Skip to main content

AI assistant

Sign in to chat with this filing

The assistant answers questions, extracts KPIs, and summarises risk factors directly from the filing text.

Edison Rsp Interim / Quarterly Report 2026

May 8, 2026

4326_rns_2026-05-08_0b907d86-925b-4837-a9fb-1f9386abc3bb.pdf

Interim / Quarterly Report

Open in viewer

Opens in your device viewer

edison

edF GROUP

CERTIFIED

Resoconto intermedio di gestione

AL 31 MARZO 2026

img-0.jpeg


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

edit·sbarrage CERTIFIED

Indice

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

3 Highlights
4 Premesse
5 Eventi di rilievo
7 Contesto esterno
7 Quadro economico di riferimento
13 Andamento del mercato energetico italiano
17 Quadro normativo e regolamentare di riferimento
19 Prospetti di sintesi
22 Performance economica e finanziaria
22 Ricavi, Margine operativo lordo e Risultato operativo di Gruppo e per area di Business
30 Da Risultato operativo a Risultato netto di Gruppo
31 Totale indebitamento finanziario e flussi di cassa
34 Fair value iscritto a stato patrimoniale e Riserva di Cash Flow Hedge
35 Evoluzione prevedibile della gestione
35 Fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 marzo 2026
36 Dichiarazione dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari a norma delle disposizioni dell'art. 154-bis comma 2 del D.Lgs. 58/1998


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solir elconage

CERTIFIED

Highlights

img-1.jpeg
(*) Impatto sull'indebitamento come descritto al paragrafo Totale indebitamento finanziario e flussi di cassa.

Highlights 1° Trimestre 2026 (in milioni di euro) Generazione e Flessibilità Gas Supply e Sviluppo Green Gases Clienti e Servizi Corporate e Risanamento Ambientale Elisioni Gruppo Edison
Margine operativo lordo 167 110 80 (7) - 350
Risultato operativo 104 (3) 28 (39) 11 101
Investimenti lordi (*) 42 9 45 2 - 98

(*) Relativi agli incrementi di periodo delle immobilizzazioni materiali e immateriali.

Rating Standard & Poor's Moody's
31.03.2026 31.12.2025 31.03.2026 31.12.2025
Rating M/L BBB+ BBB Baa3 Baa3
Outlook M/L Stable Positive Stable Stable
Rating B/T A-2 A-2

emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

sdir storage CERTIFIED

Premesse

Criteri di redazione dell'informativa periodica trimestrale

Si ricorda che la Società fornisce al mercato un'informativa volontaria periodica trimestrale su base consolidata più sintetica e maggiormente focalizzata sull'andamento del proprio business. Nel presente documento sono quindi commentati il contesto economico di riferimento, l'andamento della gestione del Gruppo e dei principali settori operativi e vengono riportati i prospetti economici e patrimoniali allineati a quelli pubblicati semestralmente e annualmente.

Per le informazioni quantitative sono riportati anche gli analoghi valori del periodo di riferimento precedente.

Applicazione nuovi principi contabili

Nella redazione del presente Resoconto i principi contabili, i criteri di valutazione e i criteri di consolidamento applicati sono conformi a quelli utilizzati per il Bilancio consolidato 2025.

Si segnala che dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il nuovo principio IFRS 18 che sostituirà lo IAS 1 ed introdurrà rilevanti novità nella presentazione del bilancio, al fine di fornire agli user informazioni più rilevanti, comparabili e trasparenti. Tale principio contabile non comporta modifiche alle valutazioni di bilancio.

Per maggiori informazioni si rimanda al Bilancio consolidato 2025.

Il Consiglio di Amministrazione, tenutosi in data 6 maggio 2026, ha autorizzato la pubblicazione del Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026 che non è assoggettato a revisione contabile.

I valori, ove non diversamente specificato, sono esposti in milioni di euro.

Variazione dell'area di consolidamento rispetto al 31 dicembre 2025 – acquisizione di assets

Nel corso del trimestre si segnala l'acquisizione da Iberdrola, perfezionata il 29 gennaio 2026, da parte di Edison Next Spain, del 100% delle società Energyworks Fonz, Energyworks Milagros, Energyworks San Millán ed Energyworks Monzón, operanti nel settore dei servizi energetici; il corrispettivo complessivo versato al closing è di circa 49 milioni di euro; al 31 marzo 2026 il processo di Purchase Price Allocation (PPA) è in corso ed è stato iscritto in via provvisoria un avviamento di circa 24 milioni di euro.

Nell'ambito della stessa operazione Edison Next Spain ha anche acquistato il 50% della società Fudepor per un corrispettivo di circa 7 milioni di euro; tale società è valutata con il metodo del patrimonio netto.


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

sdir storage CERTIFIED

Eventi di rilievo

Edison Next: nuova rete di teleriscaldamento a Valdagno con Marzotto Group

26 febbraio 2026 - Il Comune di Valdagno, Marzotto Group, punto di riferimento nella produzione di tessuti a livello mondiale, e Edison Next hanno annunciato la firma di un accordo per la realizzazione di una nuova rete di teleriscaldamento alimentata anche da biomassa legnosa proveniente da filiera corta che, oltre a garantire risparmi alle utenze allacciate e benefici al territorio, si pone come un modello virtuoso di collaborazione tra soggetti pubblici e privati che operano insieme per sviluppare una forma di condivisione dell'energia che mette al centro il benessere della comunità locale.

Rinnovabili: Edison annuncia avvio di nuovi cantieri per oltre 160 MW nel primo semestre del 2026

2 marzo 2026 - Edison annuncia l'avvio di oltre 160 MW di nuovi cantieri nel corso del primo semestre 2026. Si tratta di impianti fotovoltaici (oltre 100 MW) ed eolici (50 MW), che per almeno due terzi sono parte della capacità aggiudicata – pari a 500 MW – nel dicembre 2025 alle aste FER-X, di cui Edison è risultata tra i principali assegnatari. Sempre entro il primo semestre dell'anno, il Gruppo prevede di mettere in marcia nuovi impianti rinnovabili per una capacità complessiva di oltre 170 MW, dopo aver completato nel corso del 2025 cantieri per oltre 200 MW.

Zinasco (PV): nuovo impianto di biometano collegato alla rete Italgas

16 marzo 2026 – Italgas ed Edison hanno completato a Zinasco (PV) l'attivazione del collegamento alla rete di distribuzione di Italgas di un impianto di proprietà di Edison per la produzione di biometano, in coerenza con l'obiettivo di sviluppo dei gas rinnovabili e dei principi dell'economia circolare. L'impianto Edison produce biometano a partire da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) e da rifiuti organici provenienti dal comparto agroalimentare attraverso un processo di digestione anaerobica e successiva purificazione del biogas. Il gas rinnovabile ottenuto, completamente equivalente al gas naturale, è immesso nella rete di distribuzione Italgas previo un sistema di ricezione e controllo qualità ed è destinato alla decarbonizzazione del settore trasporti. L'infrastruttura consentirà l'immissione nel network Italgas di circa 2 milioni di metri cubi l'anno di biometano, un quantitativo che potrebbe soddisfare i consumi medi annui di circa 2.000 famiglie del territorio. La realizzazione dell'opera ha richiesto anche la posa di un nuovo tratto di rete di 320 metri di lunghezza.

Edison Next: nuovo impianto di trigenerazione ad alta efficienza al Policlinico di Bari

25 marzo 2026 - Edison Next ha realizzato, al Policlinico di Bari, un nuovo impianto di trigenerazione ad alta efficienza, con un investimento di oltre 3,6 milioni di euro. L'intervento si inserisce nel quadro di un modello di gestione energetica all'avanguardia che prevede altresì il revamping di una delle sottocentrali frigorifere, la riqualificazione a LED di 12.000 punti luce di illuminazione interna, l'installazione di 3.500 valvole termostatiche, la sostituzione dei sistemi di pompaggio e due nuovi impianti fotovoltaici.

Calcasieu Pass: nuovo accordo transattivo Edison-Venture Global

26 marzo 2026 – Venture Global ed Edison hanno annunciato congiuntamente la firma di un accordo commerciale per la definizione della procedura arbitrale in corso tra le due società in merito al progetto Calcasieu Pass. Il completamento della transazione è previsto entro la fine del secondo trimestre 2026, momento in cui l'arbitrato verrà chiuso. L'accordo risolve integralmente la controversia arbitrale. Come parte della transazione, Edison e Venture Global hanno inoltre concordato la consegna verso l'Europa di ulteriori carichi rispetto a quelli previsti dal contratto di lungo termine, al fine di supportare le forniture di gas principalmente al mercato italiano. La prima consegna è prevista per maggio 2026, in Italia, presso il Terminale Adriatic LNG.


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

sdir storage CERTIFIED

Edison: da QatarEnergy notifiche di forza maggiore fino a metà Giugno 2026

27 marzo 2026 – Edison comunica di aver ricevuto da QatarEnergy, dopo una prima a inizio marzo, una nuova notifica di forza maggiore sui rifornimenti di Gas Naturale Liquefatto (GNL) in consegna presso il terminale Adriatic LNG. A causa del perdurare delle ostilità nello stretto di Hormuz, QatarEnergy ha informato Edison che non potrà adempiere ai propri obblighi contrattuali per complessivi 10 carichi di GNL dal mese di aprile fino a circa metà del mese di giugno 2026. Dall'inizio del 2026 e fino all'interruzione per forza maggiore prevista nel mese di aprile, risultano consegnati volumi pari a circa 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale. Il Gruppo conferma, come già precedentemente annunciato, di non prevedere impatti sui propri clienti finali, grazie alle azioni di mitigazione intraprese e alle attività di gestione del portafoglio in corso. Edison continua a monitorare la situazione con la massima attenzione e fornirà tempestivamente aggiornamenti qualora emergano ulteriori informazioni rilevanti. Edison ha un contratto di lungo termine con QatarEnergy che prevede l'approvvigionamento in Italia di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Il contratto, avviato nel 2009, ha una durata complessiva di 25 anni.

A Cervignano del Friuli una nuova rete di teleriscaldamento 100% a energia rinnovabile

31 marzo 2026 – Il Comune di Cervignano del Friuli e Edison Next annunciano lo sviluppo di una nuova rete di teleriscaldamento, alimentata esclusivamente da biomassa legnosa da filiera corta locale, che innerverà l'intero contesto urbano, garantendo notevoli risparmi alle utenze allacciate e benefici al territorio. L'entrata in esercizio è prevista per ottobre 2026. La nuova rete di teleriscaldamento consentirà, a regime, l'allaccio complessivo di circa 110 utenze pubbliche, residenziali e del terziario, coprendo le loro necessità di riscaldamento e acqua calda sanitaria e soddisfacendo un fabbisogno termico annuo complessivo di circa 16 GWh, che, a fronte di un eventuale incremento delle richieste di allaccio, potrebbe arrivare a circa 20 GWh, corrispondenti ai consumi di oltre 2.000 famiglie. L'energia prodotta dall'impianto, alimentata al 100% da fonti rinnovabili consentirà un risparmio di circa 5.500 tonnellate di CO₂, garantendo notevoli benefici al territorio.

Edison Energia aderisce al Decreto Bollette a sostegno dei clienti

1 aprile 2026 – Edison Energia conferma la propria vicinanza ai consumatori italiani annunciando l'adesione alle misure previste dal Decreto Bollette 2026 (Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21). L'iniziativa punta a offrire, per il biennio 2026-2027, un supporto concreto e immediato attraverso uno sconto in bolletta destinato in particolare alle famiglie non toccate dal bonus sociale elettrico con un ISEE fino a 25.000 euro. In linea con le disposizioni normative, Edison Energia riconoscerà uno sconto in bolletta stimato fino a circa 60 euro all'anno sulla fornitura di energia elettrica ai clienti domestici residenziali che non beneficiano del bonus sociale elettrico, con un ISEE non superiore a 25.000 euro e aventi soglie di consumo in linea con quelle previste dal Decreto Bollette 2026. Oltre ad aderire al Decreto Bollette, in segno di ulteriore vicinanza a questo segmento di clienti, Edison Energia per il biennio 2026/2027 prevederà un bonus aggiuntivo in bolletta, dello stesso importo, a chi, tra i clienti aventi diritto al Contributo Volontario Straordinario, è anche titolare di un contratto di fornitura gas con Edison.

Edison: QatarEnergy estende la forza maggiore

5 maggio 2026 – Edison rende noto di aver ricevuto da QatarEnergy un aggiornamento sulla forza maggiore in corso, relativa alle forniture di GNL destinate al terminale Adriatic LNG. La comunicazione riguarda ulteriori due carichi di GNL, la cui consegna in Italia è prevista entro l'inizio di luglio, che si aggiungono ai 10 carichi di GNL già oggetto delle precedenti comunicazioni.

Edison conferma che non prevede alcun impatto sui propri clienti finali, grazie alle azioni di mitigazione intraprese e alle attività di gestione del portafoglio già in atto. La Società riferisce che, ad oggi, sono già state sostituite 8 navi di GNL, corrispondenti a circa 1 miliardo di metri cubi di gas. Sulla base delle informazioni attualmente ricevute dal venditore, Edison prevede una riduzione delle future forniture da parte di QatarEnergy stimata in circa un terzo dei volumi annuali contrattuali, fatto salvo l'effetto di eventuali misure di mitigazione.

6


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

sdir storage CERTIFIED

Contesto esterno

Quadro economico di riferimento

Quadro internazionale

L'avvio del 2026 è stato dominato dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente, culminate a fine febbraio con l'attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, generando uno shock dal lato dell'offerta energetica, con possibili ripercussioni rilevanti su crescita economica, occupazione e inflazione. Il ruolo dell'Iran come importante produttore di petrolio, insieme alla centralità strategica dello Stretto di Hormuz, ha infatti determinato un immediato aumento delle quotazioni del Brent e di altre principali materie prime energetiche. Sulle prospettive dell'economia globale gravano pertanto le conseguenze del deterioramento del quadro geo-politico che va ad aggiungersi ai cambiamenti strutturali nelle politiche commerciali, che dallo scorso anno stanno accentuando la frammentazione dei mercati internazionali.

L'entità dell'impatto economico della crisi, ancora difficile da quantificare, dipenderà soprattutto dalla durata del conflitto, dall'entità dei danni alle infrastrutture di estrazione e dalle limitazioni alle principali rotte di approvvigionamento. Alcuni segnali arrivano dalla tregua siglata nella sera del 7 aprile, a poco più di un'ora dalla scadenza dell'ultimatum di distruzione totale dell'Iran, minacciata da Trump: due settimane di tempo, successivamente prolungate, per giungere a un accordo definitivo ed evitare una devastante escalation della guerra in Medio Oriente, alla base del quale è stata posta come condizione indispensabile la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz. A inizio maggio la situazione nello Stretto di Hormuz appare ancora molto tesa e solo parzialmente in via di sblocco.

In tale contesto, per le principali economie mondiali si rilevano andamenti differenziati.

Per gli Stati Uniti, che già nel 2025 hanno registrato una prima battuta d'arresto dell'attività economica (crescendo del +2,1% a fronte del +2,8% del 2024), l'OECD nell'ultimo Economic Outlook del 26 marzo prevede per il 2026 un ulteriore, seppur lieve, rallentamento della crescita (+2,0%), evidenziando come la politica delle tariffe messa in atto dall'Amministrazione Trump non stia avendo sul piano economico l'effetto sperato. L'obiettivo, infatti, di ridurre il disavanzo commerciale non è stato raggiunto e, rispetto al periodo precedente l'introduzione dei dazi, le imprese e i consumatori americani si ritrovano a pagare i prodotti importati mediamente tra il 10% e il 15% in più. A ciò si è aggiunto l'attacco all'Iran, in seguito al quale anche negli Stati Uniti sono aumentati i prezzi degli energetici, riportando in primo piano il problema dell'inflazione. Vi è poi l'incognita rappresentata dal mercato del lavoro, tra il timore di scarsità di domanda dovuta a una possibile sostituzione di lavoratori con le tecnologie legate all'IA e l'incertezza sulla crescita dell'offerta, soprattutto in alcuni settori, derivante in parte dalle politiche restrittive sull'immigrazione messe in atto dal Presidente Trump.

Per la Cina, nel 2026 l'OECD prevede una crescita del +4,4% (dopo il +5,0% del 2025). Il rallentamento del gigante asiatico è legato non solo alla decelerazione della domanda globale, e dunque alla minore forza delle esportazioni quale traino della crescita, ma anche alla persistente debolezza della domanda interna, che riguarda tanto i consumi, frenati dall'elevata disoccupazione giovanile e dal deterioramento della fiducia, quanto gli investimenti, che scontano l'ulteriore peggioramento del mercato immobiliare. Quanto al conflitto in Iran, le ripercussioni relative all'approvvigionamento energetico sono state fin qui limitate perché non è stato completamente bloccato l'attraversamento delle navi dirette in Cina e il Paese può inoltre contare su rilevanti scorte strategiche accumulate nel tempo.

Nell'Eurozona, dopo aver osservato nel corso del 2025 un miglioramento complessivo della congiuntura economica, con un incremento del PIL superiore alle attese e pari all'1,4%, (a fronte del +0,9% dell'anno precedente), le previsioni per il 2026 sono di un robusto ridimensionamento della sua crescita, prevista dall'OECD al +0,8%, fortemente penalizzata dai più alti costi dell'energia. Sebbene i Paesi europei siano oggi meglio attrezzati del 2022 per far fronte alla nuova emergenza scaturita dal conflitto in Medio Oriente, il vecchio continente rimane, infatti, particolarmente vulnerabile agli effetti degli shock energetici. Se i prezzi dell'energia dovessero mantenersi su livelli troppo elevati, l'innalzamento dell'inflazione che ne deriverebbe metterebbe a serio rischio la crescita economica. Al riguardo, non è pertanto da escludere il ritorno a una politica monetaria più restrittiva da parte delle BCE (sebbene nelle riunioni del 19 marzo e del 30 aprile i tassi di riferimento siano rimasti invariati), per frenare un eventuale aumento eccessivo dei prezzi. Sul fronte opposto, a sostenere la crescita dell'Eurozona interverrà invece l'incremento programmato della spesa pubblica che nei


emarket
Fair Storage
CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

prossimi anni dovrebbe contribuire a rinforzare la domanda interna. Un ruolo importante è attribuito al piano infrastrutturale tedesco, nonché all'impulso derivante nei Paesi europei dalle maggiori spese per la difesa. Ma anche gli effetti residui dei Piani nazionali di ripresa e resilienza contribuiranno nell'anno in corso a mantenere stabile l'apporto degli investimenti. Tra le principali economie dell'area, nelle previsioni dell'OECD la crescita del PIL tedesco nel 2026 si limiterà allo 0,4%, con il recupero di fine 2025 sterilizzato dallo shock petrolifero e dalla risalita dell'inflazione; il PIL della Francia è previsto in progresso del +0,8%, grazie soprattutto agli investimenti nella spesa militare che la legge di bilancio ha elevato di 0,4 punti nei prossimi tre anni (con l'obiettivo di arrivare al 2,5% nel 2028); il PIL della Spagna perde invece un po' di vigore (+2,1%) a causa del rallentamento della produzione industriale, complice lo shock inflazionistico e un minor apporto del comparto estero, incluso un minor contributo atteso del turismo.

Quanto, infine, all'Economic Sentiment Indicator (ESI) della Commissione Europea, nel mese di marzo ha registrato una diminuzione significativa rispetto a febbraio sia nell'UE (-1,5 punti) che nell'Eurozona (-1,6 punti), portandosi rispettivamente a 96,7 e 96,6 punti. Questo calo è dovuto soprattutto al peggioramento della fiducia di consumatori e commercianti al dettaglio e, in misura minore, nel settore dei servizi; la fiducia nel settore delle costruzioni è invece leggermente migliorata, mentre è rimasta sostanzialmente stabile nell'industria. Tra le maggiori economie dell'UE, nel mese di marzo l'ESI è diminuito principalmente in Francia (-3,7) e Spagna (-2,4), ma anche nei Paesi Bassi (-1,5) e in Italia (-1,3). È rimasto invece sostanzialmente stabile in Polonia (-0,3) e in Germania (-0,1).

Variabili esogene internazionali

Per quanto riguarda le principali materie prime energetiche, i tagli alla produzione innescati dal conflitto in Medio Oriente e le forti limitazioni imposte dall'Iran al traffico di navi nello Stretto di Hormuz, attraverso cui passa circa il 20% del GNL e del petrolio globale, hanno alimentato il rialzo delle quotazioni di petrolio e gas naturale. A fine marzo, il prezzo del petrolio è arrivato a muoversi tra i 110-118 dollari al barile: era dal 2022, in concomitanza con l'esplosione della guerra in Ucraina, che il prezzo del Brent non superava i 100 dollari al barile. Anche il gas naturale, che a febbraio aveva registrato una forte diminuzione, è tornato a crescere (+90% nel mese di marzo) scontando la scarsità delle risorse europee ma, soprattutto, pagando a caro prezzo i blocchi al transito delle navi metaniere dal Medio Oriente e la distruzione di buona parte della capacità di esportazione di GNL dal Qatar: nel bombardamento del giacimento di South Pars/North Field, condiviso rispettivamente tra Iran e Qatar e che rappresenta la più grande riserva di gas naturale al mondo, sono stati colpiti alcuni impianti a terra che lavorano il gas, rendendolo liquido, riducendone di fatto l'esportazione. A fine marzo il prezzo del gas naturale è arrivato a superare i 60 €/MWh, dai circa 32 €/MWh, in media, del mese di febbraio. Successivamente, in seguito alla tregua di due settimane siglata nella sera del 7 aprile con la mediazione del Pakistan e a condizione della riapertura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del Brent è subito crollato, portandosi a 96 dollari al barile nella giornata dell'8 aprile, mentre il prezzo del gas, nella stessa giornata, è sceso a 44 euro per megawattora. Dal 22 aprile, invece, il prezzo del Brent è stabilmente tornato sopra i 100 dollari al barile. A complicare ulteriormente la situazione è sopraggiunto nella giornata del 28 aprile l'annuncio dell'uscita dall'OPEC da parte degli Emirati Arabi Uniti (che rappresentano il terzo produttore del cartello, dopo Arabia Saudita e Iraq) a partire dal 1° maggio, dopo quasi 60 anni di adesione al cartello dei produttori petroliferi.

In merito alla politica monetaria, dopo la fase di stabilità che ha caratterizzato la seconda metà del 2025 (è da giugno 2025 che i tassi di policy della BCE non vengono più ritoccati), è verosimile che l'aumento dell'inflazione legato al forte incremento dei prezzi degli energetici possa portare a una politica maggiormente restrittiva: la previsione di Prometeia, condivisa anche dai mercati, è di un aumento di 25 punti base entro l'estate, che eleverebbe al 2,25% il tasso di riferimento della BCE. La FED, nel contesto di forte incertezza causato dal conflitto in Iran, sta adottando un atteggiamento attendista; negli incontri di marzo e di aprile, il FOMC non ha infatti modificato il tasso di policy (come, del resto, nemmeno la BCE nelle riunioni del 19 marzo e del 30 aprile), mantenendolo all'interno dell'intervallo 3,50%-3,75%. Le previsioni di Prometeia sono di un solo taglio a fine anno al costo del denaro, anziché due come ipotizzato prima dell'esplosione del conflitto in Iran; le attese di mercato prevedono invece un primo taglio solo nella seconda metà del 2027.

8


emarket
self- storage
CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

L'economia italiana

Questa sezione, dedicata alle dinamiche dell'economia italiana, è elaborata sulla base degli ultimi dati disponibili diffusi dall'Istituto Nazionale di Statistica.

PIL e componenti di PIL

Secondo le stime, nel quarto trimestre 2025 il PIL italiano ha registrato una crescita moderata, pari allo 0,3% rispetto al trimestre precedente, e un incremento dello 0,8% nei confronti del quarto trimestre del 2024.

Dal lato dell'offerta, l'aumento congiunturale del PIL risulta principalmente riconducibile alla dinamica positiva del comparto industriale (+0,8%), mentre agricoltura e servizi registrano incrementi più contenuti (+0,2% e +0,1% rispettivamente).

In crescita i due principali aggregati della domanda interna, consumi finali nazionali (+0,1%) e investimenti fissi lordi (+0,9%). Per contro, con riferimento alla domanda estera, l'ISTAT stima un calo delle esportazioni del -1,2% e un aumento delle importazioni del +1%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,3 punti percentuali alla crescita del PIL: +0,1 punti percentuali i consumi finali di famiglie, ISP e amministrazioni pubbliche e +0,2 punti gli investimenti fissi lordi. Il contributo della domanda estera netta alla variazione del PIL è risultato invece negativo per 0,7 punti percentuali, controbilanciato dalla variazione delle scorte che ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali.

Per il 2025 il PIL reale è stimato in crescita del +0,5% rispetto al 2024. La variazione acquisita del PIL per il 2026, ovvero quella che si otterrebbe se tutti i trimestri di quest'anno registrassero una variazione nulla del PIL, è pari al +0,3%, a fronte di un obiettivo di Governo fissato al +0,7%.

Produzione industriale

A gennaio la produzione industriale destagionalizzata diminuisce dello 0,6% rispetto a dicembre, sintesi della dinamica negativa di tutti i principali raggruppamenti di industrie, ad esclusione dell'energia. Su base trimestrale, l'indice relativo al periodo novembre-gennaio cresce dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti.

In termini tendenziali si registra, dopo un'ultima parte del 2025 che aveva visto la produzione industriale portarsi in territorio positivo, una contrazione dell'indice corretto per gli effetti di calendario, che nel mese di gennaio si attesta a -0,6%: ad esclusione dell'energia, unico comparto in aumento (+10,4%), tutti i principali settori di attività diminuiscono, con un calo maggiore per i beni consumo (-3,8%) e meno accentuato per i beni intermedi (-1,6%) e strumentali (-0,3%).

Nel mese considerato i settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori della produzione sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,4%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%) e l'attività estrattiva (+3,4%). Viceversa, le flessioni più accentuate si osservano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,9%), nella fabbricazione di prodotti chimici (-7,2%) e nelle altre industrie manifatturiere (-5,7%).

Commercio estero

Complessivamente nel 2025, rispetto al 2024, l'export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%).

A gennaio 2026 le esportazioni mostrano pochi segnali di dinamismo (-0,1% su base mensile), mentre le importazioni diminuiscono (-1,3%), evidenziando la debolezza della domanda. Questa tendenza si presenta anche nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, in cui l'export resta sostanzialmente stabile (-0,1%), a fronte di una contrazione più marcata dell'import (-2,2%).

Le esportazioni tendenziali nel mese di gennaio calano del 4,6% in valore (-3,9% verso l'area UE e -5,5% verso l'extra UE) e del 5,8% in volume, indicando una riduzione reale degli scambi. Le importazioni registrano un calo ancora più ampio, pari al 7,4% in valore (-2,0% verso l'area UE e un pesante -13,9% verso l'extra UE) e al 2,9% in volume.

Dal punto di vista settoriale, il calo tendenziale dell'export è dovuto in particolare ai prodotti energetici, con i derivati del petrolio in forte contrazione (-38,2%), ma coinvolge anche macchinari (-7,3%) e alimentari (-9,2%). Crescono invece

9


emarket
Fair Storage
CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

alcuni comparti chiave, come i metalli (+17,1%) e il farmaceutico (+5,9%), mentre l'agricoltura registra un lieve aumento (+0,8%).

Il saldo commerciale a gennaio 2026 resta positivo (+1,1 miliardi), grazie soprattutto alla riduzione del deficit energetico (da -4,7 a -3,5 miliardi). L'avanzo nei prodotti non energetici migliora leggermente, passando da +4,4 a +4,6 miliardi.

Mercato del lavoro

A febbraio 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 149mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). L'occupazione aumenta rispetto a febbraio 2025 (+13mila occupati in un anno) per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila) e degli autonomi (+187mila), a fronte del calo dei dipendenti a termine (-226mila). Su base mensile il tasso di occupazione cala al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3% e il tasso di inattività è stabile al 33,9%.

Indice dei prezzi al consumo

A marzo 2026, secondo le stime preliminari, l'inflazione registra una risalita (+1,7%, dal +1,5% di febbraio), dovuta soprattutto all'accelerazione dei prezzi nel settore energetico.

A sospingere la dinamica inflazionistica contribuisce l'accelerazione dei prezzi degli alimentari non lavorati (+4,4% da +3,7%), mentre un effetto di contenimento si deve al rallentamento dei prezzi di alcune tipologie di servizi, in particolare quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0% da +4,9%).

La crescita su base annua dei prezzi del "carrello della spesa" è pari a +2,2%, mentre l'inflazione di fondo scende a +1,9% (da +2,4%).

Prospettive per l'economia italiana

Il Rapporto di Previsione di Prometeia di marzo 2026 rivede al ribasso le prospettive di crescita per l'Italia, la cui stima del PIL scende da +0,7% a +0,4%, mentre l'inflazione media si avvicina al 3%, erodendo il potere d'acquisto delle famiglie. Il conflitto in Iran e le tensioni nello stretto di Hormuz hanno spazzato via i segnali positivi con cui si era aperto l'anno, riportando al centro della scena i rischi energetici (in Italia superiori che nella media dell'Eurozona per la maggiore esposizione relativa al mercato internazionale dell'energia) e inflazionistici.

Occorre considerare che, a differenza della crisi energetica del biennio 2022-2023, i prezzi del gas colpiscono questa volta un ciclo economico già debole e, data la debolezza della domanda, le nostre imprese hanno meno spazio per scaricare gli aumenti dei costi energetici sui prezzi finali, il che limita in parte la pressione inflazionistica ma comprime i margini. Inoltre, per le imprese si aggiunge l'impatto dei dazi verso gli Stati Uniti, essendo ormai svaniti gli effetti del front-loading: pur non trattandosi di una situazione drammatica per il nostro Paese, pesa in misura maggiore su un'economia che sta già crescendo poco.

Un sostegno significativo, infine, continuerà a venire dal PNRR, pur alle battute finali: nel 2026 l'attuazione dovrebbe accelerare e il completamento dei progetti in scadenza apporterà un contributo alla domanda aggregata stimato intorno allo 0,3% del PIL. Senza questo impulso, la crescita si azzererebbe.

Scenario prezzi

Nel corso del primo trimestre 2026 la media del tasso di cambio euro/dollaro si è attestata a un valore di 1,17, registrando una crescita dell'11,2% rispetto al medesimo periodo del 2025. Il rafforzamento dell'euro su base tendenziale è in buona parte legato alla crescita della valuta europea registrata nel corso dello scorso anno, che ha portato il tasso di cambio a iniziare il 2026 su valori ben più alti rispetto al 2025.

Osservando l'andamento mensile, si nota che il tasso di cambio ha registrato due contenuti aumenti a gennaio e febbraio, per poi diminuire significativamente a marzo, attestandosi su una media di 1,156, livello minimo da novembre 2025. Nei primi due mesi dell'anno, dati più deboli sul mercato del lavoro e sulla crescita economica degli Stati Uniti hanno deprezzato il dollaro. La valuta statunitense è stata inoltre influenzata dai timori sull'indipendenza della politica monetaria della Federal Reserve, a seguito delle ripetute pressioni dell'amministrazione Trump a favore di un


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

allentamento monetario, fino alla nomina di Kevin Warsh come nuovo governatore della banca centrale dopo la scadenza del mandato di Jerome Powell. In Eurozona, a inizio anno, un'inflazione vicina al target del 2% e dati sulla crescita economica leggermente superiori alle attese, insieme a segnali positivi sul settore manifatturiero, hanno contribuito a rafforzare la valuta unica.

A marzo, il dollaro ha recuperato forza in seguito allo scoppio della guerra in Medio Oriente, che nel giro di poche settimane è divenuto un conflitto regionale coinvolgendo, oltre all'Iran, diversi Paesi dell'area. In tale contesto, il dollaro è stato supportato da una maggiore domanda come valuta rifugio, essendo buona parte delle transazioni internazionali denominate in dollari statunitensi. Inoltre, l'euro è risultato indebolito da maggiori timori sulla crescita economica europea e rischi di stagflazione, essendo l'Eurozona una regione importatrice netta di prodotti energetici, a differenza degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l'andamento dei tassi di interesse, nel primo trimestre dell'anno si è osservata una stabilità nelle decisioni delle banche centrali su entrambe le sponde dell'Atlantico, rendendo i movimenti del tasso di cambio legati piuttosto alle aspettative sul futuro corso delle politiche monetarie statunitense ed europea. Lo scoppio della guerra in Iran ha sollevato timori in particolare per un incremento dell'inflazione in Eurozona, alimentando le aspettative per una politica monetaria da parte della BCE più restrittiva nel corso del 2026.

L'andamento mensile del tasso di cambio di quest'anno e dell'anno precedente è rappresentato nel seguente grafico:

Euro/USD
img-2.jpeg

Per quanto riguarda i mercati petroliferi, nel primo trimestre 2026 la media del prezzo del greggio si è attestata a 77,7 USD/bbl, in aumento del 3,7% rispetto al primo trimestre 2025 e in forte crescita rispetto alla media del quarto trimestre 2025 (+23,2%). Da inizio anno si è osservato un andamento al rialzo, guidato dalle crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, accentuatosi con lo scoppio del conflitto militare il 28 febbraio. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha provocato una grave interruzione dell'offerta di petrolio e gas e i principali produttori del Golfo, tra cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, hanno ridotto la produzione a causa delle limitazioni alle esportazioni. Nel corso del mese di marzo il Brent ha superato i 100 USD/bbl, toccando il 31 marzo i massimi dal 2022 a 118,35 USD/bbl. Nel primo trimestre 2026, l'OPEC+ ha confermato la sospensione degli incrementi produttivi, come era stato già concordato a novembre 2025. L'alleanza dei Paesi produttori ha stabilito un aumento della produzione di 206.000 barili al giorno ad aprile e a maggio; tuttavia, ha anche espresso preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture, sottolineando che la riparazione dei danni potrebbe essere lunga e costosa e incidere quindi sull'offerta.

11


emarket

lesion

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

CERTIFIED

La tabella ed il grafico che seguono riportano i valori medi e la dinamica mensile nel corso dell'anno corrente e dell'anno precedente:

1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Prezzo petrolio USD/bbl(1) 77,7 74,9 3,7%
Cambio USD/euro 1,17 1,05 11,2%
Prezzo petrolio euro/bbl 66,5 71,2 (6,7%)

(1) IPE Brent

img-3.jpeg


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

sdir storage

CERTIFIED

Andamento del mercato energetico italiano

Bilancio di Energia Elettrica in Italia e scenario di riferimento

(TWh) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Produzione netta: 67,6 65,4 3,4%
- Termoelettrica 42,2 42,4 (0,5%)
- Idroelettrica 8,1 8,6 (5,3%)
- Fotovoltaica 8,4 7,0 19,2%
- Eolica 7,7 6,1 26,3%
- Geotermoelettrica 1,3 1,3 (1,8%)
Saldo netto import/export 12,8 12,7 0,5%
Consumo pompaggi (0,5) (0,5) 0,7%
Totale domanda 79,9 77,6 3,0%

Fonte: elaborazione su dati preconsuntivi 2026 e consuntivi 2025 Terna, al lordo delle perdite di rete. Dati marzo 2026 da elaborazioni interne su dati Transparency Terna.

Nel primo trimestre del 2026, la domanda lorda di energia elettrica in Italia è stata di 79,9 TWh (miliardi di kWh), registrando un importante incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+3% su base annua). L'aumento dei consumi elettrici è stato trainato da una maggiore richiesta da parte del settore industriale, in un contesto caratterizzato da temperature medie superiori alla norma di 0,7°C.

Per quanto riguarda la produzione netta, il contributo complessivo delle fonti nazionali è aumentato a 67,6 TWh, in crescita del 3,4% rispetto ai primi tre mesi del 2025, grazie alla maggiore generazione da fonti rinnovabili. In particolare, mentre la produzione idroelettrica si è attestata a 8,1 TWh, in calo del 5,3% su base annua, la generazione eolica è aumentata in modo marcato, passando da 6,1 a 7,7 TWh (+26,3%). In modo analogo, la produzione fotovoltaica ha raggiunto gli 8,4 TWh, con un tasso di crescita del 19,2% rispetto ad un anno fa.

Nello stesso periodo, le importazioni nette di energia elettrica si sono attestate a 12,8 TWh, in lieve crescita rispetto all'anno precedente (+0,5%). Su base mensile, al calo osservato a gennaio (-33%), si è contrapposto il forte incremento registrato a marzo (+39% a 5,4 TWh, il valore più elevato da febbraio 2024). Il saldo estero sulla frontiera settentrionale è - tuttavia - diminuito del 7% a 11,6 TWh. Infatti, a fronte di maggiori importazioni nette dalla Francia (a 6,7 TWh, +9% a/a), si è assistito ad una marcata contrazione dell'import complessivo dalla Svizzera (-27% a 3,2 TWh). Grazie alla quasi completa disponibilità del cavo, anche i flussi dalla Grecia sono aumentati in modo marcato (+152%, a circa 0,8 TWh), mentre quelli dal Montenegro hanno subito variazioni marginali (+3% su base annua a 0,45 TWh).

Nonostante l'incremento dei consumi, la maggiore produzione da fonti rinnovabili e l'aumento delle importazioni hanno determinato una lieve riduzione della generazione termoelettrica, attestati a 42,2 TWh, in calo dello 0,5% rispetto al primo trimestre del 2025. Una contrazione più marcata ha interessato la generazione a biomassa e quella a carbone, in diminuzione rispettivamente del 5% e del 27% su base annua. Nel complesso, la produzione nazionale ha coperto l'84,1% della domanda elettrica, in aumento rispetto all'83,7% registrato nello stesso periodo dell'anno precedente.

Con riferimento allo scenario prezzi al 31 marzo 2026, la quotazione media nel primo trimestre 2026 del PUN TWA (Prezzo Unico Nazionale Time Weighted Average) si è attestata su un livello di 130,7 euro/MWh, valore in riduzione del 5,0% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (137,6 euro/MWh), ma in aumento del 14,1% rispetto al quarto trimestre 2025. La dinamica ribassista su base tendenziale del primo trimestre è principalmente attribuibile ai mesi di gennaio e febbraio, che hanno mostrato una variazione negativa rispetto al 2025 (in media -15,6%). A marzo, il forte rialzo dei prezzi del gas si è riflesso in un balzo del PUN, che è cresciuto del 19,0% rispetto a marzo 2025, portandosi ai massimi da febbraio 2025.

13


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

solly

Il primo trimestre del 2026 ha complessivamente registrato una più alta generazione rinnovabile rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie anche alla crescita delle installazioni di impianti fotovoltaici e a migliori condizioni di ventosità. Tale dinamica ha contribuito a una riduzione delle quotazioni su base tendenziale e la produzione termoelettrica si è mantenuta su livelli sostanzialmente in linea con i primi tre mesi del 2025. Analizzando le variazioni su base mensile del PUN, si osserva una crescita a gennaio rispetto ai valori degli ultimi mesi del 2025, supportata principalmente da un'ondata di freddo in Italia nei primi dieci giorni dell'anno e da un più alto ricorso alla generazione termoelettrica, in presenza anche di un calo delle importazioni nette. A febbraio, temperature stabilmente ben sopra alla norma, una solida generazione rinnovabile, trainata da solare ed eolico, e la riduzione dei costi di generazione termoelettrica, per effetto del calo dei prezzi gas ed EUA, hanno spinto il PUN al minimo del trimestre a 114,4 euro/MWh. I prezzi hanno poi registrato una crescita nell'ultimo mese del trimestre, raggiungendo un valore medio di 143,4 euro/MWh. Questo balzo è stato guidato dalla forte crescita del prezzo del gas, che incide significativamente sulle quotazioni del mercato elettrico italiano data l'elevata quota del termoelettrico nel mix di generazione (pari al 38,7% in marzo).

A febbraio, il Governo italiano ha approvato il "Decreto Bollette", convertito in Legge il 10 aprile 2026, di cui si rimanda alla descrizione nella sezione "Quadro normativo e regolamentare di riferimento", che potrebbe avere un impatto sui prezzi. Per quanto riguarda i prezzi zonali, nel primo trimestre 2026 si sono rilevate variazioni in media del -6,1%: il ribasso più marcato è stato nella zona Sud (-8,0%), che ha mostrato un maggiore distacco dalla zona Nord rispetto a quanto osservato nel 2025 per effetto di una più elevata generazione eolica. I gruppi di ore F1, F2 e F3 hanno evidenziato anch'essi un calo, in media del 5,2% rispetto al primo trimestre 2025. La fascia F2 - corrispondente ai giorni dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23, ed al sabato dalle 7 alle 23) - ha riportato il decremento più marcato (-7,1%).

L'andamento mensile rispetto all'anno precedente è rappresentato nel seguente grafico:

img-4.jpeg

Analogamente a quanto osservato sul mercato italiano, i prezzi esteri hanno mostrato variazioni al ribasso in termini tendenziali, ma al rialzo su base congiunturale. Il mercato francese ha registrato una media di 71,0 euro/MWh nel primo trimestre 2026, segnando un calo su base annuale del 28,9%. La variazione è risultata più marcata di quella avvenuta in Germania, dove i prezzi sono calati dell'8,7% raggiungendo una media di 102,2 euro/MWh, ma meno accentuata di quella registrata in Spagna, che ha evidenziato una decrescita delle quotazioni del 48,2%, attestandosi ad un valore medio di 44,2 euro/MWh.

14


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solF

Bilancio di Gas Naturale in Italia e scenario di riferimento

(Miliardi di m³) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Servizi e usi civili 11,7 11,7 0,1%
Usi industriali 3,1 3,0 1,5%
Usi termoelettrici 6,4 6,3 1,0%
Consumi e perdite di sistema ed esportazioni 0,9 0,8 8,1%
Totale domanda 22,0 21,8 0,9%

Fonte: Snam Rete Gas (2025 e gennaio 2026: dati bilancio definitivo, febbraio e marzo 2026: dati bilancio provvisorio).

Nel primo trimestre del 2026, i consumi di gas naturale in Italia si sono attestati a 22 miliardi di metri cubi, in aumento di 0,2 miliardi di metri cubi (+0,9%) rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel periodo in esame, tutti i settori hanno registrato variazioni positive su base annua.

La domanda gas del settore industriale ha chiuso poco al di sopra rispetto al primo trimestre dello scorso anno, registrando un totale pari a 3,1 miliardi di metri cubi (+1,5% rispetto al primo trimestre 2025). I consumi industriali non hanno mostrato flessioni nemmeno durante il mese di marzo, nonostante il notevole rialzo dei prezzi del gas.

Anche il settore termoelettrico ha registrato un incremento dei consumi (+1% rispetto al primo trimestre dello scorso anno), attestandosi a 6,4 miliardi di metri cubi (+0,1 miliardi di metri cubi rispetto al primo trimestre 2025). La crescita della generazione da impianti a gas naturale si è concentrata nel mese di gennaio 2026, sostenuta da una domanda elettrica elevata, dalla riduzione della produzione idroelettrica e dal marcato calo delle importazioni di energia elettrica dai Paesi limitrofi. Al contrario, nei mesi di febbraio e marzo 2026 si è osservata una contrazione su base annua dei consumi del settore, dovuta principalmente all'elevata produzione da fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico) e all'aumento dei flussi di importazione, che hanno più che compensato sia l'incremento della domanda elettrica sia la minore produzione idroelettrica. Il settore della distribuzione (che comprende l'uso domestico, o residenziale, e i servizi) ha mostrato una sostanziale stabilità, con volumi pari a 11,7 miliardi di metri cubi (+0,1% rispetto al primo trimestre 2025). Temperature inferiori alle medie stagionali hanno determinato un aumento dei consumi durante il mese di gennaio 2026, mentre, a febbraio, temperature mediamente più elevate rispetto all'anno precedente hanno determinato una contrazione. Nel mese di marzo, i consumi si sono mantenuti in linea con quelli del primo trimestre 2025.

Infine, rispetto al primo trimestre del 2025, l'Italia ha registrato maggiori esportazioni dalla rete nazionale (incluse nella voce "consumi e perdite di sistema ed esportazioni"), concentrate nei primi due mesi del 2026, prevalentemente al punto di uscita di Tarvisio.

In termini di fonti di approvvigionamento, il primo trimestre 2026 ha registrato:

  • una produzione nazionale in diminuzione (-0,2 miliardi di mc; -20% vs. 2025);
  • importazioni di gas in aumento (+1,4 miliardi di mc; +10% vs. 2025);
  • una diminuzione dei volumi erogati da stoccaggio (-1,1 miliardi di mc; -16% vs. 2025).

Nel corso del primo trimestre 2026 il prezzo del gas spot in Italia si è attestato a 44,1 c€/smc, registrando una contrazione del -13,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. La variazione su base congiunturale è invece risultata in crescita, evidenziando un incremento del 29,9%, riflettendo il sensibile aumento osservato nel mese di marzo. In gennaio e febbraio le quotazioni sono risultate inferiori a quanto osservato nei primi due mesi dell'anno precedente, grazie alla maggiore disponibilità globale di GNL. I prezzi sono poi aumentati in marzo, portandosi ben al di sopra dei livelli dello scorso anno, a seguito dell'inizio delle ostilità in Medio Oriente, pur rimanendo ben lontani dai massimi storici del 2022.

I mercati gas del Nord Europa hanno mostrato movimenti al ribasso rispetto allo stesso periodo del 2025, in linea con quanto osservato in Italia: il TTF, principale riferimento per il gas in Europa, ha chiuso il primo trimestre 2026 a quota 41,8 c€/smc, con un decremento del 16,0% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il calo su base tendenziale è stato guidato da una maggiore produzione rinnovabile rispetto al primo trimestre 2025, che ha contenuto la domanda gas per la generazione elettrica in tutt'Europa. A gennaio, temperature rigide e un'ondata di freddo hanno determinato un aumento stagionale dei consumi e un'accelerazione nei prelievi da stoccaggio, mentre a

15


emarket

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026

solF

febbraio e marzo sono prevalse condizioni meteorologiche più miti. A livello europeo i siti di stoccaggio al 31 marzo erano pieni solo al 28%, ben 18 punti percentuali in meno rispetto alla media degli ultimi cinque anni, determinando un elevato fabbisogno di iniezione per la stagione estiva. L'Europa ha confermato la significativa dipendenza dalle importazioni di GNL, che nel primo trimestre hanno mostrato un trend di crescita, raggiungendo a marzo i massimi da maggio 2023.

A partire dal 28 febbraio e per tutto il mese di marzo, l'escalation del conflitto militare in Medio Oriente a seguito degli attacchi di Stati Uniti e Israele all'Iran ha determinato l'interruzione del transito attraverso lo Stretto di Hormuz dei carichi di GNL provenienti da Qatar ed Emirati Arabi Uniti, che rappresentano circa il 20% delle forniture globali, con possibili riduzioni delle importazioni europee a partire da aprile. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo, in particolare all'impianto di Ras Laffan in Qatar - dove un attacco missilistico il 19 marzo ha reso indisponibile il 17% della capacità produttiva - hanno ulteriormente aggravato la situazione, aumentando la volatilità dei prezzi. In tale contesto di incertezza sulla durata del conflitto e sui tempi di ripristino della produzione, i timori di un mercato globale più ristretto e di una maggiore competizione tra Europa e Asia per l'approvvigionamento di GNL hanno supportato al rialzo le aspettative di prezzo per i prossimi mesi.

Lo spread PSV-TTF ha registrato una media di 2,4 c€/smc, in rialzo del 53,7% rispetto al primo trimestre 2025, quando si era attestato a 1,5 c€/smc. La crescita del differenziale tra i due hub è stata principalmente guidata dalle maggiori importazioni via gasdotto dal Nord Europa attraverso Passo Gries, che sono salite del 20% su base annuale. I terminali italiani di GNL hanno mantenuto un forte livello di operatività e i loro volumi hanno rappresentato il 34% del totale delle importazioni nazionali nel primo trimestre del 2026. Le elevate importazioni hanno consentito ai siti di stoccaggio italiani di chiudere la stagione invernale in una posizione più favorevole rispetto al nord Europa: al 31 marzo il livello di riempimento ha raggiunto il 43%, a fronte della media europea del 28%.

L'andamento mensile del PSV rispetto all'anno precedente è rappresentato nel seguente grafico:

img-5.jpeg


emarket
self- storage
CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

Quadro normativo e regolamentare di riferimento

Nel seguito si evidenziano i tratti salienti delle principali tematiche oggetto dell'evoluzione normativa e regolatoria relativa al primo trimestre 2026 per i diversi ambiti del business aziendale.

Energia Elettrica

Riforma del processo di cambio fornitore

L'ARERA, con la Delibera 58/2026/R/eel, interviene sul processo di cambio fornitore nel settore dell'energia elettrica, inserendosi nel contesto di una più ampia riforma della materia, anche alla luce delle recenti linee guida pubblicate a livello europeo e nazionale. Il provvedimento definisce le modalità volte a garantire ai clienti il diritto di passare a un nuovo fornitore in tempi rapidi, prevedendo una procedura tecnica ridotta a 24 ore lavorative per i clienti domestici non morosi e, in ogni caso, una durata complessiva del processo non superiore a tre settimane.

La riforma, sebbene già nota e attesa, implica interventi rilevanti sui sistemi informativi e lascia prevedere una revisione più ampia dell'intero quadro regolatorio, incentrato sullo switching come elemento cardine per l'organizzazione e il funzionamento del mercato della vendita di energia.

Oltre agli interventi operativi, che avranno un impatto significativo in termini di adeguamento dei processi e degli strumenti informatici, si prospettano ulteriori conseguenze. Tra queste, un probabile aumento dei tassi di churn, con conseguente incremento dei costi commerciali, una maggiore volatilità e imprevedibilità del portafoglio clienti e un possibile aumento del cosiddetto turismo energetico, sia da parte di clienti morosi sia da parte di clienti che potrebbero sfruttare cambi frequenti per beneficiare di bonus di benvenuto o di altre leve commerciali offerte dai venditori; in ultimo un generale aumento della pressione commerciale volta ad individuare sempre offerte innovative e maggiormente convenienti per attrarre e fidelizzare i clienti. La riforma entrerà in vigore il 1° dicembre 2026.

Gas

Regolamento (UE) 2026/261 relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo

In data 2 febbraio è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Ue il Regolamento (UE) 2026/261, concernente l'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale proveniente dalla Federazione russa. Il provvedimento prevede un regime transitorio differenziato per tipologia contrattuale per il divieto di importazione nell'Unione di gas russo: per i contratti a breve termine conclusi prima del 17 giugno 2025, il divieto si applica dal 25 aprile 2026 per il GNL e dal 17 giugno 2026 per il gas via gasdotto; per i contratti a lungo termine di importazione di GNL, il divieto decorre dal 1° gennaio 2027; per il gas via gasdotto nell'ambito di contratti a lungo termine, le importazioni sono consentite fino al 30 settembre 2027, prorogabile al 1° novembre 2027 qualora gli Stati Membri incontrino difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio. Il regolamento istituisce altresì un regime di autorizzazione preventiva per tutte le importazioni di gas naturale nell'Unione, applicabile a decorrere dal 18 febbraio 2026, con oneri informativi differenziati a seconda dell'origine del gas; per le importazioni di gas non russo, è richiesta la comunicazione del Paese di produzione con un anticipo minimo di cinque giorni. In attuazione del Regolamento, è stato pubblicato l'atto di esecuzione che individua i Paesi esentati dalla procedura di pre-autorizzazione per il gas non russo, tra cui Norvegia, Regno Unito, Stati Uniti, Nigeria, Algeria e Qatar. Il regolamento prevede infine meccanismi di monitoraggio coordinato tra Commissione, ACER, EPPO e OLAF, sanzioni massime fissate al 3,5% del fatturato annuo mondiale o a 40 milioni di euro, e una clausola di emergenza che consente alla Commissione di sospendere temporaneamente il divieto per un massimo di quattro settimane in caso di dichiarata emergenza di approvvigionamento.

Tematiche Trasversali

DL Bollette (21/2026), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2026 ed entrato in vigore nella medesima data, convertito in Legge n.49 del 10 aprile 2026 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18 aprile 2026 ed entrata in vigore il 19 aprile 2026. Il provvedimento introduce misure di sostegno ai nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità

17


CERTIFIED

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

economica, attraverso un contributo straordinario aggiuntivo rispetto al bonus sociale elettrico, nonché interventi rivolti alle famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro, anche mediante meccanismi di sconto in bolletta su base volontaria da parte dei venditori. Il provvedimento introduce poi misure rivolte al rimborso degli oneri ETS e di trasporto agli impianti termoelettrici, nonché disposizioni in attuazione del Regolamento (UE) n.1227/2011, alla vendita del gas stoccato da parte del GSE e di SNAM nell'ambito del riempimento di ultima istanza del 2022 e all'introduzione, da parte di ARERA, di un servizio di liquidità basato sulla sottoscrizione di contratti tra SNAM e gli operatori selezionati tramite procedure competitive. Il Decreto reca inoltre disposizioni a favore delle imprese, introducendo una riduzione della componente ASOS finanziata tramite un incremento del 2% dell'aliquota IRAP per gli operatori del settore energetico per il 2026 e il 2027. Durante l'esame parlamentare sono state poi introdotte diverse misure d'interesse per il mercato retail e per la tutela dei consumatori. Sono previste misure per la promozione dei contratti di lungo termine (PPA) e per la diffusione delle fonti rinnovabili, nonché in materia di saturazione virtuale della rete, biometano, sviluppo dei data center e meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti.

DL Infrastrutture (32/2026) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'11 marzo 2026 ed entrato in vigore il 12 marzo 2026, dovrà essere convertito in Legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento introduce disposizioni urgenti in materia di infrastrutture e, in particolare, prevede che, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un'istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell'originaria autorizzazione.

Digs Market Design (3/2026), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 gennaio 2026 ed in vigore dal 24 gennaio 2026. Il provvedimento recepisce la Direttiva Europea 2024/1711 sul miglioramento del mercato dell'energia elettrica dell'Unione e introduce un insieme di misure volte a rafforzare la tutela dei consumatori e la flessibilità del sistema elettrico, intervenendo, in particolare, sui meccanismi di switching, sulla disciplina contrattuale e sulla gestione delle congestioni di rete. In tale ambito, è differito al 2026 il termine per l'introduzione dello switching del fornitore in 24 ore. Sono previste specifiche disposizioni a tutela dei clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica, demandando ad ARERA il compito di assicurare adeguati livelli di protezione, anche rispetto al rischio di interruzione della fornitura. Il Decreto riconosce inoltre ai clienti finali il diritto di stipulare, su richiesta, contratti di fornitura a tempo determinato e a prezzo fisso di durata almeno annuale, prevedendo obblighi in capo ai fornitori con più di 200.000 clienti. Contestualmente, introduce limiti alle modifiche unilaterali dei contratti, stabilendo che, per le forniture a prezzo fisso e durata determinata, non possano essere alterate le condizioni economiche e temporali né disposta la risoluzione anticipata. Il provvedimento reca altresì disposizioni in materia di flessibilità del sistema elettrico, prevedendo la possibilità di stipulare accordi di connessione flessibile con Terna o i gestori di rete nelle aree congestionate, con definizione delle capacità di immissione e prelievo, degli oneri e della durata, nonché la possibilità di rendere tali connessioni permanenti nei casi in cui il potenziamento della rete non risulti efficiente.

Regolamento (UE) 2026/667 che istituisce un obiettivo climatico UE al 2040

Il 18 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento (UE) 2026/667, che modifica la legge europea sul clima introducendo un obiettivo intermedio vincolante di riduzione netta delle emissioni di gas serra del 90% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2040. Il provvedimento stabilisce che almeno l'85% delle riduzioni dovrà essere conseguito all'interno dell'Unione, con la possibilità di ricorrere, a partire dal 2036, a crediti internazionali fino a un limite del 5% delle emissioni nette del 1990, riservati ai settori non coperti dall'EU ETS e subordinati a criteri di integrità, addizionalità, permanenza e monitoraggio. Il regolamento posticipa di un anno l'entrata a pieno regime del sistema ETS2 per trasporti stradali, edifici e altri settori, portandola dal 2027 al 2028, e introduce elementi di maggiore flessibilità nel quadro post-2030, con riferimento alle rimozioni permanenti di carbonio basate nell'Unione. A decorrere dal 6 marzo 2027, e successivamente ogni due anni, la Commissione è tenuta a valutare l'attuazione dei traguardi definiti nel regolamento e a riferirne al Parlamento e al Consiglio, con possibilità di accompagnare tali valutazioni con proposte legislative.

18


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

editi storage

CERTIFIED

Prospetti di sintesi

Conto economico consolidato

(in milioni di euro) 1° trimestre 2026 1° trimestre 2025
Ricavi di vendita 4.691 5.540
Altri ricavi e proventi 44 11
Totale ricavi 4.735 5.551
Costi per commodity e logistica (-) (4.050) (4.866)
Altri costi e prestazioni esterne (-) (193) (197)
Costi del personale (-) (115) (111)
(Svalutazioni) ripristini di valore su crediti (8) (7)
Altri oneri (-) (19) (10)
Margine operativo lordo 350 360
Variazione netta di fair value su derivati (commodity e cambi) (91) 6
Ammortamenti (-) (135) (124)
(Svalutazioni) ripristini di valore su immobilizzazioni - -
Altri proventi (oneri) Attività non Energy (23) (39)
Risultato operativo 101 203
Proventi (oneri) finanziari netti sul debito 3 3
Altri proventi (oneri) finanziari netti (19) -
Proventi (oneri) su cessione crediti pro-soluto (13) (17)
Proventi (oneri) da partecipazioni - -
Risultato prima delle imposte 72 189
Imposte sul reddito (19) (63)
Risultato netto da Continuing Operations 53 126
Risultato netto da Discontinued Operations - 24
Risultato netto 53 150
di cui:
Risultato netto di competenza di terzi 12 11
Risultato netto di competenza di Gruppo 41 139

emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

edit storage

CERTIFIED

Stato patrimoniale consolidato

31.03.2026 31.12.2025
(in milioni di euro)
ATTIVITA'
Immobili, impianti e macchinari 4.289 4.191
Immobilizzazioni immateriali 342 362
Avviamento 2.126 2.102
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 175 167
Altre attività finanziarie immobilizzate 105 103
Attività per imposte anticipate 545 473
Crediti per imposte non correnti 2 2
Altre attività non correnti 240 227
Fair Value 114 42
Attività per leasing finanziari 51 50
Totale attività non correnti 7.989 7.719
Rimanenze 75 158
Crediti commerciali 2.748 2.463
Crediti per imposte correnti 40 42
Altre attività correnti 531 538
Fair Value 670 298
Attività finanziarie correnti 27 25
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 1.655 1.522
Totale attività correnti 5.746 5.046
Attività in dismissione - -
Totale attività 13.735 12.765
PASSIVITA'
Capitale sociale 4.736 4.736
Riserve e utili (perdite) portati a nuovo 1.489 1.420
Riserva di altre componenti del risultato complessivo (132) 42
Risultato netto di competenza di Gruppo 41 240
Totale patrimonio netto attribuibile ai soci della controllante 6.134 6.438
Patrimonio netto attribuibile ai soci di minoranza 380 383
Totale patrimonio netto 6.514 6.821
Benefici ai dipendenti 25 26
Fondi di smantellamento e ripristino siti 134 129
Fondi per rischi e oneri diversi 286 150
Fondi rischi su vertenze Attività non Energy 894 879
Passività per imposte differite 60 73
Altre passività non correnti 95 92
Fair Value 174 27
Debiti finanziari non correnti 922 854
Totale passività non correnti 2.590 2.230
Debiti commerciali 2.515 2.393
Debiti per imposte correnti 98 68
Altre passività correnti 812 666
Fair Value 818 201
Debiti finanziari correnti 362 359
Totale passività correnti 4.605 3.687
Passività in dismissione 26 27
Totale passività e patrimonio netto 13.735 12.765

emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

editi

storiografia

CERTIFIED

Variazione del patrimonio netto consolidato

(in milioni di euro) Capitale Sociale Riserve e utili (perdite) portati a nuovo Riserva di altre componenti del risultato complessivo Risultato netto di competenza di Gruppo Totale Patrimonio Netto attribuibile ai soci della controllante Patrimonio Netto attribuibile ai soci di minoranza Totale Patrimonio Netto
Soldi al 31 dicembre 2025 4.736 1.420 42 240 6.438 383 6.821
Destinazione risultato esercizio precedente - 240 - (240) - - -
Distribuzione dividendi e riserve (*) - (169) - - (169) (15) (184)
Variazione area di consolidamento - - - - - - -
Altri movimenti - (2) - - (2) - (2)
Totale risultato netto complessivo - - (174) 41 (133) 12 (121)
di cui:
- Variazione del risultato complessivo - - (174) - (174) - (174)
- Risultato netto al 31 marzo 2026 - - - 41 41 12 53
Soldi al 31 marzo 2026 4.736 1.489 (132) 41 6.134 380 6.514

img-6.jpeg
Variazione del patrimonio netto attribuibile ai soci della controllante (M€)

img-7.jpeg

(*) L'Assemblea degli azionisti di Edison Spa, tenutasi in data 30 marzo 2026, ha deliberato di destinare una quota dell'utile dell'esercizio 2025, per complessivi 169 milioni di euro, a dividendo per le azioni di risparmio e ordinarie. Tale importo è stato pagato in data 29 aprile 2026 e risulta iscritto al 31 marzo 2026 alla voce "Altre passività correnti". L'importo relativo al Patrimonio Netto attribuibile ai soci di minoranza si riferisce a dividendi di pertinenza di terzi azionisti distribuiti dalla controllata Edison Rinnovabili nel mese di marzo 2026.

21


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solvency

CERTIFIED

Performance economica e finanziaria

Ricavi, Margine operativo lordo e Risultato operativo di Gruppo e per area di Business

(in milioni di euro) 1° Trimestre 1° Trimestre Variazione Variazione %
2026 2025
Generazione e Flessibilità
Ricavi di vendita 1.697 1.637 60 3,7%
Margine operativo lordo 167 177 (10) (5,6%)
Risultato operativo 104 111 (7) (6,3%)
Gas Supply e Sviluppo Green Gases
Ricavi di vendita 2.692 3.711 (1.019) (27,5%)
Margine operativo lordo 110 90 20 22,2%
Risultato operativo (3) 92 (95) n.s.
Clienti e Servizi (1)
Ricavi di vendita 2.336 2.493 (157) (6,3%)
Margine operativo lordo 80 94 (14) (14,9%)
Risultato operativo 28 48 (20) (41,7%)
Corporate e Risanamento Ambientale (2)
Ricavi di vendita 45 48 (3) (6,3%)
Margine operativo lordo (7) (1) (6) n.s.
Risultato operativo (39) (47) 8 17,0%
Elisioni
Ricavi di vendita (2.079) (2.349) 270 11,5%
Margine operativo lordo - - - n.s.
Risultato operativo 11 (1) 12 n.s.
Gruppo Edison
Ricavi di vendita 4.691 5.540 (849) (15,3%)
Margine operativo lordo 350 360 (10) (2,8%)
Risultato operativo 101 203 (102) (50,2%)

(1) Comprende Edison Energia e le sue controllate (di seguito Edison Energia) ed Edison Next e le sue controllate (di seguito Edison Next).
(2) Include l'attività della capogruppo Edison Spa pertinente alla gestione centrale e trasversale, ovvero non direttamente collegata ad un business specifico e talune società holding e attive nei settori ambientale e immobiliare.

I ricavi di vendita del primo trimestre 2026 mostrano un trend in riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a 4.691 milioni di euro, principalmente a causa della riduzione dei volumi di gas e dello scenario prezzi.

Il margine operativo lordo si attesta a 350 milioni di euro, in riduzione del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, in particolare per una contrazione dei margini delle aree di Business Generazione e Flessibilità e Clienti e Servizi.

Il risultato operativo si attesta a 101 milioni di euro, in riduzione del 50,2% rispetto al primo trimestre del 2025, principalmente in conseguenza della variazione netta di fair value relativa alle attività di hedging.

Si rimanda ai paragrafi seguenti per un'analisi più approfondita dell'andamento nelle singole aree di Business.

22


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solly

Generazione e Flessibilità
Fonti

(GWh) (1) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Produzione Edison: 6.270 6.611 (5,2%)
- termoelettrica 5.245 5.674 (7,6%)
- idroelettrica 341 412 (17,2%)
- eolica e altre rinnovabili 684 525 30,2%
Altri acquisti (grossisti, IPEX, ecc) (2) 7.496 5.561 34,8%
Totale fonti 13.766 12.172 13,1%

(1) Un GWh è pari a un milione di kWh; riferito a volumi fisici.
(2) Al lordo delle perdite.

Impieghi

(GWh) (1) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Vendite a segmento Clienti e Servizi 5.148 4.707 9,4%
Altre vendite (grossisti, IPEX, ecc.) 8.618 7.465 15,4%
Totale impieghi 13.766 12.172 13,1%

(1) Un GWh è pari a un milione di kWh.

Le produzioni di Edison nel corso del primo trimestre 2026 si attestano a 6.270 GWh, in diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La produzione termoelettrica risulta in calo del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente a causa di alcuni problemi di disponibilità di un impianto registrati nel primo trimestre 2026.

Le produzioni idroelettriche mostrano un decremento del 17,2% attribuibile principalmente alla scarsa idraulicità che si è verificata nel primo trimestre dell'esercizio in corso. Per quanto riguarda la produzione eolica e da altre fonti rinnovabili, complessivamente si registra un incremento del 30,2% imputabile sostanzialmente alla maggiore ventosità rispetto al primo trimestre 2025 e, in misura minore, al contributo dei nuovi impianti nel frattempo entrati in esercizio.

Altri indicatori industriali

MW 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Potenza installata
- termoelettrica 5.128 5.297 (3,2%)
- idroelettrica 900 900 0,0%
- eolica (*) 1.117 1.034 8,0%
- solare (*) 303 210 44,3%
Totale Potenza installata 7.448 7.441 0,1%

(*) I valori includono gli impianti completati elettromeccanicamente, anche se non ancora entrati in esercizio.

Relativamente agli altri indicatori industriali, il decremento della potenza termoelettrica installata rispetto al primo trimestre 2025 è dovuto alla cessione della centrale di Sesto San Giovanni e alla revisione (in leggero ribasso) della potenza di alcune centrali.

Sul fronte idroelettrico, non si registrano variazioni.

La potenza eolica installata incrementa dell'8,0% grazie all'entrata in esercizio a fine 2025 delle integrali ricostruzioni di 4 parchi eolici in Abruzzo per complessivi 81 MW e dell'ultima pala del campo eolico di Serra Carpaneto (circa 2 MW).

23


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solvency

CERTIFIED

Per quanto riguarda infine la potenza installata degli impianti fotovoltaici, l'incremento significativo è dovuto al completamento nel corso del 2025 di alcuni progetti di sviluppo: Concordia Sagittaria 2 (5 MW), Sezzadio (5 MW), Tudia (55 MW) e Galatina (28 MW).

Dati economici

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Termoelettrico
Margine operativo lordo 74 95 (22,1%)
Risultato operativo 45 68 (33,8%)
Rinnovabili
Margine operativo lordo 79 82 (3,7%)
Risultato operativo 42 45 (6,7%)
Altro
Margine operativo lordo 14 0 n.s.
Risultato operativo 17 (2) n.s.
Totale Generazione e Flessibilità
Margine operativo lordo 167 177 (5,6%)
Risultato operativo 104 111 (6,3%)

Il margine operativo lordo complessivo si attesta a 167 milioni di euro, inferiore di 10 milioni di euro rispetto al primo trimestre del precedente esercizio.

Il termoelettrico risulta in diminuzione, registrando minori volumi rispetto al 2025, principalmente a causa dei problemi di disponibilità di un impianto nel primo trimestre 2026.

Il settore delle rinnovabili ha conseguito un risultato trimestrale in leggera flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare:

  • l'idroelettrico nel primo trimestre 2026 ha registrato produzioni inferiori alle medie trentennali, a cui il primo trimestre 2025 risultava, invece, leggermente superiore;
  • l'eolico evidenzia un risultato superiore rispetto al primo trimestre 2025, che era stato caratterizzato da una ventosità decisamente bassa;
  • il fotovoltaico ha registrato un risultato allineato allo stesso periodo del 2025;
  • l'attività di origination ha registrato un risultato allineato allo stesso periodo del 2025.

Il portafoglio "Altro" beneficia del contributo positivo dato dalla quota di margine relativa all'attività svolta nell'ambito dell'accordo di joint venture MASA in essere con EDF Trading.

La variazione del risultato operativo rispetto al primo trimestre 2025, in diminuzione di 7 milioni di euro, riflette principalmente gli effetti sul margine operativo lordo sopra elencati.

24


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

soln

CERTIFIED

Gas Supply e Sviluppo Green Gases

Fonti

(Gas in milioni di m³) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Acquisti Long Term e altro import 3.513 3.756 (6,5%)
Altri Acquisti e produzioni 1.490 1.789 (16,7%)
Variazione stoccaggi (1) 319 260 22,7%
Totale fonti 5.322 5.805 (8,3%)
Produzioni in dismissione - 2 n.s.

(1) Include perdite di rete; la variazione negativa indica immissione a stoccaggio.

Impieghi

(Gas in milioni di m³) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Vendite Intercompany per usi industriali e civili 1.776 1.820 (2,4%)
Usi termoelettrici (intercompany e terzi) 1.429 1.555 (8,1%)
Altre vendite 2.117 2.430 (12,9%)
Totale impieghi 5.322 5.805 (8,3%)
Vendite Produzioni in dismissione - 2 n.s.

Gli Acquisti Long Term e altro import sono in riduzione del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda gli impieghi, pari a 5.322 milioni di metri cubi, si registra una riduzione delle vendite per minori consumi, sia termoelettrici, sia industriali e civili. Anche gli acquisti e le vendite sul mercato grossista risultano in riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Dati economici

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Gas Supply e Sviluppo Green Gases
Margine operativo lordo 110 90 22,2%
Risultato operativo (3) 92 n.s.

Il margine operativo lordo del primo trimestre 2026 ammonta a 110 milioni di euro, in incremento del 22,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie alle maggiori opportunità di ottimizzazione delle attività in portafoglio, anche conseguenti all'avvio delle forniture dagli Stati Uniti a partire dal secondo trimestre del 2025.

Il risultato operativo, negativo per 3 milioni di euro, risente della variazione netta negativa di fair value relativa alle attività di hedging, impattata, tra l'altro, dall'adeguamento del piano di coperture a seguito della notifica di forza maggiore da parte di QatarEnergy.

25


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solvency

CERTIFIED

Clienti e Servizi

(A) Edison Energia

Impieghi Elettricità

(GWh) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Vendite B2C 1.244 1.230 1,1%
Vendite B2B 3.904 3.477 12,3%
Totale impieghi 5.148 4.707 9,4%

I volumi di energia elettrica venduti ai clienti finali nel corso dei primi 3 mesi del 2026 sono stati pari a 5.148 GWh, con un incremento di 441 GWh rispetto allo stesso periodo dell'esercizio 2025 (+9,4%): tale incremento è principalmente riconducibile alle maggiori contrattualizzazioni sul comparto B2B.

Impieghi Gas

(Gas in milioni di m³) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Vendite B2C 306 311 (1,6%)
Vendite B2B 1.479 1.516 (2,4%)
Totale impieghi 1.785 1.827 (2,3%)

I volumi di gas naturale venduti ai clienti finali nel corso dei primi 3 mesi del 2026 sono stati pari a 1.785 milioni di metri cubi, in riduzione del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio 2025 (-42 milioni di metri cubi), principalmente per effetto della riduzione dei consumi sul settore industriale (B2B); per quanto riguarda il settore B2C la crescita del portafoglio di clienti serviti non riesce a compensare la riduzione dei consumi medi di portafoglio rispetto al 2025.

Altri indicatori industriali

1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
N° siti commodity + contratti VAS (x 1.000) 3.182 3.058 4,1%
N° punti vendita 1.127 1.034 9,0%

Il portafoglio clienti, che include i contratti energia elettrica, gas, fibra e Servizi a Valore Aggiunto (VAS) ricorrenti, si attesta a poco meno di 3,2 milioni di contratti complessivi. La crescita netta di circa 124.000 contratti è riconducibile sia allo sviluppo organico sul mercato B2C, sia alle forniture B2B derivanti dai Bandi CONSIP aggiudicati a Edison Energia. Nel corso degli ultimi 12 mesi si è investito sul consolidamento della presenza territoriale di Edison Energia, attraverso l'apertura di 93 nuovi punti vendita gestiti da partner, ma caratterizzati dal marchio Edison, con installatori e con operatori di altri settori merceologici.

L'obiettivo di Edison Energia è perseguire un miglioramento continuo nel livello di servizio offerto ai clienti, garantendo una presenza territoriale più efficace e capillare, standard qualitativi elevati e una risposta tempestiva alle esigenze locali.

26


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

edit·

storiografia

CERTIFIED

Dati economici

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Edison Energia
Margine operativo lordo 45 58 (22,4%)
Risultato operativo 20 36 (44,4%)

Il margine operativo lordo dei primi 3 mesi del 2026 è positivo per 45 milioni di euro, in riduzione di 13 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025 (-22,4%). Questo peggioramento è attribuibile a una contrazione della marginalità sia delle vendite del settore B2B che B2C, solo in parte compensata dallo sviluppo organico del portafoglio.

Il risultato operativo è positivo per 20 milioni di euro, in riduzione di 16 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025 (-44,4%); la variazione è principalmente imputabile alle dinamiche di contrazione del margine operativo lordo già descritte, a cui si aggiunge un incremento degli ammortamenti legati allo sviluppo del portafoglio B2C.

(B) Edison Next

Indicatori industriali

1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Punti luce gestiti (Milioni) 1,27 1,32 (3,8%)
Fotovoltaico – potenza installata (MW) (*) 143,3 98,1 46,1%
Calore distribuito TLR (GWh) (**) 49,6 40,0 24,0%

() MW installati includono gli impianti in modalità ESCO o di proprietà, completati elettromeccanicamente, anche se non ancora entrati in esercizio.
(
*) Escluso l'impianto di Milano2, gestito conto Terzi nel 2025.

Gli indicatori industriali a marzo 2026 evidenziano una sostanziale stabilità dei punti luce gestiti e un incremento di capacità installata di impianti fotovoltaici presso i clienti in modalità ESCO, cresciuti da 98,1 MW di marzo 2025 a 143,3 MW. L'incremento del calore distribuito dalle reti di teleriscaldamento deriva per lo più dal contributo delle nuove reti, avviate a fine 2025 nei comuni di Borgo San Dalmazzo, Romano di Lombardia e Rivoli.

Dati economici

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Edison Next
Margine operativo lordo 35 36 (2,8%)
Risultato operativo 8 12 (33,3%)

Con riferimento al margine operativo lordo ed al risultato operativo, si evidenzia un effetto sostanzialmente in linea rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e in particolare:

  • il contributo positivo derivante dalle attività presso i clienti industriali;
  • l'incremento del perimetro relativo alle attività di Edison Next Spain, collegate alle acquisizioni effettuate a inizio 2026;
  • la riduzione del perimetro relativo alle attività cedute in Polonia a fine 2025.

emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

edit·sborse

CERTIFIED

Dati economici totali segmento Clienti e Servizi (Edison Energia ed Edison Next)

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Clienti e Servizi
Margine operativo lordo 80 94 (14,9%)
Risultato operativo 28 48 (41,7%)

Corporate e Risanamento Ambientale
Dati economici

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Margine operativo lordo (7) (1) n.s.
Risultato operativo (39) (47) 17,0%

Risanamento ambientale

(in milioni di euro) 1° Trimestre 2026 1° Trimestre 2025 Variazione %
Oneri sostenuti (17) (39) (56,4%)

Nella Corporate e Risanamento Ambientale confluiscono la parte dell'attività della capogruppo Edison Spa di gestione centrale e trasversale, ovvero non direttamente collegata ad un business specifico, e talune società holding e attive nei settori ambientale e immobiliare.

Il margine operativo lordo è in riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in parte legata a un lieve incremento di costi fissi.

Il risultato operativo, in lieve miglioramento, beneficia principalmente di minori accantonamenti legati alle attività di risanamento ambientale relative alle aree industriali ex-Montedison.

Gli oneri sostenuti da Edison per il risanamento ambientale delle aree ex-Montedison ammontano a 17 milioni di euro, in flessione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

28


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solvency

Alla luce dei risultati sopra esposti relativi alle singole aree di business, complessivamente il Risultato operativo del Gruppo è positivo per 101 milioni di euro, in decremento rispetto ai 203 milioni di euro del primo trimestre 2025.

Oltre alla dinamica dei margini industriali precedentemente commentata e ad oneri netti per Attività non Energy per 23 milioni di euro (39 milioni di euro nel primo trimestre 2025), su tale risultato hanno inciso:

  • la variazione netta di fair value su derivati, negativa per 91 milioni di euro (positiva per 6 milioni di euro nel primo trimestre 2025);
  • gli ammortamenti per 135 milioni di euro (124 milioni di euro nel primo trimestre 2025).

Di seguito si riportano i dettagli delle voci sopra indicate.

Variazione netta di fair value su derivati (commodity e cambi)

Variazione netta di fair value su derivati (commodity e cambi) (in milioni di euro) Definibili di copertura (CFH) (*) Definibili di copertura (FVH) Non definibili di copertura Totale variazione netta di fair value
1° Trimestre 2026
Gestione del rischio prezzo di prodotti energetici (13) (66) (81) (160)
Gestione del rischio cambio su commodity 2 3 1 6
Variazione di fair value contratti fisici (FVH) - 63 - 63
Totale 2026 (11) - (80) (91)
1° Trimestre 2025
Gestione del rischio prezzo di prodotti energetici 5 37 2 44
Gestione del rischio cambio su commodity - (11) - (11)
Variazione di fair value contratti fisici (FVH) - (27) - (27)
Totale 2025 5 (1) 2 6

(*) Si riferisce alla parte inefficace.

La variazione netta di fair value registrata nel primo trimestre 2026 riflette, tra l'altro, gli effetti della discontinuaione di alcune coperture a causa delle mancate consegne di gas previste dal Qatar; QatarEnergy ha infatti comunicato l'interruzione delle consegne a decorrere dal mese di aprile e fino a circa l'inizio di luglio 2026 per forza maggiore in relazione al perdurare delle ostilità nello stretto di Hormuz.

Ammortamenti

Il seguente grafico mostra il dettaglio degli ammortamenti per area di business.

img-8.jpeg

img-9.jpeg


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

sdir storage

CERTIFIED

Da Risultato operativo a Risultato netto di Gruppo

(in milioni di euro) 1° trimestre 2026 1° trimestre 2025 Variazione %
Risultato operativo 101 203 (50,2%)
Proventi (oneri) finanziari netti sul debito 3 3 0,0%
Altri proventi (oneri) finanziari netti (19) - n.s.
Proventi (oneri) su cessione crediti pro-soluto (13) (17) 23,5%
Proventi (oneri) da partecipazioni - - n.s.
Imposte sul reddito (19) (63) 69,8%
Risultato netto da Continuing Operations 53 126 (57,9%)
Risultato netto da Discontinued Operations - 24 n.s.
Risultato netto di competenza di terzi 12 11 9,1%
Risultato netto di competenza di Gruppo 41 139 (70,5%)

Le poste finanziarie evidenziano complessivamente oneri netti per 29 milioni di euro (14 milioni di euro di oneri netti nel primo trimestre 2025); in particolare:

  • i proventi (oneri) finanziari netti sul debito sono pari a 3 milioni di euro di proventi netti (3 milioni di euro di proventi netti nel primo trimestre 2025);
  • gli altri proventi (oneri) finanziari netti evidenziano un peggioramento rispetto al primo trimestre 2025, sostanzialmente imputabile all'andamento del cambio euro-dollaro e agli oneri legati all'attualizzazione di alcuni fondi rischi;
  • gli oneri su cessione crediti pro-soluto sono pari a 13 milioni di euro, in decremento rispetto al primo trimestre 2025 (17 milioni di euro).

Di seguito si riporta il dettaglio degli altri proventi (oneri) finanziari netti.

(in milioni di euro) 1° trimestre 2026 1° trimestre 2025 Variazioni
Oneri per attualizzazione fondi (8) (1) (7)
Utili (perdite) su cambi (*) (5) 6 (11)
Altro (6) (5) (1)
Altri proventi (oneri) finanziari netti (19) - (19)

(*) Includono i risultati delle operazioni poste in essere con EDF Sa a copertura del rischio cambio.

Le imposte sul reddito sono pari a 19 milioni di euro; l'importo include l'incremento del 2% dell'aliquota IRAP previsto per il biennio 2026-2027 dal DL Bollette (21/2026) convertito in Legge n.49 il 10 aprile 2026, con un effetto negativo di circa 3 milioni di euro sulle imposte correnti, più che compensato da un effetto positivo di circa 10 milioni di euro sulla fiscalità differita.

Il Risultato netto da Continuing Operations è positivo per 53 milioni di euro, in decremento rispetto ai 126 milioni di euro del primo trimestre 2025.

Si ricorda che il Risultato netto da Discontinued Operations relativo al primo trimestre 2025, positivo per 24 milioni di euro, includeva principalmente per un importo di circa 19 milioni di euro la plusvalenza netta derivante dalla cessione delle attività di stoccaggio del gas, facenti capo alla società Edison Stoccaggio, oltre alle voci di ricavi e proventi e di costi e oneri attribuibili a tali attività fino alla data di cessione, pari a 7 milioni di euro.

Dopo aver attribuito il risultato netto di competenza di terzi, pari ad un utile di 12 milioni di euro, che riflette essenzialmente la performance di Edison Rinnovabili (detenuta da Edison con una quota del 51%) e delle sue controllate, il Risultato netto di competenza di Gruppo è positivo per 41 milioni di euro (positivo per 139 milioni di euro nel primo trimestre 2025).

30


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

edit·sbarrage

CERTIFIED

Totale indebitamento finanziario e flussi di cassa

Il totale indebitamento finanziario al 31 marzo 2026 evidenzia una liquidità di 283 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 31 dicembre 2025 (liquidità di 219 milioni di euro).

Variazione dell'indebitamento finanziario

(in milioni di euro)

img-0.jpeg

Di seguito si riporta l'analisi della variazione dell'indebitamento finanziario:

img-1.jpeg

I principali flussi di cassa del periodo derivano dalla positiva performance operativa commentata precedentemente, dalla variazione del capitale circolante netto e da investimenti netti per 163 milioni di euro, che includono principalmente:

  • investimenti lordi in immobilizzazioni (98 milioni di euro) – prevalentemente riferiti al settore delle rinnovabili (36 milioni di euro), ad Edison Energia (28 milioni di euro) relativi quasi esclusivamente a costi incrementali sostenuti per l'ottenimento di nuovi contratti e ad Edison Next (17 milioni di euro);
  • la già citata acquisizione da parte di Edison Next Spain del 100% delle società Energyworks Fonz, Energyworks Milagros, Energyworks San Millán ed Energyworks Monzón, con un impatto complessivo sull'indebitamento pari

31


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

edit storage CERTIFIED

a 46 milioni di euro, determinato dal corrispettivo pagato al closing pari a 49 milioni di euro al netto di disponibilità liquide consolidate per circa 3 milioni di euro;

  • l'acquisizione da parte di Edison Next Spain del 50% della società Fudepor, per un corrispettivo di circa 7 milioni di euro.

Si segnala che la voce "Altro", negativa per 121 milioni di euro, include principalmente l'iscrizione di un nuovo debito di leasing per circa 96 milioni di euro, relativo all'avvio di un contratto di noleggio a lungo termine, stipulato con EDF Sa, avente durata da marzo 2026 a dicembre 2031 e riguardante una nave metaniera che concorrerà alla gestione e approvvigionamento dei carichi di GNL del contratto long-term su base FOB sviluppato con Venture Global.

Di seguito si riporta la composizione del Totale indebitamento finanziario, definito dagli Orientamenti ESMA pubblicati in data 4 marzo 2021 che CONSOB ha chiesto di adottare a partire dal 5 maggio 2021.

| Totale indebitamento finanziario
(in milioni di euro) | 31.03.2026 | 31.12.2025 | Variazioni |
| --- | --- | --- | --- |
| Debito finanziario non corrente | 922 | 854 | 68 |
| - Debiti verso banche | 524 | 529 | (5) |
| - Debiti verso società del Gruppo EDF | - | - | - |
| - Debiti per leasing | 398 | 325 | 73 |
| - Debiti verso altri finanziatori | - | - | - |
| Altre passività non correnti | 95 | 92 | 3 |
| Indebitamento finanziario non corrente | 1.017 | 946 | 71 |
| Debito finanziario corrente (esclusa la parte corrente del debito finanziario non corrente) | 254 | 271 | (17) |
| - Debiti verso banche | 130 | 130 | - |
| - Debiti verso società del Gruppo EDF | 25 | 26 | (1) |
| - Debiti da valutazione di derivati cash flow hedge | - | - | - |
| - Debiti verso altri finanziatori | 99 | 115 | (16) |
| Parte corrente del debito finanziario non corrente | 108 | 88 | 20 |
| - Debiti verso banche | 38 | 35 | 3 |
| - Debiti per leasing | 70 | 53 | 17 |
| Attività finanziarie correnti | (7) | (2) | (5) |
| - Crediti verso società del Gruppo EDF | (2) | (2) | - |
| - Crediti da valutazione di derivati cash flow hedge | - | - | - |
| - Altre attività finanziarie correnti | (5) | - | (5) |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | (1.655) | (1.522) | (133) |
| Indebitamento finanziario corrente netto | (1.300) | (1.165) | (135) |
| Indebitamento finanziario netto Attività in dismissione | - | - | - |
| Totale indebitamento finanziario
di cui: | (283) | (219) | (64) |
| Indebitamento finanziario lordo | 1.379 | 1.305 | 74 |
| di cui Altre passività non correnti | 95 | 92 | 3 |
| Liquidità | (1.662) | (1.524) | (138) |

L'indebitamento finanziario non corrente evidenzia un incremento rispetto al 31 dicembre 2025, per effetto dell'iscrizione di nuovi debiti di leasing, come precedentemente commentato.

Il debito finanziario corrente è rimasto stabile rispetto al 31 dicembre 2025; l'incremento dovuto all'iscrizione della quota corrente dei nuovi debiti di leasing è stato compensato da una riduzione dei debiti verso altri finanziatori.

Le disponibilità liquide e mezzi equivalenti sono pari a 1.655 milioni di euro, in incremento rispetto ai 1.522 milioni di euro al 31 dicembre 2025 e sono prevalentemente costituite da disponibilità di conto corrente con EDF Sa per 1.624

32


emarket

lesbore

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

milioni di euro (1.501 milioni di euro al 31 dicembre 2025). L'affidamento sul conto corrente di tesoreria con EDF Sa, pari a 199 milioni di euro, al 31 marzo 2026 non è utilizzato.

La capacità del gruppo Edison di far fronte ai propri impegni monetari previsti e imprevisti è affidata, oltre che alla propria liquidità, alla possibilità di ricorrere a linee di credito non utilizzate.

Al 31 marzo 2026 il gruppo Edison può contare sulla linea sottoscritta a novembre 2025 e non ancora utilizzata, pari a 200 milioni di euro, del Green Framework Loan 2, concesso da BEI per finanziare progetti per l'efficienza energetica e la realizzazione di impianti rinnovabili in tutto il territorio italiano. La linea di credito potrà essere utilizzata fino a novembre 2028 e ciascun tiraggio del finanziamento avrà una durata massima fino a 15 anni.

img-2.jpeg
Indebitamento finanziario lordo e sua composizione per fonte di finanziamento

La composizione dell'indebitamento finanziario lordo rispetto al 31 dicembre 2025 non evidenzia significative variazioni oltre al già citato incremento dei debiti di leasing.


emarket

Resoconto intermedio di gestione

al 31 marzo 2026

solly

Fair Value iscritto a stato patrimoniale e Riserva di Cash Flow Hedge

Fair Value iscritto a stato patrimoniale

(in milioni di euro) Iscritto tra: 31.03.2026 31.12.2025
Crediti Debiti Netto Crediti Debiti Netto
- Attività (passività) finanziarie - - - - - -
- Attività (passività) non correnti 114 (174) (60) 42 (27) 15
- Attività (passività) correnti 670 (818) (148) 298 (201) 97
Fair Value iscritto nelle attività e passività (a) 784 (992) (208) 340 (228) 112
di cui di (a) riferito a:
- gestione rischio tassi di interesse - - - - - -
- gestione rischio tassi di cambio 22 (5) 17 2 (13) (11)
- gestione rischio su commodity 651 (929) (278) 326 (193) 133
- Fair value su contratti fisici 111 (58) 53 12 (22) (10)

Rispetto ai valori iscritti al 31 dicembre 2025 l'incremento dei crediti e dei debiti riflette tra l'altro l'aumento dei prezzi registrato nel periodo sui mercati delle commodity. Per approfondimenti sulla dinamica dei prezzi delle commodity si rimanda ai paragrafi sul Quadro economico di riferimento e sull'Andamento del mercato energetico italiano.

Nel seguito si riporta invece la variazione della riserva di Cash Flow Hedge correlata ai contratti derivati e riferibile alla sospensione a patrimonio netto della parte efficace dei contratti derivati stipulati per la copertura del rischio prezzo e cambio delle commodity energetiche e del rischio tasso di interesse. Gli importi rilevati direttamente a patrimonio netto vengono riflessi nel conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'elemento coperto.

Riserva di Cash Flow Hedge

(in milioni di euro) Riserva lorda Imposte differite Riserva netta
Valore iniziale al 31.12.2025 44 (12) 32
Variazione del periodo (242) 68 (174)
Valore al 31.03.2026 (198) 56 (142)

La variazione registrata nel periodo e la riserva al 31 marzo 2026 sono essenzialmente correlate al fair value netto dei derivati in essere a copertura del rischio commodity e cambio associato alle formule presenti sia nei contratti di vendita che in quelli di approvvigionamento gas sottoscritti da Edison per la gestione dei propri asset fisici e contrattuali.

I valori, in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2025, riflettono sia l'aumento dei prezzi registrato nel periodo con riferimento a tutti i mercati delle commodity, sia il fair value di alcuni deal in buy e in sell, per i quali è stata effettuata una re-designation in cash flow hedge a fronte del mutato contesto geopolitico. L'efficacia della copertura, sia in termini di fattori di rischio coperti che di volumi oggetto di copertura, garantisce tuttavia un'equivalente variazione positiva sui flussi di cassa attesi associati ai contratti o asset fisici sottostanti (a meno della quota di inefficacia opportunamente riflessa a conto economico).

34


emarket
with storage
CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

Evoluzione prevedibile della gestione

In un contesto geopolitico di forte tensione in Medio-Oriente e di condizioni di mercato caratterizzate da una crescente competizione e da un'alta volatilità dei prezzi energetici, il gruppo Edison stima per il 2026 un EBITDA nella parte bassa dell'intervallo precedentemente comunicato, pari a 1,2 - 1,4 miliardi di euro, in attesa in particolare di una maggiore chiarezza sulle condizioni di riapertura dello stretto di Hormuz.

Fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 marzo 2026

Non si segnalano eventi di rilievo successivi al 31 marzo 2026.

Milano, 6 maggio 2026
Per il Consiglio di Amministrazione
L'Amministratore Delegato

Nicola Monti

35


CERTIFIED
R

Resoconto intermedio di gestione
al 31 marzo 2026

Dichiarazione dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari a norma delle disposizioni dell'art. 154-bis comma 2 del D.Lgs. 58/1998

I dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari di Edison Spa Ronan Lory e Roberto Buccelli dichiarano, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 2 del Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998) che l'informativa contabile contenuta nel presente Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2026 corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Milano, 6 maggio 2026

I Dirigenti Preposti alla redazione
dei documenti contabili societari
Ronan Lory
Roberto Buccelli

36