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DEA Capital — Interim / Quarterly Report 2024
Feb 13, 2025
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Interim / Quarterly Report
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Fondo di Investimento Alternativo (FIA) Immobiliare ad Apporto Privato di Tipo Chiuso denominato
"Atlantic 1 – Fondo Comune di Investimento Immobiliare di Tipo Chiuso"
RELAZIONE DI GESTIONE AL 31/12/2024


- Relazione degli Amministratori
- Situazione Patrimoniale
- Sezione Reddituale
- Nota integrativa
- Elenco dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari detenuti dal Fondo
- Estratto relazione di stima degli Esperti Indipendenti
- Relazione della Società di Revisione
Relazione degli Amministratori alla Relazione di gestione al 31 dicembre 2024
| 1. | ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE | 2 |
|---|---|---|
| 2. | DATI DESCRITTIVI DEL FONDO | 11 |
| A. | IL FONDO ATLANTIC 1 IN SINTESI | 12 |
| B. | LA CORPORATE GOVERNANCE | 15 |
| 3. | ILLUSTRAZIONE DELL'ATTIVITÀ DI GESTIONE DEL FONDO E DELLE DIRETTRICI SEGUITE NELL'ATTUAZIONE DELLE POLITICHE DI INVESTIMENTO |
24 |
| A. | L'ATTIVITÀ DI GESTIONE | 24 |
| B. | POLITICHE DI INVESTIMENTO E DI DISINVESTIMENTO | 25 |
| 4. | EVENTI DI PARTICOLARE IMPORTANZA VERIFICATISI NELL'ESERCIZIO | 29 |
| 5. | LINEE STRATEGICHE CHE SI INTENDONO ADOTTARE PER IL FUTURO | 51 |
| 6. | ILLUSTRAZIONE DEI RAPPORTI INTRATTENUTI NELL'ESERCIZIO CON ALTRE SOCIETÀ DEL GRUPPO DI CUI LA SGR FA PARTE |
52 |
| 7. | PERFORMANCE DEL FONDO E INDICATORI DI REDDITIVITÀ E FINANZIARI | 52 |
| 8. | FATTI DI RILIEVO AVVENUTI DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO | 53 |
| 9. | LA GESTIONE FINANZIARIA | 53 |
| A. | FINANZIAMENTI | 53 |
| B. | STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI | 54 |
| 10. | PROVENTI POSTI IN DISTRIBUZIONE | 54 |
| 11. | RIMBORSI PARZIALI PRO-QUOTA | 54 |
| 12. | ALTRE INFORMAZIONI | 54 |
1. Andamento del mercato immobiliare
Lo scenario macroeconomico
Nel corso del 2024 la crescita economica mondiale si è mantenuta vigorosa, nonostante alcuni fattori avversi. Il commercio mondiale è rimasto robusto, influenzato di riflesso, dall'anticipazione delle importazioni di beni a causa dell'incertezza sulla futura politica commerciale degli Stati Uniti. Permane la tendenza alla moderazione dell'inflazione, sebbene abbiano continuato a operare pressioni al rialzo sui prezzi dei servizi. Le prospettive per la crescita e l'inflazione a livello mondiale, riportate nelle proiezioni macroeconomiche formulate dagli esperti dell'Eurosistema per l'Area Euro a dicembre 2024, sono sostanzialmente invariate rispetto a quelle formulate a settembre 2024. Tuttavia, l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi ha accresciuto significativamente l'incertezza nelle politiche commerciali internazionali.
L'economia dell'Area Euro è cresciuta dello 0,4% nel terzo trimestre del 2024, superando le aspettative. Questo risultato è stato trainato principalmente dall'aumento dei consumi, sostenuto anche da fattori straordinari come il turismo estivo particolarmente vivace e dall'accumulo di scorte da parte delle imprese. Tuttavia, dai dati più recenti emerge una perdita di slancio. Le indagini evidenziano una contrazione persistente nel settore manifatturiero e un calo del ritmo di crescita nei servizi. Le imprese, frenate dalla debole domanda e dall'elevata incertezza delle prospettive economiche, stanno riducendo gli investimenti. Anche le esportazioni restano deboli, con alcuni settori europei che faticano a mantenere la propria competitività. Le proiezioni degli esperti prevedono una crescita dell'1,1% nel 2025, dell'1,4% nel 2026 e dell'1,3% nel 2027. La ripresa sarà principalmente guidata dall'aumento dei redditi reali, che dovrebbe incentivare i consumi delle famiglie, e dalla ripresa degli investimenti da parte delle imprese. Con il graduale allentarsi degli effetti della politica monetaria restrittiva, è previsto un rafforzamento della domanda interna. I rischi per la crescita economica restano orientati verso il basso. Permangono però le tensioni geopolitiche causate dai conflitti della Russia contro l'Ucraina e in Medio Oriente, suscettibili a causare interruzioni nelle forniture energetiche e negli scambi internazionali.
La graduale ripresa dell'economia dell'Area Euro dovrebbe proseguire anche nei prossimi anni. In particolare, l'aumento dei salari reali e dell'occupazione, in presenza di andamenti robusti nei mercati del lavoro, dovrebbe sostenere una ripresa in cui i consumi si confermerebbero tra le determinanti principali. La domanda interna sarebbe altresì sorretta dall'allentarsi delle condizioni di finanziamento, in linea con le aspettative di mercato circa il profilo futuro dei tassi di interesse. Si ipotizza che le politiche di bilancio, pur caratterizzate da un elevato livello di incertezza, siano complessivamente avviate su un percorso di risanamento.
L'inflazione complessiva sui dodici mesi misurata sull'indice dei prezzi al consumo (IPC) nei paesi OCSE è aumentata lievemente, portandosi al 2,6% a ottobre (2,5% nel mese precedente). Il processo di disinflazione nell'Area Euro è ormai ben avviato. Secondo le proiezioni macroeconomiche elaborate a dicembre 2024 dagli esperti dell'Eurosistema, si prevede che l'inflazione complessiva si attesti in media al 2,4% nel 2024, al 2,1% nel 2025, all'1,9% nel 2026 e al 2,1% nel 2027.
2
Dai dati preliminari pubblicati da Eurostat, emerge che a novembre l'inflazione annua è salita al 2,3% rispetto al 2,0% di ottobre. Questo aumento, ampiamente previsto, è attribuibile principalmente a un effetto base legato ai prezzi dell'energia. Al contempo, l'inflazione degli alimentari è scesa al 2,8%, mentre quella dei servizi si è ridotta al 3,9%. Per i beni, invece, si è registrato un lieve aumento, con l'inflazione che ha raggiunto lo 0,7%. Nel complesso, l'evoluzione dell'inflazione di fondo appare coerente con un ritorno stabile verso l'obiettivo prefissato.
Nonostante un allentamento a seguito delle recenti riduzioni dei tassi di interesse decise dal Consiglio direttivo, che rendono i nuovi prestiti a imprese e famiglie gradualmente meno onerosi, le condizioni di finanziamento si confermano rigide, in quanto la politica monetaria permane restrittiva e i passati rialzi dei tassi di interesse si stanno ancora trasmettendo alle consistenze dei crediti in essere1 .
La seguente tabella mostra le stime del Fondo Monetario Internazionale, rilasciate a ottobre, di crescita del PIL mondiale per il biennio 2024-2025, con evidenza delle differenze rispetto alle stime dello scorso luglio.
| Dati Consuntivi | Stime ottobre 2024 | Differenza da stime luglio 2024 |
|||
|---|---|---|---|---|---|
| 2023 | 2024 | 2025 | 2024 | 2025 | |
| Mondo | 3,3 | 3,2 | 3,2 | 0.0 | -0.1 |
| Paesi avanzati | 1,7 | 1.8 | 1.8 | 0.1 | 0.0 |
| Giappone | 1.7 | 0.3 | 1.1 | -0.4 | 0.1 |
| Regno Unito | 0.3 | 1.1 | 1.5 | 0.4 | 0.0 |
| Stati Uniti | 2,9 | 2,8 | 2,2 | 0.2 | 0.3 |
| Area Euro | 0.4 | 0.8 | 1.2 | -0.1 | -0.3 |
| Italia | 0.7 | 0.7 | 0.8 | 0.0 | -0.1 |
| Paesi Emergenti | 4.4 | 4.2 | 4,2 | 0.0 | -0.1 |
| Russia | 3.6 | 3.6 | 1.3 | 0.4 | -0,2 |
| Cina | 5,2 | 4.8 | 4,5 | -0.2 | 0.0 |
| India | 8.2 | 7.0 | 6.5 | 0.0 | 0.0 |
| Brooilo | 20 | 20 | 22 | 00 | 0 2 |
Tabella 1 – Crescita del PIL a livello mondiale (variazioni percentuali)
Fonte: FMI, World Economic Outlook – aggiornamento ottobre 2024
Per il 2024 si prevede un incremento del PIL mondiale pari al 3,2% (in linea con le previsioni di luglio 2024); il tasso di crescita previsto per il 2025 risulta stabile. Tra i paesi emergenti l'India e la Cina sono quelli per i quali si prevede un maggior incremento del PIL, rispettivamente pari a 7,0% e 4,8%, mentre nelle economie avanzate si prevede che il PIL degli Stati Uniti possa crescere del 2,8%, quello del Giappone dello 0,3% e quello dell'Area Euro dello 0,8%2 .
Nel terzo trimestre di quest'anno, il PIL dell'Area Euro ha registrato un aumento pari allo 0,4% (rispetto al +0,2% del secondo trimestre) in aumento rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Sempre nel terzo trimestre, all'interno dell'Area Euro, la Francia ha registrato un aumento congiunturale del PIL pari allo 0,4% (+0,2% nel trimestre precedente), la Germania ha registrato una lieve crescita pari a 0,1% (-
1 Fonte: BCE – Bollettino Economico numero 8, gennaio 2025
2 Fonte: FMI – World Economic Outlook, ottobre 2024
0,3% nel trimestre precedente). Con riferimento all'Italia, invece, il PIL nel terzo trimestre risulta stabile rispetto al trimestre precedente, (+0,2% nel secondo trimestre)3 .
Nella riunione del 12 dicembre 2024 il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) ha ridotto di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della politica monetaria. Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la BCE scendono rispettivamente al 3,15%, al 3,40% e al 3,00%. La BCE, intrapreso il programma di "quantitative tightening", sta riducendo il portafoglio del Programma di Acquisto di Attività (PAA) a un ritmo misurato e prevedibile, in quanto l'Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Riguardo al Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme, PEPP), l'Eurosistema non reinveste più tutto il capitale rimborsato sui titoli in scadenza, riducendo il portafoglio di 7,5 miliardi di euro al mese, in media. Il Consiglio direttivo terminerà i reinvestimenti nel quadro di tale programma alla fine del 2024.
Il tasso benchmark sulla scadenza a dieci anni è risultato, nella media di novembre, pari a 4,36% negli USA (4,09% nel mese precedente), a 2,31% in Germania (2,25% nel mese precedente) e a 3,45% in Italia (3,38% nel mese precedente e 4,25% dodici mesi prima). Lo spread tra il rendimento sul decennale dei titoli di Stato italiani e tedeschi si è attestato a 114 punti base (come nel mese precedente)4 .
Con riferimento all'Italia, dal lato degli aggregati della domanda interna, i consumi finali nazionali nel terzo trimestre del 2024 sono aumentati dell'1,0% mentre gli investimenti fissi lordi si sono ridotti dell'1,2% rispetto al trimestre precedente.
Per quel che riguarda i flussi con l'estero, le importazioni crescono dell'1,2% mentre le esportazioni diminuiscono dello 0,9%5 .
A dicembre 2024, l'indice di fiducia dei consumatori, che misura l'aspettativa delle famiglie italiane sullo stato attuale e sulle previsioni economiche, ha mostrato una lieve variazione percentuale positiva dello 0,5% rispetto ai valori registrati all'inizio dell'anno. Allo stesso modo, l'indice di fiducia delle imprese italiane ha registrato un decremento del 2,0%; in particolare, il clima di fiducia è diminuito nel settore manifatturiero dell'1,8%, nelle costruzioni del 5,3% e nei servizi del 2,4%; è invece aumentato nel settore del commercio al dettaglio del 3,0%6 .
Il tasso di disoccupazione registrato a ottobre 2024 è sceso rispetto al mese precedente, attestandosi al 5,8% (6% il mese precedente; 7,8% dodici mesi prima). La disoccupazione giovanile (15-24 anni), nello stesso mese, è diminuita rispetto al periodo precedente al 17,7% dal 18,9% (22,9% un anno prima). Il tasso di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile attestandosi al 62,5% (62,4% nel mese precedente; 61,9% un anno prima).
3 Fonte: ABI – Monthly Outlook, dicembre 2024
4 Fonte: ABI - Monthly Outlook, dicembre 2024
5 Fonte: ISTAT - Conti Economici Trimestrali, III trimestre 2024
6 Fonte: ISTAT - Clima di fiducia dei consumatori e delle imprese manifatturiere, di costruzione, del commercio al dettaglio e dei servizi, dicembre 2024
A ottobre 2024, l'andamento dei prestiti alle imprese non finanziarie ha registrato un calo pari al 3,1% mentre la dinamica tendenziale del totale dei prestiti alle famiglie è scesa dello 0,2%. A ottobre 2024, l'ammontare complessivo dei mutui in essere delle famiglie ha registrato un lieve aumento rispetto al mese precedente attestandosi allo 0,7% (0,6% nel mese precedente).
I crediti deteriorati netti, ovvero l'insieme delle sofferenze, inadempimenti probabili ed esposizioni scadute al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche, sono diminuiti a euro 30,9 miliardi, da euro 31,9 miliardi di giugno 2024 e rispetto a euro 30,5 miliardi di dicembre 2023. Il rapporto tra crediti deteriorati e crediti totali si attesta a 1,49% (a dicembre 2023 era 1,41%)7 .
Il mercato immobiliare europeo
Nel terzo trimestre del 2024 gli investimenti istituzionali diretti in immobili in Europa hanno raggiunto euro 37,9 miliardi, per un totale di euro 181,8 miliardi negli ultimi dodici mesi registrando un lieve aumento pari all' 1% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Considerando le transazioni effettuate da ottobre 2023 a settembre 2024, il Regno Unito e la Germania, con un volume di investimenti rispettivamente pari a euro 54,8 miliardi ed euro 30,3 miliardi, si confermano i principali mercati europei, con una tendenza del +14% per il Regno Unito e -11% per la Germania rispetto ai dodici mesi precedenti. Seguono la Francia con un volume di investimenti pari a euro 17,4 miliardi, con un decremento del 23% rispetto ai dodici mesi precedenti, e la Spagna che ha raggiunto euro 12,0 miliardi di investimenti, con un incremento del 14% rispetto ai dodici mesi precedenti. I volumi transati in Olanda e Italia, con una variazione rispettivamente di -4% e +48%, si sono attestati a euro 10 miliardi ed euro 9,3 miliardi. In coda è la Svezia dove si è registrato un aumento del 14% portando i volumi transati negli ultimi dodici mesi a quota euro 8,8 miliardi (Figura 1).

Figura 1: Andamento delle compravendite immobiliari in alcuni dei principali Paesi europei (miliardi di euro)
Fonte: rielaborazione Dea Capital su dati CBRE
Per quanto riguarda la tipologia degli investimenti a livello europeo, nel terzo trimestre 2024 sono stati investiti circa euro 9,2 miliardi nel settore residenziale, pari a circa il 25% del totale transato. Nel
7 Fonte: ABI - Monthly Outlook, dicembre 2024
medesimo periodo, il settore logistico e uffici hanno registrato rispettivamente euro 8,9 miliardi ed euro 8,0 miliardi di transazioni, ossia circa il 24% e il 21% del totale transato.
Nel settore retail sono stati investiti euro 5,7 miliardi rappresentanti circa il 15% delle transazioni complessive, mentre il settore turistico-ricettivo e il settore alternative, rispettivamente con circa euro 3,1 miliardi ed euro 2,4 miliardi transati, hanno rappresentato l'8% e il 6% del totale investito. I restanti euro 400 milioni derivano da investimenti nel settore healthcare8 .
Il mercato immobiliare italiano
Nei primi nove mesi del 2024 sono stati investiti circa euro 6,3 miliardi, di cui circa euro 3,1 miliardi nel terzo trimestre dell'anno, in aumento del 66% rispetto allo stesso periodo del 2023 (Figura 2).


Il settore retail è stato il primo per volumi di investimento complessivi nel terzo trimestre 2024, pari a euro 1,8 miliardi, in gran parte grazie a una straordinaria operazione su un trophy asset sito in via Montenapoleone a Milano, in aumento del 433% rispetto allo stesso periodo del 2023. Segue il settore hotel a quota euro 1,5 miliardi, in aumento del 119%, principalmente grazie a operazioni di owner operator. Risultati positivi anche per il comparto uffici, con volumi di investimento al terzo trimestre pari a euro 1,3 miliardi, in aumento del 125% e già superiori ai volumi dell'intero 2023. Gli investimenti nel settore della logistica raggiungono quota euro 1,1 miliardi, in crescita del 13% rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. Rimangono invece limitati gli investimenti nel settore residenziale e alternative, pari rispettivamente a euro 347 milioni (+18%) ed euro 201 milioni (-80%) (Figura 3).
Fonte: rielaborazione Dea Capital su dati CBRE
8 Fonte: CBRE - European Investment Market Snapshot, Q3 2024

Figura 3 - Scomposizione delle compravendite immobiliari per destinazione d'uso nei primi nove mesi del 2024 (%)
Fonte: CBRE
Le città di Milano e Roma, con investimenti nei primi nove mesi dell'anno rispettivamente pari a euro 645 milioni ed euro 571 milioni, si riconfermano i mercati italiani più attrattivi9 .
Per quanto riguarda il mercato immobiliare al dettaglio nel suo complesso, gli ultimi dati forniti dall'Osservatorio sul Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia del Territorio indicano che nel terzo trimestre del 2024 il mercato immobiliare italiano, con un numero di transazioni normalizzate pari a 213.682, registra una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2023.
In particolare, il numero totale di compravendite registrate nel terzo trimestre del 2024 nel settore residenziale è stato pari a 161.205, in aumento del 2,7% rispetto al terzo trimestre del 2023.
Per quanto concerne il settore non residenziale, il numero totale di compravendite registrate nel terzo trimestre del 2024 è stato pari a 52.477 (in aumento del 3,9% rispetto al terzo trimestre del 2023). In particolare, il settore terziario-commerciale ha registrato un risultato positivo del 3,8% con 30.766 compravendite. Nel dettaglio, le variazioni del numero di compravendite di uffici sono aumentate del 2,9%, quelle relative a negozi e laboratori sono incrementate dello 6,8% e quelle relative a depositi commerciali e autorimesse sono cresciute del 3,0%.
Il settore produttivo, costituito da unità destinate a capannoni e industrie, mostra un aumento degli scambi dell'1,9% rispetto al terzo trimestre del 2023 con un volume di compravendite pari a 3.566 unità, mentre quello produttivo agricolo ha registrato una diminuzione del 2,7% con 680 unità compravendute. Infine, le unità immobiliari relative al mercato non residenziale, non rientranti nelle precedenti destinazioni analizzate, ammontano a 17.465 in crescita del 4,8% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno10 .
9 Fonte: CBRE – Figures | Investimenti | Q3 2024, Figures | Uffici Milano e Roma | Q3 2024
10 Fonte: Osservatorio sul Mercato Immobiliare – Statistiche III trimestre 2024 mercato residenziale e non residenziale
Uffici
In Italia il volume degli investimenti nel settore uffici del terzo trimestre del 2024 si attesta a circa euro 494 milioni, con un totale di euro 1,3 miliardi da inizio anno, in aumento del 125% rispetto allo stesso periodo del 2023. Milano, con circa euro 645 milioni da inizio anno ha rappresentato circa il 49% del totale investito in questa categoria, mentre Roma, con euro 571 milioni da inizio anno, ne ha rappresentato il 44%.
Si conferma pertanto la tendenza di progressiva ripresa del mercato avviato nella seconda metà del 2023. Rilevante è stato il contributo di importanti operazioni nelle città di Milano e Roma, le quali hanno assorbito quasi la totalità degli investimenti nel settore. Rimangono privilegiati per gli investitori i (pochi) prodotti "core-trophy" presenti sul mercato che devono scontare comunque rendimenti in crescita. In altre parole, la domanda ha premiato e continuerà a premiare gli immobili a reddito, caratterizzati da flussi di cassa consolidati per effetto di contratti a lungo termine o di locazioni strutturate. L'interesse degli investitori appare molto polarizzato: non perdono di interesse gli asset core nei principali Central Business District (CBD), dove le prospettive di crescita dei canoni di locazione rimangono molto positive, mentre nelle realtà più periferiche si riscontra un atteggiamento cauto degli investitori, causato dall'incertezza della domanda futura di spazi da parte dei conduttori. Sempre maggiore si conferma l'interesse per le tematiche ESG legate alla transizione energetica degli edifici quale elemento caratterizzante della domanda corporate11 .
Nel terzo trimestre 2024 il settore direzionale milanese ha registrato un volume di investimenti pari a circa euro 330 milioni, portando il totale dei primi nove mesi dell'anno a euro 645 milioni di investimenti, in aumento di circa l'88% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Relativamente ai rendimenti, il prime yield nel CBD è rimasto stabile al 4,56%, suggerendo un progressivo allineamento delle aspettative di prezzo degli investitori per gli immobili nelle aree centrali della città.
L'assorbimento nei primi nove mesi dell'anno è stato di 269.000 mq (di cui 97.000 mq nel terzo trimestre), in calo del 3% rispetto al valore dello stesso periodo del 2023. I risultati sono stati sostenuti principalmente da due nuove locazioni di grandi dimensioni che hanno contribuito al 20% del locato totale. La forte domanda per prodotti di grado A ha sostenuto la crescita dei canoni nel CBD, dove il prime rent ha raggiunto nel terzo trimestre il valore di 720 euro/mq/anno, in aumento del 2,9% rispetto al terzo trimestre del 2023. Il tasso di sfitto rimane stabile rispetto al trimestre precedente, attestandosi al 9,71%. Da inizio anno, sono stati completati 165.000 mq di nuovi sviluppi a uso uffici ed entro la fine dell'anno in corso sono previsti 53.700 mq di completamenti. L'impatto sull'offerta disponibile di spazi di grado A sarà comunque limitato anche a causa dell'alto numero di pre-let12 .
11 Fonte: Kroll – Ieri, Oggi, Domani, 2024
12 Fonte: CBRE | Figures | Uffici Milano | Q3 2024
Il mercato uffici romano del terzo trimestre è stato caratterizzato da volumi di investimento pari a euro 153 milioni, portando i volumi da inizio anno a quota euro 571 milioni, con uno straordinario aumento del 442% rispetto ai primi nove mesi del 2023.
Relativamente ai rendimenti, il prime yield del CBD di Roma rimane stabile al 5,2% mentre quello della zona EUR aumenta al 7,0%, registrando un incremento di 15 punti base rispetto al trimestre precedente.
Sul mercato uffici di Roma, l'assorbimento nei primi nove mesi dell'anno è stato di 130.000 mq (di cui 59.000 mq per il terzo trimestre), in calo del 30% rispetto allo stesso periodo del 2023. I volumi d'assorbimento sono stati sostenuti in particolare da due grandi transazioni che hanno rappresentato il 46% del locato totale. Il prime rent del CBD cresce a 575 euro/mq/anno, sostenuto dalla forte domanda di immobili di grado A in un contesto di offerta limitata, mentre nell'EUR Centre il prime rent rimane stabile a 370 euro/mq/anno. L'attività di sviluppo rimane sostenuta: da inizio anno sono stati completati 64.000 mq di nuovi sviluppi a uso uffici ed entro la fine del 2024 è prevista la consegna di ulteriori 45.000 mq, di cui il 54% già in pre-let13 .
Con riferimento ai valori immobiliari, nel 2024 la media dei prezzi delle tredici principali città italiane ha registrato un incremento dello 0,2% rispetto all'anno precedente per gli immobili a destinazione d'uso uffici. Le stime future prevedono che i prezzi per tale categoria continuino a crescere sia nel 2025 che nei successivi due anni14 .
| 13 PRINCIPALI CITTA' ITALIANE | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| % variazione) | Uffici | |||||
| 2024 | 0,2 | |||||
| 2025 | 0,1 | |||||
| 2026 | 0,5 | |||||
| 2027 | 0,4 |
Nel secondo semestre dell'anno in corso, tra le maggiori transazioni registrate nel settore direzionale si segnalano: (i) l'acquisto da parte di Velasco Group di un immobile di sei piani e superfice di 38.000 mq di proprietà di Covivio S.A., per un corrispettivo pari a euro 200 milioni. Una volta completato, l'immobile fungerà da quartier generale globale di Moncler S.p.A., incarnando l'innovazione e la sostenibilità del marchio stesso, (ii) l'acquisto da parte di Fabrica Immobiliare SGR S.p.A. dell'immobile denominato "Time Building", da Invesco Real Estate per l'importo di euro 85 milioni. L'immobile è composto da nove piani fuori terra, a cui si aggiungono due piani interrati dotati di parcheggi auto e un terrazzo con vista panoramica. L'immobile è stato oggetto di una completa riqualificazione nel 2016 portandolo all'ottenimento delle certificazioni "LEED for Core & Shell Development Platinum" e "BREEAM
13 Fonte: CBRE | Figures Uffici Roma | Q3 2024
14 Fonte: Nomisma – Osservatorio sul mercato immobiliare, terzo rapporto 2024
International In-Use Very Good". Attualmente risulta interamente locato a primarie società internazionali15 .
Fondi Immobiliari
Fonte: Scenari Immobiliari
Il comparto dei fondi immobiliari continua a crescere in modo sostenuto. Nel corso del 2024 il Net Asset Value (NAV), secondo quanto ipotizzato da Scenari Immobiliari sulla base delle stime di chiusura dei bilanci, dovrebbe raggiungere circa euro 121 miliardi, con un incremento di circa il 6,1% sull'anno precedente.
Prosegue l'attività di smobilizzo degli immobili in portafoglio da parte dei fondi retail, i quali si avvicinano alla scadenza. Il patrimonio detenuto a giugno 2024 si attesta a circa euro 202 milioni, in diminuzione di circa il 6% rispetto allo stesso periodo del 2023. L'indebitamento dei fondi retail a fine giugno 2024 è assente.
Per i fondi riservati si è assistito a un leggero aumento dell'indebitamento da giugno 2023 a giugno 2024 con un Loan To Value medio al 22%16 .


Gli uffici continuano a rappresentare la categoria preferita dai fondi immobiliari italiani con un peso sul totale del patrimonio gestito del 57,9%; il commerciale si conferma al secondo posto con il 12,8%. Nel 2024 continua a crescere la quota degli immobili residenziali e logistici; i due segmenti, sebbene in espansione, rappresentano complessivamente poco più del 15% (settore residenziale con l'8,3% e settore logistico/industriale con il 7,3%); segue il settore ricettivo con il 6,0%. La quota residua riguarda le operazioni di sviluppo con il 3,3% e le categorie alternative con il 4,4%17 .
15 Fonte: Il Quotidiano Immobiliare – Deals – rielaborazione Dea Capital RE SGR S.p.A.
16 Loan to Value (LTV) a giugno 2024. Il LTV è calcolato come rapporto tra debito e patrimonio immobiliare
17 Fonte: Scenari Immobiliari - I Fondi Immobiliari in Italia e all'Estero, Aggiornamento Rapporto 2024 – 45esima edizione

Figura 5 – Asset Allocation dei Fondi Immobiliari in Italia (retail e riservati), valori % al 31 dicembre 2024
Fonte: Scenari Immobiliari
La sostenibilità e le tematiche ESG (Environmental, Social & Governance)
A livello di mercato, si rileva la sempre più crescente sensibilità in relazione alla sostenibilità e alle connesse tematiche ESG (Environmental, Social and Governance), anche a seguito della definizione, a livello europeo, dello European Green Deal, presentato dalla Commissione l'11 dicembre 2019, che ha definito una nuova strategia di crescita per l'Europa e che mira a trasformare l'Unione Europea in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, con zero emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e in cui la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse. L'impegno dell'Unione Europea a ridurre le sue emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 è stato comunicato alla Convenzione delle Nazioni Unite sul clima nel dicembre 2020 come contributo al conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi. Grazie all'attuale legislazione in materia di clima ed energia, le emissioni di gas a effetto serra dell'Unione Europea sono già diminuite del 30% rispetto al 1990, mentre nello stesso periodo l'economia europea è cresciuta di oltre il 60%, dissociando la crescita dalle emissioni.
L'obiettivo stesso "net zero emissions" ha, inoltre, promosso la nascita di nuove certificazioni che premiano immobili "virtuosi" dal punto di vista della riduzione delle emissioni come, ad esempio, il Living Building Challenge o i nuovi LEED Zero.
La consapevolezza e l'impegno da parte dei differenti operatori, anche nel settore del risparmio gestito immobiliare, diventano pertanto sempre più rilevanti e si esplicano, tra l'altro, mediante opportune strategie di reporting e monitoraggio dei dati e degli obiettivi ESG. I rating di valutazione volontaria, come gli UN PRI (Principles for Responsible Investment), il GRESB (Global Real Estate Sustainability) e le certificazioni immobiliari (LEED, BREEAM, Well, ecc.) sono sempre più utilizzati.
Anche le politiche governative legate al PNRR stanno contribuendo al processo di transizione e progressivo miglioramento delle performance energetiche in particolare nei settori immobiliari, industriali e dei trasporti. In questo senso gli operatori saranno sempre di più sollecitati a individuare e attuare strategie sostenibili, evitando fenomeni di greenwashing, condurre assessment e analisi sui rischi ESG e stress test su rischi non finanziari endogeni ed esogeni, anche al fine di controllare e garantire il mantenimento di un sustainable long term stakeholder value.
2. Dati descrittivi del Fondo
A. Il Fondo Atlantic 1 in sintesi
Il fondo denominato "Atlantic 1 - Fondo Comune di Investimento Immobiliare di tipo Chiuso", (di seguito il "Fondo") è un Fondo di Investimento Alternativo (di seguito "FIA") immobiliare ad apporto privato di tipo chiuso.
Il Consiglio di Amministrazione di First Atlantic Real Estate SGR S.p.A. ora DeA Capital Real Estate SGR S.p.A. (di seguito "DeA Capital RE" o la "SGR") ha istituito il Fondo e approvato il relativo Regolamento di gestione (di seguito il "Regolamento") con delibera del 22 settembre 2005. Il Regolamento è stato approvato da Banca d'Italia con provvedimento n. 146428 del 7 febbraio 2006.
La durata del Fondo, fissata inizialmente in sette anni a partire dalla data di efficacia dell'Apporto (1° giugno 2006), con scadenza al 31 dicembre successivo al compimento del settimo anno (2013), salvo le ipotesi di liquidazione anticipata e di estensione del periodo di liquidazione previste, rispettivamente, nei §§ 25.3 e 26 del Regolamento, è stata prorogata sino al 31 dicembre 2016, con delibera del Consiglio di Amministrazione della SGR rilasciata in data 20 dicembre 2013.
La suddetta proroga triennale è stata autorizzata con delibera n. 609/2013 del 17 dicembre 2013 dalla Banca d'Italia, mediante provvedimento che ha approvato le modifiche agli artt. 2 e 26 del Regolamento di gestione del Fondo.
Successivamente, la durata del Fondo è stata ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2019, con modifica del Regolamento di gestione deliberata dal Consiglio di Amministrazione della SGR del 18 dicembre 2015 e successivamente approvata dall'assemblea dei partecipanti al Fondo in data 21 gennaio 2016, nonché dalla Banca d'Italia con delibera n. 367/2016, comunicata in data 20 luglio 2016.
Ai sensi degli artt. 2 e 26 del Regolamento, in data 9 maggio 2019 il Consiglio di Amministrazione della SGR ha deliberato la proroga del termine di durata del Fondo per un massimo di ulteriori tre anni (c.d. "Periodo di Grazia"), fissando la nuova scadenza del Fondo al 31 dicembre 2022.
In data 23 dicembre 2020, l'Assemblea dei Partecipanti del Fondo ha approvato le proposte di modifica del Regolamento di gestione afferenti alla facoltà di proroga in via straordinaria della durata del Fondo ai sensi e per gli effetti dell'art. 19 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157 emanato nel contesto dell'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2.
In data 19 dicembre 2022, l'Assemblea dei Partecipanti del Fondo ha approvato le proposte di modifica del Regolamento di gestione afferenti alla facoltà di proroga in via straordinaria della durata del Fondo ai sensi e per gli effetti dell'art. 31-novies del Decreto 137 (anche denominato "decreto milleproroghe 2021") e, per l'effetto, l'estensione del periodo di Proroga Straordinaria della durata del Fondo al solo fine di completare lo smobilizzo degli investimenti in portafoglio, con fissazione del nuovo termine di durata del Fondo medesimo al 31 dicembre 2023.
Da ultimo, nella riunione del 14 dicembre 2023, il Consiglio di Amministrazione della SGR, preso atto dell'impossibilità di completare la dismissione del portafoglio residuo entro il 31 dicembre 2023, termine ultimo della proroga in via straordinaria della durata del Fondo ai sensi e per gli effetti dell'art. 19 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157, convertito (con modificazioni) dalla Legge 18 dicembre 2020, n. 176, ha deliberato, nel miglior esclusivo interesse degli investitori del Fondo, la riattivazione del c.d. "Periodo di Grazia" residuale previsto ai sensi del Regolamento del Fondo stesso, estendendone la durata ai fini della liquidazione fino al 31 ottobre 2025.
Gli investimenti sottostanti il presente prodotto finanziario non tengono conto dei criteri dell'UE per le attività economiche ecosostenibili.
In linea con quanto rappresentato sopra, in data 15 dicembre 2022 il Consiglio di Amministrazione della SGR ha approvato la classificazione del FIA ai sensi dell'Art. 6 del Regolamento UE 2019/2088 (c.d. "SFDR").
La seguente tabella riporta i principali dati descrittivi del Fondo.
| Data inizio attività | 1° giugno 2006 |
|---|---|
| Scadenza Fondo | 31 ottobre 2025 |
| Quotazione | Mercato degli Investment Vehicles (MIV) segmento mercato dei Fondi Chiusi (MTA) |
| Depositario | State Street Bank International GmbH Succursale Italia |
| Esperto Indipendente | Praxi S.p.A. |
| Società di revisione | PricewaterhouseCoopers S.p.A. |
| Valore nominale complessivo delle quote al 31 dicembre 2024 | 159.360.866 euro |
| Numero quote alla data del 31 dicembre 2024 | 521.520 |
| Valore complessivo netto del Fondo al 31 dicembre 2024 | 93.366.258 euro |
| Valore unitario delle quote al 31 dicembre 2024 | 179,027 euro |
| Valore di mercato degli immobili al 31 dicembre 2024 | 85.860.000 euro |
Atlantic 1 è un Fondo Immobiliare il cui patrimonio è stato raccolto a fronte dell'apporto di quarantasei beni immobili aventi una destinazione prevalentemente direzionale e commerciale.
I Partecipanti beneficiano dei ritorni e rendimenti generati dal Fondo per il tramite dall'attività gestionale della SGR; tale attività consiste nella gestione del portafoglio immobiliare del Fondo ivi compresi i diritti reali immobiliari ovvero nell'investimento in altri strumenti finanziari, nei limiti previsti dal Regolamento e dalla normativa vigente, mediante l'utilizzo delle risorse derivanti dall'attività tipica del Fondo.
La tabella di seguito riportata illustra l'evoluzione del Fondo Atlantic 1 dalla data del collocamento al 31 dicembre 2024.
(9) Rapporto tra proventi per quota e valore nominale medio annuo della quota
| Collocamento 01.06.2006 |
31.12.2006 | 31.12.2007 | 31.12.2008 | 31.12.2009 | 31.12.2010 | 31.12.2011 | 31.12.2012 | 31.12.2013 | 31.12.2014 | 31.12.2015 | 31.12.2016 | 31.12.2017 | 31.12.2018 | 31.12.2019 | 31.12.2020 | 31.12.2021 | 31.12.2022 | 31.12.2023 | 31.12.2024 | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore complessivo del fondo (1) | euro mln. | 260,8 | 358,5 | 409,8 | 390,8 | 342,8 | 333,5 | 296,8 | 281,4 | 263,4 | 265,9 | 249,1 | 266,9 | 256,7 | 248,6 | 225,4 | 228,4 | 199,9 | 178,0 | 123,1 | 93,4 |
| Numero quote | n. | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 | 521.520 |
| Valore unitario delle quote | euro | 500,000 | 687,353 | 785,814 | 749,403 | 657,295 | 639,401 | 569,112 | 539,482 | 505,154 | 509,923 | 477,651 | 511,748 | 492,308 | 476,648 | 432,191 | 438,015 | 383,209 | 341,257 | 236,055 | 179,027 |
| Prezzo quotazione di Borsa a fine periodo | euro | 500,00 | 492,23 | 487,00 | 342,96 | 432,45 | 417,77 | 316,90 | 174,41 | 252,90 | 318,50 | 325,10 | 248,00 | 280,50 | 206,90 | 293,00 | 185,80 | 186,80 | 162,38 | 112,00 | 128,00 |
| Valore degli immobili | euro mln. | 720,1 | 724,5 | 777,6 | 758,7 | 709,2 | 670,4 | 655,1 | 631,8 | 608,2 | 586,1 | 563,5 | 511,2 | 493,4 | 373,6 | 220,6 | 219,2 | 196,3 | 172,0 | 108,7 | 85,9 |
| Costo storico e oneri capitalizzati (2) | euro mln. | 636,0 | 636,0 | 636,3 | 636,8 | 637,2 | 607,5 | 618,1 | 618,0 | 622,2 | 610,6 | 611,9 | 536,4 | 536,7 | 401,7 | 298,9 | 298,9 | 298,9 | 298,9 | 276,3 | 276,3 |
| Patrimonio immobiliare | n. immobili | 46 | 46 | 46 | 45 | 44 | 33 | 32 | 30 | 29 | 25 | 24 | 23 | 23 | 7 | 6 | 6 | 6 | 6 | 4 | 4 |
| Mq. Complessivi lordi | mq | 359.470 | 359.470 | 359.470 | 357.292 | 353.902 | 326.906 | 324.768 | 315.330 | 312.534 | 303.522 | 275.612 | 239.342 | 239.342 | 158.198 | 139.314 | 139.314 | 139.314 | 139.314 | 128.064 | 128.064 |
| Redditività lorda (3) | % | 6,7 | 6,8 | 6,9 | 7,1 | 7,0 | 6,7 | 6,5 | 7,5 | 7,7 | 7,8 | 7,6 | 4,7 | 6,1 | 4,8 | 6,4 | 6,5 | 6,5 | 3,6 | 3,2 | 3,3 |
| Debiti bancari | euro mln. | 375,2 | 377,8 | 377,8 | 377,8 | 382,4 | 372,4 | 359,7 | 355,6 | 355,6 | 344,7 | 341,6 | 258,9 | 247,8 | 138,5 | - | - | - | - | - | - |
| Loan to value (LTV) (4) | % | 52,1 | 52,1 | 48,6 | 49,8 | 53,9 | 55,5 | 54,9 | 56,3 | 58,5 | 58,8 | 60,6 | 50,6 | 50,2 | 37,1 | - | - | - | - | - | - |
| Loan to cost (LTC) (5) | % | 59,0 | 59,4 | 59,4 | 59,3 | 60,0 | 61,3 | 58,2 | 57,5 | 57,2 | 56,5 | 55,8 | 48,3 | 46,2 | 34,5 | - | - | - | - | - | - |
| Distribuzione geografica prevalente (6) | % | 62% Lombardia, 18% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte |
62% Lombardia, 18% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte |
62% Lombardia, 18% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte |
62% Lombardia, 18% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte |
63% Lombardia, 17% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte |
66% Lombardia, 15% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte e Emilia Romagna |
66% Lombardia, 15% Lazio, 13% Campania, 6% Piemonte e Emilia Romagna |
68% Lombardia, 15% Lazio, 12% Campania, 5% Piemonte e Emilia Romagna |
68% Lombardia, 14% Lazio, 12% Campania, 6% Piemonte e Emilia Romagna |
68% Lombardia, 15% Lazio, 12% Campania, 5% Piemonte e Emilia Romagna |
67% Lombardia, 15% Lazio, 12% Campania, 6% Piemonte e Emilia Romagna |
77% Lombardia, 17% Lazio, 6% Piemonte e Emilia Romagna |
76% Lombardia, 17% Lazio, 7% Piemonte e Emilia Romagna |
79% Lombardia, 20% Lazio, 1% Piemonte |
72% Lombardia, 27% Lazio, 1% Piemonte |
72% Lombardia, 27% Lazio, 1% Piemonte |
72% Lombardia, 27% Lazio, 1% Piemonte |
72% Lombardia, 27% Lazio, 1% Piemonte |
71% Lombardia, 29% Lazio |
71% Lombardia, 29% Lazio |
| Distribuzione proventi totale (7) | euro mln. | - | 8,47 | 14,86 | 15,25 | 16,43 | 15,12 | 8,87 | 11,08 | 7,82 | 25,03 | 14,08 | - | - | - | - | 15,65 | 13,60 | 7,30 | - | - |
| Distribuzione proventi per quota | euro | - | 16,25 | 28,50 | 29,25 | 31,50 | 29,00 | 17,00 | 21,25 | 15,00 | 48,00 | 27,00 | - | - | - | - | 30,00 | 26,00 | 14,00 | - | - |
| Rimborso capitale totale (7) | euro mln. | - | - | - | - | 2,70 | 13,60 | 0,50 | 2,77 | 1,02 | 8,34 | - | - | - | - | 50,00 | - | - | 5,22 | 17,21 | - |
| Rimborso capitale per quota | euro | - | - | - | - | 5,17 | 26,17 | 0,95 | 5,32 | 1,95 | 16,00 | - | - | - | - | 95,87 | - | - | 10,00 | 33,00 | - |
| Valore nominale della quota (8) | euro | 500,00 | 500,00 | 500,00 | 500,00 | 500,00 | 491,47 | 468,66 | 465,67 | 462,39 | 452,44 | 452,44 | 444,44 | 444,44 | 444,44 | 348,57 | 348,57 | 348,57 | 348,57 | 328,57 | 305,57 |
| Dividend Yield (9) | % | - | 6,45% | 5,70% | 5,85% | 6,30% | 5,86% | 3,59% | 4,55% | 3,24% | 10,48% | 6,06% | 0,00% | 0,00% | 0,00% | 0,00% | 8,61% | 7,46% | 4,02% | 0,00% | 0,00% |
| (1) Valore contabile riportato nella Relazione di gestione alla data di riferimento (2) Al netto delle vendite effettuate (3) Calcolato quale rapporto tra il totale dei canoni, inclusivo degli adeguamenti ISTAT, e il costo storico comprensivo di oneri accessori di acquisto e di costi capitalizzati (4) Rapporto tra debiti finanziari e valore di mercato degli immobili (5) Rapporto tra debiti finanziari e costo storico degli immobili comprensivo di oneri accessori di acquisto e di costi capitalizzati (6) Calcolata sul costo storico (7) Importi di competenza relativi al periodo di riferimento |
B. La Corporate Governance
La SGR adotta un sistema di governo societario improntato alla trasparenza delle attività gestionali poste in essere in relazione ai FIA chiusi dalla stessa gestiti e alla prevenzione di eventuali situazioni di potenziale conflitto di interessi, anche mediante l'adozione di appositi presìdi organizzativi e procedurali.
Ai sensi dello Statuto della SGR, come modificato dall'Assemblea degli Azionisti dell'8 aprile 2020, anche alla luce dell'esigenza di adeguare al Provvedimento Banca d'Italia del 5 dicembre 2019 ("Provvedimento") la regolamentazione della governance interna della SGR, il Consiglio di Amministrazione della stessa è composto da cinque a tredici membri, almeno un quarto dei quali in possesso dei requisiti per essere qualificati Amministratori Indipendenti.
Nell'adunanza del 21 aprile 2023 l'Assemblea degli Azionisti ha stabilito in sette il numero dei componenti Consiglio di Amministrazione, nominando in sostanziale continuità con il precedente mandato i membri dell'Organo Amministrativo e del Collegio Sindacale, i quali restano in carica sino alla data fissata per l'adunanza assembleare di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2025.
Con delibera consiliare assunta in data 21 aprile 2023, il dott. Emanuele Caniggia è stato nominato Amministratore Delegato della SGR e, contestualmente, sono stati conferiti allo stesso i relativi poteri.
Nella medesima riunione consiliare, il Consiglio di Amministrazione:
- ha constatato il possesso dei requisiti di indipendenza richiesti in capo ai Consiglieri Daniela Becchini, Gianluca Grea e Severino Salvemini e, pertanto, l'idoneità degli stessi a ricoprire la carica di Amministratori Indipendenti della Società;
- ha individuato i membri dei tre Comitati endoconsiliari della Società di cui si dirà infra;
- ha nominato Stefania Boroli quale Consigliere ESG Expert, in conformità con quanto prescritto dalla pertinente normativa aziendale in materia di governance di cui si dirà infra.
Il Consigliere Manolo Santilli, nominato in occasione della riferita adunanza assembleare, ha rassegnato le proprie dimissioni e, per l'effetto, cessato la propria carica di Amministratore con efficacia dal 31 dicembre 2023. In data 17 aprile 2024, a seguito della cooptazione del Consigliere Andrea Casarotti da parte del Consiglio di Amministrazione in data 12 gennaio 2024, l'Assemblea degli Azionisti ha confermato la nomina del medesimo quale Amministratore, che resterà in carica sino alla scadenza dell'intero Consiglio di Amministrazione e, pertanto, sino alla data fissata per l'adunanza assembleare di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2025. In data 31 gennaio 2024, il Consiglio di Amministrazione ha constatato il possesso dei requisiti richiesti dalle disposizioni normative applicabili in capo al Consigliere Andrea Casarotti.
Sulla scorta di quanto precede, si riporta la composizione a oggi del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.
Consiglio di Amministrazione
Gianluca Grea (Presidente e Amministratore Indipendente)
Emanuele Caniggia (Amministratore Delegato)
Daniela Becchini (Amministratore Indipendente)
Stefania Boroli (Consigliere ESG Expert) Andrea Casarotti Gianandrea Perco Severino Salvemini (Amministratore Indipendente) Collegio Sindacale Gian Piero Balducci (Presidente) Barbara Castelli (Sindaco Effettivo)
Annamaria Esposito Abate (Sindaco Effettivo)
Ai sensi e per gli effetti del Provvedimento, che stabilisce che la composizione degli Organi sociali deve riflettere "un adeguato grado di diversificazione in termini, tra l'altro, di competenze, esperienze, età, genere", la SGR ha adottato, con delibera assembleare dell'8 aprile 2020, il documento relativo alla composizione degli organi con funzioni di supervisione strategica, di gestione e di controllo della SGR ("Documento sugli Organi Sociali"). Scopo del Documento sugli Organi Sociali è identificare i principi ai quali improntare le scelte dell'Assemblea degli Azionisti e del Consiglio di Amministrazione nell'ambito, rispettivamente, i) della nomina degli Amministratori e dei Sindaci e ii) della cooptazione di uno o più Amministratori ex art. 2386 del codice civile, della nomina dell'Amministratore Delegato, della designazione dei membri dei Comitati endoconsiliari e dell'attribuzione di compiti e poteri a singoli amministratori; il tutto, per un'ottimale composizione quali-quantitativa degli Organi, anche in termini di diversità, funzionale a un efficace assolvimento delle rispettive attività di amministrazione e controllo.
In data 21 aprile 2023, l'Assemblea degli Azionisti ha approvato – previo esame, per quanto di stretta competenza, da parte del Consiglio di Amministrazione nella riunione del 9 marzo 2023 – taluni emendamenti al Documento sugli Organi Sociali, anche al fine di recepire le modifiche normative in materia di sostenibilità ambientale, sociale e di governance introdotte, inter alia, dal Regolamento 2019/2088 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (come modificato dal Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020), dal Regolamento delegato (UE) 2021/1255 della Commissione del 21 aprile 2021 (che modifica il Regolamento delegato (UE) 231/2013 per quanto riguarda i rischi di sostenibilità e i fattori di sostenibilità di cui i gestori di fondi di investimento alternativi devono tenere conto), nonché dal Provvedimento (come successivamente modificato e integrato), e tenuto conto delle aspettative di vigilanza della Banca d'Italia pubblicate in data 8 aprile 2022.
Sulla scorta di quanto sopra, sono state apportate le pertinenti modifiche anche ai Regolamenti Interni del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati endoconsiliari della Società, approvate dal Consiglio di Amministrazione (previo esame da parte del Comitato endoconsiliare di volta in volta interessato) nella riunione del 9 marzo 2023.
Ai sensi dello Statuto, del Documento sugli Organi Sociali e del Regolamento Interno del Consiglio di Amministrazione, tutti gli Amministratori, ivi inclusi quelli Indipendenti, devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità ed eleggibilità, così come previsto dalle vigenti disposizioni di legge.
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Inoltre, gli Amministratori Indipendenti devono essere in possesso anche degli ulteriori requisiti di professionalità stabiliti nel citato Documento sugli Organi Sociali.
La verifica della sussistenza in capo agli Amministratori dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza nonché l'assenza di cause di incompatibilità e decadenza richiesti ai sensi delle disposizioni normative tempo per tempo vigenti, dello Statuto, del Documento sugli Organi Sociali e del Regolamento Interno del Consiglio di Amministrazione è effettuata dal Consiglio di Amministrazione, avendo riguardo più alla sostanza che alla forma, entro trenta giorni dalla loro nomina. Gli Amministratori Indipendenti sono altresì tenuti a sottoscrivere annualmente una dichiarazione relativa alla permanenza dei requisiti di indipendenza e, comunque, si impegnano a comunicarne immediatamente l'eventuale venir meno.
Il Documento sugli Organi Sociali individua, altresì, i seguenti criteri di diversificazione:
- a) in relazione alla diversità di genere, è previsto che, in mancanza di specifiche norme di legge, almeno uno degli Amministratori e almeno un Sindaco – anche in caso di sostituzione ai sensi dell'art. 2401 del codice civile – debba appartenere al genere meno rappresentato;
- b) riguardo alla diversità di competenze ed esperienze professionali, è stabilito che i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale debbano garantire l'apporto complessivo in misura diversificata e bilanciata, all'interno del rispettivo organo, di comprovate competenze ed esperienze pluriennali maturate – mediante l'esercizio di attività: i) professionali; ii) di amministrazione, controllo o direzione presso imprese, enti pubblici o soggetti vigilati; iii) di insegnamento universitario – in specifici ambiti ivi espressamente individuati sia per gli Amministratori che per i Sindaci. In relazione agli Amministratori Indipendenti sono previsti dei criteri più specifici, al fine di assicurare che, anche sulla base delle competenze e delle esperienze professionali acquisite, gli stessi possano favorire un elevato livello di dialettica all'interno del Consiglio di Amministrazione e apportare un contributo di rilievo alla formazione delle decisioni di tale Organo.
Il novellato Documento sugli Organi Sociali prevede, in aggiunta, che almeno un componente del Consiglio di Amministrazione debba possedere competenze rafforzate nel settore della sostenibilità (a titolo esemplificativo, conoscenze normative concernenti la sostenibilità economica, sociale e ambientale nei settori di attività della Società). Tra i Consiglieri che risultano in possesso di tali competenze rafforzate viene individuato il Consigliere ESG Expert di cui si dirà anche infra;
c) con riferimento alla diversità in termini di età, è raccomandata la presenza di Amministratori e Sindaci appartenenti a diverse fasce di età anagrafica e anzianità.
Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, nell'ambito del processo di autovalutazione relativo al funzionamento, alla dimensione e alla composizione del rispettivo organo – svolto con cadenza almeno annuale – valutano, inter alia, l'applicazione dei criteri di diversità formulati nel Documento sugli Organi Sociali.
Come detto, ai sensi del vigente Statuto della SGR e in conformità con il Provvedimento, almeno un quarto del totale degli Amministratori deve essere costituito da Amministratori Indipendenti.
Sebbene la SGR non aderisca più ad Assogestioni (Associazione italiana del risparmio gestito), ai sensi dello Statuto e del Documento sugli Organi Sociali, si considera indipendente l'Amministratore non munito di deleghe operative nella SGR, in possesso dei requisiti previsti dalle disposizioni tempo per tempo vigenti per le società di gestione del risparmio ovvero, in mancanza, dal "Protocollo di autonomia per la gestione dei conflitti d'interessi" adottato da detta Associazione di categoria ("Protocollo Assogestioni").
In particolare, ai sensi del Protocollo Assogestioni, come anche richiamato dal Regolamento Interno del Consiglio di Amministrazione, si considerano indipendenti gli Amministratori che non intrattengono, né hanno di recente intrattenuto, neppure indirettamente, con la SGR o con soggetti a questa legati, relazioni tali da condizionarne l'autonomia di giudizio.
Il Documento sugli Organi Sociali prevede che la SGR per almeno due anni dalla cessazione della carica degli Amministratori Indipendenti non possa intrattenere con costoro significativi rapporti di lavoro, professionali o di affari.
La presenza nella struttura di governo societario di Amministratori Indipendenti e le relative attribuzioni contribuiscono ad accentuare i profili di trasparenza insiti nella conduzione della SGR e a incrementare l'oggettività dei processi decisionali.
Come sopra riportato, il Consiglio di Amministrazione è attualmente composto da tre Amministratori Indipendenti. Si ritiene che un simile numero di Amministratori Indipendenti consenta un adeguato bilanciamento delle competenze richieste dall'attività della Società, anche all'interno dei Comitati endoconsiliari, nonché un'idonea ripartizione tra Amministratori esecutivi.
Come sopra riportato, il novellato Documento sugli Organi Sociali prevede che almeno un componente del Consiglio di Amministrazione debba possedere competenze rafforzate nel settore della sostenibilità e che, tra i Consiglieri che posseggono tali competenze rafforzate, venga individuato il Consigliere ESG Expert.
Il Consigliere ESG Expert risponde all'esigenza di elevare il livello di responsabilità sulle tematiche ambientali, sociali e di governance (o tematiche ESG) ed efficientare l'integrazione dei rischi ad esse inerenti nel processo decisionale e nella strategia della SGR.
Il Consigliere ESG Expert – nominato dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Comitato Nomine – coadiuva il Consiglio di Amministrazione e i Comitati endoconsiliari – relazionandosi anche con il Responsabile della Funzione ESG Management – nella definizione e promozione di politiche e strategie ispirate ai principi di sostenibilità, nell'identificazione dei temi di sostenibilità più rilevanti per la SGR, nell'integrazione delle tematiche ESG all'interno dell'organizzazione aziendale in linea con l'evoluzione normativa e le best practice nazionali e internazionali in tema di sostenibilità. A tal fine, è invitato alle riunioni dei Comitati endoconsiliari ogniqualvolta si discuta di tematiche ESG, esprimendo le proprie considerazioni in tale sede.
Secondo quanto previsto dal combinato disposto degli artt. 37 e 14 del Provvedimento, il Consiglio di Amministrazione è tenuto a istituire tre Comitati endoconsiliari aventi funzioni consultive, propositive o di controllo e specializzati, rispettivamente, in tema di nomine, rischi e remunerazioni, tenuto conto della configurazione della SGR quale "intermediario di maggiori dimensioni" ai sensi del Provvedimento.
Al riguardo, il Documento sugli Organi Sociali richiama i criteri contenuti nel Provvedimento in materia di composizione, funzioni e compiti dei predetti Comitati. Ciascun Comitato è composto da almeno tre membri, tutti non esecutivi e in maggioranza indipendenti; i suddetti Comitati devono distinguersi tra loro per almeno un componente. I lavori di ciascun Comitato sono coordinati da un presidente scelto tra i componenti indipendenti; i membri del Comitato competente in materia di rischi e sistema di controlli interni devono possedere conoscenze, competenze ed esperienze tali da poter comprendere appieno e monitorare le strategie e gli orientamenti al rischio della SGR (ivi inclusi i rischi di sostenibilità ambientale e/o sociale e/o di governance). I Comitati possono avvalersi di esperti esterni e, ove necessario, interloquire direttamente con le Funzioni aziendali di controllo interno della SGR e con le altre Funzioni della SGR coinvolte nelle materie attribuite alla competenza del Comitato.
Il Consiglio di Amministrazione approva il Regolamento di funzionamento dei Comitati endoconsiliari, tenuto conto anche delle proposte di modifica formulate dal Comitato.
Come sopra anticipato, la Società, in linea con il Provvedimento, è dotata di tre Comitati endoconsiliari, istituti inizialmente con delibera consiliare dell'8 aprile 2020. Nel dettaglio, sono presenti:
- (i) un comitato con funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione nella nomina e cooptazione dei Consiglieri, nell'autovalutazione del medesimo Organo e nella verifica dell'idoneità dei componenti dello stesso ("Comitato Nomine");
- (ii) un comitato con funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione in materia di rischi e sistema di controlli interni ("Comitato Rischi e Controlli" o "CRC");
- (iii) un comitato con funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione della SGR ("Comitato Remunerazioni").
Il Comitato Nomine è attualmente composto dall'Amministratore Indipendente dott. Gianluca Grea, dal Consigliere dott.ssa Stefania Boroli e dall'Amministratore Indipendente Prof. Severino Salvemini, con funzione di Presidente del Comitato. Nello svolgimento dei propri compiti il Comitato Nomine tiene conto delle indicazioni di cui al Documento sugli Organi Sociali in relazione all'esigenza di (i) assicurare un adeguato grado di diversificazione nella composizione collettiva del Consiglio di Amministrazione, anche fissando, se del caso, obiettivi (target) diversi e maggiormente stringenti, nonché di (ii) evitare che i processi decisionali del medesimo Organo siano dominati da un unico soggetto o da gruppi di soggetti che possano recare pregiudizio per la SGR.
Il CRC è attualmente composto dall'Amministratore Indipendente dott. Gianluca Grea, con funzione di Presidente del Comitato, dall'Amministratore Indipendente avv. Daniela Becchini e dal Consigliere dott. Gianandrea Perco. A tale Comitato, sono attribuiti, inter alia, i seguenti compiti, con poteri consultivi e propositivi:
-
esprimere parere sulle proposte di nomina e di revoca dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo interno – ivi incluso il responsabile della Funzione Antiriciclaggio – e del Delegato SOS;
-
esaminare preventivamente i programmi di attività (compreso il piano di audit) e le relazioni annuali delle funzioni aziendali di controllo interno indirizzate al Consiglio di Amministrazione;
- esprimere valutazioni e formulare pareri al Consiglio di Amministrazione sul rispetto dei principi cui devono essere uniformati il sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale, portando all'attenzione del Consiglio di Amministrazione gli eventuali punti di debolezza e le conseguenti azioni correttive da promuovere. A tal fine valuta le eventuali proposte dell'Organo con funzione di gestione;
- contribuire, per mezzo di valutazioni e pareri, alla definizione della politica aziendale di esternalizzazione delle Funzioni aziendali di controllo interno;
- verificare che le Funzioni aziendali di controllo interno si conformino correttamente alle indicazioni e alle linee del Consiglio di Amministrazione e coadiuvare quest'ultimo nella redazione e nella revisione della normativa interna che disciplina il coordinamento tra le predette Funzioni di controllo interno;
- valutare il corretto utilizzo dei principi contabili per la redazione dei bilanci d'esercizio, e a tal fine si coordina con le competenti Funzioni aziendali e con il Collegio Sindacale;
- svolge gli ulteriori compiti specifici eventualmente attribuiti dal Consiglio di Amministrazione.
Il Comitato Remunerazioni è attualmente composto, a seguito delle dimissioni del Consigliere dott. Manolo Santilli e della nomina del Consigliere dott. Andrea Casarotti, intervenuta da ultimo in data 23 aprile 2024, dall'Amministratore Indipendente dott. Gianluca Grea, con funzione di Presidente del Comitato, dall'Amministratore Indipendente avv. Daniela Becchini e dal Consigliere dott. Andrea Casarotti.
Tutti i sopra menzionati Organi della SGR scadono alla data fissata per l'adunanza assembleare di approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2025.
La SGR ha adottato un Codice Etico e un Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 8 giugno 2001, n.231 – recante la "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'art. 11 della Legge 29 settembre 2000, n.300" – volto a prevenire la commissione dei reati contemplati dal Decreto stesso, nonché a esimere la SGR dalla responsabilità derivante dall'eventuale commissione, nel suo interesse o a suo vantaggio, di reati da parte di soggetti che fanno parte dell'organizzazione aziendale.
Il Codice Etico accoglie i principi etici – quali correttezza, lealtà, integrità e trasparenza – che ispirano i quotidiani comportamenti di tutti gli appartenenti alla SGR nella conduzione degli affari e in generale nello svolgimento dell'attività aziendale in ogni sua estrinsecazione, per il buon funzionamento, l'affidabilità e l'immagine positiva dell'azienda. Il Codice Etico è rivolto a tutti i dipendenti, al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale, nonché ai collaboratori esterni, ai consulenti e fornitori di beni e di servizi e a tutti i soggetti cosiddetti "terzi" che ricevono incarichi dalla SGR o che abbiano con essa rapporti di natura contrattuale, anche se temporanea.
La SGR ha altresì istituito un Organismo di Vigilanza caratterizzato da requisiti di autonomia e indipendenza, professionalità e continuità di azione – composto da tre membri designati dal Consiglio di Amministrazione della SGR – cui è affidato il compito di vigilare sull'osservanza delle prescrizioni del Modello, nonché di curarne l'aggiornamento. In particolare, l'Organismo di Vigilanza, nominato da ultimo dal Consiglio di Amministrazione del 21 aprile 2023, confermandone la medesima composizione del precedente incarico, è attualmente composto dall'avv. Maurizio Bortolotto, in qualità di Presidente, e dai dottori Davide Bossi e Luca Voglino.
La SGR si è dotata di procedure interne volte a disciplinare le modalità di gestione interna e di comunicazione al mercato delle informazioni privilegiate, in conformità, in particolare, al Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n.596 del 16 aprile 2014 in materia di market abuse (c.d. "MAR") e ai relativi regolamenti di attuazione.
La SGR ha, altresì, adottato una procedura aziendale interna in materia di compimento di operazioni personali, in conformità all'art. 114 del Regolamento recante norme di attuazione del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 ("TUF") in materia di intermediari, adottato dalla Consob con delibera n.20307 del 15 febbraio 2018, il quale rinvia espressamente al Regolamento Delegato (UE) n.231/2013 del 19 dicembre 2012. Detta procedura prevede nei confronti dei cosiddetti soggetti rilevanti della SGR (intendendosi per tali i soci, i componenti degli Organi sociali – Consiglieri di Amministrazione e Sindaci Effettivi – i dirigenti, i dipendenti della SGR, ogni altra persona fisica i cui servizi siano a disposizione e sotto il controllo della SGR e che partecipino all'attività di gestione collettiva del risparmio svolta dalla SGR, le persone fisiche o giuridiche che partecipino direttamente alla prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio sulla base di un accordo di delega o di esternalizzazione, nonché i dipendenti della SGR e ogni altra persona fisica i cui servizi siano a disposizione e sotto il controllo della SGR e che partecipino alle attività delle funzioni di controllo della stessa): (i) taluni obblighi di comportamento in materia, tra l'altro, di riservatezza sulle informazioni privilegiate e confidenziali e di prevenzione di fenomeni di abuso di mercato; (ii) una specifica regolamentazione delle operazioni personali nonché (iii) i controlli circa la corretta applicazione della procedura e le sanzioni applicabili nell'ipotesi di violazione delle disposizioni ivi contenute. Detta procedura risulta funzionale ad assolvere ai più generali obblighi di adottare, applicare e mantenere procedure idonee a garantire l'adempimento degli obblighi di correttezza e trasparenza nella prestazione delle attività svolte dalla SGR nonché a mantenere la riservatezza delle informazioni ricevute nell'ambito della prestazione delle predette attività, avuto riguardo alla natura delle stesse.
Infine, la SGR, anche allo scopo di minimizzare i rischi connessi al compimento di operazioni in conflitto di interessi, sottopone le opportunità di investimento che giungono alla SGR o individuate sul mercato alla valutazione dell'Organo Amministrativo che determina l'allocazione degli investimenti tra i vari fondi di investimento alternativi (FIA) gestiti nel rispetto delle relative previsioni regolamentari e applicando specifici criteri di attribuzione. In tale ambito, la SGR ha altresì adottato una policy e una procedura volte a individuare e gestire le situazioni di conflitto di interessi, anche potenziali, che possano insorgere nella prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio.
Al fine di favorire il coinvolgimento dei partecipanti con riguardo alle decisioni di maggiore rilevanza inerenti alla gestione dei FIA e alla società di gestione del risparmio, è stata prevista l'istituzione di un'Assemblea dei Partecipanti del FIA che delibera sulle materie alla stessa riservate dal relativo Regolamento di gestione e su quelle indicate dalla normativa tempo per tempo vigente.
In aggiunta alle strutture di corporate governance applicabili alle società di gestione del risparmio in virtù delle disposizioni codicistiche e del TUF e a quelle sopra specificamente riportate, si evidenzia che i regolamenti di gestione di ciascun FIA gestito contemplano l'istituzione di un Comitato avente funzioni consultive competente ad analizzare, valutare ed esprimere il proprio parere in relazione alle materie indicate nel Regolamento di gestione/statuto del FIA e/o nel Regolamento di funzionamento del Comitato medesimo.
La SGR comunica ai partecipanti del Fondo ogni informazione prevista dal Regolamento di gestione e dalla vigente normativa di settore con le modalità ivi previste.
Politiche e strategie ESG societarie
La SGR ha da sempre condiviso e promosso i principi etici, di legalità e di rispetto dei diritti umani nonché delle normative vigenti anche in ambito ESG, ponendoli alla base della propria strategia. DeA Capital RE è consapevole che la gestione dei rischi e delle opportunità legati alle tematiche Ambientali, Sociali e di Governance (ESG – Environmental, Social, Governance) e l'integrazione dei relativi fattori nel processo di investimento sostengono la creazione di valore e la crescita nel medio-lungo periodo.
La SGR ha formalizzato il suo impegno ad agire in qualità di investitore responsabile attraverso l'adozione di una "Politica ESG", il cui obiettivo è illustrare le modalità con cui integra i rischi di sostenibilità nella strategia aziendale e nelle politiche relative agli investimenti nonché valorizza i fattori ESG all'interno dei propri processi e nella gestione dei suoi prodotti. Tale Politica, pubblicata sul proprio sito internet, si applica a tutti i dipendenti della SGR e a tutti i Fondi di Investimento Alternativi gestiti dalla SGR, incluse SICAF e relativi comparti (di seguito, "FIA").
La Politica tiene conto delle indicazioni contenute nel Regolamento UE n. 2088/2019 (nel seguito, "SFDR") che prevede, nei confronti degli intermediari del mercato finanziario, un regime di trasparenza circa l'integrazione dei fattori ESG nei loro processi decisionali e di gestione dei rischi, sia con riferimento alla SGR che ai FIA.
La Società ha definito la propria strategia di sostenibilità attraverso l'individuazione e la gestione delle tematiche ESG più rilevanti. L'approccio della SGR alla responsabilità sociale e ambientale, si basa su quattro pilastri fondamentali e mira a creare valore per tutti gli stakeholders: investitori dei FIA, gruppo di appartenenza, conduttori degli asset gestiti, nonché per le comunità in cui questi sono inseriti.
| SOSTENIBILITÀ NEL SETTORE |
Agire in maniera responsabile e promuovere la sostenibilità nel proprio settore, adottando un approccio responsabile all'investimento al fine di creare valore e di accrescere la consapevolezza dell'industria verso i benefici derivanti dalla valorizzazione delle tematiche ESG. |
|---|---|
| PERSONE AL CENTRO |
Mettere le persone al centro investendo nel benessere e nella crescita professionale delle persone che fanno parte di DeA Capital RE, assicurando un ambiente di lavoro che favorisca il benessere, la crescita professionale e la capacità di attrarre e trattenere nuovi talenti. |
| IMMOBILI EFFICIENTI |
Sviluppare, riqualificare e gestire immobili che siano efficienti e sostenibili, perseguendo obiettivi di efficientamento energetico e riduzione del consumo di risorse per gli asset e contribuendo attivamente alla transizione verso un'economia low carbon. Massimizzare la vivibilità dei propri immobili e il benessere dei fruitori e delle comunità di riferimento. |

CITTÀ SOSTENIBILI
Partecipare alla creazione delle città sostenibili del futuro in maniera proattiva mirando a un'urbanizzazione sostenibile ed inclusiva, traendo benefici dall'integrazione di innovazioni digitali e tecnologiche e contribuendo positivamente al benessere delle comunità.
Inoltre, la Società si impegna a rispettare i requisiti previsti dalla normativa in materia di finanza sostenibile e le best practices più diffuse nel settore immobiliare in relazione ai temi ambientali, sociali e di governance, ivi inclusi gli aspetti legati alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
In tal senso, la SGR sottoscrive i Principles for Responsible Investments (PRI) delle Nazioni Unite e i dieci Principi definiti nel Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC), cui aderisce, e garantisce il rispetto della Carta Internazionale dei Diritti Umani e delle norme fondamentali del lavoro riconosciute dall'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).
In questo contesto, DeA Capital RE individua tra gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (UN SDGs) quelli ai quali intende contribuire in maniera significativa18 attraverso la propria strategia di sostenibilità.
La SGR adotta un "Piano di Azione ESG" (di seguito "Piano") triennale, approvato dal Consiglio di Amministrazione, per declinare e misurare il raggiungimento degli impegni e degli obiettivi di sostenibilità definiti attraverso la Politica ESG e definisce gli indicatori di performance atti a monitorare i propri progressi in tali ambiti, sia a livello di entity che di prodotto.
Gli orientamenti definiti nel Piano sono altresì trasposti nel più generale Piano Strategico della SGR, che include obiettivi specifici, anche in ambito ESG, in termini di evoluzione delle masse in gestione e di decarbonizzazione dei portafogli, con una crescita progressiva degli investimenti con obiettivi e caratteristiche ambientali e sociali allineate alle strategie di sostenibilità della SGR.
Attraverso l'adesione ai principi di finanza responsabile e la definizione di una strategia di sostenibilità, DeA Capital RE si impegna a integrare le tematiche ESG a tutti i livelli operativi, sia per conto della SGR che per i FIA gestiti dalla stessa.
La SGR, attraverso i suoi FIA e le sue strategie di investimento, non investe in alcun progetto che coinvolga quanto segue:
- attività vietate dalla legislazione sulla conservazione della biodiversità del Paese in cui si svolge il progetto o dalle convenzioni internazionali relative alla protezione delle risorse della biodiversità o delle risorse culturali;
- lo sviluppo di progetti in aree naturali protette ovvero che abbiano un impatto negativo su siti di patrimonio culturale;
- la costruzione di nuovi edifici destinati all'estrazione, allo stoccaggio, al trasporto o alla produzione di combustibili fossili.
18 Per l'elenco tempo per tempo aggiornato degli UN SDGs ai quali la SGR intende contribuire si rimanda alla Politica ESG pubblicata sul sito web.
La SGR, inoltre, esclude dai propri conduttori coloro che svolgano attività di produzione o commercializzazione o le cui attività risultino legate a:
- armi individuate e bandite da trattati e convenzioni internazionali;
- pornografia e prostituzione;
- sostanze proibite nella giurisdizione in cui si trova la proprietà;
- impatti negativi alla fauna selvatica in via di estinzione o protetta.
Tale elenco non è esaustivo e può essere esteso a ulteriori attività escluse e/o proibite come definito dalla SGR e/o dai sottoscrittori e potenziali investitori.
Maggiori dettagli sulle strategie e la loro applicazione sono disponibili nel documento "Politica ESG" approvata dal Consiglio di Amministrazione, pubblicata e costantemente aggiornata nella sezione ESG del sito internet societario (https://www.deacapitalre.com/).
3. Illustrazione dell'attività di gestione del Fondo e delle direttrici seguite nell'attuazione delle politiche di investimento
A. L'attività di gestione
Il portafoglio immobiliare del Fondo Atlantic 1, alla data della presente Relazione di gestione, risulta composto da quattro beni immobili, tutti con destinazione uffici, rispetto ai quarantasei acquisiti alla data di Apporto.
Sempre alla data del 31 dicembre 2024 il portafoglio immobiliare residuo del Fondo Atlantic 1 presenta una superficie complessiva locabile effettiva pari a mq. 128.064 circa e un tasso di occupazione pari al 30% circa.
Si rammenta che le superfici vacant del portafoglio immobiliare si riferiscono all'intera superficie degli immobili denominati
- 3° Palazzo Uffici, in San Donato Milanese, viale De Gasperi 16, rilasciato dal conduttore Saipem S.p.A. a far data dal 1° gennaio 2023;
- Mensa del 3° Palazzo Uffici, anch'essa in San Donato Milanese, viale De Gasperi 16, rilasciata da Eniservizi S.p.A. a far data dal 31 dicembre 2023;
- Roma, via Cristoforo Colombo 142, rilasciato dal conduttore Telecom Italia S.p.A. a far data dal 1° dicembre 2016.
La gestione ordinaria del Fondo Atlantic 1 è stata caratterizzata nel corso dell'esercizio 2024 dalle attività di seguito descritte.
Contratti di locazione
Con riferimento all'unico rapporto di locazione ancora in essere alla data del 31 dicembre 2024 con il conduttore Saipem S.p.A., relativo all'immobile denominato "4° Palazzo Uffici", in data 16 luglio 2024 il conduttore ha trasmesso alla SGR una comunicazione di disdetta al contratto di locazione dell'immobile in San Donato Milanese denominato 4° Palazzo Uffici per il termine del primo periodo, fissato per il 30 giugno 2025, pervenuta tardivamente rispetto al termine di preavviso di almeno dodici mesi, tassativamente previsto dalla legge, e ribadito nel contratto di locazione. La comunicazione è stata prontamente contestata dalla SGR in nome e per conto del Fondo.
Il monte canoni annuo calcolato al 31 dicembre 2024, in conseguenza degli eventi sopra descritti, risulta essere pari a euro 9.006.787 e comporta un rendimento del 3,26% sul costo storico e del 10,49% sul valore di mercato alla data della presente Relazione di gestione.
Crediti verso locatari
Alla data della presente Relazione, l'importo dei crediti verso i locatari del Fondo per fatture emesse, al netto degli eventuali debiti verso gli stessi, risulta complessivamente pari a euro 10.957 (il dato al 31 dicembre 2023 risultava pari a un importo negativo di euro 1.100) per fatture scadute da oltre novanta giorni.
Per questo motivo sono state accantonate somme nel fondo svalutazione crediti al 31 dicembre 2024 pari a euro 3.287.
Manutenzioni Straordinarie (Capex)
Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate manutenzioni straordinarie capitalizzabili.
B. Politiche di investimento e di disinvestimento
Si rammenta che, al fine di avviare una nuova fase di commercializzazione per gli immobili residui in portafoglio localizzati a Roma e San Donato Milanese, a partire dal mese di febbraio 2023, a valle di una selezione, è stato assegnato l'incarico al broker Colliers Advisory & Transaction Italy S.r.l., sempre affiancato dall'advisor Kryalos Asset Management S.r.l. che assiste il Fondo nel processo di dismissione.
In merito all'asset di Roma via Cristoforo Colombo 142, la procedura di vendita strutturata rivolta a investitori selezionati, formalmente avviata nel corso del mese di giugno 2023, ha consentito alla SGR di raccogliere nel mese di settembre 2023 alcune offerte non vincolanti da investitori e gestori interessati alla trasformazione e riqualificazione dell'immobile, purtroppo ancora distanti, sia sotto l'aspetto del risultato economico che per modalità e tempi di pagamento, dalle aspettative del Fondo.
La SGR ha concesso nel mese di ottobre 2023 un periodo di esclusiva al proponente che ha presentato la miglior offerta per lo svolgimento di una completa due diligence, auspicando di poter ricevere una proposta vincolante di gradimento del Fondo entro breve tempo; purtroppo, alla scadenza del periodo di esclusiva, la controparte non è stata in grado di formulare un'offerta vincolante per tale cespite.
A seguito di interlocuzioni avviate a inizio 2024 con la Regione Lazio e alla pubblicazione di uno specifico bando finalizzato alla ricerca di un immobile in acquisto ai fini istituzionali (pubblicato sul B.U.R.L. n° 30 in data 11 aprile 2024) è stata presentata la candidatura dell'immobile. L'Ente ha riscontrato la SGR con comunicazione di conferma che la proposta immobiliare è risultata rispondente ai fabbisogni dell'Amministrazione Regionale e, pertanto, ha avviato una due diligence documentale. Allo stato la SGR è ancora in attesa dell'esito del processo di due diligence, al quale poter dare seguito con l'eventuale trattativa, ferma restando la valutazione da parte della SGR sia del prezzo di acquisto eventualmente proposto che dei tempi di esecuzione e di chiusura dell'operazione.
Parallelamente è proseguita l'attività commerciale volta a riprendere il dialogo con investitori che non abbiano potuto attenersi alle modalità e alla tempistica dettate nella procedura strutturata avviata nel 2023, ovvero intercettare operatori che non abbiano partecipato alla precedente selezione, anche alla luce della recente comunicazione formale di stralcio dell'immobile dal perimetro della Carta della Qualità di Roma. Tale novità, che semplifica l'iter necessario per ottenere un cambio di destinazione d'uso, ha riacceso interesse per l'operazione e dunque la SGR, insieme a Colliers Advisory & Transaction Italy S.r.l., sta supportando i potenziali investitori nelle analisi tecniche.
Nel corso del mese di dicembre 2024, è stata sottoposta al Fondo una non binding offer da un investitore internazionale, al quale la SGR ha concesso un periodo di esclusiva, ancora in corso alla data di redazione del presente documento, per effettuare una completa due diligence, fissando il termine per l'eventuale presentazione di una proposta vincolante all'inizio del mese di febbraio 2024.
Con riferimento ai tre immobili siti in San Donato Milanese denominati "3° Palazzo Uffici", "Mensa del 3° Palazzo Uffici" e "4° Palazzo Uffici", si rammenta che ormai da lungo tempo sono in corso interlocuzioni con il Comune di San Donato Milanese finalizzate ad approfondire in ambito amministrativo, con il supporto di uno studio di fattibilità preliminare predisposto da una società specializzata e di indagini di mercato e analisi economico/finanziarie condivise con Colliers Advisory & Transaction Italy S.r.l., tutte le eventuali possibilità di riconversione degli immobili e dell'area, alternativi e/o complementari all'attuale destinazione.
A seguito di lunghe trattative finalizzate a ottenere una lettura estensiva delle attuali norme vigenti, che consentisse di poter indicare ai potenziali acquirenti le destinazioni d'uso insediabili e le relative modalità attuative, è stato purtroppo necessario aderire alla richiesta dell'Amministrazione Comunale di formulare una proposta di variante allo strumento urbanistico. A fronte di tale richiesta, solo recentemente, l'Amministrazione Comunale si è resa disponibile a valutare le linee di riconversione indicate dalla SGR per la rigenerazione urbana del comparto e l'insediamento di nuove funzioni anche abitative e con una componente di residenza libera, che consentirebbe di ampliare la compagine di investitori cui sottoporre l'operazione. A seguito di tale apertura, la SGR si è prontamente attivata incaricando uno Studio di Architettura che si relaziona frequentemente con gli Uffici tecnici di zona, con la supervisione di Colliers Advisory & Transaction Italy S.r.l., per depositare la relativa domanda e gli elaborati progettuali a supporto, da sottoporre alla Giunta Comunale per l'ottenimento di una delibera di indirizzo volta ad approvare, nella prima seduta utile, le linee essenziali di una variante allo strumento urbanistico vigente.
Una risposta da parte dell'Ufficio Urbanistica del Comune di San Donato perveniva in data 7 gennaio 2024, confermando l'avvio degli approfondimenti e del procedimento tecnico-amministrativo finalizzato alla proposta di variante. Tuttavia, la comunicazione non si esprime in merito ai contenuti dell'istanza presentata a inizio agosto e, in particolare, non definisce lo spettro delle destinazioni d'uso di gradimento e le relative superfici ammissibili.
In virtù di quanto sopra riportato e del termine di durata del Fondo, l'attività di commercializzazione verrà formalmente riavviata a breve dal broker selezionato, anche tramite procedura ad evidenza pubblica, per poter intercettare investitori disponibili all'acquisto degli immobili in base a quanto previsto dallo strumento urbanistico vigente.
Per quanto concerne la tempistica di disinvestimento, stante l'obbiettivo di completamento nel minor tempo possibile e nel miglior interesse degli investitori, ai sensi della normativa vigente, il gestore potrà avvalersi del Periodo di Grazia residuo, sino al termine di durata del Fondo Atlantic 1, fissato al 31 ottobre 2025.
Ai sensi dell'art. 10.2 del Regolamento, risulta ormai preclusa la possibilità per la SGR di acquistare, per conto del Fondo, beni immobili e/o partecipazioni in società immobiliari mediante il reinvestimento dei ricavi rivenienti dalla cessione dei beni in portafoglio.
Accertamenti Agenzia delle Entrate
In data 23 dicembre 2014, l'Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale della Lombardia, Ufficio Grandi Contribuenti, ha notificato al Fondo due avvisi di accertamento per gli anni 2009 e 2010 con i quali veniva accertata la presunta omessa applicazione e il conseguente omesso versamento di ritenute d'imposta su interessi pagati in relazione a un finanziamento: per l'anno 2009 per un ammontare complessivo di euro 1.059.708 e per l'anno 2010 per un importo complessivo di euro 577.736.
Tali avvisi traggono origine da una verifica fiscale condotta nei confronti della filiale italiana della banca di diritto francese Natixis SA, per gli anni d'imposta 2008, 2009 e 2010 (senza alcun coinvolgimento della SGR e del Fondo in tale verifica), alla quale è seguita una segnalazione dei verificatori all'Ufficio competente dell'Agenzia delle Entrate.
Il rilievo contenuto nell'avviso di accertamento (presunta omessa applicazione e versamento di ritenute d'imposta) è stato sollevato in relazione a interessi derivanti da un'operazione di finanziamento posta in essere nell'anno 2006 tra la Natixis SA – Milan Branch (mutuante) e il Fondo (mutuatario). All'erogazione del finanziamento seguì un'operazione di "cartolarizzazione sintetica" autonomamente condotta dalla banca finanziatrice mediante la stipula di un "CDS - credit default swap" con una società non residente.
Il rilievo sollevato dall'Ufficio si basa sull'errato presupposto che tale operazione fosse sostanzialmente identica a un c.d. "IBLOR opaco", ossia a una modalità tecnica di finanziamento sindacato e quindi che su una parte degli interessi corrisposti dal Fondo alla filiale italiana della banca francese si rendesse applicabile la ritenuta del 12,50%, in quanto si tratterebbe di interessi "sostanzialmente" percepiti da un soggetto non residente.
In conseguenza dell'oggettiva incertezza nell'interpretazione della norma fiscale e in assenza di qualsiasi pronuncia giurisprudenziale su casi similari, l'Ufficio ha comunque ritenuto non applicabili le sanzioni per tale presunta violazione. La SGR, dopo aver attentamente analizzato l'avviso di accertamento, ha ritenuto di impugnare gli atti presso la competente Commissione Tributaria di Milano, fiduciosa nell'accoglimento delle proprie ragioni in sede contenziosa.
La Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha accolto pienamente il ricorso della Società per l'anno 2009, annullando l'avviso di accertamento e ha invece respinto quello per l'anno 2010. In appello, in sede di Commissione Tributaria Regionale i verdetti sono stati capovolti. Per l'anno 2009 la Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello presentato dall'Agenzia delle Entrate mentre per l'anno 2010 i giudici hanno accolto l'appello presentato dal Fondo. Pertanto, a livello giurisprudenziale non si è ancora formata una tendenza a favore di una delle due parti. Gli esiti dei giudizi sono in perfetta parità.
Avverso la sentenza di appello per l'anno 2009, il Fondo ha presentato ricorso presso la Corte di Cassazione e al momento la data dell'udienza non è stata ancora fissata, mentre per l'anno 2010, stante l'esito incerto della controversia, si è deciso di usufruire della definizione delle liti pendenti di cui all'art. 6 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, versando a maggio del 2019 un importo di euro 74.766 a titolo definitivo.
In data 13 luglio 2021, l'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale II di Milano, Ufficio Territoriale atti pubblici, successioni e rimborsi iva, Milano 2, ha notificato l'avviso di rettifica e liquidazione n. 2018 1T 060222 000, con cui rettificava il valore dichiarato in atti del portafoglio immobiliare relativo all'atto di compravendita registrato il 30 novembre 2019 a rogito del Notaio Annalisa Boschetti numero 060222 serie 1T. A tal proposito, rettificava il valore da euro 47.000.000 a euro 51.918.000 e, conseguentemente, richiedeva maggiori imposte ipotecarie e catastali rispettivamente per euro 73.770 ed euro 24.590. Nel caso in esame le sanzioni non sono state applicate in quanto il valore rideterminato dall'Ufficio non supera di oltre un quarto quello dichiarato (ex. art. 51, comma 2, D. Lgs. 346/1990, in materia di successioni e donazioni, richiamato in via generale dall'art. 13, comma 1, D. Lgs. 347/1990, in materia di imposte ipotecaria e catastale) pertanto l'importo complessivamente richiesto dall'Ufficio (comprensivo di interessi e sanzioni) risulta pari a euro 105.547.
A tal proposito, la SGR, in accordo con la parte acquirente, ha presentato istanza di accertamento con adesione, al fine di determinare il corretto valore del suddetto portafoglio immobiliare e conseguentemente di richiedere una riduzione dell'imposta ipotecaria e catastale, tuttavia, la procedura di adesione non si è conclusa con un accordo fra le parti. Pertanto, in data 1° dicembre 2021 la SGR ha notificato all'Ufficio in nome e per conto del Fondo Atlantic 1 tempestivo ricorso avverso il suddetto Avviso di liquidazione e in data 18 dicembre 2021 ha effettuato la costituzione in giudizio presso la Commissione Tributaria di Milano. La Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano ha accolto il ricorso con sentenza depositata il 28 ottobre 2022. L'Agenzia delle Entrate ha presentato appello presso la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia e a giugno si è tenuta l'udienza. I giudici di seconde cure hanno respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia delle Entrate non ha
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presentato ricorso presso la Suprema Corte di Cassazione, pertanto la controversia si è definitivamente conclusa.
Altre informazioni afferenti al portafoglio Immobiliare del Fondo
Con riferimento ai fattori di rischio, a suo tempo riportati nel Prospetto Informativo, nelle precedenti Relazioni di gestione è stato dato puntualmente atto dell'esistenza di obblighi di rimedio a carico degli apportanti contenuti nell'accordo di indennizzo a suo tempo siglato fra le parti.
Ad oggi, anche in considerazione del lungo tempo trascorso, la massima parte delle problematiche coperte dall'accordo di indennizzo in questione ha trovato soluzione. Per gli elementi di dettaglio, si rinvia alle precedenti Relazioni di gestione, in ciascuna delle quali sono state puntualmente elencate tutte le tematiche tempo per tempo risolte.
Per quanto concerne gli obblighi di rimedio riguardanti la sistemazione urbanistica dell'immobile denominato "Trasformatore", apportato da Asio S.r.l., inserito in una convenzione urbanistica in essere nella quale il Fondo non è soggetto attivo, si rammenta che, con il pagamento degli oneri di urbanizzazione rideterminati dal Comune di San Donato Milanese, si è definitivamente perfezionato il cambio d'uso dell'immobile.
La suddetta convenzione decadrà definitivamente alla stipula fra il Comune e il proprietario dell'area in sviluppo confinante l'immobile di un documento equivalente, nel quale verrà eliminato qualsiasi riferimento e/o obbligo sull'immobile ceduto dal Fondo nel corso del 2023.
4. Eventi di particolare importanza verificatisi nell'esercizio
Per quanto concerne gli eventi di particolare importanza verificatisi nel periodo di riferimento, il persistere dell'instabilità geopolitica continua a costituire un rilevante fattore di instabilità. La SGR, così come fatto in passato, continuerà a tenere sotto controllo la situazione, sebbene attualmente non risultino impatti rilevanti sui canoni di locazione e sull'attività di dismissione.
DeA Capital Real Estate SGR si riserva di fornire gli aggiornamenti del caso in sede di approvazione delle prossime Relazioni di gestione.
In data 9 maggio 2024 il Consiglio di Amministrazione della SGR, sulla scorta delle previsioni del Decreto 5 marzo 2015 n. 30 in tema di esperti indipendenti incaricati della valutazione di beni negoziati in mercati regolamentati nei quali è investito il patrimonio degli OICR, e dell'imminente alienazione degli immobili del portafoglio del Fondo, ha approvato il rinnovo dell'incarico di Esperto Indipendente del Fondo Atlantic 1 in favore di Praxi S.p.A., fino alla residua durata del Fondo prevista entro il 31 ottobre 2025 (termine del c.d. Periodo di Grazia) ovvero sino al completamento dello smobilizzo degli investimenti, fatte salve le clausole di rescissione contrattuale previste.
Sintesi delle principali innovazioni normative
I principali aggiornamenti normativi di interesse, intervenuti nel periodo di riferimento, riguardano il Regolamento in materia di autorizzazione e vigilanza dei soggetti legittimati a presentare offerte nel mercato delle aste delle quote di emissione dei gas a effetto serra ai sensi dell'articolo 20-ter, comma 1, del TUF, adottato dalla Consob con Delibera n. 23270 del 3 ottobre 2024 (in vigore dal 15 ottobre 2024).
In aggiunta a quanto sopra, sono stati emanati i seguenti principali documenti, in ambito:
- MiFID II e MiFIR pubblicazione del "MiFIR review Final Report Review of RTS 2 on transparency for bonds, structured finance products and emission allowances and RTS on reasonable commercial basis" (cfr. Documento ESMA74-2134169708-7775 del 16 dicembre 2024); pubblicazione del "Final Report on equity transparency (RTS 1 and CDR 2017/567)" (cfr. Documento ESMA74-2134169708-7636 del 16 dicembre 2024); pubblicazione del final report recante "Technical Advice on CSDR Penalty Mechanism" (cfr. Documento ESMA74- 2119945925-2059 del 19 novembre 2024); pubblicazione, in data 14 novembre 2024, (i) del Regolamento (UE) 2024/2809 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024 "che modifica i regolamenti (UE) 2017/1129, (UE) n. 596/2014 e (UE) n. 600/2014 per rendere i mercati pubblici dei capitali nell'Unione più attraenti per le società e facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali" e (ii) della Direttiva (UE) 2024/2811 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024 "che modifica la direttiva 2014/65/UE per rendere i mercati pubblici dei capitali nell'Unione più attraenti per le imprese e per facilitare l'accesso delle piccole e medie imprese ai capitali, e che abroga la direttiva 2001/34/CE";
- EMIR pubblicazione, in data 4 dicembre 2024, (i) del Regolamento (UE) 2024/2987 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2024 che "modifica i regolamenti (UE) n. 648/2012, (UE) n. 575/2013 e (UE) 2017/1131 per quanto concerne le misure volte ad attenuare le esposizioni eccessive nei confronti di controparti centrali di paesi terzi e a migliorare l'efficienza dei mercati della compensazione dell'Unione" e (ii) della Direttiva (UE) 2024/2994 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, che "modifica le direttive 2009/65/CE, 2013/36/UE e (UE) 2019/2034 per quanto concerne il trattamento del rischio di concentrazione derivante dalle esposizioni nei confronti delle controparti centrali e del rischio di controparte per le operazioni con strumenti derivati compensate a livello centrale";
- Cartolarizzazioni pubblicazione dell'avviso della Consob del 20 novembre 2024 "in merito agli Orientamenti EBA sui criteri STS per cartolarizzazioni nel bilancio e che modificano gli orientamenti ABE/GL/2018/08 e ABE/GL/2018/09 sui criteri STS per cartolarizzazioni ABCP e non ABCP";
- Fintech pubblicazione, in data 4 dicembre 2024, dello statement delle ESAs avente a oggetto l'applicazione del Regolamento sulla resilienza operativa digitale del settore finanziario ("Regolamento DORA") (cfr. Documento JC 2024 99 del 4 dicembre 2024); pubblicazione, in data 23 dicembre 2024, della comunicazione della Banca d'Italia "in materia di sicurezza ICT" relativa al Regolamento DORA; pubblicazione da parte della Banca d'Italia, in data 27 dicembre 2024, delle "Istruzioni operative per la trasmissione dei gravi incidenti ICT e delle minacce informatiche
significative attraverso la piattaforma INFOSTAT" e della relativa modulistica; pubblicazione, in data 30 dicembre 2024, della comunicazione della Banca d'Italia avente a oggetto il Regolamento DORA.
Si segnala altresì che, in data 30 ottobre 2024, la Banca d'Italia ha pubblicato una comunicazione, recante pari data e avente a oggetto "Segnalazioni Statistiche e di Vigilanza per gli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio: chiarimenti".
PRIIPS
In data 10 maggio 2022, il comitato congiunto composto da EBA, ESMA ed EIOPA (c.d. "ESAs") ha pubblicato un joint supervisory statement "on expectations regarding the 'What is this product?' section of the key information document for packaged retail and insurance-based investment products" (cfr. Documento ESAs JC 2022 10).
In data 24 giugno 2022 il citato comitato congiunto ha inoltre richiamato l'attenzione del mercato in merito all'avvenuta pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, del Regolamento delegato (UE) 2022/975 della Commissione del 17 marzo 2022 che "modifica le norme tecniche di regolamentazione stabilite dal regolamento delegato (UE) 2017/653 per quanto riguarda la proroga del regime transitorio previsto dall'articolo 14, paragrafo 2, di tale Regolamento e le norme tecniche di regolamentazione stabilite dal Regolamento delegato (UE) 2021/2268 per quanto riguarda la data di applicazione di tale Regolamento" ("Regolamento 2022/975").
In particolare, il Regolamento 2022/975 ha modificato:
- i) il Regolamento delegato (UE) 2017/653 della Commissione dell'8 marzo 2017 che "integra il Regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati stabilendo norme tecniche di regolamentazione per quanto riguarda la presentazione, il contenuto, il riesame e la revisione dei documenti contenenti le informazioni chiave e le condizioni per adempiere l'obbligo di fornire tali documenti", al fine di prorogare ulteriormente il regime transitorio ivi previsto dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022;
- ii) il Regolamento delegato (UE) 2021/2268 della Commissione del 6 settembre 2021 "recante modifica delle norme tecniche di regolamentazione stabilite dal Regolamento delegato (UE) 2017/653 della Commissione per quanto riguarda il metodo di base e la presentazione degli scenari di performance, la presentazione dei costi e il metodo di calcolo degli indicatori sintetici di costo, la presentazione e il contenuto delle informazioni sulla performance passata e la presentazione dei costi per i prodotti d'investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIP) che offrono una serie di opzioni di investimento, nonché per quanto riguarda l'allineamento degli accordi transitori per gli ideatori di PRIIP che offrono le quote di fondi di cui all'articolo 32 del regolamento (UE) n. 1286/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio come opzioni di investimento sottostante con l'accordo transitorio prorogato stabilito in tale articolo", al fine di stabilire che tale Regolamento si applichi solo a decorrere dal giorno successivo alla data in cui ha fine il regime transitorio stabilito dall'articolo 32 del Regolamento (UE) n. 1286/2014; a
tal fine è stato, in particolare, modificato l'articolo 2, secondo comma del citato Regolamento delegato (UE) 2021/2268, per modificare i riferimenti alla data del 1° luglio 2022 con quelli al 1° gennaio 2023.
In data 24 giugno 2022, la Commissione Europea ha altresì reso pubblico uno statement in merito alla proroga dei regimi transitori di cui ai citati regolamenti.
Come già anticipato, con la delibera n. 22551 del 21 dicembre 2022 la Consob ha modificato il c.d. Regolamento Emittenti nella prospettiva di adeguarne i contenuti alla prossima estensione dell'obbligo di redazione del c.d. KID ("Key Information Document"), già vigente per i prodotti finanziario-assicurativi e per i FIA chiusi rivolti agli investitori al dettaglio, alle altre categorie di fondi di investimento (i.e. OICVM e FIA aperti).
A decorrere dal 1° gennaio 2023, dunque, (i) anche per OICVM e FIA aperti deve essere predisposto il KID in sostituzione del c.d. KIID ("Key Investor Information Document") e (ii) tutti i tipi di PRIIPS rivolti alla clientela al dettaglio saranno quindi accompagnati da informazioni-chiave presentate secondo lo stesso modello (con la sola eccezione delle offerte di OICVM rivolte agli investitori "qualificati", per le quali i gestori potranno scegliere tra KID e KIID).
In data 17 maggio 2023, il citato comitato congiunto composto da EBA, ESMA ed EIOPA ha altresì pubblicato la versione consolidata delle Q&As "on the PRIIPs Key Information Document (KID)"; in data 5 dicembre 2023, 15 marzo 2024 e 28 giugno 2024, il predetto comitato congiunto ha aggiornato le citate Q&As in versione consolidata (cfr. Documento ESAs JC 2023 22 del 28 giugno 2024).
In aggiunta, si segnala che in data 12 giugno 2024, Il Consiglio UE ha raggiunto un accordo sul pacchetto normativo sugli investimenti al dettaglio (Retail investment package) che, tra gli interventi, comprende una proposta di regolamento che modifica il Regolamento PRIIP volta a uniformare i requisiti di trasparenza e informazione in tutta la legislazione dell'UE con la predisposizione di KID più chiari per gli investitori.
Antiriciclaggio e antiterrorismo
In data 25 maggio 2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto 11 marzo 2022, n. 55 del Ministero dell'Economia e delle Finanze avente a oggetto "Regolamento recante disposizioni in materia di comunicazione, accesso e consultazione dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti ai fini fiscali e di istituti giuridici affini al trust" ("Decreto Registro T.E.").
Il Decreto Registro T.E., entrato in vigore in data 9 giugno 2022, reca disposizioni, da attuarsi con modalità esclusivamente telematiche:
-
in materia di comunicazione all'ufficio del registro delle imprese dei dati e delle informazioni relativi alla titolarità effettiva di imprese dotate di personalità giuridica, di persone giuridiche private, di trust produttivi di effetti giuridici rilevanti a fini fiscali e istituti giuridici affini al trust per la loro iscrizione e conservazione nella sezione autonoma e nella sezione speciale del registro delle imprese;
-
in materia di accesso ai dati e alle informazioni da parte delle Autorità, dei soggetti obbligati di cui al D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, del pubblico e di qualunque persona fisica o giuridica, ivi compresa quella portatrice di interessi diffusi;
- per individuare e quantificare i diritti di segreteria rispetto ai soggetti diversi dalle Autorità.
Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del Decreto Registro T.E. (e in ogni caso successivamente alla predisposizione di un disciplinare tecnico previsto dall'articolo 11, comma 3 nonché all'entrata in vigore di taluni decreti ministeriali o dirigenziali previsti dal Decreto Registro T.E. stesso) era prevista la pubblicazione di un provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico Ministero delle Imprese e del Made in Italy che attestasse l'operatività del sistema di comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva ("Decreto MIMIT").
In materia di comunicazioni dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva, si segnala altresì che, in data 20 aprile 2023, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il Decreto 12 aprile 2023 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy avente a oggetto "Approvazione delle specifiche tecniche del formato elettronico della comunicazione unica d'impresa", il quale dà attuazione ad alcune previsioni del Decreto Registro T.E..
In data 28 giugno 2023, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana sono stati pubblicati taluni provvedimenti anch'essi volti a dare attuazione a ulteriori previsioni del Decreto Registro T.E.: (i) il Decreto 16 marzo 2023 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy avente a oggetto "Approvazione dei modelli per il rilascio di certificati e copie anche digitali relativi alle informazioni sulla titolarità effettiva"; (ii) il Decreto 20 aprile 2023 del Ministro delle Imprese e del Made in Italy - emanato di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze - avente a oggetto "Approvazione degli importi dei diritti di segreteria di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto 11 marzo 2022, n. 55".
In data 20 novembre 2023 la Banca d'Italia ha pubblicato le nuove FAQ - frequently asked questions relative alla "Titolarità Effettiva e Registro Titolari Effettivi" elaborate congiuntamente al Ministero dell'Economia e delle Finanze e all'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (di seguito, "UIF").
Le comunicazioni dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva erano da effettuarsi entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del Decreto MIMIT, avvenuta in data 9 ottobre 2023. Con ordinanza n. 8083 del 7 dicembre 2023, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ("TAR Lazio"), in seguito all'esame di apposito ricorso proposto da talune società fiduciarie e associazioni di categoria, sospendeva l'efficacia del Decreto MIMIT, fissando per il 27 marzo 2024 la data dell'udienza pubblica per la trattazione di merito del citato ricorso; in seguito all'esame di merito, con sentenza del 9 aprile 2024, il TAR Lazio ha rigettato i ricorsi. Con ordinanza cautelare del 17 maggio 2024, il Consiglio di Stato ha disposto la sospensione dell'esecutività della sentenza del TAR Lazio con cui venivano respinti i ricorsi di cui sopra, fissando per il 19 settembre 2024 la data dell'udienza di discussione; con l'ordinanza n. 8248/2024 del 15 ottobre 2024, il Consiglio di Stato ha poi sospeso i giudizi aventi ad oggetto i citati ricorsi avverso le pronunce del TAR Lazio, rimettendo talune questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia UE; in data 6 dicembre 2024, la Corte di Giustizia UE ha rigettato l'istanza di trattazione accelerata, prolungando ulteriormente la tempistica di tale iter giudiziario.
In data 11 marzo 2024, il Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), a seguito delle revisioni del febbraio 2023 della propria Raccomandazione n. 25 sulla titolarità effettiva e la trasparenza di trust e altri negozi fiduciari, ha aggiornato la guida in materia di antiriciclaggio al fine di aiutare i Paesi e il settore privato a comprendere meglio e valutare i rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo associati ai trust e a negozi giuridici simili per prevenire i casi in cui tali accordi possano essere abusati per eludere le misure antiriciclaggio e antiterrorismo (AML/CFT) e identificare in modo adeguato ed efficace i titolari effettivi di tali accordi.
Inoltre, in data 14 giugno 2022 l'EBA ha pubblicato gli "Orientamenti sulle politiche e le procedure relative alla gestione della conformità e al ruolo e alle responsabilità del responsabile antiriciclaggio ai sensi dell'articolo 8 e del capo VI della direttiva (UE) 2015/849" (cfr. Documento EBA/GL/2022/05); al riguardo, si evidenzia che in data 16 agosto 2023 nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana è stato pubblicato il provvedimento della Banca d'Italia del 1° agosto 2023, mediante il quale la citata Autorità ha modificato le proprie "Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo" al fine di dare piena attuazione nell'ordinamento nazionale ai citati Orientamenti del 2022. In data 9 gennaio 2024, la Banca d'Italia ha pubblicato una nota di chiarimenti relativa alle citate Disposizioni; al riguardo, in data 31 luglio 2024, la Banca d'Italia ha pubblicato un documento di consultazione volto a (i) modificare ulteriormente le citate Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni nonché a (ii) introdurre il "Manuale per le segnalazioni periodiche antiriciclaggio". In relazione a ciò, si evidenzia altresì che, in data 27 novembre 2024, la Banca d'Italia ha pubblicato: (i) il provvedimento del 26 novembre 2024 recante l'abrogazione della Sezione II, Parte Quinta, delle Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni; (ii) il provvedimento del 27 novembre 2024 recante modifiche alle citate Disposizioni volte a introdurre "le segnalazioni periodiche antiriciclaggio".
In data 22 novembre 2022, l'EBA ha altresì pubblicato gli "Orientamenti sull'utilizzo di soluzioni di onboarding a distanza del cliente per le finalità di cui all'articolo 13, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2015/849" (cfr. Documento ABE/GL/2022/15); la Banca d'Italia ha dato attuazione ai citati Orientamenti dell'EBA con la nota n. 32 del 13 giugno 2023; nell'ambito della citata nota n. 32, la Banca d'Italia ha altresì comunicato di avere apportato talune modifiche – mediante provvedimento del 13 giugno 2023 – alle proprie disposizioni "in materia di adeguata verifica per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo" del 30 luglio 2019, volte ad abrogare le previsioni in materia di video-identificazione ivi contenute. La citata nota n. 32 è stata successivamente modificata dalla Banca d'Italia in data 28 novembre 2023, al fine di (i) estendere l'applicazione degli Orientamenti dell'EBA in commento anche agli intermediari vigilati che non sono destinatari degli stessi e (ii) fissare un termine ultimo entro cui tutti gli intermediari sono chiamati ad adeguarsi alle menzionate indicazioni anche in relazione a soluzioni di onboarding già utilizzate e non sottoposte a revisione.
In data 28 agosto 2024, la Banca d'Italia ha inoltre pubblicato la nota n. 39 "Attuazione degli Orientamenti dell'Autorità bancaria europea recanti modifiche agli Orientamenti in materia di fattori di rischio per l'adeguata verifica della clientela (EBA/GL/2024/01)" con la quale ha dichiarato l'intenzione di conformarsi ai citati Orientamenti EBA, recanti modifiche agli Orientamenti in materia di fattori di rischio ML/TF per l'adeguata verifica della clientela (EBA/GL/2021/02) e attuati dalla Banca d'Italia con Nota n. 15 del 2021.
In data 26 novembre 2024, la Banca d'Italia ha altresì pubblicato la nota n. 44 avente a oggetto "Attuazione degli Orientamenti dell'Autorità bancaria europea sugli obblighi di informazione relativi ai trasferimenti di fondi e determinate cripto-attività ai sensi del regolamento (UE) 2023/1113", con la quale ha dichiarato l'intenzione di conformarsi a tali Orientamenti EBA, che si applicano a partire dal 30 dicembre 2024.
Per adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del citato Regolamento (UE) 2023/1113, in data 28 dicembre 2024, è stato altresì pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il D.Lgs. 27 dicembre 2024, n. 204, il quale modifica, inter alia, il D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231.
In data 27 marzo 2023, la UIF ha pubblicato un comunicato in materia di "Segnalazioni di Operazioni Sospette: nuovi criteri di selezione degli esiti delle segnalazioni". In data 29 maggio 2023, la UIF ha altresì pubblicato un comunicato in materia di "Segnalazioni e comunicazioni di operazioni sospette connesse all'attuazione del PNRR". In data 29 dicembre 2023 la UIF ha poi pubblicato un ulteriore comunicato avente a oggetto "Segnalazioni di operazioni sospette: aggiornamento dei codici dei fenomeni".
La UIF ha altresì pubblicato: (i) in data 22 ottobre 2024, un comunicato avente a oggetto "Variazione della periodicità di comunicazione ai segnalanti delle SOS ritenute non rilevanti"; (ii) in data 12 dicembre 2024 –congiuntamente con la Banca d'Italia – talune "Indicazioni per i soggetti obbligati sull'applicazione degli obblighi in materia antiriciclaggio nell'apertura e gestione di conti di pagamento dotati di IBAN virtuali".
In aggiunta a quanto sopra, si segnala altresì che, in data 31 marzo 2023, l'EBA ha pubblicato:
- gli "Orientamenti recanti modifiche agli orientamenti EBA/2021/02 ai sensi dell'articolo 17 e dell'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2015/849 sulle misure di adeguata verifica della clientela e sui fattori che gli enti creditizi e gli istituti finanziari dovrebbero prendere in considerazione nel valutare i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo associati ai singoli rapporti continuativi e alle operazioni occasionali («Orientamenti relativi ai fattori di rischio di ML/TF»)" (cfr. Documento EBA/GL/2023/03); in relazione al medesimo tema, in data 31 maggio 2023, l'EBA ha pubblicato un consultation paper in merito alle citate "guidelines" (cfr. Documento EBA/CP/2023/11 del 31 maggio 2023); relativamente a quanto precede, si evidenzia che - con nota n. 35 del 3 ottobre 2023 (successivamente modificata in data 20 febbraio 2024) – la Banca d'Italia ha dato attuazione agli Orientamenti dell'EBA "recanti modifiche agli orientamenti EBA/2021/02" e che gli stessi trovano applicazione a partire dal 1° marzo 2024;
- gli "Orientamenti sulle politiche e sui controlli per la gestione efficace dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo (ML/TF) nel fornire accesso ai servizi finanziari" (cfr. Documento EBA/GL/2023/04), che mirano a prevenire il fenomeno del de-risking e chiariscono l'interazione tra l'accesso ai servizi finanziari e l'adempimento degli obblighi antiriciclaggio a carico degli intermediari; si evidenzia che – con nota n. 34 del 3 ottobre 2023 (successivamente modificata in
data 20 febbraio 2024) – la Banca d'Italia ha dato attuazione agli Orientamenti EBA/GL/2023/04 e che gli stessi trovano applicazione a partire dal 3 novembre 2023.
In data 12 maggio 2023, la UIF ha pubblicato un provvedimento recante i nuovi indicatori di anomalia elaborati per agevolare l'individuazione delle operazioni sospette e il pertinente allegato; il citato provvedimento della UIF trova applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2024.
In materia di de-risking si evidenzia altresì che, in data 9 ottobre 2023, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il D.L. 10 agosto 2023, n. 104 - convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 ottobre 2023, n. 136 - recante "Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici" ("D.L. 104/2023").
L'art. 12-bis del D.L. 104/2023 - oltre ad apportare talune modifiche di allineamento all'art. 17 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 - è intervenuto anche sull'art. 16 (rubricato "Procedure di mitigazione del rischio") del predetto D.Lgs. al fine di introdurvi un nuovo comma 2-bis.
Ai sensi di tale nuovo comma 2-bis del citato art. 16 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, i soggetti obbligati sono tenuti ad assicurare che le procedure di mitigazione del rischio adottate "non escludano, in via preventiva e generalizzata, determinate categorie di soggetti dall'offerta di prodotti e servizi esclusivamente in ragione della loro potenziale elevata esposizione al rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo".
In data 19 giugno 2024, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il pacchetto di norme di riforma della disciplina in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo (c.d. "AML Package") che comprende:
- il Regolamento (UE) 2024/1620 che istituisce l'Autorità per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo (AMLA) e che modifica i regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010 e (UE) n. 1095/2010. Il Regolamento sarà applicabile a decorrere dal 1° luglio 2025 in ciascuno degli Stati membri, fatta salva l'applicazione di talune specifiche previsioni soggette a differenti termini di decorrenza;
- il Regolamento (UE) 2024/1624 (Regolamento Antiriciclaggio c.d. "single rulebook") relativo alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che si applicherà, in ciascuno degli Stati membri, a decorrere dal 10 luglio 2027;
- la Direttiva (UE) 2024/1640 (c.d. "VI Direttiva Antiriciclaggio") relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica la Direttiva (UE) 2019/1937, e modifica e abroga la Direttiva (UE) 2015/849, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 10 luglio 2027, salvo per quanto riguarda l'applicazione di talune previsioni per le quali sono previste specifiche tempistiche di recepimento.
Il sistema internazionale di prevenzione e contrasto al finanziamento del terrorismo e all'attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale poggia, in sintesi, sull'applicazione di misure restrittive di "congelamento" dei fondi e delle risorse economiche detenute da persone fisiche e giuridiche, gruppi ed entità specificamente individuati dalle Nazioni Unite e dall'Unione Europea ("Soggetti Designati"); nell'ordinamento normativo nazionale tali misure trovano fondamento nel D.Lgs. 109/2007 ("Decreto Antiterrorismo").
A seguito dei noti accadimenti tra Russia e Ucraina, il 23 febbraio 2022 l'Unione Europea ("UE") ha adottato un pacchetto di misure restrittive, tra le quali figurano, innanzitutto, le misure di congelamento di fondi e risorse economiche previste dal Regolamento (UE) n. 269/2014 nei confronti di Soggetti Designati, il cui elenco, contenuto nell'allegato I, è tempo per tempo aggiornato (di seguito, "Regolamento 269"). In secondo luogo, l'Unione Europea ha modificato il Regolamento (UE) n. 833/2014 adottando ulteriori misure restrittive, tra le quali figura anche il divieto di ogni operazione con la Banca Centrale Russia e con la Banca Centrale Bielorussa, il blocco dell'accesso dello SWIFT (per ora limitato solo a talune Banche), il divieto di fornire banconote in euro agli Stati aggressori.
Tenuto conto del più ampio pacchetto sanzionatorio adottato dall'UE, in data 13 maggio 2022 l'ESMA ha pubblicato un public statement avente a oggetto "Implications of Russia's invasion of Ukraine on halfyearly financial reports" (cfr. Documento ESMA32-63-1277) ("Public Statement 13 maggio"), concernente gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sulle rendicontazioni finanziarie semestrali 2022 redatte secondo lo IAS 34 "Bilanci intermedi".
In data 19 maggio 2022 la Consob ha pubblicato il Richiamo di attenzione n. 3/22 avente a oggetto "Conflitto in Ucraina - Richiamo di attenzione degli emittenti vigilati sull'informativa finanziaria e sugli adempimenti connessi al rispetto delle misure restrittive adottate dall'Unione Europea nei confronti della Russia" ("Richiamo di attenzione").
In tale ambito, la Consob ha innanzitutto richiamato l'attenzione degli organi di amministrazione, degli organi di controllo (anche nella loro qualità di audit committee) e delle società di revisione, coinvolti nel processo di produzione dell'informativa finanziaria pubblicata dai soggetti vigilati, sulle raccomandazioni fornite nel Public Statement 13 maggio, i cui contenuti sono da intendersi richiamati, ove compatibili, anche per le società che utilizzano i principi contabili nazionali.
Con riferimento ai prospetti di offerta pubblica/ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari nonché ai relativi supplementi, la Consob ha evidenziato la necessità che i responsabili della redazione di tali documenti riportino informazioni quali-quantitative in merito agli impatti del conflitto in Ucraina sul business aziendale, alla situazione economico-patrimoniale e finanziaria e alle prospettive dell'emittente nonché sui titoli e sui relativi diritti, ciò al fine di consentire all'investitore di percepire le rischiosità connesse all'investimento derivanti da tale contesto.
Nel richiamo di attenzione la predetta Autorità ha inoltre ribadito che gli amministratori dovranno rivalutare le informazioni riguardanti i piani aziendali e le previsioni o stime dei risultati precedentemente diffusi al mercato e, se del caso, aggiornarle ovvero indicare che gli stessi non sono più attuali; nel caso di aggiornamento dei piani aziendali le assunzioni e le ipotesi elaborate per tener conto del conflitto in Ucraina e degli impatti diretti e indiretti sull'operatività dell'emittente dovranno essere informate ai principi di ragionevolezza, precisione e specificità richiesti dalle regole di redazione del prospetto.
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Analoghe informazioni quali-quantitative in merito agli impatti del conflitto in Ucraina, ove sussistenti, dovranno essere inserite in occasione della redazione dei documenti di offerta pubblica di acquisto e dei comunicati dell'emittente.
Nel richiamo di attenzione la Consob ha altresì rinnovato l'invito a rispettare le misure restrittive introdotte dall'UE, adottando ogni presidio organizzativo, procedurale e di controllo utile a garantirne l'osservanza, mettendo in atto le verifiche necessarie e monitorando l'aggiornamento delle misure in questione; al riguardo, tale Autorità ha in particolare richiamato gli organi di controllo delle società con azioni quotate a prestare attenzione, nell'esercizio dei doveri di vigilanza previsti dall'art. 149 del TUF, affinché le società con azioni quotate pongano in essere tutti i presidi funzionali al rispetto delle misure restrittive la cui violazione è sanzionata dall'art. 13, comma 3, del Decreto Antiterrorismo, segnalando senza indugio le eventuali irregolarità riscontrate alla Consob per le valutazioni di cui all'art. 13-quater del medesimo decreto.
Nel medesimo contesto, l'Autorità ha da ultimo richiamato le società di revisione incaricate della revisione legale delle società con azioni quotate a prestare attenzione a eventuali criticità rilevate in relazione alle già menzionate misure nello svolgimento dell'incarico e all'adempimento degli obblighi informativi nei confronti degli organi di controllo e della Consob stessa.
In data 16 maggio 2022 l'ESMA ha pubblicato un ulteriore public statement recante "Actions to manage the impact of the Russian invasion of Ukraine on investment fund portfolios" (cfr. Documento ESMA34- 45-1633), il quale reca raccomandazioni volte a promuovere, all'interno dell'UE, un approccio convergente nella valutazione degli asset e nell'utilizzo dei "Liquidity Management Tools" da parte dei fondi d'investimento esposti alle attività russe, bielorusse e ucraine ("Public Statement 16 maggio").
I contenuti del Public Statement 16 maggio sono stati successivamente richiamati dalla Consob e dalla Banca d'Italia nell'ambito del comunicato stampa congiunto – avente a oggetto "Esposizione dei fondi comuni verso strumenti finanziari impattati dalla guerra in Ucraina" – che dette Autorità hanno emanato in data 19 maggio 2022 ("Comunicato Stampa").
Nel Comunicato Stampa Consob e Banca d'Italia hanno in primis ricordato come resti nella responsabilità del gestore del fondo svolgere un'analisi accurata per accertare quali misure e strumenti siano attivabili a livello nazionale e a quali condizioni, soppesando attentamente i vantaggi e gli svantaggi per gli investitori che desiderano sottoscrivere, rimborsare o continuare a investire nel fondo.
In tale comunicato, le citate Autorità nazionali – che continueranno a monitorare gli impatti del conflitto e a fornire indicazioni sulle questioni derivanti dalla guerra in Ucraina – hanno nuovamente ribadito ai soggetti vigilati la necessità di rispettare pienamente le misure restrittive decise dall'UE in risposta alla situazione in Ucraina, richiamando i contenuti del comunicato stampa del 7 marzo 2022 emanato congiuntamente da tali Autorità nonché da IVASS e dall'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia.
In relazione a quanto sopra, si evidenzia che in data 18 agosto 2022 la UIF ha pubblicato un comunicato avente a oggetto "Regolamento (UE) n. 1273/2022 – Comunicazioni da trasmettere alla UIF" (di seguito, "Comunicato").
Nel Comunicato la UIF ha innanzitutto rammentato come il Regolamento (UE) n. 1273/2022 del Consiglio del 21 luglio 2022 abbia modificato il Regolamento 269, al fine di introdurvi obblighi di comunicazione e misure di verifica sull'esistenza di beni e disponibilità economiche sottoposte a vincoli di congelamento.
Ai sensi di tali nuove disposizioni:
- le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti a fornire immediatamente all'autorità competente dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, nonostante le norme applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale, qualsiasi informazione atta a facilitare il rispetto del Regolamento 269, quali le informazioni relative ai conti e agli importi congelati a norma dell'articolo 2 o relative ai fondi e alle risorse economiche nel territorio dell'Unione appartenenti a, posseduti, detenuti o controllati dalle persone fisiche o giuridiche, dalle entità o dagli organismi elencati nell'allegato I del Regolamento 269 che non sono stati ancora trattati come congelati dalle persone fisiche e giuridiche, e a collaborare con tale autorità per le relative verifiche (cfr. articolo 8);
- i soggetti elencati nell'allegato I del Regolamento 269 sono tenuti a trasmettere all'autorità nazionale competente le informazioni relative a fondi o a risorse economiche appartenenti loro, o da loro posseduti, detenuti o controllati nel relativo Stato membro e collaborare con tale autorità competente per le relative verifiche; tali informazioni vanno trasmesse prima del 1° settembre 2022 o, se posteriore, entro sei settimane dalla data dell'inserimento nell'elenco (cfr. articolo 9).
Con delibera dell'11 agosto 2022, il Comitato di Sicurezza Finanziaria (di seguito, "CSF") ha poi individuato la UIF quale soggetto incaricato, per conto del CSF stesso, alla ricezione e alla raccolta delle informazioni di cui agli articoli 8 e 9 del Regolamento 269 e alla definizione di contenuti e formati.
Le citate informazioni raccolte ai sensi degli articoli 8 e 9 del Regolamento 269 sono trasmesse dalla UIF alla Commissione Europea, previa informativa al CSF; la UIF è inoltre tenuta a verificare che le informazioni relative ai fondi, ricevute ai sensi dei menzionati articoli, trovino coerente riscontro nelle comunicazioni trasmesse dai soggetti obbligati ai sensi del Decreto Antiterrorismo, relative ai medesimi fondi.
Nel Comunicato la UIF ha pertanto fornito specifiche informazioni in merito alle modalità di adempimento dei predetti obblighi di comunicazione.
In data 13 marzo 2023, la UIF ha pubblicato un comunicato stampa in merito al documento denominato "Russia Sanctions Evasion Global Advisory" pubblicato dal gruppo di lavoro intergovernativo "Russian Elites, Proxies, and Oligarchs Task Force" (c.d. REPO), in data 9 marzo 2023.
In aggiunta a quanto sopra, si evidenzia altresì che la UIF:
- in data 27 aprile 2023 ha pubblicato un comunicato avente a oggetto "Regolamento (UE) 2474/2022 – Comunicazioni da trasmettere alla UIF";
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in data 5 maggio 2023 ha pubblicato un comunicato in merito alle "Comunicazioni da trasmettere alla UIF ai sensi del Regolamento (UE) n. 426/2023";
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in data 10 maggio 2023 ha pubblicato un comunicato avente a oggetto "Regolamento (UE) 833/2014 – Comunicazioni da trasmettere alla UIF relative ad attività e riserve della Banca Centrale di Russia" e la relativa documentazione di supporto.
Da ultimo, si segnala che, a seguito delle modifiche apportate al Regolamento (UE) 833/2014 dal Regolamento di esecuzione (UE) 2878/2023 del 18 dicembre 2023, il CSF, con provvedimento del 9 maggio 2024, ha delegato l'UIF alla ricezione e raccolta dei dati riguardanti tutti i trasferimenti di fondi verso Paesi extra UE - il cui importo, singolo o cumulativo, nel corso del semestre di riferimento, risulti superiore a euro 100.000 - destinati, direttamente o indirettamente, a persone giuridiche, entità e organismi, stabiliti nell'Unione, i cui diritti di proprietà siano detenuti direttamente o indirettamente per oltre il 40% da soggetti o entità aventi un collegamento con la Russia (c.d. Trasferimenti RUssi "TRU"). Al riguardo, si segnala il comunicato emanato dalla UIF in data 6 giugno 2024 recante le "Comunicazioni da trasmettere alla UIF" su base semestrale, ai sensi del citato provvedimento del CSF.
La SGR monitora costantemente l'evolversi della situazione di crisi tra Russia e Ucraina, secondo le indicazioni tempo per tempo fornite dalle Autorità di Vigilanza di settore.
In data 26 luglio 2024, la Banca d'Italia ha pubblicato - congiuntamente con COVIP, IVASS e MEF - le "Istruzioni per l'esercizio di controlli rafforzati sull'operato degli intermediari abilitati per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo", successivamente pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in data 7 agosto 2024.
Normativa ESG applicabile per il mercato finanziario
Il Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari ("Regolamento SFDR" o "SFDR"), stabilisce norme armonizzate sulla trasparenza per i partecipanti ai mercati finanziari e per i consulenti finanziari per quanto riguarda l'integrazione dei rischi di sostenibilità e la considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei loro processi e nella comunicazione delle informazioni connesse alla sostenibilità relative ai prodotti finanziari. Le disposizioni del Regolamento SFDR hanno trovato applicazione a far data dal 10 marzo 2021, fatta eccezione per alcune disposizioni applicabili successivamente a tale data.
Il Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020 ("Regolamento Tassonomia"), relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del Regolamento SFDR, definisce i criteri per determinare se un'attività economica possa considerarsi ecosostenibile, con il fine di individuare il grado di eco-sostenibilità di un investimento. A quest'ultimo riguardo, un'attività economica è considerata ecosostenibile se la stessa:
- (i) contribuisce in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più obiettivi ambientali;
- (ii) non arreca un danno significativo a nessun obiettivo ambientale;
- (iii) è svolta nel rispetto delle garanzie minime di salvaguardia (es. Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali e Princìpi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani);
(iv) è conforme ai criteri di vaglio tecnico fissati dalla Commissione in atti delegati.
Le disposizioni del Regolamento Tassonomia hanno trovato applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2022, in relazione alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento ai cambiamenti climatici; si applicano dal 1° gennaio 2023, in relazione:
- (i) all'uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine;
- (ii) alla transizione verso un'economia circolare;
- (iii) alla prevenzione e riduzione dell'inquinamento e
- (iv) alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
In tale contesto normativo, la Consob – attraverso il Richiamo di attenzione n. 3/21 del 4 marzo 2021 – ha segnalato, tra l'altro, agli operatori interessati che le comunicazioni periodiche trasmesse alla medesima autorità di vigilanza ai sensi della delibera n. 17297/2010 avrebbero dovuto essere integrate con l'illustrazione delle misure adottate e dei controlli svolti per conformarsi alle previsioni del Regolamento SFDR. In pari data, la Consob ha altresì pubblicato le Q&A al Regolamento SFDR in cui si è dato atto che per i FIA riservati gestiti da GEFIA italiani con offerta aperta alla data del 10 marzo 2021 sarebbe stato necessario procedere all'aggiornamento del documento di offerta di cui all'art. 28 del Regolamento Emittenti.
In data 26 luglio 2021, la Commissione europea – in risposta a quesiti sollevati dalle European Supervisory Authorities ("ESAs") – ha pubblicato alcune Q&A circa l'interpretazione del Regolamento SFDR. Tali Q&A non hanno esteso in alcun modo i diritti e gli obblighi derivanti da tale normativa né hanno introdotto ulteriori requisiti per gli operatori interessati e le autorità competenti, ma sono state volte unicamente a supportare questi ultimi nell'applicazione della menzionata normativa.
Successivamente, in data 2 agosto 2021, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea nuovi provvedimenti di attuazione del Green Deal europeo, tra i quali:
- (i) il Regolamento delegato (UE) 2021/1253 della Commissione del 21 aprile 2021 che modifica il Regolamento delegato (UE) 2017/565 per quanto riguarda l'integrazione dei fattori di sostenibilità, dei rischi di sostenibilità e delle preferenze di sostenibilità in taluni requisiti organizzativi e condizioni di esercizio delle attività delle imprese di investimento. Tale Regolamento si applica a decorrere dal 2 agosto 2022;
- (ii) il Regolamento delegato (UE) 2021/1255 della Commissione del 21 aprile 2021 che modifica il Regolamento delegato (UE) n. 231/2013 per quanto riguarda i rischi di sostenibilità e i fattori di sostenibilità di cui i gestori di fondi di investimento alternativi debbono tenere conto. Tale Regolamento si applica a decorrere dal 1° agosto 2022;
- (iii) la Direttiva delegata (UE) 2021/1269 della Commissione del 21 aprile 2021 che modifica la Direttiva delegata (UE) 2017/593 per quanto riguarda l'integrazione dei fattori di sostenibilità negli obblighi di governance dei prodotti. Gli Stati membri dovranno adottare e pubblicare, entro il 21 agosto 2022, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva. Tali disposizioni si applicano a decorrere dal 22 novembre 2022.
In data 9 dicembre 2021, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato il Regolamento delegato UE 2139/2021 riguardante la tassonomia climatica ("Taxonomy Climate Delegate Act") consentendo l'entrata in vigore del Regolamento Tassonomia a partire dal 1º gennaio 2022. Tale approvazione conferma l'adozione dei criteri tecnici di screening per le attività che contribuiscono in modo sostanziale agli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico nonché al fine di determinare se tale attività economica non arrechi un danno significativo a nessuno degli obiettivi ambientali. In data 10 dicembre 2021, è stato altresì pubblicato il Regolamento delegato (UE) 2021/2178 della Commissione del 6 luglio 2021 che integra il Regolamento Tassonomia precisando il contenuto e la presentazione delle informazioni che le imprese soggette all'art. 19 bis o all'art. 29 bis della direttiva 2013/34/UE devono comunicare in merito alle attività economiche ecosostenibili e specificando la metodologia per conformarsi a tale obbligo di informativa.
In data 28 febbraio 2022, la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile (PSF) ha pubblicato il "Final Report on Social Taxonomy" in cui propone la struttura per la tassonomia sociale da sottoporre al vaglio della Commissione Europea per le opportune attività di valutazione e analisi.
In ambito nazionale, in data 11 febbraio 2022, la Consob ha posto in pubblica consultazione talune modifiche al Regolamento Emittenti in materia di distribuzione transfrontaliera degli organismi di investimento collettivo. La consultazione con il mercato si è conclusa in data 11 marzo 2022. A esito della consultazione, è stata adottata la delibera n. 22437 del 6 settembre 2022 in forza della quale sono stati apportati al Regolamento Emittenti alcuni interventi di modifica ("Delibera 22437").
Le modifiche hanno inteso, tra l'altro, integrare le disposizioni regolamentari nazionali con le informazioni precontrattuali previste dai Regolamenti SFDR e dal Regolamento Tassonomia e a chiarire gli obblighi di trasparenza imposti da SFDR. In particolare, in merito alle modalità con cui devono essere adempiuti gli obblighi di disclosure, vengono modificati il nuovo comma 5-bis dell'art. 13-bis, l'Allegato 1B, Schema 1, Parte I, Sezione B, paragrafo 19, lett. I-bis) e l'Allegato 1D, lett. a.4-bis), al fine di chiarire che l'informativa precontrattuale prevista dagli artt. 6, 7, 8 e 9 del Regolamento SFDR e dagli artt. 5, 6 e 7 del Regolamento Tassonomia deve essere fornita nel prospetto/documento di offerta o in un apposito allegato, sulla base di quanto previsto dall'art. 6 del Regolamento SFDR e dalle norme tecniche di regolamentazione adottate dalla Commissione europea ai sensi degli artt. 8 e 9 del Regolamento SFDR.
Per quanto riguarda l'entrata in vigore delle modifiche apportate al Regolamento Emittenti, l'art. 3 della Delibera 22437 ha stabilito che le modifiche andavano considerate applicabili anche alle offerte in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore della delibera stessa. In questo senso, si è reso necessario aggiornare la documentazione d'offerta alla prima occasione utile e, in ogni caso, non oltre il 28 febbraio 2023.
In data 7 febbraio 2022, la Consob ha altresì posto in pubblica consultazione talune modifiche al Regolamento Intermediari adottato con delibera n. 20307 del 15 febbraio 2018. La pubblica consultazione, conclusasi il 19 marzo 2022, ha condotto all'adozione della delibera n. 22430 del 28 luglio 2022 ("Delibera 22430") con cui sono state apportate in via definitiva le modifiche al Regolamento Intermediari.
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Le modifiche, anche in questa sede, sono state volte, tra l'altro, a adeguare la normativa di rango secondario al rinnovato quadro di riferimento europeo sulla sostenibilità, anche tenuto conto degli atti delegati pubblicati in data 2 agosto 2021, avuto specifico riguardo alle aree su cui insistono le competenze regolamentari della Consob.
Sempre nel piano d'azione per l'economia circolare dando seguito al Green Deal europeo lo stesso "mira a contribuire a un'economia dell'UE circolare, pulita e verde consentendo ai consumatori di prendere decisioni di acquisto consapevoli e quindi contribuire a una maggiore sostenibilità dei consumi. Mira altresì a contrastare le pratiche commerciali sleali che distolgono i consumatori da scelte di consumo sostenibili. Migliora, infine, la qualità e la coerenza dell'applicazione delle norme dell'UE in materia di tutela dei consumatori".
Nel delineato contesto nazionale, in data 8 aprile 2022, la Banca d'Italia – in linea con analoghe iniziative già adottate dalla BCE e da altre autorità di vigilanza nazionali – ha pubblicato le proprie "Aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali". Tale documento – rivolto a tutti i soggetti la cui attività è sottoposta ad autorizzazione e vigilanza della Banca d'Italia – contiene un primo insieme di aspettative di vigilanza in merito all'integrazione dei rischi climatici e ambientali nelle strategie aziendali, nei sistemi di governo e controllo, nel risk management framework e nella disclosure degli intermediari bancari e finanziari vigilati. Le aspettative mirano a fornire indicazioni di carattere generale non vincolanti; la loro declinazione a livello operativo è rimessa al singolo soggetto interessato.
Si segnala, inoltre, che la Banca d'Italia ha pubblicato, in data 10 gennaio 2023, una nota informativa con le evidenze emerse dall'indagine tematica condotta su un campione di intermediari non bancari volta ad apprezzare il livello di integrazione dei rischi climatici e ambientali nei loro paradigmi gestionali. Mediante la diffusione della suddetta nota, facente seguito alle "Aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali", la Banca d'Italia chiede, tra l'altro, agli organi di amministrazione di tutti gli intermediari non bancari di definire e approvare specifici piani di azione in grado di favorire nel medio termine una progressiva integrazione dei rischi climatici e ambientali nelle strategie aziendali, nei sistemi di governo e controllo e nel risk management framework.
In data 28 dicembre 2023, sono stati pubblicati i risultati principali dell'analisi dei piani di azione sviluppati dalle Less Significant Institutions e dagli intermediari non bancari. Inoltre, è stato fornito un aggiornamento delle buone prassi osservate e presentate le prime evidenze emerse dall'analisi degli impatti contabili e delle disclosure dei rischi ESG (ambientali, sociali e di governance) delle banche italiane.
In data 13 maggio 2022, la Commissione europea ha pubblicato talune risposte alle domande sollevate dalle ESAs in merito all'applicazione del Regolamento SFDR e del Regolamento Tassonomia.
Successivamente, in data 31 maggio 2022, l'ESMA ha pubblicato un supervisory briefing avente a oggetto "Sustainability risks and disclosures in the area of investment management", al fine di garantire convergenza in tutta l'UE nella vigilanza dei fondi di investimento con caratteristiche di sostenibilità e nella lotta al greenwashing da parte dei fondi di investimento.
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Le ESAs, in data 2 giugno 2022, hanno pubblicato uno statement avente a oggetto "Clarifications on the ESAs' draft RTS under SFDR", il quale reca precisazioni e chiarimenti in merito al progetto di RTS emanato nell'ambito del Regolamento SFDR.
In data 25 luglio 2022, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento delegato (UE) 2022/1288 della Commissione europea del 6 aprile 2022 che integra il Regolamento SFDR per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione che specificano i dettagli del contenuto e della presentazione delle informazioni relative al principio «non arrecare un danno significativo», che specificano il contenuto, le metodologie e la presentazione delle informazioni relative agli indicatori di sostenibilità e agli effetti negativi per la sostenibilità, nonché il contenuto e la presentazione delle informazioni relative alla promozione delle caratteristiche ambientali o sociali e degli obiettivi di investimento sostenibile nei documenti precontrattuali, sui siti web e nelle relazioni periodiche ("Regolamento 1288" o "RTS").
Il Regolamento 1288, applicabile a far data dal 1° gennaio 2023, si fonda sui progetti di norme tecniche di regolamentazione emanati dalle ESAs:
- in data 4 febbraio 2021, con riguardo alla rendicontazione sui principali impatti avversi sulla sostenibilità connessi alle decisioni/consigli di investimento nonché agli obblighi di disclosure e agli standard informativi relativi alle caratteristiche e agli obiettivi di sostenibilità perseguiti dal singolo prodotto finanziario;
- in data 22 ottobre 2021, con riguardo all'informativa relativa ai prodotti finanziari che investono in attività che contribuiscono a un obiettivo ambientale in conformità alla normativa dettata dal Regolamento Tassonomia.
In considerazione del carattere interconnesso dei progetti di norme tecniche di regolamentazione elaborati dalle ESAs, la Commissione europea ha riunito le previsioni precedentemente stabilite in un unico atto giuridico al fine di assicurare la piena coerenza dei requisiti informativi introdotti e agevolare la localizzazione delle disposizioni in materia di informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari. Tale iter ha condotto all'adozione della versione definitiva degli RTS, i quali risultano composti in sei distinti capi.
Il capo I stabilisce disposizioni di carattere generale. Il capo II riguarda, invece, la rendicontazione dei principali effetti negativi a livello di soggetto e stabilisce un modello di rendicontazione obbligatorio, che figura nell'allegato I, per i partecipanti ai mercati finanziari che prendono in considerazione gli effetti negativi delle proprie decisioni di investimento sui fattori di sostenibilità.
Il capo III, il capo IV e il capo V interessano gli obblighi informativi dei prodotti finanziari che presentano caratteristiche di sostenibilità. In particolare, il capo III è dedicato all'informativa precontrattuale e stabilisce negli allegati II e III appositi modelli informativi che i partecipanti ai mercati finanziari sono chiamati a utilizzare per soddisfare le previsioni stabilite dagli artt. 8 e 9 del Regolamento SFDR; il capo IV definisce specifiche previsioni sulle informative da pubblicare sui siti web in merito ai prodotti finanziari di cui all'art. 8 e 9 del Regolamento SFDR, mentre il capo V stabilisce norme sulle informative periodiche a livello di prodotto rimandando ai modelli imposti dagli allegati IV e V.
Il capo VI definisce i termini di entrata in vigore del Regolamento 1288.
Il 17 novembre 2022, le ESAs hanno diffuso una serie di Q&A sull'applicazione delle previsioni di cui al Regolamento 1288. Lo scopo perseguito dalle tre Autorità è stato quello di consentire un'applicazione coerente e uniforme del quadro normativo europeo in materia di finanza sostenibile.
Analogo obiettivo ha portato la Commissione europea, in data 6 ottobre 2022, a pubblicare una serie di frequently asked questions (FAQ) "sull'interpretazione di talune disposizioni giuridiche dell'atto delegato relativo all'informativa a norma dell'articolo 8 del regolamento sulla tassonomia dell'UE per quanto riguarda la comunicazione di attività economiche e attivi ammissibili". Le FAQ non estendono l'ambito applicativo o la portata dei diritti e degli obblighi derivanti dalla normativa di settore, ma si propongono unicamente di chiarire le disposizioni regolamentari contenute nella normativa applicabile. Nella Gazzetta Ufficiale dell'8 novembre 2024, la Commissione europea ha, inoltre, pubblicato la comunicazione sull'interpretazione e attuazione di alcune disposizioni giuridiche dell'atto delegato relativo all'informativa, a norma dell'art. 8 del Regolamento Tassonomia. In data 29 novembre 2024, la Commissione europea ha pubblicato ulteriori FAQ che forniscono chiarimenti tecnici sull'applicazione del Regolamento Tassonomia e sulle attività economiche sostenibili dell'UE.
In tale contesto, nella prospettiva del contrasto e della prevenzione di possibili fenomeni di greenwashing, le ESAs hanno avviato una pubblica consultazione volta a raccogliere le opinioni degli stakeholders in merito ai fattori che contraddistinguono tali condotte con l'obiettivo di facilitarne l'identificazione e contrastarne i potenziali rischi. In data 4 giugno 2024, le autorità di vigilanza europee hanno pubblicato il rispettivo final report sul greenwashing nel settore finanziario. Il documento presenta istruzioni su come potenziare le attività di vigilanza delle autorità nazionali competenti e raccomandazioni finalizzate a migliorare le pratiche di mercato.
Nell'ambito del contrasto al greenwashing, si segnala l'ESMA Opinion del 24 luglio 2024 sul quadro normativo per la finanza sostenibile, che illustra i possibili miglioramenti a lungo termine (cfr. Documento ESMA36-1079078717-2587).
Inoltre, in data 18 novembre 2022, l'ESMA ha posto in consultazione gli orientamenti relativi alle denominazioni dei fondi che incorporano termini ESG o di sostenibilità (cfr. Documento ESMA34-472- 373). A esito della consultazione, in data 14 maggio 2024, l'ESMA ha pubblicato il rapporto finale contenente gli orientamenti ("Linee Guida sulla nomenclatura dei fondi") principalmente volti a garantire (i) la tutela degli investitori da affermazioni di sostenibilità non verificate o esagerate nei nomi dei fondi, (ii) fornire ai gestori criteri chiari e oggettivi per valutare l'adeguato utilizzo di termini ESG o relativi alla sostenibilità nei nomi dei fondi. In data 21 agosto 2024, l'ESMA ha pubblicato le traduzioni in tutte le lingue ufficiali dell'UE delle sue Linee Guida sulla nomenclatura dei fondi che utilizzano termini ESG o legati alla sostenibilità. Le Linee Guida sulla nomenclatura sono entrate in vigore in data 21 novembre 2024. In merito, Consob e Banca d'Italia hanno comunicato a ESMA di conformarsi agli orientamenti in parola per i profili di rispettiva competenza, integrandoli nelle proprie prassi di vigilanza. A tal fine, Consob ha pubblicato l'avviso del 29 ottobre 2024 e Banca d'Italia ha pubblicato la nota n. 43 del 30 ottobre 2024. Nella prima metà del mese di dicembre 2024, l'ESMA ha provveduto a pubblicare alcune Q&A riguardanti l'applicazione pratica delle "Linee Guida sulla nomenclatura dei fondi".
In data 16 dicembre 2022, è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, il testo della Direttiva (UE) 2022/2464 del 14 dicembre 2022 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD). La CSRD modifica il Regolamento (UE) n. 537/2014, la Direttiva 2004/109/CE, la Direttiva 2006/43/CE e la Direttiva 2013/34/UE ("Direttiva Contabile").
In data 22 dicembre 2023, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 della Commissione del 31 luglio 2023, concernente i princìpi di rendicontazione di sostenibilità (ESRS – "European Sustainability Reporting Standards"), che integra la direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese. Si tratta di quei princìpi che le imprese devono utilizzare per effettuare la loro rendicontazione di sostenibilità conformemente agli articoli 19 bis e 29 bis della Direttiva Contabile. In data 29 aprile 2024 è stata approvata la Direttiva 2024/1306/UE del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la Direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda i termini per l'adozione di princìpi di rendicontazione di sostenibilità, volta ad ottenere una proroga al 30 giugno 2026 del termine previsto per l'adozione degli atti delegati della Commissione contenenti i princìpi di rendicontazione di sostenibilità che specifichino le informazioni che le imprese sono tenute a comunicare in relazione alle questioni di sostenibilità e agli ambiti di rendicontazione specifici del settore in cui operano ai sensi della Direttiva Contabile.
La Direttiva CSRD è entrata in vigore il 5 gennaio 2023 ed è parzialmente applicabile a partire dagli esercizi finanziari aventi inizio il 1° gennaio 2024. Ai sensi dell'art. 5 della predetta direttiva (Recepimento), il 6 luglio 2024 era fissato il termine per il recepimento della CSRD da parte degli Stati membri dell'Unione Europea. Al riguardo, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha posto in consultazione lo schema di decreto delegato volto a recepire la CSRD. La consultazione è terminata il 18 marzo 2024 e il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2024 ha approvato il relativo schema di decreto legislativo. Nella Gazzetta Ufficiale n. 212 del 10 settembre 2024 è stato pubblicato il D. Lgs. n. 125 del 6 settembre 2024 ("Decreto 125"), volto ad attuare a livello nazionale le previsioni dettate dalla CSRD. In attuazione delle deleghe regolamentari di cui al Decreto 125, Consob ha di recente posto in consultazione alcune modifiche al Regolamento Emittenti nonché pubblicato il Richiamo di attenzione n. 2/24 del 20 dicembre 2024.
La Commissione europea, in data 19 dicembre 2022, ha approvato in via preliminare due distinti documenti contenenti talune FAQ aventi a oggetto l'interpretazione e l'attuazione delle disposizioni dettate dalla normativa sulla disclosure di sostenibilità, in particolare con riferimento agli obblighi previsti dal Regolamento Tassonomia. In data 7 agosto 2024, la Commissione europea ha provveduto altresì a pubblicare alcune FAQ sulla corretta interpretazione del nuovo regime di rendicontazione di sostenibilità introdotto dalla CSRD.
In tale contesto, l'ESMA ha avviato una consultazione pubblica con riguardo a una serie di linee guida sull'applicazione delle informazioni sulla sostenibilità. La consultazione si è conclusa in data 15 marzo 2024. In data 5 luglio 2024, l'ESMA ha pubblicato il final report contenente alcune linee guida volte a supportare gli stakeholder coinvolti nell'adempimento degli obblighi di rendicontazione previsti dalla vigente normativa di settore. In pari data, l'ESMA ha altresì pubblicato una dichiarazione pubblica sulla prima applicazione degli ESRS.
In ambito CSRD, nel mese di novembre 2024, la Commissione europea ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione una comunicazione volta a chiarire, sotto forma di FAQ, l'interpretazione da attribuire a talune delle disposizioni in materia di rendicontazione di sostenibilità introdotte dalla CSRD. La medesima comunicazione fornisce inoltre alcuni chiarimenti sulle disposizioni del Regolamento SFDR e sui ESRS.
In aggiunta a quanto sopra, la disciplina di settore in materia di sostenibilità è stata interessata a livello europeo da una serie di interventi, tra cui:
- la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 17 febbraio 2023, del Regolamento delegato (UE) 2023/363 che modifica e rettifica gli RTS circa il contenuto e la presentazione delle informazioni relative all'informativa nei documenti precontrattuali e nelle relazioni periodiche per i prodotti finanziari che investono in attività economiche ecosostenibili, con particolare riguardo al gas e al nucleare;
- la diffusione, in data 13 marzo 2023, da parte delle ESAs di una dichiarazione congiunta sull'informativa relativa al clima per i prodotti finanziari strutturati. L'obiettivo della dichiarazione è quello di contribuire e agevolare lo sviluppo di standard informativi uniformi;
- la pubblicazione da parte delle ESAs, in data 12 aprile 2023, di un "Joint Consultation Paper" contenente talune proposte di modifiche agli RTS del Regolamento SFDR, le quali intendono essenzialmente estendere e semplificare le informazioni sulla sostenibilità da rendere nel settore dei servizi finanziari. La consultazione è terminata in data 4 luglio 2023. In data 4 dicembre 2023, le ESAs hanno pubblicato una relazione finale con il progetto di modifica degli RTS al Regolamento SFDR. Tale progetto finale è ora al vaglio della Commissione europea;
- la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 5 luglio 2024 della Direttiva (UE) 2024/1760 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (c.d. Corporate Sustainability Due Diligence Directive – CSDDD). La CSDDD – che modifica la Direttiva (UE) 2019/1937 (c.d. Direttiva Whistleblowing) e il Regolamento (UE) 2023/2859 (c.d. Regolamento ESAP) – stabilisce obblighi e responsabilità per alcune tipologie di imprese in merito agli impatti negativi delle loro attività sul rispetto dei diritti umani e sulla protezione dell'ambiente. Gli Stati membri sono tenuti a adottare e pubblicare, entro il 26 luglio 2026, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla CSDDD. Le disposizioni sono applicabili a partire dal luglio 2027, tenuto conto delle dimensioni delle aziende; al riguardo, la Commissione europea ha pubblicato alcune FAQ sull'interpretazione delle previsioni di cui alla CSDDD;
- la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 5 marzo 2024 della Direttiva (UE) 2024/825 del 28 febbraio 2024, sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell'informazione (c.d. divieto di greenwashing);
- l'approvazione da parte del Parlamento UE della Risoluzione legislativa sulla proposta di direttiva avanzata dalla Commissione, sull'attestazione e sulla comunicazione delle asserzioni ambientali esplicite (c.d. Direttiva sulle asserzioni ambientali);
- la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 20 ottobre 2023 di due comunicazioni della Commissione europea contenenti le Q&A di attuazione del regime del Regolamento Tassonomia;
- la pubblicazione da parte dell'ESMA, in data 22 novembre 2022, di due documenti volti a spiegare il concetto di sostenibilità e il principio di "non arrecare danni significativi" (Do No Significant Harm – DNSH);
- la pubblicazione da parte dell'ESMA, in data 27 marzo 2023, delle nuove linee guida sugli obblighi di product governance previste dal regime della MiFID II. Le nuove linee guida si basano sul testo delle precedenti linee guida adottate dall'ESMA nel 2017 che sono state riviste al fine, inter alia, di recepire le novità introdotte dalla Direttiva delegata (UE) 2021/1269 della Commissione del 21 aprile 2021 sull'integrazione dei fattori di sostenibilità negli obblighi di governance dei prodotti. Con avviso del 27 settembre 2023, la Consob ha dichiarato di conformarsi agli orientamenti in parola, integrandoli nelle proprie prassi di vigilanza.
In data 17 maggio 2023, le ESAs hanno pubblicato la versione consolidata delle loro Q&A sul regime del Regolamento SFDR e sui relativi RTS. Le Q&A, da ultimo pubblicate, intendono principalmente compendiare, in un unico documento, gli orientamenti interpretativi forniti dalla Commissione europea e le indicazioni di carattere applicativo e operativo fornite dalle ESAs. Tale documento fa seguito alla pubblicazione da parte della Commissione europea, avvenuta nell'aprile 2023, di risposte a quesiti che le ESAs hanno trasmesso alla Commissione richiedendo l'interpretazione del diritto dell'Unione nonché alle revisioni formulate dalla Commissione medesima rispetto a talune risposte adottate in precedenti occasioni con riguardo all'applicazione del Regolamento SFDR. Un nuovo documento consolidato di Q&A sulle previsioni stabilite da SFDR e RTS è stato pubblicato dall'ESMA a fine luglio 2024; tale documento si propone di combinare le risposte fornite dalla Commissione europea a domande che richiedono l'interpretazione del diritto dell'Unione nonché le risposte delle autorità di vigilanza europee.
In data 16 giugno 2023, la Commissione europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea una comunicazione "sull'interpretazione e sull'attuazione di talune disposizioni giuridiche di cui al regolamento sulla tassonomia dell'UE e sui collegamenti con il regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari". Tale comunicazione fornisce agli operatori di mercato interessati dalla normativa dettata dal Regolamento Tassonomia alcuni chiarimenti sull'applicazione e sull'attuazione delle pertinenti disposizioni giuridiche con particolare riguardo alla disciplina delle garanzie minime di salvaguardia e all'interazione con le regole dettate dal Regolamento SFDR.
In aggiunta a quanto sopra, si segnala che la Commissione europea ha pubblicato un nuovo pacchetto di proposte normative con l'obiettivo di rafforzare l'impianto normativo della finanza sostenibile. Le misure ipotizzate riguardano principalmente la tassonomia ambientale, con l'introduzione di obiettivi ambientali non climatici, e la proposta di una specifica regolamentazione sui provider di rating ESG.
In merito, sono stati pubblicati i seguenti provvedimenti normativi:
- nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del 21 novembre 2023, il Regolamento delegato (UE) 2023/2485, che modifica il Taxonomy Climate Delegate Act, e il Regolamento delegato (UE) 2023/2486 che provvede, principalmente, a integrare il Regolamento Tassonomia fissando i criteri di vaglio tecnico che consentono di determinare a quali condizioni si possa considerare che un'attività economica contribuisce in modo sostanziale all'uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, alla transizione verso un'economia circolare, alla prevenzione e alla riduzione dell'inquinamento o alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale;
- nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del 12 dicembre 2024, il Regolamento (UE) 2024/3005 del 27 novembre 2024, sulla trasparenza e sull'integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG). Tale regolamento introduce un approccio normativo comune al fine di rafforzare l'integrità, la trasparenza, la comparabilità ove possibile, la responsabilità, l'affidabilità, la buona governance e l'indipendenza delle attività di rating ESG, contribuendo così alla trasparenza e alla qualità dei rating ESG e all'agenda dell'Unione in materia di finanza sostenibile. Esso mira a contribuire al buon funzionamento del mercato interno, conseguendo nel contempo un livello elevato di protezione dei consumatori e degli investitori e prevenendo il greenwashing e altri tipi di disinformazione, compreso il social washing, mediante l'introduzione di obblighi di trasparenza relativi ai rating ESG e norme sull'organizzazione e sulla condotta dei fornitori di rating ESG. Il predetto regolamento si applicherà a decorrere dal 2 luglio 2026.
In data 14 settembre 2023, la Commissione europea ha posto in consultazione la normativa di attuazione del Regolamento SFDR. La consultazione è tesa a esaminare le questioni emerse nell'ambito dell'interpretazione e applicazione della normativa dettata in materia di finanza sostenibile analizzando, in particolare, la certezza del diritto, l'utilizzabilità del regolamento e la sua capacità di prevenire il greenwashing. La consultazione è terminata in data 15 dicembre 2023. Le risultanze sono sintetizzate in un apposito documento riepilogativo.
Al riguardo, si segnala che le ESAs, in data 18 giugno 2024, hanno pubblicato un parere congiunto nell'ambito del processo di riforma in materia di SFDR. Nell'ambito di tale parere, le autorità di vigilanza europee prospettano una revisione della regolamentazione sulla finanza sostenibile al fine di garantire l'esistenza di un quadro coerente. In questo senso, le ESAs formulano talune proposte volte a creare nuove categorie di sostenibilità per i prodotti finanziari, ossia i prodotti finanziari "sostenibili" e "di transizione", e introdurre un indicatore di sostenibilità che possa portare a una classificazione dei prodotti finanziari facilmente comprensibile per il potenziale investitore finale.
In aggiunta a quanto sopra, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 30 novembre 2023 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2023/2631 sulle obbligazioni verdi europee (c.d. "green bond") e sull'informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e per le obbligazioni legate alla sostenibilità. Tale regolamento ("Regolamento Green Bond"):
- stabilisce prescrizioni uniformi per gli emittenti di obbligazioni che desiderino avvalersi della denominazione "obbligazione verde europea" o "EuGB" ("European green bond") per le obbligazioni messe a disposizione di investitori nell'Unione Europea;
- istituisce un sistema per registrare i verificatori esterni di obbligazioni verdi europee e monitorare gli stessi e
- prevede modelli di informativa volontaria per le obbligazioni commercializzate come obbligazioni ecosostenibili e obbligazioni legate alla sostenibilità nell'Unione Europea.
Il Regolamento Green Bond è applicabile a decorrere dal 21 dicembre 2024. Nel dicembre 2024, la Commissione europea, in coerenza con le deleghe ricevute, ha avviato pubbliche consultazioni con l'obiettivo di adottare disposizioni integrative del predetto regolamento.
L'ESMA, in data 26 marzo 2024 ha avviato una consultazione pubblica sulle bozze di norme tecniche di regolamentazione (RTS) relative alla registrazione e alla vigilanza dei revisori esterni ai sensi del Regolamento Green Bond. Tali RTS sono volti a chiarire i criteri utilizzati per valutare la domanda di registrazione di un revisore esterno e mirano a standardizzare i requisiti di registrazione e a contribuire allo sviluppo di condizioni di parità, attraverso la riduzione dei costi di ingresso per i richiedenti, per il tramite di (i) risorse analitiche e di senior management, (ii) una gestione sana e prudente inclusa la prevenzione dei conflitti di interesse, (iii) la conoscenza ed esperienza degli analisti, (iv) l'esternalizzazione delle attività di valutazione, dei moduli, dei modelli e delle procedure per la fornitura di informazioni sulla registrazione. La consultazione si è conclusa in data 14 giugno 2024.
Nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 20 dicembre 2023 sono stati inoltre pubblicati (i) il Regolamento (UE) 2023/2859 del 13 dicembre 2023, che istituisce un punto di accesso unico europeo alle informazioni accessibili al pubblico pertinenti per i servizi finanziari, i mercati dei capitali e la sostenibilità (c.d. "ESAP", quale database unico europeo volto a consentire l'accesso al pubblico alle informazioni finanziarie e in materia di sostenibilità disponibili e riguardanti le imprese e i prodotti di investimento dell'Unione Europea), (ii) il Regolamento (UE) 2023/2869 del 13 dicembre 2023, che modifica taluni regolamenti per quanto concerne l'istituzione e il funzionamento del punto di accesso unico europeo e (iii) la Direttiva (UE) 2023/2864 del 13 dicembre 2023, che modifica talune direttive per quanto concerne l'istituzione e il funzionamento del punto di accesso unico europeo. Al riguardo, le ESAs hanno pubblicato, in data 28 ottobre 2024, la relazione finale sui progetti di norme tecniche di attuazione inerenti ad alcuni compiti degli organismi di raccolta nonché riguardanti le funzionalità dell'ESAP.
In merito a quanto sopra, l'ESMA ha inoltre pubblicato un documento di consultazione con l'obiettivo di raccogliere le opinioni delle parti interessate su come il formato elettronico unico europeo (ESEF) possa essere applicato al reporting di sostenibilità. La consultazione rimarrà aperta sino al 31 marzo 2025.
Nel contesto sopra delineato, si evidenzia il ruolo espresso da Consob, nell'ambito del proprio piano strategico 2022-2024, che vedrà coinvolta l'autorità di vigilanza nazionale nelle attività volte a presidiare il nuovo rischio emergente in materia di comunicazioni non corrette sui profili di sostenibilità (c.d. rischio di greenwashing o social washing). In tale prospettiva, Consob ha pubblicato il Richiamo di attenzione n. 1/24 del 25 luglio 2024 avente ad oggetto "L'adeguamento agli obblighi in materia di "finanza sostenibile" nella prestazione dei servizi di investimento". Tramite il suddetto Richiamo, Consob ha inteso richiamare l'attenzione degli intermediari affinché assicurino che le informazioni sulla finanza sostenibile relative ai temi ESG siano più chiare, concise e comprensibili, soprattutto per la clientela al dettaglio.
I temi legati all'informativa sulla sostenibilità costituiscono una delle priorità di vigilanza evidenziate altresì da ESMA nel Public Statement del 24 ottobre 2024.
In data 30 ottobre 2024, le ESAs hanno pubblicato la relazione annuale sui "Principal Adverse Impact" ai sensi di SFDR, la quale riporta le raccomandazioni per le autorità di vigilanza nazionali e la Commissione e le buone prassi applicative per i partecipanti al mercato.
5. Linee strategiche che si intendono adottare per il futuro
Si rammenta che, ai sensi del Decreto 137, così come per il precedente Decreto 157, una volta scaduto il termine della Proroga Straordinaria fissato al 31 dicembre 2023, alla SGR era data facoltà di avvalersi nuovamente del Periodo di Grazia, per un termine pari alla durata residua dello stesso, a condizione che l'esercizio di tale diritto fosse nell'interesse degli investitori del Fondo.
In data 14 dicembre 2023, il Consiglio di Amministrazione della SGR ne ha deliberato la riattivazione fissando il nuovo termine di durata del Fondo Atlantic 1 al 31 ottobre 2025.
La comunicazione relativa alla riattivazione del Periodo di Grazia residuale è stata inviata alle Autorità di Vigilanza in data 22 dicembre 2023.
L'orizzonte di tempo più ampio per la dismissione del portafoglio residuo, seppur in una prospettiva di liquidazione, potrebbe consentire di cogliere migliori opportunità di disinvestimento, oltre a risolvere talune criticità specifiche connesse alla destinazione d'uso assentita per gli immobili in San Donato Milanese, al fine di facilitarne la vendita, continuando a percepire, nel frattempo, i canoni di locazione derivanti dal contratto in essere.
La strategia di gestione del Fondo messa in atto dalla SGR ai termini di Regolamento, con l'obiettivo di completare alle migliori condizioni la liquidazione dell'intero portafoglio entro il 31 dicembre 2024, è sintetizzata nelle seguenti principali linee d'azione:
- pianificazione delle vendite mediante adeguata promozione e commercializzazione degli immobili, nonché cessione degli stessi con istruzione di processi competitivi, rivolti a soggetti istituzionali italiani ed esteri;
- dialogo e confronto con le amministrazioni comunali e gli uffici competenti, al fine di analizzare puntualmente le opportunità di valorizzazione degli asset concesse dagli strumenti urbanistici vigenti, ovvero perseguibili attraverso presentazione di pratiche in variante preventivamente condivise.
Il Business Plan del Fondo e il relativo piano di smobilizzo prevedono una distribuzione degli utili derivanti dalle vendite nel periodo residuo nei termini previsti dal Regolamento di gestione.
In virtù di quanto precede, la valutazione delle voci della Relazione di gestione è stata fatta in una logica di funzionamento, pur tenendo conto del limitato orizzonte temporale residuo e della possibile messa in liquidazione del Fondo anche alla luce della scadenza dello stesso al 31 ottobre 2025.
6. Illustrazione dei rapporti intrattenuti nell'esercizio con altre società del Gruppo di cui la SGR fa parte
DeA Capital Real Estate SGR S.p.A. fa parte del Gruppo De Agostini che, attraverso la SGR, rafforza il suo posizionamento strategico nel settore immobiliare in Italia, creando le condizioni per lo sviluppo dell'attività anche sui mercati esteri.
La corporate governance nel Gruppo conferisce autonomia gestionale alle sub-holding e alle società controllate, che sono responsabili della propria gestione operativa, così come dell'identificazione e del perseguimento di opportunità di crescita nei rispettivi mercati, sia attraverso nuove combinazioni prodotto/mercato sia mediante operazioni straordinarie coerenti con la strategia di business.
In considerazione di quanto sopra, i rapporti tra la SGR ed il Gruppo di appartenenza si concretizzano nei normali flussi informativi previsti all'interno del Gruppo industriale.
7. Performance del Fondo e indicatori di redditività e finanziari
Per quanto riguarda le performance del Fondo e l'andamento del valore della quota si fa rinvio alla Nota Integrativa e, più precisamente, alla Parte A §§ da 1 a 3. Si riportano in questa sede alcune informazioni sintetiche.
Dalla data di apporto, ossia dal 1° giugno 2006, alla data della presente Relazione di gestione, il valore complessivo netto (NAV) del Fondo è diminuito passando da euro 260.760.000 a euro 93.366.258 (euro 123.107.579 al 31 dicembre 2023). Il valore unitario della quota è passato da euro 500,000 a euro 179,027 (euro 236,055 al 31 dicembre 2023) con un decremento del 64,19%; considerando le distribuzioni dei proventi effettuate sino alla data del 31 dicembre 2024, per un totale di euro 332,75 per ciascuna quota che hanno inciso per il 66,55% rispetto al valore iniziale della quota (euro 500,000), e dei rimborsi effettuati sino alla data del 31 dicembre 2024, per un totale di euro 194,43 per ciascuna quota che hanno inciso per il 38,89% rispetto al valore iniziale della quota, l'incremento di valore realizzato è pari al 41,24%.
Il Tasso Interno di Rendimento, calcolato sulla base del valore iniziale del Fondo, dei flussi di cassa in uscita e del NAV al 31 dicembre 2024, risulta del 3,20%.
Si evidenziano alcuni ratio elaborati sulla base dei dati della Relazione di gestione che esprimono, in modo sintetico ma significativo, la struttura patrimoniale del Fondo e l'andamento economico dello stesso.
| Indicatore | Descrizione | Valore | |
|---|---|---|---|
| ROE | Risultato del periodo/NAV medio del periodo | (16,4)% | |
| ROA | Risultato gestione immobiliare/valore immobili (1) | (17,86)% | |
| Leverage | Finanziamenti/valore immobili | - | |
| Livello di impiego asset immobiliari | Valore immobili/totale attività | 87,70% | |
| Valore medio beni immobili (€) | Valore immobili/n.immobili | 21,47 mln |
1) Media aritmetica del valore degli immobili 31/12/2024 – 31/12/2023
8. Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio
In data 13 febbraio 2025, il Consiglio di Amministrazione della SGR ha deliberato l'approvazione della valutazione complessiva del patrimonio del Fondo al 31 dicembre 2024, per un importo complessivo pari a euro 85.860.000.
A tale proposito si segnala che il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di doversi discostare dal valore di stima attribuito dall'Esperto Indipendente agli asset direzionali, parte locati e parte sfitti, situati in San Donato Milanese (3° Palazzo Uffici, Mensa del 3° Palazzo Uffici e 4° Palazzo Uffici), in considerazione dell'imminente scadenza del Fondo e della complessità del processo di riposizionamento sul mercato di immobili con destinazione d'uso a uffici di tale dimensione. Appaiono determinanti sul risultato atteso, in caso di presentazione di un progetto di trasformazione, i tempi necessari per il completamento dell'iter urbanistico e i costi che l'operatore interessato dovrà sostenere per rinnovare l'impiantistica e adeguare gli immobili all'uso futuro.
Il valore attribuito a ciascuno di essi è stato assunto pari alla stima del valore di pronto realizzo redatta dall'Esperto Indipendente.
Con riferimento all'immobile in Roma via Cristoforo Colombo, si comunica che, in data 3 febbraio 2025, è pervenuta alla SGR, da un investitore internazionale, un'offerta di acquisto al prezzo di euro 26.000.000 oltre imposte di legge, offerta peraltro ancora soggetta all'approvazione definitiva del board della società promissaria acquirente e, in caso di conferma, del Consiglio di Amministrazione della SGR.
Il valore attribuito è stato allineato al prezzo dell'offerta, ritenuto congruo dall'Esperto Indipendente del Fondo.
Di seguito i dettagli degli immobili per i quali si è proceduto allo scostamento:
| Immobile | Valore Costo Storico (euro) |
Prezzo proposta accettata (euro) |
Valore Pronto Realizzo EI al (31/12/2024) (euro) |
Valore EI al (31/12/2024) (euro) |
Scostamento da Valore EI (euro) |
|---|---|---|---|---|---|
| San Donato Milanese (MI) - via Martiri di Cefalonia, 67 (4° PU) | 78.680.882 | 29.730.000 | 46.450.000 | (16.720.000) | |
| San Donato Milanese (MI) - via De Gasperi, 16 (3° PU) | 112.064.344 | 27.970.000 | 43.700.000 | (15.730.000) | |
| San Donato Milanese (MI) - via De Gasperi, 16 (Mensa 3° PU) | 5.511.288 | 2.160.000 | 3.380.000 | (1.220.000) | |
| Roma (RM) - via Cristoforo Colombo, 142 | 80.061.949 | 26.000.000 | 30.170.000 | (4.170.000) | |
| TOTALE | 276.318.463 | 26.000.000 | 59.860.000 | 123.700.000 | (37.840.000) |
9. La gestione finanziaria
A. Finanziamenti
Alla data del presente Relazione di gestione, non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria.
B. Strumenti finanziari derivati
Alla data del presente Relazione di gestione, non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria.
10. Proventi posti in distribuzione
Il § 12 del Regolamento del Fondo illustra le modalità di distribuzione ai titolari delle quote dei proventi conseguiti dal Fondo. Sono considerati proventi "gli utili, al netto delle plusvalenze non realizzate nel semestre di riferimento e comprensivi delle plusvalenze non realizzate nei semestri precedenti, ma che si siano realizzate nel semestre di riferimento rispetto ai valori dei beni immobili, dei diritti reali immobiliari, delle partecipazioni in società immobiliari e di ogni altro bene facente parte del patrimonio del Fondo, attribuiti in sede di apporto o di acquisizione e aumentati di eventuali spese incrementative capitalizzate, così come risultanti dal Rendiconto di gestione del Fondo".
I proventi derivanti dalla gestione del Fondo sono distribuiti agli aventi diritto con cadenza almeno semestrale in misura non inferiore al 90%, salvo diversa e motivata decisione del Consiglio di Amministrazione della SGR che dovrà essere assunta previo parere non vincolante del Comitato Consultivo. I proventi realizzati e non distribuiti in semestri precedenti, al netto delle eventuali perdite, concorrono alla formazione dei proventi da distribuire nei semestri successivi.
Si segnala che il risultato dell'esercizio non permette distribuzione di proventi.
11. Rimborsi parziali pro-quota
Ai sensi dell'art. 22.1 del Regolamento, il Fondo, a fronte di disinvestimenti realizzati e/o di eventuale cassa in eccesso e anche tenendo in considerazione le proprie esigenze, potrà avvalersi della facoltà di effettuare, nell'interesse dei Partecipanti, rimborsi parziali pro-quota.
Si specifica che complessivamente i partecipanti al Fondo, dall'inizio dell'avvio dell'operatività dello stesso alla data della presente Relazione, hanno beneficiato di rimborsi parziali pro-quota per euro 194,43 corrispondenti a euro 101.399.134 totali.
12. Altre informazioni
Regime fiscale delle imposte sui redditi dei partecipanti
Sulla base del quadro normativo delineato dall'art. 32 del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, come da ultimo modificato dalla Legge n. 106 del 12 luglio 2011, e delle specificazioni fornite con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 16 dicembre 2011 ("Provvedimento") e con le Circolari dell'Agenzia delle Entrate n. 2/E del 15 Febbraio 2012 ("Circolare") e n. 19/E del 27 giugno 2014, il regime di tassazione, ai fini delle imposte dirette, dei partecipanti ai Fondi immobiliari varia in funzione della natura degli investitori e dell'entità della partecipazione da essi detenuta. In particolare, è possibile distinguere tra:
A) Soggetti residenti
1. Investitori istituzionali
Sono tali i soggetti elencati dall'art. 32, comma 3, del D.L. n. 78/2010, ossia:
- lo Stato e gli enti pubblici italiani;
- gli OICR italiani;
- le forme di previdenza complementare e gli enti di previdenza obbligatoria;
- le imprese di assicurazione limitatamente agli investimenti destinati alla copertura delle riserve tecniche;
- gli intermediari bancari e finanziari assoggettati a forme di vigilanza prudenziale;
- i soggetti e i patrimoni sopra indicati costituiti all'estero in Paesi o territori che consentano uno scambio di informazioni volto ad individuare i beneficiari effettivi del reddito sempreché inclusi nella cosiddetta white list (a condizione, per i soggetti di cui alle lettere b), c), d), ed e), che siano assoggettati a forme di vigilanza prudenziale);
- gli enti privati residenti che perseguano esclusivamente determinate finalità no-profit e le società residenti che perseguano esclusivamente finalità mutualistiche;
- i veicoli (anche non residenti purché costituiti in un Paese o territorio incluso nella cosiddetta white list) in forma societaria o contrattuale partecipati in misura superiore al 50% dai soggetti sopra indicati (a titolo esemplificativo vengono fatti rientrare tra tali soggetti i "Fondi sovrani").
Per tali soggetti si rende applicabile, a prescindere dall'entità della partecipazione detenuta e dalla destinazione dell'investimento, l'ordinario regime fiscale relativo ai redditi di capitale disciplinato dall'art. 7 del D.L. 351/2001. Come noto, tale regime fiscale prevede l'applicazione di una ritenuta nella misura del 26%19 sui proventi di cui all'art. 44, comma 1, lett. g) del TUIR ossia sui redditi di capitale:
- derivanti dalla partecipazione al Fondo immobiliare e percepiti in costanza di partecipazione;
- realizzati in sede di riscatto/liquidazione delle quote del Fondo (pari alla differenza tra il valore di riscatto/liquidazione delle quote e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto).
Tale ritenuta è operata (dalla SGR o dall'intermediario depositario delle quote dematerializzate):
19 Si segnala che, per effetto delle modifiche apportate dall'art. 3, comma 12, del D.L. 66/2014, convertito nella Legge 89/2014, l'aliquota del 26% si applica (in luogo della previgente misura del 20%) a decorrere dal 1° luglio 2014.
In particolare, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 19/E del 27 giugno 2014, la misura della nuova aliquota si applica:
"sulla parte dei proventi distribuiti in costanza di partecipazione all'organismo di investimento dal 1° luglio 2014. A tal fine, rileva la data di messa in pagamento dei proventi a prescindere dalla data della delibera di distribuzione";
"sui proventi di ogni tipo realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014 in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni. In tal senso, detti proventi si considerano realizzati alla data di regolamento dell'operazione".
Inoltre, sulla base del regime transitorio contenuto nel medesimo comma 12 dell'art. 3 del Decreto, sui proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014, se riferibili a importi maturati fino al 30 giugno 2014, continua ad applicarsi l'aliquota nella misura del 20%. Il regime transitorio si applica sia ai redditi di capitale che ai redditi diversi di natura finanziaria.
La Circolare ha chiarito tuttavia che la distribuzione dei proventi periodici non usufruisce del regime transitorio (rileva unicamente la data di messa in pagamento, cosicché si applica la ritenuta nella misura del 26% sull'intero ammontare dei proventi la cui data di messa in pagamento risulta successiva al 30 giugno 2014), che trova applicazione pertanto in caso di realizzo di un provento (reddito di capitale o plusvalenza) in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni.
Ai fini dell'individuazione dei proventi maturati al 30 giugno 2014, cui è riconosciuta l'applicazione dell'aliquota del 20%, occorre verificare la riconducibilità degli stessi al numero delle quote o azioni possedute a tale data, secondo i criteri forniti dalla medesima Circolare.
- "a titolo di acconto" se i suddetti proventi attengono a quote detenute nell'esercizio di impresa commerciale (da parte di imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, ecc.);
- "a titolo di imposta" nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli esenti o esclusi da imposta sul reddito delle società.
In via derogatoria, tale ritenuta non deve essere applicata sui proventi (derivanti dalla partecipazione al Fondo immobiliare) percepiti da forme di previdenza complementare ex D.Lgs. n. 252/2005 e dagli OICR istituiti in Italia e disciplinati dal TUF (ad es: fondi mobiliari aperti e chiusi, SICAV, fondi immobiliari).
2. Soggetti diversi dagli investitori istituzionali
Si tratta dei soggetti diversi da quelli elencati al punto A)1.
Per tali soggetti, occorre distinguere a seconda che detengano una quota di partecipazione nel patrimonio del Fondo rilevante o meno.
2.1 Possessori di una partecipazione superiore al 5% del patrimonio del Fondo
I redditi conseguiti dal Fondo e rilevati nelle Relazioni di gestione (con esclusione dei proventi e degli oneri da valutazione) sono imputati "per trasparenza" (proporzionalmente alla quota di partecipazione al Fondo rilevata alla fine del periodo d'imposta); i predetti redditi rientrano nella categoria dei "redditi di capitale". Considerato che la percentuale di partecipazione "rilevante" deve essere verificata al termine del periodo di imposta, come chiarito dalla Circolare n. 2/E del 15 febbraio 2012, al momento della distribuzione dei redditi conseguiti dal Fondo, il sostituto d'imposta dovrà applicare provvisoriamente la ritenuta del 26% di cui all'art. 7 del D.L. n. 351 del 2001. Pertanto, qualora al termine del periodo d'imposta, il contribuente risulti titolare di una partecipazione al Fondo superiore al 5%, egli ha diritto allo scomputo delle ritenute subite sui redditi imputati per trasparenza dal Fondo nel medesimo periodo.
Nel caso in cui i partecipanti esercitino attività di impresa rilevano eventuali perdite attribuite dal Fondo.
La SGR e gli intermediari depositari devono comunicare nella dichiarazione dei sostituti d'imposta i dati relativi ai partecipanti che alla data del 31 dicembre di ciascun periodo d'imposta detengono una quota di partecipazione superiore al 5% nonché l'ammontare dei redditi imputati per trasparenza.
2.2 Possessori di una partecipazione non superiore al 5% del patrimonio del Fondo
Si applica lo stesso regime previsto per gli investitori istituzionali, ossia sono assoggettati a una ritenuta del 26%, sui proventi di cui all'art. 44, comma 1, lett. g) del TUIR ossia sui redditi di capitale:
- derivanti dalla partecipazione al Fondo immobiliare e percepiti in costanza di partecipazione;
- realizzati in sede di riscatto/liquidazione delle quote del Fondo (pari alla differenza tra il valore di riscatto/liquidazione delle quote e il costo medio ponderato di sottoscrizione o acquisto).
B) Soggetti non residenti
1. Soggetti "esenti"
L'art. 7, comma 3, del D.L. n. 351 del 2001 prevede un regime di non imponibilità relativamente ai proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari percepiti da determinati soggetti non residenti. In particolare, si tratta di:
- fondi pensione e OICR esteri, sempreché istituiti in stati o territori inclusi nella così detta white list (e sempreché sussista una forma di vigilanza sul fondo o sull'organismo ovvero sul soggetto incaricato della gestione);
- enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
- banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.
In base al Provvedimento, tale regime non spetta per le partecipazioni detenute dai predetti soggetti in via mediata, tuttavia in relazione ai proventi percepiti dagli investitori non residenti, la Circolare n. 2/E del 15 febbraio 2012 ha chiarito che la predetta ritenuta non si applica nei confronti dei (i) fondi sovrani a condizione che siano interamente posseduti dallo Stato, (ii) veicoli di natura societaria interamente posseduti dai fondi sovrani (iii) veicoli interamente posseduti da fondi pensione e OICR vigilati.
2. Soggetti diversi dagli "esenti"
Gli investitori non residenti diversi da quelli esenti sono soggetti a tassazione con aliquota del 26% al momento della loro corresponsione, fatta salva la verifica in merito all'eventuale riduzione in applicazione delle convenzioni contro le doppie imposizioni.
Imposta di bollo
Stante quanto disposto dall'art.13 comma 2-ter del Decreto del Presidente della Repubblica n. 642/1972, e dal D.M. del 24 maggio 2012 attuativo della riforma operata in materia dal D.L. n. 201/2011 e successive modificazioni e integrazioni20, le comunicazioni periodiche alla clientela21 relative a prodotti finanziari (ivi incluse quelle relative a quote di fondi immobiliari) sono generalmente soggette a imposta di bollo nella misura proporzionale dello 0,15% per l'anno 2013 (con un minimo di euro 34,20 e con un tetto massimo di euro 4.500 per i quotisti diversi dalle persone fisiche, ai sensi di quanto previsto dalla Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 - cosiddetta "Legge di Stabilità 2013").
Il comma 581, art. 1, Legge 147/2013 (Legge di Stabilità per il 2014) ha stabilito che a decorrere dal 2014 sale dall'1,5 al 2 per mille l'imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti
20 L'Agenzia delle Entrate ha fornito, con la Circolare n. 48 del 21 dicembre 2012, alcuni chiarimenti per la corretta applicazione delle nuove disposizioni normative in materia di imposta di bollo.
21Ai sensi dell'art.1 comma 1, lett. b) del sopra citato Decreto Ministeriale del 24 maggio 2012, per la nozione di "cliente" occorre far riferimento alla definizione contenuta nel Provvedimento del Governatore della Banca d'Italia del 9 febbraio 2011 n. 38 (in materia di "Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti") che è stato successivamente sostituito da un nuovo Provvedimento del Governatore della Banca d'Italia pubblicato in data 20 giugno 2012.
finanziari, compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati. Viene abolita la soglia minima di imposta prima fissata a euro 34,20 mentre aumenta la soglia massima dell'imposta dovuta per i quotisti diversi dalle persone fisiche, che sale da euro 4.500 a euro 14.000.
Esperti indipendenti
Si indicano di seguito: (i) i presidi organizzativi e procedurali adottati dalla SGR ai sensi della normativa di settore in tema di esperti indipendenti (di seguito "EI") - come da ultimo integrata e modificata a seguito del recepimento della Direttiva UE 61/2011 (c.d. "Direttiva Alternative") - per assicurare il rispetto dei criteri di valutazione dei beni; (ii) i rapporti intercorrenti tra l'EI del Fondo e gli altri fondi gestiti dalla SGR, nonché le altre società controllate facenti parte del gruppo rilevante della stessa.
Presidi organizzativi e procedurali per il rispetto dei criteri di valutazione dei beni da parte degli Esperti
La SGR ha adeguato le proprie disposizioni interne in tema di gestione dei rapporti con gli Esperti Indipendenti (di seguito gli "EI") e valutazione di beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari (di seguito "Asset Immobiliari"), alla normativa di settore, ivi incluso, tra l'altro, il Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 5 marzo 2015, n. 30 (di seguito il "DM 30/2015"). Le disposizioni interne vigenti disciplinano, tra l'altro:
- i criteri e le modalità per la selezione, il conferimento, il rinnovo degli incarichi e la determinazione del compenso degli EI;
- le modalità operative per l'identificazione e la gestione di eventuali situazioni di conflitto di interessi, per l'identificazione delle cause di incompatibilità degli EI e per preservare l'indipendenza degli EI;
- la durata dell'incarico degli EI;
- i compiti delle funzioni aziendali, sia operative sia di controllo, da svolgersi nell'ambito del processo di valutazione;
- le modalità di coordinamento e i flussi informativi tra le funzioni operative e di controllo, nonché nei confronti degli EI;
- gli standard documentali e le modalità di attestazione delle attività svolte e di raccolta e archiviazione della documentazione trasmessa e ricevuta dagli EI;
- gli obblighi di reporting nei confronti degli organi aziendali;
- la descrizione dei presidi organizzativi e di controllo per la verifica nel continuo della corretta applicazione da parte degli EI dei criteri di valutazione dei beni;
- gli adempimenti informativi a carico delle funzioni aziendali nei confronti delle Autorità di Vigilanza.
Le disposizioni interne sopra menzionate, prevedono altresì i seguenti principali presidi organizzativi, procedurali e di controllo, al fine di garantire il rispetto dei criteri di valutazione dei beni da parte degli EI dei Fondi gestiti da DeA Capital Real Estate SGR S.p.A:
verifica in merito alle caratteristiche degli EI in conformità a quanto previsto dalla normativa applicabile (es. iscrizione albo, struttura organizzativa adeguata, esperienze pregresse, ecc.);
- verifica in merito alla incompatibilità ed indipendenza degli incarichi in essere dichiarati dagli EI (ivi comprese le società agli stessi collegate) nonché valutazione dei potenziali conflitti d'interesse;
- verifica dei compensi spettanti agli EI affinché siano commisurati all'impegno ed alla professionalità richiesta per l'incarico;
- verifica del contenuto minimo del contratto e controllo di conformità normativa del medesimo a cura della Funzione Compliance;
- verifica di adeguatezza, completezza e correttezza dei dati riguardanti gli Asset Immobiliari oggetto di valutazione inviati agli EI;
- verifica del rispetto dei tempi di consegna concordati nel contratto con gli EI;
- verifica volta ad accertare, inter alia, la congruenza dei dati di assunzione delle valutazioni con quelli trasmessi agli EI;
- verifica dell'adeguatezza del processo valutativo seguito dagli EI, la coerenza dei criteri di valutazione utilizzati con quelli previsti dalla normativa vigente e dal mandato ricevuto, la correttezza nell'elaborazione dei dati e la coerenza delle assunzioni di stima;
- accertamento dell'adeguatezza del processo valutativo e delle metodologie utilizzate e approvazione della relazione di stima da parte del Consiglio di Amministrazione;
- verifica i) della appropriatezza dei criteri di valutazione degli Asset Immobiliari (in caso di modifiche rispetto alle metodologie approvate da Consiglio di Amministrazione e a quanto concordato contrattualmente) e dei valori forniti e ii) della completezza ed attualità delle valorizzazioni degli strumenti finanziari approvati dal Consiglio di Amministrazione;
- verifica della coerenza della procedura e delle politiche di valutazione, (ivi comprese le metodologie di valutazione deliberate dal Consiglio di Amministrazione) con i principi definiti dalla normativa di riferimento.
Incarichi assegnati agli esperti indipendenti dei Fondi gestiti
Si segnala che l'incarico di Esperto Indipendente del Fondo Atlantic 1, conferito in data 6 maggio 2021 con durata sino al 30 giugno 2024 alla società Praxi S.p.A., è stato rinnovato fino alla residua durata del Fondo prevista entro il 31 ottobre 2025 (termine del c.d. Periodo di Grazia) ovvero sino al completamento dello smobilizzo degli investimenti.
Di seguito si riportano gli estremi degli incarichi assegnati all'Esperto Indipendente del Fondo nel corso del 2024:
- a) Esperto Indipendente del Fondo: Praxi S.p.A.;
- b) ulteriori incarichi assegnati alla società Praxi S.p.A. o a società ad essa collegate:
-
- attività di Esperto Indipendente: Fondo HighGarden, Fondo Yielding, Fondo Santa Palomba, Fondo Park West, Fondo Omega, Fondo Ambiente, Fondo Gamma, Fondo Rho Plus;
-
-
- attività di rilascio pareri di congruità:
- Fondo High Garden AT02a Basiglio (MI) Edifici D e F
- Fondo Yielding Milano, via Larga 31
- Fondo Yielding Milano, via Farini 56
- Fondo Gamma Roma, via Nizza 152
- Fondo Omega Catania, viale Regina Margherita 39
- Fondo Omega Napoli, via Toledo 185
-
- attività diverse rispetto a quella di esperto indipendente e di rilascio di pareri di congruità:
- Fondo Atlantic 1 San Donato Milanese e Roma Valore di realizzo
- Fondo Atlantic 1 San Donato Milanese Sensitivity Valore Trasformazione
- Fondo Gamma Milano via Gonzaga: Valore di mercato IMU
- Fondo Santa Palomba Perizia OMI
- c) non si evidenziano ulteriori incarichi significativi assegnati all'Esperto Indipendente del Fondo presso altre società facenti parte del gruppo di appartenenza rilevante della SGR.
* * *
La presente Relazione di gestione al 31 dicembre 2024 compone complessivamente di n. 92 pagine oltre all'estratto della Relazione di Stima degli Esperti Indipendenti.
Per il Consiglio d'Amministrazione
Il Presidente
Gianluca Grea
| RELAZIONE DI GESTIONE DEL FONDO ATLANTIC 1 al 31/12/2024 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SITUAZIONE PATRIMONIALE | |||||||
| Situazione al 31/12/2024 | Situazione a fine esercizio precedente | ||||||
| ATTIVITA' | Valore complessivo | In percentuale dell'attivo |
Valore complessivo | In percentuale dell'attivo |
|||
| A. | STRUMENTI FINANZIARI | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| Strumenti finanziari non quotati | - | 0,00% | - | 0,00% | |||
| A1. | Partecipazioni di controllo | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A2. | Partecipazioni non di controllo | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A3. | Altri titoli di capitale | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A4. | Titoli di debito | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A5. | Parti di OICR | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| Strumenti finanziari quotati | - | 0,00% | - | 0,00% | |||
| A6. | Titoli di capitale | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A7. | Titoli di debito | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A8. | Parti di OICR | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| Strumenti finanziari derivati | - | 0,00% | - | 0,00% | |||
| A9. | Margini presso organismi di compensazione e garanzia | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A10. | Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| A11. | Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| B. | IMMOBILI E DIRITTI REALI IMMOBILIARI | 85.860.000 | 87,70% | 108.690.000 | 85,00% | ||
| B1. | Immobili dati in locazione | 29.730.000 | 30,37% | 37.510.000 | 29,33% | ||
| B2. | Immobili dati in locazione finanziaria | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| B3. | Altri immobili | 56.130.000 | 57,34% | 71.180.000 | 55,67% | ||
| B4. | Diritti reali immobiliari | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| B5. | Diritti accessori della proprieta' | ||||||
| C. | CREDITI | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| C1. | Crediti acquistati per operazioni di cartolarizzazione | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| C2. | Altri | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| D. | DEPOSITI BANCARI | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| D1. | A vista | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| D2. | Altri | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| E. | ALTRI BENI | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| E1. | Altri Beni | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| F. | POSIZIONE NETTA DI LIQUIDITA' | 10.250.384 | 10,47% | 17.411.207 | 13,62% | ||
| F1. | Liquidità disponibile | 10.250.384 | 10,47% | 17.411.207 | 13,62% | ||
| F2. | Liquidità da ricevere per operazioni da regolare | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| F3. | Liquidità impegnata per operazioni da regolare | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| G. | ALTRE ATTIVITA' | 1.787.397 | 1,83% | 1.766.383 | 1,38% | ||
| G1. | Crediti per p.c.t. attivi e operazioni assimilate | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| G2. | Ratei e risconti attivi | 90.644 | 0,09% | 80.771 | 0,06% | ||
| G3. | Risparmio di imposta | - | 0,00% | - | 0,00% | ||
| G4. | Altre | 1.659.217 | 1,69% | 1.627.899 | 1,27% | ||
| G5. | Credito Iva | 15.769 | 0,02% | 43.682 | 0,03% | ||
| G6. | Crediti verso Locatari | 21.767 | 0,02% | 14.031 | 0,01% | ||
| G6.1 | Crediti lordi | 25.054 | 0,03% | 14.031 | 0,01% | ||
| G6.2 | Fondo svalutazione crediti | (3.287) | 0,00% | - | 0,00% | ||
| TOTALE ATTIVITA' | 97.897.781 | 100,00% | 127.867.590 | 100,00% |
| RELAZIONE DI GESTIONE DEL FONDO ATLANTIC 1 al 31/12/2024 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SITUAZIONE PATRIMONIALE | |||||||
| Situazione al 31/12/2024 | Situazione a fine esercizio precedente | ||||||
| PASSIVITA' E NETTO | Valore complessivo | In percentuale del passivo |
Valore complessivo | In percentuale del passivo |
|||
| H. | FINANZIAMENTI RICEVUTI | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| H1. | Finanziamenti ipotecari | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| H2. | Pronti contro termine passivi e operazioni assimilate | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| H3. | Altri | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| I. | STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| I1. | Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati quotati | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| I2. | Opzioni, premi o altri strumenti finanziari derivati non quotati | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| L. | DEBITI VERSO I PARTECIPANTI | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| L1. | Proventi da distribuire | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| L2. | Altri debiti verso i partecipanti | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| M. | ALTRE PASSIVITA' | 4.531.523 | 100,00% | 4.760.011 | 100,00% | ||
| M1. | Provvigioni ed oneri maturati e non liquidati | 21.266 | 0,47% | 25.645 | 0,54% | ||
| M2. | Debiti di imposta | 2.270 | 0,05% | 3.375 | 0,07% | ||
| M3. | Ratei e risconti passivi | - 0,00% |
56.526 | 1,19% | |||
| M4. | Altre | 4.507.987 | 99,48% | 4.674.465 | 98,20% | ||
| M5. | Fondo svalutazione partecipazioni | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| M6. | Debiti per cauzioni ricevute | - 0,00% |
- | 0,00% | |||
| TOTALE PASSIVITA' | 4.531.523 | 100,00% | 4.760.011 | 100,00% | |||
| VALORE COMPLESSIVO NETTO DEL FONDO | 93.366.258 123.107.579 |
||||||
| NUMERO DELLE QUOTE IN CIRCOLAZIONE | 521.520 | 521.520 | |||||
| VALORE UNITARIO DELLE QUOTE | 179,027 | 236,055 | |||||
| PROVENTI DISTRIBUITI PER QUOTA | 332,750 | 332,750 | |||||
| RIMBORSI DISTRIBUITI PER QUOTA | 194,430 171,430 |
| RELAZIONE DI GESTIONE DEL FONDO ATLANTIC 1 al 31/12/2024 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SEZIONE REDDITUALE | |||||||
| Relazione al 31/12/2024 | Relazione esercizio precedente | ||||||
| A. | STRUMENTI FINANZIARI Strumenti finanziari non quotati |
||||||
| A1. | PARTECIPAZIONI | - | - | ||||
| A1.1 | dividendi e altri proventi | - | - | ||||
| A1.2 | utili/perdite da realizzi | - | - | ||||
| A1.3 | plus/minusvalenze | - | - | ||||
| A2 A2.1 |
ALTRI STRUMENTI FINANZIARI NON QUOTATI interessi, dividendi e altri proventi |
- - |
- - |
||||
| A2.2 | utili/perdite da realizzi | - | - | ||||
| A2.3 | plus/minusvalenze | - | - | ||||
| Strumenti finanziari quotati | |||||||
| A3. | STRUMENTI FINANZIARI QUOTATI | - | - | ||||
| A3.1 | interessi, dividendi e altri proventi | - | - | ||||
| A3.2 | utili/perdite da realizzi | - | - | ||||
| A3.3 | plus/minusvalenze Strumenti finanziari derivati |
- | - | ||||
| A4. | STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI | - | - | ||||
| A4.1 | di copertura | - | - | ||||
| A4.2 | non di copertura | - | - | ||||
| Risultato gestione strumenti finanziari (A) | - | - | |||||
| B. | IMMOBILI E DIRITTI REALI IMMOBILIARI | ||||||
| B1. | CANONI DI LOCAZIONE E ALTRI PROVENTI | 8.990.639 | 9.955.077 | ||||
| B1.1 | canoni di locazione | 8.979.928 | 9.955.073 | ||||
| B1.2 | altri proventi | 10.711 | 4 | ||||
| B2. | UTILI/PERDITE DA REALIZZI | - | (4.222.000) | ||||
| B3. | PLUS/MINUSVALENZE | (22.830.000) | (45.750.000) | ||||
| B4. | ONERI PER LA GESTIONE DI BENI IMMOBILI | (1.125.298) | (1.388.845) | ||||
| B4.1 | oneri non ripetibili | (629.577) | (918.890) | ||||
| B4.2 | oneri ripetibili | (495.721) | (469.955) | ||||
| B4.3 | interessi su depositi cauzionali | - | - | ||||
| B4.4 | altri oneri gestione immobiliare | - | - | ||||
| B5. | AMMORTAMENTI | - | - | ||||
| B6. | SPESE IMU | (2.410.934) | (2.473.325) | ||||
| Risultato gestione beni immobili (B) | (17.375.593) | (43.879.093) | |||||
| C. | CREDITI | ||||||
| C1. | Interessi attivi e proventi assimilati | - | - | ||||
| C2. | Incrementi/decrementi di valore | - | - | ||||
| Risultato gestione crediti (C) | - | - | |||||
| D. | DEPOSITI BANCARI | ||||||
| D1. | Interessi attivi e proventi assimilati | - | - | ||||
| Risultato gestione depositi bancari (D) | - | - | |||||
| E. | ALTRI BENI (da specificare) | ||||||
| E1. | Proventi | - | - | ||||
| E2. | Utile/perdita da realizzi | - | - | ||||
| E3. | Plusvalenze/minusvalenze | - | - | ||||
| Risultato gestione altri beni (E) | - | - | |||||
| Risultato gestione investimenti (A+B+C+D+E) | (17.375.593) | (43.879.093) |
| RELAZIONE DI GESTIONE DEL FONDO ATLANTIC 1 al 31/12/2024 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| SEZIONE REDDITUALE | |||||||
| Relazione al 31/12/2024 | Relazione esercizio precedente | ||||||
| F. | RISULTATO DELLA GESTIONE CAMBI | ||||||
| F1. | OPERAZIONI DI COPERTURA | - | - | ||||
| F1.1 F1.2 |
Risultati realizzati Risultati non realizzati |
- - |
- - |
||||
| F2. | OPERAZIONI NON DI COPERTURA | - | - | ||||
| F2.1 F2.2 |
Risultati realizzati Risultati non realizzati |
- - |
- - |
||||
| F3. F3.1 |
LIQUIDITA' Risultati realizzati |
- - |
- - |
||||
| F3.2 | Risultati non realizzati | - | - | ||||
| Risultato della gestione cambi (F) | - | - | |||||
| G. | ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE | ||||||
| G1. | PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRONTI CONTRO TERMINE E ASSIMILATE | - | - | ||||
| G2. | PROVENTI DELLE OPERAZIONI DI PRESTITO TITOLI | - | - | ||||
| Risultato altre operazioni di gestione (G) Risultato lordo della gestione caratteristica (RGI+F+G) |
- (17.375.593) |
- (43.879.093) |
|||||
| H. | ONERI FINANZIARI | ||||||
| H1. | INTERESSI PASSIVI SU FINANZIAMENTI RICEVUTI | - | - | ||||
| H1.1 H1.2 |
su finanziamenti ipotecari su altri finanziamenti |
- - |
- - |
||||
| H2. | ALTRI ONERI FINANZIARI | - | (259) | ||||
| Risultato oneri finanziari (H) | - | (259) | |||||
| Risultato netto della gestione caratteristica (RLGC+H) | (17.375.593) | (43.879.352) | |||||
| I. | ONERI DI GESTIONE | ||||||
| I1. I2. |
Provvigione di gestione SGR Costo per il calcolo del valore della quota |
(253.351) (18.096) |
(338.107) (24.151) |
||||
| I3. | Commissioni depositario | (39.443) | (54.756) | ||||
| I4. I5. |
Oneri per esperti indipendenti Spese pubblicazione prospetti e informativa al pubblico |
(14.032) (47.472) |
(14.616) (59.252) |
||||
| I6. | Altri oneri di gestione | (247.497) | (267.000) | ||||
| I7. | Spese di quotazione | (18.000) | (17.500) | ||||
| Risultato oneri di gestione (I) | (637.891) | (775.382) | |||||
| L. | ALTRI RICAVI ED ONERI | ||||||
| L1. | Interessi attivi su disponibilità liquide | 213.363 | 273.801 | ||||
| L2. L3. |
Altri ricavi Altri oneri |
245.634 (191.874) |
45.608 (99.034) |
||||
| Risultato altri ricavi e oneri (L) | 267.123 | 220.375 | |||||
| Risultato della gestione prima delle imposte (RNGC+I+L) | (17.746.361) | (44.434.359) | |||||
| M. | IMPOSTE | ||||||
| M1. | Imposta sostitutiva a carico dell'esercizio | - | - | ||||
| M2. M3. |
Risparmio di imposta Altre imposte |
- - |
- - |
||||
| Totale imposte (M) Utile/perdita dell'esercizio (RGPI+M) |
- (17.746.361) |
- (44.434.359) |
Nota Integrativa
alla Relazione di gestione al 31 dicembre 2024
| PARTE A – ANDAMENTO DEL VALORE DELLA QUOTA | 66 |
|---|---|
| PARTE B – LE ATTIVITÀ, LE PASSIVITÀ E IL VALORE COMPLESSIVO NETTO | 72 |
| SEZIONE I – CRITERI DI VALUTAZIONE | 72 |
| SEZIONE II – LE ATTIVITÀ | 76 |
| SEZIONE III – LE PASSIVITÀ | 81 |
| SEZIONE IV – IL VALORE COMPLESSIVO NETTO | 82 |
| SEZIONE V – ALTRI DATI PATRIMONIALI | 83 |
| PARTE C – IL RISULTATO ECONOMICO DELL'ESERCIZIO | 83 |
| SEZIONE I – RISULTATO DELLE OPERAZIONI SU PARTECIPAZIONI E ALTRI STRUMENTI FINANZIARI |
83 |
| SEZIONE II – BENI IMMOBILI | 84 |
| SEZIONE III – CREDITI | 85 |
| SEZIONE IV – DEPOSITI BANCARI | 85 |
| SEZIONE V – ALTRI BENI | 85 |
| SEZIONE VI – ALTRE OPERAZIONI DI GESTIONE E ONERI FINANZIARI | 85 |
| SEZIONE VII – ONERI DI GESTIONE | 85 |
| SEZIONE VIII – ALTRI RICAVI E ONERI | 90 |
| SEZIONE IX – IMPOSTE | 90 |
| PARTE D – ALTRE INFORMAZIONI | 91 |
_____________________________________________________________________________
Parte A – Andamento del valore della quota
1. Valore della quota alla fine di ciascun esercizio e analisi dei flussi di cassa del Fondo
Il Fondo Atlantic 1 (di seguito il "Fondo") ha avviato la propria attività il 1° giugno 2006. Il valore della quota risultante alla fine di ciascun esercizio e alla data della presente Relazione di gestione risulta dalla seguente tabella.
| Periodo di riferimento | Valore complessivo netto del Fondo (euro) |
Numero Quote | Valore unitario delle quote (euro) |
|---|---|---|---|
| Valore iniziale del Fondo | 260.760.000 | 521.520 | 500,000 |
| Rendiconto al 31/12/2006 | 358.468.428 | 521.520 | 687,353 |
| Rendiconto al 31/12/2007 | 409.817.660 | 521.520 | 785,814 |
| Rendiconto al 31/12/2008 | 390.828.505 | 521.520 | 749,403 |
| Rendiconto al 31/12/2009 | 342.792.586 | 521.520 | 657,295 |
| Rendiconto al 31/12/2010 | 333.460.235 | 521.520 | 639,401 |
| Rendiconto al 31/12/2011 | 296.803.263 | 521.520 | 569,112 |
| Rendiconto al 31/12/2012 | 281.350.818 | 521.520 | 539,482 |
| Rendiconto al 31/12/2013 | 263.447.963 | 521.520 | 505,154 |
| Rendiconto al 31/12/2014 | 265.935.162 | 521.520 | 509,923 |
| Relazione di gestione al 31/12/2015 | 249.104.767 | 521.520 | 477,651 |
| Relazione di gestione al 31/12/2016 | 266.886.710 | 521.520 | 511,748 |
| Relazione di gestione al 31/12/2017 | 256.748.243 | 521.520 | 492,308 |
| Relazione di gestione al 31/12/2018 | 248.581.453 | 521.520 | 476,648 |
| Relazione di gestione al 31/12/2019 | 225.396.405 | 521.520 | 432,191 |
| Relazione di gestione al 31/12/2020 | 228.433.775 | 521.520 | 438,015 |
| Relazione di gestione al 31/12/2021 | 199.851.143 | 521.520 | 383,209 |
| Relazione di gestione al 31/12/2022 | 177.972.338 | 521.520 | 341,257 |
| Relazione di gestione al 31/12/2023 | 123.107.579 | 521.520 | 236,055 |
| Relazione di gestione al 31/12/2024 | 93.366.258 | 521.520 | 179,027 |
Il Dividend Yield medio (rapporto tra utili distribuiti e valore nominale delle quote del Fondo) evidenzia un rendimento dell'investimento pari al 4,12% dalla data del collocamento al 31 dicembre 2024. Si riporta di seguito tabella con i relativi conteggi.
| Capitale medio | Provento | Dividend Yield | ||
|---|---|---|---|---|
| Periodo | investito | Data di | distribuito | annualizzato |
| (euro/quota) | distribuzione | (euro/quota) | del periodo (%) | |
| 1° semestre 2006 | 500,00 | 0,00% | ||
| 2° semestre 2006 | 500,00 | 15/03/2007 | 16,25 | 6,45% |
| Totale 2006 | 500,00 | 16,25 | 6,45% | |
| 1° semestre 2007 | 500,00 | 23/08/2007 | 14,25 | 5,75% |
| 2° semestre 2007 | 500,00 | 13/03/2008 | 14,25 | 5,65% |
| Totale 2007 | 500,00 | 28,50 | 5,70% | |
| 1° semestre 2008 | 500,00 | 21/08/2008 | 14,25 | 5,73% |
| 2° semestre 2008 | 500,00 | 12/03/2009 | 15,00 | 5,97% |
| Totale 2008 | 500,00 | 29,25 | 5,85% | |
| 1° semestre 2009 | 500,00 | 20/08/2009 | 14,00 | 5,65% |
| 2° semestre 2009 | 500,00 | 18/03/2010 | 17,50 | 6,94% |
| Totale 2009 | 500,00 | 31,50 | 6,30% | |
| 1° semestre 2010 | 497,03 | 19/08/2010 | 15,75 | 6,39% |
| 2° semestre 2010 | 492,38 | 17/03/2011 | 13,25 | 5,34% |
| Totale 2010 | 494,69 | 29,00 | 5,86% | |
| 1° semestre 2011 | 478,24 | 25/08/2011 | 13,25 | 5,59% |
| 2° semestre 2011 | 468,66 | 23/02/2012 | 3,75 | 1,59% |
| Totale 2011 | 473,41 | 17,00 | 3,59% | |
| 1° semestre 2012 | 467,99 | 13/09/2012 | 9,25 | 3,97% |
| 2° semestre 2012 | 466,50 | 07/03/2013 | 12,00 | 5,12% |
| Totale 2012 | 467,24 | 21,25 | 4,55% | |
| 1° semestre 2013 | 463,59 | 29/08/2013 | 9,50 | 4,13% |
| 2° semestre 2013 | 462,39 | 27/02/2014 | 5,50 | 2,36% |
| Totale 2013 | 462,98 | 15,00 | 3,24% | |
| 1° semestre 2014 | 461,06 | 28/08/2014 | 22,00 | 9,62% |
| 2° semestre 2014 | 455,01 | 25/02/2015 | 26,00 | 11,34% |
| Totale 2014 | 458,01 | 48,00 | 10,48% | |
| 1° semestre 2015 | 446,92 | 26/08/2015 | 21,00 | 9,48% |
| 2° semestre 2015 | 444,44 | 02/03/2016 | 6,00 | 2,68% |
| Totale 2015 | 445,67 | 27,00 | 6,06% | |
| 1° semestre 2016 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2016 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2016 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 1° semestre 2017 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2017 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2017 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 1° semestre 2018 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2018 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2018 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 1° semestre 2019 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2019 | 442,36 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2019 | 443,39 | 0,00 | 0,00% | |
| 1° semestre 2020 | 348,57 | 02/09/2020 | 10,00 | 5,77% |
| 2° semestre 2020 | 348,57 | 10/03/2021 | 20,00 | 11,41% |
| Totale 2020 | 348,57 | 30,00 | 8,61% | |
| 1° semestre 2021 | 348,57 | 08/09/2021 | 14,00 | 8,10% |
| 2° semestre 2021 | 348,57 | 09/03/2022 | 12,00 | 6,83% |
| Totale 2021 | 348,57 | 26,00 | 7,46% | |
| 1° semestre 2022 | 348,57 | 31/08/2022 | 14,00 | 8,10% |
| 2° semestre 2022 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2022 | 348,57 | 14,00 | 4,02% | |
| 1° semestre 2023 | 342,27 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2023 | 331,50 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2023 | 336,84 | 0,00 | 0,00% | |
| 1° semestre 2024 | 305,57 | 0,00 | 0,00% | |
| 2° semestre 2024 | 305,57 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale 2024 | 309,72 | 0,00 | 0,00% | |
| Totale dal collocamento | 433,85 | 332,75 | 4,12% |
La seguente tabella illustra i rimborsi effettuati e le variazioni del valore nominale della quota dal collocamento alla data della presente Relazione di gestione.
| Valore nominale | Rimborsi | % sul valore | Valore | |
|---|---|---|---|---|
| Periodo di competenza | inizio periodo | parziali | nominale | nominale |
| 1° semestre 2006 | (euro/quota) 500,00 |
(euro/quota) 0,00 |
iniziale 0,00% |
residuo 500,00 |
| 2° semestre 2006 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| Totale 2006 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2007 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| 2° semestre 2007 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| Totale 2007 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2008 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| 2° semestre 2008 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| Totale 2008 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2009 | 500,00 | 0,00 | 0,00% | 500,00 |
| 2° semestre 2009 | 500,00 | 5,17 | 1,03% | 494,83 |
| Totale 2009 | 5,17 | |||
| 1° semestre 2010 | 494,83 | 3,36 | 0,67% | 491,47 |
| 2° semestre 2010 | 491,47 | 22,81 | 4,56% | 468,66 |
| Totale 2010 | 26,17 | |||
| 1° semestre 2011 | 468,66 | 0,00 | 0,00% | 468,66 |
| 2° semestre 2011 | 468,66 | 0,95 | 0,19% | 467,71 |
| Totale 2011 | 0,95 | |||
| 1° semestre 2012 | 467,71 | 2,04 | 0,41% | 465,67 |
| 2° semestre 2012 | 465,67 | 3,28 | 0,66% | 462,39 |
| Totale 2012 | 5,32 | |||
| 1° semestre 2013 | 462,39 | 0,00 | 0,00% | 462,39 |
| 2° semestre 2013 | 462,39 | 1,95 | 0,39% | 460,44 |
| Totale 2013 | 1,95 | |||
| 1° semestre 2014 | 460,44 | 8,00 | 1,60% | 452,44 |
| 2° semestre 2014 | 452,44 | 8,00 | 1,60% | 444,44 |
| Totale 2014 | 16,00 | |||
| 1° semestre 2015 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| 2° semestre 2015 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| Totale 2015 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2016 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| 2° semestre 2016 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| Totale 2016 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2017 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| 2° semestre 2017 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| Totale 2017 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2018 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| 2° semestre 2018 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| Totale 2018 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2019 | 444,44 | 0,00 | 0,00% | 444,44 |
| 2° semestre 2019 | 444,44 | 95,87 | 19,17% | 348,57 |
| Totale 2019 | 95,87 | |||
| 1° semestre 2020 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | 348,57 |
| 2° semestre 2020 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | 348,57 |
| Totale 2020 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2021 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | 348,57 |
| 2° semestre 2021 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | 348,57 |
| Totale 2021 | 0,00 | |||
| 1° semestre 2022 | 348,57 | 0,00 | 0,00% | 348,57 |
| 2° semestre 2022 | 348,57 | 10,00 | 2,00% | 338,57 |
| Totale 2022 | 10,00 | |||
| 1° semestre 2023 | 338,57 | 10,00 | 2,00% | 328,57 |
| 2° semestre 2023 | 328,57 | 23,00 | 4,60% | 305,57 |
| Totale 2023 | 33,00 | |||
| 1° semestre 2024 | 305,57 | 0,00 | 0,00% | 305,57 |
| 2° semestre 2024 | 305,57 | 0,00 | 0,00% | 305,57 |
| Totale 2024 | 0,00 | |||
| Totale dal collocamento | 194,43 | 38,89% |
Si riporta infine il riepilogo dei flussi per l'investitore inerenti alle movimentazioni di capitale delle quote e le distribuzioni dei proventi dal collocamento alla data della presente Relazione.
| Data | Flusso (euro/quota) | Descrizione | |
|---|---|---|---|
| 01/06/2006 | (500,00) | Apporto | |
| 15/03/2007 | 16,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 23/08/2007 | 14,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 13/03/2008 | 14,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 21/08/2008 | 14,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 12/03/2009 | 15,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 20/08/2009 | 14,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 18/03/2010 | 17,50 | Distribuzione provento lordo | |
| 18/03/2010 | 5,17 | Rimborso anticipato quote | |
| 19/08/2010 | 15,75 | Distribuzione provento lordo | |
| 19/08/2010 | 3,36 | Rimborso anticipato quote | |
| 17/03/2011 | 13,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 17/03/2011 | 22,81 | Rimborso anticipato quote | |
| 25/08/2011 | 13,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 23/02/2012 | 0,95 | Rimborso anticipato quote | |
| 23/02/2012 | 3,75 | Distribuzione provento lordo | |
| 13/09/2012 | 2,04 | Rimborso anticipato quote | |
| 13/09/2012 | 9,25 | Distribuzione provento lordo | |
| 07/03/2013 | 3,28 | Rimborso anticipato quote | |
| 07/03/2013 | 12,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 29/08/2013 | 9,50 | Distribuzione provento lordo | |
| 27/02/2014 | 1,95 | Rimborso anticipato quote | |
| 27/02/2014 | 5,50 | Distribuzione provento lordo | |
| 28/08/2014 | 8,00 | Rimborso anticipato quote | |
| 28/08/2014 | 22,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 25/02/2015 | 8,00 | Rimborso anticipato quote | |
| 25/02/2015 | 26,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 26/08/2015 | 21,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 02/03/2016 | 6,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 27/12/2019 | 95,87 | Rimborso anticipato quote | |
| 02/09/2020 | 10,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 10/03/2021 | 20,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 08/09/2021 | 14,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 09/03/2022 | 12,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 31/08/2022 | 14,00 | Distribuzione provento lordo | |
| 08/03/2023 | 10,00 | Rimborso anticipato quote | |
| 23/08/2023 | 10,00 | Rimborso anticipato quote | |
| 06/03/2024 | 23,00 | Rimborso anticipato quote | |
| Totale flussi netti | 27,18 |
2. Riferimenti sui principali eventi che hanno influito sul valore della quota nell'arco dell'esercizio
Il valore complessivo netto ("NAV") del Fondo è diminuito nell'arco dell'esercizio di euro 29.741.321. Tale decremento è pari alla perdita dell'esercizio per euro 17.746.361 e ai rimborsi parziali di capitale pagati nel mese di marzo per euro 11.994.960; conseguentemente, il valore unitario della quota è diminuito di euro 57,028 e la stessa ammonta a euro 179,027.
Il risultato dell'esercizio risulta influenzato dai seguenti principali fattori:
- canoni di locazione e altri proventi per euro 8.990.639;
- minusvalenze da valutazione degli immobili per euro 22.830.000;
- oneri per la gestione di beni immobili e spese IMU per euro 3.536.232;
-
oneri di gestione per euro 637.891;
-
altri ricavi al netto degli altri oneri per euro 267.123.
- 3. Indicazione circa i fattori che hanno determinato il differente valore tra le diverse classi di quote
Il regolamento di gestione non prevede diverse classi di quote.
4. Raffronto delle variazioni del valore della quota con l'andamento del benchmark
Il regolamento di gestione non prevede un benchmark di riferimento.
5. Illustrazione dell'andamento delle quotazioni di mercato nel corso dell'esercizio

Il Fondo Atlantic 1 è quotato sul mercato di Borsa Italiana S.p.A., sul segmento MIV, dal 7 giugno 2006 (codice di negoziazione QFATL; codice ISIN IT0004014707).
Nel corso del 2024 la quotazione del Fondo ha registrato una variazione positiva del 14,7% rispetto al valore di chiusura dell'anno precedente (la performance si confronta con una variazione positiva del 12,6% dell'indice azionario italiano). Il valore della quota del Fondo è passato da euro 112 del 29 dicembre 2023 (ultimo giorno di quotazione del 2023) a euro 128 del 30 dicembre 2024. In questa data lo sconto sul NAV di giugno 2024 era pari a circa il 39%.
Il prezzo di quotazione massima è stato raggiunto il 9 ottobre con un valore di euro 143 per quota, mentre il valore di quotazione minimo è stato registrato il 26 marzo con un valore pari a euro 107 per quota.
Gli scambi giornalieri del secondo semestre del 2024 si sono attestati su una media di 173 quote, in diminuzione rispetto alla media del primo semestre dell'anno, pari a 218 quote. Il picco massimo degli scambi in termini di numero di quote si è registrato in data 5 giugno con 1.659 quote scambiate per un controvalore pari a euro 193.154.
6. L'ammontare complessivo e unitario dei proventi posti in distribuzione
Il § 12 del Regolamento del Fondo illustra le modalità di distribuzione ai titolari delle quote dei proventi conseguiti dal Fondo. "Sono considerati proventi della gestione del Fondo gli utili, al netto delle plusvalenze non realizzate nel semestre di riferimento (o nell'eventuale diverso periodo rispetto al quale i proventi sono distribuiti) e comprensivi delle plusvalenze non realizzate nei semestri precedenti, ma che si siano realizzate nel semestre di riferimento (o nell'eventuale diverso periodo rispetto al quale i proventi sono distribuiti) rispetto ai valori dei beni immobili, dei diritti reali immobiliari, delle partecipazioni in società immobiliari e di ogni altro bene facente parte del Patrimonio del Fondo, attribuiti in sede di Apporto o di acquisizione ed aumentati di eventuali spese incrementative capitalizzate, così come risultanti dalla relazione di gestione del Fondo redatto dalla SGR in conformità con quanto previsto nel paragrafo 27 del presente Regolamento".
I proventi derivanti dalla gestione del Fondo sono distribuiti agli aventi diritto con cadenza almeno semestrale in misura non inferiore al 90%, salvo diversa e motivata decisione del Consiglio di Amministrazione della SGR che dovrà essere assunta previo parere non vincolante del Comitato Consultivo. I proventi realizzati e non distribuiti in semestri precedenti, al netto delle eventuali perdite, concorrono alla formazione dei proventi da distribuire nei semestri successivi.
Dall'avvio operativo del Fondo alla data della presente Relazione, il Fondo ha distribuito un importo complessivo pari a euro 173.535.780.
Si segnala che il risultato dell'esercizio non permette ulteriori distribuzioni di proventi.
7. L'ammontare complessivo di emissioni o rimborsi di quote
Ai sensi dell'art. 22.1 del Regolamento del Fondo, la SGR, a fronte di disinvestimenti realizzati, potrà effettuare, nell'esclusivo interesse dei Partecipanti, rimborsi parziali pro-quota.
In tal caso la SGR dovrà dare preventiva comunicazione alla Banca d'Italia delle attività disinvestite e dei rimborsi che intende effettuare e comunicare ai Partecipanti, mediante la pubblicazione di un avviso sui quotidiani "Il Sole 24 Ore" e il "Corriere della Sera" nonché sul sito Internet della SGR e del Fondo, i disinvestimenti effettuati, indicando le motivazioni in base alle quali è stata adottata la decisione di rimborso e l'ammontare delle somme che si intende rimborsare.
Si specifica che complessivamente i partecipanti al Fondo, dall'inizio dell'avvio dell'operatività dello stesso alla data della presente Relazione, hanno beneficiato di rimborsi parziali pro-quota per euro 194,43 corrispondenti a euro 101.399.134 totali.
8. Riferimenti di natura sia qualitativa che quantitativa in ordine ai rischi assunti nell'esercizio
Al fine di implementare un sistema di gestione del rischio adeguato alla struttura organizzativa della SGR e conforme alla normativa vigente, la Società ha una funzione permanente di gestione del rischio.
In conformità alla Risk Policy di cui si è dotata la SGR, alla Funzione Risk Management spetta il compito di:
- attuare politiche e procedure efficaci per individuare, misurare, gestire e monitorare su base continuativa tutti i rischi inerenti alla strategia di investimento di ciascun FIA gestito e verso i quali il FIA è esposto o potrebbe essere esposto. Nello specifico:
- identifica le categorie di rischio specifiche inerenti ai FIA (mercato, liquidità, credito, controparte, operativo, finanziario, concentrazione e sostenibilità);
- definisce le metodologie di misurazione dei rischi;
- verifica nel continuo l'esposizione dei FIA ai rischi sottoponendo, ove necessario, l'adozione di misure straordinarie di contenimento dei rischi stessi;
- cura gli adempimenti di analisi dei rischi ex-ante in relazione alle operazioni di investimento e disinvestimento dei fondi gestiti e all'avvio di nuovi fondi;
- verificare che il profilo di rischio di ciascun fondo comunicato agli investitori (ai sensi dell'art. 23, § 4, lettera c), della direttiva 2011/61/UE) sia conforme ai limiti di rischio fissati dal Consiglio di Amministrazione per ciascun fondo gestito;
- attuare politiche e procedure per la gestione del rischio operativo della SGR, al fine di identificare, misurare, gestire e monitorare i rischi operativi, compresi i rischi di responsabilità professionale, ai quali la SGR è o potrebbe essere ragionevolmente esposta.
Inoltre, la funzione di Risk management:
- cura, limitatamente agli ambiti di competenza, l'aggiornamento dell'informativa periodica in materia di segnalazioni ESMA (leva e stress-test) e la predisposizione delle segnalazioni all'Autorità di Vigilanza in materia di limiti di investimento;
- predispone il reporting nei confronti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Rischi e Controlli e dei responsabili delle strutture operative circa l'evoluzione dei rischi e l'approssimarsi o il superamento dei limiti fissati;
- presiede al funzionamento del processo di risk management prevedendo un riesame periodico delle politiche, delle procedure e delle metodologie adottate in materia di gestione del rischio;
- si relaziona con le funzioni della SGR per le rispettive competenze in tema di rischio.
Nel corso del 2024, la Funzione Risk Management, unitamente alle altre Funzioni Aziendali coinvolte, ha preso parte a un tavolo di lavoro volto al recepimento del Regolamento (UE) 2022/2554 del Parlamento Europeo e del Consiglio - c.d. Digital Operational Resilience Act - relativo alla resilienza operativa digitale per il settore finanziario. L'applicazione della normativa decorre dal 17 gennaio 2025.
Oltre alle attività sopra descritte, si pongono in evidenza gli ulteriori seguenti aspetti.
Per quanto riguarda il controllo sull'andamento e sulle attività del FIA, i business plan dei fondi, approvati annualmente dal Consiglio di Amministrazione, forniscono un quadro d'insieme completo del piano di attività di gestione e permettono un controllo sistematico sul raggiungimento degli obiettivi di breve termine, nonché la possibilità di una pianificazione più dettagliata e di ampio respiro. Tali documenti, ogni qual volta predisposti o rivisti in corso d'anno, sono sottoposti alla review del Risk Manager, il quale formalizza in un apposito report:
i principali fattori di rischio a cui il FIA potrebbe essere esposto;
- le principali variazioni apportate al business plan rispetto alla precedente versione;
- la verifica della coerenza del business plan del FIA rispetto al Regolamento di gestione e al profilo di rischio – rendimento dello stesso, nonché al piano strategico triennale della SGR;
- i risultati delle prove di stress condotte, in funzione della natura e scala, della strategia di gestione e del profilo di liquidità del FIA, ivi incluso le prove di stress di liquidità per i FIA con leva sostanziale.
La copertura dei rischi sui fabbricati è effettuata attraverso la stipula di polizze assicurative con primarie compagnie.
Il rischio locativo è misurato secondo indici di sfittanza monitorati costantemente mediante la predisposizione di specifici report, mentre i potenziali conduttori vengono valutati secondo la loro solidità patrimoniale e solvibilità.
Il rischio di credito è controllato attraverso la redazione di report dettagliati che illustrano le azioni di recupero in via giudiziale ed extragiudiziale. Allo stesso tempo, viene redatto un report sull'ageing dei crediti, che evidenzia i crediti secondo la data di generazione e che consente di controllare e gestire le
posizioni morose. Le posizioni che presentano rischio di inesigibilità sono coperte da un congruo fondo di svalutazione crediti allo scopo di evitare eventuali ricadute economiche negli esercizi successivi.
L'investimento in un FIA immobiliare si configura quale investimento a rischiosità elevata. All'interno di tale ambito, tenuto conto delle specificità dei beni nei quali è investito il patrimonio del Fondo, dell'eventuale struttura finanziaria e della composizione degli altri attivi dello stesso, l'ultimo profilo di rischio, calcolato in conformità alla Risk Policy approvata dalla Società, è di tipo C - "rischio medio-alto".
La SGR gestisce i processi di investimento relativi ai fondi gestiti nel rispetto delle procedure interne volte a prevenire situazioni di potenziale conflitto di interesse. In particolare, la SGR è dotata, tra l'altro, di specifiche procedure interne dedicate alle strategie di investimento immobiliare, al disinvestimento e all'allocazione ed effettuazione degli investimenti.
Si rammenta infine che la SGR è dotata delle funzioni di Compliance, Antiriciclaggio e di Revisione Interna. Alla data del 31 dicembre 2024 la funzione di Revisione Interna è esterna all'azienda. Dette funzioni effettuano i controlli di competenza su tutta l'attività della SGR e dei FIA gestiti, tramite verifiche periodiche condotte nell'ambito dei Piani Annuali approvati dal Consiglio di Amministrazione. Dal 2022 la SGR ha aggiornato la politica di gestione del rischio, al fine di introdurre il rischio di sostenibilità e la collegata analisi ex-ante applicabile ai nuovi prodotti e ai nuovi investimenti. I modelli e il corpo procedurale in materia di rischio di sostenibilità sono in corso di progressivo affinamento, in linea con l'evoluzione normativa e con il Piano di Azione triennale ESG adottato dalla SGR.
Parte B – Le attività, le passività e il valore complessivo netto
SEZIONE I – Criteri di valutazione
Tenuto conto che il Consiglio di Amministrazione della SGR, in data 14 dicembre 2023, preso atto dell'impossibilità di completare la dismissione del portafoglio residuo entro il 31 dicembre 2023, ha deliberato, nel miglior esclusivo interesse degli investitori del Fondo, la riattivazione del c.d. "Periodo di Grazia" residuale previsto ai sensi del Regolamento del Fondo stesso, estendendone la durata ai fini della liquidazione fino al 31 ottobre 2025; la gestione del Fondo nei prossimi mesi sarà incentrata sulla conclusione delle attività di dismissione delle unità immobiliari residue.
In virtù di quanto precede, la valutazione delle voci della Relazione di gestione è stata fatta in una logica di funzionamento, pur tenendo conto del limitato orizzonte temporale residuo e della possibile messa in liquidazione del Fondo anche alla luce della scadenza dello stesso al 31 ottobre 2025.
Nella redazione della presente Relazione di gestione sono stati applicati i principi contabili di generale accettazione per i fondi comuni d'investimento immobiliari chiusi, i prospetti contabili e i criteri di valutazione previsti dal Provvedimento Banca d'Italia del 19 gennaio 2015 ("Provvedimento") e successive modifiche e integrazioni, con particolare riferimento ai principi generali di prudenza e sostanziale costanza nel tempo dei criteri utilizzati. I criteri di valutazione sono di seguito riepilogati.
Partecipazioni
I criteri di valutazione delle partecipazioni di fondi chiusi in società non quotate sono regolati al Titolo V, Capitolo 4, Sezione II, § 2.4 del Provvedimento.
Ai fini della compilazione delle voci "A1 e A2" della Relazione, per "partecipazione" si intende la detenzione con finalità di stabile investimento di titoli di capitale con diritti di voto nel capitale di società.
Partecipazioni di controllo in società immobiliari
Alle partecipazioni di controllo in società non quotate la cui attività prevalente consiste nell'investimento in beni immobili va attribuito un valore pari alla frazione di patrimonio netto di pertinenza del fondo.
Il patrimonio netto è determinato applicando ai beni immobili e ai diritti reali immobiliari risultanti dall'ultimo bilancio approvato i criteri di valutazione descritti al successivo § 2.5 "Beni immobili". Le altre poste attive e passive del bilancio della partecipata non sono di norma oggetto di nuova valutazione. Le eventuali rivalutazioni o svalutazioni dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari determinano, rispettivamente, un aumento o una diminuzione del patrimonio netto contabile della partecipata medesima, tenendo anche conto dei possibili effetti fiscali. Sono considerati anche gli eventi di rilievo intervenuti tra la data di riferimento del bilancio e il momento della valutazione.
Partecipazioni non di controllo in società immobiliari
Per quanto riguarda le partecipazioni non di controllo in società immobiliari, trascorso un periodo che, di norma, non può essere inferiore a un anno dall'acquisizione da parte del Fondo, va attribuito un valore pari alla frazione di patrimonio netto di pertinenza del Fondo.
Il valore del patrimonio netto può essere rettificato, alla luce di un generale principio di prudenza, sulla base del valore risultante:
a) da transazioni riguardanti quantità di titoli significative;
b) dall'applicazione di metodi di valutazione basati su indicatori di tipo economico-finanziari.
Parti di OICR
Le quote di OICR non ammesse alla negoziazione su mercati regolamentati sono valutate sulla base dell'ultimo valore reso noto al pubblico, eventualmente rettificato o rivalutato per tenere conto di eventuali elementi oggettivi di valutazione relativi a fatti verificatisi dopo la determinazione dell'ultimo valore reso noto al pubblico.
Immobili
I beni immobili e i diritti reali immobiliari sono valutati al valore corrente, quale espressione del presumibile valore di realizzo alla data in cui è stata effettuata la valutazione; il valore corrente degli immobili è determinato in base alle loro caratteristiche intrinseche ed estrinseche e tenendo conto della loro redditività.
Il valore degli immobili riflette le risultanze della Relazione di stima redatta dagli Esperti Indipendenti ai sensi dell'art. 16, Titolo VI, del D.M. 5 marzo 2015, n. 30, nonché di quanto previsto al Titolo V, Capitolo IV, Sezione II, §§ 2 ("Criteri di valutazione") e 4 ("Esperti Indipendenti") del Provvedimento.
Il metodo utilizzato nella relazione di stima, in funzione dell'immobile oggetto di valutazione, è l'income approach/financial approach" (approccio finanziario) – prende in considerazione l'approccio metodologico della DCF – Discounted Cash Flow Analysis con TV – Terminal Value, che si basa su:
- determinazione per il periodo di tempo ritenuto più opportuno, dei futuri redditi derivanti dalla locazione e/o alienazione dell'asset immobiliare, in tutto o in parte;
- determinazione degli operating costs e dei costi di valorizzazione;
- calcolo dei UFCF Unlevered Free Cash Flows pre-tax;
- attualizzazione, alla data di riferimento dell'analisi, dei flussi di cassa.
Occorre porre in evidenza che il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di doversi discostare dal valore di stima attribuito dagli Esperti Indipendenti per gli immobili di San Donato Milanese via Martiri di Cefalonia 67 (denominato 4° Palazzo Uffici) e via De Gasperi 16 (denominati 3° Palazzo Uffici e Mensa del 3° Palazzo Uffici) per i quali si è utilizzato il valore di pronto realizzo rispettivamente di euro 29.730.000, euro 27.970.000 ed euro 2.160.000 e per l'immobile in Roma via Cristoforo Colombo per il quale si è utilizzato il valore dell'offerta vincolante di euro 26.000.000 ricevuta nel mese di febbraio 2025.
Per maggiori dettagli si rinvia al § 8 della Relazione degli Amministratori.
Crediti e altre attività
I crediti sono iscritti al valore di presumibile realizzo, determinato rettificando il valore nominale mediante la registrazione di un fondo svalutazione crediti ritenuto congruo a coprire il rischio di inesigibilità dei medesimi.
I ratei e risconti attivi sono stati contabilizzati in base al criterio della competenza temporale.
Le altre attività sono state valutate in base al presumibile valore di realizzo.
Depositi bancari
I depositi bancari a vista sono valutati al valore nominale. Per le altre forme di deposito si tiene conto delle caratteristiche e del rendimento delle stesse.
Posizione netta di liquidità
La liquidità netta disponibile è espressa al valore nominale.
Finanziamenti ricevuti
I finanziamenti ricevuti sono esposti al loro valore nominale; per i finanziamenti con rimborso rateizzato si fa riferimento al debito residuo in linea capitale.
Altre passività
I ratei e i risconti passivi sono stati contabilizzati in base al criterio della competenza temporale.
I debiti e le altre passività sono iscritti al loro valore nominale, rappresentativo del valore di presumibile estinzione.
Strumenti finanziari derivati
Gli strumenti finanziari derivati con finalità di copertura di passività del Fondo sono valutati, coerentemente con la passività coperta, al valore nominale. La finalità di copertura deve risultare da una stretta correlazione (per importo, durata, ecc.), adeguatamente documentata, tra lo strumento derivato e la passività oggetto di copertura.
L'eventuale quota del derivato eccedente il valore nominale della passività coperta è valutata al fair value secondo le pratiche prevalenti sul mercato. Ove dalla valutazione della quota eccedente emerga una attività/passività a carico del Fondo, della stessa si tiene conto ai fini della determinazione del valore netto complessivo.
Ricavi e costi
I ricavi e i costi sono stati contabilizzati secondo il principio dell'effettiva competenza economica e dell'inerenza all'attività del Fondo.
I ricavi derivanti dalla locazione di immobili sono contabilizzati quando maturati, sulla base del criterio della competenza temporale, seguendo le indicazioni contrattuali di riferimento; nel caso in cui i contratti prevedano periodi di locazione gratuita oppure una scalettatura temporale del canone, la contabilizzazione del ricavo è effettuata sulla base delle indicazioni formali del contratto.
I ricavi provenienti dalla vendita di immobili sono contabilizzati nella sezione reddituale al momento del trasferimento all'acquirente dei relativi rischi e benefici connessi alla proprietà, trasferimento che avviene normalmente alla data di stipula del rogito notarile.
Si precisa che tutti gli importi della presente nota integrativa sono espressi in euro, salvo ove diversamente indicato.
Nuove emissioni/rimborsi quote
Ai sensi dell'art. 22.1 del Regolamento, "la SGR, a fronte di disinvestimenti realizzati, potrà effettuare, nell'esclusivo interesse dei Partecipanti, rimborsi parziali pro-quota".
SEZIONE II – Le attività
La struttura dell'Attivo, posta a confronto con quella dell'esercizio precedente, risulta dalla seguente tabella.
| ATTIVITA' | 31/12/2024 | 31/12/2023 |
|---|---|---|
| B. Immobili e diritti reali | 87,70% | 85,00% |
| F. Posizione netta di liquidità | 10,47% | 13,62% |
| G. Altre attività | 1,83% | 1,38% |
| Totale Attività | 100,00% | 100,00% |
II.1 Strumenti finanziari non quotati
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.2 Strumenti finanziari quotati
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.3 Strumenti finanziari derivati
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.4 Beni Immobili e diritti reali immobiliari
Il totale della voce in esame, di euro 85.860.000, è rappresentato dalla voce B.1 "Immobili dati in locazione" per euro 29.730.000 e dalla voce B.3 "Altri immobili" per euro 56.130.000, che accoglie il valore degli immobili presenti nel portafoglio del Fondo non locati alla data del 31 dicembre 2024.
La variazione nel corso dell'esercizio della consistenza del portafoglio immobiliare risulta dalla seguente tabella:
| Immobili e diritti reali immobiliari | Importo |
|---|---|
| Valore immobili anno precedente | 108.690.000 |
| Rivalutazioni/Svalutazioni | (22.830.000) |
| Valore Immobili al 31/12/2024 | 85.860.000 |
La valutazione del portafoglio immobiliare alla data del 31 dicembre 2024 redatta dall'Esperto Indipendente ammonta complessivamente a euro 123.700.000.
Come indicato nella Sezione I – "Criteri di valutazione", si evidenzia che il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di doversi discostare dal valore di stima attribuito dagli Esperti Indipendenti per gli immobili di San Donato Milanese via Martiri di Cefalonia 67 (denominato 4° Palazzo Uffici) e via De Gasperi 16 (denominati 3° Palazzo Uffici e Mensa del 3° Palazzo Uffici) per i quali si è utilizzato il valore di pronto realizzo rispettivamente di euro 29.730.000, euro 27.970.000 ed euro 2.160.000 e per l'immobile in Roma via Cristoforo Colombo per il quale si è utilizzato il valore dell'offerta vincolante di euro 26.000.000 ricevuta nel mese di febbraio 2025.
Per maggiori dettagli si rinvia al § 8 della Relazione degli Amministratori.
Di seguito si riporta il prospetto dei cespiti disinvestiti dal Fondo, dall'avvio dell'operatività alla data della presente Relazione di gestione, che riassume in dettaglio il risultato dei disinvestimenti effettuati. Tale risultato è dato dalla somma algebrica del ricavo di vendita, del valore di apporto o di acquisto, dei proventi generati e degli oneri attribuiti agli immobili alienati.
| PROSPETTO DEI CESPITI DISINVESTITI DAL FONDO (dall'avvio operativo alla data della Relazione di gestione) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cespiti disinvestiti | Superficie | Data | Acquisto Costo di acquisto |
Ultima valutazione (1) |
Data | Realizzo Ricavo di vendita |
Proventi generati |
Oneri sostenuti |
Risultato dell'investimento |
| Anno 2008 | |||||||||
| Cava de' Tirreni (SA) - Via XXV Luglio, 146 | 3.278 | 01/06/2006 | 1.413.117,00 | 1.610.000 | 06/08/2008 | 1.800.000 | 359.112 | 206.014 | 539.981 |
| Anno 2009 | |||||||||
| Roma - Piazzale Morelli, 51 | 3.390 | 01/06/2006 | 5.237.367,00 | 5.920.000 | 17/12/2009 | 7.400.000 | 1.581.588 | 865.596 | 2.878.625 |
| Anno 2010 | |||||||||
| Torino - Via Stradella, 192-194 | 4.469 | 01/06/2006 | 3.435.642,00 | 3.790.000 | 07/04/2010 | 4.260.000 | 1.086.639 | 596.069 | 1.314.928 |
| Torino - Via Monginevro, 61 | 1.538 | 01/06/2006 | 883.198,00 | 990.000 | 07/04/2010 | 1.040.000 | 259.018 | 193.294 | 222.526 |
| Piacenza - Viale Atleti Azzurri Italia, 10/12 | 2.280 | 01/06/2006 | 3.753.593,00 | 4.080.000 | 20/12/2010 | 4.736.000 | 1.965.858 | 1.549.839 | 1.398.426 |
| Roma - Piazzale Stazione Ostia Lido, 19 | 1.565 | 01/06/2006 | 3.161.850,00 | 3.470.000 | 29/11/2010 | 3.710.000 | 1.142.366 | 1.009.039 | 681.477 |
| Roma - Via Talenti - Via Ojetti - Via Fiumicino | 2.934 | 01/06/2006 | 6.341.365,00 | 6.800.000 | 30/09/2010 | 7.850.000 | 2.386.668 | 1.702.369 | 2.192.935 |
| Roma - Via Casilina, 995 | 1.627 | 01/06/2006 | 2.561.275,00 | 2.840.000 | 09/12/2010 | 2.950.000 | 944.647 | 793.015 | 540.358 |
| Nettuno - Via Armando Diaz, s.n.c. | 1.976 | 01/06/2006 | 2.102.012,00 | 2.370.000 | 04/11/2010 | 2.600.000 | 815.666 | 762.536 | 551.118 |
| Castelnuovo di Porto - Via Tibertina, Km. 14,5 | 2.136 | 01/06/2006 | 1.245.310,00 | 1.330.000 | 16/12/2010 | 1.400.000 | 503.367 | 363.774 | 294.283 |
| Napoli - Via Monghen, 28/30 | 3.267 | 01/06/2006 | 4.230.520,00 | 4.460.000 | 16/12/2010 | 6.200.000 | 1.680.606 | 1.190.281 | 2.459.805 |
| Bari - Loc. Cavour - Via Resistenza, 46 | 3.278 | 01/06/2006 | 2.711.419,00 | 3.000.000 | 20/07/2010 | 3.100.000 | 873.316 | 765.045 | 496.853 |
| Benevento - Loc. Creta Rossa - Via P. Nenni, 38/40 | 2.378 | 01/06/2006 | 3.197.178,00 | 3.540.000 | 16/12/2010 | 4.200.000 | 1.364.419 | 1.007.512 | 1.359.729 |
| Anno 2011 | |||||||||
| Biella - Via Europa,14 | 2.138 | 01/06/2006 | 1.227.646 | 1.140.000 | 09/09/2011 | 1.290.000 | 624.682 | 329.045 | 357.991 |
| Anno 2012 | |||||||||
| Como - Via Papa Innocenzo XI, 70 | 7.651 | 01/06/2006 | 2.631.931 | 2.650.000 | 23/01/2012 | 2.700.000 | 1.118.954 | 971.728 | 215.295 |
| Milano - Piazzale Siena, 5 | 1.788 | 01/06/2006 | 4.212.857 | 4.540.000 | 04/07/2012 | 5.300.000 | 1.950.444 | 402.649 | 2.634.938 |
| Anno 2013 | |||||||||
| Palestrina - Via Prenestina antica Km 66,2 | 2.345 | 01/06/2006 | 2.534.779 | 2.400.000 | 19/12/2013 | 2.300.000 | 1.528.512 | 387.846 | 905.887 |
| Anno 2014 | |||||||||
| Milano - Via Monti, 55 | 1.831 | 01/06/2006 | 5.016.567 | 5.440.000 | 28/05/2014 | 5.440.000 | 3.153.790 | 1.141.676 | 2.435.547 |
| Cinisello Balsamo - Viale Fulvio Testi/Via Giuseppe Sirtori | 3.511 | 01/06/2006 | 5.670.134 | 4.880.000 | 25/06/2014 | 4.880.000 | 2.470.674 | 371.379 | 1.309.161 |
| Busto Arsizio - via Duca d'Aosta 19 | 1.803 | 01/06/2006 | 2.720.251 | 2.630.000 | 24/07/2014 | 2.630.000 | 1.568.469 | 214.295 | 1.263.923 |
| Saronno - via I Maggio 5 | 1.659 | 01/06/2006 | 2.472.956 | 2.470.000 | 24/07/2014 | 2.470.000 | 1.267.395 | 225.342 | 1.039.097 |
| Anno 2015 | |||||||||
| Milano - via Farini 79/81 | 5.710 | 01/06/2006 | 5.069.559 | 5.700.000 | 22/01/2015 | 5.700.000 | 3.127.406 | 676.399 | 3.081.448 |
| Anno 2016 | |||||||||
| Napoli - viale Calamandrei | 36.271 | 01/06/2006 | 74.506.617 | 49.800.000 | 30/09/2016 | 49.800.000 | 56.817.512 | 9.662.786 | 22.448.109 |
| Anno 2018 | |||||||||
| Castelletto Ticino - ss Sempione km 58,6 - Pittarello | 3.665 | 01/06/2006 | 7.601.757 | 6.934.977 | 21/02/2018 | 6.500.000 | 1.024.308 | 418.599 | (496.048) |
| San Donato Milanese - via Fabiani 1 | 32.998 | 01/06/2006 | 60.517.465 | 46.000.000 | 18/04/2018 | 46.000.000 | 51.548.992 | 5.336.986 | 31.694.541 |
| Fossano - Piazza Vittorio Veneto | 1.880 | 01/06/2006 | 998.014 | 300.000 | 04/10/2018 | 300.000 | 522.850 | 370.636 | (545.800) |
| Milano - via Soderini 48 | 3.479 | 01/06/2006 | 6.874.452 | 8.000.000 | 20/11/2018 | 8.000.000 | 6.185.020 | 874.103 | 6.436.465 |
| Legnano - via Pionieri dell'aria legnanesi | 2.393 | 01/06/2006 | 4.363.000 | 3.000.000 | 20/11/2018 | 3.000.000 | 4.226.623 | 388.633 | 2.474.990 |
| Gallarate - via Varese 22 | 2.942 | 01/06/2006 | 5.025.399 | 3.200.000 | 20/11/2018 | 3.200.000 | 5.489.172 | 1.442.115 | 2.221.659 |
| Busto Arsizio - via delle Allodole ang.lo per Lonate | 5.786 | 01/06/2006 | 9.838.830 | 4.600.000 | 20/11/2018 | 4.600.000 | 7.932.339 | 1.041.791 | 1.651.718 |
| Castellanza - via del buon Gesù 10 | 2.720 | 01/06/2006 | 3.409.146 | 2.600.000 | 20/11/2018 | 2.600.000 | 2.968.606 | 398.722 | 1.760.738 |
| Barzago - via XXV aprile 1 | 3.531 | 01/06/2006 | 3.730.106 | 2.400.000 | 20/11/2018 | 2.400.000 | 3.260.717 | 586.922 | 1.343.689 |
| Novara - via Gniffetti 80 | 2.201 | 01/06/2006 | 3.559.290 | 1.900.000 | 20/11/2018 | 1.900.000 | 3.377.414 | 710.462 | 1.007.662 |
| Grugliasco - via Spanna 10 | 1.760 | 01/06/2006 | 3.671.173 | 2.800.000 | 20/11/2018 | 2.800.000 | 3.490.217 | 714.351 | 1.904.694 |
| Ivrea - via Circonvallazione 54 | 4.397 | 01/06/2006 | 2.605.435 | 1.600.000 | 20/11/2018 | 1.600.000 | 2.530.668 | 351.285 | 1.173.948 |
| Moncalieri - via Vittime Bologna 20 | 5.543 | 01/06/2006 | 8.037.105 | 8.500.000 | 20/11/2018 | 8.500.000 | 8.621.282 | 989.763 | 8.094.413 |
| Bologna - via don Sturzo 39 | 2.244 | 01/06/2006 | 2.013.692 | 1.800.000 | 20/11/2018 | 1.800.000 | 1.970.508 | 733.074 | 1.023.742 |
| Tivoli - via Tiburtina Valeria 261 | 6.647 | 01/06/2006 | 3.027.100 | 2.750.000 | 20/11/2018 | 2.750.000 | 2.953.551 | 571.860 | 2.104.592 |
| Roma - via degli eroi di Rodi 16 | 7.523 | 01/06/2006 | 5.908.597 | 3.850.000 | 20/11/2018 | 3.850.000 | 6.818.636 | 1.630.139 | 3.129.899 |
| Castelletto Ticino - ss Sempione km 58,6 - Mc Donald's | 352 | 01/06/2006 | 2.263.569 | 2.000.000 | 22/11/2018 | 2.000.000 | 412.980 | 127.247 | 22.164 |
| Anno 2019 Milano - piazza Cavour 2 |
18.884 | 01/06/2006 | 93.136.563 133.800.000 | 11/12/2019 | 175.000.000 | 63.282.400 | 25.663.014 | 119.482.822 | |
| Anno 2023 | |||||||||
| San Donato Milanese - via Bonarelli 2 | 8.673 | 01/06/2006 | 19.216.946 | 16.380.000 | 27/04/2023 | 12.100.000 | 23.592.720 | 4.368.969 | 12.106.805 |
| Saluzzo - via Vittime di Bologna | 2.577 | 01/06/2006 | 3.334.826 | 1.238.000 | 17/10/2023 | 1.238.000 | 2.557.619 | 509.890 | (49.097) |
| 395.469.608 379.502.977 | 423.894.000 | 291.357.730 | 72.616.088 | 247.166.034 |
(1) valore desunto dalla stima degli Esperti Indipendenti fornita in sede della Relazione di gestione precedente alla vendita
La minusvalenza da valutazione del patrimonio è la conseguenza dell'adeguamento ai valori degli immobili in portafoglio alla data del 31 dicembre 2024 rispetto ai valori rilevati al 31 dicembre 2023.
La tabella che segue evidenzia la redditività degli immobili per fasce di scadenza contrattuale.
| Importo dei canoni | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Fasce di scadenza dei contratti di locazione o data di revisione dei canoni |
Valore dei beni immobili |
Locazione non finanziaria (a) |
Locazione finanziaria (b) |
Importo totale c=(a + b) |
% (1) |
| Fino a 1 anno | 29.730.000 | 9.006.787 | 9.006.787 | 100,0% | |
| Da oltre 1 a 3 anni | |||||
| Da oltre 3 a 5 anni | |||||
| Da oltre 5 a 7 anni | |||||
| Da oltre 7 a 9 anni | |||||
| Oltre 9 anni | |||||
| A) Totale beni immobili locati | 29.730.000 | 9.006.787 | 9.006.787 | 34,6% | |
| B) Totale beni immobili non locati | 56.130.000 | 65,4% |
1) percentuale sull'importo totale dei canoni
Per ogni immobile si è provveduto a definire la fascia media di scadenza e a classificarla nella relativa categoria. L'importo dei canoni di locazione indicato si riferisce alla quota annuale contrattualizzata alla data del 31 dicembre 2024.
L'elenco dei beni immobili detenuti dal Fondo alla data del 31 dicembre 2024 è allegato alla presente Nota Integrativa.
II.5 Crediti
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.6 Depositi bancari
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.7 Altri beni
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
II.8 Posizione netta di liquidità
La presente voce esposta nella Relazione di gestione per un totale di euro 10.250.384 risulta interamente allocata nella sottovoce F1 "Liquidità disponibile" ed è il risultato dei saldi al 31 dicembre 2024, eventualmente incrementati delle competenze nette del quarto trimestre, dei conti rubricati al Fondo Atlantic 1, accesi presso la banca depositaria, State Street Bank International GmbH – Succursale Italia e del conto corrente "split" acceso presso Intesa Sanpaolo S.p.A..
| Posizione netta di liquidità | Importo |
|---|---|
| STATE STREET c/c Libero | 10.227.871 |
| Isp c/c Split | 22.513 |
| Totale disponibilità liquide | 10.250.384 |
Sui saldi attivi dei conti correnti in euro il Depositario applica il 50% del tasso ECB Overnight Rate.
II.9 Altre attività
La presente voce di euro 1.787.397 ha registrato al 31 dicembre 2024, rispetto alla fine dell'esercizio precedente, un incremento di euro 21.014.
| Altre Attività | Importo |
|---|---|
| G2 - Ratei e risconti attivi | 90.644 |
| G4 - Altre | 1.659.217 |
| G5 - Credito IVA | 15.769 |
| G6 - Crediti verso Locatari | 21.767 |
| Totale altre attività | 1.787.397 |
- La sottovoce G2 "Ratei e risconti attivi", di euro 90.644, ricomprende sostanzialmente gli importi relativi alla rettifica temporale sulle polizze fabbricati e sull'imposta di registro inerente ai contratti di locazione;
- la sottovoce G4 "Altre", di euro 1.659.217, è così composta:
| Altre | Importo |
|---|---|
| Crediti diversi | 1.194.292 |
| Nota di credito da ricevere | 402.321 |
| Crediti verso sgr | 28.934 |
| Cred. per fatt. emesse-clienti | 21.960 |
| Fornitori c/anticipi | 11.570 |
| Depositi cauzionali su utenze | 140 |
| Totale altre | 1.659.217 |
La voce crediti diversi ricomprende il pagamento a titolo provvisorio per la presentazione del ricorso inerente all'avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2009 per euro 1.194.292; tale avviso di accertamento ha ad oggetto il presunto omesso versamento della ritenuta d'imposta su interessi pagati
alla banca a suo tempo finanziatrice del Fondo. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo ad hoc della Relazione degli Amministratori.
- la sottovoce G5 "Credito IVA" di euro 15.769 si riferisce al credito IVA inerente alla liquidazione del mese di dicembre;
- la sottovoce G6 "Crediti verso locatari", di euro 21.767 è così composta:
| Crediti v/locatari | Importo |
|---|---|
| Crediti per fatture da emettere recuperi | 14.032 |
| Crediti per fatt. emesse-locatari | 10.957 |
| Crediti per fatture da emettere | 65 |
| Fondo svalutazione crediti | (3.287) |
| Totale crediti verso locatari | 21.767 |
SEZIONE III – Le passività
La struttura del Passivo, posta a confronto con quella dell'esercizio precedente, risulta dalla seguente tabella:
| PASSIVITA' | 31/12/2024 | 31/12/2023 |
|---|---|---|
| M. Altre passività | 100,00% | 100,00% |
| Totale Passività | 100,00% | 100,00% |
III.1. Finanziamenti ricevuti
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
III.2. Strumenti finanziari derivati
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
III.3. Debiti verso i partecipanti
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
III.4. Altre passività
La voce M "Altre passività", ammontante a complessivi euro 4.531.523, risulta decrementata rispetto al 31 dicembre 2023 di euro 228.488.
La voce risulta ripartita nelle seguenti sottovoci:
sottovoce M1 "Provvigioni e oneri maturati e non liquidati" nella quale viene iscritta per euro 21.266 la commissione fissa spettante alla SGR non ancora liquidata;
sottovoce M2 "Debiti d'imposta", così composta:
| Debiti di Imposta | Importo |
|---|---|
| Ritenute fiscali e previdenziali | 2.270 |
| Totale debiti d'imposta | 2.270 |
sottovoce M4 "Altre", così composta:
| Altre | Importo |
|---|---|
| Fondo altri rischi | 3.836.005 |
| Debiti verso fornitori | 511.260 |
| Fatture da ricevere | 91.152 |
| Note di credito da emettere | 30.344 |
| Fatture da ricevere oneri ripet.li | 18.149 |
| Fatture da ricevere proprieta' | 11.756 |
| Fatture da ricevere per proforma | 8.320 |
| Debiti verso sgr | 1.001 |
| Totale altre | 4.507.987 |
Il fondo altri rischi è stato costituito per far fronte a eventuali passività che dovessero scaturire dal contenzioso con l'Agenzia delle Entrate (istituito un fondo di euro 836.005) del quale si dà ampia descrizione al § 3 della Relazione degli Amministratori, e dalle cauzioni incassate, per euro 3.000.000, per l'immobile di Roma, via Cristoforo Colombo 142 per il quale non si è perfezionata la vendita prevista per il 2020, nonostante la stipula di un preliminare notarile, in quanto il promissario acquirente ha ritenuto fossero mutate le condizioni macroeconomiche di mercato.
I debiti verso i fornitori e le fatture da ricevere sono relativi a prestazioni di servizi (manutenzioni, progettazioni, utenze, ecc.) e costi capitalizzati relativi al patrimonio immobiliare, nonché a spese a fronte di consulenze o servizi professionali (spese legali, notarili, di revisione, degli esperti indipendenti, ecc.).
SEZIONE IV – Il valore complessivo netto
Si illustrano di seguito le componenti che hanno determinato la variazione della consistenza del valore complessivo netto del Fondo tra l'avvio dell'operatività e la data della presente Relazione di gestione secondo il seguente prospetto.
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL VALORE DEL FONDO
DALL'AVVIO DELL'OPERATIVITA' (1/6/2006) FINO AL 31/12/2024
| Importo | In percentuale dei versamenti effettuati |
|
|---|---|---|
| IMPORTO INIZIALE DEL FONDO (quote emesse x prezzo di emissione) (1) | 260.760.000 | 100,00% |
| TOTALE VERSAMENTI EFFETTUATI | 260.760.000 | 100,00% |
| A1. Risultato complessivo della gestione delle partecipazioni | ||
| A2. Risultato complessivo della gestione degli altri strumenti finanziari | (44.482.773) | (17,06%) |
| B. Risultato complessivo della gestione dei beni immobili | 338.815.368 | 129,94% |
| C. Risultato complessivo della gestione dei crediti | ||
| D. Interessi attivi e proventi assimilati complessivi su depositi bancari | ||
| E. Risultato complessivo della gestione degli altri beni | ||
| F. Risultato complessivo della gestione cambi | ||
| G. Risultato complessivo delle altre operazioni di gestione | ||
| H. Oneri finanziari complessivi | (109.656.532) | (42,05%) |
| I. Oneri di gestione complessivi |
(73.491.366) | (28,18%) |
| L. Altri ricavi ed oneri complessivi |
(3.643.525) | (1,40%) |
| M. Imposte complessive | ||
| RIMBORSI DI QUOTE EFFETTUATI | (101.399.134) | (38,89%) |
| PROVENTI COMPLESSIVI DISTRIBUITI | (173.535.780) | (66,55%) |
| VALORE TOTALE PRODOTTO DALLA GESTIONE AL LORDO DELLE IMPOSTE | 107.541.172 | 41,25% |
| VALORE COMPLESSIVO NETTO AL 31/12/24 | 93.366.258 | 35,81% |
| TOTALE IMPORTI DA RICHIAMARE | ||
| TASSO INTERNO DI RENDIMENTO ALLA DATA DELLA RELAZIONE (2) | 3,20% |
(1) Deve essere indicato il controvalore delle quote al valore nominale.
(2) Calcolato in base al valore del fondo alla data della Relazione, a quello iniziale e ai flussi (versamenti, proventi distribuiti, rimborsi) intervenuti alla data della Relazione.
SEZIONE V – Altri dati patrimoniali
- 1) Il Fondo alla data della presente Relazione non ha sottoscritto accordi di hedging né contratti di finanziamento;
- 2) non sono state effettuate operazioni immobiliari con soci della SGR, con soggetti appartenenti al gruppo di quest'ultima o società facenti parte del gruppo della SGR;
- 3) il Fondo non detiene direttamente attività e/o passività in valuta estera diversa dall'euro o beni immobili situati in paesi diversi da quelli dell'U.E.M.;
- 4) il Fondo non ha plusvalenze in regime di sospensione di imposta ai sensi dell'art. 15, comma 2 della L.86/1994;
- 5) per quanto riguarda le garanzie a favore del Fondo si evidenzia l'importo complessivo di euro 1.995.000 relativo a polizze fideiussorie rilasciate dai conduttori a titolo di garanzia sui contratti di locazione;
- 6) il Fondo alla data della presente Relazione non presenta ipoteche gravanti sugli immobili in portafoglio.
Parte C – Il risultato economico dell'esercizio
SEZIONE I – Risultato delle operazioni su partecipazioni e altri strumenti finanziari
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE II – Beni immobili
Nella seguente tabella si evince il risultato economico della gestione del patrimonio immobiliare diviso per tipologia di immobili. Il risultato negativo di euro 17.375.593 deriva da canoni di locazione e altri proventi per euro 8.990.639, da minusvalenze nette per adeguamento del valore del patrimonio a quello di libero mercato per l'importo di euro 22.830.000, dagli oneri della gestione immobiliare pari complessivamente a euro 1.125.298 e dalle spese per IMU per euro 2.410.934.
| Immobili residenziali |
Immobili commerciali |
Immobili industriali |
Terreni | Altri | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1. PROVENTI | |||||
| 1.1 canoni di locazione non finanziaria | 8.979.928 | ||||
| 1.2 canoni di locazione finanziaria | |||||
| 1.3 altri proventi | 10.711 | ||||
| 2. UTILE/PERDITA DA REALIZZI | |||||
| 2.1 beni immobili | |||||
| 2.2 diritti reali immobiliari | |||||
| 3. PLUSVALENZE/MINUSVALENZE | |||||
| 3.1 beni immobili | (22.370.000) | (460.000) | |||
| 3.2 diritti reali immobiliari | |||||
| 4. ONERI PER LA GESTIONE DI BENI IMMOBILI | (1.090.162) | (35.136) | |||
| 5. AMMORTAMENTI | |||||
| 6. SPESE IMU | (2.353.470) | (57.464) |
Gli oneri della gestione immobiliare, complessivamente di euro 1.125.298, sono così ripartiti:
| Oneri Gestione Immobiliare | Importo |
|---|---|
| Oneri a carico della proprietà | 629.577 |
| Oneri ripetibili ai conduttori | 495.721 |
| Totale oneri gestione di beni immobili | 1.125.298 |
Gli oneri a carico della proprietà sono quelli sostenuti per la manutenzione degli immobili, per gli oneri condominiali, per le spese dell'imposta di registro, per i servizi di property, per le spese legali, per le garanzie rese sugli immobili ceduti e per le assicurazioni su immobili.
Gli oneri ripetibili si riferiscono a costi sostenuti dal Fondo ma che vengono successivamente addebitati ai conduttori, sulla base dei consuntivi che vengono approvati a fine esercizio.
L'imposta di registro sui contratti di locazione assoggettati, come da Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella Legge 4 agosto 2006, n. 248, anche a IVA, è stata contabilizzata in parte tra gli oneri a carico proprietà e in parte tra le fatture da emettere ai conduttori.
La voce B.6, di euro 2.410.934, accoglie l'importo dell'IMU di competenza dell'esercizio sugli immobili di proprietà.
SEZIONE III – Crediti
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE IV – Depositi bancari
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE V – Altri beni
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE VI – Altre operazioni di gestione e oneri finanziari
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE VII – Oneri di gestione
La sezione della Relazione di gestione relativa agli "Oneri di gestione", per un totale di euro 637.891, risulta così ripartita:
| Oneri di Gestione | Importo |
|---|---|
| I1 - Provvigioni di gestione SGR | 253.351 |
| Commissione fissa | 253.351 |
| I2- Costo per il calcolo del valore della quota | 18.096 |
| I3 - Commissioni banca depositaria | 39.443 |
| I4 - Oneri per esperti indipendenti | 14.032 |
| I5 - Spese pubblicazione prospetti e informativa al pubblico | 47.472 |
| I6 - Altri oneri di gestione | 247.497 |
| Spese per attivita' di advisor | 95.901 |
| Spese per consulenze tecniche | 60.000 |
| Spese legali e notarili | 32.786 |
| Spese comitato consultivo | 25.563 |
| Spese di revisione | 11.536 |
| Oneri diversi di gestione | 10.216 |
| Spese professionali | 5.761 |
| Contributo di vigilanza | 4.401 |
| Spese montetitoli,intermediari | 1.087 |
| Spese e commissioni bancarie | 246 |
| I7 - Spese di quotazione | 18.000 |
| Borsa italiana spa | 18.000 |
| Totale oneri di gestione | 637.891 |
la sottovoce I1 "Provvigioni di gestione SGR", per complessivi euro 253.351, accoglie il costo a carico del Fondo derivante dalle commissioni di gestione a favore della SGR. Il § 13.1.1. del Regolamento del Fondo prevede, una commissione fissa dello 0,225% annuo "del Valore Complessivo dei Beni del Fondo" valore determinato come "la somma del valore dei singoli beni immobili, dei diritti reali immobiliari, delle partecipazioni e delle altre attività detenute dal Fondo, quale risulta dalla relazione di gestione ovvero dalla relazione semestrale, al netto delle plusvalenze non realizzate rispetto al valore iniziale di apporto o di successiva acquisizione di ciascun bene o altra attività detenuta dal Fondo, aumentato di eventuali spese incrementative capitalizzate.";
- la sottovoce I2 "Costo per il calcolo del valore della quota", pari complessivamente a euro 18.096, accoglie il costo sostenuto per il calcolo del valore della quota ai sensi dell'art. 13.1 del Regolamento del Fondo;
- per quanto riguarda la sottovoce I3 "Commissioni depositario" di euro 39.443, il compenso da riconoscere è così determinato:
- 0,033% su base annua calcolata sul valore medio di periodo del Fondo con un minimo di euro 20.000 annui;
- gli oneri per gli Esperti Indipendenti per euro 14.032, di cui alla sottovoce I4, costituiscono il corrispettivo dovuto per le valutazioni effettuate sul patrimonio immobiliare nell'esercizio;
- la sottovoce I5 "Spese e pubblicazione prospetti e informativa al pubblico" ammonta a euro 47.472;
- la sottovoce I6 "altri oneri di gestione", che ammonta a euro 247.497, è costituita prevalentemente da spese per attività di advisor per euro 95.901 e da consulenze tecniche per euro 60.000;
- la sottovoce I7 "Spese di quotazione" ammonta a euro 18.000.
| Importi complessivamente corrisposti | Importi corrisposti a soggetti del gruppo di appartenenza della SGR (**) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ONERI DI GESTIONE | Importo (migliaia di euro) |
% sul valore complessivo netto (*) % sul totale attività |
% sul valore del finanziamento |
Importo (migliaia di euro) |
% sul valore complessivo netto (*) % sul totale attività |
% sul valore del finanziamento |
||
| 1) Provvigioni di gestione | 253 | 0,23% | 0,26% | |||||
| provvigioni di base | 253 | 0,23% | 0,26% | |||||
| 2) Costo per il calcolo del valore della quota | 18 | 0,02% | 0,02% | |||||
| 3) Costi ricorrenti degli OICR in cui il fondo investe | ||||||||
| 4) Compenso del depositario | 39 | 0,04% | 0,04% | |||||
| 5) Spese di revisione del fondo | 12 | 0,01% | ||||||
| 6) Oneri per la valutazione delle partecipazioni, dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari facenti parte del fondo |
||||||||
| 7) Compenso spettante agli esperti indipendenti | 14 | 0,01% | 0,01% | |||||
| 8) Oneri di gestione degli immobili | 3.083 | 2,85% | 3,15% | |||||
| 9) Spese legali e giudiziarie | 52 | 0,05% | ||||||
| 10) Spese di pubblicazione del valore della quota ed eventuale pubblicazione del prospetto informativo 11) Altri oneri gravanti sul fondo |
47 66 |
0,04% 0,06% |
||||||
| COSTI RICORRENTI TOTALI | 3.584 | 3,31% | ||||||
| (SOMMA DA 1 A 11) | ||||||||
| 12) Provvigioni di incentivo | ||||||||
| 13) Oneri negoziazione di strumenti finanziari | ||||||||
| di cui: - su titoli azionari | ||||||||
| - su titoli di debito | ||||||||
| - su derivati | ||||||||
| - altri (da specificare) | ||||||||
| 14) Oneri finanziari per i debiti assunti dal fondo | ||||||||
| 15) Oneri fiscali di pertinenza del fondo | ||||||||
| TOTALE SPESE | 3.584 | 3,31% | ||||||
| (SOMMA DA 1 A 15) | ||||||||
| (*) Calcolato come media del periodo |
SEZIONE VII.1 – Costi sostenuti nell'esercizio
(**) Per gruppo si intende quello che fa capo a De Agostini di cui fa parte la SGR
SEZIONE VII.2 – Provvigione di incentivo
Non vi sono fattispecie rientranti in tale categoria al 31 dicembre 2024.
SEZIONE VII.3 – Remunerazioni
In conformità alle disposizioni in materia di remunerazione e incentivazione del personale più rilevante, la SGR ha adottato una remuneration policy (POL04_ADEM "Remunerazione del personale", di seguito, la "Policy") e istituito il Comitato Remunerazioni.
Il Consiglio di Amministrazione della SGR, in coerenza con la normativa di tempo in tempo applicabile, con il contributo dei consiglieri non esecutivi che hanno competenze in materia di gestione del rischio e di remunerazioni e, in particolare, del Comitato Remunerazioni, elabora, aggiorna e sottopone all'approvazione dell'Assemblea dei Soci, con periodicità almeno annuale (in occasione dell'approvazione del progetto di bilancio della SGR), la Policy e i criteri per la sua applicazione nei piani di incentivazione rivolti al personale più rilevante (di seguito il "PPR") e al restante personale della SGR. Inoltre, ne verifica la corretta attuazione.
L'Assemblea dei Soci approva le politiche di remunerazione a favore degli organi con funzione di supervisione, gestione e controllo e del personale nonché i piani dei compensi basati su strumenti non monetari, ivi inclusi i criteri per la determinazione del compenso da riconoscere in vista o in occasione di cessazione anticipata dalla carica e/o dal rapporto di lavoro (i c.d. golden parachute) e i limiti di applicazione fissati a detto compenso.
La Policy vigente indica in dettaglio i meccanismi retributivi adottati (con particolare riferimento al rapporto tra componente fissa e componente variabile), i meccanismi di aggiustamento dei rischi ex post (malus e clawback), le modalità di differimento della componente variabile e di corresponsione della stessa in strumenti non monetari, al superamento di determinate soglie di materialità applicabili al PPR individuato nella stessa.
Ai sensi della Policy, la remunerazione del personale è strutturata dalle seguenti componenti:
- i) remunerazione fissa: è definita in base al ruolo ed è coerente con le responsabilità attribuite, tenuto anche conto dell'esperienza del titolare e delle competenze richieste, al fine di garantire adeguati livelli di equità e coerenza interna. La parte fissa è sufficiente a remunerare il ruolo, anche qualora la componente variabile dovesse contrarsi sensibilmente e, in casi estremi, azzerarsi in relazione ai risultati, corretti per i rischi, effettivamente conseguiti;
- ii) remunerazione variabile: è collegata a piani di incentivazione sia di breve termine sia di lungo termine. La Policy stabilisce che gli obiettivi cui è legato il pagamento della remunerazione variabile sono chiaramente definiti, misurabili e strettamente connessi a indicatori economici, finanziari e operativi e tengono conto del profilo di rischio; possono inoltre tenere conto di obiettivi qualitativi, chiari e predeterminati, la cui valutazione, e i relativi criteri, devono essere opportunamente esplicitati e documentati. I sistemi di incentivazione sono inoltre ispirati a criteri di correttezza nelle relazioni con la clientela, contenimento dei rischi legali e reputazionali, tutela e fidelizzazione degli
investitori, rispetto delle disposizioni di legge, regolamentari e di auto-disciplina applicabili. Inoltre, l'attivazione del sistema di incentivazione è condizionata all'apertura del gate, ossia al raggiungimento di un livello minimo predeterminato di performance e al contemporaneo mantenimento del rischio assunto dalla Società al di sotto di una soglia ritenuta tollerabile. La condizione di performance è rappresentata dall'EBITDA (Earning Before Interests Taxes Depreciation & Amortization) adjusted assunto a budget, al lordo di tutti i compensi variabili e con esclusione della eventuale svalutazione delle partecipazioni e delle commissioni variabili. A tale indicatore è anche associato il gate, il cui valore (ex-ante ed ex-post), determinato dal Consiglio di Amministrazione della Società, su proposta del Comitato Remunerazioni in sede di definizione dei piani annuali di incentivazione, è riportato nelle schede individuali contenenti gli obiettivi di performance assegnati a ciascun interessato. La condizione di allineamento al profilo di rischio exante, alla quale è subordinata la maturazione della remunerazione variabile, e la condizione di allineamento al profilo di rischio ex-post, alla quale è subordinata l'erogazione della quota up-front e delle eventuali quote differite della remunerazione variabile, prevedono che siano soddisfatti specifici indicatori e correttivi individuati nella Policy. Infine, tutte le componenti variabili sono soggette alle clausole di malus e clawback. È prevista per tutto il PPR una soglia di materialità determinata in valore assoluto e pari a euro 70.000, al superamento della quale alla remunerazione variabile riconosciuta si applicano il differimento e la corresponsione in strumenti. Coerentemente con le vigenti disposizioni normative, la Policy prevede che la remunerazione variabile garantita sia eccezionale e possa essere accordata solo in caso di assunzione di nuovo personale e limitatamente al primo anno d'impiego, sotto forma di welcome/entry bonus, sign-on bonus, minimum bonus ecc... Prevede inoltre la possibilità di erogare forme di retribuzione variabile considerate non standard (per esempio, premi una-tantum, riconoscimenti speciali) corrisposte in via eccezionale e conformi alle disposizioni normative in materia tempo per tempo in vigore, anch'esse soggette alle clausole di malus e clawback. Per maggiori dettagli in merito alla componente variabile della remunerazione si rinvia a quanto previsto nella Policy disponibile;
- iii) in aggiunta ai piani di incentivazione a breve e lungo termine di cui al precedente punto ii., la Policy prevede che la Società - in ottica di allineamento degli interessi e dei rischi dei key manager coinvolti a vario titolo nella gestione dei FIA, nonché di retention degli stessi - possa adottare, in linea con la regolamentazione applicabile, schemi di incentivazione collegati alla performance dei FIA gestiti, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, meccanismi di commissione di performance fee, sistemi di carried interest, nonché strumenti finanziari dedicati a tale finalità, in ogni caso opportunamente regolamentati da piani o regolamenti specifici. La declinazione operativa di dettaglio di tali aspetti sarà definita in occasione dell'adozione di ciascuno schema di incentivazione, nell'ambito della relativa regolamentazione attuativa;
- iv) infine, in aggiunta alle componenti fisse e variabili, come da prassi di mercato, e a integrazione delle previsioni dei contratti collettivi nazionali, è prevista l'erogazione di benefit. La Policy non prevede la possibilità di erogare alcun tipo di benefit pensionistico discrezionale, inteso come parte della remunerazione variabile.
In conformità con la normativa vigente, è stato inoltre definito un piano di welfare, rivolto a tutto il personale dipendente, su base non discrezionale nell'ambito di una politica generale della SGR, che prevede il riconoscimento di un insieme di servizi e prestazioni di varia natura, per incrementare il benessere personale, il supporto alla vita familiare, nonché la copertura previdenziale e sanitaria.
In occasione della riunione del 28 marzo 2024, il Consiglio di Amministrazione della SGR ha esaminato, unitamente alla Policy e alla nota della Funzione Risk Management di cui si è preso atto, la documentazione di seguito riportata: (i) la Mappatura del PPR, (ii) il Regolamento degli strumenti finanziari per il PPR - Esercizio 2024 (Allegato POL04A02), in cui sono disciplinate le modalità di determinazione, attribuzione e conversione degli strumenti connessi alla remunerazione variabile complessiva maturata dal PPR e relativa all'esercizio 2024, ai fini della corresponsione della relativa quota parte della remunerazione variabile. La Policy, la Mappatura del PPR e il Regolamento degli strumenti finanziari per il PPR - Esercizio 2024 sono stati sottoposti, in data 17 aprile 2024, alle determinazioni dell'Assemblea dei Soci.
Le principali modifiche da ultimo apportate alla Policy, sono principalmente volte ad assicurare l'allineamento alle previsioni di cui al Regolamento della Banca d'Italia del 5 dicembre 2019, come da ultimo modificato, e riguardano il seguenti aspetto: ai fini della determinazione del rapporto tra componente fissa e componente variabile del personale, la previsione di computare nella "Remunerazione Variabile" maturata ogni pagamento o beneficio che dipenda dalla performance del GEFIA o dei FIA, sia di breve termine sia di lungo termine, considerando, in quest'ultimo caso, l'intero importo effettivamente maturato.
Successivamente, il Consiglio di Amministrazione della SGR ha approvato: (i) in data 9 maggio 2024, il "Regolamento dei Piani di incentivazione di breve termine e disciplina delle modalità di erogazione della Remunerazione Variabile per il Personale Più Rilevante" relativo all'esercizio 2024 e (ii), in data 11 giugno 2024, l'aggiornamento, a seguito di alcune modifiche organizzative, della Mappatura del PPR.
Si informa che al 31 dicembre 2024 il personale della SGR era composto da n. 151 unità la cui retribuzione fissa annua lorda complessiva è stata pari a euro 9.150.396e la cui remunerazione variabile erogata è stata pari a euro 3.560.812 lordi.
La retribuzione annua lorda complessiva del personale direttamente coinvolto nella gestione delle attività dei Fondi gestiti (n. 61 risorse) è stata pari a euro 5.506.597 di cui euro 4.022.995 a titolo di compenso fisso ed euro 1.483.602 a titolo di compenso variabile.
Ai sensi delle disposizioni vigenti e della Policy, la remunerazione complessiva è suddivisa per le categorie di PPR, come di seguito:
i. membri esecutivi e non esecutivi degli organi con funzione di supervisione strategica e di gestione del GEFIA, in funzione della sua struttura giuridica, quali: gli amministratori, l'amministratore delegato, i partner esecutivi e non: euro 1.871.592;
_____________________________________________________________________________
- ii. responsabili delle principali linee di business, funzioni aziendali (es. gestione del portafoglio, marketing, risorse umane) o aree geografiche, nonché coloro i quali riportano direttamente agli organi con funzione di supervisione strategica, gestione e controllo: euro 4.724.325;
- iii. personale delle Funzioni aziendali di Controllo: euro 442.600; tale categoria di personale, oltre alla remunerazione fissa, percepisce una retribuzione variabile che è stabilita esclusivamente in base a criteri qualitativi e svincolati dai risultati economici e finanziari della SGR;
- iv. altri soggetti che, individualmente o collettivamente (es. tavoli operativi per la gestione di portafogli), assumono rischi in modo significativo per il GEFIA o per i FIA gestiti (altri risk takers);
- v. qualsiasi soggetto la cui remunerazione totale si collochi nella medesima fascia retributiva delle categorie sub ii) e iv) sopra indicate, se l'attività di tali soggetti ha o può avere un impatto rilevante sul profilo di rischio del GEFIA o dei FIA gestiti.
Il Fondo non ha corrisposto carried interest.
Si segnala inoltre che il Fondo Atlantic 1 è gestito direttamente da un team di cinque persone, la cui retribuzione complessiva può essere attribuita al Fondo nella misura del 10,1%.
SEZIONE VIII – Altri ricavi e oneri
La voce L della Relazione di gestione risulta così ripartita:
| Altri Ricavi e Oneri | Importo |
|---|---|
| L1. Interessi attivi su disponibilità liquide | 213.363 |
| L2. Altri ricavi | 245.634 |
| - Sopravvenienze e abbuoni attivi | 236.541 |
| - Proventi diversi | 9.093 |
| L3. Altri oneri | (191.874) |
| - Sopravvenienze e abbuoni passivi | (187.779) |
| - Incremento fondo svalutazione crediti | (3.287) |
| - Perdite su crediti | (807) |
| - Altri oneri | (1) |
| Totale altri ricavi ed oneri | 267.123 |
SEZIONE IX – Imposte
Tale voce non risulta movimentata.
Si ricorda che l'art.6 del Decreto Legge 25 settembre 2001 n. 351, convertito con modificazioni nella Legge 23 novembre 2001 n. 410, e successive modifiche, disciplina il regime di tassazione del Fondo ai fini delle imposte sui redditi. Tale disposizione prevede che i fondi immobiliari non siano soggetti alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP).
Parte D – Altre informazioni
- 1) Non ci sono state utilità a favore della SGR oltre a quelle relative alle commissioni di gestione (es: soft commission);
- 2) non sono stati accesi finanziamenti finalizzati al rimborso anticipato di quote.
Per Il Consiglio d'Amministrazione
Il Presidente
Gianluca Grea
| ELENCO DEI BENI IMMOBILI E DEI DIRITTI REALI IMMOBILIARI DETENUTI DAL FONDO ATLANTIC 1 | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Redditività dei beni locati | |||||||||||||
| N | Descrizione e ubicazione | Destinazione d'uso prevalente Anno / Epoca di | costruzione | Superficie lorda (mq) |
Superficie locata (mq) |
Canone / indennità al 31/12/2024 |
Canone / indennità competenza 31/12/2024 |
Canone annuo medio per mq |
Tipo contratto | Range scadenza contratto2 | Locatario | Costo storico1 | Ipoteche |
| LOMBARDIA | |||||||||||||
| Intero immobile | Uffici | 1970 | 54.441 | 0 | 0 | 0 | 0 | Contratto di locazione | 112.086.121 | 0 | |||
| 1 | San Donato Milanese - Via De Gasperi, 16 | ||||||||||||
| Intero immobile | Altro | 1972 | 4.125 | 0 | 0 | 0 | 0 | Contratto di locazione | Gruppo ENI | 5.511.288 | 0 | ||
| 2 | San Donato Milanese - Via De Gasperi, 16 - Mensa | ||||||||||||
| Intero immobile | Uffici | 1981 | 38.254 | 38.254 | 9.006.787 | 8.979.928 | 235 | Contratto di locazione | Entro 1 anno | Saipem S.p.A. | 78.680.882 | 0 | |
| 3 | San Donato Milanese - Via Martiri di Cefalonia, 67 | ||||||||||||
| LAZIO | |||||||||||||
| Intero immobile | Uffici | 1960 | 31.244 | 0 | 0 | 0 | 0 | 80.061.949 | 0 | ||||
| 4 | Roma - Via Cristoforo Colombo, 142 | ||||||||||||
| 128.064 38.254 9.006.787 8.979.928 235 276.340.240 |
0 |
1Il costo storico comprende anche eventuali oneri e spese incrementative patrimonializzati;
2Per la predisposizione della tabella sono state considerate le scadenze del primo periodo contrattuale.
_______________________________________________________________________________________________________________________


| Comune | PR | Indirizzo | Destinazione d'Uso |
|---|---|---|---|
| San Donato Milanese | MI Via Alcide De Gasperi, 16 | Uffici (3° P.U.) | |
| San Donato Milanese | MI Via Alcide De Gasperi, 16 | Mensa | |
| San Donato Milanese | MI Via Martiri di Cefalonia 67 | Uffici (4° P.U.) | |
| Roma | RM Via Cristoforo Colombo 142 | Uffici |


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| Italy | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Historical | Consensus Forecasts | ||||||||||
| % change over previous year | 2020 | 2021 | 2022 2023 2024 | 2025 | 2026 | 2027 | 2028 2029 2030-34 | ||||
| Gross Domestic Product* | -8.9 | 8.9 | 4.7 | 0.7 | 0.8 | 0.9 | 1.0 | 0.9 | 0.8 | 0.8 | 0.8 |
| Household Consumption" | -11.5 | 5.9 | 5.9 | 1.0 | 0.1 | 1.0 | 0.9 | 0.8 | 0.8 | 0.8 | 0.7 |
| Gross Fixed Investment* | -7.1 | 21.5 | 7.5 | 8.5 | 2.1 | 1.0 | 1.7 | 0.8 | 1.1 | 0.8 | 0.9 |
| Industrial Production* | -11.5 | 12.3 | 0.3 | -0.2 | -2.7 | 1.1 | 1.5 | 1.5 | 1.3 | 1.0 | 0.6 |
| Consumer Prices* | -0.2 | 1.9 | 8.1 | 5.7 | 1.2 | 1.7 | 1.7 | 1.8 | 1.8 | 1.8 | 2.0 |
| Current Account Balance (Euro bn) | 64.5 | 43.3 -30.9 | 9.7 | 34.1 | 36.8 | 40.4 | 39.6 | 42.2 | 45.0 | 39.3 | |
| 10 Year Treasury Bond Yield, %2 | 0.5 | 1.2 | 4.7 | 3.7 | 3.6 | 3.7 | 3.9 | 3.9 | 4.0 | 4.0 | 4.0 |
| Trend inflazione dal 5^ semestre in poi | 0.975% |
|---|---|
| Trend inflazione 4^ semestre | 0.85% |
| Trend inflazione 3^ semestre | 0.85% |
| Trend inflazione 2^ semestre | 0.85% |
| Trend inflazione 1^ semestre | 0.85% |

| Trend mercato immobiliare 1 ^ semestre | 1.00% | |
|---|---|---|
| Trend mercato immobiliare 2^ semestre | 1.00% | |
| Trend mercato immobiliare 3^ semestre | 1.00% | |
| Trend mercato immobiliare 4^ semestre | 1.00% | |
| Trend mercato immobiliare dal 5^ semestre in poi | 0.975% | 1,95% annuo |
| Italy | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Historical | Consensus Forecasts | ||||||||||
| * % change over previous year | 2020 2021 2022 2023 2024 | 2025 | 2026 2027 | 2028 2029 2030-34 | |||||||
| Gross Domestic Product* | -8.9 | 8.9 | 4.7 | 0.7 | 0.8 | 0.9 | 1.0 | 0.9 | 0.8 | 0.8 | 0.8 |
| Household Consumption* | -11.5 | 5.9 | 5.9 | 1.0 | 0.1 | 1.0 | 0.9 | 0.8 | 0.8 | 0.8 | 0.7 |
| Gross Fixed Investment* | -7.1 | 21.5 | 7.5 | 8.5 | 2.1 | 1.0 | 1.7 | 0.8 | 1.1 | 0.8 | 0.9 |
| Industrial Production* | -11.5 | 12.3 | 0.3 | -0.2 | -2.7 | 1.1 | 1.5 | 1.5 | 1.3 | 1.0 | 0.6 |
| Consumer Prices* | -0.2 | 1.9 | 8.1 | 5.7 | 1.2 | 1.7 | 1.7 | 1.8 | 1.8 | 1.8 | 2.0 |
| Current Account Balance (Euro bn) | 64.5 | 43.3 | -30.9 | 9.7 | 34.1 | 36.8 | 40.4 | 39.6 | 42.2 | 45.0 | 39.3 |
| 10 Year Treasury Bond Yield, %2 | 0.5 | 1.2 | 4.7 | 3.7 | 3.6 | 3.7 | 3.9 | 3.9 | 4.0 | 4.0 | 4.0 |
| ott-23 | 3,48 | |
|---|---|---|
| nov-23 | 3,19 | |
| dic-23 | 2.67 | |
| gen-24 | 2,72 | |
| feb-24 | 2,77 | media EurIRS |
| mar-24 | 2,73 | 2,82 |
| apr-24 | 2.79 | |
| mag-24 | 2.82 | |
| giu-24 | 2,82 | |
| lug-24 | 2.79 | |
| ago-24 | 2.57 | |
| set-24 | 2,52 |


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| N. | Comune | PR | Indirizzo | Destinazione d'Uso |
Stato Locativo |
Superficie lorda (escluse aree esterne) mq |
Superficie lorda mq |
Superficie commerciale mq |
Valore di Mercato 31/12/2024 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| San Donato Milanese | MI | Via Alcide De Gasperi, 16 | Uffici (3° P.U.) | Vacant | 46.190 | 72.574 | 37 465 | 43.700.000 | |
| San Donato Milanese | MI | Via Alcide De Gasperi, 16 | Mensa | Vacant | 5.000 | 5.000 | 3.785 | 3.380.000 | |
| San Donato Milanese | MI | Via Martiri di Cefalonia 67 | Uffici (4° P.U.) | Locato | 46.733 | 59.124 | 29.430 | 46.450.000 | |
| Roma | RM | Via Cristoforo Colombo 142 | l Offici | Vacant | 36.977 | 43.394 | 24.412 | 30.170.000 | |
| TOTALE | 134.900 | 180.092 | 95.092 | 123.700.000 |


