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Equita Group Interim / Quarterly Report 2026

May 15, 2026

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Interim / Quarterly Report

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Resoconto intermedio di Gestione consolidato al 31 marzo 2026

EQUITA


Gruppo Equita | Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2026

Indice

Corporate Governance ...1
Struttura societaria ...2
Azionariato ...3
Capitale sociale ...3
EQUITA su Euronext STAR Milan ...4
Aree di attività ...5
Highlights e dati di sintesi ...6
Conto economico riclassificato ...6
Relazione sulla gestione ...7
Commento alle voci patrimoniali ...20
Le principali iniziative ...22
Altre informazioni ...23
Prospetti contabili ...26

Corporate Governance

Consiglio di amministrazione

Andrea Vismara Presidente Non Esecutivo
Carlo Andrea Volpe Vice Presidente Esecutivo
Luigi De Bellis Amministratore Delegato
Simone Riviera Amministratore Delegato
Stefania Milanesi Consigliere Esecutivo
Silvia Demartini Consigliere Indipendente
Angela Gamba Consigliere Indipendente
Michela Zeme Consigliere Non Esecutivo
Matteo Bruno Lunelli Consigliere Indipendente

Comitati Endoconsiliari

Comitato Controllo e Rischi

Silvia Demartini Presidente
Michela Zeme Membro Comitato
Angela Gamba Membro Comitato

Comitato Remunerazione

Matteo Bruno Lunelli Presidente
Silvia Demartini Membro Comitato
Andrea Vismara Membro Comitato

Comitato Parti Correlate

Angela Gamba Presidente
Matteo Bruno Lunelli Membro Comitato
Michela Zeme Membro Comitato

Collegio Sindacale

Andrea Conso Presidente
Andrea Serra Sindaco Effettivo
Paolo Redaelli Sindaco Effettivo
Daniela Delfrate Sindaco Supplente
Guido Fiori Sindaco Supplente

Società di revisione

EY S.p.A.

Informazioni societarie

Via Turati, 9 – Milano 20121
Partita IVA 09204170964
+39 02 6204.1
www.equita.eu | [email protected]


Gruppo Equita | Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2026

Struttura societaria

Il Gruppo EQUITA è diretto e coordinato da EQUITA Group S.p.A., società quotata sul mercato regolamentato gestito da Borsa Italiana, con cui nel 2016 il management ha riorganizzato l'assetto di controllo e di governance societaria. Come ogni investment bank indipendente che si rispetti, EQUITA presenta una struttura di Gruppo semplice. Tale assetto permette di affiancare e supportare adeguatamente i clienti in ogni situazione, evitando conflitti di interesse. L'operatività è svolta dalle controllate EQUITA SIM, EQUITA Capital SGR, EQUITA Mid Cap Advisory, EQUITA Debt Advisory ed EQUITA Investmenti, oltre alla partecipata EQUITA Real Estate, e ciascuna di esse presenta un posizionamento di leadership ben preciso sul mercato di riferimento.

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Nota: struttura del Gruppo alla data di approvazione della presente relazione

EQUITA SIM

EQUITA SIM è la società di intermediazione mobiliare del Gruppo a cui storicamente si riconduce parte dell'operatività. In quanto SIM, EQUITA si è sempre distinta per le sue attività di intermediazione, di investment banking e di ricerca su titoli quotati.

EQUITA Capital SGR

EQUITA Capital SGR è la piattaforma multi-asset del Gruppo, attiva prevalentemente nella gestione di prodotti illiquidi. Nasce nel 2019 per offrire agli investitori istituzionali accesso a fondi di private debt, private equity e infrastrutture rinnovabili. La SGR affianca, inoltre, quei gruppi bancari che sono alla ricerca di soluzioni altamente personalizzate per la loro clientela retail, sfruttando le competenze delle altre aree di eccellenza del Gruppo.

EQUITA Mid Cap Advisory

EQUITA Mid Cap Advisory, entrata a far parte del Gruppo nel 2020, è una realtà con più di 20 anni di esperienza nelle attività di M&A midmarket e socio fondatore di Clairfield, la partnership internazionale di boutique di M&A presente in più di 30 paesi nel mondo. La società vanta un solido track-record in operazioni di finanza straordinaria come acquisizioni e fusioni, anche cross-border, affiancando aziende, imprenditori e fondi di private equity.

EQUITA Debt Advisory

EQUITA Debt Advisory nasce nel 2025 come rebranding di CAP Advisory, boutique finanziaria indipendente specializzata in operazioni di Corporate Finance e Debt Advisory, in seguito al suo ingresso all'interno del Gruppo EQUITA.

EQUITA Real Estate

EQUITA Real Estate è una società di real estate advisory nata nel 2020 dalla partnership tra EQUITA e un team di professionisti guidati da Silvia Rovere, e si distingue per la specializzazione in servizi di consulenza immobiliare rivolta a fondi d'investimento e gruppi di grandi dimensioni.


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Azionariato

EQUITA, gruppo quotato sul segmento STAR di Euronext Milan – segmento dedicato alle medie imprese impegnate a rispettare requisiti di eccellenza in termini trasparenza, vocazione comunicativa, liquidità e governo societario – vede nel suo azionariato i propri manager e dipendenti con una quota del 41% del capitale sociale e il 53% dei diritti di voto in sede di assemblea. A tale quota si aggiunge il 3% di azioni proprie detenute dalla Capogruppo.

Una partnership di manager e professionisti, quotata sul mercato

Tra gli azionisti rilevanti, Fenera Holding con il 4% del capitale sociale e il 6% dei diritti di voto. Il flottante è pari al 52% del capitale sociale e al 41% dei diritti di voto. All'interno del flottante, alcune famiglie, imprenditori e istituzioni che a maggio 2022 avevano acquistato dal management una partecipazione, oggi rappresentativa del 14% circa del capitale sociale (11% dei diritti di voto).

Nella seguente tavola sono rappresentate graficamente le percentuali di possesso delle azioni di EQUITA.

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Manager e dipendenti EQUITA
Partecipazioni rilevanti (Fenera Holding)
Flottante (famiglie, imprenditori e istituzioni)
Flottante (altro)
Azioni proprie

Nota: dati aggiornati alla data di approvazione della presente relazione.
Cerchio esterno: % del capitale sociale. Cerchio interno: % voti in assemblea.

Voto maggiorato

Lo Statuto di EQUITA consente agli azionisti di lungo periodo di ottenere due voti per azione, garantendo così una maggiore stabilità della governance sociale. Qualsiasi azionista può dunque beneficiare del voto maggiorato, previa richiesta di iscrizione nell'apposito registro e condizionato al possesso continuativo delle azioni per almeno 24 mesi dalla data di iscrizione nello stesso registro. Per maggiori informazioni si prega di prendere visione dello Statuto della Società e del regolamento per la maggiorazione del voto disponibile sul sito www.equita.eu.

Capitale sociale

Nella tabella è riportato il riepilogo degli aumenti di capitale intervenuti da gennaio 2026 a marzo 2026. Gli aumenti di capitale, realizzati nel periodo in esame, sono riferiti all'esercizio di stock options e assegnazione di azioni nell'ambito dei piani di incentivazione.

Periodo Numero azioni Controvalore Numero azioni capitale sociale Controvalore capitale sociale
Saldo iniziale 52.753.026 12.003.317
12 marzo 2026 346.554 78.855 53.099.580 12.082.172
23 marzo 2026 - 31 marzo 2026¹ 115.897 26.371 53.215.477 12.108.543
Totale 462.451 105.226 53.215.477 12.108.543

¹ il dato comprende le opzioni esercitate al 31 marzo 2026. Il periodo di esercizio si è chiuso l'8 aprile 2026 con formale aumento di capitale portando quest'ultimo a 12.123.581,80 € e un totale azioni di 53.281.570.


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EQUITA su Euronext STAR Milan

Codice ISIN IT0005312027 / IT0005356271
Ticker di riferimento (piattaforme) EQUI:IM / EQUI:MI
Mercato Euronext Milan (Segmento STAR)
Segmento STAR

Indici

FTSE All-Share Capped

FTSE Italia All-Share

FTSE Italia STAR

FTSE Italia Small Cap

FTSE Italia PIR Small Cap

FTSE Italia PIR All Cap Index

Informazioni sul titolo e sul capitale

Informazioni chiave sul titolo

2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 1Q'26
Capitalizzazione (€m, fine periodo) 151 162 143 122 192 185 189 215 331 301
Prezzo azione (€)
Ultimo (fine periodo) 3,02 3,24 2,85 2,43 3,82 3,64 3,68 4,08 6,27 5,68
Medio (periodo) 3,06 3,21 2,83 2,42 3,23 3,62 3,72 3,91 4,83 5,91
Minimo (periodo) 2,97 2,98 2,48 1,98 2,43 3,06 3,37 3,61 3,96 5,31
Massimo (periodo) 3,15 3,57 3,24 2,99 3,93 4,09 4,06 4,28 6,27 6,44
Numero azioni (milioni, fine periodo)
Totale 50,0 50,0 50,0 50,0 50,2 50,9 51,3 52,6 52,8 53,1
di cui outstanding 45,3 45,5 45,5 45,9 46,2 47,0 48,2 50,0 51,2 51,4
di cui azioni proprie 4,7 4,5 4,5 4,1 4,1 3,9 3,1 2,6 1,5 1,8

Andamento del titolo dall'IPO (Total Shareholder Return)

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Aree di attività

Global Markets

Con i suoi servizi di intermediazione mobiliare in conto terzi (Sales & Trading) e conto proprio (Client-Driven & Market Making) affianca da anni gli investitori offrendo loro accesso a tutti i principali strumenti e mercati, oltre a una base clienti senza eguali. L'area del Global Markets è composta da professionisti di grande esperienza che condividono competenze e che interagiscono ogni giorno con più di 400 clienti istituzionali e oltre 70 clienti di natura bancaria che rappresentano un network di circa 5.000 filiali, aiutandoli così con l'esecuzione delle loro strategie d'investimento.

Investment Banking

Il team di Investment Banking è composto da professionisti altamente qualificati, di comprovata esperienza e con un know-how multidisciplinare. Offre una gamma completa di servizi a società quotate, imprese, istituzioni finanziarie e investitori. Negli ultimi anni, il team ha costantemente ampliato la gamma di servizi offerti, grazie anche all'ingresso di figure senior dedicate a nuovi prodotti, e ha integrato significativamente il numero di settori coperti per offrire ai clienti la propria esperienza e il proprio pensiero out-of-the-box.

Alternative Asset Management

EQUITA Capital SGR vuole supportare gli investitori istituzionali con soluzioni d'investimento innovative nel settore degli alternative assets e co-sviluppare insieme a banche, istituti finanziari e reti di private banking, nuovi prodotti di nicchia per aiutarli a soddisfare i bisogni della propria clientela retail, condividendo la pluriennale esperienza dei team di gestione del gruppo sui mercati finanziari, pubblici e privati. L'area dell'Alternative Asset Management vanta un team di professionisti di alto profilo, con una comprovata esperienza nel settore degli alternative assets e un'età media del senior management superiore a 50 anni.

Research Team

EQUITA si distingue sul mercato per la qualità della ricerca azionaria ed obbligazionaria, e per il suo team di analisti, da anni tra i migliori in Italia e tra i principali in Europa. Il team si posiziona costantemente ai vertici nei sondaggi internazionali degli investitori da più di vent'anni. A ciò si aggiunge la totale indipendenza, l'esperienza pluriennale e l'estensione del coverage, sia in termini di dimensioni di società emittenti coperte che di settori, oltre a una profonda conoscenza del mondo della sostenibilità e dell'ESG.


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Highlights e dati di sintesi

Ricavi netti da clienti Ricavi netti consolidati
€ 24,2 m € 25,0 m
Compensation/Revenues
Adj. Ratio Cost/Income ratio
49% 73%
Utile ante imposte Utile netto
€ 6,7 m € 4,7 m
Return on Tangible
Equity (ROTE) IFR ratio
34% 3x
Numero dipendenti
206

Conto economico riclassificato

Gli schemi di conto economico vengono di seguito rappresentati in forma riclassificata in modo da meglio rappresentare il contributo di ciascuna area di business alla performance del Gruppo.

(importi in euro/000) 31/03/2026 31/03/2025 Var. %
Global Markets 15.070 15.688 (4%)
di cui Sales & Trading 7.377 6.357 16%
di cui Client Driven & Market Making 7.356 3.911 88%
di cui Trading Direzionale 336 5.420 (94%)
Investment Banking 7.238 5.381 35%
Alternative Asset Management 2.660 2.332 14%
Ricavi netti 24.968 23.402 7%
Spese per il personale (12.188) (11.413) 7%
Altre spese operative (6.095) (5.335) 14%
Totale costi (18.284) (16.748) 9%
Risultato ante imposte 6.684 6.653 0%
Imposte sul reddito (2.036) (1.975) 3%
Risultato netto 4.648 4.678 (1%)

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Relazione sulla gestione

Scenario macroeconomico

Nel primo trimestre del 2026 il quadro macroeconomico internazionale è stato caratterizzato da un significativo aumento dell'incertezza, riconducibile principalmente all'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente. Il blocco della navigazione nello Stretto di Hormuz ha determinato un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche, con ripercussioni sull'inflazione globale e sulle condizioni dei mercati finanziari. L'economia mondiale ha continuato a espandersi, ma a un ritmo più contenuto rispetto al 2025. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la crescita globale nel 2026 rallenterebbe al 3.1%, risentendo in parte dell'aumento dei costi energetici e del deterioramento del clima di fiducia.

Negli Stati Uniti l'attività economica ha mostrato segnali di decelerazione, pur restando sostenuta dagli investimenti in tecnologie digitali e intelligenza artificiale; in Cina la crescita è rimasta trainata dalle esportazioni, a fronte di una domanda interna ancora debole. Nell'area dell'euro, il PIL ha rallentato tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, anche per gli effetti negativi del rincaro dell'energia sul potere d'acquisto e sulla fiducia di famiglie e imprese. Secondo le proiezioni di marzo degli esperti della BCE, il PIL dell'area salirebbe dello 0.9% nel 2026 e di circa l'1.3% all'anno in media nel biennio successivo.

In questo contesto, le principali banche centrali hanno mantenuto un orientamento prudente. La BCE ha lasciato invariati i tassi ufficiali nella riunione di marzo, sottolineando la necessità di monitorare attentamente l'evoluzione delle pressioni inflazionistiche legate allo shock energetico. Dopo l'avvio del conflitto, i rendimenti dei titoli di Stato e i premi per il rischio sono aumentati, mentre i principali listini azionari hanno registrato una correzione, che è stata successivamente quasi riassorbita sulle aspettative di una tregua. Il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute, tornando a svolgere un ruolo di bene rifugio.

In Italia, l'attività economica nel primo trimestre del 2026 è proseguita a ritmi moderati. Il PIL avrebbe continuato a crescere, sostenuto soprattutto dal comparto dei servizi, mentre consumi e investimenti hanno mostrato segnali di rallentamento, penalizzati dall'aumento dell'incertezza e dal rialzo dei prezzi energetici. L'occupazione ha continuato a crescere, seppure a un ritmo più contenuto, mentre l'inflazione è rimasta inizialmente inferiore alla media dell'area dell'euro, pur mostrando un'accelerazione a partire da marzo per effetto dell'aumento dei prezzi dei carburanti.

L'annuncio, l'8 aprile, di una tregua di due settimane ha determinato una riduzione dei prezzi di petrolio e gas naturale.

Analisi di mercato e tendenze di business

Nel corso del primo trimestre del 2026 i mercati finanziari sono stati caratterizzati da elevata volatilità, in un contesto segnato da persistenti tensioni geopolitiche e da un accresciuto grado di incertezza macroeconomica. Il conflitto in Medio Oriente ha ulteriormente deteriorato il quadro, determinando un aumento dei prezzi energetici e un irrigidimento delle condizioni finanziarie. In tale contesto, si è osservato un rialzo dei rendimenti sovrani, una flessione dei corsi azionari e un rafforzamento del dollaro. L'indice di volatilità implicita VIX, dopo una fase di relativa stabilizzazione nella parte finale del 2025, ha mostrato nuovi episodi di tensione nei primi mesi del 2026, coerentemente con il peggioramento del contesto geopolitico e finanziario.

A partire dalla seconda metà del 2025 e nei primi mesi del 2026, i rendimenti dei titoli di Stato delle principali economie avanzate hanno mostrato un andamento complessivamente crescente. Dopo una fase di relativa stabilità, l'avvio del conflitto in Medio Oriente ha determinato un deciso rialzo dei rendimenti sovrani, riflettendo l'aumento dei timori di inflazione legati al rincaro dei beni energetici e il peggioramento delle condizioni finanziarie.

In questo contesto, l'incremento dei rendimenti si è accompagnato a un aumento dei premi per il rischio e a un irrigidimento delle aspettative di politica monetaria nel breve termine. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito la curva dei rendimenti si è appiattita, riflettendo un incremento dei tassi a due anni più marcato rispetto a quello dei tassi decennali, coerentemente con attese di una politica monetaria più restrittiva nel breve termine. Coerentemente con attese di condizioni finanziarie più restrittive.

Nell'area dell'euro, dopo una fase di relativa stabilità nella seconda parte del 2025, i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un incremento nei primi mesi del 2026. Tale dinamica ha riflesso soprattutto l'aumento dei timori di inflazione connessi al rincaro dei beni energetici e il conseguente irrigidimento delle condizioni finanziarie. L'andamento si inserisce in un contesto di generale rialzo dei rendimenti nelle principali economie avanzate, con livelli superiori rispetto a quelli osservati all'inizio dell'anno.

Sul mercato valutario, nei primi mesi del 2026 il dollaro ha mostrato un rafforzamento nei confronti dell'euro, invertendo la dinamica osservata nella parte finale del 2025. L'apprezzamento della valuta statunitense è stato favorito dall'aumento


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dell'incertezza globale legata al conflitto in Medio Oriente, che ha riportato il dollaro a svolgere il ruolo di principale valuta rifugio, nonché dalla minore esposizione relativa degli Stati Uniti allo shock energetico.

Contestualmente, le aspettative di una politica monetaria statunitense meno accomodante nel breve termine hanno contribuito a sostenere il dollaro. L'euro si è quindi indebolito nei confronti della valuta statunitense e, in misura più contenuta, anche in termini effettivi nominali, dopo una fase di relativa stabilità nella seconda parte del 2025.

I mercati azionari hanno registrato una flessione dall'avvio delle ostilità, dopo un andamento nel complesso stabile o positivo nei mesi precedenti. Il calo è stato particolarmente evidente nei settori più esposti alle revisioni delle aspettative di crescita e ai rischi di ridimensionamento delle valutazioni. Negli Stati Uniti i titoli delle società produttrici di software e di quelle attive nei servizi informatici hanno risentito negativamente dei rischi di obsolescenza associati alla diffusione di nuove applicazioni dell'IA; è invece proseguito l'incremento dei corsi delle imprese produttrici di hardware utilizzato nelle infrastrutture digitali, inclusi i data centers. Dopo l'annuncio di una tregua temporanea, si è osservato un parziale recupero dei corsi azionari, pur in un contesto di elevata incertezza.

A fine 2025 l'indice principale di borsa si era attestato a circa 44.944 punti; nel primo trimestre del 2026 ha successivamente registrato una lieve flessione, chiudendo al fine marzo 2026 a 44.309 punti, in un contesto di maggiore incertezza sui mercati finanziari. I volumi azionari negoziati sull'MTA sono stati in significativo aumento (+16,8%) rispetto a dicembre 2025.

Per quanto riguarda il mercato primario, continua la performance deludente in termini di IPO con un solo Private Placement e 6 delisting.

Quanto all'attività di corporate finance e M&A, i dati disponibili mostrano un contesto in evoluzione.

A livello globale, le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati finanziari non hanno frenato l'attività di M&A. Nel primo trimestre 2026 le operazioni di valore pari o superiore a 10 miliardi di dollari hanno raggiunto un livello record, con 12 mega-deal conclusi: il dato più elevato mai registrato per un singolo trimestre dal 2008.

L'incremento dei mega-deal ha inoltre spinto il controvalore complessivo delle operazioni a 438 miliardi di dollari, massimo degli ultimi cinque anni e in crescita del 155% rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano state concluse soltanto due operazioni di analoga dimensione.

Quanto all'attività di corporate finance e M&A in Italia, i dati più recenti evidenziano un avvio d'anno in rallentamento.

Nel primo trimestre 2026 sono state concluse 311 operazioni per un controvalore complessivo di circa €9 miliardi, in calo rispettivamente del 25% e del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025 (414 operazioni per €16,7 miliardi).

Il rallentamento è riconducibile principalmente al perdurare dell'incertezza geopolitica e macroeconomica, ulteriormente accentuata dalle recenti tensioni internazionali e dai loro effetti su inflazione, costo dell'energia e prospettive di crescita economica.

Il mercato domestico continua, tuttavia, a mostrare un buon livello di attività in termini di numero di operazioni, rappresentando circa il 50% dei deal complessivi, con un controvalore pari a circa €3,4 miliardi.

Il segmento cross-border out (investimenti di operatori italiani all'estero) si conferma rilevante, con oltre 57 operazioni per circa €4 miliardi, pari a circa il 43% del mercato complessivo.

Dal punto di vista settoriale, il mercato risulta fortemente concentrato: circa l'85% dei controvalori è riconducibile ai comparti Telecom, Media & Tech (circa €3,8 miliardi), Industrial Markets (circa €2,5 miliardi) e Consumer Markets (circa €1,4 miliardi).

In particolare, il settore Telecom, Media & Tech si conferma il più dinamico in termini di controvalore, mentre i comparti Consumer e Industrial continuano a rappresentare il motore del mercato in termini di volumi.

In un contesto ancora complesso, il Private Equity mantiene un ruolo centrale, con 92 operazioni complessive (di cui 34 dirette) per un controvalore di circa €3,4 miliardi, confermandosi tra i principali driver dell'attività M&A.

Nonostante il rallentamento registrato nel primo trimestre, le prospettive per il 2026 restano nel complesso positive: la pipeline di operazioni annunciate ma non ancora finalizzate supera i €40 miliardi, sostenuta da importanti operazioni nei settori telecomunicazioni, energia, industriale e financial services.

Nel complesso, il primo trimestre 2026 evidenzia un mercato M&A italiano temporaneamente in contrazione, ma resiliente, caratterizzato da maggiore selettività, forte rilevanza dei driver geopolitici e una pipeline significativa che potrebbe sostenere una ripresa nella seconda parte dell'anno.


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Performance finanziaria del Gruppo

Il conto economico, per il periodo chiuso al 31 marzo 2026, ha registrato un utile netto consolidato pari a €4,6 milioni circa, in lieve diminuzione rispetto lo stesso periodo del 2025 (€4,7 milioni).

I ricavi netti dei primi tre mesi 2026 sono stati pari a €25 milioni, che si confrontano con €23,4 milioni registrati nello stesso periodo del 2025, in aumento del 7%.

Nella tabella seguente viene riportata l'evoluzione trimestrale dei ricavi netti, per area di business.

Evoluzione trimestrale dei ricavi

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Global Markets

Focus sul settore dei mercati finanziari

Politica monetaria

Nel corso del primo trimestre 2026, le politiche monetarie nelle principali economie avanzate hanno continuato ad essere fortemente influenzate dall'elevata incertezza macroeconomica e geopolitica, nonché dalle dinamiche dell'inflazione, tornate a risentire del rialzo dei prezzi energetici connesso al conflitto in Medio Oriente.

In area euro, il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse ufficiali anche nella riunione di marzo 2026, sottolineando un approccio prudente e data-dependent e monitorando attentamente gli effetti del contesto internazionale sulle prospettive di inflazione. Le proiezioni indicano una crescita economica moderata e un'inflazione in aumento nel 2026 (intorno al 2,6%), con rischi orientati al rialzo nel breve termine per effetto dei rincari energetici.

Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di riferimento nel primo trimestre 2026 nell'intervallo 3,5%-3,75%, dopo i tagli effettuati nel 2025, in un contesto di inflazione in risalita (anche per effetto della componente energetica) e di attività economica ancora resiliente ma con segnali di rallentamento. Le proiezioni dei membri del FOMC indicano la possibilità di un ulteriore contenuto allentamento monetario nel corso del 2026, mentre le aspettative di mercato risultano più caute.

Nel corso del primo trimestre 2026, i rendimenti dei titoli di Stato dell'area dell'euro hanno registrato un'inversione di tendenza rispetto al 2025, tornando a crescere in un contesto di maggiore incertezza macroeconomica e geopolitica. Come


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descritto nei precedenti paragrafi, il conflitto in Medio Oriente e il conseguente aumento delle aspettative di inflazione, legato in particolare al rialzo dei prezzi energetici, hanno determinato un incremento dei rendimenti sovrani e dei premi per il rischio nelle principali economie avanzate.

In tale contesto, dopo la fase di relativa stabilità osservata a inizio anno, i rendimenti dei titoli decennali dell'area euro si sono portati su livelli superiori rispetto alla fine del 2025, riflettendo anche attese di condizioni finanziarie più restrittive nel breve termine.

In Italia, il rendimento dei titoli pubblici decennali ha seguito una dinamica analoga, mostrando un incremento nel primo trimestre 2026 in linea con l'andamento degli altri paesi dell'area euro. Dall'inizio di marzo il differenziale tra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi a dieci anni è risalito a 79 punti base. Anche i differenziali di rendimento tra i titoli sovrani degli altri principali paesi dell'area e il Bund tedesco si sono ampliati.

L'aumento dei rendimenti riflette principalmente il rialzo dei tassi di mercato e dei premi per il rischio associati all'accresciuta incertezza internazionale.

La volatilità sui mercati obbligazionari è aumentata nei primi mesi del 2026, in linea con il deterioramento del contesto internazionale e con le tensioni sui mercati energetici e finanziari. Le condizioni di liquidità sono peggiorate nei tre maggiori mercati dei titoli pubblici.

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Fonte: L'SEIS, elaborazioni su dati Bloomberg e Trastewski, L'utente dato al sferisco al 15 aprile 2026, quando non altrimenti specificato.
(1) DAT: obligatorio assimilabile da Tideor. Per la metodologia di calcolo dell'Indice, dit. R. Poli e M. Tialoga, A composite indicator of sovereign bond market liquidity in the euro area, Banca d'Italia, Quadroni di economia e finanza, 663, 2021.

Negli Stati Uniti, i rendimenti dei titoli decennali hanno registrato un incremento nel primo trimestre 2026, in controtendenza rispetto alla dinamica osservata nel 2025, riflettendo il rialzo delle aspettative di inflazione e un generale irrigidimento delle condizioni finanziarie. Il contesto di elevata incertezza geopolitica ha inoltre contribuito ad accrescere i premi per il rischio lungo tutta la curva dei rendimenti, con un appiattimento della stessa dovuto a un aumento più marcato dei tassi a breve termine.

In Giappone, i rendimenti dei titoli di

Stato hanno anch'essi mostrato una tendenza al rialzo nei primi mesi del 2026, in linea con l'andamento delle principali economie avanzate e con il generale incremento dei rendimenti sovrani a livello globale. La Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi di riferimento (pari allo 0,75%), confermando un orientamento di politica monetaria ancora prudente.

Nel corso del primo trimestre del 2026, l'inflazione nell'area dell'euro ha invertito la tendenza alla discesa osservata nel 2025, tornando ad aumentare a seguito del rialzo dei prezzi energetici legato al contesto geopolitico internazionale. In marzo, l'inflazione al consumo sui dodici mesi si è attestata al 2,6%, in aumento rispetto all'1,9% registrato in febbraio.

L'inflazione di fondo, che esclude i beni alimentari ed energetici, si è mantenuta su livelli moderati, attestandosi al 2,3%, in lieve diminuzione rispetto ai mesi precedenti, riflettendo il calo sia della componente dei servizi (al 3,2%) sia dei beni industriali non energetici (allo 0,5%).

Fra le componenti più volatili, l'inflazione dei beni alimentari si è collocata intorno al 2,4%, mentre i prezzi dei beni energetici hanno registrato un marcato incremento, passando da valori negativi (-3,1%) a una crescita positiva pari a circa il 5,1%, trainata principalmente dall'aumento dei carburanti.

Nei principali paesi europei, l'andamento dell'inflazione risulta eterogeneo ma complessivamente in aumento: in marzo 2026 si registra un'inflazione pari al 2,8% in Germania, al 2,0% in Francia e all'1,6% in Italia.

Secondo le più recenti proiezioni degli esperti della BCE, l'inflazione al consumo nell'area dell'euro si collocherebbe mediamente intorno al 2,6% nel 2026, per poi stabilizzarsi intorno all'obiettivo del 2% nel biennio successivo, pur in presenza di rischi al rialzo legati all'evoluzione dei prezzi energetici e al contesto internazionale.

Negli Stati Uniti, nel primo trimestre 2026 l'inflazione al consumo è tornata ad aumentare, attestandosi al 3,3% in marzo (dal 2,4% di febbraio), principalmente per effetto della componente energetica, mentre l'inflazione di fondo ha registrato un incremento più contenuto. Nel Regno Unito, l'inflazione si è mantenuta su livelli relativamente stabili, attestandosi intorno al 3,0% in febbraio, mentre in Giappone si è osservata una moderazione, con un tasso pari a circa l'1,3%, in diminuzione rispetto ai mesi.


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Il conflitto in Medio Oriente ha determinato un significativo aumento dei prezzi di petrolio e gas, contribuendo a riaccendere le pressioni inflazionistiche e a rendere più incerto il percorso di rientro dell'inflazione nel medio termine.

Mercati finanziari

Nel corso del primo trimestre 2026, i mercati finanziari internazionali hanno mostrato un aumento della volatilità rispetto alla seconda parte del 2025, riflettendo il deterioramento del contesto geopolitico e l'accresciuta incertezza sulle prospettive macroeconomiche. In particolare, il conflitto in Medio Oriente ha determinato un aumento dei rendimenti sovrani, un ampliamento dei premi per il rischio e una correzione dei principali listini azionari, interrompendo la dinamica positiva osservata nel 2025.

Negli Stati Uniti, dopo aver raggiunto livelli elevati nel corso del 2025, i mercati azionari hanno mostrato segnali di debolezza nei primi mesi del 2026, con una flessione dei corsi a seguito dell'aumento dell'incertezza e del ridimensionamento delle aspettative di redditività, in particolare nel comparto tecnologico legato all'intelligenza artificiale. Rimane tuttavia sostenuta la dinamica dei titoli legati alle infrastrutture digitali e ai data center. Anche negli altri principali mercati avanzati si è osservata una dinamica simile: dopo un andamento favorevole tra gennaio e febbraio, i corsi azionari hanno registrato un calo generalizzato con l'intensificarsi delle tensioni geopolitiche, per poi mostrare un parziale recupero in seguito all'annuncio temporaneo di una tregua.

Sul fronte valutario, il dollaro statunitense si è rafforzato nei confronti delle principali valute, tornando a svolgere il ruolo di valuta rifugio in un contesto di maggiore avversione al rischio; in particolare, si è apprezzato di circa l'1% nei confronti dell'euro dall'inizio del conflitto. Per quanto riguarda le materie prime, i prezzi del petrolio Brent hanno registrato un significativo aumento, raggiungendo livelli prossimi ai 110 dollari al barile all'inizio di marzo, per poi ridimensionarsi temporaneamente intorno ai 95 dollari a seguito dell'annuncio di una tregua, pur rimanendo su livelli elevati e caratterizzati da forte volatilità. Analogamente, i prezzi del gas naturale europeo (TTF) sono aumentati sensibilmente, passando da circa 30 €/MWh a valori prossimi ai 60 €/MWh, per poi ridursi parzialmente intorno ai 45 €/MWh, evidenziando comunque un marcato incremento rispetto ai livelli di fine 2025.

Nel corso del primo trimestre 2026, i mercati azionari dell'area dell'euro — e in particolare quello italiano — hanno mostrato un andamento più debole e volatile rispetto alla seconda parte del 2025. Dopo una fase iniziale relativamente positiva tra gennaio e febbraio, i corsi azionari hanno registrato una flessione a partire da marzo, in concomitanza con l'acuirsi delle tensioni geopolitiche e il deterioramento delle prospettive macroeconomiche.

In termini quantitativi, i principali indici europei hanno evidenziato una correzione rispetto ai massimi di inizio anno: l'indice Euro Stoxx 50 ha registrato una flessione nell'ordine di circa -3% / -5% nel corso del trimestre, mentre il FTSE MIB italiano ha mostrato una dinamica analoga, con variazioni comprese tra -2% e -4%, riflettendo una volatilità più elevata ma complessivamente in linea con gli altri mercati dell'area euro.

La correzione ha riflesso l'aumento dell'avversione al rischio, il rialzo dei rendimenti obbligazionari e il ridimensionamento delle aspettative di crescita degli utili.

Nel complesso, tutti i principali listini azionari hanno subito un calo dall'avvio del conflitto in Medio Oriente, per poi mostrare un parziale recupero in seguito all'annuncio temporaneo di una tregua, pur rimanendo su livelli inferiori rispetto ai massimi precedenti.

A livello settoriale, i comparti più esposti al ciclo economico e al commercio internazionale hanno mostrato una maggiore debolezza, mentre i segmenti legati alle infrastrutture digitali e alla produzione di hardware hanno evidenziato una maggiore resilienza. Il settore finanziario ha mostrato una tenuta relativamente migliore rispetto ad altri comparti ciclici, pur risentendo dell'aumento della volatilità dei mercati.

In Italia, il FTSE MIB, dopo la forte crescita registrata nel 2025, ha mostrato un andamento più volatile nel primo trimestre 2026, con una correzione rispetto ai massimi di inizio anno e variazioni complessivamente comprese tra circa -2% e -4% nel periodo, in linea con gli altri principali listini. La dinamica riflette l'aumento dell'avversione al rischio, il rialzo dei rendimenti obbligazionari e il deterioramento del contesto macroeconomico e geopolitico.

A livello settoriale, i titoli bancari hanno mostrato una relativa resilienza rispetto al mercato complessivo, pur risentendo dell'aumento della volatilità e del contesto di tassi più incerti; i comparti industriali e ciclici hanno invece evidenziato una maggiore debolezza, in linea con il rallentamento delle prospettive di crescita globale.

Nel primo trimestre 2026, i flussi di investimento di portafoglio riflettono un contesto caratterizzato da maggiore incertezza finanziaria e geopolitica, con dinamiche più caute rispetto al 2025. L'aumento dei rendimenti e dei premi per il rischio ha influenzato le decisioni di allocazione degli investitori, determinando una maggiore volatilità nei flussi di capitale e una parziale ricomposizione dei portafogli.


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Gli investitori esteri hanno continuato a mostrare interesse per i titoli dell'area dell'euro, sebbene in un contesto di condizioni finanziarie più restrittive, mentre gli operatori domestici hanno mantenuto una diversificazione internazionale dei propri investimenti, in linea con le tendenze osservate nell'anno precedente.

La trasmissione della politica monetaria ai tassi bancari è proseguita anche nei primi mesi del 2026. Dopo una fase di stabilizzazione nella seconda parte del 2025, i tassi sui prestiti hanno mostrato segnali di lieve incremento. Tra novembre 2025 e febbraio 2026, il costo dei prestiti alle imprese è rimasto sostanzialmente stabile, mentre quello dei mutui alle famiglie è leggermente aumentato; in prospettiva, ulteriori pressioni al rialzo potrebbero derivare dal persistere di condizioni finanziarie più tese.

L'andamento dei finanziamenti alle società non finanziarie ha evidenziato una dinamica ancora debole, riflettendo una domanda contenuta e un leggero irrigidimento dei criteri di offerta da parte delle banche, legato all'aumento dei rischi percepiti. I finanziamenti alle famiglie hanno invece continuato a crescere moderatamente, sostenuti principalmente dai mutui per l'acquisto di abitazioni.

Nel primo trimestre 2026, le emissioni obbligazionarie societarie hanno mostrato una dinamica più contenuta rispetto al 2025, risentendo del peggioramento delle condizioni finanziarie e dell'aumento della volatilità sui mercati. Il rialzo dei rendimenti e dei premi per il rischio ha determinato un contesto meno favorevole per il ricorso al mercato obbligazionario, pur senza interrompere completamente l'accesso delle imprese, in particolare quelle con merito di credito più elevato.

Posizionamento di mercato

Sulla base della consueta analisi statistica condotta da AMF Italia, nel 2026, la controllata Equita SIM ha registrato una quota di mercato in termini di controvalori intermediati sul mercato Euronext Milan in conto terzi pari a 7,5% (4° posto overall e 1° broker indipendente), sul totale dei volumi scambiati sul mercato Euronext Milan – azioni, che segna volumi sostanzialmente allineati per la Società rispetto allo stesso periodo del 2025 ma in un contesto di generale crescita dei volumi del mercato del +16,8%.

Per quanto riguarda i controvalori delle obbligazioni intermediate (mercati MOT, EUROMOT, EuroTLX e Vorvel), il mercato ha registrato una contrazione, anno su anno, del 13,5%, mentre Equita ha segnato una riduzione dei controvalori intermediati del 12%.

Performance economica

Nel primo trimestre 2026, i Ricavi Netti generati dalle attività di Trading che costituiscono il Global Markets, ammontano a €15,1 milioni leggera contrazione rispetto a quanto registrato nello stesso trimestre del 2025 (-4%).

All'interno del Global Markets, i ricavi generati con clientela hanno segnato una crescita del 43% rispetto a marzo 2025 mentre il Trading Direzionale ha risentito della decisione del desk di proprietà di adottare un approccio più conservativo in alcune fasi di mercato particolarmente incerte a causa del perdurare della crisi geopolitica a livello globale, a differenza di quanto accaduto nel corso del 2025, dove la volatilità e la presenza di un numero significativo di special events aveva invece portato il team ad investire con più regolarità e a registrare il miglior risultato di sempre, nonostante il livello di rischio sempre limitato.

Di seguito si riporta l'analisi per prodotto – mercato del Global Markets.

Sales and Trading

I ricavi netti del Sales & trading del primo trimestre 2026 si sono attestati ad € 7,4 milioni in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+16%).

Tale performance è stata trainata, sia dal segmento Institutional che da Retail Hub, dove i secondi hanno registrato un incremento dei volumi intermediati che ha compensato la riduzione di quelli registrati dai primi.

Client Driven & Market Making

I prodotti gestiti dai desk di proprietà ma di tipo Client Driven & Market Making, hanno proseguito nella strategia di consolidamento del business, chiudendo a marzo 2026 con ricavi netti pari a €7,4 milioni in deciso aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale risultato ha visto una particolare dinamicità sui prodotti Equity, MM obbligazionario e derivatives.


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In termini di strumenti quotati come Specialist - liquidity provider, Equita quota oltre 3.400 strumenti. La controllata ha agito come market maker per le obbligazioni societarie, i certificati e altri strumenti quotati sui mercati MOT, SeDeX, EuroTLX, Vorvel e Hi-Cert.

Equita ha altresì svolto il ruolo di operatore incaricato per conto di 6 SGR all'interno del mercato dei fondi aperti.

Trading Direzionale

Come descritto in precedenza, il primo trimestre 2026 ha visto un quadro finanziario caratterizzato da una forte dicotomia tra un contesto geopolitico e macroeconomico complesso e l'inattesa resilienza dei mercati. I conflitti ai confini europei e in Medio Oriente, le iniziative dell'amministrazione americana e le incertezze economiche che attraversa il mercato europeo hanno dipinto un quadro complesso in cui si è mosso il desk di trading direzionale.

I mercati hanno complessivamente mostrato una capacità di tenuta importante considerando le battute d'arresto registrate.

Da inizio anno, complessivamente, l'indice FTSE MIB ha registrato una lieve contrazione (-1.4%), i settori migliori sono stati: Tecnology (+16,4%) e basic materials (+19,2%). Hanno tenuto con una performance positiva anche le telecommunications (+7.3%), consumers (+6.2%), utilities (+5.5%) e industrial (+5.2%).

La volatilità dell'indice principale italiano è risultata fortemente dinamica, in particolare nel mese di marzo in cui si è mossa tra i 20% e il 30%. Nel trimestre in media il VIX è stato pari al 20%.

Nel risultato del portafoglio di proprietà rientrano anche gli interessi netti al costo ammortizzato (pari a €0,1 milioni) maturati sul portafoglio di investimento costituito a partire dal mese di settembre 2022.

Investment Banking

Il Gruppo offre una gamma completa di prodotti e servizi di Investment Banking, tra cui la consulenza nell'ambito di operazioni di Mergers & Acquisitions e le attività di Equity Capital Markets, Debt Capital Markets, Debt Advisory & Restructuring nonché servizi di Corporate Broking, principalmente rivolti a società quotate di medie e grandi dimensioni, società private domestiche, fondi di private equity e financial institutions. I principali concorrenti sono le divisioni di Investment Banking di banche d'affari italiane o estere, le c.d. boutique di M&A nonché i dipartimenti di corporate finance delle società di consulenza e di revisione.

Focus sul settore dell'Investment Banking

Nei primi tre mesi del 2026 il mercato M&A in Italia è stato negativamente condizionato dal perdurare del clima di incertezza generato del contesto geopolitico e dallo scenario macroeconomico, registrando una significativa contrazione sia in termini di controvalore sia in termini di numero di operazioni concluse. Nello specifico, il controvalore complessivo si è ridotto di circa il 45%, passando da €16,7 miliardi nei primi tre mesi del 2025 a €9,1 miliardi nello stesso periodo del 2026, guidato dalla presenza di "grandi deal", con 3 operazioni di valore superiore al miliardo di euro (erano state 4 nello stesso periodo del 2025). Nella stessa direzione, il numero di operazioni ha evidenziato una flessione di circa il 25%, da 414 a 311 operazioni (Fonte: KPMG).

Le operazioni di Equity Capital Markets in Italia continuano ad evidenziare segnali di debolezza, registrando una contrazione sia nel numero di operazioni concluse sia nel relativo controvalore complessivo. In particolare, il numero delle operazioni è passato da 8 nel primo trimestre 2025 a 6 nello stesso periodo del 2026, mentre il controvalore complessivo ha subito una flessione ancor più significativa, diminuendo da €4,5 miliardi nel primo trimestre del 2025 a €0,8 miliardi nei primi tre mesi del 2026. Nel primo trimestre 2026, tutte le operazioni concluse sono riconducibili ad Accelerated Bookbuilding. Permane, dunque, la chiusura del mercato delle IPO, senza operazioni realizzate né sul mercato principale Euronext Milan e né sul mercato Euronext Growth Milan nei primi tre mesi del 2026 (Fonte: elaborazioni Equita su dati Dealogic).

Infine, le operazioni di Debt Capital Markets realizzate sul mercato italiano nel primo trimestre 2026, con specifico riferimento all'emissione di prestiti obbligazionari di emittenti corporate, hanno registrato una flessione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da un controvalore di €13,6 miliardi e 24 operazioni nel primo trimestre 2025 a €8,0 miliardi e 14 operazioni nel primo trimestre 2026 (Fonte: elaborazioni Equita su dati BondRadar).


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Posizionamento di mercato

Mergers and Acquisitions

Nell'ambito delle attività di Merger & Acquisitions, nel primo trimestre 2026 Equita, anche per il tramite della controllata Equita Mid Cap Advisory, ha svolto il ruolo di consulente finanziario degli Azionisti di Risparmio di TIM nell'ambito della conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie della società, il ruolo di consulente finanziario dei Consiglieri Indipendenti di Banca Sistema nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Banca CF+, il ruolo di consulente finanziario di Intertraco nell'ambito dell'acquisizione di una quota di maggioranza del capitale sociale di FLEXIN Group, il ruolo di consulente finanziario di One Equity Partners nell'ambito dell'acquisizione della quota di maggioranza del capitale sociale di Digital Value detenuta dall'azionista DV Holding, il ruolo di consulente finanziario di ENI per il rilascio di una fairness opinion nell'ambito dell'operazione di aumento di capitale di Ares Alternative Credit Management in Plenitude. Inoltre, dopo il 31 Marzo 2026, Equita ha svolto il ruolo di consulente finanziario di Strategica Group nell'operazione di vendita a Oneltalia Alliance e nel reinvestimento nella piattaforma.

Equity Capital Markets

Nel primo trimestre 2026, Equita ha svolto il ruolo di Joint Bookrunner nell'Accelerated Bookbuilding avente ad oggetto azioni d'Amico International Shipping, il ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto obbligatoria totalitaria promossa da Crane NXT Inspection e Tracking Technologies su azioni Antares Vision. Inoltre, dopo il 31 marzo 2026, Equita ha svolto il ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto parziale promossa da KKCG Group su azioni Ferretti, il ruolo di consulente finanziario e intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni nell'ambito dell'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Banco Desio su azioni Solutions Capital Management SIM, il ruolo di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni per l'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale avente ad oggetto azioni proprie Moltiply.

Debt Capital Markets e Debt Advisory

Per quanto riguarda le operazioni di Debt Capital Markets e Debt Advisory, nel primo trimestre 2026 Equita, anche per il tramite della controllata Equita Debt Advisory, ha svolto il ruolo di Joint Lead Manager per l'emissione del prestito obbligazionario Social Senior Preferred da €500 milioni emesso da Icrea Banca, il ruolo di Placement Agent e Joint Bookrunner per l'emissione del prestito obbligazionario Green Senior Unsecured (Euronext Milan Green Bond) da €300 milioni emesso da Alerion Clean Power, il ruolo di Sole Lead Manager & Sole Bookrunner per l'emissione del prestito obbligazionario Senior Preferred da €100 milioni emesso da Sparkasse - Cassa di Risparmio di Bolzano, il ruolo di Arranger e Lead Manager per la riapertura dell'emissione da €20 milioni del prestito obbligazionario Senior Unsecured emesso da Generalfinance nel 2025. Tra le operazioni di maggior rilievo del trimestre, svolte dalla controllata Equita Debt Advisory, in qualità di advisor finanziario si menzionano:

  • Falkensteiner per l'individuazione e la raccolta dei fondi necessari all'acquisizione di una struttura alberghiera;
  • Umbria Aerospace Systems nell'attività di ricerca di nuovo financing per lo sviluppo del piano industriale della società;
  • Komfin Italia srl nell'ambito dell'emissione della prima tranche del prestito obbligazionario di 10 milioni di euro.

Corporate Broking e Specialist

L'attività di Corporate Broking continua a rappresentare un'area strategica, soprattutto in termini di cross-selling e cross-fertilization di altri prodotti e servizi di Investment Banking. Nel corso del primo trimestre 2026, il numero di mandati di Corporate Broker e di Specialist non ha subito sostanziali modifiche.

Performance economica

Nei primi tre mesi del 2026 l'area di Investment Banking di Equita ha registrato ricavi netti per €7,2 milioni, in aumento del 35% da €5,4 milioni del primo trimestre 2025.


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Alternative Asset Management

Focus sul settore dell'alternative asset management

In base alla Mappa mensile al 31 marzo 2026 pubblicata da Assogestioni, il mercato italiano del risparmio gestito evidenzia un patrimonio totale che si assesta a quota euro 2.608 miliardi in diminuzione di circa euro 28 miliardi rispetto a euro 2.628 miliardi rilevati a dicembre 2025.

Al 31 marzo 2026, il saldo provvisorio della raccolta netta del risparmio gestito da inizio anno risulta negativo per 6,5 miliardi.

In particolare, le gestioni collettive registrano una raccolta netta negativa da inizio anno pari a circa euro 0,4 miliardi, registrando un forte outflow nel mese di marzo (-euro 3,1 miliardi).

Le gestioni di portafoglio registrano una raccolta negativa pari a circa euro 6,1 miliardi, con andamenti contrapposti tra retail e istituzionale.

Posizionamento di mercato

Nella tabella seguente si riporta il riepilogo degli asset in gestione dall'area Alternative Asset Management.

AUM IN GESTIONE

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  • Agli AUM esposti, si aggiungono masse per €310 milioni relative ad un contratto di consulenza.

Nei paragrafi successivi vengono esposte le principali iniziative di business realizzate nei primi tre mesi del 2026.

Portfolio Management

A fine marzo 2026 gli asset del portfolio management sono pari a €427 milioni, in aumento rispetto ai €419 milioni di fine 2025 (a cui si aggiungevano 28 milioni ascrivibili all'attività di advisory) perché il marginale effetto negativo della performance (Stoxx600 -1.6%, FTSEMIB -1.4%) è stato nettamente compensato da significativi inflows sulle gestioni patrimoniali, che stimiamo in circa €40 milioni.


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Nel primo trimestre 2026, spicca in particolare il contributo della linea Europe High Dividend Top Selection (EHD), lanciata nel marzo del 2025, che ha raccolto €23 milioni, mentre le tre linee storiche in aggregato hanno registrato nuovi flussi netti pari a €18 milioni. Da segnalare anche flussi positivi per €3 milioni relativi a nuove polizze sottoscritte nel trimestre.

Alle masse in delega di gestione si è aggiunto da inizio gennaio un contratto di consulenza relativo al patrimonio di un'importante fondazione bancaria. Questo nuovo contratto ha compensato il venir meno di un servizio di consulenza relativo ad una linea azionaria europea con una banca che è stata oggetto di acquisizione ed è stato internalizzato.

Il team gestisce in delega quattro GPM a benchmark e tre fondi interni sottostanti le polizze vita di una compagnia europea. Nell'ambito della consulenza, come segnalato in precedenza, è operativo un nuovo contratto di advisory sul patrimonio di una fondazione di origine bancaria.

Le performance realizzate nel primo trimestre del 2026 sono state nel complesso negative, ma non tali da generare un impatto avverso sulla clientela soprattutto se valutate considerando la complessità dello scenario di riferimento e la volatilità generata dai noti eventi geopolitici. Da segnalare che, grazie al recupero dei mercati, a metà aprile tre delle quattro linee sono positive in assoluto e la performance relativa è ulteriormente migliorata.

La performance lorda media delle quattro GPM, ponderata per gli AUM, è stata negativa in termini assoluti (-2.82%) ma migliore di quella del benchmark (+54 bps) grazie al contributo positivo della linea focalizzata sulle Blue Chip (Italy Top Selection - ITS) e di quella Bilanciata (Opportunity Top Selection - OPP) che hanno più che compensato la debolezza della linea dedicate alle Mid Small Cap (Mid Small Top Selection - MS) e della linea con focus sull'Europa (EHD).

Le linee ITS e OPP hanno beneficiato del sovrappeso sui petroliferi ed alcune scelte di stock picking quali Unipol, Technoprobe, Lottomatica, SOL e BPER banca. La linea MS ha risentito del sovrappeso su alcuni titoli sotto pressione quali Kion, Interpump, Reply, De' Longhi e Buzzi. La linea EHD è stata penalizzata da alcune scelte di stock picking poco fortunate quali Novo Nordisk, Airbus, Kering e Fineco.

Le polizze vita hanno chiuso il trimestre con performance netta leggermente positiva (+0.7% per la linea Medium Risk e +1.3% per la linea High Risk), grazie al contributo dei petroliferi, di Agnico Eagle Mines, Franco Nevada e UBS. Le performance delle polizze sono da considerarsi apprezzabili perché sono state in grado di difendere il portafoglio dei clienti anche in uno scenario di mercato particolarmente sfidante.

Per quanto riguarda la consulenza alla fondazione in questa fase iniziale ci siamo concentrati sulla razionalizzazione delle posizioni in un'ottica di medio termine e sull'analisi di alcune proposte di investimento giunte alla fondazione stessa.

Private Debt

Nel corso del primo trimestre del 2026 il Team di gestione ha continuato a concentrarsi sulla raccolta del fondo EPD III, sull'analisi delle nuove opportunità di investimento, sulle potenziali strategie di disinvestimento e sul monitoraggio degli investimenti in essere.

Nel dettaglio il Fondo EPDIII ha perfezionato il suo quinto investimento pari a 16 milioni di euro nella società NPO Torino, un system integrator IT; l'investimento si è concluso nel mese di febbraio. In data 11 marzo, inoltre, il Fondo ha raggiunto un ulteriore closing chiudendo con commitment totali pari a circa 167 milioni di euro.

Con riferimento al fondo EPD II, a marzo 2026 il Fondo ha rimborsato circa 2,6 milioni di euro, che si aggiungono ai 126 milioni di euro di rimborsi complessivi (pari a 54% sul totale investito) relativi alla liquidità disponibile derivante dagli investimenti in essere.

Per quanto riguarda il fondo EPD, il Team di gestione ha proseguito con le attività di monitoraggio e la strategia di valorizzazione del portafoglio esistente in un'ottica di liquidazione del portafoglio.


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COMPOSIZIONE DEGLI INVESTIMENTI

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COMPOSIZIONE DEGLI INVESTITORI

Private Equity

Nel corso del primo trimestre del 2026, il team ha proseguito le attività di investimento del fondo Equita Smart Capital – ELTIF in linea con la strategia di investimento per le diverse asset class (private equity, public equity e public debt) e coerentemente con quanto deliberato dall'Investment Committee del Fondo.

Il portafoglio è attualmente composto da sei investimenti di private equity, di cui due chiusi nel 2022, uno nel 2023, due nel 2024 e uno nel 2025, dodici posizioni in titoli di public equity, che rappresentano al 31 marzo 2026 oltre il 21% del totale delle attività, e diversi investimenti di tesoreria in titoli obbligazionari di stato e corporate quotati. Si ricorda che con il sesto investimento di private equity concluso ad aprile 2025 si è raggiunta la soglia di circa il 60% del totale delle risorse finanziarie disponibili in investimenti nel Private Equity.

La SGR ha, inoltre, deliberato l'estensione del Periodo di Investimento (come definito nell'ambito del Regolamento di Gestione) del Fondo, inizialmente previsto sino al 15 novembre 2025, per un ulteriore periodo di 12 mesi, e quindi sino al 15 novembre 2026, senza prorogare la durata del Fondo stesso.

Con riferimento alle attività, il team sta attualmente lavorando con attenzione sull'analisi ed approfondimento di un paio di opportunità di investimento. In particolare, con riferimento ad una società-target attiva nella produzione e commercializzazione di schermature solari, sono in corso di svolgimento, in esclusiva, le attività di due diligence traguardano un possibile nuovo investimento entro il primo semestre 2026.

Infrastructure

Nel corso del primo trimestre 2026 è proseguita l'attività di deployment su iniziative nei settori eolico, fotovoltaico e biometano. Le attività relative ai progetti eolici hanno visto i closing relativi a due SPV per un totale complessivo di circa 48 MWp. In parallelo sono proseguite le attività di M&A in relazione a due progetti fotovoltaici rispettivamente di 90 MWp e di 28 MWp. Infine, è proseguita anche la negoziazione per l'acquisizione di un progetto di biometano da 500 smc/h.

Il team ha focalizzato la sua attività su:

  • eolico: relativamente ai progetti eolici situati rispettivamente in Campania e in Basilicata, a fine febbraio sono stati completati i closing con l'acquisizione di una prima tranche di quote su entrambe le società target. A regime si prevede di investire in questi progetti complessivamente €18 milioni;
  • fotovoltaico: è proseguita la negoziazione dello SPA per il progetto avviato in provincia di Novara, ormai alle battute finali. Il processo è stato rallentato a causa della necessità di attendere l'emissione da parte del TSO della versione definitiva della soluzione di connessione dell'impianto alla rete elettrica nazionale, che permetterà di avere una migliore visibilità sulla data di COD dell'impianto, attualmente ipotizzata per il primo semestre 2028. L'investimento previsto sarà tra €22 e €24 milioni a regime.

Per il progetto avviato in provincia di Viterbo, durante il primo trimestre è stata sostanzialmente definita la negoziazione dello SPA e si prevede che il closing per l'acquisizione del 100% delle quote del progetto avverrà entro la prima parte del mese di maggio 2026. L'investimento totale è previsto nell'ordine di €14 milioni, inclusi i costi di costruzione, con un IRR atteso intorno al 9%.

Per quanto riguarda il progetto Dominion, che prevede un portafoglio fotovoltaico composto da quattro impianti in Basilicata e Sicilia per una capacità complessiva di 74 MWp, per due dei quattro impianti, l'entrata in esercizio


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commerciale (COD) è prevista per i prossimi mesi del 2026. Per i restanti due, EGIF è in fase di verifica della struttura e dell'allocazione dei costi per finalizzare l'accordo con il venditore, condizione indispensabile per procedere al closing;

  • biometano: la negoziazione dello SPA di questo progetto è continuata e si ritiene sarà conclusa nel mese di aprile con un closing previsto entro la fine del mese di maggio. Il progetto ha acquisito ulteriore valore in quanto il contributo a fondo perduto per il 40% dei costi di costruzione è stato nuovamente reso disponibile grazie ad una modifica normativa relativa all'utilizzo dei Fondi PNRR. Si prevede che il progetto dovrebbe essere in grado di ricevere circa €6 milioni a fondo perduto. L'investimento atteso per EGIF è in corso di definizione ma dovrebbe aggirarsi intorno ad €6 milioni.

Performance economica

L'Alternative Asset Management, nel corso del periodo, ha registrato ricavi netti per €2,7 milioni circa in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+14%).

Analizzando le performance per prodotto, il Portfolio Management, ha registrato ricavi netti in aumento (+36%) rispetto allo stesso periodo del 2025 grazie al contributo della gestione patrimoniale Credem Europe High Dividend Top Selection.

Il Private Debt Management ha visto i ricavi netti aumentare del 13% (€1,4 milioni al 31 marzo 2026 rispetto a €1,3 milioni al 31 marzo 2025), in particolar modo grazie al fondo Equita Private Debt III, che ha completato due closing nel corso dei primi tre mesi del 2026 contribuendo con commissioni attive per oltre €0,5 milioni. Anche il fondo Equita Private Debt II ha contribuito all'ottimo risultato di periodo apportando commissioni per circa €0,4 milioni. A tali commissioni si aggiungono plusvalenze per €0,5 milioni.

Il Private Equity Management ha registrato commissioni pari a €0,29 milioni, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Fondo Equita Smart Capital – ELTIF ha una dotazione di circa €98.5 milioni. Il team è impegnato nella continua ricerca di nuove opportunità di investimento per lo sviluppo della pipeline e nel costante presidio degli investimenti in portafoglio proseguendo nel percorso di valorizzazione delle società partecipate in preparazione dei futuri disinvestimenti.

Il team Green Infrastructure Management ha generato commissioni per €0,46 milioni, in leggera diminuzione (-6%) rispetto a quanto generato nel corso del primo trimestre 2025.

Research Team

Nel primo trimestre 2026 il Research Team ha pubblicato circa 110 ricerche (studi monotematici e settoriali) oltre a una serie di prodotti di periodicità giornaliera, settimanale o mensile. Il team ha organizzato circa 20 incontri tra società quotate e investitori istituzionali. Il ruolo della ricerca finanziaria, in particolare nel segmento azionario, è fondamentale per la generazione di idee e proposte di allocazione degli investimenti a favore degli investitori istituzionali, italiani e internazionali.

Negli ultimi anni, il team di ricerca ha costantemente confermato il proprio posizionamento ai vertici delle principali classifiche di valutazione della qualità della ricerca stilate da Institutional Investor – Extel.

Risorse umane e spese per il personale

Nel corso dei primi tre mesi del 2026, il numero di risorse è passato da 203 di fine anno 2025 a 206, a cui si aggiungono n. 14 risorse in stage.

In termini di sostegno alla crescita professionale, il Gruppo offre una vasta gamma di corsi di sviluppo di soft skills e tecnici volti a mantenere elevato il livello di competenze e ad allargare il paniere di conoscenze. Il Gruppo è da sempre attivo con iniziative specifiche finalizzate a promuovere un ambiente di lavoro gratificante e confortevole.

Con riferimento al lavoro da remoto la percentuale di adesione a marzo 2026 era il 5%, in leggera diminuzione rispetto allo stesso mese del 2025 (pari al 6%).

Il costo del personale al 31 marzo 2026 si è attestato a € 12,2 milioni circa in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La componente fissa risulta in aumento del 9% per effetto di talune progressioni di carriera intervenute nel periodo.


Gruppo Equita | Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2026

La componente variabile risulta in aumento del 4% per effetto della rilevazione di maggiori ricavi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il comp/revenues ratio al 31 marzo 2026, aggiustato per i ricavi non attribuiti alle aree di business, ha chiuso al 49%, in linea con il dato del 31 marzo 2025.

Spese per la gestione

Nei primi tre mesi del 2026 le spese di gestione segnano un aumento del 14% (+€0,8 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2025 attestandosi a circa €6,1 milioni.

Le variazioni in aumento più consistenti sono dovute a maggiori spese di consulenza professionale relative la partnership commerciale con Icrea Banca e l'acquisizione del 100% della piattaforma Xenon Private Equity (+€0,4 milioni) e a maggiori Trading fees e costi di Infoproviding (+€0,1 milioni).

La voce dei costi di Information technology è in linea con l'importo dei primi tre mesi 2025 (€1,7 milioni).

Inoltre, tra i costi operativi sono incluse le spese per attività di sviluppo sociale, culturale e ambientale che nei tre mesi ammontavano a poco meno di €0,2 milioni circa.

Il cost/income ratio si attesta a 73%, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (pari a 72%).

Tassazione e utile

Le imposte sul reddito di periodo sono pari a €2 milioni, determinate sulla base dell'aliquota fiscale consolidata pari al 30,5% circa.

L'Utile Netto consolidato al 31 marzo 2026 ammonta a €4,6 milioni, in leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025 (-1%).


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Commento alle voci patrimoniali

(importi in euro/000) 31/03/2026 31/12/2025 Var. %
Cassa e disponibilità liquide 125.790 118.875 6%
Attività finanziarie valutate al FV con impatto a conto economico 101.656 100.979 1%
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 177.628 114.106 56%
Partecipazioni 628 628 (0%)
Attività materiali e immateriali 39.957 35.656 12%
Attività fiscali 2.676 2.845 (6%)
Altre attività 12.651 15.376 (18%)
Totale Attività 460.987 388.465 19%
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 215.855 184.906 17%
Passività finanziarie di negoziazione 68.075 35.035 94%
Passività fiscali 9.675 6.196 56%
Altre passività 40.793 40.397 1%
Trattamento di fine rapporto del personale 1.778 1.636 9%
Fondi per rischi e oneri 4.172 4.935 (15%)
Patrimonio netto 120.640 115.360 5%
Totale Passività 460.987 388.465 19%

La voce cassa e disponibilità liquide ammonta a €125,8 milioni in aumento del 6% rispetto al 31 dicembre 2025.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ammontano a €101,7 milioni, in leggero aumento rispetto al 31 dicembre 2025.

Nello specifico, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono pari a €81,7 milioni e risultano sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente.

Le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value, invece, hanno registrato un incremento del 4% attestandosi a €20 milioni e sono così composte:

  • obbligazione Sparta 60-Covisian pari ad €2,4 milioni (acquistata nel quarto trimestre 2019 per €11,1 milioni e disinvestita per l'87% nel corso del 2020). Nel periodo l'obbligazione ha generato €0,1 milioni di interessi PIK;
  • quote del fondo EPD I per €7,7 milioni, invariato rispetto al 31 dicembre 2025. Nel corso del periodo il fondo ha registrato una plusvalenza pari a €0,05 milioni;
  • quote del fondo EPD II per €5,7 milioni. Nel corso del periodo l'investimento ha registrato un incremento di €0,2 milioni generato da una plusvalenza di €0,2 milioni parzialmente compensati da distribuzioni nette di €0,07 milioni;
  • quote del fondo EPD III per €1,4 milioni. Nel periodo il fondo ha registrato un incremento dovuto a nuovi investimenti per € 0,5 milioni e da plusvalenze per €0,04 milioni;
  • quote del fondo EGIF per € 0,6 milioni. Nel periodo il fondo è rimasto sostanzialmente invariato;
  • quote del fondo ELTIF per € 1,4 milioni registrando una plusvalenza per €0,02 milioni;
  • investimento partecipativo in EQUITA Club Deal 1 – ECD 1 per €0,65 milioni;
  • investimento partecipativo in KF Economics per €0,02 milioni.

Le passività finanziarie di negoziazione si attestano a €68,1 milioni e registrano un forte aumento (+94%) dovuto a maggiori posizioni corte in strumenti derivati (+143%), in titoli di equity (+124%) e in titoli di debito (+11%).

La voce attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammonta a €177,6 milioni, in forte aumento (+56%) rispetto al 31 dicembre 2025. Tale incremento è ascrivibile per €43,5 milioni a maggiori crediti per esecuzione ordini, per €23,8 milioni agli asset connessi alle operazioni di prestito titoli, per €6,8 milioni a margini a garanzia depositati presso Cassa di Compensazione e Garanzia e per €1,4 milioni per maggiori crediti di gestione.

Si registra, invece, una variazione negativa per €6,7 milioni dei crediti per altri servizi, per €3,5 milioni dei crediti per consulenza, per €1 milione del portafoglio immobilizzato obbligazionario che nel corso del periodo ha generato interessi attivi lordi per €0,3 milioni e per €0,9 milioni per minori finanziamenti concessi a clienti per l'operatività in derivati.

La voce passività finanziarie valutate al costo ammortizzato ammonta a €215,9 milioni, in aumento di €30,9 milioni (+17%).


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La variazione è dovuta a maggiori debiti per operazioni da regolare con i clienti e da maggiori debiti per leasing per il rinnovo di un contratto di affitto locali della durata di 6 anni, solo in parte compensati da una riduzione dei debiti finanziari verso banche.

La voce partecipazioni non ha subito variazioni nel corso del periodo.

Le attività materiali e immateriali registrano un incremento di €4,3 milioni dovuto principalmente alla contabilizzazione del rinnovo di un contratto di affitto locali scaduto il 31 dicembre 2025 per un valore contabile di €4,7 milioni parzialmente compensato dal normale ciclo di ammortamento.

La voce attività fiscali comprende principalmente le imposte anticipate rilevate nel corso dell'esercizio e degli esercizi precedenti.

Le passività fiscali comprendono il fondo imposte al netto degli acconti versati e dei crediti d'imposta nonché l'imposta sulle transazioni finanziarie corrisposta all'Erario sulle negoziazioni di strumenti finanziari in conto proprio e per conto dei clienti.

La voce altre attività incorpora il credito acquistato da una primaria banca italiana connesso al "Superbonus 110%" per nominali €48,8 milioni circa. In particolare, a gennaio 2022 EQUITA SIM aveva ricevuto la citata somma di crediti sul suo cassetto fiscale che può essere usata in compensazione fiscale in quote di circa €10 milioni all'anno per cinque anni. EQUITA SIM ha un piano di rimborso del credito citato definito nel piano di ammortamento - costante - in 5 anni. In conformità alle disposizioni contabili, il credito è rappresentato tra le altre attività al costo.

Al 31 marzo 2026 il credito fiscale residuo ammonta ad €6,1 milioni.

Al netto di tale posta, la voce registra un incremento di €0,9 milioni dovuto principalmente a maggiori anticipi a fornitori e a crediti per tributi.

Le altre passività ammontano a €40,8 milioni ed incorporano il debito nei confronti della banca che ha ceduto il "Credito d'imposta per Super Bonus 110%" che al 31 marzo 2026 ammonta ad €9,6 milioni. Al netto di tale posta debitoria, la voce in esame aumenta di circa €0,4 milioni. Tale variazione è frutto del maggior debito verso enti previdenziali e verso l'erario, compensato dalla diminuzione del debito verso personale per la componente di retribuzione variabile liquidata.

La voce trattamento di fine rapporto del personale ("TFR") ammonta ad €1,8 milioni, in aumento (+9%) rispetto al 31 dicembre 2025 per effetto degli accantonamenti di periodo.

La voce fondi per rischi e oneri al 31 marzo 2026 risulta in diminuzione di circa €0,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2025 per effetto prevalentemente del pagamento del bonus differito maturato nel corso degli esercizi precedenti.

Il Capitale Sociale di EQUITA Group S.p.A. al 31 marzo 2026 ammonta a €12.108.543 (di cui €11.376.345 in sede di IPO), per n. 53.215.477 azioni senza indicazione del valore nominale.

Le azioni proprie al 31 marzo 2026 risultano pari a €2.112.565 invariate rispetto a dicembre 2025.

L'Utile Netto consolidato al 31 marzo 2026 ammonta ad €4.648.419.

Al 31 marzo 2026 il Return on Tangible Equity ("ROTE") è risultato intorno al 34% in diminuzione rispetto al dato di fine esercizio 2025 (40%).

Il IFR Ratio consolidato è pari a 3x, ampiamente al di sopra dei limiti prudenziali.

Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo

Dopo la data di chiusura del periodo non si sono verificati eventi significativi che inducano a rettificare le risultanze esposte nel resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2026.


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Le principali iniziative...

...di Business

EQUITA Green Impact Fund - EGIF investe nei parchi eolici di Castelpagano e Rapone

A febbraio 2026 EQUITA Green Impact Fund (EGIF), fondo infrastrutturale dedicato a investimenti in energie rinnovabili gestito da EQUITA Capital SGR e qualificato come articolo 9 della Direttiva SFDR, ha annunciato il perfezionamento di un nuovo investimento volto a realizzare due parchi eolici, rispettivamente nei comuni di Castelpagano in Campania e Rapone in Basilicata.

I progetti, della potenza complessiva di 53,6 MW (9 turbine) e già in fase ready-to-build, vedono l'unione d'intenti totale tra il partner finanziario EGIF, lo sviluppatore Cogein Energy e l'advisor MFZ Angels. I tre soggetti, infatti, sono tutti coinvolti quali soci e hanno l'obiettivo di lavorare in partnership per massimizzare il valore industriale e territoriale dell'operazione.

EGIF ha infatti acquisito una quota di minoranza delle SPV (Special Purpose Vehicle) e si è impegnato a sostenere l'intero fabbisogno finanziario per la costruzione dei parchi eolici mediante un finanziamento soci in modalità debito mezzanino. Cogein Energy, invece, ha mantenuto la maggioranza delle SPV e assicurerà la continuità operativa e la profonda conoscenza del territorio maturata in oltre dieci anni di sviluppo. MFZ Angels, infine, ha partecipato attivamente all'operazione sottoscrivendo una quota del 5% delle SPV, trasformando così il ruolo tradizionale dell'advisor in quello di partner vero e proprio.

Per EGIF, la struttura dell'operazione presenta uno scenario di rischi fortemente mitigato, grazie alla presenza dello sviluppatore come socio di maggioranza e dell'advisor come co-investitore, fattori che garantiscono totale allineamento degli interessi sotto il profilo industriale del progetto.

EQUITA rafforza le attività di Alternative Asset Management entrando in partnership con Xenon Private Equity

EQUITA ha annunciato di aver firmato un accordo vincolante per integrare nel proprio gruppo Xenon Private Equity ("Xenon"), un primario gestore indipendente di fondi alternativi di private equity, con più di 30 anni di storia, un team di oltre 20 professionisti ed oltre €1 miliardo di asset in gestione suddiviso in tre differenti strategie – "Flagship", "Small Cap" ed "Impact" – a seconda dei settori coperti, del ticket medio d'investimento e del tipo di progetto di sviluppo.

Il focus comune delle tre strategie è sulle società di medio-piccole dimensioni, attive in diversi ambiti dello specialized manufacturing e dei servizi B2B, con un approccio effettivo di co-ownership con l'imprenditore e i manager, volto alla creazione di piattaforme strutturate con una intensa attività di M&A.

Xenon vanta un track-record di assoluto successo che è andato consolidandosi nel tempo e che ha visto il team di gestione registrare, negli ultimi 15 anni, un Multiple on Invested Capital (MOIC) medio pari a circa il 3,0x sui disinvestimenti e un Internal Rate of Return (IRR) lordo superiore al 50%, performance che si posizionano nel primo decile per i tre fondi più recenti in gestione.

Tali risultati hanno portato negli anni ad una diversificazione significativa della base investitori, soprattutto all'estero, che oggi rappresenta più del 75% del totale dei commitments raccolti.

La partnership tra EQUITA e Xenon presenta dunque diversi punti di forza: in primis, la complementarità tra asset class e base investitori, dove l'expertise di EQUITA Capital SGR nel private debt, fondi infrastrutturali, strategia ELTIF e gestioni patrimoniali sull'azionario andranno a combinarsi con quella di Xenon nel mondo del private equity. Le solide relazioni di EQUITA con primari investitori istituzionali domestici e i rapporti consolidati di Xenon in vari mercati europei e nordamericani permetteranno di generare potenziali opportunità di cross-selling nella raccolta di nuovi prodotti.

Per effetto della partnership, gli asset in gestione del Gruppo EQUITA raddoppieranno – da €1 miliardo a €2 miliardi – e le management fees annuali su base pro-forma triplicheranno già dal 2026 – da €9 a più di €30 milioni. Aumenterà così il peso dei ricavi della divisione Alternative Asset Management, al 25% circa dei ricavi consolidati di Gruppo derivanti da attività con i clienti, incrementando in modo significativo la componente ricorrente dei ricavi del Gruppo.

Gli accordi sottoscritti prevedono l'acquisto da parte di EQUITA del 100% del capitale sociale di Xenon AIFM S.A. e Xenon GP S.a.r.l., il diritto a sottoscrivere il 20% delle azioni B dei fondi Xenon attualmente in fase di investimento ed il diritto a sottoscrivere il 20% delle azioni B dei fondi che verranno raccolti in futuro alle stesse condizioni del management (complessivamente, l'"Operazione").


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Il corrispettivo per l'Operazione – Class B shares incluse – sarà pari a €70,0 milioni, di cui fino a €35 milioni da corrispondere per cassa e la restante parte in azioni EQUITA di nuova emissione derivanti da un aumento di capitale riservato, da sottoscriversi in natura mediante conferimento delle azioni Xenon. Il prezzo di emissione delle azioni EQUITA è stato concordato in €5,8253 per azione. Le azioni di nuova emissione assegnate ai soci di Xenon non avranno diritto a percepire dividendi a valere sull'utile dell'esercizio 2025.

Parte del corrispettivo in azioni – per un controvalore pari a €15 milioni – sarà depositato a garanzia in un conto dedicato e sarà potenzialmente soggetto ad un meccanismo di claw-back qualora Xenon non raggiunga determinati obiettivi di fundraising nei prossimi anni.

L'Operazione presenta un profilo particolarmente accrescitivo in termini di impatto sull'utile per azione EQUITA, la cui stima esatta negli anni dipenderà dalla struttura di finanziamento utilizzata da EQUITA per il regolamento della stessa. Si specifica che le risorse che verranno raccolte tramite l'aumento di capitale riservato ad Icrea Banca, la cui esecuzione è prevista antecedentemente al closing dell'acquisizione di Xenon, saranno utilizzate per finanziare parte della componente cash dell'Operazione.

Le azioni EQUITA ricevute dai soci di Xenon saranno soggette a vincoli di lock-up (100% nei 12 mesi successivi il closing e del 75% durante il secondo e terzo anno successivo al closing). Gli accordi prevedono, inoltre, l'ingresso dei partners di Xenon all'interno del Patto Parasociale EQUITA Group e la firma di un patto di stabilità.

Il Closing dell'operazione è atteso nella seconda metà del 2026 ed è soggetto ad approvazione della Autorità di Vigilanza Finanziaria Lussemburghese (CSSF), di Banca d'Italia e a specifiche condizioni sospensive. Nell'ambito dell'operazione, EQUITA è stata assistita da un team interno di M&A Advisory.

Altre informazioni

Attività di ricerca e sviluppo

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 1) del Codice Civile, si segnala che nel corso del periodo non è stata svolta alcuna attività di ricerca e sviluppo.

Rapporti con parti correlate

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 2) del Codice Civile, si segnala che i rapporti ricorrenti intrattenuti tra parti correlate sono riconducibili a rapporti partecipativi, a contratti di prestazione di servizi infragruppo, e di distacco del personale tra:

  • EQUITA Group S.p.A.
  • EQUITA SIM S.p.A.
  • EQUITA Capital SGR S.p.A.
  • EQUITA Mid Cap Advisory S.r.l.
  • EQUITA Investmenti S.p.A.
  • EQUITA Debt Advisory S.r.l.
  • EQUITA Real Estate S.p.A.

Oltre a queste si aggiungono i dirigenti con responsabilità strategica e i membri del collegio sindacale.

Numero e valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti possedute dalla società, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l'indicazione della parte di capitale corrispondente

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 3) del Codice Civile, si segnala che Equita Group possiede n. 1.523.757 azioni proprie, per un controvalore di € 2.112.565, corrispondenti al 17% del capitale sociale.

Le società controllate da Equita Group non detengono azioni della Capogruppo.


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Numero e valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di società controllanti acquistate o alienate dalla società, nel corso dell'esercizio, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona, con l'indicazione della corrispondente parte di capitale, dei corrispettivi e dei motivi degli acquisti e delle alienazioni

Ai sensi dell'art. 2428 comma 3, punto 4) del Codice Civile, si segnala che non sono stati effettuati acquisti e/o alienazioni di azioni proprie nel corso del periodo.

Evoluzione prevedibile della gestione

Lo scenario prospettico per i prossimi mesi appare caratterizzato da un cauto ottimismo.

I principali fattori che potranno influenzare l'andamento economico e finanziario del Gruppo nel prosieguo del 2026 sono legati al contesto geopolitico, in particolare alla crescita economica globale, alla politica monetaria attuata in Europa e negli USA e al rischio stagflazione.

Alla data di redazione del presente Bilancio, risulta ancora in atto lo scontro tra Stati Uniti ed Iran. Restano forti divergenze sul programma nucleare iraniano e sul controllo dello Stretto di Hormuz che hanno fatto fallire ogni tentativo di trovare un accordo duraturo di "cessate il fuoco". Tali tensioni stanno alimentando la crescita del prezzo del petrolio e del gas naturale, con conseguente risalita del tasso di inflazione.

Gli impatti macroeconomici e quindi sull'andamento del business del Gruppo Equita, allo stato attuale, risultano ancora non prevedibili. Le conseguenze che potrebbero essere generate dall'instabilità in Medio Oriente sarebbero:

  • impatto sul prezzo del greggio e del gas, dei quali si approvvigiona prevalentemente Europa e Asia;
  • impatto della correzione dei mercati sui consumi;
  • impatto sull'inflazione, derivante dal blocco, anche parziale, dello stretto di Hormuz.

Equita manterrà quindi un approccio di cautela e di attenzione volto a cogliere eventuali opportunità di mercato.

In tale contesto, il Gruppo proseguirà con le azioni di sviluppo del business:

  • il Global Markets proseguirà con le strategie di diversificazione, orientamento al cliente ed investimenti mirati, e consentirà di garantire un floor stabile di revenues per il Gruppo;
  • l'Investment Banking, grazie alla crescita organica, potrà proseguire nello sviluppo dei ricavi consolidando il suo ruolo centrale nel settore della consulenza alle aziende italiane;
  • l'Alternative Asset Management proseguirà con la strutturazione di nuovi prodotti.

Sempre in materia di sostenibilità, proseguiranno anche nel 2026 le iniziative attuate in ambito sociale, ambientale e culturale, perseguite anche attraverso la Fondazione Equita.

Per il Gruppo Equita, i successivi mesi dell'anno saranno inoltre caratterizzati dal proseguimento delle attività di acquisizione del fondo lussemburghese Xenon.

Sedi secondarie

EQUITA Group non possiede sedi secondarie.

Processo di semplificazione normativa - Consob n. 18079 del 20 gennaio 2012

EQUITA Group conferma la propria volontà di aderire al regime di opt-out di cui agli artt. 70, comma 8, e 71, comma 1-bis, del Regolamento Emittenti, avvalendosi pertanto della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei documenti informativi prescritti in occasione di operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.


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Attestazione ai sensi dell'art. 81-ter del Regolamento Consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

I sottoscritti, Simone Riviera, nella sua qualità di Amministratore Delegato di Equita Group S.p.A., e Stefania Milanesi, nella sua qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Equita Group S.p.A.,

attestano,

in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 154 bis del "Testo Unico della Finanza", che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio di gestione consolidato al 31 marzo 2026 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili del Gruppo EQUITA.

Milano, 14 maggio 2026

Equita Group S.p.A.

L'Amministratore
Delegato del Gruppo
Simone Riviera

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Il Dirigente Preposto alla
redazione dei documenti
contabili societari
Stefania Milanesi

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Prospetti contabili

Stato Patrimoniale – Attivo Consolidato

Voci dell'Attivo Consolidato (importi in unità di €) 31/03/2026 31/12/2025
10 Cassa e disponibilità liquide 125.790.272 118.875.071
20 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 101.655.584 100.978.963
a) attività finanziarie detenute per la negoziazione 81.675.547 81.822.965
b) attività finanziarie designate al fair value - -
c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value. 19.980.038 19.155.998
30 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
40 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 177.628.431 114.105.980
a) crediti verso banche 87.761.602 52.169.413
b) crediti verso società finanziarie 67.783.130 33.040.648
c) crediti verso clientela 22.083.699 28.895.919
50 Derivati di copertura 3.503 10.441
60 Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) - -
70 Partecipazioni 628.160 628.160
80 Attività materiali 7.426.549 3.086.457
90 Attività immateriali 32.530.786 32.569.880
di cui:
- avviamento 29.880.583 29.880.583
100 Attività fiscali 2.676.096 2.844.553
a) correnti 359.149 527.606
b) anticipate 2.316.947 2.316.947
110 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione - -
120 Altre attività 12.647.759 15.365.249
Totale Attivo 460.987.139 388.464.754

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Stato Patrimoniale – Passivo e Patrimonio Netto Consolidati

Voci del Passivo e del Patrimonio Netto Consolidati (importi in unità di €) 31/03/2026 31/12/2025
10 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 215.854.526 184.906.440
a) Debiti 215.854.526 184.906.440
b) Titoli in circolazione - -
20 Passività finanziarie di negoziazione 68.075.483 35.034.952
30 Passività finanziarie designate al fair value - -
40 Derivati di copertura - -
50 Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
60 Passività fiscali 9.675.080 6.195.531
a) correnti 8.936.973 5.457.538
b) differite 738.107 737.993
70 Passività associate ad attività in via di dismissione - -
80 Altre passività 40.793.172 40.397.244
90 Trattamento di fine rapporto del personale 1.777.739 1.635.996
100 Fondi per rischi e oneri 4.171.622 4.934.513
a) impegni e garanzie rilasciate - -
b) quiescenza e obblighi simili - -
c) altri fondi rischi ed oneri 4.171.622 4.934.513
110 Capitale 12.108.543 12.003.317
120 Azioni proprie (-) (2.112.565) (2.112.565)
130 Strumenti di capitale - -
140 Sovrapprezzi di emissione 33.654.083 32.174.555
150 Riserve 72.359.657 49.053.904
160 Riserve da valutazione (18.620) (11.682)
170 Utile (perdita) del periodo 4.648.420 24.252.548
180 Patrimonio di pertinenza di terzi - -
Totale Passivo e Patrimonio Netto 460.987.139 388.464.754

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Conto Economico Consolidato

Voci del Conto Economico Consolidato (importi in unità di €) 31/03/2026 31/03/2025
10 Risultato netto dell'attività di negoziazione 6.970.045 8.185.792
20 Risultato netto dell'attività di copertura - -
30 Utile/perdita da cessione o riacquisto di: - -
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - -
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - -
c) passività finanziarie - -
40 Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico 349.034 224.161
a) attività e passività finanziarie designate al fair value - -
b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 349.034 224.161
50 Commissioni attive 18.558.929 15.514.686
60 Commissioni passive (2.023.685) (1.759.741)
70 Interessi attivi e proventi assimilati 3.846.547 3.065.646
di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo 1.057.247 1.324.003
80 Interessi passivi e oneri assimilati (3.366.653) (2.701.926)
90 Dividendi e proventi simili 456.080 862.505
110 Margine di Intermediazione 24.790.297 23.391.124
120 Rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: 103.075 (33.580)
a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; 103.075 (33.580)
b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva. - -
130 Risultato netto della gestione finanziaria 24.893.372 23.357.544
140 Spese amministrative: (17.680.805) (16.159.712)
a) spese per il personale (12.328.629) (11.554.265)
b) altre spese amministrative (5.352.176) (4.605.447)
150 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - -
160 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (470.949) (459.641)
170 Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (39.094) (31.995)
180 Altri proventi e oneri di gestione (18.511) (52.713)
190 Costi operativi (18.209.358) (16.704.060)
200 Utili (Perdite) delle partecipazioni - -
210 Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - -
220 Rettifiche di valore dell'avviamento - -
230 Utili (Perdite) da cessione di investimenti - -
240 Utili (perdite) dell'attività corrente al lordo delle imposte 6.684.014 6.653.484
250 Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente (2.035.594) (1.975.000)
260 Utili (perdita) dell'attività corrente al netto delle imposte 4.648.420 4.678.484
270 Utili (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte - -
280 Utili (perdita) del periodo 4.648.420 4.678.484
290 Utili (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi - -
300 Utili (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo 4.648.420 4.678.484
Utili base per azione (basic EPS) 0,09 0,09
Utili diluito per azione (diluted EPS) 0,09 0,09

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