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Equita Group Interim / Quarterly Report 2018

Nov 14, 2018

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Interim / Quarterly Report

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EQUITA GROUP

Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018

"L'ambizione di EQUITA è diventare l'Investment Bank indipendente leader in Italia per le aziende italiane, assistendole con un'ampia gamma di servizi finanziari, e per gli investitori istituzionali internazionali ed italiani, fornendo loro ricerca econsulenza di alta qualità"

Corporate Governance

Consiglio di Amministrazione

Francesco Perilli Presidente
Andrea Vismara Amministratore Delegato
Thierry Porté Vice Presidente (indipendente)
Stefano Lustig Consigliere (esecutivo)
Sara Biglieri Consigliere (non esecutivo)
Michela Zeme Consigliere (indipendente)
Massimo Ferrari Consigliere (indipendente)

Collegio Sindacale

Franco Fondi Presidente del Collegio
Laura Acquadro Sindaco
Paolo Redaelli Sindaco
Andrea Polizzi Sindaco supplente
Filippo Annunziata Sindaco supplente

Società di Revisione

KPMG S.p.A.

Informazioni aziendali

Numero identificativo : 20070.9
Capitale Sociale, integralmente versato: €11.376.344,50
Registro delle Imprese di Milano Num. 2075478
Simbolo dell'azione della società: BIT: EQUI

Sede Legale: Via Turati 9 - 20121 MILANO Partita IVA 09204170964 Quotata su: segmento STAR del mercato MTA di Borsa Italiana S.p.A.

EQUITA Group S.p.A.

Telefono principale +39 (02) 6204.1
Informazioni su [email protected]
Pagina Web aziendale www.equita.eu

Indice

EQUITA Group a colpo d'occhio 5
EQUITA Group oggi 8
Andamento della gestione 9
Prospetti contabili 23

EQUITA Group a colpo d'occhio

Cos'è EQUITA Group?

Società indipendente

EQUITA Group è una società indipendente, costituita e gestita dai suoi partner e professionisti. Siamo dedicati, imprenditoriali, collaborativi e aperti ad un mondo in continuo cambiamento.

Modello di business chiaro e diversificato

Il modello di business di EQUITA Group è unico e difficile da replicare, in quanto combina un servizio di consulenza indipendente a una profonda conoscenza dei mercati di capitale e del loro accesso. È chiaro, focalizzato e organizzato attorno a quattro aree di attività:

  • Sales and Trading, attività di intermediazione di azioni, obbligazioni e prodotti derivati, per clienti nazionali e internazionali.
  • Investment Banking, area di consulenza in materia di M&A, mercati azionari e mercati obbligazionari rivolta sia alle società industriali, sia agli istituti finanziari.
  • Proprietary Trading, area che gestisce operazioni "client-driven" (per es. servizi di trading specializzato, trading su bond e fondi ETF e altro) e attività di trading direzionale basate sulle nostre strategie di trading, al fine di sfruttare positivamente le tendenze di mercato.
  • Alternative Asset Management, area che fornisce servizi tradizionali di gestione di asset in portafoglio e prodotti innovativi di Private Equity e Private Debt.

Il nostro Research Team, ampiamente riconosciuto per la sua eccellenza, supporta tutte e quattro le aree operative sopra descritte.

Solida performance finanziaria

EQUITA Group mira a realizzare una solida performance finanziaria con un modello di business diversificato e a bassa intensità di capitale. Generiamo costantemente un alto flusso di dividendi per i nostri azionisti.

Leadership nei mercati delle società a piccola e media capitalizzazione

EQUITA Group è il partner di riferimento per molte aziende di eccellenza italiana a piccola e media capitalizzazione. Il nostro management team è in grado di fornire ai nostri clienti un'ampia gamma di servizi e garantire loro l'accesso a strumenti di debito e capitale di alta qualità.

Socialmente responsabile

Le nostre persone sono il nostro vero patrimonio. È soltanto grazie alla loro dedizione, determinazione e duro lavoro che possiamo servire al meglio i nostri clienti. Investiamo nella formazione dei nostri giovani professionisti, sia internamente sia esternamente, selezionando programmi specifici. Sin dal 2013, siamo partner dell'Università Bocconi per migliorare la conoscenza dei mercati di capitale e analizzare i nuovi sviluppi e le nuove tendenze del mercato. Siamo riconoscenti verso la nostra comunità. Negli ultimi due anni abbiamo dato sostegno a oltre 10 organizzazioni no profit (oltre all'Università Bocconi), con un contributo di circa €250.000. Inoltre promuoviamo le opere di artisti emergenti tramite il progetto EQUITArte.

EQUITA Group a colpo d'occhio

Dati principali al 30 settembre 2018 (consolidato)

48,5 €/mnRicavi netti
9,1 €/mnUtile netto
74%Total cost/net revenues
47%Total Comp/net revenues
51%Variable cost/personal cost
77,9 €/mnPatrimonio netto
25%ROTE
0,18 €Utile per azione (n. az ordinarie 50 mn)
24%Total Capital Ratio - TCR
139 Professionisti e staff
14,89 €/mldVolumi scambiati sul mercato italiano MTA (per conto di terzi)
6%Quota di mercato sul mercato italiano MTA (per conto di terzi) - 9M '18
583 €/mnAsset gestiti (a fine periodo) - inclusi €75 mln della EPS Equita PEP SPAC2 S.p.A.
9 Numero di investimenti nei fondi di Private Equity e Private Debt
120 Aziende italiane coperte dal nostro Research Team
43 Aziende europee coperte dal nostro Research Team
96%Percentuale di capitalizzazione del mercato italiano coperto dal Research team
250 Numero di Ricerche pubblicate
# 1Ranking di Institutional Investor come "Best Italian Research Team"
# 2Ranking di Extel come "Best Country Analysis"

EQUITA Group a colpo d'occhio

Conto Economico Sintetico (riclassificato)

(€/000) Q1 2018 Q1 2017 Delta % Q2 2018 Q2 2017 Delta % Q3 2018 Q3 2017 Delta %
Sales & Trading 4.773 6.064 (21%) 5.916 5.367 10% 4.692 3.513 34%
Investment Banking 9.578 3.100 209% 7.852 3.829 105% 5.006 5.124 (2%)
Proprietary Trading 3.479 3.453 1% 2.697 1.842 46% 1.317 2.422 (46%)
Alternative Asset Management 916 503 82% 1.478 800 85% 788 693 14%
Ricavi netti 18.746 13.121 43% 17.942 11.838 52% 11.803 11.751 0%
Costo del personale (9.283) (6.612) 40% (7.986) (5.912) 35% (5.521) (5.766) (4%)
Altre spese amministrative (3.294) (3.122) 6% (5.082) (2.393) 112% (4.545) (2.654) 71%
Totale Costi (12.578) (9.734) 29% (13.068) (8.306) 57% (10.066) (8.420) 20%
Comp/revenues 50% 50% 45% 50% 47% 49%
Cost/income ratio 67% 74% 73% 70% 85% 72%
Utile Lordo 6.169 3.387 82% 4.875 3.532 38% 1.737 3.332 (48%)
Imposte (1.802) (990) 82% (1.679) (1.223) 37% (172) (1.184) (86%)
Tax rate (29%) (29% (34%) (35%) (10%) (36%)
Utile netto 4.366 2.397 82% 3.195 2.310 38% 1.565 2.147 (27%)
(€/000) 30/9/2018 30/9/2017 Delta %
Sales & Trading 15.380 14.944 3%
Investment Banking 22.436 12.054 86%
Proprietary Trading 7.493 7.717 (3%)
Alternative Asset Management 3.182 1.996 59%
Ricavi netti 48.491 36.710 32%
Costo del personale (22.790) (18.290) 25%
Altre spese amministrative (12.921) (8.169) 58%
Totale Costi (35.711) (26.459) 35%
Comp/revenues 47% 50% (6%)
Cost/income ratio 74% 72% 2%
Utile Lordo 12.780 10.251 25%
Imposte (3.653) (3.397) 8%
Tax rate (29%) (33%)
Utile netto 9.127 6.854 33%
# medio Dipendenti 128 111 15%

EQUITA Group oggi

Struttura e Corporate Governance (a)

Struttura azionaria e societaria

EQUITA Group S.p.A. è l'entità quotata alla Borsa Valori di Milano (BIT: EQUI) ed è la società madre di EQUITA SIM, una società sussidiaria detenuta al 100%. Detiene, inoltre, il 50% di Equita PEP Holding S.r.l., un'azienda che, a sua volta, detiene una partecipazione in EPS Equita PEP SPAC 2 S.p.A. (BIT: EPS). Il restante 50% di Equita PEP Holding S.r.l. è di proprietà di Private Equity Partners S.p.A..

Azionisti Azioni % delle % dei
ordinarie azioni
complessive
diritti
di voto
Fabio Deotto 1.639.900 3,3% 3,6%
Matteo Ghilotti 2.039.975 4,1% 4,5%
Stefano Lustig 1.544.731 3,1% 3,4%
Francesco Perilli 5.701.444 11,4% 12,6%
Andrea Vismara 3.162.668 6,3% 7,0%
Altri azionisti 12.863.646 25,7% 28,4%
Management 26.952.364 53,9% 59,6%
Azioni proprie 4.748.025 9,5% n.a.
Flottante 18.299.611 36,6% 40,4%
Totale 50.000.000 100,0% 100,0%

Corporate Governance

EQUITA gestisce attivamente e controlla l'operatività e le performance della società, attraverso una serie di comitati che si riuniscono regolarmente. Abbiamo la fortuna di poter contare sul sostegno di Amministratori indipendenti con ampia esperienza, che giocano un ruolo chiave in materia di supervisione della gestione aziendale.

Comitato Controllo e Rischi

Michela Zeme Presidente
Sara Biglieri Membro (non esecutivo)
Massimo Ferrari Membro (indipendente)

Comitato Remunerazione

Francesco Perilli Presidente
Massimo Ferrari Membro (Indipendente)
Thierry Porté Membro (Indipendente)

Comitato Parti Correlate

Michela Zeme Presidente
Sara Biglieri Membro (non esecutivo)
Massimo Ferrari Membro (indipendente)

Consiglio di amministrazione di EQUITA SIM

Luigi Roth Presidente
Fabio Deotto Vice Presidente
Matteo Ghilotti Vice Presidente
Andrea Vismara Amministratore Delegato
Francesco Perilli Consigliere

(a) al 30 settembre 2018

Andamento della Gestione

Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018

Premessa

Il presente Resoconto intermedio di gestione consolidato del Gruppo Equita al 30 settembre 2018 è stato redatto secondo quanto previsto dal Regolamento di Borsa Italiana per le società quotate al segmento STAR (articolo 2.2.3 comma 3), che prevede l'obbligo di pubblicazione del resoconto intermedio di gestione entro 45 giorni dal termine di ogni trimestre dell'esercizio e tenuto conto dell'avviso n. 7587 del 21 aprile 2016 di Borsa Italiana. Pertanto, come richiamato nel suddetto avviso, per quanto riguarda il contenuto del Resoconto intermedio di gestione consolidato, si è fatto riferimento a quanto previsto dal preesistente comma 5 dell'articolo 154-ter del D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58.

Il Resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018 è stato predisposto secondo i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) in vigore a tale data emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB) ed i relativi documenti interpretativi (IFRIC e SIC), omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Tale regolamento è stato recepito in Italia con il D.Lgs n. 38 del 28 febbraio 2005.

La moneta di conto è l'euro e i valori sono espressi in migliaia di euro, se non diversamente indicato.

Le compensazioni tra attività e passività e tra costi e ricavi sono effettuate solo se richiesto o consentito da un principio o da una sua interpretazione.

I criteri di iscrizione, valutazione e cancellazione delle poste dell'attivo e del passivo, e le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, adottati nel Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2018 sono i medesimi utilizzati nella redazione del Bilancio consolidato per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 al quale si rimanda per maggiori dettagli, ad eccezione degli effetti relativi all'introduzione dei seguenti nuovi principi applicabili a partire dal 1 gennaio 2018:

▪ IFRS 9 - Strumenti finanziari;

▪ IFRS 15 - Ricavi provenienti da contratti con i clienti.

Si rinvia a quanto più dettagliatamente esposto nel paragrafo "Adeguamenti normativi" riportati in seguito.

Con riferimenti all'area e ai metodi di consolidamento, il Resoconto intermedio di gestione consolidato è redatto sulla base delle situazioni contabili al 30 settembre 2018 predisposti dagli amministratori delle società incluse nell'area di consolidamento, invariata rispetto alla fine del precedente esercizio.

Si precisa infine che il presente resoconto intermedio di gestione non è oggetto di revisione contabile.

Scenario Macroeconomico

Il 2018 è iniziato sull'onda della riforma fiscale voluta da Trump con un costo stimato per gli Stati Uniti di 1,5 \$tn in 10 anni, il taglio permanente al 21% dell'aliquota fiscale societaria e benefici temporanei alle famiglie tramite la riduzione delle aliquote sui redditi personali. Nel complesso la riforma dovrebbe spingere la crescita USA al 2,9% nel 2018 e poco meno nel 2019, secondo il FMI. Parte dell'atteso beneficio sulla maggior crescita mondiale, alzata a gennaio dal FMI e tuttora attesa a +3,9%, rischia però di essere vanificato dall'introduzione di dazi, su acciaio e alluminio prima, e da dazi USA – Cina poi, questi ultimi su 50 \$mld di importazioni da ciascuno dei due paesi. La geopolitica ha pesato sui mercati nel corso del semestre in più occasioni. Oltre ai dazi, il tema dei flussi di migranti ha portato a fine giugno a momenti d'incertezza per la tenuta della coalizione di governo in Germania con riflessi sul cambio dell'euro.

Nel frattempo il mercato monetario USA ha iniziato a incorporare da fine febbraio, l'attesa di 4 rialzi di tassi da parte della FED nel corso del 2018, giunti a 2,25% e a 1,75% e attesi ancora in aumento nel quarto trimestre 2018.

La BCE dal canto suo, invece, nella riunione del 26 aprile 2018 aveva denunciato un rallentamento della crescita. La minor crescita dell'area euro ha trovato conferma nei dati ufficiali con il PIL dell'area euro che nel Q1 ha rallentato la propria dinamica a +0,4% QoQ (dal +0,7% del Q4) che equivale ad un tasso di crescita annuo di +2,5% YoY. In un contesto di segnali di rallentamento ma di rialzo dell'inflazione nominale nell'euroarea (+2,0% a giugno), la BCE ha quindi annunciato il 14 giugno 2018 il taglio del QE da ottobre in poi a 15 €mld e la fine del QE a dicembre 2018. Tuttavia, in contemporanea la BCE ha annunciato che i tassi d'interesse resteranno ai livelli attuali almeno fino all'estate 2019. Le dinamiche di politica monetaria divergenti hanno provocato un ulteriore indebolimento del tasso di cambio dell'euro.

In Italia il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 ha portato, dopo vari tentativi, alla formazione di un governo di coalizione Lega - Movimento 5 Stelle insediatosi agli inizi di giugno. Le principali misure del nuovo governo dovrebbero delinearsi con la prossima legge di bilancio da definire nel corso del mese di ottobre. A fronte di richieste per una politica fiscale espansiva da parte dei due partiti di coalizione si è registrato in più occasioni un tono di maggiore gradualità da parte del neo-Ministro delle Finanze. Quest'ultimo dovrà considerare anche la recentissima revisione delle attese, formulata da Banca d'Italia, di crescita del PIL italiano a +1,3% per il 2018 e a +1,0% per il 2019.

Nel corso del terzo trimestre ha iniziato a farsi sentire sul mercato italiano l'impatto negativo dell'allargamento dello spread BTP-Bund, salito di 30 bps a 2,68% rispetto alla fine di giugno, mentre in Europa sono stati soprattutto i timori di un rallentamento della crescita in Cina ad alimentare le vendite. In Italia i settori più penalizzati sono stati Telecom (-22%), Industriali (-15%) e banche (-14%), mentre grazie al rally del greggio ha brillato il settore oil (+17%).

Nella tabella seguente si riportano le performance dei principali indici di mercato al 30 settembre 2018.

Performance dei principali indici di mercato per al 30 settembre 2018

Tendenze di business e analisi di mercato

Introduzione

I primi nove mesi del 2018 hanno rappresentato per il settore finanziario un periodo contrastato: da un lato il mercato secondario ha registrato una certa sofferenza se confrontato con la fine del 2017, dall'altro lato il mercato primario ha proseguito con l'andamento rallentato registrato nel 2017. EQUITA si è adoperata per ottenere il massimo rendimento dall'andamento positivo del mercato e soddisfare al meglio le esigenze dei suoi clienti.

EQUITA è un gruppo indipendente leader nel suo settore, con un modello di business chiaro, focalizzato e organizzato attorno a quattro aree di attività:

Sales and Trading, area che offre attività di intermediazione di azioni, obbligazioni e prodotti derivati per clienti sia nazionali sia esteri;

Investment Banking, area di consulenza in materia di M&A, mercati azionari e mercati obbligazionari rivolta sia alle società industriali, sia agli istituti finanziari;

Proprietary Trading, area che fornisce operazioni "clientdriven e market making" (per es. servizi di trading specializzato, trading su bond e fondi ETF e altro) e attività di trading direzionale basate su nostre strategie di trading, al fine di sfruttare positivamente le tendenze di mercato;

Alternative Asset Management, area che include la gestione tradizionale di asset in portafoglio e due iniziative recenti rivolte ai settori del Private Debt e del Private Equity.

Tutte le quattro aree sono continuamente supportate dal nostro team di ricerca, accreditato tra gli investitori nazionali ed internazionali e riconosciuto come uno dei principali attori nel mercato italiano, che ha fornito copertura in ricerca a 120 società italiane e a 43 società straniere.

I Ricavi Netti1 del periodo sono stati di €48,5 mln, con un aumento del 32% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (pari ad €36,7 mln). Su base trimestrale, il terzo trimestre 2018 è risultato in linea con lo stesso trimestre del 2017, come illustrato nella tabella sottostante.

1 La voce "ricavi netti" è costituita dal saldo del "Margine di Intermediazione", unitamente alla voce "alla voce "Utili (Perdite) delle partecipazioni".

1. Sales and Trading

Nel corso dei primi nove mesi del 2018 il mercato azionario italiano ha registrato forti oscillazioni dell'indice FTSEMib comportando una volatilità nei primi nove mesi pari a 19,1% e una flessione rispetto a fine 2017 del 5,2%.

In particolare, a partire da febbraio l'indice della Borsa Italiana ha risentito negativamente, come in altre economie, di un significativo incremento della volatilità sui mercati internazionali. Le tensioni sono in seguito rientrate ed è ripreso l'aumento dei corsi, che ha riflettuto soprattutto le revisioni al rialzo degli utili delle società quotate. Tale andamento ha poi subito una flessione soprattutto alla fine del terzo trimestre.

Nel corso del terzo trimestre ha iniziato a farsi sentire sul mercato italiano l'impatto negativo dell'allargamento dello spread BTP-Bund, salito di 30 bps a 2,68% rispetto alla fine di giugno, mentre in Europa sono stati soprattutto i timori di un rallentamento della crescita in Cina ad alimentare le vendite. In Italia i settori più penalizzati sono stati Telecom (-22%), Industriali (-15%) e banche (-14%), mentre grazie al rally del greggio ha brillato il settore oil (+17%).

In termini di quotazioni, sono state registrate n. 23 ammissioni al mercato AIM/MIV (di cui 12 nel solo terzo trimestre) e 1 passaggio da AIM a al mercato MTA (totale 2,6 €mld) come risultato da un lato della ricerca di rendimenti da parte degli investitori, dall'altro del desiderio di sfruttare opportunità di finanziamento favorevoli da parte dei soggetti emittenti.

Così come nel primo semestre 2018 in cui EQUITA aveva registrato una quota mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato MTA in conto terzi pari al 5,62% sul totale dei volumi scambiati sul mercato MTA italiano classificandosi al 5° posto in termini di controvalori negoziati conto terzi su MTA , anche nel terzo trimestre Equita ha confermato la leadership mercato azionario e sul mercato obbligazionario (MOT, EuroTLX e HI-MTF) grazie anche al contributo dell'area Retail Hub, registrando una quota di mercat del 6,2%.

(€/000) Q1 2018 Q1 2017 Delta % Q2 2018 Q2 2017 Delta % Q3 2018 Q3 2017 Delta %
Sales & Trading 4.773 6.064 (21%) 5.916 5.367 10% 4.692 3.513 34%
Investment Banking 9.578 3.100 209% 7.852 3.829 105% 5.006 5.124 (2%)
Proprietary Trading 3.479 3.453 1% 2.697 1.842 46% 1.317 2.422 (46%)
Alternative Asset Management 916 503 82% 1.478 800 85% 788 693 14%

Dal punto di vista dei Ricavi Netti l'area di Sales and Trading ha registrato revenues per €15,4 mln, con un incremento del 3% rispetto allo stesso periodo all'esercizio 2017 (€14,9 mln), ed in crescita del 34% se comparati con il terzo trimestre 2017.

Si osserva che nel trimestre, il Sales & trading ha beneficiato dell'apporto del business "Retail Hub" per circa il 30% dei ricavi netti dell'area, oltre che della volatilità del mercato, catturando maggiori flussi di intermediazione e consentendo di controbilanciare la revisione dei livelli commissionali generata dall'introduzione della direttiva Mifid II che ha comportato la separazione delle commissioni di ricerca.

L'integrazione del ramo "Retail hub" è stata conclusa con successo e si è confermato il mantenimento della clientela attiva ante acquisizione.

Prosegue lo sviluppo di nuovi prodotti avviato nel 2017 con l'espansione dei desk che operano su bond, fondi ETF e prodotti derivati.

Le prospettive per il quarto trimestre 2018 confermano la tendenza ad una volatilità elevata controbilanciata da solidi fondamentali delle società trattate sul mercato MTA italiano.

2. Investment Banking

La Società offre una gamma completa di prodotti e servizi di Investment Banking, quali quelli di Equity Capital Markets, Debt Capital Markets, Debt Advisory & Restructuring e la consulenza nell'ambito di operazioni di Mergers & Acquisitions nonché servizi di Corporate Broking, principalmente rivolti a società quotate di media capitalizzazione in Italia nonché a società private domestiche.

Nell'ambito delle sue attività, i principali concorrenti sono rappresentati dalle banche d'affari italiane o estere, le c.d. boutique di M&A, le divisioni di Investment Banking di gruppi bancari italiani ed esteri nonché i dipartimenti di corporate finance delle società di consulenza e di revisione.

Nei primi nove mesi del 2018 l'area di Investment Banking ha registrato un significativo incremento dei ricavi netti, passati da € 12,1 mln al 30 settembre 2017 a € 22,4 mln nello stesso periodo del 2018 e, nel terzo trimestre 2018 ricavi netti sono stati pari a € 5 mln rispetto ad € 5,1 mln del terzo trimestre del 2017.

Con riferimento al terzo trimestre del 2018, EQUITA ha assistito diverse società in operazioni di finanza straordinaria svolgendo, tra l'altro, il ruolo di:

  • • consulente finanziario dei fondi Ambienta e L Catterton nell'acquisizione di Pibiplast dalla famiglia Bosi;
  • • consulente finanziario di Banca Mediocredito del Friuli-Venezia Giulia nella sottoscrizione di un accordo con Bain Capital Credit per la cessione di un portafoglio di crediti deteriorati per un controvalore lordo di € 400 mln;
  • • consulente finanziario degli amministratori indipendenti di EI Towers nella valutazione del corrispettivo dell'offerta pubblica di acquisto volontaria promossa da 2i Towers;
  • • consulente finanziario di Infrastrutture Wireless Italiane nella definizione della partnership con Morgan Stanley Infrastructure e Horizon Equity Partners per l'acquisizione di 3.000 torri da MEO (ex Portugal Telecom);
  • • consulente finanziario di Veneto Banca nella cessione di Claris Leasing a Cassa Centrale Banca e di Claris Factor al Credito Valtellinese;
  • • con riferimento alla quotazione della SPAC Spaxs sul mercato AIM Italia, nell'ambito della quale EQUITA ha svolto il ruolo di Joint Bookrunner, nel terzo trimestre 2018 si è perfezionata l'operazione di Business Combination tramite l'acquisizione da parte di Spaxs del 99,2% del capitale di Banca Interprovinciale.

L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso del terzo trimestre 2018 è stato registrato un ulteriore incremento del numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist.

3. Proprietary Trading

I Ricavi Netti delle contrattazioni nel settore del Proprietary Trading al 30 settembre 2018 sono stati in diminuzione rispetto ai valori registrati nello stesso periodo del 2017, nello specifico, i Ricavi Netti sono diminuiti del 3% (€7,5 mln nel 2018 a fronte di € 7,7 mln nel 2017).

Le operazioni "client-driven e market making" hanno rappresentato il 44% dei ricavi netti al 30 settembre 2018 (in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2017), mentre il restante 56% è riconducibile alle operazioni di trading direzionale (in flessione del 14% rispetto allo stesso periodo del 2017).

Nei primi 9 mesi, la redditività dei book di proprietà è stata abbastanza distribuita sulle varie strategie operative, con un miglioramento sulla parte volatilità e un peggioramento sulla parte direzionale.

Per via dell'introduzione delle nuove direttive Mifid II, la fine del QE e con il peggioramento dello spread BTP-BUND l'area "client driven" sul mercato obbligazionario ha avuto un leggero rallentamento, mentre la parte Far-East ed ETF ha sovra-performato le attese. L'attività di "risk arbitrage", collegata alle operazioni di M&A sui mercati italiani, europei e nordamericani, ha subito una flessione più marcata per via del protezionismo da parte del Governo degli Stati Uniti.

L'area di Proprietary Trading ha incrementato a circa 400 gli strumenti quotati come Specialist (circa 100 in più rispetto al 2017, ossia un aumento circa del 33%). Equita ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX ed EuroTLX. L'azienda ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di 9 SGR (1 in più rispetto al 2017) all'interno del mercato dei fondi aperti e del segmento ETFPlus, fornendo quotazioni per 34 fondi.

Da giugno, con l'acquisizione del Ramo d'azienda da Nexi S.p.A. nel Desk di Proprietà sono confluite 3 persone specializzate nell'attività di Specialist e Market Making sul mondo obbligazionario portando in dote circa 560 nuovi strumenti, 340 come Market Maker e circa 220 strumenti rinvenienti da 7 nuovi contratti da Specialist con emittenti bancari Italiani. Un effetto correlato è stata l'estensione dell'attività di Liquidity providing al mercato Hi-MTF e Bloomberg MTF, questa attività ha portato ad aumentare l'esposizione sul mondo obbligazionario, sia sull'attività di specialist che su quella di market maker.

4. Alternative Asset Management

L'area dell'Alternative Asset Management, riorganizzata nella seconda metà del 2017, conferma anche al 30 settembre 2018 la sua mission volta allo sviluppo di nuove iniziative di business; in particolare i ricavi netti sono passati da €2 mln al 30 giugno 2017 a €3,1 mln nello stesso periodo del 2018. Di seguito, una breve descrizione delle iniziative intraprese.

Portfolio Management

Al 30 settembre 2018 gli asset in gestione sono diminuiti per effetto sia dei riscatti (€20 mln circa, pari al 5% degli asset in portafoglio all'inizio dell'anno) che della performance negativa trainata da un mercato in sofferenza. I riscatti hanno subito un'accelerazione in concomitanza con l'aumento delle tensioni sui titoli di Stato. A fine settembre le nostre attività gestite ("AUM") ammontavano a € 357 mln.

Il team di gestione di portafoglio gestisce in delega tre diverse linee per conto di un cliente istituzionale.

La performance assoluta lorda media delle tre linee, ponderata sugli AUM, risultava pari a fine settembre a -1,39% mentre la performance relativa era pari a +1,86%.

Nel mese di luglio, Equita Group S.p.A., attraverso la controllata Equita SIM S.p.A., ha siglato un accordo quadro di collaborazione pluriennale con Blueglen Investment Partners Limited ("Blueglen") avente ad oggetto la distribuzione in Italia di fondi con strategie di investimento focalizzate sul credito europeo. Blueglen, è un alternative asset manager multi-strategy focalizzato sul credito europeo.

Nel terzo trimestre Equita SIM S.p.A. ha distribuito circa il 43% del fondo UCITS denominato "G10 Blueglen Equita Total Return Credit UCITS Fund" (o "BETR") ed Equita Group ha sottoscritto una quota del suddetto fondo pari a €5 mln. L'area di portfolio management ha avviato nel mese di ottobre 2018 una collaborazione con Euromobilaire asset management S.g.r. per la gestione in delega dell'asset allocation del nuovo fondo "Euromobiliare Equity Mid Small". Il fondo ha una gestione di tipo "Absolute return", con un profilo di rischio rendimento pari a 5. Il periodo di sottoscrizione chiuderà il 30 novembre 2018.

Private Debt

Nei primi nove mesi del 2018, il mercato italiano del Private Debt ha confermato un andamento positivo, accelerando la propria crescita grazie all'attività d'investimento realizzata dal fondo.

Nel periodo considerato, il fondo Equita Private Debt (il "Fondo") si è concentrato in modo particolare sull'attività d'investimento e sul monitoraggio degli investimenti in portafoglio.

In particolare, a partire dal gennaio 2018 si è registrata un'intensificazione delle opportunità analizzate dal team d'investimento e, di conseguenza, dell'attività d'investimento, con un approccio molto selettivo in merito all'affidabilità creditizia degli emittenti e dei rendimenti delle operazioni d'investimento considerate.

Nello specifico, nel corso del mese di febbraio 2018, il Fondo ha investito complessivamente €7 mln nella società CRM, leader nella produzione industriale di piadine. Tale investimento si è concretizzato nella sottoscrizione sia di un prestito obbligazionario senior, strutturalmente subordinato, di €6 milioni che di €1 milione di azioni ordinarie emesse da New Flour SpA, holding di investimento controllata dal fondo di Private Equity Aksìa Capital IV, gestito da Aksìa Group SGR S.p.A..

Nel giugno 2018, il Fondo ha sottoscritto un impegno vincolante relativo ad un investimento di complessivi €10 milioni nel contesto dell'acquisizione da parte di due primari fondi paneuropei di private equity di un'azienda leader nella produzione di packaging plastico per il settore della cosmetica: Pibiplast S.p.A.. Tale operazione, il cui perfezionamento è avvenuto ad inizio settembre 2018, ha visto la sottoscrizione di obbligazioni senior, garantite, emesse dal veicolo d'investimento costituito dai due sponsor e finalizzato a controllare la Target.

Al 30 settembre 2018, il totale investito dal fondo raggiunge il valore di €43,3 milioni, corrispondente al 43,3% dei commitment sottoscritti.

Nel frattempo, è proseguita l'attività di "deal sourcing" da parte del team d'investimento, finalizzata a consolidare la strategia di sviluppo del portafoglio degli investimenti del Fondo, in linea con il periodo di investimento triennale come da prospetto informativo. A fine ottobre 2018 il Fondo ha completato due nuovi investimenti: uno ha riguardato la sottoscrizione di un prestito obbligazionario di Euro 15 milioni per l'acquisizione di un gruppo leader nel mercato della ceramica da parte di un fondo di private equity, l'altro ha riguardato l'accordo con "EOS Investment Management" nell'acquisizione di Neronobile, sottoscrivendo per intero un prestito obbligazionario subordinato di Euro 8,9 milioni emesso dal veicolo d'investimento controllato dallo stesso fondo di private equity.

Private Equity

All'interno dell'area operativa di Alternative Asset Management, il team di Private Equity è responsabile dell'identificazione dei prodotti e delle opportunità d'investimento con il coinvolgimento di investitori terzi. Nel mese di marzo 2017, EQUITA ha annunciato la creazione di Equita PEP Holding S.r.l., un'iniziativa di capitale privato congiunta al 50/50 fra EQUITA Group S.p.A. e Private Equity Partners S.p.A. ("PEP"). La prima iniziativa del nuovo soggetto ha riguardato la promozione di un veicolo di tipo Special Purpose Acquisition Company ("SPAC"). Quotata sul mercato AIM il 1° Agosto 2017.

Oltre al collocamento sul mercato di 15 milioni di azioni ordinarie EPS al prezzo unitario di 10 €, gli Sponsor – Equita PEP Holding S.r.l., EQUITA SIM S.p.A., Stefano Lustig e Rossano Rufini – hanno sottoscritto 400.000 azioni speciali (non quotate) per un valore complessivo di €4,0 mln.

Il 19 gennaio 2018, EPS ha annunciato l'aggregazione aziendale tra EPS e Industrie Chimiche Forestali S.p.A ("ICF"), società attiva nella produzione di tessuti per puntali e contrafforti e negli adesivi per il settore calzaturiero, automobilistico, dell'imballaggio e del mobile imbottito.

L'operazione di business combination era condizionata alla realizzazione della scissione parziale proporzionale di EPS, che ha quindi conferito in data 10 maggio 2018 le risorse non utilizzate, al netto dei recessi, per completare la citata operazione rilevante ad EPS Equita Pep SPAC 2 S.p.A. ("EPS 2").

Il 14 maggio 2018 si è perfezionata l'operazione di business combination, che ha previsto l'acquisizione da parte di EPS del 100% del capitale sociale di ICF, per un corrispettivo pari a €69,1 mln, e l'investimento da parte di PEP e di 12 managers di ICF di €5,1m versati tramite un aumento di capitale sociale ad essi riservato. Le azioni emesse in conseguenza dell'aumento di capitale sono soggette ad un periodo di "lock up" di 36 mesi, allineando in tal modo i rispettivi interessi a quelli degli altri azionisti. ICF Group (già EPS), che detiene il controllo del 100% di ICF, è una società quotata con un flottante indicativamente pari al 90%.

A partire dal 10 maggio 2018, le azioni di EPS 2 sono negoziate sul mercato AIM Italia (BIT: EPS2). Il prezzo delle azioni al 30 settembre 2018 era pari a Euro 9,55 ed il prezzo dei warrant era pari a Euro 0,7780.

EPS 2, dopo la scissione, dispone di un capitale di ca. €75m da investire in una quota di minoranza o maggioranza di una società italiana, entro 18 mesi dalla data quotazione (maggio 2018). Il team di private equity prosegue nelle attività di ricerca della società target le cui caratteristiche meglio soddisfino i criteri di investimento della spac.

5. Research team

Il team di analisti fornisce: a) analisi dei mercati finanziari e dei titoli quotati emessi dalle società; b) servizi di ricerca per i clienti di EQUITA Group; c) supporto interno alle quattro aree di business del Gruppo. Nel corso dei primi nove mesi dell'esercizio, il team di ricerca ha avviato la copertura di 7 nuove società. A fine periodo, il numero complessivo di società oggetto di ricerca risultava pari a 163, di cui 120 in Italia e 43 in Europa.

Il Research Team ha pubblicato oltre 250 ricerche e ha lanciato tre nuovi prodotti: un mensile dedicato ai titoli esteri sotto copertura, un prodotto quantitativo settimanale focalizzato sulle revisioni delle stime di utile per azione delle società sotto copertura e un prodotto quantitativo giornaliero dedicato alle operazioni di internal dealing. Il team ha inoltre organizzato oltre 800 incontri tra società quotate e investitori istituzionali. Alcuni di questi incontri sono avvenuti nell'ambito delle 5 conferenze organizzate da EQUITA a Milano e all'estero (Londra e Francoforte). In particolare, EQUITA ha organizzato a Milano la prima conferenza dedicata a investitori interessati ad investire in obbligazioni emesse da società di media capitalizzazione (1st Italian PIR Bond Conference).

Come risultato della qualità del servizio offerto, il team di analisti ha ottenuto il primo posto della classifica stilata dal periodico Institutional Investor e il secondo posto in quella redatta da Extel.

Performance societaria

Conto Economico (riclassificato)

L'Utile Netto consolidato al 30 settembre 2018 ammonta a €9,1 mln, a fronte di €6,9 mln nello stesso periodo del 2017. Tutte le aree di business hanno evidenziato una crescita rispetto allo stesso periodo del 2017, con l'eccezione del proprietary trading che ha registrato una flessione del 3% per effetto del rallentamento dell'area "direzionale".

La performance positiva del Gruppo è confermata nei coefficienti patrimoniali, che si collocano livelli elevati quali: CET1 e Total Capital Ratio ("TCR") al 24,43%.

I Ricavi Netti – generati dalle quattro aree di attività – risultano composti per quasi la metà dall'area dell'Investment banking.

Sales and Trading ha contribuito per il 33% dei ricavi netti (41% nel 2017), l'area di Investment Banking per il 46% (33% nel 2017), l'area di Proprietary Trading per il 1 5 % (21% nel 2017) e l'area di Alternative Asset Management per il 7% (5% nel 2017), come illustrato dal grafico sottostante:

9M2017 CONTRIBUZIONE AI RICAVI NETTI PER AREA DI BUSINESS

9M2018 CONTRIBUZIONE AI RICAVI NETTI PER AREA DI BUSINESS

Per un'analisi più completa dell'andamento di EQUITA, il conto economico è presentato in forma riclassificata in modo da rappresentare meglio il contributo offerto da ciascuna linea di business ai Ricavi Netti di EQUITA, come illustrato nella seguente tabella:

(€/000) 30/9/2018 30/9/2017 Delta %
Sales & Trading 15.380 14.944 3%
Investment Banking 22.436 12.054 86%
Proprietary Trading 7.493 7.717 (3%)
Alternative Asset Management 3.182 1.996 59%
Ricavi netti 48.491 36.710 32%
Costo del personale (22.790) (18.290) 25%
di cui Componente Fissa (11.207) (12.890) (13%)
di cui Componente Variabile (11.583) (5.400) 114%
Altre spese amministrative (12.921) (8.169) 58%
Totale Costi (35.711) (26.459) 35%
Comp/revenues 47% 50% (6%)
Cost/income ratio 74% 72% 2%
Utile Lordo 12.780 10.251 25%
Imposte (3.653) (3.397) 8%
Tax rate (29%) (33%)
Utile netto 9.127 6.854 33%

L'area di Sales and Trading ha registrato una crescita dei ricavi da negoziazione del 3% rispetto allo stesso periodo del 2017, tale andamento è generato da un lato dalla riduzione dei ricavi generati nei confronti della clientela istituzionale (-6% rispetto al 30/9/2017) che maggiormente risente dell'andamento negativo dei mercati finanziari e dell'introduzione della direttiva Mifid II, dall'altro lato è stato controbilanciato dal contributo della sub area Retail Hub che ha consolidato al 30 settembre 2018 ricavi netti per € 1,4 mln (€1,1 mln nel terzo trimestre 2018).

L'area di Investment Banking ha registrato un aumento dei ricavi netti pari a €10,4 mln, grazie ad ottime performance di quasi tutte le sub-service line. Allo sviluppo del business dell'Investment Banking, nel periodo hanno contribuito i desks di Sales & Trading prevalentemente supportando le operazioni di collocamento sul mercato primario.

L'area di Proprietary Trading al 30 settembre 2018, ha registrato ricavi per € 7,5 milioni rispetto a € 7,7 milioni registrati al 30 settembre 2017. Continua ad essere bilanciato il flusso si ricavi tra le sub aree di "client-driven e market making" (caratterizzato da un livello di rischio molto basso) e il portafoglio di attività di trading direzionale. Al 30 settembre 2018, il portafoglio "client-driven e market making" rappresentava il 44% dei ricavi netti dell'area, in linea con gli obiettivi di riposizionamento dei flussi di revenues verso prodotti low risk. L'area di ricavi direzionali, la 30 settembre 2018 ha registrato una flessione del 14% rispetto allo stesso periodo del 2017 per effetto della maggiore volatilità del mercato e della riduzione dei corsi azionari.

L'area di Alternative Asset Management ha registrato ricavi in crescita del 56% rispetto al 30 settembre 2017. I principali driver sottostanti il positivo andamento della linea sono riconducibili a:

Incremento delle commissioni delle attività gestite in linea con la crescita degli AUM, nel confronto con i primi nove mesi del 2017 (+12%);

Sviluppo del fondo di Private Debt, i cui investimenti al 30 settembre 2018 ammontavano a n. 5 per un controvalore di circa € 35 mln. L'ammontare totale investito dei committment complessivi è pari al 43,3% mentre il valore del soft NAV unitario ammontava a 1.008 euro; i ricavi da tale area sono cresciuti del 18% rispetto allo stesso periodo del 2017 grazie alla maggiora quotata di asset investiti;

Management fees generate dalle attività svolte per l'attività di private equity per EPS SPAC S.p.A. e EPS SPAC2 S.p.A., oltre agli effetti derivanti dalla conversione delle azioni speciali detenute dai promotori della SPAC in occasione della prima business combination avvenuta a maggio 2018;

Infine, commissioni di distribuzione derivanti dal collocamento delle quote del fondo "G10 Blueglen Equita Total Return Credit UCITS Fund 10".

I costi complessivi al 30 settembre 2018 ammontavano a €35,7 mln, in crescita di €9,3 mln. Tale variazione è ascrivibile all'aumento delle Spese del personale sia per la compente fissa (+10%) a seguito dell'inserimento di nuove risorse (di cui n. 13 risorse acquisite nell'ambito dell'operazione di acquisizione del ramo Retail Hub), che per la componente variabile legata al risultato del periodo.

Il comp/revenues ratio al 30 settembre 2018 è pari a 47% (in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente in cui il ratio ammontava a 50%).

La voce altre spese al 30 settembre 2018 ammonta ad € 12,9 mln, in aumento di €4,8 mln rispetto al 30 settembre 2017. Tale variazione risulta riconducibile a:

Incremento dei costi legati alle migliorie connesse dell'infrastruttura tecnologica per circa +€0,6mln (nuova piattaforma List S.p.A. per il trading), costi di integrazione con il ramo acquisito da Nexi S.p.A. per €0,4 mln di costi oneoff e €0,4 mln costi operativi, tra cui sono inclusi i canoni di accesso a nuove piattaforme di trading (es. HI-MTF).

Incremento dei costi per consulenze professionali per +€2 mln, prevalentemente riconducibili ai costi di advisory (+€1mln) legati alla transizione di Equita Group dal mercato AIM al mercato MTA – segmento STAR (il cui filing è avvenuto in data 29 agosto 2018), ai costi connessi all'acquisizione del ramo Retail Hub da Nexi S.p.a. (+€0,3 mln) e costi di consulenza legati agli adeguamenti normativi;

Incremento delle spese commerciali per €0,6 mln e dei costi di governance per +€0,2 mln connessi alla struttura societaria della Capogruppo che nel corso dei primi 9 mesi del 2018 è diventata operativa;

Incremento degli oneri diversi di gestione di €0,2 mln (ammortamenti, rettifiche di valore e altri proventi e oneri).

Il cost/income ratio al 30 settembre 2018 è pari a circa il 73%, leggermente in aumento rispetto al 30 settembre 2017 (72%).

Le imposte sul reddito di periodo sono state pari a € 3,7 mln, determinate sulla base dell'aliquota fiscale in vigore alla chiusura del periodo di riferimento, con un tax rate del 29% da confrontarsi con il 33% relativo al 30 settembre 2017, su cui non incidevano gli effetti benefici dell'eliminazione dell'addizionale Ires (3,5%).

Stato Patrimoniale riclassificato (€/000)

(€/000) 30/9/2018 30/9/2017 Delta
%
Attività finanziarie valutate al
fair value con impatto a conto
economico
75.061 66.485 13%
Attività finanziarie valutate al
costo ammortizzato
213.067 174.866 22%
Partecipazioni 1.695 1.331 27%
Attività materiali e immateriali 15.588 14.243 9%
Attività fiscali 4.095 4.583 (11%)
Altre attività 1.979 1.425 39%
Totale Attività 311.484 262.932 18%
Debiti 180.895 144.850 25%
Passività finanziarie di
negoziazione
24.691 43.248 (43%)
Passività fiscali 3.398 1.767 92%
Altre passività 17.656 12.597 40%
TFR 2.506 4.177 (40%)
Fondi per rischi e oneri 4.404 3.594 23%
Patrimonio netto 77.932 52.699 48%
Totale Passività 311.484 262.932 18%

La voce Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico sono aumentate di circa €26 mln rispetto al 31 dicembre 2017, di cui €20,4 mln afferenti al portafoglio detenuto per la negoziazione. Tale incremento è stato generato dalle maggiori posizioni lunghe nel portafoglio di proprietà al 30 settembre 2018 ed in particolare, dalle esposizioni lunghe su titoli di debito, acquisite con il ramo "Retail hub" (pari a €10,3 mln) e sviluppate nel terzo trimestre.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute con finalità di negoziazione includono gli OICR relativi all'investimento nel fondo di Private Debt (per Euro 1,7mln), le azioni della EPS 2 S.p.A. (per €0,4mln), le azioni della ICF Group (per €0,24mln – azioni speciali) e le quote del fondo Blueglen per €5 mln.

L'analisi del portafoglio per il terzo trimestre 2018 mostra una riduzione delle posizioni lunghe di circa € 5,7 milioni, effetto delle turbolenze del mercato che hanno portato ad una chiusura di talune posizioni.

Le Passività finanziarie detenute per la negoziazione sono aumentate di €10,1 mln rispetto al 31 dicembre 2017; tale incremento è ascrivibile prevalentemente a posizioni corte su titoli di capitale. L'analisi del portafoglio per il terzo trimestre 2018 mostra un incremento delle posizioni corte di circa € 5,9 milioni, effetto delle turbolenze del mercato.

Le Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato sono aumentate di €39 mln prevalentemente per effetto dell'ampliamento delle controparti che hanno utilizzato tale strumento nel terzo trimestre del 2018 (+€19,4mln), all'incremento della liquidità residua sui conti correnti e all'incremento dei crediti per servizi.

La voce incorpora i crediti verso la CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia) per € 10,8 mln (€13,8 mln al 31 dicembre 2017), classificati nei depositi presso enti finanziari.

Le Immobilizzazioni immateriali incorporano il citato avviamento pagato per l'acquisizione del ramo Retail Hub pari a €0,9 mln al netto degli ammortamenti sulle attività immateriali a vita definita preesistenti.

La voce Altre Attività, risulta incrementatasi rispetto ad inizio anno prevalentemente per i risconti attivi, afferenti ai servizi pagati anticipatamente.

La voce dei Debiti risulta incrementata di circa €51,8mln rispetto al 31 dicembre 2017. Tale incremento è ascrivibile a:

  • La linea di credito al servizio dell'area "Retail Hub" per circa €20 mln attivata a giugno 2018;
  • All'utilizzo di circa €10,5 mln di un finanziamento di denaro caldo a supporto dell'operatività;
  • All'utilizzo di uno scoperto di conto corrente in valuta per un controvalore di € 15 mln,

e infine l'incremento residuo di circa €6,3 mln è ascrivibile alla maggior operatività con la clientela istituzionale.

Con riferimento al Finanziamento di Intesa Sanpaolo, l'1° luglio 2018 è stato rinegoziato l'accordo prevedendo una riduzione del rapporto di collateralizzazione (da 105% a 88% dell'ammontare finanziato) ed è stato concesso a Equita SIM un incremento della linea in valuta per un totale finanziato di €125 mln. Al 30 settembre 2018 il rapporto di collateralizzazione tra le attività finanziarie poste in garanzia e gli importi dovuti dalla controllata EquitaSIM era pari a 88%. Le attività finanziarie poste in garanzia erano costituite dalla liquidità depositata su conti correnti dedicati per €105,7 mln e da titoli di proprietà depositati su un conto pegno per €4,3 mln.

La voce Altre passività ha registrato un incremento di circa €3,7 mln, tale variazione è dovuta prevalentemente agli stanziamenti relativi ai servizi ricevuti nell'ambito del progetto di transizione al segmento STAR e ad ai costi per consulenze connesse ai progetti Retail Hub e di adeguamento normativo, oltre che al maggiore accantonamento della componente variabile.

L'incremento di €0,5 mln registrato nella voce relativa all' Indennità di fine rapporto verso dipendenti ("TFR") è in prevalenza riconducibile alla quota TFR inclusa nel ramo acquisito di Retail Hub.

I Fondi per rischi e oneri contengono la quota differita della remunerazione variabile spettante al personale, in accordo con la direttiva CRD IV. La riduzione di €1,9 mln rispetto all'esercizio precedente è dovuta all'effetto del pagamento (avvenuto nel 2018) della componente variabile differita accantonata nel bilancio 2016.

Al 30 settembre 2018, il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A. ammontava a €11.376.345 (di cui €1.376.345 in sede di IPO), per n. 50.000.000 di azioni senza indicazione del valore nominale. Al 30 settembre 2018, le azioni proprie risultavano pari a €4,7 mln. Nel mese di ottobre 2018 Equita Group ha ceduto n. 200.000 azioni proprie a personale dipendente. Il dividendo pagato a valere sull'utile 2017 è stato pari ad € 9.955.434.

Al 30 settembre 2018 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato pari al 23,8%2 , a fronte del 17% di fine esercizio 2017.

Il Total Capital Ratio ("TCR") consolidato è pari a 24,43% ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali, anche se in riduzione rispetto al 31 dicembre 2017 (30%) per effetto dell'aumento degli RWA ("attività ponderate per il rischio"), dovuto ad una maggiore esposizione agli strumenti finanziari e all'aggiornamento del rischio operativo.

Andamento del titolo

In data 19 ottobre 2018 le azioni di Equita Group sono state ammesse alla quotazione sul segmento STAR del Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana, con primo giorno di negoziazione 23 ottobre 2018. Al titolo Equita sono stati assegnati il simbolo "EQUI" e il codice ISIN IT0005312027, stessi riferimenti attribuiti durante l'ammissione all'AIM Italia dello scorso 21 novembre 2017 (primo giorno di negoziazione 23 novembre 2017).

Il segmento STAR, dedicato alle medie imprese con capitalizzazione compresa tra 40 milioni e 1 miliardo di euro che si impegnano a rispettare requisiti di eccellenza in termini di trasparenza, vocazione comunicativa, liquidità e Corporate Governance, è stato scelto da Equita per proseguire nel progetto di consolidamento della propria posizione in Italia e di crescita nel contesto internazionale.

Alla data del 28 settembre (ultimo giorno di mercato aperto prima del 30 settembre 2018), quando ancora negoziato su AIM Italia, il titolo Equita ha chiuso le negoziazioni con un prezzo ufficiale di € 3,28, determinando una capitalizzazione di mercato pari a circa Euro 164 milioni. La performance dei primi nove mesi del 2018, in termini di Total Return, è stata del 15,8% (+20,7% rispetto al prezzo di quotazione), superiore alle performance dei principali indici di riferimento quali FTSE STAR (+3,8%) e FTSE MIB (-2,6%). In termini di volumi nei primi nove mesi del 2018 sono stati scambiati in media circa 42 mila pezzi al giorno.

2 Calcolato utilizzando l'utile netto degli ultimi 12 mesi

Le principali iniziative del 2018…

…di Business

Acquisizione Ramo d'Azienda di Brokerage e Market making

In data 20 marzo 2018, Equita SIM e Nexi S.p.A. hanno sottoscritto un contratto avente ad oggetto la cessione, da Nexi in favore di Equita SIM del complesso di beni e rapporti giuridici organizzati afferenti esclusivamente all'esercizio dei servizi di investimento e di negoziazione per conto proprio, esecuzione di ordini per conto dei clienti e ricezione e trasmissione di ordini di cui all'articolo 1, comma 5, lett. a), b) ed e) del TUF, consistente, inter alia, in: (i) rapporti giuridici, ivi inclusi di lavoro dipendente afferenti all'esercizio del ramo d'azienda; e (ii) attività finanziarie detenute per la negoziazione sottostanti l'attività di market making (il "Ramo d'Azienda").

Il corrispettivo pagato per la cessione del Ramo d'Azienda è pari a € 900 mila, non soggetto ad aggiustamento. Tale corrispettivo, in seguito alle attività previste dal IFRS 3, è stato attribuito interamente alla voce avviamento.

Il closing dell'operazione è avvenuto in data 31 maggio 2018. Il ramo ceduto includeva un portafoglio di titoli il cui valore ammontava ad € 10,3 milioni circa, contratti attivi e passivi rispettivamente per circa € 0,7 milioni ed € 0,4 milioni (di cui debiti verso il personale per € 0,1 milioni), il fondo TFR per € 0,4 milioni. Il ramo ceduto è stato quindi pareggiato con una posizione debitoria per il netto dei citati attivi e passivi nella voce debiti verso banche, rappresentata dalla linea di credito concessa dalla società cedente.

Accordo quadro con Blueglen per il collocamento del Fondo BETR

In data 6 luglio 2018, Equita Group S.p.A., attraverso la controllata Equita SIM S.p.A., ha siglato un accordo quadro di collaborazione pluriennale con Blueglen Investment Partners Limited avente ad oggetto la distribuzione in Italia e in Europa di fondi con strategie di investimento focalizzate sul credito europeo. Blueglen, è un alternative asset manager multi-strategy focalizzato sul credito europeo.

Ai sensi dell'accordo, Equita SIM S.p.A. agirà da distributore in esclusiva per l'Italia e contribuirà all'iniziativa con la sua conoscenza dei mercati dei capitali.

Il primo fondo oggetto dell'accordo è un fondo UCITS denominato "G10 Blueglen Equita Total Return Credit UCITS Fund". Il Fondo investe in junior tranches di collateralised loan obligations (CLOs), emissioni obbligazionarie junior e credit default swaps dei principali emittenti europei industriali e finanziari. Il Fondo, che è caratterizzato da una leva finanziaria moderata, ha un obiettivo di rendimento annuale (al netto delle commissioni) del 5-6% in euro. Il Fondo ha inoltre quattro classi di azioni (EUR, USD, GBP e CHF) e beneficia di strategie di investimento e di gestione del rischio innovative.

…di governance

Passaggio al Segmento STAR del Mercato Telematico Azionario (MTA)

Nel secondo e nel terzo trimestre 2018 Equita Group ha svolto le attività propedeutiche al passaggio da AIM Italia al segmento STAR del Mercato Telematico Azionario (MTA), organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.. Tale passaggio era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea degli Azionisti della Società rispettivamente in data 14 marzo 2018 e 16 aprile 2018.

In data 29 agosto 2018 Equita Group ha depositato presso Consob la richiesta di approvazione del prospetto di ammissione alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario ("MTA"), segmento STAR, delle azioni ordinarie di Equita Group. Il 23 ottobre 2018 Equita Group ha debuttato sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana S.p.A. con la qualifica di emittente STAR.

Adeguamenti Normativi

Nel primo semestre 2018 è stato completato il progetto di adeguamento al nuovo principio contabile IFRS9 "financial instruments", avviato nel 2017.

I cantieri attivati sono stati incentrati sulle macro aree relative alla "Classification & Measurement" e all' "Impairment". "Classification & Measurement"

Per poter rispettare il dettato dell'IFRS 9 - che introduce un modello per cui la classificazione delle attività finanziarie è guidata, da un lato, dalle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa degli strumenti e, dall'altro, dall'intento gestionale con il quale sono detenuti – si sono declinate le modalità di effettuazione del test sulle caratteristiche contrattuali dei cash flow (cosiddetto SPPI Test) e sono stati formalizzati i modelli di business adottati dalle diverse Strutture mediante le quali il Gruppo opera.

Per quel che attiene al test SPPI sulle attività finanziarie, è stata definita la metodologia da utilizzare ed è stata – al contempo – finalizzata l'analisi della composizione dei portafogli di titoli e crediti in essere, al fine di individuarne la corretta classificazione al momento della transizione al nuovo principio.

Per quel che attiene la classificazione delle attività finanziarie è terminato il processo di definizione dei business model da adottare in vigenza dell'IFRS 93 . Essi sono stati declinati a livello di portafoglio titoli di proprietà e di portafoglio crediti.

3 Per il Business model "Hold to Collect" identificato nell'ambito del portafoglio titoli, è stato definito l'approccio di definizione e monitoraggio delle soglie per considerare ammesse le vendite quando non significative (individualmente e in aggregato), oppure infrequenti; contestualmente, si sono stabiliti i parametri per individuare le vendite coerenti con tale modello di business in quanto riconducibili ad un incremento del rischio di credito. Nell'ambito del complessivo portafoglio titoli di proprietà, sono stati inoltre individuati sotto-portafogli riconducibili al Business model "Hold to Collect & Sell" e "Other/Sell". L'attuale modalità di gestione del portafoglio crediti è riconducibile essenzialmente ad un modello di business Hold to Collect.

"Impairment"

Nell'ambito del progetto di implementazione dell'IFRS 9, la Società ha costituito un Gruppo di Lavoro. Il Gruppo ha:

definito dei parametri per la determinazione del significativo incremento del rischio di credito (bonis in stage 1 o stage 2). Per le esposizioni impaired, l'allineamento delle definizioni di default contabile e regolamentare considera identiche le logiche di classificazione, sino ad ora applicate, tra quelle "deteriorate" rispetto alle logiche di classificazione delle esposizioni all'interno dello stage 3;

elaborato la metodologia da utilizzare ai fini del calcolo dell'expected credit loss (ECL) a 12 mesi (da applicare alle esposizioni in stage 1) e lifetime (da applicare alle esposizioni in stage 2 e stage 3).

Ai fini dell'identificazione dell'eventuale "significativo deterioramento" della qualità creditizia dalla data di prima iscrizione e della conseguente necessità di classificazione nello stage 2, nonché specularmente, dei presupposti per il rientro nello stage 1 dallo stage 2, la scelta operata prevede, caso per caso ed a ogni data di reporting, il confronto – ai fini di "staging" – tra la qualità creditizia dello strumento finanziario all'atto della valutazione e quella al momento iniziale dell'erogazione o dell'acquisto.

Con riferimento all'adeguamento al nuovo principio IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", (omologato dalla Commissione Europea tramite il Regolamento n.1905/2016, che ha comportato la cancellazione e sostituzione degli IAS 18 "Ricavi" e IAS 11 "Lavori su ordinazione"). Il Gruppo di Lavoro ha proseguito le attività di analisi volte ad individuare eventuali modifiche nei modelli contabili del Gruppo. Dalle analisi svolte, l'introduzione del principio IFRS 15 non ha comportato effetti sostanziali tali da richiedere modifiche nei modelli di rilevazione dei ricavi.

Infatti, le fattispecie di ricavi rivenienti da contratti con clienti è già in linea con le previsioni del nuovo principio e, di conseguenza, non sono emersi impatti di rilievo a livello contabile.

Gli effetti saranno rappresentati principalmente dalla maggior richiesta di informativa – il principio infatti prescrive un ampio set informativo sulla natura, l'ammontare, la tempistica ed il grado di incertezza dei ricavi, nonché sui flussi di cassa rivenienti dai contratti con la clientela – mentre non vi sono impatti quantitativi.

Effetti di prima applicazione (FTA)

Sulla base di quanto sopra rappresentato, di seguito viene fornita la stima degli impatti previsti per la prima applicazione dell'IFRS 9, sul patrimonio netto consolidato del Gruppo al 1° gennaio 2018. Tali effetti stimati, che riguardano sia l'ammontare che la composizione del patrimonio netto, derivano principalmente all'obbligo di rideterminare le rettifiche di valore sulle attività finanziarie in portafoglio utilizzando il modello delle "expected credit losses" in sostituzione del previgente modello delle "incurred credit losses".

In particolare, per quel che attiene alle esposizioni performing, l'incremento delle rettifiche di valore è ascrivibile all'allocazione di quota parte del portafoglio in bonis nello Stage 2, in base ai criteri di stage allocation definiti, con conseguente esigenza di calcolare la perdita attesa per tutta la durata residua delle attività finanziarie

Con riferimento all'adeguamento delle rettifiche di valore è stato stimato:

  • un impatto patrimoniale negativo e lordo dell'effetto fiscale pari a €251 mila registrato nella voce Riserve, quale riserva di utili/perdite da FTA;
  • un impatto neutro di circa €18 mila (€23 mila al lordo delle imposte) per la riclassifica dalla riserva OCI di valutazione delle ex "Attività finanziarie disponibili per la vendita" alla voce Riserve, quale riserva di utili/perdite da FTA per effetto della riclassifica delle relative attività alla voce "Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value".

Contratti intercompany (servicing e finanziamento)

In data 1 marzo 2018 Equita Group S.p.A. ha concesso alla controllata Equita SIM S.p.A. un finanziamento di massimi €15 mln da utilizzarsi per sostenere le esigenze finanziarie di quest'ultima legate all'operatività ordinaria e per cui la controllata già accede al mercato del credito. Il costo del finanziamento è stata determinato in linea con le condizioni di mercato.

In data 2 gennaio 2018 Equita Group S.p.A. ha stipulato un contratto di outsourcing a favore di Equita SIM S.p.A., per la fornitura di servizi legali e fiscali, del valore annuo di €125 mila oltre IVA.

In pari data, Equita SIM S.p.A. ha stipulato un contratto di outsourcing a favore di Equita Group S.p.A per la fornitura di servizi diversi tra cui l'infrastruttura tecnologica, servizi amministrativi, spazi attrezzati, servizi generale e del personale, del valore annuo di €80 mila oltre IVA.

Altre informazioni

Attività di ricerca e sviluppo

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso dell'esercizio non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.

Rapporti con parti correlate

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 2) del Codice Civile, dichiariamo con la presente che i rapporti con parti correlate intrattenuti nel corso del primo semestre 2018 sono riconducibili a contratti di prestazione di servizi infragruppo con:

  • • Equita SIM S.p.A.;
  • • Equita PEP Holding S.r.l..

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del trimestre Non si segnalano fatti di rilievo dopo la chiusura del trimestre

Sedi secondarie

EQUITA Group non possiede una sede legale secondaria.

Milano, 8 novembre 2018

Per il Consiglio di Amministrazione L'Amministratore Delegato Andrea Vismara

Prospetti Contabili

Prospetti contabili

Stato Patrimoniale

Voci dell' Attivo 30/09/2018 31/12/2017
10 Cassa e disponibilità liquide 67 816
20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 75.060.738 49.476.500
20A a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 67.685.674 47.322.106
b) attività finanziarie designate al fair value
20C c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. 7.375.063 2.154.394
30 Attività finanziarie al fair value
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 213.066.966 174.020.259
a) crediti verso banche 181.320.209 148.756.081
b) crediti verso società finanziarie 30.123.267 22.364.013
c) crediti verso clientela 1.623.490 2.900.164
70 Partecipazioni 1.694.848 1.330.919
80 Attività materiali 600.516 602.655
90 Attività immateriali 14.987.448 13.654.486
100 Attività fiscali 4.094.820 6.315.295
100A a) correnti 788.069 4.275.338
100B b) anticipate 3.306.751 2.039.957
120 Altre attività 1.978.753 878.749
Totale Attivo 311.484.155 246.279.679

Prospetti contabili

Stato Patrimoniale

Voci del Passivo e del Patrimonio Netto 30/09/2018 31/12/2017
10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 180.895.230 129.136.377
a) Debiti 180.895.230 129.136.377
20 Passività finanziarie di negoziazione 24.691.499 14.625.536
60 Passività fiscali 3.398.443 1.243.014
60a a) correnti 2.674.000 503.407
60B b) differite 724.443 739.607
80 Altre passività 17.656.437 13.979.502
90 Trattamento di fine rapporto del personale 2.506.249 1.970.684
100 Fondi per rischi e oneri 4.404.262 6.344.994
b) altri fondi 4.404.262 6.344.994
110 Capitale 11.376.345 11.376.345
120 Azioni proprie (-) (4.748.025) (4.748.025)
140 Sovrapprezzi di emissione 18.198.319 18.198.319
150 Riserve 43.980.756 43.137.103
160 Riserve da valutazione (2.309)
170 Utile (perdite) del periodo 9.126.951 11.015.831
Totale Passivo e Patrimonio Netto 311.484.155 246.279.679

Conto economico

Voci del Conto Economico 30/09/2018 30/09/2017
10
Risultato netto dell'attività di negoziazione
6.227.669 6.378.238
50
Commissioni attive
42.728.435 31.782.539
60
Commissioni passive
(2.760.159) (2.313.311)
70
Interessi attivi e proventi assimilati
447.967 135.290
80
Interessi passivi e oneri assimilati
(1.066.349) (1.346.488)
90
Dividendi e proventi assimilati
2.491.221 2.042.543
Margine di Intermediazione 48.068.784 36.678.811
120
Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito di:
(83.146) 30.504
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; (83.146) 30.504
b) attività finanziarie valutate al fair value
120
con impatto sulla redditività complessiva.
140
Spese amministrative:
(35.235.708) (26.347.413)
a) spese per il personale (23.564.326) (18.818.827)
b) altre spese amministrative (11.671.382) (7.528.587)
160
Rettifiche di valore nette su attività materiali
(118.693) (111.603)
170
Rettifiche di valore nette su attività immateriali
(91.133) (2.010)
180
Altri proventi e oneri di gestione
(104.896) 2.068
Risultato della Gestione Operativa 12.435.208 10.250.356
190
Utili (Perdite) delle partecipazioni
344.848
Utile (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte 12.780.056 10.250.356
250
Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente
(3.653.105) (3.396.516)
Utile (perdite) dell'attività corrente al netto delle imposte 9.126.951 6.853.839
220
Utile (perdita) dei gruppi attività in via di dismissione netto imposte
Utile (perdite) del periodo 9.126.951 6.853.839

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Stefania Milanesi, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

Milano, 8 novembre 2018

Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Stefania Milanesi

EQUITA Group S.p.A.

Phone: +39 (02) 6204: [email protected] Sito web: www.equita.eu