 D. Lgs. 58/98 e dell'art. 2429 co. 2 del Codice Civile


Esercizio chiuso al 31 dicembre 2025

Signori Azionisti,

il presente documento (nel seguito anche la “Relazione”) è stato redatto dal Collegio Sindacale (nel seguito anche il “Collegio” ovvero l’“Organo di controllo”) della società Gas Plus S.p.A. (nel seguito anche la “Società” ovvero l’“Emittente”), ai sensi dell’art. 153 del D. Lgs. 58/98 (anche il “TUF”) e dell’art. 2429 co. 2, c.c., al fine di riferire all’Assemblea degli Azionisti, convocata per l’approvazione del bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, sull’attività di vigilanza svolta nel corso dello stesso esercizio, nonché su eventuali omissioni e/o fatti censurabili rilevati.

Nomina del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale in carica alla data della presente Relazione, nell’attuale composizione formata dal Prof. Lorenzo Pozza (Presidente), dal Dott. Manuel Menis e dalla Dott.ssa Gloria Francesca Marino (Sindaci effettivi), è stato nominato dall’Assemblea degli Azionisti del 25 giugno 2024, con riferimento al triennio 2024-2026 e resterà in carica sino all’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio dell’esercizio al 31 dicembre 2026.

Si evidenzia in primo luogo che i Sindaci sono stati nominati in conformità ai requisiti di onorabilità e professionalità di cui al D.M. 30 marzo 2000, n. 162 richiamato dall’art. 148, co. 4, TUF, nonché nel rispetto del criterio di indipendenza di cui al comma 3 dello stesso articolo e dell’art. 144-novies del Regolamento emittenti adottato con delibera CONSOB n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche (nel seguito anche il “Regolamento emittenti”). Il Collegio rispetta inoltre il criterio dell’equilibrio tra i generi, di cui al comma 1-bis del citato art. 148, applicando l’arrotondamento per difetto all’unità inferiore come da interpretazione della CONSOB nella Comunicazione n. 1/20 del 30 gennaio 2020 ed in combinazione con l’art. 144-undecies.1, co. 3 del Regolamento emittenti. Il Collegio provvede a monitorare costantemente il rispetto di tutti i precedenti requisiti, mediante adeguato processo di autovalutazione, in aderenza ai Principi e alle Raccomandazioni di cui al Codice di Corporate Governance approvato nel gennaio 2020 dal Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana (nel seguito anche il “Codice CG”), nonché seguendo le linee guida sull’argomento del Consiglio Nazionale dei


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Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – CNDCEC (in particolare il documento “L’Autovalutazione del Collegio Sindacale” del maggio 2019).

Con la presente Relazione, anche in osservanza delle indicazioni fornite dalla CONSOB con comunicazione DEM/1025564 del 6 aprile 2001 (come successivamente modificata ed integrata), l’Organo di controllo riferisce di seguito in merito alle attività svolte nel corso dell’esercizio 2025.

Sintesi dell’attività di vigilanza del Collegio Sindacale

Nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, il Collegio ha svolto l’attività di vigilanza in ottemperanza al disposto dell’art. 149 del TUF, tenendo altresì conto delle “Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate” raccomandate dal CNDCEC, delle comunicazioni CONSOB (inclusi i richiami di attenzione) in materia di controlli societari e di attività del Collegio Sindacale nonché delle indicazioni del Codice CG. Si evidenzia inoltre che il Collegio Sindacale o “Comitato per il controllo interno e la revisione contabile” ha svolto le relative attività di vigilanza e controllo disciplinate dall’art. 19, D. Lgs. 39/2010.

L’incarico di revisione legale dei conti, a norma del D. Lgs. 58/1998 e del D. Lgs. 39/2010, è svolto dalla società di revisione EY S.p.A. (nel seguito anche la “Società di revisione”), come conferito dall’Assemblea degli Azionisti del 25 giugno 2024, per un periodo di nove anni, e quindi sino alla data di approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2032.

In particolare, nel corso dell’esercizio 2025, il Collegio ha vigilato, ai sensi dell’art. 149 del TUF:

  • sull’osservanza della legge e dello statuto societario;
  • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull’adeguatezza della struttura organizzativa della Società per gli aspetti di competenza, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sull’adeguatezza delle disposizioni impartite da Gas Plus alle società controllate ai sensi dell’art. 114, co. 2 del TUF;

su cui non si hanno osservazioni da formulare.

Si evidenzia inoltre che l’Organo di controllo ha vigilato, in ottemperanza all’art. 149, co. 1, lett. c-bis, sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice CG, in vigore dal 1° gennaio 2021, cui Gas Plus aderisce, come dichiarato nella “Relazione sul governo societario e sugli aspetti proprietari ai sensi dell’art. 123-bis TUF” (anche la


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"Relazione sulla governance"), redatta dall'Organo amministrativo con riferimento all'esercizio 2025, su cui non si hanno osservazioni da formulare.

Nel corso dello stesso esercizio il Collegio ha acquisito le informazioni strumentali allo svolgimento dei compiti di generale vigilanza a esso attribuiti mediante la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati endoconsiliari, l'audizione del management e dell'internal audit della Società, nonché apposite attività di analisi e approfondimento condotte direttamente ovvero in sede di riunioni tenute congiuntamente al Comitato Controllo e Rischi.

Il Collegio ha verificato che le delibere assunte ed eseguite fossero conformi alla Legge e allo Statuto e non fossero manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto di interessi e in contrasto con le delibere assunte dall'assemblea o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.

Il Collegio dà atto di aver ricevuto dagli Amministratori entro i termini di legge, e in particolare nel rispetto dell'art. 154-ter, co. 1-ter del TUF, la relazione finanziaria annuale dell'esercizio 2025 approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società del 9 aprile 2026, che include il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 della Società, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 del Gruppo Gas Plus, la Relazione sulla gestione nonché l'attestazione prevista dall'art. 154-bis, co. 5 del TUF.

Con riferimento alle indicazioni fornite dalla CONSOB con Comunicazione DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successivi aggiornamenti (inclusi i richiami di attenzione della stessa CONSOB) per la redazione della presente Relazione, il Collegio attesta e sottopone alla Vostra attenzione quanto segue per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.

Considerazioni sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale e sulla loro conformità alla legge e all'atto costitutivo

L'Organo di controllo ha ricevuto, in conformità all'art. 150, co. 1 del TUF, dall'Amministratore Delegato e dagli altri amministratori della Società, durante le riunioni del Consiglio di Amministrazione, a cui il Collegio ha sempre partecipato, adeguate e tempestive informazioni sull'attività svolta, sul generale andamento della gestione, e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle sue controllate, nel rispetto quindi della periodicità stabilita a norma di legge e di statuto.

Le operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle società del Gruppo sono adeguatamente descritte e analiticamente dettagliate nella


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Relazione sulla gestione, nel bilancio separato della Società nonché nel bilancio consolidato del Gruppo, a cui si rinvia per maggiori dettagli. Sulla base delle informazioni ricevute e in esito all'attività svolta, il Collegio può dare atto che dette operazioni risultano conformi alla legge, all'atto costitutivo e ai principi di corretta amministrazione e ritiene che le stesse non siano manifestamente imprudenti o azzardate, in potenziale conflitto di interessi, in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea degli Azionisti o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.

Con riguardo alle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale compiute nel corso del 2025, il Collegio ritiene opportuno riferire in sintesi che, al di là del beneficio derivante da prezzi del gas leggermente superiori a quelli dell'anno 2024, l'elemento determinante è stato rappresentato dall'entrata in produzione della concessione di Longanesi mediante impianti temporanei, in attesa di completare la realizzazione di quelli definitivi. Sotto il profilo patrimoniale e finanziario, il 2025 si è concluso con un'ulteriore riduzione dell'indebitamento finanziario che si è attestato a 5,5 milioni di euro rispetto ai 23,8 milioni di euro di fine 2024.

Indicazione dell'eventuale esistenza di operazioni atipiche e/o inusuali, comprese quelle infragruppo o con parti correlate

Si evidenzia in primo luogo che, nell'ambito dell'attività di vigilanza svolta, in base alle informazioni riscontrate e ricevute e per quanto a conoscenza dello scrivente Collegio, non sono emerse, nell'esercizio sociale chiuso al 31 dicembre 2025, operazioni atipiche e/o inusuali, né con terzi, né con società del Gruppo, né con parti correlate, così come disciplinato dalla Comunicazione CONSOB n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006. Si dà atto che l'informazione resa nella Relazione sulla Gestione e/o nelle Note Esplicative al bilancio separato e consolidato in ordine a eventi e operazioni significative non ricorrenti e a eventuali operazioni atipiche e/o inusuali, comprese quelle infragruppo e con parti correlate, nonché i relativi effetti sui risultati economici e la situazione patrimoniale, risulta adeguata.

Per quanto concerne le caratteristiche delle operazioni infragruppo e con parti correlate, individuate sulla base dei principi contabili internazionali e delle disposizioni emanate in materia da CONSOB, effettuate dalla Società e dalle sue controllate nel corso del 2025, i soggetti coinvolti e i relativi effetti economici, patrimoniali e finanziari sono riportati dagli Amministratori nelle Note Esplicative del bilancio d'esercizio e consolidato, a cui si rinvia. Sul punto il Collegio riferisce che nel corso dell'esercizio 2025 risultano essere state poste in essere operazioni infragruppo, rientranti nell'ambito delle attività ordinarie di gestione e concluse in


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linea con la prassi di mercato, di natura commerciale, amministrativa, di assistenza e consulenza, nonché di natura finanziaria e di gestione della tesoreria. L'Organo di controllo ritiene che l'informativa, resa in merito dagli Amministratori nei documentati citati, sia adeguata.

Il Collegio Sindacale ha vigilato sulla conformità delle procedure adottate dalla Società alle disposizioni di legge ed ai principi indicati dalla CONSOB, oltre che sulla loro osservanza.

Rapporti con la Società di revisione

Si evidenzia preliminarmente che l'Organo di controllo, nell'ambito del reciproco scambio di informazioni ex art. 150, co. 3 del TUF, ha provveduto periodicamente a svolgere incontri con la Società di revisione, al fine di monitorare il processo di formazione dell'informativa finanziaria, la revisione legale del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato. Il Collegio informa che dai predetti incontri non sono emersi aspetti che debbano essere evidenziati nella presente Relazione e non sono emerse, da parte della predetta Società di revisione, informative su fatti ritenuti censurabili rilevanti nello svolgimento dell'attività di revisione legale sul bilancio d'esercizio e quello consolidato del Gruppo.

Inoltre, il Collegio Sindacale, anche in veste di "Comitato per il controllo interno e la revisione contabile" ex art. 19, D. Lgs. 39/2010, ha svolto l'attività di vigilanza ivi prescritta.

La società EY S.p.A. ha rilasciato, in data odierna, la relazione ai sensi del combinato disposto degli artt. 14 D. Lgs. 39/2010 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, relativa al bilancio d'esercizio ed al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, in cui illustra, ove presenti, gli aspetti chiave della revisione legale dei conti e, con riferimento a ciascuno dei predetti bilanci, attesta che:

  • gli stessi sono conformi ai principi contabili internazionali ("International Financial Reporting Standards" – "IFRS") adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. n. 38 del 2005, sono redatti con chiarezza e rappresentano in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria, il risultato economico e i flussi di cassa della Società e del Gruppo, esprimendo un giudizio senza rilievi e senza richiami di informativa;

  • la Relazione sulla Gestione e la Relazione sulla governance, limitatamente alle specifiche informazioni indicate nell'art. 123-bis, co. 4, del D. Lgs. 58/98, sono coerenti con il Bilancio d'esercizio della Società e con il Bilancio consolidato del Gruppo e sono redatte in conformità alle norme di legge;


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  • nella dichiarazione di cui all'art. 14, co. 2, lett. e) ter del D. Lgs. 39/2010 ha indicato di non avere nulla da riportare sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto, acquisite nel corso dell'attività di revisione;
  • la relazione finanziaria annuale, che contiene i predetti bilanci, risulta conforme alle disposizioni del Regolamento delegato (UE) 2019/815 in materia di formato elettronico unico per le relazioni finanziarie annuali di emittenti.

Inoltre, la Società di revisione ha trasmesso e illustrato al Collegio Sindacale (in veste di Comitato per il controllo interno e la revisione contabile) la relazione aggiuntiva ex art. 11 del Regolamento (UE), ove attesta che non sono state individuate significative carenze nel sistema di controllo interno relativamente all'informativa finanziaria e nel sistema contabile della Società e non sono state identificate differenze di revisione da portare all'attenzione del citato Comitato.

La Società di revisione ha confermato per iscritto al Collegio, così come richiesto dall'art. 19 del D. Lgs. 39/2010 e dall'art. 6 del Regolamento (UE) n. 537/2014, la sussistenza del requisito di indipendenza. Sul punto, il Collegio dà inoltre atto che EY S.p.A. ha pubblicato sul proprio sito internet la "Relazione di trasparenza 2025" del giugno 2025, in ottemperanza all'art. 13 del citato Regolamento e al D. Lgs. 39/2010.

Il Collegio Sindacale ha inoltre provveduto, nel corso del 2025, a monitorare e verificare costantemente, in ossequio all'art. 19, co. 1, lett. e) del D. Lgs. 39/2010 ed all'art. 4, par. 3 del Regolamento (UE) n. 537/2014, il conferimento da parte dell'Emittente di incarichi diversi dalla revisione legale dei conti, come da art. 5, par. 1 del citato Regolamento. In merito, l'Organo di controllo evidenzia che tali incarichi, ove conferiti, sono conformi alle disposizioni di legge.

Il dettaglio dei corrispettivi di competenza dell'esercizio riconosciuti alla Società di revisione è riportato in allegato alle note del bilancio consolidato 2025, come richiesto dall'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti, cui rimandiamo.

Nel corso dell'anno 2025 la società di revisione EY S.p.A. ha svolto i seguenti incarichi diversi dalla revisione dei bilanci:

  • Revisione conti annuali separati relativamente alle attività settore gas (Gas Plus) € 5.000
  • Revisione conti annuali separati relativamente alle attività settore gas (società controllate) € 6.000
  • Certificazione tariffe joint ventures (società controllate) € 10.000

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Eventuale presentazione di denunce ex art. 2408 c.c. ed eventuali esposti pervenuti; eventuali iniziative intraprese e relativi esiti

Il Collegio informa che, nel corso dell'esercizio e fino alla data odierna, non sono pervenute denunce ex art. 2408 c.c. ovvero esposti di qualsiasi natura.

Pareri rilasciati dal Collegio Sindacale

Nel corso dell'esercizio 2025, il Collegio Sindacale ha rilasciato i pareri e le osservazioni richiesti dalla normativa vigente.

Frequenza e numero delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale

Nello svolgimento dell'attività di vigilanza sopra descritta, nel corso dell'esercizio 2025, il Collegio Sindacale si è riunito complessivamente n. 7 volte, ha assistito alle n. 6 riunioni del Consiglio di Amministrazione. Inoltre, si evidenzia che l'Organo di controllo, nel caso per il tramite del proprio Presidente ovvero altro Sindaco designato, ha partecipato alle n. 2 riunioni del Comitato Controllo e Rischi e alle n. 4 riunioni del Comitato per le Nomine e per la Remunerazione. Nel corso dell'esercizio 2026, più precisamente sino alla data della presente Relazione, il Collegio si è riunito n. 3 volte.

Osservazioni sul rispetto dei principi di corretta amministrazione

Nell'esercizio delle proprie funzioni, il Collegio Sindacale, ai sensi dell'art. 149 del TUF, ha acquisito conoscenza e vigilato sull'osservanza della legge e dello Statuto nonché sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, tramite audizioni, osservazioni dirette e incontri con il management della Società e non ha osservazioni da riportare. In particolare, per quanto attiene ai processi deliberativi del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati istituiti al suo interno, il Collegio ha vigilato, anche mediante la partecipazione alle adunanze consiliari, sulla conformità alla legge e allo statuto sociale delle scelte di gestione assunte dagli Amministratori, nonché sulla loro compatibilità con le risorse ed il patrimonio della Società, e ha verificato che le relative delibere fossero supportate da processi di informazione adeguati.

Per quanto a sua conoscenza, il Collegio ritiene che non siano state compiute operazioni estranee all'oggetto sociale, manifestamente imprudenti, azzardate e palesemente idonee a pregiudicare l'integrità del patrimonio sociale.


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Osservazioni sull'adequatezza della struttura organizzativa

Il Collegio ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di propria competenza, sull'adequatezza della struttura organizzativa della Società e del Gruppo, mediante la raccolta costante di informazioni da parte del Consiglio di Amministrazione, in particolare dall'Amministratore Delegato, nonché informazioni acquisite nell'ambito della partecipazione ai Comitati endoconsiliari, informazioni e documenti acquisiti nell'ambito di incontri con i responsabili delle funzioni aziendali competenti, incontri e scambi di informazione con la Società di revisione e con l'Organismo di Vigilanza.

Il Collegio Sindacale, in relazione alle dimensioni della Società, all'oggetto sociale e alle caratteristiche della stessa, ritiene che la struttura organizzativa della Società sia adeguata, per gli aspetti di propria competenza.

Osservazioni sull'adequatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Il Collegio ha acquisito conoscenza e ha vigilato, per quanto di propria competenza, sull'adequatezza del sistema di controllo interno anche con periodici incontri sia con la funzione Internal Audit, sia con l'Amministratore esecutivo incaricato di sovraintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno, nonché con la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi e con l'acquisizione della relativa documentazione. In particolare, il Collegio ha acquisito e visionato le relazioni periodiche predisposte dall'Internal Audit nonché il Piano annuale di Audit, ottenendo rassicurazione da parte dello stesso circa l'adequatezza delle risorse assegnate per lo svolgimento della propria attività. Alla luce delle verifiche effettuate, attesa la natura dinamica ed evolutiva del sistema di controllo interno e considerate le azioni del management finalizzate alla manutenzione e al miglioramento del sistema medesimo, il Collegio ritiene che non vi siano criticità significative da segnalare. Si evidenzia che nella Relazione sulla governance ex art. 123-bis del TUF viene fornita un'adeguata illustrazione delle principali caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Con riferimento al Decreto Legislativo n. 231/2001 e successive modifiche, la Società ha in essere un modello di organizzazione e gestione.

Si segnala che un Sindaco effettivo è componente dell'Organismo di Vigilanza. La presenza di un componente del Collegio Sindacale, oltreché di un Amministratore indipendente/Presidente del Comitato Controllo e Rischi, consente di assicurare un coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Nello svolgimento della propria attività, il Collegio ha incontrato l'Organismo di Vigilanza per il reciproco scambio di informazioni.


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Il Collegio Sindacale ritiene sostanzialmente adeguato il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Gas Plus.

Osservazioni sull'adequatezza del sistema amministrativo-contabile e sulla affidabilità di questo a rappresentare correttamente i fatti di gestione

Il Collegio ha vigilato sull'adequatezza del sistema amministrativo-contabile, nonché sull'affidabilità dello stesso a rappresentare correttamente i fatti di gestione; ciò mediante l'ottenimento di informazioni dal responsabile della funzione, l'esame della documentazione aziendale e lo scambio di informazioni con la società di revisione.

Ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Emittenti e dell'art. 154-bis del TUF, l'Amministratore Delegato e il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari hanno attestato: a) l'adequatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio; b) la conformità del contenuto dei documenti contabili ai principi contabili internazionali IFRS/IAS omologati dalla Comunità Europea; c) la corrispondenza dei documenti stessi alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e la loro idoneità a rappresentare correttamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società; d) che la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento del risultato della gestione, nonché della situazione dell'Emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti. Analoga attestazione è stata rilasciata con riguardo al Bilancio Consolidato del Gruppo Gas Plus. Tali attestazioni sono allegate ai fascicoli di bilancio.

Il Collegio ha inoltre vigilato sul processo di informativa finanziaria, verificando, anche mediante assunzione di informazioni dal management della Società, l'adequatezza e l'efficacia del procedimento attraverso cui le informazioni finanziarie vengono prodotte e diffuse al pubblico.

Il Collegio ha inoltre esaminato il processo di Impairment Test, ritenendolo adeguato e conforme agli standard IAS/IFRS.

A parere del Collegio, non sussistono elementi che possano far ritenere non adeguato il sistema amministrativo-contabile e la sua affidabilità a rappresentare correttamente i fatti di gestione e non emergono carenze o fatti da segnalare all'Assemblea degli Azionisti.

Osservazioni sull'adequatezza delle disposizioni impartite alle società controllate

Il Collegio ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di sua competenza, sull'adequatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2,


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del D. Lgs. 58/98, tramite l'acquisizione di informazioni dai responsabili delle competenti funzioni aziendali e incontri con la società di revisione, ai fini del reciproco scambio di dati e informazioni rilevanti, ritenendo congruo e conforme alla normativa citata il sistema di disposizioni indirizzate alle predette società.

Valutazioni conclusive in ordine all'attività di vigilanza svolta nonché in ordine alle eventuali omissioni, fatti censurabili o irregolarità rilevate nel corso della stessa

Nel corso dell'attività di vigilanza, come sopra descritta, non sono stati rilevati fatti censurabili, omissioni e irregolarità che richiedano di essere segnalati nella presente Relazione.

Indicazione di eventuali proposte da rappresentare all'assemblea ai sensi dell'art. 153, comma 2, del D. Lgs. 58/98

Il Collegio Sindacale non ritiene sussistano elementi tali da esercitare la facoltà di formulare proposte all'Assemblea degli Azionisti, ai sensi dell'art. 153, co. 2 del TUF.


Tenuto conto di tutto quanto precede, a compendio dell'attività di vigilanza svolta, il Collegio ritiene che non sussistano motivi ostativi all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025 così come predisposto dal Consiglio di Amministrazione e non ha obiezioni da formulare con riguardo alla proposta di destinazione dell'utile di esercizio formulata.

Milano, 28 aprile 2026

Per il Collegio Sindacale

Il Presidente

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Gas Plus S.p.A.

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014


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EY S.p.A.
Via Meravigli 12
20123 Milano

Tel. +39 02 722121
Fax: +39 02 722122037
ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli azionisti della
Gas Plus S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Gas Plus (il Gruppo), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2025, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio consolidato che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto Gas Plus S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

EY S.p.A.
Sede Legale: Via Meravigli, 12 - 20123 Milano
Sede Autonoma: via Lombardia 21 - 01181 Roma
Cassale Saccae S.r.l. 1.000.000,00 i.v.
Incritta alla S.G. del Registro delle impresa presso la C2244 in Milano Hocca Boveria Lodi
Codice fiscale e numero di iscrizioni 00134020581 - numero R.S.A. in Milano 606158 - P.IVA 00891231003
Incritta al Registro Reale in Legali al n. 10441 Pubblicato sulla base di 00011231003 in data 1/12/2014
A membro firmat Ernst & Young Global Limited


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Aspetti chiave Risposte di revisione
Valutazione delle riserve di idrocarburi e delle voci di bilancio correlate Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:
Al 31 dicembre 2025, le riserve complessive di idrocarburi del Gruppo Gas Plus sono pari a 3,3 miliardi di metri cubi equivalenti. • la comprensione del processo e dei controlli adottati dalla Direzione Aziendale per la stima delle riserve;
La stima di tali riserve comporta un elevato grado di giudizio in considerazione della soggettività, complessità e incertezza tecnica delle assunzioni connesse alla valutazione delle quantità di idrocarburi e alla possibilità di sfruttamento dei giacimenti, che sono influenzate, tra gli altri aspetti, dalle metodologie di analisi geologico-ingegneristiche utilizzate, dalle leggi e regolamenti vigenti e dall'andamento dei prezzi del gas naturale e del petrolio, soggetti a volatilità, ancor più nell'attuale contesto d'incertezza macroeconomica e geopolitica. • la valutazione della competenza e obiettività dell'esperto indipendente incaricato dal Gruppo di effettuare la valutazione delle riserve di idrocarburi al 31 dicembre 2025;
Tale stima ha effetti significativi su molteplici voci di bilancio della Business Unit Exploration & Production (E&P), tra cui gli ammortamenti e la stima del valore recuperabile delle attività minerarie e delle imposte anticipate, nonché dei fondi smantellamento e ripristino dei siti, la cui stima è ulteriormente influenzata dalle previsioni, di medio-lungo termine, dei costi di ripristino e dei tassi finanziari e inflattivi, anch'essi esposti alla volatilità dei mercati. • la coerenza delle assunzioni e delle metodologie utilizzate dall'esperto rispetto alla valutazione effettuata nel precedente esercizio;
Le riserve di idrocarburi rappresentano, inoltre, un indicatore delle potenziali performance future del Gruppo. • l'analisi comparativa della movimentazione e della classificazione delle riserve rispetto al precedente esercizio;
In considerazione della complessità delle variabili intrinseche nella valutazione e dell'elevato grado di giudizio sottostante tale stima, che ha una rilevanza significativa nella valutazione delle diverse grandezze del bilancio sopra descritte, abbiamo ritenuto che questa tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione. • la verifica della coerenza delle risultanze della perizia dell'esperto indipendente con i dati utilizzati dagli Amministratori ai fini del test di impairment, del calcolo degli ammortamenti, secondo il metodo delle unità di produzione, e della stima dei fondi di smantellamento e ripristino siti.
L'informativa relativa a tale aspetto è fornita nella nota "Principali indicatori industriali" della relazione sulla gestione. Abbiamo, infine, verificato l'adequatezza dell'informativa fornita nelle note esplicative del bilancio e della relazione sulla gestione in relazione all'aspetto chiave.

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Valore recuperabile delle attività minerarie

Al 31 dicembre 2025, le attività non correnti del Gruppo includono "Immobili, impianti e macchinari" per 125 milioni di euro e "Concessioni e altre immobilizzazioni immateriali" per 240 milioni di euro, oltre a "Diritti d'uso" e "Avviamento" per 23 milioni di euro, principalmente riferiti alle attività minerarie della Business Unit Exploration & Production (E&P), suddivisa in 21 Cash Generating Unit (CGU).

Il costo storico delle attività minerarie include anche la stima degli oneri di smantellamento e ripristino, rilevati in contropartita ad un fondo del passivo.

Al 31 dicembre 2025, le svalutazioni delle attività minerarie sono state pari a 4.899 migliaia di euro e le riprese di valore pari a 5.578 migliaia di euro.

Gli Amministratori valutano, almeno annualmente, la presenza di indicatori di impairment delle suddette voci di bilancio e, eventualmente, le assoggettano ad impairment test ai sensi dello IAS 36. I processi e le modalità di valutazione del valore recuperabile di ciascuna CGU, in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni complesse che, per loro natura, implicano il ricorso al giudizio degli Amministratori, soprattutto con riferimento alla stima delle riserve di idrocarburi e al relativo periodo di estrazione, all'andamento atteso nel medio-lungo periodo del prezzo degli stessi, esposto alla volatilità degli scenari macroeconomici, geopolitici e regolamentari che possono influenzare le strategie di produzione, alla stima dei costi operativi e degli investimenti connessi all'attività estrattiva, nonché alla stima dei tassi di attualizzazione (WACC) utilizzati nel test di impairment.

In considerazione del giudizio richiesto e della complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del valore recuperabile delle attività minerarie abbiamo ritenuto che tale tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione.

L'informativa relativa a tale aspetto è fornita nella nota "7. Impairment test ai sensi dello IAS 36" delle note esplicative al bilancio consolidato.

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • la definizione delle unità generatrici di flussi di cassa e la comprensione della procedura e dei controlli posti in essere dalla Direzione Aziendale per la verifica della recuperabilità delle attività minerarie;
  • la valutazione della competenza e obiettività degli esperti indipendenti che hanno supportato gli Amministratori nella stima dell'andamento atteso nel medio-lungo periodo delle riserve minerarie, dei prezzi degli idrocarburi e del tasso di attualizzazione (WACC);
  • l'analisi della ragionevolezza delle principali assunzioni formulate dagli Amministratori, anche con il supporto di esperti indipendenti, nello sviluppo del test di impairment e la discussione, per coerenza con fonti esterne disponibili, degli scenari economici e di settore considerati dagli Amministratori ai fini della preparazione dei propri piani;
  • il confronto delle assunzioni storiche con i risultati successivamente consuntivati;
  • la verifica delle analisi di sensitività effettuate dagli Amministratori sulle assunzioni chiave, tra cui quelle relative ai prezzi degli idrocarburi e al tasso di attualizzazione (WACC).

Nell'esecuzione delle nostre procedure di revisione, ci siamo anche avvalsi del supporto di nostri esperti in tecniche di valutazione.

Abbiamo, infine, verificato l'adeguatezza dell'informativa fornita nelle note esplicative del bilancio in relazione all'aspetto chiave.

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Responsabilità degli amministratori e del colleggio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board eadottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Gas Plus S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;

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  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti della Gas Plus S.p.A. ci ha conferito in data 25 giugno 2024 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2032.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

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Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della Gas Plus S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nelle note al bilancio consolidato, quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato XHTML.

Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), e-bis) ed e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e ai sensi dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori della Gas Plus S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Gas Plus al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio consolidato;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.

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A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Gas Plus al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 28 aprile 2026

EY S.p.A.

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Alberto Romeo
(Revisore Legale)

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Gas Plus S.p.A.

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014


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EY S.p.A.
Via Meravigli, 12
20123 Milano

Tel. +39 02 722121
Fax +39 02 722122037
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Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli azionisti della
Gas Plus S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio della Gas Plus S.p.A. (la Società), costituito dalla situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 2025, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2025, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Non ci sono aspetti chiave della revisione da comunicare nella presente relazione.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

EY S.p.A.
Sede Locatrici Via Meravigli, 12 - 20123 Milano
sede autodistante Via Lendarella, 11 - 81101 Roma
Cantiato Sociale Euro 2.000.000,00 i.v.
Società che S.G. del Registro delle Imprese presso la SCUIA di Milano (Senza Bivanza Lab)
Codice Fiscale e materia di iscrizione 00124000081 - nomina G.E.A. di Milano 605158 - P.IVA 00891231005
Società di Registro Reale e Legale al c. 00176 P.20012000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

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Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;

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  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti della Gas Plus S.p.A. ci ha conferito in data 25 giugno 2024 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2032.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della Gas Plus S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2025 alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 è stato predisposto nel formato XHTML, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

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Giudizi e dichiarazione ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), e-bis) ed e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e ai sensi dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori della Gas Plus S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Gas Plus S.p.A. al 31 dicembre 2025, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio d'esercizio;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono coerenti con il bilancio d'esercizio della Gas Plus S.p.A. al 31 dicembre 2025.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, comma 2, lettera e-ter), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Milano, 28 aprile 2026

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