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Banca Generali Management Reports 2017

Apr 20, 2017

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Management Reports

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1. RELAZIONE SULLA GESTIONE al 31.12.2016

Consiglio di Amministrazione 10 marzo 2017

1.1 RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA

1. IL GRUPPO BANCA GENERALI NEL 2016

1.1 La strategia del
Gruppo bancario
Banca Generali si contraddistingue nel sistema del credito nazionale per il forte orientamento
alle soluzioni di consulenza e pianificazione patrimoniale, che ne fanno la prima banca "priva
te" per qualità del servizio e innovazione di Piazza Affari.
La banca rappresenta un punto di riferimento nella protezione del risparmio e nell'advisory
patrimoniale, grazie a una completa e versatile gamma di prodotti bancari, di investimento
gestito e assicurativo, oltre alle soluzioni di wealth management. La forte connotazione alla
consulenza finanziaria su misura avviene tramite reti di professionisti che si distinguono nel
settore per esperienza e competenze.
L'offerta della società spazia tra una vasta gamma di prodotti affidati anche a società terze, se
condo il modello dell'architettura aperta. L'approccio specializzato a supporto delle dinamiche
previdenziali e di investimento identifica come target di riferimento sia la clientela Affluent
sia quella definita Private con un modello d'offerta personalizzato per portare la qualità della
fascia elevata del mercato a disposizione delle famiglie. Banca Generali è stata tra le prime re
altà italiane del settore che ha deciso di introdurre anche in Italia questo modello, saldamente
affermato nei mercati finanziari più evoluti al mondo, in primis gli Stati Uniti, e coerente con
la Direttiva sui servizi finanziari dell'Unione Europea (MiFID), che riconosce e promuove la
consulenza quale servizio di investimento, a dimostrazione della volontà di anticipare e guidare
gli sviluppi del mercato. L'innovazione e l'orientamento alla tecnologia sono tratti distintivi
nella strategie e nell'offerta della banca che le consentono di sviluppare soluzioni e strumenti
all'avanguardia a beneficio dei professionisti e dei clienti.
All'interno di questa visione generale vi sono alcune caratteristiche chiave che identificano
l'approccio al business:
> offrire, attraverso i propri Consulenti Finanziari servizi di consulenza professionali, che con
sentano di individuare e soddisfare i bisogni finanziari di lungo periodo dei clienti, non solo
come impostazione generale ma anche usufruendo di metodologie e strumentazioni specifi
che ed evolute (ad es. servizio BG Personal Advisory);
> concentrare la distribuzione sul ruolo del Financial Planner/Private Banker, quale strumen
to effettivo di tale servizio di consulenza professionale, personalizzato e continuativo su tut
to il territorio nazionale, realizzando i rilevanti investimenti formativi e informativi che ciò
richiede;
> mettere a disposizione un'offerta completa di prodotti e servizi di investimento e previden
ziali sia del Gruppo sia delle migliori società a livello internazionale;
> sviluppare un importante know how gestionale e perseguire una costante innovazione di
prodotto a vantaggio della clientela;
> realizzare una permanente attenzione verso tutte le innovazioni che la moderna tecnologia
offre a operatori e a clienti per incrementare il livello di efficienza, di semplicità operativa, di
trasparenza e di ricchezza informativa;
> sfruttare e realizzare al meglio le caratteristiche implicite nel marchio Generali, sinonimo di
affidabilità, solidità e competenza.
A supporto della professionalità dei suoi collaboratori, chiamati a instaurare un rapporto con
sulenziale diretto con clientela di qualità, il servizio ai clienti si giova anche delle più moderne
risorse offerte dalla multicanalità – servizi telematici e di call center – oltre a numerosi uffici e
filiali sparsi sul territorio. Ciò fa sì che si coniughino al meglio competenza, personalizzazione
e facilità di fruizione da parte dei clienti.
I servizi e i prodotti finanziari offerti da Banca Generali coprono una vasta gamma di esigenze,
essendo caratterizzati da ampia diversificazione: da fondi comuni di investimento/SICAV e
gestioni di portafoglio a prodotti previdenziali e assicurativi. Complessivamente vengono of
ferti quasi 1.300 prodotti e servizi, propri e di oltre quaranta società di gestione, bancarie e
assicurative.
Dal punto di vista organizzativo, il Gruppo Banca Generali ha una rete di distribuzione al cui
interno esistono due divisioni dedicate alle differenti tipologie di clientela (Affluent e Private),
superando un approccio indifferenziato al mercato. A esse si affiancano una società di gestione,
la lussemburghese BG Fund Management Luxembourg Sa (BGFM) e due società fiduciarie
(BG Fiduciaria e Generfid).
Le caratteristiche sopra espresse e l'evoluzione degli ultimi anni evidenziano una posizione di

primo piano nel mercato del risparmio italiano.

1.2 L'impegno per la sostenibilità

Banca Generali persegue da molti anni una gestione operativa e finanziaria in linea con la responsabilità sociale, ambientale e di sostenibilità per le generazioni future. Le direttive strategiche di Banca Generali sono infatti plasmate sulla base dei principi ispirati alla Global Reporting Initiative (GRI), principi sui quali viene redatto l'annuale Rapporto di Sostenibilità:

  • perseguire una crescita sostenibile nel lungo periodo, riducendo i rischi legati alla volatilità del contesto economico-finanziario in cui la banca opera;

  • valorizzare tutte le persone che lavorano nella banca, sviluppando le competenze e il giusto riconoscimento dell'apporto individuale al successo dell'organizzazione;

  • dedicare attenzione al contesto sociale in cui è insediata, partecipando a iniziative di carattere assistenziale, culturale e sportivo a favore della comunità;

  • favorire una riduzione degli impatti ambientali diretti e indiretti attraverso l'adozione di misure atte a contenere i consumi di energia, carta, acqua e le emissioni inquinanti.

Oltre alle linee guida GRI nel 2016, in accordo con le scelte di rendicontazione del Gruppo Generali, lo sviluppo della società si misura con i 10 principi del Global Compact relativi al rispetto dei diritti umani e del lavoro, alla tutela dell'ambiente e alla lotta alla corruzione. I riferimenti sono quelli dei Sustainable Development Goals, promossi dalle Nazioni Unite, che definiscono un programma di azione universale basato su 17 obiettivi specifici di sviluppo sostenibile.

Il Valore Aggiunto Lordo (VAG) creato dalla Banca nel 2016 è stato pari a 614,1 milioni di euro. Questa cifra è ripartita per il 13,1% circa a favore delle Risorse Umane, 47,4% per i Consulenti Finanziari, agli Azionisti è andato il 20,3% e al Sistema Stato il 13,2%. Infine il sistema impresa ha trattenuto il 6,1%.

Conscia della responsabilità sociale del proprio ruolo, nella tutela e protezione del risparmio delle famiglie, Banca Generali ha ridefinito la propria mission in questa direzione: "Persone di fiducia a fianco del cliente nel tempo, per costruire e prendersi cura dei suoi progetti di vita". L'impegno verso la comunità si manifesta attraverso la partecipazione e il supporto a molteplici progetti. In campo didattico e di ricerca: Osservatorio di Private Banking con l'Università LIUC di Castellanza, "Talent Academy" con l'Università Cattolica di Milano, "Festival Galileo" con l'ateneo di Padova dedicato all'innovazione, "Student Investment Clash" con l'Università Bocconi, o della start up "Redooc" che aiuta gli studenti nell'insegnamento delle materie scientifiche attraverso una piattaforma digitale innovativa. In ambito sociale si evidenziano le iniziative di beneficenza e raccolta fondi sia tramite la propria rete di consulenti, sia per impegno diretto della banca. I dipendenti stessi partecipano al progetto "io viaggio solidale", nato su idea della capogruppo, che ha visto i colleghi della banca tra i protagonisti per attenzione e risultati.

Per poter fornire ai dipendenti della banca e ai colleghi di rete la maggiore flessibilità e opportunità nell'ambito della "charity" è stata creata anche una Onlus interna ad hoc - BG Society Onlus - attiva in questa direzione.

L'attenzione a uno sviluppo sostenibile per tutti gli attori, che interagiscono con l'universo di Banca Generali, è stato analizzato lo scorso anno da Standard Ethics, agenzia specializzata nella valutazione delle società sotto il profilo etico, che le ha riconosciuto un rating superiore alla media di mercato in Italia (rating 'EE-').

1.3 Sintesi dell'attività svolta nell'esercizio

Il Gruppo Banca Generali ha chiuso l'esercizio 2016 con un utile netto di 155,9 milioni di euro e con una raccolta netta totale di oltre 5,7 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto all'esercizio precedente, che porta il volume complessivo delle attività affidate dalla clientela in gestione al Gruppo bancario a oltre 47,5 miliardi di euro (+14%).

La crescita della raccolta, in particolare, rappresenta 'il migliore risultato di sempre' del Gruppo bancario e matura in un anno in cui, a fronte dell'accelerazione realizzata, il mondo delle reti ha mostrato nel suo complesso segni di stabilizzazione.

In un anno complesso e caratterizzato da criticità per il sistema finanziario, Banca Generali è stata in grado comunque di distinguersi per capacità di attrarre nuova clientela, per capacità di generare utili anche in contesti di mercato sfidanti e per solidità patrimoniale.

La volatilità dei mercati, alimentata anche dalle incognite che circondano il sistema del credito e la continua discesa dei rendimenti sul fronte obbligazionario, con il crescente contagio degli interessi negativi sui titoli a maggiore affidabilità, rappresentano elementi di preoccupazione per le famiglie che sempre di più riconoscono in Banca Generali un punto di riferimento, solido e professionale, per la tutela e la valorizzazione dei propri patrimoni.

Il margine di intermediazione si attesta a 402,4 milioni di euro, in calo rispetto al precedente esercizio (-13,6%) per effetto principalmente di fattori di mercato.

La decisa correzione dei mercati finanziari nei primi mesi dell'anno, infatti, ha determinato un drastico ridimensionamento delle commissioni di performance, in calo di 60,0 milioni di euro rispetto allo straordinario balzo registrato nel 2015, solo in parte controbilanciato dal maggiore contributo della gestione finanziaria (+5,8 milioni di euro).

La continua discesa dei tassi d'interesse, accentuata dagli ultimi interventi della BCE, tesi a rafforzare la manovra di Quantitative Easing (QE), ha inoltre determinato un'ulteriore e, in parte prevista, contrazione del margine di interesse (-7,6 milioni di euro).

In questo scenario emerge, in ogni caso, il positivo andamento delle commissioni di gestione, che riescono a mettere a segno un progresso del 7,2% a conferma della qualità del modello di business e della capacità di sviluppo delle attività ricorrenti che possono contare su margini stabili e masse in espansione. Le commissioni di gestione proseguono ormai da 20 trimestri consecutivi (dal quarto trimestre 2011) un cammino ininterrotto di crescita.

I costi operativi netti ammontano a 182,0 milioni di euro ed evidenziano una crescita contenuta e in linea con le attese (+3,7%), influenzata principalmente dagli oneri legati alle nuove progettualità dell'esercizio.

L'incidenza dei costi risulta in ulteriore diminuzione nel confronto con le masse totali (0,38% rispetto allo 0,42% dello scorso esercizio) a conferma dell'attenta e disciplinata gestione. Il cost/income ratio si conferma su livelli di eccellenza nel settore al 43,7%.

Il totale dell'attivo del gruppo Banca Generali al 31 dicembre 2016 raggiunge un livello di 8.357 milioni di euro, in aumento del 36,6% grazie all'acquisizione di nuova clientela. La Banca ha inoltre partecipato al nuovo programma di finanziamenti TLTRO promosso dalla BCE per un ammontare di 400 milioni di euro.

Sul piano della solidità patrimoniale, in un anno molto difficile per il sistema bancario italiano, Banca Generali ha rafforzato i propri parametri regolamentari. Il CET 1 ratio su base transitional si attesta al 16,7% (+240 bps nell'anno) mentre il Total Capital ratio su base transitional al 18,4% (+250 bps nell'anno). L'eccedenza di capitale su base transitional rispetto ai requisiti regolamentari si attesta a 261,9 milioni di euro (+23,1%), pari al 57% del totale dei Fondi Propri secondo le indicazioni di Basilea 3.

I ratio patrimoniali si attestano su livelli ampiamente superiori ai requisiti specifici fissati per la società dalla Banca d'Italia (CET 1 ratio al 7% e Total Capital Ratio al 10,4%, come minimo richiesto dal periodico processo di revisione e valutazione prudenziale SREP).

Il totale complessivo degli Asset Under Management (AUM) intermediati dal Gruppo per conto della clientela e preso a riferimento per le comunicazioni ad Assoreti, ammonta al 31 dicembre 2016 a 47,5 miliardi e colloca il Gruppo ai vertici del mercato di riferimento sia in termini di raccolta netta, con una quota del 17,2% che in termini di masse complessive gestite, con una quota del 10,1%.

In aggiunta a tale dato, gli attivi in gestione includono anche, per 1,1 miliardi di euro, depositi di risparmio amministrato di società del Gruppo Generali e, per 1,9 miliardi di euro, fondi/sicav distribuiti direttamente dalle società di gestione, per un totale complessivo pari a 50,5 miliardi di euro.

Prima di passare in dettaglio all'analisi dei risultati commerciali ed economici rilevati nell'esercizio 2016, verranno forniti alcuni dati macroeconomici delle principali aree economiche del mondo per meglio inquadrare il contesto all'interno del quale si sono formati i risultati del Gruppo bancario.

2. LO SCENARIO MACROECONOMICO

Il 2016 è stato un anno caratterizzato da un livello particolarmente elevato di incertezza politica, scandita in successione dal referendum inglese sulla permanenza nell'Unione Europea (cosiddetta "Brexit"), dalle elezioni politiche americane e dal referendum costituzionale in Italia. Di contro all'incertezza generata da questi eventi, il ciclo economico globale, pur caratterizzato da un tasso di crescita non sempre allineato al potenziale, si è dimostrato solido, trovando un forte ancoraggio nella dinamica dei consumi globali, mentre i mercati finanziari hanno espresso oscillazioni importanti, soprattutto nella prima parte dell'anno.

Nei mesi iniziali dell'anno l'attenzione si è focalizzata sulle conseguenze del primo rialzo dei tassi operato dalla Fed a fine 2015, sui potenziali effetti per i prezzi delle attività finanziarie e sui timori di una forte decelerazione della crescita in Cina. In Febbraio il prezzo del petrolio è sceso a 26 dollari al barile, il minimo degli ultimi dodici anni, e i rendimenti obbligazionari nei mercati di riferimento (Treasury e Bund) sono scesi, fino a toccare i minimi nell'estate. Gli eventi politici sono stati protagonisti a partire dal 23 giugno, quando gli elettori britannici hanno votato, contro ogni previsione, per uscire dall'Unione Europea (cd Brexit). A Novembre, l'elezione di Donald Trump è stata salutata con favore dai mercati finanziari globali, che hanno reagito positivamente alle promesse reflazioniste di uno stimolo fiscale e a un allentamento del sistema regolamentare promesso dal neo-Presidente. La fine dell'anno ha visto il terzo evento politico significativo, il referendum sulla riforma costituzionale in Italia dove, dopo le iniziali incertezze dovute all'esito negativo, il mercato ha visto una rapida ripresa del sentiment, testimoniata dall'andamento dei corsi azionari.

In questo contesto l'economia americana è tornata a crescere a un ritmo superiore a quello potenziale, trainata dai consumi privati e dalle esportazioni nette, nonostante gli investimenti abbiano continuato a stagnare. Il tasso di disoccupazione è arrivato a toccare il 4,6% a novembre, e i salari hanno fatto registrare dinamiche in crescita.

Le economie europee hanno dimostrato una forte tenuta, in particolare l'Area Euro non ha mostrato rallentamenti in conseguenza del referendum sulla "Brexit", e gli indicatori di sentiment hanno continuato a migliorare, toccando in alcuni Paesi i massimi dell'anno. Nel 2016, il PIL europeo è cresciuto al ritmo dello 0,3% trimestrale e le stime di consenso prevedono lo stesso tasso di crescita anche nel trimestre finale dell'anno. All'interno dei Paesi Emergenti l'economia cinese, che a inizio 2016 aveva mostrato segnali di rallentamento, ha poi confermato nei trimestri successivi una crescita di poco inferiore al 7%. La stabilizzazione è stata il risultato di politiche fiscali espansive, investimenti in infrastrutture, misure di sostegno al settore immobiliare e maggiori investimenti nel settore delle imprese di stato. Brasile e Russia hanno visto una graduale stabilizzazione, man mano che il prezzo del petrolio e delle materie prime ha fatto registrare una ripresa.

L'orientamento accomodante delle politiche monetarie ha agito da stabilizzatore e da sostegno alle economie globali: la Fed ha rimandato per tutto l'anno il secondo rialzo dei tassi, poi implementato a metà Dicembre.

La BCE ha invece mantenuto un orientamento molto espansivo. A Marzo, a fronte di dati di inflazione più deboli del previsto e di revisioni al ribasso della crescita globale da parte dei principali organismi internazionali, ha azzerato il tasso di rifinanziamento (-5 bps) e ridotto il tasso sui depositi di 10 bps portandolo a -0,40%. Inoltre ha aumentato le dimensioni del Quantitative Easing:

    1. ha aumentato l'importo mensile degli acquisti di titoli obbligazionari da 60 miliardi di euro a 80 miliardi;
    1. ha previsto l'acquisto anche di titoli corporate di natura investment grade;
    1. nell'ambito delle aste mirate di liquidità (i cd TLTRO) ha offerto per la prima volta alle banche commerciali liquidità a lungo termine (4 anni) a tassi negativi.

Tassi ufficiali operazioni Eurosistema

Nell'ultima riunione dell'anno, a Dicembre, ha prorogato di nove mesi il periodo in cui effettuare gli acquisti, estendendolo fino al Dicembre 2017, pur segnalando una riduzione degli importi mensili a 60 miliardi a partire da Ottobre 2017.

I rendimenti obbligazionari dei mercati di riferimento (Treasury e Bund) hanno mantenuto un trend ribassista fino a inizio Luglio, più accentuato in Europa a causa della politica monetaria molto espansiva e per l'incertezza riguardo alle conseguenze del "Brexit". Successivamente si è verificata una divergenza: i rendimenti a breve (2 anni) in euro sono scesi ulteriormente, mentre quelli in dollari sono tornati a salire; per quanto riguarda i tassi a lunga i rendimenti sono comunque risaliti, in particolare quelli in dollari grazie alle migliorate aspettative di crescita. Nell'Area Euro, il tasso a 2 anni ha toccato il minimo storico a fine anno a -0,80% da -0,33% di fine 2015, quello a 10 anni ha chiuso il periodo a 0,20% da 0,63% di inizio anno, dopo aver toccato un minimo storico intorno a -0,19% a inizio Luglio. Negli Stati Uniti, i tassi a 10 anni sono passati a fine Dicembre a 2,44% da 2,27% di fine 2015 con il minimo a 1,35% a inizio Luglio, mentre quello a 2 anni è complessivamente salito portandosi a fine anno a 1,18% da 1,04%, con il minimo a 0,55 a luglio. Per tutto l'anno i differenziali tra i paesi dell'Unione Monetaria Europea hanno seguito una tendenza all'ampliamento e sono stati esposti a forte volatilità. In particolare, lo spread dell'Italia è salito dai 96 punti di fine 2015 a un massimo di 187 toccato all'indomani del risultato del referendum costituzionale per poi chiudere il periodo a 160 punti.

Dopo un avvio negativo caratterizzato da forte volatilità, nel corso dell'anno le Borse hanno recuperato performance chiudendo con risultati positivi, con eccezione dei mercati europei e in particolare di quello italiano. L'indice MSCI World in euro è salito del +8,7%, lo S&P500 del +13.3% e il Topix del +4.2%. In Europa, l'indice di riferimento DJ Stoxx 600 è sceso del -1,2%, mentre l'indice del mercato italiano – particolarmente esposto ai titoli finanziari – è sceso del -10,2%. Nel periodo, le Borse dei paesi emergenti hanno registrato performance positive ma diversificate a seconda delle aree di riferimento: +12.1% nel complesso (indice MSCI Mercati Emergenti), con +1.8% in India, +4.2% in Cina, +32.1% in America Latina e, miglior risultato, +37.3% in Europa dell'Est. In Europa i settori che hanno performato meglio sono stati le materie prime, l'energia, le costruzioni e i beni e servizi all'industria, mentre hanno avuto una performance inferiore alla media le telecomunicazioni, i viaggi, la salute e le utilities.

I mercati valutari sono stati influenzati sia dagli orientamenti delle politiche monetarie portate avanti dalla BCE e dalla Fed sia dalle prospettive di crescita, in particolare dopo le elezioni presidenziali americane. La divergenza in materia di politica monetaria si era infatti affievolita a partire dalla primavera dopo che la Fed aveva mantenuto un atteggiamento cauto. Il rialzo dei tassi avvenuto a Dicembre e le prospettive di una politica reflazionista da parte della nuova amministrazione americana hanno successivamente spinto i tassi americani al rialzo e di conseguenza il dollaro. Il cambio Euro/Dollaro, che nei primi nove mesi aveva oscillato in una fascia compresa tra 1,10 e 1,15, si è portato a fine anno a 1,05, il massimo da 13 anni. Il cambio Euro/Yen si è mosso all'interno di un'ampia fascia, rafforzandosi fino all'estate a 111 e poi indebolendosi nei mesi successivi e chiudendo l'anno a quota 123 da quota 131 di fine 2015.

Prospettive I principali organismi internazionali di ricerca economica hanno sottolineato come nei mesi recenti, l'economia globale abbia mostrato una buona tenuta ed entri nel 2017 con prospettive di crescita più forti e segnali di una ripresa dell'inflazione, seppure su livelli ancora bassi. Le previsioni di consensus proiettano per l'Europa una prosecuzione del ciclo di crescita economica, con dei livelli di crescita nominale in lieve miglioramento, e la politica monetaria fortemente espansiva. In base alle più recenti dichiarazioni della Fed, la crescita economica americana dovrebbe rimanere solida, consentendo la prosecuzione del graduale rialzo dei tassi di interesse. Le attese di Consensus vedono il permanere dell'incertezza politica in relazione alle trattative tra Regno Unito e Unione Europea sulla implementazione della "Brexit" e agli appuntamenti politici in Europa, con le elezioni nei Paesi Bassi, in Germania e in Francia.

Evoluzione dei mercati borsistici

Quotazione al 01.01.2015 = 100

Tassi ufficiali operazioni Eurosistema

0,40%

0,60% 0,80%

1,00%

0,75%

0,00% 0,20%

  • 0,20% - 0,40%

06.2012 12.2012 06.2013 12.2013 06.2014 12.2014 06.2015 12.2015 06.2016 12.2016

Depositi overnight

  • 0,20% - 0,30%

0,05% 0,05%0,00% 0,00% 0,00%

-0,40% -0,40%

-0,40%

  • 0,10%

0,15%

0,25%

0,00% 0,00% 0,00%

0,50%

Operazioni rinanziamento principale

3. POSIZIONAMENTO COMPETITIVO

Banca Generali è uno dei leader italiani nel settore della distribuzione di servizi e prodotti finanziari per la clientela affluent e private attraverso Consulenti Finanziari. I mercati di riferimento per il Gruppo sono quelli del risparmio gestito e della distribuzione tramite le reti di Consulenti Finanziari.

3.1 Il mercato del risparmio gestito Per l'industria del risparmio gestito italiano, il 2016 si chiude con un nuovo record storico di 1.025 miliardi di euro di patrimoni in gestione e con un aumento del 6% rispetto alla fine dell'anno precedente. Un risultato in crescita di circa 60 miliardi rispetto ai 967 miliardi rilevati alla fine del 2015 e circa 400 miliardi rispetto ai 655 miliardi rilevati alla fine del 2013. Gli incrementi maggiori si sono registrati sulla componente fondi che ha visto gli asset passare da 681 miliardi (2013) agli attuali 900 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio sono passate da 98 miliardi (2013) agli attuali 125 miliardi.

Evoluzione Raccolta Netta e Patrimoni Risparmio Gestito (dati in milioni di euro)

RACCOLTA NETTA PATRIMONI
12.2016 12.2015 12.2014 12.2013 12.2016 12.2015 12.2014 12.2013
Fondi diritto italiano 5.274 26.280 32.226 10.721 242.246 234.442 206.300 167.227
Fondi diritto estero 29.219 67.984 54.571 35.245 658.072 608.143 474.825 389.605
Totale Fondi 34.493 94.264 86.797 45.966 900.318 842.585 681.125 556.832
GPM -154 16.643 9.421 1.763 124.712 124.498 111.638 98.272
Totale 34.339 110.907 96.218 47.729 1.025.030 967.083 792.763 655.104

Fonte: Assogestioni

Il mercato degli OICR in Italia

Dati in miliardi di euro

Fonte: dati Assogestioni

A spingere gli asset anche la raccolta netta che nel 2016 è stata positiva per 34 miliardi di euro. Al riguardo quasi tutte le tipologie di prodotto registrano un incremento dei patrimoni dovuto sia a una raccolta netta positiva, eccezion fatta per le gestioni patrimoniali, sia a performance di mercato positive, nonostante una permanente volatilità.

Il volume di circa 34 miliardi di euro di raccolta netta rilevata dal sistema delle società di gestione in Italia (mercato Assogestioni) è andato ad appannaggio dei comparti OICR, per circa l'85% rappresentati da prodotti di diritto estero.

Nella tabella sopra viene indicata l'evoluzione registrata negli ultimi 4 anni dai patrimoni gestiti per tipologia di prodotto/servizio e dalla raccolta netta relativa.

Le dinamiche evolutive del mercato, già osservate negli ultimi anni e caratterizzate dalla crescita degli investimenti sui prodotti del risparmio gestito e dalla riduzione di quelli nel comparto amministrato, si consolidano nell'anno appena concluso.

In questo contesto di mercato, con l'obiettivo di offrire prospettive di rendimento interessanti per la propria clientela, le società di gestione si sono orientate sempre più verso formule di investimento che prevedono la possibilità di esporsi in maniera dinamica a una molteplicità di asset classes. La conferma dell'interesse dei risparmiatori verso queste nuove proposte di investimento è fornita dall'incremento registrato anche nel 2016 della raccolta netta della categoria dei fondi flessibili, il cui dato su base annua si attesta sui 14,6 miliardi di euro e dei fondi obbligazionari che hanno raccolto 18,8 miliardi.

3.2 Il mercato Assoreti Il 2016 si è chiuso con un bilancio nettamente positivo per le reti di Consulenti Finanziari abilitati all'offerta fuori sede che hanno registrato una raccolta complessiva pari a 32,9 miliardi di euro. Anche per l'anno appena concluso, le scelte di investimento hanno privilegiato i prodotti di risparmio gestito e assicurativo, con una raccolta netta pari a 18,4 miliardi, pari a oltre il 55% della raccolta netta totale. Risulta positiva anche la raccolta netta relativa al risparmio amministrato per un valore complessivo di oltre 14,5 miliardi di euro. I bassi tassi d'interesse, la riconversione dei flussi derivanti dalle scadenze delle obbligazioni, la situazione di crisi delle banche tradizionali continuano a favorire le reti di Consulenti nell'attività di raccolta e nell'attrazione di nuovi clienti.

DATI IN MILIONI DI EURO 31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
Risparmio gestito 5.580 11.976 -6.396
Risparmio assicurativo 12.836 17.372 -4.536
Risparmio amministrato 14.516 4.051 10.465
Totale 32.932 33.399 -467

Nell'ambito del risparmio gestito, il 69,7% della raccolta netta realizzata fa riferimento al comparto assicurativo, con volumi di raccolta che superano i 12,8 miliardi di euro. Di questi circa 7,7 miliardi sono stati investiti in unit linked e 4,6 miliardi in prodotti vita tradizionali. La restante parte della raccolta assicurativa è attribuibile a index linked che hanno avuto deflussi netti per circa 300 milioni di euro e ai prodotti previdenziali che chiudono l'anno con circa 800 milioni di raccolta netta positiva. La restante parte del risparmio gestito è concentrata sulle sicav di diritto estero che hanno raccolto circa 3,8 miliardi di euro e sulle gestioni patrimoniali individuali che hanno realizzato 2,3 miliardi di raccolta netta positiva. Le altre componenti di risparmio gestito presentano raccolta negativa per circa 600 milioni.

Raccolta netta totale Assoreti 32,9 miliardi di euro

Dicembre 2016, valori in milioni di euro

Fonte: Assoreti

Raccolta netta gestito e assicurativo Assoreti – 18,4 miliardi di euro

Dicembre 2016, valori in milioni di euro

Fonte: Assoreti

3.3 Banca Generali In un contesto molto complesso per effetto di tassi straordinariamente bassi, per la volatilità del mercato che ha caratterizzato soprattutto la prima parte dell'anno, Banca Generali si conferma tra i leader di mercato per l'eccezionale risultato realizzato in termini di raccolta netta attraverso la rete di Consulenti Finanziari, con un valore che si attesta a 5.677 milioni di euro e con una quota di mercato pari al 17,2%.

La straordinaria crescita della raccolta netta (5.677 milioni di euro) registrata nel 2016 supera i brillanti risultati già registrati negli anni precedenti e il valore eccezionale di raccolta netta del 2015 (4.640 milioni di euro), confermando la qualità e la versatilità dell'offerta di Banca Generali. L'anno appena concluso è stato straordinario sia per quantità, sia per qualità nel mix di raccolta realizzata, a conferma delle capacità di innovazione nella ricerca di soluzioni distintive poste in essere da Banca Generali come leader di mercato nell'ambito del private banking per le famiglie. Banca Generali continua a essere un interlocutore di riferimento da parte di una clientela attenta a un approccio composito alla sfera patrimoniale, e da quei talenti nella consulenza desiderosi di affiancarsi a una realtà innovativa nella gamma prodotti e di grande solidità per l'equilibrio complessivo dei propri attivi.

Il risultato raggiunto è straordinario anche perché conseguito integralmente con clientela privata e perché in grado di superare di oltre 1 miliardo l'eccellente dato del 2015 che a sua volta si era collocato ai vertici del mercato Assoreti.

Questa eccellenza spicca ancor di più se si prende in considerazione l'insieme dei comparti di risparmio gestito e assicurativo – attività "core" delle reti di Consulenti finanziari – nelle quali da anni Banca Generali primeggia, con un totale di raccolte netta nelle componenti gestite e assicurative pari a 3.967 milioni. Anche in questo caso, la quota di mercato si attesta al 21,5%, al vertice assoluto del mercato delle reti di Consulenti Finanziari.

Nello specifico, la raccolta netta 2016 di Banca Generali è fortemente influenzata dal risparmio gestito e assicurativo. La diversificazione del rischio ha coinvolto, da una parte, l'expertise delle migliori case di gestione del risparmio che hanno raccolto circa 200 milioni di euro dagli investimenti diretti in fondi e sicav nel 2016 e, dall'altra, la nuova gestione patrimoniale BG Solution, che va ad ampliare lo spettro di soluzioni contenitore offerte da Banca Generali e in soli 9 mesi ha raccolto 1.344 milioni di euro. Sotto i riflettori, anche quest'anno, la polizza multiramo – BG Stile Libero – che nel corso del 2016 ha raccolto altri 1.285 milioni (con un patrimonio complessivo di 5.611 milioni di euro).

Positiva anche la raccolta di prodotti assicurativi di ramo primo (1.694 milioni di euro), in grado di garantire protezione e stabilità. Infine, il forte flusso di nuova clientela è testimoniato dall'incremento della raccolta amministrata, fino a un livello di 1.710 milioni di euro netti, avvenuta in totale assenza di politiche commerciali dedicate ai depositi a breve.

Raccolta netta Banca Generali

GRUPPO BG VARIAZIONE
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Fondi e Sicav 198 869 -671 -77,2%
GPF/GPM 1.020 -168 1.188 707,1%
Totale risparmio gestito 1.218 701 517 73,8%
Totale risparmio assicurativo 2.749 3.394 -645 -19,0%
Totale risparmio amministrato 1.710 545 1.165 213,8%
Totale asset collocati dalla rete 5.677 4.640 1.037 22,3%

Confrontando i risultati degli ultimi cinque anni si nota che la crescita dei volumi di nuova raccolta, sintomo di un crescente successo della proposta commerciale di Banca Generali, ha via via assunto ritmi esponenziali come ben evidenziato dal grafico seguente.

Evoluzione raccolta netta Banca Generali 2010-2016 Valori in milioni di euro

Assets totali Assoreti – 471 miliardi di euro – e quote di mercato (%)

Dicembre 2016, valori in miliardi di euro

Intesa Sanpaolo
Private Banking
100 92,9
BANCA FIDEURAM 192,9 41,0%
BANCA MEDIOLANUM 64,3 13,6%
FINECOBANK 51,4 10,9%
BANCA GENERALI 47,5 10,1%*
ALLIANZ BANK 40,3 8,6%
AZIMUT 36,0 7,6%
FINANZA & FUTURO 14,1 3,0%
IW BANK 8,7 1,8%
MPS 5,9 1,3%
CREDEM 5,4 1,1%
GRUPPO BNP PARIBAS 2,7 0,6%
CONSULTINVEST 1,1 0,2%
BCA POP. VICENZA 0,6
MILIARDI 0 100 200
* Quota di mercato Banca Generali escluso
Intesa Sanpaolo Private Banking: 12,6%

Fonte: Assoreti

Anche a livello di Assets Under Management, il 2016 evidenzia risultati straordinari con il raggiungimento del quarto posto nel ranking tra le maggiori società del mercato delle reti di Consulenti Finanziari e con una quota di mercato pari al 10,1% sui dati di dicembre 2016 (la quota di mercato sale al 12,6% se nel confronto su basi omogenee si esclude il contributo di Intesa Sanpaolo Private Banking).

Il 2016 si chiude con un patrimonio complessivo per Banca Generali pari a 47,5 (+14%), confermando un'accelerazione rispetto alla media di sviluppo dell'ultimo decennio (nell'ordine dell'8,7% all'anno). L'incidenza della componente gestita si è mantenuta al 76% del totale pari a 36,1 miliardi di euro (+13% a/a).

Nel corso del 2016, lo sviluppo della componente gestita è stato favorito dal successo del nuovo prodotto wrapper BG Solution, lanciato a marzo, che ha raggiunto un patrimonio di circa 1,6 miliardi e della polizza multi-ramo BG Stile libero che ha ulteriormente incrementato le masse nell'anno raggiungendo i 5,6 miliardi di euro di patrimonio. Entrambi i prodotti contenitori risultano particolarmente apprezzati dalla clientela come strumento per la pianificazione finanziaria, per le possibilità di combinare in un'unica soluzione d'investimento le opportunità di una diversificazione in fondi multi-manager e multi-strategy e nel caso della BG Stile Libero anche le garanzie della gestione separata e un'ampia scelta di servizi e coperture assicurative esclusive.

Le masse amministrate sono arrivate a 11.474 milioni di euro a riflesso della costante crescita di nuova clientela che tipicamente nelle prime fasi trasferisce liquidità e deposito titoli per poi valutare le opportune scelte di pianificazione finanziaria.

Osservando la tabella riepilogativa degli AUM di Banca Generali aggiornata a fine 2016, contenente la loro composizione per macro aggregati riferiti al mercato Assoreti, cioè quello riguardante il perimetro di attività dei Consulenti finanziari, si segnala l'ulteriore crescita dei comparti gestito (+8,9%), del comparto assicurativo (+17,1%) e amministrato (+17,3%). All'aumento complessivo del patrimonio in gestione (+14,3%) ha infine contribuito la raccolta netta realizzata in corso d'anno, nonostante un mercato caratterizzato da una certa volatilità, soprattutto nel primo semestre.

AUM Banca Generali

GRUPPO BG VARIAZIONI SU 31.12.2015
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Totale risparmio gestito 15.860 14.560 1.300 8,9%
Fondi e Sicav 11.182 10.923 259 2,4%
GPF/GPM 4.678 3.637 1.041 28,6%
Totale risparmio assicurativo 20.213 17.263 2.950 17,1%
Totale risparmio amministrato 11.474 9.782 1.692 17,3%
Totale AUM collocato dalla rete 47.547 41.605 5.942 14,3%

Evoluzione Assets totali Banca Generali 2010-2016 Valori in miliardi di euro

Seguono delle tabelle che evidenziano il trend delle raccolte e degli AUM di Banca Generali per trimestre e la ripartizione delle raccolte per macro componenti.

Evoluzione AUM e raccolta netta

Ripartizione della Raccolta netta trimestrale

4. IL RISULTATO ECONOMICO

Il risultato netto conseguito dal Gruppo nell'esercizio 2016 si attesta a 155,9 milioni di euro, con un decremento di 47,7 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015, influenzato da condizioni esterne di mercato molto più favorevoli.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Interessi netti 58.663 66.230 -7.567 -11,4%
Commissioni nette 309.011 370.762 -61.751 -16,7%
Dividendi 1.963 3.120 -1.157 -37,1%
Risultato netto dall'attività finanziaria 32.754 25.790 6.964 27,0%
Ricavi operativi netti 402.391 465.902 -63.511 -13,6%
Spese per il personale -80.470 -80.949 479 -0,6%
Altre spese amministrative -140.119 -134.020 -6.099 4,6%
Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali -5.940 -5.310 -630 11,9%
Altri oneri/proventi di gestione 44.545 44.720 -175 -0,4%
Costi operativi netti -181.984 -175.559 -6.425 3,7%
Risultato operativo 220.407 290.343 -69.936 -24,1%
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti 1.921 -1.121 3.042 -271,4%
Rettifiche di valore nette su altre attività -2.699 -5.350 2.651 -49,6%
Accantonamenti netti -34.740 -45.585 10.845 -23,8%
Utili (perdite) da investimenti e partecipazioni -53 -46 -7 15,2%
Utile operativo ante imposte 184.836 238.241 -53.405 -22,4%
Imposte sul reddito del periodo -28.942 -34.682 5.740 -16,6%
Utile delle attività non correnti in via di dismissione - - - n.a.
Utile di pertinenza di terzi - - - n.a.
Utile netto 155.894 203.559 -47.665 -23,4%

I ricavi operativi netti raggiungono un livello di 402,4 milioni di euro, con una contrazione di 63,5 milioni di euro (-13,6%) rispetto all'esercizio precedente, per effetto dei seguenti fattori:

  • il ridimensionamento della componente non ricorrente costituita dalle commissioni di incentivo, in calo di 60,0 milioni di euro rispetto allo straordinario balzo registrato nel 2015 e solo in parte controbilanciato dal maggiore contributo della gestione finanziaria (+5,8 milioni di euro), ottenuto grazie anche alle operazioni di smobilizzo del portafoglio corporate e financial effettuate nel corso del secondo semestre;

  • l'ulteriore, e in parte prevista, contrazione del margine di interesse (-7,6 milioni di euro), che subisce sia il drastico calo dei rendimenti di mercato dei titoli di stato italiani, che gli ultimi effetti della conclusione delle operazioni di LTRO, avvenuta nel febbraio 2015 (3,1 milioni di euro).

In questo contesto è necessario in ogni caso evidenziare il significativo progresso delle commissioni attive di gestione (+7,2%), che costituiscono la componente centrale del modello di business del Gruppo bancario, strettamente legata alla qualità e alla crescita degli attivi in gestione.

I costi operativi netti ammontano a 182,0 milioni di euro e registrano, invece, una crescita (+3,7%) influenzata dagli oneri informativi e consulenziali legati alle nuove progettualità dell'esercizio e all'espansione dei volumi di attività.

Il cost/income ratio, che misura l'incidenza dei costi operativi al lordo delle rettifiche di valore su attività materiali e immateriali in rapporto ai ricavi operativi netti, si attesta in ogni caso su di un ottimo livello del 43,7%, che rispecchia il continuo miglioramento dell'efficientamento operativo del Gruppo.

Gli accantonamenti e le rettifiche di valore nette ammontano a 35,5 milioni di euro, con una consistente riduzione rispetto al 2015 (-16,5 milioni di euro) determinata sia da fattori non ricorrenti del precedente esercizio (piano di esodi volontari, effetti sui fondi attuariali) sia da fattori propri dell'esercizio, quali la contrazione delle rettifiche nette su attività deteriorate e delle riserve collettive sul portafoglio titoli, controbilanciata dai maggiori accantonamenti netti connessi all'attività di sviluppo della rete di vendita.

L'utile operativo ante imposte si attesta così a 184,8 milioni di euro, con una riduzione di 53,4 milioni rispetto al 2015. Il carico di imposte dell'esercizio evidenzia invece un calo di 5,7 milioni di euro, con un tax rate complessivo che si attesta al 15,7%.

Risultato netto trimestrale

(milioni di euro)

Il quarto trimestre 2016 ha registrato un utile di 37,3 milioni di euro, in linea con quello dell'esercizio precedente nonostante il minor apporto della componente legata alle commissioni variabili (performance fees) passate dai 26,9 milioni di euro dello scorso esercizio ai 14,5 milioni dell'attuale.

In tale contesto si evidenza il significativo miglioramento delle commissioni di gestione che, con 130 milioni di euro, raggiungono il massimo storico trimestrale e presentano un incremento del 9,5% su base annua.

Evoluzione trimestrale del Conto economico

14.398
14.710
14.414
15.141
14.945
15.400
17.065
Interessi netti
61.349
94.836
87.554
65.272
81.431
55.324
96.965
Commissioni nette
18.820
137.042
59
24.568
180.489
299
180
1.385
99
1.946
32
1.083
Dividendi
3.783
10.882
3.721
14.368
641
8
573
Risultato netto dell'attività finanziaria
79.829
120.608
107.074
94.880
98.963
70.764
115.686
Ricavi operativi netti
-15.808
-21.221
-22.951
-20.490
-21.210
-20.815
-19.331
Spese per il personale
-19.593
-41.769
-34.376
-31.601
-32.373
-39.732
-31.071
-31.677
Altre spese amministrative
-31.540
Rettifiche di valore nette su attività
-2.397
-1.212
-1.180
-1.151
-1.915
-1.152
-1.135
materiali e immateriali
-1.108
16.576
7.905
9.353
10.711
9.987
12.223
11.729
Altri oneri/proventi di gestione
10.781
-43.398
-48.904
-46.379
-43.303
-52.870
-40.815
-40.414
Costi operativi netti
-41.460
36.431
71.704
60.695
51.577
46.093
29.949
75.272
Risultato operativo
139.029
Rettifiche di valore nette per
-706
1.110
2.008
-491
1.347
-319
-637
deterioramento di crediti
-1.512
Rettifiche di valore nette su altre
712
-264
-2.396
-751
-2.006
-2.166
656
attività
-1.834
6.975
-13.256
-17.050
-11.409
-8.143
4.286
-20.167
Accantonamenti netti
-21.561
Utili (perdite) da investimenti e
-36
22
-30
-9
-45
-
-1
partecipazioni
-
43.376
59.316
43.227
38.917
37.246
31.750
55.123
Utile operativo ante imposte
114.122
-6.098
-8.011
-5.327
-9.506
183
-5.747
-8.115
Imposte sul reddito del periodo
-21.003
37.278
51.305
37.900
29.411
37.429
26.003
47.008
Utile netto
93.119

4.1. Gli Interessi netti

Il margine di interesse si attesta a 58,7 milioni di euro, in calo di 7,6 milioni rispetto al 2015 (-11,4%), per effetto della continua erosione della redditività degli impieghi determinata dal perdurare della dinamica di riduzione dei tassi di interesse.

Interessi netti (milioni di euro)

Il confronto con il 2015 sconta tuttavia anche gli effetti residui delle operazioni LTRO, chiuse nel corso del mese di febbraio 2015 (3,1 milioni si euro), al netto delle quali il calo del margine si ridurrebbe al 7,1%.

Nel corso dell'esercizio 2016, la dinamica dei tassi di interesse nell'area Euro ha continuato a seguire la traiettoria discendente innescata, nel precedente esercizio, dall'avvio della politica monetaria non convenzionale di Quantitative Easing e accentuata, nei primi mesi del 2016, dalla caduta del prezzo del petrolio e delle materie prime e dal rallentamento dell'economia globale. Il 2016 si è chiuso con un tasso di inflazione di poco superiore allo zero nell'area Euro e negativo in Italia (-0,1%).

A partire dagli ultimi mesi dell'anno, tuttavia, anche a seguito della ripresa dei prezzi petroliferi legata a un possibile accordo fra i maggiori paesi produttori, i tassi d'inflazione nell'area UE hanno ripreso a salire e le attese per il 2017 e gli anni successivi vedono ora un progressivo avvicinamento alla soglia del 2%.

Al fine di stimolare la ripresa dell'inflazione, nella riunione del 14 giugno la BCE ha deciso di potenziare ulteriormente il proprio intervento con una serie di nuove incisive misure:

  • l'aumento da 60 a 80 miliardi di euro degli acquisti mensili di titoli, aperti ora anche alle obbligazioni corporate di investment grade;

  • la riduzione del tasso d'interesse richiesto dalla BCE sulle operazioni di rifinanziamento principale, dal minimo storico dello 0,05% allo 0%, accompagnata dall'incremento dei tassi d'interesse negativi richiesti sulle operazioni di deposito presso la stessa dal -0,30% all'eccezionale livello di -0,40%;

  • il lancio di 4 nuove operazioni di TLTRO (Targeted-Long Term Refinancing Operations) destinate al sistema bancario, di durata quadriennale, con tassi d'interesse pari a zero o negativi fino al -0,40%.

Nel corso dell'ultima riunione dello scorso 8 dicembre, il Consiglio della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento e ha confermato le politiche monetarie in atto. Da aprile 2017, tuttavia, la BCE intende riportare gli acquisti netti al livello mensile di 60 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2017, per poi eventualmente proseguire fino a quando non verrà riscontrato un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione.

Nel complesso, tale situazione ha condotto a un ulteriore appiattimento di tutta la curva dei tassi d'interesse, estendendo nel mercato interbancario l'anomala situazione di tassi di raccolta positivi e tassi di impiego negativi ormai oltre alla scadenza a 12 mesi.

Il trend discendente è proseguito anche sul mercato dei titoli di stato italiano, con brevi risalite imputabili ai continui sussulti del sistema bancario italiano, alle incognite politico economiche internazionali (Brexit, elezioni Usa) e, infine, alle incertezze legate alla legge di bilancio e al referendum costituzionale.

I tassi interbancari a breve termine sono così scesi ulteriormente fino a raggiungere, a dicembre 2016, il -0,370% medio mensile per l'Euribor a 1 mese e il -0,316% per Euribor a 3 mesi. Il rendimento dei titoli di stato italiani con vita residua media di 2 anni si è invece attestato a dicembre intorno allo 0%, mentre rendimenti superiori all'1% si riscontrano solo per le scaden-

ze superiori a 7/8 anni.

In questo contesto, pur in presenza di un'espansione del volume degli impieghi medi superiore al 30%, gli interessi attivi registrano, rispetto all'esercizio precedente, un decremento di 8,0 milioni di euro (-11,4%), imputabile alla marcata riduzione dei rendimenti.

La contrazione dei margini derivanti dal portafoglio di titoli di stato è stata contrastata con un prudente allungamento delle scadenze e una maggiore diversificazione del portafoglio; la redditività complessiva del portafoglio nell'esercizio si è tuttavia attestata al di sotto della soglia dell'1%.

In questa nuova fase, inoltre, anche gli interessi su finanziamenti alla clientela, in massima parte indicizzati all'Euribor, hanno iniziato a evidenziare segnali di erosione (-12,9%).

Simmetricamente, è continuata la contrazione del costo della raccolta (-11,3%), che tuttavia già si attestava su livelli minimi alla fine del corrispondente periodo del 2015.

Gli interessi attivi negativi, riconosciuti alle controparti bancarie su operazioni di impiego, e gli interessi passivi negativi, pagati dalle controparti su operazioni di raccolta della Banca, ammontano rispettivamente a 322 migliaia di euro e a 2.443 migliaia di euro e si riferiscono, principalmente, alle giacenze presso la Banca Centrale e alle operazioni di PCT di raccolta. A partire dal mese di giugno, inoltre, vengono applicati interessi negativi anche sulle giacenze captive delle società del Gruppo Generali.

Considerando anche gli interessi passivi negativi, il costo complessivo della raccolta alla fine del 2016 evidenzierebbe, pertanto, un costo netto pari a solo 0,3 milioni di euro.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
79 256 -177 -69,1%
Attività finanziarie AFS 19.267 23.032 -3.765 -16,3%
Attività finanziarie detenute sino a
scadenza
15.461 19.800 -4.339 -21,9%
Attività finanziarie classificate fra i crediti 3.764 2.812 952 33,9%
Totale attività finanziarie 38.571 45.900 -7.329 -16,0%
Crediti verso banche 90 71 19 26,8%
Crediti verso clientela 20.674 23.728 -3.054 -12,9%
Altre attività 2.443 44 2.399 n.a.
Totale interessi attivi 61.778 69.743 -7.965 -11,4%
Debiti verso BCE - 49 -49 -100,0%
Debiti verso banche 599 693 -94 -13,6%
PCT passivi – banche - 59 -59 -100,0%
Debiti verso la clientela 532 820 -288 -35,1%
PCT passivi – clientela - - - n.a.
Prestito subordinato 1.662 1.864 -202 -10,8%
Altre passività 322 28 294 n.a.
Totale interessi passivi 3.115 3.513 -398 -11,3%
Interessi netti 58.663 66.230 -7.567 -11,4%

4.2 Le Commissioni nette Le commissioni nette si attestano su di un livello di 309 milioni di euro registrando, al netto dell'andamento delle commissioni di performance, un limitato calo dello 0,7%.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Commissioni su gestioni di portafoglio
collettive e individuali
331.461 395.486 -64.025 -16,2%
Commissioni di collocamento titoli e OICR 58.281 64.588 -6.307 -9,8%
Commissioni di distribuzione servizi
finanziari di terzi
186.216 158.202 28.014 17,7%
Commissioni di negoziazione e custodia
di titoli
15.793 20.358 -4.565 -22,4%
Commissioni su altri servizi bancari 12.938 13.326 -388 -2,9%
Totale commissioni attive 604.689 651.960 -47.271 -7,3%
Commissioni offerta fuori sede 262.924 247.229 15.695 6,3%
Commissioni negoziazione titoli e custodia 3.720 6.290 -2.570 -40,9%
Commissioni su gestioni di portafoglio 26.298 25.272 1.026 4,1%
Commissioni su altri servizi bancari 2.736 2.407 329 13,7%
Totale commissioni passive 295.678 281.198 14.480 5,1%
Commissioni nette 309.011 370.762 -61.751 -16,7%

Le commissioni attive raggiungono un livello di 604,7 milioni di euro ed evidenziano, invece, al netto della componente più volatile, un contenuto incremento rispetto all'esercizio precedente (+2,4%).

VARIAZIONE
2016 2015 IMPORTO %
16.540 31.989 -15.449 -48,3%
492.264 459.129 33.135 7,2%
67.154 127.158 -60.004 -47,2%
28.731 33.684 -4.953 -14,7%
604.689 651.960 -47.271 -7,3%

Le commissioni di performance costituiscono una componente della struttura commissionale significativa ma molto sensibile alle tendenze dei mercati e per tale motivo considerata di natura non ricorrente.

L'andamento di tale aggregato nel 2016, seppure nel complesso positivo (67,1 milioni di ricavi), non ha tuttavia potuto beneficiare della situazione di mercato estremamente favorevole dell'esercizio precedente.

Nel 2015, infatti, lo straordinario rally dei mercati finanziari innescatosi nei primi mesi dell'anno in conseguenza dell'operazione di Quantitative Easing promossa dalla BCE aveva permesso alle commissioni di performance generate dalle sicav promosse dal Gruppo bancario di raggiungere, nel primo semestre, un massimo storico di 99,2 milioni di euro.

Tale favorevole congiuntura non si è tuttavia ripetuta nel 2016 che è stato invece penalizzato nei primi mesi dell'anno da una forte correzione dei mercati e successivamente da una accentuata volatilità.

Commissioni nette trimestrali (milioni di euro)

Commissioni nette (milioni di euro)

Commissioni attive Commissioni passive Commissioni nette

In questo contesto si evidenzia l'andamento positivo delle commissioni di gestione, che progrediscono di 33,1 milioni di euro (+7,2%), grazie alla crescita degli AUM medi in risparmio gestito e assicurativo realizzata rispetto all'esercizio 2015 (+13,8%), solo in parte rallentata dalla già evidenziata volatilità registrata dai mercati.

La riduzione delle commissioni di sottoscrizione (-15,4 milioni di euro) interessa in particolare le sicav promosse dal Gruppo, il comparto assicurativo e le gestioni di portafoglio, alimentate nel precedente esercizio dal contributo non ricorrente delle commissioni di cambio linea derivanti dalla razionalizzazione delle linee di gestione commercializzate.

Struttura delle commissioni attive (milioni di euro)

Le commissioni derivanti dall'attività di sollecitazione e gestione del risparmio delle famiglie raggiungono un livello di 576 milioni di euro e, al netto del già delineato andamento delle commissioni di performance, si presentano in crescita rispetto all'esercizio 2015 (+3,6%).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
1. Gestioni di portafoglio collettive 291.999 356.540 -64.541 -18,1%
2. Gestioni di portafoglio individuali 39.462 38.946 516 1,3%
Commissioni su gestioni di portafoglio 331.461 395.486 -64.025 -16,2%
1. Collocamento di OICR 57.272 61.029 -3.757 -6,2%
di cui collocamento di OICR promossi
dal gruppo
5.292 10.164 -4.872 -47,9%
3. Collocamento titoli obbligazionari e
azionari
1.009 3.559 -2.550 -71,6%
4. Distrib. gest. portafoglio di terzi
(GPM, GPF, fondi pensioni)
741 720 21 2,9%
5. Distrib. prodotti assicurativi di terzi 185.078 157.171 27.907 17,8%
6. Distrib. altri prodotti finanziari di terzi 397 311 86 27,7%
Comm. collocamento e distrib. servizi fin. 244.497 222.790 21.707 9,7%
Comm. attive gestione del risparmio 575.958 618.276 -42.318 -6,8%

In tale contesto, la distribuzione di prodotti assicurativi registra un rilevante progresso del 17,8% rispetto all'esercizio 2015, grazie soprattutto al rilevante incremento degli AUM medi gestiti relativi al comparto (+21,4%).

Nel corso del 2016, la raccolta assicurativa, pari a 2,7 miliardi di euro, è stata equamente suddivisa fra i tradizionali prodotti di Genertellife caratterizzati da protezione del capitale e basso profilo di rischio (Stile garantito, Cedola), con 1,4 miliardi di raccolta netta, e la polizza multiramo BG Stile Libero (+1,3 miliardi di euro), che dal lancio, nel giugno 2014, ha ormai raccolto oltre 5,6 miliardi di euro. I ricavi derivanti dall'attività di distribuzione dei prodotti di Genertellife raggiungono così un livello di 183,6 milioni di euro.

Nel comparto delle Sicav promosse dal Gruppo bancario, al netto dell'effetto delle componenti non ricorrenti, le commissioni di gestione evidenziano un lieve decremento del 2,1% rispetto al precedente esercizio, che sconta sia un minor dinamismo della raccolta che una lieve riduzione della redditività imputabile alla maggior incidenza sul portafoglio delle classi istituzionali.

Il risultato delle gestioni individuali di portafoglio registra una crescita complessiva dell'1,3% rispetto al 2015, che sale al 10,6% considerando unicamente il contributo delle commissioni di gestione.

Con il lancio, nel marzo 2016, delle nuove gestioni di portafoglio multilinea BG Solution si è, infatti, sostanzialmente concluso il processo di revisione della gamma di prodotti avviato nel corso del primo semestre 2015. La grande attenzione riscontrata dalle nuove gestioni, che consentono una forte personalizzazione delle linee di investimento e vantaggi annessi alla profilazione del servizio, ha permesso di realizzare già nel 2016 oltre 1,4 miliardi di euro di nuova raccolta.

Le commissioni di sottoscrizione e gestione derivanti dal collocamento di OICR si attestano,

infine, a 57,3 milioni di euro, con un decremento del 6,2% rispetto al 2015, imputabile esclusivamente a commissioni di vendita e diritti afferenti alle Sicav promosse dal Gruppo bancario.

Le altre commissioni derivanti dai servizi bancari offerti alla clientela includono, infine, le commissioni di negoziazione, raccolta ordini e custodia e amministrazione, le commissioni di consulenza, nonché le commissioni addebitate alla clientela per spese tenuta conto e altri servizi. Tale aggregato si attesta su di un livello di 28,7 milioni di euro.

Le commissioni derivanti dall'intermediazione e dalla custodia delle attività finanziarie della clientela ammontano a 15,8 milioni di euro con un decremento di 4,6 milioni (-22,4%) rispetto al 2015, dovuto sia alla contrazione dei volumi intermediati per conto delle società di gestione italiane ed estere del Gruppo bancario e assicurativo (-3,0 milioni di euro), che all'operatività per conto della clientela retail e delle gestioni di portafoglio.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Commissioni di negoziazione di titoli e
valute
12.453 14.403 -1.950 -13,5%
Commissioni di R.O. e custodia titoli 3.340 5.955 -2.615 -43,9%
Commissioni servizi di incasso e
pagamento
2.981 3.370 -389 -11,5%
Commissioni e spese tenuta conto 2.392 2.577 -185 -7,2%
Commissioni di consulenza 4.519 4.658 -139 -3,0%
Commissioni su altri servizi 3.046 2.721 325 11,9%
Totale attività bancaria tradizionale 28.731 33.684 -4.953 -14,7%

Le commissioni passive ammontano a 295,7 milioni di euro ed evidenziano una moderata crescita rispetto all'esercizio precedente (+5,1%), integralmente imputabile all'espansione delle provvigioni passive riconosciute alla rete di Consulenti Finanziari per l'offerta fuori sede (+6,3%).

Le commissioni passive di distribuzione si attestano, pertanto, su un livello di 262,9 milioni di euro, con una variazione di 15,7 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015 imputabile principalmente ai seguenti fattori:

  • la crescita delle commissioni di incentivazione (+9,8 milioni di euro) legata in massima parte allo sviluppo delle masse afferenti i piani di reclutamento posti in essere nell'esercizio e negli esercizi precedenti (+9,3 milioni di euro), a fronte di un contenuto decremento degli oneri maturati in relazione all'incentivazione standard annuale;

  • la contrazione delle commissioni di front end (-45,0%), correlata all'analoga tendenza delle commissioni di sottoscrizione;

  • la crescita delle commissioni di gestione (+9,5%), correlata all'espansione degli AUM medi gestiti dalla rete rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente.

Si segnala, infine, che nell'esercizio 2016 è stata adottata una nuova politica di remunerazione delle incentivazioni ordinarie o ricorrenti che ha accorpato le due precedenti incentivazioni semestrali in un'unica incentivazione annuale, basata quindi sui risultati di raccolta complessivamente conseguiti nell'intero esercizio.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Commissioni di front end 12.153 22.103 -9.950 -45,0%
Commissioni di gestione 159.294 145.419 13.875 9,5%
Commissioni di incentivazione 65.115 55.331 9.784 17,7%
Altre commissioni 26.362 24.376 1.986 8,1%
Totale 262.924 247.229 15.695 6,3%

Le altre commissioni si riferiscono agli oneri previdenziali (Enasarco, FIRR) e alle integrazioni provvigionali erogate in relazione al mantenimento della struttura di rete.

Nell'ambito delle commissioni passive, le commissioni su gestioni di portafoglio, per un ammontare di 26,3 milioni di euro (+4,1%), si riferiscono essenzialmente alle commissioni di amministrazione e delega di gestione a terzi sostenute per le Sicav promosse dal Gruppo.

Le commissioni passive derivanti dall'attività bancaria tradizionale registrano, infine, una riduzione del 25,8% per effetto della già evidenziata contrazione dell'attività di intermediazione.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Commissioni su servizi di negoziazione e
custodia titoli
-3.720 -6.290 2.570 -40,9%
Commissioni servizi di incasso e
pagamento
-2.254 -2.044 -210 10,3%
Commissioni su altri servizi -482 -363 -119 32,8%
Totale commissioni passive -6.456 -8.697 2.241 -25,8%

4.3 Il risultato netto dell'at- tività di negoziazione e finanziaria

Risultato dell'attività finanziaria (milioni di euro)

Il risultato netto dell'attività finanziaria è costituito dal risultato della negoziazione delle attività e passività finanziarie di trading, dagli utili e perdite da realizzo delle attività finanziarie allocate nel portafoglio AFS e negli altri portafogli valutati al costo ammortizzato (HTM, Loans), dai relativi dividendi e dall'eventuale risultato dell'attività di copertura.

Alla fine dell'esercizio 2016, tale aggregato presenta un contributo positivo di 34,7 milioni di euro, in netta crescita rispetto all'esercizio precedente.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Dividendi da attività di trading e da OICR 286 280 6 2,1%
Negoziazione di attività finanziarie e
derivati su titoli capitale
-113 840 -953 -113,5%
Negoziazione di attività finanziarie e
derivati su titoli debito e tassi interesse
-112 171 -283 -165,5%
Negoziazione di quote di OICR -645 221 -866 -391,9%
Operazioni su titoli -584 1.512 -2.096 -138,6%
Operazioni su valute e derivati valutari 3.253 3.256 -3 -0,1%
Risultato dell'attività di trading 2.669 4.768 -2.099 -44,0%
Risultato dell'attività di copertura - - - n.a.
Dividendi da attività AFS 1.677 2.840 -1.163 -41,0%
Utili e perdite su titoli di capitale e OICR 204 1.444 -1.240 -85,9%
Utili e perdite su titoli debito AFS, Loans,
HTM
30.167 19.858 10.309 51,9%
Risultato dell'attività finanziaria 34.717 28.910 5.807 20,1%

Il risultato è imputabile, principalmente, alle prese di profitto su titoli di stato a medio/lungo termine allocati nel portafoglio delle attività disponibili per la vendita (23,4 milioni di euro). Lo smobilizzo di parte degli investimenti in titoli corporate e finanziari allocati nel portafoglio Loans, avvenuto in massima parte nel corso del terzo trimestre, ha invece permesso di realizzare utili per un ammontare di 2,2 milioni di euro.

(MIGLIAIA DI EURO) RIGIRO RISERVE UTILI PERDITE 2016 2015 VARIAZIONE
Attività finanziarie disponibili per la vendita 18.459 11.734 -2.042 28.151 19.602 8.549
Titoli di debito 18.467 11.505 -2.025 27.947 18.158 9.789
Titoli di capitale -4 150 - 146 -200 346
Quote OICR -4 79 -17 58 1.644 -1.586
Attività finanziarie classificate fra i crediti - 2.204 - 2.204 3.359 -1.155
Cessione di crediti deteriorati - - - - -1.659 1.659
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - 22 -6 16 - 16
Totale 18.459 13.960 -2.048 30.371 21.302 9.069

Il risultato dell'attività di trading è stato, inoltre, nel complesso positivo (+2,4 milioni di euro) per effetto del risultato dell'operatività valutaria, in parte compensata dall'andamento negativo di alcune opzioni sull'indice FTSE MIB e dalle minusvalenze nette sugli investimenti in OICR.

B A N CA G E N E R A L I S . P. A .

(MIGLIAIA DI EURO) PLUS. MINUS. UTILI PERDITE RIS. NETTO
2016
RIS. NETTO
2015
VAR.
1. Attività finanziarie 276 946 598 376 -448 563 -1.011
Titoli di debito 112 489 297 32 -112 171 -283
Titoli di capitale 164 28 266 93 309 171 138
Quote di OICR - 429 35 251 -645 221 -866
2. Derivati 80 257 1.156 1.412 -433 663 -69
Opzioni su titoli di capitale 80 257 866 1.062 -373 669 -1.042
Opzioni su valute e oro - - 286 297 -11 -6 -5
Future - - 4 53 -49 - -49
3. Operazioni su valute - - 3.264 - 3.264 3.262 2
4. Totale 356 1.203 5.018 1.788 2.383 4.488 -2.105

4.4 I costi operativi L'aggregato dei costi operativi, comprensivo delle spese per il personale, delle altre spese amministrative, degli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali e degli altri proventi e oneri di gestione, ammonta a 182,0 milioni di euro, con un incremento complessivo di 6,4 milioni di euro rispetto al precedente esercizio (+3,7%).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Spese per il personale 80.470 80.949 -479 -0,6%
Altre spese amministrative 140.119 134.020 6.099 4,6%
Rettifiche di valore nette su attività
materiali e immateriali
5.940 5.310 630 11,9%
Altri proventi e oneri -44.545 -44.720 175 -0,4%
Costi operativi 181.984 175.559 6.425 3,7%

Struttura dei costi operativi (milioni di euro)

Le spese per il personale dipendente e atipico e per gli amministratori raggiungono un livello di 80,5 milioni di euro ed evidenziano un lieve calo rispetto all'esercizio precedente (-0,6%), integralmente maturato nell'ultimo trimestre dell'anno.

Il personale del Gruppo con contratto di lavoro dipendente è costituito, a fine periodo, da 849 unità, in aumento di 12 unità rispetto all'esercizio precedente mentre l'organico medio cresce di 16 unità.

VARIAZIONE MEDIA
31.12.2016 31.12.2015 NUMERO % 2016 2015
Dirigenti 47 44 3 6,8% 45,5 44,5
Quadri di 3º e 4º livello 151 140 11 7,9% 145,5 137,5
Restante personale 651 653 -2 -0,3% 652,0 645,0
Totale 849 837 12 1,4% 843,0 827,0

Il costo del personale evidenzia, nel 2016, una contenuta crescita della componente ricorrente (+1,5 milioni di euro), dovuta a nuovi inserimenti e promozioni e degli altri benefici, controbilanciata da una contrazione della componente variabile, costituita dai piani MBO manageriali correnti e differiti, dagli incentivi di vendita, bonus individuali e dal premio di risultato (-2,1 milioni di euro).

2016 \ Relazione sulla gestione 34

La voce relativa agli oneri per piani di stock option/stock granting si riferisce, per 2,6 milioni di euro, ai piani di incentivazione riservati al management strategico del Gruppo Generali (LTIP - Long term incentive plan), basati sull'assegnazione di azioni della Capogruppo Assicurazioni Generali, e, per il residuo, alla stima degli oneri IFRS 2 connessi alla quota di retribuzione variabile del personale pagabile in azioni Banca Generali.

Tale aggregato comprende anche l'anticipata contabilizzazione degli oneri afferenti alla service condition dei piani LTIP assegnati all'Amministratore Delegato a seguito della scomparsa dello stesso a fine marzo.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
1) Personale dipendente 78.980 78.955 25 -
Stipendi e oneri sociali 55.426 53.951 1.475 2,7%
TFR e versamenti previdenza
integrativa
4.415 4.422 -7 -0,2%
Costi per pagamenti basati su
propri strumenti finanziari
3.042 2.724 318 11,7%
Premi di produttività a breve
termine (MBO, CIA, inc. vend.)
10.280 12.626 -2.346 -18,6%
Altre incentivazioni a lungo
termine (MBO)
1.027 1.095 -68 -6,2%
Altri benefici a favore dei
dipendenti
4.790 4.137 653 15,8%
2) Altro personale 157 250 -93 -37,2%
3) Amministratori e Sindaci 1.333 1.744 -411 -23,6%
Totale 80.470 80.949 -479 -0,6%

Le altre spese amministrative, al netto dei recuperi per imposte a carico della clientela (imposta di bollo, imposta sostitutiva sui finanziamenti), si attestano su di un livello di 97,8 milioni di euro, con un incremento di 5,3 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente (+5,7%).

La dinamica dell'aggregato è stata influenzata principalmente dagli oneri per consulenze e sviluppo di servizi informatici legati alle nuove progettualità dell'esercizio e al lancio delle nuove attività di wealth management.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Gestione amministrativa 15.794 13.441 2.353 17,5%
Pubblicità 4.228 3.871 357 9,2%
Consulenze 6.762 5.074 1.688 33,3%
Revisione 520 593 -73 -12,3%
Assicurazioni 3.007 2.933 74 2,5%
Altre spese generali (assicurazioni, rappr.) 1.277 970 307 31,6%
Operations 34.978 34.524 454 1,3%
Affitto e uso locali 17.970 17.018 952 5,6%
Servizi in outsourcing 4.748 5.250 -502 -9,6%
Servizi postali e telefonici 2.606 2.974 -368 -12,4%
Stampati e contrattualistica 1.279 1.167 112 9,6%
Altri costi indiretti del personale 2.325 2.660 -335 -12,6%
Altre spese gestione operativa 6.050 5.455 595 10,9%
Sistemi informativi e attrezzature 37.374 34.807 2.567 7,4%
Servizi informatici in outsourcing 26.888 24.667 2.221 9,0%
Banche dati finanziarie e altri servizi telematici 6.842 6.586 256 3,9%
Assistenza sistemistica e manutenzione software 2.867 2.779 88 3,2%
Altre spese (noleggio attrezzature, manutenzione ecc.) 777 775 2 0,3%
Imposte e tasse 43.692 42.537 1.155 2,7%
di cui imposta di bollo virtuale e altre imposte a carico clientela 43.003 41.701 1.302 3,1%
Contributi ai fondi di risoluzione e Tutela Depositi e autorità vigilanza 8.281 8.711 -430 -4,9%
Totale altre spese amministrative 140.119 134.020 6.099 4,6%
Recuperi imposte a carico della clientela (voce 220) -42.295 -41.470 -825 2,0%
Spese amministrative al netto dei recuperi imposte 97.824 92.550 5.274 5,7%

L'aggregato dei costi operativi include, conformemente a quanto previsto dai principi contabili internazionali (IFRIC 21) e dalle disposizioni tecniche della Banca d'Italia, i contributi ordinari e straordinari dovuti ai fondi di risoluzione e tutela dei depositanti istituiti dalle direttive europee (FRU, FITD) e recepiti nell'ordinamento nazionale.

A tale proposito, in relazione alla prevista cessione delle "good bank" nate sulle ceneri della risoluzione delle 4 banche regionali in stato di dissesto, con Comunicazione del 27 dicembre 2016, la Banca d'Italia ha proceduto al richiamo di ulteriori contributi addizionali, nella misura di due volte la contribuzione ordinaria 2016, da destinare al Fondo di Risoluzione Nazionale (FRN) sulla base di quanto previsto in via transitoria dall'articolo 1 comma 848 della Legge 208/2015. Con successiva Comunicazione del 25 gennaio 2017, l'Organo di vigilanza ha precisato che tali contributi, ancorché non immediatamente esigibili, debbano considerarsi, ai sensi dell'IFRIC 21, come passività integralmente di competenza dell'esercizio 2016.

I contributi ordinari al FITD evidenziano inoltre una crescita sia perché commisurati all'intero esercizio 2016 (nel 2015 tali contributi non coprivano il periodo anteriore al 3 luglio, data di entrata in vigore della Direttiva 2014/49/UE), sia per l'inclusione nel Funding plan 2016 della provvista di 100 milioni di euro destinata al Fondo di solidarietà, istituito dalla legge di Stabilità 2016 per il ristoro degli obbligazionisti subordinati incisi dai provvedimenti di risoluzione delle summenzionate banche regionali.

Il bilancio 2016 include, pertanto, contributi ai summenzionati fondi di Risoluzione Nazionale e Tutela Depositi per un ammontare complessivo di 8,3 milioni, così ripartiti:

Totale 8,3 milioni 8,7 milioni
Contributo addizionale al Fondo Risoluzione Nazionale 4,0 milioni 5,8 milioni
Contributo ordinario al Fondo di Risoluzione Unico/Nazionale 2,0 milioni 1,9 milioni
Contributo ordinario FITD 2,3 milioni 0,9 milioni
2016 2015

4.5 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti netti ammontano a 34,7 milioni di euro, con un decremento di 10,8 milioni di euro rispetto all'esercizio 2015 per effetto prevalentemente di fattori di natura non ricorrente.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Fondo rischi e oneri su personale 2.715 -1.600 4.315 -269,7%
Fondo ristrutturazione – piano di esodi volontari -1.388 10.170 -11.558 -113,6%
Fondo rischi contenzioso 1.568 2.663 -1.095 -41,1%
Fondo rischi incentivazioni provvigionali 23.658 19.384 4.274 22,0%
Fondo rischi per indennità di fine rapporto e valorizzazione 8.678 14.962 -6.284 -42,0%
Altri fondi per rischi e oneri -491 6 -497 n.a.
Totale 34.740 45.585 -10.845 -23,8%

La contrazione degli accantonamenti è stata determinata, in primo luogo, dagli effetti del piano di esodi volontari che nel 2016 ha registrato eccedenze per 1,3 milioni di euro a fronte di accantonamenti nel precedente esercizio per 10,2 milioni.

L'attuazione di tale piano, il cui orizzonte temporale era originariamente limitato all'esercizio 2016, è stata rallentata da numerosi fattori di natura prevalentemente esogena. Per tale motivo, in considerazione anche dell'affidamento creato nei dipendenti, è stato prorogato a tutto il 2017, con adeguamento del perimetro dei potenziali beneficiari in base alla documentazione pervenuta.

Nell'ambito dei fondi per indennità contrattuali a favore della rete di vendita, la contrazione degli accantonamenti (-6,3 milioni di euro), invece, è attribuibile all'effetto scalino, nel primo semestre 2015, della riduzione dei tassi di attualizzazione utilizzati per la valutazione della passività, nonché all'interruzione, nell'esercizio 2016, del piano indennitario a lungo termine denominato bonus previdenziale.

La crescita degli accantonamenti provvigionali netti (+4,3 milioni di euro) è sostanzialmente imputabile ai risultati dell'attività di reclutamento nel corso del 2016.

Le incentivazioni correnti e differite in corso di maturazione si attestano infatti a fine esercizio a 8,7 milioni di euro, senza sostanziali variazioni rispetto all'esercizio precedente, mentre gli stanziamenti al servizio dei piani di sviluppo della rete ammontano a 14,9 milioni di euro, con un incremento di 4,3 milioni di euro rispetto al 2015.

4.6 Rettifiche di valore Le rettifiche di valore nette da deterioramento si attestano, a fine 2016, a -0,8 milioni di euro, con un decremento di 5,7 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente.

(MIGLIAIA DI EURO) RETTIFICHE
DI VALORE
RIPRESE
DI VALORE
2016 2015 VARIAZIONE
Rettifiche/riprese specifiche -3.591 1.236 -2.355 -3.557 1.202
Titoli di capitale -2.865 - -2.865 -2.845 -20
Titoli di debito (AFS, HTM, Loans) - - - - -
Crediti deteriorati portafoglio bancario -501 1.236 735 -516 1.251
Crediti funzionamento vs clientela -220 - -220 -196 -24
Rettifiche di valore su altre operazioni finanziarie (FITD) -5 - -5 - -5
Rettifiche/riprese di portafoglio -2.571 4.148 1.577 -2.914 4.491
Titoli di debito (Loans, HTM) -1.494 3.037 1.543 -3.011 4.554
Crediti non deteriorati e garanzie portafoglio bancario -1.077 1.111 34 97 -63
Totale -6.162 5.384 -778 -6.471 5.693

Le perdite durevoli di valore del portafoglio di titoli di capitale AFS ammontano a 2,9 milioni di euro e si riferiscono:

  • per 0,9 milioni all'integrazione dell'impairment già effettuato nei precedenti esercizi sulla partecipazione Veneto Banca, che è stata valutata coerentemente agli esiti dell'aumento di capitale effettuato nel corso del mese di giugno e integralmente sottoscritto dal fondo Atlante al prezzo di 0,1 euro per azione;

  • per 1,6 milioni di euro a investimenti in entità di nuova quotazione sull'AIM Italia (Alternative Investment Market) e partecipazioni bancarie minori;

  • per 0,3 milioni alla svalutazione della partecipazione indiretta, rilevata a seguito dell'intervento dello Schema Volontario del FITD nell'operazione di ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio di Cesena.

Con riferimento a quest'ultimo punto, Banca Generali, in relazione ai propri impegni verso lo Schema Volontario istituito nell'ambito del FITD e all'intervento di ricapitalizzazione di detto istituto autorizzato dalla Banca d'Italia, nel corso del mese di settembre 2016 ha proceduto a versare un contributo per un ammontare di 1,3 milioni di euro.

Sulla base della nota tecnica di chiarimenti emanata dalla Banca d'Italia e divulgata dal FITD in data 31.10.2016, tale contributo è stato assimilato a un apporto di capitale, classificato nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita con obbligo di adeguamento della valutazione al fair value nel prospetto della Redditività complessiva.

A tale fine, nel corso del mese di Gennaio 2017, ai partecipanti dello Schema Volontario è stata trasmessa una Perizia predisposta da KPMG Corporate Finance sulla base della quale il valore dell'investimento (pari al 95,3% del capitale della società) è stato determinato nella misura complessiva di circa 212 milioni di euro, con una minusvalenza di circa 68 milioni di euro (-25%) rispetto all'ammontare dell'investimento iniziale di 280 milioni di euro.

In considerazione del fatto che l'operazione di ricapitalizzazione è stata effettuata in circostanze non di mercato e con finalità di salvataggio e l'ampia riduzione del fair value si è manifestata quasi contestualmente alla stessa, si è deciso di procedere alla rilevazione a conto economico della quota di minusvalenza maturata dalla Banca, per un ammontare di 327 migliaia di euro.

Si evidenzia, altresì, che nell'esercizio precedente erano state contabilizzate svalutazioni su operazioni di associazione in partecipazione cinematografica per un ammontare di 1,4 milioni di euro.

I maggiori oneri su titoli di capitale sono stati in parte compensati dalle riprese nette di valore registrate sui crediti deteriorati del portafoglio bancario (0,7 milioni di euro), in massima parte imputabili alla chiusura positiva di una rilevante posizione a sofferenza. Tale aggregato presenta, pertanto, un rilevante miglioramento rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente, che era stato penalizzato anche dalla svalutazione della posizione Investimenti Marittimi per un ammontare di 1,7 milioni di euro.

Sono state rilevate, inoltre, riprese di valore nette sulle riserve collettive su titoli di debito non deteriorati allocati nei portafogli valutati al costo ammortizzato (1,5 milioni di euro), in relazione allo smobilizzo nel terzo trimestre di una quota significativa del portafoglio Loans e al profilo di rischio (rating/vita residua) dei nuovi investimenti effettuati.

Nel corso dell'ultimo trimestre dell'esercizio è stato inoltre attratto nel perimetro della valutazione collettiva anche il prestito convertibile non quotato emesso da Tyndaris Services Ltd, per il quale è stato individuato un rating "speculative grade".

4.6 Il risultato netto consolidato, le imposte e l'utile per azione

Le imposte sul reddito dell'esercizio su base corrente e differita sono state stimate nella misura di 28,9 milioni di euro, con un decremento di 5,7 milioni di euro rispetto alla stima effettuata alla fine dell'esercizio precedente.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Imposte correnti dell'esercizio -27.436 -36.972 9.536 -25,8%
Imposte di precedenti esercizi 1.011 996 15 1,5%
Variazione delle imposte anticipate (+/-) -2.242 1.589 -3.831 -241,1%
Variazione delle imposte differite (+/-) -275 -295 20 -6,8%
Totale -28.942 -34.682 5.740 -16,6%

Il tax rate complessivo stimato si attesta al 15,7%, in lieve crescita rispetto al dato rilevato alla fine dell'esercizio 2015 per effetto principalmente della variazione della quota di utile realizzato in giurisdizioni estere.

L'esercizio 2016 si chiude, così, con utile netto base per azione pari a 1,34 euro.

VARIAZIONE
2016 2015 IMPORTO %
Utile d'esercizio (migliaia di euro) 155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Utile attribuibile alle azioni ordinarie
(migliaia di euro)
155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Numero medio delle azioni in circolazione
(migliaia)
116.067 115.867 201 0,2%
EPS - Earning per share (euro) 1,34 1,76 -0,41 -23,5%
Numero medio delle azioni in circolazione
a capitale diluito (migliaia)
116.614 116.418 195 0,2%
EPS - Earning per share diluito (euro) 1,34 1,75 -0,41 -23,5%

4.7 La redditività complessiva

La redditività complessiva del Gruppo bancario è determinata dal risultato netto consolidato e da tutte le altre componenti che concorrono alla performance aziendale senza transitare per il conto economico, quali la variazione delle riserve da valutazione su titoli AFS.

Nell'esercizio 2016, quest'ultima componente evidenzia un contributo negativo complessivo di -13,4 milioni di euro, in miglioramento rispetto alla variazione netta positiva di 4,4 milioni di euro registrata alla fine dell'esercizio precedente.

In particolare, la riduzione delle riserve patrimoniali da valutazione sul portafoglio AFS è stata determinata dai seguenti fattori:

  • riduzione delle plusvalenze valutative nette, per un ammontare di 1,0 milioni di euro;

  • riduzione di preesistenti riserve positive nette per riassorbimento a conto economico in sede di realizzo per 18,5 milioni di euro;

  • effetto fiscale netto positivo connesso a tali variazioni e dovuto a riassorbimenti netti di DTL e incrementi di DTA (+6,2 milioni di euro).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Utile netto 155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Altre componenti reddituali al netto delle
imposte:
Con rigiro a conto economico:
Differenze cambio -88 -8 -80 1000,0%
Attività disponibili per la vendita -13.161 4.379 -17.540 -400,5%
Senza rigiro a conto economico:
Utili e perdite attuariali su piani a
benefici definiti
-196 70 -266 -380,0%
Totale altre componenti di reddito al netto
delle imposte
-13.445 4.441 -17.886 -402,7%
Redditività complessiva 142.449 208.000 -65.551 -31,5%

2016 \ Relazione sulla gestione 38

5. GLI AGGREGATI PATRIMONIALI E IL PATRIMONIO NETTO

Alla fine dell'esercizio 2016, il totale delle attività consolidate si attesta a 8,4 miliardi di euro, con un incremento di 2,2 miliardi di euro rispetto al volume degli attivi registrato alla fine dell'esercizio 2015 (+36,6%).

L'esercizio 2016 è stato caratterizzato da un rilevante incremento della raccolta complessiva, che raggiunge un massimo storico di oltre 7,4 miliardi di euro (+44,0%).

Tale risultato è stato ottenuto grazie alla forte crescita della raccolta da clientela privata (+1,8 miliardi di euro), che ha beneficiato, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno, dei rilevanti flussi in uscita dal sistema bancario tradizionale.

La crescita della raccolta interbancaria è invece in massima parte attribuibile al finanziamento erogato dalla BCE, in data 29 giugno 2016, nell'ambito del nuovo programma TLTRO 2, per un ammontare di 400 milioni di euro.

Il volume degli impieghi caratteristici si è quindi attestato a fine esercizio su di un livello di 8,0 miliardi di euro (+38,8%), con una crescita delle esposizioni più a lungo termine nei portafogli HTM e AFS.

VOCI DELL'ATTIVO VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 38.560 28.004 10.556 37,7%
Attività finanziarie disponibili per la vendita 4.409.318 2.939.211 1.470.107 50,0%
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 731.362 423.586 307.776 72,7%
Crediti verso banche (*) 894.000 419.508 474.492 113,1%
Crediti verso clientela 1.881.927 1.922.020 -40.093 -2,1%
Partecipazioni 1.988 2.152 -164 -7,6%
Attività materiali e immateriali 97.813 93.114 4.699 5,0%
Attività fiscali 44.538 61.992 -17.454 -28,2%
Altre attività 257.229 226.430 30.799 13,6%
Totale attivo 8.356.735 6.116.017 2.240.718 36,6%

(*) i depositi liberi presso BCE sono riclassificati fra i crediti vs banche.

VOCI DEL PASSIVO VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Debiti verso banche 802.709 333.954 468.755 140,4%
Debiti verso clientela 6.648.202 4.839.613 1.808.589 37,4%
Passività finanziarie di negoziazione e copertura 1.169 463 706 152,5%
Passività fiscali 17.118 22.575 -5.457 -24,2%
Altre passività 118.853 163.188 -44.335 -27,2%
Fondi a destinazione specifica 122.163 119.426 2.737 2,3%
Riserve da valutazione 8.979 22.424 -13.445 -60,0%
Riserve 314.353 247.214 67.139 27,2%
Sovrapprezzi di emissione 53.803 50.063 3.740 7,5%
Capitale 116.425 116.093 332 0,3%
Azioni proprie (-) -2.933 -2.555 -378 14,8%
Utile di periodo 155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Totale passivo e netto 8.356.735 6.116.017 2.240.718 36,6%

Evoluzione trimestrale dello stato patrimoniale consolidato

VOCI DELL'ATTIVO
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 30.09.2016 30.06.2016 31.03.2016 31.12.2015 30.09.2015 30.06.2015 31.03.2015
Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
38.560 36.170 31.911 29.324 28.004 52.384 155.833 31.776
Attività finanziarie disponibili per la
vendita
4.409.318 4.132.469 4.010.354 2.993.056 2.939.211 2.562.806 2.414.029 2.185.006
Attività finanziarie detenute sino alla
scadenza
731.362 533.135 515.055 500.249 423.586 496.254 465.937 665.926
Crediti verso banche 894.000 422.349 766.899 1.069.753 419.508 390.855 572.539 499.196
Crediti verso clientela 1.881.927 1.914.118 1.916.594 1.992.319 1.922.020 1.869.211 1.917.967 1.820.439
Partecipazioni 1.988 2.023 2.026 1.977 2.152 - - -
Attività materiali e immateriali 97.813 91.270 91.651 92.012 93.114 91.635 92.338 93.084
Attività fiscali 44.538 52.510 55.061 55.290 61.992 44.508 51.513 63.657
Altre attività 257.229 233.789 230.798 195.807 226.430 187.657 203.625 170.395
Totale attivo 8.356.735 7.417.833 7.620.349 6.929.787 6.116.017 5.695.310 5.873.781 5.529.479
VOCI DEL PASSIVO
(MIGLIAIA DI EURO)
31.12.2016 30.09.2016 30.06.2016 31.03.2016 31.12.2015 30.09.2015 30.06.2015 31.03.2015
Debiti verso banche 802.709 999.464 942.725 433.127 333.954 333.472 234.668 225.856
Debiti verso clientela 6.648.202 5.510.261 5.720.364 5.472.099 4.839.613 4.437.476 4.667.873 4.264.524
Passività finanziarie di negoziazione e
copertura
1.169 2.265 2.826 2.095 463 1.655 2.063 3.149
Passività fiscali 17.118 21.982 19.160 18.619 22.575 24.993 21.881 69.985
Altre passività 118.853 121.982 242.459 218.760 163.188 189.449 277.589 215.407
Fondi a destinazione specifica 122.163 143.393 136.811 126.256 119.426 118.125 124.970 116.803
Riserve da valutazione 8.979 19.736 12.385 13.981 22.424 13.791 -2.630 21.091
Riserve 314.353 314.200 312.393 451.420 247.214 244.662 244.362 357.397
Sovrapprezzi di emissione 53.803 52.555 50.708 50.446 50.063 49.553 47.101 46.433
Capitale 116.425 116.312 116.140 116.128 116.093 116.045 115.818 115.756
Azioni proprie (-) -2.933 -2.933 -2.933 -2.555 -2.555 -41 -41 -41
Utile (perdita) di esercizio (+/-) 155.894 118.616 67.311 29.411 203.559 166.130 140.127 93.119
Totale passivo e netto 8.356.735 7.417.833 7.620.349 6.929.787 6.116.017 5.695.310 5.873.781 5.529.479

5.1 La Raccolta diretta da clientela

La raccolta diretta complessiva da clientela si attesta a 6,6 miliardi di euro, con un incremento di 1.808,6 milioni di euro rispetto alla situazione al 31 dicembre 2015, per effetto del forte dinamismo della raccolta da clientela retail.

La crescita della raccolta da clientela esterna al gruppo assicurativo, costituita integralmente da giacenze di conto corrente, ammonta a oltre 1.972 milioni di euro, ed è stata originata in misura prevalente dall'attività di acquisizione di nuova clientela da parte della rete di vendita, che ha evidenziato un particolare dinamismo nell'ultimo trimestre dell'anno, con nuovi afflussi per quasi 800 milioni di euro.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
1. Conti correnti e depositi liberi 6.466.672 4.655.750 1.810.922 38,9%
2. Depositi vincolati - - - n.a.
3. Finanziamenti 43.282 43.283 -1 -
Pronti contro termine passivi - - - n.a.
Prestiti subordinati 43.282 43.283 -1 -
Depositi vincolati su NewMIC - - - n.a.
4. Altri debiti 138.248 140.580 -2.332 -1,7%
Debiti di funzionamento verso rete di
vendita
99.451 89.560 9.891 11,0%
Altri (autotraenza, somme a disp. clientela) 38.797 51.020 -12.223 -24,0%
Totale debiti verso clientela (voce 20) 6.648.202 4.839.613 1.808.589 37,4%

La raccolta captive, proveniente dalle società del Gruppo Assicurazioni Generali, evidenzia invece un decremento di 160,9 milioni di euro, attestandosi a fine periodo a 751,2 milioni di euro, pari all'11,3% della raccolta complessiva.

Tale aggregato include, per un ammontare di 43,3 milioni di euro, il prestito subordinato Tier 2 erogato dalla consociata Generali Beteiligungs GmbH nel 2014.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Raccolta società controllante 2.802 100.394 -97.592 -97,2%
Raccolta altre società consociate Gruppo
Generali
748.355 811.664 -63.309 -7,8%
Totale raccolta Gruppo Generali 751.157 912.058 -160.901 -17,6%
Raccolta altri soggetti 5.897.045 3.927.555 1.969.490 50,1%
Totale Raccolta da clientela 6.648.202 4.839.613 1.808.589 37,4%

Appare invece sostanzialmente stabile la posizione debitoria infruttifera (-2,3 milioni di euro) costituita dalle altre somme a disposizione della clientela, prevalentemente legate all'attività di liquidazione dei sinistri da parte delle compagnie del gruppo (assegni di auto traenza) e dai debiti verso la rete di vendita per l'attività di collocamento di prodotti e servizi finanziari.

5.2 Gli impieghi caratteristici

Gli impieghi della gestione caratteristica ammontano complessivamente a 8,0 miliardi di euro con un incremento di 2.222,8 milioni (+38,8%) rispetto alla situazione patrimoniale al 31 dicembre 2015.

L'espansione degli impieghi è stata principalmente assorbita dagli investimenti di portafoglio in attività finanziarie, che registrano un incremento di 1.789 milioni di euro (+50,3%) mentre le operazioni di finanziamento a clientela registrano una contenuta contrazione (-19,9 milioni di euro).

Gli impieghi a breve termine di tesoreria sul mercato interbancario raggiungono invece a fine dicembre un saldo di 770,8 milioni di euro, in massima parte costituito da depositi liberi presso la Banca Centrale (567,3 milioni di euro), correlato ai rilevanti flussi finanziari in entrata realizzati alla fine del mese di dicembre.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Attività finanziarie destinate alla
negoziazione (trading)
38.560 28.004 10.556 37,7%
Attività finanziarie disponibili per la
vendita (AFS)
4.409.318 2.939.211 1.470.107 50,0%
Attività finanziarie detenute sino a
scadenza (HTM)
731.362 423.586 307.776 72,7%
Attività finanziarie classificate fra i crediti 166.147 165.568 579 0,3%
Attività finanziarie 5.345.387 3.556.369 1.789.018 50,3%
Finanziamenti e depositi a banche (*) 770.824 302.819 468.005 154,5%
Finanziamenti a clientela 1.699.073 1.718.938 -19.865 -1,2%
Crediti di funzionamento e altri crediti 139.883 154.203 -14.320 -9,3%
Totale impieghi fruttiferi 7.955.167 5.732.329 2.222.838 38,8%

(*) include i depositi liberi BCE

Evoluzione degli impieghi (milioni di euro)

Nel complesso, gli impieghi in attività finanziarie raggiungono una quota del 67,2% dell'aggregato degli impieghi caratteristici, in crescita rispetto al 62,0% rilevato alla fine del 2015.

Al fine di contrastare il contagio dei tassi negativi, che ormai interessa i titoli di stato italiani con scadenza fino a tre anni, il Gruppo bancario ha perseguito una prudente politica di allungamento delle scadenze e di diversificazione degli investimenti nel comparto corporate.

In particolare, la crescita del portafoglio AFS (+50,0%) e quella del portafoglio HTM (+72,7%) sono state alimentate da significativi acquisti di titoli governativi con una maturity media di poco più di 4,5 anni e in parte correlate alla scadenza dell'operazione di TLTRO.

L'esposizione verso il debito sovrano evidenzia pertanto un'espansione di 1.770,4 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente, e si attesta all'88,5% del totale degli impieghi finanziari, in crescita rispetto alla situazione di fine 2015.

Tale esposizione è in massima parte costituita da emissioni della Repubblica Italiana, con l'unica eccezione di un'emissione governativa spagnola (25 milioni di euro).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Esposizione al rischio sovrano per
portafoglio:
Attività finanziarie AFS 4.117.859 2.594.480 1.523.379 58,7%
Attività finanziarie HTM 610.833 363.835 246.998 67,9%
Totale 4.728.692 2.958.315 1.770.377 59,8%

Composizione del portafoglio di attività finanziarie

La ripartizione geografica complessiva del portafoglio titoli di debito evidenzia conseguentemente un'elevata concentrazione degli investimenti legata alle emissioni nazionali (94,4%). Il portafoglio titoli di debito presenta inoltre una vita residua media complessiva di circa 4,5 anni ed è costituito, per il 58,2%, da emissioni con cedola a tasso variabile e, per il resto, da emissioni a tasso fisso e zero coupon.

Le operazioni di finanziamento a clientela raggiungono un livello di 1.699 milioni di euro, in lieve calo rispetto alla fine dell'esercizio 2015 per effetto, principalmente, della contrazione degli affidamenti in conto corrente, solo parzialmente compensati dal lieve progresso dei mutui e prestiti personali.

Nel comparto dei mutui si registrano nuove erogazioni per un ammontare di 121 milioni di euro.

Ripartizione del portafoglio Bonds per classe di maturity

2016 \ Relazione sulla gestione 42

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Conti correnti attivi 907.032 928.894 -21.862 -2,4%
Mutui e prestiti personali 787.294 781.665 5.629 0,7%
Altri finanziamenti e prestiti non in c/c 4.747 8.379 -3.632 -43,3%
Totale finanziamenti 1.699.073 1.718.938 -19.865 -1,16%
Crediti di funzionamento verso società prodotto 99.252 106.364 -7.112 -6,7%
Anticipazioni a rete di vendita 32.544 36.294 -3.750 -10,3%
Margini giornalieri Borsa fruttiferi 1.940 3.383 -1.443 -42,7%
Competenze da addebitare e altri crediti 6.018 7.966 -1.948 -24,5%
Crediti di funzionamento e altre operazioni 139.754 154.007 -14.253 -9,3%
Titoli di debito 43.100 49.075 -5.975 -12,2%
Totale Crediti verso clientela 1.881.927 1.922.020 -40.093 -2,1%

VARIAZIONE

TITOLI DI CAPITALE E ALTRI 1,2%

4,1%

6,3%

(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %

Attività finanziarie AFS 4.117.859 2.594.480 1.523.379 58,7% Attività finanziarie HTM 610.833 363.835 246.998 67,9% Totale 4.728.692 2.958.315 1.770.377 59,8%

TITOLI EMESSI DA ALTRI EMITTENTI

TITOLI GOVERNATIVI 88,5%

TITOLI EMESSI DA BANCHE

Esposizione al rischio sovrano per

TITOLI EMESSI DA ALTRI EMITTENTI

TITOLI GOVERNATIVI 83,2%

TITOLI EMESSI DA BANCHE

Composizione del portafoglio di attività finanziarie Al 31.12.2015 Al 31.12.2016

5,5%

9,8%

TITOLI DI CAPITALE E ALTRI 1,4%

portafoglio:

I crediti deteriorati netti ammontano a 32,9 milioni di euro, pari al 1,75% del totale dei crediti verso clientela, in calo rispetto all'esercizio precedente (-1,3 milioni di euro).

L'aggregato dei crediti a sofferenza evidenzia, in particolare, una contrazione di 1,7 milioni di euro per effetto sia della chiusura di posizioni oggetto di indemnity che di rientri dalla clientela. Si evidenzia, a tale proposito, come nel primo semestre dell'anno sia stata chiusa una singola rilevante posizione a sofferenza con incassi per 1,5 milioni di euro e una ripresa di valore di 0,6 milioni di euro.

A fine esercizio, i crediti deteriorati includono, per un ammontare di 27,5 milioni di euro, esposizioni provenienti dal portafoglio di Banca del Gottardo Italia, integralmente coperte dalla garanzia di rimborso concessa da BSI Sa all'atto della cessione di tale società (indemnity) e in gran parte assistite a tale scopo da versamenti di cash collateral effettuati dalla controparte. Al netto di tale portafoglio, l'incidenza delle esposizioni deteriorate si riduce allo 0,28%.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) ESP. LORDA RETTIFICHE
DI VALORE
ESPOSIZIONE
NETTA 2016
ESPOSIZIONE
NETTA 2015
IMPORTO % ESPOS. GAR.
INDEMNITY
RESIDUO NO GARANZIA
Sofferenze 37.904 -13.886 24.018 25.697 -1.679 -6,5% 22.488 1.530
Finanziamenti 34.948 -11.924 23.024 24.728 -1.704 -6,9% 22.488 536
Crediti di funzionamento 2.956 -1.962 994 969 25 2,6% - 994
Inadempienze probabili 6.912 -141 6.771 5.104 1.667 32,7% 5.050 1.721
Esposizioni scadute o sconfinanti da
oltre 90 giorni
2.495 -431 2.064 3.372 -1.308 -38,8% - 2.064
Totale crediti deteriorati 47.311 -14.458 32.853 34.173 -1.320 -3,9% 27.538 5.315
Crediti non deteriorati 1.852.869 -3.795 1.849.074 1.887.847
Totale crediti verso clientela 1.900.180 -18.253 1.881.927 1.922.020

Nel comparto dei crediti di funzionamento si evidenzia, infine, la diminuzione delle anticipazioni finanziarie erogate alla rete di vendita, a fronte di provvigioni in corso di maturazione, per effetto delle nuove politiche di remunerazione, controbilanciata da un incremento, a fine dicembre, dei crediti commerciali maturati o in corso di maturazione in relazione all'attività di collocamento e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi.

Al 31 dicembre 2016, la posizione interbancaria, al netto del portafoglio titoli e dei crediti di funzionamento, evidenzia un contenuto sbilancio debitorio netto di 31,9 milioni di euro, in linea rispetto ai 31,1 milioni di euro registrati alla fine dell'esercizio precedente.

Tale situazione è stata sostanzialmente determinata dall'erogazione da parte della BCE, nell'ambito del nuovo programma TLTRO 2 (Targeted Longer Term Refinancing Operations), avviato nel 2016, di un finanziamento di 400 milioni di euro e, in minor misura, dall'incremento della raccolta sotto forma di PCT passivi, effettuata a tassi negativi.

Il finanziamento TLTRO2, erogato in data 29 giugno 2016, ha durata quadriennale, con scadenza il 24.06.2020 e possibilità di rimborso anticipato alla fine del secondo anno, e matura un interesse pari a quello delle operazioni di rifinanziamento principale per tempo vigenti, attualmente pari allo 0%.

Tale tasso potrà tuttavia essere ridotto fino al livello del tasso d'interesse previsto per i depositi overnight presso la BCE (allo stato attuale negativo a -0,40%) qualora alla fine del mese di gennaio 2018, gli impieghi di Banca Generali erogati a famiglie con finalità del credito diversa dall'acquisto abitazione e a società non finanziarie residenti nell'area dell'euro, eccedano un determinato livello di benchmark1 .

1 Per Banca Generali, pari alla consistenza di tali impieghi al 31.01.2016, maggiorata del 2,5%.

VARIAZIONE
31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
675.342 252.439 422.903 167,5%
567.312 89.222 478.090 535,8%
108.030 163.217 -55.187 -33,8%
95.482 50.380 45.102 89,5%
56.314 49.991 6.323 12,6%
35.136 83 35.053 n.a.
4.032 306 3.726 1217,6%
770.824 302.819 468.005 154,5%
400.000 - 400.000 n.a.
400.000 - 400.000 n.a.
402.709 333.954 68.755 20,6%
23.673 1.393 22.280 n.a.
4.748 5.261 -513 -9,8%
351.437 303.927 47.510 15,6%
268 - 268 n.a.
22.583 23.373 -790 -3,4%
802.709 333.954 468.755 140,4%
-31.885 -31.135 -750 2,4%
123.047 116.493 6.554 5,6%
129 196 -67 -34,2%
91.291 85.554 6,7%
5.737

(*) riclassificati dalla voce 10 cassa e crediti a vista verso banche centrali

5.3 I fondi per rischi e oneri I fondi a destinazione specifica ammontano complessivamente a 122,2 milioni di euro, in crescita di 2,7 milioni rispetto all'anno precedente (+2,3%).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Trattamento di fine rapporto subordinato 5.129 4.889 240 4,9%
Altri fondi per rischi e oneri 117.034 114.537 2.497 2,2%
Fondi per oneri del personale 12.508 10.602 1.906 18,0%
Fondo Ristrutturazione - piano di esodi
volontari
8.500 10.170 -1.670 -16,4%
Fondi rischi per controversie legali 15.123 16.029 -906 -5,7%
Fondi per indennità contrattuali della rete
di vendita
49.165 41.424 7.741 18,7%
Fondi per incentivazioni alla rete di vendita 31.466 33.457 -1.991 -6,0%
Altri fondi per rischi e oneri 272 2.855 -2.583 -90,5%
Totale Fondi 122.163 119.426 2.737 2,3%

La principale componente di tale aggregato è costituita dai fondi per indennità contrattuali di fine rapporto della rete di vendita, che incidono per oltre il 40% dello stesso e sono caratterizzati da lunghi orizzonti temporali di maturazione ed erogazione. La crescita di tale comparto è in particolare legata, oltre che all'aumento della base provvigionale di commisurazione delle indennità, anche alla crescita dell'anzianità di servizio della rete e ai bassi tassi di turnover.

Il piano di esodi volontari coperto dallo specifico fondo ristrutturazioni aziendali è stato avviato a fine 2015 al fine di favorire un avvicendamento di risorse mediante l'uscita incentivata e su base volontaria di categorie di dipendenti più prossimi all'età pensionabile e la copertura delle posizioni rese così vacanti con profili professionali e/o manageriali maggiormente in linea con le specifiche competenze ora necessarie in termini di business.

Nel corso del 2016, tuttavia, l'attuazione dello stesso è stata fortemente rallentata da vari fattori fra cui le ricadute della nuova riorganizzazione strategica varata nel corso del 2016 a seguito della prematura scomparsa dell'AD Piermario Motta, le incertezze connesse all'evoluzione della normativa previdenziale (con particolare riferimento alla possibilità di usufruire dell'anticipo pensionistico – APE) e, da ultimo, le tempistiche particolarmente lunghe nella produzione della documentazione necessaria da parte dei dipendenti intenzionati ad aderire.

In considerazione del perdurare delle medesime esigenze aziendali e di business e dell'affidamento creato nei dipendenti, il piano originariamente limitato all'esercizio 2016 è stato prorogato a tutto il 2017, con adeguamento del perimetro dei potenziali beneficiari.

Contenzioso fiscale In data 30 novembre 2016, si sono conclusi, tramite la procedura di accertamento con adesione, i contenziosi scaturiti dalle verifiche fiscali effettuate:

  • dall'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale per il Friuli Venezia Giulia, nel corso dell'esercizio 2013 in relazione al periodo d'imposta 2010 (PVC 2013);

  • dalla Guardia di Finanza, nel periodo agosto 2015 giugno 2016, in relazione a operazioni finanziarie su titoli azionari poste in essere negli esercizi 2010 e 2011 (PVC 2016).

In entrambi i casi, l'esito è stato positivo per la Banca che ha validamente sostenuto la correttezza del proprio operato ed è riuscita a ridimensionare notevolmente le pretese dell'Amministrazione finanziaria.

Nel complesso, l'adesione ai due PVC del 2013 e del 2016 ha comportato un esborso finanziario complessivo per maggiori imposte, sanzioni e interessi per un ammontare di 2,1 milioni di euro. A fronte del rischio fiscale connesso al PVC 2013, la Banca, fin dall'esercizio 2013, aveva proceduto a effettuare un apposito accantonamento al fondo per contenzioso fiscale per un ammontare di 2,7 milioni di euro, ampiamente capiente ad assorbire l'impatto economico di entrambi i contenziosi.

In particolare, nel PVC notificato dalla Guardia di Finanza in data 13 luglio 2016, veniva contestato l'abuso di diritto in relazione ad alcune operazioni poste in essere nel 2010 e nel 2011 che, in ragione della presunta circolarità delle stesse, vengono riqualificate come operazioni di pronti contro termine.

A tale proposito, Banca Generali, pur ribadendo la correttezza del proprio operato e avendo proceduto a fornire all'Agenzia delle Entrate tutti gli elementi per i quali non si ritiene configurabile un abuso del diritto, al solo fine di evitare l'alea del contenzioso, ha acconsentito a ricondurre figurativamente nella fattispecie contestata un limitato numero di operazioni per le quali è stata possibile riscontrare un'effettiva circolarità.

Le somme accertate in via definitiva e corrisposte dalla Banca sono state pertanto quantificate nella misura di 0,3 milioni di euro di cui 0,2 milioni per imposte e 0,1 milioni per sanzioni e interessi.

Con riferimento alla verifica fiscale relativa al periodo d'imposta 2010, la procedura di accertamento con adesione, avviata formalmente solo in data 16 agosto 2016, ha avuto ad oggetto principalmente la metodologia di valutazione adottata dalla Banca in relazione a un'operazione di Segnalazione pregi effettuata con la consociata BSI SA ed esposta nel Documento Nazionale predisposto ai fini della disciplina dei prezzi di trasferimento, nonché l'inquadramento della stessa, ai fini IVA, come operazione di intermediazione finanziaria.

A tale proposito, Banca Generali ha ribadito l'assoluta infondatezza del rilievo IVA alla luce della Giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e del regime di esenzione riconosciuto dall'Amministrazione finanziaria in fattispecie del tutto analoghe. È stata altresì documentata l'adeguatezza della metodologia utilizzata ai fini del Transfer pricing.

Tuttavia, anche in relazione a questo contenzioso, è stata presa la decisione di procedere alla definizione bonaria della vertenza in considerazione dell'inopportunità di coltivare lunghi e onerosi contenziosi gravati da un'alea particolarmente accentuata in relazione alla specificità delle materie trattate e alla peculiarità dell'operazione posta in essere.

Nel complesso, la procedura di accertamento con adesione ha permesso di ridurre le pretese dell'Amministrazione finanziaria a un ammontare di 1,8 milioni di euro, di cui 1,4 di maggiori imposte e 0,3 di interessi e solo 0,1 milioni di sanzioni, a fronte dei 7,2 milioni che sarebbero stati richiesti in conseguenza di un'eventuale soccombenza in sede giudiziale.

5.4 Il patrimonio netto e gli aggregati di vigilanza

Al 31 dicembre 2016, il patrimonio netto consolidato, incluso l'utile di esercizio, si è attestato a 646,5 milioni di euro a fronte dei 636,8 milioni rilevati al termine del precedente esercizio.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Capitale 116.425 116.093 332 0,3%
Sovrapprezzi di emissione 53.803 50.063 3.740 7,5%
Riserve 314.353 247.214 67.139 27,2%
(Azioni proprie) -2.933 -2.555 -378 14,8%
Riserve da valutazione 8.979 22.424 -13.445 -60,0%
Utile (Perdita) d'esercizio 155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Patrimonio netto del Gruppo 646.521 636.798 9.723 1,5%

La variazione del patrimonio nel periodo è stata influenzata dalla distribuzione del dividendo 2015, deliberata dall'Assemblea di approvazione del bilancio del 21 aprile 2016, per un ammontare di 139,2 milioni di euro, dalla variazione delle riserve per pagamenti basati su azioni (IFRS 2), dalla dinamica delle riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita e delle altre riserve che alimentano la redditività complessiva.

31.12.2016 31.12.2015
636.798 536.308
-139.237 -113.431
-1.466 -2.514
3.554 4.384
1.609 1.740
2.814 2.311
-13.445 4.441
155.894 203.559
646.521 636.798
9.723 100.490

Nel corso del primo semestre dell'esercizio, in forza della delibera dell'Assemblea dei soci del 21 aprile 2015 e dell'autorizzazione concessa dalla Banca d'Italia in data 6 giugno 2016, sono state acquistate 67.051 azioni Banca Generali, per un controvalore di 1.379 migliaia di euro, al servizio della quota di remunerazione variabile del personale più rilevante del Gruppo bancario, pagabile in azioni, come previsto dalla Politica in materia di remunerazione per il 2016.

Con riferimento al raggiungimento degli obiettivi di performance previsti dalla Politica sulle Remunerazioni per il 2015 sono state assegnate invece al personale dirigente e ai manager di rete n. 38.099 azioni proprie, per un controvalore di 1.001 migliaia di euro.

Alla fine del periodo, la capogruppo Banca Generali detiene pertanto 126.129 azioni proprie, per un controvalore di 2.933 migliaia di euro, integralmente destinate al servizio dei piani di remunerazione del personale più rilevante del Gruppo bancario.

Le riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS) evidenziano un marcato decremento rispetto alla fine dell'esercizio precedente dovuto, in parte, al riassorbimento a conto economico di riserve positive preesistenti relative ai titoli oggetto di cessione e, in parte, alla contrazione delle riserve positive su titoli governativi verificatasi nell'ultima parte dell'anno.

L'aggregato si attesta così su di un valore positivo complessivo di 10,8 milioni di euro, in diminuzione di 13,2 milioni rispetto alla situazione di chiusura dell'esercizio 2015.

Tale andamento è stato principalmente influenzato dal portafoglio di titoli governativi italiani, le cui riserve nette ammontano a 6,5 milioni di euro a fronte dei 21,6 milioni di euro alla fine del 2015.

31.12.2016 31.12.2015
(MIGLIAIA DI EURO) RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
RISERVA
NETTA
RISERVA
NETTA
VARIAZIONE
1. Titoli di debito 13.243 -6.101 7.142 22.006 -14.864
2. Titoli di capitale 2.176 -17 2.159 2.174 -15
3. Quote di OICR 1.672 -213 1.459 -259 1.718
Riserve AFS 17.091 -6.331 10.760 23.921 -13.161
Differenze cambio - -96 -96 -8 -88
Utili e perdite attuariali su piani a benefici definiti - -1.685 -1.685 -1.489 -196
Totale 17.091 -8.112 8.979 22.424 -13.445

I fondi propri consolidati, determinati secondo le disposizioni transitorie di Basilea 3 (phase in), si attestano su di un livello di 462,9 milioni di euro ed evidenziano un incremento di 35,0 milioni di euro rispetto al valore registrato alla chiusura dell'esercizio precedente, per effetto principalmente della quota di utile trattenuta.

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) FULL
APPLICATION
PHASE IN PHASE IN IMPORTO %
Capitale primario di classe 1 (CET 1) 427.060 419.073 384.178 34.895 9,1%
Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) - - - - n.a.
Capitale di classe 2 (Tier 2) 43.000 43.854 43.698 156 0,4%
Totale Fondi propri 470.060 462.927 427.876 35.051 8,2%
Rischio di credito e di controparte 132.469 132.469 148.306 -15.837 -10,7%
Rischio di mercato 2.681 2.681 2.505 176 7,0%
Rischio operativo 65.863 65.863 64.254 1.609 2,5%
Totale Capitale assorbito 201.012 201.012 215.064 -14.052 -6,5%
Eccedenza rispetto al capitale assorbito 269.048 261.915 212.812 49.103 23,1%
Patrimonio non impegnato 57,24% 56,58% 49,74% 56,58% 13,8%
Capitale di classe 1 (Tier 1)/Attività di rischio ponderate
(Tier 1 capital ratio)
17,0% 16,7% 14,3% 2,4% 16,7%
Totale fondi propri/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 18,7% 18,4% 15,9% 2,5% 15,8%

A fine esercizio, l'aggregato di vigilanza presenta un'eccedenza di 261,9 milioni di euro rispetto ai requisiti di capitale per rischi di credito, di mercato e rischi operativi. Il CET 1 ratio raggiunge un livello del 16,7% a fronte di un requisito minimo del 7% e il Total capital ratio (TCR) raggiunge il 18,4% a fronte di un requisito minimo previsto dallo SREP del 10,4%.

La riduzione del capitale assorbito rispetto all'esercizio precedente (-14,1 milioni di euro) è in massima parte imputabile all'implementazione, nell'ultimo trimestre dell'esercizio, di nuove procedure in ambito CRM (Credit Risk Mitigation) finalizzate all'analisi e al monitoraggio delle garanzie ottenute dalla Banca in relazione agli affidamenti concessi, che hanno permesso di ampliarne il perimetro di eleggibilità in ambito Basilea 3.

L'intervento ha interessato in particolare le garanzie costituite da pegni su gestioni di portafoglio e da OICR promossi dal gruppo, per le quali si è riusciti a perfezionare una rigorosa analisi delle attività sottostanti.

I fondi propri consolidati, determinati secondo la normativa a regime in vigore dal 1º gennaio 2019, si attesterebbero invece a 470,1 milioni di euro, con un Total capital ratio stimabile al 18,7%.

Si ricorda, a tale proposito, che Banca Generali ha esercitato l'opzione per la sterilizzazione ai fini dei Fondi propri delle plusvalenze e minusvalenze patrimoniali derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita appartenenti al comparto dei titoli governativi dell'area Euro, come previsto dal Provvedimento della Banca d'Italia del 18 maggio 2010.

Tale opzione è stata rinnovata anche nel nuovo regime di vigilanza prudenziale di Basilea 3, in base alle discrezionalità nazionali concesse alla Banca d'Italia, ai sensi dell'Art. 467(2), del CRR e fino quando la Commissione non abbia "adottato un regolamento sulla base del regolamento (CE) n. 1606/2002 che approvi il principio internazionale d'informativa finanziaria in sostituzione dello IAS 39" (IFRS 9).

A tale proposito si evidenzia come il Regolamento UE n. 2067/2106, che adotta il principio contabile IFRS 9, sia stato pubblicato in data 29 novembre 2016 e sia entrato in vigore il 19 dicembre 2016. Tuttavia, ai sensi dell'art. 2 di tale Regolamento, l'applicazione dell'IFRS 9 dovrà avvenire, al più tardi, a partire dalla data di inizio del primo esercizio finanziario che cominci il 1º gennaio 2018 o successivamente.

Per tale motivo, in considerazione dell'incertezza interpretativa venutasi a creare in relazione alla rilevanza delle due diverse date e in attesa di un chiarimento formale da parte delle autorità europee, con Comunicazione del 23 gennaio 2017 la Banca d'Italia ha confermato in via transitoria e per le sole banche "meno significative" assoggettate a vigilanza diretta, la possibilità di continuare ad avvalersi di tale discrezionalità.

L'indice di leva finanziaria (Leverage ratio) alla fine del trimestre raggiunge un livello del 5,0%, in contrazione rispetto all'esercizio precedente (6,3%) per effetto del significativo progresso del volume degli attivi di bilancio.

Prospetto di raccordo fra patrimonio netto della capogruppo Banca Generali e patrimonio netto consolidato

31.12.2016
(MIGLIAIA DI EURO) CAPITALE E RISERVE RISULTATO PATRIMONIO NETTO
Patrimonio di Banca Generali 377.481 144.751 522.232
Differenze di patrimonio netto rispetto ai valori di carico
delle società consolidate con il metodo integrale
87.109 - 87.109
Avviamenti 4.289 - 4.289
Utili a nuovo delle società consolidate 82.828 - 82.828
Riserva perdite attuariali IAS 19 -83 - -83
Altre variazioni 75 - 75
Dividendi da società consolidate 30.462 -130.462 -100.000
Risultato d'esercizio delle società consolidate - 141.680 141.680
Risultato delle società collegate valutate all'equity -40 -75 -115
Riserve da valutazione società consolidate -96 - -96
Rettifiche di consolidamento -4.289 - -4.289
Avviamenti -4.289 - -4.289
Patrimonio del Gruppo bancario 490.627 155.894 646.521

5.5 Flussi di cassa A fine 2016, la gestione operativa ha complessivamente apportato liquidità per 936 milioni di euro.

In particolare, i flussi in entrata sono stati realizzati grazie alla rilevante espansione della raccolta da clientela (+1.799 milioni di euro) e, in minor misura, alla crescita della raccolta interbancaria, principalmente imputabile alla partecipazione al nuovo programma di finanziamenti TLTRO avviato dalla BCE (400 milioni di euro).

La gestione reddituale ha inoltre generato liquidità per 165,6 milioni di euro.

Tale liquidità è stata solo parzialmente assorbita dall'espansione degli investimenti in attività finanziarie (+1.491 milioni di euro) e in misura marginale dai finanziamenti alla clientela.

I flussi netti complessivamente originati dalla gestione hanno pertanto alimentato la crescita del portafoglio delle attività finanziarie detenute sino a scadenza HTM (+308 milioni di euro netti), hanno permesso di far fronte al rilevante ammontare di dividendi erogati (-139,2 milioni di euro) e agli esborsi per nuovi investimenti, determinando una crescita delle disponibilità liquide a fine esercizio a oltre 583 milioni di euro, a fronte dei 103 milioni registrati nel 2015.

(MIGLIAIA DI EURO) 2015 VARIAZIONE
Liquidità generata dalla gestione reddituale 173.820 -8.198
Attività finanziarie -758.233 -733.112
Finanziamenti a banche -165.392 175.486
Finanziamenti a clientela -84.604 117.565
Altre attività operative 2016
165.622
-1.491.345
10.094
32.961
-8.864
61.889
-1.457.154
-946.340
470.166
-604.054
1.798.691
549.611
-41.333
1.174
2.227.524
-53.269
935.992
-825.789
-307.976
966.847
-10.617
-4.636
-
-2.200
-318.593
960.011
-139.237
-113.431
2.088
1.870
Totale attività -510.814
Finanziamenti da banche (*) 1.074.220
Finanziamenti a clientela 1.249.080
Altre passività operative -42.507
Totale passività 2.280.793
Liquidità generata/ assorbita dall'attività operativa 1.761.781
Portafoglio HTM -1.274.823
Investimenti -5.981
Acquisti di rami d'azienda e partecipazioni 2.200
Liquidità generata/assorbita dall'attività di investimento -1.278.604
Dividendi erogati -25.806
Aumenti di capitale 218
Liquidità generata/assorbita dall'attività di provvista -137.149 -111.561 -25.588
Liquidità netta generata/assorbita 480.250 22.661 457.589
Cassa e disponibilità liquide 583.361 103.111 480.250

(*) le disponibilità liquide al 31.12.2015 sono state riesposte al fine di includere depositi liberi presso la BCE

6. LA RACCOLTA INDIRE T TA

La raccolta indiretta del Gruppo bancario (non limitata al solo "mercato Assoreti") è costituita dai fondi raccolti presso la clientela retail e corporate tramite la vendita di prodotti di risparmio gestito, assicurativo e amministrato (dossier titoli) sia di terzi, che propri del Gruppo bancario.

6.1 Risparmio gestito e assicurativo

Prodotti di risparmio gestito del Gruppo bancario

Nell'ambito del risparmio gestito, il Gruppo bancario nel 2016 ha svolto attività di wealth management per il tramite della società lussemburghese BG Fund Management Luxembourg e delle gestioni patrimoniali di Banca Generali e di BG Fiduciaria.

VARIAZIONI SU
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Fondi e Sicav 12.496 11.849 647 5,5%
GPF/GPM 4.577 3.543 1.034 29,2%
Totale risparmio gestito di Gruppo 17.073 15.392 1.681 10,9%
di cui OICR inseriti in gestioni patrimoniali del Gruppo bancario 1.395 1.213 182 15,0%
Totale risparmio gestito del Gruppo bancario al netto dei patrimoni in fondi inseriti
nelle gestioni patrimoniali del Gruppo bancario
15.678 14.179 1.499 10,6%

Il patrimonio complessivo in OICR gestiti dal Gruppo bancario, costituito unicamente da Sicav, ammonta a 12,5 miliardi di euro ed evidenzia una crescita di circa 646 milioni (+5,5%) rispetto al 2015.

Per quanto riguarda gli OICR, gli investimenti del Gruppo bancario sono oggi rappresentati solo dalle SICAV lussemburghesi collocate da BG Fund Management Luxembourg, società controllata da Banca Generali, con gestione realizzata in proprio o con delega di gestione.

Negli anni queste famiglie di prodotti di risparmio collettivo si sono arricchite di numerosi comparti (49 per BG Selection, 31 per BG Sicav e 2 BG Alternative), la cui gestione è realizzata in proprio o, per la maggior parte, con delega di gestione affidata a società terze.

Il dato delle gestioni patrimoniali riferite al Gruppo bancario è pari a 4,6 miliardi di euro, in sensibile aumento rispetto al dato del 2015 (29,2%).

Prodotti di risparmio gestito di terzi

Il Gruppo bancario, nello svolgimento della propria attività di intermediazione e collocamento, colloca prodotti di terzi sia nel comparto del risparmio gestito, sia in quello assicurativo.

In particolare, nel comparto degli OICR di diritto italiano e di diritto estero (principalmente Sicav lussemburghesi), Banca Generali colloca prodotti del Gruppo Assicurazioni Generali e di tutte le principali case d'investimento internazionali.

Nel 2016 il patrimonio di OICR di terzi, pari a 5.059 milioni di euro si è incrementato del 16% rispetto al dato del 2015 (4.361 miliardi). Questo è reso possibile grazie all'utilizzo della cosiddetta "architettura aperta", che consente alla clientela l'accesso a una vastissima gamma di prodotti d'investimento anche a livello internazionale, a supporto dell'approccio consulenziale che caratterizza la proposta commerciale di Banca Generali.

GRUPPO BG VARIAZIONI SU 31.12.2015
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Fondi e Sicav 5.059 4.361 698 16,0%
GPF/GPM 189 186 2 1,2%
Totale risparmio gestito prodotti terzi 5.247 4.547 700 15,4%

L'utilizzo di prodotti di terzi nell'ambito della più complessiva offerta della banca è in realtà molto più ampio di quanto non esprima la tabella precedente per due ordini di motivi.

A partire dalla data di lancio nel 2009, si è registrata una progressiva crescita di investimenti della clientela nel Fondo di Fondi multi-comparto di diritto lussemburghese BG Selection Sicav. Questa Sicav è promossa direttamente dal Gruppo Banca Generali, ma investe in modo pressoché esclusivo in OICR di terzi.

In aggiunta a ciò e a conferma della vocazione multimanager del prodotto, sin dall'inizio è stata avviata la commercializzazione di comparti (oggi sono 38 su 49 complessivi) la cui gestione è affidata direttamente ad alcune tra le maggiori società d'investimento internazionali, con utilizzo diretto del proprio brand, ampliando così in modo significativo la diversificazione gestionale dei portafogli di risparmio gestito detenuti dalla clientela della banca.

Analogo processo è stato posto in essere per BG Sicav relativamente a 23 dei suoi 31 comparti e ai 2 nuovi comparti di BG Alternative che sono in delega a terzi. Pertanto, mediante delega di gestione circa il 76% delle Sicav promosse da BG Fund Management Luxembourg si avvale del supporto gestionale diretto di terze parti.

Per quanto riguarda il settore degli OICR in cui è investito il patrimonio dei clienti di Banca Generali, la diversificazione realizzata con prodotti di terzi, attuata sia in modo diretto che indiretto nell'ambito delle deleghe di gestione delle Sicav lussemburghesi della banca, rappresenta oltre l'80% degli investimenti complessivi.

Prodotti di risparmio assicurativo di terzi

Il patrimonio investito in strumenti di risparmio assicurativo e previdenziale concerne, per la quasi totalità, polizze tradizionali, unit linked e multiramo di Genertellife, società del Gruppo Assicurazioni Generali.

Il patrimonio a fine 2016 si è attestato a 20,2 miliardi di euro con una crescita del 17% rispetto al dato di dicembre 2015. Il risultato, nettato da riscatti e scadenze contrattuali, è dovuto prevalentemente all'eccezionale valore della nuova produzione assicurativa realizzata nell'anno che ha riguardato la polizza multiramo BG Stile Libero e la più tradizionale polizza BG Cedola Più.

GRUPPO BG VARIAZIONI SU 31.12.2015
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Prodotti assicurativi (unit linked, polizze
tradizionali, multiramo, etc.)
20.213 17.263 2.949 17,1%
Totale risparmio assicurativo prodotti di
terzi
20.213 17.263 2.949 17,1%

6.2 Risparmio amministrato

La raccolta indiretta amministrata è costituita dai titoli depositati dai clienti, sia retail che corporate, sui dossier a custodia e amministrazione, aperti presso la capogruppo Banca Generali. Al 31 dicembre 2016 si è attestata, a valori di mercato pari a 6.473 milioni di euro, a fronte dei 6.627 milioni di euro registrati a fine 2015.

Tale comparto ha subito una lieve flessione rispetto all'anno precedente (-2,3%).

GRUPPO BG VARIAZIONE
(MILIONI DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Dossier titoli clientela corporate Gruppo
Generali
278 423 -145 -34,2%
Dossier titoli altra clientela 6.195 6.204 -9 -0,1%
Raccolta indiretta amministrata a valori di
mercato del Gruppo bancario
6.473 6.627 -154 -2,3%

7. I RISULTATI PER SE T TORE DI ATTIVITÀ

In applicazione dell'IFRS 8, l'informativa di settore del Gruppo Banca Generali si basa sugli elementi che il management utilizza per prendere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach").

Il Gruppo bancario identifica le seguenti tre principali aree di business:

  • Canale Affluent, che individua la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Consulenti finanziari facente capo principalmente all'"Area Financial Planner" e dai rispettivi clienti;

  • Canale Private, che delinea la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Private banker e Relationship manager facente capo all'"Area Private Banking" e dall'"Area Relationship Manager" e dai rispettivi clienti;

  • Canale Corporate, che individua la redditività generata per il Gruppo dall'attività finanziaria della Direzione Finanza e dall'offerta di servizi bancari e di investimento a società di medio-grandi dimensioni facenti parte anche del Gruppo Assicurazioni Generali.

Le tabelle seguenti riportano i risultati economici consolidati dei settori individuati esposti già al netto delle elisioni infrasettoriali.

CONTO ECONOMICO 31 DICEMBRE 2016 31 DICEMBRE 2015
(MIGLIAIA DI EURO) CANALE AFFLUENT CANALE
PRIVATE
CANALE CORPORATE TOTALE CANALE AFFLUENT CANALE
PRIVATE
CANALE CORPORATE TOTALE
Margine di interesse 25.180 13.809 19.674 58.663 28.567 16.454 21.208 66.230
Commissioni attive 367.941 203.440 33.308 604.689 387.365 225.258 39.338 651.960
Commissioni passive -186.730 -96.828 -12.120 -295.678 -176.760 -94.097 -10.341 -281.198
Commissioni nette 181.211 106.612 21.188 309.011 210.605 131.161 28.996 370.762
Risultato dell'attività finanziaria - - 32.754 32.754 - - 25.790 25.790
Dividendi - - 1.963 1.963 - - 3.120 3.120
Margine di intermediazione 206.391 120.421 75.579 402.391 239.172 147.615 79.115 465.903
(MILIONI DI EURO)
Asset Under Management 28.295 19.252 2.957 50.504 24.321 17.283 2.778 44.383
Raccolte netta 3.704 1.973 n.a. 5.677 2.885 1.755 n.a. 4.640
Numero consulenti/RM 1.371 470 n.a. 1.841 1.292 423 n.a. 1.715
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 VAR.
Margine interesse 25.180 28.567 -11,86%
Commissioni nette 181.211 210.605 -13,96%
Margine intermediazione 206.391 239.172 -13,71%
AUM 28.295 24.321 16,34%
Raccolta netta 3.704 2.885 28,37%
Consulenti 1.371 1.292 6,11%
AUM/consulente 20,64 18,82 9,63%
Raccolta/consulente 2,70 2,23 20,97%

Al 31.12.2016 gli AUM afferenti a tale canale ammontano a 28,3 miliardi di euro, in aumento rispetto all'esercizio precedente di circa 3,9 miliardi di euro (+16,34%), per effetto sia della performance positiva di mercato, sia dell'aumento della raccolta netta (3.704 milioni di euro) che si è concentrata sui prodotti di risparmio gestito e assicurativo. Nel 2016 i ricavi netti prodotti da tale canale hanno raggiunto 206,4 milioni di euro in riduzione del 13,7% rispetto ai 239,2 milioni di euro del 2015, principalmente per i seguenti motivi:

  • una riduzione delle commissioni nette (-14%) che scontano una riduzione delle commissioni di performance rispetto allo scorso anno (-45,7%), oltre che minori entry fees dovute all'instabilità del mercato (-48,4%), e un incremento delle management fees (+9,2%) per effetto dell'aumento del patrimonio medio (+12,7%) e del miglioramento dell'asset mix, in particolare riferito ai comparti gestito e assicurativo, trainati dai due prodotti contenitore BG Solution e BG Stile Libero;

  • riduzione del margine di interesse (-11,9%) dovuto alla contrazione dei tassi di interesse.

Il contributo del canale nei confronti dei ricavi netti consolidati complessivi si è attestato al 51%, mentre il rapporto tra commissioni nette/AUM medio è pari a 0,69%.

Canale Private (MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 VAR.
Margine interesse 13.809 16.454 -16,08%
Commissioni nette 106.612 131.161 -18,72%
Margine intermediazione 120.421 147.615 -18,42%
AUM 19.252 17.283 11,39%
Raccolta netta 1.973 1.755 12,44%
Consulenti 470 423 11,11%
AUM/consulente 40,96 40,86 0,25%
Raccolta/consulente 4,20 4,15 1,20%

Al 31.12.2016 gli AUM riferibili al canale Private ammontano a 19,3 miliardi di euro ed evidenziano un significativo aumento rispetto al 2015 (+2,0 miliardi di euro, +11,39%), in presenza di una raccolta netta attestatasi a quasi 2,0 miliardi di euro, anch'essa in aumento rispetto al 2015 (+12,44%). Nel 2016 i ricavi netti prodotti dal canale Private si sono attestati a 120,4 milioni di euro, con un decremento del 18,4%. Le motivazioni di tale riduzione sono analoghe a quanto già rilevato per il canale Affluent. Il contributo nei confronti dei ricavi netti consolidati complessivi si è attestato al 30%, con un rapporto tra commissioni nette/AUM medio pari a 0,60%.

Canale Corporate (MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 VAR.
Margine interesse 19.674 21.208 -7,23%
Commissioni nette 21.188 28.996 -26,93%
Risultato attività finanziaria e dividendi 34.717 28.911 20,08%
Margine intermediazione 75.579 79.115 -4,47%
AUM 2.957 2.778 6,44%
Raccolta netta n.a. n.a. n.a.
Consulenti n.a. n.a. n.a.

Al 31.12.2016 gli AUM riferibili al canale Corporate ammontano a 2,9 miliardi di euro, in aumento del 6,44% rispetto allo scorso anno. Nel 2016 i ricavi netti prodotti dal canale Corporate hanno raggiunto 75,6 milioni di euro (-4,5% rispetto al 2015) per effetto di:

  • una diminuzione del margine di interesse (-7,2%) motivato sia da una riduzione dei tassi di interesse, sia dalla conclusione dell'operazione straordinaria di LTRO, il cui impatto sul 2015 è stato di 3,1 milioni.

  • un forte incremento delle commissioni di gestione (+33,2%) dovuto all'aumento degli assets in gestione sugli OICR sottostanti alla polizza Valore futuro, compensate però dalla riduzione delle commissioni di performance (-44,7%).

Il contributo nei confronti dei ricavi netti consolidati complessivi risulta pari al 19%.

8. LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL'IMPRESA

8.1. Distribuzione del
valore aggiunto
globale
Di seguito viene riportata una sintesi dei risultati 2016 nei diversi ambiti in cui si esplica la
responsabilità sociale del Gruppo bancario; in particolare i dati economici dell'esercizio ven
gono riesposti attraverso la metodologia del VAG (Valore Aggiunto Globale) che esprime la
ricchezza che il Gruppo ha generato e ha distribuito a favore delle diverse classi di soggetti
interessati dalla sua operatività quotidiana (per esempio, in primis, rete dei Consulenti finan
ziari e le risorse umane). Il VAG è pari alla differenza tra ricavi totali e totale dei costi per beni
e servizi (c.d. consumi).
Particolare rilevanza rivestono gli azionisti, che si attendono un ritorno economico dei propri
mezzi finanziari impegnati nell'impresa e il Sistema Stato – inteso come l'insieme degli enti
dell'amministrazione centrale e di quelle locali – al quale confluisce, sotto forma di imposte
dirette e indirette, una parte significativa della ricchezza prodotta.
Grande attenzione viene riservata anche ai bisogni della collettività/ambiente sia attraverso
iniziative di beneficenza sia mediante l'impegno in opere di carattere sociale e culturale.
Infine, vi è il Sistema Impresa, che deve disporre di un ammontare adeguato di risorse da
destinare agli investimenti produttivi e all'operatività quotidiana, investimenti necessari per
la crescita economica e la stabilità dell'impresa per garantire la creazione di nuova ricchezza
a tutti gli stakeholder.
Dal punto di vista metodologico, il Valore Aggiunto si ottiene riclassificando le voci del conto
economico del Bilancio Consolidato per evidenziarne il processo di formazione, nelle sue diver
se formulazioni, nonché la sua distribuzione.
I prospetti di determinazione e di distribuzione del Valore Aggiunto sono stati predisposti sui
dati del Bilancio Consolidato 2015-2016 e prendendo, come base di riferimento, le linee guida
emanate dall'ABI.
Aggiunto La distribuzione del Valore Il Gruppo Banca Generali ha conseguito, nel 2016, ricavi netti per 741,1 milioni di euro, in calo
di 50,4 milioni rispetto all'esercizio 2015 (-6,4%), mentre la dinamica dei consumi ha registrato
una lieve contrazione di 3,0 milioni di euro.
La dinamica dei ricavi è stato influenzata principalmente dalla dinamica delle commissioni
di performance (-60,0 milioni di euro) e dalla contrazione degli interessi attivi (-8,0 milioni di
euro), solo in parte controbilanciate dal maggior risultato dell'attività finanziaria e dalla cre
scita delle commissioni ricorrenti.
La riduzione dei consumi è stata invece determinata principalmente dal minor impatto degli
accantonamenti e rettifiche di valore che hanno compensato un contenuto incremento delle
spese amministrative (+5,3 milioni di euro), parzialmente compensato.
Si evidenzia come i contributi versati ai fondi di Risoluzione e Tutela Depositi, per un ammon
tare di 8,3 milioni di euro, siano stati allocati nella fase di ripartizione del Valore aggiunto, in
accordo con l'interpretazione che li riconduce alla categoria dei tributi.
Analogamente gli accantonamenti netti per le incentivazioni e le indennità a favore della rete
di Consulenti finanziari, i recuperi di spese e le indennità addebitate a Consulenti finanziari
e gli accantonamenti netti per il personale sono stati allocati nella fase di distribuzione, fra le
spese del personale.
Il Valore Aggiunto Lordo (VAG) ha quindi raggiunto un livello di 614,1 milioni di euro ed è risul
tato ripartito come segue:
> Risorse Umane (dipendenti e altri collaboratori): 13,1% circa del VAG Lordo prodotto, per un
totale di 80,4 milioni di euro, a fronte degli 87,9 milioni dell'esercizio precedente (13.3%) che
tuttavia comprendevano gli stanziamenti per il piano di ristrutturazione per un ammontare
di 10,2 milioni di euro.
> Consulenti Finanziari: 47,4% del VAG Lordo prodotto, per un totale di 290,8 milioni di euro,
comprensivi di accantonamenti netti per incentivazioni, piani di inserimento e altre indenni
tà contrattuali per 32,3 milioni di euro (in crescita rispetto al 42,1% nel 2015).
> Azionisti: 20,3% del VAG Lordo, con un lieve decremento rispetto al 21,0% nel 2015 dovuta
alla riduzione del dividendo deliberato da 1,20 euro a 1,07 euro.
> Sistema Stato: 13,2% circa del VAG Lordo pari a 80,9 milioni, in calo rispetto all'esercizio
precedente, per effetto combinato del minor carico fiscale stimato per le imposte sui redditi.
Il sistema impresa, infine, ha trattenuto sotto forma di utili non distribuiti e di ammortamenti
il 6,1% del VAG (10,5% del 2015), per un ammontare complessivo di 37,2 milioni. L'importo è da
considerare come l'investimento che le altre categorie di stakeholder effettuano ogni anno al
fine di mantenere in efficienza e permettere lo sviluppo del complesso aziendale.

Prospetto di ripartizione del Valore Aggiunto Globale Lordo e della sua distribuzione

VOCI DI BILANCIO (IN MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 VAR.
A. Totale ricavi netti 741.006 791.414 -50.408
B. Totale consumi -126.882 -129.915 3.033
C. Risultato netto della gestione assicurativa - - -
D. Valore aggiunto caratteristico lordo 614.124 661.499 -47.375
E. Valore aggiunto globale lordo 614.146 661.493 -47.347
Ripartito tra: -
1. Azionisti 124.674 139.237 -14.563
Soci privati (1) 124.674 139.237 -14.563
Utile di esercizio di pertinenza di terzi - - -
2. Risorse umane 371.274 366.623 4.651
Costo lavoratori subordinati; spese per contratti a tempo indeterminato e determinato 78.905 85.865 -6.960
Costo Consulenti finanziari, comprensivo di acconti netti 290.852 278.751 12.101
Costo altre collaborazioni 1.517 2.007 -490
3. Sistema, enti, istituzioni (amministrazioni centrale e amministrazioni periferiche) 80.915 85.931 -5.016
Imposte e tasse indirette e patrimoniali 43.692 42.538 1.154
Oneri per fondi di risoluzione e tutela depositi 8.281 8.711 -430
Imposte sul reddito dell'esercizio 28.942 34.682 -5.740
4. Collettività e ambiente 123 70 53
Elargizioni e liberalità 123 70 53
5. Sistema impresa 37.160 69.632 -32.472
Variazione riserve 31.220 64.322 -33.102
Ammortamenti 5.940 5.310 630
Valore Aggiunto Globale Lordo 614.146 661.493 -47.347

(1) Il dato tiene conto del dividendo ufficiale deliberato.

Ripartizione del Valore Aggiunto

Prospetto di determinazione del Valore Aggiunto Globale

VOCI DI BILANCIO (IN MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 VAR.
10. Interessi attivi e proventi assimilati 61.778 69.743 -7.965
40. Commissioni attive 604.689 651.960 -47.271
70. Dividendi e proventi simili 1.963 3.120 -1.157
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 2.383 4.489 -2.106
100. Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: 30.371 21.301 9.070
a) crediti 2.204 1.700 504
b) attività finanziarie disponibili per la vendita 28.151 19.601 8.550
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza 16 - 16
220. Altri oneri/proventi di gestione (4) 39.897 40.841 -944
240. Utili (perdite) delle partecipazioni -75 -40 -35
A. Totale ricavi netti 741.006 791.414 -50.408
20. Interessi passivi e oneri assimilati -3.115 -3.513 398
50. Commissioni passive (1) -33.889 -34.560 671
180.b Altre spese amministrative (2) -88.023 -82.701 -5.322
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: -778 -6.471 5.693
a) crediti 1.921 -1.121 3.042
b) attività finanziarie disponibili per la vendita -2.865 -2.845 -20
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza 101 -2.575 2.676
d) altre operazioni finanziarie 65 70 -5
190. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri (3) -1.077 -2.670 1.593
B. Totale consumi -126.882 -129.915 3.033
C. Valore aggiunto caratteristico lordo 614.124 661.499 -47.375
250. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali - - -
270. Utili (perdite) da cessione di investimenti 22 -6 28
D. Valore aggiunto globale lordo 614.146 661.493 -47.347
Ammortamenti -5.940 -5.310 -630
E. Valore aggiunto globale netto 608.206 656.183 -47.977
180.a Spese per il personale (5) -371.274 -366.623 -4.651
180.b Altre spese amministrative: imposte indirette e tasse (6) -43.692 -42.538 -1.154
180.b Altre spese amministrative: oneri fondi risoluzione e tutela depositi (6) -8.281 -8.711 430
180.b Altre spese amministrative: elargizioni e liberalità (6) -123 -70 -53
F. Risultato prima delle imposte 184.836 238.241 -53.405
290. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente -28.942 -34.682 5.740
330. Utile di esercizio di pertinenza di terzi - - -
G. Risultato d'esercizio di pertinenza della capogruppo 155.894 203.559 -47.665

(1) Il dato differisce da quello del conto economico esposto nel fascicolo di Bilancio in quanto i compensi corrisposti alla rete dei Consulenti Finanziari sono stati riclassificati tra le "Spese per il personale".

Ripartizione del Valore Aggiunto

SISTEMA, ENTI, ISTITUZIONI (AMM. CENTRALI E PERIFERICHE)

RISORSE UMANE E ALTRE COLLABORAZIONI

COLLETTIVITÀ E AMBIENTE

CONSULENTI FINANZIARI

47,4%

0,02%

SISTEMA IMPRESA

13,2%

13,1%

6,1%

AZIONISTI 20,3%

(2) Il dato differisce da quello del conto economico esposto nel fascicolo di Bilancio per l'esclusione delle imposte indirette e tasse, dei contributi a i fondi di Risoluzione e Tutela depositi e delle elargizioni e liberalità (esposte a voce propria).

(3) Il dato differisce da quello del conto economico esposto nel fascicolo di Bilancio in quanto non comprende gli accantonamenti netti per le incentivazioni e le indennità a favore della rete di Consulenti Finanziari e gli accantonamenti netti per il personale.

(4) Il dato differisce da quello del conto economico esposto nel fascicolo di Bilancio in quanto non comprende i recuperi spese da Consulenti Finanziari e le sopravvenienze relative al Personale (esposte a voce propria).

(5) Il dato differisce da quello del conto economico esposto nel fascicolo di Bilancio in quanto comprende i compensi corrisposti alla rete dei Consulenti Finanziari e i relativi fondi.

(6) Dato esposto a voce propria nello schema di determinazione del Valore Aggiunto.

8.2 Alcuni aspetti sociali e ambientali

8.2.1 Politiche per i dipendenti La responsabilità sociale del Gruppo bancario nelle relazioni con i collaboratori si traduce innanzitutto in politiche di selezione, remunerazione, gestione e sviluppo di carriera che bandiscono ogni forma di discriminazione. La diversità è vista come opportunità di crescita e arricchimento.

Gli organici del Gruppo Banca Generali sono composti per la quasi totalità (99%) da personale italiano. In ogni caso, ai dipendenti di qualsiasi nazionalità vengono offerte pari opportunità di crescita professionale e di carriera, anche grazie a politiche che favoriscono la mobilità infragruppo. Nelle società del Gruppo Banca Generali il 98% dei dirigenti è locale.

In via generale, il Gruppo bancario rispetta le norme di legge di rango costituzionale, di livello ordinario e regolamentare, nonché le disposizioni collettive, contrattuali (nazionali e aziendali) e regolamentari che disciplinano il rapporto di lavoro. Tutti i dipendenti sono assunti con regolare contratto di lavoro ed è bandita ogni forma di lavoro minorile, forzato o obbligato.

Per quanto riguarda le pari opportunità per i diversamente abili, vengono rispettate e attuate le normative nazionali che tutelano queste persone.

Distribuzione geografica dei dipendenti

2016 2015 VAR.
Abruzzo 2 2 -
Calabria 2 2 -
Campania 11 12 -8%
Emilia-Romagna 11 9 22%
Friuli-Venezia Giulia 322 324 -1%
Lazio 21 22 -5%
Liguria 11 13 -15%
Lombardia 399 384 4%
Piemonte 20 18 11%
Puglia 4 4 -
Sicilia 1 1 -
Toscana 7 7 -
Umbria 1 1 -
Veneto 15 14 7%
Italia 827 813 2%
Lussemburgo 22 24 -8%

Analizzando la distribuzione geografica dell'organico si evidenzia un andamento in linea con l'esercizio precedente, ovvero una sostanziale stabilità su tutte le regioni, ad eccezione della regione Lombardia, regione nella quale operano le strutture centrali di coordinamento dell'area commerciale e le strutture a supporto del business, dove si è avuto un incremento di n. 15 risorse.

Il Gruppo persegue la valorizzazione delle persone, riconoscendo il contributo che ognuno può fornire all'organizzazione. L'attenzione e l'impegno verso i collaboratori, considerati capitale strategico sul quale il Gruppo basa il proprio successo, il rispetto della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza, delle pari opportunità nel lavoro e nei percorsi di carriera, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità, il sesso, la razza o l'origine etnica, la religione, le opinioni politiche, l'età, l'orientamento sessuale, la disabilità, lo stato di salute sono sanciti nel Codice di Comportamento del gruppo Banca Generali.

Le politiche legate allo Sviluppo del talento e delle professionalità sono disegnate in sinergia con i manager di linea, in modo da essere sempre orientate verso i nuovi obiettivi strategici e la ricerca di performance eccellenti, al fine di valorizzare e supportare le persone nel loro percorso di crescita interno all'azienda.

Nel corso del 2016 si sono concluse le iniziative di supporto manageriale avviate nel 2014 come i percorsi dedicati al middle management "Gestire e Sviluppare le Risorse in un ambiente motivante", che ha visto il coinvolgimento di tutti i responsabili di risorse della banca, e "Officine di Crescita Manageriale" consistente in momenti di approfondimento su diversi aspetti della managerialità in Azienda declinati in un ottica di team coaching.

Inoltre, sempre a supporto della crescita personale, per i quadri direttivi e i dirigenti sono stati avviati numerosi percorsi individuali di business coaching, la cui metodologia si è rivelata efficace e apprezzata, che si sono affiancati all'offerta di percorsi di Alta Formazione, attuata in collaborazione con la Fondazione ISTUD, dedicati a impiegati, quadri direttivi e dirigenti e con l'Università degli studi di Brescia con cui è stato disegnato e attivato il Master di 2º livello in "Governance del Patrimonio e Passaggio Generazionale". Forte impulso è stato dato anche alla formazione linguistica, in particolare per la lingua inglese, la cui fruizione è stata resa accessibile ai dipendenti a vario livello.

Qualora non si possa fare ricorso a specifiche professionalità interne, già formate o da formare, il Gruppo bancario Banca Generali, in stretto collegamento con gli indirizzi e con le metodiche implementate nel Gruppo Generali, seleziona risorse di potenziale da inserire nel proprio team attraverso un percorso strutturato di assessment che garantisce trasparenza del processo sia per i candidati che per i Manager di Linea e imparzialità nella scelta dei profili con maggiori potenzialità da esprimere.

Nel Gruppo Banca Generali vengono periodicamente condotte indagini sul clima aziendale e altre forme di dialogo con i dipendenti, nonché altre attività di coinvolgimento dei collaboratori mirate a costruire una cultura e un'identità d'impresa. I dipendenti del Gruppo bancario usufruiscono, insieme ai dipendenti del Gruppo Generali, dei canali informativi dedicati, quali il portale interno dedicato ai dipendenti (istituito nel corso del 2015 e sempre oggetto di implementazioni e miglioramenti), il Bollettino.com e le newsletter, che raccolgono e diffondono notizie su eventi, progetti e note organizzative, oltre alla nuova newsletter mensile "Prima Pagina", dedicata esclusivamente di dipendenti del Gruppo Banca Generali.

Sul tema delle indagini di clima, già nel 2015 era stata attivata la prima Global Survey a livello mondiale. Il ritorno per Banca Generali era stato molto positivo nel complesso. Tra le aree di miglioramento era stato evidenziato il bilanciamento tra tempi di vita e tempi di lavoro. Su questo fronte, come già anticipato l'anno precedente, la Banca si è immediatamente attivata, concretizzando nel corso del 2016 iniziative nelle principali sedi di Trieste e di Milano, all'interno di un organico piano di "people care".

In particolare, nelle predette sedi, i dipendenti possono usufruire dei seguenti servizi:

  • Convenzioni con asili nido "di prossimità";

  • Parcheggi pré-maman gratuiti;

  • Lavanderia aziendale: il servizio realizzato con modalità differenti tra le 2 piazze per soddisfare le rispettive peculiarità geografiche e logistiche;

  • Aree pranzo in azienda: locali aziendali attrezzati per garantire ai dipendenti delle principali sedi direzionali di poter consumare il pasto portato da casa in un accogliente ambiente dedicato.

Sono anche stati installati in tutti gli ambienti della banca, i pannelli Breath per la purificazione dell'aria / abbellimento dell'ambiente di lavoro.

Queste nuove azioni si vanno ad aggiungere agli strumenti di flessibilità già consolidati da diversi anni come supporto alla conciliazione tra impegni lavorativi ed esigenze personali e familiari:

  • Orario elastico in entrata e in uscita, per tutte le attività aziendali ad eccezione di quelle di "front" dedicate al contatto diretto e quotidiano con la clientela;

  • Concessione del part time in occasione della nascita o adozione di figli, presso le strutture di medio/grandi dimensioni;

  • Permessi retribuiti aggiuntivi nei casi di visite mediche o accertamenti diagnostici obiettivamente non collocabili al di fuori dell'orario individuale di lavoro.

L'offerta di BG per le categorie: giovani e famiglie

Banca Generali ha sviluppato nel corso del tempo soluzioni dedicate al target della famiglia, in un'ottica sia di protezione del risparmio che di salvaguardia del benessere familiare.

In particolare, nell'ambito dei prodotti di risparmio dedicati ai figli e alla realizzazione dei progetti per la loro crescita, sono stati realizzati e commercializzati prodotti quali:

  • La polizza BG 18 anni, che consente di creare, con un piano di risparmio, un capitale destinato al futuro dei figli, dal sostegno dei costi di studio alla garanzia di poter contribuire alle prime grandi spese;

  • La carta conto BG GO!, pensata per un target di Clienti giovani, che associa tutti i principali servizi collegati a un conto corrente alle funzioni peculiari di una carta di debito. Il canone annuo ridotto e la possibilità di utilizzarla per fare acquisti online, rendono BG GO! un prodotto ideale per il mercato degli under 30;

  • Il conto deposito BG 10+, con carta prepagata gratuita e nessun costo di gestione, consente ai più giovani di avere un conto su cui far confluire i propri risparmi, pur mantenendo la supervisione di un adulto che di fatto lo gestisce. Questo prodotto si inserisce all'interno di un progetto di sensibilizzazione all'educazione finanziaria dei più piccoli, che Banca Generali sta sviluppando da qualche anno;

8.2.2 Politiche a sostegno delle famiglie e dei giovani

Anche l'iniziativa "Un Campione per Amico", presente nelle principali piazze italiane con la collaborazione di quattro campioni dello sport, punta a coinvolgere i più giovani al tema dell'educazione finanziaria attraverso lo sport e il gioco.

La costante attenzione di Banca Generali alla protezione della famiglia è confermata dal lancio, nel corso del 2016, del tool "Family Protection" che, all'interno della piattaforma "BG Personal Advisory", consente al Consulente di analizzare il patrimonio complessivo del Cliente (finanziario e non finanziario) in ottica di passaggio generazionale allo scopo di evidenziarne eventuali criticità in termini di allocazione e distribuzione degli asset o di fruibilità del patrimonio immobiliare, nonché dal lancio del "Pacchetto Protezione" per i Clienti che richiedono l'accredito dello stipendio/pensione o domiciliano le utenze sul conto corrente, il quale prevede una copertura assicurativa a protezione di eventuali furti derivanti dall'utilizzo del bancomat e il servizio SMS che informa su operazioni di accesso al sito, movimenti del c/c, movimenti bancomat ed eseguiti per la negoziazione titoli.

Per quanto riguarda la gamma prodotto, diverse sono le soluzioni realizzate nel corso del tempo per soddisfare le esigenze di protezione del benessere e salvaguardia degli investimenti. Si segnala, in particolare, BG Stile Libero, la polizza multiramo che permette di investire fino a un massimo del 30% in una Gestione Separata del Gruppo Assicurazioni Generali con la garanzia del capitale investito anche in caso di disinvestimento prima della scadenza. La polizza offre un sistema integrato di coperture assicurative quali la protezione caso morte in base all'età, protezione per infortunio e maggiorazioni a copertura in caso di minusvalenze, che permettono al sottoscrittore di tutelare il patrimonio investito e garantire serenità al nucleo famigliare.

Oltre a BG Stile Libero sono presenti nella gamma di offerta altri prodotti assicurativi che rispondono ai bisogni di protezione, quali:

  • Polizza temporanea caso morte, BG Tutela, che garantisce in caso di decesso dell'assicurato, con un premio annuo minimo di 50 euro, la liquidazione di un capitale ai beneficiari designati;

  • Assicurazione Casa di Genertel, per la protezione dell'abitazione e della vita familiare che garantisce una copertura in caso di danni causati a terzi, danni al fabbricato e al suo contenuto.

Nell'ambito dei servizi bancari al fine di migliorare il benessere per le famiglie, nell'esercizio è proseguita sia l'offerta di conti correnti con condizioni ad hoc per associazioni che raggruppano famiglie di disabili (es. le Onlus La Goccia, ANNFASS, L'Anatroccolo) o che sostengono la ricerca scientifica sulle malattie più rare (es. AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla), sia l'offerta di mutui e prestiti di Intesa Sanpaolo volta a favorire e tutelare l'investimento immobiliare residenziale dei propri Clienti.

8.2.3 Politiche ambientali Come enunciato nella Politica di Gruppo per l'Ambiente e il Clima, la salvaguardia dell'ambiente come bene primario rientra tra i valori guida del Gruppo Generali, che si impegna a orientare le proprie scelte in modo da garantire la compatibilità tra iniziativa economica ed esigenze ambientali.

Il Gruppo Banca Generali, parte del Gruppo Generali, è consapevole del fatto che la conduzione delle proprie attività in contesti socialmente, ambientalmente e culturalmente anche molto diversi, richiede l'impegno a perseguire un comune obiettivo di sviluppo economico sostenibile per quanto riguarda sia le ricadute dirette dell'attività svolta, sia le proprie aree di influenza.

Il Gruppo Banca Generali, è impegnato in un progetto finalizzato all'introduzione di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) con l'obiettivo di gestire gli aspetti ambientali più significativi, dando attuazione alla Politica di Gruppo per l'Ambiente e il Clima, nel rispetto dei requisiti della norma ISO 14001 e delle linee guida indicate dal Gruppo Generali.

Nell'ambito del SGA è stata definita la Politica di Gruppo per l'Ambiente e il Clima che definisce gli obiettivi e gli impegni che orientano le scelte e le azioni del Gruppo allo scopo di contribuire positivamente a uno sviluppo sostenibile. Gli obiettivi individuati si riferiscono sia agli impatti ambientali diretti, riconducibili alle attività assicurative e finanziarie del Gruppo, sia agli impatti indiretti, collegati alle attività di approvvigionamento, di progettazione e distribuzione di prodotti assicurativi e finanziari e all'attività istituzionale di investimento.

Per identificare gli impatti rilevanti dell'attività aziendale sull'ambiente è stata condotta un'analisi ambientale sulle principali Sedi di Milano, via Ugo Bassi 6 e di Trieste, Corso Cavour 5/a. Tali immobili rappresentano la sede di lavoro di 654 dipendenti per una copertura pari al 77% in termini di organico del Gruppo Banca Generali.

Allo scopo di attuare e mantenere attivi gli obiettivi contenuti nella Politica di Gruppo per l'Ambiente e il Clima, anche il Gruppo Banca Generali si è allineato agli obiettivi e target di Gruppo per il miglioramento ambientale che prevedono la riduzione del 20% delle emissioni GHG entro il 2020. I valori iniziali del Gruppo Banca Generali, cui fanno riferimento i target fissati, sono quelli rilevati al 31.12.2013.

Consumo di energia elettrica pro capite

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
KWh 2.651,85 2.670,25 -0,69%
Quota fonti rinnovabili (%) 100 100

Nel 2016 il consumo complessivo di energia elettrica è risultato pari a 1.734,31 GWh, praticamente stabile rispetto all'esercizio precedente (+0,85%), in diminuzione invece in termini di consumo pro capite i cui valori sono scesi a 2.651,85 KWh per persona rispetto a quelli registrati nel 2015 che erano pari a 2.670,25 KWh (-0,69%).

L'energia elettrica è utilizzata principalmente per il condizionamento dell'aria e il riscaldamento, l'illuminazione e il funzionamento dei macchinari.

Consumo di gas pro capite

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
M3 184,59 302,06 -38,89%

Per quanto riguarda il consumo di energia termica, nel 2016 presso le sedi monitorate nel Sistema di Gestione Ambientale, sono stati consumati 120.724 metri cubi di gas naturale con una decisa riduzione dei consumi del -37,94% rispetto al 2015. A seguito dell'incremento delle risorse presenti nelle sedi oggetto di SGA, la diminuzione del consumo pro capite è stata ancora più sensibile attestandosi a -38,89% rispetto ai valori dell'anno precedente.

La diminuzione dei consumi si è registrata interamente sulla sede di Trieste dove il gas naturale è utilizzato sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento estivo (c.d. sistema a travi fredde). Proprio questo sistema è stato attentamente monitorato dal servizio di Facility e costantemente tarato dai tecnici per adeguarlo alle mutate condizioni climatiche esterne che si sono susseguite durante l'anno.

La sede di Milano invece ha registrato una sostanziale conferma dei consumi dell'anno precedente (+0,23%).

Consumo totale di carta

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
Quintali 327,26 328,03 -0.23%

Per quanto riguarda il consumo di carta, si nota, rispetto all'anno precedente una sostanziale conferma dei consumi complessivi (-0,23%), con un leggero miglioramento circa l'utilizzo di carta ecologica, green compatibile che si posizione al 93% del consumo totale di carta (bianca e stampata).

Nel 2016 sono stati consumati complessivamente 327 quintali di carta, includendo sia la carta bianca sia quella stampata, ossia la carta acquistata dai fornitori per la stampa di documenti e pubblicazioni del Gruppo (contratti, materiali pubblicitari, bilanci, ecc.).

Consumo di acqua pro capite

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
M3 16,89 19,93 -15,27%

Nel 2016 i consumi totali di acqua sono stati pari a 11.044 metri cubi, con un calo rispetto all'anno precedente di 1.792 metri cubi (-13,96%).

A livello pro capite, invece, la diminuzione percentuale (-15,27%) è più marcata perché è aumentato il numero delle risorse umane che occupano gli immobili oggetto di SGA.

Rifiuti

Quintali 31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
Totale rifiuti raccolti con modalità differenziata 102,2 148,6 -31,27%
Totale rifiuti raccolti con modalità indifferenziata 45,0 124,4 -63,85%

Nel 2016 sono stati complessivamente prodotti 147,1 quintali di rifiuti, di cui 102,2 (69%) raccolti con modalità differenziata e 45,0 (31%) destinati all'incenerimento o allo smaltimento in discarica.

Le sensibili variazioni anno su anno delle due modalità di raccolta rifiuti dipendono da operazioni straordinarie di smaltimento. Nel 2015 sono stati portati in discarica dal Facility Management rifiuti misti per 124 quintali.

La raccolta differenziata riguarda carta e cartone, plastica e alluminio, rifiuti IT e toner, vetro e "umido". La parte preponderante di questi rifiuti è costituita da carta e cartone (78% dei rifiuti differenziati), a seguire plastica o alluminio che rappresentano il 18%. I toner e i rifiuti considerati pericolosi (tubi al neon, batterie, ecc.) sono raccolti e smaltiti separatamente in modo appropriato, secondo le normative vigenti, da ditte specializzate e con la tenuta dei registri e della documentazione obbligatoria. Le emissioni di gas a effetto serra Per quanto riguarda le emissioni di gas effetto serra (GHG) da consumo diretto e indiretto di energia, si sono stimate le emissioni derivanti dal consumo di combustibili per il riscaldamento (gas naturale), di energia elettrica acquistata, dal consumo di acqua e di carta, dalle quantità prodotte di rifiuti particolari quali i toner smaltiti, nonché dalla mobilità aziendale, dove per mobilità aziendale si intendono i chilometri percorsi in automobile, treno e aereo dai dipendenti in missione. Nel 2016 le emissioni complessive di GHG sono state pari a 1.429,4 tonnellate di anidride carbonica equivalenti (CO2e) ottenute trasformando con opportuni coefficienti aggiornati tutti i gas del Protocollo di Kyoto i consumi di energia elettrica, gas metano e acqua, nonché trasformando con opportuni coefficienti aggiornati le quantità di protossido di azoto (N2O) e di metano (CH4). Le suddette emissioni derivano per il 59% dal consumo di energia elettrica, per il 24% da energia termica, per il 14% dalla mobilità aziendale, per il restante 3% dal consumo di carta, acqua e produzione di rifiuti. Rispetto all'anno precedente si è registrato un deciso contenimento complessivo delle emissioni pari a 356,7 tonnellate di anidride carbonica equivalenti (CO2e) (-20%). La riduzione è dovuta principalmente al contenimento dei consumi di gas della sede di Trieste e dalla riduzione degli spostamenti (mobility) delle risorse umane. Rispetto invece all'anno target (31.12.2013) le emissioni complessive di GHG sono state ridotte

di 550 tonnellate di anidride carbonica equivalenti pari al -28%.

9. COMMENTO SULLA GESTIONE DELLA CONTROLLANTE

Tenuto conto della struttura operativa del Gruppo Banca Generali, la relazione sui dati consolidati risponde meglio alle esigenze di una valida rappresentazione degli andamenti economici e patrimoniali rispetto a quanto possa fare l'analisi degli aggregati riferiti alla sola Banca. Le presenti note di commento completano le informazioni consolidate a cui pertanto va fatto riferimento in via principale.

9.1 Il risultato economico Banca Generali ha chiuso l'esercizio 2016 con un risultato netto di 144,7 milioni di euro, in netta contrazione rispetto ai 184,3 milioni di euro registrati alla fine del corrispondente periodo dell'esercizio precedente, per effetto principalmente del minor contributo dei dividendi, scesi da 177,4 a 130,5 milioni di euro, distribuiti sia in acconto che a saldo dalla controllata lussemburghese BG Fund Management Luxembourg S.A.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Interessi attivi 61.780 69.736 -7.956 -11,4%
Interessi passivi -3.114 -3.514 400 -11,4%
Interessi netti 58.666 66.222 -7.556 -11,4%
Commissioni attive 412.639 399.742 12.897 3,2%
Commissioni passive -268.334 -255.188 -13.146 5,2%
Commissioni nette 144.305 144.554 -249 -0,2%
Dividendi 1.963 3.120 -1.157 -37,1%
Risultato netto della gestione finanziaria 32.754 25.787 6.967 27,0%
Ricavi operativi netti 237.688 239.683 -1.995 -0,8%
Spese per il personale -74.483 -74.869 386 -0,5%
Altre spese amministrative -136.532 -130.349 -6.183 4,7%
Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali -5.881 -5.260 -621 11,8%
Altri oneri/proventi di gestione 43.341 43.971 -630 -1,4%
Costi operativi netti -173.555 -166.507 -7.048 4,2%
Risultato operativo 64.133 73.176 -9.043 -12,4%
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti 1.771 -1.121 2.892 -258,0%
Rettifiche di valore nette su altre attività -2.699 -5.350 2.651 -49,6%
Accantonamenti netti -34.691 -45.453 10.762 -23,7%
Dividendi e utili da partecipazioni 130.462 177.360 -46.898 -26,4%
Utili (perdite) da cessioni investimenti 22 -6 28 -466,7%
Utile operativo ante imposte 158.998 198.606 -39.608 -19,9%
Imposte sul reddito -14.247 -14.314 67 -0,5%
Utile netto 144.751 184.292 -39.541 -21,5%

I ricavi operativi netti, al netto dei dividendi da partecipazioni del Gruppo bancario, si attestano a 237,7 milioni di euro, con una contenuta riduzione di 2,0 milioni di euro (-0,8%) rispetto all'esercizio precedente, per effetto principalmente della contrazione del margine di interesse (-7,6 milioni di euro), in gran parte controbilanciata dal migliore risultato della gestione finanziaria (+7,0 milioni di euro).

Il margine di interesse si attesta a 58,7 milioni di euro, in calo di 7,6 milioni rispetto all'esercizio 2015 (-11,4%), per effetto sia della continua erosione della redditività degli impieghi, determinata dal perdurare della dinamica di riduzione dei tassi di interesse, che dell'impatto sul precedente esercizio degli ultimi effetti della conclusione delle operazioni di LTRO, avvenuta nel febbraio 2015 (3,1 milioni di euro).

Le commissioni nette si attestano su di un livello di 144,3 milioni di euro ed evidenziano solo un lieve calo rispetto all'esercizio procedente (-0,2%).

Nell'ambito di tale aggregato, l'esercizio è stato caratterizzato da una dinamica crescita delle commissioni attive derivanti dall'attività di collocamento e gestione del risparmio (+17,9 milioni di euro), in gran parte controbilanciate dalla crescita delle commissioni passive di distribuzione (+15,2 milioni di euro) e dalla contrazione delle commissioni nette derivanti dall'attività di negoziazione (-2,0 milioni di euro).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Commissioni di gestione di portafogli 30.260 28.776 1.484 5,2%
Commissioni di collocamento titoli e OICR 165.145 176.876 -11.731 -6,6%
Commissioni di distribuzione servizi finanziari di terzi 188.777 160.666 28.111 17,5%
Commissioni di negoziazione, ricezione ordini e custodia di titoli e valute 15.702 20.255 -4.553 -22,5%
Commissioni di consulenza 4.519 4.658 -139 -3,0%
Commissioni su servizi di incasso e pagamento 2.982 3.370 -388 -11,5%
Commissioni su altri servizi bancari 5.254 5.141 113 2,2%
Totale commissioni attive 412.639 399.742 12.897 3,2%
Commissioni su offerta fuori sede 261.789 246.638 15.151 6,1%
Commissioni su servizi di incasso e pagamento 2.254 2.043 211 10,3%
Commissioni di negoziazione e custodia titoli 3.599 6.151 -2.552 -41,5%
Commissioni su gestioni di portafoglio 212 - 212 -
Commissioni su altri servizi bancari 480 356 124 34,8%
Totale commissioni passive 268.334 255.188 13.146 5,2%
Commissioni nette 144.305 144.554 -249 -0,2%

Le commissioni attive derivanti dall'attività di sollecitazione e gestione del risparmio delle famiglie raggiungono un livello di 384,2 milioni di euro, con un incremento del 4,9% rispetto all'esercizio precedente.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
1. Gestione di portafogli individuali 30.260 28.776 1.484 5,2%
Commissioni di gestione di portafogli 30.260 28.776 1.484 5,2%
1. Collocamento quote di OICR del Gruppo bancario 112.156 122.450 -10.294 -8,4%
2. Collocamento quote di OICR 51.980 50.866 1.114 2,2%
3. Collocamento Titoli obbligazionari 1.009 3.560 -2.551 -71,7%
4. Distribuzione Gestioni di portafoglio 3.286 3.169 117 3,7%
5. Distribuzione Prodotti assicurativi 185.078 157.171 27.907 17,8%
6 .Distribuzione Altri servizi finanziari di terzi 413 326 87 26,7%
Commissioni collocamento e Distribuzione servizi terzi 353.922 337.542 16.380 4,9%
Totale 384.182 366.318 17.864 4,9%

L'esercizio è stato marcato da un forte progresso delle commissioni derivanti dalla distribuzione di prodotti assicurativi che raggiungono un livello di 185,1 milioni di euro (+17,8%) grazie alla crescita degli AUM medi gestiti relativi al comparto (+21,4%).

Nel corso del 2016, la raccolta assicurativa, pari a 2,7 miliardi di euro, è stata equamente suddivisa fra i tradizionali prodotti di Genertellife caratterizzati da protezione del capitale e basso profilo di rischio (Stile garantito, Cedola), con 1,4 miliardi di raccolta netta, e la polizza multiramo BG Stile Libero (+1,3 miliardi di euro), che dal lancio, nel giugno 2014, ha ormai raccolto oltre 5,6 miliardi di euro. I ricavi derivanti dall'attività di distribuzione dei prodotti di Genertellife raggiungono così un livello di 183,6 milioni di euro.

Il risultato delle gestioni individuali di portafoglio registra una crescita complessiva del 5,2% rispetto al 2015, grazie al successo delle nuove gestioni di portafoglio multilinea BG Solution, lanciate nel mese di marzo 2016 e che a fine esercizio hanno già conseguito una raccolta di oltre 1,4 miliardi di euro.

A fronte di tali risultati, si evidenzia tuttavia il rallentamento delle commissioni da collocamento delle Sicav promosse dal Gruppo bancario (-8,4%), che scontano sia il drastico calo delle commissioni di sottoscrizione (-47,9%) che la riduzione degli AUM medi oggetto di collocamento diretto da parte della rete di Consulenti Finanziari.

Le commissioni passive ammontano a 268,3 milioni di euro ed evidenziano un moderato incremento rispetto all'esercizio precedente (+5,2%), integralmente imputabile all'espansione delle provvigioni passive riconosciute alla rete di Consulenti Finanziari per l'offerta fuori sede (+6,1%).

Il pay out ratio complessivo della Banca, rapportato all'aggregato delle commissioni attive, si attesta quindi al 65,0%, in crescita rispetto al 63,8% dell'esercizio 2015.

Il pay out ratio della sola attività di offerta fuori sede, rapportato alle commissioni di gestione del risparmio, raggiunge invece un livello del 68,1% a fronte del 67,3% dell'esercizio precedente.

Le altre commissioni nette derivanti dai servizi bancari offerti alla clientela includono, infine, le commissioni di negoziazione, raccolta ordini e custodia e amministrazione, nonché le commissioni addebitate alla clientela per spese tenuta conto e altri servizi. Tale aggregato si attesta su di un livello di 22,0 milioni di euro, in calo di 2,9 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente.

(MIGLIAIA DI EURO) VARIAZIONE
2016 2015 IMPORTO %
Commissioni di negoziazione di titoli e valute 12.360 14.300 -1.940 -13,6%
Commissioni di R.O. 2.898 5.468 -2.570 -47,0%
Commissioni custodia titoli 444 487 -43 -8,8%
Commissioni servizi di incasso e pagamento 2.982 3.370 -388 -11,5%
Commissioni e spese tenuta conto 2.392 2.577 -185 -7,2%
Commissioni consulenza 4.519 4.658 -139 -3,0%
Commissioni su altri servizi bancari 2.862 2.564 298 11,6%
Totale attività bancaria tradizionale 28.457 33.424 -4.967 -14,9%
Commissioni su servizi di negoziazione e custodia titoli -2.128 -4.902 2.774 -56,6%
Commissioni custodia titoli -1.471 -1.249 -222 17,8%
Commissioni su gestioni di portafoglio -212 - -212 n.a.
Commissioni servizi di incasso e pagamento -2.254 -2.043 -211 10,3%
Commissioni su altri servizi bancari -480 -356 -124 34,8%
Totale commissioni passive -6.545 -8.550 2.005 -23,5%
Commissioni nette 21.912 24.874 -2.962 -11,9%

Le commissioni attive derivanti dall'intermediazione e dalla custodia delle attività finanziarie della clientela ammontano a 15,7 milioni di euro con un decremento di 4,6 milioni (-22,5%) rispetto al 2015, dovuto sia alla contrazione dei volumi intermediati per conto delle società di gestione italiane ed estere del Gruppo bancario e assicurativo (-3,0 milioni di euro), che all'operatività per conto della clientela retail e delle gestioni di portafoglio.

Le commissioni passive derivanti dall'attività bancaria tradizionale registrano, infine, una riduzione del 23,5% per effetto della già evidenziata contrazione dell'attività di intermediazione.

Il risultato netto dell'attività finanziaria è costituito dal risultato della negoziazione delle attività e passività finanziarie di trading, dagli utili e perdite da realizzo delle attività finanziarie allocate nel portafoglio AFS e negli altri portafogli valutati al costo ammortizzato (HTM, Loans), dai relativi dividendi e dall'eventuale risultato dell'attività di copertura e presenta un contributo positivo di 34,7 milioni di euro, in crescita rispetto all'esercizio 2015.

Il risultato è imputabile principalmente alle prese di profitto su titoli di stato a medio/lungo termine allocati nel portafoglio delle attività disponibili per la vendita (23,4 milioni di euro).

Lo smobilizzo di parte degli investimenti in titoli corporate e finanziari allocati nel portafoglio Loans, avvenuto in massima parte nel corso del terzo trimestre, ha invece permesso di realizzare utili per un ammontare di 2,0 milioni di euro.

Il risultato dell'attività di trading è stato, inoltre, nel complesso positivo (+2,7 milioni di euro) per effetto del risultato dell'operatività valutaria, in parte compensata dall'andamento negativo di alcune opzioni sull'indice FTSE MIB e dalle minusvalenze nette sugli investimenti in OICR.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Dividendi da attività di trading e da OICR 286 88 198 225,0%
Negoziazione di attività finanziari e derivati su titoli capitale -113 840 -953 -113,5%
Negoziazione di attività finanziari e derivati su finanziari debito e tassi interesse -112 170 -282 -165,9%
Negoziazione di quote di OICR -645 222 -867 -390,5%
Operazioni su titoli -584 1.320 -1.904 -144,2%
Operazioni su valute e derivati valutari 3.253 3.254 -1 -
Risultato dell'attività di trading 2.669 4.574 -1.905 -41,6%
Dividendi da attività AFS 1.677 3.032 -1.355 -44,7%
Utili e perdite su titoli di capitale e OICR 204 1.444 -1.240 -85,9%
Utili e perdite su titoli debito AFS, HTM, Loans 30.167 19.857 10.310 51,9%
Risultato dell'attività finanziaria 34.717 28.907 5.810 20,1%

L'aggregato dei costi operativi, comprensivo delle spese per il personale, delle altre spese amministrative, degli ammortamenti su immobilizzazioni materiali e immateriali e degli altri proventi e oneri di gestione, ammonta a 173,6 milioni di euro, con un incremento complessivo di 7,0 milioni di euro rispetto al precedente esercizio (+4,2%).

Il cost/income ratio, che misura l'incidenza dei costi operativi, al lordo delle rettifiche di valore su attività materiali e immateriali in rapporto ai ricavi operativi netti, si attesta su di un livello del 45,5%, rispetto al 38,7% registrato alla fine dell'esercizio 2015.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015 IMPORTO %
Spese per il personale -74.483 -74.869 386 -0,5%
Altre spese amministrative -136.532 -130.349 -6.183 4,7%
Rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali -5.881 -5.260 -621 11,8%
Altri proventi e oneri 43.341 43.971 -630 -1,4%
Costi operativi -173.555 -166.507 -7.048 4,2%

Le spese per il personale dipendente e atipico e per gli amministratori raggiungono un livello di 74,5 milioni di euro ed evidenziano un lieve calo rispetto all'esercizio precedente (-0,5%), integralmente maturato nell'ultimo trimestre dell'anno.

Tale andamento è stato determinato da una contenuta crescita della componente ricorrente, imputabile sia a nuovi inserimenti e promozioni e degli altri benefici, controbilanciata da una contrazione della componente variabile, costituita dai piani MBO manageriali correnti e differiti, dagli incentivi di vendita, bonus individuali e dal premio di risultato.

Il personale della Banca con contratto di lavoro dipendente raggiunge a fine esercizio le 811 unità, con un incremento di 15 unità rispetto all'esercizio 2015 (+1,9%).

VARIAZIONE
31.12.2016 31.12.2015 NUMERO %
Dirigenti 44 41 3 7,3%
Quadri di 3º e 4º livello 138 127 11 8,7%
Quadri di 1º e 2º livello 106 98 8 8,2%
Restante personale 523 530 -7 -1,3%
Totale 811 796 15 1,9%

Le altre spese amministrative si attestano su di un livello di 136,5 milioni di euro, con un incremento, al netto dell'onere per imposta di bollo su conti correnti e strumenti finanziari, di 4,8 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente (+5,4%).

Gli accantonamenti e le rettifiche di valore nette ammontano a 35,6 milioni di euro, con una consistente riduzione rispetto al 2015 (-16,3 milioni di euro) determinata sia da fattori non ricorrenti del precedente esercizio (piano di esodi volontari, effetti sui fondi attuariali) sia da fattori propri dell'esercizio, quali la contrazione delle rettifiche nette su attività deteriorate e delle riserve collettive sul portafoglio titoli, controbilanciata dai maggiori accantonamenti netti connessi all'attività di sviluppo della rete di vendita.

Le imposte sul reddito dell'esercizio su base corrente e differita sono state stimate nella misura di 14,3 milioni di euro, in linea con l'onere stimato alla fine del precedente esercizio. Il tax rate complessivo della Banca evidenzia una crescita dal 7,2% stimato alla fine del 2015 al

9,0%, per effetto in massima parte della minore incidenza dei dividendi da partecipazioni (-46,9 milioni di euro), esclusi da tassazione al 95% ai fini IRES e al 50% ai fini IRAP.

VARIAZIONE
COMPONENTI REDDITUALI/VALORI 2016 2015 IMPORTO %
Imposte correnti -12.871 -16.613 3.742 -22,5%
Imposte correnti di precedenti esercizi 1.010 990 20 2,0%
Imposte anticipate e differite -2.386 1.309 -3.695 -282,3%
Imposte di competenza dell'esercizio -14.247 -14.314 67 -0,5%

9.2 La dinamica dei principali aggregati patrimoniali

Alla fine dell'esercizio 2016, il totale delle attività consolidate si attesta a 8,3 miliardi di euro, con un incremento di 2,3 miliardi di euro rispetto al volume degli attivi registrato alla fine dell'esercizio 2015 (+37,9%).

L'esercizio 2016 è stato caratterizzato da un rilevante incremento della raccolta complessiva, che raggiunge un massimo storico di oltre 7,5 miliardi di euro (+44,5%).

Tale risultato è stato ottenuto grazie alla forte crescita della raccolta da clientela privata (+1,9 miliardi di euro), che ha beneficiato, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno, dei rilevanti flussi in uscita dal sistema bancario tradizionale.

La crescita della raccolta interbancaria è invece in massima parte attribuibile al finanziamento erogato dalla BCE, in data 29 giugno 2016, nell'ambito del nuovo programma TLTRO 2, per un ammontare di 400 milioni di euro.

Il volume degli impieghi caratteristici si è attestato, a fine esercizio, su di un livello di 7,9 miliardi di euro (+40,3%), con una crescita delle esposizioni più a lungo termine nei portafogli HTM e AFS.

VARIAZIONE
VOCI DELL'ATTIVO (MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Attività finanziarie detenute per la negoziazione 38.560 28.004 10.556 37,7%
Attività finanziarie disponibili per la vendita 4.409.313 2.939.207 1.470.106 50,0%
Attività finanziarie detenute fino a scadenza 731.361 423.585 307.776 72,7%
Crediti verso banche (*) 887.295 374.776 512.519 136,8%
Crediti verso clientela 1.843.231 1.871.577 -28.346 -1,5%
Partecipazioni 16.224 16.224 - -
Attività materiali e immateriali 93.443 88.718 4.725 5,3%
Attività fiscali 44.018 61.679 -17.661 -28,6%
Altre attività 248.430 222.482 25.948 11,7%
Totale attivo 8.311.875 6.026.252 2.285.623 37,9%
(*) i depositi liberi presso BCE sono riclassificati fra i crediti vs banche
VOCI DEL PASSIVO E PATRIMONIO NETTO (MIGLIAIA DI EURO)
31.12.2016
31.12.2015
VARIAZIONE
IMPORTO
%
Debiti verso banche 802.702 333.941 468.761 140,4%
Raccolta da clientela 6.738.734 4.883.329 1.855.405 38,0%
Passività finanziarie di negoziazione e copertura 1.169 463 706 152,5%
Passività fiscali 9.323 12.857 -3.534 -27,5%
Altre passività 116.360 153.689 -37.329 -24,3%
Fondi a destinazione specifica 121.355 118.390 2.965 2,5%
Riserve da valutazione 9.158 22.500 -13.342 -59,3%
Riserve 201.028 153.190 47.838 31,2%
Sovrapprezzi di emissione 53.803 50.063 3.740 7,5%
Capitale 116.425 116.093 332 0,3%
Azioni proprie (-) -2.933 -2.555 -378 14,8%
Utile di periodo 144.751 184.292 -39.541 -21,5%
Totale Passivo e patrimonio netto 8.311.875 6.026.252 2.285.623 37,9%

La raccolta diretta da clientela si attesta a 6,7 miliardi di euro, con un incremento di 1.855,4 milioni di euro rispetto alla situazione al 31 dicembre 2015, per effetto del forte dinamismo della raccolta da clientela retail.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Conti correnti passivi 6.564.049 4.706.918 1.857.131 39,5%
Prestito subordinato 43.282 43.282 - -
Altri debiti 131.403 133.129 -1.726 -1,3%
Totale debiti verso clientela (voce 20) 6.738.734 4.883.329 1.855.405 38,0%

La raccolta captive, proveniente dalle società controllate e dalle società del Gruppo Assicurazioni Generali, evidenzia invece un decremento di 115,0 milioni di euro, attestandosi a fine esercizio a 848,3 milioni di euro, pari al 12,6% della raccolta complessiva.

Tale aggregato include, per un ammontare di 43,3 milioni di euro, il prestito subordinato Tier 2 erogato dalla consociata Generali Beteiligungs GmbH nel 2014.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Raccolta società controllate 97.377 51.167 46.210 90,3%
Raccolta società controllante 2.802 100.394 -97.592 -97,2%
Raccolta altre società consociate 748.086 811.664 -63.578 -7,8%
Totale raccolta Gruppo Generali 848.265 963.225 -114.960 -11,9%
Raccolta altri soggetti 5.890.469 3.920.104 1.970.365 50,3%
Totale raccolta da clientela 6.738.734 4.883.329 1.855.405 38,0%

La crescita della raccolta da clientela esterna al Gruppo bancario e assicurativo, costituita integralmente da giacenze di conto corrente, ammonta a oltre 1.970 milioni di euro ed è stata originata in misura prevalente dall'attività di acquisizione di nuova clientela da parte della rete di vendita, che ha evidenziato un particolare dinamismo nell'ultimo trimestre dell'anno, con nuovi afflussi per quasi 800 milioni di euro.

Appare invece sostanzialmente stabile la posizione debitoria infruttifera (-1,7 milioni di euro) costituita dalle altre somme a disposizione della clientela, prevalentemente legate all'attività di liquidazione dei sinistri da parte delle compagnie del gruppo (assegni di auto traenza) e dai debiti verso la rete di vendita per l'attività di collocamento di prodotti e servizi finanziari.

Gli impieghi della gestione caratteristica ammontano complessivamente a 7,9 miliardi di euro, con un incremento di 2.272,6 milioni (+40,3%) rispetto alla situazione patrimoniale al 31 dicembre 2015.

L'espansione degli impieghi è stata principalmente assorbita dagli investimenti di portafoglio in attività finanziarie, che registrano un incremento di 1.789 milioni di euro (+50,3%), mentre le operazioni di finanziamento a clientela registrano una contenuta contrazione (-15,2 milioni di euro).

Gli impieghi a breve termine di tesoreria sul mercato interbancario, invece, raggiungono, a fine dicembre, un saldo di 764,1 milioni di euro, in massima parte costituito da depositi liberi presso la Banca Centrale (567,3 milioni di euro), correlato ai rilevanti flussi finanziari in entrata realizzati alla fine del mese di dicembre.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
Attività finanziarie destinate alla negoziazione (trading) 38.560 28.004 10.556 37,7%
Attività disponibili per la vendita (AFS) 4.409.313 2.939.207 1.470.106 50,0%
Attività finanziarie detenute sino a scadenza (HTM) 731.361 423.585 307.776 72,7%
Crediti verso banche 887.295 374.776 512.519 136,8%
Finanziamenti 764.119 257.699 506.420 196,5%
Titoli di debito 123.047 116.493 6.554 5,6%
Crediti di funzionamento 129 584 -455 -77,9%
Crediti verso clientela 1.843.231 1.871.577 -28.346 -1,5%
Finanziamenti 1.703.706 1.718.938 -15.232 -0,9%
Titoli di debito 43.100 49.075 -5.975 -12,2%
Crediti di funzionamento e altri crediti 96.425 103.564 -7.139 -6,9%
Totale impieghi caratteristici 7.909.760 5.637.149 2.272.611 40,3%

Le operazioni di finanziamento a clientela raggiungono un livello di 1.703,7 milioni di euro, in calo rispetto alla fine dell'esercizio 2015 per effetto principalmente della contrazione degli affidamenti in conto corrente, solo parzialmente compensati dal lieve progresso dei mutui e prestiti personali.

Nel comparto dei mutui si registrano nuove erogazioni per un ammontare di 121 milioni di euro. Le esposizioni in conto corrente includono, per un ammontare di 4,6 milioni di euro, un affidamento concesso a fine dicembre 2016 alla controllata Generfid, finalizzato al versamento dell'acconto annuale dell'imposta sostitutiva sui capital gains amministrati.

VARIAZIONE
31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
1.703.706 1.718.938 -15.232 -0,9%
911.665 928.894 -17.229 -1,9%
787.294 781.665 5.629 0,7%
4.747 8.379 -3.632 -43,3%
43.100 49.075 -5.975 -12,2%
96.425 103.564 -7.139 -6,9%
59.657 62.319 -2.662 -4,3%
32.544 36.294 -3.750 -10,3%
1.940 3.383 -1.443 -42,7%
2.284 1.568 716 45,7%
1.843.231 1.871.577 -28.346 -1,5%

I crediti deteriorati netti ammontano a 32,9 milioni di euro, pari all'1,78% del totale dei crediti verso clientela, in calo rispetto all'esercizio precedente (-1,3 milioni di euro).

L'aggregato dei crediti a sofferenza evidenzia, in particolare, una contrazione di 1,7 milioni di euro per effetto sia della chiusura di posizioni oggetto di indemnity che di rientri dalla clientela. Si evidenzia a tale proposito come nel primo semestre dell'anno sia stata chiusa una singola rilevante posizione a sofferenza con incassi per 1,5 milioni di euro e una ripresa di valore di 0,6 milioni di euro.

A fine esercizio, i crediti deteriorati includono, per un ammontare di 27,5 milioni di euro, esposizioni provenienti dal portafoglio di Banca del Gottardo Italia, integralmente coperte dalla garanzia di rimborso concessa da BSI Sa all'atto della cessione di tale società (indemnity) e in gran parte assistite a tale scopo da versamenti di cash collateral effettuati dalla controparte. Al netto di tale portafoglio, l'incidenza delle esposizioni deteriorate si riduce allo 0,29%.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) ESP. LORDA RETTIFICHE
DI VALORE
ESPOSIZIONE
NETTA 2016
ESPOSIZIONE
NETTA 2015
IMPORTO % INDEMNITY RESIDUO NO GARANZIA
Sofferenze 37.904 -13.886 24.018 25.698 -1.680 -6,5% 22.488 1.530
di cui finanziamenti 34.948 -11.924 23.024 24.729 -1.705 -6,9% 22.488 536
di cui crediti di funzionamento 2.956 -1.962 994 969 25 2,6% - 994
Inadempienze probabili 6.912 -141 6.771 5.104 1.667 32,7% 5.050 1.721
Esposizioni scadute o sconfinanti da
oltre 90 giorni
2.495 -431 2.064 3.371 -1.307 -38,8% - 2.064
Totale crediti deteriorati 47.311 -14.458 32.853 34.173 -1.320 -3,9% 27.538 5.315
Crediti non deteriorati 1.814.173 -3.795 1.810.378 1.837.404
Totale crediti verso clientela 1.861.484 -18.253 1.843.231 1.871.577

Al 31 dicembre 2016, la posizione interbancaria, al netto del portafoglio titoli e dei crediti di funzionamento, evidenzia un contenuto sbilancio creditorio netto di 84,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 40,8 milioni di euro registrati alla fine dell'esercizio precedente.

Tale situazione è stata sostanzialmente determinata dall'erogazione da parte della BCE, nell'ambito del nuovo programma TLTRO 2 (Targeted Longer Term Refinancing Operations), avviato nel 2016, di un finanziamento di 400 milioni di euro e in minor misura dall'incremento della raccolta sotto forma di PCT passivi, effettuata a tassi negativi.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
1. Crediti a vista 668.637 207.707 460.930 221,9%
Depositi liberi presso BCE (*) 567.312 89.221 478.091 535,9%
Conti correnti di corrispondenza 101.325 118.486 -17.161 -14,5%
2. Crediti a termine 95.482 50.381 45.101 89,5%
Crediti verso banche centrali 56.314 49.992 6.322 12,6%
Depositi vincolati 35.136 83 35.053 n.a.
Margini a garanzia 4.032 306 3.726 n.a.
Totale crediti verso banche 764.119 258.088 506.031 196,1%
1. Debiti verso banche centrali 400.000 - 400.000 n.a.
2. Debiti verso banche 402.702 333.941 68.761 20,6%
Conti correnti di corrispondenza 23.673 1.392 22.281 n.a.
Depositi vincolati 4.748 5.261 -513 -9,8%
Finanziamenti 351.705 303.927 47.778 15,7%
Pronti contro termine 351.437 303.927 47.510 15,6%
Margini a garanzia 268 - 268 n.a.
Altri debiti 22.576 23.361 -785 -3,4%
Totale debiti verso banche 802.702 333.941 468.761 140,4%
Posizione interbancaria netta -38.583 -75.853 37.270 -49,1%
3. Titoli di debito 123.047 116.493 6.554 5,6%
4. Altri crediti di funzionamento 129 195 -66 -33,8%
Posizione interbancaria complessiva 84.593 40.835 43.758 107,2%

(*) riclassificati dalla voce 10 cassa e crediti a vista verso banche centrali

Il finanziamento TLTRO2, erogato in data 29 giugno 2016, ha durata quadriennale, con scadenza il 24.06.2020 e possibilità di rimborso anticipato alla fine del secondo anno, e matura un interesse pari a quello delle operazioni di rifinanziamento principale per tempo vigenti, attualmente pari allo 0%.

Tale tasso potrà tuttavia essere ridotto fino al livello del tasso d'interesse previsto per i depositi overnight presso la BCE (allo stato attuale negativo a -0,40%) qualora alla fine del mese di gennaio 2018, gli impieghi di Banca Generali erogati a famiglie con finalità del credito diversa dall'acquisto abitazione e a società non finanziarie residenti nell'area dell'euro, eccedano un determinato livello di benchmark2.

(2) Per Banca Generali, pari alla consistenza di tali impieghi al 31.01.2016, maggiorata del 2,5%.

9.3 Il patrimonio netto e gli aggregati di Vigilanza

Al 31 dicembre 2016 il patrimonio netto, incluso l'utile di esercizio, si è attestato a 522,2 milioni di euro a fronte dei 523,6 milioni rilevati al termine del precedente esercizio.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
1. Capitale 116.425 116.093 332 0,3%
2. Sovrapprezzi di emissione 53.803 50.063 3.740 7,5%
3. Riserve 201.028 153.190 47.838 31,2%
4. (Azioni proprie) -2.933 -2.555 -378 14,8%
5. Riserve da valutazione 9.158 22.500 -13.342 -59,3%
7. Utile (Perdita) d'esercizio 144.751 184.292 -39.541 -21,5%
Totale Patrimonio netto 522.232 523.583 -1.351 -0,3%
31.12.2016
Patrimonio netto iniziale 523.583
Dividendo erogato -139.237
Acquisti di azioni proprie -1.467
Piani di stock options: aumenti di capitale 3.584
Maturazione riserve piani stock option e politiche remunerazione 1.737
Maturazione riserve IFRS 2 su LTIP 2.622
Variazione riserve da valutazione -13.341
Utile di esercizio 144.751
Patrimonio netto finale 522.232
Variazione -1.351

La variazione del patrimonio nel periodo è stata influenzata dalla distribuzione del dividendo 2015, deliberata dall'Assemblea di approvazione del bilancio del 21 aprile 2016, per un ammontare di 139,2 milioni di euro, dalla variazione delle riserve per pagamenti basati su azioni (IFRS 2), dalla dinamica delle riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita e delle altre riserve che alimentano la redditività complessiva.

Le riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS) evidenziano un marcato decremento rispetto alla fine dell'esercizio precedente dovuto, in parte, al riassorbimento a conto economico di riserve positive preesistenti relative ai titoli oggetto di cessione e, in parte, alla contrazione delle riserve positive su titoli governativi verificatasi nell'ultima parte dell'anno.

L'aggregato si attesta così su di un valore positivo complessivo di 10,8 milioni di euro, in diminuzione di 13,2 milioni rispetto alla situazione di chiusura dell'esercizio 2015.

Tale andamento è stato principalmente influenzato dal portafoglio di titoli governativi italiani, le cui riserve nette ammontano a 6,5 milioni di euro a fronte dei 21,6 milioni di euro alla fine del 2015.

I fondi propri, determinati secondo le disposizioni transitorie di Basilea 3 (phase in), si attestano su di un livello di 343,0 milioni di euro ed evidenziano un incremento di 24,0 milioni di euro rispetto al valore registrato alla chiusura dell'esercizio precedente, per effetto principalmente della quota di utile trattenuta.

A fine esercizio, l'aggregato di vigilanza presenta un'eccedenza di 172,9 milioni di euro rispetto ai requisiti di capitale per rischi di credito, di mercato e rischi operativi. Il Total capital ratio (TCR) raggiunge il 16,1% a fronte di un requisito minimo dell'8% e della riserva di conservazione del capitale del 2,5%.

La riduzione del capitale assorbito rispetto all'esercizio precedente (-14,4 milioni di euro) è in massima parte imputabile all'implementazione, nell'ultimo trimestre dell'esercizio, di nuove procedure in ambito CRM (Credit Risk Mitigation) finalizzate all'analisi e al monitoraggio delle garanzie ottenute dalla Banca in relazione agli affidamenti concessi, che hanno permesso di ampliarne il perimetro di eleggibilità in ambito Basilea 3.

L'intervento ha interessato, in particolare, le garanzie costituite da pegni su gestioni di portafoglio e da OICR promossi dal Gruppo, per le quali si è riusciti a perfezionare una rigorosa analisi delle attività sottostanti.

I fondi propri, determinati secondo la normativa a regime in vigore dal 1º gennaio 2019, si attesterebbero invece a 350 milioni di euro, con un Total capital ratio stimabile al 16,5%.

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) A REGIME PHASE IN PHASE IN IMPORTO %
Totale Capitale primario di Classe 1 (CET 1) 307.050 299.175 275.233 23.942 8,70%
Totale Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) - - - - n.a.
Totale Capitale di Classe 2 (Tier 2) 43.000 43.788 43.698 90 0,21%
Totale Fondi propri 350.050 342.963 318.931 24.032 7,54%
Rischi di credito 128.242 128.242 142.727 -14.485 -10,15%
Rischi di mercato 2.681 2.681 2.505 176 7,02%
Altri requisiti prudenziali (rischio di concentrazione) - - - - n.a.
Rischio operativo 39.132 39.132 39.222 -91 -0,23%
Totale fondi propri assorbiti 170.055 170.055 184.455 -14.400 -7,81%
Margine pos. eccedenza rispetto al capitale assorbito 179.995 172.908 134.477 38.432 28,58%
Attività di rischio ponderate 2.125.686 2.125.686 2.305.685 -179.999 -7,81%
Capitale di classe 1 / Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio) 14,4% 14,1% 11,9% 2,1% 17,9%
Fondi propri / Attività di rischio ponderate (Total capital ratio) 16,5% 16,1% 13,8% 2,3% 16,6%

Si ricorda a tale proposito che Banca Generali ha esercitato l'opzione per la sterilizzazione ai fini dei Fondi propri delle plusvalenze e minusvalenze patrimoniali derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita appartenenti al comparto dei titoli governativi dell'area Euro, come previsto dal Provvedimento della Banca d'Italia del 18 maggio 2010.

Tale opzione è stata rinnovata anche nel nuovo regime di vigilanza prudenziale di Basilea 3, in base alle discrezionalità nazionali concesse alla Banca d'Italia, ai sensi dell'Art. 467(2), del CRR e fino quando la Commissione non abbia "adottato un regolamento sulla base del regolamento (CE) n. 1606/2002 che approvi il principio internazionale d'informativa finanziaria in sostituzione dello IAS 39" (IFRS 9).

Con Comunicazione del 23 gennaio 2017 la Banca d'Italia, ha tuttavia confermato in via transitoria e per le sole banche "meno significative" assoggettate a vigilanza diretta, la possibilità di continuare ad avvalersi di tale discrezionalità.

9.4 I Flussi di cassa A fine 2016, la gestione operativa ha complessivamente apportato liquidità per 805 milioni di euro.

In particolare, i flussi in entrata sono stati realizzati grazie alla rilevante espansione della raccolta da clientela (+1.845,0 milioni di euro) e, in minor misura, alla crescita della raccolta interbancaria, principalmente imputabile alla partecipazione al nuovo programma di finanziamenti TLTRO avviato dalla BCE (400 milioni di euro).

La gestione reddituale ha inoltre generato liquidità per 25,6 milioni di euro.

Tale liquidità è stata solo parzialmente assorbita dall'espansione degli investimenti in attività finanziarie (+1.500,9 milioni di euro) e in misura marginale dai finanziamenti alla clientela.

I flussi netti complessivamente originati dalla gestione hanno pertanto alimentato la crescita del portafoglio delle attività finanziarie detenute sino a scadenza HTM (+308 milioni di euro netti), hanno permesso di far fronte al rilevante ammontare di dividendi erogati (-139,2 milioni di euro) e agli esborsi per nuovi investimenti, determinando una crescita delle disponibilità liquide a fine esercizio a oltre 583 milioni di euro, a fronte dei 103 milioni registrati nel 2015.

(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015
Liquidità generata dalla gestione reddituale 25.646 -24.655
Liquidità generata (+) assorbita (-) da attività e passività finanziarie di trading e AFS -1.500.885 -710.072
Liquidità generata (+) assorbita (-) da crediti vs banche (*) -34.591 -10.948
Liquidità generata (+) assorbita (-) da dei crediti vs clientela 36.083 -97.780
Liquidità generata (+) assorbita (-) da dei debiti vs banche 470.167 -693.275
Liquidità generata (+) assorbita (-) da dei debiti vs clientela 1.844.952 528.432
Liquidità generata (+) assorbita (-) da altre attività e passività operative -35.908 5.078
Liquidità generata/ assorbita dall'attività operativa 805.465 -1.003.219
Liquidità generata/assorbita dall'attività di investimento -188.099 1.137.440
Liquidità generata/assorbita dall'attività di provvista -137.118 -111.561
Liquidità netta generata/assorbita 480.248 22.660
Cassa e disponibilità liquide 583.356 103.108

(*) le disponibilità liquide al 31.12.2015 sono state riesposte al fine di includere i depositi liberi presso la BCE.

9.5. Acquisto di azioni proprie e della controllante

Azioni proprie in portafoglio Al 31 dicembre 2016 la capogruppo Banca Generali detiene n. 126.129 azioni proprie, per un valore di carico complessivo di 2.933 migliaia di euro.

Nel corso dell'esercizio le azioni proprie hanno evidenziato la seguente movimentazione:

N. AZIONI DATA ACQUISTO CONTROVALORE PREZZO MEDIO
Esistenze iniziali 97.177 -2.555.193 26,29
Assegnazioni -38.099 aprile 2016 1.001.788 26,29
Acquisti 67.051 giugno 2016 -1.379.451 20,57
Esistenze finali 126.129 -2.932.856 23,25

A tale proposito si evidenza che l'Assemblea dei soci del 21 aprile 2016 ha deliberato di procedere al riacquisto, in un arco temporale di 18 mesi, di un numero massimo n. 67.051 azioni proprie, da destinare all'assegnazione al personale più rilevante e ai principali manager di rete a titolo di remunerazione variabile, sulla base di quanto previsto dalla Politica in materia di remunerazione per il 2016.

In forza di tale delibera e dell'autorizzazione concessa dalla Banca d'Italia in data 6 giugno 2016, nel corso del mese di giugno 2016 sono state acquistate 67.051 azioni Banca Generali, per un controvalore di 1.379 migliaia di euro.

Nel corso del mese di aprile 2016, sono state altresì assegnate invece al personale dirigente e ai manager di rete n. 38.099 azioni proprie, per un controvalore di 1.002 migliaia di euro in relazione al raggiungimento degli obiettivi di performance previsti dalla Politica sulle Remunerazioni per il 2015.

Si evidenzia come le azioni assegnate fossero state acquistate sulla base della delibera dell'Assemblea dei soci del 23 aprile 2016 e della autorizzazione concessa dalla Banca d'Italia, con provvedimento del 3 giugno 2015.

Le azioni proprie detenute dalla banca sono pertanto integralmente vincolate al Servizio della Politica sulle Remunerazioni 2015 (quote differite) e della Politica sulle Remunerazioni 2016.

Ai sensi dell'articolo 2357 ter del Codice Civile, come novellato dal D.Lgs. 139/2015 e di quanto già previsto dalla Circolare Banca d'Italia 262/2015, il controvalore delle azioni proprie è appostato nel bilancio d'esercizio a riduzione del patrimonio netto, nella voce 200 del Passivo.

Azioni della controllante in portafoglio

Al 31 dicembre 2016, Banca Generali detiene le seguenti azioni della controllante Assicurazioni Generali:

  • n. 45.955 azioni, classificate nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), originariamente acquistate al servizio di due piani di stock option a favore dell'Amministratore Delegato, per gli esercizi 2004 e 2005; il valore di bilancio, corrispondente al fair value delle azioni, è pari a 652 migliaia di euro, comprensivo di una riserva di rivalutazione di 170 migliaia di euro, a fronte di un costo di acquisto di 1.230 migliaia di euro.

  • n. 15.899 azioni, classificate nel portafoglio di trading, acquistate, in base alla autorizzazione a suo tempo deliberata dall'Assemblea dei soci dell'incorporata Banca BSI Italia, in relazione all'attività di cassa incaricata nel riacquisto delle frazioni di azioni di Assicurazioni Generali non negoziabili e rivenienti da aumenti di capitale effettuate a titolo gratuito. Le azioni sono valutate al fair value per un controvalore di 225 migliaia di euro.

Ai sensi dell'articolo 2359 bis del Codice Civile, a fronte di tali poste sussiste una riserva indisponibile per possesso azioni della controllante per un importo di 708 migliaia di euro.

9.6 Altre informazioni

Adempimenti in materia di privacy Nonostante l'abrogazione dell'art. 34, co. 1 del D.Lgs. 196/2003, la Società ha provveduto a redigere, a marzo 2016, il Documento Programmatico sulla Sicurezza dei dati (DPS); si è infatti ritenuto che tale documento costituisca una misura di sicurezza idonea a presidiare i rischi di distruzione o perdita dei dati, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito, ai sensi dell'art. 31 del D.Lgs. 196/2003.

La Società ha continuato a operare per una completa attuazione di tutti gli obblighi che il predetto Decreto Legislativo pone in capo ai Titolari di trattamenti di dati personali.

10. ANDAMENTO DELLE SOCIE TÀ CONTROLLATE

10.1 Andamento di BG
Fund Management
Luxembourg SA
(BGFM)
BG Fund Management Luxembourg Sa (di seguito BGFML) è una società di diritto lussembur
ghese specializzata nell'amministrazione e gestione delle Sicav promosse dal Gruppo bancario
(BG Sicav, BG Selection Sicav). Nel corso del terzo trimestre dell'esercizio è stata lanciata la
nuova Sicav denominata "BG Alternative", riservata a investitori istituzionali, mentre è stata
posta definitivamente in liquidazione BG Dragon sicav.
BGFML ha chiuso l'esercizio 2016 con un utile di 139,9 milioni di euro, con un decremento di
54,7 milioni rispetto all'esercizio precedente per effetto principalmente della dinamica delle
commissioni di performance (-59,6 milioni di euro).
Il margine di intermediazione si attesta a 159,1 milioni di euro (-60,7 milioni di euro), mentre i
costi operativi, per un ammontare complessivo di 5,1 milioni di euro, di cui 3,8 afferenti il perso
nale, evidenziano un contenuto decremento rispetto all'esercizio 2015 (-9%).
Il patrimonio netto della società si attesta a 116,0 milioni di euro, al netto dei dividendi già
erogati, in acconto sul risultato 2016 e a saldo per il 2015, per un ammontare di 130,5 milioni
di euro.
Complessivamente i patrimoni in gestione al 31 dicembre 2016 ammontano a 12.495 milioni di
euro, rispetto agli 11.849 milioni di euro del 31 dicembre 2015 (+5,4%).
10.2 Andamento di BG
Fiduciaria SIM
BG Fiduciaria, società specializzata nelle gestioni di portafoglio individuali in titoli e in fondi,
prevalentemente con intestazione fiduciaria, ha chiuso l'esercizio 2016 con un utile di 1,7 milioni
di euro, in calo rispetto all'esercizio precedente (-0,2 milioni di euro) e con un patrimonio netto
di 17,4 milioni di euro.
Il margine di intermediazione si attesta a 4,6 milioni di euro (-0,8 milioni di euro), mentre i costi
operativi, per un ammontare complessivo di 2,2 milioni di euro, di cui 1,4 afferenti il personale,
evidenziano un contenuto decremento rispetto all'esercizio 2015 (-5,4%).
Il totale di asset under management ammonta a 721 milioni di euro rispetto ai 787 milioni di
euro del 31 dicembre 2015.
10.3 Andamento di
Generfid S.p.A.
Generfid, società specializzata nell'intestazione fiduciaria di patrimoni, ha chiuso l'esercizio
2016 in lieve utile e con un patrimonio netto che ammonta a circa 0,9 milioni di euro. A fronte
di un margine di intermediazione di circa 1,2 milioni di euro sono stati rilevati costi operativi
per 1,1 milioni di euro. Gli asset under management ammontano a 1.166 milioni di euro (1.045
milioni in essere a fine 2015).
10.4 Informativa al
pubblico per paese
di insediamento
L'informativa prevista dall'articolo 89 della Direttiva 2013/36/UE del 26 giugno 2013 relativa
mente all''attività svolta nei singoli paesi in cui il Gruppo bancario è insediato è disponibile,
in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare Banca d'Italia n. 285 del 17.12.2013 (Parte
Prima, Titolo III, Capitolo 2), sul sito istituzionale di Banca Generali, all'indirizzo: www.banca
generali.com/site/home/corporate-governance/sistema-di-corporate-governance.html.

11. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

11.1 Aspetti procedurali In conformità all'art. 2391 bis codice civile e all'art. 4 del Regolamento sulle operazioni con parti correlate, adottato dalla Consob con Delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con Delibera n. 17389 del 23 giugno 2010, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato la "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate", entrata in vigore il 1º gennaio 2011.

Il 12 dicembre 2011, Banca d'Italia ha altresì provveduto ad aggiornare le Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche (Circolare Banca d'Italia n. 263/2006) emanando le nuove Disposizioni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di Soggetti Collegati, (Titolo V, Capitolo 5), che mirano a presidiare il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca possa compromettere l'oggettività e l'imparzialità delle decisioni relative alla concessione di finanziamenti e ad altre transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati, potenziali danni per depositanti e azionisti.

In data 21 giugno 2012 il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, ha pertanto proceduto all'integrazione, per contiguità di argomenti, della suddetta Procedura introducendo anche le previsioni relative ai soggetti collegati e deliberando una nuova versione della "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati".

La Procedura in oggetto è stata da ultimo revisionata in ottemperanza alle previsioni dell'art. 150 del TUF e alle disposizioni introdotte il 2 luglio 2013 da Banca d'Italia, con il 15º aggiornamento della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 relative alle "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche" in materia di Operazioni di Maggior Rilievo, ora trasposte nella circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di Vigilanza per le Banche".

In data 18 dicembre 2012 sono state infine approvate le Politiche interne in materia di controlli sulle attività di rischio e sui conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati, finalizzate a dare compiuta attuazione operativa alla nuova procedura. Tali Politiche sono state oggetto di ultimo aggiornamento nel Consiglio di Amministrazione del 26 giugno 2013.

La Procedura in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e di Operazioni di Maggior Rilievo, la cui ultima versione è entrata in vigore il 12 maggio 2016, si propone di dare attuazione alle discipline Consob e Banca d'Italia introducendo, per tutte le Società del Gruppo bancario, regole sull'operatività con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo che regolamentano le modalità istruttorie, le competenze deliberative, di rendicontazione e di informativa.

Tra le principali norme previste dalle Disposizioni di Banca d'Italia e recepite nella Procedura vi sono:

  • l'ampliamento del perimetro dei soggetti coinvolti, ovvero dei Soggetti Collegati (Parti Correlate e Soggetti Connessi) e la modifica delle caratteristiche di alcuni soggetti individuati, rispetto alla previsione dal Regolamento Consob;

  • l'introduzione di limiti prudenziali riferiti al Patrimonio di Vigilanza e relativi all'assunzione di attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati. I limiti sono differenziati in funzione delle diverse tipologie di Soggetti Collegati, in modo proporzionato all'intensità delle relazioni e alla rilevanza dei conseguenti rischi per la sana e prudente gestione. In considerazione dei maggiori rischi inerenti ai conflitti di interesse nelle relazioni banca-industria, sono previsti limiti più stringenti per le attività di rischio nei confronti di soggetti qualificabili come parti correlate non finanziarie;

  • l'introduzione di specifiche indicazioni in materia di assetti organizzativi e controlli interni volti a consentire l'individuazione delle responsabilità degli Organi e i compiti delle funzioni aziendali rispetto agli obiettivi di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse, nonché agli obblighi di censimento dei Soggetti Collegati e di controllo dell'andamento delle esposizioni; > la diversa definizione di:

      1. operazioni non ordinarie in quanto Banca d'Italia considera "non ordinarie" tutte le operazioni che superano la soglia di Maggiore Rilevanza, anche se concluse a condizioni di mercato o standard;
      1. operazioni di Importo Esiguo, in quanto Banca d'Italia fissa delle specifiche soglie per le operazioni di importo esiguo, in modo da assicurare un'applicazione omogenea nel settore bancario. A tal fine prevede che le operazioni esigue non possono eccedere 250.000 euro per le banche con patrimonio di vigilanza inferiore a 500 milioni di euro; negli altri casi l'importo inferiore tra 1.000.000 di euro e lo 0,05% del Patrimonio di Vigilanza. In ordine a tali operazioni l'esenzione riconosciuta opera limitatamente alle sole disposizioni in materia di procedure deliberative;
    1. operazioni di Maggiore Rilevanza, in quanto Banca d'Italia individua le operazioni di Maggiore Rilevanza sulla base di due indici – indice di rilevanza del controvalore e indice di rilevanza dell'attivo – non facendo alcuna menzione all'indice di rilevanza delle passività previsto dal Regolamento Consob;
    1. operazioni di Maggior Rilievo ovverosia quelle operazioni ricomprese nel perimetro di cui alle previsioni in materia contenute nella Circolare 285/2013 e nell'articolato normativo rappresentato dall'art. 150 del TUF. Si tratta di operazioni il cui elemento di specificità è rappresentato dall'impatto sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario, nonché le operazioni che ancorché del tutto fisiologiche superino in termini di controvalore il 2,5% dei Fondi Propri e siano di impatto significativo sulla società e il gruppo, in quanto deroganti a specifiche condizioni contrattuali e standard.

Con riferimento inoltre alle procedure deliberative delle operazioni con Soggetti Collegati previste dalle Disposizioni di Banca d'Italia esse risultano essere analoghe a quelle previste dal Regolamento Consob e pertanto, gli iter istruttori/deliberativi delle operazioni di Maggiore e Minore Rilevanza previsti sono stati uniformati al maggior rigore previsto dalla Disciplina di Banca d'Italia per assicurare semplificazione e uniformità di processo.

Le Operazioni di Maggior Rilievo previste dalle Disposizioni di Banca d'Italia sono riservate alla competenza del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'articolo 18 dello statuto sociale. È previsto che la funzione di Risk Management, esprima un parere preventivo sulla coerenza dell'operazione con il RAF (Risk Appetite Framework) e sulla compatibilità delle politiche di rischio.

In caso di parere negativo espresso dalla funzione di Risk Management, il Consiglio di Amministrazione può approvare l'operazione proposta esplicitando adeguatamente i motivi che lo hanno portato all'approvazione della stessa nonostante il parere negativo espresso.

La Procedura prevede anche che devono in ogni caso essere preventivamente autorizzate dalla Società le Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati che le società controllate, ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile, italiane o estere, intendano porre in essere e che siano qualificabili come Operazioni di Maggiore Rilevanza.

Ai fini di una compiuta e corretta informativa relativamente alle Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo compiute, la Procedura prevede altresì che:

  • il Consiglio di Amministrazione della Società renda note, nella relazione sulla gestione di cui all'art. 2428 Cod. Civ., le operazioni con parti correlate e soggetti collegati compiute nell'esercizio anche per il tramite di Società Controllate;

  • il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale siano informati, a cura dell'Organo deliberante per il tramite del Direttore Generale, con cadenza almeno trimestrale, sull'esecuzione delle Operazioni di minore rilevanza con Parti Correlate e Soggetti Collegati e delle Operazioni di Maggior Rilievo;

  • il Presidente del Consiglio di Amministrazione provveda affinché adeguate informazioni sulle Operazioni di Minore Rilevanza di competenza del Consiglio e sulle Operazione di Maggiore Rilevanza siano fornite a tutti gli Amministratori, in conformità all'art. 2381 Cod. Civ., nonché al Collegio Sindacale;

  • il Collegio Sindacale vigili sull'osservanza delle disposizioni di cui alla citata Procedura e ne riferisca nella relazione all'Assemblea della Società di cui all'art. 2429, secondo comma, Cod. Civ. ovvero dell'articolo 153 del Testo unico della Finanza.

Inoltre, l'appartenenza di Banca Generali al Gruppo Generali ha determinato la necessità di identificare eventuali operazioni con parti correlate della controllante Assicurazioni Generali e di gestirle in conformità alle previsioni delle Procedure adottate da Assicurazioni Generali stessa, che, in determinate situazioni, prevedono il preventivo vaglio da parte della Capogruppo.

11.2 Informazioni sulle operazioni con parti correlate

Operazioni inusuali, atipiche o straordinarie

Nell'esercizio 2016 non sono rinvenibili operazioni atipiche e/o inusuali; operazioni della specie, non sono state effettuate neppure con soggetti diversi dalle parti correlate quali soggetti infragruppo o terzi.

Per operazioni atipiche e/o inusuali – giusta Comunicazioni Consob n. 98015375 del 27 febbraio

1998 e n. 1025564 del 6 aprile 2001 – si intendono tutte quelle operazioni che per significatività/
rilevanza, natura delle controparti, oggetto della transazione (anche in relazione alla gestione
ordinaria), modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica di accadimento
(prossimità alla chiusura del periodo), possono dar luogo a dubbi in ordine alla correttezza/
completezza dell'informazione in bilancio, al conflitto di interesse, alla salvaguardia del patri
monio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza.
Operazioni di maggiore
rilevanza
Nell'esercizio 2016 non è stata effettuata dal Gruppo alcuna operazione qualificabile come di
"maggiore rilevanza".
Operazioni di maggiore
rilevanza infragruppo
Con riferimento alle operazioni infragruppo di maggiore rilevanza – esenti ai sensi della Proce
dura in materia di operazioni con parti correlate dall'iter deliberativo aggravato e dall'obbligo
di pubblicazione di un documento informativo al mercato, salvo che nella controllata non vi
siano interessi significativi di altre parti correlate – nel periodo considerato non è stata effet
tuata alcuna operazione.
Altre operazioni rilevanti Con riferimento invece alle operazioni ordinarie qualificabili di minore rilevanza, oggetto di
preventivo parere non vincolante del Comitato Controllo e Rischi, si segnala che:
> in data 10 febbraio 2016 il Consiglio di Amministrazione, previo parere favorevole del Comi
tato Controllo e Rischi, ha deliberato di partecipare a una "Request for Proposal" indetta dal
Gruppo Generali volta a creare una piattaforma operativa unica volta per l'ottimizzare dei
sistemi di incasso e pagamento delle Compagnie Assicurative e delle Agenzie e dell'importo
indicativo di 1.700.000 euro. Banca Generali è stata invitata alla gara in quanto nel corso de
gli anni ha sviluppato una significativa esperienza nei servizi di incasso e pagamento erogati
in Italia a diverse Società e Agenzie del Gruppo. L'adesione al bando è avvenuta con moda
lità in linea con gli indirizzi strategici della Banca, orientati e focalizzati al Private Banking.
Banca Generali non è stata selezionata per partecipare alle fasi successive della gara;
> nella seduta del 10 febbraio 2016, il Consiglio di Amministrazione, previa informativa pre
ventiva del Comitato Controllo e Rischi e nel rispetto delle modalità fissate dall'art. 136 TUB
ha deliberato di concedere un finanziamento di 100.000 euro a un Amministratore. L'opera
zione è stata considerata di minore rilevanza perché cumulava con altri affidamenti già con
cessi al medesimo Amministratore. Sono state applicate le condizioni economiche standard
previste dalla convenzione in essere per dipendenti e dirigenti del Gruppo Assicurazioni
Generali, categoria alla quale appartiene l'Amministratore;
> in data 22 febbraio 2016, il Consiglio di Amministrazione, previa informativa preventiva del
Comitato Controllo e Rischi e nel rispetto delle modalità fissate dall'art. 136 TUB ha delibe
rato di concedere finanziamenti garantiti a due stretti familiari dell'allora Amministratore
Delegato dell'importo ciascuno di 1.300.000 euro. Le condizioni economiche concesse ai due
soggetti erano pari a quelle di affidamenti concessi a clienti non parti correlate del medesi
mo standing;
> nella seduta dell'11 maggio 2016 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la concessione
di un finanziamento al Direttore Generale, secondo le modalità previste dall'art. 136 TUB e
previa informativa al Comitato Controllo e Rischi. Il finanziamento è stato concesso alle con
dizioni previste per la convenzione riservata ai dirigenti del gruppo Banca Generali, rivolta
quindi a soggetti sia a parti correlate sia a parti non correlate;
> in data 12 ottobre, la Direzione Crediti, previa acquisizione del parere favorevole del Comi
tato Controllo e Rischi ha concesso un affidamento sotto forma di apertura di credito in c/c
dell'importo di 30.000 euro a un dirigente con responsabilità strategiche del gruppo Assicu
razioni Generali. L'operazione è stata considerata di minore rilevanza perché cumulava con
altri affidamenti già concessi al medesimo dirigente. Sono state applicate le condizioni eco
nomiche standard previste dalla convenzione in essere per dipendenti e dirigenti del Gruppo
Assicurazioni Generali;
> il Consiglio di Amministrazione, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato
Controllo e Rischi, nella riunione dell'11 ottobre 2016 ha concesso ad Assicurazioni Generali
S.p.A. una linea di credito di firma di 2.260.000 euro di durata decennale a scalare a servi
zio e garanzia del corretto e tempestivo adempimento degli obblighi della sponsorizzazione
congiunta con Allianz S.p.A. della fermata "Tre Torri" della Linea 5 della Metropolitana di
Milano. La fidejussione è stata rilasciata in sostituzione di quella di pari importo emessa
nello stesso periodo del 2016 sempre a favore del contratto di sponsorizzazione che non era
stata resa operativa. L'affidamento è stato concesso a condizioni di mercato;
> in data 14 dicembre 2016 il Consiglio di Amministrazione, previa acquisizione del parere
favorevole del Comitato Controllo e Rischi, ha deliberato il rinnovo della linea di credito di
firma dell'importo di 1.000.000 euro rilasciata a Genagricola S.p.A. per far fronte a eventuali
richieste di fideiussioni a garanzia di contributi o finanziamenti erogati da enti pubblici, di
opere di urbanizzazione o rimessa in ripristino di aree. La linea è attualmente utilizzata per

629.280 euro a seguito dell'emissione di due fideiussioni negli anni precedenti. Per quanto attiene alle condizioni economiche, si evidenzia che le commissioni applicate sono commissioni standard.

Operazioni di natura ordinaria o ricorrente

Le operazioni di natura ordinaria o ricorrente poste in essere nell'esercizio 2016 con parti correlate rientrano nell'ambito della ordinaria operatività del Gruppo e sono di norma poste in essere a condizioni di mercato e comunque sulla base di valutazioni di reciproca convenienza economica, nel rispetto delle procedure interne sopra richiamate.

Nell'ambito di tale operatività non vi sono state modifiche al quadro dei rapporti con parti correlate, che abbiano comportato effetti significativi sulla situazione patrimoniale ed economica della società e del Gruppo bancario, rispetto all'esercizio 2015.

Gli sviluppi dell'ordinaria operatività con parti correlate sono presentati nella specifica sezione della Nota integrativa Parte H rispettivamente del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato al 31.12.2016, unitamente alle altre informazioni sui rapporti con parti correlate.

12. L'ANDAMENTO DEL TITOLO BANCA GENERALI

Il 2016 è stato segnato da molti eventi rilevanti dal punto di vista economico e in alcuni casi di portata storica. L'anno è iniziato con il crollo dei mercati per i timori di un forte rallentamento dell'economia cinese e per il calo del prezzo del petrolio. I mercati azionari internazionali hanno toccato i minimi agli inizi di febbraio. Successivamente l'intervento della BCE con l'espansione del Quantitative Easing a marzo ha favorito una ripresa dei listini azionari. L'inattesa vittoria del fronte favorevole alla Brexit – dopo una breve volatilità – ha sigillato inoltre l'avvio di una ripresa dei listini che si è rafforzata nella seconda parte dell'anno con il rialzo dei prezzi del petrolio dopo l'accordo tra i paesi Opec e soprattutto con la svolta nella politica monetaria internazionale avviata dalla Banca del Giappone e culminata con il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre che ha segnato le premesse della fine della politica dei tassi a zero (o negativi). La vittoria delle elezioni americane a dicembre da parte del candidato repubblicano fautore di manovre espansive sul fronte della politica fiscale per favorire la crescita economica ha ulteriormente favorito la ripresa dei listini internazionali che hanno registrato risultati per lo più positivi nei dodici mesi. La dinamica del listino milanese (FTSE MIB -10,2%) è tuttavia tra le poche eccezioni negative insieme al listino cinese (CSI 300 -14,9%) e a quello spagnolo (IBEX -2%). La ragione è da ricercare nell'andamento del settore bancario che nel 2016 ha in fatto perso il 38% del suo valore a causa dei timori di ulteriori interventi per il salvataggio e la riclassificazione di istituti in difficoltà che solo l'intervento dello Stato a cavallo del nuovo anno ha potuto scongiurare.

Andamento dei principali indici di borsa (variazione %, anno/anno)

2012 2013 2014 2015 2016
Banca Generali 79,3% 74,4% 2,4% 26,6% -22,3%
FTSE MIB 7,8% 16,6% 0,2% 12,7% -10,2%
FTSE Italia Mid Cap -0,4% 48,8% -3,9% 38,2% -8,0%
FTSE Italia Banks (All Shr) -0,02% 33,1% 6,8% 14,8% -38,2%
DJ EuroStoxx 600 14,4% 17,4% 4,4% 7,8% -1,7%
DJ EuroStoxx 600 Banks 12,0% 25,9% -4,9% -4,2% -8,5%
MSCI World 11,2% 18,8% 17,3% 8,5% 8,1%
S&P 500 (USA) 11,4% 24,0% 26,9% 10,5% 12,3%
DAX 50 (Germania) 29,1% 25,5% 2,7% 9,6% 6,9%
CAC 40 (Francia) 15,2% 18,0% -0,5% 10,2% 4,0%
CSI 300 (Cina) 6,7% -9,0% 68,5% 15,9% -14,9%
IBOV (Brasile) -4,1% -29,9% -1,8% -35,3% 38,9%

Nota: variazioni espresse in euro.

Le azioni Banca Generali – che partivano da valori prossimi ai massimi assoluti nella sua decennale storia borsistica – hanno fortemente risentito nella prima parte dell'anno del crollo dei mercati finanziari anche per i riflessi impliciti nella valorizzazione dei patrimoni. Dopo una parziale ripresa agli inizi di febbraio, la debolezza legata all'improvvisa e prematura scomparsa dell'amministratore delegato, Dott. Piermario Motta, e successivamente ai timori di coinvolgimento in operazioni di finanza straordinaria, poi smentite, hanno pesato sulla dinamica delle quotazioni. A questo si è aggiunto un latente timore circa il possibile impegno a sostegno del salvataggio del sistema bancario nella cornice della nuova direttiva europea sulle risoluzioni bancarie. La performance del titolo si è poi ripresa nell'ultimo trimestre con la presentazione del nuovo direttore generale, Dott. Gian Maria Mossa, alla comunità finanziaria e delle iniziative strategiche e commerciali per i prossimi anni.

Riepilogo quotazioni del titolo Banca Generali

2012 2013 2014 2015 2016
Massimo 13,000 22,510 25,110 33.360 28.300
Minimo 6,540 12,920 18,580 22.230 16.020
Medio 9,640 16,940 21,810 28.110 21.684
Fine periodo 12,910 22,510 23,050 29.180 22.660
Capitalizzazione (milioni di euro) 1.458 2.586 2.668 3.388 2.638

Le azioni Banca Generali sono quotate alle Borsa Italiana dal 15 novembre 2006. Nello specifico il titolo fa parte del FTSE Italia All-Share e dell'Indice FTSE Italia Mid Cap.

A novembre 2016, Banca Generali ha festeggiato il decennale dalla quotazione con un evento dedicato presso Borsa Italiana che ha ripercorso i punti salienti del grande sviluppo dimensionale e reddituale che la Banca ha realizzato nel periodo. Sono state inoltre tracciate le linee guida strategiche per i prossimi anni. Grande la soddisfazione per la performance del titolo: nei dieci anni dalla data dell'IPO, il 15 novembre 2006, Banca Generali ha generato per i suoi azionisti un Total Return del 303%, di cui il 168% derivante dal rialzo del prezzo e il 135% dalla distribuzione dei dividendi (fonte Bloomberg).

A fine 2016, le azioni in circolazione erano pari a 116.424.502 milioni, di cui il 50,5% facenti capo al Gruppo Generali.

Capitale sociale deliberato al 31.12.2016

2012 2013 2014 2015 2016
Numero azioni emesse 112.937.722 114.895.247 115.746.023 116.092.599 116.424.502
N. azioni in circolazione a fine anno* 112.927.651 114.885.176 115.735.952 115.995.422 115.995.422
Azioni proprie 10.071 10.071 10.071 97.177 126.129

* al netto delle azioni proprie.

12.1 L'attività di investor relations

Come già negli anni precedenti, i contatti con la comunità finanziaria sono stati frequenti e regolari. Dopo una breve e doverosa pausa successiva alla fase di riorganizzazione aziendale seguita alla prematura scomparsa del Dott. Piermario Motta, l'attività di marketing con gli investitori ha ripreso a pieno regime nell'ultimo trimestre tanto che il numero di incontri con investitori e analisti è stato leggermente superiore a quello dell'anno precedente (299 contro i 256 del 2015).

La correzione del titolo all'inizio dell'anno ha favorito una netta revisione al rialzo delle raccomandazioni positive che nel complesso risultavano superiori all'80% del totale. Il 20% delle raccomandazioni risulta neutrale mentre non ci sono giudizi negativi.

13. I PRODOT TI E L'AT TIVITÀ DI MARKETING

13.1
Lo sviluppo della
gamma di prodotti
Se da un lato il contesto macro economico ha proseguito nel suo lento cammino di ripresa,
dall'altro i mercati finanziari nel corso dell'anno sono stati colpiti da diversi "shock di volatili
tà", legati in particolare a eventi politici (es. Brexit), che ne hanno compromesso, per alcuni pe
riodi, visibilità e direzionalità. In questo scenario dalle tinte complesse, l'attività di marketing
si è focalizzata sul costante miglioramento del livello di servizio offerto al Cliente e sull'introdu
zione di sofisticate soluzioni d'investimento. I drivers che hanno condotto al confezionamento
delle novità in termini di offerta di risparmio gestito sono stati in particolare: il contenimento
della volatilità sui mercati, sia azionari che obbligazionari, la ricerca di decorrelazione, sem
pre più complessa a seguito della variazione delle correlazioni tra le singole asset class, e l'in
troduzione di approcci innovativi volti a ricercare rendimento su specifici temi e segmenti di
mercato.
A tale proposito sono stati lanciati comparti tematici e multi asset con l'obiettivo di fornire
decorrelazione e fonti alternative di rendimento attraverso l'utilizzo di approcci innovativi e
Liquid Alternative che mirano da un lato a contenere la volatilità e dall'altro a gestire le varia
zione delle correlazioni che condizionano la direzionalità dei mercati.
Importanti interventi di sviluppo hanno riguardato l'offerta di gestioni patrimoniali, con il col
locamento delle nuove soluzioni multilinea BG Solution e BG Solution Top Client, che offrono
al Cliente la massima personalizzazione nella costruzione del portafoglio e la possibilità di usu
fruire di servizi ad alto valore aggiunto.
Anche l'offerta assicurativa è stata adeguata al contesto, con BG Stile Libero che ha visto ar
ricchire il proprio universo investibile con nuovi comparti di asset manager caratterizzati da
lungo track record, eccellenze gestionali riconosciute dai principali providers internazionali e
skill gestionali altamente qualificati.
Nel corso del 2016 gli sforzi di Banca Generali si sono focalizzati, inoltre, sulla finalizzazione
della piattaforma "BG Personal Advisory" a supporto del servizio di Consulenza Evoluta e sul
lancio della Digital Collaboration, il nuovo servizio che semplifica la relazione tra Cliente e
Consulente grazie alla possibilità di concludere gli investimenti in mobilità o comodamente
da casa in pochissimi passaggi. Digital Collaboration è disponibile all'interno della nuova App
BG Store, l'innovativo strumento digitale, personalizzabile dal Cliente in base a interessi e abi
tudini tecnologiche e finanziarie, punto di accesso al complesso di servizi offerti dalla Banca.
In ambito del Risparmio Amministrato da segnalare, infine, il lancio della Piattaforma "Smart
Derivatives" in collaborazione con BNP Paribas, che consente ai Clienti della Banca di acqui
stare investment certificates in modalità Private Placement.

Sviluppo e valorizzazione della gamma dei prodotti di BG Fund Management Luxembourg (BGFML)

BG Selection Sicav Durante il 2016 è proseguita l'attività di sviluppo legata all'offerta di BG Selection Sicav, la piat
taforma di fondi di fondi di BG Fund Management Luxembourg, che da oltre 8 anni costituisce
il prodotto di punta di Banca Generali nell'offerta di risparmio gestito.
Le novità che hanno caratterizzato il 2016 sono state:
> il potenziamento della gamma, con il lancio di 3 comparti Liquid Alternatives e 2 soluzioni
Multi Asset:
– il contenimento della volatilità e gestione della variazione delle correlazioni tra le singole
asset class è stato il principale motivo che ha spinto alla creazione, anche in BG Selection
Sicav, della famiglia Liquid Alternatives. I nuovi comparti si differenziano per gli obiettivi
cui rispondono: riduzione della sensitività ai movimenti direzionali per BlackRock, minor
volatilità senza rinunciare ai possibili up-side derivanti da "special situations" per Kairos
ed esposizione a fattori di rischio alternativi con bassa correlazione ai mercati azionari
per Man Glg;
– la ricerca di rendimento tramite approcci innovativi, in un contesto caratterizzato da bas
si tassi e una sempre maggiore compressione degli spread, è stata la scelta che ha spinto
verso l'introduzione di due nuovi comparti Multi Asset. BGFML Flexible Europe consente
d'investire sul potenziale offerto dal mercato azionario europeo mediante un approccio
multi-sector, mentre M&G Multi Asset Allocation combina una strategia flessibile con la
ricerca di income in specifici segmenti di mercato (es. High Yield Floating Rate);

l'ottimizzazione dell'offerta Multi Asset nell'area Globale con la fusione del comparto in delega a Lemanik (Glocal Investor) nel fondo gestito da BGFML (Flexible Europe).

Al 31 dicembre 2016 BG Selection Sicav presenta una gamma d'offerta completa ed estremamente diversificata composta da 49 comparti (19 azionari, 21 flessibili, 3 liquid alternatives, 5 real assets, 1 liquidità), di cui 13 gestiti da BG Fund Management Luxembourg e 36 in delega di gestione a primarie case di investimento internazionali.

BG Sicav La ricerca di soluzioni innovative idonee a rispondere alla sempre maggior complessità dei mercati ha guidato lo sviluppo di BG Sicav, piattaforma di prodotti gestiti in titoli complementari rispetto alla gamma di BG Selection Sicav.

Le novità nel corso del 2016 sono state:

  • l'arricchimento della gamma con il lancio di 2 nuovi comparti:

    • un azionario tematico, Algebris Best Ideas, che sfrutta un approccio di tipo macro/concentrato per selezionare le migliori idee d'investimento;
    • un liquid alternative caratterizzato da una strategia Long Short Credit in delega a Muzinich che punta a ricercare income in specifici segmenti del mercato obbligazionario utilizzando la componente alternativa a protezione del rischio tasso/allargamento degli spread;
  • l'ottimizzazione della gamma di offerta in termini di gestori e strategie di investimento tramite:

    • la fusione, all'interno della famiglia degli obbligazionari flessibili, del comparto UBS Global Income Alpha nel comparto UBS Dynamic Credit High Yield;
    • il cambio del soggetto delegato di un comparto liquid Alternative gestito da Columbia Threadneedle, affidato a UBS.

Al 31 dicembre 2016 BG Sicav consta di 30 comparti, di cui 8 gestiti da BG Fund Management Luxembourg e 22 in delega di gestione a primarie case di investimento internazionali.

Anche la piattaforma multi-manager è stata ulteriormente sviluppata grazie all'aggiornamento delle gamme già collocate nel 2015 e all'avvio a maggio della partnership con AllFunds Bank che si è consolidata progressivamente nel corso dell'anno ampliando le possibilità di scelta attraverso il collocamento retail dei prodotti di ben 14 nuove società: AcomeA, Arca SGR, Nordea, Symphonia, Pioneer, Algebris, Henderson, Financière de l'Echiquier, Muzinich, Edmond de Rothschild, Hedge Invest, Carmignac, 8a+, Natixis. Al 31 dicembre 2016 l'offerta retail di Banca Generali consta di oltre 4.800 comparti.

Le Gestioni di Portafoglio Il 2016 è stato caratterizzato da importanti interventi di sviluppo e razionalizzazione dell'offerta di gestioni patrimoniali.

Nel mese di febbraio 2016 è partito il collocamento delle nuove gestioni patrimoniali multilinea BG Solution e BG Solution Top Client (dedicata al segmento private). Le nuove gestioni multilinea garantiscono al Cliente il massimo livello di personalizzazione nella costruzione del portafoglio con la libertà di scegliere la combinazione più adatta alle proprie esigenze tramite il mix delle linee di gestione e dei singoli strumenti finanziari, con la possibilità di usufruire di ulteriori servizi ad alto valore aggiunto. In un'ottica di razionalizzazione dell'offerta, nelle nuove soluzioni di investimento sono state migrate tutte le gestioni patrimoniali mono linea gestite dalla divisione BG AM (ad esclusione delle GPM Target e della GPM Real Estate Top Portfolio). Ad aprile 2016, accanto alla GPM Real Estate Top Portfolio lanciata nel 2015, è stata aperta al collocamento, fino al mese di giugno, la nuova gestione patrimoniale GPM Real Estate Multi Portfolio II, la soluzione multilinea che riconferma l'interesse per il mercato real estate e che si pone l'obiettivo di tutelare il Cliente in un contesto caratterizzato da tassi di interesse molto bassi.

Complessivamente Banca Generali offre un portafoglio completo di gestioni patrimoniali in collocamento attivo composto da BG Solution (31 linee di gestione, di cui 3 in advisory ad Asset Manager terzi) e BG Solution Top Client (33 linee di gestione, di cui 5 in advisory ad Asset Manager terzi), BG Élite (4 linee di gestione) e BG Exclusive, che coprono tutte le strategie di investimento, con un forte accento sulla personalizzazione, bisogno tipico della clientela high net worth.

Il Risparmio Assicurativo Nel 2016 l'offerta assicurativa di Banca Generali ha continuato a registrare risultati di rilievo
grazie in particolare a BG Stile Libero, l'innovativa polizza Multiramo che combina l'investi
mento nella Gestione Separata, sia euro che dollaro (dal 5% al 30% dell'investimento), a una
selezione di oltre 1.000 comparti di 49 case di investimento.
BG Stile Libero è una soluzione di investimento in continua evoluzione. È stata lanciata, a inizio
anno, la versione BG Stile Libero Private Insurance, per investimenti da 2,5 milioni di euro, con
maggiore possibilità di personalizzazione nell'Asset Allocation e nel Pricing Cliente.
Accanto all'offerta Multiramo è proseguito il collocamento delle polizze tradizionali di Ramo I,
ma con la necessità di gestire i flussi in entrata sulle Gestioni Separate, al fine di preservare la
sostenibilità delle stesse.
Da segnalare anche la qualità dei rendimenti certificati nel 2016 delle principali Gestioni Sepa
rate (RI.Alto BG 3,50% e Nuova Concreta 3,94%) sottostanti ai prodotti assicurativi distribuiti
da Banca Generali che, in uno scenario generalizzato di diminuzione dei rendimenti dei titoli
obbligazionari, sono risultati in linea/superiori rispetto alla media del mercato italiano delle
Gestioni Separate (3,53% – fonte Milano Finanza, dicembre 2016).
Prodotti Bancari Nel corso del 2016, a un anno dal restyling della gamma di conti correnti, la Banca ha lanciato
il "Pacchetto Protezione", grazie al quale i Clienti che richiedono l'accredito dello stipendio/
pensione o domiciliano le utenze sul conto corrente possono attivare gratuitamente i seguenti
servizi a valore aggiunto:
> una copertura assicurativa bancomat a protezione degli eventuali furti legati all'utilizzo del
la carta;
> il servizio di SMS per essere informati sulle operazioni di accesso al sito, movimenti del c/c,
movimenti bancomat ed eseguiti per la negoziazione titoli.
Da novembre 2016 la Banca ha inoltre lanciato, su un gruppo pilota di consulenti, la Piattafor
ma "Smart Derivatives", sviluppata in collaborazione con BNP Paribas e volta a consentire ai
propri Clienti di acquistare investment certificates in modalità Private Placement.
Anche nel 2016 ci sono stati collocamenti di OPV - OPVS - OPS come Coima Res, Enav e MPS.
È proseguita inoltre la promozione, già in vigore negli anni passati, che prevede il rimborso
dell'imposta di bollo per i nuovi Clienti e per coloro che effettuano nuovi investimenti in Banca
Generali.
In tema di mutui, è stato confermato l'accordo di segnalazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo,
che consente ai Clienti della Banca di accedere all'offerta di mutui e prestiti prevista dal part
ner.

13.2 Il nuovo modello di servizio: BG Personal Advisory, il servizio di consulenza evoluta di Banca Generali

Nel corso del 2016 gli sforzi di Banca Generali si sono focalizzati sulla finalizzazione del servizio di Consulenza Evoluta "BG Personal Advisory", che ha portato allo sviluppo e al rilascio di nuove funzionalità della piattaforma di consulenza BGPA a supporto dei Consulenti.

Il nuovo modello di servizio di Banca Generali mira ad aumentare la conoscenza del Cliente in termini di patrimonio complessivo, situazione familiare e propensione al rischio, con l'obiettivo di offrire un approccio integrato e bilanciato nella gestione degli asset e dei rischi della propria clientela.

Attraverso la piattaforma di consulenza BGPA, i Consulenti Finanziari di Banca Generali possono supportare i propri Clienti in tutte le loro necessità, non solo quelle strettamente connesse al patrimonio finanziario detenuto presso Banca Generali; in particolare:

  • Patrimonio Finanziario: possibilità di analizzare e monitorare il patrimonio finanziario del Cliente attraverso dimensioni di analisi molto approfondite, in termini di composizione (quali ad esempio asset allocation, currency allocation o asset manager), rischio, diversificazione e rendimento, nonché di predisporre dei report di diagnosi personalizzati in base alle esigenze del Cliente; possibilità inoltre di estendere l'analisi al patrimonio finanziario detenuto presso Terzi Istituti, garantendo un aggiornamento costante del valore delle posizioni e un monitoraggio nel tempo del livello di rischio e di diversificazione. La piattaforma BGPA consente poi di costruire delle proposte commerciali adeguate al profilo di rischio del Cliente e alle sue specifiche esigenze, completamente integrato con il catalogo prodotti Banca e in grado di supportare appieno il Consulente nella fase di pianificazione. La piattaforma BGPA permette di gestire l'intero processo consulenziale end-to-end, dalla fase di analisi a quella di pianificazione, fino alla fase finale di esecuzione dell'ordine, integrando in un'unica piattaforma la fase dispositiva di compilazione automatica della modulistica e l'invio in Digital Collaboration;

  • Family Protection: possibilità di analizzare il patrimonio complessivo del Cliente (finanziario e non finanziario) in ottica di passaggio generazionale al fine di evidenziarne eventuali criticità in termini di allocazione e distribuzione degli asset o di fruibilità del patrimonio immobiliare; la piattaforma consente inoltre di simulare degli interventi sull'attuale patrimonio al fine di verificarne i relativi effetti;

  • Patrimonio Real Estate: possibilità di analizzare il patrimonio immobiliare del Cliente in termini di composizione, rischio (variazione del valore commerciale nel tempo e livello di liquidabilità) e costi/ricavi (conto economico dell'immobile).

Per quanto riguarda il Patrimonio Finanziario, il servizio di Consulenza Evoluta offre l'opportunità ai Clienti di accedere periodicamente a un'informativa finanziaria specialistica realizzata con il contributo di importanti Partner del settore finanziario, che comprende l'analisi dei mercati con view, prospettive e andamenti nonché liste di buy & sell su OICR, azioni e obbligazioni.

Oltre alla piattaforma BGPA, il modello di servizio si avvale della partnership con importanti e qualificati operatori di mercato, per offrire consulenza specialistica su diversi settori:

  • Real Estate;

  • Family Protection;

  • Corporate Finance;

  • Servizi per l'arte.

La fase propedeutica al lancio della Consulenza Evoluta "BG Personal Advisory" ha portato, nella seconda metà del 2016, anche a una revisione dell'impianto contrattuale e della gestione delle posizioni Clienti sui sistemi Banca.

Questo intervento ha consentito di apportare ulteriore flessibilità nella gestione dei Clienti e dei nuclei familiari, attraverso la possibilità di personalizzare i perimetri dei rapporti finanziari e di disporre sui sistemi di viste aggregate delle posizioni.

13.3 L'infrastruttura tecnologica e il Digital marketing

Nel corso del 2016 gli sforzi di Banca Generali si sono focalizzati sulla finalizzazione del servizio di Consulenza Evoluta "BG Personal Advisory", che ha portato allo sviluppo e al rilascio di

Il nuovo modello di servizio di Banca Generali mira ad aumentare la conoscenza del Cliente in termini di patrimonio complessivo, situazione familiare e propensione al rischio, con l'obiettivo di offrire un approccio integrato e bilanciato nella gestione degli asset e dei rischi della propria

Real Estate – Corporate Finance – Family Protection

Perimetro Diagnosi Pianicazione Rendicontazione

nuove funzionalità della piattaforma di consulenza BGPA a supporto dei Consulenti.

Family Protection

Patrimonio Real Estate Patrimonio Finanziario

clientela.

Partners

Servizi BG

Front End e APP Consulenti Banca Generali ha proseguito con il piano progressivo di rilasci delle funzionalità di Gestione Integrata Contratti (GIC) per la compilazione dei contratti e delle operazioni in modalità elettronica.

Di seguito le ultime novità a disposizione dei Consulenti Finanziari:

  • prime sottoscrizioni e post vendita per le nuove GP Multilinea "BG Solution" e "BG Solution Top Client";

  • prime sottoscrizioni e post Vendita per le Polizze "BG Stile Libero Concreta" e "BG Stile Libero Special Concreta";

  • prime sottoscrizioni Fondi e Sicav di Società Terze. Nel corso dell'anno le funzionalità GIC sono state progressivamente estese ad altre 5 Sicav che vanno ad aggiungersi a quelle già presenti.

Nel 2016 le funzionalità GIC per la compilazione elettronica e automatica di tutti gli ordini su Fondi/Sicav, BG Stile Libero e GP Multilinea sono state integrate all'interno della piattaforma di consulenza BGPA al fine di consentire ai Consulenti Finanziari di accedere in maniera semplice e veloce, con un semplice click, alla compilazione della modulistica necessaria all'esecuzione delle operazioni generate all'interno della proposta di Consulenza e monitorare lo stato di avanzamento degli ordini del Cliente.

È stato inoltre introdotto nella versione web dell'applicativo Front End Consulenti il nuovo servizio "Document Library" per l'accesso alla documentazione d'offerta di Fondi e Sicav direttamente dai tool Morningstar.

Continua inoltre lo sviluppo di App "verticali" all'interno del BG Store del Consulente. In particolare, nel corso del 2016 sono state rilasciate le seguenti App:

  • BG Personal Portfolio, la nuova App ideata per supportare i Consulenti Finanziari nella costruzione, nell'analisi e nel monitoraggio di portafogli personalizzati attraverso motori di ottimizzazione finanziaria, integrazione con i portafogli consigliati e utilizzo di strumenti di ricerca evoluti. Con la nuova App è possibile costruire i Portafogli utilizzando i Portafogli Modello e gli Stable Portfolio proposti dall'Investment Advisory di Banca Generali. Il primo rilascio ha interessato la costruzione di portafogli all'interno della GP multilinea BG Solution; nel corso dei prossimi mesi è prevista la progressiva estensione delle funzionalità alla Polizza multiramo BG Stile Libero e ai Fondi à la carte;

  • brochure digitale dedicata alla nuove GP multilinea "BG Solution" e "BG Solution Top Client".

Front End Clienti Nel 2016 Banca Generali ha lanciato Digital Collaboration, il nuovo servizio che semplifica la
relazione tra Cliente e Consulente.
Grazie a Digital Collaboration i Clienti possono concludere gli investimenti, concordati con il
proprio Consulente Finanziario, in mobilità o comodamente da casa in pochissimi passaggi.
Il nuovo servizio digitale ha portato numerosi vantaggi nella gestione della relazione commer
ciale, tra questi:
> semplificazione nella conferma delle operazioni di investimento;
> significativa riduzione dei tempi di processazione degli ordini;
> totale eliminazione della carta per le operazioni eseguite in Digital Collaboration.
Digital Collaboration è disponibile all'interno della nuova App BG Store, l'innovativo strumen
to digitale personalizzabile dal Cliente, che verrà costantemente arricchito di nuovi contenuti.
Con BG Store, Banca Generali ha voluto creare un punto di accesso unico a tutti i servizi offerti
ai Clienti garantendo un elevato grado di personalizzazione; è infatti il Cliente a scegliere quali
strumenti e contenuti attivare in base ai propri interessi e alle proprie abitudini tecnologiche
e finanziarie.
Tutta l'App offre una customer experience "Consulente-centrica" in cui, coerentemente al
modello di business della Banca, il Cliente ha sempre come interlocutore principale il proprio
Consulente Finanziario.
Anche per quanto riguarda i prodotti della Banca nel 2016 sono stati fatti importanti inve
stimenti in ambito digitale con un sito (www.bgsolution.bancagenerali.it) dedicato alle nuove
gestioni patrimoniali multilinea BG Solution e BG Solution Top Client.
Il nuovo portale web dedicato alle gestioni multilinea, oltre a rappresentare un supporto com
merciale per i Consulenti Finanziari, ha permesso di comunicare al meglio i punti di forza
del nuovo prodotto sottolineando il massimo livello di personalizzazione nella costruzione del
portafoglio e la libertà di scegliere la combinazione più adatta alle proprie esigenze tramite il
mix delle linee di gestione e dei singoli strumenti finanziari.
Nei primi mesi del 2016 Pagina Personale Consulente, la vetrina digitale dedicata ai Consulenti
Finanziari della Banca, è stata ulteriormente arricchita di nuove funzionalità a vantaggio dei
Consulenti Finanziari e dei Clienti.
Questi ultimi possono ora richiedere un appuntamento al proprio Consulente direttamente
dalla Pagina Personale attraverso una nuova interfaccia grafica integrata.
L'operatività dei Consulenti è stata ulteriormente semplificata attraverso una significativa
rivisitazione della user experience e grazie all'introduzione di nuove funzionalità, come la ge
stione della rubrica integrata, volte a ridurre gli step operativi del Consulente nell'utilizzo di
Pagina Personale Consulente.
Nuove possibilità di personalizzazione della propria Pagina sono state introdotte dando, per
esempio, la possibilità ai Consulenti di modificare lo sfondo della Pagina, così come di inserire
contenuti in rilievo scegliendo tra i prodotti e i servizi di Banca Generali disponibili.

13.4 Altri aspetti delle politiche di marketing

Comunicazione Clienti Nel corso del 2016 l'attenzione della Banca nei confronti delle informazioni inviate alla clientela
è proseguita con la predisposizione di tutti i documenti riguardanti le nuove gestioni di porta
foglio "BG Solution" e "BG Solution Top Client". Nello specifico, particolare attenzione è stata
data alla predisposizione del nuovo rendiconto, al fine di modellare lo strumento sulla base
delle peculiari caratteristiche della soluzione d'investimento e fornire così viste aggregate ed
elaborazioni grafiche delle diverse linee in portafoglio, creando valore sia in tema di profondità
d'analisi che di trasparenza al Cliente.
Nel corso dell'anno ha preso inoltre avvio il progetto "BG Value Contract", che persegue l'ambi
zioso obiettivo di rivedere i principali contratti e moduli di attivazione della Banca, in un'ottica
di semplificazione e chiarezza dei contenuti. A ottobre è stata messa in produzione la nuova
"Carta della Relazione con il Cliente", che ha comportato il redesign della Scheda Anagrafica
e la predisposizione della nuova Richiesta di Attivazione della Consulenza e del Collocamento,
in linea con il nuovo modello di consulenza di Banca Generali. Contemporaneamente è stato
attivato anche il nuovo modello di "Richiesta dei Servizi Bancari e di Investimento", con le
rinnovate logiche di attivazione della "Doc@nline". Il progetto proseguirà nel 2017 con la pre
disposizione delle richieste di attivazione della consulenza evoluta "BG Personal Advisory" e il
redesign dei moduli di sottoscrizione di "BG Solution" e "BG Solution Top Client".
Nella seconda metà dell'anno l'attenzione si è focalizzata sul piano di lancio della Digital Colla
boration e su tutta una serie di attività propedeutiche al lancio della nuova consulenza evoluta,
prevista nei primi mesi del 2017.
Eventi Incentive e Immagine Nel corso del 2016 Banca Generali ha sviluppato un intenso programma di eventi istituzionali
a cui si sono aggiunte numerose iniziative locali promosse dalle Divisioni Financial Planner e
Private Banking.
La Banca ha inoltre spento le sue prime 10 candeline in Borsa a novembre: 10 anni di successi
celebrati in Piazza Affari con un evento che si è aperto con un investor day seguito da un talk
show dove i testimonial di Banca Generali si sono raccontati in questi 10 anni di "evoluzione
del talento".
A gennaio si è svolto il tradizionale roadshow dedicato alla condivisione con il Top Management
dei nuovi progetti di business e degli obiettivi strategici e commerciali per l'anno; all'incontro
hanno preso parte alcune tra le principali società di Asset Management per approfondire gli
scenari di investimento e le strategie di portafoglio.
Tra gli eventi di settore dedicati ai professionisti della consulenza l'istituto ha partecipato nel
mese di gennaio a PF Expo, il mese successivo a Consulentia 2016 e infine a EFPA Italia Mee
ting in Sicilia nel mese di maggio.
È proseguito anche l'impegno nello sport e nell'educazione con l'appuntamento "Banca Gene
rali un Campione per Amico" che si è svolto in 10 piazze italiane al fianco dei quattro grandi
campioni: Adriano Panatta, Jury Chechi, Francesco Graziani e Andrea Lucchetta per condivi
dere con i bambini delle scuole elementari e medie inferiori, non solo il divertimento che deriva
dall'attività fisica, ma anche i valori positivi dello sport come la disciplina, la sana competizione
e il gioco di squadra.
Sempre in ambito sportivo la Divisione Private Banking, nell'ottica di continuare a rafforzare
il rapporto di fiducia tra la Banca e i propri clienti coinvolgendoli tramite interessi e passioni,
ha organizzato anche nel 2016 l'Invitational Golf Tour, circuito esclusivo che ha coinvolto 10 dei
principali Circoli Italiani di Golf.
Banca Generali ha poi riconfermato il proprio impegno verso il mondo della cultura a tutela
dei patrimoni artistici sostenendo il FAI – Fondo Ambiente Italiano – all'interno dell'iniziativa
"Giornate FAI di Primavera". Nel 2016 il connubio tra la Banca e il FAI è diventato ancora più
stretto grazie all'eccezionale apertura di Palazzo Trivulzio, sede di Banca Generali a Milano e
storico palazzo meneghino.
La stessa sede di Piazza Sant'Alessandro ha poi ospitato la mostra "Trace" dell'artista indo
nesiano Farhan Siki.
Infine, nel campo della Social Responsibility, Banca Generali ha rinnovato il pluriennale sup
porto ad AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla – grazie alla vendita di confezioni di
polenta e risotto svolta nel periodo natalizio nelle proprie sedi, il cui ricavato è stato interamen
te devoluto alla causa.
13.5
La Comunicazione e i
rapporti con i media
La comunicazione di Banca Generali si distingue per trasparenza e prontezza informativa nei
confronti della comunità finanziaria. L'impegno del 2016 è proseguito nel percorso di posizio
namento verso la fascia "private" di mercato alla luce dei nuovi servizi e prodotti dedicati e
alla leadership di settore dal forte sviluppo commerciale. Con la riorganizzazione della scorsa
primavera è stata definita la nuova mission della società: "persone di fiducia al fianco del
cliente nel tempo per costruire e prendersi cura dei suoi progetti di vita", e vision "essere
la prima banca private per qualità e innovazione nel servizio". Il piano di comunicazione
è rimasto incentrato sugli aspetti "corporate" con i risultati, l'andamento commerciale e l'e
voluzione strategica, in primo piano nelle informative della società e nel dialogo con i media.
Allo stesso modo è stata dedicata attenzione alle iniziative di prodotto, come ad esempio per la
nascita delle nuove gestioni patrimoniali BG Solutions, in modo da favorirne la comprensione
e le dinamiche competitive.
L'impegno per un confronto continuo e di responsabilità con i risparmiatori passa poi anche
attraverso i commenti e le analisi di mercato per consentire il massimo allineamento nelle
scelte sugli investimenti, dal profilo prudenziale e cauto come tradizione della banca. Da qui i
frequenti interventi degli interlocutori nell'asset management e nella ricerca, per chiarire gli
orientamenti perseguiti.
Oltre ai canali diretti e alla visibilità sui media la comunicazione della banca passa anche attra
verso una serie di eventi specialistici sul territorio che ne riaffermano le competenze e profes
sionalità. In questa direzione si inseriscono i convegni organizzati in tutt'Italia all'inizio dello
scorso anno sull'evoluzione della normativa europea del "bail in" volti a descrivere le modifiche
regolamentari. Allo stesso modo sono stati condotti dei focus periodici con la clientela sia sul
mutevole scenario dei mercati finanziari, sia sulle sfide nella tutela patrimoniale dagli impegni
successori, dalla valorizzazione degli asset immobiliari e nel supporto all'impresa nelle dinami
che di corporate finance. Tutti ambiti dove Banca Generali si è posta in prima linea allargando
la propria sfera di comunicazione.
In occasione dell'anniversario dei dieci anni di quotazione in Borsa, lo scorso novembre, la
Società ha incontrato la comunità finanziaria con il proprio top management in un evento dedi
cato, dove sono state tirate le fila della sua espansione e presentate le linee guida delle strategie
future che abbracciano anche i servizi di wealth management.
Immagine Nel 2016 Banca Generali ha confermato le collaborazioni in corso con i propri testimonial per
iniziative commerciali e d'immagine:
> Davide Oldani: lo chef stellato s'è affiancato in una campagna pubblicitaria digitale volta a
rafforzare l'immagine istituzionale della banca come interlocutore d'eccellenza che accom
pagna le scelte più importanti di ogni cliente, in linea alla propria mission;
> Giornate FAI di Primavera: il sostegno di Banca Generali al FAI – Fondo Ambiente Italiano
come sponsor delle "Giornate di Primavera" è stato celebrato da una campagna pubblicita
ria che evidenziava la sensibilità della banca alla tutela del patrimonio culturale-artistico
nazionale;
> Alessandro Del Piero: la partnership con l'ex campione di calcio è di lungo corso e si tradu
ce in eventi su misura sul territorio;
> Federica Brignone: la campionessa di sci accompagna le iniziative e la visibilità della Banca
nel circuito bianco di Coppa del mondo che nel 2016 l'ha vista protagonista di vittorie richia
mate da creatività ad hoc sui quotidiani.
Oltre gli eventi e ai testimonial, le campagne pubblicitarie di Banca Generali sono state guidate
dai prestigiosi riconoscimenti che s'è aggiudicata nel corso del 2016: Best Private Bank in
Italy dalle testate specializzate nel Private Banking e Wealth Management del Gruppo del
Financial Times e "Miglior Servizio" dall'Istituto tedesco di qualità che ha assegnato il premio
sulla base di un sondaggio condotto direttamente tra i clienti delle maggiori reti.
Il rapporto coi media Trasparenza, disponibilità e accuratezza sono i cardini che guidano il confronto continuo con i
media. La Società è stata al centro di oltre 300 uscite stampa e più di mille e cinquecento arti
coli sul web. I risultati annuali e trimestrali, l'andamento della raccolta, le strategie, e l'innova
zione di prodotto sono stati gli argomenti maggiormente ripresi dalla stampa, e non è sfuggito
l'impegno sociale con il sostegno a svariati progetti sul territorio.
Infine, si segnala come l'impegno di Banca Generali per una comunicazione sempre più interat
tiva e aperta al dialogo con i propri interlocutori, abbia portato all'apertura, lo scorso autunno,
dei profili ufficiali sui famosi social network Facebook e YouTube che si sono affiancati alla già
presente pagina Linkedin, per riprendere i contenuti istituzionali e le iniziative della società.

14. LE RISORSE UMANE

14.1 Dipendenti

Organico L'organico al 31 dicembre 2016 ammonta a 849 persone ed è costituito da 47 Dirigenti, 151 Quadri Direttivi di 3º e 4º Livello, 651 dipendenti di altri livelli; di questi ultimi, 109 sono Quadri Direttivi di 1º e 2º livello e 1 è apprendista.

BANCA GENERALI BG FIDUCIARIA GENERFID BG FML TOTALE 2016 TOTALE
2015
Dirigenti 44 1 - 2 47 44
Quadri 3º/4º 138 5 - 8 151 140
Altri 629 6 4 12 651 653
Totali 811 12 4 22 849 837

Fra gli 849 dipendenti al 31 dicembre 2016, 29 hanno un contratto a tempo determinato (13 dei quali per sostituzione di personale assente per maternità/aspettativa).

Rispetto all'esercizio 2015 si è avuto un incremento netto di 12 risorse. Nello specifico si è avuto:

  • un incremento di 6 persone a tempo indeterminato a seguito:

    • dell'ingresso di nuovo personale di vendita;
    • dell'assunzione di personale specializzato a supporto dello sviluppo dell'azienda;
    • dell'inserimento di personale in sostituzione di risorse uscite in precedenza;
  • un incremento di 6 risorse a tempo determinato, dovuto principalmente all'ingresso di personale assunto a supporto di picchi di lavoro legati ad attività e progetti straordinari.

A fronte di questi incrementi netti, il turnover complessivo, collegato prevalentemente a movimenti di personale a tempo determinato per progetti e picchi di attività, oltre che a sostituzioni maternità, ha registrato la movimentazione di seguito indicata:

Organico al 31.12.2015 837
Assunzioni 82
Cessazioni -70
Organico al 31.12.2016 849

La forza effettiva, costituita dal personale in organico (849) al netto delle persone distaccate in società del Gruppo Generali (-2) o da società dello stesso (0) si è incrementa di 12 risorse, riconducile all'aumento del personale in organico.

FORZA EFFETTIVA 31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
Banca Generali 804 789 15
BG Fiduciaria 13 12 1
Generfid 8 10 -2
BG FML 22 24 -2
Totali 847 835 12

Composizione organico L'incidenza del personale laureato è del 53,5%.

L'età media del Gruppo è 43 anni mentre la percentuale del personale femminile è pari al 50,3%.

DONNE UOMINI TOTALE 2016
Dirigenti 12 2,8% 35 8,3% 47 5,5%
Quadri 3º/4º 37 8,7% 114 27,0% 151 17,8%
Altri 378 88,5% 273 64,7% 651 76,7%
Totali 427 100,0% 422 100,0% 849 100,0%

Relazioni sindacali A fronte della presentazione da parte dei sindacati aziendali nel mese di aprile 2016 della piattaforma di rinnovo del contratto integrativo (CIA) del gruppo Banca Generali – per impiegati e quadri direttivi – nel corso dei mesi successivi si è dato seguito agli incontri sindacali finalizzati innanzitutto a rinnovare gli istituti economici del CIA.

In particolare, in data 30 giugno 2016 sono stati raggiunti i seguenti Accordi:

    1. Accordo Sindacale sul premio aziendale relativo all'esercizio 2015;
    1. Protocollo complessivo di rinnovo del CIA riguardante:
    2. premio aziendale esercizi 2016, 2017 e 2018: adozione delle linee guida per la regolamentazione di un nuovo meccanismo di calcolo – strettamente legato a parametri di produttività – e previsione della possibilità di introdurre il pagamento del premio anche con le modalità sostitutive "welfare" previste dalla legge di stabilità 2016;
    3. buoni pasto, assistenza sanitaria, previdenza complementare e polizze collettive.

Gli impegni raggiunti con i Sindacati avranno validità sino al 30 giugno 2019.

In data 15 dicembre 2016, è stato raggiunto l'accordo sindacale di dettaglio sul premio aziendale relativo al 2016. É attualmente in corso di definizione l'ulteriore accordo finalizzato alla concreta introduzione del pagamento con la modalità welfare, anche grazie all'attivazione di una apposita Commissione Bilaterale welfare, formata da rappresentanti aziendali e sindacali.

Inoltre, nel mese di maggio 2016, Banca Generali e RSA hanno condiviso i contenuti del Piano Formativo "Country Italia for Excellence" che è stato poi oggetto di un accordo sindacale a livello di Country Italia al fine della partecipazione all'Avviso FBA n. 1/2016.

Con riferimento all'attuazione del CCNL, è rimasta costante l'adesione alla Fondazione Prosolidar, attiva nel campo dei progetti di solidarietà a livello internazionale; nel 2016, oltre 400 dipendenti hanno aderito versando il contributo previsto, cui è seguito analogo contributo da parte delle Aziende del Gruppo.

Sviluppo risorse L'azienda continua a puntare sulla mobilità interna a tutti i livelli come strumento per accrescere la professionalità e lo sviluppo manageriale.

La mobilità coinvolge sia persone che ricoprono già posizioni manageriali, in un ottica di ampliamento della job e trasversalizzazione della cultura aziendale, sia persone senior con un profilo da professional, in un'ottica di crescita professionale. Forte impulso viene dato anche alla crescita di persone con profili junior inseriti all'interno delle diverse Aree Aziendali anche con un approccio bottom up attraverso lo strumento del BG – Job Posting, introdotto nel 2016, che consente ai dipendenti a tempo indeterminato di candidarsi prioritariamente alle posizioni vacanti all'interno del Gruppo Banca Generali. L'attivazione dei percorsi di carriera avviene attraverso la partecipazione a Development Center, che consentano di verificare il profilo di competenze manageriali possedute al fine di costruire percorsi di sviluppo personalizzati. A fronte del profilo emerso e del nuovo ruolo vengono attivati specifici percorsi, come ad esempio, qualora vi sia la necessità di ricoprire posizioni con allargamento di responsabilità manageriali, percorsi di business coaching o, per accrescere la conoscenza tecnica o rafforzare la vision prospettica, Master o percorsi di Alta Formazione presso qualificate istituzioni accademiche.

L'obiettivo di questi percorsi strutturati è supportare le persone nel prendere consapevolezza delle proprie capacità ed eventualmente lavorare in modo strutturato (attraverso piani di sviluppo o formazione mirata) nello sviluppo di competenze da consolidare.

Per rafforzare i processi di comunicazione e ascolto bottom up, in un'ottica di engagement e per favorire la visibilità di tutti i dipendenti, a dicembre è stato dato avvio al progetto "Testimonials" che prevede il coinvolgimento dei dipendenti in momenti di team building in un ambiente conviviale e informale con il Top Management pensati per favorire l'ascolto e la relazione trasversale. Nella prima edizione, che si è tenuta a Dicembre, sono stati coinvolti 30 dipendenti.

L'annuale valutazione della performance qualitativa si è svolta come di consueto nel primo semestre. Tutte le risorse sono coinvolte nel processo che prevede un momento di confronto con il proprio responsabile.

Le iniziative sopra evidenziate – valutazione della performance, assessment valutativi, gestione del talent pool, percorsi di sviluppo e sentieri di carriera – insieme a precise indicazioni strategiche indicate dalla direzione aziendale, contribuiscono a dettare le linee guida per la definizione del piano formativo a sostegno e sviluppo delle competenze e delle professionalità dei dipendenti della Banca.

Formazione Il consolidamento della posizione nel settore ha richiesto un rafforzamento dei già intensi programmi di formazione finalizzati a garantire conoscenze, competenze e comportamenti in linea con il posizionamento della Banca.

Focus particolare è stato dato alla formazione manageriale, progettata internamente ed erogata attraverso primarie società di consulenza, che nel 2016 ha visto, tra le altre attività, la conclusione del percorso "Gestione dei Collaboratori", articolato programma di cultura manageriale, che ha coinvolto negli ultimi 3 anni i responsabili di risorse, al quale si è affiancato il progetto "Officine di Crescita Manageriale", consistente in momenti di approfondimento su

diversi aspetti della managerialità in azienda declinati in un'ottica di team coaching. Sempre
nell'ambito della crescita manageriale sono stati attivati percorsi di business coaching per l'Al
ta Direzione e alcuni dei loro primi riporti.
Inoltre, a sostegno della diversity, è stato attivato il percorso Leadership al Femminile dedicato
all'empowerment e allo sviluppo della leadership personale delle colleghe.
Per quanto riguarda le competenze specialistiche sono stati attivati percorsi di Alta Formazio
ne, dedicati alle diverse aree aziendali, erogati in collaborazione con primarie società di con
sulenza, Enti Universitari, Scuole di Alta Formazione o singoli docenti universitari. In quest'
ottica, ad esempio, è stato disegnato e attivato, in collaborazione con l'Università degli Studi
di Brescia, il Master di 2º livello in "Governance del Patrimonio e Passaggio Generazionale".
Forte impulso è stato dato anche alla formazione linguistica, in particolare per la lingua inglese,
la cui fruizione è stata resa accessibile ai dipendenti a vario livello.
Per rafforzare l'acquisizione e la condivisione della conoscenza, intesa anche come condivisio
ne e interiorizzazione da parte dei dipendenti della vision e della mission della banca e della
conseguente strategia, sono stati organizzati momenti di condivisione formalizzata ("Casca
ding") con i dipendenti sui progetti strategici della banca e sui loro obiettivi. Parallelamente
sono proseguiti i workshop di illustrazione della piattaforma di consulenza avanzata "BG Per
sonal Advisory" e della sua filosofia.
È naturalmente proseguita la formazione obbligatoria, sia sulla salute e sicurezza negli am
bienti di lavoro sia in ambito normativo (Antiriciclaggio, Responsabilità Amministrativa degli
Enti (D.lgs. 231/01) e Privacy), in modalità e-learning ma anche con approfondimenti in aula.
Tutti i corsi obbligatori web based per i nuovi assunti a tempo determinato e indeterminato
sono erogati attraverso piattaforma e-learning.
Selezione delle risorse –
employer branding e talent
engagement
La banca punta sempre più su giovani di potenziale da far crescere all'interno, sia attraverso
la partecipazione a career day in collaborazione con il Gruppo Generali, sia tramite rapporti
consolidati e costanti con le principali Università e Scuole di Alta Specializzazione nazionali e
internazionali.
In quest'ottica grande attenzione viene posta attraverso la cura dei percorsi formativi offerti
agli studenti e neolaureati nell'ambito dei Tirocini Formativi sia Universitari che di Scuole di
Alta Specializzazione nelle diverse Aree della Banca sia presso la sede di Milano che presso la
sede di Trieste.
Per la copertura di key position vengono attivate, a seconda della necessità, sia agenzie di head
hunting specializzate sia canali di ricerca attiva attraverso l'utilizzo delle principali piattafor
me dedicate.
Tutte le persone che entrano a far parte della squadra di Banca Generali hanno prima affron
tato un percorso di assessment valutativo, come previsto dalla policy del Gruppo Generali.
Comunicazione interna Il 2016 ha visto il lancio di "Prima Pagina" – newsletter mensile – quale principale novità
dell'anno, che si inserisce in una articolata serie di interventi per tenere maggiormente infor
mati i colleghi sulle decisioni strategiche e l'andamento aziendale. In questa direzione, oltre a
un maggiore flusso di notizie pubblicate sul Portale aziendale, sono state prodotte apprezzate
videointerviste con i principali manager della banca.
Condivisione della strategia e delle scelte organizzative, sottolineatura della nostra mission e
dei nostri valori e affondi sugli andamenti di business, sono stati gli argomenti sui quali si sono
incentrati i due incontri semestrali tra tutti i dipendenti e il top management.
14.2
Consulenti Finanziari
In coerenza con una crescita generalizzata del mercato del risparmio gestito in generale e
di quello che si avvale in modo prevalente dell'opera di Consulenti finanziari in particolare
(mercato "Assoreti), anche il numero di Consulenti Finanziari operanti nelle principali società
censite è aumentato di circa lo 0,8% (da 22.679 a 22.856).
In quest'ambito, Banca Generali possiede una tra le più importanti reti di distribuzione attra
verso Consulenti finanziari del mercato italiano: al 31 dicembre 2016 erano presenti in struttu
ra 1.841 Consulenti Finanziari e Relationship Manager, in aumento rispetto al 2015 (+7% pari
a un delta di 126 consulenti). Questo incremento ha fatto si che Banca Generali sia rimasta al
quinto posto del settore Assoreti con una quota di mercato dell'8%.
A questa crescita ha contribuito l'attività di reclutamento di nuovi professionisti, provenienti

sia dal mondo delle banche, sia da quello delle reti, che nel 2016 ha portato all'inserimento di 161 nuovi consulenti.

Numero Consulenti Finanziari Assoreti 22.856

Dicembre 2016

Fonte: Assoreti

I principali dati riferibili alla rete distributiva di Banca Generali sono sinteticamente illustrati nelle seguenti tabelle che raffrontano i dati del 2016 e del 2015 scomponendoli nelle due divisioni in cui è organizzata la rete, una più specificatamente dedicata alla clientela "affluent" e una alla clientela di più alto profilo ("private"). Come si nota, entrambe le divisioni crescono per numero e per patrimonio medio assistito, a testimonianza di un'evoluzione sia quantitativa che qualitativa della struttura distributiva:

31.12.2016 N. CONSULENTI FINANZIARI / PRIVATE
BANKER / RELATION MANAGER
AUM
(MLN DI EURO)
AUM PER CF
(MLN DI EURO)
Divisione Financial Planner 1.371 28.295 20,6
Divisione Private Banking 470 19.252 41,0
Totale 1.841 47.547 25,8
31.12.2015 N. CONSULENTI FINANZIARI / PRIVATE
BANKER / RELATION MANAGER
AUM
(MLN DI EURO)
AUM PER CF
(MLN DI EURO)
Divisione Financial Planner 1.292 24.321 18,8

A proposito del trend di crescita della rete, è importante rilevare che da anni si assiste a un processo di selezione dei collaboratori che ha promosso l'inserimento di figure professionali di elevato livello con rilevanti portafogli di clienti, in grado di ben interpretare la filosofia qualitativa della banca.

Divisione Private Banking 423 17.283 40,9 Totale 1.715 41.605 24,3

Nonostante il lieve incremento del numero di Consulenti Finanziari presenti nella rete commerciale di Banca Generali (+7% a/a), il valore del portafoglio medio gestito da ciascun consulente è pari a 25,8 milioni al 31.12.2016, in ulteriore aumento rispetto al patrimonio medio della rete commerciale di Banca Generali nel 2015 (24,3 milioni), a testimonianza di un processo di crescita veramente coerente e consistente, volto ad acquisire e mantenere solo i profili di alta qualità.

Promotori Finanziari e AUM pro-capite

Infatti, anche in anni di spiccata instabilità dei mercati finanziari e, anzi, proprio in virtù di essa, l'approccio consulenziale praticato in Banca Generali e la qualità professionale dei consulenti che con essa collaborano, sono stati in grado di offrire alla clientela un effettivo valore aggiunto. In conseguenza di ciò, i valori pro-capite espressi dai Consulenti finanziari sono da anni ai vertici del mercato per quanto riguarda la capacità di attrazione di nuovi flussi di risparmio.

La raccolta netta pro-capite infatti, pari a 3.084 milioni di euro nel 2016, è superiore del 138% alla media di settore; il dato è ancor più straordinario se ci riferisce alla raccolta netta gestita e assicurativa pro-capite, dove, in un contesto di mercati volatili e incerti, i consulenti di Banca Generali hanno realizzato una raccolta pro-capite di circa 2.155 milioni, confrontata con la produttività media del mercato pari a 688 mila euro (al netto del contributo di Banca Generali) cioè più alto del 213%. Relativamente al dato di patrimonio medio, sintesi del successo quantiqualitativo della strategia praticata, Banca Generali si conferma ampiamente al vertice del mercato, con un valore che supera del 50% la media generale (25,8 milioni di euro contro 17,2 milioni di euro, se si esclude l'estensione del campione di società avvenuto a dicembre 2015).

Raccolta Netta totale

vs. Assoreti Dicembre 2016

3.000

2.000

1.000

Fonte: Assoreti

0

per Consulente Finanziario BG

2015 2016 Assoreti ex BG Banca Generali

3.084

Raccolta Netta gestita e assicurativa per Consulente Finanziario BG

2.388

2015 2016 Assoreti ex BG Banca Generali

688

2.155

vs. Assoreti Dicembre 2016

3.000

2.000

1.000

Fonte: Assoreti

0

1.205

1.372 1.297

2.705

Raccolta Netta gestita e assicurativa per Consulente Finanziario BG

Raccolta Netta totale per Consulente Finanziario BG vs. Assoreti

Fonte: Assoreti

Fonte: Assoreti

vs. Assoreti

Patrimonio medio Consulenti Finanziari Assoreti Dicembre 2016

Fonte: Assoreti

Nel 2016 sono entrati a far parte delle strutture di Banca Generali 161 nuovi professionisti con solida esperienza, provenienti prevalentemente dal settore bancario che, avvantaggiandosi della vastissima gamma di opportunità d'investimento offerte dalla banca, hanno potuto soddisfare più compiutamente le esigenze dei clienti nel rispetto dei singoli profili di rischio. A fronte di questi ingressi si è riscontrato un ridotto numero di consulenti in uscita, inclusi pensionamenti – normali in una struttura ormai consolidata – o cambi attività. In effetti il turnover della rete di Banca Generali è estremamente ridotto a testimonianza della fidelizzazione della rete e dell'attrattività della proposta di Banca Generali nei confronti del mercato.

Struttura organizzativa della rete

Promotori Finanziari e AUM pro-capite

18,0

N. Promotori Finanziari

15,7 15,8

Infatti, anche in anni di spiccata instabilità dei mercati finanziari e, anzi, proprio in virtù di essa, l'approccio consulenziale praticato in Banca Generali e la qualità professionale dei consulenti che con essa collaborano, sono stati in grado di offrire alla clientela un effettivo valore aggiunto. In conseguenza di ciò, i valori pro-capite espressi dai Consulenti finanziari sono da anni ai vertici del mercato per quanto riguarda la capacità di attrazione di nuovi flussi di risparmio. La raccolta netta pro-capite infatti, pari a 3.084 milioni di euro nel 2016, è superiore del 138% alla media di settore; il dato è ancor più straordinario se ci riferisce alla raccolta netta gestita e assicurativa pro-capite, dove, in un contesto di mercati volatili e incerti, i consulenti di Banca Generali hanno realizzato una raccolta pro-capite di circa 2.155 milioni, confrontata con la produttività media del mercato pari a 688 mila euro (al netto del contributo di Banca Generali) cioè più alto del 213%. Relativamente al dato di patrimonio medio, sintesi del successo quantiqualitativo della strategia praticata, Banca Generali si conferma ampiamente al vertice del mercato, con un valore che supera del 50% la media generale (25,8 milioni di euro contro 17,2 milioni di euro, se si esclude l'estensione del campione di società avvenuto a dicembre 2015).

2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016

19,7

AuM pro capite (milioni di euro)

1.499 1.471 1.453 1.475 1.645 1.715 1.841

22,2 24,3

2.500 2.000 1.500 1.000 500 0

25,8

Osservando la rete nel suo complesso, la sua struttura può essere suddivisa in quattro tipologie di ruoli professionali:

2016 2015
Manager 1º livello 25 25
Manager 2º livello 44 44
Executive Manager 76 61
Consulenti finanziari/PB/RM 1.696 1.585
1.841 1.715

In Banca Generali il numero di Manager in senso stretto (Manager di 1º e 2º livello, cioè coloro che sono posti più propriamente a riferimento delle figure professionali dedicate esclusivamente alla relazione con la clientela) in coerenza con quanto più sopra osservato circa l'evoluzione qualitativa della rete distributiva, è stabile nel tempo rispetto all'aumento del numero complessivo dei Consulenti Finanziari.

Ripartizione geografica, per sesso e per anzianità

La rete distributiva ha una presenza capillare sul territorio nazionale, con una maggior concentrazione, pari a circa due terzi dell'organico, nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Centro-Sud, in coerenza con la distribuzione della ricchezza nazionale; in lieve crescita la presenza femminile, pari al 15,8% del totale contro un 15% del 2015, mentre l'età media dei consulenti rimane stabile a 51 anni, in considerazione del fatto che i professionisti inseriti negli ultimi anni hanno un'età media inferiore ai 45 anni. Un rapporto medio di collaborazione di circa 11 anni, anche in relazione alla "giovane età" della Società, testimonia la stabilità della rete e il suo contenuto turnover.

TOTALE ETÀ MEDIA ANZIANITÀ MEDIA*
REGIONE DIVISIONEFP DIVISIONE PRIVATE % SUL
TOTALE
% DONNE F M TOTALE F M TOTALE
Abruzzo 30 - 30 1,6% 0,2% 51,1 54,5 52,8 6,7 11,2 8,9
Basilicata - - - - - - - - - - -
Calabria 23 3 26 1,4% 0,2% 50,2 49,1 49,6 14,8 12,5 13,7
Campania 123 10 133 7,2% 0,5% 50,8 51,3 51,1 7,9 14,3 11,1
Emilia Romagna 202 33 235 12,8% 2,8% 51,1 53,0 52,1 10,5 12,4 11,4
Friuli Venezia Giulia 70 8 78 4,2% 0,4% 55,1 52,8 53,9 11,4 12,1 11,8
Lazio 82 47 129 7,0% 1,5% 51,5 52,7 52,1 16,0 11,9 13,9
Liguria 52 51 103 5,6% 1,1% 53,5 55,3 54,4 11,3 13,7 12,5
Lombardia 246 156 402 21,8% 3,7% 50,0 52,5 51,3 9,0 10,7 9,9
Marche 54 - 54 2,9% 0,4% 49,4 49,5 49,4 14,3 13,6 14,0
Molise 1 - 1 0,1% - - 47,8 23,9 - 3,1 1,5
Piemonte 79 70 149 8,1% 1,6% 50,6 52,6 51,6 10,0 11,3 10,6
Puglia 69 7 76 4,1% 0,5% 43,1 51,6 47,4 11,2 14,7 13,0
Sardegna 11 1 12 0,7% 0,2% 52,6 48,5 50,5 17,0 10,9 14,0
Sicilia 44 - 44 2,4% 0,1% 48,9 49,6 49,3 10,4 12,6 11,5
Toscana 76 36 112 6,1% 1,0% 50,7 53,7 52,2 5,9 12,1 9,0
Trentino A. Adige 18 18 1,0% 0,1% 39,7 51,2 45,5 4,5 9,8 7,2
Umbria 26 - 26 1,4% 0,2% 50,5 54,2 52,3 7,1 16,9 12,0
Valle d'Aosta - 4 4 0,2% - - 45,2 22,6 - 5,8 2,9
Veneto 165 44 209 11,4% 1,4% 49,0 53,1 51,0 8,1 12,4 10,2
Totale complessivo 1.371 470 1.841 100,0% 15,8% 50,5 52,5 51,5 10,2 12,2 11,2

* Nel calcolo dell'anzianità viene considerata l'attività svolta nelle società acquisite dal Gruppo BG (es. Prime, Altinia Sim, ecc.).

Presenza sul territorio La capillare distribuzione dei Consulenti finanziari di Banca Generali è supportata dalla presenza sul territorio al 31 dicembre 2016 di 193 tra succursali bancarie e uffici dei Consulenti.

SUCCURSALI UFFICI
31.12.2016 DIVISIONE
FINANCIAL
PLANNER
DIVISIONE
PRIVATE
BANKING
TOTALE DIVISIONE
FINANCIAL
PLANNER
DIVISIONE
PRIVATE
BANKING
TOTALE TOTALE
COMPLESSIVO
Abruzzo 1 1 1 1 2
Calabria 1 1 2 1 3 4
Campania 3 1 4 8 3 11 15
Emilia 4 4 14 4 18 22
Friuli 2 2 4 1 5 7
Lazio 1 1 2 3 3 6 8
Liguria 5 1 6 6 5 11 17
Lombardia 5 2 7 17 8 25 32
Marche - 3 3 3
Piemonte 3 1 4 6 9 15 19
Puglia 2 2 5 2 7 9
Sardegna - 1 1 1
Sicilia 1 1 4 4 5
Toscana 3 2 5 10 1 11 16
Trentino - 2 2 2
Umbria 1 1 2 2 3
Valle d'Aosta - 1 1 1
Veneto 5 1 6 17 4 21 27
Totale complessivo 37 9 46 105 42 147 193

Formazione e Sviluppo Rete

Formazione Manageriale Anche nel 2016 la Formazione Manageriale presta particolare attenzione ad approfondire e
sviluppare tematiche a supporto dell'evoluzione del ruolo nel contesto attuale.
Le prime linee manageriali delle Divisione Financial Planner proseguono il percorso formativo,
organizzato in collaborazione con Business School di eccellenza, incentrato sul rinforzo della
propria leadership nella gestione del proprio team per il raggiungimento di risultati sempre
più sfidanti.
Nel primo semestre, i District Manager inseriti in struttura dopo il 2013 hanno partecipato a
un percorso di sviluppo finalizzato a rinforzare le capacità manageriali essenziali per ricoprire
il ruolo.
Nel semestre successivo, invece, tutta la linea è stata coinvolta nella formazione dedicata a
tematiche di Time Management evoluto, con particolare attenzione alla velocità e alla comples
sità presente nell'attuale contesto.
Tutti gli Executive Manager (Rete Financial Planner) hanno proseguito il loro percorso con
un nuovo laboratorio formativo finalizzato a potenziare la propria capacità di pianificazione e
programmazione delle attività commerciali e manageriali.
Nel corso dell'anno i Private Team manager (Rete Private Banking) hanno preso parte a un ar
ticolato percorso di sviluppo del Ruolo, che ha preso avvio con un assessment, al quale è seguito
un piano di sviluppo individuale accompagnato da incontri di coaching.
Hanno poi proseguito il loro piano formativo con cinque giornate d'aula volte a sviluppare le
competenze legate alla gestione delle riunioni commerciali.
I consulenti delle Divisione Relationship Manager hanno partecipato a un piano formativo de
dicato all'identificazione e alla diffusione di best practice su temi di business.
Banca Generali rinnova e conferma l'impegno sia nel percorso di Leadership dedicato alle Con
sulenti Finanziarie, mirato ad approfondire tematiche di self empowerment, self management
e relazione interpersonale, sia nei percorsi individuali di business coaching, arricchendo l'of
ferta formativa di nuove occasioni di rinforzo e sviluppo professionale attraverso incontri di
Team Coaching.
Sono state progettate molteplici iniziative formative sul territorio, personalizzate sulle spe
cifiche esigenze di Area, dedicate al rinforzo delle soft skill a supporto dell'attività di recluta
mento.
Formazione Commerciale Le attività della Formazione Commerciale, in coerenza con l'evoluzione del contesto e del mo
dello di servizio BG Personal Advisory, hanno supportato l'introduzione di tutte le attività di
prodotti e servizi messe in campo da Banca Generali.
Da metà gennaio, in concomitanza con il lancio delle nuove gestioni patrimoniali multilinea
BG Solution, è stata avviata la formazione tecnica e commerciale sul prodotto partendo dai
manager di Rete e proseguendo su circa 800 consulenti. Durante l'incontro sono stati appro
fonditi gli elementi distintivi delle nuove GP Multilinea, le caratteristiche delle singole linee e le
modalità di costruzione di soluzioni personalizzate.
Nei mesi di giugno e luglio per la Rete dei Private Banker è stata definita la formazione per
condividere le strategie aziendali in merito ai prodotti Liquid Alternative e alla nuova gamma
di Portafogli Stable Portfolio, evidenziando quando e come possono rivelarsi un utile strumento
per clienti esistenti e prospect.
Sempre nel primo semestre è proseguita la formazione sulla piattaforma BGPA, con particola
re attenzione sui due moduli di "Family Protection" e "Real Estate". Il piano formativo, iniziato
nel secondo semestre del 2015, ha permesso di formare, nel corso del biennio, tutti gli oltre
1.800 consulenti di Banca Generali.
Per il modulo "Finanziario" sono state svolte delle aule di follow up per approfondire gli svi
luppi, con particolare focus su rendimenti, patrimonio presso terzi istituti, gestione dei clienti
prospect e del contratto di consulenza.
Nel secondo semestre, particolare enfasi è stata data in Banca Generali alla Digital Collabo
ration, il nuovo strumento che consente al Cliente di firmare a distanza le disposizioni digitali
inviate dal Consulente Finanziario. Inoltre, in concomitanza del lancio dell'app BG Store, sono
state effettuate aule formative sulla Digital Collaboration con l'obiettivo di fornire un supporto
nell'utilizzo dello strumento e di mettere in risalto le opportunità commerciali e i vantaggi.
Sono stati coinvolti quasi 800 Consulenti.
A partire da gennaio 2016 e fino a giugno 2017 è stato attivato, in collaborazione con l'Univer
sità degli Studi di Brescia, un Master di II livello in "Governance del Patrimonio e Passaggio

Generazionale" al quale partecipano 21 Consulenti Finanziari, con l'obiettivo di creare figure professionali specializzate in grado di svolgere una qualificata attività di consulenza nelle tematiche legate alla gestione e al trasferimento dei patrimoni finanziari.

Formazione Istituzionale Nel 2016 si è conclusa la formazione obbligatoria legata all'aggiornamento professionale IVASS, biennio 2015-2016, con la formazione sui nuovi prodotti e con il corso online "La profilazione comportamentale del cliente", che illustra i principi della finanza comportamentale con particolare riferimento agli effetti distorsivi degli errori comportamentali.

Per l'erogazione della formazione obbligatoria "online" si conferma l'utilizzo della piattaforma e-learning del Gruppo Generali, mediante la quale tutta la Rete è stata invitata a svolgere i corsi sulla "Nuova Trasparenza Bancaria" – con principi e regole della normativa di trasparenza – e "Contrasto e prevenzione del finanziamento del terrorismo", per sensibilizzare tutti i Consulenti Finanziari sull'importanza delle tracce finanziarie ai fini del contrasto del terrorismo.

Sempre attraverso la piattaforma e-learning i Consulenti Finanziari neo inseriti hanno potuto aggiornarsi in modalità di auto-formazione online (Antiriciclaggio, MiFID, Privacy, Sicurezza Informatica, D.lgs. 231/2001, Trasparenza Bancaria, Trasparenza e Credito ai Consumatori).

In aggiunta alla formazione web based, nel secondo semestre dell'anno è stata avviata la formazione dedicata a un nuovo prodotto inserito nella gamma BG, gli Investment Certificates, che ha coinvolto un selezionato numero di Consulenti Finanziari con focus sulle caratteristiche tecniche del prodotto e sull'utilizzo della piattaforma informatica Smart Derivatives, personalizzata per Banca Generali.

Infine, nel 2016 è proseguito il percorso di induction destinato ai Consulenti Finanziari di recente ingresso in Banca Generali. All'interno del percorso, le due giornate di "Welcome Program" consentono ai consulenti neo inseriti di entrare in contatto con le principali Direzioni delle Sedi di Milano e di Trieste.

15. L'ORGANIZZAZIONE E L'ICT

Nel corso dell'esercizio 2016 Banca Generali ha effettuato una profonda rivisitazione del proprio assetto di Corporate Governance, con la individuazione di nuove deleghe e attribuzione delle funzioni – precedentemente in capo all'Amministratore Delegato – ai seguenti organi: Consiglio di Amministrazione, Presidente e Direttore Generale.

Tale modifica si è riflessa in una sostanziale revisione della struttura organizzativa, nella costante ricerca di migliorare l'efficienza delle strutture, per rafforzare la vicinanza alle esigenze delle reti commerciali, ancor più significativa in un contesto di continua crescita della Banca e della rete dei Consulenti Finanziari.

La revisione organizzativa ha conseguentemente comportato anche la ridefinizione della composizione dei Comitati di cui si avvale il Direttore Generale per l'approfondimento dei più significativi aspetti gestionali.

Le principali novità hanno riguardato:

  • A.Ridisegno dell'organigramma complessivo della Banca. È venuta meno la figura dell'Amministratore, e sono state eliminate la Co-Direzione Generale Area Commerciale, l'Area Banca e l'Area Governance. La riorganizzazione ha conseguentemente portato alle creazione di 3 Direzioni e 3 Vice Direzioni Generali, di seguito esplicitate, a diretto riporto del Direttore Generale, con conseguente ridefinizione e riallocazione di compiti e responsabilità in capo alle Aree / Direzioni / Servizi / Unità Organizzative, di cui tali strutture si compongono:
    • Direzione General Counsel. Tale Direzione ricomprende le strutture della Direzione Legale e quella legata agli affari societari della Banca, precedentemente inserite all'interno dell'Area Governance;
    • Direzione HR. La struttura di Human Resources, che risultava in precedenza sotto il coordinamento dell'Area Governance, è stata rafforzata con la creazione di una Direzione volta allo sviluppo organizzativo, per sostenere con sempre maggior efficacia la valorizzazione e lo sviluppo professionale del capitale umano della Banca;
    • Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne. Il riposizionamento di tale struttura, dedicata alle iniziative promozionali e al rafforzamento e alla tutela dell'immagine della Banca sia internamente all'organizzazione sia nei confronti del pubblico, è volta altresì ad agevolare l'obiettivo strategico di rafforzamento della presenza nel segmento Private del mercato;
    • Vice Direzione Generale Finance & Operations. Costituita per garantire un efficace coordinamento dell'intera sfera finanziaria e della macchina operativa della Banca nonché per supportare le analisi degli scenari strategici, la Vice Direzione Generale Finance & Operations ricomprende l'Area del CFO (Chief Financial Officer), le neo costituite Area del COO (Chief Operating Officer) – volta al coordinamento delle strutture di operations e all'ottimizzazione delle attività progettuali della Banca – e Direzione Pianificazione Strategica, e la struttura di Investor Relations che rappresenta la Società presso la comunità finanziaria nazionale e internazionale.
    • Vice Direzione Generale Wealth Management, Mercati e Prodotti. Risponde alle esigenze di avvicinamento in chiave sinergica del mondo dei prodotti e dei servizi della Banca, con focus principale sul cliente, al fine di migliorare continuamente il modello di servizio commerciale reso; la Vice Direzione Generale Wealth Management, Mercati e Prodotti coordina l'Area dell'Asset Management e le strutture di Wealth Management, Marketing, Crediti nonché quella legata allo Sviluppo e Formazione della rete.
    • Vice Direzione Generale Canali Distributivi. Al fine di agevolare sinergie e interazioni tra struttura organizzativa e universo commerciale, sono state ricomprese, all'interno della Vice Direzione Generale Canali Distributivi, le Aree di rete dei Financial Planner, Private Banker e Private Relationship Manager, completate dall'Area dei Canali Alternativi e di Supporto, creata per assistere al meglio le attività della rete e le esigenze del cliente, anche attraverso le Succursali, il Servizio di Contact Center e uno staff dedicato al monitoraggio della qualità.
  • B. Direzione Compliance e Anti Money Laundering e Direzione Risk e Capital Adequacy. Sono state riposizionate le funzioni di controllo di secondo livello, con l'inserimento delle funzioni di Risk e Capital Adequacy, Compliance e Anti-Money Laundering a diretto riporto del Consiglio di Amministrazione.

15.1 Servizi alla rete di vendita e servizi alla clientela

Servizi alla rete di vendita Nel corso del 2016, la Banca ha finalizzato importanti iniziative volte a migliorare e realizza
re nuovi strumenti a supporto della Rete di Consulenti; nell'ambito del Servizio BG Personal
Advisory è stato rilasciato il modulo per il calcolo dei rendimenti dei portafogli dei clienti e
sono state introdotte le funzionalità di censimento del patrimonio c/o terzi con annessi report
di analisi e censimento dei prospect.
Nel percorso di digitalizzazione intrapreso dalla Banca è stato sviluppato il "carrello degli or
dini", componente propedeutico e fondamentale per la pubblicazione degli ordini ai clienti per
la firma in Digital Collaboration.
Nell'ambito dell'evoluzione del BG Store Consulenti è stata lanciata l'app BG Personal Port
folio: strumento utile per il monitoraggio e la costruzione di portafogli attraverso motori di
ottimizzazione finanziaria e strumenti di ricerca evoluti di prodotti.
Servizi alla clientela Nel corso dell'esercizio 2016 ha trovato compimento il ridisegno dell'offerta delle gestioni patri
moniali con la realizzazione e il lancio di un prodotto innovativo (BG Solution) e particolarmen
te evoluto rispetto alle esperienze presenti nel settore di riferimento sia in termini di flessibilità
che di possibilità di personalizzazione.
Nell'ambito dei servizi innovativi alla clientela è stato lanciato il BG Store clienti con 2 app
iniziali: App Numeri Utili (esclusivamente informativa) e App Digital Collaboration (app che con
sente la firma di alcune tipologia di ordini in modalità totalmente paperless e mediante l'utiliz
zo di device mobili, smartphone e tablet). Sempre nel 2016 è stato avviato il disegno delle altre
app che andranno ad arricchire il BG Store e ampliare l'opportunità per i clienti di operare e
interagire con la Banca e i consulenti con smartphone e tablet.

15.2 Processi interni di supporto al business aziendale

Operations Nell'ottica di efficientamento operativo e di sviluppo di sinergie derivanti dalla gestione end-to
end dei processi, si è provveduto all'identificazione delle attività con focus cliente, mantenute
in ambito operations, rispetto a quelle con focus amministrativo/contabile, che sono state riallo
cate presso la struttura amministrativa; sono state inoltre avviate nel corso del 2016 importan
ti attività progettuali, in un'ottica di automazione e semplificazione operativa, con particolare
riferimento a soluzioni tecnologiche innovative di ottimizzazione.
Amministrazione Si è provveduto alla riallocazione presso la struttura amministrativa delle attività con focus
amministrativo/contabile, precedentemente posizionate all'interno delle operations, nell'ottica
di efficientamento operativo e di sviluppo di sinergie derivanti dalla gestione end-to-end dei
processi.
Crediti Nell'ambito del processo di erogazione del credito è proseguita l'attività di razionalizzazione
finalizzata ad accrescere la semplificazione e il livello di automazione dei processi operativi
puntando alla realizzazione di processi digitali e paperless con particolare riferimento al pro
cesso di perfezionamento delle garanzie pignoratizie acquisite dalla Banca e al processo di pre
disposizione, firma e archiviazione della contrattualistica/modulistica relativa agli affidamenti
erogati e alle relative garanzie acquisite.
È inoltre proseguito lo sviluppo e/o l'affinamento di progetti di business intelligence volti a sup
portare i processi direzionali di controllo con la realizzazione di una piattaforma informativa
integrata utilizzabile ai fini della predisposizione di reportistica direzionale con finalità strate
giche e di controllo di secondo livello.
Finanza Nell'ambito della Direzione Finanza i principali interventi hanno riguardato il fine tuning della
piattaforma informatica per il position keeping della Tesoreria, l'avvio del progetto per l'utilizzo
della piattaforma come strumento per l'operatività dispositiva della proprietà sul Forex e su
titoli, nonché l'avvio in produzione delle nuove funzionalità della piattaforma informatica al
fine di rispondere alle nuove prescrizioni normative in materia di Market Abuse.
Canali Alternativi e di Supporto Sono state avviate nel corso del 2016 importanti progettualità legate all'evoluzione del modello
di Contact Center, per valorizzare il posizionamento del servizio verso la rete e verso la clien
tela.

15.3 Adeguamenti normativi

Anche nel corso del 2016 l'impegno per l'adeguamento dei processi organizzativi e del sistema informativo alle nuove disposizioni normative è stato significativo. Gli interventi di maggiore rilievo hanno riguardato:

  • "Anatocismo". A seguito della Delibera CICR Agosto 2016 è iniziata un'attività di presidio sui clienti al fine di recuperare le autorizzazioni per l'addebito in conto corrente di eventuali interessi debitori relativi a rapporti di conto corrente e aperture di credito in conto corrente;

  • "ILAAP Internal Liquidity Adequacy Assessment Process". La Banca ha predisposto, oltre al Resoconto ICAAP, anche uno specifico Resoconto ILAAP relativo alla gestione del rischio di liquidità del Gruppo bancario;

  • "CRM Credit Risk Mitigation". La Banca ha avviato un progetto volto a includere nel perimetro di segnalazione a fini CRM, nel rispetto delle vigenti prescrizioni normative, le quote/ azioni di OICR gestite dalla propria società lussemburghese BGFML S.A. e gli strumenti inclusi nelle Gestioni Patrimoniali (GP) della Banca e delle Fiduciarie.

Altri interventi dei sistemi informativi e dei processi organizzativi hanno riguardato le iniziative legate al Credito Immobiliare ai Consumatori.

16. L'ATTIVITÀ DI AUDITING

Le attività di audit sono state indirizzate a comprendere e verificare che il sistema di controllo interno di Banca Generali sia stato costantemente strutturato per garantire una sana e prudente gestione delle attività della Società e del Gruppo bancario, conciliando, nel contempo, il raggiungimento degli obiettivi aziendali, il corretto e puntuale monitoraggio dei rischi e un'operatività improntata a criteri di correttezza.

La funzione di Internal Audit nell'ambito delle attività svolte ha verificato, nel rispetto degli standard professionali e della normativa di vigilanza:

  • la qualità e la correttezza dell'informativa interna ed esterna secondo i valori aziendali di fairness sostanziale e procedurale e di trasparenza, assicurando circa la conoscibilità e la verificabilità delle operazioni e, più in generale, delle attività inerenti la gestione;

  • l'affidabilità dei dati contabili e gestionali;

  • il rispetto delle leggi e dei regolamenti e la salvaguardia dell'integrità aziendale, anche al fine di prevenire frodi a danno della Banca e del mercato;

  • la qualità dell'organizzazione e l'efficacia della governance;

    • la realizzazione dei programmi di miglioramento.

In coerenza con i requisiti normativi, espressi dalla Circolare 285, la metodologia definita prevede di fornire una valutazione del SCI in funzione degli specifici fattori definiti da Banca d'Italia.

La metodologia di audit che governa l'azione di controllo della funzione di Internal Audit segue precise linee guida:

  • CoSo Report, Modello ERM (Enterprise Risk Management) e Metodologia Cobit-Pam;

  • Istruzioni di Vigilanza di Banca d'Italia;

  • Standard Internazionali per la pratica professionale dell'internal auditing, guide interpretative e position papers dell'Associazione Internal Auditors;

  • Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana;

  • Basel Committee on Banking Supervision, giugno 2012;

  • Regolamento congiunto Consob-Banca d'Italia;

  • Lineamenti evolutivi nuovo processo SREP e "Guidelines on common procedures and methodologies for the supervisory review and evaluation process" EBA 19 dicembre 2014.

Nel periodo l'audit ha svolto incarichi finalizzati al miglioramento della governance con riguardo al quadro di Vigilanza Unico (SSM), alle interrelazioni tra CFO e CRO sulle vulnerabilità del modello di business e alla qualità delle informazioni sui rischi attraverso un costante confronto con Risk Management Compliance e CFO.

L'azione di Audit ha fornito assurance sull'adeguatezza del risk management framework, sui processi ICAAP e ILAAP, sull'efficacia della Funzione di Conformità e di quella AML, sull'adeguatezza e applicazione delle procedure amministrativo-contabili e dei relativi presidi di controllo inerenti il Gruppo bancario Banca Generali, sulla sicurezza dei processi IT e sulle new technologies; è stato condotto un esercizio volontario di asset quality review sulla qualità del credito ed è stata svolta attività di assurance sulla congruità del provisioning sui crediti.

Sono state svolte analisi dei processi e procedure di gestione monitoraggio e segnalazione delle garanzie "eligible" sugli affidamenti; nell'ambito del progetto di credit risk mitigation e con riferimento a tutti i principali progetti Banca, l'Internal Audit ha partecipato per favorire la comprensione dei rischi e individuare efficienti soluzioni di sviluppo dei sistemi di controllo.

17. PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

I principali rischi e incertezze a cui è esposto il Gruppo bancario sono sintetizzabili come segue.

L'esposizione al rischio di mercato deriva principalmente dall'attività di negoziazione in conto proprio di strumenti finanziari svolta dalla Capogruppo Banca Generali, mentre le società controllate presentano un'esposizione limitata e residuale. Tale rischio si configura come la possibilità di subire perdite, a fronte di variazioni di valore di uno strumento o di un portafoglio di strumenti finanziari, connesse a variazioni inattese delle condizioni di mercato (corsi azionari, tassi di interesse, tassi di cambio, prezzi delle merci, volatilità dei risk factor).

In particolare sono esposti a rischio di mercato i titoli valutati al fair value e classificati nei portafogli HFT e AFS, la cui oscillazione di prezzo incide sul conto economico e sul patrimonio del Gruppo.

La gestione dei rischi di mercato avviene entro opportuni limiti operativi, monitorati dalla Direzione Risk e Capital Adequacy, atti a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

A tutto il 2016 la rischiosità complessiva media è stata pari a circa 2 milioni di euro di capital requirement, con un'incidenza media rispetto al portafoglio di negoziazione che la genera pari al 7%.

L'esposizione al rischio di credito deriva principalmente dalla liquidità investita sul money market (depositi interbancari), dagli strumenti finanziari detenuti nei portafogli valutati a costo ammortizzato e in AFS e dai crediti erogati alla clientela (corporate e retail). Tale rischio si configura come la possibile insolvenza della controparte, ovvero la probabilità che un debitore non adempia alle proprie obbligazioni o che ciò accada in ritardo rispetto alle scadenze prefissate, ovvero la possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della quale esiste un'esposizione, generi una corrispondente variazione inattesa del valore di mercato dell'esposizione stessa.

Particolare importanza riveste la gestione dei rischi di credito con controparti istituzionali, che avviene entro opportune linee di fido, monitorate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy, atte a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

I crediti verso clientela sono caratterizzati da un basso rischio di perdite, in quanto pressoché interamente assistiti da garanzie reali (soprattutto pegni su valori mobiliari) e/o personali emesse anche da una primaria istituzione creditizia.

A tutto il 2016 la rischiosità complessiva media è stata pari a circa 134 milioni di euro di capital requirement, le cui principali aree di contribuzione sono le seguenti: circa 43 milioni di euro in media a fronte delle esposizioni verso controparti istituzionali (prevalentemente titoli banking book e altre esposizioni banche, con un'incidenza media complessiva pari allo 0,8% rispetto alle esposizioni stesse) e circa 91 milioni di euro in media a fronte delle esposizioni verso clientela (con un'incidenza media pari al 4,9% rispetto alle esposizioni stesse).

L'esposizione ai rischi operativi, trasversale alle diverse entità giuridiche che compongono il Gruppo, è strettamente connessa alla tipologia e ai volumi delle attività poste in essere, nonché alle modalità operative assunte. In particolare l'operatività svolta (principalmente gestione patrimoni di terzi e distribuzione di prodotti finanziari di investimento propri e di terzi), l'utilizzo di sistemi informatici, la definizione di procedure operative, l'interazione con soggetti tutelati dalla normativa, la struttura commerciale adottata (prevalentemente Consulenti finanziari), nonché il coinvolgimento diretto di tutto il personale dipendente all'operatività espongono strutturalmente a una rischiosità di tipo operativo, essendo quest'ultima definita come la possibilità di subire perdite economiche derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni; rientrano in tale tipologia di rischio, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali, nonché il rischio legale.

La Direzione Risk e Capital Adequacy individua e valuta i rischi operativi insiti nei processi aziendali (risk assessment e scoring), misura l'incidenza delle perdite di natura operativa (processo di Loss Data Collection), monitora gli action plan a mitigazione dei rischi di natura rilevante, nonché ha definito e presidia un cruscotto di indicatori (cd. KRI/ Key Risk Indicators) funzionali al monitoraggio delle aree di maggior rischiosità.

Il Gruppo Banca Generali ha inoltre posto in essere coperture assicurative sui rischi operativi derivanti da fatti di terzi o procurati a terzi, nonché idonee clausole contrattuali a copertura per danni causati da fornitori di infrastrutture e servizi, nonché ha approvato un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

Nel corso del 2016 la rischiosità media rilevata, in termini di capital requirement, è stata pari a circa 65 milioni di euro.

L'esposizione al rischio di liquidità consegue alle operazioni di raccolta e di impiego relative alla normale attività del Gruppo, nonché alla presenza di strumenti finanziari non quotati nei portafogli di proprietà. Tale rischio si manifesta sotto forma di inadempimento ai propri impegni di pagamento, che può essere causato da incapacità di reperire fondi (funding liquidity risk) ovvero dalla presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk); nell'ambito dei rischi di liquidità si ricomprende inoltre il rischio di fronteggiare i propri impegni di pagamento a costi non di mercato, ossia sostenendo un elevato costo della provvista ovvero (e talora in modo concomitante) incorrendo in perdite in conto capitale in caso di smobilizzo di attività. La Finanza è responsabile dell'attività di gestione dei flussi finanziari di tesoreria e di investimento della proprietà con l'obiettivo di garantire un'attenta diversificazione delle fonti di finanziamento, monitorare i flussi di cassa e la liquidità giornaliera. Il fabbisogno di liquidità viene gestito prevalentemente attraverso il ricorso al money market (depositi interbancari e pronti contro termine) e in seconda istanza, se disponibili, attraverso le misure proposte dalla BCE. Inoltre il Gruppo mantiene un portafoglio di strumenti finanziari quotati e facilmente liquidabili per far fronte a possibili scenari di crisi, caratterizzati da un'imprevista interruzione dei flussi di raccolta.

Il Gruppo applica, attraverso la costruzione di una maturity ladder, la linea guida definita dalle disposizioni di vigilanza prudenziale relativa alla misurazione della posizione finanziaria netta. La maturity ladder consente di valutare l'equilibrio dei flussi di cassa attesi, attraverso la contrapposizione di attività e passività la cui scadenza è all'interno di ogni singola fascia temporale; l'evidenza dei saldi e pertanto degli sbilanci tra flussi e deflussi attesi per ciascuna fascia temporale consente, attraverso la costruzione di sbilanci cumulati, il calcolo del saldo netto del fabbisogno (o del surplus) finanziario nell'orizzonte temporale considerato.

La gestione del rischio di liquidità avviene entro opportuni limiti operativi di breve periodo e strutturali (oltre l'anno), monitorati dalla Direzione Risk e Capital Adequacy, atti a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

Il Gruppo ha inoltre posto in essere un piano di contingenza (Contingency Funding Plan) al fine di anticipare e gestire eventuali crisi di liquidità, sia di sistema che idiosincratiche.

Il Gruppo bancario nel corso del 2016 ha presentato un adeguato livello di patrimonializzazione. A fine anno il CET 1 e il TCR si attestano rispettivamente al 16,7% e 18,4%.

L'efficace gestione del rischio di compliance, inteso come il rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione che la Società potrebbe subire in conseguenza di violazioni di leggi, regolamenti o norme di autoregolamentazione, e di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, inteso come il rischio del coinvolgimento, anche inconsapevole, della Società nei fenomeni della specie, richiede una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto sostanziale delle norme secondo il principio di proporzionalità e in coerenza alle specifiche caratteristiche dimensionali e operative.

In tale ambito la compliance si configura come un processo che permea l'intera attività e organizzazione di ciascuna Società del Gruppo Banca Generali partendo dalla definizione dei valori e delle strategie aziendali sino a influenzare la definizione di politiche, procedure interne, prassi operative e comportamenti. Parimenti, un'efficacie prevenzione e gestione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo non può prescindere dall'adeguata definizione di politiche e procedure interne volte a contrastare i fenomeni indicati.

Il presidio dei rischi in oggetto è quindi perseguito con maggiore efficacia in un contesto aziendale che enfatizza i principi di onestà e integrità e riguarda ciascuna risorsa, coinvolgendo gli Organi Aziendali, i Comitati istituiti, la funzione di Compliance e la funzione Anti Money Laundering per le rispettive competenze e, più in generale, tutti i dipendenti e collaboratori. In tale contesto complessivo, al fine di conseguire un adeguato e coordinato presidio delle attività, il modello organizzativo adottato per la gestione del rischio di non conformità dei rischi in parola si concretizza nell'accentramento, presso la Capogruppo bancaria, della funzione di Compliance e della funzione Anti Money Laundering, con l'erogazione del servizio anche in favore delle società controllate in cui è stato altresì individuato un referente, con il compito di svolgere funzioni di supporto per le funzioni della Capogruppo.

Nel corso del 2016, l'azione della funzione di Compliance si è concentrata sulle aree di attività e sui processi che, in ragione della loro connaturata complessità o perché impattati in modo più rilevante da modifiche normative, presentassero necessità di revisione o implementazione ovvero un rischio di compliance che richiedesse interventi di gestione dello stesso. In aderenza alle previsioni (i) del Regolamento della Banca d'Italia e della Consob emanato ai sensi dell'art. 6, comma 2-bis, del T.U.F. e (ii) delle Disposizioni di Vigilanza relative alla funzione di conformità, le attività condotte dalla funzione di Compliance si sono quindi concretizzate:

nell'effettuazione, nell'ambito delle attribuzioni tipiche di funzione di controllo di secondo livello, di verifiche ex ante ed ex post in ordine alla conformità dei processi della Banca e della rete commerciale prevalentemente costituita da Consulenti finanziari;

  • nella prestazione di consulenza, nella definizione delle implementazioni e/o modifiche da apportare ai processi in essere, al fine di assicurarne la conformità rispetto alla normativa di riferimento;

  • nella prestazione di consulenza, nella realizzazione di nuove modalità di prestazione dei servizi/nuove attività, programmate all'interno degli obiettivi di sviluppo della Società;

  • nella definizione, in collaborazione con le competenti funzioni aziendali, di percorsi formativi volti a favorire la conoscenza e il rispetto delle norme.

Le attività sopra descritte si sono in particolare concentrate, nel corso dell'anno, su:

  • gli adempimenti connessi alle politiche di remunerazione e incentivazione del personale, alla gestione dei conflitti di interesse, alle operazioni personali dei soggetti rilevanti e alle prescrizioni in materia di circolazione delle informazioni in ambito bancario e di tracciamento delle operazioni bancarie;

  • il supporto consultivo in relazione a varie aree tematiche (es. prestazione dei servizi di investimento, privacy, conflitti di interessi, sviluppo di progetti aziendali, ecc.) finalizzato alla corretta applicazione e rispetto delle norme;

  • i presidi adottati nella prestazione dei servizi di investimento con particolare riferimento, tra l'altro, alla prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, dei servizi di execution e transmission e alla prevenzione del rischio di market abuse;

  • la verifica dell'attività di offerta fuori sede realizzata per il tramite della rete dei Consulenti Finanziari;

  • la formazione in materia di presidio dell'attività svolta dalla rete distributiva, circa gli obblighi connessi al rispetto del Codice Privacy e in materia di Responsabilità amministrativa degli enti (D.lgs. 231/2001).

Per quanto riguarda specificamente la funzione Anti Money Laundering, nel corso del 2016 l'attività della funzione si è focalizzata in particolare su:

  • l'adempimento degli obblighi antiriciclaggio afferenti la collaborazione attiva (individuazione e segnalazione di operazioni sospette e adempimenti connessi);

  • il presidio degli obblighi di registrazione nell'Archivio Unico Informatico e di invio delle segnalazioni statistiche aggregate;

  • la gestione delle segnalazioni di infrazione relative all'art. 49 del D.lgs. 231/07 inerenti i divieti di trasferimento di contante e titoli al portatore e le limitazioni sugli assegni;

  • la definizione, in collaborazione con le competenti funzioni aziendali, di percorsi formativi, anche in aula, volti a favorire la conoscenza e il rispetto delle norme antiriciclaggio;

  • l'attività di monitoraggio e di presidio delle posizioni della clientela oggetto di Voluntary Disclosure.

18. LA PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE

L'esercizio 2017 sarà probabilmente caratterizzato da uno scenario macroeconomico con una crescita positiva, per le aree a economia avanzata (principalmente Usa, Giappone e area Euro), mentre si attende un graduale incremento dei tassi di interessi e del livello dell'inflazione. Inoltre diversi fattori geopolitici e finanziari, tra cui la volatilità sui mercati, l'instabilità del contesto mediorientale, la Brexit, gli appuntamenti politici dei principali paesi europei, i flussi migratori e la minaccia del terrorismo, possono apportare ulteriori rischi sulle previsioni di crescita. In tale ambito, grazie anche alle politiche monetarie e fiscali accomodanti, per il nostro Paese si prevede un 2017 con modesto sviluppo del PIL, un aumento dell'occupazione pur in presenza di alti tassi di disoccupazione e una ripresa dei consumi.

In considerazione di tale scenario, la competenza e l'affidabilità dei gestori di patrimoni e della consulenza saranno sempre più richiesti e necessari.

Infatti negli ultimi anni si è assistito a una notevole evoluzione del contesto finanziario, caratterizzato da una fortissima discesa dei tassi di interesse sui titoli obbligazionari, e da una discreta ripresa del mercato azionario. Ciò ha prodotto un significativo mutamento sia nella composizione dei flussi finanziari delle famiglie, con un sempre maggiore orientamento verso la componente di risparmio gestito e assicurativo che negli obiettivi della clientela verso un approccio di tutela del patrimonio a 360 gradi. In particolare, il settore delle reti di Consulenti finanziari è stato in grado di raccogliere tempestivamente l'esigenza di consulenza qualificata da parte della clientela, emersa a seguito del venir meno del consueto rifugio dei titoli di stato.

In tale contesto, sicuramente complesso ma con ottime opportunità di sviluppo, le scelte orientate all'innovazione e le forti competenze nella pianificazione patrimoniale si dimostrano elementi vincenti per garantire a Banca Generali una crescita in grado di continuare a farle guadagnare quote di mercato nel settore del risparmio in Italia.

Un mercato che presenta quindi potenziali margini di crescita interessanti, ma che è sempre più complesso e competitivo, anche in considerazione della rinnovata attenzione verso la consulenza che stanno ponendo le banche tradizionali, dopo molti anni di scarso interesse verso questa attività. Ciò richiederà sempre maggiori investimenti per il miglioramento della qualità della rete, per il completamento dell'offerta di prodotti e servizi, per lo sviluppo di supporti tecnologici volti a indirizzare le scelte di investimento in modo più sofisticato e consapevole.

Nel 2017 l'obiettivo del Gruppo bancario sarà quello di continuare a focalizzare l'attenzione nell'ambito delle famiglie, con un posizionamento sempre più private, con una sempre maggiore dedizione nello sviluppo di soluzioni su misura sia nei prodotti di investimento, sia nella sfera dei servizi di advisory patrimoniale, e in particolare le azioni saranno dirette a incrementare le masse raccolte, con una particolare attenzione verso il risparmio gestito, attraverso:

  • l'acquisizione di nuova clientela e di consulenti di alto profilo e professionalità, in linea con quanto già fatto negli anni scorsi;

  • il servizio di consulenza a 360º che, oltre alle consulenze mobiliari, copre le esigenze su tutto il patrimonio del cliente. In particolare grazie ad alcune selezionate partnership esclusive, la banca è in grado di fornire consulenza nel campo immobiliare, nel Wealth Planning e passaggio generazionale, nel Corporate Finance, nel Family Office;

  • l'innovazione digitale che consentirà di dotarsi di strumenti a forte innovazione tecnologica, per migliorare e velocizzare il rapporto Banca-Cliente-Consulente, anche attraverso lo sviluppo di apposite app a supporto dell'attività del Consulente Finanziario con la graduale estensione della Digital Collaboration;

  • l'innovazione di prodotto che si tradurrà in un'offerta di servizi finanziari flessibili che possano essere costruiti sulle scelte e propensioni del cliente attraverso prodotti contenitori e di soluzioni con alta correlazione rischio-rendimento;

  • il rafforzamento della comunicazione del brand solido e innovativo anche attraverso i nuovi canali social;

  • l'avvio del progetto di completa rivisitazione della relazione Banca-Cliente-Consulente con l'obiettivo di creare una maggiore correlazione tra tutte le modalità di contatto e comunicazione al cliente, al fine di renderlo più semplice, fluido ed efficiente, in un'ottica di miglioramento del servizio al cliente.

Sul fronte dei costi, nell'esercizio 2017 si proseguirà nella strategia finora adottata, e cioè di contenere il loro incremento a livelli molto inferiori rispetto alla crescita dei ricavi. In particolare l'incremento dei costi sarà indirizzato prevalentemente verso lo sviluppo di prodotti e servizi utili a migliorare ulteriormente la qualità della consulenza prestata ai clienti e la produttività della rete, con un focus specifico sugli investimenti tecnologici.

Le azioni di sviluppo degli asset in gestione e della quota di mercato saranno pertanto accompagnate da un'incisiva azione di contenimento dei costi, anche attraverso la continua ricerca di maggiore efficienza dei processi e la focalizzazione verso le attività a maggior valore aggiunto per la Rete dei Consulenti e i clienti.

19. PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEGLI UTILI

Signori azionisti,

Vi invitiamo ad approvare il Bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2016, composto dagli Schemi di bilancio, dalla Nota integrativa e relativi allegati e corredato dalla presente Relazione sulla Gestione, così come presentati dal Consiglio di Amministrazione, nel loro complesso e nelle singole appostazioni. Vi proponiamo quindi di attribuire l'utile dell'esercizio nei seguenti termini:

Utile di esercizio 144.751.324
Alla riserva legale 103.218
Alla riserva utili a nuovo 19.974.040
Dividendo 124.674.066

Attribuzioni alle 116.517.819 azioni ordinarie in circolazione di un dividendo in misura di euro 1,07 ad azione, inclusivo della quota spettante alle azioni proprie ai sensi dell'art. 2357-ter del Codice Civile 124.674.066

Il dividendo sarà messo in pagamento in data 24 maggio (payment date) con stacco cedola il 22 maggio (ex-date) e con data di legittimazione a percepire il dividendo fissata al 23 maggio (record date) ai sensi dell'art. 83-terdecies del testo Unico della Finanza.

Trieste, 10 marzo 2017

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

ROCCA TENTENNANO Toscana, luglio 2016

Michele Alassio

1.2 RELAZIONE ANNUALE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

ai sensi dell'art. 123-bis del D.Lgs. 58/1998

Consiglio di Amministrazione 10 marzo 2017

RELAZIONE ANNUALE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI

ai sensi dell'art. 123-bis del D.Lgs. 58/1998

INDICE

Glossario 106
1. Profilo dell'Emittente 107
1.1
Mission societaria
107
1.2
Organizzazione della società
107
2. Informazioni sugli assetti proprietari (ex art. 123-bis del TUF) alla data
del 10 marzo 2017 109
a)
Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis comma 1, lettera a), TUF)
109
b)
Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis comma 1, lettera b), TUF)
109
c)
Partecipazioni rilevanti nel capitale sociale (ex art. 123-bis comma 1, lettera c), TUF)
109
d)
Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis comma 1, lettera d), TUF)
110
e)
Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto
(ex art. 123-bis comma 1, lettera e), TUF) 110
f)
Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis comma 1, lettera f), TUF)
110
g)
Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis comma 1, lettera g), TUF)
110
h)
Clausole di change of control (ex art. 123-bis comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie
in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1) 110
i)
Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie
(ex art. 123-bis comma 1, lettera m), TUF) 110
l)
Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss. cod. civ.)
111
3. Compliance ( ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF) 111
4. Consiglio di amministrazione 112
4.1
Nomina e sostituzione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis , comma 1, lettera l), TUF)
112
4.2
Composizione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis , comma 2, lettera d), TUF)
114
4.3
Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis , comma 2, lettera d)
118
Funzionamento del Consiglio di Amministrazione 120
4.4
Organi Delegati
122
Amministratore Delegato 122
Presidente del Consiglio di Amministrazione 123
Informativa al consiglio 123
4.5
Altri consiglieri esecutivi
124
4.6
Amministratori indipendenti e non esecutivi
124
4.7
Lead Independent Director
125
5. Trattamento delle informazioni societarie 125
Internal dealing 127
6. Comitati interni al consiglio (ex art. 123-bis , comma 2, lettera d), TUF) 128
7. Comitato per le nomine 128
8. Comitato per la remunerazione 130
9. Remunerazione degli amministratori 132
Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito
di un'offerta pubblica di acquisto (ex art. 123-bis comma 1, lettera i), TUF)
135
11. Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
11.1
Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
11.2
Responsabile della funzione di internal audit
11.3
Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001
11.4
Società di revisione
11.5
Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
11.6
Coordinamento tra soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
138
140
141
144
145
145
147
12. Interessi degli amministratori e operazioni con parti correlate e soggetti collegati
Obbligazioni degli esponenti aziendali ex art. 136 del TUB
13. Nomina dei sindaci
14. Composizione e funzionamento del collegio sindacale (ex art. 123-bis, comma 2,
lettera d), TUF)
15. Rapporti con gli azionisti
16. Assemblee (ex art. 123-bis, comma 2, lettera c), TUF)
Regolamento dell'Assemblea
17. Ulteriori pratiche di governo societario (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF) 156
18. Cambiamenti dalla chiusura dell'esercizio di riferimento 156
Allegato 1 - Informazioni sugli assetti proprietari
Allegato 2 - Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati
Allegato 3 - Struttura del Collegio Sindacale
  1. Comitato controllo e rischi 135

GLOSSARIO

Codice/Codice di Autodisciplina: il Codice di Autodisciplina delle società quotate come modificato nel luglio 2015 dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana S.p.A., ABI, ANIA, Assogestioni, Assonime e Confindustria.

Cod. civ.: il codice civile.

Consiglio: il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente.

Emittente: l'emittente valori mobiliari cui si riferisce la Relazione.

Esercizio: l'esercizio sociale a cui si riferisce la Relazione.

Istruzioni al Regolamento di Borsa: le Istruzioni al Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A.

Regolamento di Borsa: il Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A.

Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.

Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 16191 del 2007 (come successivamente modificato) in materia di mercati.

Regolamento Parti Correlate Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.

Circolare 263 della Banca d'Italia: la Circolare della Banca d'Italia n. 263 del 27 dicembre 2006 (come successivamente modificata) in materia di vigilanza prudenziale per le banche.

Circolare 285 della Banca d'Italia: la Circolare della Banca d'Italia n. 285 del 17 dicembre 2013 (come successivamente modificata) in materia di disposizioni di vigilanza per le banche.

Relazione: la relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-bis TUF.

TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza).

TUB: il Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).

Le informazioni contenute nella presente Relazione, ove non diversamente specificato, sono riferite alla data della sua approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della Società (10 marzo 2017).

1. PROFILO DELL'EMITTENTE

1.1 Mission societaria

Banca Generali è una realtà leader in Italia nella tutela e nella valorizzazione del risparmio, in grado di offrire alla propria clientela le migliori strategie per una efficace pianificazione finanziaria. Grazie alle sue due reti distributive (Banca Generali Financial Planner e Banca Generali Private Banking) e a una radicata presenza sul territorio, la società amministra 47,5 miliardi di euro (Dati Assoreti al 31 dicembre 2016) per conto di oltre 260 mila clienti.

Banca Generali si propone come punto di riferimento nel mercato italiano della consulenza finanziaria, affiancando i clienti nella scelta delle migliori soluzioni riguardanti la tutela del patrimonio mobiliare e immobiliare.

Attraverso una rete di Consulenti Finanziari altamente qualificati, il Gruppo bancario Banca Generali vuole rispondere alle esigenze di investimento di ciascun cliente, coerentemente con il profilo finanziario e l'orizzonte temporale di ognuno.

Come emerge più diffusamente dal Bilancio di Sostenibilità del Gruppo, nell'esercizio della propria attività, Banca Generali si impegna a promuovere la cultura della sostenibilità, attraverso uno sviluppo economico che consideri anche gli aspetti sociali e l'ambiente, nel rispetto dei valori che stanno alla base della visione strategica e dell'operato della società.

Per questo il Gruppo bancario Banca Generali si propone di adottare iniziative volte a sviluppare e a diffondere una maggiore responsabilità contribuendo in modo concreto a uno sviluppo economico e sociale di qualità, rispettando i diritti umani e promuovendo la loro implementazione nell'ambito di tutte le proprie sfere di influenza. Il Gruppo si impegna inoltre ad adottare un approccio operativo attento all'ambiente, intraprendendo iniziative volte a sviluppare e a diffondere una maggiore sensibilità in materia.

1.2 Organizzazione della Società

Come noto un corretto sistema di corporate governance si fonda su alcuni elementi cardine, quali il ruolo centrale del Consiglio di Amministrazione e dell'Alta Direzione, la corretta gestione delle situazioni di conflitto di interessi, la trasparenza nella comunicazione delle scelte di gestione societaria e l'efficienza del proprio sistema di controllo interno.

In quanto società per azioni soggetta alla legge italiana e banca soggetta alla disciplina del TUB, il sistema di governo di Banca Generali è fortemente imperniato su tali assunti.

In tale contesto infatti, in un'ottica di rafforzamento di standard minimi di organizzazione e governo societario e al fine di assicurare una "sana e prudente gestione" (art. 56 del TUB), la Banca d'Italia, da ultimo con il 1° aggiornamento del 6 maggio 2014 della Circolare 285/2013 "Disposizioni di Vigilanza per le banche", ha delineato un quadro normativo che attribuisce all'organizzazione un ruolo centrale nella definizione delle strategie aziendali e delle politiche di gestione e controllo dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria.

Banca Generali, nell'adottare una struttura organizzativa coerente con tale quadro normativo, ha inteso perseguire i seguenti obiettivi: (i) chiara distinzione delle funzioni e delle responsabilità; (ii) appropriato bilanciamento dei poteri; (iii) equilibrata composizione degli organi; (iv) sistema dei controlli integrato ed efficace; (v) presidio di tutti i rischi aziendali; (vi) meccanismi di remunerazione coerenti con le politiche di gestione del rischio e le strategie di lungo periodo; (vii) adeguatezza dei flussi informativi.

La struttura aziendale di Banca Generali consta dei seguenti principali organi sociali:

  • i) Consiglio di Amministrazione;
  • ii) Presidente del Consiglio di Amministrazione;
  • iii) Comitato per la Remunerazione;
  • iv) Comitato per le Nomine;
  • v) Comitato Controllo e Rischi;
  • vi) Assemblea dei Soci;
  • vii) Collegio Sindacale.

Devono altresì considerarsi organi sociali la Direzione Generale e i soggetti forniti della rappresentanza legale, nei termini sanciti dallo Statuto sociale.

La struttura organizzativa della Società è organizzata secondo il modello di governance tradizionale.

Il Consiglio di Amministrazione ("Consiglio") è l'organo cui compete la funzione di supervisione strategica dell'impresa.

Il Consiglio è nominato dall'Assemblea per un periodo massimo di tre esercizi. Tra i suoi componenti, viene eletto un Presidente ed eventualmente un Vice Presidente; inoltre possono essere nominati uno o più Amministratori Delegati, determinandone le competenze. Il Consiglio può altresì nominare un Direttore Generale e uno o più Condirettori Generali e uno o più Vice Direttori Generali, che congiuntamente formano la Direzione Generale.

La funzione di gestione dell'impresa compete all'Amministratore Delegato, se nominato, e alla Direzione Generale. I Comitati nominati hanno funzioni prettamente consultive e propositive.

Compito del Comitato per la Remunerazione è infatti quello di esprimere pareri e formulare al Consiglio di Amministrazione proposte non vincolanti in materia di remunerazione, disponendo delle necessarie competenze e indipendenza di giudizio, al fine di formulare valutazioni sulla adeguatezza delle politiche e dei piani di remunerazione e incentivazione e sulle loro implicazioni sulla assunzione e gestione dei rischi. In particolare, costituiscono, tra l'altro, compiti del Comitato per la Remunerazione quelli di (i) presentare al Consiglio di Amministrazione pareri e proposte non vincolanti in merito alla determinazione del trattamento economico spettante a coloro i quali ricoprono le cariche di Presidente del Consiglio di Amministrazione e di Amministratore Delegato e agli altri eventuali amministratori esecutivi, esprimendosi anche sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile della remunerazione ove prevista; (ii) esprimere al Consiglio di Amministrazione pareri e proposte non vincolanti in merito alla determinazione del trattamento economico spettante al personale i cui sistemi di remunerazione e incentivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione – in conformità a quanto previsto dalla normativa, anche di carattere regolamentare tempo per tempo vigente e dalla Politica in materia di remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società – esprimendosi anche sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile della remunerazione; (iii) determinare i criteri per i compensi di tutto il restante personale, come individuato nella Politica in materia di Remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società; (iv) valutare periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica adottata per la remunerazione degli amministratori, dei dirigenti con responsabilità strategiche e del restante personale i cui sistemi di remunerazione e incentivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione, in conformità a quanto previsto dalla normativa, anche di carattere regolamentare tempo per tempo vigente e dalla Politica in materia di Remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società; (v) vigilare direttamente sulla corretta applicazione delle regole relative alla remunerazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo, in stretto raccordo con l'organo con funzione di controllo e (vi) formulare pareri in materia di determinazione delle indennità da erogarsi in caso di scioglimento anticipato del rapporto o cessazione dalla carica (cd. Golden parachute).

Il Comitato per le Nomine è titolare di funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di nomine e dispone delle necessarie competenze e indipendenza di giudizio al fine di formulare le proprie valutazioni in merito alle nomine su cui è richiesto di esprimersi.

Più in particolare, il Comitato per le Nomine:

  • i) supporta il Consiglio di Amministrazione nell'identificazione preventiva della propria composizione quali-quantitativa considerata ottimale ai fini della nomina o della cooptazione dei consiglieri. In tale contesto (a) formula pareri al Consiglio di Amministrazione in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso; (b) esprime raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all'interno del Consiglio sia ritenuta opportuna; (c) esprime raccomandazioni in merito al numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco in società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società bancarie, finanziarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di amministratore dell'emittente, tenendo conto anche della partecipazione ai diversi Comitati e considerando criteri differenziati in ragione dell'impegno connesso a ciascun ruolo; (d) propone al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione, ove occorra sostituire amministratori indipendenti;
  • ii) supporta il Consiglio di Amministrazione nella verifica successiva della rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina;
  • iii) formula pareri al Consiglio in ordine alle deliberazioni riguardanti l'eventuale sostituzione dei membri dei comitati interni al Consiglio di Amministrazione, che si rendano necessarie durante la permanenza in carica del Comitato;
  • iv) supporta il Consiglio di Amministrazione nel processo di autovalutazione;
  • v) supporta il Consiglio di Amministrazione nella verifica delle condizioni previste dall'art. 26 del D.Lgs. 385/1993;
  • vi) supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione dei piani di successione nelle posizioni di vertice dell'esecutivo;
  • vii) supporta il Comitato Controllo e Rischi nell'individuazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare;
  • viii)esprime pareri in merito all'assunzione, da parte degli esponenti aziendali, di cariche o funzioni in Società non ricomprese nel Gruppo bancario Banca Generali;
  • ix) esprime pareri sulla designazione degli esponenti aziendali delle società controllate.

Il Comitato Controllo e Rischi è invece l'organo preposto (i) ad assistere il Consiglio di Amministrazione nella definizione degli indirizzi strategici, delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nella verifica periodica della sua adeguatezza rispetto alle caratteristiche della banca e al profilo di rischio assunto nonché del suo effettivo funzionamento, assicurando altresì che i principali rischi aziendali siano identificati, adeguatamente misurati, gestiti e monitorati determinandone il grado di compatibilità con una gestione d'impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati, in collegamento con le funzioni aziendali preposte; (ii) a esprimere il proprio parere in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla procedura approvata da Banca Generali in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati e di operazioni di maggior rilievo (la "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e di Operazioni di Maggior Rilievo"), ai sensi della normativa e regolamentazione vigente, (iii) ad assistere il Collegio Sindacale, in materia di revisione legale dei conti, in conformità alle disposizioni di cui al D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 nonché (iv) a esprimere pareri in conformità alla Politica di gestione delle partecipazioni.

L'Assemblea dei soci ("Assemblea") è l'organo che, con le proprie deliberazioni, esprime la volontà degli azionisti. Le deliberazioni adottate in conformità alle disposizioni di legge e di statuto vincolano tutti i soci, compresi gli assenti e i dissenzienti.

Il Collegio Sindacale, nominato dall'Assemblea per un periodo di tre esercizi, è l'organo cui compete la funzione di controllo. A esso non sono demandate le funzioni relative alla revisione legale di conti, le quali spettano invece a una Società di Revisione iscritta nello speciale albo istituito dalla Consob. La Società di Revisione è tenuta ad accertare, nel corso dell'esercizio, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili. Verifica altresì l'effettiva corrispondenza dei dati esposti nel bilancio d'esercizio e consolidato alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti, nonché la conformità dei documenti contabili alle norme che li disciplinano.

Le attribuzioni e le modalità di funzionamento degli organi sociali sono disciplinate dalla legge, dallo Statuto sociale e dalle deliberazioni assunte dagli organi competenti.

Lo Statuto sociale è disponibile presso la sede sociale della Società e consultabile nella sezione del sito Internet della Società (www.bancagenerali.com) denominata "Corporate Governance – Sistema di Corporate Governance".

2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (ex art. 123-bis del tuf) alla data del 10 marzo 2017

a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis comma 1, lettera a), TUF)

Il capitale sociale sottoscritto e versato di Banca Generali, come rappresentato nella sottostante tabella, ammonta a euro 116.643.948,00 ed è rappresentato da n. 116.643.948 azioni ordinarie, del valore nominale di Euro 1,00 cadauna.

N. AZIONI % RISPETTO AL CAPITALE SOCIALE QUOTATO (INDICARE I MERCATI) DIRITTI E OBBLIGHI
Azioni ordinarie 116.643.948 100 Quotato su MTA organizzato e
gestito da Borsa Italiana S.p.A.
Tutti i diritti previsti dal cod. civ.
e dallo statuto sociale

Nella Tabella n. 1 contenuta nell'allegato sub 1) alla presente Relazione sono indicate le categorie di azioni che compongono il capitale sociale.

Banca Generali detiene n. 126.129 azioni proprie, acquisite allo scopo di dotare la Società della provvista necessaria ad adempiere alla Politica in materia di remunerazione e incentivazione, del Gruppo bancario. Relativamente a tali azioni il diritto di voto è sospeso ai sensi dell'art. 2357-ter del cod. civ.

L'Assemblea degli azionisti del 21 aprile 2010 ha approvato due piani di stock option, riservati alle reti di distribuzione e rispettivamente uno ai promotori finanziari e private bankers e uno ai relationship managers, l'aumento scindibile del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell'art. 2441, quinto e ottavo comma, cod. civ., a servizio dei due nuovi piani di stock option sopra indicati e la conseguente modifica dell'art. 5 dello statuto sociale. Complessivamente l'aumento di capitale prevede l'emissione di un massimo di 2,5 milioni di azioni ordinarie da nominali Euro 1,00 cadauna a disposizione e servizio dei due piani suddetti, di cui rispettivamente massimi 2,3 milioni di euro a servizio del piano destinato ai promotori finanziari e private bankers e massimi 0,2 milioni di euro a servizio del piano destinato ai relationship managers. Il termine massimo di esecuzione del suddetto aumento di capitale è stato fissato al 30 giugno 2017.

b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis comma 1, lettera b), TUF)

Oltre a quanto previsto dalla vigente normativa in merito alla partecipazione al capitale sociale di una banca, non risultano altre restrizioni al trasferimento delle azioni della Società diverse da quanto sotto indicato e relative a quanto stabilito dal Regolamento del Piano di Stock Granting riservato a determinati promotori finanziari, che prevede che qualora il beneficiario dell'assegnazione delle azioni intenda vendere tutte o parte delle azioni attribuite, deve preventivamente interpellare Banca Generali, che ha la facoltà di indicare un terzo acquirente a parità di condizioni e a prezzo di mercato.

c) Partecipazioni rilevanti nel capitale sociale (ex art. 123-bis comma 1, lettera c), TUF)

Secondo le risultanze del Libro dei Soci, integrate dalle comunicazioni ricevute ai sensi di legge e da altre informazioni a disposizione della società, alla data del 10 marzo 2017, partecipano in misura superiore al 3% del capitale sociale, direttamente e/o indirettamente, anche per il tramite di interposte persone, fiduciari e società controllate, i soggetti di cui alla Tabella n. 2 contenuta nell'allegato sub 1) alla presente Relazione.

d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis comma 1, lettera d), TUF)

Non risultano emessi titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.

e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis comma 1, lettera e), TUF)

Non risultano meccanismi particolari di esercizio dei diritti di voto per le azioni detenute dai dipendenti.

f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis comma 1, lettera f), TUF)

Ai sensi dell'art. 10 dello Statuto Sociale e dell'art. 23 del regolamento adottato dalla Banca d'Italia e dalla Consob con provvedimento del 22 febbraio 2008 e successive modificazioni, possono partecipare all'Assemblea gli aventi diritto al voto, sempre che:

  • a) gli stessi provino la loro legittimazione nelle forme di legge;
  • b) la comunicazione dell'intermediario che tiene i conti relativi alle azioni e che sostituisce il deposito legittimante la partecipazione all'Assemblea sia stata ricevuta dalla Società presso la sede sociale entro la fine del terzo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea in prima convocazione ovvero, in conformità a quanto previsto dall'art. 83-sexies comma 4 del TUF, oltre i termini poc'anzi indicati purché entro l'inizio dei lavori assembleari della singola convocazione.

Inoltre, con riferimento alla situazione di partecipazione al capitale sociale alla data del 10 marzo 2017 risulta quanto segue:

Banca Generali S.p.A. detiene n. 126.129 azioni proprie acquisite allo scopo di dotare la Società della provvista necessaria ad adempiere alla Politica in materia di remunerazione e incentivazione del Gruppo bancario. Relativamente a tali azioni il diritto di voto è sospeso ai sensi dell'art. 2357-ter del cod. civ.

g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis comma 1, lettera g), TUF)

Non risulta alla Società l'esistenza di patti tra gli azionisti rilevanti ai sensi dell'art. 122 del TUF.

h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1)

Non risultano stipulati accordi significativi che acquistano efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società contraente.

Lo statuto sociale non ha derogato alle disposizioni sulla passivity rule previste dall'art. 104, commi 1 e 2, del TUF e non prevede l'applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall'art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.

i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis comma 1, lettera m), TUF)

Il Consiglio di Amministrazione non è stato delegato ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell'art. 2443 del cod. civ.

L'Assemblea ordinaria degli azionisti del 21 aprile 2016, ai sensi degli artt. 2357 e 2357-ter del codice civile, ha autorizzato – esclusivamente allo scopo di dotare la Società della provvista necessaria ad adempiere alla Politica in materia di remunerazione e incentivazione, del Gruppo bancario – l'acquisto da parte di Banca Generali di massime numero 67.051 azioni ordinarie emesse da Banca Generali S.p.A., del valore nominale di euro 1,00 cadauna, e il compimento di atti di disposizione delle medesime, nonché di quelle acquistate sulla base di precedenti autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie, alle seguenti condizioni:

  • a) l'autorizzazione è limitata agli acquisti da effettuarsi per le finalità illustrate;
  • b) il prezzo minimo di acquisto delle azioni ordinarie non potrà essere inferiore al valore nominale del titolo, pari a euro 1,00; il prezzo massimo d'acquisto non potrà essere superiore del 5% rispetto al prezzo di riferimento che il titolo avrà registrato nella seduta di Borsa del giorno precedente al compimento di ogni singola operazione di acquisto;
  • c) l'autorizzazione all'acquisto è rilasciata per un periodo di diciotto mesi a decorrere dalla data di assunzione della presente deliberazione, mentre l'autorizzazione alla disposizione è concessa senza limiti temporali al fine di consen-

tire il raggiungimento delle finalità illustrate;

  • d) gli acquisti saranno effettuati nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall'ultimo bilancio regolarmente approvato;
  • e) le operazioni di acquisto di azioni proprie saranno effettuate, ai sensi dell'art. 144-bis, comma 1, lettera b) del Regolamento Emittenti, secondo modalità operative stabilite nei regolamenti di organizzazione e gestione dei mercati stessi in modo da assicurare la parità di trattamento tra gli Azionisti. Pertanto, gli acquisti saranno effettuati, esclusivamente e anche in più volte, sui mercati regolamentati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A., secondo modalità operative stabilite da quest'ultima che non consentano l'abbinamento diretto delle proposte di negoziazione in acquisto con predeterminate proposte di negoziazione in vendita.

La medesima Assemblea ha altresì deliberato che le azioni proprie potranno essere assegnate, senza limiti temporali, a titolo gratuito al Personale più rilevante individuato nella Politica in materia di remunerazione e incentivazione, ricorrendo i presupposti normativi e le condizioni previste dalla politica stessa per il pagamento della componente variabile della remunerazione.

Infine, l'Assemblea ha conferito delega al Presidente del Consiglio di Amministrazione e al Direttore Generale in via disgiunta tra loro affinché individuino i fondi di riserva per la costituzione della riserva indisponibile, prevista dall'art. 2357-ter del Codice Civile, nonché di poter disporre anche delle azioni proprie già a oggi esistenti nel patrimonio sociale per le finalità rappresentate.

Alla data del 31 dicembre 2016 il numero di azioni proprie in portafoglio della Società è di 126.129.

l) Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss. cod. civ.)

Banca Generali fa parte del Gruppo Generali.

La capogruppo Assicurazioni Generali S.p.A. è il soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento sulla Società, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2497 e seguenti del Codice Civile, anche attraverso la controllata Generali Italia S.p.A.

L'esercizio di tale attività da parte di Assicurazioni Generali si realizza, tra l'altro, tramite la formulazione di proposte all'Assemblea dei soci di Banca Generali, per la nomina di alcuni componenti da eleggere nel Consiglio di Amministrazione della stessa; la fissazione di direttive in merito alla composizione degli organi amministrativi della Società e delle sue controllate; la determinazione delle modalità e delle tempistiche per la redazione del budget e in generale del piano industriale del Gruppo Generali; la fissazione di direttive e la formulazione di istruzioni per la comunicazione delle informazioni gestionali e contabili, al fine di assicurare la coerenza, la tempestività e la correttezza dell'informativa nell'ambito del Gruppo Generali; la formulazione di direttive in relazione alle operazioni con parti correlate, le quali prevedono che alcune specifiche categorie di operazioni siano sottoposte alla preventiva autorizzazione del Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali.

Si conferma l'esistenza delle condizioni previste dall'art. 37, comma 1 del Regolamento Consob n. 16191/2007 e in particolare si dichiara:

  • a) di aver adempiuto agli obblighi di pubblicità previsti dall'art. 2497-bis del codice civile;
  • b) di avere un'autonoma capacità negoziale nei rapporti con la clientela e i fornitori;
  • c) di non avere in essere con la società che esercita la direzione unitaria ovvero con altra società del gruppo Generali un rapporto di tesoreria accentrata, non rispondente all'interesse sociale;
  • d) di disporre di un comitato controllo e rischi composto da soli amministratori indipendenti (Sez. 9) e di un consiglio di amministrazione composto in maggioranza da amministratori indipendenti (Sez. 4.2).

In relazione alle ulteriori informazioni di cui all'art. 123-bis del TUF, si precisa che:

  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 1, lettera i) ("gli accordi tra la società e gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza, che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto") sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata alla remunerazione degli amministratori (Sez. 8) nonché contenute nella relazione sulla remunerazione e incentivazione che sarà pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF;

  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma 1, lettera l) ("le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratori e dei componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza, nonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva") sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione (Sez. 4.1).

3. COMPLIANCE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF)

Banca Generali S.p.A. (la "Società") è stata ammessa alla quotazione sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A. nel mese di novembre 2006 e ha in tale occasione aderito al Codice, ritenendo che l'allineamento della propria corporate governance (per tale intendendosi il sistema di regole, principi e procedure in cui si sostanzia il sistema di gestione e controllo di una società) alla best practice internazionale di governo societario cui il Codice è ispirato costituisca presupposto fondamentale per la realizzazione degli obiettivi della Società. Detti obiettivi consistono infatti, non soltanto nella massimizzazione del valore per gli azionisti e nella soddisfazione della clientela, bensì anche nella ricerca dell'eccellenza sotto il profilo della trasparenza delle scelte gestionali, dell'efficienza dei sistemi di controllo interno e della correttezza e del rigore nelle operazioni con parti correlate e soggetti collegati, e/o in potenziale conflitto di interessi, nonché nella salvaguardia della professionalità, della correttezza e del rispetto, quali principi fondamentali nei rapporti con gli azionisti, la clientela e in generale tutti gli interlocutori della Società. La Società è infatti consapevole che la capacità di darsi regole di funzionamento efficienti ed efficaci rappresenta un elemento indispensabile per rafforzare la percezione di affidabilità delle imprese. A tale fine la Società, in occasione del Consiglio di Amministrazione del 13 settembre 2016, ha provveduto ad aggiornare il proprio Codice Interno di Comportamento. Il Codice di Comportamento definisce le regole minime di comportamento da osservare nei rapporti con i colleghi, con i clienti, con i concorrenti, con i fornitori e con gli altri stakeholder. All'interno dello stesso vengono pertanto esplicitate regole e principi attinenti la Responsabilità sociale d'impresa, la promozione della diversità e dell'inclusione, la sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro, la protezione del patrimonio aziendale, la libera concorrenza e l'antitrust e la lotta alla corruzione e alla concussione.

Il Codice di Autodisciplina è accessibile al pubblico sul sito web del Comitato per la Corporate Governance alla pagina www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/codice/2015clean.pdf.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

4.1 Nomina e sostituzione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF)

Ai sensi di quanto previsto dall'art. 15 dello Statuto Sociale, la Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di sette a un massimo di dodici membri, eletti dall'Assemblea dopo averne determinato il numero. I membri del Consiglio di Amministrazione durano in carica per un massimo di tre esercizi, scadono alla data dell'assemblea che approva il bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili. In caso di nomine durante il periodo di carica, i nuovi eletti scadono assieme a quelli in carica.

Gli Amministratori devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per ricoprire il ruolo e ciò anche, nei limiti stabiliti dalla normativa applicabile alla Società, in termini di indipendenza. Si ricorda in proposito che il TUB stabilisce precisi requisiti di onorabilità e professionalità per gli amministratori di una banca.

In particolare, i Consiglieri della Società – essendo quest'ultima una banca italiana – in conformità a quanto previsto dall'art. 26 del D.Lgs. n. 385 del 1 settembre 1993 e della relativa normativa di attuazione (Regolamento del Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 18 marzo 1998 n. 161) devono essere scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato un'esperienza complessiva di almeno un triennio attraverso l'esercizio di (i) attività di amministrazione o di controllo ovvero compiti direttivi presso imprese; (ii) attività professionali in materia attinente al settore creditizio, finanziario, mobiliare, assicurativo o comunque funzionali all'attività della banca; (iii) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche o economiche; (iv) funzioni amministrative o dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni aventi attinenza con il settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo ovvero presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con i predetti settori purché le funzioni comportino la gestione di risorse economiche-finanziarie. Per il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l'Amministratore Delegato, l'esperienza complessiva nelle attività sopra indicate deve essere di almeno un quinquennio.

Inoltre, in conformità a quanto previsto dall'art. 26 del D.Lgs. n. 385 del 1 settembre 1993 e dall'art. 147-quinquies del Testo Unico della Finanza, i membri del Consiglio di Amministrazione posseggono i requisiti di onorabilità stabiliti per i membri degli organi di controllo con il Regolamento emanato dal Ministro della Giustizia n. 162 del 30.03.2000 e quelli stabiliti per gli esponenti di una banca con Regolamento del Ministero del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica del 18 marzo 1998 n. 161.

Infine, si evidenzia che all'interno del Consiglio di Amministrazione di Banca Generali cinque amministratori sono in possesso dei requisiti di indipendenza accertati secondo i criteri del Codice di Autodisciplina per le società quotate (definiti da Consob con la Comunicazione n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010, equivalenti a quelli dell'art. 148 comma 3 del D.Lgs. 58/1998) e ai sensi dell'art. 37, primo comma, lett. d) del Regolamento adottato con delibera Consob n. 16191 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche e integrazioni.

La nomina dei componenti il Consiglio di Amministrazione è effettuata sulla base di liste di candidati. Hanno diritto a presentare una lista gli azionisti, che da soli o insieme ad altri azionisti, rappresentino la percentuale di capitale sociale prevista per la Società dalla normativa regolamentare vigente. Attualmente tale percentuale è pari al 1,00%, come determinata dall'art. 144-quater del Regolamento Emittenti. Il meccanismo di nomina tramite il c.d. voto di lista garantisce trasparenza nonché tempestiva e adeguata informazione sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati alla carica.

Al fine di assicurare che negli organi di vertice siano presenti soggetti capaci di garantire che il ruolo a essi attribuito sia svolto in modo efficace, il Consiglio di Amministrazione – con il supporto consultivo del Comitato per le Nomine : (i) definisce ex ante le professionalità necessarie a realizzare questo risultato, (ii) definisce, in relazione alle caratteristiche della banca, la composizione quali-quantitativa degli organi aziendali (individuando e motivando il profilo teorico – ivi comprese caratteristiche di professionalità e di indipendenza – dei candidati ritenuto opportuno), (iii) verifica che gli esiti delle nomine rispettino le indicazioni sulla composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e (iv) sottopone la

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composizione e il funzionamento del Consiglio stesso a periodica autovalutazione. I risultati delle analisi di cui sub (i) e sub (ii) sono portati a conoscenza dei soci in tempo utile affinché il processo di selezione e di nomina dei candidati possa tener conto di tali indicazioni.

Ciascun azionista (nonché (i) gli azionisti appartenenti a un medesimo gruppo, per tali intendendosi il soggetto, anche non societario, controllante ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile e ogni società controllata da, ovvero sotto il comune controllo del, medesimo soggetto, ovvero (ii) gli azionisti aderenti a uno stesso patto parasociale ex art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, ovvero (iii) gli azionisti che siano altrimenti collegati tra loro in forza di rapporti di collegamento rilevanti ai sensi della normativa di legge e/o regolamentare vigente e applicabile) può presentare o concorrere a presentare insieme ad altri azionisti, direttamente, per interposta persona, o tramite società fiduciaria, una sola lista di candidati, pena l'irricevibilità della lista. Le liste devono contenere un numero di candidati non superiore al numero dei membri da eleggere, elencati mediante un numero progressivo, con indicazione specifica di quelli che sono i candidati in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla legge. Ogni candidato potrà presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità.

Le liste presentate dagli azionisti devono essere depositate presso la Società entro il venticinquesimo giorno prima di quello fissato per l'Assemblea in prima convocazione e messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet della Società e con le altre modalità stabilite dalle disposizioni di legge e regolamentari applicabili, entro il ventunesimo giorno prima di quello fissato per l'Assemblea in prima convocazione.

Qualora sia il Consiglio di Amministrazione uscente a presentare una propria lista, il Comitato per le Nomine deve esprimere il proprio parere sull'idoneità dei candidati che, in base all'analisi svolta in via preventiva dal Consiglio di Amministrazione, il Consiglio abbia identificato per ricoprire le cariche. La lista presentata dal Consiglio di Amministrazione uscente deve essere depositata presso la sede sociale e pubblicata sul sito internet della Società, nonché con le ulteriori modalità nei termini previsti dalle disposizioni di legge e regolamentari applicabili. Entro il termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società, al fine di provare la legittimazione alla presentazione delle liste, i soci sono tenuti a depositare presso la Società la documentazione comprovante la titolarità della partecipazione azionaria secondo le disposizioni di legge e regolamentari applicabili. Entro il termine indicato per il deposito delle liste presso la Società, gli azionisti che hanno presentato le liste devono altresì depositare presso la Società: (i) le informazioni relative all'identità dei soci che hanno presentato le liste, con l'indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta, (ii) un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati indicati nella lista, (iii) la dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento con questi ultimi, (iv) le dichiarazioni con le quali ogni candidato accetta la propria candidatura e attesta altresì, sotto la propria responsabilità, l'insussistenza di cause di incompatibilità e di ineleggibilità, il possesso dei requisiti di onorabilità e di professionalità prescritti dalla normativa vigente per ricoprire la carica di amministratore della Società, nonché, qualora posseduti, di quelli d'indipendenza previsti dalla legge e dai codici di comportamento promossi da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, ai quali la Società abbia aderito.

Ogni azionista (nonché (i) gli azionisti appartenenti a un medesimo gruppo, per tali intendendosi il soggetto, anche non societario, controllante ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile e ogni società controllata da, ovvero sotto il comune controllo del, medesimo soggetto, ovvero (ii) gli azionisti aderenti a uno stesso patto parasociale ex art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche, ovvero (iii) gli azionisti che siano altrimenti collegati tra loro in forza di rapporti di collegamento rilevanti ai sensi della normativa di legge e/o regolamentare vigente e applicabile) ha diritto di votare una sola lista.

Qualora sia stata presentata una sola lista tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione saranno tratti dalla stessa. Qualora, invece, vengano presentate due o più liste, risulteranno eletti consiglieri i primi candidati della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti, in misura pari agli otto noni del numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione determinato dall'Assemblea – con arrotondamento, in caso di numero frazionario – all'unità inferiore. Qualora il numero di Consiglieri del genere meno rappresentato tratti dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti sia inferiore a quello previsto dalle vigenti disposizioni di legge, si procederà a escludere il candidato eletto che abbia il numero progressivo più alto e che appartenga al genere più rappresentato. Il candidato escluso sarà sostituito da quello successivo appartenente al genere meno rappresentato, tratto dalla medesima lista dell'escluso. Nel caso in cui non sia possibile trarre dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti il necessario numero di Consiglieri del genere meno rappresentato, i mancanti sono nominati dall'Assemblea con voto a maggioranza. I restanti amministratori saranno tratti dalle altre liste, non collegate in alcun modo, neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti, e a tal fine i voti ottenuti dalle liste stesse saranno divisi successivamente per uno, due, tre e così via, secondo il numero degli amministratori da eleggere. I quozienti così ottenuti saranno assegnati progressivamente ai candidati di ciascuna di tali liste, secondo l'ordine dalle stesse rispettivamente previsto. I quozienti così attribuiti ai candidati delle varie liste verranno disposti in un'unica graduatoria decrescente. In caso di parità di voti fra due o più liste risulteranno eletti consiglieri i candidati più giovani per età fino a concorrenza dei posti da assegnare.

Nel caso in cui al termine delle votazioni non fossero eletti in numero sufficiente Consiglieri aventi i requisiti di indipendenza previsti dalla vigente normativa, l'amministratore contraddistinto dal numero progressivo più alto nella lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti e che sia privo dei requisiti di indipendenza sarà sostituito dal candidato successivo, tratto dalla medesima lista avente i requisiti richiesti. Tale procedura, occorrendo, sarà ripetuta fino al completamento del numero dei Consiglieri aventi i requisiti di indipendenza da eleggere. Qualora avendo adottato il criterio di cui sopra non fosse stato possibile completare il numero dei Consiglieri da eleggere, all'elezione dei Consiglieri mancanti provvede l'Assemblea, su proposta dei soci presenti e con delibera adottata a maggioranza semplice.

All'esito del processo di nomina, il Consiglio di Amministrazione (con il supporto consultivo del Comitato per le Nomine) verifica, in modo approfondito e formalizzato, la rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina.

Qualora nel corso del mandato uno o più Consiglieri di Amministrazione vengano a mancare per qualsiasi ragione, si procede alla loro sostituzione a norma di Legge. Se l'amministratore cessato era stato tratto dalla lista di minoranza che aveva ottenuto il maggior numero di voti, la sostituzione viene effettuata nominando il primo candidato eleggibile e disposto ad accettare la carica della medesima lista cui apparteneva l'amministratore venuto meno, ovvero, nel caso in cui ciò non fosse possibile, il primo candidato eleggibile e disposto ad accettare la carica tratto, secondo l'ordine progressivo, tra i candidati della lista cui apparteneva il primo candidato non eletto. Il sostituto scade insieme agli Amministratori in carica al momento del suo ingresso nel Consiglio.

Ove non sia possibile procedere nei termini sopra indicati, per incapienza delle liste o per indisponibilità dei candidati, il Consiglio di Amministrazione procede alla cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile, di un amministratore da esso prescelto secondo i criteri stabiliti dalla legge. L'amministratore così cooptato resta in carica sino alla successiva Assemblea, che procede alla sua conferma o sostituzione con le modalità e maggioranze ordinarie, in deroga al sistema di voto di lista indicato dall'art. 15 dello Statuto.

Spetta inoltre al Consiglio di Amministrazione la nomina di un Segretario, che può essere scelto anche tra persone estranee al Consiglio.

Per quanto riguarda le modifiche dello Statuto Sociale si applicano le regole previste dalla vigente normativa.

Con riferimento al criterio applicativo 5.C.2 del Codice, ricordato che esso rimanda a una valutazione discrezionale del Consiglio la scelta se adottare o meno un piano di successione degli amministratori esecutivi, si rappresenta che il Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2015, ai sensi di quanto indicato nella Circolare n. 285/13 di Banca d'Italia che prevede che "Nelle banche di maggiori dimensioni o complessità operativa devono essere formalizzati piani volti ad assicurare l'ordinata successione nelle posizioni di vertice dell'esecutivo (amministratore delegato, direttore generale) in caso di cessazione per scadenza del mandato o per qualsiasi altra causa, al fine di garantire la continuità aziendale e di evitare ricadute economiche e reputazionali", ha adottato la Policy in materia di piano di successione e relativo Piano di successione.

A tale riguardo si precisa che preliminarmente il Consiglio ha stabilito, all'interno della richiamata Policy, criteri e modalità di individuazione dei sostituti delle figure aziendali oggetto di piano di successione.

Nella Policy in materia di piano di successione sono state pertanto definite:

  • i) le modalità di individuazione dei sostituti delle figure aziendali oggetto del piano di successione, in ipotesi di assenza o impedimento, anche temporaneo, delle stesse allo svolgimento dell'incarico;
  • ii) le modalità di individuazione dei potenziali sostituti delle figure aziendali oggetto di piano di successione, in ipotesi di cessazione dell'attività da parte delle stesse;
  • iii) gli organi sociali e gli altri soggetti coinvolti nella predisposizione del piano di successione;
  • iv) modalità e tempi con cui il piano di successione è soggetto a revisione;
  • v) modalità e tempi con cui la successione viene attuata.

In relazione al sopra menzionato punto (iii) si evidenzia che il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato per le Nomine, è l'organo sociale individuato quali soggetto incaricato nella predisposizione del piano di successione. Inoltre, sempre al Consiglio di Amministrazione con il supporto del Comitato per le Nomine, è riservata la competenza di valutare periodicamente il piano di successione definito e apportare le opportune modifiche allo stesso, tenuto conto delle specifiche esigenze di business e organizzative della Banca.

Nella seduta del 14 dicembre 2016 il Consiglio di Amministrazione ha proceduto alla revisione della Policy in materia di piano di successione, adeguandola alla struttura di corporate governance in essere.

Conseguentemente alla revisione della Policy in materia di piano di successione, il Consiglio di Amministrazione, consapevole che l'esistenza di un piano di successione consente di garantire continuità e certezza nella gestione aziendale e nella selezione dei migliori possibili sostituti, permettendo l'assunzione delle relative decisioni nell'ambito di un processo strutturato, ha proceduto all'aggiornamento del Piano di successione nella medesima seduta del 14 dicembre 2016.

La Policy e il relativo piano saranno aggiornati, a cura del Consiglio d'Amministrazione, ogniqualvolta se ne ravvisasse la necessità, anche a seguito di cambiamenti rilevanti della struttura di governance della Banca. Nello specifico il Piano adottato riguarda le seguenti cariche:

  • Direttore Generale;

  • Vice Direttori Generali.

La delibera è stata assunta con il supporto del Comitato per le Nomine che ha preventivamente approfondito e analizzato i relativi contenuti da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione.

4.2 Composizione del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

L'Assemblea dei Soci, riunitasi il 23 aprile 2015, ha fissato in 9 il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione, provvedendo alla nomina del Consiglio stesso con il meccanismo del voto di lista.

L'Assemblea del 23 aprile 2015 ha deliberato la nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione sulla base di due liste presentate rispettivamente dall'azionista di maggioranza Assicurazioni Generali S.p.A. e da diversi Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, sotto l'egida di Assogestioni.

La lista dell'azionista di maggioranza Assicurazioni Generali S.p.A. conteneva i seguenti candidati: Paolo Vagnone, Piermario Motta, Giancarlo Fancel, Philippe Roger Donnet, Giovanni Brugnoli (Indipendente), Anna Gervasoni (Indipendente), Massimo Lapucci (Indipendente), Annalisa Pescatori (Indipendente) ed Ettore Riello (Indipendente). L'assemblea ha eletto, per effetto dell'applicazione dell'art. 15 dello Statuto, consiglieri i primi 8 candidati contenuti nella lista presentata da Assicurazioni Generali S.p.A. con il voto favorevole del 62,987% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto e l'unico candidato compreso nella lista presentata sotto l'egida di Assogestioni con il voto favorevole del 35,684% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto.

Nel mese di marzo 2016 è improvvisamente scomparso il dott. Piermario Motta, nominato Amministratore Delegato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 23 aprile 2015, tenutasi successivamente l'Assemblea dei Soci della medesima data. Il Consiglio di Amministrazione nel corso della seduta tenutasi il 20 aprile 2016 ha cooptato ai sensi dell'art. 2386 c.c. il dott. Luca Giovanni Perin, quale Amministratore privo di deleghe. Nel mese di giugno 2016 sono cessati dalla carica il Presidente Ing. Paolo Vagnone e il dott. Philippe Roger Donnet.

Il Consiglio di Amministrazione nel corso della seduta del 23 giugno 2016 ha cooptato ai sensi dell'art. 2386 c.c. l'avv. Cristina Rustignoli e la sig.ra Azzurra Caltagirone e ha nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione il dott. Giancarlo Fancel, ripristinando il numero di Amministratori a 9.

Attualmente quindi 5 degli Amministratori in carica sono stati tratti dalla lista presentata dall'azionista di maggioranza che ha ottenuto il maggior numero di voti, 1 è stato tratto dalla lista non collegata in alcun modo, neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti e 3 sono stati cooptati nel corso del 2016 ai sensi dell'art. 2386 c.c.. Gli amministratori così cooptati resteranno in carica sino all'Assemblea del 20 aprile 2017, che procederà alla loro conferma o sostituzione con le modalità e maggioranze ordinarie, in deroga al meccanismo del voto di lista in precedenza menzionato. Gli Amministratori confermati o nominati dall'Assemblea dei Soci scadranno insieme agli Amministratori in carica al momento del loro ingresso nel Consiglio.

Il mandato del Consiglio di Amministrazione scadrà in occasione dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2017.

Si precisa altresì che nella composizione dell'attuale Consiglio di Amministrazione, si è tenuto conto della Legge n. 120/2011 (nonché delle indicazioni contenute nella Sezione IV, Capitolo 1, Titolo IV delle già menzionata Circolare n. 285 della Banca d'Italia e dell'art. 123-bis , comma 2, lett. d-bis) TUF), riservando una quota pari ad almeno un quinto dei membri al genere meno rappresentato (n. 2 Consiglieri).

La tabella contenuta nell'allegato sub 2 riporta i membri del Consiglio di Amministrazione, la carica ricoperta alla data del 31 dicembre 2016 e altre informazioni in merito agli stessi e alla partecipazione alle riunioni del Consiglio e dei Comitati istituiti.

Al fine di assicurare che nel Consiglio di Amministrazione siano presenti soggetti capaci di garantire che il ruolo a essi attribuito sia svolto in modo efficace, il Consiglio di Amministrazione - con il supporto consultivo del Comitato per la Remunerazione e Nomine: (i) ha definito ex ante le professionalità necessarie a realizzare questo risultato, (ii) ha definito, in relazione alle caratteristiche della banca, la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale degli organi aziendali (individuando e motivando il profilo teorico – ivi comprese caratteristiche di professionalità e di indipendenza – dei candidati ritenuto opportuno). I risultati di tale analisi sono stati portati a conoscenza dei soci in tempo utile affinché il processo di selezione e di nomina dei candidati potesse tener conto di tali indicazioni. Inoltre, all'esito del processo di nomina o di cooptazione degli amministratori, il Consiglio di Amministrazione (con il supporto consultivo del Comitato per le Nomine) ha verificato in tutte le circostanze la rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina.

L'art. 15 dello Statuto Sociale disciplina le modalità di nomina del Consiglio di Amministrazione, assicurando, inter alia, un'adeguata presenza dei diversi generi, attraverso l'applicazione di un meccanismo di eventuale sostituzione, come rappresentato in dettaglio al paragrafo 4.1. Nel condividere le finalità e gli obiettivi perseguiti dalla Legge n. 120/2011 (c.d. Legge sulle Quote Rosa), in un ottica di uguaglianza sostanziale, dal perseguire l'equilibrio tra i generi e dal favorire al tempo stesso l'accesso alle cariche sociali da parte del genere meno rappresentato, il Consiglio di Amministrazione, nel documento relativo alla composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale del Consiglio di Amministrazione redatto in occasione del rinnovo delle cariche consiliari avvenuto il 23 aprile 2015, ha riservato al genere meno rappresentato, trattandosi del primo mandato in applicazione della legge, una quota pari almeno a un quinto degli amministratori, in osservanza della norma di legge. Nell'ambito del predetto documento sono state stabilite inoltre le caratteristiche professionali che i Consiglieri devono possedere, prevedendo ulteriori caratteristiche e requisiti professionali per la figura del Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell'eventuale Amministratore Delegato, come meglio illustrato al paragrafo 4.1.

Per quanto riguarda l'età degli amministratori, in considerazione della best practice che si sta diffondendo, si è suggerito che i Consiglieri possano appartenere a età diverse tra loro e non superino, al momento della nomina, i 65 anni di età.

Per quanto riguarda la composizione del Consiglio di Amministrazione – essendo Banca Generali sottoposta all'attività di direzione e coordinamento di altra società italiana con azioni quotate in mercati regolamentati – ai sensi dell'art. 37 comma 1 lettera d) del Regolamento adottato dalla Consob con Delibera n. 16191 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche e integrazioni lo stesso è composto in maggioranza (5) da amministratori indipendenti ai sensi della predetta normativa.

Il Consiglio di Amministrazione ha provveduto altresì, ai sensi dell'art. 36 della Legge n. 214/2011, a verificare in capo a tutti i Consiglieri l'insussistenza delle cause di incompatibilità e in data 23 giugno 2016 ha proceduto con esito positivo alla verifica che permanesse in capo agli Amministratori l'insussistenza delle cause di incompatibilità.

Si riporta, di seguito, una sintetica informativa sulle caratteristiche professionali e personali dei Consiglieri, dando evidenza, come raccomandato dal paragrafo 1.C.2 del Codice, alle cariche da questi ultimi ricoperte in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri e in società di rilevanti dimensioni, diverse da quelle ricoperte in società del Gruppo di appartenenza.

Giancarlo Fancel. Nato a Portogruaro (VE) il 26 settembre 1961. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli studi di Trieste, revisore contabile e dottore commercialista, ha iniziato la propria attività professionale in Reconta Ernst & Young dove ha maturato una significativa esperienza nel settore della revisione di bilancio (1988-1999). Dal 1999 è entrato a far parte del Gruppo Generali come responsabile della Revisione Interna, ricoprendo vari incarichi fino a diventare responsabile del Controllo di Gestione di Gruppo. Da gennaio 2007 ad aprile 2014 ha ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale, Condirettore Generale e Chief Financial Officer di Banca Generali. Attualmente è Presidente di Genagricola S.p.A., consigliere della Società per Azioni Autovie Venete, ricopre la carica di CFO di Generali Italia S.p.A. e della Country Italia ed è inoltre consigliere di altre società del Gruppo Generali. Dal 23 giugno 2016 è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Generali S.p.A.

Cristina Rustignoli. Nata a Monfalcone (GO) l'11 febbraio 1966. Laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste, ha ottenuto l'abilitazione alla professione di avvocato nel 1999 e ha lavorato in Cassa di Risparmio di Gorizia (ora Friulcassa S.p.A.), prima di arrivare in Banca Generali nel 2000 dove ha ricoperto crescenti ruoli fino a diventare Direttore Centrale con responsabilità dell'Area Governance del Gruppo bancario. È attualmente General Counsel di Generali Italia e della Country Italia di Assicurazioni Generali ed è inoltre Consigliere Delegato di Generali Business Solutions, Consigliere di Alleanza Assicurazioni, Genertel, Genertellife e, dal 23 giugno 2016, Amministratore non esecutivo di Banca Generali.

Giovanni Luca Perin. Nato a Refrontolo (TV) il 5 dicembre 1965, è laureato in Economia Aziendale presso l'Università Commerciale "L. Bocconi". Dal 1991 al 2003 ha ricoperto diversi ruoli nell'area Risorse Umane e Organizzazione del Gruppo RCS, ultimo dei quali Direttore Risorse Umane e Organizzazione di RCS Libri S.p.A. (2001-2003). Da settembre 2003 al 2010 ha ricoperto ruoli di responsabilità nell'ambito delle risorse umane in Mondadori e nel biennio 2010-2012 è stato il direttore Personale e Organizzazione nel Gruppo Sole 24 ore. È quindi approdato a luglio 2012 nel Gruppo Generali ed è attualmente Chief HR & Organization Officer di Generali Italia da giugno 2013, responsabile a livello funzionale di tutte le direzioni del Personale della Country Italia. È Consigliere di Banca Generali da aprile 2016, Consigliere Delegato di Generali Business Solutions e Consigliere di Amministrazione di Genagricola e Agricola San Giorgio.

Giovanni Brugnoli. Nato a Busto Arsizio (VA) il 24 gennaio 1970, da sempre impegnato nell'associazionismo imprenditoriale, nell'ambito dell'Unione degli Industriali della Provincia di Varese è stato Vice Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dal 1999 al 2001 e Presidente dal 2001 al 2004, componente della Giunta dell'Unione dal 1999, componente del Consiglio Direttivo dal 2001, Vice Presidente dal 2007 al 2011 e Presidente dal 2011 al 2015. Dal 2011 è membro del Consiglio Generale di Confindustria. È attualmente Presidente del Consiglio di Amministrazione della Tiba Tricot S.r.l. e della Palatino S.r.l nonché socio unico della Tiba immobiliare S.r.l imprese tutte appartenenti al Gruppo Brugnoli. Ricopre inoltre la carica di Consigliere della società Cofiva S.p.A. e di Presidente di Promindustria S.p.A. – entrambe appartenenti al Gruppo Industriali di Varese. Dal 2009 è membro del Consiglio di Amministrazione dell'Associazione per il LIUC e dal 2010 del Consiglio di Amministrazione dell'Università Carlo Cattaneo LIUC. È presidente del Consiglio di Amministrazione di Industria e Università S.r.l. e di Iniziativa Universitaria 1991, consigliere della società Anemotech e membro del Consiglio di Amministrazione di Previmoda Fondo Pensione e di Banca Generali dal mese di aprile del 2012.

Azzurra Caltagirone. Nata a Roma il 10 marzo 1973, dopo aver ottenuto un diploma in Storia dell'Arte a Londra, inizia la propria carriera professionale nel 2000 all'interno del Gruppo Caltagirone, in qualità di Vice Presidente della Caltagirone Editore, carica che ricopre tutt'ora. Attualmente è Vice Presidente di Caltagirone S.p.A., Amministratore Delegato de Il Messaggero e Presidente de Il Gazzettino. Siede nei Consigli di Amministrazione di Cementir Holding, di altre società del Gruppo Caltagirone e della Fondazione Musica per Roma. È amministratore non esecutivo di Banca Generali dal mese di giugno 2016.

Anna Gervasoni. Nata a Milano il 18 agosto 1961, si è laureata con lode in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano. È Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l'Università Cattaneo – LIUC, dove dirige il Master Universitario di specializzazione in private equity: "Master in Merchant Banking: Private Equity, Finanza e Impresa" e il Centro di Ricerca "Finanza per la crescita". Dal 1986 è Direttore Generale di AIFI, l'Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt e dal 2007 Presidente del consiglio di amministrazione di AIFI Ricerca e Formazione S.r.l.. È Presidente di Hit – Hub Innovazione Trentino S.c.ar.l., Consigliere indipendente di Banca Generali e di Generfid S.p.A., società del gruppo Banca Generali. Ricopre inoltre la carica di Consigliere Indipendente di Fondo Italiano d'Investimento SGR S.p.A., di Mittel S.p.A. e di Sol S.p.A.

Massimo Lapucci. Nato a Roma il 22 novembre 1969, si è laureato in Economia e Commercio presso l'Università "La Sapienza". Dopo un'ampia esperienza in società internazionali di management consulting, prevalentemente nei settori di banking e corporate finance, è stato Responsabile Business in società del gruppo Telefonica e, successivamente, dal 2002 al 2008, Responsabile M&A e Pianificazione Strategica del Gruppo Ferrovie dello Stato. È stato altresì Investment Director in "Sintonia S.A." dal 2009 al 2012. Attualmente è Segretario Generale della "Fondazione CRT", fondazione di origina bancaria. Ricopre la stessa carica per la Fondazione Sviluppo e Crescita – CRT, fondazione focalizzata su venture philantropy e impact investing ed è inoltre Direttore Generale della Società OGR-CRT, la cui mission è la trasformazione di un grande ex opificio industriale nel cuore di Torino in un centro per la cultura contemporanea, la ricerca e l'accelerazione di impresa. È Consigliere indipendente di Banca Generali da aprile 2015 e ha inoltre una consolidata esperienza internazionale in advisory board e consigli di amministrazione in Europa e America, ivi incluse Atlantia, RFI, Tx Logistik, e in organizzazioni non-profit tra le quali a Bruxelles il Management Committee dello European Foundation Centre e il Board of Directors della European Venture Philantropy Association. È inoltre vice presidente di ISI Global Science USA e dell'Agenda Social Impact per l'Italia. Dal 2006 è World Fellow e lecturer presso Yale University USA.

Annalisa Pescatori. Nata a Roma, il 24 luglio 1964 è Equity Partner di Grimaldi Studio Legale. Dopo la laurea in Giurisprudenza, magna cum laude, presso l'Università "La Sapienza" di Roma nel 1988, ha ottenuto l'abilitazione alla pratica legale in Italia nel 1991, è Cassazionista dal 2015 ed è iscritta all'Ordine degli Avvocati di Milano. Ha conseguito nel 1985 il Diploma di Lingua e Cultura Giapponese rilasciato dall'Istituto di lingue medio orientali – I.S.M.E.O.- di Roma. È consigliere indipendente di Banca Generali da aprile 2015 e della società Enertronica S.p.A. da giugno 2016. Prima di entrare in Grimaldi Studio Legale, dal 2012 -2014 è stata responsabile come Equity Partner della sede di Milano dello Studio Tonucci e dal 2002 al 2011 è stata Equity Partner di Studio Legale Grimaldi e Associati. Precedentemente, ha collaborato presso gli studi legali Clifford Chance e Studio Bonelli e Associati. Dal 1991 al 1996 ha lavorato presso I.M.I. – Istituto Mobiliare Italiano S.p.A., in qualità di legale della Funzione Finanza Aziendale e in Staff al Vice Direttore Generale Finanza e della Direzione Finanza e Partecipazioni.

Vittorio Emanuele Terzi. Nato a Gravina di Puglia (BA) il 16 agosto 1954, ha conseguito una laurea in Ingegneria Meccanica nel 1979. Dopo un'esperienza lavorativa presso l'EEC Environment Directorate di Bruxelles, nel 1980 viene assunto in Citibank occupandosi per circa 5 anni di wholesale banking e di project financing internazionale. Entra in McKinsey & Company nel 1985, dove diventa Partner nel 1990 e Director nel 1996. Nel 1988 gestisce l'apertura del nuovo ufficio di Roma. È stato dal 2004 al 2011 Managing Partner del Mediterranean Complex di McKinsey & Company. Nel 2014 ha fondato la società Terzi & Partners che svolge attività di consulenza al servizio di imprese e istituzioni finanziarie su temi di strategia industriale, M&A, corporate finance e governance. È consigliere indipendente di Banca Generali S.p.A. da aprile 2015, della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, di Mpventure Mid-Market Private Equity SGR, di SPAFID S.p.A. e di MoneyFarm Holding Ltd Londra, oltre che Past President di American Chamber of Commerce in Italy, Presidente di Nev Mobility e Senior Advisor di BC Partners e di Coller Capital.

Segretario del Consiglio di Amministrazione è l'avv. Domenica Lista, General Counsel della Società.

Il "Regolamento sul Funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Generali S.p.A." (il "Regolamento del CdA"), approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 16 febbraio 2007 e da ultimo integrato e novellato dal Consiglio nella seduta dell'11 maggio 2016, in conformità a quanto previsto dal paragrafo 1.C.3 del Codice e dall'art. 15 comma 3 dello Statuto Sociale, indica il numero di incarichi – consentiti sulla base delle disposizioni tempo per tempo vigenti - di regola considerato compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di Amministratore della Società. Tali indicazioni, che sono sintetizzate nella tabella che segue, tengono conto: (i) del diverso grado di impegno dell'amministratore in relazione al ruolo ricoperto, (ii) della natura e della dimensione della società in cui il ruolo è ricoperto e (iii) dell'appartenenza della società allo stesso gruppo dell'Emittente o a uno stesso gruppo.

SOCIETÀ QUOTATE SOCIETÀ FINANZIARIE,
BANCARIE O ASSICURATIVE
SOCIETÀ DI GRANDI DIMENSIONI
AMM.RE
ESECUTIVO
AMM.RE NON
ESECUTIVO
SINDACO AMM.RE
ESECUTIVO
AMM.RE NON
ESECUTIVO
SINDACO AMM.RE
ESECUTIVO
AMM.RE NON
ESECUTIVO
SINDACO
Amministratori esecutivi - 5 - - 5 - - 5 -
Amministratori non
esecutivi
2 5 2 2 5 2 2 5 2

Il Regolamento del CdA prevede inoltre che nel calcolo del numero totale di società in cui gli Amministratori ricoprono la carica di Amministratore o Sindaco non si tenga conto delle società che fanno parte del Gruppo cui appartiene la Società, salvo si tratti di società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), di società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Le cariche ricoperte in società che appartengono a un medesimo gruppo societario, diverso da quello a cui appartiene la Società, vengono convenzionalmente considerate come un'unica carica, salvo si tratti di società quotate in mercati regolamentati (anche esteri) o di società di rilevanti dimensioni (art. 5.4 del Regolamento).

Nella tabella di cui all'Allegato 2 sono indicati anche il numero di incarichi nelle predette società ricoperte da ciascun consigliere sulla base dei criteri indicati nel Regolamento del Consiglio di Amministrazione.

Tutti gli amministratori della Società conoscono i compiti e la responsabilità connessi alla carica e partecipano a iniziative volte ad accrescere la propria conoscenza della realtà e delle dinamiche aziendali, avuto anche riguardo al quadro normativo di riferimento, finalizzate a svolgere efficacemente il proprio ruolo.

In ottemperanza al paragrafo 2.C.2. del Codice, il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha cura che gli amministratori e i sindaci partecipino, successivamente alla nomina e durante il mandato, a iniziative finalizzate a fornire loro un'adeguata conoscenza del settore di attività in cui opera l'emittente, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo e autoregolamentare di riferimento.

A questo riguardo, in adempimento a quanto previsto dal 1° aggiornamento del 6 maggio 2014 della Circolare n. 285/2013 di Banca d'Italia e delle sopra menzionate previsioni del Codice, la Banca ha segnalato ai Consiglieri gli incontri tenuti dalle Associazioni di Categoria aventi ad oggetto materie afferenti all'attività bancaria e alla Corporate Governance e il Presidente ha inoltre riunito informalmente il Consiglio di Amministrazione allo scopo di confrontarsi e approfondire tematiche di particolare interesse, considerate strategiche per lo sviluppo della società e del

Gruppo bancario.

In particolare, in data 2 febbraio 2017, si è svolta una riunione di induction dedicata agli Amministratori della Banca, e aperta alla partecipazione del Collegio Sindacale, che ha affrontato e approfondito i temi relativi (i) alle logiche sottostanti la redazione del documento di budget e alle proiezioni 2018/2019, (ii) al prossimo recepimento delle nuove disposizioni della Direttiva 2014/65/UE (cd. Mifid II), (iii) all'attività svolta da Generfid, società di amministrazione fiduciaria del Gruppo bancario e (iv) all'andamento nel corso degli ultimi anni dei costi del reclutamento dei Consulenti Finanziari.

Nella riunione l'illustrazione e l'approfondimento delle tematiche sopra indicate è stato proposto con il coinvolgimento diretto del management della Banca allo scopo di favorire una adeguata conoscenza di tali settori di attività e delle relative dinamiche.

4.3 Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d)

Il ruolo centrale nel sistema di governo della Società è attribuito al Consiglio di Amministrazione che, come detto, è composto da 9 membri.

Il Consiglio di Amministrazione, nella sua funzione di supervisione strategica, è investito di tutti i poteri per l'ordinaria e la straordinaria amministrazione della Società e ha facoltà di deliberare in merito a tutti gli atti rientranti nell'oggetto sociale che non siano riservati dalla vigente normativa alla competenza dell'Assemblea. Il Consiglio ha altresì competenza esclusiva a deliberare pure in tema di istituzione o soppressione di sedi secondarie, di indicazione di quali Amministratori abbiano la rappresentanza e la firma sociale, in materia di fusione nei casi consentiti dalla legge e sull'adeguamento delle disposizioni dello Statuto Sociale che divenissero incompatibili con nuove disposizioni normative aventi carattere imperativo.

In conformità al paragrafo 1.C.1, lett. a), c) e f) del Codice, l'art. 18 dello Statuto Sociale riserva al Consiglio le decisioni di maggior rilievo per la vita della Società e del gruppo, tra cui, in particolare, la determinazione degli indirizzi generali di gestione e l'approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari della Società, nonché delle operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario anche con Parti Correlate e Soggetti Collegati; la determinazione dell'assetto organizzativo generale della Società, l'approvazione e le modifiche dei regolamenti interni, nonché la costituzione di comitati o commissioni con funzioni consultive o di coordinamento.

In dettaglio, lo Statuto Sociale stabilisce la competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione – fatta salva la disciplina relativa ai casi di urgenza di cui al comma 9 dell'art. 18 dello Statuto Sociale - nelle decisioni concernenti: a) la determinazione degli indirizzi generali di gestione, l'approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari della Società, delle operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario anche con Parti Correlate e Soggetti Collegati; b) la nomina, qualora lo ritenga opportuno, del Direttore Generale, dei Condirettori Generali, dei Vice Direttori Generali, il conferimento dei relativi poteri e il loro collocamento a riposo; c) previo parere del Collegio Sindacale, la nomina del Responsabile della funzione di revisione interna; d) previo parere del Collegio Sindacale, la nomina del Responsabile della funzione di conformità; e) previo parere del Collegio Sindacale, la nomina e la revoca del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, la determinazione dei relativi poteri e mezzi e la vigilanza sugli stessi e sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili; f) l'autorizzazione degli esponenti aziendali svolgenti funzioni di amministrazione, direzione e controllo a contrarre con la Società operazioni o obbligazioni di qualsiasi natura ovvero compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente; g) l'assunzione o la cessione di partecipazioni che comportino variazioni del Gruppo bancario ovvero di partecipazioni di controllo o di collegamento; la cessione di aziende e/o di rami di azienda; la stipula di accordi relativi a joint venture o ad alleanze strategiche; h) l'approvazione della struttura organizzativa e le modifiche dei regolamenti interni e delle policy; i) la verifica periodica che l'assetto dei controlli interni sia coerente con il principio di proporzionalità e con gli indirizzi strategici e che le funzioni aziendali abbiano un sufficiente grado di autonomia all'interno della struttura organizzativa, e dispongano di risorse adeguate per un corretto funzionamento; l) la verifica che il sistema dei flussi informativi sia adeguato, completo e tempestivo; m) la definizione delle direttive per l'assunzione e l'utilizzazione del personale appartenente alla categoria dei dirigenti della Società; n) l'eventuale costituzione di comitati o commissioni con funzioni consultive o di coordinamento, anche allo scopo di conformare il sistema di governo societario alle vigenti raccomandazioni in termini di corporate governance, determinandone all'atto della costituzione i componenti, la durata, le attribuzioni e le facoltà; p) la verifica nel tempo che il sistema dei flussi informativi tra gli organi aziendali sia adeguato, completo e tempestivo; q) l'approvazione delle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, in conformità a quanto previsto dalla procedura adottata dalla Società in adempimento alla normativa vigente in materia.

Il Consiglio di Amministrazione può approvare le operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza anche in presenza di un parere contrario degli amministratori indipendenti purché il compimento di tali operazioni sia autorizzato dall'Assemblea, ai sensi dell'art. 2364, comma primo, n. 5 del codice civile, con deliberazione assunta dall'Assemblea con le maggioranze previste dalla normativa vigente e in conformità alla procedura adottata dalla Società in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati. Con riferimento alle operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario, il Consiglio di Amministrazione ha definito in apposito regolamento (la Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate, Soggetti Collegati e operazioni di Maggior Rilievo) criteri generali per l'individuazione delle stesse e uno specifico iter deliberativo, che coinvolge, in conformità alle previsioni normative vigenti, anche la funzione di Risk Management che deve esprimersi con un preventivo parere. In linea generale sono identificate quali operazioni di Maggior Rilievo: (i) le emissioni di strumenti finanziari; (ii) la concessione di garanzie personali e reali nell'interesse di società controllate; (iii) la concessione di finanziamenti a favore di società controllate e le operazioni di investimento e disinvestimento immobiliare, le operazioni di acquisizione e cessione di partecipazioni, di aziende o di rami d'azienda; (iv) le operazioni di fusione o scissione; (v) le altre operazioni il cui controvalore sia superiore al 2,5% del patrimonio di vigilanza consolidato, che non rientrino nell'attività ordinaria della Banca e non siano concluse a condizioni di mercato o a condizioni standard.

Sono altresì riservate alla esclusiva competenza del Consiglio di Amministrazione della banca, quale capogruppo del Gruppo bancario, anche le decisioni concernenti l'assunzione e la cessione di partecipazioni da parte delle società controllate appartenenti al Gruppo bancario nonché la determinazione dei criteri per il coordinamento e la direzione delle società del Gruppo bancario e per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia nell'interesse della stabilità del gruppo stesso.

Infine, in conformità a quanto previsto dalla vigente normativa regolamentare applicabile alle società che svolgono servizi di investimento, è riservato al Consiglio di Amministrazione il compito di predisporre le politiche, le misure, i processi, nonché le procedure aziendali idonei a contenere il rischio e a garantire la stabilità patrimoniale oltre a una sana e prudente gestione. A tal fine il Consiglio di Amministrazione è l'organo preposto a: (i) individuare gli obiettivi, le strategie, il profilo di rischio, le soglie di tolleranza della Banca e le linee di indirizzo del sistema dei controlli interni, definendo le politiche di governo del rischio dell'impresa, nell'ambito del sistema degli obiettivi di rischio (Risk Appetite Framework - RAF) e determinando le politiche aziendali; verificarne periodicamente la corretta attuazione e coerenza con l'evoluzione dell'attività aziendale e dei connessi rischi, con particolare attenzione all'adeguatezza ed efficacia del Risk Appetite Framework e alla compatibilità tra il rischio effettivo e gli obiettivi di rischio; (ii) assicurare che la struttura retributiva e di incentivazione sia tale da non accrescere i rischi aziendali e sia coerente con il RAF e con le strategie di lungo periodo; (iii) con riferimento al processo di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP - Internal Capital Adequacy Assessment Process) e al processo di determinazione dell'adeguatezza della liquidità cosiddetto ILAAP (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process) definire e approvare le linee generali del processo, assicurandone la coerenza con il Risk Appetite Framework e promuovendone il pieno utilizzo delle risultanze a fini strategici e nelle decisioni d'impresa; (iv) assicurare che il piano strategico, il Risk Appetite Framework, l'ICAAP, il budget e il sistema dei controlli interni siano fra loro coerenti, tenendo in considerazione l'evoluzione delle condizioni esterne e interne in cui opera la Società; (v) approvare, con cadenza almeno annuale, il programma di attività ed esaminare le relazioni periodiche delle funzioni aziendali di controllo; (vi) nel rispetto delle Politiche di remunerazione approvate dall'Assemblea dei soci, per quanto riguarda il personale avente qualifica dirigenziale, stipulare, modificare e risolvere contratti individuali di lavoro del personale dipendente, decidendo promozioni, provvedimenti disciplinari e licenziamenti; (vii) individuare e riesaminare periodicamente gli orientamenti strategici e le politiche di governo dei rischi connessi con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo in maniera adeguata all'entità e alla tipologia dei rischi cui è concretamente esposta la Società; (viii) assicurare nel continuo che i compiti e le responsabilità in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo siano allocate in modo chiaro e appropriato garantendo che le funzioni operative e quelle di controllo siano distinte e con risorse qualitativamente e quantitativamente adeguate; inoltre, approvare i programmi di addestramento e formazione del personale dipendente e dei collaboratori.

Inoltre, il Regolamento del CdA dispone, inter alia:

  • i) che, in conformità al paragrafo 1.C.1, lett. c) del Codice, il Consiglio sia tenuto a valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Società e delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, tenuto conto delle informazioni ricevute dai competenti organi sociali (art. 8.2 del Regolamento del CdA). A tal proposito, il Consiglio delibera periodicamente in merito alla struttura organizzativa della Società e verifica periodicamente i presidi atti a garantire la correttezza e l'efficacia del sistema amministrativo e contabile;
  • ii) che, in conformità al paragrafo 1.C.1, lett. c) del Codice, il Consiglio debba valutare l'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche della Società e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia. A tal proposito il Consiglio (a) definisce le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi afferenti la Società e le sue controllate siano correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando inoltre il grado di compatibilità di tali rischi con una gestione della società coerente con gli obiettivi strategici individuati; (b) valuta, con cadenza almeno annuale, la adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione del rischio rispetto alle caratteristiche della Società e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia (art. 8.3 del Regolamento del CdA). Il Consiglio approva inoltre le policy e i regolamenti che disciplinano il funzionamento delle funzioni di controllo; approva il regolamento a presidio dei principali rischi cui è esposto il Gruppo bancario e la policy in materia di conflitti di interessi del Gruppo bancario, stabilendo le principali misure di gestione dei conflitti stessi;
  • iii) che il Consiglio di Amministrazione debba valutare il generale andamento della gestione, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli programmati, in conformità a quanto previsto dal paragrafo 1.C.1, lett. e), del Codice. A tal proposito, il Consiglio verifica periodicamente l'andamento della gestione della società e del gruppo, confrontando i risultati conseguiti con le previsioni di budget e analizzando gli eventuali scostamenti;
  • iv) che il Consiglio della Società, quale capogruppo del Gruppo bancario, assume anche le decisioni concernenti l'assunzione e la cessione di partecipazioni nonché la determinazione dei criteri per il coordinamento e la direzione delle società del gruppo e per l'esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d'Italia, nell'interesse della stabilità del gruppo stesso. A tal proposito, il Consiglio ha approvato anche un apposito Regolamento di Gruppo in cui sono definite le linee guida di interazione tra le società del gruppo e i flussi informativi tra le stesse attuati.

L'art. 18 dello Statuto Sociale, prevede inoltre la facoltà del Consiglio di conferire deleghe, stabilendo, in conformità al paragrafo 1.C.1, lett. d), del Codice, l'obbligo, in capo agli organi delegati, di informare con cadenza almeno trimestrale, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale sull'andamento della gestione e sull'attività svolta dalla Società e dalle sue controllate, sulla sua prevedibile evoluzione, sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate da Banca Generali e dalle sue controllate, con particolare riguardo alle operazioni in cui gli Amministratori abbiano un interesse proprio o di terzi o che siano influenzate dal soggetto che eserciti attività di direzione e coordinamento, nonché sulle decisioni assunte in tema di erogazione e gestione del credito.

Infine, in conformità alle previsioni del Codice di Autodisciplina e della normativa di vigilanza, il Regolamento del CdA dispone tra l'altro che il Consiglio di Amministrazione:

  • prima della nomina del nuovo Consiglio o in caso di cooptazione di consiglieri, identifica preventivamente la propria composizione quali-quantitativa considerata ottimale, individuando e motivando il profilo teorico dei candidati ritenuto opportuno, portandola a conoscenza degli azionisti in tempo utile;

  • successivamente alla nomina del nuovo Consiglio o alla cooptazione di consiglieri, verifica la rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina;

  • al fine di assicurare la corretta gestione delle informazioni societarie, adotta una procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riguardanti la Società, con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.

Funzionamento del Consiglio di Amministrazione

L'art. 17 dello Statuto Sociale prevede che il Consiglio di Amministrazione della Società si riunisca – di regola – con cadenza mensile.

Come detto, in data 16 febbraio 2007, il Consiglio di Amministrazione ha adottato il Regolamento del CdA, da ultimo modificato nella seduta consiliare dell'11 maggio 2016, allo scopo di conformare le regole di funzionamento di detto organo ai principi sanciti dal Codice e alle istruzioni di vigilanza emanate dalla Banca d'Italia.

Detto regolamento dispone, inter alia:

  • i) che, in conformità a quanto previsto dal paragrafo 1.C.2 del Codice, ferme restando le cause di ineleggibilità e decadenza nonché i limiti di cumulo di incarichi previsti dalla disciplina legale e regolamentare, l'accettazione della carica di consigliere richieda una valutazione preventiva circa la possibilità di poter dedicare allo svolgimento diligente dei compiti di amministratore il tempo necessario, anche tenendo conto dell'impegno connesso alle proprie attività lavorative e professionali, del numero di cariche di Amministratore o di Sindaco ricoperte in altre società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni (art. 5.2 del Regolamento del CdA);
  • ii) che, il Presidente del Consiglio di Amministrazione si adoperi affinché la documentazione relativa agli argomenti all'ordine del giorno sia portata a conoscenza degli amministratori e dei sindaci con anticipo rispetto alla data della riunione consiliare (art. 4.2 del Regolamento del CdA). In particolare, prevede che, qualora gli argomenti in discussione siano relativi a iniziative di tipo ordinario, i relativi documenti, ove disponibili, sono trasmessi di regola almeno due giorni lavorativi precedenti la data fissata per la riunione consiliare, salvo ostino particolari ragioni di riservatezza, con particolare riferimento a dati o notizie "price sensitive". Detta disposizione è stata generalmente rispettata, fermo restando che, quando ciò per motivi di urgenza o di riservatezza non è stato possibile il Presidente ha curato che nell'ambito della riunione alla trattazione di detti argomenti fosse riservato il tempo necessario a un'analisi approfondita e alla relativa discussione;
  • iii) che, anche quando le scelte gestionali siano state preventivamente vagliate, indirizzate o comunque influenzate da un soggetto che eserciti attività di direzione e coordinamento ovvero da soggetti che eventualmente partecipano a un patto di sindacato, ciascun Amministratore sia tenuto a deliberare in autonomia, assumendo determinazioni che, ragionevolmente, possono portare – quale obiettivo prioritario – alla creazione di valore per la generalità degli azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo (art. 7 del Regolamento del CdA);
  • iv) che, in conformità al paragrafo 1.C.1, lett. g) del Codice, il Consiglio, con cadenza almeno annuale, esprima una valutazione sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati, nonché sulla loro dimensione e composizione, tenendo anche conto di elementi quali le caratteristiche professionali, di esperienza anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica, nonché sull'adeguatezza e sull'efficacia delle disposizioni contenute nel Regolamento del CdA (art. 10 del medesimo).

In adempimento di tale disposizione e alle previsioni introdotte dalla Circolare n. 285/2013 della Banca d'Italia che prevede, tra l'altro, che è buona prassi, nelle banche di maggiori dimensioni o complessità operativa (tra cui sono ricomprese le banche quotate), che almeno una volta ogni 3 anni l'autovalutazione sia svolta con l'ausilio di un professionista esterno in grado di assicurare autonomia di giudizio, il Consiglio di Amministrazione ha effettuato la prevista autovalutazione, avvalendosi, in continuità con l'analogo supporto ricevuto nei primi mesi del 2016, del contributo esterno della società Egon Zehnder, quale esperto indipendente.

Tale autovalutazione è stata svolta nei mesi di gennaio e febbraio 2017 e si riferisce all'esercizio 2016.

Il processo di autovalutazione è stato articolato nelle seguenti fasi:

  • somministrazione di un questionario strutturato che tenesse conto sia dei risultati della precedente autovalutazione sia degli eventi più rilevanti nell'anno per il Consiglio stesso a ciascun Amministratore in carica nel periodo di svolgimento del processo di autovalutazione, al Direttore Generale e al Presidente del Collegio Sindacale;

  • colloquio individuale e riservato con ciascun Amministratore, con il Presidente del Collegio Sindacale e con il Diret-

tore Generale al fine di avere dei punti di vista addizionali sul funzionamento del Consiglio, adottando il questionario come traccia della discussione confidenziale;

  • raccolta dei dati emersi dalla compilazione del questionario da parte dei Consiglieri, dal Direttore Generale e dal Presidente del Collegio Sindacale ed elaborazione dei risultati in forma anonima e aggregata;

  • predisposizione di un rapporto di sintesi formulato alla luce delle risultanze acquisite.

Sono stati valutati in particolare gli aspetti relativi a dimensione, struttura e composizione del Consiglio di Amministrazione, indipendenza, Integrazione e formazione, riunioni e processi decisionali, altre riunioni tra i Consiglieri, il ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione, i rapporti tra i Consiglieri e il Management, le informazioni e le presentazioni, la strategia, i rischi e relativi controlli, la struttura e le persone, il funzionamento e la composizione dei Comitati del Consiglio di Amministrazione, le dinamiche di Consiglio e la sintesi e benchmarking.

I risultati della Board Review sono stati condivisi, previo esame del Comitato per le Nomine, dal Consiglio d'Amministrazione in occasione della riunione tenutasi il 10 marzo 2017. Le risposte del questionario e le interviste confidenziali hanno evidenziato un quadro molto positivo in merito al profilo quali-quantitativo del Consiglio di Amministrazione e alle dinamiche che avvengono al suo interno, sia nei rapporti con il Management, sia con il Collegio Sindacale e sono stati rilevati ulteriori passi avanti sui temi (i) della dimensione e respiro internazionale delle discussioni in Consiglio, (ii) della condivisione delle informazioni relative alla qualità dei talenti, dei possibili piani di successione, nonché della valutazione della performance del Management, (iii) dell'informazione sui piani strategici e sulle principali aree di sviluppo, nonché il confronto con il mercato, (iv) della calendarizzazione delle agende e appuntamenti consiliari e (v) della piena integrazione del Direttore Generale quale interlocutore privilegiato del Consiglio.

Per continuare il percorso verso una governance di eccellenza per il Consiglio di Banca Generali è stata espressa l'esigenza di aumentare la frequenza delle riunioni informali dei consiglieri indipendenti e formulata anche una raccomandazione in materia di partecipazione alla discussione e al dibattito consiliare. Si lavorerà in particolare per fissare nel corso dell'anno più riunioni informali dei consiglieri Indipendenti nelle quali approfondire in dettaglio singoli aspetti della strategia di Banca Generali, in raffronto anche con le strategie di mercato dei diretti competitor.

Il Consiglio di Amministrazione si riunisce con cadenza regolare, di norma mensile in osservanza alle scadenze di legge e a un calendario dei lavori, che viene definito annualmente. Nel corso dell'esercizio 2016, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali si è riunito 14 volte. La durata media delle riunioni è stata di circa 1 ora e 59 minuti a seduta. Per l'esercizio in corso è previsto che il Consiglio si riunisca 11 volte; dall'inizio dell'esercizio alla data della presente Relazione inclusa, si sono tenute 2 sedute consiliari.

La tabella contenuta nell'allegato sub 2) fornisce, tra l'altro, informazioni circa la partecipazione dei Consiglieri di Amministrazione alle sedute consiliari tenutesi nel corso dell'esercizio 2016. I Consiglieri risultati assenti hanno fornito motivata giustificazione.

In aderenza a quanto previsto dal Regolamento del CdA e allo scopo di incentivare meccanismi di circolazione delle informazioni tra gli Organi Sociali, e all'interno degli stessi, idonei a realizzare obiettivi di efficienza della gestione ed efficacia dei controlli, il Consiglio ha approvato una apposita circolare aziendale che disciplina i flussi informativi agli Organi Sociali. Detto documento formalizza la tempistica, le forme e i contenuti dei flussi indirizzati a detti Organi, individuando i soggetti tenuti a fornire periodicamente e/o su specifica richiesta adeguata informativa. La formale regolamentazione della struttura dei flussi informativi (in particolare verso il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale) di fatto statuisce ufficialmente la consolidata reportistica, già in uso presso la Banca, che di norma si connota per sistematicità e ben definita articolazione per forme e contenuti, corrisponde alla necessità di una puntuale informativa al consesso amministrativo sull'esercizio dei poteri delegati ed è oggetto di costante revisione per necessità di adeguamento sia a fini normativi che per esigenze di ordine operativo. Il flusso informativo verso Consiglieri e Sindaci è assicurato preferibilmente mediante tempestiva messa a disposizione di documenti scritti, e segnatamente di relazioni, note illustrative, memoranda, presentazioni, report redatti dalle unità organizzative della Banca, altra documentazione, pubblica e non e documentazione contabile societaria di periodo destinata a pubblicazione. Le informazioni rese con le modalità di cui sopra sono integrate (e all'occorrenza sostituite, dove ragioni di riservatezza depongano in tal senso) dall'illustrazione fornita oralmente dal Presidente, dal Direttore Generale o da esponenti del management della banca in occasione delle riunioni consiliari, ovvero di specifici incontri informali aperti alla partecipazione di Consiglieri e Sindaci, organizzati per l'approfondimento di tematiche di interesse in riferimento alla gestione della Banca. Il flusso informativo verso Consiglieri e Sindaci riguarda principalmente, oltre agli argomenti riservati all'esame e/o all'approvazione del Consiglio di Amministrazione della Banca ai sensi di Legge e dello Statuto: (i) il generale andamento della gestione e la sua prevedibile evoluzione, con l'indicazione di eventuali scostamenti dalle previsioni formulate; (ii) l'attività svolta, con particolare riferimento alle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale, alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati e alle operazioni atipiche, inusuali o innovative e i rispettivi rischi; (iii) il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e il livello e l'esposizione della banca a tutte le tipologie di rischio rilevanti; (iv) l'andamento dei prodotti collocati e i relativi rendimenti; (v) l'andamento dell'attività creditizia; (vi) l'andamento dell'attività di investimento della banca; (vii) ogni ulteriore attività, operazione o evento sia giudicato opportuno portare all'attenzione di Consiglieri e Sindaci. Inoltre, sempre allo scopo di incentivare meccanismi di circolazione delle informazioni tra gli Organi Sociali idonei a realizzare obiettivi di efficienza della gestione ed efficacia dei controlli, il Consiglio si è dotato dalla prima adunanza consiliare del 2013, di un applicativo informatico che ha come obiettivo la distribuzione di documenti in formato digitale e sicuro ai membri dei Consiglio di Amministrazione e dei Comitati di Banca Generali, su piattaforma iPad, tablet e PC. Le funzionalità della soluzione adottata permettono in via generale di evitare lo scambio di documenti via mail e la stampa su carta degli stessi, garantendo la massima sicurezza e riservatezza dei documenti posti all'ordine del giorno del Consiglio stesso. Infatti. (i) tutte le comunicazioni da e verso i dispositivi sono cifrate, (ii) il processo di autenticazione prevede l'utilizzo di un codice di identificazione personale (PIN), (iii) tutti i documenti presenti sui dispositivi (iPad, tablet e/o PC) sono crittografati e (iv) senza l'applicazione e la chiave di sicurezza i documenti non possono essere recuperati e consultati (use case furto o smarrimento del device).

In aderenza ai compiti allo stesso attribuiti dallo Statuto Sociale e dalla normativa di vigilanza che disciplina l'attività delle banche in Italia, il Consiglio di Amministrazione nel corso delle riunioni svolte ha, oltre a quanto previsto nei diversi capitoli della presente Relazione, tra l'altro:

  • a) periodicamente deliberato in merito all'assetto organizzativo della Società e delle funzioni della stessa che prestano la loro attività per l'intero Gruppo bancario di cui la Società è capogruppo;
  • b) valutato trimestralmente il generale andamento della gestione, sulla base delle informazioni ricevute dal Direttore Generale, nonché confrontato, sempre trimestralmente, i risultati conseguiti con quelli programmati;
  • c) determinato, su proposta del Comitato per la Remunerazione e sentito il parere del Collegio Sindacale, il compenso per il Direttore Generale, per i consiglieri che partecipano a comitati consiliari, nonché per le altre figure professionali in grado di incidere sul profilo di rischio della Banca e per i responsabili delle funzioni di controllo.

Le riunioni del Consiglio di Amministrazione possono tenersi per audioconferenza o videoconferenza e alle stesse partecipano il Direttore Generale e, per agli argomenti all'ordine del giorno attinenti il loro ruolo e ambito, i Vice Direttori Generali. Qualora il Presidente lo reputi opportuno, anche su richiesta di uno o più amministratori, i dirigenti della Società e quelli delle società del gruppo che a esso fa capo, responsabili delle funzioni aziendali competenti secondo la materia, intervengono alle riunioni consiliari per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti all'ordine del giorno.

Per quanto riguarda le società controllate da Banca Generali, al fine di assicurare anche a livello consolidato sistemi di gestione e controllo efficaci ed efficienti, le società appartenenti al Gruppo bancario sono attualmente tutte integrate in modo significativo con la Capogruppo.

Tale integrazione si esplicita attraverso:

  • i) l'assetto proprietario: il capitale sociale delle società controllate è interamente posseduto da Banca Generali S.p.A.;
  • ii) la composizione degli organi di amministrazione e di controllo delle controllate, in cui sono presenti diversi esponenti della Capogruppo, in modo sia da assicurare una efficiente ed efficace trasmissione delle linee guida della capogruppo a presidio della correttezza della gestione, pur salvaguardando nel contempo l'autonomia della controllata, sia da garantire un'analoga sensibilità e attenzione nella valutazione dei controlli e delle azioni a presidio dei rischi. Proprio per perseguire al meglio tale ultima finalità, periodicamente si tengono delle riunioni congiunte dei collegi sindacali delle società italiane del gruppo.
  • iii) l'assetto organizzativo, amministrativo/contabile, nonché il sistema di controllo adottato per le controllate, che prevede l'accentramento di alcune importanti funzioni presso la controllante.

Banca Generali, in qualità di capogruppo, nell'ambito dei propri poteri di direzione e coordinamento, previsti dal codice civile e, in dettaglio, dagli artt. 59 e ss. del D.Lgs. n. 385/1993 e dal Titolo I Capitolo II della Circolare della Banca d'Italia del 17 dicembre 2013 n. 285, esercita nei confronti delle società controllate appartenenti al Gruppo bancario i compiti di direzione e coordinamento connessi alla direzione unitaria del gruppo, emanando le disposizioni necessarie al fine di realizzare il comune disegno imprenditoriale, attraverso le distinte unità operative che fanno parte del gruppo, pur nella salvaguardia dell'autonomia di ciascuna delle società appartenenti al Gruppo bancario. La citata normativa di settore prevede che per l'organo di vigilanza il ruolo di referente, per le funzioni di vigilanza consolidate, sia attribuito alla capogruppo e pertanto sono stati adottati adeguati presidi organizzativi, che consentono l'attuazione all'interno delle società del gruppo delle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia e la loro verifica.

4.4 Organi Delegati

Nessun membro del Consiglio può essere considerato amministratore esecutivo, in quanto non è stato nominato un Amministratore Delegato in sostituzione dello scomparso dott. Piermario Motta e i Consiglieri non indipendenti non ricoprono presso la controllante un ruolo direttivo che riguarda anche la Banca (più precisamente, il dott. Giancarlo Fancel, il dott. Giovanni Luca Perin e l'avv. Cristina Rustignoli ricoprono incarichi direttivi presso Generali Italia e nella Country Italia, alla quale Banca Generali non appartiene, essendo posta nell'ambito della struttura del Chief Investment Officer di gruppo).

Amministratore Delegato

Ai sensi dell'art. 18 comma 6 dello Statuto, nei limiti consentiti dalla Legge e dallo Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare proprie attribuzioni non esclusive a uno o più Amministratori Delegati stabilendone le attribuzioni e la durata in carica.

A seguito dell'improvvisa scomparsa dell'Amministratore Delegato dott. Piermario Motta del 26 marzo 2016, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, in via transitoria e con il consenso dell'Autorità di Vigilanza, di non nominare fra i suoi membri alcun Amministratore Delegato.

Presidente del Consiglio di Amministrazione

La Circolare n. 285 della Banca d'Italia sottolinea l'importanza del ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione, che ha la funzione di favorire la dialettica interna, di assicurare il bilanciamento dei poteri e di promuovere l'effettivo funzionamento del sistema di governo societario, garantendo l'equilibrio di poteri rispetto all'Amministratore Delegato e agli altri amministratori esecutivi. Esso si pone come interlocutore dell'organo con funzione di controllo e dei comitati interni. A tal fine il Presidente, oltre a possedere le caratteristiche richieste agli amministratori, deve avere le specifiche competenze necessarie per adempiere ai compiti che gli sono attribuiti. Per svolgere in modo efficace tale importante funzione, il Presidente deve avere un ruolo non esecutivo e non svolgere, neppure di fatto, funzioni gestionali.

In ossequio alle citate disposizioni della Banca d'Italia, il Regolamento del CdA disciplina nello specifico le modalità con cui il Presidente svolge la propria attività di coordinamento e garanzia ai fini del regolare funzionamento del Consiglio di Amministrazione e di costante circolazione delle informazioni all'interno del Consiglio.

L'ing. Paolo Vagnone, che è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione dall'Assemblea degli Azionisti del 23 aprile 2015 si è dimesso dalla sua carica e dalla carica di Amministratore nel corso del mese di giugno 2016.

Conseguentemente, il Consiglio di Amministrazione del 23 giugno 2016 ha deliberato di nominare Presidente del Consiglio di Amministrazione il dott. Giancarlo Fancel e di attribuire allo stesso, in aggiunta ai poteri allo stesso attribuiti dalla legge e dallo Statuto sociale, poteri inerenti il coordinamento delle attività degli organi sociali, di verifica dell'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea dei Soci e del Consiglio di Amministrazione e delle determinazioni del Direttore Generale, di sorveglianza sull'andamento degli affari sociali e sulla loro rispondenza agli indirizzi strategici aziendali, il tutto come di seguito indicato:

    1. vigilare sul generale andamento della Società, con poteri di indirizzo sulla gestione sociale;
    1. stabilire di concerto con il Direttore Generale le direttive generali per la trattazione degli affari sociali;
    1. coordinare il regolare funzionamento del Consiglio di Amministrazione e dell'Assemblea, favorendo la dialettica interna, assicurando il bilanciamento dei poteri nonché la circolazione delle informazioni;
    1. sovrintendere ai rapporti con gli organismi istituzionali pubblici, con gli azionisti, nonché alle relazioni esterne della Società;
    1. curare i rapporti istituzionali con la pubblica amministrazione, con la Banca d'Italia, con la Consob e con enti e organismi nazionali e internazionali,
    1. coordinare le strategie di comunicazione della Società, curare l'immagine della società nei confronti del pubblico e le relazioni della Società con la stampa o gli altri mezzi d'informazione, il tutto nell'ambito degli indirizzi forniti dal Consiglio di Amministrazione e in linea con il piano strategico della società e con le policy del Gruppo di appartenenza in materia;
    1. dare concreta attuazione alle previsioni di cui alle lettere l) e p) dell'art. 18 dello Statuto Sociale.

Inoltre, il comma 9 dell'art. 18 dello Statuto Sociale attribuisce al Presidente, in caso di assoluta e improrogabile urgenza e in mancanza di deleghe in materia, la facoltà di assumere decisioni di competenza del Consiglio ad eccezione di quelle non delegabili ai sensi di legge. Le decisioni così assunte devono essere comunicate al Consiglio nella prima riunione successiva. Ai sensi dell'art. 22 dello Statuto Sociale al Presidente del Consiglio di Amministrazione spetta la rappresentanza legale e la firma sociale di fronte a ogni Autorità giudiziaria e amministrativa e di fronte ai terzi.

Informativa al Consiglio

Il Direttore Generale riferisce periodicamente al Consiglio di Amministrazione in merito all'attività svolta e in particolare:

  • di norma, con periodicità mensile:

    • i) sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e dalle controllate;
    • ii) sulle decisioni assunte in tema di erogazione e gestione del credito e, in generale, sull'andamento del credito;
    • iii) sull'attività di investimento della proprietà;
    • iv) sull'andamento commerciale e della raccolta;
    • v) sull'andamento del titolo Banca Generali;
  • con cadenza trimestrale:

    • i) sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione sia per la Società che per il gruppo e sul raffronto con le previsioni di budget;
    • ii) sulle attività svolte dalla società e dal gruppo con parti correlate e soggetti collegati;
    • iii) sulla tipologia e l'andamento dei prodotti di risparmio gestito collocati;
    • iv) sullo scenario macroeconomico e sulla definizione delle politiche di investimento dei portafogli gestiti;
    • v) sul rispetto dei limiti stabiliti per attività in conflitto di interessi in materia di gestione di portafogli;
  • con cadenza semestrale:

    • i) sulla situazione del contenzioso;
    • ii) sulle necessità di aggiornare eventuali fondi rischi o accantonamenti.

4.5 Altri consiglieri esecutivi

Nessun membro del Consiglio può essere considerato amministratore esecutivo, in quanto non è stato nominato un Amministratore Delegato e i Consiglieri non indipendenti non ricoprono presso la controllante un ruolo direttivo che riguarda anche la Banca.

4.6 Amministratori indipendenti e non esecutivi

Considerato che Banca Generali è sottoposta all'attività di direzione e coordinamento di altra società italiana con azioni quotate in mercati regolamentati, il Consiglio di Amministrazione è composto in maggioranza da amministratori indipendenti, ai sensi di quanto previsto dall'art. 37 comma 1 lettera d) del Regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 16191 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche e integrazioni.

Compito degli Amministratori Indipendenti è quello di vigilare con autonomia di giudizio sulla gestione sociale, contribuendo ad assicurare che essa sia svolta nell'interesse della società e in modo coerente con gli obiettivi di sana e prudente gestione (art. 12.5 del Regolamento del CdA).

Il Regolamento del CdA (art. 12.4) stabilisce inoltre che il Consiglio debba essere composto in prevalenza da amministratori non esecutivi.

Il predetto Regolamento, in conformità a quanto previsto dal paragrafo 2.C.1 del Codice, definisce gli amministratori esecutivi come segue:

  • i) gli Amministratori Delegati della Società o di una società controllata avente rilevanza strategica, ivi compresi i relativi Presidenti, quando a essi siano attribuite deleghe individuali di gestione o quando svolgano uno specifico ruolo nell'elaborazione delle strategie aziendali;
  • ii) gli Amministratori che ricoprono incarichi direttivi nella Società o in una società controllata avente rilevanza strategica, ovvero nella società controllante quando l'incarico riguardi anche Banca Generali.

Nel rispetto della definizione innanzi riportata, il Consiglio di Amministrazione della Società al 31 dicembre 2016 risultava composto da nove Consiglieri non esecutivi. Alla data odierna, tale situazione risulta confermata. In aderenza a quanto raccomandato dal Codice, il numero e l'autorevolezza dei Consiglieri non esecutivi sono tali da garantire che il loro giudizio abbia un peso determinante nell'assunzione delle decisioni consiliari.

Gli Amministratori non esecutivi forniscono il loro contributo nell'assunzione di deliberazioni conformi all'interesse sociale. Apportando le loro specifiche competenze, essi favoriscono l'adozione di decisioni collegiali meditate e consapevoli. Il Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione prevede anche che gli amministratori non esecutivi si riuniscano almeno una volta all'anno in assenza degli altri Amministratori.

Poiché il Consiglio è composto nella sua totalità da consiglieri non esecutivi non si è ravvisata la necessità di fissare un'ulteriore riunione dei consiglieri non esecutivi, rispetto alle già previste sedute del Consiglio.

Nell'ambito del Consiglio di Amministrazione della Società, cinque Consiglieri non esecutivi sono anche indipendenti ai sensi di quanto previsto dall'art. 37 comma 1 lettera d) del Regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 16191 del 29 ottobre 2007, che prevede che non possono essere qualificati amministratori indipendenti coloro che ricoprono la carica di amministratore nella società o nell'ente che esercita attività di direzione e coordinamento o nelle società quotate controllate da tale società o ente – nonché ai sensi di quanto stabilito dal Codice di Autodisciplina (paragrafo 3.C.1 del medesimo), così come definito da Consob con la Comunicazione n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010, che stabilisce che i requisiti di indipendenza previsti dal Codice possono essere considerati equivalenti a quelli dell'art. 148 comma 3 del D.Lgs. n. 58/1998. Tali requisiti di indipendenza sono previsti anche dall'art. 13 del Regolamento del CdA, che stabilisce che un Amministratore non appare, di norma, indipendente nelle seguenti ipotesi, da considerarsi come non tassative:

  • a) se, direttamente o indirettamente, anche attraverso società controllate, fiduciari interposta persona, controlla la Società o è in grado di esercitare su di essa un'influenza notevole, o partecipa a un patto parasociale attraverso il quale uno o più soggetti possano esercitare il controllo o un'influenza notevole sulla Società;
  • b) se è, o è stato nei precedenti tre esercizi, un esponente di rilievo della Società, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune controllo con la Società, ovvero di una società o di un ente che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla la Società o è in grado di esercitare sulla stessa un'influenza notevole;
  • c) se, direttamente o indirettamente (ad esempio attraverso società controllate o delle quali sia esponente di rilievo, ovvero in qualità di partner di uno studio professionale o di una società di consulenza), ha, o ha avuto nell'esercizio precedente, una significativa relazione commerciale, finanziaria o professionale: (i) con la Società, una sua controllata, o con alcuno dei relativi esponenti di rilievo; (ii) con un soggetto che, anche insieme con altri attraverso un patto parasociale, controlla la Società, ovvero – trattandosi di società o ente – con i relativi esponenti di rilievo; ovvero è, o è stato nei precedenti tre esercizi, lavoratore dipendente di uno dei predetti soggetti;
  • d) se riceve, o ha ricevuto nei precedenti tre esercizi, dalla Società o da una società controllata o controllante una significativa remunerazione aggiuntiva rispetto all'emolumento "fisso" di Amministratore non esecutivo della Società, ivi inclusa la partecipazione a piani di incentivazione legati alla performance aziendale, anche a base azionaria;
  • e) se è stato Amministratore della Società per più di nove anni negli ultimi dodici anni;
  • f) se riveste la carica di Amministratore esecutivo in un'altra società nella quale un Amministratore esecutivo della Società abbia un incarico di Amministratore;
  • g) se è socio o Amministratore di una società o di un'entità appartenente alla rete della società incaricata della revisione contabile della Società;
  • h) se è uno stretto familiare di una persona che si trovi in una delle situazioni di cui ai precedenti punti.

Ai fini di quanto sopra, sono da considerarsi "esponenti di rilievo" di una società o di un ente: il Presidente dell'ente, il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il rappresentante legale, gli amministratori esecutivi e i dirigenti con responsabilità strategiche della società o dell'ente considerato.

Il Regolamento del CdA (art. 14), in ossequio a quanto previsto dal Codice (paragrafo 3.C.6), stabilisce che gli Amministratori indipendenti si riuniscano almeno una volta all'anno in assenza degli altri Amministratori.

In ottemperanza a tale adempimento, gli Amministratori Indipendenti di Banca Generali si sono riuniti autonomamente in data 9 marzo 2017 per confrontarsi sui seguenti argomenti:

    1. Adeguatezza del numero degli amministratori indipendenti;
    1. Riflessioni sull'apporto degli amministratori indipendenti ai lavori del Consiglio d'Amministrazione.

In aderenza a quanto previsto dal Codice (paragrafo 3.C.4), il Regolamento del CdA dispone che il Consiglio di Amministrazione è tenuto a valutare, sulla base dei criteri indicati dal Regolamento medesimo, delle informazioni e delle dichiarazioni fornite dagli interessati o delle informazioni comunque a sua disposizione, la sussistenza del requisito di indipendenza in occasione della nomina di un nuovo Amministratore che si qualifichi indipendente, nonché con cadenza annuale, in capo a tutti gli Amministratori.

Il Regolamento del CdA (art. 13.8) prevede altresì che il Consiglio deve valutare l'indipendenza anche avuto riguardo dell'esame di tutti i rapporti creditizi intrattenuti con la banca e riconducibili al consigliere ritenuto indipendente.

Inoltre, il Regolamento del CdA dispone che il Presidente abbia cura che il Collegio Sindacale sia messo nella condizione di poter verificare autonomamente l'esito di tali verifiche, ai sensi di quanto previsto dal paragrafo 3.C.5 del Codice.

In ottemperanza a tali previsioni, il Consiglio di Amministrazione, in data 10 febbraio 2017, ha svolto la periodica verifica annuale in merito al possesso dei requisiti di indipendenza, e ha collegialmente accertato l'indipendenza degli Amministratori Giovanni Brugnoli, Anna Gervasoni, Massimo Lapucci, Annalisa Pescatori e Vittorio Emanuele Terzi ai sensi dell'art. 147 ter comma 4 e 148 comma 3 del D.Lgs. 58/1998 e sulla base dei parametri indicati nei criteri applicativi dell'art. 3 del Codice, nonché ai sensi dell'art. 37 comma 1 lett. d) del Regolamento adottato con delibera Consob n. 16191 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche e integrazioni. Il Consiglio di Amministrazione ha reso noto l'esito delle proprie valutazioni mediante apposito comunicato diffuso al mercato.

In data 10 febbraio 2017 il Collegio Sindacale, previa disamina della documentazione prodotta, ha confermato l'esito delle verifiche svolte dal Consiglio di Amministrazione accertando il corretto operato da parte del Consiglio medesimo nell'applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento finalizzate a valutare l'indipendenza dei Consiglieri indipendenti.

4.7 Lead Independent Director

La Società non ha provveduto a nominare un lead independent director ai sensi dell'art. 2.C.3 del Codice di Autodisciplina. Tale circostanza è ritenuta congrua dalla Società in quanto la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione è attualmente rivestita dal dott. Giancarlo Fancel, attuale CFO di Generali Italia S.p.A. e della Country Italia.

La Società ritiene, infatti, che il ruolo ricoperto dal dott. Fancel in Generali Italia S.p.A. non comporti rischi di commistione di interessi in capo allo stesso né può cagionare la concentrazione in capo al suddetto Amministratore di cariche senza la previsione di adeguati contrappesi. Infatti, nell'ambito di Banca Generali il dott. Fancel non è titolare di deleghe gestionali operative, bensì soltanto di compiti di supervisione e verifica del rispetto delle deliberazioni dell'Assemblea da parte del Consiglio di Amministrazione e delle delibere del Consiglio stesso da parte degli organi delegati.

Il compito del dott. Fancel si estrinseca, in sostanza, nella supervisione e sorveglianza sulla coerenza della gestione della Società rispetto agli indirizzi strategici della stessa.

5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

Gli amministratori e i sindaci sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello svolgimento dei loro compiti e a rispettare la procedura adottata dalla Società per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di tali documenti e informazioni.

In conformità a tale condotta, oltre che in conformità alle disposizioni di cui agli artt. 114 e 115-bis del Testo Unico della Finanza, nonché agli artt. 65 duodecies e seguenti e 152-bis e seguenti del Regolamento Emittenti Consob, il Consiglio di Amministrazione del 18 luglio 2006 ha approvato, su proposta dell'Amministratore Delegato, un codice di comportamento in materia di gestione e comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate (il "Codice per il trattamento delle Informazioni Privilegiate"), da ultimo modificato con delibera dello stesso Consiglio di Amministrazione del 23 giugno 2016.

Copia del Codice sulle Informazioni privilegiate è disponibile sul sito www.bancagenerali.com, sezione "Corporate

Governance - Sistema di Corporate Governance - Politiche di governance".

Il Codice sulle Informazioni Privilegiate disciplina, con efficacia cogente, la gestione e il trattamento delle informazioni privilegiate, nonché le procedure da osservare per la comunicazione, sia all'interno che all'esterno dell'ambito aziendale, di documenti e informazioni riguardanti Banca Generali e le società da essa controllate con particolare riferimento alle Informazioni Privilegiate come di seguito definite. L'obiettivo di una regolamentazione del trattamento delle Informazioni Privilegiate è quello di evitare che tale trattamento possa avvenire in modo intempestivo, in forma incompleta o inadeguata e comunque possa essere tale da provocare asimmetrie informative fra il pubblico. La diffusione delle Informazioni Privilegiate consente, quindi, di tutelare il mercato e gli investitori assicurando ai medesimi una adeguata conoscenza delle vicende che riguardano l'emittente, sulla quale basare le proprie decisioni di investimento.

La ratio dell'obbligo di diffondere le Informazioni Privilegiate in conformità a modalità prestabilite è da individuarsi nell'obiettivo di non consentire di:

  • a) abusare o tentare di abusare di Informazioni Privilegiate;
  • b) raccomandare o indurre altri ad abusare di Informazioni Privilegiate; oppure
  • c) comunicare ad altri Informazioni Privilegiate al di fuori del normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell'ufficio,

impedendo che alcuni soggetti o categorie di soggetti possano avvalersi di informazioni non conosciute dal pubblico per compiere operazioni speculative sui mercati a danno degli investitori, che di tali informazioni non sono a conoscenza. Gli elementi essenziali del Codice per il trattamento delle Informazioni Privilegiate sono brevemente illustrati di seguito.

Per Informazione Privilegiata si intende una informazione

a) avente un carattere preciso, ossia che:

  • i) fa riferimento a una serie di circostanze esistenti o che si può ragionevolmente ritenere che vengano a prodursi o a un evento che si è verificato o del quale si può ragionevolmente ritenere che si verificherà;
  • ii) è sufficientemente specifica da permettere di trarre conclusioni sul possibile effetto di detto complesso di circostanze o di detto evento sui prezzi degli Strumenti Finanziari o del relativo strumento finanziario derivato;
  • c) che non è stata resa pubblica;
  • d) concernente, direttamente o indirettamente, Banca Generali o le Società Controllate; e
  • e) che, se resa pubblica, potrebbe avere un effetto significativo sui prezzi degli Strumenti Finanziari (come di seguito definiti) di Banca Generali o sui prezzi di strumenti finanziari derivati collegati, ossia, che probabilmente un investitore ragionevole utilizzerebbe come uno degli elementi su cui basare le proprie decisioni di investimento.

Sono tenuti al rispetto delle procedure definite dal regolamento gli Amministratori, i Sindaci, i dirigenti e i dipendenti della Società e delle società da questa controllate, nonché le persone informate, per tali intendendosi coloro che, in ragione dell'attività lavorativa o professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte, hanno accesso, su base regolare od occasionale, a Informazioni Privilegiate relative a Banca Generali o alle sue controllate (le "Persone Informate").

Nel trattamento delle informazioni riservate di cui possano venire a conoscenza nell'esercizio delle funzioni inerenti al loro incarico, gli esponenti aziendali e le persone informate sono tenuti a conservare la massima riservatezza e ad adottare ogni cautela affinché la relativa circolazione nel contesto aziendale si svolga senza pregiudizio del carattere riservato delle informazioni stesse, fino a quando le medesime non vengano comunicate al mercato secondo le modalità previste dal Codice per il trattamento delle Informazioni Privilegiate.

È fatto assoluto divieto ai predetti soggetti di rilasciare interviste a organi di stampa o dichiarazioni in genere che contengano Informazioni Privilegiate, che non siano state inserite in documenti già diffusi al pubblico.

Ogni rapporto con gli analisti finanziari e gli investitori istituzionali finalizzato alla divulgazione di Informazioni Privilegiate deve avvenire esclusivamente per il tramite della funzione Investor Relations, previa autorizzazione del Direttore Generale, il quale cura le modalità di gestione delle Informazioni Privilegiate relative alla Società o alle sue controllate, i rapporti tra la Società e gli investitori istituzionali, nonché i rapporti con la stampa, avvalendosi allo scopo anche del supporto della funzione di Comunicazione.

Il Consiglio di Amministrazione, ha provveduto ad affidare al Responsabile del Servizio Investor Relations il compito di curare la stesura delle bozze dei comunicati relativi alle Informazioni Privilegiate concernenti la Società o le Società Controllate, e al Responsabile della Direzione Comunicazione e Relazioni Esterne il compito di curare i rapporti con gli organi di informazione. Al Servizio Affari Societari è affidata la responsabilità di provvedere al corretto adempimento degli obblighi informativi nei confronti del mercato, provvedendo, con le modalità previste dal Regolamento Emittenti, dal Regolamento di Borsa e dalle Istruzioni al Regolamento di Borsa, nonché dal Codice per il trattamento delle Informazioni Privilegiate, alla diffusione dei comunicati relativi alle Informazioni Privilegiate, approvati dal Direttore Generale della Società.

Gli incontri con gli operatori del mercato possono essere effettuati, in Italia e all'estero, solo dai soggetti autorizzati dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Generali (ovvero, in caso di sua assenza o impedimento, dal Direttore Generale).

La Società ha altresì istituito il Registro delle Persone Informate, a norma dell'art. 115-bis del TUF, stabilendo la procedura per la tenuta di detto Registro e nominando il General Counsel responsabile della sua tenuta e del suo aggiornamento.

Internal Dealing

In conformità alle disposizioni di cui all'art. 114, settimo comma, del Testo Unico della Finanza e di cui agli artt. 152-sexies e seguenti del Regolamento Emittenti, il Consiglio di Amministrazione del 18 luglio 2006 ha, inoltre, approvato un codice di comportamento in materia di internal dealing (il "Codice di Internal Dealing"), da ultimo modificato con delibera dello stesso Consiglio di Amministrazione in data 13 settembre 2016.

Detto Codice di Internal Dealing definisce i "Soggetti Rilevanti" (per tali intendendosi, in particolare, i componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale dell'Emittente, i soggetti che svolgono funzioni di direzione della Società e la società di revisione) e le persone a essi strettamente legate che sono tenuti a comunicare alla Società, a Consob e al pubblico le Operazioni Rilevanti da essi compiute – anche per interposta persona – e aventi ad oggetto azioni emesse dall'Emittente o altri strumenti finanziari a esse collegati.

Il Codice di Internal Dealing individua quali Operazioni Rilevanti le operazioni aventi ad oggetto le Azioni o altri Strumenti Finanziari Collegati alle Azioni di Banca Generali, compiute per conto proprio, anche per interposta persona, da Soggetti Rilevanti o da Persone strettamente legate ai Soggetti Rilevanti e che includono:

  • a) l'acquisizione, la cessione, la vendita allo scoperto, la sottoscrizione o lo scambio;
  • b) l'accettazione o l'esercizio di un diritto di opzione, compreso un diritto di opzione concesso a Soggetti Rilevanti in quanto parte della retribuzione loro spettante, e la cessione di quote derivanti dall'esercizio di un diritto di opzione; c) l'adesione a contratti di scambio connessi a indici azionari o l'esercizio di tali contratti;
  • d) le operazioni in strumenti derivati o a essi collegati, comprese le operazioni con regolamento in contanti;
  • e) l'adesione a un contratto per differenza relativo a uno strumento finanziario della Società;
  • f) l'acquisizione, la cessione o l'esercizio di diritti, compresi le opzioni put e opzioni call, e di warrant;
  • g) la sottoscrizione di un aumento di capitale o un'emissione di titoli di credito;
  • h) le operazioni in strumenti derivati e strumenti finanziari collegati a un titolo di credito della Società, compresi i credit default swap;
  • i) le operazioni condizionali subordinate al verificarsi delle condizioni e all'effettiva esecuzione delle operazioni;
  • j) la conversione automatica o non automatica di uno strumento finanziario in un altro strumento finanziario, compreso lo scambio di obbligazioni convertibili in azioni;
  • k) le elargizioni e donazioni fatte o ricevute e le eredità ricevute;
  • l) le operazioni effettuate in prodotti, panieri e strumenti derivati indicizzati, se così previsto dall'art. 19 del regolamento (UE) n. 596/2014;
  • m) le operazioni effettuate in azioni o quote di fondi di investimento, compresi i fondi di investimento alternativi (FIA) di cui all'art. 1 della direttiva 2011/61/UE, se così previsto dall'art. 19 del regolamento (UE) n. 596/2014;
  • n) le operazioni effettuate dal gestore di un FIA in cui ha investito il Soggetto Rilevante o una persona a essa strettamente associata, se così previsto dall'art. 19 del regolamento (UE) n. 596/2014;
  • o) le operazioni effettuate da terzi nell'ambito di un mandato di gestione patrimoniale o di un portafoglio su base individuale per conto o a favore di un Soggetto Rilevante o una persona a essa strettamente associata;
  • p) l'assunzione o la concessione in prestito di quote o titoli di credito dell'emittente o strumenti derivati o altri strumenti finanziari a essi collegati.

Sono, invece, escluse dalla definizione di Operazioni Rilevanti le operazioni:

  • i) di importo complessivo non superiore a Euro 5.000,00 (cinquemila) in un anno civile, tenendo conto, al fine del calcolo di tale soglia di rilevanza, di tutte le operazioni relative alle Azioni e agli Strumenti Finanziari collegati alle Azioni effettuate per conto di ciascun Soggetto Rilevante e di quelle effettuate dalle Persone strettamente legate ai Soggetti Rilevanti, compiute nel corso dell'anno civile, a decorrere dalla data dell'ultima operazione compiuta. In caso di permuta, dovrà considerarsi quale corrispettivo dell'operazione il valore stimato degli strumenti finanziari oggetto della permuta. Per gli Strumenti Finanziari Collegati alle Azioni derivati l'importo è calcolato con riferimento alle azioni sottostanti;
  • ii) effettuate dalla Società e da società da essa controllate;
  • iii) effettuate da un ente creditizio o da un'impresa di investimento, a condizione che concorrano alla costituzione del portafoglio di negoziazione di tale ente o impresa, quale definito all'art. 3 della direttiva 2013/36/UE, purché il medesimo soggetto: (i) tenga organizzativamente separati dalla tesoreria e dalle strutture che gestiscono le partecipazioni strategiche, le strutture di negoziazione e di market making; (ii) sia in grado di identificare le azioni detenute ai fini della attività di negoziazione e/o market making, mediante modalità che possano essere oggetto di verifica da parte della Consob, ovvero mediante la detenzione delle stesse in un apposito conto separato; e, qualora operi in qualità di market maker, (iii) sia autorizzato dallo Stato membro d'origine ai sensi della direttiva 2004/39/CE allo svolgimento dell'attività di market making; (iv) fornisca alla Consob l'accordo di market making con la società di gestione del mercato e/o con l'emittente eventualmente richiesto dalla legge e dalle relative disposizioni di attuazione, vigenti nello Stato membro UE dove il market maker svolge la propria attività; e (v) notifichi alla Consob che intende svolgere o svolge attività di market making sulle azioni di un emittente azioni quotate; il market maker deve altresì notificare senza indugio alla Consob la cessazione dell'attività di market making sulle medesime azioni.

Il Codice di Internal Dealing contiene, inoltre, la disciplina del trattamento e della comunicazione delle informazioni relative a tali operazioni.

Il Codice di Internal Dealing stabilisce il divieto di porre in essere le Operazioni Rilevanti (come ivi definite) nei 30 giorni antecedenti le date delle adunanze consiliari nelle quali (i) è esaminato il progetto di bilancio di esercizio e consolidato delle società ovvero il bilancio semestrale abbreviato o un rapporto finanziario intermedio che la società è tenuta a rendere pubblico secondo le regole di Borsa Italiana o del diritto nazionale; (ii) è formulata la proposta di distribuzione del dividendo. Gli obblighi informativi di cui al Codice di Internal Dealing sussistono anche nel caso di esercizio da parte dei Soggetti Rilevanti di stock option qualora le azioni acquistate in base al diritto di opzione vengano rivendute sul mercato. La data dell'operazione sarà quella coincidente con la vendita delle azioni sul mercato e non quella di acquisto delle stesse dalla Società in base all'esercizio del diritto di opzione. Il predetto Codice prevede, inoltre, la facoltà del Consiglio di Amministrazione di ulteriormente vietare o limitare, in determinati periodi dell'anno e/o al ricorrere di particolari eventi attinenti la vita dell'Emittente, le operazioni di acquisto, vendita, sottoscrizione, scambio o altre operazioni che trasferiscano la titolarità di azioni della Società o di strumenti finanziari collegati alle azioni compiute, anche per interposta persona, da detti Soggetti Rilevanti.

Il Consiglio di Amministrazione ha individuato nel General Counsel il Referente preposto all'attuazione delle previsioni del Codice.

6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d),TUF)

La circolare di Banca d'Italia n. 285/2013 del 17 dicembre 2013 e il Codice raccomandano di dotarsi di determinati Comitati, interni al Consiglio di Amministrazione, che abbiano competenza in ordine a specifiche materie.

Istituiti con la finalità di migliorare le funzionalità del Consiglio, tali Comitati svolgono funzioni principalmente consultive ed eventualmente propositive.

In particolare, i suddetti provvedimenti raccomandano la costituzione di un Comitato Controllo e Rischi, di un Comitato per la Remunerazione e di un Comitato Nomine.

Il Consiglio, in conformità a dette previsioni, ha deliberato la costituzione del Comitato Controllo e Rischi, del Comitato per la Remunerazione e del Comitato per le Nomine, statuendo che tutti i predetti Comitati siano composti esclusivamente da Consiglieri non esecutivi e indipendenti.

7. COMITATO PER LE NOMINE

Con riferimento al principio 5.P.1. del Codice di Autodisciplina e alla "Disposizioni di Vigilanza per le Banche" di cui alla Circolare n. 285/2013 di Banca d'Italia, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a istituire il Comitato per le Nomine attribuendogli i compiti previsti dal Codice stesso e dalla normativa di vigilanza e nel dettaglio descritti nel seguente paragrafo.

Il Comitato per le Nomine svolge il compito di assistere il Consiglio di Amministrazione nel procedimento formativo della volontà della Società in materia di nomine.

Il Comitato attualmente in carica è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione del 23 aprile 2015 e ha la seguente composizione:

NOME E COGNOME CARICA (DATI AL 10 MARZO 2017)
Massimo Lapucci Presidente del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Giovanni Brugnoli Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Vittorio Emanuele Terzi Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente

Funge da segretario del Comitato il Segretario del Consiglio di Amministrazione avv. Domenica Lista. Tutti e tre i membri del medesimo Comitato sono non esecutivi e indipendenti.

Il Comitato è titolare di funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di nomine. Più in particolare, i compiti del Comitato per le Nomine consistono nel:

  • supportare il Consiglio di Amministrazione nell'identificazione preventiva della propria composizione quali-quantitativa considerata ottimale ai fini della nomina o della cooptazione dei consiglieri. In tale contesto (i) formula pareri al Consiglio di Amministrazione in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso; (ii) esprime raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all'interno del Consiglio sia ritenuta opportuna; (iii) esprime raccomandazioni in merito al numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco in società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), in società bancarie, finanziarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell'incarico di amministratore dell'emittente, tenendo conto anche della partecipazione ai diversi Comitati e considerando criteri differenziati in ragione dell'impegno connesso a ciascun ruolo; (iv) propone al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione, ove occorra sostituire amministratori indipendenti;

  • supportare il Consiglio di Amministrazione nella verifica successiva della rispondenza tra la composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale e quella effettiva risultante dal processo di nomina;

  • formulare pareri al Consiglio in ordine alle deliberazioni riguardanti l'eventuale sostituzione dei membri dei comitati interni al Consiglio di Amministrazione, che si rendano necessarie durante la permanenza in carica del Comitato;

  • supportare il Consiglio di Amministrazione nel processo di autovalutazione;

  • supportare il Consiglio di Amministrazione nella verifica delle condizioni previste dall'art. 26 del D.Lgs. 385/1993;

    • supportare il Consiglio di Amministrazione nella definizione dei piani di successione nelle posizioni di vertice dell'esecutivo;

    • supportare il Comitato Controllo e Rischi nell'individuazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare;

    • esprimere pareri sulla proposta di designazione degli esponenti aziendali delle Società del Gruppo bancario.

    • esprime pareri in merito all'assunzione, da parte degli esponenti aziendali, di cariche o funzioni in Società non ricomprese nel Gruppo bancario Banca Generali;

Le modalità di funzionamento del Comitato per le Nomine sono definite dal Regolamento del Comitato per le Nomine, approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Alle riunioni del Comitato partecipano, oltre ai membri dello stesso, il Presidente del Collegio Sindacale o altro Sindaco da lui designato; possono comunque partecipare anche gli altri sindaci. Anche il Direttore Generale partecipa alle sedute del Comitato, salvo che si tratti di argomenti che lo riguardano.

Su invito del Comitato, possono inoltre partecipare alle adunanze anche soggetti che non ne sono membri con riferimento a singoli punti all'ordine del giorno.

I membri del Comitato restano in carica fino alla scadenza del rispettivo mandato di amministrazione e percepiscono un compenso annuo oltre a un gettone di presenza.

Nel corso dell'esercizio 2016 il Comitato per le Nomine si è riunito quattordici volte. La durata media delle riunioni è stata di circa 1 ora a seduta. Per l'esercizio in corso è previsto che il Comitato si riunisca tre volte; dall'inizio dell'esercizio alla data della presente Relazione si sono tenute due riunioni del Comitato.

Di seguito si sintetizzano le principali attività svolte dal Comitato nel corso dell'esercizio 2016.

  • nella seduta del 28 gennaio 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dei requisiti di legge richiesti in capo al sindaco supplente rag. Anna Bruno;
  • nella seduta del 3 febbraio 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dei requisiti di indipendenza degli Amministratori;
    • ii) individuazione del percorso di crescita complessiva dei profili dei sostituti designati all'interno del Piano di successione;
  • nella seduta del 9 marzo 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) presentazione documento di autovalutazione del Consiglio di Amministrazione;
    • ii) riflessioni in merito alla nomina del Direttore Generale;
  • nella seduta del 23 marzo 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

    • i) parere in merito alla nomina del Direttore Generale;
  • nella seduta del 31 marzo 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) riflessioni in merito alla governance della Banca;
    • ii) proposta di conferma degli attuali amministratori in seno al Board of Directors della controllata BG Fund Management Luxembourg;
  • nella seduta del 4 aprile 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

    • i) riflessioni in merito alla governance della Banca;
  • nella seduta del 15 aprile 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) parere in merito alla proposta di nuova governance della Banca;
    • ii) parere in merito alla relazione sulla composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale del Consiglio di Amministrazione in relazione all'assunzione di deliberazioni ai sensi dell'art. 2386 del c.c. e dell'art. 15 comma 14 dello Statuto Sociale e parere in merito al candidato designato;
    • iii) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dei requisiti di legge richiesti in capo al Direttore Generale;

iv) parere sulla designazione di un esponente aziendale in una Società controllata;

  • nella seduta del 9 maggio 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dei requisiti di legge richiesti in capo ai neo nominati esponenti aziendali;
    • ii) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica della rispondenza quali-quantitativa ritenuta ottimale del Consiglio di Amministrazione a seguito della delibera assunta ai sensi dell'art. 2386 del codice civile;
  • nella seduta del 16 giugno 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) parere in merito alla relazione sulla composizione quali-quantitativa ritenuta ottimale del Consiglio di Amministrazione in relazione all'assunzione di deliberazioni ai sensi dell'art. 2386 del c.c. e dell'art. 15 comma 14 dello Statuto Sociale e parere in merito ai candidati designati;
    • ii) esame della proposta di revisione della struttura organizzativa;
    • iii) parere in merito alla proposta di nomina dei Vice Direttori Generali;
    • iv) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dell'insussistenza delle situazioni di incompatibilità in capo agli esponenti aziendali;
  • nella seduta del 23 giugno 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica dei requisiti di legge richiesti in capo ai neo

nominati esponenti aziendali;

  • nella seduta del 6 luglio 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

  • i) parere per incarico a un esponente aziendale in una Società non ricompresa nel Gruppo bancario Banca Generali; > nella seduta del 22 luglio 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:
    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla verifica della rispondenza quali-quantitativa ritenuta ottimale del Consiglio di Amministrazione a seguito della delibera assunta ai sensi dell'art. 2386 del codice civile;
    • ii) supporto al Consiglio di Amministrazione in merito alla individuazione del nuovo CFO;
    • iii) parere sulla designazione di alcuni esponenti aziendali nel Board della costituenda BG Alternative Sicav;
    • iv) proposta di nomina del Vice Direttore Generale Vicario;
    • v) parere sulla designazione di un esponente aziendale in una Società non ricompresa nel Gruppo bancario Banca Generali;
    • vi) supporto a individuazione di un nuovo responsabile del Servizio Anti Money Laundering;
  • nella seduta del 7 novembre 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

  • i) individuazione di un nuovo responsabile del Servizio Anti Money Laundering;
  • nella nella seduta del 13 dicembre 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) supporto al Consiglio di Amministrazione nella definizione dei piani di successione nelle posizioni di vertice dell'esecutivo;
    • ii) supporto al Consiglio di Amministrazione nell'attività di autovalutazione.

Di tutte le riunioni, i cui lavori sono stati coordinati dal Presidente, è stato redatto il relativo verbale.

Per 11 delle 14 riunioni svoltesi nell'anno 2016, erano presenti tutti i componenti del Comitato.

Nella Tabella contenuta nell'allegato sub 2) alla presente Relazione è indicata la percentuale di partecipazione effettiva di ciascun componente alle riunioni del Comitato.

Nel corso dello svolgimento delle sue funzioni il Comitato per le Nomine ha la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti nonché di avvalersi di consulenti esterni. Per l'assolvimento dei compiti del Comitato, nel budget del presente esercizio è stata allocata una specifica voce pari a euro 75.000.

8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

Con riferimento al principio 6.P.3. del Codice di Autodisciplina e alle "Disposizioni di Vigilanza per le Banche" di cui alla Circolare n. 285/2013 di Banca d'Italia, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto a istituire il Comitato per la Remunerazione, attribuendogli i compiti previsti dal Codice stesso e dalla normativa di vigilanza e nel dettaglio descritti nel seguente paragrafo.

Il Comitato per la Remunerazione svolge il compito di assistere il Consiglio di Amministrazione nel procedimento formativo della volontà della Società in materia di determinazione delle retribuzioni degli esponenti aziendali appartenenti alla categoria del personale più rilevante legato alla Società da un rapporto di lavoro dipendente e dei responsabili delle funzioni di controllo.

Il Comitato attualmente in carica è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione del 23 aprile 2015 e ha la seguente composizione:

NOME E COGNOME CARICA (DATI AL 10 MARZO 2017)
Giovanni Brugnoli Presidente del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Anna Gervasoni Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Annalisa Pescatori Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente

Funge da segretario del Comitato il Segretario del Consiglio di Amministrazione avv. Domenica Lista. Tutti e tre i membri del medesimo Comitato sono non esecutivi e indipendenti. Il Consiglio al momento della nomina ha accertato che la professoressa Gervasoni possiede un'adeguata esperienza in materia finanziaria e il dottor Brugnoli possiede un'adeguata esperienza tanto in materia finanziaria quanto in materia di politiche retributive.

Il Comitato è titolare di funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione in materia di remunerazione. Più in particolare, costituiscono compiti del Comitato per la Remunerazione:

    1. presentare al Consiglio di Amministrazione pareri e proposte non vincolanti in merito alla determinazione del trattamento economico spettante a coloro che ricoprano le cariche di Presidente del Consiglio di Amministrazione, di Amministratore Delegato e di Direttore Generale e agli altri eventuali amministratori esecutivi, esprimendosi anche sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile della remunerazione;
    1. esprimere al Consiglio di Amministrazione pareri e proposte non vincolanti in merito alla determinazione del trattamento economico spettante al personale i cui sistemi di remunerazione e incentivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione - in conformità a quanto previsto dalla normativa, anche di carattere regolamentare tempo per tempo vigente e dalla Politica in materia di Remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società – esprimendosi anche sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile della remunerazione;
    1. essere consultato in materia di determinazione dei criteri per i compensi di tutto il personale più rilevante, come individuato nella Politica in materia di Remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società;
    1. valutare periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica adottata per la remunerazione degli amministratori, dei dirigenti con responsabilità strategiche e del restante personale i cui sistemi di remunerazione e incentivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione, in conformità a quanto previsto dalla normativa, anche di carattere regolamentare tempo per tempo vigente e dalla Politica in materia di Remunerazione e Incentivazione adottata dalla Società, avvalendosi, a tale ultimo riguardo, delle informazioni fornite dal Direttore Generale e formulare al Consiglio di Amministrazione proposte in materia;
    1. monitorare l'applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio, formulando raccomandazioni generali in materia al Consiglio di Amministrazione;
    1. vigilare direttamente sulla corretta applicazione delle regole relative alla remunerazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo, in stretto raccordo con l'organo con funzione di controllo;
    1. formulare pareri in materia di determinazione delle indennità da erogarsi in caso di scioglimento anticipato del rapporto o cessazione dalla carica (cd. Golden parachute); valutare gli eventuali effetti della cessazione sui diritti assegnati nell'ambito di piani di incentivazione basati su strumenti finanziari;
    1. esprimersi, anche avvalendosi delle informazioni ricevute dalle funzioni aziendali competenti, sul raggiungimento degli obiettivi di performance cui sono legati i piani di incentivazione e sull'accertamento delle altre condizioni poste per l'erogazione dei compensi;
    1. formulare pareri e proposte non vincolanti in ordine agli eventuali piani di stock option e di assegnazione di azioni o ad altri sistemi di incentivazione basati sulle azioni suggerendo anche gli obiettivi connessi alla concessione di tali benefici e i criteri di valutazione del raggiungimento di tali obiettivi; monitorare l'evoluzione e l'applicazione nel tempo dei piani eventualmente approvati dall'Assemblea dei soci su proposta del Consiglio;
    1. esprimere al Consiglio di Amministrazione della Capogruppo un parere in ordine alle proposte relative alla remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche delle controllate aventi rilevanza strategica, ai sensi dell'art. 2389 cod. civ., nonché dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche delle medesime società;
    1. curare la preparazione della documentazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione per le relative decisioni;
    1. fornire adeguato riscontro sull'attività svolta agli organi aziendali, compresa l'Assemblea dei soci, in tempo utile per la preparazione delle riunioni convocate per la trattazione della materia di cui trattasi;
    1. presenziare alle adunanze dell'Assemblea dei soci attraverso il suo Presidente o altro componente del Comitato;
    1. assicurare idonei collegamenti funzionali e operativi con le strutture aziendali competenti nel processo di elaborazione e controllo delle politiche e prassi di remunerazione e incentivazione;
    1. collaborare con gli altri comitati interni al Consiglio di Amministrazione, in particolare, con il comitato Controllo e Rischi, incaricato di verificare che gli incentivi forniti dal sistema di remunerazione tengano conto dei rischi, del capitale e della liquidità;
    1. svolgere gli ulteriori compiti che il Consiglio di Amministrazione potrà in seguito attribuire al Comitato con apposite deliberazioni.

Le modalità di funzionamento del Comitato per la Remunerazione sono definite dal Regolamento del Comitato per la Remunerazione, approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Le riunioni del Comitato si tengono, di regola, almeno due volte l'anno e comunque in tempo utile per deliberare sulle materie per le quali il Comitato deve riferire al Consiglio di Amministrazione.

Alle riunioni del Comitato partecipano, oltre ai membri dello stesso, il Presidente del Collegio Sindacale o altro Sindaco da lui designato; possono comunque partecipare anche gli altri sindaci. Alle riunioni del Comitato partecipa il Direttore Generale (a meno che nella riunione non vengano formulate proposte relative alla sua remunerazione). Su invito del Comitato, possono inoltre partecipare alle adunanze anche soggetti che non ne sono membri con riferimento a singoli punti all'ordine del giorno. Gli Amministratori non partecipano alle riunioni del Comitato in cui vengono formulate le proposte al Consiglio relative alla loro remunerazione.

I membri del Comitato restano in carica fino alla scadenza del rispettivo mandato di amministrazione e percepiscono un compenso annuo oltre a un gettone di presenza.

Nel corso dell'esercizio 2016 il Comitato per la Remunerazione si è riunito sette volte. La durata media delle riunioni è stata di circa un'ora a seduta. Per l'esercizio in corso è previsto che il Comitato si riunisca sei volte; dall'inizio dell'esercizio alla data della presente Relazione si sono tenute due riunioni del Comitato.

Di seguito si sintetizzano le principali attività svolte dal Comitato nel corso dell'esercizio 2016.

  • nella seduta del 9 febbraio 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) documento di autovalutazione sul sistema di remunerazione e incentivazione;
    • ii) proposta di innalzamento a 2:1 del rapporto tra componente variabile e componente fissa della remunerazione per alcuni manager;
  • nella seduta del 9 marzo 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

  • i) condizioni di risoluzione del rapporto con un Dirigente della Banca;
  • nella seduta del 23 marzo 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) parere in merito alla determinazione del compenso del nominando Direttore Generale;
      • ii) verifica del raggiungimento dei gate di accesso e degli obiettivi inerenti il sistema di MBO per l'esercizio 2015 assegnati all'Amministratore Delegato/Direttore Generale, al Condirettore Generale Area Commerciale, ai Direttori Centrali, all'Altro personale più rilevante e ai responsabili delle funzioni di controllo e conseguente

quantificazione della connessa retribuzione variabile;

  • iii) verifica del raggiungimento degli obiettivi relativi al consuntivo del Piano di Long Term Incentive per il triennio 2013-2015;
  • iv) verifica del raggiungimento degli obiettivi relativi al secondo anno del Piano di Long Term Incentive per il triennio 2014-2016;
  • v) verifica del raggiungimento degli obiettivi relativi al primo anno del Piano di Long Term Incentive per il triennio 2015-2017;
  • vi) relazione sulla remunerazione: politiche in materia di remunerazione e incentivazione del Gruppo bancario e resoconto sull'applicazione delle politiche stesse nell'esercizio 2015;
  • vii) determinazione del bonus pool;
  • viii)quantificazione del numero delle azioni proprie da acquistare a servizio delle politiche sulla remunerazione e incentivazione;
  • nella seduta del 19 aprile 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) definizione della scheda obiettivo per la componente variabile della remunerazione del Direttore Generale;
    • ii) ricognizione in merito al pacchetto retributivo spettante ai Direttori Centrali e definizione delle schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
    • iii) ricognizione in merito alla retribuzione spettante ai responsabili delle funzioni di controllo e definizione delle schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
    • iv) ricognizione in merito alla retribuzione spettante agli altri manager ricompresi tra il personale più rilevante e definizione delle rispettive schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
  • nella seduta del 21 giugno 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) definizione della scheda obiettivo per la componente variabile della remunerazione del Direttore Generale;
    • ii) ricognizione in merito al pacchetto retributivo spettante ai Direttori Centrali e definizione delle schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
    • iii) ricognizione in merito alla retribuzione spettante ai responsabili delle funzioni di controllo e definizione delle schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
    • iv) ricognizione in merito alla retribuzione spettante agli altri manager ricompresi tra il personale più rilevante e definizione delle rispettive schede obiettivo per la componente variabile della loro remunerazione;
    • v) parere in merito alla proposta di attribuzione compenso al Presidente del Consiglio di Amministrazione;
    • vi) quantificazione dei risultati della BSC 2016 assegnata all'avv. Rustignoli relativamente al primo semestre;
  • nella seduta del 26 luglio 2016 il Comitato ha esaminato le seguenti tematiche:

    • i) proposta assunzione dirigenti;
    • ii) definizione degli obiettivi e dei gate del Long Term Incentive Plan di Assicurazioni Generali e approvazione del relativo regolamento;
    • iii) rivisitazione della BSC di alcuni soggetti rilevanti a seguito della rideterminazione della governance della Banca;
  • nella seduta del 13 dicembre 2016 il Comitato ha esaminato la seguente tematica:

    • i) rideterminazione del pacchetto retributivo di un dirigente.

Di tutte le riunioni, i cui lavori sono coordinati dal Presidente, è stato redatto il relativo verbale.

A tutte le riunioni svoltesi nell'anno 2016, erano presenti tutti i componenti del Comitato.

Nella Tabella contenuta nell'allegato sub 2) alla presente Relazione è indicata la percentuale di partecipazione effettiva di ciascun componente alle riunioni del Comitato.

Nel corso dello svolgimento delle sue funzioni il Comitato per la Remunerazione ha la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti nonché di avvalersi di consulenti esterni. Per l'assolvimento dei compiti del Comitato, nel budget del presente esercizio è stata allocata una specifica voce pari a euro 75.000.

9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

In materia di remunerazione la Società è soggetta alle previsioni della Circolare n. 285 della Banca d'Italia. Con detto Provvedimento l'Organo di Vigilanza, persegue, tra l'altro, l'obiettivo della definizione di meccanismi di remunerazione coerenti con le politiche di gestione del rischio e le strategie di lungo periodo. A tal fine la normativa prevede che sia l'Assemblea ordinaria, oltre a stabilire i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati, ad approvare le politiche di remunerazione e incentivazione a favore dei componenti degli organi con funzione di supervisione strategica, gestione e controllo e del restante personale; i piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (es. stock option); i criteri per la determinazione del compenso da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica ivi compresi i limiti fissati a detto compenso in termini di annualità della remunerazione fissa e l'ammontare massimo che deriva dalla loro applicazione.

La suddetta normativa stabilisce principi e criteri specifici a cui le banche devono attenersi al fine di: garantire la corretta elaborazione e attuazione dei sistemi di remunerazione; gestire efficacemente i possibili conflitti di interesse; assicurare che il sistema di remunerazione tenga opportunamente conto dei rischi, attuali e prospettici, del grado di patrimonializzazione e dei livelli di liquidità di ciascun intermediario; accrescere il grado di trasparenza verso il mercato; rafforzare l'azione di controllo da parte delle Autorità di vigilanza.

L'obiettivo della norma è quello di pervenire – nell'interesse di tutti gli stakeholder – a sistemi di remunerazione in linea con i valori, le strategie e gli obiettivi aziendali di lungo periodo, collegati con i risultati aziendali, opportunamente corretti per tener conto di tutti i rischi, coerenti con i livelli di capitale e di liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese e, in ogni caso, tali da evitare incentivi distorti che possano indurre a violazioni normative o a un'eccessiva assunzione di rischi per la banca e il sistema finanziario nel suo complesso.

Inoltre, la Società è pure soggetta alle previsioni dell'art. 123-ter del TUF, che prevede che venga approvata dal Consiglio di Amministrazione e soggetta a deliberazione non vincolante dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio una specifica relazione sulla remunerazione i cui contenuti sono dettagliatamente descritti nell'Allegato 3 al Regolamento Emittenti.

Il sopra descritto quadro di riferimento è inoltre completato dalle raccomandazioni dettate dal Codice di Autodisciplina delle società quotate, al quale Banca Generali aderisce, che recepiscono i principali contenuti delle Raccomandazioni emanate dalle autorità europee in merito al processo di definizione delle politiche di remunerazione e al loro contenuto.

Pertanto l'Assemblea degli azionisti del 21 aprile 2016 ha preso atto dell'informativa relativa all'attuazione nell'esercizio 2015 delle politiche di remunerazione e incentivazione approvate dall'Assemblea degli azionisti del 23 aprile 2015 e ha approvato la nuova politica in materia di remunerazione e incentivazione della Società e del Gruppo. A questo proposito si precisa che Banca Generali, attraverso l'applicazione della propria politica retributiva, persegue quindi la ricerca del miglior allineamento tra l'interesse degli azionisti e quello del management del Gruppo bancario, attraverso un'attenta gestione dei rischi aziendali e il perseguimento delle strategie di lungo periodo. Banca Generali ritiene che adeguati meccanismi di remunerazione e di incentivazione degli amministratori e del management della banca possano favorire la competitività e il governo dell'impresa. Inoltre la remunerazione, in particolare di coloro che rivestono ruoli chiave all'interno dell'organizzazione aziendale, tende ad attrarre e mantenere nell'azienda soggetti aventi professionalità e capacità adeguate alle esigenze dell'impresa.

Il pacchetto retributivo è costituito da componenti fisse e da componenti variabili. Il peso della componente variabile della retribuzione rispetto a quella fissa aumenta con l'aumentare del peso strategico della posizione a cui la retribuzione si riferisce.

Attraverso le componenti fisse del compenso vengono remunerate le competenze manageriali e tecniche possedute dai dipendenti nella copertura dei ruoli loro assegnati, al fine di garantire la continuità manageriale e di perseguire efficaci politiche di equità retributiva interna e di competitività nei confronti del mercato esterno.

Attraverso le componenti variabili ricorrenti della remunerazione e gli incentivi di lungo termine (quali piani di stock option, piani di stock granting, long term incentive plan e sistemi di bonus differiti) si persegue invece in maniera diretta il principio dell'allineamento tra gli interessi degli azionisti e quelli del management.

In particolare per l'Alta Direzione e i Dirigenti viene utilizzato un meccanismo di Management by Objectives, coerente con il raggiungimento dei risultati economici e finanziari indicati dal budget per l'esercizio di riferimento e con indicatori volti ad apprezzare la ponderazione dei rischi aziendali. Il sistema di Management by Objectives è collegato al principio delle Balanced Scorecards. La retribuzione variabile è quindi collegata in modo lineare al grado di raggiungimento dei singoli target assegnati, con una soglia di accesso minima.

Per i dirigenti con responsabilità strategica operanti all'interno del Gruppo Banca Generali, nonché per gli altri dirigenti e per i principali manager di rete che maturino nel corso dell'esercizio un bonus superiore a Euro 75.000, è previsto un sistema di differimento dell'erogazione del compenso variabile.

Al fine di parametrare ancor più saldamente a indicatori pluriennali di misurazione delle performance la remunerazione variabile del personale dirigenziale e al fine di tener conto anche dei rischi attuali e prospettici, del costo del capitale e della liquidità necessari a fronteggiare le attività intraprese, la maturazione del bonus è stata collegata, oltre all'effettivo risultato raggiunto da ciascun manager, a un gate d'accesso comune a tutto il personale operante nel Gruppo bancario, ivi inclusi i Consulenti Finanziari.

Il monitoraggio delle dinamiche retributive, si fonda per le principali posizioni manageriali e professionali, sulla valutazione e "pesatura" secondo i metodi più diffusi nel mercato di riferimento. Tale pesatura rende possibili efficaci meccanismi di monitoraggio delle dinamiche retributive.

Si evidenzia peraltro che la Politica di Remunerazione e Incentivazione di Banca Generali prevede adeguati meccanismi di malus e claw back nel caso di errori materiali nella determinazione delle grandezze.

Per quanto riguarda gli emolumenti percepiti dai Consiglieri di Amministrazione e dal Direttore Generale nel corso dell'esercizio si rinvia ai contenuti della Politica di Remunerazione e Incentivazione di Banca Generali, sezione relativa all'applicazione della politica stessa nell'esercizio 2016.

Anche per quanto riguarda la remunerazione cumulativa percepita dai dirigenti con responsabilità strategica nel corso dell'esercizio e per ogni altra informazione sulla politica retributiva adottata dalla Società si rinvia ai contenuti della Politica di Remunerazione e Incentivazione di Banca Generali, che sarà pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF. Si precisa in ogni caso che gli obiettivi assegnati ai responsabili delle funzioni di controllo, ivi compreso il Responsabile del Personale, e al Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, in conformità alla richiamata normativa di Banca d'Italia, sono coerenti ai compiti a essi assegnati e non sono collegati ai risultati economici della società e del gruppo.

In conformità a quanto indicato dal criterio 6.C.4 del Codice, la remunerazione degli amministratori non esecutivi non è legata ai risultati economici conseguiti dall'emittente. Gli amministratori non esecutivi non sono destinatari di piani di remunerazione basati su azioni e la loro remunerazione è costituita da un compenso fisso, stabilito dall'Assemblea.

Al fine di ottenere un più diretto coinvolgimento dei dirigenti con responsabilità strategiche e della rete distributiva nel perseguimento di risultati strategici per la Società, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato in data 24 maggio 2006 due piani di stock option entrambi subordinati all'inizio delle negoziazioni delle azioni della Società sul Mercato Telematico Azionario (condizione realizzatasi il 15 novembre 2006): (i) il primo piano è riservato ai dipendenti delle società appartenenti al Gruppo Banca Generali mentre (ii) il secondo è riservato a promotori finanziari, area manager e business manager di Banca Generali.

In data 21 aprile 2010, l'Assemblea degli Azionisti ha approvato un complessivo programma di fidelizzazione, composto da due piani di Stock option aventi rispettivamente quali destinatari (a) i promotori finanziari e i private bankers e (b) i relationship manager dipendenti di Banca Generali.

Attraverso la suddetta iniziativa la Società ha inteso perseguire il duplice obiettivo, da un lato, di mantenere allineati gli interessi della rete distributiva e dei manager di rete a quelli degli azionisti, in un'ottica di medio e lungo periodo, e dall'altro di fidelizzare le figure più promettenti, coinvolgendole economicamente nella crescita di valore complessivo dell'azienda, stimolando nel contempo la produttività nel medio termine.

I Piani hanno quale arco temporale di riferimento l'esercizio 2010, al quale è stato aggiunto il quarto trimestre dell'esercizio 2009, limitatamente a quanto attiene alla raccolta netta legata al cosiddetto "scudo fiscale".

Il programma di fidelizzazione prevedeva l'assegnazione di complessivi massimi 2.500.000 diritti di opzione per la sottoscrizione di azioni ordinarie Banca Generali (di cui 2.300.000 riservati ai promotori finanziari e manager di rete e 200.000 ai relationship manager dipendenti).

In tale ambito era prevista l'assegnazione in unica soluzione dei diritti di opzione ai destinatari che sono stati individuati tra gli appartenenti alle categorie sopra indicate da parte dei rispettivi Comitati di Gestione dei Piani. L'assegnazione è stata collegata sia al raggiungimento di obiettivi consolidati di Gruppo che individuali di sviluppo della raccolta nel periodo di riferimento.

Nel corso dell'anno 2011, gli Organi Delegati ai sensi dei rispettivi Regolamenti, hanno provveduto ad assegnare:

  • i) in esecuzione del "Piano di stock option per promotori finanziari e manager di rete di Banca Generali S.p.A." n. 2.300.000 diritti di opzione;
  • ii) in esecuzione del "Piano di stock option per Relationship Managers di Banca Generali S.p.A." n. 200.000 diritti di opzione.

Complessivamente ai sensi dei predetti Piani sono stati assegnati n. 2.500.000 diritti di opzione.

Le opzioni sono esercitabili entro un arco temporale di sei anni a partire dal 1.07.2011 in ragione di un sesto per anno e conferiscono agli assegnatari il diritto di sottoscrivere le azioni ordinarie Banca Generali a un corrispettivo pari alla media aritmetica dei prezzi di riferimento della quotazione delle azioni in discorso presso il MTA organizzato e gestito dalla Borsa Italiana S.p.A. rilevati nel periodo decorrente dalla data di assegnazione dei diritti stessi al medesimo giorno del mese solare precedente.

Al fine di dare compiuta attuazione al Piano di Stock option per promotori finanziari e manager di rete di Banca Generali S.p.A. per l'esercizio 2010 e al Piano di Stock option per i Relationship Managers di Banca Generali S.p.A. per l'esercizio 2010, sempre l'Assemblea degli Azionisti del 21 aprile 2010 ha deliberato, ai sensi degli artt. 2441 commi quinto e ottavo del codice civile, un aumento scindibile del capitale sociale, per un importo pari al numero massimo di diritti di opzione assegnabili ai sensi dei citati Piani e quindi per un importo nominale massimo di Euro 2.500.000,00, così articolato:

  • a) per un importo massimo di Euro 2.300.000,00, riservando lo stesso ai promotori finanziari e private bankers del Gruppo Banca Generali, a disposizione e servizio del "Piano di stock option per promotori finanziari e manager di rete di Banca Generali S.p.A. per l'esercizio 2010";
  • b) per un importo nominale massimo di Euro 200.000,00, riservando lo stesso ai dipendenti di Banca Generali aventi la qualifica di relationship managers e dei loro coordinatori, a disposizione e servizio del "Piano di stock option per i Relationship Managers di Banca Generali S.p.A. per l'esercizio 2010".

Inoltre, l'Assemblea degli Azionisti, a partire dal 2013, nell'approvare le Politiche di remunerazione e con riferimento agli incentivi di lungo termine ha integrato la componente variabile della remunerazione di alcuni managers di Banca Generali con la partecipazione al Long Term Incentive Plan del gruppo Generali (di seguito LTIP), un piano di incentivazione del management del Gruppo Generali operante in Italia e all'estero approvato dall'Assemblea degli Azionisti di Assicurazioni Generali S.p.A. Il piano di incentivazione persegue l'obiettivo di rafforzare il legame tra la remunerazione del management e le performance attese secondo il piano strategico del Gruppo (c.d. performance assoluta) mantenendo, inoltre, il legame tra la remunerazione e la generazione di valore con confronto con un gruppo di peer (c.d. performance relativa).

Da ultimo, nell'ambito della Politica in materia di remunerazione e incentivazione del Gruppo bancario, approvata dall'Assemblea degli Azionisti del 21 aprile 2016, è stato previsto, in ottemperanza alle Disposizioni di Vigilanza di cui al VII° aggiornamento della Circolare Banca d'Italia n° 285/2013, per il personale più rilevante che il pagamento di una quota della componente variabile della retribuzione avvenga mediante l'attribuzione di strumenti finanziari di Banca Generali.

In particolare, per il personale più rilevante, che maturerà nell'esercizio 2016 un compenso variabile collegato a obiettivi di breve periodo superiore a 75 migliaia di euro, è previsto, oltre che il differimento di una quota pari al 40% della retribuzione stessa, il pagamento della stessa, per una percentuale del 25%, in azioni Banca Generali con il seguente meccanismo di assegnazione e retention:

  • il 60% del bonus sarà erogato up front nell'esercizio successivo a quello di riferimento: per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno;

  • il 20% del bonus sarà erogato con un differimento di un anno: per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali,

che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno;

il restante 20% del bonus sarà erogato con un differimento di due anni: per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno.

Il pagamento in azioni sarà condizionato, oltre che al raggiungimento degli obiettivi previsti dal meccanismo di Management by Objective, anche al superamento dei gate d'accesso del Gruppo bancario (TCR total capital ratio, LCR liquidity Coverage ratio) relativi all'esercizio di maturazione della retribuzione e ai due esercizi successivi di differimento. In tale contesto l'Assemblea del 21 aprile 2016 ha deliberato di procedere al riacquisto, in un arco temporale di 18 mesi, di un numero massimo n. 67.051 azioni proprie, da destinare all'assegnazione al personale più rilevante. L'operazione è stata autorizzata dalla Banca d'Italia, con provvedimento del 6 giugno 2016.

Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito di un'offerta pubblica di acquisto (ex art. 123-bis comma 1, lettera i), TUF)

Il trattamento previsto in caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato di Direttore Generale del dott. Gian Maria Mossa prevede, in coerenza con le previsioni normative e contrattuali vigenti, in aggiunta a quanto previsto a titolo di preavviso dalle disposizioni normative e/o di contratto nazionale applicabili – una indennità forfettaria omnicomprensiva di importo equivalente a ventiquattro mensilità di c.d. "retribuzione ricorrente" (per tale intendendosi la retribuzione annua lorda incrementata della media di quanto effettivamente percepito dal Dirigente a titolo di componente di breve termine della remunerazione variabile nell'ultimo triennio) in specifici casi di risoluzione del rapporto per iniziativa della Banca o comunque su iniziativa della Banca, lo stesso venga modificato in senso sfavorevole.

Tale importo dovrà essere corrisposto in conformità a quanto previsto dalle disposizioni di Banca d'Italia tempo per tempo vigenti e dalle politiche di remunerazione della Banca con particolare riferimento alle previsioni in materia di collegamento del compenso alla performance e ai rischi, al differimento dell'erogazione e alla corresponsione dello stesso parte in cash e parte in strumenti finanziari.

10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al proprio interno un Comitato Controllo e Rischi, composto da quattro consiglieri, tutti non esecutivi e indipendenti, investito di funzioni consultive e propositive. Il Comitato attualmente in carica è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione del 23 aprile 2015 e ha la seguente composizione:

NOME E COGNOME CARICA (DATI AL 10 MARZO 2017)
Anna Gervasoni Presidente
Amministratore non esecutivo e indipendente
Massimo Lapucci Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Annalisa Pescatori Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente
Vittorio Emanuele Terzi Membro del Comitato
Amministratore non esecutivo e indipendente

Il Consiglio di Amministrazione ha accertato che l'ingegner Terzi possiede un'adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria, l'avvocato Pescatori possiede un'adeguata esperienza in materia di gestione dei rischi e il dottor Lapucci e la professoressa Gervasoni possiedono un'adeguata esperienza sia in materia contabile e finanziaria che di gestione dei rischi.

Funge da segretario del Comitato il segretario del Consiglio di Amministrazione avv. Domenica Lista.

Il funzionamento del Comitato Controllo e Rischi è disciplinato da apposito regolamento (il "Regolamento del Comitato Controllo e Rischi"), approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato ha i seguenti compiti e poteri: (i) supportare, con un'adeguata attività istruttoria, le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché quelle relative all'approvazione delle relazioni finanziarie periodiche, (ii) poteri consultivi in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla procedura approvata da Banca Generali in materia di operazioni con parti correlate e soggetti collegati (la "Procedura per Operazioni con Parti Correlate, Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo"), (iii) poteri consultivi e istruttori nei confronti del Collegio Sindacale, in materia di revisione legale dei conti, in conformità alle disposizioni di cui al D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39, (iv) nonché poteri consultivi e di supporto all'organo deliberante in materia di partecipazioni, in conformità alle previsioni della "Politica di gestione delle Partecipazioni" approvata da Banca Generali.

Per quanto riguarda il sistema del controllo interno, il Comitato assiste il Consiglio di Amministrazione nella determinazione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nella verifica periodica della sua adeguatezza rispetto alle caratteristiche della banca e al profilo di rischio assunto nonché del suo effettivo funzionamento, assicurando altresì che i principali rischi aziendali (creditizi, finanziari e operativi) siano identificati, adeguatamente misurati, gestiti e monitorati determinandone il grado di compatibilità con una gestione d'impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati, in collegamento con le funzioni aziendali preposte.

In tale ambito, il Comitato:

  • supporta il Consiglio di Amministrazione nella determinazione degli indirizzi strategici, delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e delle politiche di governo dei rischi, ponendo particolare attenzione per tutte quelle attività strumentali e necessarie affinché il Consiglio di Amministrazione possa addivenire a una corretta ed efficace determinazione del Risk Appetite Framework e delle politiche di governo dei rischi;

  • nell'ambito del Risk Appetite Framework svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il Consiglio di Amministrazione possa definire e approvare gli obiettivi di rischio (Risk Appetite) e la soglia di tolleranza (Risk Tolerance);

  • supporta il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle politiche e dei processi di valutazione delle attività aziendali, inclusa la verifica che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi;

  • supporta il Consiglio di Amministrazione nella verifica periodica della adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia;

  • accerta, fermo restando le competenze del Comitato per la Remunerazione, che gli incentivi sottesi al sistema di remunerazione e incentivazione della banca siano coerenti con il RAF;

  • individua e propone avvalendosi del contributo del Comitato per le Nomine i responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare e si esprime in merito all'eventuale loro revoca;

  • monitora l'autonomia, l'adeguatezza, l'efficacia e l'efficienza delle funzioni di internal audit, di compliance e di risk management;

  • assicura che le funzioni di internal audit, di compliance e di risk management siano dotate delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità;

  • esamina i programmi di attività e le relazioni annuali predisposte dai Responsabili delle funzioni di Compliance, di Internal Audit e di Risk Management, prima della loro presentazione al Consiglio di Amministrazione;

  • verifica che le funzioni aziendali di controllo si conformino correttamente alle indicazioni e alle linee definite dal Consiglio di Amministrazione;

  • coadiuva il Consiglio di Amministrazione nella redazione del documento di coordinamento previsto dal Titolo IV, Capitolo 3 della Circolare della Banca d'Italia n. 285/2013;

  • esprime valutazioni e formula pareri al Consiglio di Amministrazione sul rispetto dei principi cui devono essere uniformati il sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale e dei requisiti che devono essere rispettati dalle funzioni aziendali di controllo, portando all'attenzione gli eventuali punti di debolezza e le conseguenti azioni correttive da promuovere, valutando le eventuali proposte al riguardo del Direttore Generale;

  • contribuisce per mezzo di valutazioni e pareri, alla definizione della politica aziendale di esternalizzazione di funzioni aziendali di controllo nel rispetto della Circolare Banca d'Italia n. 285, Titolo IV, Cap. 3;

  • esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali;

  • valuta, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Società, sentiti il revisore legale e il Collegio Sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;

  • richiede alle funzione di Internal Audit, di Compliance o di Risk Management (a seconda delle diverse specifiche competenze) lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;

  • riferisce sull'attività svolta e sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al Consiglio di Amministrazione, in occasione delle riunioni consiliari convocate per l'approvazione del progetto di bilancio e della relazione finanziaria semestrale;

  • può essere consultato per la valutazione di specifiche operazioni per le quali vi sia, direttamente o indirettamente, una situazione di conflitto di interessi;

  • svolge gli ulteriori compiti che il Consiglio di Amministrazione potrà, in seguito, attribuirgli.

Per quanto concerne le operazioni con parti correlate e soggetti collegati, in ossequio alle disposizioni del Regolamento in materia di operazioni con parti correlate approvato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato e integrato con delibera della Consob n. 17389 del 23 giugno 2010 e alle nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche - Circolare Banca d'Italia n. 263/2006, 9° aggiornamento del 12 dicembre 2011 e 15° aggiornamento del 2 luglio 2013, e in conformità a quanto previsto dalla Procedura per Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo adottata dalla Società, il Comitato:

  • con riferimento alle Operazioni di Minore Rilevanza, come definite nella Procedura per Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, alle condizioni, modalità e termini stabiliti dalla predetta Procedura, esprime un parere non vincolante e motivato sull'interesse di Banca Generali al compimento dell'operazione, nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni;

  • con riferimento alle Operazioni di Maggiore Rilevanza, come definite nella Procedura per Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, (i) è coinvolto nelle fasi delle trattative e istruttoria dell'operazione e ha la facoltà di richiedere informazioni e/o formulare osservazioni ai soggetti che partecipano alle predette fasi; (ii) alle condizioni, modalità e termini stabiliti dalla predetta Procedura per Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, esprime un parere vincolante in merito all'operazione e motivato sull'interesse di Banca Generali al compimento dell'operazione, nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni. Nel caso un' operazione definitiva "di Maggiore Rilievo" ai sensi del 15° aggiornamento del 2 luglio 2013 della Circolare 263/2006 Banca d'Italia, sia anche classificata come operazione di "Maggiore Rilevanza" ai sensi della Procedura per Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, l'operazione in parola dovrà essere sottoposta oltre che all'iter del

presente paragrafo, anche al parere preventivo della funzione di Risk Management.

Ove richiesto dal Collegio Sindacale, il Comitato, inoltre, assiste, con poteri e funzioni istruttori e consultivi, lo stesso Collegio Sindacale nell'espletamento delle funzioni a quest'ultimo attribuite in materia di revisione legale dei conti dal D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39. In particolare, il Comitato:

  • ove richiesto dal Collegio Sindacale valuta le proposte formulate dalla società di revisione per ottenere l'affidamento del relativo incarico, nel quadro della procedura societaria di conferimento degli incarichi di revisione contabile del bilancio d'esercizio, del bilancio consolidato e delle relazioni semestrali, con particolare riferimento all'oggetto degli incarichi stessi e al loro contenuto economico, e riferisce al Collegio Sindacale le risultanze della valutazione svolta;

  • ove richiesto dal Collegio Sindacale, valuta il piano di lavoro per la revisione, nonché i risultati esposti nella relazione della società di revisione e nella eventuale lettera di suggerimenti dalla medesima predisposta e riferisce al Collegio Sindacale le risultanze della valutazione svolta;

  • ove richiesto dal Collegio Sindacale, vigila sull'efficacia del processo di revisione legale dei conti e riferisce sull'attività svolta allo stesso Collegio Sindacale;

  • svolge gli ulteriori compiti che il Collegio Sindacale potrà, in seguito, attribuirgli in materia di revisione legale dei conti.

Infine per quanto concerne le partecipazioni, in conformità a quanto previsto dalla "Politica di gestione delle partecipazioni" approvata da Banca Generali, il Comitato svolge un ruolo consultivo nelle diverse fattispecie indicate esprimendo, quando richiesto, pareri preventivi in merito (i) alla concessione di affidamenti rilevanti a imprese in cui la banca detiene una partecipazione qualificata, (ii) all'acquisizione di una partecipazione qualificata in un'impresa a cui sono stati concessi finanziamenti rilevanti, (iii) all'acquisizione di partecipazioni in imprese considerate fornitori strategici e (iv) all'acquisizione di partecipazioni in imprese debitrici e finalizzate al recupero del credito.

I membri del Comitato restano in carica fino alla scadenza del rispettivo mandato di amministrazione e percepiscono un compenso annuo oltre a un gettone di presenza.

Le riunioni del Comitato si tengono, di regola, almeno quattro volte l'anno e comunque in tempo utile per deliberare sulle materie per le quali il Comitato deve riferire al Consiglio di Amministrazione.

Alle riunioni del Comitato partecipano, oltre ai membri dello stesso, il Direttore Generale e il Presidente del Collegio Sindacale o altro Sindaco da lui designato; possono comunque partecipare anche gli altri sindaci.

Su invito del Presidente, possono partecipare alle adunanze i membri dell'Alta Direzione, il Responsabile della funzione di Compliance, il Responsabile della funzione di Internal Audit, il Responsabile della funzione di Risk Management, il Responsabile della funzione di Anti Money Laundering, i responsabili di altre funzioni aziendali, il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e altri soggetti la cui presenza sia ritenuta utile sui singoli punti all'ordine del giorno.

Nel corso dell'esercizio 2016 il Comitato Controllo e Rischi si è riunito tredici volte; la durata media delle riunioni è stata di circa 1 ora e 30 minuti a seduta. Per l'esercizio in corso è previsto che il Comitato si riunisca otto volte; dall'inizio dell'esercizio alla data della presente Relazione, si sono tenute due sedute.

Di seguito si sintetizzano le principali attività svolte dal Comitato nel corso dell'esercizio:

  • nella seduta del 26 gennaio 2016 sono stati esaminati i seguenti temi:

    • i) relazione semestrale sul contenzioso al 31 dicembre 2015 e proposte di accantonamento a fondi rischi e svalutazione;
    • ii) tableau de bord quarto trimestre, relazione annuale e piano attività 2016 della funzione Compliance;
    • iii) tableau de bord quarto trimestre e piano attività 2016 della funzione Anti Money Laundering;
    • iv) relazione annuale e piano attività 2016 della Direzione Risk e Capital Adequacy;
    • v) tableau de bord quarto trimestre, relazione annuale e piano attività 2016 della Direzione Internal Audit;
    • vi) valutazione del programma 2016 delle funzioni di controllo interno;
  • nella seduta del 10 febbraio 2016 sono stati esaminati i seguenti temi:

    • i) verifica della correttezza dei principi contabili adottati per la redazione della relazione finanziaria annuale;
    • ii) tableau de bord quarto trimestre 2015 della funzione del Risk Management;
    • iii) proposta di offerta per attività con parte correlata e soggetto collegato;
    • iv) informativa su operazione con parte correlata e soggetto collegato;
  • nella seduta del 22 febbraio 2016 è stato esaminato il seguente tema:

  • i) informativa su operazioni con parte correlata e soggetto collegato;
  • nella seduta del 9 marzo 2016 è stato esaminato il seguente tema:

    • i) relazione ai sensi dell'art. 2.2.17 del Regolamento del Comitato Controllo e Rischi;
  • nella seduta del 24 marzo 2016 sono stati esaminati i seguenti temi:

    • i) relazione annuale sul sistema dei controlli interni e sugli accertamenti effettuati presso le società controllate;
    • ii) relazione annuale della funzione di Compliance sugli accertamenti effettuati presso le società controllate;
    • iii) relazione annuale della funzione Anti Money Laundering sugli accertamenti effettuati presso le società controllate;
    • iv) relazione annuale della funzione Anti Money Laundering comprensiva dell'autovalutazione;
  • v) relazione annuale della funzione Risk Management sugli accertamenti effettuati presso le società controllate; > nella seduta del 19 aprile 2016 sono stati esaminati i seguenti temi:
    • i) presentazione resoconto ICAAP;
    • ii) presentazione informativa al pubblico Pillar 3;
  • iii) presentazione Ilaap;
  • iv) relazione della funzione Internal Audit sui controlli svolti sulle funzioni operative importanti esternalizzate;
  • nella seduta del 9 maggio 2016 sono state esaminate le seguenti tematiche:

    • i) presentazione tableau de bord della Direzione Compliance e Anti Money Laundering;
    • ii) presentazione tableau de bord della Direzione Risk e Capital Adequacy;
    • iii) presentazione tableau de bord della Direzione Internal Audit;
  • iv) informativa su operazioni con parte correlata e soggetto collegato;
  • nella seduta del 21 giugno 2016 sono stati esaminati i seguenti temi:

  • i) informativa su operazione con parte correlata e soggetti collegati;
  • ii) informativa trimestrale sull'attività di Risk Management and Performance Measurement delle gestioni di portafogli di Banca Generali;
  • iii) informativa in merito a un esposto anonimo ricevuto;
  • nella seduta del 25 luglio 2016 sono stati esaminati i seguenti aspetti:

  • i) verifica della correttezza dei principi contabili adottati per la redazione del bilancio abbreviato semestrale;
    • ii) presentazione FARG-Financial Report semestrale 2016;
    • iii) presentazione tableau de bord della Direzione Compliance e Anti Money Laundering;
    • iv) presentazione tableau de bord della Direzione Risk e Capital Adequacy;
    • v) presentazione tableau de bord della Direzione Internal Audit;
    • vi) informativa su verifica ispettiva Guardia di Finanza;
    • vii) informativa su operazione con parti correlate e soggetti collegati;
    • viii)operazione con parte correlata e soggetto collegato;
    • ix) relazione ai sensi dell'art. 2.2.17 del Regolamento del Comitato Controllo e Rischi;
    • x) informativa sull'evoluzione del framework di Credit Risk Mitigation;
  • nella seduta dell'8 settembre 2016 sono stati esaminati i seguenti aspetti:

    • i) informativa su operazione con parti correlate e soggetti collegati;
    • ii) informativa trimestrale sull'attività di Risk Management and Performance Measurement delle gestioni di portafogli di Banca Generali;
  • iii) informativa sulle obbligazioni convertibili Tyndaris;
  • nella seduta dell'11 ottobre 2016 sono stati esaminati i seguenti aspetti:

    • i) informative su operazioni con Parte correlata e Soggetto collegato;
    • ii) relazione sugli interventi effettuati sulla struttura organizzativa, di controllo e sui sistemi informativi al fine di assicurare la conformità agli Orientamenti finali EBA sulla sicurezza dei pagamenti via internet;
  • nella seduta del 7 novembre 2016 sono stati esaminati i seguenti aspetti:

    • i) presentazione tableau de bord della Direzione Compliance e Anti Money Laundering;
    • ii) presentazione tableau de bord della Direzione Risk e Capital Adequacy;
    • iii) presentazione tableau de bord della Direzione Internal Audit;
    • iv) individuazione del nuovo Responsabile del Servizio Anti Money Laundering;
  • nella seduta del 13 dicembre 2016 sono stati esaminati i seguenti aspetti:

    • i) presentazione proposte in merito agli obiettivi del Risk Appetite Statement;
    • ii) presentazione Framework stress test;
    • iii) informativa su operazioni con parti correlate e soggetti collegati;
    • iv) informativa in merito agli esiti accertamento con adesione con Agenzia delle Entrate;
    • v) informativa trimestrale sull'attività di Risk Management and Performance Measurement delle gestioni di portafogli di Banca Generali;
    • vi) approvazione delle linee guida per la gestione dell'attenuazione del rischio di credito (CRM).

Di ciascuna riunione, coordinata dal Presidente, è stato redatto il relativo verbale.

A sette delle tredici riunioni svoltesi nel corso dell'anno 2016, erano presenti tutti i componenti del Comitato, mentre alle altre era assente un componente.

Nella Tabella contenuta nell'allegato sub 2) è indicata la percentuale di partecipazione effettiva di ciascun componente alle riunioni del Comitato.

Nel corso dello svolgimento delle sue funzioni il Comitato Controllo e Rischi ha la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei compiti affidati e di avvalersi, se ritenuto opportuno, di consulenti esterni. Per l'assolvimento dei compiti del Comitato, nel budget del presente esercizio è stata allocata una specifica voce pari a euro 75.000.

11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

Il Consiglio di Amministrazione della banca ha adottato un modello organizzativo del sistema di controllo interno che riguarda l'intero Gruppo bancario e prevede l'accentramento presso la Capogruppo delle funzioni di controllo di c.d. secondo e terzo livello.

Tale scelta è stata motivata dall'esigenza di attuare, unitamente a un forte coordinamento strategico delle società satellite attuato attraverso la presenza di esponenti della Capogruppo presso gli organi di governo e controllo, anche un altrettanto incisivo coordinamento gestionale e tecnico-operativo.

La Banca, in linea con la normativa civilistica e di vigilanza e in coerenza con le indicazioni del Codice, si è quindi dotata

di un sistema di controllo interno idoneo a presidiare nel continuo i rischi tipici dell'attività sociale.

Il sistema di controllo interno è l'insieme organico dei presidi organizzativi, procedure e regole comportamentali volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. Tale sistema costituisce parte integrante dell'operatività e interessa tutti i settori e le strutture aziendali, ciascuna chiamata, per quanto di propria competenza, ad assicurare un costante e continuo livello di monitoraggio dei rischi.

Il Sistema di Controllo Interno risponde quindi all'esigenza di garantire una sana e prudente gestione delle attività della Società e del Gruppo bancario, conciliando, nel contempo, il raggiungimento degli obiettivi aziendali, il corretto e puntuale monitoraggio dei rischi e un'operatività improntata a criteri di correttezza, sistema che risponde anche a quanto previsto dall'art. 7 del Codice di Autodisciplina.

Il sistema dei Controlli Interni di Banca Generali S.p.A. è stato definito dal Consiglio di Amministrazione della Società ed è soggetto a periodiche revisioni e aggiustamenti apportati, per adeguarsi alle previsioni della Circolare n. 285/2013 della Banca d'Italia.

Il Sistema dei Controlli Interni è costituito da:

  • i) controlli di linea: controlli di carattere sistematico oppure periodico su un campione di informazioni effettuati dai responsabili delle singole unità operative, diretti ad assicurare il corretto svolgimento delle operazioni effettuate dalle stesse strutture produttive o incorporate nelle procedure ovvero eseguite nell'ambito dell'attività di middle/back office;
  • ii) controlli sulla gestione dei rischi: controlli svolti dai responsabili delle singole unità operative e dalla funzione di Risk Management, connessi al processo di definizione di metodologie di misurazione del rischio, aventi ad oggetto la verifica del rispetto dei limiti assegnati alle varie funzioni operative e il controllo della coerenza dell'operatività delle singole aree produttive raffrontati con gli obiettivi di rischio/rendimento assegnati per le singole fattispecie di rischio (credito, mercato, operativo);
  • iii) controlli di conformità: controlli svolti dal Servizio Compliance sulla conformità dell'operatività alle disposizioni di legge, ai provvedimenti delle autorità di vigilanza e alle norme di autoregolamentazione della Società;
  • iv) controlli antiriciclaggio: controlli svolti dal Servizio Anti Money Laundering sulla conformità dell'operatività alle disposizioni di legge e ai provvedimenti delle autorità di vigilanza in materia di antiriciclaggio e contrasto finanziario al terrorismo, e alle conseguenti norme di autoregolamentazione della Società;
  • v) attività di revisione interna (cd. audit): attività svolta dalla Direzione Internal Audit, volta a controllare la regolarità dell'operatività della Società e l'andamento dei rischi, a valutare la funzionalità del complessivo sistema dei controlli interni e a individuare andamenti anomali, violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare la funzionalità dei controlli interni.

Il Sistema di Controllo Interno della Società è strutturato per assicurare una corretta informativa e una adeguata copertura di controllo su tutte le attività del Gruppo bancario, perseguendo i valori di fairness sostanziale e procedurale e di trasparenza, assicurando l'efficienza, la conoscibilità e la verificabilità delle operazioni e, più in generale, delle attività inerenti la gestione; l'affidabilità dei dati contabili e gestionali; il rispetto delle leggi e dei regolamenti e la salvaguardia dell'integrità aziendale, anche al fine di prevenire frodi a danno dei clienti, della Società e dei mercati finanziari.

Regole cardine alla base del Sistema di Controllo Interno della Società sono:

  • la separazione dei ruoli nello svolgimento delle principali attività inerenti i singoli processi produttivi;

  • la tracciabilità e la costante visibilità delle scelte;

  • l'oggettivazione dei processi decisionali inerenti i singoli processi operativi.

La responsabilità del Sistema di Controllo Interno compete, ai sensi della vigente normativa, al Consiglio di Amministrazione, organo deputato a: (i) fissarne le linee di indirizzo, gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio, (ii) ad approvare la struttura organizzativa della banca, assicurando che i compiti e le responsabilità siano allocati in modo chiaro e appropriato e a verificarne periodicamente l'adeguatezza e l'effettivo funzionamento, assicurandosi che i principali rischi aziendali vengano identificati e gestiti idoneamente, che le funzioni di controllo abbiano un grado di autonomia appropriato all'interno della struttura e siano fornite di risorse adeguate per un corretto funzionamento. Il Consiglio di Amministrazione inoltre con il supporto del Comitato Controllo e Rischi, svolge un'attività di valutazione periodica della funzionalità, efficacia ed efficienza del sistema di controllo interno, adottando tempestivamente eventuali misure correttive al sorgere di carenze e/o anomalie nella conduzione delle verifiche.

Ai sensi della normativa di vigilanza le funzioni di controllo interno sono indipendenti dalle altre funzioni aziendali a carattere operativo e relazionano direttamente al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale periodicamente in merito agli esiti della propria attività.

Il Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2003 ha provveduto a nominare, con decorrenza 1 ottobre 2003, quale Responsabile della Funzione di Internal Audit il dott. Francesco Barraco. La retribuzione di tale risorsa è annualmente esaminata dal Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato per la Remunerazione e il parere del Collegio Sindacale, ed è in linea con le best practice di mercato.

La Direzione Internal Audit : (i) effettua attività di assurance portando all'attenzione degli organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al RAF, al processo di gestione dei rischi nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi e di consulenza di audit; (ii) comunica in via diretta i risultati degli accertamenti e delle valutazioni alle funzioni aziendali; (iii) gli esiti degli accertamenti conclusi con giudizi negativi, o che evidenzino carenze di rilievo, sono trasmessi integralmente, tempestivamente e direttamente agli organi aziendali; (iv) fornisce indicazioni ad Aree, Divisioni, Direzioni, Servizi e Unità Organizzative interessati; (v) nella definizione dei piani di gestione e contenimento dei rischi aziendali, verifica il rispetto dei piani di mitigazione e le modalità concrete di gestione dei rischi, esprimendo altresì le proprie valutazioni sull'idoneità del sistema a conseguire un accettabile profilo di rischio complessivo; (vi) presenta al Consiglio di Amministrazione, al Comitato Controllo e Rischi, all'Amministratore Delegato e al Collegio Sindacale i risultati delle attività svolte.

La Direzione Internal Audit svolge le suddette attività, oltre che per Banca Generali, anche per le Società del Gruppo bancario, sia nell'ambito di appositi contratti di outsourcing che regolamentano l'erogazione della funzione di audit, sia in ambito istituzionale in qualità di funzione della Capogruppo Bancaria.

La metodologia di audit su cui si basa l'attività di revisione interna è definita dal Regolamento dell'Internal Audit e dal modello di sorveglianza pure approvato dal Consiglio di Amministrazione e costantemente implementato alla luce dell'evoluzione delle best practice di audit (CoSo Report, standard professionali).

In conformità alla vigente normativa, il Consiglio di Amministrazione del 24 giugno 2015 ha provveduto a nominare, con decorrenza 1 luglio 2015, quale Responsabile della Direzione Compliance e Anti Money Laundering, il dott. Fabio Benvenuti. Sempre in data 24 giugno 2015, il Consiglio di Amministrazione ha provveduto ad affidare al dott. Antonio Bucci, con decorrenza dal 1 luglio 2015, la responsabilità della Direzione Risk e Capital Adequacy.

Come già indicato, il Consiglio di Amministrazione, al fine di recepire anche in materia di controlli interni le previsioni del Codice e di adempiere alle previsioni della vigente normativa di vigilanza, ha provveduto a istituire al proprio interno il Comitato Controllo e Rischi, che svolge, tra l'altro, l'attività preparatoria, finalizzata a consentire al Consiglio di svolgere al meglio le proprie funzioni in ordine alle competenze in esame (per ulteriori informazioni, cfr. supra, "Comitato Controllo e Rischi").

Inoltre, in materia di rischi, il Direttore Generale si avvale anche del supporto consultivo del Comitato Rischi, istituito con deliberazione del Consiglio di Amministrazione di data 23 settembre 2008 e avente la finalità di assicurare un presidio coordinato sul sistema di gestione e controllo dei rischi assunti dal Gruppo bancario e di individuare e gestire le misure di mitigazione dei rischi stessi.

Al fine di recepire anche in materia di controlli interni le previsioni del Codice e in conformità a quanto previsto dalla normativa di vigilanza di Banca d'Italia, ai sensi dell'art. 8 del Regolamento del CdA, il Consiglio:

  • i) definisce le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi afferenti la Società e le sue controllate siano correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando inoltre il grado di compatibilità di tali rischi con una gestione della società coerente con gli obiettivi strategici individuati;
  • ii) valuta, con cadenza almeno annuale, la adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione del rischio rispetto alle caratteristiche della Società e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia;
  • iii) approva i piani di lavoro predisposti dai Responsabili delle funzioni di Compliance, di Anti Money Laundering, di Internal Audit e di Risk Management ed esamina i tableau de bord periodici e le relazioni annuali predisposte da dette funzioni;
  • iv) valuta i risultati esposti dal revisore legale nella eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale.

Il Consiglio inoltre, ai sensi di quanto previsto dall'art. 52-bis, comma 1 del TUB, che prevede che "le banche e le relative capogruppo adottano procedure specifiche per la segnalazione al proprio interno da parte del personale di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria", preso atto delle disposizioni applicative emanate dalla Banca d'Italia con la pubblicazione della Circolare 285/2013, in data 15 dicembre 2015 ha deliberato di dotarsi della procedura per la segnalazione all'interno di Banca Generali da parte del personale di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria (Procedura di Whistleblowing), In relazione agli adempimenti previsti dalla suddetta procedura, è stato nominato quale Responsabile delle Segnala-

zioni (Whistleblowing) il Responsabile della Direzione Compliance e Anti Money Laundering dott. Fabio Benvenuti.

Nell'ambito della attività di direzione e coordinamento del Gruppo bancario di cui è capogruppo la banca esercita anche:

  • a) un controllo strategico sull'evoluzione delle diverse aree di attività in cui il gruppo opera e dei rischi incombenti sul portafoglio di proprietà. Si tratta di un controllo sia sull'espansione delle attività svolte dalle società appartenenti al gruppo sia sulle politiche di acquisizione e dismissione da parte delle società del gruppo. Il coordinamento strategico è attuato principalmente attraverso la presenza, nei Consigli di Amministrazione di ciascuna società controllata, di un certo numero di esponenti designati dal Consiglio di Amministrazione della Banca;
  • b) un controllo gestionale volto ad assicurare il mantenimento delle condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale sia delle singole società del gruppo sia del gruppo nel suo insieme. Queste esigenze di controllo vengono soddisfatte preferibilmente attraverso la predisposizione di piani, programmi e budget (aziendali e di gruppo), e mediante l'analisi delle situazioni periodiche, dei conti infrannuali, dei bilanci di esercizio delle singole società e di quelli consolidati; ciò sia per settori omogenei di attività sia con riferimento all'intero gruppo. Il coordinamento gestionale è attuato attraverso l'intervento della Direzione Pianificazione e Controllo che cura i rapporti con gli organi/funzioni delle controllate;
  • c) un controllo tecnico-operativo finalizzato alla valutazione dei vari profili di rischio apportati al gruppo dalle singole controllate.

11.1 Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

A seguito della già menzionata improvvisa scomparsa dell'Amministratore Delegato dott. Piermario Motta avvenuta il

26 marzo 2016, il Consiglio di Amministrazione, con l'assenso dell'Autorità di Vigilanza e con decorrenza dal 20 aprile 2016, ha deliberato di non procedere alla nomina di un nuovo Amministratore Delegato determinando una governance della Banca che prevede una struttura organizzativa che si articola dalla figura del Direttore Generale il quale è stato investito del ruolo di capo azienda della Banca stessa e al quale sono stati attribuiti i necessari poteri quale soggetto responsabile della funzione di gestione.

Conseguentemente, il Consiglio di Amministrazione non ha individuato l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi preferendo porre a diretto riporto del Consiglio stesso la Direzione Compliance e Anti Money Laundering e la Direzione Risk e Capital Adequacy, unitamente alla Direzione Internal Audit, già da tempo posta a diretto riporto del Consiglio. I responsabili delle funzioni di controllo interno quindi riferiscono direttamente in merito all'attività svolta al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e al Comitato Controllo e Rischi. Il Consiglio di Amministrazione definisce le politiche di gestione dell'operatività e le procedure di controllo dei rischi a questa connessi, individuando e valutando, anche sulla base degli andamenti gestionali e degli scostamenti dalle previsioni, i fattori da cui possono derivare rischi e presidia la valutazione della funzionalità, dell'efficacia e dell'efficienza del

Il Consiglio di Amministrazione, tra l'altro:

    1. definisce e cura l'attuazione del processo di gestione dei rischi e ne verifica nel continuo l'adeguatezza, assicurandone la coerenza con la propensione al rischio e le politiche di governo dei rischi e considerando anche l'evoluzione delle condizioni interne ed esterne di operatività della Banca;
    1. definisce e approva le linee di indirizzo del sistema dei controlli interni, verificando che esso sia coerente con gli indirizzi strategici e la propensione al rischio stabiliti, nonché sia in grado di cogliere l'evoluzione dei rischi aziendali e l'interazione tra gli stessi. Pone in essere le iniziative e gli interventi necessari per garantire nel continuo la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità del sistema dei controlli interni;
    1. verifica, con cadenza almeno annuale, l'adeguatezza e l'efficacia del sistema dei controlli interni e dell'organizzazione rispetto ai requisiti previsti dalla normativa tempo per tempo vigente e alle caratteristiche della Banca;
    1. verifica che l'assetto delle funzioni aziendali di controllo sia definito in coerenza con il principio di proporzionalità, con i requisiti previsti dalla normativa delle Autorità di Vigilanza e con gli indirizzi strategici e che le funzioni medesime siano fornite di risorse qualitativamente e quantitativamente adeguate;
    1. approva le modalità di coordinamento e collaborazione fra le funzioni di controllo;

sistema di controllo interno, promuovendone di volta in volta l'adeguamento.

    1. definisce e approva il sistema degli obiettivi di rischio (Risk Appetite Framework RAF) e ne verifica periodicamente la sua adeguatezza ed efficacia rispetto alle caratteristiche della Banca e al suo funzionamento;
    1. individua e riesamina periodicamente gli orientamenti strategici e le politiche di governo dei rischi connessi con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo in maniera adeguata all'entità e alla tipologia dei rischi cui è concretamente esposta la Banca; tra l'altro, assicura nel continuo che i compiti e le responsabilità in materia di Antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo siano allocate in modo chiaro e appropriato garantendo che le funzioni operative e quelle di controllo siano distinte e con risorse qualitativamente e quantitativamente adeguate; inoltre, definisce i flussi informativi finalizzati ad assicurare la conoscenza dei fattori di rischio a tutte le strutture aziendali coinvolte e agli organi incaricati di funzioni di controllo, approva i programmi di addestramento e formazione del personale dipendente e dei collaboratori.

11.2 Responsabile della funzione di Internal Audit

Il Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2003 ha provveduto a nominare, con decorrenza 1 ottobre 2003, quale Preposto al Controllo Interno e Responsabile della Funzione di Internal Audit il dott. Francesco Barraco.

La Direzione Internal Audit è una funzione indipendente volta da un lato a controllare, in ottica di terzo livello e anche con verifiche in loco, il regolare andamento dell'operatività e l'evoluzione dei rischi e dall'altro a valutare la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità della struttura organizzativa e delle altre componenti del sistema dei controlli interni, portando all'attenzione degli organi aziendali i possibili miglioramenti, con particolare riferimento al Risk Appetite Framework, al processo di gestione dei rischi, nonché agli strumenti di misurazione e controllo degli stessi. L'incarico conferito alla funzione di auditing è di verificare costantemente, e in modo indipendente, che il sistema di controllo interno sia sempre adeguato, pienamente operativo e funzionante. L'Internal Audit valuta e contribuisce al miglioramento dei processi di governance, gestione del rischio e di controllo, tramite un approccio professionale sistematico.

Il Responsabile della funzione di Internal Audit:

    1. è incaricato di verificare che il sistema di controllo interno sia sempre adeguato, pienamente operativo e funzionante; a tal fine egli verifica sia in via continuativa sia in relazione a specifiche necessità e nel rispetto degli standard internazionali, l'idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione e basato su un processo strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi;
    1. non è responsabile di alcuna area operativa e non dipende gerarchicamente da alcun responsabile di aree operative, ivi inclusa l'area amministrazione e finanza;
    1. ha accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico;
    1. dispone di mezzi adeguati allo svolgimento della funzione assegnata;
    1. riferisce del suo operato al Comitato Controllo e Rischi, al Collegio Sindacale e al Consiglio di Amministrazione , predisponendo relazioni periodiche contenenti adeguate informazioni sulla propria attività, sulla modalità con cui

viene condotta la gestione dei rischi nonché sul rispetto dei piani definiti per il loro contenimento. In particolare, esso esprime la sua valutazione sull'idoneità del Sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi a conseguire un accettabile profilo di rischio complessivo;

    1. predispone tempestivamente relazioni su eventi di particolare rilevanza trasmettendole agli organi sopra richiamati;
    1. verifica nell'ambito dei piani di audit l'affidabilità dei sistemi;
    1. dispone di un apposito budget a cui può attingere per l'espletamento dei propri compiti e attività.

Nel corso dell'esercizio l'attività di Internal Audit ha riguardato in particolare modo i presidi associati a rischi derivanti dai processi informatici e di sicurezza, dalla privacy, dalla lavorazione delle disposizioni della clientela, dalla gestione del rischio (di credito, di liquidità, operativo, antiriciclaggio e di frode), dai servizi di investimento e dalle rilevazioni amministrativo-contabili, intervenendo in tutti i livelli di controllo con le strutture responsabili. L'Internal Audit ha provveduto altresì a monitorare i percorsi di miglioramento dei presidi, avviati a seguito delle azioni di audit passate (follow-up).

Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria (ex art. 123-bis, comma 2, lettera b), TUF)

Premessa

Il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria adottato dalla banca (di seguito il "Sistema") fa parte del più generale Sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi di cui si è dotata la Società descritto al precedente paragrafo.

Tale Sistema affronta le tematiche del controllo interno e della gestione dei rischi relative al processo di informativa finanziaria in un'ottica integrata, con lo scopo di identificare, valutare e controllare i rischi relativi (c.d. financial reporting risk: rischio di un errore che comporta una non veritiera e corretta rappresentazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria nel bilancio d'esercizio, nel bilancio semestrale abbreviato e nel consolidato, nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario) cui la Società e il gruppo sono esposti.

Il Sistema è, quindi, finalizzato a garantire l'attendibilità, l'accuratezza, l'affidabilità e la tempestività dell'informativa finanziaria. Tale obiettivo è stato perseguito dalla Società attraverso la definizione di un "modello di financial reporting risk" costituito da un insieme di principi e regole, volti a garantire un adeguato sistema amministrativo e contabile, anche attraverso la predisposizione di procedure e istruzioni operative.

In tale contesto si colloca la figura del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari (di seguito "Dirigente Preposto") al quale la Legge 28 dicembre 2005 n. 262 (di seguito "Legge 262") affida un ruolo fondamentale per quanto riguarda l'affidabilità dei documenti contabili e la predisposizione di adeguate procedure amministrative e contabili degli emittenti quotati aventi l'Italia come stato membro di origine.

La definizione degli aspetti metodologici e organizzativi per l'adozione del "modello di financial reporting risk" nella Società e nel gruppo è demandata al Dirigente Preposto di Banca Generali nell'ambito dei poteri e mezzi allo stesso attribuiti, coerentemente con il disposto di cui all'art. 154-bis, comma 4, del TUF.

Il "modello di financial reporting risk" adottato si basa su di un processo definito dalla Società in coerenza con i seguenti framework di riferimento generalmente riconosciuti e accettati a livello internazionale:

(i) il CoSO (Committee of Sponsoring Organization of the Treadway Commission) Internal Control – Integrated Framework, emesso nel 1992, che definisce le linee guida per la valutazione e lo sviluppo di un sistema di controllo interno. Nell'ambito del CoSO Framework, il modello si riferisce alla componente del sistema di controllo interno attinente i processi di raccolta, elaborazione e pubblicazione dei flussi di informazione di carattere economico-finanziario (financial reporting);

(ii) il CObiT (Control Objective for IT and Related Technology, raccordato dall'IT Governance Institute con il CoSO Framework) che fornisce linee guida specifiche per l'area dei sistemi informativi, integrato dall'ITIL (Information Technology Infrastructure Library, framework già adottato all'interno del Gruppo) e dall'ISO/IEC 27001 (International Organization for Standardization/ Information Electrotechnical Commission).

Nell'ambito del Gruppo, il "modello di financial reporting risk" è esteso alle società individuate come rilevanti a tali fini ("Società del Perimetro"). In particolare le Società del Perimetro adottano un "modello di financial reporting risk" coerente con quello esistente presso la Società, al fine di creare un sistema omogeneo nell'ambito del gruppo, adeguandosi alle modifiche indicate di volta in volta dal Dirigente Preposto di Banca Generali.

Principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria

Si descrivono sinteticamente di seguito le principali caratteristiche relative al "modello di financial reporting risk" adottato da Banca Generali, con particolare riferimento a: (A) le diverse fasi del modello; (B) le funzioni coinvolte nel modello e i rispettivi ruoli e i flussi informativi.

(A) Le diverse fasi del "modello di financial reporting risk"

Le diverse fasi nelle quali si articola il "modello di financial reporting risk" sono state definite dalla Società in coerenza con il framework di riferimento scelto. In particolare, il "modello di financial reporting risk" può essere suddiviso nelle seguenti fasi: (i) identificazione e valutazione dei rischi sull'informativa finanziaria, (ii) identificazione e valutazione dei controlli a fronte dei rischi individuati.

(i) Identificazione e valutazione dei rischi sull'informativa finanziaria

Per l'identificazione e valutazione dei rischi sull'informativa finanziaria la Società individua le Società del Gruppo bancario rilevanti e le informazioni significative (conti consolidati e processi aziendali), considerando sia elementi quantitativi, sia elementi qualitativi. Le Società del Perimetro sono individuate in quelle che, in applicazione dei rapporti tra gli attivi, i ricavi e i risultati economici delle singole società e i rispettivi totali consolidati, superano determinate soglie coerenti con le best practice di mercato (in particolare, con riferimento all'esercizio 2015, le Società del Perimetro rappresentano interamente il totale attivo consolidato). In relazione ai conti consolidati, la rilevanza viene determinata sulla base dei medesimi criteri generalmente utilizzati nella prassi di revisione. Per quanto riguarda i processi, sono considerati rilevanti, e quindi oggetto di analisi, quelli che hanno un potenziale impatto contabile sui conti consolidati presi in considerazione. In ogni caso sono inclusi nel perimetro dei processi da analizzare, tutti quelli che si riferiscono alle attività di chiusura di un periodo di competenza. Ogni processo rilevante deve essere oggetto di test con periodicità almeno annuale. Il perimetro di analisi viene revisionato con periodicità almeno annuale in funzione delle mutate condizioni dell'assetto del Gruppo.

(ii) Identificazione e valutazione dei controlli a fronte dei rischi individuati

Il "modello di financial reporting risk" prevede le seguenti tipologie di controlli: (a) controlli a livello societario; (b) controlli a livello di processo; (c) controlli sull'information technology.

La configurazione dei controlli è strutturata in modo da consentire un'adeguata identificazione e valutazione e si basa su quattro principali caratteristiche:

  • 1) il profilo temporale dell'esecuzione: i controlli possono essere preventivi o successivi;
  • 2) la modalità di esecuzione: manuale o automatica;
  • 3) la natura (ovvero le caratteristiche strutturali): autorizzazione, riconciliazione, management review, ecc.;
  • 4) la frequenza (ovvero l'intervallo di tempo intercorrente tra un'esecuzione e la successiva): settimanale, mensile, trimestrale, ecc..

Le analisi dei controlli si articolano nelle fasi di verifica dell'adeguatezza del disegno (ToD) e di verifica dell'effettiva applicazione (ToE), secondo specifiche modalità per ciascuna tipologia di controllo. Qualora, nell'ambito delle attività di verifica di adeguatezza ed effettiva applicazione siano rilevate carenze nel presidio del financial reporting risk, vengono individuate appropriate misure/azioni correttive. Le attività di realizzazione delle azioni/misure correttive vengono costantemente monitorate dal Dirigente Preposto della Società.

(a) Controlli a livello societario

I controlli a livello societario sono finalizzati a verificare l'esistenza di un contesto aziendale organizzato e formalizzato, funzionale a ridurre i rischi di comportamenti non corretti, grazie a elementi quali adeguati sistemi di governance, standard comportamentali improntati all'etica e all'integrità, efficaci strutture organizzative, chiarezza di assegnazione di deleghe e responsabilità, adeguate policy di gestione del rischio, sistemi disciplinari del personale, efficaci codici di condotta e sistemi di prevenzione delle frodi. La verifica dell'adeguatezza si concentra essenzialmente nella verifica dell'esistenza e della diffusione di idonei strumenti (quali policies, codici, regolamenti, ordini di servizio, ecc.) volti a identificare le regole di comportamento del personale aziendale; la successiva fase di verifica dell'effettiva applicazione consiste nel riscontro dell'effettiva applicazione delle regole citate.

(b) Controlli a livello di processo

I controlli a livello di processo operano a un livello più specifico rispetto ai controlli a livello societario e sono finalizzati alla mitigazione, attraverso attività di controllo incluse nei processi operativi aziendali, del financial reporting risk. La fase di verifica dell'adeguatezza dei controlli si realizza attraverso la rilevazione dei processi aziendali, l'individuazione dei controlli chiave a presidio del financial reporting risk e la valutazione dell'idoneità di tali controlli a mitigare detto rischio. La fase di verifica di efficacia consiste nell'accertamento dell'effettiva e corretta esecuzione dei controlli e dell'adeguatezza della relativa documentazione.

(c) Controlli sull'Information Technology (IT)

I controlli riguardanti l'Information Technology si concentrano sui processi strettamente legati alla gestione e al trattamento delle informazioni inerenti i sistemi utilizzati per la formazione del bilancio. In particolare, formano oggetto di analisi i controlli riferiti alle attività di acquisizione e manutenzione del software, di gestione della sicurezza fisica e logica, dello sviluppo e manutenzione delle applicazioni, di completezza e accuratezza dei dati all'interno dei sistemi, di analisi dei rischi IT e di governo dei sistemi informativi. In relazione agli applicativi utilizzati per la formazione del bilancio, relativi sia ai processi di business sia a quelli di chiusura contabile, l'analisi dei controlli si articola nella valutazione di adeguatezza degli stessi in relazione alle principali best practice e framework di riferimento adottati e nella verifica di continua operatività dei controlli, secondo metodologie standardizzate. Le analisi prevedono anche la verifica di efficacia dei controlli automatici (ITAC – IT Application Controls) effettuati dagli applicativi nell'ambito dei processi rilevanti.

(B) Le funzioni coinvolte nel modello, i rispettivi ruoli e i flussi informativi

Coerentemente con il sistema di controllo interno e gestione dei rischi adottato dalla Società, il "modello di financial reporting risk" coinvolge gli organi sociali e le strutture operative e di controllo in una gestione integrata, nel rispetto di differenti livelli di responsabilità, volti a garantire in ogni momento l'adeguatezza del modello.

Il Consiglio di Amministrazione, supportato dal Comitato Controllo e Rischi, assicura che il modello consenta l'identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi maggiormente significativi sia a livello di Società che di Gruppo, attraverso la definizione delle strategie e degli indirizzi generali in materia di controllo interno e gestione dei rischi. Inoltre il Consiglio di Amministrazione, conformemente con la normativa applicabile, garantisce al Dirigente Preposto della Società i mezzi e i poteri necessari per svolgere i compiti allo stesso assegnati dalla Legge 262.

Il Dirigente Preposto della Società è responsabile dell'attuazione, del mantenimento e del monitoraggio del "modello di financial reporting risk", in conformità alle strategie definite del Consiglio di Amministrazione; ha quindi la responsabilità di valutare l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili e l'idoneità delle stesse a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Società e del Gruppo. In tale ambito il Dirigente Preposto è supportato da un'apposita funzione (Unità Organizzativa Presidio 262) alla quale è attribuito il compito di coordinare tutte le attività necessarie per il corretto svolgimento dei compiti allo stesso assegnati; in tale ambito svolge il ruolo di riferimento per tutto il Gruppo in tema di governo del rischio amministrativo-contabile, attraverso attività di indirizzo e coordinamento e gestisce le attività di test sui controlli chiave affidati a revisori indipendenti esterni.

Il Servizio Normativa e Analisi Organizzative di Banca Generali è responsabile della mappatura dei processi aziendali e quindi anche di quelli amministrativo-contabili delle società del Gruppo; in tale ambito garantisce il costante aggiornamento del patrimonio informativo-documentale dei processi amministrativo contabili del Gruppo.

La Direzione Internal Audit svolge l'attività periodica di verifica di efficacia secondo un approccio risk oriented sulle procedure e sui controlli in esse rappresentati, con rifermento ai processi amministrativo contabili, le applicazioni IT rilevanti ai fini amministrativo contabile e i controlli ITAC (controlli automatici); fornisce semestralmente un report di assurance al Dirigente Preposto e al Comitato Controlli e Rischi.

La funzione di Compliance si occupa di controllare e valutare l'adeguatezza e l'efficacia dei processi amministrativo-contabili, verificandone l'aderenza alla normativa vigente, per garantire il rispetto delle disposizioni normative relative alla prestazione dei servizi offerti dal Gruppo bancario e prevenire il rischio di non conformità.

I Process Owner (dirigenti delle singole Unità Organizzative della Società e del Gruppo) sono individuati quali responsabili della gestione di uno o più processi rilevanti ai fini della Legge 262; hanno il compito di garantire l'aderenza dell'impianto documentale, predisposto dalle strutture dedicate del Gruppo, all'operatività in essere, mediante la comunicazione tempestiva delle modifiche intervenute e l'implementazione delle azioni correttive conseguenti alle eventuali carenze riscontrate e assicurare l'esecuzione dei Self Test.

Inoltre, qualora all'interno di un processo siano state individuate attività e/o controlli rilevanti di competenza di una Direzione differente da quella cui fa capo il Process Owner, si è identificato un Sub-Process Owner, con il compito e la responsabilità di assicurare la corrispondenza tra l'operatività e la procedura aziendale mediante la rilevazione, formalizzazione e costante aggiornamento della porzione di propria competenza.

La Società ha definito, inoltre, attraverso apposita circolare riguardante tutte le Società del Gruppo, un sistema documentale idoneo ad assicurare che tutti gli organi e le funzioni, alle quali sono attribuiti specifici compiti nell'ambito del sistema di controllo interno e gestione dei rischi, collaborino tra di loro per l'espletamento dei rispettivi compiti.

Le attività, informazioni e documenti inerenti il "modello di financial reporting risk" sono gestiti tramite specifici strumenti informatici condivisi con le altre funzioni di controllo.

Il Dirigente Preposto della Società riferisce al Consiglio di Amministrazione, periodicamente in relazione alle attività svolte nell'esercizio delle sue funzioni.

11.3 Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001

Il Decreto Legislativo n. 231 dell'8 giugno 2001 ha introdotto il principio della responsabilità amministrativa degli enti per taluni reati che, pur compiuti da soggetti che svolgono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione ovvero da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di questi ultimi, possano considerarsi direttamente ricollegabili all'ente in quanto commessi nel suo interesse o a suo vantaggio.

Il citato Decreto contempla l'esonero da tale forma di responsabilità di quegli enti che abbiano adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire gli anzidetti reati.

L'adozione di un Modello di organizzazione e gestione (di seguito il "Modello") non costituisce un obbligo, ma una facoltà, di cui la Società ha ritenuto doversi avvalere al fine non soltanto di riordinare e formalizzare, ove necessario, un sistema di controlli preventivi atto a escludere condotte che comportino la responsabilità amministrativa della Società ai sensi del ricordato Decreto, ma anche di garantire la propria integrità, migliorando l'efficacia e la trasparenza nella gestione delle attività aziendali. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Modello di organizzazione e gestione della Società, redatto tenendo conto delle specificità connesse alla realtà aziendale. Detto Modello viene costantemente aggiornato, al fine di tenerlo allineato alle relative previsioni normative. Copia del Modello è disponibile sul sito www.bancagenerali.com/Chisiamo/ Strutturasocietaria/BancaGenerali.

Il Modello, oltre a essere dotato di tutte le necessarie peculiarità formali, risponde, anche nella sostanza, alla sopraindicata finalità principale che ne ha richiesto l'adozione ed è finalizzato a prevenire tutte le tipologie di reato previste dalla richiamata normativa. Il Modello è integrato dalla normativa e dalle procedure aziendali ed è costituito dall'insieme organico di principi, regole, disposizioni e schemi organizzativi relativi alla gestione e al controllo dell'attività sociale; esso è contenuto in un documento illustrativo, contenente le norme generali idonee a prevenire la commissione del reato, salvo il caso di elusione fraudolenta.

Secondo quanto disposto dal citato Decreto, i compiti di vigilanza sull'osservanza del Modello e di aggiornamento dello stesso devono essere attribuiti a un organismo dell'ente, indipendente e qualificato, che sia dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo.

A tal riguardo, la normativa applicabile alla Società fornisce una precisa disciplina relativamente all'attribuzione dell'incarico di Organismo di Vigilanza, che in precedenza era rimesso, oltre che a valutazioni interne, alle linee guida proposte dalle associazioni rappresentative di settore. Il comma 4-bis dell'art. 6 del D.Lgs 231/2001, come introdotto dall'art. 14, comma 12, L. 12 novembre 2011 n. 183 ("Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2012"), ha infatti facoltizzato per le società di capitali, l'attribuzione di tale ruolo al Collegio Sindacale. Inoltre la Circolare n. 263 della Banca d'Italia, come emendata dal 15° aggiornamento emanato il 2 luglio 2013, ha previsto che l'organo con funzione di controllo (e cioè il Collegio Sindacale nel modello di governance adottato dalla Società) svolga, di norma, le funzioni dell'organismo di vigilanza.

Anche il Codice di Autodisciplina approvato da Borsa Italiana S.p.A. manifesta un favore per l'attribuzione dei compiti dell'Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale.

In virtù di tutto quanto sopra rappresentato, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali del 1° aprile 2014, ha deliberato di identificare il Collegio Sindacale quale organo cui affidare lo svolgimento delle funzioni di Organismo di Vigilanza, conferendogli contestualmente i poteri necessari allo svolgimento delle predette funzioni.

L'Assemblea degli azionisti del 23 aprile 2015, al fine di permettere un perfetto allineamento tra i requisiti di legge richiesti per ricoprire il ruolo di componente il Collegio Sindacale di una banca quotata e quelli necessari per svolgere le funzioni di Organismo di Vigilanza nonché prevedere reciproche cause di decadenza dalla carica di Sindaco e membro dell'Organismo di Vigilanza, ha apportato le necessarie modifiche.

Pertanto previa verifica dei requisiti di onorabilità e di professionalità e delle situazioni di incompatibilità rilevanti ai fini dell'assunzione della carica, risultano oggi membri dell'Organismo di Vigilanza, gli attuali membri del Collegio Sindacale e cioè il Presidente del Collegio Sindacale, dott. Massimo Cremona, il Sindaco effettivo dott. Mario Francesco Anaclerio e il Sindaco effettivo dott.ssa Flavia Daunia Minutillo.

Ai membri dell'Organismo di Vigilanza, sono stati altresì riconosciuti i seguenti compensi:

  • euro 15.000 lordi annui per il Presidente dell'Organismo di Vigilanza, identificato nel Presidente del Collegio Sindacale;

  • euro 10.000 lordi annui per ciascuno degli altri membri dell'Organismo di Vigilanza, identificati nei Sindaci effettivi.

È previsto infine che l'Organismo si serva, nello svolgimento dei compiti affidatigli, del supporto delle altre funzioni aziendali e in particolare della funzione di compliance.

11.4 Società di Revisione

L'Assemblea degli azionisti del 23 aprile 2015 ha deliberato di conferire alla società di revisione BDO Italia S.p.A., l'incarico di revisione legale dei conti per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2015 sino al 31 dicembre 2023.

11.5 Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

L'art. 154-bis del Decreto Legislativo 58 del 24 febbraio 1998, introdotto dalla Legge 28 dicembre 2005, n. 262, prevede inter alia:

  • a) il rilascio di una dichiarazione scritta da parte del Dirigente Preposto che gli atti e le comunicazioni della società diffusi al mercato e relativi all'informativa contabile, anche infrannuale, siano corrispondenti a risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili;
  • b) il rilascio di una dichiarazione congiunta da parte del Dirigente Preposto e degli Organi amministrativi delegati allegata al bilancio di esercizio, al bilancio semestrale abbreviato e, ove previsto, al bilancio consolidato che attesti l'adeguatezza e l'effettiva applicazione nel periodo di riferimento delle procedure amministrative e contabili, che i documenti sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea, la corrispondenza dei documenti contabili societari alle risultanze dei libri e delle scritture contabili, la loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società e del Gruppo, nonché, per il bilancio di esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti e, per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione contiene un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'art. 154-ter del TUF;
  • c) il ruolo di vigilanza affidato al Consiglio di Amministrazione sull'adeguatezza dei poteri e mezzi a disposizione del Dirigente Preposto e sull'effettivo rispetto delle "procedure amministrative e contabili".

L'art. 23 comma 3 dello Statuto Sociale prevede che il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Collegio Sindacale, nomini e revochi il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, in conformità a quanto previsto dall'art. 154-bis del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 stabilendone i poteri e i mezzi.

Il comma 4 del medesimo articolo stabilisce che il Dirigente preposto è scelto tra i dirigenti in possesso dei seguenti requisiti di professionalità:

aver svolto per un congruo periodo di tempo, comunque non inferiore a tre anni, attività di amministrazione, direzione o controllo ovvero attività professionali nei settori bancario, assicurativo o finanziario; ovvero

aver acquisito una specifica competenza in materia di informazione contabile e finanziaria, relativa a emittenti quotati o a loro società controllate e in materia di gestione o controllo delle relative procedure amministrative, maturata per un periodo di almeno cinque anni in posizioni di responsabilità di strutture operative nell'ambito della società, del gruppo o di altre società o enti comparabili per attività e struttura organizzativa.

La norma prevede altresì che il Dirigente preposto deve essere in possesso dei requisiti di onorabilità previsti dalla vigente normativa per l'assunzione di cariche statutarie e che il venir meno dei requisiti di onorabilità determina la decadenza dall'incarico.

Ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Sociale il Consiglio di Amministrazione della Società, previo parere del Collegio Sindacale, ha nominato in data 26 luglio 2016 con efficacia dal 1° settembre 2016 il dott. Paolo Tamagnini quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998, previa verifica della sussistenza dei requisiti di professionalità e onorabilità previsti dall'art. 23 dello Statuto Sociale e stabilendo poteri e mezzi per l'esercizio delle funzioni attribuite.

Il dott. Paolo Tamagnini è il Responsabile dell'Area CFO – Area che coordina le Direzioni Finanza, Amministrazione e Pianificazione e Controllo oltre che il Presidio 262 – e a cui sono affidate, tra l'altro, le funzioni di assicurare la corretta e tempestiva rappresentazione dei risultati economici e patrimoniali della Società e del Gruppo bancario nonché l'assolvimento dei relativi adempimenti contabili e di vigilanza e di formulare, in coerenza con le strategie e gli obiettivi aziendali, indirizzi e politiche in materia di bilancio e adempimenti fiscali.

Il Consiglio di Amministrazione del 13 settembre 2016 ha da ultimo provveduto a conferire al dott. Tamagnini, responsabile dell'Area CFO al quale è stato attribuito il ruolo di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, i seguenti poteri, che dovranno essere esercitati, con firma singola, in conformità alle direttive generali impartite dal Consiglio di Amministrazione e alle linee di indirizzo stabilite dal Direttore Generale e dal Vice Direttore Generale Finance & Operations nonché nell'ambito delle strategie del Gruppo bancario di appartenenza e delle previsioni di budget:

    1. coordinare e sovrintendere alle attività delle Direzioni e dei Servizi che riportano all'Area di competenza, rispondendo al Vice Direttore Generale Finance & Operations cui riporta dei risultati e dell'attività degli stessi;
    1. dare esecuzione, per le attività di competenza, alle delibere del Consiglio di Amministrazione, nell'ambito delle linee d'indirizzo fornite dal Direttore Generale e dal Vice Direttore Generale Finance & Operations;
    1. proporre, per le aree di attività di competenza, l'ottimale organizzazione delle attività degli uffici, con criteri funzionali che, attraverso la divisione dei compiti, consentano controlli concomitanti e conseguenti e in ogni caso la determinazione delle singole responsabilità;
    1. proporre, per le attività di competenza, le attribuzioni e la destinazione del personale degli uffici, in conformità agli indirizzi stabiliti dal Consiglio di Amministrazione e dal Direttore Generale e dal Vice Direttore Generale Finance & Operations;
    1. supportare il Vice Direttore Generale Finance & Operations nella elaborazione delle proposte riguardanti il piano strategico triennale e il budget annuale;
    1. supportare il Vice Direttore Generale Finance & Operations nella elaborazione delle proposte relative al progetto di bilancio e al bilancio consolidato, nonché le relazioni economiche periodiche;
    1. quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998 accompagnare gli atti e le comunicazioni della società diffusi al mercato e relativi all'informativa contabile anche infrannuale con propria dichiarazione scritta che ne attesti la corrispondenza alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili;
    1. quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998, predisporre adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario;
    1. quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998, attestare con apposita relazione, redatta in conformità al modello stabilito dalla Consob e allegata al bilancio di esercizio, al bilancio semestrale abbreviato e al bilancio consolidato, l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure di cui al punto precedente nel corso del periodo cui si riferiscono i documenti nonché la corrispondenza di questi alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e la loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
    1. attestare che i documenti siano redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili nella Comunità europea ai sensi del Regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
    1. per il bilancio individuale e consolidato attestare che la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti;
    1. per il bilancio semestrale abbreviato attestare che la relazione intermedia sulla gestione contiene un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'art. 154-ter;
    1. compiere qualsiasi atto e/o assumere qualsiasi impegno anche di carattere economico necessari per l'esercizio dei compiti attribuiti ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998;
    1. ai fini dell'esercizio dei compiti e dei poteri attribuiti ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/1998, avvalersi della collaborazione delle altre funzioni aziendali (compresa quella della Direzione Internal Audit) la cui attività dovesse ritenere necessaria o anche solo opportuna per il migliore espletamento degli stessi;
    1. esprimere il proprio parere in merito alle proposte formulate dai Vice Direttori Generali competenti di passare a perdita crediti, rinunciare totalmente o parzialmente a qualsivoglia credito concesso, con conseguente rinuncia

alle garanzie acquisite ed eventuale prestazione del consenso alle annotazioni di cancellazione, surroga, restrizione, riduzione e/o postergazione di ipoteche e/o privilegi e/o altre garanzie reali ovvero di definire in via di stralcio posizioni contenziose;

    1. esprimere il proprio parere in merito alle proposte formulate dai Vice Direttori Generali competenti di inviare a perdita gli oneri derivanti alla società per errori dei dipendenti;
    1. nell'ambito del budget approvato dal Consiglio di Amministrazione, provvedere alle spese correnti della società;
    1. rappresentare la società avanti qualsiasi ufficio dell'Amministrazione Finanziaria, svolgere ogni pratica riguardante imposte, tasse o tributi; contestare accertamenti e addivenire a concordati e a transazioni;
    1. nell'ambito del budget approvato e per le aree di attività di competenza, con il limite di euro 100.000,00 per singolo bene, acquistare, vendere, permutare beni mobili, anche registrati, riscuotere i prezzi, delegarne in tutto o in parte il pagamento, concedere dilazioni di pagamento con o senza garanzia ipotecaria;
    1. nell'ambito del budget approvato, e per le aree di attività di competenza, stipulare con tutte le clausole opportune, modificare, risolvere contratti di locazione, noleggio, manutenzione, somministrazione, assicurazione, trasporto, appalto, comodato, vigilanza e trasporto valori, mediazione, commissione, pubblicità, agenzia e deposito e assumere impegni relativi alla fornitura di beni materiali, acquisizione di beni immateriali, prestazioni di servizi rese da terzi o prestazioni d'opera rese da consulenti o professionisti, con il limite di spesa di euro 100.000,00 per singola fornitura o prestazione di servizio; detto limite di spesa viene riferito al canone annuo per operazioni che comportino un impegno pluriennale, fermo restando comunque che tale impegno non potrà superare i 3 anni; restano esclusi da tali limiti i contratti relativi alle utenze ordinarie per il funzionamento della società (energia elettrica, telefono, fax) ovvero i pagamenti necessari in adempimento a norme di legge;
    1. per le aree di attività di competenza, nei limiti dei poteri delegati ovvero previa assunzione della relativa decisione da parte del competente organo sociale, compiere tutte le operazioni sui conti della società ed effettuare in particolare prelevamenti in genere, all'uopo emettendo i relativi assegni o equivalenti, a valere sulle effettive disponibilità;
    1. per le aree di attività di competenza curare i rapporti con la Pubblica Amministrazione, con la Banca d'Italia, con la Consob e con enti e organismi nazionali e internazionali, compiere qualsiasi operazione presso il debito pubblico, la cassa depositi e prestiti, la Banca d'Italia, la Monte Titoli, le agenzie delle entrate, le Ferrovie dello Stato, l'Amministrazione Postale, le dogane, l'ENEL e altri enti in genere, incassando e riscuotendo titoli, somme e valori con il rilascio di quietanze e ricevute;
    1. previa assunzione della relativa decisione da parte del competente organo sociale, sottoscrivere cessioni di credito, lettere contratto per apertura di rapporti bancari di qualsiasi tipo, lettere contratto per la concessione di finanziamenti, lettere di manleva in relazione allo smarrimento sottrazione e/o distruzione di titoli e assegni, crediti di firma quali fidejussioni, depositi cauzionali, avalli e accettazioni su cambiali;
    1. emettere assegni circolari;
    1. sottoscrivere, in nome e per conto della società, tutta la corrispondenza ordinaria e gli atti relativi all'esercizio dei poteri attribuiti;
    1. accendere ed estinguere conti correnti e di custodia e amministrazione titoli della società di ogni specie con banche, poste od altri depositari abilitati, depositi in gestione accentrata presso la Banca d'Italia nonché organismi di deposito centralizzato, pattuendo tutte le condizioni inerenti;
    1. esigere crediti e riscuotere ogni somma o valore dovuto alla società con rilascio di quietanza a saldo e liberazione;
    1. firmare per girata e quietanza, per qualsiasi titolo e in qualsiasi forma cambiali, assegni, vaglia, effetti e titoli analoghi, documenti rappresentativi di merci o di crediti, titoli azionari, obbligazionari e titoli all'ordine in genere;
    1. esercitare i poteri tempo per tempo attribuitigli dai Regolamenti adottati dalla banca e ogni altro potere attribuitogli in via continuativa o volta per volta dal Consiglio di Amministrazione o dal Direttore Generale e dal Vice Direttore Generale Finance & Operations, nell'ambito delle proprie competenze.

Al fine di dare concreta attuazione al dettato normativo è in essere dall'inizio del 2007 l'iniziativa progettuale FARG – Financial Accounting Risk Governance. Si rinvia in proposito al precedente paragrafo "Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria".

11.6 Coordinamento tra soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Sono state previste modalità di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al fine di evitare sovrapposizioni e garantire un presidio completo dei diversi rischi. A tal fine, tra l'altro, si rappresenta che:

  • i) è stato istituito il Comitato Rischi, organo collegiale a cui partecipano il Direttore Generale, il Vice Direttore Generale Finance & Operations, il Vice Direttore Generale Wealth Management Mercati e Prodotti, i Responsabili della funzioni di controllo nonché il General Counsel;
  • ii) sono previste riunioni collegiali tra il Collegio Sindacale e i responsabili delle funzioni di controllo, anche in occasione della predisposizione della pianificazione dell'attività;
  • iii) è stata emanata un'apposita circolare relativamente al coordinamento delle attività tra internal audit, compliance, anti money laundering e risk management e le altre funzioni di controllo, finalizzata alla realizzazione di una programmazione efficace delle attività, pur nel rispetto delle diverse autonomie;
  • iv) i Collegi Sindacali delle società del gruppo periodicamente si riuniscono congiuntamente;
  • v) il Collegio Sindacale partecipa alle riunioni del Comitato Controllo e Rischi e il Presidente del Collegio Sindacale partecipa alle riunioni del Comitato per la Remunerazione e del Comitato per le Nomine;
  • vi) il Collegio Sindacale, dal 1° aprile 2014, ha assunto il ruolo di Organismo di Vigilanza;
  • vii) su specifici progetti e argomenti le diverse funzioni di controllo svolgono congiuntamente le necessarie analisi.

Per informazioni su altri soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi si rinvia al capitolo 11 Sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi.

12.INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE E SOGGETTI COLLEGATI

In conformità alle previsioni di cui all'art. 2391-bis codice civile e all'art. 4 del Regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n. 17389 del 23 giugno 2010), il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato – previo parere preventivo del Comitato Controllo e Rischi istituito in seno al Consiglio di Amministrazione e composto da amministratori indipendenti - le procedure che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate ( "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate" o "Procedura").

In data 21 giugno 2012 il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, a seguito dell'emanazione da parte di Banca d'Italia delle Disposizioni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di Soggetti Collegati, ha proceduto alla integrazione, per contiguità di argomenti, della suddetta Procedura, introducendo nell'ambito della stessa anche le previsioni relative ai soggetti collegati e approvando una nuova versione della "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati".

La procedura in argomento, da ultimo revisionata in data 11 maggio 2016 in ottemperanza alle previsioni dell'art. 150 TUF e alle disposizioni introdotte dalla Circolare n. 263 della Banca d'Italia in materia di Operazioni di Maggior Rilievo e ora trasposte nella Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di Vigilanza per le Banche", si propone di dare attuazione alle discipline Consob e Banca d'Italia introducendo, con valenza per tutte le Società del Gruppo bancario, regole sull'operatività con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo che disciplinano le modalità istruttorie, le competenze deliberative, di rendicontazione e di informativa.

Si rappresenta in particolare che la Circolare n. 263 della Banca d'Italia ha introdotto nella normativa di settore alcune regole in materia di attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di Soggetti Collegati (Titolo V, Capitolo 5 della suddetta Circolare). Dette disposizioni sono finalizzate a presidiare il rischio che la vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della banca possa compromettere l'oggettività e l'imparzialità delle decisioni relative alla concessione di finanziamenti e ad altre transazioni nei confronti dei medesimi soggetti, con possibili distorsioni nel processo di allocazione delle risorse, esposizione della banca a rischi non adeguatamente misurati o presidiati, potenziali danni per depositanti e azionisti.

In tale prospettiva la citata normativa individua come "parti correlate", anzitutto, gli esponenti, i principali azionisti e gli altri soggetti capaci di condizionare la gestione della banca in quanto in grado di esercitare il controllo, anche congiuntamente con altri soggetti, o una influenza notevole. Precisa poi che situazioni di conflitto di interesse possono emergere anche nei confronti di imprese, specie di natura industriale, controllate o sottoposte a influenza notevole nei cui confronti la banca abbia significative esposizioni in forma di finanziamenti e di interessenze partecipative.

Sulla base delle richiamate disposizioni una parte correlata e i soggetti a essa connessi costituiscono quindi il perimetro dei "soggetti collegati", a cui si applicano le condizioni quantitative e procedurali previste dalla citata disciplina. Sotto il profilo quantitativo il presidio è costituito dalla determinazione di limiti prudenziali per le attività di rischio di una banca o di un Gruppo bancario nei confronti di detti soggetti; i limiti sono differenziati in funzione delle diverse tipologie di parti correlate, in modo proporzionato all'intensità delle relazioni e alla rilevanza dei conseguenti rischi per la sana e prudente gestione. In considerazione dei maggiori rischi inerenti ai conflitti di interesse nelle relazioni banca-industria, sono previsti limiti più stringenti per le attività di rischio nei confronti di parti correlate qualificabili come imprese non finanziarie. La determinazione dei limiti prudenziali è integrata poi dalla necessità di adottare apposite procedure deliberative, al fine di preservare la corretta allocazione delle risorse e tutelare adeguatamente i terzi da condotte espropriative. Inoltre specifiche indicazioni in materia di assetti organizzativi e controlli interni consentono di individuare le responsabilità dei diversi organi sociali e i compiti delle funzioni aziendali rispetto agli obiettivi di prevenzione e gestione dei conflitti di interesse, nonché agli obblighi di censimento dei soggetti collegati e di controllo dell'andamento delle esposizioni.

La procedura si applica anche alle Operazioni con Parti Correlate o Soggetti Collegati:

  • a) poste in essere per effetto dell'attività di direzione e coordinamento della Società sulle controllate ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile, e
  • b) che, sulla base del vigente sistema di deleghe, debbono essere preventivamente esaminate o approvate dalla Società.

Devono in ogni caso essere preventivamente autorizzate dalla Società le Operazioni con Parti Correlate o Soggetti Collegati che le società controllate, ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile, italiane o estere, intendano porre in essere e che siano qualificabili come Operazioni di Maggiore Rilevanza.

Ai fini di una compiuta e corretta informativa relativamente alle Operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo compiute, la Procedura prevede altresì che:

  • i) il Consiglio di Amministrazione della Società renda note, nella relazione sulla gestione di cui all'art. 2428 cod. civ., le operazioni con parti correlate e soggetti collegati compiute nel corso dell'esercizio anche per il tramite di Società Controllate;
  • ii) il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale siano informati, a cura dell'Organo deliberante per il tramite del Direttore Generale, con cadenza almeno trimestrale, sull'esecuzione delle Operazioni di minore rilevanza con Parti Correlate e Soggetti Collegati e delle Operazioni di Maggior Rilievo;
  • iii) il Presidente del Consiglio di Amministrazione provveda affinché adeguate informazioni sulle Operazioni di Minore Rilevanza di competenza del Consiglio e sulle Operazione di Maggiore Rilevanza siano fornite a tutti gli Amministratori, in conformità all'art. 2381 cod. civ., nonché al Collegio Sindacale;
  • iv) il Collegio Sindacale vigili sull'osservanza delle disposizioni di cui alla citata Procedura e ne riferisca nella relazione all'Assemblea della Società di cui all'art. 2429, secondo comma, cod. civ. ovvero dell'art. 153 del Testo unico della Finanza.

Inoltre, l'appartenenza di Banca Generali al Gruppo Generali ha determinato la necessità di identificare eventuali operazioni con parti correlate della controllante Assicurazioni Generali e di gestirle in conformità alle previsioni delle Procedure adottate da Assicurazioni Generali stessa, che, in determinate situazioni, prevedono il preventivo vaglio da parte della Capogruppo.

La Procedura sulle Operazioni con Parti Correlate è consultabile nella sezione del sito Internet della Società (www. bancagenerali.com) denominata "Corporate Governance – Sistema di Corporate Governance – Politiche di Governance".

Al fine di dare compiuta attuazione alla suddetta normativa, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali, nella riunione del 18 dicembre 2012, ha altresì approvato le "Politiche interne in materia di controlli sulle attività di rischio e sui conflitti di interesse nei confronti dei Soggetti Collegati", politiche che sono oggetto di costante aggiornamento da parte del Consiglio di Amministrazione, al fine di mantenere la coerenza con l'assetto organizzativo aziendale.

Le menzionate "Politiche" disciplinano, tra l'altro:

  • i) i livelli di propensione al rischio coerenti con il profilo strategico e le caratteristiche organizzative della banca o del Gruppo bancario; la propensione al rischio è definita anche in termini di misura massima delle attività di rischio verso soggetti collegati ritenuta accettabile in rapporto al patrimonio di vigilanza, con riferimento alla totalità delle esposizioni verso la totalità dei soggetti collegati;
  • ii) per quanto riguarda l'operatività con soggetti collegati, i settori di attività e le tipologie di rapporti di natura economica, anche diversi da quelli comportanti assunzione di attività di rischio, in relazione ai quali possono determinarsi conflitti d'interesse, fermo restando la puntuale disciplina in materia di conflitti d'interesse già precedentemente adottata da Banca Generali;
  • iii) i processi organizzativi atti a identificare e censire in modo completo i soggetti collegati e a individuare e quantificare le relative transazioni in ogni fase del rapporto;
  • iv) i processi di controllo atti a garantire la corretta misurazione e gestione dei rischi assunti verso soggetti collegati e a verificare il corretto disegno e l'effettiva applicazione delle politiche interne.

Obbligazioni degli esponenti aziendali ex art. 136 del TUB

Relativamente alle obbligazioni di esponenti di banche, si ricorda anche che l'art. 136 del TUB, come da ultimo modificato con D.L. n. 179/12, pone il divieto, per detti soggetti, di contrarre obbligazioni di qualsiasi natura o compiere atti di compravendita, direttamente o indirettamente, con la banca. Tale divieto è superabile soltanto previa deliberazione favorevole dell'organo di amministrazione, presa all'unanimità e col voto favorevole di tutti i componenti dell'organo di controllo, fermi restando gli obblighi previsti dal codice civile in materia di interessi degli amministratori e di operazioni con parti correlate e soggetti collegati.

Banca Generali, al fine di garantire un puntuale presidio delle situazioni che potrebbero dar luogo a un potenziale conflitto di interesse ha adottato gli opportuni accorgimenti e in particolare tutti gli esponenti aziendali vengono direttamente e personalmente resi edotti, in occasione della nomina, dei contenuti della normativa di cui trattasi, attraverso una brochure denominata "Obblighi degli esponenti bancari – Concetti Generali" che riassume la normativa vigente e le relative indicazioni interpretative, e un "Modulo di dichiarazione", che tutti gli esponenti aziendali devono compilare e che assolve congiuntamente alle discipline Consob e Banca d'Italia in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati, e alle prescrizioni ex. art. 136 TUB.

Inoltre, ricordato che il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali S.p.A. del 21 giugno 2012, come sopra rappresentato, ha approvato la "Procedura in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo", Banca Generali ha adottato l'applicativo Easy Regulation, strumento che permette di: (i) censire i Soggetti Rilevanti, consentendo la gestione delle informazioni a essi relative; (ii) identificare le operazioni della Banca che rientrano nell'ambito di applicazione delle diverse normative; (iii) registrare e monitorare tali operazioni; (iv) identificare le operazioni che richiedono un iter istruttorio e supportare il processo informatizzato di governance delle operazioni che superano una soglia di rilevanza; (v) produrre della reportistica personalizzabile.

Si evidenzia che il modello dei processi scelto da Banca Generali e supportato da Easy Regulation, realizza una gestione integrata, semplificata e multi-normativa delle operazioni con Parti Correlate, Soggetti Collegati ed Esponenti Aziendali ex art. 136 del TUB.

Infine, in ottemperanza a quanto indicato nella "Procedura in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo", all'interno del Servizio Affari Societari della Banca, è stata individuata una Funzione preposta con il compito di provvedere principalmente: (i) all'aggiornamento del perimetro anagrafico sovraintendendo l'individuazione dei soggetti; (ii) alla gestione degli iter deliberativi, dei flussi informativi sulle operazioni e dei rapporti con il Comitato Controllo e Rischi e con il Consiglio di Amministrazione; (iii) alla gestione degli obblighi di trasparenza interni ed esterni con gli Organi di Vigilanza; (iv) alla predisposizione della reportistica richiesta dalla citata normativa Consob e Banca d'Italia; (v) al coordinamento delle attività con le strutture della Capogruppo e delle Società Controllate.

13.NOMINA DEI SINDACI

Il Collegio sindacale è composto di tre Sindaci effettivi e due supplenti, le cui attribuzioni, doveri e durata sono quelli stabiliti dalla Legge.

Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto i Sindaci effettivi e supplenti devono possedere i requisiti richiesti dalla Legge e sono rieleggibili. Non possono essere nominati Sindaci e se eletti decadono dall'incarico coloro che si trovino in situazioni di incompatibilità previste dalla Legge e coloro che ricoprono incarichi di amministrazione e controllo presso altre società in misura superiore ai limiti stabiliti dalle disposizioni, anche regolamentari, vigenti. I Sindaci effettivi e supplenti, oltre a essere in possesso dei requisiti di Legge previsti per gli esponenti aziendali che svolgono l'incarico di sindaco, non devono aver riportato una sentenza di condanna in relazione a un reato presupposto di cui al D.Lgs. 231/01 ovvero non devono aver riportato una sentenza di condanna per qualsiasi ulteriore delitto non colposo. Parimenti, i componenti del Collegio Sindacale, non devono essere destinatari di un decreto che dispone il giudizio per i medesimi reati e tale giudizio sia ancora in corso. La revoca per giusta causa da componente dell'Organismo di Vigilanza attuata dal Consiglio di Amministrazione, costituisce causa di decadenza dell'esponente dalla carica di componente del Collegio Sindacale. I Sindaci effettivi e supplenti decaduti o revocati dalla carica di Sindaco, anche in conseguenza del venir meno dei previsti requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza, decadono anche dall'incarico di membro dell'Organismo di Vigilanza.

La nomina dei Sindaci è effettuata sulla base di liste di candidati, secondo la procedura di seguito descritta.

Hanno diritto a presentare una lista gli azionisti, che da soli o insieme ad altri azionisti rappresentino la percentuale di capitale sociale prevista per la Società per la presentazione delle liste di candidati per la nomina del Consiglio di Amministrazione. Attualmente tale percentuale è pari al 1,00%. Ogni azionista (nonché (i) gli azionisti appartenenti a un medesimo gruppo, per tali intendendosi il soggetto, anche non societario, controllante ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile e ogni società controllata da, ovvero sotto il comune controllo del, medesimo soggetto, ovvero (ii) gli azionisti aderenti a uno stesso patto parasociale ex art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche, ovvero (iii) gli azionisti che siano altrimenti collegati tra loro in forza di rapporti di collegamento rilevanti ai sensi della normativa di legge e/o regolamentare vigente e applicabile) possono concorrere a presentare una sola lista, in caso di violazione non si tiene conto dell'appoggio dato relativamente ad alcuna delle liste.

Le liste sono composte da due sezioni: l'una per la nomina dei Sindaci effettivi e l'altra per la nomina dei Sindaci supplenti. Le liste contengono un numero di candidati non superiore al numero dei membri da eleggere, elencati mediante un numero progressivo. Ciascuna delle due sezioni delle liste, ad eccezione di quelle che presentano un numero di candidati inferiore a tre, è composta in modo tale da assicurare l'equilibrio tra i generi. Ogni candidato potrà presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità. Unitamente a ciascuna lista, entro il termine previsto per il deposito della stessa, gli azionisti che hanno presentato le liste devono altresì depositare presso la Società: (i) le informazioni relative all'identità dei soci che hanno presentato le liste, con l'indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta; (ii) un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati indicati nella lista; (iii) la dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento con questi ultimi; (iv) le dichiarazioni con le quali ciascuno dei candidati accetta la propria candidatura e attesta altresì, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità, nonché l'esistenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente per ricoprire la carica di Sindaco della Società. Entro il termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società, al fine di provare la legittimazione alla presentazione delle liste, i soci sono tenuti altresì a depositare presso la Società la documentazione comprovante la titolarità della partecipazione azionaria secondo le disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

Le liste, sottoscritte da coloro che le presentano, dovranno essere depositate presso la Società entro il venticinquesimo giorno prima di quello fissato per l'Assemblea in prima convocazione e messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet della Società, e con le altre modalità stabilite dalle disposizioni di legge e regolamentari applicabili, entro il ventunesimo giorno antecedente quello fissato per l'assemblea in prima convocazione. Qualora alla scadenza del predetto termine sia stata depositata una sola lista o soltanto liste presentate da soci che risultino collegati tra loro, troveranno applicazione le previsioni normative anche di carattere regolamentare disciplinanti la fattispecie.

Ogni azionista (nonché (i) gli azionisti appartenenti a un medesimo gruppo, per tali intendendosi il soggetto, anche non societario, controllante ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile e ogni società controllata da, ovvero sotto il comune controllo del, medesimo soggetto, ovvero (ii) gli azionisti aderenti a uno stesso patto parasociale ex art. 122 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche, ovvero (iii) gli azionisti che siano altrimenti collegati tra loro in forza di rapporti di collegamento rilevanti ai sensi della normativa di legge e/o regolamentare vigente e applicabile) hanno diritto di votare una sola lista.

Risulteranno eletti Sindaci effettivi i primi due candidati della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti e il primo candidato della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti tra le liste presentate e votate da parte di soci che non siano collegati, neppure indirettamente, ai soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti; risulteranno eletti Sindaci supplenti il primo candidato della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti e il primo candidato della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti tra le liste presentate e votate da parte di soci che non siano collegati, neppure indirettamente, ai soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti. Qualora il numero di Sindaci effettivi del genere meno rappresentato sia inferiore a quello previsto dalle vigenti disposizioni di legge, si procederà, nell'ambito della sezione dei sindaci effettivi della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, alle necessarie sostituzioni secondo l'ordine di presentazione dei candidati.

Nel caso di presentazione di una sola lista, il Collegio Sindacale è tratto per intero dalla stessa.

Qualora non venga presentata alcuna lista, l'Assemblea nomina il Collegio Sindacale e il suo Presidente a maggioranza dei votanti in conformità alle disposizioni di legge.

In caso di parità di voti fra due o più liste risulteranno eletti sindaci i candidati più giovani per età fino a concorrenza dei posti da assegnare.

La presidenza spetta al candidato della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti tra le liste presentate e votate da parte di soci che non siano, neppure indirettamente, collegati ai soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti. Nel caso di presentazione di un'unica lista, la presidenza spetta al primo candidato indicato nella stessa.

In caso di morte, rinunzia o decadenza di un Sindaco effettivo, subentra il primo sindaco supplente appartenente alla medesima lista del Sindaco sostituito, il quale scadrà assieme con gli altri Sindaci in carica al momento del suo ingresso nel Collegio. Qualora il Sindaco cessato fosse Presidente del Collegio Sindacale, il sindaco subentrante subentrerà altresì nella presidenza del Collegio Sindacale. Ove non sia possibile procedere nei termini sopra indicati e la procedura di sostituzione dei sindaci non assicurasse l'equilibrio tra i generi, il Collegio Sindacale si intenderà integralmente e immediatamente decaduto e, per l'effetto, dovrà essere convocata l'Assemblea per deliberare in merito alla nomina del Collegio Sindacale, in conformità al sistema di voto di lista sopra indicato.

I Sindaci devono essere scelti tra coloro che abbiano maturato un'esperienza complessiva di almeno un triennio nell'esercizio di:

  • a) attività professionali o di insegnamento universitario di ruolo in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecnico-scientifiche strettamente attinenti all'attività d'impresa della Società;
  • b) funzioni dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni operanti in settori strettamente attinenti a quello di attività della Società.

A tal proposito l'art. 20 dello Statuto prevede che: (i) hanno stretta attinenza all'attività della Società tutte le materie di cui alla precedente lettera a) attinenti all'attività bancaria e alle attività inerenti a settori economici strettamente attinenti a quello bancario; (ii) sono settori economici strettamente attinenti a quello bancario quelli relativi all'ambito creditizio, parabancario, finanziario e assicurativo.

14. COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

L'attuale Collegio Sindacale di Banca Generali è stato nominato dall'Assemblea degli azionisti del 23 aprile 2015.

La tabella contenuta nell'allegato sub 3) riporta i membri del Collegio Sindacale in carica alla data del 31 dicembre 2016 e altre informazioni in merito agli stessi e alla loro partecipazione alle riunioni del Collegio Sindacale.

L'Assemblea del 23 aprile 2015 ha provveduto a eleggere i componenti il Collegio Sindacale sulla base di due liste presentate rispettivamente dall'azionista di maggioranza Assicurazioni Generali S.p.A. e da diversi Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, sotto l'egida di Assogestioni.

La lista dell'azionista di maggioranza Assicurazioni Generali S.p.A. indicava i seguenti candidati per la carica di sindaco effettivo: Mario Francesco Anaclerio, Flavia Daunia Minutillo e Gambi Alessandro e i seguenti candidati per la carica di sindaco supplente Anna Bruno e Luca Camerini.

All'esito del voto assembleare, i candidati della menzionata lista sono stati eletti con il voto favorevole del 62,918% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto e hanno assunto le seguenti cariche: Mario Francesco Anaclerio e Flavia Daunia Minutillo, sindaci effettivi e Anna Bruno, sindaco supplente.

La lista presentata sotto l'egida di Assogestioni indicava il nominativo di Ettore Maria Tosi quale unico candidato alla carica di sindaco effettivo e di Massimo Cremona quale candidato alla carica di sindaco supplente. All'esito del voto assembleare, i candidati sono risultati eletti con il voto favorevole del 35,762% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto e hanno assunto le seguenti cariche: Ettore Maria Tosi, sindaco effettivo e Presidente del Collegio Sindacale ai sensi di quanto previsto dall'art. 20, comma 10 dello statuto sociale (la presidenza spetta al candidato della lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti tra le liste presentate e votate da parte di soci che non siano, neppure indirettamente, collegati ai soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti), Massimo Cremona sindaco supplente.

In data 30 giugno 2015, a seguito di dimissioni rassegnate dal Presidente del Collegio Sindacale, dott. Ettore Maria Tosi, ai sensi dell'art. 20, comma 11 dello statuto sociale, il dott. Massimo Cremona è subentrato nella carica di sindaco effettivo e Presidente del Collegio Sindacale.

L'attuale composizione del Collegio Sindacale rispetta pienamente la disciplina della parità di genere di cui alla legge n. 120 del 12 luglio 2011.

In data 4 marzo 2016 anche il Sindaco Supplente Anna Bruno ha rassegnato le proprie dimissioni.

L'Assemblea del 21 aprile 2016 ha provveduto al completamento della composizione del Collegio Sindacale nominando i due sindaci supplenti mancanti.

Nella fattispecie, la lista dell'azionista di maggioranza Assicurazioni Generali S.p.A. indicava i seguenti candidati per l'assunzione della carica di sindaco supplente: Maria Maddalena Gnudi e Alessandro Copparoni.

La lista presentata sotto l'egida di Assogestioni indicava il nominativo di Carlo Delladio quale unico candidato all'assunzione della carica di sindaco supplente.

All'esito del voto assembleare, sono risultati eletti nuovi sindaci supplenti per la restante parte del triennio di carica e pertanto fino al termine di svolgimento dell'adunanza assembleare chiamata ad approvare il bilancio relativo all'esercizio che si chiuderà al 31 dicembre 2017, i signori:

  • Maria Maddalena Gnudi, primo candidato della lista risultata prima per numero di voti (67,750% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto);

  • Carlo Delladio, primo candidato della lista risultata seconda per numero di voti (30,790% del capitale sociale presente all'Assemblea e avente diritto di voto).

Di seguito viene indicato un sintetico profilo dei sindaci.

Massimo Cremona. Nato a Busto Arsizio (Va) il 3 aprile 1959, è attualmente Professore a contratto presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, facoltà di economia e commercio. È stato Professore a contratto presso l'Università Statale di Milano, facoltà di giurisprudenza.

Ha collaborato a pubblicazioni nazionali e internazionali ed è stato Relatore a seminari nazionali e internazionali in tema di fiscalità nazionale e internazionale. Già Associato Fondatore dello Studio Pirola Pennuto Zei & Associati e Managing Partner dello stesso studio, attualmente svolge attività professionale in proprio. È consulente di importanti gruppi italiani ed esteri con particolare riferimento alle attività finanziarie, bancarie e assicurative. Riveste la carica di Amministratore o Sindaco in diverse società primarie quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, in società appartenenti al Gruppo De Benedetti, Gruppo Bosch, Gruppo Metro e Gruppo Ermenegildo Zegna.

Mario Francesco Anaclerio. Nato a Genova il 2 maggio 1973, si è laureato in economia e commercio presso l'Università Cattolica di Milano, è dottore commercialista e revisore legale. Titolare di studio professionale in Milano con specializzazione in materia di finanza, valutazioni d'azienda, pareri di congruità, perizie e operazioni straordinarie, governance, internal auditing e modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231/2001. Riveste inoltre la carica di membro del Collegio Sindacale di alcune società esterne al Gruppo Generali tra le quali Società Italiana per Azioni per il traforo del Monte Bianco S.p.A., Pasticceria Bindi S.p.A., FBH S.p.A., Società Gestione Servizi BP S.C.P.A. (Gruppo Banco BPM), Spencer Contract S.p.A. e la carica di Presidente dell'Organismo di Vigilanza di Esprinet S.p.A. e di ADR Mobility S.r.l. (Gruppo Atlantia).

Flavia Daunia Minutillo. Nata a Milano il 24 maggio 1971, laureata in Economia e Commercio nel 1995, Dottore Commercialista e Revisore Legale, abilitata Mediatore Professionista. Socio Fondatore di Simonelli Associati. Dal 1998 a oggi ha ricoperto la carica di Sindaco effettivo e di Presidente del Collegio Sindacale in banche, società quotate, società di cartolarizzazione, società fiduciarie, società finanziarie, società di factoring, SIM e SGR, holding di partecipazioni nonché di società immobiliari. industriali, società di servizi e commerciali. In particolare è Presidente del Collegio Sindacale di Generali Real Estate SGR dal 2015; sindaco effettivo di E-MID SIM S.p.A. dal 2008, di Emittenti Titoli S.p.A. dal 2012, della quotata Molmed S.p.A. dal 2013, del Fondo Strategico Italiano Investimenti S.p.A. dal 2014, di Areti S.p.A. e della quotata Mondadori S.p.A. dal 2015 e di Rizzoli Libri S.p.A. dal 2016.

Maria Maddalena Gnudi. Nata a Pesaro il 13 marzo 1979, laureata a pieni voti in Economia e Commercio all'Università di Bologna, Dottore Commercialista e Revisore Legale, collabora con lo Studio Gnudi dal 2010 ed è socia dal 2011. Professionista esperta in consulenza in materia fiscale, in particolare in fiscalità internazionale e transfer pricing. È membro del Consiglio di Amministrazione di ACBGroup SpA e Sindaco delle società Intercos S.p.a. e Intercos Europe S.p.A.

Carlo Delladio. Nato a Cavalese (TN) il 4 novembre 1968, si è laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Trento. È Dottore Commercialista e iscritto al Registro dei revisori legali. È altresì iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige ed è collaboratore e autore di molte pubblicazioni e riviste de "Il Sistema Frizzera", oltre a collaborare con il quotidiano "Il Sole 24 ore".

Dal 1998 esercita l'attività di libero professionista con studio in Trento, Milano e Cavalese occupandosi in particolare di consulenza fiscale, societaria e aziendale nei confronti di società operanti nei settori bancario, assicurativo, immobiliare, informatico e industriale, nonché di enti pubblici. È attualmente membro del Collegio Sindacale di numerose e primarie aziende e istituti di credito. Riveste inoltre la carica di membro dell'Organismo di Vigilanza di altrettanto numerose aziende di primaria importanza.

Durante l'esercizio 2016 il Collegio Sindacale si è riunito 21 volte, la presenza media dei Sindaci alle riunioni del Consiglio di Amministrazione nell'esercizio 2016 è stata del 100,00%. Per il 2017 sono previste 12 riunioni, dall'inizio dell'esercizio fino a oggi sono state svolte 3 riunioni.

La normativa di vigilanza prevede inoltre che l'organo di controllo verifichi periodicamente la propria adeguatezza in termini di poteri, funzionamento e composizione, tenuto conto delle dimensioni, della complessità e delle attività svolte dalla banca. Stabilisce anche che i componenti dell'organo di controllo devono assicurare un livello di professionalità adeguato alla complessità operativa e dimensionale della banca e dedicare tempo e risorse idonei per l'assolvimento dell'incarico e che, sia in occasione della nomina degli esponenti aziendali sia periodicamente, devono essere accertati e valutati il numero di incarichi ricoperti di analoga natura, ponendo particolare attenzione a quelli che richiedono un maggiore coinvolgimento nell'ordinaria attività aziendale. A tal fine l'art. 20 dello Statuto stabilisce, attraverso un rinvio alla normativa regolamentare vigente, sia il numero massimo di incarichi consentito per assumere la carica di sindaco in Banca Generali, sia i requisiti di professionalità richiesti.

Oltre ai requisiti di onorabilità e indipendenza e alle cause di incompatibilità e di ineleggibilità, previste dalla normativa speciale e dal Codice di Autodisciplina per le banche quotate, i sindaci devono possedere, a pena di decadenza, i seguenti requisiti di professionalità: almeno un sindaco effettivo e un supplente (ed in ogni caso il Presidente) devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili; chi non abbia tale requisito, deve avere maturato una specifica esperienza nell'esercizio di: a) attività professionali o di insegnamento universitario di ruolo in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecnico-scientifiche strettamente attinenti all'attività d'impresa della Società; b) funzioni dirigenziali presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni operanti in settori strettamente attinenti a quello di attività della Società.

Inoltre i componenti degli organi di controllo, per effetto della normativa di vigilanza, non possono assumere cariche in organi diversi da quelli di controllo presso altre società del gruppo o del conglomerato finanziario, nonché presso società nelle quali la banca detenga, anche indirettamente, una partecipazione strategica (ovvero almeno pari al 10% del capitale sociale o del diritto di voto nell'assemblea ordinaria della società partecipata e al 5% del patrimonio consolidato del Gruppo bancario).

Con riferimento alle quote di genere, lo Statuto Sociale prevede che, qualora il numero di Sindaci effettivi del genere meno rappresentato sia inferiore a quello previsto dalle vigenti disposizioni di legge, si procederà, nell'ambito della sezione dei sindaci effettivi della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, alle necessarie sostituzioni secondo l'ordine di presentazione dei candidati. Nell'evento di sostituzione di un Sindaco effettivo con un Sindaco supplente e in caso la procedura di sostituzione dei sindaci non assicurasse l'equilibrio tra i generi, il Collegio Sindacale si intenderà integralmente e immediatamente decaduto. Banca Generali, in occasione del prossimo rinnovo del Collegio Sindacale, si riserva di valutare e implementare ulteriori politiche in materia di diversità concernenti l'età dei membri del Collegio Sindacale relativamente ad aspetti quali l'età, la composizione di genere e il percorso formativo e professionale dei candidati.

La verifica del possesso dei requisiti richiesti è svolta dal Consiglio di Amministrazione in conformità sia alle previsioni della normativa di vigilanza che di quelle del Codice.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha provveduto alla verifica dei requisiti di legge richiesti per i componenti effettivi del Collegio Sindacale in data 4 maggio 2015 e per i membri supplenti in data 11 maggio 2016.

I sindaci di Banca Generali sono stati scelti tra gli iscritti al registro dei revisori contabili; tutti i sindaci sono inoltre risultati indipendenti sia in base alle disposizioni del D.Lgs. n. 58/1998 che a quelle del Codice di Autodisciplina.

Il Collegio Sindacale ha valutato l'indipendenza dei propri membri e da ultimo la valutazione è avvenuta nella seduta del 9 febbraio 2017.

Nell'effettuare le valutazioni di cui sopra ha applicato tutti i criteri previsti dal Codice con riferimento all'indipendenza degli Amministratori.

Il Sindaco che per conto proprio o di terzi ha un interesse in una determinata operazione della Società deve informare tempestivamente e in modo esauriente gli altri Sindaci e il Presidente del Consiglio circa la natura, l'origine e i termini del proprio interesse. Analoga informativa deve essere fornita dal Sindaco che si trovi in una delle situazioni previste dall'art. 136 del TUB e in tal caso troverà applicazione la disciplina prevista da tale normativa.

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'indipendenza della società di revisione, verificando tanto il rispetto delle disposizioni normative in materia, quanto la natura e l'entità dei servizi diversi dall'attività di revisione legale prestati alla Società e alle sue controllate da parte della stessa società di revisione e delle entità appartenenti alla rete medesima.

L'art. 20 dello Statuto Sociale, considerato che l'attività di revisione legale spetta a norma di legge a una società di revisione, prevede il potere/dovere del Collegio Sindacale di relazionarsi con gli altri soggetti aventi incarichi di controllo; a tal fine sono state individuate forme di coordinamento continuo, attraverso la pianificazione di specifiche riunioni e lo scambio periodico di informazioni tra il Collegio Sindacale e la società di revisione. Su tali tematiche il Collegio Sindacale può altresì avvalersi, se lo ritiene, del supporto consultivo del Comitato Controllo e Rischi, come previsto dal Regolamento sul funzionamento del Comitato stesso.

Inoltre l'organo di controllo della capogruppo deve operare in stretto raccordo con i corrispondenti organi delle controllate. Il Collegio Sindacale inoltre, nello svolgimento della propria attività, si è coordinato con il Comitato Controllo e Rischi e con le funzioni di controllo (compliance, anti money laundering, internal audit e risk management).Si richiama in proposito quanto sopra rappresentato in merito ai flussi informativi e al coordinamento tra i diversi organi della Società.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha curato che i Sindaci potessero partecipare post nomina a iniziative finalizzate a fornire loro un'adeguata conoscenza del settore di attività in cui opera l'emittente, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo di riferimento. In tale contesto ha coinvolto i componenti il Collego Sindacale in due riunioni di induction, svoltesi nel corso del mese di novembre 2016 e febbraio 2017. Nella riunione svoltasi a novembre 2016, in occasione del decennale di quotazione di Banca Generali, sono stati illustrati i risultati raggiunti, le strategie perseguite nonché l'impegno verso il nuovo modello di business fortemente improntato allo sfruttamento delle opportunità offerte dal digitale. Nella riunione di induction dello scorso mese di febbraio 2017 sono stati approfonditi i temi del business e delle politiche di reclutamento e commerciali.

Nel corso dell'esercizio 2016, il Collegio Sindacale in autonomia, ha proceduto a numerosi e specifici incontri tematici con il management della Banca e in particolare con i responsabili delle funzioni di controllo e con la società di revisione allo scopo di approfondire alcuni temi e favorire la piena conoscenza della realtà della Banca.

15.RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

Banca Generali ritiene conforme a un proprio specifico interesse – oltre che a un dovere nei confronti del mercato – instaurare un dialogo continuativo, fondato sulla comprensione reciproca dei ruoli, con la generalità degli Azionisti, nonché con gli investitori istituzionali, dialogo destinato comunque a svolgersi nel rispetto della procedura per la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni aziendali.

In particolare, la Società coglie l'occasione delle assemblee per la comunicazione agli Azionisti di informazioni sulla Società e sulle sue prospettive; ciò, ovviamente, nel rispetto della disciplina delle informazioni privilegiate e quindi, ove il caso ricorra, procedendo a una contestuale diffusione al mercato di dette informazioni.

La gestione dei rapporti quotidiani con gli Azionisti è affidata al Servizio Affari Societari nell'ambito della Direzione General Counsel.

I rapporti con gli investitori istituzionali sono invece curati dal Servizio Investor Relations.

INVESTOR RELATIONS Giuliana Pagliari Tel. + 39 02 60765548 Fax +39 02 69 462 138 [email protected]

La Società si serve del proprio sito Internet per mettere a disposizione del pubblico informazioni sempre aggiornate sulla Società, i suoi prodotti e i suoi servizi.

Oltre alla presentazione e alla storia della Società e del Gruppo, sul sito sono reperibili i documenti più rilevanti in materia di Corporate Governance, tutti i comunicati stampa relativi ai principali eventi societari nonché i dati finanziari e contabili.

Sempre nel sito è presente il Calendario Eventi, da cui è possibile conoscere le date delle riunioni degli Organi Sociali, quali l'Assemblea e i Consigli di Amministrazione chiamati ad approvare il progetto di bilancio d'esercizio, il bilancio consolidato, il bilancio semestrale abbreviato e i resoconti intermedi di gestione, nonché quelle di carattere più strettamente finanziario.

Al fine di garantire la trasparenza e l'efficacia dell'informativa resa al pubblico, l'aggiornamento del sito è curato con la massima tempestività.

16. ASSEMBLEE (ex art. 123-bis, comma 2, lettera c), TUF)

I meccanismi di funzionamento dell'Assemblea degli azionisti sono disciplinati dallo Statuto Sociale e dal Regolamento dell'Assemblea.

La qualità di azionista implica l'accettazione da parte dello stesso dell'atto costitutivo e dello statuto.

L'Assemblea degli Azionisti è l'organo che esprime con le sue deliberazioni la volontà sociale. Le deliberazioni da essa prese in conformità alla Legge e al presente Statuto vincolano tutti gli Azionisti, compresi quelli assenti o dissenzienti. L'Assemblea può essere convocata presso la sede legale od in altra località, purché nel territorio dello Stato italiano. L'Assemblea è convocata dal Consiglio di Amministrazione mediante avviso pubblicato con le modalità e nei termini stabiliti dalle disposizioni di legge e regolamentari applicabili. L'Assemblea viene convocata ogni qualvolta l'organo amministrativo lo ritenga necessario e opportuno ovvero su richiesta del Collegio Sindacale o dei soci, a termini di legge, ovvero negli altri casi in cui la convocazione dell'assemblea sia obbligatoria per legge. L'Assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale; quando ricorrano le condizioni di legge tale termine può essere prorogato a 180 giorni.

Nei casi previsti dalla legge, gli azionisti che, da soli o congiuntamente ad altri, rappresentino almeno la percentuale del capitale sociale richiesta dalla normativa applicabile, hanno diritto a chiedere la convocazione dell'Assemblea; gli azionisti che da soli o congiuntamente ad altri, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, in conformità alle disposizioni di legge vigenti, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare in Assemblea.

Nell'avviso di convocazione può essere prevista la data di una seconda e di una terza convocazione, per il caso in cui l'Assemblea non risulti legalmente costituita.

Possono intervenire in Assemblea i soggetti legittimati all'intervento in conformità alla normativa vigente, sempre che gli stessi provino la loro legittimazione nelle forme di legge e la comunicazione dell'intermediario che tiene i conti relativi alle azioni e che sostituisce il deposito legittimante la partecipazione all'Assemblea sia stata ricevuta dalla Società entro la fine del terzo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea in prima convocazione ovvero, in conformità a quanto previsto dall'art. 83-sexies comma 4 del TUF, oltre i termini poc'anzi indicati purché entro l'inizio dei lavori assembleari della singola convocazione.

Gli Azionisti possono farsi rappresentare in Assemblea con l'osservanza delle disposizioni di legge. La Società, in confor-

mità a quanto previsto dall'art. 135 undecies del TUF, ha designato un rappresentante per l'esercizio del diritto di voto. Per la validità della costituzione delle Assemblee e delle relative deliberazioni si osservano le disposizioni di Legge.

All'Assemblea riunita in sede ordinaria e straordinaria sono devolute le attribuzioni rispettivamente spettanti ai sensi dalla vigente normativa. L'Assemblea ordinaria stabilisce, tra l'altro, i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati. L'assemblea può determinare un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche, da ripartirsi tra i singoli componenti secondo le determinazioni del Consiglio di Amministrazione. L'Assemblea approva altresì le politiche di remunerazione e i piani di compensi basati su strumenti finanziari a favore dei consiglieri di amministrazione, dei dipendenti e dei collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro subordinato. In merito alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati, all'Assemblea sono devolute, in conformità alla procedura adottata dalla Società in materia, le competenze stabilite dalla normativa vigente. In caso di urgenza collegata a situazione di crisi aziendale, l'Assemblea, con riferimento alle operazioni con parti correlate e soggetti collegati riservate alla sua competenza e che devono essere da questa autorizzate, delibera alle condizioni, nonché secondo le modalità e i termini stabiliti dalla vigente normativa e disciplinati nella predetta procedura della Società.

L'art. 18 dello Statuto attribuisce al Consiglio di Amministrazione la competenza esclusiva a deliberare in tema di istituzione o soppressione di sedi secondarie, d'indicazione di quali Amministratori abbiano la rappresentanza e la firma sociale, in materia di fusione nei casi consentiti dalla legge e sull'adeguamento delle disposizioni dello Statuto Sociale che divenissero incompatibili con nuove disposizioni normative aventi carattere imperativo.

In occasione dell'ultima Assemblea del 21 aprile 2016 erano presenti cinque consiglieri. Nel corso di detta Assemblea il Consiglio ha riferito sull'attività svolta e programmata e si è adoperato per assicurare agli azionisti una adeguata informativa circa gli elementi necessari perché essi potessero assumere le decisioni di competenza con cognizione di causa. Il Comitato per la Remunerazione ha riferito agli azionisti in merito alle attività svolte dal Comitato in materia di politica retributiva.

Regolamento dell'Assemblea

Ai sensi dell'art. 23 del Regolamento del CdA, la Società incoraggia la più ampia partecipazione degli Azionisti alle adunanze assembleari.

Il Consiglio riferisce in Assemblea sull'attività svolta e programmata in occasione della presentazione della Relazione sulla Gestione in accompagnamento al Bilancio e si adopera per assicurare agli Azionisti un'adeguata informativa circa gli elementi necessari perché questi possano assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare. In ottemperanza a quanto raccomandato nel Codice, l'Assemblea degli Azionisti si è dotata di un proprio Regolamento (da ultimo modificato con delibera dell'Assemblea degli Azionisti del 20 aprile 2011), in cui sono contenute le procedure da seguire al fine di consentire l'ordinato svolgimento dei lavori. Il Regolamento assembleare è disponibile sia presso la Sede sociale sia sul sito Internet della Società, nella sezione "Corporate Governance- Assemblea degli Azionisti – Partecipazione all'Assemblea".

Detto regolamento è volto a disciplinare lo svolgimento dell'Assemblea degli Azionisti in sede ordinaria e straordinaria, garantendo il corretto e ordinato funzionamento della stessa ed, in particolare, il diritto di ciascun socio di intervenire e di esprimere la propria opinione sugli argomenti in discussione e costituisce un valido strumento per garantire la tutela dei diritti di tutti i soci e la corretta formazione della volontà assembleare.

In particolare, i soggetti legittimati all'intervento hanno il diritto di ottenere la parola su ciascuno degli argomenti posti in discussione e di formulare proposte attinenti gli stessi.

In conformità a quanto previsto dall'art. 127-ter del TUF i soci possono porre domande sulle materie all'Ordine del Giorno anche prima dell'assemblea. Alle domande pervenute prima dell'Assemblea è data risposta al più tardi durante la stessa, anche attraverso una risposta unitaria alle domande aventi lo stesso contenuto.

I legittimati all'Intervento che intendono parlare devono farne richiesta in forma scritta al Presidente, dopo che sia stata data lettura dell'ordine del giorno e prima che il Presidente abbia dichiarato la chiusura della discussione sull'argomento cui si riferisce la richiesta di intervento.

Il Presidente può autorizzare la presentazione delle richieste di intervento per alzata di mano.

Qualora si proceda mediante richieste scritte, il Presidente concede la parola secondo l'ordine di iscrizione dei richiedenti. Nel caso si proceda per alzata di mano, il Presidente concede la parola a chi abbia alzato la mano per primo; ove non gli sia possibile stabilirlo con esattezza, il Presidente concede la parola secondo l'ordine dallo stesso stabilito insindacabilmente.

Il Presidente e/o, su suo invito, gli amministratori e i sindaci, per quanto di loro competenza o ritenuto utile dal Presidente in relazione alla materia da trattare, rispondono ai legittimati all'intervento dopo l'intervento di ciascuno di essi, ovvero dopo che siano stati esauriti tutti gli interventi su ogni materia all'ordine del giorno, tenendo conto anche di eventuali domande formulate dai soci prima dell'assemblea cui non sia già stata data risposta da parte della Società. I legittimati all'intervento hanno diritto di svolgere un solo intervento su ogni argomento all'ordine del giorno, salvo un'eventuale replica e una dichiarazione di voto, ciascuna di durata non superiore a 5 minuti. Il Presidente, tenuto conto dell'oggetto e dell'importanza dei singoli argomenti all'ordine del giorno, nonché del numero dei richiedenti la parola e di eventuali domande formulate dai soci prima dell'assemblea cui non sia già stata data risposta da parte della Società, indica, in misura di norma non inferiore a 5 minuti e non superiore a 10 minuti, il tempo a disposizione di ciascun legittimato all'intervento per svolgere il proprio intervento. Trascorso il tempo stabilito il Presidente può invitare il legittimato all'intervento a concludere nei 5 minuti successivi.

17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF)

Per le ulteriori pratiche di governo societario si rinvia a quanto descritto nei singoli paragrafi della presente Relazione.

18.CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO

Non sono intervenuti cambiamenti nella struttura di corporate governance dopo la chiusura dell'esercizio e fino alla data della presente Relazione.

Milano, 10 marzo 2017

Il Consiglio di Amministrazione

Allegato 1 – Informazioni sugli assetti proprietari

Tabella n. 1 - Struttura del capitale sociale

N. AZIONI % RISPETTO
AL CAPITALE SOCIALE
QUOTATO
(INDICARE I MERCATI)/
NON QUOTATO
DIRITTI E OBBLIGHI
Azioni ordinarie 116.643.948 100 Quotato su MTA
di Borsa Italiana
S.p.A.
Tutti i diritti
previsti dal cod.
civ. e dallo statuto
sociale
Azioni a voto multiplo - - - -
Azioni con diritto di voto limitato - - - -
Azioni prive di diritto di voto - - - -
Altro - - - -

Altri strumenti finanziari (attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)

QUOTATO
(INDICARE I MERCATI)/
NON QUOTATO
N. STRUMENTI
IN CIRCOLAZIONE
CATEGORIA DI
AZIONI AL SERVIZIO
DELLA CONVERSIONE/ ESERCIZIO
N. AZIONI AL SERVIZIO
DELLA CONVERSIONE/ ESERCIZIO
Obbligazioni convertibili - - - -
Warrant - - - -

Tabella n. 2 - Partecipanti rilevanti nel capitale

DICHIARANTE AZIONISTA DIRETTO QUOTA % SU CAPITALE
ORDINARIO
QUOTA % SU CAPITALE
VOTANTE
Assicurazioni Generali S.p.A. Generali Italia S.p.A. 33,070 33,070
Generali Vie S.A. 9,525 9,525
Genertellife S.p.A. 4,826 4,826
Alleanza Assicurazioni S.p.A. 2,405 2,405
Genertel S.p.A. 0,435 0,435
Wellington management company LLP Wellington management company LLP 4,989 4,989

Allegato 2 – Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati

CARICA COMPONENTE ANNO DI
NASCITA
DATA DI
PRIMA NOMINA
IN CARICA DAL IN CARICA FINO A LISTA (M/M)
Presidente Giancarlo Fancel 1961 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 M
Amministratore Giovanni Luca Perin 1965 20.04.2016 20.04.2016 X (ii)
Amministratore Giovanni Brugnoli 1970 24.04.2012 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 M
Amministratore Azzurra Caltagirone 1973 23.06.2016 23.06.2016 X (iv)
Amministratore Cristina Rustignoli 1966 23.06.2016 23.06.2016 X (iv)
Amministratore Anna Gervasoni 1961 24.04.2012 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 M
Amministratore Massimo Lapucci 1969 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 M
Amministratore Annalisa Pescatori 1964 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 M
Amministratore Vittorio Emanuele Terzi 1954 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017 m

(i) Il Presidente, come richiesto dal Provvedimento della Banca d'Italia non dispone di deleghe operative in seno alla società.

(ii) In data 20.04.2016 il dott. Perin è stato nominato Consigliere per cooptazione.

(iii) La percentuale di partecipazione alle riunioni è calcolata sul periodo 20 aprile 2016-31 dicembre 2016.

(iv) In data 23.06.2016 l'avv. Rustignoli e la sig.ra Caltagirone sono state nominate Consiglieri per cooptazione.

(v) La percentuale di partecipazione alle riunioni è calcolata sul periodo 23 giugno 2016-31 dicembre 2016. 1 Nel calcolo del numero totale di società in cui gli Amministratori ricoprono la carica di Amministratore o Sindaco non si tiene conto delle società che fanno parte del Gruppo cui appartiene la Società, salvo si tratti di società quotate in mercati regolamentati (anche esteri), di società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Le cariche ricoperte in società che appartengono a un medesimo gruppo societario, diverso da quello a cui appartiene la Società, vengono convenzionalmente considerate come un'unica carica, salvo si tratti di società quotate in mercati regolamentati (anche esteri) o di società di rilevanti dimensioni

Amministratori cessati durante l'esercizio di riferimento

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CARICA COMPONENTE ANNO DI NASCITA DATA DI PRIMA NOMINA IN CARICA DAL IN CARICA FINO A LISTA (M/M) ESEC. NON ESEC. Amministratore Delegato Piermario Motta 1957 24.04.2012 23.04.2015 26.03.2016 M X 80 1 Presidente Paolo Vagnone 1963 25.07.2012 23.04.2015 14.06.2016 M X 100 2 Amministratore Philippe Donnet 1960 15.10.2013 23.04.015 14.06.2016 M X 12,5 4

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 147-ter TUF): 1%

Numero di Riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento

Consiglio di Amministrazione 14 Comitato Controllo e Rischi 13 Comitato per la Remunerazione 7 Comitato per le Nomine 14

COMITATO CONTROLLO E RISCHI

COMITATO CONTROLLO E RISCHI

INDIP. DA CODICE

INDIP. EX ART. 37 REG. CONSOB

INDIP. DA TUF (%)

COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

NUMERO ALTRI INCARICHI COMPONENTE (%) COMPONENTE (%) COMPONENTE (%)

COMITATO PER LE NOMINE

COMITATO PER LE NOMINE

COMITATO PER LE NOMINE COMITATO
PER LA REMUNERAZIONE
COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (DATI AL 10 MARZO 2017)
(%) (%) COMPONENTE (%) COMPONENTE INCARICHI COMPONENTE NUMERO ALTRI (%) INDIP. EX ART. 37 REG.
CONSOB
16191/07
INDIP. DA
CODICE
NON ESEC. ESEC.
5 92,9 X (i)
1 100 (iii) X
80 X 100 X
(Presidente)
5 92,9 X X X
5 83,3 (v) X
4 100 (v) X
100 X 100 X
(Presidente)
5 92,9 X X X
100 X
(Presidente)
84,62 X 2 100 X X X
100 X 100 X 1 100 X X X
100 X 69,23 X 3 57,1 X X X
COMITATO PER LE NOMINE COMITATO
PER LA REMUNERAZIONE
COMITATO
CONTROLLO E RISCHI
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
(%) COMPONENTE
(%)
(%) COMPONENTE INCARICHI COMPONENTE NUMERO ALTRI (%) INDIP. DA TUF INDIP. DA
CODICE
NON ESEC. ESEC.
1 80 X
2 100 X
4 12,5 X

Allegato 3 – Struttura del Collegio Sindacale

COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017)
CARICA COMPONENTE ANNO DI
NASCITA
DATA DI
PRIMA NOMINA
IN CARICA DA IN CARICA FINO A
Presidente Massimo Cremona 1959 23.04.2015 30.06.2015* Ass. bilancio 31.12.2017
Sindaco Effettivo Mario Francesco Anaclerio 1973 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017
Sindaco Effettivo Flavia Daunia Minutillo 1971 23.04.2015 23.04.2015 Ass. bilancio 31.12.2017
Sindaco supplente Maria Maddalena Gnudi 1979 21.04.2016 21.04.2016 Ass. bilancio 31.12.2017
Sindaco supplente Carlo Delladio 1968 21.04.2016 21.04.2016 Ass. bilancio 31.12.2017

(*) Il dott. Cremona, nominato sindaco supplente dall'Assemblea dei Soci svoltasi il 23 aprile 2015, è subentrato al dimissionario dott. Tosi in data 30 giugno 2015 nella carica di Presidente del Collegio Sindacale.

Sindaci cessati durante l'esercizio di riferimento

COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017)
CARICA COMPONENTE ANNO DI NASCITA DATA DI PRIMA NOMINA IN CARICA DA IN CARICA FINO A
Sindaco Supplente Anna Bruno 1967 23.11.2009 23.04.2015 04.03.2016

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 1%

Numero di riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento 21

COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017) COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017)

NUMERO ALTRI INCARICHI PARTECIPAZIONI ALLE RIUNIONI DEL COLLEGIO (%) INDIP. DA CODICE LISTA (M/M)
32 100 X m
16 95 X M
90 X M
/ X M
/ X m

COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017) COLLEGIO SINDACALE (DATI AL 10 MARZO 2017)

LISTA (M/M)
INDIP. DA CODICE
PARTECIPAZIONI ALLE RIUNIONI DEL COLLEGIO (%)
NUMERO ALTRI INCARICHI
5
X
/
M

ISCHIA Giugno 2016

Michele Alassio

2. BILANCIO CONSOLIDATO al 31.12.2016

Consiglio di Amministrazione 10 marzo 2017

SCHEMI DI BILANCIO

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Voci dell'Attivo

31.12.2016 31.12.2015
583.361 103.111
38.560 28.004
4.409.318 2.939.211
731.362 423.586
326.688 330.286
1.881.927 1.922.020
1.988 2.152
6.333 4.891
91.480 88.223
66.065 66.065
44.538 61.992
3.836 21.547
40.702 40.445
9.755 11.496
241.180 212.541
8.356.735 6.116.017

Voci del Passivo e del Patrimonio netto

(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015
10. Debiti verso banche 802.709 333.954
20. Debiti verso clientela 6.648.202 4.839.613
40. Passività finanziarie di negoziazione 1.169 463
80. Passività fiscali: 17.118 22.575
a)
correnti
7.792 9.715
b)
differite
9.326 12.860
100. Altre passività 118.853 163.188
110. Trattamento di fine rapporto del personale 5.129 4.889
120. Fondi per rischi e oneri: 117.034 114.537
b)
altri fondi
117.034 114.537
140. Riserve da valutazione 8.979 22.424
170. Riserve 314.353 247.214
180. Sovrapprezzi di emissione 53.803 50.063
190. Capitale 116.425 116.093
200. Azioni proprie (-) -2.933 -2.555
220. Utile di esercizio 155.894 203.559
Totale del Passivo e del Patrimonio netto 8.356.735 6.116.017

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Voci

(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015
10. Interessi attivi e proventi assimilati 61.778 69.743
20. Interessi passivi e oneri assimilati -3.115 -3.513
30. Margine di interesse 58.663 66.230
40. Commissioni attive 604.689 651.960
50. Commissioni passive -295.678 -281.198
60. Commissioni nette 309.011 370.762
70. Dividendi e proventi simili 1.963 3.120
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 2.383 4.489
100. Utile (perdita) da cessione o riacquisto di: 30.371 21.301
a)
crediti
2.204 1.700
b)
attività finanziarie disponibili per la vendita
28.151 19.601
c)
attività finanziarie detenute sino alla scadenza
16 -
120. Margine di intermediazione 402.391 465.902
130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: -778 -6.471
a)
crediti
1.921 -1.121
b)
attività finanziarie disponibili per la vendita
-2.865 -2.845
c)
attività finanziarie detenute sino alla scadenza
101 -2.575
d)
altre operazioni finanziarie
65 70
140. Risultato netto della gestione finanziaria 401.613 459.431
180. Spese amministrative: -220.589 -214.969
a)
spese per il personale
-80.470 -80.949
b)
altre spese amministrative
-140.119 -134.020
190. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri -34.740 -45.585
200. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali -1.353 -1.252
210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali -4.587 -4.058
220. Altri oneri/proventi di gestione 44.545 44.720
230. Costi operativi -216.724 -221.144
240. Utili (perdite) delle partecipazioni -75 -40
270. Utili (perdite) da cessione di investimenti 22 -6
280. Utile al lordo delle imposte 184.836 238.241
290. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente -28.942 -34.682
300. Utile al netto delle imposte 155.894 203.559
320. Utile di esercizio 155.894 203.559
340. Utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo 155.894 203.559

PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA CONSOLIDATA

Voci

(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015
10. Utile di esercizio 155.894 203.559
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a Conto economico
40. Utili e perdite attuariali su piani a benefici definiti -196 70
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a Conto economico
80. Differenze di cambio -88 -8
100. Attività finanziarie disponibili per la vendita -13.161 4.379
130. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte -13.445 4.441
140. Redditività complessiva 142.449 208.000
160. Redditività consolidata complessiva di pertinenza della Capogruppo 142.449 208.000

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Voci

CAPITALE RISERVE
(MIGLIAIA DI EURO) A) AZIONI
ORDINARIE
B) ALTRE SOVRAPPREZZI EMISSIONE A) DI UTILI B) ALTRE RISERVE DA
VALUTAZIONE
STRUMENTI
DI CAPITALE
ACCONTI
DIVIDENDI
AZIONI
PROPRIE
UTILE (PERDITA) DI
ESERCIZIO
PATRIMONIO NETTO PATRIMONIO NETTO
GRUPPO
PATRIMONIO NETTO
TERZI
Patrimonio netto al 31.12.2015 116.093 - 50.063 236.281 10.933 22.424 - - -2.555 203.559 636.798 636.798 -
Modifica saldi di apertura - - - - - - - - - - - - -
Esistenza al 01.01.2016 116.093 - 50.063 236.281 10.933 22.424 - - -2.555 203.559 636.798 636.798 -
Allocazione risultato esercizio
precedente:
- - - 64.322 - - - - - -203.559 -139.237 -139.237 -
- Riserve - - - 64.322 - - - - - -64.322 - - -
- Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - - -139.237 -139.237 -139.237 -
Variazione di riserve - - - - 2.647 - - - - - 2.647 2.647 -
Operazioni sul patrimonio netto: 332 - 3.740 - 170 - - - -378 - 3.864 3.864 -
- Emissione nuove azioni 332 - 3.740 - -1.519 - - - 1.001 - 3.554 3.554 -
- Acquisto azioni proprie - - - - -87 - - - -1.379 - -1.466 -1.466 -
- Acconti dividendi - - - - - - - - - - - - -
- Distribuzione straordinaria
dividendi
- - - - - - - - - - - - -
- Variazione strum. capitale - - - - - - - - - - - - -
- Derivati su azioni proprie - - - - - - - - - - - - -
- Stock option - - - - 1.776 - - - - - 1.776 1.776 -
Redditività complessiva - - - - - -13.445 - - - 155.894 142.449 142.449 -
Patrimonio netto al 31.12.2016 116.425 - 53.803 300.603 13.750 8.979 - - -2.933 155.894 646.521 646.521 -
Patrimonio netto del Gruppo 116.425 - 53.803 300.603 13.750 8.979 - - -2.933 155.894 646.521 - -
Patrimonio netto di terzi - - - - - - - - - - - - -
CAPITALE RISERVE
(MIGLIAIA DI EURO) A) AZIONI
ORDINARIE
B) ALTRE SOVRAPPREZZI EMISSIONE A) DI UTILI B) ALTRE RISERVE DA
VALUTAZIONE
STRUMENTI
DI CAPITALE
ACCONTI
DIVIDENDI
AZIONI
PROPRIE
UTILE (PERDITA) DI
ESERCIZIO
PATRIMONIO NETTO PATRIMONIO NETTO
GRUPPO
PATRIMONIO NETTO
TERZI
Patrimonio netto al 31.12.2014 115.677 - 45.575 188.808 7.401 17.983 - - -41 160.905 536.308 536.308 -
Modifica saldi di apertura - - - - - - - - - - - - -
Esistenza al 01.01.2015 115.677 - 45.575 188.808 7.401 17.983 - - -41 160.905 536.308 536.308 -
Allocazione risultato esercizio
precedente:
- - - 47.474 - - - - - -160.905 -113.431 -113.431 -
- Riserve - - - 47.474 - - - - - -47.474 - - -
- Dividendi e altre destinazioni - - - - - - - - - -113.431 -113.431 -113.431 -
Variazione di riserve - - - -1 2.312 - - - - - 2.311 2.311 -
Operazioni sul patrimonio netto: 416 - 4.488 - 1.220 - - - -2.514 - 3.610 3.610 -
- Emissione nuove azioni 416 - 4.488 - - 520 - - - 5 - 4.389 4.389 -
- Acquisto azioni proprie - - - - - - - - -2.519 - -2.519 -2.519 -
- Acconti dividendi - - - - - - - - - - - - -
- Distribuzione straordinaria
dividendi
- - - - - - - - - - - - -
- Variazione strum. capitale - - - - - - - - - - - - -
- Derivati su azioni proprie - - - - - - - - - - - -
- Stock option - - - - 1.740 - - - - - 1.740 1.740 -
Redditività complessiva - - - - - 4.441 - - - 203.559 208.000 208.000 -
Patrimonio netto al 31.12.2015 116.093 - 50.063 236.281 10.933 22.424 - - -2.555 203.559 636.798 636.798 -
Patrimonio netto del Gruppo 116.093 - 50.063 236.281 10.933 22.424 - - -2.555 203.559 636.798 - -
Patrimonio netto di terzi - - - - - - - - - - - - -

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Metodo indiretto

(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015
A. ATTIVITÀ OPERATIVA
1.
Gestione
165.622 173.820
Risultato del periodo 155.894 203.559
Plus/minusvalenze su attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione 1.761 117
Plus/minusvalenze su attività di copertura - -
Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento 778 6.471
Rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali 5.940 5.310
Accantonamenti netti a fondi rischi e oneri e altri costi/ricavi 2.497 20.182
Imposte e tasse non liquidate 18.305 -28.179
Rettifiche/riprese di valore su attività in via di dismissione - -
Altri aggiustamenti -19.553 -33.640
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (+/-) -1.457.154 -857.118
Attività finanziarie detenute per la negoziazione -10.814 5.159
Attività finanziarie valutate al fair value - -
Attività finanziarie disponibili per la vendita -1.490.309 -712.180
Crediti verso banche: a vista 106.354 -122.933
Crediti verso banche: altri crediti -100.119 76.501
Crediti verso clientela 38.664 -98.444
Altre attività -930 -5.221
3.
Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie (+/-)
2.227.524 -142.491
Debiti verso banche: a vista 22.280 -4.016
Debiti verso banche: altri debiti 447.886 -689.260
Debiti verso clientela 1.798.691 549.611
Titoli in circolazione - -
Passività finanziarie di negoziazione -806 -2.655
Passività finanziarie valutate al fair value - -
Altre passività -40.527 3.829
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 935.992 -825.789
(MIGLIAIA DI EURO) 2016 2015
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1.
Liquidità generata da
19.916 1.004.215
Vendite di partecipazioni - -
Dividendi incassati su partecipazioni - -
Vendite di attività finanziarie detenute fino alla scadenza 19.885 1.004.201
Vendite di attività materiali 31 14
Vendite di attività immateriali - -
Vendite di rami d'azienda - -
2.
Liquidità assorbita da
-338.509 -44.204
Acquisti partecipazioni - -2.200
Acquisti di attività finanziarie detenute fino alla scadenza -327.861 -37.354
Acquisti di attività materiali -2.804 -2.334
Acquisti di attività immateriali -7.844 -2.316
Acquisti di rami d'azienda e di partecipazioni in società controllate - -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento -318.593 960.011
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA
Emissione/acquisto di azioni proprie 2.088 1.870
Emissione/acquisto strumenti di capitale - -
Distribuzione dividendi e altre finalità -139.237 -113.431
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista -137.149 -111.561
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO 480.250 22.661
Riconciliazione
Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo 103.111 80.450
Liquidità totale generata/assorbita nell'esercizio 480.250 22.661
Cassa e disponibilità liquide effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo 583.361 103.111

Trieste, 10 marzo 2017

NOTA INTEGRATIVA

Parte A - Politiche contabili 171
Parte B - Informazioni sullo Stato patrimoniale consolidato 208
Parte C - Informazioni sul Conto economico consolidato 234
Parte D - Redditività complessiva 246
Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura 247
Parte F - Informazioni sul patrimonio 275
Parte G - Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d'azienda 289
Parte H - Operazioni con parti correlate 293
Parte I - Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali 300
Parte L - Informativa di settore 305

PARTE A – POLITICHE CONTABILI

Parte A.1 – Parte Generale

Sezione 1 – Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il presente Bilancio consolidato è stato redatto, in applicazione del D.Lgs. 28 febbraio 2005 n. 38, secondo i principi contabili emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002.

Nella predisposizione del bilancio, sono stati applicati i principi IAS/IFRS in vigore al 31 dicembre 2016, inclusi i documenti interpretativi denominati SIC e IFRIC così come omologati dalla Commissione Europea.

Si segnala che, a seguito del completamento della procedura di omologazione, a far data dal 1° gennaio 2016 sono state recepite varie modifiche ai principi contabili internazionali IAS/IFRS e ai documenti interpretativi IFRIC esistenti e sono altresì stati emanati nuovi documenti interpretativi.

Principi contabili internazionali omologati nel 2015 ed entrati in vigore nel 2016

REGOLAMENTO
DI OMOLOGAZIONE
DATA
PUBBLICAZIONE
DATA DI
ENTRATA IN VIGORE
Amendments to IAS 27: Equity Method in Separate
Financial Statements 2441/2015 23.12.2015 01.01.2016
Amendments to IAS 1: Disclosure Initiative 2404/2015 19.12.2015 01.01.2016
Annual Improvements to IFRSs 2012–2014 Cycle
(IFRS1, IFRS5, IFRS7, IAS 19, IAS 34)
2343/2015 16.12.2015 01.01.2016
Amendments to IAS 16 and IAS 38: Clarification
of Acceptable Methods of Depreciation and Amortisation
2231/2015 03.12.2015 01.01.2016
Amendments to IFRS 11: Accounting for Acquisitions
of Interests in Joint Operations
2173/2015 25.11.2015 01.01.2016
Amendments to IAS 16 and IAS 41: Bearer Plants 2113/2015 24.11.2015 01.01.2016

Principi contabili internazionali omologati nel 2016

REGOLAMENTO
DI OMOLOGAZIONE
DATA
PUBBLICAZIONE
DATA DI
ENTRATA IN VIGORE
Amendments to IFRS 10, IFRS 12 and IAS 28: Investment
Entities
1703/2016 23.09.2016 01.01.2016

Principi contabili internazionali omologati nel 2016 ma non ancora entrati in vigore

REGOLAMENTO
DI OMOLOGAZIONE
DATA
PUBBLICAZIONE
DATA DI
ENTRATA IN VIGORE
IFRS 9 Financial Instruments 2067/2016 29.11.2016 01.01.2018
IFRS 15 Revenue from contracts with customers 1905/2016 29.10.2016 01.01.2018

Per alcuni nuovi principi già omologati, la data di entrata in vigore è stata invece posticipata a esercizi successivi. Per tali principi non è stata esercitata l'opzione per l'applicazione anticipata.

I nuovi principi e le interpretazioni entrati in vigore non hanno determinato effetti sostanziali sulle consistenze patrimoniali ed economiche del Gruppo.

Il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2016 è stato predisposto sulla base delle "Istruzioni per la redazione del bilancio dell'impresa e del bilancio consolidato delle banche e delle società finanziarie capogruppo di gruppi bancari" emanate dalla Banca d'Italia, nell'esercizio dei poteri stabiliti dall'art. 9 del D.Lgs. n. 38/2005, con il Provvedimento del 22 dicembre 2005 con cui è stata emanata la Circolare n. 262/05 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione".

Queste Istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli schemi di bilancio e le relative modalità di compilazione, nonché il contenuto minimo della Nota integrativa.

Sezione 2 – Principi generali di redazione

Il Bilancio consolidato è costituito dai seguenti documenti:

  • Stato patrimoniale,

  • Conto economico,

  • Prospetto della redditività complessiva,

  • Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto,

  • Rendiconto finanziario,

  • Nota integrativa.

Il documento contabile è altresì accompagnato da una relazione degli amministratori sull'andamento della gestione, sui risultati economici conseguiti e sulla situazione finanziaria e patrimoniale del Gruppo bancario.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D.Lgs. n. 38/2005, il Bilancio consolidato è redatto utilizzando l'Euro quale moneta di conto. Gli importi degli Schemi di bilancio sono espressi in migliaia di Euro. I dati riportati nella Nota integrativa, così come quelli indicati nella Relazione sulla gestione, sono espressi – qualora non diversamente specificato – in migliaia di Euro.

Gli Schemi di bilancio e la Nota integrativa presentano, oltre agli importi relativi al periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2015.

Il bilancio è redatto con l'applicazione dei principi generali previsti dallo IAS 1 e degli specifici principi contabili omologati dalla Commissione europea e illustrati nella Parte A.2 della Nota integrativa. L'applicazione dei principi contabili internazionali è stata effettuata facendo riferimento anche al "Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio" (Framework), elaborato dallo IASB. Non sono state effettuate deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS.

Nella Relazione sulla gestione e nella Nota integrativa sono state fornite le informazioni richieste dai principi contabili internazionali, dalle Leggi, dalla Banca d'Italia e dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – Consob, oltre ad altre informazioni non obbligatorie ma ritenute ugualmente necessarie per dare una rappresentazione corretta e veritiera della situazione della Banca.

I criteri di valutazione sono adottati nell'ottica della continuità dell'attività aziendale e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell'informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. In particolare, gli amministratori hanno la ragionevole aspettativa che la Banca continuerà nella sua esistenza operativa per il prevedibile futuro (almeno pari a 12 mesi) e hanno preparato il bilancio nel presupposto della continuità aziendale. Le eventuali incertezze rilevate non risultano essere significative e non generano dubbi sulla continuità aziendale.

Contenuto degli Schemi di bilancio

Gli Schemi di bilancio e la Nota integrativa sono redatti in conformità alle disposizioni della Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia e del 4° aggiornamento pubblicato in data 15 dicembre 2015.

Negli schemi di Stato patrimoniale e Conto economico non sono indicate le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio né per quello precedente. Analogamente, nella Nota integrativa, non sono state presentate le sezioni o le tabelle che non contengono alcun valore.

Il Prospetto della redditività complessiva, partendo dall'utile (perdita) d'esercizio, espone le componenti reddituali rilevate in contropartita delle riserve da valutazione, al netto del relativo effetto fiscale, in conformità ai principi contabili internazionali.

La redditività complessiva consolidata è rappresentata fornendo separata evidenza delle componenti reddituali che non saranno in futuro riversate nel Conto economico e di quelle che, diversamente, potranno essere successivamente riclassificate nell'utile (perdita) dell'esercizio al verificarsi di determinate condizioni.

Come per lo Stato patrimoniale e il Conto economico non sono riportate anche le voci che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio, né per quello precedente.

Il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto è presentato invertendo le righe e le colonne rispetto al medesimo prospetto previsto dalla Circolare n. 262/2005 della Banca d'Italia.

Nel prospetto viene riportata la composizione e la movimentazione dei conti di patrimonio netto intervenuta nell'esercizio di riferimento del bilancio e in quello precedente, suddivisi tra capitale sociale, riserve di capitale, riserve di utili e da valutazione di attività o passività di bilancio e il risultato economico. Le azioni proprie in portafoglio sono portate in diminuzione del patrimonio netto.

Il Rendiconto Finanziario (Prospetto dei flussi finanziari) è stato predisposto seguendo il metodo indiretto, in base al quale i flussi derivanti dall'attività operativa sono rappresentati dal risultato dell'esercizio rettificato degli effetti delle operazioni di natura non monetaria.

Nel prospetto, i flussi generatisi nel corso dell'esercizio sono indicati senza segno, mentre quelli assorbiti sono preceduti dal segno meno.

I flussi finanziari sono suddivisi tra:

  • flussi generati dall'attività operativa, a sua volta ripartiti fra flussi provenienti dalla gestione reddituale e flussi generati dalla movimentazione delle attività e delle passività finanziarie;

  • flussi generati (assorbiti) dall'attività di investimento in attivi immobilizzati;

  • flussi generati (assorbiti) dall'attività di provvista in relazione ai mezzi propri.

In particolare, nelle sezioni 2 e 3 è indicata esclusivamente la liquidità generata (assorbita) dalla riduzione (incremento) delle attività finanziarie o dall'incremento (riduzione) delle passività finanziarie per effetto di nuove operazioni o di rimborsi di operazioni esistenti.

I flussi rappresentati in tali sezioni non includono, quindi, le variazioni di natura valutativa (rettifiche, riprese di valore), gli ammortamenti, il saldo netto delle imposte non pagate (correnti e differite), gli interessi e le commissioni non pagate o non incassate, che sono stati scorporati e ricondotti alla gestione reddituale.

Tali flussi non includono, inoltre, le variazioni di attività e passività afferenti alla gestione reddituale, piuttosto che a quella finanziaria, quali variazioni dei crediti di funzionamento, dei debiti commerciali, verso Consulenti Finanziari e verso dipendenti e delle relative anticipazioni.

Relazione Finanziaria Annuale

Il Bilancio consolidato viene pubblicato in conformità all'art. 154-ter del D.Lgs. 58/1998. Tale disposizione prevede che, entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio, gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine mettano a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito Internet e con le altre modalità previste dalla Consob con regolamento, la Relazione finanziaria annuale comprendente:

  • il Bilancio consolidato,

  • il Bilancio di esercizio,

  • la Relazione sulla gestione e

  • l'Attestazione di cui all'art. 154-bis, comma 5.

Le relazioni di revisione redatte dalla Società di revisione e la Relazione del Collegio Sindacale di cui all'art. 153 del TUF sono pubblicate integralmente insieme alla Relazione finanziaria annuale.

Tra la data di pubblicazione della Relazione finanziaria annuale e la data dell'assemblea devono inoltre intercorrere non meno di ventuno giorni.

In base a quanto previsto dall'art. 41 comma 5 del D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 136/2015, di attuazione della Direttiva 2013/34/UE, la Relazione sulla gestione consolidata e la Relazione sulla gestione individuale dell'impresa possono essere presentate in un unico documento, dando maggiore rilievo, ove opportuno, alle questioni che sono rilevanti per il complesso delle imprese incluse nel consolidamento.

Banca Generali ha deciso di avvalersi di tale opzione presentando un unico documento e, pertanto, la Relazione sulla gestione consolidata include anche le informazioni richieste dalla Relazione sulla gestione individuale.

Ai sensi dell'art. 123-bis del TUF, la Relazione sulla gestione contiene in una specifica sezione, la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari.

Sezione 3 – Area di consolidamento e metodi di consolidamento

Area di consolidamento

1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva

L'area di consolidamento, determinata in base all'IFRS10, include la Capogruppo Banca Generali S.p.A. e le seguenti società controllate:

RAPPORTO PARTECIPAZIONE % VOTI ASSEMBLEA
DENOMINAZIONE SEDE LEGALE SEDE OPERATIVA TIPO
RAPPORTO
PARTECIPANTE QUOTA % ORDINARIA
Banca Generali S.p.A. Trieste Trieste, Milano 1 Capogruppo
BG Fiduciaria Sim S.p.A. Trieste Milano 1 Banca Generali 100,00% 100,00%
BG Fund Management
Luxembourg S.A.
Lussemburgo Lussemburgo 1 Banca Generali 100,00% 100,00%
Generfid S.p.A. Milano Milano 1 Banca Generali 100,00% 100,00%

Legenda: tipo controllo:

(1) Controllo ex art. 2359 comma 1 n. 1 (maggioranza diritti di voto in assemblea).

  1. Valutazioni e assunzioni significative per determinare l'area di consolidamento

2.1 Società controllate

Sono controllate le entità, incluse le entità strutturate, nelle quali il Gruppo dispone di controllo diretto o indiretto. Il controllo su un'entità si evidenzia attraverso la capacità del Gruppo di esercitare il potere al fine di influenzare i rendimenti variabili a cui il Gruppo è esposto per effetto del suo rapporto con la stessa.

Al fine di verificare l'esistenza di controllo, il Gruppo considera i seguenti fattori:

  • lo scopo e la struttura della partecipata, al fine di identificare quali sono gli obiettivi dell'entità, le attività che determinano i suoi rendimenti e come tali attività sono governate;

  • il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di governare le attività rilevanti; a tal fine sono considerati solamente diritti sostanziali che forniscono capacità pratica di governo;

  • l'esposizione detenuta nei confronti della partecipata, al fine di valutare se il Gruppo ha rapporti con la partecipata i cui rendimenti sono soggetti a variazioni derivanti da variazioni nella performance della partecipata;

  • l'esistenza di potenziali relazioni "principal"/"agent".

Laddove le attività rilevanti sono governate attraverso diritti di voto, i seguenti fattori forniscono evidenza di controllo: > si possiede, direttamente o indirettamente attraverso le proprie controllate, più della metà dei diritti di voto di un'en-

  • tità a meno che, in casi eccezionali, possa essere chiaramente dimostrato che tale possesso non costituisce controllo; > si possiede la metà, o una quota minore, dei voti esercitabili in assemblea e si dispone della capacità pratica di gover-
  • nare unilateralmente le attività rilevanti attraverso:
  • il controllo di più della metà dei diritti di voto in virtù di un accordo con altri investitori;
  • il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità in virtù di una clausola statutaria o di un contratto;
  • il potere di nominare o di rimuovere la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario, e la gestione dell'impresa compete a quel consiglio o organo;
  • il potere di esercitare la maggioranza dei diritti di voto nelle sedute del consiglio di amministrazione o dell'equivalente organo di governo societario, e la gestione dell'impresa compete a quel consiglio o organo.

L'esistenza e l'effetto di diritti di voto potenziali, ove sostanziali, sono presi in considerazione all'atto di valutare se sussiste il potere o meno di governare le politiche finanziarie e gestionali di un'altra entità.

Tra le controllate possono essere comprese anche eventuali "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non sono significativi per la valutazione del controllo, ivi incluse società a destinazione specifica (SPV "special purpose entities") e fondi di investimento.

Le entità strutturate sono considerate controllate laddove:

  • il Gruppo dispone di potere attraverso diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti;

  • il Gruppo è esposto ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.

2.2 Società collegate

Una società collegata è un'impresa nella quale la partecipante esercita un'influenza notevole e che non è né una controllata né una joint venture.

L'influenza notevole si presume quando la partecipante:

  • detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20% del capitale di un'altra società, oppure

  • è in grado, anche attraverso patti parasociali, di esercitare un'influenza significativa attraverso:

  • a) la rappresentanza nell'organo di governo dell'impresa;
  • b) la partecipazione nel processo di definizione delle politiche, ivi inclusa la partecipazione nelle decisioni relative ai dividendi oppure ad altre distribuzioni;
  • c) l'esistenza di transazioni significative;
  • d) lo scambio di personale manageriale;
  • e) la fornitura di informazioni tecniche essenziali.

Le partecipazioni in società collegate sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto.

Alla data del 31.12.2016 l'unica partecipazione di collegamento presente nel perimetro del Gruppo bancario è costituita dalla società di diritto inglese IOCA Entertainment Ltd, di cui Banca Generali ha sottoscritto, nel corso del 2015, il 35% del capitale per un ammontare alla data di acquisizione di circa 2,2 milioni di euro.

2.3 Accordi a controllo congiunto

Un accordo a controllo congiunto è un accordo contrattuale nel quale due o più controparti dispongono di controllo congiunto.

Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo di un accordo, che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.

Secondo il principio IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto devono essere classificati quali Joint operation o Joint Venture in funzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali detenuti dal Gruppo:

  • una Joint operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività e obbligazioni rispetto alle passività dell'accordo;

  • una Joint Venture è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività nette dell'accordo.

Le partecipazioni in società controllate congiuntamente sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto. Alla data del 31.12.2016 non sono presenti nel perimetro del Gruppo bancario interessenze in accordi a controllo congiunto.

  1. Partecipazioni in società controllate in via esclusiva con interessenze di terzi significative

Alla data del 31.12.2016, tutte le partecipazioni del Gruppo sono controllate in via esclusiva e non vi sono interessenze di terzi.

4. Restrizioni significative

Alla data del 31.12.2016 non vi sono restrizioni significative, di carattere legale, contrattuale o normativo alla capacità della Capogruppo di accedere alle attività del Gruppo o di utilizzarle e di estinguere le passività del Gruppo.

Metodi di consolidamento

Consolidamento integrale

Le partecipazioni in società controllate sono consolidate con il metodo integrale, che consiste nell'acquisizione "linea per linea" delle voci di Stato patrimoniale e di Conto economico delle società controllate.

Dopo l'eventuale attribuzione ai terzi, in voce propria, delle quote di loro pertinenza del patrimonio e del risultato economico, il valore della partecipazione viene annullato in contropartita al valore residuo del patrimonio della controllata. Le differenze risultanti da questa operazione, se positive, sono rilevate – dopo l'eventuale imputazione a elementi dell'attivo o del passivo della controllata, incluse le attività intangibili – come avviamento nella voce Attività immateriali. Le eventuali differenze negative sono imputate al Conto economico.

I rapporti infragruppo di maggiore significatività, sia patrimoniali sia economici, sono stati elisi. I valori non riconciliati sono stati appostati rispettivamente tra le altre attività/passività e tra gli altri proventi/oneri.

I dividendi distribuiti dalle società controllate vengono elisi dal Conto economico consolidato in contropartita alle riserve di utili di esercizi precedenti.

Consolidamento con il metodo del Patrimonio netto

Sono consolidate con il metodo sintetico del patrimonio netto (equity method) le imprese collegate. Il metodo del Patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo di acquisizione, comprensivo dell'avviamento, e il suo successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata.

All'atto dell'acquisizione è necessario individuare la differenza tra il costo della partecipazione e la quota d'interessenza nel fair value (valore equo) netto di attività e passività identificabili della partecipata, che è imputata ad avviamento se positiva, o rilevata come provento se negativa.

Successivamente il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante degli utili o delle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione, rilevati in Conto economico alla voce 240. "Utili (Perdite) delle partecipazioni".

Tale quota va rettificata per tenere conto:

  • degli utili e delle perdite derivanti da transazioni della società collegata, in proporzione della percentuale di partecipazione nella società stessa;

  • dell'ammortamento delle attività ammortizzabili in base ai rispettivi fair value alla data di acquisizione e delle perdite per riduzione di valore su avviamento ed eventuali altri elementi non monetari.

I dividendi ricevuti da una partecipata riducono invece il valore contabile della partecipazione.

Le variazioni delle riserve da valutazione delle società collegate sono evidenziate separatamente nel Prospetto della redditività complessiva.

Se la collegata redige il proprio bilancio in valuta, le differenze di conversione alla data di bilancio vanno rilevate in una apposita riserva da valutazione per conversione monetaria nell'OCI.

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel Conto economico.

Conversione dei bilanci in moneta diversa dall'euro

I bilanci delle imprese operanti in aree diverse dall'euro sono convertiti in euro applicando alle voci dell'attivo e del passivo patrimoniale i cambi correnti alla data di chiusura dell'esercizio e alle voci di Conto economico i cambi medi dell'esercizio. Le differenze di cambio da conversione dei bilanci di queste imprese, derivanti dall'applicazione di cambi diversi per le attività e passività e per il Conto economico, sono imputate alla voce Riserve da valutazione del patrimonio netto. Le differenze cambio sui patrimoni netti delle partecipate vengono anch'esse rilevate nella voce Riserve da valutazione.

Altre informazioni

Per il consolidamento sono stati utilizzati i bilanci d'esercizio al 31 dicembre 2016 della Capogruppo e delle Società controllate, opportunamente riclassificati e adeguati per tener conto delle esigenze di consolidamento.

Sezione 4 – Eventi successivi alla data di riferimento del Bilancio consolidato

Il progetto di Bilancio consolidato di Banca Generali viene approvato dal Consiglio di Amministrazione del 10 marzo 2017 che ne autorizza altresì la diffusione pubblica ai sensi dello IAS10. Dopo la data del 31 dicembre 2016 e fino alla data di autorizzazione alla pubblicazione non si sono verificati eventi tali da incidere in misura apprezzabile sull'operatività e sui risultati economici del Gruppo bancario.

Sezione 5 – Altri aspetti

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Nel corso dell'esercizio non sono state effettuate operazioni e non si sono verificati eventi aventi natura non ricorrente rispetto al normale corso della gestione, aventi impatto significativo sugli aggregati economici e patrimoniali (Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28.07.2006).

Opzione per il consolidato fiscale nazionale

A partire dal 2004 la controllante Assicurazioni Generali S.p.A. e alcune società italiane del relativo gruppo, inclusa Banca Generali S.p.A. hanno adottato il "consolidato fiscale nazionale", disciplinato dagli artt. 117-129 del TUIR, introdotto nella legislazione fiscale dal D.Lgs. 344/2003.

Tale regime fa sì che Banca Generali trasferisca il proprio reddito imponibile (o la propria perdita fiscale) alla controllante Assicurazioni Generali S.p.A., la quale determina un reddito imponibile unico o un'unica perdita fiscale del gruppo, quale somma algebrica dei redditi e/o delle perdite delle singole società, e iscrive un unico debito o credito d'imposta nei confronti dell'Amministrazione Finanziaria.

Riesposizione Depositi liberi presso Banca d'Italia

A partire dal 01.01.2016 le giacenze del conto di gestione intrattenuto presso la Banca d'Italia, per la quota non vincolata ai sensi della disciplina sulla Riserva obbligatoria (ROB), vengono esposte come depositi liberi presso la Banca Centrale e ricondotte pertanto nell'attivo patrimoniale alla voce 10 Cassa e disponibilità liquide. Al fine di consentire un più agevole raffronto, anche la corrispondente voce della situazione contabile al 31.12.2015 è stata riesposta.

Revisione contabile

La Relazione Finanziaria consolidata è sottoposta a revisione contabile da parte della società BDO Italia S.p.A. in esecuzione della Delibera dell'Assemblea del 23 aprile 2015, che ha attribuito a questa società l'incarico per gli esercizi dal 2015 al 2023 compreso.

Parte A.2 – Principi Contabili adottati dal Gruppo Banca Generali

Nel presente capitolo sono esposti i principi contabili adottati per la predisposizione del Bilancio consolidato al 31.12.2016, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell'attivo e del passivo, cosi come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi.

A tale proposito si evidenzia che nel corso del presente esercizio non sono state effettuate modifiche e integrazioni significative alle politiche contabili adottate dal Gruppo bancario.

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di classificazione

Sono classificati in questa categoria esclusivamente i titoli di debito e di capitale e il valore positivo dei contratti derivati detenuti con finalità di negoziazione.

Fra i contratti derivati vengono inclusi anche quelli incorporati in strumenti finanziari complessi che devono essere oggetto di rilevazione separata in quanto:

  • le loro caratteristiche economiche e i rischi non sono strettamente correlati alle caratteristiche del contratto sottostante;

  • gli strumenti incorporati, anche se separati, soddisfano la definizione di derivato;

  • gli strumenti ibridi cui appartengono non sono contabilizzati a fair value con le relative variazioni rilevate a Conto economico.

I derivati sono rappresentati come attività se il fair value è positivo e come passività se il fair value è negativo. È possibile compensare i valori correnti positivi e negativi derivanti da operazioni in essere con la medesima controparte soltanto qualora si abbia correntemente il diritto legale di compensare gli importi rilevati contabilmente e si intenda procedere al regolamento su base netta delle posizioni oggetto di compensazione.

Non sono ammesse riclassifiche verso altre categorie di attività finanziarie salvo il caso in cui si sia in presenza di eventi inusuali e che difficilmente si possono ripresentare nel breve periodo.

In tali casi è possibile riclassificare titoli di debito e di capitale non più detenuti per finalità di negoziazione in altre categorie previste dallo IAS 39 qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione (Attività finanziarie detenute sino alla scadenza, Attività finanziarie disponibili per la vendita, Crediti). Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione. In sede di riclassificazione viene effettuata la verifica in merito all'eventuale presenza di contratti derivati incorporati da scorporare.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento, per i titoli di debito e di capitale, e alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.

All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono rilevate al costo, inteso come il fair value dello strumento, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Eventuali derivati impliciti presenti in contratti complessi non strettamente correlati agli stessi e aventi le caratteristiche per soddisfare la definizione di derivato vengono scorporati dal contratto primario e valutati al fair value, mentre al contratto primario è applicato il criterio contabile proprio di riferimento.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate al fair value. Gli effetti dell'applicazione di tale criterio di valutazione sono imputati nel Conto economico.

Per la determinazione del fair value di strumenti finanziari quotati su mercati attivi viene fatto riferimento alla relativa quotazione di mercato.

Uno strumento finanziario è considerato come quotato su un mercato attivo se le quotazioni rappresentano effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi in un normale periodo di riferimento e sono prontamente e regolarmente disponibili tramite Borse, Mediatori, Intermediari, Società del settore, Servizi di quotazione o enti autorizzati.

In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzate metodologie di valutazione alternative basate su dati rilevabili sul mercato, quali quotazioni comunque rilevate su mercati non attivi o su mercati attivi per strumenti simili, valore teorico dello strumento finanziario, quotazioni dei broker o dei collocatori che sono intervenuti nell'emissione dello strumento finanziario e quotazioni di info provider specializzati su specifici settori, valori rilevati in recenti transazioni comparabili.

I titoli di capitale, le quote di OICR e gli strumenti derivati che hanno per oggetto titoli di capitale, non quotati in un mercato attivo, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi/benefici a essa connessi. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano a essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri di classificazione

Sono incluse nella presente categoria le attività finanziarie non derivate non diversamente classificate come Crediti, Attività detenute per la negoziazione, Attività valutate al fair value o Attività detenute sino a scadenza.

In particolare, rientrano in questa voce:

  • gli investimenti azionari non gestiti con finalità di negoziazione;

  • le altre interessenze azionarie e le quote partecipative non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto, quali le partecipazioni minori e gli investimenti di private equity;

  • i titoli obbligazionari che non sono oggetto di attività di trading e che non sono classificati tra le Attività detenute sino alla scadenza o tra i Crediti, destinati al portafoglio di tesoreria e acquistati in relazione alle prospettive dei flussi reddituali in termini di interessi piuttosto che alle esigenze di negoziazione.

Nei casi consentiti dai principi contabili, è possibile inoltre riclassificare i titoli di debito verso la categoria Attività finanziarie detenute sino alla scadenza o nei Crediti, in presenza di intento di detenzione per il prevedibile futuro e qualora ne ricorrano le condizioni per l'iscrizione. Il valore di trasferimento è rappresentato dal fair value al momento della riclassificazione.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento per i titoli di debito o di capitale e alla data di erogazione nel caso di crediti.

All'atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al costo, inteso come il fair value dello strumento, che di regola corrisponde al corrispettivo pagato, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso.

L'iscrizione può altresì avvenire a seguito di riclassificazione dalle Attività detenute sino a scadenza o, in rare circostanze, dalle Attività detenute per la negoziazione; in tale caso il valore di iscrizione è rappresentato dal fair value al momento del trasferimento.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività disponibili per la vendita continuano a essere valutate al fair value, con le seguenti modalità:

  • rilevazione a Conto economico del valore corrispondente al costo ammortizzato;

  • rilevazione delle plusvalenze e delle minusvalenze derivanti da una variazione di fair value in una specifica riserva di patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale, fino alla cessione dello strumento finanziario o di una rilevazione di una perdita di valore.

Al momento della dismissione o della rilevazione di una perdita di valore (impairment), l'utile o la perdita cumulati vengono riversati a Conto economico.

Il fair value viene determinato con i medesimi criteri già indicati per le attività finanziarie destinate alla negoziazione. Nel caso di titoli di debito, il valore di bilancio include anche gli interessi attivi in corso di maturazione. I titoli di capitale e i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.

Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono sottoposte a una verifica volta a individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore (impairment test).

Se sussistono tali evidenze, l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario, o attraverso specifiche metodologie valutative per quanto riguarda i titoli azionari.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto economico, nel caso di crediti o titoli di debito, e a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale.

L'ammontare della ripresa non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano a essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Criteri di classificazione

Gli investimenti posseduti sino alla scadenza sono rappresentati da strumenti finanziari non derivati, con pagamenti fissi o determinabili e scadenza fissa, che la società ha l'intenzione e la capacità di detenere sino alla scadenza.

Nei casi consentiti dai principi contabili, sono ammesse riclassifiche esclusivamente verso la categoria Attività finanziarie disponibili per la vendita.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale dell'attività finanziaria avviene alla data di regolamento. All'atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie classificate nella presente categoria sono rilevate al fair value, comprensivo degli eventuali costi e proventi direttamente attribuibili.

Se la rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione dalle Attività disponibili per la vendita o, in rari casi, dalle Attività finanziarie destinate alla negoziazione, il nuovo costo ammortizzato dell'attività stessa è costituito dal fair value dell'attività alla data di riclassificazione.

Qualora nel corso dell'esercizio venisse venduto o riclassificato, prima della scadenza, un importo non irrilevante di tali investimenti, le rimanenti attività finanziarie detenute fino a scadenza verrebbero riclassificate come disponibili per la vendita e l'uso del portafoglio in questione sarebbe precluso per i successivi due esercizi (tainting provision), a meno che le vendite o riclassificazioni:

  • siano così prossime alla scadenza o alla data dell'opzione di rimborso dell'attività finanziaria, che le oscillazioni del tasso di interesse di mercato non avrebbero un effetto significativo sul fair value dell'attività stessa;

  • si siano verificate dopo l'incasso sostanzialmente di tutto il capitale originario dell'attività finanziaria attraverso pagamenti ordinari programmati o anticipati.

Criteri di valutazione

Successivamente alla rilevazione iniziale, le Attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono valutate al costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.

Gli utili o le perdite riferiti ad attività detenute sino a scadenza sono rilevati nel Conto economico nel momento in cui le attività sono cancellate (utili e perdite da riacquisto), quando hanno subito una riduzione di valore (rettifiche di valore da deterioramento), nonché tramite il processo di ammortamento della differenza tra il valore di iscrizione e il valore rimborsabile alla scadenza.

Le attività detenute sino alla scadenza sono sottoposte a una verifica volta a individuare l'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore (impairment test). Se sussistono tali evidenze l'importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario. L'importo della perdita viene rilevato nel Conto economico.

Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a Conto economico. La ripresa di valore non può eccedere il costo ammortizzato che lo strumento finanziario avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

Le attività finanziarie detenute sino a scadenza, per le quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, sono sottoposte alla valutazione di una perdita di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche e di altri elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel Conto economico.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano a essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

4. Crediti

Criteri di classificazione

I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, erogati direttamente o acquistati da terzi, che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, non sono quotati in un mercato attivo e che non sono stati classificati all'origine tra le attività finanziarie disponibili per la vendita.

Tale voce comprende inoltre:

  • le operazioni pronti contro termine con obbligo di riacquisto;

  • titoli di debito non quotati in mercati attivi, con pagamenti determinati o determinabili, acquistati in sottoscrizione o con collocamento privato;

  • i crediti di funzionamento derivanti dalla prestazione di servizi finanziari, come definiti da TUB e TUF; in quest'ultima categoria rientrano anche i crediti verso società prodotto e i crediti verso la rete di Consulenti Finanziari a fronte di anticipazioni provvigionali erogate.

Non sono ammesse riclassifiche in altre categorie di attività finanziarie previste dallo IAS 39.

Possono inoltre essere riclassificati in questa categoria i titoli di debito del comparto disponibili per la vendita qualora tali attività non siano quotate in un mercato attivo e la società denoti l'intenzione e la capacità di detenere tali strumenti per il futuro prevedibile o fino a scadenza.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di un credito avviene alla data di erogazione o, nel caso di un titolo di debito, a quella di regolamento, sulla base del fair value dello strumento finanziario, pari all'ammontare erogato, o prezzo di sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin dall'origine dell'operazione, ancorché liquidati in un momento successivo.

Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Per le operazioni creditizie eventualmente concluse a condizioni diverse da quelle di mercato, il fair value è determinato utilizzando apposite tecniche di valutazione; la differenza rispetto all'importo erogato od al prezzo di sottoscrizione è imputata direttamente a Conto economico.

Rientrano in tale categoria i crediti erogati a condizioni inferiori a quelle di mercato, il cui valore di iscrizione è pari al valore attuale dei flussi di cassa previsti attualizzati ai tassi di mercato di riferimento utilizzati dalla Banca anziché al tasso contrattuale.

Se la rilevazione in questa categoria avviene per riclassificazione dalle Attività disponibili per la vendita, il fair value dell'attività alla data di riclassificazione viene assunto come nuovo costo ammortizzato dell'attività stessa.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/ aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento – calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo – della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.

Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri del credito, per capitale e interesse, all'ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito. Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito.

Il metodo del costo ammortizzato non viene utilizzato per i crediti la cui breve durata fa ritenere trascurabile l'effetto dell'applicazione della logica di attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico e i costi/proventi agli stessi riferibili sono attribuiti a Conto economico in modo lineare lungo la durata contrattuale del credito. Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca.

Rettifiche e riprese di valore

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale viene effettuata una ricognizione dei crediti volta a individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore.

Le esposizioni deteriorate o "non-performing", ossia quelle che presentano le caratteristiche di cui ai paragrafi 58-62 dello IAS 39, vengono classificate nelle seguenti categorie:

  • 1) sofferenze: individuano l'area dei crediti formalmente deteriorati, costituiti dall'esposizione verso clienti che versano in uno stato di insolvenza anche non accertato giudizialmente o in situazioni equiparabili;
  • 2) inadempienze probabili ("unlikely to pay"): rappresentano le esposizioni per cassa e fuori bilancio per cui non ricorrono le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze e per le quali sussiste una valutazione di improbabilità che, in assenza di azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore sia in grado di adempiere integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione viene operata indipendentemente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati.
  • La classificazione tra le inadempienze probabili non è necessariamente legata alla presenza esplicita di anomalie (il mancato rimborso) ma è bensì legata alla sussistenza di elementi indicativi di una situazione di rischio di inadempimento del debitore;
  • 3) esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: rappresentano esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento, sono scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni. Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate possono essere determinate facendo riferimento, alternativamente, al singolo debitore o alla singola transazione.

I crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenza o inadempienza probabile sono di regola oggetto di un processo di valutazione analitica.

Le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate sono valutate in modo forfetario sulla base di previsioni di perdita storico/statistiche, ovvero, per gli importi singolarmente non significativi, sulla base di ipotesi di non recuperabilità.

Per quanto riguarda le valutazioni analitiche, l'ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione (costo ammortizzato) e il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse effettivo originario.

I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell'esposizione creditizia.

I flussi di cassa relativi a crediti il cui recupero è previsto entro breve durata non vengono attualizzati.

Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale e anche qualora il rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali. La rettifica di valore è iscritta a Conto economico.

Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i motivi che ne hanno determinato la rettifica purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile a un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. La ripresa di valore è iscritta nel Conto economico e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

In considerazione della metodologia utilizzata per la determinazione del presumibile valore di realizzo delle esposizioni deteriorate, il semplice decorso del tempo, con il conseguente avvicinamento alle scadenze previste per il recupero, implica un'automatica riduzione degli oneri finanziari impliciti precedentemente imputati in riduzione dei crediti. I ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo sono appostati tra le riprese di valore.

I crediti non deteriorati, per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche e di altri elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in ciascuna categoria di crediti. In particolare, a ciascuna classe di attività con caratteristiche simili in termini di rischio di credito, in termini di tipologia di esposizione, settore di attività economica, tipologia di garanzia o ad altri fattori rilevanti, viene associata, utilizzando un approccio storico/statistico, una "probabilità di inadempienza" (Probability of Default) e una "perdita in caso di inadempienza" (Loss Given Default).

Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel Conto economico. A ogni data di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali le eventuali rettifiche aggiuntive o riprese di valore vengono ricalcolate in modo differenziale con riferimento all'intero portafoglio di crediti non deteriorati alla stessa data.

Criteri di cancellazione

I crediti vengono cancellati quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando l'attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici della proprietà dell'attività finanziaria. Per contro, qualora sia stata mantenuta una quota parte rilevante dei rischi e benefici relativi alle attività finanziarie cedute, queste continuano a essere iscritte in bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità delle attività stesse sia stata effettivamente trasferita.

5. Attività finanziarie valutate al fair value

La Banca allo stato attuale non prevede di classificare attività finanziarie in tale portafoglio.

6. Operazioni di copertura

Tipologia di coperture

Le operazioni di copertura dei rischi sono finalizzate a neutralizzare potenziali perdite rilevabili su un determinato elemento o gruppo di elementi, attribuibili a un determinato rischio, tramite gli utili rilevabili su un diverso elemento o gruppo di elementi nel caso in cui quel particolare rischio dovesse effettivamente manifestarsi.

Possono essere identificate le seguenti tipologie di coperture:

  • copertura di fair value, ha l'obiettivo di coprire l'esposizione alla variazione del fair value di una posta di bilancio attribuibile a un particolare rischio;

  • copertura di flussi finanziari, ha l'obiettivo di coprire l'esposizione a variazioni dei flussi di cassa futuri attribuibili a particolari rischi associati a poste del bilancio;

  • copertura di un investimento in valuta: attiene alla copertura dei rischi di un investimento in un'impresa estera espresso in valuta.

Criteri di valutazione

I derivati di copertura sono valutati al fair value, in particolare:

  • nel caso di copertura di fair value, si compensa la variazione del fair value dell'elemento coperto con la variazione del fair value dello strumento di copertura. Tale compensazione è riconosciuta attraverso la rilevazione a Conto economico delle variazioni di valore, riferite sia all'elemento coperto (per quanto riguarda le variazioni prodotte dal fattore di rischio sottostante), sia allo strumento di copertura. L'eventuale differenza, che rappresenta la parziale inefficacia della copertura, ne costituisce di conseguenza l'effetto economico netto;

  • nel caso di copertura di flussi finanziari, le variazioni di fair value del derivato sono riportate a patrimonio netto, per la quota efficace della copertura, e sono rilevate a Conto economico solo quando, con riferimento alla posta coperta, si manifesti la variazione dei flussi di cassa da compensare;

  • le coperture di un investimento in valuta sono contabilizzate allo stesso modo delle coperture di flussi finanziari.

Lo strumento derivato è designato di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento coperto e lo strumento di copertura e se è efficace nel momento in cui la copertura ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

L'efficacia di copertura dipende dalla misura in cui le variazioni di fair value dello strumento coperto o dei relativi flussi finanziari attesi risultano compensati da quelle dello strumento di copertura. Pertanto l'efficacia è apprezzata dal confronto delle suddette variazioni, tenuto conto dell'intento perseguito dall'impresa nel momento in cui la copertura è stata posta in essere.

Si ha efficacia (nei limiti stabiliti dall'intervallo 80-125%) quando le variazioni di fair value (o dei flussi di cassa) dello strumento finanziario di copertura neutralizzano quasi integralmente le variazioni dello strumento coperto, per l'elemento di rischio oggetto di copertura.

La valutazione dell'efficacia è effettuata a ogni chiusura di bilancio utilizzando:

  • test prospettici, che giustificano l'applicazione della contabilizzazione di copertura, in quanto dimostrano l'attesa sua efficacia;

  • test retrospettivi, che evidenziano il grado di efficacia della copertura raggiunto nel periodo cui si riferiscono. In altre parole, misurano quanto i risultati effettivi si siano discostati dalla copertura perfetta.

Se le verifiche non confermano l'efficacia della copertura, la contabilizzazione delle operazioni di copertura, secondo quanto sopra esposto, viene interrotta e il contratto derivato di copertura viene riclassificato tra gli strumenti di negoziazione.

7. Partecipazioni

I criteri di rilevazione iniziale e valutazione successiva delle partecipazioni regolate dall'IFRS 10 Bilancio consolidato e dallo IAS28 Partecipazioni in collegate e joint venture sono dettagliati nella Parte A.1 - Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento della Nota integrativa.

Le restanti interessenze azionarie - diverse quindi da controllate, collegate e joint ventures e da quelle eventualmente rilevate alle voci 150. "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e 90. "Passività associate ad attività in via di dismissione" (si veda capitolo 10) - sono classificate quali attività finanziarie disponibili per la vendita e attività finanziarie detenute per la negoziazione e trattate in maniera corrispondente.

8. Attività materiali

Criteri di classificazione

Le attività materiali comprendono gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo. Si tratta di attività materiali detenute esclusivamente a uso funzionale, per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi, per essere affittate a terzi, o per scopi amministrativi e che si ritiene di utilizzare per più di un periodo.

Criteri di iscrizione

Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto, tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all'acquisto e alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri, vengono imputate a incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono rilevati a Conto economico.

Criteri di valutazione

Le immobilizzazioni materiali, inclusi gli immobili non strumentali, sono valutate al costo, dedotti eventuali ammortamenti e perdite di valore.

Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate lungo la loro vita utile, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti.

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite e il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, e il relativo valore d'uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a Conto economico. Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo a una ripresa di valore, che

non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Criteri di cancellazione

Un'immobilizzazione materiale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

9. Attività immateriali

Criteri di classificazione

Un'attività immateriale è un'attività non monetaria identificabile, controllata dall'entità in conseguenza di eventi passati e dalla quale ci si attende che affluiranno all'entità benefici economici futuri.

Ai fini dell'identificabilità l'attività deve essere alternativamente separabile (ossia può essere separata, scorporata dall'entità, venduta, trasferita, data in licenza, locata o scambiata, sia individualmente sia insieme al relativo contratto) o deve derivare da diritti contrattuali o altri diritti legali, indipendentemente dal fatto che tali diritti siano trasferibili o separabili dall'entità o da altri diritti e obbligazioni.

Il requisito del controllo si realizza invece se l'entità ha il potere di usufruire dei benefici economici futuri derivanti dalla stessa e contemporaneamente può limitare l'accesso di terzi a tali benefici.

La capacità dell'entità di controllare i benefici economici futuri derivanti da un'attività immateriale trae origine, in genere, da diritti legali che sono tutelabili in sede giudiziale.

Tra le attività immateriali è anche iscritto l'avviamento che rappresenta la differenza positiva tra il costo di acquisto e il fair value delle attività e passività di pertinenza di un'impresa acquisita.

Tra le attività immateriali è incluso il valore delle relazioni contrattuali con la clientela acquisite a seguito dell'aggregazione aziendale di Banca del Gottardo Italia.

Tale attività costituisce un'attività immateriale come definita dalla IAS 38 dalla quale è probabile che l'acquirente conseguirà benefici economici futuri. La determinazione del valore di tali relazioni è avvenuta sulla base di una stima della redditività dei patrimoni gestiti di Banca del Gottardo Italia, analizzati per tipologia di asset class mentre la vita utile è stata stimata su di un orizzonte decennale, determinato sulla base della percentuale storica di decadimento delle masse in gestione (AUM), anteriormente all'acquisizione della società.

Le restanti attività immateriali sono costituite dal software applicativo a utilizzazione pluriennale, compresi gli oneri di adeguamento del sistema legacy e comprese le attività immateriali in corso di realizzazione alla fine dell'esercizio.

Le spese per il software iscritte fra le immobilizzazioni si riferiscono a software applicativo sviluppato da terze parti per l'utilizzo aziendale (contratti di sviluppo software) o acquisito a titolo di licenza d'uso pluriennale.

Le spese software rilevate fra le attività immateriali includono, a determinate condizioni, anche gli oneri relativi a progetti di sviluppo del sistema informativo utilizzato dalla Banca sulla base del contratto di outsourcing con CSE (sistema legacy, front end Consulenti Finanziari e front end clienti, ecc.).

Tali oneri vengono capitalizzati quando si riferiscono alla realizzazione di componenti innovative del sistema non rientranti nei progetti consortili, per le quali è possibile individuare una situazione di controllo e da cui sono ragionevolmente attesi benefici economici futuri.

Le spese per interventi di manutenzione correttiva ed evolutiva sulle procedure informatiche e sul sito web già in utilizzo, vengono invece di regola imputate a Conto economico nell'esercizio di sostenimento.

Criteri di iscrizione

Avviamento

Un'attività immateriale può essere iscritta come avviamento quando la differenza positiva tra il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti e il costo di acquisto della partecipazione (comprensivo degli oneri accessori) sia rappresentativa delle capacità reddituali future della partecipazione (goodwill).

Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future della partecipata, la differenza stessa viene iscritta direttamente a Conto economico.

Altre attività immateriali

Le altre attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori solo se è probabile che i futuri benefici economici attribuibili all'attività si realizzino e se il costo dell'attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario, il costo dell'attività immateriale è rilevato a Conto economico nell'esercizio in cui è stato sostenuto.

Criteri di valutazione

Il costo delle immobilizzazioni immateriali è ammortizzato a quote costanti sulla base della relativa vita utile. Le "spese per il software" sono ammortizzate generalmente in un periodo di tre anni. Gli "altri costi capitalizzati sui sistemi legacy" vengono ammortizzati su di un arco di tempo quinquennale.

Per le relazioni contrattuali con la clientela acquisite a seguito della summenzionata aggregazione aziendale di Banca del Gottardo Italia è stata utilizzata una vita utile di 10 anni.

Qualora la vita utile sia indefinita non si procede all'ammortamento, ma solamente alla periodica verifica dell'adeguatezza del valore di iscrizione delle immobilizzazioni.

Impairment

Avviamento

Ai sensi dello IAS 36, l'avviamento non è soggetto ad ammortamento, ma, con cadenza almeno annuale, a verifica per riduzione di valore ("impairment test").

Ai fini di tale verifica, l'avviamento deve essere allocato alle unità generatrici di flussi finanziari ("Cash Generating Unit" o "CGU"), nel rispetto del vincolo massimo di aggregazione che non può superare il "segmento di attività" individuato per la reportistica gestionale.

L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza fra il valore contabile della CGU e il suo valore recuperabile, inteso come il maggiore fra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, e il suo valore d'uso.

Il test di impairment relativo agli avviamenti viene presentato nella Sezione 1.2 "Variazioni annue degli avviamenti" della Parte G della presente Nota integrativa.

Altre attività immateriali

Ad ogni chiusura di bilancio, in presenza di evidenze di perdite di valore, si procede alla stima del valore di recupero dell'attività. L'ammontare della perdita, rilevato a Conto economico, è pari alla differenza tra il valore contabile dell'attività e il valore recuperabile.

Criteri di cancellazione

Un'immobilizzazione immateriale è eliminata dallo Stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.

10. Attività non correnti o gruppi di attività/passività in via di dismissione

Vengono classificate nella voce dell'attivo "Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione" e in quella del passivo "Passività associate ad attività in via di dismissione" attività non correnti o gruppi di attività/passività per i quali è stato avviato un processo di dismissione e la loro vendita è ritenuta altamente probabile. Tali attività/passività sono valutate al minore tra il valore di carico e il loro fair value al netto dei costi di cessione.

Il saldo netto dei proventi e oneri (al netto dell'effetto fiscale), riconducibili a gruppi di attività in via di dismissione o rilevati come tali nel corso dell'esercizio, è rilevato nel Conto economico in specifica voce separata di "Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte".

11. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito sono rilevate nel Conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od accreditate direttamente a patrimonio netto.

L'accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base a una prudenziale previsione dell'onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito, determinato applicando le aliquote di imposta vigenti.

In particolare, le imposte anticipate e quelle differite vengono determinate sulla base delle differenze temporanee – senza limiti temporali – tra il valore attribuito a un'attività o a una passività secondo i criteri civilistici e i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali.

Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della società interessata o della Capogruppo Assicurazioni Generali per effetto dell'esercizio dell'opzione relativa al "consolidato fiscale", di generare con continuità redditi imponibili positivi.

Le passività per imposte differite vengono iscritte in bilancio, con le sole eccezioni dei maggiori valori dell'attivo in sospensione d'imposta rappresentati da partecipazioni.

Le imposte anticipate e quelle differite vengono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e senza compensazioni, includendo le prime nella voce "Attività fiscali" e le seconde nella voce "Passività fiscali".

Sono anche rilevate le imposte differite derivanti dalle operazioni di consolidamento, se è probabile che esse si traducano in un onere effettivo per una delle imprese consolidate. Tali imposte sono essenzialmente quelle connesse all'eventuale imputazione a elementi dell'attivo della controllata della differenza positiva emersa in sede di consolidamento della partecipazione.

Le attività e le passività iscritte per imposte anticipate e differite vengono sistematicamente valutate per tenere conto sia di eventuali modifiche intervenute nelle norme o nelle aliquote sia di eventuali diverse situazioni soggettive. La consistenza del fondo imposte viene inoltre adeguata per fare fronte agli oneri che potrebbero derivare da accertamenti già notificati o comunque da contenziosi in essere con le autorità fiscali.

Effetti contabili delle operazioni di affrancamento dell'avviamento e degli altri intangible assets previsti dalla normativa tributaria italiana

Il regime tributario delle operazioni di riorganizzazione aziendale ha subito negli ultimi anni delle importanti innovazioni finalizzate a permettere il riconoscimento anche ai fini delle imposte sui redditi dei plusvalori iscritti in bilancio (per esempio l'avviamento) a seguito di un'operazione straordinaria di conferimento, fusione o scissione, attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva.

La Legge n. 244 del 24.12.2007 (legge Finanziaria 2008) ha introdotto nell'art. 176 del TUIR il nuovo comma 2-ter in base al quale risulta possibile riconoscere fiscalmente i maggiori valori iscritti in bilancio a seguito di un'operazione di riorganizzazione aziendale in relazione alle immobilizzazioni immateriali, compreso l'avviamento, e alle immobilizzazioni materiali. Tale disposizione prevede il versamento di un'imposta sostitutiva, determinata sulla base di tre scaglioni di reddito, con riferimento all'ammontare dei valori riallineati (rispettivamente 12% fino a 5 milioni, 14% fino a 10 milioni e 16% sugli ammontari eccedenti detto scaglione), in luogo delle aliquote ordinarie del 27,5% (IRES) e 3,9% (IRAP).

L'imposta sostitutiva deve invece essere versata in 3 rate annuali a partire dal termine di versamento del saldo relativo alle imposte sui redditi dell'esercizio nel quale è stata effettuata l'operazione straordinaria, mentre i maggiori valori trovano riconoscimento ai fini della deducibilità fiscale degli ammortamenti a partire dal periodo d'imposta nel corso del quale è esercitata l'opzione in dichiarazione per l'affrancamento e cioè dall'esercizio in cui viene versata la prima rata.

Il D.L. 29 novembre 2008, n. 185 (c.d. Decreto Anticrisi), convertito nella Legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successivamente modificato, ha quindi introdotto un nuovo sistema di riallineamento facoltativo dei valori fiscali a quelli di bilancio. La norma, contenuta nell'art. 15 comma 10 di tale decreto, stabilisce che, in deroga al regime di affrancamento introdotto dalla legge Finanziaria 2008, i contribuenti hanno la facoltà di ottenere il riconoscimento fiscale dei maggiori valori attribuiti in bilancio all'avviamento, ai marchi d'impresa e alle altre attività immateriali a vita utile definita attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva dell'IRES e dell'IRAP con l'aliquota fissa del 16%, senza più quindi prevedere scaglioni di reddito e la possibilità di rateizzare il pagamento.

I maggiori valori riconosciuti in relazione all'avviamento e ai marchi d'impresa possono tuttavia essere recuperati, attraverso la procedura di ammortamento extracontabile in dieci quote annue in luogo delle diciotto ordinariamente previste dall'art. 103 del TUIR, a partire dal periodo di imposta successivo a quello di versamento dell'imposta.

Anche tale provvedimento prevede che l'esercizio dell'opzione debba essere effettuato mediante versamento dell'imposta sostitutiva entro il termine di versamento delle imposte sui redditi relative all'esercizio di perfezionamento delle operazioni straordinarie interessate.

Da ultimo, i commi da 12 a 14 dell'art. 23 del DL 98/2011 (c.d. manovra d'estate) hanno introdotto all'art. 10 del D.L. 185/2008 i nuovi commi 10-bis e 10-ter, permettendo così di estendere la procedura "speciale" di affrancamento" anche agli avviamenti rilevati solo a livello consolidato, in quanto inespressi nel valore di libro della partecipazione.

L'ulteriore ipotesi di affrancamento si fonda esclusivamente sulle risultanze contabili del Bilancio consolidato (non è richiesto lo scorporo a livello contabile del valore di avviamento da quello della partecipazione) ed è applicabile oltre che nel caso di partecipazioni rinvenienti da fusioni o altre operazioni straordinarie anche nel caso di operazioni di natura fiscalmente realizzativa, escluse dalla previgente disciplina quali l'acquisto dell'azienda – tra i cui elementi patrimoniali vi sia anche la partecipazione di controllo – o l'acquisto della stessa partecipazione di controllo (nuovo comma 10-ter).

La norma prevede altresì che, ai fini del perfezionamento delle operazioni di affrancamento, limitate peraltro alle sole operazioni pregresse effettuate anteriormente al 31.12.2010, il versamento dell'imposta sostitutiva nella misura del 16% dovesse essere effettuato entro il 30 novembre 2011, mentre la deduzione extracontabile degli ammortamenti, in dieci quote costanti sarebbe avvenuta a partire dall'esercizio 2013.

In relazione alle summenzionate opzioni previste dalla disciplina tributaria, Banca Generali ha realizzato le seguenti operazioni:

  • 1) affrancamento del disallineamento fra valori contabili e valori di bilancio dell'avviamento derivante dalla fusione per incorporazione di Banca del Gottardo Italia in Banca BSI S.p.A. (successivamente incorporata da Banca Generali con data efficacia dal 1° gennaio 2010), perfezionato nell'esercizio 2010 in base a quanto previsto dall'art. 15 comma 10 del DL 185/208;
  • 2) affrancamento delle altre attività immateriali ("client relationships") derivanti dalla medesima operazione, effettuato nell'esercizio 2010 con riferimento ai valori iscritti nel bilancio di Banca BSI Italia al 31.12.2009, secondo la procedura ordinaria delineata dall'art. 176 comma 2-ter del TUIR;
  • 3) affrancamento dell'avviamento rilevato su base consolidata in relazione alla partecipazione totalitaria detenuta nella controllata BG Fiduciaria Sim S.p.A., effettuato nell'esercizio 2011.

Per quanto riguarda gli aspetti contabili, l'affrancamento dell'avviamento risulta suscettibile di diverse interpretazioni, stante l'assenza di una norma specifica nell'ambito dello IAS 12 riferita al riconoscimento fiscale dell'avviamento in un momento successivo a quello dell'iscrizione iniziale.

Lo IAS 12 si limita infatti a vietare la rilevazione di imposte differite in sede di iscrizione iniziale di avviamenti derivanti da operazioni di acquisizione non riconosciuti fiscalmente.

Le analisi condotte dall'Organismo Italiano di contabilità (OIC), sintetizzate nell'applicazione n.1 del 27 febbraio 2009, intitolata "Trattamento contabile dell'imposta sostitutiva sull'affrancamento dell'avviamento ex decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 art. 15 comma 10 (convertito nella Legge 28 gennaio 2009, n. 2) per soggetti che redigono il bilancio secondo gli IAS/IFRS", ma estendibili anche alle altre discipline speciali di affrancamento previste dalla normativa tributaria, hanno portato a ritenere compatibili con i principi IFRS tre diversi trattamenti contabili:

  • 1) rilevazione a Conto economico della sola imposta sostitutiva senza rilevazione delle imposte differite attive;
  • 2) rilevazione immediata a Conto economico sia dell'imposta sostitutiva, sia delle imposte differite attive rappresentative del beneficio fiscale futuro;
  • 3) rilevazione dell'imposta sostitutiva come credito d'imposta tra le attività e sua successiva imputazione a Conto economico negli esercizi in cui verranno portate in deduzione extracontabile le quote di ammortamento affrancate.

A tale proposito si precisa che la politica contabile adottata da Banca Generali si basa sul secondo metodo che permette di attribuire l'intero beneficio fiscale, pari alla differenza fra l'imposta sostitutiva assolta e le imposte differite attive contabilizzate (IRES e IRAP), nell'esercizio di competenza dell'operazione di affrancamento.

Negli esercizi in cui potrà essere effettuata la deduzione per quote costanti dell'avviamento affrancato, si procederà, infatti, al rilascio a Conto economico delle imposte differite attive precedentemente stanziate per quote costanti, sulla base di quanto previsto dalla specifica disciplina adottata (dieci o diciotto quote), sterilizzando in tal modo la riduzione del carico fiscale per imposte correnti.

Eventuali svalutazioni dell'avviamento non rilevano ai fini della misurazione dell'imposta differita attiva iscritta, sempre che il suo valore continui a essere ritenuto recuperabile attraverso i redditi imponibili futuri.

12. Fondi per rischi e oneri

Gli altri fondi per rischi e oneri sono costituiti dagli accantonamenti relativi a obbligazioni legali o connessi a rapporti di lavoro oppure a contenziosi, anche fiscali, originati da un evento passato per i quali sia probabile l'esborso di risorse economiche per l'adempimento delle obbligazioni stesse, sempre che possa essere effettuata una stima attendibile del relativo ammontare.

Conseguentemente, la rilevazione di un accantonamento avviene se e solo se:

  • vi è un'obbligazione in corso (legale o implicita) quale risultato di un evento passato;

  • è probabile che per adempiere all'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici;

  • può essere effettuata una stima attendibile dell'importo derivante dall'adempimento dell'obbligazione.

L'importo rilevato come accantonamento rappresenta la migliore stima della spesa richiesta per adempiere all'obbligazione esistente alla data di riferimento del bilancio e riflette rischi e incertezze che inevitabilmente caratterizzano una pluralità di fatti e circostanze.

Laddove l'elemento temporale sia significativo, gli accantonamenti vengono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. L'accantonamento e gli incrementi dovuti al fattore temporale sono rilevati a Conto economico.

I fondi accantonati sono periodicamente riesaminati ed eventualmente adeguati per riflettere la migliore stima corrente. Quando, a seguito del riesame, il sostenimento dell'onere diviene improbabile, l'accantonamento viene stornato.

Gli altri fondi per rischi e oneri includono in particolare:

  • gli stanziamenti per indennità contrattuali della rete di Consulenti Finanziari (indennità di fine rapporto e altre indennità similari), valutati con metodologia attuariale;

  • gli stanziamenti per piani provvigionali di incentivazione o di inserimento (piani di reclutamento) di Consulenti Finanziari;

  • gli accantonamenti per benefici a lungo termine ai dipendenti;

  • gli accantonamenti per piani di ristrutturazione.

In alcune circostanze stanziamenti per rischi e oneri (ad esempio oneri connessi alle spese del personale) sono stati ricompresi a voce propria del Conto economico per meglio rifletterne la natura.

13. Debiti e titoli in circolazione

Criteri di classificazione

I "Debiti verso banche", i "Debiti verso clientela", e i "Titoli in circolazione" ricomprendono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito e titoli obbligazionari in circolazione, al netto, pertanto, degli eventuali ammontari riacquistati.

I debiti verso banche e clientela includono altresì i debiti di funzionamento derivanti dalla prestazione di servizi finanziari.

Criteri di iscrizione

La prima iscrizione di tali passività finanziarie avviene all'atto della ricezione delle somme raccolte o dell'emissione dei titoli di debito.

La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all'ammontare incassato od al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione e non rimborsati dalla controparte creditrice. Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value delle passività finanziarie eventualmente emesse a condizioni inferiori a quelle di mercato è oggetto di apposita stima e la differenza rispetto al valore di mercato è imputata direttamente a Conto economico.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato con il metodo del tasso di interesse effettivo.

Fanno eccezione le passività a breve termine, ove il fattore temporale risulti trascurabile, che rimangono iscritte per il valore incassato e i cui costi eventualmente imputati sono attribuiti a Conto economico in modo lineare lungo la durata contrattuale della passività.

Criteri di cancellazione

Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte. La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto di titoli precedentemente emessi. La differenza tra valore contabile della passività e l'ammontare pagato per acquistarla viene registrata a Conto economico.

Il ricollocamento sul mercato di titoli propri successivamente al loro riacquisto è considerato come una nuova emissione con iscrizione al nuovo prezzo di collocamento, senza alcun effetto a Conto economico.

14. Passività finanziarie di negoziazione

La voce include il valore negativo dei contratti derivati di trading valutati al fair value. Vi sono eventualmente incluse anche le passività, valorizzate al fair value, che originano da scoperti tecnici generati dall'attività di negoziazione di titoli.

15. Passività finanziarie valutate al fair value

Non sono presenti passività valutate al fair value.

16. Operazioni in valuta

Rilevazione iniziale

Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell'operazione.

Rilevazioni successive

Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste monetarie di bilancio in valuta estera sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura.

Non sono presenti poste non monetarie valutate al costo storico o valutate al fair value.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione del bilancio precedente, sono rilevate nel Conto economico del periodo in cui sorgono.

18. Altre informazioni

Azioni proprie

Le azioni proprie sono iscritte in bilancio al costo di acquisizione in una specifica voce a riduzione del patrimonio netto e non sono oggetto di valutazione. In caso di successiva cessione, l'eventuale differenza tra costo di acquisto e prezzo di vendita è rilevata tra le componenti del patrimonio netto.

Operazioni di pronti contro termine

I titoli ricevuti nell'ambito di un'operazione che contrattualmente ne preveda obbligatoriamente la successiva vendita e i titoli consegnati nell'ambito di un'operazione che contrattualmente ne preveda obbligatoriamente il riacquisto, non sono rilevati e/o eliminati dal bilancio in quanto non sono trasferiti i relativi rischi/benefici.

Di conseguenza, nel caso di titolo acquistato con accordo di rivendita, l'importo pagato viene rilevato come credito verso clientela o banche; nel caso di titolo ceduto con accordo di riacquisto, la passività è rilevata nei debiti verso banche o verso clientela.

I proventi degli impieghi, costituiti dalle cedole maturate sui titoli e dal differenziale tra prezzo a pronti e prezzo a termine dei medesimi, sono iscritti per competenza nelle voci di Conto economico relative agli interessi.

Migliorie su beni di terzi

I costi di ristrutturazione di immobili non di proprietà vengono capitalizzati in considerazione del fatto che per la durata del contratto di affitto la società utilizzatrice ha il controllo dei beni e può trarre da essi benefici economici futuri.

I suddetti costi, classificati tra le Altre attività come previsto dalle Istruzioni della Banca d'Italia, vengono ammortizzati per un periodo non superiore alla durata del contratto di locazione.

Pagamenti basati su azioni

Si tratta di pagamenti a favore di dipendenti o altri soggetti assimilabili, quali i Consulenti Finanziari, come corrispettivo delle prestazioni ricevute, basati su strumenti rappresentativi di capitale della Capogruppo o della controllante.

Tali piani possono prevedere alternativamente:

  • il diritto a sottoscrivere aumenti di capitale a pagamento a un prezzo prefissato (piani di stock option);

  • l'assegnazione gratuita di un certo numero di azioni, generalmente riacquistate (piani di stock granting).

I piani di remunerazione del personale e dei Consulenti Finanziari basati su propri strumenti patrimoniali vengono rilevati, secondo quanto previsto dall'IFRS 2 Share based payments, come costi nel Conto economico, sulla base del fair value degli strumenti finanziari attribuiti alla data di assegnazione, suddividendo l'onere lungo il periodo previsto dal piano.

In considerazione della difficoltà di valutare attendibilmente il fair value delle prestazioni ricevute come contropartita degli strumenti rappresentativi del capitale, viene fatto riferimento al fair value di questi ultimi, misurato alla data della loro assegnazione.

In presenza di opzioni, il fair value delle stesse è calcolato utilizzando un modello che considera, oltre a informazioni quali il prezzo di esercizio e la vita dell'opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità attesa, i dividendi attesi e il tasso di interesse risk-free, anche le caratteristiche specifiche del piano in essere. Nel modello di valorizzazione sono valutate in modo distinto l'opzione e la probabilità di realizzazione delle condizioni in base alle quali le opzioni sono state assegnate. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

In presenza di piani di stock granting il fair value delle azioni assegnate è determinato sulla base della quotazione di mercato alla data della delibera dell'assemblea di autorizzazione dei piani.

L'eventuale riduzione del numero di strumenti finanziari assegnati è contabilizzata come cancellazione di una parte degli stessi.

L'onere relativo ai piani con pagamenti basati su azioni è rilevato come costo a Conto economico per competenza nella voce 180.a) "Spese amministrative: spese per il personale", se relativo a prestazioni di lavoro e nella voce 50) "Commissioni passive" se relativo ai rapporti di mandato dei Consulenti Finanziari. In entrambi i casi la contropartita è costituita dalla voce 170. "Riserve" del patrimonio netto.

Long term incentive plan

Il Long Term Incentive Plan (LTIP) è un piano di incentivazione basato su azioni deliberato annualmente dall'Assemblea degli azionisti della controllante Assicurazioni Generali e destinato al Personale più rilevante della stessa e delle società del gruppo assicurativo, fra cui anche alcuni Key manager del Gruppo bancario.

Il piano è destinato a perseguire l'obiettivo della crescita di valore delle azioni della società rafforzando il legame tra la remunerazione dei beneficiari e le performance definite nel quadro dei piani strategici del gruppo (c.d. performance assoluta) e la crescita del valore rispetto a un gruppo di peer (c.d. performance relativa).

Per i beneficiari appartenenti al Gruppo bancario, tuttavia, gli obiettivi, ai quali risulta parametrata la maturazione dell'incentivo, sono distinti fra:

  • obiettivi del gruppo assicurativo, ovvero ROE (Return on Equity) e "relative Total Shareholders' Return" (rTSR), rapportato a un Peer Group, a cui è attribuita una ponderazione del 40% del bonus complessivo;

  • obiettivi di business unit (ROE ed EVA del Gruppo bancario), ponderati al 60%.

Le caratteristiche salienti del piano sono le seguenti:

  • l'incentivo maturato in caso di raggiungimento degli obiettivi viene erogato da Assicurazioni Generali S.p.A. in un'unica soluzione al termine di un periodo di maturazione triennale (vesting) mediante l'assegnazione gratuita ai beneficiari di proprie azioni ordinarie (stock granting);

  • il numero massimo delle azioni da assegnare viene determinato all'inizio del triennio ed è suddiviso in tre tranche, che si riferiscono ai tre anni di durata del piano;

  • ogni anno viene verificato il livello di raggiungimento degli obiettivi inizialmente fissati per il triennio per determinare il numero di azioni da accantonare per ciascuna tranche;

  • a partire dal ciclo 2015-2017 è stato previsto un vincolo di indisponibilità delle azioni assegnate nella misura del 50% entro l'anno successivo all'assegnazione e del 50% trascorsi due anni;

  • sono previste clausole di malus e di claw back e una soglia minima di accesso (gate di accesso).

Il nuovo piano è inquadrabile come operazione con pagamento regolato con strumenti rappresentativi di capitale, pertanto rientrante nello scope dell'IFRS 2.

L'IFRS 2, nella nuova formulazione omologata con il Regolamento (UE) n. 244/2010 della Commissione del 23 marzo 2010 ha introdotto una specifica sezione destinata a regolamentare le operazioni con pagamento basato su azioni fra entità di un gruppo (paragrafi 43B-43C e B45-B61 della Guida operativa).

Nell'ambito di tale sezione viene specificato che nelle operazioni con pagamento basato su azioni tra entità di un gruppo, l'entità che riceve i beni o servizi deve valutare se trattare il costo dei beni o servizi ricevuti alternativamente come un'operazione con pagamento basato su azioni regolata con strumenti rappresentativi di capitale, in contropartita a una riserva di capitale, o per cassa, in contropartita a una passività.

A tale proposito, il principio contabile prevede (par 43B) che se l'assegnazione di azioni della controllante viene effettuata direttamente dalla stessa, senza intervento della controllata a beneficio dei dipendenti della controllata, l'onere a Conto economico viene contabilizzato in contropartita a una riserva di patrimonio netto, essendo assimilato a un apporto di capitale da parte della controllante.

A tale proposito, in considerazione della specificità dei piani riservati ai beneficiari del Gruppo bancario, la valutazione degli stessi deve essere effettuata singolarmente per le componenti legate agli obiettivi di gruppo e agli obiettivi di business (Gruppo bancario).

In particolare:

  • la componente del piano legata agli obiettivi di business unit va valutata esclusivamente, trattandosi di uno stock grant puro, in base al fair value dell'azione ordinaria Assicurazioni Generali alla data di assegnazione;

  • la componente del piano legata agli obiettivi di gruppo include invece come obiettivo il TSR che si qualifica come "market condition", la cui valutazione viene integrata nel fair value dello stock grant.

Il costo complessivo del piano è pari alla somma del costo calcolato per ogni tranche in base al fair value determinato con le summenzionate modalità moltiplicato per il numero di azioni potenzialmente assegnabili in relazione alla performance condition, alla probabilità della soddisfazione della service condition e al raggiungimento della soglia minima di accesso. Tale costo viene ripartito lungo un periodo di maturazione di 3 anni (vesting period) a partire dalla grant date in contropartita a un'apposita riserva di patrimonio netto.

Trattamento di fine rapporto del personale

Il trattamento di fine rapporto, disciplinato dall'art. 2220 del Codice Civile, si configura, ai sensi dello IAS 19 "Benefici ai dipendenti", come un "beneficio successivo al rapporto di lavoro".

A seguito dell'entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato al 1° gennaio 2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, le quote maturate a partire dal 1° gennaio 2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda e, nel caso di aziende con almeno 50 dipendenti, essere trasferite da parte di quest'ultima a un apposito fondo gestito dall'INPS.

Pertanto ora l'obbligazione nei confronti del personale dipendente ha assunto contabilmente una duplice natura:

  • "piano a contribuzione definita" per le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturande a partire dal 1° gennaio 2007, sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di Tesoreria presso l'INPS.

  • Per tali quote l'importo contabilizzato tra i costi del personale è determinato sulla base dei contributi dovuti senza l'applicazione di metodologie di calcolo attuariali.
  • Le quote versate a fondi di previdenza integrativi sono rilevate nella specifica voce mentre le quote versate al fondo di Tesoreria dell'INPS sono convenzionalmente ricondotte alla voce "indennità di fine rapporto".
  • "piano a benefici definiti" per la quota del trattamento di fine rapporto del personale maturata sino al 31.12.2006 che viene pertanto rilevata sulla base del valore attuariale della prestazione futura attesa determinato utilizzando il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito".

In base a tale metodo, l'ammontare già maturato deve essere incrementato della quota unitaria maturata annualmente ("current service cost), proiettato nel futuro fino alla data attesa di risoluzione del rapporto di lavoro e quindi essere attualizzato alla data di riferimento. La quota unitaria maturata viene inoltre determinata sulla base di tutta la vita lavorativa attesa del dipendente.

Nel caso specifico, tuttavia, la passività pregressa viene valutata senza applicazione del pro-rata del servizio prestato in quanto il costo previdenziale ("service cost") del TFR è già interamente maturato. Pertanto l'accantonamento annuale comprende il solo "Interest cost", afferente alla rivalutazione della prestazione attesa per effetto del trascorrere del tempo.

Ai fini dell'attualizzazione, il tasso utilizzato è determinato con riferimento al rendimento di mercato di obbligazioni di aziende primarie, tenendo conto della durata media residua della passività, ponderata in base alla percentuale dell'importo pagato e anticipato, per ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all'estinzione finale dell'intera obbligazione.

A tale proposito, considerato che lo IAS 19 revised prevede che il tasso di sconto sia determinato facendo riferimento a rendimenti di "high quality corporate bonds", è stato definito di utilizzare l'indice IBOXX EURO CORP costruito su serie AA.

I costi per il servizio del piano sono contabilizzati tra i costi del personale nella voce "accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale".

A seguito dell'entrata in vigore, dal 1° gennaio 2013, dello IAS 19 revised, al fine di migliorare la comparabilità dei bilanci, è stata invece eliminata la possibilità di adottare trattamenti differenziati con riferimento agli utili e perdite attuariali derivanti dalla valutazione dell'obbligazione, ovvero diminuzioni o incrementi della passività che derivano da modifiche dei parametri utilizzati per la valutazione attuariale (variazione dei tassi di sconto, stima dei tassi di turnover attesi del personale, incrementi retributivi, ecc.).

Per le variazioni delle passività derivanti dalle valutazioni attuariali è infatti previsto obbligatoriamente l'integrale riconoscimento nel prospetto della redditività complessiva, e quindi in contropartita a una riserva di patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale.

La precedente impostazione contabile adottata dalla Banca prevedeva invece che tale voce fosse rilevata a Conto economico in base al "metodo del corridoio", ossia come l'eccesso dei profitti/perdite attuariali cumulati, risultanti alla chiusura dell'esercizio precedente, rispetto al 10% del valore attuale dei benefici generati dal piano.

L'eliminazione di tale metodo ha comportato un impatto sul patrimonio netto della Banca alla data di prima applicazione del nuovo principio, in quanto sono stati contabilizzati utili o perdite attuariali non rilevati precedentemente in applicazione del "metodo del corridoio".

Si evidenzia, infine, come le valutazioni attuariali del fondo vengano effettuate al netto dell'imposta sostitutiva dell'11% e del contributo dello 0,50% che, pertanto, vengono riversati a Conto economico nell'esercizio di competenza a voce propria.

I premi di produttività del personale dipendente

Sulla base di quanto previsto dal 1° aggiornamento alla Circolare n. 262/05 del 18.11.2009, i premi di produttività da erogare al personale dipendente nell'esercizio successivo vengono di regola ricondotti alla voce di bilancio relativa alle "Altre passività".

Più specificamente, in ottemperanza allo IAS 19 Benefici ai dipendenti, vengono ricondotte fra le passività correnti dell'esercizio:

la quota di retribuzione variabile da erogare a manager e dipendenti per la quale sussistono obblighi legali stimabili attendibilmente, quali i premi di risultato legati al CIA, i bonus manageriali legati alle Balance scorecards (MBO) e gli altri piani di incentivazione individuali aventi natura contrattuale, quali quelli del personale di vendita e dei gestori;

gli incentivi non contrattualizzati per i quali esistano obiettive evidenze circa la natura consuetudinaria tali da configurare la sussistenza di una obbligazione implicita vincolante per la Banca.

Per tali poste è stata effettuata una stima attendibile dell'onere verso il personale in base alle condizioni formali dei piani di incentivazione individualmente assegnati e delle probabilità di raggiungimento degli obiettivi quantitativi e qualitativi fissati negli stessi.

Vengono altresì rilevate a Conto economico fra le spese del personale, ai sensi dello IAS 19, le seguenti tipologie di oneri che non configurandosi come passività certe a breve termine trovano contropartita patrimoniale nella voce relativa ai Fondi per rischi e oneri:

  • la quota della retribuzione variabile dei manager del Gruppo bancario differita fino a 2 anni e condizionata a gate di accesso prevista dalla nuova politica di remunerazione del Gruppo bancario;

  • i programmi di fidelizzazione a lungo termine (long term incentive plan), deliberati dalla controllante Assicurazioni Generali a favore dei top manager del gruppo e adottati dal CdA di Banca Generali, esaminati più dettagliatamente nel paragrafo successivo.

Non si è invece ravvisata la sussistenza dei requisiti previsti dallo IAS 19, nelle seguenti fattispecie:

  • gli incentivi a favore del personale non ancora formalmente determinati alla data di approvazione del bilancio e di natura non consuetudinaria;

  • gli stanziamenti per benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro legati all'assistenza sanitaria del personale dirigente del Gruppo;

  • gli stanziamenti destinati a supportare piani di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, e altri oneri legati all'inquadramento del personale ancora da definire alla data di autorizzazione alla pubblicazione del bilancio.

Tali oneri vengono pertanto integralmente ricondotti alla voce relativa agli accantonamenti per rischi e oneri.

Indennità di fine rapporto dei Consulenti Finanziari

Il fondo a copertura dell'onere per indennità di fine rapporto dei Consulenti Finanziari viene valutato in base allo IAS37, con metodologia attuariale, secondo quanto previsto dalle disposizioni di legge (art. 1751 Codice Civile) e dagli specifici criteri di erogazione definiti dalla Banca.

In particolare, l'indennità riconosciuta ai Consulenti Finanziari viene determinata sulla base dalla media annuale delle provvigioni dirette e indirette riconosciute al Consulente Finanziario negli ultimi 5 anni di attività (art. 1751 cc) e al netto:

  • a) dell'ammontare complessivo del FIRR versato annualmente all'Enasarco da parte della Banca, fino alla data di cessazione;
  • b) di riduzione forfettaria contrattuale che si riduce progressivamente al crescere dell'anzianità alla data di pensionamento o cessazione (ad eccezione dei casi di morte e invalidità permanente).

Nel caso di recesso per giusta causa con prestazione, l'indennità può essere ulteriormente ridotta in funzione del decadimento degli AUM nel periodo di osservazione successivo alla cessazione.

La valutazione viene quindi effettuata con metodi attuariali sulla base dei parametri demografici, dei tassi di turnover previsti, con e senza diritto alla prestazione, delle ipotesi circa l'età di ingresso nel sistema dell'assicurazione generale obbligatoria (AGO) e dell'età di pensionamento.

La procedura tiene altresì conto:

  • a) della percentuale di riduzione provvigionale attesa in funzione del periodo di servizio trascorso stimato alla data di cessazione;
  • b) del FIRR prospettico, ovvero dei versamenti che la Banca effettuerà annualmente direttamente alla Fondazione Enasarco a titolo di contributo indennità fine rapporto per tutto il periodo di servizio del Consulente Finanziario e che alla fine verranno detratti dall'indennità lorda dovuta.

Indennità di valorizzazione portafoglio

L'istituto della valorizzazione portafoglio consiste nel riconoscimento ai Consulenti Finanziari, con almeno cinque anni di anzianità, che cessino definitivamente l'attività per pensionamento, grave invalidità, decesso o per cancellazione volontaria dall'albo, di un'indennità commisurata alla redditività del portafoglio in precedenza gestito.

L'indennità, disciplinata da un allegato del contratto di Agenzia, è dovuta esclusivamente a condizione che il consulente cessato si impegni formalmente a effettuare il passaggio di consegne nei confronti di un consulente subentrante individuato dalla società e adempia al requisito di cancellazione dell'albo. Il consulente subentrante si impegna viceversa a corrispondere alla società un'indennità commisurata a quella ottenuta dal consulente cessato.

In relazione alle più recenti prassi affermatesi sul mercato, è stata realizzata una profonda rivisitazione contrattuale dell'istituto, divenuta operativa dal 1° gennaio 2012.

Il sistema introduce una regola di perfetta corrispondenza tra indennità percepita dal cedente e indennità corrisposte dai destinatari delle rassegnazioni, limitando il ruolo del soggetto mandante all'attività di servizio consistente nella gestione dei flussi finanziari fra le parti.

Sulla base delle nuove regole, pertanto, il consulente cedente potrà percepire l'indennità concordata solo nel caso questa sia stata effettivamente corrisposta alla Banca dal consulente subentrante, favorendo in tal modo un maggior coinvolgimento dei soggetti interessati al buon fine dell'operazione e a un adeguato passaggio di consegne della clientela.

È stata tuttavia mantenuta la garanzia della Banca nei casi di riassegnazione della clientela a seguito di decesso o invalidità permanente del Consulente Finanziario assegnatario della stessa. In tali casi, infatti, la Banca corrisponderà immediatamente al beneficiario o agli eredi dello stesso l'intera indennità e procederà al recupero rateale della stessa nei confronti dei riassegnatari nella misura ridotta del 75%, in considerazione del maggior onere connesso all'impossibilità di effettuazione di un adeguato passaggio di consegne.

La determinazione dello specifico fondo a copertura delle obbligazioni connesse all'istituto, viene effettuata con metodologia statistico attuariale sulla base della valorizzazione, attuata tramite procedure informatiche, dell'indennità maturata sui patrimoni gestiti dai Consulenti Finanziari alla data di riferimento, delle percentuali storiche di riconoscimento dell'indennità, dei tassi di turnover della rete e di altre variabili demografiche, previdenziali e finanziarie.

Sulla base di quanto previsto dallo IAS 1 paragrafo 234 punto b), gli accantonamenti vengono esposti al netto dei rimborsi contrattualmente stabiliti a carico dei consulenti subentranti.

Oneri funzionalmente connessi al personale

Sulla base di quanto previsto dallo IAS19, nella voce 150 a) Spese per il personale sono rilevati esclusivamente i costi aventi natura retributiva per l'attività lavorativa svolta e non anche quelli che si configurano come mero ristoro di oneri sostenuti dal dipendente a beneficio dell'impresa per lo svolgimento dell'attività lavorativa.

Gli oneri indiretti funzionalmente connessi all'attività svolta dal personale vengono pertanto rilevati nella voce 150 b) Altre spese amministrative. Tali oneri comprendono anche:

  • a) rimborsi analitici e documentati dei costi per vitto e alloggio sostenuti dai dipendenti in trasferta;
  • b) rimborsi chilometrici analitici e documentati calcolati sulla base di tariffari riconosciuti come validi (es. ACI) e dei chilometri effettivamente percorsi;
  • c) costi per visite di check-up dei dipendenti effettuate in occasione dell'assunzione del personale e i costi per visite obbligatorie disposte per legge.

Continuano invece a essere rilevati nell'ambito delle spese per il personale, fra gli altri, i costi per corsi di aggiornamento professionale dei dipendenti.

Riconoscimento dei ricavi e costi

I ricavi sono riconosciuti quando sono percepiti o comunque quando è probabile che saranno ricevuti i benefici futuri e tali benefici possono essere quantificabili in modo attendibile. In particolare:

  • gli interessi corrispettivi sono riconosciuti pro rata temporis sulla base del tasso di interesse contrattuale o di quello effettivo nel caso di applicazione del costo ammortizzato;

  • gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a Conto economico solo al momento del loro effettivo incasso;

  • i dividendi sono rilevati a Conto economico nel momento in cui ne viene deliberata la distribuzione;

  • le commissioni per ricavi da servizi sono iscritte, sulla base dell'esistenza di accordi contrattuali, nel periodo in cui i servizi stessi sono stati prestati; in particolare, le commissioni di negoziazione derivanti dall'operatività in titoli sono rilevate al momento della prestazione del servizio. Le commissioni di gestione del portafoglio, di consulenza e di gestione sui fondi comuni di investimento sono riconosciute in base alla durata del servizio. Sono escluse le commissioni considerate nel costo ammortizzato ai fini della determinazione del tasso di interesse effettivo, che sono rilevate tra gli interessi.

I costi sono rilevati nel Conto economico nei periodi nei quali sono contabilizzati i relativi ricavi. Se l'associazione fra costi e ricavi può essere fatta solo in modo generico e indiretto, i costi sono iscritti su più periodi con procedure razionali e su base sistematica. I costi che non possono essere associati ai proventi sono rilevati immediatamente in Conto economico.

Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione del Bilancio consolidato

La redazione del Bilancio consolidato richiede il ricorso a stime e ad assunzioni che possono influenzare i valori iscritti nello Stato patrimoniale e nel Conto economico, nonché sull'informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate nel Bilancio consolidato.

Le stime e le relative ipotesi si basano sull'utilizzo delle informazioni gestionali disponibili e su valutazioni soggettive, fondate anche sull'esperienza storica.

Per loro natura le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti nel bilancio possano differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.

Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l'impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale sono:

  • la quantificazione dei fondi per rischi e oneri;

  • la quantificazione degli oneri per premi di produttività del personale;

  • la quantificazione delle incentivazioni provvigionali da riconoscere alle reti di vendita in relazione all'attività condotta nel corso dell'anno;

  • la determinazione del fair value degli strumenti finanziari per cassa e derivati da utilizzare ai fini dell'informativa di bilancio, quando non basata su prezzi correnti rilevati su mercati attivi;

  • la determinazione dell'impairment degli strumenti finanziari;

  • la determinazione delle rettifiche e delle riprese di valore sui crediti deteriorati e sulla riserva collettiva per crediti in bonis;

  • le stime e le assunzioni poste a base della determinazione della fiscalità corrente, che potranno differire dal carico fiscale effettivo determinato in sede di liquidazione del saldo delle imposte dell'esercizio e in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi;

  • le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva;

  • la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali.

La determinazione dell'impairment relativo agli strumenti finanziari

In conformità a quanto previsto dallo IAS 39, il portafoglio titoli non valutato al fair value a Conto economico e classificato nei portafogli delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), detenute sino a scadenza (HTM) e nei crediti verso clientela e banche (Loans) viene sottoposto a impairment test al fine di verificare l'eventuale presenza di perdite durevoli di valore, da riconoscere a Conto economico.

Si è in presenza di perdite di valore quando, a seguito del verificarsi di specifici eventi ("eventi di perdita"), vi è una obiettiva evidenza di una riduzione dei flussi di cassa futuri attesi, rispetto a quelli originariamente stimati e la perdita può essere quantificata in maniera affidabile.

Indicatori di una possibile riduzione di valore sono, ad esempio, significative difficoltà finanziarie dell'emittente, la probabilità di avvio di procedure fallimentari o di altre procedure di ristrutturazione finanziaria, inadempimenti o mancati pagamenti degli interessi o del capitale, la scomparsa di un mercato attivo per lo strumento finanziario, un significativo declassamento del merito creditizio o infine una diminuzione di fair value (valore equo) dell'attività finanziaria al di sotto del suo costo o costo ammortizzato per cause non imputabili alla variazione delle condizioni di mercato (variazione del tasso risk free). In aggiunta ai criteri generali evidenziati in precedenza, per i titoli di capitale costituisce di per se un'evidenza obiettiva

di perdita di valore, una diminuzione significativa o prolungata del fair value di uno strumento finanziario al di sotto del suo costo.

L'evento di perdita deve in ogni caso essersi già verificato alla data della misurazione. Le perdite attese come risultato di eventi futuri, indipendentemente dalla loro probabilità, non sono rilevate.

La valutazione di impairment viene effettuata con metodologie specifiche per le varie tipologie di titoli:

  • Titoli di capitale allocati nel comparto delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS);

  • Titoli di debito corporate allocati nel comparto delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS);

  • Titoli di debito corporate allocati nei portafogli delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (HTM) e nel comparto dei finanziamenti e crediti (Loans);

  • Portafoglio Asset backed securities (ABS) e titoli similari allocati nel portafoglio dei finanziamenti e crediti (Loans).

L'analisi viene effettuata su base analitica per le attività finanziarie che presentano specifiche evidenze di perdite di valore e collettivamente per le attività finanziarie per le quali non è richiesta la valutazione analitica o per le quali la valutazione analitica non ha determinato una rettifica di valore.

Per gli strumenti azionari quotati una perdita di valore viene considerata significativa in presenza di riduzione rispetto al valore medio di carico degli investimenti pari a oltre il 50% alla data di riferimento o di una riduzione del fair value prolungata rispetto al valore di carico, protrattasi per almeno 24 mesi alla data di bilancio.

Vengono inoltre utilizzati ulteriori criteri basati anche su filtri temporali e quantitativi di diversa ampiezza, al fine di individuare ulteriori strumenti finanziari potenzialmente soggetti a una perdita durevole di valore.

Per i titoli di capitale non quotati viene condotta un'analisi delle specifiche condizioni dell'emittente, sulla base degli ultimi documenti contabili disponibili e delle ulteriori informazioni di mercato raccolte.

Per i titoli di debito corporate classificati nel portafoglio AFS e HTM viene inoltre considerata evidenza di una perdita oggettiva di valore una riduzione rispetto al valore medio di carico degli investimenti pari a oltre il 50% alla data di riferimento.

Per quanto riguarda il portafoglio ABS, classificato fra crediti verso clientela, la valutazione analitica viene condotta tenendo conto della tipologia di asset class sottostante (RMBS, CMBS, cards, ecc.), della seniority, del rating e dell'evoluzione dei parametri quantitativi rilevanti del sottostante sulla base dei più recenti reports delle Agenzie di rating.

Una volta accertata la presenza di una perdita durevole di valore, la quantificazione della stessa avviene con la seguente metodologia.

Per gli strumenti finanziari classificati nel portafoglio delle Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS) l'importo della perdita è pari alla differenza tra:

  • il costo di acquisizione, al netto di qualsiasi rimborso in conto capitale e ammortamento e dedotte eventuali perdite da impairment già rilevate a Conto economico;

  • il fair value corrente.

Le perdite per riduzione durevole di valore rilevate su titoli di capitale non possono essere stornate con effetto a Conto economico. Pertanto le eventuali riprese di valore andranno imputate a patrimonio netto. Per i titoli di debito è invece ammessa l'effettuazione di riprese di valore, analogamente ai titoli classificati nei portafogli HTM/ LOANS.

Per i titoli di debito valutati al costo ammortizzato e classificati nel portafoglio degli investimenti posseduti sino alla scadenza (HTM) e finanziamenti e crediti (LOANS) iscritti al costo ammortizzato l'importo della perdita viene misurato come la differenza tra:

  • il valore contabile dell'attività e

  • il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati scontato al tasso di interesse effettivo originale dell'attività finanziaria.

Per gli strumenti finanziari ABS tale dato viene determinato in particolare in base all'erosione dovuta a perdite della tranche dell'emissione posseduta.

Qualora tale dato tuttavia non sia agevolmente determinabile può essere utilizzata a tale proposito una stima del fair value dei titoli alla data di rilevazione.

Impairment collettivo

I titoli di debito appartenenti ai portafogli valutati al costo ammortizzato classificati come crediti verso banche e clientela (L&R) e attività detenute sino a scadenza (HTM), per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva, come previsto dallo IAS 39 par. 64, al fine di stimare il valore delle eventuali perdite latenti su attività che non abbiano manifestato esplicitamente situazioni di default.

Per i titoli corporate, diversi dai titoli derivanti da cartolarizzazione, tale valutazione avviene per categorie omogenee sulla base della classe di rating e della vita residua.

In particolare, la probabilità di un evento di default (PD - probability of default) viene determinata sulla base di serie storiche relative ai tassi di default rilevati globalmente su un orizzonte pluriennale (Standard & Poor's Cumulative Average Default Rates By Rating, 1981-2015) e utilizzando una stima di perdita attesa (LGD loss given default) di mercato compresa fra il 60% e il 70%.

Per i titoli con vita residua inferiore a 6 mesi, la PD viene in ogni caso ponderata in base al periodo effettivo intercorrente fino alla scadenza degli stessi.

Per i titoli appartenenti al portafoglio HTM dalla valutazione viene in ogni caso escluso il comparto dei titoli di stato italiani.

Per il portafoglio dei titoli derivanti da cartolarizzazioni, viene invece effettuata una segmentazione sulla base della natura delle attività sottostanti a garanzia degli ABS (mutui residenziali, mutui commerciali, leasing, altre tipologie di credito) e della relativa area geografica, sviluppando per ogni comparto specifici tassi di probability of default (PD) e loss given default (LGD).

In particolare, per ogni cluster i tassi di PD sono stati determinati sulla base delle perdite medie ponderate (default e delinquencies > 180 gg) specificamente osservate sulle attività sottostanti degli ultimi due anni, di un campione di operazioni di cartolarizzazione aventi caratteristiche analoghe.

I tassi così ottenuti vengono quindi moltiplicati per la vita residua attesa delle emissioni determinando la quota di attività sottostanti potenzialmente a rischio.

La perdita attesa di ogni emissione in portafoglio viene quindi determinata moltiplicando tali dati per il tasso di LGD (determinato sulla base di stime interne prodotte dalla Banca) e verificando la quota di attività sottostanti potenzialmente a rischio che supera la soglia di aggressione della tranche in portafoglio (senior, mezzanine, junior).

Contribuzioni a sistemi di garanzia dei depositi e a meccanismi di risoluzione

Con le Direttive 2014/49/UE del 16 aprile 2014 e 2014/59/UE del 15 maggio 2014, rispettivamente note come "Deposit Guarantee Schemes Directive (DGS)" e "Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD)" e l'istituzione del Meccanismo di Risoluzione Unico (Regolamento UE n. 806/2014 del 15 luglio 2014), il legislatore europeo ha impresso modifiche significative alla disciplina delle crisi bancarie, con l'obiettivo strategico di rafforzare il mercato unico e la stabilità sistemica. Come di seguito meglio illustrato, le suddette novità normative hanno un impatto significativo sulla situazione economica e patrimoniale in relazione all'obbligo di costituzione dì specifici fondi con risorse finanziarie che dovranno essere fornite, a partire dall'esercizio 2015, tramite contribuzioni a carico degli enti creditizi.

Oneri contributivi derivanti dalla Deposit Guarantee Schemes Directive (DGS)

La Direttiva 2014/49/UE, entrata in vigore il 3 luglio 2015, armonizza i livelli di tutela offerti dai fondi nazionali di tutela dei depositi (DGS) e le loro modalità di intervento, al fine di eliminare possibili disparità competitive nel mercato europeo. A tale scopo, la citata direttiva prevede che i DGS nazionali (in Italia il Fondo lnterbancario di Tutela dei Depositi - FITD) si dotino di risorse commisurate ai depositi protetti che dovranno essere fornite mediante contributi obbligatori da parte degli enti creditizi. L'elemento di novità per le banche italiane è il nuovo meccanismo di finanziamento del fondo: si passa, infatti, da un sistema di contribuzione ex-post, in cui i fondi vengono richiesti in caso di necessità, a un sistema misto in cui è previsto che i fondi debbano essere versati anticipatamente fino a raggiungere, entro 10 anni dall'entrata in vigore della direttiva (entro il 3 luglio 2024), un livello obiettivo minimo pari allo 0,8% dei depositi garantiti.

l contributi dì ciascun ente sono calcolati in funzione del rapporto tra l'ammontare dei propri depositi rispetto all'ammontare complessivo dei depositi protetti del Paese.

L'art. 10 della Direttiva 2014/49/UE prevede che i contributi siano versati dalle banche con frequenza almeno annuale. Con l'Assemblea straordinaria del 26 novembre 2015 il FITD ha quindi proceduto all'adeguamento del proprio Statuto al nuovo regime contributivo e regolamentare.

Con il Decreto legislativo n. 30/2016, la Direttiva è stata infine recepita nell'ordinamento nazionale.

Oneri contributivi derivanti dalla Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD)

La Direttiva 2014/59/UE definisce le nuove regole di risoluzione applicabili dal 1° gennaio 2015 a tutte le banche dell'Unione europea in presenza di uno stato di dissesto, anche solo prospettico. Tali regole, che introducono il principio del "bail in", prevedono, in determinate circostanze, che al finanziamento della risoluzione potrà concorrere anche un Fondo nazionale per la risoluzione costituito da ognuno dei 28 stati membri della Comunità e gestito da un'Autorità di Risoluzione Nazionale.

A tale scopo la citata direttiva prevede che i Fondi di risoluzione nazionali siano dotati di risorse finanziarie costituite mediante contributi obbligatori preventivi da parte degli enti creditizi autorizzati.

È previsto, in particolare, che i fondi debbano essere versati anticipatamente fino a raggiungere in un arco temporale di 10 anni, ovvero entro il 31 dicembre 2024, un livello obiettivo minimo (target level), pari all'1% dei depositi garantiti1 .

l contributi di ciascun ente sono calcolati in funzione del rapporto tra l'ammontare delle proprie passività "eligible", ovvero al netto dei fondi propri e dei depositi protetti, rispetto all'ammontare complessivo delle passività di tutti gli enti creditizi autorizzati nel territorio del Paese.

In questo contesto, in data 16 novembre 2015 sono stati infine emanati i Decreti Legislativi n. 180/2015 e n. 181/2015 che hanno introdotto nell'ordinamento italiano il Fondo di Risoluzione Nazionale, attribuendo alla Banca d'Italia il ruolo di Autorità di Risoluzione Nazionale.

Gli artt. 78 e seguenti del D.Lgs. n. 180/15, in particolare, prevedono che tali fondi siano alimentati, fra l'altro, da:

  • a) contributi ordinari versati su base annuale con l'ammontare determinato dalla Banca d'Italia in conformità con quanto stabilito dalla direttiva 2014/59/UE (art. 103) e commisurati ai fini del raggiungimento del livello obiettivo di dotazione del fondo;
  • b) contributi straordinari quando i contributi ordinari risultino insufficienti a coprire perdite, costi o altre spese sostenuti per realizzare gli obiettivi della risoluzione fino a un ammontare pari al triplo dell'importo annuale medio dei contributi ordinari.

Il 1° gennaio 2016 è entrato inoltre in funzione il nuovo Fondo di risoluzione unico europeo (Single Resolution Fund - SRF), previsto dal Regolamento n. 806/2014, istitutivo del Meccanismo di risoluzione unico (Single Resolution Mechanism - SRM) e gestito da una nuova Autorità di risoluzione europea, costituita presso la BCE (Single Resolution Board - SRB).

A partire dal 1° gennaio 2016 ed entro il 31 dicembre 2023 (arco temporale di 8 anni), il Fondo di risoluzione unico dovrà raggiungere un livello obiettivo (target level) di risorse pari ad almeno l'1% dell'ammontare dei depositi protetti presso tutti gli enti autorizzati nell'Unione bancaria. Le regole di contribuzione per il periodo 2016-2023 sono stabilite dall'art. 8 del Regolamento di esecuzione n. 81 del 2015.

1 Anche in questo caso, al fine del raggiungimento del livello obiettivo, i mezzi finanziari forniti dagli enti creditizi possono comprendere impegni di pagamento, nella misura massima del 30%.

Pertanto, le banche degli Stati membri aderenti all'Unione bancaria (tra cui quelle italiane) hanno contributo nel 2015 al Fondo di risoluzione nazionale e dal 2016 (fino al 2023) contribuiranno al Fondo di risoluzione unico. Nel periodo iniziale, nel calcolo delle contribuzioni individuali di ogni istituzione, si terrà conto di tale trasferimento.

Trattamento contabile degli oneri contributivi derivanti dalla BRRD e dalla DGSD

Il trattamento contabile e segnaletico applicabile ai contributi ai fondi di Risoluzione è stato disciplinato dalla Comunicazione della Banca d'Italia del 20 gennaio 2016 e dalla comunicazione del 25 gennaio 2017 avente specificamente ad oggetto le "Contribuzioni addizionali al Fondo di risoluzione nazionale".

Analoghe conclusioni sono state raggiunte dall'ESMA nell'Opinion 2015/ESMA/1462 "Application of the IFRS requirements in relation to the recognition of contributions to Deposit Guarantee Schemes in IFRS accounts" del 25 settembre 2015 con riferimento ai contributi in contanti non rimborsabili da versare ex ante ai fondi di garanzia dei depositi.

Ai fini del trattamento in bilancio si osserva che occorre fare riferimento allo IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali" e all'Interpretazione IFRIC 21 "Tributi", entrata in vigore dal 1° gennaio 2015.

Quest'ultima, infatti, tratta la contabilizzazione di una passività relativa al pagamento di un tributo nel caso in cui tale passività rientri nell'ambito di applicazione dello IAS 37.

Ai sensi dell'IFRIC 21, "un tributo rappresenta un impiego di risorse che incorporano benefici economici imposto dalle amministrazioni pubbliche alle entità in conformità alla legislazione".

Gli obblighi di contribuzione al Fondo Nazionale di Risoluzione, sia nella forma "ordinaria" sia nella forma "straordinaria", derivano da previsioni legislative e, conseguentemente, ricadono nella nozione di "Tributi" di cui all'IFRIC 21.

Lo IAS 37 e l'IFRIC 21 prevedono che al verificarsi del fatto vincolante che crea un'obbligazione attuale debba essere registrata una passività. Poiché il decreto non prevede che i contributi siano, per intero oppure parzialmente, ridotti o restituiti agli intermediari, ogni volta che si verifica il fatto vincolante la passività connessa con i relativi contributi va registrata per l'intero importo.

Poiché non è possibile ravvisare in contropartita alla passività né un'attività immateriale ai sensi dello IAS38 né un'attività per un pagamento anticipato (prepayment asset), ne consegue che i contributi devono essere imputati a Conto economico.

A tale proposito la Banca d'Italia ha precisato che la voce nella quale ricondurre tali contributi, essendo forme di contribuzione assimilate contabilmente a tributi, va individuata nella sottovoce 150 b) "Spese amministrative altre spese amministrative" del Conto economico del bilancio individuale (voce 180 b) del Bilancio consolidato), nella quale vanno ricondotte, fra l'altro, le imposte indirette e le tasse (liquidate e non liquidate) di competenza dell'esercizio.

Qualità del credito - Esposizioni deteriorate

In data 9 gennaio 2015 la Commissione Europea ha approvato il Regolamento di esecuzione 2015/227, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 20 febbraio 2015, mediante il quale è stato recepito l'lmplementing Technical Standard (ITS) dell'EBA2 contenente le definizioni di esposizioni deteriorate ("Non Performing Exposure") e di esposizioni oggetto di misure di tolleranza (cosiddette "Forborne Exposure"), con l'obiettivo di pervenire a una classificazione omogenea a livello europeo, ai fini della vigilanza regolamentare.

Al fine di allinearsi alle disposizioni della normativa comunitaria, la Banca d'Italia ha pubblicato in data 20 gennaio 2015 l'aggiornamento della Circolare n. 2723 , che ha introdotto i nuovi criteri prudenziali da seguire ai fini della classificazione della qualità del credito, a partire dal 1° gennaio 2015.

Le citate modifiche sono state infine recepite, con riguardo alla normativa di bilancio, nel 4° aggiornamento della Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione", emanato il 15 dicembre 2015.

Nel dettaglio, le precedenti quattro categorie di esposizioni deteriorate ("sofferenze", "incagli", "scadute/sconfinamenti deteriorate", "ristrutturati") vengono sostituite dalle nuove tre categorie4 :

  • sofferenze;

  • inadempienze probabili" (c.d. Unlikely to pay);

  • esposizioni scadute deteriorate" (c.d. Past due).

A fronte dell'eliminazione delle categorie degli "Incagli" e delle "Esposizioni Ristrutturate" è stata introdotta la nuova classe delle "Inadempienze probabili", alimentata dalle esposizioni deteriorate per le quali la Banca giudica improbabile che il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle proprie obbligazioni creditizie, senza che vi sia la necessità di porre in essere azioni volte a preservare le ragioni di credito quali, ad esempio, l'escussione delle garanzie.

3 7° aggiornamento della Circolare n. 272 del 30 luglio 2008 - "Matrice dei conti" emesso dalla Banca d'Italia in data 20 gennaio 2015. 4 La precedente classificazione adottata dalla Banca d'Italia prevedeva 4 classi di esposizioni deteriorate: sofferenze, esposizioni ristrutturate, incagli, esposizioni scadute e o sconfinanti.

2 Final Draft Implementing Technical Standards on Supervisory reporting on Forbearance and non-performing exposures (EBA/ITS/2013/03/rev1 24/7/2014).

Tale valutazione è effettuata dalla Banca indipendentemente dalla presenza di eventuali insoluti e quindi non è necessario attendere l'esplicita manifestazione del segnale di anomalia. La categoria in parola attribuisce, pertanto, grande importanza alla capacità di giudizio della Banca nel cogliere tempestivamente gli elementi che possono far presumere una difficoltà nel rimborso integrale della quota capitale e interessi da parte del debitore, senza porre in essere azioni a tutela del credito; ciò anche in assenza di segnali tangibili delle presunte difficoltà.

La nuova normativa ha inoltre introdotto l'obbligo di rappresentare sia nell'ambito delle esposizioni deteriorate (Non-performing exposures) che delle esposizioni non deteriorate (performing exposures) l'evidenza delle "Esposizioni oggetto di concessioni" (forbearance).

Gli standard EBA definiscono una concessione come:

  • una modifica dei termini e delle condizioni precedenti di un contratto che il debitore è considerato incapace di rispettare a causa di difficoltà finanziarie ("debito problematico") che determinano un'insufficiente capacità di servizio del debito, e che non sarebbe stata concessa se il debitore non si fosse trovato in difficoltà finanziarie;

  • il rifinanziamento totale o parziale di un contratto di debito problematico che non sarebbe stato concesso se il debitore non si fosse trovato in difficoltà finanziarie.

Per quanto riguarda le valutazioni e gli accantonamenti delle esposizioni Forborne, le politiche contabili seguono il criterio generale in linea con le disposizioni dello IAS 39.

Esposizioni oggetto di accordi di rinegoziazione (Forborne Exposures)

Forborne exposures – Performing

Nell'ambito dei crediti in bonis, vengono identificate e classificate come esposizioni oggetto di concessione (ovvero di Forbearance measures), singole esposizioni per cassa per le quali la Banca, a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore (in "difficoltà finanziaria"), acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali o a un rifinanziamento totale/parziale di un contratto che non sarebbe stato concesso se il debitore non si fosse trovato in tale situazione di difficoltà. Tali esposizioni non formano una categoria a sé stante, ma costituiscono un attributo comune alle varie categorie di attività e vengono rilevate sul singolo rapporto oggetto di concessione.

Tra i crediti in bonis (regolari o scaduti e/o sconfinanti da meno di 90 giorni) vengono pertanto identificate le esposizioni oggetto di concessione (Performing Forborne exposures) per le quali ricorre la situazione della "forbearance measure" e che, per effetto della medesima concessione, non sono state classificate fra i crediti deteriorati.

Si prevede inoltre che lo status di Forborne exposure venga meno quando:

    1. è trascorso un periodo di osservazione di almeno 2 anni dalla data di concessione della forbearance (o dalla data in cui l'esposizione deteriorata oggetto di forbearance è stata riclassificata in bonis);
    1. sono stati effettuati regolari pagamenti di ammontare significativo della quota capitale o degli interessi almeno durante metà del periodo di osservazione;
    1. al termine del periodo di osservazione nessuna delle esposizioni del debitore è scaduta e/o sconfinante da più di 30 giorni.

Forborne exposures – Non performing

Nell'ambito dei crediti deteriorati, vengono inoltre identificati i crediti "oggetto di concessione" – Non performing Forborne exposures, ovvero singole esposizioni per cassa appartenenti alle categorie sopra menzionate, per le quali ricorre il criterio della forbearance, così come definito in precedenza. Tali esposizioni non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate, ma, a seconda dei casi, costituiscono un attributo delle categorie di attività deteriorate alle quali appartengono. Sono incluse anche le eventuali ristrutturazioni di esposizioni creditizie realizzate con un intento liquidatorio, da ricondurre fra le sofferenze.

L'esposizione cessa di essere considerata "Non performing oggetto di forbearance measures" e viene considerata "Performing oggetto di forbearance measures" quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:

    1. l'assegnazione dell'attributo di forbearance non comporta la rilevazione di svalutazioni o passaggi a perdite;
    1. è decorso un anno dalle misure di forbearance sull'esposizione;
    1. in seguito alla classificazione a forbearance non sono state rilevate esposizioni scadute e/o sconfinanti né elementi che pregiudichino il completo rientro dell'esposizione in accordo con le condizioni previste dalle misure di forbearance adottate.

L'assenza di elementi pregiudizievoli deve essere determinata dopo una valutazione analitica della situazione finanziaria del debitore.

Gli elementi pregiudizievoli devono essere considerati non più in essere nel momento in cui il debitore ha già rimborsato, secondo le scadenze previste dal piano di rientro/ristrutturazione, un importo pari alla somma che era in precedenza scaduta/sconfinante (se vi erano esposizioni scadute/sconfinanti) o pari alla somma che è stata passata a perdite nell'ambito delle misure di forbearance adottate o, in alternativa, il debitore ha già dimostrato con altre azioni la sua capacità di rispettare le condizioni post forbearance.

Aggregazioni aziendali

Le operazioni di aggregazione aziendale sono disciplinate dal Principio contabile internazionale IFRS 3 Business Combinations.

Secondo tale principio le acquisizioni di società sono contabilizzate con il "metodo dell'acquisto" in base al quale le attività, le passività e le passività potenziali dell'impresa acquisita vengono rilevate al fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza del prezzo pagato rispetto ai suddetti fair value viene rilevata come avviamento o come altre attività immateriali; qualora il prezzo risulti inferiore, la differenza viene imputata al Conto economico.

Il "metodo dell'acquisto" viene applicato a partire dalla data dell'acquisizione, ossia dal momento in cui si ottiene effettivamente il controllo della società acquisita. Pertanto, i risultati economici di una controllata acquisita nel corso del periodo di riferimento sono inclusi nel Bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Parimenti, i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel Bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato.

Le operazioni di aggregazione aziendale fra entità under common control non rientrano nell'ambito di applicazione del Principio contabile internazionale IFRS 3, né sono disciplinate da altri IFRS; vengono quindi definite facendo riferimento alle disposizioni contenute nello IAS 8 Accounting Policies, Changes in Accounting Estimates and Errors.

Gli IAS/IFRS contengono infatti specifiche linee guida da seguire qualora una transazione non rientri in ambito IFRS, descritte nei paragrafi 10–12 dello IAS 8, che richiedono agli Amministratori di tenere conto anche dei pronunciamenti più recenti di altri organismi normativi che per la definizione di principi contabili utilizzino una struttura concettuale simile.

A tale proposito si osserva che il Financial Accounting Standards Board (FASB) ha pubblicato una norma contabile riguardante le aggregazioni aziendali (FAS 141) la quale sotto diversi aspetti è simile a IFRS 3 e a differenza di quest'ultimo include, sotto forma di appendice, linee guida contabili limitate relative alle transazioni sotto controllo comune, in precedenza descritte nell'Accounting Principles Board (APB) Opinion 16. Tale metodo ("pooling of interest") prevede per le operazioni di tale natura l'iscrizione delle attività e passività a valori storici (di libro) delle aziende aggregate, anziché ai rispettivi fair value senza rilevazione dell'avviamento.

Tale soluzione è stata nella sostanza recepita in ambito nazionale dall'Assirevi, con il documento OPI n. 1R relativo al trattamento contabile delle "business combinations of entities under common control" e OPI n. 2R relativo al trattamento contabile delle fusioni.

Le operazioni di aggregazione "infragruppo" o comunque fra "entità under common control", all'interno del Gruppo Banca Generali, vengono pertanto effettuate sulla base del valore contabile delle entità trasferite. Qualora il corrispettivo corrisposto per l'acquisizione della partecipazione differisca dal valore contabile dell'entità trasferita, in ragione dell'avviamento riconosciuto, la differenza viene imputata a riduzione del patrimonio netto della società acquirente e l'operazione viene qualificata al pari di un'attribuzione straordinaria di riserve.

In modo del tutto analogo, qualora un'entità venga trasferita il corrispettivo percepito viene appostato direttamente a una riserva di patrimonio netto, avendo natura nella sostanza di un apporto di capitale da parte delle altre società del gruppo di appartenenza.

Adeguamento all'IFRS 9

In data 29 novembre 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento UE 2016/2067 della Commissione che adotta il Principio contabile internazionale IFRS 9 Financial Instruments, emanato dallo IASB in data 24 luglio 2014, in sostituzione dello IAS39.

Tale principio entrerà in vigore il 1° gennaio 2018 e comporterà, fra le altre cose, significative innovazioni in tema di:

  • una nuova classificazione delle attività finanziarie che supera l'attuale modello basato su cinque portafogli Trading, Fair value option (FVO), Available for sale (AFS), Loans, Held to maturity (HTM) – in favore di un modello basato sulle caratteristiche dello strumento finanziario e sul modello di business;

  • un nuovo modello di impairment delle attività finanziarie basato sul concetto dell'expected loss al posto del concetto di incurred loss" e sulla classificazione delle attività non deteriorate in due stage, in base a una valutazione del livello di rischio e dell'eventuale deterioramento del merito creditizio rispetto alle condizioni originarie.

A tale proposito si evidenzia come il Gruppo bancario si sia organizzato per implementare il nuovo principio contabile nei termini previsti, attivando, sotto la supervisione dell'Area CFO, uno specifico progetto che coinvolge le Funzioni Amministrazione, Finanza, Crediti e il Risk Management e si avvale della consulenza di Ernst & Young, articolato su due cantieri: "Classification & Measurement" e "Impairment".

Banca Generali, inoltre, collabora attivamente con il proprio outsourcer informatico, il consorzio CSE, che sta procedendo all'implementazione di nuove procedure necessarie all'adeguamento dei propri sistemi informativi secondo i requisiti previsti dal nuovo standard.

Nel corso del 2016 Banca Generali ha proceduto a effettuare l'analisi delle poste di bilancio interessate dal nuovo principio e a una valutazione preliminare degli impatti patrimoniali determinati dalla nuova classificazione sulla base del business model attualmente in essere.

È stata altresì completata l'analisi normativa e la gap analysis delle politiche contabili, individuando le opzioni strutturanti ai fini della declinazione operativa della norma.

Nel corso del mese di gennaio 2017, CSE ha presentato alle banche del consorzio lo stato di avanzamento delle iniziative progettuali in base al quale si prevede di poter ottenere le prime simulazioni d'impatto nel corso del primo semestre 2017.

Alla data di redazione della presente relazione, il progetto in corso non è ancora giunto a uno stato di avanzamento tale da consentire di poter stimare in modo attendibile gli impatti patrimoniali conseguenti alla prima applicazione del nuovo principio.

Adeguamento all'IFRS 15 e all'IFRS 16

In data 29 ottobre 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il Regolamento (UE) 2016/1905 della Commissione che adotta il Principio contabile internazionale IFRS 15 Revenue from contracts with customers, emanato dallo IASB.

Il nuovo principio, in vigore anch'esso dal 1° gennaio 2018, sostituirà le norme IAS 18 (Ricavi), IAS 11 (Lavori su ordinazione) e le interpretazioni IFRIC 13 (Programmi di fidelizzazione della clientela), IFRIC 15 (Accordi per la costruzione di immobili), IFRIC 18 (Cessione di attività da parte della clientela) e Sic 31, Prodotti delle attività ordinarie - operazioni di baratto che implicano dei servizi di pubblicità.

Il principio IFRS 15 presenta un modello unico per la contabilizzazione dei ricavi da vendite di beni e da prestazioni di servizi, non rientranti nel campo di applicazione delle norme relative agli strumenti finanziari (IFRS 9), alle polizze assicurative (IFRS 4) o ai contratti di locazione (IAS17 – IFRS 16).

In base a tale principio, un'entità deve riconoscere i ricavi in base al compenso che ci si attende di ricevere a fronte dei beni e dei servizi forniti, determinato sulla base dei seguenti cinque passi:

  • identificazione del contratto, definito come un accordo avente sostanza commerciale tra due o più pari in grado di generare diritti e obbligazioni;

  • individuazione delle singole obbligazioni ("performance obligations") contenute nel contratto;

  • determinazione del prezzo della transazione, ossia il corrispettivo atteso per il trasferimento al cliente dei beni o dei servizi;

  • allocazione del prezzo della transazione a ciascuna "performance obligations", sulla base dei prezzi di vendita della singola obbligazione ("stand-alone selling price");

  • riconoscimento dei ricavi allocati alla singola obbligazione quando la stessa viene regolata, ossia quando il cliente ottiene il controllo dei beni e dei servizi.

Detto riconoscimento tiene conto del fatto che alcuni servizi possono essere resi in uno specifico momento oppure nel corso di un periodo temporale.

Al riguardo si precisa che il Gruppo bancario avvierà nel corso del 2017 un'attività di valutazione degli impatti, che comunque, allo stato attuale, si prevedono non essere significativi.

Il principio "IFRS 16 – Leases", emanato dallo IASB in data 16 gennaio 2016 e non ancora omologato dall'Unione Europea, introduce nuove regole per la rappresentazione contabile dei contratti di leasing sia per i locatori sia per i locatari, sostituendo i precedenti standard/interpretazioni (IAS 17, IFRIC 4, SIC 15 e SIC 27).

Il leasing è definito come un contratto la cui esecuzione dipende dall'uso di un bene identificato e che attribuisce il diritto di controllare l'utilizzo del bene per un periodo di tempo in cambio di un corrispettivo.

Sulla base del nuovo standard, pertanto, viene meno la distinzione, ai fini contabili, tra i leasing operativi e finanziari. Ciò determina una significativa modifica della rappresentazione delle operazioni di leasing nel bilancio del locatario, che dovrà rilevare nello Stato patrimoniale le attività e le passività derivanti dal contratto; più specificatamente, il locatario dovrà rilevare una passività sulla base del valore attuale dei canoni futuri in contropartita dell'iscrizione tra le attività del diritto d'uso ("the right to use") del bene oggetto del contratto di leasing. Successivamente all'iscrizione iniziale, il diritto d'uso è oggetto di ammortamento lungo la durata del contratto o la vita utile del bene; la passività verrà progressivamente ridotta per effetto del pagamento dei canoni e sulla stessa saranno riconosciuti gli interessi da imputare a Conto economico. Sono previste delle esenzioni, al fine di ridurre i costi di adozione per quei contratti aventi durata

L'applicazione obbligatoria del principio è prevista a partire dal 1° gennaio 2019 ma è consentita un'applicazione anticipata purché sia adottato il principio IFRS 15.

L'omologazione del nuovo principio è prevista nel secondo semestre 2017 e pertanto nel 2017 il Gruppo bancario procederà ad avviare l'attività di valutazione degli impatti, finalizzati a definire il perimetro e relativo trattamento contabile degli attivi utilizzati dal Gruppo sulla base di un contratto di leasing.

inferiore a dodici mesi o per quelli di importo non significativo.

Parte A.3 – Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

A seguito dell'omologazione della modifica allo IAS 39 e IFRS 7 emanata dallo IASB (International Accounting Standard Board) in data 13 ottobre 2008 e recepita nell'ordinamento europeo con il Regolamento (CE) n. 1004/2008 del 15 ottobre 2008, la Capogruppo Banca Generali ha proceduto nell'esercizio 2008 alla riclassifica di parte dei portafogli contabili delle attività detenute per la negoziazione (trading) e delle attività disponibili per la vendita (AFS), verso i nuovi portafogli IAS valutati al costo ammortizzato delle attività finanziarie detenute sino a scadenza (HTM) e dei crediti verso banche e clientela (Loans & receivables) e per i titoli di capitale di trading al portafoglio AFS. Per maggiori dettagli sulle modalità di realizzazione di tale operazione si rinvia a quanto esposto nella corrispondente

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: valore di bilancio, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

TIPOLOGIA DI DATA
A
TRASF.
31.12.2016
BILANCIO
31.12.2016
FAIR VALUE
COMPONENTI REDDITUALI
IN ASSENZA DI TRASF.
COMPONENTI REDDITUALI
REGISTRATE NELL'ESERCIZIO
STRUMENTI FINANZIARI
(MIGLIAIA DI EURO)
DA VALUTATIVE ALTRE VALUTATIVE ALTRE
Titoli di capitale TRA AFS 01.07.2008 1.384 1.384 -254 - -254 -
Titoli di debito TRA HTM 01.07.2008 - - - -18 2 33
Totale portafoglio HTM - - - -18 2 33
Titoli di debito TRA LOANS 01.07.2008 4.996 4.999 7 8 8 31
Totale portafoglio Loans
(banche e clientela)
4.996 4.999 7 8 8 31
Totale attività finanziarie
riclassificate
6.380 6.383 -247 -10 -244 64

sezione A.3 della Nota integrativa del bilancio 2009 e nella Parte A del bilancio 2008.

Nel corso dell'esercizio 2016 è continuato il processo di smontamento dei titoli di debito oggetto di riclassifica per effetto di rimborsi e cessioni. Alla data di bilancio, pertanto, tali portafogli evidenziano un valore di carico complessivo di 6,4 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 26,7 milioni registrati alla fine dell'esercizio precedente (-20,3 milioni di euro). Tale valore include gli incrementi per la progressiva maturazione del costo ammortizzato degli stessi e gli impairment effettuati.

L'eventuale valutazione al fair value delle attività trasferite dal portafoglio di trading evidenzierebbe alla fine dell'esercizio 2016 differenze positive residue non significative rispetto ai valori di carico, al lordo del relativo effetto fiscale (3 migliaia di euro).

Qualora la Banca non si fosse avvalsa della facoltà di riclassificare tali titoli, essi avrebbero registrato nell'esercizio 2016 maggiori minusvalenze a Conto economico e patrimonio netto per 3 migliaia di euro, pari alla differenza fra la variazione negativa di fair value dell'esercizio e le svalutazioni effettivamente operate a Conto economico.

Il contributo economico delle altre componenti reddituali (utili e perdite da realizzo e interessi) sarebbe stato negativo per 0,1 milioni di euro per effetto dei minori interessi contabilizzati rispetto al metodo dell'interesse effettivo al netto dei maggiori utili di realizzo ricalcolati sulla base dei fair value dell'esercizio precedente.

A.3.4 Tasso d'interesse effettivo e flussi finanziari attesi dalle attività riclassificate

DA VITA MEDIA RESIDUA TASSO INT. EFFETTIVO
TRA 0,36%
A
Loans
0,170

Parte A.4 – Informativa sul fair value

Con l'introduzione del Principio IFRS 13, la definizione di fair value è stata modificata rispetto a quella presente nello IAS 39, in un'ottica maggiormente market-based.

Secondo la nuova normativa, il fair value corrisponde al prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (exit price) sul mercato principale (o più vantaggioso), a prescindere se tale prezzo sia direttamente osservabile o stimato attraverso una tecnica di valutazione.

Il fair value non è quindi una misura entity specific, ma è strettamente market-based.

In particolare la valutazione del fair value suppone che:

  • l'attività o passività venga scambiata in una regolare operazione tra operatori di mercato alle correnti condizioni di mercato;

  • è riferita a una particolare attività o passività e deve considerare le caratteristiche specifiche della stessa di cui gli operatori di mercato tengono conto per determinarne il prezzo;

  • presume che gli operatori di mercato agiscano per soddisfare nel modo migliore il proprio interesse economico;

  • suppone che l'operazione di vendita dell'attività o di trasferimento della passività abbia luogo:

  • a) nel mercato principale dell'attività o passività;
  • b) in assenza di un mercato principale, nel mercato più vantaggioso.

Gerarchia del fair value

Il principio contabile internazionale IFRS13 richiede che le attività finanziarie siano classificate sulla base di una gerarchia di livelli ("Gerarchia del fair value"), che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.

  • Livello 1: prezzi quotati rilevati in un mercato attivo secondo la definizione dell'IFRS 13, per strumenti identici;

  • Livello 2: input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente, che sono osservabili direttamente (prezzi) o

  • indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato;
  • Livello 3: input che non sono basati su dati di mercato osservabili.

Ai fini della Gerarchia del fair value gli input sono quindi classificabili in:

  • Osservabili, quando le informazioni utilizzate nelle tecniche valutative sono fondate su parametri di mercato, ottenute da fonti indipendenti dalla Banca e disponibili al mercato;

  • Non osservabili, quando riflettono assunzioni proprie della Banca formatesi utilizzando le migliori informazioni disponibili in tale circostanza.

Criteri per la valutazione del fair value degli strumenti finanziari

Nel 2010 Banca Generali ha adottato il Regolamento della "fair value policy" che disciplina le procedure di rilevazione del fair value degli strumenti finanziari e ne affida la responsabilità della valutazione alla Direzione Finanza e il controllo e la validazione dei dati al Servizio Risk Management.

La procedura definisce un processo decisionale finalizzato a individuare la migliore metodologia di valutazione nell'ambito della classificazione delle fonti di prezzo disponibili nei 3 livelli della gerarchia del fair value.

Per gli strumenti finanziari il fair value viene determinato attraverso l'utilizzo di prezzi acquisiti dai mercati finanziari, nel caso di strumenti quotati su mercati attivi (mark to market policy), o mediante l'utilizzo di procedure valutative per gli altri strumenti finanziari (mark to model policy), basate sull'analisi di transazioni recenti avvenute su strumenti similari (comparable approach) o in mancanza su modelli valutativi (valuation model).

Ai fini della determinazione del fair value di uno strumento finanziario è quindi fondamentale verificare se il mercato di trattazione dello stesso possa essere considerato attivo, ovvero se i prezzi di quotazione osservati rappresentino effettive e regolari operazioni di mercato verificatesi in un normale periodo di riferimento e siano prontamente e regolarmente disponibili tramite borse, intermediari, brokers, società del settore, servizi di quotazione e altri enti autorizzati. Sono di regola considerati quotati in un mercato attivo, che rispetti le caratteristiche sopra indicate, i titoli azionari e i fondi comuni di investimento (ETF) quotati su un mercato, i titoli di stato quotati su mercati regolamentati e i derivati finanziari quotati su mercati regolamentati.

La quotazione su di un mercato regolamentato o ufficiale non garantisce tuttavia di per se la presenza di prezzi significativi, per effetto della esiguità e della sporadicità delle transazioni (titoli illiquidi) di alcuni mercati borsistici, quale quello del Lussemburgo, mentre vi sono tipologie di mercato che pur non essendo regolamentate sono caratterizzate dalla presenza di scambi quotidiani e significativi in termini di volumi tali da fornire prezzi su base continuativa.

Per la generalità dei titoli obbligazionari, pertanto, si considerano quotati su di un mercato attivo i titoli per i quali siano rilevabili parametri oggettivi quali:

un adeguato numero di controparti che presentino un numero minimo di proposte sia in acquisto che in vendita (ask/ bid) eseguibili;

  • uno spread tra prezzo di domanda–offerta inferiore a un intervallo ritenuto congruo;

  • una continuità delle quotazioni su entrambi i lati del mercato.

Per gli strumenti finanziari quotati su mercati attivi viene utilizzato il prezzo "corrente" di offerta ("bid") per le attività finanziarie e il prezzo corrente richiesto ("ask") per le passività finanziarie.

Per i titoli di capitale, gli ETF e i titoli di stato quotati su mercati regolamentati e per i quali il differenziale domanda-offerta risulta scarsamente rilevante, viene altresì utilizzato il prezzo ufficiale dell'ultimo giorno di borsa aperta.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Strumenti finanziari valutati al fair value su base ricorrente o su base non ricorrente

Per i titoli non quotati su mercati attivi la procedura invece prevede l'analisi di:

  • 1) prezzi quotati su mercati non attivi o su mercati attivi per strumenti similari;
  • 2) input, diversi dalle quotazioni, osservabili sul mercato direttamente o indirettamente.

Rientrano nella prima categoria quei titoli obbligazionari per i quali, sebbene non siano stati soddisfatti i criteri di significatività dei prezzi necessari per poter classificare il titolo come quotato su un mercato attivo, si rileva la presenza di:

    1. un solo contributore su di un mercato regolamentato o sistema di scambio in grado di fornire alla data di valutazione un prezzo vincolante e "fair";
    1. un "consensus pricing mechanism" in grado di determinare il fair value, quale a titolo di esempio:
    2. Bloomberg Bondtrade Composite (CBBT/BBT), che fornisce prezzi costruiti come media dei prezzi executable più recenti;
    3. Bloomberg Generic Number (BGN) che rappresenta il market consensus price di Bloomberg ed è calcolato usando prezzi contribuiti a Bloomberg;
    4. Markit European ABS, piattaforma di consensus per la valutazione degli strumenti di tipo ABS;
    1. un riferimento ai valori correnti di mercato di altri strumenti sostanzialmente identici o simili.

Gli OICR non quotati su mercati regolamentati di regola non sono considerati quotati su mercati attivi e sono valutati sulla base del valore della quota (NAV) alla chiusura del periodo di riferimento.

Nell'impossibilità o inopportunità di ricorrere al comparable approach e, di regola, per i derivati finanziari OTC, vengono utilizzate tecniche di valutazione ampiamente diffuse e comunemente utilizzate dagli operatori finanziari che comprendono:

  • l'analisi dei flussi finanziari attualizzati;

  • i modelli di prezzatura e valorizzazione delle opzioni.

Rientrano infine nella classe L3 degli strumenti finanziari valutati su parametri di mercato non osservabili i titoli valutati sulla base di prezzi e dati di mercato ottenuti da Brokers.

Nel Livello L3 sono altresì allocati alcuni strumenti finanziari valutati al costo in assenza di stime attendibili del fair value. Si tratta in prevalenza delle "partecipazioni minori" detenute in società legate da rapporti di servizio e delle quali non è ipotizzabile lo smobilizzo (CSE, GBS, Caricese, SWIFT, ecc.).

Altre attività e passività finanziarie non valutate al fair value su base ricorrente

Per le attività finanziarie diverse da titoli di debito, titoli di capitale e quote di OICR, ovvero per i crediti finanziari e di funzionamento classificati nei portafogli crediti verso banche e clientela, la determinazione del fair value e della relativa classificazione gerarchica avviene nel seguente modo.

Attività finanziarie a vista, a revoca o con vita residua inferiore a 1 anno

Per tale classe di attività, costituita essenzialmente da esposizioni di conto corrente a revoca, depositi a vista o depositi vincolati a breve termine e da crediti di funzionamento, si ritiene che il fair value non differisca in misura significativa dal valore contabile. In considerazione del fatto che nella valutazione non sono presenti parametri significativi non osservabili tali strumenti vengono di regola allocati alla classe L2.

Attività con vita contrattuale definita del portafoglio finanziario

Tale classe di attività è costituita prevalentemente da mutui a medio o lungo termine, ipotecari o assistiti da garanzia su strumenti finanziari.

Il fair value dei crediti con piano di ammortamento è calcolato mediante un modello di Discounted Cash Flow che prevede l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi dal piano di ammortamento contrattuale secondo un tasso corretto per i rischi connessi allo strumento. Tale correzione consiste in uno spread da aggiungere al tasso risk-free di sconto dei flussi.

Lo spread in questione dev'essere definito in modo da includere le seguenti componenti di rischio:

  • Costo del rischio di credito (costo per la copertura delle perdite attese in relazione al rischio di credito);

  • Costo del funding (costo per il finanziamento delle posizioni);

  • Costo del capitale (costo per la copertura delle perdite inattese in relazione al rischio di credito);

  • Costi operativi (eventuali altri costi, specifici della tipologia di credito, che vanno considerati nell'exit price).

Il costo del rischio di credito è calcolato a partire dalle PD storiche multiperiodali relative al rating della controparte del rapporto e dal LGD specifico della tipologia di strumento.

I crediti con scadenza contrattuale definita sono classificati nel Livello 3 di Fair Value Hierarchy, in considerazione della significativa presenza di input non osservabili (spread determinati sulla base di PD e LGD interne).

Crediti deteriorati

Per le sofferenze e gli incagli valutati in modo analitico si ritiene che il book value sia una ragionevole approssimazione del fair value.

Tali crediti sono classificati nel Livello 3 della gerarchia del fair value.

Altre passività finanziarie

Le passività finanziarie classificate nei debiti verso clientela e banche sono costituite in massima parte da depositi in conto corrente a vista, depositi vincolati a breve termine e debiti di funzionamento.

Sono presenti altresì operazioni di pronti contro termine con scadenza inferiore all'anno e, nel caso della raccolta interbancaria, integralmente collateralizzate con determinazione di margini di variazione giornalieri.

Per tali passività finanziarie si applicano criteri di valutazione del fair value analoghi a quelli delle altre attività finanziarie a vista o a revoca.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Il principio IFRS 13 richiede, per valutazioni del fair value ricorrenti classificate nel Livello 3 della gerarchia del fair value, una descrizione narrativa della sensibilità della valutazione del fair value ai cambiamenti che intervengono negli input non osservabili, qualora un cambiamento di tali input, che determini un importo diverso, potrebbe comportare una valutazione del fair value notevolmente superiore o inferiore.

I parametri non osservabili in grado di influenzare la valutazione degli strumenti classificati come Livello 3 sono infatti principalmente rappresentati dalle stime e assunzioni sottostanti ai modelli utilizzati per misurare gli investimenti in titoli di capitale e altri OICR. Per tali investimenti non è stata elaborata alcuna analisi quantitativa di sensitivity del fair value rispetto al cambiamento degli input non osservabili, in quanto o il fair value è stato attinto da fonti terze senza apportare alcuna rettifica oppure è frutto di un modello i cui input sono specifici dell'entità oggetto di valutazione (ad esempio valori patrimoniali della società) e per i quali non è ragionevolmente ipotizzabile prevedere valori alternativi.

Si evidenzia come per gli strumenti finanziari L3 classificati nei portafogli di Trading e AFS non si riscontri la fattispecie in esame. A tale proposito si rimanda all'analisi di dettaglio delle singole posizioni fornita nell'ambito della successiva sezione relativa alle informazioni quantitative.

A.4.3 Gerarchia del fair value

L'IFRS 13, riprendendo quanto previsto dall'IFRS 7, richiede che i soggetti che applicano gli IAS/IFRS forniscano un'adeguata informativa sulle misure di fair value utilizzate per ogni classe di strumenti finanziari con particolare riferimento a:

  • 1) il livello della gerarchia di fair value al quale le valutazioni appartengono, separando gli strumenti appartenenti a categorie diverse;
  • 2) i trasferimenti significativi dal Livello 1 al Livello 2 effettuati nell'esercizio;
  • 3) per gli strumenti misurati al Livello 3 una riconciliazione dei saldi all'inizio e alla fine dell'esercizio con evidenza delle variazioni dovute a profitti e perdite (a Conto economico o a patrimonio netto), acquisti e vendite, trasferimenti al di fuori della categoria L3 per effetto dell'utilizzo di dati di mercato.

A tale proposito si evidenzia come i trasferimenti fra livelli vengono effettuati con riferimento alla chiusura del periodo contabile di riferimento (semestrale o annuale), in modo indipendente e hanno di regola effetto dall'inizio dell'esercizio di riferimento.

I trasferimenti da e verso il livello L3 sono infrequenti e riguardano principalmente il verificarsi di situazioni di default per le quali diviene preminente la valutazione soggettiva della Banca circa la recuperabilità del credito.

A.4.4 Altre informazioni

Non si riscontrano le fattispecie previste all'IFRS 13 paragrafi 51, 93 lettera (i) e 96.

Informazioni di natura quantitativa

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli del fair value

L1 L2 L3 AL COSTO TOTALE
3.659 22.884 12.017 - 38.560
- - - - -
4.352.325 47.952 1.941 7.100 4.409.318
- - - - -
- - - - -
- - - - -
4.355.984 70.836 13.958 7.100 4.447.878
409 760 - - 1.169
- - - - -
- - - - -
409 760 - - 1.169
31.12.2016
31.12.2015
ATTIVITÀ/PASSIVITÀ MISURATE AL FAIR VALUE L1 L2 L3 AL COSTO TOTALE
1.
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
2.177 12.799 13.028 - 28.004
2.
Attività finanziarie valutate al fair value
- - - - -
3.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
2.898.120 30.860 3.466 6.765 2.939.211
4.
Derivati di copertura
- - - - -
5.
Attività materiali
- - - - -
6.
Attività immateriali
- - - - -
Totale 2.900.297 43.659 16.494 6.765 2.967.215
1.
Passività finanziarie detenute per la negoziazione
- 463 - - 463
2.
Passività finanziarie valutate al fair value
- - - - -
3.
Derivati di copertura
- - - - -
Totale - 463 - - 463

Alla data di bilancio i portafogli valutati al fair value di Banca Generali, ovvero il portafoglio delle attività e passività di negoziazione e il portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), sono costituiti per il 97,9% da attività finanziarie che si qualificano per l'allocazione alla classe L1, con un'incidenza sostanzialmente inalterata rispetto all'esercizio precedente. Tale categoria è costituita in massima parte da titoli governativi italiani (4.092,6 milioni di euro), in crescita di 1.498,1 milioni rispetto all'esercizio precedente (+57,7%). Vi rientrano altresì, altri titoli di debito (252,8 milioni di euro) riconducibili prevalentemente al settore creditizio (140,1 milioni di euro) e titoli azionari e OICR quotati su mercati regolamentati italiani ed europei (10,5 milioni di euro).

Le passività finanziarie classificate nel portafoglio L1 si riferiscono a opzioni sull'indice FTSE MIB.

Le attività finanziarie allocate alla classe L2 sono invece principalmente costituite da quote di OICR non quotati su mercati regolamentati (43,5 milioni di euro), fra cui un'interessenza nella Sicav SIF Tyndaris, un fondo chiuso che investe in attività finanziarie subordinate legate al mercato immobiliare. Appartengono inoltre al portafoglio L2 obbligazioni bancarie italiane e dei maggiori paesi dell'area euro (26,5 milioni di euro) e passività finanziarie derivate costituite esclusivamente da outrights valutari, valutati sulla base di parametri osservabili di mercato.

Nel corso del corrente esercizio non vi sono stati trasferimenti significativi di attività finanziarie fra la classe L1 e la classe L2.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività finanziarie valutate al fair value su base ricorrente
(livello L3)
ATTIVITÀ FINANZIARIE
TRADING AFS AL FAIR VALUE AFS AL COSTO
1. Esistenze iniziali 13.028 3.466 6.765
2. Aumenti 10 1.344 335
2.1 Acquisti 10 1.334 335
2.2 Profitti imputati a:
2.2.1 Conto economico - - -
- di cui: plusvalenze - - -
2.2.2 Patrimonio netto - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - -
- di cui: operazioni di aggregazione aziendali
3. Diminuzioni 1.021 2 859 -
3.1 Vendite - - -
3.2 Rimborsi 554 166 -
3.3 Perdite imputate a:
3.3.1 Conto economico 467 1.235 -
- di cui: minusvalenze 467 1.235 -
3.3.2 Patrimonio netto - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - 1.458 -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali 12.017 1.941 7.100

Le attività finanziarie di livello L3 presenti nel portafoglio di trading sono costituite, per 12.009 migliaia di euro, dall'investimento nel titolo obbligazionario Quarzo 1, una cartolarizzazione di mutui residenziali (RMBS), originati da Mediobanca e Morgan Stanley, in relazione all'attività del Fondo Immobiliare Scarlatti, promosso dal gruppo Assicurazioni Generali, oggetto di parziale rimborso nell'esercizio.

Le attività finanziarie di livello L3 presenti nel portafoglio AFS, per un ammontare di 1.941 migliaia di euro, sono invece costituite:

  • dall'investimento azionario nel veicolo di private equity Athena Private Equity (922 migliaia di euro), oggetto di impairment nel corso dei precedenti esercizi e attualmente in fase di liquidazione e rimborso;

  • dall'interessenza azionaria in Veneto Banca (13 migliaia di euro), banca cooperativa non quotata acquistata nell'esercizio 2011 e oggetto di impairment per un ammontare complessivo di 5,0 milioni di euro (di cui 907 migliaia di euro nell'esercizio); l'interessenza è stata valutata coerentemente agli esiti dell'aumento di capitale effettuato nel corso del mese di giugno 2016 e integralmente sottoscritto dal fondo Atlante al prezzo di 0,1 euro per azione;

  • dall'apporto di capitale, per 1.334 migliaia di euro, versato a settembre 2016 allo Schema Volontario del FITD per la ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio di Cesena. A fine 2016 l'apporto iniziale è stato svalutato per un importo pari a circa 328 migliaia di euro.

Continuano, invece, a essere valutati al costo d'acquisto in assenza di stime attendibili del fair value alcuni investimenti partecipativi allocati nel portafoglio AFS:

  • le c.d. "partecipazioni minori" in società legate da durevoli rapporti di fornitura di servizi (CSE, GBS, Caricese, SWI-FT, ecc.) o accordi di collaborazione commerciale (Tosetti Value), per un ammontare di 6,6 milioni di euro;

  • gli apporti in associazioni in partecipazione cinematografica con le società Tyco film S.r.l., Fabula Pictures S.r.l, Eskimo S.r.l. per un ammontare complessivo di 510 migliaia di euro.

A.4.5.4 Variazioni annue delle attività e delle passività non valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value

ATTIVITÀ/PASSIVITÀ NON MISURATE AL FAIR VALUE 31.12.2016
O MISURATE AL FAIR VALUE SU BASE NON RICORRENTE VB L1 L2 L3
1.
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
731.362 759.651 12.859 -
2.
Crediti verso banche
326.688 36.445 289.882 -
3.
Crediti verso clientela
1.881.927 23.430 1.036.411 828.958
4.
Attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - - -
5.
Attività non correnti e gruppi di attività in via
di dismissione
- - - -
Totale 2.939.977 819.526 1.339.152 828.958
1.
Debiti verso banche
802.709 - 802.709 -
2.
Debiti verso clientela
6.648.202 - 6.604.921 44.246
3.
Titoli in circolazione
- - - -
4.
Passività associate ad attività in via
di dismissione
- - - -
Totale 7.450.910 - 7.407.629 44.246
ATTIVITÀ/PASSIVITÀ NON MISURATE AL FAIR VALUE 31.12.2015
O MISURATE AL FAIR VALUE SU BASE NON RICORRENTE VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 423.586 457.593 13.220 -
2. Crediti verso banche 330.286 38.036 294.898 -
3. Crediti verso clientela 1.922.020 28.313 1.086.842 814.781
4. Attività materiali detenute a scopo
di investimento
- - - -
5. Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
- - - -
Totale 2.675.892 523.942 1.394.960 814.781
1. Debiti verso banche 333.954 - 333.954 -
2. Debiti verso clientela 4.839.613 - 4.796.331 44.007
3. Titoli in circolazione - - - -
4. Passività associate ad attività in via
di dismissione
- - - -
Totale 5.173.567 - 5.130.285 44.007

Parte A.5 – Informativa sul cd. "day one profit/loss"

Il paragrafo 28 dell'IFRS 7 disciplina la specifica fattispecie in cui, in caso di acquisto di uno strumento finanziario valutato al fair value ma non quotato su di un mercato attivo, il prezzo della transazione, che generalmente rappresenta la miglior stima del fair value in sede di riconoscimento iniziale, differisca dal fair value determinato sulla base delle tecniche valutative utilizzate dall'entità.

In tal caso, si realizza un utile/perdita valutativo in sede di acquisizione del quale deve essere fornita adeguata informativa per classe di strumenti finanziari.

Si evidenzia come nel bilancio in esame tale fattispecie non sia presente.

PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO - ATTIVO

Sezione 1 – Cassa e disponibilità liquide - Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

VOCI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
a) Cassa 16.049 13.889
b) Depositi liberi presso Banche Centrali 567.312 89.222
Totale 583.361 103.111

Nota

  1. La voce b) Depositi liberi presso Banche Centrali rappresenta le giacenze del conto di gestione intrattenuto presso la Banca d'Italia, per la quota non vincolata ai sensi della disciplina sulla Riserva obbligatoria.

Sezione 2 – Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce 20

VOCI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito - 22.111 12.009 211 10.037 13.028
1.1 Titoli strutturati - 22.111 - - 9.886 -
1.2 Altri titoli di debito - - 12.009 211 151 13.028
2. Titoli di capitale 1.959 - 8 1.331 - -
3. Quote di OICR 1.596 - - 635 2.233 -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine attivi - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
Totale A 3.555 22.111 12.017 2.177 12.270 13.028
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari 104 773 - - 529 -
1.1 Di negoziazione 104 773 - - 529 -
1.2 Connessi alla
fair value option
- - - - - -
1.3 Altri - - - - - -
2. Derivati su crediti - - - - - -
2.1 Di negoziazione - - - - - -
2.2 Connessi alla
fair value option
- - - - - -
2.3 Altri - - - - - -
Totale B 104 773 - - 529 -
Totale (A + B) 3.659 22.884 12.017 2.177 12.799 13.028

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

Nota

  1. Per un esame più dettagliato delle classi della Gerarchia del fair value degli strumenti finanziari (L1, L2, L3) si rimanda alla Parte A.4 Informativa sul fair value della presente Nota integrativa.
VOCI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito 34.120 23.276
a)
Governi e Banche Centrali
- -
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
22.111 10.138
d)
Altri emittenti
12.009 13.138
2. Titoli di capitale 1.967 1.331
a)
Banche
644 -
b)
Altri emittenti:
1.323 1.331
-
imprese di assicurazione
705 775
-
società finanziarie
- -
-
imprese non finanziarie
618 556
-
altri
- -
3. Quote di OICR 1.596 2.868
4. Finanziamenti - -
a)
Governi e Banche Centrali
- -
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
- -
d)
Altri soggetti
- -
Totale A 37.683 27.475
B. Strumenti derivati
a) Banche 193 204
b) Clientela 684 325
Totale B 877 529
Totale (A + B) 38.560 28.004

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti

Al 31.12.2016 le quote di OICR si riferiscono a due fondi ETF; nel corso dell'anno sono state vendute le quote dei comparti BG Selection (2,2 milioni di euro al 31.12.2015).

Sezione 4 – Attività finanziarie disponibili per la vendita - Voce 40

4.1 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica

31.12.2016 31.12.2015
VOCI/VALORI LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3 LIVELLO 1 LIVELLO 2 LIVELLO 3
1. Titoli di debito 4.345.493 4.421 - 2.889.693 3.016 -
1.1 Titoli strutturati - - - 2.038 - -
1.2 Altri titoli di debito 4.345.493 4.421 - 2.887.655 3.016 -
2. Titoli di capitale 6.832 - 9.041 8.427 - 8.773
2.1 Valutati al fair value 6.832 - 1.941 8.427 - 2.008
2.2 Valutati al costo - - 7.100 - - 6.765
3. Quote di OICR - 43.531 - - 27.844 1.458
4. Finanziamenti - - - - - -
Totale 4.352.325 47.952 9.041 2.898.120 30.860 10.231

Note

  1. Per un esame più dettagliato delle classi della Gerarchia del fair value degli strumenti finanziari (L1, L2, L3) si rimanda alla Parte A.4 Informativa sul fair value della presente Nota integrativa.

  2. La voce titoli di debito contiene attività cedute e non cancellate riferite a titoli di proprietà impiegati in operazioni di pronti contro termine, per 349.829 mila euro. Tale voce include, altresì, attività vincolate a titolo di collateral per operazioni di rifinanziamento presso la BCE, per 636.068 mila euro, e titoli in deposito per l'operatività presso Cassa Compensazione e Garanzia per 25.223 mila euro.

VOCI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
1. Titoli di debito 4.349.914 2.892.709
a)
Governi e Banche Centrali
4.117.859 2.594.480
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
144.539 213.540
d)
Altri emittenti
87.516 84.689
2. Titoli di capitale 15.873 17.200
a)
Banche
526 2.274
b)
Altri emittenti:
15.347 14.926
-
imprese di assicurazione
652 782
-
società finanziarie
2.283 2.509
-
imprese non finanziarie
12.405 11.628
-
altri
7 7
3. Quote di OICR 43.531 29.302
4. Finanziamenti - -
a)
Governi e Banche Centrali
- -
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
- -
d)
Altri emittenti
- -
Totale 4.409.318 2.939.211

4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori/emittenti

Note

    1. Il portafoglio Titoli di capitale include, per un ammontare di 6.585 migliaia di euro, investimenti azionari partecipativi rientranti nel novero delle c.d. "partecipazioni minori" e in gran parte legati a contratti di servizio stipulati del gruppo (CSE, GBS, Tosetti Value Sim, Caricese, SWIFT, ecc.) e di regola non negoziabili. Tali interessenze sono valutate al costo d'acquisto in assenza di stime attendibili del fair value.
    1. Nel corso dell'esercizio sono stati sottoscritti due nuovi contratti di associazione in partecipazione cinematografica con Fabula Pictures S.r.l., per la realizzazione del film "Piccoli crimini coniugali", e con Eskimo S.r.l., per la realizzazione del film "Beate". Entrambi gli apporti sono mantenuti al costo.
  • Nel corso del 2016, inoltre, Banca Generali ha aderito allo Schema Volontario del FITD per la ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio di Cesena. L'apporto di capitale iniziale, di 1.334 migliaia di euro, è stato svalutato a fine anno per un importo pari a 328 migliaia di euro.

  • Il portafoglio OICR include, per 27.072 migliaia di euro, un'interessenza pari a circa l'8% del capitale in Tyndaris European Real Estate Finance S.A. (TEREF), un fondo alternativo di diritto lussemburghese che, tramite una struttura master/feeder, investe in strumenti finanziari legati al mercato immobiliare commerciale europeo, con particolare riferimento agli strumenti di tipo mezzanine.

  • Nel corso del primo semestre è stato sottoscritto il fondo Finlabo Investments, che a fine anno ammonta a 511 migliaia di euro. Nel secondo semestre dell'anno, invece, sono state acquistate quote del fondo Tenax Italian Credit Fund, gestito dalla società irlandese Tenax Capital Ltd, che a fine anno presenta un valore pari a 3.084 migliaia di euro.

Nel 2016 è stato altresì incrementato l'investimento nel veicolo lussemburghese Algebris, che si attesta a fine dicembre a 4.516 migliaia di euro (+3.058 migliaia di euro rispetto al 31.12.2015).

  1. Il residuo portafoglio OICR è costituito, per 2.048 migliaia di euro, da comparti della Sicav del gruppo BG Selection Sicav, e, per 6.301 migliaia di euro, da investimenti nella sicav SIF lussemburghese BNP Flexi III, specializzata nell'investimento in leveraged loans, e nel fondo BNP Bond Italy PMI, specializzato in mini-bond.

Sezione 5 – Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - Voce 50

5.1 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione merceologica
31.12.2016 31.12.2015
FAIR VALUE FAIR VALUE
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI VALORE
BILANCIO
L1 L2 L3 VALORE
BILANCIO
L1 L2 L3
1.
Titoli di debito
731.362 759.651 12.859 - 423.586 457.593 13.220 -
1.1 Titoli strutturati - - - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito 731.362 759.651 12.859 - 423.586 457.593 13.220 -
2.
Finanziamenti
- - - - - - - -
Totale 731.362 759.651 12.859 - 423.586 457.593 13.220 -

Note

  1. Per un esame più dettagliato delle classi della Gerarchia del fair value degli strumenti finanziari (L1, L2, L3) si rimanda alla Parte A.4 Informativa sul fair value della presente Nota integrativa.

  2. La voce Titoli di debito contiene attività impegnate a titolo di collateral per operazioni di rifinanziamento presso la BCE, per 219.319 migliaia di euro, e titoli impiegati in operatività sul mercato NewMIC per 174.453 migliaia di euro.

  3. Le attività finanziarie detenute sino a scadenza sono state sottoposte al test di impairment analitico senza evidenziare perdite durevoli di valore. Il portafoglio è altresì coperto da una riserva collettiva a fronte di perdite latenti, limitatamente al portafoglio non governativo, per un ammontare complessivo di 2.914 migliaia di euro.

5.2 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione per debitori/emittenti

VOCI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
1. Titoli di debito 731.362 423.586
a)
Governi e Banche Centrali
610.833 363.836
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
44.593 10.037
d)
Altri emittenti
75.936 49.713
2. Finanziamenti - -
a)
Governi e Banche Centrali
- -
b)
Altri enti pubblici
- -
c)
Banche
- -
d)
Altri soggetti
- -
Totale 731.362 423.586
Totale fair value 772.510 470.813

Sezione 6 – Crediti verso banche - Voce 60

6.1 Crediti verso banche: composizione merceologica

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 VB 31.12.2015 VB
A.
Crediti verso Banche Centrali
56.314 49.991
1.
Depositi vincolati
- -
2.
Riserva obbligatoria
56.314 49.991
3.
Pronti contro termine attivi
- -
4.
Altri
- -
B.
Crediti verso banche
270.374 280.295
1.
Finanziamenti:
147.327 163.802
1.1 Conti correnti e depositi liberi 108.030 163.217
1.2 Depositi vincolati 35.136 83
1.3 Altri finanziamenti: 4.161 502
-
Pronti contro termine attivi
- -
-
Locazione finanziaria
- -
-
Altri
4.161 502
2.
Titoli di debito:
123.047 116.493
2.1 Strutturati 5.060 5.132
2.2 Altri titoli di debito 117.987 111.361
Totale (valore di bilancio) 326.688 330.286
Totale (fair value) 326.327 332.934
31.12.2016 31.12.2015
FAIR VALUE FAIR VALUE
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI VALORE
DI BILANCIO
L1 L2 L3 VALORE
DI BILANCIO
L1 L2 L3
A.
Crediti verso Banche Centrali
56.314 - 56.314 - 49.991 - 49.991 -
B.
Crediti verso banche
270.374 36.445 233.568 - 280.295 38.036 244.907 -
1.
Finanziamenti
147.327 - 147.328 - 163.802 - 163.802 -
2.
Titoli di debito
123.047 36.445 86.240 - 116.493 38.036 81.105 -
Totale 326.688 36.445 289.882 - 330.286 38.036 294.898 -

Note

  1. Per un esame più dettagliato delle classi della Gerarchia del fair value degli strumenti finanziari (L1, L2, L3) si rimanda alla Parte A.4 Informativa sul fair value della presente Nota integrativa.

  2. La voce contiene attività impegnate a garanzia di operazioni di rifinanziamento presso la BCE per 4.997 migliaia di euro.

  3. I Titoli di debito classificati fra i crediti verso banche sono stati sottoposti a uno specifico test di impairment senza evidenziare perdite durevoli di valore. È stata inoltre stanziata una riserva collettiva per perdite latenti sul portafoglio titoli non oggetto di impairment analitico, per un ammontare complessivo di 1.123 migliaia di euro.

Dettaglio crediti verso banche - altri finanziamenti e crediti di funzionamento

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
Crediti di funzionamento 129 195
Altri - margini di garanzia 4.032 307
Totale 4.161 502

Sezione 7 – Crediti verso clientela - Voce 70

7.1 Crediti verso clientela: composizione merceologica

31.12.2016 31.12.2015
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI TOTALE NON DETERIORATI DETERIORATI DETERIORATI
ACQUISTATI ALTRI TOTALE NON DETERIORATI ACQUISTATI ALTRI
1. Finanziamenti 1.838.827 1.806.968 - 31.859 1.872.945 1.839.740 - 33.205
1.1 Conti correnti 907.032 890.118 - 16.914 928.894 912.178 - 16.716
1.2 Pronti contro termine attivi - - - - - - - -
1.3 Mutui 783.920 768.981 - 14.939 781.665 765.183 - 16.482
1.4 Carte di credito, prestiti
personali
6 - - 6 7 - - 7
1.5 Leasing finanziario - - - - - - - -
1.6 Factoring - - - - - - - -
1.7 Altri finanziamenti 147.869 147.869 - - 162.379 162.379 - -
2. Titoli di debito 43.100 43.100 - - 49.075 49.075 - -
2.1 Titoli strutturati 12.922 12.922 - - 14.033 14.033 - -
2.2 Altri titoli di debito 30.178 30.178 - - 35.042 35.042 - -
Totale (valore di bilancio) 1.881.927 1.850.068 - 31.859 1.922.020 1.888.815 - 33.205
31.12.2016 31.12.2015
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI FAIR VALUE FAIR VALUE
VALORE DI BILANCIO L1 L2 L3 VALORE DI BILANCIO L1 L2 L3
1.
Finanziamenti
1.838.827 - 1.028.878 814.754 1.872.945 - 1.065.241 814.781
2.
Titoli di debito
43.100 23.430 7.533 14.204 49.075 28.313 21.599 -
Totale (fair value) 1.881.927 23.430 1.036.411 828.958 1.922.020 28.313 1.086.840 814.781

Note

  1. I crediti non deteriorati, per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita, sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva al fine di coprire eventuali perdite non ancora manifestatesi. Al 31.12.2016 la riserva collettiva stanziata ammonta complessivamente a 1.672 migliaia di euro.

  2. I Titoli di debito classificati fra i crediti verso clientela sono stati sottoposti a uno specifico test di impairment senza evidenziare perdite durevoli di valore. È stata inoltre stanziata una riserva collettiva per perdite latenti sul portafoglio titoli non oggetto di impairment analitico, per un ammontare complessivo di 2.123 migliaia di euro.

  3. La voce 2.1 Titoli strutturati si riferisce a un prestito convertibile per un ammontare di 14,0 milioni di euro emesso in data 16.12.2015 da Tyndaris LLP, società inglese attiva nella gestione di fondi. Il prestito ha durata di 6 anni e prevede un'opzione di conversione in quote di Tyndaris LLP alla scadenza del 2° anno e alla scadenza finale per un importo non eccedente i 2 milioni di GBP per ogni scadenza e in ogni caso fino a un ammontare massimo pari al 9,9% del capitale di tale società. Il prestito prevede un interesse del 3% per i primi due anni e del 7,5% successivamente. È prevista altresì un'opzione di rimborso anticipato da parte dell'emittente. In relazione a tale posizione è stata stanziata una riserva collettiva per un ammontare di circa 1,5 milioni di euro.

  4. Per un esame più dettagliato delle classi della Gerarchia del fair value degli strumenti finanziari (L1, L2, L3) si rimanda alla Parte A.4 Informativa sul fair value della presente Nota integrativa.

Dettaglio crediti verso clientela - altre operazioni

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
Altre sovvenzioni e finanziamenti in pool 8.115 8.372
Crediti di funzionamento 99.252 106.364
Anticipi a Consulenti Finanziari 32.544 36.294
Margini giornalieri Borsa Italiana fruttiferi 1.940 3.383
Depositi cauzionali fruttiferi 779 661
Competenze da addebitare/percepire 5.239 7.305
Totale 147.869 162.379

Nota

  1. Gli anticipi a Consulenti Finanziari iscritti all'albo dei Consulenti Finanziari includono posizioni deteriorate per un ammontare netto di 994 migliaia di euro, in massima parte ascrivibili ad anticipazioni verso ex consulenti cessati a contenzioso o precontenzioso.

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31.12.2016 31.12.2015
DETERIORATI DETERIORATI
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI TOTALE NON DETERIORATI ACQUISTATI ALTRI TOTALE NON DETERIORATI ACQUISTATI ALTRI
1. Titoli di debito 43.100 43.100 - - 49.075 49.075 - -
a) Governi - - - - - - - -
b) Altri enti pubblici - - - - - - - -
c) Altri emittenti: 43.100 43.100 - - 49.075 49.075 - -
-
imprese non finanziarie
33.115 33.115 - - 16.407 16.407 - -
-
imprese finanziarie
9.985 9.985 - - 32.668 32.668 - -
-
assicurazioni
- - - - - - - -
-
altri
- - - - - - - -
2. Finanziamenti 1.838.827 1.806.968 - 31.859 1.872.945 1.839.741 - 33.204
a) Governi - - - - - - - -
b) Altri enti pubblici - - - - - - - -
c) Altri soggetti: 1.838.827 1.806.968 - 31.859 1.872.945 1.839.741 - 33.204
-
imprese non finanziarie
458.222 439.738 - 18.484 473.764 450.080 - 23.684
-
imprese finanziarie
128.713 124.054 - 4.659 121.042 120.935 - 107
-
assicurazioni
18.937 18.937 - - 20.920 20.920 - -
-
altri
1.232.955 1.224.239 - 8.716 1.257.219 1.247.806 - 9.413
Totale 1.881.927 1.850.068 - 31.859 1.922.020 1.888.816 - 33.204

7.2 Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti

Sezione 10 – Le partecipazioni - Voce 100

10.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

RAPPORTO PARTECIPAZIONE
DENOMINAZIONE SEDE LEGALE SEDE OPERATIVA TIPO
RAPPORTO
IMPRESA
PARTECIPANTE
QUOTA % DISPONIBILITÀ VOTI %
A. Imprese controllate in modo congiunto
B. Imprese sottoposte a influenza
notevole
1. IOCA Entertainment Limited Regno Unito -
Londra
Regno Unito -
Londra
Collegata Banca Generali 35% 35%

Si tratta della società di diritto inglese IOCA Entertainment Ltd., di cui Banca Generali ha sottoscritto il 35% del capitale, pari a 3.500 azioni del valore nominale di 1,00 GBP per un ammontare di 1.616.125 GBP, equivalenti alla data di acquisizione del 19 ottobre 2015 a circa 2,2 milioni di euro. In relazione allo Shareholders' Agreement, il CdA della società è composto da 3 amministratori di cui uno riservato a un esponente di Banca Generali. Il restante 65% del capitale (6.500 azioni) è detenuto dalla società inglese IOCA Ventures Ltd. (Jersey), che ha diritto di nomina dei restanti due amministratori.

La società è una startup attiva nel campo dell'e-commerce/social networking ed è attualmente impegnata nello sviluppo commerciale di una App per smartphone/tablet. Nel 2016 la quota di perdita d'esercizio di competenza di Banca Generali ammonta a circa 75 migliaia di euro mentre le differenze cambio sulla partecipazione in valuta a 96 migliaia di euro.

10.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

DENOMINAZIONI VALORE DI
BILANCIO
DELLE
PARTECIPA- ZIONI
TOTALE
ATTIVO
TOTALE PASSIVITÀ RICAVI
TOTALI
UTILE
(PERDITA)
DELL'OPERA
TIVITÀ CORRENTE
UTILE
(PERDITA)
DEI GRUPPI
DI ATTIVITÀ
IN VIA DI DISM.
UTILE
(PERDITA)
D'ESERCIZIO (1)
ALTRE
COMPONENTI
REDDITUALI (2)
REDDITIVITÀ
COMPLESSIVA
(3) = (1) + (2)
B. Imprese sottoposte
a influenza notevole
1. IOCA Entertainment Limited 1.988 1.614 63 - -215 - -215 - -215
Totale 1.988 1.614 63 - -215 - -215 - -215

10.5 Partecipazioni: variazioni annue

31.12.2016 31.12.2015
2.152 -
- 2.200
- 2.200
- -
- -
- -
164 48
- -
75 48
89 -
1.988 2.152
- -
164 48

Sezione 12 – Attività materiali - Voce 120

12.1 Attività materiali a uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

ATTIVITÀ/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
1.
Attività di proprietà
6.333 4.891
a)
Terreni
- -
b)
Fabbricati
- -
c)
Mobili
4.702 3.587
d)
Impianti elettronici
567 690
e)
Altre
1.064 614
2.
Attività acquisite in leasing finanziario
- -
a)
Terreni
- -
b)
Fabbricati
- -
c)
Mobili
- -
d)
Impianti elettronici
- -
e)
Altre
- -
Totale 6.333 4.891

12.5 Attività materiali a uso funzionale: variazioni annue

TERRENI FABBRICATI MOBILI IMPIANTI ELETTRONICI ALTRE TOTALE
A. Esistenze iniziali lorde - - 21.127 6.364 8.229 35.720
A.1 Riduzioni di valore totali nette - - 17.540 5.674 7.615 30.829
A.2 Esistenze iniziali nette - - 3.587 690 614 4.891
B. Aumenti - - 1.888 156 767 2.811
B.1 Acquisti - - 1.888 156 767 2.811
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a:
a)
Patrimonio netto
- - - - - -
b)
Conto economico
- - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti
a scopo di investimento
- - - - - -
B.7 Altre variazioni - - - - - -
di cui: operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C. Diminuzioni - - 773 279 317 1.369
C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Ammortamenti - - 760 276 317 1.353
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a:
a)
Patrimonio netto
- - - - - -
b)
Conto economico
- - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a:
a)
Patrimonio netto
- - - - - -
b)
Conto economico
- - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a:
a)
attività materiali detenute
a scopo di investimento
- - - - - -
b)
attività in via di dismissione
- - - - - -
C.7 Altre variazioni - - 13 3 - 16
di cui: operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
D. Rimanenze finali nette - - 4.702 567 1.064 6.333
D.1 Riduzioni di valore totali nette - - 18.038 4.966 7.929 30.933
D.2 Rimanenze finali lorde - - 22.740 5.533 8.993 37.266
E. Valutazione al costo - - 4.702 567 1.064 6.333

Sezione 13 – Attività immateriali - Voce 130

13.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

31.12.2016 31.12.2015
ATTIVITÀ/VALORI DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
TOTALE DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
TOTALE
A.1 Avviamento - 66.065 66.065 - 66.065 66.065
A.2 Altre attività immateriali 25.415 - 25.415 22.158 - 22.158
A.2.1 Attività valutate al costo: 25.415 - 25.415 22.158 - 22.158
a) attività immateriali generate
internamente
- - - - - -
b) altre attività 25.415 - 25.415 22.158 - 22.158
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - - - -
a) attività immateriali generate
internamente
- - - - - -
b) altre attività - - - - - -
Totale 25.415 66.065 91.480 22.158 66.065 88.223
13.2 Attività immateriali: variazioni annue
ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI
GENERATE INTERNAMENTE ALTRE
AVVIAMENTO DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
DURATA
DEFINITA
DURATA
INDEFINITA
TOTALE
A. Esistenze iniziali 66.065 - - 43.720 - 109.785
A.1 Riduzioni di valore totali nette - - - 21.564 - 21.564
A.2 Esistenze iniziali nette 66.065 - - 22.156 - 88.221
B. Aumenti - - - 7.846 - 7.846
B.1 Acquisti - - - 7.846 - 7.846
B.2 Incrementi di attività immateriali
interne
- - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value: - - - - - -
-
a Patrimonio netto
- - - - - -
-
a Conto economico
- - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - - -
di cui: operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
C. Diminuzioni - - - 4.587 - 4.587
C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - - - 4.587 - 4.587
-
Ammortamenti
- - - 4.587 - 4.587
-
Svalutazioni:
- - - - - -
-
a Patrimonio netto
- - - - - -
-
a Conto economico
- - - - - -
C.3 Variazioni negative
di fair value:
- - - - - -
-
a Patrimonio netto
- - - - - -
-
a Conto economico
- - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non
correnti in via di dismissione
- - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
di cui: operazioni di aggregazione
aziendale
- - - - - -
D. Rimanenze finali 66.065 - - 25.415 - 91.480
D.1 Rettifiche di valore totali nette - - - 26.151 - 26.151
E. Rimanenze finali lorde 66.065 - - 51.566 117.631
F. Valutazione al costo 66.065 - - 25.415 - 91.480

Composizione degli avviamenti consolidati

(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015
Prime Consult Sim e INA Sim 2.991 2.991
BG Fiduciaria Sim S.p.A. 4.289 4.289
Banca del Gottardo 31.352 31.352
Credit Suisse Italy 27.433 27.433
Totale 66.065 66.065

Dettaglio delle immobilizzazioni immateriali - altre attività

31.12.2016 31.12.2015
Oneri per implementazione procedure legacy CSE 9.638 2.056
Relazioni con la clientela (ex Banca del Gottardo) 953 1.907
Relazioni con la clientela (ex Credit Suisse Italy) 14.784 15.936
Altre spese software 40 131
Altre immobilizzazioni e acconti - 2.128
Totale 25.415 22.158

Il corrispettivo dell'acquisizione del ramo d'azienda ex Credit Suisse, pari a 44.712 migliaia di euro, è stato allocato ai sensi dell'IFRS3 (PPA Purchase Price Allocation) per un ammontare di 17.280 migliaia di euro ad attività immateriali (Relazioni con la clientela) e per 27.432 migliaia di euro ad avviamento. L'attività rilevata a fronte dei rapporti contrattuali afferenti le attività finanziarie amministrate e gestite per conto della clientela (AUM) rappresenta la valutazione economica dei flussi finanziari attesi da tale portafoglio sulla base di un coefficiente di redditività e di opportuni tassi di decadimento. Per tale attività è stata stimata una vita utile di 15 anni.

Sezione 14 – Le attività fiscali e le passività fiscali - Voce 140 dell'Attivo e Voce 80 del Passivo

Composizione delle voce 140 dell'attivo - attività fiscali

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
Imposte correnti 3.836 21.547
Crediti per imposte a rimborso 483 1.711
Crediti verso il consolidato nazionale per IRES 1.650 16.458
Crediti verso Erario per IRES 413 125
Crediti verso Erario per IRAP 1.290 3.253
Imposte differite attive 40.702 40.445
Con effetto a Conto economico 37.294 39.536
Attività per imposte anticipate IRES 32.170 34.384
Attività per imposte anticipate IRAP 5.124 5.152
Con effetto a Patrimonio netto 3.408 909
Attività per imposte anticipate IRES 2.974 816
Attività per imposte anticipate IRAP 434 93
Totale 44.538 61.992

Note

  1. Le attività e le passività fiscali correnti rappresentano lo sbilancio positivo o negativo fra la stima delle imposte sul reddito dovute per l'esercizio e i relativi crediti per eccedenze di precedenti periodi d'imposta, acconti versati e ritenute subite.

  2. In particolare, per Banca Generali le attività o le passività fiscali correnti per IRES si configurano rispettivamente come un credito o un debito nei confronti della consolidante Assicurazioni Generali S.p.A. L'adesione di Banca Generali al consolidato fiscale di Assicurazioni Generali determina che imponibili positivi e negativi IRES della stessa, unitamente a crediti d'imposta spettanti e ritenute subite, vengano conferiti alla consolidante che procede alla determinazione e al versamento dell'imposta dovuta dal Gruppo. La consolidante procede altresì a liquidare le imposte dovute o a credito della consolidata e a richiedere il versamento dei relativi acconti.

  3. I crediti per imposte a rimborso si riferiscono in massima parte all'IRES versata in eccesso negli esercizi 2007-2011 per effetto dell'introduzione, con il DL. 201/2011, della deducibilità da tale imposta della quota di IRAP corrisposta sul costo del lavoro. Il credito è stato rilevato sulla base di quanto disposto dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 17 dicembre 2012, che disciplina le modalità di presentazione dell'istanza di rimborso e si configura anch'esso come una posta attiva nei confronti del Consolidato fiscale di Assicurazioni Generali.

Composizione delle voce 80 del passivo: passività fiscali

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
Imposte correnti 7.792 9.715
Debiti verso il consolidato nazionale per IRES - -
Debiti verso Erario per IRES e altre imposte sul reddito 7.792 9.693
Debiti verso Erario per IRAP - 22
Imposte differite passive 9.326 12.860
Con effetto a Conto economico 2.120 1.844
Passività per imposte differite IRES 1.852 1.657
Passività per imposte differite IRAP 268 187
Con effetto a Patrimonio netto 7.206 11.016
Passività per imposte differite IRES 6.076 9.325
Passività per imposte differite IRAP 1.130 1.691
Totale 17.118 22.575

14.1 Attività per imposte anticipate: composizione

31.12.2016 DI CUI L. 214/2011 31.12.2015 DI CUI L. 214/2011
Con effetto a Conto economico 37.294 9.755 39.536 11.495
Fondi per rischi e oneri 27.383 - 27.777 -
Svalutazioni crediti 2.986 2.986 3.143 3.143
Avviamento affrancato
(art. 15 comma 10 D.L. 185/08)
4.032 4.032 5.040 5.040
Avviamento consolidato BG
Fiduciaria (art. 15 comma 10-ter)
1.379 1.379 1.379 1.379
Avviamento affrancato
(art. 176 comma 2-ter TUIR)
1.057 1.057 1.145 1.145
Altri avviamenti 301 301 788 788
Riserva collettiva su garanzie
rilasciate
111 - 130 -
Altre 45 - 134 -
Con effetto a Patrimonio netto 3.408 - 909 -
Valutazione al fair value attività
finanziarie disponibili per la vendita
2.992 - 568 -
Perdite attuariali IAS19 416 - 341 -
Totale 40.702 9.755 40.445 11.495

Note

  1. Le DTA trasformabili in crediti d'imposta ai sensi della Legge 214/2011 includono:

a) le attività relative ad avviamenti affrancati ai sensi dell'art. 10 del DL 185/08 e dell'art. 172 del TUIR;

b) le attività relative ad avviamenti fiscalmente riconosciuti ma non aventi rilievo contabile in quanto afferenti a operazioni di aggregazione aziendale "under common control" (Circ. Assonime 33/2013 par. 3.3.2);

c) le attività relative alle svalutazioni eccedenti lo 0,30% relative al portafoglio bancario di cui all'art. 106 c. 3 del TUIR nella versione vigente fino al 2012 (in precedenza deducibili in quote costanti in 18 anni); d) le attività relative alle svalutazioni dei crediti verso clientela iscritti come tali nel bilancio d'esercizio sulla base dell'art. 106

comma 3, come riformulato dalla Legge di stabilità per il 2014, vigente per gli esercizi 2013 e 2014 (in precedenza deducibili in quote costanti nell'esercizio e nei quattro successivi);

e) le attività relative al 25% delle rettifiche di valore su crediti effettuate nell'esercizio 2015 sulla base del nuovo art. 106 comma 3 introdotto dal DL n. 83 del 27 giugno 2015.

Il citato DL 83/2015, introducendo a regime l'integrale deducibilità delle rettifiche di valore su crediti nell'esercizio di rilevazione, ha altresì rimodulato le percentuali di deducibilità delle svalutazioni pregresse non ancora dedotte al 31.12.2014 (oltre che del 25% delle rettifiche di valore del 2015) prevedendo per tutte un articolato temporale di rientro decennale, dal 2016 al 2025, articolato su quote annuali variabili. La norma prevede per l'esercizio 2016 una percentuale di deducibilità pari al 5% dell'ammontare complessivo delle rettifiche di valore pregresse.

La legge di stabilità per il 2015 (Legge 28.12.2015 n. 305) ha disposto una generalizzata riduzione dell'aliquota ordinaria IRES dal 27,5% al 24% a partire dal 1° gennaio 2017. Tuttavia, per il solo settore creditizio, è stata contestualmente introdotta anche un'addizionale IRES del 4,5% applicabile a partire dalla medesima data, finalizzata sostanzialmente a permettere il recupero dell'ingente volume di DTA accumulato dal settore bancario. In conseguenza dell'effetto combinato delle due disposizioni non si è proceduto ad alcun adeguamento di valore delle DTA/DTL per rettifica delle aliquote d'imposta.

14.2 Passività per imposte differite: composizione

31.12.2016 31.12.2015
Con effetto a Conto economico 2.120 1.844
Plusvalenze rateizzabili su cessione ramo d'azienda fondi - 281
Fondo TFR 155 155
Avviamento 1.965 1.408
Con effetto a Patrimonio netto 7.206 11.016
Valutazione al fair value attività finanziarie disponibili per la vendita 7.206 11.016
Totale 9.326 12.860
31.12.2016 31.12.2015
Importo iniziale 39.536 37.946
Aumenti 12.281 16.212
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio: 12.281 16.212
a)
relative a precedenti esercizi
- 215
b)
dovute al mutamento di criteri contabili
- -
c)
riprese di valore
- -
d)
altre
12.281 15.997
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti: - -
di cui: operazioni di aggregazione aziendali - -
Diminuzioni 14.523 14.622
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio: 14.523 14.622
a)
rigiri
13.925 14.239
b)
svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
598 383
c)
mutamento di criteri contabili
- -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni: - -
a)
trasformazioni in crediti d'imposta di cui alla Legge 214/2011
- -
b)
altre
- -
di cui: operazioni di aggregazione aziendali - -
Importo finale 37.294 39.536

14.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del Conto economico)

14.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla Legge 214/2011 (in contropartita del Conto economico)

31.12.2016 31.12.2015
1. Importo iniziale 11.495 13.012
2. Aumenti - 66
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
3. Diminuzioni 1.740 1.583
3.1 Rigiri 1.740 1.583
3.2 Trasformazione in crediti d'imposta: - -
a)
derivanti da perdite dell'esercizio
- -
b)
derivanti da perdite fiscali
- -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 9.755 11.495
31.12.2016 31.12.2015
1. Importo iniziale 1.844 1.549
2. Aumenti 557 576
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: 557 576
a)
relative a precedenti esercizi
- 20
b)
dovute al mutamento di criteri contabili
- -
c)
altre
557 556
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
di cui: operazioni di aggregazioni aziendali - -
3. Diminuzioni 281 281
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio: 281 281
a)
rigiri
281 281
b)
dovute al mutamento di criteri contabili
- -
c)
altre
- -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni - -
4. Importo finale 2.120 1.844

14.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del Conto economico)

14.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del Patrimonio netto)

31.12.2016 31.12.2015
1. Importo iniziale 909 675
2. Aumenti 3.383 363
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio: 3.383 363
a)
relative a precedenti esercizi
- -
b)
dovute al mutamento di criteri contabili
- -
c)
altre
3.383 363
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 884 129
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio: 147 129
a)
rigiri
147 129
b)
svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
- -
c)
dovute al mutamento dei criteri contabili
- -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni 737 -
4. Importo finale 3.408 909

La voce 3.3 Altre diminuzioni si riferisce alla riduzione delle imposte anticipate dovuta al riassorbimento delle differenze temporanee deducibili per effetto delle riprese di valore sui titoli del portafoglio AFS.

31.12.2016 31.12.2015
1. Importo iniziale 11.016 8.831
2. Aumenti 3.016 8.299
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio: 3.016 8.299
a)
relative a precedenti esercizi
- -
b)
dovute al mutamento dei criteri contabili
- -
c)
altre
3.016 8.299
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 6.826 6.114
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio: 6.082 5.480
a)
rigiri
6.082 5.480
b)
dovute al mutamento dei criteri contabili
- -
c)
altre
- -
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali - -
3.3 Altre diminuzioni 744 634
4. Importo finale 7.206 11.016

14.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del Patrimonio netto)

La voce 3.3 Altre diminuzioni si riferisce alla riduzione delle imposte differite dovuta al riassorbimento delle differenze temporanee imponibili per effetto delle maggiori rettifiche di valore sui titoli del portafoglio AFS.

Sezione 16 – Altre attività - Voce 160

16.1 Altre attività: composizione

31.12.2016 31.12.2015
Partite di natura fiscale 56.731 61.480
Acconti versati all'Erario - ritenute su conti correnti (1) 1.173 1.304
Acconti versati all'Erario - imposta di bollo (1) 38.248 35.207
Erario c/anticipo capital gain (1) 15.464 22.064
Eccedenze di versamento imposta sostitutiva scudo fiscale 634 634
Erario/IVA 333 209
Crediti verso Erario per imposte a rimborso - altre 215 273
Altri acconti e somme da recuperare da Erario 664 1.789
Migliorie su beni di terzi 5.004 3.798
Anticipazioni diverse a fornitori e dipendenti 4.499 4.375
Crediti di funzionamento non relativi a operazioni finanziarie 194 190
Assegni in lavorazione 13.768 18.414
Assegni di c/c tratti su terzi in lavorazione 272 1.040
Assegni nostri di c/c in lavorazione presso service 9.410 11.307
Assegni - altre partite in lavorazione 4.086 6.067
Altre partite in corso di lavorazione 32.473 17.708
Partite da regolare in stanza di compensazione (addebiti) 522 1.896
Conti transitori procedura titoli e fondi 29.494 15.224
Altre partite in corso di lavorazione 2.457 588
Crediti per posizioni a contenzioso non derivanti da operazioni creditizie 3.493 3.502
Competenze da addebitare a clientela e banche non ricondotte 30.621 29.333
Altre partite 94.397 73.741
Risconti attivi nuovo regime provvigionale integrativo rete di vendita 88.638 68.835
Risconti attivi su commissioni Gestioni di portafoglio exclusive 1.558 1.697
Altri Ratei e risconti attivi 4.121 3.107
Altre partite residuali 80 102
Totale 241.180 212.541

(1) I crediti verso l'Erario per ritenute su conti correnti rappresentano lo sbilancio attivo fra acconti versati e corrispondente debito verso l'Erario.

PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO - PASSIVO

Sezione 1 – Debiti verso banche - Voce 10

1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
1.
Debiti verso Banche Centrali
400.000 -
2.
Debiti verso banche
402.709 333.954
2.1 Conti correnti e depositi liberi 23.673 1.393
2.2 Depositi vincolati 4.748 5.261
2.3 Finanziamenti: 351.437 303.927
2.3.1 Pronti contro termine passivi 351.437 303.927
2.3.2 Altri - -
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali - -
2.5 Altri debiti 22.851 23.373
Totale 802.709 333.954
Fair value - Livello 1 - -
Fair value - Livello 2 802.709 333.954
Fair value - Livello 3 - -
Totale - Fair value 802.709 333.954

Note

  1. La voce Debiti verso Banche Centrali si riferisce, per 400 milioni di euro, a un'operazione di finanziamento a lungo termine erogata dalla BCE nell'ambito del nuovo programma TLTRO 2 (Targeted Longer Term Refinancing Operations) avviato nel 2016.

Il finanziamento, erogato in data 29 giugno 2016, ha durata quadriennale, con scadenza il 24.06.2020 e possibilità di rimborso anticipato alla fine del secondo anno, e matura un interesse pari quello delle operazioni di rifinanziamento principale per tempo vigenti, attualmente pari allo 0%.

Tale tasso potrà tuttavia essere ridotto fino al livello del tasso d'interesse previsto per i depositi overnight presso la BCE (allo stato attuale negativo a -0,40%) qualora alla fine del mese di gennaio 2018, gli impieghi di Banca Generali erogati a famiglie con finalità del credito diversa dall'acquisto abitazione e a società non finanziarie residenti nell'area dell'euro, eccedano un determinato livello di benchmark (per Banca Generali, pari alla consistenza di tali impieghi al 31.01.2016, maggiorata del 5%). 2. La voce Altri debiti è costituita, per 22.576 migliaia di euro, da depositi effettuati da BSI S.A. a garanzia di alcune esposizioni

deteriorate derivanti dall'acquisizione di Banca del Gottardo Italia (collateral deposits) e, per 268 migliaia di euro, da margini di garanzia ricevuti dalle controparti in relazione a operazioni di PCT.

Sezione 2 – Debiti verso clientela - Voce 20

2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI
31.12.2016
6.466.672
1.
Conti correnti e depositi liberi
-
2.
Depositi vincolati
43.282
3.
Finanziamenti
31.12.2015
4.655.750
-
43.283
-
3.1 Pronti contro termine passivi
-
43.282
3.2 Altri
43.283
-
4.
Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali
-
138.248
5.
Altri debiti
140.580
6.648.202
Totale
4.839.613
-
Fair value - Livello 1
-
6.604.921
Fair value - Livello 2
4.796.331
44.246
Fair value - Livello 3
44.007
6.649.167
Totale - Fair value
4.840.338

Note

  1. La voce 5 Altri debiti si riferisce, per 25.271 migliaia di euro, allo stock di assegni di autotraenza emessi dalla Capogruppo Banca Generali in relazione all'attività di liquidazione dei sinistri delle compagnie assicurative del Gruppo Generali e ad altre somme a disposizione della clientela e per il residuo a debiti commerciali verso la rete di vendita.

  2. La voce 3.2 Altri finanziamenti, per 43.282 migliaia di euro, si riferisce esclusivamente al prestito subordinato di cui alla successiva tabella 2.2.

2.2 Debiti verso clientela: debiti subordinati

TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI 31.12.2016 31.12.2015
Debiti verso clientela: debiti subordinati 43.282 43.283
Prestito subordinato Generali Beteiligungs GmbH 43.282 43.283

Il prestito subordinato, per un ammontare di 43 milioni di euro, è stato stipulato con la società tedesca Generali Beteiligungs GmbH per finanziare l'operazione di acquisizione del Ramo d'Azienda da Credit Suisse (Italy) S.p.A. Il finanziamento, stipulato in data 30.10.2014, ha durata decennale con rimborso in un'unica soluzione alla scadenza. Prevede altresì un'opzione di rimborso anticipato, a decorrere dal 6° anno, subordinata alla preventiva autorizzazione dell'autorità di vigilanza. Il tasso di interesse per i primi 5 anni è fisso e pari al 3,481% annuo, corrispondente al tasso mid swap a 5 anni individuato alla data di esecuzione del contratto, maggiorato di uno spread di 300 bps; dall'inizio del sesto anno il tasso sarà riparametrizzato all'euribor a 3 mesi, maggiorato del medesimo spread individuato in sede di determinazione del tasso fisso originario. Il prestito è subordinato nel rimborso in caso di evento di default della banca.

Sezione 4 – Passività finanziarie di negoziazione - Voce 40

4.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica

31.12.2016 - FV 31.12.2015 - FV
TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI VN L1 L2 L3 FV (*) VN L1 L2 L3 FV (*)
A. Passività per cassa
1. Debiti verso banche - - - - - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - - - - - -
3. Titoli di debito - - - - - - - - - -
3.1 Obbligazioni: - - - - - - - - - -
3.1.1 strutturate - - - - X - - - - X
3.1.2 altre obbligazioni - - - - X - - - - X
3.2 Altri titoli: - - - - - - - - - -
3.2.1 strutturate - - - - X - - - - X
3.2.2 altri - - - - X - - - - X
Totale A - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati
1. Derivati finanziari - 409 760 - - - - 463 - -
1.1 Di negoziazione X 409 760 - X X - 463 - X
1.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
1.3 Altri X - - - X X - - - X
2. Derivati creditizi - - - - - - - - -
2.1 Di negoziazione X - - - X X - - - X
2.2 Connessi con la fair value
option
X - - - X X - - - X
2.3 Altri X - - - X X - - - X
Totale B X 409 760 - X X - 463 - X
Totale (A + B) X 409 760 - X X - 463 - X

(*) FV * fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.

Le passività finanziarie di negoziazione sono costituite, per 760 mila euro, da operazioni di negoziazione pareggiate relative a outright valutari effettuati in contropartita alla clientela e trovano integralmente contropartita nella voce 20 dell'attivo.

I restanti 409 mila euro sono relativi, invece, a opzioni su indice FTSE MIB.

Sezione 8 – Passività fiscali - Voce 80

Composizione delle passività fiscali - Voce 80

Per l'analisi si veda la sezione 14 dell'attivo.

Sezione 10 – Altre passività - Voce 100

10.1 Altre passività: composizione

31.12.2016 31.12.2015
Debiti commerciali 27.355 31.521
Debiti verso fornitori 26.763 30.227
Debiti per pagamenti da effettuare in nome di terzi 592 1.294
Debiti verso personale ed enti previdenziali 17.177 17.075
Debiti verso personale per ferie maturate, ecc. 3.116 3.906
Debiti verso personale per premi di produttività da erogare 8.055 6.911
Contributi dipendenti da versare a enti previdenziali 2.323 2.738
Contributi consulenti da versare a Enasarco 3.683 3.520
Debiti verso Erario 28.997 22.624
Ritenute da versare all'Erario per lavoro dipendente e autonomo 4.745 4.648
Ritenute da versare all'Erario per clientela 15.054 8.066
Deleghe da riversare servizio Riscossione 8.791 8.549
IVA da versare 383 902
Debiti tributari - altri (bollo e imposta sostitutiva finanziamento a medio/lungo) 24 459
Partite in corso di lavorazione 38.202 88.405
Bonifici assegni e altre partite da regolare 6.106 4.270
Partite da regolare in stanza (accrediti) 16.713 25.608
Passività riclassifica portafoglio SBF 784 1.074
Altre partite in corso di lavorazione 14.599 57.453
Partite diverse 7.122 3.563
Ratei e risconti passivi non riconducibili 599 1.023
Debito verso Fondo Risoluzione Nazionale 3.979 -
Somme a disposizione della clientela 870 759
Partite diverse 881 978
Competenze da accreditare 390 330
Debiti per deterioramento crediti di firma 403 473
Totale 118.853 163.188

Nota

  1. Sulla base delle istruzioni contenute nella Circ. 262/05, le svalutazioni su crediti di firma vanno rilevate convenzionalmente fra le altre passività. Al 31.12.2016 tale voce si riferisce tuttavia solo alla riserva collettiva su crediti di firma in bonis.

Sezione 11 – Trattamento di fine rapporto del personale - Voce 110

11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

31.12.2016 31.12.2015
A. Esistenze iniziali 4.889 5.250
Variazione del saldo di apertura - -
B. Aumenti 411 90
B.1 Accantonamento dell'esercizio 141 90
B.2 Altre variazioni in aumento 270 -
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
C. Diminuzioni 171 451
C.1 Liquidazioni effettuate 168 355
C.2 Altre variazioni in diminuzione 3 96
di cui: operazioni di aggregazione aziendale - -
D. Rimanenze finali 5.129 4.889

11.2 Altre informazioni

Il Trattamento di fine rapporto del personale è inquadrabile fra i piani a benefici definiti non finanziari successivi alla cessazione del rapporto di lavoro così come previsto dallo IAS 19.

Il fondo è stato valutato sulla base del valore attuariale secondo la metodologia indicata nella Nota integrativa Parte A.2.

Di seguito vengono indicate le principali ipotesi attuariali adottate e il dettaglio della composizione dell'accantonamento dell'esercizio e degli utili/perdite attuariali:

31.12.2016 31.12.2015
Tasso di attualizzazione (*) 1,21% 1,80%
Tasso annuo di inflazione 1,50% 1,50%
Tasso degli incrementi retributivi 1,50% 1,50%
Duration media (anni) 10 9-11

(*) Tasso applicato a Banca Generali.

31.12.2016 31.12.2015
1. Accantonamento: 141 90
-
current service cost
48 21
-
interest cost
94 69
2. Utili e perdite attuariali: 270 -96
-
da ipotesi finanziarie
215 -126
-
da ipotesi demografico attuariali
55 30
Totale accantonamenti dell'esercizio 412 -6
Valore attuariale 5.129 4.889
Valore ex art. 2120 Codice Civile 4.869 4.869

Sezione 12 – Fondi per rischi e oneri - Voce 120

12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
VOCI/COMPONENTI 31.12.2016 31.12.2015
1. Fondi di quiescenza aziendali - -
2. Altri fondi per rischi e oneri 117.034 114.537
2.1 Controversie legali 15.123 16.029
2.2 Oneri per il personale 21.008 20.772
2.3 Altri 80.903 77.736
Totale 117.034 114.537

Dettaglio "Altri fondi per rischi e oneri"

31.12.2016 31.12.2015
Fondo spese per il personale 21.008 20.772
Fondo piano di ristrutturazione 8.500 10.170
Fondi rischi e oneri per il personale - altri 12.508 10.602
Fondi rischi per controversie legali 15.123 16.029
Fondo rischi contenzioso fatti appropriativi rete di vendita 10.656 11.338
Fondo rischi contenzioso con rete di vendita 734 1.811
Fondo rischi contenzioso con dipendenti 50 779
Fondo rischi altri contenziosi 3.683 2.101
Fondi oneri fine rapporto Consulenti Finanziari 49.165 41.424
Fondo oneri per indennità fine rapporto rete di vendita 38.511 31.996
Fondo oneri indennità valorizzazione portafoglio 3.263 2.403
Fondo rischi "Bonus previdenziale" 7.391 7.025
Fondi per incentivazioni rete 31.466 33.457
Fondo rischi per piani di sviluppo rete 16.872 15.909
Fondo rischi bonus differito 1.282 1.247
Fondo rischi incentivazioni manager con gate di accesso 4.512 3.849
Fondo rischi incentivi di vendita 5.773 5.592
Fondo rischi viaggi incentive 2.580 2.631
Fondo rischi altri piani provvigionali 336 336
Fondo rischi fidelity plan 111 3.893
Altri fondi per rischi e oneri 272 2.855
Totale 117.034 114.537

12.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

VOCI/COMPONENTI FONDI DI QUIESCENZA ALTRI FONDI TOTALE
A. Esistenze iniziali - 114.537 114.537
B. Aumenti - 45.219 45.219
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 45.219 45.219
B.2 Altre variazioni in aumento - - -
C. Diminuzioni - 42.722 42.722
C.1 Utilizzo nell'esercizio - 35.968 35.968
C.2 Altre variazioni in diminuzione - 6.754 6.754
D. Rimanenze finali - 117.034 117.034

Fondi per rischi e oneri - dettaglio della movimentazione

31.12.2015 ALTRE VARIAZIONI UTILIZZI ECCEDENZE ACC.TI 31.12.2016
Fondo spese per il personale 20.772 -34 -4.816 -2.090 7.176 21.008
Fondo piano di ristrutturazione 10.170 -26 -255 -1.389 - 8.500
Fondi rischi e oneri per il personale - altri 10.602 -8 -4.561 -701 7.176 12.508
Fondi rischi per controversie legali 16.029 - -2.474 -1.896 3.464 15.123
Fondo rischi contenzioso fatti
appropriativi rete di vendita
11.338 - -1.541 -183 1.042 10.656
Fondo rischi contenzioso con rete di
vendita
1.811 - -312 -942 177 734
Fondo rischi contenzioso con dipendenti 779 - -123 -656 50 50
Fondo rischi altri contenziosi 2.101 - -498 -115 2.195 3.683
Fondi oneri fine rapporto Consulenti
Finanziari
41.424 - -937 -906 9.584 49.165
Fondo oneri per indennità fine rapporto
rete di vendita
31.996 - -773 -742 8.030 38.511
Fondo oneri indennità valorizzazione
portafoglio
2.403 - -144 -78 1.082 3.263
Fondo rischi "Bonus previdenziale" 7.025 - -20 -86 472 7.391
Fondi per incentivazioni rete 33.457 - -25.649 -1.255 24.913 31.466
Fondo rischi per piani di sviluppo rete 15.909 - -13.674 -1.120 15.757 16.872
Fondo rischi bonus differito 1.247 - -234 - 269 1.282
Fondo rischi incentivazioni manager con
gate di accesso
3.849 132 -1.589 - 2.120 4.512
Fondo rischi per incentivi di vendita 5.592 -132 -3.536 - 3.849 5.773
Fondo oneri provvigioni - viaggi incentive 2.631 - -2.496 -135 2.580 2.580
Fondo rischi per piani provvigionali 336 - -336 - 336 336
Fondo rischi "fidelity plan" 3.893 - -3.784 - 2 111
Altri fondi per rischi e oneri 2.855 - -2.092 -573 82 272
Totale 114.537 -34 -35.968 -6.720 45.219 117.034

12.4 Fondi per rischi e oneri - altri fondi

12.4.1 Fondi oneri per il personale

I fondi relativi al personale sono alimentati da:

  • la quota della retribuzione variabile dei manager del Gruppo bancario differita fino a due anni e condizionata al mantenimento di predeterminati livelli quantitativi di solidità patrimoniale e liquidità (gate di accesso), determinata in conformità alla Politica di remunerazione del Gruppo bancario;

  • gli stanziamenti a fronte dei piani di inserimento di nuovi Relationship Manager (RM) dipendenti, valutati sulla base delle specifiche pattuizioni contrattuali e della probabilità di raggiungimento degli obiettivi di raccolta concordati;

  • gli stanziamenti per benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro legati all'assistenza sanitaria del personale dirigente del Gruppo, valutati con metodologia attuariale ai sensi dello IAS19;

  • lo stanziamento relativo al premio di risultato, nel caso in cui alla data di chiusura del bilancio il Contratto integrativo aziendale (CIA) risulti scaduto e non ancora rinnovato.

Gli accantonamenti ai summenzionati fondi trovano contropartita nella voce spese per il personale.

I fondi per rischi e oneri relativi al personale accolgono altresì, ulteriori stanziamenti non rientranti nell'ambito di applicazione dello IAS 19 ma dello IAS37 e che pertanto trovano contropartita fra gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri.

12.4.2 Fondo ristrutturazione - Piano di esodi incentivati

Il piano di esodi volontari coperto dallo specifico fondo ristrutturazioni aziendali è stato avviato a fine 2015 al fine di favorire un avvicendamento di risorse mediante l'uscita incentivata e su base volontaria di categorie di dipendenti più prossimi all'età pensionabile e la copertura delle posizioni rese così vacanti con profili professionali e/o manageriali maggiormente in linea con le specifiche competenze ora necessarie in termini di business.

Nel corso del 2016, tuttavia, l'attuazione dello stesso è stata fortemente rallentata da vari fattori fra cui le ricadute della nuova riorganizzazione strategica varata nel corso del 2016 a seguito della prematura scomparsa dell'AD Piermario Motta, le incertezze connesse all'evoluzione della normativa previdenziale (con particolare riferimento alla possibilità di usufruire dell'anticipo pensionistico – APE) e, da ultimo, le tempistiche particolarmente lunghe nella produzione della documentazione necessaria da parte dei dipendenti intenzionati ad aderire.

In considerazione del perdurare delle medesime esigenze aziendali e di business e dell'affidamento creato nei dipendenti, il piano originariamente limitato all'esercizio 2016 è stato prorogato a tutto il 2017, con adeguamento del perimetro dei potenziali beneficiari.

12.4.3 Fondi per controversie legali

Tale tipologia di fondi rischi include gli accantonamenti effettuati a fronte di controversie relative a fatti appropriativi della rete di vendita, al netto delle coperture assicurative, nonché quelli relativi alle controversie in essere con la rete di vendita e con i dipendenti e alle altre vertenze giudiziarie ed extragiudiziarie in corso con la clientela e altri soggetti.

12.4.4 Fondi per indennità contrattuali a favore della rete di vendita

Includono gli stanziamenti per indennità di fine rapporto riconosciuta alla rete di vendita, l'indennità di valorizzazione portafoglio e il bonus previdenziale.

Il fondo a copertura dell'onere per indennità di fine rapporto dei Consulenti finanziari con contratto di agenzia (IFR) è valutato in base alle disposizioni di legge (art. 1751 Codice Civile) e agli specifici criteri di erogazione definiti da Banca Generali, più dettagliatamente esaminati nella Parte A.2. della Nota integrativa.

La valutazione dell'onere connesso alle obbligazioni in essere a fine esercizio nei confronti dei Consulenti finanziari in attività viene effettuata con metodologia statistico attuariale, avvalendosi del supporto di professionisti indipendenti.

Di seguito vengono indicate le principali ipotesi attuariali adottate:

IFR - INDENNITÀ DI FINE RAPPORTO 31.12.2016 31.12.2015
Tasso di attualizzazione (Eur IRS + 200 bps) 3,0% 3,0%
Tasso di turnover (professional) 1,12% 1,59%
Duration media (anni) 14 anni 15 anni
DBO IAS 37/Fondo indennità alla data di valutazione 53,02% 48,7%

Il rapporto fra Deferred benefit obligation (DBO) e valore nominale dell'obbligazione maturata nei confronti dei Consulenti Finanziari viene presentato utilizzando il valore del fondo già decurtato delle riduzioni forfettarie connesse all'anzianità di servizio.

L'incremento del fondo per indennità di fine rapporto maturata dai Consulenti Finanziari nell'esercizio è dovuto principalmente all'incremento delle basi provvigionali, per effetto della crescita del numero di consulenti attivi e del continuo sviluppo dell'attività e all'adeguamento dei parametri demografici, statistici e normativi.

È stata inoltre effettuata un'analisi di sensitività che evidenzia le variazioni a seguito di una variazione dei tassi di attualizzazione di +/-0,50%:

(MIGLIAIA DI EURO) BASE (3,0%) SENSITIVITY (3,5%) SENSITIVITY (2,5%)
IFR 38.256 36.279 40.399
Variazione - -1.977 +2.143

Per i Consulenti Finanziari già cessati si procede invece a una valutazione specifica.

L'indennità già maturata dai Consulenti finanziari ex Credit Suisse, per un ammontare di 3,0 milioni di euro, segue invece gli specifici criteri di erogazione previsti dalla precedente casa mandante ed è stata rilevata come debito nei confronti della rete di vendita acquisita. Per tali Consulenti Finanziari l'indennità maturata presso Banca Generali sarà dovuta solo per la quota eventualmente eccedente l'indennità maturata presso Credit Suisse.

L'indennità di valorizzazione portafoglio è invece un istituto contrattuale, più dettagliatamente esaminato nella Parte A.2. della Nota integrativa, che prevede il riconoscimento ai Consulenti Finanziari, con almeno cinque anni di anzianità, che cessino definitivamente l'attività, in caso di riassegnazione del portafoglio in precedenza gestito, di una indennità commisurata alla redditività dello stesso.

L'indennità dovuta al consulente cessato è interamente a carico del consulente subentrante individuato dalla società, fatta salva solo una residua garanzia della Banca, pari al 25% dell'indennità, nei casi di cessazione per decesso o invalidità permanente.

Anche in questo caso, la valutazione dell'onere viene effettuata con metodologia statistico attuariale, avvalendosi del supporto di professionisti indipendenti, con riferimento alla quota di rischio residuo sostenuto dalla Banca, ovvero il 25% dell'indennità dovuta nel caso morte o invalidità permanente.

Il "bonus previdenziale" è infine una componente dei piani indennitari della rete di vendita che prevede invece l'accantonamento anno per anno di una somma, commisurata al raggiungimento di specifici obiettivi di vendita, che verrà erogata solo al momento della cessazione definitiva per pensionamento o invalidità permanente. Anche in questo caso la valutazione avviene con metodologia attuariale.

12.4.5 Fondi per incentivazioni della rete di vendita

Tale aggregato include:

  • la stima degli oneri maturati a fronte di alcune tipologie di piani di reclutamento finalizzati all'espansione nel medio termine dei portafogli gestiti; tali piani prevedono l'erogazione di incentivazioni di varia natura (bonus ingresso, bonus differito, bonus masse, ecc.) in relazione al raggiungimento di obiettivi di raccolta netta e alla permanenza in rete su di un orizzonte annuale o pluriennale (fino a 5 o 7 anni);

  • la quota delle incentivazioni annuali dei manager di rete differita fino a due anni e condizionata al mantenimento di predeterminati livelli quantitativi di solidità patrimoniale e liquidità (gate di accesso), determinata in conformità alla politica di remunerazione del Gruppo bancario;

  • la quota delle incentivazioni annuali (operazioni particolari), subordinata al mantenimento nel tempo degli obbiettivi di raccolta raggiunti;

  • gli stanziamenti per i programmi di incentive commisurati alla performance di periodo della rete, quali il viaggio BG Premier Club e gli ulteriori piani provvigionali particolari (integrazioni al minimo, stabilizzatori, raggiungimento obiettivi, ecc.) che prevedono l'erogazione di somme, o il consolidamento di anticipazioni erogate, al verificarsi di determinate condizioni future quali la permanenza in rete o il raggiungimento di obiettivi di vendita.

Nel 2014 è stato altresì effettuato un accantonamento, per un ammontare di 8,0 milioni di euro, in relazione ai Fidelity plan stipulati con i consulenti provenienti dal ramo d'azienda ex Credit Suisse e finalizzati a favorirne l'inserimento nella struttura di vendita di Banca Generali e la fidelizzazione. Tale stanziamento prevedeva l'erogazione delle incentivazioni in due tranche annuali alla fine del 2015 e del 2016, subordinatamente alla presenza in rete. A dicembre 2016 è stata erogata la seconda tranche per un importo di 3.8 milioni di euro. Residuano ancora 0,1 milioni di euro spettanti a un Consulente Finanziario; tale importo sarà erogato nel biennio 2017-2018.

12.4. 6 Altri fondi per rischi e oneri

I fondi per altri rischi e oneri, infine, comprendono appostamenti a copertura di rischi operativi e gli accantonamenti per contenzioso fiscale più dettagliatamente esaminati nel paragrafo seguente.

Contenzioso fiscale

In data 30 novembre 2016, si sono conclusi, tramite la procedura di accertamento con adesione, i contenziosi scaturiti dalle verifiche fiscali effettuate:

  • dall'Agenzia delle Entrate Direzione Regionale per il Friuli Venezia Giulia, nel corso dell'esercizio 2013 in relazione al periodo d'imposta 2010 (PVC 2013);

  • dalla Guardia di Finanza, nel periodo agosto 2015-giugno 2016, in relazione a operazioni finanziarie su titoli azionari poste in essere negli esercizi 2010 e 2011 (PVC 2016).

In entrambi i casi, l'esito è stato positivo per la Banca che ha validamente sostenuto la correttezza del proprio operato ed è riuscita a ridimensionare notevolmente le pretese dell'Amministrazione finanziaria.

Nel complesso l'adesione ai due PVC del 2013 e del 2016 ha comportato un esborso finanziario complessivo per maggiori imposte, sanzioni e interessi per un ammontare di 2,1 milioni di euro.

A fronte del rischio fiscale connesso al PVC 2013, la Banca, fin dall'esercizio 2013, aveva proceduto a effettuare un apposito accantonamento al fondo per contenzioso fiscale per un ammontare di 2,7 milioni di euro, ampiamente capiente ad assorbire l'impatto economico di entrambi i contenziosi.

Al 31.12.2016 Banca Generali era impegnata in un unico contenzioso fiscale avente ad oggetto l'imposta di registro versata in relazione all'acquisizione del ramo d'azienda Credit Suisse avvenuto alla fine del mese di ottobre 2014. Tale contenzioso si è chiuso nel corso del mese di gennaio 2017 mediante la procedura di adesione con un onere complessivo di circa 27 migliaia di euro.

Sezione 15 – Patrimonio del Gruppo - Voci 140, 160, 170, 180, 190, 200 e 220

15.1 "Capitale" e "Azioni proprie": composizione

VALORE UNITARIO NUMERO VALORE NOMINALE (EURO) VALORE BILANCIO
(MIGLIAIA DI EURO)
Capitale sociale
-
Azioni ordinarie
1,00 116.424.502 116.424.502 116.425
Azioni proprie
-
Azioni ordinarie
1,00 -126.129 -126.129 -2.933
Totale 116.298.373 116.298.373 113.492

15.2 Capitale - Numero azioni della Capogruppo: variazioni annue

VOCI/TIPOLOGIE ORDINARIE ALTRE
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 116.092.599 -
Interamente liberate 116.092.599 -
Non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) -97.177 -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 115.995.422 -
B. Aumenti 370.002 -
B.1 Nuove emissioni:
-
a pagamento:
331.903 -
-
operazioni di aggregazioni di imprese
- -
-
conversione di obbligazioni
- -
-
esercizio di warrant
331.903 -
-
altre
- -
-
a titolo gratuito:
- -
-
a favore dei dipendenti
- -
-
a favore degli amministratori
- -
-
altre
- -
B.2 Vendita di azioni proprie 38.099 -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni -67.051 -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie -67.051 -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 116.298.373 -
D.1 Azioni proprie (+) 126.129 -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 116.424.502 -
-
interamente liberate
116.424.502 -
-
non interamente liberate
- -

15.3 Capitale: altre informazioni

Alla data di riferimento il capitale sociale della Banca è costituito da 116.424.502 azioni ordinarie del valore unitario di un euro con godimento regolare e risulta interamente versato e liberato.

Nel corso del 2016, a seguito dell'esercizio delle opzioni relative ai piani di stock option riservati ai Consulenti finanziari, sono state emesse numero 331.903 azioni di nuova emissione per un controvalore di 332 migliaia di euro.

15.4 Riserve di utili: altre informazioni

31.12.2015 RIPARTO UTILI DISTRIB.
DIVIDENDI
ACQUISTI/
VENDITE
AZIONI
PROPRIE
PIANI STOCK OPTION E
ALTRI PAG. IFRS2
EMISSIONE NUOVE
AZIONI
PIANI STOCK
GRANT LTIP
ALTRE VAR. 31.12.2016
Riserva legale 23.151 75 - - - - - 23.226
Riserva indisponibile per azioni
proprie (2)
2.555 - -2.555 - - - - -
Riserva indisponibile per azioni
controllante
1.052 - - - - - -344 708
Riserva avanzo di fusione BG SGR 3.853 - - - - - 3.853
Riserva share based payments
(IFRS2)
2.309 - - 29 -360 - -1.635 343
Riserva share based payments
(IFRS2) - piani chiusi
507 - - - - - - 507
Riserva assegn. azioni Assicurazioni
Generali (175°)
19 - - - - - - 19
Riserve IFRS2 - cicli LTIP attivi (1) 4.407 - - - - 2.623 -2.437 4.593
Riserva IFRS2 - cicli LTIP chiusi (1) - - - - - - 2.437 2.437
Riserva IFRS2 - remunerazione
personale rilevante
- - -1.214 1.707 - - 1.612 2.105
Riserva IFRS2 - remunerazione
personale rilevante Gruppo
- - -30 39 - - 46 55
Riserva per utili a nuovo Capogruppo 111.668 44.980 2.555 - - - 344 159.547
Riserva per utili a nuovo consolidato 93.983 19.267 - - - - - 113.250
Riserva patrimoniale cessione ramo
fondi
3.710 - - - - - - 3.710
Totale 247.214 64.322 -1.244 1.775 -360 2.623 23 314.353

(1) Riserva che rileva l'incremento patrimoniale derivante da pagamenti a dipendenti e amministratori basati su azioni della controllante Assicurazioni Generali S.p.A.

(2) Tale riserva è stata abrogata dal D.Lgs. 139/2015 che ha modificato l'art. 2357-ter del Codice Civile.

PARTE B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE

Altre informazioni

1. Garanzie rilasciate e impegni

OPERAZIONI 31.12.2016 31.12.2015
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria 79.992 84.460
a)
Banche
- -
b)
Clientela
79.992 84.460
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale 38.695 33.241
a)
Banche
- -
b)
Clientela
38.695 33.241
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi 4.126 1.024
a)
Banche:
3.744 70
i)
a utilizzo certo
3.744 70
ii)
a utilizzo incerto
- -
b)
Clientela:
382 954
i)
a utilizzo certo
- -
ii)
a utilizzo incerto
382 954
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione - -
5) Attività costituite in garanzia di obbligazioni di terzi - 3.383
6) Altri impegni 2.181 -
di cui: impegno al riacquisto di azioni proprie - -
Totale 124.994 122.108

Note 1. La voce altri impegni, per un ammontare di 2.181 migliaia di euro, si riferisce all'impegno irrevocabile a erogare fondi rilasciato dalla Banca a favore dello Schema Volontario di intervento del FITD, a cui la stessa aderisce, per interventi di sostegno al sistema bancario italiano. Al 31.12.2016 la dotazione complessiva dello Schema ammonta a 418 milioni di euro. Dopo l'intervento a favore di Banca Tercas, nella riunione del 17 giugno 2016, l'Assemblea Straordinaria dello Schema volontario di intervento ha infatti ricostituito la dotazione finanziaria dello Schema volontario in 700 milioni di euro; tale dotazione è stata successivamente utilizzata, per un ammontare di 280 milioni di euro, favore della Cassa di Risparmio di Cesena sotto forma di aumento di capitale, deliberato dal Consiglio di Gestione dello Schema in data 15 giugno 2016 e autorizzato dalla BCE in data 15 settembre 2016.

  1. Gli impegni a erogare fondi a utilizzo certo verso banche e clientela si riferiscono esclusivamente a impegni finanziari per titoli da ricevere.

  2. Gli impegni a utilizzo incerto verso clientela si riferiscono ai margini di fido irrevocabili concessi.

  3. Le attività costituite a garanzia di obbligazioni di terzi sono costituite dal Fondo default fund versato a copertura delle eventuali perdite di operatori inadempienti sul mercato interbancario collateralizzato (NewMIC) e dell'operatività su titoli e derivati della clientela.

2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

31.12.2016 31.12.2015
PORTAFOGLI PCT BCE CC&G TOTALE PCT BCE CC&G TOTALE
1. Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
- - - - - - - -
2. Attività finanziarie valutate
al fair value
- - - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
349.829 636.068 25.223 1.011.120 303.812 364.099 45.611 713.522
4. Attività finanziarie detenute
sino alla scadenza
- 219.319 174.453 393.772 - 226.285 171.979 398.264
5. Crediti verso banche - 4.997 - 4.997 - 4.989 - 4.989
6. Crediti verso clientela - - - - - - - -
7. Attività materiali - - - - - - - -
8. Attività immateriali - - - - - - - -
Totale 349.829 860.384 199.676 1.409.889 303.812 595.373 217.590 1.116.775

Nota

  1. Le attività finanziarie costituite a garanzia di proprie passività e impegni si riferiscono a operazioni di pronti contro termine con obbligo di riacquisto effettuate con banche e a collateral per operazioni di rifinanziamento presso la BCE. Tale importo include altresì gli strumenti finanziari depositati a pegno e garanzia presso la Cassa Compensazione e Garanzia per l'eventuale operatività sul nuovo mercato collateralizzato dei depositi interbancari (NewMIC) e per l'operatività ordinaria.

5. Gestione e intermediazione per conto terzi

TIPOLOGIA SERVIZI 31.12.2016 31.12.2015
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela 21.644.771 23.949.025
a)
Acquisti:
10.567.096 11.475.947
1.
Regolati
10.525.716 11.456.622
2.
Non regolati
41.380 19.325
b)
Vendite:
11.077.675 12.473.078
1.
Regolate
10.985.969 12.466.344
2.
Non regolate
91.706 6.734
2. Gestioni di portafoglio (1) 15.209.506 13.792.533
a)
Individuali
4.109.282 3.157.154
b)
Collettive
11.100.224 10.635.379
3. Custodia e amministrazione di titoli (escluse le gestioni patrimoniali) - -
a)
Titoli di terzi in deposito
-
Connessi con lo svolgimento di banca depositaria:
- -
1.
emessi dalle società incluse nel consolidamento
- -
2.
altri
- -
b)
Altri titoli di terzi in deposito
-
Altri:
6.188.124 6.503.741
1.
emessi dalle società incluse nel consolidamento
14.446 14.975
2.
altri
6.173.678 6.488.766
c)
Titoli di terzi depositati presso terzi
6.141.713 6.457.344
d)
Titoli di proprietà depositati presso terzi
5.300.697 3.483.747
4. Altre operazioni 9.928.548 9.338.194
Quote di OICR collocati alla clientela 9.928.548 9.338.194

Note

  1. Nella voce "gestioni di portafoglio" viene indicato l'importo complessivo a valori di mercato dei patrimoni gestiti per conto di altri soggetti, distinto fra gestioni individuali (GPM/GPF) e gestioni collettive (Fondi, Sicav). Il valore delle gestioni individuali non comprende la componente liquidità per un ammontare di 475 milioni di euro.

  2. Il dato relativo alle gestioni collettive non comprende un ammontare di 1.395 milioni di euro di fondi inseriti nelle GPM/GPF individuali del Gruppo.

  3. I titoli in custodia e amministrazione sono rilevati al loro valore nominale.

6. Attività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

Non sono presenti operazioni attive in derivati, PCT, prestito titoli o altre compensate nello Stato patrimoniale o potenzialmente soggette ad accordi quadro di compensazione.

7. Passività finanziarie oggetto di compensazione in bilancio, oppure soggette ad accordi-quadro di compensazione o ad accordi similari

AMMONTARE
DELLE PASSIVITÀ FINANZIARIE
COMPENSATO
IN BILANCIO(B)
AMMONTARE AMMONTARE
CORRELATO NON OGGETTO
DI COMPENSAZIONE IN BILANCIO
AMMONTARE NETTO
31.12.2016 (F = C - D - E)
AMMONTARE NETTO
31.12.2015
FORME TECNICHE AMMONTARE
LORDO DELLE PASSIVITÀ
FINANZIARIE(A)
NETTO DELLE PASSIVITÀ
FINANZIARIE RIPORTATO
IN BILANCIO (C = A - B)
STRUMENTI
FINANZIARI (D)
DEPOSITI DI CONTANTE
POSTI A GARANZIA
(E)
1.
Derivati
- - - - - - -
2.
Pronti contro termine
351.437 - 351.437 351.169 268 - -
3.
Prestito titoli
- - - - - - -
4.
Altre
- - - - - - -
Totale 31.12.2016 351.437 - 351.437 351.169 268 - X
Totale 31.12.2015 303.927 - 303.927 303.927 - X -

Il principio IFRS 7 richiede di fornire specifica informativa circa gli strumenti finanziari che sono stati compensati nello Stato patrimoniale ai sensi dello IAS 32 o che sono potenzialmente compensabili, al ricorrere di determinate condizioni, ma vengono esposti nello Stato patrimoniale senza effettuare compensazioni in quanto regolati da "accordi quadro di compensazione o similari" che non rispettano tutti i criteri stabiliti dallo IAS 32 paragrafo 42.

Al riguardo, si segnala che Banca Generali non ha in essere accordi di compensazione che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 32.42 per la compensazione in bilancio.

Per quanto riguarda gli strumenti finanziari potenzialmente compensabili al ricorrere di taluni eventi, si segnala che Banca Generali si avvale di regola per l'operatività in pronti contro termine (REPO) con controparti bancarie di accordi quadro di compensazione che consentono, nel caso di default della controparte, la compensazione delle posizioni creditorie e debitorie e che rispettano gli standard internazionali (Global Master Repurchase Agreement - GMRA). Tali operazioni sono altresì assistite da accordi di garanzia finanziaria secondo lo standard del GMRA, che prevedono lo scambio bilaterale di garanzie reali sotto forma di denaro contante e/o di titoli governativi.

Questi accordi permettono, nel caso di operazioni di PCT passive, di mitigare il rischio di liquidità compensando il debito verso la controparte fino a concorrenza del fair value degli strumenti posti a garanzia.

Nella tabella le operazioni di PCT sono valutate al costo ammortizzato mentre gli strumenti finanziari a garanzia al fair value fino a concorrenza dell'ammontare delle passività garantita.

PARTE C – INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO

Sezione 1 – Gli interessi - Voci 10 e 20

1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

VOCI/FORME TECNICHE TITOLI DI DEBITO FINANZIAMENTI ALTRE OPERAZIONI 2016 2015
1.
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
79 - - 79 256
2.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
19.267 - - 19.267 23.032
3.
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
15.461 - - 15.461 19.800
4.
Crediti verso banche
2.347 90 - 2.437 2.337
5.
Crediti verso clientela
1.417 20.674 - 22.091 24.274
6.
Attività finanziarie valutate al fair value
- - - - -
7.
Derivati di copertura
- - - - -
8.
Altre attività
- - 2.443 2.443 44
Totale 38.571 20.764 2.443 61.778 69.743

Gli interessi su Altre attività includono convenzionalmente gli interessi passivi negativi maturati su operazioni di raccolta e si riferiscono principalmente alle operazioni di PCT di raccolta. A partire dal mese di giugno 2016, inoltre, vengono applicati interessi negativi anche sulle giacenze captive delle società del Gruppo Generali.

1.3 Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni

Depositi e c/c passivi clientela 1.448
927
-
1
2.443
Totale interessi attivi su altre passività
44
2016 2015
1.3.1
Interessi attivi su attività finanziarie in valuta
168 184
1.3.2
Interessi attivi su operazioni di leasing finanziario
- -

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

VOCI/FORME TECNICHE
DEBITI
2016 2015
- - - - 49
599 - - 599 751
2.194 - - 2.194 2.685
- - - - -
- - - - -
- - - - -
- - 322 322 28
- - - - -
2.793 - 322 3.115 3.513
TITOLI ALTRE OPERAZIONI

Gli interessi su Altre passività includono convenzionalmente gli interessi attivi negativi maturati su operazioni di impiego e si riferiscono principalmente ai depositi liberi presso la Banca Centrale.

1.6 Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni

2016 2015
Depositi attivi presso BCE 242 24
Depositi attivi presso banche 66 4
Depositi attivi verso clientela 14 -
322
Totale interessi passivi su altre attività
28
2016 2015
1.6.1
Interessi passivi su passività finanziarie in valuta
28 40
1.6.2
Interessi passivi su passività per operazioni di leasing finanziario
- -
Totale 28 40

Sezione 2 – Le commissioni - Voci 40 e 50

2.1 Commissioni attive: composizione

675
a)
Garanzie rilasciate
-
b)
Derivati su crediti
596.270
c)
Servizi di gestione, intermediazione e consulenza:
12.453
1.
negoziazione di strumenti finanziari
-
2.
negoziazione di valute
331.461
3.
gestioni di portafogli:
39.462
3.1 individuali
291.999
3.2 collettive
444
4.
custodia e amministrazione di titoli
-
5.
banca depositaria
58.281
6.
collocamento di titoli
2.896
7.
attività di ricezione e raccolta di ordini
4.519
8.
attività di consulenza:
4.519
8.1 in materia di investimenti
-
8.2 in materia di struttura finanziaria
186.216
9.
distribuzione di servizi di terzi:
741
9.1 gestioni di portafogli:
209
9.1.1 individuali
532
9.1.2 collettive
185.078
9.2 prodotti assicurativi
397
9.3 altri prodotti
2.982
d)
Servizi di incasso e pagamento
-
e)
Servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione
-
f)
Servizi per operazioni di factoring
-
g)
Esercizio di esattorie e ricevitorie
-
h)
Attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione
2.392
i)
Tenuta e gestione dei conti correnti
2.370
j)
Altri servizi
1.719
di cui: commissioni omnicomprensive su affidamenti
604.689
Totale
TIPOLOGIA SERVIZI/VALORI 2016 2015
674
-
643.292
14.403
-
395.486
38.946
356.540
487
-
64.588
5.468
4.658
4.658
-
158.202
720
223
497
157.171
311
3.370
-
-
-
-
2.577
2.047
1.493
651.960

2.2 Commissioni passive: composizione

SERVIZI/VALORI 2016 2015
a) Garanzie ricevute 19 72
b) Derivati su crediti - -
c) Servizi di gestione e intermediazione: 292.942 278.791
1.
negoziazione di strumenti finanziari
2.141 4.901
2.
negoziazione di valute
- -
3.
gestioni di portafogli:
26.298 25.272
3.1 proprie 26.298 25.272
3.2 delegate da terzi - -
4.
custodia e amministrazione di titoli
1.579 1.389
5.
collocamento di strumenti finanziari
- -
6.
offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi
262.924 247.229
d) Servizi di incasso e pagamento 2.254 2.044
e) Altri servizi 463 291
Totale 295.678 281.198

Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voce 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

2016 2015
VOCI/PROVENTI DIVIDENDI PROVENTI
DA QUOTE OICR
DIVIDENDI PROVENTI
DA QUOTE OICR
A. Attività finanziarie detenute
per la negoziazione
65 16 67 21
B. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
1.677 205 2.840 192
C. Attività finanziarie valutate
al fair value
- - - -
D. Partecipazioni - - - -
Totale 1.742 221 2.907 213

Sezione 4 – Il risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80

OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI PLUSVALENZE UTILI DA
NEGOZIAZIONE
MINUSVALENZE PERDITE DA
NEGOZIAZIONE
RISULTATO NETTO 2016 RISULTATO NETTO 2015
1. Attività finanziarie di negoziazione 276 598 946 376 -448 564
1.1 Titoli di debito 112 297 489 32 -112 171
1.2 Titoli di capitale 164 266 28 93 309 171
1.3 Quote di OICR - 35 429 251 -645 222
1.4 Finanziamenti - - - - - -
1.5 Altre - - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - - -
2.2 Debiti - - - - - -
2.3 Altre - - - - - -
3. Altre attività e passività finanziarie:
differenze cambio
- - - - 3.264 3.262
4. Strumenti derivati 80 870 257 1.115 -433 663
4.1 Derivati finanziari 80 870 257 1.115 -433 663
-
Su titoli di debito e tassi
di interesse:
- - - - - -
-
interest rate swaps
- - - - - -
-
forward su titoli di stato
- - - - - -
-
Su titoli di capitale e indici
azionari:
80 870 257 1.115 -422 669
-
option
80 866 257 1.062 -373 669
-
futures
- 4 - 53 -49 -
-
Su valute e oro (1)
- - - - -11 -6
-
Altri
- - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - - -
Totale 356 1.468 1.203 1.491 2.383 4.489

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

(1) Include currency options e outrights valutari.

Sezione 6 – Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

2016 2015
VOCI/COMPONENTI REDDITUALI UTILI PERDITE RISULTATO NETTO UTILI PERDITE RISULTATO NETTO
Attività finanziarie
1. Crediti verso banche 560 - 560 2.182 - 2.182
2. Crediti verso clientela 1.644 - 1.644 1.177 1.659 -482
3. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
30.652 2.501 28.151 21.681 2.080 19.601
3.1 Titoli di debito 30.402 2.455 27.947 19.673 1.516 18.157
3.2 Titoli di capitale 150 4 146 0 200 -200
3.3 Quote di OICR 100 42 58 2.008 364 1.644
3.4 Finanziamenti - - - - - -
4. Attività finanziarie detenute sino
alla scadenza
22 6 16 - - -
Totale attività 32.878 2.507 30.371 25.040 3.739 21.301
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
Totale passività - - - - - -

I rigiri a Conto economico per cessione di riserve patrimoniali preesistenti del portafoglio AFS sono evidenziati nella seguente tabella.

POSITIVE NEGATIVE NETTE
Titoli di debito 18.897 -430 18.467
Titoli di capitale - -4 -4
Quote di OICR 20 -24 -4
Totale 18.917 -458 18.459

Sezione 8 – Le rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento - Voce 130

8.1 Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti: composizione

RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI SPECIFICHE DI PORTA- FOGLIO SPECIFICHE DI PORTAFOGLIO
CANCEL
LAZIONI
ALTRE
DA INTERESSI ALTRE RIPRESE DA INTERESSI ALTRE RIPRESE 2016 2015
A. Crediti verso banche - - 239 - - - 3.040 2.801 -294
Finanziamenti - - - - - - - - -
Titoli di debito - - 239 - - - 3.040 2.801 -294
B. Crediti verso clientela 102 619 2.009 4 1.231 - 615 -880 -827
Crediti deteriorati acquistati: - - - - - - - - -
-
finanziamenti
- - - - - - - - -
-
crediti di funzionamento
- - - - - - - - -
-
titoli di debito
- - - - - - - - -
Altri crediti: 102 619 2.009 4 1.231 - 615 -880 -827
-
finanziamenti
24 477 36 4 1.081 - - 548 -488
-
crediti di funzionamento
78 142 - - 150 - - -70 -196
-
titoli di debito
- - 1.973 - - - 615 -1.358 -143
C. Totale 102 619 2.248 4 1.231 - 3.655 1.921 -1.121

Le rettifiche di valore specifiche su finanziamenti alla clientela, per un ammontare di 477 migliaia di euro, si riferiscono, per 403 mila euro, a posizioni scadute da oltre 90 giorni e per 27 migliaia di euro a inadempienze probabili e per il residuo a posizioni classificate a sofferenza.

Tali svalutazioni trovano parziale compensazione in riprese di valore su posizioni scadute alla fine dell'esercizio precedente uscite dal perimetro dei crediti deteriorati, per un ammontare di 322 migliaia di euro e su inadempienze probabili (48 migliaia di euro).

Le riprese di valore includono, inoltre, per un ammontare di 592 mila euro, il riassorbimento a Conto economico di svalutazioni pregresse relative a una significativa posizione a sofferenza, chiusa nel 1° semestre con un recupero di 1.550 migliaia di euro.

L'adeguamento della riserva collettiva su finanziamenti non deteriorati ha determinato invece una rettifica di valore netta di 36 migliaia di euro.

Le rettifiche di valore su crediti di funzionamento si riferiscono prevalentemente a svalutazioni di anticipi provvigionali verso ex Consulenti Finanziari.

Le riprese e le rettifiche di valore di portafoglio relative a titoli di debito classificati fra i crediti verso banche (netto di 2.801 migliaia di euro) e fra i crediti verso clientela (netto di 1.358 migliaia di euro), si riferiscono all'adeguamento della riserva collettiva stanziata a fronte di perdite latenti sul portafoglio obbligazionario determinate sulla base del profilo di rischio (rating/vita residua) delle emissioni.

8.2 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI SPECIFICHE SPECIFICHE DI PORTAFOGLIO
CANCEL
LAZIONI
ALTRE DI PORTA- FOGLIO DA INTERESSI ALTRE RIPRESE DA INTERESSI ALTRE RIPRESE 2016 2015
A. Titoli di debito - - - - - - - - -
B. Titoli di capitale - 2.865 - - - - - -2.865 -2.845
C. Quote OICR - - - - - - - - -
D. Finanziamenti a banche - - - - - - - - -
E. Finanziamenti a clientela - - - - - - - - -
F. Totale - 2.865 - - - - - -2.865 -2.845

Le rettifiche di valore su titoli di capitale si riferiscono, per 907 migliaia di euro, all'integrazione dell'impairment già effettuato nel precedente esercizio sulla partecipazione Veneto Banca, per 1.194 migliaia di euro all'impairment su investimenti di capitale in entità di nuova quotazione sull'AIM - Alternative Investment Market (Axelero, Gambero Rosso), per 183 migliaia di euro all'impairment sulle azioni Banco Popolare, per 253 migliaia di euro all'impairment sulle azioni di Credito Valtellinese e, infine, per 328 migliaia di euro all'impairment sull'apporto effettuato a favore dello Schema volontario di intervento istituito presso il FITD per la ricapitalizzazione di Caricesena.

8.3 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione

RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
SPECIFICHE SPECIFICHE DI PORTAFOGLIO
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI CANCEL
LAZIONI
ALTRE DI PORTA- FOGLIO DA INTERESSI ALTRE RIPRESE DA INTERESSI ALTRE RIPRESE 2016 2015
A. Titoli di debito - - 1.149 - - - 1.250 101 -2.575
B. Finanziamenti a banche - - - - - - - - -
C. Finanziamenti a clientela - - - - - - - - -
D. Totale - - 1.149 - - - 1.250 101 -2.575

Le riprese di valore di portafoglio relative a titoli di debito classificati fra le attività finanziarie detenute sino a scadenza, per un importo netto di 101 migliaia di euro, si riferiscono all'adeguamento della riserva collettiva stanziata a fronte di perdite latenti sul portafoglio obbligazionario, determinate sulla base del profilo di rischio (rating/vita residua) delle emissioni.

8.4 Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie: composizione

RETTIFICHE DI VALORE RIPRESE DI VALORE
OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI SPECIFICHE SPECIFICHE DI PORTAFOGLIO
CANCEL
LAZIONI
ALTRE DI PORTA
FOGLIO
DA
INTERESSI
ALTRE
RIPRESE
DA
INTERESSI
ALTRE
RIPRESE
2016 2015
A. Garanzie rilasciate 1.046 - - - 1.041 - 70 65 70
B. Derivati su crediti - - - - - - - - -
C. Impegni a erogare fondi - - - - - - - - -
D. Altre operazioni - - - - - - - - -
E. Totale 1.046 - - - 1.041 - 70 65 70

Le riprese di valore, per un ammontare di 1.041 migliaia di euro, si riferiscono alla restituzione del contributo versato nel 2014 al FITD in relazione all'operazione di sostegno deliberata a favore di Banca Tercas, dichiarata illegittima dalla UE ai sensi della normativa sugli aiuti di stato nel presente esercizio.

In connessione con questa operazione, le rettifiche di valore, per complessivi 1.046 migliaia di euro, si riferiscono al contributo versato dalla Banca allo Schema Volontario del FITD, istituito nel dicembre 2015, al fine di tenere indenne Banca Tercas dalle conseguenze della summenzionata decisione della Commissione europea.

Per il residuo le riprese di valore si riferiscono all'adeguamento della riserva collettiva su crediti di firma non deteriorati.

Sezione 11 – Le spese amministrative - Voce 180

Composizione delle spese amministrative

2016 2015
a) Spese per il personale 80.470 80.949
b) Altre spese amministrative 140.119 134.020
Totale 220.589 214.969

11.1 Spese per il personale: composizione

TIPOLOGIA DI SPESE/VALORI 2016 2015
1) Personale dipendente 78.953 78.943
a)
Salari e stipendi
44.395 42.931
b) Oneri sociali 11.031 11.020
c) Indennità di fine rapporto 594 630
d) Spese previdenziali - -
e) Accantonamento al trattamento di fine rapporto 141 90
f) Accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e simili: - -
-
a contribuzione definita
- -
-
a prestazione definita
- -
g) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 3.680 3.702
-
a contribuzione definita
3.680 3.702
-
a prestazione definita
- -
h) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti
patrimoniali
3.042 2.724
i) Altri benefici a favore dei dipendenti 16.070 17.846
2) Altro personale in attività 157 250
3) Amministratori e Sindaci 1.333 1.744
4) Personale collocato a riposo 27 12
Totale 80.470 80.949

11.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

2016 2015
Personale dipendente 844 828
a) Dirigenti 46 45
b) Totale quadri direttivi 251 235
di cui di 3° e 4° livello 146 138
c) Restante personale 547 548
Altro personale -4 -5
Totale 840 823

Composizione dell'organico

31.12.2016 31.12.2015
Personale dipendente 849 837
a) Dirigenti 47 44
b) Totale quadri direttivi 260 241
di cui di 3° e 4° livello 151 140
c) Restante personale 542 552
Altro personale 1 -8
Totale 850 829

11.4 Altri benefici a favore di dipendenti

2016 2015
Premi di produttività da erogare a breve termine 8.485 9.950
Benefici a lungo termine
Accantonamenti per piani di inserimento relativi a Relationship Manager 1.795 2.676
Accantonamenti per retrib. var. differite (MBO manager) 1.027 1.095
Accantonamenti per piani assistenza sanitaria successivi al rapporto di lavoro 647 -
Altri benefici
Oneri assistenza integrativa dipendenti 2.574 2.654
Prestazioni sostitutive indennità mensa 843 789
Spese per la formazione 322 376
Provvidenze e liberalità 226 152
Incentivi all'esodo e altre indennità - 17
Altre spese 151 137
Totale 16.070 17.846

La voce relativa ai premi di produttività da erogare a breve termine include la quota di retribuzione variabile non differita pagabile per cassa (MBO) dei manager di sede, di vendita e dei gestori, il premio di risultato stabilito dalla contrattazione collettiva aziendale (CIA) e gli stanziamenti al servizio del piano provvedimenti per l'esercizio 2016.

11.5 Altre spese amministrative: composizione

2016 2015
Amministrazione 15.794 13.441
Pubblicità 4.228 3.871
Spese per consulenze e professionisti 6.762 5.074
Spese società di revisione 520 593
Assicurazioni 3.007 2.933
Spese di rappresentanza 464 205
Contributi associativi 690 695
Beneficenza 123 70
Operations 34.978 34.524
Affitto/uso locali e gestione immobili 17.970 17.018
Servizi amministrativi in outsourcing 4.748 5.250
Servizi postali e telefonici 2.606 2.974
Spese per stampati 1.279 1.167
Altre spese gestione rete di vendita 3.281 2.997
Altre spese e acquisti 2.769 2.458
Altri costi indiretti del personale 2.325 2.660
Sistema informativo e attrezzature 37.374 34.807
Spese servizi informatici in outsourcing 26.888 24.667
Canoni servizi telematici e banche dati 6.842 6.586
Manutenzione e assistenza programmi 2.867 2.779
Canoni noleggio macchine e utilizzo software 159 180
Altre manutenzioni 618 595
Imposte indirette e tasse 43.692 42.537
Imposta di bollo su strumenti finanziari 42.545 41.370
Imposta sostitutiva su finanziamenti a medio/lungo termine 458 702
Altre imposte indirette a carico banca 689 465
Contributi ai fondi di risoluzione e di Tutela Depositi 8.281 8.711
Totale 140.119 134.020

Sezione 12 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 190

12.1 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: composizione

2016 2015
ACCANT. RIPRESE NETTO ACCANT. RIPRESE NETTO
Fondi rischi e oneri del personale 3.100 -1.773 1.327 11.523 -2.953 8.570
Fondo piano di ristrutturazione - -1.389 -1.389 10.170 - 10.170
Fondo oneri per il personale altri (1) 3.100 -384 2.716 1.353 -2.953 -1.600
Fondi rischi per controversie legali 3.464 -1.896 1.568 3.240 -577 2.663
Fondo rischi contenzioso sottoscrittori 1.042 -183 859 1.796 -390 1.406
Fondo rischi contenzioso Consulenti
Finanziari
177 -942 -765 635 -48 587
Fondo rischi contenzioso dipendenti 50 -656 -606 40 - 40
Fondo rischi contenzioso - altri soggetti 2.195 -115 2.080 769 -139 630
Fondi per indennità fine rapporto
Consulenti Finanziari
9.584 -906 8.678 16.079 -1.117 14.962
Fondo rischi per indennità di fine rapporto
Consulenti Finanziari
8.030 -742 7.288 12.283 -1.032 11.251
Fondo rischi per indennità valorizzazione
portafoglio
1.082 -78 1.004 443 -48 395
Fondo rischi "Bonus previdenziale" 472 -86 386 3.353 -37 3.316
Fondi rischi per incentivazioni rete 24.913 -1.255 23.658 24.879 -5.495 19.384
Fondo rischi per piani di sviluppo rete 15.757 -1.120 14.637 15.362 -4.325 11.037
Fondo rischi bonus differito 269 - 269 283 -681 -398
Fondo rischi per incentivi di vendita 3.849 - 3.849 4.829 - 4.829
Fondo rischi incentivazioni manager
con gate di accesso
2.120 - 2.120 1.405 - 1.405
Fondo rischi per viaggi incentive 2.580 -135 2.445 2.631 -135 2.496
Fondo rischi per piani provvigionali 336 - 336 336 - 336
Fondo rischi "fidelity plan" 2 - 2 33 -354 -321
Altri fondi per rischi e oneri 82 -573 -491 30 -24 6
Totale 41.143 -6.403 34.740 55.751 -10.166 45.585

(1) Gli accantonamenti ai fondi per il personale non includono le poste inquadrabili nello IAS 19 che sono classificate nell'ambito della voce relativa alle spese per il personale - altri benefici.

Sezione 13 – Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali - Voce 200

13.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

ATTIVITÀ/COMPONENTE REDDITUALE AMMORTAMENTO RETTIFICHE
DI VALORE PER
DETERIORAMENTO
RISULTATO NETTO
2016
RISULTATO NETTO
2015
A. Attività materiali
A.1 Di proprietà: 1.353 - - 1.353 1.252
-
a uso funzionale
1.353 - - 1.353 1.252
-
per investimento
- - - - -
A.2 Acquisite in leasing finanziario: - - - - -
-
a uso funzionale
- - - - -
-
per investimento
- - - - -
Totale 1.353 - - 1.353 1.252

Sezione 14 - Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 210

ATTIVITÀ/COMPONENTE REDDITUALE RETTIFICHE
DI VALORE PER
AMMORTAMENTO
DETERIORAMENTO
RIPRESE
DI VALORE
RISULTATO NETTO 2016 RISULTATO NETTO 2015
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà: 4.587 - - 4.587 4.058
-
generate internamente dall'azienda
- - - - -
-
altre
4.587 - - 4.587 4.058
A.2 Acquisite in leasing finanziario - - - - -
Totale 4.587 - - 4.587 4.058

14.1 Rettifiche di valore nette su attività immateriali: composizione

Dettaglio rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali - ammortamenti

2016 2015
Oneri per implementazione procedure legacy CSE 2.391 1.837
Relazioni con la clientela 2.105 2.105
Altre immobilizzazioni immateriali 91 116
Totale 4.587 4.058

Sezione 15 – Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce 220

15.1 Altri oneri di gestione: composizione

2016 2015
Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi 1.280 1.033
Svalutazioni altre attività 51 89
Indennizzi e risarcimenti su contenzioso e reclami 1.499 1.019
Oneri per sistemazioni contabili con clientela 787 848
Oneri per risarcimenti e garanzie su carte 26 15
Oneri contenzioso tributario, sanzioni, ammende 16 179
Altre sopravvenienze passive e insussistenze dell'attivo 977 1.711
Aggiustamenti di consolidamento -30 31
Totale 4.606 4.925

15.2 Altri proventi di gestione: composizione

2016 2015
Recuperi di imposte da clientela 42.295 41.470
Recuperi di spese da clientela 542 505
Canoni attivi servizi in outsourcing 56 312
Riaddebito indennità valorizzazione portafoglio ai Consulenti Finanziari
subentranti
1.496 973
Indennità di mancato preavviso da Consulenti Finanziari cessati 773 40
Altri recuperi provvigionali e di spese da Consulenti Finanziari 1.003 1.219
Tax credit cinematografico - 840
Sopravvenienze attive su stanziamenti per spese del personale 1.011 1.289
Contributi FOC 182 358
Altre sopravvenienze attive e insussistenze del passivo 1.116 1.945
Risarcimenti e indennizzi assicurativi 255 125
Altri proventi 422 569
Totale 49.151 49.645
Totale altri proventi netti 44.545 44.720

Sezione 16 – Utili (Perdite) delle partecipazioni - Voce 240

16.1 Utili (Perdite) delle partecipazioni: composizione

COMPONENTE REDDITUALE/VALORI 2016 2015
A. Proventi - -
1. Rivalutazioni - -
2. Utili da cessione - -
3. Riprese di valore - -
4. Altre variazioni positive - -
B. Oneri -75 -40
1. Svalutazioni -75 -40
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altre variazioni negative - -
Risultato netto -75 -40

Le svalutazioni su partecipazioni, per un ammontare di 75 mila euro, si riferiscono alla valutazione con il metodo del patrimonio netto della società collegata IOCA Entertainment Ltd., acquistata nel corso del mese di ottobre 2015. Gli oneri si riferiscono in particolare alla quota del risultato di esercizio della società di competenza del Gruppo bancario.

Sezione 19 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti - Voce 270

19.1 Utili (Perdite) da cessione di investimenti: composizione

2016 2015
Immobili - -
Utili da cessione - -
Perdite da cessione - -
Altre attività 22 -6
Utili da cessione 32 1
Perdite da cessione 10 7
22 -6
COMPONENTE REDDITUALE/VALORI
Risultato netto

Sezione 20 – Le imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente - Voce 290

20.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

2016 2015
Imposte correnti (-) -27.436 -36.972
Variazione delle imposte correnti di precedenti esercizi (+/-) 1.011 996
Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
- -
Variazione delle imposte anticipate (+/-) -2.242 1.589
Variazione delle imposte differite (+/-) -275 -295
Imposte di competenza dell'esercizio (-) -28.942 -34.682
COMPONENTE REDDITUALE/VALORI
3.bisRiduzione imposte correnti per crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011 (+)

20.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

Nella tabella che segue viene presentata la riconciliazione fra l'ammontare complessivo delle imposte di competenza dell'esercizio, comprensive sia delle imposte correnti che della fiscalità differita, come indicate nella voce 290 del Conto economico, e l'imposta teorica IRES determinata applicando all'utile ante imposte l'aliquota d'imposta vigente, pari al 27,5%.

Il prospetto di riconciliazione è quindi espresso in termini di maggiori o minori imposte correnti e differite addebitate o accreditate a Conto economico rispetto all'onere fiscale teorico.

2016 2015
Imposte correnti -27.436 -36.972
IRES -21.079 -29.125
IRAP -6.354 -7.844
Altre -3 -3
Imposte anticipate/differite -2.517 1.295
IRES -2.420 1.078
IRAP -97 217
Imposte di precedenti esercizi 1.011 995
IRES 590 560
IRAP 421 435
Imposte sul reddito -28.942 -34.682
Aliquota teorica 27,5% 27,5%
Utile (perdita) prima delle imposte 184.835 238.241
Onere fiscale teorico -50.830 -65.516
Proventi non tassabili (+)
Dividendi 438 742
ACE 2.103 1.446
IRAP deducibile e altre 302 685
Oneri non deducibili (-)
Doppia tassazione su 5% dividendi Gruppo -1.794 -2.439
Interessi passivi non deducibili (4%) -31 -39
Svalutazioni titoli capitale AFS in regime PEX -829 -606
Altri costi non deducibili -1.153 -1.684
IRAP -6.030 -7.817
Variazione di aliquota giurisdizioni estere 28.331 39.444
Imposte esercizi precedenti 590 996
Altre imposte -3 -3
Fiscalità anticipata/differita non correlata -36 109
Onere fiscale effettivo -28.942 -34.682
Aliquota effettiva complessiva 15,7% 14,6%
Aliquota effettiva IRES 12,4% 11,5%
Aliquota effettiva IRAP 3,3% 3,0%

Sezione 24 – Utile per azione

24.1 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito

2016 2015
Utile di esercizio (migliaia di euro) 155.894 203.559
Utile attribuibile alle azioni ordinarie (migliaia di euro) 155.894 203.559
Numero medio delle azioni in circolazione (migliaia) 116.067 115.867
EPS - earning per share (euro) 1,343 1,757
Numero medio delle azioni in circolazione a capitale diluito (migliaia) 116.614 116.418
EPS - earning per share diluito (euro) 1,337 1,749

PARTE D – REDDITIVITÀ COMPLESSIVA

Prospetto analitico della redditività complessiva

VOCI IMPORTO LORDO IMPOSTA SUL REDDITO IMPORTO NETTO
10. Utile (Perdita) d'esercizio X X 155.894
Altre componenti reddituali senza rigiro
a Conto economico:
20. Attività materiali - - -
30. Attività immateriali - - -
40. Piani a benefici definiti -270 74 -196
50. Attività non correnti in via di dismissione - - -
60. Quota delle riserve da valutazione delle
partecipazioni valutate a Patrimonio netto
- - -
Altre componenti reddituali con rigiro
a Conto economico:
70. Copertura di investimenti esteri: - - -
a)
variazioni di fair value
- - -
b)
rigiro a Conto economico
- - -
c)
altre variazioni
- - -
80. Differenze di cambio: -88 - -88
a)
variazioni di valore
- - -
b)
rigiro a Conto economico
- - -
c)
altre variazioni
-88 - -88
90. Copertura dei flussi finanziari: - - -
a)
variazioni di fair value
- - -
b)
rigiro a Conto economico
- - -
c)
altre variazioni
- - -
100. Attività finanziarie disponibili per la vendita: -19.395 6.234 -13.161
a)
variazioni di fair value
-3.473 409 -3.064
b)
rigiro a Conto economico:
-15.922 5.818 -10.104
-
rettifiche da deterioramento
2.537 -118 2.419
-
utili/perdite da realizzo
-18.459 5.936 -12.523
c)
altre variazioni
- 7 7
110. Attività non correnti in via di dismissione: - - -
a)
variazioni di fair value
- - -
b)
rigiro a Conto economico
- - -
c)
altre variazioni
- - -
120. Quota delle riserve da valutazione delle
partecipazioni valutate a Patrimonio netto:
- - -
a)
variazioni di fair value
- - -
b)
rigiro a Conto economico:
- - -
-
rettifiche da deterioramento
- - -
-
utili/perdite da realizzo
- - -
c)
altre variazioni
- - -
130. Totale altre componenti reddituali -19.753 6.308 -13.445
140. Redditività complessiva (Voce 10 + 130) - - 142.449

PARTE E – INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

Premessa

Lo sviluppo di una vera e propria cultura del rischio, all'interno di Banca Generali, si fonda sulla comprensione dei rischi che la Banca assume e su come sono gestiti, tenendo ben presente la soglia di tolleranza ai rischi definita all'interno del proprio Risk Appetite Framework – RAF.

In tale ottica, il sistema dei controlli interni evidenzia un ruolo chiave nel processo di gestione del rischio e, in linea generale, all'interno del governo societario della Banca.

Il sistema dei controlli interni è l'insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative che mirano ad assicurare il rispetto delle strategie aziendali con l'obiettivo di conseguire allo stesso tempo:

  • l'efficacia e l'efficienza dei processi aziendali;

  • la salvaguardia del valore delle attività e protezione dalle perdite;

  • l'affidabilità e l'integrità delle informazioni contabili e gestionali;

  • la conformità operativa con la legge e la normativa di vigilanza;

  • le politiche, i piani, i regolamenti e le procedure interne;

  • la diffusione della cultura di controllo anche con interventi formativi ai vari livelli.

Il Gruppo bancario Banca Generali ha disegnato un modello di controllo interno coerente con le migliori pratiche nazionali e internazionali, minimizzando i rischi d'inefficienza, sovrapposizione dei ruoli e sub-ottimalità del sistema. Tale sistema si articola su tre livelli organizzativi:

  • controlli di primo livello, condotti dalle aree e unità organizzative aziendali produttive o di back office con il supporto, laddove previsto, delle procedure informatiche – si concretizzano nei controlli gerarchici o di linea;

  • controlli di secondo livello, finalizzati alla prevenzione e mitigazione dei rischi di varia natura, attraverso la valutazione preventiva del rischio di prodotti e pratiche di business e lo sviluppo di supporti ex-ante alle attività operative. Tali controlli sono affidati a specifiche funzioni:

    • la Direzione Risk e Capital Adequacy è responsabile di individuare, misurare/valutare e monitorare tutte le tipologie di rischio cui è esposto il Gruppo bancario in conto proprio (fatta eccezione per il rischio di non conformità, nonché di riciclaggio e finanziamento al terrorismo) dandone opportuna informativa e contribuendo in tal modo alla definizione e attuazione del Risk Appetite Framework e delle relative politiche di governo dei rischi. La Direzione vigila affinché la rischiosità espressa si mantenga coerente alle strategie e al profilo di rischio, nonché nel rispetto dei limiti di rischio e delle soglie di tolleranza definiti dal Consiglio di Amministrazione nel Risk Appetite Framework; garantisce la lettura integrata e trasversale dei rischi, con approccio strategico e in ottica corrente e prospettica, dandone opportuna informativa periodica;
    • Servizio Compliance: è deputato a verificare l'osservanza del rispetto degli obblighi in materia di prestazione dei servizi per le Società del Gruppo bancario e a prevenire e gestire il rischio di non conformità alla normativa vigente;
    • Servizio Anti Money Laundering: responsabile, per il Gruppo Bancario, della prevenzione e contrasto alla realizzazione di operazioni di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo;
  • controlli di terzo livello, condotti dalla Direzione Internal Audit e diretti alla verifica indipendente dell'efficacia operativa e della qualità dei sistemi di controllo e alla verifica di eventuali comportamenti devianti rispetto alle regole definite.

Il buon funzionamento del sistema di governo dei rischi adottato dal Gruppo Banca Generali è garantito dalla coerenza da un punto di vista di struttura organizzativa, competenze, garanzia di indipendenza delle funzioni.

Nell'ambito del sistema di controlli interni, è possibile identificare nel secondo livello la sede della cultura interna di gestione del rischio, quella che viene poi effettivamente calata nei comportamenti e nelle scelte aziendali.

Nel Sistema dei Controlli Interni, oltre ai compiti assegnati al Consiglio di Amministrazione, all'Organo con funzione di controllo e alla Società di revisione (cui compete il controllo contabile), operano i seguenti soggetti:

  • il Comitato Controllo e Rischi, istituito ai sensi del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate e della normativa di vigilanza, chiamato a svolgere un ruolo di supporto, con compiti istruttori, propositivi e consultivi nei confronti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, in particolare nelle materie dei controlli interni e di gestione dei rischi, delle parti correlate e dei soggetti collegati, della revisione legale dei conti e delle partecipazioni. La funzione e i compiti del Comitato, la cadenza delle riunioni e le regole di funzionamento atte a garantire un effettivo ed efficace svolgimento delle funzioni del Comitato stesso, sono disciplinate nell'apposito Regolamento del Comitato Controllo e Rischi;

  • il Comitato Rischi deputato ad assicurare un presidio coordinato sul sistema di gestione e controllo dei rischi assunti dal Gruppo, avendo a riferimento il Risk Appetite Framework, ha specifici compiti e responsabilità in materia di monitoraggio dei rischi assunti dal Gruppo, come la gestione delle misure di mitigazione dei rischi e i poteri deliberativi in materia di individuazione e gestione delle misure di mitigazione dei rischi;

  • l'Organismo di Vigilanza, organo aziendale delegato a curare l'aggiornamento del modello di organizzazione e gestione (MOG) nonché a vigilare sul funzionamento e l'osservanza del Modello medesimo;

la funzione di Presidio 262, la quale svolge un ruolo di riferimento, indirizzo e coordinamento per il Gruppo Bancario in tema di governo del rischio amministrativo-contabile, ai sensi della Legge n. 262/2005.

Sezione 1 – Rischio di credito

Informazioni di natura qualitativa

1. Aspetti generali

Per rischio di credito s'intende la possibile insolvenza della controparte, ovvero la probabilità che un debitore non adempia alle proprie obbligazioni o che ciò accada in ritardo rispetto alle scadenze prefissate. In particolare, il rischio di credito si configura come la possibilità che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, nei confronti della quale esiste un'esposizione, generi una corrispondente variazione inattesa del valore di mercato della posizione creditizia.

L'attività d'impiego creditizia del Gruppo Banca Generali riveste una funzione accessoria rispetto all'attività caratteristica focalizzata nella gestione dei servizi d'investimento per la clientela privata.

L'esposizione al rischio di credito deriva principalmente dai crediti erogati alla clientela (prevalentemente retail, minoritariamente corporate), dagli strumenti finanziari detenuti nei portafogli valutati a costo ammortizzato e in AFS, e dalla liquidità investita sul money market (depositi interbancari).

L'erogazione del credito avviene nei confronti della clientela retail (principalmente persone fisiche) a elevato standing, generalmente con acquisizioni di garanzie reali e, più limitatamente, nei confronti di clientela corporate, per la quale sono state effettuate nel corso dell'esercizio operazioni quasi esclusivamente assistite da garanzie reali su strumenti finanziari.

Per quanto riguarda la concessione di carte di credito, si è continuato a perseguire una politica improntata all'estrema prudenza e rivolta quasi esclusivamente alla clientela persone fisiche.

Riguardo al processo di gestione del rischio di credito, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

Il Gruppo ha, inoltre, formalizzato all'interno del Regolamento Crediti di Banca Generali S.p.A. le linee guida in materia di politica creditizia, allocando a ogni unità aziendale coinvolta specifiche responsabilità.

Il Gruppo ha definito un articolato sistema di deleghe riguardanti la concessione degli affidamenti. In tale contesto sono stati definiti e formalizzati dettagliati livelli di autonomia in merito ai poteri di delibera che spettano ai diversi livelli decisionali insieme a specifiche modalità operative.

In merito all'attività di monitoraggio successiva all'erogazione del credito, il Gruppo ha attribuito specifici compiti relativamente all'attività di monitoraggio puntuale delle posizioni creditizie in essere.

La Direzione Crediti e la Direzione Finanza, quest'ultima responsabile dell'attività d'impiego creditizia verso controparti istituzionali (crediti verso banche) e dell'attività d'investimento in strumenti finanziari che partecipano alla definizione dell'esposizione creditizia complessiva del Gruppo, svolgono le attività di controllo di primo livello.

Le attività di controllo di secondo livello sono di competenza della Direzione Risk e Capital Adequacy, che verifica il corretto svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni creditizie, con particolare riferimento a quelle deteriorate, e valuta la coerenza delle classificazioni, la congruità degli accantonamenti e l'adeguatezza del processo di recupero al fine di fornire un quadro complessivo sul profilo di rischio del portafoglio in oggetto e segnalare eventuali anomalie del monitoraggio di primo livello.

Particolare importanza riveste la gestione dei rischi di credito con controparti istituzionali, che avviene entro opportune linee di fido, monitorate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy, atte a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

I controlli di terzo livello sono svolti, secondo quanto definito dal "Regolamento Interno", dal Servizio Internal Audit.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio di credito, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

L'attività di erogazione di crediti alla clientela viene effettuata dalla Direzione Crediti di Banca Generali, responsabile della concessione del credito e della gestione degli affidamenti concessi, regolamentate e dettagliate nell'apposito Regolamento Crediti.

Oltre all'attività di erogazione, la Direzione Crediti si occupa inoltre della gestione e del monitoraggio di primo livello del credito, ponendo particolare attenzione all'evoluzione dei crediti dubbi.

Con riferimento al portafoglio titoli, il rischio credito è sostanzialmente contenuto stante la presenza predominante di titoli governativi e di emittenti bancari. La presenza di titoli corporate è residuale.

Tecniche di mitigazione del rischio di credito

In un'ottica di mitigazione del rischio di credito verso la clientela, vengono di norma acquisite garanzie reali o più sporadicamente garanzie personali a tutela degli affidamenti accordati.

Le garanzie reali sono rappresentate principalmente da pegni su valori mobiliari, anche sotto forma di gestioni patrimoniali, fondi e prodotti assicurativi. Limitatamente ad alcuni segmenti di clientela (dipendenti e Consulenti Finanziari del Gruppo) vengono acquisite anche garanzie ipotecarie, che sono costituite quasi esclusivamente da unità immobiliari residenziali adibite ad abitazione principale: queste sono assunte cautelativamente per un maggior valore rispetto all'obbligazione garantita. Nel caso di garanzia rappresentata da valori mobiliari, viene applicato di norma uno scarto all'atto dell'erogazione del credito e viene effettuata una valorizzazione periodica della stessa al valore di mercato.

Banca Generali beneficia inoltre di una garanzia quadro, denominata "indemnity", rilasciata da BSI SA sull'intero portafoglio creditizio proveniente da Banca del Gottardo Italia, acquisita da BSI Italia S.p.A. in data 1 ottobre 2008.

Tale garanzia, da considerarsi alla stregua di fideiussione bancaria a prima richiesta, copre tutti i crediti e le eventuali perdite connesse, manifestatesi dall'acquisto e sino al 31.12.2009. Decorsa tale data, l'indemnity è stata mantenuta per quelle posizioni che sono gestite in ottica di rientro e per quelle posizioni che hanno manifestato un evento di default tale per cui si è richiesto il pagamento dell'indemnity al garante BSI SA.

Alla data del 31.12.2016, la garanzia copre una classe residuale di operazioni non classificate a sofferenza, per un importo di circa 10 milioni di euro.

Per quanto riguarda, infine, la concessione di carte di credito, si è continuato a perseguire una politica improntata all'estrema prudenza e rivolta quasi esclusivamente alla clientela persone fisiche.

Attività finanziarie deteriorate

La classificazione delle attività finanziarie deteriorate nelle diverse categorie di "default" avviene nel rispetto delle istruzioni emanate dall'autorità di vigilanza secondo quanto indicato nella Circolare 272 Banca d'Italia del 20 luglio 2008 (e successivi aggiornamenti).

Il processo d'identificazione delle posizioni di credito dubbio prevede un monitoraggio continuo delle posizioni. In caso di sconfino si adottano diverse procedure tese a ottenere il recupero del credito. Di norma, considerando la larghissima prevalenza di posizioni garantite da pegno su strumenti finanziari, al termine della procedura di escussione non residuano esposizioni debitorie. Nel caso in cui l'esposizione non sia garantita o residui un'esposizione non garantita, la Banca si avvale di primarie società di recupero crediti. Il passaggio a sofferenza avviene normalmente alla ricezione della relazione negativa da parte della società incaricata del recupero, ad eccezione dei casi nei quali si ritiene prioritario giungere all'ottenimento di un titolo esecutivo.

Le previsioni di perdita sono formulate analiticamente per ogni singola posizione sulla base di tutti gli elementi di valutazione rilevanti (consistenza patrimoniale del debitore, proventi da attività lavorativa, data di presunto recupero, ecc.).

L'aggregato dei crediti deteriorati è costituito in misura rilevante da esposizioni ereditate da Banca del Gottardo Italia e coperte dalla garanzia quadro (c.d. indemnity) rilasciata dal venditore BSI SA, che, come sopra già illustrato, comporta la totale assenza di rischi in capo alla Banca.

Su tali posizioni non si è pertanto provveduto ad alcuna ulteriore rettifica di valore rispetto alla svalutazione già effettuata da Banca del Gottardo Italia.

Il totale dei crediti deteriorati netti (vedasi tabella A.1.1) assomma a 31.859 migliaia di euro, di cui:

  • sofferenze per 23.024 migliaia di euro;

  • inadempienze probabili per 6.771 migliaia di euro;

  • scaduti deteriorati per 2.064 migliaia di euro.

Escludendo le posizioni indemnity, senza rischio per Banca Generali, che rappresentano con 27.538 migliaia di euro quasi l'83,8% del totale netto dei crediti deteriorati, il residuo crediti netti deteriorati assomma a 5.315 migliaia di euro, che rappresenta una frazione del tutto marginale sul totale crediti netti verso clientela, pari a solo lo 0,28%.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale

Ai fini dell'informativa di natura quantitativa sulla qualità del credito le esposizioni creditizie includono l'intero portafoglio di attività finanziarie, qualunque sia il portafoglio di allocazione contabile, con esclusione dei titoli di capitale e delle quote di OICR.

A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

PORTAFOGLI/QUALITÀ SOFFERENZE INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
ALTRE ESPOSIZIONI
SCADUTE NON
DETERIORATE
ESPOSIZIONI NON
DETERIORATE
TOTALE
1. Attività finanziarie disponibili
per la vendita
- - - - 4.349.914 4.349.914
2. Attività finanziarie detenute
sino alla scadenza
- - - - 731.362 731.362
3. Crediti verso banche - - - - 326.688 326.688
4. Crediti verso clientela 23.024 6.771 2.064 23.078 1.826.990 1.881.927
5. Attività finanziarie valutate
al fair value
- - - - - -
6. Attività finanziarie in corso
di dismissione
- - - - - -
Totale al 31.12.2016 23.024 6.771 2.064 23.078 7.234.954 7.289.891
Totale al 31.12.2015 24.729 5.104 3.371 24.934 5.510.463 5.568.601

A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

ATTIVITÀ DETERIORATE ATTIVITÀ NON DETERIORATE
PORTAFOGLI/QUALITÀ ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE
SPECIFICHE
ESPOSIZIONE
NETTA
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
PORTAFOGLIO
ESPOSIZIONE
NETTA
TOTALE
(ESPOSIZIONE
NETTA)
1.
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
- - - 4.349.914 - 4.349.914 4.349.914
2.
Attività finanziarie
detenute sino alla
scadenza
- - - 734.276 2.914 731.362 731.362
3.
Crediti verso banche
- 327.811 1.123 326.688 326.688
4.
Crediti verso clientela
44.354 12.495 31.859 1.853.864 3.796 1.850.068 1.881.927
5.
Attività finanziarie
valutate al fair value
- - - X X - -
6.
Attività finanziarie in corso
di dismissione
- - - - - - -
Totale al 31.12.2016 44.354 12.495 31.859 7.265.865 7.833 7.258.032 7.289.891
Totale al 31.12.2015 47.245 14.041 33.204 5.544.737 9.340 5.535.397 5.568.601
ATTIVITÀ DI EVIDENTE
SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA
ALTRE ATTIVITÀ
PORTAFOGLI/QUALITÀ MINUSVALENZE
CUMULATE
ESPOSIZIONE NETTA ESPOSIZIONE NETTA
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - 34.997
2. Derivati di copertura - - -
Totale al 31.12.2016
Totale al 31.12.2015
- - 34.997
- - 23.805

A.1.3 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi, netti e fasce di scaduto

Le esposizioni per cassa verso banche comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso banche, qualunque sia il portafoglio di allocazione contabile: negoziazione, AFS, HTM, crediti.

Le esposizioni fuori bilancio includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa, quali derivati finanziari, garanzie rilasciate e impegni, che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, valorizzate in base ai criteri di misurazione previsti dalla Banca d'Italia.

ESPOSIZIONE LORDA
ATTIVITÀ DETERIORATE
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI FINO A 3 MESI DA OLTRE 3 MESI FINO
A 6 MESI
DA OLTRE 6 MESI FINO
A 1 ANNO
OLTRE UN ANNO ATTIVITÀ NON
DETERIORATE
RETTIFICHE
DI VALORE
SPECIFICHE
RETTIFICHE
DI VALORE DI
PORTAFOGLIO
ESPOSIZIONE NETTA
A. Esposizioni per cassa
a) Sofferenze - - - - X - X -
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
- - - - X - X -
b) Inadempienze probabili - - - - X - X -
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
- - - - X - X -
c) Esposizioni scadute
deteriorate
- - - - X - X -
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
- - - - X - X -
d) Esposizioni scadute
non deteriorate
X X X X - X - -
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
X X X X - X - -
e) Altre esposizioni
non deteriorate
X X X X 539.451 X 1.520 537.931
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
X X X X - X - -
Totale A - - - - 539.451 - 1.520 537.931
B. Esposizioni fuori bilancio
a) Deteriorate - - - - X - X -
b) Non deteriorate X X X X 2.766 X - 2.766
Totale B - - - - 2.766 - - 2.766
Totale (A + B) - - - - 542.217 - 1.520 540.697
ESPOSIZIONE LORDA
ATTIVITÀ DETERIORATE
FINO A 3 MESI DA OLTRE 3 MESI FINO
A 6 MESI
DA OLTRE 6 MESI FINO
A 1 ANNO
OLTRE UN ANNO ATTIVITÀ NON
DETERIORATE
RETTIFICHE DI VALORE
SPECIFICHE
RETTIFICHE
DI VALORE DI
PORTAFOGLIO
ESPOSIZIONE NETTA
Sofferenze - - - 34.948 X 11.924 X 23.024
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
- - - - X - X -
Inadempienze probabili 1.375 229 13 5.294 X 140 X 6.771
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
636 - 13 5.145 X 10 X 5.784
Esposizioni scadute
deteriorate
- 152 1.469 874 X 431 X 2.064
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
- - - - X - X -
Esposizioni scadute
non deteriorate
X X X X 23.078 X - 23.078
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
X X X X 10 X - 10
Altre esposizioni
non deteriorate
X X X X 6.737.455 X 6.313 6.731.142
di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
X X X X 42 X - 42
1.375 381 1.482 41.116 6.760.533 12.495 6.313 6.786.079
Deteriorate 2.919 - - - X - X 2.919
Non deteriorate X X X X 120.187 X - 120.187
2.919 - - - 120.187 - - 123.106
4.294 381 1.482 41.116 6.880.720 12.495 6.313 6.909.185
a)
b)
a)
b)
TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI
Esposizioni per cassa
c)
d)
e)
Totale A
Esposizioni fuori bilancio
Totale B
Totale (A + B)

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi, netti e fasce di scaduto

Le esposizioni per cassa verso clientela comprendono tutte le attività finanziarie per cassa vantate verso clientela, qualunque sia il portafoglio di allocazione contabile: negoziazione, AFS, HTM, crediti.

Le esposizioni fuori bilancio includono tutte le operazioni finanziarie diverse da quelle per cassa, quali derivati finanziari, garanzie rilasciate e impegni, che comportano l'assunzione di un rischio creditizio, valorizzate in base ai criteri di misurazione previsti dalla Banca d'Italia. Le esposizioni fuori bilancio deteriorate sono riferite a due posizioni ex Banca del Gottardo garantite da Banca BSI S.A. nell'ambito dell'accordo di indemnity e come tale esenti da rischi per Banca Generali.

Sofferenze

Le esposizioni lorde a sofferenza, per 34.948 migliaia di euro, incorporano 11.924 migliaia di euro di rettifiche di valore e dunque sono iscritte a bilancio per un valore netto di 23.024 migliaia di euro. Di tale importo, circa il 97,7% (22.488 migliaia di euro) è riferito a posizioni riconducibili a clientela ex Banca del Gottardo Italia, integralmente coperte da versamenti di depositi a garanzia effettuati da BSI S.A. (Cash collateral) nell'ambito della garanzia indemnity.

Le sofferenze nette verso la rimanente clientela ordinaria ammontano, pertanto, a 536 mila euro, pari a poco meno del 2,3% del totale sofferenze nette e allo 0,03% del totale crediti netti verso clientela.

L'aggregato (vedasi tabella A.1.7) evidenzia nell'esercizio incassi e cancellazioni per un ammontare di 3.998 migliaia di euro, prevalentemente riconducibili alla chiusura di posizioni garantite da indemnity e alla chiusura di un'esposizione classificata a sofferenza con misure di concessione (forborne) nel 2015, per circa 1,9 milioni di euro, che è stata recuperata per oltre l'80%. Per contro, si sono registrate variazioni in aumento per circa 767 migliaia di euro, sostanzialmente riconducibili alla maturazione di interessi di mora per 717 migliaia di euro, mentre le nuove classificazioni a sofferenza sono state pari a soli 50 mila euro.

Inadempienze probabili

Al 31.12.2016 l'aggregato netto di 6.771 migliaia di euro è costituito principalmente dalle seguenti posizioni:

    1. crediti per cassa verso clientela ex Banca del Gottardo Italia coperti da indemnity e come tale privi di rischi di perdita per la Banca, per un ammontare netto di circa 5.145 migliaia di euro, oggetto di concessione;
    1. euro 600 mila riferiti a una posizione oggetto di concessione (forborne) garantita da ipoteca, cui si aggiungono ulteriori euro 547 mila non oggetto di concessione e garantiti da pegno; la posizione è classificata tra le inadempienze probabili in quanto alla data della concessione era classificata tra le posizioni scadute deteriorate; si ritiene che al termine del "cure period" la posizione possa essere classificata in bonis per il successivo "probation period" di 24 mesi, in quanto al momento la relazione è regolare;
    1. 448 migliaia di euro relativi a una posizione classificata in inadempienza probabile in quanto il debitore imprenditore individuale ha presentato istanza di ammissione a procedura concorsuale "in bianco"; si tratta di un mutuo prima casa con iscrizione ipotecaria;
    1. altre esposizioni residuali per un ammontare netto di 31 migliaia di euro riferibili a 90 posizioni con saldo medio di circa 325 euro.

L'aumento dell'aggregato è riconducibile essenzialmente a due ingressi, come dettagliato ai punti 2 e 3 del paragrafo precedente.

Esposizioni scadute deteriorate

Tale aggregato ammonta, a fine esercizio, a 2.064 migliaia di euro netti, per oltre il 95% costituito da 7 posizioni con garanzia (tra pegno, ipoteca e mandato a riscattare polizze) e generalmente con rinnovo di fido in corso. Sull'aggregato sono state effettuate rettifiche di valore complessive per 431 migliaia di euro.

Esposizioni scadute non deteriorate

Le esposizioni in bonis scadute includono anche le posizioni scadute o sconfinanti da più di novanta giorni, e per le quali lo sconfino non supera la soglia di rilevanza del 5% dell'affidamento complessivo, in coerenza con quanto previsto nella circolare 272 di Banca d'Italia.

Trattasi, nella pressoché totalità dei casi, di posizioni garantite da pegno su titoli, risultate sconfinanti alla data di chiusura del bilancio e in fase di rientro.

Tale aggregato ammonta, a fine esercizio, a 23.078 migliaia di euro, così scomponibile:

  • per 9.318 migliaia di euro si tratta di posizioni già rientrate nei primi 50 giorni del 2017;

  • per 191 migliaia di euro da 3 posizioni in corso di sistemazione;

  • per 13.371 migliaia di euro da posizioni con garanzia reale, quasi esclusivamente costituita da pegno su strumenti finanziari, o marginalmente mandato a riscattare polizze assicurative, relative a fidi in supero rispetto al limite concesso a seguito dell'addebito interessi o per fidi in corso di proroga, per i quali è prevista la regolarizzazione;

  • per 41 migliaia di euro da posizioni con fideiussione personale;

  • per 157 migliaia di euro da 952 posizioni marginali aventi uno scaduto medio di circa 165 euro ciascuno, per le quali si seguono le attività per il recupero del credito o lo stralcio qualora giudicato inesigibile.

Esposizioni oggetto di misure di forbearance

Le esposizioni deteriorate, che alla data del 31.12.2016 risultano essere oggetto di concessioni (forbearance), ammontano complessivamente a 5.784 migliaia di euro, essenzialmente costituite da due soggetti:

  • per 5.145 migliaia di euro da una posizione classificata fra le inadempienze probabili, oggetto di concessione per stipula di accordi di risanamento (ex art. 67 comma 3 L.F.) e riconducibile al portafoglio garantito dal venditore BSI S.A. (indemnity) per cui esente da rischi per Banca Generali;

  • per 600 migliaia di euro da una posizione classificata come forborne non-performing in quanto alla data di concessione del rifinanziamento risultava scaduta deteriorata; si ritiene che al termine del "cure period" la posizione possa essere classificata in bonis per il successivo "probation period" di 24 mesi, in quanto al momento la relazione è regolare.

Le esposizioni non deteriorate oggetto di concessione appaiono di ammontare del tutto non significativo.

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

CAUSALI/CATEGORIE SOFFERENZE INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE
DETERIORATE
A. Esposizione lorda iniziale 38.179 5.307 3.759
-
di cui: esposizioni cedute non cancellate
- - -
B. Variazioni in aumento 767 1.779 3.292
B.1 Ingressi da esposizioni in bonis - 1.596 2.117
B.2 Trasferimenti da altre categorie di esposizioni
deteriorate
50 21 -
B.3 Altre variazioni in aumento 717 162 1.175
-
di cui: aggregazioni aziendali
- - -
C. Variazioni in diminuzione 3.998 175 4.556
C.1 Uscite verso esposizioni in bonis - 15 3.049
C.2 Cancellazioni 2.092 27 17
C.3 Incassi 1.906 83 1.469
C.4 Realizzi per cessioni - - -
C.5 Perdite da cessione - - -
C.6 Trasferimenti ad altre categorie di esposizioni
deteriorate
- 50 21
C.7 Altre variazioni in diminuzione - - -
D. Esposizione lorda finale 34.948 6.911 2.495
-
di cui: esposizioni cedute non cancellate
- - -

A.1.7-bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni oggetto di concessioni lorde distinte per qualità creditizia

ESPOSIZIONI OGGETTO
DI CONCESSIONI:
ESPOSIZIONI OGGETTO
DI CONCESSIONI:
CAUSALI/CATEGORIE DETERIORATE NON DETERIORATE
A. Esposizione lorda iniziale 6.961 23
-
di cui: esposizioni cedute non cancellate
- -
B. Variazioni in aumento 780 107
B.1 Ingressi da esposizioni in bonis non oggetto di concessioni - 13
B.2 Ingressi da esposizioni in bonis oggetto di concessioni - X
B.3 Ingressi da esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
B.4 Altre variazioni in aumento 780 94
C. Variazioni in diminuzione 1.947 78
C.1 Uscite verso esposizioni in bonis non oggetto di concessioni X -
C.2 Uscite verso esposizioni in bonis oggetto di concessioni - X
C.3 Uscite verso esposizioni oggetto di concessioni deteriorate X -
C.4 Cancellazioni 374 -
C.5 Incassi 1.573 4
C.6 Realizzi per cessioni - -
C.7 Perdite per cessione - -
C.8 Altre variazioni in diminuzione - 74
D. Esposizione lorda finale 5.794 52
-
di cui: esposizioni cedute non cancellate
- -

La dinamica delle esposizioni oggetto di concessione accoglie i seguenti principali movimenti:

l'ingresso della posizione di euro 600 mila di cui si è detto nel commento delle posizioni in inadempienza probabile;

l'estromissione della posizione di euro 1.901 mila di cui si è detto nel commento delle posizioni a sofferenza.

Le altre variazioni sono riconducibili ad alcune posizioni di importo marginale, non deteriorate.

CAUSALI/CATEGORIE SOFFERENZE INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE
TOTALE DI CUI: ESPOSIZIONI
OGGETTO DI
CONCESSIONI
TOTALE DI CUI: ESPOSIZIONI
OGGETTO DI
CONCESSIONI
TOTALE DI CUI: ESPOSIZIONI
OGGETTO DI
CONCESSIONI
A. Rettifiche complessive iniziali 13.450 967 202 11 388 -
-
di cui: esposizioni cedute
non cancellate
- - - - - -
B. Variazioni in aumento 1.288 - 31 6 385 -
B.1 Rettifiche di valore 1.270 - 29 4 385 -
B.2 Perdite da cessione - - - - - -
B.3 Trasferimenti da altre categorie
di esposizioni deteriorate
18 - 2 2 - -
B.4 Altre variazioni in aumento - - - - - -
C. Variazioni in diminuzione 2.814 967 93 7 342 -
C.1 Riprese di valore da valutazione 12 - 17 - 292 -
C.2 Riprese di valore da incasso 710 593 31 7 31 -
C.3 Utili da cessione - - - - - -
C.4 Cancellazioni 2.092 374 27 - 17 -
C.5 Trasferimenti ad altre categorie
di esposizioni deteriorate
- - 18 - 2 -
C.6 Altre variazioni in diminuzione - - - - - -
D. Rettifiche complessive finali 11.924 - 140 10 431 -
-
di cui: esposizioni cedute

A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive

non cancellate

In aggiunta alle esposizioni delle precedenti tabelle, sono presenti a bilancio ulteriori posizioni deteriorate, per un ammontare di 994 mila euro, riconducibili a crediti di funzionamento non derivanti da operazioni creditizie, in massima parte relativi a posizioni a contenzioso e precontenzioso verso consulenti cessati o comunque scaduti.

LORDO SVALUTAZIONI NETTO
14 -14 -
1.771 -777 994
79 -79 -
813 -813 -
2.677 -1.683 994
279 -279 -
2.956 -1.962 994

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni

Allo stato attuale, il Gruppo bancario Banca Generali non ha ancora attivato un sistema di rating interni per la valutazione del merito creditizio della clientela.

I rating esterni diffusi dalle principali società del settore (Moody's, S&P e Fitch), sono invece ampiamente utilizzati nella determinazione delle scelte di portafoglio, nell'ambito dell'attività di negoziazione.

A.2.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio per classi di rating esterni

CLASSI DI RATING ESTERNI
ESPOSIZIONI AAA/AA- A+/A- BBB+/BBB- BB+/BB- B+/B- < B- SENZA
RATING
TOTALE
Attività finanziarie detenute
per la negoziazione
- - 22.111 - - - 12.009 34.120
Attività finanziarie disponibili
per la vendita
29.195 39.276 4.259.055 17.968 4.420 - - 4.349.914
Attività finanziarie detenute
sino a scadenza
2.511 36.445 638.769 36.864 9.671 - 7.102 731.362
Crediti verso clientela - 2.500 18.993 1.945 1.774 - 1.856.715 1.881.927
Crediti verso banche - 22.962 48.094 15.164 36.827 - 203.641 326.688
A. Esposizione creditizie per cassa 31.706 101.183 4.987.022 71.941 52.692 - 2.079.467 7.324.011
Derivati finanziari - - - - - - 877 877
Derivati creditizi - - - - - - - -
B. Derivati - - - - - - 877 877
C. Garanzie rilasciate - - 2.224 - - - 116.463 118.687
D. Impegni a erogare fondi 101 345 3.074 96 - - 510 4.126
E. Altre - - - - - - 2.181 2.181
Totale 31.807 101.528 4.992.320 72.037 52.692 - 2.199.498 7.449.882

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.2 Esposizioni creditizie verso clientela garantite

GARANZIE REALI (1) GARANZIE PERSONALI (2)
VALORE
ESPOSI
ZIONE
NETTA
CREDITI CREDITI DI FIRMA
IMMOBILI -
IPOTECHE
IMMOBILI - LEASING
FINAN
ZIARIO
TITOLI ALTRE
GARANZIE
REALI
CLN ALTRI
DERIVATI
GOVERNI
E BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE ALTRI
SOGGETTI
TOTALE
(1) + (2)
1. Esposizioni creditizie
per cassa garantite:
1.638.575 418.313 - 834.055 356.538 - - - - - 11.027 1.619.933
1.1 Totalmente
garantite
1.552.569 414.775 - 782.237 345.396 - - - - - 10.181 1.552.589
- di cui
deteriorate
27.555 1 7.318 - 5.145 287 - - - - - 4.804 27.554
1.2 Parzialmente
garantite
86.006 3.538 - 51.818 11.142 - - - - - 846 67.344
- di cui
deteriorate
2.095 3 - 488 534 - - - - - - 1.025
2. Esposizioni creditizie
"fuori bilancio"
garantite:
115.308 253 - 69.001 41.780 - - - - - 1.021 112.055
2.1 Totalmente
garantite
108.085 217 - 66.048 40.799 - - - - - 1.021 108.085
- di cui
deteriorate
9 19 - - 529 322 - - - - - 68 919
2.2 Parzialmente
garantite
7.223 36 - 2.953 981 - - - - - - 3.970
- di cui
deteriorate
2.000 - - - 15 - - - - - - 15

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

ESPOSIZIONI/CONTROPARTI ESPOSIZIONE NETTA RETT. VAL. SPECIFICHE RETT. VAL. PORT.
A. Esposizioni per cassa
1. Governi 4.728.691 - -
A.1 Sofferenze - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.2 Inadempienze probabili - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 4.728.691 - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
2. Altri enti pubblici - - -
A.1 Sofferenze - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- -
A.2 Inadempienze probabili - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
3. Società finanziarie 277.700 105 1.187
A.1 Sofferenze 4.655 89 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.2 Inadempienze probabili 1 12 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 3 4 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 273.041 - 1.187
- -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
18.937 - -
-
4. Società di assicurazione
A.1 Sofferenze - - -
-
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- -
A.2 Inadempienze probabili - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 18.937 - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
5. Imprese non finanziarie 527.796 10.598 5.126
A.1 Sofferenze 13.193 10.461 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.2 Inadempienze probabili 5.188 24 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
5.183 10 -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 103 113 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 509.312 - 5.126
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
32 - -
6. Altri soggetti 1.232.955 1.792 -
A.1 Sofferenze 5.176 1.374 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.2 Inadempienze probabili 1.582 104 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
601 - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 1.958 314 -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
- - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 1.224.239 - -
-
di cui: esposizioni oggetto di concessioni
19 - -
Totale A - Esposizioni per cassa 6.786.079 12.495 6.313
ESPOSIZIONI/CONTROPARTI ESPOSIZIONE NETTA RETT. VAL. SPECIFICHE
B. Esposizioni fuori bilancio
1. Governi 3.352 - -
B.1 Sofferenze - - -
B.2 Inadempienze probabili - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - -
B.4 Esposizioni non deteriorate 3.352 - -
2. Altri enti pubblici - - -
B.1 Sofferenze - - -
B.2 Inadempienze probabili - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - -
B.4 Esposizioni non deteriorate - - -
3. Società finanziarie 461 - -
B.1 Sofferenze - - -
B.2 Inadempienze probabili - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - -
B.4 Esposizioni non deteriorate 461 - -
4. Società di assicurazione 4.224 - -
B.1 Sofferenze - - -
B.2 Inadempienze probabili - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - -
B.4 Esposizioni non deteriorate 4.224 - -
5. Imprese non finanziarie 70.160 - -
B.1 Sofferenze 68 - -
B.2 Inadempienze probabili 2.851 - -
B.3 Altre attività deteriorate - -
B.4 Esposizioni non deteriorate 67.241 - -
6. Altri soggetti 44.909 - -
B.1 Sofferenze - - -
B.2 Inadempienze probabili - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - -
B.4 Esposizioni non deteriorate 44.909 - -
Totale B - Esposizioni fuori bilancio 123.106 - -

Riepilogo

ESPOSIZIONE NETTA RETT. VAL. SPECIFICHE RETT. VAL. PORT.
Governi 4.732.043 - -
Enti pubblici - - -
Società finanziarie 278.161 105 1.187
Società di assicurazione 23.161 - -
Imprese non finanziarie 597.956 10.598 5.126
Altri soggetti 1.277.864 1.792 -
Totale complessivo (A + B) 31.12.2016 6.909.185 12.495 6.313
Totale complessivo (A + B) 31.12.2015 5.146.895 14.041 2.400

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE ITALIA ALTRI PAESI EUROPEI AMERICA
ASIA
RESTO DEL MONDO
ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL.
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze 23.024 11.328 - 596 - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili 6.771 140 - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2.064 429 - 2 - - - - - -
A.4 Altre esposizioni non deteriorate 6.491.415 3.273 184.321 2.944 74.378 72 1.495 - 2.611 24
Totale A 6.523.274 15.170 184.321 3.542 74.378 72 1.495 - 2.611 24
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B.1 Sofferenze 68 - - - - - - - - -
B.2 Inadempienze probabili 2.851 - - - - - - - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - - - - - - - - -
B.4 Altre esposizioni non deteriorate 119.692 - 495 - - - - - - -
Totale B 122.611 - 495 - - - - - - -
Totale 31.12.2016 6.645.885 15.170 184.816 3.542 74.378 72 1.495 - 2.611 24
Totale 31.12.2015 4.886.336 15.427 213.938 1.008 44.989 6 1.632 - - -

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valore di bilancio)

ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE ITALIA ALTRI PAESI EUROPEI AMERICA ASIA RESTO DEL MONDO
ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL. ESPOS.
NETTA
RETT. VAL. COMPL.
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze - - - - - - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - - - - - -
A.3 Esposizioni scadute deteriorate - - - - - - - - - -
A.4 Altre esposizioni non deteriorate 370.979 1.303 89.261 173 57.103 - 7.526 29 13.062 15
Totale A 370.979 1.303 89.261 173 57.103 - 7.526 29 13.062 15
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B.1 Sofferenze - - - - - - - - - -
B.2 Inadempienze probabili - - - - - - - - - -
B.3 Altre attività deteriorate - - - - - - - - - -
B.4 Altre esposizioni non deteriorate 2.526 240 - - - - - - -
Totale B 2.526 - 240 - - - - - - -
Totale 31.12.2016 373.505 1.303 89.501 173 57.103 - 7.526 29 13.062 15
Totale 31.12.2015 398.458 3.872 113.733 53 52.046 - - - - -

B.4 Grandi esposizioni

Con il Regolamento (UE) n. 575/2013 (CRR) e con la Direttiva 2013/36/UE (CRD IV), pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea in data 27 giugno 2013, sono state recepite le nuove regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. La Banca d'Italia ha poi dato applicazione alle predette disposizioni con l'emanazione della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di vigilanza per le banche", che è stata oggetto di aggiornamenti nel corso del 2014, e con la Circolare 286 sempre del 17 dicembre 2013 "Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società d'intermediazione mobiliare". In maniera particolare, la nuova normativa definisce "grande esposizione" l'esposizione di un ente verso un cliente o un gruppo di clienti connessi quando il suo valore è pari o superiore al 10% del capitale ammissibile dell'ente.

Il "capitale ammissibile", sempre sulla base della CRR 575/2013, è definito dalla somma del capitale classe 1 e del capitale classe 2 pari o inferiore a un terzo del capitale di classe 1.

Per valore dell'esposizione si fa riferimento al valore di bilancio e non al valore ponderato. Per tale motivo, le posizioni di rischio, che costituiscono una "Grande Esposizione", vengono fornite facendo riferimento sia al valore di bilancio sia al valore ponderato.

GRANDI RISCHI 31.12.2016 31.12.2015
a) Valore esposizione 5.807.203 3.614.884
b) Ammontare ponderato 37.886 117.406
c) Numero 4 4

C. Operazioni di cartolarizzazione

Il portafoglio di cartolarizzazioni è costituito dal solo titolo Quarzo CL1, con sottostante costituito principalmente da mutui residenziali o commerciali (RMBS/CMBS).

ESPOSIZIONI PER CASSA
SENIOR MEZZANINE JUNIOR
QUALITÀ ATTIVITÀ
SOTTOSTANTI/ESPOSIZIONI
ESPOSIZ. LORDA ESPOSIZ. NETTA ESPOSIZ. LORDA ESPOSIZ. NETTA ESPOSIZ. LORDA ESPOSIZ. NETTA ESPOSIZIONE
NETTA TOTALE
A. Con attività sottostanti
proprie
- - - - - - -
a) Deteriorate - - - - - - -
b) Altre - - - - - - -
B. Con attività sottostanti
di terzi
12.473 12.009 - - - - 12.009
a) Deteriorate - - - - -
b) Altre 12.473 12.009 - - - - 12.009

C.1.3 Esposizioni derivanti dalle principali operazioni di cartolarizzazione di "terzi" ripartite per tipologia delle attività cartolarizzate e per tipo di esposizione

ESPOSIZIONI PER CASSA
TIPOLOGIA ATTIVITÀ
SOTTOSTANTI/ESPOSIZIONI
SENIOR MEZZANINE JUNIOR
VAL. BILANCIO RETT. RIPRESE VAL. BILANCIO RETT. RIPRESE VAL. BILANCIO RETT. RIPRESE
A. Esposizioni per cassa
A.1 QUARZO CL1 FRN 31.12.2019
ABS, Portafoglio Trading ISIN
IT0004284706 sottostante
RMBS/CMBS
12.009 -464 - - - -
B. Garanzie rilasciate - - - - - -
C. Linee di credito - - - - - -

C.1.4 Esposizioni derivanti da operazioni di cartolarizzazione ripartite per portafoglio di attività finanziarie e per tipologia

TIPOLOGIA DI PORTAFOGLIO DI ATTIVITÀ FINANZIARIE
ESPOSIZIONE/PORTAFOGLIO ATTIVITÀ FIN.
TRADING
ATTIVITÀ FIN.
FAIR VALUE
OPTION
ATTIVITÀ FIN.
AFS
ATTIVITÀ FIN.
HTM
CREDITI 31.12.2016 31.12.2015
1. Esposizioni per cassa 12.009 - - - - 12.009 13.027
Senior 12.009 - - - - 12.009 13.027
Mezzanine - - - - - - -
Junior - - - - - - -
2. Esposizioni fuori bilancio - - - - - - -
Senior - - - - - - -
Mezzanine - - - - - - -
Junior - - - - - - -

E. Operazioni di cessione

ATTIVITÀ
FINANZIARIE TRADING
ATTIVITÀ FINANZIARIE AFS ATTIVITÀ FINANZIARIE HTM CREDITI
VS BANCHE
CREDITI VS CLIENTELA
FORME TECNICHE/
PORTAFOGLIO
A B C A B C A B C A B C A B C TOTALE 31.12.2016 TOTALE
31.12.2015
A. Attività per cassa - - - 349.829 - - - - - - - - - - - 349.829 304.153
1. Titoli di debito - - - 349.829 - - - - - - - - - - - 349.829 304.153
2. Titoli di capitale - - - - - - - - - - - - - - - - -
3. OICR - - - - - - - - - - - - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - - - - - - - - - - - - -
B. Strumenti derivati - - - - - - - - - - - - - - - - -
Totale 31.12.2016 - - - 349.829 - - - - - - - - - - - 349.829 -
di cui deteriorate - - - - - - - - - - - - - - - - -
Totale 31.12.2015 - - - 304.153 - - - - - - - - - - - - 304.153
di cui deteriorate - - - - - - - - - - - - - - - - -

E.1 Attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio e intero valore

A = attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di bilancio).

B = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di bilancio).

C = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore).

E.2 Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio

PASSIVITÀ/ PORTAFOGLIO ATTIVITÀ ATTIVITÀ FIN. TRADING ATTIVITÀ FIN. FVO ATTIVITÀ FIN. AFS ATTIVITÀ FIN. HTM CREDITI VS BANCHE CREDITI VS CLIENTELA TOTALE
1. Debiti verso clientela - - - - - - -
a) a fronte di attività
rilevate per intero
- - - - - - -
b) a fronte di attività
rilevate parzialmente
- - - - - - -
2. Debiti verso banche - - 351.437 - - - 351.437
a) a fronte di attività
rilevate per intero
- - 351.437 - - - 351.437
b) a fronte di attività
rilevate parzialmente
- - - - - - -
Totale 31.12.2016
Totale 31.12.2015
- - 351.437 - - - 351.437
- - 303.927 - - - 303.927

Sezione 2 – Rischi di mercato

L'esposizione al rischio di mercato deriva principalmente dall'attività di negoziazione di strumenti finanziari svolta in conto proprio dalla Capogruppo Banca Generali, mentre le Società controllate presentano un'esposizione limitata e residuale. Tale rischio si configura come la possibilità di subire perdite, a fronte di variazioni di valore di uno strumento o di un portafoglio di strumenti finanziari, connesse a variazioni inattese delle condizioni di mercato (corsi azionari, tassi di interesse, tassi di cambio, prezzi delle merci, volatilità dei risk factor).

In particolare, sono esposti a rischio di mercato i titoli valutati al fair value e classificati nei portafogli HFT e AFS, la cui oscillazione di prezzo incide sul Conto economico e/o sul patrimonio del Gruppo.

Relativamente al processo di gestione del rischio di mercato, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

La gestione e il monitoraggio di primo livello sull'esposizione ai rischi di mercato viene svolta per l'operatività di Banca Generali dalla Direzione Finanza nel rispetto di predefiniti limiti operativi dettagliati all'interno del "Regolamento Finanza" della Capogruppo.

Le attività di controllo di secondo livello sono di competenza della Direzione Risk e Capital Adequacy e così il monitoraggio dei limiti operativi atti a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

La Direzione Internal Audit svolge controlli indipendenti (controlli di terzo livello) sull'operatività posta in essere dalle Direzioni/Funzioni coinvolte nella gestione del rischio di mercato secondo quanto definito dal "Regolamento Interno" della Capogruppo.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio di mercato, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate della Direzione Risk e Capital Adequacy.

Il portafoglio titoli di proprietà è prevalentemente investito in titoli di Stato italiani, governativi dell'area euro e bancari domestici e internazionali; in misura residuale, il portafoglio è investito in titoli di emittenti corporate.

L'esposizione del portafoglio nei confronti del mercato azionario rimane limitata rispetto alla componente obbligazionaria ed è assolutamente marginale l'attività sul comparto dei derivati.

Il Gruppo adotta una politica d'investimento che prevede il contenimento del rischio paese e del rischio cambio. L'esposizione verso emittenti e istituzioni non appartenenti all'area OCSE è marginale.

Con riferimento all'attività in cambi, obiettivo primario è il contenimento delle posizioni aperte in divise estere. Per quanto riguarda l'attività in tassi, l'obiettivo principale è l'allineamento fra le attività e le passività di bilancio.

Il Gruppo Banca Generali detiene titoli denominati in divisa estera per importi marginali.

L'attività di quantificazione dei rischi di mercato si basa sull'analisi giornaliera del VaR (Value at Risk) gestionale 99% a 1 giorno, prudenzialmente monitorato sull'intero portafoglio di proprietà. Il VaR corrisponde alla massima perdita che il valore del portafoglio può subire in un giorno nel 99% dei casi e viene calcolato sulla base delle volatilità e delle correlazioni tra i singoli fattori di rischio costituiti, per ciascuna divisa, dai tassi di interesse a breve e a lungo termine, dai rapporti di cambio e dai prezzi degli indici azionari.

La misura di VaR utilizzata è finalizzata unicamente alle analisi gestionali del Gruppo, che non adotta modelli interni ai fini delle segnalazioni periodiche all'Organo di Vigilanza.

2.1 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali

Le principali attività del Gruppo bancario che contribuiscono alla determinazione del rischio di tasso riguardo al portafoglio di negoziazione (trading book) sono:

  • la gestione del portafoglio obbligazionario di titoli di Stato;

  • la gestione del portafoglio di financial bonds;

  • l'operatività in derivati di tasso, interamente di tipo over the counter.

In considerazione della preminente attività di distribuzione di prodotti e servizi finanziari attraverso la rete di vendita, gli obiettivi assegnati alla Direzione Finanza in relazione alla gestione operativa del portafoglio di trading sono focalizzati al massimo contenimento del rischio.

La gestione del portafoglio di negoziazione è quindi improntata alle seguenti strategie operative:

  • supporto all'attività della rete di vendita in relazione al collocamento di pronti contro termine di raccolta per la clientela;

  • supporto dell'attività di mercato secondario per la clientela, con particolare riferimento alle controparti del Gruppo Generali (negoziazione in conto proprio);

  • gestione a medio termine della liquidità, tramite investimenti in titoli di Stato e/o in titoli di primari emittenti bancari;

  • investimento con logiche di asset allocation in titoli di debito financial, a tasso variabile (floating rate note) e/o a tasso fisso, emessi da emittenti di elevato standing creditizio (investment grade) con la finalità di migliorare il profilo di rendimento in un ottica di contenimento del rischio.

L'investimento in titoli strutturati è marginale.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse

L'attività di quantificazione dei rischi di mercato si basa sull'analisi giornaliera di VaR (Value at Risk) gestionale 99% a 1 giorno, prudenzialmente monitorato sull'intero portafoglio di proprietà.

Il VaR corrisponde alla massima perdita che il valore del portafoglio può subire in un giorno nel 99% dei casi e viene calcolato sulla base delle volatilità e delle correlazioni tra i singoli fattori di rischio costituiti, per ciascuna divisa, dai tassi di interesse a breve e a lungo termine, dai rapporti di cambio e dai prezzi degli indici azionari.

Viene rappresentata nella tabella che segue la rischiosità media dell'intero portafoglio di proprietà (sia trading che banking book) rilevata nel corso del 2016:

4° TRIMESTRE 2016 3° TRIMESTRE 2016 2° TRIMESTRE 2016 1° TRIMESTRE 2016
Var. 99% 1 g medio (Euro/000) 21.905,28 23.851,48 19.888,48 15.518,88

A tutto il 2016 la rischiosità di mercato si è mantenuta su livelli contenuti, mediamente con un VaR 99% a un giorno di circa lo 0,4% del totale di portafoglio.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari

TIPOLOGIA/DURATA RESIDUA A VISTA FINO
A 3 MESI
DA OLTRE
3 MESI FINO
A 6 MESI
DA OLTRE
6 MESI FINO
A 1 ANNO
DA OLTRE
1 ANNO FINO
A 5 ANNI
DA OLTRE
5 ANNI FINO
A 10 ANNI
OLTRE
10 ANNI
DURATA
INDET.
TOTALE
1. Attività per cassa - 12.798 10.219 11.905 - - - - 34.922
1.1 Titoli di debito
- Con opzione di
rimborso anticipato
- - 1.734 1.800 - - - - 3.534
- Altri - 12.798 8.485 10.105 - - - - 31.388
1.2 Altre attività - - - - - - - - -
2. Passività per cassa - - - - - - - - -
2.1 PCT passivi - - - - - - - - -
2.2 Altre passività - - - - - - - - -
3. Derivati finanziari - 147.006 27.105 7.730 379 16.950 278 - 199.448
3.1 Con titolo sottostante - 18.096 297 102 379 16.950 278 - 36.102
- Opzioni
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
- Altri
- posizioni lunghe - 14.352 297 48 189 3.056 139 - 18.081
- posizioni corte - 3.744 - 54 190 13.894 139 - 18.021
3.2 Senza titolo sottostante - 128.910 26.808 7.628 - - - - 163.346
- Opzioni
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
- Altri
- posizioni lunghe - 64.455 13.404 3.814 - - - - 81.673
- posizioni corte - 64.455 13.404 3.814 - - - - 81.673

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione

TIPOLOGIA OPERAZIONI/
INDICE QUOTAZIONE
ITALIA FRANCIA ALTRI NON QUOTATI
A. Titoli di capitale
Posizioni lunghe 843 - 1.116 8
Posizioni corte - - - -
B. Compravendite non ancora
regolate su titoli di capitale
Posizioni lunghe - - - -
Posizioni corte - - - -
C. Altri derivati su titoli
di capitale
Posizioni lunghe - - - -
Posizioni corte 13 - - -
D. Derivati su indici azionari
Posizioni lunghe - - - -
Posizioni corte - - - -

Il rischio di prezzo è costituito dal rischio che il fair value (valore equo) o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato (diverse dalle variazioni determinate dal rischio di tasso d'interesse o dal rischio di valuta), indipendentemente dal fatto che tali variazioni siano determinate da fattori specifici al singolo strumento o al suo emittente, piuttosto che le stesse siano dovute a fattori che influenzano tutti gli strumenti finanziari simili negoziati sul mercato.

Il "rischio prezzo" viene generato principalmente dalla negoziazione di strumenti finanziari azionari, quali titoli azionari, future su indici azionari e/o su azioni, opzioni su azioni e/o indici azionari, warrant, covered warrant, diritti di opzione, ecc., nonché dalle posizioni in portafoglio di quote di OICR.

L'esposizione del Gruppo a tale rischio è tuttavia contenuta in considerazione del limitato peso di tali tipologie di titoli nell'ambito del portafoglio delle attività finanziarie detenute per la negoziazione.

3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

Per la valutazione dei rischi di mercato originati dal portafoglio di negoziazione è stata utilizzata anche l'analisi di sensitività.

Tale analisi quantifica la variazione di valore di un portafoglio finanziario conseguente ai movimenti dei principali fattori di rischio che, nel caso del Gruppo Banca Generali sono individuati nel rischio di tasso d'interesse e nel rischio di prezzo.

Per quanto riguarda il tasso d'interesse l'analisi è stata compiuta ipotizzando uno spostamento parallelo e uniforme di +100/-100 punti base della curva dei tassi.

Vengono quindi determinati gli effetti potenziali sul Conto economico sia in termini di variazione puntuale del fair value del portafoglio oggetto di analisi alla data di riferimento che in termini di variazione del margine d'interesse dell'esercizio in corso.

Per quanto riguarda il rischio di prezzo associato ai titoli di capitale è stata considerata una variazione del 10% dei prezzi di mercato ed è stato quindi determinato l'impatto puntuale di tale variazione sul portafoglio di titoli di capitale in essere.

Nel complesso una variazione dei prezzi di mercato di +10%/-10% determinerebbe la rilevazione a Conto economico sul portafoglio di negoziazione costituito da titoli di capitale di plusvalenze e minusvalenze per +196,7/-196,7 migliaia di euro, al lordo dell'effetto fiscale.

Un movimento di +100/-100 bps dei tassi di interesse avrebbe invece un effetto complessivo sul fair value del portafoglio di negoziazione costituito da titoli di debito di -425,4/+425,4 migliaia di euro, al lordo dell'effetto fiscale.

HFT
Delta FV Equity (+10%) 196,70
Delta FV Equity (-10%) -196,70
Delta FV Bond (+1%) -425,45
-
di cui: Governativi
-
Delta FV Bond (-1%) 425,45
-
di cui: Governativi
-
Delta MI (+1%) 442,92
Delta MI (-1%) -371,13

2.2 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio bancario

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso

Il rischio di tasso d'interesse sul portafoglio bancario è il rischio di subire perdite in conseguenza di variazioni potenziali dei tassi d'interesse.

Tale rischio è generato dalle differenze nelle scadenze e nei tempi di ridefinizione del tasso d'interesse delle attività e delle passività del Gruppo. In presenza di tali differenze, fluttuazioni dei tassi di interesse determinano sia una variazione degli utili, e quindi del profitto atteso, sia una variazione del valore di mercato delle attività e delle passività e quindi del valore economico del patrimonio netto.

Relativamente al processo di gestione del rischio di tasso sul portafoglio bancario, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

La Direzione Finanza e la Direzione Crediti eseguono i controlli di primo livello sulla gestione del rischio di tasso.

La Direzione Risk e Capital Adequacy è responsabile dei controlli di secondo livello, al fine di svolgere specifiche attività indipendenti di misurazione, controllo e monitoraggio del rischio di tasso d'interesse sul portafoglio bancario.

I controlli di terzo livello sull'operatività posta in essere in merito all'attività di impiego e raccolta sono svolti dalla Direzione Internal Audit.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio di tasso sul portafoglio bancario, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy.

Le principali fonti di rischio di tasso d'interesse del portafoglio bancario del Gruppo sono generate:

  • dall'operatività della tesoreria sul mercato dei depositi interbancari dati e ricevuti;

  • dall'attività di finanziamento della clientela;

  • dall'attività d'investimento del portafoglio di titoli di debito detenuto con finalità di investimento di tesoreria, che possono generare un mismatch nelle scadenze di repricing e nella valuta delle poste attive rispetto alle poste passive della raccolta con effetti negativi sugli obiettivi di margine di interesse del Gruppo.

Con riferimento al portafoglio bancario, il rischio di prezzo è limitato agli investimenti azionari classificati nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS).

La maggior parte degli strumenti finanziari è costituita da titoli di capitale e quote di OICR quotati sui mercati regolamentari, ad eccezione della Sicav SIF Tyndaris (fondo chiuso legato al mercato immobiliare), del fondo Algebris NPL, del fondo Tenax Italian Credit Funds, del fondo BNP Paribas Bond Italia, dell'investimento azionario nel veicolo Athena Private Equity e di Veneto Banca.

Per il resto, il portafoglio è costituito dalle partecipazioni minori, non quotate, che rappresentano una quota marginale dell'attivo finanziario. Tali attività finanziarie sono tuttavia mantenute al costo in considerazione dell'assenza di quotazioni osservabili di mercato.

B. Attività di copertura del fair value e dei flussi finanziari

L'operatività del Gruppo bancario non prevede allo stato attuale l'utilizzo di strategie di copertura.

Informazioni di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

TIPOLOGIA/DURATA RESIDUA A VISTA FINO A 3 MESI DA OLTRE 3 MESI FINO
A 6 MESI
DA OLTRE 6 MESI FINO
A 1 ANNO
DA OLTRE 1 ANNO FINO
A 5 ANNI
DA OLTRE 5 ANNI FINO
A 10 ANNI
OLTRE
10 ANNI
DURATA
INDET.
TOTALE
1. Attività per cassa 1.901.387 1.259.995 2.069.963 45.520 1.433.826 578.957 242 - 7.289.890
1.1 Titoli di debito
- con opzione di
rimborso anticipato
- 12.743 3.049 5.060 17.032 10.102 - - 47.986
- altri - 1.108.695 2.065.411 40.396 1.416.325 568.609 - - 5.199.436
1.2 Finanziamenti a banche 112.327 91.314 - - - - - - 203.641
1.3 Finanziamenti a clientela
- c/c 906.970 3 3 5 51 - - - 907.032
- altri finanziamenti 882.090 47.240 1.500 59 418 246 242 - 931.795
- con opzione di
rimborso anticipato
773.494 268 28 59 329 246 242 - 774.666
- altri 108.596 46.972 1.472 - 89 - - - 157.129
2. Passività per cassa 6.619.321 163.727 99.817 99.493 400.000 43.282 - - 7.425.640
2.1 Debiti verso clientela
- c/c 6.466.672 - - - - - - 6.466.672
- altri debiti 106.132 6.845 - - - 43.282 - - 156.259
- con opzione di
rimborso anticipato
- - - - - - - - -
- altri 106.132 6.845 - - - 43.282 - - 156.259
2.2 Debiti verso banche
- c/c 22.308 - - - - - - - 22.308
- altri debiti 24.209 156.882 99.817 99.493 400.000 - - - 780.401
2.3 Titoli di debito
- con opzione di
rimborso anticipato
- - - - - - - - -
- altri - - - - - - - - -
2.4 Altre passività
- con opzione di
rimborso anticipato
- - - - - - - - -
- altre - - - - - - - - -
3. Derivati finanziari - - - - - - - - -
3.1 Con titolo sottostante
- Opzioni
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
- Altri
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
3.2 Senza titolo sottostante
- Opzioni
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
- Altri
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -
4. Altre operazioni fuori bilancio - - - - - - - - -
- posizioni lunghe - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - -

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

L'analisi di sensitività, trattata nel paragrafo precedente, è stata compiuta anche a proposito del portafoglio bancario, con riferimento al portafoglio degli strumenti finanziari disponibili per la vendita e, in relazione al rischio di tasso d'interesse al portafoglio degli strumenti finanziari detenuti fino a scadenza e al portafoglio dei finanziamenti a clientela e banche.

Per quanto riguarda il rischio di prezzo, una variazione dei prezzi di mercato di +10%/-10% comporterebbe una variazione delle riserve da valutazione relative ai titoli di capitale classificati fra le attività disponibili per la vendita (AFS) di +1,6/-1,6 milioni di euro, mentre uno shock di +100/-100 bps provocherebbe una variazione delle riserve da valutazione su titoli di debito del medesimo comparto di -68/+68 milioni di euro, al lordo dell'effetto fiscale.

La componente delta fair value dei titoli governativi presenti nel portafoglio AFS, a fronte dello shift ipotizzato della curva dei tassi, sarebbe pari a -65,6/+65,6 milioni di euro, che corrispondono al 96,3% del delta fair value dell'intero portafoglio AFS.

Per completezza, nella tabella che segue vengono riportati anche gli effetti di un analogo shock di prezzo sul fair value dei portafogli valutati a bilancio al costo ammortizzato.

Un movimento di +100/-100 bps dei tassi d'interesse avrebbe invece un effetto sul flusso d'interessi del portafoglio bancario, costituito dai titoli di debito classificati nei portafogli delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), detenute sino a scadenza (HTM) e dei crediti (L&R) e finanziamenti (Loans), di +39,9/-39,9 milioni di euro.

HFT HTM+L&R LOANS (*) TOTALE
Delta FV Equity (+10%) 1.586,80 - - 1.586,80
Delta FV Equity (-10%) -1.586,80 - - -1.586,80
Delta FV Bond & loans (+1%) -68.089,38 -40.771,02 -44.287,58 -153.147,99
-
di cui: Governativi
-65.563,80 -32.016,82 - -97.580,62
Delta FV Bond & loans (-1%) 68.089,38 40.771,02 44.287,58 153.147,99
-
di cui: Governativi
65.563,80 32.010,32 - 97.574,12
Delta Margine Interesse (+1%) 16.613,31 760,51 22.491,12 39.864,94
Delta Margine Interesse (-1%) -16.614,17 -760,56 -22.492,39 -39.867,12

(*) Crediti vs banche e crediti vs clientela.

Con i medesimi criteri è stata altresì condotta la sensitivity analysis del margine d'interesse sull'intero bilancio che ha evidenziato un impatto potenziale sul Conto economico, al lordo dell'effetto fiscale, di +37 milioni di euro in caso di aumento dei tassi dell'1% e di -36,8 milioni di euro, in caso di riduzione di uguale misura.

ATTIVO PASSIVO NETTO
Delta Margine Interesse (+1%) 40.307,86 -3.256,57 37.051,29
Delta Margine Interesse (-1%) -40.238,24 3.401,90 -36.836,35

2.3 Rischio di cambio

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

Il rischio di cambio si configura come la possibilità di subire perdite per effetto di avverse variazioni dei corsi delle divise estere su tutte le posizioni detenute dalla Banca indipendentemente dal portafoglio di allocazione.

A proposito del processo di gestione del rischio di cambio, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

La Direzione Finanza esegue i controlli di primo livello sulla gestione del rischio di cambio.

La Direzione Risk e Capital Adequacy è responsabile dei controlli di secondo livello, al fine di svolgere specifiche attività indipendenti di misurazione, controllo e monitoraggio del rischio di cambio.

I controlli di terzo livello sull'operatività posta in essere in merito all'attività di impiego e raccolta in divisa estera sono svolti dalla Direzione Internal Audit.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio di cambio, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy.

Le principali fonti del rischio di cambio sono rappresentate da:

  • negoziazione di titoli e di altri strumenti finanziari in divisa;

  • incasso e/o pagamento di interessi, rimborsi, commissioni o dividendi in divisa;

  • bonifici in divisa per la clientela (Istituzionale e Retail);

  • negoziazione divisa per la clientela.

Con riferimento all'attività in cambi, obiettivo primario è il contenimento delle posizioni aperte in divise estere e limitatamente alle valute di conto valutario.

Il rischio di cambio è mitigato dalla prassi di compiere il funding nella medesima divisa degli impieghi.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività e passività e dei derivati

VALUTE
VOCI DOLLARO USA YEN FRANCO
SVIZZERO
STERLINA CORONA
ISLANDA
DOLLARO
CANADESE
DOLLARO
AUSTRALIANO
ALTRE
VALUTE
TOTALE
VALUTE
A. Attività finanziarie 39.716 4.192 16.446 4.310 1.882 1.991 1.762 1.648 71.947
A.1 Titoli di debito - - - - - - - - -
A.2 Titoli di capitale 1.032 - - - - - - - 1.032
A.3 Finanziamenti a
banche
38.684 4.090 11.567 4.310 1.882 1.991 1.762 1.648 65.934
A.4 Finanziamenti a
clientela
- 102 4.879 - - - - - 4.981
A.5 Altre attività
finanziarie
- - - - - - - - -
B. Altre attività - - - - - - - - -
C. Passività finanziarie 39.876 4.085 16.366 4.502 1.177 1.957 1.533 1.585 71.081
C.1 Debiti verso banche - - 4.748 - - - 4.748
C.2 Debiti verso
clientela
39.876 4.085 11.618 4.502 1.177 1.957 1.533 1.585 66.333
C.3 Titoli di debito - - - - - - - - -
C.4 Altre passività
finanziarie
- - - - - - - - -
D. Altre passività - - - - - - - - -
E. Derivati finanziari 76 -3 -136 -2.731 - - - 4 -2.790
Opzioni - - - - - - - - -
-
posizioni lunghe
- - - - - - - - -
-
posizioni corte
- - - - - - - - -
Altri derivati 76 -3 -136 -2.731 - - - 4 -2.790
-
posizioni lunghe
29.299 733 60 8.560 - - - 789 39.441
-
posizioni corte
29.223 736 196 11.291 - - - 785 42.231
Totale attività 69.015 4.925 16.506 12.870 1.882 1.991 1.762 2.437 111.388
Totale passività 69.099 4.821 16.562 15.793 1.177 1.957 1.533 2.370 113.312
Sbilancio -84 104 -56 -2.923 705 34 229 67 -1.924

2. Modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività

L'analisi di sensitività, trattata nel paragrafo precedente, è stata compiuta anche riguardo alle attività e passività in valuta di denominazione diversa dall'euro, indipendentemente dal portafoglio di allocazione.

Nel complesso, una variazione dei prezzi di mercato di +10%/-10% comporterebbe una variazione di valore dei titoli di capitale di +/- 103 migliaia di euro, mentre uno shock di +100/-100 bps dei tassi provocherebbe una variazione sul fair value dei titoli di debito e delle altre attività diverse dall'equity in divisa estera di -18/+18 migliaia di euro, al lordo dell'effetto fiscale.

ATTIVO
Delta FV Equity (+10%) 103,20
Delta FV Equity (-10%) -103,20
Delta FV non Equity (+1%) -18,01
Delta FV non Equity (-1%) 18,01
Delta MI (+1%) 691,62
Delta MI (-1%) -691,62

Un movimento di +100/-100 bps dei tassi d'interesse avrebbe invece un effetto sul flusso d'interessi delle attività e passività in valuta di denominazione diversa dall'euro pari a -/+692 migliaia di euro.

2.4 Gli strumenti derivati

A. Derivati finanziari

A.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo

31.12.2016 31.12.2015
ATTIVITÀ SOTTOSTANTI/
TIPOLOGIE DERIVATI
OVER THE COUNTER CONTROPARTI CENTRALI OVER THE COUNTER CONTROPARTI CENTRALI
1.
Titoli di debito e tassi
d'interesse
- - - -
a)
Opzioni
- - - -
b)
Swap
- - - -
c)
Forward
- - - -
d)
Futures
- - - -
e)
Altri
- - - -
2.
Titoli di capitale e indici
azionari
6.902 - - -
a)
Opzioni
6.902 - - -
b)
Swap
- - - -
c)
Forward
- - - -
d)
Futures
- - - -
e)
Altri
- - - -
3.
Valute e oro
40.254 - 67.217 -
a)
Opzioni
- - - -
b)
Swap
- - - -
c)
Forward
40.254 - 67.217 -
d)
Futures
- - - -
e)
Altri
- - - -
4.
Merci
- - - -
5.
Altri sottostanti
- - - -
Totale 47.156 - 67.217 -
FV POSITIVO 2016 FV POSITIVO 2015
PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI CONTROPARTI
OTC
CENTRALI
CONTROPARTI
OTC
CENTRALI
A.
Portafoglio di negoziazione
di vigilanza
877
-
529
-
a) 104 42
Opzioni - -
b) - -
Interest rate swap - -
c) - -
Cross currency swap - -
d) - -
Equity swap - -
e) 773 487
Forward - -
f) - -
Futures - -
g) - -
Altri - -
B.
Portafoglio bancario -
di copertura
-
-
-
-
a) - -
Opzioni - -
b) - -
Interest rate swap - -
c) - -
Cross currency swap - -
d) - -
Equity swap - -
e) - -
Forward - -
f) - -
Futures - -
g) - -
Altri - -
C.
Portafoglio bancario -
altri derivati
-
-
-
-
a) - -
Opzioni - -
b) - -
Interest rate swap - -
c) - -
Cross currency swap - -
d) - -
Equity swap - -
e) - -
Forward - -
f) - -
Futures - -
g) - -
Altri - -
Totale 877
-
529
-

A.3 Derivati finanziari fair value lordo positivo - ripartizione per prodotti

OTC
1.169
CONTROPARTI CENTRALI OTC CONTROPARTI CENTRALI
- 463 -
-
-
-
-
-
-
-
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
-
- - - -
-
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
- - - -
1.169 - 463 -
409
-
-
-
760
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
463
-
-
-
-

A.4 Derivati finanziari fair value lordo negativo - ripartizione per prodotti

A.5 Derivati finanziari OTC - portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione

CONTRATTI NON RIENTRANTI
IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE
GOVERNI
E BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE SOCIETÀ
FINANZIARIE
SOCIETÀ DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI
SOGGETTI
1) Titoli di debito e
tassi d'interesse
Valore nozionale - - - - - - -
Fair value positivo - - - - - - -
Fair value negativo - - - - - - -
Esposizione futura - - - - - - -
2) Titoli di capitale e indici
azionari
Valore nozionale - - - 6.902 - - -
Fair value positivo - - - 104 - - -
Fair value negativo - - - 409 - - -
Esposizione futura - - - 181 - - -
3) Valute e oro
Valore nozionale - - 20.127 - - 6.155 13.972
Fair value positivo - - 193 - - 300 280
Fair value negativo - - 572 - - - 188
Esposizione futura - - 201 - - 62 140
4) Altri valori
Valore nozionale - - - - - - -
Fair value positivo - - - - - - -
Fair value negativo - - - - - - -
Esposizione futura - - - - - - -
SOTTOSTANTI/VITA RESIDUA FINO A 1 ANNO OLTRE 1 ANNO
E FINO A 5 ANNI
OLTRE 5 ANNI TOTALE
A. Portafoglio di negoziazione
di vigilanza
46.196 960 - 47.156
A.1 Derivati finanziari su
titoli di debito e tassi
d'interesse
- - - -
A.2 Derivati finanziari su titoli
di capitale e indici azionari
5.942 960 - 6.902
A.3 Derivati finanziari su tassi
di cambio e oro
40.254 - - 40.254
A.4 Derivati finanziari su altri
valori
- - - -
B. Portafoglio bancario - - - -
B.1 Derivati finanziari su
titoli di debito e tassi
d'interesse
- - - -
B.2 Derivati finanziari su titoli
di capitale e indici azionari
- - - -
B.3 Derivati finanziari su tassi
di cambio e oro
- - - -
B.4 Derivati finanziari su altri
valori
- - - -
Totale 31.12.2016 46.196 960 - 47.156
Totale 31.12.2015 67.217 - - 67.217

A.9 Vita residua dei derivati finanziari "over the counter": valori nozionali

Sezione 3 – Rischio di liquidità

L'esposizione al rischio di liquidità consegue alle operazioni di raccolta e d'impiego relative alla normale attività del Gruppo, nonché alla presenza di strumenti finanziari non quotati nei portafogli di proprietà. Tale rischio si manifesta sotto forma d'inadempimento ai propri impegni di pagamento, che può essere causato da incapacità di recuperare fondi (funding liquidity risk) ovvero dalla presenza di limiti allo smobilizzo delle attività (market liquidity risk); nell'ambito dei rischi di liquidità si ricomprende inoltre il rischio di fronteggiare i propri impegni di pagamento a costi non di mercato, ossia sostenendo un elevato costo della provvista ovvero (e talora in modo concomitante) incorrendo in perdite in conto capitale in caso di smobilizzo di attività.

Relativamente al processo di gestione del rischio di liquidità, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

La Direzione Finanza effettua i controlli di primo livello ed è responsabile dell'attività di gestione dei flussi finanziari di tesoreria e di investimento della proprietà con l'obiettivo di garantire un'attenta diversificazione delle fonti di finanziamento, monitorare i flussi di cassa e la liquidità giornaliera. Il fabbisogno di liquidità viene gestito prevalentemente attraverso il ricorso al money market (depositi interbancari e pronti contro termine) e in seconda istanza, se disponibili, attraverso le misure proposte dalla BCE; inoltre, il Gruppo mantiene un portafoglio di strumenti finanziari quotati e facilmente liquidabili per far fronte a possibili scenari di crisi, caratterizzati da un'imprevista interruzione dei flussi di raccolta.

La Direzione Risk e Capital Adequacy ha la responsabilità dei controlli di secondo livello; la gestione del rischio di liquidità avviene entro opportuni limiti operativi di breve periodo e strutturali (oltre l'anno), monitorati dalla Direzione Risk e Capital Adequacy, atti a mantenere la rischiosità espressa coerente alle strategie e al risk appetite definiti dal Consiglio di Amministrazione.

I controlli di terzo livello sull'operatività posta in essere, in merito all'attività di impiego e raccolta, sono svolti dalla Direzione Internal Audit.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio di liquidità, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy.

Il Gruppo ha inoltre posto in essere un piano di contingenza (Contingency Funding Plan) al fine di anticipare e gestire eventuali crisi di liquidità, sia di sistema che idiosincratiche.

Il portafoglio titoli di proprietà è prevalentemente investito in titoli di Stato italiani, governativi dell'area euro e financial domestici e internazionali; in misura residuale il portafoglio è investito in titoli di emittenti corporate.

Il Gruppo applica, attraverso la costruzione di una maturity ladder, la linea guida definita dalle disposizioni di vigilanza prudenziale relativa alla misurazione della posizione finanziaria netta. La maturity ladder consente di valutare l'equilibrio dei flussi di cassa attesi, attraverso la contrapposizione di attività e passività la cui scadenza è all'interno di ogni singola fascia temporale; l'evidenza dei saldi e pertanto degli sbilanci tra flussi e deflussi attesi per ciascuna fascia temporale consente, attraverso la costruzione di sbilanci cumulati, il calcolo del saldo netto del fabbisogno (o del surplus) finanziario nell'orizzonte temporale considerato.

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

VOCI/SCAGLIONI TEMPORALI A VISTA DA OLTRE
1 GIORNO
A 7 GIORNI
DA OLTRE
7 GIORNI
A 15 GIORNI
DA OLTRE
15 GIORNI
A 1 MESE
DA OLTRE
1 MESE
A 3 MESI
DA OLTRE
3 MESI
A 6 MESI
DA OLTRE
6 MESI
A 1 ANNO
DA OLTRE
1 ANNO
A 5 ANNI
OLTRE
5 ANNI
DURATA
INDET.
TOTALE
Attività per cassa
A.1 Titoli di stato - - 1.144 - 6.789 112.229 40.088 2.299.820 2.265.001 - 4.725.071
A.2 Altri titoli di debito - - 212 16.661 22.958 13.879 62.946 390.241 55.200 - 562.097
A.3 Quote di OICR 45.128 - - - - - - - - - 45.128
A.4 Finanziamenti
- a banche 112.327 - - 25.000 10.000 - - - - 56.314 203.641
- a clientela 1.006.899 90 6.907 1.136 55.508 41.576 112.464 303.408 318.518 - 1.846.506
Totale 1.164.354 90 8.263 42.797 95.255 167.684 215.498 2.993.469 2.638.719 56.314 7.382.443
Passività per cassa
B.1 Depositi e conti correnti
- da banche 23.674 - - - 4.753 - - 400.000 - - 428.427
- da clientela 6.465.118 26 - 130 244 270 691 193 - - 6.466.672
B.2 Titoli di debito - - - - - - - - - - -
B.3 Altre passività 154.247 - - - 158.979 99.817 99.493 - 43.000 - 555.536
Totale 6.643.039 26 - 130 163.976 100.087 100.184 400.193 43.000 - 7.450.635
Operazioni fuori bilancio
C.1 Derivati finanziari con
scambio cap.
- - - - - - - - - - -
- posizioni lunghe - 55.770 15.173 1.157 6.707 13.403 3.829 520 3.210 - 99.769
- posizioni corte - 45.162 15.173 1.157 6.707 13.403 3.814 240 13.210 - 98.866
C.2 Derivati finanziari senza
scambio cap.
- - - - - - - - - - -
- posizioni lunghe 101 - - - - - - - - - 101
- posizioni corte 409 - - - - - - - - - 409
C.3 Depositi e finanziamenti
da ricevere
- - - - - - - - - - -
- posizioni lunghe - - - - - - - - - - -
- posizioni corte - - - - - - - - - - -
C.4 Impegni irrev. a erogare
fondi
- - - - - - - - - - -
- posizioni lunghe - - - - - - 150 63 4 - 217
- posizioni corte 217 - - - - - - - - - 217
C.5 Garanzie finanziarie
rilasciate
- - - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie
ricevute
- - - - - - - - - - -
Totale 727 100.932 30.346 2.314 13.414 26.806 7.793 823 16.424 - 199.579

Sezione 4 – Rischi operativi

L'esposizione ai rischi operativi, trasversale alle diverse entità giuridiche che compongono il Gruppo, è strettamente connessa alla tipologia e ai volumi delle attività poste in essere, nonché alle modalità operative assunte. In particolare, l'operatività svolta (principalmente gestione patrimoni di terzi e distribuzione di prodotti finanziari di investimento propri e di terzi), l'utilizzo di sistemi informatici, la definizione di procedure operative, l'interazione con soggetti tutelati dalla normativa, la struttura commerciale adottata (prevalentemente Consulenti Finanziari), nonché il coinvolgimento diretto di tutto il personale dipendente all'operatività espongono strutturalmente a una rischiosità di tipo operativo, essendo quest'ultima definita come la possibilità di subire perdite economiche derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni; rientrano in tale tipologia di rischio, tra l'altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali, nonché il rischio legale.

Relativamente al processo di gestione del rischio operativo, il Gruppo ha formalizzato una policy unica di gestione dei rischi, che definisce i principi generali, i ruoli degli organi aziendali e delle funzioni coinvolte nella gestione dei rischi, le linee guida del Gruppo in merito alla gestione degli stessi in accordo al proprio modello di business, al proprio grado di rischio definito (risk appetite), al sistema di deleghe definito dal Consiglio di Amministrazione, al sistema dei controlli interni così come a oggi definito e alle disposizioni dell'Autorità di Vigilanza.

Le funzioni che si occupano di Organizzazione e di Gestione IT garantiscono l'efficiente funzionamento delle procedure applicative e dei sistemi informativi a supporto dei processi organizzativi, valutando anche le condizioni di sicurezza fisica e logica all'interno del Gruppo ed eventualmente attuando misure per garantire un più elevato livello generale di sicurezza.

La Direzione Risk e Capital Adequacy individua e valuta i rischi operativi insiti nei processi aziendali (risk assessment e scoring), misura l'incidenza delle perdite di natura operativa (processo di Loss Data Collection), monitora gli action plan a mitigazione dei rischi di natura rilevante, nonché ha definito e presidia un cruscotto di indicatori (cd. KRI/Key Risk Indicators) funzionali al monitoraggio delle aree di maggior rischiosità.

La funzione di Auditing Interno sorveglia il regolare andamento dell'operatività e dei processi del Gruppo e valuta efficacia ed efficienza del complessivo sistema dei controlli interni posto a presidio delle attività esposte a rischio.

Il Comitato Rischi è l'organo collegiale nel quale, oltre alla condivisione dell'andamento globale del sistema di gestione e controllo del rischio operativo, sono deliberate le azioni da intraprendere a seguito di eventuali criticità ovvero carenze e/o anomalie emerse dalle analisi e/o verifiche effettuate dalla Direzione Risk e Capital Adequacy.

Il Gruppo Banca Generali ha inoltre posto in essere coperture assicurative sui rischi operativi derivanti da fatti di terzi o procurati a terzi, nonché idonee clausole contrattuali a copertura per danni causati da fornitori di infrastrutture e servizi, nonché ha approvato un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan).

PARTE F – INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

Sezione 1 – Il patrimonio

A. Informazioni di natura qualitativa

La gestione del patrimonio del gruppo Banca Generali è principalmente orientata ad assicurare che il patrimonio e i ratios di Banca Generali e delle sue controllate bancarie e finanziarie siano coerenti con il profilo di rischio assunto e rispettino i requisiti di vigilanza.

Il gruppo Banca Generali e le società bancarie e finanziarie a esso appartenenti sono soggetti ai requisiti di adeguatezza patrimoniale stabiliti dal Comitato di Basilea secondo le regole definite in sede comunitaria (CRR/CRD IV) e applicate dalla Banca d'Italia.

Tali regole prevedono una nozione di "Fondi Propri", distinta dal patrimonio netto contabile, determinata come somma algebrica di componenti positivi e negativi, la cui computabilità viene ammessa in relazione alla qualità patrimoniale riconosciuta agli stessi.

La verifica e il rispetto dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori è affidata al Servizio Risk Management, mentre la funzione Vigilanza e Segnalazioni è preposta al calcolo e alla trasmissione periodica dei Fondi propri e dei requisiti di capitale, nonché alla salvaguardia delle basi dati (archivio storico di vigilanza).

Nel corso dell'anno e su base trimestrale viene effettuata un'attività di monitoraggio del rispetto dei coefficienti di vigilanza per la Capogruppo intervenendo, laddove necessario, con appropriate azioni di indirizzo e controllo sugli aggregati patrimoniali.

Un'ulteriore fase di analisi e controllo preventivo dell'adeguatezza patrimoniale avviene ogni qualvolta si proceda a operazioni di carattere straordinario (es. acquisizioni, cessioni, ecc.). In questo caso, sulla base delle informazioni relative all'operazione da porre in essere, si provvede a stimare l'impatto sui coefficienti e si programmano le eventuali azioni necessarie per rispettare i vincoli richiesti dagli Organi di Vigilanza.

Il rispetto dell'adeguatezza patrimoniale è anche garantito dall'osservanza delle raccomandazioni del 13 dicembre 2016 sulle politiche di distribuzione dei dividendi (BCE/2016/44) e con la Lettera di pari data avente ad oggetto le politiche relative alla remunerazione variabile, entrambe finalizzate al mantenimento dei requisiti patrimoniali minimi in un'ottica di medio lungo periodo e attenta ai potenziali effetti di eventuali situazioni avverse di mercato.

B. Informazioni di natura quantitativa

Al 31 dicembre 2016 il patrimonio netto consolidato, incluso l'utile di esercizio, si è attestato a 646,5 milioni di euro a fronte dei 636,8 milioni rilevati al termine del precedente esercizio.

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 IMPORTO %
1.
Capitale
116.425 116.093 332 0,3%
2.
Sovrapprezzi di emissione
53.803 50.063 3.740 7,5%
3.
Riserve
314.353 247.214 67.139 27,2%
4.
(Azioni proprie)
-2.933 -2.555 -378 14,8%
5.
Riserve da valutazione
8.979 22.424 -13.445 -60,0%
6.
Strumenti di capitale
- - - n.a.
7.
Patrimonio di terzi
- - - n.a.
8.
Utile (Perdita) d'esercizio
155.894 203.559 -47.665 -23,4%
Totale Patrimonio netto 646.521 636.798 9.723 1,5%

La variazione del patrimonio nel periodo è stata influenzata dalla distribuzione del dividendo 2015, deliberata dall'Assemblea di approvazione del bilancio del 21 aprile 2016, per un ammontare di 139,2 milioni di euro, dalla variazione delle riserve per pagamenti basati su azioni (IFRS2), dalla dinamica delle riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita e delle altre riserve che alimentano la redditività complessiva.

Nel corso del primo semestre dell'esercizio, in forza della delibera dell'Assemblea dei soci del 21 aprile 2015 e dell'autorizzazione concessa dalla Banca d'Italia in data 6 giugno 2016, sono state acquistate 67.051 azioni Banca Generali, per un controvalore di 1.379 migliaia di euro, al servizio della quota di remunerazione variabile del personale più rilevante del Gruppo bancario, pagabile in azioni, come previsto dalla Politica in materia di remunerazione per il 2016.

Con riferimento al raggiungimento degli obiettivi di performance previsti dalla Politica sulle Remunerazioni per il 2015 sono state assegnate invece al personale dirigente e ai manager di rete n. 38.099 azioni proprie, per un controvalore di 1.001 migliaia di euro.

Alla fine del periodo, la Capogruppo Banca Generali detiene, pertanto, 126.129 azioni proprie, per un controvalore di 2.933 migliaia di euro, integralmente destinate al servizio dei piani di remunerazione del personale più rilevante del Gruppo bancario.

31.12.2016 31.12.2015
Patrimonio netto iniziale 636.798 536.308
Dividendo erogato -139.237 -113.431
Acquisti e vendite di azioni proprie -1.466 -2.514
Piani di stock options: aumenti di capitale 3.554 4.384
Maturazione riserve IFRS 2 (piani stock option e pol. Rem.) 1.609 1.740
Maturazione riserve IFRS 2 su LTIP 2.814 2.311
Variazione riserve da valutazione -13.445 4.441
Utile consolidato 155.894 203.559
Patrimonio netto finale 646.521 636.798
Variazione 9.723 100.490

B.1 Patrimonio consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

(MIGLIAIA DI EURO) GRUPPO BANCARIO IMPRESE DI
ASSICURAZIONE
ALTRE IMPRESE ELISIONI E
AGGIUSTAMENTI DA
CONSOLIDAMENTO
TOTALE 2016 TOTALE 2015 VARIAZIONE
1. Capitale 116.425 - - - 116.425 116.093 332
2. Sovrapprezzi di emissione 53.803 - - - 53.803 50.063 3.740
3. Riserve 314.353 - - - 314.353 247.214 67.139
4. Strumenti di capitale - - - - - - -
5. (Azioni proprie) -2.933 - - - -2.933 -2.555 -378
6. Riserve da valutazione 8.979 - - - 8.979 22.424 -13.445
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
10.760 - - - 10.760 23.921 -13.161
Attività materiali - - - - - - -
Attività immateriali - - - - - - -
Copertura di investimenti
esteri
- - - - - - -
Copertura dei flussi
finanziari
- - - - - - -
Differenze di cambio -96 - - - -96 -8 -88
Attività non correnti in via
di dismissione
- - - - - - -
Utili (perdite) attuariali
relativi a piani
previdenziali a benefici
definiti
-1.685 - - - -1.685 -1.489 -196
Quote delle riserve
da valutazione relative
alle partecipate valutate
al Patrimonio netto
- - - - - - -
Leggi speciali di
rivalutazione
- - - - - - -
7. Utile (Perdita) d'esercizio
del gruppo e di terzi
155.894 - - - 155.894 203.559 -47.665
Totale Patrimonio netto 646.521 - - - 646.521 636.798 9.723

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

Le riserve da valutazione delle attività finanziarie AFS misurano le plusvalenze e le minusvalenze non realizzate, al netto del relativo effetto fiscale, delle attività allocate in tale portafoglio e rilevate in bilancio al fair value.

La variazione di tali riserve da valutazione concorre a determinare la performance complessiva aziendale senza transitare per il Conto economico, ma nell'ambito del prospetto della redditività complessiva (OCI – Other comprehensive income).

Tuttavia, in caso di realizzo o di rilevazione di una perdita durevole di valore l'ammontare cumulato della riserva viene rigirato nel Conto economico dell'esercizio di riferimento.

Le riserve da valutazione al fair value del portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS) evidenziano un marcato decremento rispetto alla fine dell'esercizio precedente dovuto, in parte, al riassorbimento a Conto economico di riserve positive preesistenti relative ai titoli oggetto di cessione e, in parte, alla contrazione delle riserve positive su titoli governativi verificatasi nell'ultima parte dell'anno.

L'aggregato si attesta così su di un valore positivo complessivo di 10,8 milioni di euro, in diminuzione di 13,2 milioni rispetto alla situazione di chiusura dell'esercizio 2015.

Tale andamento è stato principalmente influenzato dal portafoglio di titoli governativi italiani, le cui riserve nette ammontano a 6,5 milioni di euro a fronte dei 21,6 milioni di euro alla fine del 2015.

ATTIVITÀ/VALORI IMPRESE DI ASSICURAZIONE
GRUPPO BANCARIO
ALTRE IMPRESE ELISIONI E AGGIUSTAMENTI
DA CONSOLIDAMENTO
TOTALE
RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
RISERVA
POSITIVA
RISERVA
NEGATIVA
1. Titoli di debito 13.243 -6.101 - - - - - - 13.243 -6.101
2. Titoli di capitale 2.176 -17 - - - - - - 2.176 -17
3. Quote OICR 1.672 -213 - - - - - - 1.672 -213
4. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 31.12.2016 17.091 -6.331 - - - - - - 17.091 -6.331
Totale 31.12.2015 25.352
-1.431
- - - - - - 25.352 -1.431

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue

In particolare, la riduzione delle riserve patrimoniali da valutazione sul portafoglio AFS è stata determinata dai seguenti fattori:

riduzione delle plusvalenze valutative nette, per un ammontare di 0,9 milioni di euro;

riduzione di preesistenti riserve positive nette per riassorbimento a Conto economico in sede di realizzo per 18,5 milioni di euro;

effetto fiscale netto positivo connesso a tali variazioni e dovuto a riassorbimenti netti di DTL e incrementi di DTA (+6,2 milioni di euro).

31.12.2016
(MIGLIAIA DI EURO) TITOLI DI DEBITO
TITOLI DI CAPITALE QUOTE OICR CORPORATE GOVERNATIVI TOTALE
1. Esistenze iniziali 2.174 -259 413 21.593 23.921
2. Variazioni positive 2.794 2.603 2.022 12.334 19.753
2.1 Incrementi di fair value 236 2.579 1.574 5.179 9.568
2.2 Rigiro a Conto economico di riserve negative - - - -
-
da deterioramento
2.537 - - - 2.537
-
da realizzo
4 24 430 - 458
2.3 Altre variazioni 17 - 18 7.155 7.190
3. Diminuzioni 2.809 885 1.785 27.435 32.914
3.1 Riduzioni di fair value 2.798 51 394 9.798 13.041
3.2 Rettifiche da deterioramento - - - - -
3.3 Rigiro a Conto economico da riserve positive: da
realizzo
- 20 1.261 17.637 18.918
3.4 Altre variazioni 11 814 130 - 955
4. Rimanenze finali 2.159 1.459 650 6.492 10.760

B.4 Riserve da valutazione delle relative a piani a benefici definiti: variazioni annue

31.12.2016
RISERVA DTA RISERVA NETTA
1. Esistenze iniziali -2.054 565 -1.489
2. Aumenti - - -
Decrementi perdite attuariali - - -
Altre variazioni in aumento - - -
3. Diminuzioni -270 74 -196
Incrementi perdite attuariali -270 74 -196
Altre variazioni in diminuzione - - -
4. Rimanenze finali -2.324 639 -1.685

Sezione 2 – I Fondi propri e i coefficienti di vigilanza

2.1 Fondi propri

Dal 1° gennaio 2014 sono divenute operative nell'ordinamento dell'Unione Europea le nuove disposizioni di vigilanza prudenziale applicabili alle banche e ai gruppi bancari, elaborate nell'ambito degli accordi del Comitato di Basilea ("Basilea 3") e finalizzate a rafforzare la capacità delle banche di assorbire shock derivanti da tensioni finanziarie ed economiche, indipendentemente dalla loro origine, a migliorare la gestione del rischio e la governance, a rafforzare la trasparenza e l'informativa delle banche.

Le nuove regole definite dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria sono state recepite nell'ordinamento comunitario dal Regolamento UE n. 575/2013 (CRR) e della Direttiva 2013/36/UE (CRD IV), pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea in data 27 giugno 2013.

La Banca d'Italia ha dato applicazione alle predette disposizioni con l'emanazione della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di vigilanza per le banche", che è stata oggetto di numerosi aggiornamenti nel corso del 2014 e con la Circolare 286 sempre del 17 dicembre 2013 "Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni prudenziali per le banche e le società di intermediazione mobiliare".

Le istruzioni operative necessarie per l'applicazione delle nuove disposizioni sono contenute negli RTS (Regulatory Technical Standards) elaborati dall'EBA European Banking Autority e recepiti dalla Commissione Europea. La medesima Autorità predispone altresì gli ITS (Implementing Technical standards) finalizzati all'armonizzazione delle segnalazioni prudenziali (COREP) e statistiche (FINREP) a livello europeo.

Il nuovo impianto normativo ha mantenuto l'approccio basato su 3 pilastri alla base del precedente accordo sul capitale (Basilea 2) integrandolo e rafforzandolo per accrescere quantità e qualità della dotazione di capitale degli intermediari, introdurre strumenti di vigilanza anticiclici, norme sulla gestione del rischio di liquidità e sul contenimento della leva finanziaria.

In particolare, il Primo Pilastro (Pillar 1) è stato rafforzato attraverso una definizione maggiormente armonizzata del capitale e più elevati requisiti di patrimonio.

Per quanto riguarda il patrimonio, è stato così introdotto il concetto armonizzato di capitale bancario di primaria qualità, il common equity tier 1 (CET1), corrispondente sostanzialmente alle azioni ordinarie e alle riserve di utili; sono stati inoltre previsti criteri più rigorosi per dedurre dal capitale le attività immateriali, le partecipazioni finanziarie e assicurative e le imposte anticipate (DTA) eccedenti predeterminate soglie sia individuali che cumulative.

Anche i requisiti patrimoniali divengono più rigidi per riflettere in modo più accurato la potenziale rischiosità di talune attività (cartolarizzazioni e trading book) e con l'introduzione delle DTA, in precedenza non considerate. Il requisito complessivo minimo rimane fissato all'8% delle attività ponderate per il rischio, ma deve essere soddisfatto per più della metà, il 4,5%, con common equity.

Inoltre, per far fronte a periodi di stress, viene ora previsto un cuscinetto di capitale aggiuntivo rispetto ai minimi regolamentari, pari al 2,5% del common equity in rapporto all'attivo a rischio (capital conservation buffer). Le banche che non disporranno di tale "cuscinetto" aggiuntivo dovranno rispettare limiti alla distribuzione dei dividendi e all'attribuzione di bonus, che diverranno tanto più stringenti quanto più il buffer si riduce.

Per completezza si ricorda che, come previsto dalla CRD IV, dall'esercizio 2016 trova applicazione anche il coefficiente della riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer, CCyB).

La riserva di capitale anticiclica ha lo scopo di proteggere il settore bancario nelle fasi di eccessiva crescita del credito; la sua imposizione, infatti, consente di accumulare, durante fasi di surriscaldamento del ciclo del credito, capitale primario di classe 1 che sarà poi destinato ad assorbire le perdite nelle fasi discendenti del ciclo.

La normativa europea è stata attuata in Italia dalla Banca d'Italia con la Circolare n. 285/2013 in base alla quale l'Organo di Vigilanza valuta con cadenza trimestrale l'eventuale imposizione del buffer di riserva. Sulla base dell'analisi degli indicatori di riferimento la Banca d'Italia ha deciso di fissare il coefficiente anticiclico (relativo alle esposizioni verso controparti italiane) per l'esercizio 2016 allo 0%.

Basilea 3 introduce inoltre nuovi requisiti e sistemi di supervisione del rischio di liquidità e di leva finanziaria, incentrati sui seguenti indicatori:

  • Liquidity Coverage Ratio LCR, un requisito di liquidità a breve termine;

  • Net Stable Funding Ratio NSFR, una regola di equilibrio strutturale a più lungo termine;

  • Leverage ratio, che dal 2017 limiterà l'espansione massima degli attivi di bilancio in relazione alla consistenza del CET1.

Il Secondo Pilastro (Pillar 2) richiede alle banche di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo dell'adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, rimettendo all'Autorità di Vigilanza il compito di verificare l'affidabilità e la coerenza dei relativi risultati e di adottare, ove la situazione lo richieda, le opportune misure correttive.

Il Terzo Pilastro (Pillar 3) riguarda infine gli obblighi di informativa al pubblico sull'adeguatezza patrimoniale, sull'esposizione ai rischi e sulle caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo, al fine di favorire la disciplina di mercato. Anche tale pilastro è stato rivisto per introdurre, fra l'altro, requisiti di trasparenza concernenti le esposizioni verso cartolarizzazioni, maggiori informazioni sulla composizione del capitale regolamentare e sulle modalità con cui la Capogruppo calcola i ratios patrimoniali.

Ulteriori informazioni sui fondi propri, l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti alla loro identificazione, misurazione e gestione possono pertanto esser reperite nel documento denominato Terzo Pilastro di Basilea 3 o "Pillar 3", pubblicato sul sito Internet della Banca.

L'introduzione delle regole di Basilea 3 è soggetta a un regime transitorio (Phase in) che proietterà l'ingresso delle regole a regime (full application) dal 2019 al 2023 e durante il quale le nuove regole saranno applicate in proporzione crescente.

A. Informazioni di natura qualitativa

I fondi propri, come già nella previgente disciplina, vengono calcolati come somma di componenti positive, incluse con alcune limitazioni, e negative, in base alla loro qualità patrimoniale e sono costituiti dai seguenti aggregati:

  • capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, ovvero CET1),

  • capitale aggiuntivo di classe 1 (additional Tier 1, ovvero AT1),

  • capitale di classe 2 (Tier 2, ovvero T2).

1. Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 – CET1)

A. Capitale primario di classe 1 (CET1)

Il capitale primario di classe 1 (CET1) comprende il capitale versato, il sovrapprezzo di emissione, le riserve di utili, le riserve di valutazione (riserva da valutazione attività AFS, riserva da perdite attuariali IAS19), con l'eccezione della riserva da cash flow hedge, che è oggetto di uno specifico filtro prudenziale.

L'utile di esercizio può essere computato, al netto della previsione di erogazione dei dividendi (utile trattenuto) nel rispetto di quanto disposto dall'art. 26 della CRR e delle discrezionalità nazionali previste dalla Banca d'Italia. Da tale aggregato vanno dedotti gli strumenti di CET1 propri (azioni proprie) e l'eventuale perdita di esercizio.

B. Filtri prudenziali del CET1

Al CET1 vengono applicati dei "filtri prudenziali", che hanno lo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall'applicazione dei nuovi principi contabili internazionali IAS/ IFRS. Tali filtri sono costituiti da alcune correzioni dei dati contabili prima del loro utilizzo ai fini di vigilanza e sono disciplinati direttamente dalla CRR o previsti dalle discrezionalità nazionali.

Con riferimento ai filtri prudenziali introdotti direttamente dalla CRR, a Banca Generali si applica il filtro relativo alla prudent valuation del portafoglio di attività e passività finanziarie valutate al fair value in bilancio.

Tale filtro viene determinato nella misura dello 0,1% del totale delle esposizioni nette rappresentate in bilancio al fair value (attività finanziarie detenute per la negoziazione, attività finanziarie disponibili per la vendita) al fine di tenere conto forfetariamente dell'incertezza dei parametri utilizzati per la valutazione (rischio modello, costi di chiusura, ecc.).

D. Elementi da dedurre dal CET1

  • Il CET1 è poi soggetto alle seguenti deduzioni:
  • a) attività immateriali, inclusi gli avviamenti;
  • b) attività fiscali differite (DTA) derivanti da perdite fiscali, ovvero le DTA il cui recupero dipende dalla redditività futura e che non derivano da differenze temporanee;
  • c) attività fiscali differite ordinarie (DTA) che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee; tale aggregato in determinate circostanze (diritto legale a compensare, imposte dovute al medesimo ente impositore) può essere nettato delle corrispondenti passività fiscali differite;
  • d) attività fiscali differite (DTA) connesse ad affrancamenti multipli di un medesimo avviamento per la parte che non si è ancora tramutata in fiscalità corrente;
  • e) gli investimenti non significativi (<10%) diretti, indiretti e sintetici in strumenti di CET1, in enti del settore finanziario;
  • f) gli investimenti significativi (>10%) diretti, indiretti e sintetici in strumenti di CET1 in istituzioni finanziarie;
  • g) le deduzioni eventualmente eccedenti gli strumenti di capitale di AT1.

Si evidenzia come non rientrino fra le attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura le DTA trasformabili in crediti d'imposta ai sensi della L. 214/2011; tali attività non vengono quindi computate in deduzione dai fondi propri ma sono ricomprese nelle attività ponderate per il rischio (RWA Risk weighted assets) con ponderazione al 100%.

Le deduzioni relative agli investimenti in enti del settore finanziario, significativi e non significativi, e alle attività fiscali differite ordinarie si applicano solo per le quote eccedenti determinate soglie di CET1, denominate franchigie, secondo un particolare meccanismo che di seguito viene descritto:

  1. la deduzione viene effettuata per la parte eccedente il 10% dell'ammontare del CET1 determinato dopo l'applicazione dei filtri prudenziali e di tutte le deduzioni diverse da quelle relative alle imposte differite ordinarie nette, agli investimenti diretti, indiretti e sintetici in strumenti di CET1 in istituzioni finanziarie, alle deduzioni eventualmente eccedenti gli strumenti di capitale di AT1 e alle deduzioni delle partecipazioni qualificate in istituzioni finanziarie;

    1. per gli investimenti non significativi in enti del settore finanziario la valutazione va effettuata aggregando tutti gli strumenti di CET1, AT1 e T2;
    1. gli ammontari non dedotti per effetto della franchigia del 10% relativi a investimenti significativi in strumenti di CET1 in enti del settore finanziario e attività fiscali differite ordinarie, sommati insieme, sono dedotti solo per la quota eccedente il 17,65% del CET1 che si ottiene dopo l'applicazione dei filtri prudenziali e di tutte le deduzioni, ivi comprese gli investimenti in istituzioni finanziarie e attività fiscali differite computati nella loro interezza senza tener conto delle soglie sopra citate, ad eccezione delle deduzioni eventualmente eccedenti gli strumenti di capitale di AT1;
    1. gli importi non dedotti per effetto delle franchigie sono inclusi nelle attività ponderate per il rischio e soggetti a ponderazione nella misura del 250%.

Affrancamenti multipli di un medesimo avviamento

La discrezionalità nazionale agli affrancamenti multipli è invece finalizzata a neutralizzare i benefici sui Fondi propri delle DTA iscritte a seguito di operazioni di affrancamento successivo di un medesimo avviamento operate all'interno di un medesimo gruppo o di un medesimo intermediario.

Si tratta, in particolare, delle procedure di affrancamento fiscale effettuate ai sensi dell'art. 10 del DL 185/2010 o della disciplina ordinaria in relazione a operazioni di aggregazione aziendale successive all'interno di un medesimo gruppo, che abbiano comportato anche il trasferimento di quote di avviamento.

A tale fine, è stato previsto che la quota di DTA contabilizzata a livello di intermediario o di gruppo vada dedotta dal patrimonio base (Core Tier 1) limitatamente alla parte riferibile alle DTA rilevate successivamente a quella iniziale.

Inoltre, con riferimento agli esercizi chiusi fino al 31.12.2012, gli intermediari possono distribuire la sterilizzazione lungo un arco temporale di 5 anni, includendo ogni anno fra gli elementi negativi del patrimonio di base 1/5 del valore di tali DTA al 31.12.2012 al netto dell'ammontare che ogni anno rigira a Conto economico o si trasforma in credito d'imposta. Con riferimento al Gruppo bancario, tale filtro interessa la quota di avviamento relativa all'acquisizione di Banca del Gottardo Italia S.p.A., originariamente affrancata fiscalmente da Banca BSI Italia e successivamente riaffrancata da BG SGR S.p.A. a seguito del conferimento da parte della prima del ramo aziendale afferente le gestioni di portafoglio. Entrambe le società sono state successivamente incorporate dalla Capogruppo Banca Generali.

Il valore fiscale dell'avviamento riaffrancato ammonta a 4.932 migliaia di euro su cui al 31.12.2012 erano state stanziate imposte anticipate per IRES e IRAP di 1.410 migliaia di euro. L'ammontare del filtro al 31.12.2016 ammonta pertanto a 1.057 migliaia di euro.

Canone annuo sulle DTA trasformabili in credito d'imposta

A partire dall'esercizio 2016, con l'art. 11 del Decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, è stata modificata la disciplina (D.L. 225/2010; L. 214/2011) sulla convertibilità in crediti d'imposta delle "DTA qualificate", ovvero le imposte anticipate legate al previgente regime di deducibilità differita delle svalutazioni e perdite su crediti di cui all'art. 106, comma 3, del TUIR e dell'ammortamento dell'avviamento e delle altre attività immateriali.

In particolare, al fine di superare i rilievi formulati dalla Commissione UE in ordine alla compatibilità della disciplina in esame con il divieto dei c.d. "aiuti di Stato" il Decreto ha introdotto la distinzione fra le DTA qualificate di:

  • tipo 1 cui corrisponde un effettivo pagamento anticipato di imposte;

  • tipo 2 cui non corrisponde un effettivo pagamento anticipato di imposte (tipicamente le DTA sulle perdite fiscali).

Il Decreto ha quindi subordinato la possibilità di trasformare in credito d'imposta le DTA qualificate di tipo 2 all'esercizio di una apposita opzione per il pagamento di un canone annuo fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2029, determinato applicando l'aliquota dell'1,5% alla differenza tra l'ammontare per tempo rilevato delle attività per imposte anticipate e le imposte versate.

Il Provvedimento attuativo del 22 luglio 2016 dispone che l'opzione per il mantenimento della trasformabilità delle DTA in crediti di imposta si considera esercitata con il versamento del canone annuo oppure, se questo non è dovuto, inviando una mail di posta elettronica certificata (PEC) alla Direzione regionale competente, entro il 1° agosto 2016.

Inoltre, in caso di partecipazione al regime di consolidato fiscale nazionale, il versamento del canone o, se non dovuto, la comunicazione via PEC, devono essere effettuati dalla Consolidante e non dalle singole società consolidate.

A tale proposito si evidenzia come:

  • il Consolidato fiscale di Assicurazioni Generali ha comunicato nei termini stabiliti la presenza di una base imponibile negativa e quindi l'insussistenza dell'obbligo a corrispondere il canone;

  • nel bilancio di Banca Generali vi siano esclusivamente DTA qualificate a cui si applica la trasformazione in crediti d'imposta di tipo 1, sorte a seguito di un effettivo pagamento di imposta.

L'introduzione della nuova normativa non ha pertanto avuto impatti sul regime prudenziale delle DTA trasformabili in crediti d'imposta ai sensi della L. 214/2011.

E. Regime Transitorio - impatto sul CET1

Di seguito i principali aspetti del regime transitorio:

  1. le riserve da valutazione positive e negative del portafoglio AFS relative alle esposizioni verso amministrazioni centrali UE possono essere escluse dal CET1 fino alla data di adozione da parte della Commissione Europea del nuovo principio contabile internazionale IFRS 9; tale deroga è stata introdotta dalla Banca d'Italia nell'ambito delle discrezionalità nazionali previste dalla CRR;

    1. le riserve positive da valutazione del portafoglio AFS, diverse da quelle relative alle esposizioni verso amministrazioni centrali, sono computate nel CET1 a partire dal 2015 per il 40% e poi con un'introduzione progressiva del 20% l'anno (60% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018);
    1. le riserve negative da valutazione del portafoglio AFS, diverse da quelle relative alle esposizioni verso amministrazioni centrali, sono computate nel CET1 con un'introduzione progressiva del 20% l'anno (60% 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018);
    1. gli utili/perdite attuariali derivanti dalla valutazione ai sensi dello IAS 19 del TFR (e dei fondi pensione a prestazione definita) sono rilevati, al netto del filtro prudenziale attivato dalla Banca d'Italia per il 2013 al fine di sterilizzare gli effetti del nuovo IAS19, con un'introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2015 (80% nel 2015, 60% nel 2016, 40% nel 2017 e 20% nel 2018);
    1. le attività fiscali differite (DTA) che dipendono dalla redditività futura e non derivano da differenze temporanee (perdite fiscali) sono dedotte al 60% per l'esercizio 2016 (80% nel 2017 e 100% dal 2018);
    1. le attività fiscali differite (DTA) ordinarie residue esistenti al 1° gennaio 2014 sono dedotte dal CET1 con una introduzione progressiva del 10% l'anno dal 2015 (20% nel 2016 e 100% nel 2024);
    1. le altre attività fiscali differite (DTA) ordinarie, generate successivamente al 1° gennaio 2014, sono dedotte dal CET1 con un'introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (60% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018);
    1. gli investimenti non significativi in strumenti di capitale CET1 in istituzioni finanziarie detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente eccedenti le franchigie più sopra richiamate, sono dedotti dal CET1 con un'introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (60% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018); gli investimenti diretti in istituzioni finanziarie transitoriamente non dedotti dal CET1 sono dedotti per il 50% dall'AT1 e per il 50% dal T2; gli investimenti indiretti e quelli sintetici sono soggetti a requisiti patrimoniali e inseriti nelle attività ponderate per il rischio;
    1. gli investimenti significativi in strumenti di capitale CET1 in istituzioni finanziarie detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente eccedenti le franchigie più sopra richiamate, sono dedotti dal CET1 con un' introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (60% nel 2016, 80% nel 2017 e 100% nel 2018); gli investimenti diretti in istituzioni finanziarie transitoriamente non dedotti dal CET1 sono dedotti per il 50% dall'AT1 e per il 50% dal T2; gli investimenti indiretti e quelli sintetici sono soggetti a requisiti patrimoniali e inseriti nelle attività ponderate per il rischio.

Esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria "Attività finanziarie disponibili per la vendita" dello IAS 39 approvato dall'UE

Si segnala che Banca Generali ha esercitato l'opzione per la sterilizzazione ai fini dei Fondi propri delle plusvalenze e minusvalenze patrimoniali derivanti dalla valutazione al fair value delle attività finanziarie disponibili per la vendita appartenenti al comparto dei titoli governativi dell'area Euro, come previsto dal Provvedimento della Banca d'Italia del 18 maggio 2010.

Tale opzione è stata rinnovata anche nel nuovo regime di vigilanza prudenziale di Basilea 3, in base alle discrezionalità nazionali concesse alla Banca d'Italia, ai sensi dell'Art. 467(2), del CRR e fino quando la Commissione non abbia "adottato un regolamento sulla base del regolamento (CE) n. 1606/2002 che approvi il principio internazionale d'informativa finanziaria in sostituzione dello IAS 39" (IFRS 9).

A tale proposito si evidenzia come il Regolamento UE n. 2067/2106 che adotta il principio contabile IFRS9 sia stato pubblicato in data 29 novembre 2016 e sia entrato in vigore il 19 dicembre 2016. Tuttavia, ai sensi dell'art. 2 di tale Regolamento, l'applicazione dell'IFRS 9 dovrà avvenire, al più tardi, a partire dalla data di inizio del primo esercizio finanziario che cominci il 1° gennaio 2018 o successivamente.

Per tale motivo, in considerazione dell'incertezza interpretativa venutasi a creare in relazione alla rilevanza delle due diverse date e in attesa di un chiarimento formale da parte delle autorità europee, con Comunicazione del 23 gennaio 2017 la Banca d'Italia ha confermato in via transitoria e per le sole banche "meno significative" assoggettate a vigilanza diretta, la possibilità di continuare ad avvalersi di tale discrezionalità.

Regime transitorio delle riserve da perdite attuariali IAS19

Il regime transitorio delle riserve da perdite attuariali IAS19, previsto dall'art. 473 paragrafo 3 della CRR e recepito fra le discrezionalità nazionali dalla Circolare Banca d'Italia n. 285/2013, è volto a sterilizzare l'impatto sui Fondi propri delle modifiche allo IAS19, entrate in vigore dal 1° gennaio 2013, che prevedono l'integrale rilevazione degli actuarial gains & losses relativi ai piani a benefici definiti nel prospetto della Redditività complessiva (OCI "Other comprehensive income") in contropartita a una riserva di patrimonio netto (riserva da valutazione di utili e perdite attuariali).

In precedenza, lo IAS 19 riconosceva anche il trattamento contabile alternativo detto "metodo del corridoio" che permetteva:

  • di rilevare a Conto economico l'importo degli actuarial gains & losses eccedente la soglia di significatività del 10% del valore attuale dell'obbligazione per benefici definiti (c.d. overcorridor);

  • di differire, senza rilevarli in bilancio, gli utili e le perdite attuariali al di sotto di tale soglia.

Poiché per i soggetti che in precedenza adottavano il "metodo del corridoio" la nuova riserva patrimoniale avrebbe avuto impatto negativo sul patrimonio di vigilanza e considerato l'orientamento emerso in sede comunitaria, nell'ambito dell'approvazione della nuova normativa prudenziale attuativa di "Basilea 3" (Pacchetto CRR/CRD IV), per la graduale rilevazione in 5 anni del differenziale patrimoniale fra il vecchio e il nuovo approccio, la Banca d'Italia aveva introdotto per il 2013 uno specifico filtro ai fini di neutralizzazione degli effetti della revisione dello IAS 19. Sulla base di quanto previsto dalla CRR gli effetti di tale filtro devono ora essere riassorbiti integralmente nel periodo transitorio 2015-2018.

31.12.2016
TFR IAS 19 revised -5.129
TFR IAS 19 versione 2012 -4.640
Differenza lorda 489
Effetto fiscale -134
Filtro positivo 354

1. Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 – AT1)

Il capitale aggiuntivo di classe 1 include gli strumenti di capitale disciplinati dagli artt. 51 e seguenti della CRR. Tale aggregato non è presente nell'ambito dei fondi propri del Gruppo bancario.

2. Capitale di classe 2 (Tier 2 – T2)

M. Capitale di classe 2 - T2

Il capitale di classe 2 include gli strumenti di capitale e le passività subordinate di secondo livello, disciplinate dagli artt. 63 e successivi della CRR e aventi le seguenti caratteristiche:

  • la durata originaria non è inferiore a 5 anni e non sono previsti incentivi per il rimborso anticipato;

  • in presenza di opzioni call queste possono essere esercitate con la sola discrezionalità dell'emittente e comunque non prima di 5 anni, previa autorizzazione dell'Autorità di vigilanza ammessa in particolari circostanze;

  • è ammesso il rimborso anticipato anche prima dei 5 anni (Early repayment) solo in presenza di mutamenti significativi del regime fiscale o regolamentare e sempre previa autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza;

  • la sottoscrizione e l'acquisto non devono essere finanziati dalla Capogruppo o dalla sue controllate;

  • non sono soggetti a garanzie rilasciate dalla Capogruppo, dalle sue controllate o da altre aziende che hanno stretti legami con esse, che ne aumentano la seniority;

  • gli interessi non si modificano sulla base dello standing creditizio della Capogruppo;

  • l'ammortamento di tali strumenti ai fini della computabilità nel T2 avviene pro rata temporis negli ultimi 5 anni.

Nel capitale di classe 2 di fine esercizio della Capogruppo Banca Generali sono presenti le seguenti passività subordinate di secondo livello:

DECORRENZA SCADENZA IMPORTO IMPORTO RESIDUO
Prestito subordinato
Generali Beteiligungs GmbH
30.10.2014 30.10.2024 43.000 43.000

Il prestito subordinato stipulato con la società tedesca Generali Beteiligungs GmbH è finalizzato all'operazione di acquisizione del Ramo d'Azienda da Credit Suisse (Italy) S.p.A.

Il finanziamento erogato in data 30.10.2014, per un ammontare di 43 milioni di euro, ha durata decennale con rimborso in un'unica soluzione alla scadenza.

Prevede, altresì, un'opzione di rimborso anticipato, a decorrere dal 6° anno, subordinata alla preventiva autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza.

Il tasso di interesse per i primi 5 anni è fisso e pari al 3,481% annuo, corrispondente al tasso mid swap a 5 anni individuato alla data di esecuzione del contratto, maggiorato di uno spread di 300 bps; dall'inizio del sesto anno il tasso sarà riparametrizzato all'Euribor a 3 mesi, maggiorato del medesimo spread individuato in sede di determinazione del tasso fisso originario. Il prestito è subordinato nel rimborso in caso di evento di default della Banca.

N. Elementi da dedurre dal T2

Il T2 è soggetto alle seguenti principali deduzioni:

  • gli investimenti diretti, indiretti e sintetici in propri strumenti di T2;

  • gli investimenti diretti, indiretti e sintetici in strumenti di T2 di enti del settore finanziario.

Tali fattispecie non sono presenti nel bilancio di Banca Generali in particolare in quanto non vi sono investimenti in strumenti di T2 di enti del settore finanziario che superano le soglie di rilevanza ai fini della deduzione dai fondi propri.

O. Regime transitorio - impatto su T2

Di seguito i principali aspetti del regime transitorio per l'esercizio 2016:

  1. le riserve positive AFS, diverse da quelle afferenti i titoli governativi di paesi UE, sono riconosciute transitoriamente per il 2016 nella misura del 50% previsto dalla previgente normativa, con una riduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (60% nel 2016, 80% nel 2017 e 0% nel 2018);

    1. gli investimenti non significativi in strumenti di capitale CET1 in istituzioni finanziarie eccedenti la franchigia del 10% e la franchigia generale, transitoriamente non dedotti dal CET1 sono dedotti per il 50% dal T2;
    1. gli investimenti significativi in strumenti di capitale CET1 in istituzioni finanziarie eccedenti la franchigia del 10% e la franchigia generale, transitoriamente non dedotti dal CET1 sono dedotti per il 50% dal T2;
    1. gli investimenti non significativi in strumenti di capitale T2 in istituzioni finanziarie detenuti direttamente sono dedotti dal T2 al 100%; gli investimenti non significativi in strumenti di capitale di classe 2 in istituzioni finanziarie detenuti indirettamente o sinteticamente sono dedotti con un'introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (40% 2015 e 100% nel 2018). Gli investimenti indiretti e sintetici transitoriamente non dedotti sono soggetti a requisiti patrimoniali e inseriti nelle attività ponderate per il rischio;
    1. gli investimenti significativi in strumenti di capitale di classe 2 in istituzioni finanziarie detenuti direttamente sono dedotti dal T2 al 100%; gli investimenti significativi in strumenti di capitale di classe 2 in istituzioni finanziarie detenuti indirettamente o sinteticamente sono dedotti con un'introduzione progressiva del 20% l'anno dal 2014 (40% 2015 e 100% nel 2018). Gli investimenti indiretti e sintetici transitoriamente non dedotti sono soggetti a requisiti patrimoniali e inseriti nelle attività ponderate per il rischio.

B. Informazioni di natura quantitativa

I fondi propri consolidati, determinati secondo le disposizioni transitorie di Basilea 3 (phase in), si attestano su di un livello di 462,9 milioni di euro ed evidenziano un incremento di 35,0 milioni di euro rispetto al valore registrato alla chiusura dell'esercizio precedente, per effetto principalmente della quota di utile trattenuta.

31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE
VOCI/VALORI PHASE IN PHASE IN IMPORTO %
Capitale primario di Classe 1 (CET1) 419.073 384.178 34.895 9,08%
Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) - - - n.a.
Capitale di Classe 2 (Tier 2) 43.854 43.698 156 0,36%
Fondi propri 462.927 427.876 35.051 8,19%
Patrimonio netto consolidato 646.521 636.798 9.723 1,53%

Nel corso dell'esercizio, la dinamica del CET 1 è stata influenzata principalmente dall'apporto della quota di utili dell'esercizio non destinata a essere distribuita agli azionisti a titolo di dividendo (31,4 milioni di euro), pari a circa il 20% dell'utile consolidato.

Ulteriori apporti sono imputabili agli effetti positivi dei vecchi e nuovi piani di stock option, in parte controbilanciati dai riacquisti di azioni proprie e dalla riduzione degli intangible.

Fondi propri al 31.12.2015 427.876
Variazioni del capitale di Classe 1
Acquisti azioni proprie e impegni al riacquisto strumenti CET1 -1.466
Variazione riserve per pag. basati su azioni (IFRS2) 7.977
Erogazione dividendo 2015 -42
Stima regolamentare utile trattenuto 2016 31.455
Regime transitorio: var. riserve positive e negative AFS 1.541
Variazione riserve IAS 19 (al netto filtro) -194
Variazione avviamenti e intangibles -2.895
Filtri prudenziali negativi -1.481
Detrazioni invest. sign., DTA; detr. generale -
Regime transitorio CET1 -
Totale variazioni Tier 1 34.895
Variazioni del capitale di Classe 2
Prestiti subordinati Tier 2 (ammortamento regolamentare) -
Regime transitorio: var. riserve positive AFS 156
Altri effetti -
Totale variazioni Tier 2 156
Fondi propri al 31.12.2016 462.927
Variazione 35.051

Composizione dei Fondi propri

Di seguito viene presentata sinteticamente la composizione dei fondi propri evidenziando gli effetti dei filtri prudenziali e le variazioni connesse al regime transitorio.

31.12.2016
A. Capitale primario di Classe 1 prima dell'applicazione dei filtri prudenziali 522.082
di cui: strumenti CET1 oggetto di disposizioni transitorie -
B. Filtri prudenziali di CET1 (+-/-) -4.449
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio 517.633
D. Elementi da dedurre dal CET1 -90.574
E. Regime Transitorio - impatto sul CET1 -7.986
F. Totale capitale primario di Classe 1 - CET1 (C - D+/- E) 419.073
G. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1) al lordo degli elementi da dedurre e del regime transitorio -
di cui: strumenti AT1 oggetto di disposizioni transitorie -
H. Elementi da dedurre dall'AT1 -
I. Regime transitorio - impatto su AT1 -
L. Totale capitale aggiuntivo di Classe 1 - AT1 -
M. Capitale di Classe 2 - tier 2 (T2) al lordo degli elementi da dedurre e del regime transitorio 43.000
di cui: strumenti T2 oggetto di disposizioni transitorie -
N. Elementi da dedurre dal T2 -
O. Regime transitorio - impatto su T2 854
P. Totale capitale di Classe 2 - Tier 2 (T2) 43.854
Q. Totale fondi propri 462.927

Più dettagliatamente la composizione dei fondi propri risulta la seguente.

FONDI PROPRI
FULL APPLICATION
PHASE IN
TOTALE
Capitale di Classe 1 (Tier 1)
116.425
-
116.425
Capitale
53.803
-
53.803
Sovrapprezzi di emissione
-2.933
-
-2.933
Azioni proprie
167.295
-
167.295
Strumenti di CET1
314.353
-
314.353
Riserve
155.894
-
155.894
Utile o perdita di periodo computabile
-124.439
-
-124.439
Quota dell'utile di periodo non inclusa nel CET1
345.808
-
345.808
Riserve di utili
3.618
-1.447
2.171
Riserve AFS - titoli capitale e OICR
Riserve AFS - titoli governativi UE - opzione neutralizz.
6.492
-6.492
-
fino 2017
650
-260
390
Riserve AFS - titoli di debito
-96
-
-96
Riserve differenze cambio
-1.685
-
-1.685
Riserve attuariali IAS 19
-
213
213
Altri (neutralizzazione perdite attuariali IAS 19)
Altre componenti della redditività complessiva
8.979
-7.986
993
accumulate (OCI)
-4.449
-
-4.449
Prudent valuation
-
-
-
Cash flow hedge
-4.449
-
-4.449
Fiitri prudenziali negativi
-66.065
-
-66.065
Avviamento
1.964
-
1.964
DTL associate all'avviamento
-25.415
-
-25.415
Immobilizzazioni immateriali
-
-
-
DTA a PL che non derivano da diff. temp. (perdite fiscali)
Altri elementi negativi (neutralizzazione DTA su avv.
-1.058
-
-1.058
"riaffrancati")
-90.574
-
-90.574
Totale elementi negativi
Rettifiche DTA/DTL a PL che derivano da diff.
-
-
-
temporanee.
Quota eccedente investimenti non significativi (<10%)
-
-
-
in strumenti di CET 1
Quota eccedente investimenti significativi (>10%)
-
-
-
in strumenti di CET 1
-
-
-
Detrazione generale - quota eccedente DTA
Detrazione generale - quota eccedente investimenti
-
-
-
significativi
-
-
-
Detrazione generale con soglia 17,65%-15%
-
-
-
Regime transitorio - DTA impatto su CET1
Investimenti significativi: regime transitorio - impatto
-
-
-
su CET1
Investimenti significativi: 50% degli elementi da detrarre
-
-
-
da CET1
-
-
-
Regime transitorio
427.059
-7.986
419.073
Totale capitale primario di Classe 1 (CET 1)
Investimenti significativi: regime transitorio - impatto
-
-
-
su AT1
Investimenti significativi: eccedenza degli elementi
-
-
-
da detrarre da AT1
-
-
-
Totale capitale aggiuntivo di Classe 1 (AT1)
427.059
-7.986
419.073
Totale capitale di Classe 1
43.000
-
43.000
Strumenti di T2 (passività subordinate)
Investimenti significativi: 50% quota eccedente detratta
-
-
-
da Tier 1
50% riserve positive AFS - regime transitorio impatto
-
854
854
su T2 (80%)
43.000
854
43.854
Totale capitale di Classe 2 (Tier 2)
470.059
-7.132
462.927
Totale fondi propri
31.12.2016

2.2 Adeguatezza patrimoniale

A. Informazioni di natura qualitativa

Le disposizioni di vigilanza impongono alle banche di rispettare specifici coefficienti patrimoniali determinati rapportando la corrispondente categoria di fondi propri (CET1, Tier 1, Total Capital) all'ammontare dell'esposizione complessiva al rischio della banca (RWA Risk weighted assets).

In particolare, i Fondi propri devono rappresentare almeno una quota dell'8% del totale delle attività ponderate in relazione al profilo di rischio creditizio, valutato in base alla categoria delle controparti debitrici, alla durata, al rischio paese e alle garanzie ricevute (rischio di credito e di controparte).

Le banche sono inoltre tenute a rispettare i requisiti patrimoniali connessi all'attività di intermediazione: tali rischi di mercato sono calcolati sull'intero portafoglio di negoziazione distintamente per i diversi tipi di rischio, rischio di posizione su titoli di debito e di capitale, rischio di regolamento, rischio di controparte e rischio di concentrazione. Con riferimento all'intero bilancio, occorre inoltre determinare il rischio cambio e il rischio di posizione su merci.

E' consentito l'utilizzo di modelli interni per determinare il requisito patrimoniale dei rischi di mercato; il gruppo Banca Generali utilizza tuttavia in ogni circostanza le metodologie standard.

Infine, le banche sono tenute a riservare parte dei Fondi propri a copertura del rischio operativo, in relazione alla tipologia e ai volumi delle attività svolte.

Le disposizioni di vigilanza prevedono che le banche rispettino un coefficiente minimo di CET1 (CET1 ratio) pari al 4,5%, un coefficiente di Tier 1 pari al 6% e un Total Capital Ratio pari a 8%. In aggiunta a questi ratio minimi le banche devono detenere anche una riserva di conservazione del capitale (CCB capital conservation buffer) pari al 2,5% dell'esposizione complessiva al rischio della banca, costituita da capitale primario di classe 1, portando il requisito complessivo al 10,5%. Inoltre, nell'ambito del processo di revisione prudenziale (SREP Supervisory Review and Evaluation Process), condotto annualmente dall'Autorità di Vigilanza competente (la BCE o le Banche Centrali nazionali), la stessa può imporre i requisiti patrimoniali aggiuntivi in relazione a una specifica valutazione dell'esposizione ai rischi di ogni intermediario.

A tale proposito, all'inizio del mese di gennaio 2017, la Banca d'Italia ha comunicato a Banca Generali i seguenti requisiti patrimoniali specifici, applicabili al Gruppo bancario a decorrere dal 01.01.2017:

coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET 1 ratio) pari al 6,4%, costituto da:

  • un requisito di capitale complessivo (OCR Overall Capital Requirement) nella misura del 5,9%, composto da una misura vincolante del 4,7% (di cui 4,5% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,2% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale;
  • una capital guidance, a fronte di una maggiore esposizione al rischio in condizioni di stress, pari allo 0,5%;
  • coefficiente di capitale di classe 1 (Tier 1 ratio) pari all'8,1% costituto da:

    • un requisito di capitale complessivo (OCR Overall Capital Requirement) nella misura del 7,5%, composto da una misura vincolante del 6,2% (di cui 6% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,2% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale;
  • una capital guidance, a fronte di una maggiore esposizione al rischio in condizioni di stress, pari allo 0,6%;
  • coefficiente di capitale totale (Total Capital ratio) pari al 10,4%, costituto da:

    • un requisito di capitale complessivo (OCR Overall Capital Requirement) nella misura del 9,6%, composto da una misura vincolante dell'8,3% (di cui 8% a fronte dei requisiti minimi regolamentari e 0,3% a fronte dei requisiti aggiuntivi determinati a esito dello SREP) e per la parte restante dalla componente di riserva di conservazione del capitale;
    • una capital guidance, a fronte di una maggiore esposizione al rischio in condizioni di stress, pari allo 0,8%.

Il livello della componente di riserva di conservazione inclusa nei ratio è stato ridotto per il 2017 dal 2,5% all'1,25% (in linea con la decisione dell'Autorità di Vigilanza di ricondurre i livelli della riserva quelli della disciplina transitoria, con riposizionamento al 2,5% nel 2019 – 18° aggiornamento della circ. 285 del 4 ottobre 2016).

B. Informazioni di natura quantitativa

Il totale dei requisiti patrimoniali per rischi di credito e di mercato e per il rischio operativo richiesti dall'Organo di Vigilanza alla fine dell'esercizio raggiunge un livello di 201,0 milioni di euro, con un decremento di 14,1 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente (-6,5%).

VARIAZIONE
(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016
BASILEA 3 PHASE IN
31.12.2015
BASILEA 3 PHASE IN
IMPORTO %
Rischio di credito e di controparte 132.469 148.306 -15.837 -10,68%
Rischio di mercato 2.681 2.505 176 7,02%
Rischio operativo 65.863 64.254 1.609 2,50%
Totale capitale assorbito 201.012 215.064 -14.052 -6,53%
Eccedenza rispetto al capitale
assorbito
261.915 212.812 49.103 23,07%

La riduzione del capitale assorbito in relazione al rischio di credito è in massima parte imputabile all'implementazione, nell'ultimo trimestre dell'esercizio, di interventi finalizzati ad ampliare l'ambito di applicabilità della CRM (Credit Risk Mitigation) e utilizzare le garanzie reali finanziarie costituite da pegni su gestioni di portafoglio e da OICR promossi dal Gruppo, per le quali è stata effettuata un'attenta analisi delle attività sottostanti.

Gli interventi hanno avuto un impatto in termini di minor assorbimento patrimoniale di circa 15 milioni di euro.

Tale riduzione è stata parzialmente compensata dall'espansione delle esposizioni verso clientela al dettaglio e, in minor misura, dalle esposizioni garantite da immobili e dalle esposizioni su OICR e titoli di capitale.

La riduzione del requisito relativo alle esposizioni verso intermediari vigilati è invece principalmente attribuibile allo smobilizzo di parte del portafoglio titoli.

2016 2015 VARIAZIONE
RISCHIO DI CREDITO
PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE
ESPOSIZIONE
ORIGINARIA
ATTIVITÀ POND. REQUISITO ESPOSIZIONE
ORIGINARIA
ATTIVITÀ POND. REQUISITO ESP. ATTIVITÀ POND.
Amministrazioni e banche centrali 5.440.787 69.170 5.534 3.209.391 53.272 4.262 15.898 1.272
Enti senza scopo di lucro ed enti del settore
pubblico
- - - - - - - -
Intermediari vigilati 830.070 207.970 16.638 837.923 284.306 22.744 -76.336 -6.107
Imprese 1.246.490 861.261 68.901 1.328.089 966.582 77.327 -105.321 -8.426
Dettaglio 1.054.039 285.114 22.809 977.447 335.566 26.845 -50.452 -4.036
Esp. garantite da immobili 373.315 131.743 10.539 346.968 123.030 9.842 8.713 697
Esposizioni scadute 48.344 5.131 410 52.432 5.788 463 -657 -53
OICR 13.928 13.928 1.114 11.294 11.294 904 2.634 211
Esposizioni in strumenti di capitale 44.230 44.230 3.538 37.400 37.400 2.992 6.830 546
Altre 162.984 36.709 2.937 161.376 36.230 2.898 479 38
Cartolarizzazioni - - - - - - - -
Totale requisiti 9.214.187 1.655.256 132.420 6.962.320 1.853.468 148.277 -198.212 -15.857
Rischio di aggiustamento della valutazione
del credito
- 560 45 - 351 28 209 17
Totale rischio di credito 9.214.187 1.655.816 132.465 6.962.320 1.853.819 148.306 -198.003 -15.840

Un ulteriore contributo al contenimento del rischio è stato inoltre ottenuto grazie all'assenza di esposizioni in investimenti significativi in soggetti del settore finanziario e alla riduzione delle DTA nette, entrambe fattispecie per le quali è prevista una penalizzante ponderazione al 250%.

L'esposizione al rischio di mercato, relativa al portafoglio di trading della banca (Banking book) appare molto contenuta e si riferisce in massima parte alla cartolarizzazione Quarzo.

RISCHI DI MERCATO - METODOLOGIA STANDARDIZZATA REQUISITO PATRIMONIALE
RISCHIO DI POSIZIONE - PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE 2016 2015 VARIAZIONE
Rischio generico titoli di debito 551 177 374
Rischio generico titoli di capitale 157 106 51
Rischio specifico titoli di debito 282 153 129
Rischio specifico titoli di capitale 157 106 51
Rischio specifico cartolarizzazioni 1.024 1.043 -19
Rischio di posizione OICR 510 920 -410
Totale 2.681 2.505 176

Con riferimento alla misurazione del requisito prudenziale a fronte dei rischi operativi, la Banca, considerate le proprie caratteristiche operative e organizzative, utilizza il metodo base (BIA – Basic Indicato approach) definito dall'art. 316 del CRR.

Sulla base di quanto indicato della Circolare Banca d'Italia n. 286/2013 (4° aggiornamento del 31 marzo 2015), tale metodologia prevede che il requisito patrimoniale venga determinato applicando il coefficiente regolamentare del 15% alla media triennale dell'indicatore del volume di operatività aziendale (il cd. indicatore rilevante), individuato dall'art. 316 del CRR.

Più dettagliatamente, l'indicatore viene calcolato utilizzando gli aggregati che fanno riferimento alle voci di Conto economico previste dall'art. 27 della direttiva 86/635/CEE o per gli intermediari che predispongono il bilancio in base a principi diversi da quelli della Direttiva richiamata, quale è il caso dei soggetti IAS adopter, sulla base dei dati che meglio riflettono gli aggregati sopra elencati.

L'indicatore è quindi determinato come somma delle seguenti componenti:

  1. interessi e proventi assimilati;

  2. interessi e oneri assimilati;

    1. proventi su azioni, quote e altri titoli a reddito variabile/fisso;
    1. proventi per commissioni/provvigioni;
    1. oneri per commissioni/provvigioni;
  3. profitto (perdita) da operazioni finanziarie;

  4. altri proventi di gestione.

La concomitante crescita dei Fondi propri e la riduzione del capitale assorbito permette pertanto di attestare l'eccedenza rispetto ai requisiti patrimoniali minimi per rischi richiesti dall'Organo di Vigilanza a 261,7 milioni di euro, con un aumento di 48,9 milioni rispetto al valore registrato alla fine dell'esercizio precedente.

Il CET1 ratio raggiunge un livello del 16,7% a fronte di un requisito minimo del 6,4% e il Total capital ratio (TCR) raggiunge il 18,4% a fronte di un requisito minimo previsto dallo SREP del 10,4%.

I fondi propri consolidati, determinati secondo la normativa a regime in vigore dal 1° gennaio 2019, si attesterebbero invece a 470,1 milioni di euro, con un Total capital ratio stimabile al 18,7%.

31.12.2016 31.12.2015
IMPORTI
NON PONDERATI
IMPORTI PONDERATI IMPORTI
NON PONDERATI
IMPORTI PONDERATI
A. Attività di rischio 9.214.187 1.655.816 6.962.320 1.853.819
A.1 Rischio di credito e
di controparte
1.
Metodologia
standardizzata
9.214.187 1.655.816 6.962.320 1.853.819
2.
Metodologia basata
sui rating interni
2.1 base - - - -
2.2 avanzata - - - -
3.
Cartolarizzazioni
- - - -
B. Requisiti patrimoniali di
vigilanza
B.1 Rischio di credito X 132.424 X 148.261
B.2 Rischio di aggiustamento
della valutazione del
credito
X 45 X 45
B.3 Rischio di regolamento X - X -
B.4 Rischi di mercato X 2.681 X 2.505
1.
Metodologia standard
X 2.681 X 2.505
2.
Modelli interni
X - X -
3.
Rischio di
concentrazione
- -
B.5 Rischio operativo X 65.863 X 64.254
1.
Metodo base
X 65.863 X 64.254
2.
Metodo
standardizzato
X - X -
3.
Metodo avanzato
X - X -
B.6 Altri elementi di calcolo X - X -
B.7 Totale requisiti
prudenziali
X 201.012 X 215.064
C. Attività di rischio e
coefficienti di vigilanza
C.1 Attività di rischio
ponderate
X 2.512.654 X 2.688.303
C.2 Capitale primario di
Classe 1/Attività di rischio
ponderate (CET1 capital
ratio)
X 16,7% X 14,3%
C.3 Capitale di Classe 1/
Attività di rischio
ponderate (Tier 1 capital
ratio)
X 16,7% X 14,3%
C.4 Totale fondi propri/
Attività di rischio
ponderate (Total capital
ratio)
X 18,4% X 15,9%

PARTE G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI D'AZIENDA

Nella presente sezione sono incluse sia le operazioni rientranti nell'ambito di applicazione dell'IFRS 3, che le operazioni di aggregazione aziendale fra soggetti sotto comune controllo. Per omogeneità espositiva vengono altresì presentati i risultati dell'impairment test sugli avviamenti del Gruppo bancario.

Sezione 1 – Operazioni realizzate durante l'esercizio

Nel corso dell'esercizio 2016 non sono state effettuate operazioni di aggregazione aziendale.

Sezione 2 – Operazioni realizzate dopo la chiusura dell'esercizio

Successivamente alla chiusura dell'esercizio 2016 non sono state effettuate operazioni di aggregazione aziendale.

Sezione 3 – Rettifiche retrospettive

Nel corso dell'esercizio 2016 non sono state contabilizzate rettifiche retrospettive a operazioni di aggregazione aziendale poste in essere dal Gruppo bancario nei passati esercizi, ai sensi dei paragrafi 61 e B7 dell'IFRS3. Quest'ultima disposizione prevede, altresì, che venga fornita una riconciliazione dell'ammontare degli avviamenti nell'esercizio, compresa l'evidenza delle perdite da impairment eventualmente contabilizzate nello stesso.

Alla data del 31.12.2016 gli avviamenti del Gruppo Bancario ammontano complessivamente a 66,1 milioni di euro, con la seguente composizione.

(MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2016 31.12.2015 VARIAZIONE IMPORTO
Prime Consult e INA Sim 2.991 2.991 -
BG Fiduciaria Sim S.p.A. 4.289 4.289 -
Banca del Gottardo Italia 31.352 31.352 -
Credit Suisse Italy 27.433 27.433 -
Totale 66.065 66.065 -

Impairment test

Ai sensi dello IAS 36, l'avviamento non è soggetto ad ammortamento ma, con cadenza almeno annuale, a verifica per l'eventuale riduzione di valore ("impairment test").

Ai fini di tale verifica, l'avviamento deve essere allocato alle unità generatrici di flussi finanziari ("Cash Generating Unit" o "CGU"), nel rispetto del vincolo massimo di aggregazione che non può superare il "segmento operativo" individuato, ai sensi dell'IFRS8, per la reportistica gestionale.

L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza fra il valore contabile della CGU e il suo valore recuperabile, inteso come il maggiore fra il fair value dell'unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, e il suo valore d'uso.

I segmenti operativi (aree di business) individuati dal Gruppo bancario sono:

  • Canale Affluent, che individua la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Consulenti Finanziari facente capo principalmente a Banca Generali e dai rispettivi clienti;

  • Canale Private Banking, che delinea la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Private banker e Relationship manager e dai rispettivi clienti;

  • Canale Corporate, che individua la redditività generata per il Gruppo dell'offerta di servizi bancari e di investimento a società di medio-grandi dimensioni facenti parte anche del Gruppo Assicurazioni Generali.

Per lo svolgimento dell'impairment test sugli avviamenti presenti nel bilancio secondo lo IAS 36, sono state pertanto definite le seguenti CGU:

  • per il segmento operativo Private banking:

    • CGU "Private Banking";
    • CGU "Gestioni Fiduciarie";
  • per segmento operativo Affluent:

    • CGU "Gestioni Fiduciarie";
    • CGU "Prime Consult e INA Sim";
  • per segmento operativo Corporate: – CGU "Gestioni Fiduciarie".

Nel determinare il valore recuperabile sono state tenute in considerazione sia metodologie fondamentali (giungendo alla configurazione di "valore d'uso") sia indicazioni di mercato (giungendo alla configurazione di fair value). Per la valutazione del valore d'uso è stata adottata una metodologia di tipo analitico (metodo principale), mentre per la determinazione del fair value è stata adottata una metodologia di tipo empirico (metodo di controllo).

In particolare, come metodologia analitica è stato utilizzato il metodo Dividend Discount Model ("DDM") – nella variante "Excess Capital" – in base al quale il valore di un'attività è funzione:

  • a) del valore attuale dei flussi di cassa futuri generati nell'orizzonte temporale prescelto e distribuibili agli azionisti (dividendi);
  • b) della capitalizzazione perpetua del dividendo normalizzato previsto dall'ultimo anno del piano finanziario di riferimento, sulla base di un pay out coerente con la redditività a regime.

Quale metodologia di controllo è stato invece utilizzato il metodo dei multipli di borsa.

Le proiezioni economico-finanziarie relative alle singole CGU individuate sono state desunte da un estratto del Piano economico finanziario 2017-2019 del Gruppo Banca Generali, come approvato dal Consiglio di Amministrazione, e da ulteriori previsioni finanziarie costruite sulla base dell'esperienza storica del Gruppo e in coerenza con le fonti esterne di informazione finanziaria.

1. CGU "Private Banking" ("CGU PB")

La CGU "Private Banking" ("CGU PB") è costituita dalle attività riconducibili alla rete di Private Banker e Relationship Manager e dai rispettivi clienti, facenti capo rispettivamente alla "Divisione Banca Generali Private Banking" e alla "Divisione Private Relationship Manager".

La Divisione Private Relationship Manager, costituita nel 2015, include tutti i Relationship Manager con un rapporto di lavoro dipendente presso Banca Generali e i rispettivi clienti, con particolare riferimento all'operatività delle società Banca BSI Italia e Banca del Gottardo Italia, ora incorporate nella Capogruppo Banca Generali.

La Divisione Banca Generali Private Banking include anche i Private Banker facenti capo al ramo d'azienda costituito dalle attività di private banking "Affluent" e "Upper Affluent" in Italia acquistato da Credit Suisse Italy S.p.A., in data 1° novembre 2014.

In considerazione dell'interscambio fra posizioni di Private Banker e Relationship Manager verificatosi anche a seguito delle successive operazioni di fusione e riorganizzazione aziendale, le due Divisioni aziendali costituiscono un'unica CGU.

Alla "CGU Private Banking" è stato pertanto allocato sia il goodwill emerso dall'acquisizione di Banca del Gottardo Italia che l'avviamento rilevato a seguito dell'acquisizione del summenzionato ramo d'azienda Credit Suisse. Il perimetro della CGU e i relativi flussi reddituali futuri vengono pertanto individuati in funzione degli Asset Under Management gestiti da tutta la Divisione Private Banking e dalla Divisione Private Relationship Manager.

Sulla base delle proiezioni economico-finanziarie desunte dal Piano economico finanziario 2017-2019, per la CGU in esame è stata assunta un'ipotesi di crescita delle masse medie in gestione (AUM), alla fine del triennio di riferimento (CAGR), del 7,0% annuo mentre il tasso di crescita di lungo periodo atteso dopo il periodo di pianificazione esplicita, utilizzato al fine di determinare il Terminal value (rendita perpetua), è stato determinato nella misura dell'1,5%. Il costo del capitale utilizzato per attualizzare i flussi di cassa, costruito sulla base del modello del Capital Asset Pricing Model, è stato stimato al 7,94%.

Il costo del capitale è stato stimato applicando la metodologia del Capital Asset Pricing Model (CAPM) in funzione delle seguenti variabili:

  • a) risk free rate del 1,46%, pari al rendimento annuo lordo del BTP decennale degli ultimi 12 mesi;
  • b) market risk premium del 6,0% determinato sulla base del differenziale di rendimento di lungo periodo fra titoli azionari e titoli obbligazionari sui mercati finanziari internazionali;
  • c) coefficiente Beta, che misura la variabilità dell'andamento di un titolo rispetto al mercato, determinato sulla base di un campione di società comparabili e ponderato per la rispettiva capitalizzazione di borsa, pari a 1,08.

Non si evidenziano scostamenti significativi rispetto alle ipotesi e alle variabili utilizzate nel precedente esercizio.

Il test di impairment effettuato sulla CGU indicata non ha evidenziato riduzioni di valore da apportare al valore dell'avviamento.

Si evidenzia infatti che, a fronte di un valore di carico della CGU PB pari a 149,3 milioni di euro, il valore ottenuto applicando la metodologia analitica descritta risulta compreso tra un minimo di 673,7 milioni di euro e un massimo di 775,1 milioni di euro.

2. CGU "Gestioni Fiduciarie" ("CGU GF")

La CGU "Gestioni Fiduciarie" ("CGU GF") coincide sostanzialmente con la partecipazione in BG Fiduciaria Sim. Ai fini dell'applicazione dello IAS 36 in collegamento con l'IFRS 8, poiché tale CGU è di fatto trasversale ai segmenti operativi individuati ai fini IFRS 8, è stata considerata la ripartizione dei flussi futuri tra il segmento Private banking, il segmento Retail e il segmento Corporate in base agli AUM, evitando in tal modo la sovrapposizione di segmenti. In considerazione del fatto che la redditività delle masse attribuite ai tre segmenti è similare e che la ripartizione dei costi avviene sempre in funzione degli AUM, il superamento dell'impairment test a livello di CGU GF determina il superamento del test per gli avviamenti attribuiti ai tre segmenti Private banking, Retail e Corporate.

Sulla base delle proiezioni economico-finanziarie desunte dal Piano economico finanziario 2017-2019, per la CGU in esame è stata assunta un'ipotesi di crescita delle masse medie in gestione (AUM), nel triennio di riferimento (CAGR), dello 0,2% annuo mentre il tasso di crescita di lungo periodo atteso dopo il periodo di pianificazione esplicita, utilizzato al fine di determinare il Terminal value (rendita perpetua), è stato determinato nella misura dell'1,5%.

Il costo del capitale utilizzato per attualizzare i flussi di cassa, costruito sulla base del modello del Capital Asset Pricing Model è stato stimato al 9,26%.

Il costo del capitale è stato stimato applicando la metodologia del Capital Asset pricing model (CAPM) in funzione delle seguenti variabili:

  • a) risk free rate dell'1,46%, pari al rendimento annuo lordo del BTP decennale degli ultimi 12 mesi;
  • b) market risk premium del 6,0% determinato sulla base del differenziale di rendimento di lungo periodo fra titoli azionari e titoli obbligazionari sui mercati finanziari internazionali;
  • c) coefficiente Beta, che misura la variabilità dell'andamento di un titolo rispetto al mercato, determinato sulla base di un campione di società comparabili e ponderato per la rispettiva capitalizzazione di borsa, pari a 1,30.

Non si evidenziano scostamenti significativi rispetto alle ipotesi e alle variabili utilizzate nel precedente esercizio. Il test di impairment effettuato sulla CGU indicata non ha evidenziato riduzioni di valore da apportare al valore dell'avviamento.

Si evidenzia infatti che, a fronte di un valore di carico della CGU GF pari a 21,6 milioni di euro, il valore ottenuto applicando la metodologia analitica descritta risulta compreso tra un minimo di 27,1 milioni di euro e un massimo di 30,2 milioni di euro.

In base alle richieste dello IAS 36.134 lettera f), è stata infatti condotta un'analisi di sensitività in funzione dei parametri costo del capitale (Ke) e tasso di crescita di lungo periodo, utilizzando un range di variazione rispettivamente pari a 8,8%-9,8% e 1,0%-2,0%.

Il test effettuato con la metodologia di controllo ha altresì confermato la tenuta del valore iscritto.

3. CGU "Prime Consult e INA Sim"

La CGU "Prime Consult e INA Sim" ("CGU ex Sim") si riferisce alla parte dell'attività del segmento operativo Affluent relativa all'operatività delle Sim Prime Consult Sim S.p.A. e INA Sim S.p.A., incorporate alla fine del 2002, a cui è interamente attribuibile il goodwill emerso dall'acquisizione.

Sulla base delle proiezioni economico-finanziarie desunte dal Piano economico finanziario 2017-2019, per la CGU in esame è stata assunta un'ipotesi di crescita delle masse medie in gestione (AUM), alla fine del triennio di riferimento (CAGR), dell'8,2% annuo mentre il tasso di crescita di lungo periodo atteso dopo il periodo di pianificazione esplicita, utilizzato al fine di determinare il Terminal value (rendita perpetua) è stato determinato nella misura dell'1,5%. Il costo del capitale utilizzato per attualizzare i flussi di cassa, costruito sulla base del modello del Capital Asset Pricing Model è stato stimato al 7,94%.

Il costo del capitale è stato stimato applicando la metodologia del Capital Asset Pricing Model (CAPM) in funzione delle seguenti variabili:

  • a) risk free rate dell'1,46%, pari al rendimento annuo lordo del BTP decennale degli ultimi 12 mesi;
  • b) market risk premium del 6,0% determinato sulla base del differenziale di rendimento di lungo periodo fra titoli azionari e titoli obbligazionari sui mercati finanziari internazionali;
  • c) coefficiente Beta, che misura la variabilità dell'andamento di un titolo rispetto al mercato, determinato sulla base di un campione di società comparabili e ponderato per la rispettiva capitalizzazione di borsa, pari a 1,08.

Non si evidenziano scostamenti significativi rispetto alle ipotesi e alle variabili utilizzate nel precedente esercizio.

Il test di impairment effettuato sulla CGU indicata non ha evidenziato riduzioni di valore da apportare al valore dell'avviamento.

Si evidenzia infatti che, a fronte di un valore di carico della CGU Prime Consult e INA Sim pari a 24,4 milioni di euro, il valore ottenuto applicando la metodologia analitica descritta risulta compreso tra un minimo di 440,7 milioni di euro e un massimo di 508,6 milioni di euro.

In base alle richieste dello IAS 36.134 lettera f), è stata infatti condotta un'analisi di sensitività in funzione dei parametri costo del capitale (Ke) e tasso di crescita di lungo periodo, utilizzando un range di variazione rispettivamente pari a 7,7%-8,2% e 1,25%-1,75%.

Il test effettuato con la metodologia di controllo ha altresì confermato la tenuta del valore iscritto.

In base alle richieste dello IAS 36.134 lettera f), è stata infatti condotta un'analisi di sensitività in funzione dei parametri costo del capitale (Ke) e tasso di crescita di lungo periodo, utilizzando un range di variazione rispettivamente pari a 7,7%-8,2% e 1,25%-1,75%.

Il test effettuato con la metodologia di controllo ha altresì confermato la tenuta del valore iscritto.

PARTE H – OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Aspetti procedurali

In conformità alle previsioni di cui all'art. 2391-bis codice civile e all'art. 4 del Regolamento Consob adottato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato la "Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate", entrata in vigore il 1° gennaio 2011.

In data 12 dicembre 2011, la Banca d'Italia ha provveduto ad aggiornare le Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche (Circolare Banca d'Italia n. 263/2006) emanando le nuove Disposizioni in materia di attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di Soggetti Collegati (Titolo V, Capitolo 5).

La Procedura è stata da ultimo aggiornata in ottemperanza alle previsioni dell'art. 150 del TUF e alle disposizioni introdotte il 2 luglio 2013 da Banca d'Italia, con il 15° aggiornamento della Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 relative alle "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche" in materia di Operazioni di Maggior Rilievo.

La nuova Procedura in materia di operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati e di Operazioni di Maggior Rilievo, vigente con decorrenza dal 1° luglio 2014, si propone di dare attuazione alle discipline CONSOB e Banca d'Italia introducendo, per tutte le Società del Gruppo Bancario, regole sull'operatività con Parti Correlate e Soggetti Collegati e Operazioni di Maggior Rilievo che regolamentano le modalità istruttorie, le competenze deliberative, di rendicontazione e di informativa.

Il perimetro delle parti correlate

Sulla base di quanto previsto dal Regolamento Consob, dalle Disposizioni emanate dall'Organo di Vigilanza e dalla Procedura, sono considerate parti correlate di Banca Generali:

  • le società controllate del Gruppo bancario;

  • la controllante ultima Assicurazioni Generali S.p.A., le società controllate da questa (società sottoposte a comune controllo), compresa la controllante diretta Generali Italia S.p.A., nonché i fondi pensione costituiti a favore dei dipendenti delle società del Gruppo Generali;

  • i dirigenti con responsabilità strategica della Banca e della controllante Assicurazioni Generali (Key manager), gli stretti familiari degli stessi e le relative società partecipate rilevanti (entità nelle quali uno di tali soggetti esercita il controllo, il controllo congiunto o l'influenza notevole o detiene, direttamente o indirettamente, una quota significativa, comunque non inferiore al 20%, dei diritti di voto).

In base allo IAS 24, nella versione rivista entrata in vigore dal 1° gennaio 2011, sono altresì considerate parti correlate le società collegate del Gruppo bancario e del Gruppo assicurativo Generali.

Per quanto concerne in particolare i Key manager, sono stati qualificati come tali:

  • gli Amministratori e i componenti del Collegio sindacale delle società del Gruppo bancario, compreso l'Amministratore Delegato 5 di Banca Generali;

  • i dirigenti rientranti nell'"Alta Direzione", come individuati nelle Politiche di remunerazione del Gruppo bancario6 , ovvero il Direttore Generale, i due Vicedirettori Generali e i 3 Direttori Centrali;

  • gli esponenti della controllante Assicurazioni Generali S.p.A. individuati come Dirigenti con Responsabilità strategiche nell'ambito della analoga procedura in materia di operazioni con le parti correlate adottata dal Gruppo Assicurativo.

Le soglie di rilevanza delle operazioni con Parti correlate

La Procedura stabilisce specifiche disposizioni in materia di competenza decisionale, obbligo di motivazione e documentazione da predisporre a seconda della diversa tipologia di operazione.

In particolare:

  • le Operazioni di Maggiore Rilevanza ovvero le operazioni che superano la soglia del 5% di almeno uno degli indici di rilevanza del controvalore dell'operazione o dell'attivo previsti dalla delibera Consob n. 17221, ridotta al 2,5% per le operazioni poste in essere con la società controllante quotata o con soggetti a quest'ultima correlati che risultino a loro volta correlati alla Società – sono riservate alla competenza del Consiglio di Amministrazione, previo parere favorevole vincolante del Comitato per il controllo interno;

  • le Operazioni di Minore Rilevanza ovvero le operazioni con parti correlate di importo compreso fra quelle di importo esiguo e quelle di maggiore rilevanza - sono deliberate, in conformità a quanto previsto dal sistema di deleghe di poteri vigente pro-tempore, previo parere non vincolante del Comitato per il controllo interno. Esse devono essere istruite in modo da illustrare in modo approfondito e documentato le ragioni dell'operazione nonché la convenienza e la correttezza sostanziale delle sue condizioni;

  • le Operazioni di importo esiguo, il cui valore determinato ai sensi delle Disposizioni Banca d'Italia non può eccedere la soglia di 250.000 euro per le banche con Fondi propri inferiori a 1 milione di euro, sono escluse dall'applicazione della disciplina deliberativa e di trasparenza informativa.

5 Carica ricoperta fino alla prematura scomparsa dal dott. Piermario Motta.

6 Per il 2016 i Dirigenti apicali rientranti nell'Alta Direzione sono stati i 3 Direttori Centrali fino alla riorganizzazione avvenuta il 1° luglio e quindi i due nuovi Vice Direttori Generali. In tale categoria viene ricondotto a livello consolidato anche il General Manager della controllata BGFML.

Oltre alle operazioni di importo esiguo, in conformità al regolamento Consob, sono previste ulteriori fattispecie a cui non si applicano le particolari procedure deliberative:

  • i piani di compensi basati su strumenti finanziari approvati dall'Assemblea ai sensi dell'art. 114-bis del TUF e le relative operazioni esecutive;

  • le deliberazioni in materia di remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche diverse da quelle determinate in via complessiva ai sensi dell'art. 2389, terzo comma, Cod. Civ. e le deliberazioni in materia di remunerazione dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche, a condizione che la Società abbia adottato una politica di remunerazione con determinate caratteristiche;

  • le Operazioni Ordinarie rientranti nell'ambito dell'ordinario esercizio dell'attività operativa e della connessa attività finanziaria e concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard. Ai sensi delle disposizioni emanate dalla Banca d'Italia, tuttavia, vanno considerate come non ordinarie tutte le operazioni che superano comunque la soglia di Maggiore rilevanza, anche se concluse a condizioni di mercato o standard;

  • Operazioni con o tra società controllate e società collegate, subordinatamente al fatto che nelle società controllate o collegate controparti dell'operazione non siano presenti interessi significativi di altre parti correlate della Società.

Sulla base dell'indice costituito dai Fondi propri consolidati, attualmente la soglia delle operazioni di maggior rilevanza si attesta a circa 23,1 milioni di euro, ridotti a 11,5 milioni di euro per le operazioni con la controllante Assicurazioni Generali e le entità correlate a quest'ultima.

Le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia introducono, inoltre, limiti prudenziali parametrati alla consistenza dei Fondi propri in relazione all'assunzione di attività di rischio nei confronti dei Soggetti Collegati. I limiti sono differenziati in funzione delle diverse tipologie di Soggetti Collegati, in modo proporzionato all'intensità delle relazioni e alla rilevanza dei conseguenti rischi per la sana e prudente gestione. In considerazione dei maggiori rischi inerenti ai conflitti di interesse nelle relazioni banca-industria, sono previsti limiti più stringenti per le attività di rischio nei confronti di soggetti qualificabili come parti correlate non finanziarie. Per quanto riguarda i soggetti collegati al Gruppo Generali il limite è fissato su base consolidata al 7,5 per cento dei Fondi propri consolidati.

Nel rispetto dei limiti consolidati, Banca Generali può assumere attività di rischio nei confronti di un medesimo insieme di soggetti collegati entro il limite del 20 per cento dei Fondi propri individuali.

1. Informazioni sui compensi degli amministratori e dei dirigenti

In base a quanto previsto dallo IAS 24, nella tabella che segue sono indicati i compensi complessivamente imputati per competenza al Conto economico, ripartiti per tipologia di soggetto e natura.

31.12.2016
TOTALE
31.12.2015
VARIAZIONE
DIRIGENTI CON
RESP. STRATEGICA
SINDACI AMMINISTRATORI
4.047
5.328
-1.281
2.712 224 1.111 Benefici a breve termine (retrib. correnti
e oneri sociali) (1)
609
189
420
609 - - Benefici successivi al rapporto di lavoro (2)
116
367
-251
116 - - Altri benefici a lungo termine (3)
-
-
-
- - - Indennità per la cessazione del rapporto
di lavoro
2.634
2.601
33
2.634 - - Pagamenti basati su azioni (4)
7.407
8.485
-1.078
6.071 224 1.111 Totale
8.485 6.484 219 1.783 Totale 31.12.2015

(1) Include retribuzioni correnti e relativi oneri sociali a carico dell'azienda e la quota di retribuzione variabile a breve termine.

(2) Include la contribuzione aziendale ai fondi pensione e l'accantonamento al TFR nelle misure previste dalla legge e dai regolamenti aziendali.

(3) Include la quota del 40% del bonus con gate di accesso. (4) Include il costo stimato per i pagamenti basati su azioni, determinato in base ai criteri dell'IFRS 2 e imputato in bilancio.

Remunerazioni e incentivazioni del Personale più rilevante del Gruppo bancario.

Tale tabella riporta gli oneri complessivamente rilevati nel Conto economico del Bilancio consolidato sulla base dell'applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. Include, pertanto, anche gli oneri sociali a carico dell'azienda, l'accantonamento TFR, gli oneri per piani di pagamento basati su azioni, determinati ai sensi dell'IFRS2, nonché la stima delle retribuzioni variabili di competenza dell'esercizio, determinate in base alle previsioni della Politica sulle

Si precisa, inoltre, che gli importi sono al netto dei compensi reversibili relativi ad attività svolte presso altre società.

La voce "altri benefici a lungo termine", in particolare, include la stima della quota pari al 40% della retribuzione variabile dell'esercizio, eccedente i 75.000 euro, la cui erogazione, in ottemperanza alla summenzionata Politica sulle Remunerazioni, viene differita nei due esercizi successivi e subordinata al superamento di specifici gate di accesso. La voce relativa ai benefici a breve termine include, invece, oltre alla retribuzione fissa, la quota del 60% della retribuzione variabile maturata nell'esercizio ed erogabile nell'esercizio successivo.

A partire dall'esercizio 2015, una quota pari al 25% della retribuzione variabile, sia corrente che differita viene erogata in azioni Banca Generali.

  • La voce pagamenti basati su azioni, pertanto, include gli oneri IFRS2 di competenza dell'esercizio relativi:
  • ai piani LTI (Long term incentive Plan) attivati dalla controllante Assicurazioni Generali, per un ammontare complessivo di 2,7 milioni di euro;

  • ai pagamenti basati su azioni previsti dalla nuova Politica sulle Remunerazioni, di cui si è già detto al paragrafo precedente e più specificamente analizzati nella Parte I della presente Nota integrativa (0,5 milioni di euro).

Per quanto riguarda i piani LTI della controllante Assicurazioni Generali, si evidenzia che, a partire dal 4° ciclo del piano (2013-2015) le caratteristiche dell'incentivazione sono state integralmente riviste e prevedono ora solo uno share bonus in azioni della controllante Assicurazioni Generali il cui onere è stato pertanto determinato esclusivamente sulla base del Principio contabile internazionale IFRS 2. Per un'analisi più dettagliata di questa incentivazione, si rinvia a quanto indicato nella Parte A - Sezione 17 Altre informazioni – della presente Nota integrativa.

Per dettagliate informazioni sulle Politiche di remunerazione, si rinvia pertanto allo specifico documento sulle Politiche di remunerazione istituito dalla Delibera Consob n. 18049 del 23.12.2011 e, per quanto riguarda l'informativa richiesta dalla Banca d'Italia, alla specifica sezione del Pillar 3.

2. Informazioni sulle transazioni con parti correlate

Nell'ambito della propria ordinaria operatività, Banca Generali intrattiene numerosi rapporti di natura finanziaria e commerciale con le "parti correlate" rientranti nel perimetro del Gruppo Generali.

Banca Generali è controllata direttamente da Generali Italia S.p.A., società a cui fanno capo le attività svolte dal Gruppo assicurativo nel country Italia. Tuttavia, la società che esercita attività di direzione e coordinamento ai sensi dell'art. 2497 del Codice Civile continua a essere la controllante di ultima istanza Assicurazioni Generali S.p.A. Per tale motivo, è a quest'ultima che ci riferisce di seguito quando si indica la "controllante" di Banca Generali, come previsto dallo IAS 24.

Nell'ambito dell'attività bancaria, tali attività sono costituite da rapporti di conto corrente, custodia e amministrazione titoli e intermediazione mobiliare, incasso di portafoglio commerciale.

Nell'ambito dell'attività di distribuzione e sollecitazione del risparmio sono state stipulate varie convenzioni per l'attività di collocamento dei prodotti di risparmio gestito, assicurativo e di prodotti e servizi bancari, tramite la rete di Consulenti finanziari.

In misura minore, vengono anche svolte attività di consulenza e di gestione di patrimoni con riferimento alle attività sottostanti a prodotti assicurativi collocati dalle compagnie del Gruppo assicurativo.

L'attività operativa della Banca si avvale, infine, di rapporti di outsourcing informatico e amministrativo, di assicurazione, locazione e altre attività minori con società del Gruppo Generali.

I rapporti con parti correlate esterne al Gruppo Generali sono invece sostanzialmente limitati a operazioni di raccolta, sia diretta sia indiretta e di finanziamento nei confronti dei Key manager (e dei relativi familiari) della Banca e della controllante, condotte a condizioni di mercato. Gli investimenti diretti di Banca Generali in attività su cui tali soggetti esercitano influenza notevole o controllo, sono invece del tutto residuali.

2.1 Operazioni di natura non ordinaria o non ricorrenti

Operazioni inusuali, atipiche o straordinarie

Nell'esercizio 2016 non sono rinvenibili operazioni atipiche e/o inusuali; operazioni della specie, non sono state effettuate neppure con soggetti diversi dalle parti correlate quali soggetti infragruppo o terzi.

Per operazioni atipiche e/o inusuali – giusta Comunicazioni Consob n. 98015375 del 27 febbraio 1998 e n. 1025564 del 6 aprile 2001 – si intendono tutte quelle operazioni che per significatività/rilevanza, natura delle controparti, oggetto della transazione (anche in relazione alla gestione ordinaria), modalità di determinazione del prezzo di trasferimento e tempistica di accadimento (prossimità alla chiusura del periodo), possono dar luogo a dubbi in ordine alla correttezza/ completezza dell'informazione in bilancio, al conflitto di interesse, alla salvaguardia del patrimonio aziendale, alla tutela degli azionisti di minoranza.

Operazioni di maggiore rilevanza

Nel corso del 2016 non sono state effettuate dal Gruppo bancario operazioni qualificabili come di "maggiore rilevanza" non ordinarie e non a condizioni di mercato o standard dalle quali sarebbe derivato, in applicazione della Procedura in materia di operazioni con parti correlate, un obbligo di pubblicazione di un documento informativo al mercato.

Altre operazioni rilevanti

Nel corso del 2016 sono state deliberate alcune operazioni qualificabili come di "minor rilevanza" sottoposte al parere preventivo non vincolante del Comitato Controllo e Rischi per le quali si rinvia allo specifico capitolo della Relazione sulla Gestione.

2.2 Operazioni di natura ordinaria o ricorrente

Gli sviluppi dell'ordinaria operatività con parti correlate nel corso del 2016 vengono presentati nei paragrafi che seguono.

I rapporti con il Gruppo Assicurazioni Generali

Dati di Stato patrimoniale

(MIGLIAIA DI EURO) CONTROLLANTE
ASS. GENERALI
GRUPPO
AG CONSOCIATE
31.12.2016 31.12.2015 INC. % 2016
Attività finanziarie di trading 225 - 225 270 0,58%
Attività finanziarie disponibili per la vendita 652 246 898 1.028 0,02%
Crediti verso clientela - 19.100 19.100 20.874 1,01%
Attività fiscali (consolidato fiscale AG) 2.150 - 2.150 16.399 4,83%
Altre attività 1 427 428 631 0,05%
Totale attività 3.028 19.773 22.801 39.202 0,27%
Debiti verso clientela 2.802 748.355 751.157 912.632 11,30%
Altre passività 1 10.823 10.824 17.005 9,11%
Totale passività 2.803 759.178 761.981 929.637 9,12%
Garanzie rilasciate 2.224 284 2.508 3.019 2,24%

L'esposizione complessiva nei confronti della controllante Assicurazioni Generali, delle società sottoposte al controllo di quest'ultima, compresa la controllante diretta Generali Italia S.p.A., e delle società collegate, ammonta a 22,8 milioni di euro, a fronte dei 39,2 milioni di euro rilevati alla fine del 2015, pari allo 0,3% del totale dell'attivo di bilancio di Banca Generali.

La posizione debitoria complessiva raggiunge, invece, un livello di 762,0 milioni di euro, attestandosi al 9,1% del passivo, con un decremento di 167,6 milioni di euro (-18,0%) rispetto all'esercizio precedente.

Nell'ambito dell'attivo, le attività finanziarie di trading e AFS verso la controllante si riferiscono ad azioni di Assicurazioni Generali detenute nei corrispondenti portafogli di Banca Generali. Nell'ambito del portafoglio AFS, gli investimenti partecipativi nei confronti delle consociate del gruppo assicurativo Generali si riferiscono alle quote delle società consortili del gruppo GBS (Generali Business Solutions) e GCS (Generali Corporate Services).

Le esposizioni verso società del Gruppo Generali classificate fra i crediti verso clientela ammontano, invece, a 19,1 milioni di euro e si riferiscono alle seguenti operazioni:

TIPOLOGIA OPERAZIONE 31.12.2016 31.12.2015
SOCIETÀ RAPPORTO AMMONTARE PROVENTI AMMONTARE PROVENTI
Investimenti Marittimi Collegata Gruppo AG Sovvenzione a m/l t in c/c - - - 449
Genertellife Controllata Gruppo AG Crediti di funzionamento 17.461 - 19.789 -
Assicurazioni Generali Controllante Crediti di funzionamento - - 16 -
Altre società Gruppo
Generali
Controllata Gruppo AG Crediti di funzionamento 1.632 - 1.068 -
Altre esposizioni verso
società Gruppo
Controllata Gruppo AG Esposizioni temporanee in c/c 7 816 1 104
19.100 816 20.874 553

I crediti di funzionamento sono costituiti da partite transitorie per provvigioni maturate nell'ultimo trimestre in relazione all'attività di distribuzione di prodotti assicurativi e finanziari di società del gruppo.

I crediti verso la controllante classificati nelle attività fiscali sono costituiti dall'eccedenza netta a credito di Banca Generali S.p.A. di versamenti in acconto, ritenute e crediti d'imposta rispetto alla stima dell'imposta IRES dovuta alla fine dell'esercizio. Tale voce include, altresì, il credito derivante dall'istanza di rimborso della quota di IRAP deducibile ai fini IRES, introdotta dal DL 201/11, che verrà rimborsato nell'ambito del consolidato fiscale nazionale attivato da quest'ultima.

I debiti verso clientela, rinvenienti da parti correlate del Gruppo Generali, raggiungono a fine esercizio un livello di 751,1 milioni di euro e includono debiti verso la controllante Assicurazioni Generali S.p.A. per 2,8 milioni di euro e debiti verso Generali Italia S.p.A. per 142,4 milioni di euro.

I debiti verso clientela includono anche il prestito subordinato ottenuto da Generali Beteiligungs GmbH, stipulato a fine 2014 in relazione all'operazione di acquisizione del ramo d'azienda di Credit Suisse Italy S.p.A., per un ammontare al lordo degli interessi maturati di 43,3 milioni di euro.

Sono stati infine concessi crediti di firma a società del Gruppo Generali per 2,5 milioni di euro, di cui 2,2 milioni nei confronti di Assicurazioni Generali S.p.A.

Dati di Conto economico

Al 31 dicembre 2016 le componenti economiche complessivamente rilevate in bilancio in relazione a operazioni poste in essere con società del Gruppo Generali ammontano a 173,6 milioni di euro, pari al 94,0% dell'utile operativo ante imposte.

(MIGLIAIA DI EURO) CONTROLLANTE
ASS. GENERALI
GRUPPO
AG CONSOCIATE
2016 2015 INC. % 2016
Interessi attivi 34 782 816 553 1,32%
Interessi passivi - -1.669 -1.669 -1.981 53,58%
Interessi netti 34 -887 -853 -1.428 -1,45%
Commissioni attive 1 190.756 190.757 161.864 31,55%
Commissioni passive - -1.011 -1.011 -1.213 0,34%
Commissioni nette 1 189.745 189.746 160.651 61,40%
Dividendi 45 - 45 37 2,29%
Risultato della negoziazione - - - -1.850 -
Ricavi operativi 80 188.858 188.938 157.410 46,95%
Spese personale - 232 232 420 -0,29%
Spese amministrative -1 -15.644 -15.645 -15.675 11,17%
Altri proventi e oneri di gestione - 75 75 328 0,17%
Costi operativi netti -1 -15.337 -15.338 -14.927 8,43%
Risultato operativo 79 173.521 173.600 142.483 78,76%
Utile operativo 79 173.521 173.600 142.483 93,9%
Utile d'esercizio 79 173.521 173.600 142.483 111,4%

Il margine di interesse verso società del gruppo assicurativo è complessivamente negativo e si attesta a 0,8 milioni di euro, con un'incidenza degli interessi passivi riconosciuti a tali società (1,7 milioni di euro) pari al 53,6% dell'ammontare totale della voce rilevata a Conto economico, in decremento di 312 migliaia di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Gli interessi attivi includono, convenzionalmente, anche gli interessi passivi negativi applicati sui depositi delle società del Gruppo Generali a partire dal mese di giugno, determinati in base alla media dell'Euribor a 1 mese del mese precedente rispetto a quello di calcolo.

Gli interessi passivi corrisposti in relazione al prestito subordinato di Generali Beteiligungs GmbH ammontano a 1,6 milioni di euro, mentre la remunerazione della raccolta apportata dalle altre società del Gruppo Generali, in considerazione del consolidarsi di una situazione di tassi di interesse a breve negativi, appare del tutto trascurabile.

Le commissioni attive retrocesse da società del Gruppo assicurativo ammontano a 190,7 milioni di euro, pari al 31,5% dell'aggregato di bilancio e presentano la seguente composizione:

VARIAZIONE
2016 2015 ASSOLUTA %
Commissioni di gestione
del risparmio
4.527 3.865 662 17,1%
Distribuzione prodotti assicurativi 183.711 155.561 28.150 18,1%
Commissioni di consulenza 2.141 1.973 168 n.a.
Altre commissioni bancarie 378 465 -87 n.a.
Totale 190.757 161.864 28.893 17,9%

La componente più rilevante è costituita dalle commissioni relative alla distribuzione di prodotti assicurativi retrocesse da Genertellife, in aumento rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente del 18,1% (+28,2 milioni di euro).

Le commissioni da collocamento di quote di OICR del gruppo assicurativo si riferiscono in massima parte ai proventi derivanti dalla distribuzione dei fondi BG Focus, promossi da Generali Investments Europe SGR.

Banca Generali, inoltre, presta attività di consulenza o gestisce direttamente tramite gestioni di portafoglio una quota delle attività sottostanti ai prodotti assicurativi del gruppo. In relazione a tale attività, nel corso del 2016 sono maturate commissioni attive di consulenza per 2,1 milioni verso Alleanza Assicurazioni S.p.A. e Generali Italia S.p.A.

Le altre commissioni bancarie, invece, si riferiscono prevalentemente all'attività di incasso RID per conto di società del gruppo.

Si segnala inoltre, per evidenza, che Banca Generali presta servizi di negoziazione e raccolta ordini a favore degli OICR italiani ed esteri, amministrati dalle società di gestione del gruppo bancario e assicurativo. Tali commissioni, per un ammontare di 1,1 milioni di euro, vengono di regola addebitate direttamente al patrimonio degli OICR che si configurano come entità non rientranti nel perimetro dello IAS 24.

La Banca percepisce altresì direttamente dalla clientela, tramite la banca corrispondente, le commissioni di sottoscrizione relative alle Sicav promosse dal gruppo (BG Sicav, BG Selection Sicav, Generali Investments Sicav).

2016 2015 VARIAZIONE
Commissioni sottoscrizione Sicav 55 128 -73
Commissioni negoziazione su fondi e Sicav 1.080 4.964 -3.884
1.135 5.092 -3.957

I costi operativi netti rilevati dalla Banca in relazione a operazioni con parti correlate del Gruppo Generali ammontano a 15,3 milioni di euro, pari all'8,4% del totale dell'aggregato e si riferiscono ai servizi assicurativi, di locazione, amministrativi e informatici in outsourcing.

VARIAZIONE
2016 2015 ASSOLUTA %
Servizi assicurativi 2.225 2.116 109 5,2%
Servizi immobiliari 5.726 6.970 -1.244 -17,8%
Servizi amministrativi, informatici
e logistica
7.622 6.261 1.361 21,7%
Servizi finanziari -3 - -3 -
Servizi del personale (staff) -232 -420 188 -44,8%
Totale spese amministrative 15.338 14.927 411 2,8%

Le spese amministrative sostenute nei confronti di Generali Italia S.p.A. ammontano a 3,3 milioni di euro e si riferiscono, per 2,1 milioni di euro, a servizi assicurativi e, per il residuo, a canoni di locazione immobiliare ex INA.

Il costo dei servizi immobiliari, relativi alla locazione delle strutture di sede e della rete di filiali e punti operativi della Banca, ammonta complessivamente a 5,7 milioni di euro e si riferisce, oltre a Generali Italia S.p.A. (1,2 milioni di euro), a Generali Properties (3,2 milioni di euro) e al Fondo Mascagni (1,4 milioni di euro).

Gli oneri di natura informatica, amministrativa e logistica si riferiscono in massima parte ai servizi prestati da Generali Business Solutions S.r.l. (GBS) sulla base dei contratti di outsourcing in essere.

I rapporti con altre parti correlate

Le esposizioni nei confronti dei Key manager della Banca e della controllante Assicurazioni Generali si riferiscono essenzialmente a operazioni di mutuo ipotecario residenziale effettuate alle medesime condizioni applicate agli altri dirigenti del Gruppo bancario e assicurativo.

I debiti verso i medesimi soggetti sono costituiti dai saldi dei conti correnti di corrispondenza intrattenuti dagli stessi con Banca Generali e sono regolati in base alle condizioni previste per i dipendenti del Gruppo bancario e assicurativo.

La voce Partecipazioni include la quota di partecipazione che, nel corso dell'esercizio 2015, il Gruppo bancario ha acquisito nella società di diritto inglese IOCA Entertainment Ltd.

Nel corso del 2016, la quota di perdita d'esercizio di competenza di Banca Generali ammonta a circa 75 migliaia di euro, mentre le differenze cambio sulla partecipazione in valuta a 96 migliaia di euro.

Il portafoglio AFS include, infine, anche un investimento azionario non significativo in Dea Capital, riferibile a un dirigente con responsabilità strategiche della controllante Assicurazioni Generali S.p.A. Nel 2016 su tale titolo sono stati incassati dividendi per 36 mila euro.

(MIGLIAIA DI EURO) DIRIGENTI RESPONSABILITÀ
STRATEGICHE
ENTITÀ CONTROLLATE
O INFLUENZA NOTEVOLE
Attività finanziarie AFS - 361
Crediti verso clientela 3.082 -
Debiti verso clientela 3.780 -
Partecipazioni - 1.988
Garanzie rilasciate 45 -
Garanzie ricevute - -

Attività di direzione e coordinamento

Ai sensi dell'art. 2497-bis del Codice Civile, Banca Generali è assoggettata all'attività di "direzione e coordinamento" di Assicurazioni Generali S.p.A.

Di seguito si riporta il prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio approvato di tale società.

Principali dati del bilancio 2015 di Assicurazioni Generali

(MILIONI DI EURO)
Utile netto 931,5
Dividendo complessivo 1.123,0
Incremento -
Premi netti complessivi 2.290,0
Premi lordi complessivi 3.113,1
Premi lordi complessivi lavoro diretto 595,0
Incremento a termini omogenei (a) -
Premi lordi complessivi lavoro indiretto 2.518,1
Incremento a termini omogenei (a) -
Costi di produzione e di amministrazione 397,2
Expense ratio (b) 17,34%
Ramo Vita
Premi netti ramo vita 1.353,6
Premi lordi ramo vita 1.719,4
Incremento a termini omogenei (a) -
Premi lordi ramo vita lavoro diretto 244,6
Incremento a termini omogenei (a) -
Premi lordi ramo vita lavoro indiretto 1.478,8
Incremento a termini omogenei (a) -
Costi di produzione e di amministrazione ramo vita 210,2
Expense ratio (b) 15,53%
Ramo Danni
Premi netti rami danni 936,4
Premi lordi rami danni 1.393,7
Incremento a termini omogenei (a) -
Premi lordi rami danni lavoro diretto 350,4
Incremento a termini omogenei (a) -
Premi lordi rami danni lavoro indiretto 1.043,3
Incremento a termini omogenei (a) -
Costi di produzione e di amministrazione rami danni 187,0
Expense ratio (b) 19,97%
Loss ratio (c) 63,20%
Combined ratio (d) 83,10%
Risultato dell'attività finanziaria corrente 1.673,8
Riserve tecniche 14.120,1
Riserve tecniche ramo vita 12.135,5
Riserve tecniche ramo danni 1.984,6
Investimenti 41.170,3
Capitale e riserve 13.767,5

(a) A parità di cambi.

(b) Rapporto spese di gestione su premi complessivi.

(c) Rapporto sinistri di competenza su premi di competenza.

(d) Somma di (b) e (c).

I dati essenziali della controllante Assicurazioni Generali S.p.A. esposti nel prospetto riepilogativo sono stati estratti dal relativo Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2015 che, corredato dalla relazione della società di revisione, è disponibile nelle forme e nei modi previsti dalla legge. Pertanto, tali dati essenziali della controllante non sono ricompresi nelle attività di revisione contabile svolte dalla società di revisione da noi incaricata.

PARTE I – ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

A. Informazioni di natura qualitativa

Alla data del 31.12.2016, gli accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali, attivati da Banca Generali sono costituiti da due piani di stock option riservati rispettivamente a Consulenti Finanziari e manager di rete e Relationship Manager (dipendenti) di Banca Generali, approvati dall'Assemblea degli azionisti in data 21 aprile 2010. Tali piani hanno ormai terminato il periodo di vesting e si avvicinano al termine anche del periodo massimo di esercitabilità delle azioni.

La Politica in materia di remunerazione e incentivazione del gruppo Banca Generali, adeguata a quanto previsto dalle Disposizioni di Vigilanza (Circolare Banca d'Italia n. 285/2013 VII aggiornamento), prevede che annualmente una quota della retribuzione variabile maturata dal personale più rilevante venga corrisposta mediante pagamenti basati su propri strumenti finanziari.

A.1 Piani di Stock Option per Consulenti Finanziari e manager di rete e per i Relationship manager di Banca Generali S.p.A. per l'esercizio 2010

Al fine di perseguire il duplice obiettivo di medio e lungo periodo di mantenere allineati gli interessi della rete distributiva e dei manager di rete a quelli della società e di fidelizzare le figure più promettenti, coinvolgendole economicamente nella crescita di valore complessivo dell'azienda e stimolandone la produttività, in data 21 aprile 2010, l'Assemblea degli azionisti ha approvato due piani di stock options, che prevedevano:

  • l'assegnazione a Consulenti Finanziari, area manager e business manager e private banker di Banca Generali di un numero massimo di azioni ordinarie da emettere pari a 2.300.000;

  • l'assegnazione ai Relationship Manager dipendenti di Banca Generali di un numero massimo di azioni ordinarie da emettere pari a 200.000;

  • l'assegnazione delle opzioni entro il 30 giugno 2011, previa verifica del raggiungimento di obiettivi complessivi e individuali di sviluppo della raccolta realizzata entro il 31.12.2010;

  • l'esercitabilità delle opzioni a partire dal 1° luglio 2011 in ragione di un sesto per anno e fino al 30 giugno 2017.

Le caratteristiche salienti dei piani in esame sono riepilogate nei Bilanci consolidati e individuali 2014 e precedenti a cui è possibile fare riferimento per maggiori informazioni.

Al servizio dei piani di stock options sopra indicati, è stato approvato un aumento scindibile del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell'art. 2441, quinto e ottavo comma del Codice Civile, per l'emissione di un massimo di 2,5 milioni di azioni ordinarie, in aggiunta ai 5,5 milioni di nuove azioni già deliberate in relazione ai piani di stock options preesistenti, già esaminati.

La verifica del raggiungimento degli obiettivi individuali assegnati alle diverse categorie di destinatari è stata effettuata dal Comitato di gestione del piano in data 13 maggio 2011 e i diritti di opzione sono stati effettivamente assegnati agli aventi diritto in data 7 giugno 2011.

Il prezzo di esercizio delle azioni è stato determinato in base ai Regolamenti dei piani, sulla base della media aritmetica dei prezzi di riferimento della quotazione dell'azione Banca Generali rilevati nel periodo che va dalla data di assegnazione allo stesso giorno del mese solare precedente, pari a euro 10,7118.

La sesta e ultima tranche di opzioni, pari a un sesto del totale delle opzioni assegnate, è divenuta esercitabile a partire dal 01.07.2016 e potrà quindi essere esercitata fino al 30.06.2017.

Nel corso dell'esercizio 2016 sono state esercitate 340.007 opzioni, di cui 20.907 relative a Relationship Manager. Sono altresì state annullate 5.318 opzioni per effetto della cessazione del mandato da parte dei Consulenti Finanziari. Nel complesso le opzioni esercitate ammontano quindi a 1.945.687 mentre le opzioni annullate sono 120.127. Alla fine dell'esercizio 2016 le opzioni non ancora esercitate ammontano a 434.186 di cui 38.339 relative a Relationship Manager.

Determinazione del fair value e trattamento contabile

La valorizzazione dei piani di stock option è stata effettuata sulla base del fair value delle opzioni assegnate, misurato con riferimento alla data di assegnazione finale delle stesse.

In particolare, poiché le diverse tranches del piano sono caratterizzate da diverse date di maturazione e periodi di esercitabilità delle opzioni, ognuna delle stesse è stata trattata alla stregua di assegnazione separata, con determinazione di uno specifico fair value.

Per la determinazione del fair value delle opzioni è stato utilizzato un modello standardizzato, disponibile fra gli strumenti operativi della piattaforma Bloomberg, che utilizza quali dati di input il prezzo di esercizio (strike price), la durata delle opzioni e il periodo di esercitabilità, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità implicita, i dividendi attesi e il tasso d'interesse sulle attività risk free. L'utilizzo di un modello di pricing binomiale permette altresì di tenere conto della possibilità di esercizio anticipato delle opzioni rispetto alla scadenza ultima.

La volatilità implicita del titolo Banca Generali utilizzata dal modello è stata determinata sulla base di un processo induttivo ampiamente diffuso sul mercato.

In particolare, è stata preliminarmente stimata la volatilità attesa dell'opzione Banca Generali at the money a 3 mesi sulla base delle rilevazioni della volatilità storica e di quella delle opzioni a 3 mesi più liquide su titoli azionari di emittenti quotati aventi simili caratteristiche strutturali. È stato quindi calcolato il dato relativo allo spread rispetto alla volatilità dell'opzione a 3 mesi sull'indice DJ STOXX 50 che è stato successivamente applicato alla volatilità implicita dell'indice riferita all'orizzonte temporale delle nuove scadenze, tenendo altresì conto dei diversi profili di moneyness. In considerazione della particolare situazione di volatilità dei mercati verificatasi nel periodo di assegnazione delle azioni, il valore corrente delle stesse è stato individuato in base alla media delle quotazioni del periodo compreso fra il 15 maggio (data di individuazione dei beneficiari) e il 30 giugno 2011, ovvero la data prevista dal regolamento come termine ultimo per l'assegnazione delle stesse.

Ai fini della valutazione, sono state altresì considerate le altre specifiche caratteristiche dei piani, quali la presenza di periodi di sospensione dell'esercitabilità.

Poiché inoltre il regolamento del piano prevede la perdita del diritto a esercitare le opzioni in caso di cessazione per qualunque motivo del Consulente Finanziario, salvo il caso di decesso, invalidità permanente o pensionamento, è stata stimata la minor vita residua attesa delle opzioni, rispetto alla durata contrattuale, per effetto degli esercizi anticipati attesi. A tale fine il fair value teorico dell'azione è stato rettificato sulla base dei tassi di turnover attesi per classe di scadenza delle opzioni.

Alla fine di tale procedura sono stati individuati dei fair value compresi fra 1,01 e 0,65 euro, a seconda della data di esercizio dei diritti di opzione.

L'impatto a Conto economico è stato quindi determinato anno per anno in base al periodo di maturazione delle opzioni (vesting), ovvero il periodo intercorrente fra l'assegnazione e la maturazione definitiva del diritto a esercitare le stesse, tenendo altresì conto della probabilità che non si verifichino le condizioni per l'esercizio da parte di tutti i destinatari. In considerazione della diversa data di maturazione delle diverse tranches del piano, ognuna delle stesse è stata valutata a tali fini separatamente. Ne consegue che per la prima tranche, esercitabile dal 1° luglio 2011, la maturazione è stata immediata, mentre per la sesta tranche, esercitabile dal 1° luglio 2016, il periodo di maturazione è stato computato su 6 anni.

A.2 Piani di pagamento basati su azioni collegati alla componente variabile della remunerazione legata a obiettivi di performance

Nell'ambito della Politica in materia di remunerazione e incentivazione applicata al Personale più rilevante del gruppo Banca Generali, applicata a partire dall'esercizio 2015, in ottemperanza alle Disposizioni di Vigilanza (VII aggiornamento del 18 novembre 2014 della Circolare Banca d'Italia n. 285/2013), è stato previsto che il pagamento di una quota della componente variabile della retribuzione, sia corrente che differita, avvenga mediante l'attribuzione di strumenti finanziari di Banca Generali.

In particolare, per il personale più rilevante e i principali manager di rete, che maturano un compenso variabile collegato a obiettivi di breve periodo superiore a 75 migliaia di euro, è previsto, oltre che il differimento di una quota pari al 40% della retribuzione stessa, il pagamento della stessa, per una percentuale del 25%, in azioni Banca Generali con il seguente meccanismo di assegnazione e retention:

  • il 60% del bonus sarà erogato up front nell'esercizio successivo a quello di riferimento, per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno;

  • il 20% del bonus sarà erogato con un differimento di un anno, per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno;

  • il restante 20% del bonus sarà erogato con un differimento di due anni, per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno.

Qualora il bonus effettivo maturato sia inferiore alla soglia indicata di 75 mila euro, sarà erogato integralmente up front nell'esercizio successivo a quello di riferimento, per il 75% in cash e per il 25% in azioni Banca Generali, che saranno assoggettate a un periodo di retention di un anno.

Il pagamento in azioni verrà effettuato dopo la verifica da parte del Consiglio di Amministrazione dei risultati economici riguardanti l'esercizio di competenza e sarà pertanto condizionato, oltre che al raggiungimento degli obiettivi previsti dal meccanismo di Management by Objective, anche al superamento dei gate d'accesso di Gruppo Bancario (TCR Total capital ratio, LCR Liquidity Coverage ratio) relativi all'esercizio di maturazione della retribuzione e ai due esercizi successivi di differimento.

  • La metodologia applicata per la determinazione del numero di azioni spettanti ai percettori considera:
  • al numeratore, il 25% della remunerazione variabile di competenza maturata relativamente al raggiungimento effettivo dei target prefissati per l'esercizio in oggetto e,

  • al denominatore, la media del prezzo dell'azione Banca Generali nei tre mesi precedenti la riunione del Consiglio di Amministrazione in cui viene approvato il progetto di Bilancio di esercizio e il Bilancio consolidato relativi all'esercizio precedente a quello in cui inizia il ciclo di riferimento.

Determinazione del fair value e trattamento contabile

Ai sensi dell'IFRS 2 "Pagamenti basati su azioni", le modalità di attribuzione delle retribuzioni variabili, esaminate nel paragrafo precedente, si configurano come un'operazione di pagamento basato su azioni regolata con propri strumenti rappresentativi di capitale (equity settled).

Il trattamento contabile previsto per tali operazioni consiste nella rilevazione a Conto economico, nella voce di bilancio più opportuna (spese per il personale, commissioni passive), del costo stimato delle assegnazioni in contropartita a una specifica riserva di patrimonio netto.

L'IFRS 2 prevede a tale proposito che per le operazioni con dipendenti e terzi che forniscono servizi similari (dipendenti/ manager di rete), l'entità deve stimare il fair value dei servizi ricevuti facendo riferimento al fair value degli strumenti rappresentativi di capitale assegnati, poiché è normalmente impossibile stimare in maniera attendibile il fair value dei servizi ricevuti.

Da un punto vista contabile, poiché il pagamento basato su azioni non prevede un prezzo di esercizio, lo stesso può essere assimilato a un'assegnazione gratuita (stock grant) e trattato in conformità alle regole previste per tale tipologia di operazioni. L'onere complessivo relativo alle assegnazioni, è stato quindi determinato sulla base del numero di azioni che si stima verranno attribuite, sulla base dei risultati raggiunti, moltiplicato per il fair value dell'azione Banca Generali alla data di assegnazione.

Inoltre, in considerazione del fatto che l'assegnazione delle azioni viene effettuata in tre tranche, con una prima quota upfront (60%) successivamente all'approvazione del bilancio dell'esercizio di riferimento e due quote annuali differite (40%), condizionate sia alla permanenza in servizio che al superamento dei gate di accesso stabiliti annualmente, ogni tranche è stata trattata separatamente.

In particolare il periodo di maturazione delle tranche (vesting period) è stato determinato per la quota upfront dal 1° gennaio al 31 dicembre dell'esercizio di riferimento della retribuzione (12 mesi) e per le due quote differite esteso ulteriormente fino al 31 dicembre del primo esercizio successivo (24 mesi) e del secondo esercizio successivo (36 mesi).

Il numero complessivo delle azioni da assegnare viene determinato dividendo la quota del 25% dei compensi variabili pagabili in azioni, per la media del prezzo dell'azione Banca Generali nei tre mesi precedenti la riunione del Consiglio di Amministrazione in cui viene approvato il progetto di Bilancio di esercizio e il Bilancio consolidato relativi all'esercizio precedente a quello a cui inizia il ciclo di riferimento.

In particolare, per i dirigenti con contratto di lavoro dipendente si è fatto riferimento alle stime della retribuzione variabile prevista dai rispettivi piani MBO, mentre per i manager di rete, si è fatto riferimento alle stime degli incentivi provvigionali maturati in relazione agli obiettivi previsti per l'esercizio.

Il numero effettivo di azioni assegnate ai beneficiari può in ogni caso variare in relazione alla verifica dell'effettivo raggiungimento degli obiettivi previsti a livello individuale per l'esercizio.

Il fair value dell'azione Banca Generali alla data di assegnazione delle azioni coincide invece con il prezzo di mercato dell'azione rilevato alla data dell'Assemblea dei soci che approva annualmente la Politica sulle Remunerazioni per l'esercizio in corso.

Informazioni sui cicli di pagamenti basati su azioni legati alle Politiche di Remunerazione

Il primo ciclo di pagamenti in azioni, relativo alla retribuzione variabile 2015 è stato approvato dall'Assemblea dei soci del 23 aprile 2015.

Al servizio del piano, l'Assemblea ha altresì deliberato il riacquisto di un numero massimo di 88.213 azioni proprie, che è stato successivamente autorizzato dalla Banca d'Italia, con provvedimento del 3 giugno 2015.

Ai fini della determinazione del numero di azioni da assegnare il prezzo di riferimento dell'azione Banca Generali, determinato come media delle quotazioni ufficiali di Borsa del periodo 12 dicembre 2014-9 marzo 2015, è stato determinato nella misura di 23,94 euro.

Il fair value dell'azione Banca Generali alla data di assegnazione delle azioni è stato determinato sulla base del prezzo di mercato dell'azione rilevato alla data del 23 aprile 2015, pari a circa 29,4 euro.

Nell'ambito di tale ciclo, le azioni da attribuire al personale più rilevante sono state complessivamente quantificate nella misura di 68.250, di cui 51.960 relative ai manager di rete, 14.578 relative al personale dipendente e 1.712 relative alla controllata BGFML.

Il fair value complessivo del piano è stato stimato in circa 2,0 milioni di euro, di cui 1,6 milioni già contabilizzati nell'esercizio 2015 e 0,3 milioni contabilizzati nell'esercizio 2017.

La prima tranche di tali azioni, collegata alla quota di retribuzione corrente è stata assegnata in data 27.04.2016 per un ammontare di 38.099 azioni proprie.

Le azioni complessivamente assegnate in relazione alla remunerazione 2015 all'Amministratore Delegato DG Piermario Motta (pari a n. 5.222 azioni), prematuramente scomparso nel marzo 2016 sono state liquidate per cassa agli eredi. Sulla base di quanto previsto dall'IFRS2 paragrafo 28 in materia di annullamento di piani di pagamento basati su azioni l'intero piano è stato considerato integralmente maturato a Conto economico e le somme liquidate agli eredi sono state trattate come un riacquisto di azioni per l'ammontare corrispondente al fair value dell'azione Banca Generali alla data del pagamento.

Il secondo ciclo di pagamenti in azioni, relativo alla retribuzione variabile 2016, è stato approvato dall'Assemblea dei soci del 21 aprile 2016 e presenta delle caratteristiche sostanzialmente analoghe a quelle dell'esercizio precedente, con l'unica differenza dell'estensione del meccanismo di pagamento in azioni anche ai compensi variabili inferiori alla soglia di 75 mila euro.

In tale contesto l'Assemblea del 21 aprile 2016 ha deliberato il riacquisto di un numero massimo n. 67.051 azioni proprie, che è stato successivamente autorizzato dalla Banca d'Italia, con provvedimento del 6 giugno 2016.

Ai fini della determinazione del numero di azioni da assegnare il prezzo di riferimento dell'azione Banca Generali, determinato come media delle quotazioni ufficiali di borsa del periodo 12 dicembre 2015-9 marzo 2016, è stato determinato nella misura di 25,26 euro.

Il fair value dell'azione Banca Generali alla data di assegnazione delle azioni è stato determinato sulla base del prezzo di mercato dell'azione rilevato alla data del 21 aprile 2016, pari circa a 26 euro 7 .

In relazione alla valutazione del raggiungimento da parte del personale più rilevante degli obiettivi stabiliti per il 2016, si stima che la quota di retribuzione variabile assoggettata a pagamento su azioni ammonti a circa 77,4 migliaia di azioni per un fair value complessivo del piano di 1,9 milioni di euro.

Nel corso del 2016 è stato inoltre attivato un piano di ingresso assoggettato a un differimento pluriennale che prevede il riconoscimento di dieci quote annuali variabili, dal 2016 al 2025, condizionate al mantenimento della raccolta netta apportata fino alla data del 30.11.2016. Tale piano è ulteriormente assoggettato per ogni quota annuale al differimento e al pagamento in azioni previsti dalla politica sulle Remunerazioni per tempo vigente, fino all'esercizio 2028.

Alla data del 31.12.2016 il fair value della quota pagabile in azioni di tale piano di incentivazione è stimabile, sulla base di quanto previsto dall'IFRS2 nella misura di circa 348 migliaia di euro, di cui circa 63 mila euro di competenza dell'esercizio.

7 Il prezzo è stato rettificato del dividendo deliberato dall'assemblea del 21.04.2016 già incorporato nella quotazione del titolo e delle cedole previste relative ai tre esercizi successivi, per tenere conto della mancata percezione dello stesso.

B. Informazioni di natura quantitativa

Nel corso dell'esercizio 2016, sono stati esercitati nel complesso quasi 340 migliaia di diritti di opzione derivanti dai nuovi piani del 2010.

Il prezzo medio ponderato di esercizio è stato pari a 10,71 euro a fronte di un prezzo medio del titolo Banca Generali, nel corso del 2016, pari a 21,684 euro.

Il controvalore complessivo percepito dalla banca a seguito degli esercizi ha raggiunto quindi un livello di 3.355 migliaia di euro, mentre il valore della riserva patrimoniale IFRS2, accantonata nei precedenti esercizi e afferente ai diritti esercitati è risultato pari a 361 migliaia di euro.

Tale ammontare unitamente al controvalore corrisposto dai beneficiari, al netto del valore nominale delle azioni assegnate, è stato portato a incremento della riserva per sovraprezzo azioni (3.584 migliaia di euro), come previsto dalle Istruzioni dell'Organo di vigilanza (Circolare n. 262/2005 paragrafo 5, il Prospetto di variazione del Patrimonio netto). Gli oneri imputati nel Conto economico dell'esercizio 2016 in relazione ai piani di stock option deliberati nel 2010 a favore di Consulenti Finanziari e Relationship Manager dipendenti ammontano invece a 29 migliaia di euro.

Alla fine dell'esercizio 2016 la riserva patrimoniale per oneri IFRS 2 riferibile ai piani di stock option del 2010 ammonta pertanto a 0,3 milioni di euro.

Le opzioni complessivamente esercitabili alla fine dell'esercizio 2016 sono invece 434 migliaia, con un prezzo di esercizio medio di 10,71 euro, pari a un controvalore di esercizio di circa 4,7 milioni di euro.

La vita media residua di tale aggregato è di 0,5 anni.

B.1
Piani di Stock option - variazioni annue
VOCI/NUMERO DI OPZIONI E PREZZI DI ESERCIZIO PREZZI MEDI STOCK
OPTION CONSULENTI
FINANZIARI
PREZZI MEDI STOCK
OPTION MANAGER
DIPENDENTI
PREZZI MEDI TOTALE
STOCK
OPTION
PREZZI MEDI SCADENZA MEDIA
A. Esistenze iniziali - 720.265 10,71 59.246 10,71 779.511 10,71 1,50
B. Aumenti - - - - - - - x
B.1 Nuove emissioni - - - - - - - x
B.2 Altre variazioni - - 9,00 - - - - x
C. Diminuzioni - -324.418 10,71 -20.907 10,71 -345.325 10,71 x
C.1 Annullate - -5.318 10,71 - - -5.318 10,71 x
C.2 Esercitate - -319.100 10,71 -20.907 10,71 -340.007 10,71 x
C.3 Scadute - - - - - - - x
C.4 Altre variazioni - - - - - - - x
D. Rimanenze finali - 395.847 10,71 38.339 10,71 434.186 10,71 0,50
E. Opzioni esercitabili alla fine dell'esercizio - 395.847 10,71 38.339 10,71 434.186 10,71 0,50
Costo dell'esercizio (euro/000) - 27 X 3 X 29 X X
Riserva IFRS 2 (euro/000) - 312 X 31 X 343 X X

Con riferimento invece ai piani per pagamenti basati su azioni legati alla Politica sulle Remunerazioni si stima che l'onere di competenza dell'esercizio 2016 ammonti a circa 1,7 milioni di euro, mentre la Riserva IFRS2 complessivamente accantonata ammonta a 2,2 milioni di euro.

PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE

In applicazione dell'IFRS 8, l'informativa di settore del Gruppo Banca Generali si basa sugli elementi che il management utilizza per prendere le proprie decisioni operative (c.d. "management approach").

Il Gruppo bancario identifica le seguenti tre principali aree di business:

  • Canale Affluent, che individua la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Consulenti Finanziari facente capo principalmente alla Divisione Financial Planner e dai rispettivi clienti;

  • Canale Private, che delinea la redditività complessivamente generata per il Gruppo dalla rete di Private Banker e Relationship Manager facente capo alle "Divisioni "Private Banking" e "Private Relationship Manager" e dai rispettivi clienti;

  • Canale Corporate, che individua la redditività generata per il Gruppo dall'attività finanziaria della Direzione Finanza e dall'offerta di servizi bancari e d'investimento a società di medio-grandi dimensioni facenti parte anche del Gruppo Assicurazioni Generali.

La reportistica periodica analizzata dal Management prevede che il Gruppo valuti la performance dei propri settori operativi sulla base dell'andamento del margine di intermediazione, attribuibile agli stessi.

Gli aggregati economici presentati per ogni settore sono pertanto costituiti dagli interessi netti, dalle commissioni nette e dal risultato dell'attività di negoziazione comprensivo dei dividendi e includono sia le componenti derivanti da transazioni con terzi rispetto al Gruppo ("ricavi esterni"), che quelle derivanti da transazioni con altri settori ("ricavi interni").

A tale proposito, si precisa che la fattispecie dei ricavi interni è individuabile esclusivamente con riferimento al Margine di interesse; le commissioni nette, infatti, essendo generate direttamente dai volumi di Raccolta lorda e dagli Assets Under Management relativi ai singoli segmenti, risultano interamente generate come ricavi esterni.

Gli interessi attivi e passivi afferenti al segmento Affluent e Private sono stati determinati in funzione degli interessi effettivi corrisposti sulla raccolta diretta e sugli impieghi di ciascun segmento. È inoltre esposta la quota di "interessi figurativi" determinati in base alla logica del Tasso Interno di Trasferimento.

Nelle tabelle che seguono sono riportati i risultati economici consolidati dei settori individuati, esposti già al netto delle elisioni infrasettoriali e riclassificati ai sensi dell'IFRS 5.

Si propone inoltre, in calce alle tabelle, quale ulteriore informazione quantitativa analizzata dal Management per la valutazione delle performance del Gruppo, la suddivisione per segmento operativo degli Assets Under Management alla data di fine esercizio e della Raccolta netta realizzata nell'esercizio chiuso al 31.12.2016, oltre che il dato comparativo.

Distribuzione per settori di attività: dati economici

31.12.2016 31.12.2015
GRUPPO BANCA GENERALI
CONTO ECONOMICO
(MIGLIAIA DI EURO)
CANALE AFFLUENT CANALE
PRIVATE
CANALE CORP. TOTALE CANALE AFFLUENT CANALE
PRIVATE
CANALE CORP. TOTALE
Interessi attivi e proventi assimilati 11.336 7.005 40.732 59.073 12.792 7.781 49.170 69.743
Interessi figurativi 14.250 7.049 -21.299 - 16.335 8.827 -25.163 -
Interessi passivi e oneri assimilabili -406 -245 241 -410 -560 -154 -2.799 -3.513
Margine di interesse 25.180 13.809 19.674 58.663 28.567 16.454 21.208 66.230
Commissioni attive 367.941 203.440 33.308 604.689 387.365 225.258 39.338 651.960
di cui:
- sottoscrizioni 13.415 2.508 617 16.540 26.011 5.649 330 31.990
- gestione 305.895 171.261 15.108 492.264 280.152 167.637 11.341 459.129
- performance 37.985 19.706 9.463 67.154 69.983 40.063 17.112 127.158
- altro 10.646 9.965 8.120 28.731 11.219 11.909 10.555 33.683
Commissioni passive -186.730 -96.828 -12.120 -295.678 -176.760 -94.097 -10.341 -281.198
Comissioni nette 181.211 106.612 21.188 309.011 210.605 131.161 28.996 370.762
Risultato dell'attività finanziaria - - 32.754 32.754 - - 25.790 25.790
Dividendi - - 1.963 1.963 - - 3.120 3.120
Margine di intermediazione 206.391 120.421 75.579 402.391 239.172 147.615 79.115 465.903
Spese per il personale - - - -80.470 - - - -80.949
Altre spese amministrative - - - -140.119 - - - -134.020
Rettifiche di valore su attività
materiali e immateriali
- - - -5.940 - - - -5.310
Altri oneri/proventi di gestione - - - 44.545 - - - 44.720
Costi operativi netti - - - -181.984 - - - -175.559
Risultato operativo - - - 220.407 - - - 290.343
Rettifiche di valore su crediti - - - - - - -
Rettifiche di valore su altre attività - - - -778 - - - -6.471
Accantonamenti netti - - - -34.740 - - - -45.585
Utili (perdite) da investimenti
e partecipazioni
- - - -53 -46
Utile operativo ante imposte - - - 184.836 - - - 238.241
Imposte sul reddito - operatività
corrente
- - - -28.942 - - - -34.682
Utile (perdita) attività in dismissione - - - - - - - -
Utile di periodo di pertinenza di
terzi
- - - - - - - -
Utile metto - - - 155.894 - - - 203.559
(MILIONI DI EURO)
Asset Under Management 28.295 19.252 2.957 50.504 24.321 17.283 2.778 44.383
Raccolte netta 3.704 1.973 n.a. 5.677 2.885 1.755 n.a. 4.640
Numero consulenti/RM 1.371 470 n.a. 1.841 1.292 423 n.a. 1.715

Note

  1. Gli interessi attivi sono comprensivi degli interessi attivi negativi, che sono classificati nella voce 20 di Conto economico Interessi Passivi.

2 Gli interessi passivi sono comprensivi degli interessi passivi negativi, che sono classificati nella voce 10 di Conto economico Interessi Attivi

Relativamente all'informativa di tipo patrimoniale richiesta dall'IFRS 8, si evidenzia che non viene presentata e analizzata dal Management del Gruppo una diversa scomposizione delle Attività e Passività rispetto a quanto approvato con il Bilancio d'esercizio e consolidato.

Si rimanda di conseguenza, per i commenti ai dati patrimoniali di Gruppo, alle altre sezioni della presente Nota integrativa.

Viene di seguito presentata la ripartizione sui tre segmenti del saldo delle Attività immateriali consolidate, in particolare relative alla componente avviamenti.

31.12.2016
CANALE AFFLUENT CANALE PRIVATE CANALE CORP. TOTALE
Avviamenti 4.416 60.543 1.106 66.065
Intangible asset (client
relationship)
- 15.737 - 15.737

In ottemperanza alle richieste di cui all'IFRS 8.33, si specifica che il business del Gruppo è sostanzialmente sviluppato in modo diffuso sul territorio nazionale. Non viene presentata al Management alcuna reportistica sulle performance ottenute distinguendo per aree geografiche.

In ottemperanza alle richieste di cui all'IFRS 8.34, si specifica che il Gruppo non ha clienti che consentono l'ottenimento di ricavi per un ammontare superiore al 10% dei ricavi consolidati.

Trieste, 10 marzo 2017

Il CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE

ai sensi degli artt. 14 e 16 del D.Lgs. 27.01.2010, n. 39

Tel: +39 02 58.20.10 Fax: +39 02 58.20.14.03 www.bdo.it

Viale Abruzzi n. 94 20131 Milano

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi degli artt.14 e 16 del d.lgs. 39/2010

Agli Azionisti della Banca Generali S.p.A.

Relazione sul bilancio consolidato

Abbiamo svolto la revisione contabile dell'allegato bilancio consolidato del Gruppo Banca Generali, costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2016, dal conto economico consolidato, dal prospetto della redditività complessiva consolidata, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalla nota integrativa.

Responsabilità degli amministratori per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005 e dell'art.43 del D.lgs. 136/2015.

Responsabilità della società di revisione

È nostra la responsabilità di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato sulla base della revisione contabile. Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) elaborati ai sensi dell'art. 11, del D.Lgs. 39/2010. Tali principi richiedono il rispetto di principi etici, nonché la pianificazione e lo svolgimento della revisione contabile al fine di acquisire una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato non contenga errori significativi.

La revisione contabile comporta lo svolgimento di procedure volte ad acquisire elementi probativi a supporto degli importi e delle informazioni contenuti nel bilancio consolidato. Le procedure scelte dipendono dal giudizio professionale del revisore, inclusa la valutazione dei rischi di errori significativi nel bilancio consolidato dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Nell'effettuare tali valutazioni del rischio, il revisore considera il controllo interno relativo alla redazione del bilancio consolidato dell'impresa che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta al fine di definire procedure di revisione appropriate alle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno dell'impresa. La revisione contabile comprende altresì la valutazione dell'appropriatezza dei principi contabili adottati, della ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, nonché la valutazione della presentazione del bilancio consolidato nel suo complesso.

Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Giudizio

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo Banca Generali al 31 dicembre 2016, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005 e dell'art.43 del D.lgs. 136/2015.

Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Pescara, Potenza, Roma, Torino, Treviso, Trieste, Verona, Vicenza

BDO Italia S.p.A. – Sede Legale: Viale Abruzzi, 94 – 20131 Milano – Capitale Sociale Euro 1.000.000 i.v.

Codice Fiscale, Partita IVA e Registro Imprese di Milano n. 07722780967 - R.E.A. Milano 1977842 Iscritta al Registro dei revisori Legali al n. 167911 con D.M. del 15/03/2013 G.U. n. 26 del 02/04/2013

BDO Italia S.p.A., società per azioni italiana, è membro di BDO International Limited, società di diritto inglese (company limited by guarantee), e fa parte della rete internazionale BDO, network di società indipendenti.

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Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari con il bilancio consolidato

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere, come richiesto dalle norme di legge, un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e delle informazioni della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D.Lgs. 58/98, la cui responsabilità compete agli amministratori della Banca Generali S.p.A., con il bilancio consolidato del Gruppo Banca Generali. A nostro giudizio la relazione sulla gestione e le informazioni della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Banca Generali al 31 dicembre 2016.

Milano, 28 marzo 2017

BDO Italia S.p.A. Rosanna Vicari Socio

NAZARÈ Portogallo, settembre 2016

Michele Alassio