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Azimut Holding Governance Information 2016

Apr 7, 2016

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Governance Information

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AZIMUT HOLDING S.p.A.

RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI ai sensi dell'art. 123bis del Testo Unico della Finanza

Emittente: AZIMUT HOLDING S.p.A. Sito: www.azimut.it Esercizio a cui si riferisce la Relazione: 2015 Data di approvazione della Relazione: 10 marzo 2016

AZIMUT HOLDING S.p.A. – Sede legale: Via Cusani n. 4 – 20121 Milano Tel. 02 8898 1 – Fax 02 88985 500 C.F. e P.I. e Iscrizione al Registro Imprese di Milano 03315240964 – REA 1665509 –

_____________________________________________________________________

1. PROFILO DELL'EMITTENTE

Azimut Holding S.p.A. (di seguito la "Società" o l'"Emittente") è dal luglio 2004 società quotata nel Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., con sede sociale in Milano.

Al fine di favorire la stabilità dell'assetto azionario della società, è stato costituito un Patto di Sindacato dal management, dai dipendenti, nonché dai promotori finanziari che operano per società del Gruppo (come precisato al successivo punto 2.8).

La Società è la capogruppo della principale realtà italiana indipendente operante nel settore del risparmio gestito.

Il Gruppo Azimut comprende diverse società attive nella promozione, gestione e nella distribuzione di prodotti e servizi finanziari, nonché assicurativi, aventi sede in Italia, Lussemburgo, Irlanda, Cina (Hong Kong e Shanghai), Monaco, Svizzera, Singapore, Brasile, Taiwan, Turchia, Stati Uniti, Messico, Cile e Australia.

La Società, essendo una holding di partecipazioni, non è direttamente coinvolta in attività operative, ma svolge le funzioni di amministrazione, finanza e controllo, avendo la responsabilità del bilancio consolidato, e la funzione di marketing e gestione del marchio "Azimut", che viene svolta in modo centralizzato per tutte le società del Gruppo.

1.1. Sistema di governo societario

La Società ha adottato il modello di amministrazione e controllo tradizionale di cui agli artt. da 2380 a 2409septies del Codice Civile, caratterizzato dalla presenza di un organo di gestione, il Consiglio di Amministrazione, e di un organo di controllo, il Collegio Sindacale.

Nell'ambito del modello prescelto, Azimut Holding S.p.A. svolge le funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo delle società del Gruppo nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Con riferimento al Consiglio di Amministrazione ed agli organi delegati si rimanda a quanto indicato al successivo punto 4.

2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI

2.1. Struttura del capitale sociale

La società ha un capitale sociale di € 32.324.091,54, interamente sottoscritto e versato, suddiviso in n. 143.254.497 azioni, senza indicazioni del valore nominale delle azioni. Le azioni sono quotate sul Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana, indice "FTSE-Mib" e dal settembre 2013 sono entrate a far parte dello Stoxx Europe 600 Index.

STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE
N. azioni % rispetto al
capitale sociale
Quotato
(indicare
mercato) /non
quotato
Diritti ed
obblighi
Azioni ordinarie e
senza l'indicazione
del
valore
nominale ai sensi
dell'art. 2346 c.c.
143.254.497 100 MTA Ogni
azione

diritto ad un voto.
I
diritti
e
gli
obblighi
degli
azionisti
sono
quelli
previsti
dagli artt. 2346
ss. Codice civile

2.2. Altri strumenti finanziari (attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)

Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente dell'8 aprile 2009 ha deliberato l'emissione di un prestito obbligazionario subordinato non convertibile fino ad un massimo di 175 milioni di Euro ("Azimut 2009 – 2016 subordinato 4%").

La struttura del prestito prevede l'emissione, ad un prezzo pari al valore nominale, di massime n. 175.000 obbligazioni da 1.000 Euro ciascuna, durata settennale con possibilità di rimborso anticipato (parziale ed integrale) ed un rendimento pari al tasso nominale annuo del 4% al lordo delle ritenute d'imposta.

Nel corso dell'esercizio 2014, la Società ha provveduto al rimborso dell'ultima tranche del predetto prestito obbligazionario pari al 20% del valore nominale complessivo di emissione delle obbligazioni subordinate.

Al prestito obbligazionario si è accompagnata l'assegnazione a titolo gratuito di "warrant", a favore di coloro che abbiano sottoscritto obbligazioni subordinate per un ammontare non inferiore ad Euro 10.000,00 (pari a 10 obbligazioni subordinate), in ragione di 100 "warrant" per ogni 5 obbligazioni sottoscritte.

I "warrant", non trasferibili, potranno essere esercitati in qualsiasi momento durante il periodo di esercizio compreso tra il 1° luglio 2009 fino al 30 giugno 2016 incluso, consentendo al titolare di acquistare azioni dell'Emittente già detenute dalla stessa (azioni proprie) al prezzo di Euro 12,00 per azione (strike price o prezzo di esercizio), in ragione di un'azione dell'Emittente per ogni "warrant" presentato.

I "warrant" non esercitati entro la suddetta data del 30 giugno 2016 decadranno da ogni diritto divenendo privi di validità ad ogni effetto.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente dell'11 novembre 2013 ha deliberato l'emissione di un prestito obbligazionario subordinato convertibile in azioni proprie, già emesse e interamente sottoscritte di titolarità dell'Emittente per un importo nominale di 250 milioni di Euro.

Le Obbligazioni sono state emesse al valore nominale, pari a Euro 100.000 per ciascuna obbligazione, con durata settennale e un rendimento pari al tasso fisso nominale annuo del 2,125% al lordo delle ritenute d'imposta, da corrispondersi semestralmente, in via posticipata, il 25 novembre e il 25 maggio di ogni anno a partire dal 25 maggio 2014. Il premio di conversione è stato fissato al 30% sopra il prezzo di riferimento di Euro 18,6612, calcolato in base alla media ponderata dei prezzi per i volumi delle azioni ordinarie della Società sulla Borsa Italiana tra il lancio e la definizione dei termini finali. In data 25 novembre 2013 è stato effettuato il regolamento delle obbligazioni.

Gli obbligazionisti avranno il diritto di esercitare il diritto di conversione in ogni momento a partire dal quarto anno e quarantacinquesimo giorno successivo all'emissione fino a 20 giorni prima della data di scadenza, salvo il diritto di conversione anticipata al ricorrere di determinate circostanze. Salve le ipotesi di conversione, il rimborso anticipato o riacquisto e cancellazione, le Obbligazioni saranno rimborsate alla pari il 25 novembre 2020.

Le Obbligazioni saranno inizialmente convertibili in azioni proprie, già emesse, interamente sottoscritte e di titolarità dell'Emittente. L'Emittente avrà comunque la facoltà di consegnare a compendio delle conversioni, azioni di nuova emissione qualora siano in futuro ottenute le necessarie approvazioni da parte dei competenti organi sociali.

Le obbligazioni sono state offerte e collocate esclusivamente presso investitori qualificati italiani ed esteri al di fuori di Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e Repubblica Sudafricana, con esclusione di qualsiasi collocamento presso il pubblico indistinto e in esenzione delle normative in materia di offerta al pubblico.

Il collocamento delle obbligazioni, terminato il 25/11/2013, si è concluso con la sottoscrizione dell'intero controvalore nominale di 250 milioni di Euro.

2.3. Restrizione al trasferimento di titoli

Le azioni sono nominative indivisibili e liberamente trasferibili, fatto salvo quanto indicato al successivo punto 2.8 con riferimento ai vincoli di blocco e di voto applicabili alle azioni sindacate di proprietà dei soggetti aderenti al Patto di Sindacato Azimut Holding S.p.A..

2.4. Partecipazioni rilevanti nel capitale

Alla data di approvazione della presente relazione ( 10 marzo 2016), l'elenco nominativo degli azionisti che partecipano direttamente o indirettamente in misura superiore al 2% del capitale sociale sottoscritto, rappresentato da azioni con diritto di voto, secondo quanto risulta dalle comunicazioni effettuate ai sensi dell'art. 120 TUF, è il seguente:

PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE % DI POSSESSO
VON MUEFFLING WILLIAM, per il tramite di Cantillon 2,005 (*)
Capital Management LLC
FMR LLC 2,744 (*)
BLACKROCK INC., per il tramite di Ishares (de) I
Investmentaktiengesellschaft
mit
Teilvermogen,
Blackrock Asset Management Ireland Limited, Blackrock
(Luxembourg)
SA,
Blackrock
Institutional
Trust
Company,
National
Association,
Blackrock
Fund
Managers Limited, Blackrock Advisors (UK) Limited,
Blackrock Financial Management Inc., Blackrock Asset
Management Australia Ltd, Blackrock Fund Advisors,
Blackrock
Asset
Management
Deutschland
AG,
Blackrock
Investment
Management
(UK)
Limited,
Blackrock International Limited
e Blackrock Asset
Management Ireland Limited
5,004 (*)
LAZARD ASSET MANAGEMENT LLC, 5,005 (*)
AZIMUT HOLDING S.p.A. 7,253
TIMONE FIDUCIARIA S.p.A. 13,185

(*) fonte: Sito Consob

2.5. Titoli che conferiscono diritti speciali

Non sono stati emessi titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.

2.6. Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto

Non esiste un meccanismo di esercizio dei diritti di voto dei dipendenti. Si precisa tuttavia che al Patto di Sindacato di cui al successivo punto 2.8 hanno aderito anche dipendenti della Società.

2.7. Restrizioni al diritto di voto

Non esistono restrizioni al diritto di voto.

2.8. Accordi tra azionisti

In data 07/07/2004, al fine di favorire la stabilità dell'assetto azionario della società, nonché contribuire all'indirizzo delle attività della stessa, è stato costituito un "Patto di Sindacato di Voto e di Blocco" dal management, dai dipendenti, nonché dai promotori finanziari che operano per società del Gruppo.

Tutte le azioni della Società di proprietà di ciascun aderente al patto sono sottoposte ai vincoli di voto ed il 75% di dette azioni è soggetto anche al vincolo di blocco, mentre il restante 25% è trasferibile con determinate limitazioni.

In data 18/05/2015 gli azionisti aderenti al suddetto Patto di Sindacato sono giunti alla determinazione di modificare il Patto al fine di meglio adattarlo all'evoluzione del gruppo e alle esigenze dei partecipanti allo stesso. In particolare, gli azionisti aderenti hanno convenuto di apportare, tra l'altro, al Patto le modificazioni volte a consentire loro una maggior flessibilità in relazione ai limiti e alle procedure di trasferimento delle azioni conferite nel Patto, anche per tener conto –in modo opportunamente diversificato e ponderato- dell'anzianità e della durata della partecipazione al Patto da parte dei singoli aderenti.

Le suddette modifiche si collocano in linea con gli interessi del Gruppo Azimut, volte ad assicurare, tra l'altro, una strutturazione del Patto adeguata all'evolversi delle esigenze dei singoli partecipanti nell'ambito del loro ruolo nelle società del Gruppo, mantenendo al contempo la stabilità del rapporto con il management.

Si segnala che il Patto di Sindacato Azimut Holding S.p.A. si è rinnovato automaticamente per un ulteriore triennio con decorrenza dal 7 luglio 2013.

Si precisa altresì che il Patto di sindacato di voto e di blocco si è tacitamente rinnovato con effetto dal 7 luglio 2016 e per il triennio 7 luglio 2016 – 7 luglio 2019, non essendo pervenute comunicazioni di recesso da parte di tanti Aderenti le cui partecipazioni rappresentino più del 51% (cinquantunopercento) delle Azioni di Blocco nei termini previsti dal Patto di Sindacato.

L'estratto del "Patto di Sindacato di Voto e di Blocco" è accessibile sul sito web di Consob (www.consob.it) e su quello di Azimut Holding S.p.A. (www.azimut.it – sezione Gruppo/Azionariato)

2.9. Clausole di change of control

L'Emittente o le sue controllate non hanno stipulato accordi significativi che acquistano efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società contraente.

2.10. Deleghe ad aumentare il capitale sociale ed autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie

Il Consiglio di Amministrazione non ha ricevuto deleghe ai sensi dell'art. 2443 del Codice Civile per procedere ad aumenti di capitale sociale.

L'Assemblea degli Azionisti del 29 aprile 2010 ha deliberato di emettere, ai sensi dell'art. 2346, comma 6, cod. civ., in una o più tranche ed entro e non oltre il 31/12/2012, un numero massimo di 1.500.000 strumenti finanziari partecipativi non quotati (gli "Strumenti") riservati ai soli promotori finanziari, dipendenti e managers delle società del Gruppo Azimut che siano individuati dall'organo amministrativo come destinatari dell'emissione, e disciplinati dagli artt. 9-bis, 32 e 35 dello statuto sociale, delegando al Consiglio di Amministrazione la determinazione di tutti i profili di disciplina degli Strumenti e della loro emissione non già specificati nella predetta delibera assembleare e nello statuto sociale, inclusa, a titolo esemplificativo l'individuazione (i) dei destinatari dell'emissione degli Strumenti, (ii) del numero di Strumenti offerti a ciascun destinatario, (iii) della tempistica di emissione degli Strumenti, (iv) dell'ammontare dell'apporto in denaro richiesto a fronte dell'assegnazione degli Strumenti.

L'Assemblea degli Azionisti del 30 aprile 2015 ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione, previa revoca dell'autorizzazione deliberata dall'assemblea ordinaria del 24 aprile 2014:

  • all'acquisto ai sensi e per gi effetti dell'art. 2357 c.c., in una o più volte e nel rispetto della normativa applicabile, per un periodo di 18 mesi dalla predetta Assemblea, fino ad un massimo di n. 567.950 azioni ordinarie della Società pari allo 0,4% dell'attuale capitale sociale, da destinare a servizio dei warrant assegnati a seguito della sottoscrizione del prestito obbligazionario subordinato non convertibile denominato "Azimut 2009-2016 subordinato 4%" di cui alla delibera consiliare dell'8/04/2009 (in conformità al provvedimento autorizzativo della Banca d'Italia, prot. n. 1064264 del 28 ottobre 2014, rilasciato ai sensi degli articoli 77 e 78 del Regolamento (UE) n. 575/2013 e degli artt. 28 e ss. del Regolamento Delegato (UE) n. 241/2014 della Commissione Europea), tenuto conto di quelle già acquistate a tale scopo in esecuzione del suddetto provvedimento della Banca d'Italia, delle azioni proprie vincolate a servizio del prestito obbligazionario convertibile in azioni proprie "Azimut 2013-2020 subordinato 2,125%" e delle altre azioni possedute dalla Società e di quelle eventualmente possedute dalle società controllate, in conformità a quanto previsto dall'art. 2357, terzo comma, c.c., ad un corrispettivo minimo non inferiore al valore contabile implicito dell'azione Azimut Holding S.p.A. e ad un corrispettivo massimo unitario non superiore a Euro 50;

  • all'acquisto, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2357 c.c., subordinando l'efficacia e quindi l'attuazione della presente deliberazione alla cancellazione del Gruppo Azimut dall'Albo dei Gruppi di SIM di cui all'art. 11 del D.Lgs. 58/1998 (che comporterà la disapplicazione della CRD IV, ivi compreso quanto disposto dagli artt. 77 e 78 del Regolamento (UE) n. 575/2013 e dagli artt. 28 e ss. del Regolamento Delegato (UE) n. 241/2014 della Commissione Europea con riferimento all'obbligo di autorizzazione dell'autorità di vigilanza per operazioni di acquisto di fondi propri) conseguente alla realizzazione, previo rilascio dell'autorizzazione delle autorità di vigilanza competenti, del progetto di riorganizzazione del Gruppo deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 19 marzo 2015, in una o più volte e nel rispetto della normativa applicabile, per un periodo di 18 mesi dalla presente deliberazione, fino ad un massimo di n. 28.000.000 di azioni ordinarie della Società, pari al 19,55% dell'attuale capitale sociale, da utilizzare per operazioni di vendita sul mercato, per la costituzione della provvista necessaria a dare esecuzione ad eventuali piani di azionariato ovvero quale corrispettivo nell'ambito di eventuali operazioni di acquisizione o permuta di partecipazioni societarie, ovvero da destinare al servizio di strumenti finanziari convertibili in azioni della Società, tenuto conto delle azioni proprie vincolate a servizio del prestito obbligazionario convertibile in azioni proprie "Azimut 2013-2020 subordinato 2,125%", delle azioni al servizio dei warrant di cui alla precedente deliberazione, nonché delle azioni possedute dalla Società e di quelle eventualmente possedute dalle società controllate, in conformità a quanto previsto dall'art. 2357, terzo comma, c.c., ad un corrispettivo minimo non inferiore al valore contabile implicito dell'azione Azimut Holding S.p.A. e ad un corrispettivo massimo unitario non superiore a Euro 50.

Al 31/12/2015 le azioni proprie in portafoglio detenute dalla Società erano pari a n. 10.388.106.

2.11. Attività di direzione e coordinamento (ex art. 2497 e ss. c.c.)

La società non è soggetta all'attività di direzione e coordinamento di altra società.

Per le informazioni di cui all'art. 123bis, primo comma, lett. i) in merito ad eventuali accordi tra la Società e gli Amministratori che prevedono indennità in caso di scioglimento anticipato del rapporto di lavoro si rimanda a quanto indicato al successivo punto 9.

3. COMPLIANCE

Il sistema di governo societario della Società fa riferimento alle raccomandazioni proposte dal Codice di Autodisciplina delle Società quotate (il "Codice") nella versione pubblicata nel 2015 accessibile sul sito web di Borsa Italiana (www.borsaitaliana.it).

Né l'Emittente né le sue controllate, aventi rilevanza strategica, sono soggette a disposizioni di legge non italiane che influenzano la struttura di corporate governance dell'Emittente.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

4.1 Nomina e sostituzione

L'art. 18 dello statuto sociale prevede il meccanismo del voto di lista che assicura una procedura di nomina trasparente ed una equilibrata composizione del Consiglio stesso.

Con delibera consiliare del 10 marzo 2011 sono stati apportati alla suddetta clausola statutaria gli adeguamenti obbligatori derivanti dall'entrata in vigore del D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 27 di recepimento nell'ordinamento italiano della Direttiva 2007/36/CE relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate, nota come direttiva "Shareholder's Rights"; inoltre con assemblea degli azionisti del 26 aprile 2012 sono stati introdotti nello statuto sociale criteri di composizione delle liste che prevedono il rispetto dell'equilibrio tra generi secondo quanto disposto dall'art. 147ter comma 1 ter del TUF.

Gli amministratori vengono nominati dall'assemblea sulla base di liste presentate dagli azionisti che da soli o insieme ad altri, siano complessivamente titolari di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno il quarantesimo del capitale sociale o, se inferiore, la diversa misura stabilita dall'art. 144quater del regolamento Emittenti Consob e pubblicata dalla Consob ai sensi dell'art. 144septies del medesimo regolamento.

La titolarità della quota minima di partecipazione azionaria prevista per la presentazione delle liste è determinata avendo riguardo alle azioni che risultano registrate a favore dell'azionista nel giorno in cui le liste sono depositate presso la Società.

La relativa certificazione può essere prodotta anche successivamente al deposito, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società.

Ogni azionista, nonché gli azionisti appartenenti ad un medesimo gruppo e che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni dell'Emittente, non possono presentare, neppure per interposta persona o società fiduciaria, più di una lista, né possono votare liste diverse.

Ogni candidato può presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità.

Le liste indicano quali sono gli amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla legge.

In ciascuna lista deve essere contenuta ed espressamente indicata la candidatura di almeno un soggetto avente i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148, comma 3, D.Lgs. 58/98 e di almeno due soggetti per il caso che l'Assemblea determini il numero dei consiglieri superiore a sette.

Nei termini previsti dalle norme di legge e regolamentari vigenti le liste devono essere depositate presso la sede della Società e la Società deve metterle a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul proprio sito internet e con le altre modalità previste dalle norme di legge e regolamentari vigenti.

Le liste sono corredate:

  • dell'identificazione dell'identità dei soci che hanno presentato le liste, della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta, nonché da una dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento previsti dall'art. 144quinquies del Regolamento Consob n. 11971/99 con questi ultimi;

  • un'esauriente informativa riguardante le caratteristiche personali e professionali di ciascun candidato alla carica, con indicazione dell'eventuale idoneità dei medesimi a qualificarsi come indipendenti;

  • le dichiarazioni con le quali i singoli candidati accettano la candidatura e attestano, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché l'esistenza di requisiti normativi e statutariamente prescritti per le rispettive cariche.

Ai fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tiene conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta per la presentazione delle stesse.

All'elezione degli amministratori si procede come segue:

  • dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, tanti consiglieri che rappresentino la totalità di quelli da eleggere meno uno;
  • dalla seconda lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti è tratto il restante consigliere nella persona del candidato elencato al primo posto della lista.

Il Consiglio di Amministrazione è composto in maniera tale da garantire l'indipendenza in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente.

Qualora con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia assicurata la nomina di un amministratore (o di due nel caso in cui l'Assemblea determini il numero degli amministratori superiore a sette) in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148 comma 3 D.Lgs. n. 58/1998 si procederà come segue:

  • a) in caso di Consiglio di Amministrazione composto fino a sette membri, risulterà eletto, anziché il candidato indicato al primo posto della seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, il primo candidato non eletto nella medesima lista in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148 comma 3 D.Lgs. n. 58/1998;
  • b) in caso di Consiglio di Amministrazione composto da più di sette membri: (i) il candidato che risulterà eletto per ultimo e tratto dalla prima lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, sarà sostituito dal primo candidato non eletto nella medesima lista in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148 comma 3 D.Lgs. n. 58/1998; (ii) il secondo amministratore sarà eletto sulla base di quanto previsto alla lettera a) che precede;
  • c) in caso di Consiglio di Amministrazione composto da più di sette membri e con un unico amministratore nominato avente i requisiti citati eletto dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, si procederà per la nomina del secondo come descritto alla lettera b)(i) che precede.

Qualora con i candidati eletti con le modalità sopra indicate non sia raggiunto l'equilibrio tra generi previsto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF si procederà come segue:

a) in caso di Consiglio di Amministrazione composto fino a sette membri, risulterà eletto, anziché il candidato indicato al primo posto della seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, il primo candidato non eletto nella medesima lista il cui genere consente il raggiungimento dell'equilibrio tra generi;

b) in caso di Consiglio di Amministrazione composto da più di sette membri risulterà eletto, anziché il candidato indicato al primo posto della seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, il primo candidato non eletto nella medesima lista il cui genere consente il raggiungimento dell'equilibrio tra generi. Nel caso in cui ciò non fosse sufficiente per l'equilibrio tra generi richiesto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF il candidato che risulterà eletto per ultimo e tratto dalla prima lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, sarà sostituito dal primo candidato non eletto nella medesima lista il cui genere consente il raggiungimento dell'equilibrio tra generi.

Nel caso in cui venga presentata un'unica lista l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa con le maggioranze previste dalla legge e risultano eletti amministratori i candidati elencati in ordine progressivo, fino a concorrenza del numero fissato dall'Assemblea.

Qualora così procedendo non si raggiunga l'equilibrio tra generi previsto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF il candidato che risulterà eletto per ultimo sarà sostituito dal primo candidato non eletto il cui genere consente il raggiungimento dell'equilibrio tra generi. Nel caso in cui ciò non fosse sufficiente per l'equilibrio tra generi richiesto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF il candidato che risulterà eletto per penultimo sarà sostituito dal secondo candidato non eletto il cui genere consente il raggiungimento dell'equilibrio tra generi.

Qualora così procedendo, in presenza di un nominando Consiglio di Amministrazione composto rispettivamente fino a sette o da più di sette membri, non risulti rispettivamente eletto uno o due amministratori in possesso dei requisiti richiesti dall'art. 148 comma 3 D.Lgs. n. 58/1998 per gli amministratori indipendenti di società quotate, il candidato o i due candidati che risulterebbero eletti per ultimi in base all'ordine progressivo della lista e tratti dall'unica lista presentata sono sostituiti, rispettivamente, dal primo o dai primi due candidati di ordine progressivo inferiore dotati dei citati requisiti ed indicati nella medesima lista.

In mancanza di liste e nel caso in cui attraverso il meccanismo del voto per lista il numero di candidati eletti risulti inferiore al numero stabilito dall'Assemblea, il Consiglio di Amministrazione viene, rispettivamente, nominato o integrato dall'Assemblea con le maggioranze di legge.

Qualora le prime due liste ottengano un numero pari di voto si procederà a nuova votazione da parte dell'Assemblea, mettendo ai voti solo le prime due liste.

Nel caso di cessazione dalla carica, per qualunque causa, di un amministratore tratto dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti:

  • il Consiglio di Amministrazione provvede alla sua sostituzione mediante cooptazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 2386 cod. civ., nominando Consigliere il primo dei candidati non eletti nella lista alla quale apparteneva l'amministratore cessato, purché sia ancora eleggibile e disponibile ad accettare la carica e fermo restando l'obbligo di rispettare il numero minimo di amministratori indipendenti;
  • l'Assemblea provvede alla sostituzione dell'amministratore cessato a maggioranza, scegliendo il sostituto tra i candidati della stessa lista che abbiano previamente accettato la sostituzione.

In caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi causa, di un amministratore tratto dalla prima lista che ha ottenuto il maggior numero di voti o dall'unica lista presentata, quelli rimasti in carica provvedono alla sua sostituzione mediante cooptazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 2386 cod. civ., e fermo restando l'obbligo di rispettare il numero minimo di amministratori indipendenti e l'equilibro tra generi previsto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF.

La nomina assembleare dell'amministratore in sostituzione dell'amministratore cessato è liberamente effettuata con le maggioranze di legge, fermo restando l'obbligo di rispettare il numero minimo di amministratori indipendenti ai sensi del D.Lgs. n. 58/1998 e l'equilibro tra generi previsto dall'art. 147 ter comma 1 ter TUF.

4.2 Composizione

L'art. 18 dello Statuto prevede che la Società sia amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero non inferiore a 5 (cinque) e non superiore a 15 (quindici) membri compreso il Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 24 aprile 2013, sulla base dell'unica lista di candidati presentata da Timone Fiduciaria S.p.A..

Si precisa che la predetta Assemblea degli Azionisti ha determinato la durata in carica dei componenti del Consiglio di Amministrazione come segue:

  • per n. 7 (sette) componenti per la durata di 3 (tre) esercizi
  • e - per n. 2 (due) componenti per la durata di 1 (un) esercizio
come di seguito indicato:
--------------------------- --
N. Nominativo Luogo e data di nascita Durata in carica Scadenza carica
1 Pietro GIULIANI Tivoli, 29/10/1956 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
2 Andrea ALIBERTI Macerata, 29/10/1969 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
3 Stefano GELATTI MACH DE
PALMSTEIN
Milano, 29/04/1967 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
4 Marco
MALCONTENTI
Verona, 14/01/1967 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
5 Paola Antonella MUNGO Milano, 25/06/1967 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
Cesare
LAFRANCONI (*)
Mandello Lario, 01/11/1950 n. 1 esercizio
[2013]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2013
Aldo Alberto MONDONICO (*) Milano, 03/06/1965 n. 1 esercizio
[2014] (***)
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2014
6 Giancarlo
SIMIONATO (*)
Torino, 16/10/1954 n. 1 esercizio
[2015] (***)
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
Paola SPANDO
(*)
Biella, 18/02/1961 n. 1 esercizio
[2013]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2013
7 Monica NANI (*) Piacenza, 22/10/1970 n. 1 esercizio
[2014] (***)
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2014
Teresa NICOLINI
(*)
Torino, 05/09/1949 n. 1 esercizio
[2015] (***)
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
8 Franco NOVELLI
(**)
Milano, 5/04/1957 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
9 Aldo MILANESE
(**)
Mondovì, 7/01/1944 n. 3 esercizi
[2013 – 2014 – 2015]
Assemblea approvazione
bilancio chiuso al 31/12/2015
  • (*) Indica i Consiglieri non esecutivi (consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede che operano per società del Gruppo Azimut) la cui nomina è proposta per un solo esercizio e che si alterneranno quindi nel corso del triennio di durata in carica degli altri componenti il Consiglio di Amministrazione; ciò al fine di soddisfare l'esigenza di un'ampia rappresentatività in seno all'organo amministrativo delle aree territoriali che compongono il Patto di Sindacato di Voto e di Blocco di Azimut Holding S.p.A
  • (**) Indica i Consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla normativa vigente.
  • (***) Con decorrenza dall'Assemblea degli Azionisti di approvazione bilancio dell'esercizio precedente.

L'Assemblea Ordinaria del 24 aprile 2014 ha deliberato di aumentare il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione da 9 a 10 e di nominare in qualità di Amministratore il dott. Paolo Martini fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015.

L'attuale Consiglio è composto quindi da 10 Consiglieri nelle persone di:

Pietro GIULIANI, Presidente e Amministratore Delegato Andrea ALIBERTI, Consigliere Stefano GELATTI MACH DE PALMSTEIN, Consigliere Marco MALCONTENTI, Consigliere e Co-Amministratore Delegato Paolo MARTINI, Consigliere Aldo MILANESE, Consigliere Paola Antonella MUNGO, Consigliere e Direttore Generale Teresa NICOLINI, Consigliere Franco NOVELLI, Consigliere Giancarlo SIMIONATO, Consigliere

Dalla data di chiusura dell'esercizio ( 31/12/2015) alla data di approvazione della presente relazione ( 10/03/2016) nessun ulteriore cambiamento è intervenuto nella composizione del Consiglio di Amministrazione.

L'Assemblea degli Azionisti convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015 è chiamata a deliberare anche in merito alla nomina delle cariche sociali.

Nella Tabella 1 allegata alla presente Relazione è stata dettagliata la struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati costituiti dall'Emittente.

Nell'allegato 1 alla presente Relazione si riporta il dettaglio degli incarichi ricoperti dai componenti del Consiglio di Amministrazione in altre società quotate in mercati regolamentati italiani ed esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. In merito alle ulteriori caratteristiche personali e professionali di ciascun Amministratore si rimanda alla documentazione pubblicata sul sito della società www.azimut.it sezione "investor relations".

Il Consiglio di Amministrazione, valutato anche il numero degli incarichi ricoperti dai singoli Amministratori, non ha ritenuto opportuno, allo stato, definire criteri generali circa il numero massimo di incarichi di amministrazione e di controllo in altre società che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento del ruolo di amministratore dell'Emittente, fermo restando il dovere di ciascun consigliere di valutare la compatibilità delle cariche di amministratore e sindaco, rivestite in altre società quotate in mercati regolamentati, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni, con lo svolgimento diligente dei compiti assunti come consigliere dell'Emittente, nonché sulla base di quanto previsto dall'art. 36 del D.L. n. 201/2011, convertito in legge con modifiche dalla L. n. 214 del 22/12/2011, recante disposizioni riguardanti la tutela della concorrenza e le partecipazioni personali incrociate nei mercati del credito, assicurativi e finanziari.

La Società non ha ritenuto necessario adottare allo stato un piano di successione per gli Amministratori esecutivi, in quanto l'allocazione di deleghe in seno al Consiglio di Amministrazione, tenuto anche conto del ruolo e dei poteri attribuiti al Presidente, al Co-Amministratore Delegato ed al Direttore Generale, sono idonee a consentire la continuità, almeno provvisoria, della gestione aziendale nell'ipotesi del venir meno di una di tali figure.

4.3 Ruolo del Consiglio

Il Consiglio di Amministrazione che riveste un ruolo centrale nell'organizzazione aziendale si riunisce con regolare cadenza e si organizza ed opera in modo da garantire un effettivo ed efficace svolgimento delle proprie funzioni.

Nel corso del 2015 l'attuale Consiglio si è riunito 13 volte, per una durata media di circa 1 ora e 30 minuti per ciascuna riunione.

Per l'anno 2016 sono previste 12 riunioni.

Alla data di approvazione della presente relazione si sono già tenute 3 riunioni.

Ciascun membro del consiglio di amministrazione è tenuto a deliberare con cognizione di causa ed in autonomia, perseguendo l'obiettivo della creazione di valore, e si impegna a dedicare alla carica rivestita nella società il tempo necessario a garantire uno svolgimento diligente delle proprie funzioni, indipendentemente dagli incarichi ricoperti al di fuori dell'Emittente, essendo consapevole delle responsabilità inerenti la carica ricoperta.

La modalità operativa del Consiglio di Amministrazione, definita ora anche in un apposito Regolamento del Consiglio, così come di seguito meglio dettagliato, è conforme alle disposizioni del Codice vigente. A tale proposito si precisa che, tra l'altro:

  • (a) esamina ed approva i piani strategici, industriali e finanziari della società ed a livello di Gruppo e la struttura societaria del Gruppo, monitorandone periodicamente l'attuazione; definisce il sistema di governo societario dell'Emittente ;
  • (b) definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici dell'Emittente;
  • (c) stabilisce la periodicità, almeno trimestrale, con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l'attività svolta nell'esercizio delle deleghe loro conferite;
  • (d) valuta il generale andamento della gestione tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli programmati;
  • (e) esamina ed approva le operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario, con particolare riferimento alle operazioni con parti correlate; a tale fine stabilisce criteri generali per individuare le operazioni di significativo rilievo;
  • (f) valuta l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile dell'Emittente nonché quello delle controllate aventi rilevanza strategica con particolare riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi basandosi, a riguardo, sulle informazioni fornite dalla sub-holding AZ International Holding SA, dal Comitato controllo e rischi, nonché sulle valutazioni delle funzioni di controllo del Gruppo;
  • (g) delibera eventuali interventi necessari per eliminare criticità emerse nella gestione della società o delle società del Gruppo a seguito delle verifiche svolte dalle funzioni preposte ai controlli ed alla gestione del rischio, sulla base delle informazioni fornite dalla subholding AZ International Holding SA, dal Comitato controllo e rischi, nonché sulle valutazioni delle funzioni di controllo del Gruppo;
  • (h) svolge l'attività di direzione e coordinamento della Capogruppo con particolare riferimento all'attività di governo dei rischi, deliberando policy e linee guida generali per il Gruppo;
  • (i) fornisce informativa nella relazione sul governo societario sulla propria composizione indicando per ciascun componente la qualifica, il ruolo ricoperto all'interno del Consiglio, sul numero e sulla durata media delle riunioni del consiglio e del comitato esecutivo tenutesi nel corso dell'esercizio, nonché sulla relativa percentuale di partecipazione di ciascun amministratore;
  • (j) al fine di assicurare la corretta gestione delle informazioni societarie adotta su proposta del Presidente e Amministratore Delegato una procedura per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riguardanti l'Emittente con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.

L'art. 25 dello Statuto determina i poteri del Consiglio di Amministrazione, che sono conformi a quelli previsti dal Codice. In particolare, ai sensi del menzionato articolo, la gestione della Società spetta esclusivamente al Consiglio di Amministrazione, il quale compie le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale, ferma restando la necessità di specifica autorizzazione nei casi richiesti dalla legge.

A norma dello stesso art. 25 sono, inoltre, attribuite al Consiglio di Amministrazione le deliberazioni concernenti:

  • (i) la delibera di fusione nei casi di cui agli articoli 2505 e 2505 bis, del codice civile;
  • (ii) l'istituzione e la soppressione di sedi secondarie;
  • (iii) l'indicazione di quali amministratori abbiano la rappresentanza della Società;
  • (iv) la riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio;
  • (v) l'adeguamento dello statuto sociale a disposizioni normative;
  • (vi) il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale;
  • (vii)la riduzione del capitale, qualora risulti perduto oltre un terzo del capitale sociale e la Società abbia emesso azioni senza valore nominale.

Ai sensi degli artt. 21 e 26 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni, escluse quelle riservate espressamente dalla legge alla propria competenza, ad un Comitato Esecutivo determinandone la composizione, i poteri e la remunerazione.

Ai sensi dei medesimi articoli, inoltre, il Consiglio di Amministrazione può nominare uno o più Vice Presidenti e Amministratori Delegati, determinando i limiti della delega, nonché uno o più Direttori Generali, designandoli anche fra i membri del Consiglio stesso. Può altresì istituire comitati di natura consultiva e/o propositiva determinando il numero dei membri di tali comitati e le funzioni ad essi attribuite, ai sensi della normativa vigente in materia di società con azioni quotate nei mercati regolamentati.

L'art. 26 dello Statuto sociale attribuisce la rappresentanza di fronte a terzi ed in giudizio, nonché la firma sociale al Presidente del Consiglio di Amministrazione, nonché ai Vice Presidenti e agli Amministratori Delegati se nominati.

Il Presidente convoca le riunioni del Consiglio e si adopera, anche per il tramite delle Direzioni di volta in volta competenti, affinché ai Consiglieri siano fornite la documentazione e le informazioni necessarie per permettere allo stesso di esprimersi con consapevolezza sulle materie sottoposte al suo esame ed approvazione.

In particolare, al fine di consentire agli amministratori di valutare in modo corretto e completo i fatti portati all'esame del Consiglio, le informazioni riguardanti le materie poste all'ordine del giorno e le bozze dei documenti oggetto di approvazione vengono trasmessi a tutti gli amministratori con un ragionevole anticipo rispetto alla data delle riunioni. Limiti alla predetta informativa preventiva degli amministratori possono derivare sia da particolari esigenze di riservatezza sia da casi di particolare e comprovata urgenza.

Il Presidente coordina le attività del Consiglio, nonché guida lo svolgimento delle relative riunioni. Nel corso delle riunioni consiliari possono essere invitati a partecipare anche soggetti esterni al Consiglio di Amministrazione per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti all'ordine del giorno.

Il Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015 ha approvato il "Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione" volto a regolare l'attività deliberativa del Consiglio, la preparazione e la messa a disposizione della documentazione in vista delle riunioni assembleari e, più, in generale il funzionamento del Consiglio stesso. Sono stati, altresì, individuati gli standard di condotta dei consiglieri – tenuti ad agire in modo informato – le modalità di partecipazione alla discussione, il ruolo del Presidente, i profili attinenti alla verbalizzazione. Al fine di assicurare maggiore tracciabilità nei processi decisionali, sono state inserite previsioni riferite alle modalità di presentazione e formalizzazione delle proposte di deliberazione. Nella predisposizione del Regolamento si sono assunte a riferimento le best practices in tema di corporate governance, e le disposizioni del Codice di autodisciplina di Borsa Italiana, nella versione aggiornata al luglio 2015.

Nel Regolamento sono state altresì inserite previsioni riferite al ruolo degli Amministratori indipendenti, le modalità di presentazione delle proposte di delibera (volte, tra l'altro, ad assicurare maggior tracciabilità delle decisioni aziendali), la verbalizzazione, il ruolo degli amministratori non esecutivi.

4.4 Organi Delegati (Amministratori Delegati, Presidente del Consiglio di Amministrazione Comitato Esecutivo e Direttore Generale)

Il Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015 ha provveduto a riformulare all'interno del Consiglio le deleghe gestionali di cui alla delibera consiliare del 24 aprile 2013 in capo al Presidente-AD, al Co-Amministratore Delegato e al Direttore Generale, con migliore e più puntuale individuazione degli ambiti di ciascuno ed ha proceduto all'assegnazione di ulteriori poteri, anche in capo ad altri amministratori nelle specifiche aree di competenza, con il risultato per tal via di un ribilanciamento complessivo dei poteri in seno al Consiglio di Amministrazione medesimo.

Nello specifico:

  • - al Presidente –AD Pietro Giuliani, oltre alla legale rappresentanza anche in giudizio senza limiti di area, sono stati attribuiti poteri di ordinaria amministrazione, esercitabili a firma singola, limitatamente alle aree Commerciale e Marketing, Gestione (con esclusione di decisioni che attengano al processo di investimento) e Estero; In caso di assenza di Pietro Giuliani, i suddetti poteri sono esercitati con firma singola da Marco Malcontenti.
  • al Co-Amministratore Delegato Marco Malcontenti sono stati attribuiti poteri di ordinaria amministrazione, limitatamente (i) alle aree Finanza e Amministrazione, Fiscale e IT – Operation esercitabili a firma singola; (i) all'area estero, esercitabili con firma congiunta con il Responsabile Sviluppo Estero Gabriele Blei; (iii) all'area commerciale - marketing, esercitabili con firma congiunta con l'Amministratore Paolo Martini. In caso di assenza di Marco Malcontenti, i poteri di cui sopra sono esercitati da Paola Antonella Mungo.
  • all'Amministratore e Direttore Generale Paola Antonella Mungo sono stati attribuiti poteri, di ordinaria amministrazione, limitatamente (i) alle aree Prodotti e Progetti Speciali, Legale e Societario esercitabili a firma singola; (ii) all'area estero, esercitabili con firma congiunta con il responsabile Sviluppo Estero Gabriele Blei; (iii) all'area Gestione (con esclusione di decisioni che attengano al processo di investimento) esercitabili con firma congiunta con l'Amministratore Andrea Aliberti o l'Amministratore Stefano Gelatti Mach de Palmstein.

In caso di assenza di Paola Antonella Mungo, i poteri di cui sopra sono esercitati da Marco Malcontenti.

  • all'Amministratore Paolo Martini sono stati attribuiti i poteri di ordinaria amministrazione in relazione all'area Commerciale e Marketing esercitabili con firma congiunta con Marco Malcontenti.
  • agli Amministratori Andrea Aliberti e Stefano Gelatti Mach de Palmstein sono stati attribuiti i poteri di ordinaria amministrazione in relazione all'area Gestione (con esclusione di decisioni che attengano al processo di investimento) esercitabili con firma congiunta con Paola Antonella Mungo.

Gli organi delegati, inoltre, forniscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale adeguata informativa ai sensi dell'art. 2381, quinto comma, del codice civile, nonché sulle operazioni atipiche, inusuali o con parti correlate, il cui esame e la cui approvazione non siano riservati al Consiglio di Amministrazione.

Il Consiglio di Amministrazione del 24 aprile 2013, ha nominato un Comitato Esecutivo, per un triennio e quindi fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, composto da n. 5 membri.

Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente in data 8 maggio 2014 ha deliberato di aumentare il numero dei membri del Comitato Esecutivo da 5 a 6 e di nominare il dott. Paolo Martini in qualità di componente del Comitato Esecutivo fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015.

Il Comitato Esecutivo nell'esercizio 2015 risultava composto come segue:

Pietro GIULIANI – Presidente Andrea ALIBERTI

Stefano GELATTI MACH DE PALMSTEIN Marco MALCONTENTI Paolo MARTINI Paola Antonella MUNGO

Il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente in data 26 gennaio 2016, con l'intento di procedere ad un ulteriore rafforzamento del ruolo di indirizzo proprio del Consiglio di Amministrazione, ha deliberato di dare corso alla cessazione anticipata del Comitato Esecutivo con effetto dalla medesima data.

In occasione dell'Assemblea chiamata a deliberare in merito all'approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2015, saranno proposte talune modifiche alla governance volte, in particolare, ad aumentare la presenza di amministratori indipendenti in seno al Consiglio.

4.5 Altri consiglieri esecutivi

Nel Consiglio di Amministrazione dell'Emittente non vi sono altri consiglieri esecutivi in aggiunta a quelli nominativamente indicati nel precedente punto 4.2 della presente relazione e che sono membri del Comitato Esecutivo.

4.6 Amministratori Indipendenti

In relazione alla raccomandazione del Codice di prevedere per gli Emittenti appartenenti all'indice FTSE-Mib un numero di amministratori indipendenti non inferiore ad un terzo del numero totale dei componenti dell'organo amministrativo, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto opportuno mantenere allo stato la presenza di due amministratori indipendenti, in quanto tale numero, oltre ad essere conforme a quanto previsto dall'art. 147ter, comma 4 TUF, viene ritenuto idoneo a garantire l'efficacia del ruolo affidato a detti amministratori e ad assicurare che il loro giudizio possa avere un peso significativo nell'assunzione delle decisioni consiliari della Società.

Gli Amministratori indipendenti grazie alle loro individuali professionalità apportano le loro specifiche competenze nelle discussioni consiliari, contribuendo all'assunzione di decisioni conformi all'interesse sociale.

L'Assemblea degli Azionisti del 24 aprile 2013 ha nominato quali Amministratori indipendenti, i consiglieri Aldo Milanese e Franco Novelli.

La valutazione in merito alla presenza dei requisiti di indipendenza in capo ai predetti amministratori è stata effettuata dall'assemblea all'atto della nomina sulla base della documentazione presentata, nonché nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2013, dell'8 maggio 2014 e 7 maggio 2015.

Nel corso degli esercizi successivi alla nomina, il Consiglio di Amministrazione procede di norma ad effettuare ulteriori valutazioni in merito alla sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo agli amministratori, oltre che nei casi di nuova nomina o di rinnovo della carica, anche in caso di variazioni di rilievo attinenti detti requisiti che siano state comunicate dagli stessi amministratori indipendenti ovvero accertate con altre modalità dall'Emittente stesso.

Tale procedura è ritenuta idonea ad assicurare l'esercizio di un effettivo controllo in merito alla conservazione dei requisiti di indipendenza ed in linea con il criterio applicativo del Codice secondo cui la valutazione deve essere effettuata avuto riguardo più alla sostanza che alla forma. Come già precisato al precedente punto 4.4, in occasione dell'Assemblea degli Azionisti dell'Emittente di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, si intende proporre di aumentare il numero degli amministratori indipendenti.

4.7 Lead independent director

Il Consiglio di Amministrazione, in relazione alla raccomandazione del Codice di prevedere l'istituzione di un "lead indipendent director" nel caso in cui il Presidente del Consiglio di Amministrazione sia il principale responsabile della gestione dell'impresa, ha ritenuto di non procedere alla individuazione di tale figura, in considerazione della circostanza che la concentrazione del ruolo di Presidente con quella di Amministratore Delegato è stata adeguatamente controbilanciata dalla istituzione di un Comitato Esecutivo, di un Co - Amministratore Delegato e di un Direttore Generale, tenuto anche conto delle deleghe di gestione attribuite ai medesimi e del contributo che la presenza di tali organi fornisce per l'attività ed il funzionamento del Consiglio, nonché per garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi.

Successivamente all'Assemblea degli Azionisti di approvazione del Bilancio al 31.12.2015, in occasione della quale verranno nominati i nuovi organi sociali, si provvederà nuovamente ad una valutazione inerente tale figura.

5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

Gli amministratori delegati assicurano la corretta gestione delle informazioni societarie; a tal fine essi propongono al Consiglio di Amministrazione l'adozione di procedure per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di documenti ed informazioni riguardanti la società, con particolare riferimento alle informazioni "price sensitive" e a quelle relative ad operazioni su strumenti finanziari compiute dalle persone che a causa dell'incarico ricoperto hanno accesso a informazioni rilevanti.

Tutti gli amministratori sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello svolgimento dei loro compiti ed a rispettare le procedure adottate per la comunicazione all'esterno di tali documenti ed informazioni.

La Società, conformemente alle previsioni del Codice, ha adottato una specifica procedura interna per la gestione delle informazioni riservate e per la comunicazione all'esterno delle informazioni "price sensitive", onde evitare che la diffusione all'esterno di informazioni riguardanti la Società stessa avvenga in modo selettivo, intempestivo o in forma incompleta o inadeguata.

Nell'ambito dell'adozione di sistemi di gestione delle informazioni riservate, detto codice di comportamento disciplina altresì gli obblighi informativi inerenti alle operazioni su strumenti finanziari compiute dagli amministratori, dai direttori, dai sindaci e dalle altre persone che, in ragione della loro carica, hanno accesso ad informazioni rilevanti, secondo quanto richiesto dalla normativa vigente.

Con l'entrata in vigore degli obblighi normativi relativi alla gestione delle informazioni privilegiate di cui all'art. 115bis del D.Lgs. 58/98 (TUF), la Società, anche per conto delle sue controllate, ha provveduto ad istituire un apposito Registro creando un database per tale gestione avente le caratteristiche tecnico/funzionali necessarie per garantire il rispetto dei requisiti di sicurezza logica e fisica, la immodificabilità delle registrazioni e la facilità di consultazione e di ricerca.

6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO

In conformità a quanto stabilito dal Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione della Società ha costituito i comitati interni indicati di seguito con funzioni consultive, propositive o di controllo, a cui è assicurato il diritto di accesso alle informazioni rilevanti.

7. COMITATO PER LE NOMINE

Al momento il Consiglio di Amministrazione della Società non ha ritenuto di istituire al proprio interno un comitato per le proposte di nomina alla carica di amministratore, tenuto conto che la nomina degli amministratori è già dettagliatamente disciplinata dallo statuto in conformità alle

analitiche disposizioni di legge e del codice civile, anche con particolare riguardo alla tutela delle minoranze azionarie, e che, in ogni caso, la composizione numerica non particolarmente elevata dell'organo amministrativo favorisce l'adozione di proposte al riguardo tramite il Consiglio stesso nella sua collegialità.

8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione ha costituito al proprio interno un comitato per la remunerazione e per gli eventuali piani di stock option o di assegnazione di azioni.

Tale comitato, composto prevalentemente di amministratori non esecutivi, formula proposte al consiglio per la remunerazione degli amministratori delegati e di quelli che ricoprono particolari cariche, nonché, su indicazione degli amministratori delegati, per la determinazione dei criteri per la remunerazione dell'alta direzione della società. A tal fine, esso può avvalersi di consulenti esterni, a spese delle società.

I soggetti della cui remunerazione si discute non partecipano alle decisioni riguardanti la propria remunerazione.

La Società ha proceduto alla nomina di un Comitato per la Remunerazione così costituito:

  • da un amministratore esecutivo, nella persona dell'Ing. Pietro Giuliani, e
  • da due amministratori indipendenti, nelle persone del Dott. Aldo Milanese e del Dott. Franco Novelli.

La Società ha mantenuto nell'ambito della composizione del predetto Comitato la presenza di un Amministratore esecutivo, onde fornire le indicazioni e precisazioni necessarie sulle proposte da formulare al Consiglio di Amministrazione. Le modalità di remunerazione rappresentano, infatti, per una società capogruppo di società di servizi quale Azimut Holding S.p.A., un fattore di primaria rilevanza, posto che il capitale umano è un elemento costitutivo del valore della Società. Pertanto, si è ritenuta necessaria la presenza in tale contesto del Presidente della Società che, oltre ad essere comunque in minoranza in seno al Comitato, naturalmente non partecipa alle decisioni riguardanti la propria remunerazione.

Si precisa che la composizione del nuovo Comitato che verrà costituito in occasione dell'Assemblea degli Azionisti dell'Emittente per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, prevederà la nomina di tre membri del Consiglio di Amministrazione, tutti indipendenti e non esecutivi.

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015 ha approvato il "Regolamento disciplinante il funzionamento del Comitato per la remunerazione" volto ad assicurare miglior tracciabilità dei processi decisionali e a meglio individuare il ruolo del Consiglio di Amministrazione e dei relativi Comitati interni, fermi restando gli ulteriori interventi relativi al Comitato (in particolare, per ciò che attiene la composizione dello stesso) che verranno attuati in occasione dell'Assemblea chiamata ad approvare il bilancio al 31/12/2015.

Il Regolamento disciplina le modalità di funzionamento del Comitato, e ne individua le competenze, sulla base dei migliori standard del settore, e tenuto conto delle indicazioni del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana.

Al Comitato viene affidato un ruolo di rilievo nel contesto delle prassi di remunerazione e incentivazione del Gruppo, in linea con le indicazioni emergenti dalle più recenti regole in materia, in una prospettiva sia ex-ante (definizione delle politiche di remunerazione), sia ex-post, con particolare riguardo alla verifica delle scelte adottate alla politica di remunerazione del Gruppo e alla disciplina del settore, come via via evolutasi nel tempo.

9. REMUNERAZIONE DEI COMPONENTI DEGLI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO, DIRETTORI GENERALI E DIRIGENTI CON RESPONSABILITA' STRATEGICHE

Ai sensi dell'art. 27 dello statuto sociale i compensi, in qualsivoglia forma, ai membri del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo sono stabiliti dall'Assemblea, anche mediante determinazione di un importo complessivo ai sensi dell'art. 2389 del Codice Civile.

Il Consiglio di Amministrazione stabilisce altresì la remunerazione degli Amministratori investiti di particolari cariche.

Inoltre, ai membri del Consiglio di Amministrazione spetta il rimborso delle spese sostenute per ragione del loro ufficio.

Si segnala, a tale proposito, che il Consiglio di Amministrazione ha approvato in data 10 marzo 2016, la relazione sulla remunerazione. Per la descrizione delle politiche di remunerazione si rinvia alla predetta relazione pubblicata ai sensi dell'art. 123ter del TUF e sottoposta all'Assemblea degli Azionisti.

Si precisa che non sono stati stipulati accordi tra la Società e gli Amministratori che prevedano indennità in caso di scioglimento anticipato del rapporto.

Si segnala inoltre che alcuni Amministratori esecutivi hanno sottoscritto con l'Emittente dei patti di non concorrenza i quali prevedono che i medesimi Amministratori, a fronte del riconoscimento di un corrispettivo da parte della Società, non possano svolgere o essere coinvolti in attività concorrenziale con quella svolta dalle società del Gruppo, per un periodo di due anni dal momento della cessazione del loro rapporto professionale con il Gruppo medesimo derivante da dimissioni volontarie o licenziamento; tali accordi prevedono altresì la facoltà per i predetti soggetti di esercitare, sempre a fronte del riconoscimento di un corrispettivo da parte della Società, un'opzione di mantenimento della stabilità della non concorrenza per un periodo di durata massima di ulteriori quattro anni.

10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Consiglio di Amministrazione ha costituito un Comitato Controllo e Rischi, con funzioni consultive e propositive. La composizione è stata modificata con delibera del 22 dicembre 2015, prevedendo che del Comitato facciano parte 3 amministratori, tutti non esecutivi, di cui 2 indipendenti, rispettivamente nelle persone del Dott. Aldo Milanese, del Dott. Franco Novelli e del Dott. Giancarlo Simionato; pertanto, rispetto alla precedente composizione del suddetto Comitato con due amministratori indipendenti, è stato nominato in aggiunta il Dott. Giancarlo Simionato (scelto tra gli amministratori non esecutivi consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede che sono stati nominati in seno al Consiglio in rappresentanza delle aree territoriali che compongono il Patto di Sindacato di Voto e di Blocco di Azimut Holding S.p.A.).

Alle riunioni del Comitato possono essere invitati di norma i responsabili delle funzioni di controllo, ma non quelli delle aree operative. Partecipa inoltre il Presidente del Collegio Sindacale o altro sindaco designato dal Presidente del Collegio.

Il Comitato Controllo e Rischi ha il compito di individuare e valutare le problematiche ed i rischi delle attività aziendali. Detto comitato, tra l'altro, assiste il Consiglio di Amministrazione nell'espletamento dei compiti di controllo interno, valuta il piano di lavoro preparato dai preposti al controllo interno e riceve le relazioni periodiche degli stessi.

Inoltre si precisa che, ai sensi del D.Lgs. n. 39 del 27/01/2010, nella Società il Comitato per il Controllo Interno e la revisione contabile di cui all'art. 19 del predetto decreto si identifica con il Collegio Sindacale ed ha il compito di vigilare i) sul processo di informativa finanziaria; ii) sull'efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di gestione del rischio; iii) sulla revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati; iv) sull'indipendenza del revisore legale

o della società di revisione legale, in particolare per quanto concerne la prestazione di servizi non di revisione alla Società.

Si precisa altresì che le società controllate, come descritto al successivo punto 11.1, hanno costituito un apposito Comitato Controllo e Rischi.

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015 ha approvato il "Regolamento sul funzionamento del Comitato Controllo e Rischi", redatto dalle competenti funzioni avuto riguardo alle best practice del settore, alle indicazioni del Codice di Autodisciplina per le società quotate e alle più recenti regole in materia.

Il predetto Regolamento, che disciplina le modalità di convocazione e funzionamento del Comitato, precisa le funzioni spettanti al Comitato, inserendole nel più ampio sistema dei controlli interni, e disciplinandone i rapporti – tra l'altro – con le funzioni di Internal Audit, Compliance e Risk Management. Il Regolamento disciplina anche la composizione del Comitato, e la durata in carica dei relativi componenti, tenuto conto degli ulteriori adeguamenti che saranno realizzati in occasione delle deliberazioni dell'assemblea chiamata ad approvare il bilancio riferito alla data del 31 dicembre 2015.

11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

11.1 Analisi e struttura del sistema di controllo interno

Per quanto attiene il complessivo sistema di controllo interno adottato, si evidenzia che detto sistema è presidiato dall'operato di:

  • Consiglio di Amministrazione
  • Collegio Sindacale
  • Funzione di revisione interna (Internal Audit)
  • Funzione di gestione del rischio (Risk Management)
  • Funzione di conformità alle norme (Compliance)
  • Funzione Antiriciclaggio e Comitato Antiriciclaggio
  • Comitato Controllo e Rischi
  • Organismo di vigilanza (ai sensi del d.lgs. 231/01)

La Società tenuto conto di quanto indicato al precedente punto 10 ed al presente punto 11, anche in merito all'esistenza di un Comitato Controllo e Rischi delle società controllate italiane, del sistema di controllo interno complessivo, nonché della particolare organizzazione del Gruppo, non ha ritenuto di individuare un Amministratore esecutivo incaricato di sovraintendere alla funzionalità del sistema di Controllo Interno.

Il Consiglio di Amministrazione delle singole società delibera le strategie e le politiche, valuta i rischi assunti, stabilisce i livelli accettabili di tali rischi e si assicura che l'Alta Direzione adotti le misure necessarie per individuare, monitorare e controllare i rischi stessi; approva la struttura organizzativa e la struttura del sistema di controllo interno, e si assicura che l'Alta Direzione verifichi con continuità, nel tempo, l'efficacia del sistema dei controlli interni.

Il Collegio Sindacale ha il compito di verificare il regolare funzionamento complessivo aziendale, valutando inoltre il grado di efficienza e di adeguatezza del sistema dei controlli.

Sino al 31 dicembre 2015 le funzioni di controllo interno sono state accentrate presso le società operative italiane.

Dal 1° gennaio 2016 le Funzioni Internal Audit, Antiriciclaggio, nonché Compliance e dal 1° febbraio 2016 il Risk Management sono state trasferite in seno alla Capogruppo Azimut Holding S.p.A.

Il Gruppo si è dotato, anche recentemente, di ulteriori specifiche procedure e di ulteriori flussi informativi, nonché di standard comuni per le varie entità, volti a rafforzare il coordinamento delle attività di controllo svolte nell'ambito dell'intero perimetro del Gruppo. Tutte le funzioni di controllo sono dotate anche di idoneo budget di spesa.

La funzione di revisione interna concorre e supporta il Consiglio di Amministrazione delle società del Gruppo nell'intercettare violazioni delle procedure e della regolamentazione. In particolare, alla predetta funzione è affidata la responsabilità dell'attività di audit delle società italiane del Gruppo, nonché l'attività di audit per AZ Life Ltd, AZ Fund Management SA e per il fondo Eskatos Sicav SIF, gestito da Eskatos Capital Management Sarl.

La funzione di revisione interna si avvale del servizio di controllo interno esternalizzato presso la società Deloitte Ers Enterprice Risk Services S.r.l.. A tale riguardo si evidenzia che il contratto che regola il servizio prestato, definisce gli obiettivi assegnati all'esternalizzazione in relazione agli standard quali/quantitativi attesi dal processo, prevedendo espressamente le attività da porre in essere per la prestazione del servizio di auditing.

L'attività di revisione interna è volta a verificare, da un lato il regolare andamento dell'operatività e, dall'altro, a valutare la completezza, l'adeguatezza, la funzionalità e l'affidabilità della struttura organizzativa. Sulla base dei risultati dei controlli sono eventualmente formulate raccomandazioni agli organi aziendali. L'attività è svolta nel continuo, in via periodica o per eccezioni.

Sulla base del piano di audit presentato annualmente al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale delle singole società, vengono programmati i controlli che si intendono effettuare nel periodo. La pianificazione, suddivisa per tipologia di servizio prestato, viene predisposta focalizzando l'attenzione sulle aree operative caratterizzate da una più elevata significatività, frequenza e manualità ed è strutturata in modo tale da coprire un vasto numero di attività svolte dalle società controllate.

La pianificazione annuale può essere aggiornata in occasione di richieste specifiche da parte dell'Alta Direzione, del Consiglio di Amministrazione, del Responsabile Audit, del Collegio Sindacale o in seguito al verificarsi di fatti contingenti che richiedano verifiche tempestive e precedentemente non pianificate.

Il piano di intervento è costituito da verifiche che presentano un diverso grado di frequenza: annuale, semestrale e trimestrale. La logica sottostante la determinazione della frequenza di una verifica tiene conto di differenti fattori, quali ad esempio la significatività in termini di impatto sul bilancio o sul rendiconto, la frequenza dell'operatività e il grado di automatismo del processo.

A conclusione dell'audit viene predisposto un verbale nel quale sono riportati tipologia della verifica, campione selezionato, struttura soggetta alla verifica, documentazione esaminata, controlli effettuati, risultati emersi, proposte formulate e provvedimenti assunti. I verbali riportanti le risultanze dei controlli vengono sottoposti, con cadenza minima semestrale, al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale delle singole società controllate, al fine di mantenere gli organi aziendali costantemente aggiornati in merito all'attività svolta e agli esiti emersi.

Alla Funzione di Gestione del Rischio, accentrata presso Azimut Holding S.p.A., è affidata la responsabilità dell'attività di gestione del rischio delle società italiane del Gruppo (tranne CGM Italia SIM S.p.A.), nonché delle società estere del Gruppo AZ Fund Management SA, Azimut Portfoy e AZ Notus Portfoy: detta Funzione ha sia il compito di controllare ex post il profilo di rischio dei diversi portafogli gestiti, sia quello di fornire alla Direzione Investimenti un sistema di valutazione ex ante del rischio di mercato. In particolare l'attività di controllo si realizza attraverso l'analisi dei portafogli dei singoli fondi ed il loro continuo monitoraggio in relazione ai fattori di rischio rilevanti.

Con riferimento alla gestione dei patrimoni dei fondi, è in uso, da parte della struttura di gestione un software denominato "AIM" (Asset and Investment Manager) realizzato dalla società Bloomberg. Tale applicativo viene ad oggi utilizzato come "position keeper" dei portafogli dei fondi, "order router" per l'attività di trading e "compliance tool" per l'attività di controllo attraverso delle verifiche ex ante ed ex post sull'attività di trading in caso di superamento dei limiti normativi e regolamentari. A tale proposito l'implementazione di "AIM" in Azimut è stata oggetto nel novembre 2009 di un riconoscimento a livello internazionale (Best Product Implementation at a Buy-Side Firm).

Per la valutazione del rischio ex-ante si utilizza il software UBS Delta che consente una copertura ottimale di asset class e strumenti, nonché reporting tools avanzati ed automatizzati. UBS Delta calcola i dati di VaR per ogni fondo in gestione e per ogni giorno di calcolo del prezzo. I dati forniti dall'applicativo consentono di gestire:

  • i dati di VAR forniti dal provider su un data base relazionale per la successiva elaborazione, analisi e conservazione;
  • un sistema di reportistica;

  • la costruzione di un sistema di limiti basato sulla rilevazione del VaR di ogni singolo portafoglio;

  • le verifiche di back testing e di stress testing
  • calcolo e verifica del liquidity risk

Nell'ambito più generale delle proprie attività la funzione provvede alla "mappatura" dei rischi operativi, redigendo e mantenendo costantemente aggiornato un documento riepilogativo dei rischi individuati.

La funzione formalizza una serie di analisi volte a valutare la gravità dei possibili rischi operativi. I rischi operativi aziendali sono monitorati attraverso un'analisi, effettuata su un modello sviluppato dalla funzione.

La funzione aggiorna periodicamente la mappatura dei rischi, analizzando le variazioni alle procedure, i rilievi del controllo interno e/o tramite interviste periodiche ai responsabili delle direzioni.

Per quanto attiene ai rischi di controparte, la Funzione verifica costantemente il livello delle posizioni in derivati mediante il modulo di investment compliance presente nel software applicativo AIM utilizzato dall'ufficio gestione e gestisce l'Albo delle controparti autorizzate.

Alla Funzione di conformità alle norme è affidata la responsabilità dell'attività di compliance delle società italiane del Gruppo.

La funzione di Compliance si è avvalsa del servizio esternalizzato presso la società Deloitte Ers Enterprice Risk Services S.r.l.1 per l'effettuazione delle verifiche di propria competenza.

L'attività di compliance è volta a prevenire e gestire il rischio di non conformità alle norme in modo da contribuire alla creazione di valore aziendale attraverso la correttezza operativa e gestionale. Inoltre tale funzione sostiene lo sviluppo e il coordinamento delle procedure interne aziendali.

La funzione di Compliance ha il compito di definire i presidi organizzativi e operativi da porre in essere con l'obiettivo di sviluppare una cultura della compliance finalizzata al controllo del concreto rispetto delle indicazioni previste dalla normativa di settore, nonché dall'autoregolamentazione della Società. A tale fine si relaziona e si coordina con le strutture di volta in volta interessate ed è supportata dalle competenze legali presenti nel Gruppo per le problematiche più specialistiche, nonché da un primario Studio professionale.

Il Responsabile della Funzione redige annualmente un piano delle verifiche da realizzare, all'interno del quale vengono indicati gli accertamenti da effettuare nel corso dell'anno al fine di coprire i rischi di compliance più significativi.

Il piano delle verifiche viene predisposto in occasione della stesura della relazione annuale richiesta dalla normativa di riferimento e ne fa parte integrante. Detta relazione, oltre al piano di

1 Nel corso del 2016 l'attività di supporto alla funzione di compliance per le società italiane verrà affidata a un nuovo outsourcer, che è stato individuato nella società TMF Compliance srl del Gruppo TMF.

cui sopra, illustra le risultanze delle verifiche effettuate nel corso dell'anno precedente nonché le indicazioni fornite per rimediare ad eventuali carenze.

Azimut Consulenza SIM S.p.A. e Azimut Capital Management SGR S.p.A., società controllate da Azimut Holding S.p.A., hanno inoltre costituito un apposito Comitato Controllo e Rischi che collabora con i responsabili delle funzioni di controllo nell'individuazione, nella pianificazione e nell'aggiornamento dei controlli interni e delle procedure organizzative identificando e valutando i rischi e le eventuali inefficienze derivanti dallo svolgimento delle attività delegate, e ponendosi come parte attiva nell'indicare quegli interventi che si dovessero reputare necessari, al fine di assicurare un'adeguata e continua funzionalità delle strutture. A tal fine, il Comitato si avvale anche delle risultanze dell'operato dell'Audit, del Risk Management, della Compliance e della funzione Antiriciclaggio.

Il Comitato si coordina anche con il Comitato Controllo e Rischi della Capogruppo intrattenendo con lo stesso interlocuzioni in merito ai profili di maggior rilievo del sistema dei controlli e dell'operato delle funzioni di controllo interno.

Il modello organizzativo adottato dalle società italiane del Gruppo Azimut prevede la nomina da parte del Consiglio di Amministrazione delle singole società italiane del Gruppo di un Responsabile Antiriciclaggio, al quale viene talvolta altresì conferita la delega per la segnalazione delle operazioni sospette; la persona incaricata della funzione non ha responsabilità dirette in aree operative nella società per cui assolve la responsabilità antiriciclaggio. Al Responsabile Antiriciclaggio spetta la supervisione e monitoraggio del rischio riciclaggio e, se delegato, anche il compito di valutare le segnalazioni pervenute e di trasmettere alla UIF le segnalazioni ritenute fondate. In considerazione del modello organizzativo adottato, in taluni casi le attività di presidio correlate alla gestione del rischio riciclaggio e finanziamento del terrorismo sono state esternalizzate alla Funzione Antiriciclaggio di Gruppo, istituita presso la Capogruppo.

Alla Funzione di Gruppo è inoltre demandata la supervisione delle attività della Funzione Antiriciclaggio (o funzione equivalente) delle varie società del Gruppo.

Si precisa, in aggiunta, che è stato istituito un Comitato Antiriciclaggio, sede di incontro e confronto delle funzioni aziendali in varia misura coinvolte nella gestione delle tematiche antiriciclaggio, a cui spettano compiti di pianificazione e programmazione sia strategica sia operativa in materia; al predetto Comitato partecipano stabilmente anche rappresentanti della Funzione esternalizzata.

Con riferimento all'Organismo di Vigilanza di cui al D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 si rimanda a quanto esposto al punto 11.3.

11.2 Sistema di controllo interno e gestione dei rischi esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria.

Finalità e obiettivi

Il Gruppo Azimut ha definito un sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all'informativa finanziaria sulla base del modello delineato nel "COSO Report"(2). Il controllo interno, in base alla definizione elaborata dal COSO, "un processo, svolto dal Consiglio di Amministrazione, dai dirigenti e da altri operatori della struttura aziendale, che si prefigge lo scopo di fornire una ragionevole sicurezza sulla realizzazione dei seguenti obiettivi:

2 Modello COSO, elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission - "Internal Control – Integrated Framework" pubblicato nel 1992 e aggiornato nel 1994 dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission.

  • efficacia ed efficienza delle attività operative;
  • attendibilità delle informazioni di bilancio;
  • conformità alla legge e ai regolamenti in vigore".

In relazione al processo di informativa finanziaria, tali obiettivi sono identificati nell'attendibilità, accuratezza, affidabilità e tempestività dell'informativa stessa.

Il Gruppo Azimut, nel definire il proprio sistema di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria, si è attenuto alle indicazioni esistenti a tale riguardo nella seguente regolamentazione di riferimento:

  • Decreto Legislativo del 58/1998 (Testo Unico della Finanza);
  • Regolamento Emittenti Consob;
  • Legge 262/2005 (e successive modifiche, tra cui il Decreto Legislativo di recepimento della cosiddetta direttiva Transparency approvato il 30 ottobre 2007) in tema di redazione dei documenti contabili societari;
  • Codice Civile, che prevede l'estensione ai Dirigenti Preposti alla redazione dei documenti contabili l'azione di responsabilità nella gestione sociale (art. 2434 c.c.), il reato di infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità (art. 2635 c.c.) ed il reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche e di vigilanza (art. 2638 c.c.);
  • Decreto Legislativo 231/2001 che, richiamando le previsioni del Codice Civile sopra citate e la responsabilità amministrativa dei soggetti giuridici per reati commessi dai propri dipendenti nei confronti della Pubblica Amministrazione, considera tra i soggetti apicali il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili.

Approccio metodologico

Il sistema di gestione dei rischi e di controllo in relazione all'informativa finanziaria del Gruppo Azimut si inserisce in un ambiente di controllo più ampio, che prende in considerazione ulteriori elementi, tra i quali:

  • il Codice Etico;
  • il modello di organizzazione e di gestione ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001 e dei relativi protocolli;
  • le procedure per le comunicazioni in tema di Internal Dealing;
  • i principi e procedure per l'effettuazione di operazioni rilevanti e con parti correlate;
  • sistema delle procedure organizzative delle società appartenenti al Gruppo;
  • il processo di mappatura dei rischi adottato.

Inoltre il Gruppo Azimut ha posto in essere e mantiene aggiornato un insieme di procedure amministrative e contabili tali da garantire un adeguato livello di efficacia del sistema di controllo interno sul reporting finanziario.

In conformità alla definizione inclusa nel COSO Report, che come sopra indicato è il quadro scelto dal Gruppo Azimut per la definizione del proprio sistema di controllo interno, il processo di controllo interno è costituito dall'implementazione e dall'adozione permanente di adeguati sistemi di gestione, aventi l'obiettivo di fornire agli amministratori e al management la ragionevole certezza circa l'affidabilità dell'informativa finanziaria, il rispetto delle leggi e dei regolamenti interni, nonché l'efficacia e l'efficienza dei principali processi aziendali.

Il processo di controllo interno ha, tra gli altri, l'obiettivo di prevenire e controllare i rischi di errori e frodi. Tuttavia, a causa dei limiti intrinseci in tutti i sistemi di controllo, il processo di controllo interno non può garantire che tutti i rischi di errori o frodi siano completamente eliminati o controllati.

Individuazione e valutazione dei rischi e dei relativi controlli sull'informativa finanziaria

Il processo di identificazione e valutazione dei rischi riguardanti l'informativa finanziaria è avvenuto attraverso un processo di Risk Assesment che ha consentito di individuare le unità organizzative, i processi e le relative voci contabili in grado di generare potenziali errori rilevanti ed inficiare la correttezza dell'informativa finanziaria.

L'approccio metodologico del Gruppo Azimut associa i rischi e i relativi controlli alle transazioni e ai processi aziendali da cui discendono i dati contabili. Tale approccio prevede la definizione di criteri quantitativi in relazione al contributo economico e patrimoniale fornito dalle operazioni di gestione e l'applicazione di criteri di selezione tramite soglie minime di rilevanza.

I rischi, individuati attraverso il processo di Risk Assesment e valutati come significativi, richiedono la definizione di specifici controlli che ne garantiscono la mitigazione, limitando in tal modo l'eventuale impatto di un potenziale errore rilevante sul reporting finanziario all'interno di soglie di accettabilità.

La natura dei controlli effettuati è duplice:

    1. controlli a livello di capogruppo o di singole società controllate, quali struttura dei poteri delegati e dei processi autorizzativi, segregazione dei ruoli/responsabilità e assegnazione dei diritti di accesso alle varie applicazioni informatiche. I rischi oggetto di tale tipologia di controlli concernono, con riferimento all'informativa finanziaria, l'eventualità di frodi, di non corretto funzionamento dei sistemi informatici o l'assenza di separazione delle funzioni.
    1. controlli ex-ante e controlli ex-post che possono avere una connotazione sia manuale che automatica che si sostanziano in controlli di processo e/o di natura operativa quali l'effettuazione di riconciliazioni, svolgimento di verifiche di coerenza e ragionevolezza e i controlli sui processi di chiusura contabile.

L'attività di testing è svolta in modo continuativo durante tutto l'esercizio su indicazione e con il coordinamento del Dirigente Preposto avvalendosi della propria struttura e, ove ritenuto necessario, con il supporto della funzione di Internal Audit. Tale funzione, nello svolgimento della propria ordinaria attività, può inoltre fornire elementi utili ad identificare e valutare fattori di criticità che rientrino nel perimetro dell'informativa finanziaria.

La valutazione dei controlli può comportare l'individuazione di controlli integrativi, azioni correttive o piani di miglioramento in relazione alle eventuali problematiche emerse.

Il Dirigente Preposto è costantemente informato circa tale attività di monitoraggio e quindi in merito all'affidabilità del sistema di controllo dell'informativa finanziaria.

11.3 Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001

La Società ha adottato, ai fini dell'adeguamento a quanto disposto dal D.Lgs. n. 231/01, un modello di organizzazione, gestione e controllo diretto alla prevenzione di quei reati la cui commissione da parte dei dipendenti, collaboratori o amministratori della Società comporti a norma del predetto decreto la responsabilità amministrativa della medesima.

In tale ambito è stato altresì adottato il Codice Etico consultabile sul sito internet della società www.azimut.it - sezione Gruppo.

L'Organismo di Vigilanza della Società risulta attualmente composto dal Presidente del Collegio Sindacale di Azimut Capital Management SGR S.p.A. e di Azimut Consulenza SIM S.p.A., da un Amministratore Indipendente dai responsabili delle funzioni di Internal Audit e di Compliance, nonché dal responsabile della valutazione di adeguatezza patrimoniale a livello aggregato. Tale organismo è dotato di un idoneo budget di spesa, nonché di un fondo spese per garantire il corretto ed autonomo svolgimento dei propri compiti.

11.4 Società di revisione

L'Assemblea degli Azionisti del 24 aprile 2013 ha deliberato il conferimento dell'incarico di revisione legale, ai sensi del Decreto Legislativo 39/2010 alla società di revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. per gli esercizi 2013-2021.

11.5 Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

In data 24 aprile 2013 il Consiglio di Amministrazione della Società, ai sensi di quanto previsto dall'art. 29bis dello statuto sociale ha provveduto alla nomina del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari nella persona del Co-Amministratore Delegato Marco Malcontenti, con durata pari a quella del mandato conferito al Consiglio di Amministrazione.

In data 5 novembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Società, su proposta del Presidente del Consiglio di Amministrazione e previo parere favorevole del Collegio Sindacale, ha nominato il Direttore Amministrativo Italia Matteo Capelli quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, in sostituzione del Dott. Marco Malcontenti con decorrenza 5 novembre 2015, provvedendo contestualmente ad assegnargli ogni opportuno potere.

L'art. 29 bis dello statuto sociale prevede che il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari sia in possesso dei requisiti di professionalità di cui all'art. 13 del Decreto Legislativo 58/1998.

12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Il Consiglio di Amministrazione della Società nella riunione del 22 novembre 2010, ha deliberato, con il parere favorevole del Comitato per il Controllo Interno, una nuova procedura in conformità di quanto previsto dall'art. 2391bis del Codice Civile e dal Regolamento Consob n. 17221 del 12/03/2010, nonché in sostituzione delle precedente procedura adottata dalla Società, volta a disciplinare le operazioni con le parti correlate poste in essere direttamente dalla Società o per il tramite di società controllate, al fine di assicurare la trasparenza e la correttezza sia sostanziale sia procedurale delle operazioni stesse.

La predetta procedura ha definito le operazioni che devono essere necessariamente approvate dal Consiglio di Amministrazione previo parere del Comitato per il Controllo Interno e/o l'assistenza di esperti indipendenti.

Nelle situazioni in cui gli amministratori hanno un interesse, anche potenziale o indiretto, nell'operazione:

  • a) informano tempestivamente ed in modo esauriente il consiglio sull'esistenza dell'interesse e sulle circostanze del medesimo;
  • b) si allontanano dalla riunione al momento della deliberazione ovvero si astengono dal voto qualora la situazione evidenzia un sostanziale rischio di alterazione della espressione di voto dell'organo di amministrazione e/o qualora ciò venga ritenuto opportuno dal Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato competente ad esprimersi sulle operazioni con parti correlate ai sensi della predetta procedura è il Comitato Controllo e Rischi di cui al precedente punto 10.

Il testo integrale della "Procedura per le Operazioni con Parti Correlate" è consultabile sul sito www.azimut.itsezione Gruppo.

13. NOMINA DEI SINDACI

La nomina del Collegio Sindacale avviene sulla base di liste presentate dagli azionisti nelle quali i candidati sono contrassegnati da un numero progressivo e sono comunque in numero non superiore ai componenti da eleggere.

Alle minoranze è riservata l'elezione di un Sindaco Effettivo e di uno Supplente.

Con delibera consiliare del 10 marzo 2011 sono stati apportati all'art. 28 dello statuto sociale gli adeguamenti obbligatori derivanti dall'entrata in vigore del D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 27 di recepimento della Direttiva 2007/36/CE relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate, nota come direttiva "Shareholder's Rights"; inoltre con assemblea degli azionisti del 26 aprile 2012 sono stati introdotti nello statuto sociale criteri di composizione delle liste che prevedono il rispetto dell'equilibrio tra generi secondo quanto disposto dall'art. 148 comma 1bis del TUF

Le liste si compongono di due sezioni: una per i candidati alla carica di Sindaco Effettivo, l'altra per i candidati alla carica di Sindaco supplente.

Hanno diritto a presentare le liste soltanto gli azionisti che, da soli o insieme ad altri, siano complessivamente titolari di azioni con diritto di voto rappresentanti almeno il quarantesimo del capitale sociale o, se inferiore, la diversa misura stabilita dall'art. 144quater del Regolamento Emittenti Consob e pubblicata dalla Consob ai sensi dell'art. 144septies.

La titolarità della quota minima di partecipazione azionaria prevista per la presentazione delle liste è determinata avendo riguardo alle azioni che risultano registrate a favore dell'azionista nel giorno in cui le liste sono depositate presso la Società.

La relativa certificazione può essere prodotta anche successivamente al deposito, purché entro il termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società.

Ogni azionista, nonché gli azionisti appartenenti a un medesimo gruppo e che aderiscano ad un patto parasociale avente ad oggetto azioni dell'Emittente, non possono presentare, neppure per interposta persona o società fiduciaria, più di una lista, né possono votare liste diverse.

Ogni candidato può presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità.

Non possono essere inseriti nelle liste e, se eletti, decadono dall'ufficio i candidati che ricoprano già incarichi di Sindaco in altre cinque società quotate, con esclusione delle società controllate, e che non siano in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità stabiliti dalla normativa applicabile.

Inoltre non possono essere eletti sindaci e, se eletti, decadono dall'ufficio coloro che si trovano nelle condizioni previste dagli articoli 148, terzo comma, del D.Lgs. n. 58/98 e 144terdecies del regolamento Consob n. 11971.

Nei termini previsti dalle norme di legge e regolamentari vigenti le liste devono essere depositate presso la sede della Società e la Società deve metterle a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul proprio sito internet e con le altre modalità previste dalle norme di legge e regolamentari vigenti.

Le liste sono corredate:

  • delle informazioni relative all'identità dei soci che hanno presentato le liste, con l'indicazione della percentuale di partecipazione complessivamente detenuta;
  • delle dichiarazione dei soci diversi da quelli che detengono, anche congiuntamente, una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa, attestante l'assenza di rapporti di collegamento previsti dall'art. 144quinquies del Regolamento Consob n. 11971/99 con questi ultimi;
  • di un'esauriente informativa riguardante le caratteristiche personali e professionali di ciascun candidato alla carica;
  • delle dichiarazioni con le quali i singoli candidati accettano la candidatura e attestano, sotto la propria responsabilità, l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché l'esistenza di requisiti normativi e statutariamente prescritti per le rispettive cariche.

All'elezione dei Sindaci si procede come segue:

  • dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nelle sezioni della lista, due membri effettivi ed un supplente;
  • dalla seconda lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti sono tratti, in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nelle sezioni della lista, il restante membro effettivo, che assume altresì la carica di Presidente del Collegio Sindacale, e l'altro membro supplente.

Se i due membri effettivi tratti dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti sono dello stesso genere il restante membro effettivo deve essere di genere diverso.

Qualora le prime due liste ottengano un numero pari di voto si procederà a nuova votazione da parte dell'Assemblea, mettendo ai voti solo le prime due liste.

Qualora venga presentata un'unica lista l'Assemblea esprime il proprio voto su di essa con le maggioranze previste dalla legge e i tre membri effettivi e i due membri supplenti risultano eletti in base all'ordine progressivo con il quale sono elencati nelle due sezioni della lista.

In mancanza di liste e nel caso in cui attraverso il meccanismo di voto per lista il numero dei candidati eletti risulti inferiore a tre sindaci effettivi e due sindaci supplenti il Collegio Sindacale viene, rispettivamente, nominato o integrato dall'Assemblea con le maggioranze di legge.

Nel caso che l'Assemblea degli Azionisti venga chiamata a reintegrare il Collegio ai sensi di legge si procederà nel seguente modo:

  • in caso di sindaco cessato, per qualsiasi causa, tratto dalla seconda lista che ha ottenuto il maggior numero di voti l'Assemblea provvede alla sua sostituzione a maggioranza scegliendo il sostituto tra i candidati della stessa lista e sezione che abbiano preventivamente accettato la sostituzione;
  • in caso di sindaco cessato, per qualsiasi causa, tratto dalla prima lista che ha ottenuto il maggior numero di voti o dall'unica lista presentata, la nomina del sostituto è liberamente effettuata con le maggioranze di legge.

I sindaci agiscono con autonomia ed indipendenza anche nei confronti degli azionisti che li hanno eletti.

I sindaci sono tenuti a mantenere riservati i documenti e le informazioni acquisiti nello svolgimento dei loro compiti e a rispettare la procedura adottata per la comunicazione all'esterno della società di tali documenti ed informazioni.

Il Collegio Sindacale svolge all'interno della Società la funzione di cui all'art. 2403 del Codice Civile in completa autonomia ed indipendenza e attua un costante scambio di informazioni con gli organi e le funzioni che nell'ambito della Società svolgono compiti rilevanti in materia di controlli interni.

14. SINDACI

Sulla base delle due liste presentate, l'Assemblea degli Azionisti del 24 aprile 2013 ha nominato per il prossimo triennio e quindi fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015, i seguenti componenti del Collegio Sindacale:

Giancarlo STRADA – Presidente del Collegio Sindacale Luca Simone FONTANESI – Sindaco Supplente tratti dalla lista presentata dall'azionista Timone Fiduciaria SpA (lista votata dalla minoranza degli aventi diritto intervenuti in Assemblea)

Massimo COLLI – Sindaco Effettivo

Daniela Elvira BRUNO – Sindaco Supplente

componenti la lista pervenuta congiuntamente da un gruppo di azionisti riconducibili a società di gestione del risparmio e investitori istituzionali (lista votata dalla maggioranza degli aventi diritto intervenuti in Assemblea)

Fiorenza DALLA RIZZA – Sindaco Effettivo

tratta dalla lista presentata dall'azionista Timone Fiduciaria SpA e votata in Assemblea all'unanimità dei votanti.

Il Collegio Sindacale è pertanto così composto:

N Nominativo Durata in carica Scadenza carica
1 Giancarlo STRADA, Presidente n. 3 esercizi
[2013-2014-2015]
Assemblea approvazione bilancio
chiuso al 31/12/2015
2 Massimo COLLI , Sindaco Effettivo n. 3 esercizi
[2013-2014-2015]
Assemblea approvazione bilancio
chiuso al 31/12/2015
3 Fiorenza DALLA RIZZA, Sindaco Effettivo n. 3 esercizi
[2013-2014-2015]
Assemblea approvazione bilancio
chiuso al 31/12/2015
4 Luca Simone FONTANESI,Sindaco Supplente n. 3 esercizi
[2013-2014-2015]
Assemblea approvazione bilancio
chiuso al 31/12/2015
5 Daniela Elvira BRUNO, Sindaco Supplente n. 3 esercizi
[2013-2014-2015]
Assemblea approvazione bilancio
chiuso al 31/12/2015

La valutazione in merito alla presenza dei requisiti di indipendenza in capo ai componenti del Collegio Sindacale nominati è stata fatta direttamente dall'assemblea all'atto della nomina sulla base della documentazione presentata, nonché nelle riunioni del Consiglio di Amministrazione del 9 maggio 2013, dell'8 maggio 2014 e 7 maggio 2015.

Nel corso degli esercizi successivi alla nomina, il Consiglio di Amministrazione procede di norma ad effettuare ulteriori valutazioni in merito alla sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo ai componenti del Collegio Sindacale, oltre che nei casi di nuova nomina o rinnovo della carica, anche a fronte di variazioni di rilievo attinenti i requisiti comunicate dagli stessi membri del Collegio Sindacale ovvero accertate con altre modalità direttamente dall'Emittente stesso.

Tale procedura è ritenuta idonea ad assicurare l'esercizio di un effettivo controllo in merito alla conservazione dei requisiti di indipendenza ed in linea con il criterio applicativo del Codice secondo cui la valutazione deve essere effettuata avuto riguardo più alla sostanza che alla forma.

Dalla data di chiusura dell'esercizio ( 31/12/2015) alla data di approvazione della presente relazione ( 10/03/2016) nessun cambiamento è intervenuto nella composizione del Collegio Sindacale.

L'Assemblea degli Azionisti convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2015 è chiamata a deliberare anche in merito alla nomina delle cariche sociali.

Nella Tabella 2 allegata alla presente Relazione è stata dettagliata la struttura del Collegio Sindacale. In merito alle caratteristiche personali e professionali di ciascun componente del Collegio Sindacale si rimanda alla documentazione pubblicata sul sito della società www.azimut.it sezione "investor relations".

15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

Il presidente e gli amministratori delegati, nel rispetto della procedura sulla comunicazione di documenti ed informazioni riguardanti la società, si adoperano attivamente per instaurare un dialogo con gli azionisti, nonché con gli investitori istituzionali, fondato sulla comprensione dei reciproci ruoli.

Sono stati pertanto promossi incontri periodici con la comunità finanziaria e la stampa sia in Italia che all'estero.

La Società ha nominato un responsabile dei rapporti con gli investitori istituzionali che rappresenta il soggetto di interfaccia con i diversi interlocutori della Società.

L'informativa è rafforzata dal sito internet della Società www.azimut.it, che viene costantemente aggiornato con i comunicati stampa del Gruppo, il calendario degli eventi societari, informazioni di carattere economico-finanziario ( bilanci e le relazioni periodiche, la struttura dell'azionariato)

e tutte le altre informazioni utili. I comunicati stampa, le presentazioni e i documenti finanziari sono disponibili anche nella versione in lingua inglese.

Il sito contiene anche una sezione dedicata espressamente alla corporate governance della società, nella quale ogni interessato può prendere visione delle informazioni relative al modello di governo societario, unitamente alle informazioni e documenti concernenti gli organi societari e lo statuto sociale.

Nella sezione contatti del sito sono evidenziati i riferimenti telefonici ed è disponibile una casella di posta elettronica per le eventuali richieste di informazioni o di documentazione.

Gli amministratori incoraggiano e facilitano la partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee. Alle assemblee, di norma, partecipa la maggioranza degli amministratori. Le assemblee sono occasione anche per la comunicazione agli azionisti di informazioni sulla società, nel rispetto della disciplina sulle informazioni "price sensitive".

La prassi attuale della Società è conforme a quanto indicato nelle disposizioni del Codice.

Il Consiglio di Amministrazione può proporre all'approvazione dell'assemblea un regolamento che disciplina l'ordinato e funzionale svolgimento della assemblea ordinaria e straordinaria della società, garantendo il diritto di ciascun socio di prendere la parola sugli argomenti posti in discussione.

La Società non ha adottato al momento alcun regolamento assembleare.

L'art. 17 dello Statuto prevede che l'Assemblea ordinaria e straordinaria è validamente costituita e delibera con le maggioranze previste dalla legge. La Società si impegna ad una valutazione continuativa dell'opportunità di adattare tali percentuali in relazione all'evolversi della dimensione e della struttura azionaria della Società.

La società, pur avendo deciso di non dotarsi di uno specifico regolamento assembleare, durante lo svolgimento delle riunioni assembleari adotta delle modalità tecniche di gestione dei lavori assembleari e di svolgimento delle votazioni che, in occasione delle periodiche sedute assembleari vengono di volta in volta illustrate dettagliatamente agli azionisti e sottoposte all'approvazione dei medesimi per alzata di mano, onde consentire l'ordinato e funzionale svolgimento dell'assemblea, senza peraltro pregiudicare il diritto di ciascun socio di esprimere la propria opinione sugli argomenti in discussione.

16. ASSEMBLEE

Ai sensi dell'art. 10 dello statuto sociale, l'Assemblea rappresenta la universalità dei soci e le sue deliberazioni prese in conformità alla Legge ed allo statuto stesso obbligano e vincolano tutti i soci anche se non intervenuti, astenuti o dissenzienti.

L'Assemblea è ordinaria o straordinaria ai sensi di legge.

Essa può essere convocata anche fuori dalla sede sociale, purché in Italia o in uno dei Paesi membri della Unione Europea.

L'Assemblea deve essere convocata dall'organo amministrativo almeno una volta all'anno, entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale oppure entro centottanta giorni, qualora ricorrano le condizioni previste dall'articolo 2364, secondo comma, del Codice Civile.

Ogni azione dà diritto ad un voto.

Le convocazioni delle assemblee sono fatte ai sensi di legge con la pubblicazione dell'avviso contenente l'ordine del giorno sul sito internet della Società e secondo le altre modalità previste dalle norme di legge e regolamentari vigenti.

Nell'avviso di convocazione sono indicati il giorno, l'ora e il luogo dell'adunanza nonché l'elenco delle materie da trattare e le altre informazioni richieste dalle disposizioni normative e regolamentari vigenti.

L'Assemblea è costituita, funziona e delibera ai sensi di legge. Possono intervenire in assemblea gli aventi diritto al voto legittimati secondo quanto previsto dalle norme di legge e regolamentari vigenti.

Ogni socio che abbia diritto di intervenire all'Assemblea può farsi rappresentare per delega scritta da altra persona a norma dell'articolo 2372 del Codice Civile.

Spetta al Presidente dell'Assemblea verificare la regolarità delle deleghe e, in genere, il diritto di intervento.

L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio, in caso di sua assenza o impedimento, dai Vice Presidenti, se nominati, in ordine di anzianità ovvero in caso di loro assenza o impedimento, dagli Amministratori, in ordine di anzianità ovvero, in caso di loro assenza o impedimento, da altra persona nominata dall'Assemblea a maggioranza dei presenti.

Il Presidente dell'Assemblea è assistito da un Segretario anche non socio, designato dal Presidente stesso e nominato da parte dell'Assemblea a maggioranza dei presenti.

Le deliberazioni delle assemblee sono fatte constatare da apposito verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

Nei casi di legge ed inoltre quando il Presidente dell'Assemblea lo ritenga opportuno il verbale viene redatto da un Notaio.

L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita e delibera con le maggioranze stabilite dalla legge.

17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO

Come esposto ai precedenti punti 10 e 11, l'Emittente si avvale di un Comitato Controllo e Rischi costituito da tre Amministratori non esecutivi di cui due Indipendenti, e di un Comitato Controllo e Rischi per ciascuna delle società operative italiane controllate, costituito da due Amministratori, dal Responsabile Audit, dal Risk Manager e dal Compliance Officer; in cui sono inoltre invitati a partecipare il Collegio Sindacale, nonché i Responsabili delle funzioni aziendali di volta in volta interessati all'ordine del giorno.

Il Comitato Controllo e Rischi, che si riunisce periodicamente ed è presieduto da un Amministratore, collabora con il Responsabile Audit, il Compliance Officer e il Risk Manager nell'individuazione, nella pianificazione e nell'aggiornamento dei controlli interni e delle procedure organizzative, identificando e valutando i rischi e le eventuali inefficienze derivanti dallo svolgimento delle attività delegate, e ponendosi come parte attiva nell'indicare quegli interventi che si dovessero reputare necessari, al fine di assicurare un'adeguata e continua funzionalità delle strutture.

A tal fine, detto Comitato si avvale anche delle risultanze dell'operato del Responsabile Audit, del Risk Manager e del Compliance Officer, nonché dell'analisi dei report prodotti; il Comitato Controllo e Rischi della capogruppo di cui al precedente punto 10, si avvale altresì nella sua attività anche delle risultanze e delle analisi effettuate dai Comitati Controlli e Rischi delle società controllate.

Inoltre, come già indicato al punto 11.3 della presente relazione, si evidenzia che l'Organismo di Vigilanza della Società risulta attualmente composto dal Presidente del Collegio Sindacale di Azimut Capital Management SGR S.p.A. e di Azimut Consulenza SIM S.p.A., dai Responsabili delle funzioni di Internal Audit, di Compliance, della valutazione di adeguatezza patrimoniale a livello aggregato, nonché da un Amministratore Indipendente, incaricato di vigilare sul funzionamento, sull'efficacia e sull'osservanza del modello di organizzazione e gestione adottato dalla Scrivente per prevenire i reati di cui al D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231.

18. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO

A far data dalla chiusura dell'esercizio non si sono verificati altri cambiamenti nella struttura di governo societario rispetto a quelli già segnalati nelle specifiche sezioni della presente relazione.

*****

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Comitato Controllo e Rischi
Comitato Remunerazione
Comitato Esecutivo
Carica Componenti Anno di
nascita
Data di prima
nomina
In carica da In carica fino a Lista ³
**
Esecutivo Non esecutivo Ind. Codice Indip. TUF N. altri
incarichi
***
(*) (*) (**) (*) (**) (*) (**)
Presidente e
Amministratore
Delegato 
Pietro GIULIANI 1956 06/07/2004¹ 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 6 13/13 2/2 P 3/3 P
Amministratore e Co
Amministratore
Delegato
Marco MALCONTENTI 1967 06/07/2004² 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 9 12/13 2/3 M
Amministratore e
Direttore Generale
Paola Antonella
MUNGO
1967 29/04/2010 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 9 12/13 3/3 M
Amministratore Andrea ALIBERTI 1969 24/04/2013 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 4 13/13 3/3 M
Amministratore Stefano GELATTI
MACH DE PALMSTEIN
1967 24/04/2013 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 1 13/13 3/3 M
Amministratore Paolo MARTINI 1973 24/04/2014 24/04/2014 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 1 12/13 3/3 M
Amministratore Aldo MILANESE 1944 06/07/2004 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X X 12 10/13 2/2 M
Amministratore Teresa NICOLINI 1949 30/04/2015 30/04/2015 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 0 8/8 (1)
Amministratore Franco NOVELLI 1957 06/07/2004 24/04/2013 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X X 1 10/13 2/2 M 2/2 M
Amministratore Giancarlo SIMIONATO 1954 30/04/2015 30/04/2015 Approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 0 8/8 (1) 0/0 (2) M 2/2 M
-------------------- AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO DI RIFERIMENTO --------------------
Amministratore Aldo Alberto
MONDONICO
1965 24/04/2014 24/04/2014 Approvazione
bilancio 31/12/2014
M X 0 4/5
Amministratore Monica NANI 1970 24/04/2014 24/04/2014 Approvazione
bilancio 31/12/2014
M X 0 5/5
N. riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: 13 Comitato Controllo e Rischi: 2
Comitato Remunerazione: 2
Comitato Esecutivo: 3

NOTE

I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna "Carica":

Questo simbolo indica l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Questo simbolo indica il principale responsabile della gestione dell'emittente (Chief Executive Officer o CEO)

Questo simbolo indica il Lead Indipendent Director (LID)

* Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA dell'emittente

** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore (M: lista di maggioranza; m: lista di minoranza; CdA: lista presentata dal CdA

*** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentari, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nella relazione sulla Corporate Governance gli incarichi sono indicati per esteso.

(*) In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA e dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare: p.e. 6/8, 8/8, ecc.)

(**) In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: P: Presidente; M: Membro

__________________________________________________

² Il Dott. Marco Malcontenti è stato nominato Co-Amministratore Delegato in data 24/04/2007

³ In particolare trattasi dell'unica lista presentata dall'azionista Timone Fiduciaria S.p.A.

¹ Si precisa che l'Ing. Pietro Giuliani, prima della quotazione, avvenuta in data 07/07/2004, ha ricoperto la carica di Presidente in Azimut Holding SpA (costituita in data 08/11/2001) dal 12/11/2001 al 28/01/2002 e di Amministratore Delegato dal 28/01/2002.

(1) La Dott.ssa Teresa Nicolini ed il Dott. Giancarlo Simionato hanno assunto la carica in data 30/04/2015

(2) Il Dott. Giancarlo Simionato è stato nominato componente del Comitato Controllo e Rischi in data 22/12/2015

ALLEGATO 1 : ALTRI INCARICHI DEI COMPONENTI IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (*)

NOMINATIVO SOCIETA' CARICA RICOPERTA
- Azimut Consulenza SIM S.p.A. {
Presidente del Consiglio di
Amministrazione
- Azimut Capital Management SGR S.p.A.
- AZ Fund Management S.A. {
Vice Presidente
Pietro GIULIANI - AZ International Holdings S.A.
- AZ Capital Management Ltd { Amministratore
- AZ Life Ltd
(**)
Andrea ALIBERTI - AZ Fund Management SA {
Amministratore e Direttore Generale
- AZ International Holdings SA
- Katarsis Capital Advisors SA {
Amministratore
- AZ Swiss SA
(**)
Stefano GELATTI MACH DE PALMSTEIN - Azimut Capital Management SGR S.p.A.
(**)
{
Amministratore
- Azimut Consulenza SIM S.p.A.
- CGM Italia SIM S.p.A.
- Augustum Opus SIM S.p.A. {
Amministratore
Marco MALCONTENTI - AZ Fund Management S.A.
- AZ International Holdings S.A.
- Azimut Capital Management SGR S.p.A.
- Futurimpresa SGR S.p.A.
- AZ Life Ltd
- AZ Capital Management Ltd.
{ Presidente del Consiglio di
Amministrazione
(**)
Paolo MARTINI - Azimut Consulenza SIM S.p.A. {
Amministratore
(**)
- Infratrasporti.To S.r.l.
- AEM Torino Distribuzione S.p.A.
- Teksid S.p.A. {
Presidente Collegio Sindacale
- Fare Sviluppo Immobiliare S.p.A.
Aldo MILANESE - IVECO S.p.A.
- IPI S.p.A.
- CNH Italia S.r.l.
- CNH Industrial Capital Solutions SpA
- COVER 50 SpA {
Consigliere indipendente
- Pegaso Investimenti Campioni d'Impresa S.p.A.
- Magneti Marelli S.p.A. {
Sindaco Effettivo
- Spea Engineering S.p.A. (a socio unico)
- Azimut Capital Management SGR S.p.A.
- Azimut Consulenza SIM S.p.A.
Paola Antonella MUNGO - CGM Italia SIM S.p.A.
- Augustum Opus SIM S.p.A.
- Futurimpresa SGR S.p.A. { Amministratore
- AZ Fund Management S.A.
- AZ Life Ltd.
- AZ Capital Management Ltd.
- AZ International Holdings S.A.
(**)
Teresa NICOLINI -- --
Franco NOVELLI -Intermarket Diamond Business S.p.A. { Amministratore
Giancarlo SIMIONATO -- --
(*) Incarichi ricoperti nell'Esercizio di riferimento

(**) Società facenti parte del Gruppo dell'Emittente

TABELLA 2 - STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE

COLLEGIO SINDACALE
Carica Componenti Anno di nascita Data di prima
nomina *
In carica da In carica fino a Lista
**
Ind. Codice Partecipazione alle riunioni
del Collegio
***
N. altri incarichi
****
²
Presidente Giancarlo STRADA 1955 12/11/2001 24/04/2013 Assemblea
approvazione
bilancio 31/12/2015
m X 23/23 16
Sindaco Effettivo Massimo COLLI 1949 24/04/2013 24/04/2013 Assemblea
approvazione
bilancio 31/12/2015
M X 22/23 1
Sindaco Effettivo Fiorenza DALLA RIZZA 1961 05/03/2004 24/04/2013 Assemblea
approvazione
bilancio 31/12/2015
X 22/23 7
Sindaco Supplente Luca Simone FONTANESI 1964 28/01/2002 24/04/2013 Assemblea
approvazione
bilancio 31/12/2015
m X == 19
Sindaco Supplente Daniela Elvira BRUNO 1969 24/04/2013 24/04/2013 Assemblea
approvazione
bilancio 31/12/2015
M X == 7
Numero riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: 23

NOTE

  • ¹ Votata in Assemblea all'unanimità dei votanti.
  • ² Incarichi ricoperti durante l'Esercizio di riferimento.
  • * Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA dell'emittente
  • ** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco (M: lista di maggioranza; m: lista di minoranza)
  • *** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare: p.e. 6/8, 8/8, ecc.)
  • **** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.