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Acea — Interim / Quarterly Report 2023
Aug 3, 2023
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Interim / Quarterly Report
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| Modello Organizzativo di ACEA3 | |
|---|---|
| Organi sociali5 | |
| Sintesi dei Risultati6 | |
| Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo 8 | |
| Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici9 | |
| Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari 14 | |
| Indebitamento finanziario netto 18 | |
| Contesto di riferimento 20 | |
| Andamento delle Aree di attività 43 | |
| Aree Industriali 44 | |
| Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente 68 | |
| Principali rischi e incertezze 71 | |
| Evoluzione prevedibile della gestione 79 | |
| Forma e struttura 80 | |
|---|---|
| Criteri, procedure e area di consolidamento 82 | |
| Area di consolidamento 84 | |
| Criteri di valutazione e principi contabili 86 | |
| Prospetto di Conto Economico Consolidato 87 | |
| Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale 88 | |
| Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato 89 | |
| Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale 90 | |
| Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 91 | |
| Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato 92 | |
| Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 93 | |
| Note al Conto Economico Consolidato 94 | |
| Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 104 | |
| Impegni e rischi potenziali 123 | |
| Business Combination 124 | |
| Applicazione del principio IFRS5 129 | |
| Informativa sui servizi in concessione 130 | |
| Informativa sulle parti correlate 161 | |
| Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 163 | |
| Allegati 175 | |
Modello Organizzativo di ACEA
ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999.
ACEA ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portfolio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di ACEA è articolata in funzioni corporate e in sette aree industriali – Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi, Generazione ed Estero.
Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.
Ambiente
Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionale con circa 1,70 milioni di tonnellate di rifiuti trattati all'anno. Nei diversi impianti di trattamento e smaltimento gestiti dislocati in sette regioni ci sono il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di digestione anaerobica e compostaggio della Regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business nel waste to energy e nel waste recycling, considerato ad alto potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti, nonché nel loro recupero e riciclo nelle filiere della plastica, carta, metalli e nella produzione di compost di alta qualità.
Commerciale e Trading
Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di elettricità e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera sui segmenti di mercato delle medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo. L'Area ha inoltre l'obiettivo di sviluppare e ricercare innovazioni e start – up per avviare progetti di sperimentazione in ambito tecnologico.
Idrico
Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 9 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria, Campania e Molise. Il Gruppo è inoltre presente in Abruzzo, Molise e Campania essendo entrato nel mercato della distribuzione del gas metano nel Comune di Pescara, nella provincia dell'Aquila, nelle province di Campobasso e Isernia e nella provincia di Salerno.
Infrastrutture Energetiche
Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali con oltre 9,0 TWh elettrici distribuiti a Roma. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con oltre 230.000 lampade. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi.
Generazione
Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali nell'ambito della generazione da fonti rinnovabili ed è impegnato in progetti di efficienza energetica ed energy solution nel segmento business, particolarmente focalizzati nella ricerca di approcci innovativi nella gestione degli asset produttivi e all'implementazione di nuova capacità produttiva che riduca l'impronta carbonica del Gruppo.
Ingegneria e Servizi
Il Gruppo Acea ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche. Il Gruppo Acea è inoltre impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti per l'ambiente e per il trattamento delle acque e dei rifiuti.
Estero
Il Gruppo Acea gestisce le attività idriche in America Latina e ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia. È presente in particolare in Honduras, Repubblica Dominicana e Perù servendo una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. Le attività sono svolte in partnership con soci locali e internazionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.
La struttura del Gruppo, distinta per area di business, risulta composta dalle seguenti principali società.
Al 30 giugno 2023 il capitale sociale di ACEA S.p.A. risulta così composto:
*Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB
Organi sociali
Consiglio di Amministrazione*
- Barbara Marinali Presidente Fabrizio Palermo** Amministratore Delegato Antonella Rosa Bianchessi Consigliere Alessandro Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Antonino Cusimano Consigliere Thomas Devedjian Consigliere Elisabetta Maggini Consigliere Luisa Melara Consigliere Angelo Piazza Consigliere Alessandro Picardi Consigliere Vincenza Patrizia Rutigliano Consigliere Nathalie Tocci Consigliere
Collegio Sindacale
Maurizio Lauri Presidente Claudia Capuano Sindaco Effettivo Leonardo Quagliata Sindaco Effettivo Rosina Cichello Sindaco Supplente
Dirigente Preposto
Sabrina Di Bartolomeo***
*nominati dall'Assemblea dei Soci in data 18 aprile 2023
- **nominato dal Consiglio di Amministrazione in data 3 maggio 2023
- ***nominata dal Consiglio di Amministrazione in data 23 giugno 2023
Vito Di Battista Sindaco Supplente
Sintesi dei Risultati
| Dati economici (€ milioni) | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi Netti Consolidati | 2.296,2 | 2.347,7 | (51,5) | (2,2%) |
| Costi Operativi Consolidati | 1.638,8 | 1.681,2 | (42,4) | (2,5%) |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria |
13,0 | 16,0 | (3,0) | (18,8%) |
| Margine Operativo Lordo | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Risultato Operativo | 300,0 | 348,3 | (48,3) | (13,9%) |
| Risultato Netto | 162,1 | 198,0 | (35,9) | (18,1%) |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 19,7 | 15,0 | 4,7 | 31,1% |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 142,5 | 183,0 | (40,6) | (22,2%) |
| EBITDA (€ milioni) | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 42,4 | 58,3 | (15,9) | (27,2%) |
| Commerciale e Trading | 55,5 | 38,4 | 17,1 | 44,4% |
| Estero | 18,6 | 15,4 | 3,2 | 20,9% |
| Idrico | 353,3 | 353,7 | (0,4) | (0,1%) |
| Infrastrutture energetiche | 186,2 | 181,1 | 5,1 | 2,8% |
| Generazione | 30,8 | 52,0 | (21,2) | (40,7%) |
| Ingegneria e servizi | 2,6 | 4,8 | (2,2) | (45,3%) |
| Corporate | (19,0) | (21,3) | 2,2 | (10,4%) |
| Totale EBITDA | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Dati patrimoniali (€ milioni) | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale Investito Netto | 7.527,4 | 7.194,9 | 332,5 | 4,6% | 6.766,4 | 761,0 | 11,2% |
| Indebitamento Finanziario Netto | (4.798,3) | (4.439,7) | (358,6) | 8,1% | (4.212,1) | (586,2) | 13,9% |
| Patrimonio Netto Consolidato | (2.729,1) | (2.755,2) | 26,1 | (0,9%) | (2.554,4) | (174,7) | 6,8% |
| Investimenti (€ milioni) | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 18,3 | 18,5 | (0,2) | (0,9%) |
| Commerciale e Trading | 23,7 | 20,6 | 3,1 | 15,1% |
| Estero | 1,7 | 1,6 | 0,1 | 3,8% |
| Idrico | 337,5 | 259,7 | 77,8 | 29,9% |
| Infrastrutture energetiche | 128,8 | 135,9 | (7,1) | (5,2%) |
| Generazione | 25,3 | 19,5 | 5,8 | 29,7% |
| Ingegneria e servizi | 2,3 | 1,8 | 0,5 | 25,4% |
| Corporate | 10,3 | 12,7 | (2,4) | (19,0%) |
| Totale Investimenti | 547,7 | 470,2 | 77,5 | 16,5% |
* Il valore degli investimenti dell'area è esposto al lordo di € 44,6 milioni per il 2023 ed € 8,5 milioni per il 2022 riferiti agli investimenti finanziati.
| Posizione Finanziaria Netta (€ milioni) |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 428,4 | 351,5 | 76,9 | 21,9% | 335,5 | 92,9 | 27,7% |
| Commerciale e Trading | (204,8) | (144,9) | (59,9) | 41,3% | (234,4) | 29,6 | (12,6%) |
| Estero | (29,9) | (26,6) | (3,3) | 12,4% | (21,8) | (8,0) | 36,8% |
| Idrico | 1.950,8 | 1.796,2 | 154,6 | 8,6% | 1.752,9 | 197,9 | 11,3% |
| Infrastrutture energetiche | 1.940,0 | 1.785,2 | 154,8 | 8,7% | 1.817,2 | 122,8 | 6,8% |
| Generazione | 227,3 | 160,5 | 66,8 | 41,6% | 113,2 | 114,0 | 100,7% |
| Ingegneria e servizi | 48,8 | 24,0 | 24,8 | 103,1% | 45,6 | 3,2 | 7,0% |
| Corporate | 419,1 | 471,6 | (52,5) | (11,1%) | 395,1 | 24,0 | 6,1% |
| Totale Posizione Finanziaria Netta | 4.779,7 | 4.417,5 | 362,2 | 8,2% | 4.203,2 | 576,5 | 13,7% |
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo
Definizione degli indicatori alternativi di performance
In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.
Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:
- il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
- l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
- la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
- il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
- il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di Altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici
| Dati economici (€ milioni) | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.219,8 | 2.256,8 | (37,0) | (1,6%) |
| Altri ricavi e proventi | 76,4 | 90,8 | (14,5) | (15,9%) |
| Costi Esterni | 1.464,0 | 1.528,5 | (64,5) | (4,2%) |
| Costo del lavoro | 174,8 | 152,7 | 22,1 | 14,5% |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria |
13,0 | 16,0 | (3,0) | (18,8%) |
| Margine Operativo Lordo | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni | 370,4 | 334,2 | 36,2 | 10,8% |
| Risultato Operativo | 300,0 | 348,3 | (48,3) | (13,9%) |
| Gestione finanziaria | (67,4) | (43,7) | (23,7) | 54,1% |
| Gestione partecipazioni | 0,7 | 19,1 | (18,4) | (96,2%) |
| Risultato ante Imposte | 233,4 | 323,7 | (90,3) | (27,9%) |
| Imposte sul reddito | 71,2 | 125,7 | (54,4) | (43,3%) |
| Risultato Netto | 162,1 | 198,0 | (35,9) | (18,1%) |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 19,7 | 15,0 | 4,7 | 31,1% |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 142,5 | 183,0 | (40,6) | (22,2%) |
Con riferimento all'esercizio 2023 si fa presente che:
- In data 30 gennaio 2023 si è preceduto alla liquidazione e cancellazione dal registro delle imprese di Citelum Acea Napoli Illuminazione Pubblica;
- in data 10 febbraio 2023 sono state costituite le società Aqua.iot S.r.l. e Aquantia S.r.l.; le società hanno per oggetto l'attività di produzione, commercializzazione e distribuzione di contatori idrici in favore delle società operanti in Italia nel settore idrico. La prima è detenuta per il 65% da SUEZ International SAS e per il 35% da Acea, mentre la seconda è detenuta per il 65% da Acea e per il 35% da SUEZ International SAS;
- in data 1° marzo 2023 è stata costituita la società Orvieto Ambiente detenuta al 100% da Acea Ambiente, nella quale è stato conferito il ramo d'azienda relativo all'impianto di selezione meccanica, compostaggio e di discarica rifiuti del sito nel Comune di Orvieto. Il 20% della partecipazione è stata conferita nel secondo closing dell'operazione di aggregazione con ASM Terni di seguito citata;
- in data 19 aprile 2023 si è perfezionato il secondo closing dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, ad esito della procedura ad evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione è finalizzata alla creazione di un mono-operatore attivo nel business del ciclo idrico integrato, dell'ambiente e nella distribuzione e vendita di energia elettrica e gas. Il secondo closing ha portato la quota di partecipazione del Gruppo al 45%;
- in data 21 aprile 2023 ACEA ha completato l'acquisizione del restante 30% di SIMAM (Servizi Industriali Manageriali Ambientali), società specializzata nell'ingegneria e nella realizzazione e gestione di impianti per il trattamento delle acque e dei rifiuti, negli interventi ambientali e nelle bonifiche, con soluzioni integrate ad alto contenuto tecnologico.
Rispetto alla situazione chiusa al 30 giugno 2022 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:
- in data 30 giugno 2022 è stato sottoscritto l'acquisto, da parte di Acea Ambiente, del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda risulta così composto: (i) una discarica denominata "Grasciano1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; (ii) una discarica denominata "Grasciano2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 Mc e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di 246.000 Mc; (iii) un impianto di riciclaggio e compostaggio e una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata;
- in data 29 luglio 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Solar di 17 società veicolo nella regione Basilicata (Gruppo Marmaria) ciascuna titolare di progetti di sviluppo di impianti fotovoltaici monoassiali a terra. La potenza complessiva è stimata in 340 MWp, con annessi sistemi di accumulo per una potenza pari a 170 MWp;
-
in data 1° settembre 2022 sono state costituite Acea Renewable 2 S.r.l. e Fergas Solar 2 S.r.l. le cui quote sono interamente detenute da Acea Solar al fine di concludere il conferimento di asset fotovoltaici per gli impianti realizzati su area industriale e agricola. La costituzione delle due società rientra nella definizione del progetto di deconsolidamento del perimetro fotovoltaico iniziato in data 22 marzo 2022 e che prevederà un secondo closing avente oggetto la cessione di impianti che risulteranno connessi ed in esercizio alla data dell'operazione;
-
in data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas S.p.A. attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzione Gas. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria che garantisca una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas;
- in data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi S.r.l., società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie;
- in data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari S.r.l., del 100% delle quote di Italmacero S.r.l., società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi;
- in data 22 novembre 2022 è stata perfezionata l'operazione di fusione inversa per incorporazione di AE Sun Capital nella società controllata Acea Sun Capital. L'operazione di fusione si colloca nell'ambito di un'operazione di investimento nel settore delle energie rinnovabili ed è stata effettuata al fine di conseguire vantaggi derivanti dall'unificazione dei processi, delle strutture, dal conseguimento di sinergie ed economie di scala e da un efficientamento dei costi;
- in data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni già citata negli eventi 2023;
- in data 19 dicembre 2022 è stata costituita DROPMI S.r.l., la cui attività ha per oggetto la ricerca e l'ingegnerizzazione di misuratori idrici evoluti il cui funzionamento e il relativo monitoraggio può essere gestito da remoto, nonché lo sviluppo di smart water solutions per il mercato nazionale e internazionale.
La tabella di seguito riportata rappresenta i principali impatti della variazione del perimetro di consolidamento al 30 giugno 2023 (al lordo delle elisioni intercompany).
| € milioni | Tecnoservizi/Italmacero | ASM Terni | Energy Box | Ramo Polo Cirsu | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi Netti Consolidati | 9,7 | 34,4 | (5,6) | 8,8 | 47,2 |
| Costi Operativi Consolidati | 8,1 | 29,1 | (1,1) | 3,3 | 39,4 |
| Margine Operativo Lordo | 1,6 | 5,3 | (4,9) | 5,4 | 7,4 |
| Risultato Operativo | 0,1 | 1,8 | (4,9) | 3,0 | 0,1 |
| Risultato ante Imposte | (0,3) | 1,8 | (3,5) | 2,4 | 0,4 |
Al 30 giugno 2023 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 2.219,8 milioni in diminuzione di € 37,0 milioni (- 1,6%) rispetto a quelli del medesimo periodo del precedente esercizio. La variazione in diminuzione è imputabile prevalentemente ai minori ricavi da vendita energia elettrica (- € 122,5 milioni) e gas (- € 11,3 milioni) per effetto dell'incremento dei prezzi unitari registrato nel primo semestre 2022 e in parte per le minori quantità, e da minori ricavi per Gestione Riconoscimento Incentivo (GRIN), dovuto alla diversa calendarizzazione degli incentivi GRIN da parte del GSE (- € 3,4 milioni). Compensano tale variazione i) i maggiori ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica (+ € 29,0 milioni) da imputare quasi integralmente alla variazione dell'area di consolidamento (+ € 28,5 milioni); ii) maggiori ricavi da servizio idrico integrato (€ 24,4 milioni) principalmente per effetto dell'aumento dei ricavi tariffari derivanti dall'aggiornamento tariffario biennale 2022-2023 oltre che per la stima dei conguagli per partite passanti (energia elettrica, acqua all'ingrosso, ecc.); iii) maggiori ricavi da prestazioni a clienti (+ € 20,6 milioni) derivanti in parte dall'incremento della variazione delle rimanenze di Simam (+ € 5,5 milioni) legato a commesse pluriennali, dalla variazione sui lavori in corso su ordinazione relativi ai progetti di energy efficiency di Acea Innovation (+ € 5,0 milioni) e Umbria Energy (+ € 2,9 milioni), dai maggiori ricavi derivanti dal servizio di illuminazione pubblica (€ 4,2 milioni) dovuti ad attività straordinarie di manutenzione e sicurezza e per la restante parte dalla variazione di perimetro (+ € 2,4 milioni); iv) maggiori ricavi derivanti da sviluppo sostenibile (+ € 20,4 milioni) derivanti dalle attività di vendita, installazione e assistenza ai clienti di attività e servizi in ambito dai progetti di energy efficiency, smart services e smart comp.
La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 2.724 GWh con un decremento rispetto all'anno precedente del 10,6%, mentre la vendita di energia elettrica sul servizio della maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 624 GWh con una riduzione del 14,8% su base tendenziale. Tale riduzione risente dell'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali, creato a partire dal 1° gennaio 2021 ed in parte alla flessione del numero di clienti.
Gli altri ricavi evidenziano una diminuzione di € 14,5 milioni (- 15,9%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. La variazione deriva da effetti contrapposti ed è influenzata in prevalenza dai minori ricavi derivanti dal riconoscimento nel primo semestre 2022 della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (€ 26,9 milioni) per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022), mentre, con riferimento alle annualità 2020-2021, la relativa quantificazione non risulta ad oggi ancora conclusa da parte dell'Autorità; compensano tali effetti i) i maggiori ricavi derivanti dall'iscrizione dei contributi su OO.RR. (Opere Regionali) relativi agli anni 2018-2021 (+ € 4,5 milioni) di Gori; ii) i maggiori ricavi per rivalsa per indennizzi Cmor di Acea Energia (+ € 2,3 milioni); iii) maggiori ricavi da margine IFRIC 12 (+ € 2,7 milioni) a seguito dei maggiori investimenti.
I costi esterni presentano una diminuzione complessiva di € 64,5 milioni (- 4,2%) rispetto al 30 giugno 2022. La variazione si deve alla riduzione dei costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica sul mercato libero e sul mercato della tutela graduale (- € 133,6 milioni) in linea con quanto registrato nei ricavi. Compensa tale riduzione l'incremento i) dei costi per servizi e appalti (+ € 55,5 milioni)
di cui € 18,4 milioni imputabili alla variazione di perimetro, € 26,1 milioni derivanti dai progetti di energy efficiency, € 6,2 milioni da progetti di smart services e € 2,9 milioni da maggiori costi per componente Cmor da correlare direttamente alle variazioni rilevate nei ricavi; ii) dei costi per acquisto materie (+ € 7,0 milioni) imputabili alle maggiori rimanenze di Simam; iii) degli oneri per godimento beni di terzi (+ € 4,8 milioni) dovuti in parte ai maggiori costi per licenze software e in parte per maggiori indennità di servitù e demaniali; iv) dei canoni di concessione (+ € 1,2 milioni).
Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente per € 22,1 milioni (+ 14,5%), influenzato prevalentemente dalla variazione di perimetro (+ € 12,4 milioni) e in parte per l'incremento dei salari e degli stipendi derivante dall'effetto incrementale delle componenti retributive e per effetto dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro. La consistenza media del personale si attesta a 10.444 dipendenti ed aumenta di 842 unità rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio in prevalenza influenzata dalla variazione di perimetro (+ 472 unità).
| € milioni | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati | 276,0 | 250,3 | 25,8 | 10,3% |
| Costi capitalizzati | (101,2) | (97,6) | (3,7) | 3,8% |
| Costo del lavoro | 174,8 | 152,7 | 22,1 | 14,5% |
I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione dell'EBITDA consolidato delle società strategiche.
| € milioni | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| MOL | 76,3 | 75,6 | 0,7 | 0,9% |
| Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | (55,8) | (52,1) | (3,7) | 7,1% |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| Gestione Finanziaria | (2,7) | (1,5) | (1,2) | 80,9% |
| Imposte | (4,8) | (5,9) | 1,1 | (19,1%) |
| Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria | 13,0 | 16,0 | (3,1) | (19,3%) |
Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in riduzione di € 3,1 milioni in parte influenzata dalla variazione di perimetro inerente l'operazione di deconsolidamento delle società fotovoltaiche avvenuto nel mese di marzo 2022.
L'EBITDA passa da € 682,5 milioni del 30 giugno 2022 ad € 670,4 milioni del 30 giugno 2023 registrando una riduzione di € 12,1 milioni pari al 1,8%. Giova ricordare che la semestrale 2022 è stata interessata da due eventi non replicatisi nel 2023 e che hanno riguardato la premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (€ 26,9 milioni) e la vendita delle quote 2021 della CO2 (€ 11,1 milioni). La variazione dell'area di consolidamento (al lordo delle elisioni intercompany) incide in aumento per € 7,4 milioni principalmente per il consolidamento del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" in Acea Ambiente (+ € 5,4 milioni), di ASM Terni (+ € 5,3 milioni) e di Tecnoservizi (+ € 1,6 milioni). Compensano tale incremento gli effetti derivanti dal deconsolidamento delle società fotovoltaiche (- € 4,9 milioni) in relazione alla cessione del controllo della Holding Acea Sun Capital e delle sue controllate (c.d. operazione"Energy Box"). A parità di perimetro, la riduzione dell'EBITDA risulta pari ad € 19,5 milioni e deriva principalmente dai seguenti effetti contrapposti: i) Area Generazione - € 16,4 milioni imputabili in prevalenza ad Acea Produzione (- € 13,7 milioni) come conseguenza dei minori margini derivante dalla produzione idroelettrica (- € 11,3 milioni) sebbene accompagnata da un incremento dei volumi rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ 56,9 GWh) ma che risente dell'importante riduzione dei prezzi sui mercati energetici (il prezzo MGP medio di gennaio-giugno 2023 è stato 136 €/MWh contro i 248 €/MWh del medesimo periodo del 2022), dell'effetto del DL Sostegni sui ricavi della centrale idroelettrica di Sant'Angelo e per l'effetto cap (180 €/MWh) introdotto dalla legge di bilancio 2023 e ai minori margini sulla produzione termo elettrica e teleriscaldamento (- € 1,2 milioni) come conseguenza della riduzione dei prezzi, delle minori quantità in parte compensate dai minori costi gas per effetto prezzo e dal fermo impianto dei mesi di gennaio e febbraio 2022; ii) Area Ambiente - € 22,9 milioni in prevalenza per effetto del decremento registrato da Acea Ambiente (- € 22,2 milioni) come conseguenza delle minori vendite di CO2 per un ammontare complessivo di € 11,1 milioni e in parte per i minori margini sui compost (- € 4,8 milioni) e maggiori costi di smaltimento e manutenzione sugli impianti WTE (€ 5,1 milioni). Compensa tale effetto Demap (+ € 1,7 milioni) che nei primi mesi del 2022 risentiva del fermo avvenuto a seguito dell'incendio avvenuto a fine 2021; iii) Area Commerciale e Trading + € 17,1 milioni dovuto in prevalenza all'incremento del margine sulle vendite gas (+ € 11,7 milioni) e al margine derivante dalle attività di energy management (+ € 2,3 milioni). Il margine energia contribuisce all'incremento per € 2,0 milioni derivante dagli effetti contrapposti dei maggiori margini sulla vendita di energia sul mercato libero (+ € 4,6 milioni) e sul servizio a Tutele graduali (+ € 2,2 milioni), attivato a partire dal 1° aprile 2023, compensati dal minor margine derivante dalla vendita su mercato tutelato (- € 4,8 milioni). Contribuisce all'incremento il maggior margine registrato da Acea Energia sulle attività di energy efficiency e smart services (+ € 0,6 milioni) e il margine di Acea Innovation (+ € 1,6 milioni) sulle attività di e-mobility, smart services e smart comp; iv) Area Infrastrutture Energetiche + € 5,1 milioni relativi ad areti (+ € 4,7 milioni) come conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dal bilanciamento energetico (+ € 5,3 milioni), da efficienza di costi (+ € 1,5 milioni) compensati dagli effetti del piano di resilienza (- € 2,9 milioni); si segnala infine il miglioramento dei margini registrati dalle attività legate alla gestione del servizio di pubblica illuminazione
nel Comune di Roma (+ € 1,2 milioni) legati ad attività straordinarie di manutenzione, ammodernamento e sicurezza; v) Area Idrico - € 5,7 milioni derivanti dall'iscrizione nel precedente esercizio del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (- € 26,9 milioni) per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022) compensata in parte dai maggiori ricavi tariffari registrati da ACEA Ato2 (+ € 13,4 milioni), Gori (+ € 4,0 milioni) e Acquedotto del Fiora (+ € 1,7 milioni) derivanti dall'aggiornamento tariffario biennale 2022-2023 e dall'iscrizione in Gori dei contributi su OO.RR. relativi agli anni 2018-2021 (+ € 4,5 milioni); vi) Area Estero + € 3,2 milioni derivante in prevalenza da Aguas de San Pedro (+ € 3,0 milioni) per maggiori volumi fatturati (+ 3%) e incremento tariffario a seguito dell'inflazione; vii) Area Ingegneria e Servizi - € 2,2 milioni imputabili in prevalenza a Simam (- € 1,5 milioni) come conseguenza delle minori attività di costruzione e trattamento acque rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio e a TWS (- € 0,3 milioni) derivanti dalla riduzione del margine di costruzione e direzione lavori a seguito dello slittamento delle commesse.
L'EBIT risulta pari ad € 300,0 milioni e segna un decremento di € 48,3 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Si espone di seguito il dettaglio delle voci che influenzano l'EBIT.
| € milioni | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti e riduzioni di valore | 322,8 | 285,2 | 37,5 | 13,2% |
| Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali | 43,9 | 42,9 | 0,9 | 2,2% |
| Accantonamenti e rilasci per rischi e oneri | 3,7 | 6,0 | (2,3) | (37,9%) |
| Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | 370,4 | 334,2 | 36,2 | 10,8% |
La variazione in aumento degli ammortamenti e riduzione di valore (+ € 37,5 milioni) è legata in prevalenza agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti precedentemente in corso con particolare riferimento alle società dell'area idrico (+ € 15,4 milioni) nonché ai maggiori ammortamenti registrati da areti (+ € 4,9 milioni), da Acea Energia (+ € 3,6 milioni) derivanti dai maggiori investimenti in software applicativo e dagli ammortamenti del contract cost e dai maggiori ammortamenti registrati da Acea Ambiente (+ € 3,8 milioni) derivanti anche dagli effetti conseguenti all'acquisizione del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" avvenuto a giugno 2022 ma con effetto sugli ammortamenti a partire dal mese di novembre 2022. Su tale voce la variazione dall'area di consolidamento influisce per complessivi € 4,6 milioni.
Le svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali risultano in lieve aumento rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente (+ € 0,9 milioni) e mantengono sostanzialmente la stessa incidenza sui ricavi complessivi del Gruppo (1,9% a giugno 2023 verso 1,8% a giugno 2022); tale risultato, in assenza di particolari criticità nell'attività di incasso registrate nell'esercizio in corso, è riconducibile alla crescita del business e alla conferma dello "stress di scenario" introdotto nel 2022 sulle principali società del Gruppo, finalizzato ad anticipare potenziali deterioramenti del merito creditizio dei clienti non desumibili dalle performance attuali ma derivanti da "modelli satellite" basati su dati macro-economici e business information.
Gli accantonamenti ed i rilasci per rischi e oneri risultano in riduzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (- € 2,3 milioni) spiegato in prevalenza dal rilascio del fondo rischi legale di ACEA Ato5 per € 1,2 milioni in seguito alla sentenza del Tribunale Civile di Frosinone del 31 maggio 2023 che in particolare ha dichiarato estinto il debito per canoni concessori dovuti da ACEA Ato5 in favore dell'AATO5 per il periodo 2007/2011 per effetto dei pagamenti eseguiti. Di conseguenza si è proceduto ad eliminare dal fondo l'importo di € 1,2 milioni precedentemente accantonato, in via prudenziale con riferimento all'oggetto, a seguito di CTU disposta dal giudice (per ulteriori informazioni si rinvia al paragrafo dell'area Idrico).
Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 67,4 milioni in crescita rispetto al medesimo periodo del 2022 di € 23,7 milioni come conseguenza i) dei maggiori interessi su prestiti obbligazionari derivanti principalmente dalla nuova emissione da € 700 milioni della Capogruppo (+ € 12,0 milioni); ii) di maggiori interessi su finanziamenti a medio-lungo termine (+ € 8,9 milioni) di cui € 6,7 milioni relativi sempre alla Capogruppo; iii) maggiori interessi per indebitamento a breve verso banche (+€ 3,5 milioni) in prevalenza imputabili a Gori; iv) maggiori oneri per commissioni su cessione crediti (+ € 5,1 milioni); v) e maggiori oneri per interessi moratori (+ € 5,2 milioni) di cui € 4,4 milioni imputabili ad Acea Energia. L'incremento degli oneri finanziari è parzialmente compensato dall'incremento degli interessi attivi su crediti a breve (+ € 7,6 milioni) di cui € 6,4 milioni relativi agli interessi attivi sui depositi a breve della Capogruppo e maggiori interessi attivi verso clienti per € 2,5 milioni (di cui Gori € 1,2 milioni) il cui incremento deriva in prevalenza dall'incremento dei tassi di mercato e altri proventi finanziari (+ € 1,9 milioni) legati in prevalenza al superbonus ottenuto sui lavori per efficientamento energetico di Acea Innovation.
Si informa che il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 2,02% contro l'1,40% del medesimo periodo dell'esercizio precedente.
I proventi e oneri da partecipazioni evidenziano proventi netti per € 0,7 milioni in riduzione di € 18,4 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Tale riduzione è dovuta all'iscrizione nel 2022 degli effetti plusvalenti derivanti dalla cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici nell'ambito dell'accordo siglato con il fondo britannico di investimento Equitix. Tali effetti erano conseguenti il deconsolidamento delle attività in dismissione al 31 dicembre 2021 e comprendevano nel semestre 2022 la valutazione provvisoria delle attività e passività relative al secondo closing, classificate in IFRS5, che hanno generato una plusvalenza netta pari ad € 18,8 milioni.
La stima del carico fiscale è pari a € 71,2 milioni contro € 125,7 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio; il decremento complessivo deriva in parte dal minor utile ante imposte. Il tax rate al 30 giugno 2023 si attesta così al 30,5% ed era il 38,8% al 30 giugno 2022; il tax rate del precedente periodo comprendeva l'iscrizione per € 28,5 milioni del contributo solidaristico straordinario di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti) pertanto il tax rate normalizzato risultava pari al 30,0%.
Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 142,5 milioni e segna una diminuzione di € 40,6 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio che risente degli effetti one-off sul 2022 precedentemente commentati.
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari
| Dati patrimoniali (€ milioni) | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività e Passività non correnti | 8.046,1 | 7.846,9 | 199,1 | 2,5% | 7.300,0 | 746,0 | 10,2% |
| Circolante Netto | (518,6) | (652,0) | 133,4 | (20,5%) | (533,6) | 14,9 | (2,8%) |
| Capitale Investito Netto | 7.527,4 | 7.194,9 | 332,5 | 4,6% | 6.766,4 | 761,0 | 11,2% |
| Indebitamento Finanziario Netto | (4.798,3) | (4.439,7) | (358,6) | 8,1% | (4.212,1) | (586,2) | 13,9% |
| Totale Patrimonio Netto | (2.729,1) | (2.755,2) | 26,1 | (0,9%) | (2.554,4) | (174,7) | 6,8% |
Attività e Passività non correnti
Rispetto al 31 dicembre 2022 le attività e passività non correnti aumentano di € 199,1 milioni (+ 2,5%); la variazione si riferisce a dinamiche di segno opposto come di seguito evidenziato: i) incremento delle immobilizzazioni (+ € 258,1 milioni) come conseguenza degli investimenti e delle acquisizioni del periodo al netto degli ammortamenti; ii) incremento della voce partecipazioni in controllate non consolidate e collegate (+ € 10,8 milioni) in prevalenza dovuta ai risultati di periodo e alla variazione di perimetro; iii) incremento delle altre attività non correnti (+ € 55,7 milioni) principalmente dovuto all'effetto netto tra l'incremento dei crediti a lungo per accounting regolatorio e per conguagli tariffari (+ € 33,0 milioni) e delle imposte differite attive (+ € 29,6 milioni) in prevalenza iscritte dalla Capogruppo in relazione alla perdita maturata nel periodo; iv) incremento del fondo rischi e oneri principalmente per l'accantonamento del fondo imposte infrannuale per € 91,2 milioni; v) decremento delle altre passività non correnti (- € 41,8 milioni) la cui variazione deriva dai minori contributi in conto impianti e minori acconti da utenti.
| € milioni | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni materiali/immateriali | 7.641,1 | 7.383,0 | 258,1 | 3,5% | 6.905,1 | 736,0 | 10,7% |
| Partecipazioni | 362,7 | 351,9 | 10,8 | 3,1% | 360,9 | 1,9 | 0,5% |
| Altre attività non correnti | 900,2 | 844,6 | 55,7 | 6,6% | 851,0 | 49,2 | 5,8% |
| TFR e altri piani e benefici definiti | (110,3) | (113,0) | 2,7 | (2,4%) | (111,0) | 0,7 | (0,7%) |
| Fondi rischi e oneri | (304,4) | (218,0) | (86,4) | 39,6% | (293,4) | (11,0) | 3,7% |
| Altre passività non correnti | (443,4) | (401,5) | (41,8) | 10,4% | (412,5) | (30,9) | 7,5% |
| Attività e Passività non correnti | 8.046,1 | 7.846,9 | 199,1 | 2,5% | 7.300,0 | 746,0 | 10,2% |
Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi ad € 547,7 milioni, compensati dagli ammortamenti e dalle riduzioni di valore per complessivi € 322,8 milioni.
Di seguito gli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale.
| Investimenti (€ milioni) | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 18,3 | 18,5 | (0,2) | (0,9%) |
| Commerciale e Trading | 23,7 | 20,6 | 3,1 | 15,1% |
| Estero | 1,7 | 1,6 | 0,1 | 3,8% |
| Idrico | 337,5 | 259,7 | 77,8 | 29,9% |
| Infrastrutture energetiche | 128,8 | 135,9 | (7,1) | (5,2%) |
| Generazione | 25,3 | 19,5 | 5,8 | 29,7% |
| Ingegneria e servizi | 2,3 | 1,8 | 0,5 | 25,4% |
| Corporate | 10,3 | 12,7 | (2,4) | (19,0%) |
| Totale Investimenti | 547,7 | 470,2 | 77,5 | 16,5% |
L'Area Ambiente ha realizzato investimenti per € 18,3 milioni e rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente diminuiscono di € 0,2 milioni. Gli investimenti dell'area si riferiscono principalmente ad Acea Ambiente (€ 9,8 milioni) e riguardano miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore, Monterotondo Marittimo e nell'impianto di WTE di Terni. Contribuiscono alla variazione in aumento gli investimenti realizzati da A.S. Recycling (€ 3,7 milioni) per la costruzione dell'impianto di selezione CSS di Borgorose e da Cavallari (€ 1,0 milioni).
L'Area Commerciale e Trading fa registrare investimenti per € 23,7 milioni in aumento rispetto al 30 giugno 2022 per € 3,1 milioni. Gli investimenti, riferibili in gran parte ad Acea Energia (€ 21,0 milioni) sono in prevalenza relativi al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 15,2 milioni). Contribuiscono, inoltre, agli investimenti dell'area i progetti di smart services ed e-mobility di Acea Innovation per € 1,7 milioni.
L'Area Estero registra investimenti per € 1,7 milioni; in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ € 0,1 milioni) riferibili principalmente ad Aguas de San Pedro.
L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 337,5 milioni, con una variazione in aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio di € 77,8 milioni. In particolare, si registrano maggiori investimenti di ACEA Ato2 (+ € 36,8 milioni), ACEA Ato5 (+ € 7,6 milioni), Gori (+ € 22,4 milioni) e Acquedotto del Fiora (+ € 7,6 milioni). Essi si riferiscono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici). La variazione di perimetro inerente al consolidamento di ASM Terni incide sull'incremento per € 1,8 milioni. Con riferimento ad ACEA Ato2 tali investimenti risultano in linea con la crescita prevista dal piano degli interventi approvato dall'ente d'ambito a novembre 2022.
L'Area Infrastrutture Energetiche contribuisce al totale degli investimenti per € 128,8 milioni e fa registrare una diminuzione di € 7,1 milioni rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente per minori interventi sulla qualità tecnica degli asset. Gli investimenti effettuati si riferiscono ad areti e sono dovuti principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore dell'Illuminazione Pubblica contribuisce per € 0,6 milioni.
L'Area Generazione ha realizzato investimenti per € 25,3 milioni in diminuzione rispetto al 30 giugno 2022 di € 5,8 milioni per effetto dei maggiori investimenti registrati da Acea Solar (+ € 6,7 milioni) afferenti i progetti di sviluppo del fotovoltaico; compensa tale incremento nel comparto fotovoltaico SF Island (- € 0,7 milioni). Gli investimenti di Acea Produzione risultano pari ad € 3,3 milioni, in linea con quelli del medesimo periodo del precedente esercizio, e riguardano prevalentemente i lavori di riqualificazione e manutenzione degli impianti idroelettrici (€ 1,2 milioni), l'estensione ed il risanamento della rete del teleriscaldamento (€ 1,0 milione) e i lavori sulla centrale di Tor di Valle (€ 0,2 milioni); completano il saldo gli investimenti relativi ad infrastrutture tecnologiche e fotovoltaico.
L'Area Ingegneria e servizi fa registrare investimenti per € 2,3 milioni, in prevalenza imputabili ad Acea Elabori (€ 1,6 milioni) e SIMAM (€ 0,5 milioni).
L'Area Corporate ha realizzato investimenti per € 10,3 milioni (€ 12,7 milioni al 30 giugno 2022) in prevalenza per licenze software, sviluppi informatici e hardware oltre che ad investimenti sulle sedi ad uso aziendale.
Le partecipazioni aumentano di € 10,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2022. La variazione è determinata dall'incremento relativo alla valutazione del periodo delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (+ € 12,8 milioni), alla variazione di perimetro (+ € 2,7 milioni) e all'OCI (- € 1,6 milioni).
Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra una diminuzione di € 2,7 milioni, prevalentemente dovuta alla diminuzione del tasso utilizzato (dal 3,95% del 31 dicembre 2022 al 3,74% del 30 giugno 2023).
I Fondi rischi ed oneri aumentano per € 86,4 milioni rispetto alla fine dell'esercizio precedente principalmente in conseguenza dell'accantonamento delle imposte di periodo pari ad € 91,2 milioni. Gli utilizzi del periodo sono pari ad € 2,2 milioni. Si espone di seguito il dettaglio per natura dei fondi:
| € milioni | 31/12/2022 | Utilizzi | Accantonamenti | Rilascio per Esubero Fondi |
Riclassifiche / Altri Movimenti |
30/06/2023 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Legale | 14,6 | (1,5) | 0,5 | (1,5) | (0,3) | 11,8 |
| Fiscale | 5,7 | 0,0 | 0,1 | 0,0 | 0,0 | 5,9 |
| Rischi regolatori | 31,6 | (0,5) | 1,6 | (0,5) | 0,0 | 32,1 |
| Partecipate | 8,2 | (2,1) | 0,5 | 0,0 | 2,1 | 8,7 |
| Rischi contributivi | 1,5 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 1,5 |
| Franchigie assicurative | 10,9 | (1,4) | 1,0 | 0,0 | 0,0 | 10,4 |
| Altri rischi ed oneri | 28,0 | (1,8) | 2,9 | (1,1) | (1,9) | 26,2 |
| Totale Fondo Rischi | 100,4 | (7,4) | 6,6 | (3,1) | (0,1) | 96,5 |
| Esodo e mobilità | 28,0 | (1,2) | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 26,8 |
| Post mortem | 68,3 | (0,2) | 0,0 | 0,0 | 3,4 | 71,5 |
| F.do Oneri verso altri | 21,3 | (0,8) | 0,2 | 0,0 | (2,4) | 18,3 |
| Fondo Imposte Infrannuali | 0,0 | 0,0 | 91,2 | 0,0 | 0,0 | 91,2 |
| Totale Fondo Oneri | 117,6 | (2,2) | 91,4 | 0,0 | 1,1 | 207,8 |
| Totale Fondo Rischi ed Oneri | 218,0 | (9,6) | 98,0 | (3,1) | 1,0 | 304,4 |
Circolante netto
La variazione del circolante netto rispetto al 31 dicembre 2022 deriva in dall'effetto combinato della diminuzione dei crediti correnti per € 48,3 milioni, dell'incremento delle altre attività correnti (+ € 52,6 milioni), della diminuzione dei debiti correnti per € 163,4 milioni, dell'incremento delle altre passività correnti per € € 53,6 milioni e delle maggiori rimanenze di periodo (+ € 19,3 milioni).
| € milioni | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti Correnti | 1.219,1 | 1.267,4 | (48,3) | (3,8%) | 1.143,3 | 75,8 | 6,6% |
| - di cui utenti/clienti | 1.152,8 | 1.216,1 | (63,4) | (5,2%) | 1.070,6 | 82,2 | 7,7% |
| - di cui Roma Capitale | 47,1 | 37,7 | 9,5 | 25,1% | 61,2 | (14,1) | (23,0%) |
| - di cui verso Controllate e Collegate | 19,3 | 13,7 | 5,6 | 41,0% | 11,5 | 7,8 | 67,8% |
| Rimanenze | 123,8 | 104,5 | 19,3 | 18,5% | 97,7 | 26,1 | 26,7% |
| Altre Attività correnti | 537,7 | 485,1 | 52,6 | 10,8% | 491,1 | 46,6 | 9,5% |
| Debiti Correnti | (1.686,6) | (1.850,0) | 163,4 | (8,8%) | (1.668,9) | (17,7) | 1,1% |
| - di cui Fornitori | (1.654,8) | (1.802,6) | 147,8 | (8,2%) | (1.591,7) | (63,1) | 4,0% |
| - di cui Roma Capitale | (25,0) | (40,3) | 15,3 | (37,9%) | (71,3) | 46,2 | (64,9%) |
| - di cui verso Controllate e Collegate | (6,8) | (7,1) | 0,3 | (4,7%) | (6,0) | (0,8) | 13,5% |
| Altre Passività Correnti | (712,7) | (659,1) | (53,6) | 8,1% | (596,8) | (115,9) | 19,4% |
| Circolante Netto | (518,6) | (652,0) | 133,4 | (20,5%) | (533,6) | 14,9 | (2,8%) |
I crediti verso utenti e clienti, al netto del fondo svalutazione crediti, ammontano a € 1.152,8 milioni e risultano in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2022 di € 63,3 milioni. Si segnala: i) un incremento dei crediti dell'Area idrico per € 86,5 milioni principalmente imputabili ad Acea Ato2 (+ € 46,9 milioni), ASM Terni (+ € 11,2 milioni), SII (+ € 8,3 milioni), Acea Ato5 (+ € 7,4 milioni), Gori (+ € 4,9 milioni) e Acquedotto del Fiora (+ € 4,8 milioni); ii) un incremento dei crediti dell'Area Infrastrutture Energetiche per € 21,5 milioni riferita ad areti; iii) un incremento dei crediti dell'Area Ambiente per € 8,5 milioni riferibili principalmente a Deco (+ € 5,5 milioni), Cavallari (+ € 1,5 milioni) e Aquaser (+ € 0,8 milioni); iv) una riduzione dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per € 178,0 milioni principalmente imputabili ad Acea Energia (- € 170,1 milioni) ed Umbria Energy (- € 11,2 milioni) parzialmente compensati da un aumento registrato da Acea Innovation (+ € 4,4 milioni).
Il fondo svalutazione crediti ammonta ad € 653,2 milioni in aumento rispetto al 31 dicembre 2022 (era pari a € 615,5 milioni). Nel corso del primo semestre del 2023 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 616,8 milioni di cui € 115,0 milioni verso la Pubblica Amministrazione.
In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 giugno 2023 il saldo netto risulta a credito per il Gruppo per € 4,3 milioni (al 31 dicembre 2022 il saldo a credito risultava pari a € 1,7 milioni).
Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 35,9 milioni dovuto principalmente alla maturazione del periodo compensato in parte dagli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni del periodo:
- maggiori crediti di ACEA Ato2 per somministrazione di acqua per € 26,8 milioni;
- maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 26,4 milioni;
- incasso/compensazione di crediti di ACEA Ato2 per somministrazione acqua per € 18,1 milioni.
In riferimento ai debiti si registra un decremento di € 33,3 milioni rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:
- maggiori debiti per l'iscrizione del 50% dei dividendi azionari anno 2022 per € 46,2 milioni. A fine giugno 2023, in corrispondenza dello stacco cedola, Acea ha corrisposto l'altro 50% dei dividendi dovuti per l'anno 2022 (€ 46,2 milioni);
- maggiori debiti per l'iscrizione del canone di concessione di ACEA Ato2 per il primo semestre 2023 per € 13,2 milioni;
- pagamento dei canoni di concessione di ACEA Ato2 degli anni 2021 e 2022 per € 26,6 milioni;
- maggiori debiti di ACEA Ato2 per l'iscrizione dei dividendi azionari anno 2022 per € 2,4 milioni;
- areti ha corrisposto ai municipi le somme dovute per licenze di scavi stradali per un ammontare complessivo di € 2,2 milioni riferiti all'anno precedente.
Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: ACEA S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e di areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.
Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.
La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta sia per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.
| Crediti verso Roma Capitale | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| A) | A) - B) | ||
| Crediti per utenze | 41,8 | 32,9 | 8,8 |
| Fondi svalutazione | (1,7) | (1,7) | 0,0 |
| Totale crediti da utenza | 40,0 | 31,2 | 8,8 |
| Crediti per lavori e servizi idrici | 3,8 | 3,8 | 0,0 |
| Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici | 0,7 | 0,6 | 0,1 |
| Fondi svalutazione | (2,2) | (2,2) | 0,0 |
| Crediti per lavori e servizi elettrici | 4,7 | 4,4 | 0,3 |
| Crediti lavori e servizi - da emettere | 0,4 | 0,2 | 0,2 |
| Fondi svalutazione | (0,3) | (0,3) | 0,0 |
| Totale crediti per lavori | 7,1 | 6,5 | 0,6 |
| Totale crediti commerciali | 47,1 | 37,7 | 9,5 |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse | 148,1 | 135,1 | 12,9 |
| Fondi svalutazione | (58,0) | (58,0) | (0,0) |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere | 55,0 | 36,3 | 18,7 |
| Fondi svalutazione | (9,0) | (5,4) | (3,6) |
| Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica | 3,2 | 4,8 | (1,6) |
| Totale crediti illuminazione pubblica | 139,2 | 112,8 | 26,4 |
| Totale Crediti | 186,3 | 150,5 | 35,9 |
| Debiti verso Roma Capitale | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione |
| Debiti per addizionali energia elettrica | (5,5) | (5,5) | (0,0) |
| Debiti per canone di Concessione | (14,2) | (27,6) | 13,4 |
| Altri debiti | (7,9) | (9,8) | 1,9 |
| Debiti per dividendi | (154,5) | (105,9) | (48,5) |
| Totale debiti | (182,0) | (148,8) | (33,3) |
| Saldo netto credito debito | 4,3 | 1,7 | 2,6 |
I debiti correnti diminuiscono per effetto del decremento dello stock dei debiti verso fornitori (+ € 147,8 milioni). Tale effetto è in parte influenzato dalla diminuzione registrata da Acea Energia (- € 110,6 milioni), areti (- € 36,1 milioni), e ACEA (- € 29,6 milioni) parzialmente compensato dall'incremento di ACEA Ato2 (€ 18,8 milioni) ed Umbria Energy (€ 9,6 milioni).
Le Altre Attività e Passività Correnti registrano un incremento di attività di € 52,6 milioni e un incremento di passività di € 53,6 milioni, rispetto all'esercizio precedente. In dettaglio le altre attività aumentano per l'effetto contrapposto : (i) dell'incremento dei crediti Ires (+€ 36,0 milioni) e degli altri crediti tributari (+ € 41,8 milioni) riferiti principalmente ad Acea Energia ed Acea Innovation in relazione a crediti maturati sui progetti di efficientamento energetico; (ii) dell'aumento dei risconti attivi per € 15,4 milioni; (iii) della diminuzione dei crediti IVA (- € 21,0 milioni) prevalentemente imputabili alla Capogruppo; iv) dai minori crediti verso l'AATO (- € 6.740 mila) relativi a SII per effetto della fatturazione di poste a conguaglio; v) della diminuzione del valore degli strumenti derivati attivi su commodities (- € 12,5 milioni). In dettaglio le passività correnti aumentano per effetto dell'incremento dei debiti verso Cassa Conguaglio imputabili ad areti (+ € 67,4 milioni) dovuto alla variazione del quadro normativo relativo al Bonus Sociale e alla reintroduzione degli oneri generali di sistema nel secondo trimestre 2023 e ad Acea Energia (+ € 21,1 milioni) per effetto della copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela, dell'incremento dei risconti passivi (+ € 17,5 milioni) imputabili ad ASM Terni in relazione alla quota TARIC di competenza aprile-dicembre 2023, compensati in parte dal pagamento del debito relativo all'acquisto del 35% di Deco per € 33,5 milioni e del debito per l'acquisto del 30% di SIMAM per € 13,0 milioni e dalla riduzione debito per contributo solidaristico straordinario ex art. 37 del DL 21/2022 riferibile ad Acea Produzione (- € 18,4 milioni).
Patrimonio netto
Il patrimonio netto ammonta ad € 2.729,1 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 26,1 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla maturazione dell'utile dei primi sei mesi del 2023, dalla distribuzione dei dividendi e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali.
Indebitamento finanziario netto
L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 358,6 milioni, passando da € 4.439,7 milioni della fine dell'esercizio 2022 a € 4.798,3 milioni del 30 giugno 2023.
| € milioni | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A) Disponibilità Liquide | 277,7 | 559,9 | (282,2) | (50,4%) | 625,6 | (347,9) | (55,6%) |
| B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide |
0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| C) Altre attività finanziarie correnti |
729,6 | 342,1 | 387,5 | 113,3% | 526,2 | 203,4 | 38,7% |
| D) Liquidità (A + B + C) | 1.007,3 | 902,0 | 105,3 | 11,7% | 1.151,8 | (144,5) | (12,5%) |
| E) Debito finanziario corrente | (240,9) | (165,4) | (75,5) | 45,6% | (256,3) | 15,3 | (6,0%) |
| F) Parte corrente del debito finanziario non corrente |
(165,0) | (454,0) | 289,0 | (63,7%) | (422,9) | 257,9 | (61,0%) |
| G) Indebitamento finanziario corrente (E + F) |
(405,9) | (619,4) | 213,5 | (34,5%) | (679,1) | 273,2 | (40,2%) |
| H) Indebitamento finanziario corrente netto (G + D) |
601,4 | 282,6 | 318,8 | 112,8% | 472,7 | 128,8 | 27,2% |
| I) Debito finanziario non corrente |
(5.399,7) | (4.722,3) | (677,4) | 14,3% | (4.684,7) | (715,0) | 15,3% |
| J) Strumenti di debito | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti |
0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) |
(5.399,7) | (4.722,3) | (677,4) | 14,3% | (4.684,7) | (715,0) | 15,3% |
| Totale indebitamento finanziario netto (H + L) |
(4.798,3) | (4.439,7) | (358,6) | 8,1% | (4.212,1) | (586,2) | 13,9% |
L'indebitamento finanziario non corrente registra un incremento pari € 677,4 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2022. Tale variazione deriva dall'incremento dei prestiti obbligazionari per € 699,9 milioni compensato in parte dal decremento dei debiti per finanziamenti a medio lungo termine per € 41,5 milioni, come riportato nella tabella che segue:
| € milioni | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 4.534,3 | 3.834,5 | 699,9 | 18,3% | 3.837,8 | 696,6 | 18,2% |
| Finanziamenti a medio - lungo termine |
773,0 | 814,4 | (41,5) | (5,1%) | 809,0 | (36,0) | (4,5%) |
| Debiti finanziari IFRS16 | 92,4 | 73,4 | 19,0 | 25,9% | 37,9 | 54,5 | 143,6% |
| Debito finanziario non corrente | 5.399,7 | 4.722,3 | 677,4 | 39,1% | 4.684,7 | 715,0 | 157,3% |
Le obbligazioni pari a € 4.534,3 milioni al 30 giugno 2023 registrano un incremento di complessivi € 699,9 milioni per il collocamento in data 17 gennaio 2023 a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 5 miliardi, di un Green Bond per un importo iniziale di € 500 milioni incrementato in data 3 febbraio 2023 con il "TAP ISSUE" per ulteriori € 200 milioni (tasso 3,875% e scadenza al 24 gennaio 2031).
I finanziamenti a medio – lungo termine pari ad € 773,0 milioni registrano un decremento complessivo di € 41,5 milioni dovuto principalmente alla Capogruppo (- € 15,6 milioni) e ad areti (- € 13,7 milioni). Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio – lungo e a breve termine (esclusa la quota di applicazione dell'IFRS16) suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.
| € milioni | Debito residuo Totale |
Entro il 30/06/2024 | Dal 30/06/2024 al 30/06/2028 |
Oltre il 30/06/2028 |
|---|---|---|---|---|
| a tasso fisso | 276,8 | 32,5 | 140,2 | 104,1 |
| a tasso variabile | 434,6 | 86,4 | 173,1 | 175,2 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 199,1 | 18,7 | 131,7 | 48,6 |
| Totale | 910,5 | 137,6 | 445,1 | 327,9 |
Il fair value degli strumenti derivati di copertura complessivamente pari ad € 13,0 è composto principalmente da quello di Gori positivo per € 6,2 milioni (al 31 dicembre 2022 era positivo per € 6,6 milioni), quello di Acquedotto del Fiora positivo per € 5,2 milioni (al 31 dicembre 2022 era positivo per € 5,5 milioni) e quello di SII positivo per € 1,5 milioni (al 31 dicembre 2022 era positivo per € 1,6 milioni). I fair value positivi sono esposti nelle "Attività finanziarie non correnti" e non sono considerati nel saldo dei finanziamenti correlati.
La componente a breve termine è positiva per € 601,4 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2022, evidenzia un miglioramento pari ad € 318,8 milioni da imputare per € 343,4 milioni alla Capogruppo, compensati da Acea Produzione per € 8,9 milioni, da Gori per € 8,7 milioni e da Acquedotto del Fiora per € 5,7 milioni. La variazione della Capogruppo è generata principalmente da maggiori depositi a breve per € 360,0 milioni dalla riduzione della disponibilità liquida per € 278,7 milioni, da scoperti di conto corrente per € 20,5 milioni e dalla riduzione dei debiti finanziari a breve per rimborso del prestito obbligazionario scaduto per € 300,0 milioni.
Si segnala che l'indebitamento finanziario netto comprende € 154,4 milioni di debiti verso Roma Capitale per dividendi deliberati da distribuire e non comprende altri debiti per circa € 10,6 milioni relativi alle opzioni per l'acquisto di quote azionarie delle Società già detenute.
È necessario evidenziare che le società di vendita del Gruppo sono quelle maggiormente impattate dallo scenario macroeconomico derivante dal conflitto Russo-Ucraino. Si rileva che nel semestre 2023 la riduzione dei prezzi sul mercato energetico ha prodotto un sostanziale recupero dell'assorbimento di capitale circolante che aveva invece caratterizzato la seconda metà del 2022 generando di conseguenza un netto miglioramento dell'indebitamento finanziario del Gruppo.
Si informa che al 30 giugno 2023, la Capogruppo dispone di linee committed per € 700,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 425,0 milioni di cui € 21,0 milioni utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.
Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:
- Fitch "BBB+";
- Moody's "Baa2".
Contesto di riferimento
Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA
Nel primo semestre 2023, i mercati azionari globali hanno evidenziato complessivamente un andamento positivo. La Borsa di Milano è stata la migliore tra i principali listini europei, il FTSE MIB è cresciuto di circa il 19%.
Nel periodo oggetto di analisi l'attenzione degli Investitori istituzionali ha continuato ad essere focalizzata sulle prospettive dell'economia globale e sulle decisioni in materia di politica monetaria.
Il titolo ACEA ha registrato il 30 giugno 2023 un prezzo di chiusura pari a 11,98 euro (capitalizzazione: 2. 551,3 milioni di euro), in flessione (-7,3%) da inizio anno. Il valore massimo di 14,42 euro è stato raggiunto il 7 febbraio, mentre il valore minimo di 11,87 euro il 29 giugno.
Nel corso del periodo oggetto di analisi, i volumi medi giornalieri sono stati superiore a 125.000.
(Fonte Bloomberg)
Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo ACEA confrontato con gli indici di Borsa.
(grafico normalizzato ai valori di Acea – Fonte Bloomberg)
| Var.% al 30/06/2023 (rispetto al 31/12/22) |
|
|---|---|
| Acea | -7,3% |
| FTSE Italia All Share | +17,8% |
| FTSE Mib | +19,1% |
| FTSE Italia Mid Cap | +8,5% |
| MIB ESG | +17,7% |
Mercato energetico
Relativamente allo scenario di mercato elettrico nazionale, la domanda di energia elettrica nei primi sei mesi 2023 è stata pari a 150.626 GWh (dati Terna), in riduzione del 4,6% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. La riduzione dei consumi, già osservata sui primi tre mesi dell'anno per temperature miti e rallentamento economico causa caro-bollette, è andata aggravandosi nel corso del secondo trimestre, che ha visto il consolidarsi di una flessione della produzione industriale estesa a tutti i principali comparti, oltre all'effetto di una primavera più fresca (-1,5°C rispetto al secondo trimestre 2022) che ha ritardato la stagione di raffreddamento da condizionatori.
La produzione di energia, al netto degli autoconsumi e dei consumi da pompaggio (14.451 GWh, +11,8%), è stata pari a 110.079 GWh, in riduzione dell'11% rispetto al primo semestre 2022, ed ha coperto il 73% del fabbisogno, mentre ha fatto registrare un importante apporto positivo l'import netto, che si è attestato su 26.096 GWh (+21,9%) e ha contribuito per il 17,3% al soddisfacimento della domanda, sostituendo una quota della fonte termoelettrica (67.364 GWh, -18,8%). Passando alle rinnovabili, nonostante 3 GW di capacità installata di fotovoltaico in più rispetto a un anno fa (con trend di autoconsumo da fotovoltaico in crescita anno su anno), la produzione solare ha fatto registrare un dato solo leggermente superiore ai primi sei mesi del 2022 (12.086 GWh, +1,5%) e sul secondo trimestre del +0,8%, anche per effetto di una primavera piuttosto instabile e piovosa, che ha invece comportato un +26,1% di produzione da fonte idrica tra aprile e giugno (sui primi sei mesi: 16.626 GWh, +14,9%). Chiudono il semestre in riduzione rispetto a un anno fa la fonte eolica (11.349 GWh, -1,8%) e geotermica (2.654 GWh, -3%).
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel primo semestre 2023 ha consuntivato un valore medio di 136,1 €/MWh, con una riduzione del 45% rispetto ai primi sei mesi del 2022, mentre il solo secondo trimestre ha mostrato un valore medio di 115,24 €/MWh (-54% rispetto al secondo trimestre 2022) e minimo giornaliero di 61 €/MWh registrato a inizio giugno (valore che non si riscontrava da maggio 2021). Occorre tuttavia segnalare che dalla metà di giugno i prezzi PUN (così come quelli a termine) hanno subito un'inversione di tendenza piuttosto brusca e rialzi giornalieri fino a 130 €/MWh, per effetto di alcune tensioni sui mercati gas proprio all'imbocco della rampa di carico estiva.
Prezzo Unico Nazionale (PUN)
Per quanto concerne il gas naturale, la domanda nazionale nel primo semestre 2023 è stata pari a 31.440 Msmc (dati Snam Rete Gas), in forte calo del 16,7% rispetto ai primi sei mesi del 2022. Si conferma la distribuzione generalizzata su tutti i comparti già riscontrata sul solo primo trimestre per il combinato disposto di temperature favorevoli e comportamenti virtuosi di riduzione consumi, ma senza dimenticare gli effetti di una latente crisi economica alimentata da caro-prezzi e inflazione ancora elevata. La distribuzione, comprensiva di residenziali e PMI, ha chiuso il semestre con una riduzione del 14,8% rispetto a un anno fa (15.691 Msmc), mentre il comparto industriale ha fatto registrare una riduzione dell'11,1% (5.865 Msmc), ancora in calo rispetto al primo semestre 2022 che aveva già mostrato primi segnali di trend negativo. Anche il comparto termoelettrico (9.885 Msmc, -22,3%) ha mantenuto il trend in riduzione di inizio anno, per via della parallela contrazione della domanda elettrica, ma anche per la ritrovata abbondanza di produzione idrica che ha sostituito parte di generazione elettrica da gas.
Tariffe per il servizio di trasporto
L'anno 2023 rappresenta l'ottavo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sotto-periodi.
Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)"_Allegato A alla delibera 568/2019/R/eel, "Il Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)"_ Allegato B alla delibera 568/2019/R/eel e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC)_ Allegato C alla delibera 568/2019/R/eel, pubblicati il 27 dicembre 2019.
L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le tariffe obbligatorie per l'anno 2023 sono state pubblicate con delibera 720/2022/R/eel per i servizi di distribuzione e misura
dell'energia elettrica per i clienti non domestici, con delibera 719/2022/R/eel per l'erogazione del servizio di trasmissione, con delibera 721/2022/R/eel relativa all'erogazione dei servizi di rete per i clienti domestici.
In data 16 maggio 2023, con Delibera 206/2023/R/eel, sono state pubblicate le tariffe di riferimento provvisorie 2023 per i servizi di distribuzione e di misura dell'energia elettrica per le imprese distributrici che servono almeno 25.000 punti di prelievo.
Si evidenzia inoltre che con la Delibera 154/2023/R/eel, pubblicata in data 11 aprile 2023, sono state definite le tariffe di riferimento definitive relative all'anno 2022.
Sono confermate le regole in vigore nel precedente sotto-periodo regolatorio rappresentate da:
- lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
- allungamento vite utili regolatorie;
- criteri di regolazione tariffaria: dis, cot, misura.
Relativamente al primo punto, l'ARERA ha confermato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).
Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie e verranno sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro i primi mesi dell'anno successivo.
L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).
Nel nuovo sotto-periodo l'ARERA ha confermato le vite utili regolatorie già stabilite precedentemente.
In data 23 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato la Delibera 614/2021/R/com del 23 dicembre 2021, con la quale ha fissato i criteri di determinazione del WACC per il periodo 2022 – 2027 ed ha stabilito, per l'anno 2022, un tasso di remunerazione del capitale investito, per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, pari al 5,2% confermato anche per l'anno 2023 con delibera 654/2022/R/com.
Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.
Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 568/2019, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale, considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.
Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.
L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:
- la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività del 1,3%);
- la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione, l'effetto di dismissioni, alienazioni
- la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.
Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA conferma un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione (unica tariffa per impresa omnicomprensiva per il servizio di distribuzione e di commercializzazione).
Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.
I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione e misura per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:
- perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
- perequazione dei ricavi di misura per il servizio in bassa tensione;
- perequazione dei costi di trasmissione;
- perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.
La perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione ha l'obiettivo di perequare il gettito derivante dal confronto tra i ricavi fatturati all'utenza attraverso la tariffa obbligatoria e i ricavi ammessi del distributore, calcolati attraverso la tariffa di riferimento dell'impresa.
Con la delibera 568/2019, l'ARERA dispone che l'ammontare di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione è ridotto di un ammontare pari al 50% dei ricavi netti derivanti dall'utilizzo dell'infrastruttura elettrica per finalità ulteriori rispetto al servizio elettrico, rilevati a consuntivo nell'anno n-2, qualora il predetto ricavo netto superi lo 0,5% del totale ricavo riconosciuto.
La perequazione dei costi di trasmissione ha l'obiettivo di rendere passante per il distributore il costo riconosciuto a Terna per il servizio di trasmissione (CTR) con quanto versato dai clienti finali attraverso la tariffa obbligatoria di trasmissione (TRAS).
Con la circolare n. 21/2023/ETL del 18 maggio 2023 CSEA ha invitato le imprese distributrici che accedono al regime individuale di riconoscimento dei costi ad esprimere la propria volontà a partecipare o meno al meccanismo di acconti per l'anno 2023. Areti ha comunicato la propria adesione a mezzo PEC in data 19 maggio 2023.
Con la delibera 449/2020/R/eel del 10 novembre 2020 è stato modificato l'algoritmo di calcolo della perequazione ΔL relativo al valore della differenza tra le perdite effettive e le perdite standard a decorrere dall'anno 2019; è stato modificato il fattore percentuale applicato a fini perequativi per le perdite commerciali di energia elettrica sulle reti con obbligo di connessione di terzi per la zona "centro" e per il livello di tensione BT, passando da 2% a 1,83%. Con la medesima delibera con decorrenza I° gennaio 2021, è stata modificata la Tabella 4 del TIS.
In data 21 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato il DCO 602/2021/R/eel in cui prospetta, per il biennio 2022 – 2023, la revisione dei fattori percentuali convenzionali per le perdite commerciali da applicare alle imprese distributrici per finalità perequative e la revisione dei fattori percentuali convenzionali di perdita da applicare ai fini del settlement del servizio di dispacciamento ai clienti finali a decorrere dal 1° gennaio 2023. Le imprese distributrici hanno inviato le proprie osservazioni entro il 31 gennaio 2022.
Tale procedimento di consultazione si è concluso con la pubblicazione della Delibera 117/2022/R/eel del 22 marzo 2022 con la quale l'Autorità ha fissato i fattori percentuali convenzionali relativi alle perdite commerciali da applicare all'energia elettrica a fini perequativi pari a 1,77% nella zona Centro, per il 2022 e 1,72% nella zona Centro per il 2023. Ha inoltre introdotto un cap al prezzo PAU da applicare, pari alla media aritmetica dei PAU medi annui 2016 – 2021.
Con specifica istanza da presentare entro maggio 2022, si prevede il riconoscimento delle perdite di rete imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili che si manifestano con entità eccezionale rispetto ai livelli riconosciuti convenzionalmente. Il riconoscimento è previsto esclusivamente in caso di saldo di perequazione netto negativo sul triennio 2019-2021 ed avrà un valore al più pari a quanto necessario ad azzerare tale saldo. In aggiunta, con istanza da presentare entro maggio 2024, è previsto il medesimo riconoscimento relativo al biennio 2022-2023. L'istanza relativa al riconoscimento delle perdite sul triennio 2019-2021 è stata presentata da areti a mezzo pec in data 31 maggio 2022.
In data 7 febbraio 2023 l'ARERA ha pubblicato la Delibera 42/2023/R/eel con la quale ha avviato il procedimento volto a verificare la sussistenza del diritto al riconoscimento dei prelievi fraudolenti non recuperabili dichiarati da Areti, la quantità di prelievi fraudolenti da ammettere al riconoscimento e il corrispondente valore economico. In esito a tale delibera, l'Autorità ha comunicato, a mezzo pec, le risultanze istruttorie del procedimento: - il riconoscimento oggetto dell'istanza è positivo (segnalando quindi una posizione a debito dell'impresa) ed è pari a circa 1M€; - i prelievi fraudolenti non recuperabili sono ammessi a riconoscimento esclusivamente per la fattispecie degli "stabili occupati" (138 GWh), non ammettendo a riconoscimento le fattispecie delle "vie a rischio" (36 GWh) e degli "ignoti" (7 GWh). Nell'ambito delle future sessioni di aggiornamento dei saldi di perequazione, CSEA riconoscerà ad areti il suddetto ammontare ed i relativi aggiornamenti annuali cui sono soggetti i saldi di perequazione relativi al triennio 2019-2021.
Si evidenzia che con Delibera 181/2023/R/eel del 4 maggio 2023, l'Autorità ha chiuso il procedimento avviato con la deliberazione 42/2023/R/eel dando mandato alla CSEA affinché riconosca ad areti il suddetto importo e i relativi aggiornamenti annuali cui sono soggetti i saldi di perequazione relativi al triennio 2019-2021, nell'ambito delle future sessioni di aggiornamento dei saldi di perequazione.
La perequazione dell'acquisto dell'energia elettrica fornita agli usi propri della trasmissione e della distribuzione continua ad essere disciplinata nel nuovo periodo regolatorio.
Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione. Con la determina 19/2020 del 13 novembre 2020, l'ARERA ha definito le modalità operative di gestione dei meccanismi di perequazione generale, confermando la metodologia di calcolo degli acconti con cadenza bimestrale.
Ulteriore impatto sulla perequazione è legato all'istruttoria conoscitiva avviata con delibera 58/2019/E/eel in merito alla regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano. L'Autorità, con provvedimento 491/2019/E/eel, ha prescritto ad areti di porre in essere - entro il 31 dicembre 2019 – le azioni necessarie per definire correttamente il punto di dispacciamento di esportazione relativo all'energia elettrica destinata punto di dispacciamento in esportazione, nonché per disporre dei dati di misura dell'energia elettrica ceduta.
In data 20 dicembre 2019, la società ha dato evidenza di aver adempiuto a quanto disposto.
L'Autorità ha ritenuto che gli elementi acquisiti costituiscano presupposto per l'avvio di un procedimento finalizzato ad accertare eventuali violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata al punto di dispacciamento in esportazione.
areti, nel mese di giugno 2020, ha presentato i propri impegni ai sensi della regolazione vigente che saranno rivisti alla luce delle risultanze comunicate da CSEA ed approvate da ARERA con delibera 262/2021/E/eel. Le relative partite economiche saranno in ogni caso liquidate al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel.
In data 5 aprile 2022, l'ARERA con Delibera 151/2022/S/eel ha dichiarato ammissibile e pubblicato la proposta di impegni presentata da areti. Seguiranno le seguenti fasi:
- entro il 7 maggio 2022 i terzi possono presentare osservazioni;
- entro 30 giorni dalla pubblicazione di eventuali osservazioni, areti potrà dare riscontro;
- approvazione definitiva degli impegni con delibera, nella quale saranno anche specificati i termini per la regolazione delle partite economiche e la decorrenza del monitoraggio.
Con la Delibera 355/2022/S/eel del 27 luglio 2022, l'ARERA ha approvato la proposta di impegni presentata da areti nell'ambito del procedimento sanzionatorio avviato per violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi.
Infine, con la delibera 576/2021/R/eel, l'ARERA ha previsto che per l'interconnessione verso i punti di dispacciamento in esportazione:
- a partire dal 1° gennaio 2022 vengano applicate solo le componenti variabili, espresse in c€/kWh, delle tariffe a copertura dei costi di trasporto previste al comma 15.1 del TIT (ad oggi vengono applicate sia le componenti fisse che variabili);
- a partire dal 1° aprile 2022 sia applicato ai fini della regolazione degli sbilanciamenti effettivi il prezzo di sbilanciamento per le unità non abilitate (e non più il prezzo zonale MGP);
- a partire dal 1° gennaio 2023 si applichi l'uplift all'energia effettivamente prelevata (ad oggi non applicato).
Nel medesimo provvedimento l'Autorità precisa che per la definizione del programma di prelievo dei punti di dispacciamento in esportazione non si debba più far riferimento all'intera banda ma l'utente del dispacciamento deve utilizzare la propria migliore stima dei prelievi. Il delta tra il valore della banda e il programma deve essere trattato come sbilanciamento a programma e valorizzato a PUN.
L'ARERA ha confermato la modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese, mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.
Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 0,7%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.
Si ricorda che con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, l'ARERA ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A. Al fine di presentare all'ARERA la relazione illustrativa sul piano di messa in servizio del sistema smart metering 2G, la società ha definito un progetto di sviluppo di tale sistema con l'obiettivo di sostituire l'attuale sistema di contatori elettronici.
A partire dall'anno 2017, l'ARERA stabilisce, nella stessa delibera, che ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.
In data 20 marzo 2019, con il documento di consultazione 100/2019/R/eel, l'Autorità introduce un aggiornamento per il triennio 2020- 2022 delle disposizioni in materia di determinazione e riconoscimento dei costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G). In particolare, le proposte riportate nel documento di consultazione includono:
- la possibilità di fissare obblighi sulle tempistiche di messa in servizio dei sistemi 2G unitamente alla modulazione del "piano convenzionale" al fine di ridurre il rischio "Paese a due velocità"; l'aggiornamento e la semplificazione delle disposizioni relative all'ammissione al percorso abbreviato delle imprese che avviano in tale triennio il proprio piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G;
- la valutazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 93/2017 in tema di verificazione periodica dei misuratori di energia elettrica e degli extra-costi che ne potrebbero derivare;
- la possibilità di introdurre disposizioni per quantificare le penalità da applicare in caso di mancato rispetto dei livelli attesi di performance dei sistemi di smart metering 2G.
Segue la delibera 306/2019/R/eel in data 16 luglio, che conferma gli orientamenti presentati nel precedente documento di consultazione. In particolare:
- l'Autorità fissa il 2022 come termine ultimo per l'avvio dei piani di messa in servizio dei sistemi 2G e stabilisce che la fase massiva di sostituzione dei misuratori dovrà essere conclusa entro il 2026 (con un target pari al 95% dei misuratori inclusi nel piano). Inoltre, allo scopo di evitare il rischio "Paese a due velocità", è stata introdotta una nuova modalità di calcolo del "piano convenzionale" per le imprese che non hanno ancora presentato il piano di messa in servizio.
- A partire dal 4° anno di ciascun PMS2, a maggior tutela degli utenti del servizio, vengono introdotte penalità per mancato rispetto dei livelli di performance attesi, con tetti annuali e pluriennali delle penalizzazioni.
- La vita utile regolatoria per le categorie di cespite relative al servizio di misura dell'energia elettrica in bassa tensione da applicarsi agli investimenti in sistemi di smart metering 2G è pari a 15 anni.
- La remunerazione e l'ammortamento del capitale investito sono determinati secondo un piano di ammortamento a rata costante. Le rate del piano di ammortamento sono calcolate come rate annue posticipate, considerando un orizzonte temporale di restituzione coerente con la vita utile regolatoria.
In data 20 settembre 2019, areti ha inviato all'Autorità la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico insieme al piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G e dagli altri documenti previsti dalla delibera 306/2019/R/eel. La documentazione è stata resa disponibile in data 23 settembre sul sito areti e in data 21 ottobre si è tenuta una sessione pubblica di presentazione del Piano durante la quale l'Azienda ha fornito risposte alle osservazioni fatte dai soggetti interessati. In data 20 dicembre l'Autorità ha richiesto informazioni di dettaglio riguardo i costi effettivi di capitale operativi relativi all'attività di misura 1G e 2G esposti nel PMS2.
Con la delibera 213/2020/R/eel, che segue la 177/2020/R/eel accompagnata dal DCO 178/2020 si dispongono modifiche transitorie, per l'anno 2020, di alcune delle direttive per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione.
In particolare, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dei suoi impatti sulla sostituzione dei misuratori, l'Autorità ha espresso l'orientamento a:
- derogare, almeno per il 2020, il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante;
- prevedere che i prossimi PDFM (Piano di dettaglio della fase massiva), che dovranno avere periodicità al massimo trimestrale, potranno avere solo valore indicativo fino a che perdura l'emergenza epidemiologica. Ciascun PDFM dovrà, inoltre, essere pubblicato con 15 giorni di anticipo rispetto all'inizio del mese in cui sono previste sostituzioni massive di misuratori;
- sospendere, almeno per l'anno 2020, le disposizioni in tema di penalità per mancato raggiungimento di almeno il 95% dell'avanzamento (cumulato) previsto dal PMS2;
- sospendere, per il solo anno 2020, l'applicazione della matrice IQI (Information quality incentive), che definisce il valore degli incentivi da riconoscere alle imprese per le diverse combinazioni di spesa effettiva sostenuta e spesa prevista, dal momento che il confronto tra costi effettivi e costi previsti può essere soggetto a fattori che inficiano la comparazione.
In data 28 luglio 2020, con la delibera 293/2020/R/eel, l'Autorità ha approvato il piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G presentato da areti ed ha determinato il relativo piano convenzionale di messa in servizio e le spese previste per il piano ai fini del riconoscimento dei costi di capitale.
L'ARERA ritiene inoltre opportuno prevedere, per le imprese distributrici, la facoltà di proporre l'aggiornamento del proprio piano di messa in servizio nel corso del 2021 per tenere conto degli effetti dell'emergenza epidemiologica. Si fa presente che in data 31 marzo 2021, areti, in considerazione del periodo di emergenza sanitaria ancora in corso e della necessità di approfondire ulteriormente gli impatti da essa derivanti, ha comunicato l'intenzione di raccogliere ulteriori elementi utili a valutare l'opportunità di aggiornare il proprio PMS2 entro il 15 giugno 2021.
Si segnala che areti ha comunicato ad ARERA in data 14 giugno 2021 di esser intervenuta tempestivamente adattando processi e procedure al fine di assorbire gli impatti operativi che si sono manifestati nel periodo di emergenza sanitaria, pertanto, non sono stati identificati effetti tali da motivare una revisione del piano. Si precisa tuttavia che sono presenti alcuni rischi quali ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il possibile aumento del costo degli asset a seguito del rincaro delle materie prime o potenziali shortage di forniture per il diffuso rallentamento dei processi produttivi a livello mondiale. A tal proposito si segnala che i DSO, tramite Utilitalia, stanno rivolgendo all'Autorità alcune richieste volte ad azzerare i meccanismi di premi e penali per gli anni impattati dalla scarsità di forniture di misuratori 2G.
Con la delibera 349/2021/R/eel in data 3 agosto 2021, l'Autorità ha previsto che, per l'anno 2021, per le imprese che hanno avviato il PMS2 negli anni precedenti, il limite di misuratori 2G sotto il quale si applicano penalità sia pari al 90% anziché al 95% del numero cumulato di misuratori 2G previsti dal PMS2 al 31 dicembre 2021. Delibera inoltre che, anche per il 2021, non si applica il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante.
In data 23 marzo 2022 l'ARERA ha inviato ad areti, tramite PEC, la comunicazione delle risultanze istruttorie relative alla spesa effettiva di capitale degli investimenti in sistemi di smart metering 2G sostenuta nell'anno 2020.
In data 28 giugno 2022 l'Autorità ha pubblicato il DCO 284/2022/R/eel in cui illustra gli orientamenti relativi all'introduzione di modifiche transitorie delle disposizioni delle Direttive 2G per l'anno 2022. Tali modifiche transitorie sono ritenute necessarie a seguito degli effetti indiretti della pandemia Covid-19 che hanno comportato una forte carenza di semiconduttori a livello mondiale e che a sua volta, a partire dai primi mesi del 2022, ha comportato significative limitazioni delle disponibilità di misuratori 2G, già ordinati dalle imprese distributrici.
Con la Delibera 280/2022/R/eel del 28 giugno 2022, l'ARERA ha avviato un procedimento per aggiornare le direttive per il riconoscimento dei costi dei sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) applicabili a valere dal 2023, attualmente definite dalla deliberazione 306/2019/R/eel, prevedendo la conclusione di tale procedimento entro il 31 dicembre 2022.
In data 28 giugno 2022, l'Autorità ha pubblicato il DCO 284/2022/R/eel nel quale espone i propri orientamenti relativamente all'introduzione di modifiche transitorie delle disposizioni delle Direttive 2G per l'anno 2022. Tali modifiche transitorie sono ritenute necessarie a seguito di effetti indiretti della pandemia Covid-19 che hanno comportato una forte carenza di semiconduttori a livello mondiale, che a sua volta, a partire dai primi mesi del 2022, ha comportato significative limitazioni delle disponibilità di misuratori 2G, già ordinati dalle imprese distributrici. In tale DCO, l'ARERA discute inoltre l'eventuale deroga transitoria al criterio di "messa a regime" dei territori significativamente rilevanti, esamina possibili modifiche transitorie riguardo la predisposizione dei piani di dettaglio della fase massiva, discute le modalità di applicazione delle matrici Information Quality Incentive (IQI), illustra possibili modifiche transitorie alla disciplina delle penalità per mancato avanzamento del piano di messa in servizio ed esamina le tempistiche di completamento della fase massiva di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G. I DSO interessati sono stati chiamati a far pervenire le proprie osservazioni entro il 29 luglio 2022.
Si segnala che, in data 27 luglio 2022, l'Autorità ha pubblicato il documento di consultazione 360/2022/R/eel in cui illustra gli orientamenti relativamente all'estensione delle disposizioni in materia di messa in servizio di sistemi di smart metering di energia elettrica in bassa tensione di seconda generazione. Il termine per l'invio delle osservazioni è stato fissato al 26 settembre 2022.
In data 22 novembre 2022, in esito alla consultazione avviata con il DCO 284/2022/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la delibera 601/2022/R/eel nella quale ha introdotto modifiche transitorie di alcune disposizioni per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione. In particolare, delibera: per l'anno 2022 e per il primo semestre 2023, la non applicazione del criterio di messa a regime in ciascun territorio significativamente rilevante; per l'anno 2022 sono sospese le disposizioni di cui all'articolo 18, commi 1 e 3, dell'Allegato A alla deliberazione 306/2019/R/EEL riguardanti le penalità per ritardi rispetto alle previsioni di messa in servizio e per mancato rispetto lieve dei livelli attesi di performance; sono sterilizzati gli effetti derivanti dalle quantità di misuratori 2G dell'anno 2022 previste ed effettive. In data 28 marzo 2023 l'ARERA ha comunicato le risultanze
istruttorie relative alla spesa effettiva di capitale degli investimenti in sistemi di smart metering di seconda generazione sostenuta nell'anno 2021.
Infine, con delibera 724/2022/R/eel l'Autorità ha aggiornato le Direttive 2G per il triennio 2023-2025 prevedendo che: le modalità di rendicontazione annuale dell'avanzamento fisico siano sistematizzate con tempistiche analoghe alle rendicontazioni già previste riguardo l'avanzamento economico e le performance; il periodo di monitoraggio delle performance dei sistemi di smart metering 2G sia esteso a 4 anni, con l'attivazione delle penalizzazioni solo a partire dal 1° gennaio del quinto anno di PMS2, alla luce delle criticità occorse in ordine all'emergenza sanitaria da Covid-19 e alle significative limitazioni delle disponibilità di componenti 2G; vi sia l'obbligo di sostituzione tempestiva dei misuratori 1G con misuratori 2G in caso di istanze di attivazione di configurazioni di autoconsumo collettivo; sia previsto un meccanismo premiante l'accelerazione del PMS2 per effetto di contributi pubblici.
Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 568/2019/R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.
Le modifiche regolatorie intervenute dal 1° gennaio 2016 consentono al distributore di affermare che il diritto alla remunerazione del capitale investito, sorge, dal punto di vista contabile, contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento nel rispetto del principio di competenza economica e di correlazione dei costi e dei ricavi. A tale scopo, è stata calcolata ed iscritta nel margine energetico la remunerazione degli investimenti (comprensivi dei relativi ammortamenti) contestualmente al loro realizzarsi (c.d. Accounting regolatorio).
Con la Delibera 119/2022/R/eel del 22 marzo 2022, si istituisce il meccanismo di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema e agli oneri di rete delineandone le condizioni di accesso, i criteri per la quantificazione dei crediti ammessi, i criteri per il riconoscimento degli stessi, le modalità operative nonché le tempistiche di presentazione delle istanze e di liquidazione degli ammontari da parte di CSEA. Inoltre, con il presente provvedimento è abrogata la deliberazione del 1° febbraio 2018, 50/2018/R/eel.
Si evidenzia inoltre che con Delibera 35/2022/R/eel del 31 gennaio 2022 l'ARERA ha disposto l'annullamento delle aliquote degli oneri generali di sistema elettrico per il I° trimestre 2022 per tutte le tipologie di utenza in attuazione del DL Sostegni ter.
Si segnala ancora che, la pubblicazione del DCO 615/2021/R/com del 23 dicembre 2021 nel quale l'Autorità illustra le logiche delle principali linee di intervento che caratterizzano la soluzione ROSS-BASE, cioè la focalizzazione sulla spesa totale, superando l'attuale regime di riconoscimento dei costi che considera separatamente i costi operativi e gli investimenti a favore di un approccio integrato che responsabilizzi gli operatori. In particolare, il nuovo approccio integrato si focalizza sui seguenti aspetti: previsioni e piani di sviluppo realistici, fondati sulle future ed effettive esigenze dei clienti del servizio; incentivi per il miglioramento del livello di performance, in termini di efficienza, economicità e qualità del servizio; rimozione di eventuali barriere regolatorie allo sviluppo di soluzioni innovative. L'ARERA non entra ancora nel dettaglio dei meccanismi regolatori che dovranno essere sviluppati e che entreranno in vigore a partire dal 2024 per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, ma intende acquisire una prima valutazione da parte di operatori, clienti finali e altri soggetti interessati. Le osservazioni sono state inviate entro il 31 gennaio 2022.
Si segnala che l'Autorità, in data 12 luglio 2022, ha pubblicato il DCO 317/2022/R/com in cui ha fornito ulteriori chiarimenti e spunti di osservazione nell'ambito di applicazione dell'approccio ROSS e dei criteri di determinazione del costo storico riconosciuto secondo l'approccio ROSS BASE. Le osservazioni sono state inviate il 14 settembre 2022.
In data 25 ottobre 2022, l'ARERA ha pubblicato la delibera 527/2022/R/com nella quale avvia un procedimento per la definizione dei criteri di regolazione secondo il modello ROSS-integrale. Entro il 31 dicembre 2023 sarà pubblicata una delibera quadro contenente i criteri generali della regolazione ROSS Integrale e nel corso del 2024 saranno pubblicati provvedimenti settoriali specifici per i diversi servizi regolati, che dovranno contenere modalità e obiettivi delle sperimentazioni.
Con il DCO 655/2022/R/com, l'ARERA ha pubblicato gli orientamenti finali sui criteri di determinazione del costo riconosciuto secondo l'approccio ROSS-base e una prima bozza del TIROSS (Testo integrato della regolazione per obiettivi di spesa e di servizio per i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas) per il periodo 2024-2031: la durata della disciplina contenuta nel TIROSS è di 8 anni, mentre la durata del periodo di regolazione di ciascun servizio regolato è di 4 anni. Nel DCO vengono fornite maggiori indicazioni relativamente alla determinazione della spesa ammessa al riconoscimento tariffario, alla determinazione dei recuperi di efficienza totale, al trattamento della spesa di capitale esistente alla data di cut-off. I distributori potranno inviare le proprie osservazioni entro il 23 gennaio 2023.
In data 18 aprile 2023, con Delibera 163/2023/R/com, l'Autorità ha pubblicato il Testo Integrato dei criteri e dei principi generali della regolazione per obiettivi di spesa e di servizio per il periodo 2024-2031 (TIROSS 2024-2031), ha approvato la parte I, recante le disposizioni comuni, e la parte II, dedicata al ROSS-base. In tale Delibera sono stati confermati gli orientamenti prospettati nel DCO 655/2022/R/com, rinviando la definizione di specifici parametri a futuri provvedimenti specifici relativi a ciascun servizio infrastrutturale regolato. Successivamente, in data 18 maggio 2023, l'ARERA ha inviato ai principali DSO, Snam e Terna una richiesta di informazioni in materia di proiezioni economiche, patrimoniali e finanziarie semplificate ai fini della regolazione per obiettivi di spesa e di servizio (ROSS) con l'obiettivo di determinare i futuri tassi di capitalizzazione, l'X-Factor e lo Z-Factor per il Primo Periodo Regolatorio ROSS. Tali dati dovranno essere forniti per il periodo 2023-2027.
Con delibera 165/2023 del 18 aprile 2023 l'Autorità ha deliberato di avviare un procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di regolazione infrastrutturale dei servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2024-
- Tale procedimento si concluderà entro il 31 dicembre 2023 relativamente agli aspetti generali con applicazione sull'intero periodo 2024-2027 ed entro il 31 dicembre 2027 per quanto riguarda specifici aspetti applicativi, quali ad esempio la preparazione dei criteri applicativi della regolazione ROSS integrale e l'introduzione o aggiornamento di meccanismi di regolazione output-based.
Si segnala, infine, che l'Autorità, in data 22 novembre 2022, ha pubblicato la delibera 599/2022/E/com con la quale avvia una campagna di verifiche di carattere documentale in materia di separazione contabile e di investimenti dichiarati per un campione di imprese regolate esercenti le attività di distribuzione elettrica e di distribuzione e trasporto del gas naturale per gli anni 2018-2021.
Il mercato del Waste Management
Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento in discarica, termovalorizzazione, compostaggio e produzione di biogas, trattamento di fanghi e rifiuti liquidi, riciclaggio di materiali misti e produzione di Materie Prime Seconde) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop), in corso di implementazione sul territorio nazionale in virtù di una legge delega che ha attribuito al Governo l'obbligo di aggiornamento della normativa ambientale adeguandola ai nuovi standard comunitari.
Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori.
Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione – nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) – potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.
Regolazione idrica
Tra le principali novità normative relative al primo semestre dell'anno 2023, con riferimento specifico al settore idrico si evidenzia in primo luogo la legge di Bilancio 2023 (LEGGE 29 dicembre 2022, n. 197 pubblicata in GU n. 303 del 29 dicembre 2022, SO n. 43), entrata in vigore il 1°gennaio 2023. In particolare, i commi 519-520 riguardano il finanziamento del sistema idrico del Peschiera. Il comma 519, al fine di migliorare l'approvvigionamento idrico della città metropolitana di Roma, autorizza la spesa complessiva di 700 milioni (50 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 100 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030), per la realizzazione del "Nuovo tronco superiore acquedotto del Peschiera - dalle sorgenti alla Centrale di Salisano" nell'ambito del progetto sulla messa in sicurezza e ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (allegato IV, n. 8, del DL n. 77/2021). Il comma 520 demanda a un decreto MIT, da adottare di concerto con il MEF entro aprile 2023 e non ancora emanato, l'individuazione degli interventi da finanziare con le risorse previste dal comma 519, delle modalità di erogazione e dei casi di revoca delle risorse, previa presentazione di apposita documentazione da parte del Commissario straordinario.
Novità di sicuro rilievo è la pubblicazione, in GU n. 55 del 6 marzo 2023, del DLgs 18/2023 di "Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano". La data di entrata in vigore del provvedimento è individuata nel 21 marzo 2023, con tempistiche comunque differenziate per i vari adempimenti. La nuova norma non si limita alla qualità delle acque potabili e al loro monitoraggio, ma include anche altri temi a ciò connessi, quali le perdite idriche, l'accesso all'acqua, l'informazione agli utenti, e reca inoltre disposizioni su materiali in contatto con l'acqua, reagenti e materiali filtranti.
Per quanto riguarda le perdite idriche, ARERA dovrà elaborare i dati acquisiti dai gestori, in linea con le previsioni della regolazione della qualità tecnica, e comunicare alla Commissione Europea, entro il 12 gennaio 2026, la media nazionale; nel caso di superamento della media individuata come soglia dalla Commissione, si dovrà stabilire un piano d'azione con le relative misure finalizzate alla riduzione del tasso di perdita idrica nazionale, da adottare con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Da evidenziare inoltre il tema dell'accesso all'acqua, che comporta l'adozione da parte delle Regioni e delle Province autonome delle misure necessarie per mantenere e migliorare l'accesso alle acque destinate al consumo umano, in particolare per i gruppi vulnerabili o emarginati, e promuovere l'uso dell'acqua di rubinetto. Non secondarie anche le nuove disposizioni in materia di informazioni al pubblico, già introdotte nella regolazione dalla delibera ARERA 609/2021/R/idr.
Si segnala inoltre che è stato pubblicato in GU Serie Generale n. 59 del 10 marzo 2023 il Decreto del MEF del 31 dicembre 2022 che reca Criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica.
Il provvedimento risponde all'obiettivo di assicurare un'omogenea disciplina sul territorio nazionale, a tal fine stabilendo i criteri generali per la determinazione, da parte delle regioni, dei canoni di concessione per l'utenza di acqua pubblica, tenendo conto dei costi ambientali e dei costi della risorsa e dell'inquinamento, e contribuisce all'attuazione della milestone del PNRR M2C4-2 – Riforma 4.2: Misure per garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati.
Altro provvedimento di interesse del periodo di riferimento è il decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, convertito con legge 68/2023 (GU n. 136 del 13 giugno 2023), recante disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche (cd DL Siccità). Tra le diverse misure previste dall'articolato provvedimento, l'istituzione di una Cabina di regia per la crisi idrica, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, con compiti di indirizzo, coordinamento e monitoraggio, e alla quale è attribuita, inoltre, l'effettuazione di una ricognizione delle opere e degli interventi di urgente realizzazione per far fronte nel breve termine alla crisi idrica. Come appreso da un Comunicato Stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel mese di maggio si è tenuta a prima riunione della Cabina di regia, nel corso della quale sono state definite le priorità ed è stata avviata la ricognizione delle richieste provenienti dai territori, già individuando i primi interventi in 5 regioni, tra le quali anche il Lazio, per un investimento complessivo di 102 Mln di euro messi a disposizione dal MIT. Il DL Siccità prevede anche la nomina di un Commissario
straordinario, in carica fino al 31 dicembre 2023 e prorogabile fino al 31 dicembre 2024, incaricato di realizzare con urgenza gli interventi indicati dalla Cabina di regia; in proposito, è stato nominato dal Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2023 il dott. Nicola Dell'Acqua.
Infine, per quanto riguarda il panorama EU, da segnalare il parere motivato inviato il 15 febbraio all'Italia dalla Commissione europea, nell'ambito della procedura di infrazione INFR 2018 – 2249 in relazione al mancato rispetto della Direttiva nitrati (91/676/CEE), con l'invito a proteggere meglio la popolazione e gli ecosistemi del paese dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti dall'agricoltura. Il parere è stato preceduto da due lettere di costituzione in mora: la prima nel novembre 2018 con invito alle autorità a garantire la stabilità della rete di monitoraggio dei nitrati, a procedere a un riesame, a proseguire nella designazione delle zone vulnerabili ai nitrati e ad adottare misure supplementari in diverse regioni; nel dicembre 2020 è stata inviata una lettera complementare, che pur riconoscendo alcuni progressi, evidenziava preoccupazioni riguardo ad altre violazioni in diverse regioni nelle quali la situazione nelle acque sotterranee inquinate dai nitrati non sta migliorando o si osserva un peggioramento del problema dell'eutrofizzazione delle acque superficiali. Le autorità italiane hanno due mesi di tempo per rispondere e adottare le misure necessarie.
Si rileva inoltre, nel mese di giugno, il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia Europea per il non corretto recepimento della direttiva 91/271/Cee sul trattamento delle acque reflue urbane (causa C-85/13, procedura d'infrazione 2009/2034); secondo la Commissione Europea, infatti, dei 41 agglomerati iniziali in causa 5 non sono stati ancora resi conformi e il termine del 2027 comunicato dall'Italia per l'adeguamento non è considerato accettabile.
Nel seguito, sono analizzati i principali provvedimenti emanati dall'ARERA nel periodo di riferimento.
Attività dell'ARERA in materia di servizi idrici
Con la delibera 64/2023/R/idr del 21 febbraio 2023 viene avviato il procedimento per la definizione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4) ovvero il quadriennio 2024-2027. Nello svolgimento del procedimento, la cui conclusione è prevista entro il 31 dicembre 2023, sono previsti uno o più documenti di consultazione e la possibilità di condurre i necessari approfondimenti anche convocando eventuali incontri tecnici e focus group.
Il provvedimento inoltre indica il valore del costo medio di settore della fornitura elettrica per l'anno 2022, pari a 0,2855 €/kWh. Nelle considerazioni vengono anticipati gli orientamenti dell'Autorità, tra i quali in particolare si evidenziano:
- la possibilità di introdurre ulteriori meccanismi di promozione dell'efficienza gestionale, anche mediante l'utilizzo di modelli statistici;
- il potenziamento delle misure per orientare le scelte di investimento verso soluzioni innovative, a minor impatto ambientale e di maggiore resilienza agli eventi climatici estremi;
- l'estensione delle misure incentivanti per gli interventi di efficienza energetica e l'autoconsumo, la riduzione dell'utilizzo della plastica, il recupero di materie prime, il riuso dell'acqua, la riduzione della quantità di fanghi smaltiti in discarica;
- l'aggiornamento delle previsioni relative alle determinazioni tariffarie d'ufficio, all'esclusione dall'aggiornamento tariffario e alla regolazione di convergenza, anche alla luce delle più recenti disposizioni normative in tema di governance;
- l'attenzione all'efficacia della spesa per investimenti nelle infrastrutture idriche, con riferimento anche alle diverse fonti di finanziamento attivabili, incluse quelle pubbliche;
- il bilanciamento tra sostenibilità finanziaria efficiente delle gestioni e sostenibilità sociale delle tariffe all'utenza.
Il nuovo metodo tariffario dovrà inoltre tener conto della disciplina dei contenuti minimi dei bandi di gara da definire in esito al procedimento avviato con deliberazione 51/2023/R/idr in ottemperanza all'articolo 7, comma 2, del DLgs 201/2022 (Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica) e finalizzato alla definizione di schemi tipo di bando di gara per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato. La conclusione del procedimento è prevista entro il 30 settembre 2023 e sono attesi uno o più documenti di consultazione. Il procedimento è volto in particolare alla definizione dei contenuti minimi dei bandi, al fine di garantire maggiore uniformità degli atti che disciplinano le procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, e a disciplinare i criteri per la determinazione dell'importo a base di gara, per la formulazione e la valutazione delle offerte (economiche e tecniche) affinché le stesse siano coerenti con le previsioni regolatorie in materia tariffaria e di qualità.
Altro elemento di sicuro interesse sono le memorie che l'Autorità ha presentato in relazione ad evoluzioni normative nei settori di competenza; di seguito si segnalano le più rilevanti pubblicate nel semestre di riferimento.
La Memoria 106/2023/I/idr riporta le considerazioni dell'Autorità in merito agli atti COM (2022) 540 (Quadro per l'azione comunitaria in materia di acque) e COM (2022) 541 (Trattamento delle acque reflue urbane), indirizzato alla Commissione Politiche dell'UE del Senato. Il documento intende fornire un contributo in merito alle proposte di direttiva UE sopra citate, ed in particolare la COM (2022)541, per la quale sono presentate considerazioni e proposte basate su valutazioni tecnico-economiche. Nello specifico, vengono richieste, per una serie di adempimenti, tempistiche meno stringenti in ragione del rilevante impatto prospettato dall'attuale impostazione della proposta di direttiva. Sono richieste inoltre rimodulazioni per quanto riguarda gli obiettivi di neutralità energetica degli impianti di trattamento.
Con la Memoria 178/2023/I/idr l'ARERA fornisce il proprio contributo in merito al già citato decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39, recante "Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche", ai fini della relativa conversione in legge. Tra i punti evidenziati dall'Autorità, la necessità che gli interventi per far fronte alla crisi idrica confluiscano nel "Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico" (c. 516 L. 205/2017), ai fini di una maggior efficacia nel coordinamento degli stessi. ARERA inoltre propone l'adozione di meccanismi incentivanti per la promozione dell'efficienza e per il miglioramento della qualità anche per gli usi diversi dal civile, mentre per quanto riguarda il riuso delle acque reflue depurate sono proposte misure finalizzate alla semplificazione delle procedure di autorizzazione.
Infine, con la Memoria 232/2023/I/com l'Autorità riferisce alle Commissioni VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici e X Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati su povertà energetica, erogazione dei bonus sociali e sistema di tariffazione
dei rifiuti. Specificamente per quanto riguarda il bonus sociale idrico, viene riferito che allo stato attuale gli adempimenti preliminari che ne consentono l'erogazione automatica sono stati portati a compimento per circa l'80% della popolazione nazionale.
Con la sedicesima relazione semestrale (34/2023/I/idr) redatta ai sensi dell'art. 172, comma 3-bis, del DLgs 15272006, l'Autorità aggiorna il quadro di informazioni riguardanti il riordino degli assetti locali del settore idrico. Il quadro che emerge evidenzia il definitivo completamento dei percorsi di adesione degli enti locali ai relativi enti di governo dell'ambito in tutte le aree territoriali del Paese e il consolidamento nel processo razionalizzazione del numero degli ATO, allo stato attuale pari a 62; l'esigenza di conclusione del percorso avviato verso la piena operatività in alcune realtà territoriali; l'avvenuto avvio, da parte di alcune Regioni dell'esercizio di poteri sostitutivi, in forza delle novità legislative recentemente introdotte dal decreto-legge 115/22. In tale contesto viene evidenziato l'impulso impresso dalla Regione Lazio nell'esercizio di poteri sostitutivi per il definitivo trasferimento del servizio idrico ai relativi gestori unici d'ambito in diversi Comuni. Viene altresì sottolineata la necessità di portare a compimento l'affidamento del servizio idrico integrato su tutto il territorio nazionale, e l'esigenza di perfezionamento in tempi brevi del processo di razionalizzazione e consolidamento del panorama gestionale secondo le previsioni della normativa vigente.
Per quanto riguarda il tema della Tutela dei consumatori si segnala in particolare la pubblicazione della Delibera 233/2023/E/com del 30 maggio 2023. Con tale provvedimento l'Autorità stabilisce che, a partire dal 30 giugno 2023, è operante il tentativo obbligatorio di conciliazione, quale condizione di procedibilità dell'azione giudiziale anche il settore idrico; pertanto, se un utente finale decidesse di adire le vie legali, dovrebbe prima tentare di comporre la controversia dinanzi al Servizio Conciliazione dell'ARERA o innanzi ad altri organismi preposti alla risoluzione extragiudiziale delle controversie. Viene così estesa anche al settore idrico la disciplina del TICO - Testo Integrato Conciliazione- operante già dal 1° gennaio 2018 per i settori elettrico e gas. Il provvedimento dispone inoltre specifici obblighi informativi per i gestori interessati dalle nuove disposizioni.
Sempre nel corso del primo semestre 2023 l'Autorità ha pubblicato la revisione della Relazione annuale delle attività del Servizio Conciliazione 2022; dal documento si evince che le domande di conciliazione presentate nell'anno 2022 sono state 24.339, di cui 3.184 del settore idrico, e di queste ultime, il 71,3 % riguarda la fatturazione, il 5,2% la misura, il 5,1% i contratti, il 4,0% l'allacciamento e lavori e la morosità e sospensione, l'1,3 % la qualità contrattuale e lo 0,5% la qualità tecnica. Le Regioni con il maggior numero di domande sono: la l'Abruzzo, la Sardegna, il Lazio, la Campania, le Marche la Basilicata e la Liguria. Al termine della procedura conciliativa (relativa a tutti i settori regolati), è stato richiesto di compilare un questionario di gradimento al quale hanno aderito 8.781 clienti; il 96% di essi è risultato soddisfatto del servizio ricevuto.
In tema di bonus sociali, si segnala la delibera 13/2023/R/com, con la quale l'Autorità ha aggiornato i valori soglia ISEE per l'accesso agli stessi, in coerenza con quanto disposto dalla legge di Bilancio 2023. A partire dalla data del 1° gennaio 2023, la soglia di accesso è di 9.530 euro, mentre viene fissato un valore massimo per le famiglie non numerose pari a 15.000 euro.
In relazione agli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di maggio 2023, ARERA con le deliberazioni 216/2023/R/com e 267/2023/R/com sospende il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di acqua, rifiuti luce e gas fino al 31 agosto, in attuazione del DL 61/2023 (cd decreto alluvione), rimandando peraltro ad un eventuale successivo provvedimento un'ulteriore estensione della sospensione. Sono previste inoltre disposizioni relative alla rateizzazione dei corrispettivi e alla sospensione delle azioni sulla morosità, nonché l'aggiornamento, a far data dal 1° luglio 2023, del valore della componente tariffaria UI1, resa pari a 0,6 centesimi di euro/metro cubo.
In relazione alla regolazione della qualità tecnica, si richiama la delibera 303/2023/R/idr, con la quale è stata approvata la nota metodologica che riporta le prime risultanze istruttorie per le valutazioni quantitative del biennio 2020-2021. La nota delinea il percorso istruttorio, evidenziando le criticità riscontrate, la numerosità delle gestioni interessate e gli esiti in termini di applicazione del meccanismo incentivante di premi/penalità. Si attende pertanto, a valle degli approfondimenti individuali in corso da parte dell'Autorità, la pubblicazione delle valutazioni definitive.
Si segnala infine l'azzeramento, a decorrere dal 1° luglio 2023, della componente perequativa UI4 per l'alimentazione del Fondo di garanzia delle opere idriche, disposto con delibera 239/2023/R/idr. La componente era stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2020, in misura pari a 0,4 centesimi di euro/metro cubo, a maggiorazione ai corrispettivi di acquedotto, di fognatura e di depurazione, prevedendone l'aggiornamento semestrale in relazione al fabbisogno del relativo conto tenuto dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).
Regolazione Elettrica
Prescrizione biennale
La Legge di Bilancio 2018, all'articolo 1, commi 4-10, ha introdotto la prescrizione biennale nei contratti di fornitura di energia elettrica prevedendo inizialmente che la stessa non potesse essere riconosciuta al cliente finale nel caso in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura fosse a questi imputabile. Il comma 295 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2020 ha rimosso tale fattispecie, prevedendo il riconoscimento della prescrizione biennale anche nei casi di accertata responsabilità del cliente, introducendo di fatto una responsabilità oggettiva in capo agli operatori della filiera elettrica e, in particolare, al distributore in qualità di esercente il servizio di misura, pur in assenza di responsabilità o inefficienza del suo operato. Con deliberazione 184/2020/R/com, l'ARERA ha recepito quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2020 proprio con riferimento all'eliminazione dalle casistiche di esclusione della prescrizione biennale dei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura dell'energia derivi da accertata responsabilità del cliente finale. In data 27 luglio 2020 areti ed Acea Energia hanno presentato ricorso al TAR per l'annullamento della delibera184/2020/R/com, ricorso accolto con conseguente annullamento della delibera impugnata sulla base dell'interpretazione secondo cui la Legge di Bilancio del 2020 ha inciso solo sulla durata del termine di prescrizione (biennale anziché quinquennale) senza tuttavia escludere l'operatività della disciplina generale codicistica in materia di prescrizione.
Con delibera 603/2021 l'Autorità ha modificato la deliberazione 569/2018/R/com in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni in esito al DCO 457/21 per l'ottemperanza alle sentenze 14 giugno 2021, n. 1441, 1444 e 1449 del TAR Lombardia. Con tale delibera l'Autorità ha confermato l'obbligo del distributore di comunicare al venditore, attraverso PEC, contestualmente al dato di misura o di rettifica riferito a consumi risalenti a un periodo precedente di più di due anni, l'indicazione della presunta sussistenza o meno di cause ostative alla maturazione della prescrizione ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento. Ha inoltre confermato la suddivisione degli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti del cliente finale in base alla presenza o meno di importi in fattura per i quali sia eccepibile la prescrizione. L'Autorità ha inoltre previsto una fase transitoria, nelle more dell'implementazione dei flussi tra i diversi soggetti della filiera ed il SII, che prevede una trasmissione tra le parti delle medesime informazioni in modalità non automatizzata ma con tempistiche definite.
Facendo seguito al DCO 386/2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 604/2021/R/com con la quale ha previsto:
- un meccanismo di compensazione annuale per l'esercente la maggior tutela o l'utente del dispacciamento associato ad un punto di prelievo, prevedendo la possibilità di recuperare anche nella sessione annuale immediatamente successiva eventuali partite non recuperate nella sessione annuale di competenza;
- un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese di distribuzione secondo cui a decorrere dall'anno 2023 ciascun distributore è tenuto a versare ogni anno una penale a CSEA per i ricalcoli fatturati nell'anno precedente derivanti da mancate raccolte delle misure effettive oppure da rettifiche di dati di misura effettivi precedentemente utilizzati, per la quota parte antecedente i 24 mesi dalla data di messa a disposizione del dato di misura effettivo o della rettifica.
Successivamente il TAR ha sospeso con Ordinanza cautelare la delibera ARERA n. 603/2021 limitatamente all'art. 6.4 dell'Allegato alla delibera, ossia alla disciplina transitoria che impone al distributore di rispondere entro 7 giorni. Con ordinanza n. 4568/2022 dello scorso 13 ottobre 2022, il Tribunale di Bologna ha chiarito che le PMI e le imprese di grandi dimensioni sono escluse dal novero dei soggetti a cui si applica la prescrizione biennale delle bollette di energia elettrica e gas.
Si evidenzia che l'Autorità ha pubblicato la delibera 86/2023/C/com con la quale ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro le sentenze del TAR Lombardia in tema di annullamento degli obblighi comunicativi imposti ai distributori in relazione alla prescrizione biennale delle bollette ai sensi degli artt. 5 ("Obblighi di comunicazione del distributore") e 6.4 ("Norme transitorie") dell'Allegato A alla delibera 603/2021 e l'art. 9 della delibera 604/2021. Secondo l'Autorità sussistono i presupposti per proporre appello avverso le richiamate sentenze del TAR Lombardia in quanto si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti.
Misure per il contenimento dell'aumento dei prezzi in bolletta
Facendo seguito agli interventi messi in atto per tutto il 2022 al fine di limitare gli effetti dell'aumento dei prezzi della materia prima gas/elettrica, con la Legge di Bilancio 2023 il Governo ha disposto per il primo trimestre 2023:
- l'azzeramento delle componenti degli oneri generali di sistema per il settore elettrico a tutti i clienti domestici e ai non domestici con potenza disponibile fino a 16,5 kW, e per il gas alla generalità degli utenti (delibera ARERA 735/2022/R/com);
- la proroga dell'aliquota IVA ridotta al 5% per le somministrazioni di energia termica prodotta con gas metano in esecuzione di un contratto servizio energia;
- il potenziamento dei bonus sociali luce e gas ampliando la fascia dei beneficiari ammessi innalzando la soglia ISEE di accesso a 15.000 euro (dai precedenti 12.000, con una soglia sempre a 20.000 euro per le famiglie numerose) e rideterminando il valore del contributo in considerazione del valore dell'ISEE con l'intento di garantire maggiori risparmi ai i nuclei famigliari più in difficoltà massimizzando le risorse a sua disposizione (delibere ARERA 13/2023/R/com e 23/2023/R/com);
Il Governo ha inoltre confermato e rafforzato il credito di imposta a favore delle imprese non energivore e non gasivore per le spese relative all'energia e al gas sostenute nel primo trimetre 2023, mantenendo l'obbligo del calcolo da parte dell'impresa venditrice qualora il cliente ne facesse richiesta (delibera ARERA 76/2023/R/com).
La stessa legge di Bilancio ha inoltre istituito per il 2023 un "contributo di solidarietà" temporaneo del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi complessivi conseguiti nel periodo 2018-2021. È previsto che l'ammontare del contributo non possa superare il 25% del patrimonio netto alla data di chiusura dell'esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022.
La tassa sugli extraprofitti si applicherà alle società che generano almeno il 75% dei loro ricavi da attività nei settori della produzione e rivendita di energia, gas e prodotti petroliferi.
In attuazione di quanto disposto dal D.L. 34/2023 (Decreto aiuti-quinquies), ARERA, con la successiva delibera 134/2023/R/com, ha riattivato gli oneri generali di sistema per tutti i clienti elettrici, comprese le utenze domestiche, definendo le aliquote delle componenti tariffarie Asos e Arim ad un livello coerente con le previsioni di fabbisogno 2023 dei rispettivi conti di gestione. Per il settore gas è stato invece confermato l'azzeramento degli oneri per la generalità dei clienti gas ma è stato ridotto il valore dell'aliquota negativa dell'elemento UG2c; tale aliquota è quindi stata annullata dal mese di maggio 2023. ARERA ha inoltre confermato la riduzione Iva sulla gestione calore, sul teleriscaldamento e sul gas al 5%.
Relativamente al bonus sociale, per il periodo di competenza compreso tra il 1° aprile e il 30 giugno 2023, è confermata l'applicazione dei bonus sociali integrativi (c.d. "CCI" introdotto a partire dall'ultimo trimestre 2021) i cui ammontari sono differenziati tra le diverse classi di titolari di bonus sociale. Inoltre, secondo quanto previsto dal decreto-legge del 30 marzo, dall'1° aprile 2023 e fino al 31 dicembre 2023 sale a 30.000 euro la soglia per le famiglie numerose con 4 o più figli a carico (intervento attuato con la delibera 194/2023/R/com).
ARERA, inoltre, con le delibere 153/2023/R/com, ha dato attuazione alle disposizioni del d.P.C.M 15 marzo 2023 prevedendo l'erogazione di un contributo una tantum, per punto di prelievo, ai percettori di bonus per disagio fisico alla data del 31 dicembre 2022 con forniture elettriche con livelli di potenza uguale o superiori a 3,5 kW e consumi nelle fasce media (fra 600 e 1200 kWh) e massima (oltre 1200 kWh).
Il Governo ha anche ridotto ma confermato il credito di imposta a favore delle imprese non energivore e non gasivore per le spese relative all'energia e al gas sostenute nel secondo trimetre 2023, mantenendo l'obbligo del calcolo da parte dell'impresa venditrice qualora il cliente ne facesse richiesta (delibera ARERA 259/2023/R/com).
Disposizioni a favore dei territori alluvionati in Emilia - Romagna
A seguito degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nel mese di maggio 2023 in Emilia-Romagna, ARERA ha disposto urgentemente, con la delibera 216/2023/R/com, la sospensione dei pagamenti delle fatture emesse o da emettere con scadenza a partire dal 1° maggio 2023 e quindi il blocco della disciplina delle sospensioni per morosità, anche nel caso di morosità verificatesi precedentemente alla medesima data del 1° maggio 2023.
Con la successiva delibera 267/2023/R/com, ARERA ha meglio specificato che il periodo di sospensione a favore delle utenze site nelle località danneggiate (allegato 1 al decreto-legge 61/23) è pari 4 mesi ossia dal 1° maggio 2023 e fino al 31 agosto 2023 ed ha previsto la rateizzazione automatica, in 12 rate, per tali importi.
A favore dei venditori ARERA ha quindi disposto un meccanismo di anticipazione degli importi oggetto di sospensione di pagamento; si può accedere a tale meccanismo solo a fronte di una comprovata criticità finanziaria ossia se la sospensione riguardi utenze che abbiano inciso oltre il 3% sul totale fatturato con riferimento ai primi 4 mesi del 2023.
Rateizzazione fatture
In attuazione di quanto previsto dal DL Aiuti-Quater, il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy hanno emanato il DM sulla rateizzazione delle bollette. Il provvedimento consente alle imprese di richiedere la rateizzazione degli importi dovuti a titolo di corrispettivo per la componente energetica di elettricità e gas naturale utilizzato per usi diversi dagli usi termoelettrici ed eccedenti l'importo medio contabilizzato, a parità di consumo, nel periodo di riferimento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023.
Sospensione delle variazioni unilaterali
Con il DL Milleproroghe, il Governo ha prorogato dal 30 aprile 2023 al 30 giugno 2023 il termine per l'applicazione del disposto dell'articolo 3 del DL 115/2022, che sospende l'efficacia delle clausole contrattuali che consentono alle imprese fornitrici di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo. Nel provvedimento si precisa inoltre che la sospensione non si applica alle clausole contrattuali che consentono all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte.
Servizio a tutele graduali per le microimprese
L'Autorità, con la delibera 208/2022/R/eel ha definito la regolazione del Servizio a Tutele Graduali (STG) per le microimprese di cui alla legge 4 agosto 2017 n° 124 ("legge annuale per il mercato e la concorrenza") e le modalità di assegnazione dello stesso, al fine di garantire la continuità della fornitura alle microimprese connesse in bassa tensione che si troveranno senza un contratto a condizioni di libero mercato a partire dal 1° gennaio 2023.
Il servizio interessa:
le microimprese che rispettano cumulativamente le seguenti condizioni:
- 1) abbiano meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro,
- 2) risultino titolari di punti di prelievo tutti connessi in bassa tensione con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW;
- gli altri clienti finali non domestici diversi dalle microimprese, comunque titolari di punti di prelievo tutti con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW.
ll STG si attiva per i clienti di cui sopra che alla data del 1° gennaio 2023 non siano titolari di un contratto di fornitura a condizioni di mercato libero, inclusi i clienti ancora riforniti in maggior tutela. Il primo periodo di assegnazione del STG per le microimprese ha durata di 4 anni.
La struttura delle condizioni economiche che verranno applicate ai clienti è simile a quella del Servizio a Tutele Graduali piccole imprese. Le gare si svolgeranno secondo il modello di asta iterativa ascendente simultanea, in cui sarà presente un banditore (Acquirente Unico) che indicherà in ciascun turno e per ciascuna area (12 aree territoriali) il prezzo corrente (il prezzo corrente è il prezzo, espresso in centesimi di euro/POD/anno, annunciato in ciascun turno dal banditore, a fronte del quale i partecipanti attivi offrono di erogare il servizio a tutele graduali per le microimprese nell'area territoriale); è previsto un tetto massimo all'offerta economica in €/MWh differenziato per area territoriale, che sarà reso noto contestualmente agli esiti delle gare, mentre non è previsto un limite minimo. In caso di persistente parità tra più offerte per una data area territoriale, si ricorra a un sorteggio telematico che eviti che uno stesso operatore possa ottenere a sorte una pluralità di aree territoriali. L'Autorità ha previsto che ciascun partecipante possa aggiudicarsi un numero massimo di aree pari a 4, corrispondenti al 35% del numero totale di aree territoriali. Nel caso in cui le aste vanno deserte, l'Acquirente Unico farà un'asta di riparazione con la rimozione del tetto di aree aggiudicabili. L'esercente la maggior tutela sarà tenuto a farsi carico del servizio in caso di default dell'operatore selezionato in gara oppure in caso di gara deserta.
Gli esercenti STG sono tenuti a presentare all'Autorità una relazione, entro il 30 novembre 2022 dalla pubblicazione degli esiti di gara, secondo un modello tipo per dimostrare di possedere le risorse organizzative e la struttura aziendale adeguata ai fini dell'erogazione del servizio a tutele graduali nelle aree territoriali assegnate. Tale modello tipo è stato definito dalla determina 2/2022-DMRT. La relazione dovrà essere periodicamente aggiornata entro il 31 luglio 2023, 31 gennaio 2024 e 31 gennaio 2025.
Le tempistiche per mettere a disposizione dei partecipanti alle gare un set di informazioni necessarie per la formulazione dell'offerta e quelle per lo svolgimento delle gare sono:
- entro il 14 giugno: l'Acquirente Unico metterà a disposizione dei partecipanti le informazioni con dettaglio provinciale necessarie per formulare l'offerta;
- entro il 30 maggio: l'Acquirente Unico pubblicherà sul proprio sito il Regolamento per lo svolgimento delle aste;
- inizio settembre: la data delle aste sarà definita da AU nel Regolamento in modo tale che venga garantito un intervallo minimo di almeno due mesi e mezzo rispetto al termine entro cui sono messe a disposizione dei partecipanti le informazioni pre-gara (14 giugno).
Come previsto dall'Allegato B alla delibera 208/2022, il 30 maggio 2022 è stato pubblicato sul sito di Acquirente Unico il Regolamento e i relativi allegati disciplinante le procedure concorsuali per l'assegnazione del servizio a tutele graduali microimprese.
Acea Energia entro il 10 giugno 2022 ha presentato istanza di partecipazione e il 14 giugno 2022 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara.
Acquirente Unico ha comunicato l'ammissione alla gara entro l'8 luglio 2022. Le aste si sarebbero dovute svolgere dal 12 al 16 settembre, ma, in seguito dell'attacco hacker sui sistemi di AU, l'Autorità ha dovuto differire le tempistiche di svolgimento delle gare che si sono svolte tra il 21 e 25 novembre 2022. Con la delibera 586/2022 pubblicata in data 18 novembre 2022, ARERA ha stabilito di posticipare al 1° aprile 2023 la data di attivazione del STG per le microimprese chiarendo che fino al 31 marzo 2023 le microimprese continueranno ad essere servite come oggi nella maggior tutela.
In data 16 dicembre, Acquirente Unico ha pubblicato quindi gli esiti della procedura concorsuale per l'individuazione degli esercenti il Servizio a Tutele Graduali per le microimprese per il periodo 1° aprile 2023 - 31 marzo 2027; Acea Energia è risultata aggiudicataria dell'area n. 11 ossia dei territori di Avellino, Barletta-Andria, Benevento, Brindisi, Trani, Foggia, Lecce, comune di Napoli e Salerno.
Si rappresenta inoltre che, le microimprese del Comune di Roma identificate nell'area territoriale n. 8 sono state aggiudicate ad altro fornitore mediante sorteggio, al quale ha partecipato anche Acea Energia.
A seguito della conversione in legge del Dl 162/2019 (Milleproroghe) con legge 28 febbraio 2020, n. 8 (in vigore dal 1° marzo 2020), relativamente alla fine della tutela è stato stabilito che:
- a partire da gennaio 2021 avverrà la cessazione del servizio di maggior tutela per le piccole imprese (un'impresa, diversa dalla microimpresa, che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro);
- a partire da gennaio 2022 avrà luogo la cessazione del servizio di maggior tutela anche per i domestici e le microimprese (un'impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro) e la cessazione della tutela gas;
- ARERA dovrà stabilire il livello di potenza contrattualmente impegnata quale criterio identificativo delle microimprese, in aggiunta a quelli già individuati dalla direttiva;
- l'Autorità dovrà adottare disposizioni per assicurare, dalle citate date, un servizio a tutele graduali per i clienti finali senza fornitore di energia elettrica, nonché specifiche misure per prevenire ingiustificati aumenti dei prezzi e alterazioni delle condizioni di fornitura a tutela di tali clienti;
- il MISE sentita l'Autorità e AGCM e previo parere delle commissioni parlamentari, dovrà stabilire le modalità e i criteri dell'ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali, secondo meccanismi che possano assicurare la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel libero mercato.
In data 31 dicembre 2020 il MISE ha firmato il decreto "Mercato libero dell'energia elettrica. Schema ingresso consapevole dei clienti finali" per le piccole imprese dal 1° gennaio 2021, a completamento di quanto già disposto dall'Autorità con delibera 491/2020/R/eel. I principali temi trattati nel decreto riguardano:
- l'avvio di campagne informative verso tutte le tipologie di clienti finali, che coinvolgeranno molteplici soggetti istituzionali in collaborazione con le organizzazioni di categoria e le associazioni dei consumatori;
- la previsione di un monitoraggio semestrale ARERA, per il periodo 2021-2022, sull'evoluzione del comportamento dei clienti, sull'andamento dei prezzi offerti, sulla trasparenza e pubblicità delle offerte e dei servizi connessi e valuta l'introduzione di misure regolatorie volte a rafforzare l'efficacia degli strumenti per la confrontabilità delle offerte. Tale monitoraggio avverrà a decorrere dal primo luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2022;
- la conferma dell'operatività del Servizio a Tutele Graduali per le piccole imprese a partire dal 2021, da assegnare tramite procedure concorsuali a partire dal luglio 2021, precisando che:
- ✓ l'individuazione delle aree territoriali deve essere caratterizzata da un equilibrato livello di rischio connesso alla morosità o da omogeneità dimensionali in termini di volumi;
- ✓ il volume massimo assegnabile tramite gara ad un singolo operatore sull'intero territorio nazionale è pari al 35%, contrariamente a quanto previsto da ARERA nella delibera 491/2020/R/eel;
- ✓ la previsione di specifici meccanismi incentivanti di recupero della morosità in base alle specificità dei clienti;
- ✓ conferma la durata triennale del servizio assegnato tramite gara;
- ✓ conferma il regime transitorio fino a giugno 2021;
- ✓ ARERA dovrà elaborare un rapporto periodico sull'attuazione del servizio a tutele graduali e sull'esito delle procedure concorsuali.
A seguito della conversione in legge del D.L. 183/2020 (Milleproroghe) con legge 26 febbraio 2021, n. 21 (in vigore dal 2 marzo 2021) è stata prorogata dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023 la cessazione dei regimi di tutela dei prezzi per i clienti domestici e le microimprese.
A seguito della conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 (D.L. attuazione PNRR) con legge n. 233 del 29 dicembre 2021 il legislatore ha stabilito che:
- le microimprese saranno servite in tutela graduale dal 1° gennaio 2023 e le procedure concorsuali si svolgeranno nel corso del 2022. Al 31 dicembre 2021 le microimprese in Acea Energia risultano pari a c.a. 95.000 POD;
- i clienti domestici passeranno al Servizio a Tutele Graduali in seguito allo svolgimento delle procedure concorsuali che si terranno entro il 10 gennaio 2024. Nelle more dello svolgimento di tali aste resteranno serviti in maggior tutela secondo gli indirizzi definiti con successivo decreto del Ministro della Transizione Ecologica.
L'Autorità ha pubblicato la segnalazione 461/22 con cui evidenzia la necessità di differire la data di rimozione della tutela di prezzo per l'energia elettrica per le microimprese al 1° luglio 2023, proponendo coerentemente lo slittamento delle procedure concorsuali al primo trimestre del medesimo anno. È necessario evidenziare che:
- innanzitutto, la data di gennaio 2023 "non potrà essere rispettata per cause di forza maggiore" dovute all'attacco hacker ai sistemi informatici di Acquirente unico;
- la situazione congiunturale legata all'andamento dei prezzi dell'energia renderebbe difficile per gli operatori formulare le proprie offerte in sede di asta.
Inoltre, l'Autorità ha sottolineato la conseguente necessità di posticipare anche le procedure per l'affidamento del STG destinato ai clienti domestici elettrici e allineare a queste anche la rimozione del servizio di tutela per i clienti domestici del gas naturale (previsto infatti con il successivo DL Energia), anche per scongiurare il concreto rischio di ingenerare confusione informativa tra i vari gruppi di clienti interessati. ARERA ritiene la sua proposta anche coerente con l'attuale impegno assunto dal Paese nel PNRR in materia di liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica, che prevede non tanto che tale processo si concluda entro il 1° gennaio 2023, ma che abbia inizio a quella data.
L'8 settembre 2022 è stato pubblicato il DM del MiTE n. 315 del 31 agosto 2022, relativo alla cessazione del regime di maggior tutela per le microimprese. In sintesi:
- vengono confermati i principi generali del modello di asta proposto da ARERA con la delibera 208/22;
- non viene detto nulla sulla gestione degli stranded costs o sulla necessità di prevedere eventuali clausole sociali;
- il MiTE dovrà fare campagne di comunicazione istituzionali e territoriali in collaborazione con le associazioni di categoria e le associazioni dei consumatori;
- ARERA dovrà rafforzare la trasparenza sulle condizioni economiche e assicurare, per il tramite dell'esercente la maggior tutela, una comunicazione sul passaggio alla tutela graduale (già disciplinata da ARERA con la delibera 208/22);
- viene previsto che prima della scadenza dei 4 anni di erogazione del servizio, l'esercente informi i clienti che in mancanza di una scelta espressa, al termine del servizio il cliente sarà rifornito dal medesimo esercente sulla base della sua offerta di mercato libero più conveniente.
Il decreto-legge 176/22 ha posticipato la fine del Servizio di Tutela Gas, prevedendone la rimozione a far data dal 10 gennaio 2024, prorogando di un anno la previgente scadenza fissata dal decreto-legge 183/20. A partire dalla data di cessazione del servizio di tutela gas, il decreto Aiuti bis (articolo 2 della Legge 142/2022) ha:
- previsto che tutti i venditori e gli esercenti il servizio di fornitura di ultima istanza (di seguito: FUI) siano tenuti a offrire ai clienti vulnerabili la fornitura di gas naturale a un prezzo che rifletta il costo effettivo di approvvigionamento nel mercato all'ingrosso, i costi efficienti del servizio di commercializzazione e le condizioni contrattuali e di qualità del servizio, così come definiti dall'Autorità a cui è stato altresì demandato il compito di introdurre specifiche misure perequative a favore dei FUI;
- definito come "clienti vulnerabili di gas naturale" i clienti civili che ricadono in almeno una delle seguenti classi: a) che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate ai sensi dell'articolo 1, comma 75, della legge 124/17; b) soggetti con disabilità ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92; c) soggetti le cui utenze sono ubicate nelle isole minori non interconnesse; d) soggetti le cui utenze sono ubicate in strutture abitative di emergenza a seguito di eventi calamitosi; e) persone di età superiore ai 75 anni.
Disposizioni per il rafforzamento degli obblighi informativi del codice di condotta commerciale a vantaggio dei clienti finali del mercato retail
Il 30 giugno 2022, l'Autorità ha pubblicato la delibera 289/2022/R/com che dispone sia l'adeguamento del Codice di condotta commerciale alle disposizioni del decreto legislativo 210/2021 per le forniture di energia elettrica in materia di diritti contrattuali dei clienti finali sia l'aggiornamento mensile della stima della spesa delle offerte a prezzo variabile e dei servizi di tutela presente nelle Schede di confrontabilità per le forniture di energia elettrica e gas naturale. Le disposizioni sono entrate in vigore a partire dal 1° ottobre 2022.
Nello specifico:
- con riferimento all'art. 5, comma 6, del d.lgs. 210/21 in tema di modalità di comunicazione del recesso da parte del cliente finale, non modificare la regolazione in ragione della conformità della regolazione medesima alle suddette previsioni;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 8, del d.lgs. 210/21, integrare il contratto di fornitura e la Scheda sintetica, nella parte inerente alle modalità e i termini per il pagamento delle fatture, introducendo il richiamo alla normativa vigente così da rendere esplicito e trasparente l'informazione per il cliente finale relativa anche ad eventuali oneri connessi ad un metodo di pagamento prescelto nel rispetto dei criteri della normativa primaria;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 11, del d.lgs. 210/21 integrare il contenuto della sezione "Reclami, risoluzione delle controversie e diritti del consumatore" nel riquadro "Altre informazioni" della Scheda sintetica aggiungendo le informazioni in merito ai diritti connessi agli obblighi di servizio pubblico universale dei venditori di energia elettrica;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 7, comma 5, del d.lgs. 210/21, in tema di informazione al cliente finale della possibilità per i venditori di energia elettrica di imporre al cliente finale il pagamento di una somma di denaro in caso di
recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso nel rispetto dei criteri di applicazione previsti dal d.lgs. 210/21 medesimo, effettuare ulteriori approfondimenti in merito, alla luce delle osservazioni contrarie ricevute dalle associazione dei consumatori che hanno espresso la necessità di fornire al cliente finale un quadro informativo quanto più trasparente, chiaro e comprensibile circa la facoltà del venditore di richiedere il pagamento di una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso e dei relativi criteri;
con riferimento alla modifica del calcolo della stima della spesa annua delle offerte a prezzo variabile, inclusi i servizi di tutela, sul Portale Offerte, confermare l'aggiornamento mensile e non più trimestrale degli indici forward. Al fine di garantire la massima coerenza tra il Portale Offerte dell'Autorità e il materiale informativo consegnato dai venditori ai clienti finali in fase precontrattuale prevedere una cadenza mensile di aggiornamento della stima della spesa annua dei servizi di tutela. A tal proposito ARERA ha accolto parzialmente le osservazioni degli operatori prevedendo un termine di 7 giorni lavoratori in luogo dei 5 giorni lavorativi originariamente prospettati dalla pubblicazione della stima medesima per l'aggiornamento delle Schede di confrontabilità da consegnare ai clienti finali.
Energia Reattiva
Nel corso del 2022, l'ARERA ha completato la riforma della regolazione tariffaria dell'energia reattiva, prevedendo, a partire dal 1° aprile 2023, l'applicazione dei corrispettivi per energia reattiva immessa in fascia F3; l'introduzione di tale corrispettivo, inizialmente previsto nel corso del 2022 (delibera 568/2019/R/eel), ha l'obiettivo di migliorare l'efficienza del sistema elettrico.
Con le delibere 232/2022/R/eel l'ARERA ha quindi regolato il nuovo corrispettivo per i clienti finali non domestici in BT con potenza superiore a 16,5kW e per i clienti finali non domestici in MT, nonché alle interconnessioni tra reti in MT e alle interconnessioni tra reti in BT. ARERA ha inoltre previsto, per i venditori ed i distributori, una serie di iniziative volte ad informare gli utenti finali del corrispettivo al fine di stimolare le azioni tecniche necessarie a mitigare il fenomeno dell'energia reattiva immessa.
Con la delibera 712/2022/R/eel ARERA ha quindi disposto l'introduzione del corrispettivo per le immissioni di energia reattiva in alta e in altissima tensione prevedendo un corrispettivo "base" per l'energia reattiva immessa ed un corrispettivo integrativo a carico dei soli soggetti facenti parte di aree omogenee ed inoltre ha abbassato al 33% (dal precedente 50%) il rapporto limite tra energia reattiva ed energia attiva per gli eccessivi prelievi.
La scelta di ARERA, di applicare un corrispettivo differenziato, è conseguenza degli ulteriori approfondimenti richiesti a Terna e distributori sulle reti di AT e AAT, che avevano evidenziato impatti non omogenei sul sistema elettrico nazionale alla luce dei quali, al fine di non penalizzare tutti i clienti e i distributori con l'applicazione di corrispettivi uniformi, ARERA ha ritenuto opportuno differenziare il corrispettivo "base" da applicare sull'intera rete e il corrispettivo più elevato da applicare nelle "aree omogenee" caratterizzate da maggiore impatto degli scambi di energia reattiva sulle tensioni di rete e sui costi per il controllo della tensione in quanto. Con la successiva delibera 124/2023/R/eel, ARERA, ha infine adottato l'elenco dei nodi elettrici della rete rilevante appartenenti ad aree omogenee ai fini dell'applicazione dei corrispettivi maggiorati per immissioni di energia reattiva.
Perdite di rete
Con la delibera 449/2020/R/eel l'Autorità ha modificato la regolazione delle perdite di rete per il triennio 2019-2021:
- riducendo il fattore di perdita commerciale riconosciuto in BT (per areti 1,83%) e, di conseguenza, la percentuale di perdita standard da applicare ai prelievi dei clienti finali in BT che, solo per il 2021, passa dal 10,4% al 10,2%;
- riconoscendo ai DSO, per il triennio 2019-2021, un ammontare di perequazione pari al minimo tra il valore ottenuto valorizzando l'energia oggetto di perdite con il prezzo di cessione agli esercenti la maggior tutela (PAU) differenziato per mese e per fascia e quello ottenuto dal PAU medio annuo;
- non introduce per i DSO il percorso di ulteriore efficientamento delle perdite commerciali;
- introduce un meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti non recuperabili su istanza delle imprese da presentare nel 2022 con riferimento al triennio 2019-2021 - previa verifica della sussistenza di specifici requisiti, tra cui l'aver ottenuto un risultato complessivo netto della perequazione nel triennio 2019 - 2021 a debito per l'impresa. Tale importo rappresenta il valore massimo riconoscibile al DSO qualora l'istanza sia accolta da ARERA.
In data 31 maggio 2022 areti ha presentato all'Autorità l'istanza per il riconoscimento delle perdite di rete 2019-2021 imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili, ai sensi dell'art. 31 del TIV.
Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 42/2023 con cui avvia il procedimento per la verifica della sussistenza al diritto al riconoscimento dei prelievi fraudolenti non recuperabili per il triennio 2019-2021. Con delibera 181/2023/R/eel l'Autorità ha chiuso il procedimento avviato con la deliberazione 42/2023/R/eel finalizzato alla quantificazione e al riconoscimento ad areti. dei prelievi fraudolenti "non recuperabili" manifestatisi, per il triennio 2019-2021, con entità eccezionale rispetto ai livelli riconosciuti convenzionalmente nell'ambito della perequazione delle perdite di rete. La CSEA dovrà riconoscere ad areti l'importo di 1.139.448 € nella prima sessione di perequazione utile, salvo aggiornamenti nei 5 anni successivi per effetto delle rettifiche ai dati di misura
L'Autorità ha pubblicato la delibera 117/2022/R/eel con la quale perfeziona la disciplina inerente alla regolazione delle perdite di energia elettrica sulle reti di trasmissione e distribuzione per il biennio 2022-2023, confermando la volontà anticipata nel DCO 602/2021/eel di prevedere un percorso di efficientamento delle perdite commerciali rendendolo però più cautelativo, con una riduzione del 4% sia per il 2022 che per il 2023 che porta le percentuali rispettivamente all':
- 1,77% nella zona Centro per il 2022;
- 1,72% nella zona Centro per il 2023.
Viene introdotto un meccanismo di controllo sul prezzo da utilizzare per la valorizzazione del delta perdite in ciascun anno del biennio e, per il solo 2022, prevede una clausola di garanzia a tutela delle imprese distributrici che riconosca una perequazione pari al massimo fra zero e il risultato che si otterrebbe utilizzando i fattori percentuali convenzionali di perdita applicati per il triennio 2019-2021, nel
caso in cui il risultato economico complessivo pari alla differenza fra il saldo di perequazione e i ricavi ottenuti dalla regolazione tariffaria dell'energia reattiva di cui al comma 24.2 del TIT sia positivo (posizione netta debitoria).
L'Autorità estende inoltre il meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti "non recuperabili" anche agli anni 2022 e 2023.Il fattore percentuale convenzionale di perdita standard da applicare all'energia elettrica prelevata nei punti di prelievo sulle reti di bassa tensione è infine fissato, a decorrere dal 1° gennaio 2023, pari al 10%.
Continuità del servizio
Con il Testo Integrato della regolazione output-based in vigore dal 1° gennaio 2020, l'Autorità ha introdotto la possibilità per i DSO di presentare esperimenti regolatori per il miglioramento della qualità del servizio in ambiti particolarmente critici. Peculiarità di tali esperimenti è la sospensione delle penali per il periodo di sperimentazione e la loro mancata applicazione retroattiva in caso di raggiungimento dei livelli obiettivo degli indicatori di numero e di durata delle interruzioni senza preavviso, fissati dalla normativa vigente.
In tale contesto, areti ha presentato la propria proposta, declinando un percorso di miglioramento degli indicatori di qualità tecnica differente da quello definito dalla regolazione ordinaria. Tale proposta è stata approvata dall'Autorità con determina 20/2020 del 20 novembre 2020.
In estrema sintesi, il provvedimento rimanda al 2024 il calcolo dei premi e delle penali per l'intero quadriennio 2020-2023 e prevede l'attivazione di un meccanismo di premialità aggiuntivo in caso di raggiungimento del target proposto al 2023 e di conseguimento di livelli annuali effettivi migliori rispetto a quelli proposti nella sperimentazione. Due precisazioni:
- il premio complessivamente ottenuto non può essere maggiore di quello conseguibile a regolazione ordinaria;
- in caso di mancato raggiungimento dell'impegno di miglioramento indicato, areti dovrà versare le eventuali penali che avrebbe conseguito nel quadriennio, in assenza della deroga.
Titoli di efficienza energetica e contributo tariffario riconosciuto ai distributori
Il 14 luglio 2020 è stata pubblicata la delibera 270/2020/R/efr contenente le nuove regole di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai DSO con riferimento agli obblighi derivanti dal meccanismo dei titoli di efficienza energetica. Il provvedimento conferma il valore del cap al contributo tariffario pari a 250 euro/Tee e introduce, a partire dal corrente anno d'obbligo, un corrispettivo addizionale a tale contributo, da riconoscere a ciascun distributore per ogni Tee utilizzato per ottemperare ai propri obblighi. Da un lato, l'ARERA ribadisce che ritiene il cap uno strumento necessario per limitare le variazioni dei prezzi di mercato, dall'altro, ritiene opportuno prevedere un corrispettivo addizionale a sostegno dei distributori alla luce delle perdite economiche che sono costretti a sostenere per via della scarsità di Tee disponibili. La Società in data 13 ottobre 2020 ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera.
La delibera ha, inoltre, introdotto la possibilità di richiedere a CSEA il corrispettivo straordinario in acconto pari al 18% dell'obiettivo specifico per l'anno d'obbligo 2019, al fine di finanziare i distributori che avendo già acquisito Tee a inizio periodo, hanno poi subito gli effetti negativi delle proroghe della data di conclusione dell'anno d'obbligo disposte dal DL Rilancio (30 novembre 2020). areti ha presentato istanza il 31 agosto 2020.
A dicembre 2020, la delibera 550/2020/R/efr ha confermato il valore di 250 €/Tee per il contributo tariffario riconosciuto per l'anno d'obbligo 2019 e fissato a 4,49 €/Tee il valore del corrispettivo addizionale.
In data 31 maggio 2021 è stato pubblicato in GU il decreto del ministero della Transizione ecologica recante "Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024 (cd. certificati bianchi)". Il decreto ha prorogato la scadenza dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e successivamente l'Autorità ha pubblicato la Determina 6/2021 - DMRT con cui ha determinato gli obblighi di risparmio di energia primaria in capo ai distributori di energia elettrica e di gas naturale per l'anno d'obbligo 2020, prevedendo per areti un obbligo pari a 54.848 certificati bianchi.
Il 3 agosto 2021con la delibera 358/2021/R/efr l'Autorità conferma il cap a 250 €/Tee e il corrispettivo addizionale unitario a 10 €/Tee. In considerazione della proroga del termine dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e dell'incertezza normativa ancora in essere in prossimità di tale scadenza, l'Autorità ha pubblicato la delibera 547/2021/R/efr con la quale ha confermato gli intendimenti illustrati nel DCO 359/2021/R/efr. In particolare, l'Autorità ha stabilito che ai distributori di energia elettrica e gas naturale sia riconosciuta una componente addizionale eccezionale pari a 7,26 €/TEE per ciascun titolo consegnato in occasione del termine dell'anno d'obbligo 2020, a valere sull'obiettivo specifico a proprio carico per tale anno d'obbligo e sulle eventuali quote residue degli obiettivi per gli anni d'obbligo 2018 e 2019, non oltre il raggiungimento del proprio obiettivo specifico aggiornato. La componente eccezionale è stata prevista a copertura degli extracosti sostenuti dagli operatori per il difficoltoso approvvigionamento dei TEE necessari agli obiettivi in scadenza. L'Autorità ha pubblicato la determina 16/2021 – DMRT con la quale ha definito l'obbligo TEE 2021 per la Società che ammonta a 16.580 TEE e la determina 7/2022 – DMRT con la quale ha definito l'obbligo TEE 2022 che ammonta a 27.881 TEE.
Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi nello Stato italiano
Ai sensi della delibera 58/2019/E/eel, l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva nei confronti di Acea Energia finalizzata all'acquisizione di informazioni e dati utili in merito alla gestione le partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi.
Ai sensi della stessa delibera e nelle more della conclusione della citata istruttoria, l'Autorità ha indicato alla CSEA di procedere, in via transitoria e salvo conguaglio, alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2017, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 180/2019/C/eel, l'Autorità ha deliberato di proporre opposizione al ricorso straordinario, proposto dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici della Repubblica di San Marino, per l'annullamento della deliberazione 670/2018/R/eel (che aggiornava le tariffe di trasmissione per l'anno 2019) e della deliberazione 58/2019/R/eel.
Nelle more della conclusione dell'istruttoria l'Autorità ha richiesto alla CSEA di sospendere, in via transitoria e salvo conguaglio, eventuali erogazioni relative alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2018, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 491/2019/E/eel, l'Autorità ha chiuso l'istruttoria conoscitiva indicando ad Acea Energia e ad areti le azioni da porre in essere, entro la fine del 2019. Acea Energia ha dato evidenza all'Autorità di aver adempiuto a quanto prescritto. La delibera 491/2019/E/eel, inoltre, ha dato mandato (i) a Terna, alle imprese distributrici competenti e a CSEA di effettuare i ricalcoli delle partite economiche sottese ai prelievi degli stati interclusi applicando i criteri evidenziati nelle risultanze istruttorie allegate alla medesima delibera (ii) al Direttore della Direzione Sanzioni e Impegni dell'Autorità per gli atti conseguenti alle evidenze riscontrate. A seguito di ciò, con la successiva determina 5/2020/eel ARERA ha avviato due procedimenti sanzionatori, rispettivamente nei confronti di Acea Energia ed areti. In data 12 giugno 2020, Acea Energia ha inviato ad ARERA la propria proposta di impegni contenente la rinuncia al credito maturato verso il sistema, il versamento di un indennizzo ad ARERA e l'obbligo di inviare una reportistica bimestrale per 10 anni. Con delibera 262/2021 ARERA ha parzialmente modificato le modalità per effettuare le attività di ricalcolo indicate nella delibera 491/2019 e CSEA ha quindi trasmesso ad Acea Energia i ricalcoli definitivi in data 12 luglio 2021. Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 150/2022/S/eel con la quale ha dichiarato provvisoriamente ammissibile la proposta di impegni presentata da Acea Energia. Con la delibera 576/2021 ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi, con lo scopo di uniformarla ai principi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti.
In data 1°agosto 2022, è stata pubblicata la delibera 354/2022 di accettazione definitiva degli impegni presentati da Acea Energia il cui adempimento diventa quindi obbligatorio entro il 31 ottobre 2022. Acea Energia ha proceduto ad adempiere agli impegni entro la data indicata ed entro il 30 novembre 2022 ha provveduto a rendicontare all'Autorità l'esecuzione degli impegni.
Regolazione Ambiente
A valle del documento di consultazione 351/2019, il 31 ottobre 2019 ARERA ha approvato la delibera 443/19 contenente il primo metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti 2018-2021.
Con riferimento al MTR – Metodo Tariffario Rifiuti, si specifica che le nuove regole definiscono i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.
Come in altri settori soggetti a regolazione, nel nuovo metodo tariffario rifiuti, si fa riferimento a dati ex post e riferibili a fonti contabili certe (bilanci) relativi all'anno a-2 e applicati all'anno a (inserendo indicazioni di conguagli che permeano l'intera struttura algebrica del metodo) e non più a dati previsionali.
Nel nuovo metodo, ARERA applica un approccio ibrido, mutuato dalle altre regolazioni dei servizi, quali energia elettrica e gas, con un diverso trattamento dei costi di capitale e dei costi operativi, ovverosia:
- costi di capitale riconosciuti secondo uno schema di regolazione del tipo rate of return;
- costi operativi con l'applicazione di schemi di regolazione incentivante e con la definizione di obiettivi di efficientamento su base pluriennale.
Il metodo, inoltre, come anticipato già nelle consultazioni, prevede limiti tariffari alla crescita dei ricavi oltre all' introduzione di quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori, in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio. Il metodo regola, in particolare, le fasi del servizio integrato rifiuti così come identificate: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti.
ARERA ha, in questa prima definizione del metodo tariffario, mantenuto la struttura algebrica del metodo fissato dal DPR 158/1999, inserendo fattori tariffari corrispondenti ad ulteriori componenti addizionali per la determinazione dei corrispettivi, alcuni dei quali come segue:
- limite alla crescita complessiva delle entrate tariffarie, con l'introduzione di un fattore di limite alla variazione annuale che tenga conto, anche, del miglioramento di efficienza e del recupero di produttività;
- impostazione asimmetrica che tenga conto nella valutazione e nei calcoli delle singole componenti di costo di: 1. obiettivi di miglioramento del servizio stabiliti a livello locale e 2. eventuale ampliamento del perimetro gestionale; tali parametri determinano il posizionamento della singola gestione all'interno di una matrice tariffaria, come di seguito;
- fattore di sharing relativamente ai ricavi provenienti dalla vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti (compreso tra 0.3 e 0.6), e relativo ai ricavi CONAI (compreso tra 0.1 e 0.4);
- introduzione di una componente a conguaglio sia relativamente ai costi variabili che fissi: definita come differenza tra le entrate relative alle componenti di costo variabile e/o fisso per l'anno a-2, come ridefinite dall'Autorità, rispetto alle entrate tariffarie computate all'anno a-2; Tale componente, nel riconoscimento dei costi efficienti 2018-2019, viene modulata attraverso un coefficiente di gradualità e prevede la corresponsione per il recupero degli eventuali scostamenti, attraverso un numero di rate, fino a 4;
- introduzione di due diversi tassi di remunerazione del capitale investito netto (WACC) per il servizio del ciclo integrato dei rifiuti e un tasso di remunerazione differenziato per la valorizzazione delle immobilizzazioni in corso; Relativamente al WACC del ciclo integrato rifiuti per il periodo 2020-2021è definito pari a 6,3%; a tale valore si aggiunge una maggiorazione dell'1% a copertura degli oneri derivanti dallo sfasamento temporale tra l'anno di riconoscimento degli investimenti (a-2) e l'anno di riconoscimento tariffario (a), cosiddetto time lag.
Al fine di tener conto delle diverse condizioni territoriali di partenza, il Regolatore, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, ha introdotto una metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe all'interno di una regolazione di carattere
asimmetrico, dove sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell'ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo e di sviluppo gestionale al momento applicabile agli operatori della prima parte della filiera del servizio rifiuti integrato, in particolare alle fasi di spazzamento e lavaggio strade e di raccolta e trasporto.
Il PEF (Piano Economico Finanziario) resta lo strumento di riferimento per la valorizzazione del ciclo integrato e per la predisposizione delle tariffe TARI e viene predisposto dal "gestore del sistema integrato rifiuti", ove fosse anche il Comune, mentre "gli operatori che gestiscono pezzi della filiera mettono a disposizione di chi redige il PEF i propri dati per la corretta elaborazione dell'intero Piano".
Relativamente al Testo Integrato TITR - 444/2019/R/RIF - Disposizioni in materia di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si specifica che tale testo definisce le disposizioni in materia di trasparenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il periodo di regolazione 1° aprile 2020 - 31 dicembre 2023. Nell'ambito di intervento sono ricompresi gli elementi informativi minimi da rendere disponibili da parte del gestore del ciclo integrato attraverso siti internet, gli elementi informativi minimi da includere nei documenti di riscossione (avviso di pagamento o fattura) e le comunicazioni individuali agli utenti relative a variazioni di rilievo nella gestione.
Con Delibera 138/21, ARERA ha avviato il procedimento per l'aggiornamento del MTR (cosiddetto MTR-2), che entrerà in vigore a partire dal 2022 ed in cui è presente anche l'individuazione della metodologia per la definizione delle cosiddette "tariffe al cancello", che impatterà direttamente sull'operatività di taluni impianti della Società.
Con Determina 01/DRIF/2021, l'Autorità ha, altresì, avviato una raccolta dati relativa agli impianti di trattamento della filiera dell'indifferenziato (inceneritori D10 e R1, trattamento meccanico/meccanico-biologico, discariche), cui la Società ha prontamente dato riscontro nei termini previsti.
È stato, poi, pubblicato il Documento di Consultazione 196/21 riguardante le tariffe al cancello, nel quale è stato chiarito il perimetro di regolazione previsto dall'Autorità: ARERA si è orientata a ricomprendere tutti gli impianti che gestiscono rifiuti urbani ad eccezione di quelli "riconducibili alle filiere del riciclaggio, destinati al recupero di materia, gestiti da Consorzi di filiera (finanziati dal versamento di contributi da parte delle aziende aderenti), o da altri soggetti, con i quali i Comuni possono sottoscrivere specifiche convenzioni per la copertura degli oneri sostenuti per le raccolte differenziate dei rifiuti".
Con Delibera 363/2021/R/RIF, l'Autorità ha quindi approvato il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti (c.d. MTR-2) recante la modalità di determinazione delle entrate tariffarie per l'erogazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, ovvero dei singoli servizi che lo compongono (quale quello di recupero/smaltimento, svolto direttamente dalla Società), con applicazione per le annualità del periodo 2022-2025. In tale sede, la fissazione dei criteri per la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento soltanto per quelli che vengono individuati come "impianti minimi" nell'ambito della pianificazione territoriale. I gestori di tali impianti minimi dovranno pertanto predisporre il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022-2025 secondo le indicazioni previste nel predetto MTR-2 e – ai sensi dell'articolo 7 della delibera 363/2021/R/RIF - trasmetterlo agli organismi competenti per la validazione; questi ultimi procedono poi all'invio ad ARERA per la verifica della coerenza regolatoria degli atti e la successiva approvazione delle tariffe. Gli impianti non qualificati come "minimi" (denominati "aggiuntivi") sono invece assoggettati ad una disciplina relativa alla trasparenza delle informazioni sull'esercizio.
Hanno successivamente completato il quadro della regolazione tariffaria la delibera 459/2021/R/RIF recante la valorizzazione dei parametri per la determinazione dei costi d'uso del capitale (i.e. il tasso di inflazione programmata e il vettore che esprime il deflatore degli investimenti fissi lordi per il periodo di applicazione di MTR-2), e la delibera 68/2022/R/RIF che ha fissato, per i gestori che svolgono le attività di trattamento in forma non integrata, il valore del WACC pari al 6%.
Con la Determina 01/DRIF/2022 del 22 aprile 2022, ARERA ha infine approvato gli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria che i gestori degli impianti "minimi" sottopongono agli organismi competenti, costituiti dagli EGATO o dalla Regione; si fa riferimento, in particolare, al PEF e alla Relazione di accompagnamento dello stesso.
Nel corso del 2022, a valle degli atti di programmazione settoriale pubblicati dagli organismi competenti in applicazione della disciplina ARERA ex delibera 363/2021/R/RIF, Acea Ambiente ha provveduto ad effettuare le attività propedeutiche per adempiere alle attività regolatorie per gli impianti classificati come "minimi" e successivamente a trasmettere la documentazione prevista dalla Determina 01/DRIF/2022.
Si segnalano inoltre le altre attività effettuate da ARERA:
- con il Documento per la consultazione 611/2022/R/RIF è proposta l'introduzione di sistemi di perequazione nel settore dei rifiuti, in particolare connessi al rispetto della gerarchia dei rifiuti (e al recupero dei rifiuti accidentalmente pescati); con tale meccanismo, passante per i gestori dell'impiantistica, verrebbe applicato un incentivo economico ai conferimenti verso attività di recupero di materia o energia, sostenuto dalla penalizzazione applicata ai conferimenti in discarica;
- con la Delibera 413/2022/R/RIF è stato avviato un procedimento, previsto anche dalla L. Concorrenza 2022, per la definizione di adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero. Successivamente, con la Delibera 732/2022/R/RIF, il procedimento è stato accorpato a quello avviato con la Delibera 364/2021/R/RIF (volto alla determinazione dei costi efficienti della raccolta differenziata, del trasporto, delle operazioni di cernita e delle altre operazioni preliminari) e prorogato al 30 giugno 2023;
- con il Documento per la consultazione 643/2022/R/RIF, pubblicato nell'ambito del procedimento avviato con la delibera 362/2020/R/RIF, sono stati esposti i primi orientamenti per la predisposizione di uno schema tipo di contratto di servizio per la regolazione dei rapporti fra Ente affidante e gestore del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
In data 24 e 27 febbraio 2023, sono state pubblicate, rispettivamente, le sentenze n. 486/2023 e 501/2023, e in data 6 marzo 2023, la sentenza n. 557/2023, con cui il TAR Lombardia, Milano, Sezione Prima, ha annullato in parte la deliberazione 363/2021/R/RIF. In particolare, il TAR ha ravvisato nell'individuazione degli impianti "minimi" da parte di ARERA un'"invasione di campo" rispetto a competenze dello Stato, con la conseguente assegnazione alle Regioni di poteri non spettanti ad esse e
un'inversione procedimentale dell'iter di programmazione.
L'ARERA ha pubblicato il 7 marzo 2023 la delibera 91/2023/C/RIF per informare della proposta di appello presso il Consiglio di Stato, con istanza di sospensione cautelare, avverso le sentenze del TAR Lombardia in quanto secondo l'Autorità "le richiamate sentenze […] si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti". Il Consiglio di Stato ha in seguito rigettato tale richiesta di sospensione cautelare. La trattazione del merito è prevista per il 7 novembre.
Infine, con il documento di consultazione 275/2023/R/RIF, nell'ambito del procedimento avviato con la delibera 62/2023/R/RIF, l'Autorità espone i suoi orientamenti per l'aggiornamento biennale 2024-2025 del metodo tariffario rifiuti (MTR-2). In particolare, l'Autorità conferma la volontà di non acquiescenza alle richiamate sentenze del TAR Lombardia e propone degli aggiornamenti sui principali parametri economici in primis il tasso di inflazione. Il provvedimento finale è atteso entro il prossimo 31 luglio. Per ciò che concerne, invece, la pubblicazione delle quattro direttive europee si rappresenta che, le stesse, prevedono le modifiche di sei direttive europee riguardanti la materia dei rifiuti e cioè:
- la direttiva 2018/851/Ue, che modifica la c.d. direttiva madre sui rifiuti 2008/98/CE;
- la direttiva 2018/850/Ue, che modifica la direttiva discariche 1999/31/Ce;
- la direttiva 2018/852/Ue, che modifica la direttiva imballaggi 94/62/Ce;
- la direttiva 2018/849/Ue, che modifica la direttiva sui veicoli fuori uso 2000/53/Ce, la direttiva su pile e accumulatori 2006/66/Ce e la direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, c.d. RAEE 2012/19/Ue.
Inestrema sintesi la novità principale che tali provvedimenti apportano alla normativa ambientale riguardale percentuali di raccolta differenziata da raggiungere nei prossimi anni, in particolare sino al 2035 (prevedendo tuttavia degli step intermedi dal 2020 al 2030 e dal 2030 al 2035) e segnatamente:
- rifiuti solidi urbani: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% entro il 2035, con tappe intermedie del 55% al 2025 e il 60% al 2030;
- imballaggi: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% al 2025 e al 70% al 2030;
- discariche: l'obiettivo è di limitare l'ingresso dei rifiuti in discarica ad un tetto massimo del 10% entro il 2035. In tal senso gli Stati membri si adoperano per garantire che, entro il 2030, tutti i rifiuti idonei al recupero o al riciclaggio, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica, ad eccezioni per quei rifiuti per cui il collocamento in discarica rappresenta la migliore opzione ambientale. Sul tema delle discariche si segnala l'introduzione dell'art. 15-ter alla direttiva del 1999, il quale prevede che la Commissione adotta atti di esecuzione per stabilire il metodo da utilizzare per determinare, in loco e per tutta l'area di estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle discariche. E, altresì, l'introduzione dell'art. 15-quater, il quale conferisce alla Commissione il compito di adottare atti di esecuzione per sviluppare un criterio per il campionamento dei rifiuti (fino alla concreta emanazione di tale nuovo metodo gli Stati membri utilizzano i sistemi nazionali attualmente vigenti);
- raccolta differenziata dei rifiuti domestici: sono previste importanti novità per la raccolta differenziata di rifiuti domestici, quali rifiuti tessili, rifiuti organici e rifiuti pericolosi domestici, finora non sempre raccolti separatamente;
- misure di prevenzione della produzione dei rifiuti: nelle direttive è espressamente previsto che gli Stati membri devono adottare una serie di misure per prevenire a monte la produzione di rifiuti quali ad esempio il compostaggio domestico e l'utilizzo di materiali ottenuti con i rifiuti organici, incentivare la produzione e commercializzazione di beni e componenti adatti all'uso multiplo, prevedendo altresì incentivi finanziari in tal senso per incoraggiare tali comportamenti virtuosi.
Tali obiettivi potranno essere rivisti nel 2024 (soprattutto in considerazione della circostanza per cui, gli stessi, sono considerati eccessivamente ambiziosi per taluni Stati che ad oggi, ad esempio, ricorrono sovente all'utilizzo delle discariche ai fini dello smaltimento. In tal senso il Legislatore ha pertanto previsto che, riconoscendo le significative differenze di trattamento tra i diversi Stati, sarà possibile concedere una proroga, fino ad un massimo di 5 anni, per gli Stati che nel 2013 hanno preparato per il riutilizzo e hanno riciclato meno del 20% dei rifiuti urbani o hanno collocato in discarica oltre il 60% dei rifiuti urbani).
In ottemperanza alla soprarichiamata Legge di Delegazione Europea, sono stati approvati il D.Lgs. 116/2020 relativi a rifiuti ed imballaggi, il D.Lgs. 118/2020 relativo ai rifiuti di pile ed accumulatori (RPA) e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il D.Lgs. 119/2020 per veicoli fuori uso ed il D.Lgs. 121/2020 relativo alle discariche.
Da ultimo su tali Delibere merita un breve passaggio la riscrittura dell'art. 6 della direttiva 98/2008/Ce relativo alla cessazione della qualifica del rifiuto (End of Waste). In particolare, il Legislatore europeo, mediante la nuova delibera di modifica, impone agli Stati membri di adottare misure appropriate per garantire che, quando una sostanza od oggetto rispetta i requisiti richiesti per l'End of Waste, questa non possa essere qualificata come rifiuto.
In particolare, è previsto che, premessa la competenza della Commissione europea sulla definizione dei criteri generali sull'applicazione uniforme delle condizioni End of Waste, a determinati tipi di rifiuti, qualora quest'ultima non procedesse in tal senso, gli Stati membri possono stabilire criteri EoW dettagliati a determinati tipi di rifiuti che devono tener conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana della sostanza o dell'oggetto e soddisfano i requisiti EoW previsti dalla direttiva. Tali decisioni dovranno essere notificate dallo Stato membro alla Commissione.
Non solo, la stessa delibera prevede, inoltre, che gli Stati membri possono altresì decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni indicate nella direttiva, rispecchiando, ove necessario i criteri Ue dell'EoW e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione.
Da ultimo sulla materia EoW si segnala l'emendamento approvato in data 6 giugno 2019 ed inserito all'interno del Decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32/2019, convertito con legge n. 1248). In particolare, la norma stabilisce che nelle more di adozione di uno o più decreti recanti i criteri EoW per specifiche tipologie di rifiuti, le autorizzazioni ordinarie per gli impianti di recupero rifiuti devono
essere concesse sulla base dei criteri indicati nei provvedimenti che disciplinano il recupero semplificato dei rifiuti (Dm 5 febbraio 1998, Dm 161/2002 e Dm 269/2005) "per i parametri ivi indicati per i parametri relativi a tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tali attività". Le autorizzazioni ordinarie devono invece individuare le condizioni e le prescrizioni necessarie "per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell'impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero."
Il Ministero dell'Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) viene autorizzato ad emanare "con decreto non avente natura regolamentare", apposite linee guida per l'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina.
Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)
Lo sviluppo sostenibile
Il conflitto in corso in Ucraina ha dimostrato nuovamente l'interconnessione del contesto globale, con effetti che si ripercuotono in tutte le aree del mondo. In ambito energetico, come noto, si sono avute conseguenze estreme in ragione del blocco degli approvvigionamenti, che hanno spinto verso il rientro in esercizio di fonti energetiche inquinanti. L'Unione Europea ha reagito con il piano REPowerEU, allo scopo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, provenienti dall'estero, ed accelerare la transizione verde. A livello climatico i dati dell'osservatorio UE Copernicus hanno registrato eventi climatici estremi, temperature record e gas serra in aumento a livello globale. In Europa, il perdurare di alte temperature ha aggravato lo stress idrico, comportato ripercussioni sull'agricoltura, sul trasporto fluviale oltre che sulla gestione dell'energia. Le condizioni di estrema siccità hanno portato anche ad un aumento del pericolo di incendi, che ha avuto come conseguenza un numero insolitamente elevato di episodi nell'Europa sudoccidentale.
In tale contesto vanno inquadrate e valutate le iniziative istituzionali globali e nazionali dell'anno. La COP27 sul clima tenutasi in Egitto e la COP15 sulla biodiversità di Montreal, tra i cui obiettivi si evidenziano, ad esempio, l'estensione delle aree protette e la rigenerazione degli ecosistemi degradati (30% entro il 2030). A livello nazionale, si segnalano la riforma costituzionale degli art. 9 e 41 ed il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.
L'Europa ha assunto, lo scoro anno, alcuni specifici e rilevanti provvedimenti in materia di sostenibilità d'impresa. È stata infatti pubblicata in GUUE la Corporate Sustainability Reporting Directive, evoluzione della Non-Financial Reporting Directive del 2014, che amplia la platea di imprese sottoposte ad obblighi di rendicontazione e introduce importanti novità, quali ad esempio la doppia materialità, la predisposizione di nuovi standard e l'inclusione dell'informativa nella Relazione alla Gestione. È avanzato il lavoro istituzionale sulla Direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese sulla tutela dell'ambiente e dei diritti umani nelle proprie "catene di attività", che ha portato nel mese di dicembre 2022 all'adozione da parte del Consiglio UE del proprio orientamento in materia. Nell'ambito del Regolamento 2020/852 (c.d. "Tassonomia europea"), nel 2022, la Commissione, attraverso il Complementary Delegated Act, ha modificato l'Atto delegato sul clima introducendo anche attività e relativi criteri di vaglio tecnico per la generazione di energia a partire da nucleare e gas naturale, ed incrementando l'insieme delle attività potenzialmente ecosostenibili in relazione alle quali le imprese sono state chiamate a valutare ammissibilità e allineamento nonché ad identificare i KPI economici correlati.
La legislazione nei mercati di riferimento, a livello locale, nazionale e sovra-nazionale
Il contesto normativo di riferimento per il Gruppo Acea è ampio ed articolato in funzione della specificità dei business gestiti e della varietà degli ambiti su cui intervengono le discipline normative e regolatorie che incidono sull'operatività aziendale, dai profili amministrativi autorizzativi a quelli di tutela del mercato e della concorrenza. A tali aspetti si aggiunge la peculiarità della natura di Società quotata, con i relativi impatti normativi, ad esempio in termini di disciplina delle comunicazioni al mercato.
I diversi provvedimenti (D. L. 21/2022 – c.d. "D. L. Taglia prezzi"; D. L. 50/2022 – c. d. "D. L. Aiuti"; Legge di Bilancio 2023) hanno così disciplinato il meccanismo di contributi solidaristici, a carico dei soggetti operanti nel settore energetico, per contenere gli effetti del caro bolletta su imprese e consumatori.
Sempre collegati alla situazione energetica straordinaria e rilevanti per l'impatto sulle imprese energetiche, rilevano i provvedimenti in tema di extraprofitti e sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di elettricità e gas. Sul primo aspetto, il D. L. 4/2022 – c. d. "D. L. Sostegni ter" - ha previsto meccanismi di compensazione per i produttori da fonti rinnovabili che, alle condizioni previste, possono determinare un extraprofitto da versare al GSE; sul secondo tema, il D.L. 115/2022 – c. d. "D. L. Aiuti bis", ha previsto la sospensione da parte delle imprese delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura energetica relativamente alla definizione dei prezzi, e il successivo D. L. 198/2022 – c.d. "D. L. Milleproroghe" – ne ha esteso il periodo di validità (30 giugno) escludendone l'applicazione per i contratti in scadenza.
Nel 2022 si sono svolte le consultazioni per il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, a seguito delle quali il Consiglio dei Ministri ha approvato a dicembre in esame preliminare lo schema del Decreto legislativo di recepimento. Le importanti novità in merito riguardano la revisione delle norme volte a proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone "salubrità e pulizia", anche attraverso una revisione dei parametri e dei valori di rilevanza sanitaria, la definizione di requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili, l'introduzione di un approccio di valutazione e gestione del rischio più efficace ai fini della prevenzione sanitaria, della protezione dell'ambiente e del controllo delle acque destinate al consumo umano, anche sotto il profilo dei costi e dell'allocazione delle risorse rafforzando il ruolo dei Piani di Sicurezza dell'Acqua (PSA) ed infine il miglioramento dell'accesso equo per tutti all'acqua potabile sicura e delle informazioni pubbliche sulle acque destinate al consumo umano.
Nel 2022 è stata data attuazione alla delega sul riordino della normativa sui servizi pubblici locali con il D. Lgs. n. 201/2022, che riorganizza la disciplina, inserita tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di promuovere dinamiche competitive che portino a migliorare la qualità dei servizi pubblici e i risultati delle gestioni nell'interesse dei cittadini e degli utenti.
Di rilievo anche l'approvazione in via preliminare il 16 dicembre 2022 da parte del Consiglio dei Ministri dello schema del Decreto legislativo di rinnovo del Codice dei Contratti Pubblici, teso a semplificare la normativa in materia di appalti pubblici e concessioni al
fine di assicurarne un'efficiente realizzazione. Il Codice si applicherà ai nuovi procedimenti dal 1° aprile 2023. Dal 1° luglio 2023 è prevista l'abrogazione del Codice precedente (D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) e l'applicazione delle nuove norme anche ai procedimenti in corso.
Gli impatti ambientali ed energetici
L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.
In novembre 2022 si è svolta a Sharm el-Sheikh la COP27. I negoziati hanno seguito linee d'azione relative a cinque tematiche: la decarbonizzazione, l'adattamento climatico, la natura, il cibo e l'acqua. La Conferenza si è conclusa con l'emanazione del Sharm el-Sheikh Implementation Plan. Tale accordo mantiene quanto ratificato nel Glasgow Climate Pact (COP26) che prevede l'impegno dei Paesi firmatari nel mantenere la temperatura globale al di sotto di 1,5°C di aumento rispetto ai livelli preindustriali ed evidenzia la necessità della transizione verso un sistema basato su fonti rinnovabili e riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili. Vengono incoraggiati gli sforzi per eliminare gradualmente il carbone, favorendo le fonti a basse emissioni e promuovendo l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. A livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC), i Paesi che non hanno ancora presentato i loro impegni nella decarbonizzazione, sono invitati a farlo, mentre quelli che lo hanno già fatto sono invitati ad aggiornarli entro la fine del 2023. La principale novità riguarda l'introduzione del principio "loss and damage", attraverso il quale è previsto il riconoscimento di indennizzi ai Paesi in via di sviluppo più vulnerabili per i danni climatici subìti. Il principio verrà attuato tramite la costituzione di un apposito Fondo.
Per quanto concerne il tema emissioni di gas climalteranti, anche per l'anno 2023, Acea parteciperà al Carbon Disclosure Project – CDP. Acea, infatti, risponde al Questionario CDP Climate già da molti anni e, nel 2022, ha ricevuto una valutazione pari a "B", che posiziona Acea in classe Management. Nel 2022 Acea, oltre ad aver pubblicato la sua prima Informativa climatica 2021, secondo le raccomandazioni TCFD, ha portato avanti un nuovo progetto volto ad arricchire l'identificazione dei rischi e le analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo.
Cambiamento climatico
La sensibilità all'evolversi del cambiamento climatico ed ai suoi effetti sui business gestiti è tema ormai consolidato a livello internazionale che si riflette anche in una maggiore richiesta di informativa nella relazione finanziaria annuale. Sebbene non esista un principio contabile internazionale che disciplini come gli impatti del cambiamento climatico siano da considerare nella predisposizione del bilancio, lo IASB ha emesso taluni documenti per supportare gli IFRS-Adopter nel soddisfare tale richiesta di informativa delle parti interessate. Parimenti, ESMA, nelle sue European Common Enforcement Priorities, ha evidenziato che gli emittenti devono considerare nella preparazione dei bilanci IFRS i rischi climatici nella misura in cui i medesimi siano rilevanti a prescindere dal fatto che detti rischi siano o meno esplicitamente previsti dagli standard contabili di riferimento.
Il Gruppo Acea descrive le proprie considerazioni in merito alle azioni riconducibili alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico così come all'adattamento al cambiamento climatico nella dichiarazione non finanziaria (redatta in conformità agli Standard GRI, che include, inoltre, l'informativa prevista dal Regolamento 2020/852, in relazione ai due obiettivi climatici, mitigazione e adattamento). In tale ambito, considerando i settori di attività in cui opera il Gruppo per il tramite delle sue partecipate, il Gruppo Acea, nel proseguire la definizione di aggiornati piani futuri ad oggi in corso di sviluppo e predisposizione, ha identificato taluni rischi derivanti dall'attuale processo di mitigazione ed adattamento.
Con riferimento al breve periodo il management non rileva impatti specifici di rilevante entità derivanti da rischi legati al clima, da considerare nell'applicazione dei principi contabili. Il Gruppo in tutti i settori di attività serviti persegue l'eccellenza dell'erogazione del servizio; questo comporta un costante impegno nello sviluppo di infrastrutture adeguate e nell'evoluzione della gestione delle medesime, con applicazione di innovazione tecnologica e digitalizzazione, nonché nella preservazione e tutela della risorsa idrica, nello sviluppo di capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nell'efficientamento energetico dei processi produttivi, nel perseguimento di un approccio all'economia circolare e nell'espletamento dei controlli riguardo le commodity fornite alla clientela.
Con riferimento al medio-lungo periodo il management, nel proseguire la definizione di aggiornati piani di sviluppo ad oggi in corso di predisposizione, non ravvede ulteriori considerazioni specifiche da fattorizzare nell'applicazione dei principi contabili per la predisposizione di bilancio.
Si segnala che la valutazione e, più specificamente, la quantificazione dei rischi legati al clima, richiede l'applicazione di analisi di scenario climatico - attività che il Gruppo ha avviato, pubblicando nel giugno 2022 l'Informativa climatica Gruppo Acea 2021, secondo le raccomandazioni TCFD – ed è tuttavia esposta anche ad assunzioni su sviluppi futuri altamente incerti, come futuri sviluppi tecnologici, azioni del governo, interventi regolatori o ancora evoluzioni di equilibri politici internazionali.
Per i principali settori in cui il Gruppo opera, le azioni per il contenimento dei rischi collegati al cambiamento climatico si concretizzano nella realizzazione di investimenti nelle infrastrutture per prevenire e/o mitigare gli impatti derivanti prevalentemente dai rischi fisici. Il management ha valutato che tali investimenti non riducono o modificano l'aspettativa con riferimento ai benefici economici connessi all'utilizzo delle attività iscritte tra le immobilizzazioni materiali in quanto gli stessi hanno rilevanza regolatoria e dunque soggetti a meccanismi di ristoro specifici. Pertanto, non si è resa necessaria la rivisitazione critica della vita utile delle immobilizzazioni in bilancio. Con specifico riferimento alla vendita di commodity, il Gruppo monitora come potenziale effetto derivante dal rischio reputazionale la vita utile della customer base e delle valutazioni di bilancio ad essa correlate.
Con riferimento all'esistenza di rischi di impairment delle attività, il management ha considerato che, sebbene le azioni di mitigazione/adattamento del rischio climatico comportino la necessità di pianificare la manutenzione/evoluzione degli impianti per garantire la qualità del servizio, la sicurezza degli asset gestiti ed il mantenimento delle prestazioni degli stessi - queste attività comunque sono considerate nell'ambito della previsione dei flussi di cassa utilizzati alla base della determinazione del value in use.
Si evidenzia infine che la legislazione introdotta in risposta ai cambiamenti climatici potrebbe dar luogo a nuovi obblighi che prima non esistevano.
L'andamento dei costi di acquisto delle materie prime insieme a quello dei derivati di copertura richiede un'attenta politica di monitoraggio dei fabbisogni e della copertura dei prezzi. L'andamento del costo delle commodity in derivazione degli effetti del cambiamento climatico potrebbe rendere onerosi taluni contratti di vendita. Inoltre, l'indisponibilità delle materie prime potrebbe rendere inefficaci coperture di flussi di cassa derivanti da transazioni future altamente probabili.
Infine, con particolare riferimento ai settori regolati, la presenza di rischi fisici cronici potrebbe portare ad una riduzione della qualità del servizio con conseguente sorgere di passività per penalità.
Il conflitto Russia -Ucraina
Il conflitto tra Russia e Ucraina ha generato gravi ripercussioni non solo a livello umanitario, ma anche a livello economico, impattando notevolmente sui mercati finanziari globali. Le conseguenti sanzioni imposte dai governi di tutto il mondo all'economia russa e le contromisure adottate da quest'ultima hanno contribuito alla forte spinta in rialzo dei prezzi delle materie prime (con particolare riferimento all'energia, ai metalli e ai beni agricoli) e a disagi significativi nelle attività di scambio commerciale a livello internazionale. Nonostante permanga la situazione di incertezza, i prezzi delle materie prime sembrano essersi relativamente stabilizzati nel primo semestre 2023, dopo la forte crescita registrata nel 2022. L'andamento dei mercati energetici ha visto quotazioni all'ingrosso del gas in deciso calo, nel trimestre in corso, grazie a un'offerta abbondante rispetto alla domanda, che ha permesso di raggiungere un livello degli stoccaggi europei di oltre il 70% della capacità. La discesa dei prezzi si è tuttavia arrestata nel mese di giugno, anche a causa di qualche criticità dovuta all'indisponibilità di alcune infrastrutture produttive norvegesi. Per il trimestre estivo, pur non ravvisandosi particolari tensioni nel mercato europeo, l'aumento delle temperature e il conseguente aumento della domanda potrebbero determinare un rialzo dei prezzi, soprattutto qualora la domanda di GNL dei due principali importatori asiatici (Cina e Giappone) dovesse mostrare segnali di forte recupero.
È necessario ricordare che il Public Statement dell'ESMA del 28 ottobre 2022, tratta proprio gli effetti dell'invasione russa dell'Ucraina sulle rendicontazioni finanziarie del bilancio 2022 redatte seguendo il principio IAS34. Lo Statement ha quindi l'obiettivo di fornire agli organi di amministrazione e controllo delle società regolate una serie di raccomandazioni in merito al processo di produzione dell'informativa di bilancio, con particolare enfasi sui controlli necessari per verificare eventuali riduzioni di valore (impairment test) delle attività non finanziarie.
Lo Statement sottolinea che il cambio di approccio strategico, commerciale e finanziario delle aziende successivo al conflitto ha incrementato notevolmente il rischio di impatti significativi su valore contabile delle attività e passività di bilancio. Lo Statement suggerisce quindi di rivedere ed eventualmente aggiornare le considerazioni fatte per i bilanci di fine anno, in particolare le assunzioni e le ipotesi alla base del calcolo dei flussi prospettici e degli altri elementi che concorrono alla stima del valore recuperabile.
L'ESMA ricorda poi che al fine di valutare l'esistenza di possibili indicazioni di riduzione di valore delle attività non finanziarie ricomprese nello scope dello IAS 36 (Impairment Testing), è necessario considerare tutte le fonti informative, sia di natura esterna che interna, per valutare se gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia rappresentino possibili indicazioni di riduzione di valore delle stesse attività. Lo Statement sottolinea inoltre che il notevole aumento del livello generale di incertezza causato dal conflitto richiede di valutare attentamente (nel contesto di stima del valore recuperabile attraverso il metodo del Value in Use) i dati finanziari previsionali utilizzati. A tal fine, L'ESMA ritiene che, a seconda del tipo di attività da controllare e del relativo livello di rischio, può essere necessario sviluppare scenari multipli attorno ai dati previsionali considerati, supportati da parametri e input di stima ragionevoli e realistici. Sempre in tal senso, dovrà comunque esserci consistenza tra i dati previsionali utilizzati e le assunzioni associate agli stessi per i controlli di valore, nonché tra le scelte e i piani strategici formulati dalle imprese successivamente al conflitto.
Con riferimento al tasso di sconto utilizzato per la stima del valore recuperabile, lo Statement sottolinea e ricorda che lo stesso dovrà riflettere le attuali condizioni di mercato e le caratteristiche di rischio specifico associate alle specifiche attività oggetto di impairment test (escludendo il rischio delle attività già riflesso nei flussi previsionali). Lo Statement sottolinea infine che i rischi associati ai fenomeni di aumento dei tassi di interesse di mercato e del tasso di inflazione potrebbero aver un impatto anche sul tasso di sconto da utilizzare ai fini della stima del valore recuperabile delle attività per riflettere gli stessi fenomeni, a meno che gli stessi rischi non siano già riflessi nel calcolo dei flussi previsionali utilizzati.
Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica
Per Acea le collaborazioni, le partnership e i sistemi di imprese rappresentano driver fondamentali per il posizionamento ed il presidio del Gruppo nell'ecosistema dell'innovazione e per aprire nuovi canali privilegiati di accesso a idee, opportunità di business, opportunità tecnologiche, ricerca accademica e nuovi talenti.
Acea ha aderito a numerose tipologie di partnership e collaborazioni legate all'innovazione; infatti, da diversi anni il Gruppo partecipa in modo attivo nell'ecosistema dell'innovazione italiana e internazionale, scambiando best practice ed esperienze.
Si segnalano, a tal proposito l'associazione a InnovUp (ex Italia Startup), l'Associazione no profit che rappresenta l'ecosistema delle start-up italiane, allargato a tutti i soggetti, privati e pubblici, ne agevola la valorizzazione, la visibilità e la crescita, per favorire la nascita di un nuovo tessuto imprenditoriale italiano e a SEP (Startup Europe Partnership), il programma di Open Innovation che mette in contatto le Scaleup europee con le Corporate, ed infine ad Open Italy, il programma di co-innovazione promosso da ELIS nato per coniugare gli innovation needs delle Corporate consorziate con l'offerta di start-up, PMI innovative, spin-off universitari e centri di ricerca.
Lo sviluppo del personale
Le Persone rappresentano per ogni organizzazione un asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale in trasformazione. Acea presta ascolto alle esigenze delle proprie persone ed elabora una People Strategy declinata in progetti e iniziative.
Acea annualmente redige un piano Equality & Care che raccoglie gli obiettivi e i relativi progetti sia in ambito diversity & inclusion sia in ambito di welfare aziendale. Nel corso del 2022 Acea è stata inserita dal Financial Times e Statista nella classifica dello speciale "Europe's Diversity Leaders 2023" e per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione.
In Acea è sviluppato un sistema integrato di welfare aziendale, fondato sull'ascolto dei dipendenti e dei loro fabbisogni e declinato attraverso sei pilastri fondamentali: salute, benessere psicofisico, famiglia, misure di conciliazione, agevolazioni economiche e previdenza complementare. Numerose iniziative sono state attuate per implementare i pilastri del welfare, come, ad esempio, campagne di prevenzione sanitaria, servizi di supporto per il benessere psico-fisico e di sostegno alla genitorialità. Tali tematiche vengono condivise in un Comitato Bilaterale, composto dai rappresentanti delle Società del Gruppo e delle Organizzazioni Sindacali.
Nell'ambito dei processi di formazione del Gruppo è stata costituta l'Accademy "Acea Business School" che eroga corsi in ambito manageriale, di ruolo, governance e digitale, rivolti a tutto il Gruppo e progettati con partner qualificati (Università, Business School, Centri di ricerca, ecc.).
La gestione sostenibile della catena di fornitura
Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori. Nell'affrontare tale percorso, in tema di green procurement, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche aspetti premianti, non obbligatori.
Acea da sempre è al servizio del territorio e del cittadino e tiene in grande considerazione il confronto con la catena di fornitura per essere sempre più efficiente nelle risposte alle sollecitazioni che provengono dal territorio.
La nascita di una filiera sostenibile dipende dall'autocontrollo di ciascuna impresa, ma anche da accordi tra tutti i membri della filiera. Una collaborazione che consente di avere rapporti più trasparenti e chiari che contribuiscono alla creazione di valore condiviso attraverso:
- Valutazione Ecovadis
- Acquisti verdi
- Due Diligence reputazionali
- Sistemi di Gestione Verifiche sulla Catena di Fornitura
- Vendor rating
- Sostenibilità e sicurezza.
La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
Acea realizza costanti campagne di sensibilizzazione sul tema, con l'obiettivo di incidere profondamente sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità delle proprie persone. Ha adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Altrettante iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento circa i temi su esposti riguardano appaltatori e sub appaltatori di Acea, partner fondamentali per la realizzazione dei business lungo la catena del valore. La sicurezza vista come strategia, e non solo come compliance, si basa sulla possibilità di misurare e monitorare i risultati in un approccio manageriale. Acea, nell'ambito del percorso di miglioramento continuo che ha intrapreso, orientato alla prevenzione e riduzione del fenomeno infortunistico, mette a disposizione di tutte le proprie persone uno strumento valido ed efficace ai fini di una partecipazione attiva all'analisi dell'andamento degli indicatori; tale aspetto è spesso considerato rivelatore del livello di maturità della cultura della sicurezza e della cultura del miglioramento in un'organizzazione. Azioni di miglioramento basate sulla constatazione che vi sono margini da perseguire (ad es. azioni per ridurre l'incidenza di alcuni tipi di infortunio) ed azioni di consolidamento (ad es. mantenimento risultati positivi, crescita della resilienza organizzativa), rappresentano il naturale percorso del miglioramento continuo in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Andamento delle Aree di attività
Risultati economici per area di attività
La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8.
| €milioni 30/06/2023 |
Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 167 | 1.232 | 49 | 728 | 74 | 286 | 28 | 0 | 314 | 61 | 69 | (386) | 2.309 |
| Costi | 125 | 1.177 | 31 | 375 | 43 | 101 | 27 | 0 | 128 | 58 | 88 | (386) | 1.639 |
| Margine Operativo Lordo |
42 | 55 | 19 | 353 | 31 | 185 | 1 | 0 | 186 | 3 | (19) | 0 | 670 |
| Ammortamenti e perdite di valore |
28 | 34 | 8 | 200 | 10 | 71 | 1 | 0 | 72 | 4 | 15 | 0 | 370 |
| Risultato Operativo |
15 | 21 | 11 | 153 | 21 | 114 | 0 | 0 | 114 | (1) | (34) | 0 | 300 |
| Investimenti | 18 | 24 | 2 | 337 | 25 | 128 | 1 | 0 | 129 | 2 | 10 | 0 | 548 |
Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto; l'Area Idrico comprende anche i bilanci delle società operanti nella distribuzione del gas e la neo consolidata ASM Terni.
| €milioni 30/06/2022 |
Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Infrastrutture Energetiche |
Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 172 | 1.341 | 44 | 678 | 92 | 280 | 24 | 0 | 304 | 58 | 70 | (395) | 2.364 |
| Costi | 114 | 1.302 | 29 | 325 | 40 | 99 | 25 | 0 | 123 | 53 | 91 | (395) | 1.681 |
| Margine Operativo Lordo |
58 | 38 | 15 | 354 | 52 | 182 | 0 | 0 | 181 | 5 | (21) | 0 | 682 |
| Ammortamenti e perdite di valore |
20 | 32 | 6 | 181 | 9 | 66 | 1 | 0 | 67 | 4 | 15 | 0 | 334 |
| Risultato Operativo |
38 | 7 | 9 | 173 | 43 | 115 | (1) | 0 | 114 | 1 | (36) | 0 | 348 |
| Investimenti | 18 | 21 | 2 | 260 | 19 | 135 | 1 | 0 | 136 | 2 | 13 | 0 | 470 |
Aree Industriali
La macrostruttura di Acea è articolata in funzione Corporate e in sette aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Generazione, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Conferimenti a WTE | KTon | 194 | 199 | (5) | (2,4%) |
| Rifiuti in TMB e Discarica | KTon | 211 | 194 | 17 | 8,8% |
| Conferimenti in Impianti di Compostaggio | KTon | 103 | 88 | 15 | 17,0% |
| Conferimenti in Impianti di Selezione | KTon | 172 | 128 | 44 | 33,9% |
| Rifiuti intermediati | KTon | 83 | 83 | 1 | 0,8% |
| Liquidi trattati presso Impianti | KTon | 178 | 178 | 0 | 0,2% |
| Energia Elettrica ceduta netta WTE | GWh | 144 | 152 | (9) | (5,9%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 166,9 | 171,9 | (5,0) | (2,9%) |
| Costi | 124,5 | 113,6 | 10,9 | 9,6% |
| Margine Operativo Lordo | 42,4 | 58,3 | (15,9) | (27,2%) |
| Risultato Operativo | 14,9 | 38,4 | (23,5) | (61,3%) |
| Dipendenti Medi | 882 | 778 | 104 | 13,4% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 18,3 | 46,2 | (27,9) | (60,4%) | 18,5 | (0,2) | (0,9%) |
| Posizione Finanziaria Netta | 428,4 | 351,5 | 76,9 | 21,9% | 335,5 | 92,9 | 27,7% |
| Margine Operativo Lordo (EBITDA) € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Ambiente | 42,4 | 58,3 | (15,9) | (27,2%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 6,3% | 8,5% | (2,2 p,p,) |
L'Area Ambiente chiude il primo semestre del 2023 con un livello di EBITDA pari a € 42,4 milioni in riduzione di € 15,9 milioni (- 27,2% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio). Il decremento registrato è imputabile all'effetto combinato della riduzione del margine di Acea Ambiente (- € 22,2 milioni al netto del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" acquisto a fine 2022) imputabile in parte all'iscrizione nel primo semestre 2022 dei ricavi derivanti dalla vendita dei diritti CO2 a seguito della delibera n. 66/22 con la quale il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto, ha disposto nei confronti dell'Impianto UL1 di Terni l'esonero dall'obbligo di acquisto di quote di CO2 con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021 con la conseguenza che si è proceduto alla vendita delle quote EUA relative all'annualità 2021 per un ammontare complessivo di € 11,1 milioni e in parte per i minori margini sui Compost/Orvieto (- € 4,8 milioni) e maggiori costi di smaltimento e manutenzione sugli impianti WTE (- € 5,1 milioni).
Compensa tale riduzione il maggior margine registrato da Demap (+ € 1,7 milioni) che nei primi mesi del 2022 risentiva del fermo a seguito dell'incendio avvenuto a fine 2021. Alla variazione concorre la variazione di perimetro (+ € 7,0 milioni) per il consolidamento di Tecnoservizi (+ € 1,6 milioni) e del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" acquisito da Acea Ambiente (+ € 5,4 milioni).
L'organico medio al 30 giugno 2023 si attesta a 882 unità e risulta in aumento di 104 unità rispetto al 30 giugno 2022, principalmente in conseguenza della variazione dell'area di consolidamento (+ 85 unità).
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 18,3 milioni (- € 0,2 milioni rispetto al 30 giugno 2022) e si riferiscono in prevalenza ad investimenti effettuati da Acea Ambiente (€ 9,8 milioni) per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Monterotondo Marittimo, nell'impianto di WTE di Terni e AS Recycling (€ 3,7 milioni) legati alla costruzione dell'impianto di selezione della plastica CSS di Borgorose e da Cavallari (€ 1,0 milioni).
La posizione finanziaria netta si attesta ad € 428,4 milioni in aumento rispetto al 31 dicembre 2022 di € 76,9 milioni e rispetto al 30 giugno 2022 di € 92,9 milioni. Le variazioni sono influenzate in prevalenza agli effetti derivanti dalle operazioni di M&A effettuate da Acea Ambiente in relazione all'acquisto del 35% di Deco (+ € 34,0 milioni) nonché dalle dinamiche di cash flow operativo.
Eventi significativi del periodo e successivi
Terni (UL1): per tutto il primo semestre 2023, la pianificazione contrattuale per conferimenti del rifiuto scarti di pulper ha garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo. Con delibera n. 66/22 del 24 marzo 2022, il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto ha disposto la revoca dell'autorizzazione ad emettere gas per l'impianto (numero di autorizzazione 1711) con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021. Si segnala che a seguito di istanza di riesame con valenza di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, è necessario procedere con il revamping della linea di trattamento fumi per proseguire l'esercizio dell'impianto oltre la data del dicembre 2023. La Regione Umbria ha inoltre approvato e autorizzato la realizzazione degli interventi relativi al revamping della linea trattamento fumi, in conformità agli elaborati progettuali approvati.
Paliano (UL2): in esecuzione all'autorizzazione paesaggistica per la demolizione dell'impianto di depurazione e delle vasche interrate rilasciata dal Comune di Anagni, nel mese di settembre 2020, nonché a seguito dell'aggiornamento del progetto esecutivo autorizzato dal Comune di Anagni con Determinazione n. 1003 del 16 settembre 2020, in data 26 aprile 2021, sono ripresi i lavori per la demolizione dell'impianto di depurazione, delle vasche interrate e dell'ex fabbricato di produzione di acqua mineralizzata. I lavori di demolizione dell'ex depuratore si sono conclusi, con specifico provvedimento di chiusura lavori da parte del Direttore Lavori in data 25 febbraio 2022.
San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CSS (Combustibile Solido Secondario) prodotto dal trattamento dei rifiuti urbani provenienti dal territorio della Regione Lazio. L'impianto di San Vittore del Lazio è oggi l'unico impianto di termovalorizzazione su scala regionale e rappresenta un terminale strategico per la filiera rifiuti.
Nel corso del periodo, le linee 1, 2 e 3 dell'impianto hanno garantito un esercizio regolare in termini di ore di funzionamento.
In riferimento all'attività di smaltimento/recupero dei rifiuti prodotti nel processo di termovalorizzazione, la Società ha sottoscritto, anche per il periodo in questione, i relativi contratti di conferimento che garantiscono l'esercizio delle tre linee in continuo. Le prestazioni attese dell'impianto nel periodo di riferimento, sia per quanto concerne le attività di trattamento rifiuti, che per quanto concerne la produzione di energia elettrica, hanno risentito delle condizioni meteorologiche avverse registrate nel periodo.
A seguito della presentazione, in data 7 agosto 2020, dell'istanza di autorizzazione per la realizzazione della quarta linea, la Regione Lazio ha rilasciato i seguenti provvedimenti autorizzativi: (i) D.D. n. G09041 del 12/07/2022 Valutazione di Impatto Ambientale positiva, (ii) D.D. n. G14621 26/10/2022 Autorizzazione Integrata Ambientale e (iii) D.D. n. G14844 28/10/2022 Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. Ad oggi si è chiusa la fase di gara e si è in attesa dell'emissione del provvedimento di aggiudicazione.
È in corso la preparazione della documentazione per Rinnovo AIA, delle linee esistenti, ai fini della rispondenza alle BAT di settore.
In data 7 giugno 2023 Acea Ambiente ha presentato alla Regione Lazio Istanza di Istituzione e Convocazione di un tavolo tecnico per la Riclassificazione delle scorie del sito produttivo di San Vittore del Lazio da pericolose a non pericolose. L'istanza è frutto/risultato di una campagna di analisi condotta sulle scorie, al fine della classificazione, della durata di un anno con laboratorio esterno qualificato che avvalora la possibilità di riclassificare tali rifiuti come non pericolosi.
Con DGR n. 290 del 12 maggio 2022 la Regione Lazio ha approvato il documento recante lo stato di attuazione del PRGR e Individuazione degli impianti di chiusura del ciclo minimi e intermedi. L'impianto di San Vittore del Lazio è stato individuato, inoltre come "impianto minimo" per la sua completa capacità autorizzata (ivi compresa, tra l'altro, anche la Linea quarta): alla luce di ciò, la quasi totalità dei flussi in ingresso verrebbero ad essere regolati direttamente dall'Autorità, che determinerebbe anche la tariffa da applicare in ragione della metodica stabilita da ARERA (in ossequio alla quale sono attualmente in corso le valutazioni e le elaborazioni numeriche per la predisposizione del PEF, che sarà evidentemente oggetto di analisi preliminare essendo il primo anno di attuazione).
Stante la menzionata qualificazione dell'impianto in questione quale "impianto minimo", a fronte della richiesta trasmessa dalla Regione Lazio ai gestori di detti impianti, nel mese di ottobre 2022 la Società ha provveduto a predisporre e a trasmettere il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022-2025.
Successivamente la Regione ha richiesto il supporto tecnico specialistico ad una società di consulenza per l'attività di validazione dei PEF e organizzato un primo incontro in data 22 dicembre.
Acea Ambiente ha trasmesso alla Regione Lazio ed i suoi consulenti tutta la documentazione prevista della delibera ARERA con ultimo aggiornamento in data 15 marzo 2023 dal momento che era volontà dell'Autorità concludere l'iter di approvazione delle tariffe al cancello nonostante le recenti sentenze del TAR Lombardia. Al momento comunque appare evidente un rallentamento delle attività. Pertanto, si è in attesa di aggiornamenti in merito.
Orvieto Ambiente (UL4): con la Deliberazione della Giunta della Regione Umbria n.2 del 5 gennaio 2022– "Discariche strategiche regionali; fabbisogno di smaltimento e specificazioni tecniche e gestionali per il razionale utilizzo. Linee di Indirizzo in attesa dell'approvazione del Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti" è stata statuito che, stante una volumetria complessiva massima prevista di ampliamento delle tre discariche regionali, la Discarica di Orvieto viene considerata ampliabile in via residuale rispetto a quelli siti in Belladanza e Borgogiglione. A questa delibera si è dato immediatamente riscontro contestandone il contenuto e procedendo in data 1° febbraio 2022 all'istanza di ampliamento, cui è, tuttavia, seguita da parte della Regione comunicazione di non procedibilità ai sensi della deliberazione sopra richiamata. Tale delibera è stata impugnata nel mese di febbraio 2022 presso il Tar Umbria. A ciò hanno fatto seguito anche ulteriori scambi di note nonché un incontro in Regione nell'ambito del tavolo tecnico istituito sempre con la delibera n. 2/2022 sopra richiamata.
Si segnala che con deliberazione n. 600 del 15 giugno 2022 la Giunta della Regione Umbria ha preadottato, la Proposta di Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PRGR). Nelle intenzioni della Regione il medesimo sarà approvato entro l'esercizio in corso. Acea Ambiente ha presentato le proprie osservazioni in data 19 agosto 2022 che in alcuni passaggi sono state accolte.
Il Piano è stato adottato dalla Giunta Regionale dell'Umbria con deliberazione n. DGR 1135 del 2 novembre 2022 dopo la positiva conclusione della VAS.
Si fa presente che, allo stato attuale, hanno ottenuto la nuova AIA sia la discarica di Belladanza che il sito di Borgogiglione. Pertanto, in data 7 dicembre 2022, Acea Ambiente ha provveduto a richiedere la riattivazione del procedimento sebbene in data 21 dicembre 2022 la Regione ha comunicato che l'istanza non era accoglibile, con conseguente archiviazione, che Acea Ambiente ha prontamente riscontrato in data 10 gennaio 2023. In data 18 gennaio 2023 Acea Ambiente è stata invitata ad una audizione della II Commissione consiliare permanente concernente il PRGIR. A valle dell'audizione sono state nuovamente inviate le osservazioni presentate nell'agosto 2022 e la nota di riscontro all'archiviazione dell'istanza di ampliamento del gennaio 2023. Nelle intenzioni della Regione l'approvazione definitiva del Piano doveva avvenire entro il primo semestre 2023 ma al momento non si hanno novità in merito.
in data 21 febbraio 2023, nell'ambito degli accordi conclusi da Acea con il Comune di Terni, con riferimento all'ingresso del Gruppo Acea nel capitale sociale di ASM Terni, Acea Ambiente ha provveduto a costituire una società a responsabilità limitata, denominata Orvieto Ambiente S.r.l., alla quale, in data 1° marzo 2023, ha conferito a liberazione e sottoscrizione di un aumento di capitale sociale deliberato dall'Assemblea dei soci di Orvieto Ambiente S.r.l., il ramo di azienda avente ad oggetto l'impianto di selezione meccanica e di compostaggio e la discarica di rifiuti ubicati nel Comune di Orvieto, unitamente alle relative attività. L'operazione ha avuto efficacia a decorrere dal 1° marzo 2023 e pertanto, da tale data, la società è pienamente operativa.
Monterotondo Marittimo (UL5): in data 27 agosto 2020, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Toscana, la Società ha presentato istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018). La nuova AIA, in virtù del conseguimento della certificazione del Sistema di Gestione Ambientale alla norma UNI EN ISO 14001, ha autorizzato l'impianto per una durata di 12 anni. In data 11 novembre 2022 Acea Ambiente ha inviato alla Regione Toscana una richiesta di modifica non sostanziale dell'AIA, con la quale si prevede di mettere in atto una serie di interventi strutturali e gestionali tali da consentire diversi efficientamenti alla linea di pretrattamento ed alla linea di gestione acque ai fini del riutilizzo. In data 12 maggio 2023 la Regione ha autorizzato le MNS. La MNS ingloba anche le risultanze dello studio recentemente concluso sulle CSC nelle acque sotterranee ed in particolare dei nuovi valori di fondo naturale.
Considerando inoltre che il 30 marzo 2023 si è positivamente concluso l'iter di istruttoria presso ISPRA per la registrazione EMAS la durata dell'AIA è stata estesa fino al 2037 e sono in corso le attività per la riduzione dell'importo delle fidejussioni.
Sabaudia (UL6): con riferimento alla sezione compostaggio dell'impianto di Sabaudia, l'autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio in data 1° dicembre 2008 risulta ancora in fase di rinnovo. L'AIA è comunque formalmente prorogata dalla Regione Lazio nelle more di conclusione dell'iter autorizzativo. In data 9 gennaio 2020 la Regione Lazio ha accolto la richiesta di unificazione dei procedimenti AIA e contestualmente, ha richiesto, per la sola parte di VIA, un aggiornamento degli elaborati, che sono stati prontamente trasmessi.
Si è proceduto con l'espletamento della procedura di gara ed i sopra citati lavori per l'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni del Consorzio di Bonifica Agro Pontino sono stati affidati a seguito di verifica di congruità delle offerte di gara. I lavori sono stati consegnati in data 24 giugno 2020 e sono stati ultimati in data 10 marzo 2021. Allo stato attuale non si è potuto a tutt'ora dare corso all'ultimo intervento rimasto sospeso nell'ambito dei lavori di adeguamento alla concessione (demolizione e ricostruzione di una tettoia), perché vincolata al rilascio da parte del Comune di Sabaudia, più volte formalmente sollecitato, di un condono a cui dovrà seguire un nulla osta paesaggistico. Allo stato attuale, è ancora pendente l'istruttoria finale del Comune per il permesso in sanatoria; a tal proposito si fa presente che in data 7 settembre 2022 la Società ha trasmesso la documentazione richiesta dal Comune oltre che proceduto con i pagamenti richiesti. Le ultime richieste effettuate dal Comune (idoneità statica e/o collaudo delle strutture da sanare) fanno propendere per una ipotesi drastica di demolizione delle strutture rinunciando di fatto al condono e quindi alle volumetrie. Si rileva comunque che presso l'impianto si continuano a svolgere alcuni adempimenti AIA o di sicurezza quali ad esempio il monitoraggio delle acque sotterranee, i controlli antincendio e i controlli degli impianti elettrici.
Aprilia (UL7): l'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G00101 del 12 giugno 2021.
Con Decreto Dirigenziale n. 2538 del 24 febbraio 2023 è stata rilasciata l'autorizzazione alla modifica non sostanziale all'A.I.A. in questione richiesta nel 2022. Grazie a detta autorizzazione alla modifica non sostanziale è stato possibile dare corso ad una serie di interventi tecnici, strutturali e gestionali tali da efficientare la conduzione dell'impianto nonché di poter monitorare senza la componente metanica le SOV ai biofiltri, con relativo protocollo di sperimentazione annuale avviato dal mese di maggio 2023.
Si segnala che in data 31 marzo 2023 è stato avviato il collaudo di alcune forniture e opere di efficientamento ed ampliamento dell'impiantistica antincendio, ovvero: sostituzione di impianti di rivelazione a barriera con cavo termosensibile a servizio del capannone di maturazione finale e stoccaggio prodotto finito della sezione originaria, realizzazione di n. 2 impianti di allarme generale, realizzazione di n. 4 impianti di rivelazione a servizio delle due cabine MT/BT, gruppo pompe antincendio e corridoio ventilatori biocelle sezione originaria, fornitura e posa in opera di n. 3 container EI 120 per lo stoccaggio di olii e lubrificanti. Il collaudo delle forniture ed opere sopra descritte è terminato in data 30 aprile 2023. Entro la fine dell'anno corrente verrà dato inoltre corso al trattamento ignifugo con vernice intumescente su pilastri e capriate inferiori del capannone di deposito prodotto finito, ai fini dell'ottenimento della classe di resistenza al fuoco REI 30. Sono infine in corso di svolgimento una serie di opere civili propedeutiche all'implementazione di nuovi sistemi ed apparecchiature (impianto lavaruote, secondo impianto di pesatura mezzi, basamento per serbatoi stoccaggio chiarificato, ecc.).
Chiusi: svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi presso gli impianti situati a Le Biffe, Pianino ed ex Comova. L'impianto è autorizzato in base all'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata con Decreto Dirigenziale n. 16494 del 18 agosto 2022, valida fino al 18 agosto 2034, per un quantitativo autorizzato pari a 99.900 ton/anno. Dopo una lunga istruttoria, è stato finalmente ottenuto con esito positivo il riesame dell'autorizzazione ambientale e, contestualmente, il nullaosta a procedere all'intervento di riqualificazione e di ammodernamento della sezione di pretrattamento rifiuti ad azione chimico-fisica.
Nel corso del periodo in esame, sono state effettuate le azioni di mantenimento per assicurare un'adeguata capacità residua di trattamento nel comparto biologico a biomassa sospesa e per renderlo efficiente sotto l'aspetto dei consumi elettrici. La sostituzione del letto di ossigenatori del secondo reattore di ossidazione ha permesso di introdurre un notevole risparmio economico. Parimenti, è stata ottenuta un'evidente maggior capacità ossidativa del comparto, che ha permesso di avviare al trattamento un flusso di rifiuti in linea con il budget.
Aquaser: opera prevalentemente, quale impresa comune, come intermediario di rifiuti con i propri Clienti/Azionisti appartenenti al Gruppo ACEA. Nel periodo di riferimento, la società ha consolidato la propria posizione di mercato potenziando l'attività di trasporto attraverso l'acquisizione di mezzi e personale che consentono ora la gestione, almeno parziale, dei corrispondenti servizi.
Aquaser attualmente svolge, in tutto o in parte, il servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque per le società del Gruppo Acea. Gestisce inoltre singole commesse relative al servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento di rifiuti o ammendanti in favore della società Acea Ambiente, nonché altre attività accessorie per conto di clienti terzi (principalmente servizi di trasporto). Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento presso impianti di recupero energetico, di condizionamento o di compostaggio di terzi e, in parte, presso gli impianti riconducibili alla controllante, mentre le attività di smaltimento vengono svolte nella quasi totalità presso impianti di incenerimento, trattamento/discariche di terzi su territorio nazionale ed estero. Si rileva che, nell'attuale contesto normativo relativamente stabile, si è ottenuta una sostanziale regolarità nei conferimenti a recupero (che rappresentano circa il 90% delle destinazioni gestite) e una lenta e graduale ripresa dell'offerta, che si è concretizzata in una discreta partecipazione alle gare per le destinazioni dei rifiuti. Tanto è vero che le gare bandite per il conferimento dei rifiuti intermediati (in primo luogo fanghi) con destinazione rispettivamente estero ed Italia sono state adeguatamente partecipate ed hanno visto assegnati quasi tutti i quantitativi messi in gara. Si tratta di una importante inversione di tendenza rispetto alla scarsità di offerta che finora ha condizionato il mercato del "recupero", evidente segnale del superamento (quanto meno temporaneo) delle criticità normative che negli ultimi anni avevano profondamente segnato l'attività del settore. Per contro comincia a divenire sempre più evidente la carenza strutturale di discariche idonee per la gestione delle frazioni a smaltimento che sta iniziando a rendere sempre più difficili (e più costosi) gli smaltimenti. I servizi di trasporto hanno attraversato una situazione complessa dovuta all'incremento dei prezzi del carburante, seppur in leggera decrescita negli ultimi mesi del 2022.
Iseco: opera nel Settore Acque (Water Business), le cui attività prevalenti sono la gestione, la manutenzione e la costruzione di impianti e nel Settore Lattiero – Caseario le cui attività prevalenti sono la produzione di siero di latte in polvere e commercializzazione dei relativi prodotti ad uso zootecnico e alimentare e la lavorazione di sieroderivati per conto terzi. Nel corso dell'esercizio la Società ha eseguito con regolarità ed efficacia le prestazioni previste nei contratti di gestione stipulati con tutti i sotto-ambiti territoriali della regione Valle d'Aosta, ottenendo una buona marginalità operativa anche per effetto delle attività complementari di gestione, di trasporto rifiuti e di manutenzione straordinaria e specialistica, in gran parte internalizzate ed eseguite dal personale aziendale. Sono stati completati i lavori di costruzione dell'impianto di depurazione comprensoriale di Donnas, affidati alla Società in qualità di mandante di un RTI e quale soggetto incaricato del montaggio delle opere elettromeccaniche e della futura gestione dell'impianto.
In merito alle attività nel settore lavorazione di siero-derivati - Dairy business, la Società ha sviluppato negli anni un intenso percorso di specializzazione dei cicli produttivi finalizzato alla trasformazione di siero-derivati del latte a maggior valore aggiunto destinati al consumo umano.
Acque Industriali: svolge, tramite la gestione di specifiche piattaforme, i servizi d'intermediazione e di trattamento di rifiuti liquidi in favore di società private operanti sia in ambito regionale che nazionale, nonché attività collaterali a quelle del ciclo integrato delle acque costituite prevalentemente dalle attività di recupero e smaltimento dei fanghi biologici.
La Società esegue attività di progettazione e realizzazione di impianti connessi principalmente al trattamento delle acque reflue e dei fanghi e dei rifiuti in genere oltre al trattamento delle emissioni in aria, curandone la successiva gestione ordinaria e straordinaria, oltre a svolgere attività di progettazione, direzione ed esecuzione lavori nel settore delle bonifiche ambientali di siti inquinati, prevalentemente in ambito industriale. Svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo nei settori di riferimento in collaborazione con gli Enti di ricerca a livello sia regionale che nazionale.
Gli impianti di titolarità della Società sono installazioni che assicurano esclusivamente dei pretrattamenti depurativi con processi ad azione chimico-fisica, non disponendo di sezioni di trattamento ad azione biologica, e che pertanto permettono di poter rispettare i limiti tabellari di legge solo a condizione di poter beneficiare di deroghe su molti parametri della tabella 3 dell'allegato 5 della parte III del D. Lgs. 152/06 e s.m.i. Le installazioni devono quindi necessariamente essere aggiornate a fronte delle nuove prescrizioni e regole tecniche. Fino a quando non si saranno esaurite le istruttorie dei riesami autorizzativi, non saranno note le nuove condizioni operative e, all'occorrenza, non saranno state eseguite le migliorie impiantistiche ritenute necessarie per adeguare gli impianti alle nuove prescrizioni, non sarà possibile ingressare tutto il quantitativo nominale di rifiuti previsto nelle autorizzazioni.
In particolare, si ricorda che l'attività di Intermediazione di rifiuti, in virtù dello specifico know-how posseduto dalla Società, della sua approfondita conoscenza dei mercati di riferimento e della vastità e qualità della rete di contatti sviluppata, favorisce l'incontro tra la crescente domanda di spazi di conferimento proveniente dai Clienti e l'offerta di ritiro di rifiuti da parte di un numero limitato di aziende situate prevalentemente nel Centro-Nord Italia, e può essere un utile strumento a supporto degli impianti di trattamento rifiuti dell'Area.
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
Demap: svolge la propria attività nel settore della selezione degli imballaggi in plastica provenienti da raccolte differenziate urbane. Rappresenta uno dei circa 33 Centri di Selezione Spinta (CSS) convenzionati con il Consorzio Corepla, Consorzio istituito per legge ai sensi del D.lgs 22/97 ed ora regolato dal decreto legislativo 152/06 e deputato al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi in plastica immessi al consumo.
La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è regolata a livello nazionale da un accordo quadro stipulato tra Anci e Conai e dagli allegati tecnici stipulati tra Anci e i singoli Consorzi di Filiera e tra Anci e i sistemi di PRO riconosciuti. L'allegato tecnico degli imballaggi in plastica prevede che la raccolta possa essere conferita al Centro di Selezione in modo selettivo (raccolta monomateriale) o in modo congiunto (raccolta multimateriale) disciplinando le modalità del conferimento anche in relazione alla prossimità nel rispetto delle regole di mercato e della concorrenza. Demap svolge la propria attività nel rispetto della normativa vigente ed è autorizzata ai sensi del Decreto legislativo 152/06 con procedimento rilasciato dalla Provincia di Torino n° 1525 del 5 maggio 2020 così come modificata, a seguito del sinistro occorso nel dicembre 2021, con procedimento n. DD507 del 11 febbraio 2022.
È di tutta evidenza che anche l'andamento della gestione del primo semestre 2023 e i relativi dati di sintesi dei volumi trattati sono influenzati dal sinistro occorso in data 12 dicembre 2021 e dai successivi provvedimenti delle competenti Autorità. Nel semestre di riferimento la Società ha eseguito con regolarità le prestazioni previste dai contratti stipulati con Corepla e Coripet, nonché con i convenzionati conferitori del multimateriale, a seguito di determina di aggiudicazione di gara d'appalto della Città Metropolitana di Torino n. DD 3707del 26 luglio 2021. Nel periodo sono stati registrati ingressi diretti per un totale di 16.606 tonnellate. La quantità di raccolta differenziata urbana di rifiuti di imballaggi in plastica e plastica e metallo (multimateriale leggero) gestita dall'impianto nel primo semestre 2023 ha registrato un incremento di circa il 74,28% rispetto ai volumi gestiti nello stesso periodo dell'anno precedente.
Berg: opera nel settore dei servizi ambientali ed in particolare nel campo del trattamento dei rifiuti liquidi e solidi. Ai sensi dell'art. 2428 del C.C., le attività sono svolte presso l'impianto di Frosinone, nel quale viene effettuato lo Stoccaggio ed il Trattamento di Rifiuti Liquidi e Solidi, Pericolosi e Non Pericolosi. Dal punto di vista autorizzativo, l'impianto è dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con Determinazione Dirigenziale B0201/09 del 30 gennaio 2009, con scadenza al 30 gennaio 2025 (durata di 16 anni in virtù della registrazione EMAS del sito). La Società ha presentato a maggio 2021, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Lazio, istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018). Si segnala che la Società anche per l'attività svolta, continua ad attuare tutte le iniziative necessarie alla tutela dei luoghi di lavoro, secondo quanto disposto dalla legislazione in materia e nel rispetto delle prescrizioni contenute nel documento Autorizzazione Integrata Ambientale. BERG detiene certificazioni non solo di Qualità (ISO 9001) ma anche Ambientale (ISO 14001 e ISO 45001) e che, conseguentemente, ha ottenuto il rilascio del "Certificato di Eccellenza" che rafforza le tre singole certificazioni. Si segnala, infine, che la Società ha ottenuto la certificazione EMAS del Bilancio Ambientale.
Cavallari: opera su cinque siti (Ostra, Castelplanio, Fabriano, Falconara Marittima e Corinaldo tutti nella provincia di Ancona) con attività articolate in diversi contesti di mercato negli ambiti della selezione, trattamento, recupero e avvio a riciclo di rifiuti urbani da raccolta differenziata e di quelli prodotti nei circuiti industriali, del commercio e artigianato. Uno dei principali settori in cui opera la Società è quello della selezione secondaria dei polimeri derivanti dalla raccolta differenziata della plastica poiché l'impianto di Ostra è uno dei 30 centri nazionali convenzionato con il Consorzio Corepla, con il Coripet e con gli altri sistemi di EPR, preposto a svolgere le attività di selezione spinta per polimero e per colore della plastica derivante dalla raccolta urbana differenziata.
Altro importante ambito, da cui fin dall'avvio storico delle attività la Società ha successivamente sviluppato molta capacità di presidio, è riferito alla selezione e valorizzazione dei rifiuti industriali (multimateriale). Questo settore di mercato è ancora oggi tra i principali del business aziendale. La Società è anche impianto di riferimento per la gestione dei PFU (pneumatici fuori uso), mercato per il quale la Società detiene la leadership per le intere Regioni Marche e Umbria.
L'azienda opera in piena conformità alla normativa di riferimento del Testo Unico Ambientale e dei successivi e più recenti aggiornamenti ed è autorizzata all'esercizio, per ogni sito industriale dove opera, dalla Provincia di Ancona.
Il sito di Falconara è autorizzato per ingressare circa 13 kton/a, di cui 3,6 kton/a per operazioni di recupero.
Si segnala che in data 3 novembre 2022, Cavallari ha acquisito il 100% del capitale sociale di Italmacero S.r.l. società attiva nella selezione e recupero di carta, cartone e di altri rifiuti non pericolosi (plastica, legno, metalli ferrosi). In data 16 giugno 2023, con efficacia a partire dal 1° luglio 2023 Italmacero S.r.l. è stata incorporata per fusione in Cavallari.
Ferrocart: opera nel settore ambientale e, in particolare, in quello del trasporto, recupero e avvio al riciclo dei rifiuti speciali e urbani. In particolare, i rifiuti trattati sono principalmente la carta, la plastica, il legno, i metalli e i rifiuti ingombranti ed è un punto di riferimento nel territorio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera come Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), Corepla (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica), Rilegno (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno), Ricrea (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in acciaio) e Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio). Opera, inoltre, con le più grandi realtà, sia pubbliche che private, svolgendo l'attività di recupero dei rifiuti derivanti dalle raccolte differenziate dei comuni limitrofi e avendo tra i clienti le maggiori aziende private del territorio.
Come noto in data 6 dicembre 2022, nell'ambito di una procedura ad evidenza pubblica avviata da ASM Terni per l'individuazione di un operatore economico per il rafforzamento e l'estensione delle proprie linee di sviluppo strategiche, procedura aggiudicata da Acea S.p.A. che aveva partecipato per conto proprio e di alcune altre società del gruppo, tra cui Acea Ambiente S.r.l., quest'ultima ha conferito la partecipazione detenuta nel capitale sociale di Ferrocart, pari al 60% dello stesso, in ASM Terni. Nel corso di questo semestre sono state sviluppate sinergie con la controllante ASM Terni S.p.A.; in particolare è stato stipulato un contratto per il recupero dei rifiuti metallici provenienti dai centri di raccolta e per il recupero del vetro, stimato in circa 5.000 ton/anno, gestito mediante l'intermediazione. Relativamente ai rapporti con Acea Ambiente, sono stati all'inizio dell'anno sottoscritti i contratti per i conferimenti
di rifiuti biodegradabili, pulper e scarti di produzione. Si rileva infine che sono in corso le attività di miglioramento e ottimizzazione dell'impianto antincendio e l'implementazione di misure volte alla riduzione dei rischi che prevedono da un lato l'installazione di impianto di termocamere per il monitoraggio della temperatura dei rifiuti stoccati e dall'altro l'ottimizzazione del circuito idraulico antincendio e l'installazione di blocchi in cemento armato per la separazione dei cumuli di rifiuti negli impianti.
Deco: opera nel settore dei rifiuti in Abruzzo e si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili. Il perimetro di attività comprende: un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) con una capacità autorizzata di 270.000 ton./anno, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento. La Società detiene inoltre il 100% di Ecologica Sangro società operante sempre in Abruzzo nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani.
Si segnala che l'azione tecnico-commerciale costantemente assunta dall'azienda nella ricerca, in Italia e all'estero, di soluzioni di valorizzazione del CSS prodotto, ha permesso di compensare i costanti aumenti dei costi di trasporto navali e ha portato all'attivazione del centro di stoccaggio presso il Porto e di quello nella zona industriale di Ortona, a supporto del deposito temporaneo esistente presso l'impianto TMB.
L'impianto TMB della Società, per la sua collocazione strategica, è uno degli impianti di riferimento a sostegno dell'emergenza rifiuti della Campania e della Città di Roma. Inoltre, a causa dell'emergenza rifiuti della Città di Roma, la Regione Lazio ha chiesto alla Regione Abruzzo di sottoscrivere un accordo interregionale che permettesse una limitata circolazione del rifiuto tal quale indifferenziato tra le due regioni, permettendo agli impianti abruzzesi di dare eventuale disponibilità al trattamento dei rifiuti prodotti nella regione limitrofa.
La potenzialità di trattamento dell'impianto, senz'altro superiore, è stata comunque contenuta da una difficoltà a reperire gli sbocchi per il conferimento della quota di scarto da discarica (circa il 35% del materiale in ingresso) per effetto della carenza in regione di siti di smaltimento capienti.
Si fa presente che, con contratto di servizi perfezionatosi il 23 novembre 2022 tra Acea Ambiente e la sua controllata Deco, quest'ultima è divenuta affidataria delle attività funzionali all'esercizio del cosiddetto polo tecnologico CIRSU, polo destinato all'attività di conferimento, trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti solidi urbani, composto da beni mobili, immobili, impianti e discariche, tra cui la discarica denominata "Grasciano 2". Con determinazione n. DPC026/306 del 13 dicembre 2022 della Regione Abruzzo, Deco ha ottenuto la volturazione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali, prima facenti capo ad Acea Ambiente, la quale era divenuta titolare del polo a seguito dell'avvenuta aggiudicazione della procedura competitiva di vendita promossa dal Tribunale di Teramo nell'ambito della procedura fallimentare del CIRSU - "Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani".
A partire dal 16 gennaio 2023, sono iniziati i conferimenti presso la discarica di Grasciano2. Per far fronte alle necessità logistiche dell'impianto TMB di Chieti, la Società si è dotata di una autorizzazione alla gestione di uno stoccaggio R13 presso il Comune di Ortona, che sarà funzionale a garantire la necessaria flessibilità per le spedizioni all'estero del Combustibile Solido Secondario prodotto dall'impianto. In data 23 gennaio 2023, Acea Ambiente ha acquisito dalla Rem S.p.A. il residuo 35% del capitale sociale di Deco, diventandone così socio unico.
Meg: ubicata a San Giovanni Ilarione in provincia di Verona, opera nella gestione, recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalla raccolta. La Società si occupa della lavorazione e riciclo di plastiche miste (circuito Corepla e CORIPET) per la produzione di materie prime seconde e di combustibile solido secondario con una capacità di circa 55.000 tonnellate annue. In particolare, la Società sottopone il rifiuto plastico in ingresso a trattamenti meccanici e manuali e di lavaggio con lo scopo di produrre MPS (Materie Prime Seconde) nonché di recupero di: imballaggi in plastica, rifiuti urbani in materiale plastico provenienti dalla raccolta differenziata, plastiche e gomme provenienti dalle attività industriali. La Società opera nel settore del recupero delle plastiche, con molteplici rapporti con i Consorzi di Filiera, sia per le attività di selezione che per la fase di successivo riciclo. Esegue, altresì, le attività di progettazione, realizzazione di impianti di selezione e riciclo, eseguendo con regolarità anche attività di manutenzione della medesima impiantistica in favore di numerosi player soprattutto presenti nel centro- nord Italia. A seguito di una lieve flessione del volume di materie trattate, la società ha implementato il parco clienti interessati ad incrementare il livello di riciclato all'interno delle filiere di produzione.
Nel primo semestre 2023, l'impianto è stato interessato da un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso la realizzazione di una nuova linea di lavaggio spinto e l'inserimento di una seconda linea di produzione di pellet in cui effetti saranno prevalentemente registrati nel secondo semestre. Si segnala inoltre che lo scorso 30 maggio 2023, Meg ha sottoscritto con D.R.V. S.r.l. un contratto di affitto di ramo di azienda, costituito dall'impianto di selezione degli imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata urbana e/o commercio sito in località Torretta di Legnago, dalle relative autorizzazioni e certificazioni nonché polizze. L'efficacia di detto contratto è stata sospensivamente condizionata al rilascio da parte degli enti o delle autorità competenti della voltura in favore della società delle autorizzazioni e polizze relative a detto impianto.
AS Recycling: società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione). Si segnala che al valore delle immobilizzazioni del 2022, pari ad oltre € 6 milioni, nel corso del primo semestre 2023 la Società ha eseguito investimenti per oltre € 3,8 milioni.
S.E.R. Plast: opera nel settore del recupero e dell'avvio a riciclo di rifiuti plastici per la produzione di materie prime seconde. In particolare, la Società sottopone il rifiuto plastico in ingresso, proveniente da circuito urbano ed industriale, a trattamenti meccanici di separazione, triturazione, selezione automatica, lavaggio e granulazione. La Società è ubicata a Cellino Attanasio in provincia di Teramo. Nel corso del 2022, l'impianto della Società ha subito un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso di completare l'installazione di alcune linee produttive per potenziare l'attività, aumentando i quantitativi di materiali sottoposti a lavorazione, ed incrementare così la gamma di prodotti offerti, garantendo un ampliamento del mercato di riferimento.
Tecnoservizi: nel mese di ottobre, Acea Ambiente, ha acquisito il 70% del capitale di Tecnoservizi S.r.l., società attiva nel segmento dei servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti differenziati ed indifferenziati, rappresentando, da oltre 25 anni, un riferimento stabile e consolidato nel delicato sistema infrastrutturale del ciclo dei rifiuti urbani e speciali della Regione Lazio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera. In particolare, la Società̀svolge la propria attività̀nel settore del recupero e dell'avvio a riciclo di rifiuti industriali, civili, ospedalieri liquidi e solidi, urbani, speciali; i rifiuti trattati sono principalmente rifiuti edili, sanitari, carta, multimateriale, legno, i metalli e i rifiuti ingombranti. La Società ha una capacità autorizzata di trattamento di 210 mila tonnellate annue e opera nella provincia di Roma, svolgendo attività di trasporto e smaltimento e recupero di rifiuti urbani, speciali pericolosi e non pericolosi, quali carta, plastica, legno, vetro, metallo ecc. provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie. Il primo semestre 2023 è stato caratterizzato da forti oscillazioni dei valori del mercato di riferimento, sia per quanto concerne le materie prime, che la vendita delle materie prime seconde. Anche il settore edilizio ha registrato forti oscillazioni con un andamento che si è via via regolarizzato nel corso del secondo trimestre 2023. In ogni caso, è stato garantito lo svolgimento e l'incremento dei servizi con grandi realtà industriali, sia pubbliche che private, anche attraverso la partecipazione a procedure di evidenza pubblica per lo svolgimento dei servizi, che hanno visto il perfezionamento di alcuni affidamenti, i cui effetti sono stati riscontrati a partire dal mese di maggio.
Italmacero: la Società è attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi. La Società è proprietaria di un impianto nell'area di Ancona Nord, con una capacità autorizzata di 13 mila tonnellate. La Società, controllata al 100% da Cavallari, ha deliberato la fusione per incorporazione nella controllante nell'ambito di una strategia di riorganizzazione dell'area Ambiente al fine di ottimizzare risorse e flussi economico finanziari derivanti dalle attività attualmente svolte da dette società nonché ottenere economie di scala e migliorare i processi aziendali, Gli effetti contabili e fiscali decorrono dal 1° luglio 2023.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia Elettrica venduta Libero | GWh | 2.724 | 3.049 | (324) | (10,6%) |
| Energia Elettrica venduta Tutela | GWh | 624 | 733 | (109) | (14,8%) |
| Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) | N/1000 | 570 | 493 | 77 | 15,6% |
| Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) | N/1000 | 642 | 672 | (30) | (4,5%) |
| Gas Venduto | MSmc | 114 | 130 | (17) | (12,7%) |
| Gas Nr. Clienti Libero | N/1000 | 272 | 228 | 44 | 19,3% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 1.232,3 | 1.340,7 | (108,4) | (8,1%) |
| Costi | 1.176,8 | 1.302,3 | (125,5) | (9,6%) |
| Margine Operativo Lordo | 55,5 | 38,4 | 17,1 | 44,4% |
| Risultato Operativo | 21,4 | 6,7 | 14,8 | n.s. |
| Dipendenti Medi | 459 | 437 | 22 | 5,1% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 23,7 | 49,6 | (25,9) | (52,3%) | 20,6 | 3,1 | 15,1% |
| Posizione Finanziaria Netta | (204,8) | (144,9) | (59,9) | 41,3% | (234,4) | 29,6 | (12,6%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading |
55,5 | 38,4 | 17,1 | 44,4% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 8,3% | 5,6% | 2,6 p,p, |
L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude il primo semestre del 2023 con un livello di EBITDA pari a € 55,5 milioni, in aumento rispetto al 2022 di € 17,1 milioni.
La variazione in aumento è imputabile in prevalenza ad Acea Energia (+ € 14,7 milioni) come conseguenza i) del netto miglioramento del margine gas (+ € 11,7 milioni); ii) del miglioramento del margine energia per € 2,0 milioni; iii) del maggior margine derivante dalle attività di energy management (+ € 2,3 milioni); iv) del maggior margine registrato sulle attività di energy efficiency e smart services (+ € 0,6 milioni). Contribuisce alla variazione in aumento dell'area anche Acea Innovation (+ € 1,6 milioni) in conseguenza dei maggiori margini sulle attività di e-mobility, smart services e smart comp.
In merito agli effetti sul primo margine energia si rileva nel dettaglio un miglioramento del margine relativo al mercato libero elettrico (+ € 4,6 milioni) trainato dalla performance del segmento Retail Domestico, dove si registra sia un incremento di Customer Base media (+ 16%) sia in termini di marginalità unitaria (+ 25%); il margine relativo al Servizio della maggior Tutela presenta una variazione in riduzione dovuta in parte alla assegnazione automatica dei clienti non domestici e microimprese (cosiddetti "Altri usi") al Servizio a Tutele Graduali attivato dal 1° aprile 2023, ed in parte alla "naturale" fuoriuscita dei clienti dal Servizio maggior Tutela verso il Mercato Libero, che sul periodo si attesta a -8 %, non compensata dall'applicazione di tariffe superiori. Il margine relativo al Servizio a Tutele Graduali si attesta invece ad € 2,2 milioni. Il mercato del gas genera un aumento dei margini per € 11,6 milioni principalmente dovuto a maggiori margini unitari in entrambi i segmenti. Si registra anche in questo mercato un incremento della Customer Base media (+15%) dovuta al consistente aumento dei clienti nel segmento Retail che compensa la riduzione nel Business. Si rileva infine una riduzione dei Volumi generali (-13%) concentrata nel segmento business dovuta a minori clienti, mentre nel settore retail si evidenzia un lieve aumento.
Il margine energia concernente l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici risulta positivo ed ammonta ad € 6,5 milioni, in aumento di € 2,3 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio; la variazione è dovuta al progressivo rilassamento della tensione dei prezzi delle commodity registrata sui mercati energetici all'ingrosso.
Il risultato operativo registra un incremento di € 14,8 milioni influenzato oltre che dai maggiori margini conseguiti, anche dai maggiori ammortamenti (+ € 4,4 milioni) in prevalenza imputabili ai costi di acquisizione clientela e dei maggiori accantonamenti (+ € 1,0 milioni)
riferibili alla stima dell'indennità suppletiva e meritocratica da riconoscere agli agenti, compensate solo in parte dalle minori svalutazioni crediti (- € 3,1 milioni).
Con riferimento all'organico, la consistenza media al 30 giugno 2023 si è attestata a 459 unità in lieve aumento rispetto al 30 giugno 2022 per 22 unità. La variazione è imputabile ad Acea Energia (+ 12 unità), Acea Innovation (+ 7 unità).
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 23,7 milioni, in lieve incremento (+ € 3,1 milioni) rispetto al 30 giugno 2022. Gli investimenti complessivi sono in prevalenza riferibili ad Acea Energia e si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 15,2 milioni). Contribuiscono agli investimenti dell'Area i progetti di smart services ed e-mobility (€ 1,7 milioni) sviluppati da Acea Innovation.
La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2023 risulta positiva per € 204,8 milioni e registra un miglioramento pari ad € 59,9 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 e un peggioramento di € 29,6 milioni rispetto al 30 giugno 2022. Le variazioni sono principalmente imputabili ad Acea Energia e derivano in prevalenza dalle dinamiche dei prezzi di mercato e di cash flow operativo.
Eventi significativi del periodo e successivi
Energy Management
Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso del periodo le seguenti principali attività:
- l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo;
- la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione;
- l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali;
- l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.
Al 30 giugno 2023 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 3.614 GWh, di cui 2.730 GWh tramite contratti bilaterali e/o contratti intercompany e 884 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.
Vendita di energia elettrica
Per quanto riguarda il mercato della vendita prosegue il miglioramento della qualità del servizio nel portafoglio retail.
Nel corso del primo semestre 2023 è stata venduta energia elettrica sul servizio della maggior Tutela per complessivi 559 GWh con una riduzione del 25,8% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 620.600 unità (erano 676.007 al 31 dicembre 2022). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 2.587 GWh per Acea Energia e 196 GWh per Umbria Energy, per un totale di 2.783 GWh, con un decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente dell'8,6%. Il numero medio dei punti di prelievo di periodo è pari a 672.403 unità (502.403 unità al 31 dicembre 2022).
Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 114 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 262.309 punti di riconsegna medi di periodo mentre al 31 dicembre 2022 erano 233.101.
Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM e dall'ARERA sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:
Procedimento PS9354 dell'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette
L'Autorità, in data 15 febbraio 2023, ha notificato l'appello avverso la sentenza del Tar del Lazio, I sezione, del 18 novembre 2022, n. 15322, adottata al termine del procedimento recante n.r.g. 10090/2016. Allo stato attuale il rischio di soccombenza è valutato come possibile.
Procedimento A513 dell'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato per abuso di posizione dominante
In data 17 ottobre 2019, il TAR del Lazio, ha pronunciato la sentenza n. 03306/19, con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Acea S.p.A. e da Acea Energia S.p.A. e, per l'effetto, ha annullato il provvedimento sanzionatorio del 20 dicembre 2018 n. 27496 con il quale era stato accertato che Acea S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. avevano commesso un abuso di posizione dominante, in violazione dell'art. 102 del TFUE, che aveva determinato l'irrogazione di una sanzione amministrativa di € 16,2 milioni.
In data 17 gennaio 2020 è stato notificato l'atto di appello con il quale l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha chiesto al Consiglio di Stato di annullare e/o riformare la sentenza n. 11960/2019 resa dal TAR Lazio e, per l'effetto, respingere la domanda proposta da Acea S.p.A. e da Acea Energia S.p.A. in I° grado. In data 14 febbraio 2020 Acea Energia ha promosso appello incidentale.
In data 11 maggio 2023 si è tenuta dinanzi al Consiglio di Sato l'udienza pubblica per la discussione dell'appello dell'AGCM per la riforma della sentenza n. 11960/2019 resa dal TAR Lazio. Con sentenza del 31 maggio 2023 il Consiglio di Stato ha respinto l'appello proposto da AGCM contro Acea e Acea Energia, ha dichiarato gli appelli incidentali improcedibili ed ha compensato le spese di lite.
Procedimento PS12458 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in pendenza del giudizio presso il TAR Lazio, Acea Energia ha trasmesso all'AGCM, in data 16 gennaio 2023, un riscontro alla richiesta di informazioni contenuta nel provvedimento del 12 dicembre 2022, nonché una nuova relazione di ottemperanza alle misure richieste dall'Autorità con il provvedimento del 29
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
dicembre 2022, ribadendo la piena conformità del proprio operato rispetto a quanto disposto dall'art. 3 del Decreto Aiuti bis, come anche confermato dal chiarimento reso dal legislatore attraverso l'art. 11, comma 8, del D.L. n. 198 del 2022 (c.d. Milleproroghe). In data 22 febbraio 2023 si è tenuta l'udienza pubblica dinanzi al TAR Lazio. Con sentenza n. 8398 del 17 maggio 2023, ha annullato i provvedimenti cautelari emessi dall'AGCM nell'ambito del procedimento PS12458. Il procedimento è tuttora in fase istruttoria e, anche in pendenza del giudizio presso il TAR Lazio, sono continuati gli scambi di documenti ed informazioni tra Acea Energia e l'AGCM. L'AGCM potrà fare appello avverso la detta sentenza del TAR Lazio entro l'8 settembre 2023.
Procedimento R.G. n. n. 7436/2022 – Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio: Ricorso per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia anche ai sensi dell'art. 56 c.p.a. del provvedimento prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, recante "Definizione degli adempimenti, anche dichiarativi, e delle modalità di versamento del contributo straordinario, ai sensi dell'articolo 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21. Definizione delle modalità per lo scambio delle informazioni con la Guardia di finanza": con ricorso notificato in data 27 giugno 2022, Acea Energia, ha impugnato il provvedimento prot. n. 221978/2022 adottato il 17 giugno 2022 dall'Agenzia delle Entrate, che costituisce l'atto regolamentare e/o amministrativo generale con il quale, previo parere di ARERA, sono stati individuati gli adempimenti e le modalità di versamento del contributo straordinario contro il caro bollette istituito dall'art. 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito in legge 20 maggio 2022, n. 51 (noto anche come Decreto "Ucraina Bis" o "Taglia Prezzi").
Tramite decreto del 28 giugno 2022, il TAR provvedeva a respingere le domande di misure cautelari monocratiche presentate dalla Società, fissando la trattazione in sede collegiale per l'udienza del 19 luglio; in detta sede, il Collegio, in accoglimento delle istanze di AE e degli altri operatori presenti, appartenenti principalmente al settore petrolifero, ha fissato l'udienza di discussione di merito, unitamente alle attuali domande cautelari, all'8 novembre.
In data 16 novembre 2022 il TAR ha emesso la sentenza n. 15217 con la quale ha dichiarato il proprio difetto assoluto di giurisdizione. Acea Energia ha promosso appello dinanzi al Consiglio di Stato e con sentenza n. 3214 del 28 marzo 2023, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la sussistenza della giurisdizione amministrativa e, per l'effetto, ha annullato la sentenza di primo grado impugnata.
In data 20 giugno 2023 si è tenuta l'udienza dinanzi al TAR Lazio nel corso della quale il Collegio ha disposto la trattazione unitaria di tutti i giudizi incardinati dalle diverse società coinvolte e si resta in attesa della pubblicazione della decisione.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Volumi Acqua | Mm3 | 21 | 21 | 1 | 3,0% |
| Volumi immessi in rete | Mm3 | 39 | 38 | 1 | 2,3% |
| Numero di clienti (utenze servite) | Numero | 123.950 | 122.791 | 1.159 | 0,9% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 49,2 | 44,0 | 5,2 | 11,8% |
| Costi | 30,6 | 28,6 | 2,0 | 6,9% |
| Margine Operativo Lordo | 18,6 | 15,4 | 3,2 | 20,9% |
| Risultato Operativo | 10,7 | 9,0 | 1,7 | 19,1% |
| Dipendenti Medi | 2.531 | 2.376 | 155 | 6,5% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 1,7 | 5,8 | (4,1) | (71,5%) | 1,6 | 0,1 | 3,8% |
| Posizione Finanziaria Netta | (30,0) | (26,6) | (3,4) | 12,9% | (21,8) | (8,2) | 37,6% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Estero | 18,6 | 15,4 | 3,2 | 20,9% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 2,8% | 2,3% | 0,5 p,p, |
L'Area comprende attualmente le società che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:
Aguas de San Pedro (Honduras), di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016 data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
- Acea Dominicana (Repubblica Dominicana), interamente posseduta dal Gruppo, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueducto Alcantariado Santo Domingo);
- AguaAzul Bogotà (Colombia), di cui il Gruppo possiede il 51%, è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
- Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 44% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella zona nord della città di Lima;
- Acea Perù interamente posseduta da Acea International (costituita il 28 giugno 2018). Tale società è stata costituita con il preciso intento di gestire il servizio acquedottistico nella città di Lima attraverso i consorzi;
- Consorcio Servicio Sur controllata da Acea International (50%), da ACEA Ato2 (1%) e da soci locali Conhydra, Valio e India complessivamente pari al 49%. Il Consorcio è stato costituito il 5 luglio 2018, con il preciso intento di gestire il servizio di manutenzione correttiva per i sistemi di Acqua potabile e di Rete Fognaria della Direzione di Servizi Sur di Lima (Perù). L'attività del Consorcio è terminata nel corso del 2021 ed attualmente è in liquidazione;
- Consorcio ACEA controllato da Acea Perù (99%) e da ACEA Ato2 (1%), costituito in data 15 dicembre 2020. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la gestione delle stazioni di pompaggio acqua potabile di Lima Centro;
- Consorcio Acea Lima Norte controllato da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%), costituito in data 5 gennaio 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima;
- Consorcio Acea Lima Sur controllato da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%), costituito in data 6 ottobre 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione correttiva della rete idrica e fognaria nella zona Sud di Lima.
L'Area chiude il primo semestre del 2023 con un EBITDA di € 18,6 milioni in aumento rispetto al 30 giugno 2022 per € 3,2 milioni. L'incremento è riferibile in prevalenza ad Aguas de San Pedro (+ € 3,0 milioni) per maggiori volumi fatturati (+ 3%) nonché per un incremento tariffario dovuto all'inflazione.
L'organico medio al 30 giugno 2023 si attesta a 2.531 unità e risulta in aumento di 155 unità rispetto al 30 giugno 2022 prevalentemente attribuibili a Acea Perù (+ 122 unità), Consorcio Acea (+ 29 unità), e Consorcio Acea Lima Sur (+ 18 unità).
Gli investimenti dell'anno si attestano ad € 1,7 milioni risultano in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ € 0,1 milioni) e sono in prevalenza riferibili ad Aguas de San Pedro.
La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2023 è positiva per € 30,0 milioni e registra un miglioramento rispetto al 31 dicembre 2022 di € 3,4 milioni e rispetto al 30 giugno 2022 di € 8,2 milioni. Tale variazione è in prevalenza riferibile ad Aguas de San Pedro e al
Consorcio Agua Azul e dipende prevalentemente da dinamiche di cash flow operativo, in particolare al miglioramento della marginalità e regolarizzazione degli incassi di Acea Perù e dei Consorzi e a minori imposte pagate da Acea International per effetto dell'anticipo effettuato nel 2022.
Eventi significativi del periodo e successivi
Non si segnalano eventi significativi nel periodo.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Volumi acqua | Mm3 | 251 | 255 | (4) | (1,5%) |
| Energia consumata | GWh | 355 | 371 | (16) | (4,4%) |
| Fanghi smaltiti | KTon | 88 | 94 | (6) | (6,4%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 728,3 | 678,2 | 50,1 | 7,4% |
| Costi | 375,0 | 324,5 | 50,5 | 15,6% |
| Margine Operativo Lordo | 353,3 | 353,7 | (0,4) | (0,1%) |
| Risultato Operativo | 152,9 | 173,1 | (20,2) | (11,7%) |
| Dipendenti Medi | 3.989 | 3.496 | 493 | 14,1% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 337,5 | 611,0 | (273,5) | (44,8%) | 259,7 | 77,8 | 29,9% |
| Posizione Finanziaria Netta | 1.950,8 | 1.796,2 | 154,6 | 8,6% | 1.752,9 | 197,9 | 11,3% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Idrico | 353,3 | 353,7 | (0,4) | (0,1%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 52,7% | 51,8% | 0,9 pp |
L'EBITDA dell'Area si attesta a € 353,3 milioni e registra un decremento di € 0,4 milioni rispetto al 30 giugno 2022 (- 0,1%). La variazione discende da effetti di segno contrapposto: si registra un riduzione (- € 5,7 milioni) influenzata dall'iscrizione nel precedente esercizio del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (- € 26,9 milioni) per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022) compensata in parte dai maggiori ricavi tariffari registrati da ACEA Ato2 (+ € 13,4 milioni), Gori (+ € 4,0 milioni) e Acquedotto del Fiora (+ € 1,7 milioni) derivanti dall'aggiornamento tariffario biennale 2022-2023 e dall'iscrizione in Gori dei contributi su OO.RR. relativi agli anni 2018-2021 (+ € 4,5 milioni). Incide, invece, positivamente sui risultati dell'area la variazione di perimetro (+ € 5,2 milioni) per il consolidamento di ASM Terni acquisita alla fine del 2022.
Il contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto, pari a € 12,8 milioni, registra una riduzione (+ € 1,4 milioni) in prevalenza attribuibile al Gruppo Acque (- € 1,2 milioni) e GEAL (- € 0,9 milioni) che risente in generale del riconoscimento nel 2022 della premialità sulla qualità tecnica. Di seguito si rappresenta in dettaglio il contributo all'EBITDA delle società valutate a Patrimonio Netto:
| € milioni | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Publiacqua | 5,0 | 4,7 | 0,3 | 6,7% |
| Gruppo Acque | 5,4 | 6,6 | (1,2) | (17,7%) |
| Umbra Acque | 1,8 | 1,3 | 0,5 | 40,3% |
| Nuove Acque e Intesa Aretina | 0,2 | 0,2 | (0,1) | (22,9%) |
| Geal | 0,2 | 1,1 | (0,9) | (82,0%) |
| Umbria Distribuzione Gas | 0,1 | 0,0 | 0,1 | n.s. |
| Romeo Gas | 0,0 | 0,2 | (0,2) | (100,0%) |
| Totale | 12,8 | 14,2 | (1,4) | (9,9%) |
La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e successivi aggiornamenti e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe" del presente documento.
Il risultato operativo risente delle maggiori svalutazioni (+ € 3,3 milioni) imputabili in gran parte a ACEA Ato5 (+ € 1,1 milioni) e GORI (+ € 1,5 milioni) e della crescita degli ammortamenti (+ € 18,6 milioni) prevalentemente imputabili ad ACEA Ato2 (+ € 11,8 milioni), GORI (+ € 1,3 milioni), ACEA Ato5 (+ € 0,7 milioni) dovuti principalmente agli investimenti effettuati nel corso del 2022 e del 2023 e all'entrata
in esercizio di cespiti precedentemente in corso nonché al consolidamento di ASM Terni (+ € 3,0 milioni). Compensano tali effetti i minori accantonamenti (- € 2,2 milioni) dovuti in prevalenza al rilascio del fondo rischi legale di ACEA Ato5 per € 1,2 milioni relativo al rilascio del fondo accantonato nel 2021 a copertura delle maggiori somme da corrispondere dalla società a titolo di canone concessorio per le annualità dal 2006 al 2011 in seguito a sentenza favorevole per la società.
L'organico medio risulta pari a 3.989 unità e si incrementa rispetto al 30 giugno 2023 di 493 unità principalmente imputabili al consolidamento di ASM Terni (+ 386 unità) e in via residuale ad ACEA Ato2 (+ 50 unità) e Adistribuzionegas (+ 25 unità) in prevalenza per l'acquisto del ramo derivante dall'operazione di scissione parziale di Romeo Gas ad ottobre 2022.
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 337,5 milioni con un incremento di € 77,8 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. L'incremento è attribuibile ai maggiori investimenti registrati ACEA Ato2 (+ € 36,8 milioni), ACEA Ato5 (+ € 7,6 milioni), Gori (+ € 22,3 milioni) e Acquedotto del Fiora (+ € 7,6 milioni). La variazione di perimetro inerente al consolidamento di ASM Terni incide sull'incremento per € 1,8 milioni. Gli investimenti si riferiscono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici); con riferimento ad ACEA Ato2 tali investimenti risultano in linea con la crescita prevista dal piano degli interventi approvato dall'ente d'ambito a novembre 2022.
La posizione finanziaria netta dell'Area si attesta al 30 giugno 2023 a € 1.950,8 milioni e registra un peggioramento di € 154,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 e di € 197,9 milioni rispetto al 30 giugno 2022. Le variazioni risentono dell'andamento degli investimenti di periodo, nonché alle dinamiche di cash flow operativo.
Eventi significativi del periodo e successivi
Le informazioni relative alle concessioni delle società che rientrano nell'area idrico sono riportate integralmente nel paragrafo della Nota Integrativa denominato "Informativa sui Servizi in Concessione".
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia Elettrica distribuita | GWh | 4.314 | 4.560 | (246) | (5,4%) |
| Nr. Clienti | N/1000 | 1.658 | 1.648 | 10 | 0,6% |
| Km di Rete (MT/BT) | Km | 31.922 | 31.453 | 469 | 1,5% |
| Gruppi di Misura 2G | Numero | 164.735 | 136.530 | 28.205 | 20,7% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % | |
| Ricavi | 314,3 | 304,4 | 10,0 | 3,3% |
| Costi | 128,2 | 123,3 | 4,9 | 4,0% |
|---|---|---|---|---|
| Margine Operativo Lordo | 186,2 | 181,1 | 5,1 | 2,8% |
| Risultato Operativo | 113,9 | 113,8 | 0,1 | 0,1% |
| Dipendenti Medi | 1.283 | 1.261 | 22 | 1,7% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 128,8 | 268,8 | (140,0) | (52,1%) | 135,9 | (7,1) | (5,2%) |
| Posizione Finanziaria Netta | 1.940,0 | 1.785,2 | 154,8 | 8,7% | 1.817,2 | 122,8 | 6,8% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche | 186,2 | 181,1 | 5,1 | 2,8% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 27,8% | 26,5% | 1,2 p,p, |
L'EBITDA dell'Area al 30 giugno 2023 si è attestato a € 186,2 milioni e registra un incremento di € 5,1 milioni rispetto al 30 giugno 2022. L'EBITDA di areti risulta in aumento per € 4,7 milioni come conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dal bilanciamento energetico (+ € 5,3 milioni), da efficienza di costi (+ € 1,5 milioni) compensati dagli effetti del piano di resilienza (- € 2,9 milioni). Con riferimento al bilancio energetico, al 30 giugno 2023 areti ha distribuito ai clienti finali 4.314 GWh in riduzione del 5,4 % rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. L'EBITDA della pubblica illuminazione pari ad € 0,5 milioni, registra un miglioramento di € 1,2 milioni rispetto al 30 giugno 2022 dovuto ad attività straordinarie di manutenzione, ammodernamento e sicurezza effettuate in riferimento alla gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Roma.
L'organico medio presenta un lieve aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ 22 unità).
Il risultato operativo risulta in aumento di € 0,1 milioni rispetto al 30 giugno 2022 e risente in prevalenza dei maggiori ammortamenti di periodo (+ € 5,0 milioni) per effetto combinato dei maggiori ammortamenti dei software acquistati nei periodi precedenti e degli investimenti effettuati sulla rete di distribuzione, sulle attrezzature industriali e commerciali.
Gli investimenti si attestano a € 128,8 milioni, registrano una riduzione pari ad € 7,1 milioni rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente per minori interventi sulla qualità tecnica degli asset. Gli investimenti effettuati si riferiscono ad areti e sono dovuti principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore della pubblica illuminazione contribuisce per € 0,6 milioni.
La posizione finanziaria netta si è attestata, al 30 giugno 2023 ad € 1.940,0 milioni e presenta una variazione in diminuzione pari ad € 154,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 e di 122,8 milioni rispetto al 30 giugno 2022 imputabile prevalentemente alle dinamiche di cash flow operativo delle partite regolatorie (accounting e acconti di perequazione).
Eventi significativi del periodo e successivi
GALA
Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema.
Al 30 giugno 2023 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta ad € 68,9 milioni comprensivo degli interessi fatturati.
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
Allo stato della situazione, tenuto anche conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali che si sono succedute nel corso del tempo, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti maturato verso Gala.
In data 22 marzo 2022 è stata pubblicata la Deliberazione n. 119/2022/R/eel contenente le disposizioni relative al meccanismo unificato di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema (OGdS) e agli oneri di rete (OdR). Con tale Delibera, che abroga la Deliberazione 50/2018/R/eel, si è cercato di uniformare le modalità di richiesta degli OGdS e OdR nell'ambito di un'unica istanza la cui scadenza è fissata per il primo anno di entrata in vigore di tale meccanismo al 31 luglio 2022. Tra le più importanti novità introdotte vi è la possibilità di richiedere nell'istanza anche i crediti relativi al corrispettivo tariffario specifico a carico dei clienti finali non adeguati alimentati in media tensione (CTS), trattandosi di un corrispettivo afferente al servizio di trasporto. L'istanza relativa a tale meccanismo è stata presentata entro il 31 luglio 2022. Grazie a tale meccanismo è stato possibile recuperare un'ulteriore quota di credito verso Gala, il cui ammontare è pari a € 470 mila afferente agli oneri generali di sistema e di € 850 mila per oneri di rete. Nel mese di aprile 2023 è stata presentata una ulteriore istanza con la quale saranno recuperati ulteriori € 160 mila che CSEA riconoscerà entro il 30 settembre 2023.
Progetti di innovazione tecnologica
Progetto contatori digitali 2G
In un contesto tecnologico ed energetico sempre più avanzato areti ha avviato il progetto "Contatori Digitali 2G" con l'obiettivo di sostituire il sistema di contatori elettrici di prima generazione con il sistema di Smart Metering 2G in ottemperanza a quanto richiesto dall'ARERA nella delibera 306/2019/R/eel.
A valle dell'espletamento della procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatori e concentratori) e del relativo Sistema di Acquisizione Centrale (Centro Gestione) conclusa nel mese settembre 2019 con la pubblicazione del provvedimento di aggiudicazione e della successiva sottomissione all'ARERA della Richiesta di Autorizzazione al Riconoscimento degli Investimenti (RARI), cui sono seguite nel corso del 2020 attività istruttorie correlate tra l'altro anche alla valutazione delle idonee azioni di contrasto alla diffusione dell'epidemia COVID 19, l'ARERA con delibera n. 293/2020 del 28/7/2020, ha approvato il PMS2 di areti, come da ultima revisione presentata in data 14 luglio 2020 e fissato la data di avvio del PMS2 di areti al1 gennaio 2020, ammettendo gli investimenti relativi al sistema di smart metering 2G di areti al regime specifico di riconoscimento dei costi di capitale, a partire dalla medesima data.
Al 30 giugno 2023 le installazioni effettuate sono risultate pari a circa 804.000 contatori, in linea con la pianificazione prevista per l'anno corrente. Considerato che non si prevedono discontinuità sulle forniture degli apparati, il piano delle installazioni proseguirà in coerenza con quanto disposto dall'ARERA con del. 724/2022/R/eel, che ha aggiornato la delibera 306/2019 alla luce delle criticità occorse in ordine all'emergenza sanitaria da Covid-19 e alle significative limitazioni delle disponibilità di componenti 2G dell'anno 2022. Per garantire il rispetto dei nuovi processi di misura e il funzionamento della nuova tecnologia (concentratori e contatori elettronici) si è resa necessaria una complessa evoluzione della mappa applicativa areti. Oltre all'introduzione e all'integrazione di un nuovo sistema per la telegestione e la telelettura degli apparati di campo di seconda generazione (Beat Suite), è stato infatti necessario intervenire sui principali applicativi relativi alla logistica e ai processi di magazzino, ai processi di campo (sostituzione del concentratore e del contatore di prima generazione), ai sistemi commerciali (sviluppo e gestione del sistema PDFM), ai sistemi di integrazione (middleware) e ai sistemi WFM e mobile, oltre allo sviluppo di un nuovo sistema di acquisizione, validazione e pubblicazione misure.
Proseguono anche le attività dedicate all'affinamento della nuova reportistica operativa e direzionale, nonché di adeguamento della reportistica esistente. In parallelo è in corso la messa a disposizione dei dati per i sistemi di analytics nell'ottica del monitoraggio dei nuovi processi di misura e mitigazione dei rischi di regolarità del servizio di misura.
Data Lake unico di areti
Nel corso del primo semestre 2021 è stato ulteriormente esteso l'ambiente di analisi dei dati di interesse nell'esercizio del business della distribuzione. L'infrastruttura di calcolo è in esercizio su ambiente Google Cloud. Le attività si esplicano a partire dal processo di definizione di modello dati fino a quello di rilascio in ambiente di analisi, compresa all'attività di gestione della infrastruttura. Dal punto di vista della integrazione dati, ad oggi risultano essere disponibili:
- Sistema di tele-gestione 1G, sia per i misuratori LANDIS che GME
- Sistema cartografico aziendale GIS Elettrico
- Sistema cartografico aziendale GIS IP
- Rilievo Rete di bassa Tensione integrato in tutti i suoi ambiti tabellari
- SAP (IS-U e MDM)
- Sistema TESS (qualità commerciale).
- Dati meteorologici RadarMeteo consuntivi e previsionali.
- SAP PM
- SAP MM
- SAP IS-U PDFM
- Sistema di telecontrollo
- Sistema di telecontrollo: curve di carico a 10 minuti
- Storico ORBT (selezione di alcuni ambiti tabellari)
- Sistema Geocall NPC (selezione di alcuni ambiti tabellari)
- Curve e Daily Closures da Centro Gestione 2G
Sono in corso le attività di integrazione dati, secondo le priorità dettate dal business, con riferimento ad alcuni ambiti tabellari da Centro Gestione 2G.
Progetto Diagnostica e monitoraggio della rete
Il progetto si articola secondo tre linee di azione principali:
-
- Diagnostica di Cabina Primaria
-
- Diagnostica di Cabina Secondaria
-
- Diagnostica sulle Linee aeree
-
- Monitoraggio illuminazione pubblica
1. Diagnostica di Cabina Primaria con Drone UGV
Il progetto prevede lo sviluppo di un prototipo di drone terrestre UGV (Unmanned Ground Vehicle) per l'ispezione autonoma o pilotata da remoto della Cabina Primaria. Il drone UGV AUTONOMUS dispone di sensori per la rilevazione di parametri ambientali (sensori di temperatura; di scariche parziali, videocamere) e di sensori per muoversi autonomamente nell'ambiente (lidar, GPS e fotocamere). Esegue in autonomia piani di ispezione e può essere controllato da remoto per verifiche e operazioni di security mirate mediante radiocomando. Il sistema può trasmettere le informazioni di ispezione anche ad un operatore posto in una località diversa dal luogo delle operazioni.
Nel corso del primo semestre 2023 sono stati eseguiti ulteriori cicli sperimentali ispettivi di concerto con la Rete.
2. Diagnostica di Cabina Secondaria (CS-Plus)
Il progetto prevede la sperimentazione di una soluzione integrata IOT per servizi di monitoraggio, diagnostica e gestione da remoto: es. parametri ambientali, gestione digitale accessi, etc.
Nel corso del 2022 si è conclusa l'estensione della sperimentazione della soluzione su 50 impianti critici. È stata inoltre ingegnerizzata un'interfaccia di integrazione per la semplificazione e standardizzazione dell'assemblaggio in campo della soluzione. I servizi IOT previsti sono: (i) Controllo accesso, (ii) Monitoraggio temperatura ambientale, (iii) Monitoraggio temperatura trasformatore, (iv) Monitoraggio umidità, (v) Monitoraggio Allagamento. Nel primo semestre 2023 è proseguito il monitoraggio della soluzione in campo al fine di definirne le modalità di futuro impiego e integrazione nei processi di asset management.
3. Diagnostica sulle Linee aeree
Il progetto prevede la combinazione di analisi periodiche delle immagini da satellite mediante algoritmi di intelligenza artificiale (atte ad individuare interferenze antropiche e/o vegetative) e ispezioni mirate con droni al fine di abilitare un processo di monitoraggio continuo della Rete aerea.
Nel corso del 2020 è stata sviluppata e messa in esercizio la piattaforma di gestione del processo ed avviato l'esercizio del processo stesso. Il processo è stato riscontrato come di alto valore innovativo sia dall'osservatorio Droni, che dall'osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano.
Nel corso del primo semestre 2023 è proseguito il piano di ispezione delle linee aeree MT eseguito esclusivamente con droni in squadra mista Ingegneria-Sviluppo/Rete e sono stati avviati i cicli ispettivi sulla rete AT. È stato inoltre rilasciata ed evoluta la piattaforma di Media Data Storage, che permette di archiviare e storicizzare tutto il materiale video e fotografico riportato dall'ispezioni con droni. La piattaforma permetta funzioni molto evolute e user friendly per la consultazione dell'archivio.
4. Monitoraggio illuminazione Pubblica
Il progetto ha previsto l'avvio di due POC finalizzate a verificare la possibilità di rilevare la presenza di punti luce sul territorio e riscontrare dunque la correttezza della base dati GIS e individuare i punti luce spenti sfruttando le nuove tecnologie:
- POC Analisi SAT: prevede l'impiego di immagini satellitari e analisi IA per il riscontro dei punti luce e l'individuazione delle lampade spente;
- POC Ronde IA: prevede l'impiego di ronde effettuate mediante rilevazioni video da autovettura e IA per il riscontro dei punti luce e l'individuazione delle lampade spente.
Nel corso del primo semestre 2023 si è conclusa la sperimentazione del POC Ronde IA che promette buona efficacia nella rilevazione dei punti luce spenti a fronte di un soddisfacente allineamento delle basi anagrafiche GIS ottenibile con la sperimentazione di Analisi SAT.
Realizzazione Rete di Telecomunicazioni areti
Il progetto TLC ha previsto nel corso del 2023:
- il proseguimento delle attività per la realizzazione di una rete in fibra ottica ad alta velocità ed affidabilità che rilegherà tutte le cabine primarie, che costituiscono l'ossatura principale della rete di telecomunicazioni e sulla quale saranno rilanciati tutti i servizi di smart grid, e il rilegamento in fibra ottica di circa 150 cabine secondarie. Questa rete garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia, utile a consentire oltre ad una corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete, anche il telecontrollo delle apparecchiature installate in cabina secondaria e ove possibile i punti di misura e altri tipi di sensori, allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo; tale rete permetterà inoltre di implementare l'automazione evoluta nelle cabine secondarie rilegate in fibra ottica, in modo da migliorare sensibilmente la qualità del servizio elettrico;
- la connessione e la migrazione dei servizi in 21 cabine primarie;
- l'attivazione del collegamento radio mobile 4G in circa 1.800 cabine secondarie;
- l'attivazione dell'automazione evoluta per la resilienza in 5 tratte;
- l'attivazione di automazione evoluta FO/4G in circa 20 dorsali;
- l'attivazione del telecontrollo BT in circa 467 Cabine secondarie.
Entro il 2024 è previsto il rilegamento in fibra ottica (proprietaria o in IRU) di tutte le cabine primarie e il collegamento alla rete principale (fibra ottica/4G) di circa 6.000 cabine secondarie che permetteranno di ridurre sostanzialmente l'impatto sul territorio dell'attività di manutenzione riducendo i disagi per la cittadinanza.
Nel corso del primo semestre 2023 il progetto ha visto:
- l'installazione di apparati in 15 Cabine primarie e la migrazione dei servizi in 8;
- il proseguimento della realizzazione dei collegamenti in radio mobile 4G, sia per velocizzare il deployment dei servizi di automazione evoluta nelle cabine secondarie oltre a quelle che saranno raggiunte in fibra ottica (cabine secondarie di accesso) che per proseguire con il passaggio degli esistenti collegamenti in radio mobile 2G/3G alla tecnologia di collegamento 4G;
- l'attivazione dei collegamenti in radio mobile 4G in circa 783 cabine secondarie;
- l'attivazione del telecontrollo degli interruttori in bassa tensione in 124 cabine secondarie.
Illuminazione Pubblica
Al 30 giugno 2023 sono proseguite regolarmente le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza concordate con Roma Capitale e realizzati nuovi punti luce nell'ambito degli interventi di reingegnerizzazione e valorizzazione dell'illuminazione, integrando le attività operative attraverso le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria previste da piano, che hanno caratterizzato e consolidato diverse proposte di intervento per il miglioramento e rinnovamento degli impianti e, di conseguenza, della qualità del servizio offerto. Una parte degli impianti di Illuminazione Pubblica richiede interventi di verifica delle condizioni di sicurezza e, laddove necessario, lavori di adeguamento mirati al ripristino dello stato di efficienza; detti lavori sono necessariamente parte di un programma pluriennale compreso nell'arco di vigenza del contratto.
Di seguito sono riepilogati i principali interventi avvenuti nel corso del semestre:
Ammodernamento rete e sicurezza
L'attività prevede l'ispezione, la manutenzione straordinaria e l'eventuale rifacimento in classe II dei punti luce gestiti per conto di Roma Capitale. In particolare, a seguito del monitoraggio continuo e durante l'esecuzione di attività sugli impianti IP, sia per guasto sia per bonifiche sui punti luce, frequentemente si riscontrano situazioni critiche sullo stato delle dorsali interrate di alimentazione che richiedono la sostituzione di tratti consistenti. Sono state eseguite 97 campate di ammodernamento rete e 2.558 bonifiche su punti luce in classe II di isolamento.
Manutenzione programmata dei punti luce
Il piano comprende gli interventi di manutenzione programmata ciclica, da ispezione e piani dedicati per la rimozione di criticità strutturali degli impianti.
Si evidenzia infine che, anche nel primo semestre 2023, l'Illuminazione Pubblica, in aggiunta alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria previste da piano, ha caratterizzato e consolidato diverse proposte di intervento per il miglioramento e rinnovamento degli impianti e, di conseguenza, della qualità del servizio offerto.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati Operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia prodotta (idro+termo) | GWh | 336 | 296 | 40 | 13,6% |
| di cui idro | GWh | 239 | 182 | 57 | 31,2% |
| di cui termo | GWh | 97 | 113 | (17) | (14,7%) |
| Energia prodotta (fotovoltaico) | GWh | 67 | 64 | 2 | 3,6% |
| Energia prodotta (cogenerazione) | GWh | 15 | 17 | (2) | (13,0%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 74,0 | 92,1 | (18,1) | (19,7%) |
| Costi | 43,2 | 40,1 | 3,1 | 7,7% |
| Margine Operativo Lordo | 30,8 | 52,0 | (21,2) | (40,7%) |
| Risultato Operativo | 20,8 | 43,0 | (22,2) | (51,6%) |
| Dipendenti Medi | 97 | 91 | 6 | 7,0% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 25,3 | 30,3 | (5,0) | (16,5%) | 19,5 | 5,8 | 29,7% |
| Posizione Finanziaria Netta | 227,3 | 160,5 | 66,8 | 41,6% | 113,2 | 114,1 | 100,7% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Generazione | 30,8 | 52,0 | (21,2) | (40,7%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 4,6% | 7,6% | (3,0 p,p,) |
L'EBITDA al 30 giugno 2023 si è attestato a € 30,8 milioni e registra una riduzione di € 21,2 milioni rispetto al 30 giugno 2022 principalmente imputabile ad Acea Produzione (- € 13,7 milioni) come conseguenza dei minori margini su produzione idroelettrica (- € 11,3 milioni) che, nonostante un aumento dei volumi rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (+ 56,9 GWh), risentono dell'importante riduzione dei prezzi sui mercati energetici (il prezzo MGP medio di gennaio-giugno 2023 è stato 136 €/MWh contro i 248 €/MWh del medesimo periodo del 2022), dell'effetto del DL Sostegni sui ricavi della centrale idroelettrica di Sant'Angelo e per l'effetto cap (180 €/MWh) introdotto dalla legge di bilancio 2023 nonché dai minori margini sulla produzione termoelettrica e teleriscaldamento (- € 1,2 milioni) come conseguenza della riduzione dei prezzi, delle minori quantità in parte compensate dai minori costi gas per effetto prezzo e dal fermo impianto dei mesi di gennaio e febbraio 2022.
L'EBITDA del comparto fotovoltaico, registra un decremento di € 6,3 milioni e risulta influenzato prevalentemente dalla variazione di perimetro (- € 4,9 milioni) derivante dalla cessione del controllo di una holding fotovoltaica del Gruppo ACEA (Acea Sun Capital) a partire da aprile 2022.
L'organico medio risulta in lieve aumento (+ 6 unità) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio; si specifica che le società fotovoltaiche non hanno personale dipendente.
Gli investimenti si attestano a € 25,3 milioni e registrano un incremento di € 5,8 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio per effetto dei maggiori investimenti registrati da Acea Solar (+ € 6,7 milioni) afferenti i progetti di sviluppo del fotovoltaico; compensa tale incremento nel comparto fotovoltaico SF Island (- € 0,7 milioni). Gli investimenti di Acea Produzione risultano pari ad € 3,3 milioni, in linea con quelli del medesimo periodo del precedente esercizio, e riguardano prevalentemente i lavori di riqualificazione e manutenzione degli impianti idroelettrici (€ 1,2 milioni), l'estensione ed il risanamento della rete del teleriscaldamento (€ 1,0 milioni) i lavori sulla centrale di Tor di Valle (€ 0,2 milioni); completano il saldo gli investimenti relativi ad infrastrutture tecnologiche e fotovoltaico.
La posizione finanziaria netta si è attestata, al 30 giugno 2023 ad € 227,3 milioni e presenta un peggioramento pari ad € 66,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 e di € 114,1 milioni rispetto al 30 giugno 2022 imputabile in prevalenza a dinamiche di cash flow operativo e per gli investimenti di Acea Solar.
Eventi significativi del periodo e successivi
Produzione di energia elettrica
Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 229,2 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), impianti fotovoltaici, due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle; quest'ultima è costituita da un moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento, in sostituzione del precedente impianto a ciclo combinato; l'impianto è stato avviato per l'esercizio commerciale il 9 luglio 2021 permettendo alla Società di rispettare gli impegni assunti da Acea Produzione con l'aggiudicazione dell'asta del capacity market nel periodo 2022 – 2037. La centrale nella configurazione attuale è costituita da tre motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 28,5 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessaria per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma.
Continuano, le attività per il miglioramento dei livelli della qualità del servizio del teleriscaldamento, con la manutenzione straordinaria della rete di teleriscaldamento che riguarda sia il rifacimento delle sottocentrali di consegna che la sostituzione di alcuni importanti tratti di tubazione. In particolare, si registra la messa in esercizio del raddoppio del tratto di tubazione in partenza dalla centrale di Tor di Valle. Con riferimento alle attività messe in campo per rispondere agli adempimenti introdotti dall'ARERA relativi alla qualità tecnica, sono state garantite le scadenze relative alle rendicontazioni e reportistiche previste.
Oltre agli asset produttivi sopra descritti, Acea Produzione, a seguito dei conferimenti degli impianti avvenuti nel corso dell'esercizio 2021, possiede impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 3,1 MWp oltre a quelli nella titolarità delle proprie controllate.
Nel primo semestre 2023 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 305,7 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 241,9 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini-idro di 1,7 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 60,3 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 1,8 GWh.
Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 37,9 GWht, per un totale di 3.581 utenze servite (194 condomini e 3.387 unità immobiliari).
Cogenerazione
La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su tre aree: (i) la consulenza nel settore delle Esco, ed offerta di servizi legate agli obblighi di incremento dell'efficienza energetica di terze parti (esterne o interne al Gruppo Acea); (ii) la fornitura di servizio energia mediante gestione di impianti cogenerativi (o trigenerativi) e reti di teleriscaldamento e vendita dell'energia prodotta ai Clienti; e (iii) il coordinamento delle società del Gruppo relativamente ai progetti di efficienza energetica.
Il sistema di produzione di Ecogena al 30 giugno 2023 è costituito da un insieme di impianti cogenerativi, con una potenzialità totale elettrica, complessiva di 1,86 MW. In questo ammontare non è inclusa la potenza installata di 2 MWe relativa all'impianto di trigenerazione di Mondorevive (in provincia di Pavia) i cui lavori di installazione sono completati negli ultimi giorni del semestre in questione e che verrà avviato all'esercizio nei primi mesi del secondo semestre.
Gli impianti detenuti dalla società sono interamente ubicati nel territorio Laziale, alcuni dei quali abbinati a reti di teleriscaldamento. Al 30 giugno 2023 la Società ha realizzato un volume di produzione pari a circa 3,4 GWh di energia elettrica, 8,9 GWh di energia termica e 2,5 GWh di energia frigorifera. Rispetto allo scorso anno, l'energia termica e l'energia frigorifera ceduta ai clienti sono inferiori, mentre l'energia elettrica si è incrementata del 19%.
Con riferimento agli impianti di cogenerazione e trigenerazione, è attivo un contratto di conduzione e presidio delle centrali relativo a contratti di manutenzione specialistica (componenti principali delle centrali).
Con riferimento alla centrale di trigenerazione di Porte di Roma è stata avviata la valutazione tecnico economica per l'inserimento di un nuovo cogeneratore utile ad aumentare la quota di energia termica complessivamente prodotta in cogenerazione e rispondere al requisito tecnico previsto per i teleriscaldamenti efficienti. L'ipotesi allo studio prevede inoltre la verifica del reimpiego del cogeneratore a gas installato presso la Centrale di Cinecittà Parchi.
A tal scopo è stato perfezionato un accordo con la società Cinecittà Parchi che prevede la modifica del termine ultimo degli smontaggi al 31 gennaio 2024 per la centrale di cogenerazione. È stato completato lo smontaggio delle centrali termica e frigorifera.
In riferimento all'impianto di condizionamento del Centro elaborazione dati (Cedet) di ACEA, sono stati eseguiti alcuni interventi di controllo e messa a punto del nuovo impianto efficientato. L'ultima rendicontazione sull'effettivo risparmio energetico conseguito è stata trasmessa al Cliente ed ha confermato il rispetto della performance energetica garantita nell'Energy Performance Contract (risparmio di 282 MWh con riferimento all'anno luglio 2021 - giugno 2022). Il consuntivo dei consumi dell'impianto efficientato ha mostrato un risparmio energetico del 30% rispetto all'utilizzo precedente dell'impianto.
Nell'ambito delle attività effettuate da Ecogena per Acea Innovation, inerenti il progetto di progettazione, permitting e realizzazione di infrastrutture di ricarica per autoveicoli elettrici, si informa che sono state quasi ultimate le attività di installazione della "WAVE I" del progetto, dove restano da ultimare alcune installazione su posizioni che hanno subito ritardi dovuti al SIMU (dipartimento infrastrutture del Comune di Roma) al Municipio RM V (per il rilascio delle licenze). Proseguono poi i lavori per la "WAVE II" sui novantadue progetti autorizzati, di cui buona parte sono chiusi e altri in chiusura, come da programma.
Con riferimento alla "WAVE III" è stata completata la presentazione ai Municipi delle ultime 23 relative ai 51 progetti autorizzati in Conferenza dei Servizi. Contestualmente sono stati avviati i lavori di installazione delle colonnine già autorizzate dai Municipi.
In tema di efficientamento di edifici residenziali attraverso i sistemi di detrazione fiscale (ecobonus e sismabonus) e nell'ambito della collaborazione instaurata tra Acea Innovation (owner della business line) ed Ecogena, si è registrata una riduzione del perimetro delle iniziative individuate commercialmente che non si sono trasformate in contratti d'appalto con i clienti finali a causa delle difficoltà incontrate da Acea Innovation nella fase di cessioni dei crediti al sistema bancario.
Con riferimento all'ambito cogenerazione è in corso la fase finale dei lavori per la costruzione dell'impianto di cogenerazione presso lo stabilimento MONDOREVIVE SpA. Si ricorda che il contratto con il Cliente è stato sottoscritto a dicembre 2021 e che nel corso del 2022 sono stati affidati i lavori per la costruzione, nel mese di marzo è stato avviato l'iter autorizzativo per la costruzione dell'impianto presso la Provincia di Varese. La conferenza di servizi si è conclusa positivamente a settembre 2022 e ad ottobre sono iniziati i lavori che sono in via di ultimazione. L'avvio dell'impianto è atteso per il terzo trimestre del 2023. Sono in corso sia verifiche preliminari su altri prospect industriali, sia altre attività propedeutiche alla valutazione di opportunità in ambito fotovoltaico e cogenerativo che prevedono la realizzazione di impianti in modalità ESCO con erogazione di un servizio energia nei confronti dei clienti finali.
Operazione Energy Box – impianti Fotovoltaici
Come ampiamente descritto nel paragrafo relativo alle "Attività destinate alla vendita", alla fine del 2021 Acea ed Equitix hanno sottoscritto un accordo per la cessione della società che detiene le partecipazioni nelle società proprietarie degli impianti fotovoltaici (Acea Sun Capital) in una società di nuova costituzione a cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia. Si informa che nel corso del primo semestre 2023 sono proseguite le opere per la realizzazione degli impianti fotovoltaici che saranno oggetto della successiva cessione al Gruppo Equitix.
Impianti Fotovoltaici
Anche nel corso del 2023 sono proseguite le attività per lo sviluppo di greenfields, tramite contratti di co-sviluppo con società referenziate del settore, al fine di attuare una pipeline significativa di progetti a vari livelli di sviluppo, sia su suoli agricoli, sia su suoli industriali. Si evidenzia che Acea Solar, per esigenze di liquidità di SF Island (società controllata a sua volta da Acea Solar) finalizzate all'acquisizione di terreni e di costi accessori nell'ambito dei progetti di sviluppo e realizzazione di impianti fotovoltaici, ha concesso tre linee di finanziamento soci per complessivi € 6,7 milioni. La scadenza è fissata al 31 dicembre 2024.
Con riferimento a tali finanziamenti soci concessi da Acea Solar a SF Island, come previsto contrattualmente, a seguito dell'aggiornamento annuale delle condizioni economiche, il tasso di interesse è stato aggiornato al 3,59% per l'anno 2023.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati Operativi | U.M. | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Numero complessivo determinazioni analitiche | Numero | 500.639 | 535.965 | (35.326) | (6,6%) |
| Numero complessivo campioni | Numero | 16.784 | 18.378 | (1.594) | (8,7%) |
| Numero progetti | Numero | 7.692 | 8.050 | (358) | (4,4%) |
| Numero cantieri EPC | Numero | 266 | 349 | (83) | (23,8%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 61,1 | 57,5 | 3,6 | 6,2% |
| Costi | 58,4 | 52,7 | 5,7 | 10,9% |
| Margine Operativo Lordo | 2,6 | 4,8 | (2,2) | (45,3%) |
| Risultato Operativo | (0,9) | 0,5 | (1,5) | n.s. |
| Dipendenti Medi | 478 | 451 | 28 | 6,1% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 2,3 | 5,8 | (3,5) | (60,4%) | 1,8 | 0,5 | 25,4% |
| Posizione Finanziaria Netta |
48,8 | 24,0 | 24,8 | 103,1% | 45,6 | 3,2 | 7,0% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi |
2,6 | 4,8 | (2,2) | (45,3%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) |
| Peso percentuale | 0,4% | 0,7% | (0,3 p,p,) |
L'EBITDA dell'Area al 30 giugno 2023 si è attestato a € 2,6 milioni in diminuzione rispetto al precedente esercizio per € 2,2 milioni. La variazione è attribuibile a Simam (- € 1,5 milioni) come conseguenza delle minori attività di costruzione e trattamento acque rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio e TWS (- € 0,3 milioni) derivanti dalla riduzione del margine di costruzione e direzione lavori a seguito dello slittamento delle commesse.
L'organico medio al 30 giugno 2023 si attesta a 478 unità e risulta in aumento rispetto al 30 giugno 2022 (erano 451 unità). La variazione è imputabile a Simam (+ 23 unità) e Acea Elabori (+ 4 unità).
Gli investimenti si attestano a € 2,3 milioni, in riduzione di € 0,5 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Gli investimenti sono in prevalenza imputabili ad Acea Elabori (€ 1,6 milioni) e SIMAM (€ 0,5 milioni).
La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2023 è pari ad € 48,8 milioni in aumento di € 24,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2022 influenzato in parte dall'operazione di acquisto delle quote terzi di SIMAM (+ € 13,2 milioni) e di € 3,2 milioni rispetto al 30 giugno 2022. La variazione è imputabile alle dinamiche di cash flow operativo.
Eventi significativi del periodo e successivi
Non si segnalano eventi significativi nel periodo.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 69,2 | 70,2 | (0,9) | (1,3%) |
| Costi | 88,3 | 91,4 | (3,1) | (3,4%) |
| Margine Operativo Lordo | (19,0) | (21,3) | 2,2 | (10,4%) |
| Risultato Operativo | (33,7) | (36,2) | 2,5 | (7,0%) |
| Dipendenti Medi | 726 | 713 | 13 | 1,8% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 10,3 | 32,7 | (22,4) | (68,6%) | 12,7 | (2,4) | (19,0%) |
| Posizione Finanziaria Netta | 419,1 | 471,6 | (52,5) | (11,1%) | 395,1 | 24,0 | 6,1% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Corporate | (19,0) | (21,3) | 2,2 | (10,4%) | |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 670,4 | 682,5 | (12,1) | (1,8%) | |
| Peso percentuale | (2,8%) | (3,1%) | 0,3 p,p, |
Corporate chiude al 30 giugno 2023 con un livello di EBITDA negativo di € 19,0 milioni in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2022 per € 2,2 milioni. La variazione è da ricondurre all'effetto combinato di minori costi legati in parte a minori spese per consulenze compensati parzialmente da minori ribaltamenti verso le società del Gruppo e da maggiori costi del personale legati agli effetti degli adeguamenti contrattuali e all'incremento dell'organico.
L'EBIT risulta negativo per € 33,7 milioni, in miglioramento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio di € 2,5 milioni come conseguenza, da un lato dal miglioramento dell'EBITDA e dall'altro da maggiori ammortamenti compensati da minori accantonamenti a fondo rischi. Si segnalano tra i maggiori ammortamenti quelli relativi agli investimenti informatici.
L'organico medio al 30 giugno 2023 si attesta a 726 unità, in aumento rispetto al 2022 di 13 unità (erano 713 unità).
Gli investimenti si attestano ad € 10,3 milioni (€ 12,7 milioni al 30 giugno 2022) e si riferiscono principalmente a licenze software, sviluppi informatici e ad investimenti sulle sedi ad uso aziendale.
La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2023 è pari a € 419,1 milioni e registra un decremento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2022 di € 52,5 milioni, il quale discende principalmente dal fabbisogno di cassa delle società del Gruppo e della Corporate.
Eventi significativi del periodo e successivi
Non si segnalano eventi significativi avvenuti nel corso del periodo.
Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente
Acea: completato con successo il collocamento di un Green Bond da euro 500 milioni ed il successivo TAP Issue da 200 milioni
In data 17 gennaio 2023 Acea ha completato con successo il collocamento dell'emissione di un Green Bond per un importo complessivo pari a Euro 500 Milioni, tasso 3,875%, scadenza al 24 gennaio 2031.
L'emissione, che rientra nell'ambito del Green Financing Framework e a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 5 miliardi, ha registrato un grande successo, ricevendo richieste finali pari a circa 3 volte l'ammontare offerto da parte di investitori di rango primario e rappresentativi di numerose aree geografiche, principalmente in ambito green.
I proventi saranno destinati a finanziare specifici progetti che perseguono obiettivi di sostenibilità. In particolare, quelli relativi alla resilienza della rete di distribuzione elettrica, all'efficienza energetica, alla mobilità elettrica, allo sviluppo dell'economia circolare, all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e alla protezione della risorsa idrica. L'emissione è destinata esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato.
In data 3 febbraio 2023 Acea ha concluso con successo la riapertura dell'emissione obbligazionaria in formato Green effettuata il 17 gennaio 2023 (tasso 3,875%, scadenza 24 gennaio 2031) per un importo pari a 200 milioni di Euro ("TAP Issue"). L'emissione della TAP Issue ha ricevuto richieste finali pari a oltre 1,5 volte l'ammontare offerto. I titoli, che hanno un taglio unitario minimo di Euro 100.000 e un tasso pari al 3,875%, sono stati collocati a un prezzo di emissione pari al 100,368% che implica un rendimento pari al 3,820% corrispondente ad un rendimento di 105 punti base sopra il tasso midswap, consentendo un ulteriore miglioramento dei termini già molto convenienti dell'emissione originaria.
Acea sale al 100% in Deco: acquisito il restante 35% della società, principale operatore nel settore ambiente in Abruzzo
In data 23 gennaio 2023, Acea acquisisce il restante 35% del capitale di Deco, società attiva nel settore dei rifiuti in Abruzzo di cui deteneva il 65% in seguito all'acquisizione, il cui closing si è perfezionato a novembre del 2021. La Società si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili.
Acea: Michaela Castelli si dimette dalla carica di Presidente per motivi personali
Acea comunica che, in data 14 febbraio 2023, l'avvocato Michaela Castelli ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto immediato, dalla carica di Consigliere e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea Spa.
Acea: Barbara Marinali nominata nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione
In data 17 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A., su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello Statuto, Barbara Marinali quale nuovo Consigliere non esecutivo, in sostituzione di Michaela Castelli dimessasi il 14 febbraio 2023. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì conferito a Barbara Marinali l'incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Acea: presentata la manifestazione di interesse per il termovalorizzatore di Roma
Acea Ambiente, società controllata da Acea, ha risposto in data 1° marzo, all'avviso pubblico indetto dal Comune di Roma per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte di project financing per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata.
Acea Ambiente ha presentato la propria manifestazione di interesse unitamente a importanti partner nazionali e internazionali, quali Hitachi Zosen Inova, Vianini Lavori e Suez, a valle delle favorevoli determinazioni dei competenti organi societari di Acea Ambiente medesima e di Acea (anche ai sensi delle previsioni di cui alla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate del Gruppo Acea).
Acea: Top Utility Ricerca e Innovazione RSE 2023
In data 9 marzo è stato assegnato ad Acea il premio Top Utility Ricerca e Innovazione RSE. Acea ha vinto nella categoria Ricerca e Innovazione per "la capacità di sviluppare progetti di ricerca che applicano tecnologie digitali e di cybersecurity innovative ai sistemi di telecontrollo delle infrastrutture fisiche; sperimentano piattaforme ICT sicure che abilitano la partecipazione di utenze diffuse e di piccola taglia ai mercati della flessibilità energetica; coinvolgono ricercatori, operatori, costruttori e start-up nel processo di innovazione tecnologica".
Acea: nuova intesa innovativa con le organizzazioni sindacali sulla "Carta della persona e della partecipazione"
In data 15 marzo Acea e le Organizzazioni Sindacali si sono incontrate ed hanno raggiunto un'importante ed innovativa Intesa: la Carta della Persona e della Partecipazione di Acea. Trattasi di un Protocollo per rafforzare le relazioni sindacali, valorizzando il coinvolgimento e la partecipazione e per mettere al centro la Persona. Scopo dell'Intesa è, infatti, creare valore per il territorio, rafforzare la qualità del servizio, sviluppare ed accrescere le professionalità aziendali ed il benessere individuale e collettivo, investendo sulle capacità e competenze delle Persone, come leve per affrontare e vincere le grandi sfide del contesto socio-economico.
Acea: Fitch Ratings conferma il rating di Acea a "BBB+" e modifica l'outlook da "stabile" a "negativo"
Fitch Ratings ha confermato in data 15 marzo per Acea il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) a "BBB+", lo Short-Term IDR a "F2" ed il Long-Term Senior Unsecured Rating a "BBB+". Contestualmente l'Agenzia ha comunicato di aver cambiato l'outlook sulla Società da "stabile" a "negativo". La modifica dell'outlook riflette le attese sull'incremento del leverage, dovuto all'assorbimento di cassa per
l'andamento del circolante e l'accelerazione sugli investimenti del Gruppo relativo al 2022. La conferma del rating "BBB+" riflette il focus strategico di Acea sulle attività regolate, unitamente alla solidità della gestione operativa.
Acea: Assemblea approva Bilancio 2022, nomina nuovo CdA e conferma dividendo di 0,85 euro
In data 18 aprile, l'Assemblea degli Azionisti di Acea SpA, in prima convocazione, in sede Straordinaria e Ordinaria ha approvato il Bilancio di esercizio e consolidato al 31 dicembre 2022, ha deliberato la destinazione dell'utile di esercizio 2022 ed ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione.
L'Assemblea, in sede straordinaria, ha approvato la modifica all'articolo 15 dello Statuto Sociale. L'Assemblea Ordinaria degli Azionisti ha dunque determinato in tredici i componenti del Consiglio di Amministrazione e ha deliberato di nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio relativo all'esercizio 2025. L'elezione dei componenti dell'Organo amministrativo è avvenuta con voto di lista, secondo le modalità stabilite all'articolo 15 dello Statuto Sociale nella nuova formulazione approvata dall'Assemblea.
Nel nuovo Consiglio di Amministrazione risultano eletti:
• Barbara Marinali, Fabrizio Palermo, Nathalie Tocci, Angelo Piazza, Elisabetta Maggini, Alessandro Picardi e Luisa Melara, sulla base della lista presentata dal Socio Roma Capitale, titolare del 51% del capitale sociale di ACEA SpA che ha conseguito la maggioranza dei voti (il 68,08% circa delle azioni ammesse al voto);
• Thomas Devedjian e Vincenza Patrizia Rutigliano, sulla base della lista presentata dal Socio Suez International SAS titolare del 23,33% del capitale sociale di ACEA SpA;
• Alessandro Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso, sulla base della lista presentata dal Socio Fincal SpA, titolare del 3,19% del capitale sociale di ACEA SpA;
• Antonino Cusimano e Antonella Rosa Bianchessi, sulla base della lista presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali, titolare complessivamente dell'1,17% del capitale sociale di ACEA SpA.
Ai sensi della vigente normativa in materia e dello Statuto è stato rispettato il criterio di riparto tra i generi.
Barbara Marinali è stata confermata Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Acea e ASM Terni: perfezionato il secondo closing della multiutility integrata umbra
In data 20 aprile si è perfezionato il secondo closing che conclude l'operazione di aggregazione societaria tra Acea, ASM Terni e il comune di Terni, ad esito della procedura ad evidenza pubblica avviata da ASM Terni. A seguito del perfezionamento di questo accordo la partecipazione di Acea nel capitale sociale di ASM Terni sale al 45% e l'utility umbra acquisisce il 20% del capitale di Orvieto Ambiente, la società spinoff di Acea Ambiente. Si rafforza così la prima multiutility integrata umbra, una realtà industriale attiva nel settore idrico, nella gestione dei rifiuti, nella produzione di energia elettrica e nella distribuzione e vendita di elettricità e gas.
Acea: completata l'acquisizione di Simam
In data 21 aprile Acea ha completato l'acquisizione del restante 30% di Simam (Servizi Industriali Manageriali Ambientali), società specializzata nell'ingegneria e nella realizzazione e gestione di impianti per il trattamento delle acque e dei rifiuti, negli interventi ambientali e nelle bonifiche, con soluzioni integrate ad alto contenuto tecnologico. Nel corso degli ultimi tre anni, Acea ha sviluppato nuove competenze, know-how, e implementato nuove soluzioni di alto valore tecnologico nel campo della progettazione e del project management, consolidando le sue capacità nella costruzione e manutenzione di infrastrutture, per una gestione sempre più sostenibile, innovativa ed efficiente dei servizi legati al proprio business.
Acea: il nuovo Cda conferma Fabrizio Palermo Amministratore Delegato
In data 3 maggio, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha nominato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Società Fabrizio Palermo, al quale sono stati conferiti i poteri per la gestione ordinaria della Società e del Gruppo. Alla Presidente Barbara Marinali oltre alle funzioni statutarie di rappresentanza, sono state riconosciute dal Consiglio specifiche attribuzioni, tra cui quelle in materia di Corporate Governance. Nel corso della stessa riunione, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato Fabio Paris Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di ACEA S.p.A.
Acea: firmata con le Organizzazioni Sindacali la "Carta della Persona e della Partecipazione"
In data 15 maggio, è stato sottoscritto da Acea e dalle Organizzazioni Sindacali il Protocollo "Carta della Persona e della Partecipazione di Acea", a seguito di un confronto sindacale partito nel mese di febbraio. A firmare il Protocollo sono state le OO.SS. FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, oltre a CISAL Federenergia, UGL Chimici Energia, USB Lavoro Privato e l'Associazione Capi Intermedi e Quadri. Il Protocollo delinea un rinnovato modello di Relazioni Industriali fondato su un'interlocuzione ancora più partecipativa e integrata, con l'obiettivo di rafforzare le relazioni sindacali, valorizzando il coinvolgimento e mettendo al centro le persone.
Acea: firmata un'intesa di partnership con Acquedotto Pugliese
In data 21 giugno, al Water Innovation Summit di Bari, le due società hanno firmato un memorandum per sviluppare collaborazioni e progetti relativi alla tutela della risorsa idrica, allo sviluppo tecnologico e agli aspetti regolatori del settore. Acea e Acquedotto Pugliese (AQP), i due principali operatori italiani nel settore del servizio idrico integrato, hanno firmato un memorandum per lo sviluppo congiunto di progetti di collaborazione sul tema della tutela della risorsa idrica e dell'innovazione tecnologica. L'intesa è stata sottoscritta dall'Amministratore Delegato di Acea Fabrizio Palermo e dal Presidente di AQP Domenico Laforgia con l'obiettivo di condividere le rispettive competenze nell'ambito del settore idrico, per dotare le infrastrutture nazionali di soluzioni gestionali e operative efficaci e tecnologicamente avanzate.
Acea: Sabrina Di Bartolomeo nominata Dirigente Preposto
In data 23 giugno, il Consiglio di Amministrazione di Acea, ha deliberato di nominare, con il parere favorevole del Collegio Sindacale e con effetto immediato, Sabrina Di Bartolomeo Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell'art. 154 bis del D.lgs. 59/98, quale Chief Financial Officer di Acea e in sostituzione di Fabio Paris che, a conclusione del proprio percorso lavorativo in Acea, ha comunicato la propria rinuncia alla carica.
Acea: dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) 435 milioni di euro per migliorare la qualità e la resilienza del servizio idrico
In data 6 luglio è stato sottoscritto il contratto di finanziamento Acea – Bei di complessivi euro 435 milioni. Gli investimenti finanziati con le risorse della Bei contribuiranno a migliorare la copertura e la qualità dei servizi idrici integrati, riducendo le perdite d'acqua e aumentando l'efficienza energetica. Grazie al sostegno della Bei, Acea inoltre aumenterà la resilienza del servizio idrico contro futuri eventi meteorologici estremi come la siccità. Potenziare e migliorare l'infrastruttura al fine di fornire un servizio idrico più efficiente e resiliente per i cittadini è il principale obiettivo del finanziamento da euro 435 milioni concesso dalla Bei ad Acea. La transazione siglata a Roma dal Direttore Generale per le Operazioni Bei Jean-Christophe Laloux e da Sabrina Di Bartolomeo, Chief Financial Officer di Acea, rappresenta la prima tranche da 235 milioni di euro dei 435 milioni di euro complessivi approvati dal Consiglio di Amministrazione della Bei.
Acea: Standard Ethics eleva il rating di sostenibilità
In data 12 luglio, Standard Ethics ha elevato il Corporate Standard Ethics Rating (SER) di Acea a "EE+" dal precedente "EE" con Outlook "Positivo". Il primo Corporate SER assegnato alla Società risale al 2019. La Società è una costituente dello SE Mid Italian Index e dello SE European Multi-Utilities Index.
Principali rischi e incertezze
Per la natura del proprio business, il Gruppo è potenzialmente esposto a diverse tipologie di rischi, principalmente a rischi competitivoregolamentari, rischi da eventi naturali e variazioni climatiche e rischi di mercato finanziario (rischi esterni) e rischi operativi e ambientali specifici per ciascun settore di business, di Information Technology e Risorse Umane (rischi interni). Per la gestione di tali rischi vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.
Nell'ambito del Framework di Enterprise Risk Management, le società del Gruppo, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA, conducono periodicamente e in modalità strutturata un'attività di risk assessment, con la finalità di identificare e valutare i principali rischi che possono influire in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business. In tal modo si ottiene una rappresentazione dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, mediante la mappatura e la prioritizzazione dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto e l'individuazione di modalità di gestione ottimale degli stessi, elaborando una strategia di risposta e monitorando la relativa implementazione. In fase di monitoraggio, le società del Gruppo garantiscono la gestione degli scenari di rischio individuati, anche tramite l'implementazione di specifiche azioni di risposta identificate per ridurre i potenziali effetti degli stessi.
Visto il perdurare della crisi internazionale geo-politica ed economica con impatti su molti aspetti dell'economia reale, si è ritenuto opportuno procedere con maggiore frequenza alla valutazione degli scenari di rischio cui il Gruppo Acea è esposto, anche per facilitare un adeguato monitoraggio ed eventuale affinamento delle azioni di risposta già previste.
Inoltre, tra gli strumenti a disposizione del Gruppo, il Key Risk Indicators (KRI) Framework permette di valutare la variazione dell'esposizione ai rischi «operativi» dell'organizzazione mediante l'identificazione, il regolare aggiornamento e la lettura integrata di metriche «sentinella».
Al fine del contenimento di tali tipologie di rischi, il Gruppo ha posto in essere attività di mitigazione e di monitoraggio che nei paragrafi successivi sono sinteticamente dettagliate sia a livello corporate che di settore di business.
Il Gruppo Acea ha da tempo introdotto tra gli strumenti di Risk Mitigation, lo sviluppo e l'adozione di un Piano Assicurativo di Gruppo imperniato sui seguenti pillars:
- Third Party Liability;
- Property Damage;
- Employee benefit.
I primi due pillars, in particolare, mettono in atto il trasferimento del rischio economico e/o patrimoniale derivante dalla Responsabilità Civile – in tutte le sue tipologie generale, professionale, ambientale, ecc. – e da eventi (accidentali, colposi o dolosi) che colpiscano gli asset fisici e produttivi del Gruppo.
Il terzo pillar, invece, oltre a trasferire il rischio economico-patrimoniale, attua una vera e propria misura di welfare aziendale andando a garantire e riconoscere ai dipendenti del Gruppo Acea, importanti sostegni economici – sia ai diretti interessati che agli eventuali aventi diritto – in caso di manifestazione di eventi traumatici gravi connessi sia alla sfera professionale che a quella privata.
Sempre in tema di Risk Mitigation, gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.
È necessario evidenziare che, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, nel presente documento sono menzionati i principali rischi e incertezze che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea e che, vista la situazione di perdurante incertezza del contesto internazionale, si procederà con regolarità ad eventuali aggiornamenti ove necessari.
RISCHI COMPETITIVO – REGOLAMENTARI
Rischio di evoluzione normativa – regolamentare
Come noto il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati e le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano (nonché il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati) possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. In particolare, diverse Società del Gruppo gestiscono, per i rispettivi Ambiti Territoriali, il Servizio Idrico Integrato che notoriamente rappresenta un comparto caratterizzato da una crescente attenzione da parte del Legislatore e dell'Authority di settore (ARERA). Il Gruppo risulta pertanto esposto, con riferimento a tutti i territori serviti, all'evoluzione del quadro normativo/regolamentare di riferimento.
In proposito si evidenzia come a seguito dell'estensione delle competenze di regolazione e controllo dell'ARERA al ciclo dei rifiuti, anche le Società dell'Area Ambiente risultino esposte a potenziali rischi derivanti dall'evoluzione del quadro regolatorio di riferimento.
Tali rischi vengono mitigati da una attenta attività di monitoraggio delle evoluzioni normative, di interlocuzione con gli enti competenti e di partecipazione ai tavoli associativi ed istituzionali, svolta dalle competenti strutture di business in sinergia con i presidi organizzativi di cui si è dotato il Gruppo. Tali strutture assicurano il monitoraggio dell'evoluzione normativa e regolatoria, sia nella fase di supporto
alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nelle indicazioni per una coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua e dell'ambiente.
Rischio di contesto politico – sociale e macroeconomico
Il Gruppo Acea, nell'erogazione dei servizi resi alla propria clientela, è molto attento alle attese ed alle scelte delle proprie controparti istituzionali, territoriali e centrali. D'altronde, la maggior parte delle proprie attività risultano comunque sensibili alle dinamiche, di tipo congiunturale e strutturale, registrate dal tessuto economico e produttivo dei rispettivi territori.
In tal senso tra i principali fattori che influenzano la performance del Gruppo vanno annoverate le evoluzioni del contesto politico/sociale e macroeconomico di riferimento. Tali incertezze possono avere un riflesso sulla realizzazione degli obiettivi economico/finanziari e degli investimenti, oltre che sulla realizzazione delle grandi opere, i cui tempi possono essere influenzati da cambiamenti delle compagini governative sia a livello centrale che locale.
Con riferimento alle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale nell'Area Ambiente (crescita attraverso operazioni M&A e realizzazioni di impianti green-field), si rileva il rischio derivante dal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti competenti. Il Gruppo è storicamente focalizzato a garantire livelli di eccellenza nella qualità tecnica e commerciale dei servizi resi, anche tramite modelli di dialogo sempre più attenti alle necessità espresse dai propri interlocutori di riferimento, al fine di attivare dinamiche virtuose nei rapporti con la propria clientela, anche con riferimento alle abitudini di pagamento. In proposito è necessario evidenziare come il Gruppo sia inoltre soggetto al rischio di deterioramento delle posizioni creditizie in particolare connesse con l'erogazione del Servizio Idrico Integrato, con conseguenze sulle rispettive esposizioni in capitale circolante. Tale rischio è gestito in logica proattiva dalle competenti strutture delle singole società, in applicazione di specifiche Credit Policy di Gruppo e con il supporto di competenti presidi organizzativi della Capogruppo.
In relazione alla situazione geopolitica internazionale, risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivare dal protrarsi della crisi internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia – Ucraina. L'analisi di rischio elaborata all'inizio dell'anno ha evidenziato per i business del Gruppo Acea un perdurare della rischiosità in alcuni ambiti (es.: prezzo commodity, catena di fornitura, etc.) trattati più nel dettaglio nei paragrafi successivi e tutti oggetto di specifiche azioni di risposta e monitoraggio.
Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà nel corso dei prossimi mesi una attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime nonché sull'andamento del credito che allo stato attuale non rappresentano comunque elementi di criticità. Con riferimento alle materie prime, oltre ad attenzionare gli equilibri sulla base delle previsioni di vendita a prezzo fisso e variabile, le Società del Gruppo ricorrono solo a controparti di primario standing che soddisfino i requisiti previsti dalle proprie procedure di rischio commodity e controparte. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente. Si segnala che il Gruppo Acea non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino o bielorusso comunque interessate dal conflitto. Stante la situazione di assoluta incertezza, il Gruppo Acea provvederà a riflettere nel Piano Industriale, gli eventuali impatti ad oggi indeterminabili. Come precedentemente illustrato gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi paesi, ma la totalità delle aziende, trovandosi quest'ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.
Il Gruppo Acea ha pertanto condotto una analisi di mercato e di possibili diversi degli scenari sviluppando in tal modo un modello econometrico per la stima delle relazioni esistenti tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, con particolare riferimento ai margini, e le principali variabili macroeconomiche. Le principali fasi dell'analisi si sono concentrate nella individuazione di possibili scenari alternativi, nella raccolta ed analisi dei dati relativi a tutte le società e impianti del Gruppo ed infine, sulla base degli scenari elaborati e del modello stimato, sono state formulate previsioni sul possibile andamento futuro dei financials di Acea. Dalle analisi condotte non si ha evidenza statistica, a seguito dell'attuale contesto macroeconomico di impatti significativi sui diversi business di Acea.
RISCHI NATURALI
Per il Gruppo Acea, vista la natura e localizzazione delle sue linee di business, le principali criticità connesse al cambiamento climatico potrebbero manifestarsi in campo operativo, normativo e legale, con potenziali ripercussioni anche in campo finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, eventi meteorologici cronici come la riduzione delle precipitazioni possono portare a impatti negativi sia sul fronte della produzione di energia idroelettrica che su quello della riduzione della disponibilità di risorse di acqua potabile da distribuire, tra l'altro con un aumento dei consumi energetici per il prelievo di acqua da fonti meno favorite. D'altra parte, fenomeni estremi come i nubifragi possono portare a rischi di fulmini, di interruzione del servizio della rete elettrica o, per la rete idrica, di tracimazione degli afflussi nei sistemi di acque reflue e di torbidità delle fonti idriche. Dal punto di vista normativo e legale, inoltre, questi effetti climatici possono incidere sulla conseguente prestazione del servizio secondo la disciplina normativa prevista con conseguenti sanzioni pecuniarie. Le implicazioni della evoluzione normativa in materia di quote di emissione di CO2, fonti rinnovabili, tasse e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) potrebbero essere molto significative, con possibili impatti finanziari finali.
Tra i fattori di rischio cui è sottoposto il Gruppo, vanno inoltre evidenziati i possibili impatti derivanti da fenomeni naturali imprevedibili (es: terremoti, alluvioni e frane) e/o da variazioni climatiche cicliche o permanenti sulle reti e impianti gestiti dalle società del Gruppo Acea. Le prime tipologie di rischi vengono affrontati tramite l'implementazione di strutturati strumenti di governo degli asset, specifici per ciascun ambito di business (es. Water Safety Plan nell'ambito del SII; monitoraggio costante degli invasi, svolto anche in
collaborazione con Ministero competente, nell'ambito della gestione dighe), oltre che con progetti, anche di rilevanza nazionale, finalizzati ad incrementare la resilienza delle infrastrutture dei vari territori (es. la progettualità inerente il raddoppio dell'acquedotto del Peschiera- Le Capore). La parte residuale dei rischi da eventi naturali viene trasferita tramite il programma assicurativo di Gruppo cui si è fatto cenno nelle pagine precedenti.
L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.
Nel mese di novembre 2022 si è svolta a Sharm el-Sheikh la COP27. I negoziati hanno seguito linee d'azione relative a cinque tematiche: la decarbonizzazione, l'adattamento climatico, la natura, il cibo e l'acqua. La Conferenza si è conclusa con l'emanazione del Sharm el-Sheikh Implementation Plan. Tale accordo mantiene quanto ratificato nel Glasgow Climate Pact (COP26) che prevede l'impegno dei Paesi firmatari nel mantenere la temperatura globale al di sotto di 1,5°C di aumento rispetto ai livelli preindustriali ed evidenzia la necessità della transizione verso un sistema basato su fonti rinnovabili e riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili. Vengono incoraggiati gli sforzi per eliminare gradualmente il carbone, favorendo le fonti a basse emissioni e promuovendo l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. A livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC), i Paesi che non hanno ancora presentato i loro impegni nella decarbonizzazione, sono invitati a farlo, mentre quelli che lo hanno già fatto sono invitati ad aggiornarli entro il 2023. La principale novità riguarda l'introduzione del principio "loss and damage", attraverso il quale è previsto il riconoscimento di indennizzi ai Paesi in via di sviluppo più vulnerabili per i danni climatici subìti. Il principio verrà attuato tramite la costituzione di un apposito Fondo.
Per quanto concerne il tema emissioni di gas climalteranti, anche nel 2022 Acea ha partecipato al Carbon Disclosure Project – CDP, ricevendo una valutazione pari a B, che posiziona l'Azienda in classe Management. Nel 2022 Acea, oltre ad aver pubblicato la sua prima Informativa climatica 2021, secondo le raccomandazioni TCFD, ha portato avanti un nuovo progetto volto ad arricchire l'identificazione dei rischi e le analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo. Tale importante risultato ha stimolato ulteriormente il Gruppo Acea nel procedere ad un progressivo allineamento alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) sulla disclosure climatica, non solo nelle metriche e nei target, ma anche nella governance e nella gestione dei rischi e opportunità, in quanto elemento utile per migliorare la sua strategia di mitigazione e adattamento agli scenari futuri.
RISCHI OPERATIVI
Rischio di compliance normativa
La natura del business espone il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.Lgs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori) oltre che al rischio di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).
Acea ha adottato uno specifico Programma di Compliance Antitrust e ha nominato il Referente Antitrust di Holding. Il Programma si pone come obiettivo principale il rafforzamento dei presidi interni volti a prevenire la violazione della normativa, attraverso l'implementazione di strumenti normativi ed organizzativi, oltre che attraverso una più capillare diffusione della cultura del rispetto dei principi di leale concorrenza e dei diritti dei consumatori. Le principali Società del Gruppo hanno adottato il Programma di Compliance Antitrust in linea con le indicazioni della Holding ed istituito strutture organizzative in cui sono stati individuati i Referenti Antitrust di Società, con il compito di curare le attività di adeguamento del Programma alle singole realtà societarie e di sovrintendere alla sua implementazione e manutenzione.
Tra i rischi normativi sono inoltre comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.
A seguito dell'introduzione di alcuni delitti che sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il Gruppo Acea ha avviato il progressivo aggiornamento dei rispettivi modelli organizzativi delle società, a partire da quello di ACEA SpA. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche per l'aggiornamento del Modello alla legge di conversione del D.L. n. 124/2019 del 17 dicembre 2019, entrata in vigore il 25 dicembre 2019, che ha introdotto tra i reati presupposto ex D.Lgs. 231/01 alcuni delitti tributari, e al D. Lgs 75 del 14 luglio 2020 di recepimento della cd. Direttiva PIF.
Nell'ambito della più generale Procedura di Gruppo in materia di Whistleblowing, volta a regolare il sistema attraverso cui chiunque può effettuare segnalazioni di carattere volontario e discrezionale, garantendo la riservatezza dell'identità del segnalante e preservandolo, quindi, da qualsiasi ritorsione, è stata aggiornata la disciplina delle Segnalazioni afferenti a condotte illegittime anche ai sensi del D.Lgs. 231/01 e/o violazioni del Modello 231, ampliando i possibili canali di comunicazione anche attraverso una specifica piattaforma informatica, accessibile da parte di tutti (dipendenti, terzi, ecc.) sul sito Internet di ogni Società del Gruppo e da parte dei dipendenti delle Società italiane del Gruppo con accesso dedicato sulle Intranet aziendali.
Si informa che talune società consolidate (areti, ACEA Ato2, Acea Elabori e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di sicurezza e/o ambiente. Si registrano anche contestazioni per reati societari relativi alla sola ACEA Ato5 interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare,
relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Nel corso del 2020 è stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415 bis.
Ad esito dell'udienza del 10 febbraio 2023, il GUP del Tribunale di Frosinone, in accoglimento delle istanze della Società, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti degli amministratori di ACEA Ato5 perché il fatto non sussiste per i reati di:
- Frode nelle pubbliche forniture (tariffe servizio idrico);
- Impedimento delle gare ad evidenza pubblica Turbata libertà nella scelta del contraente;
- Peculato.
Il GUP ha altresì dichiarato la propria incompetenza per territorio rimandando al Tribunale di Roma in merito ai reati di:
- Falso in bilancio;
- Ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità;
- Reati tributari in materia di imposta sui redditi.
Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.
Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR.
Il programma di adeguamento svolto dal Gruppo Acea ha consentito di definire e realizzare un Modello di Governance Privacy valevole per il Gruppo, prendendo come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi core caratteristici per ambito di business. È stato esteso alle Società il programma di formazione on line, tramite piattaforma e-learning, inteso a fornire il primo layer di adempimento all'obbligo in capo ai Titolari di istruire gli addetti al trattamento dei dati, a cui sono state associate iniziative formative su singoli processi di ambito societario come anche un particolare focus sui processi a valenza trasversale, (HR, Legal, ecc.).
Sono stati avviati tavoli di lavoro societari per customizzare il Modello di gruppo nelle singole realtà, con effetti sull'implementazione e/o il fine tuning di processi ad elevato impatto privacy, nell'ambito dei quali si sono svolte anche iniziative di testing delle soluzioni di compliance già adottate.
Area Commerciale e Trading
Con riferimento all'area Commerciale e Trading, le società dell'area nello svolgimento delle loro attività di vendita sul mercato libero elettrico e gas, risultano pienamente esposte al rischio derivante dalla concorrenza. In particolare, si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti alla progressiva concentrazione del mercato elettrico e gas, ossia la riduzione del numero dei competitor e l'incremento delle rispettive quote di mercato, che penalizzerebbe il posizionamento delle società di vendita sul mercato (quota di mercato troppo bassa a parità di clienti), in caso di mancato allineamento al trend di crescita dimensionale dei principali competitor. Le società dell'Area risultano, altresì, esposte al rischio di potenziali impatti economico-finanziari dovuti ad una eventuale parziale efficacia delle iniziative commerciali, finalizzate a consolidare ed incrementare la customer base e la marginalità delle società.
Inoltre, con riferimento alla commodity si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti all'impatto di mutamenti del contesto macroeconomico, ivi compresi quelli dipendenti dal conflitto Russia-Ucraina o a fenomeni meteorologi estremi e anomali che si stanno osservando nel periodo recente, che porterebbe, nel primo caso, a fenomeni di estrema volatilità dei prezzi delle commodities, con conseguenze negative sulle dinamiche commerciali e di approvvigionamento, nel secondo caso, ad inattese variazioni rilevanti dei consumi di energia elettrica e gas naturale da parte dei clienti.
Relativamente al Servizio elettrico di maggior Tutela (SMT), si rileva il rischio connesso all'evoluzione della normativa di riferimento, che potrebbe avere un impatto rilevante sulla crescita della customer base, dovuto alla posizione di svantaggio rispetto agli altri operatori che operano esclusivamente nel mercato libero, in quanto, seppure negli ultimi anni si è rilevata una crescita considerevole dei propri clienti serviti nel mercato libero, il SMT rappresenta ancora il 40% della customer base delle società del Gruppo. Questa situazione rischia di penalizzare Acea Energia per: (i) l'impossibilità ad effettuare qualsivoglia azione commerciale sui clienti del SMT; (ii) la dipendenza da tariffe regolamentate di ricavi e margini del SMT; (iii) l'esposizione di una quota rilevante della propria customer base agli impatti delle politiche che saranno adottate in vista del superamento del SMT (c.d. Aste delle tutele graduali).
Nell'attività operativa di Acea Energia che, in quanto società di vendita, costituisce il single point of contact per i clienti finali, sia per il mercato libero elettrico e gas che per il Servizio elettrico di maggior Tutela, rileva il rischio legato all'eventualità che si registrino livelli inadeguati di performance dei Distributori, con conseguenti impatti sulla società di vendita.
Al fine di garantire il successo delle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale, le Società dell'Area hanno avviato dei progetti di change management, mitigando i rischi connessi al mancato coinvolgimento di tutto il personale (staff e di linea, manager e non).
Le società dell'Area presentano inoltre rischi tipici del "business" derivanti da una gestione efficiente ed efficace dei processi di fatturazione e recupero del credito, laddove essa risulta influenzata da una performance non pienamente adeguata da parte dei distributori di energia elettrica e gas.
Per quanto attiene il rischio di prezzo commodity e gli strumenti di controllo adottati, si rimanda ai successivi rischi di natura finanziaria.
Infrastrutture Energetiche
areti, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea S.p.A. nella gestione del processo e degli strumenti del sistema di Enterprise Risk Management implementati nel Gruppo societario, conduce periodicamente e in modalità
strutturata un'attività di identificazione e valutazione dei principali rischi che possono impattare in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business derivanti dai piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità.
Al riguardo, in osservanza a quanto previsto dal Sistema Normativo di Gruppo, la società ha approvato nel CdA del 10 maggio 2022, la "LG_RM01_v.2.0 QASE" - Linea Guida di Governance Enterprise Risk Management di Gruppo" approvata dal CdA di Acea il 14 marzo 2022, che disciplina i ruoli, le responsabilità dei soggetti coinvolti e le attività di controllo relative all'Enterprise Risk Management (ERM).
Nel corso del mese di gennaio si è conclusa la redazione del Programma ERM 2023, che ha portato all'identificazione di uno scenario di rischio elevato, associato al concretizzarsi delle minacce cyber che espongono i sistemi OT della Società alla compromissione di disponibilità, integrità e confidenzialità dei dati nell'ambito del perimetro dei sistemi ICS (Industrial Control System) con danni potenziali in termini di business interruption (per alterazione\indisponibilità di processi tecnici o amministrativi), data/infrastructure impairment (alterazione di infrastrutture logiche o fisiche) e mancata compliance normativa (e.g. GDPR - General Data Protection regulation, NIS - Network and Information Security, Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica).
areti ha già adottato misure preventive e sta operando per implementare ulteriori azioni di contrasto in linea con le migliori tecnologie disponibili sul mercato e in ottemperanza ai disposti legislativi vigenti.
Area Generazione
I principali rischi operativi connessi all'attività delle società dell'Area possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, adeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi informativi e da eventi esogeni.
La principale società dell'Area, Acea Produzione, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio della propria attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi), polizza infortuni dipendenti nonché da ultimo, a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19, ad attivare una copertura assicurativa specifica e dedicata.
Acea Produzione pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti, attraverso docenze in presenza aule virtuali e moduli e-learning, al fine di responsabilizzare gli operatori di campo e tutto il management aziendale a lavorare in sicurezza, nel rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi, con adeguatezza etica ed in termini di eco-sostenibilità.
Acea Produzione sviluppa e definisce, altresì, procedure organizzative interne finalizzate alla descrizione delle attività e dei processi aziendali dei siti produttivi/unità operative ove risultano specificate le matrici di responsabilità ed il contesto e la normativa applicabile di riferimento; inoltre redige istruzioni operative proprie di campo dirette alla rappresentazione delle modalità esecutive degli interventi manutentivi ricorrenti, dove risultano messe in relazione le specifiche tecniche di esercizio con le condotte di sicurezza da impiegare nell'operatività.
Quanto sopra indicato si concretizza anche attraverso l'attuazione di un Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza (di seguito SISTEMA), adottato dalla Società ai sensi delle norme ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018, certificato da Ente esterno di controllo accreditato. È stata avviata l'estensione del suddetto SISTEMA alla norma ISO9001:2015 per processi aziendali specifici (distribuzione e vendita del vettore "energia termica"), attraverso il conseguimento dello STAGE 1 di riferimento, che andrà a concludersi nel I semestre 2023, per poi estendersi come certificazione al restante campo di applicazione della Società entro dicembre 2023. L'indirizzo del SISTEMA, quale strumento funzionale a:
- alla tutale della saluta e sicurezza nei luoghi di lavoro e lungo la catena dei fornitori;
- alla salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità degli ecosistemi di interesse;
- all'uso cosciente e razionali delle fonti energetiche e delle materie prime;
- alla promozione della cultura della qualità e del risparmio energetico;
- al conseguimento della soddisfazione del cliente;
- al dialogo continuo e proattivo con le altre parti interessate.
Quanto trova puntuale espressione nella Politica di SISTEMA dichiarata e adottata da Acea Produzione.
Acea Ambiente
Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).
Gli impianti di Orvieto, e più recentemente Aprilia e Monterotondo, hanno completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio, mentre gli impianti di Sabaudia e di Chiusi sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione, in corso di autorizzazione (quanto al primo) ovvero appena autorizzati (limitatamente al secondo).
Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime incentivato e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative. Ciò,sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.
I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.
Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.
Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.
Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.
Rischi di Information Technology
Acea ha intrapreso ormai da anni un percorso di sviluppo centrato sull'impiego delle nuove tecnologie come elemento propulsore di efficienza operativa, sicurezza e resilienza dei propri asset industriali. I principali processi aziendali sono ormai tutti supportati dall'utilizzo di avanzati sistemi informativi, implementati e gestiti dai presidi centralizzati di Gruppo in logica di supporto alle operations delle diverse realtà aziendali. In tal senso il Gruppo è quindi esposto ai rischi di adeguatezza dell'infrastruttura informatica alle esigenze attuali o prospettiche dei vari business oltre che ai rischi di accesso non autorizzato, con o senza dolo, e comunque non appropriato o rispettoso delle normative vigenti, dei dati trattati tramite procedure informatiche. Acea gestisce tali rischi con massima attenzione, tramite specifiche strutture organizzative di compliance aziendale, coordinate da presidi specialistici di Gruppo.
Per quanto attiene la sicurezza informatica di sistemi, infrastrutture, reti ed altri dispositivi elettronici nell'ambito del servizi erogati o dalle rispettive Società del Gruppo, gli attuali presidi procedurali e tecnologici delle Società stesse stanno attuando tutte le azioni necessarie per allineare la propria postura di cyber security ai principali standard nazionali ed internazionali di settore, al fine di innalzare la propria resilienza ai fenomeni di questa natura, possibili ripercussioni in termini di business interruption e non compliance normativa. Sono state implementate misure tecnologiche ed organizzative con l'obiettivo di:
- gestire le minacce a cui sono esposti l'infrastruttura di rete e i sistemi informativi dell'organizzazione, al fine di assicurare un livello di sicurezza adeguato al rischio esistente;
- prevenire gli incidenti e minimizzarne l'impatto sulla sicurezza della rete e dei sistemi informativi usati per la fornitura di servizi, in modo da assicurarne la continuità.
A tal proposito si informa che in data 2 febbraio 2023, Acea è stata vittima di un attacco hacker di tipo Ransomware, che ha impattato tutti i servizi IT Corporate. I servizi essenziali (quali la distribuzione di energia elettrica ed acqua) non sono stati impattati; con riferimento alle Postazioni di Lavoro, è stata rilevata una compromissione limitata a poche unità, grazie alla tecnologia anti-malware attiva. Parallelamente alle attività di analisi, sono state rafforzate le misure di sicurezza in essere ed avviate le attività di recovery, tra cui il ripristino dei backup integri, che hanno portato gradualmente al ripristino delle funzionalità di tutti i sistemi / servizi. L'evento ha comportato la compromissione (cifratura) del repository dei dati non strutturati della società con impatto sulla disponibilità. Contestualmente alle analisi interne, è stata avviata – ed è ancora in corso - un'indagine della Procura di Roma, a mezzo organi di PG – CNAIPIC Polizia Postale per analizzare l'incidente. L'incidente ha visto anche la successiva pubblicazione online di cartelle e file aziendali illegalmente estratti durante l'attacco; poiché tra questi vi era la presenza di dati personali è stata avviata la procedura di Data Breach aziendale, con la conseguente comunicazione al Garante per la Protezione dei Dati Personali (di seguito anche "GPDP"), che ha avviato un iter di indagine ispettiva attualmente ancora in corso, consistente nella richiesta di informazioni e documentazione inerente alle notifiche effettuate. Acea ha prontamente attivato tutte le procedure necessarie a rispettare la normativa sulla Privacy; in particolare, è stata presentata una notifica preliminare al GPDP entro il termine di legge delle 72 ore dalla rilevazione dell'incidente, quindi, successivamente, due notifiche integrative più una terza il 21 aprile u.s. a chiusura del processo di notifica, con le quali è stata data evidenza delle risultanze delle analisi di volta in volta effettuate.
Tanto premesso, tenuto conto del fatto che l'attività ispettiva non è ancora conclusa, tenuto presente inoltre che è nella facoltà del Garante poter approfondire ulteriormente attraverso altre richieste ed accertamenti istruttori, si deve rilevare che allo stato non è possibile prevedere, sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, l'adozione di alcun tipo di provvedimento sanzionatorio da parte dell'Autorità, né il relativo ammontare, come da comunicazione resa su richiesta di ACEA da un soggetto terzo.
L'evento non ha determinato rettifiche ai dati e alle informazioni fornite per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2023 del Gruppo Acea.
RISCHIO MERCATO
Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.
Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.
Rischio Commodity
In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:
- Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
- Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.
Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Funzione Finanza nell'ambito della Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia, verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi de Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea, le "Linee Guida per la Gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine" di Acea approvate dal CdA il 14 marzo 2022 e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners. In particolare:
- annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
- giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.
La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.
I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:
- minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
- garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging;
- ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.
La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:
- proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
- identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
- ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.
L'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine è finalizzata a soddisfare il fabbisogno atteso derivante dai contratti di vendita di energia elettrica e gas ai clienti finali.
La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo. In merito agli impegni assunti dal Gruppo Acea al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.
La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:
- registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per finalità dell'attività (Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo Acea) e commodity (ad esempio: Energia Elettrica, Gas, EUA);
- controllo quotidiano del rispetto dei limiti applicabili ai vari Commodity Book.
L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.
Rischio tasso di interesse
L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.
L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.
In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.
Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.
Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.
Rischio cambio
Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.
Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency swap descritto a proposito del rischio tasso di interesse.
Rischio liquidità
Nell'ambito della policy del Gruppo, l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità per Acea e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità e di affidamenti adeguato ai fabbisogni finanziari nel breve – medio termine, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito, anche tenendo conto degli sfidanti obiettivi previsti dal Piano Industriale in termini di sviluppo di nuove iniziative di M&A. Tra i vari fattori di incertezza fronteggiati dal Gruppo vanno infatti annoverati i potenziali impatti economico/finanziari e reputazionali connessi con il closing ovvero il mancato closing delle citate operazioni. Il Gruppo Acea ha quindi adottato, a fronte di tali rischi, un articolato e strutturato processo di valutazione, effettuato in stretto coordinamento tra le aziende e i presidi organizzativi della Capogruppo delle singole tipologie di rischio.
Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate implementati a livello delle singole Società sotto il coordinamento di un apposito presidio di Gruppo, finalizzati ad ottimizzare la gestione delle coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.
Rischio di credito
Il rischio di credito è connesso all'eventualità che una controparte commerciale sia inadempiente, ovvero non onori il proprio impegno nei modi e tempi previsti contrattualmente. Tale tipologia di rischio viene gestita dal Gruppo Acea attraverso apposite procedure, redatte in coerenza con la Credit Policy di Gruppo e con opportune azioni di mitigazione.
Il sistema di Credit Check, operativo sui mercati non regolamentati da diversi anni e con il quale vengono sottoposti a verifica attraverso "scorecard" personalizzate tutti i nuovi clienti mass market e small business, è integrato con il sistema di gestione utenze.
Le "scorecard" e le regole di accettazione, aggiornate nel 2022, continuano ad essere in produzione nel primo semestre 2023, con ulteriori affinamenti individuati a seguito di analisi di backtesting.
La valutazione dei clienti Large Business è gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.
La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi, in funzione delle relative abitudini di pagamento (scorecard andamentali) e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati.
Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti sono coordinate dall'unità Credito Corporate di Acea che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.
L'attività di gestione massiva dei crediti attivi e dei crediti cessati di importo contenuto è svolta dalle società operative, lasciando alla Holding, oltre alla gestione dei clienti cessati di importo rilevante, l'attività di smaltimento di crediti non-performing mediante operazioni di dismissione. Per effetto di tali interventi, il Gruppo ACEA negli ultimi anni ha significativamente migliorato la propria capacità di incasso, sia con riferimento al business di vendita di energia elettrica che a quello di somministrazione idrica.
Lo scenario economico di riferimento del primo semestre 2023 è stato caratterizzato da un lato dalla riduzione del prezzo dell'energia rispetto ai valori massimi rilevati nel 2022 per effetto dell'energy crunch, dall'altro dal significativo aumento dei tassi di interesse e dal perdurare di pressioni inflazionistiche.
Il combinato disposto dei fenomeni sopra riportati non ha avuto effetti significativi sulla capacità di incasso delle principali società del gruppo che si è mantenuta elevata e tale da non evidenziare particolari criticità.
Nell'ambito della determinazione di tale valore, sono stati sostanzialmente confermati i criteri di valutazione e gli "stress di scenario" applicati nel calcolo del fondo svalutazione crediti di dicembre 2022, derivanti dall'adozione di "modelli satellite" e previsioni macroeconomiche fornite da un primario information provider e finalizzati ad anticipare potenziali futuri deterioramenti della qualità del portafoglio crediti.
In coerenza con quanto sopra riportato, il livello di attenzione sul rischio di credito di Gruppo permane elevato e si concretizza attraverso un costante monitoraggio della capacità di incasso e l'attività di gruppi di lavoro volta ad assicurare la massima efficacia delle azioni di prevenzione e mitigazione degli insoluti.
Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tale strategia espone il Gruppo ai rischi sottesi alla chiusura o mancata chiusura delle citate operazioni e, d'altronde, consente l'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo trasferiti tutti i rischi e i benefici ad essi connessi.
I crediti commerciali sono esposti in bilancio al netto delle eventuali svalutazioni; si ritiene che il valore riportato esprima la corretta rappresentazione del valore di presunto realizzo del monte crediti commerciali.
Rischi connessi al rating
La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.
Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.
L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.
| Società M/L Termine |
Breve Termine | Outlook | Data | |
|---|---|---|---|---|
| Fitch | BBB+ | F2 | Negativo | 15/03/2023 |
| Moody's | Baa2 | Na | Negativo | 09/08/2022 |
Evoluzione prevedibile della gestione
Il primo semestre 2023 mantiene il trend positivo registrato nel corso degli ultimi sei mesi dell'anno precedente evidenziando un margine operativo lordo adjusted consolidato ed una generazione di flussi di cassa operativi positivi in crescita rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.
In un contesto che rimane complesso, a causa delle turbolenze geopolitiche in est Europa e dei loro effetti sul fronte economico e sociale, il Gruppo continuerà nei prossimi mesi la sua strategia di focalizzazione per lo sviluppo di infrastrutture sostenibili in contesti regolati, con l'obiettivo di mantenere solidità della struttura finanziaria e di continuare a generare un impatto positivo sulle performance operative ed economiche.
Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato del Gruppo Acea al 30 giugno 2023
Forma e struttura
Informazioni generali
La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 giugno 2023 del Gruppo ACEA è stata approvata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 25 luglio 2023, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo ACEA è una società per azioni italiana, con sede a Roma, Piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano. I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.
Conformità agli IAS/IFRS
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata, redatta su base consolidata, è predisposta in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.
I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".
Basi di presentazione
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è costituita dal Prospetto di Conto Economico Consolidato, dal Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di Conto Economico Consolidato è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario Consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto.
La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è redatta sul presupposto della continuità aziendale e non sussistono significative incertezze (come definite dal paragrafo 25 del Principio IAS 1) sulla continuità aziendale.
La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è redatta in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.
I dati della presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono comparabili con i dati dell'esercizio precedente.
Definizione degli indicatori alternativi di performance
In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.
Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:
- il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
- l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
- la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti
(crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
- il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
- il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
Uso di stime e assunzioni
La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi (compresa la stima del VRG), dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.
I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto Economico.
Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.
Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.
Effetti della stagionalità delle operazioni
Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo ACEA non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.
Criteri, procedure e area di consolidamento
Criteri di consolidamento
Società controllate
L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.
Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.
Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.
L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.
Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.
Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.
Imprese a controllo congiunto
Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.
Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo.
Al fine di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.
Società collegate
Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.
Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.
Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.
Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.
Procedure di consolidamento
Procedura generale
I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.
Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.
Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.
La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.
Aggregazioni di imprese
L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.
Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.
Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.
Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dall'IFRS9, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.
I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico.
Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.
Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.
Si specifica che il processo di allocazione del prezzo viene provvisoriamente allocato alle attività e passività e definitivamente contabilizzato entro i 12 mesi dalla data di acquisizione come previsto dal principio contabile internazionale IFRS3.
Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo
Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come Business Combinations of entities under common control. Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS3, né tantomeno sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta a applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione (ovvero della società venditrice) prima dell'operazione o, alternativamente, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con particolare riferimento alle operazioni di cui sopra, relative alla cessione di un business, il trattamento della differenza tra il corrispettivo definito contrattualmente e i valori contabili del business trasferito è differenziato in funzione dei rapporti partecipativi tra i soggetti coinvolti nell'operazione di trasferimento. Relativamente ai conferimenti di business under common control, invece, indipendentemente dal rapporto
partecipativo preesistente, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima. Tale trattamento contabile fa riferimento a quanto proposto da Assirevi negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n. 1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso nel mese di ottobre 2016.
Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)
Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.
Trattamento delle opzioni put su azioni di imprese controllate
Secondo le disposizioni stabilite dal principio IAS 32, paragrafo 23, un contratto che contiene un'obbligazione per un'entità di acquisire azioni per cassa o a fronte di altre attività finanziarie, dà luogo a una passività finanziaria per il valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione. Pertanto, qualora l'entità non abbia il diritto incondizionato di evitare la consegna di cassa o di altri strumenti finanziari al momento dell'eventuale esercizio di una opzione put su azioni d'imprese controllate, si deve procedere all'iscrizione del debito; tutte le successive variazioni sono imputate a Conto economico. Il medesimo trattamento contabile è applicabile quand'anche oltre a una opzione put, vi sia la contestuale presenza di una simmetrica opzione call, c.d. symmetrical put and call options related to noncontrolling interest. Il Gruppo considera già acquisite, le azioni oggetto di opzioni put (ovvero di put e call incrociate), nei casi in cui non restino in capo ai soci terzi, i benefici economici e i rischi connessi alla actual ownership delle azioni; pertanto, in tali circostanze, non procede alla rilevazione delle interessenze di terzi azionisti nel bilancio consolidato.
Consolidamento d'imprese estere
I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.
Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo, del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:
- senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
- senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.
Area di consolidamento
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre, sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.
Rispetto al 30 giugno 2022 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:
- in data 8 febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici;
- alla fine del mese di marzo 2022, Acea ha finalizzato la cessione della holding fotovoltaica (Acea Sun Capital) al fondo britannico di investimento Equitix, il cui accordo per la cessione degli asset era stato siglato il 24 dicembre 2021. Con il closing dell'operazione, la società di nuova costituzione AE Sun Capital S.r.l., partecipata al 60% da Equitix e al 40% da Acea Produzione, ha acquisito da Acea Produzione la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete;
- in data 1° aprile 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Adistribuzionegas del 30% di Romeo Gas nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale;
- in data 23 maggio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto dell'ulteriore 20% delle quote di Cavallari, portando così la quota di possesso all'80%;
-
in data 30 giugno 2022 è stato sottoscritto l'acquisto, da parte di Acea Ambiente, del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda risulta così composto: (i) una discarica denominata "Grasciano1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; (ii) una discarica denominata "Grasciano2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 Mc e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di 246.000 Mc; (iii) un impianto di riciclaggio e compostaggio e una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata;
-
in data 29 luglio 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Solar di 17 società veicolo nella regione Basilicata (Gruppo Marmaria) ciascuna titolare di progetti di sviluppo di impianti fotovoltaici a terra monoassiali. La potenza complessiva è stimata in 338 MWp, con annessi sistemi di accumulo per una potenza pari a 170 MWp;
- in data 1° settembre 2022 sono state costituite Acea Renewable 2 S.r.l. e Fergas Solar 2 S.r.l. le cui quote sono interamente detenute da Acea Solar al fine di concludere il conferimento di asset fotovoltaici per gli impianti realizzati su area industriale e agricola. La costituzione delle due società rientra nella definizione del progetto di deconsolidamento del perimetro fotovoltaico iniziato in data 22 marzo 2022 e che prevederà un secondo closing avente oggetto la cessione di impianti che risulteranno connessi ed in esercizio alla data dell'operazione;
- in data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas S.p.A. attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzione Gas. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria che garantisca una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas;
- in data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi S.r.l., società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie;
- in data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari S.r.l., del 100% delle quote di Italmacero S.r.l., società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi;
- in data 22 novembre 2022 è stata perfezionata l'operazione di fusione inversa per incorporazione di AE Sun Capital nella società controllata Acea Sun Capital. L'operazione di fusione si colloca nell'ambito di un'operazione di investimento nel settore delle energie rinnovabili ed è stata effettuata al fine di conseguire vantaggi derivanti dall'unificazione dei processi, delle strutture, dal conseguimento di sinergie ed economie di scala e da un efficientamento dei costi;
- in data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni già citata negli eventi 2023;
- in data 19 dicembre 2022 è stata costituita DROPMI S.r.l., la cui attività ha per oggetto la ricerca e l'ingegnerizzazione di misuratori idrici evoluti il cui funzionamento e il relativo monitoraggio può essere gestito da remoto, nonché lo sviluppo di smart water solutions per il mercato nazionale e internazionale.
Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento
Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.
Criteri di valutazione e principi contabili
Criteri di valutazione
I principi contabili e i criteri di rilevazione e valutazione adottati per la presentazione della Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono quelli adottati per la redazione del Bilancio Consolidato 2022, al quale si fa rinvio per la descrizione di quelli più significativi.
Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2023
"Amendments to IFRS 17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS 17 and IFRS 9 – Comparative Information"
Emesso in data 9 dicembre 2021, consente di utilizzare l'opzione di transizione relativamente alle informazioni comparative delle attività finanziarie in sede di prima applicazione dell'IFRS17. L'opzione consente alle entità di riclassificare nelle informazioni comparative e singolarmente, tutti gli strumenti finanziari rientranti nell'ambito di applicazione del principio al fine di evitare accounting mismatch rispetto alla classificazione prevista dal principio contabile internazionale IFRS9. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.
"Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction"
Emesso in data 7 maggio 2021, ha lo scopo di rendere omogenee le modalità con cui le entità contabilizzano le imposte differite su operazioni come leasing e i costi di smantellamento. La principale novità riguarda l'introduzione di un'eccezione all'esenzione per la rilevazione iniziale (IRE) della fiscalità differita per le attività e per le passività prevista dallo IAS 12. Nello specifico l'eccezione prevede la non applicabilità dell'esenzione dello IAS 12 per la rilevazione iniziale di tutte quelle operazioni che originano differenze temporanee uguali o oggetto di compensazione. Limitando l'esenzione alla sola rilevazione iniziale, l'impatto sarà di un progressivo miglioramento e comparabilità delle informazioni a beneficio degli utilizzatori del bilancio con riferimento agli impatti fiscali delle operazioni di leasing e ai costi di smantellamento. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.
"Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2 - Disclosure of Accounting Policies"
Emesso in data 12 febbraio 2021, richiede alle società di fornire le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati e suggerisce di evitare o limitare le informazioni non necessarie. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.
"Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates"
Emesso in data 12 febbraio 2021, chiarisce, anche attraverso alcuni esempi, la distinzione tra cambiamenti di stima e cambiamenti di principi contabili. La distinzione è rilevante in quanto i cambiamenti di stima sono applicati prospetticamente a transazioni ed eventi futuri, mentre i cambiamenti di principi contabili sono generalmente applicati in via retroattiva. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023, è consentita un'applicazione anticipata.
"IFRS 17 Insurance Contracts"
In data 25 giugno 2020, lo IASB ha emesso l'IFRS 17 "Insurance Contracts" che definisce l'accounting dei contratti assicurativi emessi e dei contratti di riassicurazione posseduti. Le disposizioni dell'IFRS 17 che stabiliscono i criteri di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa dei contratti assicurativi, superano quelle attualmente previste dall'IFRS 4 "Contratti assicurativi" e hanno come obiettivo quello di garantire agli utilizzatori del bilancio di valutare l'effetto che tali contratti hanno sulla posizione finanziaria, sui risultati e sui flussi finanziari delle compagnie. L'applicazione del principio è prevista per gli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio 2023 e non adottati in via anticipata dal Gruppo
"Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current"
Emesso in data 23 gennaio 2020, fornisce chiarimenti in materia di classificazione delle passività come correnti o non correnti. Le modifiche allo IAS 1 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2024.
"Amendments to IFRS 16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback"
Emesso in data 22 settembre 2022, ha lo scopo di chiarire l'impatto che un'operazione di vendita o retrolocazione potrebbe avere su una passività finanziaria che prevede pagamenti variabili non correlati a indici o tassi. La principale novità nella valutazione successiva della passività finanziaria riguarda la determinazione dei "lease payments" e dei "revised lease payments" in modo che, a seguito di un'operazione di leaseback il venditore-locatario non rilevi alcun utile o perdita relativo al diritto d'uso che detiene. La modifica ha come finalità quella di evitare la contabilizzazione di utili e perdite, relative al diritto d'uso iscritto, a seguito di eventi che comportano una rimisurazione del debito (per esempio modifica del contratto di locazione o della sua durata). Eventuali utili e perdite derivati dall'estinzione parziale o totale di un contratto di locazione continuano a essere rilevati per la parte di diritto d'uso cessato. Le modifiche sono applicabili dal 1° gennaio 2024 con possibilità di applicazione anticipata.
Prospetto di Conto Economico Consolidato
| € migliaia | 30/06/2023 | Di cui parti correlate |
30/06/2022 | Di cui parti correlate |
Variazione | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Ricavi da vendita e prestazioni | 2.219.783 | 2.256.818 | (37.035) | ||
| 2 | Altri ricavi e proventi | 76.387 | 90.846 | (14.459) | ||
| Ricavi Netti Consolidati | 2.296.170 | 85.340 | 2.347.664 | 61.354 | (51.494) | |
| 3 | Costo del lavoro | 174.787 | 152.687 | 22.101 | ||
| 4 | Costi esterni | 1.464.003 | 1.528.511 | (64.508) | ||
| Costi Operativi Consolidati | 1.638.790 | 30.455 | 1.681.197 | 33.600 | (42.407) | |
| 5 | Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0 | 0 | 0 | ||
| 6 | Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria | 13.002 | 16.020 | (3.018) | ||
| Margine Operativo Lordo | 670.381 | 54.885 | 682.487 | 27.754 | (12.105) | |
| 7 | Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali | 43.865 | 42.940 | 926 | ||
| 8 | Ammortamenti e Accantonamenti | 326.487 | 291.243 | 35.244 | ||
| Risultato Operativo | 300.029 | 54.885 | 348.304 | 27.754 | (48.274) | |
| 9 | Proventi finanziari | 18.174 | 2.428 | 6.104 | 757 | 12.071 |
| 10 | Oneri finanziari | (85.563) | 0 | (49.832) | (3.135) | (35.731) |
| 11 | Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 723 | 19.122 | (18.399) | ||
| Risultato ante Imposte | 233.363 | 57.313 | 323.697 | 25.375 | (90.334) | |
| 12 | Imposte sul reddito | 71.215 | 125.655 | (54.440) | ||
| Risultato Netto | 162.148 | 57.313 | 198.041 | 25.375 | (35.894) | |
| Risultato netto Attività Discontinue | 0 | 0 | 0 | |||
| Risultato Netto | 162.148 | 57.313 | 198.041 | 25.375 | (35.894) | |
| Utile/(Perdita) di competenza di terzi | 19.696 | 15.019 | 4.677 | |||
| Risultato netto di Competenza del gruppo | 142.452 | 183.023 | (40.571) | |||
| 13 | Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della Capogruppo | |||||
| Di base | 0,66890 | 0,85940 | (0,19050) | |||
| Diluito | 0,66890 | 0,85940 | (0,19050) | |||
| Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della Capogruppo al netto delle Azioni Proprie |
||||||
| Di base | 0,67021 | 0,86109 | (0,19088) | |||
| Diluito | 0,67021 | 0,86109 | (0,19088) |
Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale
| € migliaia | II° Trim 2023 | II° Trim 2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 1.003.777 | 1.089.650 | (85.872) |
| Altri ricavi e proventi | 52.528 | 65.505 | (12.977) |
| Ricavi Netti Consolidati | 1.056.305 | 1.155.155 | (98.850) |
| Costo del lavoro | 87.873 | 77.957 | 9.917 |
| Costi Esterni | 640.694 | 721.645 | (80.951) |
| Costi Operativi Consolidati | 728.567 | 799.602 | (71.035) |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0 | 0 | 0 |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria | 6.747 | 8.732 | (1.985) |
| Margine Operativo Lordo | 334.485 | 364.285 | (29.800) |
| Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali | 20.508 | 21.071 | (563) |
| Ammortamenti e Accantonamenti | 163.740 | 148.738 | 15.002 |
| Risultato Operativo | 150.237 | 194.476 | (44.239) |
| Proventi Finanziari | 10.491 | 2.788 | 7.703 |
| Oneri Finanziari | (44.197) | (24.631) | (19.566) |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 506 | (1.625) | 2.131 |
| Risultato ante Imposte | 117.037 | 171.007 | (53.970) |
| Imposte sul reddito | 36.318 | 79.848 | (43.531) |
| Risultato Netto | 80.720 | 91.159 | (10.439) |
| Risultato netto Attività Discontinue | 0 | 0 | 0 |
| Risultato Netto | 80.720 | 91.159 | (10.439) |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 10.866 | 7.554 | 3.312 |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 69.853 | 83.605 | (13.752) |
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Risultato netto del periodo | 162.148 | 198.041 | (35.894) |
| Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri | 369 | 10.136 | (9.767) |
| Riserva Differenze Cambio | 15.407 | 12.201 | 3.207 |
| Riserva Fiscale per differenze di Cambio | (3.698) | (2.928) | (770) |
| Utili/perdite derivanti da differenza cambio | 11.710 | 9.273 | 2.437 |
| Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
(30.407) | 8.590 | (38.998) |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
8.749 | (2.001) | 10.750 |
| Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale |
(21.658) | 6.589 | (28.247) |
| Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto | (3.793) | 3.614 | (7.407) |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti |
1.115 | (1.022) | 2.137 |
| Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale |
(2.678) | 2.592 | (5.270) |
| Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale |
(12.258) | 28.589 | (40.847) |
| Totale Utile/perdita complessivo | 149.890 | 226.631 | (76.741) |
| Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a: | |||
| Gruppo | 130.663 | 206.302 | (75.638) |
| Terzi | 19.226 | 20.329 | (1.103) |
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale
| € migliaia | II° Trim 2023 | II° Trim 2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Risultato netto del periodo | 80.720 | 91.159 | (10.439) |
| Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri | 1.572 | 5.638 | (4.066) |
| Riserva Differenze Cambio | 11.770 | 7.924 | 3.846 |
| Riserva Fiscale per differenze di Cambio | (2.825) | (1.902) | (923) |
| Utili/perdite derivanti da differenza cambio | 8.945 | 6.022 | 2.923 |
| Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
(50.931) | 17.112 | (68.043) |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
14.068 | (5.384) | 19.452 |
| Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale |
(36.863) | 11.727 | (48.591) |
| Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto | (3.389) | 1.466 | (4.855) |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti |
1.007 | (526) | 1.532 |
| Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale |
(2.382) | 940 | (3.322) |
| Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale |
(28.728) | 24.327 | (53.056) |
| Totale Utile/perdita complessivo | 51.991 | 115.486 | (63.495) |
| Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a: | |||
| Gruppo | 41.075 | 105.037 | (63.962) |
| Terzi | 10.916 | 10.449 | 467 |
Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
| 30/06/2023 | di cui con parti correlate |
31/12/2022 | di cui con parti correlate |
Variazione | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 14 | Immobilizzazioni materiali | 3.220.131 | 3.144.250 | 75.881 | ||
| 15 | Investimenti immobiliari | 2.122 | 2.256 | (134) | ||
| 16 | Avviamento | 264.162 | 255.048 | 9.114 | ||
| 17 | Concessioni e diritti sull'infrastruttura | 3.625.446 | 3.470.906 | 154.540 | ||
| 18 | Immobilizzazioni immateriali | 421.852 | 420.191 | 1.661 | ||
| 19 | Diritto d'uso | 107.417 | 90.397 | 17.020 | ||
| 20 | Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate | 359.716 | 348.884 | 10.832 | ||
| 21 | Altre partecipazioni | 3.020 | 3.007 | 13 | ||
| 22 | Imposte differite attive | 209.423 | 179.823 | 29.600 | ||
| 23 | Attività finanziarie | 25.842 | 3.235 | 30.531 | 4.865 | (4.689) |
| 24 | Altre attività non correnti | 644.150 | 615.144 | 29.007 | ||
| Attività non correnti | 8.883.281 | 3.235 | 8.560.435 | 4.865 | 322.847 | |
| 25 | Rimanenze | 123.805 | 104.507 | 19.298 | ||
| 26 | Crediti Commerciali | 1.219.134 | 73.500 | 1.267.445 | 61.714 | (48.311) |
| 27 | Altre Attività Correnti | 465.755 | 458.780 | 6.976 | ||
| 28 | Attività per Imposte Correnti | 71.942 | 26.296 | 45.645 | ||
| 29 | Attività Finanziarie Correnti | 729.592 | 137.996 | 342.085 | 117.998 | 387.507 |
| 30 | Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 277.699 | 559.908 | (282.208) | ||
| Attività correnti | 2.887.928 | 211.496 | 2.759.022 | 179.712 | 128.906 | |
| 31 | Attività non correnti destinate alla vendita | 20.823 | 19.076 | 1.747 | ||
| TOTALE ATTIVITA' | 11.792.033 | 211.496 | 11.338.532 | 179.712 | 453.500 |
| 30/06/2023 | di cui con parti correlate |
31/12/2022 | di cui con parti correlate |
Variazione | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale sociale | 1.098.899 | 1.098.899 | 0 | |||
| Riserva legale | 157.838 | 147.501 | 10.337 | |||
| Altre riserve | 97.834 | 27.743 | 70.091 | |||
| Utile (perdita) relativa a esercizi precedenti | 756.387 | 737.400 | 18.986 | |||
| Utile (perdita) dell'esercizio | 142.452 | 279.725 | (137.273) | |||
| Totale Patrimonio Netto del Gruppo | 2.253.409 | 2.291.268 | (37.859) | |||
| Patrimonio Netto di Terzi | 475.729 | 463.975 | 11.754 | |||
| 32 | Totale Patrimonio Netto | 2.729.138 | 2.755.242 | (26.104) | ||
| 33 | Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti | 110.273 | 112.989 | (2.715) | ||
| 34 | Fondo rischi e oneri | 304.375 | 218.025 | 86.351 | ||
| 35 | Debiti e passività finanziarie | 5.399.686 | 4.722.263 | 677.423 | ||
| 36 | Altre passività non correnti | 440.899 | 399.628 | 41.271 | ||
| Passività non correnti | 6.255.234 | 0 | 5.452.905 | 802.329 | ||
| 37 | Debiti Finanziari | 405.885 | 156.997 | 619.418 | 108.523 | (213.532) |
| 38 | Debiti verso fornitori | 1.686.599 | 24.583 | 1.849.980 | 41.985 | (163.381) |
| 39 | Debiti Tributari | 8.574 | 26.810 | (18.236) | ||
| 40 | Altre passività correnti | 704.108 | 632.259 | 71.849 | ||
| Passività correnti | 2.805.166 | 181.580 | 3.128.466 | 150.508 | (323.300) | |
| 41 | Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
2.495 | 1.919 | 576 | ||
| TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | 11.792.033 | 181.580 | 11.338.532 | 150.508 | 453.500 |
Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato
| Rif. Nota |
€ migliaia | 30/06/2023 | Parti correlate | 30/06/2022 | Parti correlate | Variazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI ESERCIZIO | ||||||
| Utile prima delle imposte | 233.363 | 323.697 | (90.334) | |||
| 8 | Ammortamenti e riduzioni di valore | 322.750 | 285.226 | 37.524 | ||
| 6-7 | Rivalutazioni/Svalutazioni | 30.141 | 7.799 | 22.342 | ||
| 34 | Variazione fondo rischi | (4.861) | 4.997 | (9.859) | ||
| 33 | Variazione netta fondo per benefici ai dipendenti | (8.630) | (12.572) | 3.941 | ||
| Interessi finanziari netti | 67.389 | 43.729 | 23.661 | |||
| Imposte corrisposte | (57.818) | (28.786) | (29.032) | |||
| Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni | 582.333 | 0 | 624.090 | 0 | (41.756) | |
| 26-27 | Incremento/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante |
4.446 | (11.785) | (113.800) | (42.662) | 118.245 |
| 38-40 | Incremento /Decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante |
(153.494) | (17.403) | (30.644) | 28.078 | (122.850) |
| 25 | Incremento/Decremento scorte | (19.298) | (10.857) | (8.441) | ||
| Variazione del capitale circolante | (168.347) | (29.188) | (155.301) | (14.584) | (13.045) | |
| Variazione di altre attività/passività di esercizio | 110.099 | (82.816) | 193.258 | |||
| Flusso monetario da attività d'esercizio da Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
0 | 0 | 0 | |||
| TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' DI ESERCIZIO | 524.086 | (29.188) | 385.973 | (14.584) | 138.457 | |
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO | ||||||
| Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali | (171.871) | (170.101) | (1.770) | |||
| Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali | (375.811) | (300.117) | (75.694) | |||
| 20-21 | Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate | (47.814) | 106.418 | (154.232) | ||
| Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari | (383.424) | (18.368) | (114.318) | (24.799) | (269.106) | |
| Dividendi incassati | 344 | 344 | 3.381 | 3.381 | (3.381) | |
| Interessi attivi incassati | 18.174 | 7.703 | 10.471 | |||
| Flusso monetario da attività di investimento da Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
0 | 0 | 0 | |||
| TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI INVESTIMENTO | (960.403) | (18.024) | (467.034) | (21.417) | (493.713) | |
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO | ||||||
| 37 | Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo | (342.571) | (36.483) | (306.088) | ||
| 37 | Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine | 700.000 | 250.000 | 450.000 | ||
| 35 | Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari | 14.869 | 48.475 | (49.325) | 84.698 | 64.194 |
| Interessi passivi pagati | (83.396) | (51.077) | (32.319) | |||
| Pagamento dividendi | (134.793) | (134.793) | (88.282) | (88.282) | (46.511) | |
| Flusso monetario da attività di finanziamento da Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
0 | 0 | 0 | |||
| TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO |
154.109 | (86.319) | 24.834 | (3.584) | 129.275 | |
| FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO | (282.208) | (133.531) | (56.227) | (39.585) | (225.981) | |
| Disponibilità monetaria netta iniziale | 559.908 | 680.820 | (120.912) | |||
| Disponibilità monetaria da acquisizione | 0 | 1.004 | (1.004) | |||
| DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA FINALE | 277.699 | 625.596 | (347.896) | |||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
0 | 47 | (47) | |||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo Continuing Operations |
277.699 | 625.549 | (347.849) |
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato
| € migliaia | Capitale sociale |
Riserva legale |
Riserva valutazione di piani a benefici definiti per i dipendenti al netto dell'effetto fiscale |
Riserva fair value strumenti finanziari derivati al netto dell'effetto fiscale |
Riserva differenza cambio |
Altre Riserve | Utile (perdita) dell'esercizio |
Totale Patrimonio Netto del Gruppo |
Patrimonio Netto di Terzi |
Totale Patrimonio Netto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi al 1° gennaio 2023 | 1.098.899 | 147.501 | (14.329) | 44.825 | 16.592 | 718.056 | 279.725 | 2.291.268 | 463.975 | 2.755.242 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 142.452 | 142.452 | 19.696 | 162.148 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | (2.643) | (21.188) | 12.043 | 0 | 0 | (11.789) | (469) | (12.258) |
| Totale utile (perdita)complessivo | 0 | 0 | (2.643) | (21.188) | 12.043 | 0 | 142.452 | 130.663 | 19.519 | 150.182 |
| Destinazione Risultato 2022 | 0 | 10.337 | 0 | 0 | 0 | 269.388 | (279.725) | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (180.666) | 0 | (180.666) | (5.564) | (186.230) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | 45 | (68) | (2) | 0 | 0 | (25) | (1.682) | (1.707) |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | 18 | (18) | 0 | 12.169 | 0 | 12.169 | (226) | 11.942 |
| Saldi al 30 giugno 2023 | 1.098.899 | 157.838 | (16.910) | 23.551 | 28.632 | 818.947 | 142.452 | 2.253.409 | 475.729 | 2.729.138 |
| € migliaia | Capitale sociale |
Riserva legale |
Riserva valutazione di piani a benefici definiti per i dipendenti al netto dell'effetto fiscale |
Riserva fair value strumenti finanziari derivati al netto dell'effetto fiscale |
Riserva differenza cambio |
Altre Riserve | Utile (perdita) dell'esercizio |
Totale Patrimonio Netto del Gruppo |
Patrimonio Netto di Terzi |
Totale Patrimonio Netto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi al 1° gennaio 2022 | 1.098.899 | 138.649 | (18.234) | (4.754) | 2.048 | 594.055 | 313.309 | 2.123.971 | 392.449 | 2.516.420 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 183.023 | 183.023 | 15.019 | 198.041 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | 2.067 | 1.840 | 19.372 | 0 | 0 | 23.279 | 5.310 | 28.589 |
| Totale utile (perdita)complessivo | 0 | 0 | 2.067 | 1.840 | 19.372 | 0 | 183.023 | 206.302 | 20.329 | 226.631 |
| Destinazione Risultato 2021 | 0 | 8.852 | 0 | 0 | 0 | 304.457 | (313.309) | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (180.666) | 0 | (180.666) | (6.713) | (187.379) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | (1) | (596) | 1 | (854) | 0 | (1.450) | 838 | (612) |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (720) | 0 | (720) | 55 | (665) |
| Saldi al 30 giugno 2022 | 1.098.899 | 147.501 | (16.168) | (3.510) | 21.421 | 716.272 | 183.023 | 2.147.437 | 406.958 | 2.554.394 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 96.702 | 96.702 | 16.416 | 113.118 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | 1.809 | 48.335 | (4.828) | 0 | 0 | 45.316 | 3.002 | 48.318 |
| Totale utile (perdita)complessivo | 0 | 0 | 1.809 | 48.335 | (4.828) | 0 | 96.702 | 142.018 | 19.419 | 161.436 |
| Destinazione Risultato 2021 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (0) | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (5.279) | (5.279) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | 31 | 0 | (1) | (1.357) | 0 | (1.327) | 43.005 | 41.678 |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3.140 | 0 | 3.140 | (127) | 3.013 |
| Saldi al 31 dicembre 2022 | 1.098.899 | 147.501 | (14.329) | 44.825 | 16.592 | 718.056 | 279.725 | 2.291.268 | 463.975 | 2.755.242 |
Note al Conto Economico Consolidato
Ricavi netti consolidati
Al 30 giugno 2023 ammontano a € 2.296.170 mila (erano € 2.347.664 mila al 30 giugno 2022) e registrano una riduzione di € 51.494 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.219.783 | 2.256.818 | (37.035) | (1,6%) |
| Altri ricavi e proventi | 76.387 | 90.846 | (14.459) | (15,9%) |
| Ricavi Netti Consolidati | 2.296.170 | 2.347.664 | (51.494) | (2,2%) |
1. Ricavi da vendita e prestazioni – 2.219.783 mila
La voce registra complessivamente un decremento di € 37.035 mila (- 1,6%) rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente (€ 2.256.818 mila). Di seguito si riporta la composizione della voce.
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica |
1.158.383 | 1.280.841 | (122.459) | (9,6%) |
| Ricavi da vendita gas | 104.979 | 116.292 | (11.313) | (9,7%) |
| Ricavi da incentivi energia elettrica | 74 | 3.421 | (3.346) | (97,8%) |
| Ricavi da Servizio Idrico Integrato | 619.218 | 594.848 | 24.370 | 4,1% |
| Ricavi da gestioni idriche estero | 49.220 | 43.713 | 5.506 | 12,6% |
| Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica |
122.013 | 93.026 | 28.987 | 31,2% |
| Ricavi da prestazioni a clienti | 106.293 | 85.731 | 20.563 | 24,0% |
| Contributi di allacciamento | 15.795 | 15.474 | 321 | 2,1% |
| Ricavi da sviluppo sostenibile | 43.808 | 23.472 | 20.337 | 86,6% |
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.219.783 | 2.256.818 | (37.035) | (1,6%) |
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica
Ammontano al 30 giugno 2023 ad € 1.158.383 mila e possono essere rappresentati come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Generazione energia elettrica e calore | 6.541 | 7.865 | (1.324) | (16,8%) |
| Vendita energia elettrica | 873.920 | 1.088.664 | (214.744) | (19,7%) |
| Attività di trasporto e misura dell'energia | 274.078 | 178.574 | 95.504 | 53,5% |
| Cessione energia da Termovalorizzazione e Biogas |
954 | 1.667 | (713) | (42,8%) |
| Cogenerazione | 2.889 | 4.070 | (1.182) | (29,0%) |
| Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica |
1.158.383 | 1.280.841 | (122.459) | (9,6%) |
La variazione principale riguarda la vendita di energia elettrica (- € 214.744 mila) per effetto dell'incremento dei prezzi unitari registrato nel primo semestre 2022 e in parte per le minori quantità. La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 2.724 GWh con un decremento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio del 10,6%, mentre la vendita di energia elettrica sul servizio della maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 624 GWh con un decremento del 14,8% su base tendenziale.
Ricavi da vendita gas
Ammontano a € 104.979 mila e registrano una variazione in diminuzione di € 11.313 mila rispetto al 30 giugno 2022 come conseguenza in parte del rilassamento della tensione dei prezzi delle commodity e in parte per le minori quantità.
Ricavi da incentivi energia elettrica
Registrano un decremento di € 3.346 mila, rispetto al 30 giugno 2022, imputabile in gran parte ad Acea Produzione in relazione al decremento dei ricavi per Gestione Riconoscimento Incentivo (GRIN), dovuto alla diversa calendarizzazione da parte del GSE.
Ricavi da Servizio Idrico Integrato
Come anticipato nell'apposito paragrafo della Relazione sulla gestione, a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle società che gestiscono il servizio nel Lazio ed in Campania. Tali proventi ammontano complessivamente a € 619.218 mila e risultano in aumento di € 24.370 mila (+ 4,1%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (erano € 594.848 mila) in prevalenza per effetto dall'aggiornamento tariffario biennale 2022-2023 ed in misura ridotta dalla stima dei conguagli per partite passanti (energia elettrica, acqua all'ingrosso, ecc.). Si rappresenta di seguito la composizione della voce:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendite Acqua | 407.447 | 395.589 | 11.859 | 3,0% |
| Ricavi da vendite Depurazione Acque | 146.180 | 143.251 | 2.929 | 2,0% |
| Ricavi da vendite Fognatura | 58.016 | 54.799 | 3.217 | 5,9% |
| Altri ricavi | 7.575 | 1.209 | 6.366 | n.s. |
| Ricavi da Servizio Idrico Integrato | 619.218 | 594.848 | 24.370 | 4,1% |
La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e successivi aggiornamenti e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe" del presente documento.
Ricavi da gestioni idriche all'estero
Ammontano a € 49.220 mila e presentano una variazione in aumento di € 5.506 mila (erano € 43.713 mila al 30 giugno 2022). La variazione è influenzata dai maggiori volumi fatturati nonché da un incremento tariffario dovuto all'inflazione.
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica
Ammontano € 122.013 mila e risultano in aumento di € 28.987 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Di seguito la rappresentazione della voce:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da smaltimento e trasporto rifiuti | 12.961 | 7.088 | 5.873 | 82,9% |
| Ricavi da spazzamento e raccolta | 21.471 | 0 | 21.471 | n.s. |
| Ricavi da selezione e trattamento | 15.680 | 16.474 | (794) | (4,8%) |
| Ricavi da gestione e trasporto discarica | 13.620 | 16.754 | (3.134) | (18,7%) |
| Ricavi da recupero fanghi | 6.962 | 8.270 | (1.307) | (15,8%) |
| Ricavi per conferimento biomasse | 51.318 | 44.440 | 6.878 | 15,5% |
| Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica |
122.013 | 93.026 | 28.987 | 31,2% |
L'incremento registrato si deve prevalentemente alla variazione del perimetro (+ € 32.960 mila), per effetto del consolidamento di ASM Terni in relazione al servizio di spazzamento e raccolta rifiuti (+ € 21.471 mila), Tecnoservizi in relazione ai ricavi per smaltimento rifiuti e trasporti (+ € 6.069 mila) e al consolidamento del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" (+ € 5.420 mila). Compensano tali incrementi i minori ricavi di Acea Ambiente (- € 5.219 mila) attribuibili agli impianti di San Vittore, Terni, Orvieto come effetto complessivo di minori volumi di energia ceduti e minori tariffe.
Ricavi da prestazioni a clienti
Ammontano a € 106.293 mila (€ 85.731 mila al 30 giugno 2022) e si incrementano di € 20.563 mila. Si riporta di seguito la composizione della voce:
| €migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Illuminazione Pubblica Roma | 24.868 | 20.681 | 4.187 | 20,2% |
| Lavori a terzi | 43.369 | 38.773 | 4.595 | 11,9% |
| Prestazioni infragruppo | 5.366 | 3.670 | 1.696 | 46,2% |
| Fotovoltaico | 432 | 2 | 430 | n.s. |
| Ricavi GIP | 3.174 | 3.241 | (67) | (2,1%) |
| Variazione delle rimanenze | 29.085 | 19.364 | 9.721 | 50,2% |
| Ricavi da prestazioni a clienti | 106.293 | 85.731 | 20.563 | 24,0% |
L'incremento è in parte imputabile alla variazione di perimetro (+ € 2.359 mila), all'incremento delle rimanenze di SIMAM per € 4.322 mila legato a commesse pluriennali e Acea Innovation (+ € 4.536 mila) in relazione alla variazione dei lavori in corso su ordinazione sui
progetti di energy efficiency e smart services, nonché ai maggiori ricavi realizzati in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma (+ € 4.187 mila) dovuti ad attività straordinarie di manutenzione e sicurezza.
Contributi di allacciamento
Ammontano a € 15.795 mila e risultano in linea mila rispetto al 30 giugno 2022 (+ € 321 mila).
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Contributi di allaccio Idrico | 1.902 | 2.070 | (169) | (8,1%) |
| Contributi di allaccio mercato elettrico | 10.251 | 9.854 | 396 | 4,0% |
| Ricavi accessori | 3.643 | 3.550 | 93 | 2,6% |
| Contributi di allacciamento | 15.795 | 15.474 | 321 | 2,1% |
Ricavi da sviluppo sostenibile
Ammontano a € 43.808 mila in aumento di € 20.337 mila, rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, dovuto all'incremento delle vendite per l'installazione e assistenza ai clienti di attività e servizi in ambito dai progetti di energy efficiency e smart services in prevalenza imputabili ad Acea Innovation e Acea Energia.
2. Altri ricavi e proventi – € 76.387 mila
Tale voce registra un aumento di € 31.282 mila rispetto al 30 giugno 2022 (era € 156.032 mila). Nella tabella seguente viene fornita la composizione della voce:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Contributi da Enti per TEE | 2.956 | 4.606 | (1.650) | (35,8%) |
| Sopravvenienze attive | 11.481 | 8.376 | 3.105 | 37,1% |
| Altri Ricavi | 22.459 | 48.856 | (26.397) | (54,0%) |
| Rimborsi per danni, penalità, rivalse | 10.296 | 6.057 | 4.239 | 70,0% |
| Conto Energia | 1.294 | 4.830 | (3.536) | (73,2%) |
| Contributi Regionali | 13.181 | 5.795 | 7.385 | 127,4% |
| Proventi da utenze | 31 | 32 | (2) | (5,1%) |
| Personale distaccato | 507 | 257 | 250 | 97,5% |
| Proventi Immobiliari | 862 | 903 | (42) | (4,6%) |
| Margine IFRIC 12 | 11.540 | 8.817 | 2.723 | 30,9% |
| Plusvalenze da cessione beni | 90 | 109 | (19) | (17,8%) |
| Riaddebito organi per cariche sociali | 328 | 321 | 7 | 2,1% |
| Premi per continuità del servizio | 30 | 180 | (150) | (83,3%) |
| Ricavi per distacchi e riallacci | 1.333 | 1.707 | (373) | (21,9%) |
| Altri ricavi e proventi | 76.387 | 90.846 | (14.459) | (15,9%) |
La variazione è riconducibile in prevalenza ai seguenti effetti contrapposti:
- minori altri ricavi (- € 26.397 mila) dovuti in prevalenza al riconoscimento nell'esercizio 2022 della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (€ 26.937 mila) per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022);
- minori contributi conto energia (- € 3.536 mila) principalmente per effetto del deconsolidamento delle società fotovoltaiche;
- da rimborsi per danni e penalità (+ € 4.239 mila) in parte imputabili ad Acea Energia (+ € 1.826 mila) in prevalenza per l'incremento dei ricavi per indennizzi della componente Cmor sul mercato Libero;
- maggiori contributi regionali (+ € 7.385 mila) riferibili in prevalenza a Gori in relazione all'iscrizione dei contributi su OO.RR. relativi agli anni 2018-2021;
- maggior margine IFRIC12 per € 2.723 mila.
Costi operativi consolidati
Al 30 giugno 2023 i costi operativi ammontano a € 1.638.790 mila (erano € 1.681.197 mila 30 giugno 2022) e registrano un decremento pari ad € 42.407 mila (- 2,5% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio). Di seguito la composizione della voce:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro | 174.787 | 152.687 | 22.101 | 14,5% |
| Costi esterni | 1.464.003 | 1.528.511 | (64.508) | (4,2%) |
| Costi Operativi Consolidati | 1.638.790 | 1.681.197 | (42.407) | (2,5%) |
3. Costo del lavoro – € 174.787 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati | 276.021 | 250.258 | 25.763 | 10,3% |
| Costi capitalizzati | (101.234) | (97.572) | (3.662) | 3,8% |
| Costo del lavoro | 174.787 | 152.687 | 22.101 | 14,5% |
L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, si attesta a € 25.763 mila ed è influenzato in parte dalla variazione dell'area di consolidamento (+ € 12.394 mila) e per la restante parte in prevalenza per l'incremento dei salari e stipendi derivante sia dalle nuove assunzioni e stabilizzazioni eseguite nel corso del 2022 che per effetto dell'incremento delle componenti retributive e dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro. I costi capitalizzati risultano invece in lieve incremento (+ € 3.662 mila). Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza effettiva nonché quella media dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del medesimo periodo del precedente esercizio.
| Consistenza finale del periodo | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 876 | 775 | 101 | 13,0% |
| Commerciale e Trading | 459 | 450 | 9 | 2,0% |
| Estero | 2.475 | 2.455 | 20 | 0,8% |
| Idrico | 3.976 | 3.487 | 489 | 14,0% |
| Infrastrutture energetiche | 1.268 | 1.248 | 20 | 1,6% |
| Generazione | 95 | 88 | 7 | 8,0% |
| Ingegneria e servizi | 479 | 452 | 27 | 6,0% |
| Corporate | 720 | 719 | 1 | 0,1% |
| Totale | 10.348 | 9.674 | 674 | 7,0% |
| Consistenza media del periodo | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 882 | 778 | 104 | 13,4% |
| Commerciale e Trading | 459 | 437 | 22 | 5,1% |
| Estero | 2.531 | 2.376 | 155 | 6,5% |
| Idrico | 3.989 | 3.496 | 493 | 14,1% |
| Infrastrutture energetiche | 1.283 | 1.261 | 22 | 1,7% |
| Generazione | 97 | 91 | 6 | 7,0% |
| Ingegneria e servizi | 478 | 451 | 28 | 6,1% |
| Corporate | 726 | 713 | 13 | 1,8% |
| Totale | 10.444 | 9.602 | 842 | 8,8% |
4. Costi esterni – € 1.464.003 mila.
Tale voce presenta una riduzione per complessivi € 64.508 mila (- 4,2% rispetto al 30 giugno 2022).
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Energia, gas, combustibili | 990.472 | 1.124.071 | (133.598) | (11,9%) |
| Materie | 75.116 | 68.107 | 7.009 | 10,3% |
| Servizi e appalti | 306.861 | 251.407 | 55.455 | 22,1% |
| Canoni di concessione | 34.426 | 33.263 | 1.163 | 3,5% |
| Godimento beni di terzi | 24.229 | 19.419 | 4.810 | 24,8% |
| Oneri diversi di gestione | 32.898 | 32.245 | 654 | 2,0% |
| Costi esterni | 1.464.003 | 1.528.511 | (64.508) | (4,2%) |
Energia, gas e combustibili
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | |
|---|---|---|---|---|
| Acquisto e trasporto energia elettrica e gas | 987.539 | 1.121.076 | (133.537) | (11,9%) |
| Certificati bianchi | 327 | 477 | (150) | (31,4%) |
| Certificati verdi e diritti CO2 | 2.606 | 2.518 | 88 | 3,5% |
| Energia, gas, combustibili | 990.472 | 1.124.071 | (133.598) | (11,9%) |
La riduzione dei costi di acquisto e trasporto energia elettrica e gas (- € 133.537 mila), in linea con la riduzione rilevata nei ricavi risulta coerente con quanto già ampiamente descritto in relazione all'andamento dei prezzi.
Materie
I costi per materie ammontano a € 75.116 mila e rappresentano i consumi di materiali al netto dei costi destinati ad investimento come illustrato dalla tabella che segue.
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Acquisti di materiali | 96.174 | 90.922 | 5.252 | 5,8% |
| Variazione delle rimanenze | 12.707 | 9.101 | 3.605 | 39,6% |
| Costi capitalizzati | (33.764) | (31.916) | (1.848) | 5,8% |
| Materie | 75.116 | 68.107 | 7.009 | 10,3% |
L'incremento registrato dalla voce risulta influenzato in parte dalla variazione di perimetro (+ € 1.194 mila) e in parte da SIMAM (+ € 6.647 mila); compensa tale incremento la riduzione dei costi capitalizzati (- € 1.848 mila).
Servizi ed Appalti
Ammontano a € 306.861 mila e risultano aumentati complessivamente di € 55.455 mila (erano € 251.407 mila al 30 giugno 2022) e possono essere rappresentati come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Prestazioni tecniche e amministrative (comprese consulenze e collaborazioni) | 27.709 | 29.489 | (1.780) | (6,0%) |
| Lavori eseguiti in appalto | 90.356 | 46.711 | 43.645 | 93,4% |
| Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti | 66.164 | 51.093 | 15.071 | 29,5% |
| Altri servizi | 45.536 | 45.631 | (95) | (0,2%) |
| Servizi al personale | 11.286 | 10.660 | 627 | 5,9% |
| Spese assicurative | 7.520 | 7.605 | (85) | (1,1%) |
| Consumi elettrici, idrici e gas | 28.996 | 25.056 | 3.940 | 15,7% |
| Sottendimento energia | 4.927 | 5.715 | (789) | (13,8%) |
| Spese telefoniche e trasmissione dati | 3.590 | 3.269 | 321 | 9,8% |
| Spese postali | 1.657 | 1.524 | 133 | 8,7% |
| Canoni di manutenzione | 3.457 | 7.102 | (3.645) | (51,3%) |
| Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio | 3.344 | 3.695 | (351) | (9,5%) |
| Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni | 4.995 | 7.270 | (2.274) | (31,3%) |
| Organi sociali | 2.498 | 2.226 | 272 | 12,2% |
| Rilevazione indici di lettura | 1.939 | 1.949 | (10) | (0,5%) |
| Spese bancarie | 1.873 | 1.645 | 228 | 13,8% |
| Spese di viaggio e trasferta | 961 | 801 | 159 | 19,9% |
| Personale distaccato | 23 | (97) | 121 | (124,1%) |
| Spese tipografiche | 31 | 66 | (34) | (52,3%) |
| Servizi e appalti | 306.861 | 251.407 | 55.455 | 22,1% |
La variazione in aumento è influenzata dalla variazione di perimetro che incide sull'incremento per € 18.401 mila. La restante variazione in aumento è dovuta in prevalenza ai maggiori costi per lavori eseguiti in appalto in relazione a progetti di energy efficiency (+ € 26.140 mila) e smart services (+ € 6.145 mila) e a costi per componente Cmor (+ € 2.896 mila) in linea con quanto rilevato nei ricavi.
Canoni di concessione
L'importo complessivo di € 34.426 mila risulta in linea con quanto rilevato nel precedente esercizio ed è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania. La tabella che segue indica la composizione per Società:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Adistribuzionegas | 1.429 | 1.410 | 19 | 1,4% |
| Notaresco Gas | 47 | 47 | (0) | (0,2%) |
| ACEA Ato2 | 25.902 | 24.872 | 1.029 | 4,1% |
| ACEA Ato5 | 1.868 | 1.720 | 147 | 8,5% |
| Acea Molise | 26 | 26 | 0 | 0,0% |
| Gesesa | 175 | 185 | (10) | (5,4%) |
| Gori | 1.222 | 1.210 | 12 | 1,0% |
| Acquedotto del Fiora | 2.426 | 2.409 | 16 | 0,7% |
| Servizi Idrici Integrati | 1.249 | 1.249 | 0 | 0,0% |
| Altro | 83 | 134 | (26) | (23,8%) |
| Totale | 34.426 | 33.263 | 1.163 | 3,5% |
Per le altre informazioni in merito alle concessioni si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".
Godimento di beni di terzi
La voce ammonta a € 24.229 mila e risulta in aumento di € 4.810 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (erano € 19.419 mila); l'aumento è in parte dovuto ai maggiori costi per licenze software e in parte per maggiori indennità di servitù e demaniali. Tale voce contiene, in linea con quanto previsto dall'IFRS16, i costi relativi ai leasing a breve termine e i leasing di modesto valore.
Oneri diversi di gestione
Ammontano a € 32.898 mila al 30 giugno 2023 e si incrementano di € 654 mila. La tabella che segue espone tale voce per natura:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Imposte e tasse | 9.436 | 8.755 | 681 | 7,8% |
| Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie | 4.907 | 3.522 | 1.385 | 39,3% |
| Contributi erogati e quote associative | 2.272 | 1.647 | 625 | 38,0% |
| Perdite su crediti | 500 | (69) | 569 | n.s. |
| Spese generali | 8.147 | 13.866 | (5.719) | (41,2%) |
| Sopravvenienze passive | 7.636 | 4.524 | 3.112 | 68,8% |
| Oneri diversi di gestione | 32.898 | 32.245 | 654 | 2,0% |
La variazione deriva da effetti di segno contrapposto, in particolare dalla riduzione delle spese generali (- € 5.719 mila) imputabile in prevalenza a Gori come conseguenza dei minori costi passanti per la componente relativa al c.d. Bonus Idrico rilevata nel 2022, compensati da un incremento sulle altre voci, in prevalenza maggiori sopravvenienze passive e risarcimenti ad utenti.
5. Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity - € 0 mila
Al 30 giugno 2023 il Gruppo non ha derivati sottoscritti a copertura delle operazioni di trading.
6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria - € 13.002 mila
La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società strategiche. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| MOL | 76.263 | 75.613 | 650 | 0,9% |
| Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | (55.792) | (52.096) | (3.696) | 7,1% |
| Gestione Finanziaria | (2.672) | (1.477) | (1.195) | 80,9% |
| Imposte | (4.797) | (6.020) | 1.223 | (20,3%) |
| Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria | 13.002 | 16.020 | (3.018) | (18,8%) |
Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in linea con il medesimo periodo del precedente esercizio, mentre il provento da partecipazione risulta in riduzione di € 3.018 mila e risente in parte della variazione di perimetro inerente all'operazione di deconsolidamento delle società fotovoltaiche avvenuto nel mese di marzo 2022. Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.
| 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Acea Sun Capital | (515) | 1.089 | (1.603) | (147,3%) |
| Gruppo Powertis | (14) | 0 | (14) | n.s. |
| Energia | 201 | 265 | (63) | (23,9%) |
| Acea Green | 416 | 153 | 262 | 170,9% |
| Romeo Gas | 0 | 228 | (228) | (100,0%) |
| Umbria Distribuzione Gas | 113 | 0 | 113 | n.s. |
| Acque | 5.620 | 6.365 | (745) | (11,7%) |
| Intesa Aretina | (140) | (233) | 93 | (39,8%) |
| Geal | 199 | 1.105 | (906) | (82,0%) |
| Nuove Acque | 319 | 466 | (146) | (31,4%) |
| Publiacqua | 5.043 | 4.726 | 318 | 6,7% |
| Acque Servizi | (206) | 213 | (420) | (196,6%) |
| Umbra Acque | 1.805 | 1.287 | 518 | 40,3% |
| Ingegnerie Toscane | 160 | 357 | (197) | (55,2%) |
| Totale | 13.002 | 16.020 | (3.018) | (18,8%) |
7. Svalutazioni (riprese di valore) nette dei crediti commerciali - € 43.865 mila
Tale voce registra un lieve incremento di € 926 mila rispetto al 30 giugno 2022. Le svalutazioni mantengono sostanzialmente la stessa la stessa incidenza sui ricavi complessivi del Gruppo (1,9% a giugno 2023 verso 1,8% a giugno 2022); tale risultato, in assenza di particolari criticità nell'attività di incasso registrate nel periodo, è riconducibile alla crescita del business e alla conferma dello "stress di scenario" introdotto nel 2022 sulle principali società del Gruppo, finalizzato ad anticipare potenziali deterioramenti del merito
creditizio dei clienti non desumibili dalle performance attuali ma derivanti da "modelli satellite" basati su dati macro-economici e business information.
8. Ammortamenti e accantonamenti – € 326.487 mila
Rispetto al 30 giugno 2022 si evidenzia un aumento di € 35.244 mila e la voce può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti e perdite di valore | 322.750 | 285.226 | 37.524 | 13,2% |
| Accantonamenti | 3.737 | 6.017 | (2.281) | (37,9%) |
| Ammortamenti e Accantonamenti | 326.487 | 291.243 | 35.244 | 12,1% |
Ammortamenti e perdite di valore
La variazione in aumento degli ammortamenti e perdite di valore, pari a € 37.524 mila si compone come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti materiali | 90.718 | 84.765 | 5.953 | 7,0% |
| Ammortamenti immateriali | 230.971 | 200.018 | 30.953 | 15,5% |
| Perdite di valore | 1.061 | 443 | 618 | 139,4% |
| Ammortamenti e perdite di valore | 322.750 | 285.226 | 37.524 | 13,2% |
La variazione in aumento della voce è legata agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti in corso con particolare riferimento alle società dell'area idrico (+ € 15.559 mila), ad areti (+ € 4.873 mila) e ad Acea Energia (+ € 3.590 mila) derivanti dai maggiori investimenti in software applicativo e dagli ammortamenti del contract cost e dai maggiori ammortamenti derivanti dalla variazione dall'area di consolidamento per € 4.655 mila di cui € 3.306 mila conseguenti l'acquisizione del ramo d'azienda "Polo Cirsu" avvenuto a giugno 2022 ma con effetto sugli ammortamenti a partire dal mese di novembre 2022.
Si fa presente che nella voce relativa agli ammortamenti immateriali è ricompreso anche l'effetto derivante dall'applicazione dell'IFRS16 che ammonta ad € 10.185 mila.
Accantonamenti
Gli accantonamenti, al netto dei rilasci, ammontano ad € 3.737 mila e sono così distinti per natura:
| 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Acc.to Rischi Legale | 501 | 2.432 | (1.931) | (79,4%) |
| Acc.to Fiscale | 122 | 140 | (18) | (12,9%) |
| Acc.to Rischi regolatori | 1.577 | 945 | 632 | 66,9% |
| Acc.to Partecipate | 488 | 0 | 488 | n.s. |
| Acc.to Rischi contributivi | 15 | 4 | 11 | n.s. |
| Acc.to Appalti e Forniture | 111 | 86 | 24 | 28,4% |
| Acc.to Franchigie Assicurative | 976 | 1.497 | (521) | (34,8%) |
| Acc.to Altri rischi ed oneri | 2.836 | 1.471 | 1.365 | 92,8% |
| Accantonamenti fondi rischi | 6.625 | 6.576 | 49 | 0,7% |
| Acc.to Esodo e mobilità | 25 | 25 | 0 | 0,0% |
| Acc.to Post mortem | 0 | 199 | (199) | (100,0%) |
| Acc.to Oneri verso Altri | 185 | 350 | (165) | (47,2%) |
| Acc. Imposte | 0 | 100 | (100) | (100,0%) |
| Accantonamenti fondi oneri | 210 | 674 | (464) | (68,9%) |
| Totale Accantonamenti | 6.835 | 7.250 | (415) | (5,7%) |
| Rilasci fondi rischi, Rilasci fondi oneri | (3.098) | (1.233) | (1.866) | 151,4% |
| Totale | 3.737 | 6.017 | (2.281) | (37,9%) |
Per maggiori dettagli si rinvia alla nota 34 "Fondo rischi e oneri".
9. Proventi finanziari - € 18.174 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Interessi su crediti finanziari | 53 | 69 | (16) | (23,7%) |
| Interessi attivi bancari | 161 | (18) | 179 | n.s. |
| Interessi su crediti verso clienti | 7.298 | 4.758 | 2.540 | 53,4% |
| Interessi su crediti diversi | 8.326 | 645 | 7.681 | n.s. |
| Proventi finanziari da attualizzazione | 90 | 123 | (34) | (27,3%) |
| Proventi da valutazione di derivati al fair value hedge |
14 | 246 | (231) | (94,1%) |
| Altri proventi | 2.233 | 281 | 1.952 | n.s. |
| Proventi finanziari | 18.174 | 6.104 | 12.071 | 197,8% |
I proventi finanziari, pari a € 18.174 mila, registrano un incremento di € 12.071 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, che deriva i) dall'incremento degli interessi attivi su crediti a breve (+ € 7.681 mila) di cui € 5.990 mila relativi agli interessi attivi sui depositi a breve della Capogruppo; ii) dai maggiori interessi attivi verso clienti per € 2.540 mila in prevalenza imputabile dall'incremento dei tassi di mercato; iii) altri proventi finanziari (+ € 1.952 mila) in prevalenza legati al superbonus ottenuto sui lavori per efficientamento energetico di Acea Innovation.
10. Oneri finanziari - € 85.563 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap | 1.947 | 2.816 | (869) | (30,9%) |
| Interessi su prestiti obbligazionari | 38.926 | 26.976 | 11.950 | 44,3% |
| Interessi su indebitamento a medio - lungo termine |
16.294 | 7.416 | 8.878 | 119,7% |
| Interessi su indebitamento a breve termine | 5.528 | 1.989 | 3.540 | 178,0% |
| Interessi moratori e dilatori | 6.918 | 1.701 | 5.217 | n.s. |
| Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali |
2.168 | 648 | 1.520 | n.s. |
| Commissioni su crediti ceduti | 7.479 | 2.401 | 5.078 | n.s. |
| Oneri da attualizzazione | 803 | 1.783 | (980) | (54,9%) |
| Oneri finanziari IFRS16 | 1.577 | 941 | 637 | 67,7% |
| Altri oneri finanziari | 1.743 | 2.475 | (732) | (29,6%) |
| Interessi verso utenti | 1.599 | 210 | 1.389 | n.s. |
| (Utili)/perdite su cambi | 581 | 477 | 104 | 21,7% |
| Oneri finanziari | 85.563 | 49.832 | 35.731 | 71,7% |
Gli oneri finanziari, pari a € 85.563 mila, sono in aumento di € 35.731 mila e la variazione è in prevalenza imputabile i) ai maggiori interessi su prestiti obbligazionari derivanti principalmente dalla nuova emissione da € 700 milioni della Capogruppo (+ € 11.950 mila); ii) ai maggiori interessi su finanziamenti a medio-lungo termine (+ € 8.878 mila) di cui € 6.932 mila relativi alla Capogruppo; iii) maggiori interessi per indebitamento a breve verso banche (+ € 3.540 mila) in prevalenza imputabili a Gori; iv) maggiori oneri per commissioni su cessione crediti (+ € 5.078 mila) e maggiori oneri per interessi moratori (+ € 5.217 mila) di cui € 4.352 milioni imputabili ad Acea Energia.
11. Proventi/(Oneri) da Partecipazioni - € 723 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Proventi da partecipazioni in società collegate | 748 | 19.264 | (18.515) | (96,1%) |
| (Oneri) da partecipazioni in società collegate | (26) | (142) | 116 | (81,8%) |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 723 | 19.122 | (18.399) | (96,2%) |
I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento, secondo il metodo del patrimonio netto, di alcune società del Gruppo. La variazione in diminuzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio è dovuta all'iscrizione nel 2022 degli effetti plusvalenti derivanti dalla cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici nell'ambito dell'accordo siglato con il fondo britannico di investimento Equitix. Tali effetti erano conseguenti il deconsolidamento delle attività in dismissione al 31 dicembre 2021 e
comprendevano la valutazione provvisoria delle attività e passività relative al secondo closing, classificate in IFRS5, che hanno generato una plusvalenza netta pari ad € 18.829 mila.
12. Imposte sul reddito - € 71.215 mila
La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 71.215 mila contro € 125.655 mila del medesimo periodo del precedente esercizio. La voce risulta composta come di seguito rappresentato:
- Imposte correnti: € 92.542 mila (€ 107.991 mila al 30 giugno 2022);
- Imposte differite/(anticipate) nette: € 21.327 mila (- € 10.846 mila al 30 giugno 2022).
Il decremento in valore assoluto delle imposte registrato nel periodo è in parte conseguenza diretta dell'istituzione nell'anno 2022 dei c.d. "contributi extraprofitto". La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato.
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 | ||
|---|---|---|---|---|
| Risultato ante imposte | 233.363 | 323.697 | ||
| Imposte teoriche calcolate al 24% sull'utile ante imposte | 56.007 | 24,0% | 77.687 | 24,0% |
| Fiscalità differita netta | (21.327) | (9,1%) | (10.846) | (3,4%) |
| Differenze Permanenti | 33.504 | 14,4% | 27.103 | 8,4% |
| IRES di competenza | 68.184 | 29,2% | 93.944 | 29,0% |
| IRAP | 3.031 | 1,3% | 3.200 | 1,0% |
| Contributi Solidaristici ex Art. 37 DL 21/2022 e L. 197/2022 | 0 | 0,0% | 28.511 | 8,8% |
| Totale Imposte | 71.215 | 30,5% | 125.655 | 38,8% |
Il tax rate si attesta al 30,5% (era il 38,8% il 30 giugno 2022); il tax rate del precedente periodo comprendeva l'iscrizione per € 28.511 mila del contributo solidaristico straordinario di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti) pertanto il tax rate normalizzato risultava pari al 30,0%.
13. Utile per azione
L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 al 30 giugno 2023. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 30 giugno 2023 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.
L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:
| 30/06/2023 | 30/06/2022 | ||
|---|---|---|---|
| Utile di periodo di Gruppo (€/000) | 142.452 | 183.023 | (40.571) |
| Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) | 142.452 | 183.023 | (40.571) |
| Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo dell'utile per azione |
|||
| di base (B) | 212.548 | 212.548 | 0 |
| di base (C) | 212.548 | 212.548 | 0 |
| Utile per azione (in €) | |||
| di base (A/B) | 0,67021 | 0,86109 | (0,19088) |
| diluito (A/C) | 0,67021 | 0,86109 | (0,19088) |
Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
ATTIVITA'
Al 30 giugno 2023 ammontano a € 11.792.033 mila (erano € 11.338.532 mila al 31 dicembre 2022) e registrano un aumento di € 453.500 mila pari al 4,0% rispetto all'anno precedente.
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Attività non correnti | 8.883.281 | 8.560.435 | 322.847 | 3,8% |
| Attività correnti | 2.887.928 | 2.759.022 | 128.906 | 4,7% |
| Attività non correnti destinate alla vendita | 20.823 | 19.076 | 1.747 | 9,2% |
| Totale Attività | 11.792.033 | 11.338.532 | 453.500 | 4,0% |
Attività non correnti
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni materiali | 3.220.131 | 3.144.250 | 75.881 | 2,4% |
| Investimenti immobiliari | 2.122 | 2.256 | (134) | (5,9%) |
| Avviamento | 264.162 | 255.048 | 9.114 | 3,6% |
| Concessioni e diritti sull'infrastruttura | 3.625.446 | 3.470.906 | 154.540 | 4,5% |
| Immobilizzazioni immateriali | 421.852 | 420.191 | 1.661 | 0,4% |
| Diritto d'uso | 107.417 | 90.397 | 17.020 | 18,8% |
| Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate |
359.716 | 348.884 | 10.832 | 3,1% |
| Altre partecipazioni | 3.020 | 3.007 | 13 | 0,4% |
| Imposte differite attive | 209.423 | 179.823 | 29.600 | 16,5% |
| Attività finanziarie | 25.842 | 30.531 | (4.689) | (15,4%) |
| Altre attività non correnti | 644.150 | 615.144 | 29.007 | 4,7% |
| Attività non correnti | 8.883.281 | 8.560.435 | 322.847 | 3,8% |
14. Immobilizzazioni materiali - € 3.220.131 mila
L'incidenza delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica è pari al 79,4% delle immobilizzazioni materiali ed ammonta ad € 2.557.964 mila.
Il rimanente 20,6% si riferisce:
- agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 344.678 mila,
- alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 104.364 mila,
- alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 158.768 mila,
- alle infrastrutture relative all'Area Estero per € 33.850 mila,
- agli impianti afferenti all'Area Ingegneria e Servizi per € 10.541 mila.
| € migliaia | Terreni e Fabbricati |
Impianti e Macchinari |
Attrezzature Industriali |
Altri Beni | Immobilizzazioni in Corso |
Beni Gratuitamente Devolvibili |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Costo Storico iniziale | 651.258 | 3.880.120 | 1.135.146 | 201.810 | 98.250 | 14.040 | 5.980.623 |
| Attività Destinate alla Vendita | (74) | (9.047) | 0 | 0 | (11.950) | 0 | (21.071) |
| Investimenti / Acquisizioni | 7.532 | 69.502 | 42.859 | 5.897 | 45.064 | 1.017 | 171.871 |
| Dismissioni / Alienazioni | 0 | (1.815) | (368) | (503) | (1.698) | 0 | (4.384) |
| Variazione area di consolidamento |
0 | 6.851 | 1.248 | 62 | 10.745 | 0 | 18.906 |
| Altri movimenti | 6.164 | (4.704) | (1.115) | 113 | (14.657) | (1) | (14.201) |
| Costo Storico Finale | 664.881 | 3.940.907 | 1.177.769 | 207.379 | 125.754 | 15.055 | 6.131.745 |
| Fondo amm.to iniziale | (195.142) | (2.055.987) | (433.881) | (145.263) | 0 | (6.100) | (2.836.373) |
| Ammortamenti | (7.602) | (46.843) | (24.780) | (6.635) | 0 | (4.829) | (90.689) |
| Attività Destinate alla Vendita | 0 | 453 | 0 | 0 | 0 | 0 | 453 |
| Investimenti / Acquisizioni | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Dismissioni / Alienazioni | 0 | 223 | 250 | 402 | 0 | 0 | 875 |
| Variazione area di consolidamento |
0 | 1.025 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1.025 |
| Altri movimenti | (79) | 8.400 | 146 | 236 | 0 | 4.394 | 13.096 |
| Fondo amm.to finale | (202.824) | (2.092.730) | (458.265) | (151.260) | 0 | (6.534) | (2.911.613) |
| Valore netto contabile | 462.057 | 1.848.177 | 719.504 | 56.119 | 125.754 | 8.521 | 3.220.131 |
Gli investimenti ammontano a € 171.871 mila e si riferiscono principalmente a quelli sostenuti da:
- areti per € 112.022 mila in relazione agli interventi di rinnovamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo;
- Acea Ambiente per € 8.936 mila per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima;
- Acea Produzione per € 3.165 mila prevalentemente per i lavori di riqualificazione e manutenzione degli impianti idroelettrici, per l'estensione ed il risanamento della rete del teleriscaldamento e per i lavori sulla centrale di Tor di Valle;
- Acea Solar per € 19.847 mila, afferenti i progetti di sviluppo del fotovoltaico;
- Acea per € 3.742 mila principalmente per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali.
Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti. La movimentazione relativa alle attività destinate alla vendita accoglie la riclassifica degli impianti di Acea Solar, Acea Renewable e Fergas Solar 2 in linea con quanto previsto dall'IFRS5.
15. Investimenti immobiliari - € 2.122 mila
Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio è pari ad € 134 mila e deriva in parte dal processo di ammortamento e in parte da una svalutazione.
16. Avviamento - € 264.162 mila
Al 30 giugno 2023 la voce ammonta ad € 264.162 mila (€ 255.048 mila al 31 dicembre 2022). La variazione si riferisce in prevalenza all'allocazione definitiva delle Business Combination relative alle nuove acquisizioni; per maggiori dettagli si rinvia all'apposita sezione. L'avviamento è attribuito alle CGU che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione.
La tabella che segue espone l'avviamento per CGU aggregato in base alle aree industriali del Gruppo.
| € migliaia | 31.12.2022 | Allocazione Definitiva |
Delta Cambio | Svalutazioni | 30.06.2023 |
|---|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 79.224 | 491 | 0 | (828) | 78.888 |
| Commerciale e Trading | 47.716 | 1 | 0 | 0 | 47.717 |
| Generazione | 91.618 | 0 | 0 | 0 | 91.618 |
| Idrico e Gas | 15.942 | 925 | 0 | 0 | 16.867 |
| Estero | 4.951 | 0 | 151 | 0 | 5.102 |
| Ingegneria e servizi | 15.597 | 8.374 | 0 | 0 | 23.971 |
| Avviamento | 255.048 | 9.791 | 151 | (828) | 264.162 |
Al fine di verificare la tenuta del valore di libro delle CGU, in base a quanto disposto dallo IAS 36, un'attività deve essere sottoposta a test di impairment ogni volta che si ritiene che il suo valore contabile possa risultare superiore al suo valore recuperabile.
Così come disposto dai principi di riferimento e dalle regolamentazioni in materia, nonché come previsto dalla procedura del Gruppo approvata nel febbraio 2021 in relazione all'impairment test degli asset, l'impresa deve valutare ad ogni data di riferimento del bilancio (reporting date) se esiste qualche "indicazione" che evidenzi se un'attività possa aver subito una perdita di valore. Se esiste un qualsiasi segnale di ciò, l'impresa deve stimare il valore recuperabile dell'attività.
Indipendentemente dall'esistenza o meno di tale indicazione, un'impresa deve comunque:
- calcolare almeno annualmente il valore recuperabile di un'attività immateriale con vita utile indefinita o di un'attività immateriale non ancora pronta per l'utilizzo (in qualsiasi momento dell'anno purché sempre alla stessa data);
- verificare almeno annualmente il Goodwill acquisito a seguito di una business combination.
La verifica annuale del Goodwill viene svolta in occasione della chiusura dell'esercizio, qualora non si presentino indicazioni di perdita di valore antecedenti a tale data.
Dalle analisi svolte non sono emersi indicatori di impairment con riferimento alle CGU consolidate. Inoltre, come già sviluppato lo scorso anno in occasione della relazione finanziaria semestrale consolidata 2022, in risposta all'attuale turbolento contesto macroeconomico, Acea ha sviluppato e applicato un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini e le principali variabili macroeconomiche, nonché analisi di Montecarlo utile a comprendere le relazioni tra le singole variabili chiave e a supportare la definizione dei possibili scenari alternativi ed in generale il livello di volatilità delle previsioni. Inoltre, al fine di analizzare i possibili impatti sul business di Acea in differenti condizioni macroeconomiche, è stata sviluppa un'analisi multi-scenario da cui emergono possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano «more likely than not».
17. Concessioni e diritti sull'infrastruttura - € 3.625.446 mila
Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:
- i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 93.101 mila),
- l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione dei servizi idrici e distribuzione gas (€ 3.403.203 mila), in conformità all'IFRIC12.
Le concessioni si riferiscono per € 75.596 mila al diritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente, alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completano il saldo la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 6.746 mila e la concessione di Consorcio Agua Azul per € 10.759 mila.
Gli investimenti del periodo relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari ad € 321.030 mila e si riferiscono principalmente ad:
- ACEA Ato2 per € 228.659 mila per gli interventi di ammodernamento, ampliamento e bonifica delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici e degli impianti di depurazione ed agli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche;
- ACEA Ato5 per € 20.176 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione;
- GORI per € 45.636 mila, per la sostituzione delle condotte idriche, la manutenzione straordinaria delle opere per il servizio idrico e fognario e le attività perseguite per la riduzione delle perdite idriche e la digitalizzazione delle infrastrutture per il servizio idrico;
- AdF per € 19.043 mila principalmente dovuto alle bonifiche e manutenzioni straordinarie, all'ottimizzazione di reti/impianti e a nuove opere nonché all'aumento dell'efficienza delle reti;
- SII per € 6.885 mila principalmente per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture, nonché per il riordino e miglioramento del sistema di raccolta e trattamento dei reflui.
18. Immobilizzazioni immateriali - € 421.852 mila
La voce presenta un valore netto contabile al 30 giugno 2023 pari ad € 421.852 mila e può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | Diritti di brevetto |
Altre immobilizzazioni immateriali |
Contract Cost | Immobilizzazioni in corso e acconti |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Valore netto iniziale | 218.479 | 129.554 | 56.809 | 15.348 | 420.191 |
| Ammortamenti e Riduzioni di valore | (33.004) | (11.425) | (13.535) | 0 | (57.965) |
| Attività Destinate alla Vendita | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Investimenti / Acquisizioni | 23.447 | 16.456 | 888 | 11.008 | 51.799 |
| Dismissioni / Alienazioni | (37) | (1) | 0 | (670) | (708) |
| Variazione area di consolidamento | (40) | (14) | 0 | (993) | (1.048) |
| Altri movimenti | 2.320 | (3.395) | 15.141 | (4.483) | 9.583 |
| Valore netto finale | 211.166 | 131.174 | 59.303 | 20.209 | 421.852 |
Registra un incremento di € 1.661 mila, deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 51.799 mila) al netto degli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 57.965 mila) e delle riclassifiche.
Gli investimenti del periodo sono principalmente riconducibili:
- ad areti per € 16.138 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione e per l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura;
- ad Acea Energia per € 20.972 mila si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 15.197 mila) e alle implementazioni legate al nuovo CRM ed alle migliorie apportate sui sistemi di fatturazione, credito e di supporto decisionale agli sviluppi e agli interventi evolutivi legati alle integrazioni tra sistemi della piattaforma del nuovo CRM;
- alla Capogruppo per € 7.110 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.
19. Diritto d'uso - € 107.417 mila
In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui che sono rilevati come attività in leasing e ammortizzati lungo la durata dei contratti in linea con quanto previsto dallo standard internazionale IFRS16. Alla data del 30 giugno 2023 il valore netto contabile di tali attività è pari ad € 107.417 mila e la natura di tali attività può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | 30.06.2023 | 31.12.2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Terreni e fabbricati | 85.078 | 67.150 | 17.928 | 26,7% |
| Autovetture e autoveicoli | 8.969 | 9.440 | (471) | (5,0%) |
| Macchinari e attrezzature | 10.791 | 11.453 | (662) | (5,8%) |
| Cabine di distribuzione | 1.856 | 1.877 | (21) | (1,1%) |
| Altro | 723 | 477 | 247 | 51,7% |
| Totale | 107.417 | 90.397 | 17.020 | 18,8% |
Si espone di seguito il valore contabile delle attività consistenti nel diritto di utilizzo al 30 giugno 2023 per ogni classe di attività sottostante con la relativa movimentazione del periodo:
| € migliaia | Terreni e fabbricati |
Autovetture e autoveicoli |
Macchinari e attrezzature |
Cabine di distribuzione |
Altro | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi di apertura | 67.150 | 9.440 | 11.453 | 1.877 | 477 | 90.397 |
| Acquisizioni | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Nuovi contratti | 7.511 | 2.059 | 201 | 109 | 277 | 10.157 |
| Remeasurement | 16.985 | 14 | (21) | 0 | 71 | 17.049 |
| Ammortamento | (6.568) | (2.544) | (843) | (130) | (101) | (10.185) |
| Totale | 85.078 | 8.969 | 10.791 | 1.856 | 723 | 107.417 |
La variazione in aumento di € 17.020 mila è principalmente imputabile in parte alla stipula di nuovi contratti riferibili principalmente a diritti di superficie e in parte al rinnovo di contratti su immobili adibiti a sedi aziendali.
Per quanto attiene le opzioni di proroga o risoluzione si fa presente che per le attività regolate, in relazione ai contratti funzionali alle attività in concessione, il termine di rinnovi contrattuali stimato risulta l'anno di fine della concessione stessa. Non sono, inoltre, presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti, di importo significativo, per i quali il Gruppo si è impegnato.
Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16 e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".
€ migliaia 31.12.2022 Variazione area di consolidamento Plus/Minus da valutazione a PN Increment/Dec remento per dividendi Differenze di cambio da conversione OCI Altre Variazioni /Riclassifiche 30.06.2023 Gruppo Acque 124.677 0 5.414 660 0 (1.461) 65 129.355 GEAL 9.288 0 199 (278) 0 (1) 0 9.208 Nuove acque e Intesa Aretina 13.079 0 203 (323) 0 (15) 0 12.944 Publiacqua 117.850 0 4.991 (2.756) 0 6 167 120.259 Umbra Acque 27.447 0 1.862 96 0 (133) 0 29.272 Ingegnerie Toscane 9.597 0 160 (908) 0 2 0 8.851 Energia 13.316 0 173 0 0 0 0 13.488 Picena Ambiente 3.088 0 0 0 0 0 0 3.088 Acea Sun Capital 16.079 0 (99) (1.653) 0 (199) 1.205 15.333 Dropmi 2.565 2.350 0 0 0 0 0 4.915 Aqua Iot 0 368 0 0 0 0 0 368 Gruppo Marmaria 9.096 0 (14) 0 0 0 0 9.082 Aguazul Bogotà 825 0 (163) 0 0 181 0 843 Altre partecipazioni 1.977 0 113 0 0 0 619 2.709 Totale Partecipazioni 348.884 2.718 12.839 (5.163) 0 (1.619) 2.057 359.716
20. Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate - € 359.716 mila
Le variazioni intervenute nel corso del periodo si riferiscono principalmente alla rilevazione del risultato, delle società valutate con il metodo del patrimonio netto, che determina effetti positivi a Conto Economico per complessivi € 12.839 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" e per la restante parte nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione". Contribuisce alla variazione di periodo la variazione di perimetro (+ € 2.718 mila) e la variazione delle riserve di "other comprensive income" (- € 1.619 mila).
| € migliaia 30/06/2023 |
Attività non correnti |
Attività correnti |
Passività non correnti |
Passività correnti |
Ricavi | Valutazione società a patrimonio netto |
Posizione Finanziaria Netta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acque | 246.628 | 52.534 | (109.443) | (64.013) | (39.365) | (5.620) | (89.775) |
| Acque Servizi | 947 | 7.011 | (918) | (3.625) | (4.649) | 206 | (866) |
| Gruppo Poweris | 2.519 | 952 | (9) | (192) | 0 | 14 | 170 |
| Gruppo Acea Sun Capital | 98.697 | 13.625 | (59.500) | (8.152) | (3.901) | 506 | (38.876) |
| AQUA.IOT | 368 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Intesa Aretina | 13.892 | 534 | 0 | (9) | 0 | 140 | 192 |
| DropMI | 4.915 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Ecomed | 3 | 361 | (20) | (420) | 0 | 0 | 157 |
| Energia | 6.634 | 863 | (0) | (704) | (774) | (201) | 233 |
| Geal | 19.646 | 3.670 | (7.761) | (5.932) | (6.059) | (199) | (3.939) |
| Acea Green | 2.864 | 524 | (13) | (708) | (554) | (416) | 128 |
| Ingegnerie Toscane | 1.545 | 9.076 | (458) | (4.837) | (4.201) | (160) | 882 |
| Publiacqua | 222.606 | 54.542 | (56.334) | (99.111) | (61.013) | (5.043) | (51.454) |
| Nuove Acque | 18.531 | 5.973 | (6.398) | (4.290) | (5.063) | (319) | (3.232) |
| Umbria Distribuzione Gas | 6.397 | 6.263 | (2.526) | (8.215) | 0 | (113) | 892 |
| Umbra Acque | 77.043 | 15.618 | (43.244) | (21.648) | (19.524) | (1.805) | (24.895) |
| € migliaia 31/12/2022 |
Attività non correnti |
Attività correnti |
Passività non correnti |
Passività correnti |
Ricavi | Valutazione società a patrimonio netto |
Posizione Finanziaria Netta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acque | 244.400 | 42.352 | (43.716) | (122.628) | (78.535) | (11.062) | (88.032) |
| Acque Servizi | 823 | 6.629 | (1.004) | (2.616) | (10.833) | (251) | 908 |
| Gruppo Acea Sun Capital | 100.810 | 10.103 | (64.757) | (9.808) | (9.380) | (939) | (40.416) |
| Gruppo Powertis | 2.281 | 1.027 | (7) | (55) | (4) | 7 | 333 |
| Intesa Aretina | 13.188 | 308 | 0 | (96) | 0 | 423 | 192 |
| DropMI | 2.565 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Ecomed | 3 | 361 | (20) | (420) | 0 | 0 | 157 |
| Energia | 6.386 | 914 | 0 | (779) | (1.547) | (395) | 140 |
| Geal | 19.633 | 5.196 | (9.009) | (6.130) | (11.820) | (1.104) | (3.030) |
| Ingegnerie Toscane | 1.482 | 10.332 | (521) | (5.233) | (9.691) | (950) | (1.139) |
| Nuove Acque | 18.438 | 5.772 | (7.635) | (2.739) | (9.343) | (926) | (3.096) |
| Publiacqua | 220.777 | 68.285 | (77.452) | (92.395) | (109.401) | (8.560) | (58.011) |
| Umbria Distribuzione Gas | 5.499 | 4.734 | (3.147) | (5.255) | 0 | 0 | 63 |
| Umbra Acque | 75.171 | 19.158 | (44.196) | (24.254) | (46.951) | (3.320) | (22.564) |
21. Altre partecipazioni - € 3.020 mila
Ammontano ad € 3.020 mila (erano € 3.007 mila al 31 dicembre 2022) e sono composte da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.
22. Imposte differite attive - € 209.423 mila
Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 30 giugno 2023 ammontano ad € 209.423 mila (€ 179.823 mila al 31 dicembre 2022). Le imposte differite attive si compongono in via principale delle seguenti fattispecie: i) € 35.552 mila relativamente ai fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 36.725 mila al 31 dicembre 2022); ii) € 74.163 mila alla svalutazione dei crediti e partecipazioni (€ 68.543 mila al 31 dicembre 2022); iii) € 135.899 mila agli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (€ 136.519 mila al 31 dicembre 2022); iv) € 15.507 mila ai piani a benefici definiti e a contribuzione definita (€ 14.400 mila al 31 dicembre 2022); v) € 16.040 mila alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari (€ 9.186 mila al 31 dicembre 2022).
Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € 7.508 mila e gli accantonamenti per € 27.475 mila.
La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento.
| 31/12/2022 | Movimentazioni | 30/06/2023 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| € migliaia | Saldo | Variazione area di consolidamento |
Rettifiche/Riclassifiche | Movimentazioni a Patrimonio Netto |
Utilizzi | Accantonamenti IRES/IRAP |
Saldo |
| Imposte anticipate | |||||||
| Perdite fiscali | 67 | 0 | 0 | 0 | 0 | 17.214 | 17.281 |
| Compensi membri CdA | 61 | 0 | 0 | 0 | 0 | 22 | 84 |
| Fondi per rischi ed oneri | 36.725 | 0 | 0 | 1.086 | (3.160) | 901 | 35.552 |
| Svalutazione crediti e partecipazioni | 68.543 | 678 | (678) | 2.811 | (1.530) | 4.340 | 74.163 |
| Ammortamenti | 136.519 | 3.952 | (3.952) | (1.156) | (4.573) | 5.108 | 135.899 |
| Piani a benefici definiti e a contribuzione definita |
14.400 | (125) | 125 | 1.025 | (446) | 528 | 15.507 |
| Tax asset su elisioni di consolidamento | 2.086 | 0 | 0 | 27 | (606) | (2) | 1.506 |
| Fair value commodities e altri strumenti finanziari |
9.186 | 0 | 0 | 7.001 | (147) | 0 | 16.040 |
| Altre | 52.645 | 1.622 | (1.622) | 3.462 | (1.185) | 1.322 | 56.244 |
| Totale | 320.232 | 6.127 | (6.127) | 14.256 | (11.647) | 29.433 | 352.274 |
| Imposte differite | |||||||
| Ammortamenti | 75.176 | 1.103 | (1.103) | 1.164 | (3.705) | 1.816 | 74.451 |
| Piani a benefici definiti e a contribuzione definita |
7.971 | 664 | (664) | (44) | (136) | (37) | 7.754 |
| Fair value commodities e altri strumenti finanziari |
27.164 | 0 | 0 | 3.698 | (104) | 218 | 30.976 |
| Altre | 30.098 | 0 | 0 | (194) | (195) | (39) | 29.669 |
| Totale | 140.409 | 1.767 | (1.767) | 4.624 | (4.139) | 1.958 | 142.851 |
| Netto | 179.823 | 4.360 | (4.360) | 9.633 | (7.508) | 27.475 | 209.423 |
Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziate.
23. Attività finanziarie non correnti - € 25.842 mila
Ammontano a € 25.842 mila (€ 30.531 mila al 31 dicembre 2022) e registrano un decremento pari ad € 4.689 mila in prevalenza imputabile alla Capogruppo (- € 2.963 mila) di cui una parte relativa al servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica. La parte residua del credito sarà corrisposta ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale oltre l'esercizio 2023, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.
24. Altre attività non correnti - € 644.150 mila
Le altre attività non correnti al 30 giugno 2023 risultano composte come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti diversi | 14.177 | 15.155 | (978) | (6,5%) |
| Crediti per anticipi e depositi | 1.990 | 2.110 | (120) | (5,7%) |
| Crediti Diversi, Crediti v/Controllate | 14 | 0 | 14 | n.s. |
| Crediti a lungo termine per conguagli tariffari | 465.725 | 469.552 | (3.828) | (0,8%) |
| Crediti a lungo termine per Regulatory Lag | 149.911 | 114.947 | 34.964 | 30,4% |
| Ratei/Risconti Attivi | 12.334 | 13.380 | (1.046) | (7,8%) |
| Altre attività | 644.150 | 615.144 | 29.007 | 4,7% |
In tale voce sono ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 465.725 mila (€ 469.552 mila al 31 dicembre 2022) delle società idriche mentre € 149.911 mila (€ 114.947 mila al 31 dicembre 2022) sono la quota a lungo dei crediti iscritti in areti per il regulatory lag.
Attività correnti
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Rimanenze | 123.805 | 104.507 | 19.298 | 18,5% |
| Crediti Commerciali | 1.219.134 | 1.267.445 | (48.311) | (3,8%) |
| Altre Attività Correnti | 465.755 | 458.780 | 6.976 | 1,5% |
| Attività per Imposte Correnti | 71.942 | 26.296 | 45.645 | 173,6% |
| Attività Finanziarie Correnti | 729.592 | 342.085 | 387.507 | 113,3% |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 277.699 | 559.908 | (282.208) | (50,4%) |
| Attività correnti | 2.887.928 | 2.759.022 | 128.906 | 4,7% |
25. Rimanenze – € 123.805 mila
La voce rimanenze ammonta ad € 123.805 mila (€ 104.507 mila al 31 dicembre 2022) e presenta un incremento pari ad € 19.298 mila, imputabile in prevalenza ad Acea Innovation (+ € 7.647 mila) per lavori in corso su ordinazione relativi ai progetti di energy efficiency, areti (+ € 4.557 mila) e Acea Energia (+ € 2.922 mila) in relazione alle attività di stoccaggio GAS.
26. Crediti commerciali – € 1.219.134 mila
Ammontano a € 1.219.134 mila e registrano una riduzione pari ad € 48.311 mila rispetto al 31 dicembre 2022 che chiudeva con un ammontare di € 1.267.445 mila. Di seguito il dettaglio della voce:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso Clienti | 1.152.771 | 1.216.099 | (63.328) | (5,2%) |
| Crediti verso Controllante | 47.106 | 37.652 | 9.454 | 25,1% |
| Crediti verso controllate congiuntamente e collegate |
19.257 | 13.694 | 5.563 | 40,6% |
| Crediti Commerciali | 1.219.134 | 1.267.445 | (48.311) | (3,8%) |
Crediti verso clienti
Ammontano ad € 1.152.771 mila in riduzione di € 63.328 mila rispetto al 31 dicembre 2022 e si possono rappresentare come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso utenti per fatture emesse | 342.119 | 362.675 | (20.556) | (5,7%) |
| Crediti verso utenti per fatture da emettere | 607.573 | 641.181 | (33.608) | (5,2%) |
| Crediti verso clienti non utenti per fatture emesse |
151.867 | 158.456 | (6.589) | (4,2%) |
| Crediti verso clienti non utenti per fatture da emettere |
51.153 | 53.729 | (2.576) | (4,8%) |
| Altri crediti e attività correnti | 59 | 59 | 0 | 0,0% |
| Crediti verso Clienti | 1.152.771 | 1.216.099 | (63.328) | (5,2%) |
I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 30 giugno 2023 ammonta ad € 653.205 mila e si incrementa di € 37.666 mila rispetto all'esercizio precedente principalmente per l'effetto in prevalenza degli accantonamenti di GORI (€ 12.408 mila), ACEA Ato2 (€ 11.175 mila) e Acea Energia (€ 10.003 mila).
Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazione crediti.
| 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
|
| Ambiente | 86.105 | (3.256) | 82.850 | 77.302 | (3.001) | 74.301 | 8.803 | (254) | 8.548 |
| Corporate | 2.842 | (2.156) | 686 | 3.512 | (2.156) | 1.356 | (670) | 0 | (670) |
| Commerciale & Trading | 465.569 | (157.188) | 308.381 | 632.226 | (145.883) | 486.342 | (166.657) | (11.305) | (177.962) |
| Estero | 35.717 | (22.911) | 12.806 | 32.652 | (21.540) | 11.113 | 3.065 | (1.371) | 1.693 |
| Generazione | 25.464 | (5.687) | 19.777 | 27.513 | (5.901) | 21.612 | (2.049) | 214 | (1.835) |
| Idrico | 941.670 | (368.101) | 573.568 | 831.301 | (344.260) | 487.041 | 110.368 | (23.841) | 86.527 |
| Ingegneria e Servizi | 7.618 | (1.104) | 6.514 | 8.781 | (1.099) | 7.682 | (1.163) | (5) | (1.168) |
| Infrastrutture Energetiche | 240.991 | (92.801) | 148.189 | 218.351 | (91.699) | 126.653 | 22.640 | (1.103) | 21.537 |
| Totale | 1.805.976 | (653.205) | 1.152.771 | 1.831.638 | (615.539) | 1.216.099 | (25.663) | (37.666) | (63.328) |
Ambiente
Ammontano complessivamente ad € 82.850 mila e si incrementano di € 8.548 mila rispetto al 31 dicembre 2022. L'incremento è imputabile a DECO (+ € 5.495 mila), a Cavallari (+ € 1.442 mila) e Aquaser (+ € 768 mila).
Commerciale e Trading
Ammontano ad € 308.381 mila e sono generati principalmente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mercato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2022 è pari ad € 177.962 mila, principalmente imputabile ad Acea Energia (- € 170.053 mila) e Umbria Energy (- € 11.198 mila) solo parzialmente compensata dall'incremento dei crediti iscritti in Acea Innovation (+ € 4.413 mila). Nel 2023 sono stati ceduti pro-soluto crediti di Acea Energia per un ammontare complessivo pari a € 179.735 mila e crediti verso la Pubblica Amministrazione di ACEA Innovation per € 10.107 mila.
Estero
Ammontano complessivamente a € 12.806 mila e registrano rispetto al 31 dicembre 2022 un incremento di € 1.693 mila imputabile principalmente ad Acea Dominicana, Aguas de San Pedro e Consorcio AceaLima Sur.
Idrico
Ammontano complessivamente a € 573.568 mila e presentano un incremento di € 86.527 mila rispetto al 31 dicembre 2022. La variazione in aumento è imputabile principalmente ad ACEA Ato2 (+ € 46.860 mila), ACEA Ato5 (+ € 7.407 mila), ASM Terni (+ € 11.177 mila), GORI (+ € 4.907 mila) e Acquedotto del Fiora (+ € 4.799 mila); compensa in parte SII (- € 8.330 mila). Nel primo semestre 2023 sono stati ceduti pro-soluto crediti di ACEA Ato2 per un ammontare complessivo pari a € 161.559 mila.
Infrastrutture Energetiche
Si attestano ad € 148.189 mila con un aumento di € 21.537 mila rispetto al 31 dicembre 2022; la variazione è attribuibile interamente ad areti. Nel corso del primo semestre 2023 sono stati ceduti crediti pro soluto di areti per un ammontare complessivo pari a € 265.430 mila di cui € 104.916 mila verso la Pubblica Amministrazione.
Generazione
Ammontano complessivamente a € 19.777 mila in riduzione di € 1.835 mila rispetto al 31 dicembre 2022. La variazione è imputabile a tutte le società dell'area.
Ingegneria e Servizi
Ammontano complessivamente a € 6.514 mila con un decremento rispetto al 31 dicembre 2022 di € 1.681 mila imputabile principalmente a TWS (- € 2.512 mila) solo parzialmente compensata da SIMAM (+ € 1.108 mila).
Capogruppo
Ammontano complessivamente a € 686 mila e si riducono per € 670 mila rispetto al 31 dicembre 2022.
Crediti verso controllante Roma Capitale
In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 giugno 2023 il saldo netto, risulta a credito per il Gruppo per € 4.311 mila (al 31 dicembre 2022 il saldo risultava pari a € 1.714 mila).
Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 35.853 mila dovuto principalmente alla maturazione del periodo e agli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni dell'esercizio:
- maggiori crediti di ACEA Ato2 per somministrazione di acqua per € 26.869 mila;
- maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 26.399 mila;
- incasso/compensazione di crediti di ACEA Ato2 per utenza € 18.110 mila.
Per quanto riguarda i debiti si registra un decremento di € 33.256 mila rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:
- maggiori debiti per l'iscrizione del 50% dei dividendi azionari anno 2022 per € 46.160 mila. A fine giugno 2023, in corrispondenza dello stacco cedola, Acea ha corrisposto l'altro 50% dei dividendi dovuti per l'anno 2022 (€ 46.160 mila);
- maggiori debiti per l'iscrizione del canone di concessione di ACEA Ato2 per il primo semestre 2023 per € 13.168 mila;
- pagamento dei canoni di concessione di ACEA Ato2 degli anni 2021 e 2022 per € 26.537 mila;
- maggiori debiti di ACEA Ato2 per l'iscrizione dei dividendi azionari anno 2022 per € 2.372 mila;
- areti ha corrisposto ai municipi le somme dovute per licenze di scavi stradali per un ammontare complessivo di € 2.180 mila riferiti all'anno precedente.
Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: ACEA S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e di areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.
Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.
La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta sia per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.
| € migliaia – Crediti verso Roma Capitale | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| A) | B) | A) - B) | |
| Crediti per utenze | 41.755 | 32.936 | 8.819 |
| Fondi svalutazione | (1.745) | (1.747) | 2 |
| Totale crediti da utenza | 40.010 | 31.189 | 8.821 |
| Crediti per lavori e servizi idrici | 3.804 | 3.804 | 0 |
| Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici | 724 | 574 | 150 |
| Fondi svalutazione | (2.191) | (2.191) | 0 |
| Crediti per lavori e servizi elettrici | 4.680 | 4.360 | 320 |
| Crediti lavori e servizi - da emettere | 405 | 242 | 163 |
| Fondi svalutazione | (326) | (326) | 0 |
| Totale crediti per lavori | 7.096 | 6.463 | 633 |
| Totale crediti commerciali | 47.106 | 37.652 | 9.454 |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse | 148.060 | 135.127 | 12.933 |
| Fondi svalutazione | (57.994) | (57.994) | (0) |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere | 54.955 | 36.274 | 18.681 |
| Fondi svalutazione | (8.981) | (5.380) | (3.601) |
| Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica | 3.201 | 4.815 | (1.614) |
| Totale crediti illuminazione pubblica | 139.241 | 112.842 | 26.399 |
| Totale Crediti | 186.346 | 150.494 | 35.853 |
| Debiti verso Roma Capitale | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Debiti per addizionali energia elettrica | (5.503) | (5.495) | (8) |
| Debiti per canone di Concessione | (14.190) | (27.559) | 13.368 |
| Altri debiti | (7.869) | (9.784) | 1.915 |
| Debiti per dividendi | (154.473) | (105.942) | (48.531) |
| Totale debiti | (182.036) | (148.779) | (33.256) |
| Saldo netto credito debito | 4.311 | 1.714 | 2.597 |
Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso collegate | 2.939 | 2.721 | 218 | 8,0% |
| Crediti verso controllate congiuntamente | 16.319 | 10.973 | 5.346 | 48,7% |
| Crediti verso controllate congiuntamente e collegate |
19.257 | 13.694 | 5.563 | 40,6% |
Tali crediti ammontano complessivamente a € 19.257 mila e si riferiscono principalmente a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto.
27. Altre attività correnti - € 465.755 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso altri | 346.715 | 343.117 | 3.597 | 1,0% |
| Ratei e risconti attivi | 50.272 | 34.364 | 15.909 | 46,3% |
| Crediti per derivati su commodities | 68.768 | 81.298 | (12.530) | (15,4%) |
| Altre Attività Correnti | 465.755 | 458.780 | 6.976 | 1,5% |
Crediti verso altri
Ammontano complessivamente a € 346.715 mila e si compongono come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione Energia |
60.089 | 53.117 | 6.971 | 13,1% |
| Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da annullamento |
3.161 | 5.300 | (2.139) | (40,4%) |
| Altri Crediti verso Cassa Conguaglio | 8.539 | 14.274 | (5.736) | (40,2%) |
| Crediti per contributi regionali | 2.514 | 2.514 | 0 | 0 |
| Crediti verso Equitalia | 122 | 122 | 0 | 0 |
| Depositi cauzionali | 5.128 | 5.032 | 95 | 1,9% |
| Crediti verso istituti previdenziali | 2.030 | 3.180 | (1.150) | (36,2%) |
| Crediti da cessioni individuali | 2.593 | 2.584 | 9 | 0,3% |
| Crediti per anticipi fornitori | 19.565 | 20.877 | (1.313) | (6,3%) |
| Crediti verso Comuni | 10.811 | 11.519 | (708) | (6,1%) |
| Crediti verso Factor per cessione | (798) | (825) | 27 | (3,2%) |
| Crediti per Certificati Verdi maturati | 5.733 | 6.137 | (404) | (6,6%) |
| Crediti verso AATO | 0 | 6.740 | (6.740) | (100,0%) |
| Crediti verso dipendenti | 58 | 55 | 3 | 4,5% |
| Crediti per anticipi dipendenti | 1.131 | 822 | 308 | 37,5% |
| Altri Crediti Tributari | 111.177 | 89.804 | 21.373 | 23,8% |
| Altri Crediti | 114.865 | 121.864 | (6.999) | (5,7%) |
| Crediti verso altri | 346.715 | 343.117 | 3.597 | 1,0% |
La variazione in aumento per € € 3.597 mila deriva dall'incremento dei crediti tributari (+ € 21.373 mila) in prevalenza imputabili ad Acea Innovation (+ € 29.216 mila) in relazione a crediti maturati sui progetti di efficientamento energetico, compensati in parte dai minori crediti verso AATO (- € 6.740 mila) relativi a SII per effetto della fatturazione di poste a conguaglio e da minori altri crediti (- € 6.999 mila).
Ratei e Risconti attivi
Ammontano a € 50.272 mila (€ 34.364 mila al 31 dicembre 2022) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni oltre che alla quota di licenze d'uso di competenza di periodi successivi ed ai canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche.
Crediti per derivati su commodities
Gli strumenti derivati attivi su commodities rappresentano la valutazione dei derivati di copertura sulle commodity, sono interamente riferibili ad Acea Energia e ammontano ad € 68.768 mila in riduzione rispetto al 31 dicembre 2022 di € € 12.530 mila per effetto sia della variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame che per la variazione delle quantità coperte. Per tali operazioni classificate come cash flow hedge, le variazioni di fair value sono state rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva Cash Flow Hedge" attraverso il conto economico complessivo. Non si registrano variazioni di fair value riferibili alla porzione inefficace da rilevare a conto economico.
Si segnala che tra le "Altre passività correnti" è iscritta la voce "Strumenti derivati passivi su commodities" per € 1.175 mila.
28. Attività per imposte correnti – € 71.942 mila
Ammontano a € 71.942 mila (€ 26.296 mila al 31 dicembre 2022) e comprendono i crediti IRAP e IRES.
29. Attività finanziarie correnti – € 729.592 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale | 136.040 | 108.026 | 28.013 | 25,9% |
| Crediti finanziari verso controllate congiuntamente e collegate | 7.781 | 12.502 | (4.720) | (37,8%) |
| Crediti finanziari verso terzi | 583.053 | 218.891 | 364.163 | 166,4% |
| Titoli | 2.718 | 2.667 | 52 | 1,9% |
| Attività Finanziarie Correnti | 729.592 | 342.085 | 387.507 | 113,3% |
Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale
Ammontano a € 136.040 mila e aumentano di € 28.013 mila rispetto al 31 dicembre 2022. Tali crediti, rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce "Crediti verso controllante Roma Capitale".
Crediti finanziari verso imprese collegate e controllate congiuntamente
Ammontano a € 7.781 mila e si decrementano di € 4.720 mila al 31 dicembre 2022, in prevalenza in relazione alla distribuzione dividendi verso le società consolidate ad equity.
Crediti finanziari verso terzi
Ammontano a € 583.053 mila (€ 218.891 mila al 31 dicembre 2022) e sono composti per € 550.000 mila da linee di deposito a breve termine della Capogruppo (erano € 270.000 mila al 31 dicembre 2022).
30. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – € 277.699 mila
Il saldo al 30 giugno 2023 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Banco Poste delle società consolidate è pari a € 277.699 mila. Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | |
|---|---|---|---|---|
| Depositi bancari e postali | 256.864 | 541.481 | (284.616) | (52,6%) |
| Assegni | 11.709 | 9.614 | 2.095 | 21,8% |
| Denaro e valori in cassa | 9.126 | 8.813 | 313 | 3,6% |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 277.699 | 559.908 | (282.208) | (50,4%) |
31. Attività destinate alla vendita - € 20.823 mila
Al 30 giugno 2023 le "Attività non correnti destinate alla vendita" risultano pari ad € 20.823 mila (€ 19.076 mila al 31 dicembre 2022) e si riferiscono alla riclassifica delle attività oggetto di vendita ai sensi dell'IFRS5 nell'ambito della cessione delle quote di maggioranza relativamente agli asset fotovoltaici.
PATRIMONIO NETTO
32. Patrimonio netto - € 2.729.138 mila
Il Patrimonio Netto consolidato al 30 giugno 2023 ammonta a € 2.729.138 mila (€ 2.755.242 mila al 31 dicembre 2022). Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella.
Capitale sociale
Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:
- Roma Capitale: n°108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;
- Mercato: n°103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila;
- Azioni Proprie: n°416.993 per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila;
Riserva legale
Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 157.838 mila.
Altre riserve e utili a nuovo
Al 30 giugno 2023 risultano pari a € 854.220 mila contro € 765.143 mila al 31 dicembre 2022. La variazione di € 89.077 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, principalmente dalla: i) distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 180.666 mila; ii) decremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 21.188 mila; iii) decremento pari a € 2.643 mila delle riserve di utili e perdite attuariali; iv) incremento della riserva cambio per € 12.043 mila. Al 30 giugno 2023 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.
Patrimonio Netto di Terzi
È pari a € 475.729 mila e registra un aumento di € 11.754 mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto, oltre che alla variazione della quota di utile spettante a terzi, è data in prevalenza dalla variazione di perimetro (+ € 1.682 mila) derivante dall'esercizio dell'opzione di put inerente all'acquisizione di un ulteriore quota pari al 30% delle quote di SIMAM e dal secondo closing di ASM Terni. Tali iscrizioni sono state effettuate in base a quanto previsto dall'IFRS3 (si rinvia all'apposito paragrafo per maggiori informazioni).
PASSIVITA'
Al 30 giugno 2023 ammontano € 9.062.895 mila (€ 8.583.290 mila al 31 dicembre 2022) e registrano un aumento di € 479.605 mila (+ 5,6%) rispetto all'esercizio precedente e sono composte come segue:
| 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Passività non correnti | 6.255.234 | 5.452.905 | 802.329 | 14,7% |
| Passività correnti | 2.805.166 | 3.128.466 | (323.300) | (10,3%) |
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
2.495 | 1.919 | 576 | 30,0% |
| Totale passività | 9.062.895 | 8.583.290 | 479.605 | 5,6% |
Passività non correnti
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti |
110.273 | 112.989 | (2.715) | (2,4%) |
| Fondo rischi e oneri | 304.375 | 218.025 | 86.351 | 39,6% |
| Debiti e passività finanziarie | 5.399.686 | 4.722.263 | 677.423 | 14,3% |
| Altre passività non correnti | 440.899 | 399.628 | 41.271 | 10,3% |
| Passività non correnti | 6.255.234 | 5.452.905 | 802.329 | 14,7% |
33. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti € 110.273 mila
Al 30 giugno 2023 ammonta a € 110.273 mila (€ 112.989 mila al 31 dicembre 2022) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente.
Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nel periodo delle passività attuariali:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| TFR | 57.767 | 56.624 | 1.143 | 2,0% |
| Fondo Pegaso | 51 | 45 | 6 | 13,6% |
| - Trattamento di Fine Rapporto | 57.818 | 56.669 | 1.149 | 2,0% |
| Mensilita Aggiuntive | 6.918 | 6.679 | 239 | 3,6% |
| - Mensilità Aggiuntive | 6.918 | 6.679 | 239 | 3,6% |
| Piani LTIP | 1.942 | 1.736 | 206 | 11,9% |
| - Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) | 1.942 | 1.736 | 206 | 11,9% |
| Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro |
66.678 | 65.084 | 1.594 | 2,4% |
| Agevolazione Tariffaria Dipendenti | 5.390 | 5.287 | 103 | 1,9% |
| Agevolazione Tariffaria Dirigenti | 138 | 152 | (14) | (9,4%) |
| Agevolazione Tariffaria Pensionati | 20.630 | 18.715 | 1.915 | 10,2% |
| - Agevolazioni Tariffarie | 26.157 | 24.154 | 2.004 | 8,3% |
| Benefici successivi a rapporto di lavoro | 26.157 | 24.154 | 2.004 | 8,3% |
| Fondo Isopensione | 17.438 | 23.751 | (6.313) | (26,6%) |
| Isopensione | 17.438 | 23.751 | (6.313) | (26,6%) |
| Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti |
110.273 | 112.989 | (2.715) | (2,4%) |
La variazione risente, oltre che dell'accantonamento che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19. Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del
collettivo di lavoratori analizzato. Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.
| 30/06/2023 31/12/2022 | ||
|---|---|---|
| Tasso di attualizzazione | 3,7% | 4,0% |
| Tasso di crescita dei redditi (medio) | 3,0% | 3,0% |
| Inflazione di lungo periodo | 2,5% | 3,0% |
Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.
| Tipologia di piano (€ milioni) 0,50% -0,50% | ||
|---|---|---|
| TFR | (2,6) | 2,7 |
| Agevolazioni tariffarie | (0,8) | 0,9 |
| Mensilità aggiuntive | (0,0) | 0,0 |
| LTIP | (0,0) | 0,0 |
Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.
| Tipologia di piano (€ milioni) -1 anno di età | |
|---|---|
| TFR | 2,5 |
| Agevolazioni tariffarie | (0,1) |
| Mensilità aggiuntive | 0,3 |
34. Fondo rischi ed oneri - € 304.375 mila
Al 30 giugno 2023 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 304.375 mila (€ 218.025 mila al 31 dicembre 2022) ed è destinato a coprire, tra le altre, le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nell'esercizio, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.
La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso del periodo:
| € milioni | 31/12/2022 | Utilizzi | Accantonamenti | Rilascio per Esubero Fondi |
Altri Movimenti | 30/06/2023 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Legale | 14.575 | (1.483) | 501 | (1.501) | (301) | 11.791 |
| Fiscale | 5.738 | 0 | 122 | 0 | 0 | 5.860 |
| Rischi regolatori | 31.550 | (510) | 1.577 | (510) | 0 | 32.108 |
| Partecipate | 8.167 | (2.100) | 488 | 0 | 2.100 | 8.655 |
| Rischi contributivi | 1.528 | 0 | 15 | 0 | (12) | 1.531 |
| Franchigie assicurative | 10.881 | (1.440) | 976 | 0 | 0 | 10.417 |
| Altri rischi ed oneri | 28.004 | (1.817) | 2.946 | (1.088) | (1.876) | 26.169 |
| Totale Fondo Rischi | 100.443 | (7.350) | 6.625 | (3.098) | (89) | 96.531 |
| Esodo e mobilità | 28.038 | (1.241) | 25 | 0 | 0 | 26.822 |
| Post Mortem | 68.267 | (207) | 0 | 0 | 3.449 | 71.509 |
| F.do Oneri verso altri | 21.277 | (763) | 185 | 0 | (2.366) | 18.332 |
| Fondo Imposte Infrannuali | 0 | 0 | 91.182 | 0 | 0 | 91.182 |
| Totale Fondo Oneri | 117.582 | (2.212) | 91.392 | 0 | 1.083 | 207.845 |
| Totale Fondo Rischi ed Oneri | 218.025 | (9.562) | 98.017 | (3.098) | 994 | 304.375 |
La principale variazione si deve all'iscrizione delle imposte di periodo che vengono accantonate, come previsto dai principi contabili internazionali, in apposito fondo "imposte infrannuali" (€ 91.182 mila).
Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.
Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".
35. Debiti ed altre passività finanziarie non correnti - € 5.399.686 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 4.534.334 | 3.834.453 | 699.882 | 18,3% |
| Finanziamenti a medio - lungo termine | 772.964 | 814.422 | (41.458) | (5,1%) |
| Debiti finanziari IFRS16 | 92.387 | 73.388 | 18.999 | 25,9% |
| Debiti e passività finanziarie | 5.399.686 | 4.722.263 | 677.423 | 14,3% |
I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 30 giugno 2023 degli strumenti di copertura stipulati che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.
| € migliaia | Strumento coperto |
Fair Value derivato |
30.06.2023 | Strumento coperto |
Fair Value derivato |
31.12.2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 4.501.719 | 32.616 | 4.534.334 | 3.816.438 | 18.015 | 3.834.453 |
| Finanziamenti a medio – lungo termine | 772.964 | 0 | 772.964 | 814.422 | 0 | 814.422 |
| Debiti e altre passività finanziarie non correnti | 5.274.683 | 32.616 | 5.307.299 | 4.630.860 | 18.015 | 4.648.875 |
Obbligazioni a medio-lungo termine
In data 17 gennaio 2023 Acea ha completato con successo il collocamento dell'emissione di un Green Bond per un importo complessivo pari a Euro 500 Milioni, tasso 3,875%, scadenza al 24 gennaio 2031. L'emissione rientra nell'ambito del Green Financing Framework e a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da Euro 5 miliardi.
In data 3 febbraio 2023 Acea ha concluso con successo la riapertura dell'emissione obbligazionaria in formato Green effettuata il 17 gennaio 2023 (tasso 3,875%, scadenza 24 gennaio 2031) per un importo pari a 200 milioni di Euro ("TAP Issue").
Le obbligazioni ammontano a € 4.534.334 mila al 30 giugno 2023 (€ 3.834.453 mila al 31 dicembre 2022) e si riferiscono:
€ 599.970 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN). Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza
è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 7.810 mila;
- € 497.483 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 2.479 mila;
- € 127.018 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 32.616 mila ammonta a € 159.634 mila. Tale Fair Value è allocata in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 38.120 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2022. Il cambio al 30 giugno 2023 si è attestato a € 157,44 contro € 140,41 del 31 dicembre 2022. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 1.621 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine del periodo, non si sono verificate le condizioni per l'eventuale esercizio dell'opzione;
- € 694.799 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° febbraio 2018 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 5.205 mila;
- € 496.357 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 23 maggio 2019 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,75%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 4.336 mila;
- € 496.914 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA in data 29 gennaio 2020 della durata di 9 anni ad un tasso dello 0,50% a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.238 mila;
- € 299.836 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 settembre 2025 e tasso pari a 0%;
- € 591.988 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 luglio 2030 e tasso pari a 0,25%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 744 mila;
- € 697.354 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 24 gennaio 2031 e tasso pari a 3,875%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 11.381 mila.
| € migliaia | Debito Lordo (*) | FV Strumento di copertura |
Ratei interessi maturati (**) |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni: | ||||
| Emissione del 2014 | 599.051 | 0 | 15.146 | 614.197 |
| Private Placement emissione del 2014 | 126.998 | 32.616 | 587 | 160.201 |
| Emissione del 2016 | 496.408 | 0 | 3.425 | 499.833 |
| Emissioni del 2018 | 693.097 | 0 | 660 | 693.757 |
| Emissioni del 2019 | 495.447 | 0 | 932 | 496.380 |
| Emissioni del 2020 | 496.275 | 0 | 587 | 496.862 |
| Emissioni del 2021 | 890.389 | 0 | 1.389 | 891.778 |
| Emissioni del 2023 | 696.992 | 0 | 11.742 | 708.734 |
| Totale | 4.494.657 | 32.616 | 34.468 | 4.561.741 |
Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:
(* ) compreso costo ammortizzato
(** ) compresi ratei su strumenti di copertura
Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)
Ammontano complessivamente a € 910.530 mila (€ 951.468 mila al 31 dicembre 2022) e sono composti da: (i) debito per le quote capitali delle rate scadenti entro i dodici mesi per € 137.566 mila (€ 137.046 mila al 31 dicembre 2022), (ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza oltre i dodici mesi per € 722.964 mila (al 31 dicembre 2022 erano € 814.422 mila). Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio – lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:
| € migliaia | 30/06/2023 | Entro il 30/06/2024 | Dal 30/06/2024 al 30/06/2028 |
Oltre il 30/06/2028 |
|---|---|---|---|---|
| a tasso fisso | 276.781 | 32.460 | 140.211 | 104.110 |
| a tasso variabile | 434.635 | 86.359 | 173.120 | 175.156 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 199.114 | 18.746 | 131.722 | 48.646 |
| Totale | 910.530 | 137.566 | 445.053 | 327.912 |
Il fair value degli strumenti derivati di copertura complessivamente pari ad € 12.963 mila, di cui il fair value dei derivati di copertura detenuti da GORI è positivo per € 6.157 mila (al 31 dicembre 2022 era positivo per € 6.579 mila); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 5.234 mila (al 31 dicembre 2022 era negativo per € 5.462 mila) e quello di SII è positivo per € 1.487 mila (al 31 dicembre 2022 era positivo per € 1.643 mila). I fair value positivi sono esposti nelle Attività finanziarie non correnti e quindi al 31 dicembre 2022 non sono considerati nel saldo dei finanziamenti.
I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.
In particolare, per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant. A tal proposito si segnala che nelle more della formalizzazione della corretta ed aggiornata interpretazione della metodologia di calcolo del parametro finanziario, Acea e Cassa Depositi e Prestiti hanno convenuto, mediante una Lettera di Consenso firmata in data 18 febbraio 2022, di modificare limitatamente alla Società e non al Consolidato, il valore soglia dello stesso passando dallo 0,65 allo 0,75, con efficacia a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 e fino alla scadenza del contratto di finanziamento.
Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:
- clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
- clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
- clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
- obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
- obblighi di informativa periodica;
- clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.
Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.
Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 30 giugno 2022. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.
| Finanziamenti | Costo ammortizzato |
FV RISK LESS | Delta | FV RISK ADJUSTED |
delta |
|---|---|---|---|---|---|
| € migliaia | (A) | (B) | (A)-(B) | (C) | (A)-(C) |
| Obbligazioni | 4.561.741 | 4.293.924 | 267.817 | 4.174.260 | 387.482 |
| a tasso fisso | 276.781 | 272.633 | 4.148 | 262.927 | 13.854 |
| a tasso variabile | 434.635 | 422.252 | 12.384 | 408.682 | 25.954 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 199.114 | 193.847 | 5.267 | 190.084 | 9.030 |
| Totale | 5.472.271 | 5.182.655 | 289.616 | 5.035.953 | 436.319 |
Debiti finanziari IFRS16
In tale voce viene rilevato il debito finanziario, quota a lungo, derivante dall'impatto dell'IFRS16 pari ad € 92.387 mila, di cui la quota a breve è pari ad € 16.081 mila. Si espongono di seguito i flussi finanziari ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto suddivise per scadenze:
| € migliaia | Entro 12 mesi | Entro 24 mesi | Entro 5 anni | Oltre 5 anni | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Passività IFRS16 | 16.081 | 11.041 | 24.005 | 57.342 | 108.468 |
Si fa presente che il debito è attualizzato utilizzando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto, più il credit spread assegnato ad Acea da Moody's.
36. Altre passività non correnti - € 440.899 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acconti | 173.754 | 160.550 | 13.204 | 8,2% |
| Contributi di allacciamenti idrici ed elettrici | 48.315 | 47.895 | 420 | 0,9% |
| Contributi in conto impianti | 172.463 | 147.465 | 24.997 | 17,0% |
| Ratei e risconti passivi | 46.367 | 43.718 | 2.649 | 6,1% |
| Altre passività non correnti | 440.899 | 399.628 | 41.271 | 10,3% |
Acconti da utenti e clienti
Nella voce Acconti è compreso: i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'ARERA (deliberazione n. 204/99).
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acconti da utenti | 23.189 | 6.007 | 17.182 | n.s. |
| Depositi cauzionali utenti | 133.272 | 139.266 | (5.994) | (4,3%) |
| Anticipi da altri clienti | 17.293 | 15.278 | 2.016 | 13,2% |
| Acconti | 173.754 | 160.550 | 13.204 | 8,2% |
Contributi di allacciamento idrici e contributi in conto impianti
I contributi di allacciamento idrico ammontano a € 48.315 mila (€ 47.895 mila 31 dicembre 2022), mentre i contributi in conto impianto sono pari ad € 172.463 mila (€ 147.465 mila al 31 dicembre 2022).
Tali contributi in conto impianti iscritti nel passivo annualmente sono imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile dell'attività di riferimento.
Passività correnti
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti Finanziari | 405.885 | 619.418 | (213.532) | (34,5%) |
| Debiti verso fornitori | 1.686.599 | 1.849.980 | (163.381) | (8,8%) |
| Debiti Tributari | 8.574 | 26.810 | (18.236) | (68,0%) |
| Altre passività correnti | 704.108 | 632.259 | 71.849 | 11,4% |
| Passività correnti | 2.805.166 | 3.128.466 | (323.300) | (10,3%) |
37. Debiti finanziari - € 405.885 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso banche per linee di credito a breve | 29.326 | 8.008 | 21.318 | n.s. |
| Debiti verso banche per mutui | 137.566 | 137.046 | 520 | 0,4% |
| Obbligazioni a Breve | 27.407 | 316.965 | (289.559) | (91,4%) |
| Debiti verso controllante Comune di Roma | 156.998 | 108.466 | 48.531 | 44,7% |
| Debiti verso controllate e collegate | 49 | 68 | (19) | (27,6%) |
| Debiti verso terzi | 38.459 | 32.358 | 6.101 | 18,9% |
| Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio | 16.081 | 16.507 | (425) | (2,6%) |
| Debiti Finanziari | 405.885 | 619.418 | (213.532) | (34,5%) |
Debiti verso banche per linee di credito a breve
Ammontano a € 29.326 mila (€ 8.008 mila al 31 dicembre 2022) ed evidenziano un incremento di € 21.318 mila, imputabile alla Corporate per € 20.498 mila per utilizzo scoperti di conto corrente.
Debiti verso banche per mutui
Ammontano ad € 137.566 mila (€ 137.046 mila al 31 dicembre 2022) e si riferiscono alla quota a breve dei finanziamenti a medio lungo termine in scadenza entro i dodici mesi successivi.
Obbligazioni a breve termine
Ammontano ad € 27.407 mila (€ 316.965 mila al 31 dicembre 2022). Il decremento delle obbligazioni a breve termine è dovuto al rimborso del Bond emesso da ACEA a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni scaduto a febbraio 2023.
Debiti verso controllante Roma Capitale
Ammontano ad € 156.998 mila (€ 108.466 mila al 31 dicembre 2022) e registrano una variazione in aumento pari ad € 48.531 mila che deriva principalmente dall'effetto combinato della delibera dei dividendi della Capogruppo, compensati dal pagamento del 50% dei dividendi 2022.
Debiti verso terzi
Ammontano a € 38.459 mila (erano € 32.358 mila al 31 dicembre 2022). La voce può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Azionisti per dividendi | 1.600 | 939 | 660 | 70,3% |
| Debiti finanziari verso Factor | 22.489 | 22.536 | (47) | (0,2%) |
| Altri debiti finanziari | 14.371 | 8.882 | 5.488 | 61,8% |
| Debiti verso terzi | 38.459 | 32.358 | 6.101 | 18,9% |
Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio
Tali debiti, pari ad € 16.081 mila (erano € 16.507 mila al 31 dicembre 2022), rappresentano la quota a breve del debito finanziario, al 30 giugno 2023, iscritto a seguito della applicazione dello standard internazionale IFRS16. Per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 35.
38. Debiti verso fornitori – € 1.686.599 mila
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso fornitori | 1.654.801 | 1.802.577 | (147.776) | (8,2%) |
| Debiti verso Controllante | 25.038 | 40.313 | (15.275) | (37,9%) |
| Debiti verso controllate congiuntamente e collegate |
6.760 | 7.090 | (330) | (4,7%) |
| Debiti verso fornitori | 1.686.599 | 1.849.980 | (163.381) | (8,8%) |
Debiti verso fornitori
I debiti verso fornitori ammontano a € 1.654.801 mila. Il decremento, pari a € 147.776 mila risulta imputabile in gran parte ad Acea Energia come conseguenza dei maggiori prezzi dell'energia e del gas nell'anno 2022.
Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.
In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.
Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale
Ammontano a € 25.038 mila (€ 40.313 mila al 31 dicembre 2022) e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 26 della presente nota.
Debiti commerciali verso imprese controllate e collegate
I debiti commerciali verso controllate e collegate risultano pari ad € 6.760 mila (€ 7.090 mila al 31 dicembre 2022) ed includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto.
39. Debiti tributari – 8.574 mila
Ammontano a € 8.574 mila (€ 26.810 mila al 31 dicembre 2022) ed accolgono il debito fiscale relativamente all'IRAP e all'IRES. La variazione in diminuzione è riconducile principalmente al debito per contributo solidaristico straordinario ex art. 37 del DL 21/2022 versato (€ 18.366 mila).
40. Altre passività correnti – 704.108 mila
Ammontano ad € 704.108 mila e sono composte come di seguito rappresentato:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza | 34.780 | 32.112 | 2.667 | 8,3% |
| Ratei e risconti passivi | 100.947 | 83.846 | 17.101 | 20,4% |
| Altre passività correnti | 567.206 | 514.729 | 52.477 | 10,2% |
| Debiti per derivati su commodities | 1.175 | 1.572 | (396) | (25,2%) |
| Altre passività correnti | 704.108 | 632.259 | 71.849 | 11,4% |
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale
Ammontano a € 34.780 mila e presentano una variazione in aumento pari ad € 2.667 mila rispetto al 31 dicembre 2022.
Ratei e risconti passivi
Tale voce ammonta a € 100.947 mila (€ 83.846 mila al 31 dicembre 2022). Sulla variazione in aumento influisce la variazione di ASM Terni pari ad € 15.052 mila in relazione alla quota TARIC di competenza aprile-dicembre 2023.
Altre passività correnti
Ammontano a € 567.206 mila con un aumento pari a € 52.477 mila rispetto al 31 dicembre 2022. La voce si compone come segue:
| € migliaia | 30/06/2023 | 31/12/2022 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso Cassa Conguaglio | 184.241 | 84.520 | 99.721 | 118,0% |
| Debiti verso i Comuni per canoni di concessione | 65.786 | 64.740 | 1.046 | 1,6% |
| Debiti per incassi soggetti a verifica | 21.573 | 20.385 | 1.187 | 5,8% |
| Debiti verso il Personale dipendente | 53.299 | 56.561 | (3.261) | (5,8%) |
| Altri debiti verso i Comuni | 28.099 | 32.941 | (4.842) | (14,7%) |
| Debiti verso Equitalia | 2.086 | 2.095 | (10) | (0,5%) |
| Debiti per aggio ambientale Art. 10 Convenzione ATI4 del 13/08/2007 |
635 | 677 | (42) | (6,2%) |
| Altri debiti tributari | 70.253 | 64.307 | 5.947 | 9,2% |
| Altri debiti | 141.234 | 188.503 | (47.269) | (25,1%) |
| Altre passività correnti | 567.206 | 514.729 | 52.477 | 10,2% |
La variazione in aumento di debiti verso Cassa Conguaglio pari a complessivi € 99.721 mila è dovuta per € 67.370 mila ad areti dovuto alla variazione del quadro normativo relativo al Bonus Sociale e alla reintroduzione degli oneri generali di sistema nel secondo trimestre 2023 ed € 21.136 mila ad Acea Energia per effetto della copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela, mentre, la riduzione degli altri debiti pari complessivi € 47.269 è da imputare per € 33.445 mila alla riduzione del debito relativo all'acquisto del 35% di Deco e per € 13.000 mila alla riduzione del debito per l'acquisto del 30% di SIMAM.
41. Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - € 2.495 mila
Al 30 giugno 2023 le "Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita" risultano pari ad € 2.495 mila (€ 1.919 mila al 31 dicembre 2022) e si riferiscono alla riclassifica delle passività direttamente correlate alle attività in vendita ai sensi dell'IFRS 5, per maggiori informazioni si rinvia all'apposito paragrafo.
Impegni e rischi potenziali
Avalli, fideiussioni e garanzie societarie
Al 30 giugno 2023 si attestano complessivamente a € 687.334 mila (erano € 632.577 mila al 31 dicembre 2022) e registrano un aumento pari ad € 54.757 mila.
Il saldo risulta così composto:
- € 90.685 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia relative al contratto per il servizio di trasporto e dispacciamento dell'energia elettrica e del gas;
- per € 20.000 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
- per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato ad areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
- € 23.750 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Orvieto Ambiente subentrata ad Acea Ambiente in favore della Regione Umbria per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica;
- € 14.235 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente e Orvieto Ambiente relativamente agli impianti di recupero rifiuti e agli impianti di recupero rifiuti con produzione di energia elettrica;
- € 8.336 mila rilasciate da istituti bancari per conto di Acea Ambiente a favore della Regione Umbria per la gestione della discarica di Orvieto;
- € 230.000 mila la garanzia in favore di diversi traders nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica e gas;
- € 17.716 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica;
- € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti multiservizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di areti;
- € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
- € 7.569 mila relativi ad ACEA Ato5 ed in particolare alla fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'AATO che nel corso del 2019 è stata prorogata fino al 28 febbraio 2023 e adeguata nell'importo con una nuova emissione per il differenziale;
- € 38.500 mila per il rilascio di controgaranzia a favore di un pool di banche eroganti il finanziamento ad Acquedotto del Fiora;
- € 2.565 mila per una fidejussione verso l'Ente d'Ambito a garanzia degli obblighi derivanti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato della controllata GORI S.p.A.;
- € 56.336 mila per fidejussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione;
- € 10.705 mila per cinque fidejussioni bancarie rilasciate a favore di SEDAPAL per la gestione delle stazioni di pompaggio della città di Lima, per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona Nord, per la manutenzione e gestione dell'impianto di trattamento delle acque reflue di Lima zona Nord-Est;
- € 20.365 mila per garanzie di diverso genere legate alla richiesta di autorizzazione per la costruzione e gestione di parchi fotovoltaici;
- € 6.496 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di DECO relativamente alla discarica e all'impianto di trattamento dei rifiuti;
- € 36.812 mila rilasciata nell'interesse di Acea Ambiente a favore di Roma Capitale per la partecipazione all'avviso esplorativo per la presentazione di proposte di project financing per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata.
Business Combination
Di seguito si riportano le Business Combination, la cui contabilizzazione secondo il metodo dell'acquisizione, è da ritenersi definitiva.
Acquisizione Tecnoservizi
In data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi S.r.l., società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| € migliaia | |||
|---|---|---|---|
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value |
| Immobilizzazioni Materiali | 5.537 | 0 | 5.537 |
| Immobilizzazioni Immateriali | 5.164 | 5.159 | 10.323 |
| Partecipazioni | 0 | 0 | 0 |
| Rimanenze di Magazzino | 73 | 0 | 73 |
| Fiscalità differita | 283 | (1.486) | (1.203) |
| Crediti Commerciali | 7.475 | 0 | 7.475 |
| Altri crediti | 2.170 | 0 | 2.170 |
| Crediti finanziari | 641 | 0 | 641 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 1.522 | 0 | 1.522 |
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | (1.195) | 0 | (1.195) |
| Fondo rischi e Oneri | (11) | 0 | (11) |
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 |
| Debiti commerciali | (4.007) | 0 | (4.007) |
| Altri debiti | (3.585) | 0 | (3.585) |
| Altre passività finanziarie | (8.800) | 0 | (8.800) |
| Debiti verso banche | (2.203) | 0 | (2.203) |
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 |
| SALDO NETTO | 3.064 | 3.673 | 6.737 |
| di cui spettanza di terzi | (2.021) | ||
| Avviamento | 1.995 | ||
| Valore netto acquisito | 6.712 | ||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (6.712) | ||
| Disponibilità liquide acquisite | 1.522 | ||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||
| Debiti verso banche | (2.203) | ||
| Flusso di cassa netto | (7.393) |
Acquisizione Italmacero
In data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari S.r.l., del 100% delle quote di Italmacero S.r.l., società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) Bilancio IAS/IFRS Fair value ADJ Fair value Immobilizzazioni Materiali 256 0 256 Immobilizzazioni Immateriali 5 0 Partecipazioni 0 0 Rimanenze di Magazzino 0 0 Fiscalità differita 17 0 17 Crediti Commerciali 0 0 Altri crediti 12 0 12 Crediti finanziari 0 0 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 928 0 928 Tfr e altri piani a Benefici definiti (72) 0 (72) |
|---|
| Fondo rischi e Oneri 0 0 |
| Attività/passività per imposte correnti 0 0 |
| Debiti commerciali 0 0 |
| Altri debiti 0 0 |
| Altre passività finanziarie 0 0 |
| Debiti verso banche 0 0 |
| Avviamento allocato 0 0 |
| SALDO NETTO 1.146 0 1.146 |
| di cui spettanza di terzi |
| Avviamento 615 |
| Valore netto acquisito 1.761 |
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (1.761) |
| Disponibilità liquide acquisite |
| 928 Rimborso debiti finanziari |
| Debiti verso banche |
| Flusso di cassa netto (833) |
Acquisizione Ramo Romeo Gas
In data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas S.p.A. attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzione Gas S.r.l. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria relativamente ad una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| € migliaia | |||
|---|---|---|---|
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value |
| Immobilizzazioni Materiali | 21.107 | 0 | 21.107 |
| Immobilizzazioni Immateriali | 19 | 9.073 | 9.093 |
| Partecipazioni | 0 | 0 | 0 |
| Rimanenze di Magazzino | 20 | 0 | 20 |
| Fiscalità differita/Crediti Tributari | 3.129 | (2.642) | 487 |
| Crediti Commerciali | 0 | 0 | 0 |
| Altri crediti | 13 | 0 | 13 |
| Crediti finanziari | 0 | 0 | 0 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 0 | 0 | 0 |
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | (401) | 0 | (401) |
| Fondo rischi e Oneri | (93) | 0 | (93) |
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 |
| Debiti commerciali | (119) | 0 | (119) |
| Altri debiti | (335) | 0 | (335) |
| Altre passività finanziarie | 0 | 0 | 0 |
| Debiti verso banche | 0 | 0 | 0 |
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 |
| SALDO NETTO | 23.341 | 6.431 | 29.772 |
| di cui spettanza di terzi | 0 | ||
| Avviamento | 7.302 | ||
| Valore netto acquisito | 37.074 | ||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (37.074) | ||
| Disponibilità liquide acquisite | 0 | ||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||
| Debiti verso banche | 0 | ||
| Flusso di cassa netto | (37.074) |
Acquisizione del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu"
In data 30 giugno 2022 il Gruppo per il tramite della controllata Acea Ambiente, si è aggiudicata il ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" (sito in Località Casette di Grasciano Notaresco - Teramo), a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda è composto dalla discarica denominata "Grasciano1" completamente esaurita nei volumi autorizzati e dalla nuova discarica denominata "Grasciano2". L'immissione in possesso è avvenuta in seguito alla voltura delle autorizzazioni a fine 2022.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive. Si fa presente che il bargain è stato rilevato nel conto economico del bilancio dell'esercizio 2022.
| € migliaia | |||
|---|---|---|---|
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value |
| Immobilizzazioni Materiali | 13.673 | 0 | 13.673 |
| Immobilizzazioni Immateriali | 0 | 30.547 | 30.547 |
| Partecipazioni | 0 | 0 | 0 |
| Rimanenze | 0 | 0 | 0 |
| Fiscalità differita/Crediti Tributari | 0 | 0 | 0 |
| Crediti Commerciali | 0 | 0 | 0 |
| Altri crediti | 854 | 0 | 854 |
| Crediti finanziari | 0 | 0 | 0 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 0 | 0 | 0 |
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | 0 | 0 | 0 |
| Fondo rischi e Oneri | 0 | (7.648) | (7.648) |
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 |
| Debiti commerciali | 0 | 0 | 0 |
| Altri debiti | 0 | 0 | 0 |
| Altre passività finanziarie | 0 | 0 | 0 |
| Debiti verso banche | 0 | 0 | 0 |
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 |
| SALDO NETTO | 14.526 | 22.899 | 37.425 |
| di cui spettanza di terzi | 0 | ||
| Bargain | (10.044) | ||
| Valore netto acquisito | 27.381 | ||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (27.381) | ||
| Disponibilità liquide acquisite | 0 | ||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||
| Debiti verso banche | 0 | ||
| Flusso di cassa netto | (27.381) |
Business Combination – Contabilizzazione Provvisoria (IFRS 3 – par.45)
Acquisizione ASM Terni
In data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, ad esito della procedura ad evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione è finalizzata alla creazione di un mono-operatore attivo nel business del ciclo idrico integrato, dell'ambiente e nella distribuzione e vendita di energia elettrica e gas.
L'ingresso di Acea nel capitale sociale di ASM Terni è strutturato in due fasi distinte ma correlate tra loro; la prima fase dell'operazione si è concretizzata attraverso la sottoscrizione della prima tranche di aumento di capitale di ASM Terni attraverso un conferimento di partecipazione come di seguito rappresentato:
- La Capogruppo, TWS e ACEA MOLISE hanno conferito la quota di partecipazione detenuta in UmbriaDue Servizi Idrici S.c.a.rl. detenuta complessivamente per il 99,4%;
- ACEA AMBIENTE ha conferito la partecipazione detenuta in Ferrocart S.r.l. detenuta per il 60,0%.
La seconda fase dell'operazione si è perfezionata in data 19 aprile 2023 e ha portato la quota di partecipazione del Gruppo in ASM Terni al 45% attraverso il conferimento del 20% del capitale di Orvieto Ambiente, la società spinoff di ACEA Ambiente, e di liquidità per € 2,5 milioni.
Pertanto, Acea rappresenta il partner industriale per il conseguimento degli obiettivi prefissati e consolida integralmente la società sulla base degli accordi sottoscritti, per quanto previsto nei patti parasociali e nello statuto.
L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.
| € migliaia | |
|---|---|
| Saldo Netto | 85.257 |
| di cui spettanza di terzi | (46.661) |
| Avviamento/(Badwill) | 1.563 |
| Valore netto acquisito | 40.159 |
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (40.159) |
| Disponibilità liquide acquisite | 4.766 |
| Erogazione Finanziamento | 0 |
| Debiti verso banche | (10.333) |
Applicazione del principio IFRS5
Il 23 dicembre 2021 è stato siglato un accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix per la cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici detenuti dal Gruppo ACEA per un totale di circa 105 MW. L'accordo si è poi perfezionato il 22 marzo 2022 attraverso la cessione di Acea Sun Capital alla Newco AE Sun Capital partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix; tale cessione ha comportato il passaggio degli impianti già connessi alla rete, mentre la cessione degli impianti in fase di completamento o connessione risulta dagli accordi subordinata all'ottenimento del certificato di connessione. Tali impianti sono attualmente nel libro cespiti di Acea Solar, Acea Renewable e Fergas Solar 2 e sono rappresentati nel presente Bilancio in linea con quanto previsto dall'IFRS5 e in continuità con quanto rappresentato nel Bilancio Consolidato 2021 e 2022, ovvero:
- la valutazione di tali beni è stata effettuata al minore tra il costo storico, diminuito del fondo ammortamento relativo, e il valore di presumibile realizzo;
- le attività e le passività direttamente correlate al gruppo in dismissione sono state misurate e presentate nello stato patrimoniale in due specifiche voci della situazione patrimoniale ("attività destinate alla vendita" e (passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita). Si ricorda che né l'IFRS5 né lo IAS1 forniscono indicazioni sulle modalità di presentazione delle transazioni tra Continuing e Discontinued Operations, il metodo scelto ha portato a rappresentare la riclassifica dei saldi patrimoniali di attivo e passivo con i valori al netto delle elisioni delle transazioni infragruppo;
- le poste economiche sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non vengono più calcolati.
Si rappresenta di seguito il contributo dell'operazione alla situazione patrimoniale del Gruppo Acea (in €/milioni) al 30 giugno 2023:
| ATTIVITA' | Effetto applicazione IFRS5 |
|---|---|
| ATTIVITA' NON CORRENTI | 20,3 |
| ATTIVITA' CORRENTI | 0,5 |
| Attività non correnti destinate alla vendita | 20,8 |
| PASSIVITA' | Effetto applicazione IFRS5 |
|---|---|
| PASSIVITA' NON CORRENTI | 0,0 |
| PASSIVITA' CORRENTI | 2,1 |
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita | 2,1 |
Inoltre, si fa presente che in relazione alla cessione di Acea Sun Capital e delle sue controllate che le poste economiche dei primi sei mesi del 2023 sono state rappresentate in continuità con l'esercizio precedente (consolidamento integrale comprensivo delle elisioni intercompany) e dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non sono stati più iscritti.
Informativa sui servizi in concessione
Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano" attraverso Acea Ambiente.
Per quanto riguarda il settore idrico, il Gruppo ACEA svolge in concessione il Servizio Idrico Integrato (SII) nelle seguenti regioni:
- Lazio ove ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. svolgono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone,
- Campania ove Gori S.p.A. esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno,
- Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attraverso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto attraverso Acquedotto del Fiora S.p.A., in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. e in quella di Lucca e provincia attraverso GEAL S.p.A,
- Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia attraverso Umbra Acque S.p.A. e in quella di Terni attraverso ASM Terni e S.I.I. ScpA.
Inoltre, il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nel comune di Termoli con Acea Molise S.p.A.
In ultimo, si evidenzia che a partire dall'anno 2019, il Gruppo ACEA opera anche nella distribuzione del gas in Abruzzo nella provincia di Pescara, in quella dell'Aquila e in quella di Chieti, in Campania nella provincia di Salerno e in Molise nelle province di Campobasso e Isernia.
Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.
Illuminazione Pubblica Roma
Il servizio è svolto sulla base della concessione della disponibilità degli asset in forza di atto emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura strumentale alla concessione, ha durata coincidente con questa (scadenza al 31 dicembre 2027).
Ai sensi di apposita previsione nel contratto, il servizio può essere gestito da Acea o da società da essa controllata.
Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.
Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere richiesti e finanziati dal Comune oppure finanziati da Acea; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.
Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto-legge 138/2011 - ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.
Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.
Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprendeva – nell'impostazione iniziale del contratto - tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.
A giugno 2016 ACEA e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del c.d. Piano LED (previsto da apposita Delibera della Giunta Capitolina) e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.
In particolare, tale Piano ha previsto l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 con un corrispettivo fissato ad € 48,0 milioni per l'intero Piano LED.
In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED, le parti hanno parzialmente modificato la disciplina dei rapporti come prevista dal contratto di servizio del 2007 e dall'atto modificativo dello stesso (intervenuto nel 2011), con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio nonché alla manutenzione extra-ordinaria (c.d. "mexo") e all'ammodernamento e sicurezza degli impianti, ambedue divenute voci di remunerazione separate dal canone ordinario e oggetto di specifica condivisione con Roma Capitale.
In merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A. In data 8 febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP – LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei
corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, che, ad ogni buon conto non incide sulla volontà dell'Amministrazione di bandire una nuova gara al fine di riaffidare il servizio, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea in relazione al Contratto di Servizio. Facendo seguito a tale intendimento, Roma Capitale, nel mese di luglio 2021, si è impegnata a liquidare i crediti riconosciuti e ad adottare deliberazioni per il riconoscimento del debito fuori bilancio in relazione ai crediti non immediatamente liquidabili. Pur continuando ad esservi alcune partite di credito in contestazione, a seguito delle interlocuzioni di luglio 2021 e fino al mese di novembre 2021, è stata corrisposta da Roma Capitale larga parte dell'insoluto relativo ad annualità pregresse e sono continuate le attività di verifica e di confronto con il Comune di Roma. Tali confronti hanno condotto Roma Capitale a corrispondere ad Acea ulteriori incassi relativi principalmente a crediti correnti. Nel corso del 2022 sono quindi proseguite le attività di riconciliazione delle partite di credito e sempre tramite compensazione si è proceduto alla liquidazione di € 56,5 milioni.
Nel contempo, sono iniziate e proseguite, tra le Parti, interlocuzioni finalizzate al raggiungimento di un accordo per lo scioglimento anticipato del rapporto relativo al servizio di illuminazione pubblica (ivi inclusa la concessione dei beni) e per la definizione dei rapporti di debito/credito.
Si informa inoltre che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n.312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: ACEA S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro al 31 dicembre 2021 di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e nei confronti della controllata areti sempre con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica. Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.
Si comunica che nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.
Servizio idrico integrato
Lazio – ACEA Ato2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)
Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 89 rispetto ai 113 dell'intero ATO. A seguito dell'art. 22 della Legge 29 dicembre 2021, n. 233 di conversione del Decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose" è stato stabilito che dopo il comma 2-bis dell'articolo 147 del D.L.vo 152/2006 sia inserito il seguente: "2-ter Entro il 1° luglio 2022, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l'ente di governo dell'ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2 -bis , lettera b), confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente.
La situazione complessiva rimane quindi invariata e, al 30 giugno 2023, viene così riepilogata nella seguente tabella di sintesi:
| n° | |
|---|---|
| Situazione acquisizioni | comuni |
| Comuni interamente acquisiti al S.I.I. | 90 |
| Comuni parzialmente acquisiti nei quali ACEA Ato2 svolge uno o più servizi | 16 |
| Comuni sotto i 1000 abitanti che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I. in base al comma 5 del d.lgs 152/2006 | 7 |
Si segnala che anche per il servizio di depurazione di Valmontone, che veniva gestito precedentemente dalla correlata Acea Molise in qualità di soggetto tutelato, è stato firmato il relativo verbale di trasferimento essendoci stata la retrocessione del servizio al Comune passato poi ad ACEA Ato2 dopo la realizzazione, da parte di quest'ultima, dei lavori di revamping al depuratore.
Nel IV° trimestre 2022 inoltre è stato sottoscritto il Verbale di consegna ad ACEA Ato2 ed ACEA Ato5 del servizio fognatura gestito del Consorzio "Co.R.Ec.Alt." chiudendo così un'annosa questione che non permetteva il trasferimento in gestione di parte della rete dei Comuni di Arcinazzo Romano e Trevi nel Lazio oltre a quella del Comune di Piglio facente parte dell'ATO5. Il trasferimento sarà perfezionato dopo i lavori di revamping già previsti.
L'acquisizione del Servizio Idrico Potabile dei comuni (ad eccezione di quei 7 che hanno esercitato la facoltà di seguitare nella gestione autonoma in base al comma 5 del D. Lgs. 152/2006) è stata, quindi, completata. Ci sono però 17 Comuni nei quali l'acquisizione è ancora parziale. ACEA Ato2, avendo il compito di gestire tutto il SII dei Comuni dell'ATO2, deve prendere i servizi mancanti. Il completamento di queste acquisizioni dipende dai lavori di revamping in corso sugli impianti e/o sulle reti che hanno bisogno di essere adeguati agli standard quali/quantitativi e di sicurezza previsti per la gestione da parte di ACEA Ato2.
Nel corso del II° trimestre 2023 è stata acquisita la parte più consistente del servizio di fognatura e depurazione del Comune di Rignano Flaminio portando così a 90 i comuni con acquisizione dell'intero SII; inoltre, si sta procedendo verso l'acquisizione in gestione anche del servizio di fognatura del Comune di Valmontone.
La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale. Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 61 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione. Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.
La Società, al fine di salvaguardare le fonti di approvvigionamento e attuare una gestione sempre più sostenibile della risorsa idrica, può contare sul supporto dello studio della disponibilità, in termini quantitativi, delle potenziali risorse idriche sotterranee e dei possibili
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
impatti relativi al prelievo di risorsa idrica tramite il monitoraggio di variabili meteoclimatiche e l'implementazione di adeguati modelli interpretativi. Questi strumenti vengono costantemente implementati anche nell'ambito dell'Accordo di Collaborazione stipulato con l'Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRSA), con il fine di conoscere ed interpretare sempre meglio la variabilità nel tempo della disponibilità idrica e valutare indicatori di allerta per individuazione precoce di eventuali condizioni di carenza idrica.
Grazie a queste metodologie e strumenti ormai consolidati, ACEA Ato2 può contare su un robusto ed articolato sistema operativo di supporto alle decisioni, che per il primo trimestre 2023 ha reso disponibile questa analisi.
Sulla dorsale appenninica, sede dei principali acquiferi in gestione, le precipitazioni cumulate nel primo semestre hanno fatto registrare quantitativi significativamente inferiori ai valori medi delle serie storiche di riferimento, rappresentando dunque una situazione di significativo deficit idrico. Le precipitazioni occorse nel mese di giugno, a causa degli elevati tassi di evapotraspirazione, hanno portato ad un tasso di infiltrazione efficace pressoché nullo: ciò implica, per i principali acquiferi in gestione, apporti di ricarica delle falde trascurabili. Il modello di previsione della disponibilità idrica alle fonti fornisce un quadro di modeste riprese sorgive per la maggior parte degli acquiferi in gestione di ACEA Ato2 cui si susseguono curve di esaurimento verso i minimi valori di portata prossimi a quelli osservati nello scorso anno idrologico.
Con riferimento alle reti di distribuzione, nel primo semestre 2023 è proseguita la campagna di interventi finalizzati alla riduzione delle perdite fisiche e commerciali e all'efficientamento. In particolare:
- le attività di efficientamento sulle reti di distribuzione sono avanzate sui territori di più recente acquisizione e continueranno sui territori di Roma e dei Castelli Romani così come previsto nel progetto PNRR Reti Idriche;
- è stata condotta l'attività di ricerca delle perdite occulte attraverso un'attività di analisi puntuale e sistematica delle reti in funzione delle anomalie emergenti dal monitoraggio dei distretti idrici realizzati;
- sono stati ultimati i lavori ed a breve saranno messi in esercizio 3 nuovi nodi di regolazione delle pressioni, in grado di attuare una gestione attiva delle stesse e ridurre la frequenza di accadimento delle rotture nelle reti di distribuzione e sono in corso i lavori per la realizzazione di ulteriori 2 importanti nodi di regolazione;
- è proseguita la digitalizzazione ed inserimento nel sistema GIS degli asset di recente acquisizione e, parallelamente, è in corso l'installazione di misure in telecontrollo per i nuovi sistemi di approvvigionamento e distribuzione che sono stati acquisiti, con l'obiettivo di poter, entro l'anno 2023, predisporre bilanci idrici affidabili sui nuovi asset in gestione, attraverso il sistema WMS. Al primo semestre del 2023 sono stati inseriti complessivamente nel sistema GIS aziendale circa 460 km di rete per i diversi comuni della provincia nonché 32 strumenti di misura funzionali alla definizione del bilancio idrico;
- sono proseguite, anche con il ricorso a nuove strategie e allo strumento Waidy Management System, le azioni finalizzate alla regolarizzazione amministrativa di casi di prelievi abusivi, forniture non riattivate, contratti non correttamente trasferiti dalle precedenti gestioni, ecc.
Con riferimento al comparto depurativo, al 30 giugno 2023, ACEA Ato2 gestisce oltre 7.500 chilometri di rete fognaria (di cui 6.700 mappati su GIS), 662 impianti di sollevamento fognari -di cui 182 nel territorio di Roma Capitale ed un totale di 165 impianti di depurazione (di cui 30 nel territorio di Roma Capitale), per un totale di acqua trattata pari a 294,3 Mmc (dato riferito ai soli depuratori gestiti al 30 giugno 2023).
Si evidenzia che a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano nazionale di ripresa e Resilienza (PNRR), derivanti dal Decreto Ministeriale n. 517 del 16 dicembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, che prevede interventi su sistemi di approvvigionamento a scopo idropotabile e/o irriguo volti ad ottimizzare e completare infrastrutture idriche per la derivazione, l'accumulo e l'adduzione della risorsa, con l'obiettivo di incrementare la resilienza ai cambiamenti climatici, migliorare la sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente e ridurre gli sprechi della risorsa idrica, Acea Ato2 è identificata come
- Soggetto Attuatore dei 4 sotto-progetti Finanziati, come di seguito riportato, per un totale di € 150 milioni:
- ✓ Nuovo Acquedotto Marcio I lotto per € 57 milioni;
- ✓ Raddoppio VIII Sifone Tratto Casa Valeria Uscita Galleria Ripoli € 41 milioni;
- ✓ Condotta Monte Castellone Colle S. Angelo (Valmontone) € 29 milioni;
- ✓ Adduttrice Ottavia Trionfale € 23 milioni.
- Soggetto Attuatore di secondo livello del progetto di efficientamento nelle reti di distribuzione, finanziato per un importo complessivo di € 50 milioni (il Soggetto beneficiario è l'EGA Ato2 Lazio centrale Roma).
- Soggetto Attuatore di secondo livello per l'adeguamento della linea fanghi dell'impianto di depurazione Ponte Lucano, finanziato per un importo complessivo di € 5,3 milioni (il Soggetto beneficiario è l'EGA Ato2 Lazio centrale Roma).
Nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Centrale – Roma è stato adottato con Delibera 13-22 lo schema regolatorio relativo all'aggiornamento della predisposizione tariffaria 2022–2023, elaborato sulla base delle deliberazioni ARERA 639/2021/R/idr e 229/2022/R/idr. Nelle more della approvazione da parte dell'Autorità, ai sensi del comma 7.2 della delibera ARERA 580/2019/R/idr si è applicata la tariffa 2020-2023 come approvata dall'Autorità con delibera 197/2021/R/idr.
La proposta tariffaria adottata dalla Conferenza dei Sindaci, risultato di un lavoro di elaborazione congiunto tra ACEA Ato2 e la Segreteria Tecnico Operativa (STO) della Conferenza dei Sindaci, è stata approvata nel gennaio 2023 dall'Autorità con delibera 11/2022/R/idr "Approvazione dell'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per gli anni 2022 e 2023"; di seguito i contenuti principali:
- è confermata la collocazione nello Schema V della matrice di schemi regolatori di cui all'art. 5 dell'Allegato A alla deliberazione 580/2019/R/IDR (investimenti elevati rispetto al valore delle infrastrutture esistenti e VRG pro capite medio superiore al valore medio nazionale determinato dall'ARERA), già approvata con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
- programma degli Interventi per il biennio 2022-2023 di oltre € 805 milioni, pari a circa a € 110 annui pro capite, peraltro incrementato di quasi € 90 milioni rispetto a quanto approvato per il quadriennio 2020-2023; per il successivo periodo 2024- 2032 sono inoltre previsti ulteriori € 4.200 milioni (€ 890 milioni in più di quanto approvato per il quadriennio 2020-2023);
- sono confermati i moltiplicatori tariffari theta (da applicare alla tariffa in vigore al 31 dicembre 2019) pari a 1,139 per l'anno 2022 e 1,202 per l'anno 2023, in continuità con quanto già approvato con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
- conferma del valore del parametro "psi" pari a 0,45 (il valore massimo previsto dalla Delibera 580/209/R/IDR è 0,8) ai fini della determinazione della componente per il finanziamento anticipato di nuovi investimenti (FNInew);
- utilizzo dell'ammontare non speso per il bonus idrico integrativo a tutto il 2021, ovvero circa € 6 milioni, per ridurre i conguagli tariffari dovuti per il 2020 e 2021.
Nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci è stato inoltre deliberato il Regolamento attuativo relativo al bonus idrico integrativo 2023 (Delibera 11-22). In continuità con le annualità precedenti, l'importo del bonus viene calcolato come la spesa (basata sulle tariffe in vigore nell'anno di riferimento) corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a:
- 40 mc annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con ISEE fino a € 8.265;
- 20 mc annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con:
-
- indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;
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- indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;
-
- indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.
-
Altri eventi da evidenziare in relazione alle deliberazioni della Conferenza dei Sindaci sono l'aggiornamento della Carta dei Servizi (delibera 10-22 del 29 settembre 2022) e il Regolamento di utenza (delibera 12-22 del 30 novembre 2022), adeguate alla regolazione vigente.
Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI), la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) e la Delibera 580/2019/R/idr.
Relativamente alla Delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n.2 e n.3 del 2014.
Con sentenza n° 892 del 20 aprile 2022 il TAR Lombardia ha confermato gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/IDR relativamente:
- alle cd. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
- alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essendo possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";
- agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.
Sono stati discussi in data 11 ottobre 2022 gli appelli relativi alla delibera 643/13, eccezion fatta per quello di ACEA Ato2 per indisponibilità della relatrice cui era stato assegnato.
Relativamente ad ACEA Ato2 con sentenza 736 del 23 febbraio 2023 il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di ARERA per la riforma della sentenza del Tar Lombardia Sez. Seconda, n. 892/2022 che aveva parzialmente annullato gli atti di approvazione del Metodo tariffario idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, dando ragione al regolatore sul mancato riconoscimento degli oneri finanziari sui conguagli. Il giudice di secondo grado ha condiviso le argomentazioni di ARERA, in continuità con analoghe pronunce già pubblicate su appello dell'Autorità contro, tra gli altri, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque, Gori e Publiacqua, valutando ragionevole la scelta del regolatore di basare i conguagli su "dati effettivi e certificati relativi ai volumi di vendita", mentre "la rischiosità dell'attività di gestione del SII è già considerata dal valore tariffario "beta", che è stato valutato ragionevole da un organismo verificatore in funzione del perseguimento del principio del "full cost recovery". Inoltre, la sentenza dispone che "riconoscere gli oneri finanziari anche sui conguagli (costi operativi) significherebbe, sotto il profilo della redditività, attribuire a detta componente sostanzialmente lo stesso trattamento degli investimenti (costi di capitale), che perseguono la diversa finalità del miglioramento della qualità del servizio pubblico". In ultimo il Consiglio di Stato concorda con ARERA sul fatto che i conguagli siano già adeguati esclusivamente con l'inflazione come già avviene negli altri settori regolati.
Il Consiglio di Stato ha inoltre respinto la tesi dell'appellante relativamente alla illegittimità della previsione di un cap al moltiplicatore theta con riferimento alla componente relativa ai conguagli in quanto la regolazione già prevede il superamento dello stesso solo a determinate condizioni e su motivata istanza dell'Ente di Governo.
Per quanto riguarda la Delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la Delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della Delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
Nel mese di febbraio 2020, ACEA Ato2 ha proceduto ad impugnare anche la Delibera 580/2019/R/idr che ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche ACEA Ato5, Acea Molise e Gesesa (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2). È stata inoltre oggetto di ricorso anche la Delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da COVID-19. Si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Nel mese di febbraio 2022 ACEA Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/Idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA quali ACEA Ato5, Acea Molise, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, Gori, Gesesa, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace ad intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.
La quantificazione dei ricavi rivenienti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019. In particolare, i suddetti ricavi sono coerenti con l'aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023 approvata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 in data 30 novembre 2022 e successivamente dall'ARERA in data 17 gennaio 2023.
I ricavi del periodo ammontano a € 375,9 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FoNI pari a € 37,3 milioni (€ 25,6 milioni per la componente FNI e € 11,7 milioni per l'AmmFoni).
Lazio – ACEA Ato5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)
Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.
La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 - Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca D'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 202.303.
Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici.
Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue. Sono 232 gli impianti di sollevamento fognario gestiti dalla Società e 127 gli impianti di depurazione, compresi gli impianti "inaccessibili" e quelli fuori ATO (Rocca d'Evandro e Conca Casale).
Nel 2023, è continuata la digitalizzazione delle reti del territorio gestito, con l'inserimento dei dati nel sistema informativo GIS - Geographic Information System. Circa le attività di rilievo, al 30 giugno 2023 la consistenza della rete idrica è pari a 6.201 km totali (1.233 km adduzione + 4.968 km distribuzione).
Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, attualmente la gestione del SII è ancora svolta dalla Società AMEA partecipata dal Comune di Paliano. Relativamente a tale gestione mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato si è definitivamente pronunciato in merito all'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 – che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Il Consiglio di Stato pertanto, con sentenza n. 6635/2018, ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina, ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO 5 ed ACEA Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo".
Avendo ACEA Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO 5 Lazio Meridionale - Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del S.I.I. nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti - con verbali del 26 novembre 2018 e 29 novembre 2018 - hanno provveduto ad eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII, successivamente aggiornati nel 2020 e nel 2021 anche individuando i necessari interventi di adeguamento delle opere afferenti il servizio di depurazione e fognatura.
Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri, unitamente alla STO dell'ATO5, al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad ACEA Ato5. Il mancato invio di tutte le informazioni necessarie e la diatriba relativa alle modalità di trasferimento delle infrastrutture e della gestione del SII sono state oggetto di circostanziate note trasmesse tra le parte e di informative verso la STO e la Regione Lazio alla quale è stato chiesto da quest'ultima l'avvio delle procedure commissariali per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.
A partire dal mese di agosto 2022 è stato istituito un Tavolo tecnico, a cui hanno partecipato, a seconda dell'argomento trattato, i rappresentanti della STO dell'ATO5, di AMEA S.p.A. e di ACEA Ato5 S.p.A., al fine di raccogliere le informazioni e la documentazione utile alla valutazione delle partite contabili da traferire da AMEA al Gestore e da inserire nei tool tariffari (file RDT), entro il termine perentorio del 30 settembre 2022. Trascorso tale termine era prevista la attivazione dei poteri sostitutivi per il tramite della Regione Lazio.
A valle della riunione tenutasi presso la sede della Regione Lazio in data 8 novembre 2022 e alla luce delle difficoltà emerse, la stessa Regione ha trasmesso al Comune di Paliano, all'EGA e al Gestore, formale diffida ad adempiere al trasferimento del servizio idrico integrato e delle infrastrutture idriche del Comune con l'affidamento delle stesse in concessione di uso gratuito ad ACEA Ato5, così come previsto dalla vigente normativa nazionale e regionale e dagli obblighi derivanti dalle convenzioni di gestione e di cooperazione. In data 30 gennaio 2023 la Società, con nota prot. 39201/23 trasmessa agli Enti coinvolti, ha ribadito che non risultavano ulteriori comunicazioni da parte del Comune di Paliano circa gli adempimenti di propria competenza necessari al trasferimento del Servizio Idrico Integrato e delle infrastrutture al gestore unico in concessione di uso gratuito. Non risultano ulteriori utili aggiornamenti a riguardo alla data del presente documento.
Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad ACEA Ato5 ormai a far data dal 19 aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".
Avverso la predetta delibera, l'AATO 5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.
Per quanto attiene ACEA Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.
In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.
Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio, si segnala:
Ricorso al TAR Lazio - Latina (RG. 308/2021 sez.1) per l'annullamento della Deliberazione n.1 del 10 marzo 2021
ACEA Ato5 ha presentato ricorso al TAR Lazio, sez. Latina, per l'annullamento, previa adozione di adeguate misure cautelari, della Deliberazione n. 1 del 10 marzo 2021 (pubblicata in data 18 marzo 2021) recante Determinazioni tariffarie 2020-2023 ai sensi della Deliberazione ARERA n. 580/2019/r/idr "Approvazione del Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio MTI-3 " e s.m.i. con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII (servizio idrico integrato) per il periodo regolatorio 2020-2023. Nello specifico il Gestore ha impugnato la Deliberazione nella parte in cui non accoglie le istanze motivate in ordine al riconoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (OpexQC), al riconoscimento dei maggiori costi di morosità (COmor), nonché nella parte in cui rinvia il riconoscimento dei conguagli spettanti al gestore (RcTOTa) a successivi periodi regolatori e a fine concessione (sul Valore Residuo - VR a fine concessione).
All'udienza del 26 maggio 2021 il TAR, rilevando che la questione è molto complessa e richiede un approfondimento nel merito, ha fissato il merito al 15 dicembre 2021. In data 21 dicembre 2021 il TAR Lazio - sezione di Latina con sentenza n.691/2021 ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza fissata al 10 marzo 2022 ad esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare, riservandosi per il prosieguo. La Società ha formulato due istanze di prelievo (una ad aprile 2022 ed una a marzo 2023) ed è ancora in attesa della fissazione della data dell'udienza di merito.
Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori
Il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5.
Rammentiamo, infatti, che la Società aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 febbraio 2007, relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella fase di avvio della Concessione.
L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della Deliberazione n. 4/2007 (intervenuta in forza della successiva Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 5/2009). Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996. Infine, l'Ente d'Ambito - nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate - aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in € 28.699.699,48.
Ciò posto, il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017 ha:
rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della Deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva Deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la
Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
- annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
- rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di ACEA Ato5 e che erano volte ad ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
- rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che, giova rammentarlo, nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000,00. All'udienza del 17 novembre 2017, sono stati depositati per conto di ACEA Ato5 i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la Nota di Acea del 16 novembre 2017. Con riferimento a quest'ultima Nota sono state evidenziate:
- a. l'impegno di ACEA Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
- b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.
A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte - inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 luglio 2017 e del 4 ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA Ato5 a titolo di Canone di Concessione - ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 novembre 2017, di dover "riferire" all'A.A.T.O. 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di ACEA Ato5 in favore di A.A.T.O.5.
Conseguentemente, la Società - per il tramite dei propri legali - ha rappresentato che:
- a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 ACEA Ato5 ha corrisposto:
- ✓ € 1.287.589,00 in data 5 gennaio 2018, direttamente all'A.A.T.O. 5;
- ✓ € 85.261,93 in data 22 novembre 2017 al Consorzio Valle del Liri (nell'ambito del più ampio pagamento di € 178.481,68 in esecuzione dell'accordo transattivo di cui è parte lo stesso Ente d'Ambito nel quale, all'art.2.1, si dà atto che il pagamento di € 178.481,68 andava a valere sui canoni 2010-2011-2012-2013-2016); per un totale complessivo di € 1.372.850,93;
- con tali ultimi pagamenti, ACEA Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006- 2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'8 novembre 2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".
All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, avrebbe provveduto alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 settembre 2018.
In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa - tra le altre - anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 settembre 2020 e in seguito al 15 dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 marzo 2021. All'udienza del 27 aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 aprile 2021 ha fissato all'11 maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 maggio 2021 l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 novembre 2021. La Società alla successiva udienza del 15 dicembre 2021 ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta è stata oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni e successivamente, ha rinviato all'ulteriore udienza del 31 maggio 2022. In tale occasione, l'Autorità giudicante, preso atto del rifiuto dell'AATO5 dell'offerta transattiva proposta dalla Società, ha assegnato alle parti i termini di legge per il deposito degli atti conclusivi e ha trattenuto la causa in decisione.
In data 31 maggio 2023 è stata emessa sentenza con cui il Giudice ha ritenuto estinto il debito in base ai pagamenti eseguiti da Acea in corso di giudizio. Inoltre, il Giudice, in particolare, ha riconosciuto un pagamento, in eccesso, da parte della Società, pari alla differenza tra la somma dovuta (pari ad € 26.313.251,50) e quella effettivamente corrisposta da ACEA Ato5 (pari ad € 28.690.662,85), pari a € 2.377.411,35.
Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone che ha revocato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.
La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. Il procedimento è stato rinviato al 30 giugno 2021, poi al 6 luglio 2022 poi ancora al 10 maggio 2023 e successivamente al 13 dicembre 2023.
La Società non ha ritenuto opportuno cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:
- il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da ACEA Ato5 presso la Corte di Appello di Roma (RG n. 6227/2017), è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
- le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex sé l'insussistenza del credito.
La fondatezza dell'appello e della decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.
Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 26 novembre 2019, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 19 dicembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, previsto - tra l'altro - quanto segue:
- ha accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la Delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
- ha ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.
Adeguamento del Canone Concessorio
Con la deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018, la Conferenza dei Sindaci ha disposto che il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni, a far data dal secondo semestre 2013 e fino al termine della Concessione, venisse erogato direttamente dal Gestore. Conseguentemente, in occasione dell'aggiornamento tariffario disposto in data 1° agosto 2018, dando immediata attuazione alle prescrizioni rese dall'ARERA contenute nel provvedimento sanzionatorio DSAI/42/2018/Idr, in merito, tra l'altro ai canoni relativi ai Comuni non gestiti, si è provveduto ad adeguare la componente mutui del Canone di Concessione inserendo per l'annualità 2019 l'importo degli stessi indicato nell'allegato della suddetta deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018. Nessun adeguamento della componente mutui è stato recepito per le annualità 2012-2018 in quanto la deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018 non implicava alcuna modifica all'importo della componente mutui approvato nelle varie predisposizioni tariffarie. Inoltre, l'eventuale ricalcolo dei costi per mutui (MTp) dovrà essere oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci e dovrà essere recepita nel Piano Economico Finanziario (PEF) del prossimo aggiornamento tariffario, in considerazione del fatto che, anche in sede di approvazione dell'aggiornamento tariffario 2018-2019, deliberata dalla Conferenza dei Sindaci del 1° agosto 2018, nulla è stato disposto in merito ai canoni delle annualità suddette.
Per i motivi di seguito specificati la Società non ha ritenuto che l'obbligazione a pagare tale differenza all'Ente d'Ambito fosse venuta meno e, quindi, non ha proceduto alla riduzione degli stanziamenti passivi presenti nei propri bilanci per canoni concessori:
- la suddetta Deliberazione della Conferenza dei Sindaci nulla ha disposto in merito alla differenza;
- nel rispetto della normativa regolatoria vigente, la quantificazione dei canoni concessori spetta esclusivamente all'Ente d'Ambito e quindi l'eventuale recepimento della differenza (con conseguente estinzione della relativa obbligazione) può avvenire solo a seguito della revisione delle tariffe per le annualità 2012-2018 e del relativo Piano Economico Finanziario (PEF) da parte dell'Ente d'Ambito;
- in sede di revisione delle tariffe per il biennio 2018-2019 e del relativo PEF, l'Ente d'Ambito ha recepito la riduzione dei canoni concessori solo a partire dal 2018 (con una sostanziale riduzione degli stessi di circa € 1.658 mila nel 2018), lasciando invece invariati quelli relativi alle annualità 2012-2018;
- per l'annualità 2013 l'EGA aveva provveduto ad emettere nei confronti della Società apposite fatture per la differenza tra il canone di concessione risultante dalla relativa predisposizione tariffaria e gli oneri per i mutui che il Gestore aveva liquidato ai Comuni in base alla suddetta Deliberazione;
- l'esatta quantificazione dei canoni concessori per le suddette annualità e la valutazione circa la ricollocazione e trattamento degli stessi ai fini tariffari costituiva un tema aperto per entrambe le parti, tanto è vero che era stata rimessa al Collegio di Conciliazione instauratosi tra l'AATO5 ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione.
Va anche osservato che trattandosi di un cosiddetto "costo passante" nella definizione tariffaria, cioè imputato in tariffa senza che per il Gestore ci sia alcun ritorno economico (una sorta di riscossione per conto di terzi), il suo effetto è sostanzialmente neutro nel Bilancio del Gestore: viene iscritto come ricavo e contestualmente, ed in egual misura, come costo. Per questo motivo, anche ove la Società erroneamente non essendo venuta meno l'obbligazione a pagare la differenza avesse rilevato una sopravvenienza attiva a rettifica dell'importo dovuto a titolo di canone di concessione, avrebbe poi dovuto rilevare parallelamente una sopravvenienza passiva di pari
importo conseguente ad una riduzione dei conguagli relativi agli anni 2012-2018 con evidenti effetti economici nulli sia dal punto di vista civilistico che fiscale.
Si segnala che in data 27 novembre 2019 il citato Collegio di Conciliazione ha sottoposto alla Società e all'Ente d'Ambito apposita Proposta di Conciliazione, con allegato atto ancora da sottoscrivere. In detti documenti il Collegio di Conciliazione ha – tra l'altro – avanzato la proposta di portare a decurtazione dei conguagli tariffari vantati dal Gestore la differenza di € 12.798 mila tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie per le annualità 2012-2018 e le somme da riconoscere direttamente ai Comuni in base alla Deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018. Tale proposta di destinazione a compensazione di crediti esistenti conferma la debenza da parte del Gestore di tale differenza, corroborando la decisione della Società di non rilasciare i relativi stanziamenti passivi nei propri Bilanci.
Procedimento penale n. 3910/18
Relativamente al procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, in data 2 gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r., pendente per la presunta violazione dell'art. 4 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele). In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c.c. intestati ad ACEA Ato5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata per il 1° febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. In forza del predetto provvedimento di restituzione, la Società ha provveduto a trasmettere al Fondo Unico Giustizia formale richiesta di restituzione delle somme dissequestrate. A oggi il procedimento di restituzione è stato definito con lo sblocco delle somme da parte del Fondo Unico Giustizia. Tale procedimento è stato riunito con il procedimento penale n. 2031/16 r.g.n.r.
Contestualmente, però, è stato notificato nei confronti di un ex Dirigente della Società il Decreto di citazione a giudizio. All'udienza fissata per la trattazione delle questioni preliminari al dibattimento e per la dichiarazione di apertura del dibattimento stesso, verrà rilevato che i fatti di cui al capo di imputazione sono i medesimi per i quali è pendente il procedimento penale RGNR 2031/2016.
La prima udienza dibattimentale è stata celebrata in data 19 ottobre 2021. Rinviata al 16 novembre 2021, per scioglimento riserva assunta dall'organo giudicante a fronte dell'eccezione di incompetenza territoriale proposta dal difensore dell'imputato. Rigettata questione preliminare e rinviato al 19 aprile 2022 e successivamente all'udienza del 27 settembre 2022 per l'esame dei testi indicati nella lista del Pubblico Ministero; udienza ulteriormente differita per l'espletamento dei medesimi incombenti alla data del 21 febbraio 2023 e successivamente al 19 settembre 2023 per procedere all'esame dell'imputato e due testimoni della difesa ed al 3 ottobre 2023 per completare l'escussione dei testimoni della difesa.
Provvedimento sanzionatorio ARERA in materia di regolazione tariffaria del SII
Con la determinazione n. DSAI/42/2018/Idr del 21 maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 novembre 2017, presso la sede della Società.
In data 4 luglio 2019 l'ARERA ha pubblicato la Deliberazione 253/2019/S/IDR del 25 giugno 2019 con cui venivano irrogate, nei confronti di ACEA Ato5, ai sensi dell'articolo 2, comma 20, lett. c) della legge 481/95, sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo di € 955.000,00, in riferimento alle violazioni contestate con la Determinazione DSAI/42/2018/idr.
Avverso il predetto provvedimento, la Società in data 3 ottobre 2019 ha depositato ricorso dinnanzi al TAR Lombardia, al fine di ottenere l'annullamento dello stesso, nonché il riesame in punto di quantificazione della sanzione.
Altresì, successivamente alla presentazione del ricorso, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 - 2019.
In merito al ricorso in discorso, non si hanno, a oggi, notizie circa la fissazione dell'udienza di trattazione. Ad ogni modo, anche in ragione del sollecito di pagamento della sanzione trasmesso dall'ARERA in data 16 ottobre 2019, la Società ha provveduto al pagamento dell'intera sanzione a essa ascritta.
L'udienza di discussione del merito del ricorso si è svolta il 10 maggio 2023.
Ad esisto dell'udienza di discussione tenutasi in data 15 maggio 2023, è stata pubblicata il 3 giugno 2023 la sentenza n. 01375/2023 del TAR Lombardia che ha annullato la Deliberazione ARERA del 25 giugno 2019 n. 253/2019/S/idr che, a fronte di violazioni accertate in materia di regolazione tariffaria, aveva irrogato alla Società una sanzione pecuniaria di pari importo. È stato, quindi, accolto il ricorso presentato dalla Società e, per l'effetto, è stato annullato il provvedimento impugnato.
Provvedimento sanzionatorio AGCM - Procedimento PS9918
In data 5 luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito Regolamento). Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.CI. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti ed aggressivi nei confronti di consumatori e piccole imprese, posti in essere da ACEA Ato5 nel periodo gennaio 2015 - giugno 2018.
In data 20 febbraio 2019 l'AGCM, in riferimento al procedimento PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 maggio 2019.
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
In data 28 febbraio 2019 l'AGCM ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento PS/9918 - fissato alla data del 20 marzo 2019 - con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società. In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di: (i) avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018; (ii) prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione; (iii) gestione delle perdite idriche occulte. Il 20 marzo 2019 la Società ha provveduto a depositare memoria difensiva e documentazione a supporto.
In data 4 luglio 2019 l'Autorità ha notificato alla Società il provvedimento sanzionatorio con il quale è stata disposta una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 1,0 milioni. Avverso il predetto provvedimento sanzionatorio, la Società ha provveduto a depositare, in data 3 ottobre 2019, ricorso al TAR Lazio - iscritto al n. di RG 12290/2019 sez. I - al fine di ottenerne l'annullamento, previa sospensione cautelare. Nella Camera di Consiglio del 6 novembre 2019 per la discussione dell'istanza cautelare, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato l'Ordinanza n. 7223 con la quale ha respinto l'istanza di sospensione cautelare.
La decisione del TAR non affronta i singoli motivi di ricorso sui quali si pronuncerà solo in sede di merito, la cui udienza di trattazione, ad oggi, non risulta ancora fissata. In particolare, secondo il giudice amministrativo "in relazione alla entità della comminata sanzione pecuniaria e alle paventate conseguenze sull'attività di impresa, non appaiono ravvisabili profili di estrema gravità e urgenza di cui all'art. 119, comma 4, c.p.a. per la concessione della tutela cautelare richiesta, tenuto anche conto del fatto che la società ricorrente è comunque facoltizzata a presentare istanza di rateizzazione del relativo pagamento".
In ragione della predetta decisione, essendone facoltà della Società, la stessa ha provveduto a presentare all'Autorità, in data 3 dicembre 2019, istanza di rateizzazione che l'Autorità ha accolto in data 21 gennaio 2020.
Con riferimento al ricorso al TAR Lazio proposto dalla Società, all'udienza di merito del 22 febbraio 2023, dopo la discussione delle parti, il Collegio ha trattenuto la causa in decisione. In data 23 maggio 2023 è stata pubblicata la Sentenza del TAR Lazio con cui è stato respinto il ricorso di ACEA Ato5 contro AGCM. La Società sta valutando l'opportunità di proporre appello al Consiglio di Stato.
In data 26 febbraio 2020 è pervenuta richiesta di informazioni dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", in merito all'efficacia delle misure poste in essere da ACEA Ato5 a seguito del Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019, adottato all'esito del procedimento istruttorio PS9918.
In particolare, con riferimento al periodo luglio-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020, l'Autorità ha richiesto specifiche informazioni circa:
- a) numero reclami ricevuti, distinguendo e precisando causale di ogni singolo reclamo;
- b) numero reclami accolti e numero reclami respinti;
- c) numero di solleciti pagamento e minacce di slaccio inviate agli utenti;
- d) numero procedure esecutive avviate per recupero morosità;
- e) numero dei distacchi forniture idriche effettuate con indicazione motivazioni e procedure seguite.
In data 17 marzo 2020 la Società ha provveduto a fornire riscontro alla predetta richiesta con la quale si è data evidenza della rafforzata gestione in chiave pro-consumeristica del rapporto con gli utenti.
In particolare, le evidenze presentate hanno confermato:
- che non erano state avanzate prescrizioni dall'Autorità in riferimento alla verifica di cui al Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019. La Società, infatti, aveva già nel corso delle verifiche provveduto a migliorare le prestazioni oggetto di verifica;
- che la Società aveva già da tempo provveduto a implementare ovvero a modificare le procedure dalla stessa adottate nel rispetto della vigente normativa di settore - al fine di soddisfare al meglio le mutevoli esigenze dei consumatori, anche per tener conto delle misure di regolazione di recente adozione da parte dell'ARERA.
- Alla luce di tali considerazioni e tenuto conto dei dati a oggi disponibili non sono emersi elementi di rilievo in riferimento alle richieste avanzate dall'Autorità. Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.
In ultimo si segnala che, con riferimento al ricorso al TAR Lazio proposto dalla Società, all'udienza di merito del 22 febbraio 2023, dopo la discussione delle parti, il Collegio ha trattenuto la causa in decisione. In data 23 maggio 2023 è stata pubblicata la Sentenza del TAR Lazio con cui è stato respinto il ricorso di ACEA Ato5 contro AGCM. La Società sta valutando l'opportunità di proporre appello al Consiglio di Stato.
Procedimento penale n. 2031/2016
Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali in data 4 gennaio 2019 è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta ad indagini ed informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva assunta, ha emesso ordinanza per effetto della quale è stata disposta, l'ammissione di tutti i soggetti asseritamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus". Inoltre, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione di ACEA Ato5 e dell'Ato5 Lazio Meridionale Frosinone, nella qualità di responsabili civili per i fatti di reato ascritti agli imputati.
Alla luce di ciò è stato, dunque, disposto un rinvio all'udienza del 18 febbraio 2022, nel corso della quale ACEA Ato5 si è costituita in giudizio, quale responsabile civile. Successivamente, il GUP ha disposto il rinvio alla data del 14 marzo 2022 per consentire al pubblico ministero e alle parti civili di controdedurre sulla questione di incompetenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.
Con ordinanza datata 14 marzo 2022, il Giudice ha rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale ed ha rinviato all'udienza del 28/03/2022 per l'esame degli imputati. L'udienza preliminare è stata, poi, rinviata al 29 aprile 2022 per la requisitoria del P.M., nonché per la discussione delle parti civili e del responsabile civile. Il Gup ha, altresì, indicato ulteriori due date, rispettivamente quella del 23 maggio 2022 e del 27 giugno 2022 per la discussione di tutte le difese. L'udienza di discussione è stata differita d'ufficio al 19 settembre 2022 ed ulteriormente rinviata, prima, al 14 novembre 2022, successivamente al 10 febbraio 2023.
Ad esito dell'udienza del 10 febbraio 2023, il Gup del Tribunale di Frosinone, in accoglimento delle istanze della Società, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti degli amministratori di ACEA Ato5 perché il fatto non sussiste per i reati di:
- Frode nelle pubbliche forniture (tariffe servizio idrico);
- Impedimento delle gare ad evidenza pubblica Turbata libertà nella scelta del contraente;
- Peculato.
Il GUP ha altresì dichiarato la propria incompetenza per territorio rimandando al Tribunale di Roma in merito ai reati di:
- Falso in bilancio;
- Ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità;
- Reati tributari in materia di imposta sui redditi.
Giudizio civile RG 4164/2013 (Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi)
Con decreto ingiuntivo n. 1131/13, n. rg 1966/2013, emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di ACEA Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.
Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare l'ACEA Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.
L' Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di ACEA Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.
Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.
A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone nr. 4164/2013.
All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della CTU e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.
La controversia insorta è stata, infine, definita dalle parti in via transattiva, mediante la sottoscrizione dell'accordo conciliativo del 30 dicembre 2021 e il relativo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo resterà sospeso, al fine di verificare l'effettivo adempimento degli impegni assunti. Più nel dettaglio, il giudizio di opposizione verrà dapprima rinviato al fine di consentire la verifica dell'esatto adempimento dell'accordo e successivamente, solo in esito alla corretta ed integrale esecuzione dello stesso, andrà ad estinguersi ai sensi dell'art. 309 cpc. In virtù di ciò, la Società ha ritenuto di confermare - in via prudenziale - l'accontamento delle somme a fondo rischi, così da poter garantire la copertura di eventuali costi derivanti dall'accordo.
La causa è stata, dunque, rinviata al 17 marzo 2023 e, successivamente, al 19 dicembre 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo. Ad oggi le attività eseguite sono in linea con il cronoprogramma definito tra le parti.
Verifica fiscale
In data 7 marzo 2018 la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e Irap per l'anno di imposta 2013.
La Società, in data 24 dicembre 2018 ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex articolo 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.
In data 3 gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli, ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli art. 5 e 25 del D. Lgs. 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora. Avverso il predetto accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone. Sulla scorta delle valutazioni recepite dai propri consulenti fiscali, la Società, relativamente a tale verifica, non ha ravveduto particolari profili di rischiosità.
Ad ogni modo, si è provveduto al pagamento delle imposte a titolo provvisorio, in pendenza del giudizio, la cui udienza di trattazione si è svolta il 3 luglio 2019. In data 23 ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria
Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013. La Società ha impugnato la predetta Sentenza e presentando appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.
Si dà atto che i rilievi ai fini IRES relativi al PVC summenzionato sono stati oggetto di separato atto di accertamento, come descritto nel prosieguo.
Si fa presente, inoltre, che la verifica è proseguita per i periodi d'imposta 2014-2018, concludendosi con la redazione di ulteriore Processo Verbale di Constatazione in data 30 ottobre 2019.
In esito all'attività di verifica fiscale condotta, l'Amministrazione finanziaria, ha riscontrato in capo alla società una serie di violazioni di carattere sostanziale in materia di IRES e IRAP, per i periodi d'imposta dal 2014 al 2017. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701mila, mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".
Anche in relazione al sopracitato ultimo PVC sono state presentate dalla Società apposite osservazioni, ed è stato richiesto inoltre l'annullamento in autotutela di quanto oggetto di rettifica per il 2013.
Nonostante ciò, in data 31 dicembre 2019, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01680 in relazione all'IRES per il 2013, per un per un importo di € 3,1 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0C6M01854 in relazione all'IRAP per il 2014, per un per un importo di € 0,9 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01853 in relazione all'IRES per il 2014 per un per un importo di € 5,2 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante. Le Società hanno provveduto a depositare ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone in data 28 febbraio 2020. Con riferimento ai rilievi contestati in detti avvisi di accertamento, le Società, anche supportate dal parere dei propri consulenti fiscali, ritengono del tutto infondate le richieste dell'Agenzia delle Entrate.
La CTP di Frosinone ha accolto le tesi difensive della società e ha annullato gli avvisi relativi all'Ires anni 2013 e 2014 e Irap anno 2014 condannando l'Agenzia alle spese.
L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La Società si è costituita nel secondo grado di giudizio mediante il deposito di controdeduzioni. Il giudizio è pendente in attesa che venga fissata la relativa udienza di trattazione.
In data 23 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00539 in relazione all'Ires per il 2016, per un importo di € 1,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00541 in relazione all'Irap per il 2016, per un importo di € 0,2 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
In data 28 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00387 in relazione all'Ires per il 2015, per un importo di € 1,5 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00521 in relazione all'Irap per il 2015, per un importo di € 0,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante.
Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". La trattazione dell'udienza relativa ai predetti giudizi IRES è stata fissata per il 27 settembre 2022. Ulteriore udienza è stata fissata per il 14 febbraio 2023, al 16 maggio 2023 e successivamente è stata trattenuta in decisione.
Riscontro AGCM per la depurazione e addebito canoni fognatura e depurazione
In data 13 marzo 2020 è pervenuta dall'AGCM richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", con specifico riferimento all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5.
Tale richiesta scaturisce dalla nota di chiarimento inviata dal Comune di Vicalvi ad inizio 2020 e richiamata dalla stessa Autorità, nella quale è stato chiesto di motivare tale attribuzione in considerazione del fatto che sul territorio comunale insistono solo vasche Imhoff e non sono presenti impianti di depurazione.
In particolare, l'Autorità ha chiesto di conoscere:
il dettaglio dei Comuni peri quali il servizio di depurazione non è attivo;
il numero di utenti ivi residenti ai quali viene addebitato il servizio di depurazione;
eventuali iniziative intraprese per l'attivazione di nuovi e/o ulteriori impianti di depurazione, precisando la data di entrata in funzione degli stessi.
Al riguardo, dovendo la Società fronteggiare le eccezionali difficoltà operative legate alla straordinaria situazione emergenziale venutasi a creare a seguito della diffusione del COVID-19, che hanno inevitabilmente inciso sulla tempistica di raccolta delle informazioni
richieste e sulla elaborazione della successiva risposta - il cui termine di trasmissione era fissato al 2 aprile 2020 -si è ritenuto opportuno chiedere una proroga del termine al 30 aprile 2020.
In data 30 aprile 2020, la Società ha provveduto a fornire riscontro alla richiesta di informazioni pervenuta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del Comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5, con nota protocollo n. 0141201/20.
In particolare, con riferimento agli utenti residenti nei Comuni ad oggi non serviti da depurazione, ai quali viene addebitato il predetto servizio, pari a n. 387 (su circa 17.028 utenze), la Società ha rappresentato all'Autorità di essersi tempestivamente attivata al fine di procedere alla restituzione di ogni addebito, nonché all'esonero delle predette utenze dalla quota tariffaria inerente la depurazione. La restituzione è stata disposta in automatico ed a prescindere da ogni istanza o richiesta da parte degli utenti e finanche in assenza di ogni segnalazione circa la mancanza di un sistema di depurazione a servizio dell'utenza, in accordo con quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008.
Ulteriormente, la Società ha dato atto delle numerose iniziative attualmente in corso, al fine di garantire l'entrata in funzione di impianti di depurazione ubicati presso i Comuni ad oggi non serviti, anche sulla base di specifici impegni assunti con l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 5 ed inseriti nel Programma degli Interventi (PdI).
Infine, con specifico riferimento alla posizione del Comune di Vicalvi, la Società ha fornito i dovuti chiarimenti in merito all'intervenuto addebito agli utenti residenti nel predetto Comune della tariffa relativa al servizio di depurazione, precisando che tale addebito è legittimato dalla presenza nel territorio comunale di vasche Imhoff, consegnate alla Società all'atto del trasferimento del S.I.I., che sono di fatto, sia a livello operativo che regolatorio, impianti di depurazione, tanto che i costi di gestione degli stessi sono stati riconosciuti e approvati dall'AATO5 nella predisposizione tariffaria 2016-2019.
Quanto sopra, dimostra, dunque, che diversamente da quanto rappresentato dal Comune di Vicalvi, la previsione di un addebito in tariffa dei costi di gestione delle fosse Imhoff - attraverso la voce tariffaria relativa al servizio di depurazione applicata agli utenti i cui scarichi confluiscono in tali impianti è del tutto lecita - come riconosciuto dalla stessa STO dell'AATO5 - risulta conforme non soltanto al metodo tariffario approvato dall'ARERA con delibera n. 580/2019/idr, ma anche e soprattutto con i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 2008, secondo cui la tariffa, quale corrispettivo contrattuale, deve "essere espressiva del costo industriale del servizio idrico rappresentato dall'integrazione dei servizi di captazione, adduzione, distribuzione, collettamento e depurazione". Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.
Con riferimento alle Tariffe, con Deliberazione n. 664/2015/R/Idr del 28 dicembre 2015, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio "MTI-2" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-2, la Società ha continuato a fornire all'Ente d'Ambito le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2016-2019. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre alcuna proposta tariffaria per il quadriennio 2016-2019. Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 maggio 2016, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5, e per conoscenza all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 7 comma 7.5 della Deliberazione n. 664/2015. Con nota prot. N. 19984/P del 13 luglio 2016, l'ARERA convocava l'Ente di Governo d'Ambito e il Gestore a un incontro in data 19 luglio 2016. A seguito di tale incontro, e sulla base della predisposizione tariffaria espletata dalla STO dell'AATO5, veniva convocata la Conferenza dei Sindaci il 29 luglio 2016; anche tale Conferenza non produceva alcuna deliberazione tariffaria. A riscontro dell'istanza tariffaria prodotta dal Gestore in data 30 maggio 2016, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, in data 16 novembre 2016, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni. A seguito della diffida dell'ARERA, in data 13 dicembre 2016, l'AATO5 ha approvato la proposta tariffaria. A oggi si è in attesa dell'approvazione definitiva da parte dell'ARERA.
Con la Delibera n. 918/2017/R/Idr del 27 dicembre 2018, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.
In attuazione di tale disciplina regolatoria, in data 1° agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, con Deliberazione n. 7, ha formalizzato l'approvazione del moltiplicatore tariffario per le annualità 2018 e 2019 nella misura massima prevista dal Metodo Tariffario, pari all'8%, fermo restando l'istruttoria da parte dell'ARERA per la variazione del theta che determina variazioni tariffarie superiori al limite previsto dal MTI-2. Inoltre, con Deliberazione n. 8 del 1° agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci ha approvato, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della Deliberazione ARERA del 28 settembre 2017, n. 665/2017/R/Idr, la nuova articolazione tariffaria (TICSI).
Come dettagliatamente rappresentato nel prosieguo, si riporta che in data 21 maggio 2018, con la Determinazione n. DSAI/42/2018/IDE del 21 maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio, poi conclusosi con l'irrogazione di un provvedimento sanzionatorio, nei confronti della Società in relazione a una serie di rilievi in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato per gli anni 2012-2018 (quindi anche avuto riguardo a tariffe già approvate dall'Autorità stessa (2012-2015).
A ogni modo, in sede di aggiornamento tariffario 2018-2019 approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 in data 1° agosto 2018, si è provveduto ad apportare le opportune rettifiche secondo quanto indicato dall'Autorità di Regolazione nell'ambito del procedimento sanzionatorio anzidetto.
Ad oggi si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Si precisa tuttavia che l'articolo 15 comma b) della Deliberazione ARERA n. 918/2017/R/Idr del 27 dicembre 2017 stabilisce che i Gestori siano tenuti ad applicare, a seguito della predisposizione dell'aggiornamento biennale da parte degli Enti di Governo dell'Ambito, e fino all'approvazione da parte dell'Autorità, l'aggiornamento delle tariffe predisposto dal suddetto Ente di Governo, nel rispetto del limite di prezzo di cui al comma 3.2 della Deliberazione 664/2015/R/IDR.
Altresì, nel corso del mese di ottobre 2019, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 - 2019.
A tal proposito, si riporta quanto chiarito dall'ARERA con il Comunicato del 5 febbraio 2020, secondo cui: "Con riferimento alle proposte di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 trasmesse dagli Enti di Governo dell'Ambito ai sensi delle Deliberazioni 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr, ma non ancora interessate da puntuali atti di approvazione da parte dell'Autorità, si chiarisce che:
- l'Autorità completerà le istruttorie volte ad accertare la coerenza dei pertinenti dati tecnici e tariffari, nell'ambito delle verifiche sugli specifici schemi regolatori proposti per il terzo periodo regolatorio (2020-2023), in osservanza del metodo tariffario idrico MTI-3 di cui alla Deliberazione 580/2019/R/idr;
- per il biennio 2018-2019 restano valide le determinazioni tariffarie adottate dal soggetto competente, che saranno valutate dall'Autorità – nell'ambito della quantificazione delle componenti a conguaglio di cui all'articolo 27 del MTI-3 - in sede di approvazione del nuovo schema regolatorio."
In data 10 marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5 – Lazio Meridionale (di seguito "AATO5") con delibera n. 1/2021 ha approvato la Predisposizione Tariffaria per il periodo regolatorio 2020-2023.
Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario.
Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, ad oggi non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 marzo 2021.
A seguito dello scenario tariffario approvato con la suddetta deliberazione, la Società ha posto in essere due distinte azioni:
- impugnativa di detta delibera innanzi al TAR Latina (RG.308/2021 sez. 1);
- presentazione Istanza di Riequilibrio Economico-Finanziario (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr).
Con riferimento alla prima iniziativa, ACEA Ato5 ha presentato Ricorso al TAR Lazio - Latina e al Consiglio di Stato (RG. 308/2021 sez.1) per l'annullamento della Deliberazione n. 1 del 10 marzo 2021 (pubblicata in data 18 marzo 2021). Tale deliberazione tratta delle Determinazioni tariffarie 2020-2023 ai sensi della Deliberazione ARERA n. 580/2019/r/idr "Approvazione del Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio MTI-3 " e s.m.i. - con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII (servizio idrico integrato) per il periodo regolatorio 2020-2023. Nello specifico il Gestore ha impugnato la Deliberazione nella parte in cui non accoglie le istanze motivate in ordine al riconoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (OpexQC), al riconoscimento dei maggiori costi di morosità (COmor), nonché nella parte in cui rinvia il riconoscimento dei conguagli spettanti al gestore (RcTOTa) a successivi periodi regolatori e a fine concessione (sul Valore Residuo - VR a fine concessione). All'udienza del 26 maggio 2021 il TAR, rilevando che la questione è molto complessa e richiede un approfondimento nel merito, ha fissato il merito al 15 dicembre 2021. In data 21 dicembre 2021 il TAR Lazio - sezione di Latina con sentenza n.691/2021 ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza fissata al 10 marzo 2022 ad esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare, riservandosi per il prosieguo. In attesa di sottoscrizione del nuovo contratto di servizio intercompany, la controllante sta operando in continuità con il precedente contratto in attesa di formalizzare i nuovi rapporti.
Con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnico Operativa dell'AATO 5 competente per la trasmissione all'ARERA, nel corso del 2021 ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate.
Tuttavia, l'AATO5 non ha provveduto ad approvare l'istanza di riequilibrio trasmessa dalla Società entro i termini previsti dalla regolazione.
Con la Delibera n. 639/2021/R/Idr del 30 dicembre 2021, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.
A seguito della pubblicazione della suddetta delibera, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione dell'aggiornamento tariffario 2022-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il biennio 2022-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (30 aprile 2022). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 novembre 2022, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 6 comma 6.3 della Deliberazione 580/2019/R/idr.
In data 22 dicembre 2022, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il periodo regolatorio 2020-2023, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni.
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario per il periodo regolatorio 2022-2023 in data 11 gennaio 2023 con delibera n.1/2023.
Rispetto alla proposta della Società inviata ad ARERA in data 30 novembre 2022 a seguito dell'inerzia dell'EGA, si riscontra:
un mancato riconoscimento della componente a copertura del costo per la morosità (COmor) per € 7,5 milioni;
una riduzione sia della componente Foni per € 4,3 milioni che della componente OpMis per circa € 1,6 milioni. Si precisa che per l'aggiornamento biennale 2022-2023 non è stato - al momento - proposto ricorso al TAR Lazio stante l'orientamento ormai consolidato dei giudici amministrativi circa la natura endoprocedimentale delle deliberazioni dell'EGATO in materia di tariffa e del pendente ricorso al Consiglio di Stato.
Sia per il Piano Economico Finanziario approvato con delibera n.1/2021 che per quello approvato con delibera n. 1/2023 è opportuno reiterare alcune considerazioni.
Nello specifico, i suddetti Piani Economico-Finanziari:
- non prevedono tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa € 50 milioni (dei complessivi € 124 milioni al 31 dicembre 2022 che ammontavano ad € 101 milioni al 31 dicembre 2021);
- prevedono la fatturazione di circa € 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2023 (recuperato un anno rispetto al PEF 2020- 2023 che ne prevedeva la fatturazione dal 2024) comunque non fatturabili in una unica soluzione, ma diluiti nel tempo;
- non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari ad € 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo ed € 4,5 milioni per le annualità 2022-2023;
- prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.
A corredo delle attività poste in essere e nell'ottica di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria, il Gestore, in data 14 febbraio 2022 con nota prot. 47536/2022, ha presentato all'EGATO5 la richiesta di valorizzazione della componente aggiuntiva di natura previsionale (Op EE exp,a) da inserire nell'ambito della componente di costo per l'energia elettrica (COEE a) ai sensi dell'articolo 4, comma 4.3, della deliberazione ARERA 639/2021/R/idr, al fine di anticipare almeno in parte gli effetti del trend di crescita del costo dell'energia elettrica.
Si informa, infine, che in data 26 luglio 2022 la STO dell'Ente d'Ambito ha trasmesso a mezzo PEC la Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 20 luglio 2022 avente ad oggetto "Ricognizione delle rate dei mutui del servizio idrico integrato da rimborsare ai Comuni - Art. 13, comma 2, Convenzione di Gestione Rep. N. 7205 del 27/06/2023". In virtù di quanto riportato al punto 4) della Deliberazione, la STO ha trasmesso pertanto l'elenco delle rate dei mutui censiti dall'ente d'ambito che integrano l'elenco di cui alla Deliberazione n.1/2018 dalla Conferenza dei Sindaci, specificando che avrebbe provveduto all'inserimento dei nuovi ratei nella componente di costo del primo aggiornamento tariffario utile. Si precisa che l'EGA ha recepito l'adeguamento nella predisposizione tariffaria approvata l'11 gennaio 2023 con delibera n.1/2023. Inoltre, la Società in data 28 luglio 2022 ha proposto istanza di accesso agli atti, al fine di prendere visione di tutti gli atti presupposti alla identificazione dei mutui riconosciuti con la deliberazione n. 4) della Conferenza dei Sindaci notificata dalla STO ad esito della quale la Società non ha avuto riscontro.
La situazione di rinvio della copertura finanziaria sopra descritta risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e dell'aggiornamento biennale 2018-2019, 2020-2023 e 2022- 2023, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 2016-2019, 2020-2023 e 2022- 2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023 e 2022-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.
Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023 e 2022-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.
A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare, nel corso del 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di ACEA Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza. In tal senso si colloca l'ulteriore operazione di patrimonializzazione deliberata dalla controllante Acea SpA nel corso del mese di maggio 2023 con la rinuncia di € 10,0 milioni di quota capitale e € 5,0 milioni della relativa quota interessi.
L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea SpA è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.
La relazione semestrale di ACEA Ato5 è stata redatta nella prospettiva della continuazione dell'attività avendo la stessa effettuato una valutazione prospettica della capacità dell'azienda di continuare a costituire un complesso economico funzionante destinato alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro.
In un contesto regolatorio dipendente dagli effetti finanziari dei provvedimenti tariffari dell'ARERA e dell'AATO5, essendo il disequilibrio finanziario della gestione del SII nel territorio servito non riconducibile a fatti aziendali, ma alla prolungata inadeguatezza della tariffa del SII applicata ai clienti rispetto alla copertura dei costi efficaci ed efficienti di gestione riconosciuti alla Società dai soggetti istituzionalmente competenti (AATO5 e ARERA) sulla base del metodo tariffario pro tempore vigente, con il corrispondete (e inevitabile) accumularsi di conguagli tariffari, gli Amministratori hanno definito tempestivamente le proprie risposte allo scenario di crisi finanziaria: rivedendo le strategie e gli obiettivi del piano economico-finanziario precedente; elaborando in continuità un budget per l'annualità 2023 (approvato dal Consiglio di Amministrazione del 17 febbraio 2023); aggiornando il forecast 2023 e predisponendo
un piano 2024-2033 (approvato dal Consiglio di Amministrazione del 1° marzo 2023) con l'obiettivo di salvaguardare la liquidità della Società e la solidità della propria situazione contabile.
La relazione semestrale di ACEA Ato5 evidenzia ancora un percorso di miglioramento della situazione economico-finanziaria rispetto al semestre precedente, pur nell'inerzia dei soggetti istituzionalmente competenti rispetto alle esigenze della gestione del servizio.
Infatti, l'AATO5 con delibera n. 1/2023 in data 11 gennaio 2023 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2022-2023 che, in continuità con i precedenti piani tariffari:
- non prevede tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa € 50 mln (dei complessivi € 106 milioni);
- prevede un cronoprogramma di fatturazione di circa € 51 milioni dunque non fatturabili nell'immediato, che non garantisce la sostenibilità finanziaria della gestione operativa;
- non riconosce costi operativi:
- ✓ per le annualità 2020-2021 pari a € 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo;
- ✓ per le annualità 2022-2023 pari ad € 13,3 milioni;
- ✓ non ammette costi per morosità nell'annualità 2022-2023 per € 7,5 milioni;
- non assicurando pertanto una variazione tariffaria compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi già sostenuti e che la società dovrà sostenere in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.
Da non trascurare inoltre che l'approvazione tardiva dell'aggiornamento biennale da parte dell'AATO5, ha compromesso il buon esito delle richieste di accesso all'anticipazione finanziaria connessa al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica ai sensi della Delibera ARERA 229/2022/R/idr e Delibera ARERA 495/2022/R/idr. L'approvazione tariffaria da parte degli EGA competenti entro la data di presentazione dell'istanza – 30 giugno 2022 e 30 novembre 2022 – era uno dei requisiti di ammissione. Per maggiori dettagli sulle istanze si rimanda al paragrafo 1.3 Quadro Tariffario.
Tale situazione di rinvio della copertura finanziaria risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA:
- delle proposte tariffarie 2016-2019 e 2020-2023;
- degli aggiornamenti biennali 2018- 2019 e 2022-2023,
con la conseguenza che, sebbene l'AATO5 abbia approvato il VRG per gli anni 2016-2019 e 2020-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.
Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, l'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023 e aggiornamento biennale 2022-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.
Nel quadro normativo e convenzionale descritto emerge la sostanziale dipendenza della società dagli effetti finanziari dei provvedimenti tariffari dell'ARERA e dell'AATO5, essendo il disequilibrio finanziario della gestione del SII non riconducibile a fatti aziendali, ma bensì alla prolungata inadeguatezza della tariffa del SII applicata ai clienti rispetto alla copertura dei costi efficaci ed efficienti di gestioni riconosciuti alla società da soggetti istituzionalmente competenti (AATO5 e ARERA) sulla base del metodo protempore vigente, con il corrispondente (e inevitabile) accumularsi di conguagli tariffari.
In ogni caso la Società ha posto in essere ogni provvedimento e azione tesa a prevenire l'aggravio della tensione finanziaria, a correggerne gli effetti e ad eliminarne le cause.
Da sempre la Società è impegnata nella segnalazione agli Enti competenti affinché vengano adottati tutti gli atti necessari ovvero opportuni per contemperare l'esigenza di (i) garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII nel territorio servito, così come prescritto dalle disposizioni normative, regolatorie e convenzionali in essere; (ii) assicurare alla Società di poter far fronte utilmente agli impegni finanziari connessi alla gestione del SII; (iii) non compromette la continuità aziendale della Società e del servizio pubblico essenziale da esso erogato, compatibilmente con la vigente regolazione tariffaria e la massima accettabilità tariffaria possibile da parte dell'utenza.
Già nel 2021, oltre alle istanze di adeguamento dei costi, in particolare dei costi per morosità, la Società ha presentato istanza di riequilibrio ai sensi degli artt.9 e 10 della Convenzione tipo approvata con deliberazione ARERA 656/2015/R/idr del 23 dicembre 2015 e adeguata alla convenzione di affidamento dalla Conferenza dei Sindaci dell'Ente di Governo d'Ambito Ottimale n.5 – Lazio Meridionale Frosinone (di seguito "EGA") con delibera n.6/2016 del 13 dicembre 2016.
Tale istanza di riequilibrio economico-finanziario non è stata approvata entro i termini previsti dalla regolazione vigente né dall'EGA né dall'ARERA.
Si evidenzia che in data 22 giugno 2023 è stata inviata la nuova istanza di riequilibrio che persegue due finalità:
- concedere al Gestore gli strumenti idonei a recuperare i costi operativi ed i flussi di cassa pregiudicati da approvazioni tariffarie non coerenti con le dinamiche operative necessarie a garantire la corretta esecuzione del servizio;
- garantire fino a fine concessione l'equilibrio economico- finanziario al fine di prevenire le situazioni di squilibrio subite dalla società nei venti anni di gestione.
- Si è in attesa di riscontro da parte dell'Ente d'Ambito.
La controllata, con le azioni intraprese, è riuscita a gestire la situazione finanziaria evidenziata già nel bilancio 2022 mitigando parzialmente la situazione di squilibrio finanziario. Tuttavia, in conseguenza della approvazione dell'aggiornamento biennale 2022-
2023, gli Amministratori di ACEA Ato5 hanno confermato la presa d'atto del permanere di molteplici significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare, l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione complessiva delle partite reciproche (comprese quelle oggetto del Tavolo di Conciliazione), il positivo accoglimento del ricorso al Consiglio di Stato avverso la deliberazione n. 1/2021 dell'Ente d'Ambito, nonché della nuova istanza di riequilibrio economico finanziario trasmessa dalla Società all'Ente d'Ambito e all'ARERA in data 22 giugno 2023. Gli Amministratori della controllata hanno comunque continuato ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio e della relazione semestrale al 30 giugno 2023, ritenendo che le azioni a presidio della continuità, come ulteriormente rafforzate dalle deliberazioni di Acea SpA volte a rafforzare la patrimonializzazione della Società, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria sopra descritti, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.
I ricavi del servizio idrico integrato sono determinati sulla base del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e della deliberazione n. 1/2023 della Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 ed ammontano a € 43,9 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la componente FoNI pari a € 4,0 milioni. Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che per gli anni dal 2012 al 30 giugno 2023, gli stessi ammontano a € 106,0 milioni.
Con riferimento ai rapporti con l'AATO5, la Società ha cercato di giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.
In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto ad una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.
Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.
In tale direzione, in data 11 settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n.1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.
Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.
Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 gg entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, ed ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019.
All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio ad elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.
In data 27 novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni ed interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti.
Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:
- giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone R.G. 1598/2012, relativo ai canoni concessori 2006-2011 il Collegio proporrebbe il riconoscimento del debito a carico del Gestore per l'ammontare richiesto pari ad € 1.750.000; si precisa che tale importo è da intendere come un riconoscimento aggiuntivo rispetto a quello indicato nella proposta di transazione avanzata nell'ambito del sopra richiamato giudizio pendente - si veda quanto descritto nel precedente paragrafo "Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori";
- quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012-2018 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi € 12.798.930,00 - il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
- riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€ 10.700.00,00) il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
- risarcimento dei danni subiti da ACEA Ato5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano - il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica
del danno subito ed in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
- risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 - Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
- riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio dell'ATO5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conciliazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;
- riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di ACEA Ato5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
- richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti il canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa € 10.167.000; il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000;
- attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
- mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.
La 'Proposta di Conciliazione' e la bozza di 'Atto di Conciliazione' sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 dicembre 2019. In data 4 febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO 5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 ed ACEA Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari ad € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.
Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AATO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. In sede di predisposizione del bilancio 2019, considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.
Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2018, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2018, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente ed astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, - come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.
La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione ed individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.
Con riferimento al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 S.p.A. e l'EGA, in data 31 maggio 2023 è stata emessa sentenza con cui il Giudice, in particolare, ha ritenuto estinto il debito in base ai pagamenti eseguiti da Acea in corso di giudizio. Inoltre, Il Giudice ha riconosciuto un pagamento, in eccesso, da parte della Società, pari alla differenza tra la somma dovuta (pari ad € 26.313.251,50) e quella effettivamente corrisposta da ACEA Ato5 (pari ad € 28.690.662,85), pari a circa € 2.377.000. La Società all'esito del giudizio ha provveduto ad adeguare il fondo rischi rilasciando lo stanziamento in precedenza accantonato.
Si segnala che, stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACEA Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa - una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri
confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2022 della Società.
A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.
La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e - da ultimo - il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.
Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, ha convocato un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. In data 9 maggio 2022 si è tenuto l'incontro fra le parti ad esito del quale si è convenuto sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso.
Il tavolo tecnico ha provveduto ad aggiornare le informazioni inerenti le economie sui mutui già individuate nell'ambito dei lavori del Tavolo di Conciliazione attualizzando anche i canoni dovuti dal Gestore e riconciliando le fatture emesse e già saldate de quest'ultimo. Successivamente con nota del dicembre 2022, la STO ha chiesto un incontro urgente per affrontare la questione dei canoni concessori non ancora saldati e, più in generale, della posizione del Gestore verso l'Ente. Nel corso di tali incontri, svoltisi nella seconda metà del mese di dicembre 2022, la STO ha rappresentato la criticità costituita dall'esito delle valutazioni del proprio bilancio 2021. In risposta a tale nota, dal suo canto, la Società ha rappresentato con nota del 23 dicembre 2022 il perdurare dello stato di incertezza conseguente la mancata approvazione tariffaria nei tempi previsti da ARERA.
Con nota del 19 gennaio 2023 Prot. 186/2023, la STO dell'EGA anticipava l'avvio di un Tavolo Tecnico; resta di fatto che ad oggi, non risulta né convocato il Tavolo Tecnico né ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva della Proposta di Conciliazione.
La Conferenza dei Sindaci del 15 giugno 2023 ha deliberato l'approvazione del Documento Unico di Programmazione dell'EGA che contiene, tra gli altri obiettivi, anche la definizione dei contenziosi prendenti inclusi quelli relativi al Tavolo di Conciliazione, determinando pertanto la possibilità di superare la situazione di stallo verificatasi negli ultimi anni.
Con riferimento alle ulteriori vicende relative ai contenziosi legali, instaurati e instaurandi, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.
Acea Molise
La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli (CB) a seguito di partecipazione e aggiudicazione nel 2022 del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, d.lgs. n. 50/2016)".
In sintesi, la Finanza di Progetto prevede:
- € 7,6 milioni di Investimenti a carico del gestore da effettuare nell'intero comparto idrico integrato (idrico, depurazione e fognatura);
- € 3,8 milioni di finanziamento regionale dedicato alla realizzazione dell'opera di "delocalizzazione e dismissione del depuratore del porto" nel comune di Termoli (CB);
- 15 anni di gestione per la realizzazione delle opere;
- la remunerazione delle opere tramite tariffa idrica secondo i criteri regolatori dell'ARERA;
- la conseguente gestione anche del Servizio Idrico Integrato Comunale.
La Convenzione di gestione della Finanza di Progetto è stata sottoscritta tra le Parti il 3 agosto 2022, legittimando a pieno titolo Acea Molise a gestire il Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (CB) fino al 2037.
Si evidenzia che la Convenzione di Gestione contempera nell'art. 6.2 l'ipotesi di una rescissione anticipata qualora il Gestore Unico dell'Ambito Molisano individuato dall'E.G.A.M. (Ente di Governo dell'Ambito Molisano) faccia richiesta esplicita ad Acea Molise di subentro nel servizio.
Nel corso del I° semestre del 2022 i rappresentanti dei Comuni Molisani e dell'Azienda Speciale Molise Acque hanno costituito una società consortile a responsabilità limitata denominata Gestione Risorse Idriche Molisane S.c.a.r.l. (di seguito "GRIM") a totale capitale pubblico a cui l'E.G.A.M. ha affidato la gestione del Servizio Idrico Integrato dell'ATO unico del Molise.
Per quanto precede il subentro del Gestore Unico d'Ambito GRIM nella gestione idrica di Termoli (CB) è quindi tecnicamente plausibile prima della scadenza quindicennale della Convenzione.
Anche se ad oggi non è pervenuta alla società alcuna richiesta di subentro da parte di GRIM, Acea Molise in considerazione degli impegni assunti con il Project Financing e soprattutto dell'indebitamento occorrente per l'esecuzione delle nuove opere da realizzare, ha manifestato all'EGAM la difficoltà oggettiva di proseguire l'attività di pianificazione ed esecuzione di opere di ammodernamento senza avere ben chiaro il quadro strategico complessivo degli intenti programmatici regionali di settore e del ruolo di GRIM.
È opinione di Acea Molise che non sia possibile intraprendere opere complesse (e finanziariamente impegnative) quale la delocalizzazione del depuratore porto di Termoli, la cui durata media di cantiere è di circa tre anni, senza avere precise indicazioni dagli Enti Istituzionali di riferimento circa le prospettive di continuità aziendale della società quanto meno nel breve/medio periodo.
In attesa di maggiori informazioni da parte degli Enti interessati circa gli intenti e le tempistiche del Gestore Unico GRIM, la Società comunque ha incaricato lo studio legale del Prof. Elefante di redigere un Parere in cui venisse contemperata la situazione complessiva
inerente la Convenzione di Termoli e valutata la fondatezza o meno dei presupposti della continuità aziendale dal punto di vista normativo e regolatorio.
La Società nel corso del primo semestre ha richiesto idoneo parere al fine di dimostrare la titolarità normativa e regolatoria nel proseguire la gestione del Servizio Idrico Integrato nel comune di Termoli con piena e assoluta operatività.
I principali presupposti della continuità di Acea Molise sono i seguenti:
- Acea Molise, a prescindere dalla gestione del SII nel Comune di Termoli, è una società operativa, per tramite delle partecipazioni in ASM Terni Spa e Gesesa Spa, nel settore idrico (Gesesa direttamente, ASM indirettamente tramite la controllata Umbriadue S.c.ar.l.), nel settore ambientale (ASM sia direttamente sia indirettamente tramite le controllate Green ASM e Ferrocart), nel settore dell'energia elettrica e del gas (ASM indirettamente tramite le partecipate Umbria Distribuzione Gas e Umbria Energy), nel settore dell'illuminazione pubblica (ASM);
- gli obblighi derivanti dalla Convenzione sottoscritta con il Comune di Termoli in data 3 agosto 2022, ivi inclusi quelli relativi alla gestione ed alla realizzazione degli investimenti nel rispetto del cronoprogramma, sono tutti cogenti fino alla richiesta esplicita di subentro da parte del gestore unico individuato dall'EGAM (art. 6.2 della Convenzione) e fino alla successiva determinazione del valore di subentro ai sensi dell'art. 15 della Convenzione. Manca quindi, allo stato attuale, né consta il termine presumibile in cui sarà avanzata la richiesta di subentro da parte di GRIM e, di risulta, quando verrà ad attivarsi il presupposto per la decadenza della concessione di Acea Molise.
Il parere conclude che sino a che non si verifichi la richiesta formale di subentro e venga corrisposto il Valore Residuo regolatorio, è preciso obbligo di Acea Molise eseguire la concessione e gestire il SII del Comune di Termoli nel rispetto della Convenzione e della pertinente disciplina regolatoria ARERA nonché a realizzare gli investimenti e le opere previste nel Piano degli Interventi (ed ogni attività ad esse presupposta, strumentale o conseguente) nel rispetto del cronoprogramma.
Preso atto quindi che Acea Molise è tenuta al pieno e integrale rispetto degli obblighi della Convenzione sottoscritta in data 3 agosto 2022, la società nel corso dei primi mesi del 2023 ha avviato, tramite i propri uffici amministrativi, una analisi puntuale delle partite di debito e di credito maturate al 31 dicembre 2022 ed effettuato una proiezione delle stesse sino al 31 dicembre 2024 al fine di verificare la loro sostenibilità finanziaria. Dall'esame dei flussi di cassa e dei tempi di dilazione medi dei Fornitori (DPO) i conti sono risultati in sostanziale equilibrio nel presupposto di liquidazione dei debiti verso fornitori terzi con gli incassi utenza ed i debiti verso i fornitori infragruppo con gli incassi "non utenza" e del Valore Residuo regolatorio.
Si evidenzi infine che le ipotesi di indebitamento, incassi e pagamenti sottostanti il cash flow 2023-2024 saranno costantemente monitorate dagli uffici interni competenti, al fine di valutare in tempo reale eventuali scostamenti rispetto alle aspettative e di applicare in corso d'opera gli opportuni correttivi.
Fermo restando quanto rappresentato, Acea Molise è comunque in attesa di sviluppi riguardo le decisioni della Regione Molise e dell'EGAM circa le modalità operative di gestione del servizio idrico integrato dell'Ambito Molisano: tramite una gestione totalitaria in house o con l'ausilio (auspicato) di un partenariato privato.
Obiettivo di lungo termine di Acea Molise è, difatti, rappresentato dalla partecipazione in veste di partner industriale alla attesa gara di gestione del servizio idrico integrato dell'intero Ambito Molisano.
Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)
La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Distrettuale "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania (che ricomprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e 17 Comuni della Provincia di Salerno), per un totale di 76 Comuni (tuttavia, i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte in Provincia di Salerno stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del SII da parte della società). L'affidamento della predetta gestione del SII di durata trentennale e decorrente dal 1° ottobre 2002 (e scadenza nel 2032), è stata perfezionata con la stipula di apposita convenzione con l'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (oggi sostituito dall'Ente Idrico Campano di cui alla citata legge Regione Campania 15/2015) in data 30 settembre 2002.
L'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, costituito ai sensi della legge regionale 15/2015, ha una superficie di circa 900 kmq ed una popolazione di circa 1.411.416 di abitanti (ultimo dato Istat Anno 2020).
La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 5.237 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 866 km e in una rete di distribuzione di circa 4.371 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.708 km.
Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce n. 13 sorgenti, n. 114 pozzi, n. 201 serbatoi, n. 123 sollevamenti idrici, n. 203 sollevamenti fognari e n. 13 impianti di depurazione.
Definizione dei rapporti tra i gestori Gori e Ausino per il servizio di depurazione svolto nel Comune di Cava dè Tirreni
In data 27 giugno 2023 è stato sottoscritto un verbale d'accordo tra Gori, Ente Idrico ed Ausino con l'obiettivo di definire i rapporti tra i gestori Gori ed Ausino relativamente al servizio di depurazione svolto da Gori nel comune di Cava de' Tirreni, rientrante nel territorio del sub-ambito denominato "Area Costa D'Amalfi" e, quindi, nell'ambito del perimetro gestionale di Ausino s.p.a., la quale gestisce il servizio di acquedotto, fognatura e depurazione dal 1° settembre 2013; si rappresenta che Gori a partire dal 1° dicembre 2019, è subentrata nella gestione dell'impianto di depurazione denominato "Medio Sarno SUB 4", ricadente nel comune di Nocera Superiore a seguito del trasferimento dello stesso impianto.
Nel succitato accordo viene stabilito quanto segue:
il rapporto per la fornitura del servizio di depurazione extra-ambito per le utenze del Comune di Cava de' Tirreni non può configurarsi secondo le previsioni dell'art. 156 del d.lgs. 152/06;
- relativamente alla gestione del servizio di depurazione per il periodo dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2023, i coordinatori dei distretti interessati, stabiliscono la soluzione di convergenza tra le proposte tariffarie dei due gestori, con l'obiettivo di salvaguardare i periodi già trascorsi con il minor impatto possibile nei confronti delle utenze interessate;
- in linea con quanto stabilito nello schema regolatorio 2020-2023 per Gori, la quota di costo di gestione dell'impianto di depurazione a servizio del comprensorio depurativo "Medio Sarno Sub 4", per le utenze del Comune di Cava dè Tirreni afferenti al Distretto Sele è pari ad euro/anno 1.484.247, che Gori fatturerà per servizio depurazione extra-ambito e che sarà adeguato annualmente del moltiplicatore tariffario theta che sarà approvato nei successivi periodi regolatori, così come stabilito nell'approvazione tariffaria intervenuta per Gori con delibera EIC n. 36/2022;
- a partire dal 1° luglio 2023, per gli utenti del comune di Cava de' Tirreni, Gori provvederà a fatturare ad Ausino il servizio di sub-distribuzione del servizio di depurazione, così come stabilito da delibera di approvazione tariffaria EIC n. 36/2022;
a partire dalle competenze dal 1° gennaio 2024, Gori fatturerà il servizio di sub-distribuzione depurazione ad Ausino, con riferimento alle utenze di Cava de' Tirreni, un importo annuo pari ad euro 1.484.247, che sarà adeguato in funzione dell'approvazione tariffaria che interverrà per il prossimo periodo regolatorio 2024-2027.
Schema Regolatorio 2020-2023
In data 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ("EIC") ha definitivamente approvato con la deliberazione n. 36/2022, l'aggiornamento biennale dello schema regolatorio per il biennio 2022-2023 per il gestore GORI, secondo i criteri definiti dall'Autorità con delibera 580/2019/R/idr, come integrata dalla 639/2021/R/idr e dalla 229/2022/R/idr; in data 5 ottobre 2022, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA l'aggiornamento dello schema regolatorio tramite la procedura informatica.
L'aggiornamento dello schema regolatorio approvato dall'EIC per il biennio 2022-2023, ha previsto un incremento del theta pari a "2.4" per l'annualità 2022 ed un theta pari ad "1" per il 2023, confermando quindi per entrambe le annualità i valori degli incrementi tariffari deliberati con la precedente delibera del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico n. 35/2021 con il quale era stato approvato lo schema regolatorio per il quadriennio 2020-2023 ex delibera 580/2019/R/idr di ARERA; tale aggiornamento tariffario ha recepito anche i provvedimenti assunti contestualmente dall'Ente Idrico Campano in relazione alle «Partite pregresse» (riesaminate e rideterminate ai sensi della deliberazione del comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 35 del 10 agosto 2022) ed all'«aggiornamento tariffario» sottoposto a procedura di riesame da parte dell'ARERRA ai sensi della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 (specificamente, si fa riferimento alla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 34 del 10 agosto 2022), come di seguito meglio rappresentato, nonché ha tenuto conto delle previsioni degli atti aggiuntivi all'Accordo Operativo (i.e. "atto aggiuntivo n. 1" e "atto aggiuntivo n. 2"). In particolare, in relazione alla citata deliberazione del Comitato Esecutivo n. 34 del 10 agosto 2022 avente ad oggetto "Sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021. Deliberazione ARERA 247/2022/R/Idr. Determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI S.p.A., per gli anni 2012 e 2013. Deliberazione Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano n. 6 del 2 agosto 2022", si fa presente che, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, era previsto che l'ARERA avesse provveduto a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima Autorità con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015". Conseguentemente, con la deliberazione n.373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 (e successive altre deliberazioni in merito al termine di ultimazione ed alle modalità) ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria e con successive altre deliberazioni ha prorogato il termine di ultimazione e dato istruzioni sulle modalità di attuazione delle attività richieste all'EIC ed agli altri soggetti interessati. Pertanto, come anticipato, con la su citata deliberazione n. 34 del 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ha accertato la ricorrenza delle condizioni (vigenza ed attuazione del Piano d'ambito) per la conferma di quanto approvato dall'allora operativo Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano con la deliberazione n. 17/2013 di approvazione, relativamente a ciascuna delle annualità 2012 e 2013 della GORI, dei moltiplicatori tariffari (theta) nella misura del 6,5% e del Vincolo ai Ricavi del Gestore (VRG) per gli anni 2012 e 2013. Conseguentemente ARERA, con deliberazione 457/2022/R/idr "Conclusione del procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato", ha definito il procedimento avviato con la delibera 373/2021/R/idr sulla base delle nuove informazioni, dei dati e degli atti prodotti dall'Ente Idrico Campano e confermato la decisione tariffaria assunta con deliberazione 104/2016/R/idr e, quindi, confermando i valori del moltiplicatore theta e la quantificazione dei conguagli.
Inoltre, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico, con la deliberazione n. 35 del 10 agosto 2022, ha approvato definitivamente le partite pregresse ante 2012 nella misura di complessivi € 115 milioni; più specificamente, è stata confermata la correttezza del calcolo delle Partite Pregresse ante 2012 approvate dall'allora Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano nella misura di € 122 milioni, poi ridotte ad € 115 milioni per effetto "… dei benefici economico-finanziari che potranno derivare dall'Atto Aggiuntivo n. 2 nonché degli ulteriori eventuali benefici economici derivanti dai possibili efficientamenti della gestione del SII nel restante periodo con scadenza al 2032". A tale proposito, si rappresenta infatti che, come sopra anticipato, con l'"Atto Aggiuntivo n. 2" e, ancora prima, con l'"Atto Aggiuntivo n. 1", la Regione Campania e Gori hanno parzialmente modificato il piano di rientro del debito di Gori verso la Regione stabilito con l'Accordo Operativo, rinviando al 2030 il pagamento di rate per € 103 milioni.
In tal modo si voluto preservare il conseguimento degli obiettivi stabiliti dall'Accordo Operativo e, cioè, che: (i) siano realizzati gli investimenti necessari programmati, (ii) sia garantito l'equilibrio economico-finanziario del gestore del servizio idrico integrato, (iii) sia assicurata e mantenuta la bancabilità del progetto.
I ricavi al 30 giugno 2023, che ammontano complessivamente a € 111,2 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 36/2022, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, successimene integrata dalla delibera ARERA 639/2021, con la quale l'Autorità ha definito i criteri per l'aggiornamento biennale (2022- 2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.
La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr ss.mm. e ii., hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio, tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I., ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.
Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 30 giugno 2023, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial di competenza dell'anno 2023 è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico. Sono state altresì considerate le componenti puramente regolatorie "COdeltafanghi" e "COEE". Le componenti "OpexQC" e "OpexQT" sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.
È stata inoltre valorizzata la componete relativa al Fattore correttivo dei conguagli di cui al comma 27-bis.2 MTI-3 con applicazione del tasso di rendimento delle immobilizzazioni Kd ai conguagli riconosciuti per le annualità 2012 e 2013.
Gli OPnew portati in computo, sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il principio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 30 giugno 2023, come desumibili dalle fonti contabili.
Al 30 giugno 2023 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto ad ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a luglio 2019, il trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 ed all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021, ed in fine il trasferimento dell'impianto di depurazione di Punta Gradelle avvenuto a marzo 2023.
I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr e ss.mm. e ii. dove sono state introdotte misure volte ad incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARERA 580/2019/R/idr, mentre il calcolo del costo operativo stimato, calcolato secondo il modello statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, Gori si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria. Gli Opexend così definiti, adeguati del coefficiente inflativo previsto dall'Autorità nell'ambito dell'aggiornamento biennale regolatorio 2022-2023, sono pari a € 74,8 milioni, ovvero pari a € 37,4 milioni al 30 giugno 2023.
Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr e ss.mm. e ii. il quale articolo prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).
Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 30 giugno 2023, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 cha ha determina lo schema regolatorio 2020-2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,21679 €/mc, con l'applicazione, per l'anno 2023, di un teta pari a 1,124 (incremento pari al 6% rispetto all'anno precedente).
Il costo di competenza al 30 giugno 2023 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 2,5 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza. Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 30 giugno 2023 secondo il principio del full cost recovery, risultano pari a circa € 3,3 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/mc, (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e Gori), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali. Infine, va evidenziato che il Governo ha introdotto una serie di misure a sostegno delle imprese per far fronte alla crisi energetica legata agli incrementi di costo.
Tra le misure introdotte con la Legge di Bilancio 197/2022 del 29 dicembre 2022, il Governo ha stabilito che il credito di imposta a favore delle imprese per l'acquisto dell'energia elettrica, nel caso delle imprese non energivore (fattispecie nella quale rinarrano i Gestori del Servizio Idrico Integrato) è pari al 35% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, qualora il prezzo della stessa nel terzo trimestre 2022 sia stato superiore di oltre il 30 % rispetto al terzo trimestre 2019. Successivamente, con DL n. 34 del 30 marzo 2023, il Governo ha previsto, per il secondo trimestre 2023, un credito d'imposta pari al 10%, sempre con riferimento all'acquisto della componente energetica.
La quantificazione del credito di imposta, calcolato su fatture effettivamente sostenute di competenza gennaio, febbraio e marzo, è pari a circa € 3,2 milioni. Nel VRG di competenza al 30 giugno 2023, al fine di evitare una doppia copertura del costo di energia elettrica, si è tenuto conto della quantificazione del credito d'imposta attraverso una rettifica di ricavo (VRG) di pari importo (€ 3,2 milioni) allocata nella voce "Eventi eccezionali".
Si rappresenta inoltre che ARERA, in data 13 ottobre 2022, con deliberazione n. 495/2022/R/idr "Riapertura dei termini per l'anticipazione finanziaria volta alla mitigazione degli effetti connessi alla crescita del costo dell'energia elettrica sui gestori del servizio idrico integrato" ha previsto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito – su richiesta del pertinente gestore – possano formulare motivata istanza alla CSEA (entro il 30 novembre 2022) per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. Ricorrendone i presupposti, GORI ha presentato in data 08/11/2022 all'Ente Idrico Campano richiesta di formulare istanza alla CSEA per un valore dell'anticipazione finanziaria pari € 11.842.336,80 (ovvero nella misura massima, pari a 0,35 ∗ 2022).
Sulla base della richiesta presentata da Gori, il Comitato Esecutivo dell' Ente idrico Campano, con deliberazione n. 76 del 29 novembre 2022, ha stabilito di presentare istanza a CSEA per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria, introdotte dalla deliberazione ARERA 229/2022/R/Idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica per il Gestore Gori; in data 30 novembre 2022, l'Ente Idrico Campano ha trasmesso alla CSEA l'Istanza di Anticipazione Finanziaria per il gestore Gori, nella misura richiesta dal Gestore e pari a €11.842.336,80. Come previsto dalla delibera n. 495/2022/R/idr, l'anticipazione è stata erogata da CSEA in data 27 dicembre 2022 ed il Gestore dovrà provvedere "alla restituzione alla CSEA delle somme anticipate mediante due rate di pari importo (in relazione alla quota capitale) con scadenza rispettivamente 31 dicembre 2023 e 31 dicembre 2024. Le rate sono maggiorate degli interessi applicati al capitale residuo e calcolati sulla base del tasso di interesse applicato, pari a quello ottenuto dalla CSEA sulle proprie giacenze liquide del proprio Istituto bancario cassiere".
Causa pendente innanzi il TAR Campania, sede di Napoli, incardinato con ricorso presentato dai Comuni di Fisciano (SA), Mercato San Severino (SA), Casalnuovo di Napoli (NA), Somma Vesuviana (NA), Scisciano (NA), Roccapiemonte (SA), Nocera Superiore (SA), Nocera Inferiore (SA), Angri (SA) e Pagani (SA), per annullamento della deliberazione del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n.35 del 10/08/2022 (con sui sono state approvate le partite pregresse ante 2012): i Comuni in epigrafe hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli, la deliberazione del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n.35 del 10 agosto 2022, avente ad oggetto "determinazioni definitive ai sensi dell'art. 21, comma 9-bis, della Legge Regione Campania n.15/2015. Approvazione Partite Pregresse ante 2012 maturate dalla GORI". Allo stato, si resta in attesa della fissazione udienza di discussione del merito.
Causa pendente innanzi il TAR Lombardia, sede di Milano, incardinato con ricorso presentato dai Comuni di Fisciano (SA), Mercato San Severino (SA), Casalnuovo di Napoli (NA), Somma Vesuviana (NA), Scisciano (NA), Roccapiemonte (SA), Nocera Superiore (SA) e Angri (SA), per annullamento della deliberazione dell'Autorità per Energia, Reti e Ambiente n. 457/2022/R/idr del 27 settembre 2022, pubblicata in data 30 settembre 2022: i Comuni in epigrafe hanno impugnato innanzi al TAR Lombardia, sede di Milano, la deliberazione dell'Autorità per Energia, Reti e Ambiente n. 457/2022/R/idr del 27 settembre 2022, avente ad oggetto "Conclusione del procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato". Allo stato, si resta in attesa della fissazione udienza di discussione del merito.
Causa pendente innanzi al Consiglio di Stato su ricorso proposto da Gori per la riforma delle sentenze del TAR Campania, sede di Napoli, nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015 relativamente al riconoscimento delle partite pregresse ante 2012 per conguagli tariffari approvati dall'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (dante causa dell'Ente Idrico Campano): in conseguenza dell'adozione dei predetti provvedimenti da parte dell'Autorità per Energia, Reti e Ambiente (deliberazione n. 457/2022/R/idr) e dell'Ente Idrico Campano (deliberazioni nn.34, 35 e 36 del 10 agosto2022), il Consiglio di Stato ha dichiarato l'improcedibilità dei ricorsi di primo grado (definiti con le sentenza del T.A.R. Campania, sede di Napoli nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015) e, per l'effetto, ha annullato senza rinvio le predette sentenze di primo grado.
Causa contro il Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio Sarno per canoni consortili: con la sentenza n. 7271/2021 del 7 settembre 2021, il Tribunale di Napoli, XII Sezione Civile, ha respinto la richiesta dell'attore Consorzio di Bonifica Sarno di vedere condannare la convenuta GORI S.p.A. al pagamento di circa 21 milioni di euro a titolo di spese consortili relativamente al periodo dal 2008 al 2016, in ragione del fatto – sinteticamente – che il Consorzio non ha fornito prove (innanzitutto a causa dell'incertezza dei dati e della carente documentazione prodotta) del beneficio diretto e, quindi, economicamente valutabile, ricevuto da Gori per l'utilizzo dei canali consortili, con l'effetto della "impossibilità di individuare dati certi e di quantificare con esattezza e senza ombra di dubbio il contributo dovuto dalla Società convenuta". Avverso tale sentenza, il Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno ha proposto appello e, la Corte d'Appello di Napoli, ha rinviato la causa per le precisazioni delle conclusioni all'udienza del 17 settembre 2024.
Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)
La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 117.593 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 Kmq con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km ed un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.470, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2022 di circa 7,7 milioni di metri cubi di acqua.
Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 40% degli utenti. La Legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15, in vigore dal 22 dicembre 2015, ha istituito l'EIC, Ente Idrico Campano, al quale "aderiscono obbligatoriamente tutti gli enti locali" presenti sul territorio regionale. I compiti dell'EIC possono riassumersi principalmente: (i) nella scelta del modello gestionale, (ii) nell'approvazione della proposta tariffaria del servizio idrico integrato, (iii) nell'affidamento di tale servizio ai "terzi" soggetti gestori, sulla base delle indicazioni di ciascun consiglio di distretto (iv) e nel relativo controllo su tali operazioni. Restano fermi gli eventuali poteri sostitutivi e la vigilanza sulle attività dell'EIC in capo alla Regione Campania.
Per conseguire una maggiore efficienza gestionale ed una migliore qualità del servizio all'utenza il territorio dell'ATO regionale era ripartito in cinque Ambiti distrettuali, tra i quali quello "Calore-Irpino" nel quale rientravano tutte le gestioni della provincia di Benevento. Con la delibera della Giunta Regionale n. 434 del 3 agosto 2022 la Giunta Regionale della Campania ha preso atto della deliberazione n. 26 del 27 luglio 2022 del Comitato Esecutivo dell'EIC e ha modificato la composizione degli Ambiti Distrettuali dell'ATO Unico regionale suddividendo l'Ambito Distrettuale "Calore Irpino" nei due Ambiti distrettuali distinti "Irpino" e "Sannita".
Il 5 ottobre 2022, con la nomina del Consiglio di Distretto, l'Ambito distrettuale entrava nel pieno delle sue funzioni e nella prima riunione del 25 ottobre 2022 procedeva alla "Scelta della forma di gestione ai sensi dell'art. 14, comma 1lett. "b) della LR. N.15/2015" deliberando tra l'altro:
- che la gestione del SII nell'Ambito Distrettuale Sannita sia affidata ad una società a capitale misto pubblico/privato, quale soluzione in grado di contemperare l'interesse dei Comuni con l'esigenza di disporre di capitali privati per la fase di start up del nuovo gestore e per la realizzazione degli interventi programmati, nonché del know how di un operatore industriale che abbia già maturato una significativa esperienza nel settore del servizio idrico integrato;
- ai fini di cui al precedente punto di esprimere l'indirizzo che gli uffici dell'EIC procedano all'elaborazione degli atti di pianificazione del SII nell'ambito Distrettuale Sannita tenendo conto della volontà di questo Consiglio che la gestione unica del servizio sia affidata ad una società a capitale misto pubblico privato, con riserva della relativa maggioranza in capo ai Comuni della Provincia di Benevento, riservando al socio privato da selezionare mediante gara a doppio oggetto, una quota di capitale sociale pari al max 49%, nel rispetto di quanto prescritto dall'art. 17 del D.Lgs. N. 175/2016, riservando alla parte pubblica la maggioranza assoluta dell'azionariato
- Ad oggi l'EIC ha:
- proceduto alla ratifica del piano d'ambito predisposto dal distretto Sannita;
- ha avviato la procedura per la definizione del valore di subentro (valore residuo degli investimenti + conguagli tariffari da fatturare) che il socio privato dovrà versare a Gesesa.
Al termine di tali attività dovrà essere pubblicato il bando di gara per l'individuazione del socio privato, gara che dovrebbe essere espletata entro il primo semestre del 2024, per giungere all'affidamento del SII al nuovo gestore entro la fine del 2024.
Riguardo all'approvazione delle proposte tariffarie in itinere si evidenzia che, nonostante le attività messe in campo dalla società, e fatta istanza all'ARERA per l'esercizio dei poteri sostitutivi e della conseguente diffida fatta dall'Autorità all'EIC di procedere agli adempimenti di competenza, l'EIC non ha ancora provveduto all'approvazione delle proposte di aggiornamento biennale 2018-2019 e di aggiornamento del terzo periodo regolatorio 2020 - 2023. Inoltre, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2020 e 2021 e del Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei Teta degli anni 2022-2023, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2020-2023 di cui alle delibere ARERA 580/2019/R/IDR e 639/2021/R/IDR. Tutta la documentazione prodotta è stata validata dall'EIC il 7 novembre 2022 e la proposta tariffaria 2022-2023. Non avendo l'EIC provveduto all'approvazione della proposta tariffaria la Società il 28 febbraio 2023 ha inoltrato l'istanza di aggiornamento direttamente all'ARERA richiedendo, contestualmente, alla stessa l'esercizio dei poteri sostitutivi.
Per effetto di quanto sopra esposto, le poste di bilancio interessate, in particolare i ricavi e i connessi crediti verso clienti, sono stati aggiornati ed iscritti nel 2022, sulla base del nuovo Vincolo Ricavi del Gestore ("VRG") previsto per il 2021 nel Tool di calcolo di cui predisposto per l'aggiornamento biennale 2022-2023, in attesa dell'approvazione da parte degli Enti competenti.
Il perdurare della mancata approvazione tariffaria ha creato uno stato di tensione finanziaria a carico della Società. Gli Amministratori hanno predisposto un Piano Finanziario per il biennio 2023-2024 secondo precise "assunzioni", con l'obiettivo di preservare l'equilibrio finanziario della gestione. In particolare, il Piano Finanziario è stato predisposto al fine di garantire la sostenibilità di tutte le forniture necessarie allo svolgimento ottimale del servizio idrico gestito e la regolarità delle prestazioni verso gli utenti, presupponendo quindi il verificarsi, nei tempi e nelle modalità indicate, nello specifico dei seguenti eventi:
l'accesso al credito bancario;
la sospensione/dilazione dei pagamenti dei debiti intercompany.
Inoltre, con riferimento ai debiti maturati verso i fornitori terzi in essere alla data del 31 dicembre 2022 ed in particolare verso i fornitori di acqua all'ingrosso, si segnala che la Società ha ad oggi ottenuto la sottoscrizione di accordi di dilazione dei termini di pagamento di più ampio respiro.
A fronte dello scenario descritto, sono allo stato in corso le necessarie interlocuzioni avviate dagli Amministratori della controllata con gli Istituti di finanziamento per l'erogazione di nuova finanza e con le società del Gruppo per la formalizzazione di accordi di sospensione/dilazione dei debiti necessari. Sulla base dello stato delle suddette interlocuzioni in corso con gli istituti di finanziamento e con le società del gruppo e pur in presenza di molteplici significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sul presupposto della continuità aziendale, gli Amministratori di Gesesa hanno adottato tale presupposto nella redazione della relazione semestrale al 30 giugno 2023, ritenendo che le azioni poste in essere saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale. Gli Amministratori della controllata confidano altresì che si possa pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria nonché alle approvazioni tariffarie da parte dell'EIC e dell'ARERA. Gesesa ha inoltre predisposto una stima del Valore Residuo del Gestore alla data del 31 dicembre 2024, fermo restando che la definizione dello stesso potrà essere fatta solo all'atto dell'effettivo affidamento del SII del distretto Sannita al Gestore Unico subentrante. Ovviamente, qualora dovesse terminare la gestione del SII, il Valore Residuo che verrebbe incassato da Gesesa e dovuto dal subentrante, dalle previsioni effettuate, consentirebbe il soddisfacimento dei creditori sociali nonché la prosecuzione dell'attività aziendale secondo le ulteriori modalità operative previste dallo Statuto Sociale.
In relazione al procedimento 231 a carico della Società si evidenzia l'andamento del procedimento penale 5548/2016, del conseguente del sequestro preventivo di n. 12 impianti di depurazione gestiti da Gesesa con la nomina di un Amministratore Giudiziario.
Sulla scia del procedimento soprariportato, è stato poi avviato un procedimento autonomo che riguarda la posizione della Società nei cui confronti si procede per l'ipotesi di alcuni reati previsti dal d. lgs. n. 231 del 2001.
In data 15 novembre 2021 è stato emesso dal GIP del Tribunale di Benevento un provvedimento di sequestro preventivo a carico di Gesesa, eseguito in data 29 novembre 2021, in quanto la Procura della Repubblica di Benevento ha contestato a Gesesa, a titolo di responsabilità ex d.lgs. n. 231 del 2001, tutti i reati naturalmente fra quelli rientranti nel novero dei reati-presupposto di tale decreto legislativo, già contestati alle persone fisiche. Ciò posto, per quanto attiene al merito, sulla base del compendio accusatorio sopra sintetizzato, il GIP ha concesso il sequestro preventivo, richiesto da PM, della somma di € 78.210.529,00, a carico di Gesesa. Attesa l'infondatezza delle censure e l'abnormità della misura applicata Gesesa, per il tramite dei legali ha provveduto ad impugnare il provvedimento di sequestro. In data 22 dicembre 2021 il Tribunale del Riesame di Benevento in accoglimento del ricorso presentato dalla Società ha annullato integralmente il sequestro disposto dal GIP. Avverso il provvedimento di dissequestro non è stata proposta impugnativa e pertanto il disposto deciso con l'ordinanza è passato in giudicato.
In data 25 gennaio 2022 è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini a carico della Società ed il 17 giugno 2022 è stato notificato alle persone fisiche ed alla Società, il provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio; la data dell'udienza preliminare inizialmente fissata per il giorno 23 gennaio 2023 è stata rinviata al 26 giugno 2023 per l'assenza del giudice titolare. In tale udienza il processo è stato rinviato all'udienza del 13 novembre 2023 per consentire la notifica a mani proprie nei confronti di diversi imputati che avevano eletto domicilio presso il difensore. In quell'occasione, saranno discusse le varie questioni preliminari.
Tanto premesso, si precisa che la società, ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 231/2001, ha avviato un'attività di verifica tesa a rilevare eventuali profili di rischio e ad identificare azioni di miglioramento che hanno consentito di allineare il sistema di controllo ai requisiti imposti dalla normativa. Siffatte azioni di miglioramento hanno, quindi, dato origine ad un piano di azione finalizzato alla revisione e al rafforzamento del sistema di controllo interno.
In particolare, per ciò che concerne gli impianti sottoposti a sequestro preventivo, all'esito di un percorso virtuoso, durato oltre due anni, con un esborso complessivo da parte della Società di € 891.060,34, per l'attuazione degli interventi di riqualificazione richiesti dal suddetto Amministratore Giudiziario, è stata effettivamente portata a termine l'attività di riqualificazione funzionale degli impianti oggetto di sequestro.
All'esito delle predette attività, l'Amministratore Giudiziario, con apposita Relazione depositata presso la competente Procura dava atto della conclusione con buon esito delle attività di rifunzionalizzazione degli impianti. Alla luce di tale relazione, l'Ufficio della Procura, con provvedimento del 9 settembre 2022, riteneva "cessate le esigenze che hanno dato luogo alla nomina dell'Amministrazione Giudiziaria per il funzionamento dei depuratori", mentre non riteneva ancora integrati i presupposti per il dissequestro degli stessi, con provvedimento del 14 settembre 2022, il GIP decideva di conseguenza, disponendo la cessazione dell'Amministrazione Giudiziaria e confermando la permanenza del sequestro con facoltà d'uso degli impianti di depurazione in capo a Gesesa. Nel corso del semestre, su delega dell'Ufficio di Procura, la P.G., unitamente ad ARPAC, ha svolto attività di verifica e controllo su tutti gli impianti ancora sottoposti a vincolo per monitorare la regolarità del funzionamento degli stessi.
All'esito della conclusione delle predette attività e a fronte della positiva attività di monitoraggio effettuata dalla P.G., Gesesa, per il tramite dei legali in data 27 giugno 2023, ha provveduto a rivolgere al GUP istanza di dissequestro degli impianti di depurazione.
Relativamente ad eventuali rischi circa l'esito finale del procedimento, gli Amministratori della controllata, anche sulla scorta del parere dei difensori incaricati, secondo i quali, allo stato, non è possibile formulare previsioni circa la durata, l'esito e il rischio potenziale per la Società derivanti dal completamento dell'iter giudiziale, ritengono che, per la fase in cui verte il procedimento, non è possibile effettuare una previsione circa le passività che potrebbero eventualmente derivare per la Società per effetto dell'evoluzione delle ulteriori fasi del citato procedimento.
Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)
In data 21 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni.
Con Deliberazione del CD n. 14/2022 del 25 novembre 2022 è stato approvato da AIT l'aggiornamento biennale della tariffa 2022 e 2023. Gli elementi principali della revisione sono:
- Tariffe: sono stati confermati theta precedentemente approvati per anni 2022 e 2023; leggero incremento dei theta per il periodo 2024-2031;
- Conguagli tariffari: aumento di circa € 8 milioni e leggermente anticipato il recupero degli stessi (entro il 2024 anziché entro il 2025);
- Piano degli Interventi 2020-2031: aumento di circa € 76 milioni netti (da € 800 milioni a € 875 milioni) e € 114 milioni lordi, per incremento interventi di manutenzione e sostituzione; parziale riprogrammazione interventi accordi quadro e adeguamenti per leggi regionali su infrazioni comunitarie, PNRR. Si segnala inoltre una riduzione da parte di AIT degli interventi in IT.
Per entrambe le annualità 2022 e 2023 è stata inserita la componente di anticipazione dell'energia elettrica OPexp EE. Ad oggi ARERA non ha ancora approvato la proposta AIT. Si segnala inoltre che, in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, Acque risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.
In data 24 novembre 2022 è stata inviata all'EGA, che a sua volta l'ha presentata ad ARERA/CSEA, l'istanza per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica, ai sensi di quanto previsto dalle deliberazioni ARERA n.580/2019/R/IDR, N. 639/2021/R/IDR e 229/2022/R/IDR. L'importo richiesto, pari all'importo massimo che Acque poteva richiedere, ammonta ad € 5.055.080. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha provveduto all'erogazione dell'anticipazione che dovrà essere restituita in due trance di uguale importo: la prima entro il 31 dicembre 2023 e la seconda entro il 31 dicembre 2024. A tal proposito si evidenzia che in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, la Società risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.
Con riferimento al contratto di finanziamento firmato nel 2018 con naturale scadenza alla fine del 2023, la Società ha avviato nel 2022 un percorso che ha consentito di giungere ad una struttura finanziaria nuova, più snella e più allineata alle esigenze di finanziamento degli investimenti.
La Società ha avviato una procedura competitiva di beauty contest finalizzata al reperimento da parte di un pool di finanziatori di un finanziamento admortizing a 7 anni per un importo complessivo pari ad € 225 milioni, di cui € 210 milioni di Linea Term destinata e € 15 milioni di Linea RCF volta alla copertura delle esigenze ordinarie della Società. A dicembre 2022 la BEI, su richiesta della Società ed a seguito di un'istruttoria interna, ha deliberato un prestito per complessivi € 130 milioni per la realizzazione di un programma di investimenti per gli anni 2022-2023-2024-2025 a condizioni molto vantaggiose rispetto alle attuali dinamiche di mercato.
La ridefinizione della struttura del debito di Acque ha avuto come scopo quello di rifinanziare l'indebitamento finanziario bancario esistente, inclusa la chiusura anticipata dei contratti di hedging connessi al contratto di finanziamento, la copertura delle ulteriori esigenze di cassa ordinarie lungo un orizzonte temporale di dodici mesi e copertura dei costi connessi all'operazione, con l'obiettivo di permettere alla Società di concentrarsi sulla realizzazione del nuovo Piano degli Interventi.
La nuova struttura finanziaria copre le esigenze della Società sino al termine della Concessione con costi contenuti consentendo così la realizzazione di un Piano degli Interventi molto sfidante e ampliato a seguito della recente approvazione tariffaria. A parità di indebitamento finanziario complessivo si ha inoltre una struttura molto più flessibile che non pone vincoli anche per eventuali ulteriori fabbisogni legati alle necessità di investimento che si dovessero presentare nei prossimi anni.
In data 13 giugno 2023 è stato firmato il contratto di finanziamento BEI, in data 14 giugno 2023 quello con le parti finanziatrici e infine in data 20 giugno 2023 è stata effettuato il closing dell'operazione.
In ultimo è necessario evidenziare che a decorrere dal 1° febbraio 2023, il socio Publiservizi S.p.A. è stato fuso per incorporazione nella società Alia Servizi Ambientali S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione di Acque S.p.A., svolte le proprie valutazioni sulla base di quanto previsto dalle disposizioni statutarie e supportata da un autorevole parere legali pro-veritate, ha ritenuto inizialmente di non procedere all'iscrizione a Libro Soci di Alia Servizi Ambientali S.p.A. in qualità di avente causa di Publiservizi S.p.A. A fronte del rifiuto di iscrizione, Alia ha proposto ricorso ex art. 700 c.p.c. in data 23 marzo 2023 presso il Tribunale di Firenze che, con primo provvedimento ha vietato ad Acque S.p.A. fino alla conclusione del procedimento di indire e celebrare l'assemblea dei Soci. In ottemperanza a tale provvedimento Acque S.p.A. ha pertanto revocato la convocazione dell'assemblea dei Soci, prevista per il 28 aprile 2023. Successivamente il Tribunale di Firenze ha ordinato ad Acque di iscrivere Alia nel libro Soci, con ordinanza comunicata in data 29 maggio 2023. Conseguentemente la Società ha deliberato, con riserva di tutela, di iscrivere al Libro Soci Alia SpA e contestualmente convocato l'assemblea dei Soci, prevista in data 19 luglio 2023 per l'approvazione del bilancio 2022 ed il rinnovo delle cariche societarie.
Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)
In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 46 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.
L'Autorità Idrica Toscana in data 26 giugno 2020 ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenzia un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua.
In data 16 febbraio 2021 l'ARERA con Delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della Deliberazione dell'Autorità 27 dicembre 2019, 580/2019/R/IDR e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3". Si rileva inoltre che in data 31 marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31 dicembre 2024.
L'AIT in data 23 febbraio 2023 ha approvato, con la delibera del Consiglio Direttivo n. 3 del 22 febbraio 2023, l'aggiornamento biennale delle tariffe per il terzo periodo regolatorio (2022-2023) ed ha inviato la proposta tariffaria all'ARERA.
Infine, si rileva che nel corso del 2023 l'attività che si è svolta con l'Autorità Idrica Toscana (AIT) ha riguardato vari aspetti della regolazione. In particolare, Publiacqua ha partecipato a vari incontri con i funzionari dell'AIT su Addendum al Regolamento, D. Lgs. 18/2023 relativo alla direttiva acque potabili, corrispettivi industriali.
In ultimo si segnala che a seguito della fusione per incorporazione avvenuta in data 26 gennaio 2023 di Acqua Toscana SpA e Publiservizi SpA, le quali detenevano rispettivamente il 53,1683% e lo 0,4326% del capitale di Publiacqua, in Alia Servizi Ambientali SpA e su specifica richiesta di quest'ultima formalizzata il 3 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato il 13 febbraio 2023 di procedere alla relativa annotazione a libro soci.
Alia Servizi Ambientali SpA ha formalizzato a Publiacqua la richiesta di procedere all'aggiornamento del libro soci relativamente all'avvenuto conferimento in Alia stessa, in data 30 dicembre 2022, dell'intera partecipazione detenuta in Publiacqua dal Comune di Pistoia, pari al 3,9497%.
L'aggiornamento del libro soci che è avvenuto il 13 febbraio 2023 a seguito di deliberazione del Consiglio di Amministrazione relativamente alla sola prima richiesta di Alia Servizi Ambientali.
Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)
Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 31 dicembre 2031. In data 23 maggio 2023 Acquedotto del Fiora è subentrata al gestore grossista Integra Concessioni Srl nella conduzione e gestione del sito depurativo denominato "Terrarossa" posto a servizio dei comuni di Orbetello e Monte Argentario. Tale subentro, come previsto dalla normativa di riferimento, è stato gestito da AIT anche con riferimento alle relative competenze regolatorie in ordine alla variazione di perimetro di gestione e relativa quantificazione del VR (Delibera AIT Assemblea n. 8 del 18 maggio 2023 e Decreto DG AIT n.83 del 19 maggio 2023).
Riguardo ai provvedimenti in materia di interesse per Acquedotto del Fiora, sulla base di quanto previsto dalla sopra citata delibera ARERA, in data 14 dicembre 2022 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2020 e 2021 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG ed i Teta degli anni 2022- 2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario (PEF) fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.17/2022 del 14 dicembre 2022). Tale proposta tariffaria è stata trasmessa ad ARERA per la ratifica finale.
I ricavi ed il VRG iscritto nella semestrale 2023 si basano sulla sopra citata delibera AIT, validata da ARERA a valle del normale iter di verifica svolto nel corso del mese di giugno 2023.
Toscana – GEAL S.p.A. (Ato1 – Toscana Nord)
La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 novembre 2011, nel 2016 ai sensi della Delibera ARERA n. 656/2015 e nel 2020 per l'adeguamento obbligatorio ai contenuti di cui alla Delibera ARERA n.580/2019.
In merito alle tariffe, si segnala che ARERA con la delibera 238 del 30 maggio 2023 ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2022 e 2023 proposto dall'Autorità Idrica Toscana a seguito di propria delibera del Consiglio Direttivo n.5 del 30 maggio 2022. La delibera 238/2023 di ARERA, ha confermato gli incrementi tariffari previsti per gli anni 2022 e 2023 nella misura massima consentita per il quadrante regolatorio di riferimento, pari al 6,2% per ciascuno dei due anni ed il recepimento delle istanze presentate dall'azienda riguardanti:
- il riconoscimento della componente di costo per l'energia elettrica di cui all'art. 20 c. 2 dell'Allegato A alla delibera 580/2019 (COEE2023) volta ad anticipare almeno in parte gli effetti del trend di crescita del costo dell'energia elettrica previsto per il 2023, nella misura massima applicabile per lo stesso anno, pari ad € 406.919;
- il riconoscimento di costi sostenuti relativi alla gestione di sei nuove case dell'acqua per un importo al netto dei ricavi conseguiti - pari ad € 33.730;
- il riconoscimento dei costi eccezionali sostenuti nell'anno 2021 afferenti la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 per l'importo di € 28.046;
- il riconoscimento della componente di costo Opex Qc riguardanti l'attuazione della delibera n. 655/2015 sulla qualità commerciale per gli anni 2020 e 2021 per € 487.932 complessivi;
- il riconoscimento della componente di costo Opex Qt riguardanti l'attuazione della delibera n. 917/2017 sulla qualità tecnica per gli anni 2020 e 2021 per euro € 350.160 complessivi;
- il riconoscimento delle componenti di costo Op mis, riguardanti le azioni svolte negli anni 2020 e 2021 per incentivare gli utenti ad una maggiore consapevolezza dei propri consumi e favorire la disalimentazione selettiva della fornitura per € 115.669.
Riguardo, infine, all'istanza per il riconoscimento della componente di conguaglio aggiuntiva di cui all'art. 27 bis comma 1 e II dell'Allegato A alla deliberazione 27 dicembre 2019, 580/2019/R/IDR per gli anni 2012 e 2013, rispetto a quanto approvato da AIT con Delibera 5/2022, l'importo riconosciuto è stato invece ridotto da quello richiesto pari ad € 68.862 a quello di € 19.039, a seguito delle sentenze del Consiglio di Stato (n. 05428/2022 e n. 05431/2022, pubblicate il 30 giugno 2022).
Infine, è stato parzialmente decurtato per € 12.760 il riconoscimento dei canoni demaniali richiesti dalla Regione Toscana per gli anni 2016-2021, con una parziale conseguente riduzione del conguaglio tariffario pari a € 4.237 ed una parziale compensazione per l'importo residuo sulla componente tariffaria AMMCFP.
La Delibera ARERA 238/2023 ha infine previsto che nell'ambito degli approfondimenti istruttori volti all'approvazione dell'aggiornamento delle proposte tariffarie per il biennio 2022-2023, il competente Ente di Governo, per il gestore in parola, si è impegnato a «monitorare che il percorso di revisione del Regolamento di gestione del servizio di distribuzione di acqua potabile sia portato a conclusione» ai fini del completo adeguamento dello stesso, in coerenza con talune specifiche disposizioni adottate dall'Autorità, in particolare, in materia di perdite occulte.
Coerentemente a quanto sopra, GEAL proporrà a stretto giro al Comune di Lucca – ente competente in merito – l'approvazione del Regolamento di gestione del servizio idrico integrato e di un addendum per la disciplina delle specificità del territorio.
Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)
In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione originariamente fissata al 31 dicembre
2027 ed a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera 10 del 30 ottobre 2020 estesa al 31 dicembre 2031). L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.
Alla data del 30 giugno 2023 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della Delibera n. 63/2023/R/idr del 21 febbraio 2023 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 10 del 25 ottobre 2022, che prevedono per l'anno 2023 un theta di 1,246 ed un incremento tariffario del 7,1% rispetto al 2022, anche per effetto della rimodulazione della fatturazione dei conguagli VRG relativi all'anno 2020-2021. La tariffa media €/mc è pari ad € 3,35 circa al 30 giugno 2023. Il numero delle utenze servite è pari a circa 236 mila unità, stabile rispetto all'esercizio precedente. Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 13,9 milioni di MC di acqua (-2% rispetto allo stesso periodo del 2022). Non essendo, alla data di compilazione del presente consuntivo, ancora completate le operazioni di fatturazione, i metri cubi erogati di competenza ma non ancora fatturati sono stati stimati ed il rateo di competenza determinato sulla base dei valori storici e valutazioni prospettiche.
Relativamente alla Qualità Tecnica tutti gli obiettivi annui definiti dalla Delibera 917/17 sono al momento tutti rispettati, registrando il passaggio di classe sull'indicatore M3 (qualità dell'acqua erogata). Con riferimento alla Qualità Contrattuale si evidenzia un andamento positivo, con conseguimento dell'obiettivo per entrambi i macro-indicatori e con mantenimento nel 2023 della classe "A" raggiunta nel 2022 su entrambi i macroindicatori.
Tra gli interventi PNRR, l'avanzamento del progetto di Interconnessione della Diga del Chiascio (€ 28 milioni complessivi, di cui € 16,2 milioni finanziati dal PNRR e € 4,17 milioni finanziati dal fondo FOI2022) risulta perfettamente in linea con il cronoprogramma essendo i due appalti dei lavori (stralcio 1 per il potabilizzatore e stralcio 2 per l'adduzione) in fase di aggiudicazione definitiva. Anche per il nuovo progetto perdite (€ 52 milioni complessivi, di cui € 25 milioni finanziati dal PNRR), che ha come obiettivo finale il raggiungimento di un valore di perdite globali del 30%, si stanno concludendo le aggiudicazioni definitive di tutti gli appalti previsti (in questo caso si tratta di 17 appalti diversi, tra progettazione, distrettualizzazione e lavori di sostituzione). Stanno avanzando secondo il cronoprogramma i quattro interventi di fognatura e depurazione, per i quali è stato richiesto un contributo PNRR complessivo di circa € 10 milioni. Per questa linea di finanziamento il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) non ha ancora pubblicato una graduatoria finale. In data 3 luglio 2023 il MASE ha comunicato l'elenco degli interventi proposti per l'ammissibilità a finanziamento per la Misura M2C4, Inv. 4.4 Fognatura e depurazione, dal quale risulta che i progetti presentati dall'AURI 8 (l'EGA di riferimento) aventi come soggetto attuatore Umbra Acque sono beneficiari di un nuovo contributo PNRR di € 9 milioni. Sarà necessario attendere il decreto ministeriale per la finalizzazione dell'iter di assegnazione.
Con riferimento alla situazione patrimoniale, si evidenzia l'incremento dell'indebitamento finanziario di breve termine e dei debiti scaduti verso i Comuni per il canone dovuto a norma di concessione. Nell'esercizio 2022 la Società è stata chiamata a sostenere maggiori costi relativi a materie prime, in particolare l'energia elettrica che ha raggiunto valori senza precedenti (+ € 20 milioni rispetto al 2021). Tali incrementi hanno avuto un impatto negativo nell'immediato sulla liquidità della Società ed hanno generato importanti crediti commerciali per conguagli tariffari (RcEE), che, a causa della loro entità e del cap tariffario, saranno recuperati solo nel prossimo quadriennio tariffario, per la precisione tra il 2024 ed il 2027.
A questa dinamica, si sono aggiunti nel corso del 2023 altri fenomeni, quali il ritardo nell'incasso dei contributi pubblici a fondo perduto per la realizzazione degli investimenti programmati nel Piano degli Interventi vigente (all'appello mancano circa € 4,7 milioni) e la prossima erogazione dei bonus sociali nazionale e regionale all'utenza (rispettivamente circa € 5,5 milioni e € 2,7 milioni per un totale di € 8,3 milioni) per valori pari al triplo rispetto al dato storico del 2020.
Umbra Acque al fine di garantire la continuità aziendale ha intrapreso tutte le azioni utili a mantenere l'equilibrio economico e finanziario nel breve termine (efficientamento del conto economico, accordi di dilazione con i fornitori, blocco dei pagamenti verso i soci, ecc. ...), avviando nel contempo un confronto con le banche finanziatrici volto ad ottenere nuova finanza di medio termine a sostegno del circolante (in attesa del recupero dei conguagli tariffari) e delle attività di investimento.
Umbria –S.I.I. S.c.p.a. (Ato2 – Umbria 2)
L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (A.T.O. Umbria n°2), ha affidato ad S.I.I. S.c.p.a. dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n.4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 Km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale ed agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila e la rete idrica si estende per 2.602 chilometri.
In applicazione della delibera ARERA 639/2021 per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie la Società ha alimentato e trasmesso ad AURI la raccolta dati per gli anni 2020 e 2021 completate delle istanze per il riconoscimento delle componenti Rcarc, Opmis, Opsocial e OpexQC. Contestualmente ha prodotto quanto necessario per consentire ad AURI la possibilità di formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica secondo la delibera ARERA 229/2022. Con delibera n°12 del 25 ottobre 2022 l'AURI e poi, a seguire, con delibera 78/2023/R/Idr del 28 febbraio 2023 l'ARERA hanno approvato l'aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023 prevedendo il completo recupero del maggior costo della fornitura di energia elettrica nel rispetto del cap all'incremento tariffario possibile. Questo attraverso il ricorso alla componente conguaglio "costi (…) per il verificarsi di eventi eccezionali" che riverbererà i suoi effetti tariffari a partire dal 2024. Nel corso del primo semestre 2023 seppur in presenza di prezzi della fornitura di energia elettrica mitigati rispetto al precedente esercizio, la SII sta sostenendo oneri superiori a quanto presente in tariffa con la inevitabile conseguenza di cumularsi fabbisogno finanziario. Per ottenere la piena copertura del maggior costo la SII ha predisposto ed inviato all'EGA nel mese di ottobre 2022 il piano di efficientamento energetico redatto secondo le indicazioni della
delibera ARERA 229/22. In base poi alla delibera ARERA 495/22 del 13 ottobre, con cui l'Autorità ha disposto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito – su richiesta del pertinente operatore – avrebbero potuto formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica, l'AURI ha presentato la relativa istanza per l'erogazione dell'anticipazione finanziaria prevista nella misura del 35% del costo di energia elettrica in tariffa per l'anno 2022. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha accreditato a favore della SII l'importo di € 2,5 milioni che dovrà essere rimborsato in due rate annuali (dicembre 2023 e dicembre 2024).
Con la pubblicazione della Deliberazione 23 febbraio 2021 63/2021/R/COM "Modalità applicative del regime di riconoscimento automatico agli aventi diritto dei bonus sociali elettrico, gas e idrico per disagio economico" il Bonus Idrico è riconosciuto automaticamente agli utenti, senza più la necessità di richiesta da parte loro. Per gestire questo processo, è stato necessario da parte del Servizio Idrico Integrato effettuare sia l'accreditamento al Sistema Informativo Integrato, che la sottoscrizione dell'Accordo con l'Autorità (per il Trattamento dei dati personali). Nel mese di maggio, sono stati messi a disposizione di SII, da parte di Acquirente Unico, i flussi per la gestione "massiva" dei Bonus relativi agli anni di competenza 2021 e 2021 e i flussi mensili dei Bonus 2023. Si tratta di un numero complessivo di circa 17.000 Bonus da erogare.
ASM Terni
La Società ha la missione di gestire il servizio di igiene ambientale in termini di raccolta, trasporto, trattamento, smaltimento dei rifiuti, il servizio di produzione e distribuzione di energia elettrica e l'illuminazione pubblica in via transitoria, l'attività di gestione della rete di gas naturale e relativi investimenti in virtù del contratto di servizio con Umbria Distribuzione Gas, l'attività di distribuzione di acqua potabile, depurazione acque reflue e controllo qualità delle acque in qualità di Socio Operatore della Società concessionaria della gestione del Servizio Idrico Integrato. La gestione del servizio idrico nella provincia di Terni è svolta da SII S.c.p.a. (vedere il paragrafo precedente) che ha lo scopo di ottimizzare le risorse idriche del territorio, grazie all'accorpamento delle competenze e delle responsabilità sotto un l'unico gestore. ASM Terni opera perseguendo la continuità e la regolarità dei servizi erogati, il miglioramento e l'ammodernamento delle infrastrutture strategiche nei diversi ambiti e la vicinanza e proattività nei confronti delle esigenze degli utenti.
Si segnala che in data 6 dicembre 2022 e in data 19 aprile 2023 sono state perfezionate rispettivamente la prima e la seconda fase dell'operazione di aggregazione tra il Gruppo Acea e ASM Terni ad esito della procedura ad evidenza pubblica avviata dalla stessa ASM. L'operazione, da un punto di vista strategico, è finalizzata alla creazione di una multiutility integrata attiva in Umbria nei settori della distribuzione e vendita di elettricità e gas, della gestione dei rifiuti e del ciclo idrico integrato.
Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe
Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019, alla predisposizione tariffaria 2020 - 2023 nonché all'aggiornamento biennale 2022 - 2023.
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") |
Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) |
Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
Status approvazione aggiornamento biennale 2022-2023 |
|---|---|---|---|---|
| ACEA Ato2 | In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità. |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in data 15 ottobre 2018. L'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. in data 13 novembre 2018 con delibera 572/2018/R/Idr La Conferenza dei Sindaci ha recepito le prescrizioni della delibera ARERA in data 10 dicembre 2018. |
In data 27 novembre 2020, l'EGA ha approvato la tariffa del periodo regolatorio 2020-2023 con delibera n.6/2020 L'ARERA ha approvato le tariffe 2020- 2023 il 12 maggio 2021 con deliberazione 197/2021/R/IDR |
A seguito di diffida del 18 ottobre 2022 da parte di ARERA, la conferenza dei Sindaci ha approvato le tariffe 2022 – 2023 il 30 novembre2022. L'approvazione da parte di ARERA è intervenuta con delibera 11/23 del 17 gennaio 2023 |
| ACEA Ato5 | È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 in data 1° agosto 2018. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 14 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. In data 10 marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020- 2023. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. Il Gestore ha proposto ricorso avverso suddetta deliberazione al TAR, che ha rigettato detto ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato e trasmesso istanza di riequilibrio economico finanziario. |
A seguito di diffida da parte di ARERA, intervenuta il 29 novembre 2022, l'EGA ha approvato la proposta tariffaria 2022-2023 in data 11 gennaio 2023. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. In data 22 giugno 2023 il Gestore ha inviato ad ARERA istanza di riequilibrio economico-finanziario. |
| GORI | In data 1° settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. Con delibera 247 del 31 maggio 2022 ARERA ha ordinato ad EIC di assumere e trasmettere - entro 90 giorni - le specifiche determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie per gli anni 2012 e 2013. Il provvedimento contestualmente proroga al 30/09/2022 il termine di conclusione del procedimento, per la rinnovazione dell'istruttoria in |
In data 17 luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 18 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. A seguito di diffida da parte di ARERA, l'EIC con delibera del 12 agosto 2021, ha approvato la proposta tariffaria 2020- 2023. ARERA non ha ancora proceduto all'approvazione. |
In data 10 agosto 2022 con delibera n.35 l'EIC ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023 comprensivo delle partite pregresse ante 2012. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA |
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") |
Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) |
Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
Status approvazione aggiornamento biennale 2022-2023 |
|---|---|---|---|---|
| contraddittorio sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016 (2012 – 2013 e 2014 – 2015) |
||||
| Acque | In data 5 ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Approvato dall'ARERA in data 9 ottobre 2018 (nel contesto dell'approvazione dell'aggiornamento 2018-2019). |
In data 22 giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero sino al 31 dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9 ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. |
In data 18 dicembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.7 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'approvazione ARERA è intervenuta con deliberazione 404/2021/R/idr del 28 settembre 2021. |
L'AIT ha approvato l'aggiornamento biennale 2022 – 2023 il 25 novembre 2022. Si resta in attesa dell'approvazione di ARERA. |
| Publiacqua | In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
In data 7 dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le tariffe 2018- 2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 l'aggiornamento biennale 2018-2019 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
In data 26 giugno 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.3 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
Il Consiglio direttivo di AIT ha approvato il 22 febbraio 2023 l'aggiornamento biennale 2022 – 2023. Si resta in attesa dell'approvazione di ARERA. |
| Acquedotto del Fiora |
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 luglio 2018. Nelle more dell'approvazione da parte di ARERA, il Consiglio Direttivo dell'AIT ha anche approvato l'istanza di allungamento della concessione al 31 dicembre 2031, presentata dalla Società ad aprile 2019 e approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT il 1° luglio 2019. E' stata quindi presentata la proposta tariffaria aggiornata con la previsione di allungamento al 2031 che comunque ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019 già approvati da AIT con la delibera di luglio 2018. L'ARERA ha provveduto ad approvare l'aggiornamento biennale (con una piccola rettifica sugli OpexQC riconosciuti) e l'allungamento della concessione con la Delibera 465 del 12 novembre 2019. |
In data 26 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.6 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato con deliberazione 84/2021/R/IDR del 2 marzo 2021 |
L'AIT ha approvato l'aggiornamento biennale 2022 – 2023 il 14 dicembre 2022. ARERA ha provveduto ad approvare le tariffe in data 13 luglio 2023. |
| Geal | In data 22 luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 26 ottobre 2017, con delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
In data 12 luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. |
In data 28 settembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.4 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023, aggiornata con delibera n. 13 e 14 del 30 dicembre 2020. ARERA ha approvato con deliberazione 265/2021/R/idr del 22 giugno 2021. |
In data l'AIT 31 maggio 2022 con delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023. L'approvazione da parte di ARERA è intervenuta con delibera 238/23 del 30 maggio 2023. |
| Acea Molise |
A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, sia per il Comune di Campagnano di Roma (RM) che per il Comune di Termoli (CB), comuni dove Crea Gestioni svolge il SII, né l'Ente Concedente né l'Ente d'Ambito di riferimento hanno presentato alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019, La Società ha provveduto ad inoltrare in autonomia le proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. |
La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i dati ai fini dell'aggiornamento tariffario 2018-2019. Per la gestione del SII nel Comune di Campagnano di Roma (RM) vista l'inerzia dei soggetti preposti, la Società ha provveduto a presentare ad inizio gennaio 2019, istanza all'ARERA per adeguamento tariffario 2018-2019 peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. L'ARERA non si è ancora pronunciata né ha ancora proceduto alla diffida all'EGA e/o ai soggetti competenti. Per la gestione del SII nel Comune di Termoli (CB), la Giunta Comunale di Termoli con delibera del 17.12.2019 ha approvato l'adeguamento della Convenzione preesistente alla Convenzione tipo, ha prolungato la scadenza della stessa al 31 dicembre 2021, ed ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019, peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
Il Comune di Termoli ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 4 febbraio 2021. La stessa è stata trasmessa dall'EGAM il 4 marzo 2021. Per il Comune di Campagnano il Gestore ha inviato la predisposizione tariffaria ad ARERA il 30 marzo 2021 in accordo con le disposizioni di cui all'art. 5.5 della Delibera 580/2019/R/idr. |
In corso di definizione con EGAM |
| Gesesa | In data 29 marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. |
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione relativa alla revisione tariffaria 2018-2019 e a fine febbraio 2020 si è conclusa l'istruttoria da parte degli Uffici tecnici dell'EGA competente (EIC-Ente Idrico Campano). Non è ancora intervenuta l'approvazione definitiva da parte del Comitato Esecutivo dell'EIC. |
In data 29 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. L'EIC ha convocato il Consiglio di Distretto per il 22 luglio 2021 (verbale di chiusura delle attività di verifica verbale del 31/7/20) a seguito di diffida dell'ARERA pervenuta in data 2 luglio 2021. Nel febbraio 2022 è stato nominato un nuovo |
L''EIC è stato diffidato da ARERA a provvedere alle determinazioni tariffarie di propria competenza in data 28 febbraio 2023. |
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") |
Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) |
Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
Status approvazione aggiornamento biennale 2022-2023 |
|---|---|---|---|---|
| Consiglio di distretto che ancora non si è espresso sulle predisposizioni tariffarie |
||||
| Nuove Acque |
In data 22 giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato le tariffe |
In data 16 ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. |
In data 27 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.5 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 ARERA ha approvato con deliberazione 220/2021/R/IDR del 25 maggio 2021 |
Il Consiglio Direttivo dell'AIT con deliberazione n. 12/2022 del 29 luglio 2022 ha approvato la predisposizione tariffaria 2022 – 2023. ARERA ha approvato con Deliberazione n. 535/2022 del 25 ottobre 2022. |
| Umbra Acque |
In data 30 giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr del 15 dicembre 2016. |
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 luglio 2018, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con delibera n. 489 del 27 settembre 2018 |
L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 30 ottobre 2020 con delibera n.10 L'ARERA ha approvato la stessa con deliberazione 36/2021 del 2 febbraio 2021 |
In data 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023. A seguito di tale approvazione ARERA ha approvato l'aggiornamento biennale 2022 – 2023 con delibera 63 del 21 febbraio 2023 |
| SII Terni S.c.a.p.a. |
In data 29 aprile 2016 con delibera n. 20 l'AURI ha approvato il moltiplicatore tariffario per il quadriennio 2016-2019 e con la determina n. 57 ha approvato il conguaglio delle partite pregresse. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019 con deliberazione 290/2016 del 31 maggio 2016 |
Con deliberazione del consiglio direttivo dell'AURI n. 64 del 28-12-2018 è stato approvato l'aggiornamento biennale 2018-2019. L'ARERA ha approvato con propria deliberazione del 20 settembre 2018 464/2018 l'aggiornamento biennale 2018-2019. |
L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 con deliberazione dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del 30 ottobre 2020 L'ARERA ha approvato con deliberazione 553/2020 del 15 dicembre 2020. |
In data 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023. A seguito di tale approvazione ARERA ha approvato l'aggiornamento biennale 2022 – 2023 con delibera 78 del 28 febbraio 2023 |
Ricavi da Servizio Idrico Integrato
La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del primo semestre 2023 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI–3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti (energia elettrica e acqua all'ingrosso fra le principali) e della componente Fo.NI.
| Società | Ricavi da SII | FONI |
|---|---|---|
| (valori pro quota in € milioni) | (valori pro quota in € milioni) | |
| ACEA Ato2 | FNI = 25,6 | |
| 375,9 | AMMFoNI = 11,7 | |
| ACEA Ato5 | FNI = 0,9 | |
| 43,1 | AMMFoNI = 3,1 | |
| GORI | 111,2 | - |
| Acque | 36,5 | AMMFoNI = 2,6 |
| Publiacqua | 57,2 | AMMFoNI = 10,7 |
| AdF | 60,6 | AMMFoNI = 6,1 |
| Gesesa | 7,1 | - |
| Nuove Acque | 5,0 | AMMFoNI = 0,8 |
| Geal | 5,2 | AMMFoNI = 0,4 |
| Acea Molise | 2,1 | - |
| SII | 19,9 | AMMFoNI = 0,4 |
| Umbra Acque | 17,4 | AMMFoNI = 1,4 |
Informativa sulle parti correlate
GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE
Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia ed acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.
Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.
I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.
Si precisa che ACEA e ACEA Ato2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".
Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 26 del presente documento.
Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i principali costi e ricavi relativi al 30 giugno 2023 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.
| € migliaia | 30/06/2023 | 30/06/2022 |
|---|---|---|
| RICAVI | ||
| Fornitura di acqua | 25.364 | 25.179 |
| Fornitura di energia elettrica | 0 | 1 |
| Contratto di servizio Illuminazione pubblica | 24.868 | 20.681 |
| Interessi su contratto illuminazione pubblica | 3.601 | 2.685 |
| Contratto di servizio manutenzione idrica | 75 | 63 |
| Contratto di servizio fontane monumentali | 75 | 63 |
| COSTI | ||
| Canone concessione | 13.169 | 13.168 |
| Canoni locazione | 56 | 56 |
| Imposte e tasse | 1.509 | 1.509 |
Si rimanda alla nota 26 per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.
| € migliaia | 31/12/2022 | Incassi / pagamenti /compensazioni |
Maturazioni 2023 | 30/06/2023 |
|---|---|---|---|---|
| Crediti | 150.494 | (18.274) | 54.127 | 186.346 |
| Debiti | (148.779) | 74.587 | (107.843) | (182.036) |
GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE
Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.
Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.
Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.
| Gruppo Roma Capitale | Debiti Commerciali |
Costi | Crediti Commerciali |
Ricavi |
|---|---|---|---|---|
| Ama S.p.A. | 785 | 656 | 3.697 | 1.047 |
| Atac S.p.A. | 80 | 45 | 5.250 | 759 |
| Assicurazioni Di Roma - Mutua Assicuratrice Romana | 0 | 0 | 9 | 0 |
| Totale | 865 | 701 | 8.955 | 1.806 |
GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE
Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.
Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.
Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 30 giugno 2023.
| € migliaia | Ricavi | Costi | Crediti | Debiti |
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Caltagirone | 87 | 104 | 0 | 110 |
GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA
Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società del Gruppo Suez al 30 giugno 2023.
| € migliaia | Ricavi | Costi | Crediti | Debiti |
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Suez Environnement Company SA | 15 | 128 | 0 | 128 |
Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.
Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo
Si informa che nel periodo di riferimento è stata posta in essere una operazione significativa non ricorrente con parti correlate avente ad oggetto la presentazione della manifestazione di interesse per il termovalorizzatore di Roma da parte di Acea Ambiente, società controllata da Acea.
Acea Ambiente in particolare ha risposto in data 1° marzo all'avviso pubblico indetto dal Comune di Roma per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte di project financing per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata ed ha presentato la propria manifestazione di interesse unitamente a importanti partner nazionali e internazionali, quali Vianini Lavori e Suez.
Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.
Incidenza sulla situazione patrimoniale
| € migliaia | 30/06/2023 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 31/12/2022 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività Finanziarie | 25.842 | 3.235 | 12,5% | 30.531 | 4.865 | 15,9% |
| Crediti Commerciali | 1.219.134 | 73.500 | 6,0% | 1.267.445 | 61.714 | 4,9% |
| Attività Finanziarie Correnti | 729.592 | 137.996 | 18,9% | 342.085 | 117.998 | 34,5% |
| Debiti fornitori | 1.686.599 | 24.583 | 1,5% | 1.849.980 | 41.985 | 2,3% |
| Debiti finanziari | 405.885 | 156.997 | 38,7% | 619.418 | 108.523 | 17,5% |
Incidenza sul Conto economico
| € migliaia | 30/06/2023 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 31/12/2021 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi netti consolidati | 2.296.170 | 85.340 | 3,7% | 2.347.664 | 61.354 | 2,6% |
| Costi operativi consolidati | 1.638.790 | 30.455 | 1,9% | 1.681.197 | 33.600 | 2,0% |
| Totale (Oneri)/Proventi Finanziari | (67.389) | 2.428 | (3,6%) | (43.729) | (2.378) | 5,4% |
Incidenza sul Rendiconto finanziario
| € migliaia | 30/06/2023 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 31/12/2022 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Incremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante |
4.446 | (11.785) | ns | (247.714) | (10.113) | 4,1% |
| Incremento/decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante |
(153.494) | (17.403) | 11,3% | 127.769 | (9.980) | (7,8%) |
| Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari |
(383.424) | (18.368) | 4,8% | 72.190 | (563) | (0,8%) |
| Dividendi incassati | 344 | 344 | 100,0% | 3.381 | 3.381 | 100,0% |
| Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve |
14.869 | 48.475 | ns | 84.249 | (11.614) | (13,8%) |
| Pagamento dividendi | (134.793) | (134.793) | 100,0% | (143.195) | (143.195) | 100,0% |
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali
Problematiche fiscali
Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente
Nel mese di ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla Società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.
I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che, nel mese di maggio 2009, ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.
La Corte Costituzionale, con decisione del mese di marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di gennaio 2013 la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.
Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 febbraio 2014, depositata nel mese di luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato notificato il 28 ottobre 2015. Ad oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.
In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.
Le ragioni della Società sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.
La Corte di Cassazione con le sentenze n. 29153/21 e 29400/21, ribaltando completamente le pronunce delle Commissioni Tributarie, ha annullato le sentenze impugnate e rinviato alla CTR dell'Umbria per un nuovo esame delle controversie.
Il giorno 5 dicembre 2021 si sono tenuti i giudizi di riassunzione della sentenza della Corte di Cassazione n. 29153/21 del 20 ottobre 2021 e della sentenza della Corte di Cassazione n. 29400/21 del 21 ottobre 2021 (Ns. rif. 2715-01/02); la sezione n. 1 della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Umbria, con le sentenze nn. 80/2023 e 81/2023 ha così deciso: "A scioglimento della riserva, la Corte respinge l'appello dell'Agenzia delle Entrate e la condanna alla refusione delle spese processuali".
Si evidenzia altresì per completezza che nel gennaio 2009 la Società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla Società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 33284/21 dell'11 novembre 2021, ha accolto il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della sez. n. 4 della CTR dell'Umbria n. 52/04/12 del 26 marzo 2012, che aveva annullato il provvedimento con cui l'Ufficio ha disposto la sospensione dell'erogazione del rimborso per IVA relativa al periodo d'imposta 2003.
Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 ottobre 2011 e depositata il 26 marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione. Con la sentenza n. 29050/21 del 20 ottobre 2021 la Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.
Verifiche fiscali su areti
Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010 è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.
Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato 5 avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014.
Per quanto concerne gli avvisi relativi agli anni 2009, 2011 e 2012 la Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valide le ragioni della società e ha annullato gli avvisi di accertamento, Il contezioso è ora pendente presso la corte di Cassazione. Per quanto concerne l'annualità 2013 la CTR ha accolto l'appello dell'Ufficio. Il termine per proporre ricorso in Cassazione il 27 marzo 2023 (prorogato al 27 dicembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023); per quanto concerne l'avviso di accertamento relativo all'anno 2014, con sentenza n. 4293/2022, la CTP ha accolto il ricorso della Società. L'Ufficio ha proposto atto di appello e la società si è costituita nei termini di legge.
Sulla base di un'altra segnalazione, la Società ha ricevuto degli avvisi di accertamento per gli anni dal 2011 al 2014 riguardanti il trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie concesse ai dipendenti ed ex dipendenti. Per quanto concerne l'anno 2011 la CTR, confermando la sentenza di primo grado, ha annullato l'avviso. Con ordinanza depositata il 31 maggio 2022 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Avvocatura che quindi può considerarsi estinto; per quanto concerne l'annualità 2012, con sentenza n.
3612/2022, depositata in data 12 agosto 2022, i giudici hanno accolto l'appello dell'Ufficio. Il termine per proporre ricorso in Cassazione scade il 28 febbraio 2023 (prorogato al 28 novembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023). Per quanto riguarda l'anno 2013, con sentenza n. 5567/2022, la CTR ha rigettato l'appello della Società; il termine per l'appello scade il 1° giugno 2023 (prorogato al 1° marzo 2024, ai sensi della Legge di Bilancio 2023). Per l'anno 2014 con la sentenza n. 12424/16/2021, la CTP ha rigettato il ricorso. La società ha impugnato nei termini di legge la sentenza; alla data odierna non è stata ancora fissata l'udienza.
Contestazioni/Contenziosi fiscali su ARSE
Nel corso del mese di gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo S.r.l., società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari ad € 672 mila.
In data 7 marzo 2016 le Società beneficiarie della scissione di ARSE – Acea S.p.A., Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione –, ritenendo infondato l'avviso di liquidazione sia per gli evidenti vizi di forma, sia per la contestazione oggetto dell'avviso, hanno presentato ricorso collettivo.
Il 15 gennaio 2018 si è tenuta l'udienza di discussione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Con sentenza n. 1926/15/2018 depositata il 22 gennaio 2018, i giudici hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato. In data 5 giugno 2018, l'Ufficio ha proposto appello avverso la predetta sentenza; le società si sono costituite nel giudizio di secondo grado, depositando atto di controdeduzioni in data 7 agosto 2018. L'udienza si è tenuta il 9 giugno 2022 e la CTR, con sentenza n. 3450/2022, ha rigettato l'appello dell'Ufficio, compensando le spese di giudizio. Il termine per l'Ufficio per proporre ricorso in Cassazione scade il 27 febbraio 2023 (termine prorogato al 27 novembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023).
Verifica fiscale su Acea ATO5
In data 7 marzo 2018 la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e Irap per l'anno di imposta 2013.
La Società, in data 24 dicembre 2018 ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex articolo 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.
In data 3 gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli, ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli art. 5 e 25 del D. Lgs. 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora. Avverso il predetto accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone. Sulla scorta delle valutazioni recepite dai propri consulenti fiscali, la Società, relativamente a tale verifica, non ha ravveduto particolari profili di rischiosità.
Ad ogni modo, si è provveduto al pagamento delle imposte a titolo provvisorio, in pendenza del giudizio, la cui udienza di trattazione si è svolta il 3 luglio 2019. In data 23 ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013. La Società ha impugnato la già menzionata Sentenza presentando appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.
Si dà atto che i rilievi ai fini IRES relativi al PVC già menzionato sono stati oggetto di separato atto di accertamento, come descritto nel prosieguo.
Si fa presente, inoltre, che la verifica è proseguita per i periodi d'imposta 2014-2018, concludendosi con la redazione di ulteriore Processo Verbale di Constatazione in data 30 ottobre 2019.
In esito all'attività di verifica fiscale condotta, l'Amministrazione finanziaria, ha riscontrato in capo alla società una serie di violazioni di carattere sostanziale in materia di IRES e IRAP, per i periodi d'imposta dal 2014 al 2017. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701mila, mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".
Anche in relazione al sopracitato ultimo PVC sono state presentate dalla Società apposite osservazioni, ed è stato richiesto inoltre l'annullamento in autotutela di quanto oggetto di rettifica per il 2013.
Nonostante ciò, in data 31 dicembre 2019, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01680 in relazione all'IRES per il 2013, per un per un importo di € 3,1 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0C6M01854 in relazione all'IRAP per il 2014, per un per un importo di € 0,9 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01853 in relazione all'IRES per il 2014 per un per un importo di € 5,2 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante. Le Società hanno provveduto a depositare ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone in data 28 febbraio 2020. Con riferimento ai rilievi
contestati in detti avvisi di accertamento, le Società, anche supportate dal parere dei propri consulenti fiscali, ritengono del tutto infondate le richieste dell'Agenzia delle Entrate.
La CTP di Frosinone ha accolto le tesi difensive della società e ha annullato gli avvisi relativi all'Ires anni 2013 e 2014 e Irap anno 2014 condannando l'Agenzia alle spese.
L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La Società si è costituita nel secondo grado di giudizio mediante il deposito di controdeduzioni. Il giudizio è pendente in attesa che venga fissata la relativa udienza di trattazione. In data 23 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00539 in relazione all'Ires per il 2016, per un importo di € 1,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00541 in relazione all'Irap per il 2016, per un importo di € 0,2 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
In data 28 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00387 in relazione all'Ires per il 2015, per un importo di € 1,5 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00521 in relazione all'Irap per il 2015, per un importo di € 0,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante.
Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". La trattazione dell'udienza relativa ai predetti giudizi IRES è stata fissata per il 27 settembre 2022. Ulteriore udienza è stata fissata per il 16 maggio 2023. Si resta in attesa della decisione della Corte di Giustizia Tributaria.
Verifiche doganali su Umbria Energy S.p.A.
L'Ufficio delle Dogane di Terni, nel 2016, al termine di una verifica condotta presso la società avente ad oggetto le dichiarazioni di consumo di energia per gli anni dal 2010 al 2012, ha emesso una serie di provvedimenti sotto forma di avvisi di pagamento e atti di irrogazione sanzioni per un importo di € 1.410 mila relativamente alla Provincia di Perugia ed € 862 mila della Provincia di Terni.
L'Ufficio ha contestato gli omessi versamenti di imposte (accisa e addizionale sull'energia elettrica) e l'errata compilazione delle dichiarazioni di consumo.
La società ha provveduto ad impugnare tempestivamente tali provvedimenti presso le competenti istituzioni.
La Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, nel 2017 ha respinto il ricorso argomentando sulla rilevanza dal punto di vista sostanziale della condotta tenuta dalla Società ed ha affermato che in caso di rettifiche di fatturazione il procedimento da seguire fosse quello di presentare una formale istanza di rimborso all'Ufficio ai sensi dell'art. 14 del TUA. Le relative sentenze sono state prontamente impugnate dalla Società ed i corrispondenti giudizi risultano ad oggi pendenti dinanzi alla CTR di Perugia che ha rinviato a nuovo ruolo la trattazione.
Con riferimento agli atti impugnati dalla Società relativamente all'energia elettrica immessa in consumo nella provincia di Terni per l'anno 2010, la sentenza di appello pur confermando la decisione di primo grado relativamente all'imposta dovuta, ha ritenuto fondato l'obbligo dell'Ufficio di rideterminazione della sanzione. La sentenza è stata tempestivamente impugnata sia dalla Società che dall'Agenzia delle Dogane ed il relativo giudizio risulta ad oggi pendente dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
Il Management ha provveduto ad effettuare gli opportuni stanziamenti che riflettono il grado di rischio al quale la Società è esposta sulla base del parere rilasciato dal professionista esterno a cui è stato affidato l'incarico di difendere la Società.
Al 31 dicembre 2022, non sussistendo elementi nuovi che potessero cambiare la valutazione del rischio inerente al contenzioso descritto, è stato mantenuto invariato rispetto all'esercizio precedente lo stanziamento di € 1,0 milione.
Altre problematiche
ACEA Ato5 - Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale ad AATO5 canoni concessori
In data 14 marzo 2012, ACEA Ato5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito di € 10.700.000 riconosciuto alla Società dall'AATO per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003 – 2005.
Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 aprile 2012.
L'AATO, con atto del 22 maggio 2012, ha notificato opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori, per € 28.699.699,48.
ACEA Ato5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari complessivamente a € 21.481.000,00.
A seguito dell'udienza del 17 luglio 2012, il Giudice - con Ordinanza depositata il 24 luglio - ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione e respingendo la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'AATO.
Con sentenza n. 304/2017, il Tribunale di Frosinone ha:
rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della Deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva Deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul
Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata Gruppo ACEA 2023
rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
- annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
- rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di ACEA Ato5 e che erano volte ad ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
- rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000.
Seguivano ulteriori pagamenti da parte del Gestore, ma in ragione delle discrepanze in merito al dare avere tra le parti, il giudice nell'aprile 2021 ha disposto una CTU e all'esito, all'udienza del 15 dicembre 2021 il Gestore ha formalizzato una proposta transattiva, poi rifiutata dall'AATO 5.
Da ultimo, con sentenza del 31 maggio 2023 il Giudice ha ritenuto estinto il debito in base ai pagamenti eseguiti da Acea in corso di causa, riconoscendo altresì un pagamento, in eccesso, da parte di ACEA Ato5, pari alla differenza tra la somma dovuta (pari ad € 26.313.251,50) e quella effettivamente corrisposta da ACEA Ato5 (pari ad € 28.690.662,85), pari a circa € 2.377.000.
Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha revocato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale. La Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art.281 sexies c.p.c. La causa è stata ulteriormente rinviata su richiesta delle parti, da ultimo, al 13 dicembre 2023.
La Società non ha ritenuto di cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:
- il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da ACEA Ato5 S.p.A. presso la Corte di Appello di Roma, è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
- le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex sé l'insussistenza del credito.
La fondatezza dell'appello e la decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.
Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 27 novembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, tra l'altro:
- accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la Delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
- ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.
ACEA Ato5 – Ricorso TAR Lazio su risoluzione contrattuale
In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, sono ad oggi pendenti i giudizi di appello promossi da diversi Comuni dell'ATO5 e dell'AATO5 avverso la sentenza n. 638/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016 della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento.
È doveroso segnalare che i suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. La Società ha depositato gli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, e le udienze sono fissate al 21 settembre 2023 per l'appello presentato dai Comuni e al 28 novembre 2023 per l'AATO5.
ACEA Ato5 - Comune di Atina - delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019
A seguito del trasferimento della gestione del SII del Comune di Atina ad ACEA Ato5, avvenuto a far data dal 19 aprile 2018, il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n.5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica" (delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019).
Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.
Per quanto attiene ACEA Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi del Gestore, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento e si è in attesa di fissazione dell'udienza.
In data 1° giugno 2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.
ACEA Ato5 – Comune di Anagni – Ricorso al TAR Lazio – Sezione Latina – annullamento ordinanza di demolizione ID, Comune di Anagni, loc. San Bartolomeo.
In data 4 novembre 2021, con Ordinanza Dirigenziale n. 236/2021 il Comune di Anagni ha ordinato la demolizione e rimozione dell'Impianto di Depurazione ubicato in località San Bartolomeo (Anagni) e la conseguente rimessa in ripristino dello stato dei luoghi come preesistenti prima dei lavori realizzati. L'Ente comunale assume che la prefata infrastruttura sia stata realizzata in violazione dell'art. 10 del D.P.R 380/2001, posto che i lavori sarebbero stati eseguiti in assenza del permesso a costruire, nonché in violazione dell'art. 24 del D.P.R. 327/2021, attesa la mancata definizione del decreto di esproprio con le dovute procedure di notifica. Inoltre, secondo l'Ente l'impianto insisterebbe su area interessata da vincolo per i siti di interesse nazionale (Bacino idrografico Fiume Sacco). A fronte di tale provvedimento la Società ha presentato istanza di accesso agli atti, rigettata dal Comune.
Contestualmente la Società ha proposto ricorso al Tar Lazio -Sezione distaccata di Latina- al fine di ottenere, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato e, nel merito, l'accoglimento dell'istanza di accesso agli atti e l'annullamento dell'ordinanza dirigenziale. Con ordinanza del 14 gennaio 2022 il Tar del Lazio ha accolto l'istanza cautelare e fissato l'udienza di merito a gennaio 2023. All'udienza tenutasi in data 11 gennaio 2023 il TAR, su richiesta delle Parti, ha ulteriormente da ultimo rinviato al 7 giugno 2023. La causa è stata trattenuta in decisione.
ACEA Ato5 - Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi
Con decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di ACEA Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.
Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare l'ACEA Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.
L' Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di ACEA Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.
Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.
A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone nr. 4164/2013.
All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della Ctu e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.
Il contenzioso è stato definito in via transattiva con accordo conciliativo del 30 dicembre 2021; il giudizio resterà sospeso al fine di verificare l'adempimento degli impegni assunti. La causa è stata, dunque, da ultimo rinviata al 19 dicembre 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo. Ad oggi le attività eseguite sono in linea con il cronoprogramma definito tra le parti.
ACEA Ato5 - Class Actions ex art. 140 bis d.lgs 206/2005
In data 17 maggio 2019 è stata notificata citazione introduttiva di azione di classe ai sensi dell'art. 140 bis del D.Lgs. 206 del 2005 dinanzi al Tribunale di Roma.
Il giudizio che origina dal Comitato No Acea di Cassino è stato promosso contro la Società nell'interesse di 729 utenti, al fine di:
- accertare l'inesistenza/nullità di contratti in essere tra gli utenti e il Gestore;
- accertare l'illegittima applicazione del metodo pro - die;
- dichiarare non dovute le somme richieste a titolo di partite pregresse;
- far condannare la Società alla restituzione delle somme eventualmente percepite.
In data 5 novembre 2021 il Tribunale Civile di Roma ha dichiarato inammissibile la class action proposta dal Comitato NO ACEA. Il Comitato ha conseguentemente proposto reclamo e, con ordinanza del 17 febbraio 2023, la Corte d'Appello di Roma in riforma della precedente Ordinanza di primo grado pur specificando di non avere effettuato alcuna valutazione sul merito delle contestazioni, ha dichiarato l'ammissibilità dell'azione di classe proposta dal Comitato No Acea di Cassino e rimesso la causa dinanzi al Tribunale di Roma. In data 12 giugno 2023, il giudizio è stato assegnato alla seconda sezione civile del Tribunale di Roma.
Acea S.p.A. - Milano '90
La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con detto atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.
Data l'inerzia dell'acquirente, è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.
Pertanto, nel novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.
Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.
Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.
Giudizio di Impugnativa
In data 26 aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e con sentenza del 23 giugno 2022 la Corte d'appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza del giudice di prime cure e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite.
Con ricorso per Cassazione notificato in data 21 settembre 2022, Milano '90 ha impugnato la sentenza resa dalla Corte di Appello di Roma. Acea S.p.A. ha notificato controricorso nei termini e si è in attesa della fissazione di udienza.
Procedura esecutiva
A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. In esito alla fase cautelare del giudizio di opposizione promosso dal terzo pignorato, in data 25 marzo 2022 è avvenuta la corresponsione delle somme assegnate ad Acea. Pende ricorso per Cassazione del Terzo Pignorato.
Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.
Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.
Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento di Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.
In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 e quindi a depositare ricorso ex art. 702 bis c.p.c. presso il Tribunale di Roma. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.
Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.
Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha altresì rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello e con sentenza del 5 luglio 2022 la Corte d'Appello di Roma ha confermato l'inefficacia del contratto di vendita stipulato tra Acea S.p.A. e Trifoglio S.r.l. il 22 dicembre 2010, nonché integralmente rigettato la domanda risarcitoria di Trifoglio S.r.l.
Nello specifico, il collegio ha riformato la sentenza di primo grado nella parte in cui ha rilevato d'ufficio la nullità del contratto di vendita, ma ha comunque dichiarato l'inefficacia del medesimo, confermando l'obbligo restitutorio in capo ad Acea dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni), somma già corrisposta in attuazione della sentenza di prime cure. Il procedimento è allo stato definito.
Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS
La controversia ex COS è relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed Acea ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea.
Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto - rese in data 2 e 10 luglio 2019 - della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004.
I ricorrenti - che hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione - hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.
Giudizi di Quantificazione
Sulla base delle citate sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna della società al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti. Di seguito, specificatamente.
Differenze retributive in ordine al periodo 2008/2014. Nel 2015 sono stati introdotti dai suddetti lavoratori sei distinti giudizi di quantificazione in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 ed il 2014. Il giudice, riuniti i ricorsi, li ha rigettati con sentenza del 3 giugno 2015 avverso la quale è stato proposto appello dalle controparti.
Nel mese di dicembre 2020 si è addivenuti alla conciliazione della lite con uno dei sei lavoratori, mentre il ricorso in appello, proseguito per gli altri 5 ricorrenti, si è concluso con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022, in esito alla quale ACEA ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.
Avverso detta sentenza ACEA ha proposto ricorso per Cassazione, attualmente in attesa di fissazione di udienza.
Differenze retributive in ordine al periodo 2014/2019. Negli anni 2020 e 2022 sono stati notificati ad istanza di quattro lavoratori altrettanti giudizi monitori volti ad ottenere anche le retribuzioni non percepite in ordine al segmento temporale 2014-2019.
Per quanto attiene ai decreti ingiuntivi notificati nel 2020, all'esito dei giudizi di opposizione, le istanze dei lavoratori sono state accolte. Nell'aprile del 2022 Acea ha pertanto corrisposto, con riserva di ripetizione, le differenze retributive e gli accessori riconosciuti ed ha altresì promosso appello, attualmente pendente.
Per quanto attiene ai ricorsi notificati nel 2022, entrambi i giudizi sono stati opposti e con sentenza del 4 marzo 2023 Acea è stata condannata al pagamento delle differenze retributive, che sono state corrisposte con riserva di ripetizione. Pendono termini per appello.
Da ultimo, si segnala l'introduzione, nel mese di luglio 2022, di un ricorso ex art. 414 c.p.c. da parte di un quinto lavoratore, le cui istanze sono state accolte con sentenza del dicembre 2022. Pende il giudizio di appello introdotto da Acea.
Acea S.p.A. – Comune di Botricello
Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del servizio idrico integrato ad un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005 il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti - tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) - per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione. Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito, con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 giugno 2020, gli appelli venivano rigettati. Acea ha promosso Ricorso per Cassazione e si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)
Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.
All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma, instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.
ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 gennaio 2018.
L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata più volte rinviata ed è attualmente fissata al 19 settembre 2024.
Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI
Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio Acea ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.
Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine - nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto
di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.
La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma.
L'udienza di precisazione delle conclusioni era fissata al 22 marzo 2021 e, in detta occasione, il giudice, tenuto conto delle richieste di cui alle note depositate dalle parti, ha concesso ulteriori rinvii per i medesimi incombenti. All'udienza del 26 aprile 2022 è stata inoltre sollevata l'eccezione di sopravvenuta carenza di legittimazione attiva del Co.La.Ri. e della E.Giovi in ragione del commissariamento della discarica di Malagrotta (in relazione alle attività di bonifica e di post operativa) disposto con DPCM del 18 febbraio 2022. Si è attualmente in attesa dello scioglimento della riserva da parte del Giudice sulle richieste delle parti.
ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. – Impugnativa delle deliberazioni Regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico
Con ricorso presentato avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ACEA Ato2 ha impugnato le delibere regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico (Deliberazione GRL n. 56 del 6 febbraio 2018, deliberazione della GRL n. 129 del 20 febbraio 2018; deliberazione della GRL n. 152 del 2 marzo 2018). Analoga impugnativa è stata proposta anche dall'Ente D'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale. Con deliberazione n. 218 dell'8 maggio 2018 la Regione Lazio ha sospeso l'efficacia delle delibere impugnate, demandando al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I. nei successivi sei mesi. Pertanto, all'udienza dell'11 luglio 2018, la causa è stata rinviata al 6 febbraio 2019, in attesa delle nuove valutazioni della Regione sulla questione, preannunciate nel provvedimento che ha sospeso gli atti impugnati. In seguito, la Regione ha emesso la deliberazione n. 682 del 20 novembre 2018, con la quale ha disposto la proroga del termine per la definizione del nuovo modello del S.I.I., confermando la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate. Si sono susseguiti numerosi rinvii d'ufficio e, da ultimo, l'udienza è stata fissata al 25 ottobre 2023. Analogo ricorso è stato promosso dalla società ACEA Ato5 ed anche in questo caso l'udienza è stata da ultimo rinviata, in ragione della perdurante pendenza dell'efficacia della sospensione del provvedimento impugnato e, in ogni caso, dell'istruttoria in corso da parte della Regione.
ACEA Ato2 S.p.A. – Parco dell'Aniene Scarl Giudizio Civile
Nel mese di giugno 2019, la società Parco dell'Aniene Scarl ha citato in giudizio ACEA Ato2 e Roma Capitale per l'accertamento di asserite responsabilità delle convenute, in solido o per quanto di spettanza, per presunti fatti illeciti derivanti dal mancato realizzo e/o dalla mancata riparazione del sistema fognario preesistente alle realizzazioni edilizie effettuate dall'attrice nella zona Tor Cervara – Via Melibeo. Il consorzio avanza una, a dir poco esorbitante, richiesta risarcitoria, che ammonta, complessivamente, ad oltre € 105 milioni. Il Giudice designato, ritenuto in prima delibazione che l'eccezione di carenza di giurisdizione proposta da Acea fosse idonea a definire il giudizio, ha fissato l'udienza per la precisazione delle conclusioni.
Contestualmente, Parco dell'Aniene ha introdotto ricorso per regolamento di giurisdizione avanti alle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione e con ordinanza del 29 luglio 2021 è stata dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.
Preso atto del provvedimento della Suprema Corte, con ordinanza decisoria del 15 novembre 2022, il Giudice ha dichiarato la sopravvenuta improcedibilità del giudizio civile.
Giudizio Amministrativo
Con ricorso notificato il 23 novembre 2021, Parco dell'Aniene Scarl ha riassunto il giudizio innanzi al Tar del Lazio.
ACEA Ato2 si è costituita ritualmente, chiedendo l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle compagnie assicurative già chiamate in causa nell'ambito del giudizio civile. Si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.
ACEA Ato2 S.p.A. - Impugnative concessione di derivazione idropotabile dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale
Avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) sono stati introdotti tre giudizi per l'annullamento della Determinazione della Regione Lazio del 10 giugno 2019 (DGR n. G.07823) - con la quale è stata rilasciata la Concessione di derivazione d'acqua pubblica ad uso potabile dalle sorgenti del Peschiera nei Comuni di Cittaducale e Castel S. Angelo e dalle sorgenti Le Capore nei comuni di Frasso Sabino e Casaprota, per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale - che vedono ACEA Ato2 e Roma Capitale quali soggetti controinteressati.
Ricorsi promossi dall'Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota
Con riferimento ad entrambi i ricorsi - notificati, rispettivamente, in data 16 e 19 settembre 2019 - con sentenze del 13 marzo 2021 il TSAP ha rigettato integralmente il ricorso promosso dal Comune di Casaprota e dichiarato inammissibile quello dell'Associazione Postribù, per difetto di legittimazione attiva. I giudizi sono allo stato definiti.
Ricorso promosso dal Comune di Rieti
Il ricorso, notificato in data 16 settembre 2019 è stato integralmente rigettato con sentenza dell'11 agosto 2021. Avverso detta decisione il Comune ha promosso ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, conclusosi con ordinanza di rigetto del 5 aprile 2023, e ricorso per Rettificazione avanti al TSAP, con udienza da ultimo rinviata al 20 settembre 2023.
ACEA Ato2 S.p.A. - Enel Green Power Italia S.r.l.
Con ricorso notificato in data 27 luglio 2020, Enel Green Power Italia S.r.l. (EGP) ha convenuto ACEA Ato2 dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza dell'accordo vigente tre le parti a far data dall'anno 1985 - per l'energia
elettrica non potuta produrre con gli impianti di Farfa 1° salto, Farfa 2° salto, Nazzano e Castel Giubileo, sottesi alla derivazione delle acque delle sorgenti "Le Capore"- un maggiore importo rispetto a quello già corrisposto da Acea.
In dettaglio, parte attrice sostiene che nel periodo temporale 2009 - 2019 ACEA, nell'applicazione delle modalità di calcolo dell'indennizzo come indicate nell'accordo del 1985, abbia erroneamente calcolato gli importi dovuti e che, in conseguenza di tale errato calcolo, sarebbe tenuta a corrispondere alla EGP il complessivo importo di € 11.614.564,85, oltre ulteriori importi pretesamente dovuti per i conguagli successivi al 31 dicembre 2019 ed interessi moratori.
ACEA Ato2 si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta e indicando una diversa modalità di quantificazione dell'indennizzo più aderente alle pattuizioni intercorse tra le parti nel corso del rapporto contrattuale.
Per effetto dell'applicazione di tale modalità di calcolo, ACEA Ato2, tenendo conto degli indennizzi già corrisposti, ha spiegato domanda riconvenzionale per la restituzione dell'importo di € 3.246.201,46, oltre interessi, in quanto non dovuto da ACEA Ato2.
Con sentenza del 14 novembre 2022, il TRAP, in accoglimento dell'eccezione formulata da ACEA Ato2, ha dichiarato l'incompetenza per materia dello stesso TRAP in favore del Tribunale Civile di Roma, fissando termine di 90 giorni per l'eventuale riassunzione.
Con atto di citazione notificato il 25 gennaio 2023, EGP ha riassunto il giudizio avanti al Tribunale di Roma e l'udienza è fissata per il 1° febbraio 2024.
ACEA Ato2 S.p.A. e Acea Produzione S.p.A. - Erg Hydro S.r.l.
Con separati ricorsi, notificati in data 10 marzo 2021, Erg Hydro S.r.l. ha convenuto ACEA Ato2 ed Acea Produzione dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza degli accordi vigenti tra le parti a far data dall'anno 1985 - per l'energia elettrica non potuta produrre con i propri impianti, sottesi alla derivazione delle sorgenti del Peschiera e interessati dal rigurgito di Nera Montoro.
La domanda avanzata riguarda la corresponsione di interessi moratori per ritardato pagamento di fatture risalenti, nonché il diverso ammontare dei conguagli calcolati diversamente sulla base del richiamato accordo dell'anno 1985.
Nello specifico, la richiesta complessiva nei confronti di ACEA Ato2 è pari a circa € 4.500.000,00, mentre nei confronti di Acea Produzione la domanda avanzata è pari a circa € 140.000,00.
Le convenute si sono costituite in giudizio deducendo l'intervenuta prescrizione degli importi richiesti, nonché l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta.
Nel novembre 2021 è stata disposta consulenza tecnica d'ufficio avente ad oggetto la quantificazione dell'indennizzo dovuto da ACEA Ato2 per la sottensione del Peschiera.
La relazione peritale del luglio 2022 ha confermato la correttezza del calcolo della sottensione come elaborato da ACEA Ato2 e l'udienza per l'esame dell'elaborato peritale è stata da ultimo rinviata al 21 marzo 2023. In detta occasione, è stata fissata udienza collegiale al 21 novembre 2023.
areti S.p.A. - GALA S.p.A.
Nel novembre 2015, areti ha stipulato con Gala S.p.A., che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica.
A partire dal mese di marzo 2017, Gala S.p.A. ha sospeso integralmente i pagamenti dei corrispettivi fatturati e dovuti ad areti. A tutela delle proprie ragioni creditorie, in data 7 aprile 2017, areti ha avviato l'escussione di parte delle garanzie rilasciate da Gala S.p.A. e poi, contestato l'inadempimento alle obbligazioni nascenti dal contratto, sia di Gala S.p.A. sia dei garanti, si è avvalsa delle clausole di risoluzione ivi contemplate.
Si riassumono di seguito i principali contenziosi ancora pendenti generati dalla complessa vicenda.
Il giudizio intentato dal garante Euroins Insurance p.l.c.
Nel mese di luglio 2017, Euroins Insurance p.l.c., garante di GALA, ha autonomamente introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa.
Il giudizio è stato incardinato innanzi alla Sezione XVII del Tribunale di Roma e con sentenza del 10 maggio 2021 è stata respinta l'azione di accertamento dell'invalidità della polizza, con condanna di Euroins al pagamento, in favore di areti, della somma di € 5,0 milioni oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo e spese processuali.
La sentenza ha altresì condannato GALA a procurare la liberazione della garante pagando direttamente ad areti la somma di € 5,0 milioni, oltre interessi legali.
In data 8 giugno 2021, GALA ha adempiuto spontaneamente al pagamento di quanto previsto in sentenza, corrispondendo ad areti l'importo complessivo pari ad € 5.058.986,30, con riserva di gravame e di ripetizione dell'indebito, anche in relazione alle domande oggetto del parallelo contenzioso civile tra la medesima GALA ed areti.
L'atto di citazione in appello da parte di GALA è stato notificato il 10 dicembre 2021 e l'udienza è stata rinviata al 22 giugno 2026 per discussione orale.
La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia e di Acea
Con atto di citazione notificato nel marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di oltre € 200 milioni.
GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute - Acea ed Acea Energia - costituiscono condotte di concorrenza sleale e/o abuso di posizione dominante, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.
Le società citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.
Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.
Il giudizio è è stato assegnato alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e all'udienza di precisazione delle conclusioni del 9 dicembre 2021 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali. Nell'aprile 2022 si è tenuta la discussione orale e con sentenza del 15 giugno 2023, in accoglimento delle tesi difensive di areti, Acea SpA ed Acea Energia, il Tribunale di Roma ha rigettato tutte le domande promosse da GALA ed ha accolto la domanda riconvenzionale di areti, dichiarando risolto il contratto di trasporto, con conseguente condanna di GALA al pagamento della somma di € 61.195.238,00 a titolo di risarcimento del danno, oltre interessi. La società è stata altresì condannata a rifondere le spese di lite in favore di Acea, di areti e di Acea Energia. Pendono termini per appello.
Da ultimo si segnala che, in data 3 febbraio 2023, Gala S.p.A. ha depositato istanza di avvio di una procedura di composizione negoziata per la soluzione della crisi e di concessione di misure protettive ex art. 12 e ss. del D.lgs. 12 gennaio 2019 n. 14; il Giudice ha accolto l'istanza, concedendo le misure richieste per la durata di 120 giorni, poi prorogati dal 9 giugno 2023 di ulteriori 120. A tal riguardo, sono in corso trattative tra le Parti interessate per un'eventuale composizione bonaria in merito ai crediti oggetto della suddetta sentenza.
areti S.p.A. – Metanewpower (MNP)
Nel mese di novembre 2015, areti, nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società Metanewpower, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto, al quale il venditore si è reso ripetutamente inadempiente.
Giudizio sulle garanzie
Con citazione notificata in data 7 settembre 2018, MNP contesta la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia ed il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale e chiede il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 2,0 milioni, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti.
Nel mentre, a fronte del grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali, in data 8 ottobre 2018, areti comunicava a MNP la risoluzione del contratto di trasporto.
Nel corso del giudizio, nel mese di dicembre 2019, controparte ha modificato la propria richiesta risarcitoria, quantificandola complessivamente inoltre € 34,0 milioni (includendo tuttavia nella domanda l'importo di circa € 11,0 milioni a titolo di danno da risoluzione, richiesto anche nell'ulteriore giudizio risarcitorio).
Con sentenza del 27 luglio 2022 sono state rigettate tutte le domande promosse nei confronti di areti, con condanna della controparte alle spese di lite. Il giudizio è allo stato definito.
Giudizio risarcitorio
In esito ad una prima fase cautelare favorevole al venditore – nell'ambito della quale il giudice ha ravvisato sotto un profilo marginale la violazione del dovere di collaborazione da parte del distributore pur in presenza di inadempimento del venditore - con citazione notificata il 5 dicembre 2018 MNP ha instaurato giudizio ordinario, contestando la validità delle clausole contrattuali e chiedendo il risarcimento del danno dovuto all'annullamento della risoluzione del contratto a seguito della citata ordinanza del Tribunale. La richiesta, come da ultimo precisato in occasione delle memorie istruttorie, ammonta ad almeno € 14,0 milioni. All'udienza di precisazione delle conclusioni del 7 dicembre 2022 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali. Con sentenza del 24 marzo 2023, il Tribunale di Roma accogliendo integralmente le difese di areti ha rigettato l'avversa domanda risarcitoria e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite. Pendono termini per appello.
Recupero del credito di areti nei confronti di Metanewpower
In data 30 maggio 2019, a seguito del perdurante inadempimento di MNP, areti ha disposto nuova risoluzione contrattuale e attivato il recupero del credito, ottenendo l'emissione di un decreto ingiuntivo per l'importo di circa € 3,85 milioni a titolo di corrispettivi inadempiuti. MNP – per le stesse ragioni di cui si è detto – ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo. Con provvedimento del 15 novembre 2021, a scioglimento della riserva assunta in occasione dell'udienza del 3 dicembre 2020, il giudice ha rigettato la richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto, concedendo i termini per le memorie ex art. 183 c.p.c. e rinviando la causa per il prosieguo all'udienza del 10 marzo 2022. In tale occasione, il giudice, ritenute irrilevanti le richieste istruttorie, ha rinviato per conclusioni al 20 marzo 2024.
areti S.p.A. – Metaenergia S.p.A.
Nel mese di ottobre 2018, la società Metaenergia S.p.A., che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, ha citato in giudizio il distributore areti, contestando la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia ed il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri generali di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale. La società attrice ha chiesto dunque la restituzione degli importi prestati a titolo di deposito cauzionale e il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 320 mila, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti. Con sentenza del 22 giugno 2022, il Giudice ha rigettato integralmente le domande proposte dal trader Metaenergia, condannandola altresì al pagamento delle spese di lite. Il giudizio è allo stato definito.
GORI S.p.A. – Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio Sarno
Con la sentenza n. 7271/2021 del 7 settembre 2021, il Tribunale di Napoli, XII Sezione Civile, ha respinto la richiesta dell'attore Consorzio di Bonifica Sarno di vedere condannare la convenuta GORI S.p.A. al pagamento di circa 21 milioni di euro a titolo di spese
consortili relativamente al periodo dal 2008 al 2016, in ragione del fatto – sinteticamente – che il Consorzio non ha fornito prove (innanzitutto a causa dell'incertezza dei dati e della carente documentazione prodotta) del beneficio diretto e, quindi, economicamente valutabile, ricevuto da GORI per l'utilizzo dei canali consortili, con l'effetto della "impossibilità di individuare dati certi e di quantificare con esattezza e senza ombra di dubbio il contributo dovuto dalla Società convenuta". Avverso tale sentenza, il Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno ha proposto appello e, la Corte d'Appello di Napoli, ha rinviato la causa per le precisazioni delle conclusioni all'udienza del 17 settembre 2024.
Procedimento AGCM A/513 - Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A.
In data 8 gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea, Acea Energia e areti il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.
Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.
L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad € 16.199.879,09.
Nella piena convinzione dell'illegittimità del provvedimento, avverso il medesimo sono stati incardinati, avanti al TAR Lazio, due ricorsi amministrativi, l'uno promosso da areti e l'altro da Acea Energia ed Acea S.p.A. Con distinte sentenze del 17 ottobre 2019 i ricorsi sono stati accolti e, per l'effetto, la sanzione è stata annullata.
Con ricorsi notificati in data 17 gennaio 2020, l'AGCM ha promosso appello avverso le suddette sentenze avanti al Consiglio di Stato e le società si sono costituite nei rispettivi giudizi.
All'udienza pubblica dell'11 maggio 2023 le cause sono state trattenute in decisione e, con sentenza del 31 maggio 2023 il Consiglio di Stato, riuniti i procedimenti di appello, ha respinto i motivi di ricorso proposti da AGCM.
Procedimento AGCM PS12458 – Acea Energia S.p.A.
In data 18 ottobre 2022 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha chiesto informazioni avente ad oggetto le c.d. "modifiche unilaterali di contratto". In data 4 novembre 2022, la Società ha provveduto a fornire all'AGCM riscontro alla suddetta richiesta di informazioni e, in data 12 dicembre 2022, ha ritenuto opportuno trasmettere una seconda comunicazione con ulteriori elementi di dettaglio volti a comprovare la conformità del proprio operato a quanto disposto dall'art. 3 del DL Aiuti bis.
Ciò posto, in data 13 dicembre 2022, l'AGCM ha comunicato ad Acea Energia l'avvio di un procedimento, assegnando alla Società il termine di 20 giorni per il deposito di memorie scritte e di documenti (termine ridotto a 7 giorni con riferimento a memorie e documenti relativi all'adozione delle misure di sospensione provvisoria della pratica commerciale, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del Regolamento). Inoltre, al fine di acquisire elementi conoscitivi utili alla valutazione della suddetta pratica commerciale, l'AGCM ha chiesto ad Acea Energia di voler fornire, entro 20 giorni dalla ricezione della citata comunicazione, ulteriori informazioni attinenti alle comunicazioni di modifica unilaterale/rinnovo effettuate dalla Società.
In pari data, l'Autorità ha altresì notificato alla Società un provvedimento cautelare che, stante il pregiudizio grave ed irreparabile derivante dall'attuazione dello stesso, Acea Energia ha prontamente impugnato dinanzi al TAR Lazio, con ricorso depositato in data 15 dicembre 2022. In conseguenza delle novità giurisprudenziali e legislative intervenute sul tema, l'AGCM ha adottato, in data 30 dicembre 2022, un secondo provvedimento cautelare nei confronti di Acea Energia con il quale ha revocato parzialmente il provvedimento adottato il 12 dicembre 2022.
Il Tar Lazio, con sentenza n. 8398 del 17 maggio 2023, ha annullato i provvedimenti cautelari emessi dall'AGCM nell'ambito del procedimento PS12458. Il procedimento è tuttora in fase istruttoria e, anche in pendenza del giudizio presso il TAR Lazio, sono continuati gli scambi di documenti ed informazioni tra Acea Energia e l'AGCM. L'AGCM potrà fare appello avverso la detta sentenza del TAR Lazio entro l'8 settembre 2023.
Ricorsi c.d. Extraprofitti - Acea Ambiente S.r.l., Acea Produzione S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Acea Solar S.r.l.
1. Contributo di solidarietà temporaneo per il 2022 (articolo 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 2022)
Con riferimento al contributo in oggetto, sul presupposto che una parte significativa della base imponibile identificata per le società del Gruppo Acea non può dirsi riconducibile agli extraprofitti che il legislatore ha inteso tassare, bensì a operazioni straordinarie, le Società Acea Ambiente S.r.l., Acea Produzione S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Acea Solar S.r.l. hanno promosso distinti ricorsi innanzi al TAR Lazio – provvedendo, in ogni caso, al pagamento dei rispettivi acconti - per l'annullamento del provvedimento attuativo con il quale l'Agenzia delle Entrate ha definito gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di versamento del contributo (Provvedimento del Direttore dell' AdE prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022).
La domanda formulata è volta ad ottenere l'annullamento del provvedimento impugnato, previa rimessione della questione di legittimità avanti la Corte costituzionale dell'art. 37 del d.l. n. 21/2022.
Con sentenze pubblicate tra il 16 ed il 17 novembre 2022, i quattro ricorsi promossi dalle società del gruppo - unitamente ai ricorsi presentati da altri operatori ricorrenti estranei al Gruppo - sono stati dichiarati inammissibili per difetto assoluto di giurisdizione sull'atto impugnato. Sono stati promossi distinti appelli avanti al Consiglio di Stato.
Per quanto concerne i ricorsi promossi da Acea Ambiente e Acea Solar, in ragione delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2023 all'art. 37 del d.l. 21/ 2022, che hanno circoscritto l'obbligo di versamento del contributo straordinario ai soli casi in cui almeno il 75% del volume d'affari dell'anno 2021 derivi dalle attività svolte nel settore energetico, si è provveduto al deposito delle dichiarazioni
di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione degli appelli proposti e il Consiglio di Stato ha conseguentemente dichiarato i ricorsi improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse.
In merito ai ricorsi promossi da Acea Produzione e Acea Energia, con sentenze del 28 marzo 2023 il Consiglio di Stato ha riconosciuto la giurisdizione del Giudice Amministrativo. I giudizi sono stati pertanto riassunti avanti al Tar del Lazio. Contestualmente, nel maggio 2023, l'Agenzia delle Entrate promuoveva Ricorso avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per motivi di giurisdizione. Conseguentemente, con ordinanze del 22 giugno 2023, i giudizi di riassunzione sono stati sospesi dal giudice Amministrativo di primo grado in attesa della pronuncia della Suprema Corte sul tema della Giurisdizione.
2. Contributo di solidarietà temporaneo per il 2023 (Articolo 1, commi da 115 a 121, della legge 29 dicembre 2022, n. 197) - Acea Produzione
Con riferimento al contributo in oggetto, sul presupposto che attraverso l'art. 1, commi 115-119, della l. n. 197 del 2022 il legislatore italiano abbia istituito un terzo contributo di solidarietà - ulteriore rispetto a quello istituito con l'art. 37 del d.l. n. 21 del 2022 e con l'art. 15-bis del d.l. n. 4/2022 - che di fatto persegue la medesima finalità, ovvero colpire eventuali extraprofitti realizzati sempre nell'anno 2022 (pur se il versamento di questo secondo contributo è previsto nel corso del 2023) Acea Produzione ha promosso ricorso avanti al Tar Lazio per l'annullamento, dei seguenti atti dell'Agenzia delle Entrate: Circolare n. 4/E del 23 febbraio 2023; Risoluzione n. 15/E del 14 marzo 2023; Provvedimento prot. n. 55523 del 28 febbraio 2023.
La domanda formulata è volta ad ottenere l'annullamento dei provvedimenti impugnati, previo accertamento della contrarietà della disposizione nazionale al diritto UE e/o previa rimessione della questione ai sensi dell'art. 267 TFUE davanti alla Corte di Giustizia UE e/o avanti la Corte costituzionale dell'art. 1 co. 115-119 della l. n. 197 del 2022. L'udienza di merito è fissata al 21 novembre 2023.
Acea Ambiente S.r.l. - Contenziosi nell'ambito del procedimento di realizzazione della c.d. quarta linea San Vittore
Avverso la Determinazione della Regione Lazio n. G09041 del. 12 luglio 2022, avente ad oggetto "Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. progetto "Adeguamento impiantistico e sistemazione ambientale del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio con la realizzazione di una quarta linea", nel Comune di San Vittore del Lazio (FR), località Valle Porchio - Società Proponente Acea Ambiente - sono stati notificati 5 ricorsi amministrativi, che vedono Acea Ambiente quale soggetto controinteressato.
I successivi provvedimenti amministrativi della Regione sono l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 26 ottobre 2022 e il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) del 28 ottobre 2022.
- I. Lamberet SpA Ricorso al TAR Lazio Roma, notificato in data 10 ottobre 2022. Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR);
- II. Comuni di Rocca di Evandro, di Mignano Monte Lungo, San Pietro Infine e Associazione Ambientalista Fare Verde Onlus - Ricorso al TAR Lazio - Latina, notificato in data 10 ottobre 2022.
In data 27 dicembre 2022 è stato notificato ricorso per motivi aggiunti volto ad impugnare AIA e PAUR. Il ricorso è munito di istanza cautelare e l'udienza per la discussione della sospensiva si è tenuta al 22 febbraio 2023. All'esito, l'istanza cautelare è stata respinta. Successivamente il TAR Latina ha fissato al 10 maggio 2023 udienza per valutare l'istanza di consulenza tecnica depositata dai ricorrenti. Con ordinanza del 15 maggio 2023, il TAR Lazio ha respinto sia la richiesta di CTU sia la richiesta di riunione avanzata dai ricorrenti, riservandosi di valutare le richieste nel prosieguo del giudizio;
III. Comune di Cassino - Ricorso al TAR del Lazio - Latina, notificato in data 11 ottobre 2022.
Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR);
- IV. Siefic Calcestruzzi Srl e Siefic SpA Ricorso al TAR Lazio Roma, notificato in data 13 ottobre 2022. In data 13 gennaio 2023 è stato notificato il ricorso per motivi aggiunti volto ad impugnare l'AIA e il PAUR, accompagnato da domanda cautelare. La Camera di Consiglio si è tenuta in data 8 febbraio 2023. All'esito, il TAR Lazio Roma ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del Tar Lazio per l'adozione della decisione sulla eccezione di incompetenza formulata da Acea. Con decreto del 14 marzo 2023 è stata dichiarata la competenza del TAR Lazio Latina. Con sentenza del 9 giugno 2023, il TAR Latina, in accoglimento dell'eccezione di tardività sollevata nell'interesse di Acea, ha dichiarato irricevibile il ricorso per motivi aggiunti ed improcedibile il ricorso principale. In data 16 giugno 2023 è stato notificato ricorso in appello con istanza cautelare. Con ordinanza del 7 luglio 2023, il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di Siefic;
- V. Comune di San Vittore del Lazio Ricorso al Tar del Lazio Latina, notificato in data 16 ottobre 2022. Notificati motivi aggiunti per impugnativa PAUR e AIA in data 23 dicembre 2022.
Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 34 a commento del Fondo Rischi ed Oneri).
Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.
Allegati
- A) Società incluse nell'area di consolidamento
- B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico consolidato
- C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
- D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
- E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico
A) Società incluse nell'area di consolidamento
| Denominazione | Sede legale | Capitale Sociale $(in \in)$ |
% Partecipazione effettiva |
Quota Consolidato di Gruppo |
Metodo di Consolidamento |
|---|---|---|---|---|---|
| Area Ambiente | |||||
| Acque Industriali S.r.I. | Via Bellatalla, 1 - Ospedaletto (PI) | 100.000 | 73,1% | 100,0% Integrale | |
| Aquaser S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 3.900.000 | 97,9% | 100,0% Integrale | |
| Acea Ambiente S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 2.224.992 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Orvieto Ambiente S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.010.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| A.S. Recycling S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 1.000.000 | 90,0% | 100,0% Integrale | |
| Berg S.p.A. | Via delle Industrie, 38 - Frosinone | 844.000 | 60,0% | 100,0% Integrale | |
| Cavallari S.r.l. | Via dell'Industria, 6 - Ostra (AN) Via Vomano, 14 - Spoltore (PE) |
100.000 | 80,0% | 100,0% Integrale | |
| Deco S.p.A. Demap S.r.l. |
Via Giotto, 13 - Beinasco (TO) | 1.404.000 119.015 |
100,0% 100,0% |
100,0% Integrale 100,0% Integrale |
|
| Consorzio Servizi Ecologici del Frentano "Ecofrentano" | Strada Provinciale Pedemontana Km 10 Frazione Cerratina - Lanciano (CH) | 10.329 | 75,0% | 100,0% Integrale | |
| Ecologica Sangro S.p.A. | Strada Provinciale Pedemontana Km 10, Frazione Contrada - Cerratina Lanciano (CH) | 100.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Ferrocart S.r.I. | Via Vanzetti, 34 - Terni | 80,000 | 60,0% | 100,0% Integrale | |
| Iseco S.p.A. | Loc. Surpian n. 10 - Saint-Marcel (AO) | 110.000 | 80,0% | 100,0% Integrale | |
| Italmacero s.r.l. | Via dell'Artigianato, 3 - Falconara Marittima (AN) | 26,000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| MEG S.r.I. | Via 11 Settembre n. 8 - San Giovanni Ilarione (VR) | 10.000 | 60,0% | 100,0% Integrale | |
| S.E.R. Plast S.r.I. | Contrada Stampalone, Cellino Attanasio (TE) | 70.000 | 70.0% | 100,0% Integrale | |
| Tecnoservizi S.r.l. | Via Bruno Pontecorvo, 1/B - Roma | 1.000.000 | 70.0% | 100,0% Integrale | |
| Area Commerciale e Trading | |||||
| Acea Energia S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Energy Management S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 100,000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Cesap Vendita Gas S.r.I. | Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra (PG) | 10,000 | 100.0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Innovation S.r.I. | Piazzale Ostiense 2 - Roma | 2.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Umbria Energy S.p.A. | Via Bruno Capponi, 100 - Terni | 1.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Estero | |||||
| Acea International S.A. | Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama | 9.089.661 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorcio Agua Azul S.A. | Calle Amador Merino Reina 307 - Of. 803 Lima 27 - Perù | 16.000.912 | 44,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorcio Acea | Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù | 225.093 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorcio Servicio Sur | Calle Amador Merino Reyna, San Isidro | 33,834 | 51.0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Dominicana S.A. | Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama | 644.937 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorcio Acea Lima Norte | Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù | 221.273 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorcio Acea Lima Sur | Calle Amador Merino Reyna 307 - Lima - Perù | 75.068 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Aguas de San Pedro S.A. | Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle - 21104 San Pedro, Honduras | 6.457.345 | 60,7% | 100,0% Integrale | |
| Acea Perù S.A.C. | Cal. Amador Merino Reyna, 307 Miraflores - Lima | 177.582 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Consorzio ACEA - ACEA Dominicana | Av. Las Americas - Esq. Masoneria - Ens. Ozama | 67.253 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Area Idrico | |||||
| Adistribuzionegas S.r.I. | Via L. Galvani, 17/A - Forli | 5.953.644 | 51,0% | 100,0% Integrale | |
| Notaresco Gas S.r.l. Acea Ato2 S.p.A. |
Via Padre Frasca - Frazione Chieti Scalo Centro Dama (CH) Piazzale Ostiense, 2 - Roma |
100.000 362.834.340 |
55,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Ato5 S.p.A. | Viale Roma - Frosinone | 10.330.000 | 96,5% 98,5% |
100,0% Integrale 100,0% Integrale |
|
| Acque Blu Arno Basso S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 8.000.000 | 76,7% | 100,0% Integrale | |
| AQUANTIA S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 500.000 | 65,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Molise S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 100.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Gesesa S.p.A. | Corso Garibaldi, 8 - Benevento | 534.991 | 57,9% | 100,0% Integrale | |
| GORI S.p.A. | Via Trentola, 211 - Ercolano (NA) | 44.999.971 | 37,1% | 100,0% Integrale | |
| Sarnese Vesuviano S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 100.000 | 99,2% | 100,0% Integrale | |
| Acque Blu Fiorentine S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 15.153.400 | 75,0% | 100,0% Integrale | |
| Via Bruno Capponi, 100 - Terni | 84.752.541 | 45,3% | 100,0% Integrale | ||
| Acquedotto del Fiora S.p.A. | Via G. Mameli, 10 - Grosseto | 1.730.520 | 40,0% | 100,0% Integrale | |
| Agile Academy S.r.I. | Via Mameli, 10 - Grosseto | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Ombrone S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 6.500.000 | 99,5% | 100,0% Integrale | |
| Servizi Idrici Integrati SCARL | Via I Maggio, 65 - Terni | 19.536.000 | 43,0% | 100,0% Integrale | |
| Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. | Via Aldo Bartocci n. 29 - Terni | 100.000 | 99,9% | 100.0% Integrale | |
| Area Infrastrutture Energetiche | |||||
| Areti S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 345.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Area Generazione | |||||
| Ecogena S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 1.669.457 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Renewable S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Liquidation and Litigation S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Fergas Solar 2 S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Renewable 2 S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| SF Island S.r.I. | Via Cantorrivo, 44/C - Acquapendente (VT) | 10.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Solar S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 1.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Acea Produzione S.p.A. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 5.000.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Area Ingegneria e Servizi | |||||
| Acea Elabori S.p.A. | Via Vitorchiano, 165 - Roma | 2.444.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Simam S.p.A. | Via Cimabue, 11/2 - Senigallia (AN) | 600.000 | 100,0% | 100,0% Integrale | |
| Technologies for Water Services S.p.A. | Via Ticino, 9 - Desenzano del Garda (BS) | 11.164.000 | 100,0% | 100,0% Integrale |
Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11:
| Denominazione | Sede legale | Capitale Sociale | % Partecipazione effettiva |
Quota Consolidato di Gruppo |
Metodo di Consolidamento |
|---|---|---|---|---|---|
| Area Ambiente | |||||
| Ecomed S.r.L | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10,000 | 50.0% | 50.0% Patrimonio Netto | |
| Picenambiente S.p.A. | Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) | 5.500.000 | 21,8% | 21.8% Patrimonio Netto | |
| Picenambiente S.r.l. | Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) | 505.000 | 100.0% | 21,8% Patrimonio Netto | |
| Picenambiente Energia S.p.A. | Contrada Monte Renzo, 25 - San Benedetto del Tronto (AP) | 200.000 | 100.0% | 21.8% Patrimonio Netto | |
| Area Idrico | |||||
| Umbria Distribuzione Gas S.p.A. | Via Capponi, 100 - Terni | 2.120.000 | 55.0% | 55.0% Patrimonio Netto | |
| AQUA.IOTS.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 1.050.000 | 35,0% | 35,0% Patrimonio Netto | |
| DropMI S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 1.000.000 | 50,0% | 50,0% Patrimonio Netto | |
| Acque S.p.A. | Via Garigliano, 1 - Empoli | 9.953.116 | 45,0% | 45.0% Patrimonio Netto | |
| Intesa Aretina S.c.a.r.l. | Via Benigno Crespi, 57 - Milano | 18.112.000 | 35.0% | 35,0% Patrimonio Netto | |
| Geal S.p.A. | Viale Luporini, 1348 - Lucca | 1.450.000 | 48.0% | 48.0% Patrimonio Netto | |
| Nuove Acque S.p.A. | Patrignone - Località Cuculo (AR) | 34.450.389 | 46,2% | 16,2% Patrimonio Netto | |
| Publiacqua S.p.a. | Via Villamagna - Firenze | 150.280.057 | 40,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Acque Servizi S.r.l. | Via Bellatalla, 1 - Ospedaletto (PI) | 400,000 | 100,0% | 45.0% Patrimonio Netto | |
| Umbra Acque S.p.A. | Via Benucci, 162 - Ponte San Giovanni (PG) | 15.549.889 | 40.0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Green asm Sir L | Via dello Stabilimento, 1 - Nera Montoro (TR) | 10,000 | 50.0% | 22 6% Patrimonio Netto | |
| Area Generazione | |||||
| $KT4S + 1$ | Via SS Pietro e Paolo, 50 - Roma | 110.000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 16 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 17 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 20 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 25 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 28 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 29 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 30 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51.0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 31 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 33 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 34 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 35 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 39 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 40 S.r.I. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51.0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Ambra Solare 44 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Belaria S.r.I | Via Luciano Manara, 15 - Milano | 10.000 | 49,0% | 19,6% Patrimonio Netto | |
| Energia S.p.A. | Via Barberini, 28 - Roma | 239.520 | 49,9% | 49.9% Patrimonio Netto | |
| Euroline 3 S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Fergas Solar S.r.l. | Via Pietro Piffetti, 19 - Torino | 10,000 | 100.0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Acea Green S.r.I | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| IFV-Energy S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100.0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| JB Solar S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10,000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| M2D S.r.I. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Marmaria Solare 8 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10,000 | 51,0% | 51.0% Patrimonio Netto | |
| Marmaria Solare 9 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 10.000 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Marmaria Solare 10 S.r.l. | Via Tevere, 41 - Roma | 8.543 | 51,0% | 51,0% Patrimonio Netto | |
| Marche Solar S.r.l. | Via Achile Grandi, 39 - Concordia sulla Secchia (MO) | 10,000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| PF Power of Future S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 40.0% Patrimonio Netto | |
| PSLS r.l. | Via Ruilio, 18/20 - Catania | 15,000 | 100,0% | 40.0% Patrimonio Netto | |
| Solaria Real Estate S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 176.085 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Solarplant S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Acea Sun Capital S.r.l. | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10,000 | 40,0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Trinovolt s.r.l. | Viale Tommaso Columbo, 31/D - Bari | 10.000 | 100.0% | 40,0% Patrimonio Netto | |
| Area Ingegneria e Servizi | |||||
| Ingegnerie Toscane S.r.I. | Via Francesco de Sanctis, 49 - Firenze | 100,000 | 99.9% | 44,5% Patrimonio Netto |
Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:
| Denominazione | Sede | Capitale Sociale $(in \in)$ |
Quota di partecipazione |
Quota Consolidato di Gruppo |
Metodo di Consolidamento |
|---|---|---|---|---|---|
| Area Ambiente | |||||
| Amea S.p.A. | Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) | 1,689,000 | 33,00% | 33,00% | Patrimonio Netto |
| Coema | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10,000 | 67,00% | 33,50% | Patrimonio Netto |
| Estero | |||||
| Aguaazul Bogotà S.A. | Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia | 652.361 | 51.00% | 51.00% | Patrimonio Netto |
| Area Idrico | |||||
| Le Soluzioni Scarl | Via Garigliano, 1 - Empoli | 250.678 | 80.84% | 51,63% | Patrimonio Netto |
| Sogea S.p.A. | Via Mercatanti, 8 - Rieti | 260,000 | 49.00% | 49.00% | Patrimonio Netto |
| Umbria Distribuzione Gas S.p.A. | Via Bruno Capponi 100 - Terni | 2.120.000 | 15.00% | 15.00% | Patrimonio Netto |
| Area Generazione | |||||
| Sienergia S.p.A. (in liquidazione) | Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia | 132,000 | 42.08% | 42,08% | Patrimonio Netto |
| Altro | |||||
| Marco Polo Srl (in liquidazione) | Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma | 10,000 | 33,00% | 33,00% | Patrimonio Netto |
B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato
| Utile di periodo | Patrimonio netto | |||
|---|---|---|---|---|
| € migliaia | 30.06.2023 | 30.06.2022 | 30.06.2023 | 31.12.2022 |
| Saldi bilancio civilistico (ACEA) | 248.021 | 250.054 | 1.757.165 | 1.690.653 |
| Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci, comprensivi dei relativi risultati, rispetto ai valori di carico in imprese consolidate |
(114.046) | (73.846) | 170.606 | 224.262 |
| Goodwill di consolidato | (8.936) | (9.528) | 190.453 | 255.566 |
| Società valutate al patrimonio netto | 12.839 | 16.020 | 180.451 | 170.628 |
| Altre movimentazioni | 4.575 | 322 | (45.265) | (49.840) |
| Saldi bilancio consolidato | 142.452 | 183.023 | 2.253.409 | 2.291.268 |
C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale
| Compensi spettanti | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| € migliaia | Emolumenti per la carica |
Benefici non monetari |
Bonus e altri incentivi |
Altri compensi | Totale |
| Consiglio di Amministrazione fino al 18/04/23 | 69 | 7 | 0 | 615 | 691 |
| Consiglio di Amministrazione dal 18/04/23 | 119 | 6 | 183 | 287 | 595 |
| Collegio Sindacale | 182 | 0 | 0 | 0 | 182 |
Key Managers
I compensi spettanti per il primo semestre 2023 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:
stipendi e premi € 419 mila;
benefici non monetari € 46 mila.
I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le Remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.
D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
In base alle norme in materia di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017, si dichiara con riferimento al primo Semestre 2023 quanto segue:
- ACEA Ato5 ha incassato € 1.159 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021 n.73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106;
- ACEA Ato2 ha incassato € 2.708 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021 n.73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106;
- areti ha incassato € 1.452 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021 n.73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106;
- Gori ha incassato contributi per la costruzione di impianti € 20.890 mila di cui € 14.233 mila dalla Regione Campania;
- MEG ha maturato crediti d'imposta Legge 178/2020 per € 54 mila;
- Iseco ha beneficiato di un importo pari a € 85 mila a titolo di credito di imposta a parziale compensazione degli oneri sostenuti per l'acquisto di energia e gas;
- Gesesa ha incassato da parte della Regione Campania € 61 mila a titolo di contributo avente per oggetto Piano Sviluppo e Coesione;
- Serplast ha utilizzato nel periodo di riferimento un importo pari a € 93 mila a titolo di credito di imposta a parziale compensazione degli oneri sostenuti per l'acquisto di energia e gas in qualità di energivore;
- Cavallari ha utilizzato nel periodo di riferimento un importo pari a € 77 mila a titolo di credito di imposta a parziale compensazione degli oneri sostenuti per l'acquisto di energia e gas in qualità di energivore;
- Demap ha utilizzato nel periodo di riferimento un importo pari a € 72 mila a titolo di credito di imposta a parziale compensazione degli oneri sostenuti per l'acquisto di energia e gas in qualità di energivore.
E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico
Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:
Ambiente responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali, Iseco, Demap, Berg, Ferrocart, Cavallari, Deco, Meg, SERPlast, AS Recycling, Tecnoservizi, Italmacero, Orvieto Ambiente;
Commerciale e Trading responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Aema, Umbria Energy, Acea Innovation e Cesap Vendita Gas;
Estero responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero;
Idrico responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Umbria, e delle società distributrici di gas operanti in Abruzzo;
Generazione si riferisce ad Acea Produzione, Ecogena, Acea Liquidation e Litigation, e tutte le società del Fotovoltaico;
Infrastrutture energetiche si riferisce ad areti e illuminazione pubblica;
Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori, TWS, Ingegnerie Toscane e Simam
Si fa presente che il comparativo è stato oggetto di riclassifiche, di importi non significativi, operate per una migliore comprensione del dato.
Stato Patrimoniale attivo 31/12/2022
| € migliaia | Ambiente | Commercia le e Trading |
Estero | Idrico | Generazion e |
Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 46.226 | 49.556 | 5.803 | 610.966 | 30.257 | 267.244 | 1.554 | 0 | 268.797 | 5.802 | 32.690 | 0 | 1.050.097 |
| Totale Immobilizzazioni materiali | 340.749 | 4.472 | 35.764 | 159.297 | 224.324 | 2.255.804 | 10.275 | 0 | 2.266.079 | 10.607 | 106.326 | (1.111) | 3.146.506 |
| Totale Immobilizzazioni Immateriali | 188.865 | 207.953 | 35.223 | 3.936.643 | 37.855 | 114.051 | 0 | 0 | 114.051 | 25.252 | 61.462 | (370.764) | 4.236.541 |
| Imprese Controllate | 348.885 | ||||||||||||
| Attività Finanziarie in Titoli Azionari | 3.007 | ||||||||||||
| Totale Attività non Finanziarie | 803.389 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 22.108 | ||||||||||||
| Rimanenze | 11.405 | 4.911 | 2.141 | 21.999 | 1.447 | 41.092 | 0 | 0 | 41.092 | 39.246 | 0 | (17.734) | 104.507 |
| Crediti v/Clienti | 105.234 | 539.115 | 11.113 | 487.925 | 40.271 | 145.313 | 802 | 0 | 146.115 | 47.236 | 1.310 | (162.183) | 1.216.135 |
| Crediti V/Controllante | 359 | 17.844 | 0 | 28.835 | 412 | 4.193 | 57 | 0 | 4.250 | 224 | (36) | (14.235) | 37.652 |
| Crediti V/Collegate | 15 | (138) | 0 | 3.031 | 291 | 0 | 0 | 0 | 0 | 48 | 147.823 | (137.412) | 13.658 |
| Altri Crediti e Attività Correnti | 485.076 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 342.085 | ||||||||||||
| Totale Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 559.908 | ||||||||||||
| Attività non correnti possedute per la vendita | 19.076 | ||||||||||||
| Totale Attività | 11.338.533 |
Stato Patrimoniale passivo 31/12/2022
| €migliaia | Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Debiti Commerciali verso terzi |
86.755 | 700.589 | 4.519 | 826.813 | 26.973 | 161.298 | 11.429 | 0 | 172.727 | 28.652 | 131.454 | (175.905) | 1.802.577 |
| Debiti Commerciali v/controllante | 7.649 | 26.152 | 67 | 91.147 | 3.921 | 30.509 | 0 | 0 | 30.509 | 3.412 | 182 | (122.726) | 40.313 |
| Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate |
0 | 0 | 167 | 8.934 | 4.565 | 0 | 10.848 | 0 | 10.848 | 31 | 3.486 | (20.941) | 7.090 |
| Altre passività commerciali correnti | 659.068 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie correnti | 619.418 | ||||||||||||
| TFR ed altri piani a benefici definiti | 11.271 | 3.889 | 545 | 35.409 | 2.002 | 33.147 | 0 | 0 | 33.147 | 4.836 | 21.901 | 0 | 112.989 |
| Altri Fondi | 73.072 | 12.528 | 126 | 56.803 | 26.059 | 28.656 | 0 | 0 | 28.656 | 2.274 | (4.766) | 23.275 | 218.025 |
| Altre passività commerciali non correnti | 399.628 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie non correnti | 4.722.263 | ||||||||||||
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
1.919 | ||||||||||||
| Patrimonio Netto | 2.755.243 | ||||||||||||
| Totale Passività e Netto | 11.338.533 |
Conto Economico 30/06/2022
| € migliaia | Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 171.880 | 1.340.710 | 44.016 | 664.048 | 90.605 | 280.156 | 24.212 | 0 | 304.368 | 57.152 | 70.170 | (395.285) | 2.347.664 |
| Costo del lavoro | 19.611 | 13.099 | 12.346 | 57.759 | 3.171 | 12.178 | 2.132 | 0 | 14.310 | 16.018 | 32.721 | (16.348) | 152.687 |
| Costi esterni | 93.990 | 1.289.175 | 16.257 | 266.746 | 36.945 | 86.458 | 22.495 | 0 | 108.953 | 36.681 | 58.702 | (378.937) | 1.528.511 |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Valutazione società a patrimonio netto | 0 | 0 | 0 | 14.156 | 1.507 | 0 | 0 | 0 | 0 | 357 | 0 | 0 | 16.020 |
| Margine Operativo Lordo | 58.280 | 38.435 | 15.413 | 353.699 | 51.997 | 181.521 | (416) | 0 | 181.105 | 4.810 | (21.253) | 0 | 682.487 |
| Ammortamenti e perdite di valore | 19.880 | 31.778 | 6.454 | 180.592 | 8.996 | 66.282 | 979 | 0 | 67.261 | 4.280 | 14.942 | 0 | 334.183 |
| Risultato Operativo | 38.400 | 6.657 | 8.960 | 173.107 | 43.000 | 115.239 | (1.394) | 0 | 113.844 | 530 | (36.195) | 0 | 348.304 |
| (Oneri)/Proventi Finanziari | (43.729) | ||||||||||||
| (Oneri)/Proventi da Partecipazioni | 13 | 0 | 15 | 4 | 19.232 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (142) | 0 | 19.122 |
| Risultato ante imposte | 323.697 | ||||||||||||
| Imposte | 125.655 | ||||||||||||
| Risultato Netto | 198.041 |
Stato Patrimoniale attivo 30/06/2023
| € migliaia | Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 18.323 | 23.652 | 1.654 | 337.466 | 25.272 | 128.160 | 604 | 0 | 128.765 | 2.299 | 10.251 | 0 | 547.682 |
| Totale Immobilizzazioni materiali | 345.322 | 5.441 | 33.850 | 158.768 | 239.683 | 2.313.475 | 9.797 | 0 | 2.323.272 | 10.541 | 106.487 | (1.111) | 3.222.253 |
| Totale Immobilizzazioni Immateriali | 183.302 | 209.555 | 34.387 | 4.102.185 | 38.120 | 113.940 | 0 | 0 | 113.940 | 32.747 | 74.797 | (370.156) | 4.418.877 |
| Imprese Controllate | 359.716 | ||||||||||||
| Attività Finanziarie in Titoli Azionari | 3.020 | ||||||||||||
| Totale Attività non Finanziarie | 860.760 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 18.654 | ||||||||||||
| Rimanenze | 13.541 | 15.479 | 2.318 | 23.067 | 1.042 | 45.649 | 0 | 0 | 45.649 | 43.501 | 0 | (20.793) | 123.805 |
| Crediti v/Clienti | 116.122 | 353.981 | 12.806 | 575.029 | 33.063 | 174.927 | 730 | 0 | 175.656 | 43.491 | 592 | (157.969) | 1.152.771 |
| Crediti V/Controllante | 510 | 14.134 | 0 | 38.398 | 509 | 10.529 | 57 | 0 | 10.587 | 163 | (30) | (17.166) | 47.106 |
| Crediti V/Collegate | 41 | (136) | 0 | 3.464 | 1.432 | 0 | 0 | 0 | 0 | 33 | 117.711 | (103.288) | 19.257 |
| Altri Crediti e Attività Correnti | 537.697 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 729.592 | ||||||||||||
| Totale Disponibilità liquide e mezzi equivalenti |
277.699 | ||||||||||||
| Attività non correnti possedute per la vendita |
20.823 | ||||||||||||
| Totale Attività | 11.792.033 |
Stato Patrimoniale passivo 30/06/2023
| €migliaia | Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Debiti Commerciali verso terzi |
79.858 | 603.900 | 4.557 | 840.361 | 27.173 | 128.924 | 9.115 | 0 | 138.039 | 22.032 | 99.294 | (160.413) | 1.654.801 |
| Debiti Commerciali v/controllante | 7.115 | 16.948 | 103 | 69.112 | 3.757 | 19.273 | 0 | 0 | 19.273 | 2.788 | 182 | (94.240) | 25.038 |
| Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate |
1 | 8 | 172 | 12.623 | 3.333 | 0 | 14.539 | 0 | 14.539 | 0 | 3.693 | (27.609) | 6.760 |
| Altre passività commerciali correnti | 712.682 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie correnti | 405.885 | ||||||||||||
| TFR ed altri piani a benefici definiti | 11.755 | 3.818 | 579 | 33.965 | 1.818 | 31.096 | 0 | 0 | 31.096 | 4.574 | 22.679 | 0 | 110.273 |
| Altri Fondi | 80.684 | 20.556 | 97 | 80.641 | 29.691 | 52.451 | 0 | 0 | 52.451 | 2.229 | 14.750 | 23.275 | 304.375 |
| Altre passività commerciali non correnti | 440.899 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie non correnti | 5.399.686 | ||||||||||||
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
2.495 | ||||||||||||
| Patrimonio Netto | 2.729.138 | ||||||||||||
| Totale Passività e Netto | 11.792.033 |
Conto Economico 30/06/2023
| € migliaia | Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 166.929 | 1.232.305 | 49.220 | 715.501 | 73.917 | 286.024 | 28.316 | 0 | 314.340 | 60.914 | 69.243 | (386.199) | 2.296.170 |
| Costo del lavoro | 22.409 | 14.641 | 13.652 | 71.185 | 3.363 | 10.936 | 2.426 | 0 | 13.361 | 14.893 | 34.173 | (12.890) | 174.787 |
| Costi esterni | 102.096 | 1.162.164 | 16.934 | 303.814 | 39.825 | 90.012 | 24.812 | 0 | 114.823 | 43.550 | 54.105 | (373.309) | 1.464.003 |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Valutazione società a patrimonio netto | 0 | 0 | 0 | 12.753 | 88 | 0 | 0 | 0 | 0 | 160 | 0 | 0 | 13.002 |
| Margine Operativo Lordo | 42.424 | 55.499 | 18.634 | 353.255 | 30.817 | 185.077 | 1.079 | 0 | 186.155 | 2.631 | (19.035) | 0 | 670.381 |
| Ammortamenti e perdite di valore | 27.551 | 34.076 | 7.961 | 200.322 | 10.022 | 71.142 | 1.082 | 0 | 72.224 | 3.575 | 14.621 | 0 | 370.352 |
| Risultato Operativo | 14.873 | 21.423 | 10.673 | 152.933 | 20.795 | 113.935 | (4) | 0 | 113.931 | (943) | (33.656) | 0 | 300.029 |
| (Oneri)/Proventi Finanziari | (67.389) | ||||||||||||
| (Oneri)/Proventi da Partecipazioni | 0 | 0 | 93 | 61 | 799 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (230) | 0 | 723 |
| Risultato ante imposte | 233.363 | ||||||||||||
| Imposte | 71.215 | ||||||||||||
| Risultato Netto | 162.148 |