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Acea Interim / Quarterly Report 2024

Aug 6, 2024

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Interim / Quarterly Report

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Organi sociali3
Financial Highlights4
Modello Organizzativo di ACEA5
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo6
Sintesi dei Risultati7
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici 8
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari11
Indebitamento finanziario netto15
Contesto di riferimento16
Aree Industriali41
Andamento delle Aree di attività41
Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente50
Principali rischi e incertezze52
Forma e struttura 61
Criteri, procedure e area di consolidamento62
Criteri di consolidamento62
Procedure di consolidamento63
Principali variazioni dell'area di consolidamento64
Criteri di valutazione e principi contabili64
Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 202464
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo65
Prospetto di Conto Economico Consolidato 66
Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale 67
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato 68
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale 68
Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata69
Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato 70
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato71
Note al Conto Economico Consolidato72
Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 81
Impegni e rischi potenziali 99
Applicazione del principio IFRS5 100
Informativa sui servizi in concessione 101
Informativa sulle parti correlate 119
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 121
Allegati 134

Organi sociali

Consiglio di Amministrazione

Barbara Marinali Presidente
Fabrizio Palermo Amministratore Delegato
Antonella Rosa Bianchessi Consigliere
Alessandro Caltagirone Consigliere
Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere
Antonino Cusimano Consigliere
Francesca Menabuoni Consigliere
Elisabetta Maggini Consigliere
Luisa Melara Consigliere
Angelo Piazza Consigliere
Alessandro Picardi Consigliere
Vincenza Patrizia Rutigliano Consigliere
Nathalie Tocci Consigliere
Yves Rannou* Consigliere

Collegio Sindacale

Maurizio Lauri Presidente Claudia Capuano Sindaco Effettivo Leonardo Quagliata Sindaco Effettivo Rosina Cichello Sindaco Supplente Vito Di Battista Sindaco Supplente

Dirigente Preposto

Sabrina Di Bartolomeo

*nominato dall'Assemblea dei Soci in data 12 aprile 2024

Financial Highlights

RISULTATI
AL NETTO DELLE PARTITE NON RECURRING
MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) RISULTATO NETTO DEL GRUPPO
+ +
7 1
, 8
4% ,2%
2024 2024
720 168
2023 2023
670 142
RISULTATI
AL 30 GIUGNO 2024

RICAVI NETTI CONSOLIDATI
- 1
3
,3%

MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA)
+
8
,
8%
2024 2024
1.991 729
2023 2023
2.296 670
RISULTATO OPERATIVO (EBIT)
RISULTATO NETTO DEL GRUPPO
+ +
1 2
2 0
,9% ,5%
2024 2024
339 172
2023 2023
300 142
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO INVESTIMENTI DEL GRUPPO*
+ +
6 3
, ,
9% 6%
2024 2024
5.130 568
2023 2023
4.798 548
* al lordo degli investimenti finanziati

Modello Organizzativo di ACEA

Acea è uno dei principali gruppi industriali italiani ed è quotata in Borsa dal 1999. Il Gruppo ha adottato un assetto organizzativo e un modello operativo che supporta le sue linee strategiche basate sulla crescita nel mercato idrico attraverso sviluppi infrastrutturali, espansione geografica, partnership strategiche, potenziamento tecnologico e tutela della risorsa idrica; sulla resilienza della rete elettrica e sulla qualità del servizio della città di Roma; sullo sviluppo di nuova capacità rinnovabile per far fronte alla transizione energetica; sulla spinta verso l'economia circolare con espansione geografica anche in sinergia con altri business. I macrosettori in cui opera ACEA sono articolati nelle aree industriali di seguito elencate:

Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB

Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 10 milioni di abitanti serviti, gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria, Campania e Molise. Il Gruppo è inoltre presente in Abruzzo, Molise e Campania essendo entrato nel mercato della distribuzione del gas metano nel Comune di Pescara, nella provincia dell'Aquila, nelle province di Campobasso e Isernia e nella provincia di Salerno; si fa presente infine che l'area comprende, il gruppo ASM Terni che opera, oltre che nel settore idrico, anche nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti e nella distribuzione elettrica. Il Gruppo è presente su tutta la catena del valore, dalla captazione e la distribuzione delle acque, fino alla depurazione ed al riuso delle stesse.

Inoltre, l'area comprende le società che gestiscono le attività idriche in America Latina e ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia. È presente in particolare in Honduras e Perù servendo una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. Le attività sono svolte in partnership con soci locali e internazionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.

Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali con circa 9 TWh elettrici distribuiti e 1,7 milioni di POD nell'area di Roma (dato 2023); sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con oltre 250 mila punti luce. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come la smartizzazione della rete per la gestione dinamica, il controllo sui POD con smart meter 2G e demand response massivo tramite l'intelligenza artificiale e IoT platform, nonché lo sviluppo di progetti per l'Illuminazione Pubblica smart.

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionale con circa 1,8 milioni di tonnellate di rifiuti (dato 2023), inclusi quelli intermediati, trattati all'anno. Il Gruppo opera lungo tutta la filiera di trattamento dei rifiuti, con presenza soprattutto sui segmenti con maggiore marginalità. Tra i diversi impianti di trattamento e smaltimento, gestiti e dislocati in otto regioni, ci sono il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di digestione anaerobica e compostaggio della Regione Lazio ed il più grande impianto di Trattamento Meccanico-Biologico della Regione Abruzzo. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business nel waste to energy e nel waste to recycling, considerato ad alto potenziale, nonché nel recupero dei rifiuti e nel riciclo nelle filiere della plastica, carta, metalli e nella produzione di compost di alta qualità, in coerenza con l'obiettivo strategico di consolidare il presidio sul ciclo completo massimizzando la circolarità e puntando sul ri-utilizzo delle risorse.

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di elettricità e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera sui segmenti di mercato delle medie imprese e delle famiglie al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo.

Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali nell'ambito della generazione da fonti rinnovabili (idroelettrico e fotovoltaico) ed è impegnato in progetti di efficienza energetica ed energy solution nel segmento business, particolarmente focalizzati nella ricerca di approcci innovativi nella gestione degli asset produttivi e all'implementazione di nuova capacità produttiva che sostenga i consumi interni e riduca l'impronta carbonica del Gruppo, diminuendo le emissioni di CO2 per raggiungere gli obiettivi SBTi. In tal senso il Gruppo ha l'obiettivo di cogliere opportunità per lo sviluppo di pipeline solare, anche attraverso partnership con operatori finanziari.

Il Gruppo Acea rappresenta un polo specializzato che ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche. Il Gruppo Acea è inoltre impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti per l'ambiente e per il trattamento delle acque e dei rifiuti.

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo

Definizione degli indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.

Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  • il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
  • l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
  • il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Sintesi dei Risultati

Dati economici (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi Netti Consolidati 1.991,2 2.296,2 (304,9) (13,3%)
Costi Operativi Consolidati 1.264,7 1.638,8 (374,1) (22,8%)
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio
commodity
0,0 0,0 0,0 n.s.
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
2,5 13,0 (10,5) (80,5%)
Margine Operativo Lordo 729,1 670,4 58,7 8,8%
Risultato Operativo 338,6 300,0 38,6 12,9%
Risultato Netto 192,7 162,1 30,5 18,8%
Utile/(Perdite) di competenza di terzi 21,0 19,7 1,3 6,4%
Risultato netto di Competenza del Gruppo 171,7 142,5 29,3 20,5%
Dati patrimoniali (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Capitale Investito Netto 7.947,6 7.527,4 420,2 5,6%
Indebitamento Finanziario Netto (5.129,6) (4.798,3) (331,4) 6,9%
Patrimonio Netto Consolidato (2.817,9) (2.729,1) (88,8) 3,3%
EBITDA (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acqua 367,2 353,3 13,9 3,9%
Acqua (Estero) 17,6 18,6 (1,0) (5,5%)
Reti e Illuminazione Pubblica 220,8 186,2 34,7 18,6%
Ambiente 35,9 42,4 (6,5) (15,3%)
Commerciale 80,0 55,5 24,5 44,2%
Produzione 17,7 30,8 (13,2) (42,7%)
Engineering & Infrastructure Projects 4,0 2,6 1,4 51,5%
Corporate (14,2) (19,0) 4,9 (25,5%)
Totale EBITDA 729,1 670,4 58,7 8,8%
Investimenti (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acqua 343,1 337,5 5,6 1,7%
Acqua (Estero) 3,4 1,7 1,7 102,7%
Reti e Illuminazione Pubblica 149,2 128,8 20,4 15,9%
Ambiente 21,7 18,3 3,4 18,6%
Commerciale 32,3 23,7 8,6 36,4%
Produzione 11,6 25,3 (13,7) (54,1%)
Engineering & Infrastructure Projects 1,3 2,3 (1,0) (43,2%)
Corporate 5,0 10,3 (5,3) (51,4%)
Totale Investimenti 567,5 547,7 19,8 3,6%

* Il valore degli investimenti è esposto al lordo degli investimenti finanziati pari ad € 90,1 milioni per il 2024 ed € 44,6 milioni per il 2023.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici

Dati economici (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 1.928,5 2.219,8 (291,3) (13,1%)
Altri ricavi e proventi 62,8 76,4 (13,6) (17,8%)
Costi Esterni 1.104,5 1.464,0 (359,5) (24,6%)
Costo del lavoro 160,2 174,8 (14,6) (8,4%)
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio
commodity
0,0 0,0 0,0 n.s.
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
2,5 13,0 (10,5) (80,5%)
Margine Operativo Lordo 729,1 670,4 58,7 8,8%
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 390,5 370,4 20,1 5,4%
Risultato Operativo 338,6 300,0 38,6 12,9%
Gestione finanziaria (61,3) (67,4) 6,1 (9,0%)
Gestione partecipazioni 0,7 0,7 0,0 1,5%
Risultato ante Imposte 278,0 233,4 44,6 19,1%
Imposte sul reddito 85,3 71,2 14,1 19,8%
Risultato Netto 192,7 162,1 30,5 18,8%
Utile/(Perdite) di competenza di terzi 21,0 19,7 1,3 6,4%
Risultato netto di Competenza del Gruppo 171,7 142,5 29,3 20,5%

Si fa presente che i risultati economici al 30 giugno 2024 non presentano variazioni di perimetro.

Al 30 giugno 2024 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 1.928,5 milioni in diminuzione di € 291,3 milioni (- 13,1%) rispetto a quelli del medesimo periodo del precedente esercizio. La variazione in diminuzione è imputabile in prevalenza ai minori ricavi:

  • da vendita e prestazioni di energia elettrica (- € 259,2 milioni) influenzati dai maggiori prezzi unitari del primo semestre 2023 (variazione PUN- 31%) e in parte dai minori volumi di vendita del primo semestre 2024;
  • da sviluppo sostenibile (- € 41,2 milioni) derivanti dalle attività di vendita, installazione e assistenza ai clienti di attività e servizi in ambito dai progetti di energy efficiency, smart services e smart comp come conseguenza della conclusione dei cantieri avviati e conclusi nel precedente esercizio;
  • da prestazioni a clienti (- € 26,9 milioni) derivanti dalla variazione negativa delle rimanenze legate a commesse pluriennali (- € 10,0 milioni), dalla variazione negativa su lavori in corso su ordinazione relativi ai progetti di energy efficiency (- € 10,0 milioni) e dai minori ricavi realizzati in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma (- € 7,4 milioni) in seguito alle minori attività svolte;
  • da conferimento rifiuti e gestione discarica (- € 9,2 milioni) per effetto sia dello scenario energetico che dei minori volumi e dai minori ricavi da spazzamento e raccolta di ASM Terni (- € 4,6 milioni) come conseguenza del passaggio, nel 2024, delle attività di fatturazione dei clienti finali dei Comuni gestisti da CNS – Cosp Tecno Service a quest'ultimo.

Compensano tale variazione: i) i maggiori ricavi da vendita gas (+ € 25,6 milioni), influenzati dai ricavi (così come dai costi) di vettoriamento che hanno subito una crescita proporzionale per effetto dell'aumento degli oneri generali di sistema ii) i maggiori ricavi da servizio idrico integrato (+ € 16,0 milioni) prevalentemente legati alla crescita tariffaria per investimenti realizzati negli anni precedenti iii) i maggiori ricavi da incentivi energia elettrica (+ € 6,0 milioni) per effetto della calendarizzazione degli incentivi GRIN da parte del GSE.

Gli altri ricavi evidenziano una riduzione di € 13,6 milioni (- 17,8%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. La variazione è riferibile: i) ai minori ricavi di areti (- € 5,4 milioni) in relazione al piano resilienza; ii) ai minori ricavi per contributi riferibili all'iscrizione nel 2023 dei contributi su OO.RR. (Opere Regionali) per gli anni 2018-2021 (- € 2,1 milioni) di Gori; iii) minori ricavi per crediti di imposta energia di Gori (- € 3,7 milioni); iv) ai maggiori contributi da Enti per TEE (+ € 1,8 milioni) di areti in relazione al piano LED.

I costi esterni presentano una diminuzione complessiva di € 359,5 milioni (- 24,6%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. La variazione si deve in prevalenza alla riduzione dei costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica e gas sul mercato libero e sul mercato della tutela graduale (- € 289,8 milioni), in linea con quanto registrato nei ricavi. Contribuiscono alla variazione anche i minori costi per servizi e appalti (- € 55,2 milioni) in gran parte riferibili ai progetti di energy efficiency e smart services, in linea con quanto rilevato nei ricavi e minori costi relativi al servizio di raccolta e spazzamento di ASM Terni (- € 4,5 milioni) per le motivazioni già descritte nei ricavi.

Il costo del lavoro presenta una variazione in riduzione rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente per € 14,6 milioni (- 8,4%), influenzata in prevalenza dal rilascio del debito per agevolazioni tariffarie pensionati, a seguito dell'accordo intervenuto tra il Gruppo e le associazioni sindacali concluso in data 13 giugno 2024 che sostituisce tale istituto nei confronti degli ex dipendenti del Gruppo a fronte del pagamento di un controvalore economico una tantum.

La variazione del costo del lavoro al netto del sopra citato rilascio presenta un incremento pari ad € 2,7 milioni derivante in parte dall'incremento delle componenti retributive e dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro e in parte dai minori costi capitalizzati (€ 0,5 milioni).

La consistenza media del personale si attesta a 9.463 dipendenti e si riduce di 981 unità rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio in prevalenza come conseguenza della fine del contratto triennale per la gestione delle stazioni di pompaggio acqua potabile di Lima gestite dal Consorcio Acea (- 799 unità).

€ milioni 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 260,9 276,0 (15,1) (5,5%)
Costi capitalizzati (100,7) (101,2) 0,5 (0,5%)
Costo del lavoro 160,2 174,8 (14,6) (8,4%)

I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione dell'EBITDA consolidato delle società strategiche.

€ milioni 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo 74,3 76,3 (2,0) (2,6%)
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni (62,0) (55,8) (6,2) 11,0%
Gestione Finanziaria (5,3) (2,7) (2,6) 96,6%
Gestione partecipazioni 0,4 0,0 0,4 n.s.
Imposte sul reddito (5,0) (4,8) (0,2) 3,4%
Proventi da partecipazioni di natura non
finanziaria
2,5 13,0 (10,5) (80,5%)

Il provento da partecipazioni di tali società risulta in riduzione di € 10,5 milioni influenzato principalmente dai maggiori ammortamenti delle società idriche connessi alla crescita degli investimenti; contribuisce alla variazione in riduzione Drop Mi per € 5,5 milioni per le perdite conseguite in relazione ai progetti non realizzati.

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) passa da € 670,4 milioni del 30 giugno 2023 ad € 729,1 milioni del 30 giugno 2024 registrando una crescita di € 58,7 milioni pari al 8,8%. L'EBIDTA al netto delle partite non recurring (€ 9,1 milioni), dovute principalmente al rilascio del fondo per agevolazioni tariffarie pensionati (+ € 17,3 milioni) compensato dal fermo della linea fumi del WTE di Terni per revamping (- € 4,9 milioni), dalla svalutazione della partecipazione di DropMi e Aqua Iot (- € 5,5 milioni), risulta in crescita del 7,4% (+ € 49,6 milioni). La variazione su base organica è pertanto riconducibile ai seguenti effetti contrapposti:

  • maggiori margini di areti (+ € 33,8 milioni) principalmente in conseguenza della crescita delle tariffe regolate (WACC da 5,2% a 6,0%), compensati in parte dai minori ricavi derivanti dal piano resilienza (- € 5,6 milioni) e dai minori margini sulla gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Roma (- € 0,6 milioni) per diverso cronoprogramma attività di manutenzione extra ordinaria e nuove realizzazioni;
  • maggiori margini derivanti dalla crescita dei ricavi tariffari idrici relativi a partite non passanti (+ € 27,0 milioni), in gran parte ACEA Ato2 e Gori, conseguenza del crescente volume degli investimenti, in parte compensati i) dai minori risultati delle società idriche consolidate al patrimonio netto (- € 3,0 milioni), dovuti prevalentemente ai maggiori ammortamenti legati al crescente volume degli investimenti ii) dai minori ricavi per contributi e crediti di imposta di Gori (- € 5,8 milioni);
  • minori margini derivanti dalla produzione idroelettrica (- € 9,7 milioni), influenzati sia dall'effetto prezzo per € 4,4 milioni (- € 40/MWh) che dalle minori quantità prodotte per € 5,3 milioni (- 81 GWh) come conseguenza delle minori piogge;
  • incremento del margine su vendita energia elettrica e gas su mercato libero (rispettivamente + € 22,8 milioni e + € 9,2 milioni), del margine relativo al Servizio a Tutele Graduali (+ € 1,0 milioni), del margine sulle attività di energy management (+ € 0,7 milioni) solo in parte compensati dalla riduzione del margine energia sul mercato tutelato (- € 4,9 milioni);
  • minori margini sulle attività di e-mobility, smart services e smart comp (- € 5,5 milioni) a seguito della conclusione dei cantieri avviati e conclusi nel precedente esercizio;
  • minori margini sul WTE dovuti in parte allo scenario energetico in prevalenza sull'impianto di San Vittore (- € 4,0 milioni), minori performance sul recycling (- € 2,2 milioni) e minori volumi dei liquidi trattati (- € 1,2 milioni) solo parzialmente compensati dai maggiori margini in TMB-Discarica (+ € 1,3 milioni).

Il Risultato Operativo (EBIT) risulta pari ad € 338,6 milioni e segna un incremento di € 38,6 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Si espone di seguito il dettaglio delle voci che influenzano l'EBIT.

€ milioni 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ammortamenti e riduzioni di valore 337,6 322,8 14,8 4,6%
Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti
commerciali
40,6 43,9 (3,2) (7,4%)
Accantonamenti e rilasci per rischi e oneri 12,3 3,7 8,5 n.s.
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 390,5 370,4 20,1 5,4%

La variazione in aumento degli ammortamenti e riduzioni di valore (+ € 14,8 milioni) è legata in prevalenza alla naturale crescita degli ammortamenti sui business regolati, in prevalenza dell'area "Acqua" (+ € 9,2 milioni) e "Reti & Illuminazione Pubblica" (+ € 4,7 milioni),

come conseguenza dei maggiori investimenti, dell'entrata in esercizio di cespiti in corso. Contribuisce all'incremento la crescita degli ammortamenti riferiti ai costi di commissioning per l'acquisizione di nuovi clienti di Acea Energia (+ € 2,4 milioni).

Le svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali, sono in diminuzione rispetto del medesimo periodo dell'esercizio precedente (- € 3,2 milioni) con incidenza sostanzialmente stabile rispetto ai ricavi (2,04% vs 1,91%). Tale risultato è prevalentemente dovuto, oltre che alle solide performance di incasso delle principali società, alla riduzione dei volumi di fatturato e di credito outstanding dell'area Commerciale, derivanti dalle politiche commerciali di frazionamento del rischio e all'andamento del prezzo delle commodities.

Gli accantonamenti ed i rilasci per rischi e oneri risultano in crescita rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio per + € 8,5 milioni in parte derivanti dall'accantonamento a fondo rischi per il pagamento del corrispettivo una tantum legato al già citato accordo tra il Gruppo e i sindacati in relazione alle agevolazioni tariffarie pensionati (€ 6,0 milioni) e in parte per accantonamenti ad altri rischi e oneri in relazione alla stima indennità suppletiva e possibili contenzioni con Agenti di Acea Energia (€ 0,9 milioni) e di areti (€ 1,2 milioni) in prevalenza per penali illuminazione pubblica (ex ACIP).

Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 61,3 milioni in riduzione rispetto al 30 giugno 2023 di € 6,1 milioni per l'effetto combinato dei maggiori proventi finanziari (+ € 8,3 milioni) derivanti dai maggiori interessi attivi verso clienti per € 5,5 milioni in prevalenza imputabili all'incremento dei tassi di mercato e dall'iscrizione di proventi finanziari derivanti dal riconoscimento dei crediti fiscali da efficienza energetica di Acea Innovation (+ € 4,2 milioni) e dall'incremento degli interessi attivi bancari (+ € 1,1 milioni) in prevalenza in relazione agli interessi attivi sui depositi a breve della Capogruppo; compensano tale incremento i maggiori oneri finanziari (+ € 2,3 milioni) per l'effetto combinato del rialzo dei tassi di interesse e dell'aumento del debito medio del periodo, in particolare si rilevano maggiori oneri finanziari per interessi su prestiti obbligazionari e finanziamenti a medio-lungo termine (+ € 6,5 milioni) in prevalenza della Capogruppo, in parte compensati da una generale riduzione delle altre voci dovuta alle politiche di efficientamento dei costi finanziari.

I proventi e oneri da partecipazioni evidenziano proventi netti per € 0,7 milioni in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.

La stima del carico fiscale è pari a € 85,3 milioni contro € 71,2 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio, l'incremento deriva dall'effetto combinato del maggior utile ante imposte e in minima parte dal maggior tax rate. Il tax rate al 30 giugno 2024 si attesta così al 30,7% (era il 30,5% al 30 giugno 2023).

Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 171,7 milioni e segna un incremento di € 29,3 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ 20,5 %). Gli effetti one-offsul risultato, oltre quanto già descritto in relazione all'EBITDA, riguardano il sopra citato accantonamento a fondo rischi per il pagamento del corrispettivo una tantum legato al già citato all'accordo tra il Gruppo e i sindacati in relazione alle agevolazioni tariffarie pensionati (€ 6,0 milioni) e gli impatti fiscali. Pertanto, la variazione al netto degli effetti one-off (- € 3,3 milioni sul primo semestre 2024) presenta un incremento del risultato pari ad € 26,0 milioni (+ 18,2%).

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari

Dati patrimoniali
(€ milioni)
30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione % 30/06/2023 Variazione Variazione %
Attività e Passività non
correnti
8.543,8 8.366,1 177,7 2,1% 8.046,1 497,7 6,2%
Circolante Netto (596,2) (696,2) 100,0 (14,4%) (518,6) (77,5) 15,0%
Capitale Investito
Netto
7.947,6 7.669,8 277,7 3,6% 7.527,4 420,2 5,6%
Indebitamento
Finanziario Netto
(5.129,6) (4.846,8) (282,9) 5,8% (4.798,3) (331,4) 6,9%
Totale Patrimonio
Netto
(2.817,9) (2.823,1) 5,2 (0,2%) (2.729,1) (88,8) 3,3%

Attività e Passività non correnti

Rispetto al 31 dicembre 2023 le attività e passività non correnti aumentano di € 177,7 milioni (+ 2,1%), di seguito si rappresenta la composizione della voce:

€ milioni 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione % 30/06/2023 Variazione Variazione %
Immobilizzazioni
materiali/immateriali
8.110,7 7.885,2 225,5 2,9% 7.641,1 469,6 6,1%
Partecipazioni 365,4 367,3 (1,9) (0,5%) 362,7 2,7 0,7%
Altre attività non correnti 997,6 958,8 38,8 4,1% 900,2 97,4 10,8%
TFR e altri piani e benefici
definiti
(83,2) (109,9) 26,7 (24,3%) (110,3) 27,1 (24,6%)
Fondi rischi e oneri (312,0) (224,3) (87,8) 39,1% (304,4) (7,7) 2,5%
Altre passività non
correnti
(534,8) (511,1) (23,7) 4,6% (443,4) (91,4) 20,6%
Attività e Passività non
correnti
8.543,8 8.366,1 177,7 2,1% 8.046,1 497,7 6,2%

L'incremento delle immobilizzazioni (+ € 225,5 milioni) deriva principalmente dagli investimenti, attestatisi ad € 567,5 milioni, compensati dagli ammortamenti e dalle riduzioni di valore per complessivi € 337,6 milioni.

La variazione degli investimenti rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio presenta un incremento di € 19,8 milioni, registrata in prevalenza nei business regolati. Di seguito la composizione per Area Industriale:

Investimenti (€ milioni) 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acqua 343,1 337,5 5,6 1,7%
Acqua (Estero) 3,4 1,7 1,7 102,7%
Reti e Illuminazione Pubblica 149,2 128,8 20,4 15,9%
Ambiente 21,7 18,3 3,4 18,6%
Commerciale 32,3 23,7 8,6 36,4%
Produzione 11,6 25,3 (13,7) (54,1%)
Engineering & Infrastructure Projects 1,3 2,3 (1,0) (43,2%)
Corporate 5,0 10,3 (5,3) (51,4%)
Totale Investimenti 567,5 547,7 19,8 3,6%

Le partecipazioni diminuiscono di € 1,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2023 per l'effetto combinato della riduzione di valore per la distribuzione dei dividendi, delle partite di OCI e a patrimonio netto (- € 5,3 milioni) e della valutazione di periodo in base all'equity method per € 3,4 milioni di cui € 2,5 milioni come contributo all'EBITDA.

Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra una diminuzione di € 26,7 milioni, prevalentemente dovuta al decremento del fondo per agevolazione tariffaria pensionati (- € 17,7 milioni), del fondo Isopensione (- € 6,6 milioni) e del TFR (- € 2,2 milioni). In riferimento alle Agevolazioni tariffarie, come già descritto in precedenza, il Gruppo Acea e le associazioni sindacali hanno concluso e sottoscritto in data 13 giugno 2024 un Verbale di Accordo, in virtù del quale sono state estinte le Agevolazioni tariffarie nei confronti degli ex-dipendenti del Gruppo con decorrenza a partire dal 1° luglio 2024. In sostituzione di detto istituto, è stato previsto il pagamento una tantum quantificato in funzione dell'età anagrafica degli aventi diritto alla data del 30 giugno 2024. La sottoscrizione del Verbale di Accordo ha comportato l'eliminazione dell'obbligazione previdenziale cumulata iscritta in bilancio (per complessivi € 17,3 milioni) ed il contestuale accantonamento a fondo rischi ed oneri di un ammontare pari alla stima del beneficio una tantum da corrispondere ai pensionati a titolo di stralcio definitivo delle Agevolazioni tariffarie precedentemente in essere (per complessivi € 6,0 milioni). Il tasso di attualizzazione passa dal 3,2% del 31 dicembre 2023 al 3,6% del 30 giugno 2024.

I Fondi rischi ed oneri aumentano per € 87,8 milioni rispetto alla fine dell'esercizio precedente principalmente in conseguenza dell'iscrizione delle imposte di periodo pari ad € 83,6 milioni in apposito fondo infrannuale. Contribuiscono alla movimentazione lo stanziamento di € 6,0 milioni in relazione all'accordo per le Agevolazioni tariffarie per gli ex dipendenti, in precedenza descritto e gli accantonamenti ad altri oneri per la stima dell'indennità suppletiva e possibili contenzioni con Agenti di Acea Energia (€ 0,9 milioni) e l'accantonamento di areti (€ 1,2 milioni) in prevalenza per penali legate all'illuminazione pubblica (ex ACIP). Si riporta di seguito è riportato il dettaglio per natura dei fondi:

€ milioni 31/12/2023 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero Fondi
Riclassifiche /
Altri Movimenti
30/06/2024
Legale 13,0 (0,7) 1,5 (0,7) (0,0) 13,1
Fiscale 5,0 (0,0) 0,1 0,0 0,0 5,1
Rischi regolatori 36,0 0,0 1,4 0,0 (1,5) 35,8
Partecipate 12,8 0,0 0,0 0,0 0,4 13,2
Rischi contributivi 3,7 0,0 0,2 (0,0) 0,0 3,9
Franchigie assicurative 11,0 (1,0) 1,0 (1,0) 0,0 10,1
Altri rischi ed oneri 39,0 (3,7) 4,2 (0,5) (6,1) 32,9
Totale Fondo Rischi 120,5 (5,4) 8,4 (2,1) (7,2) 114,1
Esodo e mobilità 11,4 (1,0) 0,0 0,0 0,0 10,4
Post mortem 72,4 (0,2) 0,0 0,0 0,7 72,8
F.do Oneri verso altri 19,9 (0,4) 6,4 (0,4) 5,3 30,9
Fondo Imposte Infrannuali 0,0 0,0 83,6 0,0 0,0 83,6
Fondo Oneri di Ripristino 0,1 0,0 0,0 0,0 0,1 0,2
Totale Fondo Oneri 103,8 (1,6) 90,0 (0,4) 6,1 197,9
Totale Fondo Rischi ed Oneri 224,3 (7,0) 98,4 (2,5) (1,1) 312,0

Le altre attività non correnti si incrementano di € 38,8 milioni, principalmente in conseguenza dell'aumento dei crediti a lungo per accounting regolatorio (+ € 10,7 milioni), per conguagli tariffari (+ € 5,7 milioni) e dei crediti per imposte differite (+ € 20,0 milioni). La variazione in aumento delle altre passività non correnti (+ € 23,7 milioni) è invece riferita in gran parte ai maggiori contributi in conto impianti (+ € 15,1 milioni) a seguito dell'incasso a valere sull'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione e in parte ai maggiori anticipi da clienti (+ € 5,9 milioni) in prevalenza di SIMAM.

Circolante netto

La variazione del circolante netto rispetto al 31 dicembre 2023 deriva dall'effetto combinato della diminuzione dei crediti correnti (- € 110,9 milioni), della diminuzione dei debiti correnti (- € 158,4 milioni), dell'incremento delle altre attività correnti (+ € 160,4 milioni), e dell'incremento delle altre passività correnti (+ € 119,8 milioni).

€ milioni 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione % 30/06/2023 Variazione Variazione %
Crediti Correnti 1.102,3 1.213,2 (110,9) (9,1%) 1.217,1 (114,8) (9,4%)
- di cui utenti/clienti 1.040,8 1.170,0 (129,2) (11,0%) 1.152,8 (112,0) (9,7%)
- di cui Roma Capitale 42,3 21,0 21,3 101,6% 45,1 (2,8) (6,2%)
- di cui verso Controllate
e Collegate
19,3 22,2 (3,0) (13,4%) 19,3 (0,0) 0
Rimanenze 109,6 97,8 11,7 12,0% 123,8 (14,3) (11,5%)
Altre Attività correnti 578,6 418,1 160,5 38,4% 539,7 38,9 7,2%
Debiti Correnti (1.592,0) (1.750,5) 158,4 (9,1%) (1.681,1) 89,1 (5,3%)
- di cui Fornitori (1.566,1) (1.741,8) 175,6 (10,1%) (1.654,8) 88,7 (5,4%)
- di cui Roma Capitale (20,7) (4,9) (15,8) n.s. (19,5) (1,2) 6,0%
- di cui verso Controllate
e Collegate
(5,2) (3,8) (1,4) 36,2% (6,8) 1,6 (23,2%)
Altre Passività Correnti (794,7) (674,9) (119,8) 17,7% (718,2) (76,5) 10,6%
Circolante Netto (596,2) (696,2) 100,0 (14,4%) (518,6) (77,5) 15,0%

I crediti verso utenti e clienti, al netto del fondo svalutazione crediti, ammontano a € 1.040,8 milioni in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2023 (- € 129,2 milioni), come combinato disposto della riduzione rilevata nell'area Commerciale (- € 217,3 milioni) che risente dell'andamento del prezzo dell'energia e dell'incremento registrato nei business regolati (+ € 91,4 milioni).

Il fondo svalutazione crediti ammonta ad € 640,9 milioni in aumento di € 12,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2023 (era pari a € 628,1 milioni). Nel corso del primo semestre 2024 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 637,3 milioni di cui € 88,8 milioni verso la Pubblica Amministrazione.

Rapporti con Roma Capitale

In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 giugno 2024 il saldo netto, risulta a debito per il Gruppo per € 6,3 milioni (il saldo era a credito per € 17,2 milioni al 31 dicembre 2023). Si rappresenta di seguito il dettaglio dei rapporti con Roma Capitale:

€ milioni
Crediti verso Roma Capitale 30/06/2024 31/12/2023 Variazione
Crediti per utenze 38,6 17,6 21,0
Fondi svalutazione (1,8) (1,8) (0,0)
Totale crediti da utenza 36,9 15,8 21,0
Crediti per lavori e servizi idrici 4,0 3,8 0,2
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 1,0 0,9 0,1
Fondi svalutazione (2,4) (2,2) (0,3)
Crediti per lavori e servizi elettrici 4,6 4,5 0,1
Crediti lavori e servizi - da emettere 0,6 0,4 0,2
Fondi svalutazione (0,3) (0,3) 0,0
Totale crediti per lavori 7,4 7,2 0,3
Totale crediti commerciali 44,3 23,0 21,3
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse 170,0 139,1 30,9
Fondi svalutazione (58,0) (58,0) 0,0
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 40,9 46,9 (6,0)
Fondi svalutazione (18,4) (13,7) (4,7)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 1,0 1,6 (0,6)
Totale crediti illuminazione pubblica 135,5 115,9 19,6
Totale Crediti 179,8 138,9 40,9
Debiti verso Roma Capitale 30/06/2024 31/12/2023 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (5,5) (5,5) (0,0)
Debiti per canone di Concessione (13,2) 0,0 (13,2)
Altri debiti (11,8) (8,3) (3,5)
Debiti per dividendi (155,7) (107,9) (47,8)
Totale debiti (186,1) (121,7) (64,4)
Saldo netto credito debito (6,3) 17,2 (23,5)

Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si rileva un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 40,9 milioni dovuto principalmente alla combinazione dei seguenti effetti:

  • maturazione dei crediti di ACEA Ato2 per somministrazione di acqua per € 25,6 milioni;
  • maturazione dei crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 19,6 milioni;
  • incasso/compensazione di crediti principalmente per utenza di ACEA Ato2 per € per € 4,7 milioni.

Per quanto riguarda i debiti si registra un incremento di € 64,4 milioni rispetto al precedente esercizio, di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:

  • maggiori debiti per l'iscrizione del 50% dei dividendi azionari maturati per l'anno 2023 da Acea per € 47,8 milioni (si precisa che a giugno 2024 in corrispondenza dello stacco cedola è stato pagato a Roma Capitale il 50% dei dividendi dell'anno pari a € 47,8 milioni);
  • maggiori debiti per l'iscrizione del canone di concessione di ACEA Ato2 di periodo 2023 per € 13,2 milioni;
  • maggiori debiti per l'iscrizione in areti dei debiti correnti per licenze di cavi stradali per € 4,3 milioni.

Si informa che areti ha pagato le licenze di scavi stradali ai Municipi del 2024 per un ammontare complessivo di € 7,8 milioni oltre al debito per la Cosap 2024 per € 1,9 milioni.

Si informa altresì che ACEA Ato2 ha compensato a giugno i dividendi iscritti nel 2024 per € 3,0 milioni nell'ambito della compensazione con crediti commerciali sopra indicata.

Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e ACEA Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU), incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea, ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008‑2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al

fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri, in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie.

Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emersi, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021, a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti, Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato e in parte anche già pagato da Roma Capitale come si evince dai dati sotto riportati:

  • nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33,3 milioni di crediti riferiti al verbale sopra citato;
  • nel corso del 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire nella risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti relativi all'Illuminazione Pubblica per € 75,3 milioni tramite compensazioni;
  • nel corso del 2022 è proseguita di fatto l'attività di riconciliazione con Roma Capitale che ha consentito la prosecuzione delle liquidazioni dei crediti di ACEA sempre tramite compensazioni per complessivi € 56,5 milioni di cui € 27,6 milioni relativi a competenze di esercizi precedenti.

Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea/areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.

Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla suddetta deliberazione sono tuttora in corso.

Nel corso del 2023 precisamente a settembre, il CdA di ACEA, previo parere del Comitato OPC, ha approvato la proposta di un possibile Accordo Transattivo con Roma Capitale funzionale a disciplinare le reciproche posizioni e le modalità di risoluzione consensuale anticipata dei rapporti contrattuali fra le parti al servizio per l'illuminazione pubblica erogato dalla società e per essa dalla controllata areti S.p.A.

Specularmente, anche Roma Capitale ha approvato lo schema di Accordo nell'Assemblea Capitolina a dicembre 2023. Quanto ai termini economici del possibile Accordo Transattivo, in sostanziale coerenza con la delibera della Giunta Capitolina n. 312 dell'11 agosto 2022, è previsto, ad esito di reciproche rinunzie delle parti, il riconoscimento di crediti vantati da ACEA/areti nei confronti di Roma Capitale, dell'importo complessivo di circa € 100,6 milioni. Gli effetti economico finanziari della transazione, all'esito della sottoscrizione non ancora perfezionata alla data della presente relazione finanziaria semestrale consolidata, non saranno significativi avendo la società già aggiornato nei precedenti bilanci le proprie stime secondo i criteri previsti dalla normativa applicabile.

I debiti correnti diminuiscono principalmente per effetto del decremento dello stock dei debiti verso fornitori (- € 175,6 milioni). Tale effetto deriva in prevalenza dal decremento registrato da Acea Energia (- € 185,0 milioni), che risente in prevalenza dei minori prezzi sul mercato energetico e dalla riduzione dei debiti verso imprese appaltatrici per i lavori di efficienza energetica e riguardanti la mobilità elettrica di Acea Innovation (- € 37,0 milioni) parzialmente compensati dall'incremento registrato in ACEA Ato2 (+ € 37,6 milioni) e areti (- € 15,3 milioni).

Le Altre Attività e Passività Correnti registrano un incremento di attività di € 160,5 milioni e un incremento di passività di € 119,8 milioni, rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente. In dettaglio le altre attività si incrementano in prevalenza per effetto (i) dei maggiori crediti tributari di Acea Innovation generati dalla cessione del credito d'imposta derivante dai lavori di efficienza energetica (+ € 93,4 milioni), (ii) dei crediti per conguaglio verso la Cassa per i servizi energetici e ambientali CSEA (+ € 44,6 milioni), (iii) dei maggiori risconti attivi (+ € 26,6 milioni) imputabili in parte alla sospensione di costi relativi alle attività per il progetto WTE di Roma (+ € 12,2 milioni) e in parte alla sospensione di licenze d'uso di competenza di esercizi successivi della Capogruppo, mentre le passività correnti aumentano per effetto dell'incremento dei Debiti verso Cassa Conguaglio di areti e Acea Energia (+ € 33,8 milioni) dovuti ad uno slittamento dei pagamenti, per i maggiori debiti per anticipi di Gori (+ € 37,5 milioni) riferiti agli acconti ricevuti da enti eroganti per i contributi in conto impianti e risconti passivi ( + € 49,7 milioni) in prevalenza imputabili ad ACEA Ato2 (+ € 32,9 milioni come conseguenza dell'anticipazione a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), derivanti dal Decreto Ministeriale n. 517 del 16 dicembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.

Patrimonio netto

Il patrimonio netto ammonta ad € 2.817,9 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 5,2 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla maturazione dell'utile 2024 e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali.

Indebitamento finanziario netto

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 282,9 milioni, passando da € 4.846,8 milioni della fine dell'esercizio 2023 a € 5.129,6 milioni del 30 giugno 2024.

€ milioni 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione % 30/06/2023 Variazione Variazione %
A) Disponibilità Liquide 410,0 359,4 50,6 14,1% 277,7 132,3 47,6%
B) Mezzi equivalenti a
disponibilità liquide
0,0 0,0 0,0 n.s. 0,0 0,0 n.s.
C) Altre attività finanziarie
correnti
571,2 487,3 83,9 17,2% 729,6 (158,4) (21,7%)
D) Liquidità (A + B + C) 981,2 846,6 134,6 15,9% 1.007,3 (26,1) (2,6%)
E) Debito finanziario corrente (217,7) (176,1) (41,6) 23,6% (240,9) 23,2 (9,6%)
F) Parte corrente del debito
finanziario non corrente
(901,8) (746,8) (155,0) 20,7% (165,0) (736,8) n.s.
G) Indebitamento finanziario
corrente (E + F)
(1.119,5) (923,0) (196,6) 21,3% (405,9) (713,6) 175,8%
H) Indebitamento finanziario
corrente netto (G + D)
(138,3) (76,3) (62,0) 81,3% 601,4 (739,7) (123,0%)
I) Debito finanziario non
corrente
(4.991,3) (4.770,4) (220,9) 4,6% (5.399,7) 408,4 (7,6%)
J) Strumenti di debito 0,0 0,0 0,0 n.s. 0,0 0,0 n.s.
K) Debiti commerciali e altri
debiti non correnti
0,0 0,0 0,0 n.s. 0,0 0,0 n.s.
L) Indebitamento finanziario
non corrente (I + J + K)
(4.991,3) (4.770,4) (220,9) 4,6% (5.399,7) 408,4 (7,6%)
Totale indebitamento
finanziario (H + L)
(5.129,6) (4.846,8) (282,9) 5,8% (4.798,3) (331,4) 6,9%

L'indebitamento finanziario non corrente registra un incremento pari a € 220,9 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2023. Tale variazione deriva dal decremento dei prestiti obbligazionari per € 158,3 milioni compensato dall'incremento dei debiti per finanziamenti a medio lungo termine per € 382,3 milioni, come riportato nella tabella che segue:

€ milioni 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione % 30/06/2023 Variazione Variazione %
Obbligazioni 3.780,9 3.939,2 (158,3) (4,0%) 4.534,3 (753,5) (16,6%)
Finanziamenti a medio - lungo
termine
1.135,0 752,7 382,3 50,8% 773,0 362,0 46,8%
Debiti finanziari IFRS16 75,5 78,6 (3,1) (3,9%) 92,4 (16,9) (18,3%)
Debito finanziario non corrente 4.991,3 4.770,4 220,9 4,6% 5.399,7 (408,4) (7,6%)

Le obbligazioni pari a € 3.780,9 milioni al 30 giugno 2024 registrano un decremento di complessivi € 158,3 milioni per l'effetto della riclassifica dalla posizione a lungo a quella a breve termine pari ad € 161,3 milioni del prestito obbligazionario Private Placement, sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC) in scadenza a marzo 2025.

I finanziamenti a medio – lungo termine pari ad € 1.135,0 milioni registrano un incremento complessivo di € 382,3 milioni dovuto alla Corporate (+ € 419,3 milioni) compensato in parte da areti (- € 14,4 milioni), Acquedotto del Fiora (- € 7,2 milioni) e Gori (- € 5,1 milioni). La variazione della Corporate è dovuta principalmente alle erogazioni del finanziamento di € 435 milioni concesso dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Gli investimenti finanziati con le risorse della BEI contribuiranno a migliorare la copertura e la qualità del servizio idrico integrato nel territorio gestito da ACEA Ato2, riducendo le perdite d'acqua e aumentando l'efficienza energetica e la resilienza.

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di GORI è positivo per € 4,4 milioni (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 4,2 milioni); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 3,5 milioni (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 3,3 milioni) e quello di Servizi Idrici Integrati è positivo per € 1,2 milioni (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 1,0 milioni). I fair value positivi sono esposti nelle "Attività finanziarie non correnti" e non sono considerati nel saldo dei finanziamenti correlati.

La componente a breve termine è negativa per € 138,3 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2023, evidenzia un peggioramento pari ad € 62,0 milioni da imputare per € 66,8 milioni alla Capogruppo. La variazione della Capogruppo è generata principalmente dalla riclassifica a breve termine del Private Placement (AFLAC) come precedentemente esposto (+ € 161,3 milioni) compensata dall'incremento delle disponibilità liquide e dei depositi a breve (+ € 105,3 milioni complessivi). Si segnala che l'indebitamento finanziario comprende € 155,7 milioni di debiti verso Roma Capitale per dividendi deliberati da distribuire e non comprende altri debiti per circa € 12,1 milioni relativi alle opzioni per l'acquisto di quote azionarie delle Società già detenute.

Si informa che al 30 giugno 2024, la Capogruppo dispone di linee committed per € 700,0 milioni e linee uncommitted per € 495,0 milioni entrambe non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:

  • Fitch "BBB+";
  • Moody's "Baa2"

Contesto di riferimento

Andamento dei mercati finanziari e del titolo ACEA nel primo semestre 2024

Il primo semestre 2024 è stato caratterizzato da una notevole resilienza dell'economia internazionale che, nonostante l'estensione delle politiche monetarie restrittive, ha continuato a registrare dati macroeconomici superiori alle attese soprattutto in USA, sebbene alla fine del secondo trimestre il mercato del lavoro statunitense abbia iniziato a mostrare alcuni segnali di rallentamento.

Con riferimento agli sviluppi delle politiche monetarie, si segnala che la FED ha finora mantenuto i tassi invariati, ai massimi da marzo 2001, e il numero di tagli attesi dal board entro fine anno si è ridotto a uno. La BCE – in considerazione di una dinamica economica in Eurozona meno sostenuta di quella USA – ha tagliato a giugno, per la prima volta da settembre 2019, i tassi di riferimento, evidenziando comunque che gli sviluppi della politica monetaria dipenderanno dal tenore dei dati macro.

Alla luce della resilienza dell'economia e dell'inflazione, malgrado l'esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento UE, i rendimenti tedeschi e statunitensi hanno evidenziato una forte risalita riportandosi in prossimità dei massimi pluriennali di inizio ottobre 2023. In termini di BTP, l'aumento del rendimento tedesco è stato marginalmente compensato dalla flessione dello spread sovrano, che a causa delle elezioni UE, a metà giugno ha quasi azzerato la contrazione sviluppata nei mesi precedenti.

In tale contesto, l'azionario globale ha esteso i massimi storici, supportato dalla resilienza dell'economia e da risultati aziendali complessivamente superiori alle attese. In termini rettificati per lo stacco dei dividendi (Total Shareholder Return - TSR), lo S&P 500 si è apprezzato del 15,3%, mentre l'Euro Stoxx ha limitato il rialzo all'8,7% a causa dell'incertezza derivante dall'esito delle elezioni UE. Il FTSE Mib ha sovraperformato l'indice Eurozona registrando un aumento del 13,4%, trainato soprattutto dall'esposizione al comparto bancario che ha beneficiato della correlazione positiva ai rendimenti obbligazionari e della resilienza del ciclo economico.

Nel primo semestre 2024, ACEA ha registrato un aumento del 15,6% influenzato positivamente dall'approvazione del Piano Industriale 2024-2028, dal conseguimento di risultati 2023 superiori rispetto alla guidance annunciata al mercato, dal miglioramento dell'outlook da parte di Fitch da "negativo" a "stabile" e dai solidi risultati del primo trimestre.

Il titolo ACEA ha sensibilmente sovraperformato l'indice settoriale Euro Stoxx Utilities (in flessione del 2,7% in termini di TSR), che è stato penalizzato prevalentemente dalla risalita dei rendimenti obbligazionari (che ha interessato soprattutto gli operatori regolati) e dalla forte contrazione dei prezzi elettrici (che ha interessato gli operatori maggiormente esposti alle rinnovabili).

Il prezzo di chiusura di ACEA al 28 giugno 2024 (ultima seduta borsistica del primo semestre) è stato pari a € 15,11, corrispondente ad una capitalizzazione di Borsa pari a € 3.218 milioni. In termini non rettificati per lo stacco del dividendo (€ 0,88 per azione in data 24 giugno), i prezzi di chiusura giornalieri hanno oscillato fra un minimo di € 13,55 del 26 febbraio a un massimo di € 17,5 registrato il 5 giugno. Nel corso del 1H2024, i volumi medi giornalieri scambiati si sono attestati a circa 162 mila azioni (superiori rispetto a circa 125 mila azioni del 1H2023).

Dal punto di vista valutario, l'EUR/USD ha registrato una flessione del 3%, a riflettere sia la maggiore resilienza dell'economia USA che ha condotto ad un generale slittamento delle tempistiche attese per l'allentamento della politica monetaria da parte della FED rispetto alla BCE, sia i rischi politici in Eurozona conseguenti all'esito delle elezioni per il Parlamento UE.

Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo ACEA confrontato con il FTSE MIB.

Fonte: Bloomberg, ribasato a 100 al 29/12/2023 Andamento e variazioni in termini rettificati per lo stacco dei dividendi (Total Shareholder Return)

Var.% 30/6/2024
(rispetto al 31/12/23)
Acea +15,6%
FTSE Mib +13,4%

Mercato energetico

Se il primo trimestre 2024 era stato caratterizzato da un progressivo rilassamento dei prezzi dell'energia elettrica e gas grazie a fondamentali ribassisti come temperature invernali sopra le medie, elevata offerta globale gas, domanda ridotta, stoccaggi sui massimi, produzione idroelettrica e disponibilità nucleare francese elevate, il secondo trimestre 2024 ha visto invece una inversione di rotta delle commodities energetiche, nonostante il permanere di condizioni fondamentalmente ribassiste. Tale dinamica è da imputarsi a tensioni geopolitiche e timori di interruzioni (reali o presunte) all'offerta globale gas che si sono susseguite nel corso della primavera, imprimendo nervosismo e volatilità ai mercati.

Relativamente allo scenario di mercato elettrico nazionale, la domanda di energia elettrica nei primi sei mesi 2024 è stata pari a 151,5 TWh (dato Terna), in aumento di +1,1% rispetto al primo semestre 2023. Tuttavia, togliendo l'apporto del giorno in più a febbraio 2024, l'incremento del carico si riduce a +0,4%.

La produzione di energia, al netto degli autoconsumi e dei consumi da pompaggio (15,5 TWh, +3,9%), è stata pari a 108,9 TWh, in linea con il 2023, ed ha coperto il 72% del fabbisogno, mentre l'import netto ha confermato il trend incrementale da inizio anno, attestandosi su 27,1 TWh (+3,7%) e contribuendo per il 18% al soddisfacimento della domanda. La fonte termoelettrica (53,3 GWh, -20,1%) è stata scalzata dall'import e dall'ottima performance che le fonti rinnovabili hanno continuato a far registrare da inizio anno. Si conferma infatti il grande apporto idroelettrico (26,5TWh, +61,9%) rispetto a una prima metà 2023 ancora affetta dall'onda lunga della siccità che ha caratterizzato il 2022, seguito da produzione fotovoltaica (13,8 TWh, +18,1%) ed eolica (12,6 TWh, +10,5%), con quella geotermica identica al 2023 (2,7 TWh).

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel primo semestre 2024 ha consuntivato un valore medio di 93,46 €/MWh, in riduzione del -31% rispetto al primo semestre 2023, con il solo secondo trimestre 2024 a esprimere un valore medio di 94,95 €/MWh (-18% rispetto al secondo trimestre 2023, ma +3% rispetto al primo trimestre 2024). Dopo l'inizio anno all'insegna di una ritrovata sicurezza energetica nel bilancio gas e di una domanda ai minimi storici, i mesi primaverili hanno visto un rafforzamento delle quotazioni dell'energia elettrica per effetto di progressivi rialzi espressi dalle quotazioni del gas e delle emissioni di carbonio.

Anche gli altri Paesi Europei hanno fatto registrare importanti ribassi rispetto al primo semestre 2023, con la Francia e Spagna a far registrare la riduzione maggiore (-58% e -56% rispettivamente), seguite dall'Area Scandinava e dalla Germania (-34% e -33% rispettivamente).

Per quanto concerne il gas naturale, il totale prelevato nel primo semestre 2024 è stato pari a 36,1 Mld smc (dato Snam Rete Gas) in calo di -4,9% rispetto al primo semestre 2023. Depurando il dato dall'effetto distorsivo del giorno in più a febbraio 2024, il gap aumenta a -5,5%.

In particolare, la distribuzione, che comprende residenziali e PMI, ha fatto registrare un consumo di 15,3 Mld smc (-1,4% rispetto a un anno fa), il comparto termoelettrico ha richiesto 8,8 Mld smc di gas (-11,3%, a favore di fonti rinnovabili e import in aumento nel bilancio elettrico), il comparto industriale ha necessitato di 5,9 Mld smc di gas (+1,2%).

Gli stoccaggi si sono mantenuti elevati per tutto il semestre pareggiando il riempimento massimo storico del 82% dello scorso anno al 30 giugno, con una erogazione in linea con quella del primo trimestre 2023 (sono stati erogati 4,7 Mld smc, +0,5%) ed una maggior iniezione primaverile (sono stati iniettati 5,1 Mld smc, +6,4%).

Il calo della domanda si riflette in un calo generalizzato di import da Gasdotti (22,5 Mld smc, -5,5 %), import LNG (7,6 Mld smc, -6,4%) e produzione nazionale (1,4 Mld smc, -3,5%).

Come già anticipato, nel corso del secondo trimestre 2024 le quotazioni del gas europeo hanno invertito la rotta discendente in atto da inizio anno, nonostante lo scenario di breve-medio termine rimanesse fondamentalmente ribassista. L'aggravarsi delle tensioni belliche in Ucraina e Medio-Oriente ad aprile sono state il primo innesco di un'onda emotiva e speculativa rialzista che a cavallo tra maggio e giugno ha trovato sostegno nei timori di interruzioni lato offerta, tra manutenzioni programmate e non in Norvegia, problemi di varia natura (tecnica o finanziaria) a diversi terminal LNG su scala globale e rischio di interruzione anticipata dei rimanenti flussi di gas russo tramite Ucraina per un tema di arbitrato internazionale.

Alla luce di quanto descritto, il valore medio del TTF sul primo semestre 2024 è stato pari a 31,22 c€/smc (-34% rispetto al primo semestre 2023), con il solo secondo trimestre 2024 a consuntivare un prezzo medio di 33,38 c€/smc (-10% rispetto al secondo trimestre 2023 ma +15% rispetto ai primi tre mesi 2024). Similmente, il PSV ha espresso sul primo semestre 2024 un valore medio di 33,06 c€/smc (-34% rispetto al primo semestre 2023), mentre il solo secondo trimestre 2024 ha consuntivato un prezzo medio di 35,13 c€/smc (-11% rispetto al secondo trimestre 2023 ma +13% rispetto ai primi tre mesi 2024).

Il differenziale PSV-TTF nel primo semestre 2024 ha consuntivato in media +1,84 c€/smc, in riduzione tendenziale di -1,06 c€/smc rispetto al valore espresso nel primo semestre 2023.

Tariffe per il servizio di trasporto

L'anno 2024 rappresenta il primo anno del nuovo periodo regolatorio (ROSS) di durata pari ad otto anni (2024-2031) suddiviso in due sotto-periodi.

Le disposizioni normative sono articolate in quattro Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)"_Allegato A alla delibera 616/2023/R/eel, "Il Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)"_ Allegato B alla delibera 616/2023/R/eel, il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC)_ Allegato C alla delibera 616/2023/R/eel, pubblicati il 29 dicembre 2023 e il "Testo integrato della regolazione per obiettivi di spesa e di servizio (ROSS) per i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas per il periodo 2024-2031 (TIROSS)" allegato alla Delibera 163/2023/R/com pubblicata il 20 aprile 2023.

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le tariffe obbligatorie per l'anno 2024 sono state pubblicate con delibera 630/2023/R/eel per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti domestici e non domestici e con delibera 632/2023/R/eel per l'erogazione del servizio di trasmissione. Si evidenzia che, con la delibera 77/2024/R/eel del 12 marzo 2024, l'Arera ha definito le tariffe di riferimento definitive per l'anno 2023. In data 7 maggio 2024 l'ARERA ha comunicato a mezzo PEC la tariffa di riferimento provvisoria per i servizi di distribuzione e di misura dell'energia elettrica per l'anno 2024, successivamente approvata con delibera 206/2024/R/eel del 28 maggio 2024.

Nel nuovo periodo regolatorio (2024 -2027) trovano applicazione i criteri ROSS-base con riferimento alle attività di distribuzione e di misura, salvo che per il riconoscimento dei costi di capitale dei sistemi di smart metering 2G, i quali continueranno ad essere riconosciuti secondo quanto disposto dal PMS2.

Il costo riconosciuto ai fini tariffari comprende:

  • la remunerazione e gli ammortamenti degli investimenti realizzati fino alla data di cut-off (anno 2023);
  • la quota fast money (opex);
  • la quota slow money (RAB) sulla quale si calcolano la remunerazione del capitale investito e gli ammortamenti;
  • i costi incomprimibili riconosciuti "on top" (quali ad esempio gli oneri tributari);
  • i maggiori recuperi di efficienza conseguiti nel precedente periodo regolatorio, lasciati alle imprese distributrici nei quattro anni successivi secondo quote decrescenti (50% primo anno, 37,5% secondo, 25% terzo e 12,5% quarto).
  • i recuperi di efficienza conseguiti nel nuovo periodo regolatorio (determinati dal confronto tra la baseline dei costi operativi e i costi operativi effettivi di ciascun anno). Le efficienze del nuovo periodo regolatorio sono lasciate al DSO a seconda dello schema di incentivazione scelto (schema a basso potenziale SBP o schema ad alto potenziale SAP). La scelta del menu incentivante è effettuata ad inizio periodo regolatorio e resta valida per il periodo stesso.

I costi totali sostenuti dall'impresa sono divisi tra quota Slow money e quota Fast money sulla base di un tasso di capitalizzazione definito dall'ARERA per impresa.

L'ARERA, sulla base delle disposizioni ROSS, riconosce nell'anno t la remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1 e la relativa quota di ammortamento. Si sottolinea che gli investimenti realizzati fino all'anno 2023 continueranno ad essere riconosciuti in continuità di criteri, pertanto l'ammortamento di tali cespiti continuerà ad essere riconosciuto con un lag di due anni.

Nel nuovo sotto-periodo l'ARERA dispone che le tariffe di riferimento sono definite congiuntamente per i servizi di distribuzione e di misura, sono espresse in euro per punto di prelievo servito, senza prevedere una differenziazione per tipologie contrattuali.

In data 23 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato la Delibera 614/2021/R/com con la quale ha fissato i criteri di determinazione del WACC per il periodo 2022 – 2027, stabilendo per l'anno 2024, con Delibera 556/2023/R/com del 28 novembre 2023, un tasso di remunerazione del capitale investito pari a 6% per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica.

Per gli investimenti effettuati successivamente al 31 dicembre 2011 ed entro il 31 dicembre 2014, il valore del WACC è incrementato dell'1%.

I contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa ed i contributi incassati da Organismi comunitari (ad esempio i contributi da PNRR) continueranno ad essere detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT. Tuttavia si sottolinea che, con Delibera 617/2023/R/eel del 27 dicembre 2023, l'ARERA ha modificato l'incentivazione all'ottenimento dei contributi pubblici. La premialità è pari al 10% dei contributi pubblici (in luogo del precedente 8,6%) incassati nel corso dell'anno precedente e viene accertata e determinata annualmente dall'Autorità entro il 31 ottobre di ciascun anno dal 2025 al 2028. Le imprese distributrici sono tenute a comunicare l'elenco dei contributi pubblici incassati, entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello al quale si riferisce il contributo. Le premialità sono riconosciute in tre rate di uguale entità, salvo diversa e motivata disposizione dell'Autorità in sede di determinazione delle partite economiche, per ragioni di liquidità dei conti o impatto complessivo tariffario.

In data 29 novembre 2023 l'ARERA ha richiesto i dati necessari per la determinazione del tasso di capitalizzazione, della baseline dei costi operativi 2024, la presentazione dell'istanza relativa allo Z-factor e la scelta del menu incentivante (SBP vs SAP). In data 22 dicembre 2023 a mezzo PEC, areti ha inviato all'Autorità quanto richiesto, decidendo di non presentare l'istanza per l'attivazione dello Z-factor non essendo previsti costi incrementali nel 2024 legati alla transizione energetica e scegliendo lo schema a basso potenziale (x-factor pari a zero e trattenimento delle efficienze pari al 100% il primo anno e al 50% nei tre anni successivi). Si evidenzia che l'istanza dello Z-factor ha validità annuale, è richiesta a preventivo e soggetta a verifica a consuntivo. È prevista altresì la possibilità di richiedere il riconoscimento del parametro Y-factor per eventi imprevedibili ed eccezionali e/o mutamenti del quadro normativo, attivabile expost per variazioni almeno pari allo 0,5% della quota fast-money dell'anno di riferimento.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione e misura avviene sulla base della spesa totale effettiva di ciascun distributore (spesa operativa e spesa di capitale). Il criterio di aggiornamento prevede che:

  • la baseline dei costi operativi (utilizzata come confronto con i costi effettivi per determinare la quota di efficienza conseguita nell'anno) sia aggiornata annualmente in base al tasso di variazione medio annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati dall'anno t-1 all'anno t rilevato dall'Istat, secondo i criteri ROSS. La baseline dei costi operativi del 2024 è pari ai costi operativi effettivi (COE) 2022 opportunamente rivalutati per l'anno 2023 e 2024, sulla base dei tassi di inflazione pubblicati con la Delibera 616/2023 rispettivamente pari a 6% e 1,9%.
  • ai fini della rivalutazione delle immobilizzazioni nette relative a cespiti in esercizio, delle immobilizzazioni in corso e del valore netto dei contributi si considera il tasso di variazione del deflatore calcolato considerando la variazione della media dei quattro trimestri dell'anno t-1 rispetto ai quattro trimestri dell'anno t-2.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA conferma un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione (unica tariffa per impresa omnicomprensiva per il servizio di distribuzione e di commercializzazione).

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione e misura per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e di misura;
  • perequazione dei costi di trasmissione;
  • perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.

La perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione ha l'obiettivo di perequare il gettito derivante dal confronto tra i ricavi fatturati all'utenza attraverso la tariffa obbligatoria e i ricavi ammessi del distributore, calcolati attraverso la tariffa di riferimento dell'impresa. Per le imprese distributrici soggette ai criteri ROSS sono previsti meccanismi di acconto in relazione alla perequazione dei ricavi del servizio di distribuzione ed in relazione alla perequazione dei costi di trasmissione.

Il meccanismo di acconti per la perequazione dei ricavi del servizio di distribuzione è a partecipazione facoltativa, secondo modalità definite dalla Cassa. Gli acconti, con riferimento alla tariffa per l'anno t, sono fissati pari al 90% del valore dell'ammontare del saldo di perequazione stimato sulla base della tariffa di riferimento provvisoria dell'anno t e sono erogati in tre rate bimestrali a partire dalla fine del mese di giugno dell'anno t. Il saldo è previsto a 60 giorni dalla data di pubblicazione delle tariffe di riferimento definitive.

Con la delibera 616/2023, come già definito nel precedente periodo, l'ARERA conferma che l'ammontare di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione è ridotto di un ammontare pari al 50% dei ricavi netti derivanti dall'utilizzo dell'infrastruttura elettrica per finalità ulteriori rispetto al servizio elettrico, rilevati a consuntivo nell'anno n-2, qualora il predetto ricavo netto superi lo 0,5% del totale ricavo riconosciuto.

La perequazione dei costi di trasmissione ha l'obiettivo di rendere passante per il distributore il costo riconosciuto a Terna per il servizio di trasmissione (CTR) con quanto versato dai clienti finali attraverso la tariffa obbligatoria di trasmissione (TRAS). Il meccanismo di acconti per i costi del servizio di trasmissione è a partecipazione obbligatoria. Gli acconti, con riferimento alla tariffa per l'anno t, sono fissati pari al 80% del valore dell'ammontare di perequazione definito in relazione alla tariffa per l'anno t-1 e sono erogati, nell'anno t in sei rate bimestrali. Il saldo è previsto entro il 31 dicembre dell'anno t+1.

Il mercato del Waste Management

Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento in discarica, termovalorizzazione, compostaggio e produzione di biogas, trattamento di fanghi e rifiuti liquidi, riciclaggio di materiali misti e produzione di Materie Prime Seconde) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop), in corso di implementazione sul territorio nazionale in virtù di una legge delega che ha attribuito al Governo l'obbligo di aggiornamento della normativa ambientale adeguandola ai nuovi standard comunitari.

Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori.

Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione – nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) – potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.

Regolazione idrica

Con riferimento specifico al settore idrico si evidenzia in primo luogo la legge di Bilancio 2023 (LEGGE 29 dicembre 2022, n. 197 pubblicata in GU n. 303 del 29 dicembre 2022, SO n. 43), entrata in vigore il 1°gennaio 2023. In particolare, i commi 519-520 riguardano il finanziamento del sistema idrico del Peschiera. Il comma 519, al fine di migliorare l'approvvigionamento idrico della città metropolitana di Roma, autorizza la spesa complessiva di 700 milioni (50 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 100 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030), per la realizzazione del "Nuovo tronco superiore acquedotto del Peschiera - dalle sorgenti alla Centrale di Salisano" nell'ambito del progetto sulla messa in sicurezza e ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (allegato IV, n. 8, del DL n. 77/2021). Il comma 520 demanda a un decreto MIT, da adottare di concerto con il MEF entro aprile 2023 e non ancora emanato, l'individuazione degli interventi da finanziare con le risorse previste dal comma 519, delle modalità di erogazione e dei casi di revoca delle risorse, previa presentazione di apposita documentazione da parte del Commissario straordinario.

Novità di sicuro rilievo è la pubblicazione, in GU n. 55 del 6 marzo 2023, del DLgs 18/2023 di "Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano". La data di entrata in vigore del provvedimento è individuata nel 21 marzo 2023, con tempistiche comunque differenziate per i vari adempimenti. La nuova norma non si limita alla qualità delle acque potabili e al loro monitoraggio, ma include anche altri temi a ciò connessi, quali le perdite idriche, l'accesso all'acqua, l'informazione agli utenti, e reca inoltre disposizioni su materiali in contatto con l'acqua, reagenti e materiali filtranti.

Per quanto riguarda le perdite idriche, ARERA dovrà elaborare i dati acquisiti dai gestori, in linea con le previsioni della regolazione della qualità tecnica, e comunicare alla Commissione Europea, entro il 12 gennaio 2026, la media nazionale; nel caso di superamento della media individuata come soglia dalla Commissione, si dovrà stabilire un piano d'azione con le relative misure finalizzate alla riduzione del tasso di perdita idrica nazionale, da adottare con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Da evidenziare inoltre il tema dell'accesso all'acqua, che comporta l'adozione da parte delle Regioni e delle Province autonome delle misure necessarie per mantenere e migliorare l'accesso alle acque destinate al consumo umano, in particolare per i gruppi vulnerabili

o emarginati, e promuovere l'uso dell'acqua di rubinetto. Non secondarie anche le nuove disposizioni in materia di informazioni al pubblico, già introdotte nella regolazione dalla delibera ARERA 609/2021/R/idr.

Si segnala inoltre che è stato pubblicato in GU Serie Generale n. 59 del 10 marzo 2023 il Decreto del MEF del 31 dicembre 2022 che reca Criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica.

Il provvedimento risponde all'obiettivo di assicurare un'omogenea disciplina sul territorio nazionale, a tal fine stabilendo i criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica, tenendo conto dei costi ambientali e dei costi della risorsa e dell'inquinamento, e contribuisce all'attuazione della milestone del PNRR M2C4-2 – Riforma 4.2: Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati.

Altro provvedimento di interesse del periodo di riferimento è il decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito con legge 68/2023 (GU n. 136 del 13 giugno 2023), recante disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche (cd DL Siccità). Tra le diverse misure previste dall'articolato provvedimento, l'istituzione di una Cabina di regia per la crisi idrica, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, con compiti di indirizzo, coordinamento e monitoraggio, e alla quale è attribuita, inoltre, l'effettuazione di una ricognizione delle opere e degli interventi di urgente realizzazione per far fronte nel breve termine alla crisi idrica. Come appreso da un Comunicato Stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri, nel mese di maggio si è tenuta a prima riunione della Cabina di regia, nel corso della quale sono state definite le priorità ed è stata avviata la ricognizione delle richieste provenienti dai territori, già individuando i primi interventi in 5 regioni, tra le quali anche il Lazio, per un investimento complessivo di € 102 milioni messi a disposizione dal MIT. Il DL Siccità prevede anche la nomina di un Commissario straordinario, in carica fino al 31 dicembre 2023 e prorogabile fino al 31 dicembre 2024, incaricato di realizzare con urgenza gli interventi indicati dalla Cabina di regia; in proposito, è stato nominato dal Consiglio dei ministri del 4 maggio 2023 il dott. Nicola Dell'Acqua.

Infine, per quanto riguarda il panorama EU, da segnalare il parere motivato inviato il 15 febbraio all'Italia dalla Commissione europea, nell'ambito della procedura di infrazione INFR 2018 – 2249 in relazione al mancato rispetto della Direttiva nitrati (91/676/CEE), con l'invito a proteggere meglio la popolazione e gli ecosistemi del paese dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti dall'agricoltura. Il parere è stato preceduto da due lettere di costituzione in mora: la prima nel novembre 2018 con invito alle autorità a garantire la stabilità della rete di monitoraggio dei nitrati, a procedere a un riesame, a proseguire nella designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e ad adottare misure supplementari in diverse regioni; nel dicembre 2020 è stata inviata una lettera complementare, che pur riconoscendo alcuni progressi, evidenziava preoccupazioni riguardo ad altre violazioni in diverse regioni nelle quali la situazione nelle acque sotterranee inquinate dai nitrati non sta migliorando o si osserva un peggioramento del problema dell'eutrofizzazione delle acque superficiali. Le autorità italiane hanno due mesi di tempo per rispondere e adottare le misure necessarie.

Si rileva inoltre, nel mese di giugno, il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia Europea per il non corretto recepimento della direttiva 91/271/Cee sul trattamento delle acque reflue urbane (causa C-85/13, procedura d'infrazione 2009/2034); secondo la Commissione Europea, infatti, dei 41 agglomerati iniziali in causa 5 non sono stati ancora resi conformi e il termine del 2027 comunicato dall'Italia per l'adeguamento non è considerato accettabile.

Nel seguito, sono analizzati i principali provvedimenti emanati dall'ARERA nel periodo di riferimento.

Attività dell'ARERA in materia di servizi idrici

Si ricorda che l'Autorità ha avviato con deliberazione 51/2023/R/idr, in ottemperanza all'articolo 7, comma 2, del DLgs 201/2022 (Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica) il procedimento per determinare la nuova disciplina dei contenuti minimi dei bandi di gara finalizzato alla definizione di schemi tipo di bando di gara per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato. Il procedimento è volto, tra l'altro, a disciplinare i criteri per la determinazione dell'importo a base di gara, per la formulazione e la valutazione delle offerte (economiche e tecniche) affinché le stesse siano coerenti con le previsioni regolatorie in materia tariffaria e di qualità. Con il documento di consultazione 245/2024/R/Idr, pubblicato il 21 giugno 2024, l'Autorità presenta gli elementi di inquadramento generale e gli orientamenti per la definizione dello schema tipo di bando di gara. La definizione del contenuto minimo dei bandi di gara è, per l'Autorità, un elemento essenziale al completamento della disciplina necessaria allo svolgimento delle nuove procedure di affidamento, in quanto mira a garantire uniformità nei criteri e nelle modalità da utilizzare sia nelle procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento della gestione sia in quelle di affidamento a società mista, limitatamente agli aspetti concernenti la selezione del socio privato (art. 17, d.lgs.175/2016).

L'impostazione delineata nel documento si basa, in coerenza con la normativa sovraordinata (D.lgs 201/2022), sui parametri già stabilmente adottati nell'ambito della regolazione - sia quella tariffaria, sia quella della qualità tecnica e contrattuale – che vengono qualificati come parametri di miglioramento delle gestioni da perseguire attraverso la pressione competitiva. Il termine per l'invio delle osservazioni è fissato al 24 luglio 2024.

In tema di bonus sociali, si segnalano i seguenti provvedimenti:

  • la delibera 13/2023/R/com, con la quale l'Autorità ha aggiornato i valori soglia ISEE per l'accesso alla misura, in coerenza con quanto disposto dalla legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023): in particolare, a decorrere dalla data del 1° gennaio 2023, è stata aggiornata a € 9.530 la soglia di accesso e a 15.000 il limite massimo per le famiglie con meno di quattro figli (resta ferma a € 20.000 il limite massimo per le famiglie numerose);
  • la delibera 622/2023/R/com di revisione delle modalità di riconoscimento, di aggiornamento e di verifica da parte del gestore dei bonus sociali cui è seguita, nel giugno 2024, una coerente modifica delle Specifiche Tecniche associate alla gestione dei flussi di informazioni tra Acquirente Unico e Gestori idrici anticipata da una consultazione;
  • la determina 7/DICU/2024 approva le comunicazioni da inviare agli utenti cui non viene riconosciuto il bonus sociale idrico, elettrico e gas.

Con la delibera 639/2023/R/idr del 28 dicembre 2023, l'Autorità definisce il Metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio 2024 – 2029 (c.d. MTI-4). L'adozione del MTI-4 avviene nell'ambito del procedimento avviato con la delibera 64/2023/R/idr (che ha indicato altresì il valore del costo medio di settore della fornitura elettrica per l'anno 2022, pari a 0,2855 €/kWh) e seguito da due consultazioni (DCO 442/2023/R/idr e DCO 543/2023/R/idr). Anche per MTI-4, l'Autorità, con l'obiettivo di garantire stabilità e continuità del quadro regolatorio vigente, conferma l'approccio metodologico adottato nei precedenti periodi regolatori. Si riportano di seguito le tematiche di maggiore rilievo del nuovo metodo:

  • allungamento della durata del periodo regolatorio da quattro a sei anni con due aggiornamenti biennali delle predisposizioni tariffarie (entro il 30 aprile 2026 ed il 30 aprile 2028) ed eventuale revisione infra-periodo su istanza motivata dell'Ente di Governo dell'Ambito (EGA) per circostanze straordinarie;
  • aggiornamento dei parametri sottostanti la matrice di schemi regolatori con conseguente incremento dei valori massimi ammissibili (da attribuire primariamente all'inflazione) compresi tra il 5,95% (Schema II pari precedentemente a 3,7%) e 9,95% (Schema VI pari precedentemente a 8,5%);
  • oneri finanziari e fiscali del Gestore del servizio idrico integrato: l'Autorità conferma un sostanziale allineamento ai valori degli altri settori regolati, definendo un valore complessivo di 6,13% (4,8% in MTI-3);
  • costi per l'energia elettrica: il riconoscimento in tariffa del costo per l'acquisto di energia elettrica sostenuto nell'anno (a-2) valorizza anche l'autoproduzione e gli sforzi del gestore per il contenimento dei consumi a parità di condizioni impiantistiche e di perimetro; tale valore è da considerarsi come tetto massimo essendo comunque possibile quantificare un valore inferiore, al fine di anticipare almeno in parte gli effetti del possibile trend di diminuzione del costo dell'energia elettrica. In sede di conguaglio, il Metodo prevede (tranne che per gli anni 2024 e 2025 in cui è confermato il meccanismo basato sul "costo medio di settore") un benchmark di riferimento relativo ad un mix teorico di acquisto (per il 2026: 70% a prezzo variabile e 30% a fisso; per gli anni successivi è previsto un eventuale aggiornamento dei pesi). MTI-4 prevede una franchigia del 15% in aggiunta a tale benchmark (superato tale valore eventuali costi aggiuntivi rimangono in capo al gestore), mentre eventuali efficienze di costo sono ripartite tra gestore e sistema (sharing del 50%). Nei conguagli (componente RCaltro relativa al recupero degli scostamenti tra vincolo ai ricavi ed esborsi sostenuti) trovano copertura – condizionata - gli importi relativi al pieno recupero dei costi di energia elettrica sostenuti nel 2022;
  • conguagli: nel confermare, in linea con i periodi regolatori precedenti, la possibilità che gli EGA e gli altri soggetti competenti presentino istanza per il superamento del limite tariffario, l'Autorità puntualizza che tale scelta può essere motivata anche dalla necessità di recuperare i conguagli riferiti a pregresse annualità e già approvati dal medesimo soggetto competente o dall'Autorità, allo scopo di sostenere la realizzazione delle infrastrutture necessarie. Nell'approvazione dell'istanza, l'ARERA conduce una specifica istruttoria volta ad accertare, oltre alla validità dei dati forniti e all'efficienza del servizio di misura, la congruità tra l'entità dei conguagli pregressi ammessi a recupero e il fabbisogno di risorse richiesto per la realizzazione delle infrastrutture necessarie. Al fine di contenere l'entità dei costi ammissibili rinviati a periodi futuri, la possibilità di recupero dei conguagli nelle annualità successive al 2029 è, di norma, limitata ai soli casi in cui tale differimento sia motivato dalla necessità di rispettare il previsto limite di crescita annuale al moltiplicatore tariffario. Si prevede, tuttavia, che l'EGA possa presentare, in accordo con il gestore, istanza di rinvio corredata da un piano in cui vengano declinate puntualmente le annualità in cui si intende provvedere al recupero. Viene rimandata a successivo provvedimento (anche alla luce degli esiti dell'attività di validazione) la definizione delle modalità operative di recupero di eventuali scostamenti fra:
    • o i dati comunicati con riferimento agli anni dispari e i valori riscontrati ex post in ordine ai volumi fatturati e ai consumi di energia elettrica;
    • o i costi operativi e i conguagli quantificati per le predisposizioni tariffarie riferite al 2023 assumendo un tasso di inflazione nullo e quelli derivanti dall'aggiornamento del tasso pari a 4,5%;
  • adeguamento dei costi di gestione ammissibili: l'Autorità prevede l'inclusione di costi aggiuntivi relativi all'entrata in vigore di nuove normative, all'ampiamento del perimetro di attività effettuate (gestione delle acque meteoriche ove l'EGA eserciti la facoltà di includere tale attività nel Servizio idrico integrato) nonché degli oneri aggiuntivi sostenuti per l'adeguamento ai nuovi obiettivi di qualità tecnica;
  • meccanismi incentivanti per la promozione della sostenibilità energetica e ambientale: con tali misure viene attribuito un eventuale premio in caso di conseguimento di obiettivi individuati con riferimento a due nuovi indicatori:
    • o RIU Quota dei volumi depurati destinabili al riutilizzo ma non destinati a tale finalità;
    • o ENE quantità di energia elettrica acquistata (per il quale viene adottato un target inferiore pari al 5%- a quello inizialmente proposto).
    • Tali meccanismi saranno applicati a partire dal 2025, considerando, tra l'altro, la situazione al 2023 di ciascun gestore.

Nell'ambito di un procedimento parallelo a quello del metodo tariffario, l'Autorità ha adottato con delibera 637/2023/R/idr l'aggiornamento della disciplina della Qualità Tecnica del Servizio Idrico Integrato (RQTI). Il provvedimento dispone che, a partire dall'anno 2024, gli obiettivi di qualità (sia tecnica che contrattuale) siano stabilmente valutati in maniera cumulativa su base biennale. Conseguentemente, ai fini dell'applicazione dei fattori premiali (di penalizzazione), costituisce elemento di valutazione il livello raggiunto cumulativamente al termine dell'anno dispari per ciascuno dei macro-indicatori applicati. Sia per la qualità tecnica che contrattuale viene previsto un tetto alla premialità pari al 15% del valore del Vincolo di Ricavo del Gestore (VRG).

Entro il 30 aprile di ciascuna annualità, e secondo le modalità operative che verranno stabilite con successivi provvedimenti, l'EGA dovrà trasmettere all'Autorità un archivio contenente il file per la raccolta dati RQTI - monitoraggio con annessa documentazione a supporto. Dal 2026 (e successivamente a cadenze biennali) tale archivio dovrà essere verificato da un pool di EGA, successivamente definito dall'Autorità, che include quello competente territorialmente per la gestione in considerazione. La mancata asseverazione dell'archivio, anche parziale, dovrà essere motivata e costituirà causa di esclusione dal meccanismo incentivante per gli eventuali macro-indicatori interessati. Viene, inoltre, prevista l'esclusione del gestore dall'aggiornamento tariffario in caso di ritardi e carenze nel superamento del mancato raggiungimento dei prerequisiti previsti dalla RQTI.

Tra le principali modifiche dell'aggiornamento della qualità tecnica, oltre alla determinazione di un numero di classi di valutazione uguale per tutti i macro-indicatori (con rimodulazione dei vari livelli e degli obiettivi associati) e di alcune specifiche per ciascun macroindicatore, vi è l'inserimento di un nuovo macro-indicatore "M0 – Resilienza idrica" con il quale il Regolatore si pone l'obiettivo di valutare la capacità dei sistemi idrici di contrastare, sia a livello di ambito territoriale gestito che a livello sovraordinato, le frequenti situazioni di stress cui è sottoposta la risorsa idrica. M0 è infatti composto da due indicatori semplici:

  • M0a (Resilienza idrica a livello di gestione del servizio idrico integrato) definito come rapporto tra i consumi del servizio idrico integrato, incluse le perdite di rete, e la disponibilità idrica della gestione medesima,
  • M0b (Resilienza idrica a livello sovraordinato) che individua il rapporto tra i consumi per tutti gli usi, incluse le perdite di rete, e la disponibilità idrica complessiva del territorio considerato.

Sempre in relazione alla regolazione della qualità sia tecnica che contrattuale, si richiamano le delibere 476/2023/R/Idr e 477/2023/R/Idr di applicazione del meccanismo incentivante (risultati finali) pubblicata a valle della nota metodologica ex delibera 303/2023/R/idr con la quale l'Arera ha individuato le prime risultanze nonché il percorso istruttorio intrapreso. I due provvedimenti specificano i premi e le penalità attribuibili ai gestori per il biennio '20-'21. Complessivamente il Gruppo Acea ha ottenuto premi per oltre € 40 milioni e penali per poco meno di € 7 milioni.

La delibera 26/2024/R/idr ha avviato un procedimento per la definizione del nuovo macro-indicatore di qualità tecnica "M0 – Resilienza idrica" introdotto con la delibera 637/2023. Nell'ambito del procedimento, l'Autorità intende organizzare specifici focus group finalizzati ai necessari approfondimenti tecnici per determinare le modalità di calcolo dell'indicatore con le amministrazioni competenti e gli stakeholder coinvolti nell'identificazione dei livelli disponibilità idrica (anche per usi diversi dal civile), nella pianificazione delle misure necessarie a fronteggiare gli effetti del Climate Change e a garantire la resilienza dei sistemi idrici. L'Autorità potrà anche pubblicare un documento per la consultazione finalizzato alla predisposizione del provvedimento finale.

Con le delibere 37/2024/R/idr e 39/2024/R/idr l'Autorità avvia i procedimenti per la valutazione dei premi e delle penalità da attribuire ai gestori relativamente alla qualità contrattuale e tecnica per il biennio 2022 – 2023. Tali processi si articoleranno in due fasi:

  • identificazione del set di gestioni per le quali si possiede un corredo completo di informazioni;
  • attribuzione delle penalità associate agli Stadi I e II per tutte le gestioni che non abbiano inviato nei termini i dati.

A successivi provvedimenti si rinvia sia per l'adozione delle pertinenti note metodologiche che per la determinazione della quota di gettito della componente UI2 destinata alle premialità.

In relazione agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 2 novembre 2023 , ARERA con la deliberazione 50/2024/R/com conferma più in generale le misure di intervento di cui alla delibera 519/2023/R/com (Disposizioni urgenti in materia di servizi elettrico, gas e del servizio idrico integrato, a favore delle popolazioni dei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici, verificatisi a partire dal 2 novembre 2023) e dispone analogamente a quanto previsto a favore delle popolazioni dell'Emilia Romagna, che la durata della sospensione dei termini di pagamento delle fatture emesse o da emettere sia pari a sei mesi (dal 2 novembre 2023 al 2 maggio 2024). Il provvedimento prevede altresì la rateizzazione degli importi sospesi con la menzionata delibera 519/2023/R/com, su un periodo minimo di 12 mesi, senza l'applicazione di interessi.

Per quanto riguarda il tema della Tutela dei consumatori si segnala, in particolare, la pubblicazione della Delibera 233/2023/E/com del 30 maggio 2023. Con tale provvedimento l'Autorità stabilisce che, a partire dal 30 giugno 2023, è operante il tentativo obbligatorio di conciliazione, quale condizione di procedibilità dell'azione giudiziale anche per il settore idrico; pertanto, se un utente finale decidesse di adire le vie legali, dovrebbe prima tentare di comporre la controversia dinanzi al Servizio Conciliazione dell'ARERA o innanzi ad altri organismi preposti alla risoluzione extragiudiziale delle controversie. Viene così estesa anche al settore idrico la disciplina del TICO - Testo Integrato Conciliazione- operante già dal 1° gennaio 2018 per i settori elettrico e gas. Il provvedimento dispone inoltre specifici obblighi informativi per i gestori interessati dalle nuove disposizioni.

Regolazione Elettrica

Prescrizione biennale

La Legge di Bilancio 2018, all'articolo 1, commi 4-10, ha introdotto la prescrizione biennale nei contratti di fornitura di energia elettrica prevedendo inizialmente che la stessa non potesse essere riconosciuta al cliente finale nel caso in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura fosse a questi imputabile. Il comma 295 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2020 ha rimosso tale fattispecie, prevedendo il riconoscimento della prescrizione biennale anche nei casi di accertata responsabilità del cliente, introducendo di fatto una responsabilità oggettiva in capo agli operatori della filiera elettrica e, in particolare, al distributore in qualità di esercente il servizio di misura, pur in assenza di responsabilità o inefficienza del suo operato. Con deliberazione 184/2020/R/com, l'ARERA ha recepito quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2020 proprio con riferimento all'eliminazione dalle casistiche di esclusione della prescrizione biennale dei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura dell'energia derivi da accertata responsabilità del cliente finale. In data 27 luglio 2020 areti ed Acea Energia hanno presentato ricorso al TAR per l'annullamento della delibera184/2020/R/com, ricorso accolto con conseguente annullamento della delibera impugnata sulla base dell'interpretazione secondo cui la Legge di Bilancio del 2020 ha inciso solo sulla durata del termine di prescrizione (biennale anziché quinquennale) senza tuttavia escludere l'operatività della disciplina generale codicistica in materia di prescrizione.

Con delibera 603/2021 l'Autorità ha modificato la deliberazione 569/2018/R/com in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni in esito al DCO 457/21 per l'ottemperanza alle sentenze 14 giugno 2021, n. 1441, 1444 e 1449 del TAR Lombardia. Con tale delibera l'Autorità ha confermato l'obbligo del distributore di comunicare al venditore, attraverso PEC, contestualmente al dato di misura o di rettifica riferito a consumi risalenti a un periodo precedente di più di due anni, l'indicazione della presunta sussistenza o meno di cause ostative alla maturazione della prescrizione ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento. Ha inoltre confermato la suddivisione degli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti del cliente finale in base alla presenza o meno di importi in fattura per i quali sia eccepibile la prescrizione. L'Autorità ha inoltre previsto una fase transitoria,

nelle more dell'implementazione dei flussi tra i diversi soggetti della filiera ed il SII, che prevede una trasmissione tra le parti delle medesime informazioni in modalità non automatizzata ma con tempistiche definite.

Facendo seguito al DCO 386/2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 604/2021/R/com con la quale ha previsto:

  • un meccanismo di compensazione annuale per l'esercente la maggior tutela o l'utente del dispacciamento associato ad un punto di prelievo, prevedendo la possibilità di recuperare anche nella sessione annuale immediatamente successiva eventuali partite non recuperate nella sessione annuale di competenza;
  • un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese di distribuzione secondo cui a decorrere dall'anno 2023 ciascun distributore è tenuto a versare ogni anno una penale a CSEA per i ricalcoli fatturati nell'anno precedente derivanti da mancate raccolte delle misure effettive oppure da rettifiche di dati di misura effettivi precedentemente utilizzati, per la quota parte antecedente i 24 mesi dalla data di messa a disposizione del dato di misura effettivo o della rettifica.

Con Ordinanza cautelare il TAR ha sospeso la delibera ARERA n. 603/2021 in tema di prescrizione limitatamente all'art. 6.4, ossia alla disciplina transitoria che impone al distributore di rispondere entro 7 giorni. L'udienza pubblica per la trattazione del merito è stata fissata per il giorno 1° dicembre 2022.

Con ordinanza n. 4568/2022 del13 ottobre 2022, il Tribunale di Bologna ha chiarito che le Pmi e le imprese di grandi dimensioni sono escluse dal novero dei soggetti a cui si applica la prescrizione biennale delle bollette di energia elettrica e gas.

In data 2 gennaio 2023 il TAR ha pubblicato le sentenze tramite le quali ha accolto i ricorsi di Italgas e 2i Rete Gas in tema di prescrizione biennale annullando gli artt. 5 ("Obblighi di comunicazione del distributore") e 6.4 ("Norme transitorie") dell'Allegato A alla delibera 603/2021 e l'art. 9 della delibera 604/2021. Il TAR con la sentenza sottolinea che "la legge non attribuisce all'ARERA il potere di incidere sulle regole generali in materia di prescrizione, sicché essa non può né introdurre diverse cause di sospensione della prescrizione, né modificare sul punto la distribuzione dell'onere della prova, né alterare il contenuto dei diversi rapporti intercorrenti, rispettivamente, tra distributore e venditore e tra venditore e cliente finale, assegnando al distributore il compito di accertare e qualificare giuridicamente fatti destinati ad incidere sul regime della prescrizione nel rapporto cui è estraneo". Di conseguenza, il TAR ribadisce l'illegittimità della norma posta dall'art. 5, poiché pone obblighi informativi in capo al distributore che comportano l'accertamento di fatti, nonché l'effettuazione di qualificazioni e valutazioni giuridiche, che modificano senza fondamento normativo il regime civilistico della prescrizione. Il servizio di misura non comprende specifiche operazioni tese ad individuare cause ostative alla decorrenza della prescrizione, ex art. 2935 c.c., ovvero situazioni di fatto espressive di "dolo del creditore", rilevanti ai sensi dell'art. 2941 n. 8 c.c. Parimenti, il TIVG non pone a carico del distributore le attività di qualificazione e di valutazione giuridica necessarie per accertare la sussistenza di siffatte situazioni. È solo l'art. 5 della delibera che impone al distributore di indicare se sussistono cause ostative, mettendo a disposizione del venditore questa informazione. Secondo il TAR anche quanto previsto da ARERA nell'art. 6.4 della delibera è illegittimo in quanto impone al distributore l'obbligo di fornire al venditore entro 7 giorni lavorativi dal ricevimento della comunicazione sull'eccezione di prescrizione sollevata da un cliente le informazioni di sua competenza relative "alla ricorrenza di documentate circostanze ostative all'accoglimento della eccezione. , il TAR ribadisce l'illegittimità di quanto disposto dall'art. 9 delibera n. 604/2021, che ha esteso le disposizioni degli articoli 5 e 6.4 della delibera ai clienti finali non ricadenti nell'ambito di applicazione dell'art. 2 della medesima deliberazione ossia ha esteso il regime posto dai citati artt. 5 e 6.4 anche a coloro che non ricadono nel perimetro dei c.d. clienti meritevoli di tutela rafforzata.

In data 9 marzo 2023 con la delibera 86/2023/C/com "Appello delle sentenze 2 gennaio 2023, n. 35 e n. 36 del TAR Lombardia, Sezione Prima, di annullamento parziale delle deliberazioni dell'Autorità 603/2021/R/com e 604/2021/R/com", l'Autorità ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR Lombardia in tema di annullamento degli obblighi comunicativi imposti ai distributori in relazione alla prescrizione biennale delle bollette ai sensi degli artt. 5 ("Obblighi di comunicazione del distributore") e 6.4 ("Norme transitorie") dell'Allegato A alla delibera 603/2021 e l'art. 9 della delibera 604/2021. Secondo l'Autorità sussistano i presupposti per proporre appello avverso le richiamate sentenze del TAR Lombardia in quanto si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti.

Il 29 dicembre 2023 il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli promossi dall'Autorità avverso le sentenze del TAR Lombardia relative alla delibera 603/2021/R/com e 604/2021/R/com.

Le disposizioni annullate obbligavano il distributore ad indicare al venditore sua controparte, in occasione di comunicazioni di dati di misura o di rettifica degli stessi riferiti a consumi risalenti a più di due anni, l'eventuale sussistenza o meno – e, nel caso, i relativi elementi di dettaglio – di cause che consentissero di presumere che non fosse maturata la prescrizione del diritto di credito ai sensi della normativa primaria.

Sul punto il Consiglio di Stato ha confermato il Tar Lombardia e quindi l'illegittimità di tali disposizioni sottolineando che le norme speciali in tema di prescrizione biennale (Legge 205/2017) non assegnano all'Autorità "il compito di garantire la circolazione, tra le imprese della filiera, delle informazioni essenziali per far valere le loro reciproche pretese, né di prevenire l'insorgere di contenziosi tra quelle imprese, né di presidiare il rispetto nelle loro reciproche relazioni commerciali dei principi di correttezza e buona fede, e per quanto importanti fossero questi obiettivi e conseguentemente apprezzabile l'intenzione alla base delle delibere impugnate, l'intervento legislativo in parola non poteva costituire occasione per adottare misure – vincolanti per i destinatari – non previste e non strettamente funzionali alla cura degli specifici interessi pubblici da quella stessa legge affidati all'Autorità".

Le sentenze evidenziano che tra distributore, venditore e cliente finale "si instaurano due distinti rapporti negoziali, quello che lega il venditore al cliente finale e quello che intercorre tra il distributore e il venditore. Non si tratta di un rapporto triangolare […] ma di distinte relazioni, derivanti da titoli negoziali differenti e caratterizzate da una diversa disciplina sicché è all'interno di ciascuna di esse che devono trovare applicazione le norme civilistiche in materia di prescrizione". Pertanto, anche se l'attività di misura svolta dal distributore può assumere rilievo anche per il contratto di fornitura tra venditore e cliente finale, questo non autorizza ARERA a porre in capo al distributore oneri di rilevazione e qualificazione dei fatti "incidenti sulla prescrizione nel diverso rapporto esistente tra il venditore e il cliente finale": tali attività "devono gravare sul venditore in quanto creditore nel rapporto col cliente finale".

Alla luce di tali pronunciamenti, ARERA il 1°marzo 2024 ha pubblicato un chiarimento in cui comunica che non ritiene necessario un suo nuovo intervento sulla regolazione contenuta nelle deliberazioni 603/2021 e 604/2021, in quanto si tratta di discipline che risultano autosufficienti e pienamente operative, anche in assenza delle specifiche disposizioni annullate dal giudice amministrativo. L'Autorità evidenzia che:

  • al fine di adempiere agli obblighi previsti dalla 603/2021, circa le informazioni da rendere al cliente finale con riferimento alla maturazione o meno della prescrizione biennale, il venditore dovrà procedere sulla base delle sole informazioni fattuali a sua disposizione, senza più dover attendere ulteriori elementi dal distributore;
  • ai fini dell'ammissione al meccanismo di compensazione, il venditore potrà partecipare con riferimento a quegli importi per i quali dovrà aver a sua volta eccepito la prescrizione al distributore, senza che quest'ultimo abbia contestato una causa ostativa alla maturazione della stessa ai sensi del Codice civile. Sarà onere del distributore provare l'esistenza di tali cause ostative, quali quella dell'art. 2941, n. 8, del Codice civile;

L'Autorità richiama inoltre il comunicato del 13 dicembre 2021 (non annullato dal giudice amministrativo), con il quale precisava che il distributore non può limitarsi ad allegare, quale causa ostativa al maturare della prescrizione del proprio credito verso il suo utente, il solo fatto di aver rispettato la regolazione dell'Autorità in materia di tentativi obbligatori di lettura.

A seguito dell'abrogazione del comma 5 dell'art. 1 della legge 205/2017 (che escludeva la prescrizione biennale in caso di "accertata responsabilità del cliente finale"), il termine biennale della prescrizione previsto al comma 4 del medesimo articolo opera senza deroghe ulteriori rispetto alla disciplina generale dell'istituto, quindi anche quando la mancata rilevazione del dato di misura da parte del distributore (pur avvenuta nel rispetto della regolazione dell'Autorità sui tentativi obbligatori di lettura) dipenda da presunte responsabilità del cliente finale (che, ad esempio, non era presente al momento in cui si erano presentati gli incaricati del distributore per effettuare la lettura d'un misuratore inaccessibile e non teleletto). L'Autorità ritiene che tale conclusione trovi conferma anche nelle sentenze del Tar Lombardia e del Consiglio di Stato sopra richiamate, le quali hanno avuto modo di precisare che il cliente finale non è debitore del distributore, ma del venditore, con la conseguenza che eventuali condotte del cliente finale che impediscano al distributore di rilevare correttamente il dato di misura non possono assumere rilievo ai fini del citato art. 2941, n. 8, del Codice civile, che prende a riferimento il (solo) comportamento del debitore, ossia del venditore (e non quindi del cliente).

Bonus Sociale

In attuazione di quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2023 in merito alla graduazione del bonus in relazione alle diverse soglie di ISEE ed ai consumi annui, con la delibera 622/2023/R/com ARERA ha rivisto le modalità di aggiornamento dei bonus sociali in modo tale da garantire una riduzione del 30% della spesa elettrica e del 15% della spesa gas.

Con effetto a decorrere dal primo gennaio 2024, con riferimento al settore elettrico, ARERA ha quindi aggiornato la quantificazione del bonus (economico e fisico), su base annua, legandola alla migliore stima disponibile della spesa media ed introdotto, limitatamente al primo trimestre del 2024, un contributo straordinario, corrisposto insieme al bonus elettrico, per limitare gli aumenti dovuti alle variazioni dei prezzi.

Disposizioni a favore delle popolazioni colpite dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal primo maggio 2023

A seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di maggio 2023 in Emilia-Romagna, ARERA ha disposto urgentemente, con la delibera 216/2023/R/com, la sospensione dei pagamenti delle fatture emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1° maggio 2023 e quindi il blocco della disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1° maggio 2023.

Con la successiva delibera 267/2023/R/com, ARERA ha meglio specificato che il periodo di sospensione a favore delle utenze site nelle località danneggiate (allegato 1 al decreto-legge 61/23) è pari 4 mesi ossia dal 1° maggio 2023 e fino al 31 agosto 2023 ed ha previsto la rateizzazione automatica, in 12 rate, per tali importi.

A favore dei venditori ARERA ha quindi disposto un meccanismo di anticipazione degli importi oggetto di sospensione di pagamento; si può accedere a tale meccanismo solo a fronte di una comprovata criticità finanziaria ossia se la sospensione riguardi utenze che abbiano inciso oltre il 3% sul totale fatturato con riferimento ai primi 4 mesi del 2023.

Con la successiva delibera 390/2023/R/com, ARERA ha disposto la proroga, fino al 31 ottobre 2023, della sospensione dei termini di pagamento a favore delle popolazioni dell'Emilia-Romagna. A differenza della precedente sospensione, applicata in automatico, per ottenere la proroga il cliente finale deve farne esplicita richiesta.

Con la delibera 565/2023/R/com (integrata con la delibera 10/2024/R/com) ARERA ha quindi disciplinato le agevolazioni tariffarie da applicare sui consumi oggetto di sospensione; l'applicazione delle agevolazioni deve essere richiesta dal cliente al proprio venditore entro il 30 giugno 2024.

Per l'urgenza della tematica, pur in assenza di una consultazione preventiva, ARERA, dopo aver comunque raccolto i contributi di tutti i soggetti interessati, ha pubblicato la delibera 10/2024/R/com che integra e chiarisce la disciplina precedentemente approvata; in particolare ARERA ha individuato il 30 giugno 2024 quale termine ultimo per richiedere le agevolazioni ed ha posticipazione al 31 ottobre 2024 (dal precedente 31 marzo) il termine ultimo per l'emissione della fatturazione che contabilizza gli importi sospesi sino al 31 ottobre 2023 e le eventuali agevolazioni.

Disposizioni a favore delle popolazioni colpite dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 2 novembre 2023

A seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal giorno 2 novembre 2023 sul territorio toscano, con la delibera 519/2023/com, ARERA ha disposto la sospensione dei termini di pagamento delle fatture emesse o da emettere con scadenza a partire dal 2 novembre 2023 e la non applicazione della disciplina delle sospensioni per morosità per le utenze ubicate nei siti individuati dal Commissario delegato all'emergenza.

Con la successiva delibera 50/2024/R/com, ARERA ha integrato la precedente disciplina precisando che il periodo di sospensione dei termini di pagamento è pari a 6 (sei) mesi a decorrere dalla data del 2 novembre 2023 ossia fino al 2 maggio 2024. Con la stessa delibera

è inoltre stato disposto che, entro due mesi dal termine della medesima sospensione, il venditore è tenuto a comunicare il valore dei pagamenti oggetto di sospensione ed a rateizzarli automaticamente attraverso rate non inferiori a € 20 per un periodo di 12 mesi.

Servizio a tutele graduali per le microimprese

L'Autorità, con la delibera 208/2022/R/eel ha definito la regolazione del Servizio a Tutele Graduali (STG) per le microimprese di cui alla legge 4 agosto 2017 n° 124 ("legge annuale per il mercato e la concorrenza") e le modalità di assegnazione dello stesso, al fine di garantire la continuità della fornitura alle microimprese connesse in bassa tensione che si troveranno senza un contratto a condizioni di libero mercato a partire dal 1° gennaio 2023.

Il servizio interessa:

  • le microimprese che rispettano cumulativamente le seguenti condizioni:
    • o abbiano meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo non superiore a € 2 milioni;
    • o risultino titolari di punti di prelievo tutti connessi in bassa tensione con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW;
  • gli altri clienti finali non domestici diversi dalle microimprese, comunque titolari di punti di prelievo tutti con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW.

ll STG si attiva per i clienti di cui sopra che alla data del 1° gennaio 2023 non siano titolari di un contratto di fornitura a condizioni di mercato libero, inclusi i clienti ancora riforniti in maggior tutela. Il primo periodo di assegnazione del STG per le microimprese ha durata di 4 anni.

La struttura delle condizioni economiche che verranno applicate ai clienti è simile a quella del Servizio a Tutele Graduali piccole imprese. Le gare si svolgeranno secondo il modello di asta iterativa ascendente simultanea, in cui sarà presente un banditore (Acquirente Unico) che indicherà in ciascun turno e per ciascuna area (12 aree territoriali) il prezzo corrente (il prezzo corrente è il prezzo, espresso in centesimi di euro/POD/anno, annunciato in ciascun turno dal banditore, a fronte del quale i partecipanti attivi offrono di erogare il servizio a tutele graduali per le microimprese nell'area territoriale); è previsto un tetto massimo all'offerta economica in €/MWh differenziato per area territoriale, che sarà reso noto contestualmente agli esiti delle gare, mentre non è previsto un limite minimo. In caso di persistente parità tra più offerte per una data area territoriale, si ricorra a un sorteggio telematico che eviti che uno stesso operatore possa ottenere a sorte una pluralità di aree territoriali. L'Autorità ha previsto che ciascun partecipante possa aggiudicarsi un numero massimo di aree pari a 4, corrispondenti al 35% del numero totale di aree territoriali. Nel caso in cui le aste vanno deserte, l'Acquirente Unico farà un'asta di riparazione con la rimozione del tetto di aree aggiudicabili. L'esercente la maggior tutela sarà tenuto a farsi carico del servizio in caso di default dell'operatore selezionato in gara oppure in caso di gara deserta.

Gli esercenti STG sono tenuti a presentare all'Autorità una relazione secondo un modello tipo per dimostrare di possedere le risorse organizzative e la struttura aziendale adeguata ai fini dell'erogazione del servizio a tutele graduali nelle aree territoriali assegnate. Tale modello tipo che è stato definito dalla determina 2/2022-DMRT. La relazione dovrà essere periodicamente aggiornata entro il 31 luglio 2023, 31 gennaio 2024 e 31 gennaio 2025.

Le tempistiche per mettere a disposizione dei partecipanti alle gare un set di informazioni necessarie per la formulazione dell'offerta e quelle per lo svolgimento delle gare sono:

  • entro il 14 giugno: l'Acquirente Unico metterà a disposizione dei partecipanti le informazioni con dettaglio provinciale necessarie per formulare l'offerta;
  • entro il 30 maggio: l'Acquirente Unico pubblicherà sul proprio sito il Regolamento per lo svolgimento delle aste;
  • inizio settembre: la data delle aste sarà definita da AU nel Regolamento in modo tale che venga garantito un intervallo minimo di almeno due mesi e mezzo rispetto al termine entro cui sono messe a disposizione dei partecipanti le informazioni pre-gara (14 giugno).

Come previsto dall'Allegato B alla delibera 208/2022, il 30 maggio 2022 è stato pubblicato sul sito di Acquirente Unico il Regolamento e i relativi allegati disciplinante le procedure concorsuali per l'assegnazione del servizio a tutele graduali microimprese.

Acea Energia entro il 10 giugno 2022 ha presentato istanza di partecipazione e il 14 giugno 2022 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara.

Acquirente Unico ha comunicato l'ammissione alla gara entro l'8 luglio 2022. Le aste si sarebbero dovute svolgere dal 12 al 16 settembre, ma, in seguito dell'attacco hacker sui sistemi di AU, l'Autorità ha dovuto differire le tempistiche di svolgimento delle gare che si sono svolte tra il 21 e 25 novembre 2022. Con la delibera 586/2022 pubblicata in data 18 novembre 2022, ARERA ha stabilito di posticipare al 1° aprile 2023 la data di attivazione del STG per le microimprese chiarendo che fino al 31 marzo 2023 le microimprese continueranno ad essere servite come oggi nella maggior tutela.

In data 16 dicembre, Acquirente Unico ha pubblicato quindi gli esiti della procedura concorsuale per l'individuazione degli esercenti il Servizio a Tutele Graduali per le microimprese per il periodo 1° aprile 2023 - 31 marzo 2027; Acea Energia è risultata aggiudicataria dell'area n. 11 ossia dei territori di Avellino, Barletta-Andria, Benevento, Brindisi, Trani, Foggia, Lecce, comune di Napoli e Salerno.

Si rappresenta inoltre che, le microimprese del Comune di Roma identificate nell'area territoriale n. 8 sono state aggiudicate ad altro fornitore mediante sorteggio, al quale ha partecipato anche Acea Energia.

Servizio a tutele graduali per i clienti domestici non vulnerabili

L'Autorità, con la delibera 362/2023/R/eel e s..m.i. ha adottato le disposizioni relative alla regolazione e alle modalità di affidamento del Servizio a Tutele Graduali cui avranno diritto i clienti domestici non vulnerabili (di seguito: STG per i clienti domestici non vulnerabili o STG) senza un fornitore dalla data di rimozione del servizio di maggior tutela. La cessazione del predetto servizio era prevista, ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124, come successivamente modificata e integrata, entro il 1° aprile 2024, a seguito dell'entrata in operatività degli esercenti il STG in esito alla conclusione delle gare per l'affidamento del servizio.

Il decreto-legge n.181/2023 (c.d. "Decreto Sicurezza Energetica"), ha posticipato le aste per il Servizio a Tutele Graduali dei domestici non vulnerabili al 10 gennaio 2024. ARERA, con la delibera 580/2023, ha dato seguito a quanto previsto dall'art. 14 del D.L. Sicurezza

Energetica posticipando al 10 gennaio 2024 la data di svolgimento delle aste. In ragione di ciò, Acquirente Unico ha pubblicato con la massima tempestività, il Regolamento di gara aggiornato con le nuove scadenze.

In sintesi, la delibera 362/2023/R/eel e s.. m.i. stabilisce che:

  • I clienti domestici c.d." vulnerabili" rimangano transitoriamente nel servizio di maggior tutela, rinviando a successivo provvedimento dell'Autorità gli interventi funzionali alla sua rimozione per questa categoria;
  • la procedura di gara si svolga secondo un sistema dell'asta a turno unico in busta chiusa con la possibilità dei partecipanti di esprimere il numero massimo di aree che si impegnano a servire. E' previsto un limite massimo alle aree assegnabili a ciascun partecipante, definito sulla base del numero di clienti serviti alla data del 30 giugno 2023, in aggiunta al tetto del 30% previsto dal decreto ministeriale del 17 maggio 2023 al fine di mitigare l'ulteriore rischio che un operatore possa aggiudicarsi un numero di punti di prelievo sproporzionato rispetto a quello della sua base clienti di partenza. Pertanto, ciascun partecipante può aggiudicarsi un numero massimo di aree pari al minore tra il valore comunicato da Acquirente Unico e 7, corrispondente al 30% del numero totale di aree messe all'asta. È previsto un cap al prezzo offerto, non rivelato ai partecipanti mentre non è previsto il floor. Qualora per due o più operatori vi siano delle combinazioni di aree potenzialmente assegnabili che diano il medesimo risultato in termini di prezzo minimo di erogazione del servizio, ai fini dell'attribuzione delle aree ai partecipanti interessati si ricorra al sorteggio con modalità telematica.

Come previsto dall' Allegato B alla delibera 362/2023, il 26 settembre 2023 è stato pubblicato sul sito di Acquirente Unico il Regolamento e i relativi allegati disciplinante le procedure concorsuali per l'assegnazione del servizio a tutele graduali. Acea Energia entro il 5 ottobre 2023 ha presentato istanza di partecipazione e il 9 ottobre 2023 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara. Un mese prima dello svolgimento dell'asta, Acquirente unico ha messo a disposizione dei partecipanti alle procedure concorsuali anche le ulteriori informazioni che gli esercenti la maggior tutela dovranno trasmettere ad AU; tali ulteriori informazioni sono quelle relative al numero dei punti di prelievo nella titolarità di clienti domestici non vulnerabili serviti in maggior tutela ad aprile 2023 che scelgono (1) una modalità di addebito automatico, (2) la bolletta in formato dematerializzato. Per quanto riguarda gli Esercenti la Maggior Tutela:

  • nel periodo intercorrente da settembre 2023 a giugno 2024 devono allegare, ad almeno due bollette, di cui la seconda inviata al cliente nel periodo da aprile a giugno 2024, in un foglio separato, un'informativa con testo standardizzato definito dall'Autorità, distinto tra clienti vulnerabili e non vulnerabili;
  • recapito della bolletta di chiusura, in deroga al Testo Integrato Fatturazione, entro dieci settimane dalla cessazione della fornitura.

Con la delibera 576/2023, l'Autorità ha definito un sistema di verifica degli obblighi di aggiornamento - in capo agli esercenti la maggior tutela - dei dati presenti nel Registro Centrale Ufficiale (c.d. "RCU") del Gestore di Sistema Informativo Integrato relativi ai clienti serviti, con eventuale penalizzazione a carico degli esercenti stessi in quanto soggetti responsabili della correttezza di tali informazioni, qualora per ciascun punto di prelievo oggetto di trasferimento nel STG, i dati necessari alla fatturazione e al contatto con il cliente finale presenti in RCU risultino diversi da quelli utilizzati dall'esercente la maggior tutela dopo un adeguato processo di bonifica che è stato concluso entro il mese di maggio.

I venditori del mercato libero, con riferimento ai soli clienti finali domestici, devono riportare:

  • in tutte le bollette emesse tra dicembre 2023 e giugno 2024, un testo definito dall'Autorità sui diritti dei clienti vulnerabili e sulle condizioni loro destinate all'interno dell'apposito spazio riservato alle comunicazioni dell'Autorità;
  • a partire dal 1° gennaio 2025, in almeno una bolletta all'anno, un testo definito dall'Autorità sui diritti dei clienti vulnerabili e sulle condizioni loro destinate all'interno dell'apposito spazio riservato alle comunicazioni.

Infine l'Autorità ha precisato che le tempistiche di svolgimento delle procedure concorsuali sono condizionate dalle risultanze degli approfondimenti in corso sulle modalità per dare attuazione alle disposizioni di cui al decreto-legge 48/23 in merito alla clausola sociale degli operatori di call center, incluse quelle di raccolta e messa a disposizione dei partecipanti alle aste delle informazioni sul personale coinvolto da detta clausola, le quali risultano necessarie ai fini della formulazione delle offerte economiche da parte degli operatori.

Acea Energia entro il 5 ottobre 2023 ha presentato l'istanza di partecipazione alla procedura concorsuale e entro il 10 novembre 2023 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara.

Le aste si sarebbero dovute svolgere l'11 dicembre 2023 ma l'art. 14 del DL Sicurezza Energetica ha posticipato al 10 gennaio 2024 la data di svolgimento. L' ARERA, con la delibera 580/2023, ha dato seguito a quanto previsto dall'art. 14 del D.L. Sicurezza Energetica posticipando al 10 gennaio 2024 la data di svolgimento delle aste. In ragione di ciò ha incaricato Acquirente Unico di pubblicare, con la massima tempestività, il Regolamento di gara aggiornato con le nuove scadenze che dovranno essere fissate in modo tale da garantire le medesime tempistiche minime tra le varie attività strumentali all'assegnazione del servizio tramite asta attualmente previste da detto Regolamento. Infine, l'Autorità rinvia a successivo provvedimento:

  • gli ulteriori interventi regolatori che si rendano necessari per adeguare l'attuale regolazione di cui alla delibera 362/2023/R/eel alla nuova data di svolgimento delle procedure concorsuali, incluse le necessarie modifiche sia ai testi informativi della seconda comunicazione che dovrà essere trasmessa ai clienti domestici serviti in maggior tutela dai relativi esercenti, a partire dal 2024, sia delle tempistiche di invio delle stesse;
  • la valutazione della revisione dell'attuale termine di attivazione del STG, anche in funzione delle iniziative informative previste dal decreto-legge 181/23, garantendone la comunicazione, con congruo anticipo rispetto alla data del 10 gennaio 2024, ai partecipanti alle procedure concorsuali.

A seguito della delibera 580/2023, l'AU ha pubblicato sia il Regolamento di gara aggiornato sia il calendario della procedura concorsuale.

Come preannunciato nella delibera 580/2023, l'Autorità con la delibera 600/2023 "Revisione delle tempistiche di attivazione del servizio a tutele graduali per i clienti domestici non vulnerabili del settore dell'energia elettrica di cui alla legge 4 agosto 2017, n. 124.

Modifiche alla deliberazione dell'Autorità 362/2023/R/eel e ai relativi allegati A, B, C e D" ha rivisto il termine per l'attivazione del STG posticipandolo al 1° luglio 2024. Tale differimento è scaturito dall'esigenza:

  • di assicurare ai clienti finali un lasso di tempo sufficiente a essere informati, in ordine alla fine della tutela di prezzo, attraverso le apposite campagne informative che, ai sensi del decreto-legge 181/23, dovranno essere condotte dal MASE, per un periodo non superiore a dodici mesi;
  • di effettuare le attività prodromiche all'operatività del STG (tra cui rientrano anche gli interventi attuativi delle disposizioni di cui al citato decreto-legge in tema di trasferimento automatico delle autorizzazioni all'addebito diretto delle bollette emesse dall'esercente il STG, da completarsi entro il 31 maggio 2024);
  • di limitare il più possibile il periodo intercorrente tra l'assegnazione e l'attivazione del STG al fine di contenere le variazioni tra le condizioni (in termini di clienti finali non vulnerabili in maggior tutela) note al momento della partecipazione alle procedure concorsuali e quelle effettive al momento dell'attivazione del servizio.

È rimasta, invece, invariata la data di conclusione del periodo di assegnazione del servizio, fissata al 31 marzo 2027, in coerenza con quanto disposto dal decreto ministeriale del 17 maggio 2023 che prevede che, a partire dal 1° aprile 2027, il STG assolva alla sola funzione di servizio di ultima istanza per tutti i clienti di piccola dimensione, quali piccole imprese, microimprese e domestici non vulnerabili.

In ragione di quanto sopra, l'Autorità ha rivisto sia le date riportate nei testi delle comunicazioni che le tempistiche di invio delle bollette contenenti le comunicazioni sia per gli esercenti la maggior tutela che per i venditori del mercato libero; in particolare, l'esercente la maggior tutela dovrà allegare le informative di cui alla delibera 362 /2023, aggiornate con la data dell'1°luglio 2024, nelle bollette inviate tra aprile e giugno 2024.

In data 6 febbraio 2024, Acquirente Unico ha pubblicato quindi gli esiti della procedura concorsuale per l'individuazione degli esercenti il Servizio a Tutele Graduali per i clienti domestici non vulnerabili per il periodo 1° luglio 2024 - 31 marzo 2027. Le 26 aree territoriali sono andate ad Enel Energia (7 aree), Hera Comm (7 aree), Edison Energia (4 aree), Illumia (3 aree), Iren Mercato (2 aree), A2A Energia (2 aree) e Eon (1 area).

Solo su tre aree il prezzo di aggiudicazione è positivo mentre sulle restanti aree il prezzo di aggiudicazione è negativo. Il comune di Roma è andato ad Enel Energia con un prezzo di – 27,7066 euro/POD/anno.

In data 29 marzo 2024 è stata pubblicata la delibera 101/2024/R/eel "Integrazioni degli obblighi informativi a carico degli esercenti il servizio di maggior tutela verso i clienti domestici in merito alle disposizioni di cui all'articolo 14, commi 5 e 5-bis, del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181".

L'art. 14 commi 5 e 5 bis della Legge di conversione del DL 181/23 dispone il trasferimento automatico della domiciliazione bancaria attiva dei clienti domestici non vulnerabili dagli esercenti la maggior tutela agli esercenti il servizio a tutele graduali domestici non vulnerabili o agli esercenti il servizio di vulnerabilità secondo condizioni e termini che verranno definite entro 60 giorni dalla conclusione delle gara e comunque non oltre il 31/05/2024, da Arera d'intesa con la Banca D'Italia e sentito il Mase. In particolare, il comma 5 bis prevede che gli esercenti il servizio di maggior tutela dovranno mettere a disposizione degli esercenti i servizi a tutele graduali e di vulnerabilità ogni informazione necessaria per procedere all'addebito diretto sul conto di pagamento o sullo strumento di pagamento del cliente domestico. Gli esercenti i suddetti servizi (STG o Servizio di vulnerabilità) dovranno informare inoltre i rispettivi clienti in merito al subentro nella posizione di soggetto creditore autorizzato all'addebito diretto in anticipo rispetto all'effettuazione della prima disposizione di addebito diretto. Fermo restando il diritto di revoca da parte del cliente domestico dell'autorizzazione all'addebito diretto, trovano applicazione le disposizioni del d.lgs. 11/2010 recante attuazione della direttiva 2007/64/CE in materia di servizi di pagamento nel mercato interno.

L'Autorità, nelle more dell'attuazione di quanto disposto dall'articolo 14, commi 5 e 5bis, ha disposto l'integrazione dell'informativa di cui all'Allegato C alla deliberazione 362/2023/R/eel che gli esercenti la maggior tutela dovranno trasmettere ai propri clienti domestici non vulnerabili tra aprile e giugno 2024, con l'informazione in merito al trasferimento automatico dell'addebito diretto sul conto di pagamento o sullo strumento di pagamento del cliente domestico disposto dal decreto-legge 181/23.

Infine, ARERA, dopo aver svolto incontri con Banca d'Italia, Garante Privacy e con gli operatori, ha pubblicato la delibera 217/2024/R/eel al fine di attuare il rinnovo automatico dell'autorizzazione all'addebito diretto nel caso di clienti finali domestici che rientrano nel servizio a tutele graduali. Nella delibera sono stati identificati i dati oggetto di trasferimento tra l'esercente del SMT e quello del STG e le modalità tecniche per il trasferimento sicuro di tali informazioni. È stabilito inoltre il trasferimento dei dati tra il primo e l'8 luglio 2024 e che il rinnovo dell'autorizzazione all'addebito diretto abbia effetto il 2 settembre 2024 per poter consentire all'esercente il SMT l'incasso tramite domiciliazione delle ultime fatture emesse per il servizio.

Identificazione dei clienti vulnerabili nel mercato dell'energia elettrica

Con la delibera 383/2023/R/eel, l'Autorità ha definito le modalità per l'individuazione dei clienti vulnerabili, che non saranno oggetto delle aste per il Servizio a tutele graduali.

In particolare, entro la fine di ciascun mese, a decorrere da settembre 2023, il SII identifica come vulnerabili:

  • i clienti finali titolari di bonus sociale per disagio economico nell'anno in corso o nell'anno precedente;
    • i clienti finali titolari di bonus sociale per disagio fisico nel mese in corso;
    • i clienti finali titolari di un punto di prelievo non disalimentabile;
  • i clienti di età superiore a 75 anni.

Entro il 10 settembre 2023, il SII ha messo a disposizione l'informazione agli esercenti la maggior tutela controparti dei clienti individuati e rende l'informazione disponibile alla consultazione.

Comunicazioni in capo all' Esercente Maggior Tutela:

  • insieme all'informativa prevista dalla delibera 362/2023 (da allegare in almeno due bollette nel periodo intercorrente tra settembre 2023 e marzo 2024), dovranno informare i clienti identificati come non vulnerabili della possibilità di identificarsi come vulnerabili in quanto soggetti con disabilità ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92 o soggetti presso i quali sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l'utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche. La modalità di identificazione potrà avvenire utilizzando il Modulo 1 allegato alla presente delibera;
  • a partire da aprile 2024, in fase di contrattualizzazione di un nuovo cliente per voltura o nuova attivazione, verifica della sussistenza dei requisiti di vulnerabilità tramite Modulo 2 allegato alla presente delibera o altra autocertificazione;
  • in fase di contrattualizzazione per cambio fornitore verifica della sussistenza dei requisiti di vulnerabilità tramite Modulo 2 allegato alla presente delibera o altra autocertificazione.

Comunicazioni Esercente Tutele Graduali (a partire dal 1° aprile 2024):

  • in fase di contrattualizzazione di un nuovo cliente finale, per voltura o nuova attivazione, informa il cliente che in presenza di almeno uno dei requisiti di vulnerabilità ha diritto al servizio di MT e non STG e che si deve rivolgere all'esercente la maggior tutela di riferimento, il cui nominativo può essere consultato visitando il sito Arera;
  • in esito all'assegnazione definitiva del servizio o nei casi di attivazione del servizio di ultima istanza da parte del SII, nella comunicazione di attivazione del Servizio, informa il cliente della necessità di identificarsi come vulnerabile tramite il Modulo 3 allegato alla delibera o altra autocertificazione
  • Le informazioni sulla vulnerabilità del cliente dovranno essere trasferite al SII con le modalità da questo definite.

Perdite di rete

L'Autorità ha pubblicato la delibera 117/2022/R/eel con la quale perfeziona la disciplina inerente alla regolazione delle perdite di energia elettrica sulle reti di trasmissione e distribuzione per il biennio 2022-2023, confermando la volontà anticipata nel DCO 602/2021/eel di prevedere un percorso di efficientamento delle perdite commerciali rendendolo però più cautelativo, con una riduzione del 4% sia per il 2022 che per il 2023 che porta le percentuali rispettivamente all':

  • 1,77% nella zona Centro per il 2022;
  • 1,72% nella zona Centro per il 2023.

Viene introdotto un meccanismo di controllo sul prezzo da utilizzare per la valorizzazione del delta perdite in ciascun anno del biennio e, per il solo 2022, prevede una clausola di garanzia a tutela delle imprese distributrici che riconosca una perequazione pari al massimo fra zero e il risultato che si otterrebbe utilizzando i fattori percentuali convenzionali di perdita applicati per il triennio 2019-2021, nel caso in cui il risultato economico complessivo pari alla differenza fra il saldo di perequazione e i ricavi ottenuti dalla regolazione tariffaria dell'energia reattiva di cui al comma 24.2 del TIT sia positivo (posizione netta debitoria).

L'Autorità estende inoltre il meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti "non recuperabili" anche agli anni 2022 e 2023.Il fattore percentuale convenzionale di perdita standard da applicare all'energia elettrica prelevata nei punti di prelievo sulle reti di bassa tensione è infine fissato, a decorrere dal 1° gennaio 2023, pari al 10%.

Con delibera 336/2023/R/eel l'Autorità ha dato avvio al procedimento riforma della disciplina del settlement elettrico e delle perdite di rete, a cui segue il documento per la consultazione 377/2023/R/eel in merito alla riforma della disciplina del settlement e delle perdite di rete che reca gli orientamenti dell'Autorità in materia di superamento della disciplina del load profiling e di modalità di approvvigionamento dell'energia "residuale, con scadenza per l'invio delle osservazioni prevista il 25 settembre 2023.. Il documento per la consultazione prospetta il seguente scenario:

  • entro il 31 luglio 2024 è prevista la definizione del quadro regolatorio della nuova disciplina del settlement e delle perdite di rete, attraverso il perseguimento dei seguenti obiettivi:
    • o superamento dell'attuale meccanismo di load profiling e ridefinizione delle modalità di determinazione e approvvigionamento dell'energia "residuale";
    • o unificazione dei dati di misura funzionali al settlement e regolazione delle perdite di rete e semplificazione degli obblighi informativi;
    • o revisione dell'attuale meccanismo di perequazione delle perdite nell'ottica di definire una disciplina più aderente alle reali performance delle singole imprese;
    • o tempestiva determinazione e valorizzazione delle partite fisiche ed economiche del dispacciamento con la conseguente riduzione degli oneri finanziari in capo ai diversi attori del sistema e delle garanzie.
  • entro il 31 dicembre 2025 è prevista la definizione delle tempistiche e le modalità di integrazione nel SII di quanto disposto dalla nuova disciplina.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 584/2023 con cui estende fino al 2024 la regolazione vigente nel 2023 ed in particolare:

  • la disciplina della perequazione delle perdite di rete prevista ai sensi del TIV per il biennio 2022-2023;
    • i fattori convenzionali di predita ai fini perequativi stabiliti nel TIV per l'anno 2023;
  • i fattori convenzionali di perdita applicati per l'anno 2023 all'energia elettrica immessa e prelevata ai sensi del TIS.

Con specifico riferimento alle situazioni marginali, il meccanismo di reintegrazione di tali perdite viene confermato nel 2024 prevedendo la presentazione dell'istanza a maggio 2025 con riferimento al triennio 2022-2024.

Continuità del servizio

Con il Testo Integrato della regolazione output-based in vigore dal 1° gennaio 2020, l'Autorità ha introdotto la possibilità per i DSO di presentare esperimenti regolatori per il miglioramento della qualità del servizio in ambiti particolarmente critici. Peculiarità di tali esperimenti è la sospensione delle penali per il periodo di sperimentazione e la loro mancata applicazione retroattiva in caso di

raggiungimento dei livelli obiettivo degli indicatori di numero e di durata delle interruzioni senza preavviso, fissati dalla normativa vigente.

In tale contesto, areti ha presentato la propria proposta, declinando un percorso di miglioramento degli indicatori di qualità tecnica differente da quello definito dalla regolazione ordinaria. Tale proposta è stata approvata dall'Autorità con determina 20/2020 del 20 novembre 2020. Il provvedimento rimanda al 2024 il calcolo dei premi e delle penali per l'intero quadriennio 2020-2023 e prevede l'attivazione di un meccanismo di premialità aggiuntivo in caso di raggiungimento del target proposto al 2023 e di conseguimento di livelli annuali effettivi migliori rispetto a quelli proposti nella sperimentazione. Il premio complessivamente ottenuto non può essere maggiore di quello conseguibile a regolazione ordinaria e in caso di mancato raggiungimento dell'impegno di miglioramento indicato, areti dovrà versare le eventuali penali che avrebbe conseguito nel quadriennio, in assenza della deroga.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 485/2023 con cui definisce premi e penalità relativi alla continuità del servizio per l'anno 2022. Areti non compare nella lista in quanto è in esperimento regolatorio e verrà pertanto valutata nel 2024 al termine del quadriennio di sperimentazione 2020-2023.

L'Autorità ha pubblicato la determina 2/2024 – DINE con cui ha approvato le istruzioni tecniche per la registrazione e documentazione delle interruzioni del servizio di distribuzione dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2024-2027.

Con delibera 55/2024 ARARA ha approvato la regolazione output-based del servizio di trasmissione dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2024-2027.

Con delibera n. 206-2024 l'Autorità ha approvato i valori delle tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2024 per il servizio di distribuzione e di misura dell'energia elettrica. La tariffa provvisoria per il servizio di distribuzione per areti è di € 419.867.005.

Il valore delle immobilizzazioni e del relativo fondo ammortamento e il valore netto dei contributi pubblici e privati dei cespiti in esercizio sono gestiti in continuità con i criteri regolatori vigenti e sono rivalutati in funzione della variazione media annua del deflatore degli investimenti fissi lordi, rilevato dall'Istat, al netto delle quote di ammortamenti e dismissioni.

Il valore della componente T(res) della tariffa per il servizio di misura è pari a 213,31 espresso in centesimi di euro per anno per punto di misura effettivo, a copertura del costo residuo non ammortizzato dei misuratori elettromeccanici sostituiti con misuratori elettronici.

Piano di Sviluppo e Resilienza

Nel Piano di sviluppo i distributori sono tenuti a prevedere una apposita sezione contenente il piano di resilienza, che include gli interventi di rete finalizzati ad incrementare la resilienza del sistema elettrico a seguito di eventi meteorologici severi e persistenti.

È stato approvato con delibera 500/2020/R/eel il Piano di Resilienza 2020-2022, inclusivo della consuntivazione degli interventi conclusi nel 2019: per tali interventi con delibera 563/2020/R/eel è stato riconosciuto alla Società il premio di c.a. € 3,1 milioni.

Con delibera 536/2021 l'Autorità ha approvato il piano 2021-2023 e con delibera 537/2021/R/EEL sono stati determinati i premi e le penalità relativi agli interventi di incremento della resilienza della rete di distribuzione dell'energia elettrica conclusi nel 2020 (per areti l'importo della premialità di resilienza 2020 è pari a € 5,3 milioni che CSEA ha versato alla Società a fine 2021).

L'Autorità ha pubblicato la delibera 121/2022/R/eel che prevede un nuovo processo per la predisposizione dei piani di sviluppo. In particolare sospende, per l'anno 2022, la scadenza del 30 giugno prevista per la predisposizione dei piani di sviluppo delle reti di distribuzione, nelle more della successiva definizione delle tempistiche più opportune, per tenere conto delle nuove disposizioni introdotte dall'articolo 23, comma 5, del decreto legislativo 210/21 e per consentire che la preparazione dei piani tenga opportunamente conto delle informazioni di scenario che saranno rese disponibili da Snam e Terna entro il 31 luglio 2022. Resta confermata la scadenza del 30 giugno per l'invio del Piano resilienza aggiornato ai sensi dell'art. 78.3 del TIQE.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 722/2022/R/eel con cui stabilisce i premi relativi agli interventi di incremento della resilienza della rete di distribuzione dell'energia elettrica conclusi nel 2021, che per areti ammonta a € 8.588.073,13 che CSEA dovrà versare entro gennaio 2023.

I distributori con almeno 100.000 punti di prelievo presentano con cadenza annuale, entro il 30 giugno, il Piano di Sviluppo della rete. Dopo la sospensione di tale adempimento per l'anno 2022, l'Autorità ha maturato l'idea di una evoluzione dei contenuti dei PdS, anche in recepimento degli orientamenti comunitari in materia di promozione dell'energia da fonti rinnovabili, pertanto, ha pubblicato il documento per la consultazione 173/2023/R/eel che illustra gli orientamenti per l'identificazione di priorità e indicatori di performance per uno sviluppo maggiormente selettivo degli investimenti nelle reti di distribuzione dell'energia elettrica e per la progressiva introduzione di disposizioni per la consultazione e la predisposizione dei Piani di sviluppo delle reti di distribuzione.

Con il DCO 173/2023, nel posticipare la scadenza di presentazione dei Piani di Sviluppo, l'Autorità ha proposto ai distributori, nuovi contenuti e metodologie per la redazione dei Piani 2023.

Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 296/2023 con cui ha definito le tempistiche per l'elaborazione e la consultazione pubblica dei piani di sviluppo delle reti di distribuzione nonché introdurre alcuni primi requisiti per la loro preparazione, nelle more di ulteriori disposizioni. In particolare, i Distributori con almeno 100.000 clienti finali sono tenuti a presentare all'Autorità lo schema del piano di sviluppo 2023 entro il 30 settembre 2023 e contestualmente avviare la consultazione pubblica della durata di almeno 30 giorni, come fatto da areti in data 2/09/2023 con pubblicazione del documento sul proprio sito internet. In esito alla consultazione, ciascuna impresa distributrice presenta il proprio piano di sviluppo all'Autorità, eventualmente aggiornato in base a quanto emerso della consultazione, entro il 30 novembre 2023, unitamente alle osservazioni ricevute e alle proprie controsservazioni, con indicazioni delle modifiche apportate. A partire dall'anno 2025 ciascuna impresa distributrice con almeno 100.000 clienti finali presenta lo schema del proprio piano di sviluppo all'Autorità entro il 31 marzo di ogni anno dispari, contestualmente ciascuna impresa distributrice con almeno 100.000 clienti finali avvia una consultazione pubblica sullo schema del proprio piano di sviluppo, della durata di almeno 42 giorni. In esito alla consultazione, ciascuna impresa distributrice con almeno 100.000 clienti finali presenta il proprio piano di sviluppo all'Autorità, eventualmente aggiornato in base a quanto emerso della consultazione, entro il 30 giugno di ogni anni dispari, unitamente alle osservazioni ricevute e alle proprie contro-osservazioni, con indicazioni delle modifiche apportate.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 422/2023 con cui stabilisce i premi relativi agli interventi di incremento della resilienza della rete di distribuzione dell'energia elettrica conclusi nel 2022. L'importo del premio netto di resilienza 2022 che CSEA riconoscerà al Gruppo Acea entro ottobre 2023 è pari a 5.635.481,55 €.

Con delibera 617/2023, che segue il DCO 173/2023, l'Autorità ha adottato il testo integrato della regolazione output-based del servizio di distribuzione dell'energia elettrica 2024-2027 (TIQD) e la regolazione della qualità commerciale dei servizi di distribuzione e misura (TIQC 2024), stabilendo inoltre il nuovo meccanismo di premialità per benefici associati agli interventi di sviluppo della rete, che prevede:

  • nuovo meccanismo di incentivazione solo premiante prevede che, per l'anno 2024, su istanza dell'impresa distributrice da presentare entro il 28 febbraio 2024, con limite all'ammontare di investimenti ammissibili pari al 15% della spesa di investimento prevista per l'anno 2024 nel piano di sviluppo dell'anno 2023 (sono esclusi dal meccanismo gli interventi già inseriti nel meccanismo premiale della resilienza); la premialità prevista è pari a due annualità di beneficio (lordo) atteso, per il periodo 2025-2027; per l'anno 2025 su istanza dell'impresa distributrice da presentare entro il 30 giugno 2025, con eventuali limiti alla spesa di investimento attesa ammissibile ancora da fissare;
  • consuntivazione entro il 31 marzo di ciascun anno a partire dal 2026 con riferimento al 31 dicembre dell'anno precedente (negli anni dispari la rendicontazione è effettuata in sede di trasmissione dello schema di piano di sviluppo precedente la relativa consultazione pubblica) con determinazione delle premialità da parte dell'Autorità entro il 30 settembre, eventualmente in più rate annuali fino a un massimo di tre rate;
  • estensione delle categorie di beneficio eleggibili a premialità, con alcune disposizioni di prima applicazione, ferme restando che ci possano essere ulteriori evoluzioni sia delle caratteristiche del futuro meccanismo incentivante, sia metodologiche in esito a interlocuzioni con le imprese distributrici.

L'Autorità ha pubblicato il DCO 239/2024/R/com con il quale pone in consultazione gli orientamenti circa i requisiti minimi per l'elaborazione dei Piani di sviluppo della trasmissione, trasporto e distribuzione di energia elettrica e per la definizione di ipotesi di scenario per i piani di sviluppo delle reti di distribuzione.

  • In particolare, l'Autorità chiede di formulare osservazioni e commenti con riferimento ai seguenti aspetti:
    • Tempistiche per le attività relative agli scenari per i piani di distribuzione. L'Autorità è orientata a valutare la predisposizione congiunta, da parte dei distributori, di un documento degli scenari già nel 2025, e di un documento dei criteri applicativi comuni, entro il 30 novembre degli anni pari, a partire dal 2024,
    • Ipotesi specifiche locali delle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e relative verifiche di coerenza. L'Autorità intende comunque prevedere che un capitolo, o un documento allegato, del piano di sviluppo descriva le interazioni effettuate con le istituzioni locali, nonché le risultanze dei documenti locali di pianificazione energetico-ambientale e territoriale,
    • Raccolta di input da parte degli utenti della rete e localizzazione efficiente dei carichi,
    • Pubblicazione di mappe di hosting capacity e di load capacity,
    • Trasparenza e pubblicazione dei dati di stato della rete e degli output delle analisi di scenario.

Servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento all'energia elettrica prelevata per la successiva immissione in rete

L'Autorità ha pubblicato la delibera 109/2021/R/eel – che fa seguito al documento di consultazione 345/2019 – con la quale definisce le modalità di erogazione del servizio di trasmissione, distribuzione e dispacciamento nel caso dell'energia elettrica prelevata per i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione e nel caso dell'energia elettrica prelevata e successivamente re-immessa in rete dai sistemi di accumulo. L'obiettivo prioritario del provvedimento è quello di uniformare la regolazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento per l'energia elettrica prelevata funzionale a consentire la successiva immissione in rete ed estendere la predetta regolazione ai casi, più complessi, in cui i prelievi di energia elettrica per il tramite del medesimo punto di connessione non siano destinati solo ai sistemi di accumulo e/o ai servizi ausiliari di generazione, ma anche a ulteriori carichi distinti da essi. La delibera ha stabilito che dal 1° gennaio 2022, su istanza del produttore, l'energia elettrica prelevata funzionale a consentire la successiva immissione in rete sia trattata come energia elettrica immessa negativa ai fini dell'accesso ai servizi di trasporto, distribuzione e dispacciamento.

L'ARERA ha pubblicato la Delibera 560/2021/R/EEL con la quale ha posticipato al 1° gennaio 2023, anziché al 1° gennaio 2022, l'applicazione della disciplina dei servizi di trasmissione, distribuzione e dispacciamento per gli accumuli elettrochimici di cui alla Delibera 109/2021/R/EEL, previa presentazione di apposita istanza da parte del produttore o dal soggetto richiedente la connessione al gestore della rete secondo il modello previsto dalla determina DMEA 5/2022.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 472/22 con cui integra la regolazione introdotta dalla delibera 109/21 in materia di servizi ausiliari e sistemi di accumulo, definendo i propri orientamenti in materia di:

  • determinazione delle penali nel caso di superamento del valore del 110% della potenza dichiarata nella perizia asseverata per i servizi ausiliari e/o per i sistemi di accumulo;
  • rideterminazione della durata dell'intervallo temporale per la quantificazione dell'energia elettrica prelevata funzionale a consentire la successiva immissione in rete attraverso un coefficiente di partizione;
  • definizione della procedura per la sostituzione delle apparecchiature di misura ai fini della rilevazione oraria dei dati di misura dell'energia elettrica.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 142/2023/R/eel che aggiorna il TIS e il TIME affinché i venditori, da un lato, e le imprese distributrici e Terna, dall'altro, possano correttamente valorizzare l'energia elettrica prelevata dalle configurazioni impiantistiche che accedono alla nuova disciplina introdotta con la deliberazione 109/2021/R/eel. A tal fine con la presente delibera l'Autorità ha disciplinato le modalità di trasmissione dei dati relativi all'energia elettrica prelevata per l'alimentazione dei servizi ausiliari di generazione e dell'energia elettrica prelevata e a successivamente re-immessa in rete dai sistemi di accumulo e l'energia prelevata netta.

Con delibera 596/2023/R/eel l'Autorità, considerando le criticità riscontrate al fine di completare la procedura per l'accesso alla disciplina prevista dalla deliberazione 109/2021/R/eel (con particolare riferimento alle attività correlate alla registrazione nell'anagrafica GAUDÌ e all'abilitazione delle UP e/o UPSA), ha disposto:

  • la proroga di un anno (fino a fine 2024) della disciplina regolatoria attualmente prevista dall'articolo 16 del TIT 2020-2023;
  • la costituzione presso Terna di un tavolo tecnico, convocato con frequenza almeno mensile, a cui partecipano gli stakeholder interessati, al fine di discutere le criticità operative;
  • l'invio da parte di Terna di report mensili ad ARERA per rendicontare quanto emerso dal tavolo tecnico e le soluzioni individuate, nonché in merito allo stato di aggiornamento del sistema GAUDÌ e, a livello aggregato, allo stato di avanzamento delle pratiche presentate dagli operatori.

Autoconsumo collettivo e Comunità di energia Rinnovabile

Nel novembre 2016 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte, denominato "Clean Energy for all Europeans Package" (CEP), con l'intento di contribuire a realizzare gli impegni assunti dall'UE con l'accordo di Parigi. La proposta ha portato all'adozione di otto atti legislativi, avvenuta tra il 2018 e la prima metà del 2019, con i quali l'Unione Europea ha riformato il proprio quadro per la politica energetica. Particolare rilevanza assumono le Direttive 2018/2001 (che introduce le "Comunità di Energia Rinnovabile") e 944/2019 (che definisce le "Comunità Energetiche dei Cittadini"); recepimento nazionale ha preso il via con l'art. 42 bis del D.L. n.162 del 2019 cd. "Milleproroghe", convertito dalla Legge. N. 8/2020 (pubblicata sulla G.U. n. 51 del 29 febbraio 2020) che ha recepito in anticipo la Direttiva 2018/2001, consentendo ai consumatori di energia elettrica di associarsi per realizzare "Comunità di Energia Rinnovabile" (CER).

L'Autorità ha pubblicato la delibera 318/2020/R/eel in attuazione di quanto disposto dall'articolo 42bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica oggetto di autoconsumo collettivo o di condivisione nell'ambito di comunità di energia rinnovabile. Successivamente il MiSE ha pubblicato il DM 16 settembre 2020 che stabilisce la tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili.

L'art. 8 del D. Lgs. N. 199 del 2021 amplia la potenza della Comunità Energetica Rinnovabile a 1MW e prevede che siano aggiornati i meccanismi di incentivazione per gli impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo o in comunità energetiche rinnovabili di potenza non superiore a 1 MW, sulla base dei seguenti criteri direttivi:

  • possono accedere all'incentivo gli impianti a fonti rinnovabili che hanno singolarmente una potenza non superiore a 1 MW e che entrano in esercizio in data successiva a quella di entrata in vigore del decreto;
  • per autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente e comunità energetiche rinnovabili l'incentivo è erogato solo in riferimento alla quota di energia condivisa da impianti e utenze di consumo connesse sotto la stessa cabina primaria;
  • l'incentivo è erogato in forma di tariffa incentivante attribuita alla sola quota di energia prodotta dall'impianto e condivisa all'interno della configurazione;
  • nei casi di cui alla lettera b) per i quali la condivisione è effettuata sfruttando la rete pubblica di distribuzione, è previsto un unico conguaglio, composto dalla restituzione delle componenti di cui all'articolo 32, comma 3, lettera a), compresa la quota di energia condivisa, e dall'incentivo di cui al presente articolo.

L'art. 14 del comma 6 del D. Lgs n.210 del 2021 definisce le comunità energetiche dei cittadini che devono essere costituite nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • la partecipazione è volontaria e aperta a tutti i soggetti interessati, i quali possono altresì recedere dalla configurazione della comunità con le medesime garanzie e con gli stessi diritti previsti dall'articolo 7 del decreto;
  • i membri o soci della comunità mantengono tutti i diritti e gli obblighi legati alla loro qualità di clienti civili ovvero di clienti attivi;
  • la comunità può partecipare agli ambiti costituti dalla generazione, dalla distribuzione, dalla fornitura, dal consumo, dall'aggregazione, o dallo stoccaggio dell'energia elettrica ovvero dalla prestazione di servizi di efficienza energetica, di servizi di ricarica dei veicoli elettrici o di altri servizi energetici;
  • la comunità energetica dei cittadini è un soggetto di diritto privato che può assumere qualsiasi forma giuridica, fermo restando che il suo atto costitutivo deve individuare quale scopo principale il perseguimento, a favore dei membri o dei soci o del territorio in cui opera, di benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità, non potendo costituire i profitti finanziari lo scopo principale della comunità;
  • la comunità è responsabile del riparto dell'energia elettrica condivisa tra i suoi partecipanti.

A valle della pubblicazione del documento per la consultazione 390/2022/R/eel, l'Autorità ha pubblicato la delibera 727/2022 contenente il Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD) che disciplina le modalità di valorizzazione dell'autoconsumo diffuso per le configurazioni previste dai decreti legislativi 199/21 e 210/21, la cui applicazione decorrerà dall'ultima data tra il 1° marzo 2023 e la data di entrata in vigore del decreto del MASE di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 199/21 (regolamentazione incentivi).

Contestualmente, a partire dalla medesima data, la deliberazione 318/2020/R/eel e il relativo Allegato A sarà abrogata.

Con riferimento all'individuazione da parte dei DSO dell'area sottesa alla stessa cabina primaria, l'art. 10 del TIAD dispone che le soluzioni adottate per la perimetrazione devono tenere conto:

  • della struttura delle reti elettriche;
  • degli assetti di funzionamento delle reti elettriche;
  • dello sviluppo prospettico delle reti elettriche, per quanto noto al momento dell'identificazione;
  • fermo restando il vincolo connesso all'ambito territoriale della concessione di distribuzione di energia elettrica, di ulteriori aspetti di tipo geografico funzionali a rendere fruibile l'area convenzionale individuata.

ARERA, quindi, conferma che l'area perimetrata deve contemperare la natura tecnica della rete sottesa alla CP e quella convenzionale del perimetro geografico di riferimento, per meglio intercettare, per quanto possibile, le esigenze provenienti dal mercato.

La prima versione della mappatura deve essere pubblicata sui siti dei DSO che dispongono di cabine primarie entro il 28 febbraio 2023 ed ha validità valida fino al 30 settembre 2023, ed è altresì sottoposta a consultazione fino al 31 maggio 2023. Entro il 30 settembre 2023, le mappe saranno pubblicate sul sito del GSE, secondo modalità definite dal GSE stesso. Le mappe inoltre:

  • assumono come riferimento l'indirizzo di fornitura associato a ciascun POD;
  • a decorrere dal 1° ottobre 2023, sono aggiornate con frequenza biennale;
  • nel caso di DSO sottesi, il territorio in concessione è inserito nella sua totalità nell'area sottesa alla cabina primaria a cui la rete dell'impresa distributrice sottesa è fisicamente connessa.

Si attende la pubblicazione del decreto del MASE di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 199/21 (regolamentazione incentivi). Il GSE ha pubblicato un documento di consultazione – con scadenza i 19 giugno – per acquisire elementi utili alla definizione delle Regole Operative relative al servizio per l'autoconsumo diffuso definito dall'Autorità con delibera 727/2022/R/eel e il relativo Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD). In particolare, i temi trattati nella consultazione riguardano l'ammissione al servizio per l'autoconsumo diffuso; l'attivazione del servizio per l'autoconsumo diffuso e l'erogazione dei contributi per il servizio per l'autoconsumo diffuso. Acea non ha individuato particolari criticità rispetto alle proposte di regole operative del GSE.

Revisione disciplina dei procedimenti sanzionatori e valutazione degli impegni

Con delibera 326/2023/E/com l'Autorità ha avviato un procedimento per la revisione del regolamento per la disciplina dei procedimenti sanzionatori e delle modalità procedurali per la valutazione degli impegni, seguita dal documento per la consultazione 327/2023/E/com che ne illustra gli orientamenti in materia.

Con la Delibera 598/2023/E/com ha approvato il nuovo regolamento che prevede una lunghezza massima del procedimento di 250 giorni salvo adesione alla procedura semplificata.

Mobilità elettrica

Con la delibera 541/2020/R/eel, integrata dalla Delibera 160/2021/R/eel, l'Autorità ha avviato una sperimentazione nazionale rivolta ai clienti BT, finalizzata a facilitare l'installazione di ricariche e-car in ambito privato.

L'adesione è volontaria e gratuita e l'accesso è subordinato al rispetto di alcune condizioni:

  • deve trattarsi di un cliente BT con potenza contrattualmente impegnata non superiore a 4,5 kW e non inferiore a 2 kW;
  • il POD deve essere dotato di misuratore telegestito 1G o 2G. In questo secondo caso, le fasce multiorarie eventualmente impostate dal venditore devono consentire l'identificazione dei prelievi effettuati in fascia notturna e festiva;
  • al misuratore deve essere elettricamente connesso un dispositivo di ricarica almeno in grado di:
    • o misurare e registrare la potenza attiva di ricarica e trasmettere tale dato ad un soggetto esterno (es. un aggregatore);
    • o ridurre/incrementare o ripristinare la potenza massima di ricarica.
  • il cliente deve fornire il proprio consenso a verifiche e controlli anche presso la propria abitazione ed è tenuto a comunicare tempestivamente ogni variazione impiantistica o contrattuale intervenuta durante la sperimentazione.

L'applicazione della sperimentazione, inizialmente prevista dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2023, è stata prorogata al 31 dicembre 2024 con delibera 634/2023/R/eel, che rappresenta un primo esito della consultazione 540/2023/R/eel. La delibera dispone tre interventi ritenuti urgenti in tema di mobilità elettrica: una revisione graduale della disciplina BTVE dal 2025, la conferma a proseguire con della sperimentazione 541/2020 e costituire tavoli tecnici.

Con Determina 2/2024 ARERA ha inteso coordinare le attività legate ai temi della decarbonizzazione dei consumi/mobilità elettrica e allo sviluppo della filiera dell'idrogeno e dei gas rinnovabili. In particolare, ARERA ha previsto che vengano svolte, con riguardo ai temi della decarbonizzazione dei consumi/mobilità elettrica, le seguenti attività:

  • istituzione di Focus group per la mobilità elettrica previsti dalla deliberazione 634/2023/R/eel;
  • anche avvalendosi della collaborazione di centri di ricerca esterni all'Autorità, raccolta ed analisi dei dati utili per aggiornare e/o integrare le ricognizioni già avviate in merito all'evoluzione delle tecnologie e dei mercati di rilievo nel settore della mobilità elettrica;
  • partecipazione a tavoli tecnici eventualmente istituiti da altre Pubbliche Amministrazioni afferenti ai temi della mobilità elettrica;
  • supporto per la predisposizione degli schemi di provvedimenti previsti dalla deliberazione 634/2023/R/eel;
  • predisposizione di schemi di rapporti, quali quelli richiesti dal Regolamento AFIR;
  • presentazione di una sintetica relazione semestrale dell'attività svolta al Direttore di divisione;

Con la delibera 352/2021/R/eel l'Autorità ha avviato una sperimentazione delle soluzioni regolatorie più appropriate per l'approvvigionamento dei servizi ancillari locali predisposti dai gestori della distribuzione e per la relativa remunerazione. La sperimentazione tiene conto delle definizioni e dei principi generali già presenti nel quadro normativo europeo e serve anche al fine di raccogliere informazioni utili per possibili contributi al dibattito europeo. In tale contesto regolatorio, areti ha sviluppato il progetto RomeFlex (Reshaping Operational Methods to run grid FLEXibility) che consente di realizzare un Mercato della flessibilità locale su alcune aree del territorio della città di Roma. A tal fine, in data 22 dicembre 2022 areti ha avviato la consultazione pubblica (scadenza 31 gennaio 2023) dello Schema di Regolamento secondo cui sarà condotta la proposta progettuale RomeFlex. Con la delibera 372/2023/R/eel l'Autorità ha approvato il progetto pilota per l'approvvigionamento di servizi ancillari locali proposto dalla società areti per l'anno 2024, nell'ambito del percorso disciplinato dalla deliberazione 352/2021/R/eel, nonché la documentazione proposta dal GME e necessaria allo scopo.

Con Delibera 420/2023 l'Autorità ha approvato i corrispettivi proposti dal GME, di cui all'Articolo 7 del Regolamento del Mercato Locale della Flessibilità approvato con deliberazione 372/2023/R/eel. Il GME continuerà a svolgere il ruolo di controparte centrale nei mercati elettrici ivi incluso quello della flessibilità locale. I valori approvati sono stati fissati in modo da incentivare la partecipazione degli operatori e la crescita della liquidità sul MLF nelle sue fasi iniziali (prima fase di selezione di risorse in cui sarà operativo solo il mercato a termine corrispondente al periodo gennaio-aprile 2024).

L'Autorità ha pubblicato la Delibera 121/2024/R/eel con la quale ha approvato le modifiche richieste al progetto RomeFlex ossia l'introduzione del mercato a pronti e rimodulazione della remunerazione dei servizi tra capacità e energia. Con la delibera 121/2024 l'Autorità ribadisce il budget areti 2024 pari a 5M€ per servizi ai BSP, specificando che: "…i corrispettivi corrisposti da areti al GME per le transazioni effettuate sul MLF siano inseriti tra i costi per la remunerazione delle risorse di flessibilità posti a carico, ai sensi della deliberazione 372/2023/R/eel, del Fondo per eventi eccezionali, resilienza e altri progetti speciali di cui all'articolo 10, comma 10.1, lettera l), del TIPPI…"

Superamento del Prezzo Unico Nazionale

L'Autorità ha pubblicato il DCO 194/24 in cui illustra le modalità di superamento del Prezzo Unico Nazionale a partire dal 1° gennaio 2025, in coerenza con le disposizioni del decreto MASE 18 aprile 2024 che stabilisce l'applicazione dei prezzi zonali anche alla domanda e la definizione da parte di Arera, per un periodo transitorio, di una componente perequativa a compensazione dell'eventuale differenziale tra prezzo zonale e PUN. Nel DCO vengono esposte due ipotesi alternative per l'anno 2025, rimandando a successive valutazioni e consultazioni l'identificazione della soluzione a regime (dal 2026 e con almeno 12 mesi di preavviso), rispetto alla quale nell'ultima parte del documento si fornisce qualche spunto di riflessione:

  • 1° ipotesi: componente perequativa applicata agli acquisti sul mercato del giorno prima. Tale ipotesi prevede sostanzialmente una sostituzione del PUN con il nuovo indice PUN Index GME (calcolato sostanzialmente allo stesso modo dell'attuale PUN ossia come media ponderata dei prezzi zonali) che non determinerebbe impatti rilevanti né sul mercato retail né su quello all'ingrosso né sul meccanismo delle garanzie. L'algoritmo di selezione delle offerte su MGP dovrebbe tuttavia essere adeguato a gestire unicamente i prezzi zonali poiché il PUN Index GME verrebbe determinato a posteriori (a differenza di oggi in cui il PUN è un output dell'algoritmo stesso). Questo potrebbe avere alcuni effetti "distorsivi" sulla selezione delle offerte laddove il prezzo offerto dall'operatore ricada tra il prezzo zonale e il PUN Index GME (rif. art. 2.17 per esempio numerico);
  • 2° ipotesi: componente perequativa applicata all'energia prelevata In tale ipotesi, la componente perequativa sull'energia prelevata sarebbe gestita da Terna nell'ambito del dispacciamento, il mercato elettrico avrebbe un assetto completamente basato sui prezzi zonali, ma ciò avrebbe impatti su diversi corrispettivi (corrispettivo per l'assegnazione della capacità di trasporto, corrispettivi di non arbitraggio, prezzo di compensazione per BRP e BSP), sulla ripartizione dei corrispettivi da pagare nei confronti di Terna e GME e sulla relativa esposizione da gestire nell'ambito dei rispettivi sistemi di garanzie.

Sebbene dal punto di vista economico per il BRP vi sia equivalenza tra le 2 soluzioni, ARERA predilige la prima ipotesi per facilità implementativa e impatti limitati sull'attuale architettura di mercato.

Regolazione tariffaria

Con delibera n. 206-2024 l'Autorità ha approvato i valori delle tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2024 per il servizio di distribuzione e di misura dell'energia elettrica. La tariffa provvisoria per il servizio di distribuzione per areti è di € 419.867.005.

Il valore delle immobilizzazioni e del relativo fondo ammortamento e il valore netto dei contributi pubblici e privati dei cespiti in esercizio sono gestiti in continuità con i criteri regolatori vigenti e sono rivalutati in funzione della variazione media annua del deflatore degli investimenti fissi lordi, rilevato dall'Istat, al netto delle quote di ammortamenti e dismissioni.

Il valore della componente T(res) della tariffa per il servizio di misura è pari a 213,31 espresso in centesimi di euro per anno per punto di misura effettivo, a copertura del costo residuo non ammortizzato dei misuratori elettromeccanici sostituiti con misuratori elettronici.

Regolazione Ambiente

L'ARERA con la delibera 443/19 del 31 ottobre 2019 ha approvato il primo metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti per gli anni 2018-2021. Il Metodo Tariffario Rifiuti - MTR, definisce le nuove regole per i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020- 2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.

Come in altri settori soggetti a regolazione, l'MTR fa riferimento a dati ex post e riferibili a fonti contabili certe (bilanci) relativi all'anno a-2 e applicati all'anno a (inserendo indicazioni di conguagli che permeano l'intera struttura algebrica del metodo) e non più a dati previsionali.

L'ARERA, nel nuovo metodo, applica un approccio ibrido, mutuato dalle altre regolazioni dei servizi, caratterizzato da un diverso trattamento dei costi di capitale e dei costi operativi, ovverosia:

  • costi di capitale riconosciuti secondo uno schema di regolazione del tipo rate of return;
  • costi operativi con l'applicazione di schemi di regolazione incentivante e con la definizione di obiettivi di efficientamento su base pluriennale.

Il metodo prevede limiti tariffari alla crescita dei ricavi e l'introduzione di quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori, in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio. Inoltre, regola le fasi che compongono il servizio integrato rifiuti: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti.

L'ARERA ha, in questa prima definizione del MTR, ha mantenuto la struttura algebrica del metodo fissato dal DPR 158/1999, prevedendo anche l'inserimento di ulteriori componenti addizionali per la determinazione dei corrispettivi, quali:

limite alla crescita complessiva delle entrate tariffarie, con l'introduzione di un fattore di limite alla variazione annuale che tenga conto, anche, del miglioramento di efficienza e del recupero di produttività;

  • impostazione asimmetrica caratterizzata da una matrice tariffaria che nella valutazione e nei calcoli delle singole componenti di costo, considera i seguenti elementi:1) obiettivi di miglioramento del servizio stabiliti a livello locale; 2) eventuale ampliamento del perimetro gestionale;
  • fattore di sharing relativamente ai ricavi provenienti dalla vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti (compreso tra 0.3 e 0.6), e relativo ai ricavi CONAI (compreso tra 0.1 e 0.4);
  • introduzione di una componente a conguaglio per i costi variabili e fissi, definita come differenza tra le entrate definite dall'ARERA per le componenti di costo variabile e/o fisso per l'anno a-2 e le entrate tariffarie computate all'anno a-2.;
  • introduzione di due diversi tassi di remunerazione del capitale investito netto (WACC) per il servizio del ciclo integrato dei rifiuti e un tasso di remunerazione differenziato per la valorizzazione delle immobilizzazioni in corso: 6,3% per gli anni 2020- 2021; maggiorazione dell'1% a copertura degli oneri derivanti dallo sfasamento temporale tra l'anno di riconoscimento degli investimenti (a-2) e l'anno di riconoscimento tariffario (a) (cosiddetto time lag).

Con il Testo Integrato TITR – 444/2019/R/RIF – Disposizioni in materia di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati sono definite le disposizioni in materia di trasparenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il periodo di regolazione 1° aprile 2020 – 31 dicembre 2023. Nell'ambito di intervento sono ricompresi gli elementi informativi minimi da rendere disponibili da parte del gestore del ciclo integrato attraverso siti internet, gli elementi informativi minimi da includere nei documenti di riscossione (avviso di pagamento o fattura) e le comunicazioni individuali agli utenti relative a variazioni di rilievo nella gestione.

Con Delibera 363/2021/R/RIF, l'Autorità ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti (c.d. MTR-2) per le annualità del periodo 2022- 2025. Il metodo fissa anche i criteri per la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento di proprietà di operatori non integrati nelle attività a monte della filiera, che si applicano solo agli "impianti minimi" definiti dagli Enti competenti nell'ambito della pianificazione territoriale; invece, gli impianti non qualificati come "minimi" (denominati "aggiuntivi") sono assoggettati solo alla disciplina relativa alla trasparenza delle informazioni sull'esercizio. Alla luce della metodica introdotta, i gestori degli impianti "minimi" sono tenuti a predisporre il Piano Economico Finanziario (PEF) per il periodo 2022-2025 secondo le indicazioni previste nel predetto MTR-2 e – ai sensi dell'articolo 7 della delibera 363/2021/R/RIF - trasmetterlo agli organismi competenti per la validazione; questi ultimi procedono poi all'invio ad ARERA per la verifica della coerenza regolatoria degli atti e la successiva approvazione delle tariffe.

Hanno successivamente completato il quadro della regolazione tariffaria definita per il MTR-2 la delibera 459/2021/R/RIF recante la valorizzazione dei parametri per la determinazione dei costi d'uso del capitale (i.e. il tasso di inflazione programmata e il vettore che esprime il deflatore degli investimenti fissi lordi per il periodo di applicazione di MTR-2), e la delibera 68/2022/R/RIF che ha fissato, per i gestori che svolgono le attività di trattamento in forma non integrata, il valore del WACC pari al 6%.

Con la Determina 01/DRIF/2022 del 22 aprile 2022, invece, l'ARERA ha approvato gli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria che i gestori degli impianti "minimi" sottopongono agli organismi competenti, costituiti dagli EGATO o dalla Regione.

Nel corso del 2022, a valle degli atti di programmazione settoriale pubblicati dagli organismi competenti in applicazione della disciplina ARERA ex delibera 363/2021/R/RIF, Acea Ambiente e le società del gruppo coinvolte hanno provveduto ad effettuare le attività propedeutiche per adempiere alle attività regolatorie per gli impianti classificati come "minimi" e successivamente a trasmettere la documentazione prevista dalla Determina 01/DRIF/2022.

In data 24 e 27 febbraio 2023, sono state pubblicate, rispettivamente, le sentenze n. 486/2023 e 501/2023, e in data 6 marzo 2023, la sentenza n. 557/2023, con cui il TAR Lombardia, Milano, Sezione Prima, ha annullato in parte la deliberazione 363/2021/R/RIF. In particolare, il TAR ha ravvisato nell'individuazione degli impianti "minimi" da parte di ARERA un'"invasione di campo" rispetto a competenze dello Stato, con la conseguente assegnazione alle Regioni di poteri non spettanti ad esse e un'inversione procedimentale dell'iter di programmazione.

L'ARERA ha pubblicato il 7 marzo 2023 la delibera 91/2023/C/RIF per informare della proposta di appello presso il Consiglio di Stato, con istanza di sospensione cautelare, avverso le sentenze del TAR Lombardia in quanto secondo l'Autorità "le richiamate sentenze […] si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti". Il Consiglio di Stato ha in seguito rigettato tale richiesta di sospensione cautelare.

Nelle more delle decisioni di merito del Consiglio di Stato, l'Autorità, con il documento di consultazione 275/2023/R/RIF, nell'ambito del procedimento avviato con la delibera 62/2023/R/RIF, espone i suoi orientamenti per l'aggiornamento biennale 2024-2025 del metodo tariffario rifiuti (MTR-2). In particolare, l'Autorità conferma la volontà di non acquiescenza alle richiamate sentenze del TAR Lombardia e propone degli aggiornamenti sui principali parametri economici in primis il tasso di inflazione.

  • A conclusione dei procedimenti già menzionati, nel mese di luglio 2023 ARERA ha pubblicato i seguenti provvedimenti:
    • Delibera 385/2023/R/rif "Schema tipo di contratto di servizio per la regolazione dei rapporti fra enti affidanti e gestori del servizio dei rifiuti urbani" che segue (da ultimo) gli orientamenti presentati con il citato DCO 262/2023/R/rif;
    • Delibera 386/2023/R/rif "Istituzione di sistemi di perequazione nel settore dei rifiuti urbani" che riprende le proposte formulate dal DCO 611/2022/R/RIF ma non conferma l'introduzione dello strumento perequativo legato alla gerarchia dei rifiuti per i conferimenti verso gli impianti (rinviato al prossimo periodo regolatorio);
    • Delibera 387/2023/R/rif "Obblighi di monitoraggio e di trasparenza sull'efficienza della raccolta differenziata e sugli impianti di trattamento dei rifiuti urbani" che introduce una prima disciplina della qualità per gli impianti, a valere sia su aspetti tecnici (in particolare la gestione degli scarti del trattamento) e contrattuali/commerciali (gestione dei reclami e delle richieste scritte da parte degli utenti, monitoraggio delle interruzioni del servizio) rispetto alla quale la Società ha adottato apposite misure di compliance a livello di raccolta e registrazione delle informazioni e adeguamenti dei contratti e del sito internet; pur prevedendo primi obblighi di monitoraggio e comunicazione, il provvedimento non introduce gli standard di servizio correlati a meccanismi di premi e penalità che erano stati preannunciati dal DCO 214/2023/R/rif;
    • Delibera 389/2023/R/rif "Aggiornamento biennale (2024-2025) del metodo tariffario rifiuti (MTR-2)" con il quale, in linea con le proposte del DCO 275/2023/R/rif, provvede a confermare e aggiornare (con particolare riferimento ai parametri economici

e ai tassi di inflazione interni al metodo) l'impianto generale relativo alla definizione delle tariffe di accesso agli impianti ex delibera 363/2021/R/RIF e nello specifico l'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2024-25 (sulla base dei dati aggiornati relativi al biennio 2022-23) entro il 30 aprile 2024. Con la delibera 465/2023/R/rif ARERA ha successivamente confermato le disposizioni inserite in ottemperanza della sentenza n. 7196/23 del Consiglio di Stato e relative allo scomputo dal riconoscimento tariffario per le gestioni integrate di costi/ricavi attribuibili alle attività di prepulizia, preselezione o pretrattamento degli imballaggi plastici provenienti dalla raccolta differenziata.

Nel mese di novembre, è stato inoltre pubblicato il DCO 514/2023/R/rif recante gli "Orientamenti per la definizione di uno schema tipo di bando di gara per l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani", che introduce criteri per la determinazione dell'importo a base di gara, per l'ammissione dei partecipanti, e per la formulazione e la valutazione delle offerte economiche e tecniche in coerenza con la disciplina ARERA.

Nel corso del mese di dicembre 2023, le Sentenze del Consiglio di Stato, Sezione Seconda, nn. 10548, 10550, 10734, 10775, hanno respinto il ricorso in appello di ARERA confermando le motivazioni già espresse dal TAR Lombardia che aveva ritenuto illegittima la classificazione degli impianti prevista dal MTR-2, in quanto la materia rientra nelle competenze programmatorie spettanti allo Stato.

Con la delibera 7/2024/R/rif e la 72/2024/R/rif ARERA ha quindi provveduto ad ottemperare a tali pronunce, confermando la, la regolazione tariffaria per gli impianti "minimi" a decorrere dal biennio 2024-25 (come aggiornata dalla delibera 389/2023/R/rif e dalla delibera 7/2024/R/rif per quanto concerne i riferimenti temporali e il nuovo tasso di remunerazione degli investimenti – WACC – aumentato dal 6% al 6,6%). La conferma dell'impostazione degli impianti "minimi" trova ora il presupposto nei criteri nel frattempo individuati dal PNGR (DM 24 giugno 2022, n. 257).

Inoltre, con la delibera 27/2024/R/rif ARERA ha avviato il procedimento per la definizione di direttive per la separazione contabile e amministrativa nel settore dei rifiuti urbani, con l'obiettivo di applicare la disciplina a partire dal prossimo periodo regolatorio dal 2026. Infine, ARERA con la Determina n. 2 del 17 aprile 2024 ha approvato gli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria per il biennio 2024-2025 e delle modalità operative per la relativa trasmissione all'Autorità, nonché ha fornito chiarimenti su aspetti applicativi della disciplina tariffaria di accesso agli impianti di trattamento, ai sensi delle deliberazioni 363/2021/r/rif, 7/2024/r/rif e 72/2024/r/rif.

Per ciò che concerne, invece, la pubblicazione delle quattro direttive europee si rappresenta che, le stesse, prevedono le modifiche di sei direttive europee riguardanti la materia dei rifiuti e cioè:

  • la direttiva 2018/851/Ue, che modifica la c.d. direttiva madre sui rifiuti 2008/98/CE;
  • la direttiva 2018/850/Ue, che modifica la direttiva discariche 1999/31/Ce;
  • la direttiva 2018/852/Ue, che modifica la direttiva imballaggi 94/62/Ce;
  • la direttiva 2018/849/Ue, che modifica la direttiva sui veicoli fuori uso 2000/53/Ce, la direttiva su pile e accumulatori 2006/66/Ce e la direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, c.d. RAEE 2012/19/Ue.

In estrema sintesi la novità principale che tali provvedimenti apportano alla normativa ambientale riguarda le percentuali di raccolta differenziata da raggiungere nei prossimi anni, in particolare sino al 2035 (prevedendo tuttavia degli step intermedi dal 2020 al 2030 e dal 2030 al 2035) e segnatamente:

  • rifiuti solidi urbani: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% entro il 2035, con tappe intermedie del 55% al 2025 e il 60% al 2030;
  • imballaggi: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% al 2025 e al 70% al 2030;
  • discariche: l'obiettivo è di limitare l'ingresso dei rifiuti in discarica ad un tetto massimo del 10% entro il 2035. In tal senso gli Stati membri si adoperano per garantire che, entro il 2030, tutti i rifiuti idonei al recupero o al riciclaggio, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica, ad eccezioni per quei rifiuti per cui il collocamento in discarica rappresenta la migliore opzione ambientale. Sul tema delle discariche si segnala l'introduzione dell'art. 15-ter alla direttiva del 1999, il quale prevede che la Commissione adotta atti di esecuzione per stabilire il metodo da utilizzare per determinare, in loco e per tutta l'area di estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle discariche. E, altresì, l'introduzione dell'art. 15-quater, il quale conferisce alla Commissione il compito di adottare atti di esecuzione per sviluppare un criterio per il campionamento dei rifiuti (fino alla concreta emanazione di tale nuovo metodo gli Stati membri utilizzano i sistemi nazionali attualmente vigenti);
  • raccolta differenziata dei rifiuti domestici: sono previste importanti novità per la raccolta differenziata di rifiuti domestici, quali rifiuti tessili, rifiuti organici e rifiuti pericolosi domestici, finora non sempre raccolti separatamente;
  • misure di prevenzione della produzione dei rifiuti: nelle direttive è espressamente previsto che gli Stati membri devono adottare una serie di misure per prevenire a monte la produzione di rifiuti quali ad esempio il compostaggio domestico e l'utilizzo di materiali ottenuti con i rifiuti organici, incentivare la produzione e commercializzazione di beni e componenti adatti all'uso multiplo, prevedendo altresì incentivi finanziari in tal senso per incoraggiare tali comportamenti virtuosi.
  • Tali obiettivi potranno essere rivisti nel 2024 (soprattutto in considerazione della circostanza per cui, gli stessi, sono considerati eccessivamente ambiziosi per taluni Stati che ad oggi, ad esempio, ricorrono sovente all'utilizzo delle discariche ai fini dello smaltimento. In tal senso il Legislatore ha pertanto previsto che, riconoscendo le significative differenze di trattamento tra i diversi Stati, sarà possibile concedere una proroga, fino ad un massimo di 5 anni, per gli Stati che nel 2013 hanno preparato per il riutilizzo e hanno riciclato meno del 20% dei rifiuti urbani o hanno collocato in discarica oltre il 60% dei rifiuti urbani).
  • In ottemperanza alla soprarichiamata Legge di Delegazione Europea, sono stati approvati il D.Lgs. 116/2020 relativi a rifiuti ed imballaggi, il D.Lgs. 118/2020 relativo ai rifiuti di pile e accumulatori (RPA) e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il D.Lgs. 119/2020 per veicoli fuori uso ed il D.Lgs. 121/2020 relativo alle discariche.

Su tali Delibere merita un breve passaggio la riscrittura dell'art. 6 della direttiva 98/2008/Ce relativo alla cessazione della qualifica del rifiuto (End of Waste). In particolare, il Legislatore europeo, mediante la nuova delibera di modifica, impone agli Stati membri di

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

adottare misure appropriate per garantire che, quando una sostanza od oggetto rispetta i requisiti richiesti per l'End of Waste, questa non possa essere qualificata come rifiuto.

In particolare, è previsto che, premessa la competenza della Commissione europea sulla definizione dei criteri generali sull'applicazione uniforme delle condizioni End of Waste, a determinati tipi di rifiuti, qualora quest'ultima non procedesse in tal senso, gli Stati membri possono stabilire criteri EoW dettagliati a determinati tipi di rifiuti che devono tener conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana della sostanza o dell'oggetto e soddisfano i requisiti EoW previsti dalla direttiva. Tali decisioni dovranno essere notificate dallo Stato membro alla Commissione.

Non solo, la stessa delibera prevede, inoltre, che gli Stati membri possono altresì decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni indicate nella direttiva, rispecchiando, ove necessario i criteri Ue dell'EoW e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione.

Dal 6 al 9 giugno 2024, i cittadini degli Stati membri dell'UE hanno eletto i loro rappresentanti al Parlamento europeo durante le elezioni europee. I deputati neoeletti, che rappresenteranno i cittadini dell'UE fino al 2029, si riuniranno nel mese di luglio 2024 per eleggere il Presidente, i vicepresidenti e i Questori. Decideranno inoltre in merito alla composizione delle commissioni permanenti e delle sottocommissioni parlamentari, dando così inizio alla nuova legislatura. Successivamente, si terranno le prime riunioni delle commissioni, durante le quali verranno eletti i rispettivi presidenti e vicepresidenti.

Si attende che a partire dal nuovo corso i dossier in atto avranno ulteriori sviluppi e indicazioni di riferimento.

Nel mentre, a giugno 2024 i ministri UE dell'Ambiente si sono riuniti a Lussemburgo e hanno raggiunto un orientamento generale in merito alla direttiva sulle asserzioni ambientali, alla direttiva sul monitoraggio del suolo e alla direttiva quadro sui rifiuti riveduta. Hanno formalmente adottato il regolamento sul ripristino della natura.

In particolare, sulla Direttiva quadro sui rifiuti, i ministri UE dell'Ambiente hanno raggiunto un orientamento generale sulla proposta di rivedere la direttiva quadro sui rifiuti, concentrandosi nello specifico sui settori tessile e alimentare. L'obiettivo generale è quello di ridurre gli impatti ambientali e climatici associati alla produzione e alla gestione dei rifiuti tessili e alimentari. Mira, inoltre, a promuovere la circolarità nel settore tessile. Le nuove norme introducono regimi obbligatori e armonizzati di responsabilità estesa del produttore per i produttori tessili in tutti gli Stati membri dell'UE. L'orientamento generale fissa, inoltre, obiettivi giuridicamente vincolanti di riduzione degli sprechi alimentari per gli Stati membri, da conseguire entro il 2030: il 10% nella trasformazione e nell'industria manifatturiera e il 30% (pro capite) nel commercio al dettaglio, nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nei nuclei domestici.

Sulla materia EoW si segnala l'emendamento approvato in data 6 giugno 2019 ed inserito all'interno del Decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32/2019, convertito con legge n. 1248). I In particolare, la norma stabilisce che nelle more di adozione di uno o più decreti recanti i criteri EoW per specifiche tipologie di rifiuti, le autorizzazioni ordinarie per gli impianti di recupero rifiuti devono essere concesse sulla base dei criteri indicati nei provvedimenti che disciplinano il recupero semplificato dei rifiuti (Dm 5 febbraio 1998, Dm 161/2002 e Dm 269/2005) "per i parametri ivi indicati per i parametri relativi a tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tali attività". Le autorizzazioni ordinarie devono invece individuare le condizioni e le prescrizioni necessarie "per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell'impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero."

Il Ministero dell'Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) viene autorizzato ad emanare "con decreto non avente natura regolamentare", apposite linee guida per l'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina.

Con il decreto ministeriale 24 giugno 2022, n. 257, è stato approvato il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (PNGR), strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti, nel quale sono fissati i macroobiettivi, le macro-azioni, i target, e le linee strategiche a cui attenersi nella elaborazione dei Piani Regionali di gestione dei rifiuti (PRGR). Tale strumento era previsto dall'articolo 198-bis del decreto legislativo 3 aprile 2005, n. 152, introdotto dal decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, ed inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) come una delle riforme principali della missione sull'economia circolare (M2C1).

Il PNGR ha un orizzonte temporale di sei anni (2022-2028) e si pone l'obiettivo di colmare il gap impiantistico, aumentare il tasso di raccolta differenziata e di riciclaggio al fine di sviluppare nuove catene di approvvigionamento di materie prime seconde dal ciclo dei rifiuti, in sostituzione di quelle tradizionali, e contribuire alla transizione energetica, partendo da una ricognizione nazionale dell'impiantistica esistente. Inoltre, il Programma adotta la classificazione degli impianti ai fini della loro regolazione tariffaria attraverso la metodologia ARERA, e indica la necessità di adottare a livello regionale pianificazioni basate sulla LCA (Life Cycle Assessment).

Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)

Lo sviluppo sostenibile

Il primo semestre del 2024 si è caratterizzato per la realizzazione di diverse iniziative da parte dell'Unione Europea che, in un contesto politico caratterizzato dal periodo conclusivo della legislatura, hanno consolidato la cornice di riferimento strategica e normativa nel solco del perseguimento degli obiettivi condivisi di sostenibilità delineati dal Green Deal.

Come noto dal 1° gennaio si applica il Regolamento UE 2023/2772 che rinnova profondamente la reportistica di sostenibilità delle imprese in termini di soggetti coinvolti, aspetti informativi da rendicontare, correlazione con l'informativa di bilancio economicofinanziaria. In un clima di generale impegno per la responsabilizzazione delle imprese lungo tutta la catena del valore è inoltre da considerare l'approvazione della Direttiva sulla Corporate Sustainability Due Diligence che stabilisce nuovi impegni di diligenza con l'obiettivo di prevenire e mitigare gli impatti negativi sui diritti umani e l'ambiente causato da attività proprie delle società, delle loro filiazioni, dai loro partner commerciali. In tale contesto è da inquadrare anche la proposta di regolamento europeo che vieta i prodotti ottenuti con il lavoro forzato sul mercato dell'Unione.

Nel quadro invece del piano d'azione inquinamento zero per aria, acqua e suolo, troviamo le proposte di direttive in merito al trattamento delle acque reflue urbane e sulla protezione delle acque superficiali e sotterranee, in piena sinergia e coerenza, inoltre, con la recente revisione della direttiva sull'acqua potabile. Di rilievo è inoltre l'approvazione della cosiddetta legge sul ripristino della

Natura che mira a reintegrare, dal 2030 e stabilendo obiettivi e obblighi giuridicamente vincolanti specifici, la qualità naturale diversi ecosistemi, dalle foreste agli ecosistemi marini, nonché gli ambiti agricoli e urbani. In base alle nuove norme, gli Stati membri saranno tenuti a elaborare e presentare alla Commissione piani nazionali di ripristino.

Gli auspici per una rinnovata azione a favore di un contesto di pace, progresso e di perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sono alla base, infine, di un processo di proposte di riforme che troverà una sintesi nel Vertice sul Futuro, indetto dal Segretario generale ONU nel mese di settembre.

In coerenza con l'evoluzione del contesto, Acea nel mese di marzo ha definito e comunicato il nuovo piano industriale, qualificato da una green diligent growth in cui tutte le dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale e governance), dagli obiettivi assunti in sede SBTi, alla nuova politica per i diritti umani, dall'impegno per promuovere le performance di sostenibilità lungo la catena di fornitura, allo sviluppo sui linee di finanziamento ESG, rivestono un ruolo abilitante per perseguire la propria missione di operatore di infrastrutture sostenibili.

La legislazione nei mercati di riferimento, a livello locale, nazionale e sovra-nazionale

Il contesto normativo di riferimento per il Gruppo Acea è ampio ed articolato in funzione della specificità dei business gestiti e della varietà degli ambiti su cui intervengono le discipline normative e regolatorie che incidono sull'operatività aziendale, dai profili amministrativi autorizzativi a quelli di tutela del mercato e della concorrenza, fino alla disciplina dei settori specifici di riferimento.

A tali aspetti si aggiunge la peculiarità della natura di Società quotata, con i relativi impatti normativi, in tal senso, si segnala l'entrata in vigore lo scorso mese di marzo, della Legge 5 marzo 2024, n. 21 (Legge Capitali), che introduce una serie di modifiche al TUF e al Codice civile, finalizzate a rendere più efficiente l'accesso e la permanenza delle imprese sul mercato dei capitali, aumentandone la competitività, tra l'altro anche mediante la rimozione di alcuni vincoli, normativi e operativi, salvaguardando nel contempo gli investitori.

La Legge, inoltre, delega al Governo per una più ampia riscrittura delle regole del TUF e delle disposizioni del Codice civile applicabili agli emittenti.

Nel settore idrico, di rilevante interesse l'entrata in vigore del Regolamento sul Riuso (EU) 2020/741, il 26 giugno 2023 e il relativo atto delegato, Regolamento 2024/1765 (UE), entrato in vigore lo scorso 10 luglio, che detta le specifiche tecniche per il riutilizzo delle acque ad uso agricolo.

Da segnalare, in tema di normativa interna, il D.L. 89/2024 (Decreto Infrastrutture) che interviene anche in maniera specifica sull'opera di rifacimento del tronco superiore del Peschiera, prevedendo un ulteriore finanziamento pubblico.

Vi è poi, il DL Coesione (DL 60/2024 convertito dalla legge 95/24) in materia di utilizzo delle risorse delle politiche di coesione europea 2021-2027, con l'obiettivo prioritario di accelerare la realizzazione delle azioni dei programmi ricadenti nei settori strategici tra cui il settore idrico e l'istituzione della Cabina di Regia per il FSC.

Con il nuovo Piano per interventi settore idrico (PNISSI) via libera dal Mit a 418 interventi per 12 mld €. Il piano, previsto dalle riforme del PNRR, mira alla semplificazione normativa e al rafforzamento della governance per migliorare l'efficacia degli investimenti nel settore idrico. Inoltre, con il DL Agricoltura DL63/2024, convertito dalla legge 101/2024(art. 11), si prevedono misure urgenti per il contrasto della scarsità idrica oltre al finanziamento dei primi interventi urgenti.

Si segnala la pubblicazione in data 31/10/23 sulla GUUE della nuova Direttiva 2023/2413 (RED III) "Renewable Energy Directive III", in vigore dal 20 novembre 2023, che prevede una serie di novità nel settore delle energie rinnovabili, in particolare per quanto riguarda la loro promozione e l'aumento della loro quota nel mix energetico dell'Unione.

Sulla promozione dell'uso delle innovabili rilevano vari provvedimenti qui di seguito indicati:

  • il DM Aree Idonee (Dm Ambiente 21 giugno 2024) che disciplina l'individuazione di superfici e aree idonee per l'installazione di impianti a fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC e dal pacchetto "Fit for 55%" anche alla luce del "REpowerEU" in linea con lil principio di neutralità tecnologica;
  • il DM FER2 (DM 19 giugno 2024) sulla produzione di energia elettrica da impianti FER innovativi o con costi di generazione elevati attraverso un sistema di incentivi;
  • il Decreto CER (decreto MASE del 7 dicembre 2023 n. 414 ) che introduce le nuove modalità di incentivazione per sostenere l'energia da fonte rinnovabile prodotta in configurazioni di autoconsumo.

Di interesse la Direttiva (UE) 2022/2464 Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), sugli obblighi di rendicontazione societaria di sostenibilità che ha lo scopo di promuovere la trasparenza e la divulgazione di informazioni da parte delle imprese riguardo agli impatti ambientali, sociali e legati alla governance (ESG) delle loro attività, attraverso un rafforzamento degli obblighi di reporting da parte delle stesse, recepita con legge di delegazione UE

Con legge di delegazione Europea 2024 si è adeguata la normativa nazionale, tramite il recepimento delle direttive europee in diversi ambiti (tra cui la Direttiva (UE) 2023/2413 cd "RED III", la Direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori, la direttiva (UE) 2023/1791 del 13 settembre 2023, sull'efficienza energetica e che modifica il regolamento (UE) 2023/955) direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente.

Sul lato ambiente è di rilievo la tematica della riduzione delle emissioni di cui al la Direttiva 2023/959 del 10 maggio 2023 di modifica della precedente del 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione (ETS) , e la decisione (UE) 2015/1814, relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra ( estensione a Biomasse "a zero emissioni") nell'ottica del Green Deal, per conseguire la neutralità climatica nell'Unione entro il 2050.

Sull'ETS UE rileva la tematica delle autorizzazioni ambientali da coordinare con la nuova direttiva relativa alle emissioni industriali (IED). Infine, è stato emanato il nuovo codice appalti (Dlgs 36/23), efficace dal 1° luglio 2023.

Cambiamento climatico

L' attenzione verso il cambiamento climatico ed i suoi effetti sui business gestiti è tema ormai consolidato a livello internazionale. In tale contesto il Gruppo Acea descrive le proprie iniziative di mitigazione ed adattamento per fronteggiare i rischi inerenti il cambiamento climatico nella dichiarazione non finanziaria - e prossimamente nella rendicontazione ai sensi della Direttiva CSRD. Nel 2023 Acea ha pubblicato la seconda informativa climatica, allineata alle raccomandazioni TCFD. Tali informazioni, aggiornate nel 2024 grazie ad un progetto specifico sui rischi climatici, saranno integrate nella rendicontazione ai sensi della Direttiva CSRD.

La valutazione e, più specificamente, la quantificazione dei rischi legati al clima, richiede l'applicazione di analisi di scenario climatico ed assunzioni su sviluppi futuri altamente incerti, come sviluppi tecnologici, azioni del governo legate alle politiche climatiche, interventi regolatori o ancora evoluzioni di equilibri politici internazionali. Ad esempio un aspetto specifico emergente di attenzione, con riferimento ai rischi di transizione, riguarda la tipologia di impianti che ricadono nel regolamento dell'Emission Trading System europeo (EU-ETS): il settore del Waste to Energy monitora costantemente l'eventuale entrata dei termovalorizzatori a partire dal medio periodo.

Per i principali settori in cui il Gruppo opera, le azioni per il contenimento dei rischi collegati al cambiamento climatico si concretizzano, ad esempio, nella realizzazione di investimenti nelle infrastrutture per prevenire e/o mitigare gli impatti derivanti prevalentemente dai rischi fisici.

I rischi fisici prioritari già identificati ed in corso di rivalutazione sono siccità e stress idrico (principalmente per gli impianti idrici); precipitazioni estreme ed esondazioni (principalmente per le reti di distribuzione di energia); fulminazioni (principalmente per gli asset di produzione di energia). Per le analisi dei rischi fisici sono stati utilizzati due scenari sviluppati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). Con riferimento al breve periodo il management non rileva impatti specifici di rilevante entità derivanti da rischi legati al clima, da considerare nell'applicazione dei principi contabili. Il Gruppo in tutti i settori di attività persegue l'eccellenza dell'erogazione del servizio; questo comporta un costante impegno nello sviluppo di infrastrutture adeguate e nell'evoluzione della gestione delle medesime, con applicazione di innovazione tecnologica e digitalizzazione.

Con riferimento al medio-lungo periodo il management, nel proseguire la definizione di aggiornati piani di sviluppo ad oggi in corso di predisposizione, non ravvede ulteriori considerazioni specifiche da fattorizzare nell'applicazione dei principi contabili per la predisposizione di bilancio.

Il management ha valutato che tali investimenti non riducono o modificano l'aspettativa con riferimento ai benefici economici connessi all'utilizzo delle attività iscritte tra le immobilizzazioni materiali in quanto gli stessi hanno rilevanza regolatoria e dunque soggetti a meccanismi di ristoro specifici. Pertanto, non si è resa necessaria la rivisitazione critica della vita utile delle immobilizzazioni in bilancio. Con specifico riferimento alla vendita di commodity, il Gruppo monitora come potenziale effetto derivante dal rischio reputazionale la vita utile della customer base e delle valutazioni di bilancio ad essa correlate. L'andamento dei costi di acquisto delle materie prime insieme a quello dei derivati di copertura richiede un'attenta politica di monitoraggio dei fabbisogni e della copertura dei prezzi. L'andamento del costo delle commodity in derivazione degli effetti del cambiamento climatico potrebbe rendere onerosi taluni contratti di vendita. Inoltre, l'indisponibilità delle materie prime potrebbe rendere inefficaci coperture di flussi di cassa derivanti da transazioni future altamente probabili.

Infine, con particolare riferimento ai settori regolati, la presenza di rischi fisici cronici potrebbe portare ad una riduzione della qualità del servizio con conseguente sorgere di passività per penalità. Nello specifico fenomeni estremi come le alluvioni possono causare danni agli asset ed interruzioni del servizio (guasti, blackout, etc.) o, per la rete idrica, tracimazione degli scarichi collegati ai sistemi di acque reflue e torbidità delle fonti idriche. Tali ripercussioni possono influire sull'erogazione dei servizi in conformità alle leggi e regolamenti vigenti, con la conseguente possibilità di incorrere in sanzioni pecuniarie. Come precedentemente indicato, anche grazie agli interventi di mitigazione del rischio posti in essere, sono stati ipotizzati come invariati i potenziali impatti economico-finanziari associati ai rischi fisici.

Nel corso del 2023, Acea ha ottenuto la validazione da parte di Science Based Targets Initiative (SBTi) per il suo target di riduzione delle emissioni (al 2032), allineato alle indicazioni della scienza climatica. Il Gruppo, anche nel 2024 partecipa al Carbon Disclosure Project (CDP) sul tema delle emissioni di gas climalteranti e prosegue nel percorso di implementazione della propria governance climatica, arricchendo la sua progettualità volta all'identificazione dei rischi e alle analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo secondo le Raccomandazioni del Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD).

A seguito dell'ottenimento da Science Based Targets initiative (SBTi) della validazione dei propri obiettivi di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, dirette ed indirette, al 2032, Acea si è impegnata nel monitoraggio della traiettoria dei propri impegni.

Tale giudizio rappresenta un importante riconoscimento del percorso di decarbonizzazione intrapreso dal Gruppo a sostegno della transizione energetica. I target prefissati sono di: ridurre del 56% le emissioni per MWh di energia prodotta (scope 1), ridurre del 32% le emissioni indirette, conseguenti agli usi dell'energia elettrica (scope 2), del 56% quelle derivanti dalla produzione energetica e dall'approvvigionamento e rivendita di energia, oltre alla riduzione del 30% delle emissioni dovute al gas distribuito e venduto ai clienti.

Contesto Geopolitico

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una dinamica economica su cui hanno influito diversi fattori, di carattere geopolitico oltre che economico: conflitti irrisolti, come in primis quello russo-ucraino e come quello conflitto Israele-Hamas. L'economia globale sta tuttavia normalizzando e seguendo il trend visto nel 2023 gran parte degli squilibri stanno rientrando. Nel primo semestre 2024 continua il rilassamento delle tensioni sui mercati energetici che stanno rientrando quasi ai livelli precrisi energetica dato anche il progressivo consolidarsi di fondamentali ribassisti: domanda in crollo, temperature invernali/autunnali miti, stoccaggi costantemente su livelli massimi storici, produzione idroelettrica e disponibilità nucleare francese in recupero dall'Annus horribilis 2022.

Nonostante la resilienza economica registrata dall'inizio del 2023, grazie ai progressi sul fronte della riduzione dell'inflazione rispetto ai picchi registrati nel 2022, l'attività economica è ancora al di sotto dei suoi obiettivi prepandemici, soprattutto nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo. Tra le cause del rallentamento il rapporto indica la guerra in Ucraina, la crescente frammentazione dell'economia e alcune cause più cicliche come la stretta monetaria antinflazione, il ritiro degli aiuti pubblici e gli eventi climatici

estremi. Inoltre, qualora il conflitto Israele-Hamas dovesse estendersi oltre la Striscia di Gaza le conseguenze potrebbero essere molto gravi anche sul piano economico, fermo restando l'emergenza umanitaria e politica già in essere.

Passando alle commodity, dopo il rialzo del prezzo del petrolio di inizio anno, sia la quotazione Brent che quella del WTI sono scese e con il possibile taglio della produzione dell'OPEC, una delle più condivise previsioni per il prezzo del petrolio per il secondo semestre del 2024 è che il prezzo aumenterà, il Brent, nello specifico, da inizio giugno è passato da 77\$ a 82\$, grazie ad un movimento rialzista del +6,5%.

È necessario ricordare che il Public Statement dell'ESMA del 28 ottobre 2022, tratta proprio gli effetti dell'invasione russa dell'Ucraina sulle rendicontazioni finanziarie redatte seguendo il principio IAS34. Lo Statement ha quindi l'obiettivo di fornire agli organi di amministrazione e controllo delle società regolate una serie di raccomandazioni in merito al processo di produzione dell'informativa di bilancio, con particolare enfasi sui controlli necessari per verificare eventuali riduzioni di valore (impairment test) delle attività non finanziarie.

Lo Statement sottolinea che il cambio di approccio strategico, commerciale e finanziario delle aziende successivo al conflitto ha incrementato notevolmente il rischio di impatti significativi su valore contabile delle attività e passività di bilancio. Lo Statement suggerisce quindi di rivedere ed eventualmente aggiornare le considerazioni fatte per i bilanci di fine anno, in particolare le assunzioni e le ipotesi alla base del calcolo dei flussi prospettici e degli altri elementi che concorrono alla stima del valore recuperabile.

L'ESMA ricorda poi che al fine di valutare l'esistenza di possibili indicazioni di riduzione di valore delle attività non finanziarie ricomprese nello scope dello IAS 36 (Impairment Testing), è necessario considerare tutte le fonti informative, sia di natura esterna che interna, per valutare se gli effetti della situazione geopolitica rappresentino possibili indicazioni di riduzione di valore delle stesse attività. Lo Statement sottolinea inoltre che il notevole aumento del livello generale di incertezza causato dal conflitto richiede di valutare attentamente (nel contesto di stima del valore recuperabile attraverso il metodo del Value in Use) i dati finanziari previsionali utilizzati. A tal fine, L'ESMA ritiene che, a seconda del tipo di attività da controllare e del relativo livello di rischio, può essere necessario sviluppare scenari multipli attorno ai dati previsionali considerati, supportati da parametri e input di stima ragionevoli e realistici. Sempre in tal senso, dovrà comunque esserci consistenza tra i dati previsionali utilizzati e le assunzioni associate agli stessi per i controlli di valore, nonché tra le scelte e i piani strategici formulati dalle imprese successivamente alla situazione di tensione geopolitica.

Con riferimento al tasso di sconto utilizzato per la stima del valore recuperabile, lo Statement sottolinea e ricorda che lo stesso dovrà riflettere le attuali condizioni di mercato e le caratteristiche di rischio specifico associate alle specifiche attività oggetto di impairment test (escludendo il rischio delle attività già riflesso nei flussi previsionali). Lo Statement sottolinea infine che i rischi associati ai fenomeni di aumento dei tassi di interesse di mercato e del tasso di inflazione potrebbero aver un impatto anche sul tasso di sconto da utilizzare ai fini della stima del valore recuperabile delle attività per riflettere gli stessi fenomeni, a meno che gli stessi rischi non siano già riflessi nel calcolo dei flussi previsionali utilizzati.

Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica

Per Acea le collaborazioni, le partnership e i sistemi di imprese rappresentano driver fondamentali per il posizionamento ed il presidio del Gruppo nell'ecosistema dell'innovazione e per aprire nuovi canali privilegiati di accesso a idee, opportunità di business, opportunità tecnologiche, ricerca accademica e nuovi talenti.

Acea ha aderito a numerose tipologie di partnership e collaborazioni legate all'innovazione; infatti, da diversi anni il Gruppo partecipa in modo attivo nell'ecosistema dell'innovazione italiana e internazionale, scambiando best practice ed esperienze.

Si segnalano, a tal proposito ROAD (Rome Advanced District) un progetto nato da un'idea di ENI, in collaborazione anche con Autostrade per l'Italia, Cisco, Ferrovie dello Stato, Bridgestone e NextChem con l'obiettivo di creare un luogo che diventi un centro di conoscenza e ricerca avanzata per sviluppare soluzioni per un futuro sostenibile, CTE (Casa delle Tecnologie Emergenti) di Roma un living lab all'interno della stazione Tiburtina, realizzato da Roma Capitale con il cofinanziamento del MISE e degli altri corporate partner della CTE con l'obiettivo di supportare i nuovi attori dell'ecosistema dell'innovazione, Zero Accelerator un acceleratore di startup nato dalla collaborazione tra la Rete Nazionale CDP Venture Capital SGR - Fondo Nazionale Innovazione, Eni, LVenture Group ed ELIS per supportare le migliori startup e PMI innovative che sviluppano progetti e soluzioni in ambito greentech/cleantech, Fondazione Rome Technopole che rappresenta l'ecosistema di innovazione del Lazio che aggrega università, centri di ricerca, Regione Lazio, Comune di Roma, Camere di commercio, Unindustria e imprese innovative. Infine, si è attivata una partnership con NTT Data, multinazionale con sede a Tokyo, per un programma di Open Innovation annuale.

Lo sviluppo del personale

Le Persone rappresentano per ogni organizzazione un asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale in trasformazione. Acea presta ascolto alle esigenze delle proprie persone ed elabora una People Strategy declinata in progetti e iniziative.

Acea annualmente redige un piano Equality & Care che raccoglie gli obiettivi e i relativi progetti sia in ambito diversity & inclusion sia in ambito di welfare aziendale. Nel corso del 2022 Acea è stata inserita dal Financial Times e Statista nella classifica dello speciale "Europe's Diversity Leaders 2023" e per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione.

In Acea è sviluppato un sistema integrato di welfare aziendale, fondato sull'ascolto dei dipendenti e dei loro fabbisogni e declinato attraverso sei pilastri fondamentali: salute, benessere psicofisico, famiglia, misure di conciliazione, agevolazioni economiche e previdenza complementare. Numerose iniziative sono state attuate per implementare i pilastri del welfare, come, ad esempio, campagne di prevenzione sanitaria, servizi di supporto per il benessere psico-fisico e di sostegno alla genitorialità. Tali tematiche vengono condivise in un Comitato Bilaterale, composto dai rappresentanti delle Società del Gruppo e delle Organizzazioni Sindacali.

Nell'ambito dei processi di formazione del Gruppo è stata costituta l'Accademy "Acea Business School" che eroga corsi in ambito manageriale, di ruolo, governance e digitale, rivolti a tutto il Gruppo e progettati con partner qualificati (Università, Business School, Centri di ricerca, ecc.).

Il Gruppo Acea si è inoltre aggiudicato un bando pubblico per progetti a favore della Maternità e che pertanto saranno finanziati nuovi servizi che supporteranno le lavoratrici Donne nella fase della maternità, per un efficace supporto e reintegrazione nell'ambito lavorativo. Inoltre, è stato sottoscritto il codice di Autodisciplina nel quale il Gruppo Acea conferma il suo impegno nella promozione di un ambiente di lavoro equo e sostenibile, valorizzando il contributo delle donne lavoratrici e supportando le loro necessità durante le diverse fasi di vita, con particolare attenzione al periodo della maternità. Il Gruppo Acea è, infatti, da sempre impegnato nell'attuazione di politiche di welfare e nel rafforzamento delle iniziative a favore delle madri lavoratrici anche attraverso l'adozione della "Carta della Persona e della Partecipazione" e c della certificazione UNI/PDR 125:2022 nel 2022, rinnovata per l'anno 2023.

La gestione sostenibile della catena di fornitura

Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori. Nell'affrontare tale percorso, in tema di green procurement, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche aspetti premianti, non obbligatori.

Acea da sempre è al servizio del territorio e del cittadino e tiene in grande considerazione il confronto con la catena di fornitura per essere sempre più efficiente nelle risposte alle sollecitazioni che provengono dal territorio.

La nascita di una filiera sostenibile dipende dall'autocontrollo di ciascuna impresa, ma anche da accordi tra tutti i membri della filiera. Una collaborazione che consente di avere rapporti più trasparenti e chiari che contribuiscono alla creazione di valore condiviso attraverso:

  • Valutazione Ecovadis
  • Acquisti verdi
  • Due Diligence reputazionali
  • Sistemi di Gestione Verifiche sulla Catena di Fornitura
  • Vendor rating

  • Sostenibilità e sicurezza

  • Valutazione rischio cyber.

La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Acea realizza costanti campagne di sensibilizzazione sul tema, con l'obiettivo di incidere profondamente sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità delle proprie persone. Ha adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Altrettante iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento circa i temi su esposti riguardano appaltatori e sub appaltatori di Acea, partner fondamentali per la realizzazione dei business lungo la catena del valore. La sicurezza vista come strategia, e non solo come compliance, si basa sulla possibilità di misurare e monitorare i risultati in un approccio manageriale. Acea, nell'ambito del percorso di miglioramento continuo che ha intrapreso, orientato alla prevenzione e riduzione del fenomeno infortunistico, mette a disposizione di tutte le proprie persone uno strumento valido ed efficace ai fini di una partecipazione attiva all'analisi dell'andamento degli indicatori; tale aspetto è spesso considerato rivelatore del livello di maturità della cultura della sicurezza e della cultura del miglioramento in un'organizzazione. Azioni di miglioramento basate sulla constatazione che vi sono margini da perseguire (ad es. azioni per ridurre l'incidenza di alcuni tipi di infortunio) ed azioni di consolidamento (ad es. mantenimento risultati positivi, crescita della resilienza organizzativa), rappresentano il naturale percorso del miglioramento continuo in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Aree Industriali

I macrosettori in cui opera ACEA sono articolati nelle aree industriali di seguito elencate: Acqua, Reti e Illuminazione Pubblica, Ambiente, Produzione, Commerciale ed Engineering & Infrastructure Projects.

Andamento delle Aree di attività

Risultati economici per area di attività

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si fa presente che tra i ricavi è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria) consolidate con il metodo del patrimonio netto, mentre l'Area Acqua comprende anche i bilanci delle società operanti nella distribuzione del gas ed ASM Terni.

€milioni
30/06/2024
Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Produzione Commerciale Engineering
&
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 722 45 348 153 45 860 61 70 (310) 1.994
Costi 355 28 127 117 27 780 57 84 (310) 1.265
Margine
Operativo Lordo
367 18 221 36 18 80 4 (14) 0 729
Ammortamenti
e perdite di
valore
210 8 81 28 9 34 3 17 0 390
Risultato
Operativo
157 10 140 8 8 46 1 (32) 0 339
Investimenti 343 3 149 22 12 32 1 5 0 568
€milioni
30/06/2023
Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Produzione Commerciale Engineering
&
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 728 49 314 167 74 1.232 61 69 (386) 2.309
Costi 375 31 128 125 43 1.177 58 88 (386) 1.639
Margine
Operativo Lordo
353 19 186 42 31 55 3 (19) 0 670
Ammortamenti
e perdite di
valore
200 8 72 28 10 34 4 15 0 370
Risultato
Operativo
153 11 114 15 21 21 (1) (34) 0 300
Investimenti 337 2 129 18 25 24 2 10 0 548
Dati operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Volumi acqua Mm3 255,8 252,3 3,5 1,4%
Energia consumata GWh 365,0 355,7 9,3 2,6%
Fanghi smaltiti KTon 78,7 88,7 (10,0) (11,2%)
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 721,8 728,3 (6,4) (0,9%)
Costi 354,6 375,0 (20,4) (5,4%)
Margine Operativo Lordo 367,2 353,3 13,9 3,9%
Risultato Operativo 156,9 152,9 3,9 2,6%
Dipendenti Medi 3.967 3.989 (22) (0,6%)
Investimenti 343,1 337,5 5,6 1,7%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Acqua 367,2 353,3 13,9 3,9%
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 50,4% 52,7% (2,3 p.p.)

L'EBITDA dell'Area si attesta al 30 giugno 2024 a € 367,2 milioni e registra un incremento di € 13,9 milioni rispetto al 30 giugno 2023 (+ 3,9%). La variazione in aumento deriva in prevalenza dai maggiori margini derivanti dalla crescita tariffaria relativi a partite non passanti (+ € 27,0 milioni) in prevalenza su ACEA Ato2, Gori e SII, conseguenza del crescente volume degli investimenti. Compensano in parte tale incremento i minori altri ricavi (€ 10,0 milioni) in particolare imputabili a Gori per minori contributi e crediti di imposta (- € 5,8 milioni) e per la restante parte in prevalenza ad ASM Terni come conseguenza dal passaggio nel 2024 delle attività di fatturazione dei clienti finali dei Comuni gestisti da CNS – Cosp Tecno Service a quest'ultimo.

Il contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto, pari a € 4,2 milioni, risulta in riduzione rispetto al precedente esercizio (- € 8,5 milioni) e risulta influenzato in prevalenza dalla svalutazione dei progetti non realizzati delle società DropMI e Aqua Iot (- € 5,5 milioni). Al netto di tale effetto la variazione in riduzione pari ad € 3,0 milioni è riconducibile ai maggiori ammortamenti connessi alla crescita degli investimenti. Di seguito si rappresenta in dettaglio il contributo all'EBITDA delle società valutate a patrimonio netto:

€ milioni 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Publiacqua 2,2 5,0 (2,9) (57,0%)
Gruppo Acque 5,1 5,4 (0,3) (5,6%)
Umbra Acque 1,7 1,8 (0,1) (6,1%)
Nuove Acque e Intesa Aretina 1,1 0,2 0,9 n.s.
Geal 0,1 0,2 (0,1) (43,2%)
Umbria Distribuzione Gas (0,4) 0,1 (0,5) n.s.
DropMi e Aqua Iot (5,5) 0,0 (5,5) n.s.
Totale 4,2 12,8 (8,5) (66,7%)

La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute e di quanto previsto dall'aggiornamento tariffario al quarto periodo regolatorio 2024-2029 (MTI-4) in relazione alle componenti certe e già quantificabili al 30 giugno 2024. Per maggiori informazioni si rinvia a quanto rappresentato nell'apposito paragrafo sull'informativa ai servizi in concessione.

L'organico medio al 30 giugno 2024 pari a 3.967 unità si riduce rispetto al 30 giugno 2023 di 22 unità principalmente imputabili ad ACEA Ato2 (- 15 unità) e Gori (- 13 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 343,1 milioni con un incremento di € 5,6 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Gli investimenti si riferiscono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento

e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici).

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del primo semestre 2024 comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI.

Società
valori pro quota in € milioni
Ricavi da SII FONI
FNI = 24,7
ACEA Ato2 379,1 AMMFoNI = 14,3
FNI = 0,4
ACEA Ato5 41,8 AMMFoNI = 3,2
GORI 124,0 -
Acque 38,3 -
Publiacqua 53,0 AMMFoNI = 8,4
Acquedotto del Fiora 58,9 AMMFoNI = 6,9
Gesesa 8,0 -
FNI = 0,4
Nuove Acque 4,6 AMMFoNI = 0,6
Geal 4,9 AMMFoNI = 0,6
Acea Molise 2,9 -
SII 23,3 AMMFoNI = 0, 1
FNI = 0,8
Umbra Acque 18,4 AMMFoNI = 1,3

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali

Dati operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Volumi Acqua Mm3 27,6 28,1 (0,5) (1,7%)
Volumi immessi in rete Mm3 21,8 21,4 0,4 2,0%
Numero di clienti (utenze servite) Numero 124.828 123.950 878 0,7%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 45,3 49,2 (3,9) (7,9%)
Costi 27,7 30,6 (2,9) (9,4%)
Margine Operativo Lordo 17,6 18,6 (1,0) (5,5%)
Risultato Operativo 9,9 10,7 (0,7) (7,0%)
Dipendenti Medi 1.614 2.531 (916) (36,2%)
Investimenti 3,4 1,7 1,7 102,7%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Acqua (Estero) 17,6 18,6 (1,0) (5,5%)
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 2,4% 2,8% (0,4 p.p.)

L'Area comprende attualmente le società che gestiscono il servizio idrico in America Latina e chiude il primo semestre del 2024 con un EBITDA di € 17,6 milioni in lieve riduzione rispetto al 30 giugno 2023 per € 1,0 milioni in prevalenza per i minori margini di Acea Dominicana (- € 1,4 milioni) influenzati dal termine di un contratto con un cliente significativo compensati in parte dal Consorcio Acea Lima Norte che registra un miglioramento per € 0,6 milioni.

L'organico medio al 30 giugno 2024 si attesta a 1.614 unità e risulta in riduzione rispetto al 30 giugno 2023 di 916 unità in prevalenza come conseguenza della fine del contratto triennale per la gestione delle stazioni di pompaggio acqua potabile di Lima gestite dal Consorcio Acea (- 799 unità).

Gli investimenti del periodo si attestano ad € 3,4 milioni in aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ € 1,7 milioni) e risultano quasi interamente riferibili agli investimenti effettuati da Aguas de San Pedro in relazione alla gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula, in Honduras.

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali

Dati operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
EE distribuita GWh 4.337 4.314 22 0,5%
Nr. Clienti N/1000 1.666 1.658 9 0,5%
Km di Rete (MT/BT) Km 32.290 31.922 368 1,2%
Gruppi di Misura 2G Numero 218.941 164.735 54.206 32,9%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 347,6 314,3 33,2 10,6%
Costi 126,7 128,2 (1,4) (1,1%)
Margine Operativo Lordo 220,8 186,2 34,7 18,6%
Risultato Operativo 140,2 113,9 26,3 23,1%
Dipendenti Medi 1.244 1.283 (39) (3,0%)
Investimenti 149,2 128,8 20,4 15,9%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Reti e
Illuminazione Pubblica
220,8 186,2 34,7 18,6%
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 30,3% 27,8% 2,5 p.p.

L'EBITDA dell'Area al 30 giugno 2024 si è attestato a € 220,8 milioni e registra un incremento di € 34,7 milioni rispetto al 30 giugno 2023. L'EBITDA di areti risulta in aumento per € 34,6 milioni come conseguenza della crescita delle tariffe regolate (+ € 33,8 milioni - WACC da 5,2% a 6,0%) e per il rilascio del debito per agevolazione tariffaria pensionati (+ € 5,0 milioni), compensato in parte dai minori ricavi derivanti dal piano resilienza (- € 5,6 milioni); al 30 giugno 2024 areti ha distribuito ai clienti finali 4.337 GWh in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.

L'EBITDA della pubblica illuminazione, per la gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Roma, registra un peggioramento di € 0,6 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio per diverso cronoprogramma attività di manutenzione extra ordinaria e nuove realizzazioni.

L'organico medio presenta un lieve riduzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (- 39 unità).

Gli investimenti si attestano a € 149,2 milioni, registrano un incremento pari ad € 20,4 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Gli investimenti effettuati si riferiscono ad areti e sono dovuti principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione"; tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore della pubblica illuminazione contribuisce per € 0,9 milioni.

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali

Dati operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Conferimenti a WTE KTon 161,0 194,3 (33,3) (17,1%)
Rifiuti in TMB e Discarica KTon 226,0 234,1 (8,2) (3,5%)
Conferimenti in Impianti di Compostaggio KTon 79,6 80,5 (1,0) (1,2%)
Conferimenti in Impianti di Selezione KTon 166,9 171,8 (4,9) (2,8%)
Rifiuti intermediati KTon 84,8 83,4 1,4 1,7%
Liquidi trattati presso Impianti KTon 141,4 167,8 (26,4) (15,7%)
Rifiuti prodotti KTon 228,6 255,0 (26,4) (10,3%)
Energia Elettrica ceduta netta WTE GWh 115,2 143,6 (28,4) (19,8%)
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 153,0 166,9 (14,0) (8,4%)
Costi 117,0 124,5 (7,5) (6,0%)
Margine Operativo Lordo 35,9 42,4 (6,5) (15,3%)
Risultato Operativo 7,9 14,9 (7,0) (47,2%)
Dipendenti Medi 849 882 (33) (3,8%)
Investimenti 21,7 18,3 3,4 18,6%
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Ambiente 35,9 42,4 (6,5) (15,3%)
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 4,9% 6,3% (1,4 p.p.)

L'Area Ambiente chiude il primo semestre 2024 con un livello di EBITDA pari a € 35,9 milioni in riduzione di € 6,5 milioni (- 15,3% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio). La variazione è dovuta ai minori margini sul WTE dovuti in parte allo scenario energetico (-37€/MWh rispetto al 30 giugno 2023) in prevalenza sull'impianto di San Vittore (- € 4,0 milioni), del peggioramento delle performance sul recycling (- € 2,2 milioni) influenzati dai minori volumi e dei minori conferimenti dei liquidi trattati (- € 1,2 milioni) solo parzialmente compensati dai maggiori margini in TMB-Discarica (+ € 1,3 milioni).

L'organico medio al 30 giugno 2024 si attesta a 849 unità e risulta in lieve riduzione rispetto al 30 giugno 2023.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 21,7 milioni (+ € 3,4 milioni rispetto al 30 giugno 2023) la variazione si riferisce in prevalenza ad investimenti effettuati da Acea Ambiente (€ 6,3 milioni) in gran parte per miglioramenti impiantistici eseguiti nell'impianto di WTE di Terni, negli impianti di San Vittore e Aprilia compensata dalla riduzione registrata da AS Recycling (- € 3,5 milioni) riferibile principalmente alla costruzione dell'impianto di selezione della plastica CSS di Borgorose nel precedente esercizio.

Dati Operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Energia prodotta GWh 253,9 336,0 (82,1) (24,4%)
di cui idro GWh 157,7 239,3 (81,6) (34,1%)
di cui termo GWh 96,2 96,8 (0,6) (0,6%)
Energia prodotta (fotovoltaico) GWh 67,0 73,0 (6,0) (8,2%)
Energia prodotta (cogenerazione) GWh 26,9 14,9 12,0 80,5%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 45,1 74,0 (28,9) (39,1%)
Costi 27,4 43,2 (15,7) (36,5%)
Margine Operativo Lordo 17,7 30,8 (13,2) (42,7%)
Risultato Operativo 8,2 20,8 (12,6) (60,7%)
Dipendenti Medi 98 97 1 1,0%
Investimenti 11,6 25,3 (13,7) (54,1%)
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Produzione 17,7 30,8 (13,2) (42,7%)
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 2,4% 4,6% (2,2 p.p.)

L'EBITDA al 30 giugno 2024 si è attestato a € 17,7 milioni e registra una riduzione di € 13,2 milioni,rispetto al 30 giugno 2023, imputabile in prevalenza ad Acea Produzione (- € 14,6 milioni) come conseguenza dei minori margini sull'energia prodotta da impianti idroelettrici influenzati sia dall'effetto prezzo per € 4,4 milioni (- € 40/MWh) che dalle minori quantità prodotte per € 5,3 milioni (- 81 GWh) come conseguenza delle minori piogge.

L'EBITDA del comparto fotovoltaico, registra un miglioramento di € 1,0 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente.

L'organico medio risulta in lieve incremento (1 unità) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio; si specifica che le società fotovoltaiche non hanno personale dipendente.

Gli investimenti si attestano a € 11,6 milioni e registrano un decremento di € 13,7 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio principalmente per effetto dei minori investimenti registrati da Acea Solar per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali. Gli investimenti di Acea Produzione risultano pari ad € 3,6 milioni, in linea con il medesimo periodo del precedente esercizio e riguardano prevalentemente i lavori di riqualificazione e manutenzione degli impianti idroelettrici.

Dati operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Energia Elettrica venduta Libero GWh 2.182,6 2.693,4 (510,9) (19,0%)
Energia Elettrica venduta Tutela Graduale GWh 84,4 58,8 25,6 43,6%
Energia Elettrica venduta Tutela GWh 424,8 544,4 (119,7) (22,0%)
Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) N 708.161 570.467 137.694 24,1%
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela Graduale (P.O.D.) N 84.982 113.589 (28.607) (25,2%)
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) N 476.536 527.978 (51.442) (9,7%)
Gas Venduto MSmc 117,4 114,7 2,7 2,3%
Gas Nr. Clienti Libero N 364.059 272.219 91.840 33,7%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 859,9 1.232,3 (372,4) (30,2%)
Costi 779,8 1.176,8 (397,0) (33,7%)
Margine Operativo Lordo 80,0 55,5 24,5 44,2%
Risultato Operativo 46,1 21,4 24,7 115,4%
Dipendenti Medi 446 459 (13) (2,9%)
Investimenti 32,3 23,7 8,6 36,4%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Commerciale 80,0 55,5 24,5 44,2%
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 11,0% 8,3% 2,7 p.p.

L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude il primo semestre del 2024 con un livello di EBITDA pari a € 80,0 milioni, in aumento rispetto al 2023 di € 24,5 milioni. La variazione è imputabile in prevalenza ad Acea Energia (+ € 28,6 milioni) come conseguenza del netto miglioramento del margine Energia e Gas (+ € 32,8 milioni), parzialmente compensato dai maggiori costi operativi sostenuti (€ 2,1 milioni) e della riduzione su margini sulle attività di e-mobility, smart services e smart comp (- € 1,7 milioni). La variazione dell'area risente inoltre dei minori margini sulle attività di e-mobility, smart services e smart comp (- € 3,9 milioni) di Acea Innovation, a seguito della conclusione dei cantieri avviati e conclusi nel precedente esercizio. In merito agli effetti sul primo margine energia si rileva:

  • un miglioramento del margine relativo al mercato libero elettrico (+ € 26,8 milioni) trainato dal segmento retail, dove si evidenzia sia un aumento dei clienti (+ 30%) e della marginalità unitaria (+ 42%); il margine relativo al Servizio a Tutele Graduali si attesta invece ad € 3,3 milioni;
  • una riduzione dei margini relativi al Servizio della maggior Tutela (- € 4,9 milioni) in parte dovuta alla assegnazione automatica dei clienti non domestici e microimprese (cosiddetti "Altri usi") al Servizio a Tutele Graduali attivato dal 1° aprile 2023, ed in parte alla "naturale" fuoriuscita dei clienti dal Servizio maggior Tutela verso il Mercato Libero (- 22 %), non compensata dall'applicazione di tariffe superiori;
  • un miglioramento del margine relativo al mercato del gas per € 9,2 milioni; Tale variazione discende dall'effetto combinato della crescita dei ricavi complessivi e dalla riduzione dei relativi costi di competenza. Si segnala che rispetto a giugno 2023, i ricavi e i costi di vettoriamento hanno subito una crescita proporzionale per effetto dell'aumento degli oneri generali di sistema, in particolare della componente UG2 che nel 2023 era negativa. Con riferimento alle performance, si segnala nel settore B2C, la crescita della Customer Base Media (+ 32%) e i maggiori volumi in vendita (+ 25%), nel settore B2B un aumento della Customer Base Media (+ 6%) ed una riduzione dei Volumi (-33%) per effetto dell'uscita di un grande Cliente con Remi diretta (con un solo PDR);
  • un incremento del margine "Energy Management" concernente l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici (+ € 0,7 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio).

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 30 giugno 2024 si è attestata a 446 unità in lieve riduzione rispetto al 30 giugno 2023 per 13 unità.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 32,3 milioni, in lieve incremento (+ € 8,6 milioni) rispetto al 30 giugno 2023. Gli investimenti complessivi sono in prevalenza riferibili ad Acea Energia e si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 11,3 milioni) compensati dai minori investimenti in software e servizi implementativi (- € 2,0 milioni). Contribuiscono agli investimenti dell'Area i progetti di smart services ed e-mobility (€ 0,9 milioni) sviluppati da Acea Innovation.

Dati Operativi U.M. 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Numero progetti Numero 25 29 (5) (16,1%)
Numero cantieri EPC Numero 11 22 (11) (50,0%)
Numero ispezioni sicurezza Numero 7.770 7.692 78 1,0%
Numero determinazioni Numero 560.208 500.639 59.569 11,9%
Numero campionamenti Numero 17.373 16.784 589 3,5%
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 61,3 61,1
0,2
0,3%
Costi 57,3 58,4 (1,1) (2,0%)
Margine Operativo Lordo 4,0 2,6 1,4 51,5%
Risultato Operativo 1,0 (0,9) 2,0 n.s.
Dipendenti Medi 468 478 (11) (2,2%)
Investimenti 1,3 2,3 (1,0) (43,2%)
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Engineering &
Infrastructure Projects
4,0 2,6 1,4 51,5%
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale 0,5% 0,4% 0,2 p.p.

L'EBITDA dell'Area al 30 giugno 2024 si è attestato a € 4,0 milioni in aumento rispetto al precedente esercizio per € 1,4 milioni. La variazione è attribuibile a SIMAM (+ € 0,4 milioni) in conseguenza di un incremento generalizzato delle attività, ad Acea Infrastructure (+ € 0,6 milioni) e in parte ad Ingegnerie Toscane (+ € 0,3 milioni).

L'organico medio al 30 giugno 2024 si attesta a 468 unità e risulta in diminuzione rispetto al 30 giugno 2023 (erano 478 unità). La variazione è imputabile in prevalenza ad Acea Infrastructure (+ 8 unità).

Gli investimenti si attestano a € 1,3 milioni, in riduzione di € 1,0 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio a seguito di minori investimenti per sistemi informativi e apparecchiature Acea Infrastructure nonché per i minori sviluppi di commesse di SIMAM.

Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi 69,9 69,2 0,7 1,0%
Costi 84,1 88,3 (4,2) (4,7%)
Margine Operativo Lordo (14,2) (19,0) 4,9 (25,5%)
Risultato Operativo (31,6) (33,7) 2,0 (6,0%)
Dipendenti Medi 779 726 53 7,3%
Investimenti 5,0 10,3 (5,3) (51,4%)
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni
30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Corporate (14,2) (19,0) 4,9 (25,5%)
Margine operativo lordo GRUPPO 729,1 670,4 58,7 8,8%
Peso percentuale (1,9%) (2,8%) 0,9 p.p.

Corporate chiude al 30 giugno 2024 con un EBITDA negativo di € 14,2 milioni in miglioramento allo stesso periodo del 2023 per € 4,9 milioni. La variazione è da ricondurre principalmente alla riduzione dei costi esterni per € 1,3 milioni ed ai minori costi del personale per € 2,9 milioni. La variazione dei costi esterni è in parte dovuta a minori spese di comunicazione e rappresentanza e da minori costi per consumi di energia elettrica. La riduzione del costo del personale è dovuta all'eliminazione dell'obbligazione cumulata per agevolazione tariffaria pensionati iscritta in bilancio (€ 9,4 milioni) in parte compensata da maggiori costi derivanti dall'incremento dell'organico e da minore personale capitalizzato.

L'EBIT risulta negativo per € 31,6 milioni, in miglioramento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio di € 2,0 milioni come conseguenza, da un lato del miglioramento dell'EBITDA e dall'altro da maggior accantonamenti a fondo rischi e oneri, principalmente relativi alla stima del beneficio una tantum da corrispondere ai pensionati a titolo di stralcio definitivo dell'agevolazione tariffaria pensionati (+ € 3,5 milioni), in parte compensati da minori ammortamenti.

L'organico medio al 30 giugno 2024 si attesta a 779 unità, in aumento rispetto al 2023 di 53 unità.

Gli investimenti si attestano ad € 5,0 milioni (€ 10,3 milioni al 30 giugno 2023) in riduzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e si riferiscono principalmente a licenze software, sviluppi informatici e ad investimenti sulle sedi ad uso aziendale.

Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente

Acea: Pubblicazione del secondo Green Bond Report

Il 12 gennaio 2024 è stato pubblicato il secondo Green Bond Allocation & Impact Report per gli anni 2019, 2020, 2021 e 2022, relativo al prestito obbligazionario in formato green di importo complessivamente pari ad € 900 milioni, a valere sul programma EMTN, ed articolato in due serie, di cui una di € 300 milioni e scadenza nel 2025 ed un'altra di € 600 milioni e scadenza nel 2030, emesso nell'ambito del Green Financing Framework del Gruppo Acea e destinato a finanziare progetti relativi alla protezione della risorsa idrica, all'efficienza energetica, allo sviluppo dell'economia circolare e all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Acea: Vinti due appalti nel centro sud per opere idrauliche e la digitalizzazione delle reti

Il 17 gennaio 2024, ACEA Infrastructure – società del Gruppo ACEA che si occupa di progettazione e di servizi ingegneristici e tecnologici – si è aggiudicata due gare d'appalto in Molise e in Puglia per un totale di circa € 2,1 milioni.

Acea: Top Employers Italia 2024

Il 18 gennaio 2024, il Gruppo Acea, per il terzo anno consecutivo, ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie del personale e della loro attuazione, con l'obiettivo di contribuire al benessere delle persone, a migliorare l'ambiente e il mondo del lavoro.

Acea: al via i primi servizi di flessibilità elettrica a Roma con il progetto RomeFlex

Il 05 febbraio ACEA ha comunicato l'avvio dei primi servizi di flessibilità elettrica a Roma attraverso il progetto RomeFlex, volto a realizzare un evoluto mercato della flessibilità al fine di regolare la quantità di elettricità immessa in rete in modo tale che l'offerta corrisponda alla domanda

Acea, un milione di nuovi contatori smart installati sulla rete elettrica di Roma

Il 21 febbraio ACEA ha comunicato che alla fine di gennaio risultavano installati sulla rete elettrica di Roma 1 milione di nuovi contatori smart; l'avanzata tecnologia degli Smart Meter 2G "Rometrix" consente una maggiore trasparenza dei consumi e la possibilità di ottimizzare l'efficienza energetica e ridurre gli sprechi.

Acea: Carbon Disclosure Project (CDP)

Il 22 febbraio 2024, la Carbon Disclosure Project (CDP) ha comunicato la promozione di ACEA tra i leader del contrasto al cambiamento climatico. L'Azienda ha ottenuto il rating "A-", migliorando la valutazione "B" dello scorso anno nel Questionario CDP-Climate. ACEA si posiziona nella fascia "Leadership" con le imprese più impegnate nella lotta al climate change, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, collocandosi sopra la media europea (rating B) e delle energy utility (rating B).

Acea: Protocollo d'intesa MIM-Acea

Il 27 febbraio 2024, ACEA ha sottoscritto un Protocollo d'intesa triennale con il Ministro dell'Istruzione e del Merito per promuovere attività per l'educazione a un corretto utilizzo delle risorse idriche negli istituti primari e secondari di I grado.

Acea: Approvato Piano Industriale 24-28: Persone per infrastrutture sostenibili

Il 5 marzo 2024, il Consiglio di Amministrazione di Acea, ha approvato il Piano Industriale 2024-2028 che rafforza il ruolo del Gruppo ACEA quale operatore infrastrutturale – focalizzato sulle attività regolate – in un contesto in forte evoluzione che offre importanti opportunità di investimento: nell'acqua, per l'ammodernamento dell'infrastruttura; nell'elettrico, per la resilienza delle reti; nell'ambiente, per l'economia circolare. La centralità delle persone, la forte disciplina sui costi e sugli investimenti e l'ottimizzazione della struttura finanziaria rappresentato i pilastri del Piano, che prevede un significativo incremento dei capex e un crescente valore per gli azionisti.

Fitch Ratings migliora l'outlook di Acea

Il 20 marzo Fitch Ratings ha migliorato l'outlook di ACEA da "Negativo" a "Stabile", confermando il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) a "BBB+", lo Short-Term IDR a "F2" e il Long-Term Senior Unsecured Rating a "BBB+".

Acea: Assemblea approva Bilancio 2023

Il 12 aprile l'Assemblea Ordinaria degli Azionisti di ACEA SpA ha approvato il Bilancio di Esercizio al 31 dicembre 2023, deliberato la destinazione dell'utile di esercizio 2023 e nominato Consigliere di Amministrazione Yves Rannou.

Acea: Protocollo con Prefettura di Roma per sicurezza nei cantieri e tutela della legalità

Il 22 aprile il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e l'Amministratore Delegato di ACEA, Fabrizio Palermo, hanno sottoscritto un protocollo di partenariato per la tutela della legalità e il contrasto alla criminalità da applicare alle opere che il Gruppo industriale realizzerà nei prossimi anni sul territorio di Roma in tutti i settori in cui opera: Idrico, Elettrico e Ambiente.

Acea: erogazioni del finanziamento di € 435 milioni concesso dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI)

Nell'ambito del finanziamento complessivo di € 435 milioni, concesso ad Acea dalla BEI a supporto degli investimenti di ACEA Ato2, il 29 aprile 2024 è stata erogata integralmente la prima tranche di € 235 milioni, sottoscritta il 6 luglio 2023, con scadenza finale il 29 aprile 2039. Il 18 giugno 2024 è stata erogata integralmente la seconda tranche di € 200 milioni, sottoscritta il 28 maggio 2024, con scadenza finale il 18 giugno 2039. Gli investimenti finanziati con le risorse della BEI contribuiranno a migliorare la copertura e la qualità del servizio idrico integrato nel territorio gestito da ACEA Ato2, riducendo le perdite d'acqua e aumentando l'efficienza energetica e la resilienza.

Acea: Presentazione bando di gara per termovalorizzatore a Roma

Il 18 maggio, Acea Ambiente., società controllata da ACEA, ha presentato un'offerta relativa al bando di gara pubblicato da Roma Capitale per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata. Acea Ambiente ha presentato l'offerta unitamente a importanti partner nazionali e internazionali, quali Hitachi Zosen Inova AG, Vianini Lavori S.p.A., Suez Italy S.p.A. e RMB S.p.A.

Acea: Sigla d'intesa per costituzione raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) per gara sul partner di Acque del Sud

Il 7 giugno, Acquedotto Pugliese (AQP) e ACEA hanno siglato un'intesa per partecipare insieme alla prossima gara pubblica in cui si sceglierà il partner industriale di Acque del Sud. L'art. 23 del decreto-legge 44/2023, convertito dalla legge 74/2023, prevede infatti la possibilità per l'attuale azionista unico della società, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, di trasferire quote fino al limite del 30% a soggetti con funzioni di soci operativi e un ruolo di responsabilità nella gestione. Per partecipare alla gara pubblica, AQP e ACEA si costituiranno in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) con pari quote.

Acea: Accordo di collaborazione in merito all'innovazione e alla digitalizzazione per la distribuzione dell'energia elettrica

Il 14 giugno, areti, società del Gruppo ACEA che si occupa della distribuzione dell'energia elettrica a Roma, e Wiener Netze, azienda che gestisce la rete nella città di Vienna, hanno firmato un importante accordo di collaborazione sui temi dell'innovazione e della digitalizzazione.

Acea: Memorandum d'Intesa per iniziative su innovazione e intelligenza artificiale

Il 18 giugno, ACEA e Amazon Web Services hanno firmato un Memorandum d'Intesa per collaborare su iniziative strategiche nell'innovazione e nello sviluppo tecnologico, con un focus su intelligenza artificiale, IoT e sostenibilità.

Acea: Entrata in produzione dell'impianto in Contrada Grotte Alte

Il 20 giugno, prosegue la crescita di ACEA Solar (100% ACEA Produzione) nel fotovoltaico con l'entrata in produzione dell'impianto realizzato in Contrada Grotte Alte, nel Comune di Licodia (CT); con una potenza installata di 28 MW è tra i più grandi della Sicilia.

Acea: Rimborso prestito obbligazionario di € 600 milioni

Il 15 luglio 2024 è stato rimborsato alla scadenza naturale il prestito obbligazionario di € 600 milioni (ISIN: XS1087831688) emesso il 15 luglio 2014 nell'ambito del programma EMTN.

Acea: Sigla accordo salvaguardia gestione sostenibile dell'acqua

Il 18 luglio, Intesa Sanpaolo e ACEA hanno siglato il primo accordo nazionale per la salvaguardia e la gestione sostenibile dell'acqua nei processi produttivi delle aziende anche in relazione alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede lo stanziamento di circa € 4,4 miliardi per tutelare la risorsa idrica. Le due Società puntano a sviluppare nuove iniziative sistemiche con soluzioni innovative che hanno l'obiettivo di favorire un uso efficiente della risorsa acqua attraverso forme di advisory tecnologica, insieme ad investimenti per il riuso delle acque depurate all'interno delle cosiddette comunità idriche, con impatti positivi per l'ambiente, i territori e le imprese stesse che potranno stabilizzare il proprio approvvigionamento di acqua.

Acea: Scissione parziale mediante scorporo - settore idrico

Il 19 luglio 2024 è stato depositato presso la sede sociale il verbale del Consiglio di Amministrazione di Acea del 20 giugno 2024 (successivamente iscritta presso il Registro delle Imprese in data 26 giugno 2024) che ha approvato l'operazione di scissione parziale mediante scorporo in favore della costituenda società Acea Acqua S.p.A. La riorganizzazione societaria riguarda le attività rientranti nella gestione dei servizi idrici integrati.

Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è potenzialmente esposto a diverse tipologie di rischi, principalmente a rischi competitivoregolamentari, rischi da eventi naturali e variazioni climatiche e rischi di mercato finanziario (rischi esterni) e rischi operativi e ambientali specifici per ciascun settore di business, di Information Technology e Risorse Umane (rischi interni). Per la gestione di tali rischi vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.

Nell'ambito del Framework di Enterprise Risk Management, le società del Gruppo, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk Management, Compliance & Sustainability di Acea SpA, conducono periodicamente e in modalità strutturata un'attività di risk assessment, con la finalità di identificare e valutare i principali rischi che possono influire in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business. In tal modo si ottiene una rappresentazione dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, mediante la mappatura e la prioritizzazione dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto e l'individuazione di modalità di gestione ottimale degli stessi, elaborando una strategia di risposta e monitorando la relativa implementazione. In fase di monitoraggio, le società del Gruppo garantiscono la gestione degli scenari di rischio individuati, anche tramite l'implementazione di specifiche azioni di risposta identificate per ridurre i potenziali effetti degli stessi.

Inoltre, tra gli strumenti a disposizione del Gruppo, il Key Risk Indicators (KRI) Framework permette di valutare la variazione dell'esposizione ai rischi «operativi» dell'organizzazione mediante l'identificazione, il regolare aggiornamento e la lettura integrata di metriche «sentinella».

Al fine del contenimento di tali tipologie di rischi, il Gruppo ha posto in essere attività di mitigazione e di monitoraggio che nei paragrafi successivi sono sinteticamente dettagliate sia a livello corporate che di settore di business.

Il Gruppo Acea ha da tempo introdotto tra gli strumenti di Risk Mitigation, lo sviluppo e l'adozione di un Piano Assicurativo di Gruppo imperniato sui seguenti pillars:

  • Third Party Liability;
  • Property Damage;
  • Employee benefit.

I primi due pillars, in particolare, mettono in atto il trasferimento del rischio economico e/o patrimoniale derivante dalla Responsabilità Civile – in tutte le sue tipologie generale, professionale, ambientale, ecc. – e da eventi (accidentali, colposi o dolosi) che colpiscano gli asset fisici e produttivi del Gruppo.

Il terzo pillar, invece, oltre a trasferire il rischio economico-patrimoniale, attua una vera e propria misura di welfare aziendale andando a garantire e riconoscere ai dipendenti del Gruppo Acea, importanti sostegni economici – sia ai diretti interessati che agli eventuali aventi diritto – in caso di manifestazione di eventi traumatici gravi connessi sia alla sfera professionale che a quella privata.

Sempre in tema di Risk Mitigation, gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.

È necessario evidenziare che, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, nel presente documento sono menzionati i principali rischi e incertezze che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea e che si procederà, con regolarità, ad eventuali aggiornamenti ove necessari.

RISCHI COMPETITIVO – REGOLAMENTARI

Rischio di evoluzione normativa – regolamentare

Come noto il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati e le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano (nonché il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati) possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. In particolare, diverse Società del Gruppo gestiscono, per i rispettivi Ambiti Territoriali, il Servizio Idrico Integrato che notoriamente rappresenta un comparto caratterizzato da una crescente attenzione da parte del Legislatore e dell'Authority di settore (ARERA). Il Gruppo risulta pertanto esposto, con riferimento a tutti i territori serviti, all'evoluzione del quadro normativo/regolamentare di riferimento.

In proposito si evidenzia come a seguito dell'estensione delle competenze di regolazione e controllo dell'ARERA al ciclo dei rifiuti, anche le Società dell'Area Ambiente risultino esposte a potenziali rischi derivanti dall'evoluzione del quadro regolatorio di riferimento.

Tali rischi vengono mitigati da una attenta attività di monitoraggio delle evoluzioni normative, di interlocuzione con gli enti competenti e di partecipazione ai tavoli associativi ed istituzionali, svolta dalle competenti strutture di business in sinergia con i presidi organizzativi di cui si è dotato il Gruppo. Tali strutture assicurano il monitoraggio dell'evoluzione normativa e regolatoria, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nelle indicazioni per una coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua e dell'ambiente.

Rischio di contesto politico – sociale e macroeconomico

Il Gruppo Acea, nell'erogazione dei servizi resi alla propria clientela, è molto attento alle attese ed alle scelte delle proprie controparti istituzionali, territoriali e centrali. D'altronde, la maggior parte delle proprie attività risultano comunque sensibili alle dinamiche, di tipo congiunturale e strutturale, registrate dal tessuto economico e produttivo dei rispettivi territori.

In tal senso tra i principali fattori che influenzano la performance del Gruppo vanno annoverate le evoluzioni del contesto politico/sociale e macroeconomico di riferimento. Tali incertezze possono avere un riflesso sulla realizzazione degli obiettivi economico/finanziari e degli investimenti, oltre che sulla realizzazione delle grandi opere, i cui tempi possono essere influenzati da cambiamenti delle compagini governative sia a livello centrale che locale.

Il Gruppo è storicamente focalizzato a garantire livelli di eccellenza nella qualità tecnica e commerciale dei servizi resi, anche tramite modelli di dialogo sempre più attenti alle necessità espresse dai propri interlocutori di riferimento, al fine di attivare dinamiche virtuose nei rapporti con la propria clientela, anche con riferimento alle abitudini di pagamento. In proposito è necessario evidenziare come il Gruppo sia inoltre soggetto al rischio di deterioramento delle posizioni creditizie in particolare connesse con l'erogazione del Servizio Idrico Integrato, con conseguenze sulle rispettive esposizioni in capitale circolante. Tale rischio è gestito in logica proattiva dalle competenti strutture delle singole società, in applicazione di specifiche Credit Policy di Gruppo e con il supporto di competenti presidi organizzativi della Capogruppo.

In relazione al perdurare della crisi geopolitica internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia – Ucraina e in Medioriente risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivarne.

Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà l'attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime nonché sull'andamento del credito che allo stato attuale non rappresentano comunque elementi di criticità. Con riferimento alle materie prime, oltre ad attenzionare gli equilibri sulla base delle previsioni di vendita a prezzo fisso e variabile, le Società del Gruppo ricorrono solo a controparti di primario standing che soddisfino i requisiti previsti dalle proprie procedure di rischio commodity e controparte. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente. Si segnala che il Gruppo Acea non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino o bielorusso comunque interessate dal conflitto.

RISCHI NATURALI

Per il Gruppo Acea, vista la natura e localizzazione delle sue linee di business, le principali criticità connesse al cambiamento climatico potrebbero manifestarsi in campo operativo, normativo e legale, con potenziali ripercussioni anche in campo finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, eventi meteorologici cronici come la riduzione delle precipitazioni possono portare a impatti negativi sia sul fronte della produzione di energia idroelettrica che su quello della riduzione della disponibilità di risorse di acqua potabile da distribuire, tra l'altro con un aumento dei consumi energetici per il prelievo di acqua da fonti meno favorite. D'altra parte, fenomeni estremi come i nubifragi possono portare a rischi di fulmini, di interruzione del servizio della rete elettrica o, per la rete idrica, di tracimazione degli afflussi nei sistemi di acque reflue e di torbidità delle fonti idriche. Dal punto di vista normativo e legale, inoltre, questi effetti climatici possono incidere sulla conseguente prestazione del servizio secondo la disciplina normativa prevista con conseguenti sanzioni pecuniarie. Le implicazioni della evoluzione normativa in materia di quote di emissione di CO2, fonti rinnovabili, tasse e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) potrebbero essere molto significative, con possibili impatti finanziari finali.

Tra i fattori di rischio cui è sottoposto il Gruppo, vanno inoltre evidenziati i possibili impatti derivanti da fenomeni naturali imprevedibili (es: terremoti, alluvioni e frane) e/o da variazioni climatiche cicliche o permanenti sulle reti e impianti gestiti dalle società del Gruppo Acea. Le prime tipologie di rischi vengono affrontati tramite l'implementazione di strutturati strumenti di governo degli asset, specifici per ciascun ambito di business (es. Water Safety Plan nell'ambito del SII; monitoraggio costante degli invasi, svolto anche in collaborazione con Ministero competente, nell'ambito della gestione dighe), oltre che con progetti, anche di rilevanza nazionale, finalizzati ad incrementare la resilienza delle infrastrutture dei vari territori (es. la progettualità inerente l'acquedotto del Peschiera-Le Capore). La parte residuale dei rischi da eventi naturali viene trasferita tramite il programma assicurativo di Gruppo cui si è fatto cenno nelle pagine precedenti.

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo e come tale è fondamentale comprendere il contesto di norme e trend globali che su di esso impattano, anche in relazione ai collegamenti tra ambiente e scenari energetici-climatici.

Nel corso del 2023, la COP28, che si è tenuta a Dubai, ha ospitato il primo global stocktake, ovvero il momento in cui valutare l'effetto congiunto di tutti i contributi determinati a livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC). In tale contesto, le parti hanno definito un Accordo per accelerare la transizione globale promuovendo la formula "transition away", includendo per la prima volta nella storia il riferimento esplicito al superamento dei combustibili fossili per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e convenendo di triplicare l'energia rinnovabile e raddoppiare gli impegni per l'efficienza energetica. Per quanto riguarda il contesto energetico, l'analisi World Energy Outlook 2023 dell'IEA conferma uno scenario di transizione in atto, registrando un'opportunità crescente per l'energia pulita (+40% negli investimenti dal 2020) pur permanendo una previsione di aumento dei progetti di gas naturale liquefatto nel 2025 per affrontare le preoccupazioni sull'approvvigionamento. In linea con la COP28, per raggiungere gli obiettivi dello scenario a zero emissioni nette entro il 2050, l'IEA afferma siano necessari ulteriori progressi, inclusi il triplicare la produzione di energia rinnovabile, il raddoppio del miglioramento dell'efficienza energetica e l'incremento dell'elettrificazione, con la riduzione delle emissioni di metano dalle operazioni legate ai combustibili fossili.

La Taskforce on Nature-related Financial Disclosure (TNFD) ha emesso nel 2023 il documento finale contenente Raccomandazioni legate alla natura rivolte ad organizzazioni, settori e catene di valore.

Il Gruppo Acea, nel suo Codice Etico, attribuisce un'importanza fondamentale ai principi legati alla sostenibilità e all'adozione di una strategia climatica. Nel corso del 2023, Acea ha ottenuto la validazione da parte di Science Based Targets Initiative (SBTi) per il suo target di riduzione delle emissioni (al 2032), allineato alle indicazioni della scienza climatica. Il Gruppo partecipa annualmente al Carbon Disclosure Project (CDP) e nell'ultimo anno ha ottenuto un miglioramento del proprio posizionamento nella valutazione CDP (già

Carbon Disclosure Project) passando da B ad A-. Inoltre, sul tema delle emissioni di gas climalteranti, ha pubblicato la sua seconda Informativa climatica secondo le Raccomandazioni del Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) arricchendo la sua progettualità volta all'identificazione dei rischi e alle analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo.

RISCHI OPERATIVI

Rischio di compliance normativa

La natura del business espone il Gruppo Acea a potenziali rischi di non conformità alla normativa nazionale e comunitaria volta alla tutela dei consumatori, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole oltre che al rischio di non conformità alla normativa nazionale e comunitaria a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato.

Acea ha da tempo adottato uno specifico Programma di Compliance Antitrust e nominato il Referente Antitrust di Holding. Il Programma ha come obiettivo principale il rafforzamento dei presidi interni volti a prevenire la violazione della normativa, attraverso l'implementazione di strumenti normativi ed organizzativi, oltre che attraverso una più capillare diffusione della cultura del rispetto dei principi di leale concorrenza e dei diritti dei consumatori. Le principali Società del Gruppo hanno adottato il Programma di Compliance Antitrust in linea con le indicazioni della Holding ed istituito strutture organizzative in cui sono stati individuati i Referenti Antitrust di Società, con il compito di curare le attività di adeguamento del Programma alle singole realtà societarie e di sovrintendere alla sua implementazione e manutenzione.

Tra i rischi normativi sono inoltre comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

A seguito dell'introduzione di alcuni delitti che sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il Gruppo Acea ha avviato il progressivo aggiornamento dei rispettivi modelli organizzativi delle società, a partire da quello di ACEA SpA. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche per l'aggiornamento del Modello alla legge di conversione del D.L. n. 124/2019 del 17 dicembre 2019, entrata in vigore il 25 Dicembre 2019, che ha introdotto tra i reati presupposto ex D.Lgs. 231/01 alcuni delitti tributari, e al D. Lgs 75 del 14 luglio 2020 di recepimento della cd. Direttiva PIF.

Nell'ambito della più generale Procedura di Gruppo in materia di Whistleblowing, volta a regolare il sistema attraverso cui chiunque può effettuare segnalazioni di carattere volontario e discrezionale, garantendo la riservatezza dell'identità del segnalante e preservandolo, quindi, da qualsiasi ritorsione, è stata aggiornata la disciplina delle Segnalazioni afferenti a condotte illegittime anche ai sensi del D.Lgs. 231/01 e/o violazioni del Modello 231, ampliando i possibili canali di comunicazione anche attraverso una specifica piattaforma informatica, accessibile da parte di tutti (dipendenti, terzi, ecc.) sul sito Internet di ogni Società del Gruppo e da parte dei dipendenti delle Società italiane del Gruppo con accesso dedicato sulle Intranet aziendali.

Si informa che talune società consolidate (areti, ACEA Ato2, Acea Infrastructure e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di sicurezza e/o ambiente. Si registrano anche contestazioni per reati societari relativi alla sola ACEA Ato5 interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Nel corso del 2020 è stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415 bis.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR.

Il programma di adeguamento svolto dal Gruppo Acea ha consentito di definire e realizzare un Modello di Governance Privacy valevole per il Gruppo, prendendo come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi core caratteristici per ambito di business. È stato da tempo esteso alle Società il programma di formazione on line, tramite piattaforma e-learning, inteso a fornire il primo layer di adempimento all'obbligo in capo ai Titolari di istruire gli incaricati del trattamento dei dati, a cui sono state associate iniziative formative su singoli processi di ambito societario come anche un particolare focus sui processi a valenza trasversale, (HR, Legal, ecc.). Sono in essere tavoli di lavoro societari per customizzare il Modello di gruppo nelle singole realtà, con effetti sull'implementazione e/o il fine tuning di processi ad elevato impatto privacy, nell'ambito dei quali si sono svolte anche iniziative di testing delle soluzioni di compliance già adottate.

Area Commerciale

Con riferimento all'area Commerciale le società dell'area nello svolgimento delle loro attività di vendita sul mercato libero elettrico e gas, risultano pienamente esposte al rischio derivante dalla concorrenza. In particolare, si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti alla progressiva concentrazione del mercato elettrico e gas, ossia la riduzione del numero dei competitor e l'incremento delle rispettive quote di mercato, che penalizzerebbe il posizionamento delle società di vendita sul mercato, in caso di mancato allineamento al trend di crescita dimensionale dei principali competitor. Ciò, in particolare, qualora si dovesse innescare una fase di riduzione del prezzo della Commodity di riferimento, che potrebbe determinare l'esposizione di una quota rilevante della customer base ad eventuali politiche aggressive dei principali competitor. Le società dell'Area risultano, altresì, esposte

al rischio di potenziali impatti economico-finanziari dovuti ad una eventuale parziale efficacia delle iniziative commerciali, finalizzate a consolidare ed incrementare la customer base e la marginalità delle società.

Inoltre, con riferimento alla commodity si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti all'impatto di mutamenti del contesto macroeconomico, ivi compresi quelli geopolitici, che porterebbe, nel primo caso, ad una riduzione dei consumi di commodities da parte dei clienti business e, nel secondo caso, a fenomeni di estrema volatilità dei prezzi delle commodities, con conseguenze negative sulle dinamiche commerciali.

Relativamente al Servizio elettrico di Maggior Tutela (SMT) che, dal 1° luglio 2024, ha visto la Società affidataria esclusivamente del servizio di fornitura per i soli clienti Vulnerabili, si rileva il rischio connesso all'evoluzione della normativa di riferimento, che potrebbe avere un impatto rilevante sulla crescita della customer base.

Questa situazione rischia di penalizzare Acea Energia per: (i) l'impossibilità ad effettuare qualsivoglia azione commerciale sui clienti del SMT dei clienti Vulnerabili; (ii) la dipendenza da tariffe regolamentate di ricavi e margini del SMT; (iii) l'esposizione di una quota rilevante della propria customer base agli impatti delle politiche che saranno adottate in vista del superamento del SMT per i clienti vulnerabili.

Nell'attività operativa di Acea Energia che, in quanto società di vendita, costituisce il single point of contact per i clienti finali, sia per il mercato libero elettrico e gas che per il Servizio elettrico di Maggior Tutela, rileva il rischio legato all'eventualità che si registrino livelli inadeguati di performance dei Distributori, con conseguenti impatti sulla società di vendita.

Le società dell'Area presentano inoltre rischi tipici del "business" derivanti da una gestione efficiente ed efficace dei processi di fatturazione e recupero del credito, laddove essa risulta influenzata da una performance non pienamente adeguata da parte dei distributori di energia elettrica e gas.

Per quanto attiene il rischio di prezzo commodity e gli strumenti di controllo adottati, si rimanda ai successivi rischi di natura finanziaria.

Infrastrutture Energetiche

La società areti, avvalendosi del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk Management, Compliance & Sustainability di Acea S.p.A. nella gestione del processo e degli strumenti del sistema di Enterprise Risk Management implementati nel Gruppo societario, conduce periodicamente e in modalità strutturata un'attività di identificazione e valutazione dei principali rischi che possono impattare in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business derivanti dai piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità.

Nel corso dell'ultimo assessment ERM si è identificato uno scenario di rischio associato al concretizzarsi delle minacce cyber che espongono i sistemi OT della Società alla compromissione di disponibilità, integrità e confidenzialità dei dati nell'ambito del perimetro dei sistemi ICS (Industrial Control System) con danni potenziali in termini di business interruption (per alterazione\indisponibilità di processi tecnici o amministrativi), data/infrastructure impairment (alterazione di infrastrutture logiche o fisiche) e mancata compliance normativa (e.g. GDPR - General Data Protection regulation, NIS - Network and Information Security, Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica).

L'azienda ha già adottato misure preventive e sta operando per implementare ulteriori azioni di contrasto in linea con le migliori tecnologie disponibili sul mercato e in ottemperanza ai disposti legislativi vigenti.

Area Produzione

I principali rischi operativi connessi all'attività dell'area possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, adeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi informativi e da eventi esogeni.

La Società, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio della propria attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi), polizza infortuni dipendenti.

La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti, attraverso docenze in presenza, aule virtuali e moduli e-learning, al fine di responsabilizzare gli operatori di campo e tutto il management aziendale a lavorare in sicurezza, nel rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi, con adeguatezza etica ed in termini di eco-sostenibilità nonché per assicurare il rispetto della conformità normativa in materia di D.lgs.231/01 e ss.mm.ii. - Antitrust e Tutela del Consumatore – Privacy (GDPR).

La Società sviluppa e definisce, altresì, procedure organizzative interne finalizzate alla descrizione delle attività e dei processi aziendali dei siti produttivi/unità operative ove risultano specificate le matrici di responsabilità ed il contesto e la normativa applicabile di riferimento; inoltre redige istruzioni operative proprie di campo dirette alla rappresentazione delle modalità esecutive degli interventi manutentivi ricorrenti, dove risultano messe in relazione le specifiche tecniche di esercizio con le condotte di sicurezza da impiegare nell'operatività.

Quanto sopra indicato si concretizza anche attraverso l'attuazione di un Sistema di Gestione Integrato Qualità – Ambiente e Sicurezza (di seguito SISTEMA o SGI), adottato dalla Società ai sensi delle norme ISO 9001:2015 – ISO14001:2015 – ISO 45001:2018, certificato da Ente esterno di controllo accreditato, rispettivamente con n.44357/23/S – EMS-5491/S – OHS-2046

L'indirizzo del SISTEMA, quale strumento funzionale a:

  • tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e lungo la catena dei fornitori;
  • salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità degli ecosistemi di interesse;
  • uso cosciente e razionale delle fonti energetiche e delle materie prime;
  • promozione della cultura della qualità e del risparmio energetico;
  • conseguimento della soddisfazione del cliente;
  • dialogo continuo e proattivo con le altre parti interessate.

Quanto suddetto trova puntuale espressione nella POLITICA di SISTEMA dichiarata, adottata e resa pubblica dalle stesse società dell'area.

Area Ambiente

Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (es. eventuali difetti di realizzazione e di performance).

Gli impianti di Orvieto, e più recentemente Aprilia e Monterotondo, hanno completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio, mentre gli impianti di Sabaudia e di Chiusi sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione, in corso di autorizzazione (Sabaudia) o appena autorizzati (Chiusi).

Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime incentivato e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative, sia sotto un profilo economico che sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.

I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

Rischi di Information Technology

Acea ha intrapreso ormai da anni un percorso di sviluppo centrato sull'impiego delle nuove tecnologie come elemento propulsore di efficienza operativa, sicurezza e resilienza dei propri asset industriali. I principali processi aziendali sono ormai tutti supportati dall'utilizzo di avanzati sistemi informativi, implementati e gestiti dai presidi centralizzati di Gruppo in logica di supporto alle operations delle diverse realtà aziendali. In tal senso il Gruppo è quindi esposto ai rischi di adeguatezza dell'infrastruttura informatica alle esigenze attuali o prospettiche dei vari business oltre che ai rischi di accesso non autorizzato, con o senza dolo, e comunque non appropriato o rispettoso delle normative vigenti, dei dati trattati tramite procedure informatiche. Acea gestisce tali rischi con massima attenzione, tramite specifiche strutture organizzative di compliance aziendale, coordinate da presidi specialistici di Gruppo.

Per quanto attiene la sicurezza informatica di sistemi, infrastrutture, reti ed altri dispositivi elettronici nell'ambito del servizi erogati o dalle rispettive Società del Gruppo, gli attuali presidi procedurali e tecnologici delle Società stesse stanno attuando tutte le azioni necessarie per allineare la propria postura di cyber security ai principali standard nazionali ed internazionali di settore, al fine di innalzare la propria resilienza ai fenomeni di questa natura, eventi possibili ripercussioni in termini di business interruption e non compliance normativa. Sono state implementate misure tecnologiche ed organizzative con l'obiettivo di:

  • gestire le minacce a cui sono esposti l'infrastruttura di rete e i sistemi informativi dell'organizzazione, al fine di assicurare un livello di sicurezza adeguato al rischio esistente;
  • prevenire gli incidenti e minimizzarne l'impatto sulla sicurezza della rete e dei sistemi informativi usati per la fornitura di servizi, in modo da assicurarne la continuità.

A tal proposito si informa che in data 2 febbraio 2023, Acea è stata vittima di un attacco hacker di tipo Ransomware, che ha impattato tutti i servizi IT Corporate. I servizi essenziali (quali la distribuzione di energia elettrica ed acqua) non sono stati impattati; con riferimento alle Postazioni di Lavoro, è stata rilevata una compromissione limitata a poche unità, grazie alla tecnologia anti-malware attiva. Parallelamente alle attività di analisi, sono state rafforzate le misure di sicurezza in essere ed avviate le attività di recovery, tra cui il ripristino dei backup integri, che hanno portato gradualmente al ripristino delle funzionalità di tutti i sistemi / servizi. L'evento ha comportato la compromissione (cifratura) del repository dei dati non strutturati della società con impatto sulla disponibilità. Contestualmente alle analisi interne, è stata avviata – ed è ancora in corso - un'indagine della Procura di Roma, a mezzo organi di PG – CNAIPIC Polizia Postale per analizzare l'incidente. L'incidente ha visto anche la successiva pubblicazione online di cartelle e file aziendali illegalmente estratti durante l'attacco; poiché tra questi vi era la presenza di dati personali è stata avviata la procedura di Data Breach aziendale, con la conseguente comunicazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali (di seguito anche "GPDP"), Acea ha prontamente attivato tutte le procedure necessarie a rispettare la normativa sulla Privacy; in particolare, è stata presentata una notifica preliminare al GPDP entro il termine di legge delle 72 ore dalla rilevazione dell'incidente, quindi, successivamente, due notifiche integrative più una terza il 21 aprile 2023 a chiusura del processo di notifica, con le quali è stata data evidenza delle risultanze delle analisi di volta in volta effettuate.

A seguito della chiusura del processo di notifica, il GPDP ha inviato una richiesta di informazioni, a cui Acea ha fornito riscontro nei tempi previsti, e successivamente ha avviato un'attività ispettiva, e principalmente consistente nella richiesta di informazioni e documentazione inerente alle notifiche effettuate. Detta attività ispettiva si è svolta in una prima giornata nel mese di maggio 2023, al termine della quale il GPDP ha avvisato della durata dell'attività anche per una seconda giornata che si è tenuta nel mese di luglio u.s. Al termine di questa seconda giornata, il GPDP ha concesso il termine del 31 luglio 2023 per fornire l'ulteriore documentazione richiesta, non disponibile al momento dell'attività perché in corso di definizione, documentazione regolarmente fornita alla data sopra indicata.

Da allora, non sono pervenute ulteriori richieste di informazioni e/o chiarimento da parte del GPDP, pur avendone i poteri, né provvedimenti.

Tanto premesso, tenuto presente che, ancora oggi, è nella facoltà del Garante poter approfondire ulteriormente attraverso altre richieste ed accertamenti istruttori, si deve rilevare che allo stato non è possibile prevedere, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, l'adozione di alcun tipo di provvedimento sanzionatorio da parte dell'Autorità, né il relativo ammontare rimanendo quindi valido ancora oggi quanto rappresentato nella comunicazione resa su richiesta di ACEA, in occasione della relazione semestrale 2023, da un soggetto terzo e allegata alla presente lettera, tenendo anche in considerazione il fatto che è stato rispettato l'iter normativo della notifica al Garante.

RISCHIO MERCATO

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.

Rischio Commodity

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

  • Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali;
  • Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Direzione Risk Management, Compliance & Sustainability, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi del Settore Commerciale e Trading in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A. e le "Linee Guida per la Gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine" di Acea S.p.A. e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners.

In particolare:

  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:

  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
  • garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging;
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:

  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

L'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine è finalizzata a soddisfare il fabbisogno atteso derivante dai contratti di vendita di energia elettrica e gas ai clienti finali.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo. In merito agli impegni assunti dal Gruppo Acea al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per finalità dell'attività (Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo Acea) e commodity (ad esempio: Energia Elettrica, Gas, Titoli ambientali);
  • controllo quotidiano del rispetto dei limiti applicabili ai vari Commodity Book.

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possano far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.

E' tutt'ora in corso di valutazione il ripristino dei limiti di rischio sospesi nel 2022 a seguito delle condizioni di mercato estreme riscontrate nei mercati delle commodity Energia Elettrica e Gas.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency swap.

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo, l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità per Acea e le società controllate è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari nel breve – medio termine, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito, anche tenendo conto degli sfidanti obiettivi previsti dal Piano Industriale in termini di sviluppo di nuove iniziative di M&A. Tra i vari fattori di incertezza fronteggiati dal Gruppo vanno infatti annoverati i potenziali impatti economico/finanziari e reputazionali connessi con il closing ovvero il mancato closing delle citate operazioni. Il Gruppo Acea ha quindi adottato, a fronte di tali rischi, un articolato e strutturato processo di valutazione, effettuato in stretto coordinamento tra le aziende e i presidi organizzativi della Capogruppo delle singole tipologie di rischio.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate implementati a livello delle singole Società sotto il coordinamento di un apposito presidio di Gruppo, finalizzati ad ottimizzare la gestione delle coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio di credito

Il rischio di credito è connesso all'eventualità che una controparte commerciale sia inadempiente, ovvero non onori il proprio impegno nei modi e tempi previsti contrattualmente. Tale tipologia di rischio viene gestita dal Gruppo Acea attraverso apposite procedure, redatte in coerenza con la Credit Policy di Gruppo e con opportune azioni di mitigazione.

Il sistema di Credit Check, operativo sui mercati non regolamentati da diversi anni e con il quale vengono sottoposti a verifica attraverso "scorecard" personalizzate tutti i nuovi clienti mass market e small business, è integrato con il sistema di gestione utenze del Mercato Libero dell'energia e del gas.

Le "scorecard" aggiornate sulla base delle esperienze di incasso più recenti sono state rilasciate in produzione ad inizio 2022 ed adeguate nel 2023 in coerenza con il mutato scenario di riferimento.

Nel 2024 i modelli sottostanti saranno ulteriormente aggiornati per recepire le recenti evoluzioni dello scenario regolatorio (Fine del Servizio di Maggior Tutela) e l'evoluzione delle politiche commerciali della società.

La valutazione dei clienti Large Business è gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura. Anche i modelli e gli strumenti per la gestione della clientela Large Business sono stati ottimizzati nel corso del 2023.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nei sistemi di fatturazione per i clienti attivi, in funzione delle relative abitudini di pagamento (scorecard andamentali) e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati.

Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti sono coordinate dall'unità Finance - Credito Corporate di Acea che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.

L'attività di gestione massiva dei crediti attivi e dei crediti cessati di importo contenuto è svolta dalle società operative, lasciando alla Holding, oltre alla gestione dei clienti cessati di importo rilevante, l'attività di smaltimento di crediti non-performing mediante operazioni di dismissione. Per effetto di tali interventi, il Gruppo ACEA negli ultimi anni ha significativamente migliorato la propria capacità di incasso, sia con riferimento al business di vendita di energia elettrica che a quello di somministrazione idrica.

In ragione del difficile contesto macroeconomico del 2022, ferme restando le ottime performance registrate in termini di incasso, il Gruppo Acea ha ritenuto opportuno incorporare nella valutazione del rischio di credito dell'esercizio precedente un fattore correttivo finalizzato ad anticipare un possibile peggioramento del merito creditizio delle controparti in portafoglio. Tramite dei "modelli satellite", è stato pertanto introdotto, per le principali Società del Gruppo, uno «stress di scenario» nella determinazione dei tassi di unpaid utilizzati per il calcolo della svalutazione delle fatture da emettere, diversificato in funzione del business di riferimento.

Il 2023, nonostante il perdurare di una situazione di incertezza finanziaria (incremento dei tassi e aumento dell'inflazione), si è rivelato un anno in cui tutte le principali società del Gruppo hanno confermato performance di incasso molto elevate. Con riferimento alla chiusura di bilancio 2023, in continuità con la precedente metodologia, sono stati aggiornati i coefficienti prudenziali applicati già dal 2022 determinando pertanto i nuovi valori di «unpaid stressed».

Tale approccio prudenziale è stato replicato per la chiusura di giugno 2024, che ha comunque confermato il trend positivo evidenziato negli ultimi anni.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tale strategia espone il Gruppo ai rischi sottesi alla chiusura o mancata chiusura delle citate operazioni e, d'altronde, consente l'integrale deconsolidamento dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo trasferiti tutti i rischi e i benefici ad essi connessi.

I crediti commerciali sono esposti in bilancio al netto delle eventuali svalutazioni; si ritiene che il valore riportato esprima la corretta rappresentazione del valore di presunto realizzo del monte crediti commerciali.

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.

Società M/L Termine Breve Termine Outlook Data
Fitch BBB+ F2 Stabile 03/2024
Moody's Baa2 Na Stabile 11/2023

Evoluzione prevedibile della gestione

In una situazione che continua a rimanere complessa, a causa delle turbolenze geopolitiche sia in est Europa sia in Medio Oriente tra Israele e Iran, i risultati del primo semestre 2024 mantengono un trend di crescita positivo, evidenziando un margine operativo lordo consolidato (al netto delle partite non ricorrenti e della variazione di perimetro) e un rapporto PFN/Ebitda in linea con la previsione di guidance a fine anno.

In relazione ai tassi di interesse, in un contesto ancora volatile, il Gruppo Acea ha ottimizzato il mix di fonti di finanziamento, sfruttando l'ampia flessibilità di strumenti offerti dal mercato, che possono essere adottati sia a tasso fisso che a tasso variabile. Attraverso il monitoraggio continuo dell'andamento dei tassi e dei mercati si individuano le soluzioni più efficaci sia sotto il profilo del costo che del rischio.

Prosegue l'attenzione crescente alla gestione dei costi e degli investimenti attraverso l'implementazione di procedure di acquisto snelle ed efficaci. Sono state definite, inoltre, linee di azione per il contenimento del rischio di credito attraverso la prevenzione e la gestione del portafoglio clienti.

BILANCIO CONSOLIDATO

ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999. ACEA ha adottato un assetto organizzativo e un modello operativo che trova fondamento nelle linee strategiche basate sulla crescita nel mercato idrico attraverso sviluppi infrastrutturali, espansione geografica, potenziamento tecnologico e tutela della risorsa idrica; sulla resilienza della rete elettrica e sulla qualità del servizio della città di Roma; sullo sviluppo di nuova capacità rinnovabile per far fronte alla transizione energetica; sulla spinta verso l'economia circolare con espansione geografica anche in sinergia con altri business.

Forma e struttura

Informazioni generali

La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2024 del Gruppo ACEA è stata approvata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 luglio 2024, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo ACEA è una società per azioni italiana, con sede a Roma, Piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano. I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.

Conformità agli IAS/IFRS

La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata, redatta su base consolidata, è predisposta in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.

I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".

Basi di presentazione

La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è costituita dal Prospetto di Conto Economico Consolidato, dal Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di Conto Economico Consolidato è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario Consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto.

La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è redatta sul presupposto della continuità aziendale e non sussistono significative incertezze (come definite dal paragrafo 25 del Principio IAS 1) sulla continuità aziendale.

La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è redatta in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

I dati della presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono comparabili con i dati dell'esercizio precedente.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi (compresa la stima del VRG), dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.

I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto Economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Effetti della stagionalità delle operazioni

Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo ACEA non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.

Rendiconto finanziario

Si fa presente che sul prospetto di Rendiconto Finanziario sono state operate riclassifiche espositive di alcune voci ai fini di una maggiore comprensione del dato e delle dinamiche di cash flow. Pertanto, anche il dato 2023 è stato riesposto per una comparabilità dei dati.

Criteri, procedure e area di consolidamento

Criteri di consolidamento

Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.

Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo.

Al fine di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.

Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite

nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.

Procedure di consolidamento

Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.

Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo

Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come Business Combinations of entities under common control. Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS3, né tantomeno sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta a applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione (ovvero della società venditrice) prima dell'operazione o, alternativamente, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con particolare riferimento alle operazioni di cui sopra, relative alla cessione di un business, il trattamento della differenza tra il corrispettivo definito contrattualmente e i valori contabili del business trasferito è differenziato in funzione dei rapporti partecipativi tra i soggetti coinvolti nell'operazione di trasferimento. Relativamente ai conferimenti di business under common control, invece, indipendentemente dal rapporto partecipativo preesistente, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima. Tale trattamento contabile fa riferimento a quanto proposto da Assirevi negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n. 1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso nel mese di ottobre 2016.

Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.

Trattamento delle opzioni put su azioni di imprese controllate

Secondo le disposizioni stabilite dal principio IAS 32, paragrafo 23, un contratto che contiene un'obbligazione per un'entità di acquisire azioni per cassa o a fronte di altre attività finanziarie, dà luogo a una passività finanziaria per il valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione. Pertanto, qualora l'entità non abbia il diritto incondizionato di evitare la consegna di cassa o di altri strumenti finanziari al momento dell'eventuale esercizio di una opzione put su azioni d'imprese controllate, si deve procedere all'iscrizione del debito; tutte le successive variazioni sono imputate a Conto economico. Il medesimo trattamento contabile è applicabile quand'anche oltre a una opzione put, vi sia la contestuale presenza di una simmetrica opzione call, c.d. symmetrical put and call options related to noncontrolling interest. Il Gruppo considera già acquisite, le azioni oggetto di opzioni put (ovvero di put e call incrociate), nei casi in cui non restino in capo ai soci terzi, i benefici economici e i rischi connessi alla actual ownership delle azioni; pertanto, in tali circostanze, non procede alla rilevazione delle interessenze di terzi azionisti nel bilancio consolidato.

Consolidamento d'imprese estere

I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.

Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo, del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:

  • senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
  • senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.

Principali variazioni dell'area di consolidamento

La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre, sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.

L'area di consolidamento al 30 giugno 2024, rispetto a quella del 31 dicembre 2023, ha subito alcune modifiche a seguito delle seguenti principali operazioni:

  • in data 28 marzo 2024 il Gruppo Acea per il tramite della sua controllata ASM Terni non ha esercitato l'opzione di sottoscrizione aumento di capitale sociale di Green ASM, azzerato a seguito delle perdite realizzate, uscendo pertanto dalla compagine societaria;
  • in data 22 maggio 2024 è stata perfezionata l'acquisizione da parte di Acea Ambiente del 10% di AS Recycling, posseduta dal socio di minoranza Garc, portando così la sua quota di partecipazione al 100%;
  • in data 19 aprile 2024 a seguito della mancata sottoscrizione, entro il termine deliberato dall'assemblea del 13 marzo 2024, del socio di minoranza Diamante in relazione alla propria quota di aumento di capitale sociale in SER Plast, Acea Ambiente ha provveduto a sottoscrivere la quota non optata pari al 30% portando così la propria partecipazione al 100%;
  • in data 21 giugno 2024 Acque ha trasferito il 49% del capitale sociale di Acque Industriali ad Acea Ambiente che ne detiene in questo modo il 100%.

Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento:

Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

Criteri di valutazione e principi contabili

I principi contabili utilizzati, i criteri di rilevazione e di misurazione, nonché i criteri e i metodi di consolidamento adottati per la presentazione della Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono conformi a quelli adottati per la predisposizione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023, cui si rimanda per una loro più ampia trattazione.

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2024

"Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current"

A gennaio 2020 ed ottobre 2022, lo IASB ha pubblicato delle modifiche ai paragrafi da 69 a 76 dello IAS 1 per specificare i requisiti per classificare le passività come correnti o non correnti. Le modifiche chiariscono:

  • Cosa si intende per diritto di postergazione della scadenza;
  • Che il diritto di postergazione deve esistere alla chiusura dell'esercizio;
  • Che la classificazione non è impattata dalla probabilità con cui l'entità eserciterà il proprio diritto di postergazione.

Solamente se un derivato implicito in una passività convertibile è esso stesso uno strumento di capitale la scadenza della passività non ha impatto sulla sua classificazione. Inoltre, è stato introdotto un requisito che richiede di dare informativa quando una passività che deriva da un contratto di finanziamento è classificata come non corrente ed il diritto di postergazione dell'entità è subordinato al rispetto di covenants entro dodici mesi.

Tali modifiche non hanno comportato un impatto materiale sul bilancio del Gruppo.

"Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback"

Emesso in data 22 settembre 2022, ha lo scopo di chiarire l'impatto che un'operazione di vendita o retrolocazione potrebbe avere su una passività finanziaria che prevede pagamenti variabili non correlati a indici o tassi. La principale novità nella valutazione successiva della passività finanziaria riguarda la determinazione dei "lease payments" e dei "revised lease payments" in modo che, a seguito di un'operazione di leaseback il venditore-locatario non rilevi alcun utile o perdita relativo al diritto d'uso che detiene. La modifica ha come finalità quella di evitare la contabilizzazione di utili e perdite, relative al diritto d'uso iscritto, a seguito di eventi che comportano una rimisurazione del debito (per esempio modifica del contratto di locazione o della sua durata). Eventuali utili e perdite derivati dall'estinzione parziale o totale di un contratto di locazione continuano a essere rilevati per la parte di diritto d'uso cessato. Tali modifiche non hanno comportato un impatto materiale sul bilancio del Gruppo.

"Supplier Finance Arrangements - Amendments to IAS 7 and IFRS 7"

A maggio 2023, lo IASB ha emesso le modifiche dello IAS 7 Rendiconto Finanziario e IFRS 7 Strumenti Finanziari: Informazioni Integrative, per chiarire le caratteristiche degli accordi di reverse factoring e richiedere di dare ulteriore informativa di tali accordi. I requisiti di informativi inclusi nelle modifiche hanno l'obiettivo di assistere gli utilizzatori di bilancio nel comprendere gli effetti sulle

passività, flussi di cassa ed esposizione al rischio di liquidità di un'entità degli accordi di reverse factoring. Le modifiche sono efficaci per gli esercizi che iniziano al 1° gennaio 2024 o successivamente con possibilità di applicazione anticipata. Tali modifiche non hanno comportato un impatto materiale sul bilancio del Gruppo.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo

"Amendments to IAS 21: The Effects of Changes in Foreign Exchange Rates: Lack of Exchangeability"

Il 15 agosto 2023 lo IASB ha pubblicato "Lack of Exchangeability" (Amendments to IAS 21) per fornire indicazioni su come determinare il tasso di cambio da utilizzare nel caso in cui non esista un tasso di cambio direttamente osservabile sul mercato, assieme alla relativa informativa da fornire in nota integrativa. Le modifiche sono efficaci per gli esercizi che hanno inizio dal 1° gennaio 2025 o successivamente. Il Gruppo sta valutando il potenziale impatto derivante dall'adozione di questo principio.

"IFRS 18 - Presentation and Disclosure in Financial Statements"

Durante il mese di aprile 2024, lo IASB ha emesso l'IFRS 18 – Presentation and Disclosure in Financial Statements, che introduce nuovi concetti relativamente a: (i) la struttura del prospetto di conto economico; (ii) l'informativa richiesta nel bilancio per alcune misure di performance reddituale riportate al di fuori del bilancio (così come definite dal management), e (iii) principi rafforzati di aggregazione e disaggregazione che si applicano sia al bilancio che alla nota integrativa nel suo complesso. Il principio entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2027. Il Gruppo sta valutando il potenziale impatto derivante dall'adozione di questo principio.

"IFRS 19 - Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures"

Nel mese di maggio 2024, lo IASB ha emesso l'IFRS 19 - Subsidiaries without Public Accountability: Disclosures, che consente a determinate società controllate di utilizzare i principi contabili IFRS con un grado di informativa ridotta, più adatta alle esigenze dei loro stakeholders, nonché di tenere un solo insieme di registrazioni contabili che sia in grado soddisfare le esigenze della controllante e della controllata. Il principio entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2027 ed è consentita un'applicazione anticipata. Il Gruppo sta valutando il potenziale impatto derivante dall'adozione di questo principio.

"Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments (Amendments to IFRS 9 and IFRS 7)"

Nel mese di maggio 2024, lo IASB ha pubblicato Amendments to the Classification and Measurement of Financial Instruments, chiarendo che una passività finanziaria è eliminata alla "settlement date" ed introducendo la scelta di un accounting policy per l'eliminazione delle passività finanziarie, attraverso l'utilizzo di un sistema di pagamento elettronico prima della "settlement date". Altri chiarimenti riguardano la classificazione delle attività finanziarie con caratteristiche legate all'ESG, attraverso una guida aggiuntiva sulla valutazione delle caratteristiche contingenti. Chiarimenti sono state inoltre apportati ai prestiti pro-soluto e agli strumenti contrattualmente collegati. Sono state infine introdotte informazioni aggiuntive per gli strumenti finanziari con caratteristiche contingenti e strumenti rappresentativi di capitale classificati al "Fair value through OCI". Il principio entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2026 ed è consentita un'applicazione anticipata. Il Gruppo sta valutando il potenziale impatto derivante dall'adozione di questo principio.

Prospetto di Conto Economico Consolidato

Rif.
Nota
€ migliaia 30/06/2024 Di cui parti
correlate
30/06/2023 Di cui parti
correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 1.928.457 2.219.783 (291.326)
2 Altri ricavi e proventi 62.769 76.387 (13.618)
Ricavi Netti Consolidati 1.991.226 61.725 2.296.170 85.340 (304.944)
3 Costo del lavoro 160.169 174.787 (14.618)
4 Costi esterni 1.104.525 1.464.003 (359.478)
Costi Operativi Consolidati 1.264.694 38.827 1.638.790 30.455 (374.097)
5 Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0 0 0
6 Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
2.536 13.002 (10.466)
Margine Operativo Lordo 729.068 22.898 670.381 54.885 58.687
7 Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti
commerciali
40.634 43.865 (3.232)
8 Ammortamenti e Accantonamenti 349.834 326.487 23.348
Risultato Operativo 338.600 22.898 300.029 54.885 38.571
9 Proventi finanziari 26.500 1.863 18.174 2.428 8.326
10 Oneri finanziari (87.828) 0 (85.563) 0 (2.264)
11 Proventi/(Oneri) da partecipazioni 734 723 11
Risultato ante Imposte 278.006 24.761 233.363 57.313 44.644
Imposte sul reddito 85.349 71.215 14.133
Risultato Netto 192.658 24.761 162.148 57.313 30.510
Risultato netto Attività Discontinue
Risultato Netto 192.658 24.761 162.148 57.313 30.510
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 20.953 19.696 1.258
Risultato netto di Competenza del gruppo 171.705 142.452 29.253
13 Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della
Capogruppo
Di base 0,80626 0,66890 0,13736
Diluito 0,80626 0,66890 0,13736
Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della
Capogruppo al netto delle Azioni Proprie
Di base 0,80784 0,67021 0,13763
Diluito 0,80784 0,67021 0,13763

Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale

€ migliaia II° Trim 2024 II° Trim 2023 Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 925.179 1.003.777 (78.598)
Altri ricavi e proventi 39.733 52.528 (12.795)
Ricavi Netti Consolidati 964.912 1.056.305 (91.393)
Costo del lavoro 70.736 87.873 (17.137)
Costi Esterni 521.887 640.694 (118.806)
Costi Operativi Consolidati 592.624 728.567 (135.943)
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0 0 0
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria (165) 6.747 (6.912)
Margine Operativo Lordo 372.123 334.485 37.638
Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali 20.910 20.508 402
Ammortamenti e Accantonamenti 180.903 163.740 17.163
Risultato Operativo 170.310 150.237 20.073
Proventi Finanziari 15.365 10.491 4.874
Oneri Finanziari (43.665) (44.197) 532
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 323 506 (183)
Risultato ante Imposte 142.333 117.037 25.296
Imposte sul reddito 43.155 36.318 6.838
Risultato Netto 99.178 80.720 18.458
Risultato netto Attività Discontinue 0 0 0
Risultato Netto 99.178 80.720 18.458
Utile/(Perdite) di competenza di terzi 10.038 10.866 (828)
Risultato netto di Competenza del Gruppo 89.140 69.853 19.286

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione
Risultato netto del periodo 192.658 162.148 30.510
Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri 1.366 369 998
Riserva Differenze Cambio 12.420 15.407 (2.988)
Riserva Fiscale per differenze di Cambio (2.981) (3.698) 717
Utili/perdite derivanti da differenza cambio 9.439 11.710 (2.271)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow
hedge")
(24.312) (30.407) 6.096
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
6.487 8.749 (2.262)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al
netto dell'effetto fiscale
(17.824) (21.658) 3.834
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio
Netto
3.742 (3.793) 7.535
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a
dipendenti
(1.087) 1.115 (2.202)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto
dell'effetto fiscale
2.655 (2.678) 5.333
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto
dell'effetto fiscale
(4.364) (12.258) 7.894
Totale Utile/perdita complessivo 188.293 149.890 38.404
Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a:
Gruppo 166.272 130.663 35.609
Terzi 22.021 19.226 2.795

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale

€ migliaia II° Trim 2024 II° Trim 2023 Variazione
Risultato netto del periodo 99.178 80.720 18.458
Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri (474) 1.572 (2.047)
Riserva Differenze Cambio 6.458 11.770 (5.312)
Riserva Fiscale per differenze di Cambio (1.550) (2.825) 1.275
Utili/perdite derivanti da differenza cambio 4.908 8.945 (4.037)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow
hedge")
(20.119) (50.931) 30.813
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
5.530 14.068 (8.538)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al
netto dell'effetto fiscale
(14.589) (36.863) 22.275
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto 3.244 (3.389) 6.633
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a
dipendenti
(942) 1.007 (1.949)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto
dell'effetto fiscale
2.302 (2.382) 4.684
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto
dell'effetto fiscale
(7.853) (28.728) 20.875
Totale Utile/perdita complessivo 91.325 51.991 39.334
Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a:
Gruppo 81.205 41.075 40.130
Terzi 10.120 10.916 (796)

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Rif.
Nota
ATTIVITA'
€ migliaia
30/06/2024 di cui con
parti
correlate
31/12/2023 di cui con
parti
correlate
Variazione
14 Immobilizzazioni materiali 3.414.415 3.334.868 79.547
15 Investimenti immobiliari 1.964 1.990 (26)
16 Avviamento 254.596 254.626 (30)
17 Concessioni e diritti sull'infrastruttura 3.949.466 3.787.263 162.204
18 Immobilizzazioni immateriali 401.544 413.162 (11.619)
19 Diritto d'uso 88.708 93.284 (4.576)
20 Partecipazioni in controllate non consolidate e
collegate
357.369 359.281 (1.913)
21 Altre partecipazioni 8.023 8.029 (6)
22 Imposte differite attive 225.072 205.065 20.007
23 Attività finanziarie 19.446 1.168 18.852 18.852 595
24 Altre attività non correnti 734.752 716.582 18.171
Attività non correnti 9.455.355 1.168 9.193.002 18.852 262.353
25 Rimanenze 109.550 97.843 11.708
26 Crediti Commerciali 1.102.338 66.647 1.213.200 66.272 (110.862)
27 Altre Attività Correnti 533.664 405.026 128.638
28 Attività per Imposte Correnti 44.945 13.075 31.870
29 Attività Finanziarie Correnti 571.199 136.331 487.251 97.093 83.948
30 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 409.993 359.379 50.614
Attività correnti 2.771.691 202.978 2.575.774 163.365 195.917
31 Attività non correnti destinate alla vendita 18.363 18.288 75
TOTALE ATTIVITA' 12.245.409 202.978 11.787.064 163.365 458.345
Rif.
Nota
PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO
€ migliaia
30/06/2024 di cui con
parti
correlate
31/12/23 di cui con
parti
correlate
Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 167.986 157.838 10.148
Altre riserve 150.961 73.697 77.264
Utile (perdita) relativa a esercizi precedenti 767.684 752.940 14.744
Utile (perdita) dell'esercizio 171.705 293.908 (122.203)
Totale Patrimonio Netto del Gruppo 2.357.234 2.377.281 (20.047)
Patrimonio Netto di Terzi 460.688 445.803 14.885
32 Totale Patrimonio Netto 2.817.922 2.823.084 (5.162)
33 Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici
definiti
83.155 109.895 (26.740)
34 Fondo rischi e oneri 312.033 224.276 87.757
35 Debiti e passività finanziarie 4.991.313 4.770.436 220.877
36 Altre passività non correnti 534.524 510.871 23.652
Passività non correnti 5.921.025 5.615.479 305.546
37 Debiti Finanziari 1.119.526 159.926 922.950 111.306 196.576
38 Debiti verso fornitori 1.592.025 25.429 1.750.473 8.661 (158.448)
39 Debiti Tributari 17.608 13.032 4.576
40 Altre passività correnti 777.051 661.857 115.194
Passività correnti 3.506.209 185.355 3.348.313 119.967 157.897
41 Passività direttamente associate ad attività destinate
alla vendita
253 188 65
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO 12.245.409 185.355 11.787.064 119.967 458.345

Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato

Rif.
Nota
€ migliaia 30/06/2024 di cui con parti
correlate
30/06/2023 di cui con parti
correlate
Variazione
Utile prima delle imposte 278.006 0 233.363 0 44.644
8 Ammortamenti e riduzioni di valore 337.562 0 322.750 0 14.811
6 - 11 Proventi/(Oneri) da partecipazioni (3.270) 0 (13.724) 0 10.455
34 Variazione fondo rischi e oneri 5.256 0 (5.826) 0 11.081
33 Variazione netta fondo per benefici ai dipendenti (21.507) 0 (4.295) 0 (17.212)
9 - 10 Proventi/(Oneri) finanziari netti 59.606 0 65.221 0 (5.616)
Cash flow da attività operativa prima delle variazioni del
capitale circolante netto
655.653 0 597.489 0 58.163
26 - 27 Accantonamento svalutazione crediti 40.634 0 43.865 0 (3.232)
25-26-27 Incremento/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo
circolante
(103.053) (375) (60.309) (11.785) (42.744)
38-39 Incremento /Decremento dei debiti inclusi nel passivo
circolante
6.541 16.767 (167.586) (17.403) 174.127
25 Incremento/Decremento scorte (11.708) 0 (19.298) 0 7.590
Imposte corrisposte (45.220) 0 57.818 0 (103.038)
Variazione del capitale circolante (112.806) 16.392 (145.509) (29.188) 32.704
24 - 40 Variazione di altre attività/passività di esercizio 2.064 0 (4.576) 0 6.640
Flusso monetario da attività d'esercizio da Disposal
Group/Attività destinate alla vendita
0 0 0 0 0
Cash flow da attività operativa 544.911 16.392 447.404 (29.188) 97.507
Investimenti in attività materiali e immateriali (567.515) 0 (547.682) 0 (19.834)
Investimenti in partecipazioni, imprese consolidate e rami
d'azienda
(13.920) 0 (47.814) 0 33.894
Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari (84.543) (21.555) (382.818) (18.368) 298.275
Dividendi incassati 24 24 344 344 (320)
Interessi attivi incassati 26.158 0 18.069 0 8.089
Flusso monetario da attività di investimento da Disposal
Group/Attività destinate alla vendita
0 0 0 0 0
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI INVESTIMENTO (639.796) (21.531) (959.901) (18.024) 320.105
37 Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 435.000 0 700.000 0 (265.000)
37 Rimborsi di debiti finanziari (35.751) 0 (342.571) 0 306.820
35 Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari (26.743) 48.620 88.088 48.475 (114.831)
Interessi passivi pagati (84.216) 0 (80.435) 0 (3.782)
Pagamento dividendi (142.790) (142.790) (134.793) (134.793) (7.997)
Flusso monetario da attività di finanziamento da Disposal
Group/Attività destinate alla vendita
0 0 0 0 0
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI
FINANZIAMENTO
145.500 (94.170) 230.289 (86.319) (84.789)
FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO 50.614 (99.309) (282.208) (133.531) 332.823
Disponibilità monetaria netta iniziale 359.379 559.908 (200.529)
Disponibilità monetaria da acquisizione 0 0 0
DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA FINALE 409.993 277.699 132.294
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio
Disposal Group/Attività destinate alla vendita
0 0 0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio
Continuing Operations
409.993 277.699 132.294

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato

€ migliaia Capitale
sociale
Riserva legale Riserva
valutazione di
piani a
benefici
definiti per i
dipendenti al
netto
dell'effetto
fiscale
Riserva fair
value
strumenti
finanziari
derivati al
netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
differenza
cambio
Altre Riserve Utile (perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto del
Gruppo
Patrimonio
Netto di Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1° gennaio 2023 1.098.899 147.501 (14.329) 44.825 16.592 718.056 279.725 2.291.268 463.975 2.755.243
Utili di conto economico 0 0 0 0 0 0 142.452 142.452 19.988 162.440
Altri utili (perdite)
complessivi
0 0 (2.643) (21.188) 12.043 0 0 (11.789) (469) (12.258)
Totale utile
(perdita)complessivo
0 0 (2.643) (21.188) 12.043 0 142.452 130.663 19.519 150.182
Destinazione Risultato
2022
0 10.337 0 0 0 269.388 (279.725) 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 0 0 0 (180.666) 0 (180.666) (5.564) (186.230)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 45 (68) (2) 0 0 (25) (1.682) (1.707)
Altre Variazioni 0 0 18 (18) 0 12.169 0 12.169 (519) 11.650
Saldi al 30 giugno 2023 1.098.899 157.838 (16.910) 23.551 28.632 818.947 142.452 2.253.409 475.729 2.729.138
Utili di conto economico 0 0 0 0 0 0 151.456 151.456 13.548 165.004
Altri utili (perdite)
complessivi
0 0 756 (37.494) (3.259) 0 0 (39.996) (3.286) (43.282)
Totale utile
(perdita)complessivo
0 0 756 (37.494) (3.259) 0 151.456 111.460 10.262 121.722
Destinazione Risultato
2022
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 0 0 0 0 0 0 (4.566) (4.566)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 4 (364) 0 25.200 0 24.840 (35.537) (10.697)
Altre Variazioni 0 0 1 (0) 0 (12.428) 0 (12.427) (85) (12.512)
Saldi al 31 dicembre 2023 1.098.899 157.838 (16.149) (14.307) 25.374 831.719 293.908 2.377.281 445.803 2.823.084
€ migliaia Capitale
sociale
Riserva legale Riserva
valutazione di
piani a
benefici
definiti per i
dipendenti al
netto
dell'effetto
fiscale
Riserva fair
value
strumenti
finanziari
derivati al
netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
differenza
cambio
Altre Riserve Utile (perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto del
Gruppo
Patrimonio
Netto di Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1° gennaio 2024 1.098.899 157.838 (16.149) (14.307) 25.374 831.719 293.908 2.377.281 445.803 2.823.084
Utili di conto economico 0 0 0 0 0 0 171.705 171.705 20.953 192.658
Altri utili (perdite)
complessivi
0 0 2.473 (18.181) 10.275 0 0 (5.433) 1.068 (4.364)
Totale utile
(perdita)complessivo
0 0 2.473 (18.181) 10.275 0 171.705 166.272 22.021 188.293
Destinazione Risultato
2023
0 10.148 288 0 0 283.471 (293.908) 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 0 0 0 (187.042) 0 (187.042) (5.671) (192.713)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 (64) 4 2 1.216 0 1.158 (1.754) (596)
Altre Variazioni 0 0 16.759 (7) (0) (17.187) 0 (435) 289 (147)
Saldi al 30 giugno 2024 1.098.899 167.986 3.308 (32.492) 35.651 912.177 171.705 2.357.234 460.688 2.817.922

Note al Conto Economico Consolidato

Ricavi netti consolidati

I ricavi netti consolidati al 30 giugno 2024 ammontano ad € 1.991.226 mila (erano € 2.296.170 mila al 30 giugno 2023) e registrano una riduzione di € 304.944 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 1.928.457 2.219.783 (291.326) (13,1%)
Altri ricavi e proventi 62.769 76.387 (13.618) (17,8%)
Ricavi Netti Consolidati 1.991.226 2.296.170 (304.944) (13,3%)

1. Ricavi da vendita e prestazioni - 1.928.457 mila

La voce registra complessivamente una riduzione di € 291.326 mila (- 13,1%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio che chiudeva con l'ammontare di € 2.219.783 mila. Di seguito si riporta la composizione della voce.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia
elettrica
899.222 1.158.383 (259.161) (22,4%)
Ricavi da vendita gas 130.578 104.979 25.599 24,4%
Ricavi da incentivi energia elettrica 6.048 74 5.974 n.s.
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 635.190 619.218 15.972 2,6%
Ricavi da gestioni idriche estero 45.312 49.220 (3.908) (7,9%)
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione
discarica
112.773 122.013 (9.241) (7,6%)
Ricavi da prestazioni a clienti 79.372 106.293 (26.921) (25,3%)
Contributi di allacciamento 17.424 15.795 1.629 10,3%
Ricavi da sviluppo sostenibile 2.539 43.808 (41.269) (94,2%)
Ricavi da vendita e prestazioni 1.928.457 2.219.783 (291.326) (13,1%)

Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica

Ammontano a € 899.222 mila e possono essere rappresentati come segue:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Generazione energia elettrica e calore 4.206 6.541 (2.335) (35,7%)
Vendita energia elettrica 566.961 873.920 (306.959) (35,1%)
Attività di trasporto e misura dell'energia 322.978 274.078 48.899 17,8%
Cessione energia da Termovalorizzazione e Biogas 1.221 954 267 28,0%
Cogenerazione 3.856 2.889 967 33,5%
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 899.222 1.158.383 (259.161) (22,4%)

La variazione principale riguarda la vendita di energia elettrica (- € 306.959 mila) la cui riduzione risulta influenzata dai maggiori prezzi unitari del primo semestre 2023 e in parte per dalle minori quantità del primo semestre 2024. La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 2.183 GWh con una riduzione rispetto all'anno precedente del 19%, mentre la vendita di energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 425 GWh con una riduzione del 22% su base tendenziale. Tale riduzione risente dell'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali, creato a partire dal 1° gennaio 2021 ed in parte alla flessione del numero di clienti.

Ricavi da vendita gas

Ammontano a € 130.578 mila e registrano una variazione in aumento di € 25.599 mila, rispetto al 30 giugno 2023, influenzati dai ricavi (così come dai costi) di vettoriamento che hanno subito una crescita proporzionale per effetto dell'aumento degli oneri generali di sistema, in particolare della componente UG2 che nel 2023 era negativa. Al netto di tale variazione i ricavi da vendita gas presentano una variazione negativa dovuta ad un minor fatturato per effetto dell'uscita di un grande Cliente con "Remi diretta" (con un solo PDR) a fronte però di un miglioramento della marginalità complessiva.

Ricavi da incentivi energia elettrica

Ammontano a € 6.048 mila e registrano una crescita di € 5.974 mila, rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, in prevalenza dovuta alla diversa calendarizzazione degli incentivi GRIN da parte del GSE (+ € 4.052 mila). Nel 2023 non sono stati riconosciuti gli incentivi su Salisano e Orte a causa del prezzo elevato consuntivato nel 2022.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

Come anticipato nell'apposito paragrafo della Relazione sulla gestione a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle società che gestiscono il servizio nel Lazio, Campania e Toscana. Tali proventi ammontano complessivamente a € 635.190 mila e risultano in aumento di € 15.972 mila (+ 2,6%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (erano € 619.218 mila) in prevalenza per effetto dei maggiori investimenti e dell'aumento dei ricavi tariffari, oltre, che per la stima dei conguagli per partite passanti (energia elettrica, acqua all'ingrosso, ecc.).

La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute e di quanto previsto dall'aggiornamento tariffario al quarto periodo regolatorio 2024-2029 (MTI-4) in relazione alle componenti certe e già quantificabili al 30 giugno 2024. Per maggiori informazioni si rinvia a quanto rappresentato nell'apposito paragrafo sull'informativa sui servizi in concessione.

Ricavi da gestioni idriche all'estero

Ammontano a € 45.312 mila e presentano una variazione in diminuzione di € 3.908 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (€ 49.220 mila al 30 giugno 2023) come conseguenza del termine di alcuni contratti.

Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica

Ammontano € 112.773 mila e risultano in diminuzione di € 9.241 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Di seguito la rappresentazione della voce:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ricavi da smaltimento e trasporto rifiuti 13.961 12.961 1.000 7,7%
Ricavi da spazzamento e raccolta 14.787 21.471 (6.684) (31,1%)
Ricavi da selezione e trattamento 25.109 15.680 9.428 60,1%
Ricavi da gestione e trasporto discarica 9.358 13.621 (4.262) (31,3%)
Ricavi da recupero fanghi 4.080 6.962 (2.882) (41,4%)
Ricavi per conferimento biomasse 45.478 51.318 (5.840) (11,4%)
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione
discarica
112.773 122.013 (9.241) (7,6%)

La variazione risente in particolare dei minori ricavi da spazzamento e raccolta di ASM Terni (- € 6.684 mila) in prevalenza per il passaggio nel 2024 delle attività di fatturazione dei clienti finali dei Comuni gestisti da CNS – Cosp Tecno Service a quest'ultimo. La restante variazione in diminuzione nel complesso risulta influenzata in parte dall'effetto derivante dallo scenario energetico e in parte dai minori volumi del primo semestre 2024.

Ricavi da prestazioni a clienti

Ammontano a € 79.372 mila (€ 106.293 mila al 30 giugno 2023) e si riducono di € 26.921 mila. La voce può essere rappresentata come segue:

€migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Illuminazione Pubblica Roma 17.473 24.868 (7.395) (29,7%)
Lavori a terzi 33.346 43.369 (10.023) (23,1%)
Prestazioni infragruppo 6.041 5.366 675 12,6%
Fotovoltaico 257 432 (175) (40,5%)
Ricavi GIP 3.151 3.174 (22) (0,7%)
Variazione delle rimanenze 19.104 29.085 (9.981) (34,3%)
Ricavi da prestazioni a clienti 79.372 106.293 (26.921) (25,3%)

La riduzione deriva in prevalenza dalla variazione su lavori in corso su ordinazione relativi ai progetti di energy efficiency (- € 10.023 mila), dalla variazione negativa delle rimanenze legate a commesse pluriennali (- € 9.981 mila) di SIMAM e dai minori ricavi realizzati in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma (- € 7.395 mila) per diverso cronoprogramma delle attività di manutenzione extra ordinaria e nuove realizzazioni.

Contributi di allacciamento

Ammontano a € 17.424 mila e risultano in aumento (+ € 1.629 mila) rispetto al 30 giugno 2023 come di seguito rappresentato.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Contributi di allaccio Idrico 2.113 1.902 212 11,1%
Contributi di allaccio mercato elettrico 11.433 10.251 1.182 11,5%
Ricavi accessori 3.877 3.643 235 6,4%
Contributi di allacciamento 17.424 15.795 1.629 10,3%

Ricavi da sviluppo sostenibile

Ammontano a € 2.539 mila e risultano in diminuzione di € 41.269 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Tali ricavi sono afferenti ai corrispettivi derivanti dalla gestione degli interventi di efficienza energetica in attesa di conclusione.

2. Altri ricavi e proventi – € 62.769 mila

Tale voce registra una riduzione di € 13.618 mila rispetto al 30 giugno 2023 (€ 76.387 mila al 30 giugno 2023). Nella tabella seguente viene fornita la composizione della voce:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Contributi da Enti per TEE 4.767 2.956 1.811 61,3%
Sopravvenienze attive 8.696 11.481 (2.785) (24,3%)
Altri Ricavi 12.395 22.937 (10.542) (46,0%)
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 9.713 10.296 (583) (5,7%)
Conto Energia 1.248 1.294 (47) (3,6%)
Contributi Regionali 11.130 13.181 (2.051) (15,6%)
Personale distaccato 427 507 (80) (15,8%)
Proventi Immobiliari 1.038 862 176 20,4%
Margine IFRIC 12 11.897 11.540 356 3,1%
Ricavi per distacchi e riallacci 1.459 1.333 126 9,4%
Altri ricavi e proventi 62.769 76.387 (13.618) (17,8%)

La variazione in diminuzione è riconducibile in prevalenza ai seguenti effetti contrapposti:

  • minori contributi regionali (- € 2.051 mila) riferibili in prevalenza a Gori in relazione all'iscrizione nel 2023 dei contributi su OO.RR. (Opere Regionali) relativi agli anni 2018-2021;
  • minori altri ricavi in prevalenza imputabili ai minori ricavi di areti in relazione al piano resilienza per € 5.373 mila e minori ricavi per crediti di imposta energia per € 3.739 di Gori;
  • maggiori contributi da Enti per TEE (+ € 1.811 mila) imputabili ad areti.

Costi operativi consolidati

Al 30 giugno 2024 i costi operativi ammontano a € 1.264.694 mila (erano € 1.638.790 mila 30 giugno 2023) e registrano una riduzione di € 374.097 mila (- 22,8% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio). Di seguito la composizione:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Costo del lavoro 160.169 174.787 (14.618) (8,4%)
Costi esterni 1.104.525 1.464.003 (359.478) (24,6%)
Costi Operativi Consolidati 1.264.694 1.638.790 (374.097) (22,8%)

3. Costo del lavoro – € 160.169 mila

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 260.886 276.021 (15.135) (5,5%)
Costi capitalizzati (100.718) (101.234) 516 (0,5%)
Costo del lavoro 160.169 174.787 (14.618) (8,4%)

Il costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, presenta una variazione complessiva in riduzione pari ad € 15.135 mila che risulta influenzata dal rilascio del debito per agevolazioni tariffarie pensionati (- € 17.327 mila) a seguito dell'accordo intervenuto tra il Gruppo e le associazioni sindacali concluso in data 13 giugno 2024; tale accordo è conseguenza diretta dell'attuale contesto di mercato e regolatorio e prevede che le Agevolazioni Tariffarie nei confronti degli ex dipendenti del Gruppo cesseranno di operare con decorrenza

dal 1° luglio 2024, prevedendo, in sostituzione di detto istituto, il pagamento di un controvalore economico una tantum, stabilito in funzione dell'età anagrafica degli aventi diritto alla data del 30 giugno 2024.

La variazione del costo del lavoro al netto del sopra citato rilascio presenta un incremento pari ad € 2.193 mila derivante prevalentemente dall'incremento delle componenti retributive e dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro. I costi capitalizzati risultano invece in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, con un lieve incremento pari ad € 516 mila.

Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza finale del periodo 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ambiente 834 876 (42) (4,8%)
Commerciale 441 459 (18) (3,9%)
Acqua (Estero) 1.405 2.475 (1.070) (43,2%)
Acqua 3.960 3.976 (16) (0,4%)
Reti e Illuminazione Pubblica 1.233 1.268 (35) (2,8%)
Produzione 97 95 2 2,1%
Engineering & Infrastructure Projects 465 479 (14) (2,9%)
Corporate 784 720 64 8,9%
Totale 9.219 10.348 (1.129) (10,9%)
Consistenza media del periodo 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ambiente 848,5 881,7 (33,1) (3,8%)
Commerciale 445,8 459,3 (13,5) (2,9%)
Acqua (Estero) 1.614,5 2.530,8 (916,3) (36,2%)
Acqua 3.966,7 3.988,9 (22,2) (0,6%)
Reti e Illuminazione Pubblica 1.243,5 1.282,5 (39,0) (3,0%)
Produzione 98,0 97,0 1,0 1,0%
Engineering & Infrastructure Projects 467,5 478,2 (10,7) (2,2%)

4. Costi esterni – € 1.104.525 mila.

Tale voce presenta una riduzione complessiva di € 359.478 mila (- 24,6% rispetto al 30 giugno 2023).

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Energia, gas, combustibili 700.651 990.472 (289.821) (29,3%)
Materie 61.357 75.116 (13.759) (18,3%)
Servizi e appalti 251.692 306.861 (55.169) (18,0%)
Canoni di concessione 34.528 34.426 102 0,3%
Godimento beni di terzi 26.538 24.229 2.309 9,5%
Oneri diversi di gestione 29.758 32.898 (3.140) (9,5%)
Costi esterni 1.104.525 1.464.003 (359.478) (24,6%)

Corporate 778,7 725,5 53,2 7,3% Totale 9.463,2 10.443,8 (980,7) (9,4%)

Energia, gas e combustibili

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acquisto e trasporto energia elettrica e gas 696.701 987.539 (290.838) (29,5%)
Certificati bianchi 343 327 16 4,8%
Certificati verdi e diritti CO2 3.608 2.606 1.002 38,4%
Energia, gas, combustibili 700.651 990.472 (289.821) (29,3%)

La riduzione dei costi di acquisto e trasporto energia elettrica e gas (- € 290.838 mila) è in linea con la riduzione rilevata nei ricavi e risulta coerente con quanto già ampiamente descritto in relazione all'andamento dei prezzi e delle quantità.

Materie

I costi per materie ammontano a € 61.357 mila e rappresentano i consumi di materiali al netto dei costi destinati ad investimento come illustrato dalla tabella che segue.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acquisti di materiali 94.945 96.174 (1.229) (1,3%)
Variazione delle rimanenze 8.539 12.707 (4.167) (32,8%)
Costi capitalizzati (42.128) (33.764) (8.364) 24,8%
Materie 61.357 75.116 (13.759) (18,3%)

La riduzione registrata dalla voce risulta influenzata in gran parte dalle minori rimanenze di SIMAM conseguenza dei minori cantieri.

Servizi ed Appalti

Ammontano a € 251.692 mila e risultano in diminuzione per € 55.169 mila (erano € 306.861 mila al 30 giugno 2023). Tale voce può essere rappresentata come segue:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Prestazioni tecniche e amministrative (comprese
consulenze e collaborazioni)
32.061 27.709 4.352 15,7%
Lavori eseguiti in appalto 48.916 90.356 (41.440) (45,9%)
Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti 56.191 66.164 (9.974) (15,1%)
Altri servizi 32.962 38.773 (5.811) (15,0%)
Servizi al personale 10.913 11.286 (373) (3,3%)
Spese assicurative 7.894 7.520 374 5,0%
Consumi elettrici, idrici e gas 25.534 28.996 (3.463) (11,9%)
Sottendimento energia 4.924 4.927 (3) (0,1%)
Servizi infragruppo e non 5.659 6.763 (1.104) (16,3%)
Spese telefoniche e trasmissione dati 3.181 3.590 (410) (11,4%)
Spese postali 1.763 1.657 106 6,4%
Canoni di manutenzione 3.843 3.457 386 11,2%
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 3.667 3.344 323 9,7%
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 5.408 4.995 413 8,3%
Organi sociali 2.606 2.498 108 4,3%
Rilevazione indici di lettura 2.605 1.939 667 34,4%
Spese bancarie 2.190 1.873 317 16,9%
Spese di viaggio e trasferta 1.002 961 41 4,3%
Personale distaccato 342 23 319 n.s.
Spese tipografiche 35 31 3 10,6%
Servizi e appalti 251.692 306.861 (55.169) (18,0%)

La variazione in riduzione è dovuta in prevalenza:

  • ai minori costi per lavori eseguiti in appalto (- € 41.440 mila), in gran parte riferibili ai progetti di energy efficiency e smart services, in linea con quanto rilevato nei ricavi;
  • ai minori costi per smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti (- € 9.974 mila) in prevalenza in relazione al servizio di raccolta e spazzamento di ASM Terni (- € 4.460 mila) in linea con quanto rilevato nei ricavi;
  • ai minori costi per altri servizi (- € 5.811 mila) derivanti da una generale riduzione delle voci di spesa in prevalenza imputabili alla Corporate.

Canoni di concessione

L'importo complessivo di € 34.528 mila risulta in linea con quanto rilevato nel precedente esercizio ed è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania. La tabella che segue indica la composizione per Società:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Adistribuzionegas 1.424 1.429 (5) (0,3%)
Notaresco Gas 47 47 (0) (0,3%)
ACEA Ato2 26.529 25.902 628 2,4%
ACEA Ato5 1.295 1.868 (572) (30,6%)
Acea Molise 26 26 0 0,0%
Gesesa 175 175 0 0,0%
Gori 1.387 1.222 165 13,5%
Acquedotto del Fiora 2.413 2.426 (13) (0,5%)
Servizi Idrici Integrati 1.232 1.249 (17) (1,3%)
Altro 0 83 (83) (100,0%)
Totale 34.528 34.426 102 0,3%

Per le altre informazioni in merito alle concessioni si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".

Godimento di beni di terzi

La voce ammonta a € 26.538 mila e risulta in aumento di € 2.309 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 24.229 mila al 30 giugno 2023); l'incremento è in parte riferibile ai maggiori costi per licenze d'uso software applicativo della Capogruppo (+ € 1.577 mila). Tale voce contiene, in linea con quanto previsto dall'IFRS16, i costi relativi ai leasing a breve termine e i leasing di modesto valore che contribuiscono alla variazione in aumento della voce per € 930 mila.

Oneri diversi di gestione

Ammontano a € 29.758 mila al 30 giugno 2024 e si decrementano di € 3.140 mila. La tabella che segue espone tale voce per natura:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Imposte e tasse 8.830 9.436 (606) (6,4%)
Risarcimento danni ed esborsi per vertenze
giudiziarie
4.045 4.907 (861) (17,6%)
Contributi erogati e quote associative 1.829 2.272 (443) (19,5%)
Perdite su crediti 513 500 13 2,7%
Spese generali 8.670 8.147 523 6,4%
Sopravvenienze passive 5.871 7.636 (1.765) (23,1%)
Oneri diversi di gestione 29.758 32.898 (3.140) (9,5%)

5. Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity - € 0 mila

Al 30 giugno 2024 il Gruppo non ha derivati sottoscritti a copertura delle operazioni di trading.

6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria - € 2.536 mila

La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società strategiche. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
MOL 74.260 76.263 (2.003) (2,6%)
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (61.953) (55.792) (6.161) 11,0%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 444 0 444 n.s.
Gestione Finanziaria (5.253) (2.672) (2.581) 96,6%
Imposte (4.962) (4.797) (165) 3,4%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 2.536 13.002 (10.466) (80,5%)

Il provento da partecipazione risulta complessivamente in riduzione di € 10.466 mila, influenzato prevalentemente dai maggiori ammortamenti delle società idriche connessi alla crescita degli investimenti e dalla variazione in riduzione registrata in relazione a DropMi e Aqua Iot per € 5.533 mila come conseguenza delle perdite conseguite in relazione ai progetti non realizzati. Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.

30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Gruppo Powertis (10) (14) 4 (29,5%)
Gruppo Acea Sun Capital (1.994) (99) (1.895) n.s.
Umbria Distribuzione Gas (417) 113 (530) n.s.
DropMI (5.533) 0 (5.533) n.s.
Energia 79 201 (123) (60,8%)
Acque 5.111 5.414 (303) (5,6%)
Intesa Aretina 728 (140) 868 n.s.
Geal 113 199 (86) (43,2%)
Nuove Acque 39 319 (280) (87,6%)
Publiacqua 2.168 5.043 (2.875) (57,0%)
Umbra Acque 1.695 1.805 (110) (6,1%)
Ingegnerie Toscane 556 160 396 n.s.
Totale 2.536 13.002 (10.466) (80,5%)

7. Svalutazioni (riprese di valore) nette dei crediti commerciali - € 40.634 mila

Tale voce registra un decremento rispetto al precedente esercizio pari ad € 3.232 mila, con incidenza sostanzialmente stabile rispetto ai ricavi (2,04% vs 1,91%). Tale risultato è prevalentemente dovuto, oltre che alle solide performance di incasso delle principali società, alla riduzione dei volumi di fatturato e di credito outstanding dell'area Commerciale, derivanti dalle politiche commerciali di frazionamento del rischio e all'andamento del prezzo delle commodities.

8. Ammortamenti e accantonamenti – € 349.834 mila

Rispetto al 30 giugno 2023 si evidenzia un aumento di € 23.348 mila come di seguito illustrato.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ammortamenti 337.562 322.750 14.811 4,6%
Accantonamenti 12.273 3.737 8.536 n.s.
Ammortamenti e Accantonamenti 349.834 326.487 23.348 7,2%

Ammortamenti e perdite di valore

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Ammortamenti materiali 93.870 90.718 3.152 3,5%
Ammortamenti immateriali 243.656 230.971 12.685 5,5%
Perdite di valore 36 1.061 (1.025) (96,6%)
Ammortamenti e perdite di valore 337.562 322.750 14.811 4,6%

La variazione in aumento della voce pari ad € 14.811 è legata in prevalenza alla naturale crescita degli ammortamenti sui business regolati, in prevalenza dell'area "Acqua" (+ € 9.190 mila) e "Reti & Illuminazione Pubblica" (+ € 4.691 mila), conseguenti i maggiori investimenti e l'entrata in esercizio di cespiti in corso e alla crescita degli ammortamenti riferiti ai costi di commissioning per l'acquisizione di nuovi clienti di Acea Energia (+ € 2.375 mila).

Accantonamenti

Gli accantonamenti, al netto dei rilasci, ammontano ad € 12.273 mila e sono così distinti per natura:

30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Acc.to Rischi Legale 1.512 501 1.011 n.s.
Acc.to Fiscale 136 122 13 11,0%
Acc.to Rischi regolatori 1.357 1.577 (220) (13,9%)
Acc.to Partecipate 0 488 (488) (100,0%)
Acc.to Rischi contributivi 221 15 206 n.s.
Acc.to Appalti e Forniture 407 111 296 n.s.
Acc.to Franchigie Assicurative 972 976 (5) (0,5%)
Acc.to Altri rischi ed oneri 3.749 2.836 913 32,2%
Accantonamenti fondi rischi 8.353 6.625 1.728 26,1%
Acc.to Esodo e mobilità 13 25 (12) (50,0%)
Acc.to Oneri verso Altri 6.376 185 6.191 n.s.
Accantonamenti fondi oneri 6.388 210 6.178 n.s.
Totale Accantonamenti 14.741 6.835 7.906 115,7%
Rilasci fondi rischi, Rilasci fondi oneri (2.468) (3.098) 630 (20,3%)
Totale 12.273 3.737 8.536 n.s.

Per maggiori dettagli si rinvia alla nota 34 "Fondo rischi e oneri".

9. Proventi finanziari - € 26.500 mila

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Interessi su crediti finanziari 144 53 91 173,9%
Interessi attivi bancari 1.267 161 1.106 n.s.
Interessi su crediti verso clienti 12.772 7.298 5.475 75,0%
Interessi su crediti diversi 7.425 8.326 (901) (10,8%)
Proventi finanziari da attualizzazione 61 90 (28) (31,7%)
Proventi da valutazione di derivati al fair value
hedge
19 14 4 28,2%
Altri proventi 4.812 2.233 2.579 115,5%
Proventi finanziari 26.500 18.174 8.326 45,8%

I proventi finanziari, pari a € 26.500 mila, registrano un incremento di € 8.326 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Tale variazione deriva i) dall'incremento degli interessi attivi bancari (+ € 1.106 mila) in prevalenza in relazione agli interessi attivi sui depositi a breve della Capogruppo; ii) dai maggiori interessi attivi verso clienti per € 5.475 mila in prevalenza imputabili all'incremento dei tassi di mercato; iii) dall'iscrizione di proventi finanziari derivanti dal riconoscimento dei crediti fiscali da efficienza energetica di Acea Innovation (+ € 4.160 mila).

10. Oneri finanziari - € 87.828 mila

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap 1.825 1.947 (122) (6,3%)
Interessi su prestiti obbligazionari 40.342 38.926 1.416 3,6%
Interessi su indebitamento a medio - lungo
termine
21.378 16.294 5.084 31,2%
Interessi su indebitamento a breve termine 5.488 5.528 (40) (0,7%)
Interessi moratori e dilatori 6.293 6.918 (625) (9,0%)
Interest cost al netto degli utili e perdite
attuariali
1.722 2.168 (446) (20,6%)
Commissioni su crediti ceduti 6.671 7.479 (808) (10,8%)
Oneri da attualizzazione 687 803 (117) (14,5%)
Oneri finanziari IFRS16 1.745 1.577 168 10,6%
Altri oneri finanziari 1.676 1.743 (66) (3,8%)
Interessi verso utenti 543 1.599 (1.057) (66,1%)
(Utili)/perdite su cambi (542) 581 (1.123) (193,4%)
Oneri finanziari 87.828 85.563 2.264 2,6%

Gli oneri finanziari, pari a € 87.828 mila, sono in crescita di € 2.264 mila per l'effetto combinato del rialzo dei tassi di interesse e dell'aumento del debito medio del periodo. In particolare, l'incremento degli oneri finanziari risente dei maggiori interessi registrati su prestiti obbligazionari (+ € 1.416 mila) e maggiori interessi su finanziamenti a medio-lungo termine (+ € 5.084 mila) in prevalenza della Capogruppo; in parte compensati da una generale riduzione delle altre voci dovuta alle politiche di efficientamento dei costi finanziari. Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 2,17% contro il 2,02% del medesimo periodo del precedente esercizio.

11. Oneri e Proventi da Partecipazioni - € 734 mila

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 Variazione Variazione %
Proventi da partecipazioni in società collegate 969 748 220 29,4%
(Oneri) da partecipazioni in società collegate (235) (26) (209) n.s.
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 734 723 11 1,5%

I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento, secondo il metodo del patrimonio netto, di alcune società del Gruppo.

12. Imposte sul reddito - € 85.349 mila

La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 85.349 mila contro € 71.215 mila del medesimo periodo del precedente esercizio. Le imposte si compongono come segue:

  • Imposte correnti: € 99.341 mila (€ 91.182 mila al 30 giugno 2023);
  • Imposte differite/(anticipate) nette: 13.992 mila (- 19.967 mila al 30 giugno 2023).

L'incremento in valore assoluto delle imposte registrato nel periodo deriva dall'effetto combinato del maggior utile ante imposte e in minima parte dal maggior tax rate. La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato.

€ migliaia Giugno 2024 Giugno 2023
Imposta Incidenza Imposta Incidenza
Risultato ante imposte consolidato 278.006 % 233.363 %
IRES teorica calcolata con l'aliquota della Capogruppo 66.722 24,00% 56.007 24,00%
Riconciliazione con risultato ante imposte imponibile ai fini IRES 69.867 25.13% 44.752 19,18%
Effetto fiscale IRES delle differenze permanenti in aumento 9.312 3.35% 5.086 2.18%
Effetto fiscale IRES delle differenze permanenti in diminuzione (71.307) (25,65%) (34.157) (14.64%)
Effetto fiscale IRES delle differenze temporanee in aumento 14.687 5.28% 14.696 6,30%
Effetto fiscale IRES delle differenze temporanee in diminuzione (13.822) (4.97%) (16.993) (7.28%)
Effetto fiscale IRES della deduzione ACE 0 0,00% (1.207) -0,52%
IRES di competenza 75.459 27.14% 68.184 29.22%
di cui relativa a società in consolidato fiscale 64.485 23.20% 59.462 25.48%
di cui relativa a società non in consolidato fiscale 10.974 3,95% 8.722 3.74%
IRAP di competenza 20.313 7,31% 24.005 10.29%
€ migliaia Giugno 2024 Giugno 2023
Imposta Incidenza Imposta Incidenza
Imposte società estere 4.712 1,69% 3.229 1,38%
Sopravvenienze imposte di esercizi precedenti 156 0,06% (2.876) (1,23%)
Imposte anticipate/differite nette (15.292) (5,50%) (21.327) (7.67%)
Imposte totali di competenza dell'esercizio 85.349 30,70% 71.215 30,52%

Il tax rate dell'esercizio si attesta al 30,7% (era il 30,5% al 30 giugno 2023).

13. Utile per azione

L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 al 30 giugno 2024. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 30 giugno 2024 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.

L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:

30/06/2024 30/06/2023 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 171.705 142.452 29.253
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 171.705 142.452 29.253
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo
dell'utile per azione
di base (B) 212.548 212.548 0
di base (C) 212.548 212.548 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 0,80784 0,67021 0,13763
diluito (A/C) 0,80784 0,67021 0,13763

Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

ATTIVITA'

Al 30 giugno 2024 ammontano a € 12.245.409 mila (erano € 11.787.064 mila al 31 dicembre 2023) e registrano un aumento di € 458.345 mila pari al + 3,9% rispetto all'anno precedente, di seguito la composizione:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Attività non correnti 9.455.355 9.193.002 262.353 2,9%
Attività correnti 2.771.691 2.575.774 195.917 7,6%
Attività non correnti destinate alla vendita 18.363 18.288 75 0,4%
Totale Attività 12.245.409 11.787.064 458.345 3,9%

14. Immobilizzazioni materiali - € 3.414.415 mila

L'incidenza delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica è pari al 80,4% delle immobilizzazioni materiali ed ammonta ad € 2.743.820 mila.

Il rimanente 19,6% si riferisce:

  • agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 352.536 mila;
  • alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 101.749 mila;
  • alle infrastrutture relative all'Area Acqua per € 159.717 mila;
  • alle infrastrutture relative all'Area Aqua (Estero) per € 34.866 mila;
  • alle immobilizzazioni relative all'Area Commerciale per € 12.703 mila;
  • agli impianti afferenti all'Area Engineering & Infrastructure Projects per € 9.025 mila.
€ migliaia Terreni e
Fabbricati
Impianti e
Macchinari
Attrezzature
Industriali
Altri Beni Immobilizzazioni
in Corso
Beni
Gratuitamente
Devolvibili
Totale
Costo Storico iniziale 673.137 4.062.995 1.205.240 211.390 135.451 16.272 6.304.486
Attività Destinate alla Vendita 0 0 0 0 0 0 0
Investimenti / Acquisizioni 3.632 102.620 53.111 4.225 17.361 425 181.373
Dismissioni / Alienazioni (2) (206) (918) (497) (156) 0 (1.779)
Svalutazioni/Riduzioni di valore 0 0 0 0 0 0 0
Variazione area di
consolidamento
0 6.958 0 0 (6.958) 0 0
Altri movimenti 3.235 19.676 1.270 792 (31.081) 0 (6.108)
Costo Storico Finale 680.002 4.192.042 1.258.703 215.910 114.617 16.697 6.477.972
Fondo amm.to iniziale (209.395) (2.141.506) (456.151) (155.481) 0 (7.084) (2.969.618)
Ammortamenti,
Svalutazioni/Riduzioni di valore
(7.501) (53.675) (24.801) (7.219) 0 (576) (93.771)
Attività Destinate alla Vendita 0 0 0 0 0 0 0
Investimenti / Acquisizioni 0 0 0 0 0 0 0
Dismissioni / Alienazioni 0 83 411 449 0 0 943
Variazione area di
consolidamento
0 (6) 0 9 0 0 3
Altri movimenti 100 (1.029) (100) (85) 0 0 (1.113)
Fondo amm.to finale (216.795) (2.196.132) (480.641) (162.327) 0 (7.660) (3.063.556)
Valore netto contabile 463.206 1.995.910 778.062 53.583 114.617 9.036 3.414.415

Gli investimenti ammontano a € 181.373 mila e si riferiscono in prevalenza a quelli sostenuti da:

areti per € 135.261 mila in relazione agli interventi di rinnovamento, potenziamento e digitalizzazione della rete, smartizzazione della rete attraverso la sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G. Proseguono le attività connesse al PNRR;

Acea Ambiente per € 15.475 mila per miglioramenti impiantistici eseguiti nell'impianto di WTE di Terni, negli impianti di San Vittore e Aprilia, nonché in quello di Monterotondo Marittima;

  • Acea Produzione per € 3.475 mila prevalentemente per i lavori di riqualificazione e manutenzione degli impianti idroelettrici, per l'estensione ed il risanamento della rete del teleriscaldamento, per i lavori sulla centrale di Tor di Valle per la manutenzione e i lavori della centrale Montemartini;
  • Acea Solar per € 7.135 mila per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali;
  • Acea per € 1.876 mila principalmente per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali oltre agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica, e agli arredi e macchine d'ufficio;
  • Aguas De San Pedro per € 3.239 per manutenzioni e nuove realizzazioni.

Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.

15. Investimenti immobiliari - € 1.964 mila

Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari ad € 26 mila deriva dagli ammortamenti e dalle svalutazioni effettuate nel corso del periodo.

16. Avviamento - € 254.596 mila

Al 30 giugno 2024 la voce ammonta ad € 254.596 mila e non presenta variazioni rispetto alla chiusura del 31 dicembre 2023. Così come disposto dai principi di riferimento e dalle regolamentazioni in materia, nonché come previsto dalla procedura del Gruppo approvata nel febbraio 2021 in relazione all'impairment test degli asset, l'impresa deve valutare ad ogni data di riferimento del bilancio (reporting date) se esiste qualche "indicazione" che evidenzi se un'attività possa aver subito una perdita di valore. Se esiste un qualsiasi segnale di ciò, l'impresa deve stimare il valore recuperabile dell'attività.

Indipendentemente dall'esistenza o meno di tale indicazione, un'impresa deve comunque:

  • calcolare almeno annualmente il valore recuperabile di un'attività immateriale con vita utile indefinita o di un'attività immateriale non ancora pronta per l'utilizzo (in qualsiasi momento dell'anno purché sempre alla stessa data);
  • verificare almeno annualmente l'avviamento acquisito a seguito di una business combination.

La verifica annuale dell'avviamento viene svolta in occasione della chiusura dell'esercizio fiscale, qualora non si presentino indicazioni di perdita di valore antecedenti a tale data.

Dalle analisi svolte sono emersi indicatori di impairment con riferimento alle CGU consolidate per cui vi è un Avviamento allocato, sostanzialmente in linea con le CGU già attenzionate al 31 dicembre 2023, quali Acquedotto del Fiora, ADistribuzione Gas per l'area idrico, Berg, Ecologia Sangro (già svalutata in occasione del test al 31 dicembre 2023), Acea Ambiente, Plastic Box, Tecnoservizi e Ferrocart per l'area Ambiente, Acea Produzione per l'area Generazione ed infine Acea Innovation per l'area Commerciale & Trading. Per tali CGU è stato quindi effettuato il test di impairment dal quale non sono emerse perdite durevoli di valore. Infine, come già sviluppato lo scorso anno in occasione della relazione finanziaria semestrale consolidata 2023, Acea ha sviluppato e applicato un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini e le principali variabili macroeconomiche (es. prezzi dell'energia elettrica, prezzi del gas, emissioni di CO2, temperature medie, precipitazioni medie, etc…), nonché analisi di Montecarlo utile a comprendere le relazioni tra le singole variabili chiave e a supportare la definizione dei possibili scenari alternativi ed in generale il livello di volatilità delle previsioni. Inoltre, al fine di analizzare i possibili impatti sul business di Acea in differenti condizioni macroeconomiche, è stata sviluppa un'analisi multi-scenario da cui emergono possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano «more likely than not».

17. Concessioni e diritti sull'infrastruttura - € 3.949.466 mila

Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:

  • i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 83.756 mila),
  • l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione dei servizi idrici e distribuzione gas (€ 3.732.565 mila), in conformità all'IFRIC12.

Le concessioni si riferiscono per € 67.637 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente, alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completano il saldo la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 6.362 mila e la concessione di Consorcio Agua Azul per € 8.212 mila.

Gli investimenti del periodo relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari ad € 329.608 mila e si riferiscono principalmente ad:

  • ACEA Ato2 per € 237.272 mila per gli interventi di ammodernamento, ampliamento e bonifica delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici e degli impianti di depurazione ed agli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche;
  • ACEA Ato5 per € 17.324 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione;
  • GORI per € 48.840 mila, per la sostituzione delle condotte idriche nonché per la manutenzione straordinaria delle opere per il servizio idrico e fognario;
  • Acquedotto del Fiora per € 16.076 mila principalmente dovuto alle bonifiche e manutenzioni straordinarie, all'ottimizzazione di reti/impianti e a nuove opere nonché all'aumento dell'efficienza delle reti;

SII per € 7.376 mila principalmente per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture, nonché per il riordino e miglioramento del sistema di raccolta e trattamento dei reflui.

La voce Altri Movimenti comprende principalmente le riclassifiche per il passaggio in esercizio dei cespiti precedentemente in corso. Si precisa che all'interno della voce è ricompreso l'insieme delle infrastrutture del servizio della distribuzione del gas appartenenti ad Adistribuzionegas.

18. Immobilizzazioni immateriali - € 401.544 mila

La voce presenta un valore netto contabile al 30 giugno 2024 pari ad € 401.544 mila e può essere rappresentata come segue:

€ migliaia Diritti di
brevetto
Altre
immobilizzazioni
immateriali
Contract Cost Immobilizzazioni in
corso e acconti
Totale
Valore netto iniziale 203.027 126.687 62.533 20.916 413.162
Ammortamenti e Riduzioni di valore (34.999) (11.673) (16.017) 0 (62.690)
Attività Destinate alla Vendita 0 0 0 0 0
Investimenti / Acquisizioni 15.477 991 27.237 12.829 56.535
Dismissioni / Alienazioni (29) (2) 0 (98) (130)
Variazione area di consolidamento 0 71 0 0 71
Altri movimenti 4.542 194 0 (10.141) (5.404)
Valore netto finale 188.018 116.267 73.753 23.506 401.544

La voce registra una diminuzione di € 11.619 mila che deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 56.535 mila) al netto degli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 62.690 mila) e delle riclassifiche.

Gli investimenti del periodo sono principalmente riconducibili:

  • ad areti per € 12.993 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione e per l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura;
  • ad Acea Energia per € 30.264 mila riferibili per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 26.436 mila) e alle implementazioni legate al nuovo CRM ed alle migliorie apportate sui sistemi di fatturazione, credito e di supporto decisionale agli sviluppi e agli interventi evolutivi legati alle integrazioni tra sistemi della piattaforma del nuovo CRM;
  • alla Capogruppo per € 4.039 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

19. Diritto d'uso - € 88.708 mila

In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui rilevati come attività in leasing e ammortizzati lungo la durata dei contratti, in linea con quanto previsto dallo standard internazionale IFRS16. Alla data del 30 giugno 2024 il valore netto contabile di tali attività è pari ad € 88.708 mila e la natura di tali attività può essere rappresentata come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Terreni e fabbricati 68.350 73.460 (5.110) (7,0%)
Autovetture e autoveicoli 9.154 8.102 1.052 13,0%
Macchinari e attrezzature 9.209 9.493 (285) (3,0%)
Cabine di distribuzione 1.582 1.719 (137) (8,0%)
Altro 414 511 (97) (18,9%)
Totale 88.708 93.284 (4.576) (4,9%)

Si espone di seguito il valore contabile delle attività consistenti nel diritto di utilizzo al 30 giugno 2024 per ogni classe di attività sottostante con la relativa movimentazione del periodo:

€ migliaia Terreni e
fabbricati
Autovetture e
autoveicoli
Macchinari e
attrezzature
Cabine di
distribuzione
Altro Totale
Saldi di apertura 73.460 8.102 9.493 1.719 511 93.284
Acquisizioni 0 0 0 0 0 0
Nuovi contratti 1.587 2.272 321 0 0 4.181
Remeasurement (1.009) 992 (8) (6) (18) (50)
Ammortamento (5.688) (2.212) (598) (131) (78) (8.707)
Totale 68.350 9.154 9.209 1.582 414 88.708

Per quanto attiene le opzioni di proroga o risoluzione si fa presente che per le attività regolate, in relazione ai contratti funzionali alle attività in concessione, il termine di rinnovi contrattuali stimato risulta l'anno di fine della concessione stessa. Non sono, inoltre, presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti, di importo significativo, per i quali il Gruppo si è impegnato.

Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16 e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".

20. Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate - € 357.369 mila

€ migliaia 31/12/2023 Plus/Minus da
valutazione a
PN
Incremento/Decremento
per dividendi
OCI Altre
Variazioni
/Riclassifiche
30/06/2024
Acque 127.903 5.111 (1.076) 668 90 132.695
GEAL 9.950 113 (693) 5 0 9.376
Nuove acque e Intesa
Areatina
12.903 767 (646) (4) (70) 12.951
Publiacqua 124.353 2.168 (2.685) 54 367 124.256
Umbra Acque 29.872 1.695 86 (80) 0 31.573
Ingegnerie Toscane 9.692 556 (1.006) (8) 0 9.235
Energia 17.288 79 (998) 0 0 16.368
Picena Ambiente 1.805 15 0 0 0 1.821
Acea Sun Capital 7.660 (1.174) (63) 0 (1) 6.423
DropMi 4.732 (5.533) 0 0 801 0
Aqua Iot 368 0 0 0 (368) 0
Gruppo Marmaria 9.119 (10) 0 0 263 9.372
Aguazul Bogotà 852 47 0 0 0 900
Altre partecipazioni 2.785 (417) 0 0 32 2.400
Totale Partecipazioni 359.281 3.419 (7.081) 635 1.115 357.369

Le variazioni intervenute nel corso del periodo si riferiscono principalmente alla rilevazione del risultato delle società valutate con il metodo del patrimonio netto, che determina effetti positivi a Conto Economico per complessivi € 3.419 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" e in via residuale nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione". Contribuisce alla variazione la distribuzione dei dividendi (- € 7.081 mila), la variazione delle riserve di "other comprensive income" (€ 635 mila).

€ migliaia
30/06/2024
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Valutazione
società a
patrimonio
netto
Posizione
Finanziaria
Netta
Acque 274.146 43.848 (130.234) (55.978) (41.618) (5.111) (102.497)
AQUA.IOT 0 368 0 0 0 0 0
Intesa Aretina 14.244 287 0 (101) 0 (728) 171
DropMI 0 324 (258) (866) (0) 5.533 (8)
Ecomed 37 323 (539) (556) 0 0 162
Energia 10.648 935 (3) (2.036) (839) (79) 237
Geal 17.088 5.046 (6.039) (6.286) (5.901) (113) (1.568)
Ingegnerie Toscane 752 9.558 (372) (4.263) (4.235) (556) 269
Gruppo Powertis 2.859 962 (20) (279) 0 10 (6)
Nuove Acque 18.349 6.351 (5.670) (4.441) (4.931) (375) (1.764)
Gruppo Acea Sun Capital 86.851 17.465 (60.299) (8.154) (3.743) 1.994 (37.262)
Publiacqua 219.436 75.309 (60.479) (100.389) (56.192) (2.168) (42.489)
Umbria Distribuzione Gas 7.890 5.178 (3.359) (8.208) 0 417 946
Umbra Acque 89.858 18.125 (46.668) (30.784) (19.973) (1.695) (22.320)
€ migliaia
31/12/2023
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Valutazione
società a
patrimonio
netto
Posizione
Finanziaria
Netta
Acque 258.614 44.581 (118.749) (57.173) (80.767) (7.400) (94.967)
AQUA.IOT 0 368 0 0 0 0 0
Intesa Aretina 13.892 534 0 (9) 0 235 192
DropMI 4.990 645 0 (963) 0 179 337
Ecomed 37 323 (539) (556) 0 646 162
Energia 10.572 959 (2) (1.137) (1.682) (488) 378
Geal 18.299 4.327 (7.079) (5.155) (13.032) (943) (2.729)
Ingegnerie Toscane 702 11.829 (413) (5.945) (9.969) (1.002) (2.336)
Gruppo Powertis 2.676 907 (20) (293) 0 45 27
Nuove Acque 18.473 5.983 (6.343) (3.896) (10.110) (777) (2.668)
Gruppo Acea Sun Capital 91.038 14.621 (54.428) (10.839) (10.991) 7.491 (35.563)
Publiacqua 226.727 60.865 (56.363) (105.283) (120.670) (9.347) (42.036)
Umbria Distribuzione Gas 6.397 6.263 (2.526) (8.215) 0 (113) 892
Umbra Acque 82.246 15.514 (43.611) (25.631) (40.952) (2.863) (24.576)

21. Altre partecipazioni - € 8.023 mila

Ammontano ad € 8.023 mila (erano € 8.029 mila al 31 dicembre 2023) e sono composte da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.

22. Imposte differite attive - € 225.072 mila

Le imposte differite attive al netto del fondo imposte differite, al 30 giugno 2024, ammontano ad € 225.072 mila (€ 205.065 mila al 31 dicembre 2023). La tabella che segue espone la composizione e dettaglia i movimenti intervenuti nel periodo:

31/12/2023 Movimentazioni 30/06/2024
€ migliaia Saldo Movimentazioni a
Patrimonio Netto
Utilizzi Accantonamenti
IRES/IRAP
Saldo
Imposte anticipate
Perdite fiscali 67 0 0 11.517 11.584
Compensi membri CdA 140 (16) (16) 25 133
Fondi per rischi ed oneri 37.458 0 (1.246) 2.859 39.070
Svalutazione crediti e partecipazioni 67.881 1.949 (8) 3.945 73.767
Ammortamenti 144.694 2.751 (5.064) 4.792 147.172
Piani a benefici definiti e a contribuzione definita 13.386 (466) (2.534) 393 10.779
Tax asset su elisioni di consolidamento 219 0 0 22 241
Fair value commodities e altri strumenti finanziari 29.042 (13.243) (15) 0 15.784
Altre 53.364 3.765 (7.059) 5.938 56.008
Totale 346.251 (5.259) (15.943) 29.490 354.538
Imposte differite
Ammortamenti 55.919 562 (3.722) 2.656 55.416
Piani a benefici definiti e a contribuzione definita 24.202 481 (558) 16 24.140
Fair value commodities e altri strumenti finanziari 31.797 (16.877) (82) 1.551 16.389
Altre 29.267 4.561 (684) 377 33.522
Totale 141.186 (11.273) (5.045) 4.600 129.467
Netto 205.065 6.014 (10.897) 24.889 225.072

Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziate.

23. Attività finanziarie non correnti - € 19.446 mila

Ammontano a € 19.446 mila (€ 18.852 mila al 31 dicembre 2023) e registrano un incremento pari ad € 595 mila in prevalenza imputabile a Adistribuzionegas (+ € 2.000 mila) in relazione alla costituzione di un deposito a garanzia del mutuo sottoscritto, in parte compensati dalla Capogruppo (- € 1.567 mila) prevalentemente in relazione al servizio di Illuminazione Pubblica.

Si fa presente che il saldo comprende per il credito per il fair value sui derivati a copertura dei finanziamenti per un importo pari ad € 9.175 mila riferibili ad Acquedotto del Fiora (€3.530 mila), Gori (€ 4.357 mila) e Servizio Idrico Integrato (€ 1.234 mila).

24. Altre attività non correnti - € 734.752 mila

Le altre attività non correnti al 30 giugno 2024 risultano composte come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti diversi 15.500 15.275 225 1,5%
Crediti per anticipi e depositi 1.952 1.608 343 21,4%
Crediti a lungo termine per conguagli tariffari 506.927 499.650 7.277 1,5%
Crediti a lungo termine per Regulatory Lag 199.232 188.540 10.692 5,7%
Ratei/Risconti Attivi 11.141 11.507 (366) (3,2%)
Altre attività 734.752 716.582 18.171 2,5%

In tale voce sono inoltre ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 506.927 mila (€ 499.650 mila al 31 dicembre 2023) delle società idriche mentre € 199.232 mila (€ 188.540 mila al 31 dicembre 2023) sono la quota a lungo dei crediti iscritti in areti per il regulatory lag.

Attività correnti - € 2.771.691 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Rimanenze 109.550 97.843 11.708 12,0%
Crediti Commerciali 1.102.338 1.213.200 (110.862) (9,1%)
Altre Attività Correnti 533.664 405.026 128.638 31,8%
Attività per Imposte Correnti 44.945 13.075 31.870 n.s.
Attività Finanziarie Correnti 571.199 487.251 83.948 17,2%
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 409.993 359.379 50.614 14,1%
Attività correnti 2.771.691 2.575.774 195.917 7,6%

25. Rimanenze – € 109.550 mila

La voce rimanenze ammonta ad € 109.550 mila (€ 97.843 mila al 31 dicembre 2023) e presenta un incremento pari ad € 11.708 mila, che deriva in prevalenza dall'incremento delle rimanenze di SIMAM (€ 3.518 mila) dalle maggiori rimanenze di areti (+ € 3.062 mila) ed Acea Innovation (€ 1.840 mila).

26. Crediti commerciali – € 1.102.338 mila

Ammontano a € 1.102.338 mila e registrano una diminuzione di € 110.862 mila rispetto al 31 dicembre 2023 che chiudeva con un ammontare di € 1.213.200 mila. Di seguito il dettaglio della voce:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso Clienti 1.040.769 1.169.967 (129.198) (11,0%)
Crediti verso Controllante 42.316 20.993 21.323 101,6%
Crediti verso controllate congiuntamente e
collegate
19.253 22.240 (2.987) (13,4%)
Crediti Commerciali 1.102.338 1.213.200 (110.862) (9,1%)

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 1.040.769 mila in diminuzione di € 129.198 mila rispetto al 31 dicembre 2023 e si possono rappresentare come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso utenti per fatture emesse 324.605 311.554 13.051 4,2%
Crediti verso utenti per fatture da emettere 523.739 561.290 (37.551) (6,7%)
Crediti verso clienti non utenti per fatture
emesse
133.361 257.026 (123.665) (48,1%)
Crediti verso clienti non utenti per fatture da
emettere
59.004 40.037 18.967 47,4%
Altri crediti e attività correnti 59 59 0 0,0%
Crediti verso Clienti 1.040.769 1.169.967 (129.198) (11,0%)

I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 30 giugno 2024 ammonta ad € 640.865 mila e si incrementa di € 12.766 mila rispetto all'esercizio precedente. La variazione dello stock dei crediti rispetto al 31 dicembre 2023 deriva dall'effetto contrapposto tra la riduzione dei crediti registrata nell'area Commerciale (- € 217.348 mila), riferibile principalmente ad Acea Energia in conseguenza alle dinamiche del mercato energetico, e l'incremento dei settori regolati (+ € 91.357 mila).

Crediti verso controllante Roma Capitale

In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 giugno 2024 il saldo netto, risulta a debito per il Gruppo per € 6.300 mila (al 31 dicembre 2023 il saldo a credito risultava pari a € 17.190 mila).

Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si rileva un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 40.930 mila dovuto principalmente:

  • alla maturazione dei crediti di ACEA Ato2 per somministrazione di acqua per € 25.591 mila;
  • alla maturazione dei crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 19.607 mila;
  • all'incasso/compensazione di crediti principalmente per utenza di ACEA Ato2 per € per € 4.727 mila

Per quanto riguarda i debiti si registra un incremento di € 64.420 mila rispetto al precedente esercizio, di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:

  • maggiori debiti per l'iscrizione del 50% dei dividendi azionari maturati per l'anno 2023 da Acea per € 47.789 mila (si precisa che a giugno 2024 in corrispondenza dello stacco cedola è stato pagato a Roma Capitale il 50% dei dividendi dell'anno pari a € 47.789 mila);
  • maggiori debiti per l'iscrizione del canone di concessione di ACEA Ato2 di periodo 2023 per € 13.169 mila;
  • maggiori debiti per l'iscrizione in areti dei debiti correnti per licenze di cavi stradali per € 4.312 mila;

Si informa che areti ha pagato le licenze di scavi stradali ai Municipi del 2024 per un ammontare complessivo di € 7.807 mila oltre al debito per la Cosap 2024 per € 1.912 mila.

Si informa altresì che ACEA Ato2 ha compensato a giugno i dividendi iscritti nel 2024 per € 2.958 mila nell'ambito della compensazione con crediti commerciali sopra indicata.

Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e ACEA Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU), incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea, ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008‑2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri, in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie.

Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emersi, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021, a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti.

Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato e in parte anche già pagato da Roma Capitale come si evince dai dati sotto riportati:

  • nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33,3 milioni di crediti riferiti al verbale sopra citato;
  • nel corso del 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire nella risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti relativi all'Illuminazione Pubblica per € 75,3 milioni tramite compensazioni;
  • nel corso del 2022 è proseguita di fatto l'attività di riconciliazione con Roma Capitale che ha consentito la prosecuzione delle liquidazioni dei crediti di ACEA sempre tramite compensazioni per complessivi € 56,5 milioni di cui € 27,6 milioni relativi a competenze di esercizi precedenti.

Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea/areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.

Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla suddetta deliberazione sono tuttora in corso.

Nel corso del 2023 precisamente a settembre, il CdA di ACEA, previo parere del Comitato OPC, ha approvato la proposta di un possibile Accordo Transattivo con Roma Capitale funzionale a disciplinare le reciproche posizioni e le modalità di risoluzione consensuale anticipata dei rapporti contrattuali fra le parti al servizio per l'illuminazione pubblica erogato dalla società e per essa dalla controllata areti S.p.A.

Si informa che specularmente anche Roma Capitale ha approvato lo schema di Accordo nell'Assemblea Capitolina a dicembre 2023. Quanto ai termini economici del possibile Accordo Transattivo, in sostanziale coerenza con la delibera della Giunta Capitolina n. 312 dell'11 agosto 2022, è previsto, ad esito di reciproche rinunzie delle parti, il riconoscimento di crediti vantati da ACEA/areti nei confronti di Roma Capitale, dell'importo complessivo di circa € 100,6 milioni. Gli effetti economico finanziari della transazione, all'esito della sottoscrizione non ancora perfezionata alla data della presente relazione finanziaria semestrale consolidata, non saranno significativi avendo la società già aggiornato nei precedenti bilanci le proprie stime secondo i criteri previsti dalla normativa applicabile.

Crediti verso Roma Capitale 30/06/2024 31/12/2023 Variazione
Crediti per utenze 38.633 17.597 21.036
Fondi svalutazione (1.753) (1.753) (0)
Totale crediti da utenza 36.880 15.844 21.036
Crediti per lavori e servizi idrici 4.011 3.804 207
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 1.005 931 74
Contributi 0 0 0
Fondi svalutazione (2.449) (2.191) (258)
Crediti per lavori e servizi elettrici 4.570 4.512 58
Crediti lavori e servizi - da emettere 632 425 207
Fondi svalutazione (326) (326) 0
Totale crediti per lavori 7.442 7.155 287
Totale crediti commerciali 44.322 22.999 21.323
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture
Emesse
169.988 139.132 30.856
Fondi svalutazione (57.994) (57.994) 0
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da
emettere
40.893 46.873 (5.981)
Fondi svalutazione (18.395) (13.706) (4.689)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 1.007 1.587 (580)
Totale crediti illuminazione pubblica 135.499 115.892 19.607
Totale Crediti 179.821 138.891 40.930
Debiti verso Roma Capitale 30/06/2024 31/12/2023 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (5.503) (5.503) (0)
Debiti per canone di Concessione (13.169) 0 (13.169)
Altri debiti (11.793) (8.331) (3.462)
Debiti per dividendi (155.656) (107.867) (47.789)
Totale debiti (186.121) (121.702) (64.420)
Saldo netto credito debito (6.300) 17.190 (23.490)

Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso collegate 5.974 4.458 1.516 34,0%
Crediti verso controllate congiuntamente 13.279 17.782 (4.503) (25,3%)
Crediti verso controllate congiuntamente e
collegate
19.253 22.240 (2.987) (13,4%)

I crediti commerciali verso controllate congiuntamente si riferiscono principalmente a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto.

27. Altre Attività Correnti – € 533.664 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso altri 461.338 348.482 112.856 32,4%
Ratei e risconti attivi 60.711 34.192 26.519 77,6%
Crediti per derivati su commodities 11.615 22.352 (10.737) (48,0%)
Altre Attività Correnti 533.664 405.026 128.638 31,8%

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 461.338 mila e si compongono come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione
Energia
63.652 30.178 33.474 110,9%
Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da
annullamento
4.642 3.360 1.282 38,1%
Altri Crediti verso Cassa Conguaglio 14.674 3.579 11.095 n.s.
Crediti per contributi regionali 539 532 7 1,3%
Depositi cauzionali 6.638 6.568 70 1,1%
€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti verso istituti previdenziali 2.088 3.332 (1.244) (37,3%)
Crediti per anticipi fornitori 10.368 13.119 (2.750) (21,0%)
Crediti verso Comuni 10.463 9.173 1.290 14,1%
Crediti per Certificati Verdi maturati 2.035 365 1.670 n.s.
Crediti per anticipi dipendenti 3.004 4.020 (1.016) (25,3%)
Altri Crediti Tributari 240.863 181.318 59.545 32,8%
Altri Crediti 102.373 92.939 9.434 10,2%
Crediti verso altri 461.338 348.482 112.856 32,4%

La variazione in aumento per € 112.856 mila si riferisce a: i) incremento dei crediti tributari (+ € 59.545 mila) in prevalenza relativi a crediti maturati sui progetti di efficientamento energetico delle società dell'area Commerciale (+ € 93.399 mila) al netto della diminuzione dei crediti per IVA (- € 23.762) che al 31 dicembre 2023 risentivano dell'iscrizione dell'acconto; ii) maggiori crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione Energia (+ € 33.474 mila) riferibili principalmente ad areti ed Acea Energia; iii) maggiori altri crediti verso Cassa Conguaglio (+ € 11.095 mila) in prevalenza di Acea Energia; iv) minori anticipi a fornitori (- € 2.750 mila) imputabili ad Acea Innovation; v) maggiori crediti iscritti in ACEA Ato2 e ACEA Ato5 verso CSEA (€ 7.621 mila) a fronte del riconoscimento del bonus sociale idrico per l'annualità 2021 e 2022 a tutti i nuclei familiari che hanno già beneficiato nel medesimo anno del bonus sociale elettrico per disagio economico.

Ratei e Risconti attivi

Ammontano a € 60.711 mila (€ 34.192 mila al 31 dicembre 2023) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni oltre che alla quota di licenze d'uso di competenza di periodi successivi ed ai canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche. La variazione è imputabile in prevalenza ai maggiori risconti attivi legati alla sospensione di costi relativi alle attività per il progetto WTE di Roma (+ € 12.235 mila) e in parte alla sospensione di licenze d'uso di competenza di esercizi successivi della Capogruppo.

Strumenti derivati attivi su commodity

Gli strumenti derivati attivi su commodities rappresentano la valutazione dei derivati di copertura sulle commodity, sono interamente riferibili ad Acea Energia e ammontano ad € 11.615 mila in riduzione rispetto al 31 dicembre 2023 di € 10.737 mila per effetto sia della variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame che per la variazione delle quantità coperte. Per tali operazioni classificate come cash flow hedge, le variazioni di fair value sono state rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva Cash Flow Hedge" attraverso il conto economico complessivo. Non si registrano variazioni di fair value riferibili alla porzione inefficace da rilevare a conto economico.

Si segnala che tra le "Altre passività correnti" è iscritta la voce "Strumenti derivati passivi su commodities" per € 3.397 mila.

28. Attività per imposte correnti – € 44.945 mila

Ammontano a € 44.945 mila (€ 13.075 mila al 31 dicembre 2023) e comprendono i crediti IRAP (€ 3.562 mila) e IRES (€ 41.378 mila).

29. Attività finanziarie correnti – € 571.199 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Crediti finanziari verso controllante Roma
Capitale
134.491 114.305 20.187 17,7%
Crediti finanziari verso controllate
congiuntamente e collegate
9.586 4.738 4.848 102,3%
Crediti finanziari verso terzi 425.920 365.577 60.343 16,5%
Titoli 1.202 2.631 (1.429) (54,3%)
Attività Finanziarie Correnti 571.199 487.251 83.948 17,2%

Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 134.491 mila e aumentano di € 20.187 mila rispetto al 31 dicembre 2023. Tali crediti, rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce "Crediti verso controllante Roma Capitale".

Crediti finanziari verso imprese collegate e controllate congiuntamente

Ammontano a € 9.586 mila e aumentano di € 4.848 mila rispetto al 31 dicembre 2023 in relazione ai crediti per dividendi verso le società consolidate ad equity.

Crediti finanziari verso terzi

Ammontano a € 425.920 mila (€ 365.577 mila al 31 dicembre 2023) sono composti per € 385.000 mila da linee di deposito a breve termine della Capogruppo (erano € 330.000 mila al 31 dicembre 2023).

30. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – € 409.993 mila

Il saldo al 30 giugno 2024 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Banco Poste delle società consolidate è pari a € 409.993 mila. Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Depositi bancari e postali 386.325 338.887 47.439 14,0%
Assegni 13.606 12.078 1.528 12,6%
Denaro e valori in cassa 10.063 8.415 1.648 19,6%
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 409.993 359.379 50.614 14,1%

31. Attività destinate alla vendita - € 18.363 mila

Al 30 giugno 2024 le "Attività non correnti destinate alla vendita" risultano pari ad € 18.363 mila (€ 18.288 mila al 31 dicembre 2023) e si riferiscono alla riclassifica delle attività oggetto di vendita ai sensi dell'IFRS 5 nell'ambito della cessione delle quote di maggioranza relativamente agli asset fotovoltaici.

PASSIVITA'

Al 30 giugno 2024 ammontano € 12.245.409 mila (erano € 11.787.064 mila al 31 dicembre 2023) e registrano un aumento di € 458.345 mila (+ 3,9%) rispetto alla fine dell'esercizio precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Totale Patrimonio Netto 2.817.922 2.823.084 (5.162) (0,2%)
Passività non correnti 5.921.025 5.615.479 305.546 5,4%
Passività correnti 3.506.209 3.348.313 157.897 4,7%
Passività direttamente associate ad attività
destinate alla vendita
253 188 65 34,7%
Totale passività 12.245.409 11.787.064 458.345 3,9%

32. Patrimonio netto - € 2.817.922 mila

Il Patrimonio Netto consolidato al 30 giugno 2024 ammonta a € 2.817.922 mila (€ 2.823.084 mila al 31 Dicembre 2023). Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella.

Capitale sociale

Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Roma Capitale: n°108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;
  • Mercato: n°103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila;
  • Azioni Proprie: n°416.993 per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila;

Riserva legale

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 167.986 mila, in aumento di € 10.148 mila per la destinazione del risultato del precedente esercizio.

Altre riserve e utili a nuovo

Al 30 giugno 2024 le altre riserve risultano pari a € 150.961 mila mentre gli utili a nuovo risultano pari ad € 767.684, mentre al 31 dicembre 2023 risultavano pari rispettivamente a € 73.697 e € 752.940. Le variazioni di € 77.264 mila e di € 14.744 discendono nel complesso, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, principalmente: i) dalla distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 187.042 mila; ii) dal decremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 18.181 mila; iii) dal decremento pari a € 2.473 mila delle riserve di utili e perdite attuariali; iv) incremento della riserva cambio per € 10.275 mila.

Al 30 giugno 2024 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.

Patrimonio Netto di Terzi

È pari a € 460.688 mila e registra un aumento di € 14.885 mila rispetto al 31 dicembre 2023. La variazione tra i due periodi posti a confronto, oltre che alla variazione della quota di utile spettante a terzi e dalla distribuzione dei dividendi (- € 5.671 mila), è data in prevalenza dalla variazione di perimetro (- € 1.754 mila) come conseguenza dell'acquisto di un ulteriore quota di partecipazioni in SER Plast (+ 30%) e AS Recycling (+ 10%).

Passività non correnti - € 5.921.025 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Trattamento di fine rapporto e altri piani a
benefici definiti
83.155 109.895 (26.740) (24,3%)
Fondo rischi e oneri 312.033 224.276 87.757 39,1%
Debiti e passività finanziarie 4.991.313 4.770.436 220.877 4,6%
Altre passività non correnti 534.524 510.871 23.652 4,6%
Passività non correnti 5.921.025 5.615.479 305.546 5,4%

33. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 83.155 mila

Al 30 giugno 2024 ammonta a € 83.155 mila (€ 109.895 mila al 31 dicembre 2023) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nel periodo delle passività attuariali:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
TFR 54.138 56.391 (2.253) (4,0%)
Fondo Pegaso 55 48 7 15,7%
- Trattamento di Fine Rapporto 54.193 56.439 (2.246) (4,0%)
Mensilita Aggiuntive 6.795 6.859 (64) (0,9%)
- Mensilità Aggiuntive 6.795 6.859 (64) (0,9%)
Piani LTIP 3.102 3.118 (16) (0,5%)
- Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 3.102 3.118 (16) (0,5%)
Benefici dovuti al momento della cessazione del
rapporto di lavoro
64.090 66.416 (2.326) (3,5%)
Agevolazione Tariffaria Dipendenti 5.077 5.207 (130) (2,5%)
Agevolazione Tariffaria Dirigenti 118 133 (14) (10,8%)
Agevolazione Tariffaria Pensionati 0 17.660 (17.660) (100,0%)
- Agevolazioni Tariffarie 5.195 23.000 (17.804) (77,4%)
Benefici successivi a rapporto di lavoro 5.195 23.000 (17.804) (77,4%)
Fondo Isopensione 13.869 20.479 (6.610) (32,3%)
Isopensione 13.869 20.479 (6.610) (32,3%)
Trattamento di fine rapporto e altri piani a
benefici definiti
83.155 109.895 (26.740) (24,3%)

La variazione risente, oltre che dell'accantonamento che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS 19. Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.

Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.

30/06/2024 31/12/2023
Tasso di attualizzazione 3,6% 3,2%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 3,0% 3,0%
Inflazione di lungo periodo 2,1% 2,1%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia di piano (€ milioni) 0,50% -0,50%
TFR (2,4) 2,6
Mensilità aggiuntive (0,4) 0,1
Agevolazioni tariffarie (0,1) 0,2

Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

Tipologia di piano (€ milioni) -1 anno di età
TFR 0,8
Mensilità aggiuntive 0,3
Agevolazioni tariffarie 0,3

Infine, come già descritto in precedenza, si fa presente che il debito per agevolazioni tariffarie sui pensionati è stato azzerato come conseguenza dell'accordo intervenuto tra il Gruppo e le associazioni sindacali in data 13 giugno 2024 che ha sostituito tale istituto nei confronti degli ex dipendenti del Gruppo a fronte del pagamento di un controvalore economico una tantum.

34. Fondo rischi ed oneri - € 312.033 mila

Al 30 giugno 2024 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 312.033 mila (€ 224.276 mila al 31 dicembre 2023) ed è destinato a coprire, tra le altre, le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.

Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nell'esercizio, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31/12/2023 Utilizzi Accantonamen
ti
Rilascio per
Esubero Fondi
Riclassifiche /
Altri Movimenti
30/06/2024
Legale 12.999 (673) 1.512 (667) (22) 13.149
Fiscale 5.029 (33) 136 0 0 5.131
Rischi regolatori 35.987 0 1.357 0 (1.500) 35.844
Partecipate 12.767 0 0 0 433 13.201
Rischi contributivi 3.654 0 221 (4) 2 3.872
Franchigie assicurative 11.046 (956) 972 (993) 0 10.069
Altri rischi ed oneri 38.997 (3.706) 4.156 (454) (6.125) 32.868
Totale Fondo Rischi 120.479 (5.368) 8.353 (2.118) (7.212) 114.134
Esodo e mobilità 11.436 (1.049) 13 0 0 10.399
Post Mortem 72.355 (207) 0 0 687 72.834
F.do Oneri verso altri 19.921 (403) 6.376 (350) 5.317 30.860
Fondo Imposte Infrannuali 0 10 83.627 0 0 83.638
Fondo Oneri di Ripristino 86 0 0 0 83 168
Totale Fondo Oneri 103.798 (1.649) 90.015 (350) 6.086 197.899
Totale Fondo Rischi ed Oneri 224.276 (7.017) 98.368 (2.468) (1.126) 312.033

La variazione in aumento rispetto alla fine dell'esercizio precedente pari ad € 87.757 si deve in via prevalente all'iscrizione delle imposte di periodo che vengono accantonate, come previsto dai principi contabili internazionali, in apposito fondo "imposte infrannuali" (€ 83.627 mila). Si segnala, inoltre, lo stanziamento nel "fondo oneri verso altri" per un importo pari ad € 6.006 mila legato al pagamento dell'una tantum legato allo stralcio delle agevolazioni tariffarie pensionati, come descritto in precedenza, definito sulla base di quanto stabilito dagli accordi siglati con i sindacati comprensivo di eventuali oneri accessori a carico del Gruppo. Gli accantonamenti ad altri rischi e oneri riguardano in prevalenza la stima indennità suppletiva e possibili contenzioni con Agenti di Acea Energia (€ 938 mila) e areti (€ 1.232 mila) in prevalenza per penali illuminazione pubblica (ex ACIP).

Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".

35. Debiti ed altre passività finanziarie non correnti - € 4.991.313 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Obbligazioni 3.780.869 3.939.174 (158.305) (4,0%)
Finanziamenti a medio - lungo termine 1.134.952 752.698 382.255 50,8%
Debiti finanziari IFRS16 75.491 78.564 (3.073) (3,9%)
Debiti e passività finanziarie 4.991.313 4.770.436 220.877 4,6%

I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 30 giugno 2024 degli strumenti di copertura stipulati che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.

€ migliaia Strumento
coperto
Fair Value
derivato
30/06/2024 Strumento
coperto
Fair Value
derivato
31/12/2023
Obbligazioni 3.780.869 0 3.780.869 3.906.265 32.909 3.939.174
Finanziamenti a medio – lungo termine 1.134.952 0 1.134.952 752.698 0 752.698
Debiti e altre passività finanziarie non correnti 4.915.822 0 4.915.822 4.658.963 32.909 4.691.872

Obbligazioni a medio-lungo termine

Le obbligazioni ammontano a € 3.780.869 mila al 30 giugno 2024 (€ 3.939.174 mila al 31 dicembre 2023) e si riferiscono:

€ 498.563 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 24 ottobre 2016 con scadenza il 24 ottobre 2026 a tasso fisso (1%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 2.486 mila;

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

  • € 696.505 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 8 febbraio 2018 con scadenza 8 giugno 2027 a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 5.223 mila;
  • € 497.259 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 23 maggio 2019 con scadenza 23 maggio 2028 a tasso fisso (1,75%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 4.354 mila;
  • € 497.545 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA in data 6 febbraio 2020 con scadenza il 6 aprile 2029 ad un tasso dello 0,50% a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.245 mila;
  • € 299.968 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond emesso il 28 gennaio 2021 con scadenza il 28 settembre 2025 e tasso pari a 0%;
  • € 593.289 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond emesso il 28 gennaio 2021 con scadenza il 28 luglio 2030 e tasso pari a 0,25%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 746 mila;
  • € 697.739 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond emesso il 24 gennaio 2023 con scadenza il 24 gennaio 2031 e tasso pari a 3,875%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 13.493 mila.

Lo scostamento in diminuzione, rispetto al 31 dicembre 2023, è da imputare, inoltre, per € 161.342 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula e del Fair Value dello strumento di copertura negativo associato) alla riclassifica nella posizione a breve termine del Private Placement (AFLAC) che scadrà a marzo 2025. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.429 mila.

Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:

€ migliaia Debito Lordo (*) FV Strumento di
copertura
Ratei interessi maturati
(**)
Totale
Obbligazioni:
Emissione del 2014 599.970 0 15.148 615.117
Private Placement emissione del 2014 116.002 45.548 632 162.183
Emissione del 2016 497.483 0 3.429 500.912
Emissioni del 2018 694.799 0 662 695.461
Emissioni del 2019 496.357 0 935 497.292
Emissioni del 2020 496.914 0 589 497.503
Emissioni del 2021 891.824 0 1.389 893.213
Emissioni del 2023 697.354 0 11.784 709.138
Totale 4.490.702 45.548 34.568 4.570.818

(* ) valorizzato al costo ammortizzato

(** ) compresi ratei su strumenti di copertura

Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)

Ammontano complessivamente a € 1.246.798 mila (€ 858.147mila al 31 dicembre 2023) e sono composti da: i) debito per le quote capitali delle rate scadenti entro i dodici mesi per € 111.846 mila (€ 105.450 mila al 31 dicembre 2023), ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza oltre i dodici mesi per € 1.134.952 mila (al 31 dicembre 2023 erano € 752.698 mila).

L'incremento della quota a medio-lungo per complessivi € 382.255 mila è dovuto alla Corporate per € 419.348 mila e compensato parzialmente da areti per - € 14.425 mila, Acquedotto del Fiora per - € 7.198 mila e Gori per - € 5.118 mila. La variazione della Corporate è dovuta alle erogazioni del finanziamento di € 435.000 mila concesso dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Gli investimenti finanziati con le risorse della BEI contribuiranno a migliorare la copertura e la qualità del servizio idrico integrato nel territorio gestito da ACEA Ato2, riducendo le perdite d'acqua e aumentando l'efficienza energetica e la resilienza.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio – lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:

€ migliaia 30/06/2024 Entro il 30/06/2025 Dal 30/06/2025 al
30/06/2029
Oltre il 30/06/2029
a tasso fisso 241.124 31.900 117.072 92.151
a tasso variabile 790.678 49.831 213.252 527.594
a tasso variabile in cash flow hedge 214.996 30.114 145.009 39.873
Totale 1.246.798 111.846 475.334 659.619

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di GORI è positivo per € 4.357 mila (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 4.193 mila); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 3.530 mila (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 3.329 mila) e quello di SII è positivo per € 1.235 mila (al 31 dicembre 2023 era positivo per € 1.010 mila). I fair value positivi sono esposti nelle Attività finanziarie non correnti e quindi al 30 giugno 2024 non sono considerati nel saldo dei finanziamenti.

I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.

In particolare, per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant. A tal proposito si segnala che nelle more della formalizzazione della corretta ed aggiornata interpretazione della metodologia di calcolo del parametro finanziario, Acea e Cassa Depositi e Prestiti hanno convenuto, mediante una Lettera di Consenso firmata in data 18 febbraio 2022, di modificare limitatamente alla Società e non al Consolidato, il valore soglia dello stesso passando dallo 0,65 allo 0,75, con efficacia a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 e fino alla scadenza del contratto di finanziamento.

Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:

  • clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
  • clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
  • clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
  • obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
  • obblighi di informativa periodica;
  • clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.

Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.

Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 30 giugno 2024. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.

Finanziamenti Costo
ammortizzato
FV RISK LESS Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
€ migliaia (A) (B) (A)-(B) (C) (A)-(C)
Obbligazioni 4.570.818 4.416.863 153.955 4.308.084 262.734
a tasso fisso 241.124 240.006 1.118 231.082 10.042
a tasso variabile 790.678 820.091 (29.413) 770.898 19.780
a tasso variabile in cash flow hedge 214.996 221.407 (6.411) 215.173 (177)
Totale 5.817.617 5.698.367 119.250 5.525.237 292.380

Debiti finanziari IFRS16

In tale voce viene rilevato il debito finanziario, quota a lungo, derivante dall'impatto dell'IFRS16 che al 30 giugno 2024 risulta pari ad € 75.491 mila, di cui la quota a breve è pari ad € 14.907 mila. Si espongono, di seguito, i flussi finanziari ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto, suddivisi per scadenze:

€ migliaia Entro 12 mesi Entro 24 mesi Entro 5 anni Oltre 5 anni Totale
Debiti finanziari IFRS16 14.907 10.804 21.651 43.036 90.398

Si fa presente che il debito è attualizzato utilizzando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto, più il credit spread assegnato ad Acea da Moody's.

36. Altre passività non correnti - € 534.524 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Acconti e Altri Debiti 163.625 157.696 5.928 3,8%
Contributi di allacciamenti idrici ed elettrici 50.629 48.322 2.306 4,8%
Contributi in conto impianti 275.919 260.834 15.085 5,8%
Ratei e risconti passivi 44.352 44.019 332 0,8%
Altre passività non correnti 534.524 510.871 23.652 4,6%

Acconti e Altri Debiti

Nella voce acconti sono compresi gli acconti da utenti e clienti, in particolare: i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di Maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'ARERA (deliberazione n. 204/99).

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Acconti da utenti 7.996 8.484 (488) (5,8%)
Depositi cauzionali utenti 136.377 135.073 1.303 1,0%
Anticipi da altri clienti e debiti non correnti 19.252 14.139 5.113 36,2%
Acconti e Altri Debiti 163.625 157.696 5.928 3,8%

Contributi di allacciamento idrici ed elettrici e contributi in conto impianti

I contributi di allacciamento idrico ammontano a € 50.629 mila (€ 48.322 mila 31 dicembre 2023), mentre i contributi in conto impianto sono pari ad € 275.919 mila (€ 260.834 mila al 31 dicembre 2023). La variazione dei contributi in conto impianto (+ € 15.085 mila) è riferibile in parte all'incasso a valere sull'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione. Tali contributi in conto impianti iscritti nel passivo annualmente sono imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile

Passività correnti - € 3.506.209 mila

dell'attività di riferimento.

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Debiti Finanziari 1.119.526 922.950 196.576 21,3%
Debiti verso fornitori 1.592.025 1.750.473 (158.448) (9,1%)
Debiti Tributari 17.608 13.032 4.576 35,1%
Altre passività correnti 777.051 661.857 115.194 17,4%
Passività correnti 3.506.209 3.348.313 157.897 4,7%

37. Debiti finanziari - € 1.119.526 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Debiti verso banche per linee di credito a breve 16.805 10.112 6.693 66,2%
Debiti verso banche per mutui 111.846 105.450 6.396 6,1%
Obbligazioni a Breve 789.949 641.387 148.562 23,2%
Debiti verso controllante Comune di Roma 159.908 111.306 48.601 43,7%
Debiti verso controllate e collegate 30 12 19 159,6%
Debiti verso terzi 26.081 39.425 (13.344) (33,8%)
Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio 14.907 15.258 (351) (2,3%)
Debiti Finanziari 1.119.526 922.950 196.576 21,3%

Debiti verso banche per linee di credito a breve

Ammontano a € 16.805 mila (€ 10.112 mila al 31 dicembre 2023) ed evidenziano un incremento di € 6.693 mila, prevalentemente imputabile ad ASM Terni per € 2.944 mila e Umbria Energy per € 2.377 mila.

Debiti verso banche per mutui

Ammontano ad € 111.846 mila (€ 105.450 mila al 31 dicembre 2023) e si riferiscono ai debiti verso banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi.

Obbligazioni a breve termine

Ammontano ad € 789.949 mila (€ 641.387 mila al 31 dicembre 2023). L'incremento delle obbligazioni a breve termine pari ad € 148.562 mila è dovuto per € 161.342 mila alla riclassifica del Private Placement (AFLAC) che scade a marzo 2025 comprensivo del fair value dello strumento di copertura negativo pari ad € 45.548 mila.

Debiti verso controllante Roma Capitale

Ammontano ad € 159.908 mila (€ 111.306 mila al 31 dicembre 2023) e registrano una variazione in aumento pari ad € 48.601 mila che deriva principalmente dall'effetto combinato della delibera dei dividendi della Capogruppo, compensati dal pagamento dei dividendi del periodo.

Debiti verso controllate e collegate

Ammontano a € 30 mila e presentano un aumento rispetto al 31 dicembre 2023 di € 19 mila.

Debiti verso terzi

Ammontano a € 26.081 mila (erano € 39.425 mila al 31 dicembre 2023). La voce è rappresentata come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Azionisti per dividendi 1.803 524 1.279 n.s.
Debiti finanziari verso Factor 12.471 32.724 (20.253) (61,9%)
Altri debiti finanziari 11.807 6.177 5.630 91,1%
Debiti verso terzi 26.081 39.425 (13.344) (33,8%)

Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio

Tali debiti, pari ad € 14.907 mila (erano € 15.258 mila al 31 dicembre 2023), rappresentano la quota a breve del debito finanziario, al 30 giugno 2024, iscritto a seguito della applicazione dello standard internazionale IFRS16. Per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 35.

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Debiti verso fornitori terzi 1.566.123 1.741.770 (175.647) (10,1%)
Debiti verso Controllante 20.710 4.892 15.818 n.s.
Debiti verso controllate congiuntamente e
collegate
5.192 3.811 1.381 36,2%
Debiti verso fornitori 1.592.025 1.750.473 (158.448) (9,1%)

38. Debiti verso fornitori – € 1.592.025 mila

Debiti verso fornitori

I debiti verso fornitori terzi ammontano a € 1.566.123 mila. Il decremento, pari a € 175.647 mila, risulta influenzato dalla riduzione dei debiti verso fornitori come conseguenza dei minori prezzi dell'energia e del gas e della significativa riduzione delle attività di smart services ed energy efficiencies.

Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.

In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS 39 "AG62". In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.

Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 20.710 mila (€ 4.892 mila al 31 dicembre 2023) e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 26 della presente nota.

Debiti commerciali verso imprese controllate congiuntamente e collegate

I debiti commerciali verso controllate e collegate risultano pari ad € 5.192 mila (€ 3.811 mila al 31 dicembre 2023) ed includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto.

39. Debiti tributari - 17.608 mila

Ammontano a € 17.608 mila (€ 13.032 mila al 31 dicembre 2023) ed accolgono il debito fiscale relativamente all'IRAP e all'IRES.

40. Altre passività correnti - 777.051 mila

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 35.206 31.650 3.556 11,2%
Ratei e risconti passivi correnti 142.998 94.625 48.373 51,1%
Altre passività correnti 595.449 534.221 61.228 11,5%
Debiti per derivati su commodities 3.397 1.361 2.036 149,5%
Altre passività correnti 777.051 661.857 115.194 17,4%

Ratei e risconti passivi

Tale voce ammonta a € 142.998 mila (€ 94.625 mila al 31 dicembre 2023), e la variazione è in gran parte riferibile ai risconti passivi di ACEA Ato2 (+ € 32.863 mila) come conseguenza dell'anticipazione a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), derivanti dal Decreto Ministeriale n. 517 del 16 dicembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile.

Altre passività correnti

Ammontano a € 595.449 mila con un aumento pari a € 61.228 mila rispetto al 31 dicembre 2023 e possono essere rappresentate come segue:

€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Debiti verso Cassa Conguaglio 169.789 134.655 35.134 26,1%
Debiti verso i Comuni per canoni di concessione 60.654 64.409 (3.755) (5,8%)
Debiti per incassi soggetti a verifica 25.380 24.060 1.320 5,5%
Debiti verso il Personale dipendente 53.526 60.880 (7.355) (12,1%)
€ migliaia 30/06/2024 31/12/2023 Variazione Variazione %
Altri debiti verso i Comuni 23.677 21.190 2.487 11,7%
Altri debiti tributari 77.659 73.447 4.211 5,7%
Altri debiti 184.764 155.578 29.187 18,8%
Altre passività correnti 595.449 534.221 61.228 11,5%

La variazione deriva principalmente dai seguenti effetti: i) incremento dei debiti verso Cassa Conguaglio pari a complessivi € 35.134 mila dovuti per € 22.415 mila ad areti e in parte ad Acea Energia per € 8.104 mila per effetto della copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela; ii) incremento degli altri debiti pari complessivi € 29.187 mila da imputare per € 37.530 mila a Gori riferiti agli acconti ricevuti da enti eroganti per i contributi in conto impianti e risconti passivi, in parte compensato dalla riduzione dei debiti di Acea Ambiente (- € 10.552 mila) per pagamenti afferenti le operazioni di M&A relative al Polo Tecnologico Ex Cirsu e alle discariche di Grasciano, del debito per l'integrazione del prezzo della partecipazione nella società Deco e per il pagamento dell'earn out legato alla partecipazione nella società Meg.

41. Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - € 253 mila

Al 30 giugno 2024 le "Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita" risultano pari ad € 253 mila e si riferiscono alla riclassifica delle passività direttamente correlate alle attività in vendita ai sensi dell'IFRS 5, per maggiori informazioni si rinvia all'apposito paragrafo.

Impegni e rischi potenziali

Avalli, fideiussioni e garanzie societarie

Al 30 giugno 2024 si attestano complessivamente a € 1.123.655 mila (erano € 1.053.829 mila al 31 dicembre 2023).

  • Il saldo risulta composto dalle seguenti principali operazioni:
    • € 113.008 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia relative al contratto per il servizio di trasporto e dispacciamento dell'energia elettrica e del gas;
    • per € 20.000 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
    • per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato ad areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
    • € 11.072 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente relativamente agli impianti di recupero rifiuti e agli impianti di recupero rifiuti con produzione di energia elettrica;
    • € 23.856 mila rilasciate da istituti assicurativi in favore della Regione Umbria per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica di Orvieto nell'interesse di Orvieto Ambiente;
    • € 8.336 mila rilasciate da istituti bancari per conto di Orvieto Ambiente a favore della Regione Umbria per la gestione della discarica di Orvieto;
    • € 287.000 mila la garanzia in favore di diversi traders nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica e gas;
    • € 21.506 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica;
    • € 17.427 mila relativi a due garanzie bancarie rilasciate nell'interesse di areti a favore del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica a copertura del contributo concesso alla Società a titolo di anticipazione per il 10% degli importi dei progetti da realizzarsi nell'ambito del PNRR;
    • € 38.888 mila relativi a fidejussioni bancarie e assicurative rilasciate nell'interesse di GORI a favore della Regione Campania e dell'Ente Idrico Campano relativamente ai lavori finanziati come richiesto dalle Convenzioni sottoscritte;
    • € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti multi-servizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di areti;
    • € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
    • € 7.568 mila relativi ad ACEA Ato5 ed in particolare alla fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'AATO che nel corso del 2023 è stata prorogata fino al 28 febbraio 2026 e adeguata nell'importo con una nuova emissione per il differenziale;
    • € 38.500 mila per il rilascio di controgaranzia a favore di un pool di banche eroganti il finanziamento ad Acquedotto del Fiora;
    • € 2.565 mila per una fidejussione verso l'Ente d'Ambito a garanzia degli obblighi derivanti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato della controllata GORI S.p.A.;
    • € 67.079 mila per fidejussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione;
    • € 8.502 mila per cinque fidejussioni bancarie rilasciate a favore di SEDAPAL per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona Nord e per la manutenzione e gestione dell'impianto di trattamento delle acque reflue di Lima zona Nord-Est;
    • € 20.650 mila per garanzie di diverso genere legate alla richiesta di autorizzazione per la costruzione e gestione di parchi fotovoltaici;
    • € 6.496 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di DECO relativamente alla discarica e all'impianto di trattamento dei rifiuti;
    • € 106.516 mila rilasciata nell'interesse di Acea Ambiente a favore di Roma Capitale per la presentazione di proposte di project financing per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata;
    • € 6.322 mila per una fidejussione bancaria rilasciata nell'interesse di Acea Molise a favore dell'ATI SIRACUSA per la partecipazione alla gara per la selezione del socio privato operativo della costituenda società alla quale sarà affidata la concessione del servizio idrico integrato dell'ambito ottimale Siracusa;
    • € 5.720 mila relativi a due garanzie bancarie rilasciate nell'interesse di Acea Ambiente per la partecipazione a due gare relative all'affidamento del servizio di trasporto, scarico e trattamento/recupero dei rifiuti solidi prodotti dagli impianti di trattamento di AMA nel territorio di Roma Capitale e dei rifiuti organici prodotti nell'impianto di compostaggio di Maccarese.

Applicazione del principio IFRS5

Il 23 dicembre 2021 è stato siglato un accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix per la cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici detenuti dal Gruppo ACEA per un totale di circa 105 MW. L'accordo si è poi perfezionato il 22 marzo 2022 attraverso la cessione di Acea Sun Capital alla Newco AE Sun Capital partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix; tale cessione ha comportato il passaggio degli impianti già connessi alla rete, mentre la cessione degli impianti in fase di completamento o connessione risulta dagli accordi subordinata all'ottenimento del certificato di connessione. Tali impianti sono attualmente nel libro cespiti di Acea Solar, Acea Renewable e Fergas Solar 2 e sono rappresentati nel presente Bilancio in linea con quanto previsto dall'IFRS5 e in continuità con quanto rappresentato nel Bilancio Consolidato 2023 ovvero:

  • la valutazione di tali beni è stata effettuata al minore tra il costo storico, diminuito del fondo ammortamento relativo, e il valore di presumibile realizzo;
  • le attività e le passività direttamente correlate al gruppo in dismissione sono state misurate e presentate nello stato patrimoniale in due specifiche voci della situazione patrimoniale ("attività destinate alla vendita" e (passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita). Si ricorda che né l'IFRS5 né lo IAS1 forniscono indicazioni sulle modalità di presentazione delle transazioni tra Continuing e Discontinued Operations, il metodo scelto ha portato a rappresentare la riclassifica dei saldi patrimoniali di attivo e passivo con i valori al netto delle elisioni delle transazioni infragruppo;
  • le poste economiche sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non vengono più calcolati.

Si rappresenta di seguito il contributo dell'operazione alla situazione patrimoniale del Gruppo Acea (in €/milioni) al 30 giugno 2024:

ATTIVITA' Effetto applicazione IFRS5
ATTIVITA' NON CORRENTI 17,7
ATTIVITA' CORRENTI 0,7
Attività non correnti destinate alla vendita 18,4
PASSIVITA' Effetto applicazione IFRS5
PASSIVITA' NON CORRENTI 0,0
PASSIVITA' CORRENTI (0,3)
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita (0,3)

Inoltre, si fa presente che in relazione alla cessione di Acea Sun Capital e delle sue controllate che le poste economiche dei primi sei mesi del 2024 sono state rappresentate in continuità con l'esercizio precedente (consolidamento integrale comprensivo delle elisioni intercompany) e dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non sono stati più iscritti.

Informativa sui servizi in concessione

Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano" attraverso Acea Ambiente.

Per quanto riguarda il settore idrico, il Gruppo ACEA svolge in concessione il Servizio Idrico Integrato (SII) nelle seguenti regioni:

  • Lazio ove ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. svolgono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone;
  • Campania ove Gori S.p.A. esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno;
  • Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attraverso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto attraverso Acquedotto del Fiora S.p.A., in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. e in quella di Lucca e provincia attraverso GEAL S.p.A;
  • Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia attraverso Umbra Acque S.p.A. e in quella di Terni attraverso ASM Terni e S.I.I. ScpA.

Inoltre, il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nel comune di Termoli con Acea Molise S.p.A.

In ultimo, si evidenzia che a partire dall'anno 2019, il Gruppo ACEA opera anche nella distribuzione del gas in Abruzzo nella provincia di Pescara, in quella dell'Aquila e in quella di Chieti, in Campania nella provincia di Salerno e in Molise nelle province di Campobasso e Isernia.

Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

Illuminazione Pubblica Roma

Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessoria alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027).

Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da Acea; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto-legge 138/2011 - ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

A giugno 2016 ACEA e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare, tale Piano ha previsto l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000con un corrispettivo fissato ad € 48,0 milioni per l'intero Piano LED.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

In merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A. In data 8 febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP – LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, che, ad ogni buon conto non incide sulla volontà dell'Amministrazione di bandire una nuova gara al fine di riaffidare il servizio, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea in relazione al Contratto di Servizio. Facendo seguito a tale intendimento, Roma Capitale, nel mese di luglio 2021, si è impegnata a liquidare i crediti riconosciuti e ad adottare deliberazioni per il riconoscimento del debito fuori bilancio in relazione ai crediti non immediatamente liquidabili. Pur continuando ad esservi alcune partite di credito in contestazione, a seguito delle interlocuzioni di luglio 2021 e fino al mese di novembre 2021, è stata corrisposta da Roma Capitale larga parte dell'insoluto relativo ad annualità pregresse e sono continuate le attività di

verifica e di confronto con il Comune di Roma. Tali confronti hanno condotto Roma Capitale a corrispondere ad Acea ulteriori incassi relativi principalmente a crediti correnti. A partire dal 2022, sono proseguite le attività di riconciliazione delle partite di credito e sempre tramite compensazione si è proceduto ad oggi alla liquidazione di € 56,5 milioni.

Si informa inoltre che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: ACEA S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro al 31 dicembre 2021 di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e nei confronti della controllata areti sempre con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica. Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022.

In data 27 settembre 2023, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha approvato la proposta di un possibile Accordo Transattivo con Roma Capitale funzionale a disciplinare le reciproche posizioni e le modalità di risoluzione consensuale anticipata dei rapporti contrattuali fra le parti relativi al servizio per l'Illuminazione Pubblica erogato dal Gruppo Acea. La risoluzione consensuale, stante la natura di servizio pubblico essenziale ai sensi della normativa applicabile, avverrà necessariamente alla data di effettiva presa in carico da parte dell'operatore che ne risulterà aggiudicatario ad esito dell'esperimento, da parte di Roma Capitale, delle procedure che saranno avviate per l'affidamento del servizio.

Si comunica che nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.

Servizio idrico integrato

ACEA Ato2

Lazio – ACEA Ato2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni gestiti al 30.06.2024 sono, rispetto ai 113 in totale afferenti all'ATO, rispettivamente 91 per l'intero servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) e 15 in cui ACEA Ato2 svolge uno o due servizi. I rimanenti 7 comuni hanno avuto facoltà di non aderire alla gestione unica in forza dell'art. 148, comma 5, del DLgs 152/2006.

Nelle more della definizione della predisposizione tariffaria per il territorio servito da ACEA Ato2 relativa al quarto periodo regolatorio (2024-2029) ai sensi della delibera ARERA 639/2023/R/idr (MTI-4), come previsto dal comma 8.2 della stessa vengono applicate da ACEA Ato2 le tariffe calcolate sulla base del moltiplicatore tariffario risultante dal piano economico finanziario precedentemente approvato con delibera ARERA 11/2023/R/idr. L'incremento tariffario applicato a decorrere dal 1° gennaio 2024 risulta pertanto essere pari al 5,31% rispetto alla tariffa applicata al 31/12/2023.

In relazione alle deliberazioni della Conferenza dei Sindaci di interesse per il periodo di riferimento, si segnala l'approvazione del Regolamento attuativo relativo al bonus idrico integrativo 2024 (delibera 5-23 del 27 dicembre 2023). In continuità con le annualità precedenti, l'importo del bonus viene calcolato come la spesa (basata sulle tariffe in vigore nell'anno di riferimento) corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a:

  • 40 mc annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con ISEE fino a € 9.530,00;
  • 20 mc annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con:
      1. indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;
        1. indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;
      1. indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.

Si evidenzia inoltre l'approvazione all'unanimità, con delibera 3-24 del 17 maggio 2024, delle "Linee guida per l'utilizzo (irriguo, industriale, civile, ambientale) delle acque reflue urbane affinate nell'ATO2 Lazio Centrale Roma". Tali linee guida, elaborate di concerto dal gestore ACEA Ato2 e dalla Segreteria Tecnica Operativa (STO) dell'EGATO hanno la finalità, in applicazione dei più recenti indirizzi normativi e regolatori, di consentire l'attuazione di interventi orientati al conseguimento degli obiettivi di tutela e di risparmio della risorsa attraverso l'utilizzo delle acque reflue urbane affinate rivenienti da impianti di depurazione del servizio idrico integrato.

Si riportano nel seguito i principali provvedimenti emanati dall'ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – nel periodo di riferimento della presente relazione.

A valle dell'adozione del metodo tariffario per il quarto periodo regolatorio (delibera 639/2024/R/idr), nel mese di marzo con la determina 1/2024 – DTAC sono state definite le procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, mettendo a disposizione degli EGATO e degli operatori la relativa modulistica (ovvero il file di raccolta dati tecnici e tariffari – RDT2024 –comprendente programma degli interventi, piano delle opere strategiche e piano economico finanziario, e gli schemi-tipo delle relazioni di accompagnamento relative rispettivamente alla predisposizione tariffaria e agli obiettivi di qualità e connessa pianificazione).

Si evidenzia inoltre l'apertura dei procedimenti per le valutazioni quantitative, relative al biennio 2022-2023, previste dai meccanismi incentivanti della qualità contrattuale e della qualità tecnica del servizio idrico integrato (rispettivamente con le delibere 37/2024/R/idr e 39/2024/R/idr, entrambe approvate nel mese di febbraio). Le citate delibere illustrano, in sostanziale continuità rispetto al precedente biennio 2020-2021, le fasi in cui si articoleranno i procedimenti nonché i criteri per la valutazione delle performance degli operatori, ai fini dell'ammissione al meccanismo incentivante e dell'applicazione dei premi e delle penalità previsti dalla regolazione vigente (delibera 655/2015/R/idr per la qualità contrattuale e 917/2017/R/idr per la qualità tecnica).

Di rilievo anche la consultazione, aperta nel mese di giugno con DCO 245/2024/R/idr, finalizzata alla definizione di uno schema tipo di bando di gara per l'affidamento del servizio idrico integrato, in coerenza con quanto disposto dall'articolo 7, comma 2, del d.lgs. 201/22 in materia di riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Con tale provvedimento l'Autorità intende prevedere che la pressione competitiva (per l'affidamento a terzi o per la selezione del socio privato) promuova miglioramenti con riferimento ai parametri già stabilmente adottati nell'ambito della regolazione, sia tariffaria che relativa alla qualità tecnica e contrattuale. La scadenza per la presentazione di osservazioni e proposte da parte degli stakeholder è fissata al 24 luglio 2024.

Sempre nel mese di giugno, con il Parere 244/2024/I/idr, l'Autorità ha rilasciato parere favorevole al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sullo schema di dPCM in merito all'adozione del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (PNIISSI), selezionati in applicazione delle modalità e dei criteri definiti dal decreto interministeriale 350/2022. In particolare, l'Autorità ha perseguito il duplice obiettivo di garantire la centralità del PNIISSI quale strumento principale di finanziamento pubblico, e di avviare un processo di semplificazione procedurale sulla formazione e aggiornamento del Piano, nonché sulla rendicontazione e monitoraggio degli investimenti finanziati.

Infine, in relazione alle infrazioni comunitarie per mancato rispetto della normativa in materia di collettamento e trattamento delle acque reflue urbane, si rende noto che nel mese di maggio il Commissario Straordinario Unico per la depurazione ha trasmesso al MASE una nota nella quale chiede di comunicare alla Commissione Europea la conformità dell'agglomerato di Roma alla Direttiva 91/271, essendosi, a conclusione degli interventi attuati da ACEA Ato2, superate le condizioni che hanno portato alla condanna C668/19 da parte della Corte di Giustizia Europea.

Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) Delibera 580/2019/R/idr.

Relativamente alla Delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n.2 e n.3 del 2014.

Con sentenza n° 892 del 20 aprile 2022 il TAR Lombardia ha confermato gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/IDR relativamente:

  • alle cd. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
  • alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essendo possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";
  • agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.

Sono stati discussi in data 11 ottobre 2022 gli appelli relativi alla delibera 643/13, eccezion fatta per quello di ACEA Ato2 per indisponibilità della relatrice cui era stato assegnato.

Relativamente ad ACEA Ato2 con sentenza 736 del 23 febbraio 2023 il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di ARERA per la riforma della sentenza del Tar Lombardia Sez. Seconda, n. 892/2022 che aveva parzialmente annullato gli atti di approvazione del Metodo tariffario idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, dando ragione al regolatore sul mancato riconoscimento degli oneri finanziari sui conguagli. Il giudice di secondo grado ha condiviso le argomentazioni di ARERA, in continuità con analoghe pronunce già pubblicate su appello dell'Autorità contro, tra gli altri, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque, Gori e Publiacqua, valutando ragionevole la scelta del regolatore di basare i conguagli su "dati effettivi e certificati relativi ai volumi di vendita", mentre "la rischiosità dell'attività di gestione del SII è già considerata dal valore tariffario "beta", che è stato valutato ragionevole da un organismo verificatore in funzione del perseguimento del principio del "full cost recovery". Inoltre, la sentenza dispone che "riconoscere gli oneri finanziari anche sui conguagli (costi operativi) significherebbe, sotto il profilo della redditività, attribuire a detta componente sostanzialmente lo stesso trattamento degli investimenti (costi di capitale), che perseguono la diversa finalità del miglioramento della qualità del servizio pubblico". In ultimo il Consiglio di Stato concorda con ARERA sul fatto che i conguagli siano già adeguati esclusivamente con l'inflazione come già avviene negli altri settori regolati.

Il Consiglio di Stato ha inoltre respinto la tesi dell'appellante relativamente alla illegittimità della previsione di un "cap" al moltiplicatore theta con riferimento alla componente relativa ai conguagli in quanto la regolazione già prevede il superamento dello stesso solo a determinate condizioni e su motivata istanza dell'Ente di Governo.

Per quanto riguarda la Delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la Delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della Delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.

Nel mese di febbraio 2020, ACEA Ato2 ha proceduto ad impugnare anche la Delibera 580/2019/R/idr e che ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società ACEA Ato5, Acea Molise Srl e GESESA (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2. È stata inoltre oggetto di ricorso anche la Delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da COVID-19). Si è in attesa della fissazione dell'udienza.

Nel mese di febbraio 2022 ACEA Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/Idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA quali ACEA Ato5, Acea Molise Srl, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, Gori, GESESA, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace ad intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di

trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.

Nelle more dell'approvazione della predisposizione tariffaria con il nuovo metodo tariffario per il quarto periodo regolatorio (MTI-4) ai sensi della delibera 639/2023/R/idr, la quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e successivi aggiornamenti e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute.

Per ACEA Ato2 i ricavi del periodo ammontano a € 389 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti (energia elettrica, acqua all'ingrosso, ecc), la componente FoNI pari a € 39 milioni (di cui € 24,7 milioni per la componente FNI e € 14 milioni per l'Amm.Foni).

ACEA Ato5

Lazio – ACEA Ato5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO5 - Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca D'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 450.991 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 202.124.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti alla gestione nel Comune di Paliano, attualmente la gestione del SII è ancora svolta dalla Società AMEA partecipata dal Comune di Paliano. Relativamente a tale gestione nel mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato si è definitivamente pronunciato in merito all'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 – che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Il Consiglio di Stato pertanto, con sentenza n. 6635/2018, ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina, ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO5 ed ACEA Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo".

Avendo ACEA Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO5 Lazio Meridionale - Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del S.I.I. nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti - con verbali del 26 Novembre 2018 e 29 Novembre 2018 - hanno provveduto ad eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII, successivamente aggiornati nel 2020 e nel 2021 anche individuando i necessari interventi di adeguamento delle opere afferenti il servizio di depurazione e fognatura.

Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri, unitamente alla STO dell'ATO5, al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad ACEA Ato5. Il mancato invio di tutte le informazioni necessarie e la diatriba relativa alle modalità di trasferimento delle infrastrutture e della gestione del SII sono state oggetto di circostanziate note trasmesse tra le parte e di informative verso la STO e la Regione Lazio alla quale è stato chiesto da quest'ultima l'avvio delle procedure commissariali per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.

Da ultimo l'Ente d'Ambito, in assenza di riscontri da parte del Comune di Paliano, in data 26/06/2024, ha ulteriormente sollecitato alla Regione Lazio l'attivazione dei poteri sostitutivi ai ensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. In data 01/07/2024 il Comune di Paliano ha richiesto alla Regione Lazio, ad ACEA Ato5 e agli altri Enti coinvolti la convocazione di un tavolo tecnico al fine di concertare i tempi e le modalità per il passaggio del Servizio Idrico Integrato.

Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad ACEA Ato5 ormai a far data dal 19 Aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 Aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".

Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene ACEA Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.

In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.

Con riferimento alle Tariffe, in data 10 marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5 – Lazio Meridionale (di seguito "AATO5") con delibera n. 1/2021 ha approvato la Predisposizione Tariffaria per il periodo regolatorio 2020- 2023.

Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario.

Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 Dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, ad oggi non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 marzo 2021.

A seguito dello scenario tariffario approvato con la suddetta deliberazione, la Società ha posto in essere due distinte azioni:

  • impugnativa di detta delibera innanzi al TAR Latina (RG.308/2021 sez. 1);
  • presentazione Istanza di Riequilibrio Economico-Finanziario (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr).

Con riferimento alla prima iniziativa il TAR ha rigettato il ricorso eccependo il difetto di competenza. La Società ha provveduto a impugnare la sentenza innanzi al Consiglio di Stato, che però in data 01/02/2024 ha rigettato il ricorso presentato da ACEA Ato5 avente ad oggetto la predisposizione della tariffa del SII 2020_2023.

Invece, con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnico Operativa dell'AATO5 competente per la trasmissione all'ARERA, nel corso del 2021, ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate.

Tuttavia, l'AATO5 non ha provveduto ad approvare l'istanza di riequilibrio trasmessa dalla Società entro i termini previsti dalla regolazione.

Con la Delibera n. 639/2021/R/Idr del 30 dicembre 2021, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.

A seguito della pubblicazione della suddetta delibera, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione dell'aggiornamento tariffario 2022-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il biennio 2022-2023 entro i termini previsti dalla regolazione (30 aprile 2022). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 novembre 2022, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 6 comma 6.3 della Deliberazione 580/2019/R/idr.

In data 22 dicembre 2022, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il periodo regolatorio 2020-2023, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni.

La Conferenza dei Sindaci ha approvato, in data 11 gennaio 2023, l'aggiornamento tariffario per il periodo regolatorio 2022-2023 con delibera n.1/2023.

Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta e trasmessa dal Gestore all'ARERA in data 30 novembre 2022.

Segnatamente, la Predisposizione Tariffaria approvata dalla Conferenza dei Sindaci del 11/01/2023 evidenzia nel biennio 2022-2023 delle differenze in riferimento alle seguenti componenti tariffarie:

  • costi operativi;
  • componente Foni;
  • moltiplicatore tariffario.

Sia per il Piano Economico Finanziario approvato con delibera n.1/2021 che per quello approvato con delibera n. 1/2023 è opportuno reiterare alcune considerazioni.

Nello specifico, i suddetti Piani Economico-Finanziari:

  • non prevedono tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa € 50 milioni (dei complessivi € 124 milioni al 31 dicembre 2022 che ammontavano ad € 101 milioni al 31 dicembre 2021);
  • prevedono la fatturazione di circa € 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2023 (recuperato un anno rispetto al PEF 2020- 2023 che ne prevedeva la fatturazione dal 2024) comunque non fatturabili in una unica soluzione, ma diluiti nel tempo;
  • non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari ad € 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo ed € 4,5 milioni per le annualità 2022-2023;
  • prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.

Tale situazione di rinvio della copertura finanziaria risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e 2020-2023, degli aggiornamenti biennali 2018- 2019 e 2022-2023, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 2016-2019, 2020-2023 e 2022-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023 e 2022-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.

Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale

configurazione tariffaria 2020-2023 e 2022-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.

Preso atto della situazione di incertezza che interessa la Società sotto il profilo regolatorio, in data 16 giugno 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di ACEA Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza.

Si precisa che la società con propria nota prot. 0076994/23 del 24 marzo 2023, stante il perdurare delle condizioni di incertezza descritte nella Relazione sulla Gestione, ha richiesto ad Acea S.p.A. la rinuncia al credito scaduto al 31 dicembre 2022 sia della quota capitale del finanziamento oneroso (per € 10.000mila) che della relativa quota interessi (per € 5.058mila). La Società ha ricevuto in data 9 maggio 2023 il positivo riscontro da parte della Capogruppo.

In data 20 febbraio 2024 con nota prot. 0036266/24 la società ha chiesto ad Acea S.p.A di adottare le misure stabilite dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo del 16 giugno 2022, ovvero di rinunciare agli interessi maturati e alla linea capitale in scadenza per l'anno 2023 in riferimento al finanziamento soci fruttifero sottoscritto in data 30 giugno 2016 che ammontano complessivamente a € 14.551.276,13 (di cui 10 M€ di quota capitale e 4,55 M€ di quota interessi). Tale richiesta è conforme a quanto già deliberato dal Consiglio di Amministrazione di ACEA del 16 giugno 2022 - che ha autorizzato la ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci Fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno sarebbero maturati e alla linea capitale che di anno in anno sarebbe giunta a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024.

L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea S.p.A. è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.

In data 22 giugno 2023 è stata inviata la nuova istanza di riequilibrio. Tuttavia, anche tale istanza di riequilibrio economico-finanziario non è stata approvata entro i termini previsti dalla regolazione vigente né dall'EGA né dall'ARERA.

Si veda, inoltre, quanto descritto nel paragrafo "Contesto di riferimento" – "Regolazione idrica" della Relazione sulla gestione.

Nel corso dell'esercizio 2023 e nel primo semestre 2024, è comunque proseguita l'adozione, da parte degli Amministratori, di tutte le misure idonee a migliorare la posizione finanziaria della Società, necessaria per confermare il presupposto della continuità aziendale. Gli obiettivi di tali azioni hanno riguardato principalmente:

  • l'avvio degli incontri con l'Ente di governo per la definizione del nuovo PEF e l'approvazione delle tariffe con il nuovo metodo MTI-4 entro i limiti dell'incremento tariffario massimo ammesso;
  • la richiesta proposta all'EGA dell'aggiornamento del tavolo tecnico finalizzato all'aggiornamento delle partite oggetto del Tavolo di Conciliazione e delle partite creditorie;
  • la trasmissione all'EGA di una proposta di piano di rientro dei debiti per canoni (non oggetto di Tavolo di Conciliazione), ad oggi formalmente accettata;
  • la sottoscrizione di piani di rientro per debiti pregressi sia con fornitori terzi che infragruppo;
  • l'attuazione di una serie di azioni coordinate e mirate a ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, al miglioramento delle percentuali d'incasso;
  • la richiesta e aggiudicazione di contributi (circa € 12 milioni) per far fronte agli investimenti previsti nel biennio 2024-2025;
  • la richiesta di rinuncia di Acea, agli interessi e alla quota capitale maturati e scaduti al 31 dicembre 2023 in riferimento al finanziamento soci fruttifero per un ammontare complessivo di € 14,55 milioni (di cui € 10 milioni quota capitale ed € 4,55 milioni quota interessi). Tale richiesta è conforme a quanto già deliberato dal Consiglio di Amministrazione di ACEA del 16 giugno 2022;
  • la richiesta di supporto finanziario ad Acea S.p.A. attraverso la richiesta di dilazione di pagamento avente ad oggetto il debito commerciale maturato al 31 dicembre 2023 pari a € 7.867.191,48 in numero 112 rate a decorrere dal mese di marzo 2024 e con scadenza 30 giugno 2033 (azione non prevista nel piano 2024-2028);
  • la richiesta ad Acea S.p.A. dell'erogazione di due finanziamenti soci onerosi da utilizzarsi esclusivamente a copertura dei propri fabbisogni finanziari per gli anni 2024, 2025 e 2026 derivanti dalla realizzazione degli investimenti PNRR (azione non prevista nel piano 2024-2028).

In relazione al primo punto si evidenzia che con la Delibera n. 639/2023/R/Idr del 28 dicembre 2023, l'ARERA ha approvato il metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio 2024-2029 (MTI-4) definendo le regole per il calcolo dei costi ammessi al riconoscimento in tariffa.

La durata del quarto periodo regolatorio è di sei anni. Sono previsti due aggiornamenti a cadenza biennale delle predisposizioni tariffarie, e una eventuale revisione infra-periodo della proposta tariffaria, su istanza motivata dell'Ente di governo dell'ambito o altro soggetto competente, che potrà essere presentata in qualsiasi momento del periodo regolatorio al verificarsi di circostanze straordinarie e tali da pregiudicare l'equilibrio economico-finanziario della gestione.

A seguito della pubblicazione della suddetta delibera, con nota prot. 5718 del 11 gennaio 2024, la Società ha comunicato all' EGA, la propria disponibilità per istituire un tavolo di lavoro finalizzato alla proposta di aggiornamento tariffario 2024-2029. Con nota n. 289 del 1° febbraio 2024, l'EGA vista la deliberazione ARERA del 28 dicembre 2023 e a seguito del seminario ARERA tenutosi il 30 gennaio 2024, comunicava alla Società l'intenzione di fissare un calendario di incontri settimanali volti a favorire un processo di condivisione dei dati e delle informazioni utili all'aggiornamento tariffario da approvare entro il 30 aprile 2024.

In data 26 marzo 2024 ARERA ha pubblicato la determina 1/2024/DTAC avente ad oggetto "definizione delle procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e alla

predisposizione tariffaria per il quarto periodo regolatorio 2024-2029, ai sensi delle deliberazioni 917/2017/R/idr, 637/2023/R/idr e 639/2023/R/idr".

In data 19/04/2024 il Gestore ha presentato alla Segreteria Tecnica Operativa dell'Ente del Governo d'Ambito Territoriale Ottimale 5 Lazio Meridionale – Frosinone (di seguito "STO") le istanze di riconoscimento di costi operativi OP Mis, OP Social, Costi emergenti, Op New, Opex QC, Opex QT e Istanza CMor, in linea a quanto disposto dalla deliberazione 639/2023/R/idr.

Sulla base dei documenti pubblicati da ARERA il 26 marzo 2024, il Gestore ha provveduto, in data 30 aprile 2024, ad inviare all'EGA nota prot. N. 90681/24 con la quale ha trasmesso il file "RDT2024 ACEA Ato5 SpA_1205_13805" contenente la propria proposta tariffaria e la relazione di accompagnamento alla predisposizione tariffaria 2024-2029.

Tenuto conto del perdurare dello stato di inerzia dell'EGA ad approvare l'aggiornamento tariffario, in data 27 giugno 2024, con nota prot. 150881/24, il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'art. 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 639/2023/R/idr recante lo Schema Regolatorio per il periodo 2024-2029 della gestione del Servizio Idrico.

Con nota prot. 160748/24 del 04 luglio 2024 il Gestore chiedeva ad ARERA l'apertura del portale per l'esecuzione della procedura disponibile via extranet. In data 08 luglio 2024 il Gestore procedeva al caricamento di tutta la documentazione.

Tuttavia, pur in presenza di molteplici significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sul presupposto della continuità aziendale quali in particolare i) l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'EGA finalizzato alla definizione complessiva delle partite reciproche (comprese quelle oggetto del Tavolo di Conciliazione); ii) l'approvazione della proposta tariffaria 2024-2029 nei termini proposti dal gestore (in particolare per quanto riguarda la fatturazione dei conguagli entro il 2029 e il riconoscimento dei costi di morosità nella misura del 10% dal 2026 in poi), gli amministratori della controllata hanno continuato ad adottare tale presupposto nella redazione del bilancio semestrale al 30 giugno 2024, ritenendo che le azioni a presidio della continuità, unitamente alle deliberazioni di Acea S.p.A. volte a rafforzare la patrimonializzazione della Società nonché un sostegno finanziario, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si possa pervenire, in tempi ragionevoli alla definizione del tavolo di conciliazione, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.

La principale motivazione che ha determinato la pressoché stabilità del valore recuperabile è da ricondurre sostanzialmente alle seguenti assunzioni inserite nell'ultimo piano industriale approvato:

  • I ricavi SII (VRG) sono stati elaborati sulla base del metodo tariffario MTI4 pubblicato a dicembre 2023. La simulazione include (i) la valorizzazione del VRG in coerenza con il WACC Regolatorio pari al 6,13%, (ii) l'ipotesi di riconoscimento della componente Cmor al 3,5% per gli anni 2024-2025 e al 10% negli anni 2026-2033, (iii) la fatturazione di conguagli pregressi entro il 2030 per circa 105 €/mln, pur nei limiti del theta massimo ammesso. Prudenzialmente non sono stati stimati gli impatti derivanti da eventuali maggiori Opex riconosciuti;
  • La prosecuzione del processo di efficientamento dei costi operativi non passanti; mentre i costi operativi passanti sono stati proiettati in coerenza con il profilo dei ricavi riconosciuti;
  • Gli ammortamenti garantiscono la coerenza tra Capitale Immobilizzato Netto e RAB lorda stimata;
  • Il piano degli investimenti, fino al termine della concessione, è in linea con il Piano degli Interventi che la Società sta definendo con l'EGATO sulla base del metodo tariffario MTI-4; in particolare sono previsti 12M€ di contributi agli investimenti in progetti PNRR nelle annualità 2024 -2025;
  • Il Valore Residuo (investimenti effettuati, al netto degli ammortamenti e dei contributi) del gestore in caso di subentro è stato calcolato dalle Società alla data della scadenza Concessione come somma algebrica di Immobilizzazioni Nette, Lavori in corso, Contributi a fondo perduto. Il VR è stato determinato in coerenza con il PEF aggiornato dalla società (formula ARERA) e tiene conto al termine della scadenza degli investimenti effettuati nell'ultimo anno.

Nelle circostanze, non è ipotizzabile uno scenario peggiorativo delle valutazioni effettuate, in quanto, nell'eventualità in cui i sopra descritti obiettivi di riconoscimento non dovessero concretizzarsi, l'Ente d'Ambito non potrebbe esimersi dall'individuare modalità alternative, ivi inclusa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria previste dalla regolazione, al fine di garantire l'imprescindibile equilibrio economico-finanziario del Gestore e la regolare gestione del servizio. Si segnala, inoltre, che con l'approvazione del nuovo metodo tariffario MTI-4, il regolatore ha fornito un'indicazione puntuale alla possibilità di recupero dei conguagli, limitando quindi il margine di discrezionalità degli Enti di governo d'ambito nella dilazione dei riconoscimenti tariffari. Nello specifico, l'articolo 28.2 dell'allegato A della delibera ARERA 639/2023 (MTI-4) stabilisce che gli EGA provvedano ad inserire nel nuovo PEF tutti i conguagli deliberati prevedendone la fatturazione entro il 31 dicembre 2029, salvo la possibilità, in accordo con il gestore e per esigenze di sostenibilità sociale della tariffa, di presentare motivata istanza ad ARERA per il superamento di tale termine prescrivendo comunque il rispetto dell'equilibrio economico finanziario.

Con riferimento ai rapporti con l'AATO5, la Società ha cercato di giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.

In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto ad una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.

Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.

In tale direzione, in data 11 settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n.1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.

Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.

Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 gg entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, ed ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019.

All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio ad elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.

In data 27 novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni ed interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti.

Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:

giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone R.G. 1598/2012 -si precisa che in data 31/05/2023 è stata emessa sentenza con cui il Giudice ha ritenuto estinto il debito in base ai pagamenti eseguiti da Acea in corso di giudizio. Inoltre, il Giudice ha riconosciuto un pagamento, in eccesso, da parte di ACEA Ato5, pari alla differenza tra la somma dovuta (pari ad € 26.313.251,50) e quella effettivamente corrisposta da ACEA Ato5 (pari ad € 28.690.662,85), pari a circa € 2.377.000.

Alla luce sella suddetta sentenza la Società ha adeguato il fondo rischi:

  • o accantonando interessi al 30.06.2024 per circa € 730.000,00 in virtù della nota inviata all'EGATO5 in data 06/02/2024 e secondo quanto stabilito dalla sentenza del 31/05/2023. La somma accantonata deriva dall'applicazione del tasso a cui viene remunerata la liquidità allo stesso ente (Euribor 3 mesi dell'anno di riferimento maggiorata di 70 bps);
  • o rilasciandolo per circa € 1.200.000,00 a seguito della sentenza stessa.
  • quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012-2018 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi € 12.798.930,00 - il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
  • riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€ 10.700.00,00) il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
  • risarcimento dei danni subiti da ACEA Ato5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano - il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica del danno subito ed in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
  • risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 - Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
  • riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio dell'ATO5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conciliazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;
  • riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di ACEA Ato5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
  • richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti il canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa € 10.167.000; il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000;
  • attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
  • mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.

La 'Proposta di Conciliazione' e la bozza di 'Atto di Conciliazione' sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 dicembre 2019. In data 4 Febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 Dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

tra l'AATO5 ed ACEA Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari ad € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.

Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 Novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 Dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 Febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 Dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AATO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. In sede di predisposizione del bilancio 2019, considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.

Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2018, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2018, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente ed astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, - come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.

La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione ed individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.

Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACEA Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa - una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione della relazione finanziaria semestrale 2024 della Società.

A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.

La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e - da ultimo - il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.

Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, ha convocato un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. In data 9 maggio 2022 si è tenuto l'incontro fra le parti ad esito del quale si è convenuto sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso.

Il tavolo tecnico ha provveduto ad aggiornare le informazioni inerenti le economie sui mutui già individuate nell'ambito dei lavori del Tavolo di Conciliazione attualizzando anche i canoni dovuti dal Gestore e riconciliando le fatture emesse e già saldate de quest'ultimo. Successivamente con nota del dicembre 2022, la STO ha chiesto un incontro urgente per affrontare la questione dei canoni concessori non ancora saldati e, più in generale, della posizione del Gestore verso l'Ente. Nel corso di tali incontri, svoltisi nella seconda metà del mese di dicembre 2022, la STO ha rappresentato la criticità costituita dall'esito delle valutazioni del proprio bilancio 2021. In risposta a tale nota, dal suo canto, la Società ha rappresentato con nota del 23 dicembre 2022 il perdurare dello stato di incertezza conseguente la mancata approvazione tariffaria nei tempi previsti da ARERA. Non risultano, allo stato, ulteriori aggiornamenti a riguardo.

In data 21/09/2023 con nota prot. n. 2577/2023 l'EGATO 5 formalizzava atto di diffida e messa in mora con riferimento al presunto debito maturato da ACEA Ato5 in relazione agli oneri concessori non versati al 31 luglio 2023 e chiedeva applicazione degli interessi commerciali ex d.lgs. 231/2002. In tale contesto, la Società, come riepilogato all'EGAATO5 nella comunicazione del 9 novembre 2023, ha avviato il pagamento della propria esposizione debitoria nei confronti dell'EGAATO 5 relativamente al periodo 2019-2023 (di circa € 4 milioni) mediante la proposta di sottoscrizione di un piano di rientro di n. 18 rate mensili a partire dal mese di novembre 2023 nonché il pagamento, in un'unica soluzione, dell'importo di € 1.318.066 e il pagamento dell'importo di € 934.941 relativo alle spese di funzionamento della STO dell'EGAATO5 dell'anno 2023. La società ad oggi ha ricevuto formale riscontro da parte della STO circa l'accettazione alla proposta di detto piano di rientro.

La società con nota inviata il 3 gennaio 2024 ha chiesto all'EGA di convocare il Collegio di Conciliazione, l'incontro è avvenuto in data 11 gennaio 2024, nel corso del quale si è condivisa l'opportunità di effettuare una ricognizione preliminare dei contenuti e delle voci

che compongono la Proposta di Conciliazione del 2019, al fine non solo di verificarne l'attualità alla luce della recente definizione di alcuni contenziosi ma anche per valutare eventuali possibili correttivi alla proposta medesima nel rispetto delle reciproche esigenze. L'esito di tali approfondimenti, come discusso nel corso dell'incontro, dovrà essere poi condiviso con i rispettivi organismi di riferimento per le successive valutazioni. Preliminarmente il Collegio aveva un termine di 60 giorni per la formulazione di un aggiornamento e di una attualizzazione della proposta di amichevole composizione. Il predetto termine aveva carattere ordinatorio e non perentorio. Il Collegio nel corso del primo semestre 2024 si è riunito in svariate sedute, tuttavia nell'ultimo incontro, tenutosi in data 11 luglio 2024, il Collegio ha ritenuto necessario acquisire una proroga dei termini di conclusione dei lavori fino al 30 settembre 2024 per avere il tempo necessario e sufficiente per poter redigere e presentare la proposta.

Il giorno 17 luglio 2024 era in programma, presso la Corte di Appello di Roma, il giudizio RG n.6227/2017; la questione oggetto del suddetto giudizio rappresenta una delle principali questioni oggetto del tavolo di conciliazione, l'eventuale definizione del giudizio pendente presso la Corte d'Appello – anche in ragione della portata e della rilevanza del medesimo – rischia inevitabilmente di alterare l'equilibrio faticosamente raggiunto nell'ambito della proposta di conciliazione che sarà rimessa alle Parti, vanificando sostanzialmente l'intero percorso fin qui raggiunto. In ragione di quanto sopra, è stata presentata un'istanza di differimento motivata alla Corte d'Appello in relazione all'udienza in programma il 17 luglio 2024; la causa è stata ulteriormente rinviata, da ultimo, all'11 dicembre 2024.

Con riferimento alle ulteriori vicende relative ai contenziosi legali, instaurati e instaurandi, e ai contenziosi fiscali si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

Acea Molise

Acea Molise Srl gestisce il Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli (CB) a seguito di partecipazione e aggiudicazione nel 2022 del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, d.lgs. n. 50/2016)".

In sintesi, la Finanza di Progetto prevede:

  • € 7.6 milioni di Investimenti a carico del gestore da effettuare nell'intero comparto idrico integrato (idrico, depurazione e fognatura);
  • € 3.8 milioni di finanziamento regionale dedicato alla realizzazione dell'opera di "delocalizzazione e dismissione del depuratore del porto" nel comune di Termoli (CB);
  • 15 anni di gestione per la realizzazione delle opere;
  • la remunerazione delle opere tramite tariffa idrica secondo i criteri regolatori ARERA;
  • la conseguente gestione anche del Servizio Idrico Integrato comunale.

La Convenzione di gestione della Finanza di Progetto è stata sottoscritta tra le Parti il 03.08.2022, legittimando a pieno titolo la società Acea Molise a gestire il Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (CB) fino al 2037.

Preme specificare che la Convenzione di Gestione contempera nell'art. 6.2 l'ipotesi di una rescissione anticipata qualora il Gestore Unico dell'Ambito Molisano individuato dall'Ente di Governo dell'Ambito Molisano (di seguito "EGAM") faccia richiesta esplicita ad Acea Molise di subentro nel servizio.

Per quanto precede il subentro del Gestore Unico d'Ambito Gestione Risorse Idriche Molisane S.c.a.r.l. (di seguito "GRIM") ad Acea Molise Srl nella gestione del Servizio Idrico Integrato idrica di Termoli (CB) è tecnicamente plausibile prima della scadenza quindicennale della Convenzione.

Anche se ad oggi non è pervenuta alla società alcuna richiesta di subentro da parte della GRIM, Acea Molise in considerazione degli impegni assunti con il Project Financing e soprattutto dell'indebitamento occorrente per l'esecuzione delle nuove opere da realizzare, ha manifestato all'EGAM la difficoltà oggettiva di proseguire l'attività di pianificazione ed esecuzione di opere di ammodernamento senza avere ben chiaro il quadro strategico complessivo degli intenti programmatici regionali di settore e del ruolo di GRIM.

È opinione di Acea Molise che non sia possibile intraprendere opere complesse (e finanziariamente impegnative) quale la delocalizzazione del depuratore porto di Termoli, la cui durata media di cantiere è di circa tre anni, senza avere precise indicazioni dagli Enti Istituzionali di riferimento circa le prospettive di continuità aziendale della società quanto meno nel breve/medio periodo.

In attesa di maggiori informazioni da parte degli Enti interessati circa gli intenti e le tempistiche del Gestore Unico GRIM, la Società ad inizio 2023 ha incaricato lo studio legale di redigere un Parere in cui venisse contemperata la situazione complessiva inerente alla Convenzione di Termoli e valutata la fondatezza o meno dei presupposti della continuità aziendale dal punto di vista normativo e regolatorio.

Il Parere trasmesso alla società nella seconda metà del mese di marzo 2023 non lascia né pone dubbi in merito alla titolarità normativa e regolatoria di Acea Molise nel proseguire la gestione del Servizio Idrico Integrato nel comune di Termoli con piena e assoluta operatività.

Preso atto quindi che sino a che non si verifichi la richiesta formale di subentro e venga corrisposto il Valore Residuo regolatorio, è preciso obbligo di Acea Molise eseguire la concessione e gestire il SII del Comune di Termoli nel rispetto della Convenzione e della pertinente disciplina regolatoria ARERA nonché realizzare gli investimenti e le opere previste nel Piano degli Interventi (ed ogni attività ad esse presupposta, strumentale o conseguente) nel rispetto del cronoprogramma, sono state concretizzate tutte quelle attività sia tecnico che economiche propedeutiche all'assolvimenti degli impegni di periodo del Project Financing.

Nel mese di maggio 2024, il Comune di Termoli, con pec del 09.05.2024, ha formalmente preso atto dei maggiori costi di realizzazione della Finanza di progetto, discendenti dall'aumento generalizzato e specifico dei materiali da costruzione e dei costi di realizzazione, e si è impegnato sin da subito ad autorizzare la revisione del quadro economico del progetto ed il conseguente aggiornamento del Piano Economico Finanziario di cui alla Convenzione rep. 2246 del 03.08.2022.

Anche l'EGAM e la Regione Molise hanno formalmente preso atto dei maggiori costi del progetto e dell'impegno del Comune di Termoli ad autorizzare la revisione del quadro economico.

In data 29 maggio 2024, la società ha formalmente dato avvio ai lavori di delocalizzazione del depuratore porto di Termoli.

Per quanto riguarda l'aggiornamento tariffario, preme evidenziare che in data 18.12.2023 il Comune di Termoli (CB) con Determina Dirigenziale n. 3309 ha approvato l'aggiornamento tariffario per Acea Molise anni 2022-2023, e contestualmente approvato la RAB ed i Conguagli tariffari sino a quel momento maturati. Si precisa che, per quanto riguarda le tariffe MTI-4, l'approvazione delle stesse da parte dell'autorità competente è attualmente prevista per ottobre 2024.

Si rileva infine che Acea Molise, in qualità di mandataria di un costituendo RTI, in data 10 novembre 2023 ha partecipato alla Gara indetta dall'Ufficio Speciale - Centrale Unica di Committenza della Regione Sicilia, per l'acquisizione della quota del 49% del Capitale Sociale della costituenda NewCo Aretusacque, deputata alla gestione del Servizio Idrico Integrato del comune di Siracusa e provincia.

Il Servizio Idrico della Provincia di Siracusa comprende 19 comuni, 166 mila utenti serviti, copre un territorio di 2.100 km2 e gestisce 2.000 km di rete idrica e 1.300 km di rete fognaria. La durata della concessione è fissata in 30 anni (fino al 2053), ed il valore totale dell'affidamento previsto dal bando è di € 1,264 miliardi a fronte di un ricavo annuale ipotizzato per il nuovo gestore che varia da € 37 a 46 milioni e di investimenti complessivi (da Piano Interventi sui 30 anni) pari a € 366 milioni.

Come si è anticipato, Acea Molise è mandataria (al 60%) di un costituendo RTI con un partner locale (mandante al 40%), avvalendosi dei requisiti tecnici, economico e finanziari di ACEA Ato2 e delle SOA per progettazione e Lavori di TWS.

Dalla determinazione di nomina del presidente della commissione, pubblicata da ATI Siracusa in data 16 gennaio 2024, si evince che l'unica offerta presentata entro i termini di gara è quella di Acea Molise (in RTI con il partner locale).

Nel frattempo, il TAR Catania ha rigettato tutti i ricorsi pervenuti contro il bando di gara; i ricorsi erano stati presentati da Suez (sentenza del 3 gennaio 2024), Ireti (sentenza del 8 gennaio 2024) e DAM (sentenza del 6 febbraio 2024).

In data 11 marzo 2024 è stata pubblicata dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Sicilia la determina di designazione della Commissione di gara. A seguito delle sentenze di rigetto del TAR di Catania, i seguenti ricorrenti hanno presentato ricorso in Appello al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia: Ireti in data 5 aprile 2024; DAM (controllante SIAM, attuale gestore della città di Siracusa) in data 3 maggio 2024. L'udienza di merito dell'appello Ireti è stata fissata per il 17 luglio, mentre l'udienza di merito dell'appello DAM non è ancora stata fissata.

Nelle seguenti date (21 marzo, 11 aprile, 23 aprile, 2 maggio e 23 maggio 2024) si sono tenute le sedute pubbliche in cui la commissione di gara ha provveduto a visionare e valutare l'offerta presentata dall'RTI composto da Acea Molise e Cogen.

In data 23 maggio 2024 la Presidente della Commissione ha determinato la proposta di aggiudicazione al suddetto RTI, trasmettendo gli atti al RUP, per le determinazioni conseguenti.

GORI

Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Distrettuale "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania (che ricomprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e 19 Comuni della Provincia di Salerno), per un totale di 78 Comuni. Si evidenzia che in data 9 ottobre 2023, la GORI, il Comune di Roccapiemonte e l'EIC hanno siglato un accordo finalizzato all'avvio della gestione del servizio idrico integrato da parte della stessa GORI che è partita a decorrere dal 1° gennaio 2024. Allo stato attuale solo il comune di Calvanico in Provincia di Salerno sta provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del SII da parte della società anche se l'EIC ha già avviato le procedure per attuare il trasferimento.

L'affidamento della predetta gestione del SII di durata trentennale e decorrente dal 1° Ottobre 2002 (e scadenza nel 2032), è stata perfezionata con la stipula di apposita convenzione con l'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (oggi sostituito dall'Ente Idrico Campano di cui alla citata legge Regione Campania 15/2015) in data 30 Settembre 2002.

L'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, costituito ai sensi della legge regionale 15/2015, ha una superficie di circa 900 kmq ed una popolazione di circa 1.411.416 di abitanti. (ultimo dato Istat Anno 2020)

La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 5.284 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 828 km e in una rete di distribuzione di circa 4.456 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.772 km.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce n. 13 sorgenti, n. 117 pozzi, n. 203 serbatoi, n. 118 sollevamenti idrici, n. 221 sollevamenti fognari e n. 12 impianti di depurazione.

Schema Regolatorio per il quarto periodo regolatorio (2024-2029)

Come noto, a fine 2023, il 28 dicembre 2023, ARERA con la delibera 639/2023/R/idr del 28 dicembre 2023, l'Autorità, dopo un'ampia fase di consultazione con i soggetti interessati, ha approvato il metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio 2024-2029 (MTI-4), definendo le regole per il calcolo dei costi ammessi al riconoscimento in tariffa. ARERA ha mantenuto la stabilità nei criteri guida, in continuità con le regole introdotte a partire dal 2012, declinandola in una prospettiva di più lungo termine, prevedendo un periodo regolatorio di 6 anni e un aggiornamento del Piano delle Opere Strategiche (POS) fino al 2035, (estendendone dunque di otto anni l'originario orizzonte temporale di riferimento). Sono previsti due aggiornamenti a cadenza biennale delle predisposizioni tariffarie, secondo le modalità e i criteri che da definire consuccessivi procedimenti, e una eventuale revisione infra periodo della proposta tariffaria, su istanza motivata dell'Ente di governo dell'ambito o altro soggetto competente, che potrà essere presentata in qualsiasi momento del periodo regolatorio al verificarsi di circostanze straordinarie e tali da pregiudicare l'equilibrio economicofinanziario della gestione.

ARERA ha previsto che l'Ente di governo dell'ambito entro il 30 aprile 2024, debba adottare e trasferire ad ARERA il pertinente schema regolatorio, composto dai seguenti atti:

il programma degli interventi (PdI), di cui il Piano delle Opere Strategiche (POS) costituisce parte integrante, redatto secondo le modalità definite da ARERA che specifica le criticità riscontrate sul relativo territorio, gli obiettivi che si intendono perseguire in risposta alle predette criticità, nonché la puntuale indicazione degli interventi per il periodo 2024-2029, distinguendo le opere strategiche dettagliate nel citato POS dagli altri interventi; ARERA ha previsto che nel POS siano esplicitati, tra l'altro, gli interventi strategici necessari al raggiungimento degli accresciuti obiettivi di qualità tecnica, nonché gli elementi di coerenza con le pianificazioni sovraordinate (anche tenuto conto della rilevanza che il nuovo macro-indicatore "M0 – Resilienza idrica" assume ai fini della pianificazione di bacino distrettuale

  • il piano economico-finanziario (PEF), costituito dal piano tariffario, al conto economico, rendiconto finanziario e stato patrimoniale, redatti coerentemente con i criteri di cui all'Allegato A alla deliberazione stessa che. Il PEF dovrà esplicitare il vincolo ai ricavi del gestore e il moltiplicatore tariffario teta (ϑ) che il gestore dovrà applicare per le singole annualità del periodo 2024-2029, fatta salva la possibilità di eventuali aggiornamenti;
  • la convenzione di gestione, contenente le modifiche necessarie a recepire la disciplina introdotta con il presente provvedimento.

L'invio dello schema regolatorio adottato dovrà essere corredato da una relazione di accompagnamento che ripercorra la metodologia applicata e dall'atto/i deliberativi di predisposizione tariffaria ovvero di approvazione dell'aggiornamento del piano economicofinanziario.

Al fine della definizione del Programma degli interventi, entro il 30 aprile 2024, l'Ente di governo dell'ambito deve definire gli obiettivi e, acquisita la proposta del gestore riguardo agli interventi necessari al relativo conseguimento, predispone il Piano delle Opere Strategiche e aggiorna il programma degli interventi.

L'Ente Idrico Campano, a partire dal 25 gennaio 2024, ha istituito un tavolo tecnico permanente con i gestori campani, tra cui GORI, per le attività riguardanti l'attuazione della Deliberazione ARERA 639/2023/R/Idr (MTI-4); tale tavolo è tutt'ora in corso. Inoltre, in data 01/02/2024, è stato sottoscritto un verbale tra l'Ente idrico Campano e la GORI per la definizione degli obiettivi del Programma degli Interventi (PdI), ai fini delle previsioni dell'aggiornamento tariffario nell'ambito del MTI-4 (periodo 2024-2029). Nel mese di giugno 2024 il Gestore sta procedendo alla validazione dei dati di input a fini tariffari con EIC, necessari all'approvazione dello schema regolatorio.

GESESA

Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)

La Ge.se.sa. gestisce il Servizio Idrico Integrato in 21 Comuni della provincia di Benevento, all'interno del Distretto Sannita, per una popolazione complessiva residente servita di 114.772 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 Kmq con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km ed un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 56.214, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2023 di circa 7,5 milioni di metri cubi di acqua. In particolare, in un contesto regolatorio dipendente dagli effetti finanziari dei provvedimenti tariffari dell'ARERA e dell'Ente Idrico Campano (di seguito "EIC"), è di palese evidenza che la situazione di tensione finanziaria in cui si trova la Società generata dal 2018 per effetto della mancata approvazione degli incrementi delle tariffe non si è modificata con l'approvazione degli schemi regolatori 2018- 2023, essendo questi ultimi redatti con moltiplicatore tariffario pari a 1 generando di fatto una mole di conguagli tariffari, non fatturabili nel periodo regolatorio, che vanno a costituire il valore di subentro che il gestore subentrante dovrà versare a Gesesa.

Per quanto attiene all'evoluzione delle attività consequenziali che gli uffici dell'EIC devono porre in essere a seguito della determinazione del distretto Sannita del 25 ottobre 2022 che procedeva alla "Scelta della forma di gestione ai sensi dell'art. 14, comma 1lett. "b) della LR. N.15/2015" deliberando che la gestione del SII nell'Ambito Distrettuale Sannita sia affidata ad una società a capitale misto pubblico/privato, si evidenzia quanto segue:

  • Con nota del 9 gennaio 2024 il Direttore Generale dell'Ente ha trasmesso ai competenti uffici della Regione Campania la soprarichiamata documentazione al fine di consentire l'avvio delle procedure di gara.
  • La Direzione Generale Ciclo Integrato delle Acque e Rifiuti e Autorizzazioni Ambientali della Regione Campania con nota del 10 aprile 2024, a seguito delle interlocuzioni intervenute con l'avvocatura regionale, ha trasmesso all'Ente Idrico campano lo schema di statuto della società Sannio Acque Srl adeguato ai rilievi della Corte dei Conti unitamente allo schema di patti parasociali ai fini degli adempimenti relativi all'avviso di consultazione pubblica previsto dall'art. 5, comma 2 del d.lgs. 175/2016 "Testo Unico in materia di Società a partecipazione pubblica".
  • Con la stessa nota la Direzione Generale, nel richiedere di valutare l'indispensabilità della pubblicazione dei patti parasociali nell'ambito della procedura di consultazione pubblica, ha comunicato che all'esito della medesima consultazione pubblica gli atti dovranno essere riapprovati dai competenti organi dell'Ente con successiva trasmissione all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, alla Corte dei Conti e ai Comuni dell'Ambito Distrettuale Sannita nonché alla stessa Direzione Generale ai fini dei successivi adempimenti di competenza relativi all'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla normativa vigente per l'affidamento del servizio idrico integrato nell'ambito distrettuale Sannita.

Il giorno 08 maggio si è conclusa la fase di consultazione pubblica, avviata con determina del DG dell'EIC del 23 aprile 2024.

Il 05 giugno il Consiglio del Distretto Sannita ed il 19 giugno il Comitato esecutivo dell'Ente Idrico Campano hanno riapprovato gli atti redatti all'esito dell'istruttoria successiva alla consultazione pubblica.

A seguito di queste deliberazioni dovrebbero attivarsi due procedure che avanzerebbero in parallelo ovvero da un lato l'EIC invierà alla Corte dei conti i documenti approvati e, dall'altro, invierà alla Regione Campani gli stessi documenti "ai fini dei successivi adempimenti di competenza relativi all'esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla normativa vigente per l'affidamento del servizio idrico integrato nell'ambito distrettuale Sannita."

Si precisa che tutte le attività propedeutiche alla pubblicazione della gara, dopo l'invio della documentazione da parte dell'EIC, sono in capo alle strutture della Regione Campania e che non si conoscono le tempistiche di tali attività né tantomeno il livello di priorità ad esse riservate.

In relazione al procedimento 231 a carico della società si evidenzia l'andamento del procedimento penale 5548/2016, del conseguente del sequestro preventivo di n. 12 impianti di depurazione gestiti da Gesesa con la nomina di un Amministratore Giudiziario e del procedimento avviato che riguarda la posizione della società nei cui confronti si procede per l'ipotesi di alcuni reati previsti dal d. lgs. n. 231 del 2001, per il quale esiste una richiesta di rinvio a giudizio notificato alle persone fisiche e alla società il 12 giugno 2022,

nell'ultima udienza del 13 maggio 2024, relativamente alla posizione della Società il giudice ha dichiarato inammissibile le richieste risarcitorie avanzate dalle parti civili costituite. Il processo è stato rinviato all'udienza del 22 luglio 2024.

Per quanto attiene i depuratori oggetto di sequestro si rappresenta in data 26 marzo 2024 è stato notificato il provvedimento di dissequestro dei 10 impianti ancora oggetto di sequestro con facoltà d'uso.

Acque

Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)

In data 21 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni.

Con Deliberazione del CD n. 14/2022 del 25 novembre 2022 è stato approvato da AIT l'aggiornamento biennale della tariffa 2022 e 2023. Ad oggi, ARERA non ha ancora approvato la proposta AIT.

A seguito dell'approvazione della deliberazione 639/2023 MTI-4 la società ha provveduto ad adeguare il Piano Tariffario redatto da AIT ai sensi del MTI-3, al fine di tener conto sia delle novità della nuova delibera MTI-4 che degli effetti dei dati consuntivi 2022. Le ipotesi fatte sono state:

  • Adeguamento dei parametri monetari;
  • Adeguamento dei costi delle immobilizzazioni;
  • Adeguamento dell'inflazione e dei costi operativi riconosciuti;
  • Adeguamento del denominatore della formula del VRG;
  • Azzeramento della componente FONI;
  • Rimodulazione dei conguagli.

Per l'annualità 2024 è stato ipotizzato un incremento del theta dall'attuale 2.5% al 5.4%. Ad oggi AIT non ha ancora approvato l'aggiornamento tariffario ai sensi del MTI-4 pertanto ai fini della predisposizione della semestrale 2024, relativamente alle ipotesi sul VRG, sono state mantenute le ipotesi fatte in sede di budget 2024. Il VRG 2024 utilizzato rappresenta la miglior stima calcolata utilizzando le regole ed i parametri (inflazione, oneri finanziari, ecc..) della delibera ARERA sopra citata. Il theta calcolato per il 2024 simula un incremento tariffario pari al 5,45% rispetto all'anno 2023. All'interno della tariffa 2024 al momento la componete FoNi è simulata pari a zero. Al momento è in corso la raccolta dati tariffaria ai fini dell'invio all'EGA per la redazione della proposta tariffaria anno 2024 e successivi. Resta inteso che a seguito dell'approvazione di AIT potrebbero esserci variazioni in particolar modo su quelle componenti dove l'EGA ha facoltà d'intervenire.

Il contratto di finanziamento firmato nel 2018 vedeva la sua naturale scadenza alla fine del 2023. Per questo motivo la Società ha avviato nel 2022 un percorso che ha consentito, entro la scadenza del precedente contratto di finanziamento, di giungere ad una struttura finanziaria nuova, più snella, e più allineata alle esigenze di finanziamento degli investimenti.

Si sono incaricati due advisor, Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A. e Banca Finanziaria Internazionale S.p.A., e lo Studio Cappelli RCCD in qualità di consulente legale che accompagnassero la Società nel complesso progetto di rifinanziamento dell'indebitamento esistente e contestualmente all'attivazione di un canale di finanziamento con la European Investment Bank (BEI). La Società ha avviato una procedura competitiva di beauty contest finalizzata al reperimento da parte di un pool di finanziatori di un finanziamento amortizing a 7 anni per un importo complessivo pari a € 225 milioni, di cui (i) € 210 milioni di Linea Term destinata e (ii) € 15 milioni di Linea RCF volta alla copertura delle esigenze ordinarie della Società.

A dicembre 2022 European Investment Bank (BEI), su richiesta della Società ed a seguito di un'istruttoria interna, ha deliberato un prestito per complessivi € 130 milioni per la realizzazione di un programma di investimenti per gli anni 2022-2023-2024-2025 a condizioni molto vantaggiose rispetto alle attuali dinamiche di mercato.

La ridefinizione della struttura del debito di Acque ha avuto come scopo quello di rifinanziare l'indebitamento finanziario bancario esistente, inclusa la chiusura anticipata dei contratti di hedging connessi al contratto di finanziamento, la copertura delle ulteriori esigenze di cassa ordinarie lungo un orizzonte temporale di dodici mesi e copertura dei costi connessi all'operazione, l'obiettivo di permettere alla Società di concentrarsi sulla realizzazione del nuovo Piano degli Interventi.

La nuova struttura finanziaria copre le esigenze della Società sino al termine della Concessione con dei costi contenuti, consentendo la realizzazione di un Piano degli Interventi molto sfidante e ampliato a seguito della recente approvazione tariffaria. A parità di indebitamento finanziario complessivo si ha inoltre una struttura molto più flessibile che non pone vincoli anche per eventuali ulteriori fabbisogni legati alle necessità di investimento che si dovessero presentare nei prossimi anni.

In data 13 giugno 2023 è stato firmato il contratto di finanziamento con BEI ed in data 14 giugno 2023 quello con le parti finanziatrici. In data 20 giugno 2023 è stata effettuato il closing dell'operazione con l'erogazione delle somme di cui al rifinanziamento.

In data 28 settembre 2023 sono stati stipulati 9 contratti di Interest Rate Swap per garantirsi da effetti negativi su tassi di interesse con valore nozionale pari al 70% della linea Term e data efficacia 20/06/2023.

In data 27/12/23 è stato fatto il primo tiraggio BEI di € 71 milioni con tasso fisso al 3,363%.

In data 29/12/23 è stato effettuato un rimborso anticipato facoltativo del finanziamento banche di 41 milioni senza costi aggiuntivi e senza andare in overhedging (copertura derivati al 90,65%).

In data 26/06/2024 è stato effettuato un tiraggio della linea di Finanziamento BEI di 34 milioni a tasso fisso.

Si segnala che in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, la Società risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio. In ultimo si segnala che in data 2 novembre 2023 è avvenuta la fusione per incorporazione in Acque Spa della controllata Acque Servizi Srl.

Publiacqua

Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

L'Autorità Idrica Toscana in data 26 giugno 2020 ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenzia un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua.

In data 16 febbraio 2021 l'ARERA con Delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della Deliberazione dell'Autorità 27 dicembre 2019, 580/2019/R/IDR e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3". Si rileva inoltre che in data 31 marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31 dicembre 2024.

A seguito dell'avvio del processo di aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023, Publiacqua ha inviato tutti i dati all'AIT per l'approvazione della predisposizione tariffaria. L'Autorità Idrica Toscana nel corso del mese di febbraio ha provveduto all'approvazione della stessa.

Nel IV° trimestre del 2022 l'attività che si è svolta con l'Autorità Idrica Toscana (AIT) ha riguardato vari aspetti della regolazione. Publiacqua dopo aver trasmesso, nel mese di maggio, la proposta di Addendum al Regolamento Unico, con gli schemi tecnici e i prezzi per le prestazioni ha avviato un confronto con l'AIT, che ha portato all'approvazione delle tariffe per il biennio 2022 - 2023.

Con delibera dell'Assemblea n. 8/2024 del 10/05/2024 AIT ha deliberato l'inclusione del servizio di depurazione svolto da GIDA S.p.a. nel perimetro del servizio idrico integrato del territorio della Conferenza territoriale n. 3 Medio Valdarno. Con la stessa delibera ha stabilito una proroga tecnica della Convenzione di affidamento del corrente affidamento del SII alla società Publiacqua s.p.a.

alle medesime condizioni di quello attualmente svolto per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura ad evidenza pubblica per la selezione del socio privato del nuovo gestore secondo i dettami dell'art. 17 TUSP e al conseguente nuovo affidamento del servizio stesso, e comunque non oltre il 31.12.2025.

Il 30/05/2024 si è concluso il percorso di approvazione della predisposizione tariffaria per il quarto periodo regolatorio (MTI-4 2024/2029), per l'annualità 2024-2025.

Acquedotto del Fiora

Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)

Acquedotto del Fiora, in forza della Convenzione di gestione sottoscritta il 28 dicembre 2001, ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il SII dell'ex ATO n. 6 Ombrone, costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione, e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La Convenzione di gestione ha durata fino al 31/12/2031.

Riguardo ai provvedimenti in materia di interesse per Acquedotto del Fiora, è stato avviato ed è attualmente in corso di svolgimento il procedimento con l'EGA Toscano (AIT) per la raccolta e validazione dei dati consuntivi riferiti alle annualità 2022 e 2023 e del Piano degli Investimenti. Alla data di redazione del presente documento, Acquedotto del Fiora ha trasmesso all'EGA i fabbisogni informativi standard richiesti per procedere alla revisione tariffaria. Una volta terminato il proprio processo, l'AIT approverà e trasmetterà ad ARERA la proposta di revisione tariffaria, fissando i VRG ed i Teta degli anni 2024-2025 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario (PEF) fino a fine concessione SII.

In data 23/05/2023 Aquedotto del Fiora è subentrata al gestore grossista Integra Concessioni srl nella conduzione e gestione del sito depurativo denominato "Terrarossa" posto a servizio dei comuni di Orbetello e M. Argentario. Tale subentro, come previsto dalla normativa di riferimento, è stato gestito da AIT anche con riferimento alle relative competenze regolatorie in ordine alla variazione di perimetro di gestione e relativa quantificazione del VR (Delibera AIT Assemblea n.8 del 18/05/2023 e Decreto DG AIT n.83 del 19/05/2023).

GEAL

Toscana – GEAL S.p.A. (Ato1 – Toscana Nord)

La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 Dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 Novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della Delibera ARERA n. 656/2015.

In merito alle tariffe, si segnala che:

  • relativamente all' MTI-3 non ha al momento avuto sviluppi la vicenda relativa all'impugnazione della delibera ARERA n. 238/2023. In tale provvedimento, pur essendo stati confermato gli incrementi tariffari per gli anni 2022 e 2023 nella misura prevista dalle precedenti deliberazioni, ovvero pari al 6,2%, è stato parzialmente decurtato il riconoscimento dei canoni demaniali richiesti dalla Regione Toscana per gli anni 2016-2021: in particolare, non sono state integralmente riconosciute le componenti tariffarie Rca altro, e Opexal. Tenuto conto di ciò, in ragione dei contenuti della questione specifica affrontata dall'azienda di concerto con le altre aziende idriche toscane coordinate da Cispel Toscana - piuttosto che per l'entità dell'importo complessivo (di circa € 20 mila) - GEAL ha presentato ricorso avverso la Delibera ARERA 238/2023 in data 31.7.2023 attraverso lo Studio Farnetani di Firenze.
  • relativamente all' MTI-4, GEAL ha presentato ad AIT il 5.4.2024 tutta la documentazione richiesta per l'elaborazione della predisposizione tariffaria (Dati economico-finanziari di consuntivo 2022 e 2023 e Piano degli investimenti per il 2024 ed il 2025). Nel mese di giugno sono iniziate le interlocuzioni con AIT ma non è stata ancora trasmessa alla società la bozza del

calcolo relativo al 2024 e al 2025. L'approvazione della predisposizione tariffaria da parte dell'AIT è prevista non prima della fine di luglio.

Il budget attuale, dalla sua formulazione nell'autunno 2023, contiene una rimodulazione di quanto previsto nell'MTI-3, ovvero il rinvio ad annualità successive al 2024 del recupero della componente RC per circa € 700 mila, che sarebbe sostituita da un maggior importo della componente tariffaria Foni, a beneficio quindi di livelli più elevati di ricavi e di Ebitda 2024. Si è in attesa di una conferma di tale ipotesi da parte di AIT che era stata all'epoca informata da GEAL circa le ipotesi assunte per la stesura del budget 2024.

Relativamente al PNRR, GEAL sta anzitutto procedendo alla realizzazione delle opere di cui alla linea PNRR- M2C4-I4.1- Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell'approvvigionamento idrico – per la quale ha ottenuto un finanziamento di € 2,5 milioni, oltre alle revisioni prezzi per un ammontare complessivo di circa € 0,6 milioni.

Per tale linea sono già stati conseguiti:

  • l'anticipo del 10% pari a € 250 mila;
  • il pagamento del primo sal presentato al MIT per € 591 mila.

Al fine di ottenere il conseguimento della ulteriore quota di anticipazione del 20%, pari a € 500 mila, è stato svolto un incontro con il MIT nel quale è stato concordato il contenuto della documentazione propedeutica all'erogazione di tale importo. La richiesta sarà presentata all'inizio del mese di luglio.

Per la linea PNRR- M2C4-I4.4 – investimenti in fognatura e depurazione, tramite l'Autorità Idrica Toscana, per la quale è stato approvatodal MASE un contributo di € 1 milione a parziale copertura dei costi di estensione della rete fognaria della zona dell'Oltreserchio e di un intervento di efficientamento energetico sul depuratore, sono ancora in corso le procedure per la firma dell'accordo di programma con l'AIT che costituisce Il soggetto attuatore (Geal ha la qualifica di soggetto attuatore esterno).

GEAL ha altresì avviato con il servizio assicurativo di ACEA la valutazione di una fideiussione da fornire ad AIT per la realizzazione dell'opera.

Per la linea PNRR- M2C4-I4.2 -riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell'acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, con il decreto del MIT del 6.5.2024 GEAL è stata individuata tra i gestori destinatari dei contributi pubblici, per un ammontare di € 8,8 milioni a parziale copertura dei costi di sostituzione di alcuni tratti di rete idrica e per l'installazione di sistemi di smart metering idrico sull'intero parco contatori.

Nelle more della comunicazione da parte del MIT, da effettuarsi ai sensi dell'art. 1 comma 5 del decreto di cui sopra, GEAL:

  • ha terminato le procedure di gara propedeutiche alla realizzazione delle opere entro il 30.04.2024;
  • ha ottenuto una indicazione da parte di AIT che nulla osta alla stipula dei contratti con le società appaltatrici;
  • ha avviato con il servizio assicurativo di ACEA la richiesta di una fideiussione da fornire ad AIT per la realizzazione delle opere.

Il Forecast 5+7 non contiene al momento conto dell'impatto della realizzazione del PNRR- M2C4-I4.2 che sarà valutato per la prossima revisione di budget. E' comunque ipotizzabile che l'effetto sia relativamente contenuto tenendo conto dei seguenti elementi:

  • l'impatto degli ammortamenti sarà limitato in considerazione: dell'avvio delle opere nel secondo semestre, dell'applicazione dell'ammortamento ordinario delle opere, e della parziale copertura di tali oneri da parte dei contributi;
  • l'impatto del maggior costo del personale sarà tendenzialmente neutro tenuto conto della capitalizzazione dei relativi costi;
  • l'impatto degli oneri finanziari sarà limitato dal fatto che i primi sal verranno pagati a fine anno e, nel mentre la società potrà eventualmente conseguire gli anticipi da parte del Ministero; d'altra parte, dovrà invece essere valutato l'impatto delle fideiussioni a garanzia delle opere sopra richiamato.

Umbra Acque

Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione originariamente fissata al 31 dicembre 2027 ed a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera 10 del 30 ottobre 2020 estesa al 31 dicembre 2031). L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti i sub-Ambiti n.1 e n.2 dell'Umbria.

Alla data del 30 giugno 2024 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della Delibera n. 63/2023/R/idr del 21/02/2023 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2022- 2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera 10 del 25/10/2022, che prevedono per l'anno 2024 un theta di 1,342 ed un incremento tariffario del 7,7% rispetto al 2023. La tariffa media €/mc è pari ad € 3,57 circa al 30 giugno 2024. Il numero delle utenze servite è pari a circa 236 mila unità. Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 13,6 milioni di MC di acqua (-2% rispetto al giugno 2023 in cui sono stati distribuiti 13,9 MC di acqua). Non essendo, alla data di compilazione del presente consuntivo, ancora completate le operazioni di fatturazione, i metri cubi erogati di competenza ma non ancora fatturati sono stati stimati ed il rateo di competenza determinato sulla base dei valori storici e valutazioni prospettiche. I crediti verso i clienti al lordo del fondo svalutazione crediti, ammontano a 56,2 M€. Di questi circa 14,4 M€ sono relativi a conguagli tariffari. Per quanto concerne il conguaglio della componente RCEE dell'esercizio 2023 (circa 12 M€), lo stesso risulta essere coerente con le indicazioni tariffarie di riferimento, in quanto il prezzo pagato di 0,2287 per la fornitura 2023 è inferiore al pezzo medio di 0,2436 €/kWh indicato da ARERA per lo stesso esercizio (pubblicato con Comunicato del 12 marzo 2024).

Al 30/06/2024 il rapporto percentuale Incassi/Fatturato è circa del 96%, in parte influenzato dal fatturato agli utenti diretti/indiretti del bonus sociale idrico nazionale/regionale del 2021, 2022 e 2023. Il DSO (Days Sales Outstanding o giorni medi di incasso) è pari a 122.

I debiti verso i fornitori ammontano a circa 53,2 M€, rilevando un incremento rilevante di circa 14 M€ rispetto al 31/12/2023: tale aumento è principalmente riconducibile alle attività di investimento PNRR (SAL appaltatori), ma è dovuto in parte anche al mantenimento di un maggior termine rispetto a quelli contrattuali nei pagamenti verso i fornitori (tempi medi di circa 150 gg). Con riferimento alla fornitura di energia elettrica, si evidenzia che la Società ha esercitato la facoltà di richiedere al fornitore A2A S.p.A. la quotazione di un prezzo fisso (richiesta di fixing) per il 100% dei volumi in sostituzione totale del prezzo indicizzato a PUN per il periodo maggio-dicembre 2024. Allo stato attuale e sulla base delle previsioni di andamento del costo disponibili, la scelta risulta positiva in termini di efficientamento e copertura del rischio.

La produzione degli investimenti del 2023 ammonta a complessivi € 27,6 milioni al lordo dei contributi pubblici in conto impianto e contributi da privati, che ammontano a € 5,6 milioni, rilevando una lieve flessione del -8% rispetto alle attese di budget di periodo. Con riferimento alla situazione finanziaria, a seguito degli impatti derivanti dall'incremento dei costi dell'energia elettrica che hanno compromesso in parte i benefici ottenuti dalla sottoscrizione del finanziamento pool di medio lungo termine di € 62 milioni, stipulato nel 2021, nel corso del primo semestre 2024 la società ha finalizzato alcune operazioni con l'obiettivo di ridefinire la propria struttura finanziaria e renderla adeguata agli impegni di gestione del Piano Tariffario MTI-3 vigente ed il relativo Piano degli Interventi. Più precisamente, a seguito della definizione del PEF Societario 2024-2031 e l'approvazione della Banche Finanziatrici, la società nei primi mesi del 2024:

  • ha ampliato i suoi affidamenti di breve termine attraverso la sottoscrizione di un finanziamento chirografario di 4 M€ con Credem S.p.A. (ampliabile a 5 M€) della durata 9 mesi, e una nuova linea per anticipo su flussi ordinario breve termine di 3 M€ da BNL S.p.A., con scadenza 30/06/2025;
  • soprattutto, ha finalizzato il 28/06/2024 un percorso avviato nel 2023, con le Banche Finanziatrici (BNL, MPS, UNICREDIT) per l'acquisizione di un finanziamento di medio-lungo termine, attraverso il coinvolgimento di SACE S.p.A., gruppo assicurativo-finanziario italiano direttamente controllato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, attuatore del cd. Green New Deal italiano, al quale è stato richiesto il rilascio di una garanzia «green» a favore delle banche finanziatrici per la concessione di una nuova linea di credito a medio lungo termine di complessivi 15 M€, durata 8 anni (scadenza 2031), piano di rimborso a rate costanti trimestrali con prima rata al 30/06/2025 e tasso medio all-in del 2,26%, per la realizzazione di investimenti PNRR in linea con l'Obiettivo Ambientale n.3 «Protezione acque e risorse marine» del Green New Deal promosso dall'Unione Europea per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

SII

Umbria –S.I.I. S.c.p.a. (Ato2 – Umbria 2)

L'ex Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (A.T.O. Umbria n°2) oggi AURI Umbria Sub Ambito 4, ai sensi e per gli effetti della Legge Galli – n. 36/1994 – e della Legge Regione Umbria 05.12.1997 n°43, ha affidato alla S.I.I. S.c.p.a. dal 01 gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del servizio idrico integrato nei 32 comuni della Provincia di Terni. L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale ed agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 125 mila e la rete idrica si estende per 2.800 km.

ASM Terni

La Società ha la missione di gestire, nel territorio di competenza, il servizio di igiene ambientale in termini di raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento dei rifiuti, il servizio di produzione e distribuzione di energia elettrica e l'illuminazione pubblica , l'attività di gestione della rete di gas naturale e relativi investimenti in virtù del contratto di servizio con Umbria Distribuzione Gas, l'attività di distribuzione di acqua potabile, depurazione acque reflue e controllo qualità delle acque in qualità di Socio Operatore della Società concessionaria della gestione del Servizio Idrico Integrato. La Società opera perseguendo la continuità e la regolarità dei servizi erogati, il miglioramento e l'ammodernamento delle infrastrutture strategiche nei diversi ambiti e la vicinanza e proattività nei confronti delle esigenze degli utenti.

In data 6 dicembre 2022 si è perfezionato il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ACEA, ad esito della procedura ad evidenza pubblica avviata da ASM nel 2021.

L'operazione, da un punto di vista strategico, è finalizzata alla creazione di una multiutility integrata attiva in Umbria nei settori della distribuzione e vendita di elettricità e gas, della gestione dei rifiuti e del ciclo idrico integrato. In data 19 aprile 2023 si è perfezionato il secondo closing dell'operazione di aggregazione con Acea. Ad esito di tale operazione è stata conferito in ASM il 20% del capitale sociale di Orvieto Ambiente S.r.l., oltre ad apporto di liquidità per € 2.500 mila.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019, alla predisposizione tariffaria 2020 - 2023 nonché all'aggiornamento biennale 2022 - 2023.

Società Status approvazione
(fino al MTI2 "2016 – 2019")
Status aggiornamento biennale
(2018 – 2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale 2022-2023
ACEA
Ato2
In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato
la tariffa comprensiva del premio ex art.
32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr.
Intervenuta
approvazione da parte
dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr
con alcune variazioni rispetto alla
proposta dell'EGA; confermato premio
qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha approvato
l'aggiornamento tariffario in data 15
ottobre 2018. L'ARERA ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019. in
data 13 novembre 2018 con delibera
572/2018/R/Idr La Conferenza dei Sindaci
ha recepito le prescrizioni della delibera
ARERA in data 10 dicembre 2018.
In data 27 novembre 2020, l'EGA ha
approvato
la
tariffa
del
periodo
regolatorio 2020-2023 con delibera
n.6/2020
L'ARERA ha approvato le tariffe 2020-2023
il 12 maggio 2021 con deliberazione
197/2021/R/IDR.
A seguito di diffida del 18 ottobre 2022 da
parte di ARERA, la conferenza dei Sindaci
ha approvato le tariffe 2022 – 2023 il 30
novembre 2022.
L'approvazione da parte di ARERA è
intervenuta con delibera 11/23 del 17
gennaio 2023.
ACEA
Ato5
È stata presentata istanza tariffaria dal
Gestore in data 30 maggio 2016 con
istanza di riconoscimento degli Opexqc.
ARERA ha diffidato l'EGA in data 16
novembre 2016 e l'EGA ha approvato la
proposta tariffaria in data 13 dicembre
2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di
riconoscimento degli Opexqc. Si è in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA
La Conferenza dei Sindaci ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 in
data 1° agosto 2018. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da parte
dell'ARERA.
In data 14 dicembre 2020 il Gestore ha
presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5,
della
deliberazione
ARERA
580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre
2019.
In data 10 marzo 2021 la Conferenza dei
Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021
ha approvato la proposta tariffaria 2020-
2023.
Non
è
ancora
intervenuta
l'approvazione da parte dell'ARERA.
A seguito di diffida da parte di ARERA,
intervenuta il 29 novembre 2022, l'EGA ha
approvato la proposta tariffaria 2022-
2023 in data 11 gennaio 2023. Non è
ancora intervenuta l'approvazione da
parte dell'ARERA.
GORI In data 1° settembre 2016 il Commissario
Straordinario dell'EGA ha approvato la
tariffa con Opexqc a partire dal 2017. Si è
in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA. Con delibera 247 del 31
maggio 2022 ARERA ha ordinato ad EIC di
assumere e trasmettere - entro 90 giorni -
le specifiche determinazioni in merito alle
predisposizioni tariffarie per gli anni 2012
e
2013.
Il
provvedimento
contestualmente proroga al 30/09/2022 il
termine di conclusione del procedimento,
per la rinnovazione dell'istruttoria in
contraddittorio
sottesa
alle
determinazioni tariffarie di cui alla
deliberazione 104/2016 (2012 – 2013 e
2014 – 2015)
In data 17 luglio 2018 il Commissario
Straordinario dell'EGA ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Non è ancora intervenuta l'approvazione
da parte dell'ARERA.
In data 18 dicembre 2020 il Gestore ha
presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5,
della
deliberazione
ARERA
580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre
2019.
A seguito di diffida da parte di ARERA, l'EIC
con delibera del 12 agosto 2021, ha
approvato la proposta tariffaria 2020-
2023. ARERA non ha ancora proceduto
all'approvazione.
In data 10 agosto 2022 con delibera n.35
l'EIC ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022-2023 comprensivo delle
partite pregresse ante 2012. Si è in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Acque In data 5 ottobre 2017 l'AIT ha approvato
la tariffa con riconoscimento degli Opexqc.
Approvato dall'ARERA in data 9 ottobre
2018 (nel contesto dell'approvazione
dell'aggiornamento 2018-2019).
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio
Direttivo
dell'AIT
ha
approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e,
contestualmente, anche l'istanza di
estensione della durata dell'affidamento
di 5 anni, ovvero sino al 31 dicembre 2031.
L'ARERA con delibera 502 del 9 ottobre
2018 ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019.
In data 18 dicembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.7 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023
L'approvazione ARERA è intervenuta con
deliberazione 404/2021/R/idr del 28
settembre 2021.
L'AIT ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022 – 2023 il 25 novembre
2022. Si resta in attesa dell'approvazione
di ARERA.
Publiacq
ua
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato
la tariffa con riconoscimento del premio
ex art. 32.1 lettera
a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12 ottobre 2017,
con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha
approvato gli specifici schemi regolatori
per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 7 dicembre 2018 l'AIT ha
provveduto ad approvare le tariffe 2018-
2019
con
l'allungamento
della
concessione di 3 anni. L'ARERA ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023 l'aggiornamento biennale
2018-2019 con deliberazione 59/2021 del
16 febbraio 2021.
In data 26 giugno 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.3 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023
L'ARERA ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023 con deliberazione
59/2021 del 16 febbraio 2021.
Il Consiglio direttivo di AIT ha approvato il
22
febbraio
2023
l'aggiornamento
biennale 2022 – 2023. Si resta in attesa
dell'approvazione di ARERA.
Acqued
otto del
Fiora
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato
la tariffa con riconoscimento degli Opexqc.
In data 12 ottobre 2017,
con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha
approvato gli specifici schemi regolatori
per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019
nella seduta del 27 luglio 2018. Nelle more
dell'approvazione da parte di ARERA, il
Consiglio Direttivo dell'AIT ha anche
approvato l'istanza di allungamento della
concessione al 31 dicembre 2031,
presentata dalla Società ad aprile 2019 e
approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT il
1° luglio 2019. È stata quindi presentata la
proposta tariffaria aggiornata con la
previsione di allungamento al 2031 che
comunque ha confermato l'incremento
tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi
Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e
2019 già approvati da AIT con la delibera
di luglio 2018. L'ARERA ha provveduto ad
approvare l'aggiornamento biennale (con
una piccola rettifica sugli OpexQC
riconosciuti) e l'allungamento della
concessione con la Delibera 465 del 12
novembre 2019.
In data 26 novembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.6 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023
L'ARERA ha approvato con deliberazione
84/2021/R/IDR del 2 marzo 2021.
L'AIT ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022 – 2023 il 14 dicembre 2022
L'approvazione da parte di ARERA è
intervenuta con delibera 313/23 del 13
luglio 2023.
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT ha approvato la
tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In
data 26 ottobre 2017, con delibera
726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli
specifici schemi regolatori per il periodo
2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 12 luglio 2018 l'ARERA ha
approvato
l'aggiornamento
tariffario
2018-2019 proposto dall'AIT.
In data 28 settembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.4 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023, aggiornata con delibera n. 13
e 14 del 30 dicembre 2020.
ARERA ha approvato con deliberazione
265/2021/R/idr del 22 giugno 2021.
In data 30 maggio 2022 l'AIT con delibera
5 ha approvato la predisposizione
tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023.
L'approvazione da parte di ARERA è
intervenuta con delibera 238/23 del 30
maggio 2023.
Acea
Molise
A seguito della Delibera 664/2015/R/idr,
sia per il Comune di Campagnano di Roma
(RM) che per il Comune di Termoli (CB),
La Società ha provveduto ad inoltrare ai
soggetti competenti/EGA i dati ai fini
dell'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Il Comune di Termoli ha approvato la
predisposizione tariffaria 2020-2023 il 4
In data 18 dicembre 2023 il Comune di
Termoli ha approvato la predisposizione
tariffaria 2022 – 2023 con contestuale

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

Società Status approvazione
(fino al MTI2 "2016 – 2019")
Status aggiornamento biennale
(2018 – 2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale 2022-2023
comuni dove Crea Gestioni svolge il SII, né
l'Ente Concedente né l'Ente d'Ambito di
riferimento hanno presentato alcuna
proposta tariffaria per il periodo
regolatorio 2016-2019, La Società ha
provveduto ad inoltrare in autonomia le
proposte tariffarie. Si è oggi in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Per la gestione del SII nel Comune di
Campagnano di Roma (RM) vista l'inerzia
dei soggetti preposti, la Società ha
provveduto a presentare ad inizio gennaio
2019, istanza all'ARERA per adeguamento
tariffario 2018-2019 peraltro rivedendo
anche la proposta 2016-2019. L'ARERA
non si è ancora pronunciata né ha ancora
proceduto alla diffida all'EGA e/o ai
soggetti competenti.
Per la gestione del SII nel Comune di
Termoli (CB), la Giunta Comunale di
Termoli con delibera del 17.12.2019 ha
approvato
l'adeguamento
della
Convenzione
preesistente
alla
Convenzione tipo, ha prolungato la
scadenza della stessa al 31 dicembre
2021, ed ha confermato l'incremento
tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi
Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e
2019, peraltro rivedendo anche la
proposta 2016-2019. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da parte
dell'ARERA.
febbraio 2021. La stessa è stata trasmessa
dall'EGAM il 4 marzo 2021.
Per il Comune di Campagnano il Gestore
ha inviato la predisposizione tariffaria ad
ARERA il 30 marzo 2021 in accordo con le
disposizioni di cui all'art. 5.5 della Delibera
580/2019/R/idr. Si resta in attesa di
approvazione da parte di ARERA.
trasmissione all'EGAM. Si resta in attesa di
approvazione da parte di ARERA.
Gesesa In data 29 marzo 2017 l'AATO1 con
deliberazione n. 8 del Commissario
Straordinario
ha
approvato
la
predisposizione tariffaria per gli anni
2016-2019.
Si
è
oggi
in
attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito
la documentazione relativa alla revisione
tariffaria 2018-2019 e a fine febbraio 2020
si è conclusa l'istruttoria da parte degli
Uffici tecnici dell'EGA competente (EIC
Ente Idrico Campano). Il primo dicembre
2023, il Comitato di Distretto dell'EIC ha
approvato la proposta tariffaria relativa
agli anni 2018 - 2023. Si resta in attesa di
approvazione da parte di ARERA.
In data 29 dicembre 2020 il Gestore ha
presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5,
della
deliberazione
ARERA
580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre
2019.
L'EIC ha convocato il Consiglio di Distretto
per il 22 luglio 2021 (verbale di chiusura
delle attività di verifica verbale del
31/7/20) a seguito di diffida dell'ARERA
pervenuta in data 2 luglio 2021. Il primo
dicembre il Comitato di Distretto dell'EIC
ha approvato la proposta tariffaria relativa
agli anni 2018 - 2023. Si resta in attesa di
approvazione da parte di ARERA.
Il primo dicembre il Comitato di Distretto
dell'EIC ha approvato la proposta tariffaria
relativa agli anni 2018 - 2023. Si resta in
attesa di approvazione da parte di ARERA.
Nuove
Acque
In data 22 giugno 2018 il Consiglio
Direttivo dell'AIT ha approvato le tariffe.
In data 16 ottobre 2018 l'ARERA, con
Delibera
520,
ha
approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019
proposto dall'AIT. Con tale delibera ARERA
ha
provveduto
ad
esplicitare
la
quantificazione dei moltiplicatori relativi
alle annualità 20216 - 2017.
In data 27 novembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.5 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023
ARERA ha approvato con deliberazione
220/2021/R/IDR del 25 maggio 2021.
Il Consiglio Direttivo
dell'AIT con
deliberazione n. 12/2022 del 29 luglio
2022 ha approvato la predisposizione
tariffaria 2022 – 2023. ARERA ha
approvato con Deliberazione n. 535/2022
del 25 ottobre 2022.
Umbra
Acque
In data 30 giugno 2016 l'EGA ha approvato
la tariffa con riconoscimento degli Opexqc.
Intervenuta approvazione da parte
dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr
del 15 dicembre 2016.
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27
luglio 2018, ha approvato l'aggiornamento
tariffaria 2020-2023 il 30 ottobre 2020 con delibera n.10
tariffario
2018-2019.
L'ARERA
ha
provveduto ad approvare le tariffe 2018-
2019 con delibera n. 489 del 27 settembre
2018.
L'AURI ha approvato la predisposizione
L'ARERA ha approvato la stessa con
deliberazione 36/2021 del 2 febbraio
2021.
In data 25 ottobre 2022 l'AURI ha
approvato
l'aggiornamento
biennale
2022-2023. A seguito di tale approvazione
ARERA ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022 – 2023 con delibera 63 del
21 febbraio 2023.
SII
(Terni)
S.c.p.a.
In data 29 aprile 2016 con delibera n. 20
l'AURI ha approvato il moltiplicatore
tariffario per il quadriennio 2016-2019 e
con la determina n. 57 ha approvato il
conguaglio delle partite pregresse.
L'ARERA ha approvato la predisposizione
tariffaria 2016-2019 con deliberazione
290/2016 del 31 maggio 2016.
Con deliberazione del consiglio direttivo
dell'AURI n. 64 del 28-12-2018 è stato
approvato
l'aggiornamento
biennale
2018-2019.
L'ARERA ha approvato con propria
deliberazione del 20 settembre 2018
464/2018 l'aggiornamento biennale 2018-
2019.
L'AURI ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023 con deliberazione
dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del 30
ottobre 2020
L'ARERA ha approvato con deliberazione
553/2020 del 15 dicembre 2020.
In data 25 ottobre 2022 l'AURI ha
approvato
l'aggiornamento
biennale
2022-2023. A seguito di tale approvazione
ARERA ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022 – 2023 con delibera 78 del
28 febbraio 2023.

Aggiornamento tariffario del quarto periodo regolatorio (2024-2029)

Con riferimento, invece, all'aggiornamento tariffario del quarto periodo regolatorio 2024-2029, si rappresenta che ad oggi:

  • Publiacqua dispone dell'approvazione da parte dell'Autorità Idrica Toscana (AIT) della proposta tariffaria ma la stessa risulta ancora incompleta, pertanto non trasmessa all'Autorità;
  • ACEA Ato5 ha inviato all'Ente d'ambito ATO5 Lazio Meridionale-Frosinone (EGA), e per conoscenza all'Autorità, istanza di predisposizione tariffaria in applicazione del MTI-4 ai sensi dell'art. 5.3 della Delibera 639/2023;
  • le altre società del Gruppo, invece, hanno avviato le interlocuzioni con gli Enti preposti, le quali dovrebbero concludersi con le approvazioni tariffarie prima della pausa estiva o, al più tardi, entro fine settembre.

Informativa sulle parti correlate

GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE

Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.

Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.

I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Si precisa che ACEA e ACEA Ato2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 26 del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i principali costi e ricavi relativi al 30 giugno 2024 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.

€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023
RICAVI
Fornitura di acqua 24.454 25.364
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 17.431 24.868
Interessi su contratto illuminazione pubblica 4.689 3.601
Contratto di servizio manutenzione idrica 124 75
Contratto di servizio fontane monumentali 124 75
COSTI
Canone concessione 56 56
Canoni locazione 1.218 1.509

Si rimanda alla nota 26 per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.

€ migliaia 31/12/2023 Incassi / pagamenti Maturazioni 2024 30/06/2024
CREDITI 138.891 (4.773) 45.703 179.821
DEBITI (121.702) 63.003 (127.422) (186.121)

GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti commerciali Costi Crediti commerciali Ricavi
AMA S.P.A. 1.002 485 5.185 2.552
ASSICURAZIONI DI ROMA - MUTUA
ASSICURATRICE ROMANA
293 20 0 0
Totale 1.295 505 5.185 2.552

GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 30 giugno 2024.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Caltagirone 176 8.629 36 325

GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA

Si riepilogano di seguito i rapporti con le società del Gruppo Suez al 30 giugno 2024. Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Suez Environnement
Company SA 420 518 546 259

Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo

Nel corso del primo semestre 2024 è stata approvata l'operazione di maggiore rilevanza relativa all'offerta presentata da Acea Ambiente S.r.l., società a socio unico, in risposta al bando di gara pubblicato da Roma Capitale per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata.

Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

€ migliaia 30/06/2024 Di cui con
parti correlate
Incidenza 31/12/2023 Di cui con
parti correlate
Incidenza
Attività Finanziarie 19.446 1.168 6,0% 18.852 18.852 100,0%
Crediti Commerciali 1.102.338 66.647 6,0% 1.213.200 66.272 5,5%
Attività Finanziarie Correnti 571.199 136.331 23,9% 487.251 97.093 19,9%
Debiti fornitori 1.592.025 25.429 1,6% 1.750.473 8.661 0,5%
Debiti finanziari 1.119.526 159.926 14,3% 922.950 111.306 12,1%

Incidenza sul Conto economico

€ migliaia 30/06/2024 Di cui con
parti correlate
Incidenza 30/06/2023 Di cui con
parti correlate
Incidenza
Ricavi netti consolidati 1.991.226 61.725 3,1% 2.296.170 85.340 3,7%
Costi operativi consolidati 1.264.694 38.827 3,1% 1.638.790 30.455 1,9%
Totale (Oneri)/Proventi Finanziari (61.328) 1.863 (3,0%) (67.389) 2.428 (3,6%)

Incidenza sul Rendiconto finanziario

€ migliaia 30/06/2024 Di cui con
parti correlate
Incidenza 30/06/2023 Di cui con
parti correlate
Incidenza
Incremento/Decremento dei crediti
inclusi nell'attivo circolante
(103.053) (375) 0,4% (60.309) (11.785) 19,5%
Incremento /Decremento dei debiti
inclusi nel passivo circolante
6.541 16.767 n.s. (167.586) (17.403) 10,4%
Incassi/pagamenti derivanti da altri
investimenti finanziari
(84.543) (21.555) 25,5% (382.818) (18.368) 4,8%
Dividendi incassati 24 24 100,0% 344 344 100,0%
Diminuzione/Aumento di altri debiti
finanziari
(26.743) 48.620 (181,8%) 88.088 48.475 55,0%
Pagamento dividendi (142.790) (142.790) 100,0% (134.793) (134.793) 100,0%

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Verifiche e contenziosi fiscali

ACEA AMBIENTE S.r.l.

Contenziosi fiscali relativi all'incorporata SAO S.r.l.

Con atto di fusione per incorporazione del 14 dicembre 2016, Acea Ambiente S.r.l. ha incorporato S.A.O. Servizi Ambientali Orvieto S.r.l. (di seguito solo "SAO").

Ciò premesso, si riportano di seguito le informazioni relative ai contenziosi in essere relativi a SAO che, in ragione della suddetta fusione, sono stati trasferiti de iure in capo ad Acea Ambiente S.r.l.

Avvisi di accertamento per IRPEG, IRAP e IVA relative ai periodi d'imposta 2003 e 2004.

Il 16 ottobre 2008 l'Ufficio di Orvieto dell'Agenzia delle Entrate ha notificato a SAO due distinti avvisi di accertamento, con i quali ha formulato a suo carico rilievi per IRPEG, IRAP ed IVA relative al periodo di imposta 2003 e rilievi per IRAP e IVA relative al periodo d'imposta 2004. L'ultimo atto giurisdizionale relativo a tali avvisi di accertamento è la sentenza n. 80/2023, depositata il 21 febbraio 2023, con cui la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Umbria (già CTR dell'Umbria) ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'annullamento degli avvisi di accertamento impugnati. È pendente il termine a disposizione dell'Agenzia per la proposizione del ricorso per Cassazione.

Avviso di accertamento per IRES relativa al periodo d'imposta 2004, in qualità di consolidata del precedente consolidante ERG Renew S.p.A. (c.d. accertamento di "primo livello").

Il 22 dicembre 2008 l'Ufficio di Orvieto dell'Agenzia delle Entrate ha notificato a SAO, in qualità di consolidata, un avviso di accertamento (c.d. "di primo livello"), con il quale ha formulato a suo carico un unico rilievo ai fini del consolidato nazionale IRES per il periodo di imposta 2004, cui SAO aderisce in qualità di controllata da ERG RENEW S.p.A. L'ultimo atto giurisdizionale relativo a tale avviso di accertamento è la sentenza n. 81/2023, depositata il 21 febbraio 2023, con cui la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Umbria (già CTR dell'Umbria) ha respinto l'appello dell'Agenzia delle Entrate confermando l'annullamento dell'avviso di accertamento impugnato. È pendente il termine a disposizione dell'Agenzia per la proposizione del ricorso per Cassazione.

Avviso di accertamento per IRES relativa al periodo d'imposta 2004, in qualità di consolidata del precedente consolidante ERG Renew S.p.A. (c.d. accertamento di "secondo livello").

Il 10 dicembre 2009 l'Ufficio di Milano 1 dell'Agenzia delle Entrate ha notificato a ERG RENEW S.p.A., in qualità di consolidante, un avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione del consolidato nazionale per il periodo di imposta 2004. Tale avviso è stato altresì notificato a SAO S.p.A., nella qualità di consolidata, il 7 dicembre 2009. Tale avviso di accertamento è conseguente all'avviso di accertamento di primo livello di cui al punto che precede.

L'ultimo atto giurisdizionale relativo a tale avviso di accertamento è l'ordinanza n. 828/2024 del 22 marzo 2024, con cui la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Milano (già CTP di Milano) ha deciso per un rinvio della trattazione della causa, ritenendo necessario attendere il passaggio in giudicato della sentenza della CGT dell'Umbria (cfr. punto che precede) che ha annullato l'avviso di accertamento di primo livello.

Contenziosi fiscali relativi all'incorporata KYKLOS S.r.l.

Con atto di fusione per incorporazione del 29 dicembre 2016, Acea Ambiente S.r.l. ha incorporato Kyklos s.r.l. (di seguito solo "Kyklos"). Ciò premesso, si riportano di seguito le informazioni relative ai contenziosi in essere relativi a Kyklos che, in ragione della suddetta fusione, sono stati trasferiti de iure in capo ad Acea Ambiente S.r.l.

Avviso di accertamento per IVA relativa al periodo d'imposta 2013.

Il 12 maggio 2017 è stato notificato alla società Acea Risorse e Impianti per l'Ambiente S.r.l. (ora Acea Ambiente S.r.l.), in qualità di incorporante la società Kyklos S.r.l., un avviso di accertamento con il quale l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Latina – Ufficio Controlli ha accertato, in capo a Kyklos, una maggiore IVA per il periodo di imposta 2013. L'ultimo atto giurisdizionale relativo a tale avviso di accertamento è la sentenza n. 2485 del 2022 con cui la CTR del Lazio ha respinto l'atto di riassunzione proposto dalla Società. Avverso tale sentenza la Società ha proposto ricorso per Cassazione. Si è in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione della causa.

Avviso di accertamento per IVA relativa al periodo d'imposta 2014.

Il 12 maggio 2017 è stato notificato alla società Acea Risorse e Impianti per l'Ambiente S.r.l. (ora Acea Ambiente S.r.l.), in qualità di incorporante la società Kyklos S.r.l., un avviso di accertamento con il quale l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Latina – Ufficio Controlli ha accertato, in capo a Kyklos, una maggiore IVA, per il periodo di imposta 2014. L'ultimo atto giurisdizionale relativo a tale avviso di accertamento è la sentenza n. 1734/18/2021 del 29 marzo 2021 con cui la CTR del Lazio ha respinto l'appello proposto dalla Società. Avverso tale sentenza la Società ha proposto ricorso per Cassazione. Si è in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione della causa.

ARETI S.p.A.

Avviso di accertamento per IVA relativa ai periodi d'imposta 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014.

La DRE del Lazio dell'Agenzia delle Entrate ha notificato cinque distinti avvisi di accertamento per IVA relativa ai periodi d'imposta 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014, contestando l'asserita indebita detrazione dell'imposta in carenza del requisito della territorialità.

Per quanto concerne i periodi d'imposta 2009, 2011 e 2012, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio ha ritenuto valide le ragioni della Società e ha annullato gli avvisi di accertamento. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione. Allo stato attuale si è in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione della causa.

Per quanto concerne l'annualità 2013 la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con sentenza n. 4122/2022, depositata il 27 settembre 2022, ha accolto l'appello della Società.

L'Avvocatura Generale dello Stato, entro il termine fissato al 27 febbraio 2024, ha notificato il ricorso per Cassazione. La Società, entro i termini di legge, ha proposto controricorso.

Per quanto concerne l'avviso di accertamento relativo all'anno 2014, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio, con sentenza n. 3755/2024, depositata il 4 giugno 2024, ha riconosciuto le tesi della Società confermando la sentenza di primo grado. Ad oggi, pendono i termini per il ricorso per Cassazione da parte dell'Ufficio.

Avvisi di accertamento per IRAP relativa ai periodi d'imposta 2011, 2012, 2013 e 2014.

La DRE del Lazio dell'Agenzia delle Entrate ha notificato distinti avvisi di accertamento per gli anni dal 2011 al 2014, riguardanti il trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie concesse ai dipendenti ed ex dipendenti.

Per quanto concerne il periodo d'imposta 2011, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, confermando la sentenza di primo grado, ha annullato l'avviso. Con ordinanza depositata il 31 maggio 2022 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Avvocatura che quindi può considerarsi estinto. L'Ufficio ha riproposto l'istanza di correzione della decisione in appello, sulla base della sentenza della Cassazione, e i giudici di secondo grado hanno corretto la sentenza. La Società, entro i termini di legge, ha proposto ricorso per Cassazione e, ad oggi, non è stata ancora fissata l'udienza per la trattazione della causa.

Per quanto concerne il periodo d'imposta 2012, con sentenza n. 3612/2022, depositata in data 12 agosto 2022, la Commissione Tributaria Regionale del Lazio ha accolto l'appello dell'Ufficio. La Società ha proposto ricorso in Cassazione nel mese di gennaio 2024. Alla data odierna non è stata ancora fissata l'udienza per la trattazione della causa.

Per quanto riguarda il periodo d'imposta 2013, con sentenza n. 5567/2022, la Commissione Tributaria Reginale del Lazio ha rigettato l'appello della Società. La Società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ex. art. 1, commi da 186 a 202, della Legge n. 197/2022. Alla data odierna tale contenzioso risulta definitivamente chiuso.

Per quanto riguarda il periodo d'imposta 2014, con la sentenza n. 12424/16/2021, la Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha rigettato il ricorso proposto dalla Società. La Società ha presentato istanza di definizione agevolata della controversia ex. art. 1, commi da 186 a 202, della Legge n. 197/2022. Alla data odierna tale contenzioso risulta definitivamente chiuso.

ACEA Ato5 S.p.A.

Avvisi di accertamento relativi ai periodi d'imposta 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017 per IRES e IRAP a carico di ACEA Ato5 S.p.A., in qualità di consolidata, e per IRES a carico di Acea S.p.A. in qualità di consolidante.

Il competente Ufficio locale di Frosinone dell'Agenzia delle Entrate, a seguito di una verifica fiscale generale condotta dalla Guardia di Finanzia, ha notificato distinti avvisi di accertamento per IRES e IRAP relative ai periodi d'imposta 2013, 2014, 2015, 2016 e 2017, contestando la deducibilità e l'imponibilità di diverse componenti di reddito d'impresa. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701mila, mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".

Gli avvisi di accertamento IRES sono stati notificati anche alla Capogruppo Acea S.p.A. in qualità di consolidante del consolidato fiscale sottoscritto con ACEA Ato5 S.p.A.

Per quanto concerne i periodi d'imposta 2013 e 2014, riuniti in appello a seguito della pronuncia favorevole, in primo grado, da parte della Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone, la Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio ha emesso le sentenze 1818-1819-1820/2024, depositate il 18 marzo 2024, favorevoli alla Società. Pendono i termini per il ricorso per Cassazione da parte dell'Ufficio.

Con riferimento al periodo d'imposta 2015, la Corte di Giustizia Tributaria di I grado di Frosinone, con sentenza n. 414/2023, depositata il 20 novembre 2023, riuniti i giudizi IRES e IRAP, ha parzialmente aderito alle posizioni della Società, annullando parzialmente l'avviso di accertamento. La Società ha proposto appello, nei termini di legge, nel corso del mese di maggio 2024.

Con riferimento al periodo d'imposta 2016, la Corte di Giustizia Tributaria di I grado di Frosinone, riuniti i giudizi IRES e IRAP, con la sentenza n. 413/2023, depositata il 20 novembre 2023, ha annullato entrambi i rilievi oggetto di accertamento, accogliendo integralmente il ricorso della Società. L'Agenzia delle Entrate ha notificato l'atto di appello e la Società si costituirà in giudizio nei termini di legge.

Con riferimento al periodo d'imposta 2017, il 17 novembre 2023 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate gli avvisi di accertamento per IRES e IRAP. La Società, dopo aver proposto istanza di accertamento con adesione, ha depositato il ricorso presso la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Frosinone nel corso del mese di maggio 2024.

Altre problematiche

ACEA Ato5 S.p.A.

ACEA Ato5 - Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale ad AATO5 canoni concessori

In data 14 marzo 2012, ACEA Ato5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito di € 10.700.000 riconosciuto alla Società dall'AATO per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003 – 2005.

Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 aprile 2012.

L'AATO, con atto del 22 maggio 2012, ha notificato opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori, per € 28.699.699,48.

ACEA Ato5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari complessivamente a € 21.481.000,00.

Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2024

A seguito dell'udienza del 17 luglio 2012, il Giudice - con Ordinanza depositata il 24 luglio - ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione e respingendo la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'AATO.

Con sentenza n. 304/2017, il Tribunale di Frosinone ha:

  • rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della Deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva Deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
  • annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
  • rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di ACEA Ato5 e che erano volte ad ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
  • rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000.

Seguivano ulteriori pagamenti da parte del Gestore, ma in ragione delle discrepanze in merito al dare avere tra le parti, il giudice nell'aprile 2021 ha disposto una CTU e all'esito, all'udienza del 15 dicembre 2021 il Gestore ha formalizzato una proposta transattiva, poi rifiutata dall'AATO5.

Da ultimo, con sentenza del 31 maggio 2023 il Giudice ha ritenuto estinto il debito in base ai pagamenti eseguiti da Acea in corso di causa, riconoscendo altresì un pagamento, in eccesso, da parte di ACEA Ato5, pari alla differenza tra la somma dovuta (pari ad € 26.313.251,50) e quella effettivamente corrisposta da ACEA Ato5 (pari ad € 28.690.662,85), pari a circa € 2.377.000.

La società all'esito del giudizio ha adeguato il fondo rischi rilasciando lo stanziamento in precedenza accantonato. Per quanto attiene agli interessi riconosciuti dalla sentenza si evidenzia che l'applicazione di interessi moratori ex D.Lgs. n. 231/2002 ai crediti vantati dall'EGATO5 in relazione ai canoni concessori è errata, nell'an, prim'ancora che nel quantum, pertanto la società, in linea con le previsioni della Convenzione di Gestione ed in particolare all'art. 30 del Disciplinare Tecnico ha accantonato la somma derivante dall'applicazione del tasso a cui viene remunerata la liquidità all'EGATO; pertanto, Euribor 3 mesi dell'anno di riferimento maggiorata di 70 bps che alla data del 31.12.2023 ammontano ad € 553.654,37.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha revocato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale. La Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art.281 sexies c.p.c. La causa è stata ulteriormente rinviata su richiesta delle parti, da ultimo, all'11 dicembre 2024.

La Società non ha ritenuto di cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:

  • il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da ACEA Ato5 S.p.A. presso la Corte di Appello di Roma, è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
  • le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex sé l'insussistenza del credito.

La fondatezza dell'appello e la decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.

Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 27 novembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, tra l'altro:

  • accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la Delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
  • ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.

Procedimento penale n. 2031/2016

Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali in data 4 gennaio 2019 è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta ad indagini ed informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva, ha emesso ordinanza dove è stata disposta, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus", l'ammissione di tutti i soggetti pretesamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione nei confronti degli imputati.

Infine, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione, quali responsabili civili, di ACEA Ato5 e dell'Ato5 Lazio Meridionale Frosinone. Disposto il rinvio al 18 febbraio 2022. Nel corso dell'udienza si è costituita ACEA Ato5 come responsabile civile e il giudice ha disposto il rinvio al 14 marzo 2022 per consentire al pubblico ministero ed alle parti civili di controdedurre sulla questione di competenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.

All'udienza del 14 marzo 2022 il GUP ha rigettato la questione di competenza territoriale e rinviato all'udienza del 28 marzo 2022 per la prosecuzione delle attività.

All'esito dell'udienza tenutasi in data 10 febbraio 2023, il Giudice per l'Udienza Preliminare ha dichiarato l'incompetenza territoriale del Tribunale di Frosinone, in favore del Tribunale di Roma, per l'accertamento dei seguenti reati:

  1. Falso in bilancio;

  2. 2. Ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità pubblica di vigilanza;

    1. Reati tributari in materia di imposta sui redditi.

Per l'effetto della declaratoria di incompetenza il Giudice, ha disposto la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Roma, affinché possa procedere con le determinazioni proprie della fase.

Pe tutti gli altri reati il Giudice dell'udienza preliminare ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste.

ACEA Ato5 – Ricorso TAR Lazio su risoluzione contrattuale

In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, sono stati promossi da diversi Comuni dell'ATO5 e dell'AATO5 due diversi giudizi avverso la sentenza n. 638/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016 della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento.

È doveroso segnalare che i suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. La Società ha depositato gli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, ad esito dei quali sono state emesse le sentenze del 11/10/2023 relativamente al giudizio contraddistinto al n. R.G. 5833/2018 - e del 29/12/2023 - relativamente al giudizio contraddistinto al n. R.G. 05675/2018 - con le quali sono stati rigettati in via definitiva i ricorsi presentati dai Comuni dell'AATO5 e dall'Ente d'Ambito.

ACEA Ato5 - Comune di Atina - delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019

A seguito del trasferimento della gestione del SII del Comune di Atina ad ACEA Ato5, avvenuto a far data dal 19 aprile 2018, il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n.5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica" (delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019).

Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene ACEA Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi del Gestore, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento e si è in attesa di fissazione dell'udienza.

In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.

ACEA Ato5 – Comune di Anagni – Ricorso al TAR Lazio – Sezione Latina – annullamento ordinanza di demolizione ID, Comune di Anagni, loc. San Bartolomeo.

In data 4 novembre 2021, con Ordinanza Dirigenziale n. 236/2021 il Comune di Anagni ha ordinato la demolizione e rimozione dell'Impianto di Depurazione ubicato in località San Bartolomeo (Anagni) e la conseguente rimessa in ripristino dello stato dei luoghi come preesistenti prima dei lavori realizzati. L'Ente comunale assume che la prefata infrastruttura sia stata realizzata in violazione dell'art. 10 del D.P.R 380/2001, posto che i lavori sarebbero stati eseguiti in assenza del permesso a costruire, nonché in violazione dell'art. 24 del D.P.R. 327/2021, attesa la mancata definizione del decreto di esproprio con le dovute procedure di notifica. Inoltre, secondo l'Ente l'impianto insisterebbe su area interessata da vincolo per i siti di interesse nazionale (Bacino idrografico Fiume Sacco). A fronte di tale provvedimento la Società ha presentato istanza di accesso agli atti, rigettata dal Comune.

Contestualmente la Società ha proposto ricorso al Tar Lazio -Sezione distaccata di Latina- al fine di ottenere, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato e, nel merito, l'accoglimento dell'istanza di accesso agli atti e l'annullamento dell'ordinanza dirigenziale. Con ordinanza del 14 gennaio 2022 il Tar del Lazio ha accolto l'istanza cautelare e fissato l'udienza di merito

a gennaio 2023. All'udienza tenutasi in data 11 gennaio 2023 il TAR, su richiesta delle Parti, ha ulteriormente da ultimo rinviato al 7 giugno 2023.

In data 24/07/2023 il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina, con sentenza n. 604/2023, sul presupposto che è stata presentata in data 16/04/2023 istanza di accertamento di conformità ex art. 36 d.p.r. 6/06/2001 n. 380, ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

ACEA Ato5 - Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi

Con decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di ACEA Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.

Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare l'ACEA Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.

L' Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di ACEA Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.

Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.

A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone nr. 4164/2013.

All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della Ctu e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.

Il contenzioso è stato definito in via transattiva con accordo conciliativo del 30 dicembre 2021; il giudizio resterà sospeso al fine di verificare l'adempimento degli impegni assunti. La causa è stata, dunque, da ultimo rinviata al 19 dicembre 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo.

Le attività sono state eseguite nel rispetto del cronoprogramma previsto dall'accordo transattivo, pertanto, all'udienza del 19/12/2023 il Giudice, ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in assenza della comparizione delle parti, ha disposto il rinvio della causa al 27/03/2024 e stante la mancata comparizione delle parti la causa è stata cancellata dal Ruolo ed il relativo procedimento, ex lege, è stato dichiarato estinto.

ACEA Ato5 - Class Actions ex art. 140 bis d.lgs 206/2005

In data 17 maggio 2019 è stata notificata citazione introduttiva di azione di classe ai sensi dell'art. 140 bis del D.Lgs. 206 del 2005 dinanzi al Tribunale di Roma.

Il giudizio che origina dal Comitato No Acea di Cassino è stato promosso contro la Società nell'interesse di 729 utenti, al fine di:

  • accertare l'inesistenza/nullità di contratti in essere tra gli utenti e il Gestore;
  • accertare l'illegittima applicazione del metodo pro - die;
  • dichiarare non dovute le somme richieste a titolo di partite pregresse;
  • far condannare la Società alla restituzione delle somme eventualmente percepite.

In data 5 novembre 2021 il Tribunale Civile di Roma ha dichiarato inammissibile la class action proposta dal Comitato NO ACEA. Il Comitato ha conseguentemente proposto reclamo e, con ordinanza del 17 febbraio 2023, la Corte d'Appello di Roma in riforma della precedente Ordinanza di primo grado pur specificando di non avere effettuato alcuna valutazione sul merito delle contestazioni, ha dichiarato l'ammissibilità dell'azione di classe proposta dal Comitato No Acea di Cassino e rimesso la causa dinanzi al Tribunale di Roma. In data 12 giugno 2023, il giudizio è stato assegnato alla seconda sezione civile del Tribunale di Roma, che in data 20/12/20203 ha emesso la sentenza con la quale ha definito il giudizio in oggetto e rigettato totalmente le domande proposte dalle parti attrici. Essendo trascorsi i termini per la proposizione dell'appello, la sentenza del Tribunale di Roma del 20/12/2023 è passata in giudicato.

ACEA Ato5 – Cartella di Pagamento dell'Agenzia delle Entrate per i Canoni Consorzi di Bonifica per le annualità 2003, 2004, 2005 e 2006.

In data 31 maggio 2024 è stata notificata da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione – la cartella n. 04720240012370418000, relativa all'intimazione di pagamento delle "Entrate collettive anno 2018" e finalizzata al recupero forzato richiesto dalla Regione Lazio delle somme asseritamente dovute a titolo di anticipazione del canone destinato ai consorzi di bonifica Conca di Sora, Sud di Anagni e Valle del Liri per le annualità 2003, 2004, 2005 e 2006 per complessivi € 1.076.686,45. Acea Ato5 ha proposto atto di opposizione innanzi al Tribunale di Frosinone, in quanto ritiene che i canoni siano stati regolarmente versati all'Ente d'Ambito Territoriale di riferimento, come previsto dalla vigente Convenzione di Gestione. La società ha eccepito inoltre l'intervenuta prescrizione. La prima udienza è fissata al 17 dicembre 2024.

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con detto atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente, è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.

Giudizio di Impugnativa

In data 26 aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e con sentenza del 23 giugno 2022 la Corte d'appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza del giudice di prime cure e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite.

Con ricorso per Cassazione notificato in data 21 settembre 2022, Milano '90 ha impugnato la sentenza resa dalla Corte di Appello di Roma. Acea S.p.A. ha notificato controricorso nei termini e si è in attesa della fissazione di udienza.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. In esito alla fase cautelare del giudizio di opposizione promosso dal terzo pignorato, in data 25 marzo 2022 è avvenuta la corresponsione delle somme assegnate ad Acea. Pende ricorso per Cassazione del Terzo Pignorato e si è in attesa della fissazione di udienza.

Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS

La controversia ex COS é relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed Acea ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea.

Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto - rese in data 2 e 10 luglio 2019 - della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004.

I ricorrenti - che hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione - hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.

Giudizi di Quantificazione

Sulla base delle citate sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna della società al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti. Di seguito, specificatamente.

Differenze retributive in ordine al periodo 2008/2014. Nel 2015 sono stati introdotti dai suddetti lavoratori sei distinti giudizi di quantificazione in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 ed il 2014. Il giudice, riuniti i ricorsi, li ha rigettati con sentenza del 3 giugno 2015 avverso la quale è stato proposto appello dalle controparti.

Nel mese di dicembre 2020 si è addivenuti alla conciliazione della lite con uno dei sei lavoratori, mentre il ricorso in appello, proseguito per gli altri 5 ricorrenti, si è concluso con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022, in esito alla quale ACEA ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.

Avverso detta sentenza ACEA ha proposto ricorso per Cassazione, attualmente in attesa di fissazione di udienza.

Differenze retributive in ordine al periodo 2014/2019. Negli anni 2020 e 2022 sono stati notificati ad istanza di quattro lavoratori altrettanti giudizi monitori volti ad ottenere anche le retribuzioni non percepite in ordine al segmento temporale 2014-2019.

Per quanto attiene ai decreti ingiuntivi notificati nel 2020, all'esito dei giudizi di opposizione, le istanze dei lavoratori sono state accolte. Nell'aprile del 2022 Acea ha pertanto corrisposto, con riserva di ripetizione, le differenze retributive e gli accessori riconosciuti ed ha altresì promosso appello. I giudizi sono attualmente pendenti.

Per quanto attiene ai ricorsi notificati nel 2022, entrambi i giudizi sono stati opposti e con sentenza del 4 aprile 2023 Acea è stata condannata al pagamento delle differenze retributive, che sono state corrisposte con riserva di ripetizione.

Le sentenze sono state impugnate dinanzi alla Corte d'Appello di Roma: uno dei due giudizi è ancora pendente, mentre l'altro si è concluso sfavorevolmente per Acea, nel mese di giugno 2024.

Da ultimo, si segnala l'introduzione, nel mese di luglio 2022, di un ricorso ex art. 414 c.p.c. da parte di un quinto lavoratore, concluso si in primo grado nel mese di giugno 2024, con il rigetto dell'appello.

Acea S.p.A. – Comune di Botricello

Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del servizio idrico integrato ad un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005 il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti - tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) - per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione. Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito,

con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 giugno 2020, gli appelli venivano rigettati.

Acea ha promosso Ricorso per Cassazione e l'udienza si è tenuta il 21 dicembre 2023. Con ordinanza sfavorevole n. 7980 del 25 marzo 2024 la suprema Corte ha rigettato il ricorso.

Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma, instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 gennaio 2018.

L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata più volte rinviata ed è attualmente fissata al 19 settembre 2024.

Areti S.p.A. – Roma Capitale

Con Determinazione dirigenziale del 2 maggio 2005 il Comune di Roma, Municipio XII, applicava ad Acea Distribuzione, oggi areti, penali per la violazione dell'art. 26, comma 5 del Regolamento Cavi (mancata riconsegna delle aree oggetto di intervento di lavorazione entro i termini prestabiliti, riconducibili a lavorazioni svolte da Acea Distribuzione presso il XII municipio tra il 2003 e il 2004) e, per l'effetto, chiedeva alla società il pagamento della complessiva somma di € 9.990.000,00.

Detto provvedimento veniva impugnato avanti al TAR del Lazio, che annullava il medesimo con sentenza n. 2238/2012. Avverso tale pronuncia Roma Capitale proponeva appello al Consiglio di Stato, che con sentenza del 24 luglio 2020 accoglieva l'appello di Roma Capitale sulla base dell'assorbente questione di giurisdizione, ritenuta sussistente in capo al Giudice Ordinario anziché al Giudice Amministrativo.

Areti ricorreva dunque alla Suprema Corte di Cassazione, chiedendo l'annullamento della decisione d'appello e la conferma della giurisdizione del Giudice Amministrativo. Tuttavia, con ordinanza pubblicata il 7 novembre 2023 la Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando la giurisdizione del Giudice Ordinario.

Definita la questione relativa alla giurisdizione, in data 6 febbraio 2024 areti ha pertanto riassunto il giudizio avanti al Giudice Ordinario. L'udienza di comparizione è fissata per il 17 settembre 2024.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio Acea ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine - nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma.

L'udienza di precisazione delle conclusioni era fissata al 22 marzo 2021 e, in detta occasione, il giudice, tenuto conto delle richieste delle parti, ha concesso ulteriori rinvii per i medesimi incombenti. Alla successiva udienza del 26 aprile 2022 il Giudice si è riservato sulle richieste delle parti e con provvedimento del 19 dicembre 2023, a scioglimento della riserva assunta, ha disposto la rimessione della causa in istruttoria e la nomina di un consulente tecnico di ufficio. L'udienza per il giuramento del CTU si è tenuta il 12 Febbraio 2024 e in detta occasione è stata individuata la data del 6 marzo per l'inizio delle operazioni peritali. In data 14 Marzo si è tenuta la prima udienza di escussione delle prove orali e ulteriore udienza di assunzione mezzi di prova è prevista per il 14 novembre 2024.

ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. – Impugnativa delle deliberazioni Regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico

Con ricorso presentato avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ACEA Ato2 ha impugnato le delibere regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico (Deliberazione GRL n. 56 del 6 febbraio 2018, deliberazione della GRL n. 129 del 20 febbraio 2018; deliberazione della GRL n. 152 del 2 marzo 2018). Analoga impugnativa è stata proposta anche dall'Ente D'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale. Con deliberazione n. 218 dell'8 maggio 2018 la Regione Lazio ha sospeso l'efficacia delle delibere impugnate, demandando al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I. nei successivi sei mesi. Pertanto, all'udienza dell'11 luglio 2018, la causa è stata rinviata al 6 febbraio 2019, in attesa delle nuove valutazioni della Regione sulla questione, preannunciate nel provvedimento che ha sospeso gli atti impugnati. In seguito, la Regione ha emesso la deliberazione n. 682 del 20 novembre 2018, con la quale ha

disposto la proroga del termine per la definizione del nuovo modello del S.I.I., confermando la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate. Si sono susseguiti numerosi rinvii d'ufficio e, da ultimo, l'udienza è prevista per il giorno 2 ottobre 2024. Analogo ricorso è stato promosso dalla società ACEA Ato5 ed anche in questo caso l'udienza è stata più volte rinviata in ragione della perdurante pendenza dell'efficacia della sospensione del provvedimento impugnato e, in ogni caso, dell'istruttoria in corso da parte della Regione.

ACEA Ato2 S.p.A. – Parco dell'Aniene Scarl

Giudizio Civile

Nel mese di giugno 2019, la società Parco dell'Aniene Scarl ha citato in giudizio ACEA Ato2 e Roma Capitale per l'accertamento di asserite responsabilità delle convenute, in solido o per quanto di spettanza, per presunti fatti illeciti derivanti dal mancato realizzo e/o dalla mancata riparazione del sistema fognario preesistente alle realizzazioni edilizie effettuate dall'attrice nella zona Tor Cervara – Via Melibeo. Il consorzio avanza una, a dir poco esorbitante, richiesta risarcitoria, che ammonta, complessivamente, ad oltre € 105 milioni. Il Giudice designato, ritenuto in prima delibazione che l'eccezione di carenza di giurisdizione proposta da Acea fosse idonea a definire il giudizio, ha fissato l'udienza per la precisazione delle conclusioni.

Contestualmente, Parco dell'Aniene ha introdotto ricorso per regolamento di giurisdizione avanti alle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione e con ordinanza del 29 luglio 2021 è stata dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.

Preso atto del provvedimento della Suprema Corte, con ordinanza decisoria del 15 novembre 2022, il Giudice ha dichiarato la sopravvenuta improcedibilità del giudizio civile.

Giudizio Amministrativo

Con ricorso notificato il 23 novembre 2021, Parco dell'Aniene Scarl ha riassunto il giudizio innanzi al Tar del Lazio.

ACEA Ato2 si è costituita ritualmente, chiedendo l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle compagnie assicurative già chiamate in causa nell'ambito del giudizio civile. Si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

ACEA Ato2 S.p.A. - Impugnative concessione di derivazione idropotabile dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale

Avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) sono stati introdotti tre giudizi per l'annullamento della Determinazione della Regione Lazio del 10 giugno 2019 (DGR n. G.07823) - con la quale è stata rilasciata la Concessione di derivazione d'acqua pubblica ad uso potabile dalle sorgenti del Peschiera nei Comuni di Cittaducale e Castel S. Angelo e dalle sorgenti Le Capore nei comuni di Frasso Sabino e Casaprota, per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale - che vedono ACEA Ato2 e Roma Capitale quali soggetti controinteressati.

Ricorsi promossi dall'Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota

Con riferimento ad entrambi i ricorsi - notificati, rispettivamente, in data 16 e 19 settembre 2019 - con sentenze del 13 marzo 2021 il TSAP ha rigettato integralmente il ricorso promosso dal Comune di Casaprota e dichiarato inammissibile quello dell'Associazione Postribù, per difetto di legittimazione attiva. I giudizi sono allo stato definiti.

Ricorso promosso dal Comune di Rieti

Il ricorso, notificato in data 16 settembre 2019 è stato integralmente rigettato con sentenza dell'11 agosto 2021.

Avverso detta decisione il Comune ha promosso ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, conclusosi con ordinanza di rigetto del 5 aprile 2023, e ricorso per Rettificazione avanti al TSAP, con udienza da ultimo rinviata al 20 settembre 2023. All'esito, con sentenza pubblicata il 27 giugno u.s., il TSAP ha respinto il ricorso, condannando alle spese il Comune.

ACEA Ato2 S.p.A. - Enel Green Power Italia S.r.l.

Con ricorso notificato in data 27 luglio 2020, Enel Green Power Italia S.r.l. (EGP) ha convenuto ACEA Ato2 dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza dell'accordo vigente tre le parti a far data dall'anno 1985 - per l'energia elettrica non potuta produrre con gli impianti di Farfa 1° salto, Farfa 2° salto, Nazzano e Castel Giubileo, sottesi alla derivazione delle acque delle sorgenti "Le Capore"- un maggiore importo rispetto a quello già corrisposto da Acea.

In dettaglio, parte attrice sostiene che nel periodo temporale 2009 - 2019 ACEA, nell'applicazione delle modalità di calcolo dell'indennizzo come indicate nell'accordo del 1985, abbia erroneamente calcolato gli importi dovuti e che, in conseguenza di tale errato calcolo, sarebbe tenuta a corrispondere alla EGP il complessivo importo di € 11.614.564,85, oltre ulteriori importi pretesamente dovuti per i conguagli successivi al 31 dicembre 2019 ed interessi moratori.

ACEA Ato2 si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta e indicando una diversa modalità di quantificazione dell'indennizzo più aderente alle pattuizioni intercorse tra le parti nel corso del rapporto contrattuale.

Per effetto dell'applicazione di tale modalità di calcolo, ACEA Ato2, tenendo conto degli indennizzi già corrisposti, ha spiegato domanda riconvenzionale per la restituzione dell'importo di € 3.246.201,46, oltre interessi, in quanto non dovuto da ACEA Ato2.

Con sentenza del 14 novembre 2022, il TRAP, in accoglimento dell'eccezione formulata da ACEA Ato2, ha dichiarato l'incompetenza per materia dello stesso TRAP in favore del Tribunale Civile di Roma, fissando termine di 90 giorni per l'eventuale riassunzione.

Con atto di citazione notificato il 25 gennaio 2023, EGP ha riassunto il giudizio avanti al Tribunale di Roma. La prima udienza si è tenuta il 1° febbraio 2024 e il Giudice ha concesso termini per memorie, rinviando all'udienza del 9 gennaio 2025.

ACEA Ato2 S.p.A. e Acea Produzione S.p.A. - Erg Hydro S.r.l.

Con separati ricorsi, notificati in data 10 marzo 2021, Erg Hydro S.r.l. ha convenuto ACEA Ato2 ed Acea Produzione dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza degli accordi vigenti tra le parti a far data dall'anno 1985 - per

l'energia elettrica non potuta produrre con i propri impianti, sottesi alla derivazione delle sorgenti del Peschiera e interessati dal rigurgito di Nera Montoro.

La domanda avanzata riguarda la corresponsione di interessi moratori per ritardato pagamento di fatture risalenti, nonché il diverso ammontare dei conguagli calcolati diversamente sulla base del richiamato accordo dell'anno 1985.

Nello specifico, la richiesta complessiva nei confronti di ACEA Ato2 è pari a circa € 4.500.000,00, mentre nei confronti di Acea Produzione la domanda avanzata è pari a circa € 140.000,00.

Le convenute si sono costituite in giudizio deducendo l'intervenuta prescrizione degli importi richiesti, nonché l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta.

Nel novembre 2021 è stata disposta consulenza tecnica d'ufficio avente ad oggetto la quantificazione dell'indennizzo dovuto da ACEA Ato2 per la sottensione del Peschiera.

La relazione peritale del luglio 2022 ha confermato la correttezza del calcolo della sottensione come elaborato da ACEA Ato2 e l'udienza per l'esame dell'elaborato peritale è stata da ultimo rinviata al 21 marzo 2023. In detta occasione, è stata fissata udienza collegiale al 21 novembre 2023, successivamente rinviata al 19 novembre 2024.

ACEA Ato2 SpA vs Regione Lazio e Agenzia delle Entrate

Con determinazione del 20 dicembre 2023, la Regione Lazio ha formalizzato ad ACEA Ato2 S.p.A. l'accertamento a suo carico della somma di € 10.503.800,57 e contestuale richiesta di iscrizione a ruolo, per il tramite dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, per il recupero coattivo della somma dovuta, assumendo che ACEA Ato2 S.p.A. sarebbe inadempiente alla restituzione in favore della Regione dei ratei del canone del servizio idrico integrato spettante al Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano (di seguito "CBTAR"), al Consorzio Pratica di Mare ed al Consorzio a Sud di Anagni per gli anni 2003, 2004, 2005 e 2006. In data 30 maggio 2024 è stata altresì notificata la cartella esattoriale.

Acea Ato2 ha promosso ricorso in opposizione ex art. 32 d.l. 150/2011 avverso la determinazione regionale, nonché opposizione ex artt.615 e 617 ss. c.p.c. alla cartella esattoriale.

Con riferimento al primo giudizio incardinato, con ordinanza del 4 luglio 2024, il Giudice ha sospeso l'efficacia esecutiva della determinazione regionale e fissato l'udienza per la discussione del merito al 29 ottobre 2024.

Areti S.p.A. - GALA S.p.A.

Nel novembre 2015, areti ha stipulato con Gala S.p.A., che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica.

A partire dal mese di marzo 2017, Gala S.p.A. ha sospeso integralmente i pagamenti dei corrispettivi fatturati e dovuti ad areti. A tutela delle proprie ragioni creditorie, in data 7 aprile 2017, areti ha avviato l'escussione di parte delle garanzie rilasciate da Gala S.p.A. e poi, contestato l'inadempimento alle obbligazioni nascenti dal contratto, sia di Gala S.p.A. sia dei garanti, si è avvalsa delle clausole di risoluzione ivi contemplate. Scaturivano una serie di contenziosi. Si evidenzia che in data 3 febbraio 2023, Gala S.p.A. ha depositato istanza di avvio di una procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi e che a seguito delle negoziazioni intervenute nell'ambito della suddetta procedura fra Gala, areti ed e-Distribuzione S.p.A., è stato raggiunto un accordo finalizzato alla definizione delle partite debitorie a fronte dell'intervenuta cristallizzazione dello stato di crisi di Gala, stipulato in ragione e sulla base del Piano di risanamento firmato dall'Esperto (professionista indipendente, nominato dalla Commissione costituita presso la Camera di Commercio di Roma) ai sensi del D. Lgs. 14/2019. L'Accordo è stato formalizzato il 2 febbraio 2024 ed ha comportato anche la rinuncia ai contenziosi di seguito indicati.

Il giudizio intentato dal garante Euroins Insurance p.l.c.

Nel mese di luglio 2017, Euroins Insurance p.l.c., garante di GALA, ha introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa. Con sentenza del 10 maggio 2021 è stata respinta l'azione di accertamento dell'invalidità della polizza, con condanna di Euroins al pagamento, in favore di areti, della somma di € 5,0 milioni oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo e spese processuali.

La sentenza ha altresì condannato GALA a procurare la liberazione della garante pagando direttamente ad areti la somma di € 5,0 milioni, oltre interessi legali.

In data 8 giugno 2021, GALA ha adempiuto spontaneamente al pagamento di quanto previsto in sentenza, corrispondendo ad areti l'importo complessivo pari ad € 5.058.986,30, con riserva di gravame e di ripetizione dell'indebito, anche in relazione alle domande oggetto del parallelo contenzioso civile tra la medesima GALA ed areti.

L'atto di citazione in appello da parte di GALA è stato notificato il 10 dicembre 2021 e l'udienza è stata rinviata al 22 giugno 2026 per discussione orale.

In esito dell'intervenuta transazione, il giudizio si estinguerà ai sensi degli artt. 181 e 309 c.p.c.

La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia e di Acea

Con atto di citazione notificato nel marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di oltre € 200 milioni.

GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute - Acea ed Acea Energia - costituiscono condotte di concorrenza sleale e/o abuso di posizione dominante, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.

Le società citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.

Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.

Con sentenza del 15 giugno 2023, in accoglimento delle tesi difensive di areti, Acea SpA ed Acea Energia, il Tribunale di Roma ha rigettato tutte le domande promosse da GALA ed ha accolto la domanda riconvenzionale di areti, dichiarando risolto il contratto di trasporto, con conseguente condanna di GALA al pagamento delle somme richieste in via riconvenzionale, oltre interessi. La società è stata altresì condannata a rifondere le spese di lite in favore di Acea, di areti e di Acea Energia.

Sia areti – limitatamente ad un marginale profilo - sia Gala hanno promosso appello avverso la suddetta sentenza.

In esito dell'intervenuta transazione, entrambi i giudizi di appello sono stati dichiarati estinti con sentenze del 23 maggio e 26 giugno 2024.

Areti S.p.A. – Metanewpower in liquidazione (MNP)

Nel mese di novembre 2015, areti, nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società MNP, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto, al quale il venditore si è reso ripetutamente inadempiente.

Scaturivano due giudizi: uno in merito alla legittimità del sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale, con richiesta risarcitoria da parte di MNP di circa € 34,0 milioni ed ulteriore giudizio di contestazione della validità delle clausole contrattuali.

Entrambi i giudizi si sono favorevolmente conclusi per areti, rispettivamente con sentenze del 27 luglio 2022 e del 24 marzo 2023, con condanna di MNP al pagamento delle spese di lite. I giudizi sono allo stato definiti.

Recupero del credito di areti nei confronti di Metanewpower

In data 30 maggio 2019, a seguito del perdurante inadempimento di MNP, areti ha disposto nuova risoluzione contrattuale e attivato il recupero del credito, ottenendo l'emissione di un decreto ingiuntivo per l'importo di circa € 3,85 milioni a titolo di corrispettivi inadempiuti. MNP – per le stesse ragioni di cui si è detto – ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo. Con provvedimento del 15 novembre 2021, a scioglimento della riserva assunta in occasione dell'udienza del 3 dicembre 2020, il giudice ha rigettato la richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto, concedendo i termini per le memorie ex art. 183 c.p.c. e rinviando la causa per il prosieguo all'udienza del 10 marzo 2022. In tale occasione, il giudice, ritenute irrilevanti le richieste istruttorie, ha rinviato per conclusioni al 20 febbraio 2024. Tuttavia, con sentenza del 22 febbraio 2024 è stata dichiarata l'interruzione del processo per intervenuta liquidazione giudiziale.

GORI S.p.A. – Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio Sarno

Con la sentenza n. 7271/2021 del 7 settembre 2021, il Tribunale di Napoli, XII Sezione Civile, ha respinto la richiesta dell'attore Consorzio di Bonifica Sarno di vedere condannare la convenuta GORI S.p.A. al pagamento di circa € 21 milioni a titolo di spese consortili relativamente al periodo dal 2008 al 2016, in ragione del fatto – sinteticamente – che il Consorzio non ha fornito prove (innanzitutto a causa dell'incertezza dei dati e della carente documentazione prodotta) del beneficio diretto e, quindi, economicamente valutabile, ricevuto da GORI per l'utilizzo dei canali consortili, con l'effetto della "impossibilità di individuare dati certi e di quantificare con esattezza e senza ombra di dubbio il contributo dovuto dalla Società convenuta". Avverso tale sentenza, il Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno ha proposto appello e, la Corte d'Appello di Napoli, ha rinviato la causa per le precisazioni delle conclusioni all'udienza del 17 settembre 2024.

Procedimento AGCM PS12458 – Acea Energia S.p.A.

In data 18 ottobre 2022 è pervenuta ad Acea Energia una comunicazione con la quale l'AGCM ha chiesto informazioni aventi ad oggetto le c.d. "modifiche unilaterali di contratto". In data 4 novembre 2022, la Società ha provveduto a fornire all'AGCM riscontro alla suddetta richiesta di informazioni e, in data 12 dicembre 2022, ha ritenuto opportuno trasmettere una seconda comunicazione con ulteriori elementi di dettaglio volti a comprovare la conformità del proprio operato a quanto disposto dall'art. 3 del DL Aiuti bis.

Ciò posto, in data 13 dicembre 2022, l'AGCM ha comunicato ad Acea Energia l'avvio di un procedimento e ha altresì notificato alla Società un provvedimento cautelare che, stante il pregiudizio grave ed irreparabile derivante dall'attuazione dello stesso, Acea Energia ha prontamente impugnato dinanzi al TAR Lazio. In conseguenza delle novità giurisprudenziali e legislative intervenute sul tema, l'AGCM ha adottato, in data 30 dicembre 2022, un secondo provvedimento cautelare nei confronti di Acea Energia con il quale ha revocato parzialmente il provvedimento adottato il 12 dicembre 2022.

Il Tar Lazio, con sentenza n. 8398 del 17 maggio 2023, ha annullato i provvedimenti cautelari emessi dall'AGCM nell'ambito del procedimento PS12458. In data 4 settembre 2023 l'AGCM ha notificato ad Acea Energia ricorso in appello avverso la sentenza del TAR Lazio e in data 4 ottobre 2023 Acea Energia ha depositato l'appello incidentale. Pende giudizio dinnanzi al Consiglio di Stato, la cui udienza è stata fissata al 5 dicembre 2024.

Successivamente, nell'adunanza del 31 ottobre 2023 l'Autorità ha adottato un provvedimento sanzionatorio a conclusione del procedimento. In particolare, l'AGCM - riducendo le contestazioni inizialmente mosse - ha ritenuto sanzionabili e quindi scorrette, poiché in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del consumo, le due seguenti condotte della Società:

A. l'invio e la conseguente applicazione alla clientela di modifiche unilaterali delle condizioni economiche contrattuali ("CE") non in corrispondenza della scadenza delle dette CE, in vigenza dell'art. 3 del Decreto Aiuti bis;

B. l'aver ritenuto e replicato (ai reclami degli) agli utenti che dette modifiche si sarebbero perfezionate a seguito del mero decorso del termine di dieci giorni dall'invio della relativa comunicazione.

Alla luce di tutto quanto esposto, pertanto, la pratica commerciale posta in essere da Acea Energia, articolata nelle due condotte sopra descritte (sub A e B), risulta, ad avviso dell'AGCM, integrare una violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del consumo.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata (individuata dall'AGCM dal 10 agosto 2022 al 17 maggio 2023 - pari a 281 giorni) dell'infrazione, ha irrogato alla Società una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di € 560 mila, pagata da Acea Energia a novembre 2023.

Si precisa che il provvedimento dell'Autorità non contiene una diffida a terminare e/o non reiterare le condotte sanzionate, né assegna ad Acea Energia un termine entro il quale trasmettere una relazione di ottemperanza.

Conseguentemente, in data 13 gennaio 2024 la Società ha promosso ricorso al TAR avverso il provvedimento sanzionatorio e l'udienza per la discussione del merito si è tenuta il 17 luglio 2024 e si è in attesa della decisione.

Ricorsi c.d. Extraprofitti - Acea Ambiente S.r.l., Acea Produzione S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Acea Solar S.r.l.

1. Contributo di solidarietà temporaneo per il 2022 (articolo 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 2022)

Con riferimento al contributo in oggetto, sul presupposto che una parte significativa della base imponibile identificata per le società del Gruppo Acea non può dirsi riconducibile agli extraprofitti che il legislatore ha inteso tassare, bensì a operazioni straordinarie, le Società Acea Ambiente S.r.l., Acea Produzione S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Acea Solar S.r.l. hanno promosso distinti ricorsi innanzi al TAR Lazio – provvedendo, in ogni caso, al pagamento dei rispettivi acconti - per l'annullamento del provvedimento attuativo con il quale l'Agenzia delle Entrate ha definito gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di versamento del contributo (Provvedimento del Direttore dell' AdE prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022).

La domanda formulata è volta ad ottenere l'annullamento del provvedimento impugnato, previa rimessione della questione di legittimità avanti la Corte costituzionale dell'art. 37 del d.l. n. 21/2022.

Con sentenze pubblicate tra il 16 ed il 17 novembre 2022, i quattro ricorsi promossi dalle società del gruppo - unitamente ai ricorsi presentati da altri operatori ricorrenti estranei al Gruppo - sono stati dichiarati inammissibili per difetto assoluto di giurisdizione sull'atto impugnato. Sono stati promossi distinti appelli avanti al Consiglio di Stato.

Per quanto concerne i ricorsi promossi da Acea Ambiente e Acea Solar, in ragione delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2023 all'art. 37 del d.l. 21/ 2022, che hanno circoscritto l'obbligo di versamento del contributo straordinario ai soli casi in cui almeno il 75% del volume d'affari dell'anno 2021 derivi dalle attività svolte nel settore energetico, si è provveduto al deposito delle dichiarazioni di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione degli appelli proposti e il Consiglio di Stato ha conseguentemente dichiarato i ricorsi improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.

In merito ai ricorsi promossi da Acea Produzione e Acea Energia, con sentenze del 28 marzo 2023 il Consiglio di Stato ha riconosciuto la giurisdizione del Giudice Amministrativo e i giudizi sono stati pertanto riassunti avanti al Tar del Lazio. Contestualmente, nel maggio 2023, l'Agenzia delle Entrate promuoveva Ricorso avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per motivi di giurisdizione. Con sentenza del 19 ottobre 2023 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo rispetto ai ricorsi proposti da Acea Energia ed Acea Produzione ed i giudizi avanti al Tar del Lazio – che erano stati sospesi con ordinanza del 22 giugno 2023 in attesa della pronuncia della Suprema Corte - sono stati riassunti. Si è al momento in attesa della fissazione dell'udienza da parte del Tar del Lazio.

2. Contributo di solidarietà temporaneo per il 2023 (Articolo 1, commi da 115 a 121, della legge 29 dicembre 2022, n. 197) - Acea Produzione

Con riferimento al contributo in oggetto, sul presupposto che attraverso l'art. 1, commi 115-119, della l. n. 197 del 2022 il legislatore italiano abbia istituito un terzo contributo di solidarietà - ulteriore rispetto a quello istituito con l'art. 37 del d.l. n. 21 del 2022 e con l'art. 15-bis del d.l. n. 4/2022 - che di fatto persegue la medesima finalità, ovvero colpire eventuali extraprofitti realizzati sempre nell'anno 2022 (pur se il versamento di questo secondo contributo è previsto nel corso del 2023). Ai sensi di questa norma contenuta nella Legge di Bilancio, nel 2023 è istituito, dunque, un "contributo di solidarietà" temporaneo del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi complessivi conseguiti nel periodo 2018-2021. L'ammontare del contributo non può superare il 25% del patrimonio netto alla data di chiusura dell'esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022. La tassa sugli extraprofitti si applicherà alle società che generano almeno il 75% dei loro ricavi da attività nei settori della produzione e rivendita di energia, gas e prodotti petroliferi.

Acea Produzione ha promosso ricorso avanti al Tar Lazio per l'annullamento dei seguenti atti dell'Agenzia delle Entrate: Circolare n. 4/E del 23 febbraio 2023; Risoluzione n. 15/E del 14 marzo 2023; Provvedimento prot. n. 55523 del 28 febbraio 2023.

La domanda formulata è volta ad ottenere l'annullamento dei provvedimenti impugnati, previo accertamento della contrarietà della disposizione nazionale al diritto UE e/o previa rimessione della questione ai sensi dell'art. 267 TFUE davanti alla Corte di Giustizia UE e/o avanti la Corte costituzionale dell'art. 1 co. 115-119 della l. n. 197 del 2022. L'udienza di merito era fissata per il 21 novembre 2023 e con Ordinanza del 16 gennaio 2024, è stata rimessa alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale rilevata da Acea Produzione. Il giudizio è stato conseguentemente sospeso in attesa della pronuncia della Consulta. La Corte Costituzionale ha fissato l'udienza pubblica per il 28 gennaio 2025.

Acea Ambiente S.r.l. - Contenziosi nell'ambito del procedimento di realizzazione della c.d. quarta linea San Vittore

Avverso la Determinazione della Regione Lazio n. G09041 del. 12 luglio 2022, avente ad oggetto "Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. progetto "Adeguamento impiantistico e sistemazione ambientale del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio con la realizzazione di una quarta linea", nel Comune di San Vittore del Lazio (FR), località Valle Porchio - Società Proponente Acea Ambiente - sono stati notificati 5 ricorsi amministrativi, che vedono Acea Ambiente quale soggetto controinteressato.

I successivi provvedimenti amministrativi della Regione sono l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 26 ottobre 2022 e il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) del 28 ottobre 2022.

I. Lamberet SpA - Ricorso al TAR Lazio - Roma, notificato in data 10 ottobre 2022.

Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR). In attesa fissazione udienza di merito.

  • II. Comuni di Rocca di Evandro, di Mignano Monte Lungo, San Pietro Infine e Associazione Ambientalista Fare Verde Onlus - Ricorso al TAR Lazio - Latina, notificato in data 10 ottobre 2022. In data 27 dicembre 2022 è stato notificato ricorso per motivi aggiunti volto ad impugnare AIA e PAUR. Il ricorso è munito di istanza cautelare e l'udienza per la discussione della sospensiva si è tenuta al 22 febbraio 2023. All'esito, l'istanza cautelare è stata respinta. Successivamente il TAR Latina ha fissato al 10 maggio 2023 udienza per valutare l'istanza di consulenza tecnica depositata dai ricorrenti. Con ordinanza del 15 maggio 2023, il TAR Lazio ha respinto sia la richiesta di CTU sia la richiesta di riunione avanzata dai ricorrenti, riservandosi di valutare le richieste nel prosieguo del giudizio. In attesa fissazione udienza di merito.
  • III. Comune di Cassino Ricorso al TAR del Lazio Latina, notificato in data 11 ottobre 2022. Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR). Fissata udienza in Camera di Consiglio per il 12 giugno 2024, ove è stata rappresentata la mancata impugnazione dei provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR). Il Presidente ha invitato a valutare il deposito di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. La causa è stata cancellata pertanto dal ruolo.
  • IV. Siefic Calcestruzzi Srl e Siefic SpA Ricorso al TAR Lazio Roma, notificato in data 13 ottobre 2022. In data 13 gennaio 2023 è stato notificato il ricorso per motivi aggiunti volto ad impugnare l'AIA e il PAUR, accompagnato da domanda cautelare. La Camera di Consiglio si è tenuta in data 8 febbraio 2023. All'esito, il TAR Lazio Roma ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del Tar Lazio per l'adozione della decisione sulla eccezione di incompetenza formulata da Acea. Con decreto del 14 marzo 2023 è stata dichiarata la competenza del TAR Lazio Latina. Con sentenza del 9 giugno 2023, il TAR Latina, in accoglimento dell'eccezione di tardività sollevata nell'interesse di Acea, ha dichiarato irricevibile il ricorso per motivi aggiunti ed improcedibile il ricorso principale. In data 16 giugno 2023 è stato notificato ricorso in appello con istanza cautelare. Con ordinanza del 7 luglio 2023, il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di Siefic e l'udienza di merito è stata fissata al 7 marzo 2024. Con sentenza del 23 aprile 2024, il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile il ricorso della Siefic in accoglimento della eccezione proposta da Acea Ambiente di inammissibilità per la mancata riproposizione dei motivi assorbiti ai sensi dell'art. 101 co. 2 c.p.a., compensando le spese di lite.
  • V. Comune di San Vittore del Lazio Ricorso al Tar del Lazio Latina, notificato in data 16 ottobre 2022. Notificati motivi aggiunti per impugnativa PAUR e AIA in data 23 dicembre 2022. In attesa fissazione udienza.

Acea Ambiente S.r.l. - Impugnazione del Bando di Gara pubblicato da Roma Capitale per la realizzazione del Termovalorizzatore (ATI Acea Ambiente controinteressata)

Nel mese di dicembre 2023, sono stati notificati due ricorsi amministrativi - che vedono Acea Ambiente quale soggetto controinteressato, sia in proprio sia in qualità di capogruppo mandataria del costituendo RTI - per l'annullamento del bando di gara pubblicato da Roma Capitale in data del 16 novembre 2023 e del relativo disciplinare, aventi ad oggetto la procedura di "Project financing ai sensi dell'art. 193 del D. Lgs. n. 36/2023 - Proposta di partenariato pubblico privato in finanza di progetto per "Affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla: a. progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione autorizzato con operazione R1, e capacità di trattamento pari a 600.000 ton/anno di rifiuti; b. progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione dell'impiantistica ancillare deputata alla gestione dei rifiuti residui decadenti dal trattamento termico, la mitigazione delle emissioni di anidride carbonica e l'ottimizzazione della distribuzione dei vettori energetici recuperati. E precisamente:

  • è stato notificato da un Comune ricorso dinanzi al TAR del Lazio sez. Rom, rigettato con sentenza del 4 aprile 2024, perché manifestamente infondato. Il giudizio è allo stato definito.
  • è stato notificato da ulteriori quattro Comuni un ricorso al TAR del Lazio sez. Roma, rigettato con sentenza del 4 aprile 2024 perché manifestamente infondato. Pende appello avanti al Consiglio di Stato promosso dai suddetti comuni e si è in attesa della fissazione di udienza.

Acque Blu Fiorentine S.p.A. contro Publiacqua S.p.A. + altri

La società Publiacqua S.p.A è la società mista pubblico-privata che gestisce in concessione il servizio idrico integrato in Toscana, ATO n. 3 Medio Valdarno, ed è detenuta al 60% dai comuni facenti parte dell'ATO di riferimento e al 40% dalla società Acque Blu Fiorentine S.p.A. (ABF), nella quale, a sua volta, Acea S.p.A. detiene il 75%. La concessione di Publiacqua è valida fino al 31 dicembre 2024.

I rapporti tra ABF, quale socio privato, e i soci pubblici sono stati regolati nel tempo – oltre che dallo statuto sociale – da patti parasociali che regolavano la governance della società e prevedevano, a tutela dei soci pubblici, una particolare disciplina delle ipotesi di stallo decisionale, che può condurre alla facoltà di esercitare un'opzione di acquisto sulle azioni del socio privato.

In un'ottica di consolidamento regionale nei servizi pubblici, a partire dal 2020 alcune realtà toscane hanno dato vita alla cd. Multiutility Toscana "Alia Servizi Ambientali". In tale contesto, i soci pubblici di Publiacqua hanno avviato una serie di azioni finalizzate all'estromissione dalla compagine sociale di Publiacqua del socio ABF, culminate nella disdetta del patto parasociale. Scaturivano una serie di contenziosi, attivati anche in via d'urgenza.

In pendenza di detti giudizi avverso gli atti posti in essere dai soci pubblici, questi ultimi:

  • hanno trasferito le azioni detenute dai vari comuni a favore della Multi-utility "Alia Servizi Ambientali", che è così divenuta socia di Publiacqua;
  • hanno invocato lo "stallo decisionale" di cui al patto parasociale e hanno comunicato di esercitare l'opzione di acquisto sulle azioni di Publiacqua detenute da ABF.

Al momento, in particolare sul precedente punto (ii), pende avanti al Tribunale di Firenze il giudizio attivato da ABF che ha convenuto in giudizio Publiacqua e i soci pubblici per sentir dichiarare l'illegittimità della richiesta volta al trasferimento coattivo a detti soci pubblici della partecipazione detenuta da ABF nel capitale sociale di Publiacqua.

L'udienza di prima comparizione, per consentire la chiamata in causa di altre parti, è stata da ultimo, differita al 16 novembre 2023. All'esito di detta udienza, il giudice ha concesso alle parti i termini di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c. e rinviato la causa all'udienza del 21 marzo 2024. L'udienza di precisazione delle conclusioni è fissata al 12 settembre 2025.

Acque Blu Arno Basso S.p.A. contro Acque S.p.A. + altri

La società Acque S.p.A. è la società mista pubblico-privata che gestisce in concessione il servizio idrico integrato in Toscana, ATO n. 2 Basso Valdarno, ed è detenuta al 55% dai comuni facenti parte dell'ATO di riferimento e per il restante 45% da Acque Blu Arno Basso S.p.A. (ABAB), nella quale, a sua volta, Acea S.p.A. detiene l'86%. La concessione di Acque è valida fino al 31 dicembre 2031.

I rapporti tra ABAB, quale socio privato, e i soci pubblici, sono stati regolati nel tempo – oltre che dallo statuto sociale – da patti parasociali, che regolavano la governance della società e prevedevano, a tutela dei soci pubblici, una particolare disciplina delle ipotesi di stallo decisionale, che può condurre alla facoltà di esercitare un'opzione di acquisto sulle azioni del socio privato.

Sin dal 2019 i soci pubblici comunicarono formale disdetta dei patti e nel luglio 2021 hanno formalizzato l'esercizio dell'opzione di acquisto.

ABAB attivava dunque una serie di azioni giudiziarie a tutela dei propri interessi, volta ad inibire il trasferimento in favore dei Soci Pubblici della Partecipazione di ABAB in Acque.

Nell'ambito del giudizio, i Soci Pubblici hanno depositato istanza di nomina di un arbitratore ai sensi dell'art. 1349 cod. civ. per la determinazione del prezzo dovuto in caso di esercizio del diritto di opzione in ipotesi di contestazione. All'esito del deposito delle memorie istruttorie, il giudice (i) provvedeva alla nomina dell'arbitratore; (ii) disponeva CTU mirata alla determinazione del prezzo in caso di cui non si addivenisse all'individuazione da parte del terzo; (iii) fissava un tentativo di conciliazione.

La controversia, dopo il deposito delle consulenze ed i chiarimenti forniti dal CTU, è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni, all'udienza del 1° luglio 2024, poi differita al 14 ottobre 2024.

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 34 a commento del Fondo Rischi ed Oneri).

Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Allegati

  • A) Società incluse nell'area di consolidamento
  • B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico consolidato
  • C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
  • D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
  • E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

A) Società incluse nell'area di consolidamento

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Area Ac
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Adistribuzionegas S.r.l. Via L. Galvani, 17/A - Forlì 5.953.644 51,0% 100,0% Integrale
Notaresco Gas S.r.l. Via Padre Frasca - Frazione Chieti Scalo Centro Dama (CH) 100.000 55,0% 100,0% Integrale
Acea Ato2 S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 362.834.340 96,5% 100,0% Integrale
Acea Ato5 S.p.A. Viale Roma - Frosinone 10.330.000 98,5% 100,0% Integrale
Acque Blu Arno Basso S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 8.000.000 86,7% 100,0% Integrale
AQUANTIA S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 500.000 65,0% 100,0% Integrale
Acea Molise S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,0% 100,0% Integrale
Gesesa S.p.A. Corso Garibaldi, 8 - Benevento 534.991 57,9% 100,0% Integrale
GORI S.p.A.
Sarnese Vesuviano S.r.l.
Via Trentola, 211 - Ercolano (NA)
Piazzale Ostiense, 2 - Roma
44.999.971
100.000
37,1%
99,2%
100,0%
100,0%
Integrale
Integrale
ASM Terni Via Bruno Capponi, 100 - Terni 84.752.541 45,3% 100,0% Integrale
Acque Blu Fiorentine S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 15.153.400 75,0% 100,0% Integrale
Acquedotto del Fiora S.p.A. Via G. Mameli, 10 - Grosseto 1.730.520 40,0% 100,0% Integrale
Agile Academy S.r.l. Via Mameli, 10 - Grosseto 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Ombrone S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 6.500.000 99,5% 100,0% Integrale
Servizi Idrici Integrati SCARL Via I Maggio, 65 - Terni 19.536.000 43,0% 100,0% Integrale
Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. Via Aldo Bartocci n. 29 - Terni 100.000 99,9% 100,0% Integrale
Area Ac
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Acea International S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama 9.089.661 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Agua Azul S.A. Calle Amador Merino Reina 307 - Of. 803 Lima 27 - Perù 16.000.912 44,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù (18.672) 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Servicio Sur Calle Amador Merino Reyna, San Isidro 33.834 51,0% 100,0% Integrale
Acea Dominicana S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama 644.937 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Lima Norte Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù 221.273 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Lima Sur Calle Amador Merino Reyna 307 - Lima - Perù 1.032 100,0% 100,0% Integrale
Aguas de San Pedro S.A. Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle - 21104 San Pedro, Honduras 6.457.345 60,7% 100,0% Integrale
Acea Perù S.A.C. Cal. Amador Merino Reyna , 307 Miraflores - Lima 177.582 100,0% 100,0% Integrale
Consorzio ACEA - ACEA Dominicana Av. Las Americas - Esq. Masoneria - Ens. Ozama 67.253 100,0% 100,0% Integrale
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Areti S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 345.000.000 100,0% 100,0% Integrale
a.cities s.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 50.000 100,0% 100,0% Integrale
Area Am
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Acque Industriali S.r.l.
Aquaser S.r.l.
Via Bellatalla, 1 - Ospedaletto (PI)
Piazzale Ostiense, 2 - Roma
100.000
3.900.000
100,0%
97,9%
100,0%
100,0%
Integrale
Integrale
Acea Ambiente S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 2.224.992 100,0% 100,0% Integrale
Orvieto Ambiente S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.010.000 100,0% 100,0% Integrale
A.S. Recycling S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Berg S.p.A. Via delle Industrie, 38 - Frosinone 844.000 60,0% 100,0% Integrale
Cavallari S.r.l. Via dell'Industria, 6 - Ostra (AN) 100.000 80,0% 100,0% Integrale
Deco S.p.A. Via Salara, 14/bis - San Giovanni Teatino (CH) 1.404.000 100,0% 100,0% Integrale
Demap S.r.l. Via Giotto, 13 - Beinasco (TO) 119.015 100,0% 100,0% Integrale
Consorzio Servizi Ecologici del Frentano "Ecofrentano" Strada Provinciale Pedemontana Km 10 Frazione Cerratina - Lanciano (CH) 10.329 75,0% 100,0% Integrale
Ecologica Sangro S.p.A. Strada Provinciale Pedemontana Km 10, Frazione Contrada - Cerratina Lanciano (CH) 100.000 100,0% 100,0% Integrale
Ferrocart S.r.l. Via Vanzetti, 34 - Terni 80.000 60,0% 100,0% Integrale
Iseco S.p.A. 80,0% 100,0% Integrale
Loc. Surpian n. 10 - Saint-Marcel (AO) 110.000
MEG S.r.l. Via 11 Settembre n. 8 - San Giovanni Ilarione (VR) 10.000 60,0% 100,0% Integrale
S.E.R. Plast S.r.l.
Tecnoservizi S.r.l.
Contrada Stampalone, Cellino Attanasio (TE)
Via Bruno Pontecorvo, 1/B - Monterotondo (RM)
70.000
1.000.000
100,0%
70,0%
100,0%
100,0%
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Acea Energia S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Energy Management S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Innovation S.r.l. Piazzale Ostiense 2 - Roma 2.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Via Bruno Capponi, 100 - Terni 1.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Umbria Energy S.p.A.
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Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.669.457 100,0% 100,0% Integrale
Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Area P
Ecogena S.r.l.
Acea Renewable S.r.l.
Acea Liquidation and Litigation S.r.l.
Fergas Solar 2 S.r.l.
Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Renewable 2 S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Via Cantorrivo, 44/C - Acquapendente (VT) 10.000 100,0% 100,0% Integrale
SF Island S.r.l.
Acea Solar S.r.l.
Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Produzione S.p.A. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 5.000.000 100,0% 100,0% Integrale
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Area En
Acea Infrastructure S.p.A.
Simam S.p.A.
Via Vitorchiano, 165 - Roma
Via Cimabue, 11/2 - Senigallia (AN)
2.444.000
600.000
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Integrale
Integrale

Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11:

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Area Ac
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Umbria Distribuzione Gas S.p.A. Via Capponi, 100 - Terni 2.120.000 55,0% 55,0% Patrimonio Netto
AQUA.IOT S.r.l. Via Benigno Crespi, 57 - Milano 1.050.000 35,0% 35,0% Patrimonio Netto
DropMI S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 50,0% 50,0% Patrimonio Netto
Acque S.p.A. Via Garigliano, 1 - Empoli 9.953.116 45,0% 45,0% Patrimonio Netto
Intesa Aretina S.c.a.r.l. Via Benigno Crespi, 57 - Milano 18.112.000 35,0% 35,0% Patrimonio Netto
Geal S.p.A. Viale Luporini, 1348 - Lucca 1.450.000 48,0% 48,0% Patrimonio Netto
Nuove Acque S.p.A. Patrignone - Località Cuculo - Arezzo 34.450.389 46,2% 16,2% Patrimonio Netto
Publiacqua S.p.a. Via Villamagna - Firenze 150.280.057 40,0% 40,0% Patrimonio Netto
Umbra Acque S.p.A. Via Benucci, 162 - Ponte San Giovanni (PG) 15.549.889 40,0% 40,0% Patrimonio Netto
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Ecomed S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 50,0% 50,0% Patrimonio Netto
Picenambiente S.p.A. Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) 5.500.000 21,8% 21,8% Patrimonio Netto
Picenambiente S.r.l. Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) 505.000 100,0% 21,8% Patrimonio Netto
Picenambiente Energia S.p.A. Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) 200.000 100,0% 21,8% Patrimonio Netto
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KT4 S.r.l. Via SS Pietro e Paolo, 50 - Roma 110.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 16 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 17 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 20 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 25 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 28 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 29 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 30 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 31 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 33 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 34 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 35 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 39 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 40 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Ambra Solare 44 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Belaria S.r.l Via Luciano Manara, 15 - Milano 10.000 49,0% 19,6% Patrimonio Netto
Energia S.p.A. Via Barberini, 28 - Roma 239.520 49,9% 49,9% Patrimonio Netto
Euroline 3 S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Fergas Solar S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Acea Green S.r.l Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
IFV-Energy S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
JB Solar S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
M2D S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Marmaria Solare 8 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Marmaria Solare 9 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Marmaria Solare 10 S.r.l. Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Marche Solar S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
PF Power of Future S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
PSL S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 15.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Solaria Real Estate S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 176.085 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Solarplant S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Acea Sun Capital S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 40,0% 40,0% Patrimonio Netto
Trinovolt S.r.l. Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Patrimonio Netto
Area En
gin
eerin
g & I
n
frast
u
c
t
u
re P
ro
j
ec
t
Ingegnerie Toscane S.r.l. Via Francesco de Sanctis, 49 - Firenze 100.000 99,9% 44,5% Patrimonio Netto
Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:
D
en
om
in
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e
Sed
e
Cap
it
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Met
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Con
solid
am
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t
o
Area Am
b
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t
e
Amea S.p.A. Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) 1.689.000 33,0% 33,0% Patrimonio Netto
Coema P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 67,0% 33,5% Patrimonio Netto
Area Ac
q
u
a
Le Soluzioni Scarl Via Garigliano,1 - Empoli 250.678 80,8% 51,6% Patrimonio Netto
Sogea S.p.A. Via Mercatanti, 8 - Rieti 260.000 49,0% 49,0% Patrimonio Netto
Bonifiche Ferraresi S.p.A. Via Cavicchini, 2 - Jolanda di Savoia (FE) 261.883.391 0,5% 0,5% Patrimonio Netto
Area Ac
q
u
a (Est
ero)
Aguaazul Bogotà S.A. Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia 652.361 51,0% 51,0% Patrimonio Netto
Area P
rod
u
zion
e
Sienergia S.p.A. (in liquidazione) Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 132.000 42,1% 42,1% Patrimonio Netto
Alt
ro
Marco Polo Srl (in liquidazione) Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma 10.000 33,0% 33,0% Patrimonio Netto

B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato

Utile d'esercizio Patrimonio netto
€ migliaia 30/06/2024 30/06/2023 30/06/2024 31/12/2023
Saldi bilancio civilistico (ACEA) 264.265 248.021 1.789.080 1.711.806
Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci d'esercizio, comprensivi dei
relativi risultati, rispetto ai valori di carico in imprese consolidate
(90.659) (114.481) 167.901 259.230
Goodwill di consolidato (9.313) (8.502) 266.642 274.587
Valutate al patrimonio netto 3.419 12.839 177.475 179.388
Altre movimentazioni 3.993 4.575 (43.865) (47.729)
Saldi bilancio consolidato 171.705 142.452 2.357.234 2.377.281

C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers

Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale

Compensi spettanti
(€ migliaia) Emolumenti per la
carica
Benefici non
Bonus e altri
monetari*
incentivi
Altri compensi Totale
Consiglio di Amministrazione 293 11 183 676 1.163
Collegio Sindacale 182 0 0 0 182

* I benefici non monetari sono espressi nel loro valore imponibile

Key Managers

I compensi spettanti per il primo semestre 2024 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:

  • stipendi e premi € 634 mila;
  • benefici non monetari € 6 mila.

I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le Remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.

D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017

In base alle norme in materia di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017, si dichiara con riferimento al 30 giugno 2024 quanto segue:

  • ACEA Ato2 ha incassato dalla Regione Lazio un contributo pari ad € 10.760 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021 n.73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106 ed un contributo pari ad € 456 mila finalizzato ad interventi su reti idriche e fognarie per la Città Metropolitana di Roma. Infine, ha ricevuto un anticipo dei contributi a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per un importo pari ad € 30.000 mila volti ad ottimizzare e completare le infrastrutture idriche;
  • ACEA Ato5 ha incassato un importo pari ad € 2.064 mila dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per l'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 73/2021 ed un contributo ricevuto per contrastare la crisi di approvvigionamento idrico del 2017 e 2022 per € 542 mila;
  • Gori ha incassato contributi dalla Regione Campania per i progetti "React-EU" per il controllo e la riduzione delle perdite per un importo pari ad € 15.270 mila. Ha ricevuto inoltre, contributi dal Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili un importo pari ad € 2.654 per il cosiddetto "Decreto Aiuti" (Incremento prezzi DL50/2022) e da Energie per il Sarno un importo pari ad € 3.080 mila per la realizzazione e l'efficientamento dei sistemi depurativi. Infine, ha incassato un anticipo dei contributi a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal PNRR per un importo pari ad € 23.309 mila;
  • Acquedotto del Fiora ha incassato € 172 mila dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 73/2021. L'Autorità Idrica Toscana ha erogato € 1.020 mila per la realizzazione di un nuovo acquedotto per la diga di Montedoglio, € 523 mila per la realizzazione di nuovi impianti di depurazione ed € 766 mila per il superamento dell'emergenza idrica del 2003. Inoltre, Acquedotto del Fiora ha incassato € 23 mila da CINEA in riferimento al progetto LIFE TURBINES;
  • DECO ha beneficiato di un importo pari ad € 108 mila per l'agevolazione contributiva chiamata "Decontribuzione Sud" (art. 27 D.L. 104/2020) la quale punta a tutelare i livelli occupazionali in aree con gravi situazioni di disagio socioeconomico;
  • Tecnoservizi ha incassato € 43 mila ed € 100 mila dall'Agenzia delle Dogane rispettivamente per la riduzione dell'aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione e per la produzione di una forza motrice con motori fissi in stabilimenti industriali. Inoltre, ha beneficiato di un credito d'imposta pari ad € 26 mila per la trasformazione tecnologica e digitale industria 4.0 di beni funzionali;
  • Servizi Idrici Integrati ha ricevuto un importo pari ad € 307 mila dalla Regione Umbria per la realizzazione di una condotta idrica tra il nuovo pozzo ed il serbatoio di Montiolo finalizzata alla gestione della crisi idrica nel territorio del Sub Ambito 4 dell'AURI;
  • ASM Terni ha beneficiato di un importo pari ad € 94 mila, come anticipo PNRR per la realizzazione di isole ecologiche scarrabili;
  • Simam ha incassato per l'agevolazione contributiva chiamata "Decontribuzione Sud" (art. 27 D.L. 104/2020) un importo pari ad € 14 mila a titolo di riduzione del versamento contributivo INPS per le aree più svantaggiate.

E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:

  • Acqua responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Umbria, e delle società distributrici di gas operanti in Abruzzo e ASM Terni;
  • Acqua (Estero) responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero;
  • Reti & Illuminazione Pubblica si riferisce ad areti e illuminazione pubblica;
  • Ambiente responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali, Iseco, Demap, Berg, Ferrocart, Cavallari, Deco, Meg, SER Plast, AS Recycling, Tecnoservizi, Italmacero, Oriveto Ambiente;
  • Commerciale responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Aema, Umbria Energy, Acea Innovation;
  • Produzione si riferisce ad Acea Produzione, Ecogena, Acea Liquidation e Litigation, e tutte le società del comparto Fotovoltaico;
  • Engineering & Infrastructure Projects responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Infrastructure, TWS, Ingegnerie Toscane e Simam.

Si fa presente che il comparativo è stato oggetto di riclassifiche, di importi non significativi, operate per una migliore comprensione del dato.

Stato Patrimoniale attivo 31/12/2023

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Investimenti 682.388 5.723 299.592 38.898 50.174 41.068 4.710 20.136 0 1.142.690
Totale Immobilizzazioni materiali 164.023 33.994 2.421.556 350.335 7.755 245.692 9.472 105.142 (1.111) 3.336.858
Totale Immobilizzazioni Immateriali 4.268.713 30.674 111.582 171.161 211.126 37.995 23.921 62.736 (369.572) 4.548.335
Imprese Controllate 359.281
Attività Finanziarie in Titoli Azionari 8.029
Totale Attività non Finanziarie 927.599
Totale Attività Finanziarie 12.900
Rimanenze 21.767 2.099 40.093 12.960 5.733 1.275 43.510 0 (29.595) 97.843
Crediti v/Clienti 531.419 12.408 165.500 116.706 419.775 33.573 54.521 761 (164.661) 1.170.002
Crediti V/Controllante 13.789 0 2.524 363 14.040 347 236 21 (10.328) 20.993
Crediti V/Collegate 4.375 0 0 16 (128) 290 0 163.862 (146.211) 22.205
Altri Crediti e Attività Correnti 418.101
Totale Attività Finanziarie 487.251
Totale Disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
359.379
Attività non correnti possedute per la
vendita
18.288
Totale Attività 11.787.064

Stato Patrimoniale passivo 31/12/2023

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Debiti Commerciali verso terzi 856.231 4.496 183.584 74.377 648.329 26.669 27.152 91.127 (170.196) 1.741.770
Debiti Commerciali v/controllante 69.980 68 29.461 12.211 19.408 4.478 5.317 182 (136.213) 4.892
Debiti Commerciali v/Controllate e
Collegate
13.347 162 7.425 (7) 4 1.486 0 2.620 (21.227) 3.811
Altre passività commerciali correnti 674.889
Altre passività finanziarie correnti 922.950
TFR ed altri piani a benefici definiti 34.554 245 29.641 12.644 3.854 1.859 4.509 22.600 0 109.895
Altri Fondi 58.279 95 27.586 77.055 14.767 27.698 2.328 (7.195) 23.663 224.276
Altre passività commerciali non correnti 510.871
Altre passività finanziarie non correnti 4.770.436
Passività direttamente associate ad
attività destinate alla vendita
188
Patrimonio Netto 2.823.084
Totale Passività e Netto 11.787.064

Conto Economico 30/06/2023

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione 'Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 715.501 49.220 314.340 166.929 1.232.305 73.917 60.914 69.243 (386.199) 2.296.170
Costo del lavoro 71.185 13.652 13.361 22.409 14.641 3.363 14.893 34.173 (12.890) 174.787
Costi esterni 303.814 16.934 114.823 102.096 1.162.164 39.825 43.550 54.105 (373.309) 1.464.003
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio
commodity
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Valutazione società a patrimonio netto 12.753 0 0 0 0 88 160 0 0 13.002
Margine Operativo Lordo 353.255 18.634 186.155 42.424 55.499 30.817 2.631 (19.035) 0 670.381
Ammortamenti e perdite di valore 200.322 7.961 72.224 27.551 34.076 10.022 3.575 14.621 0 370.352
Risultato Operativo 152.933 10.673 113.931 14.873 21.423 20.795 (943) (33.656) 0 300.029
(Oneri)/Proventi Finanziari (67.389)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni 61 93 0 0 0 799 0 (230) 0 723
Risultato ante imposte 233.363
Imposte 71.215
Risultato Netto 162.148

Stato Patrimoniale attivo 30/06/2024

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Investimenti 343.094 3.354 149.185 21.740 32.264 11.589 1.305 4.985 0 567.515
Totale Immobilizzazioni materiali 159.717 34.866 2.499.159 353.180 8.179 249.653 9.025 103.713 (1.111) 3.416.379
Totale Immobilizzazioni Immateriali 4.432.112 28.211 106.799 161.859 218.863 37.159 22.958 55.925 (369.572) 4.694.314
Imprese Controllate 357.369
Attività Finanziarie in Titoli Azionari 8.023
Totale Attività non Finanziarie 964.777
Totale Attività Finanziarie 14.494
Rimanenze 22.142 2.026 43.155 14.383 8.255 1.587 54.951 0 (36.949) 109.550
Crediti v/Clienti 558.424 10.767 221.524 121.512 197.818 27.312 49.089 968 (146.647) 1.040.769
Crediti V/Controllante 35.422 0 2.812 682 9.724 363 30 32 (6.750) 42.316
Crediti V/Collegate 6.115 0 0 16 (8) 298 2 105.945 (93.115) 19.253
Altri Crediti e Attività Correnti 578.610
Totale Attività Finanziarie 571.199
Totale Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 409.993
Attività non correnti possedute per la vendita 18.363
Totale Attività 12.245.409

Stato Patrimoniale passivo 30/06/2024

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Debiti Commerciali verso terzi 873.398 4.564 200.321 77.377 421.769 25.064 27.508 87.057 (150.935) 1.566.123
Debiti Commerciali v/controllante 65.360 69 18.454 8.952 7.115 1.041 2.036 182 (82.499) 20.710
Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate 16.188 161 3.796 2 (87) 2.031 0 2.596 (19.494) 5.192
Altre passività commerciali correnti 794.659
Altre passività finanziarie correnti 1.119.526
TFR ed altri piani a benefici definiti 28.879 102 21.470 11.829 3.358 1.657 4.325 11.548 0 83.155
Altri Fondi 86.316 179 60.170 81.431 30.146 30.845 2.207 (2.924) 23.663 312.033
Altre passività commerciali non correnti 534.524
Altre passività finanziarie non correnti 4.991.313
Passività direttamente associate ad attività
destinate alla vendita
253
Patrimonio Netto 2.817.922
Totale Passività e Netto 12.245.409

Conto Economico 30/06/2024

€ migliaia Acqua Acqua
(Estero)
Reti e
Illuminazione
Pubblica
Ambiente Commerciale Produzione Engineering &
Infrastructure
Projects
Corporate Elisioni di
Consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 717.572 45.312 347.578 152.967 859.868 47.032 60.730 70.253 (310.087) 1.991.226
Costo del lavoro 67.728 10.669 8.398 21.255 14.073 3.487 17.238 31.291 (13.971) 160.169
Costi esterni 286.894 17.034 118.338 95.789 765.763 23.957 40.062 52.803 (296.115) 1.104.525
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio
commodity
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Valutazione società a patrimonio netto 4.241 0 0 0 0 (1.925) 556 (336) 0 2.536
Margine Operativo Lordo 367.190 17.609 220.842 35.923 80.032 17.662 3.986 (14.177) 0 729.068
Ammortamenti e perdite di valore 210.327 7.684 80.612 28.072 33.891 9.481 2.955 17.446 0 390.468
Risultato Operativo 156.864 9.925 140.230 7.851 46.141 8.181 1.031 (31.623) 0 338.600
(Oneri)/Proventi Finanziari (61.328)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni 622 0 0 0 0 821 0 (123) (586) 734
Risultato ante imposte 278.006
Imposte 85.349
Risultato Netto 192.658