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Acea Annual Report 2022

Mar 28, 2023

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Annual Report

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Copia di cortesia in PDF. Questa versione è stata preparata per comodità d'uso e non contiene le informazioni ESEF come specificato nelle norme tecniche di regolamentazione ESEF (Regolamento Delegato (UE) 2019/815).

INDICE

LETTERA AGLI AZIONISTI 5
STRUTTURA DEL GRUPPO 6
INVESTOR RELATIONS 7
CORPORATE HIGHLIGHTS 8
FINANCIAL HIGHLIGHTS 9
IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI ACEA 10
IL MODELLO DI BUSINESS 14

1

R E L A Z I O N E

Organi sociali 19
Sintesi dei risultati 20
Sintesi della gestione e andamento economico
e finanziario del Gruppo 22
Premessa 23
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici 24
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali
e finanziari 28
Contesto di riferimento 35
Andamento delle Aree di attività 62
Aree Industriali 63
Fatti di rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio
e successivamente 111
Principali rischi e incertezze 115
Evoluzione prevedibile della gestione 123
Deliberazioni in merito al risultato di esercizio
e alla distribuzione ai Soci 123

SULLA GESTIONE 2 B I L A N C I O

DI ESERCIZIO Forma e struttura 126 Criteri di valutazione e princìpi contabili 127 Princìpi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2022 134 Princìpi contabili, emendamenti e interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo 135 Prospetto di Conto economico 136 Prospetto di Conto economico complessivo 136 Prospetto di Stato patrimoniale 137 Prospetto delle variazionidi Patrimonio netto 138 Rendiconto finanziario 139 Note al Conto economico 140 Note allo Stato patrimoniale - Attivo 146 Note allo Stato patrimoniale - Passivo 156 Informative sulle parti correlate 164 Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 169 Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 172 Impegni e rischi potenziali 174 Deliberazioni in merito al risultato di esercizio

e alla distribuzione ai Soci 175

parte integrante 176

Allegati alla Nota integrativa di cui formano

3 B I L A N C I O

Forma e struttura 218 Criteri, procedure e area di consolidamento 219 Area di consolidamento 222 Criteri di valutazione e princìpi contabili 223 Princìpi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° gennaio 2022 230 Princìpi contabili, emendamenti e interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo 231 Prospetto di Conto economico consolidato 232 Prospetto di Conto economico complessivo consolidato 233 Prospetto della Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata 234 Prospetto del Rendiconto finanziario consolidato 236 Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto consolidato 238 Note al Conto economico consolidato 239 Note alla Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata 250 Impegni e rischi potenziali 273 Business combination 274 Applicazione del principio IFRS5 282 Informativa sui servizi in concessione 283 Informativa sulle parti correlate 302 Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 304 Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 318 Allegati 325

CONSOLIDATO 4 RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO

E GLI ASSETTI PROPRIETARI

Glossario 356
1. Profilo dell'emittente 357
2. Informazioni su assetti proprietari
(art. 123-
TUF, c. 1)
Bis
359
3. Compliance (ex art. 123-
, co. 2, Lett. A), TUF)
Bis
361
4. Consiglio di Amministrazione 362
5. Gestione delle informazioni societarie 373
6. Comitati interni al Consiglio (ex art. 123-
,
Bis
co. 2, Lett. D) TUF)
374
7. Autovalutazione e successione degli amministratori
- Comitato nomine 375
8. Remunerazione degli amministratori 378
9. Comitato per l'etica e la sostenibilità 380
10. Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
- Comitato controllo e rischi
382
11. Interessi degli amministratori e operazioni
con parti correlate 392
12. Collegio sindacale 393
13. Rapporti con gli Azionisti 395
14. Assemblea degli Azionisti (ex art. 123-
,
Bis
co. 2, lett. c, TUF) 396
15. Ulteriori pratiche di governo societario
(ex art. 123-
, co. 2, lett. a), TUF)
Bis
398
16. Cambiamenti dalla chiusura dell'esercizio 398
17. Considerazioni sulla lettera del 25 gennaio 2023
del Presidente del Comitato per la corporate
governance 398
Tabelle 399

LETTERA AGLI AZIONISTI

Care Azioniste, cari Azionisti,

il 2022 è stato un anno complesso. La regressione della pandemia ha consentito un graduale ritorno alla normalità, ma l'instabilità geopolitica causata dal conflitto in Ucraina tuttora in corso ha determinato effetti inflazionistici e una forte volatilità sui mercati dell'energia. Inoltre, a causa degli effetti del cambiamento climatico perdura uno scenario di grave siccità. Questi fattori hanno generato conseguenze su diversi piani che si possono sintetizzare in alcuni punti salienti: la necessità di spingere sull'innovazione e sulla digitalizzazione per rendere più efficienti i processi produttivi e industriali; la questione climatica, che ha aumentato la consapevolezza della fragilità dell'ambiente e dell'importanza delle azioni da adottare; la crisi energetica che impone la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e un'accelerazione nello sviluppo delle fonti rinnovabili anche per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica dell'Unione Europea.

In questo contesto il Gruppo Acea ha registrato nel 2022 una positiva performance anche grazie alle importanti azioni messe in atto negli ultimi mesi dell'anno, come la riduzione dei costi, la maggiore efficienza operativa e il recupero dei margini. Nel corso dell'anno sono state portate avanti rilevanti operazioni nei settori di business in cui l'azienda opera, confermando così il suo posizionamento di operatore a forte vocazione industriale e contribuendo al processo di transizione ecologica sia con i numerosi interventi nel settore idrico e nell'economia circolare sia nella produzione di energia elettrica.

Un impegno questo, riconosciuto in diverse classifiche e rating quali ad esempio quello di Gaïa Rating che valuta i risultati non finanziari e l'efficace integrazione delle politiche di sostenibilità nel governo d'impresa.

La sostenibilità si conferma quindi al centro della strategia aziendale, per rispondere alle istanze di un imminente futuro che deve necessariamente fondarsi su una visione profondamente diversa di sviluppo. Un futuro che deve prevedere una transizione giusta che tenga conto anche degli aspetti sociali.

Per quanto riguarda i risultati operativi dell'azienda, rispetto al 2021 si registra un incremento dell'EBITDA del 4%, per un totale di 1,3 miliardi di Euro, generato per l'86% da business regolati. Gli investimenti, destinati per circa l'88% alle attività regolate, sono cresciuti dell'8%, per un totale di 1 miliardo di Euro.

L'utile di 280 milioni di Euro è sostanzialmente in linea con il risultato dell'anno precedente, al netto di fattori esogeni quali l'imposta straordinaria di 39 milioni di Euro sugli extra profitti e gli altri effetti negativi, quali l'aumento dei tassi di interesse e le svalutazioni, compensati da forti riduzioni dei costi attuate nel quarto trimestre.

Nel 2022 è proseguito il forte impegno nella pianificazione e realizzazione di rilevanti interventi in ambito idrico che vanno dalla riduzione delle perdite sulla rete di Roma, a opere strategiche di interesse nazionale come il raddoppio dell'acquedotto Peschiera, per il quale è stato sbloccato il progetto da 1,2 miliardi di Euro con 700 milioni di risorse pubbliche. Nel settore sono stati inoltre assegnati, a livello di Gruppo, progetti PNRR per circa 560 milioni di Euro.

L'impegno si estende al settore dell'energia con un ulteriore sviluppo del fotovoltaico, della distribuzione del gas naturale, dei contatori intelligenti e delle reti. In particolare è stata realizzata una nuova linea elettrica ad alta tensione che consente di emettere 600mila kg/anno in meno di CO2. Nel settore della distribuzione di energia elettrica è stata conseguita l'assegnazione di progetti PNRR per circa 174 milioni di Euro.

Nel settore dell'ambiente è stata sbloccata la realizzazione della quarta linea del termovalorizzatore di San Vittore, fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti nel Lazio. La presenza di Acea nell'area ambiente si è consolidata nel 2022 anche grazie a diverse operazioni di acquisizione e sviluppo di impianti di trattamento.

Nel 2022 Acea ha ottenuto inoltre importanti riconoscimenti migliorando il posizionamento in diversi rating tra cui Standard Ethics, ed è stata la prima tra le aziende italiane quotate del settore a ottenere da RINA la certificazione UNI/PdR 125:2022, unico standard nazionale in materia di parità di genere. Acea è stata anche certificata da Top Employers Italia per le politiche e strategie nella gestione delle risorse umane.

Nei primi mesi dell'anno è proseguita la strategia messa in atto negli ultimi mesi del 2022 con due rilevanti iniziative: una in ambito finanziario, con il ritorno sul mercato dei capitali attraverso l'emissione di un Green Bond per 700 milioni di Euro collocato ai tassi più competitivi; l'altra in ambito industriale, con la presentazione della manifestazione di interesse per il termovalorizzatore di Roma. Un progetto che offre ad Acea la possibilità di potenziare il posizionamento del Gruppo nel settore e di contribuire in maniera concreta alla gestione dei rifiuti della Capitale.

La solidità della struttura finanziaria, le ottime performance operative a livello di Gruppo e gli ulteriori interventi che verranno messi in atto per l'ottimizzazione gestionale e finanziaria, restituiscono una prospettiva più che positiva sul medio e lungo periodo che, combinata al valore delle persone ogni giorno impegnate con dedizione, permetterà all'azienda di continuare a crescere e raggiungere traguardi sempre più sfidanti.

La Presidente Barbara Marinali

L'Amministratore Delegato Fabrizio Palermo

STRUTTURA DEL GRUPPO

LA STRUTTURA DEL GRUPPO, DISTINTA PER AREA DI BUSINESS, RISULTA COMPOSTA DALLE SEGUENTI PRINCIPALI SOCIETÀ.

INVESTOR RELATIONS

AL 31 DICEMBRE 2022 IL CAPITALE SOCIALE DI ACEA SPA RISULTA COSÌ COMPOSTO.

51,00% Roma Capitale 23,33% Suez 20,22% Mercato 5,45% Caltagirone

Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB

ANDAMENTO DEL TITOLO ACEA NEL 2022

CORPORATE HIGHLIGHTS

395.162analisi sulle acque potabili 177.311 analisi sulle acque reflue

FINANCIAL HIGHLIGHTS

Dati in milioni di Euro.

2022 498
2021 503

RISULTATO ANTE IMPOSTE

RISULTATO NETTO DEL GRUPPO

* al netto degli investimenti finanziati.

** al netto degli investimenti finanziati e al netto degli investimenti legati alle attività da dismettere.

IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI ACEA

Acea ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portfolio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni corporate e in sette aree industriali – Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi, Generazione ed Estero. Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.

I dati che seguono sono in milioni di Euro.

EBITDA 2022 € 1.305 mln

IDRICO

Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 9 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il Servizio Idrico Integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria, Campania e Molise. Il Gruppo è inoltre presente in Abruzzo, Molise e Campania nel mercato della distribuzione del gas metano, nel Comune di Pescara, nelle Province dell'Aquila, Chieti, Campobasso, Isernia e Salerno.

PRIMO OPERATORE NAZIONALE

  • Circa 9 milioni di abitanti serviti e 704 milioni di metri cubi di acqua potabile erogata
  • Circa 58.219 km di rete idrico-potabile e 23.667 km di rete fognaria gestiti

INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali con circa 9,4 TWh elettrici distribuiti a Roma. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con oltre 204.676 lampade. Il Gruppo Acea è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi.

TRA I PRINCIPALI OPERATORI IN ITALIA

Energia immessa nella rete di areti: 10,06 TWh

AMBIENTE

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionale con circa 1,715 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti all'anno. Tra i diversi impianti di trattamento e smaltimento, gestiti e dislocati in 8 regioni, ci sono il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di digestione anaerobica e compostaggio della Regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business nel waste to energy e nel waste recycling, considerato ad alto potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti, nonché nel loro recupero e riciclo nelle filiere della plastica, carta, metalli e nella produzione di compost di alta qualità.

PRIMARIO OPERATORE IN ITALIA

  • Umbria, Lazio, Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Marche e Abruzzo
  • 1,715 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti all'anno.
  • Energia elettrica ceduta: 322 GWh
  • Biogas recuperato/prodotto: 28.754 kNm3

2022

2021

COMMERCIALE E TRADING

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di elettricità e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera sui segmenti di mercato delle medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presìdia le politiche di energy management del Gruppo. L'Area ha inoltre l'obiettivo di sviluppare e ricercare innovazioni e start-up per avviare progetti di sperimentazione in ambito tecnologico.

TRA I PRINCIPALI OPERATORI IN ITALIA

  • Elettricità venduta: 7,7 TWh
  • Clienti Mercato Libero: 0,54 milioni
  • Clienti Mercato di Maggior Tutela: 0,65 milioni
  • Clienti gas: 0,25 milioni

GENERAZIONE

Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali nell'ambito della generazione da fonti rinnovabili ed è impegnato in progetti di efficienza energetica ed energy solution nel segmento business, particolarmente focalizzati nella ricerca di approcci innovativi nella gestione degli asset produttivi e all'implementazione di nuova capacità produttiva che riduca l'impronta carbonica del Gruppo.

TRA I PRINCIPALI OPERATORI IN ITALIA

  • Progetti di efficienza energetica
  • Potenza idroelettrica: 121,7 MW
  • Potenza termoelettrica: 108,7 MW
  • Potenza fotovoltaico (comprese SPV): 101 MW
  • Potenza fotovoltaico in sviluppo: 1.050 MW

2021

EBITDA +12,9% INVESTIMENTI +30,4%

** al netto degli investimenti finanziati legati alle attività da dismettere.

ESTERO

Il Gruppo Acea gestisce le attività idriche in America Latina e ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presìdiati in Italia. È presente in particolare in Honduras, Repubblica Dominicana e Perù servendo una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. Le attività sono svolte in partnership con soci locali e internazionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.

INGEGNERIA E SERVIZI

Il Gruppo Acea ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche. Il Gruppo Acea è inoltre impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti per l'ambiente e per il trattamento delle acque e dei rifiuti.

  • Analisi sulle acque potabili: 395.162
  • Analisi sulle acque reflue: 177.311
  • Numero ispezioni in cantiere: 14.724

IL MODELLO DI BUSINESS

Acque reflue Rifiuti organici Css pulper Altri rifiuti

Filiera idrica: partendo da un'attenta analisi di sorgenti e falde e dei potenziali impatti dei processi operativi su di esse - per esempio mediante la definizione e il monitoraggio di distretti idrici e l'elaborazione dei bilanci idrici, per tutelare la risorsa e bilanciarne i flussi vitali con le esigenze del consumo umano - Acea controlla e garantisce la qualità dell'acqua durante il percorso di captazione e distribuzione, nel rispetto degli standard normativi previsti per gli utilizzi finali. Altrettanta cura è destinata alle fasi di raccolta dei reflui e depurazione utile a restituire all'ambiente la risorsa nelle migliori condizioni possibili, riavviandola al suo ciclo naturale. Molto impegno viene dedicato a incrementare la resilienza delle infrastrutture idriche, all'innovazione tecnologica applicata alla gestione (ad esempio telecontrollo, sensori, monitoraggi satellitari ecc.) e alla digitalizzazione dei processi.

Produzione di elettricità: Acea, tramite l'area di business dedicata alla produzione, genera energia presso centrali idroelettriche, centrali termoelettriche (cogenerazione ad alto rendimento) ed impianti fotovoltaici. In particolare Acea sta sviluppando strategicamente la propria posizione nel comparto di generazione solare, anche tramite accordi di partnership con importanti operatori finanziari a sostegno del piano di investimenti, di accrescere in maniera significativa la propria capacità installata sul medio termine.

Distribuzione di elettricità: Acea fornisce agli utenti l'energia elettrica grazie ad una rete capillare di distribuzione costantemente manutenuta, aggiornata e sviluppata secondo logiche di resilienza capaci di supportare la crescente elettrificazione dei consumi. Lo sviluppo digitale e innovativo dei servizi, stimolato e richiesto da un mercato sempre più evoluto, impegna il Distributore a orientarsi verso soluzioni in ottica di smart city e ad adottare una logica evoluta di demand side management ed efficienza energetica.

Vendita di energia, gas e servizi a valore aggiunto: l'acquisto delle commodity (energia e gas) avviene mediante contratti bilaterali o scambi su piattaforme di mercato (Borsa elettrica), ove Acea Energia, in base alle proprie politiche commerciali, si approvvigiona per rifornire i clienti. La Società sviluppa relazioni con i clienti, in base alla loro tipologia, mediante canali di contatto sempre più innovativi e digitali. La promozione delle offerte commerciali avviene, oltre a canali pull (shop, sito internet, sportelli), mediante agenzie di vendita appositamente selezionate, formate e monitorate nelle pratiche commerciali messe in atto. Un ambito di sviluppo incrementale delle Società del comparto riguarda la realizzazione di smart services, quali mobilità elettrica, riqualificazione energetica residenziale e compostaggio diffuso.

Valorizzazione dei rifiuti ed economia circolare: la filiera ambiente è attiva nella valorizzazione dei rifiuti, mediante la riduzione dei volumi, il loro trattamento, la conversione in biogas, la trasformazione in compost per l'agricoltura e il florovivaismo, la termovalorizzazione per produzione energetica, il riciclo in materia riutilizzabile nei processi produttivi. Acea, in particolare, in ottica di economia circolare, sfrutta l'integrazione nelle attività idriche per recuperare i fanghi da depurazione e avviarli a trattamento ai fini di compostaggio, impegnandosi inoltre nella crescita della propria posizione di mercato e capacità operativa. Lo sviluppo in corso riguarda l'ampliamento dei volumi e della capacità di gestione, dalla selezione allo stoccaggio e trattamento, nonché delle tipologie di materiale gestito nel circuito dell'economica circolare (carta, ferro, legname, rifiuti liquidi, plastica e metalli) mediante acquisizione di nuove società.

ORGANI SOCIALI

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

- Barbara Marinali* Presidente Fabrizio Palermo** Amministratore Delegato Alessandro Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Gabriella Chiellino Consigliere Giovanni Giani*** Consigliere Liliana Godino Consigliere Giacomo Larocca Consigliere Francesca Menabuoni**** Consigliere Massimiliano Pellegrini***** Consigliere

COLLEGIO SINDACALE****

Maurizio Lauri Presidente Claudia Capuano Sindaco Effettivo Leonardo Quagliata Sindaco Effettivo Rosina Cichello Sindaco Supplente Vito Di Battista Sindaco Supplente

DIRIGENTE PREPOSTO

Fabio Paris

SOCIETÀ DI REVISIONE

PricewaterhouseCoopers SpA

* nominata in data 17 febbraio 2023 ** nominato in data 26 settembre 2022 *** dimessosi in data 27 giugno 2022 **** nominati dall'Assemblea dei Soci in data 27 aprile 2022 ***** nominato per cooptazione in data 18 luglio 2022

SINTESI DEI RISULTATI

Dati economici

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi Netti Consolidati 5.138,2 3.972,1 1.166,2 29,4%
Costi Operativi Consolidati 3.861,1 2.737,0 1.124,1 41,1%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria 27,9 21,0 6,8 32,5%
Margine Operativo Lordo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Risultato Operativo 565,9 581,1 (15,2) (2,6%)
Risultato Netto 311,2 352,3 (41,2) (11,7%)
Utile/(Perdite) di competenza di terzi 31,4 39,0 (7,6) (19,5%)
Risultato netto di competenza del Gruppo 279,7 313,3 (33,6) (10,7%)

EBITDA

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 101,6 63,7 37,9 59,4%
Commerciale e Trading 90,0 80,5 9,5 11,7%
Estero 33,0 27,4 5,6 20,4%
Idrico 669,0 655,3 13,7 2,1%
Infrastrutture Energetiche 352,2 371,6 (19,4) (5,2%)
Generazione 89,8 79,5 10,3 12,9%
Ingegneria e Servizi 13,2 17,3 (4,0) (23,5%)
Corporate (43,7) (39,3) (4,4) 11,3%
Totale EBITDA 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%

Dati patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Capitale Investito Netto 7.194,9 6.504,9 690,1 10,6%
Indebitamento Finanziario Netto (4.439,7) (3.988,4) (451,3) 11,3%
Patrimonio Netto Consolidato (2.755,2) (2.516,4) (238,8) 9,5%

Investimenti

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 46,2 36,1 10,1 28,0%
Commerciale e Trading 49,6 49,4 0,2 0,3%
Estero 5,8 4,6 1,2 26,4%
Idrico* 611,0 522,1 88,9 17,0%
Infrastrutture Energetiche 268,8 274,5 (5,7) (2,1%)
Generazione** 30,3 39,4 (9,2) (23,3%)
Ingegneria e Servizi 5,8 9,9 (4,1) (41,2%)
Corporate 32,7 34,4 (1,7) (5,0%)
Totale Investimenti 1.050,1 970,4 79,7 8,2%

*Il valore degli investimenti dell'Area è esposto al lordo di € 48,9 milioni per il 2022 ed € 22,8 milioni per il 2021 che si riferiscono sostanzialmente agli investimenti finanziati. **Il valore degli investimenti dell'Area comprende per il 2021 gli investimenti legati alle attività da dismettere per un valore di € 16,0 milioni.

Posizione Finanziaria Netta

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 351,5 320,1 31,4 9,8%
Commerciale e Trading (144,9) (297,4) 152,5 (51,3%)
Estero (26,6) (18,9) (7,6) 40,3%
Idrico 1.796,2 1.681,4 114,8 6,8%
Infrastrutture Energetiche 1.785,2 1.583,9 201,3 12,7%
Generazione 160,5 237,0 (76,5) (32,3%)
Ingegneria e Servizi 24,0 28,1 (4,1) (14,4%)
Corporate 471,6 443,1 28,5 6,4%
Totale Posizione Finanziaria Netta 4.417,5 3.977,2 440,4 11,1%

SINTESI DELL A GESTIONE E ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO DEL GRUPPO

DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della Consob. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione Consob n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento: pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.

Di seguito si illustra il contenuto e il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

il Margine Operativo Lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo Acea un indicatore della performance operativa e include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei princìpi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il Margine Operativo Lordo è determinato sommando al Risultato Operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;

  • l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo Acea determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle "Attività e Passività destinate alla vendita" al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
  • il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di "Altre attività e passività correnti" e dei "Debiti correnti" escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

PREMESSA

In data 26 settembre il Dott. Fabrizio Palermo è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione nuovo Amministratore Delegato di Acea. Sin dal suo insediamento, il Management ha predisposto un piano di attività che ha consentito di consolidare i risultati del Gruppo.

Nell'area idrico, Acea, nel mese di novembre, ha sbloccato il progetto del "raddoppio" del Peschiera, tra le dieci opere di interesse nazionale. L'infrastruttura è in esercizio ininterrotto da oltre 80 anni e rappresenta un'opera essenziale per l'erogazione del servizio idrico nella Città di Roma. La realizzazione di un acquedotto parallelo rappresenta la messa in sicurezza dell'approvvigionamento idrico della Capitale ed è una priorità per Acea che ha pertanto predisposto un progetto, il cui costo stimato è pari a € 1,2 miliardi di cui € 700 milioni coperti da risorse pubbliche stanziate nella Legge di Stabilità del 2023.

In aggiunta, è stata sbloccata l'assegnazione di progetti PNRR principalmente sul tema idrico, per circa € 733 milioni complessivi, nei territori di Lazio, Toscana, Campania e Umbria, avviando già a dicembre parte delle gare necessarie alla loro realizzazione. In particolare, gli interventi prevedono azioni di efficientamento delle reti di distribuzione per contrastare il fenomeno della dispersione idrica, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti, nonché l'ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento per lo smaltimento di fanghi di acque reflue.

Nell'area ambiente, Acea, nel mese di ottobre, ha ottenuto dalla Regione Lazio l'autorizzazione - richiesta in data 20 agosto 2020 - per il potenziamento del Termovalorizzatore di San Vittore (Frosinone). L'opera è fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti nel Lazio e aumenterà la capacità di termovalorizzazione di 186.000 tonnellate annue con un investimento di oltre € 230 milioni.

Nella stessa area, Acea ha incrementato in modo significativo il proprio impegno nella gestione dei rifiuti della Città di Roma, sia mediante il trattamento diretto nei propri impianti, che attraverso la gestione logistica verso impianti di terzi anche oltre i confini nazionali.

Inoltre, Acea ha ulteriormente rafforzato il suo posizionamento nel centro Italia e in particolare:

  • in Umbria ha creato il modello di multiutility regionale con l'aggregazione di ASM Terni, società che include tra l'altro anche i servizi di selezione, trasporto e raccolta dei rifiuti nel territorio dell'ATI 4 Umbria;
  • in Abruzzo, il Gruppo ha completato l'acquisizione di Deco, società che si occupa della realizzazione e gestione di impianti di trattamento dei rifiuti. Il perimetro di attività dell'acquisita abruzzese comprende anche un impianto di trattamento mec-

canico biologico, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento;

  • nelle Marche, Acea ha acquisito Italmacero, società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati e speciali non pericolosi, con un impianto della capacità di 13 mila tonnellate;
  • in Provincia di Roma, Acea ha acquisito la maggioranza di Tecnoservizi, società attiva nel trattamento meccanico e nel recupero di rifiuti urbani differenziati e speciali non pericolosi, con una capacità di trattamento di 210 mila tonnellate.

Il 1° marzo Acea, con un raggruppamento di importanti operatori nazionali e internazionali leader nei rispettivi settori di appartenenza, ha presentato una manifestazione di interesse per partecipare alla gara per l'assegnazione del nuovo Termovalorizzatore di Santa Palomba (Roma).

Sull'illuminazione pubblica e rete di distribuzione elettrica, Acea è riuscita a riavviare importanti investimenti in previsione anche del Giubileo grazie a una rinnovata collaborazione con il Comune di Roma. Nel mese di ottobre Acea ha realizzato una nuova linea elettrica ad alta tensione, a sud ovest di Roma, che potenzia la rete esistente e consente una riduzione stimata della produzione di CO2 di quasi 600 mila kg l'anno. Inoltre, a fine gennaio l'Azienda ha lanciato su Roma un contatore innovativo che favorisce l'equilibrio tra domanda e offerta di energia.

Il Gruppo ha posto una maggiore attenzione nella gestione dei costi e degli investimenti impostando una tempestiva revisione delle procedure di acquisto allo scopo di migliorare i processi competitivi e consentendo una pronta riduzione dei costi e una ottimizzazione degli investimenti e delle commesse. Sono state inoltre definite linee di azione che si sostanziano nel contenere il rischio di credito attraverso la prevenzione e la gestione del portafoglio clienti. Tali azioni hanno permesso di ottenere un contenimento di costi, efficienza operativa e recupero di margini con un benefìcio complessivo nel quarto trimestre pari a circa € 40 milioni consentendo di mitigare gli effetti straordinari rilevati nel medesimo periodo, quali l'incremento del contributo solidaristico straordinario di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti), pari a circa € 13 milioni, l'aumento dei tassi di interesse sulla gestione finanziaria per circa € 8 milioni e l'aumento della svalutazione crediti che rispetto a uno scenario inerziale risulta incrementata di circa € 12 milioni.

Infine, Acea nel mese di gennaio 2023 è tornata con successo sul mercato dei capitali completando l'emissione di due Green Bond per un importo complessivo pari a € 700 milioni a un tasso 3,875% e scadenza nel mese di gennaio 2031, rafforzando ulteriormente il posizionamento di Acea come operatore leader nella sostenibilità.

SINTESI DEI RISULTATI: ANDAMENTO DEI RISULTATI ECONOMICI

Dati economici

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 4.957,2 3.816,0 1.141,1 29,9%
Altri ricavi e proventi 181,1 156,0 25,0 16,0%
Costi esterni 3.556,1 2.461,2 1.094,8 44,5%
Costo del lavoro 305,1 275,8 29,2 10,6%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria 27,9 21,0 6,8 32,5%
Margine Operativo Lordo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni 739,2 675,0 64,2 9,5%
Risultato Operativo 565,9 581,1 (15,2) (2,6%)
Gestione finanziaria (85,7) (85,9) 0,2 (0,2%)
Gestione partecipazioni 17,8 7,8 10,0 128,2%
Risultato ante imposte 497,9 503,0 (5,1) (1,0%)
Imposte sul reddito 186,8 150,7 36,1 24,0%
Risultato netto 311,2 352,3 (41,2) (11,7%)
Utile/(Perdite) di competenza di terzi 31,4 39,0 (7,6) (19,5%)
Risultato netto di competenza del Gruppo 279,7 313,3 (33,6) (10,7%)

Rispetto al 31 dicembre 2021 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:

  • in data 19 gennaio 2022 è stata costituita la società AE Sun Capital partecipata al 40% da Acea Produzione e al 60% dal fondo di investimento Equitix Investment Management;
  • in data 20 gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto della società SF Island con sede in Acquapendente (VT) pari al 100% delle quote della società;
  • in data 8 febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici;
  • alla fine del mese di marzo 2022, Acea ha finalizzato la cessione della holding fotovoltaica (Acea Sun Capital) al Fondo britannico di investimento Equitix, il cui accordo per la cessione degli asset era stato siglato il 24 dicembre 2021. Con il closing dell'operazione, la società di nuova costituzione AE Sun Capital Srl, partecipata al 60% da Equitix e al 40% da Acea Produzione, ha acquisito da Acea Produzione la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete;
  • in data 1° aprile 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Adistribuzionegas del 30% di Romeo Gas nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale;
  • in data 23 maggio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto dell'ulteriore 20% delle quote di Cavallari Srl, portando così la quota di possesso all'80%;
  • in data 30 giugno 2022 è stato sottoscritto l'acquisto, da parte

di Acea Ambiente, del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda risulta così composto: i) una discarica denominata "Grasciano1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; ii) una discarica denominata "Grasciano2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 m3 e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di 246.000 m3 ; iii) un impianto di riciclaggio e compostaggio e una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata;

  • in data 29 luglio 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Solar di 17 società veicolo nella regione Basilicata (Gruppo Poweris) ciascuna titolare di progetti di sviluppo di impianti fotovoltaici a terra monoassiali. La potenza complessiva è stimata in 338 MWp, con annessi sistemi di accumulo per una potenza pari a 170 MWp;
  • in data 1° settembre 2022 sono state costituite Acea Renewable 2 Srl e Fergas Solar 2 Srl le cui quote sono interamente detenute al 100% da Acea Solar al fine di concludere il conferimento di asset fotovoltaici per gli impianti realizzati su area industriale e agricola. La costituzione delle due società rientra nella definizione del progetto di deconsolidamento del perimetro fotovoltaico iniziato in data 22 marzo 2022 e che prevederà un secondo closing avente oggetto la cessione di impianti che risulteranno connessi e in esercizio alla data dell'operazione;
  • in data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas SpA attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzionegas Srl. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria relativamente a una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas;
  • in data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi Srl, società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella Provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie;
  • in data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari Srl, del 100% delle quote di Italmacero Srl, società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi;
  • in data 22 novembre 2022 è stata perfezionata l'operazione di fusione inversa per incorporazione di AE Sun Capital nella società controllata Acea Sun Capital. L'operazione di fusione si colloca nell'ambito di un'operazione di investimento nel settore delle energie rinnovabili ed è stata effettuata al fine di conseguire vantaggi derivanti dall'unificazione dei processi e delle strutture, dal conseguimento di sinergie ed economie di scala e da un efficientamento dei costi;
  • in data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, a esito della procedura a evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione è finalizzata alla creazione di un mono-operatore attivo nel business del ciclo idrico integrato, dell'ambiente e nella distribuzione e vendita di energia elettrica e gas; è previsto nel corso del primo semestre 2023 un secondo closing che porterà un incremento della quota di partecipazione in ASM Terni. Pertanto, Acea rappresenta il partner industriale per il conseguimento degli obiettivi prefissati e consolida integralmente la società sulla base degli accordi sottoscritti, per quanto previsto

nei patti parasociali e nello statuto;

  • in data 19 dicembre 2022 è stata costituita l'azienda DROPMI Srl, la cui attività ha per oggetto la ricerca e l'ingegnerizzazione di misuratori idrici evoluti il cui funzionamento e il relativo monitoraggio possono essere gestiti da remoto, nonché lo sviluppo di smart water solutions per il mercato nazionale e internazionale. Infine, con riferimento all'esercizio 2021 si fa presente che:
  • in data 6 ottobre 2021 è stato costituito da Acea Perù (99%) e Acea Ato2 (1%) il Consorcio Acea Lima Sur per la gestione della rete idrica e fognaria nella zona Sud di Lima con contratto triennale;
  • in data 14 ottobre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 60% di MEG, operatore presente nel territorio italiano che offre consulenza professionale per la realizzazione di impianti per il trattamento degli imballaggi di rifiuti solidi urbani;
  • in data 30 novembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 65% di Deco, società che svolge attività di gestione di rifiuti, compresa la costruzione ed esercizio dei relativi impianti. La società detiene inoltre una partecipazione del 21,8% in Picena Ambiente nonché il 100% di Ecologica Sangro, società che opera nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell'area comprensoriale del Frentano e del Sangro Aventino, che a sua volta detiene una partecipazione del 75% nel consorzio Ecofrentano;
  • in data 22 dicembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 90% di AS Recycling, società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).

La tabella di seguito riportata rappresenta i principali impatti della variazione del perimetro di consolidamento al 31 dicembre 2022 (al lordo delle elisioni intercompany).

A.S. Gruppo Consorcio Energy Gruppo ASM Tecnoser
vizi/Ital
S.E.R. SF
€ milioni Recycling Deco MEG Lima Sur Box Powertis Terni macero Plast Island Totale
Ricavi netti
consolidati
0,0 53,6 12,2 7,8 (11,2) 0,0 8,3 5,8 5,6 0,0 82,1
Costi operativi
consolidati
0,1 44,7 10,6 6,1 (1,6) 0,0 7,0 4,8 4,8 0,1 76,5
Margine Operativo
Lordo
(0,1) 8,9 1,6 1,7 (10,2) (0,0) 1,3 1,0 0,9 (0,1) 5,0
Risultato Operativo (0,2) 2,4 (0,3) 1,5 (1,4) (0,0) (0,1) 0,4 (0,7) (0,1) 1,5
Risultato ante imposte (0,2) 1,9 (0,3) 1,4 0,7 (0,0) (0,3) 0,1 (0,8) (0,3) 2,2

Al 31 dicembre 2022 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano a € 4.957,2 milioni in aumento di € 1.141,1 milioni (+29,9%) rispetto a quelli del precedente esercizio, principalmente in conseguenza dell'incremento dei ricavi da vendita energia elettrica (+€ 812,4 milioni) imputabili in prevalenza ai maggiori prezzi unitari compensati in minima parte dalla riduzione delle quantità.

La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 6.331 GWh con una riduzione rispetto all'anno precedente del 3,5%, mentre la vendita di energia elettrica sul Servizio di Maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 1.411 GWh con una riduzione del 16,7% su base tendenziale. Tale riduzione risente dell'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali, creato a partire dal 1° gennaio 2021 e in parte alla flessione del numero di clienti.

Contribuiscono inoltre alla variazione in aumento: i) i ricavi derivanti

da sviluppo sostenibile (+€ 90,2 milioni) derivanti dai progetti di energy efficiency di Acea Innovation (+€ 36,6 milioni), i ricavi per proventi derivanti dalle attività di smart services (+€ 38,6 milioni) e i proventi connessi allo scambio di diritti di emissione CO2 di Acea Energia (+€ 14,2 milioni); ii) i ricavi da servizio idrico integrato (+€ 74,9 milioni) principalmente per effetto dell'aumento dei ricavi tariffari, imputabili in prevalenza a GORI (+€ 45,9 milioni) e SII (+€ 9,8 milioni) con riferimento a partite passanti principalmente correlate ai maggiori costi per energia e Acea Ato2 (+€ 15,4 milioni); iii) i ricavi da vendita gas (+€ 77,0 milioni) imputabili in prevalenza ad Acea Energia (+€ 55,2 milioni) e Umbria Energy (+€ 20,2 milioni) e influenzati in misura consistente dall'aumento dei prezzi; iv) i ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica (+€ 47,2 milioni) in prevalenza per la variazione dell'area di consolidamento (+€ 58,7 milioni) in parte compensata dalla riduzione registrata da Demap (-€ 4,2 milioni) come conseguenza delle minori quantità ingressate nello stabilimento, dalla riduzione di Acea Ambiente (-€ 5,2 milioni) in conseguenza dell'effetto combinato dell'incremento della componente tariffaria e del decremento dei conferimenti nell'impianto di San Vittore e di Terni; v) i ricavi da prestazioni a clienti (+€ 34,1 milioni) derivanti in parte dall'incremento della variazione delle rimanenze di SIMAM (+€ 7,7 milioni), dall'incremento dei corrispettivi relativi al servizio di Pubblica Illuminazione svolto per Roma Capitale per effetto dell'andamento dei prezzi della componente energia (+€ 17,2 milioni) e per la restante parte dalla variazione di perimetro (+€ 8,4 milioni); vi) i ricavi da gestione estero (+€ 18,8 milioni) che risentono in prevalenza dall'effetto cambio.

Infine, compensano tali incrementi la riduzione dei ricavi da incentivi energia elettrica (€ 16,8 milioni) in prevalenza imputabili ad Acea Produzione, dovuta sia all'effetto prezzo che all'effetto minori volumi prodotti.

Gli altri ricavi evidenziano un aumento di € 25,0 milioni (+16,0%) rispetto al precedente esercizio. L'incremento deriva da effetti contrapposti ed è influenzato in prevalenza i) dal riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (+€ 26,9 milioni per le società consolidate integralmente) per le annualità 2018-2019 (delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022); ii) maggiori rimborsi per danni e penalità (+€ 3,5 milioni); iii) dagli effetti positivi del piano resilienza per € 3,3 milioni (areti); dai maggiori ricavi per contributi regionali (+€ 4,6 milioni) in prevalenza relativi a Umbria Energy e SII; iv) dai maggiori ricavi registrati da GORI (+€ 9,8 milioni) derivanti in prevalenza dalla rilevazione del credito di imposta rilevato in conseguenza del cosiddetto caro energia; v) da minori sopravvenienze attive (-€ 11,8 milioni) influenzate prevalentemente dai minori stanziamenti di partite energetiche relative a esercizi precedenti rispetto all'esercizio 2021; vi) minori contributi iscritti da areti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali relativamente ai titoli di efficienza energetica (-€ 9,3 milioni), determinati dai minori acquisti effettuati rispetto al precedente esercizio e dalla valorizzazione di un minor contributo. Infine, la variazione di perimetro incide sull'incremento per complessivi € 4,7 milioni.

I costi esterni presentano un aumento complessivo di € 1.094,8 milioni (+44,5%) rispetto al 31 dicembre 2021; la variazione è dovuta in prevalenza: i) ai maggiori costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica sul Mercato Libero e sul mercato della tutela graduale (+€ 902,7 milioni), in linea con l'andamento registrato nei ricavi; ii) ai maggiori costi per acquisto materie (+€ 35,0 milioni) in parte imputabili alla variazione di perimetro (+€ 6,9 milioni) e in parte ai minori costi capitalizzati (+€ 16,1 milioni); iii) ai maggiori costi per servizi (+€ 139,7 milioni) di cui € 40,7 milioni imputabili alla variazione di perimetro, € 32,4 milioni derivanti dai progetti di e-efficiency ed € 18,1 milioni da progetti di smart services in linea con quanto rilevato nei ricavi, nonché, ai maggiori costi per consumi elettrici e gas per € 29,4 milioni in conseguenza del già citato rialzo dei prezzi di mercato; iv) maggiori costi per godimento beni di terzi in prevalenza imputabili alla Capogruppo e legati ai maggiori costi per licenze d'uso software applicativo per € 9,6 milioni.

Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto all'esercizio precedente per € 29,2 milioni (+10,6%), influenzato prevalentemente dalla variazione di perimetro (+€ 12,8 milioni) e per la restante parte in prevalenza come conseguenza del minore impiego del personale su progetti di durata pluriennale, dell'incremento dei salari e stipendi derivante sia dalle nuove assunzioni e stabilizzazioni eseguite nel corso del 2022 che per effetto dell'incremento delle componenti retributive e dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro.

La consistenza media del personale si attesta a 10.211 dipendenti e aumenta di 948 unità rispetto al precedente esercizio, in prevalenza influenzata dalla variazione di perimetro (+838 unità).

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 499,1 469,1 30,0 6,4%
Costi capitalizzati (194,0) (193,3) (0,8) 0,4%
Costo del lavoro 305,1 275,8 29,2 10,6%

I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le

componenti che concorrono alla formazione dell'EBITDA consolidato delle società strategiche.

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
EBITDA 150,8 123,6 27,2 22,0%
Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni (108,3) (91,9) (16,4) 17,8%
Gestione partecipazioni (3,2) (2,5) (0,7) 28,0%
Imposte sul reddito (11,5) (8,2) (3,3) 40,1%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 27,9 21,0 6,8 32,5%

Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 6,8 milioni in prevalenza per gli incrementi registrati da Publiacqua (+€ 3,8 milioni) e Acque (+€ 2,1 milioni) imputabili in parte a minori ammortamenti e in parte a sopravvenienze attive.

L'EBITDA del Gruppo passa da € 1.256,1 milioni del 31 dicembre 2021 a € 1.305,0 milioni del 31 dicembre 2022 registrando una crescita di € 48,9 milioni pari al 3,9%. La variazione dell'area di consolidamento (al lordo delle elisioni intercompany) incide per € 5,0 milioni principalmente per gli effetti contrapposti derivanti dal consolidamento del Gruppo Deco (€ 9,0 milioni), MEG (€ 1,6 milioni), Tecnoservizi (€ 0,9 milioni), Consorcio Lima Sur (€ 0,9 milioni), compensate in parte dagli effetti del deconsolidamento delle società fotovoltaiche (€ 8,7 milioni) in relazione alla cessione del controllo della Holding Acea Sun Capital e delle sue controllate (c.d. "Energy Box").

A parità di perimetro, la crescita dell'EBITDA risulta pari a € 43,0 milioni e deriva principalmente dai seguenti effetti contrapposti: i) Area Ambiente +€ 25,6 milioni per l'effetto combinato dell'incremento registrato da Acea Ambiente (+€ 30,7 milioni) come conseguenza dei maggiori margini generati dalla cessione di energia elettrica derivante dall'effetto positivo sui prezzi di vendita (+€ 27,0 milioni) principalmente per gli impianti di Terni e San Vittore. Tali maggiori margini sono compensati solo in parte dai minori volumi e dai maggiori costi per € 7,0 milioni. Si segnala l'effetto positivo derivante dalla vendita dei diritti CO2 a seguito della delibera n. 66/22 con la quale il "Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto" ha disposto nei confronti dell'Impianto UL1 di Terni la revoca dell'autorizzazione a emettere gas, il tutto con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021 con la conseguenza che si è proceduto alla vendita delle quote EUA relative all'annualità 2021 per un ammontare complessivo di € 11,1 milioni ed € 2,5 milioni per l'annualità 2022. Alla variazione concorre anche la riduzione fatta registrare da Demap per € 1,1 milioni dovuta al minor margine generato dalle ridotte quantità ingressate in stabilimento e infine, dal minor margine registrato da Berg (-€ 1,7 milioni) sul trattamento dei liquidi; ii) Area Generazione +€ 21,6 milioni per maggiori ricavi da vendita energia elettrica (+€ 51,8 milioni), come conseguenza dell'incremento dei prezzi sui mercati energetici (+298 €/MWh), parzialmente compensato da minori volumi prodotti (-95 GWh) rispetto al precedente esercizio, nonché, per gli effetti derivanti dal DL Sostegni sui ricavi della centrale di Sant'Angelo (-€ 18,3 milioni), per gli effetti generati dalla Legge Finanziaria (L. 197/2022) sui ricavi degli impianti da fonti rinnovabili non rientranti già nell'ambito del DL Sostegni (-€ 2,2 milioni), per i maggiori ricavi da teleriscaldamento (+€ 4,4 milioni), dovuti a prezzi più alti rispetto all'esercizio precedente. Compensano tali incrementi i minori ricavi per gestione riconoscimento incentivo da energia elettrica (GRIN) per € 13,2 milioni, i minori corrispettivi per il conto energia (€ 3,0 milioni) per minore marginalità derivante dagli impianti FTV a seguito del conferimento di alcuni impianti in Acea Green avvenuto a fine 2021 e i maggiori costi esterni (€ 17,3 milioni); iii) Area Idrico +€ 12,4 milioni risente in prevalenza del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica riferito alle annualità 2018-2019 (+€ 26,9 milioni in relazione alle società consolidate integralmente) solo in parte compensato da insussistenze passive derivanti da componenti tariffarie di esercizi precedenti rideterminate in sede di predisposizione tariffaria 2020-2023 (+€ 20,1 milioni) e in parte dal minor margine registrato da GORI (-€ 8,5 milioni) come conseguenza del mancato riconoscimento tariffario, a seguito di aggiornamento tariffario, in prevalenza sulla quota AMM.Fo.Ni. non riconosciuta per investimenti delle annualità 2022 e 2023 e dei maggiori costi per smaltimento fanghi e Acea Ato5 (-€ 3,6 milioni); iv) Area Estero +€ 3,9 milioni derivante in parte dall'effetto cambio positivo (€ 3,6 milioni) e per la restante parte da Acea Dominicana (+€ 0,7 milioni) per maggiori riallacci a seguito di distacco nonché per un incremento del numero di utenti; v) Area Commerciale e Trading +€ 9,5 milioni dovuto all'incremento registrato dal margine sulle attività di energy efficiency e smart services per complessivi € 10,0 milioni; il margine energia risulta in lieve riduzione rispetto al precedente esercizio; vi) Area Ingegneria e Servizi -€ 4,0 milioni imputabili ad Acea Elabori per € 1,4 milioni come conseguenza della riduzione delle attività e del margine dovuto agli aggiornamenti tariffari; si riducono i margini anche di Ingegnerie Toscane (€ 2,5 milioni) per effetto dell'internalizzazione da parte di Acque, a partire dal secondo semestre 2022, dei settori di ricerca perdite, telecontrollo e SIT; vii) Area Corporate -€ 4,4 milioni per effetto dei maggiori costi sostenuti rispetto al precedente esercizio con particolare riferimento ai costi ITS, compensati solo in parte da maggiori ribaltamenti verso le società del Gruppo; si registrano maggiori costi per consulenze strategiche e maggiori costi del personale. Si segnala rispetto allo scorso esercizio una riduzione di costi sostenuti per l'emergenza Covid-19; viii) Area Infrastrutture Energetiche -€ 19,4 milioni in conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dal bilanciamento energetico (-€ 26,0 milioni) dovuto agli effetti conseguenti la riduzione del WACC (dal 5,9% al 5,2%) e dal minor margine derivante dalla commessa open fiber. Compensano in parte tali effetti i maggiori ricavi per gli effetti legati alla resilienza (+€ 3,3 milioni) e i minori costi per servizi e del personale; si segnala infine il miglioramento dei margini registrati dalle attività legate alla gestione del servizio di Pubblica Illuminazione nel Comune di Roma (+€ 3,3 milioni) dovuto al minor costo del personale (progetto integrazione rete – IP), nonché, all'incremento del canone verso il Comune di Roma.

L'EBIT risulta pari a € 565,9 milioni e segna un decremento di € 15,2 milioni rispetto al precedente esercizio. Si espone di seguito il dettaglio delle voci che influenzano l'EBIT.

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ammortamenti e riduzioni di valore 594,6 546,6 48,0 8,8%
Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali 113,4 86,2 27,2 31,5%
Accantonamenti e rilasci per rischi e oneri 31,2 42,1 (11,0) (26,1%)
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 739,2 675,0 64,2 9,5%

La variazione in aumento degli ammortamenti e riduzioni di valore (+€ 48,0 milioni) è legata prevalentemente agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti in corso con particolare riferimento alle società dell'area idrico (+€ 36,7 milioni). Su tale voce la variazione dall'area di consolidamento risente degli effetti contrapposti derivanti dell'incremento degli ammortamenti dell'area ambiente (+€ 11,8 milioni) compensati in parte dalla riduzione degli ammortamenti dell'area Generazione (-€ 8,8 milioni) come conseguenza della già citata operazione di cessione avvenuta a marzo 2022; per approfondimenti si rinvia al paragrafo "Applicazione del princìpio IFRS5".

Le svalutazioni crediti, per quanto in aumento rispetto all'esercizio precedente (+€ 27,1 milioni), mantengono sostanzialmente la stessa incidenza sui ricavi complessivi del Gruppo (2,20% vs 2,17%); tale risultato, in assenza di particolari criticità nell'attività di incasso registrate nel 2022, è riconducibile, oltre che ad alcune partite straordinarie, alla crescita del business e all'introduzione di uno "stress di scenario" sulle principali società del Gruppo, finalizzato ad anticipare potenziali deterioramenti del merito creditizio dei clienti non desumibili dalle performance attuali ma derivanti da "modelli satellite" basati su dati macro-economici e business information.

Gli accantonamenti e i rilasci per rischi e oneri risultano in riduzione rispetto al precedente esercizio (-€ 11,0 milioni) in prevalenza per gli effetti contrapposti derivanti dai i) minori accantonamenti operati da Acea Energia (-€ 6,7 milioni), in parte riferibili al rilascio del fondo accantonato per la sanzione AGCM a seguito della sentenza con il quale il TAR Lazio ha annullato il provvedimento in ragione della conformità dell'operato di Acea Energia alla regolazione di riferimento, così come ricostruita da ARERA nel proprio parere endoprocedimentale (€ 2,6 milioni); ii) minori accantonamenti di Acea Ato2 (-€ 4,8 milioni) e quelli di Acea Ato5 (-€ 2,6 milioni) iii) maggiori accantonamenti della Capogruppo (+€ 4,1 milioni) per esodo e mobilità.

Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 85,7 milioni in lieve riduzione rispetto al 2021 come conseguenza di effetti contrapposti derivanti dai maggiori proventi finanziari da attualizzazione registrati da GORI (+€ 11,0 milioni) per effetto del riscadenzamento del debito verso la Regione Campania e dai maggiori interessi su crediti verso clienti (+€ 1,4 milioni), compensati dai maggiori oneri su commissioni dovuti alle maggiori cessioni operate nel 2022 (+€ 9,0 milioni) in prevalenza imputabili ad areti; si segnalano maggiori interessi di mora (+€ 2,2 milioni) in prevalenza imputabili ad Acea Energia e interessi su prestiti obbligazionari e indebitamento a medio lungo termine (+€ 2,2 milioni). Si informa che il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo Acea si è attestato all'1,44% contro l'1,42% dell'esercizio precedente.

I proventi e oneri da partecipazioni evidenziano proventi netti per € 17,8 milioni e si riferiscono in prevalenza all'iscrizione della plusvalenza netta, pari a € 16,4 milioni, rilevata a seguito della cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici nell'ambito dell'accordo siglato con il Fondo britannico di investimento Equitix.

La stima del carico fiscale è pari a € 186,8 milioni contro € 150,7 milioni del precedente esercizio. L'incremento complessivo, pari a € 36,1 milioni, deriva in parte dal contributo solidaristico straordinario di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti) a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, l'attività di produzione di energia elettrica e l'attività di rivendita di energia elettrica di gas metano e di gas naturale e dell'articolo 1 della L. 197/2022; l'ammontare complessivo per il Gruppo è pari a € 38,5 milioni. Il tax rate del 2022 si attesta così al 37,6% (era il 30,0% al 31 dicembre 2021) considerando l'effetto del contributo sopradescritto. Il tax rate normalizzato è pari al 29,8%.

Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 279,7 milioni e segna una diminuzione di € 33,6 milioni rispetto al precedente esercizio.

SINTESI DEI RISULTATI: ANDAMENTO DEI RISULTATI PATRIMONIALI E FINANZIARI

Dati patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Attività e passività non correnti 7.847,0 7.200,1 646,8 9,0%
Circolante netto (652,0) (695,3) 43,3 (6,2%)
Capitale Investito Netto 7.194,9 6.504,9 690,1 10,6%
Indebitamento Finanziario Netto (4.439,7) (3.988,4) (451,3) 11,3%
Totale Patrimonio Netto (2.755,2) (2.516,4) (238,8) 9,5%

Attività e passività non correnti

Rispetto al 31 dicembre 2021 le attività e passività non correnti aumentano di € 646,8 milioni (+9,0%); la variazione si riferisce a dinamiche di segno opposto come di seguito evidenziato: i) incremento delle immobilizzazioni come conseguenza degli investimenti e delle acquisizioni del periodo al netto degli ammortamenti; ii) incremento della voce partecipazioni in prevalenza dovuta ai risultati di periodo e alla variazione di perimetro per il consolidamento con il metodo dell'equity di Acea Sun Capital e delle sue controllate e le società fotovoltaiche del Gruppo Powertis; iii) riduzione delle altre attività non correnti principalmente per effetto del deconsolidamento delle società fotovoltaiche il cui controllo è stato ceduto al fondo britannico Equitix a partire dal 31 marzo 2022. La voce al 31 dicembre 2021 comprendeva i valori delle attività e delle passività possedute per la vendita (pari rispettivamente a € 168,4 milioni ed € 47,4 milioni) in conformità a quanto previsto dal princìpio contabile internazionale IFRS5 (per approfondimenti si rinvia al paragrafo "Applicazione del princìpio IFRS5"); la voce altre attività non correnti risente inoltre dell'effetto netto tra l'incremento dei crediti a lungo per conguagli tariffari (+€ 26,8 milioni) e dei crediti finanziari per fair value sui derivati di copertura (+€ 13,7 milioni) al netto del decremento delle imposte differite attive (-€ 22,8 milioni); iv) l'incremento del fondo rischi principalmente in conseguenza al consolidamento di ASM Terni (+€ 10,4 milioni) e all'iscrizione dei fondi post mortem in Acea Ambiente (ex Polo Cirsu), Deco ed Ecologica Sangro.

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Immobilizzazioni materiali/immateriali 7.383,0 6.705,2 677,8 10,1%
Partecipazioni 351,9 295,2 56,7 19,2%
Altre attività non correnti 844,6 969,6 (125,1) (12,9%)
TFR e altri piani e benefìci definiti (113,0) (120,2) 7,2 (6,0%)
Fondi rischi e oneri (218,0) (193,3) (24,7) 12,8%
Altre passività non correnti (401,5) (456,5) 54,9 (12,0%)
Attività e passività non correnti 7.847,0 7.200,1 646,8 9,0%

Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi a € 1.050,1 milioni, compensati dagli ammortamenti e dalle riduzioni di valore per complessivi € 594,6 milioni. Di seguito gli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale.

Investimenti

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 46,2 36,1 10,1 28,0%
Commerciale e Trading 49,6 49,4 0,2 0,3%
Estero 5,8 4,6 1,2 26,4%
Idrico 611,0 522,1 88,9 17,0%
Infrastrutture Energetiche 268,8 274,5 (5,7) (2,1%)
Generazione 30,3 39,4 (9,2) (23,3%)
Ingegneria e Servizi 5,8 9,9 (4,1) (41,2%)
Corporate 32,7 34,4 (1,7) (5,0%)
Totale investimenti 1.050,1 970,4 79,7 8,2%

L'Area Ambiente ha realizzato investimenti per € 46,2 milioni e rispetto al 31 dicembre 2021 aumentano di € 10,1 milioni. Gli investimenti dell'area si riferiscono in prevalenza ad Acea Ambiente (+€ 28,9 milioni) e riguardano miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima. Contribuiscono alla variazione in aumento gli investimenti realizzati da Cavallari (+€ 2,9 milioni) per l'acquisto di un capannone industriale e di un trituratore nonché la variazione di perimetro per € 8,3 milioni. Tali incrementi sono in parte compensati dai minori investimenti registrati da Berg (-€ 1,2 milioni).

L'Area Commerciale e Trading fa registrare investimenti per € 49,6 milioni in linea rispetto al 31 dicembre 2021. Gli investimenti, in prevalenza riferibili ad Acea Energia, sono relativi al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 28,6 milioni), alle implementazioni legate al nuovo CRM e alle importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e di analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti (€ 13,9 milioni). Contribuiscono agli investimenti dell'Area i progetti di e-mobility di Acea Innovation (€ 5,3 milioni) e quelli di Umbria Energy (€ 1,5 milioni).

L'Area Estero registra investimenti per € 5,8 milioni in aumento rispetto al precedente esercizio (+€ 1,2 milioni) e riferibili principalmente ad Aguas de San Pedro.

L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 611,0 milioni, con una variazione in aumento rispetto al precedente esercizio di € 88,8 milioni. In particolare, si registrano maggiori investimenti di Acea Ato2 (+€ 70,6 milioni), GORI (+€ 7,6 milioni) Acquedotto del Fiora (+€ 2,7 milioni), e SII (+€ 3,5 milioni). Essi si riferiscono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici e alimentatrici). La variazione dell'area di consolidamento si riferisce principalmente ad ASM Terni per € 1,8 milioni.

L'Area Infrastrutture Energetiche contribuisce al totale degli investimenti per € 268,8 milioni e fa registrare una diminuzione di € 5,7 milioni rispetto al precedente esercizio. Gli investimenti effettuati si riferiscono ad areti e sono dovuti principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore dell'Illuminazione Pubblica contribuisce per € 1,5 milioni (-€ 2,3 milioni rispetto all'esercizio precedente).

L'Area Generazione ha realizzato investimenti per € 30,3 milioni in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2021 di € 9,2 milioni per effetto dei minori investimenti registrati da Acea Produzione (-€ 7,3 milioni) e dal comparto fotovoltaico (-€ 2,5 milioni).

Gli investimenti di Acea Produzione fanno riferimento in prevalenza a lavori di riqualificazione degli impianti idroelettrici in particolare Salisano e S. Angelo, all'estensione e al risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma e alla riqualificazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici. Gli investimenti del comparto fotovoltaico si riferiscono in prevalenza agli investimenti sostenuti da Acea Solar per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali e dagli investimenti della neoacquisita SF Island.

L'Area Ingegneria e Servizi fa registrare investimenti per € 5,8 milioni, in prevalenza imputabili ad Acea Elabori, in riduzione di € 4,1 milioni principalmente per minori acquisti di attrezzature e software.

L'Area Corporate ha realizzato investimenti per € 32,7 milioni, in lieve riduzione rispetto al precedente esercizio (-€ 1,7 milioni), in prevalenza per licenze software, sviluppi informatici e hardware oltre che a investimenti sulle sedi aziendali.

Le partecipazioni aumentano di € 56,7 milioni rispetto 31 dicembre 2021. La variazione è determinata dall'incremento relativo alla valutazione delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (+€ 28,0 milioni) a cui si aggiunge la variazione dell'area di consolidamento (+€ 24,6 milioni) per il consolidamento a equity di: i) Acea Sun Capital (€ 12,3 milioni) a partire da fine marzo 2022, ii) delle società fotovoltaiche acquisite dal Gruppo Powertis (€ 9,1 milioni), iii) della società DROPMI che ha per oggetto la ricerca e l'ingegnerizzazione di misuratori idrici evoluti e iv) della quota di partecipazione di ASM Terni in Umbria Distribuzione Gas. La restante variazione fa riferimento in prevalenza agli impatti derivanti dalla distribuzione dei dividendi (-€ 3,4 milioni) e alla movimentazione OCI (+€ 6,5 milioni).

Lo stock del TFR e altri piani a benefìci definiti registra una diminuzione di € 7,2 milioni, prevalentemente dovuta all'aumento del tasso utilizzato (dall'1% del 31 dicembre 2021 al 4% del 31 dicembre 2022).

I Fondi rischi e oneri aumentano per € 24,7 milioni rispetto alla fine dell'esercizio precedente principalmente in conseguenza al consolidamento di ASM Terni (+€ 10,4 milioni) e all'iscrizione dei fondi post mortem in Acea Ambiente (ex Polo Cirsu), Deco ed Ecologica Sangro rappresentati in tabella nella colonna degli "Altri movimenti". Gli accantonamenti di periodo si riferiscono in prevalenza a fondi oneri per esodo e mobilità (€ 20,2 milioni), accantonamenti per rischi regolatori (€ 5,0 milioni) in prevalenza dovuti ai maggiori canoni per la derivazione di acqua a uso idroelettrico dai fiumi Sangro, Aventino e Verde a servizio della Centrale S. Angelo richiesti dalla Regione Abruzzo per gli anni 2014 -2021 e ai sovra-canoni BIM (Bacino Imbrifero Montani) del fiume Nera e del fiume Aniene (€ 3,3 milioni), in Acea Produzione e accantonamenti per altri rischi (€ 7,3 milioni) in prevalenza di areti e relativi a penali, riserve su appalti, diritti istruttoria per licenze IP e delibera ARERA 604/2021 (€ 4,7 milioni). Di seguito è riportato il dettaglio per natura dei fondi:

Rilascio per Altri
€ milioni 31/12/2021 Utilizzi Accantonamenti esubero fondi movimenti 31/12/2022
Legale 16,3 (3,2) 3,0 (1,1) (0,4) 14,6
Fiscale 7,3 (0,8) 0,4 (1,1) 0,0 5,7
Rischi regolatori 31,0 (1,8) 5,0 (2,6) 0,0 31,6
Partecipate 7,5 0,0 0,0 0,0 0,7 8,2
Rischi contributivi 1,1 (0,1) 0,6 (0,0) 0,0 1,5
Franchigie assicurative 10,9 (2,2) 2,2 0,0 0,0 10,9
Altri rischi e oneri 26,1 (3,1) 7,3 (3,3) 1,0 28,0
Totale fondo rischi 100,1 (11,2) 18,4 (8,1) 1,2 100,4
Esodo e mobilità 27,5 (19,7) 20,2 0,0 0,0 28,0
Post mortem 53,1 (0,5) 0,3 0,0 15,3 68,3
Fondo oneri verso altri 12,6 (4,7) 0,6 (0,2) 12,9 21,2
Totale fondo oneri 93,2 (24,8) 21,1 (0,2) 28,3 117,6
Totale fondo rischi e oneri 193,3 (36,0) 39,6 (8,4) 29,5 218,0

Circolante netto

La variazione del circolante netto rispetto al 31 dicembre 2021 è imputabile in via principale all'incremento dei crediti correnti per € 195,8 milioni, all'incremento delle altre attività correnti (€ 73,1 milioni) parzialmente compensati dall'aumento dei debiti correnti per € 166,4 milioni e dall'incremento delle altre passività correnti per € 77,3 milioni.

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti correnti 1.267,4 1.071,6 195,8 18,3%
-
di cui utenti/clienti
1.216,1 1.027,0 189,2 18,4%
-
di cui Roma Capitale
37,7 34,5 3,2 9,2%
-
di cui verso controllate e collegate
13,7 10,2 3,5 33,9%
Rimanenze 104,5 86,4 18,1 20,9%
Altre attività correnti 485,1 412,0 73,1 17,7%
Debiti correnti (1.850,0) (1.683,6) (166,4) 9,9%
-
di cui fornitori
(1.802,6) (1.614,9) (187,6) 11,6%
-
di cui Roma Capitale
(40,3) (62,5) 22,1 (35,5%)
-
di cui verso controllate e collegate
(7,1) (6,2) (0,9) 15,0%
Altre passività correnti (659,1) (581,8) (77,3) 13,3%
Circolante netto (652,0) (695,3) 43,3 (6,2%)

I crediti verso utenti e clienti, al netto del fondo svalutazione crediti, ammontano a € 1.216,1 milioni e risultano in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 189,1 milioni. Si segnala: i) un incremento dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per € 180,3 milioni principalmente imputabili ad Acea Energia (+€ 141,0 milioni) e Acea Innovation (+€ 38,2 milioni); ii) un incremento dei crediti dell'Area Generazione per € 2,3 milioni principalmente riferibile a Ecogena e Acea Produzione (+€ 2,1 milioni); iii) un aumento dei crediti dell'Area Ambiente per € 5,7 milioni riferibili principalmente al consolidamento di Tecnoservizi (+€ 7,9 milioni) e S.E.R. Plast (+€ 1,1 milioni), nonché all'aumento registrato da Deco (+€ 3,9 milioni) e Consorzio Ecologico del Frentano (+€ 1,9 milioni), parzialmente compensato dalla riduzione registrata da Acea Ambiente (-8,3 milioni) ed Ecologica Sangro (-€ 1,5 milioni); iv) una variazione in aumento dei crediti dell'Area Estero per € 2,9 milioni principalmente per l'incremento dei crediti del Consorcio Acea Lima Sur (+€ 0,8 milioni), Aguas de San Pedro (+€ 0,6 milioni) e Acea Dominicana (+€ 0,5 milioni); v) una riduzione dell'Area Ingegneria e Servizi per € 0,8 milioni riferibile agli effetti contrapposti registrati da TWS (+€ 2,6 milioni) e SIMAM (-€ 3,9 milioni); vi) una riduzione dell'Area Infrastrutture Energetiche per € 7,5 milioni riferita ad areti.

Il fondo svalutazione crediti ammonta a € 615,3 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 (ammontava a € 595,2 milioni). Nel corso del 2022 sono stati ceduti pro soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.332,0 milioni di cui € 310,1 milioni verso la Pubblica Amministrazione.

In merito ai rapporti con Roma Capitale, al 31 dicembre 2022, il saldo netto, come evidenziato dalla tabella riportata nella pagina seguente, risulta a credito per il Gruppo per € 1,7 milioni (al 31 dicembre 2021 il saldo a debito risultava pari a € 32,2 milioni).

Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 3,1 milioni dovuto principalmente alla maturazione del periodo e agli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni dell'esercizio:

  • maggiori crediti di Acea Ato2 per il servizio di somministrazione di acqua per € 51,3 milioni;
  • maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 53,4 milioni;
  • incasso/compensazione di crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica per € 56,5 milioni;
  • incasso/compensazione di crediti di Acea Ato2 per € 48,5 milioni.

Per quanto riguarda i debiti si registra un decremento di € 33,8 milioni rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:

  • maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di Acea per l'anno 2021 per € 92,3 milioni;
  • maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di Acea Ato2 per l'anno 2021 per € 2,6 milioni;
  • maggiori debiti per l'iscrizione della quota maturata relativa al canone di concessione di Acea Ato2 per € 25,3 milioni;
  • maggiori debiti per l'iscrizione della quota maturata relativa alla Cosap per € 1,7 milioni;
  • pagamento dei dividendi azionari di Acea anni 2019 e 2020 per complessivi € 56,5 milioni;
  • pagamento dei canoni di concessione di Acea Ato2 per gli anni 2018, 2020 e 2021 per complessivi € 35,2 milioni;
  • pagamento dei dividendi azionari di Acea Ato2 relativi all'anno 2020 per € 2,2 milioni;
  • pagamento delle addizionali di energia elettrica ante 2012 di Acea Energia per complessivi € 7,7 milioni;
  • pagamento del debito di areti per Cosap riferita agli anni 2017, 2018 e 2021 per complessivi € 4,4 milioni;
  • pagamento del debito di areti lavori stradali per € 2,7 milioni;
  • Acea ha corrisposto a Roma Capitale il 50% della quota dei dividendi 2021 pari a € 46,2 milioni;
  • areti ha corrisposto ai diversi municipi di Roma Capitale le somme dovute per licenze di scavi stradali per complessivi € 14,9 milioni oltre al pagamento del debito per Cosap per € 1,7 milioni;
  • Acea Ato2, tramite compensazione, ha pagato dividendi azionari dell'anno 2021 per € 2,6 milioni.

Con specifico riferimento alle sole operazioni di compensazione dell'esercizio sopra sinteticamente riportate, di seguito si dettagliano per mese le principali operazioni:

  • aprile 2022 compensazione crediti per € 3,6milioni relativi a lavori relativi al servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • maggio 2022 compensazione crediti per € 7,4 milioni relativi ai corrispettivi dell'ultimo trimestre 2021 della Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • luglio 2022 compensazione crediti per € 16,0 milioni relativi al servizio di somministrazione di acqua verso canone di concessione di Acea Ato2 anno 2021;
  • luglio-agosto 2022 compensazione crediti per € 15,4 milioni relativi ai corrispettivi di settembre 2021 e del primo trimestre 2022 del servizio di Illuminazione Pubblica nonché per lavori sempre connessi al servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • settembre 2022 compensazione crediti per € 4,8 milioni relativi al servizio di somministrazione di acqua verso dividendi azionari di Acea Ato2 degli anni 2020 e 2021;
  • settembre 2022 compensazione crediti per € 9,1 milioni relativi ai corrispettivi 2022 del servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 e 2020 di Acea;
  • novembre 2022 compensazione crediti per € 10,2 milioni relativi all'ammodernamento e manutenzione straordinaria dell'anno 2021 della rete di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2020 di Acea;
  • dicembre 2022 compensazione crediti per € 10,8 milioni relativi ai corrispettivi del 3° trimestre 2022 del servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2020 di Acea;
  • dicembre 2022 incasso crediti di Acea Ato2 per € 8,4 milioni relativi al servizio di somministrazione di acqua.

Si informa che in data 2 gennaio 2023, Acea Ato2 ha corrisposto il saldo del debito del canone di concessione per l'anno 2021 (€ 2,3 milioni) e una quota del debito del canone di concessione per l'anno 2022 per € 6,1 milioni.

Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e Acea Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU), incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea, ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri, in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie.

Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emerse, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021, a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti, Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato e in parte anche già pagato da Roma Capitale come si evince dai dati sotto riportati:

  • nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33,3 milioni di crediti riferiti al verbale sopra citato;
  • nel corso del 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire nella risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti relativi all'Illuminazione Pubblica per € 75,3 milioni tramite compensazioni;
  • nel corso del 2022 è proseguita di fatto l'attività di riconciliazione con Roma Capitale. Si precisa che lo stesso Comune ha proseguito a liquidare i crediti ad Acea sempre tramite compensazioni per complessivi € 56,5 milioni di cui € 17,4 milioni relativi

a crediti già iscritti nei precedenti esercizi

Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica e artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea SpA - Ricognizione del perimetro della situazione debitoria e avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e di areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.

Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.

Per quanto riguarda il Tavolo tecnico per i crediti di utenza di Acea Ato2 nel mese di dicembre 2021 è stata sottoscritta tra le Parti una Relazione Tecnica volta al superamento delle questioni e contestazioni di cui si era iniziato a dialogare sin dal 2018 come evidenziato anche nelle Note integrative dei precedenti anni.

Alla data di redazione del presente bilancio risultano in corso di liquidazione da parte di Roma Capitale la maggior parte dei crediti riportati nella Relazione Tecnica.

Si informa infine che a settembre 2022 è stato approvato il Bilancio Consolidato di Roma Capitale al 31 dicembre 2021.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta sia per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

Crediti verso Roma Capitale

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti per utenze 32,9 30,4 2,5
Fondi svalutazione (1,7) (1,7) 0,0
Totale crediti da utenza 31,2 28,7 2,5
Crediti per lavori e servizi idrici 3,8 2,3 1,5
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 0,6 2,0 (1,4)
Fondi svalutazione (2,2) (2,2) 0,0
Crediti per lavori e servizi elettrici 4,4 4,0 0,4
Crediti lavori e servizi - da emettere 0,2 0,0 0,2
Fondi svalutazione (0,3) (0,3) 0,0
Totale crediti per lavori 6,5 5,8 0,7
Totale crediti commerciali 37,7 34,5 3,2
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica - fatture emesse 135,1 117,1 18,0
Fondi svalutazione (58,0) (30,2) (27,8)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica - fatture da emettere 36,3 49,0 (12,7)
Fondi svalutazione (5,4) (28,3) 22,9
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 4,8 8,3 (3,5)
Totale crediti Illuminazione Pubblica 112,8 115,9 (3,1)
Totale crediti 150,5 150,4 0,1

Debiti verso Roma Capitale

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (5,5) (13,2) 7,7
Debiti per canone di concessione (27,6) (37,5) 10,0
Altri debiti (9,8) (13,5) 3,7
Debiti per dividendi (105,9) (118,4) 12,5
Totale debiti (148,8) (182,6) 33,8
Saldo netto credito debito 1,7 (32,2) 33,9

I debiti correnti aumentano per effetto dell'incremento dello stock dei debiti verso fornitori (+€ 187,6 milioni). Tale effetto è in parte influenzato dalla variazione di perimetro (+€ 48,1 milioni), in prevalenza per il consolidamento di ASM Terni (+€ 41,5 milioni) e in parte per l'incremento registrato da Acea Energia (+€ 42,9 milioni), Acea Ato2 (+€ 36,3 milioni), Acea Innovation (+€ 22,8 milioni).

Le altre attività e passività correnti registrano rispettivamente un incremento di € 73,1 milioni e di € 77,3 milioni, rispetto all'esercizio precedente. In dettaglio le altre attività si incrementano per effetto: i) dell'incremento dei crediti per maggior versamento IVA riferibili alla Capogruppo (+€ 15,3 milioni) e altri crediti di Acea Ato2 (+€ 25,3 milioni) in prevalenza riferibili al premio qualità contrattuale di competenza degli anni 2018 e 2019 e ai conguagli tariffari delle annualità 2018-2022 che saranno fatturati a partire dal 2024; ii) dell'incremento dei crediti tributari imputabili a Umbria Energy (+€ 14,2 milioni) e di Acea Innovation (+€ 5,0 milioni); iii) dell'aumento del valore degli strumenti derivati attivi su commodity (+€ 9,6 milioni) per effetto sia della variazione al fair value al termine del periodo in esame che per variazione delle quantità coperte; iv) dell'incremento dei maggiori crediti verso Cassa Conguaglio (+€ 19,4 milioni) imputabili principalmente a Umbria Energy (+€ 7,6 milioni), ASM Terni (+€ 4,9 milioni) e areti (+6,8 milioni). La variazione in aumento sopra citata è parzialmente compensata da una diminuzione dei crediti verso Cassa Conguaglio registrata da Acea Energia e riconducibile alla regolazione da parte di CSEA per gli importi dovuti per le annualità 2021 e per la determinazione degli importi dovuti per le annualità 2022 in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico e in parte all'effetto perequativo (-€ 52,4 milioni). Si rilevano inoltre maggiori ratei e risconti attivi (+€ 10,5 milioni) relativi principalmente ad Acea Solar (+€ 5,4 milioni), Umbria Energy (+€ 2,3 milioni) e alla Capogruppo (+€ 1,6 milioni).

L'incremento delle altre passività correnti si riferisce, invece: i) all'incremento dei debiti verso Cassa Conguaglio imputabili ad Acea Energia (+€ 43,6 milioni) per effetto degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al Servizio di Maggior Tutela; ii) all'incremento dei debiti riconducibile alla variazione di perimetro (+€ 42,5 milioni) e riferibile in prevalenza al consolidamento di ASM Terni (+€ 38,7 milioni); iii) all'incremento del debito verso il GSE per il Decreto sostegni ter riferibile ad Acea Produzione (+€ 22,3 milioni) introdotto dal Governo come misura di contenimento al caro energia; iv) ai maggiori debiti tributari per € 18,4 milioni riferibili ad Acea Produzione; v) all'incremento dei ratei e risconti passivi (+€ 25,4 milioni) principalmente riconducibili ad Acea Ato2 (+€ 15,2 milioni), Umbria Energy (+€ 3,1 milioni) e S.E.R. Plast (+€ 1,5 milioni). La variazione in aumento delle altre passività correnti è parzialmente compensata dalla riduzione delle passività su "Strumenti derivati passivi su commodity" che presentano un decremento di € 43,0 milioni imputabile principalmente alla variazione della valutazione al fair value al termine del periodo in esame sia alla variazione delle quantità coperte.

Patrimonio netto

Il patrimonio netto ammonta a 2.755,2 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 238,8 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla distribuzione dei dividendi, dalla maturazione dell'utile 2022, dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e di quelle formate con utili e perdite attuariali nonché dalla variazione dell'area di consolidamento.

Indebitamento finanziario netto

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 451,3 milioni, passando da € 3.988,4 milioni della fine dell'esercizio 2021 a € 4.439,7 milioni del 31 dicembre 2022.

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
A) Disponibilità liquide 559,9 680,8 (120,9) (17,8%)
B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide 0,0 0,0 0,0 n.s.
C) Altre attività finanziarie correnti 342,1 407,9 (65,9) (16,1%)
D) Liquidità (A + B + C) 902,0 1.088,8 (186,8) (17,2%)
E) Debito finanziario corrente (165,4) (173,6) 8,2 (4,7%)
F) Parte corrente del debito finanziario non corrente (454,0) (111,6) (342,4) n.s.
G) Indebitamento finanziario corrente (E + F) (619,4) (285,2) (334,2) 117,2%
H) Indebitamento finanziario corrente netto (G + D) 282,6 803,5 (521,0) (64,8%)
I) Debito finanziario non corrente (4.722,3) (4.792,0) 69,7 (1,5%)
J) Strumenti di debito 0,0 0,0 0,0 n.s.
K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti 0,0 0,0 0,0 n.s.
L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) (4.722,3) (4.792,0) 69,7 (1,5%)
Totale indebitamento finanziario (H + L) (4.439,7) (3.988,4) (451,3) 11,3%

L'indebitamento finanziario non corrente registra una riduzione pari a € 69,7 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2021. Tale variazione deriva dalla riduzione dei prestiti obbligazionari per € 307,5 milioni compensato in parte dall'aumento dei debiti per finanziamenti a medio lungo termine per € 204,1 milioni, come riportato nella tabella che segue:

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Obbligazioni 3.834,5 4.142,0 (307,5) (7,4%)
Finanziamenti a medio-lungo termine 814,4 610,3 204,1 33,4%
Debiti finanziari IFRS 16 73,4 39,7 33,7 84,7%
Debito finanziario non corrente 4.722,3 4.792,0 (69,7) (1,5%)

Le obbligazioni pari a € 3.834,5 milioni al 31 dicembre 2022 registrano un decremento di complessivi € 307,5 milioni essenzialmente per la riclassifica nella posizione a breve del Bond della durata di 5 anni emesso da Acea a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data 1° febbraio 2018.

I finanziamenti a medio-lungo termine, pari a € 814,4 milioni, registrano un incremento complessivo di € 204,1 milioni dovuto principalmente alla Capogruppo (+€ 211,4 milioni) per l'erogazione nel 2022 di € 250,0 milioni relativi al prestito con la Banca Europea per gli investimenti sottoscritto nel 2020.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio-lungo e a breve termine (esclusa la quota di applicazione dell'IFRS16) suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.

€ milioni Debito
residuo totale
Entro il
31/12/2023
Dal 31/12/2023
al 31/12/2027
Oltre il
31/12/2027
A tasso fisso 292,6 32,6 149,7 110,4
A tasso variabile 461,0 92,3 171,6 197,1
A tasso variabile in cash flow hedge 197,9 12,2 116,3 69,4
Totale 951,5 137,0 437,6 376,8

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di GORI è positivo per € 6,6 milioni (al 31 dicembre 2021 era negativo per € 0,1 milioni); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 5,5 milioni (al 31 dicembre 2021 era negativo per € 1,9 milioni) e quello di SII è positivo per € 1,6 milioni. I fair value positivi sono esposti nelle "Attività finanziarie non correnti" e non sono considerati nel saldo dei finanziamenti correlati.

La componente a breve termine è positiva per € 282,6 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2021, evidenzia un peggioramento pari a € 521,0 milioni da imputare per € 503,7 milioni alla Capogruppo e per € 27,0 milioni ad Adistribuzionegas, compensati da Acea Produzione per € 10,7 milioni. La variazione della Capogruppo è generata principalmente dalla riclassifica nella posizione a breve del Bond emesso da Acea a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni pari a € 300,0 milioni, da minori depositi a breve per € 80 milioni e minore disponibilità liquida pari a € 141,6 milioni.

Si segnala che l'indebitamento finanziario comprende € 105,9 milioni di debiti verso Roma Capitale per dividendi deliberati da distribuire e non comprende altri debiti per circa € 57,5 milioni relativi alle opzioni per l'acquisto di quote azionarie delle società già detenute.

È necessario evidenziare che le società di vendita del Gruppo sono quelle maggiormente impattate dallo scenario macroeconomico derivante dal conflitto russo-ucraino. L'incremento dei prezzi sul mercato energetico ha prodotto una amplificazione del delay temporale tra gli incassi da clienti e i pagamenti verso i fornitori energetici determinando così un maggior assorbimento di capitale circolante e generando un effetto peggiorativo dell'indebitamento finanziario del Gruppo per circa € 130,0 milioni che rappresenta il saldo netto degli effetti negativi registrati principalmente su Acea Energia e quelli positivi registrati da Acea Produzione e Acea Ambiente.

Si informa che, al 31 dicembre 2022, la Capogruppo dispone di linee committed per € 700,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 425,0 milioni di cui € 21,0 milioni utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Si informa inoltre che, in data 17 gennaio 2023 a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 5 miliardi, Acea ha completato con successo il collocamento dell'emissione di un Green Bond per un importo complessivo pari a € 500 milioni (tasso 3,875% e scadenza al 24 gennaio 2031). Sempre con riferimento al medesimo programma, in data 3 febbraio si è proceduto alla riapertura dell'emissione obbligazionaria in formato Green effettuata in precedenza (tasso 3,875%, scadenza 24 gennaio 2031) per un importo pari a € 200 milioni ("TAP Issue").

Si informa che i rating assegnati ad Acea sul lungo termine dalle agenzie di rating internazionali sono i seguenti:

  • Fitch "BBB+";
  • Moody's "Baa2".

CONTESTO DI RIFERIMENTO

ANDAMENTO DEI MERCATI AZIONARI E DEL TITOLO ACEA

Nel 2022, i mercati azionari globali hanno registrato un andamento negativo, influenzato in particolare dal rialzo dei prezzi dell'energia, anche per effetto del conflitto in Ucraina, e delle materie prime che ha portato a un aumento dell'inflazione e a un indebolimento della crescita del PIL a livello mondiale.

La Borsa Italiana ha registrato una performance negativa, ma con un significativo recupero nel quarto trimestre. Il listino segnava infatti, a fine settembre, una perdita di quasi il 25% che si è sensibilmente ridotta a fine dicembre (FTSE MIB -13,3%).

Il titolo Acea ha registrato il 30 dicembre 2022 un prezzo di chiusura pari a € 12,92 (capitalizzazione: € 2.752 milioni), segnando nell'anno una flessione del 31,1% sostanzialmente in linea con l'andamento delle local utilities italiane. Il valore massimo di € 18,84 è stato raggiunto il 3 gennaio, mentre il valore minimo di € 10,70 è stato registrato il 12 ottobre. Nel corso del 2022, i volumi medi giornalieri sono stati superiori a 131.000 azioni (sostanzialmente in linea con il 2021). Dal 19 dicembre 2022, Acea è entrata a far parte dell'indice MIB ESG.

(Fonte Bloomberg)

Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo Acea confrontato con gli indici di Borsa.

Var. % al 31/12/2022
(rispetto al 31/12/2021)
Acea -31,1%
FTSE Italia All Share -14,1%
FTSE MIB -13,3%
FTSE Italia Mid Cap -21,0%
FTSE MIB ESG -14,3%

Nel 2022 sono stati pubblicati circa 110 studi/note sul titolo Acea.

MERCATO ENERGETICO

Relativamente allo scenario di mercato elettrico nazionale, la domanda di energia elettrica 2022 è stata pari a 315.238 GWh (dati Terna), in riduzione dell'1,3% rispetto all'anno precedente, confermando un trend in calo già riscontrato alla fine del terzo trimestre, mentre sui soli primi sei mesi dell'anno si registrava un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2021.

La produzione di energia, al netto degli autoconsumi e dei consumi da pompaggio (26.431 GWh, -3,4%), è stata pari a 245.872 GWh, in riduzione dell'1,4% rispetto al 2021, e ha coperto il 78% del fabbisogno, mentre risulta stabile l'apporto dell'import netto, che si è attestato su 42.935 GWh (+0,4%) e ha contribuito per il 13,6% al soddisfacimento della domanda. La sola produzione da fonte termoelettrica (168.024 GWh, +6,8%) ha soddisfatto il 53,3% della domanda, chiamata a compensare il crollo della fonte idroelettrica, in calo verticale già da inizio anno e messa definitivamente in ginocchio dalla siccità estiva e autunnale (29.663 GWh, -34,7%).

A fronte di una lieve flessione della fonte geotermica (5.444 GWh, -1,5%), la fonte fotovoltaica (22.511 GWh) ha fatto registrare un importante incremento di produzione rispetto al 2021 (+12,2%), mentre la fonte eolica ha mostrato una significativa riduzione sull'ultimo trimestre, portando il consuntivo annuo a chiudere in discesa rispetto a un anno fa (20.230 GWh, -2,9%). Si segnala che la Commissione Europea ha stabilito da dicembre 2022 un limite pari a 180 €/MWh ai ricavi da tali fonti rinnovabili a basso costo, le quali dunque fino a giugno 2023 non riceveranno il maggior prezzo determinato dalla fonte più costosa (il gas), generando così extra-benefit per gli Stati Membri da riconoscere in bolletta ai consumatori.

Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel 2022 ha registrato un valore medio di 303,95 €/MWh, mostrando un aumento del 142% rispetto all'anno precedente. La vertiginosa crescita dei prezzi dell'energia elettrica in Italia durante l'estate ha visto poi una discesa altrettanto ripida in autunno, tanto che i prezzi medi di ottobre e novembre sono tornati a livelli pre-conflitto, con l'intero ultimo trimestre a consuntivare mediamente 243,83 €/MWh, un valore sostanzialmente in linea con il quarto trimestre 2021 (+0,8%) e dimezzato rispetto al terzo trimestre 2022 (-48%).

MGP: Prezzo Unico Nazionale (PUN)

Fonte: Newsletter GME dicembre 2022

Per quanto concerne il gas naturale, la domanda nazionale nel 2022 si è attestata a 66.022 Msmc (dati Snam Rete Gas), in calo del 10,2% rispetto al 2021, per effetto di una contrazione generalizzata su tutti i comparti. La distribuzione (29.076 Msmc, -13,5%), che comprende residenziali e PMI, ha risentito di una parziale flessione del carico primavera/estate delle PMI per effetto caro-prezzi, ma soprattutto di un ritardo della rampa autunnale del carico termico e in generale di un minor uso dei riscaldamenti, per temperature sopra le medie e misure di contenimento consumi come da Regolamento UE 2022/1369 del 5 agosto. Il comparto industriale (11.985 Msmc, -14,3%) ha fatto registrare una discesa progressiva del carico già da inizio anno, accentuatasi dall'estate quando le bollette hanno effettivamente costretto le imprese a rallentare e/o chiudere la produzione. Il comparto termoelettrico (24.961 Msmc, -3,6%), in salita sui primi sei mesi 2022, ha mostrato una inversione di tendenza dal terzo trimestre, sia per via di uno switch massiccio da gas a carbone per produrre elettricità, sia per il già citato crollo della domanda elettrica, soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno.

TARIFFE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO

L'anno 2022 rappresenta il settimo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro a otto anni (2016-2023) suddivisa in due sotto-periodi.

Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)"_Allegato A alla delibera 568/2019/R/eel, "Il Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)"_ Allegato B alla delibera 568/2019/R/eel e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC)_ Allegato C alla delibera 568/2019/R/eel, pubblicati il 27 dicembre 2019.

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le tariffe obbligatorie per l'anno 2022 sono state pubblicate con delibera 621/2021/R/eel per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici, con delibera 622/2021/R/eel per l'erogazione del servizio di trasmissione, con delibera 623/2021/R/eel relativa all'erogazione dei servizi di rete per i clienti domestici in data 28 dicembre 2021.

Sono confermate le regole in vigore nel precedente sotto-periodo regolatorio rappresentate da:

  • lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
  • allungamento vite utili regolatorie;
  • criteri di regolazione tariffaria: dis, cot, misura.

Relativamente al primo punto, l'ARERA ha confermato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie non ancora pubblicate e verranno sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro febbraio dell'anno successivo. In data 5 aprile 2022, l'ARERA ha pubblicato la delibera 153/2022/R/eel con la quale determina le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura per l'anno 2021. In data 3 maggio 2022 con delibera 193/2022R/eel sono state invece pubblicate le tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2022.

Si segnala che in data 27 dicembre 2022, l'Autorità ha definito per l'anno 2023 le tariffe di trasmissione, distribuzione e misura nonché i corrispettivi di dispacciamento (delibere 719/2022/R/eel. 720/2022/R/eel, 721/2022/R/eel).

L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento a essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).

Nel nuovo sotto-periodo l'ARERA ha confermato le vite utili regolatorie già stabilite precedentemente.

In data 23 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato la delibera 614/2021/R/com, con la quale ha fissato i criteri di determinazione del WACC per il periodo 2022-2027 e ha stabilito, per l'anno 2022, un tasso di remunerazione del capitale investito, per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, pari al 5,2%.

Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 568/2019, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale, considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.

Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:

  • la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività dell'1,3%);
  • la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione e il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
  • la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA conferma un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione (unica tariffa per impresa omnicomprensiva per il servizio di distribuzione e di commercializzazione).

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione e misura per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
  • perequazione dei ricavi di misura per il servizio in bassa tensione;
  • perequazione dei costi di trasmissione;
  • perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.

La perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione ha l'obiettivo di perequare il gettito derivante dal confronto tra i ricavi fatturati all'utenza attraverso la tariffa obbligatoria e i ricavi ammessi del distributore, calcolati attraverso la tariffa di riferimento dell'impresa.

Con la delibera 568/2019, l'ARERA dispone che l'ammontare di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione è ridotto di un ammontare pari al 50% dei ricavi netti derivanti dall'utilizzo dell'infrastruttura elettrica per finalità ulteriori rispetto al servizio elettrico, rilevati a consuntivo nell'anno n-2, qualora il predetto ricavo netto superi lo 0,5% del totale ricavo riconosciuto.

La perequazione dei costi di trasmissione ha l'obiettivo di rendere

passante per il distributore il costo riconosciuto a Terna per il servizio di trasmissione (CTR) con quanto versato dai clienti finali attraverso la tariffa obbligatoria di trasmissione (TRAS).

Con la delibera 449/2020/R/eel del 10 novembre 2020 è stato modificato l'algoritmo di calcolo della perequazione ΔL relativo al valore della differenza tra le perdite effettive e le perdite standard a decorrere dall'anno 2019; è stato modificato il fattore percentuale applicato a fini perequativi per le perdite commerciali di energia elettrica sulle reti con obbligo di connessione di terzi per la zona "centro" e per il livello di tensione BT, passando da 2% a 1,83%. Con la medesima delibera con decorrenza 1° gennaio 2021, è stata modificata la Tabella 4 del TIS.

In data 21 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato il DCO 602/2021/R/eel in cui prospetta, per il biennio 2022-2023, la revisione dei fattori percentuali convenzionali per le perdite commerciali da applicare alle imprese distributrici per finalità perequative e la revisione dei fattori percentuali convenzionali di perdita da applicare ai fini del settlement del servizio di dispacciamento ai clienti finali a decorrere dal 1 gennaio 2023. Le imprese distributrici hanno inviato le proprie osservazioni entro il 31 gennaio 2022.

Tale procedimento di consultazione si è concluso con la pubblicazione della delibera 117/2022/R/eel del 22 marzo 2022 con la quale l'Autorità ha fissato i fattori percentuali convenzionali relativi alle perdite commerciali da applicare all'energia elettrica a fini perequativi pari a 1,77% nella zona Centro, per il 2022 e 1,72% nella zona Centro per il 2023. Ha inoltre introdotto un cap al prezzo PAU da applicare, pari alla media aritmetica dei PAU medi annui 2016-2021.

Con specifica istanza da presentare entro maggio 2022, si prevede il riconoscimento delle perdite di rete imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili che si manifestano con entità eccezionale rispetto ai livelli riconosciuti convenzionalmente. Il riconoscimento è previsto esclusivamente in caso di saldo di perequazione netto negativo sul triennio 2019-2021 e avrà un valore al più pari a quanto necessario ad azzerare tale saldo. In aggiunta, con istanza da presentare entro maggio 2024, è previsto il medesimo riconoscimento relativo al biennio 2022-2023. L'istanza relativa al riconoscimento delle perdite sul triennio 2019-2021 è stata presentata da areti a mezzo PEC in data 31 maggio 2022.

La perequazione dell'acquisto dell'energia elettrica fornita agli usi propri della trasmissione e della distribuzione continua a essere disciplinata nel nuovo periodo regolatorio.

Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione. Con la determina 19/2020 del 13 novembre 2020, l'ARERA ha definito le modalità operative di gestione dei meccanismi di perequazione generale, confermando la metodologia di calcolo degli acconti con cadenza bimestrale.

Si segnala che in data 31 maggio 2022 la CSEA ha pubblicato la circolare numero 23/2022/ELT con la quale si invitano le imprese distributrici a esprimere la propria volontà a partecipare o meno al meccanismo di acconti di perequazione per l'anno 2022.

areti ha proceduto a inviare la PEC in data 1° giugno 2022. Gli acconti di perequazione 2022 sono stati comunicati da CSEA in data 22 giugno e l'importo bimestrale dell'acconto risulta essere pari a € 26,8 milioni.

Ulteriore impatto sulla perequazione è legato all'istruttoria conoscitiva avviata con delibera 58/2019/E/eel in merito alla regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano. L'Autorità, con provvedimento 491/2019/E/eel, ha prescritto ad areti di porre in essere – entro il 31 dicembre 2019 – le azioni necessarie per definire correttamente il punto di dispacciamento di esportazione relativo all'energia elettrica destinata punto di dispacciamento in esportazione, nonché per disporre dei dati di misura dell'energia elettrica ceduta.

In data 20 dicembre 2019, la società ha dato evidenza di aver adempiuto a quanto disposto.

L'Autorità ha ritenuto che gli elementi acquisiti costituiscano presupposto per l'avvio di un procedimento finalizzato ad accertare eventuali violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata al punto di dispacciamento in esportazione.

areti, nel mese di giugno 2020, ha presentato i propri impegni ai sensi della regolazione vigente che saranno rivisti alla luce delle risultanze comunicate da CSEA e approvate da ARERA con delibera 262/2021/E/eel. Le relative partite economiche saranno in ogni caso liquidate al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel.

In data 5 aprile 2022, l'ARERA con delibera 151/2022/S/eel ha dichiarato ammissibile e pubblicato la proposta di impegni presentata da areti. Seguiranno le seguenti fasi:

  • entro il 7 maggio 2022 i terzi possono presentare osservazioni;
  • entro 30 giorni dalla pubblicazione di eventuali osservazioni, areti potrà dare riscontro;
  • approvazione definitiva degli impegni con delibera, nella quale saranno anche specificati i termini per la regolazione delle partite economiche e la decorrenza del monitoraggio.

Con la delibera 355/2022/S/eel del 27 luglio 2022, l'ARERA ha approvato la proposta di impegni presentata da areti nell'ambito del procedimento sanzionatorio avviato per violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi.

Infine, con la delibera 576/2021/R/eel, l'ARERA ha previsto che per l'interconnessione verso i punti di dispacciamento in esportazione:

  • a partire dal 1° gennaio 2022 vengano applicate solo le componenti variabili, espresse in €/kWh, delle tariffe a copertura dei costi di trasporto previste al comma 15.1 del TIT (ad oggi vengono applicate sia le componenti fisse che variabili);
  • a partire dal 1° aprile 2022 sia applicato ai fini della regolazione degli sbilanciamenti effettivi il prezzo di sbilanciamento per le unità non abilitate (e non più il prezzo zonale MGP);
  • a partire dal 1° gennaio 2023 si applichi l'uplift all'energia effettivamente prelevata (ad oggi non applicato).

Nel medesimo provvedimento l'Autorità precisa che per la definizione del programma di prelievo dei punti di dispacciamento in esportazione non si debba più far riferimento all'intera banda ma l'utente del dispacciamento deve utilizzare la propria migliore stima dei prelievi. Il delta tra il valore della banda e il programma deve essere trattato come sbilanciamento a programma e valorizzato a PUN.

L'ARERA ha confermato la modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese, mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali e i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività dello 0,7%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.

Si ricorda che con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/ eel, l'ARERA ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione SpA. Al fine di presentare all'ARERA la relazione illustrativa sul piano di messa in servizio del sistema smart metering 2G, la società ha definito un progetto di sviluppo di tale sistema con l'obiettivo di sostituire l'attuale sistema di contatori elettronici.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA stabilisce, nella stessa delibera, che ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.

In data 20 marzo 2019, con il documento di consultazione 100/2019/R/eel, l'Autorità introduce un aggiornamento per il triennio 2020-2022 delle disposizioni in materia di determinazione e riconoscimento dei costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G). In particolare, le proposte riportate nel documento di consultazione includono:

  • la possibilità di fissare obblighi sulle tempistiche di messa in servizio dei sistemi 2G unitamente alla modulazione del "piano convenzionale" al fine di ridurre il rischio "Paese a due velocità"; l'aggiornamento e la semplificazione delle disposizioni relative all'ammissione al percorso abbreviato delle imprese che avviano in tale triennio il proprio piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G;
  • la valutazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 93/2017 in tema di verificazione periodica dei misuratori di energia elettrica e degli extra-costi che ne potrebbero derivare;
  • la possibilità di introdurre disposizioni per quantificare le penalità da applicare in caso di mancato rispetto dei livelli attesi di performance dei sistemi di smart metering 2G.

Segue la delibera 306/2019/R/eel in data 16 luglio, che conferma gli orientamenti presentati nel precedente documento di consultazione. In particolare:

  • l'Autorità fissa il 2022 come termine ultimo per l'avvio dei piani di messa in servizio dei sistemi 2G e stabilisce che la fase massiva di sostituzione dei misuratori dovrà essere conclusa entro il 2026 (con un target pari al 95% dei misuratori inclusi nel piano). Inoltre, allo scopo di evitare il rischio "Paese a due velocità", è stata introdotta una nuova modalità di calcolo del "piano convenzionale" per le imprese che non hanno ancora presentato il piano di messa in servizio.
  • A partire dal 4° anno di ciascun PMS2, a maggior tutela degli utenti del servizio, vengono introdotte penalità per mancato rispetto dei livelli di performance attesi, con tetti annuali e pluriennali delle penalizzazioni.
  • La vita utile regolatoria per le categorie di cespite relative al servizio di misura dell'energia elettrica in bassa tensione da applicarsi agli investimenti in sistemi di smart metering 2G è pari a 15 anni.
  • La remunerazione e l'ammortamento del capitale investito sono determinati secondo un piano di ammortamento a rata costante. Le rate del piano di ammortamento sono calcolate come rate annue posticipate, considerando un orizzonte temporale di restituzione coerente con la vita utile regolatoria.

In data 20 settembre 2019, areti ha inviato all'Autorità la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico insieme al piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G e dagli altri documenti previsti dalla delibera 306/2019/R/eel. La documentazione è stata resa disponibile in data 23 settembre sul sito areti e in data 21 ottobre si è tenuta una sessione pubblica di presentazione del Piano durante la quale l'Azienda ha fornito risposte alle osservazioni fatte dai soggetti interessati. In data 20 dicembre l'Autorità ha richiesto informazioni di dettaglio riguardo i costi effettivi di capitale operativi relativi all'attività di misura 1G e 2G esposti nel PMS2.

Con la delibera 213/2020/R/eel, che segue la 177/2020/R/eel accompagnata dal DCO 178/2020 si dispongono modifiche transitorie, per l'anno 2020, di alcune delle direttive per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione.

In particolare, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e dei suoi impatti sulla sostituzione dei misuratori,

l'Autorità ha espresso l'orientamento a:

  • derogare, almeno per il 2020, il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante;
  • prevedere che i prossimi PDFM (Piano di dettaglio della fase massiva), che dovranno avere periodicità al massimo trimestrale, potranno avere solo valore indicativo fino a che perdura l'emergenza epidemiologica. Ciascun PDFM dovrà, inoltre, essere pubblicato con 15 giorni di anticipo rispetto all'inizio del mese in cui sono previste sostituzioni massive di misuratori;
  • sospendere, almeno per l'anno 2020, le disposizioni in tema di penalità per mancato raggiungimento di almeno il 95% dell'avanzamento (cumulato) previsto dal PMS2;
  • sospendere, per il solo anno 2020, l'applicazione della matrice IQI (Information quality incentive), che definisce il valore degli incentivi da riconoscere alle imprese per le diverse combinazioni di spesa effettiva sostenuta e spesa prevista, dal momento che il confronto tra costi effettivi e costi previsti può essere soggetto a fattori che inficiano la comparazione.

In data 28 luglio 2020, con la delibera 293/2020/R/eel, l'Autorità ha approvato il piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G presentato da areti e ha determinato il relativo piano convenzionale di messa in servizio e le spese previste per il piano ai fini del riconoscimento dei costi di capitale.

L'ARERA ritiene inoltre opportuno prevedere, per le imprese distributrici, la facoltà di proporre l'aggiornamento del proprio piano di messa in servizio nel corso del 2021 per tenere conto degli effetti dell'emergenza epidemiologica. Si fa presente che, in data 31 marzo 2021, areti, in considerazione del periodo di emergenza sanitaria ancora in corso e della necessità di approfondire ulteriormente gli impatti da essa derivanti, ha comunicato l'intenzione di raccogliere ulteriori elementi utili a valutare l'opportunità di aggiornare il proprio PMS2 entro il 15 giugno 2021.

Si segnala che areti ha comunicato ad ARERA in data 14 giugno 2021 di esser intervenuta tempestivamente adattando processi e procedure al fine di assorbire gli impatti operativi che si sono manifestati nel periodo di emergenza sanitaria: pertanto, non sono stati identificati effetti tali da motivare una revisione del piano. Si precisa tuttavia che sono presenti alcuni rischi quali ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il possibile aumento del costo degli asset a seguito del rincaro delle materie prime o potenziali shortage di forniture per il diffuso rallentamento dei processi produttivi a livello mondiale. A tal proposito si segnala che i DSO, tramite Utilitalia, stanno rivolgendo all'Autorità alcune richieste volte ad azzerare i meccanismi di premi e penali per gli anni impattati dalla scarsità di forniture di misuratori 2G.

Con la delibera 349/2021/R/eel in data 3 agosto 2021, l'Autorità ha previsto che, per l'anno 2021, per le imprese che hanno avviato il PMS2 negli anni precedenti, il limite di misuratori 2G sotto il quale si applicano penalità sia pari al 90% anziché al 95% del numero cumulato di misuratori 2G previsti dal PMS2 al 31 dicembre 2021, delibera inoltre che, anche per il 2021, non si applica il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante.

In data 23 marzo 2022 l'ARERA ha inviato ad areti, tramite PEC, la comunicazione delle risultanze istruttorie relative alla spesa effettiva di capitale degli investimenti in sistemi di smart metering 2G sostenuta nell'anno 2020.

In data 28 giugno 2022 l'Autorità ha pubblicato il DCO 284/2022/R/eel in cui illustra gli orientamenti relativi all'introduzione di modifiche transitorie delle disposizioni delle Direttive 2G per l'anno 2022. Tali modifiche transitorie sono ritenute necessarie a seguito degli effetti indiretti della pandemia Covid-19 che hanno comportato una forte carenza di semiconduttori a livello mondiale e che a sua volta, a partire dai primi mesi del 2022, ha comportato significative limitazioni delle disponibilità di misuratori 2G, già ordinati dalle imprese distributrici.

Con la delibera 280/2022/R/eel del 28 giugno 2022, l'ARERA ha avviato un procedimento per aggiornare le direttive per il riconoscimento dei costi dei sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) applicabili a valere dal 2023, attualmente definite dalla deliberazione 306/2019/R/eel, prevedendo la conclusione di tale procedimento entro il 31 dicembre 2022.

In data 28 giugno 2022, l'Autorità ha pubblicato il DCO 284/2022/R/eel nel quale espone i propri orientamenti relativamente all'introduzione di modifiche transitorie delle disposizioni delle Direttive 2G per l'anno 2022. Tali modifiche transitorie sono ritenute necessarie a seguito di effetti indiretti della pandemia Covid-19 che hanno comportato una forte carenza di semiconduttori a livello mondiale, che a sua volta, a partire dai primi mesi del 2022, ha comportato significative limitazioni delle disponibilità di misuratori 2G, già ordinati dalle imprese distributrici. In tale DCO, l'ARERA discute inoltre l'eventuale deroga transitoria al criterio di "messa a regime" dei territori significativamente rilevanti, esamina possibili modifiche transitorie riguardo la predisposizione dei piani di dettaglio della fase massiva, discute le modalità di applicazione delle matrici Information Quality Incentive (IQI), illustra possibili modifiche transitorie alla disciplina delle penalità per mancato avanzamento del piano di messa in servizio ed esamina le tempistiche di completamento della fase massiva di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G. I DSO interessati sono stati chiamati a far pervenire le proprie osservazioni entro il 29 luglio 2022.

Si segnala che, in data 27 luglio 2022, l'Autorità ha pubblicato il documento di consultazione 360/2022/R/eel in cui illustra gli orientamenti relativamente all'estensione delle disposizioni in materia di messa in servizio di sistemi di smart metering di energia elettrica in bassa tensione di seconda generazione. Il termine per l'invio delle osservazioni è stato fissato al 26 settembre 2022.

In data 22 novembre 2022, in esito alla consultazione avviata con il DCO 284/2022/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la delibera 601/2022/R/eel nella quale ha introdotto modifiche transitorie di alcune disposizioni per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione. In particolare, delibera: per l'anno 2022 e per il primo semestre 2023, la non applicazione del criterio di messa a regime in ciascun territorio significativamente rilevante; per l'anno 2022 sono sospese le disposizioni di cui all'articolo 18, commi 1 e 3, dell'Allegato A alla deliberazione 306/2019/R/eel riguardanti le penalità per ritardi rispetto alle previsioni di messa in servizio e per mancato rispetto lieve dei livelli attesi di performance; sono sterilizzati gli effetti derivanti dalle quantità di misuratori 2G dell'anno 2022 previste ed effettive. Infine, con delibera 724/2022/R/eel l'Autorità ha aggiornato le Direttive 2G per il triennio 2023-2025 prevedendo che: le modalità di rendicontazione annuale dell'avanzamento fisico siano sistematizzate con tempistiche analoghe alle rendicontazioni già previste riguardo l'avanzamento economico e le performance; il periodo di monitoraggio delle performance dei sistemi di smart metering 2G sia esteso a 4 anni, con l'attivazione delle penalizzazioni solo a partire dal 1° gennaio del quinto anno di PMS2, alla luce delle criticità occorse in ordine all'emergenza sanitaria da Covid-19 e alle significative limitazioni delle disponibilità di componenti 2G; vi sia l'obbligo di sostituzione tempestiva dei misuratori 1G con misuratori 2G in caso di istanze di attivazione di configurazioni di autoconsumo collettivo; sia previsto un meccanismo premiante l'accelerazione del PMS2 per effetto di contributi pubblici.

Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 568/2019//R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione ecc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.

Le modifiche regolatorie intervenute dal 1° gennaio 2016 consentono al distributore di affermare che il diritto alla remunerazione del capitale investito, sorge, dal punto di vista contabile, contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento nel rispetto del princìpio di competenza economica e di correlazione dei costi e dei ricavi. A tale scopo, è stata calcolata e iscritta nel margine energetico la remunerazione degli investimenti (comprensivi dei relativi ammortamenti) contestualmente al loro realizzarsi (c.d. Accounting regolatorio).

Con la delibera 119/2022/R/eel del 22 marzo 2022, si istituisce il meccanismo di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema e agli oneri di rete delineandone le condizioni di accesso, i criteri per la quantificazione dei crediti ammessi, i criteri per il riconoscimento degli stessi, le modalità operative nonché le tempistiche di presentazione delle istanze e di liquidazione degli ammontari da parte di CSEA. Inoltre, con il presente provvedimento è abrogata la deliberazione del 1° febbraio 2018, 50/2018/R/eel.

Si evidenzia inoltre che con delibera 35/2022/R/eel del 31 gennaio 2022 l'ARERA ha disposto l'annullamento delle aliquote degli oneri generali di sistema elettrico per il 1° trimestre 2022 per tutte le tipologie di utenza in attuazione del DL Sostegni ter.

Si segnala ancora che la pubblicazione del DCO 615/2021/R/ com del 23 dicembre 2021 nel quale l'Autorità illustra le logiche delle principali linee di intervento che caratterizzano la soluzione ROSS-BASE, cioè la focalizzazione sulla spesa totale, superando l'attuale regime di riconoscimento dei costi che considera separatamente i costi operativi e gli investimenti a favore di un approccio integrato che responsabilizzi gli operatori. In particolare, il nuovo approccio integrato si focalizza sui seguenti aspetti: previsioni e piani di sviluppo realistici, fondati sulle future ed effettive esigenze dei clienti del servizio; incentivi per il miglioramento del livello di performance, in termini di efficienza, economicità e qualità del servizio; rimozione di eventuali barriere regolatorie allo sviluppo di soluzioni innovative. L'ARERA non entra ancora nel dettaglio dei meccanismi regolatori che dovranno essere sviluppati e che entreranno in vigore a partire dal 2024 per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, ma intende acquisire una prima valutazione da parte di operatori, clienti finali e altri soggetti interessati. Le osservazioni sono state inviate entro il 31 gennaio 2022.

Si segnala che l'Autorità, in data 12 luglio 2022, ha pubblicato il DCO 317/2022/R/com in cui ha fornito ulteriori chiarimenti e spunti di osservazione nell'ambito di applicazione dell'approccio ROSS e dei criteri di determinazione del costo storico riconosciuto secondo l'approccio ROSS BASE. Le osservazioni sono state inviate il 14 settembre 2022.

In data 25 ottobre 2022, l'ARERA ha pubblicato la delibera 527/2022/R/com nella quale avvia un procedimento per la definizione dei criteri di regolazione secondo il modello ROSS-integrale. Entro il 31 dicembre 2023 sarà pubblicata una delibera quadro contenente i criteri generali della regolazione ROSS Integrale e nel corso del 2024 saranno pubblicati provvedimenti settoriali specifici per i diversi servizi regolati, che dovranno contenere modalità e obiettivi delle sperimentazioni.

Con il DCO 655/2022/R/com, l'ARERA ha pubblicato gli orientamenti finali sui criteri di determinazione del costo riconosciuto secondo l'approccio ROSS-base e una prima bozza del TIROSS (Testo integrato della regolazione per obiettivi di spesa e di servizio per i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas) per il periodo 2024-2031: la durata della disciplina contenuta nel TIROSS è di 8 anni, mentre la durata del periodo di regolazione di ciascun servizio regolato è di 4 anni. Nel DCO vengono fornite maggiori indicazioni relativamente alla determinazione della spesa ammessa al riconoscimento tariffario, alla determinazione dei recuperi di efficienza totale, al trattamento della spesa di capitale esistente alla data di cut-off. I distributori potranno inviare le proprie osservazioni entro il 23 gennaio 2023.

Si segnala, infine, che l'Autorità, in data 22 novembre 2022, ha pubblicato la delibera 599/2022/E/com con la quale avvia una campagna di verifiche di carattere documentale in materia di separazione contabile e di investimenti dichiarati per un campione di imprese regolate esercenti le attività di distribuzione elettrica e di distribuzione e trasporto del gas naturale per gli anni 2018-2021.

IL MERCATO DEL WASTE MANAGEMENT

Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento in discarica, termovalorizzazione, compostaggio e produzione di biogas, trattamento di fanghi e rifiuti liquidi, riciclaggio di materiali misti e produzione di Materie Prime Seconde) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop), in corso di implementazione sul territorio nazionale in virtù di una legge delega che ha attribuito al Governo l'obbligo di aggiornamento della normativa ambientale adeguandola ai nuovi standard comunitari.

Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori. Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione – nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) – potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.

REGOLAZIONE IDRICA

Nel corso dell'anno 2022, tra le principali attività dell'Autorità si rileva la prima applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato, con l'attribuzione di premi e penalità agli operatori relative alle performance del biennio 2018-2019. Nel periodo di riferimento sono inoltre stati avviati i procedimenti per le valutazioni quantitative relative al biennio 2020- 2021 concernenti sia la qualità contrattuale (primo biennio di applicazione) che la qualità tecnica (secondo biennio di applicazione).

A valle della definizione dei criteri per l'aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023 nel dicembre 2021, nel successivo mese di marzo sono state messe a disposizione le connesse procedure e modulistica, consentendo la finalizzazione delle predisposizioni tariffarie da parte degli EGA e dei soggetti gestori. Successivamente, nel mese di maggio, l'Autorità ha introdotto misure urgenti, in ottemperanza alle ordinanze del TAR per la Lombardia relative alla "straordinaria e documentata entità dei rincari dei costi energetici", riesaminando i criteri per l'aggiornamento tariffario biennale, al fine di assicurare ai gestori del servizio idrico integrato il reperimento delle risorse necessarie all'anticipazione delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica.

Si segnala inoltre l'approvazione del Quadro Strategico 2022-2025 contenente gli obiettivi che guideranno lo sviluppo della regolazione, nei settori di competenza dell'Autorità, per i prossimi quattro anni.

Nell'ambito delle proprie attività istituzionali, si evidenziano infine le considerazioni e proposte presentate dall'Autorità agli organi preposti in merito al c.d. DDL Concorrenza, convertito nella sopra citata Legge 5 agosto 2022, n. 118 "Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021", nonché allo schema di decreto ministeriale di attuazione della riforma 4.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sullo schema di decreto legislativo di riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Nel seguito, sono analizzati i principali provvedimenti emanati dall'ARERA nel periodo di riferimento.

METODO TARIFFARIO

Determina 1/2022 – DSID del 18 marzo 2022: definizione delle procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e all'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023, ai sensi delle deliberazioni 917/2017/R/ idr, 580/2019/R/idr e 639/2021/R/idr

Con la determina 1/2022 – DSID, viene ribadita la scadenza del 30 aprile 2022 per la trasmissione all'Autorità da parte degli EGA delle predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, ed è altresì definita la connessa modulistica (ovvero il file di raccolta dati tecnici e tariffari – RDT2022 – che comprende anche programma degli interventi, piano delle opere strategiche e piano economico finanziario, e gli schemi-tipo delle relazioni di accompagnamento relative rispettivamente alla predisposizione tariffaria e agli obiettivi di qualità per il biennio 2022-2023, con aggiornamento del programma degli interventi/piano delle opere strategiche).

Delibera 229/2022/R/idr del 24 maggio 2022: conclusione del procedimento per il riesame di taluni criteri per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, in ottemperanza alle ordinanze del TAR Lombardia, sezione prima, nn. 373/2022, 383/2022, 384/2022, 385/2022 e 386/20

In esito al sopra citato procedimento, avviato con la delibera 139/2022/R/idr del 30 marzo 2022 e proseguito con la consultazione 2022 184/2022/R/idr del 26 aprile 2022, vengono introdotte le relative misure urgenti, finalizzate a garantire certezza al sistema e ai diversi soggetti interessati. Nello specifico, e ferme restando le previsioni per l'aggiornamento tariffario 2022-2023 di cui alla delibera 639/2021/R/idr, viene disposta per l'anno 2022 la possibilità di formulare motivata istanza per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. L'istanza, formulata dall'EGA entro la scadenza del 30 giugno 2022 su richiesta del pertinente gestore a fronte di comprovate criticità finanziarie, è subordinata a una serie di condizionalità, tra le quali l'aver fatto ricorso alla facoltà di valorizzare, per l'annualità 2022, la componente aggiuntiva di natura previsionale cui al comma 20.3 del MTI-3 e l'assunzione dell'impegno a richiedere ai propri fornitori la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, secondo le previsioni del DL 21/2022. Il valore dell'anticipazione non potrà superare il 35% della componente di costo riconosciuta per l'energia elettrica quantificato ai fini dell'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il 2022. La CSEA, dopo verifica della sussistenza delle condizioni e della correttezza della documentazione trasmessa, provvederà a erogare, entro il 31 luglio 2022, gli importi, che il gestore beneficiario dovrà restituire entro il 31 dicembre 2024. Inoltre, in caso di costo effettivo per l'acquisto di energia elettrica riferito al 2021 superiore a quello riconosciuto in applicazione delle regole di cui all'articolo 20 e al comma 27.1 del MTI-3, viene data facoltà all'EGA, su richiesta del gestore e ai fini del mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione, di presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi nell'ambito della componente a conguaglio relativa a variazioni sistemiche ed eventi eccezionali (c. 27.1, lett. f., MTI-3) riferita all'anno 2023; l'istanza dovrà essere corredata da un piano di azioni per il contenimento del costo dell'energia. Con successiva delibera 495/2022/R/idr del 13 ottobre 2022 è stata disposta una seconda finestra temporale (periodo 1° novembre - 30 novembre 2022) per la presentazione delle istanze alla CSEA. Con cadenza annuale, a partire dal 2023 l'Autorità provvederà alla pubblicazione del costo medio di settore della fornitura elettrica, sulla base di apposite ricognizioni, al fine di rafforzare il monitoraggio sul sistema.

Delibera 459/2022/R/idr del 27 settembre 2022: avvio di procedimento per la determinazione d'ufficio delle tariffe del servizio idrico integrato, ai sensi della deliberazione dell'autorità 580/2019/R/idr come aggiornata dalla deliberazione 639/2021/R/ idr, nonché per l'acquisizione di ulteriori elementi conoscitivi relativi ai casi di esclusione dall'aggiornamento tariffario

Il provvedimento avvia un procedimento per la determinazione d'ufficio del moltiplicatore tariffario, riferito alle annualità 2022 e 2023, per le gestioni che ricadono nelle casistiche specificate al comma 5.8 della deliberazione 580/2019/R/idr (mancata o incompleta trasmissione all'ARERA delle informazioni e dei dati connessi alla determinazione tariffaria e delle relative fonti contabili obbligatorie).

Nel periodo di riferimento della presente relazione l'Autorità ha inoltre deliberato di proporre appello avverso alcune sentenze del TAR che avevano disposto l'annullamento parziale della deliberazione dell'Autorità 643/2013/R/idr.

Delibera 112/2022/C/idr del 22 marzo 2022: appello delle sentenze 24 febbraio 2022, n. 460 e n. 461 del TAR Lombardia, Milano, sezione seconda, di annullamento parziale della deliberazione dell'Autorità 643/2013/R/idr

Con il provvedimento, l'ARERA delibera di proporre appello avverso i capi sfavorevoli delle sopra citate sentenze del TAR per la Lombardia, che hanno disposto l'annullamento parziale della delibera 643/2013/R/idr (Approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento – MTI). I punti in questione riguardano la definizione delle componenti a conguaglio (utilizzo del tasso di inflazione anziché gli oneri finanziari effettivamente sostenuti), le modalità di computo dei costi per l'energia elettrica e la mancata considerazione dei proventi delle "Altre attività idriche" nella formazione del capitale investito.

Delibera 308/2022/C/idr del 12 luglio 2022: appello delle sentenze TAR Lombardia, Milano, sezione seconda, NN. 892, 893, 904 e 933 del 2022 di annullamento parziale della deliberazione dell'Autorità 643/2013/R/idr

L'atto delibera di proporre appello avverso i capi sfavorevoli delle sentenze enunciate nel titolo, con cui è stato disposto l'annullamento parziale della deliberazione 643/2013/R/idr, di approvazione del metodo tariffario idrico (MTI), ritenendo che tali sentenze si prestano a essere censurate in quanto si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti. Le sentenze erano state pronunciate rispettivamente su ricorso di Acea Ato2 SpA, Umbria Acque SpA, GORI e Acquedotto del Fiora SpA in relazione a diversi elementi dell'MTI; il TAR di Milano ha accolto parzialmente i ricorsi, limitandosi ad ammettere la doglianza relativa all'art. 29 della delibera 643/2013/R/idr in relazione alla definizione della componente a conguaglio del VRG.

QUALITÀ TECNICA E CONTRATTUALE

Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022: applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019. Risultati finali

Il provvedimento, sulla base di quanto enunciato nell'ambito della Nota metodologica allegata alla delibera 98/2022/R/idr dell'8 marzo 2022, provvede alla prima applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019. Come si apprende dal Comunicato Stampa pubblicato dall'Autorità sul proprio sito in data 29 aprile 2022, l'analisi dei dati ha consentito di codificare i risultati raggiunti da 203 gestori, che complessivamente servono l'84% della popolazione nazionale. L'ammontare complessivo dei premi per tutti gli stadi è pari a circa € 63,2 milioni per l'anno 2018 e € 72,2 milioni per l'anno 2019, mentre le penalità (che come previsto dalla delibera 917/2017/R/idr dovranno essere accantonate e utilizzate per il conseguimento degli obiettivi stabiliti) ammontano a circa € 3,9 milioni e € 5,8 milioni rispettivamente per il 2018 e per il 2019. Le 66 posizioni più importanti (i primi 3 classificati - per ogni indicatore e complessivamente - negli anni 2018 e 2019, per i livelli di valutazione avanzato e eccellenza) sono occupate complessivamente da 26 gestori.

Si evidenzia, in particolare, il risultato raggiunto da Acea Ato2, che ha conseguito il miglioramento più elevato per quanto riguarda il macroindicatore M1- Perdite idriche, conquistando la prima posizione dello Stadio IV di valutazione (livello di valutazione avanzato per obiettivi di miglioramento) per entrambe le annualità e il raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti per i restanti macroindicatori.

Il totale delle premialità è risultato nel complesso il più elevato in assoluto, essendo pari a circa € 23,6 milioni per il biennio in questione. I risultati sono stati illustrati nell'ambito di un convegno tenutosi a Milano lo scorso 15 giugno 2022, organizzato dalla Direzione Sistemi Idrici di ARERA; peraltro, i dati sono stati resi disponibili, oltre che negli allegati alla sopra citata delibera 183/2022/R/idr, attraverso strumenti interattivi di infodata journalism (mappe interattive, illustrazioni e testi integrati) sul sito dell'Autorità, che consentono di visualizzare le performance di qualità tecnica delle singole gestioni idriche italiane.

Per quanto riguarda i dati relativi all'annualità 2021, l'ARERA ha aperto con comunicato del 1° febbraio 2022 la raccolta dati prevista ai sensi dell'articolo 77 della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (RQSII - Allegato A alla delibera 655/2015/R/idr). I dati richiesti comprendono anche quelli relativi all'erogazione degli indennizzi automatici previsti nell'ambito della regolazione della morosità (REMSI - Allegato A alla delibera 311/2019/R/idr). La scadenza per l'immissione dei dati nel sistema telematico di raccolta da parte dei gestori del SII è stata fissata nel 15 marzo 2022, mentre per la successiva fase di verifica da parte degli EGA è individuata nel 26 aprile 2022, a seguito dell'invio definitivo effettuato dai gestori.

Relativamente invece alla qualità tecnica, con comunicato pubblicato in data 17 marzo 2022 l'Autorità ha informato dell'imminente apertura della Raccolta dati "Qualità tecnica (RQTI) - monitoraggio" (RQTI 2022), all'interno della raccolta "Tariffe e Qualità tecnica servizi idrici", nell'ambito del procedimento avviato con deliberazione 107/2022/R/idr e finalizzato allo svolgimento delle valutazioni quantitative previste dal meccanismo di incentivazione della qualità tecnica di cui alla deliberazione 917/2017/R/idr. Il termine perentorio per la trasmissione dei dati è stato fissato nel 30 aprile 2022. L'apertura effettiva della raccolta è stata successivamente resa nota con il comunicato pubblicato in data 5 aprile 2022.

Delibera 231/2022/R/com del 31 maggio 2022: aggiornamento delle modalità di verifica dei dati di qualità commerciale dei servizi di distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica e del gas naturale e di qualità contrattuale del servizio idrico integrato

Il provvedimento conclude il procedimento di aggiornamento delle procedure di verifica dei dati di qualità commerciale e contrattuale (apertura con delibera 571/2021/R/com e consultazione con DCO 572/2021/R/com) disponendo l'applicazione del "metodo statistico" anche nell'esecuzione dell'"ulteriore controllo" ed estendendola anche al TIQV.

Delibera 107/2022/R/idr del 5 marzo 2022: avvio di procedimento per le valutazioni quantitative, relative al biennio 2020-2021, previste dal meccanismo incentivante della qualità tecnica del servizio idrico integrato di cui al titolo 7 dell'allegato a alla deliberazione dell'Autorità 917/2017/R/idr (RQTI)

In analogia a quanto disposto per la qualità contrattuale con delibera 69/2022/R/idr, viene avviato un procedimento per le valutazioni quantitative, relative al biennio 2020-2021, previste dal meccanismo di incentivazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (Titolo VII dell'Allegato A alla delibera 917/2017/R/idr - RQTI). Similmente a quanto già previsto nell'ambito della delibera 69/2022/R/idr, il processo sarà articolato in due fasi:

  • identificazione del set di gestioni per le quali è disponibile un corredo completo di informazioni ai fini della definizione delle graduatorie per gli Stadi di valutazione III, IV e V, nonché dell'attribuzione delle premialità e delle penalità riferite a tutti gli Stadi. Nell'ambito di tale gruppo di operatori, verranno definite le casistiche di esclusione dal meccanismo incentivante (mancata validazione dei dati inviati da parte dell'EGA e trasmissione dei dati 2019 in data successiva al 31 dicembre 2020), di esclusione dalle premialità (mancata trasmissione degli atti di predisposizione tariffaria, omesso versamento alla CSEA della componente perequativa UI2, presenza di incompletezze, incongruenze e carenza di evidenze documentali nella documentazione trasmessa, con la precisazione che, laddove le criticità interessino il solo anno base, l'esclusione dalle premialità è riferita ai soli Stadi di valutazione I, II e IV);
  • attribuzione delle penalità associate agli Stadi I, II, III e IV per tutte le gestioni che non abbiano inviato entro la scadenza prevista (successivamente individuata, con Comunicato del 17 marzo 2022, nel 30 aprile 2022) i dati di qualità tecnica per il biennio 2020-2021, anche valutandone i seguiti di cui all'art. 2, comma 20, lettera c), della legge 481/95. Sono esclusi dall'applicazione delle penalità i soggetti per i quali sia stato adottato lo schema regolatorio di convergenza. Nell'ambito di tale fase l'ARERA si riserva - nei casi di perdurante inerzia nell'assolvere agli obblighi previsti dalla regolazione - di proporre al soggetto affidante la sospensione o la cessazione dell'affidamento, qualora ciò non comprometta la fruibilità del servizio da parte degli utenti, ai sensi di quanto previsto dall'art. 3, comma 1, lett. a), del DPCM 20 luglio 2012.

Il termine per la conclusione del procedimento è individuato nel 31 marzo 2023. Viene rinviata a un successivo provvedimento la determinazione della quota di gettito della componente UI2 destinata alle premialità di cui al meccanismo di incentivazione della qualità tecnica per gli anni 2020 e 2021, anche tenuto conto dell'applicazione dell'analogo meccanismo incentivante della qualità contrattuale.

Delibera 734/2022/R/idr del 27 dicembre 2022: approvazione della nota metodologica in esito alle risultanze istruttorie preliminari nell'ambito del procedimento per le valutazioni quantitative previste dal meccanismo incentivante della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (rqsii) avviato con deliberazione dell'Autorità 69/2022/R/idr

Il provvedimento approva la nota metodologica in esito alle risultanze istruttorie preliminari, aventi ad oggetto:

  • verifica della sussistenza dei presupposti per l'applicazione delle penalità attribuibili ai casi di mancato invio dei dati necessari alla valutazione degli obiettivi di qualità contrattuale;
  • valutazioni di ammissibilità al meccanismo incentivante in termini di ottemperanza agli obblighi di trasmissione dei dati richiesti ai fini dell'individuazione dei livelli di partenza, nonché all'eventuale presenza di istanze di deroga specifiche;
  • valutazioni di ammissibilità alle premialità in ordine alla presenza di una proposta di schema regolatorio MTI-3, all'attività di validazione in capo agli EGA e all'ottemperanza degli obblighi di versamento delle componenti perequative;

verifiche concernenti la coerenza e la consistenza dei dati forniti. In particolare, vengono esplicitati, in corrispondenza delle tipologie di criticità riscontrate, i conseguenti effetti in termini di applicazione del meccanismo incentivante. L'esito regolatorio può riguardare uno o più macro-indicatori, come uno o più degli Stadi di valutazione; invece, le penalità previste per il caso di mancato invio dei dati necessari alla valutazione e per gravi incompletezze della documentazione, trovano applicazione con riferimento a tutti gli Stadi nell'ambito dei quali – per ciascun macro-indicatore – viene valutata la gestione coinvolta. Dalle verifiche svolte sono emerse casistiche di carenze documentali, di incompletezza o di incongruenza dei dati, venendo in rilievo anche istanze di deroga dal meccanismo incentivante, nonché l'esito dei controlli in ordine al rispetto delle condizionalità previste per l'accesso alle premialità.

Delibera 64/2023/R/idr del 21 febbraio 2023: avvio di procedimento per la definizione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4)

Con il presente provvedimento ARERA avvia il procedimento volto alla definizione, per il quarto periodo regolatorio, del metodo tariffario MTI-4 per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono, in conformità ai princìpi derivanti dalla normativa eurounitaria e nazionale.

Secondo quanto evidenziato da ARERA, il provvedimento finale manterrà la stabilità del quadro generale ma, sulla base di nuove evidenze, verranno declinati ulteriori meccanismi per:

  • promuovere l'efficienza gestionale (anche in termini di consumo energetico);
  • potenziare le misure per orientare le scelte di investimento verso soluzioni innovative e resilienti a minor impatto ambientale;
  • estendere le misure incentivanti già previste da MTI-3 e promuovere ulteriormente la riduzione della quantità di fanghi da depurazione smaltiti in discarica;
  • aggiornare il sistema di previsioni alla base delle determinazioni tariffarie d'ufficio e dell'esclusione dall'aggiornamento tariffario;
  • preservare l'efficacia della spesa per investimenti nelle infrastrutture idriche, mantenendo una visione integrata sulle molteplici fonti di finanziamento attivabili e rafforzando le misure volte a promuovere l'effettiva realizzazione degli investimenti programmati;
  • in generale, assicurare la sostenibilità finanziaria efficiente delle gestioni, in un quadro di forte attenzione per la sostenibilità sociale delle tariffe pagate dagli utenti finali;
  • aggiornare gli schemi tipo di piano economico-finanziario e di programma degli interventi, affinché gli stessi siano coerentemente redatti tenendo conto dei livelli minimi, degli indicatori e degli standard di qualità fissati dalla regolazione, anche declinando le modalità per il recepimento degli interventi finanziati nell'ambito delle linee di investimento del PNRR;
  • tener conto della disciplina dei contenuti minimi dei bandi di gara da definire in esito al procedimento avviato con deliberazione 51/2023/R/idr.

Con il provvedimento ARERA ritiene necessario mitigare gli effetti dello straordinario aumento dei costi per l'acquisto di energia elettrica registrato nel corso del 2022 mediante l'estensione anche ai costi di EE 2022 della possibilità di proporre motivata istanza per il riconoscimento dei costi aggiuntivi da inserire nella componente di conguaglio "costi per il verificarsi di eventi eccezionali" e la valorizzazione del costo medio di settore della fornitura elettrica 2022 pari a 0,2855 €/kWh.

BONUS SOCIALE IDRICO

Delibera 106/2022/R/com del 15 marzo 2022: disciplina semplificata per il riconoscimento e la liquidazione del bonus sociale idrico per l'annualità 2021 e modifiche alla deliberazione dell'Autorità 63/2021/R/com in tema di comunicazioni di esito del procedimento

Il provvedimento approva la disciplina semplificata per il riconoscimento del bonus sociale idrico per il 2021, prima annualità a essere corrisposta agli aventi diritto con la modalità di riconoscimento automatico, e apporta modifiche alla deliberazione 63/2021/R/com in materia di comunicazioni di esito finale del procedimento.

Nella fase di prima attuazione del sistema automatico di riconoscimento dei bonus sociali per disagio economico, le tempistiche di avvio sono risultate differenziate per i diversi settori, in ragione della diversità e del diverso grado di complessità dei processi previsti per il riconoscimento dell'agevolazione; in particolare, il processo per il riconoscimento del bonus sociale idrico ha richiesto maggiori approfondimenti e adempimenti, soprattutto correlati al rispetto della normativa in materia di privacy.

Il bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021 sarà riconosciuto a tutti i nuclei familiari che hanno già beneficiato nel medesimo anno del bonus sociale elettrico per disagio economico. Sarà Acquirente Unico, gestore del Sistema Informativo Integrato (SII), a trasmettere con cadenza almeno mensile ai gestori idrici territorialmente competenti le comunicazioni contenenti le informazioni relative a tutti i nuclei familiari ISEE risultati beneficiari di bonus sociale elettrico per l'anno di competenza 2021. Tali comunicazioni saranno trasmesse a partire dal mese di giugno 2022; la trasmissione deve avvenire a seguito della approvazione da parte dell'Autorità della relativa valutazione di impatto del rischio.

La verifica del rispetto del vincolo di unicità del bonus sociale idrico per l'anno 2021 si intende automaticamente assolta da parte del gestore del SII al momento della trasmissione ai gestori idrici territorialmente competenti dell'informazione relativa ai nuclei familiari da agevolare; nel caso in cui al nucleo familiare ISEE non risulti associabile una fornitura idrica, il gestore idrico territorialmente competente assumerà che il suddetto nucleo sia servito da una fornitura idrica condominiale.

Il bonus potrà essere calcolato in base alla numerosità standard del nucleo agevolabile (utenza domestica residente tipo di tre componenti), nel caso in cui il gestore idrico non sia ancora in possesso di tutte le informazioni e dei dati necessari all'individuazione della numerosità della famiglia anagrafica, ovvero se le attività necessarie all'individuazione della numerosità della famiglia e alla quantificazione del bonus secondo tale criterio non ne consentano l'erogazione entro i termini previsti (primo giorno del quarto mese successivo a quello di ricezione delle informazioni sui beneficiari da agevolare).

La corresponsione avverrà in termini di erogazione di un contributo una tantum tramite recapito di un assegno circolare non trasferibile intestato al dichiarante la DSU, ovvero altre modalità, purché garantiscano tracciabilità e identificazione del soggetto beneficiario; in alternativa, per le utenze dirette, il bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021 potrà essere corrisposto nella prima fattura utile, oppure frazionando l'importo maturato in quote omogenee in più documenti di fatturazione, comunque nel rispetto della scadenza prevista. In relazione agli obblighi di comunicazione dei dati, i gestori idrici sono tenuti a comunicare, all'ARERA e al proprio EGA, i dati e le informazioni relativi al bonus sociale idrico erogato con competenza 2021 entro il 31 marzo 2023, o comunque nell'ambito della prima rendicontazione utile resa ai sensi del comma 12.1 del TIBSI, secondo le modalità operative che verranno definite dall'Autorità medesima per assicurarne una separata evidenza.

Delibera 651/2022/R/com del 6 dicembre 2022: disciplina semplificata per il riconoscimento e la liquidazione del bonus sociale idrico per gli anni di competenza 2021 e 2022 e modifiche all'allegato A alla deliberazione dell'Autorità 554/2022/R/com

La delibera prevede l'introduzione di una disciplina semplificata anche per il riconoscimento del bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2022, al fine di rendere meno oneroso e più spedito il processo di riconoscimento dell'agevolazione idrica a benefìcio degli aventi diritto. A ulteriore semplificazione, la disciplina semplificata si applica anche alla gestione delle pratiche di bonus 2021, a tutti i gestori del servizio idrico integrato per i quali, alla data di pubblicazione del provvedimento, l'Autorità, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali applicabile non abbia ancora dato le indicazioni ai fini della trasmissione dei flussi informativi funzionali al riconoscimento del bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021 e dell'anno 2022. L'avvio della disciplina ordinaria è previsto a partire dal 2023.

QUADRO STRATEGICO 2022-2025

Delibera 2/2022/A del 13 gennaio 2022: quadro strategico 2022- 2025 dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente

A valle della consultazione 465/2021/A del 29 ottobre 2021 nel mese di gennaio l'ARERA ha approvato il proprio Quadro Strategico 2022-2025; il documento stabilisce gli obiettivi che faranno da guida per lo sviluppo della regolazione, nei settori di competenza dell'Autorità, per i prossimi quattro anni.

Come riportato in premessa al documento, la visione strategica dell'attuale Consiliatura è ispirata dall'esigenza di garantire a tutti i cittadini servizi energetici e ambientali accessibili, anche in termini economici, efficienti, ed erogati con livelli di qualità crescente e convergente, nelle diverse aree del Paese. Al contempo, tali servizi dovranno essere sostenibili sotto il profilo ambientale, integrati a livello europeo, allineati ai princìpi dell'economia circolare e contribuire alla competitività del sistema nazionale.

Al fine di orientare la propria regolazione strategica verso obiettivi di sostenibilità sociale, economica e ambientale e accrescere in tale ottica la propria accountability verso gli stakeholder, l'Autorità ha poi stabilito di associare gli obiettivi del Quadro Strategico a uno o più obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

La struttura e i contenuti del Quadro Strategico – suddivisi in temi trasversali a tutti i comparti e approfondimenti su singoli settori – sono articolati su due livelli: gli obiettivi strategici e le linee di intervento. Gli obiettivi inquadrano la strategia complessiva basata sullo scenario attuale e di medio termine, con riferimento sia agli ambiti trasversali a tutti i settori (centralità del consumatore, innovazione di sistema, semplificazione, trasparenza ed enforcement del quadro regolatorio), sia agli ambiti specifici dell'area Ambiente ed Energia e conformi alla normativa nazionale e internazionale. Le linee di intervento descrivono sinteticamente le principali misure e azioni che l'Autorità intende condurre per la realizzazione di ciascun obiettivo strategico.

Delibera 203/2022/A del 10 maggio 2022: rendicontazione delle attività svolte nel periodo 1° gennaio-31 dicembre 2021 del quadro strategico dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente per il triennio 2019-2021

Il documento riporta la rendicontazione delle attività svolte dall'Autorità nel corso dell'annualità 2021, in attuazione degli obiettivi definiti dal Quadro Strategico 2021. In particolare, sono riportate le diverse misure che caratterizzano i 23 obiettivi strategici, declinandole nelle relative linee di intervento, raggruppati in tre aree strategiche (Temi trasversali, Area Ambiente e Area Energia), ciascuna ulteriormente articolata in 3 linee strategiche.

Con specifico riferimento al SII, la relazione si sofferma su diversi importanti aspetti, quali l'integrazione e l'aggiornamento delle regole per la gestione dei rapporti tra operatori e utenti, lo sviluppo efficiente delle infrastrutture, la promozione di un quadro di governance chiaro e affidabile.

MEMORIE E RELAZIONI

Memoria 82/2022/I/com del 4 marzo 2022: memoria dell'autorità di regolazione per energia reti e ambiente in merito al disegno di legge "Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021" (as 2469) per la Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica

Il disegno di legge recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021" (c.d. ddl Concorrenza), che al momento dell'approvazione della presente memoria era all'esame in prima lettura della Commissione Industria, commercio, turismo del Senato, contiene alcune disposizioni di rilievo per l'attività dell'Autorità, sulle quali il documento presenta osservazioni e proposte. In particolare, per quanto riguarda il servizio idrico integrato, le osservazioni dell'ARE-RA si concentrano sull'art. 6, che attribuisce al Governo una delega per il riordino dei servizi pubblici locali.

Per quanto riguarda gli aspetti connessi alla governance del sistema, l'ARERA segnala che dall'attuale impostazione del ddl potrebbero derivare criticità tali da pregiudicare i caratteri di stabilità, chiarezza e certezza di una regolazione settoriale già consolidata. L'attuale impostazione regolatoria del settore idrico ha infatti consentito un rilevante incremento della spesa per investimenti, quasi quadruplicata dal 2012 al 2020, e un miglioramento della qualità del servizio, a fronte comunque di una sostanziale stabilità delle tariffe all'utenza; anche il tasso di realizzazione degli interventi è passato dal 50% del periodo ante regolazione all'oltre 90% attuale. Pertanto, non si rinviene l'esigenza di un'azione complessiva di riforma, mentre appare fondamentale il consolidamento del framework regolatorio, anche ai fini dell'efficace implementazione degli strumenti di supporto previsti per il rilancio del Paese (PNRR). L'Autorità reputa inoltre che siano prioritarie misure tese a superare diverse problematiche che, collocate a monte della regolazione, generano criticità relativamente alle scelte di programmazione e di gestione del servizio idrico integrato; in tale quadro, nuove misure di riordino potrebbero assicurare un supporto tecnico, in termini organizzativi e di know-how specifico, ai soggetti territoriali per i quali si siano riscontrate perduranti inadempienze, da parte di un soggetto societario a controllo pubblico con esperienza in progetti di assistenza alle amministrazioni pubbliche.

Per quanto riguarda le criticità relative agli assetti gestionali, viene rappresentato che una revisione della disciplina vigente possa sinergicamente affiancarsi alle misure già poste in essere dall'Autorità, per favorire l'aggregazione delle attività e delle gestioni dei servizi, e per supportare il riordino della governance del settore. In tal senso è necessaria un'azione di rafforzamento della governance, finalizzata al superamento delle criticità riscontrate in alcune aree del Paese (permanere di situazioni di mancato affidamento del servizio, carenze nella redazione e all'aggiornamento degli atti necessari all'adozione delle scelte di programmazione e di gestione ecc.); la proposta è di rivisitare la disciplina degli affidamenti nell'ottica della semplificazione procedurale, introducendo un termine perentorio entro cui perfezionare i processi di affidamento del servizio idrico integrato e, in caso di inerzia, prevedere che la gestione venga svolta provvisoriamente, comunque per un periodo potenzialmente sovrapponibile a quello di attuazione del PNRR, da un soggetto societario a controllo interamente pubblico.

Relazione 39/2022/I/idr del 1° febbraio 2022: quattordicesima relazione ai sensi dell'articolo 172, comma 3-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "norme in materia ambientale"

Il consueto monitoraggio semestrale sugli assetti locali del servizio idrico integrato restituisce un quadro di stabilità sostanziale, con il definitivo completamento dei percorsi di adesione degli enti locali ai relativi EGA in tutte le aree territoriali del Paese e il consolidamento nel processo di razionalizzazione del numero degli ATO, attualmente pari a 62; con riferimento all'ultimo semestre del 2021, emerge un orientamento di alcune Regioni (Lombardia, Campania) verso un'articolazione dell'organizzazione territoriale del servizio idrico integrato di dimensioni potenzialmente inferiori al territorio provinciale. Allo stato attuale le priorità individuate dall'Autorità sono il perfezionamento dei percorsi avviati verso la piena operatività degli EGA, soprattutto in alcuni contesti regionali, e l'affidamento del servizio idrico integrato in tutte le realtà in cui non risultino chiaramente delineate gestioni salvaguardabili in base alla normativa pro tempore vigente, siano mai state individuate gestioni uniche di ambito.

Gli approfondimenti compiuti dall'Autorità hanno messo in luce la permanenza di contesti potenzialmente critici, che impattano sulla corretta redazione e aggiornamento degli atti di programmazione e di gestione del servizio idrico integrato. In particolare, viene evidenziata la permanenza di un Water Service Divide, con situazioni, principalmente nel Sud e Isole, in cui si perpetuano inefficienze e disservizi. Peraltro, le perduranti situazioni inerziali relativamente alle procedure di affidamento del servizio possono rappresentare criticità serie, soprattutto nei contesti caratterizzati da carenze infrastrutturali, che vedono nell'eventuale ricorso ai fondi messi a disposizione nell'ambito del PNRR un'opportunità per migliorare la qualità dei servizi erogati.

Le difficoltà riscontrate in taluni contesti suggeriscono di valutare l'opportunità di introdurre semplificazioni nelle procedure di affidamento (rafforzare la garanzia delle tempistiche e della qualità dei programmi), e di declinare soluzioni ulteriori rispetto al modello del commissariamento (rafforzare la garanzia dell'adozione di una soluzione strutturale e complessiva).

Parere 273/2022/I/idr del 21 giugno 2022: parere al ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sullo schema di decreto ministeriale di attuazione della riforma 4.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), avente ad oggetto "semplificazione normativa e rafforzamento della governance per la realizzazione degli investimenti nelle infrastrutture di approvvigionamento idrico"

Con il presente provvedimento, l'Autorità rilascia parere favorevole, con osservazioni, allo schema di decreto trasmesso dal MIMS ai sensi dell'art. 1, c. 516-bis, della L. 205/17 (come modificato dal DL 121/21), finalizzato a definire le modalità e i criteri per la redazione e per l'aggiornamento del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, e della sua attuazione per stralci successivi. La bozza di provvedimento prevede, in particolare, che siano considerati prioritari per l'inserimento nel Piano gli interventi volti alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità, al potenziamento e all'adeguamento delle infrastrutture idriche, anche al fine di aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e ridurre le dispersioni di risorse idriche. Il MIMS dovrà pubblicare con cadenza annuale le modalità di presentazione delle proposte, con l'indicazione dell'ordine di priorità delle stesse, della coerenza con la pianificazione sovraordinata, dell'eventuale utilizzo di cofinanziamenti o della necessità di finanziamento delle fasi di progettazione successive al momento della trasmissione. Tali elementi costituirebbero elementi ai fini della valutazione degli interventi e della formulazione della proposta di Piano.

Tra le osservazioni formulate da ARERA, si evidenzia in particolare la richiesta, con riferimento alle proposte dei soggetti regolati, di includere tra gli elementi da acquisire ai fini dell'aggiornamento del Piano e quali fattori di valutazioni la conformità del titolo del soggetto gestore a svolgere il servizio nel rispetto alla normativa vigente, l'ottemperanza agli obblighi previsti per l'adozione e l'approvazione dello specifico schema regolatorio e l'assenza di situazioni di crisi d'impresa che possano compromettere la prosecuzione dell'attività per cui è richiesto il finanziamento.

Memoria 348/2022/I/idr del 19 luglio 2022: memoria dell'ARERA nell'ambito dell'esame delle risoluzioni sulle iniziative urgenti per il contrasto dell'emergenza idrica (7-00848 on. Daga, on. Federico, 7-00861 on. Foti 7-00853, 7-00858 on. Pellicani e 7-00865 on. Spena)

La memoria intende fornire un contributo alle Commissioni riunite Ambiente e Agricoltura della Camera dei Deputati, nell'ambito dell'esame delle risoluzioni sulle iniziative urgenti per contrastare l'emergenza idrica, soffermandosi, con particolare riguardo al servizio idrico integrato, sui seguenti aspetti:

  • regolazione della qualità tecnica nel servizio idrico integrato: l'A-RERA evidenzia l'impatto positivo constatato nel primo biennio di applicazione al SII, in termini di finalizzazione degli investimenti e miglioramento del livello dei macro-indicatori, in particolare focalizzandosi sugli aspetti relativi alle perdite idriche, e sottolineando che gli avanzamenti conseguiti contribuiscono a ridurre il fabbisogno complessivo della risorsa. Pertanto, auspica l'adozione di simili meccanismi incentivanti per la promozione dell'efficienza e per il miglioramento della qualità anche negli usi diversi dal civile, quali l'irriguo e il manifatturiero;
  • investimenti e governance: l'azione regolatoria nell'ultimo decennio ha prodotto nel settore idrico un rilevante incremento della spesa per investimenti, con un significativo miglioramento dei tassi di realizzazione degli stessi, favorendo un percorso di miglioramento della qualità del servizio a fronte di una sostanziale stabilità delle tariffe all'utenza. La persistenza, tuttavia, di criticità in diversi contesti, richiama all'urgenza, in primo luogo, di un'azione di riforma che, in coerenza con la riforma 4.2 della Missione M2 C4 del PNRR volta a "garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati", si proponga di superare alcune perduranti situazioni inerziali relative alle procedure di affidamento del servizio. In proposito l'Autorità, al fine di pervenire rapidamente alla configurazione di situazioni gestionali dotate delle necessarie capacità organizzative e realizzative, propone l'introduzione di semplificazioni nelle procedure di affidamento e di soluzioni ulteriori rispetto al modello del commissariamento;
  • ulteriori misure di sostegno agli investimenti nel settore idrico: viene richiamato l'impegno dell'Autorità ad assicurare un efficace utilizzo delle risorse pubbliche disponibili, unitamente alla necessità di favorire la massima semplificazione. Inoltre, sono evidenziate le potenzialità del Fondo di garanzia delle opere idriche, quale strumento sinergico e complementare ai finanziamenti stanziati nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);
  • misure per favorire l'uso efficiente della risorsa idrica, promuovendo la valorizzazione delle potenzialità del riuso, in particolare potenziando il ricorso al riutilizzo delle acque reflue, sia ai fini agricoli che in contesti industriali.

TUTELA DEI CONSUMATORI

In merito alle novità sulla tutela dei consumatori intervenute nel corso del 2022, si segnala la pubblicazione della Memoria 48/2022/I/ com dell'8 febbraio 2022, relativa all'Audizione dell'ARERA presso la neocostituita Commissione parlamentare d'inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti. In occasione dell'audizione, l'Autorità ha illustrato le attività svolte nei settori di competenza, in ossequio al mandato ricevuto dal Legislatore, riguardo alla "promozione della tutela degli interessi di utenti e consumatori, tenuto conto della normativa comunitaria in materia e degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo" (art. 1,1 della Legge istitutiva n. 481/1995); inoltre ha focalizzato l'attenzione sulla situazione contingente caratterizzata dal vertiginoso aumento dei prezzi dell'energia.

Il 15 settembre 2022, la neocostituita Commissione parlamentare d'inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti ha approvato la Relazione sull'attività svolta. La Commissione si è riunita per la prima volta il 9 dicembre 2021 e ha svolto complessivamente 32 sedute in sede plenaria, con l'obiettivo di analizzare il fenomeno della tutela dei consumatori e degli utenti da diverse prospettive e su un piano multidisciplinare. Nel corso delle sedute si sono effettuate diverse audizioni, sia di autorità indipendenti, sia di soggetti istituzionali, sia di rappresentanti delle associazioni dei consumatori. Era stata calendarizzata anche l'audizione del presidente di Acquirente Unico (AU) sul tema di stringente attualità dei rincari delle bollette di luce (+55%) e gas (oltre il 40%) causati dall'aumento dei costi delle materie prime e dalla pregressa pandemia; non essendo stato possibile svolgere tale audizione a causa dello scioglimento anticipato delle Camere, la Commissione ha tuttavia potuto acquisire agli atti il contributo elaborato da AU, consistente in una dettagliata illustrazione del funzionamento dei bonus sociali elettrico, gas e idrico. La Commissione conclude precisando che la battaglia per i diritti dei consumatori merita di essere combattuta senza cedere alla tentazione di mettere in campo una massiccia, e a volte contraddittoria, produzione di norme che rischiano sin dalla nascita di dimostrarsi aggirabili, o a quella di realizzare interventi pubblici invasivi che rischiano di rivelarsi inefficaci e di ledere quelle dinamiche di concorrenza e di mercato. È invece necessario consegnare agli utenti un armamentario sempre più vasto sia di conoscenze, educazione e informazioni, sia di strumenti, tecnologici e giuridici (come la conciliazione) efficaci e accessibili, per poter far valere e vedersi riconosciuti in tempi ragionevoli i propri diritti.

Per completezza di informazione si rappresenta che, con la delibera 58/2022/A del 15 febbraio 2022 l'ARERA ha provveduto a nominare i componenti della Commissione di disciplina e i componenti della Commissione di Conciliazione; per quanto riguarda in particolare i criteri di nomina della Commissione di Conciliazione, l'ipotesi di accordo recepita in deliberazione 464/2021/A ha stabilito che la stessa fosse composta: a) una personalità esterna all'Autorità nominata dal Collegio, di elevate e riconosciute competenze e indipendenza nel settore del diritto del lavoro o comunque nel settore giuridico, con funzione di Presidente; b) il Direttore responsabile della direzione di gestione delle risorse umane ovvero altro dirigente nominato dal Collegio; c) un Dirigente sindacale di una O.S. legittimamente costituita in Autorità o da altra persona di sua fiducia da cui il dipendente intende farsi assistere.

Si evidenzia inoltre la conclusione, in senso positivo per Acea Ato2, di una vicenda sorta nel lontano 2015, relativa a una presunta violazione del Codice del Consumo da parte del gestore. Nel 2015, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato- AGCM- aveva emesso nei confronti di Acea Ato2 una sanzione di € 1,5 milioni. Con la sentenza n. 5500 del 2022, pubblicata il 6 maggio 2022, il TAR Lazio ha annullato il provvedimento sanzionatorio accogliendo parzialmente il ricorso presentato da Acea Ato2; in particolare secondo il TAR le condotte contestate al gestore sono conformi alla diligenza professionale richiesta da ARERA, non incidono significativamente sulle scelte dei consumatori e, pertanto, non sono da qualificarsi come pratiche commerciali scorrette.

Si riportano, infine, i dati relativi alla Relazione annuale delle attività del Servizio Conciliazione dell'ARERA, 1° semestre 2022 (dati aggiornati al 14 ottobre 2022). Dalla Relazione si evince che nel 1° semestre 2022 le domande di conciliazione presentate sono state 12.323, di cui 1.794 del settore idrico, 6.155 del settore elettrico, 2.979 del settore gas, 25 del settore telecalore e le restanti relative ai clienti Dual-Fuel e da Prosumer. Per quanto riguarda gli argomenti oggetto delle domande del settore idrico, il 71,7% riguarda la fatturazione, il 5,1% i contratti, il 4,6% la misura, il 3,8% l'allacciamento e lavori, il 3,6% la morosità e la sospensione, l'1,6% la qualità tecnica e l'1,4% la qualità contrattuale. Le Regioni con il maggior numero di domande sono la Sardegna, l'Abruzzo, il Lazio, la Campania e la Basilicata, seguite da Liguria, Calabria e Molise. Al termine della procedura conciliativa (relativa a tutti i settori regolati e non solo al settore idrico), è stato richiesto di compilare un questionario di gradimento al quale hanno aderito 4.332 clienti; il 96% di essi è risultato soddisfatto del servizio ricevuto.

Con riferimento al principale operatore del Gruppo Acea dell'Area Idrico, si segnala che nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Centrale – Roma è stato adottato con delibera 13-22 lo schema regolatorio relativo all'aggiornamento della predisposizione tariffaria 2022–2023, elaborato sulla base delle deliberazioni ARERA 639/2021/R/idr e 229/2022/R/idr. Nelle more della approvazione da parte dell'Autorità, ai sensi del comma 7.2 della delibera ARERA 580/2019/R/ idr si è applicata la tariffa 2020-2023 come approvata dall'Autorità con delibera 197/2021/R/idr.

La proposta tariffaria adottata dalla Conferenza dei Sindaci, risultato di un lavoro di elaborazione congiunto tra Acea Ato2 e la Segreteria Tecnico Operativa (STO) della Conferenza dei Sindaci, è stata approvata nel gennaio 2023 dall'Autorità con delibera 11/2022/R/ idr "Approvazione dell'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per gli anni 2022 e 2023"; di seguito i contenuti principali:

  • è confermata la collocazione nello Schema V della matrice di schemi regolatori di cui all'art. 5 dell'Allegato A alla deliberazione 580/2019/R/idr (investimenti elevati rispetto al valore delle infrastrutture esistenti e VRG pro capite medio superiore al valore medio nazionale determinato dall'ARERA), già approvata con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
  • programma degli Interventi per il biennio 2022-2023 di oltre € 805 milioni, pari a circa a € 110 annui pro capite, peraltro incrementato di quasi € 90 milioni rispetto a quanto approvato per il quadriennio 2020-2023; per il successivo periodo 2024-2032 sono inoltre previsti ulteriori € 4.200 milioni circa (€ 890 milioni in più di quanto approvato per il quadriennio 2020-2023);
  • sono confermati i moltiplicatori tariffari theta (da applicare alla tariffa in vigore al 31/12/2019) pari a 1,139 per l'anno 2022 e 1,202 per l'anno 2023, in continuità con quanto già approvato con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
  • conferma del valore del parametro ψ pari a 0,45 (il valore massimo previsto dalla delibera 580/209/R/idr è 0,8) ai fini della determinazione della componente per il finanziamento anticipato di nuovi investimenti (FNInew);
  • utilizzo dell'ammontare non speso per il bonus idrico integrativo a tutto il 2021, ovvero circa € 6 milioni, per ridurre i conguagli tariffari dovuti per il 2020 e 2021.

Nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci è stato inoltre deliberato il Regolamento attuativo relativo al bonus idrico integrativo 2023 (delibera 11-22). In continuità con le annualità precedenti, l'importo del bonus viene calcolato come la spesa (basata sulle tariffe in vigore nell'anno di riferimento) corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a:

  • 40 m3 annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette e indirette con ISEE fino a € 8.265;
  • 20 m3 annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette e indirette con:
  • a. indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;
  • b. indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;
  • c. indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.

Altri eventi da evidenziare in relazione alle deliberazioni della Conferenza dei Sindaci sono l'aggiornamento della Carta dei Servizi (delibera 10-22 del 29 settembre 2022) e il Regolamento di utenza (delibera 12-22 del 30 novembre 2022), adeguate alla regolazione vigente. Tra gli altri fatti di rilievo occorsi nel periodo, va inoltre riportato, a valle delle disposizioni espresse dalla già citata Legge 152/2021 e dei conseguenti atti regionali, il notevole impulso nel trasferimento al gestore unico del servizio idrico integrato per i comuni che, al primo semestre 2022, risultavano ancora esercire il servizio in assenza di titolo giuridico conforme alla disciplina pro tempore vigente.

AGGIORNAMENTO SUI RICORSI AVVERSO LA REGOLAZIONE TARIFFARIA DELL'ARERA

Nel 2013 Acea Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 585/2012 (MTT) e avverso le deliberazioni successive che ne hanno modificato e integrato i contenuti (Delibere 88/2013, 73/2013 e 459/2013). Il ricorso è stato parzialmente accolto con sentenza del TAR Lombardia 2528/2014, contro la quale hanno proposto appello sia Acea Ato2 sia l'ARERA.

Con sentenza parzialmente favorevole n. 8079/2020 del 16 dicembre 2020, è stato:

  • accolto l'appello di Ato2 inerentemente al mancato riconoscimento del CCN relativo alle altre attività idriche, unico motivo d'appello a cui la Società aveva deciso di non rinunciare;
  • respinto l'appello dell'Autorità relativo agli oneri finanziari sui conguagli, in riferimento ai quali già il TAR Lombardia aveva dato ragione ad Ato2;
  • accolto l'appello della stessa Autorità concernente il motivo sui crediti non esigibili.

Rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da Acea Ato2 al TAR Lombardia avverso la delibera n. 643/2013/R/idr (MTI), la delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) e la delibera 580/2019/R/idr.

Relativamente alla delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n. 2 e n. 3 del 2014.

Con sentenza del TAR Lombardia n. 892 del 20 aprile 2022 vengono confermati gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/idr relativamente:

  • alle c.d. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
  • alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essendo possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";
  • agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo

dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.

Sono stati discussi in data 11 ottobre 2022 gli appelli relativi alla delibera 643/13, eccezion fatta per quello di Acea Ato2 per indisponibilità della relatrice cui era stato assegnato.

Relativamente ad Ato2 con sentenza 736 del 23 febbraio 2023 il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di ARERA per la riforma della sentenza del TAR Lombardia Sez. Seconda, n. 892/2022 che aveva parzialmente annullato gli atti di approvazione del Metodo tariffario idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, dando ragione al regolatore sul mancato riconoscimento degli oneri finanziari sui conguagli. Il giudice di secondo grado ha condiviso le argomentazioni di ARE-RA, in continuità con analoghe pronunce già pubblicate su appello dell'Autorità contro, tra gli altri, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque, GORI e Publiacqua, valutando ragionevole la scelta del regolatore di basare i conguagli su "dati effettivi e certificati relativi ai volumi di vendita", mentre "la rischiosità dell'attività di gestione del SII è già considerata dal valore tariffario "beta", che è stato valutato ragionevole da un organismo verificatore in funzione del perseguimento del princìpio del "full cost recovery". Inoltre, la sentenza dispone che "riconoscere gli oneri finanziari anche sui conguagli (costi operativi) significherebbe, sotto il profilo della redditività, attribuire a detta componente sostanzialmente lo stesso trattamento degli investimenti (costi di capitale), che perseguono la diversa finalità del miglioramento della qualità del servizio pubblico". In ultimo il Consiglio di Stato concorda con ARERA sul fatto che i conguagli siano già adeguati esclusivamente con l'inflazione come già avviene negli altri settori regolati.

Il Consiglio di Stato ha inoltre respinto la tesi dell'appellante relativamente alla illegittimità della previsione di un cap al moltiplicatore theta con riferimento alla componente relativa ai conguagli in quanto la regolazione già prevede il superamento dello stesso solo a determinate condizioni e su motivata istanza dell'Ente di Governo. Per quanto riguarda la delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 Acea Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la delibera ARERA 918/2017/R/idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.

Nel mese di febbraio 2020, Acea Ato2 ha proceduto a impugnare anche la delibera 580/2019/R/idr e ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le società controllate e/o partecipate del Gruppo Acea che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società Acea Ato5, Acea Molise e Gesesa (che non avevano in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2). È stata inoltre oggetto di ricorso anche la delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da Covid-19. Si è in attesa della fissazione dell'udienza.

Nel mese di febbraio 2022, Acea Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo Acea quali Acea Ato5, Acea Molise, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, GORI, Gesesa, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace a intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.

REGOLAZIONE ELETTRICA

Prescrizione biennale

La Legge di Bilancio 2018, all'articolo 1, commi 4-10, ha introdotto la prescrizione biennale nei contratti di fornitura di energia elettrica prevedendo inizialmente che la stessa non potesse essere riconosciuta al cliente finale nel caso in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura fosse a questi imputabile. Il comma 295 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2020 ha rimosso tale fattispecie, prevedendo il riconoscimento della prescrizione biennale anche nei casi di accertata responsabilità del cliente, introducendo di fatto una responsabilità oggettiva in capo agli operatori della filiera elettrica e, in particolare, al distributore in qualità di esercente il servizio di misura, pur in assenza di responsabilità o inefficienza del suo operato. Con deliberazione 184/2020/R/com, l'ARERA ha recepito quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2020 proprio con riferimento all'eliminazione dalle casistiche di esclusione della prescrizione biennale dei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura dell'energia derivi da accertata responsabilità del cliente finale. In data 27 luglio 2020 areti e Acea Energia hanno presentato ricorso al TAR per l'annullamento della delibera184/2020/R/com, ricorso accolto con conseguente annullamento della delibera impugnata sulla base dell'interpretazione secondo cui la Legge di Bilancio del 2020 ha inciso solo sulla durata del termine di prescrizione (biennale anziché quinquennale) senza tuttavia escludere l'operatività della disciplina generale codicistica in materia di prescrizione.

Con delibera 603/2021 l'Autorità ha modificato la deliberazione 569/2018/R/com in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni in esito al DCO 457/21 per l'ottemperanza alle sentenze 14 giugno 2021, n. 1441, 1444 e 1449 del TAR Lombardia. Con tale delibera l'Autorità ha confermato l'obbligo del distributore di comunicare al venditore, attraverso PEC, contestualmente al dato di misura o di rettifica riferito a consumi risalenti a un periodo precedente di più di due anni, l'indicazione della presunta sussistenza o meno di cause ostative alla maturazione della prescrizione ai sensi della normativa primaria e generale di riferimento. Ha inoltre confermato la suddivisione degli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti del cliente finale in base alla presenza o meno di importi in fattura per i quali sia eccepibile la prescrizione. L'Autorità ha inoltre previsto una fase transitoria, nelle more dell'implementazione dei flussi tra i diversi soggetti della filiera e il SII, che prevede una trasmissione tra le parti delle medesime informazioni in modalità non automatizzata ma con tempistiche definite.

Facendo seguito al DCO 386/2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 604/2021/R/com con la quale ha previsto:

un meccanismo di compensazione annuale per l'esercente la Maggior Tutela o l'utente del dispacciamento associato a un punto di prelievo, prevedendo la possibilità di recuperare anche nella sessione annuale immediatamente successiva eventuali partite non recuperate nella sessione annuale di competenza;

un meccanismo di responsabilizzazione delle imprese di distribuzione secondo cui a decorrere dall'anno 2023 ciascun distributore è tenuto a versare ogni anno una penale a CSEA per i ricalcoli fatturati nell'anno precedente derivanti da mancate raccolte delle misure effettive oppure da rettifiche di dati di misura effettivi precedentemente utilizzati, per la quota parte antecedente i 24 mesi dalla data di messa a disposizione del dato di misura effettivo o della rettifica.

Successivamente il TAR ha sospeso con Ordinanza cautelare la delibera ARERA n. 603/2021 limitatamente all'art. 6.4 dell'Allegato alla delibera, ossia alla disciplina transitoria che impone al distributore di rispondere entro 7 giorni. L'udienza pubblica per la trattazione del merito è fissata per il 1° dicembre 2022. Con ordinanza n. 4568/2022 dello scorso 13 ottobre 2022, il Tribunale di Bologna ha chiarito che le PMI e le imprese di grandi dimensioni sono escluse dal novero dei soggetti a cui si applica la prescrizione biennale delle bollette di energia elettrica e gas.

Misure per il contenimento dell'aumento dei prezzi in bolletta

Al fine di limitare gli effetti dell'aumento dei prezzi della materia prima gas/elettrica nell'ultimo trimestre del 2021 in data 27 settembre è stato pubblicato in GU il DL 130/2021 (c.d. Decreto Bollette) che, relativamente al settore del gas naturale, ha ridotto l'aliquota IVA al 5% per le somministrazioni di gas metano usato per combustione per gli usi civili e industriali relativamente alle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. Relativamente al settore dell'energia elettrica, per il quarto trimestre dell'anno 2021 il DL Bollette ha ridotto gli oneri generali di sistema per tutte le utenze elettriche, in particolare ha annullato gli oneri generali per le utenze domestiche e non domestiche in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW. In seguito, l'Autorità ha pubblicato la delibera 396/2021/R/com con cui ha dato attuazione alle disposizioni del DL Bollette. In particolare, l'Autorità, in relazione al settore elettrico, ha annullato con riferimento all'ultimo trimestre dell'anno 2021, le aliquote delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze domestiche e altri usi in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW. Il medesimo provvedimento, per il settore del gas naturale, ha annullato, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021, le aliquote delle componenti tariffarie RE, RET, GS e GST.

La delibera 396/2021/R/com ha introdotto inoltre un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021.

Per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina nel 1° trimestre 2022, l'Autorità ha sospeso temporaneamente l'aggiornamento annuale del valore del bonus sociale. Pertanto, sono confermati i valori del bonus 2021 nonché il bonus "straordinario", aggiunto già nel 4° trimestre 2021, valido per tutto il 1° trimestre 2022.

In occasione delle audizioni svolte in Senato nell'ambito della conversione in legge del DL 21 marzo 2022, n. 21 (c.d. Taglia Prezzi o Decreto Ucraina) l'Autorità, con memoria 166/2022, si sofferma sul tema del bonus sociale, precisando che tali agevolazioni potrebbero determinare nel corso del 2022 un fabbisogno fino a € 1,9 miliardi, a fronte di € 540 milioni dell'anno precedente, con conseguente incremento della componente tariffaria ARIM. Nello specifico l'art. 6 del DL 21 marzo 2022 n. 21 estende, per il periodo dal 1° aprile 2022 al 31 dicembre 2022, la platea dei nuclei familiari che possono accedere ai bonus sociali elettrico e gas, innalzando il valore della soglia ISEE dagli attuali € 8.265 a € 12.000; misure già introdotte dal Governo a partire dal 4° trimestre 2021.

Con delibera 35/2022/R/eel l'Autorità ha disposto l'annullamento delle aliquote degli oneri generali di sistema elettrico per il I trimestre 2022 per tutte le tipologie di utenza in attuazione del DL Sostegni ter. La delibera ha previsto, a partire dal primo gennaio 2022, l'azzeramento delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze, integrando quando già disposto nella delibera 635/2021 per il primo trimestre 2022.

In data 18 marzo è stato approvato il DL 21 marzo 2022, n. 21 (c.d. DL taglia prezzi). In particolare, il decreto prevede:

  • l'aumento dei crediti d'imposta sul costo dell'energia e del gas, già riconosciuti dal DL n. 17/2020. Vengono inoltre istituiti nuovi crediti di imposta per altre tipologie di aziende che utilizzano elettricità e gas;
  • l'innalzamento del tetto ISEE per accedere al bonus sociale (da € 8 mila a € 12 mila) nel periodo 1° aprile-31 dicembre 2022. Sono incluse circa 1,2 milioni di famiglie in più rispetto al provvedimento precedente;
  • la possibile verifica del livello dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito nel 2007 presso il MISE. Il Garante potrà anche richiedere alle imprese dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo. I risultati delle analisi sono poi messi a disposizione dell'AGCM. In caso di mancato riscontro entro 10 giorni dalla richiesta, è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di € 500 a un massimo di € 5.000;
  • i titolari dei contratti di approvvigionamento di volumi di gas per il mercato italiano sono tenuti a trasmettere al MiTE e ad ARERA i contratti già in essere e i nuovi contratti che verranno sottoscritti, nonché le modifiche degli stessi;
  • la rateizzazione delle bollette fino a due anni che potrà essere richiesta dalle imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, ai propri fornitori per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio 2022 e giugno 2022 per un numero massimo di rate mensili non superiore a 24;
  • i soggetti rivenditori di energia elettrica e gas, inclusi i produttori, dovranno versare un contributo entro il 30 giugno 2022 a titolo di prelievo straordinario. Le modalità di versamento sono stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.

La base imponibile del contributo straordinario è costituita dall'incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, rispetto al saldo del periodo dal 1° ottobre 2020 al 31 marzo 2021. Il contributo si applica nella misura del 10% (portato successivamente al 25%) nei casi in cui il suddetto incremento sia superiore a 5.000.000. Il contributo non è dovuto se l'incremento è inferiore al 10 per cento. C'è inoltre divieto di traslazione verso i clienti finali: per il periodo dal 1° aprile al 31 dicembre 2022, i soggetti tenuti al pagamento del contributo comunicano entro la fine di ciascun mese solare all'A-GCM il prezzo medio di acquisto e di vendita dell'energia elettrica, del gas naturale e del gas metano nonché dei prodotti petroliferi, relativi al mese precedente. L'Autorità, con l'ausilio della Guardia di finanza, riscontra sulla base dei dati ricevuti e di eventuali verifiche a campione la sussistenza dei presupposti per l'adozione dei provvedimenti di sua competenza.

In data 1° marzo 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dl 17/2022 ("decreto Energia") contenente disposizioni di natura fiscale. In particolare, è ribadita, per il secondo trimestre del 2022, la manovra finalizzata ad attenuare gli effetti della decisa impennata dei prezzi energetici tramite:

  • l'azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico e la riduzione di quelli per il settore del gas;
  • è confermata l'IVA al 5% per il settore del gas naturale;
  • è confermato il credito d'imposta per le imprese energivore;
  • è previsto un bonus per le imprese gasivore;
  • è introdotto un credito d'imposta per i costi sostenuti dalle imprese nel Mezzogiorno allo scopo di conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e promuovere l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, l'Autorità ha pubblicato la Memoria 108/2022/I/com con la quale esprime le proprie considerazioni su alcuni aspetti del disegno legge di conversione del DL 1° marzo 2022, n. 17, recante "Misure urgenti per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali". I temi di maggiore interesse riguardano:

  • l'azzeramento degli oneri di sistema delle utenze elettriche per il secondo trimestre 2022 e la riduzione dell'IVA e degli oneri generali nel settore del gas. ARERA sottolinea come, con questo ulteriore stanziamento a copertura di questa misura, ormai l'azione di mitigazione del Governo si protrae da un anno e ciò nella sostanza ha messo in atto una misura da tempo auspicata dalla stessa ARERA ossia di traslare gli OGdS sulla fiscalità generale, la quale assicura maggiore equità contributiva. La misura ha effetti positivi sulle società di vendita che hanno minore necessità di prestare garanzie finanziarie. ARERA evidenzia inoltre che, in tutto questo periodo, il sistema di incentivazioni delle fonti rinnovabili e gli altri meccanismi di sostegno normalmente coperti dagli OGdS sono stati comunque gestiti tramite le risorse finanziarie del bilancio dello Stato, anziché dalle bollette. L'Autorità propone un percorso di progressiva "strutturalizzazione" della copertura degli oneri generali di sistema con risorse ulteriori rispetto alla raccolta tramite le bollette;
  • il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento di gas naturale a prezzi equi. Sul tema l'ARERA auspica che tutti i consumatori possano beneficiare di eventuali partite di gas acquistate, con contratti di acquisto di lungo termine, dal GSE e non cedute nell'ambito delle procedure affidate allo stesso Gruppo GSE. ARERA suggerisce quindi la cessione della medesima energia al mercato e la retrocessione delle partite derivanti da eventuali differenziali di prezzo attraverso appositi corrispettivi;
  • ARERA auspica iniziative immediate e straordinarie finalizzate a incrementare la disponibilità di volumi aggiuntivi di gas dai punti di interconnessione con gasdotti non interconnessi alla rete europea dei gasdotti e nei terminali di rigassificazione di GNL.

In data 21 aprile 2022 è stata approvata in via definitiva la Legge di conversione del DL Energia contenente disposizioni urgenti per contenere i costi di luce e gas, sviluppare le fonti rinnovabili e rilanciare le politiche industriali.

Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 141/2022/R/ com con la quale, relativamente al secondo trimestre 2022, annulla gli oneri generali di sistema e conferma bonus e componente integrativa come già previsto per il primo trimestre.

L'ARERA ha pubblicato la delibera 188/2022/R/com con la quale, dando attuazione a quanto previsto all'articolo 6 del DL 21/2022 che innalza per il periodo dal 1° aprile 2022 al 31 dicembre 2022, la soglia ISEE per accedere al bonus a € 12.000, definisce in via preliminare le modalità tecniche dello scambio informativo da parte di INPS al Gestore del Sistema Informativo Integrato (SII). La delibera rimandi a un eventuale successivo provvedimento, post conversione in legge del DL, la definizione delle modalità applicative per l'erogazione di tali bonus sociali ai nuovi aventi diritto. La delibera individua una nuova "classe di agevolazione", aggiuntiva rispetto a quelle già esistenti, corrispondente ai nuclei familiari aventi un ISEE tra € 8.265 e pari o inferiore a € 12.000, meno di 4 figli e che non risultino percettori di Rdc/Pdc.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 17 maggio 2022 (c.d. DL Aiuti), in vigore dal 18 maggio. L'art. 1 prevede che anche per il terzo trimestre 2022 le agevolazioni riconosciute sulla base del valore ISEE siano rideterminate da ARERA con delibera da adottare entro il 30 giugno 2022. Il comma 2 specifica le compensazioni da effettuare entro dicembre 2022.

Successivamente, facendo seguito alla delibera 188/2022, con la delibera 245/2022/R/com l'ARERA ha pubblicato ulteriori disposizioni preliminari in relazione all'articolo 6 del DL 21/22 convertito con modificazioni dalla Legge 20 maggio 2022, n. 51 che innalza per il periodo aprile-dicembre 2022 la soglia ISEE per accedere al bonus a € 12.000. In particolare, ARERA ha disposto che il perimetro applicativo del sopracitato articolo 6 sia da intendersi esteso a tutte le DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presentate nel corso dell'anno 2022 e quindi anche per i nuclei familiari che hanno presentato una DSU nel primo trimestre 2022 (ossia prima degli effetti del DL). Il calcolo del bonus verrà effettuato automaticamente con riferimento alle nuove classi di agevolazioni.

In attuazione di quanto previsto dal DL 30 giugno 2022, n. 80, che prevede per il terzo trimestre:

  • la conferma dell'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico;
  • la conferma dell'Iva gas al 5% e la riduzione degli oneri generali nel settore gas;
  • la conferma del bonus sociale integrativo e l'attuazione delle nuove disposizioni per tutto il 2022;
  • l'identificazione del GSE in "coordinamento" con Snam, come soggetto di ultima istanza per il riempimento degli stoccaggi gas e l'ampliamento della garanzia SACE alle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale;

l'ARERA, con le delibere di aggiornamento trimestrale, ha recepito le misure di sua competenza.

L'ARERA ha confermato, anche per il 3° trimestre 2022, le misure finalizzate al contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale. In particolare, con la delibera 295/2022/R/com è stato confermato l'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico. Si rileva inoltre che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL 115/2022, contenente "Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali" (c.d. DL Aiuti bis), convertito in Legge n. 142 del 21 settembre 2022 e pubblicato in GU il 21 settembre 2022. Il presente decreto prevede in particolare:

  • il rinnovo per il quarto trimestre 2022 del rafforzamento dei bonus sociali energia elettrica e gas;
  • la definizione del perimetro dei clienti vulnerabili nel settore gas e la tutela da assicurare a tali clienti a partire dal 1° gennaio 2023;
  • fino al 30 aprile 2023 la sospensione dell'efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo ancorché sia contrattualmente riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. Con il successivo decreto Milleproroghe la norma è stata prorogata fino al 30 giugno 2023 specificando però che dal divieto di variare i prezzi praticati sono esclusi i rinnovi di condizioni economiche scadute;
  • il prolungamento per il quarto trimestre dell'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico;
  • la riduzione dell'IVA e degli oneri generali nel settore del gas per il quarto trimestre 2022;
  • la proroga del credito di imposta in favore delle imprese diverse dalle c.d. energivore e dalle c.d. gasivore, per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale consumati nel terzo trimestre 2022 che consente ai beneficiari, a determinate condizioni, di richiedere al venditore il calcolo dell'incremento di costo della componente energetica e l'ammontare della detrazione spettante per il terzo trimestre del 2022. L'ARERA, entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, deve definire il contenuto della predetta comunicazione e le sanzioni in caso di mancata ottemperanza da parte del venditore;
  • il raddoppio della sanzione in caso di versamento omesso, in tutto o in parte, del contributo straordinario contro il caro bollette a carico degli operatori del settore energetico, ove effettuato rispettivamente dopo il 31 agosto p.v., per l'acconto (40%), e dopo il 15 dicembre 2022, per il saldo (60%).

Successivamente è stato emanato il DL Aiuti-ter (Dl 144/2022), pubblicato in GU il 23 settembre 2022 ed entrato in vigore il giorno successivo. In particolare, il decreto ha previsto:

  • credito di imposta con obbligo di comunicazione da parte dei venditori: si applicherà i) alle imprese con potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica, e sarà pari al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022 e ii) alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas e sarà pari al 40% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022; è demandata sempre ad ARERA la definizione della comunicazione entro 10 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del DL;
  • sul tema degli Extraprofitti FER, la destinazione dei fondi non più verso CSEA per ridurre gli oneri elettrici ma allo Stato, fino a concorrenza dell'importo complessivo di € 3.400 milioni;
  • è prevista una garanzia statale gratuita sui prestiti alle imprese per il pagamento delle fatture, per consumi energetici, emesse nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022.

Col successivo DL Aiuti Quater (entrato in vigore il 19 novembre 2022 e rinominato DL Energia) sono state previste:

  • l'estensione dell'applicazione del credito d'imposta anche al mese di dicembre del 2022, (escluso nel precedente DL);
  • la conferma del rinvio al 10 gennaio 2024 della Fine tutela per i clienti domestici gas;
  • l'introduzione di una rateizzazione (massimo 36 rate) dedicata alle imprese per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023.

Bonus sociale

Come disposto dal DL 124/19, l'ARERA ha pubblicato la delibera 63/2021/R/com, successivamente integrata dalla 257/2021/R/com, che ha disciplinato la nuova modalità di erogazione del bonus economico a partire dal 2021. La nuova disciplina, seguita a una serie di focus group e consultazioni volute da ARERA, permette al cliente finale in condizioni disagiate di ricevere automaticamente lo sconto in bolletta senza doverne fare apposita richiesta.

Il nuovo processo di erogazione del bonus prevede un ruolo centrale da parte dell'INPS, che deve individuare i soggetti destinatari dell'agevolazione, e del SII, il cui ruolo principale è quello di individuare la fornitura da agevolare e garantire l'unicità dell'agevolazione per nucleo familiare e per anno di competenza.

Con una serie di altri provvedimenti, l'Autorità ha inoltre provveduto a disciplinare l'erogazione dei ratei di bonus residui di competenza 2020 e l'erogazione del recupero dei ratei dovuti per i primi mesi del 2021 ma ancora non corrisposti in quanto la nuova disciplina è entrata in vigore solo dal 1° luglio 2021 per gli operatori della vendita. Al fine di minimizzare gli incrementi della spesa per la fornitura previsti nel 4° trimestre dell'anno, con la successiva delibera 396/2021/R/com è stato introdotto un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021. Con le successive delibere 635/2021/R/com, 141/2022/R/com, 295/2022/R/com e 462/2022/R/com l'ARERA ha confermato il bonus sociale integrativo per tutto il 2022. Infine, con la delibera 380/2022/R/com, in attuazione di quanto previsto dal DL 21/22 e dal DL 50/22 come convertiti in legge, ARERA ha approvato le modalità applicative per il riconoscimento dei bonus elettrici e gas per il 2022 e introdotto retroattivamente, a partire da aprile, il nuovo scaglione di agevolazione relativo a redditi compresi tra gli € 8.265 e € 12.000.

A fine anno, con il DCO 646/2022/R/com, l'ARERA ha esposto i propri orientamenti in merito all'ampliamento della platea dei beneficiari (con nuova soglia ISEE fino a € 15.000) e alla graduazione del bonus in relazione alle diverse soglie di ISEE per il 2023, come previsto dall'ultima Legge di Bilancio.

Servizio a tutele graduali per le microimprese

L'Autorità, con la delibera 208/2022/R/eel, ha definito la regolazione del Servizio a Tutele Graduali (STG) per le microimprese di cui alla Legge 4 agosto 2017 n. 124 ("legge annuale per il mercato e la concorrenza") e le modalità di assegnazione dello stesso, al fine di garantire la continuità della fornitura alle microimprese connesse in bassa tensione che si troveranno senza un contratto a condizioni di libero mercato a partire dal 1° gennaio 2023.

Il servizio interessa:

  • le microimprese che rispettano cumulativamente le seguenti condizioni:
      1. abbiano meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo non superiore a € 2 milioni;
      1. risultino titolari di punti di prelievo tutti connessi in bassa tensione con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW;
  • gli altri clienti finali non domestici diversi dalle microimprese, comunque titolari di punti di prelievo tutti con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW.

Il STG si attiva per i clienti di cui sopra che alla data del 1° gennaio 2023 non siano titolari di un contratto di fornitura a condizioni di Mercato Libero, inclusi i clienti ancora riforniti in Maggior Tutela. Il primo periodo di assegnazione del STG per le microimprese ha durata di 4 anni.

La struttura delle condizioni economiche che verranno applicate ai clienti è simile a quella del Servizio a Tutele Graduali piccole imprese. Le gare si svolgeranno secondo il modello di asta iterativa ascendente simultanea, in cui sarà presente un banditore (Acquirente Unico) che indicherà in ciascun turno e per ciascuna area (12 aree territoriali) il prezzo corrente (il prezzo corrente è il prezzo, espresso in centesimi di euro/POD/anno, annunciato in ciascun turno dal banditore, a fronte del quale i partecipanti attivi offrono di erogare il servizio a tutele graduali per le microimprese nell'area territoriale); è previsto un tetto massimo all'offerta economica in €/MWh differenziato per area territoriale, che sarà reso noto contestualmente agli esiti delle gare, mentre non è previsto un limite minimo. In caso di persistente parità tra più offerte per una data area territoriale, si ricorra a un sorteggio telematico che eviti che uno stesso operatore possa ottenere a sorte una pluralità di aree territoriali. L'Autorità ha previsto che ciascun partecipante possa aggiudicarsi un numero massimo di aree pari a 4, corrispondenti al 35% del numero totale di aree territoriali. Nel caso in cui le aste vanno deserte, l'Acquirente Unico farà un'asta di riparazione con la rimozione del tetto di aree aggiudicabili. L'esercente la Maggior Tutela sarà tenuto a farsi carico del servizio in caso di default dell'operatore selezionato in gara oppure in caso di gara deserta.

Gli esercenti STG sono tenuti a presentare all'Autorità una relazione, secondo un modello tipo per dimostrare di possedere le risorse organizzative e la struttura aziendale adeguata ai fini dell'erogazione del servizio a tutele graduali nelle aree territoriali assegnate. Tale modello tipo che è stato definito dalla determina 2/2022-DMRT. La relazione dovrà essere periodicamente aggiornata entro il 31 luglio 2023, 31 gennaio 2024 e 31 gennaio 2025.

Le tempistiche per mettere a disposizione dei partecipanti alle gare un set di informazioni necessarie per la formulazione dell'offerta e quelle per lo svolgimento delle gare sono:

  • entro il 14 giugno: l'Acquirente Unico metterà a disposizione dei partecipanti le informazioni con dettaglio provinciale necessarie per formulare l'offerta;
  • entro il 30 maggio: l'Acquirente Unico pubblicherà sul proprio sito il Regolamento per lo svolgimento delle aste;
  • inizio settembre: la data delle aste sarà definita da AU nel Regolamento in modo tale che venga garantito un intervallo minimo di almeno due mesi e mezzo rispetto al termine entro cui sono messe a disposizione dei partecipanti le informazioni pre-gara (14 giugno).

Come previsto dall'Allegato B alla delibera 208/2022, il 30 maggio 2022 è stato pubblicato sul sito di Acquirente Unico il Regolamento e i relativi allegati disciplinante le procedure concorsuali per l'assegnazione del servizio a tutele graduali microimprese.

Acea Energia entro il 10 giugno 2022 ha presentato istanza di partecipazione e il 14 giugno 2022 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara.

Acquirente Unico ha comunicato l'ammissione alla gara entro l'8 luglio 2022. Le aste si sarebbero dovute svolgere dal 12 al 16 settembre, ma, in seguito dell'attacco hacker sui sistemi di AU, l'Autorità ha dovuto differire le tempistiche di svolgimento delle gare che si sono svolte tra il 21 e 25 novembre 2022. Con la delibera 586/2022 pubblicata in data 18 novembre 2022, ARERA ha stabilito di posticipare al 1° aprile 2023 la data di attivazione del STG per le microimprese chiarendo che fino al 31 marzo 2023 le microimprese continueranno a essere servite come oggi nella Maggior Tutela.

In data 16 dicembre, Acquirente Unico ha pubblicato quindi gli esiti della procedura concorsuale per l'individuazione degli esercenti il Servizio a Tutele Graduali per le microimprese per il periodo 1° aprile 2023-31 marzo 2027; Acea Energia è risultata aggiudicataria dell'area n. 11 ossia dei territori di Avellino, Barletta-Andria, Benevento, Brindisi, Trani, Foggia, Lecce, comune di Napoli e Salerno.

Disposizioni per il rafforzamento degli obblighi informativi del codice di condotta commerciale a vantaggio dei clienti finali del mercato retail

Come preannunciato con il documento di consultazione 564/2020/R/com, l'Autorità con la delibera 426/2020/R/com ha disposto il rafforzamento degli obblighi informativi dei fornitori di energia elettrica e gas naturale a vantaggio dei clienti finali in BT e/o con consumi di gas naturale complessivamente non superiori a 200.000 Smc, sia nella fase precontrattuale sia nella fase contrattuale, mediante la revisione del Codice di condotta commerciale. Tra le principali novità l'Autorità ha previsto l'introduzione di una scheda sintetica che riassuma i contenuti del contratto e i nuovi indicatori sintetici di prezzo, prevista al fine di facilitare il confronto tra le offerte commerciali; inoltre, l'Autorità ha previsto l'invio di un'apposita comunicazione in caso di variazioni delle condizioni economiche automatiche. Tali novità sarebbero dovute entrare in operatività a partire dal 1° luglio 2021, tuttavia in seguito a una richiesta di proroga avanzata dalle Associazioni di categoria, con delibera 97/2021/R/eel l'Autorità dispone il differimento al 1° ottobre 2021 dell'entrata in vigore degli articoli 13 e 14 dell'Allegato A alla delibera 426/2020/R/com, lasciando invariata la data del 1° luglio 2021 per l'entrata in vigore delle nuove misure introdotte in fase precontrattuale.

Con delibera 176/2022/R/gas l'Autorità ha previsto che, ai fini del calcolo della stima della spesa annua riferita ai clienti del settore del gas naturale di cui all'articolo 17 del Codice di condotta commerciale nonché della spesa annua stimata delle offerte di gas naturale pubblicate sul Portale Offerte, fino al 30 giugno 2022, continuino a essere utilizzati, con riferimento al 4° trimestre 2022 e al 1° trimestre 2023, i valori della componente CCR riferiti al periodo invernale (1° ottobre 2021-31 marzo 2022) di cui alla delibera 133/2021/R/gas e che i nuovi valori della componente CCR di cui alla presente deliberazione siano utilizzati a partire dal 1° luglio 2022. Lo scorso 30 giugno, l'Autorità ha pubblicato la delibera 289/2022/R/com che dispone sia l'adeguamento del Codice di condotta commerciale alle disposizioni del decreto legislativo 210/2021 per le forniture di energia elettrica in materia di diritti contrattuali dei clienti finali sia l'aggiornamento mensile della stima della spesa delle offerte a prezzo variabile e dei servizi di tutela presente nelle Schede di confrontabilità per le forniture di energia elettrica e gas naturale. Le disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° ottobre 2022.

Nello specifico:

  • con riferimento all'art. 5, comma 6, del DLgs 210/21 in tema di modalità di comunicazione del recesso da parte del cliente finale, non modificare la regolazione in ragione della conformità della regolazione medesima alle suddette previsioni;
  • con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 8, del DLgs 210/21, integrare il contratto di fornitura e la Scheda sintetica, nella parte inerente le modalità e i termini per il pagamento delle fatture, introducendo il richiamo alla normativa vigente così da rendere esplicito e trasparente l'informazione per il cliente finale relativa anche a eventuali oneri connessi a un metodo di pagamento prescelto nel rispetto dei criteri della normativa primaria;
  • con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 11, del DLgs 210/21 integrare il contenuto della sezione "Reclami, risoluzione delle controversie e diritti del consumatore" nel riquadro "Altre informazioni" della Scheda sintetica aggiungendo le informazioni in merito ai diritti connessi agli obblighi di servizio pubblico universale dei venditori di energia elettrica;
  • con riferimento alle previsioni dell'articolo 7, comma 5, del DLgs 210/21, in tema di informazione al cliente finale della possibilità per i venditori di energia elettrica di imporre al cliente finale il pagamento di una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso nel rispetto dei criteri di applicazione previsti dal DLgs 210/21 medesimo, effettuare ulteriori approfondimenti in merito, alla luce delle osservazioni contrarie ricevute dalle associazioni dei consumatori che hanno espresso la necessità di fornire al cliente finale un quadro informativo quanto più trasparente, chiaro e comprensibile circa la facoltà del venditore di richiedere il pagamento di una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso e dei relativi criteri;
  • con riferimento alla modifica del calcolo della stima della spesa annua delle offerte a prezzo variabile, inclusi i servizi di tutela, sul Portale Offerte, confermare l'aggiornamento mensile e non più trimestrale degli indici forward. Al fine di garantire la mas-

sima coerenza tra il Portale Offerte dell'Autorità e il materiale informativo consegnato dai venditori ai clienti finali in fase precontrattuale, prevedere una cadenza mensile di aggiornamento della stima della spesa annua dei servizi di tutela. A tal proposito ARERA ha accolto parzialmente le osservazioni degli operatori prevedendo un termine di 7 giorni lavorativi in luogo dei 5 giorni lavorativi originariamente prospettati dalla pubblicazione della stima medesima per l'aggiornamento delle Schede di confrontabilità da consegnare ai clienti finali.

Perdite di rete

Con la delibera 449/2020/R/eel l'Autorità ha modificato la regolazione delle perdite di rete per il triennio 2019-2021:

  • riducendo il fattore di perdita commerciale riconosciuto in BT che per areti passa dal 2% all'1,83% a valere dalla perequazione di competenza 2019 e, di conseguenza, la percentuale di perdita standard da applicare ai prelievi dei clienti finali in BT che, dal 1° gennaio 2021, passa dal 10,4% al 10,2%;
  • riconoscendo ai DSO, per il triennio 2019-2021, un ammontare di perequazione pari al minimo tra il valore ottenuto valorizzando l'energia oggetto di perdite con il prezzo di cessione agli esercenti la Maggior Tutela (PAU) differenziato per mese e per fascia e quello ottenuto dal PAU medio annuo;
  • non introduce per i DSO il percorso di ulteriore efficientamento delle perdite commerciali;
  • introduce un meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti non recuperabili su istanza delle imprese - da presentare nel 2022 con riferimento al triennio 2019-2021 - previa verifica della sussistenza di specifici requisiti, tra cui l'aver ottenuto un risultato complessivo netto della perequazione nel triennio 2019-2021 a debito per l'impresa. Tale importo rappresenta il valore massimo riconoscibile al DSO qualora l'istanza sia accolta da ARERA.

In data 31 maggio 2022 areti ha presentato all'Autorità l'istanza per il riconoscimento delle perdite di rete 2019-2021 imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili, ai sensi dell'art. 31 del TIV.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 117/2022/R/eel con la quale perfeziona la disciplina inerente la regolazione delle perdite di energia elettrica sulle reti di trasmissione e distribuzione per il biennio 2022-2023, confermando la volontà anticipata nel DCO 602/2021/eel di prevedere un percorso di efficientamento delle perdite commerciali rendendolo però più cautelativo, con una riduzione del 4% sia per il 2022 che per il 2023 che porta le percentuali rispettivamente al:

  • 1,77% nella zona Centro per il 2022;
  • 1,72% nella zona Centro per il 2023.

Viene introdotto un meccanismo di controllo sul prezzo da utilizzare per la valorizzazione del delta perdite in ciascun anno del biennio e, per il solo 2022, prevede una clausola di garanzia a tutela delle imprese distributrici che riconosca una perequazione pari al massimo fra zero e il risultato che si otterrebbe utilizzando i fattori percentuali convenzionali di perdita applicati per il triennio 2019-2021, nel caso in cui il risultato economico complessivo pari alla differenza fra il saldo di perequazione e i ricavi ottenuti dalla regolazione tariffaria dell'energia reattiva di cui al comma 24.2 del TIT sia positivo (posizione netta debitoria).

L'Autorità estende inoltre il meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti "non recuperabili" anche agli anni 2022 e 2023.Il fattore percentuale convenzionale di perdita standard da applicare all'energia elettrica prelevata nei punti di prelievo sulle reti di bassa tensione è infine fissato, a decorrere dal 1° gennaio 2023, pari al 10%.

Continuità del servizio

Con il Testo Integrato della regolazione output-based in vigore dal 1° gennaio 2020, l'Autorità ha introdotto la possibilità per i DSO di presentare esperimenti regolatori per il miglioramento della qualità del servizio in ambiti particolarmente critici. Peculiarità di tali esperimenti è la sospensione delle penali per il periodo di sperimentazione e la loro mancata applicazione retroattiva in caso di raggiungimento dei livelli obiettivo degli indicatori di numero e di durata delle interruzioni senza preavviso, fissati dalla normativa vigente.

In tale contesto, areti ha presentato la propria proposta, declinando un percorso di miglioramento degli indicatori di qualità tecnica differente da quello definito dalla regolazione ordinaria. Tale proposta è stata approvata dall'Autorità con determina 20/2020 del 20 novembre 2020.

In estrema sintesi, il provvedimento rimanda al 2024 il calcolo dei premi e delle penali per l'intero quadriennio 2020-2023 e prevede l'attivazione di un meccanismo di premialità aggiuntivo in caso di raggiungimento del target proposto al 2023 e di conseguimento di livelli annuali effettivi migliori rispetto a quelli proposti nella sperimentazione. Due precisazioni:

  • il premio complessivamente ottenuto non può essere maggiore di quello conseguibile a regolazione ordinaria;
  • in caso di mancato raggiungimento dell'impegno di miglioramento indicato, areti dovrà versare le eventuali penali che avrebbe conseguito nel quadriennio, in assenza della deroga.

L'Autorità ha pubblicato la delibera 409/2022/R/com con cui ha approvato un programma di verifiche ispettive nei confronti di 3 imprese di distribuzione dell'energia elettrica, in materia di continuità del servizio, da attuare entro il 31 dicembre 2022.

Le imprese distributrici da ispezionare saranno individuate tra quelle che negli ultimi 5 anni non sono state oggetto di una verifica ispettiva in relazione al meccanismo incentivante della continuità del servizio di distribuzione e i cui ambiti territoriali afferenti sono in posizione di premio per l'anno 2021 in relazione alle regolazioni incentivanti del numero medio e della durata di interruzione (le modalità di verifica sono definite nel documento in allegato).

Titoli di efficienza energetica e contributo tariffario riconosciuto ai distributori

Il 14 luglio 2020 è stata pubblicata la delibera 270/2020/R/efr contenente le nuove regole di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai DSO con riferimento agli obblighi derivanti dal meccanismo dei titoli di efficienza energetica. Il provvedimento conferma il valore del cap al contributo tariffario pari a 250 €/TEE e introduce, a partire dal corrente anno d'obbligo, un corrispettivo addizionale a tale contributo, da riconoscere a ciascun distributore per ogni TEE utilizzato per ottemperare ai propri obblighi. Da un lato, l'ARERA ribadisce che ritiene il cap uno strumento necessario per limitare le variazioni dei prezzi di mercato, dall'altro, ritiene opportuno prevedere un corrispettivo addizionale a sostegno dei distributori alla luce delle perdite economiche che sono costretti a sostenere per via della scarsità di TEE disponibili. La Società in data 13 ottobre 2020 ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera.

La delibera ha, inoltre, introdotto la possibilità di richiedere a CSEA il corrispettivo straordinario in acconto pari al 18% dell'obiettivo specifico per l'anno d'obbligo 2019, al fine di finanziare i distributori che, avendo già acquisito TEE a inizio periodo, hanno poi subìto gli effetti negativi delle proroghe della data di conclusione dell'anno d'obbligo disposte dal DL Rilancio (30 novembre 2020). areti ha presentato istanza il 31 agosto 2020.

A dicembre 2020, la delibera 550/2020/R/efr ha confermato il

valore di 250 €/TEE per il contributo tariffario riconosciuto per l'anno d'obbligo 2019 e fissato a 4,49 €/TEE il valore del corrispettivo addizionale.

Alla luce dei prezzi in continuo rialzo anche nel corso del primo trimestre del 2021, le principali associazioni di settore hanno provveduto a inviare una lettera al Mite al fine di sollecitare l'adozione di misure urgenti, in particolare la correzione sull'anno in corso e il ristoro degli extra costi.

In data 31 maggio 2021 è stato pubblicato in GU il decreto del ministero della Transizione ecologica recante "Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024 (c.d. certificati bianchi)". Il decreto ha prorogato la scadenza dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e successivamente l'Autorità ha pubblicato la Determina 6/2021 - DMRT con cui ha fissato gli obblighi di risparmio di energia primaria in capo ai distributori di energia elettrica e di gas naturale per l'anno d'obbligo 2020, prevedendo per areti un obbligo pari a 54.848 certificati bianchi.

Il 3 agosto 2021 con la delibera 358/2021/R/efr l'Autorità conferma il cap a 250 €/TEE e il corrispettivo addizionale unitario a 10 €/ TEE. In considerazione della proroga del termine dell'anno d'obbligo 2020 al 16 luglio 2021 e dell'incertezza normativa ancora in essere in prossimità di tale scadenza, l'Autorità ha pubblicato la delibera 547/2021/R/efr con la quale ha confermato gli intendimenti illustrati nel DCO 359/2021/R/efr. In particolare, l'Autorità ha stabilito che ai distributori di energia elettrica e gas naturale sia riconosciuta una componente addizionale eccezionale pari a 7,26 €/TEE per ciascun titolo consegnato in occasione del termine dell'anno d'obbligo 2020, a valere sull'obiettivo specifico a proprio carico per tale anno d'obbligo e sulle eventuali quote residue degli obiettivi per gli anni d'obbligo 2018 e 2019, non oltre il raggiungimento del proprio obiettivo specifico aggiornato. La componente eccezionale è stata prevista a copertura degli extracosti sostenuti dagli operatori per il difficoltoso approvvigionamento dei TEE necessari agli obiettivi in scadenza. L'Autorità ha pubblicato la determina 16/2021 – DMRT con la quale ha definito l'obbligo TEE 2021 per la Società che ammonta a 16.580 TEE e la determina 7/2022 – DMRT con la quale ha definito l'obbligo TEE 2022 che ammonta a 27.881 TEE.

Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi nello Stato italiano Ai sensi della delibera 58/2019/E/eel, l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva nei confronti di Acea Energia finalizzata all'acquisizione di informazioni e dati utili in merito alla gestione le partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi.

Ai sensi della stessa delibera e nelle more della conclusione della citata istruttoria, l'Autorità ha indicato alla CSEA di procedere, in via transitoria e salvo conguaglio, alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2017, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in Maggior Tutela. Con la delibera 180/2019/C/eel, l'Autorità ha deliberato di proporre opposizione al ricorso straordinario, proposto dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici della Repubblica di San Marino, per l'annullamento della deliberazione 670/2018/R/eel (che aggiornava le tariffe di trasmissione per l'anno 2019) e della deliberazione 58/2019/R/eel.

Nelle more della conclusione dell'istruttoria l'Autorità ha richiesto alla CSEA di sospendere, in via transitoria e salvo conguaglio, eventuali erogazioni relative alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2018, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in Maggior Tutela. Con la delibera 491/2019/E/eel, l'Autorità ha chiuso l'istruttoria conoscitiva indicando ad Acea Energia e ad areti le azioni da porre in essere, entro la fine del 2019. Acea Energia ha dato evidenza all'Autorità di aver adempiuto a quanto prescritto. La delibera 491/2019/E/eel, inoltre, ha dato mandato i) a Terna, alle imprese distributrici competenti e a CSEA di effettuare i ricalcoli delle partite economiche sottese ai prelievi degli stati interclusi applicando i criteri evidenziati nelle risultanze istruttorie allegate alla medesima delibera ii) al Direttore della Direzione Sanzioni e Impegni dell'Autorità per gli atti conseguenti alle evidenze riscontrate. A seguito di ciò, con la successiva determina 5/2020/eel ARERA ha avviato due procedimenti sanzionatori, rispettivamente nei confronti di Acea Energia e areti. In data 12 giugno 2020, Acea Energia ha inviato ad ARERA la propria proposta di impegni contenente la rinuncia al credito maturato verso il sistema, il versamento di un indennizzo ad ARERA e l'obbligo di inviare una reportistica bimestrale per 10 anni. Con delibera 262/2021 ARERA ha parzialmente modificato le modalità per effettuare le attività di ricalcolo indicate nella delibera 491/2019 e CSEA ha quindi trasmesso ad Acea Energia i ricalcoli definitivi in data 12 luglio 2021. Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 150/2022/S/eel con la quale ha dichiarato provvisoriamente ammissibile la proposta di impegni presentata da Acea Energia. È stata pertanto avviata la fase in cui i terzi potranno presentare osservazioni e a cui Acea Energia dovrà replicare. All'esito di tale fase, ARERA pubblicherà la delibera di approvazione definitiva degli impegni chiudendo il procedimento sanzionatorio. Si attende la delibera di accettazione definitiva degli impegni.

Con la delibera 576/2021 ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi, con lo scopo di uniformarla ai princìpi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti.

In data 1°agosto 2022, è stata pubblicata la delibera 354/2022 di accettazione definitiva degli impegni presentati da Acea Energia il cui adempimento diventa quindi obbligatorio entro il 31 ottobre 2022. Acea Energia ha proceduto ad adempiere agli impegni entro la data indicata ed entro il 30 novembre 2022 ha provveduto a rendicontare all'Autorità l'esecuzione degli impegni.

REGOLAZIONE AMBIENTE

A valle del documento di consultazione 351/2019, il 31 ottobre 2019 ARERA ha approvato la delibera 443/19 contenente il primo metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti 2018-2021.

Con riferimento al MTR – Metodo Tariffario Rifiuti, si specifica che le nuove regole definiscono i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.

Come in altri settori soggetti a regolazione, nel nuovo metodo tariffario rifiuti, si fa riferimento a dati ex post e riferibili a fonti contabili certe (bilanci) relativi all'anno a-2 e applicati all'anno a (inserendo indicazioni di conguagli che permeano l'intera struttura algebrica del metodo) e non più a dati previsionali.

Nel nuovo metodo ARERA applica un approccio ibrido, mutuato dalle altre regolazioni dei servizi, quali energia elettrica e gas, con un diverso trattamento dei costi di capitale e dei costi operativi, ovverosia:

  • costi di capitale riconosciuti secondo uno schema di regolazione del tipo rate of return;
  • costi operativi con l'applicazione di schemi di regolazione incen-

tivante e con la definizione di obiettivi di efficientamento su base pluriennale.

Il metodo, inoltre, come anticipato già nelle consultazioni, prevede limiti tariffari alla crescita dei ricavi oltre all'introduzione di quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori, in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio. Il metodo regola, in particolare, le fasi del servizio integrato rifiuti così come identificate: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti.

ARERA ha, in questa prima definizione del metodo tariffario, mantenuto la struttura algebrica del metodo fissato dal DPR 158/1999, inserendo fattori tariffari corrispondenti a ulteriori componenti addizionali per la determinazione dei corrispettivi, alcuni dei quali come segue:

  • limite alla crescita complessiva delle entrate tariffarie, con l'introduzione di un fattore di limite alla variazione annuale che tenga conto, anche, del miglioramento di efficienza e del recupero di produttività;
  • impostazione asimmetrica che tenga conto nella valutazione e nei calcoli delle singole componenti di costo di: 1. obiettivi di miglioramento del servizio stabiliti a livello locale e 2. eventuale ampliamento del perimetro gestionale; tali parametri determinano il posizionamento della singola gestione all'interno di una matrice tariffaria, come di seguito;
  • fattore di sharing relativamente ai ricavi provenienti dalla vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti (compreso tra 0,3 e 0,6), e relativo ai ricavi CONAI (compreso tra 0,1 e 0,4);
  • introduzione di una componente a conguaglio sia relativamente ai costi variabili che fissi: definita come differenza tra le entrate relative alle componenti di costo variabile e/o fisso per l'anno a-2, come ridefinite dall'Autorità, rispetto alle entrate tariffarie computate all'anno a-2; tale componente, nel riconoscimento dei costi efficienti 2018-2019, viene modulata attraverso un coefficiente di gradualità e prevede la corresponsione per il recupero degli eventuali scostamenti, attraverso un numero di rate, fino a 4;
  • introduzione di due diversi tassi di remunerazione del capitale investito netto (WACC) per il servizio del ciclo integrato dei rifiuti e un tasso di remunerazione differenziato per la valorizzazione delle immobilizzazioni in corso; relativamente al WACC del ciclo integrato rifiuti per il periodo 2020-2021 è definito pari a 6,3%; a tale valore si aggiunge una maggiorazione dell'1% a copertura degli oneri derivanti dallo sfasamento temporale tra l'anno di riconoscimento degli investimenti (a-2) e l'anno di riconoscimento tariffario (a), cosiddetto time lag.

Al fine di tener conto delle diverse condizioni territoriali di partenza, il Regolatore, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, ha introdotto una metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe all'interno di una regolazione di carattere asimmetrico, dove sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell'ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace, a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo e di sviluppo gestionale al momento applicabile agli operatori della prima parte della filiera del servizio rifiuti integrato, in particolare alle fasi di spazzamento e lavaggio strade e di raccolta e trasporto.

Il PEF (Piano Economico Finanziario) resta lo strumento di riferimento per la valorizzazione del ciclo integrato e per la predisposizione delle tariffe TARI e viene predisposto dal "gestore del sistema integrato rifiuti", ove fosse anche il Comune, mentre "gli operatori che gestiscono pezzi della filiera mettono a disposizione di chi redige il PEF i propri dati per la corretta elaborazione dell'intero Piano".

Relativamente al Testo Integrato TITR - 444/2019/R/rif - Disposizioni in materia di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si specifica che tale testo definisce le disposizioni in materia di trasparenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il periodo di regolazione 1° aprile 2020-31 dicembre 2023. Nell'ambito di intervento sono ricompresi gli elementi informativi minimi da rendere disponibili da parte del gestore del ciclo integrato attraverso siti internet, gli elementi informativi minimi da includere nei documenti di riscossione (avviso di pagamento o fattura) e le comunicazioni individuali agli utenti relative a variazioni di rilievo nella gestione.

Con delibera 138/21, ARERA ha avviato il procedimento per l'aggiornamento del MTR (cosiddetto MTR-2), che entrerà in vigore a partire dal 2022 e in cui è presente anche l'individuazione della metodologia per la definizione delle cosiddette "tariffe al cancello", che impatterà direttamente sull'operatività di taluni impianti della Società.

Con Determina 01/DRIF/2021, l'Autorità ha, altresì, avviato una raccolta dati relativa agli impianti di trattamento della filiera dell'indifferenziato (inceneritori D10 e R1, trattamento meccanico/meccanico-biologico, discariche), cui la Società ha prontamente dato riscontro nei termini previsti.

È stato, poi, pubblicato il Documento di Consultazione 196/21 riguardante le tariffe al cancello, nel quale è stato chiarito il perimetro di regolazione previsto dall'Autorità: attualmente, pertanto, ARE-RA è orientata a ricomprendere tutti gli impianti che gestiscono rifiuti urbani ad eccezione di quelli "riconducibili alle filiere del riciclaggio, destinati al recupero di materia, gestiti da Consorzi di filiera (finanziati dal versamento di contributi da parte delle aziende aderenti), o da altri soggetti, con i quali i Comuni possono sottoscrivere specifiche convenzioni per la copertura degli oneri sostenuti per le raccolte differenziate dei rifiuti".

Con delibera 363/2021/R/rif, l'Autorità ha quindi approvato il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti (c.d. MTR-2) recante la modalità di determinazione delle entrate tariffarie per l'erogazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, ovvero dei singoli servizi che lo compongono (quale quello di recupero/smaltimento, svolto direttamente dalla Società), con applicazione per le annualità del periodo 2022-2025. In tale sede, la fissazione dei criteri per la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento sono soltanto per quelli che vengono individuati come "impianti minimi" nell'ambito della pianificazione territoriale. I gestori di tali impianti minimi dovranno pertanto predisporre il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022-2025 secondo le indicazioni previste nel predetto MTR-2 e – ai sensi dell'articolo 7 della delibera 363/2021/R/rif – trasmetterlo agli organismi competenti per la validazione; questi ultimi procedono poi all'invio ad ARERA per la verifica della coerenza regolatoria degli atti e la successiva approvazione delle tariffe. Gli impianti non qualificati come "minimi" (denominati "aggiuntivi") sono invece assoggettati a una disciplina relativa alla trasparenza delle informazioni sull'esercizio.

Hanno successivamente completato il quadro della regolazione tariffaria la delibera 459/2021/R/rif recante la valorizzazione dei parametri per la determinazione dei costi d'uso del capitale (i.e. il tasso di inflazione programmata e il vettore che esprime il deflatore degli investimenti fissi lordi per il periodo di applicazione di MTR-2) e la delibera 68/2022/R/rif che ha fissato, per i gestori che svolgono le attività di trattamento in forma non integrata, il valore del WACC pari al 6%.

Ai sensi della disciplina ARERA, la determinazione tariffaria costituisce un vincolo ai ricavi dell'impianto attraverso l'applicazione di un fattore correttivo ai corrispettivi applicati nell'ultimo anno precedente all'avvio della regolazione (2021). Tale fattore (tau) è inoltre vincolato dall'applicazione di un limite massimo per l'incremento annuale dei corrispettivi (in funzione dell'inflazione programmata e delle caratteristiche tecnologiche dell'impianto).

Per gli impianti di San Vittore del Lazio, Aprilia e Orvieto, Acea Ambiente ha provveduto alla trasmissione ai competenti organismi della documentazione prevista dalla Determina ARERA 01/DRIF/2022 e in particolare PEF e relativa Relazione di accompagnamento, ed è in attesa dell'approvazione definitiva delle tariffe ai sensi dell'articolo 7 della delibera 363/2021/R/rif.

Allo stato attuale sono in corso incontri di analisi dei PEF con l'AU-RI per l'impianto di Orvieto e con la Regione Lazio per gli impianti di San Vittore e Aprilia precisando che le voci di costo riportate nei PEF potranno essere oggetto di rettifica da parte dell'ente competente sulla base di specifiche valutazioni. Nelle more dell'approvazione tariffaria nel bilancio 2022 i ricavi sono stati calcolati tenendo conto delle tariffe a mercato corrispondente di fatto alla miglior stima possibile a oggi.

Con la Determina 01/DRIF/2022 del 22 aprile 2022, ARERA ha infine approvato gli schemi tipo degli atti costituenti la proposta tariffaria che i gestori degli impianti "minimi" sottopongono agli organismi competenti, costituiti dagli EGATO o dalla Regione; si fa riferimento, in particolare, al PEF e alla Relazione di accompagnamento dello stesso.

Nel corso del 2022, a valle degli atti di programmazione settoriale pubblicati dagli organismi competenti in applicazione della disciplina ARERA ex delibera 363/2021/R/rif, Acea Ambiente ha provveduto a effettuare le attività propedeutiche per adempiere alle attività regolatorie per gli impianti classificati come "minimi" e successivamente a trasmettere la documentazione prevista dalla Determina 01/DRIF/2022.

Si rimanda ai singoli paragrafi degli impianti di Orvieto, San Vittore del Lazio e Aprilia e Sabaudia per le informazioni relative all'individuazione dei medesimi quali impianti "minimi" ai fini della pianificazione territoriale e sull'attività, attualmente in corso, di validazione della documentazione trasmessa da parte degli Enti competenti.

Si segnalano inoltre le altre attività effettuate da ARERA nel corso dell'anno:

  • con il Documento per la consultazione 611/2022/R/rif è proposta l'introduzione di sistemi di perequazione nel settore dei rifiuti, in particolare connessi al rispetto della gerarchia dei rifiuti (e al recupero dei rifiuti accidentalmente pescati); con tale meccanismo, passante per i gestori dell'impiantistica, verrebbe applicato un incentivo economico ai conferimenti verso attività di recupero di materia o energia, sostenuto dalla penalizzazione applicata ai conferimenti in discarica;
  • con la delibera 413/2022/R/rif è stato avviato un procedimento, previsto anche dalla L. Concorrenza 2022, per la definizione di adeguati standard tecnici e qualitativi per lo svolgimento dell'attività di smaltimento e di recupero. Successivamente, con la delibera 732/2022/R/rif, il procedimento è stato accorpato a quello avviato con la delibera 364/2021/R/rif (volto alla determinazione dei costi efficienti della raccolta differenziata, del trasporto, delle operazioni di cernita e delle altre operazioni preliminari) e prorogato al 30 giugno 2023;
  • con il Documento per la consultazione 643/2022/R/rif, pubblicato nell'ambito del procedimento avviato con la delibera 362/2020/R/rif, sono stati esposti i primi orientamenti per la predisposizione di uno schema tipo di contratto di servizio per la regolazione dei rapporti fra Ente affidante e gestore del servizio di gestione dei rifiuti urbani.

In data 24 e 27 febbraio 2023, sono state pubblicate, rispettivamente, le sentenze n. 486/2023 e 501/2023, e in data 6 marzo 2023, la sentenza n. 557/2023, con cui il TAR Lombardia, Milano, Sezione Prima, ha annullato in parte la deliberazione 363/2021/R/ rif. In particolare, il TAR ha ravvisato nell'individuazione degli impianti "minimi" da parte di ARERA un'"invasione di campo" rispetto a competenze dello Stato, con la conseguente assegnazione alle Regioni di poteri non spettanti a esse e un'inversione procedimentale dell'iter di programmazione.

L'ARERA ha pubblicato il 7 marzo 2023 la delibera 91/2023/C/rif con la quale informa che proporrà appello, con istanza di sospensione cautelare, avverso le sentenze del TAR Lombardia in quanto secondo l'Autorità "le richiamate sentenze […] si basano su un'erronea interpretazione degli elementi di fatto e di diritto rilevanti".

Per ciò che concerne, invece, la pubblicazione delle quattro direttive europee, si rappresenta che le stesse prevedono le modifiche di sei direttive europee riguardanti la materia dei rifiuti e cioè:

  • la Direttiva 2018/851/ UE, che modifica la c.d. Direttiva madre sui rifiuti 2008/98/CE;
  • la Direttiva 2018/850/ UE, che modifica la Direttiva discariche 1999/31/CE;
  • la Direttiva 2018/852/ UE, che modifica la Direttiva imballaggi 94/62/CE;
  • la Direttiva 2018/849/ UE, che modifica la Direttiva sui veicoli fuori uso 2000/53/CE, la Direttiva su pile e accumulatori 2006/66/CE e la Direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, c.d. RAEE 2012/19/ UE.

In estrema sintesi la novità principale che tali provvedimenti apportano alla normativa ambientale riguarda le percentuali di raccolta differenziata da raggiungere nei prossimi anni, in particolare sino al 2035 (prevedendo tuttavia degli step intermedi dal 2020 al 2030 e dal 2030 al 2035) e segnatamente:

  • rifiuti solidi urbani: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% entro il 2035, con tappe intermedie del 55% al 2025 e il 60% al 2030;
  • imballaggi: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% al 2025 e al 70% al 2030;
  • discariche: l'obiettivo è di limitare l'ingresso dei rifiuti in discarica a un tetto massimo del 10% entro il 2035. In tal senso gli Stati membri si adoperano per garantire che, entro il 2030, tutti i rifiuti idonei al recupero o al riciclaggio, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica, ad eccezioni per quei rifiuti per cui il collocamento in discarica rappresenta la migliore opzione ambientale. Sul tema delle discariche si segnala l'introduzione dell'art. 15-ter alla Direttiva del 1999, il quale prevede che la Commissione adotti atti di esecuzione per stabilire il metodo da utilizzare per determinare, in loco e per tutta l'area di estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle discariche. E, altresì, l'introduzione dell'art. 15-quater, il quale conferisce alla Commissione il compito di adottare atti di esecuzione per sviluppare un criterio per il campionamento dei rifiuti (fino alla concreta emanazione di tale nuovo metodo gli Stati membri utilizzano i sistemi nazionali attualmente vigenti);
  • raccolta differenziata dei rifiuti domestici: sono previste importanti novità per la raccolta differenziata di rifiuti domestici, quali rifiuti tessili, rifiuti organici e rifiuti pericolosi domestici, finora non sempre raccolti separatamente;
  • misure di prevenzione della produzione dei rifiuti: nelle direttive è espressamente previsto che gli Stati membri devono adottare una serie di misure per prevenire a monte la produzione di rifiuti quali ad esempio il compostaggio domestico e l'utilizzo di materiali ottenuti con i rifiuti organici, incentivare la produzione e commercializzazione di beni e componenti adatti all'uso multiplo, prevedendo altresì incentivi finanziari in tal senso per incoraggiare tali comportamenti virtuosi.

Tali obiettivi potranno essere rivisti nel 2024 (soprattutto in considerazione della circostanza per cui, gli stessi, sono considerati eccessivamente ambiziosi per taluni Stati che a oggi, ad esempio, ricorrono sovente all'utilizzo delle discariche ai fini dello smaltimento. In tal senso il Legislatore ha pertanto previsto che, riconoscendo le significative differenze di trattamento tra i diversi Stati, sarà possibile concedere una proroga, fino a un massimo di 5 anni, per gli Stati che nel 2013 hanno preparato per il riutilizzo e hanno riciclato meno del 20% dei rifiuti urbani o hanno collocato in discarica oltre il 60% dei rifiuti urbani).

In ottemperanza alla sopra richiamata Legge di Delegazione Europea, sono stati approvati il DLgs 116/2020 relativi a rifiuti e imballaggi, il DLgs 118/2020 relativo ai rifiuti di pile e accumulatori (RPA) e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il DLgs 119/2020 per veicoli fuori uso e il DLgs 121/2020 relativo alle discariche.

Da ultimo su tali Delibere merita un breve passaggio la riscrittura dell'art. 6 della Direttiva 98/2008/CE relativo alla cessazione della qualifica del rifiuto (End of Waste). In particolare, il Legislatore europeo, mediante la nuova delibera di modifica, impone agli Stati membri di adottare misure appropriate per garantire che, quando una sostanza od oggetto rispetta i requisiti richiesti per l'End of Waste, questa non possa essere qualificata come rifiuto.

In particolare, è previsto che, premessa la competenza della Commissione europea sulla definizione dei criteri generali sull'applicazione uniforme delle condizioni End of Waste a determinati tipi di rifiuti, qualora quest'ultima non procedesse in tal senso, gli Stati membri possono stabilire criteri EoW dettagliati a determinati tipi di rifiuti che devono tener conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana della sostanza o dell'oggetto e soddisfano i requisiti EoW previsti dalla direttiva. Tali decisioni dovranno essere notificate dallo Stato membro alla Commissione.

Non solo, la stessa delibera prevede, inoltre, che gli Stati membri possono altresì decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni indicate nella direttiva, rispecchiando, ove necessario, i criteri UE dell'EoW e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione.

Da ultimo sulla materia EoW si segnala l'emendamento approvato in data 6 giugno 2019 e inserito all'interno del Decreto c.d. Sblocca Cantieri (DL 32/2019, convertito con Legge n. 1248). In particolare, la norma stabilisce che, nelle more di adozione di uno o più decreti recanti i criteri EoW per specifiche tipologie di rifiuti, le autorizzazioni ordinarie per gli impianti di recupero rifiuti devono essere concesse sulla base dei criteri indicati nei provvedimenti che disciplinano il recupero semplificato dei rifiuti (DM 5 febbraio 1998, DM 161/2002 e DM 269/2005). Le autorizzazioni ordinarie devono invece individuare le condizioni e le prescrizioni necessarie "per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell'impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero".

Il Ministero dell'Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) viene autorizzato a emanare, "con decreto non avente natura regolamentare", apposite linee guida per l'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina.

SCENARIO DI RIFERIMENTO PER GLI ASPETTI ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL, GOVERNANCE)

Lo sviluppo sostenibile

Il conflitto in corso in Ucraina ha dimostrato nuovamente l'interconnessione del contesto globale, con effetti che si ripercuotono in tutte le aree del mondo. In ambito energetico, come noto, si sono avute conseguenze estreme in conseguenza del blocco degli approvvigionamenti, che hanno spinto verso il rientro in esercizio di fonti energetiche inquinanti. L'Unione Europea ha reagito con il piano REPowerEU, allo scopo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, provenienti dall'estero, e accelerare la transizione verde. Lo scenario 2022 ha avuto un impatto critico sui costi energetici di imprese e famiglie per cui sono state approntate risposte di salvaguardia da parte delle istituzioni pubbliche.

A livello climatico i dati dell'osservatorio UE Copernicus hanno registrato nel 2022 eventi climatici estremi, temperature record e gas serra in aumento a livello globale. In Europa, il perdurare di alte temperature ha comportato ripercussioni sull'agricoltura, sul trasporto fluviale e sulla gestione dell'energia. Le condizioni di estrema siccità hanno portato anche a un aumento del pericolo di incendi, che ha avuto come conseguenza un numero insolitamente elevato di episodi nell'Europa sud-occidentale.

In tale contesto vanno inquadrate e valutate le iniziative istituzionali globali e nazionali dell'anno: la COP27 sul clima tenutasi in Egitto e la COP15 sulla biodiversità di Montreal, tra i cui obiettivi si evidenziano, ad esempio, l'estensione delle aree protette e la rigenerazione degli ecosistemi degradati (30% entro il 2030). A livello nazionale, si segnalano la riforma costituzionale degli art. 9 e 41 e il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici.

L'Europa ha assunto, nell'anno, alcuni specifici e rilevanti provvedimenti in materia di sostenibilità d'impresa. È stata pubblicata in GUUE la Corporate Sustainability Reporting Directive, evoluzione della Non-Financial Reporting Directive del 2014, che amplia la platea di imprese sottoposte a obblighi di rendicontazione e introduce importanti novità, quali ad esempio la doppia materialità, la predisposizione di nuovi standard e l'inclusione dell'informativa nella Relazione alla Gestione. È avanzato il lavoro istituzionale sulla Direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese sulla tutela dell'ambiente e dei diritti umani nelle proprie "catene di attività", che ha portato in dicembre all'adozione da parte del Consiglio UE del proprio orientamento in materia. Il Regolamento 2020/852 (c.d. "Tassonomia europea") ha incluso, nel 2022, disciplinandone i criteri di vaglio tecnico, le attività collegate al nucleare e ai gas fossili tra quelle potenzialmente ecosostenibili; inoltre, al secondo anno di applicazione, prevede la rendicontazione da parte delle imprese dei KPI economici correlati oltre che alle attività ammissibili a quelle allineate.

La legislazione nei mercati di riferimento, a livello locale, nazionale e sovra-nazionale

Il contesto normativo di riferimento per il Gruppo Acea è ampio e articolato in funzione della specificità dei business gestiti e della varietà degli ambiti su cui intervengono le discipline normative e regolatorie che incidono sull'operatività aziendale, dai profili amministrativi autorizzativi a quelli di tutela del mercato e della concorrenza. A tali aspetti si aggiunge la peculiarità della natura di Società quotata, con i relativi impatti normativi, ad esempio in termini di disciplina delle comunicazioni al mercato.

Come già evidenziato, le tensioni nel mercato energetico e il proseguire dell'emergenza sanitaria Covid-19 hanno caratterizzato l'anno soprattutto per gli effetti sistemici sul "caro energia" e sul "caro materiali", da cui è derivata un'azione legislativa specifica, iniziata dal Governo Draghi e proseguita con il nuovo Governo, mirata a mitigarne gli effetti.

In tal senso si inquadrano i diversi provvedimenti (DL 21/2022 – c.d. "DL Taglia prezzi"; DL 50/2022 – c. d. "DL Aiuti"; Legge di Bilancio 2023) che sono intervenuti per disciplinare il meccanismo di contributi solidaristici, a carico dei soggetti operanti nel settore energetico, per contenere gli effetti del caro bolletta su imprese e consumatori.

Sempre collegati alla situazione energetica straordinaria e rilevanti per l'impatto sulle imprese energetiche, rilevano i provvedimenti in tema di extraprofitti e sospensione delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di elettricità e gas. Sul primo aspetto, il DL 4/2022 – c. d. "DL Sostegni ter" - ha previsto meccanismi di compensazione per i produttori da fonti rinnovabili che, alle condizioni previste, possono determinare un extraprofitto da versare al GSE; sul secondo tema, il DL 115/2022 – c. d. "DL Aiuti bis", ha previsto la sospensione da parte delle imprese delle modifiche unilaterali dei contratti di fornitura energetica relativamente alla definizione dei prezzi, e il successivo DL 198/2022 – c.d. "DL Milleproroghe" – ne ha esteso il periodo di validità (30 giugno) escludendone l'applicazione per i contratti in scadenza.

Nel 2022 si sono svolte le consultazioni per il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, a seguito delle quali il Consiglio dei Ministri ha approvato a dicembre in esame preliminare lo schema del Decreto legislativo di recepimento. Le importanti novità in merito riguardano la revisione delle norme volte a proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone "salubrità e pulizia", anche attraverso una revisione dei parametri e dei valori di rilevanza sanitaria, la definizione di requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili, l'introduzione di un approccio di valutazione e gestione del rischio più efficace ai fini della prevenzione sanitaria, della protezione dell'ambiente e del controllo delle acque destinate al consumo umano, anche sotto il profilo dei costi e dell'allocazione delle risorse rafforzando il ruolo dei Piani di Sicurezza dell'Acqua (PSA) e infine il miglioramento dell'accesso equo per tutti all'acqua potabile sicura e delle informazioni pubbliche sulle acque destinate al consumo umano.

Nel 2022 è stata data attuazione alla delega sul riordino della normativa sui servizi pubblici locali con il DLgs n. 201/2022, che riorganizza la disciplina, inserita tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al fine di promuovere dinamiche competitive che portino a migliorare la qualità dei servizi pubblici e i risultati delle gestioni nell'interesse dei cittadini e degli utenti.

Di rilievo anche l'approvazione in via preliminare il 16 dicembre 2022 da parte del Consiglio dei Ministri dello schema del Decreto legislativo di rinnovo del Codice dei Contratti Pubblici, teso a semplificare la normativa in materia di appalti pubblici e concessioni al fine di assicurarne un'efficiente realizzazione. Il Codice si applicherà ai nuovi procedimenti dal 1° aprile 2023. Dal 1° luglio 2023 è prevista l'abrogazione del Codice precedente (DLgs 18 aprile 2016, n. 50) e l'applicazione delle nuove norme anche ai procedimenti in corso.

Gli impatti ambientali ed energetici

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.

In novembre 2022 si è svolta a Sharm el-Sheikh la COP27. I nego-

ziati hanno seguito linee d'azione relative a cinque tematiche: la decarbonizzazione, l'adattamento climatico, la natura, il cibo e l'acqua. La Conferenza si è conclusa con l'emanazione del Sharm el-Sheikh Implementation Plan. Tale accordo mantiene quanto ratificato nel Glasgow Climate Pact (COP26) che prevede l'impegno dei Paesi firmatari nel mantenere la temperatura globale al di sotto di 1,5°C di aumento rispetto ai livelli preindustriali ed evidenzia la necessità della transizione verso un sistema basato su fonti rinnovabili e riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili. Vengono incoraggiati gli sforzi per eliminare gradualmente il carbone, favorendo le fonti a basse emissioni e promuovendo l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. A livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC), i Paesi che non hanno ancora presentato i loro impegni nella decarbonizzazione, sono invitati a farlo, mentre quelli che lo hanno già fatto sono invitati ad aggiornarli entro il 2023. La principale novità riguarda l'introduzione del princìpio "loss and damage", attraverso il quale è previsto il riconoscimento di indennizzi ai Paesi in via di sviluppo più vulnerabili per i danni climatici subiti. Il princìpio verrà attuato tramite la costituzione di un apposito Fondo.

Per quanto concerne il tema emissioni di gas climalteranti, anche nel 2022 Acea ha partecipato al Carbon Disclosure Project – CDP, ricevendo una valutazione pari a B, che posiziona l'Azienda in classe Management. Nel 2022 Acea, oltre ad aver pubblicato la sua prima Informativa climatica 2021, secondo le raccomandazioni TCFD, ha portato avanti un nuovo progetto volto ad arricchire l'identificazione dei rischi e le analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo.

Cambiamento climatico

La sensibilità all'evolversi del cambiamento climatico e ai suoi effetti sui business gestiti è tema ormai consolidato a livello internazionale che si riflette anche in una maggiore richiesta di informativa nella relazione finanziaria annuale. Sebbene non esista un princìpio contabile internazionale che disciplini come gli impatti del cambiamento climatico siano da considerare nella predisposizione del bilancio, lo IASB ha emesso taluni documenti per supportare gli IFRS-Adopter nel soddisfare tale richiesta di informativa delle parti interessate. Parimenti, ESMA, nelle sue European Common Enforcement Priorities, ha evidenziato che gli emittenti debbano considerare nella preparazione dei bilanci IFRS i rischi climatici nella misura in cui i medesimi siano rilevanti a prescindere dal fatto che detti rischi siano o meno esplicitamente previsti dagli standard contabili di riferimento.

Il Gruppo Acea descrive le proprie considerazioni in merito alle azioni riconducibili alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico così come all'adattamento al cambiamento climatico nella dichiarazione non finanziaria (redatta in conformità agli Standard GRI, che include, inoltre, l'informativa prevista dal Regolamento 2020/852, in relazione ai due obiettivi climatici, mitigazione e adattamento). In tale ambito, considerando i settori di attività in cui opera il Gruppo per il tramite delle sue partecipate, il Gruppo Acea, nel proseguire la definizione di aggiornati piani futuri a oggi in corso di sviluppo e predisposizione, ha identificato taluni rischi derivanti dall'attuale processo di mitigazione e adattamento.

Di seguito si fornisce una sintesi delle considerazioni svolte dal management con riferimento agli aspetti ritenuti rilevanti ai fini della predisposizione del bilancio nei settori di attività in cui si opera.

Con riferimento al breve periodo il management non rileva impatti specifici di rilevante entità derivanti da rischi legati al clima, da considerare nell'applicazione dei princìpi contabili. Il Gruppo in tutti i settori di attività serviti persegue l'eccellenza dell'erogazione del servizio; questo comporta un costante impegno nello sviluppo di infrastrutture adeguate e nell'evoluzione della gestione delle medesime, con applicazione di innovazione tecnologica e digitalizzazione, nonché nella preservazione e tutela della risorsa idrica, nello sviluppo di capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nell'efficientamento energetico dei processi produttivi, nel perseguimento di un approccio all'economia circolare e nell'espletamento dei controlli riguardo le commodity fornite alla clientela.

Con riferimento al medio-lungo periodo il management, nel proseguire la definizione di aggiornati piani di sviluppo a oggi in corso di predisposizione, non ravvede ulteriori considerazioni specifiche da fattorizzare nell'applicazione dei princìpi contabili per la predisposizione di bilancio.

Si segnala che la valutazione e, più specificamente, la quantificazione dei rischi legati al clima richiedono l'applicazione di analisi di scenario climatico – attività che il Gruppo ha avviato, pubblicando nel giugno 2022 l'Informativa climatica Gruppo Acea 2021, secondo le raccomandazioni TCFD – ed è tuttavia esposta anche ad assunzioni su sviluppi futuri altamente incerti, come futuri sviluppi tecnologici, azioni del governo, interventi regolatori o ancora evoluzioni di equilibri politici internazionali.

Per i principali settori in cui il Gruppo opera, le azioni per il contenimento dei rischi collegati al cambiamento climatico si concretizzano nella realizzazione di investimenti nelle infrastrutture per prevenire e/o mitigare gli impatti derivanti prevalentemente dai rischi fisici.

Il management ha valutato che tali investimenti non riducono o modificano l'aspettativa con riferimento ai benefìci economici connessi all'utilizzo delle attività iscritte tra le immobilizzazioni materiali in quanto gli stessi hanno rilevanza regolatoria e dunque soggetti a meccanismi di ristoro specifici. Pertanto, non si è resa necessaria la rivisitazione critica della vita utile delle immobilizzazioni in bilancio.

Con specifico riferimento alla vendita di commodity, il Gruppo monitora come potenziale effetto derivante dal rischio reputazionale la vita utile della customer base e delle valutazioni di bilancio a essa correlate.

Con riferimento all'esistenza di rischi di impairment delle attività, il management ha considerato che, sebbene le azioni di mitigazione/ adattamento del rischio climatico comportino la necessità di pianificare la manutenzione/evoluzione degli impianti per garantire la qualità del servizio, la sicurezza degli asset gestiti e il mantenimento delle prestazioni degli stessi, queste attività comunque sono considerate nell'ambito della previsione dei flussi di cassa utilizzati alla base della determinazione del value in use.

Si evidenzia infine che la legislazione introdotta in risposta ai cambiamenti climatici potrebbe dar luogo a nuovi obblighi che prima non esistevano.

L'andamento dei costi di acquisto delle materie prime insieme a quello dei derivati di copertura richiede un'attenta politica di monitoraggio dei fabbisogni e della copertura dei prezzi. L'andamento del costo delle commodity in derivazione degli effetti del cambiamento climatico potrebbe rendere onerosi taluni contratti di vendita. Inoltre, l'indisponibilità delle materie prime potrebbe rendere inefficaci coperture di flussi di cassa derivanti da transazioni future altamente probabili.

Infine, con particolare riferimento ai settori regolati, la presenza di rischi fisici cronici potrebbe portare a una riduzione della qualità del servizio con conseguente sorgere di passività per penalità.

Il conflitto Russia -Ucraina

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha generato gravi ripercussioni non solo a livello umanitario, ma anche a livello economico, impattando notevolmente sui mercati finanziari globali. Le conseguenti sanzioni imposte dai governi di tutto il mondo all'economia russa e le contromisure adottate da quest'ultima hanno contribuito alla forte spinta in rialzo dei prezzi delle materie prime (con particolare riferimento all'energia, ai metalli e ai beni agricoli) e a disagi significativi nelle attività di scambio commerciale a livello internazionale.

Il notevole incremento inflazionistico generato dal conflitto porta a considerare un probabile cambiamento nella politica monetaria delle principali banche centrali mondiali verso una maggiore restrittività e austerità, come effettuato dalla BCE in relazione all'incremento dei tassi di interesse e all'acquisto del debito pubblico degli Stati Membri. Questo cambio di rotta genera inevitabilmente un aumento dei tassi di interesse finanziari, per conseguentemente impattare l'economia reale, gli investimenti effettuati dalle singole imprese, il livello di produzione delle stesse e il tasso di occupazione.

È quindi chiaro che gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi Paesi, ma nella totalità delle aziende, trovandosi queste ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.

È necessario evidenziare che a tal proposito il Public Statement dell'ESMA del 28 ottobre 2022 tratta gli effetti dell'invasione russa dell'Ucraina sulle rendicontazioni finanziarie del bilancio 2022 redatte seguendo il princìpio IAS34. Lo Statement ha quindi l'obiettivo di fornire agli organi di amministrazione e controllo delle società regolate una serie di raccomandazioni in merito al processo di produzione dell'informativa di bilancio, con particolare enfasi sui controlli necessari per verificare eventuali riduzioni di valore (impairment test) delle attività non finanziarie.

Lo Statement sottolinea che il cambio di approccio strategico, commerciale e finanziario delle aziende successivo al conflitto ha incrementato notevolmente il rischio di impatti significativi su valore contabile delle attività e passività di bilancio. Lo Statement suggerisce quindi di rivedere ed eventualmente aggiornare le considerazioni fatte per i bilanci di fine anno, in particolare le assunzioni e le ipotesi alla base del calcolo dei flussi prospettici e degli altri elementi che concorrono alla stima del valore recuperabile.

L'ESMA ricorda poi che, al fine di valutare l'esistenza di possibili indicazioni di riduzione di valore delle attività non finanziarie ricomprese nello scope dello IAS 36 (Impairment Testing), è necessario considerare tutte le fonti informative, sia di natura esterna che interna, per valutare se gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia rappresentino possibili indicazioni di riduzione di valore delle stesse attività. Lo Statement sottolinea inoltre che il notevole aumento del livello generale di incertezza causato dal conflitto richiede di valutare attentamente (nel contesto di stima del valore recuperabile attraverso il metodo del Value in Use) i dati finanziari previsionali utilizzati. A tal fine, l'ESMA ritiene che, a seconda del tipo di attività da controllare e del relativo livello di rischio, può essere necessario sviluppare scenari multipli attorno ai dati previsionali considerati, supportati da parametri e input di stima ragionevoli e realistici. Sempre in tal senso, dovrà comunque esserci consistenza tra i dati previsionali utilizzati e le assunzioni associate agli stessi per i controlli di valore, nonché tra le scelte e i piani strategici formulati dalle imprese successivamente al conflitto.

Con riferimento al tasso di sconto utilizzato per la stima del valore recuperabile, lo Statement sottolinea e ricorda che lo stesso dovrà riflettere le attuali condizioni di mercato e le caratteristiche di rischio specifico associate alle specifiche attività oggetto di impairment test (escludendo il rischio delle attività già riflesso nei flussi previsionali). Lo Statement sottolinea infine che i rischi associati ai fenomeni di aumento dei tassi di interesse di mercato e del tasso di inflazione potrebbero aver un impatto anche sul tasso di sconto da utilizzare ai fini della stima del valore recuperabile delle attività per riflettere gli stessi fenomeni, a meno che gli stessi rischi non siano già riflessi nel calcolo dei flussi previsionali utilizzati.

Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica

Il Modello di innovazione di Acea prevede lo sviluppo di partnership, di livello nazionale e internazionale, con attori dell'ecosistema dell'innovazione operativi nei settori di interesse strategico per il Gruppo, al fine di creare canali privilegiati di accesso a idee, opportunità di business e tecnologiche, ricerca accademica e nuovi talenti per innovare business, processi e prodotti aziendali.

In tale contesto è da segnalare, ad esempio, la conferma della partecipazione di Acea a Zero Accelerator, l'acceleratore verticale per supportare le migliori start-up e PMI innovative che sviluppano progetti e soluzioni tecnologiche in ambito greentech, e alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, primo living lab permanente per delle idee della futura Roma Smart City. Anche nelle relazioni con gli enti pubblici vengono promosse iniziative di collaborazione per la condivisione di impegni di ricerca e innovazione: in tale ambito, ad esempio, si inquadra il progetto Labsharing di Acea Elabori nato in collaborazione con ENEA, volto a valorizzare i rispettivi asset e mettere in comune laboratori, tecnologie e know how di alto livello per favorire la ricerca e il monitoraggio in campo ambientale con un approccio aperto al mondo dell'innovazione e della sostenibilità. Nel 2022, Acea ha aperto e inaugurato, tramite il partner Mind The Bridge, una Innovation Antenna in Silicon Valley con l'obiettivo di creare relazioni fra l'azienda, le sue business unit e il mondo dell'innovazione della Silicon Valley e intercettare le tecnologie emergenti con impatto significativo nei settori in cui opera il Gruppo.

Acea si confronta anche con il mondo accademico e con specifici Osservatori, come quello sulla Digital Innovation, sulla Startup Intelligence e sulla Space Economy tutti afferenti al Politecnico di Milano.

Lo sviluppo del personale

Le Persone rappresentano per ogni organizzazione un asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale in trasformazione. Acea presta ascolto alle esigenze delle proprie persone ed elabora una People Strategy declinata in progetti e iniziative.

Acea annualmente redige un piano Equality & Care che raccoglie gli obiettivi e i relativi progetti sia in ambito diversity & inclusion sia in ambito di welfare aziendale. Nel 2022 il Gruppo si è dotato di una Politica Equality Diversity & Inclusion, ha istituito il Comitato Equality, Diversity & Inclusion, che guiderà il processo di evoluzione culturale volto a promuovere e diffondere una cultura aziendale in materia, e ha nominato l'Equality, Diversity & Inclusion Manager, responsabile di coordinare le attività di predisposizione e monitoraggio di un piano operativo delle iniziative, anche al fine di supportare il Comitato. Acea SpA ha inoltre ottenuto la Certificazione sulla parità di genere, la UNI/PdR 125:2022. Si dà inoltre evidenza che nel corso del 2022 Acea è stata inserita da Financial Times e Statista nella classifica dello speciale "Europe's Diversity Leaders 2023". In ultimo si segnala che Acea, per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione.

In Acea è sviluppato un sistema integrato di welfare aziendale, fondato sull'ascolto dei dipendenti e dei loro fabbisogni e declinato attraverso sei pilastri fondamentali: salute, benessere psicofisico, famiglia, misure di conciliazione, agevolazioni economiche e previdenza complementare. Numerose iniziative sono state attuate per implementare i pilastri del welfare, come, ad esempio, campagne di prevenzione sanitaria, servizi di supporto per il benessere psico-fisico e di sostegno alla genitorialità. Tali tematiche vengono condivise in un Comitato Bilaterale, composto dai rappresentanti delle Società del Gruppo e delle Organizzazioni Sindacali.

Nell'ambito dei processi di formazione del Gruppo è stata costituita l'Accademy "Acea Business School" che eroga corsi in ambito manageriale, di ruolo, governance e digitale, rivolti a tutto il Gruppo e progettati con partner qualificati (Università, Business School, Centri di ricerca ecc.). Nel 2022 è proseguito altresì l'investimento nelle competenze digitali.

La gestione sostenibile della catena di fornitura

Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori. Nell'affrontare tale percorso, in tema di green procurement, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche aspetti premianti, non obbligatori.

Acea riconosce valore alle aziende della catena di fornitura che hanno scelto di certificarsi negli schemi qualità, ambiente, sicurezza ed energia e ha intrapreso iniziative per valorizzare e promuovere le imprese che dimostrano di applicare criteri di sostenibilità, investire in formazione sulla sicurezza dei propri lavoratori e che si dotano di mezzi ecologici per lo svolgimento della loro attività.

Acea svolge verifiche di seconda parte (attraverso specifici audit presso i fornitori) con l'obiettivo di sensibilizzare ed essere di supporto al miglioramento continuo della catena di fornitura. Il coinvolgimento diretto dei fornitori e i momenti di confronto costituiti dalle verifiche periodiche consentono di rilevare il livello di consapevolezza su temi emergenti di sostenibilità e forniscono l'occasione di considerare congiuntamente percorsi di miglioramento. Inoltre, Acea ha fissato standard contrattuali che prevedono espressamente l'adesione e osservanza sia al Modello di Organizzazione e Controllo 231 (qualora i fornitori non ne siano già autonomamente dotati), sia al Manuale di conformità alla normativa in materia antitrust e di tutela del consumatore – Princìpi generali nonché alla Politica Anticorruzione adottati da Acea.

In un'ottica crescente di monitoraggio della catena di fornitura, Acea ha ampliato, nel corso del 2022, il sistema di Vendor Rating di Gruppo, che comprende anche un indicatore premiante per gli aspetti legati alla sostenibilità sociale e ambientale (Ecovadis), quale strumento di analisi, valutazione e monitoraggio delle performance dei fornitori: nel corso del 2022 sono significativamente aumentati i fornitori valutati con Ecovadis.

Si segnala inoltre che, a seguito dell'incremento dei costi dei materiali da costruzioni registrati nell'ultimo anno, il legislatore nel Decreto Legge 17 maggio 2022 n. 50 è intervenuto al fine di attenuare gli effetti negativi sul sistema economico. Il Decreto Legge in particolare da un lato stabilisce la possibilità da parte degli appaltatori di richiedere all'appaltante una maggiorazione dei prezzi concordati in sede di gara e dall'altro fornisce la possibilità all'appaltante di richiedere l'accesso a un fondo nazionale appositamente costituito per un importo ben determinato per la copertura del maggior costo. In caso le richieste eccedano l'importo del fondo, lo stesso verrà ripartito proporzionalmente tra gli aventi diritto. L'accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi per opere non finanziate, in tutto o in parte, con risorse PNRR/PNC può essere effettuato con riferimento ai SAL dei lavori eseguiti dal 1° gennaio 2022 al 31 luglio 2022 e/o dal 1° agosto al 31 agosto 2022.

La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

La sicurezza vista come strategia, e non solo come compliance, si basa sulla volontà di incidere sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità dei dipendenti, e sulla possibilità di misurare e monitorare i risultati. A tale fine Acea realizza campagne di sensibilizzazione sul tema e ha adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento circa i temi su esposti riguardano anche appaltatori e sub-appaltatori di Acea, partner fondamentali per la realizzazione dei business lungo la catena del valore. È attivo un Comitato di Coordinamento RSPP del Gruppo al fine di condividere i risultati delle prestazioni di sicurezza e mettere a fattor comune esperienze, buone pratiche e soluzioni sostenibili per prevenire il fenomeno infortunistico in azienda. Nel Gruppo è stata adottata la Dashboard H&S (Health & Safety) quale strumento per la rendicontazione delle prestazioni di salute e sicurezza sul lavoro che viene aggiornata continuamente implementando grafici che migliorino l'analisi dei dati forniti dalle Società del Gruppo.

In virtù della Legge n. 4 del 15 gennaio 2021 e dell'obbligo di tutelare la salute psicofisica dei dipendenti sui luoghi di lavoro previsto dall'art. 28 del DLgs n. 81/08, Acea garantisce un approccio inclusivo, integrato e incentrato sulla prospettiva di genere per la prevenzione e l'eliminazione delle violenze nel mondo del lavoro. In tal senso, è stato previsto e inserito all'interno del Documento di Valutazione del Rischio un approfondimento legato a tali tematiche, con una valutazione del rischio più puntuale per tutti i gruppi omogenei e l'individuazione delle misure atte a prevenire e, se del caso, a contenere il rischio all'interno dei luoghi di lavoro.

È attivo dal 2020 il Comitato di Prevenzione Coronavirus, quale organo di Gruppo che ha lo scopo di monitorare con la massima attenzione la situazione epidemiologica e vigilare sull'evoluzione del quadro emergenziale, valutando le più opportune azioni da indicare nell'interesse esclusivo della salute, sicurezza e prevenzione di tutti i dipendenti del Gruppo Acea.

ANDAMENTO DELLE AREE DI ATTIVITÀ

RISULTATI ECONOMICI PER AREA DI ATTIVITÀ

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del princìpio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di Acea oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.

31/12/2022
€ milioni Infrastrutture Energetiche Altro
Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione areti IP Elisioni Totale Ingegneria
e Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
consolidato
Ricavi 342 3.160 95 1.374 175 551 55 0 606 118 152 (857) 5.166
Costi 241 3.070 62 705 85 200 54 0 254 104 196 (857) 3.861
Margine
Operativo
Lordo
102 90 33 669 90 351 1 0 352 13 (44) 0 1.305
Ammortamenti
e perdite di
valore
43 68 14 400 15 148 2 0 150 9 40 0 739
Risultato
Operativo
59 22 19 269 75 203 (1) 0 202 4 (84) 0 566
Investimenti 46 50 6 611 30 267 2 0 269 6 33 0 1.050

Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto; l'Area Idrico comprende anche i bilanci delle società operanti nella distribuzione del gas in Abruzzo e la neo consolidata ASM Terni.

31/12/2021
€ milioni Infrastrutture Energetiche Altro
Ambiente Commerciale e
Trading
Estero Idrico Generazione areti IP Elisioni Totale Ingegneria
e Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
consolidato
Ricavi 235 2.078 77 1.238 126 585 41 0 626 112 140 (639) 3.993
Costi 171 1.998 50 583 47 210 44 0 254 95 180 (639) 2.737
Margine
Operativo
Lordo
64 81 27 655 80 375 (3) 0 372 17 (39) 0 1.256
Ammortamenti
e perdite di
valore
31 66 11 348 30 152 2 0 154 7 28 0 675
Risultato
Operativo
33 15 16 308 49 222 (5) 0 217 11 (67) 0 581
Investimenti 36 49 5 522 39 271 4 0 275 10 34 0 970

AREE INDUSTRIALI

La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni Corporate e in sette aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Generazione, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.

IDRICO

Servizio Idrico Integrato nel territorio italiano Distribuzione gas

COMMERCIALE E TRADING

Energy management Vendita di energia elettrica e gas Energy efficiency su clienti domestici

ESTERO

Sviluppo iniziative al di fuori del territorio italiano

INGEGNERIA E SERVIZI

Analisi di laboratorio Ingegneria & Consulenza

Generazione elettrica Cogenerazione Fotovoltaico

INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

Distribuzione e Misura Illuminazione Pubblica

Gestione fanghi Trattamento, recupero, valorizzazione e smaltimento dei rifiuti Gestione delle plastiche da riciclo

AMBIENTE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Conferimenti a WTE kt 390 412 (23) (5,5%)
Rifiuti in discarica kt 52 41 11 25,7%
Conferimenti in impianti di compostaggio kt 195 209 (14) (6,6%)
Conferimenti in impianti di selezione kt 208 237 (29) (12,1%)
Rifiuti intermediati kt 166 155 11 7,1%
Liquidi trattati presso impianti kt 323 426 (103) (24,2%)
Conferimenti M&A kt 381 35 346 n.s.
Energia elettrica ceduta netta GWh 322 328 (6) (1,9%)
Rifiuti prodotti kt 457 222 235 105,7%

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 342,4 234,7 107,7 45,9%
Costi 240,8 170,9 69,8 40,8%
Margine Operativo Lordo 101,6 63,7 37,9 59,4%
Risultato Operativo 58,5 32,5 26,0 80,0%
Dipendenti medi 875 615 260 42,2%
Investimenti 46,2 36,1 10,1 28,0%
Posizione Finanziaria Netta 351,5 320,1 31,4 9,8%

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Ambiente 101,6 63,7 37,9 59,4%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 7,8% 5,1% 2,7 pp

L'Area Ambiente chiude l'esercizio 2022 con un livello di EBITDA pari a € 101,6 milioni, in crescita di € 37,9 milioni (+59,4% rispetto al precedente esercizio). L'incremento registrato è imputabile in parte alla variazione di perimetro (+€ 12,3 milioni) in prevalenza per il consolidamento del Gruppo Deco (+€ 8,8 milioni) e di MEG (+€ 1,6 milioni) acquisite a fine 2021, al consolidamento di Tecnoservizi e Italmacero (+€ 1,0 milioni), S.E.R. Plast (+€ 0,9 milioni) e all'incremento registrato da Acea Ambiente (+€ 30,7 milioni) come conseguenza dei maggiori margini generati dalla cessione di energia elettrica derivante dall'effetto positivo sui prezzi di vendita (+€ 27,0 milioni) derivante principalmente dagli impianti di Terni e San Vittore. Tali maggiori margini sono compensati solo in parte dai minori volumi e dai maggiori costi per € 7,0 milioni e soprattutto dall'effetto positivo derivante della vendita dei diritti CO2 a seguito della delibera n. 66/22 con la quale il "Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto" ha disposto nei confronti dell'Impianto UL1 di Terni la revoca dell'autorizzazione a emettere gas, il tutto con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021, con la conseguenza che si è proceduto alla vendita delle quote EUA relative all'annualità 2021 per un ammontare complessivo di € 11,1 milioni. Alla variazione concorre anche la riduzione fatta registrare da Demap per € 1,1 milioni, dovuta al minore margine generato dalle ridotte quantità ingressate in stabilimento come conseguenza diretta degli effetti prodotti dall'incendio avvenuto alla fine del 2021; si evidenzia, infine, il minor margine registrato da Berg (-€ 1,7 milioni) sul trattamento dei liquidi.

L'organico medio al 31 dicembre 2022 si attesta a 875 unità e risulta in aumento di 260 unità rispetto al 31 dicembre 2021, principalmente imputabile alla variazione dell'area di consolidamento (+246 unità) e in via residuale ad Acea Ambiente (+15 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 46,2 milioni (+€ 10,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2021) e si riferiscono in prevalenza a investimenti effettuati da Acea Ambiente (€ 28,9 milioni) per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima. Contribuiscono inoltre alla variazione in aumento gli investimenti realizzati da Cavallari (+€ 2,9 milioni) per l'acquisto di un capannone industriale; il restante incremento è imputabile prevalentemente alla variazione di perimetro (+€ 8,3 milioni). Tali incrementi sono in parte compensati dai minori investimenti registrati da Berg (-€ 1,2 milioni) per investimenti eseguiti nel corso del 2021 inerenti la realizzazione di un concentratore.

La posizione finanziaria netta si attesta a € 351,5 milioni in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 31,4 milioni, imputabili in prevalenza agli effetti derivanti dalle operazioni di M&A effettuate da Acea Ambiente che registra pertanto un peggioramento della posizione finanziaria netta per € 15,8 milioni. Parte della variazione discende inoltre dagli effetti derivanti dalla variazione di perimetro (+€ 12,9 milioni) con particolare riferimento a Tecnoservizi e S.E.R. Plast che contribuiscono negativamente rispettivamente per € 8,5 milioni e € 5,3 milioni.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:

Terni (UL1): per tutto il 2022, la pianificazione contrattuale per conferimenti del rifiuto scarti di pulper ha garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo. Si segnala che, con delibera n. 66/22 del 24 marzo 2022, il Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto ha disposto la revoca dell'autorizzazione a emettere gas per l'impianto (numero di autorizzazione 1711) con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021. Pertanto, la Società ha provveduto alla vendita di tutte le quote CO2 di competenza dell'esercizio 2021 già accreditate sul conto proprietà della Società e pari a un totale di 128.858 nonché quelle opzionate per l'esercizio 2022 pari a 30.000.

Paliano (UL2): in esecuzione all'autorizzazione paesaggistica per la demolizione dell'impianto di depurazione e delle vasche interrate rilasciata dal Comune di Anagni, nel mese di settembre 2020, nonché a seguito dell'aggiornamento del progetto esecutivo autorizzato dal Comune di Anagni con Determinazione n. 1003 del 16 settembre 2020, in data 26 aprile 2021, sono ripresi i lavori per la demolizione dell'impianto di depurazione, delle vasche interrate e dell'ex fabbricato di produzione di acqua mineralizzata. I lavori di demolizione dell'ex depuratore si sono conclusi, con specifico provvedimento di chiusura lavori da parte del Direttore Lavori in data 25 febbraio 2022.

San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e in particolare da CSS (Combustibile Solido Secondario) prodotto dal trattamento dei rifiuti urbani provenienti dal territorio della Regione Lazio. Quello di San Vittore del Lazio è oggi l'unico impianto di termovalorizzazione su scala regionale e rappresenta un terminale strategico per la filiera rifiuti.

Nel corso dell'esercizio, le linee 1, 2 e 3 dell'impianto hanno garantito un esercizio regolare in termini di ore di funzionamento.

In riferimento all'attività di smaltimento/recupero dei rifiuti prodotti nel processo di termovalorizzazione, la Società ha sottoscritto, anche per il 2022, i relativi contratti di conferimento che garantiscono l'esercizio delle tre linee in continuo. Le prestazioni attese dell'impianto nel periodo di riferimento, sia per quanto concerne le attività di trattamento rifiuti, che per quanto concerne la produzione di energia elettrica, hanno risentito delle condizioni meteorologiche avverse registrate nel primo bimestre dell'anno unitamente a interventi pianificati in relazione al gruppo turboalternatore della linea 2 nonché a miglioramenti di performance della linea 1.

Da marzo 2020 a tutt'oggi, in ragione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, con ordinanza n. Z00015 del 25 marzo 2020, la Regione Lazio ha prescritto ad Acea Ambiente, relativamente all'impianto in questione, di accettare in ingresso e di avviare a combustione nelle linee 2 e 3, unitamente al CSS, rifiuti urbani indifferenziati provenienti da abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone per SARS-Cov-2 in isolamento o in quarantena obbligatoria.

Per l'avvio delle attività ordinate dalla Regione Lazio, sono stati predisposti specifici contratti commerciali con i soggetti conferitori e sono state elaborate procedure specifiche per la gestione delle operazioni di ricezione, stoccaggio e alimentazione dei rifiuti contaminati da Covid-19 da avviare a termodistruzione.

A seguito della presentazione, in data 7 agosto 2020, dell'istanza di autorizzazione per la realizzazione della quarta linea, la Regione Lazio ha rilasciato i seguenti provvedimenti autorizzativi: i) D.D. n. G09041 del 12/07/2022 Valutazione di Impatto Ambientale positiva, ii) D.D. n. G14621 26/10/2022 Autorizzazione Integrata Ambientale e iii) D.D. n. G14844 28/10/2022 Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. Inoltre, con DGR n. 290 del 12 maggio 2022, la Regione Lazio ha approvato il documento recante lo stato di attuazione del PRGR e Individuazione degli impianti di chiusura del ciclo minimi e intermedi. L'impianto di San Vittore del Lazio è stato individuato, inoltre come "impianto minimo" per la sua completa capacità autorizzata (ivi compresa, tra l'altro, anche la Linea quarta): alla luce di ciò, la quasi totalità dei flussi in ingresso verrebbero a essere regolati direttamente dall'Autorità, che determinerebbe anche la tariffa da applicare in ragione della metodica stabilità da ARERA (in ossequio alla quale sono attualmente in corso le valutazioni e le elaborazioni numeriche per la predisposizione del PEF, che sarà evidentemente oggetto di analisi preliminare essendo il primo anno di attuazione). Stante la menzionata qualificazione dell'impianto in questione quale "impianto minimo", a fronte della richiesta trasmessa dalla Regione Lazio ai gestori di detti impianti, nel mese di ottobre 2022 la Società ha provveduto a predisporre e a trasmettere il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022- 2025.

Successivamente la Regione ha richiesto il supporto tecnico specialistico a una società di consulenza per l'attività di validazione dei PEF e organizzato un primo incontro in data 22 dicembre. Si è oggi in attesa dell'approvazione delle tariffe da parte degli organismi competenti ai sensi della disciplina ARERA (cfr. articolo 7 della delibera 363/2021/R/rif). Si informa infine che si sono tenute, nelle date del 1° luglio 2021, del 25 ottobre 2021, del 10 gennaio 2022 e del 24 gennaio 2022 altrettante sedute della Conferenza di Servizi. L'ultima seduta si è conclusa con l'espressione della compatibilità ambientale con prescrizioni del progetto, rimandando al successivo provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale oggetto di specifica Determinazione Dirigenziale, non ancora emesso.

Orvieto (UL4): con la deliberazione della Giunta della Regione Umbria n. 2 del 5 gennaio 2022 "Discariche strategiche regionali; fabbisogno di smaltimento e specificazioni tecniche e gestionali per il razionale utilizzo. Linee di Indirizzo in attesa dell'approvazione del Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti" è stato statuito che, stante una volumetria complessiva massima prevista di ampliamento delle tre discariche regionali, la Discarica di Orvieto viene considerata ampliabile in via residuale rispetto a quelle site in Belladanza e Borgogiglione. A questa delibera si è dato immediatamente riscontro contestandone il contenuto e procedendo in data 1° febbraio 2022 all'istanza di ampliamento, cui è, tuttavia, seguita da parte della Regione comunicazione di non procedibilità ai sensi della deliberazione sopra richiamata. Tale delibera è stata impugnata nel mese di febbraio 2022 presso il TAR Umbria. A ciò hanno fatto seguito anche ulteriori scambi di note nonché un incontro in Regione nell'ambito del tavolo tecnico istituito sempre con la delibera n. 2/2022 sopra richiamata.

Si segnala che con deliberazione n. 600 del 15 giugno 2022 la Giunta della Regione Umbria ha preadottato la Proposta di Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PRGR). Nelle intenzioni della Regione il medesimo sarà approvato entro l'esercizio in corso. Acea Ambiente ha presentato le proprie osservazioni in data 19 agosto 2022 che in alcuni passaggi sono state accolte.

Il Piano è stato adottato dalla Giunta Regionale dell'Umbria con deliberazione n. DGR 1135 del 2 novembre 2022 dopo la positiva conclusione della VAS.

Si fa presente che, allo stato attuale, vi è l'evidenza della conclusione del procedimento di PAUR solo per la discarica di Belladanza, e l'avvio del procedimento per il sito di Borgogiglione. Pertanto, in data 7 dicembre, la Società ha provveduto a richiedere la riattivazione del procedimento ma in data 21 dicembre la Regione rispondeva che l'istanza non era accoglibile, procedibile e quindi veniva archiviata. Acea Ambiente sta predisponendo una nota di ulteriore riscontro.

Resta, inoltre, ancora da definire il sistema tariffario applicabile per il 2022 in considerazione delle incertezze legate al sistema di regolazione gestito da ARERA. Proprio sul tema la Regione Umbria ha emanato la DGR n. 375 del 27 aprile 2022 con individuazione degli impianti necessari per la chiusura del ciclo dei rifiuti. In particolare, gli impianti di Orvieto sono stati individuati come "minimi" per l'impianto TMB, parte del compostaggio, parte della discarica; aggiuntivi (ossia a mercato) per le restanti volumetrie non vincolate. In conseguenza della suddetta DGR, AURI, quale soggetto deputato alla ricezione e trasmissione dei PEF, con nota prot. 5514 del 17 giugno 2022 ha richiesto l'invio dei piani finanziari entro 3 settimane e convocato un incontro in data 28 giugno 2022. In data 18 novembre la Società ha trasmesso ad AURI la documentazione prevista dall'art. 7 della delibera ARERA e in particolare PEF e relazione di accompagnamento. La documentazione è stata successivamente integrata in data 13 dicembre e si è in attesa dell'approvazione delle tariffe da parte degli organismi competenti ai sensi della disciplina ARERA (cfr. articolo 7 della delibera 363/2021/R/rif).

Monterotondo Marittimo (UL5): in data 27 agosto 2020, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Toscana, la Società ha presentato istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018). La nuova AIA, in virtù del conseguimento della certificazione del Sistema di Gestione Ambientale alla norma UNI EN ISO 14001, ha autorizzato l'impianto per una durata di 12 anni. A giugno 2022 è stato sostenuto l'audit per la registrazione EMAS del sito, con esito di conformità, a cui seguono le attività di istruttoria presso ISPRA ancora in corso. L'ottenimento della registrazione EMAS consentirà di aumentare ulteriormente la durata dell'AIA fino a 16 anni e di abbattere ulteriormente il valore delle garanzie finanziarie.

Sabaudia (UL6): con riferimento alla sezione compostaggio dell'impianto di Sabaudia, l'autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio in data 1° dicembre 2008 risulta ancora in fase di rinnovo. L'AIA è comunque formalmente prorogata dalla Regione Lazio nelle more di conclusione dell'iter autorizzativo. In data 9 gennaio 2020 la Regione Lazio ha accolto la richiesta di unificazione dei procedimenti AIA, e contestualmente, ha richiesto, per la sola parte di VIA, un aggiornamento degli elaborati, che sono stati prontamente trasmessi.

Si è proceduto con l'espletamento della procedura di gara e i sopra citati lavori per l'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni del Consorzio di Bonifica Agro Pontino sono stati affidati a seguito di verifica di congruità delle offerte di gara. I lavori sono stati consegnati in data 24 giugno 2020 e sono stati ultimati in data 10 marzo 2021. Allo stato attuale non si è comunque potuto dare corso a una parte dei lavori (demolizione e ricostruzione di una tettoia) perché vincolata al rilascio da parte del Comune di Sabaudia, più volte formalmente sollecitato, di un condono a cui dovrà seguire un nulla osta paesaggistico.

Allo stato attuale, è ancora pendente l'istruttoria finale del Comune per il permesso in sanatoria; a tal proposito si fa presente che in data 7 settembre 2022 la Società ha trasmesso la documentazione richiesta dal Comune oltre che proceduto con i pagamenti richiesti. Si auspica quindi una ormai rapida conclusione dell'iter comunale e che venga riattivato l'iter autorizzativo in Regione Lazio per la definizione della VIA e del riesame AIA. Inoltre, con DGR n. 290 del 12 maggio 2022, la Regione Lazio ha approvato il documento recante lo stato di attuazione del PRGR e Individuazione degli impianti di chiusura del ciclo minimi e intermedi. L'impianto di Sabaudia è stato individuato come minimo per l'intera capacità della sezione di compostaggio: in ogni caso, stante l'attuale stallo autorizzativo, si è comunicato alla Regione Lazio che l'impianto è attualmente in una configurazione di sospensione dei conferimenti e pertanto non è stato redatto il PEF funzionale alla determinazione della tariffa. In attesa della ripresa dell'attività anche parziale dell'impianto, tutto il Personale Operativo dell'Impianto Sabaudia è stato trasferito presso l'impianto di compostaggio di Aprilia.

Aprilia (UL7): l'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G00101 del 12 giugno 2021.

Si ricorda che, a far data da maggio 2021 e poi dal 2 luglio 2021, a seguito della verifica delle prescrizioni e previsioni contenute nell'accordo transattivo con TME, l'impianto è nella totale gestione di Acea Ambiente. Si prevede la possibilità di collaudare funzionalmente l'impianto nel corso del secondo semestre 2022.

Nel periodo considerato l'impianto ha operato con continuità, al netto delle normali anomalie che si possono verificare in un impianto di tale dimensione. Si registra in particolare una difficoltà, peraltro diffusa anche presso gli altri impianti di trattamento della frazione organica, di reperimento sul mercato di FORSU in quantità adeguata per la saturazione degli impianti. Sono inoltre stati condotti degli approfondimenti tecnici e delle valutazioni sulle performance della sezione di evaporazione atta al trattamento del digestato liquido, compresi importanti interventi manutentivi. A oggi la linea garantisce buone performance ma è stata individuata una tecnologia di trattamento che si ritiene fondamentale implementare, in aggiunta al suddetto evaporatore, così da garantire la costante continuità operativa senza essere vincolati anche alle disponibilità dei depuratori esterni. È in corso la progettazione esecutiva delle opere per dare corso alle procedure di gara, costruzione e avviamento della sezione impiantistica nel corso del 2023.

Con DGR n. 290 del 12 maggio 2022, la Regione Lazio ha approvato il documento recante lo stato di attuazione del PRGR e Individuazione degli impianti di chiusura del ciclo minimi e intermedi. L'impianto di Aprilia è stato individuato come minimo per la sua completa capacità autorizzata: alla luce di ciò, la quasi totalità dei flussi in ingresso verrebbe a essere regolati direttamente dall'Autorità, che determinerebbe anche la tariffa da applicare in ragione della metodica stabilita da ARERA.

Chiusi: svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi presso gli impianti situati a Le Biffe, Pianino ed ex Comova. L'impianto è autorizzato in base all'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata con Decreto Dirigenziale n. 16494 del 18 agosto 2022, valida fino al 18 agosto 2034, per un quantitativo autorizzato pari a 99.900 t/anno.

Dopo una lunga istruttoria, è stato finalmente ottenuto con esito positivo il riesame dell'autorizzazione ambientale e, contestualmente, il nullaosta a procedere all'intervento di riqualificazione e di ammodernamento della sezione di pretrattamento rifiuti ad azione chimico-fisica.

Nel 2022 sono state effettuate le azioni di mantenimento per assicurare un'adeguata capacità residua di trattamento nel comparto biologico a biomassa sospesa e per renderlo efficiente sotto l'aspetto dei consumi elettrici. La sostituzione del letto di ossigenatori del secondo reattore di ossidazione ha permesso di introdurre un notevole risparmio economico. Parimenti, è stata ottenuta un'evidente maggior capacità ossidativa del comparto, che ha permesso di avviare al trattamento un flusso di rifiuti in linea con le aspettative.

Aquaser: opera prevalentemente, quale impresa comune, come intermediario di rifiuti con i propri Clienti/Azionisti appartenenti al Gruppo Acea. Nel periodo di riferimento, la società ha consolidato la propria posizione di mercato potenziando l'attività di trasporto attraverso l'acquisizione di mezzi e personale che consentono ora la gestione, almeno parziale, dei corrispondenti servizi.

Aquaser attualmente svolge, in tutto o in parte, il servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque per le società del Gruppo Acea. Gestisce inoltre singole commesse relative al servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento di rifiuti o ammendanti in favore della società Acea Ambiente, nonché altre attività accessorie per conto di clienti terzi (principalmente servizi di trasporto). Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento presso impianti di recupero energetico, di condizionamento o di compostaggio di terzi e, in parte, presso gli impianti riconducibili alla controllante, mentre le attività di smaltimento vengono svolte nella quasi totalità presso impianti di incenerimento, trattamento/discariche di terzi su territorio nazionale ed estero. Nel corso del 2022, la Società ha dato corso alla pianificazione dei servizi in favore dei clienti costituiti principalmente da gestori dei Servizi Idrici Integrati e facenti parte del Gruppo Acea, sulla base di contratti – nella massima parte pluriennali – che regolano i rapporti tra le parti.

Iseco: opera nel Settore Acque (Water Business), le cui attività prevalenti sono la gestione, la manutenzione e la costruzione di impianti e nel Settore Lattiero-Caseario le cui attività prevalenti sono la produzione di siero di latte in polvere e commercializzazione dei relativi prodotti a uso zootecnico e alimentare e la lavorazione di sieroderivati per conto terzi. Nel corso dell'esercizio la Società ha eseguito con regolarità ed efficacia le prestazioni previste nei contratti di gestione stipulati con tutti i sotto-ambiti territoriali della regione Valle d'Aosta, ottenendo una buona marginalità operativa anche per effetto delle attività complementari di gestione, di trasporto rifiuti e di manutenzione straordinaria e specialistica, in gran parte internalizzate ed eseguite dal personale aziendale. Sono stati completati i lavori di costruzione dell'impianto di depurazione comprensoriale di Donnas, affidati alla Società in qualità di mandante di un RTI e quale soggetto incaricato del montaggio delle opere elettromeccaniche e della futura gestione dell'impianto.

In merito alle attività nel settore lavorazione di siero-derivati - Dairy business, la Società ha sviluppato negli anni un intenso percorso di specializzazione dei cicli produttivi finalizzato alla trasformazione di siero-derivati del latte a maggior valore aggiunto destinati al consumo umano.

Acque Industriali: svolge, tramite la gestione di specifiche piattaforme, i servizi d'intermediazione e di trattamento di rifiuti liquidi in favore di società private operanti sia in ambito regionale che nazionale, nonché attività collaterali a quelle del ciclo integrato delle acque costituite prevalentemente dalle attività di recupero e smaltimento dei fanghi biologici.

La Società esegue attività di progettazione e realizzazione di impianti connessi principalmente al trattamento delle acque reflue e dei fanghi e dei rifiuti in genere oltre al trattamento delle emissioni in aria, curandone la successiva gestione ordinaria e straordinaria, oltre a svolgere attività di progettazione, direzione ed esecuzione lavori nel settore delle bonifiche ambientali di siti inquinati, prevalentemente in ambito industriale. Svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo nei settori di riferimento in collaborazione con gli Enti di ricerca a livello sia regionale che nazionale.

Gli impianti di titolarità della Società sono installazioni che assicurano esclusivamente pretrattamenti depurativi con processi ad azione chimico-fisica, non disponendo di sezioni di trattamento ad azione biologica, e che pertanto permettono di rispettare i limiti tabellari di legge solo a condizione di poter beneficiare di deroghe su molti parametri della tabella 3 dell'allegato 5 della parte III del DLgs 152/06 e s.m.i. Le installazioni devono quindi necessariamente essere aggiornate a fronte delle nuove prescrizioni e regole tecniche. Fino a quando non si saranno esaurite le istruttorie dei riesami autorizzativi, non saranno note le nuove condizioni operative e, all'occorrenza, non saranno state eseguite le migliorie impiantistiche ritenute necessarie per adeguare gli impianti alle nuove prescrizioni, non sarà possibile ingressare tutto il quantitativo nominale di rifiuti previsto nelle autorizzazioni.

In particolare, si ricorda che l'attività di Intermediazione di rifiuti, in virtù dello specifico know-how posseduto dalla Società, della sua approfondita conoscenza dei mercati di riferimento e della vastità e qualità della rete di contatti sviluppata, favorisce l'incontro tra la crescente domanda di spazi di conferimento proveniente dai Clienti e l'offerta di ritiro di rifiuti da parte di un numero limitato di aziende situate prevalentemente nel Centro-Nord Italia, e può essere un utile strumento a supporto degli impianti di trattamento rifiuti dell'Area.

Nel 2022 è stata condotta un'intensa attività di confronto con la correlata Acque SpA che individui la Società come lo strumento strategico per il miglioramento dell'offerta ambientale del territorio, sia in relazione al trattamento di rifiuti liquidi che al coordinamento e alla gestione degli scarichi industriali in pubblica fognatura, valorizzandone la mission nel settore dell'ecologia industriale, e la sua marcata vocazione a fornire servizi di pubblica utilità complementari a quelli offerti dal gestore del servizio idrico integrato. In relazione a quanto sopra riportato, il flusso complessivo conferito alle piattaforme è stato pari a 49.110 tonnellate, inferiore rispetto al precedente esercizio. Il modesto risultato è stato fortemente condizionato dalla scarsa piovosità del periodo e dalla conseguente elevata concentrazione dei percolati di discarica.

Per mitigare gli effetti della difficile dinamica relativa alla gestione degli impianti di trattamento di rifiuti liquidi, è stato dato impulso all'attività di intermediazione rifiuti e alla gestione di impianti di depurazione di acque reflue industriali di terzi. L'attività d'intermediazione rifiuti ha registrato un volume pari a 37.272 tonnellate.

Demap: svolge la propria attività nel settore della selezione degli imballaggi in plastica provenienti da raccolte differenziate urbane. Rappresenta uno dei circa 33 Centri di Selezione Spinta (CSS) convenzionati con il Consorzio Corepla, istituito per legge ai sensi del DLgs 22/97 e ora regolato dal decreto legislativo 152/06 e deputato al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi in plastica immessi al consumo.

La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è regolata a livello nazionale da un accordo quadro stipulato tra ANCI e Conai e dagli allegati tecnici stipulati tra ANCI e i singoli Consorzi di Filiera che nel caso degli imballaggi in plastica prevedono che la raccolta possa essere conferita al Centro di Selezione in modo selettivo (raccolta monomateriale) o in modo congiunto (raccolta multimateriale). Demap svolge la propria attività nel rispetto della normativa vigente ed è autorizzata ai sensi del DLgs 152/06 con procedimento rilasciato dalla Provincia di Torino n. 133-25027/2010 del 23 giugno 2010.

Berg: opera nel settore dei servizi ambientali e in particolare nel campo del trattamento dei rifiuti liquidi e solidi. Ai sensi dell'art. 2428 del C.C., le attività sono svolte presso l'impianto di Frosinone, nel quale viene effettuato lo Stoccaggio e il Trattamento di Rifiuti Liquidi e Solidi, Pericolosi e Non Pericolosi. Dal punto di vista autorizzativo, l'impianto è dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con Determinazione Dirigenziale B0201/09 del 30 gennaio 2009, con scadenza al 30 gennaio 2025 (durata di 16 anni in virtù della registrazione EMAS del sito). La Società ha presentato a maggio 2021, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Lazio, istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018). Si segnala che la Società, anche per l'attività svolta, continua ad attuare tutte le iniziative necessarie alla tutela dei luoghi di lavoro, secondo quanto disposto dalla legislazione in materia e nel rispetto delle prescrizioni contenute nel documento Autorizzazione Integrata Ambientale. BERG detiene certificazioni non solo di Qualità (ISO 9001) ma anche Ambientale (ISO 14001 e ISO 45001) e, conseguentemente, ha ottenuto il rilascio del "Certificato di Eccellenza" che rafforza le tre singole certificazioni. Si segnala, inoltre, che la società ha ottenuto la certificazione EMAS del Bilancio Ambientale.

Cavallari: opera su cinque siti (Ostra, Castelplanio, Fabriano, Falconara Marittima e Corinaldo, tutti nella Provincia di Ancona) con attività articolate in diversi contesti di mercato negli ambiti della selezione, trattamento, recupero e avvio a riciclo di rifiuti urbani da raccolta differenziata e di quelli prodotti nei circuiti industriali, del commercio e artigianato. Uno dei principali settori in cui opera la Società è quello della selezione secondaria dei polimeri derivanti dalla raccolta differenziata della plastica poiché l'impianto di Ostra è uno dei 30 centri nazionali convenzionato con il Consorzio Corepla, con il Coripet e con gli altri sistemi di EPR, preposto a svolgere le attività di selezione spinta per polimero e per colore della plastica derivante dalla raccolta urbana differenziata.

Altro importante ambito, da cui fin dall'avvio storico delle attività la Società ha successivamente sviluppato molta capacità di presìdio, è riferito alla selezione e valorizzazione dei rifiuti industriali (multimateriale). Questo settore di mercato è ancora oggi tra i principali del business aziendale. La Società è anche impianto di riferimento per la gestione dei PFU (pneumatici fuori uso), mercato per il quale detiene la leadership per le intere Regioni Marche e Umbria.

Si segnala che in data 3 novembre 2022, Cavallari ha acquisito il 100% del capitale sociale di Italmacero Srl, società attiva nella selezione e recupero di carta, cartone e di altri rifiuti non pericolosi (plastica, legno, metalli ferrosi). Il sito di Falconara è autorizzato per ingressare circa 13 kt/a, di cui 3,6 kt/a per operazioni di recupero.

Ferrocart: opera nel settore ambientale e, in particolare, in quello del trasporto, recupero e avvio al riciclo dei rifiuti speciali e urbani. In particolare, i rifiuti trattati sono principalmente la carta, la plastica, il legno, i metalli e i rifiuti ingombranti ed è un punto di riferimento nel territorio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera come Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), Corepla (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica), Rilegno (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno), Ricrea (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in acciaio) e Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio). Opera, inoltre, con le più grandi realtà, sia pubbliche che private, svolgendo l'attività di recupero dei rifiuti derivanti dalle raccolte differenziate dei comuni limitrofi e avendo tra i clienti le maggiori aziende private del territorio.

Si segnala che, in data 6 dicembre 2022, nell'ambito di una procedura a evidenza pubblica avviata da ASM Terni per l'individuazione di un operatore economico per il rafforzamento e l'estensione delle proprie linee di sviluppo strategiche, procedura aggiudicata da Acea SpA, che aveva partecipato per conto proprio e di alcune altre società del gruppo, tra cui Acea Ambiente Srl, quest'ultima ha conferito la partecipazione detenuta nel capitale sociale di Ferrocart, pari al 60% dello stesso, in ASM Terni.

Deco: opera nel settore dei rifiuti in Abruzzo e si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili. Il perimetro di attività comprende: un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) con una capacità autorizzata di 270.000 t/anno, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento. La Società detiene inoltre il 100% di Ecologica Sangro, società operante sempre in Abruzzo nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani. Si segnala che l'azione tecnico-commerciale costantemente assunta dall'azienda nella ricerca, in Italia e all'estero, di soluzioni di valorizzazione del CSS prodotto, ha permesso di compensare i costanti aumenti dei costi registrati presso gli altri impianti di destinazione finale e di ottimizzare il mix produttivo delle varie aree di attività aziendale.

L'impianto TMB della Società, per la sua collocazione strategica, è uno degli impianti di riferimento a sostegno dell'emergenza rifiuti della Campania e della Città di Roma. Inoltre, a causa dell'emergenza rifiuti della Città di Roma, la Regione Lazio ha chiesto alla Regione Abruzzo di sottoscrivere un accordo interregionale che permettesse una limitata circolazione del rifiuto tal quale indifferenziato tra le due regioni, permettendo agli impianti abruzzesi di dare eventuale disponibilità al trattamento dei rifiuti prodotti nella regione limitrofa. L'impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) dei rifiuti e avvio degli stessi a recupero tramite produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) ha trattato, al 31 dicembre 2022, circa 242 mila tonnellate, in linea con il piano industriale.

La potenzialità di trattamento dell'impianto, senz'altro superiore, è stata comunque contenuta da una difficoltà a reperire gli sbocchi per il conferimento della quota di scarto da discarica (circa il 35% del materiale in ingresso) per effetto della carenza in regione di siti di smaltimento capienti.

Si fa presente che, con contratto di servizi perfezionatosi il 23 novembre 2022 tra Acea Ambiente e la sua controllata Deco, quest'ultima è divenuta affidataria delle attività funzionali all'esercizio del cosiddetto polo tecnologico CIRSU, polo destinato all'attività di conferimento, trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti solidi urbani, composto da beni mobili, immobili, impianti e discariche, tra cui la discarica denominata "Grasciano 2". Con determinazione n. DPC026/306 del 13 dicembre 2022 della Regione Abruzzo, Deco ha ottenuto la volturazione delle Autorizzazioni Integrate Ambientali, prima facenti capo ad Acea Ambiente, la quale era divenuta titolare del polo a seguito dell'avvenuta aggiudicazione della procedura competitiva di vendita promossa dal Tribunale di Teramo nell'ambito della procedura fallimentare del CIRSU - "Consorzio Intercomunale Rifiuti Solidi Urbani".

A partire dal 16 gennaio 2023, sono iniziati i conferimenti presso la discarica di Grasciano2. Per far fronte alle necessità logistiche dell'impianto TMB di Chieti, la Società si è dotata di una autorizzazione alla gestione di uno stoccaggio R13 presso il Comune di Ortona, che sarà funzionale a garantire la necessaria flessibilità per le spedizioni all'estero del Combustibile Solido Secondario prodotto dall'impianto. In data 23 gennaio 2023, Acea Ambiente ha acquisito dalla Rem SpA il residuo 35% del capitale sociale di Deco, diventandone così socio unico.

MEG: ubicata a San Giovanni Ilarione in Provincia di Verona, opera nella gestione, recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalla raccolta. La Società si occupa della lavorazione e riciclo di plastiche miste (circuito Corepla e Coripet) per la produzione di materie prime seconde e di combustibile solido secondario con una capacità di circa 55.000 t annue. In particolare, la Società sottopone il rifiuto plastico in ingresso a trattamenti meccanici e manuali e di lavaggio con lo scopo di produrre MPS (Materie Prime Seconde) nonché di recupero di: imballaggi in plastica, rifiuti urbani in materiale plastico provenienti dalla raccolta differenziata, plastiche e gomme provenienti dalle attività industriali. La Società opera nel settore del recupero delle plastiche, con molteplici rapporti con i Consorzi di Filiera, sia per le attività di selezione che per la fase di successivo riciclo. Esegue, altresì, le attività di progettazione, realizzazione di impianti di selezione e riciclo, eseguendo con regolarità anche attività di manutenzione della medesima impiantistica in favore di numerosi player soprattutto presenti nel centro- nord Italia. L'impianto di San Giovanni Ilarione ha continuato a eseguire con regolarità le prestazioni previste dai contratti stipulati sia con i Consorzi di Filiera sia con i conferitori contrattualizzati materiale in ingresso. Si registra un deciso incremento delle richieste delle materie prodotte con un incremento del parco clienti interessati a incrementare il livello di riciclato all'interno delle filiere di produzione. Nel primo semestre dell'esercizio 2022, l'impianto è stato interessato da un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso la realizzazione di una nuova linea di trattamento (separatore gravimetrico), con la produzione sia di pellet sia di flakes. La nuova linea ha, da subito, garantito l'ampliamento del mercato di riferimento e una naturale diversificazione.

AS Recycling: società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).

S.E.R. Plast: nel corso del mese di febbraio 2022, Acea Ambiente ha acquisito il 70% della partecipazione operante nel settore del recupero e dell'avvio a riciclo di rifiuti plastici per la produzione di materie prime seconde. In particolare, la Società sottopone il rifiuto plastico in ingresso, proveniente da circuito urbano e industriale, a trattamenti meccanici di separazione, triturazione, selezione automatica, lavaggio e granulazione. La società è ubicata a Cellino Attanasio, in Provincia di Teramo. Si segnala che, nel corso del primo semestre del 2022, l'impianto della Società ha subìto un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso di completare l'installazione di alcune linee produttive per potenziare l'attività, aumentando i quantitativi di materiali sottoposti a lavorazione, e incrementare così la gamma di prodotti offerti, garantendo un ampliamento del mercato di riferimento.

Tecnoservizi: nel mese di ottobre, Acea Ambiente ha acquisito il 70% del capitale di Tecnoservizi Srl, società attiva nel segmento dei servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti differenziati e indifferenziati, rappresentando, da oltre 25 anni, un riferimento stabile e consolidato nel delicato sistema infrastrutturale del ciclo dei rifiuti urbani e speciali della Regione Lazio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera. In particolare, la Società svolge la propria attività nel settore del recupero e dell'avvio a riciclo di rifiuti industriali, civili, ospedalieri liquidi e solidi, urbani, speciali; i rifiuti trattati sono principalmente rifiuti edili, sanitari, carta, multimateriale, legno, i metalli e i rifiuti ingombranti. La Società ha una capacità autorizzata di trattamento di 210 mila tonnellate annue e opera nella Provincia di Roma, svolgendo attività di trasporto e smaltimento e recupero di rifiuti urbani, speciali pericolosi e non pericolosi, quali carta, plastica, legno, vetro, metallo ecc. provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie.

L'esercizio 2022 è stato caratterizzato da forti oscillazioni dei valori del mercato di riferimento, sia per quanto concerne le materie prime, che la vendita delle materie prime seconde. Anche il settore edilizio ha registrato forti oscillazioni con un andamento che si è regolarizzato solo alla fine dell'anno. Queste condizioni hanno poi interessato i siti di smaltimento finale, con un innalzamento dei prezzi di conferimento fino a tutto il mese di agosto. In ogni caso, è stato garantito lo svolgimento e l'incremento dei servizi con grandi realtà industriali, sia pubbliche che private, anche attraverso la partecipazione a procedure di evidenza pubblica per lo svolgimento dei servizi.

Italmacero: la Società è attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi. È proprietaria di un impianto nell'area di Ancona Nord, con una capacità autorizzata di 13 mila tonnellate.

COMMERCIALE E TRADING

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Energia elettrica venduta Libero GWh 6.331 6.562 (231) (3,5%)
Energia elettrica venduta Tutela GWh 1.411 1.694 (283) (16,7%)
Energia elettrica n. clienti Libero (POD) N./1.000 535 488 47 9,7%
Energia elettrica n. clienti Tutela (POD) N./1.000 647 700 (54) (7,7%)
Gas venduto MSmc 208 214 (6) (2,7%)
Gas n. clienti libero N./1.000 248 228 20 8,8%

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 3.159,7 2.078,3 1.081,3 52,0%
Costi 3.069,7 1.997,8 1.071,9 53,7%
Margine Operativo Lordo 90,0 80,5 9,5 11,7%
Risultato Operativo 22,0 14,6 7,4 51,0%
Dipendenti medi 445 427 18 4,3%
Investimenti 49,6 49,4 0,2 0,3%
Posizione Finanziaria Netta (144,9) (297,4) 152,5 (51,3%)

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Commerciale e Trading 90,0 80,5 9,5 11,7%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 6,9% 6,4% 0,5 pp

L'Area, responsabile della gestione e dello sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude il 2022 con un livello di EBITDA pari a € 90,0 milioni, in aumento rispetto al 2021 di € 9,5 milioni.

La variazione in aumento è imputabile in prevalenza ad Acea Innovation (+€ 5,8 milioni) dovuta all'incremento del margine sulle attività di energy efficiency e Acea Energia (+€ 3,6 milioni) per l'effetto combinato derivante dall'incremento del margine da smart services (+€ 4,2 milioni) e dai maggiori ricavi per penali, sanzioni e sopravvenienze attive (+€ 4,3 milioni) influenzate dall'iscrizione nel precedente esercizio di una sopravvenienza passiva (+€ 2,1 milioni) generata dalla rideterminazione da parte di CSEA, in ottemperanza a quanto disposto da ARERA, dei calcoli per la regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano, parzialmente compensati da maggiori costi operativi (+€ 4,3 milioni) dovuti ai maggiori costi per prestazioni di call center (+€ 1,4 milioni) e costi del personale (+€ 2,9 milioni). Il margine energia risulta invece in lieve riduzione rispetto al precedente esercizio (-€ 0,8 milioni).

In merito agli effetti sul primo margine, la riduzione fatta registrare da Acea Energia deriva da effetti contrapposti. Nel dettaglio, il margine energia relativo al Mercato Libero registra un peggioramento di € 30,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 poiché risente di un forte calo della marginalità in entrambi i segmenti di mercato (Retail - 33% e - Business - 35%). La performance del segmento Business risente anche di una riduzione dei consumi (-7%), nonostante l'incremento del numero dei clienti (+15%).

Il margine energia relativo al mercato tutelato risulta in diminuzione di € 1,0 milioni rispetto 31 dicembre 2021 come conseguenza della "naturale" fuoriuscita del numero dei clienti (-8%) che scelgono di passare a offerte sul Mercato Libero e di una riduzione generale dei consumi (-8%).

Il mercato del gas genera una riduzione dei margini di € 7,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2021, per effetto della riduzione del margine unitario nel settore Retail (-26%), che risente anche di un calo dei consumi in generale (-3%) nonostante la crescita della Customer Base (+3%).

Il margine energia concernente l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici risulta positivo e ammonta a € 42,6 milioni (erano € 4,1 milioni al 31 dicembre 2021), in aumento grazie a un contesto di prezzi straordinariamente elevati e caratterizzati da forte volatilità che ha anche insistito su alcune operazioni in derivati di copertura anticipatamente chiusi per consentire una migliore ottimizzazione dei flussi. Tale margine include al suo interno anche le attività di compravendita, scambio e trading di energia elettrica, calore, gas naturale, metano e altri combustibili e vettori energetici, da qualsiasi fonte prodotti o acquisiti, per sé o per terzi.

Il Risultato Operativo registra un incremento di € 7,4 milioni influenzato oltre che dai maggiori margini conseguiti, anche dai maggiori accantonamenti per svalutazione crediti (+€ 4,9 milioni), in prevalenza legati ad Acea Energia al netto del ristoro ricevuto dal distributore (€ 1,8 milioni) e maggiori ammortamenti (+€ 3,8 milioni) prevalentemente imputabili ai costi di acquisizione dei nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15. Compensa tale variazione la voce accantonamenti per rischi che rileva un saldo positivo derivante dall'effetto netto generato da i) rilasci effettuati nell'anno per complessivi € 2,7 milioni di cui € 2,6 milioni relativi agli effetti derivanti della Sentenza del TAR del Lazio 15322/2022 che ha in parte annullato il provvedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato adottato a conclusione del procedimento PS9354, riducendo la sanzione da € 3,6 milioni a € 1,0 milione e ii) accantonamenti pari a € 1,2 milioni, di cui stima delle indennità suppletiva e meritocratica da riconoscere agli agenti per € 0,9 milioni e accantonamento per fondo isopensione (€ 0,3 milioni).

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 dicembre 2022 si è attestata a 445 unità, in lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2021 per 18 unità. La variazione è imputabile prevalentemente a Acea Energia (+10 unità) e Acea Innovation (+7 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 49,6 milioni, in lieve incremento (+€ 0,2 milioni) rispetto al 31 dicembre 2021. Gli investimenti complessivi sono in prevalenza riferibili ad Acea Energia e si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 28,6 milioni) e alle importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e di analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti (€ 13,9 milioni). Contribuiscono agli investimenti dell'Area i progetti di e-mobility (€ 5,4 milioni) sviluppati da Acea Innovation.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2022 risulta positiva per € 144,9 milioni e registra un peggioramento pari a € 152,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2021. Le variazioni sono principalmente imputabili ad Acea Energia (+€ 118,7 milioni) e Acea Innovation (+€ 28,7) e derivano in prevalenza dalle dinamiche di cash flow operativo.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Energy Management

Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso dell'esercizio le seguenti principali attività:

  • l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo;
  • la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione;
  • l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali;
  • l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.

Al 31 dicembre 2022 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 8.240 GWh, di cui 5.828 GWh tramite contratti bilaterali e/o contratti intercompany e 2.412 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del Mercato Libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.

Vendita di energia elettrica

Per quanto riguarda il mercato della vendita prosegue il miglioramento della qualità del servizio nel portafoglio retail.

Nel corso del 2022 è stata venduta energia elettrica sul servizio della maggior Tutela per complessivi 1.391 GWh con una riduzione del 17,9% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 661.231 unità (erano 719.380 al 31 dicembre 2021). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 5.986 GWh per Acea Energia e 345 GWh per Umbria Energy, per un totale di 6.331 GWh, con un decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 3,5%. Le rivendite sul mercato wholesale sono state 1.571 GWh anche per effetto dell'energia prodotta dagli impianti di produzione del Gruppo Acea. Il numero medio dei punti di prelievo di periodo è pari a 502.403 unità (478.127 unità al 31 dicembre 2021).

Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 208 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 233.101 punti di riconsegna medi di periodo mentre al 31 dicembre 2021 erano 226.687.

Accordi commerciali

In data 18 gennaio 2022, Acea Energia e WindTre hanno annunciato di aver esteso la loro collaborazione per la fornitura di energia elettrica e gas attraverso la promozione e la commercializzazione dell'offerta "WindTre Luce & Gas Powered by Acea Energia" su tutto il territorio nazionale. Dopo un avvio graduale del servizio nel 2021, con 12 regioni italiane coinvolte, allo stato attuale saranno più di 2 mila i punti vendita WindTre abilitati alla distribuzione delle soluzioni per la fornitura di elettricità e gas. L'energia elettrica delle soluzioni "WindTre Luce & Gas Powered by Acea Energia" proviene al 100% da fonti rinnovabili.

In data 18 maggio 2022 ha debuttato in televisione la nuova campagna pubblicitaria "WindTre Luce&Gas powered by Acea Energia".

Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM e dall'ARERA sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:

Procedimento PS9354 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette

In data 13 luglio 2015 l'AGCM ha notificato l'avvio di un procedimento istruttorio (rif. PS/9354) nei confronti di Acea Energia SpA, contestando le seguenti condotte:

  • "richieste di pagamento in fattura di importi asseritamente erronei, anomali e/o non correttamente stimati";
  • "crediti di notevole entità maturati nei confronti dei clienti in caso di prolungati ritardi nell'emissione di fatture o di conguagli a distanza di diversi anni dall'avvenuto consumo";
  • "richieste di pagamento di fatture già saldate dal cliente".

In data 20 novembre 2015 l'AGCM ha rigettato gli impegni depositati da Acea Energia e, in data 13 giugno 2016, ha notificato alla Società un provvedimento sanzionatorio del valore complessivo di € 3,6 milioni. Il 9 settembre 2016 Acea Energia SpA ha impugnato il provvedimento innanzi al TAR. Successivamente alla presentazione del ricorso, in data 13 settembre 2016 Acea Energia SpA ha trasmesso all'AGCM la relazione contenente le iniziative assunte in ottemperanza alle prescrizioni contenute nel provvedimento sanzionatorio, precisando che tali iniziative non costituiscono acquiescenza al provvedimento stesso e, nel mese di febbraio 2017, ha provveduto al pagamento della sanzione comminata dall'AGCM, precisando che il pagamento non costituisce in alcun modo acquiescenza al provvedimento né rinuncia all'azione legale. L'AGCM ha notificato, in data 7 dicembre 2017, la comunicazione relativa alla presa d'atto delle misure di ottemperanza al provvedimento sanzionatorio ritenendole sostanzialmente adeguate. In data 26 novembre 2018 infine l'Autorità ha inviato una comunicazione di ottemperanza relativa al provvedimento adottato in data 13 giugno 2016. In data 12 novembre 2021 la Società ha depositato istanza di fissazione d'udienza ai sensi dell'art. 82 del Codice del processo amministrativo presso la sezione I del TAR Lazio. In data 18 novembre 2022 il TAR Lazio ha parzialmente annullato il provvedimento riducendo la sanzione da € 3,6 milioni a € 1,0 milioni. L'autorità, in data 15 febbraio 2023, ha notificato l'appello avverso la sentenza del TAR Lazio, I sezione, del 18 novembre 2022, n. 15322, adottata al termine del procedimento recante nrg 10090/2016. Allo stato attuale il rischio di soccombenza è valutato come possibile; pertanto, si è proceduto a effettuare il rilascio di € 2,6 milioni.

Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nello Stato italiano: con la delibera 576/2021, l'ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi, con lo scopo di uniformarla ai princìpi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti. In data 1° agosto 2022 è stata pubblicata la delibera 354/2022 di accettazione definitiva degli impegni presentati da Acea Energia il cui adempimento diventa quindi obbligatorio entro il 31 ottobre 2022. Acea Energia ha proceduto ad adempiere agli impegni entro la data indicata ed entro il 30 novembre 2022 ha provveduto a rendicontare all'Autorità l'esecuzione degli impegni.

Procedimento PS12106 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 3 marzo 2022 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha rappresentato di aver disposto, nella sua adunanza del 1° marzo 2022, di procedere all'archiviazione dell'istanza di intervento, avendo la Società provveduto a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della pratica commerciale segnalati nella comunicazione del 18 ottobre 2021 e relativi alla rappresentazione di tutti i corrispettivi dovuti dai clienti per la fornitura di energia elettrica e gas.

Procedimento PS12458 dell'Autorità Garante della Concorrenza

e del Mercato (AGCM): in data 18 ottobre 2022 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha chiesto informazioni avente ad oggetto le c.d. "modifiche unilaterali di contratto". In data 4 novembre 2022, la Società ha provveduto a fornire all'A-GCM riscontro alla suddetta richiesta di informazioni e, in data 12 dicembre 2022, ha ritenuto opportuno trasmettere una seconda comunicazione con ulteriori elementi di dettaglio volti a comprovare la conformità del proprio operato a quanto disposto dall'art. 3 del DL Aiuti bis.

Ciò posto, in data 13 dicembre 2022, l'AGCM ha comunicato ad Acea Energia l'avvio di un procedimento, assegnando alla Società il termine di 20 giorni per il deposito di memorie scritte e di documenti (termine ridotto a 7 giorni con riferimento a memorie e documenti relativi all'adozione delle misure di sospensione provvisoria della pratica commerciale, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del Regolamento).

Inoltre, al fine di acquisire elementi conoscitivi utili alla valutazione della suddetta pratica commerciale, l'AGCM ha chiesto ad Acea Energia di voler fornire, entro 20 giorni dalla ricezione della citata comunicazione, ulteriori informazioni attinenti alle comunicazioni di modifica unilaterale/rinnovo effettuate dalla Società.

In pari data l'Autorità ha altresì notificato alla Società un provvedimento cautelare con il quale ha disposto che:

  • Acea Energia sospenda provvisoriamente l'applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto 2022 o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto 2022, confermando fino al 30 aprile 2023 le condizioni di fornitura precedentemente applicate, informando individualmente i consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l'applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l'inefficacia delle modifiche proposte;
  • Acea Energia comunichi individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto 2022 o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche;
  • Acea Energia comunichi all'Autorità l'avvenuta esecuzione del provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 5 giorni dal ricevimento della comunicazione del 13 dicembre 2022, inviando una relazione dettagliata nella quale vengano illustrate le iniziative assunte in ottemperanza a quanto disposto sub a) e b);
  • che la parte interessata possa, entro 7 giorni dalla notifica del provvedimento del 13 dicembre 2022, presentare memorie scritte e documenti, ai fini della conferma delle sopraindicate misure.

Acea Energia, stante il pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'attuazione del suddetto provvedimento, ha prontamente impugnato lo stesso dinanzi al TAR Lazio, con ricorso depositato in data 15 dicembre 2022, al fine di chiederne l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia.

In data 19 dicembre 2022, Acea Energia ha comunque trasmesso all'AGCM la relazione di ottemperanza alle misure disposte dall'Autorità e, in data 20 dicembre 2022, ha depositato una memoria scritta al fine di fornire ulteriori chiarimenti circa l'assenza di ogni illecito e con riserva di formulare ulteriori difese nel corso del procedimento.

Successivamente, sono state registrate due significative novità nel contesto giurisprudenziale e legislativo:

in data 22 dicembre 2022, il Consiglio di Stato si è pronunciato con ordinanza, in relazione a un altro operatore del mercato – che, analogamente ad Acea Energia, era stato raggiunto da un provvedimento cautelare inerente alla possibile violazione dell'art. 3 del DL Aiuti bis, successivamente impugnato – accogliendo l'istanza cautelare avanzata dello stesso e sospendendo in parte il provvedimento oggetto di gravame. Invero quest'ultimo, ad avviso del Giudicante, recava un generalizzato ordine di sospendere ogni variazione nei contratti di fornitura, incidendo altresì sui rinnovi contrattuali predeterminati nell'esercizio della libertà negoziale, secondo una "inammissibile interpretazione estensiva della disposizione nazionale limitativa della libertà di mercato a situazioni non espressamente previste (con estensione delle sanzioni a condotte non contemplate dalla disposizione)". Inoltre, il Consiglio di Stato ha sospeso il provvedimento impugnato dell'operatore nella parte in cui esso investa contratti a tempo determinato o contratti che prevedano una scadenza predeterminata delle condizioni economiche a data precedente il 30 aprile 2023, essendo in questione in tal caso non l'esercizio dello ius variandi, ma un rinnovo contrattuale liberamente pattuito dalle parti;

in data 29 dicembre 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 198/2022 ("Decreto Milleproroghe"), il quale ha modificato l'art. 3 del DL Aiuti bis, prorogando il termine di sospensione dell'efficacia delle modifiche unilaterali al 30 giugno 2023 ed escludendo espressamente dal perimetro di applicabilità della norma "le clausole contrattuali che consentono all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte".

In conseguenza delle citate novità giurisprudenziali e legislative, l'AGCM ha adottato, in data 30 dicembre 2022, un secondo provvedimento cautelare nei confronti di Acea Energia con il quale, revocando parzialmente il provvedimento adottato il 12 dicembre 2022, ha confermato lo stesso nella sola parte in cui dispone che la Società:

  • sospenda provvisoriamente l'applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto, per le quali avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle stesse, confermando fino all'effettiva scadenza, ovvero fino al 30 aprile 2023, le condizioni di fornitura precedentemente vigenti, informando individualmente i consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l'applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l'inefficacia delle modifiche proposte;
  • comunichi individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato per i quali non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle condizioni economiche di fornitura, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche fino all'effettiva scadenza, ovvero fino al 30 aprile 2023.

In considerazione del suddetto provvedimento dell'AGCM, Acea Energia ha introdotto, nel giudizio già pendente dinanzi al TAR Lazio, motivi aggiunti di ricorso, al fine di chiederne l'annullamento. Da ultimo si precisa che, in pendenza del giudizio presso il TAR Lazio, Acea Energia ha trasmesso all'AGCM, in data 16 gennaio 2023, un riscontro alla richiesta di informazioni contenuta nel provvedimento del 12 dicembre 2022, nonché una nuova relazione di ottemperanza alle misure richieste dall'Autorità con il provvedimento del 29 dicembre 2022, ribadendo la piena conformità del proprio operato rispetto a quanto disposto dall'art. 3 del DL Aiuti bis, come anche confermato dal chiarimento reso dal legislatore attraverso l'art. 11, comma 8, del DL n. 198 del 2022 (c.d. Milleproroghe).

Infine, in data 6 febbraio 2023, l'AGCM ha depositato in giudizio una memoria alla quale Acea Energia ha risposto con memoria di replica depositata l'11 febbraio 2022. In considerazione della proposizione dei motivi aggiunti, l'udienza pubblica per la discussione del ricorso si è tenuta il 22 febbraio 2023 e si è attualmente in attesa degli esiti.

Procedimento RG n. n. 7436/2022 – Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio: Ricorso per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia anche ai sensi dell'art. 56 cpa del provvedimento prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, recante "Definizione degli adempimenti, anche dichiarativi, e delle modalità di versamento del contributo straordinario, ai sensi dell'articolo 37 del DL 21 marzo 2022, n. 21. Definizione delle modalità per lo scambio delle informazioni con la Guardia di Finanza": con ricorso notificato in data 27 giugno 2022, Acea Energia ha impugnato il provvedimento prot. n. 221978/2022 adottato il 17 giugno 2022 dall'Agenzia delle Entrate, che costituisce l'atto regolamentare e/o amministrativo generale con il quale, previo parere di ARERA, sono stati individuati gli adempimenti e le modalità di versamento del contributo straordinario contro il caro bollette istituito dall'art. 37 del DL 21 marzo 2022, n. 21, convertito in Legge 20 maggio 2022, n. 51 (noto anche come Decreto "Ucraina Bis" o "Taglia Prezzi").

Tramite decreto del 28 giugno 2022, il TAR provvedeva a respingere le domande di misure cautelari monocratiche presentate dalla Società, fissando la trattazione in sede collegiale per l'udienza del 19 luglio; in detta sede il Collegio, in accoglimento delle istanze di AE e degli altri operatori presenti, appartenenti principalmente al settore petrolifero, ha fissato l'udienza di discussione di merito, unitamente alle attuali domande cautelari, all'8 novembre.

In data 16 novembre 2022 il TAR ha emesso la sentenza n. 15217 con la quale ha dichiarato il proprio difetto assoluto di giurisdizione. Acea Energia ha promosso appello dinanzi al Consiglio di Stato con udienza fissata per il prossimo 14 marzo 2023. A oggi non vi sono ulteriori sviluppi.

ESTERO

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Volumi acqua Mm3 42 41 1 2,9%
Volumi immessi in rete Mm3 76 77 (1) (0,2%)
Numero di clienti (utenze servite) N. 123.433 122.308 1.125 0,9%

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 95,1 77,1 18,0 23,3%
Costi 62,1 49,7 12,4 24,9%
Margine Operativo Lordo 33,0 27,4 5,6 20,4%
Risultato Operativo 19,4 16,4 3,0 18,4%
Dipendenti medi 2.474 2.238 236 10,5%
Investimenti 5,8 4,6 1,2 26,4%
Posizione Finanziaria Netta (26,6) (18,9) (7,6) 40,2%

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

(€ milioni) 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Estero 33,0 27,4 5,6 20,4%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 2,5% 2,2% 0,3 pp

L'Area comprende attualmente le società che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:

  • Agua de San Pedro (Honduras), di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016, data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
  • Acea Dominicana (Repubblica Dominicana), interamente posseduta dal Gruppo, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueducto Alcantariado Santo Domingo);
  • AguaAzul Bogotà (Colombia), di cui il Gruppo possiede il 51%, è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
  • Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 44% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella zona nord della città di Lima;
  • Acea Perù, interamente posseduta da Acea International (costituita il 28 giugno 2018). Tale società è stata costituita con il preciso intento di gestire il servizio acquedottistico nella città di Lima attraverso i consorzi;
  • Consorcio Servicio Sur, controllata da Acea International (50%), da Acea Ato2 (1%) e da soci locali Conhydra, Valio e India complessivamente pari al 49%. Il Consorcio è stato costituito il 5 luglio 2018, con il preciso intento di gestire il servizio di manutenzione correttiva per i sistemi di Acqua potabile e di Rete

Fognaria della Direzione di Servizi Sur di Lima (Perù). L'attività del Consorcio è terminata nel corso del 2021 e attualmente è in liquidazione;

  • Consorcio Acea, controllato da Acea Perù (99%) e da Acea Ato2 (1%), costituito in data 15 dicembre 2020. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la gestione delle stazioni di pompaggio acqua potabile di Lima Centro;
  • Consorcio Acea Lima Norte, controllato da Acea Perù (99%) e Acea Ato2 (1%), costituito in data 5 gennaio 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima;
  • Consorcio Acea Lima Sur, controllato da Acea Perù (99%) e Acea Ato2 (1%), costituito in data 6 ottobre 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione correttiva della rete idrica e fognaria nella zona sud di Lima.

L'Area chiude il 2022 con un EBITDA di € 33,0 milioni, in aumento per € 5,6 milioni. Tale incremento deriva in parte dall'effetto cambio positivo (+€ 3,6 milioni) e per la restante parte in prevalenza dai maggiori margini derivanti dal consolidamento del Consorcio Acea Lima Sur (+€ 1,7 milioni) e da Aguas de San Pedro (+€ 1,6 milioni) per maggiori riallacci a seguito di distacco nonché per un incremento del numero di utenti.

L'organico medio si attesta a 2.474 unità e risulta in aumento di 236 unità rispetto al 2021 derivante da effetti contrapposti: i) incremento di risorse per il consolidamento del Consorcio Acea Lima Sur (+213 unità) e ii) riduzione delle risorse di Consorcio Servicio Sur (-101 unità) come conseguenza del termine dell'attività di gestione della rete idrica e fognaria della Direzione Servizi Sur di Lima.

Gli investimenti dell'anno si attestano a € 5,8 milioni in aumento (+€ 1,2 milioni) rispetto al precedente esercizio, in prevalenza riferibili ad Aguas de San Pedro.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2022 è positiva per € 26,6 milioni e registra un miglioramento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 7,6 milioni. Tale variazione è in prevalenza riferibile ad Aguas de San Pedro e al Consorcio Agua Azul. La variazione è inoltre dovuta all'effetto cambio (€ 3,0 milioni).

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Non si segnalano eventi significativi nel corso dell'esercizio 2022.

IDRICO

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Volumi acqua Mm3 521 532 (11) (2,2%)
Energia consumata GWh 767 726 41 5,6%
Fanghi smaltiti kt 191 209 (17) (8,3%)

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 1.374,4 1.237,9 136,5 11,0%
Costi 705,4 582,6 122,8 21,1%
Margine Operativo Lordo 669,0 655,3 13,7 2,1%
Risultato Operativo 268,7 307,7 (39,0) (12,7%)
Dipendenti medi 3.891 3.475 416 12,0%
Investimenti 611,0 522,1 88,9 17,0%
Posizione Finanziaria Netta 1.796,2 1.681,4 114,8 6,8%

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Idrico 669,0 655,3 13,7 2,1%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 51,3% 52,2% (0,9 pp)

L'EBITDA dell'Area si attesta al 31 dicembre 2022 a € 669,0 milioni e registra un incremento di € 13,7 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 (+2,1%).

L'incremento è imputabile in gran parte ad Acea Ato2 (+€ 15,7 milioni) come conseguenza dei maggiori ricavi tariffari (+€ 14,8 milioni) e del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica per € 23,7 milioni (complessivi per l'area € 26,9 milioni) per le annualità 2018-2019 (delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022); tali incrementi sono compensati in parte da insussistenze passive (+€ 20,1 milioni) derivanti da componenti tariffarie relative all'anno 2020 riconosciute, in sede di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023, in misura inferiore a quanto iscritto nel rispettivo bilancio con particolare riferimento alla componente "Rcarc"1 , nonché al periodo 21 luglio - 31 dicembre 2011 e al conguaglio negativo, emerso in sede di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023, conseguente al minore ricorso da parte degli utenti in condizione di disagio economico al bonus idrico integrativo (quale forma di agevolazione) rispetto a quanto riconosciuto in tariffa nel 2021.

Compensano, inoltre, tale incremento GORI (-€ 8,5 milioni), come conseguenza dei maggiori costi per smaltimento fanghi e per il mancato riconoscimento tariffario, a seguito di aggiornamento, in prevalenza sulla quota AMM.Fo.Ni. non riconosciuta per investimenti delle annualità 2022 e 2023, e Acea Ato5 (-€ 3,6 milioni).

Il contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimo-

1 Ai sensi di quanto previsto dal comma 27-bis.1, lett. a., del MTI-3, il recupero della differenza tra quanto riconosciuto nelle pertinenti predisposizioni tariffarie in applicazione delle regole per il computo del "Capitale investito netto del gestore del SII" di cui all'articolo 11 del MTT e quanto risulta determinando la "quota a compensazione del capitale circolante netto", CCN2012 e CCN2013, di cui ai commi 11.2 e 11.3 del MTT, considerando nel computo oltre agli importi relativi ai ricavi e ai costi delle attività afferenti al servizio idrico, anche quelli riconducibili alle "Altre attività idriche" definite al comma 1.1 del MTT.

nio netto, pari a € 25,6 milioni, risulta in aumento di € 8,9 milioni in prevalenza per gli incrementi registrati da Publiacqua (+€ 3,8 milioni) e dal Gruppo Acque (+€ 1,7 milioni) imputabili in parte a minori ammortamenti e in parte a sopravvenienze attive. Di seguito si rappresenta in dettaglio il contributo all'EBITDA delle società valutate a Patrimonio Netto:

€ milioni 2022 2021 Variazione Variazione %
Publiacqua 8,6 4,7 3,8 80,8%
Gruppo Acque 11,3 9,4 1,9 20,1%
Umbra Acque 3,3 1,6 1,7 108,4%
Nuove Acque e Intesa Aretina 0,5 0,7 (0,2) (32,0%)
Geal 1,1 0,2 0,9 n.s.
Romeo Gas 0,8 0,0 0,8 n.s.
Totale 25,6 16,7 8,9 53,1%

La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/ idr del 27 dicembre 2019 e tenuto conto delle approvazioni delle predisposizioni tariffarie 2022-2023 intervenute. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe" del presente documento.

Il Risultato Operativo risente della crescita degli ammortamenti (+€ 36,7 milioni) prevalentemente imputabili ad Acea Ato2 (+€ 20,0 milioni), GORI (+€ 3,3 milioni) e Acquedotto del Fiora (+€ 3,2 milioni) dovuti principalmente agli investimenti effettuati nel corso del 2021 e del 2022 e all'entrata in esercizio di cespiti precedentemente in corso, nonché delle maggiori svalutazioni (+€ 22,6 milioni) imputabili in gran parte a Acea Ato2 (+€ 5,3 milioni) e GORI (+€ 12,8 milioni); compensa tale variazione la riduzione degli accantonamenti (-€ 6,7 milioni) in prevalenza attribuibile ad Acea Ato2 (-€ 4,9 milioni).

L'organico medio al 31 dicembre 2022 pari a 3.891 unità si incrementa rispetto al 31 dicembre 2021 di 416 unità principalmente imputabili al consolidamento di ASM Terni (+364 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 611,0 milioni con un incremento di € 88,8 milioni rispetto al precedente esercizio. L'incremento è attribuibile ai maggiori investimenti registrati da Acea Ato2 (+€ 70,6 milioni), GORI (+€ 7,6 milioni), Acquedotto del Fiora (+€ 2,7 milioni) e SII (+€ 3,5 milioni). Gli investimenti dell'Area si riferiscono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici e alimentatrici).

La posizione finanziaria netta dell'Area si attesta al 31 dicembre 2022 a € 1.796,2 milioni e registra un peggioramento di € 114,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2021. Tali variazioni sono in prevalenza imputabili all'incremento fatto registrare da Acea Ato2 ed è legato agli investimenti di periodo, nonché alle dinamiche di cash flow operativo.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Area Lazio - Campania

Acea Ato2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 89 rispetto ai 113 dell'intero ATO. A seguito dell'art. 22 della Legge 29 dicembre 2021, n. 233 di conversione del DL 6 novembre 2021, n. 152 recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose" è stato stabilito che dopo il comma 2-bis dell'articolo 147 del DLgs 152/2006 sia inserito il seguente: "2-ter Entro il 1° luglio 2022, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l'ente di governo dell'ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2-bis, lettera b), confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente. Entro il 30 settembre 2022, l'ente di governo dell'ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni non fatte salve ai sensi del citato comma 2-bis".

Per questo motivo c'è stata un'accelerazione dell'attività di acquisizione dei 14 Comuni in cui non era gestito il Servizio Idrico Potabile: Agosta, Anguillara Sabazia, Anticoli Corrado, Ardea, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Cerreto Laziale, Civitella San Paolo, Labico, Ladispoli, Licenza, Roviano, Sant'Angelo Romano e Trevi nel Lazio. Non tutti questi Comuni hanno però permesso di iniziare le attività propedeutiche all'acquisizione. Per questo la Regione Lazio in data 7 giugno 2022 ha emesso 4 delibere per esercitare i poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 153 comma 1 e 172 comma 4 del DLgs n. 152/2006 e ss.mm.ii. per il trasferimento del servizio idrico integrato al gestore unico dell'ATO2, mediante nomina di un commissario ad acta per i seguenti Comuni: Anticoli Corrado, Cerreto Laziale, Licenza, Trevi nel Lazio. Nel corso del terzo trimestre 2022, con decorrenza 30 settembre 2022, sono stati acquisiti tutti i comuni previsti in base alla Legge 29 dicembre 2021, completando così l'acquisizione del SII per 89 comuni.

La situazione complessiva rimane quindi invariata e, al 31 dicembre 2022, viene così riepilogata nella seguente tabella di sintesi:

Situazione acquisizioni N. Comuni
Comuni interamente acquisiti al SII* 89
Comuni parzialmente acquisiti nei quali Acea Ato2
svolge uno o più servizi
17
Comuni da acquisire 7

* Sono Comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del DLgs 152/06.

Anche per il servizio di depurazione di Valmontone, che veniva gestito dalla correlata Acea Molise in qualità di soggetto tutelato, è stato firmato il relativo verbale di trasferimento essendoci stata la retrocessione del servizio al Comune che poi lo passerà ad Acea Ato2 dopo la realizzazione, da parte di quest'ultima, dei lavori di revamping al depuratore.

Nel 4° trimestre 2022 inoltre è stato sottoscritto il Verbale di consegna ad Acea Ato2 e Acea Ato5 del servizio fognatura gestito del Consorzio "Co.R.Ec.Alt". chiudendo così un'annosa questione che non permetteva di finire l'acquisizione in gestione di parte della rete dei Comuni di Anguillara Sabazia e Trevi nel Lazio oltre a quella del Comune di Piglio facente parte dell'ATO5. Il trasferimento sarà perfezionato dopo i lavori di revamping già previsti.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 61 comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti e un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.

La Società, al fine di salvaguardare le fonti di approvvigionamento e attuare una gestione sempre più sostenibile della risorsa idrica, nel corso del 2022 ha perfezionato lo studio della disponibilità, in termini quantitativi, delle potenziali risorse idriche sotterranee e dei possibili impatti relativi al prelievo di risorsa idrica tramite il monitoraggio di variabili meteoclimatiche e l'implementazione di adeguati modelli interpretativi. Inoltre, nell'ambito dell'Accordo di Collaborazione stipulato con l'Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRSA), ha continuato a lavorare allo sviluppo di un software volto alla modellazione della variabilità nel tempo della disponibilità idrica e la conseguente valutazione di indicatori di allerta per precoce riconoscimento di eventuali condizioni di carenza idrica. Con riferimento alle reti di distribuzione, è proseguita la campagna di interventi finalizzati alla riduzione delle perdite fisiche e commerciali e all'efficientamento. In particolare, nell'anno 2022:

  • nonostante la stagione estiva sia stata particolarmente siccitosa, caratterizzata da portate sorgive al di sotto del 25esimo percentile della serie storica osservata, gli interventi di efficientamento messi in atto dal Gestore hanno permesso di ridurre significativamente i prelievi di risorsa dall'ambiente e di limitare conseguentemente le criticità di approvvigionamento. Solo il comune di Percile, infatti, peraltro di recente acquisizione, è stato sottoposto a turnazioni idriche notturne;
  • è stata completata la distrettualizzazione di ulteriori 1.373 km di rete idrica. La distrettualizzazione delle reti ovvero la delimitazione dei distretti di distribuzione (o distretti di misura) ha la finalità di efficientare il funzionamento della rete, controllare in modo dettagliato l'entità delle perdite nei singoli distretti e guidare le attività di ricerca strumentale per la riduzione delle stesse. Complessivamente, al 31 dicembre 2022, sono 12.967 i km di rete idrica distrettualizzata e monitorata in continuo e da remoto;
  • è stata condotta l'attività di ricerca delle perdite occulte attraverso un'attività di analisi puntuale e sistematica delle reti in funzione delle anomalie emergenti dal monitoraggio dei distretti idrici realizzati;
  • sono stati installati dispositivi di regolazione delle pressioni, in

grado di attuare una gestione attiva delle stesse e ridurre la frequenza di accadimento delle rotture nelle reti di distribuzione, tra cui un importante nodo di regolazione sul Colle Oppio a Roma che ha permesso di efficientare il servizio in una vasta area del Municipio I di Roma;

  • è proseguita l'implementazione del telecontrollo sui misuratori installati sulle fonti di approvvigionamento, con l'obiettivo di ottimizzare la qualità della misura di processo e la tempestività di acquisizione delle misure finalizzata alla redazione di un corretto bilancio idrico;
  • sono proseguite, anche con il ricorso a nuove strategie, le azioni finalizzate alla regolarizzazione amministrativa di casi di prelievi abusivi, forniture non riattivate, contratti non correttamente trasferiti dalle precedenti gestioni ecc.

Con riferimento al comparto depurativo al 31 dicembre 2022, Acea Ato2 gestisce oltre 7.000 km di rete fognaria (di cui 6.447 mappati su GIS), 653 impianti di sollevamento fognari – di cui 178 nel territorio di Roma Capitale – e un totale di 161 impianti di depurazione (di cui 31 nel territorio di Roma Capitale dopo la dismissione di Parco della Tiburtina), per un totale di acqua trattata pari a 578,2 Mm3 (dato riferito ai soli depuratori gestiti al 31 dicembre 2022).

Si segnala che la delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022 ha definito il meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019 che per Acea Ato2 ammonta a € 23,6 milioni ed è stato incassato nel corso del 2022.

Si evidenzia che a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), derivanti dal Decreto Ministeriale n. 517 del 16 dicembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, che prevede interventi su sistemi di approvvigionamento a scopo idropotabile e/o irriguo volti a ottimizzare e completare infrastrutture idriche per la derivazione, l'accumulo e l'adduzione della risorsa, con l'obiettivo di incrementare la resilienza ai cambiamenti climatici, migliorare la sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente e ridurre gli sprechi della risorsa idrica, Acea Ato2 è identificata come Soggetto Attuatore dei 4 sotto-progetti Finanziati, come di seguito riportato, per un totale di € 150 milioni:

    1. Nuovo Acquedotto Marcio I lotto per € 57 milioni;
    1. Raddoppio VIII Sifone Tratto Casa Valeria Uscita Galleria Ripoli € 41 milioni;
    1. Condotta Monte Castellone Colle S. Angelo (Valmontone) € 29 milioni;
    1. Adduttrice Ottavia Trionfale € 23 milioni.

Acea Ato5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la Società e la Provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, Acea Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO5 - Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca D'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 200.091.

Il sistema idrico-potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici.

Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue. Sono 232 gli impianti di sollevamento fognario gestiti dalla Società e 127 gli impianti di depurazione, compresi gli impianti "inaccessibili" e quelli fuori ATO (Rocca d'Evandro e Conca Casale).

Nel corso dell'anno 2022 è continuata la digitalizzazione delle reti del territorio gestito, con l'inserimento dei dati nel sistema informativo GIS - Geographic Information System. Stante il piano 2019- 2022 per le attività di rilievo, al 31 dicembre 2022 la consistenza della rete idrica è pari a 6.170 km totali (1.207 km adduzione + 4.963 km distribuzione).

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti alla gestione nel Comune di Paliano, attualmente la gestione del SII è ancora svolta dalla società AMEA partecipata dal Comune di Paliano. Relativamente a tale gestione nel mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato si è definitivamente pronunciato in merito all'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Il Consiglio di Stato pertanto, con sentenza n. 6635/2018, ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina, ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO5 e Acea Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo".

Avendo Acea Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO5 Lazio Meridionale - Frosinone, finalizzata a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad Acea Ato5 della gestione del SII nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti – con verbali del 26 novembre 2018 e 29 novembre 2018 – hanno provveduto a eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII, successivamente aggiornati nel 2020 e nel 2021 anche individuando i necessari interventi di adeguamento delle opere afferenti il servizio di depurazione e fognatura.

Le parti hanno successivamente effettuato altri incontri, unitamente alla STO dell'ATO5, al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad Acea Ato5. Il mancato invio di tutte le informazioni necessarie e la diatriba relativa alle modalità di trasferimento delle infrastrutture e della gestione del SII sono state oggetto di circostanziate note trasmesse tra le parte e di informative verso la STO e la Regione Lazio alla quale è stato chiesto da quest'ultima l'avvio delle procedure commissariali per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del DLgs 152/2006 e ss.mm.ii.

Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata

trasferita ad Acea Ato5 ormai a far data dal 19 aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2-bis DLgs 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".

Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio – Sezione di Latina – notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene Acea Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.

In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (DLgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n. 6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del DLgs 152/2006.

Si segnala che anche per Acea Ato5 la delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022 che ha definito il meccanismo incentivante della Regolazione della Qualità Tecnica del servizio idrico Integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019 ha generato l'iscrizione di un premio che ammonta a € 0,7 milioni e penali per € 0,17 milioni.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio, si segnala:

Ricorso al TAR Lazio - Latina (RG 308/2021 sez.1) per l'annullamento della deliberazione n. 1 del 10 marzo 2021

Acea Ato5 ha presentato ricorso al TAR Lazio, sez. Latina, per l'annullamento, previa adozione di adeguate misure cautelari, della deliberazione n. 1 del 10 marzo 2021 (pubblicata in data 18 marzo 2021) recante Determinazioni tariffarie 2020-2023 ai sensi della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr "Approvazione del Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio MTI-3" e s.m.i. con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 ha approvato la proposta tariffaria del SII (Servizio Idrico Integrato) per il periodo regolatorio 2020-2023. Nello specifico il Gestore ha impugnato la deliberazione nella parte in cui non accoglie le istanze motivate in ordine al riconoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (Opexqc), al riconoscimento dei maggiori costi di morosità (COmor), nonché nella parte in cui rinvia il riconoscimento dei conguagli spettanti al gestore (RcTOTa) a successivi periodi regolatori e a fine concessione (sul Valore Residuo - VR a fine concessione).

All'udienza del 26 maggio 2021 il TAR, rilevando che la questione è molto complessa e richiede un approfondimento nel merito, ha fissato il merito al 15 dicembre 2021. In data 21 dicembre 2021 il TAR Lazio - sezione di Latina con sentenza n. 691/2021 ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza fissata al 10 marzo 2022 a esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare, riservandosi per il prosieguo. La Società ha formulato istanza di prelievo ed è ancora in attesa della fissazione della data dell'udienza di merito.

Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori

Il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra Acea Ato5 e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n. 5. Rammentiamo, infatti, che la Società aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 febbraio 2007, relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella fase di avvio della Concessione.

L'Ente d'Ambito si era opposto al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della deliberazione n. 4/2007 (intervenuta in forza della successiva deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 5/2009). Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996. Infine, l'Ente d'Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta a ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in € 28.699.699,48.

Ciò posto, il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017 ha:

  • rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva deliberazione n. 5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il princìpio c.d. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
  • annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
  • rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di Acea Ato5 e che erano volte a ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
  • rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che, giova rammentarlo, nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000,00. All'udienza del 17 novembre 2017 sono stati depositati per conto di Acea Ato5 i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la Nota di Acea del 16 novembre 2017. Con riferimento a quest'ultima Nota sono state evidenziate:
    • a. l'impegno di Acea Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
    • b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.

A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 luglio 2017 e del 4 ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da Acea Ato5 a titolo di Canone di Concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 novembre 2017, di dover "riferire" all'AATO5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di Acea Ato5 in favore di AATO5.

Conseguentemente, la Società – per il tramite dei propri legali – ha rappresentato che:

  • a. a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 - Acea Ato5 ha corrisposto:
    • € 1.287.589,00 in data 5 gennaio 2018, direttamente all'A-ATO5;
    • € 85.261,93 in data 22 novembre 2017 al Consorzio Valle del Liri (nell'ambito del più ampio pagamento di € 178.481,68 in esecuzione dell'accordo transattivo di cui è parte lo stesso Ente d'Ambito nel quale, all'art. 2.1, si dà atto che il pagamento di € 178.481,68 andava a valere sui canoni 2010- 2011-2012-2013-2016); per un totale complessivo di € 1.372.850,93;
  • b. con tali ultimi pagamenti, Acea Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006- 2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'8 novembre 2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".

All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di Acea Ato5 e dell'AATO5, ha concesso un rinvio al 4 maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, avrebbe provveduto alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 settembre 2018.

In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 settembre 2018 con l'AATO5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa - tra le altre anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 settembre 2020 e in seguito al 15 dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 marzo 2021. All'udienza del 27 aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 aprile 2021 ha fissato all'11 maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 maggio 2021 l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 novembre 2021. La Società alla successiva udienza del 15 dicembre 2021 ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta è stata oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni e, successivamente, ha rinviato all'ulteriore udienza del 31 maggio 2022. In tale occasione, l'Autorità giudicante, preso atto del rifiuto dell'AATO5 dell'offerta transattiva proposta dalla Società, ha assegnato alle parti i termini di legge per il deposito degli atti conclusivi e ha trattenuto la causa in decisione.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone che ha revocato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies cpc. Il procedimento è stato rinviato al 30 giugno 2021. All'udienza del 30 giugno 2021, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 6 luglio 2022 e successivamente al 10 maggio 2023.

La Società non ha ritenuto opportuno cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:

  • il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da Acea Ato5 presso la Corte di Appello di Roma (RG n. 6227/2017), è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
  • le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex se l'insussistenza del credito.

La fondatezza dell'appello e della decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito e il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere a una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.

All'udienza del 6 luglio 2022, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 10 maggio 2023.

Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 26 novembre 2019, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 19 dicembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, previsto – tra l'altro – quanto segue:

  • ha accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
  • ha ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.

Adeguamento del Canone Concessorio

Con la deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018, la Conferenza dei Sindaci ha disposto che il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni, a far data dal secondo semestre 2013 e fino al termine della Concessione, venisse erogato direttamente dal Gestore. Conseguentemente, in occasione dell'aggiornamento tariffario disposto in data 1° agosto 2018, dando immediata attuazione alle prescrizioni rese dall'ARERA contenute nel provvedimento sanzionatorio DSAI/42/2018/idr in merito, tra l'altro ai canoni relativi ai Comuni non gestiti, si è provveduto ad adeguare la componente mutui del Canone di Concessione inserendo per l'annualità 2019 l'importo degli stessi indicato nell'allegato della suddetta deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018. Nessun adeguamento della componente mutui è stato recepito per le annualità 2012-2018 in quanto la deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018 non implicava alcuna modifica all'importo della componente mutui approvato nelle varie predisposizioni tariffarie. Inoltre, l'eventuale ricalcolo dei costi per mutui (MTp) dovrà essere oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci e dovrà essere recepita nel Piano Economico Finanziario (PEF) del prossimo aggiornamento tariffario, in considerazione del fatto che, anche in sede di approvazione dell'aggiornamento tariffario 2018-2019, deliberata dalla Conferenza dei Sindaci del 1° agosto 2018, nulla è stato disposto in merito ai canoni delle annualità suddette.

Per i motivi di seguito specificati la Società non ha ritenuto che l'obbligazione a pagare tale differenza all'Ente d'Ambito fosse venuta meno e, quindi, non ha proceduto alla riduzione degli stanziamenti passivi presenti nei propri bilanci per canoni concessori:

  • la suddetta deliberazione della Conferenza dei Sindaci nulla ha disposto in merito alla differenza;
  • nel rispetto della normativa regolatoria vigente, la quantificazione dei canoni concessori spetta esclusivamente all'Ente d'Ambito e quindi l'eventuale recepimento della differenza (con conseguente estinzione della relativa obbligazione) può avvenire solo a seguito della revisione delle tariffe per le annualità 2012- 2018 e del relativo Piano Economico Finanziario (PEF) da parte dell'Ente d'Ambito;
  • in sede di revisione delle tariffe per il biennio 2018-2019 e del relativo PEF, l'Ente d'Ambito ha recepito la riduzione dei canoni concessori solo a partire dal 2018 (con una sostanziale riduzione degli stessi di circa € 1.658 mila nel 2018), lasciando invece invariati quelli relativi alle annualità 2012-2018;
  • per l'annualità 2013 l'EGA aveva provveduto a emettere nei confronti della Società apposite fatture per la differenza tra il canone di concessione risultante dalla relativa predisposizione tariffaria e gli oneri per i mutui che il Gestore aveva liquidato ai Comuni in base alla suddetta deliberazione;
  • l'esatta quantificazione dei canoni concessori per le suddette annualità e la valutazione circa la ricollocazione e il trattamento degli stessi ai fini tariffari costituiva un tema aperto per entrambe le parti, tanto è vero che era stata rimessa al Collegio di Conciliazione instauratosi tra l'AATO5 e il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione.

Va anche osservato che trattandosi di un cosiddetto "costo passante" nella definizione tariffaria, cioè imputato in tariffa senza che per il Gestore ci sia alcun ritorno economico (una sorta di riscossione per conto di terzi), il suo effetto è sostanzialmente neutro nel Bilancio del Gestore: viene iscritto come ricavo e contestualmente, e in egual misura, come costo. Per questo motivo, anche ove la Società erroneamente non essendo venuta meno l'obbligazione a pagare la differenza avesse rilevato una sopravvenienza attiva a rettifica dell'importo dovuto a titolo di canone di concessione, avrebbe poi dovuto rilevare parallelamente una sopravvenienza passiva di pari importo conseguente a una riduzione dei conguagli relativi agli anni 2012-2018 con evidenti effetti economici nulli sia dal punto di vista civilistico che fiscale.

Si segnala che in data 27 novembre 2019 il citato Collegio di Conciliazione ha sottoposto alla Società e all'Ente d'Ambito apposita Proposta di Conciliazione, con allegato atto ancora da sottoscrivere. In detti documenti il Collegio di Conciliazione ha – tra l'altro – avanzato la proposta di portare a decurtazione dei conguagli tariffari vantati dal Gestore la differenza di € 12.798 mila tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie per le annualità 2012-2018 e le somme da riconoscere direttamente ai Comuni in base alla deliberazione n. 1 del 26 marzo 2018. Tale proposta di destinazione a compensazione di crediti esistenti conferma la debenza da parte del Gestore di tale differenza, corroborando la decisione della Società di non rilasciare i relativi stanziamenti passivi nei propri bilanci.

Collegio di Conciliazione con l'AATO5

Con riferimento ai rapporti con l'AATO5 la Società ha cercato di giungere a una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.

In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto a una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.

Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.

In tale direzione, in data 11 settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n. 1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.

Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.

Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 giorni entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, e ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019.

All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 novembre 2019. In occasione di tale seduta, le parti hanno invitato il Collegio a elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.

In data 27 novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la "Proposta di Conciliazione" definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni e interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti.

Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:

  • giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone RG 1598/2012, relativo ai canoni concessori 2006-2011 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento del debito a carico del Gestore per l'ammontare richiesto pari a € 1.750.000; si precisa che tale importo è da intendere come un riconoscimento aggiuntivo rispetto a quello indicato nella proposta di transazione avanzata nell'ambito del sopra richiamato giudizio pendente – si veda quanto descritto nel precedente paragrafo "Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori";
  • quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012- 2018 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi € 12.798.930,00 – il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
  • riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€ 10.700.00,00) – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
  • risarcimento dei danni subiti da Acea Ato5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano – il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica del danno subìto e in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
  • risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 – Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
  • riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio dell'ATO5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conci-

liazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;

  • riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di Acea Ato5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
  • richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti il canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa € 10.167.000; il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000;
  • attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
  • mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.

La "Proposta di Conciliazione" e la bozza di "Atto di Conciliazione" sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 dicembre 2019. In data 4 febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 e Acea Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari a € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.

Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AATO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. In sede di predisposizione del bilancio 2019, considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, a fine esercizio 2019 la Società ha deciso di stanziare a bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.

Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2018, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2018, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente e astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, – come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.

La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione e individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.

Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di Acea Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa – una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2022 della Società.

A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.

La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e – da ultimo – il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.

Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, ha convocato un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. In data 9 maggio 2022 si è tenuto l'incontro fra le parti a esito del quale si è convenuto sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso.

Il tavolo tecnico ha provveduto ad aggiornare le informazioni inerenti le economie sui mutui già individuate nell'ambito dei lavori del Tavolo di Conciliazione attualizzando anche i canoni dovuti dal Gestore e riconciliando le fatture emesse e già saldate de quest'ultimo. Successivamente con nota del dicembre 2022, la STO ha chiesto un incontro urgente per affrontare la questione dei canoni concessori non ancora saldati e, più in generale, della posizione del Gestore verso l'Ente. Nel corso di tali incontri, svoltisi nella seconda metà del a tale nota, dal suo canto, la Società ha rappresentato con nota del 23 dicembre 2022 il perdurare dello stato di incertezza conseguente la mancata approvazione tariffaria nei tempi previsti da ARERA. Non risultano, allo stato, ulteriori aggiornamenti a riguardo.

Procedimento penale n. 3910/18

Relativamente al procedimento penale n. 3910/18 rgnr della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, in data 2 gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 rgnr, pendente per la presunta violazione dell'art. 4 DLgs 74/2000 (dichiarazione infedele). In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c/c intestati ad Acea Ato5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata per il 1° febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. In forza del predetto provvedimento di restituzione, la Società ha provveduto a trasmettere al Fondo Unico Giustizia formale richiesta di restituzione delle somme dissequestrate. A oggi il procedimento di restituzione è stato definito con lo sblocco delle somme da parte del Fondo Unico Giustizia. Tale procedimento è stato riunito con il procedimento penale n. 2031/16 rgnr.

Contestualmente, però, è stato notificato nei confronti di un ex Dirigente della Società il Decreto di citazione a giudizio. All'udienza fissata per la trattazione delle questioni preliminari al dibattimento e per la dichiarazione di apertura del dibattimento stesso, verrà rilevato che i fatti di cui al capo di imputazione sono i medesimi per i quali è pendente il procedimento penale rgnr 2031/2016.

La prima udienza dibattimentale è stata celebrata in data 19 ottobre 2021. Rinviata al 16 novembre 2021, per scioglimento riserva assunta dall'organo giudicante a fronte dell'eccezione di incompetenza territoriale proposta dal difensore dell'imputato. Rigettata questione preliminare e rinviato al 19 aprile 2022 e successivamente all'udienza del 27 settembre 2022 per l'esame dei testi indicati nella lista del Pubblico Ministero; udienza ulteriormente differita per l'espletamento dei medesimi incombenti alla data del 21 febbraio 2023 e successivamente al 19 settembre 2023 per procedere all'esame dell'imputato e due testimoni della difesa e al 3 ottobre 2023 per completare l'escussione dei testimoni della difesa.

Provvedimento sanzionatorio ARERA in materia di regolazione tariffaria del SII

Con la determinazione n. DSAI/42/2018/idr del 21 maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 novembre 2017, presso la sede della Società.

In data 4 luglio 2019 l'ARERA ha pubblicato la deliberazione 253/2019/S/idr del 25 giugno 2019 con cui venivano irrogate, nei confronti di Acea Ato5, ai sensi dell'articolo 2, comma 20, lett. c) della Legge 481/95, sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo di € 955.000,00, in riferimento alle violazioni contestate con la Determinazione DSAI/42/2018/idr.

Avverso il predetto provvedimento, la Società in data 3 ottobre 2019 ha depositato ricorso dinnanzi al TAR Lombardia, al fine di ottenere l'annullamento dello stesso, nonché il riesame in punto di quantificazione della sanzione.

Altresì, successivamente alla presentazione del ricorso, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016-2019, nonché dell'aggiornamento 2018-2019.

In merito al ricorso in discorso, non si hanno, a oggi, notizie circa la fissazione dell'udienza di trattazione. A ogni modo, anche in ragione del sollecito di pagamento della sanzione trasmesso dall'ARERA in data 16 ottobre 2019, la Società ha provveduto al pagamento dell'intera sanzione a essa ascritta.

Provvedimento sanzionatorio AGCM - Procedimento PS9918

In data 5 luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del DLgs n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito Regolamento). Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.CI. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti e aggressivi nei confronti di consumatori e piccole imprese, posti in essere da Acea Ato5 nel periodo gennaio 2015 - giugno 2018.

In data 20 febbraio 2019 l'AGCM, in riferimento al procedimento PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 maggio 2019.

In data 28 febbraio 2019 l'AGCM ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento PS/9918 – fissato alla data del 20 marzo 2019 – con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società. In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di: i) avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018; ii) prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione; iii) gestione delle perdite idriche occulte. Il 20 marzo 2019 la Società ha provveduto a depositare memoria difensiva e documentazione a supporto.

In data 4 luglio 2019 l'Autorità ha notificato alla Società il provvedimento sanzionatorio con il quale è stata disposta una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 1,0 milione. Avverso il predetto provvedimento sanzionatorio, la Società ha provveduto a depositare, in data 3 ottobre 2019, ricorso al TAR Lazio – iscritto al n. di RG 12290/2019 sez. I – al fine di ottenerne l'annullamento, previa sospensione cautelare. Nella Camera di Consiglio del 6 novembre 2019 per la discussione dell'istanza cautelare, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato l'Ordinanza n. 7223 con la quale ha respinto l'istanza di sospensione cautelare. La decisione del TAR non affronta i singoli motivi di ricorso sui quali si pronuncerà solo in sede di merito, la cui udienza di trattazione, a oggi, non risulta ancora fissata. In particolare, secondo il Giudice amministrativo "in relazione alla entità della comminata sanzione pecuniaria e alle paventate conseguenze sull'attività di impresa, non appaiono ravvisabili profili di estrema gravità e urgenza di cui all'art. 119, comma 4, cpa per la concessione della tutela cautelare richiesta, tenuto anche conto del fatto che la società ricorrente è comunque facoltizzata a presentare istanza di rateizzazione del relativo pagamento".

In ragione della predetta decisione, essendone facoltà della Società, la stessa ha provveduto a presentare all'Autorità, in data 3 dicembre 2019, istanza di rateizzazione che l'Autorità ha accolto in data 21 gennaio 2020.

In data 26 febbraio 2020 è pervenuta richiesta di informazioni dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", in merito all'efficacia delle misure poste in essere da Acea Ato5 a seguito del Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019, adottato all'esito del procedimento istruttorio PS9918.

In particolare, con riferimento al periodo luglio-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020, l'Autorità ha richiesto specifiche informazioni circa:

  • a. numero reclami ricevuti, distinguendo e precisando causale di ogni singolo reclamo;
  • b. numero reclami accolti e numero reclami respinti;
  • c. numero di solleciti pagamento e minacce di slaccio inviate agli utenti;
  • d. numero procedure esecutive avviate per recupero morosità;
  • e. numero dei distacchi forniture idriche effettuate con indicazione motivazioni e procedure seguite.

In data 17 marzo 2020 la Società ha provveduto a fornire riscontro alla predetta richiesta con la quale si è data evidenza della rafforzata gestione in chiave pro-consumeristica del rapporto con gli utenti. In particolare, le evidenze presentate hanno confermato:

  • che non erano state avanzate prescrizioni dall'Autorità in riferimento alla verifica di cui al Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019. La Società, infatti, aveva già nel corso delle verifiche provveduto a migliorare le prestazioni oggetto di verifica;
  • che la Società aveva già da tempo provveduto a implementare ovvero a modificare le procedure dalla stessa adottate – nel rispetto della vigente normativa di settore – al fine di soddisfare al meglio le mutevoli esigenze dei consumatori, anche per tener conto delle misure di regolazione di recente adozione da parte dell'ARERA.

Alla luce di tali considerazioni e tenuto conto dei dati a oggi disponibili non sono emersi elementi di rilievo in riferimento alle richieste avanzate dall'Autorità. Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.

Procedimento penale n. 2031/2016

Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali, in data 4 gennaio 2019 è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta a indagini e informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva assunta, ha emesso ordinanza per effetto della quale è stata disposta, l'ammissione di tutti i soggetti asseritamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus". Inoltre, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione di Acea Ato5 e dell'Ato5 Lazio Meridionale - Frosinone, nella qualità di responsabili civili per i fatti di reato ascritti agli imputati.

Alla luce di ciò è stato, dunque, disposto un rinvio all'udienza del 18 febbraio 2022, nel corso della quale Acea Ato5 si è costituita in giudizio quale responsabile civile. Successivamente, il GUP ha disposto il rinvio alla data del 14 marzo 2022 per consentire al pubblico ministero e alle parti civili di controdedurre sulla questione di incompetenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.

Con ordinanza datata 14 marzo 2022, il Giudice ha rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale e ha rinviato all'udienza del 28 marzo 2022 per l'esame degli imputati. L'udienza preliminare è stata, poi, rinviata al 29 aprile 2022 per la requisitoria del PM, nonché per la discussione delle parti civili e del responsabile civile. Il GUP ha, altresì, indicato ulteriori due date, rispettivamente quella del 23 maggio 2022 e del 27 giugno 2022 per la discussione di tutte le difese. L'udienza di discussione è stata differita d'ufficio al 19 settembre 2022 e ulteriormente rinviata, prima, al 14 novembre 2022, successivamente al 10 febbraio 2023.

Ad esito dell'udienza del 10 febbraio 2023, il GUP del Tribunale di Frosinone, in accoglimento delle istanze della Società, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti degli amministratori di Acea Ato5 perché il fatto non sussiste per i reati di:

    1. Frode nelle pubbliche forniture (tariffe servizio idrico);
    1. Impedimento delle gare a evidenza pubblica Turbata libertà nella scelta del contraente;
    1. Peculato.

Il GUP ha altresì dichiarato la propria incompetenza per territorio rimandando al Tribunale di Roma in merito ai reati di:

    1. Falso in bilancio;
    1. Ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità;
    1. Reati tributari in materia di imposta sui redditi.

Giudizio civile RG 4164/2013 (Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi)

Con decreto ingiuntivo n. 1131/13, n. rg 1966/2013, emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di Acea Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.

Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare Acea Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.

L'Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di Acea Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.

Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone n. 4164/2013.

All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della CTU e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.

La controversia insorta è stata, infine, definita dalle parti in via transattiva, mediante la sottoscrizione dell'accordo conciliativo del 30 dicembre 2021 e il relativo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo resterà sospeso, al fine di verificare l'effettivo adempimento degli impegni assunti. Più nel dettaglio, il giudizio di opposizione verrà dapprima rinviato al fine di consentire la verifica dell'esatto adempimento dell'accordo e successivamente, solo in esito alla corretta e integrale esecuzione dello stesso, andrà a estinguersi ai sensi dell'art. 309 cpc. In virtù di ciò, la Società ha ritenuto di confermare - in via prudenziale - l'accantonamento delle somme a fondo rischi, così da poter garantire la copertura di eventuali costi derivanti dall'accordo. La causa è stata, dunque, rinviata al 17 marzo 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" e con riferimento ai procedimenti DLgs 231/2001 al paragrafo della presente relazione "Principali Rischi e Incertezze".

Verifica fiscale

In data 7 marzo 2018 la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e IRAP per l'anno di imposta 2013.

La Società, in data 24 dicembre 2018 ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex articolo 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.

In data 3 gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli, ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli art. 5 e 25 del DLgs 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora. Avverso il predetto accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone. Sulla scorta delle valutazioni recepite dai propri consulenti fiscali, la Società, relativamente a tale verifica, non ha ravveduto particolari profili di rischiosità.

A ogni modo, si è provveduto al pagamento delle imposte a titolo provvisorio, in pendenza del giudizio, la cui udienza di trattazione si è svolta il 3 luglio 2019. In data 23 ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013. La Società ha impugnato la predetta Sentenza e presentando appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.

Si dà atto che i rilievi ai fini IRES relativi al PVC summenzionato sono stati oggetto di separato atto di accertamento, come descritto nel prosieguo.

Si fa presente, inoltre, che la verifica è proseguita per i periodi d'imposta 2014-2018, concludendosi con la redazione di ulteriore Processo Verbale di Constatazione in data 30 ottobre 2019.

In esito all'attività di verifica fiscale condotta, l'Amministrazione finanziaria, ha riscontrato in capo alla società una serie di violazioni di carattere sostanziale in materia di IRES e IRAP, per i periodi d'imposta dal 2014 al 2017. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701 mila, mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".

Anche in relazione al sopracitato ultimo PVC sono state presentate dalla Società apposite osservazioni, ed è stato richiesto inoltre l'annullamento in autotutela di quanto oggetto di rettifica per il 2013.

Nonostante ciò, in data 31 dicembre 2019, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01680 in relazione all'I-RES per il 2013, per un importo di € 3,1 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0C6M01854 in relazione all'I-RAP per il 2014, per un importo di € 0,9 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01853 in relazione all'I-RES per il 2014 per un importo di € 5,2 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi.

Gli avvisi di accertamento IRES sono stati notificati alla Capogruppo Acea in qualità di consolidante. Le Società hanno provveduto a depositare ricorso innanzi alla CTP di Frosinone in data 28 febbraio 2020. Con riferimento ai rilievi contestati in detti avvisi di accertamento, le Società, anche supportate dal parere dei propri consulenti fiscali, ritengono del tutto infondate le richieste dell'Agenzia delle Entrate.

La CTP di Frosinone ha accolto le tesi difensive della società e ha annullato gli avvisi relativi all'IRES anni 2013 e 2014 e IRAP anno 2014 condannando l'Agenzia alle spese.

L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La Società si è costituita nel secondo grado di giudizio mediante il deposito di controdeduzioni. Il giudizio è pendente in attesa che venga fissata la relativa udienza di trattazione.

In data 23 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00539 in relazione all'Ires per il 2016, per un importo di € 1,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00541 in relazione all'I-RAP per il 2016, per un importo di € 0,2 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.

In data 28 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00387 in relazione all'I-RES per il 2015, per un importo di € 1,5 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;

l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00521 in relazione all'I-RAP per il 2015, per un importo di € 0,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.

Gli avvisi di accertamento IRES sono stati notificati alla Capogruppo Acea in qualità di consolidante.

Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la CTP di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". La trattazione dell'udienza relativa ai predetti giudizi IRES è stata fissata per il 27 settembre 2022. Ulteriore udienza è stata fissata per il 14 febbraio 2023. Si resta in attesa della decisione della Corte di Giustizia Tributaria.

Riscontro AGCM per la depurazione e addebito canoni fognatura e depurazione

In data 13 marzo 2020 è pervenuta dall'AGCM richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", con specifico riferimento all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da Acea Ato5.

Tale richiesta scaturisce dalla nota di chiarimento inviata dal Comune di Vicalvi a inizio 2020 e richiamata dalla stessa Autorità, nella quale è stato chiesto di motivare tale attribuzione in considerazione del fatto che sul territorio comunale insistono solo vasche Imhoff e non sono presenti impianti di depurazione.

In particolare, l'Autorità ha chiesto di conoscere:

  • il dettaglio dei Comuni per i quali il servizio di depurazione non è attivo;
  • il numero di utenti ivi residenti ai quali viene addebitato il servizio di depurazione;
  • eventuali iniziative intraprese per l'attivazione di nuovi e/o ulteriori impianti di depurazione, precisando la data di entrata in funzione degli stessi.

Al riguardo, dovendo la Società fronteggiare le eccezionali difficoltà operative legate alla straordinaria situazione emergenziale venutasi a creare a seguito della diffusione del Covid-19, che hanno inevitabilmente inciso sulla tempistica di raccolta delle informazioni richieste e sulla elaborazione della successiva risposta - il cui termine di trasmissione era fissato al 2 aprile 2020 - si è ritenuto opportuno chiedere una proroga del termine al 30 aprile 2020.

In data 30 aprile 2020, la Società ha provveduto a fornire riscontro alla richiesta di informazioni pervenuta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del Comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da Acea Ato5, con nota protocollo n. 0141201/20.

In particolare, con riferimento agli utenti residenti nei Comuni a oggi non serviti da depurazione, ai quali viene addebitato il predetto servizio, pari a n. 387 (su circa 17.028 utenze), la Società ha rappresentato all'Autorità di essersi tempestivamente attivata al fine di procedere alla restituzione di ogni addebito, nonché all'esonero delle predette utenze dalla quota tariffaria inerente la depurazione. La restituzione è stata disposta in automatico e a prescindere da ogni istanza o richiesta da parte degli utenti e finanche in assenza di ogni segnalazione circa la mancanza di un sistema di depurazione a servizio dell'utenza, in accordo con quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008.

Ulteriormente, la Società ha dato atto delle numerose iniziative attualmente in corso, al fine di garantire l'entrata in funzione di impianti di depurazione ubicati presso i Comuni a oggi non serviti, anche sulla base di specifici impegni assunti con l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 5 e inseriti nel Programma degli Interventi (PdI).

Infine, con specifico riferimento alla posizione del Comune di Vicalvi, la Società ha fornito i dovuti chiarimenti in merito all'intervenuto addebito agli utenti residenti nel predetto Comune della tariffa relativa al servizio di depurazione, precisando che tale addebito è legittimato dalla presenza nel territorio comunale di vasche Imhoff, consegnate alla Società all'atto del trasferimento del SII, che sono di fatto, sia a livello operativo che regolatorio, impianti di depurazione, tanto che i costi di gestione degli stessi sono stati riconosciuti e approvati dall'AATO5 nella predisposizione tariffaria 2016-2019. Quanto sopra, dimostra, dunque, che diversamente da quanto rappresentato dal Comune di Vicalvi, la previsione di un addebito in tariffa dei costi di gestione delle fosse Imhoff - attraverso la voce tariffaria relativa al servizio di depurazione applicata agli utenti i cui scarichi confluiscono in tali impianti è del tutto lecita - come riconosciuto dalla stessa STO dell'AATO5 - risulta conforme non soltanto al metodo tariffario approvato dall'ARERA con delibera n. 580/2019/idr, ma anche e soprattutto con i princìpi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 2008, secondo cui la tariffa, quale corrispettivo contrattuale, deve "essere espressiva del costo industriale del servizio idrico rappresentato dall'integrazione dei servizi di captazione, adduzione, distribuzione, collettamento e depurazione". Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.

Con riferimento allo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe idriche dell'AATO5, si riporta che, a oggi, risultano approvate dall'ARERA le tariffe idriche per il periodo 2012-2015 (delibera n. 51/2016/R/idr dell'11 febbraio 2016).

Infatti, si ricorda che le tariffe idriche sono predisposte dagli Enti di governo dell'ambito, o dagli altri soggetti competenti individuati dalla legge regionale, e poi trasmesse all'ARERA per l'approvazione. In caso di inerzia dell'Ente di governo dell'ambito, l'iniziativa spetta al Gestore.

Periodo regolatorio 2016-2019

Con deliberazione n. 664/2015/R/idr del 28 dicembre 2015, l'A-RERA ha approvato il Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio "MTI-2" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-2, la Società ha continuato a fornire all'Ente d'Ambito le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2016-2019. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre alcuna proposta tariffaria per il quadriennio 2016-2019. Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 maggio 2016, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5, e per conoscenza all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 7 comma 7.5 della deliberazione n. 664/2015. Con nota prot. N. 19984/P del 13 luglio 2016, l'ARERA convocava l'Ente di Governo d'Ambito e il Gestore a un incontro in data 19 luglio 2016. A seguito di tale incontro, e sulla base della predisposizione tariffaria espletata dalla STO dell'AATO5, veniva convocata la Conferenza dei Sindaci il 29 luglio 2016; anche tale Conferenza non produceva alcuna deliberazione tariffaria. A riscontro dell'istanza tariffaria prodotta dal Gestore in data 30 maggio 2016, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, in data 16 novembre 2016, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni. A seguito della diffida dell'ARERA, in data 13 dicembre 2016, l'AATO5 ha approvato la proposta tariffaria.

A oggi si è in attesa dell'approvazione definitiva da parte dell'ARERA.

Aggiornamento biennale 2018-2019

Con la delibera n. 918/2017/R/idr del 27 dicembre 2018, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.

In attuazione di tale disciplina regolatoria, in data 1° agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, con deliberazione n. 7, ha formalizzato l'approvazione del moltiplicatore tariffario per le annualità 2018 e 2019 nella misura massima prevista dal Metodo Tariffario, pari all'8%, fermo restando l'istruttoria da parte dell'ARERA per la variazione del theta che determina variazioni tariffarie superiori al limite previsto dal MTI-2. Inoltre, con deliberazione n. 8 del 1° agosto 2018, la Conferenza dei Sindaci ha approvato, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della deliberazione ARERA del 28 settembre 2017, n. 665/2017/R/idr, la nuova articolazione tariffaria (TICSI).

Come dettagliatamente rappresentato nel prosieguo, si riporta che in data 21 maggio 2018, con la Determinazione n. DSAI/42/2018/ ide del 21 maggio 2018, ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio, poi conclusosi con l'irrogazione di un provvedimento, nei confronti della Società in relazione a una serie di rilievi in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato per gli anni 2012- 2018 (quindi anche avuto riguardo a tariffe già approvate dall'Autorità stessa (2012-2015).

A ogni modo, in sede di aggiornamento tariffario 2018-2019 approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 in data 1° agosto 2018, si è provveduto ad apportare le opportune rettifiche secondo quanto indicato dall'Autorità di Regolazione nell'ambito del procedimento sanzionatorio anzidetto.

A oggi si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

Si precisa tuttavia che l'articolo 15 comma b) della deliberazione ARERA n. 918/2017/R/idr del 27 dicembre 2017 stabilisce che i Gestori siano tenuti ad applicare, a seguito della predisposizione dell'aggiornamento biennale da parte degli Enti di Governo dell'Ambito, e fino all'approvazione da parte dell'Autorità, l'aggiornamento delle tariffe predisposto dal suddetto Ente di Governo, nel rispetto del limite di prezzo di cui al comma 3.2 della deliberazione 664/2015/R/idr.

Altresì, nel corso del mese di ottobre 2019, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016-2019, nonché dell'aggiornamento 2018-2019.

A tal proposito, si riporta quanto chiarito dall'ARERA con il Comunicato del 5 febbraio 2020, secondo cui: "Con riferimento alle proposte di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 trasmesse dagli Enti di Governo dell'Ambito ai sensi delle Deliberazioni 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr, ma non ancora interessate da puntuali atti di approvazione da parte dell'Autorità, si chiarisce che:

l'Autorità completerà le istruttorie volte ad accertare la coerenza dei pertinenti dati tecnici e tariffari, nell'ambito delle verifiche sugli specifici schemi regolatori proposti per il terzo periodo regolatorio (2020-2023), in osservanza del metodo tariffario idrico MTI-3 di cui alla deliberazione 580/2019/R/idr;

per il biennio 2018-2019 restano valide le determinazioni tariffarie adottate dal soggetto competente, che saranno valutate dall'Autorità – nell'ambito della quantificazione delle componenti a conguaglio di cui all'articolo 27 del MTI-3 - in sede di approvazione del nuovo schema regolatorio".

Periodo regolatorio 2020-2023

Con deliberazione 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019, l'ARE-RA ha approvato il Metodo Tariffario per il terzo periodo regolatorio "MTI-3" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-3, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2020-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il quadriennio 2020-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (31 luglio 2020). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 15 dicembre 2020, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione 580/2019.

In data 10 marzo 2021, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n. 1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023. Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai

costi operativi e al moltiplicatore tariffario.

Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, a oggi non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 marzo 2021.

A seguito dello scenario tariffario approvato con la suddetta deliberazione, la Società ha posto in essere due distinte azioni:

  • impugnativa di detta delibera innanzi al TAR Latina (RG. 308/2021 sez. 1);
  • presentazione Istanza di Riequilibrio Economico-Finanziario (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr).

Con riferimento alla prima iniziativa, per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo Ricorso al TAR Lazio - Latina (RG. 308/2021 sez. 1) per l'annullamento della Deliberazione n. 1 del 10 marzo 2021.

Con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnico Operativa dell'AATO 5 competente per la trasmissione all'ARERA, nel corso del 2021 ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate.

Tuttavia, l'AATO5 non ha provveduto ad approvare l'istanza di riequilibrio trasmessa dalla Società entro i termini previsti dalla regolazione. In merito alla riproposizione dell'istanza di riequilibrio da parte della Società si veda quanto descritto nel seguito.

Aggiornamento biennale 2022-2023

Con la delibera n. 639/2021/R/idr del 30 dicembre 2021, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.

A seguito della pubblicazione della suddetta delibera, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione dell'aggiornamento tariffario 2022-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il biennio 2022-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (30 aprile 2022). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 novembre 2022, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 6 comma 6.3 della deliberazione 580/2019/R/idr.

In data 22 dicembre 2022, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5 formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il periodo regolatorio 2020-2023, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni.

La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario per il periodo regolatorio 2022-2023 in data 11 gennaio 2023 con delibera n. 1/2023.

Rispetto alla proposta della Società inviata ad ARERA in data 30 novembre 2022 a seguito dell'inerzia dell'EGA, si riscontra:

  • un mancato riconoscimento della componente a copertura del costo per la morosità (COmor) per € 7,5 milioni;
  • una riduzione sia della componente FoNI per € 4,3 milioni che della componente Opmis per circa € 1,6 milioni.

Si precisa che per l'aggiornamento biennale 2022-2023 non è stato - al momento - proposto ricorso al TAR Lazio stante l'orientamento ormai consolidato dei giudici amministrativi circa la natura endoprocedimentale delle deliberazioni dell'EGATO in materia di tariffa e del pendente ricorso al Consiglio di Stato.

Sia per il Piano Economico Finanziario approvato con delibera n. 1/2021 che per quello approvato con delibera n. 1/2023 è opportuno reiterare alcune considerazioni.

Nello specifico, i suddetti Piani Economico-Finanziari:

  • non prevedono tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa € 50 milioni (dei complessivi € 124 milioni al 31 dicembre 2022 che ammontavano a € 101 milioni al 31 dicembre 2021);
  • prevedono la fatturazione di circa € 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2023 (recuperato un anno rispetto al PEF 2020- 2023 che ne prevedeva la fatturazione dal 2024) comunque non fatturabili in una unica soluzione, ma diluiti nel tempo;
  • non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari a € 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo ed € 4,5 milioni per le annualità 2022-2023;
  • prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.

A corredo delle attività poste in essere e nell'ottica di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria, il Gestore, in data 14 febbraio 2022 con nota prot. 47536/2022, ha presentato all'EGATO5 la richiesta di valorizzazione della componente aggiuntiva di natura previsionale (Op EE exp,a) da inserire nell'ambito della componente di costo per l'energia elettrica (COEE a) ai sensi dell'articolo 4, comma 4.3, della deliberazione ARERA 639/2021/R/idr, al fine di anticipare almeno in parte gli effetti del trend di crescita del costo dell'energia elettrica.

Si informa, infine, che in data 26 luglio 2022 la STO dell'Ente d'Ambito ha trasmesso a mezzo PEC la deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 20 luglio 2022 avente ad oggetto "Ricognizione delle rate dei mutui del servizio idrico integrato da rimborsare ai Comuni - Art. 13, comma 2, Convenzione di Gestione Rep. N. 7205 del 27/06/2023". In virtù di quanto riportato al punto 4) della deliberazione, la STO ha trasmesso pertanto l'elenco delle rate dei mutui censiti dall'ente d'ambito che integrano l'elenco di cui alla deliberazione n. 1/2018 dalla Conferenza dei Sindaci, specificando che avrebbe provveduto all'inserimento dei nuovi ratei nella componente di costo del primo aggiornamento tariffario utile. Si precisa che l'EGA ha recepito l'adeguamento nella predisposizione tariffaria approvata l'11 gennaio 2023 con delibera n. 1/2023. Inoltre, la Società in data 28 luglio 2022 ha proposto istanza di accesso agli atti, al fine di prendere visione di tutti gli atti presupposti alla identificazione dei mutui riconosciuti con la deliberazione n. 4) della Conferenza dei Sindaci notificata dalla STO ad esito della quale non abbiamo avuto riscontro.

La situazione di rinvio della copertura finanziaria sopra descritta risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e dell'aggiornamento biennale 2018-2019, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 2016-2019, 2020-2023 e 2022-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023 e 2022-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.

Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023 e 2022-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.

A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare, in data 16 giugno 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di Acea Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza.

L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea SpA è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.

Inoltre, gli amministratori di Acea Ato5 hanno continuato ad adot-

tare azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa, tra le quali si segnala:

  • il riscadenzamento dei debiti pregressi mediante sottoscrizione di piani di rientro con controparti sia terze che infragruppo che prevedono pagamenti su orizzonti temporali superiori ai 12 mesi;
  • l'ulteriore efficientamento nella gestione del credito con l'obiettivo di ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, migliorare le percentuali d'incasso;
  • la continuazione delle attività di contenimento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico-Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AA-TO5;
  • la prosecuzione del ricorso avverso la delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020-2023;
  • il proseguimento delle interlocuzioni con l'Ente d'Ambito finalizzate alla definizione delle partite reciproche, mediante riconferma della validità della proposta conciliativa adottata dal Tavolo di Conciliazione instaurato con l'Ente d'Ambito e dei suoi specifici contenuti, nonché la definizione con la STO di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario;
  • la riproposizione di una nuova istanza di riequilibrio economico-finanziario come previsto dalla regolazione (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'ARE-RA con deliberazione 656/2015/idr), recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria – la riformulazione dell'istanza è attualmente in corso.

La Società, con le azioni intraprese, è riuscita a gestire la situazione finanziaria evidenziata nel bilancio 2021 mitigando parzialmente la situazione di squilibrio finanziario. Tuttavia in conseguenza della approvazione dell'aggiornamento biennale 2022-2023, gli Amministratori di Acea Ato5 hanno confermato la presa d'atto del permanere di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare, l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e il positivo accoglimento della nuova istanza di riequilibrio economico finanziario, attualmente in corso di riproposizione da parte della società.

Gli Amministratori hanno comunque continuato ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio, ritenendo che le azioni a presìdio della continuità, come ulteriormente rafforzate dalle deliberazioni di Acea SpA, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria sopra descritti, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.

Acea Molise

Acea Molise gestisce il Servizio Idrico Integrato nei seguenti contesti multiregionali e multi-ambito:

  • Regione Molise: gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (ATO unico);
  • Regione Lazio: le attività di competenza sono le seguenti:
    • gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Campagnano di Roma (ATO2 Lazio);
    • conduzione dell'impianto di depurazione del Comune di Valmontone (ATO2 Lazio).

Le attività di gestione idrica svolte nella Regione Lazio sono terminate nel corso del 2022 per scadenza naturale dei relativi contratti, e pertanto sono state attivate le procedure di subentro e passaggio di consegne degli Impianti e reti dei Comuni di Campagnano di Roma e Valmontone al nuovo gestore Acea Ato2 SpA.

Per quanto riguarda la gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli, la concessione è scaduta il 31 dicembre 2021, ma nel corso del 2022 il Servizio è stato nuovamente affidato alla Società a seguito della aggiudicazione della gara di Project Financing indetta dal Comune nel mese di febbraio per "Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, DLgs n. 50/2016)".

Comune di Termoli: la gestione del SII nel Comune di Termoli è stato tecnicamente prorogato sino al 30 giugno 2022, in attesa della conclusione del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, DLgs n. 50/2016)".

Nonostante Acea Molise fosse il soggetto promotore della Finanza di Progetto con diritto di prelazione, dalla presa visione dei titoli abilitativi alla gara la Società si è resa conto di non possedere la totalità dei requisiti di qualificazione richiesti. Si è pertanto valutata l'opportunità di partecipare comunque alla gara e di presentare un'offerta migliorativa (perdendo il diritto di prelazione) con l'avvalimento di TWS (gruppo Acea) e operatori terzi di gradimento Acea. Oltre all'ampliamento dei requisiti, questa soluzione consentirebbe di realizzare importanti sinergie di gruppo.

In data 29 marzo 2022, il CdA della controllante Acea SpA (socio unico di Acea Molise) ha espresso parere favorevole alla richiesta della Società di partecipare alla gara indetta dal Comune di Termoli (con l'avvalimento di TWS e operatori terzi), e contemporaneamente ha deliberato il relativo sostegno finanziario, sino a un importo massimo di € 5 milioni.

A seguire, in data 30 marzo 2022, anche il CdA di Acea Molise, preso atto della delibera del socio Acea SpA, ha espresso parere favorevole alla partecipazione alla gara con l'istituto dell'avvalimento.

In data 31 marzo 2022 Acea Molise, in collaborazione con l'unità Gare di Gruppo, ha presentato, tramite piattaforma messa a disposizione dalla stazione appaltante Comune di Termoli, un'offerta migliorativa, lato investimenti, rispetto ai documenti di gara.

La Centrale Unica di Committenza riunitasi in data 19 maggio 2022, con nota prot. 32122, comunicava la chiusura dei lavori da parte della commissione di gara con proposta di aggiudicazione della Finanza di Progetto in favore di Acea Molise. Con Determina Dirigenziale n. 1089 del 20 maggio 2022 l'appalto in oggetto è stato definitivamente aggiudicato ad Acea Molise.

L'aggiudicazione della gara del Project Financing indetta dal Comune di Termoli consente quindi alla Società di proseguire a buon titolo nella gestione del servizio idrico integrato in detto comune, in attesa delle decisioni regionali in merito al Gestore Unico di Ambito.

Allo stato attuale si ha evidenza dell'approvazione nel mese di gennaio 2022 del Piano di Ambito Regionale, definito dall'EGAM in collaborazione con la Sogesid (società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), aggiornato nel mese di giugno 2022. Sempre nel mese di giugno 2022, i rappresentanti dei Comuni Molisani e dell'Azienda Speciale Molise Acque hanno costituito una società consortile a responsabilità limitata denominata Gestione Risorse Idriche Molisane Scarl (di seguito "GRIM") a totale capitale pubblico e a seguire (in data 29 giugno 2022) l'EGAM ha affidato a GRIM la gestione del Servizio Idrico Integrato dell'ATO unico del Molise.

L'EGAM infine in data 26 luglio 2022 ha trasmesso all'ARERA lo schema regolatorio di convergenza per la predisposizione tariffaria 2022-2023 della società GRIM, e contestualmente nel programma di impegni ha previsto che "entro l'anno 2022 entreranno nella gestione unica quasi tutti i comuni (134 su 135) delle province di Campobasso ed Isernia, ad eccezione del comune di Termoli, la cui gestione, attualmente svolta da Acea Molise Srl, entrerà nella gestione unica alla fine del 2023" (deliberazione ARERA del 6 settembre 2022 416/2022/R/idr).

Nonostante la costituzione del Gestore Unico dell'Ambito Molisano GRIM, in data 3 agosto 2022, Acea Molise ha sottoscritto la Convenzione con il Comune di Termoli che legittima la prosecuzione a pieno titolo della Società nella gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli per ulteriori 15 anni di attività fino al 2037, fermo restando l'ipotesi di una rescissione anticipata (art. 6.2 della Convenzione) qualora il Gestore Unico dell'ambito molisano individuato dall'EGAM faccia richiesta esplicita ad Acea Molise di subentro nel servizio.

Ad oggi GRIM non ha presentato alcuna formale richiesta ad Acea Molise di subentro nella gestione del servizio idrico integrato del Comune di Termoli, e fino alla eventuale decadenza dalla Convenzione ex art 6.2, Acea Molise è tenuta al pieno e integrale rispetto degli obblighi della Convenzione sottoscritta in data 3 agosto 2022. Si è in attesa, comunque ,di sviluppi riguardo le decisioni della Regione Molise e dell'EGAM circa le modalità operative di gestione del servizio idrico integrato dell'Ambito Molisano: tramite una gestione totalitaria in house o con l'ausilio (auspicato) di un partenariato privato.

Comune di Campagnano di Roma: la gestione in concessione del servizio di distribuzione dell'acqua potabile del Comune di Campagnano, affidata nel 1991 e ampliata nel 2000 all'intero Servizio Idrico Integrato, è scaduta il 31 dicembre 2020 ed è stata prorogata sino al 31 dicembre 2021 in attesa della ratifica del Consiglio Regionale dello spostamento del Comune di Campagnano di Roma dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma.

In data 14 luglio 2021, il Consiglio Regionale della Regione Lazio, con deliberazione n. 10, ha ratificato il passaggio del Comune di Campagnano di Roma, dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma, ambito il cui Gestore unico è la società Acea Ato2. Nel corso del secondo semestre del 2021 si sono susseguiti una serie di incontri con il Comune e con il Gestore dell'Ambito Acea Ato2 per definire il passaggio di consegne del servizio idrico integrato.

Nonostante l'impegno delle parti coinvolte nel passaggio di gestione, in data 14 dicembre 2021, con lettera prot. 37728, il Sindaco del Comune di Campagnano di Roma, in ragione della complessità dell'iter procedurale, sia amministrativo che tecnico, per l'adesione all'ATO2, ha chiesto ad Acea Molise la disponibilità a proseguire la gestione del servizio idrico integrato del Comune medesimo, per un ulteriore anno, e quindi sino al 31 dicembre 2022, quale termine ragionevolmente stimato per la conclusione del passaggio di gestione ad Acea Ato2. Contestualmente ha chiesto sempre ad Acea Molise, la disponibilità, a partire dal 1° gennaio 2022, di gestire anche l'impianto di trattamento arsenico comunale (Potabilizzatore) dietro adeguamento tariffario.

In data 20 dicembre 2021, con lettera prot. 24984 Acea Molise si è dichiarata disponibile sia a proseguire il servizio idrico integrato comunale per un ulteriore anno, sia ad ampliare il perimetro gestito con la presa in carica del Potabilizzatore.

Nei primi mesi del 2022 sono state immediatamente programmate

una serie di riunioni di coordinamento tra il Comune di Campagnano (Ente Concedente), Acea Molise (Gestore uscente), Acea Ato2 (Gestore subentrante), e AATO2 (Ente di Ambito di riferimento). Dal cronoprogramma delle attività da eseguire si è concordato tra le Parti, come data di passaggio di gestione, il 30 settembre 2022. Parallelamente alle attività tecniche di riconsegna della rete e degli impianti e alle attività amministrative inerenti il passaggio delle utenze commerciali, sono state predisposte tutte quelle attività propedeutiche per la determinazione del Valore Residuo che il Gestore subentrante (Acea Ato2) deve corrispondere al Gestore uscente (Acea Molise) ex normativa regolatoria.

La STO (Segreteria Tecnica Operativa) dell'AATO2 in conferenza dei Sindaci, con delibera 9/2022 del 29 settembre del 2022, ha riconosciuto ad Acea Molise, quale Valore Residuo del gestore uscente, unicamente il valore corrispondente della RAB residua (investimenti non ancora riconosciuti in tariffa), rinviando valutazioni sui conguagli regolatori a eventuali modifiche/integrazioni apportate da ARERA.

In data 30 settembre 2022 si è concretizzato il passaggio di gestione del Comune di Campagnano di Roma da Acea Molise ad Acea Ato2, e la Società, per non perdere il diritto al riconoscimento dei conguagli regolatori, ha invitato le parti interessate (AATO1 Lazio Nord-Viterbo e Comune di Campagnano) ad avviare in tempi brevi l'istruttoria necessaria all'approvazione dell'aggiornamento tariffario per le annualità 2022-2023 e dei provvedimenti di competenza correlati al fine della loro tempestiva trasmissione alla STO AATO2 Roma e ad ARERA e definizione del Valore Residuo, inclusivo dei Conguagli, di Acea Molise in qualità di gestore uscente.

Comune di Valmontone: il Contratto di gestione del Depuratore Kennedy di Valmontone è scaduto naturalmente a fine aprile 2022, ma le parti si sono accordate per una proroga di tre mesi, al fine di consentire alla Società di completare le ultime attività di competenza in materia di smaltimento rifiuti. In data 29 aprile 2022 è stato sottoscritto tra Acea Molise e il Comune di Valmontone uno specifico Disciplinare Tecnico per regolamentare i reciproci rapporti tecnico/economici nel corso dei tre mesi di proroga. Ultimate le operazioni di manutenzione concordate, la gestione del Depuratore Kennedy è stato riconsegnato al Comune di Valmontone (RM) in data 31 luglio 2022 con contestuale conclusione definitiva degli obblighi contrattuali.

GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Distrettuale "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania (che ricomprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e 17 Comuni della Provincia di Salerno), per un totale di 76 Comuni (tuttavia, i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte in Provincia di Salerno stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del SII da parte della società). L'affidamento della predetta gestione del SII di durata trentennale e decorrente dal 1° ottobre 2002 (e scadenza nel 2032) è stato perfezionato con la stipula di apposita convenzione con l'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (oggi sostituito dall'Ente Idrico Campano di cui alla citata Legge Regione Campania 15/2015) in data 30 settembre 2002.

L'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, costituito ai sensi della LR 15/2015, ha una superficie di circa 900 kmq e una popolazione di circa 1.411.416 di abitanti. (ultimo dato Istat anno 2020).

La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 5.227 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 867 km e in una rete di distribuzione di circa 4.360 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.697 km. Per quanto riguarda gli impianti, GORI a oggi gestisce n. 13 sorgenti, n. 114 pozzi, n. 201 serbatoi, n. 118 sollevamenti idrici, n. 201 sollevamenti fognari e n. 12 impianti di depurazione.

Accordo operativo tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e GORI

In data 8 novembre 2018 è stato stipulato un Accordo Operativo tra la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano e GORI ("Accordo Operativo") finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua. Per effetto dell'Accordo Operativo:

  • I. sono state trasferite al gestore GORI in concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del SII dell'ATO, le "Opere Regionali" (cioè, alcune rilevanti infrastrutture del SII ricadenti nel territorio dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano, gestite per lungo periodo dalla Regione Campania e da quest'ultima trasferite al gestore GORI nel periodo tra il 2019 e il 2021);
  • II. in data 18 luglio 2019 è stato sottoscritto un contratto di finanziamento a lungo termine con un pool di banche con periodo di disponibilità di 4 anni, durata decennale e scadenza finale per il rimborso al 31 dicembre 2029; e
  • III. al fine di garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO e la bancabilità del progetto, sono stati sottoscritti tra GORI e la Regione Campania due atti aggiuntivi all'Accordo Operativo e, precisamente:
      1. l'"Atto Aggiuntivo n. 1" del 20 novembre 2020 con cui è stato disposto lo slittamento delle rate dei piani di rientro del debito maturato da GORI verso la Regione per forniture di "acqua all'ingrosso" e del servizio di "collettamento e depurazione delle Acque reflue", con un riscadenzamento delle rate in scadenza nel 2025 (pari a € 1,7 milioni), nel 2026 (pari a € 3,5 milioni) e nel 2027 (pari a € 6,7 milioni), rispettivamente al 2029, 2030 e 2031;
      1. l'"Atto Aggiuntivo n. 2" del 10 agosto 2022, con il quale è stato stabilito il rinvio al 2030 del pagamento delle rate del medesimo piano di rientro per € 103,0 milioni.

È necessario specificare che si è pervenuti alla stipula dell'"Atto Aggiuntivo n. 1" e dell'"Atto Aggiuntivo n. 2" in considerazione delle criticità socio-economiche dovute all'emergenza sanitaria da Covid-19 e agli eccezionali aumenti dei prezzi di acquisto di materiali da costruzione e dei prodotti energetici che incidono notevolmente anche sul fabbisogno finanziario degli operatori del settore dei servizi idrici.

Conferma schema regolatorio 2012-2015 - Definizione partite pregresse ante 2012 - Aggiornamento schema regolatorio per il biennio 2022-2023

In data 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ("EIC") ha definitivamente approvato con la deliberazione n. 36/2022, l'aggiornamento biennale dello schema regolatorio per il biennio 2022-2023 per il gestore GORI, secondo i criteri definiti dall'Autorità con delibera 580/2019/R/idr, come integrata dalla 639/2021/R/idr e dalla 229/2022/R/idr; in data 5 ottobre 2022, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA l'aggiornamento dello schema regolatorio tramite la procedura informatica. L'aggiornamento dello schema regolatorio approvato dall'EIC per il biennio 2022-2023 ha previsto un incremento del theta pari a "2.4" per l'annualità 2022 e un theta pari a "1" per il 2023, confermando quindi per entrambe le annualità i valori degli incrementi tariffari definiti con la precedente delibera del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico n. 35/2021 con il quale era stato approvato lo schema regolatorio per il quadriennio 2020-2023 ex delibera 580/2019/R/idr di ARERA; tale aggiornamento tariffario ha recepito anche i provvedimenti assunti contestualmente dall'Ente Idrico Campano in relazione alle "Partite pregresse" (riesaminate e rideterminate ai sensi della deliberazione del comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 35 del 10 agosto 2022) e all'"aggiornamento tariffario" sottoposto a procedura di riesame da parte dell'ARERA ai sensi della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 (specificamente, si fa riferimento alla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 34 del 10 agosto 2022), come di seguito meglio rappresentato, nonché ha tenuto conto delle previsioni degli atti aggiuntivi all'Accordo Operativo (i.e. "atto aggiuntivo n. 1" e "atto aggiuntivo n. 2"). In particolare, in relazione alla citata deliberazione del Comitato Esecutivo n. 34 del 10 agosto 2022 avente ad oggetto "Sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021. Deliberazione ARERA 247/2022/R/idr. Determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI SpA, per gli anni 2012 e 2013. Deliberazione Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano n. 6 del 2 agosto 2022", si fa presente che, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, era previsto che l'ARERA avesse provveduto a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima Autorità con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015". Conseguentemente, con la deliberazione n. 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 (e successive altre deliberazioni in merito al termine di ultimazione e alle modalità) ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria e con successive altre deliberazioni ha prorogato il termine di ultimazione e dato istruzioni sulle modalità di attuazione delle attività richieste all'EIC e agli altri soggetti interessati. Pertanto, come anticipato, con la su citata deliberazione n. 34 del 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ha accertato la ricorrenza delle condizioni (vigenza e attuazione del Piano d'ambito) per la conferma di quanto approvato dall'allora operativo Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano con la deliberazione n. 17/2013 di approvazione, relativamente a ciascuna delle annualità 2012 e 2013 della GORI, dei moltiplicatori tariffari (theta) nella misura del 6,5% e del Vincolo ai Ricavi del Gestore (VRG) per gli anni 2012 e 2013. Conseguentemente ARERA, con deliberazione 457/2022/R/idr "Conclusione del procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato", ha definito il procedimento avviato con la delibera 373/2021/R/idr sulla base delle nuove informazioni, dei dati e degli atti prodotti dall'Ente Idrico Campano e confermato la decisione tariffaria assunta con deliberazione 104/2016/R/idr e, quindi, confermando i valori del moltiplicatore theta e la quantificazione dei conguagli. Inoltre, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico, con la deliberazione n. 35 del 10 agosto 2022, ha approvato definitivamente le partite pregresse ante 2012 nella misura di complessivi € 115.000.000; più specificamente, è stata confermata la correttezza del calcolo delle Partite Pregresse ante 2012 approvate dall'allora Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano nella misura di € 122.495.027, poi ridotte a € 115.000.000 per effetto "… dei benefìci economico-finanziari che potranno derivare dall'Atto Aggiuntivo n. 2 nonché degli ulteriori eventuali benefici economici derivanti dai possibili efficientamenti della gestione del SII nel restante periodo con scadenza al 2032". A tale proposito, si rappresenta infatti che, come sopra anticipato, con l'"Atto Aggiuntivo n. 2" e, ancora prima, con l'"Atto Aggiuntivo n. 1", la Regione Campania e la GORI hanno parzialmente modificato il piano di rientro del debito di GORI verso la Regione stabilito con l'Accordo Operativo, rinviando al 2030 il pagamento di rate per € 103 milioni.

In tal modo si è voluto preservare il conseguimento degli obiettivi stabiliti dall'Accordo Operativo e, cioè, che: i) siano realizzati gli investimenti necessari programmati, ii) sia garantito l'equilibrio economico-finanziario del gestore del servizio idrico integrato, iii) sia assicurata e mantenuta la bancabilità del progetto.

I ricavi al 31 dicembre 2022, che ammontano complessivamente a € 254,0 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 36/2022, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, successivamente integrata dalla delibera ARERA 639/2021, con la quale l'Autorità ha definito i criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.

La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (per es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr ss.mm. e ii., hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio, tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII, ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.

Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 31 dicembre 2022, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial di competenza dell'anno 2022 è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico, mentre è stata considerata, nel computo del Vincolo, la componente Opsocial relativa alle annualità 2020 e 2021 (non iscritte nei bilanci di competenza), così come deliberato dal Consiglio di Distretto dell'Ente Idrico Campano con delibera n. 2 del 05 maggio 2022, con la quale ha approvato i criteri per l'assegnazione del bonus idrico integrativo per il biennio 2020-2021.

Sono state altresì considerate le componenti puramente regolatoria COfanghi e COEE.

Le componenti Opexqc e Opexqt sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.

È stata inoltre valorizzata la componente relativa al Fattore correttivo dei conguagli di cui al comma 27-bis.2 MTI-3 con applicazione del tasso di rendimento delle immobilizzazioni Kd ai conguagli riconosciuti per le annualità 2012 e 2013.

Gli OPnew portati in computo sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il princìpio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 31 dicembre 2022, come desumibili dalle fonti contabili.

Al 31 dicembre 2022 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto a ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a luglio 2019, i trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 e all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, e infine il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021.

I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr e ss.mm. e ii. dove sono state introdotte misure volte a incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARE-RA 580/2019/R/idr, mentre il costo operativo stimato, calcolato secondo il modello statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, GORI si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria. Gli Opexend così definiti, adeguati del coefficiente inflativo previsto dall'Autorità nell'ambito dell'aggiornamento biennale regolatorio 2022-2023, sono pari a € 74,8 milioni.

Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr e ss.mm.ii. il quale prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).

Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 31 dicembre 2022, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 che determina lo schema regolatorio 2020- 2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,20452 €/m3 , con l'applicazione, per l'anno 2022, di un theta pari a 1,060 (incremento pari al 6%).

Il costo di competenza al 31 dicembre 2022 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il princìpio del full cost recovery, è pari a circa € 6,9 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza.

Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 31 dicembre 2022 secondo il princìpio del full cost recovery, risultano pari a circa € 7,4 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/m3 , (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e GORI), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali. Inoltre, sempre in riferimento al servizio di collettamento e depurazione, sono state operate delle rettifiche in relazione a decrementi di costo relative agli anni precedenti per un valore complessivo pari a e -€ 2 milioni.

Infine, va evidenziato che il Governo, con una serie di decreti legge, da ultimo il DL 144/2022, così detto "Decreto Aiuti ter", ha introdotto una serie di misure a sostegno delle imprese per far fronte alla crisi energetica legata agli incrementi di costo.

Tra le misure introdotte dalle azioni del Governo, è prevista l'istituzione di un credito di imposta a favore delle imprese per l'acquisto dell'energia elettrica che, nel caso delle imprese non energivore (fattispecie nella quale rimarranno i Gestori del Servizio Idrico Integrato) è pari al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, qualora il prezzo della stessa nel terzo trimestre 2022 sia stato superiore di oltre il 30% rispetto al terzo trimestre 2019.

La quantificazione del credito di imposta, calcolato su fatture effettivamente sostenute di competenza aprile-novembre, è pari a circa € 9,2 milioni, ed è stata iscritta, al 31 dicembre 2022, nella voce "Altri ricavi" del conto economico.

Nel VRG di competenza al 31 dicembre 2022, al fine di evitare una doppia copertura del costo di energia elettrica, si è tenuto conto della quantificazione del credito d'imposta attraverso una rettifica di ricavo (VRG) di pari importo (-€ 9,2 milioni) allocata nella voce "Eventi eccezionali".

Si rappresenta inoltre che ARERA, in data 13 ottobre 2022, con deliberazione n. 495/2022/R/idr "Riapertura dei termini per l'anticipazione finanziaria volta alla mitigazione degli effetti connessi alla crescita del costo dell'energia elettrica sui gestori del servizio idrico integrato" ha previsto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito - su richiesta del pertinente gestore - possano formulare motivata istanza alla CSEA (entro il 30 novembre 2022) per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. Ricorrendone i presupposti, GORI ha presentato in data 8 novembre 2022 all'Ente Idrico Campano richiesta di formulare istanza alla CSEA per un valore dell'anticipazione finanziaria pari € 11.842.336,80 (ovvero nella misura massima, pari a 0,35 x COEE 2022).

Sulla base della richiesta presentata da GORI, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano, con deliberazione n. 76 del 29 novembre 2022, ha stabilito di presentare istanza a CSEA per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria, introdotte dalla deliberazione ARERA 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica per il Gestore GORI SpA; in data 30 novembre 2022, l'Ente Idrico Campano ha trasmesso alla CSEA l'Istanza di Anticipazione Finanziaria per il gestore GORI SpA, nella misura richiesta dal Gestore e pari a € 11.842.336,80. Come previsto dalla delibera n. 495/2022/R/idr, l'anticipazione è stata erogata da CSEA entro il 31 dicembre 2022 e precisamente in data 27 dicembre 2022 e il Gestore dovrà provvedere "alla restituzione alla CSEA delle somme anticipate mediante due rate di pari importo (in relazione alla quota capitale) con scadenza rispettivamente 31 dicembre 2023 e 31 dicembre 2024. Le rate sono maggiorate degli interessi applicati al capitale residuo e calcolati sulla base del tasso di interesse applicato, pari a quello ottenuto dalla CSEA sulle proprie giacenze liquide del proprio Istituto bancario cassiere".

Causa pendente dinanzi al Consiglio di Stato incardinata con ricorso presentato dai Comuni di Angri (SA), Casalnuovo di Napoli (NA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano, n. 1619/2018 del 29 giugno 2018, con cui è stato respinto il ricorso per l'annullamento della deliberazione ARERA 104/2016/R/ idr del 10 marzo 2016 di approvazione dello Schema Regolatorio

2012-2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano

All'esito della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309 del 13 luglio 2021, ARERA ha rinnovato il procedimento amministrativo, provvedendo a un nuovo riesame e istruttoria in merito all'effettiva attuazione del Piano d'Ambito dopo il 2009 per la "quantificazione delle tariffe", e adottando, come provvedimento conclusivo del procedimento, la deliberazione 457/2022/R/idr "Conclusione del procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato", con cui ha confermato la decisione tariffaria assunta con deliberazione 104/2016/R/idr e, quindi, confermato i valori del moltiplicatore theta e la quantificazione dei conguagli.

Cause pendenti innanzi il TAR Campania, sede di Napoli, incardinate con ricorso presentato dai Comuni di Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA), Scisciano (NA) e Lettere (NA), per l'annullamento delle deliberazioni del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 08/08/2016 (con cui è stata approvata la predisposizione dello Schema Regolatorio 2016- 2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015/R/idr e ss. mm. ii.) e n. 39/2018 del 17/07/2018 (con cui è stato approvato l'aggiornamento di tale Schema Regolatorio)

I Comuni in epigrafe hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli, la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 8 agosto 2016 con cui è stato predisposto lo Schema Regolatorio 2016- 2019 e la deliberazione del medesimo Commissario Straordinario n. 39/2018 del 17 luglio 2018 con cui è stato aggiornato il predetto Schema Regolatorio. Entrambi i giudizi avente ad oggetto la deliberazione 19/2016 (RG 5192/16) e la deliberazione n. 39/2018 (RG 4698/18), sono stati sospesi in attesa degli esiti del giudizio pendente in Consiglio di Stato e incardinato dai Comuni di Angri (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano, n. 1619 del 29 giugno 2018 con cui è stata confermata la legittimità della deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr di approvazione dello Schema Regolatorio 2012- 2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. A tale riguardo, il TAR Campania, sede di Napoli, nella Camera di Consiglio del giorno 12 ottobre 2022, ha preliminarmente riunito i giudizi e dichiarato improcedibili i ricorsi, essendo le gravate determinazioni assorbite e superate dai nuovi provvedimenti sopra illustrati, emanati in materia di regolazione tariffaria dall'EIC e dall'ARERA e dalla consequenziale necessità di rivalutare le tariffe relative al periodo oggetto di scrutinio (2016-2019).

Causa pendente innanzi al Consiglio di Stato su ricorso proposto da GORI per la riforma delle sentenze del TAR Campania, sede di Napoli, nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015 relativamente al riconoscimento delle partite pregresse ante 2012 per conguagli tariffari approvati dall'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (dante causa dell'Ente Idrico Campano)

La Società ha provveduto ad addebitare all'utenza la componente tariffaria 2014 denominata "Recupero partite pregresse ante 2012", in ossequio alle disposizioni di cui alla delibera del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 43 del 30 giugno 2014, come modificata e integrata dalla delibera n. 46 del 3 luglio 2014 (provvedimento tariffario a sua volta adottato ai sensi dell'articolo 31 dell'Allegato A della delibera n. 643/2013/R/idr dell'AEEGSI e sulla base delle delibera dell'Assemblea dei Sindaci dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 5 del 27 ottobre 2012). Diversi soggetti, tra i quali Comuni, associazioni e utenti, hanno proposto azioni giudiziarie per chiedere, in sede amministrativa, l'annullamento, previa sospensiva, delle delibere in questione, mentre in sede civile è stato richiesto l'annullamento delle fatture contenenti l'importo dei conguagli. In particolare, si segnala che sono stati promossi n. 7 ricorsi innanzi al TAR Campania, sede di Napoli e n. 4 ricorsi straordinari innanzi al Capo dello Stato. Inoltre, l'Associazione Federconsumatori Campania ha impugnato la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 14 del 29 giugno 2015 nonché il Comune di Angri e altri 11 Comuni dell'ATO3 hanno impugnato con motivi aggiunti la deliberazione del Commissario n. 15 del 30 giugno 2015. La I sezione del TAR Campania - Napoli, in data 15 ottobre 2015, ha emesso le sentenze nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015, in accoglimento dei ricorsi presentati dall'Associazione Federconsumatori Campania e dai Comuni di Angri, Casalnuovo di Napoli e Nocera Inferiore, ha dichiarato nulle le deliberazioni commissariali n. 43 del 30 giugno 2014 e n. 46 del 3 luglio 2014 relativamente alla determinazione e approvazione dei conguagli tariffari per il periodo 2003-2011 e alla modalità di riscossione. In particolare, il TAR ha ritenuto che tali deliberazioni siano state adottate in difetto assoluto di attribuzione, atteso che il Commissario straordinario, a far data dal 21 luglio 2013 (e, cioè, sei mesi successivi alla sua nomina avvenuta il 21 gennaio 2013), sarebbe decaduto e, quindi, da detta data non avrebbe più avuto i poteri. Il TAR non è quindi entrato nel merito della legittimità o meno dei conguagli tariffari, ma si è limitato a rilevare la carenza di poteri del Commissario con la conseguente nullità degli atti posti in essere dopo il 21 luglio 2015, sulla base di una interpretazione delle norme non condivisibile per l'Ente d'Ambito e GORI. In ogni caso, con la nuova LR n. 15 del 2 dicembre 2015, è stato superato ogni dubbio interpretativo, in considerazione del fatto che l'art. 21, comma 9, ha chiarito - anche ai fini dell'interpretazione autentica delle norme oggetto della pronuncia del TAR - che: "i poteri dei Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito e per l'esercizio delle funzioni di cui al decreto legislativo 152/2006, in continuità e conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 137 della LR 6 maggio 2013, n. 5 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013-2015 della Regione Campania - legge finanziaria regionale 2013) cessano entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Peraltro, al comma 9-bis del citato art. 21 è stato stabilito che "In sede di prima attuazione della presente legge, gli atti adottati dai Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito in materia tariffaria e di conguagli tariffari in attuazione della delibera AEEGSI n. 643/2013 e per i quali pendono ricorsi in sede giurisdizionale amministrativa, sono inefficaci fino alle determinazioni definitive adottate da parte del costituendo Ente Idrico Campano, sentito il Consiglio Distrettuale competente": in altre parole, accertati per effetto del comma 9 dell'art. 21 i poteri del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ad aver adottato legittimamente i provvedimenti in materia di conguagli tariffari, è stato comunque previsto che per detti conguagli tariffari l'Ente Idrico Campano, quale nuova autorità concedente/ regolatrice e avente causa del Commissario Straordinario, debba assumere nuove e definitive determinazioni. Peraltro, come sopra già rappresentato, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano, in data 10 agosto 2022, ha approvato la deliberazione n. 35 con la quale sono state definitivamente approvare le partite pregresse ante 2012 nella misura complessiva di € 115.000.000. In ragione di tale ultima circostanza e del fatto che l'ARERA, con deliberazione 457/2022/R/idr ha confermato la decisione tariffaria assunta con deliberazione 104/2016/R/idr (e, quindi, confermando i valori del moltiplicatore theta e la quantificazione dei conguagli), il Consiglio di Stato ha fissato, su istanza di GORI, le udienze di discussione del merito al 28 marzo 2023.

Infine, si informa che con riferimento al PNRR sono state sviluppate e candidate a finanziamento n. 3 proposte progettuali che riguardano l'area di Nocera Superiore e Scafati; con Decreto Ministeriale è stata approvata la graduatoria definitiva delle Proposte ammesse a finanziamento, per la quale due delle tre proposte candidate sono state ritenute ammissibili e finanziabili. Con riferimento all'area Nolana sono stati candidati sui finanziamenti a valere su PNRR fognatura e depurazione cinque interventi del Protocollo Sarno.

Gesesa

Gesesa gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della Provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 117.593 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 km2 con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km e un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.470, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2022 di circa 7,7 milioni di metri cubi di acqua.

Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 40% degli utenti. La Legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15, in vigore dal 22 dicembre 2015, ha istituito l'EIC, Ente Idrico Campano, al quale "aderiscono obbligatoriamente tutti gli enti locali" presenti sul territorio regionale. I compiti dell'EIC possono riassumersi principalmente: i) nella scelta del modello gestionale, ii) nell'approvazione della proposta tariffaria del servizio idrico integrato, iii) nell'affidamento di tale servizio ai "terzi" soggetti gestori, sulla base delle indicazioni di ciascun consiglio di distretto iv) e nel relativo controllo su tali operazioni. Restano fermi gli eventuali poteri sostitutivi e la vigilanza sulle attività dell'EIC in capo alla Regione Campania.

Per conseguire una maggiore efficienza gestionale e una migliore qualità del servizio all'utenza il territorio dell'ATO regionale era ripartito in cinque Ambiti distrettuali, tra i quali quello "Calore-Irpino" nel quale rientravano tutte le gestioni della Provincia di Benevento. Con la delibera della Giunta Regionale n. 434 del 3 agosto 2022 la Giunta Regionale della Campania ha preso atto della deliberazione n. 26 del 27 luglio 2022 del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano e ha modificato la composizione degli Ambiti Distrettuali dell'ATO Unico regionale suddividendo l'Ambito Distrettuale "Calore Irpino" nei due Ambiti distrettuali distinti "Irpino" e "Sannita". Il 5 ottobre 2022, con la nomina del Consiglio di Distretto, l'Ambito distrettuale entrava nel pieno delle sue funzioni e nella prima riunione del 25 ottobre 2022 procedeva alla "Scelta della forma di gestione ai sensi dell'art. 14, comma 1 lett. "b) della LR n. 15/2015" deliberando tra l'altro:

  • che la gestione del SII nell'Ambito Distrettuale Sannita sia affidata a una società a capitale misto pubblico/privato, quale soluzione in grado di contemperare l'interesse dei Comuni con l'esigenza di disporre di capitali privati per la fase di start up del nuovo gestore e per la realizzazione degli interventi programmati, nonché del know-how di un operatore industriale che abbia già maturato una significativa esperienza nel settore del servizio idrico integrato;
  • ai fini di cui al precedente punto di esprimere l'indirizzo che gli uffici dell'EIC procedano all'elaborazione degli atti di pianificazione del SII nell'ambito Distrettuale Sannita tenendo conto del-

la volontà di questo Consiglio che la gestione unica del servizio sia affidata a una società a capitale misto pubblico privato, con riserva della relativa maggioranza in capo ai Comuni della Provincia di Benevento, riservando al socio privato da selezionare mediante gara a doppio oggetto, una quota di capitale sociale pari al max 49%, nel rispetto di quanto prescritto dall'art. 17 del DLgs n. 175/2016, riservando alla parte pubblica la maggioranza assoluta dell'azionariato.

L'EIC oggi ha in corso tutte le attività finalizzate alla predisposizione del bando di gara a doppio oggetto per l'individuazione del socio privato:

    1. definizione del piano d'ambito del Distretto Sannita;
    1. costituzione della società in house tra i Comuni della Provincia di Benevento che deterrà la maggioranza del Capitale Sociale della costituenda Società mista;
    1. determinazione del valore di subentro (valore residuo degli investimenti + conguagli tariffari da fatturare) che il socio privato dovrà versare a Gesesa.

L'EIC dopo varie interlocuzioni ha indicato la fine di marzo quale data per il completamento delle attività di cui sopra e come termine per l'espletamento della conseguente gara l'anno 2023. Successivamente, saranno avviate tutte le attività di gara che porteranno all'individuazione del socio privato e alle attività conseguenziali per giungere all'affidamento del SII al nuovo gestore. L'EIC prevede che il tutto si perfezionerà entro l'esercizio 2023.

Riguardo all'approvazione delle proposte tariffarie in itinere si evidenzia che, nonostante le attività messe in campo dalla società, con Istanza all'ARERA per l'esercizio dei poteri sostitutivi e della conseguente diffida fatta dall'Autorità all'EIC di procedere agli adempimenti di competenza, l'Ente Idrico Campano non ha ancora provveduto all'approvazione delle proposte di aggiornamento biennale 2018-2019 e di aggiornamento del terzo periodo regolatorio 2020-2023. Nel corso dell'esercizio, inoltre, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2020 e 2021 e il Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei theta degli anni 2022-2023, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2020- 2023 di cui alle delibere ARERA 580/2019/R/idr e 639/2021/R/ idr. Tutta la documentazione prodotta è stata validata dall'EIC il 7 novembre 2022 e la proposta tariffaria 2022-2023 è in attesa di approvazione da parte dell'Ente Idrico Campano.

Per effetto di quanto sopra esposto, le poste di bilancio interessate, in particolare i ricavi e i connessi crediti verso la clientela, sono stati aggiornati e iscritti nel 2022, sulla base del nuovo Vincolo Ricavi del Gestore ("VRG") previsto per il 2021 nel Tool di calcolo predisposto per l'aggiornamento biennale 2022-2023, in attesa dell'approvazione da parte degli Enti competenti.

In data 28 febbraio 2023 la Società ha formalmente richiesto ad ARERA di esercitare i poteri sostitutivi per l'approvazione dell'aggiornamento tariffario 2022-23 diffidando l'EIC ad approvare lo schema regolatorio inviato.

In relazione al procedimento 231 a carico della società si evidenzia l'andamento del procedimento penale 5548/2016, del conseguente sequestro preventivo di n. 12 impianti di depurazione gestiti da Gesesa con la nomina di un Amministratore Giudiziario.

Sulla scia del procedimento sopra riportato, è stato poi avviato un procedimento autonomo che riguarda la posizione della società nei cui confronti si procede per l'ipotesi di alcuni reati previsti dal DLgs n. 231 del 2001.

In data 15 novembre 2021 è stato emesso dal GIP del Tribunale di Benevento un provvedimento di sequestro preventivo a carico della Gesesa, eseguito in data 29 novembre 2021, in quanto la Procura della Repubblica di Benevento ha contestato a Gesesa, a titolo di responsabilità ex DLgs n. 231 del 2001, tutti i reati naturalmente rientranti nel novero dei reati-presupposto di tale decreto legislativo, già contestati alle persone fisiche. Ciò posto, per quanto attiene al merito, sulla base del compendio accusatorio sopra sintetizzato, il GIP ha concesso il sequestro preventivo, richiesto da PM, della somma di € 78.210.529,00, a carico di Gesesa. Attesa l'infondatezza delle censure e l'abnormità della misura applicata Gesesa, per il tramite dei legali di fiducia, ha provveduto a impugnare il provvedimento di sequestro. In data 22 dicembre 2021 il Tribunale del Riesame di Benevento in accoglimento del ricorso presentato dalla società ha annullato integralmente il sequestro disposto dal GIP. Avverso il provvedimento di dissequestro non è stata proposta impugnativa e pertanto il disposto deciso con l'ordinanza è passato in giudicato.

In data 25 gennaio 2022 è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini a carico della Società e il 17 giugno 2022 è stato notificato alle persone fisiche e alla società, il provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio; la data dell'udienza preliminare inizialmente fissata per il giorno 23 gennaio 2023 è stata rinviata al 26 giugno 2023 per l'assenza del giudice titolare.

Tanto premesso, si precisa che la società, ai sensi dell'art. 17 del DLgs 231/2001, ha avviato un'attività di verifica tesa a rilevare eventuali profili di rischio e a identificare azioni di miglioramento che hanno consentito di allineare il sistema di controllo ai requisiti imposti dalla normativa. Siffatte azioni di miglioramento hanno, quindi, dato origine a un piano di azione finalizzato alla revisione e al rafforzamento del sistema di controllo interno.

In particolare, per ciò che concerne gli impianti sottoposti a sequestro preventivo, all'esito di un percorso virtuoso, durato oltre due anni, con un esborso complessivo da parte della Società di € 891.060,34, per l'attuazione degli interventi di riqualificazione richiesti dal suddetto Amministratore Giudiziario, è stata effettivamente portata a termine l'attività di riqualificazione funzionale degli impianti oggetto di sequestro.

All'esito delle predette attività, l'Amministratore Giudiziario, con apposita Relazione depositata presso la competente Procura, dava atto della conclusione con buon esito delle attività di rifunzionalizzazione degli impianti. Alla luce di tale relazione, l'Ufficio della Procura, con provvedimento del 9 settembre 2022, riteneva "cessate le esigenze che hanno dato luogo alla nomina dell'Amministrazione Giudiziaria per il funzionamento dei depuratori", mentre non riteneva ancora integrati i presupposti per il dissequestro degli stessi, con provvedimento del 14 settembre 2022, il GIP decideva di conseguenza, disponendo la cessazione dell'Amministrazione Giudiziaria e confermando la permanenza del sequestro con facoltà d'uso degli impianti di depurazione in capo a Gesesa. Trascorsi ormai più di quattro mesi dal provvedimento appena menzionato senza che si sia registrata alcuna criticità nella gestione dei predetti impianti, Gesesa si è determinata a rivolgere istanza di dissequestro degli impianti di depurazione oggetto di sequestro; l'istanza sarà presentata, al massimo, entro la fine del mese di febbraio.

Relativamente a eventuali rischi circa l'esito finale del procedimento gli Amministratori, anche sulla scorta del parere dei difensori incaricati, secondo i quali, allo stato, non è possibile formulare previsioni circa la durata, l'esito e il rischio potenziale per la Società derivanti dal completamento dell'iter giudiziale, ritengono che, per la fase in cui verte il procedimento, non è possibile effettuare una previsione circa le passività che potrebbero eventualmente derivare per la Società per effetto dell'evoluzione delle ulteriori fasi del citato procedimento.

Infine, con riferimento al procedimento sanzionatorio di cui al DSAI/26/2018/idr, l'Autorità lo scorso 21 giugno ha emesso la delibera 262/2022/S/idr - Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazione della regolazione tariffaria del SII infliggendo una sanzione per complessivi € 83.700. La Società ha provveduto nel corso del 2022 al pagamento della sanzione.

Area Toscana - Umbria

Acque

In data 21 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il Servizio Idrico Integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 Comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con deliberazione n. 6/2018 del 22 giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n. 32/2017 del 5 ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023. Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 dicembre 2026 al nuovo termine al 31 dicembre 2031. In data 9 ottobre 2018 con deliberazione n. 502/2018/R/idr l'ARERA ha approvato la proposta tariffaria.

Il nuovo piano tariffario fino al termine della concessione al 31 dicembre 2031, rispetto al precedente piano con termine della concessione 31 dicembre 2026, contiene la previsione di maggiori investimenti in infrastrutture del servizio e incrementi tariffari più contenuti.

Si informa infine che, in data 24 gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: i) Linea Term pari a € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 dicembre 2023 e, ii) Linea RCF pari a € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.

Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. Tali nuovi contratti hanno previsto il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e, in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.

La predisposizione tariffaria 2020-2023 è stata approvata da ARERA in data 28 settembre 2021 con delibera n. 404/ 2021/R/ idr. Sono stati inoltre approvati gli obiettivi dei macro-indicatori di qualità contrattuale e tecnica per l'anno 2020 e 2021 e i Valori del moltiplicatore tariffario per gli anni 2020-2023. È attualmente in corso l'invio dei dati propedeutici alla revisione biennale della tariffa. Come noto, con la deliberazione 639/2021, ARERA ha rideterminato il WACC per le annualità 2022 e 2023.

A parità di investimenti, ciò determinerà una riduzione degli Oneri Finanziari e Fiscali riconosciuti e tale decremento viene parzialmente compensato dalla rivalutazione della RAB per effetto del deflatore.

Con deliberazione 26 aprile 2022 n. 183/2022/R/idr, sono stati pubblicati i risultati finali derivanti dall'applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del SII (RQTI) per le annualità 2018-2019. Alla Società sono stati riconosciuti premi pari a € 341 mila per il 2018 e € 382 mila per il 2019 per il macro-indicatore M1 che CSEA ha già provveduto a pagare in data 2 giugno 2022.

Inoltre, con deliberazione del CD n. 14/2022 del 25 novembre 2022 è stato approvato da AIT l'aggiornamento biennale della tariffa 2022 e 2023. Gli elementi principali della revisione sono:

  • Tariffe: sono stati confermati theta precedentemente approvati per anni 2022 e 2023; leggero incremento dei theta per il periodo 2024-2031;
  • Conguagli tariffari: aumento di circa € 8 milioni e leggermente anticipato il recupero degli stessi (entro il 2024 anziché entro il 2025);
  • Piano degli Interventi 2020-2031: aumento di circa € 76 milioni netti (da € 800 milioni a € 875 milioni) e € 114 milioni lordi, per incremento interventi di manutenzione e sostituzione; parziale riprogrammazione interventi accordi quadro e adeguamenti per leggi regionali su infrazioni comunitarie, PNRR. Si segnala inoltre una riduzione da parte di AIT degli interventi in IT.

Per entrambe le annualità 2022 e 2023 è stata inserita la componente di anticipazione dell'energia elettrica OpexpEE.

In data 24 novembre 2022 è stata inviata all'EGA, che a sua volta l'ha presentata ad ARERA/CSEA, l'istanza per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica, ai sensi di quanto previsto dalle deliberazioni ARERA n. 580/2019/R/idr, n. 639/2021/R/idr e 229/2022/R/idr. L'importo richiesto, pari all'importo massimo che Acque poteva richiedere, ammonta a € 5.055.080. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha provveduto all'erogazione dell'anticipazione che dovrà essere restituita in due trance di uguale importo: la prima entro il 31 dicembre 2023 e la seconda entro il 31 dicembre 2024.

Si segnala che in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, la Società risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.

In ultimo si segnala che a partire dal 1° gennaio 2022, Acque è subentrata ad Acque Toscane nella gestione del servizio idrico nei Comuni di Montecatini e Ponte Buggianese.

Publiacqua

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

L'Autorità Idrica Toscana in data 26 giugno 2020 ha approvato le

tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenzia un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua.

In data 16 febbraio 2021 l'ARERA con delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della deliberazione dell'Autorità 27 dicembre 2019, 580/2019/R/idr e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3". Si rileva inoltre che in data 31 marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31 dicembre 2024.

A seguito dell'avvio del processo di aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023, Publiacqua ha inviato tutti i dati all'AIT per l'approvazione della predisposizione tariffaria. L'Autorità Idrica Toscana nel corso del mese di febbraio ha provveduto all'approvazione della stessa.

Infine, si rileva che nel 4° trimestre del 2022 l'attività che si è svolta con l'Autorità Idrica Toscana (AIT) ha riguardato vari aspetti della regolazione. Publiacqua dopo aver trasmesso, nel mese di maggio, la proposta di Addendum al Regolamento Unico, con gli schemi tecnici e i prezzi per le prestazioni, ha avviato un confronto con l'AIT, che ha portato, come detto in precedenza, all'approvazione delle tariffe per il biennio 2022-2023.

Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 2031.

Riguardo ai provvedimenti in materia di interesse per AdF, sulla base di quanto previsto dalla sopra citata delibera ARERA, in data 14 dicembre 2022 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2020 e 2021 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG e i theta degli anni 2022-2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario (PEF) fino a fine concessione SII (deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n. 17/2022 del 14 dicembre 2022). Tale proposta tariffaria è stata trasmessa ad ARERA per la ratifica finale.

I ricavi e il VRG iscritto nel bilancio 2022 si basano sulla sopra citata delibera AIT, attualmente in fase di verifica e validazione da parte di ARERA per la ratifica finale.

Umbra Acque

In data 26 novembre 2007 Acea si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque SpA (scadenza della concessione originariamente fissata al 31 dicembre 2027 e a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera 10 del 30 ottobre 2020 estesa al 31 dicembre 2031). L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO1 e 2.

Alla data del 31 dicembre 2022 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della delibera n. 36/2021/R/idr del 2 febbraio 2021 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2020-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera n. 10 del 30 ottobre 2020, che prevede per l'anno 2022 un theta di 1,105 e un incremento del 5,24% rispetto al 2021, anche per effetto della fatturazione dei conguagli VRG relativi all'anno 2018. Tale incremento per il 2022 è stato confermato con la delibera dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera n. 10 del 25 ottobre 2022 per l'"Aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023" e successivamente con delibera dell'ARERA n. 63/2023/R/idr del 21 febbraio 2023. La tariffa media €/m3 è pari a € 3,08 circa al 31 dicembre 2022. Il numero delle utenze servite è pari a circa 236 mila unità (+0,5% rispetto al 31 dicembre 2021). Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 28,2 milioni di m3 di acqua (in linea con i volumi del 2021). Non essendo, alla data di compilazione del presente consuntivo, ancora completate le operazioni di fatturazione, i metri cubi erogati di competenza ma non ancora fatturati sono stati stimati e il rateo di competenza determinato sulla base dei valori storici e valutazioni prospettiche. Nella valutazione dei ricavi di competenza da VRG dell'esercizio 2022, la società ha previsto il conguaglio completo dei costi di energia elettrica sostenuti, in considerazione:

  • dell'art. 1.1 lettera c) della delibera ARERA n. 229/2022/R/idr del 24 maggio 2022;
  • della delibera ARERA 64/2023/R/idr del 23/02/2023 che nelle premesse conferma l'eventuale reiterazione di quanto disposto relativamente al 2021 dal comma 1.1, lett. c), della citata deliberazione 229/2022/R/idr;
  • della presa d'atto dell'ARERA, con la delibera n. 63/2023/R/idr del 21 febbraio 2023 che ha approvato l'"Aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023", dell'inserimento nel PEF Tariffario 2022/2031 della stima della componente di conguaglio relativa al 2022 e 2023 a copertura integrale dei maggiori costi sostenuti (circa € 50 milioni complessivi) e l'impegno dell'EGA a presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi di energia elettrica 2022/2023 nell'ambito della quantificazione della componente di conguaglio "costi (…) per il verificarsi di eventi eccezionali".

È bene evidenziare che, con il Decreto direttoriale n. 1 del 10 gennaio 2023 della Direzione Generale per le Dighe del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, sono stati assegnati € 25 milioni al progetto Distrettualizzazione completa della rete di distribuzione con riduzione delle perdite nel territorio gestito da Umbra Acque del valore complessivo di € 52 milioni. L'attuazione di questo intervento è prevista nel periodo 2023-2025 e ha come obiettivo finale il raggiungimento di un valore di perdite globali del 30%.

In ultimo si segnala che la delibera ARERA n. 183/2022/R/idr ha riconosciuto alla Società un premio di € 1.532 mila per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019. Il premio è stato incassato nel mese di giugno.

Si segnala che nell'esercizio 2022 la Società è stata chiamata a sostenere maggiori costi relativi a materie prime, in particolare energia elettrica, che ha raggiunto valori senza precedenti, e materiali per commesse di investimento e per attività di gestione. Tali incrementi hanno avuto un importante impatto negativo sulla liquidità della società, che, conseguentemente, ha dovuto fare fronte a un fabbisogno di cassa superiore alle previsioni. Nell'attivare tutte le azioni utili a garantire l'equilibrio economico e finanziario e la continuità aziendale, la società ha utilizzato tutti gli strumenti e le misure straordinarie messe a disposizione dal legislatore e dalle autorità, come il ricorso al fondo compensazione MIMS (istanze presentate per un valore complessivo di € 1.378 mila), l'anticipazione finanziaria del 35% del costo previsto nel Piano Tariffario vigente per l'anno 2022 da parte della CSEA pari a € 5.193 mila (rif. delibera ARERA n. 229/2022/R/idr) e i crediti di imposta sull'energia elettrica previsti dai Decreti Aiuti, acquisiti nel 2022 per complessivi € 3.042 mila e recuperati attraverso compensazione in F24 per il pagamento di contributi, tributi e IVA.

Geal

La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della delibera ARERA n. 656/2015.

Riguardo al quadriennio 2020-2023, le regole di definizione della tariffa sono state dapprima determinate dalla delibera ARERA n. 580 del 27 dicembre 2019. In attuazione di tale delibera, nel corso del 2020, sulla base dei dati forniti dalla Società, l'AIT ha proceduto ad approvare la predisposizione tariffaria con delibera 4 del 28 settembre 2020, confermata nei contenuti da ARERA con delibera n. 265 del 22 giugno 2021. Essa ha previsto un incremento tariffario del 6,2% per ciascuna delle annualità.

Relativamente all'aggiornamento biennale di tale piano, ARERA ha approvato i criteri di revisione con la delibera n. 639 del 30 dicembre 2021, i quali hanno previsto in particolare i) l'integrazione dei documenti di programmazione degli investimenti, tenendo conto di quelli in corso di approvazione nell'ambito del PNRR, ii) il ricalcolo di alcune componenti tariffarie in relazione all'esito di contenziosi sulle regole di determinazione delle tariffe degli anni precedenti, e iii) l'applicazione di un nuovo meccanismo previsionale che anticipa il riconoscimento in tariffa dei maggiori costi di energia elettrica prevedibili in base alla dinamica di mercato. In attuazione della delibera di cui sopra, la Società ha fornito ad AIT nei tempi richiesti tutti i dati necessari, ovvero i dati gestionali, i dati economici, i dati di investimento, e quelli inerenti la qualità commerciale e la qualità tecnica. AIT ha conseguentemente approvato la predisposizione tariffaria per GEAL con delibera del Consiglio Direttivo n. 5 del 31 maggio 2022, la quale ha confermato gli incrementi tariffari proposti.

Si è ancora in attesa che ARERA provveda all'approvazione degli atti di cui sopra, trasmessi da AIT a giugno 2022.

Si segnala che l'ARERA con delibera n. 183/2022/R/idr ha riconosciuto alla Società un premio di € 2.805 mila (quota Acea € 1.346 mila) già corrisposto per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019.

Servizio Idrico Integrato Terni Scpa

L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (ATO Umbria n. 2), ha affidato a SII Scpa dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n. 4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni, l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale e agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila e la rete idrica si estende per 2.602 km.

In applicazione della delibera ARERA 639/2021 per l'aggiornamen-

to biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie la Società ha alimentato e trasmesso ad AURI la raccolta dati per gli anni 2020 e 2021 completate delle istanze per il riconoscimento delle componenti Rcarc, Opmis, Opsocial e Opexqc. Contestualmente ha prodotto quanto necessario per consentire ad AURI la possibilità di formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica secondo la delibera ARERA 229/2022. Con delibera n. 12 del 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023 prevedendo il completo recupero del maggior costo della fornitura di energia elettrica nel rispetto del cap all'incremento tariffario possibile. Questo attraverso il ricorso alla componente conguaglio "costi (…) per il verificarsi di eventi eccezionali" che riverbererà i suoi effetti tariffari a partire dal 2024. Per giungere a tale risultato SII ha predisposto e inviato all'EGA nel mese di ottobre il piano di efficientamento energetico redatto secondo le indicazioni della delibera ARERA 229/22. Grazie alla delibera ARERA 495/22 del 13 ottobre con cui l'Autorità ha disposto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito – su richiesta del pertinente operatore – possano formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/ idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. AURI ha presentato la relativa istanza per l'erogazione dell'anticipazione finanziaria prevista nella misura del 35% del costo di energia elettrica in tariffa per l'anno 2022. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha accreditato a favore della SII l'importo di € 2,5 milioni che dovrà essere rimborsato in due rate annuali (dicembre 2023 e dicembre 2024).

Nel corso del 2022 la Società ha modificato il Regolamento per il servizio di distribuzione di acqua potabile e la Carta del servizio per accogliere le novità della delibera ARERA 609/2021 riguardanti principalmente il trattamento delle perdite occulte rispetto alle procedure sinora adottate. Tale revisione è stata approvata dalla Consulta dei Consumatori nella riunione del 15 giugno 2022.

Si segnala infine che in data 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023. A seguito di tale approvazione l'ARERA ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023 con delibera 78/2023/R/idr del 28 febbraio 2023.

ASM Terni

In data 6 dicembre 2022 si è perfezionato il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni a esito della procedura a evidenza pubblica avviata dalla stessa ASM.

La Società opera direttamente o attraverso le sue partecipate nei settori del servizio idrico integrato, della produzione e distribuzione di energia elettrica, della distribuzione del gas e dell'ambiente. ASM Terni opera in RTI con il CNS (Consorzio Nazionale Servizi) nelle attività di raccolta e spazzamento.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019, alla predisposizione tariffaria 2020-2023 nonché all'aggiornamento biennale 2022-2023.

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Status approvazione
Società
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento
biennale (2018-2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale
2022-2023
Acea Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha
approvato la tariffa comprensiva
del premio ex art. 32.1 lettera
a) delibera 664/2015/R/idr.
Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera
674/2016/R/idr con alcune
variazioni rispetto alla proposta
dell'EGA; confermato premio
qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha
approvato l'aggiornamento
tariffario in data 15 ottobre
2018. L'ARERA ha approvato
l'aggiornamento tariffario
2018-2019. in data 13
novembre 2018 con delibera
572/2018/R/idr. La Conferenza
dei Sindaci ha recepito le
prescrizioni della delibera
ARERA in data 10 dicembre
2018.
In data 27 novembre 2020, l'EGA
ha approvato la tariffa del periodo
regolatorio 2020-2023 con delibera
n. 6/2020.
L'ARERA ha approvato le tariffe
2020-2023 il 12 maggio 2021 con
deliberazione 197/2021/R/idr.
A seguito di diffida del 18
ottobre 2022 da parte di
ARERA, la conferenza dei
Sindaci ha approvato le
tariffe 2022–2023 il 30
novembre 2022.
L'approvazione da parte
di ARERA è intervenuta
con delibera 11/23 del 17
gennaio 2023.
Acea Ato5 È stata presentata istanza
La Conferenza dei Sindaci ha
tariffaria dal Gestore in data
approvato l'aggiornamento
30 maggio 2016 con istanza di
tariffario 2018-2019 in data
riconoscimento degli Opexqc.
1° agosto 2018. Non è ancora
ARERA ha diffidato l'EGA
intervenuta l'approvazione da
in data 16 novembre 2016 e
parte dell'ARERA.
l'EGA ha approvato la proposta
tariffaria in data 13 dicembre 2016
respingendo, tra l'altro, l'istanza
di riconoscimento degli Opexqc.
Si è in attesa dell'approvazione da
parte dell'ARERA.
In data 14 dicembre 2020 il Gestore
ha presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5, della deliberazione ARERA
580/2019/R/idr MTI-3 del 27
dicembre 2019.
In data 10 marzo 2021 la Conferenza
dei Sindaci dell'AATO5 con delibera
n. 1/2021 ha approvato la proposta
tariffaria 2020-2023. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da parte
dell'ARERA.
Il Gestore ha proposto ricorso avverso
A seguito di diffida
da parte di ARERA,
intervenuta il 29
novembre 2022, l'EGA
ha approvato la proposta
tariffaria 2022-2023 in
data 11 gennaio 2023.
Non è ancora intervenuta
l'approvazione da parte
dell'ARERA. Sono
in corso le attività di
aggiornamento dell'istanza
di riequilibrio.
suddetta deliberazione al TAR, che
ha rigettato detto ricorso. La Società
ha proposto ricorso al Consiglio di
Stato e trasmesso istanza di riequilibrio
economico finanziario.
GORI In data 1° settembre 2016 il
Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato la tariffa
con Opexqc a partire dal 2017. Si
è in attesa dell'approvazione da
parte dell'ARERA. Con delibera
247 del 31 maggio 2022 ARERA
ha ordinato a EIC di assumere
e trasmettere - entro 90 giorni
- le specifiche determinazioni
in merito alle predisposizioni
tariffarie per gli anni 2012 e 2013.
Il provvedimento contestualmente
proroga al 30/09/2022 il termine
di conclusione del procedimento,
per la rinnovazione dell'istruttoria
in contraddittorio sottesa alle
determinazioni tariffarie di cui alla
deliberazione 104/2016 (2012-
2013 e 2014-2015).
In data 17 luglio 2018 il
Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato
l'aggiornamento tariffario
2018-2019. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da
parte dell'ARERA.
In data 18 dicembre 2020 il Gestore
ha presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5, della deliberazione ARERA
580/2019/R/idr MTI-3 del 27
dicembre 2019.
A seguito di diffida da parte di ARERA,
l'EIC con delibera del 12 agosto 2021,
ha approvato la proposta tariffaria
2020-2023. ARERA non ha ancora
proceduto all'approvazione.
In data 10 agosto
2022 con delibera n.
35 l'EIC ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023 comprensivo
delle partite pregresse
ante 2012. Si è in attesa
dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
Acque In data 5 ottobre 2017 l'AIT
In data 22 giugno 2018 il
ha approvato la tariffa con
Consiglio Direttivo dell'AIT
riconoscimento degli Opexqc.
ha approvato l'aggiornamento
Approvato dall'ARERA in
tariffario 2018-2019 e,
data 9 ottobre 2018 (nel
contestualmente, anche
contesto dell'approvazione
l'istanza di estensione della
dell'aggiornamento 2018-2019).
durata dell'affidamento di 5
anni, ovvero sino al 31 dicembre
2031. L'ARERA con delibera
502 del 9 ottobre 2018 ha
approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019.
In data 18 dicembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n. 7 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023.
L'approvazione ARERA è intervenuta
con deliberazione 404/2021/R/idr del
28 settembre 2021.
L'AIT ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023 il 25
novembre 2022. Si resta
in attesa dell'approvazione
di ARERA.
Società Status approvazione
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento
biennale (2018-2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale
2022-2023
Il Consiglio direttivo
di AIT ha approvato
il 22 febbraio 2023
l'aggiornamento biennale
2022-2023. Si resta in
attesa dell'approvazione di
ARERA.
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'AIT
ha approvato la tariffa con
riconoscimento del premio
ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12
ottobre 2017, con delibera
687/2017/R/idr, ARERA ha
approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-
2019 proposti dall'AIT.
In data 7 dicembre 2018
l'AIT ha provveduto ad
approvare le tariffe 2018-
2019 con l'allungamento
della concessione di 3 anni.
L'ARERA ha approvato la
predisposizione tariffaria
2020-2023 e l'aggiornamento
biennale 2018-2019 con
deliberazione 59/2021 del 16
febbraio 2021.
In data 26 giugno 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n. 3 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023.
L'ARERA ha approvato la
predisposizione tariffaria 2020-2023
con deliberazione 59/2021 del 16
febbraio 2021.
Acquedotto
In data 5 ottobre 2016 l'AIT
del Fiora
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. In
data 12 ottobre 2017, con delibera
687/2017/R/idr, ARERA ha
approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-
2019 proposti dall'AIT.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT
ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 nella
seduta del 27 luglio 2018. Nelle
more dell'approvazione da parte
di ARERA, il Consiglio Direttivo
dell'AIT ha anche approvato
l'istanza di allungamento della
concessione al 31 dicembre
2031, presentata dalla Società
ad aprile 2019 e approvata dal
Consiglio Direttivo dell'AIT il
1° luglio 2019. È stata quindi
presentata la proposta tariffaria
aggiornata con la previsione
di allungamento al 2031 che
comunque ha confermato
l'incremento tariffario (theta)
e il Vincolo ai Ricavi Garantiti
(VRG) per le annualità 2018
e 2019 già approvati da AIT
con la delibera di luglio 2018.
L'ARERA ha provveduto ad
approvare l'aggiornamento
biennale (con una piccola
rettifica sugli Opexqc
riconosciuti) e l'allungamento
della concessione con la
delibera 465 del 12 novembre
2019.
In data 26 novembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n. 6 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023.
L'ARERA ha approvato con
deliberazione 84/2021/R/idr del 2
marzo 2021.
L'AIT ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023 il 14
dicembre 2022. Si resta
in attesa dell'approvazione
di ARERA.
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
In data 26 ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA
ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-
2019 proposti dall'AIT.
In data 12 luglio 2018 l'ARERA
ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 proposto
dall'AIT.
In data 28 settembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n. 4 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023, aggiornata con delibera
n. 13 e 14 del 30 dicembre 2020.
ARERA ha approvato con
deliberazione 265/2021/R/idr del 22
giugno 2021.
In data 31 maggio
2022 l'AIT con delibera
5 ha approvato la
predisposizione tariffaria a
valere per gli anni 2022 e
2023. Si resta in attesa di
approvazione di ARERA.
Status approvazione
Società
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento
biennale (2018-2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale
2022-2023
Acea Molise A seguito della delibera
664/2015/R/idr, sia per il
Comune di Campagnano di
Roma (RM) che per il Comune di
Termoli (CB), comuni dove Crea
Gestioni svolge il SII, né l'Ente
Concedente né l'Ente d'Ambito
di riferimento hanno presentato
alcuna proposta tariffaria per
il periodo regolatorio 2016-
2019. La Società ha provveduto
a inoltrare in autonomia le
proposte tariffarie. Si è oggi in
attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
La Società ha provveduto
a inoltrare ai soggetti
competenti/EGA i dati ai fini
dell'aggiornamento tariffario
2018-2019.
Per la gestione del SII nel
Comune di Campagnano di
Roma (RM), vista l'inerzia dei
soggetti preposti, la Società
ha provveduto a presentare
a inizio gennaio 2019, istanza
all'ARERA per adeguamento
tariffario 2018-2019 peraltro
rivedendo anche la proposta
2016-2019. L'ARERA non
si è ancora pronunciata né
ha ancora proceduto alla
diffida all'EGA e/o ai soggetti
competenti.
Per la gestione del SII nel
Comune di Termoli (CB), la
Giunta Comunale di Termoli
con delibera del 17.12.2019
ha approvato l'adeguamento
della Convenzione preesistente
alla Convenzione tipo, ha
prolungato la scadenza della
stessa al 31 dicembre 2021, e
ha confermato l'incremento
tariffario (theta) e il Vincolo ai
Ricavi Garantiti (VRG) per le
annualità 2018 e 2019, peraltro
rivedendo anche la proposta
2016-2019. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da
parte dell'ARERA.
Il Comune di Termoli ha approvato la
predisposizione tariffaria 2020-2023
il 4 febbraio 2021. La stessa è stata
trasmessa dall'EGAM il 4 marzo 2021.
Per il Comune di Campagnano il
Gestore ha inviato la predisposizione
tariffaria ad ARERA il 30 marzo 2021
in accordo con le disposizioni di cui
all'art. 5.5 della delibera 580/2019/R/
idr.
In corso di definizione con
EGAM.
Gesesa In data 29 marzo 2017 l'AATO1
con deliberazione n. 8 del
Commissario Straordinario ha
approvato la predisposizione
tariffaria per gli anni 2016-
2019. Si è oggi in attesa
dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
La Società ha trasmesso all'Ente
d'Ambito la documentazione
relativa alla revisione tariffaria
2018-2019 e a fine febbraio
2020 si è conclusa l'istruttoria
da parte degli Uffici tecnici
dell'EGA competente (EIC
Ente Idrico Campano).
Non è ancora intervenuta
l'approvazione definitiva da
parte del Comitato Esecutivo
dell'EIC.
In data 29 dicembre 2020 il Gestore
ha presentato istanza di aggiornamento
tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma
5.5, della deliberazione ARERA
580/2019/R/idr MTI-3 del 27
dicembre 2019.
L'EIC ha convocato il Consiglio di
Distretto per il 22 luglio 2021 (verbale
di chiusura delle attività di verifica
verbale del 31/7/20) a seguito di
diffida dell'ARERA pervenuta in data
2 luglio 2021. Nel febbraio 2022 è
stato nominato un nuovo Consiglio di
distretto che ancora non si è espresso
sulle predisposizioni tariffarie.
In corso di definizione
con il Consiglio Direttivo
dell'EIC.
Nuove Acque
In data 22 giugno 2018 il
In data 16 ottobre 2018
Consiglio Direttivo dell'AIT ha
l'ARERA, con delibera 520,
approvato le tariffe.
ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 proposto
dall'AIT.
In data 27 novembre 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n. 5 ha
approvato la predisposizione tariffaria
2020-2023.
ARERA ha approvato con
deliberazione 220/2021/R/idr del 25
maggio 2021
Il Consiglio Direttivo
dell'AIT con deliberazione
n. 12/2022 del 29 luglio
2022 ha approvato
la predisposizione
tariffaria 2022-2023.
ARERA ha approvato
con Deliberazione n.
535/2022 del 25 ottobre
2022.
Società Status approvazione
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento
biennale (2018-2019)
Status approvazione
MTI-3 2020-2023
Status approvazione
aggiornamento biennale
2022-2023
In data 25 ottobre 2022
l'AURI ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023. A seguito
di tale approvazione
ARERA ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023 con delibera
63 del 21 febbraio 2023.
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 l'EGA
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera
764/2016/R/idr del 15 dicembre
2016.
L'Assemblea deIl'AURI, nella
seduta del 27 luglio 2018, ha
approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019. L'ARERA
ha provveduto ad approvare le
tariffe 2018-2019 con delibera
n. 489 del 27 settembre 2018.
L'AURI ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023 il 30 ottobre
2020 con delibera n. 10.
L'ARERA ha approvato la stessa con
deliberazione 36/2021 del 2 febbraio
2021.
SII Terni
Scapa
In data 29 aprile 2016 con
delibera n. 20 l'AURI ha
approvato il moltiplicatore
tariffario per il quadriennio 2016-
2019 e con la determina n. 57
ha approvato il conguaglio delle
partite pregresse.
L'ARERA ha approvato la
predisposizione tariffaria 2016-
2019 con deliberazione 290/2016
del 31 maggio 2016.
Con deliberazione del consiglio
direttivo dell'AURI n. 64 del
28-12-2018 è stato approvato
l'aggiornamento biennale 2018-
2019.
L'ARERA ha approvato con
propria deliberazione 464/2018
del 20 settembre 2018
l'aggiornamento biennale 2018-
2019.
L'AURI ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023 con
deliberazione dell'Assemblea dei
Sindaci n. 12 del 30 ottobre 2020.
L'ARERA ha approvato con
deliberazione 553/2020 del 15
dicembre 2020.
In data 25 ottobre 2022
l'AURI ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023. A seguito
di tale approvazione
ARERA ha approvato
l'aggiornamento biennale
2022-2023 con delibera
78 del 28 febbraio 2023.

RICAVI DA SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del 2022 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI–3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI. Si precisa inoltre che a seguito della pubblicazione della delibera 64/2023 relativa all'"Avvio di procedimento per la definizione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4)" per il quadriennio 2024-2027 con riferimento ai costi per l'acquisto di energia elettrica registrati nel 2022 sarà prevista la possibilità di reiterare l'istanza motivata per il riconoscimento di tali costi anche per il 2022.

Società Ricavi da SII
(valori pro quota in € milioni)
FoNI
(valori pro quota in € milioni)
Acea Ato2 692,1 FNI = 51,9
AMMFoNI = 18,1
Acea Ato5 78,9 AMMFoNI = 4,6
GORI 254,4 -
Acque 71,4 FNI = 1,3
AMMFoNI = 4,8
Publiacqua 98,3 AMMFoNI = 16,1
AdF 113,5 AMMFoNI = 13,1
Gesesa 15,4 -
Nuove Acque 8,8 AMMFoNI = 1,6
Geal 8,7 AMMFoNI = 1,3
Acea Molise 6,4 -
SII 47,7 -
Umbra Acque 40,6 AMMFoNI = 1,7

INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Energia elettrica distribuita GWh 9.355 9.172 183 2,0%
Numero clienti N./1.000 1.653 1.647 6 0,4%
Km di rete (MT/BT) Km 31.768 31.160 608 2,0%
Gruppi di Misura 2G Numero 273.294 316.176 (42.882) (13,6%)

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 606,5 626,0 (19,5) (3,1%)
Costi 254,3 254,4 (0,1) 0
Margine Operativo Lordo 352,2 371,6 (19,4) (5,2%)
Risultato Operativo 201,9 217,4 (15,6) (7,2%)
Dipendenti medi 1.262 1.275 (13) (1,0%)
Investimenti 268,8 274,5 (5,7) (2,1%)
Posizione Finanziaria Netta 1.785,2 1.583,9 201,3 12,7%

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Infrastrutture Energetiche 352,2 371,6 (19,4) (5,2%)
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 27,0% 29,6% (2,6 pp)

L'EBITDA dell'Area al 31 dicembre 2022 si è attestato a € 352,2 milioni e registra un decremento di € 19,4 milioni rispetto al 31 dicembre 2021. L'EBITDA di areti risulta in riduzione per € 20,8 milioni come conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dai minori ricavi (-€ 31,1 milioni) derivanti in prevalenza dal bilanciamento energetico (la riduzione è pari a € 26,0 milioni) all'effetto di riduzione del WACC (dal 5,9% al 5,2%) e dal minor margine derivante dalla commessa open fiber. Compensano in parte tali effetti i maggiori ricavi per gli effetti legati alla resilienza (+€ 3,3 milioni) e i minori costi per servizi e del personale.

Con riferimento al bilancio energetico, al 31 dicembre 2022 areti ha distribuito ai clienti finali 9.355 GWh in aumento del 2,0% rispetto al precedente esercizio.

L'EBITDA della Pubblica Illuminazione, pari a € 0,8 milioni, registra un miglioramento di € 3,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 dovuto al minor costo del personale (progetto integrazione rete – IP) nonché all'incremento del canone verso il Comune di Roma (per aumento prezzi energia).

L'organico medio presenta una lieve riduzione rispetto al precedente esercizio (-13 unità).

Il Risultato Operativo risulta in riduzione di € 15,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 e risente delle minori svalutazioni di periodo (-€ 0,3 milioni), dei minori ammortamenti e accantonamenti (-€ 3,6 milioni) per effetto combinato dei minori ammortamenti dei software dovuto al termine della vita utile degli investimenti effettuati nei periodi precedenti e dei minori accantonamenti per fondo rischi e svalutazione crediti verso utenti.

Gli investimenti si attestano a € 268,8 milioni, registrano una riduzione pari a € 5,7 milioni rispetto al precedente esercizio e si riferiscono principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore della Pubblica Illuminazione contribuisce per € 1,6 milioni in diminuzione di € 2,3 milioni rispetto al precedente esercizio.

La posizione finanziaria netta si è attestata, al 31 dicembre 2022, a € 1.785,2 milioni e presenta una variazione in aumento pari a € 201,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 imputabile prevalentemente alle dinamiche di cash flow operativo.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

GALA

Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema.

Al 31 dicembre 2022 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta a € 68,9 milioni comprensivo degli interessi fatturati.

Allo stato della situazione, tenuto anche conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali che si sono succedute nel corso del tempo, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti maturato verso Gala.

In data 22 marzo 2022 è stata pubblicata la deliberazione n. 119/2022/R/eel contenente le disposizioni relative al meccanismo unificato di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema (OGdS) e agli oneri di rete (OdR). Con tale delibera, che abroga la deliberazione 50/2018/R/eel, si è cercato di uniformare le modalità di richiesta degli OGdS e OdR nell'ambito di un'unica istanza la cui scadenza è fissata per il primo anno di entrata in vigore di tale meccanismo al 31 luglio 2022. Tra le più importanti novità introdotte vi è la possibilità di richiedere nell'istanza anche i crediti relativi al corrispettivo tariffario specifico a carico dei clienti finali non adeguati alimentati in media tensione (CTS), trattandosi di un corrispettivo afferente al servizio di trasporto. L'istanza relativa a tale meccanismo è stata presentata entro il 31 luglio 2022. Grazie a tale meccanismo sarà pertanto possibile recuperare un'ulteriore parte di credito Gala, il cui ammontare deve essere ancora determinato.

Progetti di innovazione tecnologica

Progetto contatori digitali 2G

In un contesto tecnologico ed energetico sempre più avanzato areti ha avviato il progetto "Contatori Digitali 2G" con l'obiettivo di sostituire il sistema di contatori elettrici di prima generazione con il sistema di Smart Metering 2G in ottemperanza a quanto richiesto dall'ARERA nella delibera 306/2019/R/eel.

A valle dell'espletamento della procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatori e concentratori) e del relativo Sistema di Acquisizione Centrale (Centro Gestione) conclusa nel mese settembre 2019 con la pubblicazione del provvedimento di aggiudicazione e della successiva sottomissione all'ARERA della Richiesta di Autorizzazione al Riconoscimento degli Investimenti (RARI), cui sono seguite nel corso del 2020 attività istruttorie correlate tra l'altro anche alla valutazione delle idonee azioni di contrasto alla diffusione dell'epidemia Covid 19, l'ARERA con delibera n. 293/2020 del 28/7/2020, ha approvato il PMS2 di areti, come da ultima revisione presentata in data 14 luglio 2020 e fissato la data di avvio del PMS2 di areti al 1° gennaio 2020, ammettendo gli investimenti relativi al sistema di smart metering 2G di areti al regime specifico di riconoscimento dei costi di capitale, a partire dalla medesima data.

Al 31 dicembre 2022 le installazioni effettuate sono risultate pari a circa 12.600 concentratori, per i quali si è raggiunta la sostanziale chiusura del perimetro di attività, e circa 648.000 contatori, per i quali si conferma il ritardo rispetto agli obiettivi fissati nella RARI, già evidenziato nei precedenti trimestri. Tale ritardo è stato determinato dalla ridotta disponibilità di apparati e si attesta a circa il 23% su base anno 2022 e a circa il 10% su base cumulata 2020-2022. Ad inizio 2022 il fornitore degli apparati Gridspertise srl ha comunicato l'impossibilità di rispettare per il 2022 il piano di consegne dei contatori previsto, a causa di indisponibilità di componenti elettronici nel mercato internazionale. Ipotizzando una riduzione delle consegne compresa tra il 20% e il 50%. Al 30 giugno 2022 la riduzione delle consegne si è attestata al 30% per gli apparati maggiormente critici (contatori 2G Monofase). Sebbene nel 1° trimestre 2022 areti sia riuscita compensare tale riduzione con le giacenze disponibili, a decorrere dal mese di aprile è stata costretta a ridurre il numero di installazioni mensili.

Per garantire il rispetto dei nuovi processi di misura e il funzionamento della nuova tecnologia (concentratori e contatori elettronici) si è resa necessaria una complessa evoluzione della mappa applicativa areti. Oltre all'introduzione e all'integrazione di un nuovo sistema per la telegestione e la telelettura degli apparati di campo di seconda generazione (Beat Suite), è stato infatti necessario intervenire sui principali applicativi relativi alla logistica e ai processi di magazzino, ai processi di campo (sostituzione del concentratore e del contatore di prima generazione), ai sistemi commerciali (sviluppo e gestione del sistema PDFM), ai sistemi di integrazione (middleware) e ai sistemi WFM e mobile, oltre allo sviluppo di un nuovo sistema di acquisizione, validazione e pubblicazione misure.

In particolare, l'avanzamento delle attività di sviluppo della mappa applicativa ha consentito il rilascio in produzione di tutte le funzionalità previste per la wave del 30 giugno. Seguiranno nel corso del 2022 ulteriori milestone per rilascio in produzione di ulteriori funzionalità di integrazione e ottimizzazione di quanto già implementato nella nuova mappa applicativa.

Dal mese di maggio 2021 è online il nuovo sito internet societario contenente un'ampia sezione dedicata al nuovo contatore digitale 2G. Proseguono anche le attività dedicate all'affinamento della nuova reportistica operativa e direzionale, nonché di adeguamento della reportistica esistente. In parallelo è in corso la messa a disposizione dei dati per i sistemi di analytics nell'ottica del monitoraggio dei nuovi processi di misura e mitigazione dei rischi di regolarità del servizio di misura.

EData Lake unico di areti

Nel corso del primo semestre 2021 è stato ulteriormente esteso l'ambiente di analisi dei dati di interesse nell'esercizio del business della distribuzione. L'infrastruttura di calcolo è in esercizio su ambiente Google Cloud. Le attività si esplicano a partire dal processo di definizione di modello dati fino a quello di rilascio in ambiente di analisi, compresa l'attività di gestione della infrastruttura.

Dal punto di vista della integrazione dati, a oggi risultano essere disponibili:

  • Sistema di telegestione 1G, sia per i misuratori Landis che GME
  • Sistema cartografico aziendale GIS Elettrico
  • Sistema cartografico aziendale GIS IP
  • Rilievo Rete di bassa Tensione integrato in tutti i suoi ambiti tabellari
  • SAP (IS-U e MDM)
  • Sistema TESS (qualità commerciale).
  • Dati meteorologici RadarMeteo consuntivi e previsionali.
  • SAP PM
  • SAP MM
  • SAP IS-U PDFM
  • Sistema di telecontrollo
  • Sistema di telecontrollo: curve di carico a 10 minuti
  • Storico ORBT (selezione di alcuni ambiti tabellari)
  • Sistema Geocall NPC (selezione di alcuni ambiti tabellari)

Sono in corso le attività di integrazione dati, secondo le priorità dettate dal business, con riferimento al Centro gestione 2G.

Progetto Diagnostica e monitoraggio della rete

Il progetto si articola secondo tre linee di azione principali:

  • Diagnostica di Cabina Primaria;
  • Diagnostica di Cabina Secondaria;
  • Diagnostica sulle Linee aeree;
  • Monitoraggio Illuminazione Pubblica.

1. Diagnostica di Cabina Primaria con Drone UGV

Il progetto prevede lo sviluppo di un prototipo di drone terrestre UGV (Unmanned Ground Vehicle) per l'ispezione autonoma o pilotata da remoto della Cabina Primaria. Il drone UGV Autonomous dispone di sensori per la rilevazione di parametri ambientali (sensori di temperatura; di scariche parziali, videocamere) e di sensori per muoversi autonomamente nell'ambiente (lidar, GPS e fotocamere). Esegue in autonomia piani di ispezione e può essere controllato da remoto per verifiche e operazioni di security mirate mediante radiocomando. Il sistema può trasmettere le informazioni di ispezione anche a un operatore posto in una località diversa dal luogo delle operazioni.

Nel corso del 2022 si sono conclusi i collaudi della Control Room e delle nuove funzionalità per il miglioramento di gestione sensoristica di bordo derivanti dalla prima sperimentazione e sono stati avviati i primi cicli sperimentali ispettivi di concerto con la Rete.

2. Diagnostica di Cabina Secondaria (CS-Plus)

Il progetto prevede la sperimentazione di una soluzione integrata IoT per servizi di monitoraggio, diagnostica e gestione da remoto: es. parametri ambientali, gestione digitale accessi ecc.

Nel corso del 2022 sono stati avviati i sopralluoghi finalizzati a estendere la sperimentazione della soluzione su 50 impianti critici. È stata inoltre ingegnerizzata un'interfaccia di integrazione per la semplificazione e standardizzazione dell'assemblaggio in campo della soluzione. I servizi IoT previsti sono: 1. Controllo accesso, 2. Monitoraggio temperatura ambientale, 3. Monitoraggio temperatura trasformatore, 4. Monitoraggio umidità, 5. Monitoraggio Allagamento.

3. Diagnostica sulle Linee aeree

Il progetto prevede la combinazione di analisi periodiche delle immagini da satellite mediante algoritmi di intelligenza artificiale (atte a individuare interferenze antropiche e/o vegetative) e ispezioni mirate con droni al fine di abilitare un processo di monitoraggio continuo della Rete aerea.

Nel corso del 2020 è stata sviluppata e messa in esercizio la piattaforma di gestione del processo e avviato l'esercizio del processo stesso. Il processo è stato riscontrato come di alto valore innovativo sia dall'osservatorio Droni e che dall'osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano.

Nel corso del 2022 è stato avviato il piano di ispezione delle linee aeree MT e BT eseguito esclusivamente con droni in squadra mista Ingegneria-Sviluppo/Rete. Sono inoltre in corso sviluppi per integrare la piattaforma di analisi satellitare GIMMI con il sistema SAP e lo sviluppo di un Media Data Storage evoluto per la costruzione di un repository integrato e facilmente consultabile di tutte le informazioni raccolte dalle ispezioni in campo.

Nel corso del 2022 infine è stata eseguita la prima sperimentazione di volo sperimentale in BVLOS. La sperimentazione, che ha visto il coinvolgimento di Enac ed Enav, ha previsto il volo controllato da remoto oltre la linea di visibilità sulle linee AT nella zona Marcigliana. La sperimentazione è tesa ad abilitare nuove metodologie di ispezione da remoto e automatiche sulle linee elettriche aeree in contesti non altamente popolati.

4. Monitoraggio illuminazione Pubblica:

Il progetto ha previsto l'avvio di due POC finalizzate a verificare la possibilità di rilevare la presenza di punti luce sul territorio e riscontrare dunque la correttezza della base dati GIS e individuare i punti luce spenti sfruttando le nuove tecnologie.

  • POC Analisi SAT: prevede l'impiego di immagini satellitari e analisi IA per il riscontro dei punti luce e l'individuazione delle lampade spente;
  • POC Ronde IA: prevede l'impiego di ronde effettuate mediante rilevazioni video da autovettura e IA per il riscontro dei punti luce e l'individuazione delle lampade spente.

Nel corso del 2022 si è concluso il POC Analisi SAT che ha confermato l'efficacia della soluzione per il censimento del parco punti luce. Non ha invece dato esito soddisfacente per l'individuazione dei punti luce spenti.

Realizzazione Rete di Telecomunicazioni areti

Il progetto TLC ha visto nel corso del 2022:

  • il proseguimento delle attività per la realizzazione di una rete in fibra ottica ad alta velocità e affidabilità che rilegherà tutte le cabine primarie, che costituiscono l'ossatura principale della rete di telecomunicazioni e sulla quale saranno rilanciati tutti i servizi di smart grid, e il rilegamento in fibra ottica di circa 150 cabine secondarie. Questa rete garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia, utile a consentire, oltre a una corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete, anche il telecontrollo delle apparecchiature installate in cabina secondaria e ove possibile i punti di misura e altri tipi di sensori, allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo; tale rete permetterà inoltre di implementare l'automazione evoluta nelle cabine secondarie rilegate in fibra ottica, in modo da migliorare sensibilmente la qualità del servizio elettrico;
  • la connessione e la migrazione dei servizi in 19 cabine primarie e 1 secondaria;
  • l'attivazione del collegamento radio mobile 4G in circa 1.500 cabine secondarie;
  • l'attivazione dell'automazione evoluta per la resilienza in 5 tratte;
  • l'attivazione di automazione evoluta FO/4G in circa 100 dorsali;
  • l'attivazione del telecontrollo BT in circa 300 cabine secondarie.

Entro il 2024 è previsto il rilegamento in fibra ottica (proprietaria o in IRU) di tutte le cabine primarie e il collegamento alla rete principale (fibra ottica/4G) di circa 6.000 cabine secondarie che permetteranno di ridurre sostanzialmente l'impatto sul territorio dell'attività di manutenzione riducendo i disagi per la cittadinanza. Nel corso del 2022 il progetto ha visto:

  • la messa in esercizio di 12 tratte in F.O. tra nodi di aggregazione;
  • la connessione di 21 Cabine primarie e 1 Cabina secondaria e la migrazione dei servizi in 10 cabine primarie;
  • il proseguimento della realizzazione dei collegamenti in radio mobile 4G, sia per velocizzare il deployment dei servizi di automazione evoluta nelle cabine secondarie oltre a quelle che saranno raggiunte in fibra ottica (cabine secondarie di accesso) che per proseguire con il passaggio degli esistenti collegamenti in radio mobile 2G/3G alla tecnologia di collegamento 4G;
  • l'attivazione dei collegamenti in radio mobile 4G in 1.550 cabine secondarie;
  • l'attivazione del telecontrollo in fibra ottica in 82 cabine secondarie;
  • l'attivazione dell'automazione evoluta in fibra ottica/4G in 53 dorsali in media tensione;
  • l'attivazione del telecontrollo degli interruttori in bassa tensione in 153 cabine secondarie.

Illuminazione Pubblica

Al 31 dicembre 2022 sono proseguite regolarmente le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza concordate con Roma Capitale e sono stati realizzati nuovi punti luce nell'ambito degli interventi di reingegnerizzazione e valorizzazione dell'illuminazione, integrando le attività operative attraverso le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria previste da piano, che hanno caratterizzato e consolidato diverse proposte di intervento per il miglioramento e rinnovamento degli impianti e, di conseguenza, della qualità del servizio offerto. Una parte degli impianti di Illuminazione Pubblica richiede interventi di verifica delle condizioni di sicurezza e, laddove necessario, lavori di adeguamento mirati al ripristino dello stato di efficienza; detti lavori sono necessariamente parte di un programma pluriennale compreso nell'arco di vigenza del contratto. Per ciò che attiene il Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n. 49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea SpA (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione CONSIP Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea SpA. In data 8 febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP Luce 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra RC e Acea SpA. Con la medesima nota, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea/areti in relazione al contratto di servizio. Si evidenzia che la suddetta comunicazione riguarda la correttezza dei corrispettivi applicati, senza incidere sulla volontà dell'Amministrazione, già manifestata, di risolvere il rapporto con Acea per bandire una gara e così riaffidare il servizio.

GENERAZIONE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Energia prodotta (idro + termo) GWh 504 599 (95) (15,9%)
di cui idro GWh 330 428 (98) (22,9%)
di cui termo GWh 174 172 3 1,5%
Energia prodotta (fotovoltaico) GWh 92 71 21 29,3%
Energia prodotta (cogenerazione) GWh 32 40 (7) (18,5%)

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 175,3 126,3 49,0 38,8%
Costi 85,4 46,8 38,7 82,7%
Margine Operativo Lordo 89,8 79,5 10,3 12,9%
Risultato Operativo 75,3 49,4 26,0 52,6%
Dipendenti medi 92 88 4 4,6%
Investimenti 30,3 39,4 (9,2) (23,3%)
Posizione Finanziaria Netta 160,5 237,0 (76,5) (32,3%)

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Infrastrutture Energetiche 89,8 79,5 10,3 12,9%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 6,9% 6,3% 0,6 pp

L'EBITDA al 31 dicembre 2022 si è attestato a € 89,8 milioni e registra un incremento di € 10,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 principalmente imputabile ad Acea Produzione (+€ 22,9 milioni) dovuto all'effetto combinato dei: i) maggiori ricavi da vendita energia elettrica (+€ 51,8 milioni), come conseguenza dell'incremento dei prezzi sui mercati energetici (+298€/MWh) parzialmente compensato da minori volumi prodotti (-95 GWh) rispetto al precedente esercizio e dagli effetti del DL Sostegni sui ricavi della centrale di Sant'Angelo (-€ 18,3 milioni) nonché per gli effetti generati dalla Legge Finanziaria (L.197/2022) sui ricavi degli impianti da fonti rinnovabili non rientranti già nell'ambito del DL Sostegni (-€ 2,2 milioni); ii) maggiori ricavi da teleriscaldamento (+€ 4,4 milioni) dovuto a prezzi più alti rispetto all'esercizio precedente; iii) minori ricavi per gestione riconoscimento incentivo da energia elettrica (GRIN) (€ 13,2 milioni); iv) minor corrispettivo conto energia (€ 3,0 milioni), per minore marginalità degli impianti FTV a seguito del conferimento di alcuni impianti in Acea Green avvenuto a fine 2021 e v) maggiori costi esterni (€ 17,3 milioni).

L'EBITDA del comparto fotovoltaico registra un decremento di € 12,6 milioni e risulta influenzato prevalentemente dalla variazione di perimetro derivante dalle acquisizioni operate a fine 2021 e nel corso del 2022 nonché alla cessione del controllo di una holding fotovoltaica del Gruppo Acea (Acea Sun Capital) e delle sue controllate alla neocostituita AE Sun Capital (successivamente fusa in Acea Sun Capital), partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix.

L'organico medio risulta in lieve riduzione (-4 unità) rispetto al precedente esercizio; si specifica che le società fotovoltaiche non hanno personale dipendente.

Gli investimenti si attestano a € 30,3 milioni e registrano una riduzione di € 9,2 milioni rispetto al precedente esercizio per effetto dei minori investimenti registrati da Acea Produzione (-€ 7,3 milioni) e dal comparto fotovoltaico (-€ 2,5 milioni).

Gli investimenti di Acea Produzione fanno riferimento in prevalenza a lavori di riqualificazione degli impianti idroelettrici, all'estensione e il risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma e alla realizzazione di parchi fotovoltaici (Monte Mario); gli investimenti del comparto fotovoltaico si riferiscono in prevalenza agli investimenti sostenuti da Acea Solar per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali e dagli investimenti della neo acquisita SF Island.

La posizione finanziaria netta si è attestata, al 31 dicembre 2022, a € 160,5 milioni e presenta un miglioramento pari a € 76,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2021 imputabile in prevalenza alla sopra citata operazione di cessione della quota di maggioranza di Acea Sun Capital.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 229,2 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), impianti fotovoltaici, due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle; quest'ultima è costituita da un moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento, in sostituzione del precedente impianto a ciclo combinato; l'impianto è stato avviato per l'esercizio commerciale il 9 luglio 2021 permettendo alla Società di rispettare gli impegni assunti da Acea Produzione con l'aggiudicazione dell'asta del capacity market nel periodo 2022-2037. La centrale nella configurazione attuale è costituita da tre motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 28,5 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessaria per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma.

La Società sta procedendo con l'iter autorizzativo per l'installazione di 2 nuove unità di cogenerazione, della potenza di 1,5 MW ciascuna, che saranno alimentate dal biogas proveniente dal depuratore di Roma Sud e produrranno energia elettrica da immettere in rete ed energia termica che sarà fornita all'impianto di depurazione e in parte immessa sulla rete del teleriscaldamento.

Continuano le attività per il miglioramento dei livelli della qualità del servizio del teleriscaldamento, con la manutenzione straordinaria della rete di teleriscaldamento che riguarda sia il rifacimento delle sottocentrali di consegna che la sostituzione di alcuni importanti tratti di tubazione. In particolare, si registra la messa in esercizio del raddoppio del tratto di tubazione in partenza dalla centrale di Tor di Valle. Con riferimento alle attività messe in campo per rispondere agli adempimenti introdotti dall'ARERA relativi alla qualità tecnica, è stato istituito un numero verde dedicato alle segnalazioni di pronto intervento ed è stata messa online la nuova piattaforma GIS che permette la gestione, il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi tecnici effettuati sulla rete del teleriscaldamento.

Oltre agli asset produttivi sopra descritti, Acea Produzione possiede impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 3,1 MWp.

Nel 2022 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 442,4 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 326,7 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini-idro di 3,2 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 109,6 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 2,9 GWh.

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 63,9 Gwh, per un totale di 3.581 utenze servite (194 condomìni e 3.387 unità immobiliari).

Cogenerazione

La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su tre aree: i) la consulenza nel settore delle Esco, e offerta di servizi legati agli obblighi di incremento dell'efficienza energetica di terze parti (esterne o interne al Gruppo Acea); ii) la fornitura di servizio energia mediante gestione di impianti cogenerativi (o trigenerativi) e reti di teleriscaldamento e vendita dell'energia prodotta ai Clienti; e iii) il coordinamento delle società del Gruppo relativamente ai progetti di efficienza energetica.

Il sistema di produzione di Ecogena al 31 dicembre 2022 è costituito da un insieme di impianti cogenerativi, la cui potenzialità totale elettrica, termica e frigorifera, ha subìto una contrazione per effetto della conclusione nel 2021 dei due contratti, passando da un totale di potenza elettrica installata di 4 MW a una potenza elettrica complessiva di 1,86 MW. In questo ammontare è inclusa la potenza installata relativa al secondo cogeneratore montato a Europarco nel 2021 ed entrato in esercizio a inizio 2022.

Gli impianti detenuti dalla società sono interamente ubicati nel territorio Laziale, alcuni dei quali abbinati a reti di teleriscaldamento. Al 31 dicembre 2022 la Società ha realizzato un volume di produzione pari a circa 5,2 GWh di energia elettrica, 16,5 GWh di energia termica e 10,6 GWh di energia frigorifera. Rispetto allo scorso anno, l'energia termica ceduta ai clienti è più bassa, l'energia frigorifera è in linea, mentre l'energia elettrica è in aumento grazie anche all'attivazione del secondo cogeneratore di Europarco.

Con riferimento alla centrale di trigenerazione di Europarco, è stato completato a inizio anno l'iter di attivazione e rilascio della licenza di officina elettrica del secondo cogeneratore da 400 kW presso il sito. Si segnala che a marzo 2022 è stato sottoscritto un accordo con la società Cinecittà Parchi che prevede la modifica del termine ultimo degli smontaggi al 31 gennaio 2023 per la centrale di cogenerazione. È stato inoltre completato lo smontaggio delle centrali termica e frigorifera.

In riferimento all'impianto di condizionamento del Centro elaborazione dati (Cedet) di Acea, sono stati eseguiti alcuni interventi di controllo e messa a punto del nuovo impianto efficientato. L'ultima rendicontazione sull'effettivo risparmio energetico conseguito è stata trasmessa al Cliente e ha confermato il rispetto della performance energetica garantita nell'Energy Performance Contract (risparmio di 308 MWh con riferimento al periodo luglio 2020-giugno 2021). Il consuntivo dei consumi dell'impianto efficientato ha mostrato un risparmio energetico del 30% rispetto all'utilizzo precedente dell'impianto.

Nell'ambito delle attività effettuate da Ecogena per Acea Innovation, inerenti il progetto di progettazione, permitting e realizzazione di infrastrutture di ricarica per autoveicoli elettrici, si informa che sono state quasi ultimate le attività installative della "WAVE I" del progetto, dove restano da ultimare alcune installazione su posizioni che hanno subìto ritardi autorizzativi dovuti al SIMU (dipartimento infrastrutture del Comune di Roma) al Municipio RM V (per il rilascio delle licenze). Proseguono invece i lavori per la WAVE II sui novantadue progetti autorizzati, di cui buona parte sono chiusi e altri in chiusura, come da programma.

È stata inoltre completata e presentata la documentazione progettuale necessaria per l'autorizzazione in Conferenza dei Servizi della WAVE III e sono stati autorizzati 51 dei 74 progetti.

In tema di efficientamento di edifici residenziali attraverso i sistemi di detrazione fiscale (ecobonus e sismabonus) e nell'ambito della collaborazione instaurata tra Acea Innovation (owner della business line) ed Ecogena, si è registrata una riduzione del perimetro delle iniziative individuate commercialmente che non si sono trasformate in contratti d'appalto con i clienti finali a causa delle difficoltà incontrate da Acea Innovation nella fase di cessioni dei crediti al sistema bancario. Da un punto di vista operativo nel corso del 2022 sono stati completati i cantieri avviati nel 2021 e sono stati avviati gli ulteriori cantieri che completano il perimetro delle commesse (Condomìni di Ostia Ovindoli, Gallo e Piccinni) già contrattualizzati da Acea Innovation.

Con riferimento alla cogenerazione a dicembre 2021 è stato sottoscritto un nuovo contratto di servizio energia mediante la realizzazione di un impianto di 2 MWe. Nel corso del 2022 sono stati affidati i lavori per la costruzione dell'impianto e nel mese di marzo è stato avviato l'iter autorizzativo per la costruzione dell'impianto presso la Provincia di Varese. La conferenza di servizi si è conclusa positivamente a settembre 2022 e a ottobre sono iniziati i lavori, che procedono alla data del 31 dicembre 2022.

Operazione Energy Box - impianti fotovoltaici

Come ampiamente descritto nel paragrafo relativo alle "Attività destinate alla vendita", alla fine del 2021 Acea ed Equitix hanno sottoscritto un accordo per la cessione della società che detiene le partecipazioni nelle società proprietarie degli impianti fotovoltaici (Acea Sun Capital) in una società di nuova costituzione a cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia.

Impianto Fotovoltaico Piana di Santa Chiara

Nel mese di giugno Acea, attraverso la collegata AE Sun Capital, ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico della Basilicata in località "Piana di Santa Chiara" nel Comune di Ferrandina, in Provincia di Matera. L'impianto si sviluppa su un terreno dall'estensione complessiva di circa 40 ettari e ha una potenza installata di circa 20 MW, per una produzione annua di circa 36 GWh, pari a oltre 1.830 ore/anno equivalenti, corrispondenti a 15 mila t di emissione di CO2 evitata all'anno ed è in grado di fornire l'energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di oltre 10.000 nuclei familiari.

Impianto Fotovoltaico Area Industriale di Ottana

Nel mese di luglio Acea Solar ha ottenuto dalla Regione Sardegna la "Valutazione di Impatto Ambientale" e l'"Autorizzazione Unica" per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell'area industriale di Ottana, nel Comune di Bolotana (NU). L'impianto avrà una potenza installata di circa 85 MW. L'entrata in esercizio è prevista nel primo semestre del 2024.

Acquisizione nuove società fotovoltaiche

Sono proseguite nel corso del 2022 le acquisizioni di società del settore fotovoltaico. Nello specifico alla fine del mese di luglio, tramite la controllata Acea Solar, sono state acquisite 17 società dal Gruppo Powertis, società in Basilicata che detengono progetti di sviluppo fotovoltaici per circa 340 MW. Tali società sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.

INGEGNERIA E SERVIZI

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Dati operativi

U.M. 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Numero complessivo determinazioni analitiche Numero 1.017.004 1.098.505 (81.501) (7,4%)
Numero complessivo campioni Numero 34.012 37.126 (3.114) (8,4%)
Numero progetti Numero 75 74 1 0,9%
Numero cantieri EPC Numero 31 35 (4) (11,4%)

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 117,6 111,9 5,7 5,1%
Costi 104,4 94,7 9,7 10,3%
Margine Operativo Lordo 13,2 17,3 (4,0) (23,5%)
Risultato Operativo 3,7 10,5 (6,8) (64,7%)
Dipendenti medi 456 441 15 3,4%
Investimenti 5,8 9,9 (4,1) (41,2%)
Posizione Finanziaria Netta 24,0 28,1 (4,1) (14,4%)

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Ingegneria e Servizi 13,2 17,3 (4,0) (23,5%)
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale 1,0% 1,4% (0,4 pp)

L'EBITDA dell'Area al 31 dicembre 2022 si è attestato a € 13,2 milioni in diminuzione rispetto al precedente esercizio per € 4,0 milioni. La variazione è attribuibile ad Acea Elabori per € 1,4 milioni come conseguenza della riduzione delle attività e del margine per l'aggiornamento delle tariffe, Ingegnerie Toscane per € 2,5 milioni per effetto dell'internalizzazione da parte di Acque, a partire dal secondo semestre 2022, dei settori di ricerca perdite, telecontrollo e SIT e TWS per € 0,5 milioni come conseguenza di minori margini a seguito dell'applicazione di sconti tariffari a favore di una riduzione del costo complessivo degli investimenti infragruppo e di maggiori costi per l'introduzione di nuove figure professionali per la sicurezza dei cantieri.

L'organico medio al 31 dicembre 2022 si attesta a 456 unità e risulta in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 (erano 441 unità). La variazione è imputabile ad Acea Elabori (+12 unità) e SIMAM (+5 unità) parzialmente compensata da TWS (-2 unità).

Gli investimenti si attestano a € 5,8 milioni, in riduzione di € 4,1 milioni, in relazione ad Acea Elabori principalmente per minori acquisti di attrezzature e software.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2022 è pari a € 24,0 milioni in aumento di € 4,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2021. La variazione è imputabile alle dinamiche di cash flow operativo.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Non si segnalano eventi significativi nel corso del 2022.

CORPORATE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL PERIODO

Risultati economici e patrimoniali

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ricavi 152,2 140,2 12,0 8,5%
Costi 195,9 179,5 16,4 9,1%
Margine Operativo Lordo (43,7) (39,3) (4,4) 11,3%
Risultato Operativo (83,7) (67,4) (16,3) 24,2%
Dipendenti medi 717 704 13 1,8%
Investimenti 32,7 34,4 (1,7) (5,0%)
Posizione Finanziaria Netta 471,6 443,1 28,5 6,4%

Margine Operativo Lordo (EBITDA)

€ milioni 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Margine Operativo Lordo Area Corporate (43,7) (39,3) (4,4) 11,3%
Margine Operativo Lordo Gruppo 1.305,0 1.256,1 48,9 3,9%
Peso percentuale (3,3%) (3,1%) (0,2 pp)

Corporate chiude al 31 dicembre 2022 con un livello di EBITDA negativo pari a € 43,7 milioni in peggioramento rispetto al 2021 per € 4,4 milioni. La variazione è da ricondurre all'effetto combinato di maggiori costi, tra i quali figurano principalmente quelli di natura informatica, compensati solo in parte da maggiori ribaltamenti verso le società del Gruppo. Concorrono all'aumento dei costi le consulenze strategiche e i maggiori costi del personale; questi ultimi sono dovuti essenzialmente all'andamento delle consistenze e agli adeguamenti contrattuali compensati in parte da maggiori costi capitalizzati. Si segnala rispetto allo scorso esercizio una riduzione di costi sostenuti per l'emergenza Covid-19.

L'EBIT risulta negativo per € 83,7 milioni, in peggioramento rispetto al precedente esercizio di € 16,3 milioni come conseguenza, oltre che della riduzione dell'EBITDA in precedenza descritta, dei maggiori ammortamenti relativi a progetti informatici entrati in esercizio negli ultimi mesi dello scorso esercizio e nel corrente anno e di maggiori accantonamenti per esodo e mobilità. Si segnalano tra i maggiori ammortamenti quelli relativi agli investimenti informatici collegati agli sviluppi di applicativi.

L'organico medio al 31 dicembre 2022 si attesta a 717 unità, in aumento rispetto al 2021 di 13 unità (erano 704 unità).

Gli investimenti si attestano a € 32,7 milioni al 31 dicembre 2022 (€ 34,4 milioni al 31 dicembre 2021) e si riferiscono principalmente a licenze software, hardware, sviluppi informatici e a investimenti sulle sedi a uso aziendale.

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2022 è pari a € 471,6 milioni e registra un incremento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2021 di € 28,5 milioni, il quale discende dal fabbisogno di cassa delle società del Gruppo e della Corporate.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2022

Non si segnalano eventi significativi avvenuti nel corso dell'esercizio.

FAT TI DI RILIEVO INTERVENUTI NEL CORSO DELL'ESERCIZIO E SUCCESSIVAMENTE

Acea Gaïa Rating conferma la crescita di Acea sugli indicatori di sostenibilità

Gaïa Rating ha attribuito ad Acea un punteggio di 82 su 100 nella valutazione complessiva delle performance ESG. Acea ha registrato un aumento del punteggio per il quarto anno consecutivo, confermandosi tra le società con la migliore performance in termini di sostenibilità.

Acea migliora la sua posizione nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) 2022

Acea conferma anche nel 2022 la presenza nel "Bloomberg Gender-Equality Index" (GEI), indice internazionale che misura le performance delle aziende sulla parità di genere attraverso cinque criteri: leadership femminile, parità di retribuzione, cultura inclusiva, politiche di contrasto alle molestie sessuali, posizionamento del brand come azienda a favore delle donne.

Il Gruppo, inserito nell'indice per la terza volta consecutiva, ha ottenuto quest'anno il punteggio di 80,67 (su scala 0-100), collocandosi ben al di sopra delle medie del settore utility (71,21) e del campione analizzato (71,11), con un miglioramento significativo di 10,18 punti rispetto al risultato del 2021.

Acea perfeziona il closing dell'operazione per la cessione a Equitix di una quota di maggioranza della newco che gestirà gli asset fotovoltaici

Il 22 marzo, Acea ha perfezionato il closing dell'accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix, per la cessione di una quota di maggioranza di una holding fotovoltaica (Acea Sun Capital) del Gruppo Acea in cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia. L'accordo per la cessione degli asset era stato siglato lo scorso 24 dicembre 2021. Con il closing dell'operazione, la società di nuova costituzione AE Sun Capital Srl (successivamente fusa in Acea Sun Capital attraverso una fusione inversa), partecipata al 60% da Equitix e al 40% da Acea Produzione, ha acquisito da Acea Produzione, la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete.

Acea sottoscrive gli accordi definitivi per la progettazione e commercializzazione dei sistemi di misurazione digitali del servizio idrico

Facendo seguito a quanto reso noto al mercato lo scorso 6 dicembre 2021, in data 29 marzo 2022, Acea e Suez hanno sottoscritto gli accordi contrattuali definitivi in merito alla realizzazione di una joint venture societaria per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (c.d. smart meter) e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale.

Acea perfeziona il closing dell'acquisizione da parte del Consorzio, formato da Ascopia- ve, Acea e Iren, di alcune concessioni di A2A nell'ambito della distribuzione di gas

In data 1° aprile, il Consorzio formato da Ascopiave (58%), Acea (28%) e Iren (14%), ha perfezionato il closing dell'accordo con il Gruppo A2A per l'acquisizione di alcuni asset nell'ambito del servizio di distribuzione del gas naturale. Il perimetro di attività oggetto dell'operazione comprende circa 157 mila utenti, distribuiti in 8 Regioni d'Italia, facenti parte di 24 ATEM, per circa 2.800 km di rete. Il perimetro di interesse di Acea è costituito da concessioni in 5 ATEM, di cui 2 in Abruzzo, 2 in Molise e 1 in Campania, per un totale di circa 30.700 PDR. L'Enterprise Value è pari a € 35,8 milioni.

ARERA pubblica la prima analisi della Quali- tà Tecnica del servizio idrico in Italia: Annua- lità 2018-2019

Per la prima volta in Italia, il servizio idrico è stato misurato e giudicato, attribuendo premi e penalità ai gestori, per risultati raggiunti e consolidati nel 2018 e 2019. La graduatoria è stata pubblicata da ARERA con la delibera 183/2022/R/idr che conclude il primo biennio di applicazione del meccanismo incentivante.

Perdite idriche, interruzioni di servizio, qualità dell'acqua erogata, adeguatezza del sistema fognario, qualità dell'acqua depurata e smaltimento dei fanghi, sono i 6 macro-indicatori sulla base dei quali ciascuno degli operatori del servizio idrico è stato analizzato e classificato (per il primo biennio il tema delle interruzioni è stato escluso dal meccanismo incentivante).

Il complesso sistema di analisi dei dati - avviato nel 2018 da ARERA con la delibera sulla Regolazione della Qualità Tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) - ha permesso di codificare i risultati raggiunti in questi anni da 203 gestori, che complessivamente coprono l'84% della popolazione nazionale. Analizzando i dati pervenuti fino al 17 luglio 2020, l'Autorità ha potuto assegnare un premio a chi ha raggiunto, mantenuto e migliorato gli obiettivi prefissati e una penalità agli altri.

Per il Gruppo Acea l'ammontare netto ammonta a circa € 29 milioni.

L'Assemblea degli azionisti approva il Bilancio di Esercizio al 31 dicembre 2021 e delibera il pagamento di un dividendo di € 0,85 per azione

Il 27 aprile, l'Assemblea degli Azionisti di Acea SpA ha approvato il Bilancio di Esercizio e ha presentato il Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2021 che evidenzia un utile netto, dopo le attribuzioni a terzi, di € 313,3 milioni. È stata, inoltre, presentata agli Azionisti la Dichiarazione consolidata non finanziaria ai sensi del DLgs 254/2016 (Bilancio di Sostenibilità 2021).

L'Assemblea ha altresì approvato la destinazione dell'utile di esercizio come proposta dal Consiglio di Amministrazione e la distribuzione del dividendo. Il dividendo complessivo (cedola n. 23) di € 180.665.720,95, pari a € 0,85 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 22 giugno 2022, con stacco cedola il 20 giugno e record date il 21 giugno.

L'Assemblea degli Azionisti ha nominato il nuovo Collegio Sindacale che resterà in carica per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio 2024. L'elezione dei componenti dell'Organo di controllo è avvenuta con voto di Lista, secondo le modalità stabilite agli articoli 15 e 22 dello Statuto Sociale. Nel nuovo Collegio Sindacale risultano eletti come Sindaci effettivi Maurizio Lauri (Presidente), Claudia Capuano e Leonardo Quagliata; come Sindaci supplenti Rosina Cichello e Vito Di Battista.

L'Assemblea degli Azionisti, ai sensi dell'art. 15.4 dello Statuto Sociale, su proposta presentata dal socio Suez International SAS, ha inoltre nominato quale Consigliere di Amministrazione Francesca Menabuoni che resterà in carica sino alla scadenza dell'attuale Consiglio, ossia con l'approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2022.

Acea pubblica il primo Green Bond Report

Il 13 maggio è stato pubblicato il primo Green Bond Allocation & Impact Report per gli anni 2019 e 2020, relativo al prestito obbligazionario in formato green di importo complessivamente pari a € 900 milioni a valere sul programma EMTN da € 5 miliardi, e articolato in due serie, di cui una di importo pari a € 300 milioni, con tasso dello 0% e scadenza nel 2025 e un'altra di importo pari a € 600 milioni, con tasso dello 0,25% e scadenza nel 2030, emesso nell'ambito del Green Financing Framework del Gruppo Acea destinato a finanziare progetti relativi alla protezione della risorsa idrica, all'efficienza energetica, allo sviluppo dell'economia circolare e all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Acea e NTT DATA presentano Waidy® Management System

Il 15 giugno Acea e NTT DATA Italia hanno presentato, in occasione dell'evento di lancio delle due Google Cloud region italiane, Waidy® Management System (WMS), la soluzione cloud native per la tutela della risorsa idrica, pensata per ottimizzare la gestione dell'acqua nelle reti.

Dimissioni del Consigliere di Amministrazio- ne Giovanni Giani e nomina per cooptazione di un nuovo consigliere

Il 27 giugno, Acea ha ricevuto le dimissioni, con effetto immediato, dalla carica di Consigliere di Amministrazione dell'Ing. Giovanni Giani, nominato dalla lista presentata dal Socio Suez nell'Assemblea del 29 maggio 2020; tale decisione è motivata dagli altri impegni professionali cui lo stesso è chiamato. In data 18 luglio, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha nominato per cooptazione Massimiliano Pellegrini quale nuovo Consigliere non esecutivo.

Acea inaugura il più grande impianto fotovoltaico della Basilicata

Il 27 giugno Acea ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico della Basilicata in località "Piana di Santa Chiara" nel Comune di Ferrandina, in Provincia di Matera, realizzato da Acea Solar e oggi di proprietà della società Acea Sun Capital (60% Equitix e 40% Acea Produzione). L'impianto si sviluppa su un terreno dall'estensione complessiva di circa 40 ettari e ha una potenza installata di circa 20 MW, per una produzione annua di circa 36 GWh, pari a oltre 1.830 ore/anno equivalenti, corrispondenti a 15 mila t di emissione di CO2 evitata all'anno ed è in grado di fornire l'energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di oltre 10.000 nuclei familiari. L'impianto cede l'energia prodotta direttamente al mercato e si è aggiudicato la gara indetta da Terna sul "Capacity Market", con una "capacità impegnata" complessiva di 3 MW per i quali riceverà un corrispettivo fisso annuo per i prossimi 15 anni.

Acea cresce nel settore del trattamento e stoccaggio dei rifiuti in Abruzzo con l'acquisizione del "Polo Cirsu"

Il 30 giugno Acea si è aggiudicata, tramite la controllata Acea Ambiente, il ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" (sito in Località Casette di Grasciano Notaresco - Teramo), a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo – Fallimento CIRSU SpA Reg. Fall. N. 91/2015. All'esito della stessa, Acea Ambiente è risultata maggior offerente con un importo di € 19.100.000. Il ramo d'azienda è composto dalla discarica denominata "Grasciano 1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; dalla nuova discarica denominata "Grasciano2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 m3 e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di 246.000,00 m3 ; da un impianto di riciclaggio e compostaggio e da una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata e beni durevoli.

Standard Ethics migliora l'outlook da "stabile" a "positivo"

Il 5 luglio Standard Ethics ha migliorato l'outlook di Acea da "stabile" a "positivo" e confermato il "Corporate Rating" a "EE".

Fitch Ratings conferma il rating di Acea a "BBB+" e l'outlook "stabile"

In data 6 luglio Fitch Ratings ha confermato per Acea il Long-Term Issuer Default Rating (idr) a "BBB+" con outlook "Stable" e lo Short-Term idr a "F2". È stato inoltre confermato il Long-Term Senior Unsecured Rating a "BBB+". Il giudizio riflette il focus strategico di Acea nelle attività regolate, unitamente a una gestione prudente delle coperture energetiche e al solido livello di liquidità disponibile.

Acea: nomina per cooptazione del consigliere Massimiliano Pellegrini

In data 18 luglio, il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile e dell'art. 15 dello statuto, Massimiliano Pellegrini quale nuovo Consigliere non esecutivo della Società, in sostituzione di Giovanni Giani dimessosi in data 27 giugno 2022.

Acea: autorizzato il più grande impianto fotovoltaico della Sardegna con una potenza di 85 MW

Il 19 luglio Acea Solar, società controllata integralmente da Acea Produzione, ha ottenuto dalla Regione Sardegna la "Valutazione di Impatto Ambientale" e l'"Autorizzazione Unica" per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell'area industriale di Ottana, nel Comune di Bolotana (NU). L'impianto avrà una potenza installata di circa 85 MW. L'entrata in esercizio è prevista nel primo semestre del 2024. Il sito, il più grande in Sardegna e tra i più grandi in Italia, con un'estensione di circa 140 ettari, sarà connesso alla rete di alta tensione nella nuova stazione elettrica di Terna denominata "Ottana 2", costruita all'interno della medesima area industriale. Il progetto include, inoltre, la realizzazione di un sistema di accumulo dell'energia di 10 MWh che erogherà energia elettrica nelle fasi della giornata nelle quali verrà meno la generazione da fonte rinnovabile. Il sistema nel suo complesso contribuirà alla stabilità della rete e alla fornitura di energia elettrica per 170 GWh/anno, pari al fabbisogno annuale di circa 50.000 nuclei familiari e corrispondente a più di 70 mila t di CO2 evitata all'anno, rispetto a una equivalente produzione da fonti fossili.

Acea: sottoscritta nuova linea di credito "Sustainability Rating Linked"

Acea ha sottoscritto con Cassa Depositi e Prestiti una nuova linea di credito revolving "Sustainability Rating Linked" da € 200 milioni della durata di 3 anni, collegata a due obiettivi di rating di sostenibilità in ambito Environment Social e Governance (ESG). Il pricing della nuova linea di credito è, infatti, legato agli obiettivi dei rating che saranno assegnati da Standard Ethics e da EticaNews. Nel 2022 l'agenzia indipendente Standard Ethics ha confermato il corporate rating del Gruppo a "EE" (investment grade) e ha alzato l'Outlook di Acea da "Stabile" a "Positivo". Sempre nel 2022 Acea ha ottenuto da EticaNews il punteggio "Integrated Governance Index" (IGI) di 60,45 (scala 0-100), classificandosi al 16° posto sul totale di 86 candidati e rientrando nella categoria "Leader ESG Identity".

Moody's conferma il rating di Acea a "Baa2" e cambia l'outlook da "stabile" a "negativo" a seguito del cambiamento dell'outlook del rating sovrano assegnato all'Italia

In data 9 agosto, a seguito delle dichiarazioni in merito all'outlook del rating assegnato al debito sovrano italiano di venerdì 5 agosto 2022, Moody's ha comunicato che l'outlook di Acea è stato cambiato in "negativo" da "stabile". Contemporaneamente, Moody's ha confermato il long-term issuer rating e il senior unsecured rating al livello "Baa2", il Baseline Credit Assessment al livello "Baa2", così come il livello "(P)Baa2" assegnato al programma EMTN. Secondo l'Agenzia di rating, la modifica dell'outlook di un insieme di società italiane, tra cui Acea, riflette l'esposizione di tali società al calo della qualità del merito di credito sovrano. Tuttavia, i rating di Acea restano un notch sopra quelli del governo italiano, in virtù della qualità del portafoglio di business diversificato e del focus strategico del Gruppo nelle attività regolate.

Acea: comunicazioni del socio Roma Capitale e avvio delle procedure statutarie e societa- rie per la sostituzione dell'Amministratore Delegato

Il 23 settembre, il Consiglio di Amministrazione di Acea, ha preso atto (a) della comunicazione del socio Roma Capitale del 20 settembre 2022, con la quale quest'ultimo ha formulato la richiesta di sostituzione del capo azienda e (b) della successiva comunicazione del socio Roma Capitale, avente ad oggetto l'indicazione del Sig. Dott. Fabrizio Palermo quale candidato alla carica di componente del Consiglio di Amministrazione e di prossimo Amministratore Delegato di Acea.

Il Consiglio ha preso inoltre atto dell'avvio delle attività istruttorie da parte delle competenti strutture della Società in ordine alla risoluzione consensuale del rapporto con l'Ing. Giuseppe Gola e all'insediamento del candidato, Dott. Fabrizio Palermo, ai sensi dell'art. 2386 c.c., nel rispetto delle vigenti disposizioni normative e statutarie.

Ai fini dello svolgimento e della definizione delle predette attività istruttorie e della conseguente adozione delle determinazioni di propria competenza, il Consiglio di Amministrazione è stato quindi nuovamente convocato per lunedì 26 settembre.

Acea: accordo per la risoluzione consensua- le dei rapporti tra l'Ing. Giuseppe Gola e la società Acea SpA. Fabrizio Palermo nuovo Amministratore Delegato

Il 26 settembre, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha completato le attività istruttorie e ha approvato i termini e le condizioni dell'accordo per lo scioglimento consensuale dei rapporti in essere con l'Ing. Giuseppe Gola, cui quest'ultimo ha aderito. In base a esso l'Ing. Gola ha rinunciato, con effetto immediato, alle cariche di Consigliere, Amministratore Delegato e Direttore Strategie, Produzione e Estero, nonché a ogni delega e potere conferitigli e a ogni altra carica detenuta per conto della Società e/o del Gruppo. L'accordo risolutivo, in conformità con quanto indicato nella politica in materia di remunerazione approvata dall'Assemblea degli Azionisti della Società del 27 aprile u.s. (la "Politica di Remunerazione"), prevede il riconoscimento in favore dell'Ing. Gola degli importi massimi previsti dalla Policy "Gestione Esodi Dirigenti", approvata dal Consiglio di Amministrazione di Acea con deliberazione n. 33 del 21 dicembre 2011, che fa riferimento al CCNL per i Dirigenti delle Imprese dei Servizi di Pubblica Utilità.

In pari data il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile e dell'art. 15 dello statuto, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, il Dott. Fabrizio Palermo quale nuovo Consigliere della Società. Il Dott. Fabrizio Palermo è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione nuovo Amministratore Delegato di Acea e, in quanto tale, è privo dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa e dal Codice di Corporate Governance. Al Dott. Fabrizio Palermo sono conferiti, in linea con l'assetto precedente, tutti i poteri per l'amministrazione ordinaria della Società, con esclusione, oltre a quelli non delegabili a norma di legge e di statuto, di specifiche attribuzioni che il Consiglio ha riservato alla propria competenza.

Acea Ambiente: sottoscritto l'accordo per l'acquisito del 70% di Tecnoservizi

Il 4 ottobre, Acea Ambiente, società interamente controllata da Acea SpA, ha perfezionato l'acquisizione del 70% del capitale di Tecnoservizi Srl, società attiva nel trattamento meccanico e nel recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi. La Società acquisita ha una capacità autorizzata di trattamento di 210 mila tonnellate annue e opera nella Provincia di Roma, svolgendo attività di trasporto e smaltimento e recupero di rifiuti urbani, speciali pericolosi e non pericolosi, quali carta, plastica, legno, vetro, metallo ecc. provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie.

Il valore economico dell'operazione, in termini di Enterprise Value per il 100% della Società è di € 21 milioni. Il prezzo corrisposto per l'acquisizione è di € 5,2 milioni e un'ulteriore quota a saldo del prezzo, pari a € 1,6 milioni, verrà pagata nel secondo semestre del 2025. L'EBITDA atteso a regime su base annua è di circa € 4 milioni.

Acea Ambiente: sottoscritto l'accordo per l'acquisito del 100% di Italmacero

Il 3 novembre, Acea Ambiente, società interamente controllata da Acea SpA, tramite la controllata Cavallari, ha perfezionato l'acquisizione dell'intero capitale di Italmacero Srl, società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi. La società è proprietaria di un impianto nell'area di Ancona Nord, con una capacità autorizzata di 13 mila tonnellate. Il prezzo corrisposto per l'acquisizione è di € 1,2 milioni.

areti: nuova linea elettrica ad alta tensione a Roma sud, potenziata la rete a 150 kV

Il Gruppo Acea, attraverso areti, società che gestisce le reti di distribuzione di energia elettrica a Roma, ha realizzato una nuova linea elettrica ad alta tensione a servizio delle aree di Selvotta, Castel Romano, Laurentina e Vitinia. L'infrastruttura, che sostituisce i vecchi impianti del quadrante sud ovest della Capitale, potenzia la rete della zona, che passa da un livello di tensione di 60 kV a 150 kV.

Acea prima tra le utility italiane e tra i leader in Europa per le Politiche di Diversità e Inclusione

Il Gruppo Acea è stato inserito dal Financial Times e Statista nella classifica dello speciale "Europe's Diversity Leaders 2023". Arrivato quest'anno alla quarta edizione, "Europe's Diversity Leaders" seleziona gli 850 datori di lavoro che dimostrano una notevole leadership in materia di diversità e inclusione, basandosi sulle esperienze di oltre 100 mila dipendenti intervistati in tutta Europa.

Acea si classifica prima tra le aziende italiane di servizio pubblico presenti in classifica e al quattordicesimo posto tra le 42 aziende italiane citate. Il Gruppo Acea è da sempre impegnato a promuovere i valori di inclusione e valorizzazione delle diversità. Recentemente ha, infatti, adottato la propria Politica di Equality, Diversity & Inclusion, raccolta in un documento aggiornato su base annuale, predisposto e monitorato dalle strutture organizzative aziendali preposte.

Acea e ASM Terni danno vita alla multiutility dell'Umbria attiva nei settori del ciclo idrico integrato, della distribuzione e vendita di elettricità e gas e gestione dei rifiuti

In data 6 dicembre è stato perfezionato il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, a esito della procedura a evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione ha un'importante valenza strategica ed è finalizzata alla creazione di una multiutility integrata attiva in Umbria nei settori della distribuzione e vendita di elettricità e gas, della gestione dei rifiuti e del ciclo idrico integrato. L'ingresso di Acea nel capitale sociale di ASM Terni è strutturato in due fasi distinte ma correlate tra loro. Si evidenzia che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha deliberato di non procedere all'avvio dell'istruttoria sull'operazione, in quanto questa non dà luogo a costituzione o rafforzamento di posizione dominante e che la Corte dei Conti Umbria si è pronunciata in senso non ostativo all'operazione. Si sono così verificate le due condizioni sospensive previste per l'esecuzione della prima fase dell'operazione.

Acea entra nell'indice MIB ESG

Euronext ha reso noto che dal 19 dicembre Acea è entrata a far parte dell'indice MIB ESG sulla sostenibilità ambientale, il primo indice ESG (Environmental, Social and Governance) dedicato alle blue-chip italiane, pensato per individuare i grandi emittenti quotati che presentano le migliori pratiche ESG. La metodologia alla base dell'indice prevede una graduatoria delle migliori società sulla base di criteri ESG, selezionate tra le italiane più liquide, escludendo quelle coinvolte in attività non compatibili con investimenti ESG.

Acea ottiene la certificazione sulla parità di genere

Acea, prima tra le multiutility italiane quotate, ha ottenuto da RINA, Ente accreditato da Accredia, la certificazione UNI/PdR 125:2022, l'unico standard nazionale in materia di parità di genere, prevista anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il riconoscimento certifica l'impegno dell'azienda sui temi dell'equità, della diversità e dell'inclusività oltre alla capacità di adottare misure concrete per ridurre il divario di genere rispetto alle opportunità di crescita, alla parità salariale, alla tutela della genitorialità e della conciliazione vita lavoro. La UNI/PdR 125:2022 definisce le linee guida per supportare l'empowerment femminile all'interno dei percorsi di crescita aziendale.

Acea nel Top Employers Italia 2023

Il Gruppo Acea, per il secondo anno consecutivo, ha ottenuto la Certificazione Top Employers Italia, il riconoscimento ufficiale delle eccellenze aziendali nelle politiche e strategie HR e della loro attuazione, con l'obiettivo di contribuire al benessere delle persone, a migliorare l'ambiente e il mondo del lavoro. La Certificazione viene rilasciata alle aziende che raggiungono e soddisfano gli elevati standard richiesti dalla HR Best Practices Survey.

Acea: completato con successo il collocamen- to di un Green Bond da € 500 milioni e il successivo TAP Issue da € 200 milioni

In data 17 gennaio 2023 Acea, facendo seguito alla delibera del Consiglio di Amministrazione del 13 gennaio 2023 e al perfezionamento dell'attività di bookbuilding, ha completato con successo il collocamento dell'emissione di un Green Bond per un importo complessivo pari a € 500 milioni, tasso 3,875%, scadenza al 24 gennaio 2031.

L'emissione, che rientra nell'ambito del Green Financing Framework e a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 5 miliardi, in forza del Base Prospectus supplementato in data 13 gennaio 2023, ha registrato un grande successo, ricevendo richieste finali pari a circa 3 volte l'ammontare offerto da parte di investitori di rango primario e rappresentativi di numerose aree geografiche, principalmente in ambito green.

I proventi saranno destinati a finanziare specifici progetti che perseguono obiettivi di sostenibilità. In particolare, quelli relativi alla resilienza della rete di distribuzione elettrica, all'efficienza energetica, alla mobilità elettrica, allo sviluppo dell'economia circolare, all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e alla protezione della risorsa idrica. L'emissione è destinata esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato.

In data 3 febbraio 2023 Acea ha concluso con successo la riapertura dell'emissione obbligazionaria in formato Green effettuata il 17 gennaio 2023 (tasso 3,875%, scadenza 24 gennaio 2031) per un importo pari a € 200 milioni ("TAP Issue"). L'emissione della TAP Issue ha ricevuto richieste finali pari a oltre 1,5 volte l'ammontare offerto. I titoli, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000 e un tasso pari al 3,875%, sono stati collocati a un prezzo di emissione pari al 100,368% che implica un rendimento pari al 3,820% corrispondente a un rendimento di 105 punti base sopra il tasso midswap, consentendo un ulteriore miglioramento dei termini già molto convenienti dell'emissione originaria.

Acea sale al 100% in Deco: acquisito il re- stante 35% della società, principale operatore nel settore ambiente in Abruzzo

In data 23 gennaio 2023, Acea acquisisce il restante 35% del capitale di Deco, società attiva nel settore dei rifiuti in Abruzzo di cui deteneva il 65% (vedi comunicato stampa del 20 settembre 2021); il cui closing si è perfezionato a novembre del 2021. La Società si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili.

Acea: Michaela Castelli si dimette dalla cari- ca di Presidente per motivi personali

Acea comunica che, in data 14 febbraio 2023, l'avvocato Michaela Castelli ha rassegnato le proprie dimissioni, con effetto immediato, dalla carica di Consigliere e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA.

Barbara Marinali nominata nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione

In data 17 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione di Acea SpA, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile e dell'art. 15 dello Statuto, Barbara Marinali quale nuovo Consigliere non esecutivo, in sostituzione di Michaela Castelli dimessasi il 14 febbraio 2023. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì conferito a Barbara Marinali l'incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Acea: presentata la manifestazione di interes- se per il termovalorizzatore di Roma

Acea Ambiente, società controllata da Acea, ha risposto in data 1° marzo all'Avviso pubblico indetto dal Comune di Roma per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte di project financing per l'affidamento della concessione del polo impiantistico relativo alla progettazione, autorizzazione all'esercizio, costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione e dell'impiantistica ancillare correlata.

Acea Ambiente ha presentato la propria manifestazione di interesse unitamente a importanti partner nazionali e internazionali, quali Hitachi Zosen Inova, Vianini Lavori e Suez, a valle delle favorevoli determinazioni dei competenti organi societari di Acea Ambiente medesima e di Acea (anche ai sensi delle previsioni di cui alla Procedura per le Operazioni con Parti Correlate del Gruppo Acea).

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Per la natura del proprio business, il Gruppo è potenzialmente esposto a diverse tipologie di rischi, principalmente a rischi competitivo-regolamentari, rischi da eventi naturali e variazioni climatiche e rischi di mercato finanziario (rischi esterni) e rischi operativi e ambientali specifici per ciascun settore di business, di Information Technology e Risorse Umane (rischi interni). Per la gestione di tali rischi vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.

Nell'ambito del Framework di Enterprise Risk Management, le società del Gruppo, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA, conducono periodicamente e in modalità strutturata un'attività di risk assessment, con la finalità di identificare e valutare i principali rischi che possono influire in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business. In tal modo si ottiene una rappresentazione dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, mediante la mappatura e la prioritizzazione dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto e l'individuazione di modalità di gestione ottimale degli stessi, elaborando una strategia di risposta e monitorando la relativa implementazione. In fase di monitoraggio, le società del Gruppo garantiscono la gestione degli scenari di rischio individuati, anche tramite l'implementazione di specifiche azioni di risposta identificate per ridurre i potenziali effetti degli stessi.

Durante l'anno 2022 visto il perdurare della crisi internazionale geo-politica ed economica con impatti su molti aspetti dell'economia reale, si è ritenuto opportuno procedere con maggiore frequenza alla valutazione degli scenari di rischio cui il Gruppo Acea è esposto,

anche per facilitare un adeguato monitoraggio ed eventuale affinamento delle azioni di risposta già previste.

Tra gli strumenti a disposizione del Gruppo, il Key Risk Indicators (KRI) Framework permette di valutare la variazione dell'esposizione ai rischi "operativi" dell'organizzazione mediante l'identificazione, il regolare aggiornamento e la lettura integrata di metriche "sentinella". Al fine del contenimento di tali tipologie di rischi, il Gruppo ha posto in essere attività di mitigazione e di monitoraggio che nei paragrafi successivi sono sinteticamente dettagliate sia a livello corporate che di settore di business.

Il Gruppo Acea ha da tempo introdotto, tra gli strumenti di Risk Mitigation, lo sviluppo e l'adozione di un Piano Assicurativo di Gruppo imperniato sui seguenti pillar:

  • Third Party Liability;
  • Property Damage;
  • Employee benefit.

I primi due pillar, in particolare, mettono in atto il trasferimento del rischio economico e/o patrimoniale derivante dalla Responsabilità Civile – in tutte le sue tipologie generale, professionale, ambientale, Cyber ecc. – e da eventi (accidentali, colposi o dolosi) che colpiscano gli asset fisici e produttivi del Gruppo.

Il terzo pillar, invece, oltre a trasferire il rischio economico-patrimoniale, attua una vera e propria misura di welfare aziendale andando a garantire e riconoscere ai dipendenti del Gruppo Acea importanti sostegni economici – sia ai diretti interessati che agli eventuali aventi diritto – in caso di manifestazione di eventi traumatici gravi connessi sia alla sfera professionale che a quella privata.

Sempre in tema di Risk Mitigation, gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.

È necessario evidenziare che, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, nel presente documento sono menzionati i principali rischi e incertezze che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea e che, vista la situazione di perdurante incertezza del contesto internazionale, si procederà con regolarità a eventuali aggiornamenti ove necessari.

RISCHI COMPETITIVO– REGOLAMENTARI

Rischio di evoluzione normativa-regolamentare

Come noto il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati e le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano (nonché il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati) possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. In particolare, diverse Società del Gruppo gestiscono, per i rispettivi Ambiti Territoriali, il Servizio Idrico Integrato che notoriamente rappresenta un comparto caratterizzato da una crescente attenzione da parte del Legislatore e dell'Authority di settore (ARERA). Il Gruppo risulta pertanto esposto, con riferimento a tutti i territori serviti, all'evoluzione del quadro normativo/regolamentare di riferimento.

In proposito si evidenzia come a seguito dell'estensione delle competenze di regolazione e controllo dell'ARERA al ciclo dei rifiuti, anche le Società dell'Area Ambiente risultino esposte a potenziali rischi derivanti dall'evoluzione del quadro regolatorio di riferimento. Tali rischi vengono mitigati da una attenta attività di monitoraggio delle evoluzioni normative, di interlocuzione con gli enti competenti e di partecipazione ai tavoli associativi e istituzionali, svolta dalle competenti strutture di business in sinergia con i presìdi organizzativi di cui si è dotato il Gruppo. Tali strutture assicurano il monitoraggio dell'evoluzione normativa e regolatoria, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti e osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nelle indicazioni per una coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua e dell'ambiente.

Rischio di contesto politico-sociale e macroeconomico

Il Gruppo Acea, nell'erogazione dei servizi resi alla propria clientela, è molto attento alle attese e alle scelte delle proprie controparti istituzionali, territoriali e centrali. D'altronde, la maggior parte delle proprie attività risultano comunque sensibili alle dinamiche, di tipo congiunturale e strutturale, registrate dal tessuto economico e produttivo dei rispettivi territori.

In tal senso tra i principali fattori che influenzano la performance del Gruppo vanno annoverate le evoluzioni del contesto politico/sociale e macroeconomico di riferimento. Tali incertezze possono avere un riflesso sulla realizzazione degli obiettivi economico/finanziari e degli investimenti, oltre che sulla realizzazione delle grandi opere, i cui tempi possono essere influenzati da cambiamenti delle compagini governative sia a livello centrale che locale.

Con riferimento alle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale nell'Area Ambiente (crescita attraverso operazioni M&A e realizzazioni di impianti greenfield), si rileva il rischio derivante dal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti competenti. Il Gruppo è storicamente focalizzato a garantire livelli di eccellenza nella qualità tecnica e commerciale dei servizi resi, anche tramite modelli di dialogo sempre più attenti alle necessità espresse dai propri interlocutori di riferimento, al fine di attivare dinamiche virtuose nei rapporti con la propria clientela, anche con riferimento alle abitudini di pagamento. In proposito è necessario evidenziare come il Gruppo sia inoltre soggetto al rischio di deterioramento delle posizioni creditizie in particolare connesse con l'erogazione del Servizio Idrico Integrato, con conseguenze sulle rispettive esposizioni in capitale circolante. Tale rischio è gestito in logica proattiva dalle competenti strutture delle singole società, in applicazione di specifiche Credit Policy di Gruppo e con il supporto di competenti presìdi organizzativi della Capogruppo.

In relazione alla crisi geopolitica internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia-Ucraina, risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivare dal perdurare della crisi internazionale. L'analisi di rischio elaborata nel corso dell'anno ha tuttavia evidenziato per i business del Gruppo Acea un aumento della rischiosità in alcuni ambiti (es.: prezzo commodity, catena di fornitura ecc.) trattati più nel dettaglio nei paragrafi successivi e tutti oggetto di specifiche azioni di risposta e monitoraggio.

Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà nel corso dei prossimi mesi una attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime nonché sull'andamento del credito che allo stato attuale non rappresentano comunque elementi di criticità. Con riferimento alle materie prime, oltre ad attenzionare gli equilibri sulla base delle previsioni di vendita a prezzo fisso e variabile, le Società del Gruppo ricorrono solo a controparti di primario standing che soddisfino i requisiti previsti dalle proprie procedure di rischio commodity e controparte. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente. Si segnala che il Gruppo Acea non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino o bielorusso comunque interessate dal conflitto. Stante la situazione di assoluta incertezza, il Gruppo Acea provvederà a riflettere nel Piano Industriale, gli eventuali impatti a oggi indeterminabili. Come precedentemente illustrato gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi Paesi, ma nella totalità delle aziende, trovandosi queste ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.

Il Gruppo Acea ha pertanto condotto una analisi di mercato e di possibili diversi scenari sviluppando in tal modo un modello econometrico per la stima delle relazioni esistenti tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, con particolare riferimento ai margini, e le principali variabili macroeconomiche. Le principali fasi dell'analisi si sono concentrate nella individuazione di possibili scenari alternativi, nella raccolta e analisi dei dati relativi a tutte le società e impianti del Gruppo e infine, sulla base degli scenari elaborati e del modello stimato, sono state formulate previsioni sul possibile andamento futuro dei financials di Acea. Dalle analisi condotte non si ha evidenza statistica, a seguito dell'attuale contesto macroeconomico, di impatti significativi sui diversi business di Acea.

RISCHI NATURALI

Per il Gruppo Acea, vista la natura e la localizzazione delle sue linee di business, le principali criticità connesse al cambiamento climatico potrebbero manifestarsi in campo operativo, normativo e legale, con potenziali ripercussioni anche in campo finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, eventi meteorologici cronici come la riduzione delle precipitazioni possono portare a impatti negativi sia sul fronte della produzione di energia idroelettrica che su quello della riduzione della disponibilità di risorse di acqua potabile da distribuire, tra l'altro con un aumento dei consumi energetici per il prelievo di acqua da fonti meno favorite. D'altra parte, fenomeni estremi come i nubifragi possono portare a rischi di fulmini, di interruzione del servizio della rete elettrica o, per la rete idrica, di tracimazione degli afflussi nei sistemi di acque reflue e di torbidità delle fonti idriche. Dal punto di vista normativo e legale, inoltre, questi effetti climatici possono incidere sulla conseguente prestazione del servizio secondo la disciplina normativa prevista con conseguenti sanzioni pecuniarie. Le implicazioni della evoluzione normativa in materia di quote di emissione di CO2, fonti rinnovabili, tasse e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) potrebbero essere molto significative, con possibili impatti finanziari finali.

Tra i fattori di rischio cui è sottoposto il Gruppo, vanno inoltre evidenziati i possibili impatti derivanti da fenomeni naturali imprevedibili (es: terremoti, alluvioni e frane) e/o da variazioni climatiche cicliche o permanenti sulle reti e impianti gestiti dalle società del Gruppo Acea. Le prime tipologie di rischi vengono affrontate tramite l'implementazione di strutturati strumenti di governo degli asset, specifici per ciascun ambito di business (es. Water Safety Plan nell'ambito del SII; monitoraggio costante degli invasi, svolto anche in collaborazione con Ministero competente, nell'ambito della gestione dighe), oltre che con progetti, anche di rilevanza nazionale, finalizzati a incrementare la resilienza delle infrastrutture dei vari territori (es. la progettualità inerente il raddoppio dell'acquedotto del Peschiera - Le Capore). La parte residuale dei rischi da eventi naturali viene trasferita tramite il programma assicurativo di Gruppo cui si è fatto cenno nelle pagine precedenti.

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.

Nel mese di novembre 2022 si è svolta a Sharm el-Sheikh la COP27. I negoziati hanno seguito linee d'azione relative a cinque tematiche: la decarbonizzazione, l'adattamento climatico, la natura, il cibo e l'acqua. La Conferenza si è conclusa con l'emanazione del Sharm el-Sheikh Implementation Plan. Tale accordo mantiene quanto ratificato nel Glasgow Climate Pact (COP26) che prevede l'impegno dei Paesi firmatari nel mantenere la temperatura globale al di sotto di 1,5°C di aumento rispetto ai livelli preindustriali ed evidenzia la necessità della transizione verso un sistema basato su fonti rinnovabili e riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili. Vengono incoraggiati gli sforzi per eliminare gradualmente il carbone, favorendo le fonti a basse emissioni e promuovendo l'eliminazione dei sussidi alle fonti fossili. A livello nazionale (Nationally Determined Contributions - NDC), i Paesi che non hanno ancora presentato i loro impegni nella decarbonizzazione, sono invitati a farlo, mentre quelli che lo hanno già fatto sono invitati ad aggiornarli entro il 2023. La principale novità riguarda l'introduzione del princìpio "loss and damage", attraverso il quale è previsto il riconoscimento di indennizzi ai Paesi in via di sviluppo più vulnerabili per i danni climatici subiti. Il princìpio verrà attuato tramite la costituzione di un apposito Fondo.

Per quanto concerne il tema emissioni di gas climalteranti, anche nel 2022 Acea ha partecipato al Carbon Disclosure Project – CDP, ricevendo una valutazione pari a B, che posiziona l'Azienda in classe Management. Nel 2022 Acea, oltre ad aver pubblicato la sua prima Informativa climatica 2021, secondo le raccomandazioni TCFD, ha portato avanti un nuovo progetto volto ad arricchire l'identificazione dei rischi e le analisi di scenario climatico di medio-lungo periodo. Tale importante risultato ha stimolato ulteriormente il Gruppo Acea nel procedere a un progressivo allineamento alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) sulla disclosure climatica, non solo nelle metriche e nei target, ma anche nella governance e nella gestione dei rischi e opportunità, in quanto elemento utile per migliorare la sua strategia di mitigazione e adattamento agli scenari futuri.

RISCHI OPERATIVI

Rischio di compliance normativa

La natura del business espone il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex DLgs 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori) oltre che al rischio di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).

Acea ha adottato uno specifico Programma di Compliance Antitrust e ha nominato il Referente Antitrust di Holding. Il Programma si pone come obiettivo principale il rafforzamento dei presìdi interni volti a prevenire la violazione della normativa, attraverso l'implementazione di strumenti normativi e organizzativi, oltre che attraverso una più capillare diffusione della cultura del rispetto dei princìpi di leale concorrenza e dei diritti dei consumatori. Le principali Società del Gruppo hanno adottato il Programma di Compliance Antitrust in linea con le indicazioni della Holding e istituito strutture organizzative in cui sono stati individuati i Referenti Antitrust di Società, con il compito di curare le attività di adeguamento del Programma alle singole realtà societarie e di sovrintendere alla sua implementazione e manutenzione.

Tra i rischi normativi sono inoltre comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

A seguito dell'introduzione di alcuni delitti che sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del DLgs 231/2001, il Gruppo Acea ha avviato il progressivo aggiornamento dei rispettivi modelli organizzativi delle società, a partire da quello di Acea SpA. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche per l'aggiornamento del Modello alla legge di conversione del DL n. 124/2019 del 17 dicembre 2019, entrata in vigore il 25 dicembre 2019, che ha introdotto tra i reati presupposto ex DLgs 231/01 alcuni delitti tributari, e al DLgs 75 del 14 luglio 2020 di recepimento della c.d. Direttiva PIF.

Nell'ambito della più generale Procedura di Gruppo in materia di Whistleblowing, volta a regolare il sistema attraverso cui chiunque può effettuare segnalazioni di carattere volontario e discrezionale, garantendo la riservatezza dell'identità del segnalante e preservandolo, quindi, da qualsiasi ritorsione, è stata aggiornata la disciplina delle Segnalazioni afferenti a condotte illegittime anche ai sensi del DLgs 231/01 e/o violazioni del Modello 231, ampliando i possibili canali di comunicazione anche attraverso una specifica piattaforma informatica, accessibile da parte di tutti (dipendenti, terzi ecc.) sul sito Internet di ogni Società del Gruppo e da parte dei dipendenti delle Società italiane del Gruppo con accesso dedicato sulle Intranet aziendali.

Si informa che talune società consolidate (areti, Acea Ato2, Acea Elabori e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del DLgs 231/01 in materia di sicurezza e/o ambiente. Si registrano anche contestazioni per reati societari relativi alla sola Acea Ato5 interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del DLgs 231/01 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Nel corso del 2020 è stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415-bis.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR.

Il programma di adeguamento svolto dal Gruppo Acea ha consentito di definire e realizzare un Modello di Governance Privacy valevole per il Gruppo, prendendo come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi core caratteristici per ambito di business. È stato esteso alle Società il programma di formazione online, tramite piattaforma e-learning, inteso a fornire il primo layer di adempimento all'obbligo in capo ai Titolari di istruire gli addetti al trattamento dei dati, a cui sono state associate iniziative formative su singoli processi di ambito societario come anche un particolare focus sui processi a valenza trasversale, (HR, Legal ecc.).

Sono stati avviati tavoli di lavoro societari per customizzare il Modello di gruppo nelle singole realtà, con effetti sull'implementazione e/o il fine tuning di processi a elevato impatto privacy, nell'ambito dei quali si sono svolte anche iniziative di testing delle soluzioni di compliance già adottate.

Area Commerciale e Trading

Con riferimento all'area Commerciale e Trading, le società dell'area nello svolgimento delle loro attività di vendita sul Mercato Libero elettrico e gas, risultano pienamente esposte al rischio derivante dalla concorrenza. In particolare, si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti alla progressiva concentrazione del mercato elettrico e gas, ossia la riduzione del numero dei competitor e l'incremento delle rispettive quote di mercato, che penalizzerebbe il posizionamento delle società di vendita sul mercato (quota di mercato troppo bassa a parità di clienti), in caso di mancato allineamento al trend di crescita dimensionale dei principali competitor. Ciò, in particolare, qualora si dovesse innescare una fase di riduzione del prezzo della Commodity di riferimento, che potrebbe determinare l'esposizione di una quota rilevante della customer base a eventuali politiche aggressive dei principali competitor. Le società dell'Area risultano, altresì, esposte al rischio di potenziali impatti economico-finanziari dovuti a una eventuale parziale efficacia delle iniziative commerciali, finalizzate a consolidare e incrementare la customer base e la marginalità delle società.

Inoltre, con riferimento alla commodity si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti all'impatto di mutamenti del contesto macroeconomico, ivi compresi quelli repentini come la pandemia da Covid-19 o del fenomeno del c.d. energy crunch, che porterebbe, nel primo caso, a una riduzione dei consumi di commodity da parte dei clienti business e, nel secondo caso, a fenomeni di estrema volatilità dei prezzi delle commodities, con conseguenze negative sulle dinamiche commerciali.

Relativamente al Servizio elettrico di maggior Tutela (SMT), si rileva il rischio connesso all'evoluzione della normativa di riferimento, che potrebbe avere un impatto rilevante sulla crescita della customer base, dovuto alla posizione di svantaggio rispetto agli altri operatori, in quanto il mix dei clienti power delle società del Gruppo, rispetto a quello dei principali competitor, è squilibrato a favore del SMT. Questa situazione rischia di penalizzare Acea Energia per: i) l'impossibilità a effettuare qualsivoglia azione commerciale sui clienti del SMT; ii) la dipendenza da tariffe regolamentate di ricavi e margini del SMT; iii) l'esposizione di una quota rilevante della propria customer base agli impatti delle politiche che saranno adottate in vista del superamento del SMT.

Nell'attività operativa di Acea Energia che, in quanto società di vendita, costituisce il single point of contact per i clienti finali, sia per il Mercato Libero elettrico e gas che per il Servizio elettrico di maggior Tutela, rileva il rischio legato all'eventualità che si registrino livelli inadeguati di performance dei Distributori, con conseguenti impatti sulla società di vendita.

Al fine di garantire il successo delle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale, le Società dell'Area hanno avviato dei progetti di change management, mitigando i rischi connessi al mancato coinvolgimento di tutto il personale (staff e di linea, manager e non).

Le società dell'Area presentano inoltre rischi tipici del "business" derivanti da una gestione efficiente ed efficace dei processi di fatturazione e recupero del credito, laddove essa risulta influenzata da una performance non pienamente adeguata da parte dei distributori di energia elettrica e gas.

Per quanto attiene il rischio di prezzo commodity e gli strumenti di controllo adottati, si rimanda ai successivi rischi di natura finanziaria.

Infrastrutture Energetiche

areti, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA nella gestione del processo e degli strumenti del sistema di Enterprise Risk Management implementati nel Gruppo societario, conduce periodicamente e in modalità strutturata un'attività di identificazione e valutazione dei principali rischi che possono impattare in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business derivanti dai piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità.

Al riguardo, in osservanza a quanto previsto dal Sistema Normativo di Gruppo, la società ha approvato nel CdA del 10 maggio 2022, la "LG_RM01_v.2.0 QASE" - Linea Guida di Governance Enterprise Risk Management di Gruppo" approvata dal CdA di Acea il 14 marzo 2022, che disciplina i ruoli, le responsabilità dei soggetti coinvolti e le attività di controllo relative all'Enterprise Risk Management (ERM). Al fine di reagire prontamente ai forti cambiamenti di contesto (interni ed esterni) occorsi, nel mese di giugno è stata effettuata un'attività di Risk Assessment infra-annuale che, partendo dagli scenari di rischio già identificati, ha focalizzato l'attenzione su nuovi fattori di rischio e su come potrebbero incidere sul profilo di rischio.

Si evidenziano i rischi associati ai seguenti progetti di grande impatto sul territorio:

  • Piano della Resilienza (investimenti sugli asset di rete);
  • sostituzione di contatori elettronici di prima generazione con quelli di seconda generazione.

I rischi si riferiscono genericamente a tutte le incognite e ai possibili inconvenienti che possono presentarsi durante l'implementazione di progetti così articolati ed estesi temporalmente (alcuni previsti oltre l'arco Piano), anche in considerazione degli impegni presi con l'ARERA; si fa quindi riferimento alle possibili criticità associate agli interventi operati sulle infrastrutture di rete (autorizzazioni da parte di enti terzi, approvvigionamento materiali, disponibilità delle Ditte, programmazione delle attività ecc.) che assumono maggiore rilevanza per la numerosità e la concentrazione degli stessi.

Infine, areti mostra aree di rischio «tipiche» del business adeguatamente mitigate e riconducibili all'integrità degli asset, all'adeguato presìdio di salute e sicurezza sul lavoro e alla propria esposizione verso controparti quali fornitori chiave e debitori rilevanti e clientela finale per le prestazioni tecniche rese.

In ultimo, con riferimento alla qualità tecnica del servizio di distribuzione, è in corso lo svolgimento delle attività necessarie per traguardare gli obiettivi riportati nell'esperimento regolatorio approvato dall'ARERA con Determina 20/20 del 20/11/20 che prevede per areti l'impegno, entro il 2023, a conseguire i livelli di qualità già oggi previsti, a fronte della mancata erogazione delle penali che annualmente dovrebbe versare secondo quanto riportato dal meccanismo vigente.

Area Generazione

I principali rischi operativi connessi all'attività dell'Area possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, adeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi informativi e da eventi esogeni.

Acea Produzione, per far fronte a eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio della propria attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi), polizza infortuni dipendenti nonché da ultimo, in considerazione dell'emergenza sanitaria tuttora in corso, ad attivare una copertura assicurativa da Covid-19.

Acea Produzione pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti, attraverso docenze in presenza, aule virtuali e moduli e-learning, al fine di responsabilizzare gli operatori di campo e tutto il management aziendale a lavorare in sicurezza, nel rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi, con adeguatezza etica e in termini di eco-sostenibilità.

Acea Produzione sviluppa e definisce, altresì, procedure organizza-

tive interne finalizzate alla descrizione delle attività e dei processi aziendali dei siti produttivi/unità operative ove risultano specificate le matrici di responsabilità e il contesto e la normativa applicabile di riferimento; inoltre redige istruzioni operative proprie di campo dirette alla rappresentazione delle modalità esecutive degli interventi manutentivi ricorrenti, dove risultano messe in relazione le specifiche tecniche di esercizio con le condotte di sicurezza da impiegare nell'operatività.

Quanto sopra indicato si concretizza anche attraverso l'attuazione di un Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza (di seguito SISTEMA), adottato ai sensi delle norme ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018, certificato da Ente esterno di controllo accreditato. È stata avviata l'estensione del suddetto SISTEMA alla norma ISO9001:2015 per processi aziendali specifici, attraverso il conseguimento dello STAGE 1 di riferimento, che andrà a concludersi nel 1° semestre 2023.

L'indirizzo del SISTEMA, quale strumento funzionale:

  • alla tutela della saluta e sicurezza nei luoghi di lavoro e lungo la catena dei fornitori;
  • alla salvaguardia dell'ambiente e della biodiversità degli ecosistemi di interesse;
  • all'uso cosciente e razionale delle fonti energetiche e delle materie prime;
  • alla promozione della cultura della qualità e del risparmio energetico;
  • al conseguimento della soddisfazione del cliente;
  • al dialogo continuo e proattivo con le altre parti interessate.

Quanto sopra trova puntuale espressione nella Politica di Sistema dichiarata e adottata dalle stesse società dell'Area.

Acea Ambiente

Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).

Gli impianti di Orvieto, e più recentemente Aprilia e Monterotondo, hanno completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio, mentre gli impianti di Sabaudia e di Chiusi sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione, in corso di autorizzazione (Sabaudia) o appena autorizzati (Chiusi).

Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime incentivato e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative. Ciò sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.

I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know-how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché altri connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'at-

tuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

Rischi di Information Technology

Acea ha intrapreso ormai da anni un percorso di sviluppo centrato sull'impiego delle nuove tecnologie come elemento propulsore di efficienza operativa, sicurezza e resilienza dei propri asset industriali. I principali processi aziendali sono ormai tutti supportati dall'utilizzo di avanzati sistemi informativi, implementati e gestiti dai presìdi centralizzati di Gruppo in logica di supporto alle operations delle diverse realtà aziendali. In tal senso il Gruppo è quindi esposto ai rischi di adeguatezza dell'infrastruttura informatica alle esigenze attuali o prospettiche dei vari business oltre che ai rischi di accesso non autorizzato, con o senza dolo, e comunque non appropriato o rispettoso delle normative vigenti, dei dati trattati tramite procedure informatiche. Acea gestisce tali rischi con massima attenzione, tramite specifiche strutture organizzative di compliance aziendale, coordinate da presìdi specialistici di Gruppo.

Per quanto attiene alla sicurezza informatica di sistemi, infrastrutture, reti e altri dispositivi elettronici nell'ambito dei servizi erogati o delle rispettive società del Gruppo, gli attuali presìdi procedurali e tecnologici delle società stesse stanno attuando tutte le azioni necessarie per allineare la propria postura di cyber security ai principali standard nazionali e internazionali di settore, al fine di innalzare la propria resilienza ai fenomeni di questa natura, eventi possibili con ripercussioni in termini di business interruption e non compliance normativa. Sono state implementate misure tecnologiche e organizzative con l'obiettivo di:

  • gestire le minacce a cui sono esposti l'infrastruttura di rete e i sistemi informativi dell'organizzazione, al fine di assicurare un livello di sicurezza adeguato al rischio esistente;
  • prevenire gli incidenti e minimizzarne l'impatto sulla sicurezza della rete e dei sistemi informativi usati per la fornitura di servizi, in modo da assicurarne la continuità.

A tal proposito si informa che, in data 2 febbraio 2023, Acea è stata vittima di un attacco hacker di tipo Ransomware, che ha impattato tutti i servizi IT Corporate. I servizi essenziali (quali la distribuzione di energia elettrica e acqua) non sono stati impattati; con riferimento alle Postazioni di Lavoro, è stata rilevata una compromissione limitata a poche unità, grazie alla tecnologia antimalware attiva. Parallelamente alle attività di analisi, sono state rafforzate le misure di sicurezza in essere e avviate le attività di recovery, tra cui il ripristino dei backup integri, che hanno portato gradualmente al ripristino delle funzionalità di tutti i sistemi/servizi. L'evento ha comportato la compromissione (cifratura) del repository dei dati non strutturati della società con impatto sulla disponibilità. Contestualmente alle analisi interne, è stata avviata – ed è ancora in corso - un'indagine della Procura di Roma, a mezzo organi di PG – CNAIPIC Polizia Postale per analizzare l'incidente. Le verifiche e le analisi in corso hanno comunque escluso rettifiche ai dati e alle informazioni fornite per la redazione del Bilancio al 31 dicembre 2022 del Gruppo Acea.

RISCHIO MERCATO

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.

Rischio Commodity

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

  • • Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
  • • Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.

Acea SpA, attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Funzione Finanza nell'ambito della Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia, verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi del Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea, le "Linee Guida per la Gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine" di Acea approvate dal CdA il 14 marzo 2022 e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners. In particolare:

  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:

  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
  • garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging;
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.
  • La gestione e la mitigazione del rischio commodity sono funzionali

al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo Acea, come indicati nel budget, in particolare:

  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

L'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine è finalizzata a soddisfare il fabbisogno atteso derivante dai contratti di vendita di energia elettrica e gas ai clienti finali.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Princìpi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo Acea al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere è contabilizzabita in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per finalità dell'attività (Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo Acea) e commodity (ad esempio: Energia Elettrica, Gas, EUA);
  • controllo quotidiano del rispetto dei limiti applicabili ai vari Commodity Book.

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferendo ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possano far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e un controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione comporta pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio-lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente a un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di Yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency swap descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo, l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità per Acea e le società controllate è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari nel breve-medio termine, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito, anche tenendo conto degli sfidanti obiettivi previsti dal Piano Industriale in termini di sviluppo di nuove iniziative di M&A. Tra i vari fattori di incertezza fronteggiati dal Gruppo vanno infatti annoverati i potenziali impatti economico-finanziari e reputazionali connessi con il closing ovvero il mancato closing delle citate operazioni. Il Gruppo Acea ha quindi adottato, a fronte di tali rischi, un articolato e strutturato processo di valutazione, effettuato in stretto coordinamento tra le aziende e i presìdi organizzativi della Capogruppo delle singole tipologie di rischio.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate implementati a livello delle singole Società sotto il coordinamento di un apposito presìdio di Gruppo, finalizzati a ottimizzare la gestione delle coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio di credito

Il rischio di credito è connesso all'eventualità che una controparte commerciale sia inadempiente, ovvero non onori il proprio impegno nei modi e tempi previsti contrattualmente. Tale tipologia di rischio viene gestita dal Gruppo Acea attraverso apposite procedure, redatte in coerenza con la Credit Policy di Gruppo e con opportune azioni di mitigazione.

Il sistema di Credit Check, operativo sui mercati non regolamentati da diversi anni e con il quale vengono sottoposti a verifica attraverso "scorecard" personalizzate tutti i nuovi clienti mass market e small business, è integrato con il sistema di gestione utenze.

Le "scorecard" aggiornate sulla base delle esperienze di incasso più recenti sono state rilasciate in produzione a inizio 2022 e adeguate nel corso dell'anno in coerenza con il mutato scenario di riferimento. La valutazione dei clienti Large Business è gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura. Anche i modelli e gli strumenti per la gestione della clientela Large Business sono stati ottimizzati nel corso del 2022.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi, in funzione delle relative abitudini di pagamento (scorecard andamentali) e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati.

Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti sono coordinate dall'unità Credito Corporate di Acea che garantisce il presìdio end-to-end di tutto il processo.

L'attività di gestione massiva dei crediti attivi e dei crediti cessati di importo contenuto è svolta dalle società operative, lasciando alla Holding, oltre alla gestione dei clienti cessati di importo rilevante, l'attività di smaltimento di crediti non-performing mediante operazioni di dismissione. Per effetto di tali interventi, il Gruppo Acea negli ultimi anni ha significativamente migliorato la propria capacità di incasso, sia con riferimento al business di vendita di energia elettrica che a quello di somministrazione idrica.

Il 2022, nonostante il mutato scenario macroeconomico e la significativa crescita del prezzo dell'energia, non ha evidenziato particolari criticità nella generazione dei flussi di cassa, fatta eccezione per un moderato incremento delle richieste di rateizzazione (prevalentemente derivanti da delibere ARERA o da disposizioni di legge) per Acea Energia, caratterizzate tuttavia da una durata limitata a pochi mesi e da un basso livello di default.

Con riferimento alla determinazione del calcolo del fondo svalutazione crediti della società di vendita di energia elettrica e gas, maggiormente esposta alle evoluzioni di mercato, si è ritenuto opportuno rivedere al rialzo le percentuali di svalutazione relative al fatturato di prossima emissione e al credito relativo alla clientela Large Business ritenuta maggiormente rischiosa, anche in presenza di pagamenti sostanzialmente regolari, attraverso l'utilizzo di modelli statistici basati su dati macro-economici e dati forniti da info-provider esterni. Anche per areti e per le principali società operanti nel business Idrico si è proceduto a introdurre, ai fini della determinazione del fondo svalutazione crediti, delle correzioni tramite "modelli satellite" finalizzati a incorporare potenziali rischi derivanti dall'eventuale deterioramento delle performance di incasso.

In coerenza con quanto sopra riportato, il livello di attenzione sul rischio di credito di Gruppo è stato incrementato con l'avvio e/o il potenziamento di gruppi di lavoro finalizzati con la massima efficacia sulle azioni di prevenzione e mitigazione dello stesso.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo ha posto in essere operazioni di cessione pro soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tale strategia espone il Gruppo ai rischi sottesi alla chiusura o mancata chiusura delle citate operazioni e, d'altronde, consente l'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione, essendo trasferiti tutti i rischi e i benefìci a essi connessi.

I crediti commerciali sono esposti in bilancio al netto delle eventuali svalutazioni; si ritiene che il valore riportato esprima la corretta rappresentazione del valore di presunto realizzo del monte crediti commerciali.

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.

Società M/L termine Breve termine Outlook Data
Fitch BBB+ F2 Stabile 05/07/2022
Moody's Baa2 n.a. Negativo 09/08/2022

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

In un contesto che rimane complesso, principalmente a causa delle conseguenze del conflitto in Ucraina con i suoi effetti sul fronte economico e sociale, e dell'impatto negativo derivante dalla volatilità del mercato dell'energia, i risultati del 2022 registrano una solida crescita. Tuttavia, l'utile netto 2022 è stato influenzato da fattori esogeni, tra i principali la tassazione sugli extra profitti e l'aumento dei tassi di interesse sulla gestione finanziaria.

Il Gruppo ha posto una maggiore attenzione nella gestione dei costi e degli investimenti. Acea ha impostato una tempestiva revisione delle procedure di acquisto allo scopo di migliorare i processi competitivi, consentendo una pronta riduzione dei costi e una ottimizzazione degli investimenti e delle commesse. Sono state inoltre definite linee di azione che si sostanziano nel contenere il rischio di credito attraverso la prevenzione e la gestione del portafoglio clienti. L'insieme delle azioni messe in atto consente di rafforzare il posizionamento del Gruppo come operatore a forte vocazione industriale, mantenendo la solidità della struttura finanziaria e generando un impatto positivo sulle performance operative ed economiche del Gruppo.

Con riferimento all'Area Idrico, Acea ha sbloccato il progetto del raddoppio del Peschiera, una delle dieci opere considerate di interesse nazionale. Questo progetto da € 1,2 miliardi, di cui 700 milioni coperti da risorse pubbliche stanziate nella Legge di Stabilità del 2023, prevede la messa in sicurezza dell'approvvigionamento idrico della Capitale. In aggiunta, è stata sbloccata l'assegnazione di progetti PNRR per € 733 milioni per la realizzazione di opere sui territori di Lazio, Toscana, Campania e Umbria.

Nell'area ambiente Acea, nel mese di ottobre, ha ottenuto dalla Regione Lazio l'autorizzazione – richiesta in data 20 agosto 2020 – per il potenziamento del Termovalorizzatore di San Vittore (Frosinone). L'opera è fondamentale per chiudere il ciclo dei rifiuti nel Lazio e aumenterà la capacità di termovalorizzazione di 186.000 tonnellate annue con un investimento di oltre € 230 milioni. Il 1° marzo Acea, con un raggruppamento di importanti operatori nazionali e internazionali leader nei rispettivi settori di appartenenza, ha presentato una manifestazione di interesse per partecipare alla gara per l'assegnazione del nuovo Termovalorizzatore di Santa Palomba (Roma).

Con riferimento all'Illuminazione Pubblica e alla rete di distribuzione elettrica, Acea è riuscita a riavviare importanti investimenti in previsione, anche del Giubileo, grazie a una rinnovata collaborazione con il Comune di Roma. A fine gennaio è stato inoltre lanciato a Roma un contatore innovativo che favorisce l'equilibrio tra domanda e offerta di energia.

Il debito al 31 dicembre 2022 è regolato per l'84% a tasso fisso, in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie e, al fine di garantire una adeguata copertura dei fabbisogni finanziari di cui il Gruppo necessita nel mese di gennaio 2023, è stata completata con successo l'emissione di due Green Bond per un importo complessivo pari a € 700 milioni a un tasso 3,875% e scadenza al 24 gennaio 2031 rafforzando ulteriormente il posizionamento di Acea come operatore leader nella sostenibilità.

DELIBERAZIONI IN MERITO AL RISULTATO DI ESERCIZIO E ALLA DISTRIBUZIONE AI SOCI

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, pari a € 206.735.269,29, come segue:

  • € 10.336.763,46, pari al 5% dell'utile, a riserva legale;
  • di distribuire un dividendo complessivo di € 180.665.720,95 ai soci, corrispondenti a un dividendo unitario di € 0,85 per azione;
  • € 15.732.784,87 a nuovo.

Il dividendo complessivo (cedola n. 24 di € 180.665.720,95) pari a € 0,85 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 21 giugno 2023 con stacco cedola in data 19 giugno 2023 e record date il 20 giugno 2023.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

Acea SpA Il Consiglio di Amministrazione

FORMA E STRUTTURA

INFORMAZIONI GENERALI

Il bilancio di Acea SpA per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione dell'8 marzo 2023, che ne ha autorizzato la pubblicazione. Acea è una società per azioni italiana, con sede in Italia, Roma, Piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla Borsa di Milano.

CONFORMITÀ AGLI IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art. 9 del DLgs 38/05.

Acea SpA adotta i princìpi contabili internazionali, International Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'esercizio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i princìpi contabili italiani è relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

BASI DI PRESENTAZIONE

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto – tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 – nonché dalle Note illustrative e integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione patrimoniale e finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio di Acea SpA è redatto sul presupposto della continuità aziendale. La Società, infatti, ha valutato che non sussistono significative incertezze (come definite dal paragrafo 25 del Principio IAS 1) sulla continuità aziendale.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets

Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della Consob. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione Consob n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento: pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.

L'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti".

USO DI STIME E ASSUNZIONI

La redazione del Bilancio di esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime e assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime.

Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefìci ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri e informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

CRITERI DI VALUTAZIONE E PRINCÌPI CONTABILI

I princìpi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.

ATTIVITÀ NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita.

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si prevede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

DIFFERENZA CAMBI

La valuta funzionale e di presentazione adottata da Acea SpA e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale e i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino-americane controllate è

quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da Acea SpA utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tasso di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.

RICONOSCIMENTO DEI RICAVI

I ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi previsti per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

I ricavi sono valutati da Acea SpA al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile secondo la tipologia di operazione e tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi.

PROVENTI FINANZIARI

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati a incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

DIVIDENDI

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce Proventi da partecipazioni.

CONTRIBUTI

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ricevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati (secondo il metodo indiretto) tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

CONTRATTI DI COSTRUZIONE IN CORSO DI ESECUZIONE

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti e acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

COSTI RELATIVI ALL'ASSUNZIONE DI PRESTITI

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

BENEFÌCI PER I DIPENDENTI

I benefìci garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefìci definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) o altri benefìci a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefìci non sono finanziati. Il costo dei benefìci previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Gli oneri derivanti dall'incentivo all'esodo per i dipendenti che hanno aderito al Piano di isopensionamento e che soddisfano i criteri definiti dal Piano del Gruppo sono stati rilevati in un apposito Fondo. Il Gruppo si sostituisce agli istituti previdenziali di riferimento; in particolare il Fondo è stanziato per il pagamento della rata di pensione spettante all'isopensionato, nonché per pagare i contributi figurativi per il periodo necessario al raggiungimento del diritto alla specifica prestazione previdenziale presso gli Enti Previdenziali.

IMPOSTE

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto a ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

ATTIVITÀ MATERIALI

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate. Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefìci economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

Aliquota economica-tecnica
Descrizione Min Max
Impianti e macchinari strumentali 1,25% 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali
strumentali
2,5% 6,67%
Attrezzature industriale e commerciali
non strumentali
6,67%
Altri beni strumentali 12,50%
Altri beni non strumentali 6,67% 19%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e i macchinari in corso di costruzione per fini produttivi sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove. Le attività materiali sono sottoposte annualmente a una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione. Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% e un massimo di 11,11%. Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefìci economici futuri dalla sua eventuale cessione. La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi è contabilizzata sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tale proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing. Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

ATTIVITÀ IMMATERIALI

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica, che abbiano le caratteristiche dell'identificabilità, controllate dall'impresa e in grado di produrre benefìci economici futuri. Le attività immateriali acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita. Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente a una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

MARCHI

I marchi, in quanto segni distintivi dell'azienda, consistono in un emblema, una denominazione o un segno e possono essere registrati qualora rispondano a requisiti di novità, originalità e liceità. Sono iscritti tra le immobilizzazioni immateriali e rilevati inizialmente al costo d'acquisito e sono ammortizzati in quote costanti sulla base della loro vita utile. I costi sostenuti per la realizzazione interna di marchi non sono capitalizzabili e dunque devono essere imputati a conto economico.

DIRITTI DI UTILIZZAZIONE DI OPERE DELL'INGEGNO

I costi relativi a tale voce si riferiscono all'acquisto e all'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, sicurezza aziendale gestione amministrativa. Sono inclusi tra le attività immateriali e sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre/cinque anni.

RIGHT OF USE

Nella voce vengono rilevate le attività inerenti all'applicazione del principio contabile internazionale IFRS16, emesso a gennaio 2016 e in vigore dal 1° gennaio 2019, che sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individuando i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing. L'IFRS16 segna la fine della distinzione in termini di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (c.d. "right of use") e l'impegno assunto sono rilevati nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS16 si applica a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). Il principio introduce il concetto di controllo all'interno della definizione, in particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo. Non vi è la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continua ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida a oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

  • nello stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e
  • a conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Nel contesto della prima applicazione del principio, l'approccio di transizione utilizzato dal Gruppo Acea è il retrospettivo modificato, e non sono pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente "non-lease" dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come "lease". Ai fini dell'attualizzazione del debito, il Gruppo ha utilizzato un IBR calcolato usando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto più il credit spread assegnato ad Acea SpA da Moody's. Si fa presente, infine, che non sussistono differenze significative tra gli impegni derivanti dai contratti di leasing attualizzati con il medesimo tasso e il valore rilevato in base all'IFRS16.

PERDITE DI VALORE (IMPAIRMENT)

L'avviamento e le altre attività aventi vita utile indefinita non sono

assoggettati ad ammortamento sistematico ma sottoposti a verifica almeno annuale di recuperabilità (c.d. impairment test) condotta a livello della singola Cash Generating Unit (CGU) o di insiemi di CGU cui le attività a vita indefinita possono essere allocate ragionevolmente, sulla base di quanto previsto dalla procedura del Gruppo. Su base annuale, la Società, in base alla propria procedura di impairment, effettua l'analisi sulle CGU del Gruppo identificate dalla procedura di Gruppo. La verifica consiste nel confronto tra il valore contabile iscritto in bilancio (carrying amount) e la stima del valore recuperabile dell'attività (value in use - VIU). In considerazione della natura delle attività svolte dal Gruppo Acea, la modalità di determinazione del VIU viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi derivanti dall'uso e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla cessione al termine della vita utile. Tuttavia, laddove vi sia un'evidenza di un fair value affidabile (prezzo negoziato in un mercato attivo, transazioni comparabili ecc.) il Gruppo valuta ai fini del test di impairment l'adozione di tale valore. I flussi di cassa sono determinati sulla base delle migliori informazioni disponibili al momento della stima, desumibili mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività. La determinazione del VIU viene condotta con il metodo finanziario (Discounted Cash Flow - DCF) che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore d'uso di una CGU prevede di stimare il valore attuale dei flussi di cassa operativi netti di imposta. Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione. Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

PARTECIPAZIONI

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex art. 2343 Codice Civile. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla quota spettante di patrimonio netto della partecipata espressa a valori correnti è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico della partecipazione ed è assoggettato a test di impairment ed eventualmente svalutato. Le perdite di valore non vengono successivamente ripristinate nel caso in cui vengano meno i motivi di tale svalutazione. Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota eccedente l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi e oneri pur in presenza di una esposizione creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazione delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate. Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività finanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair value se determinabile: in tale caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair value sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione, allorquando tutti gli utili e le perdite accumulatesi vengono imputati al conto economico del periodo. Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponibile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzione di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora derivino invece dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.

AZIONI PROPRIE

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.

STRUMENTI FINANZIARI

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui Acea SpA diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.

ATTIVITÀ FINANZIARIE – STRUMENTI DI DEBITO

In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie che rappresentano strumenti di debito sono classificate nelle seguenti tre categorie: i) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; ii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti tra le altre componenti dell'utile complessivo (di seguito anche OCI); iii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico. La rilevazione iniziale avviene al fair value. Per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione. Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato, se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (c.d. business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale. L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. I crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione. Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (c.d. business model hold to collect and sell) sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI). In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell'utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L'ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all'atto dell'eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni. Un'attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading. Quando l'acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell'operazione e la consegna dell'attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (per esempio, acquisto di titoli su mercati regolamentati), l'operazione è rilevata alla data del regolamento. Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi.

SVALUTAZIONE DI ATTIVITÀ FINANZIARIE

La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del c.d. "Expected credit loss model". In particolare, le perdite attese sono determinate, generalmente, sulla base del prodotto tra: i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (cosiddetta "Exposure at Default"); ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (cosiddetta "Probability of Default"); iii) la stima, in termini di percentuale, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (cosiddetta "Loss Given Default") definita, sulla base delle esperienze pregresse e delle possibili azioni di recupero esperibili (per esempio azioni stragiudiziali, contenziosi legali ecc.). Al riguardo, per la determinazione della probability of default delle controparti sono stati adottati i rating interni già utilizzati ai fini dell'affidamento; per le controparti rappresentate da Entità Statali e in particolare per le National Oil Company, la probability of default, rappresentata essenzialmente dalla probabilità di un ritardato pagamento, è determinata utilizzando, quale dato di input, i country risk premium adottati ai fini della determinazione dei WACC per l'impairment degli asset non finanziari. Per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni, la valutazione delle perdite attese è basata su una provision matrix, costruita raggruppando, ove opportuno, i crediti in cluster appropriati ai quali applicare percentuali di svalutazione definite sulla base dell'esperienza di perdite pregresse, rettificate, ove necessario, per tener conto di informazioni previsionali in merito al rischio di credito della controparte o di cluster di controparti.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica Acea ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa futuri.

CASSA E MEZZI EQUIVALENTI

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a vista o a brevissimo termine e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato, utilizzando, ai fini dell'attualizzazione, il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Attività finanziarie". Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI E HEDGE ACCOUNTING

Gli strumenti finanziari derivati, inclusi quelli impliciti (Embedded derivative) sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazione al fair value". Nell'ambito della strategia e degli obiettivi definiti per la gestione del rischio, la qualificazione delle operazioni come di copertura richiede: i) la verifica dell'esistenza di una relazione economica tra l'oggetto coperto e lo strumento di copertura tale da operare la compensazione delle relative variazioni di valore e che tale capacità di compensazione non sia inficiata dal livello del rischio di credito di controparte; ii) la definizione di un hedge ratio coerente con gli obiettivi di gestione del rischio, nell'ambito della strategia di risk management definita, operando, ove necessario, le appropriate azioni di ribilanciamento (rebalancing). Le modifiche degli obiettivi di risk management, il venir meno delle condizioni indicate in precedenza per la qualificazione delle operazioni come di copertura, ovvero l'attivazione di operazioni di ribilanciamento, determinano la discontinuità prospettica, totale o parziale, della copertura. Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; per esempio, copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso) i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico. Coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento. Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; per esempio, copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/ passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Nel caso di copertura di transazioni future che comportano l'iscrizione di un'attività o di una passività non finanziaria, le variazioni cumulate del fair value dei derivati di copertura, rilevate nel patrimonio netto, sono imputate a rettifica del valore di iscrizione dell'attività/passività non finanziaria oggetto della copertura (c.d. basis adjustment). La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/ Proventi finanziari". Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura, ivi incluse le eventuali componenti inefficaci degli strumenti derivati di copertura, sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/ Proventi finanziari". I derivati impliciti, incorporati all'interno di attività finanziarie, non sono oggetto di separazione contabile; in tali fattispecie, l'intero strumento ibrido è catalogato in base ai criteri generali di classificazione delle attività finanziarie. I derivati impliciti incorporati all'interno di passività finanziarie e/o attività non finanziarie sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento implicito: i) soddisfa la definizione di derivato; ii) nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (FVTPL); iii) se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale. La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative variazioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

VALUTAZIONE AL FAIR VALUE

Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (per esempio, exit price). Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso cui l'impresa ha accesso. La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefìci economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (c.d. "Highest and best use"), o vendendola a un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore. La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o di uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (c.d. "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento a una passività finanziaria (c.d. "Debit Valuation Adjustment" - DVA). Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività.

La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività. In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti,

riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

FONDI PER RISCHI E ONERI

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando Acea deve far fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile dell'ammontare dell'obbligazione. Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima da parte della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio e qualora l'effetto sia significativo. Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione. L'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari". Qualora la passività fosse relativa allo smantellamento e/o ripristino di attività materiali, il fondo iniziale viene rilevato come contropartita all'attività cui si riferisce; l'incidenza a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce.

PRINCÌPI CONTABILI, EMENDAMENTI, INTERPRETAZIONI E IMPROVEMENTS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2022

"Amendment to IFRS3 Business Combinations"

Emesso in data 14 maggio 2020, aggiorna il riferimento presente nell'IFRS3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard.

"Amendment to IAS 16 Property, Plant and Equipment"

Emesso in data 14 maggio 2020, non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° gennaio 2022.

"Amendment to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets"

Emesso in data 14 maggio 2020, chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita. A tal riguardo il "costo necessario all'adempimento" del contratto comprende i costi direttamente correlati allo stesso che sono costituiti da: a) costi incrementali necessari all'adempimento di tale contratto (per esempio la manodopera e le materie prime dirette) e dalla b) ripartizione di altri costi direttamente correlati all'adempimento del contratto (per esempio, la ripartizione della quota di ammortamento di un elemento di immobili, impianti e macchinari utilizzata per l'adempimento di tale contratto e di altri).

"Annual Improvements 2018-2020"

Emesso in data 14 maggio 2020, modifiche sono apportate:

  • all'IFRS1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, dove viene consentito a una controllata che applica il paragrafo D16 dell'IFRS1 di rilevare le differenze cumulate di conversione utilizzando gli importi rilevati dalla sua controllante alla data di passaggio della controllante stessa;
  • all'IFRS9 Financial Instruments, dove vengono forniti chiarimenti su quali commissioni includere nel test del dieci per cento previsto dal paragrafo B3.3.6 nel valutare se eliminare una passività finanziaria;
  • allo IAS 41 Agriculture, dove al fine di garantire coerenza con i requisiti dell'IFRS13 viene eliminato il paragrafo per cui le entità non includevano i flussi finanziari fiscali nella valutazione del fair value di un'attività biologica utilizzando la tecnica del valore attuale;
  • e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS16 Leases, eliminando l'Illustrative Example 13, al fine di evitare confusione in merito al trattamento degli incentivi per il leasing, a causa di come vengono illustrati gli incentivi nell'esempio in oggetto.

PRINCÌPI CONTABILI, EMENDAMENTI E INTERPRETAZIONI APPLICABILI SUCCESSIVAMENTE ALLA FINE DELL'ESERCIZIO E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DAL GRUPPO

"Amendments to IFRS17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS17 and IFRS9 – Comparative Information"

Emesso in data 9 dicembre 2021, consente di utilizzare l'opzione di transizione relativamente alle informazioni comparative delle attività finanziarie in sede di prima applicazione dell'IFRS17. L'opzione consente alle entità di riclassificare nelle informazioni comparative e singolarmente, tutti gli strumenti finanziari rientranti nell'ambito di applicazione del principio al fine di evitare accounting mismatch rispetto alla classificazione prevista dal principio contabile internazionale IFRS9. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.

"Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current"

Emesso in data 23 gennaio 2020, fornisce chiarimenti in materia di classificazione delle passività come correnti o non correnti. Le modifiche allo IAS 1 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction"

Emesso in data 7 maggio 2021, ha lo scopo di rendere omogenee le modalità con cui le entità contabilizzano le imposte differite su operazioni come leasing e i costi di smantellamento. La principale novità riguarda l'introduzione di un'eccezione all'esenzione per la rilevazione iniziale (IRE) della fiscalità differita per le attività e per le passività prevista dallo IAS 12. Nello specifico l'eccezione prevede la non applicabilità dell'esenzione dello IAS 12 per la rilevazione iniziale di tutte quelle operazioni che originano differenze temporanee uguali o oggetto di compensazione. Limitando l'esenzione alla sola rilevazione iniziale, l'impatto sarà di un progressivo miglioramento e comparabilità delle informazioni a beneficio degli utilizzatori del bilancio con riferimento agli impatti fiscali delle operazioni di leasing e ai costi di smantellamento. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.

"IFRS17 Insurance Contracts"

In data 18 maggio 2017, lo IASB ha emesso l'IFRS17 "Insurance Contracts" che definisce l'accounting dei contratti assicurativi emessi e dei contratti di riassicurazione posseduti. Le disposizioni dell'IFRS17 che stabiliscono i criteri di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa dei contratti assicurativi, superano quelle attualmente previste dall'IFRS4 "Contratti assicurativi" e hanno come obiettivo quello di garantire agli utilizzatori del bilancio di valutare l'effetto che tali contratti hanno sulla posizione finanziaria, sui risultati e sui flussi finanziari delle compagnie. L'applicazione del principio è prevista per gli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IFRS16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback"

Emesso in data 22 settembre 2022, ha lo scopo di chiarire l'impatto che un'operazione di vendita o retrolocazione potrebbe avere su una passività finanziaria che prevede pagamenti variabili non correlati a indici o tassi. La principale novità nella valutazione successiva della passività finanziaria riguarda la determinazione dei "lease payments" e dei "revised lease payments" in modo che, a seguito di un'operazione di leaseback, il venditore-locatario non rilevi alcun utile o perdita relativo al diritto d'uso che detiene. La modifica ha come finalità quella di evitare la contabilizzazione di utili e perdite, relative al diritto d'uso iscritto, a seguito di eventi che comportano una rimisurazione del debito (per esempio, modifica del contratto di locazione o della sua durata). Eventuali utili e perdite derivati dall'estinzione parziale o totale di un contratto di locazione continuano a essere rilevati per la parte di diritto d'uso cessato. Le modifiche sono applicabili dal 1° gennaio 2024 con possibilità di applicazione anticipata.

"Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2 - Disclosure of Accounting Policies"

Emesso in data 12 febbraio 2021, richiede alle società di fornire le informazioni rilevanti sui princìpi contabili applicati e suggerisce di evitare o limitare le informazioni non necessarie. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates"

Emesso in data 12 febbraio 2021, chiarisce, anche attraverso alcuni esempi, la distinzione tra cambiamenti di stima e cambiamenti di princìpi contabili. La distinzione è rilevante in quanto i cambiamenti di stima sono applicati prospetticamente a transazioni ed eventi futuri, mentre i cambiamenti di princìpi contabili sono generalmente applicati in via retroattiva. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023, è consentita un'applicazione anticipata.

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO

Rif.
nota
2022 Di cui
parti correlate
2021 Di cui
parti correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 191.611.338 191.604.070 160.125.381 160.125.381 31.485.958
2 Altri ricavi e proventi 18.803.427 8.926.370 12.486.057 9.260.368 6.317.370
Ricavi netti 210.414.765 200.530.440 172.611.438 169.385.748 37.803.327
3 Costo del lavoro 63.845.418 0 61.862.387 0 1.983.031
4 Costi esterni 185.119.951 67.661.283 153.456.601 49.877.016 31.663.350
Costi operativi 248.965.369 67.661.283 215.318.988 49.877.016 33.646.381
Margine operativo lordo (38.550.604) 132.869.157 (42.707.550) 119.508.732 4.156.946
5 Svalutazioni (riprese di valore)
nette di crediti commerciali
188.019 0 24.270 0 163.749
6 Ammortamenti e
Accantonamenti
45.928.818 0 29.944.261 0 15.984.557
7
8
9
10
Risultato Operativo (84.667.441) 132.869.157 (72.676.081) 119.508.732 (11.991.360)
Proventi finanziari 89.303.287 87.162.632 90.390.382 89.597.598 (1.087.096)
Oneri finanziari (67.575.778) (1.633.491) (60.090.159) 1.181.938 (7.485.618)
Proventi/(Oneri) da
partecipazioni
258.169.402 258.169.402 213.791.145 213.791.145 44.378.257
Risultato ante imposte 195.229.470 476.567.701 171.415.287 424.079.413 23.814.183
Imposte sul reddito (11.505.799) (100.587.879) (5.624.678) (99.067.413) (5.881.121)
Risultato netto 206.735.269 577.155.580 177.039.965 523.146.826 29.695.304

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Risultato netto del periodo 206.735 177.040 29.695
Riserva differenze cambio 10.348 5.715 4.633
Riserva fiscale per differenze di cambio (2.484) (1.372) (1.112)
Utili/(Perdite) derivanti da differenza cambio 7.865 4.344 3.521
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") 3.782 1.268 2.514
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
(908) (304) (603)
Utili/(Perdite) derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura
al netto dell'effetto fiscale
2.874 963 1.911
Utili/(perdite) attuariali su benefìci a dipendenti iscritti a patrimonio netto (3.259) 317 (3.576)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefìci a dipendenti 964 (94) 1.057
Utili/(Perdite) attuariali su piani pensionistici a benefìci definiti al netto
dell'effetto fiscale
(2.295) 224 (2.519)
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale 8.444 5.531 2.913
Totale utile/(perdite) complessivo 215.179 182.570 32.608

Tutte le componenti sono riclassificabili a conto economico.

PROSPETTO DI STATO PATRIMONIALE

Rif.
nota
ATTIVITÀ
31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
11 Immobilizzazioni materiali 114.345.128 0 109.998.020 0 4.347.108
12 Investimenti immobiliari 2.255.615 0 2.313.973 0 (58.358)
13 Immobilizzazioni immateriali 92.196.660 0 50.024.832 0 42.171.829
14 Diritti d'uso 8.469.822 0 13.713.354 0 (5.243.532)
15 Partecipazioni in controllate e collegate 2.059.276.845 0 1.967.610.627 0 91.666.218
16 Altre partecipazioni 2.350.061 0 2.350.061 0 0
17 Imposte differite attive 13.453.405 0 15.936.874 0 (2.483.469)
18 Attività finanziarie 3.547.241.204 3.538.039.094 3.381.710.587 3.381.496.732 165.530.617
19 Altre attività non correnti 208.031 0 0 0 208.031
ATTIVITÀ NON CORRENTI 5.839.796.772 3.538.039.094 5.543.658.328 3.381.496.732 296.138.444
20.a Crediti commerciali 149.228.675 148.311.002 179.359.457 178.870.393 (30.130.782)
20.b Altre attività correnti 52.764.394 17.614.932 34.243.368 10.794.407 18.521.026
20.c Attività per imposte correnti 9.221.644 0 5.763.984 0 3.457.660
20.d Attività finanziarie correnti 667.282.749 472.146.361 656.858.285 382.044.891 10.424.464
20.e Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 299.918.068 0 441.537.965 0 (141.619.897)
20 ATTIVITÀ CORRENTI 1.178.415.530 638.072.295 1.317.763.059 571.709.691 (139.347.529)
TOTALE ATTIVITÀ 7.018.212.302 4.176.111.389 6.861.421.387 3.953.206.423 156.790.915
Rif.
nota
PASSIVITÀ
31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
21.a Capitale sociale 1.098.898.884 0 1.098.898.884 0 0
21.b Riserva legale 147.500.875 0 138.648.876 0 8.851.998
21.c Altre riserve 91.953.742 0 83.510.169 0 8.443.573
Utile/(Perdita) relativa a esercizi precedenti 145.563.757 0 158.041.511 0 (12.477.754)
Utile/(Perdita) dell'esercizio 206.735.269 0 177.039.965 0 29.695.304
21 Patrimonio netto 1.690.652.526 0 1.656.139.405 0 34.513.121
22 Trattamento di fine rapporto e altri piani
a benefìci definiti
21.900.859 0 20.334.441 0 1.566.418
23 Fondo rischi e oneri 17.381.138 0 15.024.375 0 2.356.763
24 Debiti e passività finanziarie 4.404.758.960 103.760.000 4.518.587.572 116.730.000 (113.828.612)
25 Altre passività 31.714.037 31.115.294 2.292.157 0 29.421.880
PASSIVITÀ NON CORRENTI 4.475.754.993 134.875.294 4.556.238.545 116.730.000 (80.483.551)
26.a Debiti finanziari 572.823.648 211.353.727 393.135.128 323.877.941 179.688.519
26.b Debiti verso fornitori 233.199.222 104.651.289 222.153.522 106.226.888 11.045.700
26.c Altre passività correnti 45.781.912 21.753.194 33.754.786 9.442.477 12.027.126
26 PASSIVITÀ CORRENTI 851.804.782 337.758.210 649.043.437 439.547.306 202.761.345
TOTALE PASSIVITÀ E
PATRIMONIO NETTO
7.018.212.302 472.633.503 6.861.421.387 556.277.306 156.790.915

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO

€ migliaia Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze
di cambio
Riserva da
valutazione
di strumenti
finanziari
Riserva
da utili o
perdite
attuariali
Altre
riserve
diverse
Utile/
(Perdita)
accumulati
Utile/
(Perdita)
dell'esercizio
Totale
patrimonio
netto
Saldi al
31 dicembre 2021
1.098.899 138.649 102.567 9.397 (19.099) (9.734) 379 158.042 177.040 1.656.139
Saldi al
1° gennaio 2022
1.098.899 138.649 102.567 9.397 (19.099) (9.734) 379 158.042 177.040 1.656.139
Utili di conto
economico
0 0 0 0 0 0 0 0 206.735 206.735
Altri utili (perdite)
complessivi
0 0 0 7.865 2.874 (2.295) 0 0 0 8.444
Totale utile
(perdita)
complessivo
0 0 0 7.865 2.874 (2.295) 0 0 206.735 215.179
Destinazione
risultato 2021
0 8.852 0 0 0 0 0 168.188 (177.040) 0
Distribuzione
dividendi
0 0 0 0 0 0 0 (180.666) 0 (180.666)
Saldi al
31 dicembre 2022
1.098.899 147.501 102.567 17.262 (16.225) (12.029) 379 145.564 206.735 1.690.653
€ migliaia Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze
di cambio
Riserva da
valutazione
di strumenti
finanziari
Riserva
da utili o
perdite
attuariali
Altre
riserve
diverse
Utile/
(Perdita)
accumulati
Utile/
(Perdita)
dell'esercizio
Totale
patrimonio
netto
Saldi al
31 dicembre 2020
1.098.899 129.761 102.567 5.053 (20.062) (9.958) 379 159.207 177.761 1.643.607
Saldi al
1* gennaio 2021
1.098.899 129.761 102.567 5.053 (20.062) (9.958) 379 159.207 177.761 1.643.607
Utili di conto
economico
0 0 0 0 0 0 0 0 177.040 177.040
Altri utili (perdite)
complessivi
0 0 0 4.344 963 224 0 0 0 5.531
Totale utile
(perdita)
complessivo
0 0 0 4.344 963 224 0 0 177.040 182.570
Destinazione
risultato 2020
0 8.888 0 0 0 0 0 168.873 (177.761) 0
Distribuzione
dividendi
0 0 0 0 0 0 0 (170.038) 0 (170.038)
Saldi al
31 dicembre 2021
1.098.899 138.649 102.567 9.397 (19.099) (9.734) 379 158.042 177.040 1.656.139

RENDICONTO FINANZIARIO

Rif. Di cui Di cui
nota € migliaia 31/12/2022 parti correlate 31/12/2021 parti correlate Variazione
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte 195.229 171.415 23.814
6 Ammortamenti e riduzioni di valore 36.514 24.659 11.854
5-9 Rivalutazioni/Svalutazioni 11.801 3.361 8.440
22 Variazione fondo rischi 2.357 (1.179) 3.535
21 Variazione netta fondo per benefìci
ai dipendenti
4.586 (1.506) 6.091
7-8-9 Interessi finanziari netti (291.510) (247.428) (44.082)
Imposte corrisposte (91.135) (112.634) 21.499
Flussi finanziari generati da attività operativa
ante variazioni
(132.158) 0 (163.310) 0 31.152
20 Incremento/Decremento dei crediti inclusi
nell'attivo circolante
(24.396) (23.739) (42.832) 21.558 18.436
24.b Incremento/Decremento dei debiti inclusi
nel passivo circolante
16.368 (16.179) 3.566 0 12.801
Variazione del capitale circolante (8.028) (39.918) (39.266) 21.558 31.237
Variazione di altre attività/passività
di esercizio
70.672 0 63.617 0 7.056
Totale flusso monetario attività di esercizio (69.514) (39.918) (138.959) 21.558 69.445
FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ
D'INVESTIMENTO
11-12 Acquisto/(Cessione) immobilizzazioni
materiali (12.016) (14.839) 2.822
13 Acquisto/(Cessione) immobilizzazioni
immateriali
(58.807) (23.437) (35.370)
15-16 Partecipazioni (5.239) (129.765) 124.526
Incassi/(Pagamenti) derivanti da altri
investimenti finanziari
(220.852) 246.644 (589.531) 582.025 368.679
Dividendi incassati 268.362 268.362 217.128 217.128 51.234
Interessi attivi incassati 92.955 0 94.200 0 (1.245)
Totale flusso monetario per attività
di investimento
64.404 515.006 (446.243) 799.153 510.646
FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ
DI FINANZIAMENTO
23 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo (59.081) (207.222) 148.141
23 Erogazione di mutui/altri debiti
a medio-lungo termine
250.000 (12.970) 1.016.730 116.730 (766.730)
25.a Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari (122.536) 112.524 (54.305) (68.550) (68.231)
Interessi passivi pagati (70.988) (63.831) (7.157)
Pagamento dividendi (133.904) (133.904) (83.137) (83.137) (50.767)
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER
ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO
(136.509) (34.350) 608.235 (34.956) (744.744)
Flusso monetario netto del periodo (141.620) 480.656 23.033 764.197 (164.653)
Disponibilità monetaria netta iniziale 441.538 418.505 23.033
Disponibilità monetaria da acquisizione 0 0 0
Disponibilità monetaria netta finale 299.918 441.538 (141.620)

NOTE AL CONTO ECONOMICO

RICAVI

1. Ricavi da vendita e prestazioni – € 191.611 mila

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti:

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Ricavi da prestazioni a clienti 49.593 32.375 17.217
Illuminazione Pubblica Roma 49.585 32.368 17.217
Altri ricavi 7 7 0
Ricavi da prestazioni infragruppo 142.019 127.750 14.269
Contratti di servizio infragruppo 103.061 96.119 6.942
Altre prestazioni infragruppo 38.958 31.631 7.327
Ricavi da vendita e prestazioni 191.611 160.125 31.486

L'aumento dei ricavi da prestazioni a clienti, pari a € 17.217 mila, è attribuibile all'aumento del corrispettivo relativo al servizio di Pubblica Illuminazione svolto nel Comune di Roma. L'aumento è da ricondurre all'aumento del canone per la componente di energia elettrica a causa alle dinamiche di mercato, in parte compensato dalla riduzione delle attività di manutenzione straordinaria e delle realizzazioni di nuovi impianti. Le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza sono state portate avanti secondo quanto concordato con Roma Capitale.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano un incremento complessivo di € 14.269 mila. Tale variazione discende dall'entrata in vigore dal nuovo contratto per le attività di service nell'ambito IT rese nell'interesse delle Società del Gruppo (-€ 6.942 mila) e dall'iscrizione dei proventi relativi al diritto d'uso pluriennale di licenze acquistate o sviluppate da Acea (+€ 8.024 mila).

Si rinvia al successivo paragrafo "Rapporti con Roma Capitale" per ulteriori informazioni sul contratto di Illuminazione Pubblica.

2. Altri ricavi e proventi – € 18.803 mila

Aumento di € 6.317 mila rispetto al 31 dicembre 2021. L'aumento è originato dall'effetto combinato di più fenomeni esplicitati nella tabella che segue. Nella voce "Altri ricavi" figurano € 3.015 mila di ricavi per l'iscrizione del credito d'imposta per l'aumento dei costi di energia elettrica e gas.

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Sopravvenienze attive 4.875 1.779 3.096
Altri ricavi 5.191 1.878 3.313
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 65 36 29
Contributi regionali 4 183 (179)
Personale distaccato 4.764 4.901 (138)
Proventi immobiliari 1.276 1.150 126
Riaddebito organi per cariche sociali 2.629 2.559 70
Altri ricavi e proventi 18.803 12.486 6.317

COSTI

3. Costo del lavoro – € 63.845 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Costo del personale al lordo dei capitalizzati 71.132 68.526 2.606
Personale impiegato nei progetti (747) (4.159) 3.412
Costi capitalizzati del personale (6.540) (2.504) (4.035)
Costo del lavoro 63.845 61.862 1.983

La variazione in aumento del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati, pari a € 2.606 mila, discende in parte dall'andamento delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportata e agli adeguamenti contrattuali.

Il costo del personale è nettato, oltre che dai costi capitalizzati pari a € 6.540 mila (+€ 4.035 mila rispetto al 2021), anche di € 747 mila (-€ 3.412 mila rispetto al 31 dicembre 2021) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato nei progetti informatici destinati a tutte le società del Gruppo partecipanti alla comunione sulla parte residua del contratto Template che rimane ancora in vigore.

Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo
Consistenza finale del periodo
€ migliaia 2022 2021 Variazione 2022 2021 Variazione
Dirigenti 53 53 (1) 53 51 2
Quadri 180 167 12 188 179 9
Impiegati 464 463 0 461 452 9
Operai 21 21 0 21 21 0
Totale 717 704 13 723 703 20

4. Costi esterni – € 185.120 mila

Rispetto al 31 dicembre 2021, si registra un aumento complessivo dei costi esterni pari a € 31.663 mila; di seguito si fornisce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura.

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Materie 3.105 3.084 21
Servizi e appalti 161.352 139.596 21.756
Godimento beni di terzi 13.517 3.331 10.186
Oneri diversi di gestione 7.145 7.445 (300)
Costi esterni 185.120 153.457 31.663
€ migliaia 2022 2021 Variazione
Prestazioni tecniche e amministrative (comprese consulenze e collaborazioni) 43.168 40.191 2.976
Lavori eseguiti in appalto 9.877 9.123 754
Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti 89 77 11
Altri servizi 10.265 9.321 945
Servizi al personale 5.359 6.401 (1.042)
Spese assicurative 1.650 1.047 603
Consumi elettrici, idrici e gas 37.313 20.031 17.282
Servizi infragruppo e non 19.669 19.108 561
Spese telefoniche e trasmissione dati 1.524 1.216 308
Spese postali 568 647 (79)
Canoni di manutenzione 10.172 10.616 (445)
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 4.406 4.432 (26)
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 6.765 7.368 (604)
Organi sociali 978 991 (13)
Spese bancarie 1.321 1.120 201
Spese di viaggio e trasferta 306 143 163
Personale distaccato 7.851 7.645 206
Spese tipografiche 73 119 (46)
Servizi e appalti 161.352 139.596 21.756

142 2. Bilancio di esercizio

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Canoni di locazione 429 187 241
Altri noleggi e canoni (godimento beni terzi) 13.089 3.143 9.945
Godimento beni di terzi 13.517 3.331 10.186
€ migliaia 2022 2021 Variazione
Imposte e tasse 2.035 2.124 (90)
Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie 161 242 (81)
Contributi erogati e quote associative 2.197 2.517 (320)
Spese generali 2.054 2.084 (31)
Sopravvenienze passive 700 478 222
Oneri diversi di gestione 7.145 7.445 (300)

In merito all'aumento dei costi esterni di € 31.663 mila sono di seguito riportati i principali fenomeni:

  • maggiori costi per consulenze e prestazioni amministrative per € 2.934 mila tra cui figurano i progetti strategici;
  • aumento dei consumi elettrici pari a € 17.282 mila di cui € 15.350 mila relativi al Servizio di Illuminazione Pubblica di Roma Capitale. Tali incrementi sono da ricondurre alle dinamiche dei prezzi di mercato dell'energia;
  • minori costi di servizi al personale per € 1.042 mila dovuti all'effetto combinato di minori costi di gestione dell'hub vaccinale di Piazzale Ostiense (-€ 1.794 mila) e maggiori costi di formazione (+€ 427 mila);
  • maggiori costi per licenze d'uso software applicativo per € 9.582 mila.

Si informa che gli altri noleggi e canoni comprendono essenzialmente licenze d'uso software applicativo oltre che noleggi vari quali autoveicoli e altri apparati non rientranti nel perimetro dell'IFRS16.

Si informa che, ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti Consob, i compensi maturati dalla Società di Revisione PwC sono riportati nella tabella che segue.

€ migliaia Audit
-related
Services
Audit
Services
Non-audit
Services
Totale
Acea SpA 125 195 232 552

Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono a incarichi relativi all'anno 2022 affidati fino al 31 dicembre 2022.

5. Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali – € 188 mila

Il saldo del conto è rappresentato dall'accantonamento a fondo svalutazione crediti finanziari verso Sienergia e commerciali verso Ecomed e Coema. La svalutazione verso clienti terzi è pari a € 32 mila.

6. Ammortamenti e accantonamenti – € 45.929 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Ammortamenti 36.514 24.659 11.854
Accantonamenti 9.415 5.285 4.130
Ammortamenti e accantonamenti 45.929 29.944 15.985

Gli ammortamenti ammontano complessivamente a € 36.514 mila e si riferiscono per € 28.842 mila alle immobilizzazioni immateriali, per € 7.691 mila alle immobilizzazioni materiali e per € 4.981 mila riferibili dall'applicazione dell'IFRS16. L'aumento degli ammortamenti complessivamente pari a € 11.854 mila è da imputare per € 11.024 mila alle immobilizzazioni immateriali. Quest'ultimo si riferisce per € 7.203 mila alle licenze e agli sviluppi informatici concessi in uso alle società controllate e collegate in virtù del nuovo contratto che ha sostituito il precedente Template e per la restante parte ai progetti informatici entrati in esercizio tra la fine dello scorso esercizio e l'inizio del corrente esercizio nonché per i nuovi sviluppi.

Gli accantonamenti al fondo rischi al netto dei rilasci risultano pari a € 1.207 mila. Di seguito viene fornita la loro composizione per natura e i relativi effetti.

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Accantonamento rischi legale 974 930 45
Accantonamento rischi contributivi 138 4 133
Accantonamento appalti e forniture 111 17 94
Accantonamenti fondi rischi 1.223 951 272
Accantonamento esodo e mobilità 8.208 4.519 3.688
Accantonamenti fondi oneri 8.208 4.519 3.688
Totale accantonamenti 9.431 5.470 3.961
Rilasci fondi rischi, rilasci fondi oneri (16) (185) 169
Totale 9.415 5.285 4.130

Rispetto all'esercizio precedente si registra un incremento del livello complessivo degli accantonamenti originato principalmente da maggiori accantonamenti relativi a esodo e mobilità. Rimasta sostanzialmente invariata la consistenza degli accantonamenti per contenziosi legali.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo relativo all'"Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

7. Proventi finanziari – € 89.303 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Interessi su crediti finanziari 83.987 86.748 (2.761)
Interessi attivi bancari 251 34 218
Interessi su crediti diversi 1.874 759 1.114
Proventi finanziari da attualizzazione 246 325 (79)
Altri proventi 2.946 2.525 421
Proventi finanziari 89.303 90.390 (1.087)

La riduzione dei proventi finanziari per € 1.087 mila è dovuta all'effetto combinato di maggiori interessi per complessivi € 1.114 mila su depositi a breve e conti correnti, compensati da minori interessi attivi su finanziamenti e linea di credito revolving verso società del gruppo per € 2.761 mila.

8. Oneri finanziari – € 67.576 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Oneri (Proventi) su Cross Currency Swap 4.592 4.749 (157)
Interessi su prestiti obbligazionari 55.818 54.395 1.423
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 7.740 1.477 6.262
Interessi su indebitamento a breve termine 176 248 (72)
Interessi moratori e dilatori 206 25 181
Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali 239 68 171
Oneri finanziari IFRS16 274 372 (98)
Altri oneri finanziari 223 31 191
(Utili)/Perdite su cambi (1.692) (1.276) (416)
Oneri finanziari 67.576 60.090 7.486

L'aumento degli oneri finanziari per € 7.486 mila discende principalmente da maggiori interessi su prestiti obbligazionari (€ 1.423 mila) e su finanziamenti a medio-lungo termine (+€ 6.262 mila) compensati in parte da utili su cambi per € 1.726 mila relativamente alla valutazione al cambio di Acea International. La variazione degli interessi su prestiti obbligazionari è dovuta ai maggiori interessi sui prestiti obbligazionari a tasso variabile.

La variazione degli interessi su finanziamenti a medio-lungo termine pari complessivamente a € 6.262 mila è dovuta per € 3.024 mila al finanziamento a medio-lungo termine stipulato con Acea Energia e a € 2.793 mila ai finanziamenti a medio-lungo termine. Lo scostamento di quest'ultimi è dovuto per € 1.865 mila alle nuove erogazioni del 2022.

Con riferimento al costo medio del debito di Acea, si segnala un decremento rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dall'1,17% del 2021 all'1,24% del 2022.

9. Proventi/Oneri da partecipazioni – € 258.169 mila

I proventi al netto degli oneri da partecipazione sono pari a € 258.169 e registrano un aumento di € 44.378 mila (erano € 213.791 mila al 31 dicembre 2021). Si compongono come riepilogato nella seguente tabella.

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Acea Ato2 70.805 60.830 9.975
Acque Blu Arno Basso 0 497 (497)
Acque Blu Fiorentine 4.774 10.912 (6.138)
Acea International 2.704 1.471 1.233
areti 125.362 117.242 8.120
Acea Energia 10.127 6.593 3.534
Acea Produzione 29.099 1.547 27.553
Aquaser 43 2.306 (2.263)
Intesa Aretina 0 162 (162)
Acea Ambiente 12.854 3.070 9.784
Ingegnerie Toscane 68 91 (23)
Acea Elabori 12.526 12.408 118
Ombrone 1.420 0 1.420
Dividendi 269.782 217.128 52.654
Altri proventi da partecipazioni 0 1.766 (1.766)
(Oneri) da partecipazioni in società controllate e collegate (11.613) (5.103) (6.510)
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 258.169 213.791 44.378

La variazione è da imputare a maggiori dividendi da partecipazioni compensati dai maggiori oneri per la svalutazione pari a € 7.585 mila della partecipazione in Acea Ato5 e per quella pari a € 4.028 mila in Umbriadue. Si rimanda a quanto descritto nella voce Partecipazioni in controllate e collegate.

10. Imposte sul reddito – -€ 11.506 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a -€ 11.506 mila (-€ 5.625 mila del 31 dicembre 2021). In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di Acea in capo al consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'incidenza sul risultato ante imposte pari al 5,89%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

Imposte correnti

Le imposte correnti sono pari a € 89.026 mila (€ 92.691 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono a IRES di consolidato calcolata sulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente e all'IRAP.

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale.

Tale effetto è riepilogato nella tabella di seguito riportata che espone la riconciliazione fra le aliquote teoriche e quelle effettive.

Imposte differite

Le imposte differite attive nette riducono le imposte per € 1.182 mila (€ 809 mila al 31 dicembre 2021) e sono composte dalla somma algebrica degli accantonamenti (€ 4.468 mila) eseguiti prevalentemente sul fondo rischi, sul fondo svalutazione crediti, sugli ammortamenti e sugli accantonamenti su piani a benefìci definiti e dagli utilizzi (€ 3.286 mila). Le imposte differite passive accrescono le imposte per € 1.238 mila e sono relative solamente agli accantonamenti.

Oneri e proventi da consolidato fiscale

Ammontano a € 100.588 mila (€ 99.067 mila al 31 dicembre 2021) e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 5.033 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 105.621 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva.

2022 % 2021 %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento 195.229 171.415
Imposte teoriche calcolate al 24% sull'utile ante imposte 46.855 24,00% 41.140 24,00%
Differenze permanenti * (58.259) (29,84%) (46.764) (27,28%)
IRES di competenza (11.506) (5,89%) (5.625) (3,28%)
IRAP di competenza 0 0,00% 0 0,00%
Imposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento (11.506) (5,89%) (5.625) (3,28%)

* Includono prevalentemente la quota tassata dei dividendi.

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE - ATTIVO

ATTIVITÀ NON CORRENTI – € 5.839.796.772

11. Immobilizzazioni materiali – € 114.345 mila

Si evidenzia un aumento di € 4.347 mila rispetto al 31 dicembre 2021. La variazione si riferisce principalmente all'effetto netto dato dagli investimenti, complessivamente pari a € 12.016 mila e dagli ammortamenti che si attestano a € 7.633 mila.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Telecontrollo

della rete di Illuminazione Pubblica di Roma, realizzati da Acea su richiesta di Roma Capitale in adempimento al contratto di servizio. Gli altri investimenti attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi aziendali, ivi compreso il circolo sportivo, oltre agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica.

Il prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nell'esercizio.

€ migliaia Terreni e
fabbricati
Impianti
e macchinari
Attrezzature
industriali
Altri beni Immobilizzazioni
in corso
Totale
immobilizzazioni
materiali
Costo storico iniziale 105.898 38.854 13.865 64.047 3.551 226.215
Investimenti/Acquisizioni 660 2.923 0 714 7.720 12.016
Disinvestimenti/Alienazioni (9) (22) 0 (5) 0 (36)
Altri movimenti 0 54 0 67 (122) (1)
Costo storico finale 106.549 41.810 13.865 64.823 11.148 238.194
Fondo ammortamento iniziale (26.667) (21.767) (13.340) (54.443) 0 (116.217)
Ammortamenti e riduzioni di valore (1.996) (3.195) (236) (2.206) 0 (7.633)
Disinvestimenti/Alienazioni 0 0 0 0 0 0
Fondo ammortamento finale (28.662) (24.962) (13.576) (56.649) 0 (123.849)
Valore netto finale 77.886 16.848 289 8.174 11.148 114.345

12. Investimenti immobiliari – € 2.256 mila

Ammontano a € 2.256 mila e registrano una riduzione pari a € 58 mila per effetto dell'ammortamento dell'anno e sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.

13. Immobilizzazioni immateriali – € 92.197 mila

La variazione pari complessivamente a € 42.172 mila si riferisce principalmente all'effetto netto tra gli investimenti pari a € 58.807 mila e gli ammortamenti che si attestano a € 23.842 mila.

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acquisto e il potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa. Si specifica che € 40.043 mila si riferiscono a licenze e sviluppi informatici concessi in uso alle società controllate e collegate in virtù del nuovo contratto che ha sostituito la comunione sul bene Template. Nell'ambito della stessa operazione, si rileva che tra gli altri movimenti figurano € 8.277 mila di riacquisto della quota di licenze conseguente lo scioglimento del richiamato regime di comunione che rimane operativo solo su una parte residua. Si rimanda a quanto riportato nell'"Informativa sulle Parti Correlate".

Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia Diritti di brevetto Immobilizzazioni
in corso
Totale
immobilizzazioni
immateriali
Valore netto iniziale 44.591 5.434 50.025
Investimenti/Acquisizioni 53.952 4.854 58.807
Disinvestimenti/Alienazioni (495) (640) (1.135)
Altri movimenti 11.080 (2.738) 8.342
Ammortamenti (23.842) 0 (23.842)
Valore netto finale 85.287 6.910 92.197

14. Diritto d'uso – € 8.470 mila

In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui che, con decorrenza 1° gennaio 2019, sono rilevati come attività in leasing e ammortizzati lungo la durata dei contratti, a seguito dell'applicazione del nuovo standard internazionale IFRS16. Alla data del 31 dicembre 2022 il valore netto contabile di tali attività è pari a € 8.470 mila.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Terreni e fabbricati 7.165 12.571 (5.405)
Autovetture e autoveicoli 1.304 1.148 157
Altro 0 (5) 5
Totale 8.470 13.713 (5.244)

Nella tabella seguente si espone la movimentazione dell'esercizio:

€ migliaia Terreni e
fabbricati
Autovetture
e autoveicoli
Altro Totale
Saldo di apertura 12.571 1.148 (5) 13.713
Nuovi contratti 281 869 198 1.349
Remeasurement (1.618) 0 (187) (1.806)
Riclassifiche/Altri movimenti 104 67 24 194
Ammortamento (4.172) (780) (29) (4.981)
Totale 7.165 1.304 0 8.470

Non sono inoltre presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti per i quali Acea si è impegnata per un importo significativo.

Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16 e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".

15. Partecipazioni in controllate e collegate – € 2.059.277 € mila

Registrano una crescita di € 91.666 mila rispetto al 31 dicembre 2021 ed è così composta:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Partecipazioni in controllate 2.033.815 1.944.626 89.189
Partecipazioni in collegate 25.461 22.984 2.477
Partecipazioni in controllate e collegate 2.059.277 1.967.611 91.666

Partecipazioni in imprese controllate

Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2022.

€ migliaia Costo storico Riclassifiche
e altri movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore netto
Valori al 31 dicembre 2021 3.345.940 (374.890) (64.955) (961.469) 1.944.626
Variazioni 2022:
-
variazione capitale sociale
99.076 0 0 0 99.076
-
acquisizioni/costituzioni
0 0 0 0 0
-
alienazioni/distribuzioni
0 0 0 0 0
-
riclassifiche e altri movimenti
0 0 0 0 0
-
svalutazioni/rivalutazioni
0 0 (9.887) 0 (9.887)
Totale variazioni del 2022 99.076 0 (9.887) 0 89.189
Valori al 31 dicembre 2022 3.445.017 (374.890) (74.842) (961.469) 2.033.815

Le movimentazioni intervenute riguardano:

  • € 99.076 mila sono relative alle seguenti operazioni:
    • i) € 96.338 mila sono relative alla ricapitalizzazione mediante costituzione di una riserva di patrimonio netto finalizzata alla copertura delle perdite di esercizio per mezzo della remissio-

ne di crediti commerciali e finanziari di Acea Ato5;

ii) € 2.739 mila sono relative all'aumento del capitale sociale in Adistribuzionegas;

-€ 9.887 mila sono relative alle seguenti operazioni:

i) -€ 7.585 mila sono relative alla svalutazione della partecipa-

zione in Acea Ato5;

  • ii) -€ 4.028 mila sono relative alla svalutazione della partecipazione in Umbriadue conseguente la sottoscrizione della prima tranche dell'aumento del capitale sociale di ASM Terni al valore di € 471 mila mediante conferimento delle quote di partecipazione in Umbriadue;
  • iii) € 1.726 mila sono relative all'adeguamento al cambio delle partecipazioni in Acea International SA.

Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test, ai sensi dello IAS 36, sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette e indirette.

Di seguito si riporta la metodologia utilizzata nonché si commentano i risultati dei test e le sensitivity effettuate. La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso e il fair value, al netto dei costi di vendita.

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Il processo di impairment 2022 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax (WACC). La stima del valore recuperabile delle partecipazioni è espressa quindi in termini di valore d'uso.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile e il successivo confronto con i rispettivi valori contabili ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del WACC post tax, del valore dei flussi operativi desunti dal Piano Industriale approvato dal Consiglio di Amministrazione, aggiornato, ove necessario, per tener conto delle evoluzioni normative e degli eventi intercorsi tra la data di approvazione del Piano Industriale e la data di approvazione del presente bilancio da parte del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA, e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) ed eventuali surplus asset/liability (SA). Si evidenzia che ai fini della determinazione del valore dei flussi operativi ci si riferisce all'ultimo piano approvato eventualmente aggiornato per tener conto delle evoluzioni normative e/o gestionali nel frattempo intervenute.

Le principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa e gli esiti del test sono le seguenti:

  • lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito;
  • la dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato è stata elaborata sulla base di scenari energetici elaborati in coerenza con l'attuale contesto di mercato;
  • l'evoluzione dei costi del Gruppo in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche inerziali.

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione (Area Generazione) il valore residuo corrispondente al capitale investito netto a fine vita utile degli impianti;
  • per l'Area Ambiente ed Estero considerando, rispettivamente, il valore residuo corrispondente al capitale investito netto a fine vita utile degli impianti e della concessione;
  • per areti (Area Infrastrutture Energetiche) considerando il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico considerando il valore attuale della RAB e del Capitale Circolante Netto alla scadenza della concessione;
  • per l'Area Commerciale e Trading sono stati stimati i flussi di cassa normalizzati in un'ipotesi di steady-state senza crescita reale.

Infine, i flussi come sopra determinati sono stati attualizzati al WACC post imposte determinati secondo un approccio unconditional o utilizzando il WACC regolatorio per i business regolati. I WACC di mercato risultano essere in aumento per effetto delle ultime politiche monetarie e dell'incertezza derivante dal protrarsi della guerra in Ucraina mentre quelli regolati in coerenza con i rispettivi periodi regolatori risultano essere in linea rispetto a quelli dello scorso anno.

Di seguito si riepilogano le assunzioni utilizzate nei test e le stime del Terminal Value:

Settore Valore recuperabile WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
Idrico Valore d'uso 4,7% CIN a fine concessione inclusivo
del Regulatory Asset Base (RAB)
Fine concessione
Gas Valore d'uso 5,3% Valore Terminale pari alla RAB Fine concessione
Infrastrutture Energetiche Valore d'uso 5,0% Regulatory Asset Base (RAB) Fine concessione
Commerciale e Trading Valore d'uso 7,2% Perpetuity Fino al 2024
Generazione Valore d'uso 6,5% CIN/perpetuity a fine vita utile degli impianti Vita utile impianti/fine concessione
Ingegneria e Servizi Valore d'uso 4,7% CIN a fine vita utile degli impianti Fine concessione impianti area idrico
Estero Valore d'uso 8,0%/11,7% CIN a fine concessione Fine concessione
Ambiente Valore d'uso 6,6% CIN a fine vita utile degli impianti Vita utile impianti

Inoltre, con riferimento a quanto emanato da ESMA, richiamato da Consob e quanto meglio chiarito dalle linee guida riportate dal discussion paper dell'OIV relativo allo sviluppo del test di impairment dei non financial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina, Acea ha sviluppato un'analisi del rischio con strumenti quantitativi quali l'applicazione di un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini e le principali variabili macroeconomiche, nonché analisi di Monte Carlo utile a comprendere le relazioni tra le singole variabili chiave e a supportare la definizione dei possibili scenari alternativi e in generale il livello di volatilità delle previsioni. Oltre alle svalutazioni sopra riportate, sono emerse possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano "more likely than not" ma di cui si ritiene tuttavia opportuno monitorare l'evoluzione. Nello specifico, le CGU rientranti in questa fattispecie sono Acquedotto del Fiora, Adistribuzionegas, Acea Molise, Ecogena, Energia, MEG e gli impianti di Monterotondo (Acea Ambiente), Tor di Valle (Acea Produzione) e Porta di Roma (Ecogena).

Si segnala, inoltre, che in conseguenza dell'approvazione dell'aggiornamento biennale 2022-2023, gli amministratori di Acea Ato5 hanno confermato la presa d'atto del permanere di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare: l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e il positivo accoglimento dell'istanza di riequilibrio economico-finanziario attualmente in corso di riproposizione da parte della società. Si veda, inoltre, quanto descritto nel paragrafo "Andamento delle Aree di attività – Area industriale – Idrico" della Relazione sulla gestione.

A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare con l'approvazione delle recenti predisposizioni tariffarie ulteriormente aggravata dallo scenario energetico nazionale, gli amministratori della società controllata hanno continuato ad adottare azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa, tra le quali si segnala:

  • il riscadenzamento dei debiti pregressi mediante sottoscrizione di piani di rientro con controparti sia terze che infragruppo che prevedono pagamenti su orizzonti temporali superiori ai 12 mesi;
  • l'ulteriore efficientamento nella gestione del credito con l'obiettivo di ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, migliorare le percentuali d'incasso;
  • la continuazione delle attività di contenimento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5;
  • la prosecuzione del ricorso avverso la delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020-2023;
  • il proseguimento delle interlocuzioni con l'Ente d'Ambito finalizzate alla definizione delle partite reciproche, mediante riconferma della validità della proposta conciliativa adottata dal Tavolo di Conciliazione instaurato con l'Ente d'Ambito e dei suoi specifici contenuti, nonché la definizione con la STO di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario;
  • la riproposizione di una nuova istanza di riequilibrio economico-finanziario come previsto dalla regolazione (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr), recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria.

La principale motivazione che ha determinato la riduzione di valore è da ricondurre sostanzialmente al deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie e determinato, in particolare, dal mancato riconoscimento di tempistiche certe di fatturazione dei conguagli pregressi, nonché a causa di mancati riconoscimenti di costi e di variazioni tariffarie non compatibili con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, talvolta confluiti in contenziosi giudiziali a oggi non ancora risolti nonché oggetto del Tavolo di Conciliazione istituito con l'Ente d'Ambito in anni precedenti e allo stato congelato in attesa degli esiti del procedimento penale n. 2031/2016, aspetti che hanno determinato un profilo di circolante penalizzante nei primi anni del piano. Nessuna ipotesi di pagamento dei debiti finanziari è stata prevista verso Acea. In considerazione della situazione di squilibrio determinata dalle recenti predisposizioni tariffarie, gli Amministratori della Società hanno approvato un piano economico-finanziario pluriennale predisposto per il test di impairment che, in particolare, riflette i contenuti della nuova istanza di riequilibrio economico-finanziario in corso di predisposizione da parte della Società, ai sensi di quanto previsto dalla regolazione tariffaria idrica.

Segnatamente, in aggiunta alle assunzioni rilevanti su indicate, le ulteriori principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa, coerenti con le previsioni della suddetta istanza di riequilibrio gli esiti del test di impairment sono, pertanto, le seguenti:

  • sviluppo dei ricavi elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito, nonché della stima delle partite a conguaglio, in assenza di contributi;
  • riconoscimento della componente tariffaria morosità (Cmor) pari al 7,1% negli anni 2023-2025 e 2028-2033 e pari all'unpaid ratio reale negli anni 2026-2027;
  • efficienze gestionali in arco piano pari a € 4,4 milioni a partire dal 2024;
  • dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato elaborata sulla base del budget 2023 approvato dalla Società e di scenari energetici elaborati in coerenza con l'attuale contesto di mercato;
  • fatturazione dei conguagli tariffari entro il termine di scadenza della concessione fatto salvo il limite di incremento tariffario stabilito dalla regolazione.

Stante le diverse variabili che interessano il piano economico-finanziario della Società, è stata svolta un'analisi di sensitività basata sul raggiungimento o meno degli obiettivi di efficienza previsti nel nuovo piano industriale della controllata e sul riconoscimento della componente tariffaria relativa alla morosità. Si riportano di seguito i risultati dell'analisi di sensitività segnalando che il "caso base" dell'impairment test coincide con il riquadro evidenziato in arancione che prevede il raggiungimento al 100% degli obiettivi di cost savings (€ 4,4 milioni a partire dal 2024) e l'ipotesi di riconoscimento della componente relativa alla morosità al 7,1% per gli anni 2023-2025 e 2028-2033; negli anni 2026-2027 si ipotizza un riconoscimento pari all'unpaid ratio reale.

A tal riguardo, se da un lato il raggiungimento degli obiettivi di cost savings è ritenuto probabile in considerazione del margine di efficienza gestionale ancora conseguibile con le azioni in parte già avviate dal management negli ultimi anni, dall'altro, il riconoscimento dei suddetti livelli di morosità è ritenuto plausibile ai sensi di quanto disposto dalla vigente regolazione (art. 28.3 Allegato A deliberazione ARERA 580/2019/Ri/idr), poiché necessario al mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario della gestione. Infatti, Acea Ato5 ha confermato tale necessità:

  • nella proposta tariffaria allegata alla richiesta di diffida inviata all'ARERA il 30 novembre 2022;
  • nell'istanza di riequilibrio presentata il 13 dicembre 2021, i cui

termini sono decorsi infruttuosi a causa dell'inerzia dell'Ente d'Ambito;

nell'istanza di riequilibrio in corso di aggiornamento.

Pertanto, nelle circostanze, non è ipotizzabile uno scenario peggiorativo delle valutazioni effettuate e sintetizzate nel "caso base" individuato, in quanto, nell'eventualità in cui i sopra descritti obiettivi di riconoscimento non dovessero concretizzarsi, l'Ente d'Ambito non potrebbe esimersi dall'individuare modalità alternative, ivi inclusa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria previste dalla regolazione, al fine di garantire l'imprescindibile equilibrio economico-finanziario del Gestore e la regolare gestione del servizio.

€ migliaia Ipotesi di efficienza costi (non passanti) vs base 2022
0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 4,4 5,0 6,0 7,0
Ipotesi riconoscimento Cmor 3% -53,5 -49,9 -46,3 -42,7 -39,1 -37,7 -35,6 -32,0 -28,4
Ipotesi riconoscimento Cmor 7,1% -37,4 -33,8 -30,2 -26,6 -23,0 -21,6 -19,5 -15,9 -12,3
Ipotesi riconoscimento Cmor pari a
Unpaid reale *
-23,3 -19,8 -16,2 -12,6 -9,0 -7,6 -5,4 -1,9 1,7

* Negli anni 2026-2027 - riallineamento al 7,1% a partire dal 2028 fino al 2033.

Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 25.461 mila e sono variate nel 2022 per:

€ 2.565 mila in seguito alla costituzione tra Acea e Suez International Sas della joint-venture DropMI che opererà nella ricerca, nella ingegnerizzazione e nello sviluppo di misuratori idrici e in generale delle smart water solutions per il mercato idrico nazionale e internazionale;

-€ 37 mila per adeguamento al cambio della società Aguazul Bogotà.

Di seguito la tabella della movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

€ migliaia Costo storico Riclassifiche e
altri movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore netto
Valori al 31 dicembre 2021 96.135 13.600 (80.889) (5.861) 22.984
Variazioni 2022:
-
variazione capitale sociale
0 0 0 0 0
-
acquisizioni/costituzioni
2.565 0 0 0 2.565
-
alienazioni/distribuzioni
0 0 0 0 0
-
riclassifiche e altri movimenti
0 (51) 0 0 (51)
-
svalutazioni/rivalutazioni
0 0 (37) 0 (37)
Totale variazioni del 2022 2.565 (51) (37) 0 2.477
Valori al 31 dicembre 2022 98.700 13.549 (80.926) (5.861) 25.461

16. Altre partecipazioni – € 2.350 mila

Le "Altre partecipazion" si riferiscono a investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Sono rimaste invariate nel corso del 2022.

17. Imposte differite attive – € 13.453 mila

Si riducono di € 2.483 mila rispetto al 31 dicembre 2021. La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 31 dicembre 2022 distinguendo le Attività per imposte anticipate dal Fondo per imposte differite.

Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte anticipate, si rileva che la valutazione della fiscalità differita attiva è stata eseguita sulla base dei piani industriali di Acea e, riguardo l'orizzonte temporale, considerando una ragionevole stima dell'epoca di riversamento.

€ migliaia Movimentazioni del periodo
31/12/2021 Utilizzi
IRES/IRAP
Movimenti a
patrimonio netto
Accantonamenti
IRES/IRAP
31/12/2022
Imposte anticipate
Compensi membri CdA 15 0 6 21
Fondo rischi e oneri 3.900 (2.167) 0 2.789 4.522
Svalutazione crediti 14.526 (414) 0 805 14.916
Ammortamenti beni materiali e immateriali 496 (75) 0 349 771
Piani a benefìci definiti/Contribuzione definita 3.871 (562) 964 518 4.791
Altre 6.221 (68) (908) 0 5.245
Totale 29.029 (3.286) 0 4.468 30.267
Imposte differite 56
Imposte differite su dividendi 18 0 0 17 35
Ammortamenti beni materiali e immateriali 145 0 0 39 185
Piani a benefìci definiti/Contribuzione definita 179 0 0 0 179
Altre 12.749 0 2.484 1.182 16.415
Totale 13.092 0 2.484 1.238 16.814
Totale netto 15.937 (3.286) (2.484) 3.230 13.453

18. Attività finanziarie non correnti – € 3.547.241 mila

Aumentano di € 165.531 mila rispetto al 31 dicembre 2021 (erano € 3.381.711 mila). Di seguito la tabella di dettaglio:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti finanziari verso Roma Capitale 4.815 8.286 (3.471)
Crediti verso controllate e collegate per finanziamenti 3.533.224 3.361.891 171.333
Crediti verso altri diversi 9.202 11.534 (2.332)
Attività finanziarie 3.547.241 3.381.711 165.531

La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti al servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad Acea, in misura pari all'ammortamento fiscale oltre l'esercizio 2023, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

I Crediti finanziari verso imprese controllate e collegate aumentano, rispetto al 31 dicembre 2021, di € 171.333 mila.

Nel corso del 2022 si segnala:

  • la riduzione della quota a lungo del finanziamento verso Acea Ato5 pari a € 33.831 mila dovuta per € 25.000 mila alla sua remissione per effetto della ricapitalizzazione della Società mediante costituzione di una riserva di patrimonio netto finalizzata alla copertura delle perdite di esercizio;
  • si è proceduto a riclassificare nella posizione a lungo il finanziamento soci verso Acea Molise, pari complessivamente a € 4.870 mila, in riferimento al quale si è concessa una proroga del termine di rimborso;
  • si è proceduto al rimborso anticipato del finanziamento soci concesso a TWS pari a € 4.000 mila.

Tali crediti si ritengono interamente recuperabili.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti per rapporti di tesoreria accentrata - quota non corrente 3.354.512 3.149.951 204.561
Crediti per finanziamenti a medio-lungo termine 178.712 211.940 (33.228)
Acea Ato5 153.912 187.742 (33.831)
Acea Molise 4.870 0 4.870
Ecomed 33 33 0
Technologies for Water Service 0 4.000 (4.000)
Umbriadue Servizi Idrici 19.897 20.165 (268)
Crediti verso controllate e collegate per finanziamenti 3.533.224 3.361.891 171.333

La voce Crediti verso altri, pari a € 9.202 mila, deriva per € 8.202 mila dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto

dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso. Nella voce sono presenti € 654 mila relativi a risconti attivi non correnti per i costi per le up front fees relativi alle linee committed.

19. Altre attività non correnti – € 208 mila

In questa voce trovano allocazione i risconti attivi relativi alla quota a lungo di licenze d'uso e canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche di competenza di esercizi successivi.

20. Attività correnti – € 1.178.416 mila

Registrano un decremento di € 139.620 mila (erano € 1.317.763 mila al 31 dicembre 2021) e sono composti come di seguito descritto.

20.a - Crediti commerciali – € 149.229 mila

Registrano un decremento pari a € 30.131 mila rispetto al 31 dicembre 2021 (erano € 179.359 mila). Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/2021 31/12/2020 Variazione
Crediti verso clienti 1.239 544 695
Crediti verso controllante - Roma Capitale 21 30 (9)
Crediti verso controllate e collegate 147.969 178.785 (30.816)
Crediti commerciali 149.229 179.359 (30.131)

Crediti verso clienti

Ammontano a € 1.239 mila al netto del fondo svalutazione crediti pari a € 2.156 mila e aumentano di € 695 mila.

I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni maturate verso soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi.

Fondo svalutazione crediti

Si attesta a € 2.156 mila e aumenta per € 32 mila rispetto al 31 dicembre 2021. L'ammontare delle somme ritenute inesigibili viene stimato in base a quanto previsto dall'IFRS9, ovvero, attraverso l'applicazione dell'expected credit loss model per la valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (c.d. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (c.d. loss given default).

Crediti verso controllante - Roma Capitale

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti per prestazioni fatturate 5 5 0
Crediti per prestazioni da fatturare 16 25 (9)
Totale crediti commerciali 21 30 (9)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture emesse 135.127 117.133 17.994
Fondo svalutazione crediti (57.994) (28.298) (29.696)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 36.274 48.981 (12.707)
Fondo svalutazione crediti (5.380) (30.152) 24.772
Crediti finanziari m/l termine per Illuminazione Pubblica 4.815 8.286 (3.471)
Totale crediti finanziari Illuminazione Pubblica 112.842 115.949 (3.108)
Totale crediti 112.862 115.979 (3.117)
Debiti per dividendi (105.942) (116.220) 10.277
Altri debiti (2.707) (1.895) (812)
Totale debiti (108.649) (118.114) 9.466
Totale saldo netto credito debito 4.214 (2.135) 6.349

In merito ai rapporti con Roma Capitale al 31 dicembre 2022, il saldo netto risulta a credito per € 4.214 mila (al 31 dicembre 2021 il saldo a debito risultava pari a € 2.135 mila).

Per quanto riguarda i crediti commerciali e finanziari, si registra una diminuzione complessiva, rispetto al precedente esercizio, di € 3.117 mila dovuta principalmente alla maturazione del periodo nonché alla rilevazione degli incassi/compensazioni.

Di seguito si elencano le principali variazioni:

  • maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 53.408 mila;
  • nel mese di aprile sono stati compensati crediti relativi a lavori eseguiti per il servizio di Illuminazione Pubblica pari a € 3.636 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2019;
  • nel mese di maggio sono stati compensati crediti relativi a corrispettivi dell'ultimo trimestre 2021 di Illuminazione Pubblica pari a € 7.424 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2019;
  • nei mesi di luglio e agosto sono stati compensati crediti relativi

ai corrispettivi di settembre del 2021 e del primo trimestre del 2022 nonché per lavori sempre connessi al servizio di Illuminazione Pubblica pari a € 15.335 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2019;

  • nel mese di settembre sono stati compensati crediti relativi a corrispettivi di Illuminazione Pubblica del 2022 pari a € 9.096 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2019 e 2020;
  • nel mese di novembre sono stati compensati crediti relativi all'ammodernamento e manutenzione straordinaria del 2021 della rete di Illuminazione Pubblica pari a € 10.242 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2020;
  • nel mese di dicembre sono stati compensati crediti relativi ai corrispettivi del terzo trimestre 2022 del servizio di Illuminazione Pubblica pari a € 10.780 mila con i dividendi azionari di Acea relativi all'esercizio 2020.

I debiti finanziari verso Roma Capitale diminuiscono di € 10.277 mila per l'effetto combinato delle compensazioni/pagamenti per € 56.572 mila oltre che dell'iscrizione del nuovo debito residuo per dividendi azionari dell'esercizio 2021 di Acea per € 46.160 mila.

Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU) incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri, in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo alla chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie.

Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 l'AGCM si è espressa circa la legittimità dell'affidamento diretto del servizio stesso e al riguardo sono in corso verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Inoltre, da tale provvedimento è emersa, tra l'altro, anche la verifica in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021, a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato e in parte anche già pagato da Roma Capitale e nel corso del 2022 sono proseguite le attività di riconciliazione per cui Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti sempre tramite compensazioni per complessivi € 56.516 mila di cui € 17.389 mila relativi a crediti già iscritti nei precedenti esercizi.

Si informa che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica e artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea SpA – Ricognizione del perimetro della situazione debitoria e avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021. Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.

Alla data di redazione del presente bilancio risultano in corso di liquidazione da parte di Roma Capitale la maggior parte dei crediti sottostanti tale Relazione Tecnica.

Si informa che nel corso del mese di settembre 2022 è stato approvato il Bilancio Consolidato di Roma Capitale al 31 dicembre 2021.

Crediti verso imprese controllate e collegate

I crediti verso imprese controllate e collegate ammontano a € 147.969 mila e si riducono di € 30.816 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei diversi contratti di servizio. Lo scostamento è giustificato dalla dinamica di fatturazione e incasso. Di seguito la loro composizione:

154 2. Bilancio di esercizio

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Acea Ato2 32.833 26.329 6.504
Acea Ato5 5.552 54.404 (48.853)
areti 28.327 30.161 (1.834)
Acea energia 19.062 16.580 2.482
Acea produzione 3.154 4.114 (960)
Gesesa 8.760 7.847 913
GORI 6.403 2.606 3.798
Acea Molise 8.063 6.647 1.416
Acea Elabori SpA 2.987 4.446 (1.460)
Sarnese Vesuviano 789 813 (24)
Acea Ambiente 6.294 5.719 574
Acea Dominicana 72 72 0
Aquaser 142 (180) 322
Acque Industriali 921 1.452 (531)
Umbriadue Servizi Idrici 716 625 91
Ecogena 83 82 1
Acea International 18 18 0
Acea Innovation 552 496 56
Acquedotto del Fiora 7.500 5.892 1.608
Acea Perù 135 135 0
Acea Liq. and Lit. 48 (1) 49
Publiacqua 4.878 3.946 932
Umbra Acque 4.192 2.670 1.522
Acque 2.893 1.573 1.320
Ingegnerie Toscane 417 358 59
Geal 18 3 14
Coema 137 205 (68)
Servizi Idrici Integrati 298 119 179
Marco Polo 1.236 1.236 0
Altro 1.490 416 1.073
Totale 147.969 178.785 (30.816)

20.b - Altre attività correnti – € 52.764 mila

Registrano una variazione in aumento di € 18.521 mila e si compongono come di seguito esposto.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti verso cessionario Area Laurentina 0 6.446 (6.446)
Crediti diversi 238 219 18
Crediti verso enti previdenziali 324 289 35
Crediti per TFR da cessioni individuali 1.952 1.945 7
Anticipi a fornitori e depositi verso terzi 298 239 59
Altri crediti tributari 25.271 8.823 16.448
Ratei e risconti attivi 7.144 5.543 1.600
Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate 17.539 10.739 6.800
Altre attività correnti 52.764 34.243 18.521

Tale variazione deriva principalmente da maggiori crediti per IVA pari a € 15.330 mila e per consolidato fiscale pari a € 6.800 mila compensati dall'incasso del credito vantato verso Milano '90 per l'area di via Laurentina da parte del terzo pignorato pari a € 6.446 mila (per maggiori informazioni si rinvia all'informativa contenuta nelle principali vertenze giudiziali).

Nei crediti verso enti previdenziali e per TFR da cessioni individuali trovano allocazione i crediti generatisi a seguito del rientro del ramo facility management Marco Polo per debiti verso i dipendenti. Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente la quota delle licenze d'uso di competenza di esercizi successivi, i canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche, i servizi informatici, i contratti di assicurazione e i premi assicurativi.

20.c - Attività per imposte correnti – € 9.222 mila

La voce aumenta per € 3.458 mila principalmente per maggiori crediti IRES per acconti versati.

31/12/2021
Variazione
31
0
5.733
3.458
3.458
5.764

20.d - Attività finanziarie correnti – € 667.283 mila

Registrano una variazione in aumento di € 10.424 mila e di seguito vengono dettagliate. Da quest'anno trovano collocazione nelle attività finanziarie non correnti la quota dei conti correnti relativi alle linee di finanziamento di tipo revolving destinata dalle controllate alle attività non correnti. I dati del 2020 sono quindi pro-formati per una migliore rappresentazione.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti finanziari verso controllante - Roma Capitale 108.026 107.664 363
Crediti finanziari verso controllate e collegate 364.120 274.381 89.739
Crediti finanziari verso terzi 195.137 274.814 (79.677)
Totale attività finanziarie correnti 667.283 656.858 10.424

Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale

Ammontano complessivamente a € 108.026 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di Illuminazione Pubblica così come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".

Crediti verso imprese controllate e collegate

Si attestano a € 364.120 mila (€ 274.381 mila al 31 dicembre 2021) e risultano composti come di seguito esposto:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti per rapporti di tesoreria centralizzata 246.125 155.532 90.594
Ratei attivi finanziari correnti su finanziamenti e rapporti di tesoreria centralizzata 84.762 94.577 (9.815)
Crediti verso imprese controllate per finanziamenti 27.816 20.320 7.496
Altri crediti verso imprese controllate 2.906 1.486 1.420
Crediti per commissioni su garanzie prestate 2.510 2.466 44
Crediti finanziari verso controllate e collegate 364.120 274.381 89.739

La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dal decremento della quota corrente dei saldi di conto corrente verso le società del gruppo che hanno aderito a una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento e alla riduzione dei ratei attivi finanziari associati da imputare principalmente alla riduzione dei tassi di interesse.

Si registra un incremento dei crediti verso imprese controllate per

finanziamenti pari a € 7.496 mila dovuto per € 4.870 mila alla riclassifica a breve dei finanziamenti soci verso Acea Molise in scadenza il 31 gennaio 2022.

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 195.137 mila e si riducono rispetto al 31 dicembre 2021 di € 79.677 mila per la riduzione dei depositi a breve passati da € 270.000 mila a € 190.000 mila.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Crediti per la gestione del servizio di Pubblica Illuminazione 3.181 3.775 (594)
Crediti su depositi a breve termine 190.000 270.000 (80.000)
Ratei attivi finanziari 1.080 765 315
Crediti verso SEIN da liquidazione Acea Ato5 Servizi 274 274 0
Altri crediti 602 0 602
Crediti finanziari verso terzi 195.137 274.814 (79.677)

20.e - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – € 299.918 mila

Registrano una riduzione pari a € 141.620 mila (al 31 dicembre 2021 erano € 441.538 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE - PASSIVO

21. PATRIMONIO NETTO – € 1.690.653 MILA

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 147.501 138.649 8.852
Riserva azioni proprie in portafoglio 0 0 0
Altre riserve 91.954 83.510 8.444
Utile/(Perdita) relativa a esercizi precedenti 145.564 158.042 (12.478)
Utile/(Perdita) dell'esercizio 206.735 177.040 29.695
Patrimonio netto 1.690.653 1.656.139 34.513

Il patrimonio netto registra un incremento di € 34.513 mila rispetto al 31 dicembre 2021. Tale variazione è prevalentemente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato conseguito nell'esercizio 2021 pari a € 0,85 per azione, nonché dalla movimentazione delle altre riserve.

Di seguito si riporta la composizione e le movimentazioni per singola voce.

21.a - Capitale sociale – € 1.098.899 mila

Ammonta a € 1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

Roma Capitale: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila,

  • Mercato: n. 103.936.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila,
  • Azioni Proprie: n. 416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila.

21.b - Riserva legale – € 147.501 mila

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 Cod. Civ.

Al 31 dicembre 2022 si registra una crescita di € 8.852 mila rispetto allo scorso anno, per effetto della destinazione dell'utile conseguito nell'esercizio 2021.

21.c - Altre riserve – € 91.954 mila

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Riserva straordinaria 180 180 0
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 102.567 0
Riserva per differenza cambio 17.262 9.397 7.865
Riserva da valutazione di strumenti finanziari (16.225) (19.099) 2.874
Riserva da utili e perdite attuariali (12.029) (9.734) (2.295)
Altre riserve diverse 198 198 0
Altre riserve 91.954 83.510 8.444

La riserva per differenze di cambio registra una variazione in aumento di € 7.865 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 dicembre 2022 del private placement in Yen stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 16.225 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del bond (3 marzo 2010).

La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve disponibili e indisponibili.

31/12/2022
€ migliaia Importo Possibilità
di utilizzazione
Quota
distribuibile
Riepilogo delle utilizzazioni
effettuate nei tre precedenti esercizi
Copertura perdite Altre ragioni
Riserve di capitale
Riserva derivanti da operazione scissione
di ARSE
6.569 A, B, C 6.569
Riserve di utili da conto economico
Riserva legale 147.501 A, B 147.501
Riserva straordinaria 180 A, B, C 180
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 A, B, C 102.567
Utile/(Perdita) relativa a esercizi
precedenti
145.564 A, B, C 145.564 13.643
Riserve di utili da OCI
Riserva da valutazione di strumenti
finanziari
(16.225) (16.225)
Riserva per differenza cambio 17.262 17.262
Riserva da utili e perdite attuariali (12.029) (12.029)
Altre riserve
Maggior costo pagato acquisizioni
infragruppo
(5.652) (5.652)
Riserva IAS (719) (719)
Riserva per azioni proprie in portafoglio 3.853 Garanzia
azioni proprie
3.853
Totale 388.872 388.872
Quota non distribuita 133.991
Residua quota distribuibile 254.881

Legenda: A = aumento di capitale – B = copertura perdite – C = distribuzione ai soci.

Riserva per azioni proprie in portafoglio

Ai sensi dell'art. 2428 Cod. Civ., le azioni proprie in portafoglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.152 mila complessivamente) e corrispondono allo 0,196% del capitale sociale.

La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al 31 dicembre 2022 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coincide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in ossequio allo IAS32.

PASSIVITÀ NON CORRENTI - € 851.804.782 MILA

22. Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefìci definiti – € 21.901 mila

Aumenta di € 1.566 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefìci da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita e i piani a benefìci definiti. Nella tabella che segue è riportata la composizione:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
-
TFR
4.577 5.863 (1.286)
-
Fondo Pegaso
0 0 0
Trattamento di fine rapporto 4.577 5.863 (1.286)
-
Mensilità aggiuntive
1.015 1.332 (317)
Mensilità aggiuntive 1.015 1.332 (317)
-
Piani LTIP
1.736 858 877
Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 1.736 858 877
Benefìci dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro 7.327 8.053 (726)
-
Agevolazione tariffaria dipendenti
868 1.107 (239)
-
Agevolazione tariffaria dirigenti
90 96 (6)
-
Agevolazione tariffaria pensionati
10.299 7.363 2.937
Agevolazioni tariffarie 11.257 8.566 2.691
Benefìci successivi a rapporto di lavoro 11.257 8.566 2.691
-
Fondo Isopensione
3.316 3.715 (399)
Isopensione 3.316 3.715 (399)
Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefìci definiti 21.901 20.334 1.566

Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefìci dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefìci successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione.

La variazione risente i) degli accantonamenti di periodo, ii) dalle uscite verificatesi durante il periodo e iii) della diminuzione del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato il 4,00% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno dell'1,00%. Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene Acea e al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi

Inoltre, di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:

31/12/2022 31/12/2021
Tasso di attualizzazione 3,95% 1,00%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 2,67% 1,59%
Inflazione di lungo periodo 2,50% 1,75%

tecniche.

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift +0,5% – shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia piano - € migliaia Tasso di attualizzazione
-0,5% +0,5%
TFR (177) 188
Agevolazioni tariffarie (335) 353
Mensilità aggiuntive (39) 42
LTIP (13) 13

Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia piano - € migliaia -1 anno di età
TFR 43
Agevolazioni tariffarie (548)
Mensilità aggiuntive 75

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

23. Fondo rischi e oneri – € 17.381 mila

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:

€ milioni 31/12/2021 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
esubero fondi
Riclassifiche/
Altri movimenti
31/12/2022
Legale 2.701 (539) 974 0 0 3.136
Partecipate 5.570 0 0 0 (51) 5.520
Rischi contributivi 738 (130) 138 (16) 0 730
Altri rischi e oneri 930 0 111 0 0 1.041
Totale fondo rischi 9.939 (669) 1.223 (16) (51) 10.427
Esodo e mobilità 5.085 (6.339) 8.208 0 0 6.954
Totale fondo oneri 5.085 (6.339) 8.208 0 0 6.954
Totale fondo rischi e oneri 15.024 (7.008) 9.431 (16) (51) 17.381

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • il fondo rischi legato a contenziosi legali utilizzato per € 539 mila per sentenze sfavorevoli. Sono inoltre stati stanziati ulteriori accantonamenti dell'anno per € 974 mila;
  • il fondo stanziato a fronte di piani di mobilità ed esodo utilizzato per € 6.339 mila in quanto si sono concluse le relative procedure. Sono stati inoltre accantonati € 8.208 mila sempre relativamente allo stesso piano comprensivo di futuri piani di isopensione.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

24. Debiti e passività finanziarie – € 4.404.759 mila

Sono così composti:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Obbligazioni 3.834.453 4.141.952 (307.500)
Finanziamenti a medio-lungo termine 462.202 250.816 211.385
Finanziamenti a medio-lungo termine verso controllate 103.760 116.730 (12.970)
Debiti finanziari IFRS16 4.344 9.089 (4.745)
Debiti e passività finanziarie 4.404.759 4.518.588 (113.829)

Obbligazioni a medio-lungo termine

Le obbligazioni ammontano a € 3.834.453 mila (€ 4.141.952 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono:

• € 599.513 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN). Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000 e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente a un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila;

  • • € 496.944 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila;
  • € 142.416 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 18.015 mila ammonta a € 160.430 mila. Tale fair value è allocato in una spe-

cifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 22.713 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2022. Il cambio alla fine del 2022 si è attestato a € 140,41 contro € 130,90 del 31 dicembre 2021. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.633 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente, è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad Acea, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre Acea deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata a un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di Acea scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizioni per l'eventuale esercizio dell'opzione;

• € 693.953 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° febbraio 2018 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 10.500 mila;

  • • € 495.905 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 23 maggio 2019 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,75%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 8.750 mila;
  • • € 496.597 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 29 gennaio 2020 della durata di 9 anni a un tasso dello 0,50% a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 2.500 mila;
  • • € 299.770 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 settembre 2025 e tasso pari a 0%;
  • • € 591.339 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 luglio 2030 e tasso pari a 0,25%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.500 mila.

Lo scostamento in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2021 è da imputare per € 299.975 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) alla riclassifica nella posizione a breve termine del prestito obbligazionario emesso dalla Capogruppo in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi +0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nell'esercizio è pari a € 1.436 mila.

Di seguito si riporta il riepilogo comprensivo della quota a breve:

FV strumento Ratei interessi Totale
€ migliaia Debito lordo * di copertura maturati **
Obbligazioni:
Emissione del 2014 598.588,5 0,0 7.335,6 605.924
Private Placement emissione del 2014 142.396,0 18.014,8 609,8 161.021
Emissione del 2016 495.885,4 0,0 945,2 496.831
Emissioni del 2018 992.242,5 0,0 6.902,1 999.145
Emissioni del 2019 495.013,5 0,0 5.345,9 500.359
Emissioni del 2020 495.960,4 0,0 1.849,3 497.810
Emissioni del 2021 889.684,0 0,0 645,2 890.329
Totale 4.109.770 18.015 23.633 4.151.418

* Compreso costo ammortizzato.

** Compresi ratei su strumenti di copertura.

Finanziamenti a medio-lungo termine

Ammontano a € 462.202 mila e registrano un aumento complessivo di € 211.385 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 dicembre 2022 e scadenti oltre i dodici mesi. L'aumento si riferisce principalmente all'erogazione in due tranche del nuovo finanziamento BEI pari a € 250.000 mila con data valuta 13 giugno 2022.

I principali mutui, i cui valori al 31 dicembre 2022 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 501.460 mila, e sono di seguito descritti:

finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 per un importo di € 200.000 mila per il piano di investimenti nel settore idrico (Acea Ato2) con una durata di 15 anni. Tale finanziamento al 31 dicembre 2022 ammonta a € 7.509 mila ed è allocato interamente nella posizione a breve. La prima tranche pari a € 150.000 mila è stata erogata nell'agosto 2008 e il tasso di interesse è pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread di 7,8 punti base. Nel corso del 2009 è stata erogata una seconda tranche per un importo di € 50.000 mila che prevede un tasso di interesse pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread dello 0,646% la cui scadenza era fissata al 15 giugno 2019. Quest'ultima è stata estinta anticipatamente a marzo del 2018;

  • finanziamento contratto da BEI in data 23 dicembre 2014 di € 200.000 mila, rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti nell'area idrico. Il tasso di interesse applicato è variabile e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2030. L'importo residuo del finanziamento al 31 dicembre 2022 ammonta a € 83.449 mila;
  • finanziamento contratto da BEI in data 2 maggio 2017 di €

200.000 mila nell'ambito del Progetto Efficienza Rete III. Il tasso di interesse è variabile. Il piano di restituzione del prestito prevede un periodo di preammortamento fino al 15 giugno 2021 e ammortamento a rate costanti di capitale semestrali fino al 31 dicembre 2030. L'importo residuo del finanziamento al 31 dicembre 2022 ammonta a € 160.195 mila;

la nuova linea di finanziamento a medio-lungo termine stipulata nel 2020, concessa ad Acea SpA il 30 luglio 2022, suddivisa in due tranche, pari a € 250.000 mila da parte della Banca Europea per gli Investimenti, a valere su un programma di investimenti di Acea Ato2 per il periodo 2019-2022. Alla prima tranche di finanziamento, al 31 dicembre 2022 pari a € 125.000 mila, è applicato un tasso d'interesse fisso mentre alla seconda tranche, al 31 dicembre 2022 pari a € 125.000 mila, è applicato un tasso di interesse variabile. La scadenza per entrambi i finanziamenti è fissata per il mese di giugno 2037.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finanziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nella tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2023 pari a € 39.258 mila.

€ migliaia 31/12/2022 Entro il 31/12/2023 Dal 31/12/2023
al 31/12/2027
Oltre il 31/12/2027
Finanziamenti:
-
a tasso fisso
125.129 133 17.044 107.953
-
a tasso variabile
376.330 39.125 141.478 195.728
Totale 501.460 39.258 158.522 303.680

Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari alla data di bilancio si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

Debiti finanziari a medio-lungo termine verso controllate

Il 20 dicembre 2021 si è perfezionato un contratto di finanziamento

da parte di Acea Energia ad Acea SpA erogato in un'unica soluzione con scadenza 31 dicembre 2031 con rimborso amortizing a rate costanti semestrali.

Di seguito il dettaglio dell'ageing comprensivo della quota a breve.

€ migliaia Debito
residuo totale
Entro il 31/12/2023 Dal 31/12/2023
al 31/12/2027
Oltre il 31/12/2027
Finanziamenti:
-
a tasso fisso
116.735 12.975 51.880 51.880
Totale 116.735 12.975 51.880 51.880

Debiti finanziari IFRS16

In tale voce viene rilevato il debito finanziario derivante dall'applicazione dell'IFRS16 la cui quota a lungo è pari a € 4.345 mila; la quota a breve è invece pari a € 4.500 mila. Si espongono di seguito i flussi finanziari suddivisi per scadenza ai quali Acea è potenzialmente esposta:

€ migliaia Entro 12 mesi Entro 24 mesi Entro 5 anni Debito residuo
Passività IFRS16 4.500 7.146 8.707 8.845

25. Altre passività – € 31.714 mila

La voce pari a € 31.714 mila (€ 2.292 mila al 31 dicembre 2021) accoglie la quota non corrente dei risconti passivi relativa alle licenze d'uso pluriennali su licenze e sviluppi concesse alle società controllate e collegate.

26. PASSIVITÀ CORRENTI – € 851.805 MILA

Ammontano complessivamente a € 851.805 mila e si riducono complessivamente per € 202.761 mila.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti finanziari correnti 572.824 393.135 179.689
Debiti verso fornitori 233.199 222.154 11.046
Debiti tributari 0 0 0
Altre passività correnti 45.782 33.755 12.027
Passività correnti 851.805 649.043 202.761

26.a - Debiti finanziari – € 572.824 mila

Aumentano di € 179.689 mila e sono composti come di seguito esposto:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti verso banche per linee di credito a breve 91 176 (85)
Debiti verso banche per mutui 39.258 46.105 (6.847)
Obbligazioni a breve 316.965 15.945 301.020
Debiti verso controllante Roma Capitale 108.466 117.906 (9.440)
Debiti verso controllate e collegate 102.887 205.972 (103.084)
Debiti verso terzi 655 1.830 (1.174)
Debiti finanziari IFRS16 entro l'esercizio 4.500 5.202 (701)
Debiti finanziari correnti 572.824 393.135 179.689

Il decremento pari a € 6.847 mila dei debiti verso banche per mutui è relativo alla quota residua del finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 in scadenza nel 2023.

La quota a breve delle obbligazioni è aumentata per € 301.020 mila per la riclassifica nella posizione a breve del Bond emesso da Acea a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni con scadenza i primi giorni di febbraio 2023.

I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di € 9.440 mila prevalentemente per l'effetto combinato delle compensazioni/pagamenti per € 56.572 mila oltre che dell'iscrizione del nuovo debito per dividendi azionari dell'esercizio 2021 di Acea per € 92.319 mila corrisposto nella misura del 50% (€ 46.160 mila).

Le variazioni che hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate sono essenzialmente relative ai rapporti di tesoreria accentrata che si riducono di € 103.084 mila per effetto della minore esposizione finanziaria registrata nell'esercizio verso alcune società del Gruppo.

Gli altri debiti finanziari accolgono essenzialmente la quota a breve e i ratei relativi al finanziamento erogato da Acea Energia ad Acea SpA.

Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti per rapporti di tesoreria accentrata 89.862 192.995 (103.134)
Altri debiti finanziari 13.026 12.976 50
Debiti verso controllate e collegate 102.887 205.972 (103.084)

Nella voce oggetto di analisi è iscritta la quota a breve del debito finanziario IFRS16 pari a € 4.500 mila (€ 5.202 mila al 31 dicembre 2021).

26.b - Debiti verso fornitori – € 233.199 mila

Risultano composti come di seguito evidenziato.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti verso fornitori 129.040 116.406 12.634
Debiti verso controllante 182 208 (26)
Debiti verso controllate e collegate 103.977 105.540 (1.563)
Debiti verso fornitori 233.199 222.154 11.046

I debiti verso fornitori terzi registrano una variazione in aumento di € 12.634 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti per fatture ricevute 75.934 67.488 8.446
Debiti per fatture da ricevere 53.106 48.918 4.188
Debiti verso fornitori 129.040 116.406 12.634

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 75.934 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 21.815 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.

si segnala una riduzione pari a € 1.563 mila rispetto al 31 dicembre 2021, che si riferisce essenzialmente ad areti per i compensi relativi al servizio di Illuminazione Pubblica.

Il dettaglio per controparte viene analizzato nella tabella che segue:

Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Acea Ato2 795 634 161
Acea Ato5 68 257 (190)
Acea Energia 12.490 9.199 3.291
Acea Produzione 58 80 (22)
areti 89.950 94.617 (4.667)
Acea Elabori 166 94 72
Acea Ambiente 48 49 (1)
GORI 44 99 (55)
Ecogena 25 19 6
Gesesa 48 0 48
Altro 284 491 (207)
Totale 103.977 105.540 (1.563)

26.c - Altre passività correnti – € 45.782 mila

riennale su licenze e sviluppi concesso alle società controllate e collegate in applicazione del nuovo contratto stipulato a decorrere dal 1° gennaio 2022.

La variazione in aumento pari a € 12.027 mila è dovuta per € 11.756 mila alla quota a breve dei risconti passivi relativi al diritto d'uso plu-

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 3.877 3.775 102
Ratei e risconti passivi 12.812 1.056 11.756
Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate 9.120 9.437 (317)
Debiti verso personale dipendente 10.211 9.554 657
Debiti verso Equitalia 61 63 (2)
Altre passività correnti 9.701 9.870 (169)
Altre passività correnti 45.782 33.755 12.027

Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi da quelli già indicati a proposito della voce mutui.

INFORMATIVE SULLE PARTI CORRELATE

ACEA E ROMA CAPITALE

L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di Acea.

Tra Acea e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di servizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione e al potenziamento degli impianti di Pubblica Illuminazione.

Per quanto riguarda il servizio di Pubblica Illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini economici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 dicembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra Acea e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno 2016 con una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led.

Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:

  • allineamento della durata del contratto di servizio alla scadenza della concessione (2027), stante la mera funzione accessiva del contratto stesso alla convenzione;
  • aggiornamento periodico delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica e alla manutenzione;
  • aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere i) richiesti e finanziati dal Comune o ii) finanziati da Acea: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo a una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile dei cespiti che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse, espressamente inclusa quella prevista dall'art. 23-bis DL 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di Acea il diritto a un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo e il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stato sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1° febbraio 2011, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito – con riferimento a modalità e termini di pagamento – sono regolate dai singoli contratti:

  • a. per il contratto di servizio di Pubblica Illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presentazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessanta giorni e successivamente del tasso di mora come stabilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,
  • b. per tutti gli altri contratti di servizio il termine di pagamento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura e in caso di ritardato pagamento le parti hanno concordato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno 2016 tra Acea e Roma Capitale ha regolato impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare, tale Piano prevede l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano Led. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad Acea per il Progetto Led.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano Led le parti hanno parzialmente modificato il listino prezzi e la composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammortamento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

È previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra Acea e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento. Si informa infine che, in merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n. 49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea SpA (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione CONSIP - Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea SpA. In data 8 febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP - Luce 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale e Acea SpA. Con la medesima nota, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea in relazione al contratto di servizio. Si evidenzia che la suddetta comunicazione riguarda la correttezza dei corrispettivi applicati, senza incidere sulla volontà dell'Amministrazione, già manifestata, di risolvere il rapporto con Acea per bandire una gara e così riaffidare il Servizio di Illuminazione Pubblica. Si informa inoltre che in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica e artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea SpA – Ricognizione del perimetro della situazione debitoria e avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro al 31 dicembre 2021 di debito dell'Amministrazione nei confronti della Capogruppo Acea SpA e nei confronti della controllata areti, sempre con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica. Con riferimento alla suddetta deliberazione sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.

Si comunica infine che, nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione e ai relativi incassi come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2022 con riferimento ai rapporti più significativi.

€ migliaia Ricavi Costi
2022 2021 2022 2021
Contratto di servizio Illuminazione Pubblica 49.157 30.385 78 77
Ricavi da realizzazione impianti su richiesta 429 1.983 0 0
Totale 49.585 32.368 78 77

ACEA E IL GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale Acea intrattiene rapporti di natura commerciale.

La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale
€ migliaia
31/12/2022
Debiti Costi Crediti Ricavi
Ama SpA 130 579 44 17
Fondazione Cinema per Roma 122 122 0 0
Fondazione Teatro dell'Opera 0 15 0 0
Totale 252 719 44 17

ACEA E LE SOCIETÀ CONTROLLATE

Rapporti di natura finanziaria

Acea SpA, nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività.

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanziari, la Capogruppo Acea ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, rendendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

I contratti di finanza intersocietaria sono stati rinnovati il 1° gennaio 2020. In base a tale contratto, Acea mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per i) esigenze di circolante e per ii) la effettuazione degli investimenti.

Inoltre, Acea mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garanzie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie societarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie.

Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per valuta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come sommatoria di Cost of funding, il tasso di interesse medio ponderato pagato dal Gruppo Acea sul mercato nell'anno precedente e Incremental Risk, il differenziale di rischio tra il Gruppo Acea e le singole società partecipanti ai contratti. Per il 2022 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo dell'1,82% e un massimo del 2,73% mentre nel 2021 il tasso applicato era ricompreso tra un minimo del 2,12% e un massimo del 2,98%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, Acea riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "Euribor a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

I nuovi contratti sono stati rivisti nelle seguenti condizioni contrattuali:

  • la durata è trentennale o fino alla scadenza delle concessioni per le società con business regolamentato (Acea Ato2 e areti);
  • revisione della metodologia di calcolo del tasso finito per l'utilizzo della Linea di Finanza Intersocietaria;
  • revisione della metodologia di calcolo dei tassi applicati sulle fideiussioni bancarie e societarie;
  • aggiornamento periodico delle condizioni economiche annuale sulla base del bilancio dell'anno precedente.

Nell'anno 2022 il perimetro degli attuali Contratti di Tesoreria è stato ampliato con la concessione di una linea per fideiussioni assicurative.

Rapporti di natura commerciale

Acea presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Dal 1° gennaio 2020 e con durata triennale, sono entrati in vigore i nuovi contratti di servizio per il triennio 2020-2022. La metodologia utilizzata per la determinazione del prezzo unitario è quella del "Cost Plus Method" che prevede l'individuazione di una base di costo comune, a cui viene applicato un mark-up sui costi interni (oggetto di benchmark di mercato da parte di primaria società di consulenza), e, successivamente, suddivisa tra i vari beneficiari dei servizi attraverso chiavi di allocazioni che siano conformi e coerenti, in linea con quanto farebbero parti terze. Tali contratti sono compliant ai fini regolatori e del MOGC e prevedono SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).

A decorrere dal 1° gennaio 2022 in sostituzione della comunione del progetto Template, Acea e le società controllate hanno stipulato un nuovo contratto avente ad oggetto la fornitura da parte di Acea di Asset e l'erogazione di Servizi informatici attingendo da apposito catalogo, che vanno dalla fornitura delle licenze software e sviluppi per le quali Acea trasferisce un diritto d'uso pluriennale tramite licenza, alla vendita delle infrastrutture hardware. Acea gestisce nell'ambito dello stesso contratto l'esercizio, gestione applicativa e manutenzione di software e degli hardware rientranti nel contratto e servizi di sicurezza informatica.

Resta inteso che una parte del contratto Template rimane ancora operativo su una parte residua della comunione che rimane indivisa.

Infine, nel corso del 2022 Acea ha proseguito nello sviluppo di una serie di software messi a disposizione delle sole Società allocate all'interno dell'Area Idrica attraverso la stipula di specifici contratti fornendo a titolo oneroso licenze d'uso e i relativi servizi di maintenance release e manutenzione ordinaria.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.

ACEA E LE PRINCIPALI SOCIETÀ DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Alla data di chiusura dell'esercizio 2022 risultano i seguenti rapporti economico-patrimoniali con le società del Gruppo Caltagirone e Acea SpA.

€ migliaia 31/12/2022
Debiti Costi Crediti Ricavi
Piemme SpA - Concessionaria di pubblicità SpA 51 103 0 0
Totale 51 103 0 0

ACEA E LE PRINCIPALI SOCIETÀ DEL GRUPPO SUEZ

Alla data di chiusura dell'esercizio 2022 risultano i seguenti rapporti economico patrimoniali con il Gruppo Suez.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

31/12/2022
€ migliaia Debiti Costi Crediti Ricavi
Suez International Sas 0 0 242 242
Totale 0 0 242 242

Di seguito si evidenzia l'incidenza dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

€ migliaia 31/12/2022 Di cui
parti correlate
Incidenza % 31/12/2021 Di cui
parti correlate
Incidenza %
Attività finanziarie non correnti 3.547.241 3.538.039 100% 3.381.711 3.381.497 100%
Crediti commerciali 149.229 148.311 99% 179.359 178.870 100%
Altre attività correnti 52.764 17.615 33% 34.243 10.794 32%
Attività finanziarie correnti 667.283 472.146 71% 656.858 382.045 58%
Debiti e passività finanziarie (4.404.759) (103.760) 2% (4.518.588) (116.730) 3%
Altre passività non correnti (31.714) (31.115) 98% (2.292) 0 0%
Debiti finanziari correnti (572.824) (211.354) 37% (393.135) (323.878) 82%
Debiti verso fornitori (233.199) (104.651) 45% (222.154) (106.227) 48%
Altre passività correnti (45.782) (21.753) 48% (33.755) (9.442) 28%

Incidenza sul risultato economico

Di cui Di cui
€ migliaia 2022 parti correlate Incidenza % 2021 parti correlate Incidenza %
Ricavi da vendita e prestazioni 191.611 191.604 100% 160.125 160.125 100%
Altri ricavi e proventi 18.803 8.926 47% 12.486 9.260 74%
Costi esterni 185.120 67.661 37% 153.457 49.877 33%
Proventi finanziari 89.303 87.163 98% 90.390 89.598 99%
Oneri finanziari (67.576) (1.633) 2% (60.090) 1.182 -2%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 258.169 258.169 100% 213.791 213.791 100%
Imposte sul reddito (11.506) (100.588) 874% (5.625) (99.067) 1761%

Incidenza sul rendiconto finanziario

Di cui Di cui
€ migliaia 2022 parti correlate Incidenza % 2021 parti correlate Incidenza %
Cash flow attività operativa (69.514) (39.918) 57% (138.959) 21.558 -16%
Cash flow di attività di investimento/
disinvestimento
64.404 515.006 800% (446.243) 799.153 -179%
Cash flow attività di finanziamento (136.509) (34.350) 25% 608.235 (34.956) -6%

ELENCO DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Nel corso dell'esercizio 2022 è stata approvata una operazione di maggiore rilevanza tra Acea, da una parte, e Nuova Suez e Suez International SAS ("Suez International" società il cui capitale è interamente e direttamente detenuto da Nuova Suez) dall'altra, per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (c.d. smart meter) e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale tra Acea e Suez International.

AGGIORNAMENTO DELLE PRINCIPALI VERTENZE GIUDIZIALI

ACEA SPA - MILANO '90

La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con detto atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo – chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo e al risarcimento del danno – ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.

Giudizio di Impugnativa

In data 26 aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e con sentenza del 23 giugno 2022 la Corte d'appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza del giudice di prime cure e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. In esito al giudizio di opposizione promosso dal terzo pignorato, in data 25 marzo 2022 è avvenuta la corresponsione delle somme assegnate ad Acea.

ACEA SPA - TRIFOGLIO SRL

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento di Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile c.d. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 e quindi a depositare ricorso ex art. 702-bis cpc presso il Tribunale di Roma. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita e al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha altresì rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio e ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello e con sentenza del 5 luglio 2022 la Corte d'Appello di Roma ha confermato l'inefficacia del contratto di vendita stipulato tra Acea SpA e Trifoglio Srl il 22 dicembre 2010, nonché integralmente rigettato la domanda risarcitoria di Trifoglio Srl.

Nello specifico, il collegio ha riformato la sentenza di primo grado nella parte in cui ha rilevato d'ufficio la nullità del contratto di vendita, ma ha comunque dichiarato l'inefficacia del medesimo, confermando l'obbligo restitutorio in capo ad Acea dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni), somma già corrisposta in attuazione della sentenza di prime cure. Il procedimento è allo stato definito.

ACEA SPA - GIUDIZI EX COS

La controversia ex COS è relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra Almaviva Contact (già COS) e Acea e al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea.

Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto – rese in data 2 e 10 luglio 2019 – della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004. I ricorrenti – che hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione – hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.

Giudizi di Quantificazione

Sulla base delle citate sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti. Di seguito, specificatamente.

Differenze retributive in ordine al periodo 2008/2014. Nel 2015 sono stati introdotti dai suddetti lavoratori sei distinti giudizi di quantificazione in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 e il 2014. Il giudice, riuniti i ricorsi, li ha rigettati con sentenza del 3 giugno 2015 avverso la quale è stato proposto appello dalle controparti.

Nel mese di dicembre 2020 si è addivenuti alla conciliazione della lite con uno dei sei lavoratori, mentre il ricorso in appello, proseguito per gli altri 5 ricorrenti, si è concluso con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022, in esito alla quale Acea ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.

Avverso detta sentenza Acea ha proposto ricorso per Cassazione, attualmente in attesa di fissazione di udienza.

Differenze retributive in ordine al periodo 2014/2019. Negli anni 2020 e 2022 sono stati notificati a istanza di quattro lavoratori altrettanti giudizi monitori volti a ottenere anche le retribuzioni non percepite in ordine al segmento temporale 2014-2019.

Per quanto attiene ai decreti ingiuntivi notificati nel 2020, all'esito dei giudizi di opposizione, le istanze dei lavoratori sono state accolte. Nell'aprile del 2022 Acea ha pertanto corrisposto le differenze retributive e gli accessori riconosciuti e ha altresì promosso appello. Per quanto attiene ai ricorsi notificati nel 2022, entrambi i giudizi risultano ritualmente opposti.

Da ultimo, si segnala l'introduzione, nel mese di luglio 2022, di un ricorso ex art. 414 cpc da parte di un quinto lavoratore, le cui istanze sono state accolte con sentenza del dicembre 2022.

ACEA SPA - COMUNE DI BOTRICELLO

Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del Servizio Idrico Integrato a un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005 il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti – tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) – per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione.

Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito, con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 giugno 2020, gli appelli venivano rigettati. Acea ha promosso Ricorso per Cassazione e si è in attesa della fissazione dell'udienza.

ACEA SPA E ARETI SPA - MP 31 SRL (GIÀ ARMOSIA MP SRL)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma, via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma, instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subìto in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.

Acea ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 gennaio 2018.

L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata più volte rinviata ed è attualmente fissata all'11 maggio 2023.

ACEA SPA E ACEA ATO2 SPA - CO.LA.RI.

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi Srl – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice – hanno evocato in giudizio Acea e Acea Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con DLgs 36/2003 – asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985-2009.

Il petitum principale si attesta a oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine – nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile – le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003-2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985-2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale - Roma.

L'udienza di precisazione delle conclusioni era fissata al 22 marzo

2021 e, in detta occasione, il giudice, tenuto conto delle note depositate dalle parti, ha concesso ulteriori rinvii per i medesimi incombenti. All'udienza del 26 aprile 2022 è stata inoltre sollevata l'eccezione di sopravvenuta carenza di legittimazione attiva del Co.La.Ri. e della E. Giovi in ragione del commissariamento della discarica di Malagrotta (in relazione alle attività di bonifica e di post operativa) disposto con DPCM del 18/02/2022. Si è attualmente in attesa dello scioglimento della riserva da parte del Giudice sulle richieste delle parti.

LA CITAZIONE DI GALA NEI CONFRONTI DI ARETI, DI ACEA ENERGIA SPA E DI ACEA SPA

Con atto di citazione notificato nel marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di oltre € 200.000.000,00.

GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute – Acea SpA e Acea Energia SpA – costituiscono atti di concorrenza sleale, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.

Le società del gruppo Acea citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.

Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.

Il giudizio è attualmente pendente innanzi alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e all'udienza di precisazione delle conclusioni del 9 dicembre 2021 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali. Nell'aprile 2022 si è tenuta la discussione orale e si è attualmente in attesa della sentenza.

PROCEDIMENTO AGCM A/513 - ACEA SPA, ACEA ENERGIA SPA E ARETI SPA

In data 8 gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea SpA, Acea Energia SpA e areti SpA il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante – qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi – consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea SpA, Acea Energia SpA e areti SpA una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari a € 16.199.879,09.

Nella piena convinzione dell'illegittimità del provvedimento, avverso il medesimo sono stati incardinati avanti al TAR Lazio due ricorsi amministrativi, l'uno promosso da areti e l'altro da Acea Energia e Acea SpA. Con distinte sentenze del 17 ottobre 2019 i ricorsi sono stati accolti e, per l'effetto, la sanzione è stata annullata.

Con ricorsi notificati in data 17 gennaio 2020, l'AGCM ha promosso appello avanti al Consiglio di Stato. Le società del gruppo interessate si sono costituite proponendo a loro volta appello incidentale e si è in attesa della fissazione di udienza.

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie non dovrebbero derivare per Acea ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati. Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE SUGLI STRUMENTI FINANZIARI E POLITICHE DI GESTIONE DEI RISCHI

CLASSI DI STRUMENTI FINANZIARI

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS9 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.

€ migliaia FVTPL FVTOCI Costo ammortizzato Valore di bilancio Note esplicative
Attività non correnti 2.350 0 3.547.241 3.537.324
Partecipazioni 2.350 0 0 2.350 16
Attività finanziarie 0 0 3.547.241 3.547.241 18
Attività correnti 0 0 862.132 844.593
Crediti commerciali 0 0 149.229 149.229 20
Attività finanziarie correnti 0 0 667.283 667.283 20
Altre attività correnti 0 0 45.621 45.621 20
Passività non correnti 0 160.430 4.136.224 4.296.655
Obbligazioni 0 160.430 3.674.022 3.834.453 24
Debiti verso banche 0 0 462.202 462.202 24
Passività correnti 0 0 834.492 825.996
Obbligazioni a breve 0 0 316.965 316.965 26
Debiti verso banche 0 0 39.349 39.349 26
Altri debiti finanziari 0 0 212.009 212.009 26
Debiti commerciali 0 0 233.199 233.199 26
Altre passività 0 0 32.970 19.973 26

FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk less adjusted. Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

TIPOLOGIA DI RISCHI FINANZIARI E ATTIVITÀ DI COPERTURA CONNESSE

Rischio cambio

Acea non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di Yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio di liquidità

La politica di gestione del rischio liquidità di Acea è basata sulla disponibilità di un significativo ammontare di linee di credito bancarie. Tali affidamenti sono superiori al fabbisogno medio necessario per fronteggiare gli esborsi pianificati e consentono di minimizzare il rischio delle uscite straordinarie. Al fine della ottimizzazione del rischio di liquidità, il Gruppo adotta una gestione accentrata della tesoreria che riguarda le società più importanti del Gruppo nonché presta assistenza finanziaria alle Società (controllate e collegate) con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2022 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 425 milioni, di cui € 21 milioni utilizzati. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. In caso di tiraggio di tali tipologie di linee, Acea pagherebbe un tasso di interesse pari all'Euribor a uno, due, tre o sei mesi (a seconda del periodo di utilizzo prescelto) al quale si aggiungerebbe uno spread che, in alcuni casi, può variare a seconda del rating assegnato alla Capogruppo.

Si informa che al 31 dicembre 2022 la Capogruppo dispone di linee committed per € 700,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 425,0 milioni di cui € 21,0 milioni utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Acea dispone inoltre di linee committed di tipo revolving per € 700 milioni con scadenza media di circa 3,9 anni. Inoltre, Acea ha sottoscritto il 30 luglio 2020 un nuovo contratto di finanziamento diretto e non garantito con la Banca Europea per gli Investimenti per un importo complessivo fino a € 250 milioni interamente utilizzato al 31 dicembre 2022. Alla fine dell'esercizio la Capogruppo ha in essere impieghi in operazioni di deposito a breve pari a € 190 milioni. Si informa che il Programma EMTN, deliberato e costituito nel 2014 per un importo iniziale pari a € 1,5 miliardi, adeguato nel 2021 fino a un importo complessivo di € 5 miliardi, è disponibile al 31 dicembre 2022 per un importo residuo pari a € 1 miliardo. Si segnala che, nei primi due mesi del 2023, Acea ha collocato emissioni obbligazionarie per complessivi € 700 milioni.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e un controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio-lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi

di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente a un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito. L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia come il rischio cui risulta essere esposto Acea è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2022 per circa l'85% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

Acea uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio e alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholder e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile;
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora Acea decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Attualmente è in essere alla data del 31 dicembre 2022 su Acea un'operazione di cross currency swap plain vanilla stipulata nel 2010 per trasformare in euro la valuta del Private Placement (Yen) e il tasso Yen applicato in un tasso fisso in euro.

Lo strumento derivato contrattualizzato da Acea sopra elencato è di tipo non speculativo e il fair value, calcolato secondo la metodologia bilateral, è negativo per € 18,0 milioni (negativo per € 21,8 milioni al 31 dicembre 2021).

Il fair value dell'indebitamento a medio-lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

€ migliaia Costo
ammortizzato
(A)
FV risk less
(B)
Delta
(A – B)
FV risk adjusted
(C)
Delta
(A – C)
Obbligazioni 4.151.418 3.829.231 322.187 3.729.684 421.735
-
a tasso fisso
125.129 114.563 10.566 105.814 19.315
-
a tasso variabile
376.330 371.965 4.365 356.931 19.400
Totale 4.652.878 4.315.760 337.118 4.192.428 460.449

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi "risk adjusted", cioè di una curva rettificata per il livello di rischio e il settore di attività di Acea. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in Euro, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul fair value e sull'evoluzione dei cash flow futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra -1,5% e +1,5%.

Spread costante applicato

(1,5%)
(1,0%)
(419,2)
(316,4)
(0,5%) (216,9)
(0,3%) (168,4)
n.s. 0,0
0,25% (73,7)
0,50% (27,5)
1,00% 62,7
1,50% 150,1

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.

Variazione di present value

IMPEGNI E RISCHI POTENZIALI

Ammontano a € 810.600 mila e aumentano di € 34.890 mila rispetto al 31 dicembre 2021 (erano € 775.710 mila).

AVALLI E FIDEIUSSIONI RILASCIATE E RICEVUTE

Presentano un saldo netto negativo pari a € 29.340 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari a € 21.630 mila mentre quelle ricevute ammontano a € 50.969 mila.

Registrano un incremento di € 5.017 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. La variazione è da imputare al rilascio di fideiussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione per € 1.346 mila e al rilascio di una garanzia assicurativa per la partecipazione alla gara di gestione del SII indetta dalla Provincia di Piacenza per € 3.978 mila.

LETTERE DI PATRONAGE RILASCIATE E RICEVUTE

Il saldo è positivo per € 586.930 mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 587.133 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subìto una riduzione complessiva di € 28.168 mila.

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • l'incremento delle garanzie prestate a favore dei diversi trader a favore di Acea Energia per € 93.000 mila;
  • lo svincolo delle garanzie prestate a favore di istituti bancari e finanziari relative alle società del fotovoltaico per € 27.554 mila;
  • la riduzione complessiva delle garanzie a favore di varie società in adempimento degli obblighi previsti da contratti di trasporto di energia elettrica per conto di Acea Energia, per complessivi € 17.976 mila;
  • il rilascio di una fidejussione a favore di Fergas Solar nell'interesse di Acea Produzione a garanzia di un contratto di acquisto di energia prodotta da Fergas Solar per € 5.014 mila;
  • il decremento della garanzia a favore di CDDPP (€ 24.458 mila) per conto di areti.

BENI DI TERZI IN CONCESSIONE

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subìto modifiche rispetto al 31 dicembre 2021 e si riferiscono ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica.

DELIBERAZIONI IN MERITO AL RISULTATO DI ESERCIZIO E ALLA DISTRIBUZIONE AI SOCI

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, pari a € 206.735.269,29, come segue:

  • € 10.336.763,46, pari al 5% dell'utile, a riserva legale;
  • di distribuire un dividendo complessivo di € 180.665.720,95 ai soci, corrispondenti a un dividendo unitario di € 0,85 per azione;
  • € 15.732.784,87 a nuovo.

Il dividendo complessivo (cedola n. 24 di € 180.665.720,95) pari a € 0,85 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 21 giugno 2023 con stacco cedola in data 19 giugno 2023 e record date il 20 giugno 2023.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

Acea SpA

Il Consiglio di Amministrazione

ALLEGATI ALLA NOTA INTEGRATIVA DI CUI FORMANO PARTE INTEGRANTE

ALLEGATO 1: INDEBITAMENTO FINANZIARIO AL 31 DICEMBRE 2022

ALLEGATO 2: MOVIMENTAZIONE PARTECIPAZIONI AL 31 DICEMBRE 2022

ALLEGATO 4: POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI INUSUALI E/O ATIPICHE

ALLEGATO 5: INFORMATIVA DI SETTORE (IFRS8)

ALLEGATO 3: OPERAZIONI SIGNIFICATIVE NON RICORRENTI AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

ALLEGATO N. 1 – INDEBITAMENTO FINANZIARIO AL 31 DICEMBRE 2022

€ milioni 31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
A) Disponibilità liquide 299.918 0 441.538 0 (141.620)
B) Mezzi equivalenti a disponibilità
liquide
0 0 0 0 0
C) Altre attività finanziarie correnti 667.283 472.146 656.858 382.045 10.424
D) Liquidità (A + B + C) 967.201 472.146 1.098.396 382.045 (131.195)
E) Debito finanziario corrente (216.600) (211.354) (331.085) (323.878) 114.485
F) Parte corrente del debito finanziario
non corrente
(356.223) 0 (62.050) 0 (294.173)
G) Indebitamento finanziario
corrente (E + F)
(572.824) (211.354) (393.135) (323.878) (179.689)
H) Indebitamento finanziario
corrente netto (G + D)
394.377 260.793 705.261 58.167 (310.884)
I) Debito finanziario non corrente (4.404.759) (103.760) (4.518.588) (116.730) 113.829
J) Strumenti di debito 0 0 0 0 0
K) Debiti commerciali e altri debiti
non correnti
0 0 0 0 0
L) Indebitamento finanziario non
corrente (I + J + K)
(4.404.759) (103.760) (4.518.588) (116.730) 113.829
Totale indebitamento finanziario (H + L) (4.010.382) 157.033 (3.813.326) (58.563) (197.055)
Crediti finanziari lungo * 3.547.241 3.538.039 3.381.711 3.381.497 165.531
Posizione finanziaria netta (463.141) 3.695.072 (431.616) 3.322.934 (31.525)

* Si evidenzia che la partita in riconciliazione si riferisce ai crediti finanziari infragruppo derivanti principalmente dai rapporti relativi ai contratti di finanza intersocietaria.

ALLEGATO N. 2 – MOVIMENTAZIONE PARTECIPAZIONI AL 31 DICEMBRE 2022

Variazioni del periodo
€ migliaia 31/12/2021 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazioni/
Perdite/
Rivalutazioni
31/12/2022
Controllate
areti SpA 683.861 0 0 0 0 0 683.861
Acea Ato2 SpA 585.442 0 0 0 0 0 585.442
Acea Elabori SpA 7.209 0 0 0 0 0 7.209
Acea Energia SpA 277.164 0 0 0 0 0 277.164
Acea Ato5 SpA 20.166 0 0 0 96.338 (7.585) 108.918
Consorcio Acea - Acea
Domenicana
43 0 0 0 0 0 43
Acque Blu Arno Basso SpA 14.663 0 0 0 0 0 14.663
Ombrone SpA 19.383 0 0 0 0 0 19.383
Acque Blu Fiorentine SpA 43.911 0 0 0 0 0 43.911
Acea Ambiente Srl 39.151 0 0 0 0 0 39.151
Aquaser Srl 61 0 0 0 0 0 61
Acea Molise Srl 2.874 0 0 0 0 0 2.874
Agile Academy Srl
(già Parco della Mistica)
2 0 0 0 0 0 2
Sarnese Vesuviano Srl 21.410 0 0 0 0 0 21.410
Acea Liquidation
and Litigation Srl
8.341 0 0 0 0 0 8.341
Acea Produzione SpA 173.206 0 0 0 0 0 173.206
Acea Energy
Management Srl
50 0 0 0 0 0 50
Acea International SA 19.104 0 0 0 1.726 0 20.829
Hydreco Scarl
in liquidazione
0 0 0 0 0 0 0
UmbriaDue Servizi
Idrici Scarl
4.499 0 0 (471) 0 (4.028) 0
ASM Terni SpA 0 0 0 471 0 0 471
TWS SpA 64 0 0 0 0 0 64
Adistribuzionegas Srl
(ex Alto Sangro
Distribuzione Gas Srl) 24.023 0 0 0 2.739 0 26.761
Totale controllate 1.944.626 0 0 0 100.802 (11.613) 2.033.815
Variazioni del periodo
€ migliaia 31/12/2021 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazioni/
Perdite/
Rivalutazioni
31/12/2022
Collegate
Aguazul Bogotà SA 333 0 0 0 (37) 0 296
Ecomed Srl 118 0 0 (51) 0 0 67
Umbra Acque SpA 6.851 0 0 0 0 0 6.851
Ingegnerie Toscane Srl 58 0 0 0 0 0 58
Intesa Aretina Scarl 11.505 0 0 0 0 0 11.505
Geal SpA 3.788 0 0 0 0 3.788
Umbria Distribuzione
Gas SpA
318 0 0 0 0 0 318
Marco Polo SpA
in liquidazione
0 0 0 0 0 0 0
Citelum Napoli Pubblica
Illuminazione Scarl
0 0 0 0 0 0 0
Sienergia SpA
in liquidazione
0 0 0 0 0 0 0
DI.T.N.E. Scarl 12 0 0 0 0 0 12
DropMI Srl 0 2.565 0 0 0 0 2.565
Totale collegate 22.984 2.565 0 (51) (37) 0 25.461
€ migliaia Variazioni del periodo
31/12/2021 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazioni/
Perdite/
Rivalutazioni
31/12/2022
Altre imprese
Polo Tecnologico
Industriale Romano SpA
2.350 0 0 0 0 0 2.350
WRC Plc 0 0 0 0 0 0 0
Totale altre imprese 2.350 0 0 0 0 0 2.350

ALLEGATO N. 3 – OPERAZIONI SIGNIFICATIVE NON RICORRENTI AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti.

ALLEGATO N. 4 – POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI INUSUALI E/O ATIPICHE

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2022 Acea SpA non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

ALLEGATO N. 5 - INFORMATIVA DI SETTORE (IFRS8)

€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate Totale attività
in funzionamento
Discontinuing
operations
Totale
Immobilizzazioni materiali 10.275 104.070 114.345 0 114.345
Investimenti immobiliari 0 2.256 2.256 0 2.256
Immobilizzazioni immateriali 0 92.197 92.197 0 92.197
Diritti d'uso 0 8.470 8.470 0 8.470
Partecipazioni in controllate e collegate 0 2.059.277 2.059.277 0 2.059.277
Altre partecipazioni 0 2.350 2.350 0 2.350
Imposte differite attive 0 13.453 13.453 0 13.453
Attività finanziarie 13.237 3.534.004 3.547.241 0 3.547.241
Altre attività non correnti 0 208 208 0 208
Attività non correnti 23.512 5.816.285 5.839.797 0 5.839.797
Crediti commerciali 2.524 146.704 149.229 0 149.229
Altre attività correnti 0 52.764 52.764 0 52.764
Attività per imposte correnti 0 9.222 9.222 0 9.222
Attività finanziarie correnti 111.208 556.075 667.283 0 667.283
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 0 299.918 299.918 0 299.918
Attività correnti 113.732 1.064.683 1.178.416 0 1.178.416
Attività non correnti destinate alla vendita 0 0 0 0 0
Totale attività 137.244 6.880.968 7.018.212 0 7.018.212
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate Totale attività
in funzionamento
Discontinuing
operations
Totale
Capitale sociale 0 1.098.899 1.098.899 0 1.098.899
Riserva legale 0 147.501 147.501 0 147.501
Altre riserve 0 91.954 91.954 0 91.954
Utile/(Perdita) relativa a esercizi
precedenti
0 145.564 145.564 0 145.564
Utile/(Perdita) dell'esercizio 0 206.735 206.735 0 206.735
Patrimonio netto 0 1.690.653 1.690.653 0 1.690.653
Trattamento di fine rapporto e altri piani
a benefìci definiti
0 21.901 21.901 0 21.901
Fondo rischi e oneri 0 17.381 17.381 0 17.381
Debiti e passività finanziarie 0 4.404.759 4.404.759 0 4.404.759
Altre passività 0 31.714 31.714 0 31.714
Passività non correnti 0 4.475.755 4.475.755 0 4.475.755
Debiti finanziari 2.524 570.299 572.824 0 572.824
Debiti verso fornitori 100.491 132.708 233.199 0 233.199
Debiti tributari 0 0 0 0 0
Altre passività correnti 0 45.782 45.782 0 45.782
Passività correnti 103.016 748.789 851.805 0 851.805
Passività direttamente associate
ad attività destinate alla vendita
0 0 0 0 0
Totale passività e patrimonio netto 103.016 6.915.197 7.018.212 0 7.018.212
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate Totale attività
in funzionamento
Discontinuing
operations
Totale
Ricavi da vendita e prestazioni 49.663 141.948 191.611 0 191.611
Altri ricavi e proventi 0 18.803 18.803 0 18.803
Ricavi netti 49.663 160.752 210.415 0 210.415
Costo del lavoro 0 63.845 63.845 0 63.845
Costi esterni 51.773 133.347 185.120 0 185.120
Costi operativi 51.773 197.192 248.965 0 248.965
Margine Operativo Lordo (2.110) (36.440) (38.551) 0 (38.551)
Svalutazioni/(riprese di valore)
nette di crediti commerciali
0 188 188 0 188
Ammortamenti e accantonamenti 2.055 43.874 45.929 0 45.929
Risultato Operativo (4.165) (80.502) (84.667) 0 (84.667)
Proventi finanziari 601 88.702 89.303 0 89.303
Oneri finanziari (223) (67.353) (67.576) 0 (67.576)
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 0 258.169 258.169 0 258.169
Risultato ante imposte (3.787) 199.017 195.229 0 195.229
Imposte sul reddito 0 (11.506) (11.506) 0 (11.506)
Risultato netto attività in
funzionamento
(3.787) 210.522 206.735 0 206.735
Risultato netto attività discontinue
Risultato netto (3.787) 210.522 206.735 0 206.735

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE ALL'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI DI ACEA S.p.A. (AI SENSI DELL'ART. 153 D.LGS. 58/1998)

Signori Azionisti,

il Collegio Sindacale (di seguito anche "il Collegio") di ACEA S.p.A. (di seguito anche "Acea" o "Società") è chiamato a riferire all'Assemblea dei Soci sull'attività di vigilanza di competenza svolta nell'esercizio, e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati, ai sensi dell'art. 153 del D. Lgs. 58/1998 (di seguito anche "TUF") e dell'art. 2429 del Codice Civile.

Il Collegio può, altresì, fare osservazioni e proposte in ordine al bilancio, alla sua approvazione e alle materie di sua competenza.

A far data dalla sua nomina con Assemblea dei Soci del 27 Aprile 2022, il Collegio ha svolto i propri compiti istituzionali nel rispetto del Codice Civile, del TUF e del D. Lgs. 39/2010 (Testo unico della revisione legale), delle norme statutarie e delle norme emesse dalle Autorità che esercitano attività di vigilanza e di controllo sulla Società, tenendo altresì in considerazione i principi di comportamento di società quotate raccomandati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

In particolare, il Collegio Sindacale ha vigilato:

  • sull'osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei princìpi di corretta amministrazione nonché sulla funzionalità e sull'adeguatezza della struttura organizzativa, del sistema di controllo interno e gestione dei rischi e del sistema amministrativo-contabile;
  • sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle Società controllate, anche ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del TUF;
  • sulle concrete modalità di attuazione delle regole di governo societario previste dal Codice di Corporate Governance, promosso dal Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana S.p.A., cui la Società ha aderito;
  • sulla conformità della Procedura in materia di operazioni con Parti Correlate, approvata dal Consiglio di Amministrazione, ai princìpi di cui alla Delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche, nonché sul rispetto della Procedura medesima (aggiornata a seguito delle variazioni introdotte da Consob con delibera n. 21624 del 10 dicembre 2020);
  • sulla sussistenza dei requisiti di idoneità in capo ai propri esponenti, in applicazione della normativa vigente in materia;
  • sui criteri e le prassi utilizzate per valutare l'indipendenza dei membri del Consiglio di Amministrazione;
  • sull'osservanza delle norme di legge e regolamentari inerenti al processo di formazione del Bilancio e di redazione della Dichiarazione di carattere non finanziario di cui al D. Lgs. n. 254/2016.

Inoltre, il Collegio Sindacale, nella sua qualità di Comitato per il Controllo Interno e la Revisione Contabile, ha svolto le funzioni previste dall'art. 19 del D. Lgs. n. 39/2010.

La presente relazione riferisce sull'attività svolta dal Collegio Sindacale di Acea nell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022.

Quanto sopra premesso, si forniscono di seguito le informazioni di cui alle disposizioni contenute nella Comunicazione Consob 1025564/2001 e successive modifiche e integrazioni.

Nomina del Collegio Sindacale

Lo scrivente Collegio Sindacale è stato nominato in sede di Assemblea dei Soci del 27 Aprile 2022 per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2024.

Il Collegio Sindacale in carica alla data della presente relazione è composto dal Dott. Maurizio Lauri (Presidente), dalla Dott.ssa Claudia Capuano e dal Dott. Leonardo Quagliata.

Autovalutazione del Collegio Sindacale

Al proprio insediamento, il Collegio ha valutato, giudicandola adeguata, la propria composizione, verificando in particolare il rispetto dei previsti requisiti di indipendenza, professionalità, onorabilità, diversità, competenza e limiti al cumulo degli incarichi.

I componenti del Collegio hanno anche dichiarato di avere disponibilità di tempo adeguate alla complessità dell'incarico.

Analoga complessiva valutazione è stata anche svolta nel 2023 in sede di autovalutazione annuale del Collegio. Ad esito di tali attività, il Collegio, sulla base delle informazioni in suo possesso, di quelle richieste ed acquisite, nonché sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai singoli componenti, ha quindi verificato e confermato in capo a tutti i suoi componenti il possesso:

• dei requisiti di indipendenza previsti tanto dalla legge (art. 148, comma 3, del TUF) quanto dal Codice di Corporate Governance per i sindaci di società con azioni quotate;

• dei requisiti di professionalità, competenza ed esperienza secondo quanto previsto dal Regolamento recante norme per la fissazione dei requisiti di professionalità e onorabilità dei membri del Collegio Sindacale delle società quotate;

• dei requisiti previsti dall'art. 22 dello statuto sociale ai sensi del quale "Il Collegio Sindacale è costituito da tre Sindaci effettivi e da due Sindaci supplenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, dalla normativa applicabile e dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate". Nella medesima occasione è stato verificato il rispetto, in capo a ciascuno dei componenti del Collegio, di quanto previsto dalla normativa applicabile (art. 148-bis TUF e artt. da 144-duodecies a 144-quinquiesdecies Regolamento Emittenti) in relazione ai limiti al cumulo degli incarichi.

Inoltre, è stato verificato, anche ai sensi di quanto previsto dall'art. 19 del D. Lgs. 39/2010, che i componenti del Collegio, quale Comitato per il Controllo Interno e la Revisione Contabile, nel loro complesso, sono competenti nel settore in cui opera la Società.

Attività ed Organizzazione del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale ha svolto nel corso del 2022 le attività di competenza effettuando 25 riunioni.

Il Collegio Sindacale ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endoconsiliari: le 15 riunioni dell'organo amministrativo, le 10 riunioni del Comitato Controlli e Rischi, le 11 riunioni del Comitato per le Nomine e la Remunerazioni, le 8 riunioni del Comitato per il Territorio, le 11 riunioni del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate e le 8 riunioni del Comitato per l'Etica e la Sostenibilità.

Il Collegio Sindacale ha, inoltre, partecipato all'Assemblea degli Azionisti tenutasi il 27 Aprile 2022 in sede ordinaria, a cui gli Azionisti sono potuti intervenire esclusivamente per il tramite del rappresentante designato, ai sensi dell'art. 106 del D.L. n. 18/2020, successivamente convertito in Legge n. 27/2020, la cui efficacia fu prorogata dal Decreto Legge del 30 dicembre 2021 n. 228, convertito, con modificazioni, dalla Legge 25 febbraio 2022, n. 15 fino al 31 luglio 2022.

Nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale ha ottenuto informazioni di cui all'art. 150, comma 1, del TUF sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale di Acea poste in essere nell'esercizio dalla Società e dalle società controllate.

Sulla base delle informazioni acquisite attraverso la propria attività di vigilanza, il Collegio non è venuto a conoscenza di operazioni non improntate al rispetto dei principi di corretta amministrazione, deliberate e poste in essere non in conformità alla legge e allo statuto sociale, non rispondenti all'interesse di Acea, in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea, manifestamente imprudenti o azzardate, mancanti delle necessarie informazioni in caso di sussistenza di interessi degli Amministratori o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.

Il Collegio ha vigilato sui procedimenti deliberativi del Consiglio di Amministrazione e ha verificato che le scelte di gestione fossero conformi alla disciplina applicabile (legittimità sostanziale), adottate nell'interesse della Società, compatibili con le risorse e il patrimonio aziendale e adeguatamente supportate da processi di informazione, analisi e verifica.

Operazioni di particolare rilevanza

Le operazioni di maggiore rilevanza poste in essere dal Gruppo Acea nel corso del 2022 sono indicate nella documentazione sottoposta alla Assemblea, a cui si rimanda.

Il Collegio ritiene utile richiamare il particolare contesto macroeconomico e geopolitico che ha caratterizzato l'anno 2022 a causa del conflitto russo - ucraino, della particolare volatilità delle commodities del mercato dell'energia, della dinamica inflattiva e della dinamica dei tassi di interesse.

Il Collegio, al riguardo, ha posto particolare attenzione, come declinato nel prosieguo della Relazione, nella propria attività di vigilanza, ai numerosi documenti, linee guida, richiami e raccomandazioni via via emanati da parte delle Autorità di Vigilanza (con particolare riferimento alla Consob) e di altre istituzioni sovranazionali (quali l'ESMA), finalizzati a fornire indicazioni per assicurare una corretta e trasparente applicazione di quanto previsto dai princìpi inerenti l'informativa finanziaria nel particolare contesto di riferimento che caratterizza questo periodo.

I dati del bilancio separato e consolidato sottoposti alla Vostra approvazione evidenziano il permanere di una significativa capacità di marginalità economica. Tuttavia, in questo contesto caratterizzato da significative incertezze evolutive delle principali variabili macroeconomiche, il Collegio raccomanda una continua e costante attenzione alla complessiva evoluzione della posizione finanziaria netta di gruppo.

A parere del Collegio, la strategia aziendale deve continuare a definire un contemperamento tra le necessità di una crescita della marginalità aziendale (nelle attività regolate fortemente influenzata dalla dimensione degli investimenti posti in essere) e le necessità correlate al mantenimento di un prudente equilibrio finanziario.

Operazioni atipiche o inusuali

I documenti sottoposti alla Vostra approvazione, le informazioni ricevute nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endo-consiliari, quelle ricevute dal Presidente e dall'Amministratore Delegato, dal management, dai Collegi Sindacali delle società direttamente controllate e dal revisore legale dei conti PwC S.p.A. (di seguito anche "PwC"o la "Società di revisione"), non hanno evidenziato l'esistenza di operazioni atipiche e/o inusuali, anche infragruppo o con parti correlate.

Operazioni infragruppo o con parti correlate

Le operazioni infragruppo o con parti correlate di maggiore rilevanza sono indicate nei documenti sottoposti alla Vostra approvazione, a cui si rimanda.

In particolare, nel corso dell'esercizio 2022 è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, una operazione di maggiore rilevanza tra Acea, da una parte, e Nuova Suez e Suez International (società il cui capitale è interamente e direttamente detenuto da Nuova Suez) dall'altra, per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (smart meter) e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale tra Acea e Suez International.

Nel 2023, il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale quale Presidio Equivalente del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, ha approvato la presentazione da parte del Gruppo Acea, con un raggruppamento temporaneo di imprese che comprende Hitachi Zosen Inova, Vianini Lavori e Suez, di una proposta, ai sensi dell'avviso esplorativo pubblicato da Roma Capitale il 1° dicembre 2022, relativa all'affidamento in concessione di un polo impiantistico per la valorizzazione energetica della frazione di rifiuti non differenziabili prodotti dalla città di Roma, qualificata come operazione di maggiore rilevanza.

Sempre nel 2023, il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale quale Presidio Equivalente del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, ha approvato il rinnovo della partnership con la Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, qualificata come operazione di minore rilevanza.

Attività di vigilanza ai sensi del Testo Unico della revisione legale dei conti

Il Collegio Sindacale, identificato dal Testo Unico della revisione legale dei conti quale "Comitato per il controllo interno e per la revisione legale", ha vigilato su:

  • il processo di informativa finanziaria;
  • l'efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di gestione dei rischi del financial reporting;
  • la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati;
  • l'indipendenza del revisore legale dei conti (di seguito anche "revisore", "revisore legale" o "società di revisione"), in particolare per quanto concerne la prestazione di servizi non di revisione.

Il Collegio ha esaminato le relazioni redatte dal revisore legale dei conti, la cui attività integra il quadro generale delle funzioni di controllo stabilite dalla normativa con riferimento al processo di informativa finanziaria e non finanziaria.

L'Assemblea degli Azionisti di Acea ha conferito a PwC l'incarico di revisione legale dei conti per il periodo 2017 – 2025, includente la revisione legale dei bilanci consolidato e separato, la revisione contabile limitata del bilancio separato abbreviato al 30 giugno e la revisione dei conti annuali separati delle società del Gruppo che ricadono nell'ambito di applicazione della disciplina in materia di unbundling.

Alla Società di revisione è stato, inoltre, conferito l'incarico di attestazione di cui all'articolo 3 del D. Lgs. 254/2016 con riferimento alla Dichiarazione Non Finanziaria.

Alla luce delle disposizioni vigenti, la Società di revisione ha rilasciato, in data odierna, ai sensi dell'articolo 14 del D. Lgs. n. 39/2010, la Relazione di revisione sui Bilanci separato e consolidato chiusi al 31 dicembre 2022. La forma ed i contenuti della Relazione di revisione sono conformi alle modifiche apportate al D. Lgs. n. 39/2010 dal D. Lgs. n. 135/2016.

La Società di revisione ha emesso dette Relazioni senza rilievi e con alcuni richiami d'informativa, per i quali si rimanda ai documenti di bilancio sottoposti all'Assemblea.

La Società di revisione, inoltre,

  • (i) ha rilasciato un giudizio dal quale risulta che le Relazioni sulla gestione che corredano il Bilancio separato e consolidato – oltre ad alcune specifiche informazioni contenute nella "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del TUF (la cui responsabilità compete agli Amministratori) – sono coerenti con i Bilanci e sono redatte in conformità alle disposizioni di legge applicabili;
  • (ii) ha verificato l'avvenuta predisposizione da parte degli Amministratori della "Relazione annuale sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti", come previsto dall'articolo 123-ter, comma 8-bis del TUF;
  • (iii) ha dichiarato, per quanto riguarda errori significativi nelle Relazioni sulla Gestione, sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, di non avere nulla da riportare.

La Società di revisione ha anche attestato di aver svolto le procedure di revisione indicate nel principio di revisione SA (Italia) 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) al bilancio d'esercizio e consolidato, da includere nella relazione finanziaria annuale (il "Regolamento Delegato"). Da tali procedure non sono emerse situazioni di mancata conformità al Regolamento Delegato.

Per il dettaglio degli aspetti chiave della revisione si rinvia al contenuto delle Relazioni rilasciate da PwC, pubblicate unitamente ai Bilanci separato e consolidato.

La Società di revisione ha anche rilasciato al Collegio Sindacale, ai sensi dell'articolo 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014, la Relazione al Comitato per il Controllo Interno e la Revisione Contabile (cd. "Relazione aggiuntiva"), con la quale ha illustrato:

  • i) gli aspetti principali della revisione;
  • ii) i livelli di significatività per il bilancio consolidato ed il bilancio separato;
  • iii) il piano di revisione;
  • iv) l'area e il metodo di consolidamento;
  • v) la metodologia di revisione e i metodi di valutazione applicati in sede di bilancio consolidato e di bilancio separato;
  • vi) le aree di attenzione relative al bilancio consolidato e al bilancio separato;
  • vii) le attività svolte dal team di revisione.

Nella Relazione non sono indicate carenze significative del Sistema di Controllo Interno in relazione al processo di informativa finanziaria. Sono state rappresentate al Collegio alcune carenze e/o aree di potenziale miglioramento nel Sistema di Controllo Interno in relazione al processo di informativa finanziaria valutate dal Revisore come "non significative".

Le principali aree tematiche trattate nel corso degli scambi informativi intercorsi con PwC sono state inerenti:

  • alla riconciliazione delle partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. In questo contesto il Collegio raccomanda che il management prosegua nella continua attenzione al puntuale rispetto, nei rapporti con Roma Capitale, delle prassi e delle condizioni applicate nei rapporti con soggetti non correlati. I documenti di bilancio evidenziano come, in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: ACEA S.p.A.- Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e di areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021. Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022. Riguardo la succitata delibera sono tutt'ora in corso interlocuzioni tra il management di Acea e Roma Capitale finalizzate alla definizione della complessiva posizione creditoria di Acea verso il socio pubblico in relazione al contratto che disciplina il servizio di illuminazione pubblica;
  • alla purchase price allocation riferibile alle società incluse nel perimetro di consolidamento. Nel corso degli ultimi esercizi il Gruppo Acea, coerentemente con il proprio piano industriale, ha realizzato una serie di attività finalizzate all'espansione del Gruppo nei propri settori operativi. In particolare, le operazioni hanno riguardato sia acquisizioni sia la revisione dei patti parasociali di società collegate che hanno portato alla loro inclusione nel perimetro di consolidamento. A seguito dell'acquisizione del controllo, ed ai fini del bilancio consolidato, la Società è tenuta, entro il termine di 12 mesi dall'evento, all'allocazione del prezzo pagato sulla base di quanto prescritto dall'IFRS3.

In conformitò a quanto raccomandato dal documento congiunto Banca d'Italia – Consob – ISVAP n. 4 del 3 marzo 2010, la procedura di impairment test disciplinata dallo IAS 35 ha ricevuto il parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi ed è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione-

Il Collegio Sindacale ha verificato l'adeguatezza, sotto il profilo metodologico, del processo di impairment test cui sono stati sottoposti gli attivi di bilancio interessati.

Per detto test, la Società ha affidato ad un soggetto esterno la verifica di tutti gli elementi sostanziali del processo d'impairment senza che questi segnalasse aspetti di criticità da riportare nella presente relazione.

Detto advisor indipendente ha rappresentato come Acea, per lo svolgimento dell'impairment test al 31 dicembre 2022, ha utilizzato le previsioni formulate nell'ultimo piano industriale approvato in Consiglio di Amministrazione, eventualmente aggiornate dal Management per tenere conto delle evoluzioni normative e/o gestionali nel frattempo intervenute. Per le società soggette a concessione, sono stati utilizzati in via inerziali i piani a vita intera della società per la durata della concessione.

Con riferimento a quanto emanato da ESMA, richiamato da CONSOB e riportato nelle linee guida del discussion paper dell'OIV relativo allo sviluppo del test di impairment dei non financial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina, l'advisor indipendente ha confermato come Acea abbia sviluppato un'analisi del rischio con metodologie adeguate alle best practice di settore.

Dai risultati del test di impairment emergono alcune svalutazioni complessive, tanto a livello di bilancio consolidato quanto a livello di bilancio separato, come alcune situazioni che vengono individuate come da monitorare, che sono rappresentate nei documenti sottoposti alla Vostra approvazione, a cui si rimanda.

Sebbene la capitalizzazione di borsa di Acea sia superiore al valore del patrimonio netto del Gruppo, è stato comunque svolto anche un test di impairment di secondo livello.

Il Collegio Sindacale ha anche acquisito informazioni dalla Società di revisione con riferimento alle attività svolte nel corso delle procedure di revisione inerenti a:

  • ATO 5 SpA dove le tematiche rilevanti attengono alla esatta quantificazione dei canoni di concessione 2012- 2017, al trattamento ai fini tariffari delle differenze rispetto ai canoni imputati in tariffa nelle annualità precedenti, alla quantificazione dei debiti per canoni concessori 2006-2011, ai procedimenti tributari, amministrativi e regolatori in essere ed alla approvazione da parte dell'ente d'ambito di una tariffa relativa all'aggiornamento biennale 2022- 2023. In questo contesto, gli amministratori di ACEA Ato5 hanno confermato la presa d'atto della presenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, con particolare riferimento agli esiti del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche ed al positivo accoglimento dell'istanza di riequilibrio economico finanziario presentato il 13 dicembre 2021 ed in corso di riproposizione da parte della società. A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare, e fermi rimanendo gli interventi da parte di Acea volti a mettere in sicurezza la controllata, gli amministratori della società controllata hanno comunque avviato una serie di azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa, tra le quali si segnala il riscadenzamento dei debiti pregressi mediante sottoscrizione di piani di rientro, con controparti sia terze che infragruppo, che prevedono pagamenti su orizzonti temporali superiori ai 12 mesi ed il riscadenzamento dei debiti sorti nel 2022 mediante il sistematico ricorso al Reverse Factoring con effetti positivi sul circolante. Le significative incertezze relative alla continuità aziendale, tali da comportare per il revisore legale dei conti l'impossibiltà ad esprimere un giudizio sul bilancio separato della controllata, hanno anche comportato una esigenza di impairment come rappresentato nei documenti di bilancio sottoposti alla Vostra approvazione, a cui si rimanda;
  • DEMAP SpA dove l'incendio occorso nel 2021 agli impianti e la recente autorizzazione concessa ad una società concorrente per un impianto insistente sulla stessa zona di riferimento con caratteristiche tali da consentirgli un favorevole contesto competitivo hanno comportato un ridisegno del piano industriale della

società tale da comportare un impairment della partecipazione e successive valutazioni, in corso, sugli sviluppi strategici dell'investimento.

Il Collegio Sindacale ha, inoltre, acquisito informazioni con riferimento al processo di adeguamento del calcolo del Fondo Svalutazione Crediti avviato da Acea attraverso la realizzazione di modelli aderenti alle metodologie previste dall'IFRS9 (metodo semplificato). Il Collegio è stato anche informato che, in ragione dell'attuale contesto macroeconomico, Acea ha ritenuto opportuno incorporare nella valutazione del rischio di credito un fattore correttivo al fine di anticipare un possibile peggioramento del merito creditizio delle controparti in portafoglio.

I documenti di bilancio evidenziano tanto gli effetti dei contributi solidaristici introdotti dall'articolo 37 del D.L. 21/2022 e dalla Legge 197/2022, ai commi dal 115 al 119, quanto quelli conseguenti alla misura specifica introdotta con il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito in legge 28 marzo 2022, n. 25 (cd DL Sostegni ter), all'articolo 15-bis, volta a garantire il contributo al contenimento del caro energia da parte degli operatori che producono energia rinnovabile.

Si informa che, con riferimento all'esercizio 2021, il Collegio ha provveduto ad inoltrare nel corso del 2022 al Consiglio di Amministrazione la Relazione Aggiuntiva di PwC corredata dalle proprie osservazioni.

Il Collegio Sindacale ha esaminato la dichiarazione sull'indipendenza del revisore legale, di cui all'articolo 17 del D. Lgs. 39/2010, che non evidenzia situazioni che ne abbiano compromesso l'indipendenza o cause di incompatibilità ai sensi degli articoli 10 e 17 dello stesso decreto e delle relative disposizioni di attuazione.

Il Collegio Sindacale ha altresì preso atto della Relazione di Trasparenza predisposta dalla Società di revisione, pubblicata sul sito della stessa ai sensi dell'articolo 13 del Regolamento UE n. 537/2014.

A tale riguardo il Collegio, nel corso dell'esercizio ed in ottemperanza alle richiamate disposizioni in materia di revisione legale, ha preventivamente approvato – previe le verifiche di competenza circa i potenziali rischi per l'indipendenza e le misure di salvaguardia adottate – gli incarichi diversi dalla revisione legale conferiti a PwC ed alle società appartenenti al suo network.

Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio segnala che al network PwC, nel corso dell'esercizio 2022, in aggiunta agli incarichi di revisione previsti dal deliberato assembleare, è stato riconosciuto un compenso per altri servizi non audit o audit related pari a Euro 605 mila .

In proposito, è stato altresì attivato un monitoraggio volto a verificare il rispetto del limite quantitativo ai corrispettivi per incarichi non di revisione previsto dall'articolo 4 del richiamato Regolamento europeo. Il Collegio attesta che il limite è stato ampiamente rispettato.

Il revisore legale, periodicamente incontrato in ossequio al disposto dell'art. 150, comma 3, del TUF al fine dello scambio di reciproche informazioni, non ha evidenziato al Collegio atti o fatti ritenuti censurabili né irregolarità che abbiano richiesto la formulazione di specifiche segnalazioni ai sensi dell'art. 155, comma 2, del TUF.

Attività di vigilanza sul processo di informativa finanziaria

Il Collegio Sindacale ha effettuato periodici incontri con il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari (di seguito "Dirigente Preposto"), nominato ai sensi della Legge 262/2005, nel corso dei quali lo stesso non ha segnalato significative carenze nei processi operativi e di controllo che abbiano potuto inficiare l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure amministrativo-contabili ai fini della corretta rappresentazione economica, patrimoniale e finanziaria in conformità ai princìpi contabili.

Tale rappresentazione è confermata da quanto esposto nella "Relazione sulle attività svolte dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari del Gruppo ai fini del rilascio dell'attestazione prevista dall'art. 154 bis del T.U.F sulla relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2022".

Ai fini dell'attestazione del bilancio separato e consolidato, il Dirigente Preposto ha operato secondo quanto definito nel "Modello di Gestione e Controllo del Gruppo Acea ex L. 262/05" (di seguito anche "Modello 262"), approvato dal Consiglio di Amministrazione di ACEA e dai Consigli di Amministrazione delle società "rilevanti ai fini 262".

L'operatività dei controlli presenti nelle procedure amministrative e contabili, attestata dai process & risk owner e control owner tramite il sistema informativo nell'ambito del Processo di Attestazione interna al Gruppo, è corroborata dall'attuazione di un Piano di test indipendenti, definito dal Dirigente Preposto, finalizzato ad assicurare che tali controlli vengano effettivamente svolti e risultino efficaci rispetto all'obiettivo prefissato.

Dall'esame delle attestazioni effettuate attraverso il sistema informativo, il Dirigente Preposto ha evidenziato come sia emerso un Sistema di Controllo Interno adeguato e operativo, con alcune aree di miglioramento per le quali sono previste specifiche attività progettuali.

Dall'esame delle attestazioni effettuate attraverso il sistema informativo dalle Società, il Dirigente Preposto ha quindi dichiarato nella propria relazione annuale che il sistema dei controlli di Gruppo inerente alla informativa finanziaria risulta "standardizzato" (ovvero risulta essere adeguato, operativo e documentato).

Conseguentemente, il Dirigente Preposto di ACEA ha ritenuto di poter sottoscrivere senza alcun rilievo l'attestazione del bilancio separato e consolidato di ACEA al 31 dicembre 2022.

Il Dirigente Preposto ha anche confermato di disporre di autonomia finanziaria, da esercitarsi in armonia con gli indirizzi generali della Società e nel rispetto delle procedure esistenti, condivisa con l'organo amministrativo delegato in sede di budget annuale; a tal proposito ha precisato come il budget a disposizione nel 2022 sia stato adeguato e sia stato utilizzato per il supporto operativo alla gestione del Modello 262 e per lo svolgimento delle attività di verifica dell'effettivo funzionamento del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria.

Il Collegio Sindacale, alla luce delle informazioni ricevute e della documentazione esaminata, preso atto delle attività in corso di completamento, anche considerato il supporto che viene reso al Dirigente Preposto dalla Funzione di Internal Audit, che dispone di competenze specialistiche in ambito IT per la verifica del disegno e dell'operatività degli IT General Controls, non ha osservazioni da riferire in Assemblea sulla funzionalità e l'adeguatezza del sistema amministrativo contabile.

Attività di vigilanza sul processo di informativa non finanziaria

Il Collegio Sindacale, nell'ambito dello svolgimento delle funzioni ad esso attribuite, ha vigilato – tra l'altro incontrando periodicamente la struttura preposta e confrontandosi con la Società di revisione – sull'osservanza delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, in particolare con riferimento sia al processo di redazione che ai contenuti della Dichiarazione di carattere non finanziario.

Il Bilancio di Sostenibilità 2022/DNF è stato predisposto in conformità alla versione aggiornata e vigente dello Standard Global Reporting Initiative (Standard GRI). Il documento include l'informativa prevista dal Regolamento EU 2020/852 (Tassonomia), secondo quanto indicato con riferimento al secondo anno di applicazione del medesimo: ammissibilità e allineamento delle attività ecosostenibili per i primi due obiettivi ambientali (mitigazione e adattamento al cambiamento climatico).

Al riguardo, esaminate l'attestazione rilasciata dalla Società di revisione ai sensi dell'articolo 3, comma 10, del D. Lgs. n. 254/2016 e la dichiarazione resa dalla stessa nell'ambito della Relazione al Bilancio consolidato ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento Consob di attuazione del citato Decreto, il Collegio non ha rilevato elementi di non conformità e/o di violazione delle normative di riferimento.

L'attestazione include una limitazione di scopo con riferimento alla recente tassonomia EU delle attività sostenibili.

Il Collegio Sindacale ha esaminato, per quanto di propria competenza, il percorso che ha portato alla definizione e, di conseguenza, all'individuazione del perimetro societario della dichiarazione consolidata non finanziaria per l'esercizio 2022. Il Collegio ha anche acquisito dalle competenti strutture interne un'informativa in merito alla analisi di materialità.

Il Collegio Sindacale evidenzia come i fatti di gestione di sostenibilità assumono oggi pieno rilievo, in una prospettiva integrata con i dati economico-finanziari, alla luce delle evoluzioni del contesto competitivo e normativo nonché delle istanze degli investitori, delle istituzioni e degli stakeholder.

Coerente a tale indirizzo è, quindi, un percorso volto alla pianificazione e realizzazione di obiettivi di sostenibilità, in raccordo con il processo di pianificazione industriale, all'implementazione di un sistema di performance management integrandovi gli obiettivi ESG ed alla definizione di un sistema di enterprise risk management avente lo scopo di integrare i rischi ESG nella tassonomia dei rischi in esame.

Coerentemente con tale approccio, il Collegio Sindacale, pur prendendo atto positivamente delle attività concluse e/o in via di completamento, ha formulato la raccomandazione di promuovere tutte le iniziative necessarie (anche di formazione e informazione) per rafforzare il sistema dei controlli interni in materia (sistema di controllo interno della informativa non finanziaria), da sviluppare in coerenza con quanto già fatto con riferimento al sistema dei controlli interni inerenti l'informativa dei dati finanziari.

Nell'ambito delle iniziative di rafforzamento della Sustainable Corporate Governance del Gruppo ACEA, il Comitato Etica e Sostenibilità ha manifestato il proprio interesse a richiedere un supporto per aggiornare i regolamenti che regolano i propri compiti e quelli del Consiglio di Amministrazione in linea con le evoluzioni normative (CSRD, EFRAG, CSDD) e le leading practice in ambito ESG.

Attività di vigilanza sull'adeguatezza del sistema di controllo interno, di gestione dei rischi e sull'assetto organizzativo

Sistema di Controllo Interno

Il Collegio Sindacale, nel prendere atto di quanto riportato nella Relazione sul governo societario circa l'adeguatezza e l'effettivo funzionamento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ("SCIGR"), ha esaminato le Relazioni 2022 della Funzione di Internal Audit, del Comitato Controlli e Rischi, dell'Organismo di Vigilanza 231 e dei presidi di controllo di secondo livelli inerenti alla Funzione Risk & Compliance.

In particolare, il Collegio Sindacale segnala che, nel corso dell'esercizio:

  • è stato mantenuto il necessario collegamento funzionale ed informativo con il Comitato Controllo e Rischi, l'Organismo di Vigilanza ed i Responsabili delle Funzioni di Internal Audit e di Risk & Compliance sulle modalità di svolgimento dei compiti di valutazione e controllo a loro affidati, inerenti all'adeguatezza, piena operatività ed effettivo funzionamento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché sugli esiti delle attività di verifica svolte dalla Funzione di Internal Audit in conformità al piano di audit approvato dal Consiglio di Amministrazione, sugli esiti del risk assessment svolto dalla Funzione di Risk Management e sugli esiti delle attività di competenza dei presidi di controllo di secondo livello della Funzione Risk & Compliance;
  • ha preso atto che il Comitato Controllo e Rischi ha rilasciato i pareri di competenza, come previsti dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate, senza evidenziare criticità da segnalare nella presente relazione.

Il Responsabile della Funzione Internal Audit ha aggiornato periodicamente il Collegio in merito alle attività effettuate e alle principali risultanze dei controlli svolti, comunicando le azioni correttive individuate e condivise con il management della Società, indicando tempistiche di attuazione e specifiche responsabilità di implementazione, oggetto di monitoraggio periodico da parte della Funzione Internal Audit.

Il Responsabile della Funzione di Internal Audit, sulla base delle attività di audit svolte, degli scambi informativi tra la Funzione Internal Audit e i presidi di controllo di secondo livello, delle progettualità in corso, delle interlocuzioni avute con gli Organi di Controllo e di Governo, ha comunicato che non sono emersi elementi tali da far ritenere il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi non adeguato, non operativo o non coerente con le vigenti Linee di Indirizzo dello stesso.

Detta valutazione del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi tiene conto, oltre delle singole aree di miglioramento identificate nel corso delle attività di verifica svolte, anche dei progetti avviati dalla Società in corso di completamento, e volti al rafforzamento delle componenti strutturali del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei rischi e di integrazione di tali elementi nei più generali assetti organizzativi e di governo societario.

Le attività di testing finalizzate ad assicurare che i controlli automatici chiave, nell'ambito delle procedure amministrative e contabili, operino correttamente e risultino efficaci rispetto all'obiettivo prefissato, hanno avuto esito positivo, nonostante permangano alcuni ambiti di miglioramento correlati alla IT governance e alla definizione di una matrice SOD (segregation of duties).

Le verifiche svolte dalla Funzione Internal Audit hanno evidenziato l'assenza di aspetti critici che possano pregiudicare l'affidabilità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi nel suo complesso, anche in quelle situazioni residuali nelle quali il sistema normativo interno non risulta ancora aggiornato rispetto alle prassi utilizzate.

Le interlocuzioni avute durante l'anno con i responsabili dei Presidi di controllo di II livello della Funzione Risk & Compliance, e le loro relazioni, mostrano una adeguata tenuta del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, evidenziando alcuni aspetti di miglioramento già ricompresi nelle attività progettuali di miglioramento in corso.

Dall'analisi complessiva delle sopra menzionate risultanze emerge che non sono state rilevate, nell'operatività, situazioni tali da minare la tenuta del sistema di controllo interno e di gestione di rischi adottato da Acea e dalle società controllate, che è stato pertanto dichiarato essere funzionante, adeguato e coerente con le vigenti Linee di Indirizzo, nonostante vi siano alcune attività progettuali riconducibili a componenti dello stesso che non hanno trovato finalizzazione nell'esercizio 2022.

In particolare, si richiama l'attenzione su quegli aspetti che devono trovare, nel breve termine, la loro completa definizione in quanto necessari alla prevista evoluzione del Modello di Controllo.

Ci si riferisce alla necessità di completare le attività progettuali riconducibili alla implementazione del Regolamento di Gruppo, all'aggiornamento delle Linee Guida del Sistema di Controllo Interno alle intervenute modifiche all'assetto organizzativo di Acea, nonché alla predisposizione delle Linee Guida di Governance, con la connessa definizione dei relativi flussi informativi, all'implementazione delle Linee Guida in materia di Anticorruzione, Antitrust e Compliance Regolatoria ed al completamento del progetto SOD con l'adozione della relativa Policy.

Il Responsabile Internal Audit ha informato il Collegio che il posizionamento gerarchico funzionale, il dialogo costante e lo scambio informativo con il vertice aziendale, i comitati endoconsiliari e con gli organi di controllo hanno garantito alla Funzione di avere pieno accesso a tutte le informazioni utili allo svolgimento degli incarichi, piena indipendenza ed autonomia di giudizio.

Con riferimento più in generale alla gestione delle azioni di rimedio e, in particolare, relativamente al rispetto delle scadenze di finalizzazione delle attività, il Collegio ha sollecitato una sempre maggiore responsabilizzazione delle strutture owner degli interventi e una maggiore incisività delle Funzioni Aziendali di Controllo Interno nel sollecitare la chiusura dei rilievi.

Nell'ambito delle attività di vigilanza di competenza, il Collegio Sindacale ha anche considerato i contenuti degli scambi informativi e delle relazioni periodiche del responsabile dell'Unità Sistemi Integrati di Certificazione di Acea.

Gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.

Il Responsabile ha rappresentato come tutte le verifiche relative al mantenimento delle certificazioni in essere per il 2022 si sono concluse con esito positivo. Sono in corso le attività volte all'ottenimento della certificazione 37001 in ambito anticorruzione. Complessivamente, a seguito delle verifiche svolte, non sono state evidenziate criticità significative.

Similmente, il Collegio Sindacale ha vigilato sulle tematiche relative alla sicurezza del lavoro nel Gruppo Acea, attraverso scambi informativi ed analisi delle relazioni periodiche del Respondabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Dall'attività da questi svolta e dalla documentazione acquisita risulta confermata l'esistenza di un efficace sistema di gestione della sicurezza del lavoro, senza che siano state comunicate criticità significative da riportare nella presente relazione.

Il Collegio ha altresì vigilato, attraverso scambi informativi, e l'analisi delle relazioni periodiche, con il Data Protection Officer (di seguito "DPO"), che la Società abbia recepito le misure previste dal Garante per la protezione dei dati personali e agisca in sostanziale conformità alle disposizioni del Regolamento UE n. 679 del 27 aprile 2016 ("GDPR"), del D. Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, come novellato dal D. Lgs. n. 101 del 10 agosto 2018, e delle ulteriori norme applicabili in materia di protezione dei dati personali.

Il DPO ha relazionato sul framework di governance privacy di Gruppo, implementato attraverso l'adozione della Linea Guida di Governance Privacy. Un modello valevole per il Gruppo, che ha preso come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi caratteristici per ambito di business. ll progetto è inclusivo, tra l'altro, dell'attività di DPIA - Data Protection Impact Assessment.

Il DPO ha evidenziato come la Funzione Risk & Compliance ha sviluppato e adottato un Framework di Controlli per il Governo e Monitoraggio (di secondo livello) delle Misure di Privacy Security che ha come obiettivo il monitoraggio ed il controllo dei rischi normativi, sanzionatori e di business inerenti agli ambiti della Cyber e Data Protection.

Il DPO ha quindi rappresentato il progressivo e continuo miglioramento dello stato di adeguamento al GDPR all'interno del Gruppo, con alcune aree di miglioramento per le quali ha dichiarato comunque avviate le necessarie attività progettuali.

Il Collegio Sindacale ribadisce di ritenere la tutela dei dati personali in attuale gestione del Gruppo Acea essere un valore fondante della identità aziendale, come tale dovendo necessariamente diventare un elemento costitutivo delle modalità di gestione, a tutti i livelli, dei processi e delle procedure aziendali, con una diffusa consapevolezza nel personale dipendente della rilevanza di quanto necessario allo scopo.

Il Collegio ha incontrato il responsabile della Funzione Regulatory che ha attivato, tra le altre, una progettualità di compliance regolatoria al fine di presidiare la gestione dei rischi di natura regolatoria, il cui completamento ed attuazione viene ritenuto dal Collegio molto rilevante per realizzare una complessiva assurance di compliance agli organi sociali.

Con riferimento al programma di compliance antitrust, lo scambio informativo e l'analisi delle relazioni rese dal responsabile antitrust hanno evidenziato come, a seguito della prima fase di implementazione, siano state ulteriormente sviluppate le varie componenti del modello finalizzato alla prevenzione, gestione e mitigazione dei rischi derivanti da potenziali comportamenti anticoncorrenziali o in violazione dei diritti dei consumatori teoricamente realizzabili nell'ambito dell'attività della società. In tale contesto è stata definita la Linea Guida di Compliance Antitrust e Tutela del Consumatore con la quale Acea, in qualità di Holding del Gruppo, ha inteso fornire alle Società rientranti nel perimetro di applicabilità del Programma gli indirizzi per la realizzazione, ognuna secondo le proprie specificità, del Modello di Compliance Antitrust, all'interno di un unico framework comune. Similmente è stato aggiornato il Regolamento Organizzativo Compliance Antitrust e Tutela del Consumatore con il quale vengono individuate le responsabilità e i compiti del Referente Antitrust di Acea (Referente Antitrust di Holding) e dei Referenti Antitrust di Società.

Con comunicazione del 13 dicembre 2022, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito "AGCM") ha avviato un procedimento nei confronti di Acea Energia S.p.A. (di seguito "Acea Energia"), ipotizzando la sussistenza di una pratica commerciale scorretta per le modalità con cui la Società ha dato attuazione all'art. 3 del DL 9 agosto 2022, n. 115 (c.d. DL Aiuti bis), formulando contestualmente una richiesta di informazioni nei confronti della Società. Al riguardo si rimanda all'informativa resa nei documenti di bilancio sottposti all'Assemblea.

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Sulla base delle valutazioni svolte dai legali incaricati in ordine al rischio di soccombenza, detto rischio è stato qualificato come possibile, non rendendosi quindi necessario effettuare alcun tipo di accontamento in bilancio.

Lo scambio informativo e l'analisi delle relazioni periodiche predisposte dall'Ethic Officer, avente lo scopo di vigilare sul rispetto dei valori di trasparenza, legalità, equità ed integrità etica nei rapporti con i dipendenti, fornitori, clienti e tutti gli stakeholders, oltre che con riferimento alla gestione di un sistema aperto, trasparente e riservato che consenta a chiunque di interagire con il medesimo Ethic Officer e segnalare presunte violazioni del Codice Etico (sistema di "Whistleblowing"), della legge, delle norme interne che disciplinano l'attività del Gruppo e di qualsiasi condotta posta in violazione ai principi comportamentali che il Gruppo Acea si è dato, ha evidenziato come l'Ethic Officer abbia avviato, in condivisione con il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità, un'attività di revisione del Codice Etico che ha portato all'adozione nel 2022 di un nuovo Codice Etico, in sostituzione di quella del 2018.

Nelle sue relazioni periodiche, l'Ethic Officer ha rappresentato come nel corso del 2022 sono state ricevute alcune segnalazioni, di cui alcune non inerenti. Quelle inerenti sono state tutte analizzate, alcune di queste sono state archiviate in quanto non circostanziate o giudicate non fondate, per altre sono stati disposti controlli rafforzati delle procedure aziendali.

Nel corso di uno scambio informativo con il Collegio, l'Ethic Officer ha anche rappresentato di avere analizzato una lettera anonima ricevuta dalla Presidenza della Società, qualificata come comunicazione whistleblowing, e di averla archiviata in quanto giudicata priva di elementi circostanziati. A seguito di ulteriori notizie in merito apparse sulla stampa, l'Ethic Officer ha ricevuto un mandato consiliare, formulato tenendo conto delle raccomandazioni del Comitato per l'Etica e la Sostenibilità in accordo con il Collegio Sindacale, ad effettuare gli approfondimenti ritenuti opportuni. Il Collegio Sindacale rimane, quindi, in attesa degli esiti degli approfondimenti in corso.

Il Collegio Sindacale ha segnalato l'opportunità di valutare una diversa composizione dell'Ethic Officer volta a rafforzare la presenza di componenti esterni alla Società.

Il Collegio Sindacale ha anche garantito nel continuo il raccordo informativo con l'Organismo di Vigilanza.

Questi ha rappresentato come l'attuale Modello Organizzativo è in corso di revisione, attraverso un approfondito processo di nuova analisi dei rischi connessi ai processi aziendali, con l'obiettivo di aggiornarlo alle ulteriori fattispecie di reato recentemente introdotte nel D.Lgs. 231/2001 e di valorizzare e riflettere nel Modello stesso le evoluzioni intervenute in termini di assetti organizzativi, governance e di sistema di controllo interno.

Ha anche rappresentato come sono in corso le attività di risoluzione delle aree di miglioramento identificate con riferimento al modello attualmente in vigore. Il Collegio Sindacale, in accordo con l'Organismo di Vigilanza, ha raccomandato, a questo riguardo, la conclusione delle attività di aggiornamento del Modello e delle azioni correttive riferite alle aree di miglioramento identificate con riferimento al modello attualmente in vigore con assoluta tempestività, con particolare riferimento agli aspetti di miglioramento inerenti alla procedura acquisti.

Al fine di mitigare il rischio di corruzione, Acea ha avviato un percorso progettuale per l'ottenimento della certificazione ISO 37001 nell'ambito della quale è stata definita una Linea Guida Anticorruzione. Il Collegio Sindacale ritiene rilevante la tempestiva conclusione del progetto avviato.

Tenuto conto:

  • delle attività di indirizzo, controllo e monitoraggio dei presidi di secondo livello svolte da strutture aziendali differenti da quelle in cui i rischi sono gestiti;
  • che le interlocuzioni avute durante l'anno con i responsabili dei Presidi di II livello e le loro relazioni mostrano una adeguata tenuta del sistema ed evidenziano aspetti di miglioramento già ricompresi nelle attività progettuali in corso;
  • della struttura, del funzionamento e degli esiti delle attività svolte dalla Funzione Internal Audit
  • che le verifiche svolte dalla Funzione Internal Audit hanno evidenziato l'assenza di aspetti critici che possano pregiudicare l'affidabilità del sistema nel suo complesso, anche in quelle situazioni residuali nelle quali il sistema normativo interno non risulta ancora aggiornato rispetto alle prassi agite;
  • che le relazioni esaminate hanno evidenziato come, nell'ambito del monitoraggio di alcuni processi rilevanti del sistema di controllo, i vari fenomeni fuori dall'ordinario sono stati analizzati e verificati senza che, a valle di tali attività, siano emerse irregolarità;
  • che le attività di testing finalizzate ad assicurare che i controlli automatici chiave, nell'ambito delle procedure amministrative e contabili, operino correttamente e risultino efficaci rispetto all'obiettivo prefissato, hanno avuto esito positivo, nonostante permangano ambiti di miglioramento correlati alla IT governance e alla definizione di una matrice SOD (tuttora in corso di realizzazione);
  • delle interazioni e degli scambi informativi con i Collegi Sindacali delle società controllate, l'Organismo di Vigilanza, il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili, il Comitato Controlli Interni e Rischi o la Società di Revisione
  • delle attività progettuali in corso volte alla realzizzione delle identificate azioni di miglioramento del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi;

si conclude evidenziando come, anche se le residuali azioni correttive individuate nell'ambito delle attività di audit condotte negli ultimi anni, che ad oggi non risultano ancora completate, troveranno una loro definizione solo attraverso il completamento dell'aggiornamento del sistema normativo aziendale e nei diversi progetti in corso, dall'analisi complessiva delle informazioni analizzate dal Collegio emerge che i residuali gap di disegno evidenziati nelle attività dei presidi aziendali di controllo non hanno generato, nell'operatività, situazioni tali da minare la tenuta del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi adottato da Acea e dalle società controllate, che risulta pertanto funzionante, adeguato e coerente con le vigenti Linee di Indirizzo, nonostante vi siano alcune attività progettuali riconducibili a componenti dello stesso che non hanno trovato finalizzazione nell'esercizio 2022 e di cui si raccomanda il tempestivo completamento.

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Sistema di Gestione del Rischio

L'interscambio informativo e le relazioni rese dalla struttura di risk management ha rappresentato gli esiti del processo di risk assessment di Gruppo avente lo scopo di identificare ed analizzare i principali scenari di rischio rilevanti per il Gruppo, evidenziando le eventuali strategie di risposta predisposte dal management per ricondurre i rischi ad un livello di severity ritenuta accettabile e coerente con gli obiettivi di piano industriale.

Detta metodologia di risk assessment prevede che l'analisi e la valutazione sia effettuata in funzione ed in coerenza con il Piano Industriale 2020-2024 (ed eventuali successivi aggiornamenti).

Le informazioni rese hanno evidenziato come il profilo di rischio del Gruppo si è mantenuto in un trend sostanzialmente costante, sia in termini di evoluzione degli scenari di rischio per severity che di distribuzione per Business Line, dimostrando una sostanziale resilienza del Gruppo alle mutate condizioni del contesto esterno (es. pandemia, guerra, volatilità prezzi commodities, inflazione, cyber attack).

La Funzione di Risk Management ha dichiarato di aver potuto rilevare la compiuta implementate delle azioni di mitigazione identificate per contenere gli scenari di rischio come proposte dal management in fase di risk assessment.

La Società ha anche definito un Framework di Key Risk Indicators, finalizzato a consentire un monitoraggio quantitativo nel tempo dell'esposizione ai rischi identificati a livello di Gruppo. Il Collegio raccomanda che detto monitoraggio periodico sia condiviso, oltre che con il management, con gli organi sociali in reporting informativi periodici.

Similmente attività di identificazione e valutazione dei rischi sono state implementate tanto nei processi volti all'acquisizione di realtà societarie (analisi di rischiosità, sia nella fase preliminare dell'operazione che nella fase di Due Diligence sulla società che si vorrebbe acquisire, con lo scopo di supportare il decision making aziendale con analisi risk-informed sviluppate in ottica integrata, rafforzando le valutazioni sulle operazioni straordinarie attraverso l'acquisizione di dati e informazioni utili circa la complessità ed i costi del piano d'integrazione post closing della società acquisita nel sistema Acea) quanto nei processi di pianificazione e budgeting.

La Società ha anche approvato un aggiornamento della Risk Policy (che disciplina i ruoli, le responsabilità dei soggetti coinvolti e le attività di controllo relative all'Enterprise Risk Management) per ricomprendervi quanto inerente al processo volto alla definizione ed alla analisi in sede consiliare di un Risk Appetite Framework di Gruppo (allo stato ancora limitato a valutazioni qualitative di coerenza degli scenari di rischio, al netto delle azioni di mitigazione identificate dal management, con gli obiettivi aziendali).

Nel corso dello scorso esercizio è stata anche approvata una policy di gestione del rischio commodities (con particolare riferimento alle attività rivolte al mercato dell'energia), di grande importanza attesi i rischi connessi alla volatilità delle commodities in ambito energetico, e di cui il Collegio Sindacale raccomanda una continua e costante applicazione in ottica prudenziale.

Al riguardo, il management ha confermato come l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Funzione Finanza nell'ambito della Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo assicuri l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia, verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi del Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le linee guida per la gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine.

Sono ancora in corso le attività volte all'evoluzione degli scenari di rischio identificati in una complessiva tassonomia dei rischi aziendali da abbinare ai relativi risk owner ed ai processi aziendali assegnati alla loro responsabilità, tanto a livello corporate quanto a livello dei vari business aziendali.

Come le attività volte alla identificazione dei Key Risk Indicator da includere nel Risk Appetite Framework in modo da far evolvere le attuali valutazioni in sede consiliare, di tipo qualitativo, in un complessivo sistema di limiti quantitativamente definiti quale framework di riferimento all'operatività del management.

Da ultimo il Collegio Sindacale ribadisce il proprio convincimento che, atteso che il Gruppo Acea ha una significativa presenza nella gestione di infrastrutture regolate di rilevanza strategica per la fornitura di servizi pubblici essenziali alle comunità di riferimento nelle quali opera, ed ha sviluppato significative iniziative progettuali inerenti a dette infrastrutture strategiche, è necessario che le attività progettuali ed esecutive siano sviluppate con una grande attenzione alle implicazioni relative al mantenimento nel tempo di una posizione finanziaria netta di Gruppo compatibile con la situazione economica e patrimoniale di riferimento.

Assetto Organizzativo

Il Collegio Sindacale ha esaminato la documentazione inerente il complessivo assetto organizzativo di Acea. Il Collegio ha, quindi, preso atto dell'esistenza:

  • di un organigramma e della relativa documentazione aziendale che dettaglia ruoli e responsabilità delle strutture organizzative;
  • di un sistema di deleghe, esercitate in coerenza con i ruoli e i poteri assegnati a ciascuna delle funzioni/comitati coinvolti;
  • di normative aziendali per l'esercizio della governance da parte di Acea nell'ambito delle sue funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo delle entità legali del Gruppo;
  • di normative aziendali per lo svolgimento delle attività proprie di ciascuna funzione manageriale.

Il Collegio è stato informato delle attività, realizzate nel 2022, per l'aggiornamento del sistema normativo di gruppo.

Simile attenzione deve essere posta alla necessaria evoluzione del modello organizzativo del Gruppo Acea e alle modalità di esercizio del potere/dovere di direzione e coordinamento della Capogruppo.

Dall'analisi complessiva delle informazioni analizzate dal Collegio non sono state evidenziate situazioni tali da inficiare l'efficacia degli assetti organizzativi, che risultano pertanto adeguati alla operatività della Società, nonostante siano ancora in corso le attività progettuali di cui sopra.

Si evidenzia anche che il Collegio Sindacale ritiene che l'adeguatezza quali-quantitativa delle strutture aziendali debba essere garantita e valutata anche in considerazione della presenza (o della possibilità/opportunità di rafforzamento e/o implementazione) di supporti di carattere informatico e di processi di automazione che ne migliorino l'efficienza e la qualità operativa.

Politiche retributive

Il Collegio Sindacale ha preso atto che il Consiglio di Amministrazione ha approvato, per quanto di competenza ai sensi della normativa vigente, la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti al personale del Gruppo comprensiva della sezione "Politica in materia di remunerazione 2022" e della sezione "Compensi corrisposti" nonché la relativa Relazione Illustrativa all'Assemblea dei Soci cui i documenti verranno sottoposti.

La Policy predisposta per il 2022 conferma sostanzialmente l'impianto dell'esercizio 2021, tenendo in considerazione i contenuti del Piano Strategico 2022–2024 approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Il Collegio ha valutato apprezzabili, tra l'altro,

  • in merito agli obiettivi di performance, la previsione di obiettivi ESG relativi alla declinazione di quanto previsto al riguardo dal Piano Strategico;
  • il recepimento dei principi e delle raccomandazioni previsti in materia di politiche di remunerazione dal Codice di Corporate Governance. In particolare, la Policy risulta funzionale al perseguimento del successo sostenibile della società.

La politica di remunerazione definisce i criteri e le linee guida per la remunerazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, compresi gli Amministratori esecutivi e gli Amministratori investititi di particolari cariche, dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche e dei membri del Collegio Sindacale della Società, in un orizzonte temporale che coincide con l'esercizio in corso.

Il documento è stato redatto in conformità con il nuovo quadro normativo (art. 123-ter TUF) novato a livello primario dal D. Lgs. 49/2019, che contiene le disposizioni necessarie per l'attuazione della direttiva (UE) 2017/828 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, ("SHRD II") che modifica la direttiva 2007/36/CE ("SHRD") per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti.

Inoltre, essa è stata predisposta alla luce dei contenuti della delibera n. 21623 dell'11 dicembre 2020 di Consob che ha recepito quanto disposto dalla SHRD II.

Sistema Informativo Aziendale

Il Collegio Sindacale ha posto una particolare attenzione anche alle varie iniziative realizzate dal Gruppo Acea in tema di sviluppo del sistema informativo aziendale e tutela della continuità operativa, con un particolare focus sui temi della cybersecurity.

Il Collegio riserva da sempre specifica attenzione al sistema di Information Technology del Gruppo ed alla sua complessiva evoluzione, da considerarsi di essenziale importanza a supporto delle attività di business e di controllo, al fine di evitare l'adozione di interventi di contingency di tipo organizzativo, aventi impatti in termini di risorse sia economiche che umane.

Più in dettaglio, si rappresenta poi che il Collegio ha sottolineato l'importanza di riservare particolare attenzione al rafforzamento della Cybersecurity, con previsione di interventi per: (i) l'accrescimento della sicurezza sugli ambiti più esposti (ad esempio Cloud, Servizi On Line, Terze Parti), (ii) l'evoluzione delle soluzioni volte alla gestione degli incidenti di sicurezza, alla Continuità Operativa ed al Crisis Management, (iii) il consolidamento delle soluzioni di protezione dei dati (classificazione, cifratura, mascheramento, tracciatura) in conformità alle discipline di General Data Protection Regulation e Privacy.

A supporto dell'importanza di quanto sopra rappresentato, si evidenzia come nel febbraio 2023 Acea è stata vittima di un attacco hacker di tipo ransomware. Al momento è in corso un'indagine della Procura di Roma, a mezzo organi di PG – CNAIPIC Polizia Postale per analizzare l'incidente. Il Dirigente Preposto ha dichiarato che l'evento non ha determinato rettifiche ai dati e alle informazioni fornite per la redazione del bilancio consolidato e del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2022 del Gruppo Acea.

Preso atto di come Acea sia riuscita a limitare i danni generati dall'attacco hacker grazie al sistema di protezione implementato, il Comitato Controllo e Rischi, unitamente al Collegio Sindacale, ha comunque raccomandato alle strutture competenti di:

  • promuovere un'attenta attività di formazione indirizzata ai dipendenti del Gruppo in materia di cyber security, valutando, altresì, l'opportunità di condurre una specifica attività di audit finalizzata a chiarire l'effettivo livello di formazione presente sul tema ed individuare eventuali azioni di miglioramento;

  • predisporre, quanto prima, una policy quadro/linea guida in materia di cyber security da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;

  • prevedere, eventualmente disciplinandoli nell'ambito della suddetta policy/linea guida, meccanismi di escalation che garantiscano un'adeguata informativa agli organi sociali nel caso in cui dovessero verificarsi eventi di tale portata

Il Collegio ha anche raccomandato l'adozione di idonee iniziative in ottica di continuo miglioramento e rafforzamento del modello di governo e presidio dei rischi informatici, dell'infrastruttura tecnologica, dell'architettura IT, dell'architettura del dato e del modello operativo IT, al fine di incrementare ulteriormente il livello di presidio dei sistemi e la qualità dei servizi erogati nonché garantire i massimi livelli di sicurezza del sistema informativo.

Ulteriore attività del Collegio Sindacale e informativa richiesta dalla Consob

In data 23 Settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione di Acea, ha preso atto (a) della comunicazione del socio Roma Capitale del 20 settembre 2022, con la quale quest'ultimo ha formulato la richiesta di sostituzione del "capo azienda" e (b) della successiva comunicazione del socio Roma Capitale, avente ad oggetto l'indicazione del Dott. Fabrizio Palermo quale candidato alla carica di componente del Consiglio di Amministrazione e di prossimo Amministratore Delegato di Acea. Il Consiglio ha preso inoltre atto dell'avvio delle attività istruttorie da parte delle competenti strutture della Società in ordine alla risoluzione consensuale del rapporto con l'Ing. Giuseppe Gola ed all'insediamento del candidato, Dott. Fabrizio Palermo, ai sensi dell'art. 2386 c.c., nel rispetto delle vigenti disposizioni normative e statutarie.

In data 26 Settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha completato le attività istruttorie ed ha approvato i termini e le condizioni dell'accordo per lo scioglimento consensuale dei rapporti in essere con l'Ing. Giuseppe Gola, cui quest'ultimo ha aderito. In base ad esso l'Ing. Gola ha rinunciato, con effetto immediato, alle cariche di Consigliere, Amministratore Delegato e Direttore Strategie, Produzione e Estero, nonché ad ogni delega e potere conferitigli e ad ogni altra carica detenuta per conto della Società e/o del Gruppo. L'accordo risolutivo, in conformità con quanto indicato nella politica in materia di remunerazione approvata dall'Assemblea degli Azionisti della Società (la "Politica di Remunerazione") ha previsto il riconoscimento in favore dell'Ing. Gola degli importi massimi previsti dalla Policy "Gestione Esodi Dirigenti", approvata dal Consiglio di Amministrazione di Acea con deliberazione n. 33 del 21 dicembre 2011, che fa riferimento al CCNL per i Dirigenti delle Imprese dei Servizi di Pubblica Utilità. In pari data il Consiglio di Amministrazione ha inoltre nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello statuto, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, il Dott. Fabrizio Palermo quale nuovo Consigliere della Società. Il Dott. Fabrizio Palermo è stato quindi nominato dal Consiglio di Amministrazione nuovo Amministratore Delegato di Acea.

in data 17 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione di ACEA, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello Statuto, la dott.ssa Barbara Marinali quale nuovo Consigliere non esecutivo, in sostituzione dell'Avv. Michaela Castelli dimessasi il 14 febbraio 2023, nominandola Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Tra i documenti sottoposti alla Vostra approvazione trovate la relazione redatta dal Consiglio di Amministrazione di Acea ai sensi dell'articolo 125-ter del D.lgs. n. 25 del 24 febbraio 1998, come successivamente modificato e integrato ('TUF') e dall'articolo 72 del Regolamento adottato con delibera Consob n. 11971 del 14 maggio 1999, come successivamente modificato e integrato (il 'Regolamento Emittenti'), conformemente alle indicazioni contenute nello Schema n. 3 dell'Allegato 3A al Regolamento Emittenti, che ha lo scopo di illustrare le proposte di modifica dello Statuto sociale di cui al punto 1 all'ordine del giorno dell'Assemblea Straordinaria della Società.

Tali proposte sono state elaborate dal Consiglio di Amministrazione con la triplice finalità di: (a) ampliare la composizione quantitativa del Consiglio attualmente in essere per assicurare, tra l'altro, una migliore articolazione delle cariche e delle funzioni all'interno dell'organo di gestione, anche tenuto conto delle esigenze di efficace svolgimento delle funzioni amministrative, di monitoraggio sulla gestione e di equilibrata composizione dei comitati endoconsiliari; (b) prevedere che il numero minimo degli amministratori indipendenti sia individuato facendo espresso riferimento, oltre che alle rilevanti previsioni di legge, anche alle raccomandazioni fornite dal nuovo Codice di Corporate Governance, secondo cui nelle società grandi a proprietà concentrata, cui è riconducibile Acea, almeno un terzo dei componenti del consiglio di amministrazione deve possedere i requisiti di indipendenza; (c) allineare il numero degli amministratori indipendenti da includere nelle liste di candidati per il rinnovo dell'organo di gestione all'ampliamento della composizione quantitativa del consiglio di amministrazione, coordinando le relative disposizioni sulla collocazione in lista di tali amministratori.

Relativamente alle proposte di modifica sopra illustrate, il Consiglio di Amministrazione ha valutato, anche con il supporto dei propri consulenti, che non ricorrono gli estremi per l'esercizio del diritto di recesso previsto dalle norme vigenti, nonché la piena legittimità a procedere in un'unica Assemblea alla modifica dello Statuto sociale e al rinnovo del Consiglio di Amministrazione – sulla base della nuova formulazione dell'articolo 15 dello Statuto sociale, previa relativa approvazione – con efficacia subordinata all'iscrizione della delibera di modifica dello Statuto nel competente Registro delle Imprese.

Nell'esercizio delle proprie funzioni il Collegio Sindacale, come prescritto dall'art. 149 del TUF:

  • ha vigilato sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste dai codici di comportamento ai quali Acea S.p.A. dichiara di attenersi. Acea S.p.A. ha redatto, ai sensi dell'art. 123-bis del TUF e dell'art. 144-decies del Regolamento Emittenti, l'annuale "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari". Il Collegio Sindacale ha verificato che la Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari contenga tutte le informazioni richieste dall'art. 123-bis T.U.F. nonché altre informazioni rese in adempimento alla normativa che disciplina gli emittenti quotati in mercati regolamentati;
  • ha vigilato sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate ai sensi dell'art. 114, comma 2 del TUF. Pur apprezzando gli sforzi compiuti, il Collegio Sindacale ha comunque raccomandato alle competenti funzioni aziendali della capogruppo di indirizzare le entità controllate verso la piena approvazione e

adozione in sede consiliare di tutte le policy di Gruppo. A questo fine, il Collegio Sindacale ha raccomandato che siano attentamente monitorate eventuali differenze di interpretazione e di applicazione in seno alle società controllate, invitando anche al completamento della normativa interna attraverso il rilascio di specifiche istruzioni operative;

ha scambiato informazioni con i Collegi Sindacali delle società direttamente controllate come richiesto dall'art. 151, comma 2, del TUF. Al fine di consentire detto scambio di informazioni è stato trasmesso a tutti gli organi di controllo delle società controllate un questionario in merito all'attività di vigilanza dai medesimi svolta nel corso dell'esercizio 2022. Dall'analisi di tali questionari, compilati e ritrasmessi dagli organi di controllo delle società controllate, come dagli ncontri avvenuti con alcuni dei collegi sindacali delle società controllate, non sono state effettuate segnalazioni, né sono emersi fatti, tali da dover essere menzionati nella presente relazione. Per le società estere controllate direttamente l'attività di vigilanza del Collegio si è sviluppata con la collaborazione della Fuznione Internal Audit.

Il Collegio Sindacale ha ricevuto, in data 16 febbraio 2023, una comunicazione scritta cautelativamente qualificata dall'organo di controllo formulataai sensi dell'art. 2408 del Codice Civile avente riferimento ad alcune vicende apparse su un organo di stampa riguardanti l'Amministratore Delegato della Società. Al riguardo il Collegio Sindacale informa, come in precedenza già rappresentato nella presente relazione, che sono già state tempestivamente avviate interlocuzioni con le strutture interne competenti a cui è stato richiesto di svolgere gli approfondimenti funzionali a fornire le informazioni necessarie che saranno rese all'Organo di Controllo al completamento, da parte delle strutture interessate, delle attività in corso. Il Collegio si riserva di presentare le proprie eventuali considerazioni e proposte ad esito delle attività di cui sopra.

Nel corso dell'esercizio il Collegio Sindacale ha rilasciato i pareri ed espresso le osservazioni che la normativa vigente assegnano alla sua competenza.

Inoltre, il Collegio Sindacale segnala:

  • di avere preso atto che il Consiglio di Amministrazione ha valutato positivamente l'adeguatezza della propria dimensione, della propria composizione e del proprio funzionamento, anche alla luce degli esiti delle attività di competenza di autovalutazione che sono state attuate con il supporto di un consulente esterno in possesso dei requisiti di indipendenza richiesti;
  • che il Consiglio di Amministrazione ha approvato una Politica per la gestione del dialogo con gli investitori istituzionali, la generalità degli azionisti e degli obbligazionisti di Acea;
  • che il Consiglio di Amministrazione, in vista del prossimo rinnovo dell'Organo Amministrativo della Società, ha elaborato gli orientamenti quali-quantitativi inerenti alla composizione del Consgilio di Amministrazione che l'Assemblea dei Soci è chiamata ad eleggere, a cui si rimanda;
  • che, al di fuori delle riunioni consiliari, ha partecipato a off-site meeting e induction session;

Relazione della società di revisione indipendente

ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 27 gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n° 537/2014

Acea SpA

Bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022

Relazione della società di revisione indipendente

ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 27 gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n° 537/2014

Agli Azionisti della Acea SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio della società Acea SpA (la Società), costituito dal prospetto di stato patrimoniale al 31 dicembre 2022, dal prospetto di conto economico, dal prospetto di conto economico complessivo, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto, dal rendiconto finanziario per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Richiami di informativa

Richiamiamo l'attenzione sul paragrafo "Andamento delle aree di attività – Area industriale – Idrico e Area industriale – Ambiente" della relazione sulla gestione e sul paragrafo "Partecipazioni in controllate e collegate" delle note al bilancio che descrivono:

  • con specifico riferimento alla controllata Acea Ato 5 SpA, il perdurare (i) della situazione di squilibrio finanziario determinata dalle più recenti predisposizioni tariffarie approvate dall'Ente d'Ambito con conseguente conferma dell'esistenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della controllata, nonché (ii) delle ulteriori incertezze connesse ai contenziosi fiscali in essere e al complesso contenzioso giudiziale ed extra-giudiziale in corso con l'Autorità d'Ambito relativo alla risoluzione della convenzione di gestione, all'approvazione delle tariffe, all'addebito alla società di penali contrattuali per presunti inadempimenti, al riconoscimento dei crediti relativi ai maggiori costi operativi sostenuti nel periodo 2003-2005 (come da atto transattivo del 27 febbraio 2007) e alla determinazione dei canoni concessori;
  • i complessi provvedimenti regolatori, con particolare riferimento a ciò che sottende l'iter approvativo delle tariffe idriche e rifiuti.

Richiamiamo, inoltre, l'attenzione sui paragrafi "Informative sulle Parti Correlate" e "Crediti verso controllante - Roma Capitale" delle note al bilancio, nonché sul paragrafo "Rapporti con Roma Capitale" incluso nella sezione "Sintesi dei risultati" della relazione sulla gestione, dove gli amministratori descrivono i rapporti con Roma Capitale ed in particolare le interlocuzioni in corso per la ricognizione del debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea/areti con riferimento al servizio di illuminazione pubblica.

Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tali aspetti.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Procedure di revisione in risposta agli
aspetti chiave
Abbiamo svolto le nostre procedure di
revisione al fine di valutare la coerenza della
metodologia di stima del valore recuperabile
utilizzata dalla Società con quanto previsto
dal principio contabile internazionale IAS 36
e dalla prassi valutativa, verificando
l'appropriatezza della tipologia di flussi di
cassa utilizzati, la coerenza degli stessi con il
Piano Industriale del Gruppo e l'accuratezza
matematica della quantificazione del valore
recuperabile.

in imprese controllate e collegate ai sensi del principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", confrontando il loro valore contabile con la stima del loro valore recuperabile determinato utilizzando la metodologia dei flussi di cassa attesi (c.d. impairment test). Tale verifica viene effettuata per le principali partecipazioni indipendentemente dalla presenza di impairment indicator manifestatisi nel corso dell'esercizio. L'esercizio di impairment è stato effettuato sulla base dei flussi finanziari del Piano Industriale 2020-2024 del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 ottobre 2020 e aggiornato, ove necessario, per tener conto delle evoluzioni normative e degli eventi intercorsi tra la data di approvazione del piano e la data di approvazione di bilancio.

Con riferimento al bilancio chiuso al 31 dicembre 2022 il management della Società si è avvalso di un esperto esterno per lo svolgimento del test di impairment.

Nell'ambito delle nostre attività di revisione, abbiamo prestato particolare attenzione al rischio che fossero presenti eventuali perdite di valore nelle citate partecipazioni, in quanto il processo di stima del valore recuperabile delle stesse risulta essere particolarmente complesso e basato su ipotesi valutative influenzate da condizioni economiche, finanziarie e di mercato future di difficile previsione.

In particolare, con riferimento alle partecipazioni in relazione alle quali è stata riscontrata la presenza di indicatori di impairment (c.d. Trigger events) abbiamo:

  • verificato la ragionevolezza delle principali assunzioni alla base dei flussi di cassa prospettici e dei tassi di attualizzazione utilizzati per lo svolgimento dell'impairment test (anche mediante confronto con i dati previsionali provenienti da fonti informative esterne, ove disponibili);
  • confrontato le previsioni degli esercizi precedenti con i corrispondenti dati a consuntivo ed abbiamo infine verificato le analisi di sensitività effettuate dalla Società sulle partecipazioni, con particolare riferimento alla controllata Acea Ato5 in relazione alle incertezze ad essa connesse.

Nell'ambito delle attività di revisione ci siamo anche avvalsi del supporto degli esperti in valutazioni della rete PwC.

Abbiamo inoltre valutato l'indipendenza, la competenza tecnica e la relativa obiettività degli esperti esterni incaricati dal management per lo svolgimento dell'impairment test.

Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dagli Amministratori nelle note al bilancio sugli aspetti precedentemente descritti.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale

circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento;

● abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti della società Acea SpA ci ha conferito in data 27 aprile 2017 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2025.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della società Acea SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF -

European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2022 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizio ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera e), del DLgs 39/2010 e dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori della società Acea SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della società Acea SpA al 31 dicembre 2022, inclusa la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio d'esercizio della società Acea SpA al 31 dicembre 2022 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio d'esercizio della società Acea SpA al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Roma, 28 marzo 2023

PricewaterhouseCoopers SpA

Luigi Necci

(Revisore legale)

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BILANCIO CONSOLIDATO

FORMA E STRUTTURA

INFORMAZIONI GENERALI

Il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 del Gruppo Acea è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione dell'8 marzo 2023, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo Acea è una società per azioni italiana, con sede a Roma, Piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano. I principali settori di attività in cui opera il Gruppo Acea sono descritti nella Relazione sulla Gestione.

CONFORMITÀ AGLI IAS/IFRS

Il presente Bilancio annuale, redatto su base consolidata, è predisposto in conformità ai princìpi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del DLgs 38/2005.

I princìpi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".

BASI DI PRESENTAZIONE

Il presente Bilancio consolidato è costituito dal Prospetto di conto economico consolidato, dal Prospetto di conto economico complessivo consolidato, dal Prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata, dal Prospetto del rendiconto finanziario consolidato e dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto Consolidato, nonché dalle note illustrative redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di conto economico consolidato è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione patrimoniale e finanziaria consolidata sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto finanziario consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio Consolidato è redatto sul presupposto della continuità aziendale e non sussistono significative incertezze (come definite dal paragrafo 25 del Principio IAS 1) sulla continuità aziendale.

Il Bilancio consolidato è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

I dati del presente Bilancio consolidato sono comparabili con i dati dell'esercizio precedente.

DEFINIZIONE DEGLI INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento: pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.

Di seguito si illustra il contenuto e il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  • il Margine Operativo Lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo Acea un indicatore della performance operativa e include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei princìpi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il Margine Operativo Lordo è determinato sommando al Risultato Operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
  • l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo Acea determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività

correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;

il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

USO DI STIME E ASSUNZIONI

La redazione del Bilancio consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime e assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi (compresa la stima del VRG), dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.

I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefìci ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto Economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri e informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

EFFETTI DELLA STAGIONALITÀ DELLE OPERAZIONI

Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo Acea non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.

CRITERI, PROCEDURE E AREA DI CONSOLIDAMENTO

CRITERI DI CONSOLIDAMENTO

Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo Acea e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo. non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita a conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo Acea ne ha mantenuto il controllo.

Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando, in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo.

Al fine di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.

Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie e operative della partecipata. Il Bilancio consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.

PROCEDURE DI CONSOLIDAMENTO

Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi princìpi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di princìpi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.

Aggregazioni di imprese

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'I-

FRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.

Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.

Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dall'IFRS9, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.

I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a conto economico.

Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto economico.

Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

Si specifica che il processo di allocazione del prezzo viene provvisoriamente allocato alle attività e passività e definitivamente contabilizzato entro i 12 mesi dalla data di acquisizione come previsto dal principio contabile internazionale IFRS3.

Aggregazioni aziendali che coinvolgono entità sotto comune controllo

Le operazioni di aggregazione che coinvolgono imprese che sono, in definitiva, controllate da una medesima società o dalle medesime società sia prima, sia dopo l'operazione di aggregazione, e tale controllo non è transitorio, sono qualificate come Business Combinations of entities under common control. Tali operazioni sono escluse dall'ambito di applicazione dell'IFRS3, né tantomeno sono disciplinate da altri IFRS. In assenza di un principio contabile di riferimento, la selezione del principio contabile per le operazioni in esame, relativamente alle quali non sia comprovabile una significativa influenza sui flussi di cassa futuri, è guidata dal principio di prudenza che porta ad applicare il criterio della continuità di valori delle attività nette acquisite. Le attività sono rilevate ai valori di libro che risultavano dalla contabilità delle società oggetto di acquisizione (ovvero della società venditrice) prima dell'operazione o, alternativamente, ai valori risultanti dal bilancio consolidato della controllante comune. Con particolare riferimento alle operazioni di cui sopra, relative alla cessione di un business, il trattamento della differenza tra il corrispettivo definito contrattualmente e i valori contabili del business trasferito è differenziato in funzione dei rapporti partecipativi tra i soggetti coinvolti nell'operazione di trasferimento. Relativamente ai conferimenti di business under common control, invece, indipendentemente dal rapporto partecipativo preesistente, l'entità conferitaria deve rilevare il business trasferito al suo valore contabile storico incrementando di pari importo il proprio patrimonio netto; l'entità conferente rileverà simmetricamente la partecipazione nell'entità conferitaria per un importo pari all'incremento del patrimonio netto di quest'ultima. Tale trattamento contabile fa riferimento a quanto proposto da Assirevi negli Orientamenti Preliminari in tema di IFRS (OPI n. 1 Revised) - "Trattamento contabile delle Business combinations of entities under common control nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato", emesso nel mese di ottobre 2016.

Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.

Trattamento delle opzioni put su azioni di imprese controllate

Secondo le disposizioni stabilite dal principio IAS 32, paragrafo 23, un contratto che contiene un'obbligazione per un'entità di acquisire azioni per cassa o a fronte di altre attività finanziarie, dà luogo a una passività finanziaria per il valore attuale del prezzo di esercizio dell'opzione. Pertanto, qualora l'entità non abbia il diritto incondizionato di evitare la consegna di cassa o di altri strumenti finanziari al momento dell'eventuale esercizio di una opzione put su azioni d'imprese controllate, si deve procedere all'iscrizione del debito; tutte le successive variazioni sono imputate a Conto economico. Il medesimo trattamento contabile è applicabile quand'anche, oltre a una opzione put, vi sia la contestuale presenza di una simmetrica opzione call, c.d. symmetrical put and call options related to non-controlling interest. Il Gruppo considera già acquisite le azioni oggetto di opzioni put (ovvero di put e call incrociate), nei casi in cui non restino in capo ai soci terzi, i benefìci economici e i rischi connessi alla actual ownership delle azioni; pertanto, in tali circostanze, non procede alla rilevazione delle interessenze di terzi azionisti nel bilancio consolidato.

Consolidamento d'imprese estere

I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo Acea, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.

Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo, del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:

  • senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
  • senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.

AREA DI CONSOLIDAMENTO

Il Bilancio consolidato del Gruppo Acea include il bilancio della Capogruppo Acea e i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre, sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.

Rispetto al 31 dicembre 2021 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:

  • in data 19 gennaio 2022 è stata costituita la società AE Sun Capital partecipata al 40% da Acea Produzione e al 60% dal fondo di investimento Equitix Investment Management;
  • in data 20 gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto della società SF Island, con sede in Acquapendente (VT), pari al 100% delle quote della società;
  • in data 8 febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici;
  • alla fine del mese di marzo 2022, Acea ha finalizzato la cessione della holding fotovoltaica (Acea Sun Capital) al Fondo britannico di investimento Equitix, il cui accordo per la cessione degli asset era stato siglato il 24 dicembre 2021. Con il closing dell'operazione, la società di nuova costituzione AE Sun Capital Srl, partecipata al 60% da Equitix e al 40% da Acea Produzione, ha acquisito da Acea Produzione la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete;
  • in data 1° aprile 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Adistribuzionegas del 30% di Romeo Gas nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale;
  • in data 23 maggio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto dell'ulteriore 20% delle quote di Cavallari Srl, portando così la quota di possesso all'80%;
  • in data 30 giugno 2022 è stato sottoscritto l'acquisto, da parte di Acea Ambiente, del ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda risulta così composto: i) una discarica denominata "Grasciano 1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; ii) una discarica denominata "Grasciano 2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 Mc e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di 246.000 m3 ; iii) un impianto di riciclaggio e compostaggio e una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata;
  • in data 29 luglio 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Solar di 17 società veicolo nella regione Basilicata (Gruppo Powertis) ciascuna titolare di progetti di sviluppo di impianti fotovoltaici a terra monoassiali. La potenza complessiva è stimata in 338 MWp, con annessi sistemi di accumulo per una potenza pari a 170 MWp;
  • in data 1° settembre 2022 sono state costituite Acea Renewable 2 Srl e Fergas Solar 2 Srl le cui quote sono interamente detenute al 100% da Acea Solar al fine di concludere il conferimento di asset fotovoltaici per gli impianti realizzati su area industriale e agricola. La costituzione delle due società rientra nella definizione del progetto di deconsolidamento del perimetro fotovoltaico iniziato in data 22 marzo 2022 e che prevederà un secondo closing avente oggetto la cessione di impianti che risulteranno connessi e in esercizio alla data dell'operazione;
  • in data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas SpA attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzionegas Srl. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria relativamente ad una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas;
  • in data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi Srl, società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella Provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie;
  • in data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari Srl, del 100% delle quote di Italmacero Srl, società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi;
  • in data 22 novembre 2022 è stata perfezionata l'operazione di fusione inversa per incorporazione di AE Sun Capital nella società controllata Acea Sun Capital. L'operazione di fusione si colloca nell'ambito di un'operazione di investimento nel settore delle energie rinnovabili ed è stata effettuata al fine di conseguire vantaggi derivanti dall'unificazione dei processi e delle strutture, dal conseguimento di sinergie ed economie di scala e da un efficientamento dei costi;
  • in data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, a esito della procedura a evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione è finalizzata alla creazione di un mono-operatore attivo nel business del ciclo idrico integrato, dell'ambiente e nella distribuzione e vendita di energia elettrica e gas;
  • in data 19 dicembre 2022 è stata costituita l'azienda DropMi Srl, la cui attività ha per oggetto la ricerca e l'ingegnerizzazione di misuratori idrici evoluti il cui funzionamento e il relativo monitoraggio può essere gestito da remoto, nonché lo sviluppo di smart water solutions per il mercato nazionale e internazionale.

PARTECIPAZIONI ESCLUSE DALL'AREA DI CONSOLIDAMENTO

Tirana Acque Scarl, in liquidazione, è posseduta al 40% da Acea ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

CRITERI DI VALUTAZIONE E PRINCÌPI CONTABILI

CONVERSIONE DELLE POSTE IN VALUTA ESTERA

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del Bilancio consolidato ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale e i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto.

Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al costo storico sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al fair value sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. Le differenze cambio eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico.

Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

RICONOSCIMENTO DEI RICAVI

I ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo. In particolare:

• i ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas sono rilevati al momento dell'erogazione o della fornitura del servizio, ancorché non fatturati, e sono determinati integrando con opportune stime quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura. Tali ricavi sono calcolati sulla base dei provvedimenti di legge, delle delibere dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico in vigore nel corso del periodo tenendo altresì conto dei provvedimenti perequativi pro tempore vigenti; si informa che, con riferimento alla valorizzazione dei ricavi da trasporto di energia elettrica, qualora l'ammissione degli investimenti in tariffa che sancisce il diritto al corrispettivo per l'operatore sia virtualmente certa già nell'esercizio in cui gli stessi sono realizzati, i corrispondenti ricavi vengono accertati per competenza indipendentemente dalla modalità con cui essi saranno riconosciuti finanziariamente quale conseguenza della delibera 654/2015 dell'ARERA;

• i ricavi del Servizio Idrico Integrato sono determinati sulla base del Metodo Tariffario Idrico (MTI-3), valido per la determinazione delle tariffe per gli anni 2020-2023, approvato con deliberazione n. 580/2019/R/idr (MTI-3) del 30 dicembre 2019, dalla Determinazione n. 1/2020-DSIS del 29 giugno 2020 e successive modificazioni da parte dell'ARERA. Sulla base dell'interpretazione della natura giuridica della componente tariffaria FoNI (Fondo Nuovi Investimenti) viene iscritto tra i ricavi dell'esercizio il relativo ammontare spettante alle Società idriche laddove espressamente riconosciuto dagli Enti d'Ambito che ne stabiliscono la destinazione d'uso.

È inoltre iscritto tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite c.d. passanti (i.e. energia elettrica, acqua all'ingrosso) delle quali la citata delibera fornisce apposito dettaglio nonché l'eventuale conguaglio relativo a costi afferenti il Sistema Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (i.e. emergenze idriche, ambientali) qualora l'istruttoria per il loro riconoscimento abbia dato esito positivo.

CONTRIBUTI

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste.

I contributi di allacciamento idrici sono iscritti tra le altre passività non correnti e rilasciati a conto economico lungo la durata dell'investimento cui si riferiscono, se correlati a un investimento, e interamente rilevati come provento se correlati a costi di competenza. I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

CONTRATTI DI COSTRUZIONE IN CORSO DI ESECUZIONE

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti e acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi e se questi possano essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

BENEFÌCI PER I DIPENDENTI

I benefìci garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefìci definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) o altri benefìci a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefìci non sono finanziati.

Il costo dei benefìci previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Gli oneri derivanti dall'incentivo all'esodo per i dipendenti che hanno aderito al Piano di isopensionamento e che soddisfano i criteri definiti dal Piano del Gruppo sono stati rilevati in un apposito Fondo. Il Gruppo si sostituisce agli istituti previdenziali di riferimento; in particolare il Fondo è stanziato per il pagamento della rata di pensione spettante all'isopensionato, nonché per pagare i contributi figurativi per il periodo necessario al raggiungimento del diritto alla specifica prestazione previdenziale presso gli Enti Previdenziali.

PROVENTI FINANZIARI

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati a incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

DIVIDENDI

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazioni.

COSTI RELATIVI ALL'ASSUNZIONE DI PRESTITI

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

IMPOSTE

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l'annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto a ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto.

ATTIVITÀ MATERIALI

Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS37. La corrispondente passività è rilevata nella voce del passivo Fondo rischi e oneri. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefìci economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi o per finalità non ancora determinate sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, ove applicabile, gli oneri finanziari capitalizzati. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, inizia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove. Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefìci economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi è contabilizzata sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

ATTIVITÀ IMMATERIALI

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabile, controllate dall'impresa e in grado di produrre benefìci economici futuri, nonché l'avviamento acquistato a titolo oneroso. Le attività immateriali se acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione, alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Gli avviamenti e le attività immateriali aventi vita utile indefinita non sono oggetto di ammortamento; la recuperabilità del loro valore di iscrizione è verificata almeno annualmente e comunque quando si verificano eventi che fanno presupporre una riduzione del valore. Invece, l'ammortamento delle attività a vita utile definita è calcolato a quote costante in base alla vita utile stimata, che viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. L'ammortamento ha inizio quando l'attività immateriale è disponibile all'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

Avviamento

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali (tra le quali a titolo meramente esemplificativo, l'acquisizione di società controllate; di entità a controllo congiunto ovvero l'acquisizione di rami d'azienda o altre operazioni di carattere straordinario) rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata o dell'entità a controllo congiunto alla data di acquisizione. L'avviamento è rilevato come attività e rivisto annualmente per verificare che non abbia subìto perdite di valore. Nel caso di ottenimento del controllo congiunto, o anche di collegamento, l'avviamento delle partecipazioni rilevate secondo l'equity method resta implicito nel valore della partecipazione.

Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate.

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari indipendenti che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. Nel caso in cui il valore recuperabile da parte dell'unità generatrice di flussi sia inferiore al valore di carico attribuito, si rileva la relativa perdita di valore.

In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare non ancora ammortizzato dell'avviamento a esse attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

Concessioni

È rilevato in questa voce il valore del diritto di concessione, sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione, oggetto di conferimento. Tale valore riguarda beni demaniali appartenenti al c.d. "demanio accidentale" idrico e di depurazione e viene sistematicamente ammortizzato in base alla durata residua della concessione stessa. Si precisa che il periodo di ammortamento residuo è in linea con la durata media delle gestioni affidate con procedura a evidenza pubblica.

Diritto sulle infrastrutture

Il Gruppo, in linea con quanto disposto dall'IFRIC12 "Accordi per servizi in concessione", rileva in base al modello dell'intangible asset, l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico, poiché il contratto di concessione del servizio non conferisce al concessionario il diritto di controllare l'uso dell'infrastruttura di servizio pubblico, ma consente l'accesso alla gestione dell'infrastruttura, per fornire il servizio pubblico per conto del concedente conformemente ai termini specificati nel contratto.

La citata interpretazione richiede infatti, in luogo della rilevazione dell'insieme delle infrastrutture materiali per la gestione del servizio, l'iscrizione di un'unica attività immateriale rappresentativa del diritto del concessionario di far pagare la tariffa agli utenti del servizio pubblico.

L'importo comprende, inoltre, la capitalizzazione del margine deri-

vante dall'attività di investimento.

Diritti di utilizzazione di opere dell'ingegno

I costi relativi a tale voce sono inclusi tra le attività immateriali e sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre/ cinque anni.

Right of use

Nella voce vengono rilevate le attività inerenti l'applicazione del principio contabile internazionale IFRS16, emesso a gennaio 2016 e in vigore dal 1° gennaio 2019, che sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individuando i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing. L'I-FRS16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio).

Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto sono rilevati nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS16 si applica a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). Il principio introduce il concetto di controllo all'interno della definizione, in particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi è la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continua ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida a oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

  • nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e
  • a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Nel contesto della prima applicazione del principio, l'approccio di transizione utilizzato dal Gruppo Acea è il retrospettivo modificato, e non sono pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come lease.

Ai fini dell'attualizzazione del debito, il Gruppo ha utilizzato un IBR calcolato usando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto più il credit spread assegnato ad Acea SpA da Moody's. Si fa presente, infine, che non sussistono differenze significative tra gli impegni derivanti dai contratti di leasing attualizzati con lo stesso tasso e il valore rilevato in base all'IFRS16.

PERDITE DI VALORE (IMPAIRMENT)

L'avviamento e le altre attività aventi vita utile indefinita non sono assoggettate ad ammortamento sistematico ma sottoposte a verifica almeno annuale di recuperabilità (c.d. impairment test) condotta a livello della singola Cash Generating Unit (CGU) o insiemi di CGU cui le attività a vita indefinita possono essere allocate ragionevolmente, secondo quanto previsto dalla procedura del Gruppo. Su base annuale, la Società, in base alla propria procedura di impairment, effettua l'analisi sulle CGU del Gruppo identificate dalla procedura di Gruppo.

La verifica consiste nel confronto tra il valore contabile iscritto in bilancio (carrying amount) e la stima del valore recuperabile dell'attività (value in use - VIU). In considerazione della natura delle attività svolte dal Gruppo Acea, la modalità di determinazione del "VIU" viene effettuata attraverso l'attualizzazione dei flussi di cassa attesi derivanti dall'uso e, se significativi e ragionevolmente determinabili, dalla cessione al termine della vita utile. Tuttavia, laddove vi sia un'evidenza di un fair value affidabile (prezzo negoziato in un mercato attivo, transazioni comparabili ecc.) il Gruppo valuta ai fini del test di impairment l'adozione di tale valore.

I flussi di cassa sono determinati sulla base delle migliori informazioni disponibili al momento della stima, desumibili mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

La determinazione del "VIU" viene condotta con il metodo finanziario (Discounted Cash Flow - DCF) che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore d'uso di una CGU prevede di stimare il valore attuale dei flussi di cassa operativi netti di imposta.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

QUOTE DI EMISSIONE, CERTIFICATI VERDI E CERTIFICATI BIANCHI

Il Gruppo applica criteri di valutazione differenziati tra quote/certificati detenuti per own-use, ossia a fronte del proprio fabbisogno (Portafoglio Industriale) e quelli detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading).

Le quote/certificati detenuti per own-use eccedenti il fabbisogno determinato in relazione alle obbligazioni maturate a fine esercizio (surplus) sono iscritte tra le altre immobilizzazioni immateriali al costo sostenuto. Le quote/certificati assegnati gratuitamente sono iscritti a un valore nullo.

Trattandosi di un bene a utilizzo istantaneo tale posta non è soggetta ad ammortamento, ma a impairment test. Il valore recuperabile viene identificato come il maggiore fra il valore d'uso e quello di mercato.

L'onere derivante dall'adempimento dell'obbligo di efficienza energetica è stimato sulla base del prezzo medio di acquisto calcolato sulla base dei contratti stipulati tenuto conto dei titoli in portafoglio alla data di redazione del bilancio per i quali viene stanziato a fondo oneri il differenziale negativo tra la stima del contributo, effettuata ai sensi della delibera AEEGSI 13/2014/R/efr, che verrà erogato in sede di consegna dei titoli al fine dell'annullamento dell'obiettivo e il suddetto onere.

Le quote/certificati detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading) vengono iscritte tra le rimanenze di magazzino e valutate al minore tra il costo d'acquisto e il valore di presumibile realizzo desumibile dall'andamento di mercato.

Le quote/certificati assegnati gratuitamente hanno valore nullo. Il valore di mercato è definito con riferimento a eventuali contratti di vendita, anche a termine, già sottoscritti alla data di bilancio e, in via, residuale, alle quotazioni di mercato.

RIMANENZE

Le rimanenze sono valutate al minore fra costo e valore netto di realizzo. Il costo comprende i materiali diretti e, ove applicabile, la mano d'opera diretta, le spese generali di produzione e gli altri costi che sono sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Il costo è calcolato utilizzando il metodo del costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo rappresenta il prezzo di vendita stimato meno i costi stimati di completamento e i costi stimati necessari per realizzare la vendita.

Le svalutazioni delle rimanenze di magazzino, in relazione alla loro natura, sono effettuate tramite appositi fondi, iscritti in bilancio a riduzione delle poste attive, oppure voce per voce, in contropartita alle variazioni delle rimanenze del conto economico.

STRUMENTI FINANZIARI

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui il Gruppo diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.

Attività finanziarie - strumenti di debito

In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie, che rappresentano strumenti di debito, sono classificate nelle seguenti tre categorie: i) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; ii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti tra le altre componenti dell'utile complessivo (di seguito anche OCI); iii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico.

La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (c.d. business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.

L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale.

I crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione.

Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (c.d. business model hold to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI).

In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell'utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L'ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all'atto dell'eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni.

Un'attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading.

Quando l'acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell'operazione e la consegna dell'attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (es. acquisto di titoli su mercati regolamentati), l'operazione è rilevata alla data del regolamento.

Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi.

Svalutazioni di attività finanziarie

La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del c.d. "Expected credit loss model".

In particolare, le perdite attese sono determinate, generalmente, sulla base del prodotto tra: i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (c.d. "Exposure At Default"); ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (c.d. "Probability of Default"); iii) la stima, in termini percentuali, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (c.d. "Loss Given Default") definita, sulla base delle esperienze pregresse e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali ecc.). Al riguardo, per la determinazione della Probability of default delle controparti sono stati adottati i rating interni già utilizzati ai fini dell'affidamento; per le controparti rappresentate da Entità Statali e in particolare per le National Oil Company, la Probability of default, rappresentata essenzialmente dalla probabilità di un ritardato pagamento, è determinata utilizzando, quale dato di input, i country risk premium adottati ai fini della determinazione dei WACC per l'impairment degli asset non finanziari.

Per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni, la valutazione delle perdite attese è basata su una provision matrix, costruita raggruppando, ove opportuno, i crediti in cluster appropriati ai quali applicare percentuali di svalutazione definite sulla base dell'esperienza di perdite pregresse, rettificate, ove necessario, per tener conto di informazioni previsionali in merito al rischio di credito della controparte o di cluster di controparti.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica Acea ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa. Il Gruppo, inoltre, rileva nei ricavi il margine su commessa per i servizi di costruzione e miglioria, sia per la parte realizzata internamente dal Gruppo, sia per quella realizzata da Terzi. Il margine rilevato viene contabilizzato in base alle disposizioni dell'IFRS15, e ammortizzato lungo la durata residua della concessione.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a vista o a brevissimo termine e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.

PASSIVITÀ FINANZIARIE

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Attività finanziarie".

Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Gli strumenti finanziari derivati, inclusi quelli impliciti (Embedded derivative) sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazione al fair value".

Nell'ambito della strategia e degli obiettivi definiti per la gestione del rischio, la qualificazione delle operazioni come di copertura richiede: i) la verifica dell'esistenza di una relazione economica tra l'oggetto coperto e lo strumento di copertura tale da operare la compensazione delle relative variazioni di valore e che tale capacità di compensazione non sia inficiata dal livello del rischio di credito di controparte; ii) la definizione di un hedge ratio coerente con gli obiettivi di gestione del rischio, nell'ambito della strategia di risk management definita, operando, ove necessario, le appropriate azioni di ribilanciamento (rebalancing). Le modifiche degli obiettivi di risk management, il venir meno delle condizioni indicate in precedenza per la qualificazione delle operazioni come di copertura ovvero l'attivazione di operazioni di ribilanciamento determinano la discontinuità prospettica, totale o parziale, della copertura.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; es. copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento.

Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; es. copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente con gli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Nel caso di copertura di transazioni future che comportano l'iscrizione di un'attività o di una passività non finanziaria, le variazioni cumulate del fair value dei derivati di copertura, rilevate nel patrimonio netto, sono imputate a rettifica del valore di iscrizione dell'attività/passività non finanziaria oggetto della copertura (c.d. basis adjustment).

La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari".

Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura, ivi incluse le eventuali componenti inefficaci degli strumenti derivati di copertura, sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari". I derivati impliciti, incorporati all'interno di attività finanziarie, non sono oggetto di separazione contabile; in tali fattispecie, l'intero strumento ibrido è classificato in base ai criteri generali di classificazione delle attività finanziarie.

I derivati impliciti incorporati all'interno di passività finanziarie e/o attività non finanziarie sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento implicito: i) soddisfa la definizione di derivato; ii) nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (FVTPL); iii) se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale. La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative variazioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

Valutazione al fair value

Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (i.e. exit price).

Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.

La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefìci economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (c.d. "Highest and best use"), o vendendola a un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore.

La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (c.d. "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento a una passività finanziaria (c.d. "Debit Valuation Adjustment" - DVA). Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività. In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

FONDI PER RISCHI E ONERI

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando il Gruppo deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Qualora la passività fosse relativa allo smantellamento e/o ripristino di attività materiali, il fondo iniziale viene rilevato come contropartita all'attività a cui si riferisce; l'incidenza a Conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce.

ATTIVITÀ NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA

Le attività non correnti destinate alla dismissione, i gruppi in dismissione e le attività operative cessate il cui valore contabile sarà recuperato principalmente attraverso la vendita piuttosto che attraverso l'utilizzo continuativo, sono valutate al minore tra il loro valore netto contabile e il fair value al netto dei costi di vendita.

In particolare, per gruppo in dismissione (disposal group) si intende un insieme di attività e passività direttamente correlate destinate alla dismissione nell'ambito di un'unica operazione. Le attività operative cessate (discontinued operations) sono, invece, costituite da una significativa componente del gruppo, quale ad esempio un importante ramo autonomo di attività o area geografica di attività o una controllata acquisita esclusivamente in funzione di una rivendita.

Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

Le attività e le passività direttamente correlate alle attività non correnti destinate alla dismissione, i gruppi in dismissione e le attività operative cessate, in linea con quanto previsto dai princìpi contabili internazionali, sono contabilizzate in due specifiche voci della situazione patrimoniale, ovvero, le attività destinate alla vendita e le passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita. Inoltre, dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni, gli ammortamenti non vengono più calcolati e la valutazione di tali beni è effettuata al minore tra il costo storico, diminuito del fondo ammortamento relativo, e il valore di presumibile realizzo.

PRINCÌPI CONTABILI, EMENDAMENTI, INTERPRETAZIONI E IMPROVEMENTS APPLICATI DAL 1° GENNAIO 2022

"Amendment to IFRS3 Business Combinations"

Emesso in data 14 maggio 2020, aggiorna il riferimento presente nell'IFRS3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard.

"Amendment to IAS 16 Property, Plant and Equipment"

Emesso in data 14 maggio 2020, non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° gennaio 2022.

"Amendment to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets"

Emesso in data 14 maggio 2020, chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita. A tal riguardo il "costo necessario all'adempimento" del contratto comprende i costi direttamente correlati allo stesso che sono costituiti da: a) costi incrementali necessari all'adempimento di tale contratto (per esempio la manodopera e le materie prime dirette) e dalla b) ripartizione di altri costi direttamente correlati all'adempimento del contratto (per esempio, la ripartizione della quota di ammortamento di un elemento di immobili, impianti e macchinari utilizzata per l'adempimento di tale contratto e di altri).

"Annual Improvements 2018-2020"

Emesso in data 14 maggio 2020, modifiche sono apportate:

  • all'IFRS1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, dove viene consentito a una controllata che applica il paragrafo D16 dell'IFRS1 di rilevare le differenze cumulate di conversione utilizzando gli importi rilevati dalla sua controllante alla data di passaggio della controllante stessa;
  • all'IFRS9 Financial Instruments, dove vengono forniti chiarimenti su quali commissioni includere nel test del dieci per cento previsto dal paragrafo B3.3.6 nel valutare se eliminare una passività finanziaria;
  • allo IAS 41 Agriculture, dove al fine di garantire coerenza con i requisiti dell'IFRS13 viene eliminato il paragrafo per cui le entità non includevano i flussi finanziari fiscali nella valutazione del fair value di un'attività biologica utilizzando la tecnica del valore attuale;
  • e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS16 Leases, eliminando l'Illustrative Example 13, al fine di evitare confusione in merito al trattamento degli incentivi per il leasing, a causa di come vengono illustrati gli incentivi nell'esempio in oggetto.

PRINCÌPI CONTABILI, EMENDAMENTI E INTERPRETAZIONI APPLICABILI SUCCESSIVAMENTE ALLA FINE DELL'ESERCIZIO E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA DAL GRUPPO

"Amendments to IFRS17 Insurance contracts: Initial Application of IFRS7 and IFRS9 - Comparative Information"

Emesso in data 9 dicembre 2021, consente di utilizzare l'opzione di transizione relativamente alle informazioni comparative delle attività finanziarie in sede di prima applicazione dell'IFRS17. L'opzione consente alle entità di riclassificare nelle informazioni comparative e singolarmente tutti gli strumenti finanziari rientranti nell'ambito di applicazione del principio al fine di evitare accounting mismatch rispetto alla classificazione prevista dal principio contabile internazionale IFRS9. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.

"Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current"

Emesso in data 23 gennaio 2020, fornisce chiarimenti in materia di classificazione delle passività come correnti o non correnti. Le modifiche allo IAS 1 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction"

Emesso in data 7 maggio 2021, ha lo scopo di rendere omogenee le modalità con cui le entità contabilizzano le imposte differite su operazioni come leasing e i costi di smantellamento. La principale novità riguarda l'introduzione di un'eccezione all'esenzione per la rilevazione iniziale (IRE) della fiscalità differita per le attività e per le passività prevista dallo IAS 12. Nello specifico l'eccezione prevede la non applicabilità dell'esenzione dello IAS 12 per la rilevazione iniziale di tutte quelle operazioni che originano differenze temporanee uguali o oggetto di compensazione. Limitando l'esenzione alla sola rilevazione iniziale, l'impatto sarà di un progressivo miglioramento e comparabilità delle informazioni a beneficio degli utilizzatori del bilancio con riferimento agli impatti fiscali delle operazioni di leasing e ai costi di smantellamento. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.

"IFRS17 Insurance Contracts"

In data 18 maggio 2017, lo IASB ha emesso l'IFRS17 "Insurance Contracts" che definisce l'accounting dei contratti assicurativi emessi e dei contratti di riassicurazione posseduti. Le disposizioni dell'IFRS17 che stabiliscono i criteri di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa dei contratti assicurativi superano quelle attualmente previste dall'IFRS4 "Contratti assicurativi" e hanno come obiettivo quello di garantire agli utilizzatori del bilancio di valutare l'effetto che tali contratti hanno sulla posizione finanziaria, sui risultati e sui flussi finanziari delle compagnie. L'applicazione del principio è prevista per gli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IFRS16 Leases: Lease Liability in a Sale and Leaseback"

Emesso in data 22 settembre 2022, ha lo scopo di chiarire l'impatto che un'operazione di vendita o retrolocazione potrebbe avere su una passività finanziaria che prevede pagamenti variabili non correlati a indici o tassi. La principale novità nella valutazione successiva della passività finanziaria riguarda la determinazione dei "lease payments" e dei "revised lease payments" in modo che, a seguito di un'operazione di leaseback, il venditore-locatario non rilevi alcun utile o perdita relativo al diritto d'uso che detiene. La modifica ha come finalità quella di evitare la contabilizzazione di utili e perdite, relative al diritto d'uso iscritto, a seguito di eventi che comportano una rimisurazione del debito (per esempio, modifica del contratto di locazione o della sua durata). Eventuali utili e perdite derivati dall'estinzione parziale o totale di un contratto di locazione continuano a essere rilevati per la parte di diritto d'uso cessato. Le modifiche sono applicabili dal 1° gennaio 2024 con possibilità di applicazione anticipata.

"Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2 - Disclosure of Accounting Policies"

Emesso in data 12 febbraio 2021, richiede alle società di fornire le informazioni rilevanti sui princìpi contabili applicati e suggerisce di evitare o limitare le informazioni non necessarie. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.

"Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates"

Emesso in data 12 febbraio 2021, chiarisce, anche attraverso alcuni esempi, la distinzione tra cambiamenti di stima e cambiamenti di princìpi contabili. La distinzione è rilevante in quanto i cambiamenti di stima sono applicati prospetticamente a transazioni ed eventi futuri, mentre i cambiamenti di princìpi contabili sono generalmente applicati in via retroattiva. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023, ed è consentita un'applicazione anticipata.

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Rif. Di cui Di cui
nota € migliaia 2022 parti correlate 2021 parti correlate Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 4.957.179 3.816.030 1.141.149
2 Altri ricavi e proventi 181.066 156.032 25.035
Ricavi netti consolidati 5.138.245 148.412 3.972.061 101.556 1.166.183
3 Costo del lavoro 305.066 275.819 29.247
4 Costi esterni 3.556.055 2.461.216 1.094.840
Costi operativi consolidati 3.861.121 65.557 2.737.035 52.416 1.124.086
5 Proventi/(Oneri) netti da
gestione rischio commodity
0 0 0
6 Proventi/(Oneri) da
partecipazioni di natura
non finanziaria
27.897 21.048 6.849
Margine Operativo Lordo 1.305.021 82.855 1.256.075 49.140 48.946
7 Svalutazioni (riprese di valore)
nette di crediti commerciali
113.370 86.207 27.164
8 Ammortamenti e
accantonamenti 625.799 588.768 37.031
Risultato Operativo 565.851 82.855 581.101 49.140 (15.249)
9 Proventi finanziari 25.962 1.117 11.491 7.142 14.471
10 Oneri finanziari (111.670) (66) (97.388) 12 (14.282)
11 Proventi/(Oneri)
da partecipazioni
17.793 7.798 9.995
Risultato ante imposte 497.937 83.906 503.002 56.293 (5.065)
12 Imposte sul reddito 186.777 150.662 36.115
Risultato netto 311.160 83.906 352.340 56.293 (41.180)
Risultato netto attività
discontinue
0
Risultato netto 311.160 83.906 352.340 56.293 (41.180)
Utile/(Perdita) di competenza
di terzi
31.435 39.030 (7.595)
Risultato netto di competenza
del Gruppo
279.725 313.309 (33.585)
13 Utile/(Perdita) per azione
attribuibile agli azionisti
della Capogruppo
-
Di base
1,31348 1,47118 (0,15770)
-
Diluito
1,31348 1,47118 (0,15770)
Utile/(Perdita) per azione
attribuibile agli azionisti della
Capogruppo al netto delle
Azioni Proprie
-
Di base
1,31605 1,47406 (0,15801)
-
Diluito
1,31605 1,47406 (0,15801)

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

€ migliaia 2022 2021 Variazione
Risultato netto del periodo 311.160 352.340 (41.180)
Utili/(Perdite) derivanti dalla conversione dei bilanci esteri 6.524 2.124 4.400
Riserva differenze cambio 10.348 5.715 4.633
Riserva fiscale per differenze di cambio (2.484) (1.372) (1.112)
Utili/(Perdite) derivanti da differenza cambio 7.865 4.344 3.521
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") 79.696 30.157 49.539
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
(21.744) (8.297) (13.447)
Utili/(Perdite) derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto
dell'effetto fiscale
57.952 21.861 36.092
Utili/(perdite) attuariali su benefìci a dipendenti iscritti a Patrimonio netto 6.409 4.666 1.742
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefìci a dipendenti (1.842) (1.358) (484)
Utili/(Perdite) attuariali su piani pensionistici a benefìci definiti al netto
dell'effetto fiscale
4.567 3.309 1.258
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale 76.908 31.637 45.271
Totale utile/(perdita) complessivo 388.067 383.976 4.091
Risultato netto del conto economico complessivo attribuibile a:
-
Gruppo
348.319 342.865 5.455
-
Terzi
39.748 41.111 (1.364)

PROSPETTO DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA

Rif.
nota
ATTIVITÀ
€ migliaia
31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
14 Immobilizzazioni materiali 3.144.250 2.938.530 205.720
15 Investimenti immobiliari 2.256 2.314 (58)
16 Avviamento 255.048 251.477 3.570
17 Concessioni e diritti
sull'infrastruttura
3.470.906 3.048.190 422.715
18 Immobilizzazioni immateriali 420.191 411.607 8.584
19 Diritto d'uso 90.397 53.096 37.301
20 Partecipazioni in controllate
non consolidate e collegate
348.885 292.239 56.646
21 Altre partecipazioni 3.007 2.980 27
22 Imposte differite attive 179.823 202.606 (22.783)
23 Attività finanziarie 30.531 4.865 22.549 8.319 7.982
24 Altre attività non correnti 615.144 576.065 39.078
Attività non correnti 8.560.435 4.865 7.801.652 8.319 758.783
25 Rimanenze 104.507 86.406 18.101
26 Crediti commerciali 1.267.445 61.714 1.071.644 51.601 195.802
27 Altre attività correnti 458.780 387.813 70.967
28 Attività per imposte correnti 26.296 24.183 2.114
29 Attività finanziarie correnti 342.085 117.998 407.944 113.981 (65.858)
30 Disponibilità liquide e mezzi
equivalenti
559.908 680.820 (120.912)
Attività correnti 2.759.022 179.712 2.658.809 165.582 100.213
31 Attività non correnti destinate
alla vendita
19.076 168.425 (149.350)
TOTALE ATTIVITÀ 11.338.533 184.578 10.628.886 173.901 709.646
Rif. PASSIVITÀ
E PATRIMONIO NETTO
Di cui Di cui
nota € migliaia 31/12/2022 parti correlate 31/12/2021 parti correlate Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 147.501 138.649 8.852
Altre riserve 27.743 (123.433) 151.176
Utile/(Perdita) relativa a esercizi
precedenti
737.400 696.547 40.853
Utile/(Perdita) dell'esercizio 279.725 313.309 (33.585)
Totale patrimonio netto
del Gruppo
2.291.268 2.123.971 167.296
Patrimonio netto di terzi 463.975 392.449 71.526
32 Totale patrimonio netto 2.755.243 2.516.420 238.822
33 Trattamento di fine rapporto e
altri piani a benefìci definiti
112.989 120.150 (7.162)
34 Fondo rischi e oneri 218.025 193.318 24.706
35 Debiti e passività finanziarie 4.722.263 4.791.979 (69.716)
36 Altre passività non correnti 399.628 409.064 (9.435)
Passività non correnti 5.452.905 5.514.512 (61.607)
37 Debiti finanziari 619.418 108.523 285.222 120.137 334.196
38 Debiti verso fornitori 1.849.980 41.985 1.683.563 51.965 166.417
39 Debiti tributari 26.810 18.962 7.847
40 Altre passività correnti 632.259 562.806 69.453
Passività correnti 3.128.466 150.508 2.550.553 172.102 577.914
41 Passività direttamente associate
ad attività destinate alla vendita
1.919 47.402 (45.483)
TOTALE PASSIVITÀ
E PATRIMONIO NETTO
11.338.533 150.508 10.628.886 172.102 709.646

PROSPETTO DEL RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

Rif.
nota
€ migliaia 31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
Flusso monetario per attività
di esercizio
Utile prima delle imposte 497.937 503.002 (5.065)
8 Ammortamenti e riduzioni
di valore
594.636 546.626 48.010
6-7 Rivalutazioni/Svalutazioni 67.680 57.360 10.320
34 Variazione fondo rischi 14.167 (3.706) 17.873
33 Variazione netta fondo per
benefìci ai dipendenti
(19.158) (7.004) (12.154)
Interessi finanziari netti 85.708 85.897 (189)
Imposte corrisposte (178.506) (180.117) 1.611
Flussi finanziari generati
da attività operativa ante
variazioni
1.062.464 0 1.002.058 0 60.406
26-27 Incremento/Decremento dei
crediti inclusi nell'attivo circolante
(247.714) (35.924) (184.891) (14.707) (62.824)
38-40 Incremento /Decremento dei
debiti inclusi nel passivo circolante
137.721 10.522 68.010 58.974 24.111
25 Incremento/Decremento scorte (15.497) 7.209 (22.707)
Variazione del capitale circolante (125.490) (25.401) (109.672) 44.267 (61.419)
Variazione di altre attività/passività
di esercizio
(210.271) (136.125) (28.447)
Flusso monetario da attività
d'esercizio da Disposal Group/
Attività destinate alla vendita
0 3.259 (3.259)
Totale flusso monetario attività di
esercizio
726.703 (25.401) 759.521 44.267 (32.719)
FLUSSO MONETARIO PER
ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
Acquisto/cessione
immobilizzazioni materiali
(350.085) (626.507) 276.422
Acquisto/cessione
immobilizzazioni immateriali
(700.218) (354.759) (345.458)
20-21 Partecipazioni 110.108 (90.048) 200.058
Incassi/pagamenti derivanti
da altri investimenti finanziari
44.819 (10.586) 1.340 (100) 43.479
Dividendi incassati 3.381 3.381 7.423 6.915 (4.041)
Interessi attivi incassati 29.243 14.511 14.732
Flusso monetario da attività di
investimento da Disposal Group/
Attività destinate alla vendita
0 (3.189) 3.189
TOTALE FLUSSO
MONETARIO PER ATTIVITÀ
DI INVESTIMENTO
(862.752) (7.205) (1.051.231) 6.815 188.381
Rif.
nota
€ migliaia 31/12/2022 Di cui
parti correlate
31/12/2021 Di cui
parti correlate
Variazione
Flusso monetario per attività
di finanziamento
37 Rimborso mutui e debiti finanziari
a lungo
(73.287) (233.995) 160.708
37 Erogazione di mutui/altri debiti e
medio lungo termine
250.000 902.500 (652.500)
35 Diminuzione/Aumento di altri
debiti finanziari
92.441 9.359 (146.968) 259.963 239.409
Interessi passivi pagati (114.121) (100.752) (13.370)
Pagamento dividendi (146.238) (146.238) (96.743) (131.833) (49.495)
Flusso monetario da attività di
finanziamento da Disposal Group/
Attività destinate alla vendita
0 0 0
TOTALE FLUSSO
MONETARIO PER ATTIVITÀ
DI FINANZIAMENTO
8.795 (136.879) 324.042 128.130 (315.247)
Flusso monetario del periodo (127.254) (169.485) 32.332 179.212 (159.586)
Disponibilità monetaria netta
iniziale
680.820 642.209 38.611
Disponibilità monetaria da
acquisizione
6.342 18.652 (12.310)
Disponibilità monetaria netta
finale
559.908 693.193 (133.285)
Disponibilità liquide e mezzi
equivalenti alla fine dell'esercizio
Disposal Group/Attività destinate
alla vendita
0 12.374 (12.374)
Disponibilità liquide e mezzi
equivalenti alla fine dell'esercizio
Continuing Operations
559.908 680.820 (120.912)

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

€ migliaia Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
valutazione di
piani a benefìci
definiti per
i dipendenti
al netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
fair value
strumenti
finanziari
derivati
al netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
differenza
cambio
Altre
riserve
Utile
/(Perdita)
dell'esercizio
Totale
patrimonio
netto del
Gruppo
Patrimonio
netto di terzi
Totale
patrimonio
netto
Saldi al
1° gennaio 2022
1.098.899 138.649 (18.234) (4.754) 2.048 594.055 313.309 2.123.971 392.449 2.516.420
Utili di conto
economico
0 0 0 0 0 0 279.725 279.725 31.435 311.160
Altri utili/(perdite)
complessivi
0 0 3.876 50.175 14.544 0 0 68.595 8.313 76.908
Totale utile/(perdita)
complessivo
0 0 3.876 50.175 14.544 0 279.725 348.319 39.748 388.067
Destinazione risultato
2021
0 8.852 0 0 0 304.457 (313.309) 0 0 0
Distribuzione
dividendi
0 0 0 0 0 (180.666) 0 (180.666) (11.992) (192.658)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 29 (596) 0 (2.211) 0 (2.777) 43.843 41.066
Altre variazioni 0 0 0 0 0 2.420 0 2.420 (73) 2.348
Saldi al
31 dicembre 2022
1.098.899 147.501 (14.329) 44.825 16.592 718.056 279.725 2.291.268 463.975 2.755.243
€ migliaia Capitale
sociale
Riserva
legale
Riserva
valutazione di
piani a benefìci
definiti per
i dipendenti
al netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
fair value
strumenti
finanziari
derivati
al netto
dell'effetto
fiscale
Riserva
differenza
cambio
Altre
riserve
Utile
/(Perdita)
dell'esercizio
Totale
patrimonio
netto del
Gruppo
Patrimonio
netto di terzi
Totale
patrimonio
netto
Saldi al
1° gennaio 2021
1.098.899 129.761 (21.419) (25.197) (3.918) 504.257 282.446 1.964.829 358.429 2.323.258
Utili di conto
economico
0 0 0 0 0 0 313.309 313.309 39.030 352.340
Altri utili/(perdite)
complessivi
0 0 3.185 20.407 5.964 0 29.556 2.081 31.637
Totale utile/(perdita)
complessivo
0 0 3.185 20.407 5.964 0 313.309 342.865 41.111 383.976
Destinazione risultato
2020
0 8.888 0 0 0 273.558 (282.446) 0 0 0
Distribuzione
dividendi
0 0 0 0 0 (170.038) 0 (170.038) (13.606) (183.645)
Variazione perimetro
consolidamento
0 0 0 35 0 (35) 0 0 (9.026) (9.026)
Altre variazioni 0 0 0 0 2 (13.687) 0 (13.685) 15.541 1.856
Saldi al
31 dicembre 2021
1.098.899 138.649 (18.234) (4.754) 2.048 594.055 313.309 2.123.971 392.449 2.516.420

NOTE AL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

RICAVI NETTI CONSOLIDATI

Al 31 dicembre 2022 ammontano a € 5.138.245 mila (erano € 3.972.061 mila al 31 dicembre 2021) e registrano un aumento di € 1.166.183 mila rispetto al precedente esercizio:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 4.957.179 3.816.030 1.141.149 29,9%
Altri ricavi e proventi 181.066 156.032 25.035 16,0%
Ricavi netti consolidati 5.138.245 3.972.061 1.166.183 29,4%

1. Ricavi da vendita e prestazioni – € 4.957.179 mila

La voce registra complessivamente un aumento di € 1.141.149 mila

(+ 29,9%) rispetto all'esercizio precedente, che chiudeva con l'ammontare di € 3.816.030 mila. Di seguito si riporta la composizione della voce.

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 2.956.818 2.144.449 812.368 37,9%
Ricavi da vendita gas 228.254 151.247 77.007 50,9%
Ricavi da incentivi energia elettrica 6.292 23.130 (16.838) (72,8%)
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 1.202.854 1.127.987 74.868 6,6%
Ricavi da gestioni idriche estero 94.458 75.692 18.766 24,8%
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 189.550 142.383 47.167 33,1%
Ricavi da prestazioni a clienti 153.487 119.410 34.077 28,5%
Contributi di allacciamento 28.990 25.428 3.562 14,0%
Ricavi da sviluppo sostenibile 96.476 6.303 90.173 n.s.
Ricavi da vendita e prestazioni 4.957.179 3.816.030 1.141.149 29,9%

Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica

Ammontano a € 2.956.818 mila e possono essere rappresentati

come segue:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Generazione energia elettrica e calore 12.837 7.464 5.374 72,0%
Vendita energia elettrica 2.571.259 1.528.001 1.043.258 68,3%
Attività di trasporto e misura dell'energia 362.615 602.149 (239.534) (39,8%)
Cessione energia da Termovalorizzazione e Biogas 1.979 1.581 397 25,1%
Cogenerazione 8.128 5.255 2.873 54,7%
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 2.956.818 2.144.449 812.368 37,9%

La variazione principale riguarda la vendita di energia elettrica (+€ 1.043.258 mila) come conseguenza dei maggiori prezzi unitari, compensati in parte dalle minori quantità. La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 6.331 GWh con una riduzione rispetto all'anno precedente del 3,5%, mentre la vendita di energia elettrica sul Servizio di Maggior Tutela, è stata complessivamente pari a 1.411 GWh con una riduzione del 16,7% su base tendenziale. Tale riduzione risente dell'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali, creato a partire dal 1° gennaio 2021 e in parte alla flessione del numero di clienti.

Ricavi da vendita gas

Ammontano a € 228.254 mila e registrano una variazione in aumento di € 77.007 mila, rispetto al 31 dicembre 2021, come conseguenza dei maggiori prezzi unitari.

Ricavi da incentivi energia elettrica

Ammontano a € 6.292 mila e registrano un decremento di € 16.838 mila rispetto al precedente esercizio. La riduzione è imputabile in gran parte ad Acea Produzione (-€ 13.243 mila) in relazione al decremento dei ricavi per Gestione Riconoscimento Incentivo (GRIN), dovuto sia all'effetto prezzo che all'effetto volume.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

Come anticipato nell'apposito paragrafo della Relazione sulla Gestione a cui si rimanda per maggiori informazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle società che gestiscono il servizio nel Lazio e in Campania. Tali proventi ammontano complessivamente a € 1.202.854 mila e risultano in aumento di € 74.868 mila (+6,6%) rispetto al precedente esercizio (erano € 1.127.987 mila) in prevalenza per effetto di maggiori ricavi relativi a partite passanti principalmente correlate ai maggiori costi per energia. Si rappresenta di seguito la composizione della voce:

2022 2021 Variazione Variazione %
702.412 731.162 (28.750) (3,9%)
298.998 279.902 19.096 6,8%
116.754 114.799 1.955 1,7%
84.690 2.124 82.567 n.s.
1.202.854 1.127.987 74.868 6,6%

La quantificazione dei ricavi derivanti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato è conseguenza dell'applicazione del metodo tariffario idrico relativo al terzo periodo regolatorio (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/ idr del 27 dicembre 2019.

mento di € 18.776 mila rispetto al precedente esercizio (€ 75.692 mila al 31 dicembre 2021). La variazione è influenzata in gran parte dall'effetto cambio positivo.

Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica

Ricavi da gestioni idriche all'estero

Ammontano a € 94.458 mila e presentano una variazione in au-

Ammontano € 189.550 mila e risultano in aumento di € 47.167 mila rispetto al precedente esercizio. Di seguito la rappresentazione della voce:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Ricavi da smaltimento e trasporto rifiuti 18.689 9.697 8.992 92,7%
Ricavi da spazzamento e raccolta 3.455 0 3.455 n.s.
Ricavi da selezione e trattamento 32.629 26.160 6.469 24,7%
Ricavi da gestione e trasporto discarica 30.902 37.833 (6.932) (18,3%)
Ricavi da recupero fanghi 16.159 18.084 (1.925) (10,6%)
Ricavi per conferimento biomasse 87.716 50.608 37.108 73,3%
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 189.550 142.383 47.167 33,1%

L'incremento registrato si deve prevalentemente alla variazione del perimetro di consolidamento (+€ 58.684 mila), per effetto del consolidamento del Gruppo Deco, MEG, S.E.R. Plast e Tecnoservizi. Tale incremento risulta compensato dai minori ricavi registrati da Demap (-€ 4.242 mila) dovuto alle minori quantità ingressate nello stabilimento e ai maggiori costi come conseguenza diretta degli effetti generati dall'incendio avvenuto alla fine del precedente esercizio.

Ricavi da prestazioni a clienti

Ammontano a € 153.487 mila (€ 119.410 mila al 31 dicembre 2021) e si incrementano di € 34.077 mila. La voce può essere rappresentata come segue:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Illuminazione Pubblica Roma 49.585 32.368 17.217 53,2%
Lavori a terzi 68.905 62.074 6.830 11,0%
Prestazioni infragruppo 7.793 2.657 5.137 193,3%
Fotovoltaico 2 143 (141) (98,3%)
Ricavi GIP 6.417 6.251 166 2,7%
Variazione delle rimanenze 20.784 15.917 4.867 30,6%
Ricavi da prestazioni a clienti 153.487 119.410 34.077 28,5%

L'incremento è in parte imputabile alla variazione di perimetro per +€ 8.392 mila, all'incremento delle rimanenze di SIMAM per € 7.677 mila e ai maggiori ricavi realizzati in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma per € 17.217 mila per effetto dell'andamento dei prezzi legati alla componente energia.

Contributi di allacciamento

Ammontano a € 28.990 mila e risultano in aumento (+€ 3.562 mila) rispetto al 31 dicembre 2021.

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Contributi di allaccio idrico 3.882 3.905 (23) (0,6%)
Contributi di allaccio mercato elettrico 19.867 14.743 5.124 34,8%
Ricavi accessori 5.241 6.780 (1.539) (22,7%)
Contributi di allacciamento 28.990 25.428 3.562 14,0%

Ricavi da sviluppo sostenibile

Ammontano a € 96.476 mila in aumento di € 90.173 mila rispetto al precedente esercizio, dovuto all'incremento delle vendite installazione e assistenza ai clienti di attività e servizi in ambito dai progetti di energy efficiency e smart services.

2. Altri ricavi e proventi – € 181.066 mila

Tale voce registra un aumento di € 25.035 mila rispetto al 31 dicembre 2021 (era € 156.032 mila). Nella tabella seguente viene fornita la composizione della voce:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Contributi da Enti per TEE 4.714 14.007 (9.293) (66,3%)
Sopravvenienze attive 40.018 51.849 (11.831) (22,8%)
Altri ricavi 69.820 22.957 46.863 n.s.
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 14.092 10.636 3.455 32,5%
Conto Energia 6.015 17.751 (11.735) (66,1%)
Contributi regionali 17.903 13.310 4.593 34,5%
Proventi da utenze 63 212 (149) (70,4%)
Personale distaccato 513 558 (45) (8,0%)
Proventi immobiliari 1.004 1.625 (621) (38,2%)
Margine IFRIC12 18.344 18.609 (265) (1,4%)
Plusvalenze da cessione beni 4.351 269 4.082 n.s.
Riaddebito organi per cariche sociali 654 707 (53) (7,5%)
Premi per continuità del servizio 165 464 (299) (64,5%)
Ricavi per distacchi e riallacci 3.411 3.077 334 10,9%
Altri ricavi e proventi 181.066 156.032 25.035 16,0%

La variazione in aumento è riconducibile in prevalenza ai seguenti effetti contrapposti:

  • altri ricavi (+€ 46.863 mila) dovuti in prevalenza al riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (+€ 26.923 mila) per le annualità 2018-2019 (delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022) e a premi relativi agli interventi di incremento della resilienza del servizio di distribuzione dell'energia elettrica (+€ 3.309 mila);
  • da rimborsi per danni e penalità (+€ 3.455 mila) in prevalenza imputabili a Demap (+€ 2.703 mila) dovuto al rimborso assicurativo legato all'incendio intervenuto nel precedente esercizio e Acea Energia (+€ 1.317 mila) dovuto soprattutto all'applicazione di penali e sanzioni addebitate ai fornitori per inadempimenti e/o ritardi rispetto alle condizioni contrattuali;
  • maggiori contributi regionali (+€ 4.593 mila) riferibili in prevalenza ai maggiori contributi in conto esercizio di Umbria Energy e SII;
  • maggiori ricavi registrati da GORI (+€ 9.802 mila), derivanti in prevalenza dalla rilevazione del credito di imposta rilevato in conseguenza del c.d. caro energia;
  • minori contributi conto energia (-€ 11.735 mila) principalmente per effetto del deconsolidamento delle società fotovoltaiche (-€ 7.954 mila) e Acea Produzione (-€ 1.929 mila) per effetto

dei minori volumi di produzione di energia generata da fonti rinnovabili;

  • minori sopravvenienze attive (-€ 11.831 mila) influenzate dai minori stanziamenti di partite energetiche relative a esercizi precedenti rispetto all'esercizio 2021 (-€ 23.039 mila) compensate in parte dalle maggiori sopravvenienze derivanti da componenti tariffarie relative all'anno 2021 riconosciute, in sede di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023, in misura superiore a quanto iscritto nel rispettivo bilancio con particolare riferimento alla componente aggiuntiva del costo per eventi eccezionali e a una richiesta di accesso da parte degli utenti in condizione di disagio economico al bonus idrico integrativo (quale forma di agevolazione) notevolmente inferiore rispetto a quanto stanziato in tariffa da parte della Conferenza dei Sindaci per gli anni 2020 e 2021;
  • minori contributi iscritti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali relativamente ai titoli di efficienza energetica (-€ 9.293 mila) di areti, determinata dai minori acquisti effettuati rispetto al precedente esercizio e dalla valorizzazione di un minor contributo.

Si fa infine presente che la variazione di perimetro influisce sull'incremento per complessivi € 4.695 mila.

COSTI OPERATIVI CONSOLIDATI

Al 31 dicembre 2022 i costi operativi ammontano a € 3.861.121 mila (erano € 2.737.035 mila 31 dicembre 2021) e registrano un aumento di € 1.124.086 mila (+ 41,1% rispetto al precedente esercizio). Di seguito la composizione:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Costo del lavoro 305.066 275.819 29.247 10,6%
Costi esterni 3.556.055 2.461.216 1.094.840 44,5%
Costi operativi consolidati 3.861.121 2.737.035 1.124.086 41,1%

3. Costo del lavoro – € 305.066 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 499.105 469.102 30.003 6,4%
Costi capitalizzati (194.039) (193.282) (756) 0,4%
Costo del lavoro 305.066 275.819 29.247 10,6%

Il costo del lavoro risulta in aumento di € 8.168 mila mentre al netto della variazione di perimetro (+€ 16.534 mila in prevalenza imputabili alle società estere) risulta in riduzione di € 8.366 mila, anche in conseguenza dei maggiori costi capitalizzati (+€ 29.245 mila). Tale incremento discende principalmente dall'efficientamento dei processi aziendali per far fronte al maggiore impegno richiesto dalla gestione del servizio e dall'esigenza di rinnovo degli asset aziendali. Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.

L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, si attesta a € 30.003 mila ed è influenzato in parte dalla variazione dell'area di consolidamento (+€ 12.800 mila) e per la restante parte in prevalenza come conseguenza del minore impiego del personale su progetti di durata pluriennale, dell'incremento dei salari e stipendi derivante sia dalle nuove assunzioni e stabilizzazioni eseguite nel corso del 2022 che per effetto dell'incremento delle componenti retributive e dell'adeguamento dei contratti collettivi nazionali del lavoro. I costi capitalizzati risultano invece in linea rispetto al precedente esercizio, con un lieve incremento di € 756 mila.

Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo

31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 875 615 260 42,2%
Commerciale e Trading 445 427 18 4,3%
Estero 2.474 2.238 236 10,5%
Idrico 3.891 3.475 416 12,0%
Infrastrutture Energetiche 1.262 1.275 (13) (1,0%)
Generazione 92 88 4 4,6%
Ingegneria e Servizi 456 441 15 3,4%
Corporate 717 704 13 1,8%
Totale 10.211 9.263 948 10,2%

Consistenza finale del periodo

31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Ambiente 881 746 135 18,1%
Commerciale e Trading 456 430 26 6,0%
Estero 2.583 2.188 395 18,1%
Idrico 3.963 3.484 479 13,7%
Infrastrutture Energetiche 1.287 1.264 23 1,8%
Generazione 97 89 8 9,0%
Ingegneria e Servizi 465 444 21 4,7%
Corporate 723 703 20 2,8%
Totale 10.455 9.348 1.107 11,8%

4. Costi esterni – € 3.556.055 mila

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 1.094.840 mila (+ 44,5% rispetto al 31 dicembre 2021).

2022 2021 Variazione Variazione %
2.644.092 1.741.401 902.691 51,8%
126.697 91.690 35.007 38,2%
576.958 437.233 139.726 32,0%
67.693 66.768 925 1,4%
41.692 26.424 15.267 57,8%
98.924 97.701 1.223 1,3%
3.556.055 2.461.216 1.094.840 44,5%

Energia, gas e combustibili

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Acquisto e trasporto energia elettrica e gas 2.637.274 1.723.784 913.490 53,0%
Certificati bianchi 889 9.291 (8.402) (90,4%)
Certificati verdi e diritti CO2 5.929 8.326 (2.397) (28,8%)
Energia, gas, combustibili 2.644.092 1.741.401 902.691 51,8%

L'incremento dei costi di acquisto e trasporto energia elettrica e gas (+€ 902.691 mila) è in linea con l'incremento dei ricavi rilevato negli stessi settori, in coerenza con quanto già ampiamente descritto in relazione all'andamento dei prezzi.

La riduzione dei certificati bianchi è invece legata ai minori acquisti di TEE dovuti ai minori obblighi stabiliti dall'ARERA e dalla quantità di TEE già presente nel portafoglio di areti (-€ 8.020 mila).

Materie

I costi per materie ammontano a € 126.697 mila e rappresentano i consumi di materiali al netto dei costi destinati a investimento come illustrato dalla tabella che segue.

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Acquisti di materiali 183.507 149.842 33.665 22,5%
Variazione delle rimanenze 5.092 19.822 (14.730) (74,3%)
Costi capitalizzati (61.901) (77.974) 16.072 (20,6%)
Materie 126.697 91.690 35.007 38,2%

L'incremento registrato dalla voce risulta influenzato in parte dalla variazione di perimetro (+€ 6.876 mila) e in parte dai minori costi capitalizzati (+€ 16.072 mila); compensa tale incremento la variazione in diminuzione delle rimanenze principalmente imputabile ad areti e legata al necessario svolgimento delle attività.

Servizi e Appalti

Ammontano a € 576.958 mila e risultano aumentati complessivamente di € 139.726 mila (erano € 437.233 mila al 31 dicembre 2021) e possono essere rappresentati come segue:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Prestazioni tecniche e amministrative (comprese consulenze
e collaborazioni) 73.696 63.441 10.255 16,2%
Lavori eseguiti in appalto 139.422 79.594 59.829 75,2%
Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti 102.597 75.666 26.931 35,6%
Altri servizi 77.921 67.272 10.649 15,8%
Servizi al personale 21.566 21.948 (382) (1,7%)
Spese assicurative 15.370 13.104 2.267 17,3%
Consumi elettrici, idrici e gas 59.858 30.475 29.383 96,4%
Sottendimento energia 10.639 6.917 3.723 53,8%
Servizi infragruppo e non 16.328 19.788 (3.460) (17,5%)
Spese telefoniche e trasmissione dati 7.001 6.090 912 15,0%
Spese postali 3.321 3.242 80 2,5%
Canoni di manutenzione 12.016 14.306 (2.290) (16,0%)
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 7.493 7.195 297 4,1%
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 15.847 15.152 695 4,6%
Organi sociali 4.475 3.910 565 14,5%
Rilevazione indici di lettura 3.754 4.270 (517) (12,1%)
Spese bancarie 3.716 3.202 515 16,1%
Spese di viaggio e trasferta 2.020 1.356 664 49,0%
Personale distaccato (234) 35 (268) n.s.
Spese tipografiche 148 270 (122) (45,0%)
Servizi e appalti 576.958 437.233 139.726 32,0%

La variazione in aumento è influenzata dalla variazione di perimetro che incide sull'incremento per € 40.676 mila. La restante variazione in aumento è dovuta in prevalenza ai maggiori costi per i progetti di energy efficiency (+€ 32.388 mila) e smart services (+€ 18.055 mila) in linea con quanto rilevato nei ricavi, nonché ai maggiori costi per consumi elettrici e gas (+€ 29.383 mila) dovuti essenzialmente al rialzo dei prezzi di mercato.

Canoni di concessione

L'importo complessivo di € 67.693 mila risulta in linea con quanto rilevato nel precedente esercizio ed è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania. La tabella che segue indica la composizione per Società:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Altro 25 98 (73) (74,5%)
Adistribuzionegas 2.842 2.787 55 2,0%
Notaresco Gas 93 93 0 0,0%
Acea Ato2 50.677 49.957 720 1,4%
Acea Ato5 3.847 3.496 351 10,0%
Acea Molise 53 52 2 3,1%
Gesesa 369 380 (11) (2,9%)
GORI 2.420 2.439 (19) (0,8%)
Acquedotto del Fiora 4.823 4.831 (7) (0,1%)
Servizi Idrici Integrati 2.543 2.636 (93) (3,5%)
Totale 67.693 66.768 925 1,4%

Per le altre informazioni in merito alle concessioni si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".

Godimento di beni di terzi

La voce ammonta a € 41.692 mila e risultano in aumento di € 15.267 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 26.424 mila al 31 dicembre 2021); l'aumento è in prevalenza imputabile alla Capogruppo ed è legato a maggiori costi per licenze d'uso software applicativo per € 9.582 mila.

Tale voce contiene, in linea con quanto previsto dall'IFRS16, i costi relativi ai leasing a breve termine e i leasing di modesto valore.

Oneri diversi di gestione

Ammontano a € 98.924 mila al 31 dicembre 2022 e si incrementano di € 1.223 mila. La tabella che segue espone tale voce per natura:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Imposte e tasse 17.003 12.536 4.467 35,6%
Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie 8.371 8.233 139 1,7%
Contributi erogati e quote associative 5.779 5.586 193 3,5%
Perdite su crediti 71 71 (1) (0,8%)
Spese generali 20.892 21.782 (890) (4,1%)
Sopravvenienze passive 46.808 49.492 (2.685) (5,4%)
Oneri diversi di gestione 98.924 97.701 1.223 1,3%

La variazione dovuta in prevalenza all'incremento rilevato nella voce imposte e tasse (+€ 4.467 mila) influenzato in gran parte dalla variazione di perimetro (+€ 3.712 mila) compensate dalle minori sopravvenienze passive (-€ 2.685 mila) derivanti dall'effetto contrapposto delle minori insussistenze passive rilevate da Acea Energia (-€ 24.661 mila), in prevalenza derivanti dall'iscrizione nell'esercizio precedente di partite economiche passive derivanti dalla rideterminazione da parte di CSEA, in ottemperanza a quanto disposto da ARERA, dei calcoli per la regolazione delle partite relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano, compensate in parte dalle maggiori insussistenze passive registrate da Acea Ato2 nell'esercizio 2021 (€ 19.993 mila) legata a componenti tariffarie relative all'anno 2020 riconosciute, in sede di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023, in misura inferiore a quanto iscritto nel rispettivo bilancio con particolare riferimento alla componente "RCARC" introdotta in ottemperanza ad alcune sentenze del Consiglio di Stato in ordine alle regole di computo tariffario relative alle annualità 2012 e 2013, nonché al periodo 21 luglio-31 dicembre 2011 e al conguaglio negativo, emerso in sede di aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023, conseguente al minore ricorso da parte degli utenti in condizione di disagio economico al bonus idrico integrativo (quale forma di agevolazione) rispetto a quanto riconosciuto in tariffa nel 2021.

5. Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity – € 0 mila

Al 31 dicembre 2022 il Gruppo non ha derivati sottoscritti a copertura delle operazioni di trading.

6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria – € 27.897 mila

La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società strategiche. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
MOL 150.838 123.613 27.225 22,0%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (108.323) (91.916) (16.407) 17,8%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 0 1 (1) (100,0%)
Gestione Finanziaria (3.163) (2.472) (691) 28,0%
Imposte (11.454) (8.177) (3.277) 40,1%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 27.897 21.048 6.849 32,5%

Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 27.225 mila, mentre il provento da partecipazione risulta in aumento di € 6.849 in prevalenza per gli incrementi registrati da Publiacqua (+€ 3.826 mila) e Acque (+€ 2.142 mila) imputabili in parte a minori ammortamenti e in parte a sopravvenienze attive. Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.

246 3. Bilancio consolidato

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Gruppo Powertis (7) 0 (7) n.s.
Energia 395 271 124 45,6%
Acea Green 21 0 21 n.s.
Gruppo Acea Sun Capital 977 664 312 47,0%
Ecomed 0 (14) 14 (100,0%)
Romeo Gas 760 0 760 n.s.
Acque 11.062 8.920 2.142 24,0%
Intesa Aretina (423) (369) (54) 14,5%
Geal 1.104 206 898 n.s.
Nuove Acque 926 1.109 (183) (16,5%)
Publiacqua 8.560 4.734 3.826 80,8%
Acque Servizi 251 502 (251) (49,9%)
Umbra Acque 3.320 1.593 1.727 108,4%
Ingegnerie Toscane 950 3.432 (2.482) (72,3%)
Totale 27.897 21.048 6.849 32,5%

7. Svalutazioni (riprese di valore) nette dei crediti commerciali – € 113.370 mila

Tale voce registra un incremento di € 27.164 mila rispetto al 31 dicembre 2021. Le svalutazioni mantengono sostanzialmente la stessa incidenza sui ricavi complessivi del Gruppo (2,20 % vs 2,17 %); tale risultato, in assenza di particolari criticità nell'attività di incasso registrate nel 2022, è riconducibile, oltre che ad alcune partite straordinarie, alla crescita del business e all'introduzione di uno "stress di scenario" sulle principali società del Gruppo, finalizzato ad anticipare potenziali deterioramenti del merito creditizio dei clienti non desumibili dalle performance attuali ma derivanti da "modelli satellite" basati su dati macro-economici e business information.

8. Ammortamenti e accantonamenti – € 625.799 mila

Rispetto al 31 dicembre 2021 si evidenzia un aumento di € 37.031 mila; di seguito si illustrano i dettagli:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Ammortamenti e perdite di valore 594.636 546.626 48.010 8,8%
Accantonamenti 31.163 42.142 (10.979) (26,1%)
Ammortamenti e accantonamenti 625.799 588.768 37.031 6,3%

Ammortamenti e perdite di valore

La variazione in aumento degli ammortamenti e perdite di valore, pari a € 48.010 mila, si compone come segue:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Ammortamenti materiali 171.213 162.090 9.122 5,6%
Ammortamenti immateriali 420.857 380.567 40.290 10,6%
Perdite di valore 2.566 3.968 (1.402) (35,3%)
Ammortamenti e perdite di valore 594.636 546.626 48.010 8,8%

La variazione in aumento della voce è legata agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti in corso con particolare riferimento alle società dell'Area idrico (+€ 30.975 mila). Su tale voce la variazione dall'area di consolidamento risente degli effetti contrapposti derivanti dell'incremento degli ammortamenti dell'Area ambiente (+€ 11.577 mila) compensati in parte dalla riduzione degli ammortamenti dell'Area Generazione (-€ 8.761 mila) come conseguenza dell'operazione di cessione avvenuta a marzo 2022 (per approfondimenti si rinvia all'apposito paragrafo).

Si fa presente che nella voce relativa agli ammortamenti immateriali è ricompreso anche l'effetto derivante dall'applicazione dell'IFRS16 che ammonta a € 16.453 mila.

Accantonamenti

Gli accantonamenti, al netto dei rilasci, ammontano a € 31.163 mila e sono così distinti per natura:

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Accantonamento rischi legale 2.975 4.216 (1.241) (29,4%)
Accantonamento fiscale 409 195 214 109,7%
Accantonamento rischi regolatori 4.995 5.326 (331) (6,2%)
Accantonamento rischi contributivi 555 11 544 n.s.
Accantonamento appalti e forniture 403 518 (115) (22,1%)
Accantonamento franchigie assicurative 2.174 2.498 (323) (12,9%)
Accantonamento altri rischi e oneri 6.922 7.299 (376) (5,2%)
Accantonamenti fondi rischi 18.435 20.063 (1.628) (8,1%)
Accantonamento esodo e mobilità 20.206 21.735 (1.530) (7,0%)
Accantonamento post mortem 288 (140) 428 n.s.
Accantonamento oneri verso altri 602 5.400 (4.798) (88,9%)
Accantonamenti fondi oneri 21.095 26.995 (5.900) (21,9%)
Totale accantonamenti 39.530 47.058 (7.528) (16,0%)
Rilasci fondi rischi, rilasci fondi oneri (8.367) (4.916) (3.451) 70,2%
Totale 31.163 42.142 (10.979) (26,1%)

Per maggiori dettagli si rinvia alla nota 34. "Fondo rischi e oneri".

9. Proventi finanziari – € 25.962 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Interessi su crediti finanziari 71 173 (101) (58,7%)
Interessi attivi bancari 307 62 245 n.s.
Interessi su crediti verso clienti 10.213 8.811 1.402 15,9%
Interessi su crediti diversi 1.883 945 938 99,2%
Proventi finanziari da attualizzazione 11.240 324 10.915 n.s.
Proventi da valutazione di derivati al fair value hedge 452 790 (337) (42,7%)
Altri proventi 1.796 386 1.410 n.s.
Proventi finanziari 25.962 11.491 14.471 125,9%

I proventi finanziari, pari a € 25.962 mila, registrano un incremento di € 14.471 mila rispetto al precedente esercizio, principalmente per effetto dei maggiori proventi finanziari da attualizzazione registrati da GORI (+€ 10.682 mila) dovuti al riscadenzamento del debito verso la Regione Campania e per i maggiori interessi su crediti verso clienti (+€ 1.402 mila).

10. Oneri finanziari – € 111.670 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap 5.445 6.006 (561) (9,3%)
Interessi su prestiti obbligazionari 55.823 54.401 1.422 2,6%
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 18.345 16.190 2.155 13,3%
Interessi su indebitamento a breve termine 3.951 2.971 980 33,0%
Interessi moratori e dilatori 4.173 1.966 2.207 112,3%
Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali 1.324 456 868 190,5%
Commissioni su crediti ceduti 14.236 5.248 8.988 171,3%
Oneri da attualizzazione 3.747 3.766 (20) (0,5%)
Oneri finanziari IFRS16 2.211 2.518 (307) (12,2%)
Altri oneri finanziari 1.390 3.245 (1.854) (57,1%)
Interessi verso utenti 608 1.003 (395) (39,4%)
(Utili)/perdite su cambi 416 (382) 798 n.s.
Oneri finanziari 111.670 97.388 14.282 14,7%

Gli oneri finanziari, pari a € 111.670 mila, sono in aumento di € 14.282 mila e la variazione è in prevalenza imputabile alle maggiori commissioni derivanti dalle maggiori cessioni operate nel 2022 (+€ 8.988 mila), ai maggiori interessi moratori (+€ 2.207 mila) in prevalenza imputabili ad Acea Energia e interessi su prestiti obbligazionari e indebitamento a medio lungo termine (+€ 2.155 mila).

Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo Acea si è attestato all'1,44% contro l'1,42% dell'esercizio precedente.

11. Oneri e proventi da partecipazioni – € 17.793 mila

€ migliaia 2022 2021 Variazione Variazione %
Proventi da partecipazioni in società collegate 18.007 8.393 9.614 114,6%
Oneri da partecipazioni in società collegate (214) (594) 381 (64,0%)
Proventi/(Oneri) da partecipazioni 17.793 7.798 9.995 128,2%

I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento, secondo il metodo del patrimonio netto, di alcune società del Gruppo principalmente Agua Azul Bogotà. Inoltre, si segnala che la voce comprende l'iscrizione della plusvalenza netta, pari a € 16.372 mila, rilevata a seguito della cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici nell'ambito dell'accordo siglato con il Fondo britannico di investimento Equitix; per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo sull'IFRS3.

12. Imposte sul reddito – € 186.777 mila

La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 186.777 mila contro € 150.662 mila del precedente esercizio. Sono essenzialmente composte come segue:

  • Imposte correnti: € 144.983 mila (€ 153.416 mila al 31 dicembre 2021);
  • Contributo solidaristico straordinario: ai sensi dell'art. 37 del DL 21/2022 e dell'art. 1 della L. 197/2022 è previsto un contributo (c.d. contributo extraprofitti) a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l'attività di produzione di energia elettrica e l'attività di rivendita
  • di energia. L'importo dovuto dal Gruppo è pari a € 38.517 mila; Imposte differite/(anticipate) nette: € 1.256 mila (-€ 1.398 mila al 31 dicembre 2021).

L'incremento in valore assoluto delle imposte registrato nel periodo è conseguenza diretta dell'istituzione nell'anno 2022 dei c.d. "contributi extraprofitto". La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte e il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato.

€ migliaia 2022 % 2021 %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento
e delle attività discontinue
497.937 503.002
Imposte teoriche calcolate al 24% sull'utile ante imposte 119.505 24,0% 120.720 24,0%
Fiscalità differita netta 1.256 0,3% (1.398) (0,3%)
Differenze permanenti (8.835) (1,8%) (7.760) (1,5%)
IRES di competenza 111.926 22,5% 111.562 22,2%
IRAP 36.334 7,3% 39.100 7,8%
Contributi solidaristici ex art. 37 DL 21/2022 e L. 197/2022 38.517 7,7% 0 n.s.
Totale imposte 186.777 37,5% 150.662 30,0%

Il tax rate dell'esercizio si attesta al 37,5% (era il 30,0% il 31 dicembre 2021), mentre il tax rate normalizzato (al netto del contributo solidaristico) si attesta al 29,8%.

13. Utile per azione

L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza Acea per il numero medio ponderato delle azioni Acea in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 al 31 dicembre 2022. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza Acea per il numero medio ponderato delle azioni Acea in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 31 dicembre 2022 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.

L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:

31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 279.725 313.309 (33.585)
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 279.725 313.309 (33.585)
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo dell'utile per azione
-
di base (B)
212.548 212.548 0
-
di base (C)
212.548 212.548 0
Utile per azione (in €)
-
di base (A/B)
1,31605 1,47406 (0,15801)
-
diluito (A/C)
1,31605 1,47406 (0,15801)

NOTE ALLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA CONSOLIDATA

ATTIVITÀ

Al 31 dicembre 2022 ammontano a € 11.338.533 mila (erano € 10.628.886 mila al 31 dicembre 2021) e registrano un aumento di € 709.646 mila pari al 6,7% rispetto all'anno precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Attività non correnti 8.560.435 7.801.652 758.783 9,7%
Attività correnti 2.759.022 2.658.809 100.213 3,8%
Attività non correnti destinate alla vendita 19.076 168.425 (149.350) (88,7%)
Totale attività 11.338.533 10.628.886 709.646 6,7%

Attività non correnti – € 8.560.435 mila

14. Immobilizzazioni materiali – € 3.144.250 mila

L'incidenza delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica è pari all'79,1% delle immobilizzazioni materiali e ammonta a € 2.485.410 mila. Il rimanente 20,9% si riferisce:

  • agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 340.105 mila;
  • alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 104.070 mila;
  • alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 159.297 mila;
  • alle infrastrutture relative all'Area Estero per € 35.764 mila;
  • agli impianti afferenti all'Area Ingegneria e Servizi per € 10.607 mila.
Beni Totale
€ migliaia Terreni
e fabbricati
Impianti
e macchinari
Attrezzature
industriali
Altri beni Immobilizzazioni
in corso
gratuitamente
devolvibili
immobilizzazioni
materiali
Costo storico iniziale 594.397 3.689.148 1.096.033 195.507 82.776 10.938 5.668.800
Attività destinate
alla vendita
0 (6.142) 0 0 (5.767) 0 (11.908)
Investimenti/Acquisizioni 16.572 172.394 77.727 13.790 62.031 2.840 345.354
Dismissioni/Alienazioni (404) (14.547) (25.734) (932) (2.982) (669) (45.268)
Variazione area di
consolidamento
30.728 210.053 7.624 7.220 (7.990) 0 247.636
Altri movimenti 9.966 (170.787) (20.505) (13.776) (29.819) 931 (223.989)
Costo storico finale 651.258 3.880.120 1.135.146 201.810 98.250 14.040 5.980.623
Fondo ammortamento
iniziale
(177.726) (1.992.535) (413.377) (140.591) 0 (6.040) (2.730.269)
Ammortamenti (13.738) (94.910) (49.603) (12.316) 0 (588) (171.155)
Attività destinate
alla vendita
0 225 0 0 0 0 225
Investimenti/Acquisizioni 0 0 0 0 0 0 0
Dismissioni/Alienazioni 8 8.157 24.637 715 0 525 34.042
Variazione area di
consolidamento
(9.399) (120.711) (4.508) (5.636) 0 0 (140.254)
Altri movimenti 5.712 143.787 8.969 12.565 0 4 171.038
Fondo ammortamento
finale
(195.142) (2.055.987) (433.881) (145.263) 0 (6.100) (2.836.373)
Valore netto contabile 456.116 1.824.133 701.264 56.546 98.250 7.940 3.144.250

Gli investimenti ammontano a € 345.354 mila. Si riferiscono principalmente a quelli sostenuti da:

  • areti per € 231.378 mila in relazione agli interventi di rinnovamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo;
  • Acea Ambiente per € 26.137 mila per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima;
  • Acea Produzione per € 9.721 mila prevalentemente per i lavori di manutenzione straordinaria della Centrale termoelettrica di Tor di Valle e Montemartini, per i lavori di riqualificazione delle sottostazioni delle Centrali di S. Angelo, Salisano e Orte e per l'estensione e il risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma;
  • Acea Solar per € 15.175 mila per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali;
  • Acea per € 12.016 mila principalmente per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali.

La variazione dell'area di consolidamento incrementa le immobilizzazioni materiali per € 107.832 mila e si riferisce principalmente alle acquisizioni di ASM Terni (€ 72.459 mila), al ramo di Romeo Gas incorporato in Adistribuzionegas a far data dal 1° ottobre 2022 (€ 22.162 mila), a Tecnoservizi (€ 5.601 mila) e S.E.R. Plast (€ 3.785 mila).

Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso e alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.

15. Investimenti immobiliari – € 2.256 mila

Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari a € 58 mila deriva dagli ammortamenti.

16. Avviamento – € 255.048 mila

Al 31 dicembre 2022 la voce ammonta a € 255.048 mila (€ 251.477 mila al 31 dicembre 2021). La variazione rispetto al 31 dicembre 2021 si riferisce in prevalenza all'allocazione definitiva e provvisoria delle Business Combination relative alle nuove acquisizioni; per maggiori dettagli si rinvia all'apposita sezione.

L'avviamento è attribuito a CGU che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione. La tabella che segue espone l'avviamento per CGU aggregato in base alle aree industriali del Gruppo.

€ migliaia 31/12/2021 Allocazione
definitiva
Delta
cambio
Allocazione
provvisoria
Altre
variazioni
31/12/2022
Ambiente 84.729 (406) 0 3.601 (8.700) 79.224
Commerciale e Trading 47.716 0 0 0 0 47.716
Generazione 91.618 0 0 0 0 91.618
Idrico e Gas 7.506 0 0 8.437 0 15.942
Estero 4.312 0 639 0 0 4.951
Ingegneria e Servizi 15.597 0 0 0 0 15.597
Avviamento 251.477 (406) 639 12.038 (8.700) 255.048

Al fine di verificare la tenuta del valore di libro delle CGU, il Gruppo nell'ambito della procedura di impairment fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile degli asset in termini di valore d'uso ("VIU"), in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo (Discounted Cash Flow - DCF) che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi il tasso è individuato nel costo medio ponderato del capitale post-tax.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile e il successivo confronto con i rispettivi valori contabili ha comportato, quindi, per ciascuna CGU oggetto di impairment test, la stima del WACC post tax, del valore dei flussi operativi desunti dal Piano Industriale approvato dal Consiglio di Amministrazione, aggiornato per tener conto delle evoluzioni normative tra la data di approvazione del Piano Industriale e la data di approvazione del presente bilancio da parte del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA e del valore del Terminal Value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) ed eventuali surplus asset/liability (SA).

Le principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa e gli esiti del test sono le seguenti:

  • lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito;
  • la dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato è stata elaborata sulla base di scenari energetici elaborati in coerenza con l'attuale contesto di mercato;
  • l'evoluzione dei costi del Gruppo in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche inerziali.

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione (Area Generazione) considerando il valore residuo corrispondente al capitale investito netto a fine vita utile degli impianti;
  • per l'Area Ambiente ed Estero considerando, rispettivamente, il valore residuo corrispondente al capitale investito netto a fine vita utile degli impianti e della concessione;
  • per areti (Area Infrastrutture Energetiche) considerando il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico considerando il valore attuale della RAB e del Capitale Circolante Netto alla scadenza della concessione;
  • per l'Area Commerciale e Trading sono stati stimati i flussi di cassa normalizzati in un'ipotesi di steady-state senza crescita reale.

Infine, i flussi come sopra determinato sono stati attualizzati al WACC post imposte determinati secondo un approccio uncondi- tional o utilizzando il WACC regolatorio per i business regolati. I WACC di mercato risultano essere in aumento per effetto delle ultime politiche monetarie e dell'incertezza derivante dal protrarsi della guerra in Ucraina mentre quelli regolati in coerenza con i rispettivi periodi regolatori risultano essere in linea rispetto a quelli dello scorso anno.

Di seguito si riepilogano le assunzioni utilizzate nei test e le stime del Terminal Value:

Settore Valore recuperabile WACC Terminal Value Periodo flussi di cassa
Idrico Valore d'uso 4,7% CIN a fine concessione inclusivo
del Regulatory Asset Base (RAB)
Fine concessione
Gas Valore d'uso 5,3% Valore Terminale pari alla RAB Fine concessione
Infrastrutture Energetiche Valore d'uso 5,0% Regulatory Asset Base (RAB) Fine concessione
Commerciale e Trading Valore d'uso 7,2% Perpetuity Fino al 2024
Generazione Valore d'uso 6,5% CIN/perpetuity a fine vita utile degli
impianti
Vita utile impianti/fine concessione
Ingegneria e Servizi Valore d'uso 4,7% CIN a fine vita utile degli impianti Fine concessione impianti area idrico
Estero Valore d'uso 8,0%/11,7% CIN a fine concessione Fine concessione
Ambiente Valore d'uso 6,6% CIN a fine vita utile degli impianti Vita utile impianti

Inoltre con riferimento a quanto emanato da ESMA, richiamato da CONSOB e quanto meglio chiarito dalle linee guida riportate dal discussion paper dell'OIV relativo allo sviluppo del test di impairment dei non financial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina, Acea ha sviluppato un'analisi del rischio con strumenti quantitativi quali l'applicazione di un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini e le principali variabili macroeconomiche, nonché analisi di Monte Carlo utile a comprendere le relazioni tra le singole variabili chiave e a supportare la definizione dei possibili scenari alternativi e in generale il livello di volatilità delle previsioni. Oltre alle svalutazioni sopra riportate, sono emerse possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano "more likely than not" ma di cui si ritiene tuttavia opportuno monitorare l'evoluzione. Nello specifico, le CGU rientranti in questa fattispecie sono Acquedotto del Fiora, Adistribuzionegas, Acea Molise, Ecogena, Energia, MEG e gli impianti di Monterotondo (Acea Ambiente), Tor di Valle (Acea Produzione) e Porta di Roma (Ecogena).

I risultati del test di impairment hanno evidenziato svalutazioni complessive per € 14.400 mila riferite alla CGU Ambiente per € 8.600 mila e riferite alla CGU Acea Ato5 per € 5.803 mila. Con riferimento a quest'ultima si segnala che anche n conseguenza dell'approvazione dell'aggiornamento biennale 2022-2023, gli amministratori di Acea Ato5 hanno confermato la presa d'atto del permanere di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare, l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e l'accoglimento della nuova istanza di Riequilibrio Economico-Finanziario, attualmente in corso di predisposizione da parte della società. Si veda, inoltre, quanto descritto nel paragrafo "Andamento delle Aree di attività – Area industriale – Idrico" della Relazione sulla gestione.

A fronte della situazione di squilibrio finanziario venutasi a creare con l'approvazione delle recenti predisposizioni tariffarie ulteriormente aggravata dallo scenario energetico nazionale, gli amministratori della società controllata hanno continuato ad adottare azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della società stessa, tra le quali si segnala:

  • il riscadenzamento dei debiti pregressi mediante sottoscrizione di piani di rientro con controparti sia terze che infragruppo che prevedono pagamenti su orizzonti temporali superiori ai 12 mesi;
  • l'ulteriore efficientamento nella gestione del credito con l'obiettivo di ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, migliorare le percentuali d'incasso;
  • la continuazione delle attività di contenimento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico-Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5;
  • la prosecuzione del ricorso avverso la delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020-2023;
  • il proseguimento delle interlocuzioni con l'Ente d'Ambito finalizzate alla definizione delle partite reciproche, mediante riconferma della validità della proposta conciliativa adottata dal Tavolo di Conciliazione instaurato con l'Ente d'Ambito e dei suoi specifici contenuti, nonché la definizione con la STO di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario;
  • la riproposizione di una nuova istanza di riequilibrio economico-finanziario come previsto dalla regolazione (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr), recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria.

La principale motivazione che ha determinato la riduzione di valore è da ricondurre sostanzialmente al deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie e determinato, in particolare, dal mancato riconoscimento di tempistiche certe di fatturazione dei conguagli pregressi, nonché a causa di mancati riconoscimenti di costi e di variazioni tariffarie non compatibili con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, talvolta confluiti in contenziosi giudiziali a oggi non ancora risolti nonché oggetto del Tavolo di Conciliazione istituito con l'Ente d'Ambito in anni precedenti e allo stato congelato in attesa degli esiti del procedimento penale n. 2031/2016, aspetti che hanno determinato un profilo di circolante penalizzante nei primi anni del piano. Nessuna ipotesi di pagamento dei debiti finanziari è stata prevista verso Acea. In considerazione della situazione di squilibrio determinata dalle recenti predisposizioni tariffarie, gli Amministratori della Società hanno approvato un piano economico-finanziario pluriennale predisposto per il test di impairment che, in particolare, riflette i contenuti dell'istanza di riequilibrio economico-finanziario in corso di predisposizione da parte della Società, ai sensi di quanto previsto dalla regolazione tariffaria idrica.

Segnatamente, in aggiunta alle assunzioni rilevanti su indicate, le ulteriori principali assunzioni che hanno determinato i flussi di cassa, coerenti con le previsioni della suddetta istanza di riequilibrio gli esiti del test di impairment sono, pertanto, le seguenti:

  • sviluppo dei ricavi elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito, nonché della stima delle partite a conguaglio, in assenza di contributi;
  • riconoscimento della componente tariffaria morosità (Cmor) pari al 7,1% negli anni 2023-2025 e 2028-2033 e pari all'unpaid ratio reale negli anni 2026-2027;
  • efficienze gestionali in arco piano pari a € 4,4 milioni a partire dal 2024;
  • dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato elaborata sulla base del budget 2023 approvato dalla Società e di scenari energetici elaborati in coerenza con l'attuale contesto di mercato;
  • fatturazione dei conguagli tariffari entro il termine di scadenza della concessione fatto salvo il limite di incremento tariffario stabilito dalla regolazione.

Stante le diverse variabili che interessano il piano economico-finanziario della Società, è stata svolta un'analisi di sensitività basata sul raggiungimento o meno degli obiettivi di efficienza previsti nel nuovo piano industriale della controllata e sul riconoscimento della componente tariffaria relativa alla morosità. Si riportano di seguito i risultati dell'analisi di sensitività segnalando che il "caso base" dell'impairment test coincide con il -5,8% in tabella che prevede il raggiungimento al 100% degli obiettivi di cost savings (€ 4,4 milioni a partire dal 2024) e l'ipotesi di riconoscimento della componente relativa alla morosità al 7,1% per gli anni 2023-2025 e 2028-2033; negli anni 2026-2027 si ipotizza un riconoscimento pari all'unpaid ratio reale.

A tal riguardo, se da un lato il raggiungimento degli obiettivi di cost saving è ritenuto probabile in considerazione del margine di efficienza gestionale ancora conseguibile con le azioni in parte già avviate dal management negli ultimi anni, dall'altro, il riconoscimento dei suddetti livelli di morosità è ritenuto plausibile ai sensi di quanto disposto dalla vigente regolazione (art. 28.3 Allegato A deliberazione ARERA 580/2019/Ri/idr), poiché necessario al mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario della gestione. Infatti, Acea Ato5 ha confermato tale necessità:

  • nella proposta tariffaria allegata alla richiesta di diffida inviata all'ARERA il 30 novembre 2022;
  • nell'istanza di riequilibrio presentata il 13 dicembre 2021, i cui termini sono decorsi infruttuosi a causa dell'inerzia dell'Ente d'Ambito;
  • nell'istanza di riequilibrio in corso di aggiornamento.

Pertanto, nelle circostanze, non è ipotizzabile uno scenario peggiorativo delle valutazioni effettuate e sintetizzate nel "caso base" individuato, in quanto, nell'eventualità in cui i sopra descritti obiettivi di riconoscimento non dovessero concretizzarsi, l'Ente d'Ambito non potrebbe esimersi dall'individuare modalità alternative, ivi inclusa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria previste dalla regolazione, al fine di garantire l'imprescindibile equilibrio economico-finanziario del Gestore e la regolare gestione del servizio.

€ migliaia Ipotesi di efficienza costi (non passanti) vs base 2022
0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 4,4 5,0 6,0 7,0
Ipotesi riconoscimento
Cmor 3%
-52,4 -48,8 -45,1 -41,5 -37,9 -36,4 -34,2 -30,6 -27,0
Ipotesi riconoscimento
Cmor 7,1%
-36,0 -32,4 -28,8 -25,1 -21,5 -20,0 -17,9 -14,2 -10,6
Ipotesi riconoscimento
Cmor pari a Unpaid reale *
-21,8 -18,2 -14,5 -10,9 -7,3 -5,8 -3,6 0,0 3,7

* Negli anni 2026-2027 - riallineamento al 7,1% a partire dal 2028 fino al 2033.

17. Concessioni e diritti sull'infrastruttura – € 3.470.906 mila

Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche e include sostanzialmente:

  • i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 102.946 mila),
  • l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione dei servizi idrici e distribuzione gas (€ 3.249.916 mila), in conformità all'IFRIC12.

Le concessioni si riferiscono per € 79.576 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del SII nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente, alla durata residua della concessione stipulata tra Acea e Roma Capitale e alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completano il saldo la concessione trentennale per la gestione del Servizio Idrico Integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 5.295 mila e la concessione di Consorcio Agua Azul per € 11.504 mila.

Gli investimenti del periodo relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari a € 568.404 mila e si riferiscono principalmente ad:

Acea Ato2 per € 435.606 mila per gli interventi di ammodernamento, ampliamento e bonifica delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici e degli impianti di depurazione e agli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche;

  • Acea Ato5 per € 32.595 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione;
  • GORI per € 68.360 mila per la sostituzione delle condotte idriche nonché per la manutenzione straordinaria delle opere per il servizio idrico e fognario;
  • AdF per € 35.591 mila principalmente dovuti alle bonifiche e manutenzioni straordinarie, all'ottimizzazione di reti/impianti e a nuove opere nonché all'aumento dell'efficienza delle reti;
  • SII per € 14.304 mila principalmente per l'ammodernamento

e il potenziamento delle infrastrutture, nonché per il riordino e miglioramento del sistema di raccolta e trattamento dei reflui.

La voce Altri Movimenti comprende principalmente le riclassifiche per il passaggio in esercizio dei cespiti precedentemente in corso e l'insieme delle infrastrutture del servizio della distribuzione del gas appartenenti ad Adistribuzionegas.

18. Immobilizzazioni immateriali – € 420.191 mila

La voce presenta un valore netto contabile al 31 dicembre 2022 pari a € 420.191 mila e può essere rappresentata come segue:

€ migliaia Diritti
di brevetto
Altre
immobilizzazioni
immateriali
Contract cost Immobilizzazioni
in corso e
acconti
Totale
Valore netto iniziale 203.466 131.729 46.107 30.305 411.607
Ammortamenti e riduzioni di valore (60.961) (18.531) (21.369) 0 (100.860)
Attività destinate alla vendita 0 0 0 0 0
Investimenti/acquisizioni 67.440 33.236 1.414 11.679 113.770
Dismissioni/alienazioni (553) (95) 0 (1.185) (1.833)
Variazione area di consolidamento 112 2.994 0 1.352 4.457
Altri movimenti 8.975 (19.779) 30.657 (26.802) (6.950)
Valore netto finale 218.479 129.554 56.809 15.348 420.191

La voce registra una diminuzione di € 8.584 mila che deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 113.770 mila) al netto degli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 100.860 mila) e delle riclassifiche.

Gli investimenti del periodo sono principalmente riconducibili:

  • ad areti per € 35.866 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione e per l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura;
  • ad Acea Energia per € 42.433 mila si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 (€ 28.564 mila) e alle implementazioni legate al nuovo CRM e alle migliorie apportate sui sistemi di fatturazione, credito e di

supporto decisionale agli sviluppi e agli interventi evolutivi legati alle integrazioni tra sistemi della piattaforma del nuovo CRM;

alla Capogruppo per € 22.227 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

19. Diritto d'uso – € 90.397 mila

In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui che sono oggetto di rilevazione come attività in leasing e dunque sono ammortizzati lungo la durata dei contratti secondo quanto previsto dallo standard internazionale IFRS16. Alla data del 31 dicembre 2022 il valore netto contabile di tali attività è pari a € 90.397 mila e la natura di tali attività può essere rappresentata come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Terreni e fabbricati 67.150 36.415 30.734 84,4%
Autovetture e autoveicoli 9.440 6.154 3.286 53,4%
Macchinari e attrezzature 11.453 8.599 2.854 33,2%
Cabine di distribuzione 1.877 1.864 14 0,7%
Altro 477 63 414 n.s.
Totale 90.397 53.096 37.301 70,3%

Si espone di seguito il valore contabile delle attività consistenti nel diritto di utilizzo al 31 dicembre 2022 per ogni classe di attività sottostante con la relativa movimentazione del periodo:

€ migliaia Terreni
e fabbricati
Autovetture
e autoveicoli
Macchinari
e attrezzature
Cabine
di distribuzione
Altro Totale
Saldi di apertura 36.415 6.154 8.599 1.864 63 53.096
Acquisizioni 804 3.908 3.161 0 122 7.994
Nuovi contratti 42.959 4.164 1.399 258 604 49.385
Remeasurement (3.623) (290) 466 (5) (169) (3.621)
Ammortamento (9.406) (4.497) (2.172) (239) (143) (16.456)
Totale 67.150 9.440 11.453 1.877 477 90.397

La variazione in aumento di € 37.301 mila è principalmente imputabile alla stipula di nuovi contratti nel corso del 2022 riferibili principalmente a diritti di superficie delle società fotovoltaiche.

Per quanto attiene le opzioni di proroga o risoluzione si fa presente che per le attività regolate, in relazione ai contratti funzionali alle attività in concessione, il termine di rinnovi contrattuali stimato risulta l'anno di fine della concessione stessa. Non sono, inoltre, presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti, di importo significativo, per i quali il Gruppo si è impegnato.

Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16 e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".

20. Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate – € 348.885 mila

Denominazione € migliaia 31/12/2021 Variazione area di
consolidamento
Plus/Minus
da valutazione
a PN
Incremento/
Decremento
per dividendi
Differenze
di cambio da
conversione
OCI Altre
variazioni/
riclassifiche
31/12/2022
Gruppo Acque 107.651 0 11.314 1.564 0 2.170 1.978 124.677
Geal 8.063 0 1.104 29 0 16 76 9.288
Nuove Acque e Intesa
Aretina
12.871 0 504 (427) 0 161 (29) 13.079
Publiacqua 110.455 0 8.560 (2.345) 0 189 991 117.850
Umbra Acque 21.225 0 3.320 132 0 2.405 366 27.447
Ingegnerie Toscane 13.478 109 950 (2.400) 0 29 (2.568) 9.597
Energia 12.920 0 395 0 0 0 0 13.316
Belaria 0 (58) 58 0 0 0 0 0
Picena Ambiente 3.088 0 0 0 0 0 0 3.088
Acea Sun Capital 0 12.294 939 52 0 1.565 1.229 16.079
Romeo Gas 0 (760) 760 0 0 0 0 0
Gruppo Powertis 0 9.103 (7) 0 0 0 0 9.096
Aguazul Bogotà 1.022 0 145 0 (214) 0 (128) 825
Altre partecipazioni 1.466 3.884 0 0 0 0 (808) 4.541
Totale 292.239 24.571 28.042 (3.395) (214) 6.536 1.106 348.885

Le variazioni intervenute nel corso del periodo si riferiscono principalmente alla rilevazione del risultato delle società valutate con il metodo del patrimonio netto, che determina effetti positivi a Conto Economico per complessivi € 28.042 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" e per la restante parte nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione". La restante variazione è imputabile alla variazione di perimetro (+€ 24.571 mila) per il consolidamento a partire da fine marzo 2022 di Acea Sun Capital e delle società fotovoltaiche del Gruppo Powertis, nonché alle variazioni di "other comprensive income" (+€ 6.536 mila).

31/12/2022
€ migliaia Attività
non correnti
Attività
correnti
Passività
non correnti
Passività
correnti
Ricavi Valutazione
società a
patrimonio
netto
Posizione
finanziaria
netta
Acque 244.400 42.352 (43.716) (122.628) (78.535) (11.062) (88.032)
Acque Servizi 823 6.629 (1.004) (2.616) (10.833) (251) 908
Gruppo Acea Sun Capital 100.810 10.103 (64.757) (9.808) (9.380) (939) (40.416)
Gruppo Powertis 2.281 1.027 (7) (55) (4) 7 333
Intesa Aretina 13.188 308 0 (96) 0 423 192
DropMI 2.565 0 0 0 0 0 0
Ecomed 3 361 (20) (420) 0 0 157
Energia 6.386 914 0 (779) (1.547) (395) 140
Geal 19.633 5.196 (9.009) (6.130) (11.820) (1.104) (3.030)
Ingegnerie Toscane 1.482 10.332 (521) (5.233) (9.691) (950) (1.139)
Nuove Acque 18.438 5.772 (7.635) (2.739) (9.343) (926) (3.096)
Publiacqua 220.777 68.285 (77.452) (92.395) (109.401) (8.560) (58.011)
Umbria Distribuzione Gas 5.499 4.734 (3.147) (5.255) 0 0 63
Umbra Acque 75.171 19.158 (44.196) (24.254) (46.951) (3.320) (22.564)
31/12/2021
€ migliaia Attività
non correnti
Attività
correnti
Passività
non correnti
Passività
correnti
Ricavi Valutazione
società a
patrimonio
netto
Posizione
finanziaria
netta
Acque 239.699 34.904 (128.900) (40.174) (76.549) (8.920) (90.064)
Intesa Aretina 12.232 279 0 (59) 0 369 205
Belaria 3.228 856 (3.535) (412) (747) (664) (3.250)
Ecomed 3 361 (20) (420) 0 14 157
Energia 4.973 1.504 0 (493) (1.635) (271) 1.154
Geal 20.461 5.757 (10.773) (6.888) (9.562) (206) (4.904)
Ingegnerie Toscane 1.614 11.627 (611) (5.180) (11.980) (3.432) (1.139)
Nuove Acque 17.907 5.857 (7.799) (2.895) (9.591) (1.109) (3.799)
Publiacqua 234.879 53.942 (129.806) (46.308) (105.261) (4.734) (76.312)
Acque Servizi 777 8.262 (872) (4.152) (11.235) (502) (671)
Umbra Acque 68.648 11.476 (45.290) (14.857) (33.875) (1.593) (21.995)

21. Altre partecipazioni – € 3.007 mila

Ammontano a € 3.007 mila (erano € 2.980 mila al 31 dicembre 2021) e sono composte da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.

22. Imposte differite attive – € 179.823 mila

Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 31 dicembre 2022 ammontano a € 179.823 mila (€ 202.606 mila al 31 dicembre 2021). Le imposte differite attive si compongono in via principale delle seguenti fattispecie: i) € 36.725 mila relativamente ai fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 36.854 mila al 31 dicembre 2021); ii) € 68.543 mila alla svalutazione dei crediti (€ 68.367 mila al 31 dicembre 2021); iii) € 136.519 mila agli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (€ 129.434 mila al 31 dicembre 2021); iv) € 12.725 mila ai piani a benefìci definiti e a contribuzione definita (€ 11.097 mila al 31 dicembre 2021); v) € 9.100 mila alle valutazioni al fair value di commodity e altri strumenti finanziari (€ 10.008 mila al 31 dicembre 2021).

Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € 11.935 mila e gli accantonamenti per € 35.355 mila.

La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento.

31/12/2021 Movimen 31/12/2022
€ migliaia Saldo Variazione area di
consolidamento
Rettifiche
e riclassifiche
tazioni a
patrimonio
netto
Utilizzi Accantonamenti
IRES/IRAP
Saldo
Imposte anticipate
Perdite fiscali 105 0 (0) 0 (38) 0 67
Compensi membri CdA 45 0 0 0 (16) 33 61
Fondi per rischi e oneri 36.854 0 (0) 268 (10.648) 10.252 36.725
Svalutazione crediti
e partecipazioni
68.367 678 (678) 1.647 (12.132) 10.661 68.543
Ammortamenti 129.434 4.014 67 2.974 (13.743) 13.772 136.519
Piani a benefìci definiti
e a contribuzione definita
11.097 (149) 152 182 (898) 2.341 12.725
Tax asset su elisioni
di consolidamento
4 0 0 3 (1) (3) 3
Fair value commodity
e altri strumenti finanziari
10.008 0 0 (908) 0 0 9.100
Altre 58.399 1.444 (1.444) 1.867 (7.344) 3.567 56.489
Totale 314.312 5.987 (1.902) 6.032 (44.820) 40.623 320.232
Imposte differite
Ammortamenti 48.765 5.255 (8.937) 16.460 (8.798) 6.225 58.969
Piani a benefìci definiti
e a contribuzione definita
22.687 624 (624) 1.019 (12) 484 24.178
Fair value commodity
e altri strumenti finanziari
10.615 0 0 17.632 (1.099) 15 27.164
Altre 29.640 0 0 244 (2.026) 2.240 30.098
Totale 111.707 5.879 (9.562) 35.355 (11.935) 8.965 140.409
Netto 202.606 108 7.660 (29.323) (32.885) 31.658 179.823

Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziate.

23. Attività finanziarie non correnti – € 30.531 mila

Ammontano a € 30.531 mila (€ 22.549 mila al 31 dicembre 2021) e registrano un incremento pari a € 7.982 mila in prevalenza imputabile ad Acquedotto del Fiora (+€ 5.462 mila), GORI (+€ 6.580 mila) e SII (+€ 1.644 mila) dovuti alla rilevazione del fair value positivo dei derivati stipulati a copertura dei finanziamenti bancari in essere, compensati in parte dalla Capogruppo (-€ 5.803 mila) in relazione al servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad Acea, in misura pari all'ammortamento fiscale oltre l'esercizio 2023, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

24. Altre attività non correnti – € 615.144 mila

Le altre attività non correnti al 31 dicembre 2022 risultano composte come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti diversi, crediti verso controllate 15.155 1.813 13.342 n.s.
Crediti per anticipi e depositi 2.110 948 1.161 122,5%
Crediti diversi 0 27 (27) n.s.
Crediti a lungo termine per conguagli tariffari 469.552 443.001 26.552 6,0%
Crediti a lungo termine per Regulatory Lag 114.947 116.712 (1.765) (1,5%)
Ratei/Risconti attivi 13.380 13.564 (184) (1,4%)
Altre attività 615.144 576.065 39.078 6,8%

In tale voce sono ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 469.552 mila (€ 443.001 mila al 31 dicembre 2021) delle società idriche mentre € 114.947 mila (€ 116.712 mila al 31 dicembre 2021) rappresentano la quota a lungo dei crediti iscritti in areti per il regulatory lag.

Attività correnti – € 2.759.022 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Rimanenze 104.507 86.406 18.101 20,9%
Crediti commerciali 1.267.445 1.071.644 195.802 18,3%
Altre attività correnti 458.780 387.813 70.967 18,3%
Attività per imposte correnti 26.296 24.183 2.114 8,7%
Attività finanziarie correnti 342.085 407.944 (65.858) (16,1%)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 559.908 680.820 (120.912) (17,8%)
Attività correnti 2.759.022 2.658.809 100.213 3,8%

25. Rimanenze – € 104.507 mila

La voce rimanenze ammonta a € 104.507 mila (€ 86.406 mila al 31 dicembre 2021) e presenta un incremento pari a € 18.101 mila, imputabile in prevalenza a SIMAM (+€ 8.085 mila), areti (+€ 3.194 mila) e Acea Innovation (+€ 1.673 mila). La variazione di perimetro contribuisce all'incremento per € 3.183 mila in prevalenza per il consolidamento di ASM Terni (+€ 2.034 mila).

26. Crediti commerciali – € 1.267.445 mila

Ammontano a € 1.267.445 mila e registrano un aumento di € 195.802 mila rispetto al 31 dicembre 2021 che chiudeva con un ammontare di € 1.071.644 mila. Di seguito il dettaglio della voce:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti verso clienti 1.216.099 1.026.971 189.128 18,4%
Crediti verso controllante 37.652 34.472 3.180 9,2%
Crediti verso controllate e collegate 13.694 10.201 3.493 34,2%
Crediti commerciali 1.267.445 1.071.644 195.802 18,3%

Crediti verso clienti

Ammontano a € 1.216.099 mila in aumento di € 189.128 mila rispetto al 31 dicembre 2021 e si possono rappresentare come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti verso utenti per fatture emesse 362.675 366.296 (3.621) (1,0%)
Crediti verso utenti per fatture da emettere 641.181 503.261 137.920 27,4%
Crediti verso clienti non utenti per fatture emesse 158.456 103.152 55.304 53,6%
Crediti verso clienti non utenti per fatture da emettere 53.729 54.203 (474) (0,9%)
Altri crediti e attività correnti 59 59 0 0
Crediti verso clienti 1.216.099 1.026.971 189.128 18,4%

I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti, che al 31 dicembre 2022 ammonta a € 615.539 mila e si incrementa di € 20.367 mila rispetto all'esercizio precedente principalmente per l'effetto dei maggiori accantonamenti (GORI +€ 12.752 mila, Acea Ato2 +€ 5.255 mila) compensato in parte dagli utilizzi di periodo anche a seguito degli effetti delle operazioni di cessioni dei crediti not performing che ammontano al 31 dicembre 2022 a € 34.342 mila.

31/12/2022 31/12/2021 Variazione
€ milioni Crediti
lordi
(A)
Fondo
svalutazione
(B)
Credito
netto
Crediti
lordi
(C)
Fondo
svalutazione
(D)
Credito
netto
Crediti
lordi
(A – C)
Fondo
svalutazione
(B – D)
Credito
netto
Ambiente 77.302 (3.001) 74.301 73.335 (4.762) 68.573 3.968 1.760 5.728
Corporate 3.512 (2.156) 1.356 2.758 (2.124) 634 754 (32) 722
Commerciale e Trading 632.226 (145.883) 486.342 479.144 (173.095) 306.048 153.082 27.212 180.294
Estero 32.652 (21.540) 11.113 26.478 (18.341) 8.137 6.174 (3.199) 2.975
Generazione 27.513 (5.901) 21.612 25.162 (5.893) 19.269 2.351 (8) 2.343
Idrico 831.301 (344.260) 487.041 782.980 (301.359) 481.620 48.322 (42.901) 5.421
Ingegneria e Servizi 8.781 (1.099) 7.682 9.537 (1.073) 8.464 (756) (26) (782)
Infrastrutture
Energetiche
218.351 (91.699) 126.653 222.751 (88.525) 134.226 (4.400) (3.173) (7.573)
Totale 1.831.638 (615.539) 1.216.099 1.622.144 (595.173) 1.026.971 209.495 (20.367) 189.128

Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazione crediti.

Ambiente

Ammontano complessivamente a € 74.301 mila e aumentano di € 5.728 mila rispetto al 31 dicembre 2021. L'incremento è in gran parte imputabile alla variazione di perimetro (+€ 8.969 mila) in prevalenza dovuti al consolidamento di Tecnoservizi (+€ 7.885 mila) e S.E.R. Plast (+€ 1.084 mila). Si segnala inoltre l'incremento di Deco (+€ 3.920 mila) e la riduzione di Acea Ambiente per € 8.265 mila.

Commerciale e Trading

Ammontano a € 486.342 mila e sono generati principalmente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mercato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 è pari a € 180.294 mila, principalmente imputabile ad Acea Energia (+€ 141.039 mila) e Acea Innovation (+€ 38.186 mila) parzialmente compensata dalla riduzione dei crediti iscritti in Cesap vendita gas (-€ 1.881 mila). Nel 2022 sono stati ceduti pro soluto crediti di Acea Energia per un ammontare complessivo pari a € 522.707 mila e crediti verso la Pubblica Amministrazione di Acea Innovation per € 10.344 mila.

Estero

Ammontano complessivamente a € 11.113 mila e registrano un incremento influenzato in parte dall'effetto cambio, rispetto al 31 dicembre 2021, per € 2.975 mila.

Idrico

Ammontano complessivamente a € 487.041 mila e presentano un incremento di € 5.421 mila rispetto al 31 dicembre 2021. La variazione in aumento è imputabile in prevalenza al consolidamento di ASM Terni (+€ 51.683 mila) parzialmente compensate da AdF (-€ 18.086 mila), GORI (-€ 12.219 mila), Acea Ato5 (-€ 6.182 mila), SII (-€ 3.873 mila) e Adistribuzionegas (-€ 2.015 mila). Tali diminuzioni sono da ricondurre per le società operanti nel settore idrico agli effetti delle operazioni di smobilizzo dei crediti di tipo not performing operate nel corso dell'anno 2022. In particolare, nel corso del periodo, sono stati ceduti crediti pro soluto di Acea Ato2 per un ammontare complessivo pari a € 387.151 mila di cui € 28.541 mila verso la Pubblica Amministrazione, crediti di Acea Ato5 per € 2.218 mila e GORI per € 14.444 mila di cui € 6.680 mila verso la Pubblica Amministrazione.

Infrastrutture Energetiche

Si attestano a € 126.653 mila con una riduzione di € 7.573 mila rispetto al 31 dicembre 2021; la variazione è attribuibile quasi interamente ad areti. Nel corso del 2022 sono stati ceduti crediti pro soluto di areti per un ammontare complessivo pari a € 395.763 mila di cui € 264.486 mila verso la Pubblica Amministrazione.

Generazione

Ammontano complessivamente a € 21.612 mila in aumento di € 2.343 mila rispetto al 31 dicembre 2021. La variazione è imputabile in prevalenza ad Acea Produzione per € 1.343 mila ed Ecogena per € 795 mila.

Ingegneria e Servizi

Ammontano complessivamente a € 7.682 mila con un decremento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 782 mila imputabile principalmente a SIMAM (-€ 3.874 mila) solo parzialmente compensata da TWS (+€ 2.644).

Capogruppo

Ammontano complessivamente a € 1.356 mila e crescono di € 722 mila rispetto al 31 dicembre 2021.

Crediti verso controllante Roma Capitale

In merito ai rapporti con Roma Capitale, al 31 dicembre 2022 il saldo netto risulta a credito per il Gruppo per € 1.714 mila (al 31 dicembre 2021 il saldo a debito risultava pari a € 32.177 mila).

Per quanto riguarda i crediti, commerciali e finanziari, si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 3.108 mila dovuto principalmente alla maturazione del periodo e agli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni dell'esercizio:

  • maggiori crediti di Acea Ato2 per somministrazione di acqua per € 51.292 mila;
  • maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 53.408 mila;
  • incasso/compensazione di crediti di Illuminazione Pubblica per € 56.516 mila;
  • incasso/compensazione di crediti di Acea Ato2 per € 48.506 mila.

Per quanto riguarda i debiti si registra un decremento di € 33.819 mila rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:

  • maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi azionari maturati per l'anno 2021 da Acea per € 92.319 mila;
  • maggiori debiti per l'iscrizione del canone di concessione di Acea Ato2 per l'anno 2022 per € 25.276 mila;
  • maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi azionari maturati per l'anno 2021 da Acea Ato2 per € 2.596 mila;
  • maggiori debiti per l'iscrizione della quota maturata per il debito della Cosap di € 1.688 mila;
  • pagamento dei dividendi azionari di Acea dell'anno 2019 e 2020 per complessivi per € 56.541 mila;
  • pagamento dei canoni di concessione di Acea Ato2 degli anni 2018, 2020 e 2021 per € 35.246 mila;
  • pagamento dei dividendi azionari di Acea Ato2 dell'anno 2020 per complessivi per € 2.230 mila;
  • pagamento del debito di Acea Energia delle addizionali di energia elettrica ante 2012 per complessivi per € 7.658 mila;
  • pagamento del debito di areti per la Cosap riferita agli anni 2017, 2018 e 2021 per complessivi per € 4.423 mila;
  • pagamento del debito di areti per i lavori di allargamento stradali c.d. "Protocollo di Via Tiburtina" per € 2.701 mila;
  • Acea ha corrisposto a Roma Capitale il 50% della quota dei dividendi 2021 pari a € 46.160 mila;
  • areti ha corrisposto ai municipi le somme dovute per licenze di scavi stradali per un ammontare complessivo di € 14.868 mila oltre al debito per la Cosap per € 1.688 mila;
  • Acea Ato2 tramite compensazione ha pagato dividendi azionari dell'anno 2021 pari a € 2.596 mila.

Con specifico riferimento alle sole operazioni di compensazione dell'esercizio sopra sinteticamente riportate, di seguito si dettagliano per mese le principali operazioni:

  • aprile 2022 compensazione crediti per € 3.636 mila relativi a lavori riguardanti il servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • maggio 2022 compensazione crediti per € 7.424 mila relativi ai corrispettivi dell'ultimo trimestre 2021 della Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • luglio 2022 compensazione crediti per € 16.043 mila relativi al servizio di somministrazione di acqua verso canone di concessione di Acea Ato2 anno 2021;
  • luglio-agosto 2022 compensazione crediti per € 15.335 mila relativi ai corrispettivi di settembre 2021 e del primo trimestre 2022 della Illuminazione Pubblica nonché lavori sempre connessi al servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 di Acea;
  • settembre 2022 compensazione crediti per € 4.830 mila relativi al servizio di somministrazione di acqua verso dividendi azionari di Acea Ato2 degli anni 2020 e 2021;
  • settembre 2022 compensazione crediti per € 9.096 mila relativi ai corrispettivi del corrente anno del servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2019 e 2020 di Acea;
  • novembre 2022 compensazione crediti per € 10.242 mila relativi all'ammodernamento e manutenzione straordinaria del 2021 della rete di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2020 di Acea;
  • dicembre 2022 compensazione crediti per € 10.780 mila relativi ai corrispettivi del terzo trimestre 2022 del servizio di Illuminazione Pubblica verso dividendi azionari 2020 di Acea;

dicembre 2022 incasso di Ato2 per crediti di € 8.427 mila relativi al servizio di somministrazione di acqua.

Si informa che, in data 2 gennaio 2023, Acea Ato2 ha corrisposto il saldo del debito del canone di concessione per l'anno 2021 per € 2.283 mila e una quota parte debito del canone concessione per l'anno 2022 per € 6.144 mila.

Si ricorda che, nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite creditorie e debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e Acea Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU), incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea, ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dal Gruppo. Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri, in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo alla chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie.

Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emerse, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021, a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP. Pertanto, anche nel corso del 2021, nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti, Acea ha regolarmente continuato a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica. Il servizio è stato quindi fatturato e in parte anche già pagato da Roma Capitale come si evince dai dati sotto riportati:

  • nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33.300 mila di crediti riferiti al verbale sopra citato;
  • nel corso del 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire nella risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad Acea crediti relativi all'Illuminazione Pubblica per € 75.300 mila tramite compensazioni;
  • nel corso del 2022 è proseguita di fatto l'attività di riconciliazione con Roma Capitale. Si precisa che lo stesso Comune ha proseguito a liquidare i crediti ad Acea sempre tramite compensazioni per complessivi € 56.500 mila di cui € 17.400 mila relativi a crediti già iscritti nei precedenti esercizi.

Si informa che, in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica e artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea SpA – Ricognizione del perimetro della situazione debitoria e avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea/areti riferito al servizio di Illuminazione Pubblica alla data del 31 dicembre 2021.

Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla suddetta deliberazione sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.

Per quanto riguarda il Tavolo Tecnico per i crediti di utenza di Acea Ato2, nel mese di dicembre 2021 è stata sottoscritta tra le Parti una Relazione Tecnica volta al superamento delle questioni e contestazioni di cui si era iniziato a dialogare sin dal 2018 come evidenziato anche nelle Note integrative dei precedenti anni.

Alla data di redazione del presente bilancio risultano in corso di liquidazione da parte di Roma Capitale la maggior parte dei crediti sottostanti la Relazione Tecnica.

Si informa infine che a settembre 2022 è stato approvato il Bilancio consolidato di Roma Capitale al 31 dicembre 2021.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta sia per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

Crediti verso Roma Capitale € migliaia 31/12/2022
(A)
31/12/2021
(B)
Variazione
(A – B)
Crediti per utenze 32.936 30.427 2.509
Fondi svalutazione (1.747) (1.749) 2
Totale crediti da utenza 31.189 28.678 2.511
Crediti per lavori e servizi idrici 3.804 2.325 1.479
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 574 1.971 (1.397)
Fondi svalutazione (2.191) (2.191) 0
Crediti per lavori e servizi elettrici 4.360 3.990 370
Crediti lavori e servizi - da emettere 242 25 217
Fondi svalutazione (326) (326) 0
Totale crediti per lavori 6.463 5.793 670
Totale crediti commerciali 37.652 34.472 3.180
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture emesse 135.127 117.133 17.994
Fondi svalutazione (57.994) (30.152) (27.842)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 36.274 48.981 (12.707)
Fondi svalutazione (5.380) (28.298) 22.918
Crediti finanziari m/l termine per Illuminazione Pubblica 4.815 8.286 (3.471)
Totale crediti Illuminazione Pubblica 112.842 115.949 (3.108)
Totale crediti 150.494 150.421 73
Debiti verso Roma Capitale € migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (5.495) (13.153) 7.658
Debiti per canone di concessione (27.559) (37.533) 9.974
Altri debiti (9.784) (13.463) 3.679
Debiti per dividendi (105.942) (118.450) 12.508
Totale debiti (148.779) (182.598) 33.819
Saldo netto credito debito 1.714 (32.177) 33.892

Crediti verso controllate e collegate

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti verso collegate 2.721 1.542 1.179 76,5%
Crediti verso controllate congiuntamente 10.973 8.659 2.314 26,7%
Crediti verso controllate e collegate 13.694 10.201 3.493 34,2%

I crediti commerciali verso controllate congiuntamente si riferiscono principalmente a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. Tali crediti ammontano complessivamente a € 13.694 mila e si incrementano di € 3.493 mila in parte per effetto della variazione di perimetro (+€ 1.531 mila).

27. Altre attività correnti – € 458.780 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti verso altri 343.117 292.288 50.830 17,4%
Ratei e risconti attivi 34.364 23.847 10.516 44,1%
Crediti per derivati su commodity 81.298 71.678 9.621 13,4%
Altre attività correnti 458.780 387.813 70.967 18,3%

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 343.117 mila e si compongono come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti verso Cassa Conguaglio per perequazione energia 53.117 95.887 (42.770) (44,6%)
Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da annullamento 5.300 6.667 (1.367) (20,5%)
Altri crediti verso Cassa Conguaglio 14.274 6.451 7.823 121,3%
Crediti per contributi regionali 2.514 2.514 0 0
Crediti verso Equitalia 122 122 0 0
Depositi cauzionali 5.032 3.803 1.229 32,3%
Crediti verso istituti previdenziali 3.180 3.134 46 1,5%
Crediti da cessioni individuali 2.584 2.190 394 18,0%
Crediti per anticipi fornitori 20.877 9.625 11.253 116,9%
Crediti verso Comuni 11.519 10.813 705 6,5%
Crediti verso Factor per cessione (825) (840) 15 (1,8%)
Crediti per Certificati Verdi maturati 6.137 6.975 (838) (12,0%)
Crediti verso AATO 6.740 5.058 1.682 33,3%
Crediti verso dipendenti 55 49 7 13,3%
Crediti verso Cessionario Area Laurentina 0 6.446 (6.446) (100,0%)
Crediti per anticipi dipendenti 822 616 207 33,6%
Altri crediti tributari 89.804 36.177 53.627 148,2%
Altri crediti 121.864 96.602 25.262 26,2%
Crediti verso altri 343.117 292.288 50.830 17,4%

La variazione in aumento per € 55.104 mila deriva i) dalla variazione di perimetro per € 8.227 mila principalmente imputabile al consolidamento di ASM Terni (+€ 4.947 mila), SF Island (+€ 1.733 mila) e S.E.R Plast (+€ 1.475 mila); ii) dall'incremento degli altri crediti tributari (+€ 53.627 mila) prevalentemente riferibili al maggior versamento IVA effettuato dalla Capogruppo per € 15.330 mila e ai maggiori crediti tributari di Umbria Energy (+€ 14.183 mila), Acea Energia (+€ 6.544 mila) e Acea Innovation (+€ 5.009 mila); iii) dall'aumento degli altri crediti per € 25.262 mila principalmente imputabili ad Acea Ato2 e relativi al premio qualità contrattuale di competenza degli anni 2018 e 2019 e ai conguagli tariffari delle annualità 2018-2022 che saranno fatturati a partire dal 2024; ad areti per € 8.172 mila riconducibili in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico, previsto e regolato dall'Autorità, che ha comportato l'iscrizione di un credito verso Cassa Conguaglio per i servizi energetici e ambientali per le componenti CCE e CCF; ad Adistribuzionegas per € 9.432 mila); iv) maggiori crediti verso Cassa Conguaglio riconducibili principalmente ad areti (+€ 4.220 mila) e v) maggiori anticipi a fornitori imputabili ad Acea Innovation per € 11.030 mila derivanti dall'inizio delle attività di energy efficiency. La variazione in aumento risulta in parte compensata dal i) minor credito di Acea Energia verso Cassa per i Servizi Energetici (-€ 52.403 mila) per effetto della regolazione degli importi dovuti per l'annualità 2021 e per la determinazione degli importi dovuti per l'annualità 2022; ii) dall'incasso del credito vantato verso Milano '90 per l'area di Via Laurentina da parte del terzo pignorato. Per maggiori informazioni si rinvia all'informativa contenuta nelle principali vertenze giudiziali.

Ratei e risconti attivi

Ammontano a € 34.364 mila (€ 23.847 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni oltre che alla quota di licenze d'uso di competenza di periodi successivi e ai canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche.

Strumenti derivati attivi su commodity

Gli strumenti derivati attivi su commodity rappresentano la valutazione dei derivati di copertura sulle commodity, sono interamente riferibili ad Acea Energia e ammontano a € 81.298 mila, in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 9.621 mila per effetto sia della variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame che per la variazione delle quantità coperte. Per tali operazioni classificate come cash flow hedge, le variazioni di fair value sono state rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva Cash Flow Hedge" attraverso il conto economico complessivo. Non si registrano variazioni di fair value riferibili alla porzione inefficace da rilevare a conto economico. Si segnala che tra le "Altre passività correnti" è iscritta la voce "Strumenti derivati passivi su commodity" per € 1.572 mila.

28. Attività per imposte correnti – € 26.296 mila

Ammontano a € 26.296 mila (€ 24.183 mila al 31 dicembre 2021) e comprendono i crediti IRAP e IRES.

29. Attività finanziarie correnti – € 342.085 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Crediti finanziari verso controllante - Roma Capitale 108.026 107.664 363 0,3%
Crediti finanziari verso controllate congiuntamente e collegate 12.502 2.568 9.934 n.s.
Crediti finanziari verso terzi 218.891 295.412 (76.522) (25,9%)
Titoli 2.667 2.300 367 15,9%
Attività finanziarie correnti 342.085 407.944 (65.858) (16,1%)

Crediti finanziari verso controllante - Roma Capitale

Ammontano a € 108.026 mila e aumentano di € 363 mila rispetto al 31 dicembre 2021. Tali crediti rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di Pubblica Illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce "Crediti verso controllante Roma Capitale".

Crediti finanziari verso controllate congiuntamente e collegate

Ammontano a € 12.502 mila e si incremento di € 9.934 mila al 31 dicembre 2021, in prevalenza per l'iscrizione in Acea Produzione del credito residuo verso Acea Sun Capital per la cessione nell'ambito dell'operazione Energy Box (€ 9.963 mila).

Crediti finanziari verso terzi

Ammontano a € 218.891 mila (€ 295.412 mila al 31 dicembre 2021) e sono composti per € 190.000 mila da linee di deposito a breve termine della Capogruppo (erano € 270.000 mila al 31 dicembre 2021).

30. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti – € 559.908 mila

Il saldo al 31 dicembre 2022 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Banco Poste delle società consolidate è pari a € 559.908 mila.

Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Depositi bancari e postali 541.481 666.245 (124.764) (18,7%)
Assegni 9.614 6.421 3.193 49,7%
Denaro e valori in cassa 8.813 8.154 659 8,1%
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 559.908 680.820 (120.912) (17,8%)

31. Attività non correnti destinate alla vendita – € 19.076 mila

Al 31 dicembre 2022 le "Attività non correnti destinate alla vendita" risultano pari a € 19.076 mila (€ 168.425 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono alla riclassifica delle attività oggetto di vendita ai sensi dell'IFRS5 nell'ambito della cessione delle quote di maggioranza relativamente agli asset fotovoltaici. Per maggiori informazioni si rinvia ai paragrafi di approfondimento.

PASSIVITÀ

messo valore a PASSIVITA come a p. 254 ATTI-VITÀ (fatto anche nel SEPA a p. 150)

Al 31 dicembre 2022 ammontano € 8.583.290 mila (erano € 8.112.466 mila al 31 dicembre 2021) e registrano un aumento di

€ 470.824 mila (+ 5,8 %) rispetto all'esercizio precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Passività non correnti 5.452.905 5.514.512 (61.607) (1,1%)
Passività correnti 3.128.466 2.550.553 577.914 22,7%
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita 1.919 47.402 (45.483) (96,0%)
Totale passività 8.583.290 8.112.466 470.824 5,8%

32. Patrimonio netto – € 2.755.243 mila

Il Patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2022 ammonta a € 2.755.243 mila (€ 2.516.420 mila al 31 dicembre 2021). Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella.

Capitale sociale

Ammonta a € 1.098.899 mila, è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • • Roma Capitale: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;
  • • Mercato: n. 103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila;
  • • Azioni proprie: n. 416.993 per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila;

Riserva legale

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'art. 2430 Cod. Civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo e ammonta a € 147.501 mila.

Altre riserve e utili a nuovo

Al 31 dicembre 2022 risultano pari a € 765.143 mila contro € 573.114 mila al 31 dicembre 2021. La variazione di € 192.029 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, principalmente da: i) la distribuzione dei dividendi della Capogruppo per € 180.666 mila; ii) l'incremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodity per € 49.579 mila; iii) l'incremento pari a € 3.905 mila delle riserve di utili e perdite attuariali; iv) l'incremento della riserva cambio per € 14.544 mila.

Al 31 dicembre 2022 Acea ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio-lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio-lungo termine basati su azioni.

Patrimonio netto di terzi

È pari a € 463.975 mila e registra un aumento di € 71.526 mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto, oltre che dalla variazione della quota di utile spettante a terzi, è data in prevalenza dalla variazione di perimetro (+€ 43.834 mila) influenzata in prevalenza dal consolidamento di ASM Terni (+€ 38.526 mila) e dalle allocazioni (+€ 4.720 mila) in base a quanto previsto dall'IFRS3 (si rinvia all'apposito paragrafo per maggiori informazioni) e dal versamento soci per aumento di capitale sociale di Adistribuzionegas (+€ 2.361 mila). Compensa in parte tale incremento la riduzione derivante dall'esercizio dell'opzione di acquisto di un ulteriore 20% delle quote di Cavallari (-€ 3.894 mila).

Passività non correnti – € 5.452.905 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefìci definiti 112.989 120.150 (7.162) (6,0%)
Fondo rischi e oneri 218.025 193.318 24.706 12,8%
Debiti e passività finanziarie 4.722.263 4.791.979 (69.716) (1,5%)
Altre passività non correnti 399.628 409.064 (9.435) (2,3%)
Passività non correnti 5.452.905 5.514.512 (61.607) (1,1%)

33. Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefìci definiti – € 112.989 mila

Al 31 dicembre 2022 ammonta a € 112.989 mila (€ 120.150 mila al 31 dicembre 2021) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefìci da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente.

Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nel periodo delle passività attuariali:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
-
TFR
56.624 62.262 (5.637) (9,1%)
-
Fondo Pegaso
45 51 (6) (11,9%)
Trattamento di Fine Rapporto 56.669 62.313 (5.644) (9,1%)
-
Mensilità aggiuntive
6.679 8.989 (2.310) (25,7%)
Mensilità aggiuntive 6.679 8.989 (2.310) (25,7%)
-
Piani LTIP
1.736 858 877 102,2%
Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 1.736 858 877 102,2%
Benefìci dovuti al momento della cessazione del rapporto
di lavoro
65.084 72.160 (7.077) (9,8%)
-
Agevolazione tariffaria dipendenti
5.287 6.895 (1.608) (23,3%)
-
Agevolazione tariffaria dirigenti
152 163 (11) (6,9%)
-
Agevolazione tariffaria pensionati
18.715 14.526 4.189 28,8%
Agevolazioni tariffarie 24.154 21.584 2.570 11,9%
Benefìci successivi a rapporto di lavoro 24.154 21.584 2.570 11,9%
-
Fondo Isopensione
23.751 26.406 (2.655) (10,1%)
Isopensione 23.751 26.406 (2.655) (10,1%)
Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefìci definiti 112.989 120.150 (7.162) (6,0%)

La variazione risente, oltre che dell'accantonamento che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene Acea e al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.

Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.

31/12/2022 31/12/2021
Tasso di attualizzazione 4,0% 1,0 %
Tasso di crescita dei redditi (medio) 3,0% 1,6 %
Inflazione di lungo periodo 3,0% 1,0%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift +0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia piano - € milioni Tasso di attualizzazione
+0,5% -0,5%
TFR (1,9) 3,5
Agevolazioni tariffarie (0,1) 0,1
Mensilità aggiuntive (0,0) 0,0
LTIP (0,0) 0,0

Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

Tipologia piano - € milioni -1 anno di età
TFR 1,4
Agevolazioni tariffarie (0,1)
Mensilità aggiuntive 0,5

34. Fondo rischi e oneri – € 218.025 mila

Al 31 dicembre 2022 il fondo rischi e oneri ammonta a € 218.025 mila (€ 193.318 mila al 31 dicembre 2021) ed è destinato a coprire, tra le altre, le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.

Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nell'esercizio, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31/12/2021 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
esubero fondi
Riclassifiche/
Altri movimenti
31/12/2022
Legale 16.319 (3.162) 2.975 (1.130) (427) 14.575
Fiscale 7.255 (796) 409 (1.132) 0 5.738
Rischi regolatori 30.961 (1.806) 4.995 (2.600) 0 31.550
Partecipate 7.490 0 0 0 677 8.167
Rischi contributivi 1.117 (130) 555 (16) 2 1.528
Franchigie assicurative 10.863 (2.156) 2.174 0 0 10.881
Altri rischi e oneri 26.075 (3.110) 7.326 (3.266) 979 28.004
Totale fondo rischi 100.080 (11.160) 18.435 (8.144) 1.231 100.443
Esodo e mobilità 27.493 (19.677) 20.206 0 16 28.038
Post mortem 53.149 (477) 288 0 15.308 68.267
Fondo oneri verso altri 12.596 (4.674) 631 (224) 12.947 21.277
Totale fondo oneri 93.238 (24.827) 21.125 (224) 28.270 117.582
Totale fondo rischi e oneri 193.318 (35.987) 39.559 (8.367) 29.502 218.025

L'incremento rispetto al precedente esercizio risente principalmente del consolidamento di ASM Terni e dell'iscrizione dei fondi post mortem di Deco ed Ecologica Sangro e in Acea Ambiente per l'acquisizione del ramo ex Polo Cirsu. Gli accantonamenti di periodo si riferiscono in prevalenza a fondi oneri per esodo e mobilità (€ 20.206 mila), ai fondi per rischi regolatori (€ 4.995 mila) in prevalenza dovuti ai maggiori canoni per la derivazione di acqua a uso idroelettrico dai fiumi Sangro, Aventino e Verde a servizio della Centrale S. Angelo richiesti dalla Regione Abruzzo per gli anni 2014-2021 e ai sovra-canoni BIM (Bacino Imbrifero Montani) del fiume Nera e del fiume Aniene (€ 3.296 mila), in Acea Produzione e ai fondi per altri rischi (€ 7.326 mila) in prevalenza riferibili ad areti e relativi a penali, riserve su appalti, diritti istruttoria per licenze IP e delibera ARERA 604/2021 (€ 4.700 mila).

Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".

35. Debiti e altre passività finanziarie non correnti – € 4.722.263 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Obbligazioni 3.834.453 4.141.952 (307.500) (7,4%)
Finanziamenti a medio-lungo termine 814.422 610.298 204.125 33,4%
Debiti finanziari IFRS16 73.388 39.729 33.659 84,7%
Debiti e passività finanziarie 4.722.263 4.791.979 (69.716) (1,5%)

I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 31 dicembre 2022, degli strumenti di copertura stipulati che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.

€ migliaia Strumento
coperto
Fair value
derivato
31/12/2022 Strumento
coperto
Fair value
derivato
31/12/2021
Obbligazioni 3.816.438 18.015 3.834.453 4.120.169 21.783 4.141.952
Finanziamenti a medio-lungo termine 814.422 0 814.422 608.398 1.900 610.298
Debiti e altre passività finanziarie
non correnti
4.630.860 18.015 4.648.875 4.728.566 23.683 4.752.250

Obbligazioni a medio-lungo termine

Le obbligazioni ammontano a € 3.834.453 mila al 31 dicembre 2022 (€ 4.141.952 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono:

  • • € 599.513 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN). Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000 e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente a un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila;
  • • € 496.944 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila;
  • € 142.416 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 18.015 mila ammonta a € 160.430 mila. Tale fair value è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 22.713 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2022. Il cambio al 30 dicembre 2022 si è attestato a € 140,41 contro € 130,90 del 31 dicembre 2021. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 3.633 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore

(AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad Acea, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre Acea deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata a un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di Acea scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizioni per l'eventuale esercizio dell'opzione;

  • • € 693.953 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° febbraio 2018 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 10.500 mila;
  • • € 495.905 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 23 maggio 2019 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,75%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 8.750 mila;
  • • € 496.597 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 29 gennaio 2020 della durata di 9 anni a un tasso dello 0,50% a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 2.500 mila;
  • • € 299.770 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 settembre 2025 e tasso pari a 0%;
  • • € 591.339 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 luglio 2030 e tasso pari a 0,25%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.500 mila.

Lo scostamento in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2021 è da imputare per € 299.975 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) alla riclassifica nella posizione a breve termine del prestito obbligazionario emesso dalla Capogruppo in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi +0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.436 mila.

Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:

FV strumento Ratei interessi
€ migliaia Debito lordo * di copertura maturati ** Totale
Obbligazioni:
Emissione del 2014 598.588,5 0,0 7.335,6 605.924
Private Placement emissione del 2014 142.396,0 18.014,8 609,8 161.021
Emissione del 2016 495.885,4 0,0 945,2 496.831
Emissioni del 2018 992.242,5 0,0 6.902,1 999.145
Emissioni del 2019 495.013,5 0,0 5.345,9 500.359
Emissioni del 2020 495.960,4 0,0 1.849,3 497.810
Emissioni del 2021 889.684,0 0,0 645,2 890.329
Totale 4.109.770,2 18.014,8 23.633,2 4.151.418

* Compreso costo ammortizzato.

** Compresi ratei su strumenti di copertura.

Finanziamenti a medio-lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)

Ammontano complessivamente a € 951.468 mila (€ 705.968 mila al 31 dicembre 2021) e sono composti da: i) debito per le quote capitali delle rate scadenti entro i dodici mesi per € 137.046 mila (€ 95.671 mila al 31 dicembre 2021), ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza oltre i dodici mesi per € 814.422 mila (al 31 dicembre 2021 erano € 610.298 mila).

L'incremento, che si riferisce alla Capogruppo per € 211.385 mila, è relativo per € 250.000 mila all'erogazione del prestito sottoscritto con la Banca Europea per gli investimenti sottoscritto nel 2020.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio-lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:

€ migliaia 31/12/2022 Entro il 31/12/2023 Dal 31/12/2023
al 31/12/2027
Oltre il 31/12/2027
Finanziamenti:
-
a tasso fisso
292.609 32.571 149.656 110.382
-
a tasso variabile
460.956 92.250 171.635 197.071
-
a tasso variabile in cash flow hedge
197.903 12.225 116.304 69.374
Totale 951.468 137.046 437.595 376.827

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di GORI è positivo per € 6.579 mila (al 31 dicembre 2021 era negativo per € 100 mila); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 5.462 mila (al 31 dicembre 2021 era negativo per € 1.900 mila) e quello di SII è positivo per € 1.643 mila. I fair value positivi sono esposti nelle Attività finanziarie non correnti e quindi al 31 dicembre 2022 non sono considerati nel saldo dei finanziamenti.

I principali debiti finanziari a medio-lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.

In particolare, per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant. A tal proposito si segnala che nelle more della formalizzazione della corretta e aggiornata interpretazione della metodologia di calcolo del parametro finanziario, Acea e Cassa Depositi e Prestiti hanno convenuto, mediante una Lettera di Consenso firmata in data 18 febbraio 2022, di modificare limitatamente alla Società e non al Consolidato, il valore soglia dello stesso passando dallo 0,65 allo 0,75, con efficacia a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 e fino alla scadenza del contratto di finanziamento.

Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo, i contratti contengono:

  • clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
  • clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
  • clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
  • obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
  • obblighi di informativa periodica;
  • clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.

Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.

Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 31 dicembre 2022. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.

Finanziamenti
€ migliaia
Costo ammortizzato
(A)
FV risk less
(B)
Delta
(A – B)
FV risk adjusted
(C)
Delta
(A – C)
Obbligazioni 4.151.418 3.829.231 322.187 3.729.684 421.735
-
a tasso fisso
292.609 298.315 3.295 278.563 14.046
-
a tasso variabile
460.956 456.889 4.068 441.686 19.270
-
a tasso variabile in cash flow hedge
197.903 203.445 (5.542) 198.444 (542)
Totale 5.102.886 4.778.879 324.007 4.648.377 454.510

Debiti finanziari IFRS16

In tale voce viene rilevato il debito finanziario, quota a lungo, derivante dall'impatto dell'IFRS16 pari a € 73.388 mila, di cui la quota a breve è pari a € 16.507 mila. Si espongono di seguito i flussi finanziari ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto suddivisi per scadenze:

€ migliaia Entro 12 mesi Entro 24 mesi Entro 5 anni Oltre 5 anni Totale
Passività IFRS16 16.507 10.874 19.257 43.257 89.895

Si fa presente che il debito è attualizzato utilizzando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto, più il credit spread assegnato ad Acea da Moody's.

36. Altre passività non correnti - € 399.628 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Acconti 160.550 167.342 (6.792) (4,1%)
Contributi di allacciamenti idrici ed elettrici 47.895 46.397 1.498 3,2%
Contributi in conto impianti 147.465 152.646 (5.181) (3,4%)
Ratei e risconti passivi 43.718 42.678 1.040 2,4%
Altre passività non correnti 399.628 409.064 (9.435) (2,3%)

Acconti da utenti e clienti

Nella voce Acconti è compreso: i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del Servizio di Maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'A-RERA (deliberazione n. 204/99).

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Acconti da utenti 6.007 9.277 (3.270) (35,2%)
Depositi cauzionali utenti 139.266 147.040 (7.774) (5,3%)
Anticipi da altri clienti 15.278 11.025 4.252 38,6%
Acconti 160.550 167.342 (6.792) (4,1%)

Contributi di allacciamenti idrici e contributi in conto impianti

I contributi di allacciamento idrico ammontano a € 47.895 mila (€ 46.397 mila al 31 dicembre 2021), mentre i contributi in conto impianto sono pari a € 147.465 mila (€ 152.646 mila al 31 dicembre 2021).

Tali contributi in conto impianti iscritti nel passivo annualmente sono imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile dell'attività di riferimento.

Passività correnti – € 3.128.466 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Debiti finanziari 619.418 285.222 334.196 117,2%
Debiti verso fornitori 1.849.980 1.683.563 166.417 9,9%
Debiti tributari 26.810 18.962 7.847 41,4%
Altre passività correnti 632.259 562.806 69.453 12,3%
Passività correnti 3.128.466 2.550.553 577.914 22,7%

37. Debiti finanziari - € 619.418 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Debiti verso banche per linee di credito a breve 8.008 4.800 3.207 66,8%
Debiti verso banche per mutui 137.046 95.671 41.375 43,2%
Obbligazioni a breve 316.965 15.945 301.020 n.s.
Debiti verso controllante - Roma Capitale 108.466 120.137 (11.670) (9,7%)
Debiti verso controllate e collegate 68 13 55 n.s.
Debiti verso terzi 32.358 34.691 (2.333) (6,7%)
Debiti finanziari IFRS16 entro l'esercizio 16.507 13.965 2.541 18,2%
Debiti finanziari 619.418 285.222 334.196 117,2%

Debiti verso banche per linee di credito a breve

Ammontano a € 8.008 mila (€ 4.800 mila al 31 dicembre 2021) ed evidenziano un incremento di € 3.207 mila, prevalentemente imputabile alla variazione di perimetro (+€ 4.872 mila).

Debiti verso banche per mutui

Ammontano a € 137.046 mila (€ 95.671 mila al 31 dicembre 2021) e si riferiscono ai debiti verso banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi. La variazione pari a € 41.375 è imputabile in parte alla variazione di perimetro (+€ 5.125 mila) e per la restante parte ad Adistribuzionegas (+€ 32.830 mila) in relazione al finanziamento posto in essere per l'acquisto del ramo di Romeo Gas.

Obbligazioni a breve termine

Ammontano a € 316.965 mila (€ 15.945 mila al 31 dicembre 2021). L'incremento delle obbligazioni a breve termine è dovuto alla riclassifica nella posizione a breve del Bond emesso da Acea a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data 1° febbraio 2018 della durata di 5 anni con scadenza i primi giorni di febbraio 2023.

Debiti verso controllante - Roma Capitale

Ammontano a € 108.466 mila (€ 120.137 mila al 31 dicembre 2021) e registrano una variazione in riduzione pari a € 11.670 mila che deriva principalmente dall'effetto combinato della delibera dei dividendi della Capogruppo, compensati dal pagamento/incasso dei dividendi del periodo.

Debiti verso controllate e collegate

Ammontano a € 68 mila e presentano un aumento rispetto al 31 dicembre 2021 di € 55 mila.

Debiti verso terzi

Ammontano a € 32.358 mila (erano € 34.691 mila al 31 dicembre 2021). La voce è rappresentata come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Azionisti per dividendi 939 330 609 184,7%
Debiti finanziari verso factor 22.536 27.586 (5.050) (18,3%)
Altri debiti finanziari 8.882 6.775 2.107 31,1%
Debiti verso terzi 32.358 34.691 (2.333) (6,7%)

Debiti finanziari IFRS16 entro l'esercizio

Tali debiti, pari a € 16.507 mila (erano € 13.965 mila al 31 dicembre 2021), rappresentano la quota a breve del debito finanziario al 31 dicembre 2022, iscritto a seguito della applicazione dello standard internazionale IFRS16. Per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 35.

38. Debiti verso fornitori – € 1.849.980 mila

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Debiti verso fornitori 1.802.577 1.614.938 187.638 11,6%
Debiti verso controllante 40.313 62.462 (22.149) (35,5%)
Debiti verso controllate e collegate 7.090 6.163 927 15,0%
Debiti verso fornitori 1.849.980 1.683.563 166.417 9,9%

Debiti verso fornitori

I debiti verso fornitori ammontano a € 1.802.577 mila. Il decremento, pari a € 187.638 mila, è imputabile in parte alla variazione di perimetro (+€ 48.115 mila) e per la restante parte in via principale ad Acea Energia (+€ 42.936 mila) principalmente in conseguenza dell'incremento dei prezzi dell'energia e del gas, nonché a un aumento dei volumi acquistati, e Acea Ato2 (+€ 36.320 mila) e ad Acea Innovation (+€ 22.752 mila) in relazione all'incremento delle attività di smart services.

Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere, a propria discrezione, i crediti vantati verso la società a un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.

In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.

Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 40.313 mila (€ 62.462 mila al 31 dicembre 2021) e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 26 della presente nota.

Debiti commerciali verso imprese controllate e collegate

I debiti commerciali verso controllate e collegate risultano pari a € 7.090 mila (€ 6.163 mila al 31 dicembre 2021) e includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto. La variazione in aumento è imputabile alla variazione di perimetro in relazione al consolidamento di ASM Terni.

39. Debiti tributari – € 26.810 mila

Ammontano a € 26.810 mila (€ 18.962 mila al 31 dicembre 2021) e accolgono il debito fiscale relativamente all'IRAP e all'IRES. La variazione in aumento è riconducile al debito per contributo solidaristico straordinario ex art. 37 del DL 21/2022 non ancora versato (€ 18.366 mila) compensato in parte da minori debiti per IRES e IRAP (-€ 10.519 mila).

40. Altre passività correnti – € 632.259 mila

Ammontano a € 632.259 mila e sono composte come di seguito rappresentato:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale 32.112 28.519 3.593 12,6%
Ratei e risconti passivi 83.846 58.421 25.426 43,5%
Altre passività correnti 514.729 431.313 83.416 19,3%
Debiti per derivati su commodity 1.572 44.553 (42.981) (96,5%)
Altre passività correnti 632.259 562.806 69.453 12,3%

Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale

Ammontano a € 32.112 mila e presentano una variazione in aumento pari a € 3.593 mila rispetto al 31 dicembre 2021, influenzata in gran parte dalla variazione di perimetro (+€ 1.577 mila).

Ratei e risconti passivi

Tale voce ammonta a € 83.846 mila (€ 58.421 mila al 31 dicembre 2021). Sulla variazione in aumento influisce la variazione di perimetro per € 3.091 mila.

Altre passività correnti

Ammontano a € 514.729 mila con un aumento pari a € 83.416 mila rispetto al 31 dicembre 2021. La voce si compone come segue:

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021 Variazione Variazione %
Debiti verso Cassa Conguaglio 84.520 78.521 5.999 7,6%
Debiti verso i Comuni per canoni di concessione 64.740 63.223 1.516 2,4%
Debiti per incassi soggetti a verifica 20.385 21.464 (1.079) (5,0%)
Debiti verso il personale dipendente 56.561 52.662 3.898 7,4%
Altri debiti verso i Comuni 32.941 28.004 4.937 17,6%
Debiti verso Equitalia 2.095 2.098 (2) (0,1%)
Debiti per contributo solidarietà 119 961 (842) (87,7%)
Debiti per aggio ambientale art. 10 convenzione ATI4
del 13/08/2007
677 496 181 36,6%
Debiti verso utenti per restituzione componente tariffaria da
esito referendum
14 14 0 0,1%
Altri debiti tributari 64.307 84.184 (19.878) (23,6%)
Altri debiti 188.371 99.686 88.685 89,0%
Altre passività correnti 514.729 431.313 83.416 19,3%

La variazione in aumento, pari a € 83.416 mila è dovuta alla variazione di perimetro per € 37.375 mila e in parte all'iscrizione in Acea Produzione del debito verso il GSE per il c.d. Decreto Sostegni ter (+€ 22.325 mila).

Debiti per derivati su commodity

Gli strumenti derivati passivi su commodity rappresentano la valutazione dei derivati di copertura sulle commodity e sono interamente riferibili ad Acea Energia, per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 27.

41. Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita – € 1.919 mila

Al 31 dicembre 2022 le "Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita" risultano pari a € 1.919 mila e si riferiscono alla riclassifica delle passività direttamente correlate alle attività in vendita ai sensi dell'IFRS5; per maggiori informazioni si rinvia all'apposito paragrafo.

IMPEGNI E RISCHI POTENZIALI

AVALLI, FIDEJUSSIONI E GARANZIE SOCIETARIE

Al 31 dicembre 2022 si attestano complessivamente a € 632.577 mila (erano € 450.575 mila al 31 dicembre 2021) e registrano un aumento pari a € 182.002 mila.

Il saldo risulta così composto:

  • € 78.959 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia relative al contratto per il servizio di trasporto e dispacciamento dell'energia elettrica e del gas;
  • per € 20.000 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
  • per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da Acea a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato ad areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
  • € 37.586 mila per garanzie rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente relativamente agli impianti di recupero rifiuti e agli impianti di recupero rifiuti con produzione di energia elettrica oltre a quelle in favore della Regione Umbria per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica (€ 23.750 mila);
  • € 8.336 mila per garanzie rilasciate da istituti bancari per conto di Acea Ambiente a favore della Regione Umbria per la gestione della discarica di Orvieto;
  • € 238.000 mila la garanzia in favore di diversi trader nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica e gas;
  • € 15.443 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione

dell'energia elettrica;

  • € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti multiservizi Via Tiburtina e vie collaterali nell'interesse di areti;
  • € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
  • € 6.887 mila relativi ad Acea Ato5 e in particolare alla fidejussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UniCredit a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'AATO che nel corso del 2019 è stata prorogata fino al 28 febbraio 2023 e adeguata nell'importo con una nuova emissione per il differenziale;
  • € 38.500 mila per il rilascio di controgaranzia a favore di un pool di banche eroganti il finanziamento ad Acquedotto del Fiora;
  • € 2.565 mila per una fidejussione verso l'Ente d'Ambito a garanzia degli obblighi derivanti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato della controllata GORI SpA;
  • € 52.591 mila per fidejussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione;
  • € 10.392 mila per cinque fidejussioni bancarie rilasciate a favore di SEDAPAL per la gestione delle stazioni di pompaggio della città di Lima, per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona Nord, per la manutenzione e gestione dell'impianto di trattamento delle acque reflue di Lima zona Nord-Est;
  • € 21.823 mila per garanzie di diverso genere legate alla richiesta di autorizzazione per la costruzione e gestione di parchi fotovoltaici;
  • € 6.496 mila per garanzie rilasciate da istituti assicurativi per conto di Deco relativamente alla discarica e all'impianto di trattamento dei rifiuti.

BUSINESS COMBINATION

Di seguito si riportano le Business Combination, la cui contabilizzazione secondo il metodo dell'acquisizione è da ritenersi definitiva.

Acquisizione MEG

In data 14 ottobre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 60% di MEG, operatore presente nel territorio italiano che offre consulenza professionale per la realizzazione di impianti per il trattamento degli imballaggi di rifiuti solidi urbani.

Attività nette acquisite
€ migliaia
Immobilizzazioni materiali
Immobilizzazioni immateriali
Partecipazioni
Rimanenze di magazzino
Fiscalità differita
Crediti commerciali
Altri crediti
Crediti finanziari
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
TFR e altri piani a benefìci definiti
Fondo rischi e oneri
Attività/Passività per imposte correnti
Debiti commerciali
Altri debiti
Altre passività finanziarie
Debiti verso banche
MEG
Bilancio IAS/IFRS Fair value adjusted Fair value
5.611 0 5.611
473 3.989 4.462
0 0 0
549 0 549
0 (1.113) (1.113)
1.911 0 1.911
1.267 0 1.267
0 0 0
708 0 708
(112) 0 (112)
(76) 0 (76)
0 0 0
(2.768) 0 (2.768)
(1.022) 0 (1.022)
(2.704) 0 (2.704)
(497) 0 (497)
Avviamento allocato 0 0 0
Saldo netto 3.341 2.876 6.217
-
di cui spettanza di terzi
(2.487)
Avviamento 2.704
Valore netto acquisito 6.434
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (6.434)
Disponibilità liquide acquisite 708
Rimborso debiti finanziari 0
Debiti verso banche (497)
Flusso di cassa netto (6.223)

Acquisizione Gruppo Deco

In data 30 novembre 2021 il Gruppo ha acquisito, tramite Acea Ambiente, il 65% di Deco che detiene il 100% di Ecologica Sangro che detiene a sua volta il 75% di Consorzio Servizi Ecologici del Frentano. Il Gruppo Deco è il principale operatore privato nel settore ambientale nella regione Abruzzo e opera nel settore della costruzione di impianti di smaltimento e di recupero energetico, produzione di energia da gas di discarica, produzione di combustibile solido secondario e produzione di energia fotovoltaica, e offrono servizi di bonifica e opere di ingegneria naturalistica.

Si fa presente che è già previsto nel mese di gennaio 2023 un secondo closing per l'acquisto del restante 35% 2023 senza condizioni sospensive o clausole che possano far considerare l'acquisto non ragionevolmente certo. Pertanto, si ritiene che vi è sin da subito il trasferimento di tutti i rischi e benefìci in capo ad Acea Ambiente per il 100% della partecipazione. Di conseguenza in linea con quanto previsto dai princìpi contabili internazionali si è proceduto a consolidare la partecipazione al 100% con l'iscrizione di un debito residuo stimato in circa € 33.954 mila.

L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richieste dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.

Attività nette acquisite Gruppo Deco
€ migliaia Bilancio IAS/IFRS Fair value adjusted Fair value
Immobilizzazioni materiali 23.133 0 23.133
Immobilizzazioni immateriali 1.018 56.207 57.225
Partecipazioni 3.151 0 3.151
Rimanenze di magazzino 667 0 667
Fiscalità differita/crediti tributari 332 (16.199) (15.867)
Crediti commerciali 7.801 0 7.801
Altri crediti 17.235 0 17.235
Crediti finanziari 2.979 0 2.979
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 17.965 0 17.965
TFR e altri piani a benefìci definiti (340) 0 (340)
Fondo rischi e oneri (38.433) 0 (38.433)
Attività/Passività per imposte correnti 0 0 0
Debiti commerciali (5.518) 0 (5.518)
Altri debiti (3.530) 0 (3.530)
Altre passività finanziarie (13.503) 0 (13.503)
Debiti verso banche (202) 0 (202)
Avviamento allocato 0 0 0
Saldo netto 12.756 40.008 52.764
-
di cui spettanza di terzi
0
Avviamento 43.162
Valore netto acquisito 95.926
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (95.926)
Disponibilità liquide acquisite 17.965
Rimborso debiti finanziari 0
Debiti verso banche (202)
Flusso di cassa netto (78.163)

Le attività allocate riguardano l'Autorizzazione Integrata Ambientale TMB di Deco, mentre l'avviamento è imputabile a Deco per € 31.673 mila e a Ecologica Sangro per € 11.489 mila.

Acquisizione SF Island

In data 24 gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto del 100% di SF Island con sede in Acquapendente (VT) che alla data di acquisizione detiene la titolarità di 4 autorizzazioni per circa 3,96 MWp e 11 progetti in fase di autorizzazione per circa 86,9 MWp.

Attività nette acquisite
€ migliaia
SF Island
Bilancio IAS/IFRS Fair value adjusted Fair value
Immobilizzazioni materiali 0 0 0
Immobilizzazioni immateriali 6 948 954
Partecipazioni 0 0 0
Rimanenze di magazzino 0 0 0
Fiscalità differita 0 (289) (289)
Crediti commerciali 0 0 0
Altri crediti 119 0 119
Crediti finanziari 0 0 0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 5 0 5
TFR e altri piani a benefìci definiti 0 0 0
Fondo rischi e oneri 0 0 0
Attività/Passività per imposte correnti 0 0 0
Debiti commerciali (0) 0 (0)
Altri debiti (118) 0 (118)
Altre passività finanziarie 0 0 0
Debiti verso banche 0 0 0
Avviamento allocato 0 0 0
Saldo netto 12 659 671
-
di cui spettanza di terzi
0
Avviamento 0
Valore netto acquisito 671
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (671)
Disponibilità liquide acquisite 5
Rimborso debiti finanziari 0
Debiti verso banche 0
Flusso di cassa netto (666)

Acquisizione AS Recycling

In data 22 dicembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 90% di AS Recycling società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).

Attività nette acquisite
€ migliaia
AS Recycling
Bilancio IAS/IFRS Fair value adjusted Fair value
Immobilizzazioni materiali 954 0 954
Immobilizzazioni immateriali 1.512 0 1.512
Partecipazioni 0 0 0
Rimanenze di magazzino 0 0 0
Fiscalità differita 0 0 0
Crediti commerciali 0 0 0
Altri crediti 141 0 141
Crediti finanziari 0 0 0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 2 0 2
TFR e altri piani a benefìci definiti 0 0 0
Fondo rischi e oneri 0 0 0
Attività/Passività per imposte correnti 0 0 0
Debiti commerciali (677) 0 (677)
Altri debiti (464) 0 (464)
Altre passività finanziarie 0 0 0
Debiti verso banche 0 0 0
Avviamento allocato 0 0 0
Saldo netto 1.468 0 1.468
-
di cui spettanza di terzi
(147)
Avviamento 1.522
Valore netto acquisito 2.843
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (2.843)
Disponibilità liquide acquisite 2
Rimborso debiti finanziari 0
Debiti verso banche 0
Flusso di cassa netto (2.840)

Acquisizione S.E.R. Plast

In data 8 febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici.

Attività nette acquisite
€ migliaia
S.E.R. Plast
Bilancio IAS/IFRS Fair value adjusted Fair value
Immobilizzazioni materiali 3.785 0 3.785
Immobilizzazioni immateriali 1.808 10.815 12.623
Partecipazioni 23 0 23
Rimanenze di magazzino 463 0 463
Fiscalità differita (242) (3.115) (3.357)
Crediti commerciali 659 0 659
Altri crediti 1.582 0 1.582
Crediti finanziari 0 0 0
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 436 0 436
TFR e altri piani a benefìci definiti (92) 0 (92)
Fondo rischi e oneri 0 0 0
Attività/Passività per imposte correnti 0 0 0
Debiti commerciali (1.853) 0 (1.853)
Altri debiti (1.725) 0 (1.725)
Altre passività finanziarie (3.391) 0 (3.391)
Debiti verso banche (708) 0 (708)
Avviamento allocato 0 0 0
Saldo netto 745 7.700 8.445
-
di cui spettanza di terzi
(2.534)
Avviamento 270
Valore netto acquisito 6.181
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (6.181)
Disponibilità liquide acquisite 436
Rimborso debiti finanziari 0
Debiti verso banche (708)
Flusso di cassa netto (6.453)

BUSINESS COMBINATION – CONTABILIZZAZIONE PROVVISORIA (IFRS3 – PAR. 45)

Acquisizione ASM Terni

In data 6 dicembre 2022 è stato sottoscritto il closing della prima fase dell'operazione di aggregazione con ASM Terni, a esito della procedura a evidenza pubblica avviata da quest'ultima. L'operazione è finalizzata alla creazione di un mono-operatore attivo nel business del ciclo idrico integrato, dell'ambiente e nella distribuzione e vendita di energia elettrica e gas.

L'ingresso di Acea nel capitale sociale di ASM Terni è strutturato in due fasi distinte ma correlate tra loro; la prima fase dell'operazione si è concretizzata attraverso la sottoscrizione della prima tranche di aumento di capitale di ASM Terni attraverso un conferimento di partecipazione come di seguito rappresentato:

la Capogruppo, TWS e Acea Molise hanno conferito la quota di

partecipazione detenuta in UmbriaDue Servizi Idrici Scarl detenuta complessivamente per il 99,4%;

Acea Ambiente ha conferito la partecipazione detenuta in Ferrocart Srl detenuta per il 60,0%.

Pertanto, Acea rappresenta il partner industriale per il conseguimento degli obiettivi prefissati e consolida integralmente la società sulla base degli accordi sottoscritti, per quanto previsto nei patti parasociali e nello statuto.

L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.

€ migliaia

Saldo netto 72.410
-
di cui spettanza di terzi
(44.916)
Avviamento/(Badwill) 851
Valore netto acquisito 28.344
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (28.344)
Disponibilità liquide acquisite 2.266
Erogazione finanziamento 0
Debiti verso banche (11.223)
Flusso di cassa netto (37.301)

Acquisizione Tecnoservizi

In data 4 ottobre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente del 70% delle quote di Tecnoservizi Srl, società attiva nella gestione del trattamento e del recupero di rifiuti urbani differenziati. La capacità autorizzativa della società prevede un trattamento di 210 mila tonnellate annue nella Provincia di Roma provenienti dalla raccolta differenziata di Comuni, Enti e Industrie.

L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.

€ migliaia
Saldo netto 6.737
-
di cui spettanza di terzi
(2.021)
Avviamento/(Badwill) 1.595
Valore netto acquisito 6.311
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (6.311)
Disponibilità liquide acquisite 1.522
Erogazione finanziamento 0
Debiti verso banche (2.203)
Flusso di cassa netto (6.993)

€ migliaia

Acquisizione Italmacero

In data 3 novembre 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Acea Ambiente, tramite la controllata Cavallari Srl, del 100% delle quote di Italmacero Srl, società attiva nel trattamento meccanico e recupero di rifiuti urbani differenziati (imballaggi misti, frazioni monomateriale) e speciali non pericolosi.

L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.

Saldo netto 1.146
-
di cui spettanza di terzi
0
Avviamento/(Badwill) 615
Valore netto acquisito 1.761
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (1.761)
Disponibilità liquide acquisite 928
Erogazione finanziamento 0
Debiti verso banche 0
Flusso di cassa netto (833)

Acquisizione Ramo Romeo Gas

In data 1° ottobre 2022 è stata perfezionata l'operazione di scissione parziale di Romeo Gas SpA attuata mediante assegnazione di quote del patrimonio in favore di Adistribuzionegas Srl. L'operazione è finalizzata a consentire una complessiva riorganizzazione societaria relativamente a una più efficiente gestione delle concessioni di distribuzione gas.

L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.

€ migliaia
Saldo netto 29.984
-
di cui spettanza di terzi
0
Avviamento/(Badwill) 7.090
Valore netto acquisito 37.074
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (37.074)
Disponibilità liquide acquisite 0
Erogazione finanziamento 0
Debiti verso banche 0
Flusso di cassa netto (37.074)

Acquisizione Ramo ex Cirsu

In data 30 giugno 2022 il Gruppo, per il tramite della controllata Acea Ambiente, si è aggiudicata il ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" (sito in Località Casette di Grasciano Notaresco - Teramo), a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo. Il ramo d'azienda è composto dalla discarica denominata "Grasciano 1" completamente esaurita nei volumi autorizzati e dalla nuova discarica denominata "Grasciano 2". L'immissione in possesso è avvenuta in seguito alla voltura delle autorizzazioni a fine 2022.

L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è provvisoriamente allocato ad autorizzazione.

€ migliaia
Saldo netto 37.425
-
di cui spettanza di terzi
0
Avviamento/(Badwill) (10.044)
Valore netto acquisito 27.381
Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione (27.381)
Disponibilità liquide acquisite 0
Erogazione finanziamento 0
Debiti verso banche 0
Flusso di cassa netto (27.381)

APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO IFRS5

Il 23 dicembre 2021 è stato siglato un accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix per la cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici detenuti dal Gruppo Acea per un totale di circa 105 MW.

Nel Bilancio consolidato del Gruppo Acea al 31 dicembre 2021 le attività e passività inerenti l'accordo sono state considerate come un gruppo in dismissione (Disposal Group), misurate e presentate nello stato patrimoniale secondo le previsioni del principio contabile internazionale IFRS5.

L'accordo si è poi perfezionato il 22 marzo 2022 attraverso la cessione di Acea Sun Capital alla Newco AE Sun Capital partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix; tale cessione ha comportato il passaggio degli impianti già connessi alla rete, mentre la cessione degli impianti in fase di completamento o connessione risulta dagli accordi subordinata all'ottenimento del certificato di connessione. Tali impianti sono attualmente nel libro cespiti di Acea Solar e Acea Renewable e sono rappresentati nel presente Bilancio in linea con quanto previsto dall'IFRS5 e in continuità con quanto rappresentato nel Bilancio consolidato 2021, ovvero:

  • la valutazione di tali beni è stata effettuata al minore tra il costo storico, diminuito del fondo ammortamento relativo, e il valore di presumibile realizzo;
  • le attività e le passività direttamente correlate al gruppo in dismissione sono state misurate e presentate nello stato patrimoniale in due specifiche voci della situazione patrimoniale ("attività destinate alla vendita" e "passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita"). Si ricorda che né l'IFRS5 né lo IAS1 forniscono indicazioni sulle modalità di presentazione delle transazioni tra Continuing e Discontinued Operations; il metodo scelto ha portato a rappresentare la riclassifica dei saldi patrimoniali di attivo e passivo con i valori al netto delle elisioni delle transazioni infragruppo;
  • le poste economiche sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio; dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non vengono più calcolati.

Si rappresenta di seguito il contributo dell'operazione alla situazione patrimoniale del Gruppo Acea (in €/milioni) al 31 dicembre 2022:

ATTIVITÀ Effetto applicazione
IFRS5
Attività non correnti 17,4
Attività correnti 1,7
Attività non correnti destinate alla vendita 19,1
PASSIVITÀ Effetto applicazione
IFRS5
Passività non correnti 0,0
Passività correnti 1,9
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita 1,9

Inoltre, si fa presente che, in relazione alla cessione di Acea Sun Capital e delle sue controllate, le poste economiche dei primi tre mesi sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio (consolidamento integrale comprensivo delle elisioni intercompany) e dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non sono stati più iscritti.

L'operazione è stata contabilizzata considerando l'intero perimetro di cessione il cui prezzo di cessione risulta pari a € 196,7 milioni e rilevando a conto economico una plusvalenza netta inerente l'intera operazione (limitatamente alla quota d'interessenza di terzi) pari a € 17,7 milioni.

INFORMATIVA SUI SERVIZI IN CONCESSIONE

Il Gruppo Acea esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico-ambientale nonché in quello di Pubblica Illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano" attraverso Acea Ambiente.

Per quanto riguarda il settore idrico, il Gruppo Acea svolge in concessione il Servizio Idrico Integrato (SII) nelle seguenti regioni:

  • Lazio ove Acea Ato2 SpA e Acea Ato5 SpA svolgono rispettivamente il servizio nelle Province di Roma e Frosinone;
  • Campania ove GORI SpA esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno;
  • Toscana ove il Gruppo Acea opera nella Provincia di Pisa attraverso Acque SpA, nella Provincia di Firenze attraverso Publiacqua SpA, in quelle di Siena e Grosseto attraverso Acquedotto del Fiora SpA, in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque SpA e in quella di Lucca e Provincia attraverso GEAL SpA;
  • Umbria ove il Gruppo opera nella Provincia di Perugia attraverso Umbra Acque SpA e in quella di Terni attraverso SII ScpA.

Inoltre, il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella Provincia di Benevento con Gesesa SpA e nei comuni di Termoli e Campagnano con Acea Molise SpA.

In ultimo, si evidenzia che, a partire dall'anno 2019, il Gruppo Acea opera anche nella distribuzione del gas in Abruzzo nella Provincia di Pescara e in quella dell'Aquila.

Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA ROMA

Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessiva alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027).

Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica e alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere i) richiesti e finanziati dal Comune o ii) finanziati da Acea; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo a una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal DL 138/2011 – ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di Acea il diritto a un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo e il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

A giugno 2016 Acea e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare, tale Piano ha previsto l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 con un corrispettivo fissato a € 48,0 milioni per l'intero Piano LED.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi e alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

In merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n. 49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea SpA (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione CONSIP Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'A-GCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea SpA. In data 8 febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della Convenzione CONSIP Luce 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale e Acea SpA. Con la medesima nota, che, a ogni buon conto, non incide sulla volontà dell'Amministrazione di bandire una nuova gara al fine di riaffidare il servizio, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea in relazione al Contratto di Servizio. Facendo seguito a tale intendimento, Roma Capitale, nel mese di luglio 2021, si è impegnata a liquidare i crediti riconosciuti e ad adottare deliberazioni per il riconoscimento del debito fuori bilancio in relazione ai crediti non immediatamente liquidabili. Pur continuando a esservi alcune partite di credito in contestazione, a seguito delle interlocuzioni di luglio 2021 e fino al mese di novembre 2021, è stata corrisposta da Roma Capitale larga parte dell'insoluto relativo ad annualità pregresse e sono continuate le attività di verifica e di confronto con il Comune di Roma. Tali confronti hanno condotto Roma Capitale a corrispondere ad Acea ulteriori incassi relativi principalmente a crediti correnti. Nel corso del 2022 sono quindi proseguite le attività di riconciliazione delle partite di credito e sempre tramite compensazione si è proceduto alla liquidazione di € 56,5 milioni.

Si informa inoltre che, in data 11 agosto 2022, la Giunta Capitolina con deliberazione n. 312 intitolata "Servizio di illuminazione pubblica ed artistica monumentale sull'intero territorio comunale – Concessionario: Acea SpA – Ricognizione del perimetro della situazione debitoria ed avvio delle procedure conseguenti" ha effettuato la ricognizione del perimetro al 31 dicembre 2021 di debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea e nei confronti della controllata areti sempre con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica. Tale deliberazione è stata pubblicata sul sito istituzionale di Roma Capitale in data 30 agosto 2022 e con riferimento alla stessa sono tuttora in corso interlocuzioni con Roma Capitale.

Si comunica che, nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.

Si informa infine che nel corso del mese di settembre 2022 è stato approvato il Bilancio consolidato di Roma Capitale al 31 dicembre 2021.

SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Lazio - Acea Ato2 SpA (ATO2 - Lazio Centrale - Roma)

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 89 rispetto ai 113 dell'intero ATO. Rispetto all'esercizio precedente, si segnala che in data 14 luglio 2021 con Delibera di Consiglio Regionale n. 10, che faceva seguito alla deliberazione della Giunta regionale n. 752 del 3 novembre 2020 con pari oggetto, è stato modificato l'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale - Roma inserendovi il Comune di Campagnano di Roma prima appartenente all'ATO n. 1 Lazio Nord-Viterbo. In questo modo il numero complessivo di Comuni dell'ATO2 è passato da 112 agli attuali 113. Nel corso del secondo trimestre 2022, con decorrenza 1° aprile 2022, è stato acquisito il servizio di idrico potabile e fognatura del Comune di Marano Equo completando così l'acquisizione del SII del Comune e portando a 81 quelli interamente acquisiti.

Nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato adottato con delibera 13- 22 lo schema regolatorio relativo all'aggiornamento della predisposizione tariffaria 2022–2023, elaborato sulla base delle deliberazioni ARERA 639/2021/R/idr e 229/2022/R/idr. Nelle more della approvazione da parte dell'Autorità, ai sensi del comma 7.2 della delibera ARERA 580/2019/R/idr si è applicata la tariffa 2020-2023 come approvata dall'Autorità con delibera 197/2021/R/idr.

La proposta tariffaria adottata dalla Conferenza dei Sindaci, risultato di un lavoro di elaborazione congiunto tra Acea Ato2 e la Segreteria Tecnico Operativa (STO) della Conferenza dei Sindaci, è stata approvata nel gennaio 2023 dall'Autorità con delibera 11/2022/R/ idr "Approvazione dell'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato per gli anni 2022 e 2023"; di seguito i contenuti principali:

  • è confermata la collocazione nello Schema V della matrice di schemi regolatori di cui all'art. 5 dell'Allegato A alla deliberazione 580/2019/R/idr (investimenti elevati rispetto al valore delle infrastrutture esistenti e VRG pro capite medio superiore al valore medio nazionale determinato dall'ARERA), già approvata con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
  • programma degli Interventi per il biennio 2022-2023 di oltre € 805 milioni, pari a circa a € 110 annui pro capite, peraltro incrementato di quasi € 90 milioni rispetto a quanto approvato per il quadriennio 2020-2023; per il successivo periodo 2024-2032 sono inoltre previsti ulteriori € 4.200 milioni (€ 890 milioni in più di quanto approvato per il quadriennio 2020-2023);
  • sono confermati i moltiplicatori tariffari theta (da applicare alla tariffa in vigore al 31 dicembre 2019) pari a 1,139 per l'anno 2022 e 1,202 per l'anno 2023, in continuità con quanto già approvato con deliberazione ARERA 197/2021/R/idr;
  • conferma del valore del parametro "psi" pari a 0,45 (il valore massimo previsto dalla delibera 580/209/R/idr è 0,8) ai fini della determinazione della componente per il finanziamento anticipato di nuovi investimenti (FNInew);
  • utilizzo dell'ammontare non speso per il bonus idrico integrativo a tutto il 2021, ovvero circa € 6 milioni, per ridurre i conguagli tariffari dovuti per il 2020 e 2021.

Nella seduta del 30 novembre 2022 della Conferenza dei Sindaci è stato inoltre deliberato il Regolamento attuativo relativo al bonus idrico integrativo 2023 (delibera 11-22). In continuità con le annualità precedenti, l'importo del bonus viene calcolato come la spesa (basata sulle tariffe in vigore nell'anno di riferimento) corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a:

  • 40 m3 annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette e indirette con ISEE fino a € 8.265;
  • 20 m3 annui per ogni componente del nucleo familiare, per le utenze dirette e indirette con:
      1. indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;
      1. indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;
      1. indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.

Altri eventi da evidenziare in relazione alle deliberazioni della Conferenza dei Sindaci sono l'aggiornamento della Carta dei Servizi (delibera 10-22 del 29 settembre 2022) e il Regolamento di utenza (delibera 12-22 del 30 novembre 2022), adeguate alla regolazione vigente.

Tra gli altri fatti di rilievo occorsi nell'anno 2022, va inoltre riportato, a valle delle disposizioni espresse dalla già citata Legge 152/2021 e dei conseguenti atti regionali, il notevole impulso, come sopra riportato, nel trasferimento al gestore unico del Servizio Idrico Integrato per i Comuni che, al primo semestre 2022, risultavano ancora esercire il servizio in assenza di titolo giuridico conforme alla disciplina pro tempore vigente.

Con la determina 1/2022 – DSID, viene ribadita la scadenza del 30 aprile 2022 per la trasmissione all'Autorità da parte degli EGA delle predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, ed è altresì definita la connessa modulistica (ovvero il file di raccolta dati tecnici e tariffari – RDT2022 – che comprende anche programma degli interventi, piano delle opere strategiche e piano economico-finanziario, e gli schemi-tipo delle relazioni di accompagnamento relative rispettivamente alla predisposizione tariffaria e agli obiettivi di qualità per il biennio 2022-2023, con aggiornamento del programma degli interventi/piano delle opere strategiche).

In esito al procedimento avviato con la delibera 139/2022/R/idr del 30 marzo 2022 e proseguito con la consultazione 184/2022/R/idr del 26 aprile 2022, vengono introdotte le relative misure urgenti, finalizzate a garantire certezza al sistema e ai diversi soggetti interessati.

Nello specifico, e ferme restando le previsioni per l'aggiornamento tariffario 2022-2023 di cui alla delibera 639/2021/R/idr, viene disposta per l'anno 2022 la possibilità di formulare motivata istanza per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria volta a far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. L'istanza, formulata dall'EGA entro la scadenza del 30 giugno 2022 su richiesta del pertinente gestore a fronte di comprovate criticità finanziarie, è subordinata a una serie di condizionalità, tra le quali l'aver fatto ricorso alla facoltà di valorizzare, per l'annualità 2022, la componente aggiuntiva di natura previsionale cui al comma 20.3 del MTI-3 e l'assunzione dell'impegno a richiedere ai propri fornitori la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, secondo le previsioni del DL 21/2022. Il valore dell'anticipazione non può superare il 35% della componente di costo riconosciuta per l'energia elettrica quantificato ai fini dell'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il 2022. La CSEA, dopo verifica della sussistenza delle condizioni e della correttezza della documentazione trasmessa, provvederà a erogare, entro il 31 luglio 2022, gli importi, che il gestore beneficiario dovrà restituire entro il 31 dicembre 2024. Inoltre, in caso di costo effettivo per l'acquisto di energia elettrica riferito al 2021 superiore a quello riconosciuto in applicazione delle regole di cui all'articolo 20 e al comma 27.1 del MTI-3, viene data facoltà all'E-GA, su richiesta del gestore e ai fini del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario della gestione, di presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi nell'ambito della componente a conguaglio relativa a variazioni sistemiche ed eventi eccezionali (c. 27.1, lett. f., MTI-3) riferita all'anno 2023; l'istanza dovrà essere corredata da un piano di azioni per il contenimento del costo dell'energia. Con successiva delibera 495/2022/R/idr del 13 ottobre 2022 è stata disposta una seconda finestra temporale (periodo 1° novembre-30 novembre 2022) per la presentazione delle istanze alla CSEA. Con cadenza annuale, a partire dal 2023 l'Autorità provvederà alla pubblicazione del costo medio di settore della fornitura elettrica, sulla base di apposite ricognizioni, al fine di rafforzare il monitoraggio sul sistema.

Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da Acea Ato2 al TAR Lombardia avverso la delibera n. 643/2013/R/idr (MTI) e la delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) delibera 580/2019/R/idr.

Relativamente alla delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n. 2 e n. 3 del 2014.

Con sentenza n. 892 del 20 aprile 2022 il TAR Lombardia ha confermato gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/idr relativamente:

  • alle c.d. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
  • alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essen-

do possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";

agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.

Sono stati discussi in data 11 ottobre 2022 gli appelli relativi alla delibera 643/13, eccezion fatta per quello di Acea Ato2 per indisponibilità della relatrice cui era stato assegnato.

Relativamente ad Acea Ato2 con sentenza 736 del 23 febbraio 2023 il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di ARERA per la riforma della sentenza del TAR Lombardia Sez. Seconda, n. 892/2022 che aveva parzialmente annullato gli atti di approvazione del Metodo tariffario idrico (MTI) per gli anni 2014 e 2015, dando ragione al regolatore sul mancato riconoscimento degli oneri finanziari sui conguagli. Il giudice di secondo grado ha condiviso le argomentazioni di ARERA, in continuità con analoghe pronunce già pubblicate su appello dell'Autorità contro, tra gli altri, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque, GORI e Publiacqua, valutando ragionevole la scelta del regolatore di basare i conguagli su "dati effettivi e certificati relativi ai volumi di vendita", mentre "la rischiosità dell'attività di gestione del SII è già considerata dal valore tariffario "beta", che è stato valutato ragionevole da un organismo verificatore in funzione del perseguimento del principio del "full cost recovery". Inoltre, la sentenza dispone che "riconoscere gli oneri finanziari anche sui conguagli (costi operativi) significherebbe, sotto il profilo della redditività, attribuire a detta componente sostanzialmente lo stesso trattamento degli investimenti (costi di capitale), che perseguono la diversa finalità del miglioramento della qualità del servizio pubblico". In ultimo il Consiglio di Stato concorda con ARERA sul fatto che i conguagli siano già adeguati esclusivamente con l'inflazione come già avviene negli altri settori regolati.

Il Consiglio di Stato ha inoltre respinto la tesi dell'appellante relativamente alla illegittimità della previsione di un cap al moltiplicatore theta con riferimento alla componente relativa ai conguagli in quanto la regolazione già prevede il superamento dello stesso solo a determinate condizioni e su motivata istanza dell'Ente di Governo. Per quanto riguarda la delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 Acea Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la delibera ARERA 918/2017/R/idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato) e avverso l'Allegato A della delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.

Nel mese di febbraio 2020, Acea Ato2 ha proceduto a impugnare anche la delibera 580/2019/R/idr che ha approvato il Metodo Tariffario del Servizio Idrico Integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate e/o partecipate del Gruppo Acea che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società Acea Ato5, Acea Molise Srl e Gesesa (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2. È stata inoltre oggetto di ricorso anche la delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel Servizio Idrico Integrato, alla luce dell'emergenza da Covid-19). Si è in attesa della fissazione dell'udienza.

Nel mese di febbraio 2022 Acea Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo Acea quali Acea Ato5, Acea Molise Srl, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, GORI, Gesesa, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace a intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.

La quantificazione dei ricavi rivenienti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato è conseguenza dell'applicazione del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARE-RA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019. In particolare, i suddetti ricavi sono coerenti con l'aggiornamento biennale della predisposizione tariffaria 2020-2023 approvata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 in data 30 novembre 2022 e successivamente dall'ARERA in data 17 gennaio 2023.

I ricavi del periodo ammontano a € 692,1 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FoNI pari a € 70,0 milioni (€ 52,0 milioni per la componente FNI e € 18,0 milioni per l'Amm. FoNI).

Lazio - Acea Ato5 SpA (ATO5 - Lazio Meridionale - Frosinone)

Svolge il Servizio Idrico Integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la Provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, Acea Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del Servizio Idrico Integrato sul territorio dell'ATO5 – Lazio Meridionale – Frosinone interessa un totale di 86 Comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca d'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 200.091.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, attualmente la gestione del SII è ancora svolta dalla Società Amea partecipata dal Comune di Paliano. Relativamente a tale gestione nel mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato si è definitivamente pronunciato in merito all'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 – che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio. Il Consiglio di Stato pertanto, con sentenza n. 6635/2018, ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina, ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO5 e Acea Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da Amea andava considerata sine titulo".

Avendo Acea Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO5 Lazio Meridionale - Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad Acea Ato5 della gestione del SII nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti – con verbali del 26 novembre 2018 e 29 novembre 2018 – hanno provveduto a eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII, successivamente aggiornati nel 2020 e nel 2021 anche individuando i necessari interventi di adeguamento delle opere afferenti il servizio di depurazione e fognatura.

Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri, unitamente alla STO dell'ATO5, al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad Acea Ato5. Il mancato invio di tutte le informazioni necessarie e la diatriba relativa alle modalità di trasferimento delle infrastrutture e della gestione del SII sono state oggetto di circostanziate note trasmesse tra le parti e di informative verso la STO e la Regione Lazio alla quale è stato chiesto da quest'ultima l'avvio delle procedure commissariali per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del DLgs 152/2006 e smi.

Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad Acea Ato5 ormai a far data dal 19 aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2-bis DLgs 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "servizio pubblico locale privo di rilevanza economica".

Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio – Sezione di Latina – notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene Acea Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.

In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (DLgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del Servizio Idrico Integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del DLgs 152/2006.

Con riferimento alle Tariffe, in data 10 marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n. 5 – Lazio Meridionale (di seguito "AATO5") con delibera n. 1/2021 ha approvato la Predisposizione Tariffaria per il periodo regolatorio 2020- 2023.

Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario.

Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, a oggi non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 marzo 2021.

A seguito dello scenario tariffario approvato con la suddetta deliberazione, la Società ha posto in essere due distinte azioni:

  • impugnativa di detta delibera innanzi al TAR Latina (RG. 308/2021 sez. 1);
  • presentazione Istanza di Riequilibrio Economico-Finanziario (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr).

Con riferimento alla prima iniziativa il TAR ha rigettato il ricorso eccependo il difetto di competenza. La Società ha provveduto a impugnare la sentenza innanzi al Consiglio di Stato, udienza fissata al 10 marzo 2022 a esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare, riservandosi per il prosieguo. La Società ha formulato istanza di prelievo ed è ancora in attesa della fissazione della data dell'udienza di merito. Invece, con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnico Operativa dell'AATO5 competente per la trasmissione all'ARE-RA, nel corso del 2021, ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate.

Tuttavia, l'AATO5 non ha provveduto ad approvare l'istanza di riequilibrio trasmessa dalla Società entro i termini previsti dalla regolazione.

Con la delibera n. 639/2021/R/idr del 30 dicembre 2021, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.

A seguito della pubblicazione della suddetta delibera, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione dell'aggiornamento tariffario 2022-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il biennio 2022-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (30 aprile 2022). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 novembre 2022, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 6 comma 6.3 della deliberazione 580/2019/R/idr.

In data 22 dicembre 2022, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5 formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il periodo regolatorio 2020-2023, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni.

La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario per il periodo regolatorio 2022-2023 l'11 gennaio 2023 con delibera n. 1/2023.

Rispetto alla proposta della Società inviata ad ARERA in data 30 novembre 2022 a seguito dell'inerzia dell'EGA, si riscontra:

  • un mancato riconoscimento della componente a copertura del costo per la morosità (COmor) per € 7,5 milioni;
  • una riduzione sia della componente FoNI per € 4,3 milioni che della componente OpMis per circa € 1,6 milioni.

Si precisa che per l'aggiornamento biennale 2022-2023 non è stato – al momento – proposto ricorso al TAR Lazio stante l'orientamento ormai consolidato dei giudici amministrativi circa la natura endoprocedimentale delle deliberazioni dell'EGATO in materia di tariffa e del pendente ricorso al Consiglio di Stato.

Sia per il Piano Economico-Finanziario approvato con delibera n. 1/2021 che per quello approvato con delibera n. 1/2023 è opportuno reiterare alcune considerazioni.

Nello specifico, i suddetti Piani Economico-Finanziari:

  • non prevedono tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa € 50 milioni (dei complessivi € 124 milioni al 31 dicembre 2022 che ammontavano a € 101 milioni al 31 dicembre 2021);
  • prevedono la fatturazione di circa € 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2023 (recuperato un anno rispetto al PEF 2020-2023 che ne prevedeva la fatturazione dal 2024) comunque non fatturabili in una unica soluzione, ma diluiti nel tempo;
  • non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari a € 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo ed € 4,5 milioni per le annualità 2022-2023;
  • prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.

A corredo delle attività poste in essere e nell'ottica di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria, il Gestore, in data 14 febbraio 2022 con nota prot. 47536/2022, ha presentato all'EGATO5 la richiesta di valorizzazione della componente aggiuntiva di natura previsionale (Op EE exp,a) da inserire nell'ambito della componente di costo per l'energia elettrica (COEE a) ai sensi dell'art. 4, comma 4.3, della deliberazione ARERA 639/2021/R/idr, al fine di anticipare almeno in parte gli effetti del trend di crescita del costo dell'energia elettrica.

Tale situazione di rinvio della copertura finanziaria risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e dell'aggiornamento biennale 2018-2019, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 20162019, 2020-2023 e 2022-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023 e 2022-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.

Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023 e 2022-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.

Preso atto della situazione di incertezza che interessa la Società sotto il profilo regolatorio, in data 16 giugno 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di Acea Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza.

L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea SpA è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.

Inoltre, gli amministratori di Acea Ato5 hanno continuato ad adottare azioni tese a migliorare la posizione finanziaria della Società stessa, tra le quali si segnala:

  • il riscadenzamento dei debiti pregressi mediante sottoscrizione di piani di rientro con controparti sia terze che infragruppo che prevedono pagamenti su orizzonti temporali superiori ai 12 mesi;
  • l'ulteriore efficientamento nella gestione del credito con l'obiettivo di ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, migliorare le percentuali d'incasso;
  • la continuazione delle attività di contenimento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico-Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5;
  • la prosecuzione del ricorso avverso la delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020- 2023;
  • il proseguimento delle interlocuzioni con l'Ente d'Ambito finalizzate alla definizione delle partite reciproche, mediante riconferma della validità della proposta conciliativa adottata dal Tavolo di Conciliazione instaurato con l'Ente d'Ambito e dei suoi specifici contenuti, nonché la definizione con la STO di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario;
  • la riproposizione di una nuova istanza di riequilibrio economico-finanziario come previsto dalla regolazione (secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con deliberazione 656/2015/idr), recante l'illustrazione delle cause

e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria – la riformulazione dell'istanza è attualmente in corso.

La Società, con le azioni intraprese, è riuscita a gestire la situazione finanziaria evidenziata già nel bilancio 2021 mitigando parzialmente la situazione di squilibrio finanziario.

Tuttavia in conseguenza della approvazione dell'aggiornamento biennale 2022-2023, gli Amministratori di Acea Ato5 hanno confermato la presa d'atto del permanere di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della società stessa, quali, in particolare, l'esito favorevole del Tavolo Tecnico con l'Ente d'Ambito finalizzato alla definizione delle partite reciproche e il positivo accoglimento dell'istanza di riequilibrio economico-finanziario, attualmente in corso di riproposizione da parte della società.

Gli Amministratori hanno comunque continuato ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio, ritenendo che le azioni a presidio della continuità, come ulteriormente rafforzate dalle deliberazioni di Acea SpA, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria sopra descritti, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.

I ricavi del Servizio Idrico Integrato sono determinati sulla base del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 e con la deliberazione n. 1/2023 della Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 e ammontano a € 78,9 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la componente FoNI pari a € 4,6 milioni.

Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che, sulla base del ricalcolo operato per effetto della rettifica del credito per fatture da emettere verso utenti come conseguenza dell'attività ispettiva svolta dall'ARERA per gli anni 2012-2018 e del successivo aggiornamento tariffario del 1° agosto 2018 da parte dell'EGA, ammontano a € 99,7 milioni.

Con riferimento ai rapporti con l'AATO5, la Società ha cercato di giungere a una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.

In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto a una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.

Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.

In tale direzione, in data 11 settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n. 1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.

Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.

Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 giorni entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, e ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019.

All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio a elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.

In data 27 novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni e interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti.

Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:

  • giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone RG 1598/2012, relativo ai canoni concessori 2006-2011 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento del debito a carico del Gestore per l'ammontare richiesto pari a € 1.750.000; si precisa che tale importo è da intendere come un riconoscimento aggiuntivo rispetto a quello indicato nella proposta di transazione avanzata nell'ambito del sopra richiamato giudizio pendente – si veda quanto descritto nel precedente paragrafo "Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori";
  • quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012- 2018 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi € 12.798.930,00 – il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
  • riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€

10.700.00,00) – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;

  • risarcimento dei danni subiti da Acea Ato5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano – il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica del danno subìto e in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
  • risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 – Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
  • riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio dell'ATO5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conciliazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;
  • riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di Acea Ato5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
  • richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti il canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa € 10.167.000; il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000;
  • attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 – il collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
  • mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 – il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.

La "Proposta di Conciliazione" e la bozza di "Atto di Conciliazione" sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 dicembre 2019. In data 4 febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO 5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 e Acea Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari a € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.

Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AA-TO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. In sede di predisposizione del bilancio 2019, considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.

Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2018, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2018, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente e astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, – come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.

La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione e individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.

Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di Acea Ato5, nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa – una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2022 della Società.

A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.

La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e – da ultimo – il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.

Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, ha convocato un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. In data 9 maggio 2022 si è tenuto l'incontro fra le parti a esito del quale si è convenuto sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso.

Il tavolo tecnico ha provveduto ad aggiornare le informazioni inerenti le economie sui mutui già individuate nell'ambito dei lavori del Tavolo di Conciliazione attualizzando anche i canoni dovuti dal Gestore e riconciliando le fatture emesse e già saldate de quest'ultimo. Successivamente con nota del dicembre 2022, la STO ha chiesto un incontro urgente per affrontare la questione dei canoni concessori non ancora saldati e, più in generale, della posizione del Gestore verso l'Ente. Nel corso di tali incontri, svoltisi nella seconda metà del mese di dicembre 2022, la STO ha rappresentato la criticità costituita dall'esito delle valutazioni del proprio bilancio 2021. In risposta a tale nota, dal suo canto, la Società ha rappresentato con nota del 23 dicembre 2022 il perdurare dello stato di incertezza conseguente la mancata approvazione tariffaria nei tempi previsti da ARERA. Non risultano, allo stato, ulteriori aggiornamenti a riguardo.

Si veda, inoltre, quanto descritto nel paragrafo "Andamento delle Aree di attività – Area industriale – Idrico" della Relazione sulla gestione.

Con riferimento alle ulteriori vicende relative ai contenziosi legali, instaurati e instaurandi, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

Acea Molise

Acea Molise Srl gestisce il Servizio Idrico Integrato nei seguenti contesti multi-regionali e multi-ambito:

  • Regione Molise: gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (ATO unico);
  • Regione Lazio: le attività di competenza sono le seguenti:
    • gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Campagnano di Roma (ATO2 Lazio);
    • conduzione dell'impianto di depurazione del Comune di Valmontone (ATO2 Lazio).

Le attività di gestione idrica svolte nella Regione Lazio sono terminate nel corso del 2022 per scadenza naturale dei relativi contratti, e pertanto sono state attivate le procedure di subentro e passaggio di consegne degli Impianti e reti dei Comuni di Campagnano di Roma e Valmontone al nuovo gestore Acea Ato2 SpA.

Per quanto riguarda la gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli, la concessione è scaduta il 31 dicembre 2021, ma nel corso del 2022 il Servizio è stato nuovamente affidato alla Società a seguito della aggiudicazione della gara di Project Financing indetta dal Comune nel mese di febbraio per "Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, DLgs n. 50/2016)".

Comune di Termoli: la gestione del SII nel Comune di Termoli è stata tecnicamente prorogata sino al 30 giugno 2022, in attesa della conclusione del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, DLgs n. 50/2016)".

Nonostante Acea Molise fosse il soggetto promotore della Finanza di Progetto con diritto di prelazione, dalla presa visione dei titoli abilitativi alla gara, la Società si è resa conto di non possedere la totalità dei requisiti di qualificazione richiesti. Si è pertanto valutata l'opportunità di partecipare comunque alla gara e di presentare un'offerta migliorativa (perdendo il diritto di prelazione) con l'avvalimento di TWS (gruppo Acea) e operatori terzi di gradimento Acea. Oltre all'ampliamento dei requisiti, questa soluzione consentirebbe di realizzare importanti sinergie di gruppo.

In data 29 marzo 2022, il CdA della controllante Acea SpA (socio unico di Acea Molise) ha espresso parere favorevole alla richiesta della Società di partecipare alla gara indetta dal Comune di Termoli (con l'avvalimento di TWS e operatori terzi), e contemporaneamente ha deliberato il relativo sostegno finanziario, sino a un importo massimo di € 5 milioni.

A seguire, in data 30 marzo 2022, anche il CdA di Acea Molise, preso atto della delibera del socio Acea SpA, ha espresso parere favorevole alla partecipazione alla gara con l'istituto dell'avvalimento. In data 31 marzo 2022 Acea Molise, in collaborazione con l'unità Gare di Gruppo, ha presentato, tramite piattaforma messa a disposizione dalla stazione appaltante Comune di Termoli, un'offerta migliorativa, lato investimenti, rispetto ai documenti di gara.

La Centrale Unica di Committenza riunitasi in data 19 maggio 2022, con nota prot. 32122, comunicava la chiusura dei lavori da parte della commissione di gara con proposta di aggiudicazione della Finanza di Progetto in favore di Acea Molise. Con Determina Dirigenziale n. 1089 del 20 maggio 2022 l'appalto in oggetto è stato definitivamente aggiudicato ad Acea Molise.

L'aggiudicazione della gara del Project Financing indetta dal Comune di Termoli consente quindi alla Società di proseguire a buon titolo nella gestione del Servizio Idrico Integrato in detto Comune, in attesa delle decisioni regionali in merito al Gestore Unico di Ambito.

Allo stato attuale si ha evidenza dell'approvazione nel mese di gennaio 2022 del Piano di Ambito Regionale, definito dall'EGAM in collaborazione con la Sogesid (società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), aggiornato nel mese di giugno 2022. Sempre nel mese di giugno 2022, i rappresentanti dei Comuni Molisani e dell'Azienda Speciale Molise Acque, hanno costituito una società consortile a responsabilità limitata denominata Gestione Risorse Idriche Molisane Scarl (di seguito "GRIM") a totale capitale pubblico e a seguire (in data 29 giugno 2022) l'E-GAM ha affidato a GRIM la gestione del Servizio Idrico Integrato dell'ATO unico del Molise.

L'EGAM, infine in data 26 luglio 2022 ha trasmesso all'ARERA lo schema regolatorio di convergenza per la predisposizione tariffaria 2022-2023 della società GRIM, e contestualmente nel programma di impegni ha previsto che "entro l'anno 2022 entreranno nella gestione unica quasi tutti i comuni (134 su 135) delle province di Campobasso ed Isernia, ad eccezione del comune di Termoli, la cui gestione, attualmente svolta da Acea Molise Srl, entrerà nella gestione unica alla fine del 2023" (deliberazione ARERA del 6 settembre 2022

416/2022/R/idr).

Nonostante la costituzione del Gestore Unico dell'Ambito Molisano GRIM, in data 3 agosto 2022, Acea Molise ha sottoscritto la Convenzione con il Comune di Termoli che legittima la prosecuzione a pieno titolo della Società nella gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Termoli per ulteriori 15 anni di attività fino al 2037, fermo restando l'ipotesi di una rescissione anticipata (art. 6.2 della Convenzione) qualora il Gestore Unico dell'ambito molisano individuato dall'EGAM faccia richiesta esplicita ad Acea Molise di subentro nel servizio.

A oggi GRIM non ha presentato alcuna formale richiesta ad Acea Molise di subentro nella gestione del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli, e fino alla eventuale decadenza dalla Convenzione ex art. 6.2, Acea Molise è tenuta al pieno e integrale rispetto degli obblighi della Convenzione sottoscritta in data 3 agosto 2022. Si è in attesa, comunque, di sviluppi riguardo le decisioni della Regione Molise e dell'EGAM circa le modalità operative di gestione del Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Molisano: tramite una gestione totalitaria in house o con l'ausilio (auspicato) di un partenariato privato.

Comune di Campagnano di Roma: la gestione in concessione del servizio di distribuzione dell'acqua potabile del Comune di Campagnano, affidata nel 1991 e ampliata nel 2000 all'intero Servizio Idrico Integrato, è scaduta il 31 dicembre 2020 ed è stata prorogata sino al 31 dicembre 2021 in attesa della ratifica del Consiglio Regionale dello spostamento del Comune di Campagnano di Roma dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma.

In data 14 luglio 2021, il Consiglio Regionale della Regione Lazio, con deliberazione n. 10, ha ratificato il passaggio del Comune di Campagnano di Roma, dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma, ambito il cui Gestore unico è la società Acea Ato2. Nel corso del secondo semestre del 2021 si sono susseguiti una serie di incontri con il Comune e con il Gestore dell'Ambito Acea Ato2 per definire il passaggio di consegne del Servizio Idrico Integrato.

Nonostante l'impegno delle parti coinvolte nel passaggio di gestione, in data 14 dicembre 2021, con lettera prot. 37728, il Sindaco del Comune di Campagnano di Roma, in ragione della complessità dell'iter procedurale, sia amministrativo che tecnico, per l'adesione all'ATO2, ha chiesto ad Acea Molise la disponibilità a proseguire la gestione del Servizio Idrico Integrato del Comune medesimo, per un ulteriore anno, e quindi sino al 31 dicembre 2022, quale termine ragionevolmente stimato per la conclusione del passaggio di gestione ad Acea Ato2. Contestualmente ha chiesto, sempre ad Acea Molise, la disponibilità, a partire dal 1° gennaio 2022, di gestire anche l'impianto di trattamento arsenico comunale (Potabilizzatore) dietro adeguamento tariffario.

In data 20 dicembre 2021, con lettera prot. 24984, Acea Molise si è dichiarata disponibile sia a proseguire il Servizio Idrico Integrato comunale per un ulteriore anno, sia ad ampliare il perimetro gestito con la presa in carica del Potabilizzatore.

Nei primi mesi del 2022 sono state immediatamente programmate una serie di riunioni di coordinamento tra il Comune di Campagnano (Ente Concedente), Acea Molise (Gestore uscente), Acea Ato2 (Gestore subentrante), e AATO2 (Ente di Ambito di riferimento). Dal cronoprogramma delle attività da eseguire si è concordato tra le Parti, come data di passaggio di gestione, il 30 settembre 2022. Parallelamente alle attività tecniche di riconsegna della rete e degli impianti e alle attività amministrative inerenti il passaggio delle utenze commerciali, sono state predisposte tutte quelle attività propedeutiche per la determinazione del Valore Residuo che il Gestore subentrante (Acea Ato2) deve corrispondere al Gestore uscente (Acea Molise) ex normativa regolatoria.

La STO (Segreteria Tecnica Operativa) dell'AATO2 in conferenza dei Sindaci, con delibera 9/2022 del 29 settembre del 2022, ha riconosciuto ad Acea Molise, quale Valore Residuo del gestore uscente, unicamente il valore corrispondente della RAB residua (investimenti non ancora riconosciuti in tariffa), rinviando valutazioni sui conguagli regolatori a eventuali modifiche/integrazioni apportate da ARERA.

In data 30 settembre 2022 si è concretizzato il passaggio di gestione del Comune di Campagnano di Roma da Acea Molise ad Acea Ato2 e la Società, per non perdere il diritto al riconoscimento dei conguagli regolator,i ha invitato le parti interessate (AATO1 Lazio Nord-Viterbo e Comune di Campagnano) ad avviare in tempi brevi l'istruttoria necessaria all'approvazione dell'aggiornamento tariffario per le annualità 2022-2023 e dei provvedimenti di competenza correlati al fine della loro tempestiva trasmissione alla STO AATO2 Roma e ad ARERA e definizione del Valore Residuo, inclusivo dei Conguagli, di Acea Molise in qualità di gestore uscente.

Comune di Valmontone: il Contratto di gestione del Depuratore Kennedy di Valmontone è scaduto naturalmente a fine aprile 2022, ma le parti si sono accordate per una proroga di tre mesi, al fine di consentire alla Società di completare le ultime attività di competenza in materia di smaltimento rifiuti. In data 29 aprile 2022 è stato sottoscritto tra Acea Molise e il Comune di Valmontone uno specifico Disciplinare Tecnico per regolamentare i reciproci rapporti tecnico/economici nel corso dei tre mesi di proroga. Ultimate le operazioni di manutenzione concordate, la gestione del Depuratore Kennedy è stata riconsegnata al Comune di Valmontone (RM) in data 31 luglio 2022 con contestuale conclusione definitiva degli obblighi contrattuali.

Campania - GORI SpA (Sarnese Vesuviano)

GORI, sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, è affidataria per un periodo di 30 anni del Servizio Idrico Integrato afferente 76 Comuni fra le province di Napoli e Salerno. A fronte dell'affidamento del servizio, GORI corrisponde un canone di concessione all'ente concedente (Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano) in base alla data di effettiva acquisizione della gestione. Il perimetro di gestione è rimasto invariato rispetto al precedente esercizio avendo ormai concluso il processo di acquisizione delle gestioni; infatti, i comuni gestiti sono 76 e cioè tutti quelli ricadenti nell'ATO3 della Regione Campania.

Schema Regolatorio 2020-2023

In data 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ("EIC") ha definitivamente approvato con la deliberazione n. 36/2022, l'aggiornamento biennale dello schema regolatorio per il biennio 2022-2023 per il gestore GORI, secondo i criteri definiti dall'Autorità con delibera 580/2019/R/idr, come integrata dalla 639/2021/R/idr e dalla 229/2022/R/idr; in data 5 ottobre 2022, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA l'aggiornamento dello schema regolatorio tramite la procedura informatica. L'aggiornamento dello schema regolatorio approvato dall'EIC per il biennio 2022-2023, ha previsto un incremento del theta pari a "2.4" per l'annualità 2022 e un theta pari a "1" per il 2023, confermando quindi per entrambe le annualità i valori degli incrementi tariffari deliberati con la precedente delibera del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico n. 35/2021 con la quale era stato approvato lo schema regolatorio per il quadriennio 2020-2023 ex delibera 580/2019/R/idr di ARERA; tale aggiornamento tariffario ha recepito anche i provvedimenti assunti contestualmente dall'Ente Idrico Campano in relazione alle "Partite pregresse" (riesaminate e rideterminate ai sensi della deliberazione del comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 35 del 10 agosto 2022) e all'"aggiornamento tariffario" sottoposto a procedura di riesame da parte dell'A-RERA ai sensi della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 (specificamente, si fa riferimento alla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano n. 34 del 10 agosto 2022), come di seguito meglio rappresentato, nonché ha tenuto conto delle previsioni degli atti aggiuntivi all'Accordo Operativo (i.e. "atto aggiuntivo n. 1" e "atto aggiuntivo n. 2"). In particolare, in relazione alla citata deliberazione del Comitato Esecutivo n. 34 del 10 agosto 2022 avente ad oggetto "Sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021. Deliberazione ARERA 247/2022/R/Idr. Determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI SpA, per gli anni 2012 e 2013. Deliberazione Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano n. 6 del 2 agosto 2022", si fa presente che, per effetto della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, era previsto che l'ARERA avesse provveduto a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima Autorità con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015". Conseguentemente, con la deliberazione n. 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 (e successive altre deliberazioni in merito al termine di ultimazione e alle modalità) ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria e con successive altre deliberazioni ha prorogato il termine di ultimazione e dato istruzioni sulle modalità di attuazione delle attività richieste all'EIC e agli altri soggetti interessati. Pertanto, come anticipato, con la su citata deliberazione n. 34 del 10 agosto 2022, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano ha accertato la ricorrenza delle condizioni (vigenza e attuazione del Piano d'ambito) per la conferma di quanto approvato dall'allora operativo Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano con la deliberazione n. 17/2013 di approvazione, relativamente a ciascuna delle annualità 2012 e 2013 della GORI, dei moltiplicatori tariffari (theta) nella misura del 6,5% e del Vincolo ai Ricavi del Gestore (VRG) per gli anni 2012 e 2013. Conseguentemente ARERA, con deliberazione 457/2022/R/idr "Conclusione del procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 in materia di regolazione tariffaria del Servizio Idrico Integrato", ha definito il procedimento avviato con la delibera 373/2021/R/idr sulla base delle nuove informazioni, dei dati e degli atti prodotti dall'Ente Idrico Campano e confermato la decisione tariffaria assunta con deliberazione 104/2016/R/idr e, quindi, confermando i valori del moltiplicatore theta e la quantificazione dei conguagli.

Inoltre, il Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico, con la deliberazione n. 35 del 10 agosto 2022, ha approvato definitivamente le partite pregresse ante 2012 nella misura di complessivi € 115.000.000; più specificamente, è stata confermata la correttezza del calcolo delle Partite Pregresse ante 2012 approvate dall'allora Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano nella misura di € 122.495.027, poi ridotte a € 115.000.000 per effetto "… dei benefìci economico-finanziari che potranno derivare dall'Atto Aggiuntivo n. 2 nonché degli ulteriori eventuali benefìci economici derivanti dai possibili efficientamenti della gestione del SII nel restante periodo con scadenza al 2032". A tale proposito, si rappresenta infatti che, come sopra anticipato, con l'"Atto Aggiuntivo n. 2" e, ancora prima, con l'"Atto Aggiuntivo n. 1", la Regione Campania e la GORI hanno parzialmente modificato il piano di rientro del debito di GORI verso In tal modo si voluto preservare il conseguimento degli obiettivi stabiliti dall'Accordo Operativo e, cioè, che: i) siano realizzati gli investimenti necessari programmati, ii) sia garantito l'equilibrio economico-finanziario del gestore del Servizio Idrico Integrato, iii) sia assicurata e mantenuta la bancabilità del progetto.

I ricavi al 31 dicembre 2022, che ammontano complessivamente a € 254,0 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 36/2022, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, successivamente integrata dalla delibera ARERA 639/2021, con la quale l'Autorità ha definito i criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.

La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARE-RA 580/2019/R/idr smi, hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio; tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII, ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.

Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 31 dicembre 2022, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial di competenza dell'anno 2022 è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico, mentre è stata considerata, nel computo del Vincolo, la componente Opsocial relativa alle annualità 2020 e 2021 (non iscritte nei bilanci di competenza), così come deliberato dal Consiglio di Distretto dell'Ente idrico Campano con delibera n. 2 del 5 maggio 2022, con la quale ha approvato i criteri per l'assegnazione del bonus idrico integrativo per il biennio 2020-2021.

Sono state altresì considerate le componenti puramente regolatorie COfanghi e COEE.

Le componenti OpexQC e OpexQT sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.

È stata inoltre valorizzata la componente relativa al Fattore correttivo dei conguagli di cui al comma 27-bis.2 MTI-3 con applicazione del tasso di rendimento delle immobilizzazioni Kd ai conguagli riconosciuti per le annualità 2012 e 2013.

Gli OPnew portati in computo sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il principio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 31 dicembre 2022, come desumibili dalle fonti contabili.

Al 31 dicembre 2022 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto a ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a luglio 2019, i trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 e all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, e infine il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021.

I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr e smi dove sono state introdotte misure volte a incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARERA 580/2019/R/idr, mentre il calcolo del costo operativo stimato, effettuato secondo il modello statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, GORI si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria. Gli Opexend così definiti, adeguati del coefficiente inflativo previsto dall'Autorità nell'ambito dell'aggiornamento biennale regolatorio 2022-2023, sono pari a € 74,8 milioni.

Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr e smi il quale prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).

Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 31 dicembre 2022, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 che determina lo schema regolatorio 2020- 2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,20452 €/m3 , con l'applicazione, per l'anno 2022, di un "theta" pari a 1,060 (incremento pari al 6%).

Il costo di competenza al 31 dicembre 2022 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 6,9 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza.

Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 31 dicembre 2022 secondo il principio del full cost recovery, risultano pari a circa € 7,4 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/m3 , (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e GORI), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali. Inoltre, sempre in riferimento al servizio di collettamento e depurazione, sono state operate delle rettifiche in relazione a decrementi di costo relative agli anni precedenti per un valore complessivo pari a € -2 milioni.

Infine, va evidenziato che il Governo, con una serie di Decreti Legge, da ultimo il DL 144/2022, così detto "Decreto Aiuti ter", ha introdotto una serie di misure a sostegno delle imprese per far fronte alla crisi energetica legata agli incrementi di costo.

Tra le misure introdotte dalle azioni del Governo, è prevista l'istituzione di un credito di imposta a favore delle imprese per l'acquisto dell'energia elettrica che, nel caso delle imprese non energivore (fattispecie nella quale rimarrano i Gestori del Servizio Idrico Integrato) è pari al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, qualora il prezzo della stessa nel terzo trimestre 2022 sia stato superiore di oltre il 30 % rispetto al terzo trimestre 2019.

La quantificazione del credito di imposta, calcolato su fatture effettivamente sostenute di competenza aprile-novembre, è pari a circa € 9,2 milioni, ed è stata iscritta, al 31 dicembre 2022, nella voce "Altri ricavi" del conto economico.

Nel VRG di competenza al 31 dicembre 2022, al fine di evitare una doppia copertura del costo di energia elettrica, si è tenuto conto della quantificazione del credito d'imposta attraverso una rettifica di ricavo (VRG) di pari importo (-€ 9,2 milioni) allocata nella voce "Eventi eccezionali".

Si rappresenta inoltre che ARERA, in data 13 ottobre 2022, con deliberazione n. 495/2022/R/idr "Riapertura dei termini per l'anticipazione finanziaria volta alla mitigazione degli effetti connessi alla crescita del costo dell'energia elettrica sui gestori del Servizio Idrico Integrato" ha previsto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito – su richiesta del pertinente gestore – possano formulare motivata istanza alla CSEA (entro il 30 novembre 2022) per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. Ricorrendone i presupposti, GORI ha presentato in data 8 novembre 2022 all'Ente Idrico Campano richiesta di formulare istanza alla CSEA per un valore dell'anticipazione finanziaria pari € 11.842.336,80 (ovvero nella misura massima, pari a 0,35 x COEE 2022).

Sulla base della richiesta presentata da GORI, il Comitato Esecutivo dell'Ente idrico Campano, con deliberazione n. 76 del 29 novembre 2022, ha stabilito di presentare istanza a CSEA per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria, introdotte dalla deliberazione ARERA 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica per il Gestore GORI SpA; in data 30 novembre 2022, l'Ente Idrico Campano ha trasmesso alla CSEA l'Istanza di Anticipazione Finanziaria per il gestore GORI SpA, nella misura richiesta dal Gestore e pari a €11.842.336,80. Come previsto dalla delibera n. 495/2022/R/idr, l'anticipazione è stata erogata da CSEA entro il 31 dicembre 2022 e precisamente in data 27 dicembre 2022 e il Gestore dovrà provvedere "alla restituzione alla CSEA delle somme anticipate mediante due rate di pari importo (in relazione alla quota capitale) con scadenza rispettivamente 31 dicembre 2023 e 31 dicembre 2024. Le rate sono maggiorate degli interessi applicati al capitale residuo e calcolati sulla base del tasso di interesse applicato, pari a quello ottenuto dalla CSEA sulle proprie giacenze liquide del proprio Istituto bancario cassiere."

Campania - Gesesa SpA (ATO1 - Calore Irpino)

Gesesa gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della Provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 117.593 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 km2 con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km e un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.470, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2022 di circa 7,7 milioni di metri cubi di acqua.

Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 40% degli utenti. La Legge regionale 2 dicembre 2015, n. 15, in vigore dal 22 dicembre 2015, ha istituito l'EIC, Ente Idrico Campano, al quale "aderiscono obbligatoriamente tutti gli enti locali" presenti sul territorio regionale. I compiti dell'EIC possono riassumersi principalmente: i) nella scelta del modello gestionale, ii) nell'approvazione della proposta tariffaria del Servizio Idrico Integrato, iii) nell'affidamento di tale servizio ai "terzi" soggetti gestori, sulla base delle indicazioni di ciascun consiglio di distretto iv) e nel relativo controllo su tali operazioni. Restano fermi gli eventuali poteri sostitutivi e la vigilanza sulle attività dell'EIC in capo alla Regione Campania.

Per conseguire una maggiore efficienza gestionale e una migliore qualità del servizio all'utenza il territorio dell'ATO regionale era ripartito in cinque Ambiti distrettuali, tra i quali quello "Calore-Irpino" nel quale rientravano tutte le gestioni della Provincia di Benevento. Con la delibera della Giunta Regionale n. 434 del 3 agosto 2022 la Giunta Regionale della Campania ha preso atto della deliberazione n. 26 del 27 luglio 2022 del Comitato Esecutivo dell'Ente Idrico Campano e ha modificato la composizione degli Ambiti Distrettuali dell'ATO Unico regionale suddividendo l'Ambito Distrettuale "Calore Irpino" nei due Ambiti distrettuali distinti "Irpino" e "Sannita".

Il 5 ottobre 2022, con la nomina del Consiglio di Distretto, l'Ambito distrettuale entrava nel pieno delle sue funzioni e nella prima riunione del 25 ottobre 2022 procedeva alla "Scelta della forma di gestione ai sensi dell'art. 14, comma 1 lett. "b) della LR. n. 15/2015" deliberando tra l'altro:

  • che la gestione del SII nell'Ambito Distrettuale Sannita sia affidata a una società a capitale misto pubblico/privato, quale soluzione in grado di contemperare l'interesse dei Comuni con l'esigenza di disporre di capitali privati per la fase di start up del nuovo gestore e per la realizzazione degli interventi programmati, nonché del know-how di un operatore industriale che abbia già maturato una significativa esperienza nel settore del Servizio Idrico Integrato;
  • ai fini di cui al precedente punto di esprimere l'indirizzo che gli uffici dell'EIC procedano all'elaborazione degli atti di pianificazione del SII nell'ambito Distrettuale Sannita tenendo conto della volontà di questo Consiglio che la gestione unica del servizio sia affidata a una società a capitale misto pubblico/privato, con riserva della relativa maggioranza in capo ai Comuni della Provincia di Benevento, riservando al socio privato da selezionare mediante gara a doppio oggetto una quota di capitale sociale pari al max 49%, nel rispetto di quanto prescritto dall'art. 17 del DLgs n. 175/2016, riservando alla parte pubblica la maggioranza assoluta dell'azionariato

L'EIC oggi ha in corso tutte le attività finalizzate alla predisposizione del bando di gara a doppio oggetto per l'individuazione del socio privato:

  • definizione del piano d'ambito del Distretto Sannita;
  • costituzione della società in house tra i Comuni della Provincia di Benevento che deterrà la maggioranza del Capitale Sociale della costituenda Società mista;
  • determinazione del valore di subentro (valore residuo degli investimenti + conguagli tariffari da fatturare) che il socio privato dovrà versare a Gesesa.

L'EIC dopo varie interlocuzioni ha indicato la fine di marzo quale data per il completamento delle attività di cui sopra e come termine per l'espletamento della conseguente gara l'anno 2023. Successivamente, saranno avviate tutte le attività di gara che porteranno all'individuazione del socio privato e alle attività conseguenziali per giungere all'affidamento del SII al nuovo gestore. L'EIC prevede che il tutto si perfezionerà entro l'esercizio 2023.

Riguardo all'approvazione delle proposte tariffarie in itinere si evidenzia che, nonostante le attività messe in campo dalla società, l'Istanza all'ARERA per l'esercizio dei poteri sostitutivi e della conseguente diffida fatta dall'Autorità all'EIC di procedere agli adempimenti di competenza, l'Ente Idrico Campano non ha ancora provveduto all'approvazione delle proposte di aggiornamento biennale 2018-2019 e di aggiornamento del terzo periodo regolatorio 2020-2023. Nel corso dell'esercizio, inoltre, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2020 e 2021 e del Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei theta degli anni 2022-2023, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2020- 2023 di cui alle delibere ARERA 580/2019/R/idr e 639/2021/R/ idr. Tutta la documentazione prodotta è stata validata dall'EIC il 7 novembre 2022 e la proposta tariffaria 2022-2023 è in attesa di approvazione da parte dell'Ente Idrico Campano.

Per effetto di quanto sopra esposto, le poste di bilancio interessate, in particolare i ricavi e i connessi crediti verso la clientela, sono state aggiornate e iscritte nel 2022, sulla base del nuovo Vincolo Ricavi del Gestore ("VRG") previsto per il 2021 nel Tool di calcolo predisposto per l'aggiornamento biennale 2022-2023, in attesa dell'approvazione da parte degli Enti competenti.

In data 28 febbraio 2023 la società ha formalmente richiesto ad ARERA di esercitare i poteri sostitutivi per l'approvazione dell'aggiornamento tariffario 2022-2023 diffidando l'EIC ad approvare lo schema regolatorio inviato.

In relazione al procedimento 231 a carico della società si evidenzia l'andamento del procedimento penale 5548/2016 e del conseguente del sequestro preventivo di n. 12 impianti di depurazione gestiti da Gesesa con la nomina di un Amministratore Giudiziario.

Sulla scia del procedimento soprariportato, è stato poi avviato un procedimento autonomo che riguarda la posizione della società nei cui confronti si procede per l'ipotesi di alcuni reati previsti dal d. lgs. n. 231 del 2001.

In data 15 novembre 2021 è stato emesso dal GIP del Tribunale di Benevento un provvedimento di sequestro preventivo a carico della Gesesa, eseguito in data 29 novembre 2021, in quanto la Procura della Repubblica di Benevento ha contestato a Gesesa, a titolo di responsabilità ex DLgs n. 231 del 2001, tutti i reati naturalmente fra quelli rientranti nel novero dei reati-presupposto di tale decreto legislativo, già contestati alle persone fisiche. Ciò posto, per quanto attiene al merito, sulla base del compendio accusatorio sopra sintetizzato, il GIP ha concesso il sequestro preventivo, richiesto da PM, della somma di € 78.210.529,00, a carico di Gesesa. Attesa l'infondatezza delle censure e l'abnormità della misura applicata, Gesesa, per il tramite dei legali di fiducia, ha provveduto a impugnare il provvedimento di sequestro. In data 22 dicembre 2021 il Tribunale del Riesame di Benevento in accoglimento del ricorso presentato dalla società ha annullato integralmente il sequestro disposto dal GIP. Avverso il provvedimento di dissequestro non è stata proposta impugnativa e pertanto il disposto deciso con l'ordinanza è passato in giudicato.

In data 25 gennaio 2022 è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini a carico della Società e il 17 giugno 2022 è stato notificato alle persone fisiche e alla società, il provvedimento di richiesta di rinvio a giudizio; la data dell'udienza preliminare inizialmente fissata per il giorno 23 gennaio 2023 è stata rinviata al 26 giugno 2023 per l'assenza del giudice titolare.

Tanto premesso, si precisa che la società, ai sensi dell'art. 17 del decreto legislativo 231/2001, ha avviato un'attività di verifica tesa a rilevare eventuali profili di rischio e a identificare azioni di miglioramento che hanno consentito di allineare il sistema di controllo ai requisiti imposti dalla normativa. Siffatte azioni di miglioramento hanno, quindi, dato origine a un piano di azione finalizzato alla revisione e al rafforzamento del sistema di controllo interno.

In particolare, per ciò che concerne gli impianti sottoposti a sequestro preventivo, all'esito di un percorso virtuoso, durato oltre due anni, con un esborso complessivo da parte della Società di € 891.060,34, per l'attuazione degli interventi di riqualificazione richiesti dal suddetto Amministratore Giudiziario, è stata effettivamente portata a termine l'attività di riqualificazione funzionale degli impianti oggetto di sequestro.

All'esito delle predette attività, l'Amministratore Giudiziario, con apposita Relazione depositata presso la competente Procura, dava atto della conclusione con buon esito delle attività di rifunzionalizzazione degli impianti. Alla luce di tale relazione, l'Ufficio della Procura, con provvedimento del 9 settembre 2022, riteneva "cessate le esigenze che hanno dato luogo alla nomina dell'Amministrazione Giudiziaria per il funzionamento dei depuratori", mentre non riteneva ancora integrati i presupposti per il dissequestro degli stessi; con provvedimento del 14 settembre 2022, il GIP decideva di conseguenza, disponendo la cessazione dell'Amministrazione Giudiziaria e confermando la permanenza del sequestro con facoltà d'uso degli impianti di depurazione in capo a Gesesa. Trascorsi ormai più di quattro mesi dal provvedimento appena menzionato senza che si sia registrata alcuna criticità nella gestione dei predetti impianti, Gesesa si è determinata a rivolgere istanza di dissequestro degli impianti di depurazione oggetto di sequestro; l'istanza sarà presentata, al massimo, entro la fine del mese di febbraio.

Relativamente a eventuali rischi circa l'esito finale del procedimento gli Amministratori, anche sulla scorta del parere dei difensori incaricati, secondo i quali, allo stato, non è possibile formulare previsioni circa la durata, l'esito e il rischio potenziale per la Società derivanti dal completamento dell'iter giudiziale, ritengono che, per la fase in cui verte il procedimento, non è possibile effettuare una previsione circa le passività che potrebbero eventualmente derivare per la Società per effetto dell'evoluzione delle ulteriori fasi del citato procedimento.

Infine, con riferimento al procedimento sanzionatorio di cui al DSAI/26/2018/idr, l'Autorità lo scorso 21 giugno ha emesso la delibera 262/2022/S/idr - Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazione della regolazione tariffaria del SII infliggendo una sanzione per complessivi € 83.700. La Società ha provveduto nel corso del 2022 al pagamento della sanzione.

Toscana - Acque SpA (ATO2 - Basso Valdarno)

In data 21 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il Servizio Idrico Integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 Comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con deliberazione

n. 6/2018 del 22 giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n. 32/2017 del 5 ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023. Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico-finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 dicembre 2026 al nuovo termine 31 dicembre 2031. In data 9 ottobre 2018 con deliberazione n. 502/2018/R/idr l'ARERA ha approvato la proposta tariffaria.

Il nuovo piano tariffario fino al termine della concessione al 31 dicembre 2031, rispetto al precedente piano con termine della concessione 31 dicembre 2026, contiene la previsione di maggiori investimenti in infrastrutture del servizio e incrementi tariffari più contenuti.

Si informa infine che, in data 24 gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: i) Linea Term pari a € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 dicembre 2023 e, ii) Linea RCF pari a € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.

Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. Tali nuovi contratti hanno previsto il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.

La predisposizione tariffaria 2020-2023 è stata approvata da ARERA in data 28 settembre 2021 con delibera n. 404/ 2021/R/ idr. Sono stati inoltre approvati gli obiettivi dei Macro-indicatori di qualità contrattuale e tecnica per l'anno 2020 e 2021 e i Valori del moltiplicatore tariffario per gli anni 2020-2023. È attualmente in corso l'invio dei dati propedeutici alla revisione biennale della tariffa. Come noto, con la deliberazione 639/2021, ARERA ha rideterminato il WACC per le annualità 2022 e 2023.

A parità di investimenti, ciò determinerà una riduzione degli Oneri Finanziari e Fiscali riconosciuti e tale decremento viene parzialmente compensato dalla rivalutazione della RAB per effetto del deflatore.

Con deliberazione 26 aprile 2022 n. 183/2022/R/idr, sono stati pubblicati i risultati finali derivanti dall'applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del SII (RQTI) per le annualità 2018-2019. Alla Società sono stati riconosciuti premi pari a € 341 mila per il 2018 e € 382 mila per il 2019 per il Macro-indicatore M1 che CSEA ha già provveduto a pagare in data 2 giugno 2022.

Inoltre, con deliberazione del CD n. 14/2022 del 25 novembre 2022, è stato approvato da AIT l'aggiornamento biennale della tariffa 2022 e 2023. Gli elementi principali della revisione sono:

Tariffe: sono stati confermati theta precedentemente approvati

per anni 2022 e 2023; leggero incremento dei theta per il periodo 2024-2031;

  • Conguagli tariffari: aumento di circa € 8 milioni e leggermente anticipato il recupero degli stessi (entro il 2024 anziché entro il 2025);
  • Piano degli Interventi 2020-2031: aumento di circa € 76 milioni netti (da € 800 milioni a € 875 milioni) e € 114 milioni lordi, per incremento interventi di manutenzione e sostituzione; parziale riprogrammazione interventi accordi quadro e adeguamenti per leggi regionali su infrazioni comunitarie, PNRR. Si segnala inoltre una riduzione da parte di AIT degli interventi in IT.

Per entrambe le annualità 2022 e 2023 è stata inserita la componente di anticipazione dell'energia elettrica OPexp EE.

In data 24 novembre 2022 è stata inviata all'EGA, che a sua volta l'ha presentata ad ARERA/CSEA, l'istanza per l'attivazione delle forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica, ai sensi di quanto previsto dalle deliberazioni ARERA n. 580/2019/R/idr, n. 639/2021/R/idr e 229/2022/R/idr. L'importo richiesto, pari all'importo massimo che Acque poteva richiedere, ammonta a € 5.055.080. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha provveduto all'erogazione dell'anticipazione che dovrà essere restituita in due trance di uguale importo: la prima entro il 31 dicembre 2023 e la seconda entro il 31 dicembre 2024.

Si segnala che, in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, la Società risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.

In ultimo si segnala che, a partire dal 1° gennaio 2022, Acque è subentrata ad Acque Toscane nella gestione del servizio idrico nei comuni di Montecatini e Ponte Buggianese.

Toscana - Publiacqua SpA (ATO3 - Medio Valdarno)

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il Servizio Idrico Integrato dell'ATO3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 Comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

L'Autorità Idrica Toscana in data 26 giugno 2020 ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenzia un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua.

In data 16 febbraio 2021 l'ARERA con delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della deliberazione dell'Autorità 27 dicembre 2019, 580/2019/R/idr e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3". Si rileva inoltre che, in data 31 marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31 dicembre 2024. A seguito dell'avvio del processo di aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023, Publiacqua ha inviato tutti i dati all'AIT per l'approvazione della predisposizione tariffaria. L'Autorità Idrica Toscana nel corso del mese di febbraio ha provveduto all'approvazione della stessa.

Infine, si rileva che nel 4° trimestre del 2022 l'attività che si è svolta con l'Autorità Idrica Toscana (AIT) ha riguardato vari aspetti della regolazione. Publiacqua dopo aver trasmesso, nel mese di maggio, la proposta di Addendum al Regolamento Unico, con gli schemi tecnici e i prezzi per le prestazioni, ha avviato un confronto con l'AIT, che ha portato, come detto in precedenza, all'approvazione delle tariffe per il biennio 2022-2023.

Toscana - Acquedotto del Fiora SpA (ATO6 - Ombrone)

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il Servizio Idrico Integrato dell'ATO6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua a usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 2031.

Riguardo ai provvedimenti in materia di interesse per AdF, sulla base di quanto previsto dalla sopra citata delibera ARERA, in data 14 dicembre 2022 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2020 e 2021 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG e i theta degli anni 2022-2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario (PEF) fino a fine concessione SII (deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n. 17/2022 del 14 dicembre 2022). Tale proposta tariffaria è stata trasmessa ad ARERA per la ratifica finale.

I ricavi e il VRG iscritto nel bilancio 2022 si basano sulla sopra citata delibera AIT, attualmente in fase di verifica e validazione da parte di ARERA per la ratifica finale.

Toscana - GEAL SpA (ATO1 - Toscana Nord)

La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 dicembre 2025, aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della delibera ARERA n. 656/2015. In merito alle tariffe, si segnala che ARERA ha approvato il piano per il quadriennio 2016-2019 con la delibera n.726 del 26 ottobre 2017 e ha approvato il relativo aggiornamento con la delibera 387 del 12 luglio 2018, recependo anche l'istanza formulata da GEAL per il riconoscimento della componente OpexQT per € 180.000/annui. Riguardo al quadriennio 2020-2023, in base alle regole fissate dalla delibera ARERA n. 580 del 27 dicembre 2019, GEAL ha fornito tutta la documentazione necessaria per l'elaborazione del nuovo piano nei primi mesi del 2020, secondo le scadenze fissate da AIT. Sulla base di tali dati e delle verifiche operate congiuntamente tra la Società e l'ARERA, è stata elaborata la predisposizione tariffaria per gli anni 2020-2023, approvata con delibera n.4 dell'AIT del 28 settembre 2020. La dinamica degli incrementi tariffari prevista per il quadriennio 2020-2023 è analoga a quella approvata da ARERA nel 2018, sebbene le nuove regole del MTI-3 abbiano posto nuovi limiti ai gestori. Si evidenzia che con delibera ARERA n. 265 del 22 giugno 2021 è stata approvata la predisposizione tariffaria per il periodo 2020-2023. In particolare, tale delibera ha confermato gli incrementi previsti dalla delibera AIT n. 4 del 28 settembre 2020, pari al 6,2% per ciascuno dei 4 anni. In ultimo si segnala che in data 31 maggio 2022 l'AIT con delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023. Il documento è come da prassi all'attenzione dell'ARERA per l'approvazione definitiva delle tariffe. Si segnala che l'ARERA con delibera n.183/2022/idr/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 2.805 mila (quota Acea € 1.346 mila) per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019.

Umbria - Umbra Acque SpA (ATO1 - Umbria 1)

In data 26 novembre 2007 Acea si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque SpA (scadenza della concessione originariamente fissata al 31 dicembre 2027 e a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera 10 del 30 ottobre 2020 estesa al 31 dicembre 2031). L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO1 e 2.

Alla data del 31 dicembre 2022 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della delibera n. 36/2021/R/idr del 2 febbraio 2021 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2020-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera n. 10 del 30 ottobre 2020, che prevedono per l'anno 2022 un theta di 1,105 e un incremento del 5,24% rispetto al 2021, anche per effetto della fatturazione dei conguagli VRG relativi all'anno 2018. Tale incremento per il 2022 è stato confermato con la delibera dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera n. 10 del 25 ottobre 2022 per l'"Aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023"e successivamente con delibera dell'ARERA n. 63/2023/R/idr del 21 febbraio 2023. La tariffa media €/m3 è pari a € 3,08 circa al 31 dicembre 2022. Il numero delle utenze servite è pari a circa 236 mila unità (+0,5% rispetto al 31 dicembre 2021). Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 28,2 milioni di m3 di acqua (in linea con i volumi del 2021). Non essendo, alla data di compilazione del presente consuntivo, ancora completate le operazioni di fatturazione, i metri cubi erogati di competenza ma non ancora fatturati sono stati stimati e il rateo di competenza è stato sulla base dei valori storici e valutazioni prospettiche.

Nella valutazione dei ricavi di competenza da VRG dell'esercizio 2022, la società ha previsto il conguaglio completo dei costi di energia elettrica sostenuti, in considerazione:

  • dell'art. 1.1 lettera c) della delibera ARERA n.229/2022/R/idr del 24 maggio 2022;
  • della delibera ARERA 64/2023/R/idr del 23/02/2023 che nelle premesse conferma l'eventuale reiterazione di quanto disposto relativamente al 2021 dal comma 1.1, lett. c), della citata deliberazione 229/2022/R/idr;
  • della presa d'atto dell'ARERA, con la delibera n.63/2023/R/idr del 21 febbraio 2023 che ha approvato l'"Aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023", dell'inserimento nel PEF Tariffario 2022/2031 della stima della componente di conguaglio relativa al 2022 e 2023 a copertura integrale dei maggiori costi sostenuti (circa € 50 milioni complessivi) e l'impegno dell'EGA a presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi di energia elettrica 2022/2023 nell'ambito della quantificazione della componente di conguaglio "costi (…) per il verificarsi di eventi eccezionali".

È bene evidenziare che, con il Decreto direttoriale n. 1 del 10 gennaio 2023 della Direzione Generale per le Dighe del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti, sono stati assegnati € 25 milioni al progetto Distrettualizzazione completa della rete di distribuzione con riduzione delle perdite nel territorio gestito da Umbra Acque del valore complessivo di € 52 milioni. L'attuazione di questo intervento è prevista nel periodo 2023-2025 e ha come obiettivo finale il raggiungimento di un valore di perdite globali del 30%.

In ultimo si segnala che la delibera ARERA n. 183/2022/idr/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 1.532 mila per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019. Il premio è stato incassato nel mese di giugno.

Si segnala che nell'esercizio 2022 la Società è stata chiamata a sostenere maggiori costi relativi a materie prime, in particolare energia elettrica che ha raggiunto valori senza precedenti, e materiali per commesse di investimento e per attività di gestione. Tali incrementi hanno avuto un importante impatto negativo sulla liquidità della società, che, conseguentemente, ha dovuto fare fronte a un fabbisogno di cassa superiore alle previsioni. Nell'attivare tutte le azioni utili a garantire l'equilibrio economico e finanziario e la continuità aziendale, la società ha utilizzato tutti gli strumenti e le misure straordinarie messe a disposizione dal legislatore e dalle autorità, come il ricorso al fondo compensazione MIMS (istanze presentate per un valore complessivo di € 1.378 mila), l'anticipazione finanziaria del 35% del costo previsto nel Piano Tariffario vigente per l'anno 2022 da parte della CSEA pari a € 5.193 mila (rif. delibera ARERA n. 229/2022/R/idr) e i crediti di imposta sull'energia elettrica previsti dai Decreti Aiuti, acquisiti nel 2022 per complessivi € 3.042 mila e recuperati attraverso compensazione in F24 per il pagamento di contributi, tributi e IVA.

Umbria - SII ScpA (ATO2 - Umbria 2)

L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (ATO Umbria 2), ha affidato a SII Scpa dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 Comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n. 4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale e agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila e la rete idrica si estende per 2.602 km.

In applicazione della delibera ARERA 639/2021 per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie, la Società ha alimentato e trasmesso ad AURI la raccolta dati per gli anni 2020 e 2021 completata delle istanze per il riconoscimento delle componenti Rcarc, Opmis, Opsocial e OpexQC. Contestualmente ha prodotto quanto necessario per consentire ad AURI la possibilità di formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica secondo la delibera ARERA 229/2022. Con delibera n. 12 del 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023 prevedendo il completo recupero del maggior costo della fornitura di energia elettrica nel rispetto del cap all'incremento tariffario possibile. Questo attraverso il ricorso alla componente conguaglio "costi (…) per il verificarsi di eventi eccezionali" che riverbererà i suoi effetti tariffari a partire dal 2024. Per giungere a tale risultato SII ha predisposto e inviato all'EGA nel mese di ottobre il piano di efficientamento energetico redatto secondo le indicazioni della delibera ARERA 229/22. Grazie alla delibera ARERA 495/22 del 13 ottobre con cui l'Autorità ha disposto una seconda finestra temporale entro la quale gli Enti di governo dell'ambito – su richiesta del pertinente operatore – possano formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria, introdotte con la deliberazione 229/2022/R/idr, connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. AURI ha presentato la relativa istanza per l'erogazione dell'anticipazione finanziaria prevista nella misura del 35% del costo di energia elettrica in tariffa per l'anno 2022. In data 29 dicembre 2022 CSEA ha accreditato a favore della SII l'importo di € 2,5 milioni che dovrà essere rimborsato in due rate annuali (dicembre 2023 e dicembre 2024).

Nel corso del 2022 la Società ha modificato il Regolamento per il servizio di distribuzione di acqua potabile e la Carta del servizio per accogliere le novità della delibera ARERA 609/2021 riguardanti principalmente il trattamento delle perdite occulte rispetto alle procedure sinora adottate. Tale revisione è stata approvata dalla Consulta dei Consumatori nella riunione del 15 giugno 2022.

Si segnala infine che in data 25 ottobre 2022 l'AURI ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023. A seguito di tale approvazione l'ARERA ha approvato l'aggiornamento biennale 2022-2023 con delibera 78/2023/R/idr del 28 febbraio 2023.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019, alla predisposizione tariffaria 2020-2023 nonché all'aggiornamento biennale 2022-2023.

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Società Status approvazione
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento biennale
(2018-2019)
Status approvazione MTI-3
2020-2023
Status approvazione aggiornamento
biennale 2022-2023
A seguito di diffida del 18 ottobre
2022 da parte di ARERA, la
Conferenza dei Sindaci ha approvato
le tariffe 2022-2023 il 30
novembre 2022.
L'approvazione da parte di ARERA è
intervenuta con delibera 11/23 del 17
gennaio 2023.
Acea Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha
approvato la tariffa comprensiva del
premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta
approvazione da parte dell'ARERA
con delibera 674/2016/R/idr
con alcune variazioni rispetto alla
proposta dell'EGA; confermato
premio qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha
approvato l'aggiornamento tariffario
in data 15 ottobre 2018. L'ARERA
ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019. In data
13 novembre 2018 con delibera
572/2018/R/idr la Conferenza dei
Sindaci ha recepito le prescrizioni
della delibera ARERA in data 10
dicembre 2018.
In data 27 novembre 2020, l'EGA
ha approvato la tariffa del periodo
regolatorio 2020-2023 con
delibera n. 6/2020.
L'ARERA ha approvato le tariffe
2020-2023 il 12 maggio 2021 con
deliberazione 197/2021/R/idr.
Acea Ato5 È stata presentata istanza tariffaria
dal Gestore in data 30 maggio
2016 con istanza di riconoscimento
degli OpexQC. ARERA ha diffidato
l'EGA in data 16 novembre 2016
e l'EGA ha approvato la proposta
tariffaria in data 13 dicembre 2016
respingendo, tra l'altro, l'istanza di
riconoscimento degli Opexqc. Si è
in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
La Conferenza dei Sindaci ha
approvato l'aggiornamento tariffario
2018-2019 in data 1° agosto
2018. Non è ancora intervenuta
l'approvazione da parte dell'ARERA.
In data 14 dicembre 2020 il
Gestore ha presentato istanza
di aggiornamento tariffario ai
sensi dell'art. 5, comma 5.5, della
deliberazione ARERA 580/2019/R/
idr MTI-3 del 27 dicembre 2019.
In data 10 marzo 2021 la Conferenza
dei Sindaci dell'AATO5 con delibera
n.1/2021 ha approvato la proposta
tariffaria 2020-2023. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da parte
dell'ARERA.
Il Gestore ha proposto ricorso
avverso suddetta deliberazione al
TAR, che ha rigettato detto ricorso.
la Società ha proposto ricorso al
Consiglio di Stato e trasmesso
istanza di riequilibrio economico
finanziario.
A seguito di diffida da parte di
ARERA, intervenuta il 29 novembre
2022, l'EGA ha approvato la
proposta tariffaria 2022-2023 in
data 11 gennaio 2023. Non è ancora
intervenuta l'approvazione da parte
dell'ARERA. Sono in corso le attività
di aggiornamento dell'istanza di
riequilibrio.
GORI In data 1° settembre 2016 il
Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato la tariffa
con Opexqc a partire dal 2017.
Si è in attesa dell'approvazione da
parte dell'ARERA. Con delibera
247 del 31 maggio 2022 ARERA
ha ordinato a EIC di assumere
e trasmettere – entro 90 giorni
– le specifiche determinazioni
in merito alle predisposizioni
tariffarie per gli anni 2012 e 2013.
Il provvedimento contestualmente
proroga al 30/09/2022 il termine
di conclusione del procedimento,
per la rinnovazione dell'istruttoria
in contraddittorio sottesa alle
determinazioni tariffarie di cui alla
deliberazione 104/2016 (2012-2013
e 2014-2015).
In data 17 luglio 2018 il Commissario
Straordinario dell'EGA ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-
2019. Non è ancora intervenuta
l'approvazione da parte dell'ARERA.
In data 18 dicembre 2020 il
Gestore ha presentato istanza
di aggiornamento tariffario ai
sensi dell'art. 5, comma 5.5, della
deliberazione ARERA 580/2019/R/
idr MTI-3 del 27 dicembre 2019.
A seguito di diffida da parte di
ARERA, l'EIC, con delibera del
12 agosto 2021, ha approvato la
proposta tariffaria 2020-2023.
ARERA non ha ancora proceduto
all'approvazione.
In data 10 agosto 2022 con
delibera n. 35 l'EIC ha approvato
l'aggiornamento biennale 2022-
2023 comprensivo delle partite
pregresse ante 2012. Si è in
attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
Acque In data 5 ottobre 2017 l'AIT
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
Approvato dall'ARERA in data
9 ottobre 2018 (nel contesto
dell'approvazione dell'aggiornamento
2018-2019).
In data 22 giugno 2018 il Consiglio
Direttivo dell'AIT ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-
2019 e, contestualmente, anche
l'istanza di estensione della durata
dell'affidamento di 5 anni, ovvero
sino al 31 dicembre 2031. L'ARERA
con delibera 502 del 9 ottobre
2018 ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019.
In data 18 dicembre 2020 il
Consiglio Direttivo AIT con
deliberazione n.7 ha approvato la
predisposizione tariffaria 2020-
2023.
L'approvazione ARERA è
intervenuta con deliberazione
404/2021/R/idr del 28 settembre
2021.
L'AIT ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022-2023 il 25
novembre 2022. Si resta in attesa
dell'approvazione di ARERA.
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'AIT
ha approvato la tariffa con
riconoscimento del premio ex art.
32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/
idr. In data 12 ottobre 2017, con
delibera 687/2017/R/idr, ARERA
ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019
proposti dall'AIT.
In data 7 dicembre 2018 l'AIT ha
provveduto ad approvare le tariffe
2018-2019 con l'allungamento della
concessione di 3 anni. L'ARERA
ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023
l'aggiornamento biennale 2018-
2019 con deliberazione 59/2021 del
16 febbraio 2021.
In data 26 giugno 2020 il Consiglio
Direttivo AIT con deliberazione n.
3 ha approvato la predisposizione
tariffaria 2020-2023.
L'ARERA ha approvato la
predisposizione tariffaria
2020-2023 con deliberazione
59/2021 del 16 febbraio 2021.
Il Consiglio direttivo di AIT ha
approvato il 22 febbraio 2023
l'aggiornamento biennale
2022-2023. Si resta in attesa
dell'approvazione di ARERA.
Società Status approvazione
(fino al MTI-2 "2016-2019")
Status aggiornamento biennale
(2018-2019)
Status approvazione MTI-3
2020-2023
Status approvazione aggiornamento
biennale 2022-2023
Acquedotto del
Fiora
In data 5 ottobre 2016 l'AIT
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha
In data 26 novembre 2020
ha approvato la tariffa con
approvato l'aggiornamento tariffario
il Consiglio Direttivo AIT con
riconoscimento degli Opexqc.
2018-2019 nella seduta del 27 luglio
2018. Nelle more dell'approvazione
la predisposizione tariffaria
In data 12 ottobre 2017, con
2020-2023.
delibera 687/2017/R/idr, ARERA
da parte di ARERA, il Consiglio
L'ARERA ha approvato con
ha approvato gli specifici schemi
Direttivo dell'AIT ha anche
regolatori per il periodo 2016-2019
approvato l'istanza di allungamento
proposti dall'AIT.
della concessione al 31 dicembre
marzo 2021.
2031, presentata dalla Società
ad aprile 2019 e approvata dal
Consiglio Direttivo dell'AIT il 1° luglio
2019. È stata quindi presentata la
proposta tariffaria aggiornata con
la previsione di allungamento al
2031 che comunque ha confermato
l'incremento tariffario (theta)
e il Vincolo ai Ricavi Garantiti
(VRG) per le annualità 2018 e
2019 già approvati da AIT con la
delibera di luglio 2018. L'ARERA
ha provveduto ad approvare
l'aggiornamento biennale (con una
piccola rettifica sugli OpexQC
riconosciuti) e l'allungamento della
concessione con la delibera 465 del
12 novembre 2019.
deliberazione n.6 ha approvato
deliberazione 84/2021/R/idr del 2
L'AIT ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022-2023 il 14
dicembre 2022. Si resta in attesa
dell'approvazione di ARERA.
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
In data 26 ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA
ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019
proposti dall'AIT.
In data 12 luglio 2018 l'ARERA ha
approvato l'aggiornamento tariffario
2018-2019 proposto dall'AIT.
In data 28 settembre 2020
il Consiglio Direttivo AIT con
deliberazione n. 4 ha approvato la
predisposizione tariffaria 2020-
2023, aggiornata con delibera n. 13
e 14 del 30 dicembre 2020.
ARERA ha approvato con
deliberazione 265/2021/R/idr del 22
giugno 2021.
In data 31 maggio 2022 l'AIT
con delibera 5 ha approvato la
predisposizione tariffaria a valere
per gli anni 2022 e 2023. Si resta in
attesa di approvazione ARERA.
Acea Molise A seguito della delibera
664/2015/R/idr, sia per il Comune
di Campagnano di Roma (RM)
che per il Comune di Termoli
(CB), comuni dove Crea Gestioni
svolge il SII, né l'Ente Concedente
né l'Ente d'Ambito di riferimento
hanno presentato alcuna proposta
tariffaria per il periodo regolatorio
2016-2019.
La Società ha provveduto a inoltrare
in autonomia le proposte tariffarie. Si
è oggi in attesa dell'approvazione da
parte dell'ARERA.
La Società ha provveduto a inoltrare
ai soggetti competenti/EGA i dati
ai fini dell'aggiornamento tariffario
2018-2019.
Per la gestione del SII nel Comune
di Campagnano di Roma (RM) vista
l'inerzia dei soggetti preposti, la
Società ha provveduto a presentare
a inizio gennaio 2019, istanza
all'ARERA per adeguamento
tariffario 2018-2019 peraltro
rivedendo anche la proposta 2016-
2019. L'ARERA non si è ancora
pronunciata né ha ancora proceduto
alla diffida all'EGA e/o ai soggetti
competenti.
Per la gestione del SII nel Comune di
Termoli (CB), la Giunta Comunale di
Termoli con delibera del 17.12.2019
ha approvato l'adeguamento della
Convenzione preesistente alla
Convenzione tipo, ha prolungato la
scadenza della stessa al 31 dicembre
2021, e ha confermato l'incremento
tariffario (theta) e il Vincolo ai Ricavi
Garantiti (VRG) per le annualità
2018 e 2019, peraltro rivedendo
anche la proposta 2016-2019. Non
è ancora intervenuta l'approvazione
da parte dell'ARERA.
Il Comune di Termoli ha approvato
la predisposizione tariffaria
2020-2023 il 4 febbraio 2021.
La stessa è stata trasmessa
dall'EGAM il 4 marzo 2021.
Per il Comune di Campagnano il
Gestore ha inviato la predisposizione
tariffaria ad ARERA il 30 marzo
2021 in accordo con le disposizioni
di cui all'art. 5.5 della delibera
580/2019/R/idr.
In corso di definizione con EGAM.
Società Status approvazione
(fino al MTI-2 "2016-2019")
In data 29 marzo 2017 l'AATO1 con
deliberazione n. 8 del Commissario
Straordinario ha approvato la
predisposizione tariffaria per gli
anni 2016-2019. Si è oggi in
attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
Status aggiornamento biennale
(2018-2019)
La Società ha trasmesso all'Ente
d'Ambito la documentazione relativa
alla revisione tariffaria 2018-2019 e
a fine febbraio 2020 si è conclusa
l'istruttoria da parte degli Uffici
tecnici dell'EGA competente
(EIC-Ente Idrico Campano). Non
è ancora intervenuta l'approvazione
definitiva da parte del Comitato
Esecutivo dell'EIC.
Status approvazione MTI-3
2020-2023
Status approvazione aggiornamento
biennale 2022-2023
Gesesa In data 29 dicembre 2020 il
Gestore ha presentato istanza
di aggiornamento tariffario ai
sensi dell'art. 5, comma 5.5, della
deliberazione ARERA 580/2019/R/
idr MTI-3 del 27 dicembre 2019.
L'EIC ha convocato il Consiglio
di Distretto per il 22 luglio 2021
(verbale di chiusura delle attività
di verifica verbale del 31/7/20)
a seguito di diffida dell'ARERA
pervenuta in data 2 luglio 2021. Nel
febbraio 2022 è stato nominato
un nuovo Consiglio di distretto
che ancora non si è espresso sulle
predisposizioni tariffarie.
In corso di definizione con il
Consiglio Direttivo dell'EIC.
Nuove Acque In data 22 giugno 2018 il Consiglio
Direttivo dell'AIT ha approvato le
tariffe.
In data 16 ottobre 2018 l'ARERA,
con delibera 520, ha approvato
l'aggiornamento tariffario
2018-2019 proposto dall'AIT.
In data 27 novembre 2020 il
Consiglio Direttivo AIT con
deliberazione n. 5 ha approvato
la predisposizione tariffaria
2020-2023,
ARERA ha approvato con
deliberazione 220/2021/R/idr del 25
maggio 2021.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT
con deliberazione n. 12/2022 del
29 luglio 2022 ha approvato la
predisposizione tariffaria 2022 –
2023. ARERA ha approvato con
deliberazione n. 535/2022 del 25
ottobre 2022.
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 l'EGA
ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera
764/2016/R/idr del 15 dicembre
2016.
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta
del 27 luglio 2018, ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-
2019. L'ARERA ha provveduto ad
approvare le tariffe 2018-2019 con
delibera n. 489 del 27 settembre
2018.
L'AURI ha approvato la
predisposizione tariffaria
2020-2023 il 30 ottobre 2020
con delibera n. 10.
L'ARERA ha approvato la stessa con
deliberazione 36/2021 del 2 febbraio
2021.
In data 25 ottobre 2022 l'AURI
ha approvato l'aggiornamento
biennale 2022-2023. A seguito
di tale approvazione ARERA ha
approvato l'aggiornamento biennale
2022-2023 con delibera 63 del 21
febbraio 2023.
SII Terni Scapa In data 29 aprile 2016 con delibera
n. 20 l'AURI ha approvato il
moltiplicatore tariffario per il
quadriennio 2016-2019 e con la
determina n. 57 ha approvato il
conguaglio delle partite pregresse.
L'ARERA ha approvato la
predisposizione tariffaria 2016-2019
con deliberazione 290/2016 del 31
maggio 2016.
Con deliberazione del consiglio
direttivo dell'AURI n. 64 del
28-12-2018 è stato approvato
l'aggiornamento biennale 2018-
2019.
L'ARERA ha approvato con propria
deliberazione del 20 settembre
2018 464/2018 l'aggiornamento
biennale 2018-2019.
L'AURI ha approvato la
predisposizione tariffaria
2020-2023 con deliberazione
dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del
30 ottobre 2020
L'ARERA ha approvato con
deliberazione 553/2020 del 15
dicembre 2020.
In data 25 ottobre 2022 l'AURI ha
approvato l'aggiornamento biennale
2022-2023. A seguito di tale
approvazione ARERA ha approvato
l'aggiornamento biennale 2022
– 2023 con delibera 78 del 28
febbraio 2023.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del 2022 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI–3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI. Si precisa inoltre che a seguito della pubblicazione della delibera 64/2023 relativa all'"Avvio di procedimento per la definizione del metodo tariffario idrico per il quarto periodo regolatorio (MTI-4)" per il quadriennio 2024-2027 con riferimento ai costi per l'acquisto di energia elettrica registrati nel 2022 sarà prevista la possibilità di reiterare l'istanza motivata per il riconoscimento di tali costi anche per il 2022.

Società

(valori pro quota in € milioni) Ricavi da SII FoNI
Acea Ato2 692,1 FNI = 51,9
AMMFoNI = 18,1
Acea Ato5 78,9 AMMFoNI = 4,6
GORI 254,4 -
Acque 71,4 FNI = 1,3
AMMFoNI = 4,8
Publiacqua 98,3 AMMFoNI = 16,1
AdF 113,5 AMMFoNI = 13,1
Gesesa 15,4 -
Nuove Acque 8,8 AMMFoNI = 1,6
Geal 8,7 AMMFoNI = 1,3
Acea Molise 6,4 -
SII 47,7 -
Umbra Acque 40,6 AMMFoNI = 1,7

INFORMATIVA SULLE PARTI CORRELATE

GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE

Tra le Società del Gruppo Acea e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia e acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.

Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione e il potenziamento degli impianti di Pubblica Illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico-ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.

I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Si precisa che Acea e Acea Ato2 svolgono rispettivamente il ser-

vizio di illuminazione pubblica e quello idrico-integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 26 del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i principali costi e ricavi relativi al 31 dicembre 2022 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo Acea con riferimento ai rapporti più significativi.

€ migliaia 31/12/2022 31/12/2021
Ricavi
Fornitura di acqua 48.318 41.244
Fornitura di energia elettrica 332 94
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 49.585 32.368
Interessi su contratto illuminazione pubblica 5.380 6.338
Contratto di servizio manutenzione idrica 50 170
Contratto di servizio fontane monumentali 50 170
Costi
Canone concessione 26.337 26.337
Canoni locazione 112 111
Imposte e tasse 3.696 2.967

Si rimanda alla nota 25.b per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.

€ migliaia 31/12/2021 Incassi/Pagamenti Maturazioni 2021 31/12/2022
Crediti 150.421 (105.798) 105.870 150.494
Debiti (182.598) 159.765 (125.946) (148.779)

Si veda, inoltre, quanto descritto nel paragrafo "Rapporti con Roma Capitale" incluso nella sezione "Sintesi dei risultati" della relazione sulla gestione.

GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo Acea intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del Mercato Libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia. Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo Acea e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti commerciali Costi Crediti commerciali Ricavi
AMA SpA 166 1.371 4.528 4.915
ATAC SpA 88 68 6.207 1.388
Assicurazioni di Roma - Mutua Assicuratrice Romana (0) 211 9 7
Totale 254 1.650 10.744 6.311

GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Le società del Gruppo Acea intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del Mercato Libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo Acea e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 31 dicembre 2022.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Caltagirone 147 103 79 58

GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA

Al 31 dicembre 2022 non risultano esserci rapporti con società del Gruppo Suez. Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Suez Environnement Company SA (248) 1.178 242 1.178

Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo

Nel corso dell'esercizio 2022 è stata approvata una operazione di maggiore rilevanza tra Acea, da una parte, e Nuova Suez e Suez International SAS ("Suez International" società il cui capitale è interamente e direttamente detenuto da Nuova Suez) dall'altra, per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (c.d. smart meter) e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale tra Acea e Suez International.

Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale Di cui Di cui
€ migliaia 31/12/2022 parti correlate Incidenza 31/12/2021 parti correlate Incidenza
Attività finanziarie 30.531 4.865 15,9% 22.549 8.319 36,9%
Crediti commerciali 1.267.445 61.714 4,9% 1.071.644 51.601 4,8%
Attività finanziarie correnti 342.085 117.998 34,5% 407.944 113.981 27,9%
Debiti fornitori 1.862.709 41.985 2,3% 1.683.563 51.965 3,1%
Debiti finanziari 619.418 108.523 17,5% 285.222 120.137 42,1%
Incidenza sul conto economico Di cui Di cui
€ migliaia 31/12/2022 parti correlate Incidenza 31/12/2021 parti correlate Incidenza
Ricavi netti consolidati 5.140.692 148.412 2,9% 3.972.061 101.556 2,6%
Costi operativi consolidati 3.863.568 65.557 1,7% 2.737.035 52.416 1,9%
Totale (oneri)/proventi finanziari (85.708) 1.051 (1,2%) (85.897) 7.142 (8,3%)
Incidenza sul rendiconto finanziario
€ migliaia
31/12/2022 Di cui
parti correlate
Incidenza 31/12/2021 Di cui
parti correlate
Incidenza
Incremento dei crediti inclusi nell'attivo
circolante
(247.714) (10.113) 4,1% (184.891) (14.707) 8,0%
Incremento/Decremento dei debiti inclusi
nel passivo circolante
127.769 (9.980) (7,8%) 90.810 58.974 64,9%
Incassi/Pagamenti derivanti da altri
investimenti finanziari
72.190 (563) (0,8%) 1.340 (100) (7,4%)
Dividendi incassati 3.381 3.381 100,0% 7.423 6.915 93,2%
Diminuzione/Aumento di altri debiti
finanziari a breve
84.249 (11.614) (13,8%) (146.968) (44.792) 30,5%
Pagamento dividendi (143.195) (143.195) 100,0% (96.743) (131.833) 136,3%

AGGIORNAMENTO DELLE PRINCIPALI VERTENZE GIUDIZIALI

PROBLEMATICHE FISCALI

Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente

Nel mese di ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla Società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4-bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che, nel mese di maggio 2009, ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4-bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.

La Corte Costituzionale, con decisione del mese di marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di gennaio 2013, la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO e ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.

Con sentenza 419/04/14, emessa il 24 febbraio 2014, depositata nel mese di luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato, notificato il 28 ottobre 2015. A oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.

In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD SpA, l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4-bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

Le ragioni della Società sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale sia da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.

La Corte di Cassazione con le sentenze nn. 29153/21 e 29400/21, ribaltando completamente le pronunce delle Commissioni Tributarie, ha annullato le sentenze impugnate e rinviato alla CTR dell'Umbria per un nuovo esame delle controversie.

Il giorno 5 dicembre 2021 si sono tenuti i giudizi di riassunzione della sentenza della Corte di Cassazione n. 29153/21 del 20 ottobre 2021 e della sentenza della Corte di Cassazione n. 29400/21 del 21 ottobre 2021 (Ns. rif. 2715-01/02); la sezione n. 1 della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado dell'Umbria, con le sentenze nn. 80/2023 e 81/2023 ha così deciso: "A scioglimento della riserva, la Corte respinge l'appello dell'Agenzia delle Entrate e la condanna alla refusione delle spese processuali".

Si evidenzia altresì per completezza che nel gennaio 2009 la Società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla Società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 33284/21 dell'11 novembre 2021, ha accolto il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della sez. n. 4 della CTR dell'Umbria n. 52/04/12 del 26 marzo 2012, che aveva annullato il provvedimento con cui l'Ufficio ha disposto la sospensione dell'erogazione del rimborso per IVA relativa al periodo d'imposta 2003.

Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accoglibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 ottobre 2011 e depositata il 26 marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione. Con la sentenza n. 29050/21 del 20 ottobre 2021 la Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.

Verifiche fiscali su areti

Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010, è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.

Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio - Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato 5 avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014. Per quanto concerne gli avvisi relativi agli anni 2009, 2011 e 2012, la Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valide le ragioni della società e ha annullato gli avvisi di accertamento. Il contenzioso è ora pendente presso la corte di Cassazione. Per quanto concerne l'annualità 2013, la CTR ha accolto l'appello dell'Ufficio. Il termine per proporre ricorso in Cassazione scade il 27 marzo 2023 (prorogato al 27 dicembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023); per quanto concerne l'avviso di accertamento relativo all'anno 2014, con sentenza n. 4293/2022, la CTP ha accolto il ricorso della Società. L'Ufficio ha proposto atto di appello e la società si è costituita nei termini di legge.

Sulla base di un'altra segnalazione, la Società ha ricevuto degli avvisi di accertamento per gli anni dal 2011 al 2014 riguardanti il trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie concesse ai dipendenti ed ex dipendenti. Per quanto concerne l'anno 2011, la CTR, confermando la sentenza di primo grado, ha annullato l'avviso. Con ordinanza depositata il 31 maggio 2022, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Avvocatura che quindi può considerarsi estinto; per quanto concerne l'annualità 2012, con sentenza n. 3612/2022, depositata in data 12 agosto 2022, i giudici hanno accolto l'appello dell'Ufficio. Il termine per proporre ricorso in Cassazione scade il 28 febbraio 2023 (prorogato al 28 novembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023). Per quanto riguarda l'anno 2013, con sentenza n. 5567/2022, la CTR ha rigettato l'appello della Società; il termine per l'appello scade il 1° giugno 2023 (prorogato al 1° marzo 2024, ai sensi della Legge di Bilancio 2023). Per l'anno 2014, con la sentenza n. 12424/16/2021, la CTP ha rigettato il ricorso. La società ha impugnato nei termini di legge la sentenza; alla data odierna non è stata ancora fissata l'udienza.

Contestazioni/Contenziosi fiscali su ARSE

Nel corso del mese di gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo Srl, società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari a € 672 mila.

In data 7 marzo 2016, le Società beneficiarie della scissione di ARSE – Acea SpA, Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione –, ritenendo infondato l'avviso di liquidazione sia per gli evidenti vizi di forma, sia per la contestazione oggetto dell'avviso, hanno presentato ricorso collettivo.

Il 15 gennaio 2018 si è tenuta l'udienza di discussione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Con sentenza n. 1926/15/2018 depositata il 22 gennaio 2018, i giudici hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato. In data 5 giugno 2018, l'Ufficio ha proposto appello avverso la predetta sentenza; le società si sono costituite nel giudizio di secondo grado, depositando atto di controdeduzioni in data 7 agosto 2018. L'udienza si è tenuta il 9 giugno 2022 e la CTR, con sentenza n. 3450/2022, ha rigettato l'appello dell'Ufficio, compensando le spese di giudizio. Il termine per l'Ufficio per proporre ricorso in Cassazione scade il 27 febbraio 2023 (termine prorogato al 27 novembre 2023, ai sensi della Legge di Bilancio 2023).

Verifica fiscale su Acea Ato5

In data 7 marzo 2018, la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e IRAP per l'anno di imposta 2013.

La Società, in data 24 dicembre 2018, ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex art. 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.

In data 3 gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli artt. 5 e 25 del DLgs 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora. Avverso il predetto accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone. Sulla scorta delle valutazioni recepite dai propri consulenti fiscali, la Società, relativamente a tale verifica, non ha ravveduto particolari profili di rischiosità.

A ogni modo, si è provveduto al pagamento delle imposte a titolo provvisorio, in pendenza del giudizio, la cui udienza di trattazione si è svolta il 3 luglio 2019. In data 23 ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013. La Società ha impugnato la predetta Sentenza e presentato appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.

Si dà atto che i rilievi ai fini IRES relativi al PVC summenzionato sono stati oggetto di separato atto di accertamento, come descritto nel prosieguo.

Si fa presente, inoltre, che la verifica è proseguita per i periodi d'imposta 2014-2018, concludendosi con la redazione di ulteriore Processo Verbale di Constatazione in data 30 ottobre 2019.

In esito all'attività di verifica fiscale condotta, l'Amministrazione finanziaria ha riscontrato in capo alla società una serie di violazioni di carattere sostanziale in materia di IRES e IRAP, per i periodi d'imposta dal 2014 al 2017. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701 mila, mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".

Anche in relazione al sopracitato ultimo PVC, sono state presentate dalla Società apposite osservazioni ed è stato richiesto inoltre l'annullamento in autotutela di quanto oggetto di rettifica per il 2013.

Nonostante ciò, in data 31 Dicembre 2019, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01680 in relazione all'I-RES per il 2013, per un per un importo di € 3,1 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0C6M01854 in relazione all'I-RAP per il 2014, per un per un importo di € 0,9 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01853 in relazione all'I-RES per il 2014 per un per un importo di € 5,2 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi.

Gli avvisi di accertamento IRES sono stati notificati alla Capogruppo Acea in qualità di consolidante. Le Società hanno provveduto a depositare ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone in data 28 febbraio 2020. Con riferimento ai rilievi contestati in detti avvisi di accertamento, le Società, anche supportate dal parere dei propri consulenti fiscali, ritengono del tutto infondate le richieste dell'Agenzia delle Entrate.

La CTP di Frosinone ha accolto le tesi difensive della società e ha annullato gli avvisi relativi all'IRES anni 2013 e 2014 e IRAP anno 2014 condannando l'Agenzia alle spese.

L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La Società si è costituita nel secondo grado di giudizio mediante il deposito di controdeduzioni. Il giudizio è pendente in attesa che venga fissata la relativa udienza di trattazione.

In data 23 dicembre 2021, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00539 in relazione all'I-RES per il 2016, per un importo di € 1,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00541 in relazione all'I-RAP per il 2016, per un importo di € 0,2 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.

In data 28 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:

  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00387 in relazione all'I-RES per il 2015, per un importo di € 1,5 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
  • l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00521 in relazione all'I-RAP per il 2015, per un importo di € 0,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.

Gli avvisi di accertamento IRES sono stati notificati alla Capogruppo Acea in qualità di consolidante.

Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". La trattazione dell'udienza relativa ai predetti giudizi IRES è stata fissata per il 27 settembre 2022. Ulteriore udienza è stata fissata per il 14 febbraio 2023. Si resta in attesa della decisione della Corte di Giustizia Tributaria.

Verifiche doganali su Umbria Energy SpA

L'Ufficio delle Dogane di Terni, nel 2016, al termine di una verifica condotta presso la società avente ad oggetto le dichiarazioni di consumo di energia per gli anni dal 2010 al 2012, ha emesso una serie di provvedimenti sotto forma di avvisi di pagamento e atti di irrogazione sanzioni per un importo di € 1.410 mila relativamente alla Provincia di Perugia ed € 862 mila della Provincia di Terni.

L'Ufficio ha contestato gli omessi versamenti di imposte (accisa e addizionale sull'energia elettrica) e l'errata compilazione delle dichiarazioni di consumo.

La Società ha provveduto a impugnare tempestivamente tali provvedimenti presso le competenti istituzioni.

La Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, nel 2017, ha respinto il ricorso argomentando sulla rilevanza dal punto di vista sostanziale della condotta tenuta dalla Società e ha affermato che, in caso di rettifiche di fatturazione, il procedimento da seguire fosse quello di presentare una formale istanza di rimborso all'Ufficio ai sensi dell'art. 14 del TUA. Le relative sentenze sono state prontamente impugnate dalla Società e i corrispondenti giudizi risultano a oggi pendenti dinanzi alla CTR di Perugia che ha rinviato a nuovo ruolo la trattazione.

Con riferimento agli atti impugnati dalla Società relativamente all'energia elettrica immessa in consumo nella Provincia di Terni per l'anno 2010, la sentenza di appello, pur confermando la decisione di primo grado relativamente all'imposta dovuta, ha ritenuto fondato l'obbligo dell'Ufficio di rideterminazione della sanzione. La sentenza è stata tempestivamente impugnata sia dalla Società che dall'Agenzia delle Dogane e il relativo giudizio risulta a oggi pendente dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.

Il Management ha provveduto a effettuare gli opportuni stanziamenti che riflettono il grado di rischio al quale la Società è esposta sulla base del parere rilasciato dal professionista esterno a cui è stato affidato l'incarico di difendere la Società.

Al 31 dicembre 2022, non sussistendo elementi nuovi che potessero cambiare la valutazione del rischio inerente al contenzioso descritto, è stato mantenuto invariato rispetto all'esercizio precedente lo stanziamento di € 1,0 milione.

ALTRE PROBLEMATICHE

Acea Ato5 - Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale ad AATO5 canoni concessori

Relativamente al credito di € 10.700.000 per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003-2005, di cui all'Accordo transattivo del 27 febbraio 2007, in data 14 marzo 2012, Acea Ato5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito riconosciuto alla Società dall'AATO.

Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 aprile 2012.

L'AATO, con atto del 22 maggio 2012, ha notificato opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori per € 28.699.699,48.

Acea Ato5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari complessivamente a € 21.481.000,00. A seguito dell'udienza del 17 luglio 2012, il Giudice – con Ordinanza depositata il 24 luglio – ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione. Il Giudice ha altresì respinto la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'AATO.

Nel corso dell'udienza del 21 novembre 2014, il Giudice ha sciolto la riserva sulle istanze istruttorie formulate dalle parti fissando al 15 novembre 2016 l'udienza di precisazione delle conclusioni. All'udienza, il Giudice ha concesso i termini per memorie conclusionali e repliche e trattenuto la causa in decisione. Con sentenza 304/2017, pubblicata il 28 febbraio 2017, il Giudice civile ha revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012, respinto la domanda riconvenzionale subordinata di Acea Ato5 e disposto la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dall'AATO in merito al pagamento dei canoni di concessione.

Il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017:

  • ha rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva deliberazione n. 5/2009), non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante e, dunque, sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27/02/2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio c.d. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
  • ha annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
  • ha rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di Acea Ato5 e che erano volte a ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
  • ha rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che, giova rammentarlo, nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000,00. All'udienza del 17 Novembre 2017, sono stati depositati per conto di Acea Ato5 i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la Nota di Acea del 16 novembre 2017. Con riferimento a quest'ultima Nota sono state evidenziate:
    • a. l'impegno di Acea Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
    • b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.

A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 luglio 2017 e del 4 ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da Acea Ato5 a titolo di Canone di Concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 novembre 2017, di dover "riferire" all'AATO 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di Acea Ato5 in favore di AATO 5.

Conseguentemente, la Società – per il tramite dei propri legali – ha rappresentato che:

  • a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 – Acea Ato5 ha corrisposto:
    • € 1.287.589,00 in data 5 gennaio 2018, direttamente all'A-ATO5;
    • € 85.261,93 in data 22 novembre 2017 al Consorzio Valle del Liri (nell'ambito del più ampio pagamento di € 178.481,68 in esecuzione dell'accordo transattivo di cui è parte lo stesso

Ente d'Ambito nel quale, all'art.2.1, si dà atto che il pagamento di € 178.481,68 andava a valere sui canoni 2010-2011- 2012-2013-2016)

  • per un totale complessivo di € 1.372.850,93;
  • con tali ultimi pagamenti, Acea Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006- 2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'8 novembre 2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".

All'udienza del 17 novembre 2017, il Giudice, preso atto delle richieste di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di Acea Ato5 e dell'AATO5, ha concesso un rinvio al 4 maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 settembre 2018.

In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 settembre 2018 con l'AATO5 – ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione – al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 settembre 2020 e in seguito al 15 dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 marzo 2021. All'udienza del 27 aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 aprile 2021, ha fissato all'11 maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 maggio 2021, l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 novembre 2021. La Società, alla successiva udienza del 15 dicembre 2021, ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta sarà oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni e, successivamente, ha rinviato all'ulteriore udienza del 31 maggio 2022. In tale occasione, l'Autorità giudicante, preso atto del rifiuto dell'AATO5 dell'offerta transattiva proposta dalla Società, ha assegnato alle parti i termini di legge per il deposito degli atti conclusivi e ha trattenuto la causa in decisione. Si segnala la pendenza di trattative tra le parti.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha revocato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale. La Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281-sexies cpc. La causa è stata ulteriormente rinviata su richiesta delle parti al 6 luglio 2022.

La Società non ha ritenuto di cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:

il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito

vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da Acea Ato5 SpA presso la Corte di Appello di Roma (RG n. 6227/2017), è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;

le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex se l'insussistenza del credito.

La fondatezza dell'appello e la decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito e il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere a una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.

Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 27 novembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, tra l'altro:

  • accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito), le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie, in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
  • ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.

Procedimento penale n. 2031/2016

Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali, in data 4 gennaio 2019, è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta a indagini e informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva, ha emesso ordinanza dove è stata disposta, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus", l'ammissione di tutti i soggetti pretesamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione nei confronti degli imputati.

Infine, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione, quali responsabili civili, di Acea Ato5 e dell'A-TO5 Lazio Meridionale - Frosinone. Disposto il rinvio al 18 febbraio 2022. Nel corso dell'udienza si è costituita Acea Ato5 come responsabile civile e il Giudice ha disposto il rinvio al 14 marzo 2022 ,per consentire al pubblico ministero e alle parti civili di controdedurre sulla questione di competenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.

All'udienza del 14 marzo 2022 il GUP ha rigettato la questione di competenza territoriale e rinviato all'udienza del 28 marzo 2022 per la prosecuzione delle attività.

All'esito dell'udienza tenutasi in data 10 febbraio 2023, il Giudice per l'Udienza Preliminare ha dichiarato l'incompetenza territoriale del Tribunale di Frosinone, in favore del Tribunale di Roma, per l'accertamento dei seguenti reati:

    1. Falso in bilancio;
    1. Ostacolo all'esercizio delle funzioni dell'autorità pubblica di vigilanza;
    1. Reati tributari in materia di imposta sui redditi.

Per l'effetto della declaratoria di incompetenza il Giudice, indicando il termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni, ha disposto la contestuale trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Roma, affinché possa procedere con le determinazioni proprie della fase.

Per tutti gli altri reati il Giudice dell'udienza preliminare ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste.

Acea Ato5 - Ricorso TAR Lazio su risoluzione contrattuale

In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, sono a oggi pendenti i giudizi di appello promossi da diversi Comuni dell'ATO5 avverso la sentenza n. 638/2017 con la quale il TAR Lazio - sezione distaccata di Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016 della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento.

È doveroso segnalare che i suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. A ogni modo la Società ha provveduto al deposito degli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, relativamente ai quali a oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza.

Acea Ato5 - Comune di Atina - Delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019

A seguito del trasferimento della gestione del SII del Comune di Atina ad Acea Ato5, avvenuto a far data dal 19 aprile 2018, il Comune ha deliberato di "istituire il sotto-ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2-bis DLgs 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "servizio pubblico locale privo di rilevanza economica"" (delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 aprile 2019).

Avverso la predetta delibera, l'AATO5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio - Sezione Latina – notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.

Per quanto attiene Acea Ato5, benché l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi del Gestore, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento e si è in attesa di fissazione dell'udienza.

In data 1° giugno 2021, con Nota n. 2241/2021, si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (DLgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n. 6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del Servizio Idrico Integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del DLgs 152/2006.

Acea Ato5 - Comune di Anagni - Ricorso al TAR Lazio - Sezione Latina - annullamento ordinanza di demolizione ID, Comune di Anagni, loc. San Bartolomeo

In data 4 novembre 2021, con Ordinanza Dirigenziale n. 236/2021, il Comune di Anagni ha ordinato la demolizione e rimozione dell'Impianto di Depurazione ubicato in località San Bartolomeo (Anagni) e la conseguente rimessa in ripristino dello stato dei luoghi come preesistenti prima dei lavori realizzati. L'Ente comunale assume che la prefatta infrastruttura sia stata realizzata in violazione dell'art. 10 del DPR 380/2001, posto che i lavori sarebbero stati eseguiti in assenza del permesso a costruire, nonché in violazione dell'art. 24 del DPR 327/2021, attesa la mancata definizione del decreto di esproprio con le dovute procedure di notifica. Inoltre, secondo l'Ente, l'impianto insisterebbe su area interessata da vincolo per i siti di interesse nazionale (Bacino idrografico Fiume Sacco). A fronte di tale provvedimento la Società ha presentato istanza di accesso agli atti, rigettata dal Comune.

Contestualmente la Società ha proposto ricorso al TAR Lazio - Sezione Latina – al fine di ottenere, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato e, nel merito, l'accoglimento dell'istanza di accesso agli atti e l'annullamento dell'ordinanza dirigenziale. Con ordinanza del 14 gennaio 2022, il TAR del Lazio ha accolto l'istanza cautelare e fissato l'udienza di merito a gennaio 2023. All'udienza tenutasi in data 11 gennaio 2023 il TAR, su richiesta delle Parti, ha ulteriormente rinviato al 10 maggio 2023.

Giudizio civile RG 4164/2013 (Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi)

Con decreto ingiuntivo n. 1131/13, n. rg 1966/2013, emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di Acea Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.

Il Comune di Fiuggi notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare Acea Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico, sono state dal Comune sostenute.

L'Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di Acea Ato5 al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.

Nelle more del procedimento, le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.

A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone n. 4164/2013.

All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della CTU e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.

Il contenzioso è stato definito in via transattiva con accordo conciliativo del 30 dicembre 2021; il giudizio resterà sospeso al fine di verificare l'adempimento degli impegni assunti. La Società ha provveduto a effettuare l'accantonamento in bilancio coerentemente con l'accordo conciliativo raggiunto in via prudenziale in modo da garantire la copertura di eventuali costi derivanti dall'accordo. La causa è stata, dunque, rinviata al 17 marzo 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo.

Class Actions ex art. 140-bis DLgs 206/2005

In data 17 maggio 2019, è stata notificata citazione introduttiva di azione di classe ai sensi dell'art. 140-bis del DLgs 206 del 2005 dinanzi al Tribunale di Roma.

Si tratta di giudizio al quale la Società sta rivolgendo la massima attenzione, tenuto conto della natura peculiare del procedimento e della circostanza che, recentemente, sono state giudicate ammissibili due class action promosse da utenti nei confronti di Acqualatina e Abbanoa.

Il giudizio RG. n. 33344/2019 – che origina sostanzialmente dal Comitato No Acea di Cassino – è stato promosso contro la Società nell'interesse di 729 utenti, al fine di:

  • accertare l'inesistenza/nullità di contratti in essere tra gli utenti e il Gestore;
  • accertare l'illegittima applicazione del metodo pro die;
  • dichiarare non dovute le somme richieste a titolo di partite pregresse;
  • far condannare la Società alla restituzione delle somme eventualmente percepite.

La causa è stata inizialmente rinviata al 19 marzo 2020 per discutere

sull'ammissibilità dell'azione proposta dalle parti attrici e successivamente rinviata d'ufficio, da ultimo al 1° marzo 2021.

All'udienza del 1° marzo 2021 – ove si è discusso sull'ammissibilità dell'azione – il Collegio ha concesso termine per memorie e in data 5 novembre 2021 il Tribunale Civile di Roma ha adottato un provvedimento con il quale ha dichiarato inammissibile la class action proposta dal Comitato No Acea. Il Comitato ha conseguentemente proposto reclamo dinanzi la Corte d'Appello con udienza fissata al 4 aprile 2022. il 17 febbraio 2023, la Corte d'Appello di Roma ha pubblicato un Ordinanza che, riformando la precedente Ordinanza del Tribunale di Roma, ha dichiarato l'ammissibilità dell'azione di classe proposta dal Comitato No Acea di Cassino e rimesso la causa dinanzi al Tribunale di Roma, per l'esame nel merito, del giudizio.

Acea SpA - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con detto atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente, è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo – chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo e al risarcimento del danno – ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.

Giudizio di impugnativa

In data 26 aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e con sentenza del 23 giugno 2022, la Corte d'appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza del giudice di prime cure e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite.

Con ricorso per Cassazione notificato in data 21 settembre 2022, Milano '90 ha impugnato la sentenza resa dalla Corte di Appello di Roma. Acea SpA ha notificato controricorso nei termini e si è in attesa della fissazione di udienza.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. In esito al giudizio di opposizione promosso dal terzo pignorato, in data 25 marzo 2022 è avvenuta la corresponsione delle somme assegnate ad Acea.

Acea SpA - Trifoglio Srl

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento di Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile c.d. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 e quindi a depositare ricorso ex art. 702-bis cpc presso il Tribunale di Roma. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita e al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha altresì rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio e ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017, Trifoglio ha proposto appello e con sentenza del 5 luglio 2022 la Corte d'Appello di Roma ha confermato l'inefficacia del contratto di vendita stipulato tra Acea SpA e Trifoglio Srl il 22 dicembre 2010, nonché integralmente rigettato la domanda risarcitoria di Trifoglio Srl.

Nello specifico, il collegio ha riformato la sentenza di primo grado nella parte in cui ha rilevato d'ufficio la nullità del contratto di vendita, ma ha comunque dichiarato l'inefficacia del medesimo, confermando l'obbligo restitutorio in capo ad Acea dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni), somma già corrisposta in attuazione della sentenza di prime cure. Il procedimento è allo stato definito.

Acea SpA - Giudizi ex COS

La controversia ex COS è relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra Almaviva Contact (già COS) e Acea e al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea.

Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transata e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto – rese in data 2 e 10 luglio 2019 – della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004.

I ricorrenti – che hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione – hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.

Giudizi di Quantificazione

Sulla base delle citate sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna della società al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti. Di seguito, specificatamente.

Differenze retributive in ordine al periodo 2008/2014. Nel 2015 sono stati introdotti dai suddetti lavoratori sei distinti giudizi di quantificazione in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 e il 2014. Il Giudice, riuniti i ricorsi, li ha rigettati con sentenza del 3 giugno 2015 avverso la quale è stato proposto appello dalle controparti.

Nel mese di dicembre 2020 si è addivenuti alla conciliazione della lite con uno dei sei lavoratori, mentre il ricorso in appello, proseguito per gli altri 5 ricorrenti, si è concluso con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022, in esito alla quale Acea ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.

Avverso detta sentenza Acea ha proposto ricorso per Cassazione, attualmente in attesa di fissazione di udienza.

Differenze retributive in ordine al periodo 2014/2019. Negli anni 2020 e 2022, sono stati notificati a istanza di quattro lavoratori altrettanti giudizi monitori volti a ottenere anche le retribuzioni non percepite in ordine al segmento temporale 2014-2019.

Per quanto attiene ai decreti ingiuntivi notificati nel 2020, all'esito dei giudizi di opposizione, le istanze dei lavoratori sono state accolte. Nell'aprile del 2022, Acea ha pertanto corrisposto le differenze retributive e gli accessori riconosciuti e ha altresì promosso appello. Per quanto attiene ai ricorsi notificati nel 2022, entrambi i giudizi risultano ritualmente opposti.

Da ultimo, si segnala l'introduzione, nel mese di luglio 2022, di un ricorso ex art. 414 cpc da parte di un quinto lavoratore, le cui istanze sono state accolte con sentenza del dicembre 2022.

Acea SpA - Comune di Botricello

Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del Servizio Idrico Integrato a un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005, il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti – tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) – per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione.

Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito, con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 giugno 2020, gli appelli venivano rigettati.

Acea ha promosso ricorso per Cassazione e si è in attesa della fissazione dell'udienza.

Acea SpA e areti SpA - MP 31 Srl (già Armosia MP Srl)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016, il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma, instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subìto in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.

Acea ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 gennaio 2018.

L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata più volte rinviata ed è attualmente fissata all'11 maggio 2023.

Acea SpA e Acea Ato2 SpA - Co.La.Ri.

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. ed E. Giovi Srl – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice – hanno evocato in giudizio Acea e Acea Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con DLgs 36/2003 – asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985-2009.

Il petitum principale si attesta a oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine – nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile – le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003-2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985-2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale - Roma.

L'udienza di precisazione delle conclusioni era fissata al 22 marzo 2021 e, in detta occasione, il Giudice, tenuto conto delle note depositate dalle parti, ha concesso ulteriori rinvii per i medesimi incombenti. All'udienza del 26 aprile 2022 è stata inoltre sollevata l'eccezione di sopravvenuta carenza di legittimazione attiva del Co.La.Ri. e della E. Giovi in ragione del commissariamento della discarica di Malagrotta (in relazione alle attività di bonifica e di post operativa) disposto con DPCM del 18 febbraio 2022. Si è attualmente in attesa dello scioglimento della riserva da parte del Giudice sulle richieste delle parti.

Acea Ato2 SpA e Acea Ato5 SpA - Impugnativa delle deliberazioni Regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico

Con ricorso presentato avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma, Acea Ato2 ha impugnato le delibere regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico (deliberazione GRL n. 56 del 6 febbraio 2018, deliberazione della GRL n. 129 del 20 febbraio 2018; deliberazione della GRL n. 152 del 2 marzo 2018). Analoga impugnativa è stata proposta anche dall'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale. Con deliberazione n. 218 dell'8 maggio 2018, la Regione Lazio ha sospeso l'efficacia delle delibere impugnate, demandando al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ogni attività utile a pervenire a un nuovo modello di governance del SII nei successivi sei mesi. Pertanto, all'udienza dell'11 luglio 2018, la causa è stata rinviata al 6 febbraio 2019, in attesa delle nuove valutazioni della Regione sulla questione, preannunciate nel provvedimento che ha sospeso gli atti impugnati. In seguito, la Regione ha emesso la deliberazione n. 682 del 20 novembre 2018, con la quale ha disposto la proroga del termine per la definizione del nuovo modello del SII, confermando la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate. Si sono susseguiti numerosi rinvii d'ufficio e, da ultimo, l'udienza è stata fissata al 25 ottobre 2023. Analogo ricorso è stato promosso dalla società Acea Ato5 e anche in questo caso l'udienza è stata da ultimo rinviata, in ragione della perdurante pendenza dell'efficacia della sospensione del provvedimento impugnato e, in ogni caso, dell'istruttoria in corso da parte della Regione.

Acea Ato2 SpA - Parco dell'Aniene Scarl

Giudizio Civile

Nel mese di giugno 2019, la società Parco dell'Aniene Scarl ha citato in giudizio Acea Ato2 e Roma Capitale per l'accertamento di asserite responsabilità delle convenute, in solido o per quanto di spettanza, per presunti fatti illeciti derivanti dal mancato realizzo e/o dalla mancata riparazione del sistema fognario preesistente alle realizzazioni edilizie effettuate dall'attrice nella zona Tor Cervara - Via Melibeo. Il consorzio avanza una, a dir poco esorbitante, richiesta risarcitoria, che ammonta, complessivamente, a oltre € 105 milioni. Il Giudice designato, ritenuto in prima delibazione che l'eccezione di carenza di giurisdizione proposta da Acea fosse idonea a definire il giudizio, ha fissato l'udienza per la precisazione delle conclusioni.

Contestualmente, Parco dell'Aniene ha introdotto ricorso per regolamento di giurisdizione avanti alle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione e con ordinanza del 29 luglio 2021 è stata dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.

Preso atto del provvedimento della Suprema Corte, con ordinanza decisoria del 15 novembre 2022, il Giudice ha dichiarato la sopravvenuta improcedibilità del processo civile.

Giudizio Amministrativo

Con ricorso notificato il 23 novembre 2021, Parco dell'Aniene Scarl ha riassunto il giudizio innanzi al TAR del Lazio.

Acea Ato2 si è costituita ritualmente, chiedendo l'integrazione del contraddittorio nei confronti delle compagnie assicurative già chiamate in causa nell'ambito del giudizio civile. Si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

Acea Ato2 SpA - Impugnative concessione di derivazione idropotabile dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale

Avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) sono stati introdotti tre giudizi per l'annullamento della determinazione della Regione Lazio del 10 giugno 2019 (DGR n. G.07823) – con la quale è stata rilasciata la Concessione di derivazione d'acqua pubblica a uso potabile dalle sorgenti del Peschiera nei Comuni di Cittaducale e Castel S. Angelo e dalle sorgenti Le Capore nei Comuni di Frasso Sabino e Casaprota, per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale – che vedono Acea Ato2 e Roma Capitale quali soggetti controinteressati.

Ricorsi promossi dall'Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota

Con riferimento a entrambi i ricorsi – notificati, rispettivamente, in data 16 e 19 settembre 2019 – con sentenze del 13 marzo 2021, il TSAP ha rigettato integralmente il ricorso promosso dal Comune di Casaprota e dichiarato inammissibile quello dell'Associazione Postribù, per difetto di legittimazione attiva. I giudizi sono allo stato definiti.

Ricorso promosso dal Comune di Rieti

Il ricorso, notificato in data 16 settembre 2019, è stato integralmente rigettato con sentenza dell'11 agosto 2021.

Avverso detta decisione il Comune ha promosso Ricorso per Cassazione con udienza 22 novembre 2022; si è dunque in attesa della decisione. Il Comune ha altresì promosso Ricorso per Rettificazione avanti al TSAP, con udienza da ultimo rinviata al 10 maggio 2023.

Acea Ato2 SpA - Enel Green Power Italia Srl

Con ricorso notificato in data 27 luglio 2020, Enel Green Power Italia Srl (EGP) ha convenuto Acea Ato2 dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione – a essa dovuto in forza dell'accordo vigente tre le parti a far data dall'anno 1985 – per l'energia elettrica non potuta produrre con gli impianti di Farfa 1° salto, Farfa 2° salto, Nazzano e Castel Giubileo, sottesi alla derivazione delle acque delle sorgenti "Le Capore" – un maggiore importo rispetto a quello già corrisposto da Acea.

In dettaglio, la parte attrice sostiene che nel periodo temporale 2009-2019 Acea, nell'applicazione delle modalità di calcolo dell'indennizzo come indicate nell'accordo del 1985, abbia erroneamente calcolato gli importi dovuti e che, in conseguenza di tale errato calcolo, sarebbe tenuta a corrispondere alla EGP il complessivo importo di € 11.614.564,85, oltre ulteriori importi pretesamente dovuti per i conguagli successivi al 31 dicembre 2019 e interessi moratori. Acea Ato2 si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta e indicando una diversa modalità di quantificazione dell'indennizzo più aderente alle pattuizioni intercorse tra le parti nel corso del rapporto contrattuale.

Per effetto dell'applicazione di tale modalità di calcolo, Acea Ato2, tenendo conto degli indennizzi già corrisposti, ha spiegato domanda riconvenzionale per la restituzione dell'importo di € 3.246.201,46, oltre interessi legali, in quanto non dovuto da Acea Ato2.

Con sentenza del 14 novembre 2022, il TRAP, in accoglimento dell'eccezione formulata da Acea Ato2, ha dichiarato l'incompetenza per materia dello stesso TRAP in favore del Tribunale Civile di Roma, fissando termine di 90 giorni per l'eventuale riassunzione. Enel Green Power è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di lite in favore di Acea.

Con atto di citazione notificato il 25 gennaio 2023, EGP ha riassunto il giudizio avanti al Tribunale di Roma; l'udienza indicata in atti è il 30 maggio 2023.

Acea Ato2 SpA e Acea Produzione SpA - Erg Hydro Srl

Con separati ricorsi, notificati in data 10 marzo 2021, Erg Hydro Srl ha convenuto Acea Ato2 e Acea Produzione dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione – a essa dovuto in forza degli accordi vigenti tra le parti a far data dall'anno 1985 – per l'energia elettrica non potuta produrre con i propri impianti, sottesi alla derivazione delle sorgenti del Peschiera e interessati dal rigurgito di Nera Montoro.

La domanda avanzata riguarda la corresponsione di interessi moratori per ritardato pagamento di fatture risalenti, nonché il diverso ammontare dei conguagli calcolati diversamente sulla base del richiamato accordo dell'anno 1985.

Nello specifico, la richiesta complessiva nei confronti di Acea Ato2 è pari a circa € 4.500.000,00, mentre nei confronti di Acea Produzione la domanda avanzata è pari a circa € 140.000,00.

Le convenute si sono costituite in giudizio deducendo l'intervenuta prescrizione degli importi richiesti, nonché l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta. Nel novembre 2021, è stata disposta consulenza tecnica d'ufficio avente ad oggetto la quantificazione dell'indennizzo dovuto da Acea Ato2 per la sottensione del Peschiera.

La relazione peritale del luglio 2022 ha confermato la correttezza del calcolo della sottensione come elaborato da Acea Ato2 e l'udienza per l'esame dell'elaborato peritale è stata da ultimo rinviata al 21 marzo 2023.

areti SpA - GALA SpA

Nel novembre 2015, areti ha stipulato con Gala SpA, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica.

A partire dal mese di marzo 2017, Gala SpA ha sospeso integralmente i pagamenti dei corrispettivi fatturati e dovuti ad areti. A tutela delle proprie ragioni creditorie, in data 7 aprile 2017, areti ha avviato l'escussione di parte delle garanzie rilasciate da Gala SpA e poi, contestato l'inadempimento alle obbligazioni nascenti dal contratto, sia di Gala SpA sia dei garanti, si è avvalsa delle clausole di risoluzione ivi contemplate.

Si riassumono di seguito i principali contenziosi ancora pendenti generati dalla complessa vicenda.

Il giudizio intentato dal garante Euroins Insurance Plc

Nel mese di luglio 2017, Euroins Insurance Plc, garante di GALA, ha autonomamente introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa. Il giudizio è stato incardinato innanzi alla Sezione XVII del Tribunale di Roma e con sentenza del 10 maggio 2021 è stata respinta l'azione di accertamento dell'invalidità della polizza, con condanna di Euroins al pagamento, in favore di areti, della somma di € 5,0 milioni oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo e spese processuali.

La sentenza ha altresì condannato GALA a procurare la liberazione della garante pagando direttamente ad areti la somma di € 5,0 milioni, oltre interessi legali.

In data 8 giugno 2021, GALA ha adempiuto spontaneamente al pagamento di quanto previsto in sentenza, corrispondendo ad areti l'importo complessivo pari a € 5.058.986,30, comprensivo di interessi legali (per € 58.986,30), con riserva di gravame e di ripetizione dell'indebito, anche in relazione alle domande oggetto del parallelo contenzioso civile tra la medesima GALA e areti.

L'atto di citazione in appello da parte di GALA è stato notificato il 10 dicembre 2021 e l'udienza è stata rinviata al 22 giugno 2026 per discussione orale.

La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia e di Acea

Con atto di citazione notificato nel marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di oltre € 200.000.000,00.

GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute – Acea e Acea Energia – costituiscono atti di concorrenza sleale, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.

Le società del Gruppo Acea citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.

Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.

Il giudizio è attualmente pendente innanzi alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e all'udienza di precisazione delle conclusioni del 9 dicembre 2021 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali. Nell'aprile 2022 si è tenuta la discussione orale e si è attualmente in attesa della sentenza.

areti SpA - Metanewpower (MNP)

Nel mese di novembre 2015, areti, nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società Metanewpower, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto, al quale il venditore si è reso ripetutamente inadempiente.

Giudizio sulle garanzie

Con citazione notificata in data 7 settembre 2018, MNP contesta

la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia e il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale e chiede il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 2,0 milioni, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti.

Nel mentre, a fronte del grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali, in data 8 ottobre 2018, areti comunicava a MNP la risoluzione del contratto di trasporto.

Nel corso del giudizio, nel mese di dicembre 2019, controparte ha modificato la propria richiesta risarcitoria, quantificandola complessivamente inoltre € 34,0 milioni (includendo tuttavia nella domanda l'importo di circa € 11,0 milioni a titolo di danno da risoluzione, richiesto anche nell'ulteriore giudizio risarcitorio).

Con sentenza del 27 luglio 2022 sono state rigettate tutte le domande promosse nei confronti di areti, con condanna della controparte alle spese di lite. Pendono termini per appello.

Giudizio risarcitorio

In esito a una prima fase cautelare favorevole al venditore – nell'ambito della quale il giudice ha ravvisato sotto un profilo marginale la violazione del dovere di collaborazione da parte del distributore pur in presenza di inadempimento del venditore - con citazione notificata il 5 dicembre 2018 MNP ha instaurato giudizio ordinario, contestando la validità delle clausole contrattuali e chiedendo il risarcimento del danno dovuto all'annullamento della risoluzione del contratto a seguito della citata ordinanza del Tribunale. La richiesta, come da ultimo precisato in occasione delle memorie istruttorie, ammonta ad almeno € 14,0 milioni. All'udienza di precisazione delle conclusioni del 7 dicembre 2022 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali.

Recupero del credito di areti nei confronti di Metanewpower

In data 30 maggio 2019, a seguito del perdurante inadempimento di MNP, areti ha disposto nuova risoluzione contrattuale e attivato il recupero del credito, ottenendo l'emissione di un decreto ingiuntivo per l'importo di circa € 3,85 milioni a titolo di corrispettivi inadempiuti. MNP – per le stesse ragioni di cui si è detto – ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo. Con provvedimento del 15 novembre 2021, a scioglimento della riserva assunta in occasione dell'udienza del 3 dicembre 2020, il giudice ha rigettato la richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto, concedendo i termini per le memorie ex art. 183 cpc e rinviando la causa per il prosieguo all'udienza del 10 marzo 2022. In tale occasione, il giudice, ritenute irrilevanti le richieste istruttorie, ha rinviato per conclusioni al 20 marzo 2024.

areti SpA - Metaenergia SpA

Nel mese di ottobre 2018, la società Metaenergia SpA, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, ha citato in giudizio il distributore areti, contestando la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia e il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri generali di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale. La società attrice ha chiesto dunque la restituzione degli importi prestati a titolo di deposito cauzionale e il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 320 mila, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti. Con sentenza del 22 giugno 2022, il Giudice ha rigettato integralmente le domande proposte dal trader Metaenergia, condannandola altresì al pagamento delle spese di lite. Il giudizio è allo stato definito.

GORI SpA - Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio Sarno

Con la sentenza n. 7271/2021 del 7 settembre 2021, il Tribunale di Napoli, XII Sezione Civile, ha respinto la richiesta dell'attore Consorzio di Bonifica Sarno di vedere condannare la convenuta GORI SpA al pagamento di circa € 21 milioni a titolo di spese consortili relativamente al periodo dal 2008 al 2016, in ragione del fatto – sinteticamente – che il Consorzio non ha fornito prove (innanzitutto a causa dell'incertezza dei dati e della carente documentazione prodotta) del beneficio diretto e, quindi, economicamente valutabile, ricevuto da GORI per l'utilizzo dei canali consortili, con l'effetto della "impossibilità di individuare dati certi e di quantificare con esattezza e senza ombra di dubbio il contributo dovuto dalla Società convenuta". Avverso tale sentenza, il Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno ha proposto appello e, la Corte d'Appello di Napoli, ha rinviato la causa per le precisazioni delle conclusioni all'udienza del 17 settembre 2024.

GORI SpA - Aggiornamento dello schema regolatorio 2016-2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese - Vesuviano della Regione Campania

I Comuni di Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA), Scisciano (NA) e Lettere (NA) hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli, la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 8 agosto 2016 con cui è stato predisposto lo Schema Regolatorio 2016-2019 e la deliberazione del medesimo Commissario Straordinario n. 39/2018 del 17 luglio 2018 con cui è stato aggiornato il predetto Schema Regolatorio. Entrambi i giudizi avente ad oggetto la deliberazione 19/2016 (RG 5192/16) e la deliberazione n. 39/2018 (RG 4698/18) sono stati sospesi in attesa degli esiti del giudizio pendente in Consiglio di Stato e incardinato dai Comuni di Angri (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano, n. 1619 del 29 giugno 2018 con cui è stata confermata la legittimità della deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr di approvazione dello Schema Regolatorio 2012-2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. A tale riguardo, il TAR Campania, sede di Napoli, nella Camera di Consiglio del giorno 12 ottobre 2022, ha preliminarmente riunito i giudizi e dichiarato improcedibili i ricorsi, essendo le gravate determinazioni assorbite e superate dai nuovi provvedimenti sopra illustrati, emanati in materia di regolazione tariffaria dall'EIC e dall'ARERA e dalla consequenziale necessità di rivalutare le tariffe relative al periodo oggetto di scrutinio (2016-2019).

Procedimento AGCM A/513 - Acea SpA, Acea Energia SpA e areti SpA

In data 8 gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea, Acea Energia e areti il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che

le suddette società del Gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante – qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi – consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea SpA, Acea Energia SpA e areti SpA una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari a € 16.199.879,09.

Nella piena convinzione dell'illegittimità del provvedimento, avverso il medesimo sono stati incardinati, avanti al TAR Lazio, due ricorsi amministrativi, l'uno promosso da areti e l'altro da Acea Energia e Acea SpA. Con distinte sentenze del 17 ottobre 2019, i ricorsi sono stati accolti e, per l'effetto, la sanzione è stata annullata.

Con ricorsi notificati in data 17 gennaio 2020, l'AGCM ha promosso appello avanti al Consiglio di Stato. Le società del Gruppo interessate si sono costituite proponendo a loro volta appello incidentale e si è in attesa della fissazione di udienza.

Procedimento AGCM PS12458 - Acea Energia SpA

In data 18 ottobre 2022 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha chiesto informazioni avente ad oggetto le c.d. "modifiche unilaterali di contratto". In data 4 novembre 2022, la Società ha provveduto a fornire all'AGCM riscontro alla suddetta richiesta di informazioni e, in data 12 dicembre 2022, ha ritenuto opportuno trasmettere una seconda comunicazione con ulteriori elementi di dettaglio volti a comprovare la conformità del proprio operato a quanto disposto dall'art. 3 del DL Aiuti bis.

Ciò posto, in data 13 dicembre 2022, l'AGCM ha comunicato ad Acea Energia l'avvio di un procedimento, assegnando alla Società il termine di 20 giorni per il deposito di memorie scritte e di documenti (termine ridotto a 7 giorni con riferimento a memorie e documenti relativi all'adozione delle misure di sospensione provvisoria della pratica commerciale, ai sensi dell'art. 8, comma 3, del Regolamento).

Inoltre, al fine di acquisire elementi conoscitivi utili alla valutazione della suddetta pratica commerciale, l'AGCM ha chiesto ad Acea Energia di voler fornire, entro 20 giorni dalla ricezione della citata comunicazione, ulteriori informazioni attinenti alle comunicazioni di modifica unilaterale/rinnovo effettuate dalla Società.

In pari data, l'Autorità ha altresì notificato alla Società un provvedimento cautelare, con il quale ha disposto che:

Acea Energia sospenda provvisoriamente l'applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto 2022 o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto 2022, confermando fino al 30 aprile 2023 le condizioni di fornitura precedentemente applicate, comunicando individualmente ai consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l'applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l'inefficacia delle modifiche proposte;

  • Acea Energia comunichi individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto 2022 o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche;
  • Acea Energia comunichi all'Autorità l'avvenuta esecuzione del provvedimento di sospensione e le relative modalità entro 5 giorni dal ricevimento della comunicazione del 13 dicembre 2022, inviando una relazione dettagliata nella quale vengano illustrate le iniziative assunte in ottemperanza a quanto disposto sub a) e b);
  • che la parte interessata possa, entro 7 giorni dalla notifica del provvedimento del 13 dicembre 2022, presentare memorie scritte e documenti, ai fini della conferma delle sopraindicate misure.

Acea Energia, stante il pregiudizio grave e irreparabile derivante dall'attuazione del suddetto provvedimento, ha prontamente impugnato lo stesso dinanzi al TAR Lazio, con ricorso depositato in data 15 dicembre 2022, al fine di chiederne l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia.

In data 19 dicembre 2022, Acea Energia ha comunque trasmesso all'AGCM la relazione di ottemperanza alle misure disposte dall'Autorità e, in data 20 dicembre 2022, ha depositato una memoria scritta, al fine di fornire ulteriori chiarimenti circa l'assenza di ogni illecito e con riserva di formulare ulteriori difese nel corso del procedimento.

Successivamente, sono state registrate due significative novità nel contesto giurisprudenziale e legislativo:

  • in data 22 dicembre 2022, il Consiglio di Stato si è pronunciato con ordinanza, in relazione a un altro operatore del mercato – che, analogamente ad Acea Energia, era stato raggiunto da un provvedimento cautelare inerente alla possibile violazione dell'art. 3 del DL Aiuti bis, successivamente impugnato – accogliendo l'istanza cautelare avanzata dello stesso e sospendendo in parte il provvedimento oggetto di gravame. Invero quest'ultimo, ad avviso del Giudicante, recava un generalizzato ordine di sospendere ogni variazione nei contratti di fornitura, incidendo altresì sui rinnovi contrattuali predeterminati nell'esercizio della libertà negoziale, secondo una "inammissibile interpretazione estensiva della disposizione nazionale limitativa della libertà di mercato a situazioni non espressamente previste (con estensione delle sanzioni a condotte non contemplate dalla disposizione)". Inoltre, il Consiglio di Stato ha sospeso il provvedimento impugnato dell'operatore nella parte in cui esso investa contratti a tempo determinato o contratti che prevedano una scadenza predeterminata delle condizioni economiche a data precedente il 30 aprile 2023, essendo in questione in tal caso non l'esercizio dello ius variandi ma un rinnovo contrattuale liberamente pattuito dalle parti;
  • in data 29 dicembre 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL n. 198/2022 ("Decreto Milleproroghe"), il quale ha modificato l'art. 3 del DL Aiuti bis, prorogando il termine di sospensione dell'efficacia delle modifiche unilaterali al 30 giugno 2023 ed escludendo espressamente dal perimetro di applicabilità della norma "le clausole contrattuali che consentono all'impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare

le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte".

In conseguenza delle citate novità giurisprudenziali e legislative, l'A-GCM ha adottato, in data 30 dicembre 2022, un secondo provvedimento cautelare nei confronti di Acea Energia con il quale, revocando parzialmente il provvedimento adottato il 12 dicembre 2022, ha confermato lo stesso nella sola parte in cui dispone che la Società:

  • sospenda provvisoriamente l'applicazione delle nuove condizioni economiche indicate nelle comunicazioni di proposta di modifica unilaterale del contratto inviate prima del 10 agosto o nelle comunicazioni di proposta di rinnovo delle condizioni economiche inviate dopo il 10 agosto, per le quali avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle stesse, confermando fino all'effettiva scadenza, ovvero fino al 30 aprile 2023, le condizioni di fornitura precedentemente vigenti, comunicando individualmente ai consumatori interessati dalle predette comunicazioni, e con la medesima forma, l'applicazione delle precedenti condizioni di fornitura, ovvero, nel caso in cui i termini di perfezionamento delle nuove comunicazioni non siano ancora scaduti, l'inefficacia delle modifiche proposte;
  • comunichi individualmente e con la medesima forma ai consumatori che hanno esercitato il diritto di recesso a seguito della comunicazione di proposta di modifica unilaterale inviata prima del 10 agosto o di rinnovo delle condizioni economiche inviata successivamente a tale data, avuto riguardo a contratti a tempo indeterminato per i quali non era specificamente individuata o comunque predeterminabile una scadenza delle condizioni economiche di fornitura, la possibilità di ritornare in fornitura alle precedenti condizioni economiche fino all'effettiva scadenza ovvero fino al 30 aprile 2023.

In considerazione del suddetto provvedimento dell'AGCM, Acea Energia ha introdotto, nel giudizio già pendente dinanzi al TAR Lazio, motivi aggiunti di ricorso, al fine di chiederne l'annullamento. Da ultimo si precisa che, in pendenza del giudizio presso il TAR Lazio, Acea Energia ha trasmesso all'AGCM, in data 16 gennaio 2023, un riscontro alla richiesta di informazioni contenuta nel provvedimento del 12 dicembre 2022, nonché una nuova relazione di ottemperanza alle misure richieste dall'Autorità con il provvedimento del 29 dicembre 2022, ribadendo la piena conformità del proprio operato rispetto a quanto disposto dall'art. 3 del Decreto Aiuti bis, come anche confermato dal chiarimento reso dal legislatore attraverso l'art. 11, comma 8, del DL n. 198 del 2022 (c.d. Milleproroghe).

Infine, in data 6 febbraio 2023, l'AGCM ha depositato in giudizio una memoria, alla quale Acea Energia ha risposto con memoria di replica depositata l'11 febbraio 2022. In considerazione della proposizione dei motivi aggiunti, l'udienza pubblica per la discussione del ricorso si è tenuta il 22 febbraio 2023 e si è attualmente in attesa degli esiti.

Ricorsi c.d. Extraprofitti (Contributo solidaristico ex art. 37 DL 21/2022) - Acea Ambiente Srl, Acea Produzione SpA, Acea Energia SpA e Acea Solar Srl

Con riferimento al contributo in oggetto, sul presupposto che una parte significativa della base imponibile identificata per le società del Gruppo Acea non può dirsi riconducibile agli extraprofitti che il legislatore ha inteso tassare, bensì a operazioni straordinarie, le Società Acea Ambiente Srl, Acea Produzione SpA e Acea Energia SpA hanno promosso tre distinti ricorsi innanzi al TAR Lazio – provvedendo, in ogni caso, al pagamento dei rispettivi acconti – per l'annullamento del provvedimento attuativo con il quale l'Agenzia delle Entrate ha definito gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di versamento del contributo (Provvedimento del Direttore dell'AdE prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022).

La domanda formulata è volta a ottenere l'annullamento del provvedimento impugnato, previa rimessione della questione di legittimità avanti la Corte costituzionale dell'art. 37 del DL n. 21/2022.

Nelle more, è emerso che anche Acea Solar Srl, in ragione di un'operazione straordinaria, è tenuta al versamento del contributo solidaristico; pertanto, entro lo scorso 31 agosto 2022 la Società ha provveduto al versamento dell'acconto del contributo ed è stato notificato ricorso anche da parte di detta società.

Con sentenze pubblicate tra il 16 e il 17 novembre 2022, i quattro ricorsi promossi dalle società del Gruppo – unitamente ai ricorsi presentati da altri operatori ricorrenti estranei al Gruppo – sono stati dichiarati inammissibili per difetto assoluto di giurisdizione sull'atto impugnato. Sono stati promossi distinti appelli avanti al Consiglio di Stato, con udienza in camera di consiglio fissata per il 14 marzo 2023.

Per quanto concerne le società Acea Ambiente e Acea Solar, in ragione delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2023 all'art. 37 del DL 21/ 2022, che hanno circoscritto l'obbligo di versamento del contributo straordinario ai soli casi in cui almeno il 75% del volume d'affari dell'anno 2021 derivi dalle attività svolte nel settore energetico, si provvederà al deposito delle dichiarazioni di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione degli appelli proposti.

Contenziosi nell'ambito del procedimento di realizzazione della c.d. quarta linea San Vittore - Acea Ambiente Srl

Avverso la Determinazione della Regione Lazio n. G09041 del. 12 luglio 2022, avente ad oggetto "Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell'art. 27-bis del DLgs 152/2006 e smi progetto "Adeguamento impiantistico e sistemazione ambientale del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio con la realizzazione di una quarta linea", nel Comune di San Vittore del Lazio (FR), località Valle Porchio – Società Proponente Acea Ambiente Srl – sono stati notificati 5 ricorsi amministrativi, che vedono Acea Ambiente quale soggetto controinteressato.

I successivi provvedimenti amministrativi della Regione sono l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) del 26 ottobre 2022 e il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) del 28 ottobre 2022:

  • I. Lamberet SpA Ricorso al TAR Lazio Roma, notificato in data 10 ottobre 2022. Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR).
  • II. Comuni di Rocca di Evandro, di Mignano Monte Lungo, San Pietro Infine e Associazione Ambientalista Fare Verde Onlus - Ricorso al TAR Lazio - Latina, notificato in data 10 ottobre 2022. In data 27 dicembre 2022 è stato notificato ricorso per motivi aggiunti volto a impugnare AIA e PAUR. Il ricorso è munito di istanza cautelare e l'udienza per la discussione della sospensiva si è tenuta al 22 febbraio 2023. All'esito, l'istanza cautelare è stata respinta. Successivamente il TAR Latina ha fissato

al 10 maggio 2023 udienza per valutare l'istanza di consulenza tecnica depositata dai ricorrenti.

  • III. Comune di Cassino Ricorso al TAR del Lazio Latina, notificato in data 11 ottobre 2022. Non risulta notificato ricorso per motivi aggiunti avverso i successivi provvedimenti autorizzativi (AIA e PAUR).
  • IV. Siefic Calcestruzzi Srl e Siefic SpA Ricorso al TAR del Lazio - Roma, notificato in data 13 ottobre 2022. In data 13 gennaio 2023 è stato notificato il ricorso per motivi aggiunti volto a impugnare l'AIA e il PAUR, accompagnato da domanda cautelare. La Camera di Consiglio si è tenuta in data 8 febbraio 2023. All'esito, il TAR del Lazio Roma ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR Lazio per l'adozione della deci-

sione sulla eccezione di incompetenza formulata da Acea.

V. Comune di San Vittore del Lazio - Ricorso al TAR del Lazio – Latina, notificato in data 16 ottobre 2022. Notificati motivi aggiunti per impugnativa PAUR e AIA in data 23 dicembre 2022. Il ricorso non è munito di domanda cautelare.

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 34 a commento del Fondo Rischi e Oneri). Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE SUGLI STRUMENTI FINANZIARI E POLITICHE DI GESTIONE DEI RISCHI

CLASSI DI STRUMENTI FINANZIARI

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS7 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.

€ migliaia FVTPL FVTOCI Costo ammortizzato Valore di bilancio Note esplicative
Attività non correnti 19.852 13.686 0 33.537
Altre partecipazioni 3.007 0 0 3.007 21
Totale attività finanziarie 16.845 13.686 0 30.531 23
Attività correnti 0 81.298 1.952.648 2.033.946
Totale crediti commerciali 0 0 1.267.445 1.267.445 26
Crediti per derivati su commodity 0 81.298 0 81.298 27
Totale attività finanziarie correnti 0 0 342.085 342.085 29
Altre attività correnti 0 0 343.117 343.117 27
Passività non correnti 0 346.108 4.302.767 4.648.875
Obbligazioni 0 160.430 3.674.022 3.834.453 35
Debiti verso banche 0 185.678 628.744 814.422 35
Passività correnti 0 1.572 2.999.732 3.001.304
Obbligazioni a breve 0 0 316.965 316.965 37
Debiti verso banche 0 0 145.054 145.054 37
Altri debiti finanziari 0 0 140.892 140.892 37
Debiti per derivati su commodity 0 1.572 0 1.572 36
Totale debiti verso fornitori 0 0 1.849.980 1.849.980 38
Altre passività 0 0 546.841 546.841 40

FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio-lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

TIPOLOGIA DI RISCHI FINANZIARI E ATTIVITÀ DI COPERTURA CONNESSE

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di Yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio Commodity

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

• Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodity derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;

• Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.

Acea SpA, attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control dell'Unità Finanza nell'ambito della Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia SpA, verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi del Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea SpA e le "Linee Guida per la Gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine" di Acea SpA approvate dal CdA il 14 marzo 2022 e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners.

In particolare:

  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea SpA delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:

  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
  • garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodity e di hedging;
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

La gestione e mitigazione del rischio commodity è funzionale al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo Acea, come indicati nel budget, in particolare:

proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;

  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

L'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine è finalizzata a soddisfare il fabbisogno atteso derivante dai contratti di vendita di energia elettrica e gas ai clienti finali.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Princìpi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo. In merito agli impegni assunti dal Gruppo Acea al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere è contabilizzabile in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per finalità dell'attività (Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo Acea) e commodity (ad esempio: Energia Elettrica, Gas, EUA);
  • controllo quotidiano del rispetto dei limiti applicabili ai vari Commodity Book.

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della Legge 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possano far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.

Gli obiettivi e le politiche in materia di gestione del rischio mercato, di credito di controparte e legale sono esplicitati nella sezione apposita della Relazione sulla Gestione a cui si rimanda.

È da rilevare che le coperture effettuate sul portafoglio acquisti e vendite sono state eseguite con alcuni dei principali operatori del mercato elettrico e del settore finanziario. Si riportano di seguito, in ottemperanza all'ex art. 2427-bis del codice civile, tutte le informazioni utili alla descrizione delle operazioni poste in essere aggregate per indice coperto con validità a partire dal 1° gennaio 2022.

Strumento Indice Finalità Acquisti/Vendite Fair value
€ migliaia
Quota a
patrimonio
netto
Quota a
conto
economico
Swap, CFD Energy_IT Hedging Energy portfolio Vendita energia elettrica 80.239 80.239 0
Swap, CFD Gas_IT Hedging Gas portfolio Acquisto gas naturale (763) (763) 0

Il Gruppo determina la classificazione degli strumenti finanziari al fair value in base a quanto previsto dall'IFRS13. Il fair value delle attività e delle passività è classificato in una gerarchia del fair value che prevede tre diversi livelli, definiti come segue, in base agli input e alle tecniche di valutazione utilizzati per valutare il fair value:

  • livello 1: prezzi quotati (non modificati) su mercati attivi per attività o passività identiche;
  • livello 2: input diversi da prezzi quotati di cui al livello 1 che sono osservabili per l'attività o per la passività, sia direttamente sia indirettamente;
  • livello 3: input che non basati su dati osservabili di mercato. In questa nota sono fornite alcune informazioni di dettaglio inerenti alle tecniche di valutazione e agli input utilizzati per elaborare tali valutazioni.

Si informa che, per quanto riguarda le tipologie di derivati su commodity per i quali viene determinato il fair value, il livello del fair value è 1 in quanto sono quotati su mercati attivi.

Infine, si segnala che il Gruppo, a partire dall'esercizio 2014, ha applicato la normativa di cui ai regolamenti CE 148 e 149/2013 (congiuntamente e insieme al Reg 648/2012, la Normativa EMIR) ed è attualmente definita come NFC (Non Financial Counterparty).

Rischio liquidità

La politica di gestione del rischio liquidità di Acea è basata sulla disponibilità di un significativo ammontare di linee di credito bancarie. Tali affidamenti sono superiori al fabbisogno medio necessario per fronteggiare gli esborsi pianificati e consentono di minimizzare il rischio delle uscite straordinarie. Al fine della ottimizzazione del rischio di liquidità, il Gruppo adotta una gestione accentrata della tesoreria che riguarda le società più importanti del Gruppo nonché presta assistenza finanziaria alle Società (controllate e collegate) con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2022 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 425 milioni, di cui € 21 milioni utilizzati. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. In caso di tiraggio di tali tipologie di linee, Acea pagherebbe un tasso di interesse pari all'Euribor a uno, due, tre o sei mesi (a seconda del periodo di utilizzo prescelto) al quale si aggiungerebbe uno spread che, in alcuni casi, può variare a seconda del rating assegnato alla Capogruppo.

Acea dispone inoltre di linee committed di tipo revolving per € 700 milioni con scadenza media di circa 3,9 anni. Inoltre, Acea ha sottoscritto il 30 luglio 2020 un nuovo contratto di finanziamento diretto e non garantito con la Banca Europea per gli Investimenti per un importo complessivo fino a € 250 milioni interamente utilizzato al 31 dicembre 2022. Alla fine dell'esercizio la Capogruppo ha in essere impieghi in operazioni di deposito a breve pari a € 190 milioni. Si informa che il Programma EMTN, deliberato e costituito nel 2014 per un importo iniziale pari a € 1,5 miliardi, adeguato nel 2021 fino a un importo complessivo di € 5 miliardi, è disponibile al 31 dicembre 2022 per un importo residuo pari a € 1 miliardo. Si segnala che, nei primi due mesi del 2023, Acea ha collocato emissioni obbligazionarie per complessivi € 700 milioni.

Il grafico che segue raffigura l'evoluzione futura delle scadenze di debito complessive previste sulla base della situazione in essere alla fine dell'esercizio.

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori (€ 1.861,7 milioni) si precisa che la componente a scadere nei prossimi dodici mesi è pari a € 1.677,6 milioni. Lo scaduto di € 184,1 milioni verrà pagato entro il primo trimestre 2023.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio-lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente a un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria a medio-lungo termine consolidata evidenzia come il rischio cui risulta essere esposto Acea è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2022 per circa l'84% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura e quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

Acea uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio e alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholder e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile;
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento;
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora Acea decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Attualmente è in essere alla data del 31 dicembre 2022 su Acea un'operazione di cross currency swap plain vanilla stipulata nel 2010 per trasformare in euro la valuta del Private Placement (Yen) e il tasso Yen applicato in un tasso fisso in euro.

Lo strumento derivato contrattualizzato da Acea sopra elencato è di tipo non speculativo e il fair value, calcolato secondo la metodologia bilateral, è negativo per € 18,0 milioni (negativo per € 21,8 milioni al 31 dicembre 2021).

Il fair value dell'indebitamento a medio-lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Finanziamenti
€ migliaia
Costo ammortizzato
(A)
Fair value riskless
(B)
Delta
(A – B)
Fair value
risk adjusted
(C)
Delta
(A – C)
Obbligazioni 4.151.418 3.829.231 322.187 3.729.684 421.735
-
a tasso fisso
292.609 289.315 3.295 278.563 14.046
-
a tasso variabile
460.956 456.889 4.068 441.686 19.270
-
a tasso variabile in cash flow hedge
197.903 203.445 (5.542) 198.444 (542)
Totale 5.102.886 4.778.879 324.007 4.648.377 454.510

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi "risk adjusted", cioè di una curva rettificata per il livello di rischio e il settore di attività di Acea. Infatti, è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in euro, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto

Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul fair value e sull'evoluzione dei Cash Flow futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra -1,5% e +1,5%.

Variazione
di present value
Spread costante applicato € milioni
-1,50% -419,2
-1,00% -316,4
-0,50% -216,9
-0,30% -168,4
n.s. 0
0,25% -73,7
0,50% -27,5
1,00% 62,7
1,50% 150,1

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o ad altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.

Rischio di credito

Come già indicato nella parte generale della Relazione sulla Gestione a cui si fa rimando, Acea ha emanato a luglio 2019 le nuove linee guida della Credit Policy di Gruppo e la procedura "Scoring e affidamento della clientela", che definisce le modalità di prevenzione del rischio di credito (di seguito "Credit Check") sui mercati non regolamentati.

Le linee guida della Credit Policy, di carattere generale, ispirate al principio di decentramento delle attività del credito all'interno delle società, individuano, sulla base di una matrice di Governance, le responsabilità della Capogruppo e quelle delle società operative.

Sulla base delle citate linee guida è demandata alle società la gestione operativa dei crediti attivi e cessati dell'intero portafoglio del credito, fatta eccezione per i clienti di importo rilevante gestiti da Credito Corporate mediante studi legali identificati insieme alla Funzione Affari Legali. Per le società autorizzate, l'Unità Riscossione di Amministrazione Finanza e Controllo procede, su incarico delle stesse, al recupero mediante ingiunzione fiscale.

L'Unità Credito Corporate opera un continuo monitoraggio sull'andamento dei crediti fornendo presentazioni gestionali periodiche (mensili) articolate per area industriale e per società rilevanti.

Di seguito si riportano le attività in ambito gestione rischio di credito delle principali aree di business del Gruppo per numero clienti/ fatturato.

Per quanto concerne la società areti, la componente creditizia gestita dalla Società che evidenzia un possibile fattore di rischio è quella fatturata agli esercenti l'attività di vendita relativa al trasporto dell'energia sulla rete di distribuzione, alle prestazioni eseguite per i clienti finali e agli oneri generali di sistema (questi ultimi a loro volta versati a CSEA o al GSE). Il rischio è stato mitigato a seguito degli interventi normativi posti in essere dall'ARERA, che hanno introdotto meccanismi di riconoscimento degli importi non riscossi.

Per quanto concerne le società dell'Area Commerciale e Trading, per le forniture di energia elettrica e gas sul Mercato Libero viene effettuata un'attività di rilevazione preventiva del rischio credito attraverso il sistema di scoring del credito, integrato con il sistema di gestione utenze che permette di fare valutazioni in tempo reale del merito creditizio del potenziale cliente in sede di acquisizione dello stesso:

  • con riferimento alla clientela Mass Market e Small Business, il sistema di Credit Check, integrato nel CRM, è direttamente utilizzabile da Acea Energia e dalle agenzie commerciali incaricate dalla stessa. Sono state definite specifiche scorecard per identificare i clienti potenzialmente non idonei alla fornitura di energia elettrica o gas, in quanto caratterizzati da un profilo di rischio non in linea con gli standard aziendali;
  • con riferimento alla clientela Large e Top è operativa l'attività istruttoria, su piattaforma dedicata, attraverso appositi workflow che supportano l'analisi puntuale dei clienti prospect, centralizzata in Acea SpA, grazie anche alla disponibilità di informazioni aggiornate di tipo contabile e commerciale.

Si segnala inoltre che al fine di anticipare potenziali deterioramenti nella performance di incasso derivanti dallo scenario energetico in corso si è proceduto a rivedere i tassi relativi ai loss rate delle fatture da emettere in funzione delle ultime rilevazioni sugli unpaid a 24 mesi, interpolando, per le generazioni di fatturato più recenti, i tassi di unpaid a breve termine (3M-6M-9M-12M-24M) sulla base delle correlazioni storiche e della relativa volatilità.

Si segnala inoltre che Acea Energia utilizza il sistema di fatturazione sia per la gestione del credito relativo alle utenze attive del mercato tutelato, sia per la gestione del credito dei clienti attivi del Mercato Libero, mentre i crediti relativi ai clienti cessati vengono gestiti attraverso un software dedicato.

Negli ultimi due anni sono stati rafforzati il recupero giudiziale e stragiudiziale, potenziando i meccanismi di performance e qualità su crediti "small-ticket" tramite master legal e agenzie di recupero gestiti da Acea Energia utilizzando così i servizi offerti da operatori di mercato per il recupero massivo del credito.

Sempre sul lato gestionale sono continuati con successo gli interventi sul processo di abbinamento incassi, agendo sia sui canali di incassi sia sui sistemi applicativi, nonché sul numero delle risorse dedicate al processo.

I clienti cessati "large-ticket", a valle di un processo di collection interno posto in essere da Acea Energia, in caso di esito infruttuoso dell'azione di recupero vengono trasferiti all'Unità Credito Corporate di Acea che procede all'affidamento degli stessi, in pacchetti con caratteristiche omogenee, a studi legali convenzionati dalla Funzione Affari Legali e Societari.

Gli studi legali vengono valutati in funzione delle performance di recupero e ricevono affidamenti proporzionali ai risultati ottenuti.

Per quanto concerne le società dell'Area Idrico, si deve ricordare che la Legge Galli, affidando a un unico gestore con concessione di durata trentennale il Servizio idrico integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale, ha di fatto configurato una situazione di monopolio locale nella gestione di tale servizio.

Tali caratteristiche del mercato idrico si riflettono sulla valutazione del rischio credito che si caratterizza principalmente per alcune tipologie di insolvenza, riguardanti in particolare:

  • crediti oggetto di procedure concorsuali;
  • crediti connessi a cessazioni di utenze senza configurazione di nuovo rapporto contrattuale;
  • crediti connessi a situazioni sociali peculiari, nelle quali il soggetto gestore per ragioni di ordine pubblico e/o territoriali non è messo in condizione di applicare i tipici strumenti a tutela del rischio.

In sostanza l'utenza, anche nei casi tipici di carenza di liquidità, tende ad assolvere i propri impegni verso un servizio primario qual è la fornitura idrica ponendo in capo al soggetto gestore un rischio di natura prevalentemente "finanziaria", legato cioè a dinamiche di incasso mediamente più lente rispetto al credito commerciale.

Il legislatore è più volte intervenuto per adottare misure di contenimento della morosità e in particolare l'ultima delibera ARERA 311/2019/R/idr che ha pubblicato il provvedimento REMSI, che reca le disposizioni per la regolazione della morosità nel Servizio Idrico Integrato (REMSI) a far data dal 1° gennaio 2020. Tale provvedimento è stato successivamente modificato e integrato con la deliberazione 17 dicembre 2019, 547/2019/R/idr, con la deliberazione 26 maggio 2020, 186/2020/R/idr e con la deliberazione 16 giugno 2020, 221/2020/R/idr.

In questo contesto le Società, in coerenza alle linee guida della credit policy del Gruppo Acea, hanno individuato differenti strategie che rispondono alla filosofia del "Customer Care", basate sul presupposto fondamentale del rapporto diretto con l'utenza, quale elemento distintivo per la realizzazione di un processo efficiente volto al costante miglioramento della posizione finanziaria netta.

L'attuazione delle strategie di gestione del rischio credito avviene partendo dalla macro-distinzione fra utenze pubbliche (comuni, pubbliche amministrazioni ecc.) e utenze private (industriali, commerciali, condomìni ecc.), in quanto a tali categorie sono riconducibili differenti dimensioni di rischio, in particolare:

  • basso rischio di insolvenza e alto rischio di ritardato pagamento per le utenze pubbliche;
  • rischio insolvenza e rischio di ritardato pagamento variabile per le utenze private.

Per quanto riguarda il credito relativo alle utenze "pubbliche", esso viene gestito attraverso azioni specifiche di recupero del credito in phone collection e per una parte residuale mediante cessione pro soluto a partner finanziari e/o attraverso operazioni di compensazione crediti/debiti o attraverso accordi di transazione.

La gestione del credito relativo alle utenze "private" si declina attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di sollecito bonario, informative specifiche per le utenze Condomìni, messa in mora, affidamento a società specializzate o in lavorazione interna per il recupero del credito in phone collection, fino al distacco delle utenze morose e alle operazioni di cessione del credito e affidamento a studi legali per il recupero giudiziale del credito.

Tali azioni vengono effettuate con modalità e tempistiche strettamente disciplinate dal provvedimento REMSI.

Si segnala che le società Acea Ato2, Acea Ato5 e GORI sono state autorizzate con decreti del Ministro dell'Economia e delle Finanze a ricorrere alla riscossione coatta e quindi sono titolate a emettere direttamente Ingiunzioni Fiscali e, nel caso di persistente morosità, a iscrivere a ruolo i crediti ingiunti.

Per le società sopra indicate l'ingiunzione fiscale rappresenta il principale strumento di recupero di tipo giudiziale relativo a crediti cessati.

Relativamente alle altre Aree del Gruppo, (Ambiente, Ingegneria e Servizi e Generazione) l'esposizione creditizia è generalmente contenuta e concentrata su pochi debitori gestiti puntualmente dalle società operative con eventuale supporto dell'Unità Credito Corporate.

Di seguito l'ageing dei crediti Commerciali al lordo del fondo svalutazione crediti commentati alla nota 26.

  • crediti commerciali totali al lordo del fondo svalutazione crediti: € 1.849 milioni;
  • crediti commerciali a scadere: € 800 milioni;
  • crediti commerciali scaduti: € 1.049 milioni.

ALLEGATI

  • A. SOCIETÀ INCLUSE NELL'AREA DI CONSOLIDAMENTO
  • B. PROSPETTO DI RICONCILIAZIONE DEI CONTI DEL PATRIMONIO NETTO E DELL'UTILE CIVILISTICO - CONSOLIDATO
  • C. COMPENSI SPETTANTI A CONSIGLIERI, SINDACI E KEY MANAGER
  • D. INFORMAZIONI EROGAZIONI PUBBLICHE EX ART. 1, COMMA 125, LEGGE 124/2017
  • E. INFORMATIVA DI SETTORE: SCHEMI DI STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO

A. SOCIETÀ INCLUSE NELL'AREA DI CONSOLIDAMENTO

Denominazione Sede Capitale sociale
(€)
%
partecipazione
effettiva
Quota
consolidato
di Gruppo
Metodo di
consolidamento
Area Ambiente
Acque Industriali Srl Via Bellatalla, 1 - Ospedaletto (PI) 100.000 73,1% 100,0% Integrale
Aquaser Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 3.900.000 97,9% 100,0% Integrale
Acea Ambiente Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 2.224.992 100,0% 100,0% Integrale
A.S. Recycling Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 90,0% 100,0% Integrale
Berg SpA Via delle Industrie, 38 - Frosinone 844.000 60,0% 100,0% Integrale
Cavallari Srl Via dell'Industria, 6 - Ostra (AN) 100.000 80,0% 100,0% Integrale
Deco SpA Via Vomano, 14 - Spoltore (PE) 1.404.000 100,0% 100,0% Integrale
Demap Srl Via Giotto, 13 - Beinasco (TO) 119.015 100,0% 100,0% Integrale
Consorzio Servizi Ecologici
del Frentano "Ecofrentano"
Strada Provinciale Pedemontana km 10,
Frazione Cerratina - Lanciano (CH)
10.329 75,0% 100,0% Integrale
Ecologica Sangro SpA Strada Provinciale Pedemontana km 10,
Frazione Contrada - Cerratina Lanciano
(CH)
100.000 100,0% 100,0% Integrale
Ferrocart Srl Via Vanzetti, 34 - Terni 80.000 60,0% 100,0% Integrale
Iseco SpA Loc. Surpian n. 10 - Saint-Marcel (AO) 110.000 80,0% 100,0% Integrale
Italmacero Srl Viadell'Artigianato, 3 - Falconara
Marittima (AN)
26.000 100,0% 100,0% Integrale
MEG Srl Via 11 Settembre, 8 - San Giovanni
Ilarione (VR)
10.000 60,0% 100,0% Integrale
S.E.R. Plast Srl Contrada Stampalone, Cellino Attanasio
(TE)
70.000 70,0% 100,0% Integrale
Tecnoservizi Srl Via Bruno Pontecorvo, 1/B- Roma 1.000.000 70,0% 100,0% Integrale
Area Commerciale e Trading
Acea Energia SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Energy Management Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 50.000 100,0% 100,0% Integrale
Cesap Vendita Gas Srl Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra (PG) 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Innovation Srl Piazzale Ostiense 2 - Roma 2.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Umbria Energy SpA Via Bruno Capponi, 100 - Terni 1.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Estero
Acea International SA Avenida Las Americas- Esquina
Mazoneria, Ensanche Ozama
9.089.661 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Agua Azul SA Calle Amador Merino Reina 307 - Of.
803 Lima 27 - Perù
16.000.912 44,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Calle Amador Merino Reina 307 -
Lima- Perù
225.093 n.s. 100,0% Integrale
Consorcio Servicio Sur Calle Amador Merino Reyna, San Isidro 33.834 51,0% 100,0% Integrale
Acea Dominicana SA Avenida Las Americas - Esquina
Mazoneria, Ensanche Ozama
644.937 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Lima Norte Calle Amador Merino Reina 307 - Lima
- Perù
221.273 100,0% 100,0% Integrale
Consorcio Acea Lima Sur Calle Amador Merino Reyna 307 - Lima
- Perù
75.068 100,0% 100,0% Integrale
Aguasde San Pedro SA Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle -
21104 San Pedro, Honduras
6.457.345 60,7% 100,0% Integrale
Acea Perù SAC Cal. Amador Merino Reyna, 307
Miraflores - Lima
177.582 100,0% 100,0% Integrale
Capitale sociale %
partecipazione
Quota
consolidato
Metodo di
Denominazione
Consorzio Acea - Acea Dominicana
Sede
Av. Las Americas - Esq. Masoneria -
(€)
67.253
effettiva
100,0%
di Gruppo
100,0%
consolidamento
Integrale
Ens. Ozama
Area Idrico
Adistribuzionegas Srl Via L. Galvani, 17/A - Forlì 5.953.644 51,0% 100,0% Integrale
Notaresco Gas Srl Via Padre Frasca- Frazione Chieti Scalo
Centro Dama (CH)
100.000 55,0% 100,0% Integrale
Acea Ato2 SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 362.834.320 96,5% 100,0% Integrale
Acea Ato5 SpA Viale Roma- Frosinone 10.330.000 98,5% 100,0% Integrale
Acque Blu Arno Basso SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 8.000.000 76,7% 100,0% Integrale
Acea Molise Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,0% 100,0% Integrale
Gesesa SpA Corso Garibaldi, 8 - Benevento 534.991 57,9% 100,0% Integrale
GORI SpA Via Trentola, 211 - Ercolano (NA) 44.999.971 37,1% 100,0% Integrale
Sarnese Vesuviano Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 100.000 99,2% 100,0% Integrale
Acque Blu Fiorentine SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 15.153.400 75,0% 100,0% Integrale
ASM Terni Via Bruno Capponi, 100 - Terni 72.858.295 38,0% 100,0% Integrale
Acquedotto del Fiora SpA Via G. Mameli, 10 - Grosseto 1.730.520 40,0% 100,0% Integrale
Agile Academy Srl Via Mameli, 10 - Grosseto 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Ombrone SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 6.500.000 99,5% 100,0% Integrale
Servizi Idrici Integrati Via 1° Maggio, 65 - Terni 19.536.000 43,0% 100,0% Integrale
Umbriadue Servizi Idrici Scarl Via Aldo Bartocci n. 29 - Terni 100.000 99,4% 100,0% Integrale
Area Infrastrutture Energetiche
areti SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 345.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Area Generazione
Ecogena Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.669.457 100,0% 100,0% Integrale
Acea Renewable Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Liquidation and Litigation Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
FergasSolar 2 Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Renewable 2 Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 100,0% Integrale
SF Island Srl Via Cantorrivo, 44/C- Acquapendente
(VT)
10.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Solar Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Acea Produzione SpA Piazzale Ostiense, 2 - Roma 5.000.000 100,0% 100,0% Integrale
Area Ingegneria e Servizi
Acea Elabori SpA Via Vitorchiano, 165 - Roma 2.444.000 100,0% 100,0% Integrale
SIMAM SpA Via Cimabue, 11/2 - Senigallia (AN) 600.000 70,0% 100,0% Integrale
Technologies for Water Services SpA Via Ticino, 9 - Desenzano del Garda
(BS)
11.164.000 100,0% 100,0% Integrale

Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11

Denominazione Sede Capitale sociale
(€)
%
partecipazione
effettiva
Quota
consolidato
di Gruppo
Metodo di
consolidamento
Area Ambiente
Ecomed Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 50,0% 50,0% Equity
Picenambiente SpA Contrada Monte Renzo, 25 - San
Benedetto del Tronto (AP)
5.500.000 21,8% 21,8% Equity
Area Idrico
Acque SpA Via Garigliano, 1 - Empoli 9.953.116 45,0% 45,0% Equity
Intesa Aretina Scarl Via Benigno Crespi, 57 - Milano 18.112.000 35,0% 35,0% Equity
Geal SpA Viale Luporini, 1348 - Lucca 1.450.000 48,0% 48,0% Equity
DropMi Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 1.000.000 50,0% 50,0% Equity
Nuove Acque SpA Patrignone - Località Cuculo (AR) 34.450.389 46,2% 16,2% Equity
Publiacqua SpA Via Villamagna - Firenze 150.280.057 40,0% 40,0% Equity
Acque Servizi Srl Via Bellatalla, 1 - Ospedaletto (PI) 400.000 100,0% 45,0% Equity
Umbra Acque SpA Via Benucci, 162 - Ponte San Giovanni
(PG)
15.549.889 40,0% 40,0% Equity
Area Generazione
KT4 Srl Via SS. Pietro e Paolo, 50 - Roma 250.000 100,0% 40,0% Equity
Ambra Solare 16 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 17 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 20 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 25 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 28 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 29 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 30 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 31 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 33 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 34 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 35 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 39 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 40 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Ambra Solare 44 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Belaria Srl Via Luciano Manara, 15 - Milano 10.000 49,0% 19,6% Equity
Energia SpA Via Barberini, 28 - Roma 239.520 49,9% 49,9% Equity
Euroline 3 Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
FergasSolar Srl Via Pietro Piffetti, 19 - Torino 10.000 100,0% 40,0% Equity
Acea Green S.r.l Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
IFV-Energy Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
JBSolar Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
M2D Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
Marmaria Solare 8 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Marmaria Solare 9 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Marmaria Solare 10 Srl Via Tevere, 41 - Roma 10.000 51,0% 51,0% Equity
Marche Solar Srl Via Achille Grandi, 39 - Concordia sulla
Secchia (MO)
10.000 100,0% 40,0% Equity
PFPower of Future Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity

328 3. Bilancio consolidato

Denominazione Sede Capitale sociale
(€)
%
partecipazione
effettiva
Quota
consolidato
di Gruppo
Metodo di
consolidamento
PSL Srl Via Ruilio, 18/20 - Catania 15.000 100,0% 40,0% Equity
Solaria Real Estate Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 176.085 100,0% 40,0% Equity
Solarplant Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,0% 40,0% Equity
Acea Sun Capital Srl Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 40,0% 40,0% Equity
Trinovolt Srl Viale Tommaso Columbo, 31/D - Bari 10.000 100,0% 40,0% Equity
Area Ingegneria e Servizi
Ingegnerie Toscane Srl Via Francesco de Sanctis, 49 - Firenze 100.000 99,9% 44,5% Equity

Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:

Quota
Denominazione Sede Capitale sociale
(€)
Quota di
partecipazione
consolidato di
Gruppo
Metodo di
consolidamento
Area Ambiente
Amea SpA Via San Francesco d'Assisi, 15C- Paliano
(FR)
1.689.000 33,00% 33,00% Patrimonio netto
Coema Piazzale Ostiense, 2 - Roma 10.000 67,00% 33,50% Patrimonio netto
Estero
Aguaazul Bogotà SA Calle 82 n. 19°- 34 - Bogotà - Colombia 652.361 51,00% 51,00% Patrimonio netto
Area Idrico
Le Soluzioni Scarl Via Garigliano, 1 - Empoli 250.678 80,84% 51,63% Patrimonio netto
Sogea SpA Via Mercatanti, 8 - Rieti 260.000 49,00% 49,00% Patrimonio netto
Umbria Distribuzione Gas SpA Via Bruno Capponi 100 - Terni 2.120.000 55,00% 55,00% Patrimonio netto
Area Generazione
Citelum Napoli Pubblica Illuminazione
Scarl
Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano 90.000 32,18% 32,18% Patrimonio netto
Sienergia SpA (in liquidazione) Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 132.000 42,08% 42,08% Patrimonio netto
Altro
Marco Polo Srl (in liquidazione) Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma 10.000 33,00% 33,00% Patrimonio netto

B. PROSPETTO DI RICONCILIAZIONE DEI CONTI DEL PATRIMONIO NETTO E DELL'UTILE CIVILISTICO - CONSOLIDATO

Utile d'esercizio Patrimonio netto
€ migliaia 2022 2021 31/12/2022 31/12/2021
Saldi bilancio civilistico (Acea) 206.735 177.040 1.690.653 1.656.139
Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci d'esercizio,
comprensivi dei relativi risultati, rispetto ai valori di carico in
imprese consolidate
65.945 129.808 224.262 (13.413)
Goodwill di consolidato (20.122) (17.119) 255.566 360.125
Valutate al patrimonio netto 28.042 29.872 170.628 170.084
Altre movimentazioni (877) (6.292) (49.840) (48.964)
Saldi bilancio consolidato 279.725 313.309 2.291.268 2.123.971

C. COMPENSI SPETTANTI A CONSIGLIERI, SINDACI E KEY MANAGER

Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale

Compensi spettanti
€ migliaia Emolumenti
per la carica
Benefìci
non monetari
Bonus
e altri incentivi
Altri compensi Totale
Consiglio di Amministrazione 228 31 326 3.789 4.374
Collegio Sindacale 364 0 0 0 364

Key Manager

I compensi spettanti per il 2022 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:

  • stipendi e premi € 864 mila;
  • benefìci non monetari € 72 mila.

Società di Revisione

Ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CON-SOB, si riporta di seguito la tabella dei compensi maturati dalla Società di Revisione PwC nel corso del 2022.

I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le Remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.

€ migliaia Audit-related services Audit services Non-audit services Totale
Acea SpA 125 195 232 552
Gruppo Acea 248 1.136 0 1.384
Totale Acea SpA e Gruppo 373 1.331 232 1.936

D. INFORMAZIONI EROGAZIONI PUBBLICHE EX ART. 1, COMMA 125, LEGGE 124/2017

In base alle norme in materia di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, Legge 124/2017, si dichiara con riferimento al 31 dicembre 2022 quanto segue:

  • Acea Ato5 ha incassato € 1.942 mila dall'ARERA per la "Sostituzione tratto di condotta idrica adduttrice Supino e Morolo", € 769 mila per finanziamento regionale per adeguamento reti idriche e fognarie ed € 35 mila dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per l'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'art. 1-septies, comma 8, del DL 73/2021;
  • Acea Ato2 ha incassato dalla Regione Lazio un contributo pari a € 586 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'art. 1-septies, comma 8, del DL 25 maggio 2021 n. 73 convertito, con modificazioni, dalla Legge 23 luglio 2021 n. 106;
  • Acea Ato2 ha incassato inoltre in acconto € 15.000 mila relativamente all'anticipazione (pari al 10%) a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), derivanti dal Decreto Ministeriale n. 517 del 16 dicembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, che prevede interventi su sistemi di approvvigionamento a scopo idropotabile e/o irriguo volti a ottimizzare e completare infrastrutture idriche per la derivazione, l'accumulo e l'adduzione della risorsa, con l'obiettivo di incrementare la resilienza ai cambiamenti climatici, migliorare la sicurezza del patrimonio infrastrutturale esistente e ridurre gli sprechi della risorsa idrica per complessivi € 150 milioni;
  • Acquedotto del Fiora ha incassato € 463 mila dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per l'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'art. 1-septies, comma 8, del DL 73/2021 ed € 280 mila dal MEF come contributo a valere sui finanziamenti pubblici previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);
  • GORI ha incassato a titolo di anticipo € 13.526 mila quali contributi regionali per la realizzazione di impianti;
  • MEG ha maturato nel 2022 crediti d'imposta Legge 178/2020 per € 109 mila, crediti d'imposta Legge 160/2019 per € 15 mila;

crediti d'imposta energia (art. 6 del Decreto Aiuti bis convertito dalla Legge n. 142/2022 e smi) per € 92 mila e incassato contributo "Legge Sabatini" per € 11 mila;

  • Tecnoservizi ha utilizzato € 20 mila relativo al credito d'imposta relativo all'agevolazione su gasolio per autotrazione;
  • Ecologica Sangro ha ricevuto € 41 mila a titolo di Agevolazione contributiva per l'occupazione in aree svantaggiate - Decontribuzione Sud (art. 27 DL 104/2020);
  • DEMAP ha fruito del credito d'imposta a favore dei c.d. energivori per un importo di competenza del 2022 pari a € 115 mila circa; ha inoltre beneficiato di € 158 mila per obiettivi di protezione ambientale in base al Reg. (UE) 2015/1589 procedurale aiuti notificati ai sensi dell'art. 108 TUIR;
  • Deco ha fruito di agevolazioni contributive per l'occupazione in aree svantaggiate - Decontribuzione Sud (art. 27 DL 104/2020) paria a € 472 mila;
  • Gesesa ha incassato da parte della Regione Campania € 157 mila a titolo di contributo avente per oggetto Piano Sviluppo e Coesione.

Si segnala che la società areti ha in essere due finanziamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti SpA e UBI Banca SpA ai sensi della Legge 30 dicembre 2004 n. 311, art. 1, commi da 354 a 361e successive modificazioni e integrazioni e della Legge 17 febbraio 1982 n. 46 accordati per la realizzazione di un programma di investimenti ammesso dal Ministero dello Sviluppo Economico alle agevolazioni previste dalle suddette leggi (Progetto Smart Network Management System). Il finanziamento è composto da una quota agevolata erogata da Cassa Deposito e Prestiti e UBI Banca al tasso fisso dello 0,5% e da un di finanziamento bancario non agevolato erogato da UBI Banca al tasso variabile pari al tasso Euribor a sei mesi più lo spread del 4%, entrambe da rimborsare secondo un piano di ammortamento che si concluderà nel 2022. Il debito relativo al finanziamento agevolato al 31 dicembre 2022 è pari a € 855 mila (€ 1.709 mila al 31 dicembre 2021) mentre il finanziamento bancario non agevolato al 31 dicembre 2022 è pari a € 190 mila (€ 380 mila anche al 31 dicembre 2021).

E. INFORMATIVA DI SETTORE: SCHEMI DI STATO PATRIMONIALE E CONTO ECONOMICO

Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:

  • • Ambiente responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali, Iseco, Demap, Berg, Ferrocart, Cavallari, Deco, MEG, S.E.R. Plast, AS Recycling, Tecnoservizi, Italmacero;
  • • Commerciale e Trading responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Aema, Umbria Energy, Acea Innovation e Cesap Vendita Gas;
  • • Estero responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero;
  • • Idrico responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società

idriche operanti nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Umbria, e delle società distributrici di gas operanti in Abruzzo;

  • • Generazione si riferisce ad Acea Produzione, Ecogena, Acea Liquidation e Litigation, e tutte le società del Fotovoltaico;
  • • Infrastrutture Energetiche si riferisce ad areti e Illuminazione Pubblica;
  • • Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori, TWS, Ingegnerie Toscane e SIMAM.

Si fa presente che il comparativo è stato oggetto di riclassifiche, di importi non significativi, operate per una migliore comprensione del dato.

Stato patrimoniale attivo 2021

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Investimenti 36.122 49.392 4.590 522.092 39.442
Totale immobilizzazioni materiali 298.039 (589) 33.583 130.783 216.625
Totale immobilizzazioni immateriali 153.968 199.095 35.593 3.559.822 1.352
Imprese controllate
Attività finanziarie in titoli azionari
Totale attività non finanziarie
Totale attività finanziarie
Rimanenze 9.347 3.727 1.824 19.312 640
Crediti verso clienti 103.515 335.508 8.135 482.339 43.345
Crediti verso controllante 216 14.480 0 26.110 515
Crediti verso collegate 4 (84) 2 170 5
Altri crediti e attività correnti
Totale attività finanziarie
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Attività non correnti possedute per la vendita
Totale attività

Stato patrimoniale passivo 2021

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Debiti commerciali verso terzi 72.838 671.633 2.952 701.790 31.906
Debiti commerciali verso controllante 7.049 30.176 67 142.560 4.334
Debiti commerciali verso controllate e collegate 8 69 133 5.897 0
Altre passività commerciali correnti
Altre passività finanziarie correnti
TFR e altri piani a benefìci definiti 11.659 4.699 401 35.666 2.762
Altri fondi 58.306 19.130 256 50.478 21.069
Altre passività commerciali non correnti
Altre passività finanziarie non correnti
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita
Patrimonio netto
Totale passività e netto
Totale di
consolidato
Elisioni di
consolidato
Corporate Ingegneria
e Servizi
Totale Elisioni Illuminazione
Pubblica
areti
970.407 0 34.400 9.860 274.509 0 3.876 270.634
2.940.844 (928) 104.755 17.261 2.141.317 0 10.776 2.130.541
3.764.370 (377.519) 63.863 25.376 102.820 0 0 102.820
292.239
2.980
778.671
3.172.499
86.406 (5.446) 0 19.104 37.898 0 0 37.898
1.026.971 (158.228) 580 45.254 166.525 0 700 165.825
34.472 (10.663) (27) 92 3.748 0 57 3.691
10.201 (173.231) 178.674 4.660 0 0 0 0
411.996
(2.742.007)
680.820
168.425
10.628.886

Stato patrimoniale passivo 2021

Totale di Elisioni di Ingegneria Illuminazione
consolidato consolidato Corporate e Servizi Totale Elisioni Pubblica areti
1.614.938 (169.637) 116.406 20.557 166.494 0 10.739 155.755
62.462 (166.150) 182 4.552 39.692 0 26 39.666
6.163 (11.276) 3.196 0 8.136 0 8.136 0
581.768
285.222
120.150 0 20.334 5.315 39.326 0 0 39.326
193.318 23.275 (7.123) 2.222 25.707 0 0 25.707
409.064
4.791.979
47.402
2.516.420
10.628.886

Conto economico 2021

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Ricavi 234.687 2.078.340 77.073 1.221.186 125.360
Costo del lavoro 30.458 23.956 20.911 113.641 1.118
Costi esterni 140.489 1.973.865 28.774 468.944 45.640
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0 0 0 0 0
Valutazione società a patrimonio netto (14) 0 0 16.695 936
Margine Operativo Lordo 63.727 80.519 27.388 655.296 79.538
Ammortamenti e perdite di valore 31.194 65.939 10.982 347.636 30.185
Risultato Operativo 32.533 14.580 16.407 307.660 49.352
(Oneri)/Proventi finanziari
(Oneri)/Proventi da partecipazioni 191 0 2.592 4.743 152
Risultato ante imposte
Imposte
Risultato netto
Totale di
consolidato
Elisioni di
consolidato
Corporate Ingegneria
e Servizi
Totale Elisioni Illuminazione
Pubblica
areti
3.972.061 (639.351) 140.243 108.505 626.017 0 41.214 584.803
275.819 (46.526) 61.862 38.567 31.832 0 5.349 26.482
2.461.216 (592.825) 117.644 56.110 222.575 0 38.841 183.734
0 0 0 0 0 0 0
21.048 0 0 3.432 0 0 0 0
1.256.075 0 (39.263) 17.260 371.610 0 (2.976) 374.586
674.974 0 28.138 6.726 154.175 0 1.830 152.345
581.101 0 (67.401) 10.534 217.435 0 (4.806) 222.242
(85.897)
7.798 0 121 0 0 0 0 0
503.002
150.662
352.340

Stato patrimoniale attivo 2022

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Investimenti 46.226 49.556 5.803 610.966 30.257
Totale immobilizzazioni materiali 340.749 4.472 35.764 159.297 224.324
Totale immobilizzazioni immateriali 188.865 207.953 35.223 3.936.643 37.855
Imprese controllate
Attività finanziarie in titoli azionari
Totale attività non finanziarie
Totale attività finanziarie
Rimanenze 11.405 4.911 2.141 21.999 1.447
Crediti verso clienti 105.234 539.115 11.113 487.925 40.271
Crediti verso controllante 359 17.844 0 28.835 412
Crediti verso collegate 15 (138) 0 3.031 291
Altri crediti e attività correnti
Totale attività finanziarie
Totale disponibilità liquide e mezzi equivalenti
Attività non correnti possedute per la vendita
Totale attività

Stato patrimoniale passivo 2022

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Debiti commerciali verso terzi 86.755 700.589 4.519 826.813 26.973
Debiti commerciali verso controllante 7.649 26.152 67 91.147 3.921
Debiti commerciali verso controllate e collegate 0 0 167 8.934 4.565
Altre passività commerciali correnti
Altre passività finanziarie correnti
TFR e altri piani a benefìci definiti 11.271 3.889 545 35.409 2.002
Altri fondi 73.072 12.528 126 56.803 26.059
Altre passività commerciali non correnti
Altre passività finanziarie non correnti
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita
Patrimonio netto
Totale passività e netto
Totale di
consolidato
Elisioni di
consolidato
Corporate Ingegneria
e Servizi
Totale Elisioni Illuminazione
Pubblica
areti
1.050.097 0 32.690 5.802 268.797 0 1.554 267.244
3.146.506 (1.111) 106.326 10.607 2.266.079 0 10.275 2.255.804
4.236.541 (370.764) 61.462 25.252 114.051 0 0 114.051
348.885
3.007
803.389
22.108
104.507 (17.734) 0 39.246 41.092 0 0 41.092
1.216.135 (162.183) 1.310 47.236 146.115 0 802 145.313
37.652 (14.235) (36) 224 4.250 0 57 4.193
13.658 (137.412) 147.823 48 0 0 0 0
485.076
342.085
559.908
19.076
11.338.533

Stato patrimoniale attivo 2022

Stato patrimoniale passivo 2022

Totale di Elisioni di Ingegneria Illuminazione
consolidato consolidato Corporate e Servizi Totale Elisioni Pubblica areti
1.802.577 (175.905) 131.454 28.652 172.727 0 11.429 161.298
40.313 (122.726) 182 3.412 30.509 0 0 30.509
7.090 (20.941) 3.486 31 10.848 0 10.848 0
659.068
619.418
112.989 0 21.901 4.836 33.147 0 0 33.147
218.025 23.275 (4.766) 2.274 28.656 0 0 28.656
399.628
4.722.263
1.919
2.755.243
11.338.533

Conto economico 2022

Commerciale
€ migliaia Ambiente e Trading Estero Idrico Generazione
Ricavi 342.367 3.159.688 95.053 1.348.820 173.870
Costo del lavoro 40.592 27.085 26.701 117.589 6.243
Costi esterni 200.169 3.042.629 35.376 587.831 79.176
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0 0 0 0 0
Valutazione società a patrimonio netto 0 0 0 25.562 1.386
Margine Operativo Lordo 101.606 89.974 32.976 668.962 89.837
Ammortamenti e perdite di valore 43.058 67.951 13.543 400.306 14.520
Risultato Operativo 58.548 22.023 19.434 268.656 75.317
(Oneri)/Proventi finanziari
(Oneri)/Proventi da partecipazioni 236 0 16 295 17.600
Risultato ante imposte
Imposte
Risultato netto
Totale di
consolidato
Elisioni di
consolidato
Corporate Ingegneria
e Servizi
Totale Elisioni Illuminazione
Pubblica
areti
5.138.224 (856.929) 152.203 116.673 606.478 0 55.374 551.104
305.066 (40.214) 63.845 33.933 29.292 0 4.231 25.061
3.556.035 (816.714) 132.065 70.479 225.023 0 50.255 174.768
0 0 0 0 0 0 0
27.897 0 0 950 0 0 0 0
1.305.021 0 (43.707) 13.211 352.162 0 888 351.275
739.169 0 40.014 9.488 150.289 0 2.055 148.234
565.851 0 (83.721) 3.723 201.873 0 (1.167) 203.040
(85.708)
17.793 2.210 (11.468) 8.904 0 0 0 0
497.937
186.777
311.160

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 27 gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n° 537/2014

Acea SpA

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2022

Relazione della società di revisione indipendente

ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 27 gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n° 537/2014

Agli Azionisti della Acea SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo Acea (il Gruppo), costituito dal prospetto della situazione patrimoniale e finanziaria consolidata al 31 dicembre 2022, dal prospetto di conto economico consolidato, dal prospetto di conto economico complessivo consolidato, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato e dal prospetto del rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note al bilancio che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla società Acea SpA (la Società) in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Richiami di informativa

Richiamiamo l'attenzione sul paragrafo "Andamento delle aree di attività – Area industriale – Idrico e Area industriale – Ambiente" della relazione sulla gestione e sui paragrafi "Avviamento" e "Informativa sui servizi in concessione" delle note al bilancio che descrivono:

  • con specifico riferimento alla controllata Acea Ato 5 SpA, il perdurare (i) della situazione di squilibrio finanziario determinata dalle più recenti predisposizioni tariffarie approvate dall'Ente d'Ambito con conseguente conferma dell'esistenza di significative incertezze che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale della controllata, nonché (ii) delle ulteriori incertezze connesse ai contenziosi fiscali in essere e al complesso contenzioso giudiziale ed extra-giudiziale in corso con l'Autorità d'Ambito relativo alla risoluzione della convenzione di gestione, all'approvazione delle tariffe, all'addebito alla società di penali contrattuali per presunti inadempimenti, al riconoscimento dei crediti relativi ai maggiori costi operativi sostenuti nel periodo 2003-2005 (come da atto transattivo del 27 febbraio 2007) e alla determinazione dei canoni concessori;
  • i complessi provvedimenti regolatori, con particolare riferimento a ciò che sottende l'iter approvativo delle tariffe idriche e rifiuti.

Richiamiamo, inoltre, l'attenzione sui paragrafi "Informativa sulle Parti Correlate" e "Crediti verso controllante - Roma Capitale" delle note al bilancio, nonché sul paragrafo "Rapporti con Roma Capitale" incluso nella sezione "Sintesi dei risultati" della relazione sulla gestione, dove gli amministratori descrivono i rapporti con Roma Capitale ed in particolare le interlocuzioni in corso per la ricognizione del debito dell'Amministrazione nei confronti di Acea/areti con riferimento al servizio di illuminazione pubblica.

Il nostro giudizio non è espresso con rilievi in relazione a tali aspetti.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta
agli aspetti chiave
Determinazione dei ricavi da vendita e
prestazioni e dei crediti per fatture
da emettere
Nota 1 "Ricavi da vendita e prestazioni" e nota 26
"Crediti Commerciali" del bilancio consolidato
Il Gruppo ha rilevato nel bilancio consolidato al 31
dicembre 2022 crediti verso utenti per fatture da
emettere per un importo pari a euro 641 milioni
rispetto ad un valore dei ricavi da vendita e
prestazioni per un importo pari a euro 4.957
milioni.
Le procedure di revisione svolte hanno
riguardato la comprensione, la valutazione e la
validazione dell'operatività dei controlli
rilevanti implementati dal management
nell'ambito del ciclo ricavi, con particolare, ma
non esclusivo, riferimento all'aggiornamento
delle anagrafiche clienti, alla rilevazione delle
letture, alla stima dei consumi, alla
determinazione delle tariffe, alla valorizzazione
delle fatture e all'incasso.

Il Gruppo iscrive i ricavi da vendita e prestazioni quando si verifica l'effettivo trasferimento del controllo del bene o al compimento della prestazione conformemente alle disposizioni del principio contabile IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con i clienti".

In particolare:

  • i) i ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas sono rilevati al momento dell'erogazione o della fornitura del servizio, seppur non fatturati, e sono determinati, integrando con opportune stime sui volumi erogati/trasportati, quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura;
  • ii) i ricavi per la distribuzione dell'energia elettrica tengono conto delle tariffe e del vincolo dei ricavi stabiliti dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ("ARERA"). Inoltre, qualora l'ammissione degli investimenti in tariffa che sancisce il diritto al corrispettivo per l'operatore sia virtualmente certa, si procede anche all'iscrizione dei corrispondenti ricavi così come determinato dalla Delibera 654/2015 dell'ARERA (cosiddetto regulatory lag);
  • iii) i ricavi del servizio idrico integrato sono determinati sulla base della stima dei consumi del periodo e delle tariffe e del vincolo dei ricavi garantiti ("VRG") previsti dal piano tariffario predisposto in conformità al Metodo Tariffario Idrico (MTI) valido per la determinazione delle tariffe 2020-2023 e approvato dalle autorità competenti. Inoltre, il Gruppo iscrive tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite c.d. passanti, nonché l'eventuale conguaglio relativo ai costi afferenti al Servizio Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (ad esempio emergenze idriche, ambientali), qualora l'istruttoria di riconoscimento abbia dato esito positivo.

Le modalità di determinazione degli stanziamenti per fatture da emettere sono basate sull'utilizzo di algoritmi complessi e incorporano una significativa componente di stima. Abbiamo, pertanto, posto

Inoltre, abbiamo svolto le seguenti ulteriori verifiche di validità specifiche per ciascuna tipologia di ricavo.

  • i) Ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas
    • confronto delle quantità vendute presenti nel sistema di fatturazione con i dati comunicati dai distributori e le quantità acquistate, al fine di accertare la ragionevolezza della stima delle quantità vendute ancora da fatturare;
    • verifica della corretta valorizzazione delle fatture da emettere sulla base della stima delle quantità vendute ancora da fatturare e delle tariffe in vigore nel periodo oggetto di analisi.
  • ii) Ricavi per la distribuzione dell'energia elettrica
    • confronto delle quantità distribuite presenti nel sistema di fatturazione con le quantità immesse in rete comunicate dal dispacciatore al netto delle perdite di rete attese, al fine di accertare la ragionevolezza della stima delle quantità distribuite ancora da fatturare;
    • verifica della corretta valorizzazione delle fatture da emettere sulla base della stima delle quantità distribuite ancora da fatturare e delle tariffe in vigore nel periodo oggetto di analisi;
    • verifica della corretta determinazione dei crediti/debiti relativi alla perequazione elettrica in misura pari alla differenza tra i ricavi fatturati/da fatturare ai clienti e i ricavi regolatori di competenza dell'esercizio deliberati dall'ARERA;
    • verifica della metodologia adottata dal management per la determinazione degli stanziamenti relativi al "regulatory lag".
  • iii) Ricavi del servizio idrico integrato
    • riconciliazione dei ricavi del servizio idrico integrato con il VRG rettificato per i conguagli relativi alle partite c.d. passanti e per quelli relativi a costi

particolare attenzione al rischio di errata determinazione dei ricavi da vendita e prestazioni e dei relativi crediti verso utenti per fatture da emettere. sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali; • verifica della corretta determinazione dei crediti per fatture da emettere per conguagli tariffari in misura pari alla differenza tra i ricavi per bollette emesse/da emettere e il VRG rettificato. Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dagli Amministratori nelle note al bilancio sugli aspetti precedentemente descritti. Investimenti e disinvestimenti delle immobilizzazioni e relativo impairment test

Nota 14 "Immobilizzazioni materiali", nota 16 "Avviamento", nota 17 "Concessioni e diritti sull'infrastruttura" e nota 18 "Immobilizzazioni immateriali" del bilancio consolidato

Il Gruppo ha rilevato nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 immobilizzazioni per un importo pari a euro 7.383 milioni, di cui euro 3.144 milioni relativi alle immobilizzazioni materiali ed euro 4.146 milioni relativi alle immobilizzazioni immateriali (incluse le concessioni e gli avviamenti).

Gli investimenti del Gruppo registrati nel periodo sono stati complessivamente pari a euro 1.040 milioni, di cui euro 345 milioni relativi alle immobilizzazioni materiali ed euro 694 milioni relativi alle immobilizzazioni immateriali (incluse le concessioni e gli avviamenti).

A tal riguardo, si evidenzia che per le attività regolate (in particolare il servizio idrico integrato e la distribuzione dell'energia elettrica), le tariffe e conseguentemente i ricavi del Gruppo sono direttamente influenzati dalla consistenza del capitale investito e pertanto dalla movimentazione delle immobilizzazioni. Ne consegue che la sovrastima o sottostima delle citate immobilizzazioni potrebbe avere effetti incrementativi o decrementativi sulle tariffe applicate agli utenti finali nell'ambito dello svolgimento del servizio idrico integrato e del servizio di trasporto di energia elettrica.

Annualmente, il Gruppo, in base alle proprie procedure interne, effettua il test di impairment ai Abbiamo svolto le nostre procedure di conformità al fine di comprendere, valutare e validare il sistema di controllo interno con riferimento ai processi aziendali relativi alla gestione delle immobilizzazioni.

Le nostre attività di validità si sono concentrate sull'analisi della movimentazione delle immobilizzazioni in corso d'esercizio, verificandone la quadratura con il libro cespiti, con la documentazione a supporto di un campione di investimenti e disinvestimenti, in particolare, nei settori del servizio idrico integrato e della distribuzione dell'energia elettrica.

Con riferimento a questi ultimi abbiamo verificato il rispetto dei requisiti per la capitalizzazione dei costi interni ed esterni sulla base delle prescrizioni dettate dai principi contabili internazionali IAS 16 "Immobili impianti e macchinari" e IAS 38 "Attività immateriali", l'esistenza delle prestazioni capitalizzate, ovvero che il servizio o i beni oggetto di verifica fossero stati effettivamente resi o consegnati/installati e contabilizzati in modo corretto.

Con riferimento all'impairment test, abbiamo svolto le nostre procedure di revisione al fine di:

i) valutare la coerenza della metodologia di stima utilizzata dal Gruppo con quanto previsto dal principio contabile internazionale IAS 36 e dalla prassi valutativa;

sensi del principio contabile internazionale IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" utilizzando, per determinare il valore recuperabile, la metodologia dei flussi di cassa attesi. L'impairment test è strutturato su una logica a due livelli, un primo livello, che interessa la stima del valore recuperabile degli impianti industriali del Gruppo e un secondo livello, che interessa la stima del valore recuperabile delle CGU che includono l'avviamento. In particolare, l'impairment test dell'avviamento è svolto con cadenza almeno annuale e con la stessa cadenza, in aderenza a specifica policy interna, si procede all'impairment test degli impianti industriali del Gruppo, anche in assenza di indicatori di impairment. La valutazione di recuperabilità è stata effettuata sulla base dei flussi finanziari del Piano Industriale 2020-2024 del Gruppo, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 27 ottobre 2020 e aggiornato, ove necessario, per tener conto delle evoluzioni normative e degli eventi intercorsi tra la data di approvazione del piano e la data di approvazione di bilancio.

Con riferimento all'esercizio 2022 il management del Gruppo si è avvalso di un esperto esterno per lo svolgimento del test di impairment.

In considerazione della numerosità delle variazioni intervenute nel corso dell'esercizio sugli asset correlati ai settori regolamentati e delle complessità di stima del valore recuperabile delle attività sopra menzionate, che si basano su ipotesi valutative influenzate da condizioni economiche, finanziarie e di mercato di difficile previsione, nell'ambito della nostra attività di revisione è stata dedicata particolare attenzione a tali aree di bilancio.

Determinazione del fondo svalutazione crediti commerciali

Nota 26 "Crediti Commerciali" del bilancio consolidato

Il Gruppo ha rilevato nel bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 un fondo svalutazione crediti commerciali per un importo pari ad euro 616 milioni.

ii) verificare il processo di identificazione delle unità generatrici di cassa (CGU), sulla base dell'attuale struttura organizzativa;

  • iii) verificare l'appropriatezza della tipologia di flussi di cassa utilizzati e la coerenza degli stessi con il Piano Industriale del Gruppo, aggiornato per tener conto degli eventi intercorsi tra la data di approvazione dello stesso e la data di approvazione del bilancio;
  • iv) verificare la ragionevolezza delle principali assunzioni utilizzate dalla Direzione per lo svolgimento dell'impairment test e delle relative analisi di sensitività su tutte le CGU che includono l'avviamento;
  • v) verificare la ragionevolezza delle principali assunzioni utilizzate dalla Direzione per lo svolgimento dell'impairment test con riferimento alla CGU "Acea Ato5" in relazione alle incertezze ad essa connesse; e
  • vi) valutato l'indipendenza, la competenza tecnica e la relativa obiettività dell'esperto esterno incaricato dal management per lo svolgimento dell'impairment test, nonché la metodologia da esso utilizzate.

Nell'ambito delle attività di revisione ci siamo anche avvalsi del supporto degli esperti in valutazione della rete PwC.

Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dagli Amministratori nelle note al bilancio sugli aspetti precedentemente descritti.

Abbiamo svolto le nostre procedure di revisione al fine di verificare la correttezza dei report generati dai sistemi informativi e utilizzati dagli Amministratori ai fini della determinazione dell'ammontare delle svalutazioni (Expected Credit Loss) attribuibile al saldo creditorio vantato nei confronti di clienti specifici o di raggruppamenti omogenei (cluster) di clienti. Abbiamo, inoltre, provveduto a verificare la

Il Gruppo, alle date di bilancio, stima il valore inesigibile dei crediti commerciali sulla base di complessi modelli di calcolo basati sulle prescrizioni dettate dal principio contabile IFRS 9 "Strumenti finanziari".

La stima sulla recuperabilità dei crediti commerciali presenta specifiche complessità correlate alla numerosità dei clienti e alla frammentazione degli importi; inoltre, le valutazioni sono influenzate da differenti variabili socio-economiche relative alle differenti categorie di clienti oltre agli aspetti di natura geo-politica internazionale. Nell'ambito delle nostre attività di revisione abbiamo pertanto riservato particolare attenzione al rischio di un'errata quantificazione della stima in questione.

ragionevolezza delle assunzioni alla base del modello di calcolo.

Attraverso i colloqui con i credit manager del Gruppo e delle singole società, si è proceduto inoltre a valutare, su base campionaria, alcune posizioni specifiche anche attraverso l'analisi delle risposte alle lettere di richiesta di informazioni dei legali, alla verifica delle garanzie prestate dai diversi clienti e alla valutazione di ogni altra informazione raccolta successivamente alla data di bilancio.

Infine, abbiamo verificato la coerenza della metodologia utilizzata dal Gruppo con le prescrizioni dettate dal principio contabile internazionale IFRS 9 e l'accuratezza del calcolo matematico di determinazione delle perdite attese.

Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dagli Amministratori nelle note al bilancio sugli aspetti precedentemente descritti.

Aggregazioni aziendali

Sezione "Business Combination" del bilancio consolidato

Nel corso dell'esercizio 2022 il Gruppo ha continuato il processo acquisitivo, iniziato nell'esercizio 2019. In particolare, nell'esercizio 2022 sono state acquisite otto società di cui una nel settore Generazione e sette nel settore Ambiente. L'acquisizione del controllo delle suddette società, contabilizzate in accordo a quanto previsto dal principio contabile IFRS 3 "Aggregazioni aziendali", è avvenuta sia tramite l'acquisto maggioritario delle quote sociali sia attraverso la sottoscrizione di patti parasociali.

L'allocazione del prezzo pagato ha richiesto un significativo processo di stima in considerazione delle assunzioni utilizzate per la determinazione del fair value delle attività e passività acquisite. Per tali aspetti gli Amministratori sono stati supportati, ove ritenuto necessario, da esperti esterni incaricati.

Per la numerosità delle operazioni di acquisizione e le complessità sottostanti al relativo processo di

Abbiamo svolto le nostre procedure di revisione al fine di verificare la correttezza metodologica del processo contabile sottostante le acquisizioni.

Abbiamo, inoltre, verificato la documentazione a supporto delle acquisizioni, la sussistenza della definizione di business secondo quanto previsto dall'IFRS 3, l'appropriata identificazione delle attività e passività nonché la ragionevolezza delle assunzioni alla base delle stime degli Amministratori per la determinazione del relativo fair value.

Abbiamo valutato l'indipendenza, la competenza tecnica e la relativa obiettività degli esperti esterni incaricati, nonché i metodi da loro utilizzati.

Nell'ambito delle attività di revisione ci siamo anche avvalsi del supporto degli esperti in valutazione della rete PwC.

Infine, abbiamo verificato l'adeguatezza e la completezza dell'informativa fornita dagli

valorizzazione e contabilizzazione abbiamo pertanto dedicato particolare attenzione a tale aspetto di bilancio.

Amministratori con riferimento alle aggregazioni aziendali effettuate e le relative voci di bilancio.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Acea SpA o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

● abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può

implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 10 del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli azionisti della società Acea SpA ci ha conferito in data 27 aprile 2017 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2025.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della società Acea SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato al 31 dicembre 2022, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nelle note al bilancio consolidato quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizio ai sensi dell'articolo 14, comma 2, lettera e), del DLgs 39/2010 e dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998

Gli amministratori della società Acea SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del gruppo Acea al 31 dicembre 2022, inclusa la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/1998, con il bilancio consolidato del gruppo Acea al 31 dicembre 2022 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del gruppo Acea al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e), del DLgs 39/2010, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'articolo 4 del Regolamento Consob di attuazione del DLgs 30 dicembre 2016, n° 254

Gli amministratori della società Acea SpA sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del DLgs 30 dicembre 2016, n° 254.

Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli amministratori della dichiarazione non finanziaria.

Ai sensi dell'articolo 3, comma 10, del DLgs 30 dicembre 2016, n° 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte nostra.

Roma, 28 marzo 2023

PricewaterhouseCoopers SpA

Luigi Necci (Revisore legale)

-

-

-

Dirigente Preposto alla redazione de
documenti contabili societari
Fabio Paris Um L

GLOSSARIO 356
1. PROFILO DELL'EMITTENTE
Il modello di governance
357
357
2. INFORMAZIONI SU ASSETTI PROPRIETARI (ART. 123-BIS TUF, C. 1) 359
A. Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. a) 359
B. Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. b) 359
C. Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. c) 359
D. Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. d) 359
E. Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (art. 123-bis TUF, c. 1 lett. e) 359
F. Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. f) 359
G. Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. g) 359
H. Clausole di change of control (ex art. 123-bis TUF, c. 1 lett. h) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104,
comma 1-ter, e 104-bis, comma 1) 359
I. Deleghe per aumenti di capitale ex art. 2443 cc ovvero del potere in capo agli amministratori di emettere
strumenti finanziari partecipativi e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (art. 123-bis TUF, c. 1 lett. m) 360
J. Attività di direzione e coordinamento (ex. art. 2497 e ss. c.c.) 360
3. COMPLIANCE (EX ART. 123-BIS, CO. 2, LETT. A), TUF) 361
4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 362
4.1 Ruolo del Consiglio di Amministrazione 362
4.2 Nomina e sostituzione (art. 123-bis, c. 1, lett. l), TUF) 363
4.3 Composizione (ex art. 123-bis, co. 2, lett. d, TUF) 364
4.4 Funzionamento del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF) 368
4.5 Ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione 369
4.6 Consiglieri Esecutivi 370
4.7 Amministratori Indipendenti e Lead Independent Director 371
5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE 373
6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (EX ART. 123-
BIS
, CO. 2, LETT. D) TUF)
374
7. AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI - COMITATO NOMINE 375
7.1 Comitato per le nomine e la remunerazione 376
8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI 378
9. COMITATO PER L'ETICA E LA SOSTENIBILITÀ 380
10. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI - COMITATO CONTROLLO E RISCHI 382
10.1 Chief Executive Officer 386
10.2 Comitato controllo e rischi 386
10.3 Responsabile della funzione internal audit 387
10.4 Modello di organizzazione, gestione e controllo ex DLgs 231/2001 388
10.5 Società di revisione legale dei conti 389
10.6 Dirigente preposto alla redazione documenti contabili societari e altri ruoli e funzioni aziendali 389
10.7 Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 391
11. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 392
12. COLLEGIO SINDACALE
12.1 Nomina e sostituzione
12.2 Composizione e funzionamento del Collegio sindacale (ex art. 123-bis, co. 2, lett. d, TUF)
393
393
393
13. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI 395
14. ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI (EX ART. 123-
BIS
, CO. 2, LETT. C, TUF)
396
15. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (EX ART. 123-
BIS
, CO. 2, LETT. A), TUF)
398
16. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 398
17. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 25 GENNAIO 2023 DEL PRESIDENTE DEL COMITATO
PER LA CORPORATE GOVERNANCE
398
TABELLE 399
Tabella 1: Informazioni sugli assetti proprietari alla data del 02/03/2023
Tabella 2: Struttura del Consiglio di Amministrazionealla data di chiusura dell'esercizio
399
400
Tabella 3: Struttura dei Comitati consiliarialla data di chiusura dell'esercizio 400
Tabella 4: Struttura del Collegio sindacale alla data di chiusura dell'esercizio 402
Tavola 1: Composizione del Consiglio di Amministrazione di Acea e incarichi ricoperti dai Consiglieri in altre società al 31/12/2022 402

GLOSSARIO

Chief Executive Officer/CEO: principale responsabile della gestione dell'impresa.

Codice/Codice CG: il Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato nel gennaio 2020 dal Comitato per la Corporate Governance.

Cod. civ./ c.c.: il codice civile.

Comitato CG/Comitato per la Corporate Governance: il Comitato italiano per la Corporate Governance delle società quotate, promosso, oltre che da Borsa Italiana SpA, da ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.

CCR: Comitato Controllo e Rischi.

CNR: Comitato per le Nomine e la Remunerazione.

Consiglio di Amministrazione/Consiglio/CdA: il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente.

DP/Dirigente Preposto: Dirigente preposto alla redazione documenti contabili societari.

Emittente: l'emittente valori mobiliari cui si riferisce la Relazione.

Esercizio: l'esercizio sociale cui si riferisce la Relazione.

MOG: Modello di organizzazione, gestione e controllo ex DLgs 231/2001.

OdV: Organismo di Vigilanza.

Regolamento Emittenti Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.

Regolamento Mercati Consob: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 20249 del 2017 in materia di mercati.

Regolamento OPC: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.

Relazione: la relazione sul governo societario e gli assetti societari che le società sono tenute a redigere e pubblicare ai sensi dell'art. 123-bis TUF.

Relazione sulla remunerazione: la relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti che le società sono tenute a redigere e pubblicare ai sensi dell'art. 123-ter TUF e 84-quater Regolamento Emittenti Consob.

SCIGR/Sistema di Controllo: Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

Statuto sociale/Statuto: lo Statuto dell'Emittente.

Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.

1. PROFILO DELL'EMITTENTE

Acea, società quotata sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana SpA dal 1999, è una delle principali multiutility italiane, con oltre un secolo di storia, operativa nella filiera energetica (dalla generazione, sempre più da fonti rinnovabili, alla distribuzione, dalla vendita di energia elettrica e di gas alla gestione dell'illuminazione pubblica, ai servizi a valore aggiunto in ottica smart city), nel Servizio Idrico Integrato (dalla captazione e distribuzione fino alla raccolta e depurazione) e nei servizi ambientali (trattamento e gestione economica dei rifiuti) in una prospettiva di economia circolare.

Acea concepisce il proprio ruolo e svolge le attività di business guidata dai princìpi dello sviluppo sostenibile, ovvero mettendo in atto una gestione aziendale orientata alla tutela ambientale, alla mitigazione delle esternalità negative, alla promozione dello sviluppo sociale delle comunità servite e all'attenzione verso tutti gli stakeholder. quale condizione per la creazione di valore a lungo termine per gli azionisti. Si evidenzia a tale proposito la procedura che regola i processi di stakeholder engagement a livello di Gruppo, inserita in un più ampio progetto mirato all'evoluzione della cultura su tale tematica e all'adozione dei relativi strumenti e metodologia, anche ai fini della prevenzione e mitigazione dei rischi sul piano reputazionale e del business.

Acea promuove l'integrazione tra prospettiva industriale, finanziaria e di sostenibilità nella pianificazione degli obiettivi strategici, verso cui il management è responsabilizzato attraverso una politica remunerativa che prevede obiettivi quantitativi di sostenibilità nei sistemi di incentivazione variabile di breve e di lungo termine (per ulteriori dettagli si rinvia al paragrafo 8 della presente Relazione). Acea ha sviluppato strumenti di finanza sostenibile, come il Green Bond e il Sustainability rating linked loan, che sostengono gli investimenti in attività green e il percorso di miglioramento della gestione sostenibile d'impresa.

Acea persegue il successo sostenibile mediante coerenti strumenti organizzativi, procedurali e culturali: è presente un comitato endoconsiliare per l'Etica e la Sostenibilità (per ulteriori dettagli si rinvia al paragrafo 9 della presente Relazione); sono previste procedure di monitoraggio degli obiettivi di sostenibilità e di classificazione delle attività operative secondo i criteri di eco-compatibilità previsti dalla tassonomia europea; sono altresì presenti procedure di dialogo con gli investitori e gli stakeholder rilevanti (per ulteriori dettagli si rinvia al paragrafo 13 della presente Relazione) e viene costantemente stimolata l'integrazione della sostenibilità nell'ecosistema aziendale, ad esempio tramite iniziative rivolte alle persone Acea, compresi i membri degli organi sociali, come percorsi formativi, di cultura manageriale e analisi strategica, o mediante il costante aggiornamento di politiche e procedure aziendali in funzione della sensibilità delle materie trattate per la sostenibilità d'impresa (ad esempio, nel 2022, il nuovo codice etico, la politica diversity & inclusion e le procedure su analisi di materialità, finanza sostenibile, valutazione dei fornitori). Riguardo all'attenzione ai fattori di rischio che possono incidere sulla generazione di valore nel lungo periodo la Società è orientata a una sempre maggiore comprensione del rapporto tra logiche e metodi ERM e tematiche di sostenibilità più rilevanti.

Acea opera in coerenza con i princìpi emanati dal Global Compact dell'ONU, cui aderisce formalmente, ed è allineata alle raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosure (TCFD), in ottemperanza alle quali pubblica l'informativa sulle modalità di gestione – dalla governance alle metriche e target utilizzati – dei principali rischi climatici (fisici e di transizione), delle loro evoluzioni e potenziali impatti economici, sulle principali attività Acea. A oggi, secondo i più recenti dati, il Gruppo Acea è il primo operatore nazionale nel settore idrico, per abitanti serviti, tra i principali player italiani per numero di utenti serviti nella distribuzione elettrica (terzo per volumi distribuiti) e terzo operatore per volumi venduti nel mercato finale dell'energia; inoltre è tra i principali player nazionali nel Waste to Energy (settore ambientale).

La presente Relazione illustra il sistema di corporate governance adottato da Acea ed è redatta in linea con i princìpi e le raccomandazioni del Codice, con le raccomandazioni formulate dalla Consob in materia e, più in generale, alle best practice internazionali, avendo riguardo altresì alla IX Edizione del "Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari" pubblicata da Borsa Italiana nel gennaio 20221 .

Acea pubblica regolarmente la Dichiarazione consolidata non finanziaria, ai sensi del DLgs n. 254 del 2016, in conformità agli standard di riferimento GRI. Tale documento è disponibile sul sito internet della Società www.gruppo.acea.it, nella Sezione "Governance".

Il sistema di governance adottato dalla Società risulta in linea con le raccomandazioni che, in un'ottica di proporzionalità, il Codice ha introdotto con particolare riguardo alle società di grandi dimensioni e a proprietà concentrata, fatta eccezione per le attività di board evaluation di cui alla raccomandazione 22, che Acea attualmente svolge con cadenza annuale. Per ulteriori informazioni in merito alle attività di board evaluation si rinvia al par. 7.1 della presente Relazione.

IL MODELLO DI GOVERNANCE

La struttura di Corporate Governance di Acea è articolata secondo il modello tradizionale italiano, che – fermi i compiti dell'Assemblea – attribuisce la gestione strategica al Consiglio di Amministrazione, fulcro del sistema organizzativo e le funzioni di vigilanza al Collegio Sindacale.

L'attività di revisione legale dei conti è affidata a una società specializzata iscritta nell'apposito registro, nominata dall'assemblea dei soci su proposta motivata del Collegio Sindacale.

Conformemente alle previsioni statutarie, il Consiglio di Amministrazione ha nominato un Amministratore Delegato, cui ha affidato la gestione della Società, riservando alla propria esclusiva competenza la decisione su alcune materie. L'Amministratore Delegato è quindi il principale responsabile della gestione della Società (Chief Executive Officer), fermi i compiti riservati al Consiglio.

Alla Presidente del Consiglio di Amministrazione il Consiglio ha attribuito un ruolo centrale nel presidio delle tematiche relative agli impatti ambientali e alla sostenibilità sociale (corporate social responsibility) delle attività e dei processi aziendali. Inoltre, le spetta la rappresentanza legale e istituzionale della Società, nonché la firma sociale.

Il modello prescelto sancisce la netta separazione tra le funzioni di Presidente e quelle di Amministratore Delegato; a entrambi compete, ai sensi dell'art. 20 dello Statuto, la rappresentanza della Società.

Il Consiglio ha costituito al proprio interno (i) comitati consiliari – con funzioni istruttorie, propositive e consultive al fine di assicurare un'adeguata ripartizione interna delle proprie funzioni – i quali riferiscono al Consiglio tramite i rispettivi Presidenti, in ogni riunione, sui temi più rilevanti nonché (ii) un comitato per le operazioni con parti correlate, che svolge le funzioni previste dalla normativa vigente e dalla apposita procedura aziendale.

Figure centrali nel modello di governance di Acea sono inoltre:

  • il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari;
  • l'Organismo di Vigilanza, nominato dal Consiglio e composto da 1 componente interno (individuato nel responsabile della Funzione Internal Audit), e da 2 componenti esterni, tra cui il Presidente.

Per maggiori approfondimenti sul Dirigente Preposto e sull'Organismo di Vigilanza si rinvia ai paragrafi dedicati della presente Relazione.

Le informazioni qui contenute sono riferite all'esercizio 2022 e, in relazione a specifici temi, sono aggiornate al 02/03/2023 data della seduta del Consiglio di Amministrazione che ha approvato la presente Relazione.

2. INFORMAZIONI SU ASSETTI PROPRIETARI (ART. 123-BIS TUF, C. 1)

A. STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. A)

Il capitale della Società pari a € 1.098.898.884,00, interamente sottoscritto e versato, è suddiviso in 212.964.900 azioni ordinarie del valore nominale di € 5,16 ciascuna, che risultano quotate presso il Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito dalla Borsa Italiana (cfr. Tabella 1).

Non esistono azioni con diritto di voto limitato o prive del diritto di voto, ad eccezione di n. 416.993 azioni proprie per le quali il diritto di voto è sospeso ai sensi dell'art. 2357-ter del Codice Civile.

B. RESTRIZIONI AL TRASFERIMENTO DI TITOLI (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. B)

Non esistono restrizioni al trasferimento di titoli ad eccezione dei vincoli individuali dei singoli azionisti.

C. PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. C)

Le partecipazioni rilevanti nel capitale, dirette o indirette, ex art. 120 TUF, sulla base delle informazioni rilevate alla data del 02/03/2023 sul sito Consob e dalle comunicazioni effettuate ai sensi dello stesso articolo, sono elencate nella Tabella 1.

D. TITOLI CHE CONFERISCONO DIRITTI SPECIALI (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. D)

Lo Statuto della Società non prevede l'emissione di azioni a voto plurimo o maggiorato.

Non sono stati emessi titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.

E. PARTECIPAZIONE AZIONARIA DEI DIPENDENTI: MECCANISMO DI ESERCIZIO DEI DIRITTI DI VOTO (ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. E)

Lo Statuto della Società, all'art. 13, prevede che, al fine di facilitare la raccolta di deleghe presso gli azionisti dipendenti della Società e delle sue controllate, associati ad associazioni di azionisti che rispondano ai requisiti previsti dalla normativa vigente in materia, secondo termini e modalità fissati dal Consiglio di Amministrazione direttamente o a mezzo di propri delegati, sono messi a disposizione appositi spazi per la comunicazione e lo svolgimento dell'attività di raccolta di deleghe.

Non risultano meccanismi particolari di esercizio dei diritti.

F. RESTRIZIONI AL DIRITTO DI VOTO (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. F)

L'art. 6 dello Statuto prevede, con la sola eccezione di Roma Capitale, una limitazione alla partecipazione azionaria nella misura dell'8% del capitale sociale, il cui superamento deve essere comunicato alla Società. Tale limite si considera raggiunto sia in termini diretti, sia in termini indiretti, come meglio specificato ai commi 2 e 3 dell'articolo citato e in seguito descritto nel paragrafo relativo all'Assemblea della presente Relazione. La sua violazione determina il divieto di esercitare il voto per le azioni eccedenti la misura indicata e, in caso di delibera assunta con il voto determinante derivante dalle azioni eccedenti tale percentuale, la delibera diventa impugnabile ai sensi e con le modalità di cui all'art. 2377 c.c.

G. ACCORDI TRA AZIONISTI (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. G)

La Società non è a conoscenza di patti parasociali ex art. 122 TUF di alcun genere fra gli azionisti, di poteri speciali di veto o di altra influenza straordinaria sulle decisioni che non siano emanazione diretta della partecipazione azionaria detenuta.

H. CLAUSOLE DI CHANGE OF CONTROL (EX ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. H) E DISPOSIZIONI STATUTARIE IN MATERIA DI OPA (EX ARTT. 104, COMMA 1-TER, E 104-BIS, COMMA 1)

Acea ha stipulato alcuni accordi significativi che acquistano efficacia o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società contraente.

Di seguito, si forniscono gli accordi significativi in essere in cui il cambio di controllo comporta l'avvio di una procedura negoziale, in cui (a) si rende noto il verificarsi di tale caso, (b) le parti si consultano entro un termine definito per valutare possibili mitigazioni agli eventuali effetti negativi del cambiamento di controllo, e (c) laddove l'esito delle consultazioni fosse negativo, la banca potrebbe richiedere un rimborso anticipato:

  • finanziamento a lungo termine, per complessivi € 150 milioni iniziali da parte di Banca Europea degli Investimenti (Settore Idrico);
  • finanziamento a lungo termine, per complessivi € 200 milioni iniziali da parte di Banca Europea per gli Investimenti in favore di Acea SpA (Settore Idrico II);
  • finanziamento a lungo termine, per complessivi € 200 milioni iniziali da parte di Banca Europea per gli Investimenti in favore di Acea SpA (Efficienza Rete III).
  • finanziamento a lungo termine, per complessivi € 250 milioni, da parte di Banca Europea per gli Investimenti in favore di Acea SpA (Settore Idrico III);
  • tre Revolving Credit Facility per complessivi € 700 milioni in favore di Acea SpA, non erogate alla data del 31 dicembre 2022.

In materia di OPA lo Statuto della Società non deroga alle disposizioni previste dall'art. 104, commi 1 e 1-bis, del TUF, né sono previste regole di neutralizzazione contemplate dall'art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.

I. DELEGHE PER AUMENTI DI CAPITALE EX ART. 2443 CC OVVERO DEL POTERE IN CAPO AGLI AMMINISTRATORI DI EMETTERE STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI E AUTORIZZAZIONI ALL'ACQUISTO DI AZIONI PROPRIE (ART. 123-BIS TUF, C. 1 LETT. M)

Al 31/12/2022 e ancora alla data della presente Relazione, non esistono deleghe al CdA ad aumentare il capitale sociale, né all'acquisto di azioni proprie della Società.

La Società, peraltro, come detto, detiene a oggi n. 416.993 azioni proprie per le quali il diritto di voto è sospeso ai sensi dell'art. 2357-ter del Codice Civile, residuo di acquisti di azioni proprie, autorizzati con delibera assunta dall'Assemblea ordinaria del 23 ottobre 1999, modificata con delibera assunta dall'Assemblea ordinaria del 29 aprile 2000, rinnovata con delibera dell'Assemblea ordinaria del 31 ottobre 2001 e integrata con delibera assunta dall'Assemblea ordinaria del 30 aprile 2002.

J. ATTIVITÀ DI DIREZIONE E COORDINAMENTO (EX. ART. 2497 E SS. C.C.)

La Società non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento, ai sensi dell'art. 2497 e ss. c.c.

Anche ai fini dell'art. 16 comma 4 del Regolamento Mercati, si precisa che Acea definisce autonomamente i propri indirizzi strategici ed è dotata di piena autonomia organizzativa, gestionale e negoziale.

Si precisa che:

  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma primo, lettera i) ("gli accordi tra la società e gli amministratoriche prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto") sono contenute nella Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF;
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma primo, lettera l) ("le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratorinonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva") sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione (par. 4 della presente Relazione);
  • le informazioni richieste dall'art. 123-bis, comma primo, lettera l), seconda parte ("le norme applicabili … alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva") sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata all'Assemblea (paragrafo 14 della presente Relazione).

3. COMPLIANCE (EX ART. 123-BIS, CO. 2, LETT. A), TUF)

Nel mese di dicembre 2020, il Consiglio di Amministrazione di Acea si è espresso favorevolmente all'adozione del nuovo Codice. Acea recepisce le prescrizioni del Codice, che contiene un'articolata serie di raccomandazioni relative alle modalità e alle regole per la gestione e il controllo delle società quotate.

Il testo completo del Codice è accessibile al pubblico sul sito web di Borsa Italiana www.borsaitaliana.it/Comitato-corporate-governance/codice/2020.pdf.

La Società annualmente fornisce informativa sul proprio sistema di governo e sull'adesione al Codice attraverso la presente Relazione, redatta anche ai sensi dell'art. 123-bis del TUF, che evidenzia il grado di adeguamento ai princìpi e alle raccomandazioni previste dal Codice stesso e alle best practice internazionali.

La Relazione è messa annualmente a disposizione degli Azionisti con la documentazione prevista per l'Assemblea di bilancio ed è inoltre tempestivamente pubblicata sul sito internet della Società (www. gruppo.acea.it) nella sezione "Governance".

Le informazioni relative all'applicazione delle raccomandazioni in materia di remunerazione sono rese nell'ambito della Relazione sulla politica in materia di Remunerazione 2023 e sui compensi corrisposti nel 2022, predisposta ai sensi dell'art. 123-ter TUF, pubblicata nei termini di legge, cui si rinvia.

Acea e le sue controllate aventi rilevanza strategica non sono soggette a disposizioni di legge non italiane che influenzino la struttura di corporate governance delle stesse.

4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

4.1 RUOLO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione della Società riveste un ruolo centrale nell'ambito della governance aziendale e a esso fanno capo le funzioni e la responsabilità degli indirizzi strategici e organizzativi della Società e del Gruppo anche in coerenza con il perseguimento del successo sostenibile. Tenuto conto del proprio ruolo, il Consiglio di Amministrazione si riunisce con regolare cadenza e opera in modo da garantire un efficace svolgimento delle proprie funzioni.

In particolare, al Consiglio di Amministrazione, in base a quanto stabilito dalla legge, dallo Statuto sociale, dalle delibere consiliari che regolano l'assetto dei poteri degli organi sociali, e dalle Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi (di seguito "Linee di Indirizzo") aggiornate da ultimo il 22 gennaio 2020, sono riservati i compiti di seguito riportati:

  • definire gli indirizzi strategici e generali di gestione e la formulazione delle vie di sviluppo della Società; il coordinamento economico-finanziario delle attività del Gruppo tramite l'approvazione di piani strategici pluriennali comprensivi delle linee guida sullo sviluppo del Gruppo, del piano degli investimenti, del piano finanziario, dei budget annuali;
  • definire, su proposta del Comitato Controllo e Rischi, le linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, in modo che i principali rischi afferenti ad Acea e alle sue controllate – ivi inclusi i vari rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo – risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati;
  • definire la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici individuati;
  • approvare e modificare i regolamenti interni per quanto concerne la struttura organizzativa generale della Società la macrostruttura di Gruppo e le eventuali modifiche della stessa che incidano in modo significativo sull'organizzazione del gruppo;
  • approvare la disciplina interna in materia di Internal Dealing;
  • nominare l'eventuale Direttore Generale;
  • definire il sistema di governo societario e provvedere alla costituzione al proprio interno di appositi comitati, di cui nomina i componenti e approva i rispettivi regolamenti di funzionamento;
  • adottare il modello organizzativo ex DLgs n. 231/2001, nominare l'Organismo di Vigilanza ed esaminare le relazioni semestrali predisposte dall'OdV sull'attuazione del MOG;
  • designare gli amministratori e i sindaci di spettanza Acea delle società controllate e partecipate più significative, da intendersi (i) quelle quotate nei mercati regolamentati e (ii) quelle che richiedono impegni di capitale, finanziamento soci o garanzie superiori a 10 milioni di euro;
  • attribuire e revocare le deleghe agli amministratori delegati, definendone limiti e modalità di esercizio;
  • approvare tutte le operazioni di carattere straordinario, nonché assunzioni e cessioni di partecipazioni, escluse le infragruppo;
  • esercitare, per Acea e le sue controllate, i poteri per importi superiori a € 7,5 milioni se in linea con il budget, e oltre € 1 milione di se extra budget di una serie di operazioni aventi un significativo

rilievo;

  • determinare, su proposta dell'apposito Comitato e sentito il Collegio Sindacale, la remunerazione del Presidente, dell'Amministratore Delegato e degli altri Amministratori che rivestono particolari cariche, nonché il compenso spettante ai membri dei comitati, del Consiglio di Amministrazione e la retribuzione dei dirigenti con responsabilità strategiche salvi i casi in cui quest'ultima sia stata approvata dal Comitato per le Nomine e la Remunerazione;
  • definire, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, i cui compiti sono illustrati al paragrafo 9 della presente Relazione, le Linee di Indirizzo, in modo che i principali rischi afferenti ad Acea e alle principali società del Gruppo risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati;
  • valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile di Acea, nonché delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al SCIGR;
  • valutare il generale andamento della gestione (art. 2381 c.c.), tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando periodicamente i risultati conseguiti con quelli programmati;
  • nominare e revocare:
    • previo parere favorevole del CCR, su proposta dell'Amministratore incaricato del SCIGR, nonché sentito il Collegio Sindacale, il Responsabile della funzione Internal Audit, assicurandosi che lo stesso sia dotato delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità e definendone la remunerazione coerentemente con le politiche aziendali;
    • qualora non vi abbia provveduto l'Assemblea e previo parere del Collegio Sindacale, un Dirigente Preposto (ai sensi dell'art. 22–ter dello Statuto) e vigilare sull'adeguatezza di poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti;
  • approvare, con cadenza annuale, il piano di lavoro del Responsabile della funzione Internal Audit, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, sentiti il Collegio Sindacale e l'Amministratore Incaricato del SCIGR;
  • valutare, sentito il Collegio Sindacale, i risultati esposti dal revisore legale nella eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale;
  • valutare, con cadenza almeno annuale, l'adeguatezza del SCIGR rispetto alle caratteristiche della Società e al profilo di rischio assunto, e illustrare le principali caratteristiche dello stesso nella Relazione sul governo societario, esprimendo la propria valutazione, previo parere del Comitato Controllo e Rischi, sull'adeguatezza dello stesso;
  • istituire presìdi aziendali a tutela del trattamento di dati personali o di dati sensibili di terzi;
  • adottare le procedure necessarie alla tutela della salute dei lavoratori e nominare i soggetti a presidio della sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • adoperarsi per instaurare un dialogo continuativo con gli azionisti fondato sulla comprensione dei reciproci ruoli;
  • promuovere iniziative volte a favorire la partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee e a rendere agevole l'esercizio dei diritti dei soci;
  • adottare le procedure per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di documenti e di informazioni riguardanti la società, con particolare riferimento alle informazioni "price sensitive" e a quelle relative a operazioni su strumenti finanziari compiute dalle persone che a causa dell'incarico ricoperto hanno accesso a informazioni rilevanti;
  • effettuare, periodicamente, una autovalutazione sul funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi comitati, nonché sulla loro dimensione e composizione;
  • valutare, almeno una volta all'anno, l'indipendenza dei propri componenti non esecutivi.

Di seguito si riporta una sintesi delle principali attività svolte dal Consiglio di Amministrazione della Società nel corso del 2022. In particolare, il Consiglio:

  • ha valutato l'andamento generale della gestione in sede di rendicontazione contabile (progetto di bilancio di esercizio e consolidato al 31/12/2021; relazione finanziaria semestrale; resoconto intermedio di gestione del 1° e del 3° trimestre di esercizio), tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli organi delegati, nonché confrontando periodicamente i risultati conseguiti con quelli programmati;
  • ha approvato la politica remunerativa della Società che prevede obiettivi quantitativi di sostenibilità nei sistemi di incentivazione variabile di breve e di lungo termine;
  • ha approvato la "Politica Equality, Diversity & Inclusion di Gruppo" predisposta dal management di Acea SpA in merito alla quale si rinvia al paragrafo 4.3 della presente Relazione;
  • ha approvato il Bilancio di Sostenibilità/Dichiarazione Consolidata di carattere non Finanziario 2022, ex DLgs n. 254/2016;
  • ha approvato l'aggiornamento della "Linea Guida di Governance Enterprise Risk Management di Gruppo";
  • ha approvato la nuova edizione del Codice Etico;
  • ha valutato, sentito il collegio sindacale, i risultati esposti dal revisore legale nella lettera di suggerimenti e nella relazione aggiuntiva indirizzata al Collegio Sindacale.

In data 02/03/2023, il Consiglio di Amministrazione ha:

  • valutato l'adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, nonché l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della Società e delle società controllate aventi rilevanza strategica ritenendo il Sistema di Controllo di Acea funzionante, adeguato e coerente con le vigenti linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi;
  • proceduto, quale parte integrante del suddetto processo di valutazione, alla autovalutazione della composizione e del funzionamento del Consiglio e dei comitati interni. Tale valutazione ha riguardato l'indipendenza, la struttura e la composizione del Consiglio di Amministrazione, il funzionamento dei comitati e del Consiglio e il flusso delle informazioni ricevute dal Consiglio e dai suoi comitati nell'esercizio delle loro funzioni. Per l'espletamento dei compiti di valutazione, il Consiglio si è avvalso di una società specializzata nel settore, come illustrato nel paragrafo 7.1 della presente Relazione.

4.2 NOMINA E SOSTITUZIONE (art. 123-bis, c. 1, lett. l), TUF)

Nomina del Consiglio di Amministrazione

La nomina e la sostituzione degli Amministratori sono regolate dalla normativa vigente, così come recepita e integrata, nei limiti consentiti, dalle previsioni statutarie.

Secondo le previsioni dello Statuto della Società, il Consiglio di Amministrazione è composto da un numero di membri non inferiore a cinque e non superiore a nove, nominati dall'assemblea ordinaria dei soci (che ne determina il numero entro tali limiti) per un periodo pari a tre esercizi e rieleggibili alla scadenza del mandato.

Possono essere eletti amministratori coloro che siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge e dalle disposizioni regolamentari.

L'elezione degli amministratori è disciplinata dall'art. 15.1 dello Statuto sociale, in cui viene stabilito che:

  • nella composizione del Consiglio si assicura il rispetto dei criteri di equilibrio tra i generi, come disciplinati dalla legge2 ;
  • per gli Amministratori, si procede all'elezione sulla base di liste nelle quali i candidati devono essere elencati mediante numero progressivo pari ai posti da coprire, dovendo indicare ogni lista almeno due candidati qualificati come indipendenti, ai sensi di legge, indicati il primo non oltre il secondo, e il secondo non oltre il quarto posto della lista stessa;
  • per la nomina si procede come segue:
    • "A.dalla lista che ha ottenuto la maggioranza di voti ("Lista di Maggioranza") sono tratti, nell'ordine progressivo di elencazione, la metà più uno degli amministratori da eleggere, con arrotondamento, in caso di numero frazionario, all'unità inferiore;
    • B. fermo il rispetto della disciplina della legge e delle disposizioni dello Statuto in ordine ai limiti di collegamento con la Lista di Maggioranza, i restanti amministratori saranno tratti dalle altre liste. A tal fine i voti ottenuti dalle liste stesse vengono divisi, nell'ambito di ciascuna lista, successivamente per 1, 2, 4 e 8 fino al numero degli amministratori da eleggere. I quozienti così ottenuti sono assegnati progressivamente ai candidati di ciascuna di tali liste, secondo l'ordine dalle stesse rispettivamente assegnato ai candidati. I quozienti così attribuiti ai candidati delle varie liste vengono disposti in unica graduatoria decrescente. Risultano eletti coloro che hanno ottenuto i quozienti più elevati.

Nel caso in cui più candidati abbiano ottenuto lo stesso quoziente, risulta eletto il candidato della lista che non abbia eletto alcun amministratore o che abbia eletto il minor numero di amministratori.

Nel caso in cui nessuna di tali liste abbia ancora eletto un amministratore ovvero tutte abbiano eletto lo stesso numero di amministratori, nell'ambito di tali liste risulta eletto il candidato di quella che abbia ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità di voti di lista e sempre a parità di quoziente si procede a nuova votazione da parte dell'intera assemblea risultando eletto il candidato che ottenga la maggioranza semplice dei voti.

In ogni caso, qualora oltre alla Lista di Maggioranza venisse presentata una sola lista regolare, saranno eletti i candidati di questa, secondo l'ordine di presentazione".

2 Si ricorda che la Legge n. 160 del 27 dicembre 2019 ("Legge di Bilancio 2020") ha modificato le disposizioni di cui agli artt. 147-ter e 148 del TUF in materia di equilibrio tra i generi negli organi delle società quotate prevedendo una quota riservata al genere meno rappresentato pari ad almeno due quinti (40%). Tale nuovo criterio di riparto trova applicazione a decorrere dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e di controllo successivo all'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020, avvenuta il 1° gennaio 2020, per sei mandati consecutivi.

Il meccanismo di elezione introdotto garantisce la nomina di almeno un amministratore in rappresentanza delle minoranze nonché la nomina del numero minimo di amministratori indipendenti ai sensi di legge (uno in caso di Consiglio fino a sette membri, due in caso di Consiglio superiore a sette membri) ex art. 147-ter, comma 4, TUF. L'art. 15 dello Statuto prevede, infatti, che il Consiglio di Amministrazione deve contenere un numero minimo di amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge, dalla normativa applicabile e dal Codice, pari a quello tempo per tempo stabilito dalla normativa vigente.

La nomina del Consiglio è disciplinata dall'art. 15 dello Statuto, il quale prevede che lo stesso venga nominato sulla base di liste presentate, rispettivamente almeno venti e venticinque giorni prima della data fissata per la prima adunanza, dagli Amministratori uscenti o dai Soci che – da soli o insieme ad altri Soci – rappresentino, alla data in cui sono depositate le liste, almeno l'1% delle azioni aventi diritto di voto nell'Assemblea ordinaria, ovvero la minore quota di partecipazione al capitale sociale determinata dalla Consob ai sensi dell'art. 144-quater del Regolamento Emittenti. In merito, si segnala che la quota richiesta dalla Consob, con Determinazione Dirigenziale n. 76 del 30 gennaio 2023, per la presentazione delle liste è pari all'1%.

Le liste saranno rese pubbliche a cura della Società mediante deposito presso la sede sociale e annuncio su tre quotidiani a diffusione nazionale, di cui due economici, nonché secondo le diverse modalità indicate dalla normativa tempo per tempo vigente.

Nessuno può essere candidato in più di una lista e ogni azionista ha diritto di votare una sola lista.

Per quanto riguarda le informazioni sul ruolo del Consiglio di amministrazione e dei comitati consiliari nei processi di autovalutazione e successione degli amministratori, si rinvia al paragrafo 7 della presente Relazione.

Cessazione dell'Amministratore

Ai sensi dell'art. 15.3 dello Statuto: "Se nel corso dell'esercizio venisse a mancare un Amministratore nominato sulla base del voto di lista sopra previsto il Consiglio provvederà alla sua sostituzione per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 c.c., con il primo non eletto della lista in cui era stato candidato il consigliere cessato, nel rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi ovvero, qualora tale lista non esponga il candidato, con il primo dei non eletti, indipendentemente dalla lista di appartenenza; ove il Consigliere dimissionario fosse stato tratto da una lista diversa dalla Lista di Maggioranza, tuttavia, dovrà essere rispettata l'assenza di collegamento con la Lista di Maggioranza. Qualora il Consigliere cessato fosse uno dei Consiglieri in possesso dei requisiti di indipendenza e/o fosse appartenente al genere meno rappresentato e, per effetto della sua cessazione, il numero degli amministratori indipendenti e/o il numero degli amministratori appartenenti al genere meno rappresentato, si riducesse al di sotto del numero minimo previsto dalla legge, la cooptazione sarà effettuata con il primo non eletto della lista in cui era stato candidato il Consigliere cessato che abbia i requisiti di indipendenza previsti dalla legge e/o appartenga allo stesso genere del consigliere cessato. Gli amministratori così nominati resteranno in carica sino alla prima assemblea successiva".

Sostituzione dell'Amministratore

Ai sensi dell'art. 15.4 dello Statuto: "Nella nomina di Consiglieri in sostituzione di Consiglieri venuti a mancare nel corso dell'esercizio l'assemblea provvede, con voto a maggioranza relativa, a sceglierli, nel rispetto delle norme vigenti in materia di indipendenza e di equilibrio tra i generi, ove possibile, fra i candidati non eletti indicati nella lista di cui faceva parte il Consigliere da sostituire, i quali abbiano confermato per iscritto, almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'assemblea, la propria candidatura, unitamente alle dichiarazioni relative all'inesistenza di cause di ineleggibilità o di incompatibilità, nonché l'esistenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente o dallo statuto per la carica. Ove tale procedura di sostituzione non sia possibile si procede con deliberazione da assumersi a maggioranza relativa, nel rispetto tuttavia

della necessaria rappresentanza delle minoranze e del numero minimo di Amministratori indipendenti.

I Consiglieri così nominati resteranno in carica per una durata coincidente con quella degli altri Amministratori.

Qualora, per qualsiasi motivo, il numero degli Amministratori in carica si riduca a meno della metà, si intenderà decaduto l'intero Consiglio di Amministrazione e l'Assemblea dovrà essere convocata al più presto per la ricostituzione dello stesso. Il Consiglio resterà, peraltro, in carica per il compimento dei soli atti di ordinaria amministrazione fino a che l'Assemblea non avrà deliberato in merito al suo rinnovo e non sarà intervenuta l'accettazione della carica da parte di almeno la metà dei nuovi Amministratori".

4.3 COMPOSIZIONE (ex art. 123-bis, co. 2, lett. d, TUF)

Il Consiglio in carica al 31/12/2022, composto da 9 amministratori, è stato nominato dall'Assemblea del 29 maggio 2020.

Non è prevista una scadenza differenziata dei consiglieri.

L'Assemblea del 29 maggio 2020 ha deliberato di determinare in tre esercizi la durata in carica del Consiglio di Amministrazione che pertanto terminerà il proprio mandato con l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2022.

In occasione dell'adunanza assembleare del 29 maggio 2020 sono state presentate tre liste di candidati, di seguito trascritte con la precisazione per ciascuna del relativo proponente:

Lista candidati amministratori n. 1

Azionista Roma Capitale, titolare di n. 108.611.150 azioni, pari al 51% del capitale sociale di Acea SpA:

  • Candidato n. 1 Michaela Castelli nata a Roma il 07/09/1970;
  • Candidato n. 2 Giacomo Larocca nato a Roma il 13/05/1978;
  • Candidato n. 3 Giuseppe Gola nato a L'Aquila il 23/08/1964;
  • Candidato n. 4 Gabriella Chiellino nata a Pordenone il 21/03/1970;
  • Candidato n. 5 Liliana Godino nata a Genova il 08/04/1962;
  • Candidato n. 6 Stefano Pareglio nato a Vercelli il 25/03/1963;
  • Candidato n. 7 Maria Verbena Sterpetti nata a Roma il 23/07/1986.

Lista candidati amministratori n. 2

Azionista Suez SA, titolare direttamente di n. 23.106.700 azioni, pari al 10,85% del capitale sociale di Acea SpA e indirettamente, tramite Suez Italia SpA, di n. 26.584.395 azioni, pari al 12,483% del capitale sociale di Acea SpA:

  • Candidato n. 1 Diane Galbe nata a Parigi il 14/01/1981;
  • Candidato n. 2 Giovanni Giani nato a Lecco il 14/01/1950;
  • Candidato n. 3 Aurelia Binet Carrere nata a Les Lilas (Francia) il 03/07/1978;
  • Candidato n. 4 Angel Simon Grimaldos nato a Manresa (Spagna) il 09/11/1957.

Lista candidati amministratori n. 3

Azionista Fincal SpA, titolare di n. 5.700.000 azioni, pari al 2,676% del capitale sociale di Acea SpA:

  • Candidato n. 1 Alessandro Caltagirone nato a Roma il 27/12/1969;
  • Candidato n. 2 Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso nato a Napoli il 07/04/1968;
  • Candidato n. 3 Azzurra Caltagirone nata a Roma il 10/03/1973;
  • Candidato n. 4 Mario Delfini nato a Roma il 19/04/1940;
  • Candidato n. 5 Tatiana Caltagirone nata a Roma il 03/07/1967;
  • Candidato n. 6 Fabrizio Caprara nato a Roma il 12/11/1959;
  • Candidato n. 7 Annalisa Mariani nata a Avezzano (AQ) il 08/03/1980.

A esito alla votazione, i seguenti amministratori sono stati tratti dalla lista di maggioranza, presentata dall'azionista Roma Capitale: Michaela Castelli, Giuseppe Gola, Giacomo Larocca, Gabriella Chiellino e Liliana Godino.

Dalla lista di minoranza presentata da Fincal SpA sono stati eletti Alessandro Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso, mentre dalla lista di minoranza presentata da Suez SA sono stati eletti Giovanni Giani e Diane Galbe. Si precisa che le liste di minoranza hanno attestato l'assenza di rapporti di collegamento, anche indiretti, con la lista di maggioranza.

Il 25 febbraio 2022, il Consigliere di Amministrazione Diane Galbe, nominata dalla lista presentata dal Socio Suez nell'Assemblea del 29 maggio 2020, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Tale decisione è stata motivata dall'assunzione di un nuovo importante incarico professionale in un Gruppo industriale internazionale. L'Assemblea degli Azionisti, tenutasi il 27 aprile 2022, ai sensi dell'art. 15.4 dello Statuto sociale, su proposta presentata dal socio Suez International Sas, ha nominato quale Consigliere di Amministrazione Francesca Menabuoni.

Il 27 giugno 2022, Giovanni Giani, nominato dalla lista presentata dal Socio Suez nell'Assemblea del 29 maggio 2020, ha rassegnato le dimissioni, con effetto immediato, dalla carica di Consigliere di Amministrazione. Tale decisione è stata motivata dagli altri impegni professionali cui lo stesso è stato chiamato.

Il Consiglio di Amministrazione di Acea, in data 18 luglio 2022, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello Statuto, Massimiliano Pellegrini quale nuovo Consigliere non esecutivo della Società, in sostituzione di Giovanni Giani.

Il 23 settembre 2022, il Consiglio di Amministrazione ha preso atto (a) della comunicazione del socio Roma Capitale del 20 settembre 2022, con la quale quest'ultimo ha formulato la richiesta di sostituzione del capo azienda e (b) della successiva comunicazione del socio Roma Capitale, pervenuta in pari data, avente ad oggetto l'indicazione del Sig. Dott. Fabrizio Palermo quale candidato alla carica di componente del Consiglio di Amministrazione e di prossimo Amministratore Delegato di Acea.

Il Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2022, previo parere favorevole del Comitato Nomine e Remunerazioni, ha approvato i termini e le condizioni dell'accordo per lo scioglimento consensuale dei rapporti in essere con l'Ing. Giuseppe Gola, cui quest'ultimo ha aderito. In base a esso l'Ing. Gola ha rinunciato, con effetto immediato, alle cariche di Consigliere, Amministratore Delegato e Direttore Strategie, Produzione e Estero, nonché a ogni delega e potere conferitigli e a ogni altra carica detenuta per conto della Società e/o del Gruppo.

Parallelamente, il Consiglio di Amministrazione del 26 settembre 2022 ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello Statuto, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, Fabrizio Palermo quale nuovo Consigliere della Società. Nella stessa seduta Fabrizio Palermo è stato nominato dal Consiglio di Amministrazione nuovo Amministratore Delegato di Acea, e gli ha conferito, in linea con l'assetto precedente, tutti i poteri per l'amministrazione ordinaria della Società, con esclusione, oltre a quelli non delegabili a norma di legge e di statuto, di specifiche attribuzioni che il Consiglio ha riservato alla propria competenza.

Pertanto, al 31 dicembre 2022 il Consiglio di Amministrazione risulta così composto: Michaela Castelli, Fabrizio Palermo, Gabriella Chiellino, Liliana Godino, Giacomo Larocca, Alessandro Caltagirone, Massimiliano Capece Minutolo del Sasso, Massimiliano Pellegrini e Francesca Menabuoni.

Dei suddetti Consiglieri in carica, uno è Consigliere esecutivo Fabrizio Palermo – avendogli il Consiglio attribuito, quale Chief Executive Officer, deleghe di gestione individuali, mentre i restanti 8 Amministratori sono non esecutivi.

Il numero e le competenze degli amministratori non esecutivi sono tali da assicurare loro un peso significativo nell'assunzione delle delibere consiliari e da garantire un efficace monitoraggio della gestione.

Si precisa che cinque amministratori risultano in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dal Codice. Si evidenzia che l'anzianità di carica dalla prima nomina è riportata nella Tabella 2 "Struttura del Consiglio di Amministrazione alla data di chiusura dell'esercizio".

Si forniscono di seguito alcune informazioni sulle caratteristiche personali e professionali dei Consiglieri in carica.

MICHAELA CASTELLI

Presidente - Non Esecutivo (dimessasi il 14 febbraio 2023)

Michaela Castelli nasce a Roma il 7 settembre 1970; dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza e una specializzazione in Diritto finanziario, inizia l'attività lavorativa a Londra occupandosi di Capital Market. Ha successivamente maturato esperienza in primari studi legali italiani, occupandosi di diritto societario e dei mercati finanziari. Ha lavorato per 9 anni in Borsa Italiana SpA dove si è occupata di mercato primario e di assistenza agli emittenti quotati in materia di operazioni straordinarie, informativa societaria, compliance e corporate governance. Iscritta all'Albo degli Avvocati di Milano, ha maturato una significativa esperienza come componente di Consigli di Amministrazione e di Organi di Controllo di importanti società quotate e non. Autrice di pubblicazioni di settore e docente in diversi corsi di continuous education in materia di diritto societario e dei mercati finanziari, ha partecipato a numerosi convegni in qualità di relatore.

Nominata sulla base della lista n. 1 presentata da Roma Capitale (contenente: n. 1 Michaela Castelli, n. 2 Giacomo Larocca; n. 3 Giuseppe Gola, n. 4 Gabriella Chiellino, n. 5 Liliana Godino, n. 6 Stefano Pareglio, n. 7 Maria Verbena Sterpetti); la relativa proposta di nomina ha ottenuto il voto favorevole del 69,9949% dei votanti.

FABRIZIO PALERMO Amministratore delegato - Esecutivo

Fabrizio Palermo è nato a Perugia il 5 febbraio 1971.

Da luglio 2018 a maggio 2021 ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti dove, dal 2014, ricopriva già la carica di Chief Financial Officer.

Dal 2005 al 2014 ha lavorato per il Gruppo Fincantieri dove ha ricoperto posizioni apicali di crescente responsabilità: inizialmente come Direttore Business Development e Corporate Finance, successivamente come Chief Financial Officer (2006-2014) e infine come Vicedirettore Generale (2011-2014).

Fabrizio Palermo ha iniziato il suo percorso professionale negli uffici londinesi di Morgan Stanley, nella Divisione lnvestment Banking. Nel 1998, ha proseguito il suo percorso presso McKinsey & Company, specializzandosi in operazioni di risanamento, trasformazione e rilancio di grandi gruppi industriali e finanziari.

Durante la sua carriera, ha ricoperto le cariche di Presidente di CDP Equity SpA, Amministratore Delegato di CDP Reti SpA, e Consigliere di Amministrazione di Open Fiber SpA, di Fincantieri SpA e Fincantieri USA lnc, di Vard Group AS e di Vard Holdings Limited. Fabrizio Palermo è stato membro del Consiglio Direttivo di Assonime, membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Studi Americani e Co-presidente del Business Forum Italia-Cina.

Dal 2007 svolge inoltre attività accademica presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli in qualità di Professore Assistente per il Corso di "Pianificazione e Controllo" (dal 2007 al 2010) e successivamente in qualità di Professore Aggiunto MBA per il corso di "Corporate Finance" (nel 2018 e 2022). Fabrizio Palermo è laureato con lode in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

GABRIELLA CHIELLINO

Amministratore - Non Esecutivo - Indipendente

Gabriella Chiellino è nata a Pordenone il 21/03/1970, laureata in Scienze Ambientali all'Università Ca' Foscari Venezia nel 1994. Lavora da più di 20 anni nel campo della sostenibilità, e ha ricoperto vari ruoli in ambito universitario insegnando materie scientifiche in materia di gestione ambientale ed energetica d'impresa. È stata membro di varie commissioni tecniche scientifiche in ambito pubblico e privato, coordinando anche eventi internazionali su temi legati alla sostenibilità (acqua, rifiuti, smart city). Ha fondato 20 anni fa una società di ingegneria ambientale ed energetica, di cui oggi è Co-Founder & Chief Executive Officer – entrata a far parte di IMQ Group nel settembre 2022 – che lavora in ambito italiano ed estero e varie start up innovative. In qualità di esperta di Governance di Sostenibilità d'impresa, presiede e coordina vari Comitati di Sostenibilità d'Impresa. Autrice di varie pubblicazioni e articoli in materia ambientale ed etica, è docente in vari corsi universitari. Nominata sulla base della lista n. 1 presentata da Roma Capitale sopracitata.

LILIANA GODINO

Amministratore - Non Esecutivo - Indipendente

Liliana Godino è nata a Genova l'8/4/1962, ha concluso gli studi presso HEC - École des Hautes Etudes Commerciales de Paris" specializzandosi in "Economia d'Impresa e Marketing".

È Chief Procurement Officer presso Ignazio Messina & C. SpA Gruppo MSC da ottobre 2018. Da aprile 2015 a settembre 2018 è stata Direttore Affari Generali e Organizzazione della Baglietto Srl, produzione di acciai certificati per la cantieristica navale worldwide. È stata Direttore Acquisti e Logistica di Grandi Navi Veloci SpA GNV Gruppo MSC. Ha trascorso 18 anni in Danone SA, multinazionale alimentare mondiale, dapprima nel consumer marketing con esperienze a livello nazionale e internazionale e, successivamente, nel procurement, ricoprendo quale ultimo ruolo il Worldwide Sourcing Director for Packaging presso l'Headquarter di Parigi. È stata membro del Board of Directors dell'International School in Genoa.

Nominata sulla base della lista n. 1 presentata da Roma Capitale sopracitata.

GIACOMO LAROCCA Amministratore - Non Esecutivo - Indipendente

Giacomo Larocca è nato a Roma il 13/05/1978, laureato in Scienze Statistiche e Attuariali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Attualmente ricopre la carica di Responsabile programmazione e controllo di gestione presso SACE BT, società in cui lavora dal 2009.

Nominato sulla base della lista n. 1 presentata da Roma Capitale sopracitata.

ALESSANDRO CALTAGIRONE

Amministratore - Non Esecutivo - Indipendente

Alessandro Caltagirone è nato a Roma il 27/12/1969, laureato in Economia e Commercio presso l'Università La Sapienza di Roma. Attualmente Consigliere di Amministrazione in molte società tra cui: Il Messaggero SpA e Caltagirone SpA, nonché Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di Cementir Holding NV, di Alborg Portland Holding A/S e di Caltagirone Editore SpA.

Nominato sulla base della lista n. 2 presentata da Fincal SpA, titolare alla data dell'Assemblea di nomina del 2,676% del capitale sociale (contenente n. 1 Alessandro Caltagirone, n. 2 Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso, n. 3 Azzurra Caltagirone, n. 4 Mario Delfini, n. 5 Tatiana Caltagirone, n. 6 Fabrizio Caprara, n. 7 Annalisa Mariani) che ha ottenuto il voto favorevole del 19,1328% dei votanti.

MASSIMILIANO CAPECE MINUTOLO DEL SASSO Amministratore - Non Esecutivo - Indipendente

Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso è nato a Napoli 07/04/1968, iscritto all'ordine degli lngegneri di Roma dal 1992. Vasta esperienza nel settore immobiliare e infrastrutturale con competenze nella progettazione, sviluppo e gestione di grandi progetti urbanistici ed edilizi. Nel corso dell'attività professionale ha inoltre maturato esperienza nel settore del Cemento, nel settore Bancario, delle Energie Rinnovabili e dell'Editoria. Attualmente Presidente del Consiglio di Amministrazione del "Il Mattino SpA".

È altresì dirigente della Società Vianini Lavori SpA e Amministratore-Consigliere di Amministrazione in varie società operanti nel settore dello sviluppo e gestione immobiliare.

Nominato sulla base della lista n. 2 presentata da Fincal SpA sopracitata.

FRANCESCA MENABUONI Amministratore - Non Esecutivo

Francesca Menabuoni è nata a Firenze il 29 dicembre 1969. Laureata in Ingegneria Civile (sezione Idraulica) presso l'Università degli Studi di Firenze. Manager con vasta esperienza nella gestione del Servizio Idrico Integrato, è dal 2012 Amministratore Delegato e Direttore Generale di Nuove Acque SpA (gruppo Suez). Fra i suoi incarichi attuali, è Direttore concessioni Italia di Suez International Italian Branch (SIIB) e Presidente di Acque Toscane SpA.

MASSIMILIANO PELLEGRINI Amministratore - Non Esecutivo

Massimiliano Pellegrini è nato a Pescara il 28/09/1973.

Ha conseguito un Master in Economia, un Master in Econometria e un Master II in Management presso l'Università di Reims (Francia). Manager con vent'anni di esperienza all'interno del Gruppo Suez, ha ricoperto ruoli di responsabilità lungo l'intera catena del valore del Gruppo in Francia e all'estero. Dal 2021 è Direttore Generale Aggiunto di Suez per le attività in Francia e in Italia.

Franco-italiano, è Presidente del FP2E (Federazione francese dei professionisti delle aziende idriche), Co-Presidente del Cercle Colbert e Direttore della Fondazione Franco-Americana. È inoltre Cavaliere dell'Ordine nazionale al merito francese.

Criteri e politiche di diversità nella composizione del Consiglio e nell'organizzazione aziendale

In data 9 marzo 2020 il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, ha adottato la "Politica in materia di diversità per la composizione degli organi di amministrazione e di controllo" ("Politica di Diversità"), promossa dal Comitato per l'Etica e la Sostenibilità.

La Politica di Diversità mira a garantire il buon funzionamento degli organi societari di Acea regolandone la composizione e prevedendo che i membri dei medesimi organi siano in possesso di requisiti personali e professionali che ne determinino il più elevato grado di eterogeneità e competenza.

Il Consiglio di Amministrazione, infatti, è consapevole del fatto che diversità ed equilibrio di genere sono elementi fondamentali della cultura aziendale di un gruppo societario; in particolare, la valorizzazione delle diversità e l'equilibrio di genere, quali elementi fondamentali della sostenibilità nel medio lungo periodo dell'attività d'impresa, rappresentano un paradigma di riferimento tanto per i dipendenti del Gruppo Acea quanto per i componenti degli organi di amministrazione e controllo della Società.

In linea con il contenuto della Politica di Diversità, in vista dell'Assemblea del 29 maggio 2020 convocata per la nomina degli Amministratori, il Consiglio di Acea ha espresso agli azionisti il proprio orientamento sulla composizione quali-quantitativa ottimale del nuovo Consiglio. In particolare, il Consiglio uscente aveva sottolineato la necessità di tenere conto tra le altre cose, ai fini della composizione dell'organo, dell'importanza della diversità, anche di genere e di seniority, in linea con le disposizioni di legge applicabili. Inoltre, il Consiglio aveva evidenziato l'opportunità che le competenze dei componenti del Consiglio fossero bilanciate ai fini del corretto svolgimento delle attività consiliari. L'attuale composizione appare in linea con il suddetto orientamento.

A seguito dell'entrata in vigore, in data 1° gennaio 2020, delle disposizioni della Legge di Bilancio 2020, modificative degli artt. 147-ter, comma 1-ter, e 148, comma 1-bis, del TUF, in materia di equilibrio tra i generi negli organi delle società con azioni quotate, la quota minima attualmente richiesta per il genere meno rappresentato è pari ad almeno due quinti dei componenti del Consiglio di Amministrazione.

Si evidenzia che la composizione del Consiglio di Amministrazione in carica rispetta l'equilibrio tra i generi previsto dalla normativa applicabile.

Inoltre, Acea, in coerenza con i princìpi espressi nel Codice Etico, ha promosso al proprio interno una cultura delle pari opportunità e di gestione e valorizzazione delle diversità, attraverso (i) l'adesione al Patto Utilitalia 2019 - "La diversità fa la differenza", che rappresenta un documento programmatico volto a stimolare politiche inclusive in tutti i livelli dell'organizzazione, quali la conciliazione vita-lavoro, la gestione del merito trasparente e la realizzazione di politiche di sensibilizzazione interne ed esterne, nonché attraverso (ii) l'adozione di un proprio piano annuale di intervento sulle tematiche di Diversity & Inclusion ("D&I").

In particolare, il predetto piano, promosso a seguito di una campagna di ascolto diretta a tutta la popolazione aziendale, ha consentito di integrare i princìpi, la strategia e gli obiettivi D&I in un programma di azioni specifiche volte a sensibilizzare, informare e formare le persone del Gruppo sui princìpi e valori della D&I.

A supporto di tale piano il Gruppo si è dotato di un set di indicatori interni per il monitoraggio e analisi dei processi legati alla people strategy con focus sui target D&I (genere, età, disabilità, cultura), al fine di osservare, comprendere, indirizzare e anticipare i trend in tale ambito e confrontare le numeriche analizzate con le best practices di mercato.

Il Gruppo ha inoltre adottato un dettagliato piano di welfare aziendale che valorizza gli asset della salute, del benessere psicofisico e della conciliazione vita-lavoro, nel presupposto che la centralità della persona sia leva strategica del successo della Società.

Con l'intento di migliorare continuamente le politiche di people strategy, il Gruppo si sottopone a index specifici e partecipa a certificazioni per misurare il tasso di applicazione dei princìpi in ambito e gli impatti che le iniziative svolte hanno sul business.

Tra queste, nell'anno 2021, ha partecipato alla certificazione GEI Bloomberg, indice internazionale che misura le performance delle aziende sulla parità di genere, collocandosi al di sopra delle medie del settore utility, e alla certificazione Top Employers, istituto che analizza le politiche e le strategie HR di migliaia di imprese a livello mondiale, e che ha incluso il Gruppo Acea nella classifica delle migliori 131 aziende italiane.

Nel luglio 2021 Acea ha inoltre sottoscritto un protocollo d'intesa con le Organizzazioni Sindacali in materia di diversità e inclusione, per il coinvolgimento di tutte le parti sociali nella diffusione dei valori attivi e nel contrasto di tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro, innovando altresì la materia di legge sul sostegno per le persone vittime di violenza attraverso l'estensione del periodo di congedo e il riconoscimento di una indennità economica specifica. Nell'anno 2022 il Gruppo ha proseguito a investire su un piano in-

tegrato in ambito Equality e Care orientato sulle due direttrici del People e degli strumenti di Governance e rivolto ai temi della valorizzazione del merito nelle differenze, nonché della centralità delle persone.

In particolare il Gruppo si è dotato di un set di indicatori in chiave D&I che analizzano tutti i processi della people strategy (selezione, formazione, sviluppo e Welfare) per misurare la propria performance e indirizzare un puntuale piano di azione, dandone piena trasparenza nella sezione intranet dedicata.

Tra le attività poste in essere durante l'anno sono state avviate diverse iniziative di formazione e sensibilizzazione per tutto il personale, compreso il Management, volte a sostenere ulteriormente il cambio culturale attraverso il superamento di Bias cognitivi, sia nella gestione delle risorse che in fase di scouting dei talenti.

Tra le principali azioni rivolte ai dipendenti si annoverano iniziative dedicate al ruolo di genitori, il servizio di bike sharing aziendale, l'attivazione di piattaforme a supporto dei caregiver, l'attivazione di Convenzioni con l'Università per offrire scontistiche e piani di supporto ai figli dei dipendenti per l'orientamento scolastico.

Il Gruppo ha mantenuto il costante impegno sui temi della salute, attraverso l'introduzione di una polizza sanitaria integrativa per tutti i dipendenti, il riconoscimento di screening gratuiti, contributi economici per palestre e centri sportivi e webinar attivati con medici esperti nell'ambito del piano sui corretti stili di vita.

È stato mantenuto attivo anche lo sportello di ascolto dedicato a dipendenti che, in modo anonimo, possono ricevere supporto da professionisti esterni in caso di difficoltà e casi di violenza.

In ambito governance, il CdA in data 19 ottobre ha approvato la "Politica Equality, Diversity & Inclusion" al fine di formalizzare l'impegno del Gruppo attraverso la previsione di princìpi, obiettivi e di indirizzi sulle azioni. Si tratta di una best practice adottata dalle più grandi Aziende nazionali e internazionali e costituisce un impegno formale del Gruppo, al massimo livello di rappresentatività.

Acea si è inoltre dotata di un comitato interno "Equality, Diversity & Inclusion" – con l' obiettivo di valorizzare la cultura e promuovere il piano annuale delle iniziative in ambito D&I, in raccordo con il Comitato Etica e Sostenibilità – e di un Diversity & Inclusion Manager a supporto del comitato stesso.

Con l'intento di migliorare continuamente le politiche di people strategy, Acea si sottopone a index specifici e partecipa a certificazione volte a misurare il tasso di applicazione e gli impatti che le iniziative svolte hanno sul business.

Tra queste, nell'anno, ha partecipato alla certificazione GEI Bloomberg, indice internazionale che misura la performance delle aziende sulla parità di genere, collocandosi al di sopra della media del settore utility, nonché alla certificazione Top Employers 2023, che analizza le strategie HR di migliaia di Aziende a livello mondiale, collocandosi nella classifica delle migliori 131 Aziende italiane.

Inoltre, nel mese di Dicembre Acea si è certificata sulla prassi UNI PDR 125: 2002 in materia di parità di genere ed è stata riconosciuta come prima utility italiana nell'indagine "Europe's Diversity Leaders", condotta da Financial Times in collaborazione con l'organizzazione indipendente Statista.

Cumulo massimo di incarichi ricoperti in altre società

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 16 dicembre 2020, a esito dell'istruttoria svolta nel corso del 2020 da parte del precedente Comitato per le Nomine e la Remunerazione e da quello attualmente in carica, ha deliberato di aggiornare l'orientamento già espresso il 23 marzo 2011 in merito al numero massimo di incarichi. Allo scopo, ha definito quali "altre società rilevanti" ai fini del cumulo in aggiunta alle società quotate, le società finanziarie, bancarie e assicurative o con un patrimonio netto superiore a 1 miliardo di euro.

Inoltre, il Consiglio ha deliberato che:

  • a) un Amministratore non dovrebbe ricoprire la carica di Consigliere non esecutivo o di Sindaco in più di 6 (sei) delle predette società;
  • b) un Amministratore esecutivo non dovrebbe ricoprire la carica di Consigliere non esecutivo di un altro emittente di cui sia Consigliere esecutivo un Amministratore di Acea.

Ha ritenuto, altresì, (i) di non considerare nel computo degli incarichi quello ricoperto in Acea; (ii) di non considerare nel computo degli incarichi quelli eventualmente ricoperti in società controllate, direttamente e/o indirettamente, ovvero partecipate da Acea; (iii) di non tenere in considerazione gli incarichi ricoperti nei comitati endoconsiliari ai fini del raggiungimento del limite massimo di incarichi.

In base alle comunicazioni aggiornate pervenute alla Società in attuazione degli orientamenti deliberati, tutti gli Amministratori, alla data del 02/03/2023, risultano ricoprire un numero di incarichi compatibile con gli stessi orientamenti espressi dal Consiglio.

In calce alla presente Relazione, nella Tavola 1 allegata, è riportato l'elenco delle cariche di amministratore o sindaco ricoperte da ciascun Consigliere in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o con un patrimonio netto superiore a Euro 1 miliardo.

4.4 FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE (ex art. 123-bis, comma 2, lett. d), TUF)

Il Consiglio si riunisce con cadenza regolare – di fatto mensile e, comunque, almeno trimestrale – in osservanza alle scadenze di legge e a un calendario di lavori, approvato annualmente e pubblicato sul sito internet della Società, quantomeno per le riunioni aventi rilevanza ai fini della normativa applicabile. Si riunisce comunque tutte le volte che il Consiglio lo reputi opportuno ovvero quando ne sia fatta richiesta dal CEO, dalla maggioranza dei Consiglieri in carica o dal Collegio Sindacale.

Il CdA è organizzato e opera per garantire un efficiente ed efficace svolgimento delle proprie funzioni. Allo scopo di disciplinare e scadenzare la propria operatività si è dotato di un proprio Regolamento da ultimo modificato nel marzo 2021, anche al fine di adeguarne il contenuto alle previsioni introdotte dal Codice.

Le proposte di deliberazione e le informative per il Consiglio di Amministrazione pervengono – corredate dalla documentazione utile e vistate dai responsabili delle direzioni, funzioni e aree competenti per le specifiche materie – almeno 10 giorni di calendario prima della data fissata per la seduta del Consiglio, all'unità preposta alla segreteria degli organi sociali di Acea, che le sottopone senza indugio, in accordo con il Segretario, all'approvazione del CEO ai fini della definizione della bozza dell'Ordine del Giorno del Consiglio.

Il Presidente cura che l'informativa pre-consiliare e le informazioni complementari fornite durante le riunioni siano idonee a consentire agli Amministratori di agire in modo informato nello svolgimento del loro ruolo. In particolare, il Presidente monitora che vengano fornite adeguate informazioni sulle materie iscritte all'Ordine del Giorno di ciascuna riunione e che ciò avvenga nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa interna, che prevede che l'Ordine del Giorno della riunione e i relativi documenti siano resi disponibili agli Amministratori di regola almeno tre giorni precedenti l'adunanza. La documentazione viene messa a disposizione dei consiglieri e dei sindaci con modalità idonee a garantirne la necessaria riservatezza, anche attraverso un apposito sistema informatico, ai sensi di quanto stabilito dal vigente Regolamento del CdA.

Non è viceversa prevista la possibilità di giustificare sulla base di generiche esigenze di riservatezza il mancato rispetto del suddetto termine. A tal proposito Acea si è dotata di un apposito software proprio allo scopo di consentire una gestione sicura delle riunioni del Consiglio e una trasmissione riservata delle connesse informazioni e documentazione.

Tale sistema consente il ricorso a livelli differenziati di sicurezza; pertanto, il sempre maggiore utilizzo di tale piattaforma e il ricorso ai livelli di sicurezza più elevati che la stessa offre, consentono di tutelare anche esigenze di maggiore protezione dell'informativa che dovessero emergere, senza comprometterne la completezza, la fruibilità e la tempestività.

In taluni casi, nel corso dell'esercizio 2022, ove non è stato possibile rispettare il termine previsto dal Regolamento per l'informativa pre-consiliare, a causa della documentazione particolarmente copiosa e complessa, in sede di riunione, oltre ad aver dedicato un adeguato spazio alla trattazione del relativo argomento e alle connesse richieste di chiarimento e approfondimento, è stata generalmente garantita la presenza del responsabile della struttura interna competente.

Le adunanze consiliari si possono tenere anche tramite mezzi di partecipazione a distanza (sistemi di audio conferenza, videoconferenza e/o teleconferenza) a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal Presidente del Consiglio o dal Segretario nel caso in cui il Presidente sia anch'esso collegato e che gli stessi Consiglieri siano in grado di seguire la discussione e di intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti, anche scambiando documenti relativi agli argomenti trattati e di partecipare alla votazione. Di tali modalità di partecipazione è dato atto nel verbale dell'adunanza.

A ogni seduta il Presidente del Consiglio invita sempre gli Amministratori che, in relazione agli argomenti all'Ordine del Giorno, fossero eventualmente portatori di interessi, per conto proprio o di terzi, a darne notizia.

Il Segretario cura la redazione del verbale delle riunioni del Consiglio che trasmette al Presidente, in bozza, il quale sentito il CEO, ne dispone la trasmissione ai singoli Consiglieri. L'approvazione del verbale della seduta precedente rappresenta, di norma, il primo punto all'Ordine del Giorno della successiva riunione consiliare.

Nel corso dell'esercizio 2022, il Consiglio di Amministrazione si è riunito in 15 occasioni la cui durata media è stata di 2 ore e 46 minuti. Alle riunioni hanno regolarmente partecipato i componenti dell'organo amministrativo e del Collegio Sindacale.

La partecipazione di ciascun amministratore alle riunioni del Consiglio è rappresentata nella Tabella n. 2.

Alla data della presente relazione, dall'inizio del 2023, si sono tenute n. 7 riunioni.

Il calendario dei principali eventi societari 2023 (comunicato al Mercato e a Borsa Italiana SpA secondo le prescrizioni regolamentari) prevede altre 3 riunioni nelle seguenti date:

  • 9 maggio 2023 approvazione resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2023;
  • 26 luglio 2023 approvazione relazione semestrale al 30 giugno 2023;
  • 14 novembre 2023 approvazione resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2023.

4.5 RUOLO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Ai sensi dell'art. 20, comma 4, dello Statuto, alla Presidente del Consiglio di Amministrazione, Michaela Castelli, spetta la rappresentanza legale e istituzionale della Società, nonché la firma sociale. La Presidente del Consiglio svolge un ruolo di raccordo tra gli amministratori esecutivi e gli amministratori non esecutivi e cura l'efficace funzionamento dei lavori consiliari anche avvalendosi del supporto, nello svolgimento di tali funzioni, del Segretario del Consiglio di Amministrazione.

Inoltre, la Presidente presidia le tematiche relative agli impatti ambientali e alla sostenibilità sociale (corporate social responsibility) delle attività e dei processi aziendali.

La Presidente è incaricata della supervisione della segreteria del Consiglio di Amministrazione e di tutte le attività connesse oltre a essere titolare del potere di rappresentare e promuovere l'immagine della Società e del Gruppo e di gestire le comunicazioni esterne di carattere istituzionale.

Con particolare riferimento al compito di sovraintendere la segreteria del Consiglio di Amministrazione, la Presidente:

  • i) assicura la tempestività e la completezza dell'informativa consiliare e preconsiliare;
  • ii) cura che siano organizzati adeguati flussi informativi tra Acea e le società del Gruppo al fine di garantire il monitoraggio della

coerenza tra gli indirizzi strategici e le performance di Gruppo;

iii) verifica l'attuazione delle delibere del Consiglio di Amministrazione e delle regole e dei princìpi di corporate governance anche in conformità ai poteri riservati al Consiglio di Amministrazione.

La Presidente, dunque, coordina le attività del Consiglio di Amministrazione, convoca le riunioni consiliari, ne fissa l'Ordine del Giorno e ne guida lo svolgimento, assicurandosi che ai Consiglieri siano tempestivamente fornite – fatti salvi i casi di necessità e urgenza – la documentazione e le informazioni necessarie affinché il Consiglio possa esprimersi consapevolmente sulle materie sottoposte al suo esame.

La Presidente nel corso del 2022:

  • ha curato che l'avviso di convocazione contenente il giorno, l'ora, il luogo della riunione e gli argomenti da trattare – e la documentazione inerente ai punti all'Ordine del Giorno fossero trasmessi nel termine previsto dallo Statuto, vale a dire almeno 3 giorni prima dell'adunanza;
  • ha promosso un processo di calendarizzazione strutturato sia del Consiglio di Amministrazione che dei comitati endoconsiliari anche al fine di coordinare le attività dei comitati con le attività del Consiglio;
  • ha assicurato, d'intesa con il Chief Executive Officer, che i dirigenti responsabili delle funzioni e aree competenti in relazione agli argomenti posti all'Ordine del Giorno si tenessero a disposizione per intervenire, ove richiesti, alle riunioni del Consiglio. Tali soggetti sono stati presenti alle riunioni consiliari solo per la discussione dei punti di rispettiva competenza e hanno abbandonato la riunione al momento della deliberazione da parte del Consiglio;
  • ha predisposto, d'intesa con il Chief Executive Officer, un programma di formazione per il Consiglio, cui ha partecipato anche il Collegio Sindacale, finalizzato a far acquisire agli amministratori una puntuale conoscenza dell'attività e dell'organizzazione della Società, del settore e quadro normativo e di autodisciplina di riferimento, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione e del ruolo da svolgere in relazione alle specificità di Acea. Le iniziative di induction svolte nel corso del 2022 hanno riguardato, tra l'altro, tematiche legate alla sostenibilità e al business. Inoltre, gli amministratori sono tenuti costantemente informati dalle competenti funzioni aziendali sulle principali novità legislative e regolamentari concernenti la Società e l'esercizio delle proprie funzioni. La Presidente e il Segretario hanno curato che alle sessioni di induction i Consiglieri e i Sindaci potessero partecipare sia di persona sia in video conferenza;
  • ha presidiato il processo di autovalutazione del Consiglio, che ha visto il coinvolgimento del Comitato per le Nomine e la Remunerazione (per maggiori dettagli si rinvia al par. 7 della presente Relazione);
  • ha assicurato che il Consiglio fosse informato, nel corso dell'anno, sullo sviluppo e sui contenuti significativi del dialogo intervenuto con tutti gli azionisti come previsto dalla Politica per la gestione del dialogo con gli Investitori istituzionali, gli Azionisti e gli Obbligazionisti di Acea approvata dal Consiglio di Amministrazione (per maggiori dettagli si rinvia al par. 13 della presente Relazione).

Segretario del Consiglio

L'art. 18, comma 1, dello Statuto sociale prevede che il Consiglio di Amministrazione elegga tra i propri membri o fuori un Segretario che compilerà i processi verbali delle adunanze del Consiglio stesso.

Come già esposto nel paragrafo relativo al funzionamento del CdA, in data 1° marzo 2021 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo Regolamento di funzionamento del Consiglio di Amministrazione, introducendo apposite disposizioni sulla nomina e sui compiti del Segretario.

In particolare, il primo comma del citato articolo prevede che il Consiglio deliberi, su proposta del Presidente, la nomina e la revoca del Segretario dell'organo amministrativo valutando la sussistenza di adeguati requisiti di professionalità e definendone le eventuali ulteriori attribuzioni.

Su questa base il Consiglio di Amministrazione in data 12 ottobre 2021 ha nominato, previa valutazione della sussistenza di adeguati requisiti di professionalità, il Dott. Cosmo Damiano Marzulli quale nuovo il Segretario del CdA.

In coerenza con i compiti a esso attribuiti, il Segretario, nel corso del 2022, ha supportato l'attività della Presidente e fornito con imparzialità di giudizio assistenza e consulenza all'organo di amministrazione su ogni aspetto rilevante per il corretto funzionamento del sistema di governo societario.

In particolare, il Segretario ha supportato la Presidente del Consiglio di Amministrazione nello svolgimento delle relative attività di competenza, al fine di assicurare che:

  • a) l'informativa preconsiliare fosse accurata, completa e chiara e le informazioni complementari fornite durante le riunioni fossero idonee a consentire agli amministratori di agire in modo informato;
  • b) l'attività dei comitati endoconsiliari fosse coordinata con l'attività del Consiglio di Amministrazione;
  • c) nelle riunioni consiliari potessero intervenire i dirigenti della Società e quelli delle società del Gruppo, per fornire gli opportuni approfondimenti sugli argomenti posti all'Ordine del Giorno;
  • d) tutti i Consiglieri e Sindaci potessero partecipare, successivamente alla nomina e durante il mandato consiliare, alle specifiche attività di induction sulle dinamiche aziendali e la loro evoluzione, anche nell'ottica del successo sostenibile e dei princìpi di corretta gestione dei rischi;
  • e) il processo di autovalutazione dell'organo di amministrazione fosse adeguato e trasparente.

4.6 CONSIGLIERI ESECUTIVI

Amministratore Delegato

Il 26 settembre 2022 il Consiglio di Amministrazione ha nominato Fabrizio Palermo, in sostituzione di Giuseppe Gola, quale Amministratore Delegato a cui, ai sensi dell'art. 20 dello Statuto, è delegata la gestione ordinaria della Società, la firma sociale, la rappresentanza legale e processuale e tutti i poteri nell'ambito delle deleghe conferite, entro limiti di impegno prefissati.

All'Amministratore Delegato sono stati conferiti tutti i poteri per l'amministrazione della Società, ad eccezione di quelli diversamente attribuiti da disposizioni di legge e di Regolamento, dallo Statuto sociale ovvero dall'assetto dei poteri approvato da ultimo nel mese di settembre 2022.

In particolare, l'Amministratore Delegato:

opera sulla base dei piani pluriennali e dei budget annuali approvati dal Consiglio, garantisce e verifica il rispetto degli indirizzi sulla gestione che ne derivano. In tale contesto, i poteri dell'Amministratore Delegato si esercitano per le operazioni di valore fino a € 7,5 milioni (contratti di appalto, acquisti, affitti, alienazioni, partecipazione a gare, etc.) se in linea con il budget e fino a € 1 milione se extra-budget; per le società controllate del Gruppo operanti nei mercati dell'energia- elettricità e gas- i poteri conferiti all'Amministratore Delegato comprendono: i) il rilascio di fideiussioni o di altre garanzie fino a € 12 milioni se in linea con il budget e fino a € 2 milioni se extra-budget; ii) il rilascio di tutte le fideiussioni e le altre garanzie obbligatorie a favore dell'ARE-RA, del GSE, del GME, di Terna SpA e dell'Acquirente Unico, di altri soggetti pubblici e dei concessionari della distribuzione;

  • sottoscrive i contratti di appalto di qualunque importo aggiudicati in base al DLgs 50/2016 e ss.mm.ii.;
  • attua le modifiche organizzative e procedurali delle attività della Società coerentemente alle linee guida deliberate dal CdA;
  • assicura la corretta gestione delle informazioni societarie. A tal fine si rimanda al paragrafo 5 "Gestione delle Informazioni Societarie";
  • ha la responsabilità delle attività attraverso cui viene esercitata la direzione e il coordinamento delle società operative controllate e partecipate di Acea, anche attraverso l'indicazione di obiettivi e con il monitoraggio e il controllo delle attività e dei risultati delle società del Gruppo, in coerenza alle strategie del Gruppo, assicurando il coordinamento gestionale e organizzativo delle società sottoposte a direzione e coordinamento di Acea o comunque da essa controllate ai sensi dell'art. 2359 c.c.

L'Amministratore Delegato informa il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale almeno trimestralmente e comunque in occasione delle riunioni del Consiglio stesso, sull'attività svolta e relativamente all'andamento della gestione della Società, sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Società o dalle sue controllate, secondo quanto previsto dall'art. 20.1 dello Statuto sociale.

Inoltre, l'Amministratore Delegato è incaricato dell'istituzione e del mantenimento del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, come previsto dal Codice (per una descrizione dettagliata dei compiti attribuiti all'Amministratore Delegato in relazione al SCIGR si rinvia al paragrafo 10.1 della presente Relazione).

Con riferimento alle materie riservate al Consiglio di Amministrazione dall'assetto dei poteri e dall'art. 20.2 dello Statuto di rinvia al paragrafo 4.1 della presente Relazione.

Presidente del Consiglio di Amministrazione

La Presidente non ha ricevuto deleghe gestionali e non riveste uno specifico ruolo nell'elaborazione delle strategie aziendali. Per le attribuzioni e le prerogative della Presidente si rinvia al paragrafo 4.5 della presente Relazione.

Poteri congiunti del Presidente e dell'Amministratore Delegato

Con delibera del Consiglio del 29 maggio 2020, successivamente modificata in data 12 ottobre 2021 e il 26 settembre 2022, è inoltre conferita una delega congiunta alla Presidente e all'Amministratore Delegato che, in caso di comprovata urgenza e necessità, attribuisce la facoltà di 1) adottare gli atti ordinariamente riservati al Consiglio di Amministrazione in materia di appalti, acquisti, trasformazione di impresa, partecipazione a gare (per le quali i limiti di importo sono da considerarsi riferiti agli impegni finanziari o alle spese o agli oneri o ai debiti comunque sostenibili dalla Società in caso di aggiudicazione), rilascio di fideiussioni e ii) di designare i componenti dei Collegi Sindacali e dei membri dei Consigli di Amministrazione delle Società controllate e partecipate più significative, intendendosi per tali quelle:

  • a) quotate nei mercati regolamentati o con titoli diffusi ex art. 116 del TUF;
  • b) che richiedono impegni di capitale, finanziamento soci o garanzie superiori a € 10 milioni.

Il Presidente e l'Amministratore Delegato informano il Consiglio dei provvedimenti adottati nella prima riunione successiva; il Consiglio verifica la sussistenza dei presupposti di necessità e urgenza.

Inoltre, la Presidente e l'Amministratore Delegato designano i componenti dei Collegi Sindacali e dei Consigli di Amministrazione delle Società del Gruppo di Acea SpA diverse da quelle "più significative".

Informativa al Consiglio da parte dei consiglieri/organi delegati

Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto sociale, gli organi delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, a scadenze trimestrali, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Società o dalle sue controllate.

A tal riguardo, nel corso dell'esercizio 2022, la Presidente e l'Amministratore Delegato hanno reso un'informativa trimestrale al CdA e al Collegio Sindacale sull'esercizio delle deleghe conferite agli organi delegati dal CdA.

In occasione di eventi e/o operazioni di particolare rilievo per la Società, gli organi delegati hanno riferito al CdA e al Collegio Sindacale alla prima riunione utile.

Altri consiglieri esecutivi

Nel Consiglio di Amministrazione di Acea non sono presenti altri Consiglieri qualificabili quali esecutivi ai sensi delle definizioni di cui al Codice di Corporate Governance.

4.7 AMMINISTRATORI INDIPENDENTI E LEAD INDEPENDENT DIRECTOR

Amministratori indipendenti

Il Consiglio di Amministrazione della Società è caratterizzato da un numero di amministratori indipendenti che rappresentano la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Il loro numero e le loro competenze sono adeguati alle esigenze dell'impresa e al funzionamento del Consiglio, nonché alla costituzione dei relativi comitati.

Il Consiglio procede con le verifiche in merito all'indipendenza dei propri membri al momento della nomina e, successivamente, con cadenza annuale.

In particolare, nel mese di febbraio 2023, è stato completato il processo diretto alla valutazione dell'indipendenza degli amministratori ai sensi del Codice e dell'art. 148 comma 3 del TUF.

Il percorso seguito dalla Società può contemplare le seguenti modalità.

Innanzitutto, la valutazione di indipendenza dei membri del Consiglio di Amministrazione si fonda sulle informazioni in possesso della Società in merito alla presenza di eventuali relazioni significative nonché su quelle fornite con apposita dichiarazione dal singolo membro.

La Società, ogniqualvolta ritenga che le informazioni disponibili non siano sufficienti ai fini della valutazione, o se dalle informazioni a disposizione della Società emergano dubbi o perplessità circa l'indipendenza, invia all'amministratore interessato apposita richiesta di integrazione o di chiarimenti.

Ai fini di un funzionale svolgimento del processo di valutazione e della corretta interpretazione delle informazioni disponibili, il Consiglio di Amministrazione si riserva la facoltà di avvalersi del supporto di un consulente esterno qualificato.

Inoltre, ciascun amministratore indipendente comunica con tempestività al Consiglio di Amministrazione il determinarsi di situazioni che siano astrattamente idonee a far venir meno il requisito.

Qualora il Consiglio di Amministrazione ritenga di disapplicare taluno dei criteri di significatività in capo a uno o più amministratori, fornisce adeguata, trasparente ed esaustiva motivazione circa le ragioni di tale disapplicazione.

Il Collegio Sindacale verifica la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l'indipendenza dei membri non esecutivi e l'esito di tali controlli è reso noto al mercato all'interno della presente Relazione o della relazione dei Sindaci all'Assemblea.

Ad esito delle attività svolte nel corso del 2023 il Consiglio di Amministrazione, sulla base di tutte le informazioni a disposizione della Società, delle informazioni fornite dai singoli consiglieri, a marzo 2023 ha ritenuto sussistenti i requisiti di indipendenza, contemplati dall'art. 148, comma 3, del TUF e dalla raccomandazione 7 del Codice, in capo ai Consiglieri Giacomo Larocca, Gabriella Chiellino, Liliana Godino, Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso e Alessandro Caltagirone.

Per quanto occorrer possa, in occasione della verifica della sussistenza dei requisiti di indipendenza dell'attuale organo amministrativo, il Consiglio ha espresso la relativa valutazione in conformità ai criteri contenuti nel Codice.

Inoltre, il Collegio Sindacale, nell'ambito dei compiti a esso attribuiti dalla legge, ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri e rendere noto l'esito della verifica al mercato nell'ambito della Relazione sul governo societario.

Si segnala che la Presidente del Consiglio di Amministrazione anche questo anno per mero scrupolo ha ritenuto preferibile che la propria posizione non venisse qualificata quale amministratore indipendente pur non incorrendo, per quanto di rilievo ai fini dell'indipendenza, (i) nelle situazioni elencate nell'art. 148, comma 3 del TUF, richiamato per gli amministratori dall'art 147-ter TUF e (ii) nelle situazioni elencate nella raccomandazione 7 del Codice, che appaiono compromettere l'indipendenza.

Nel corso dell'esercizio non si è resa necessaria la tenuta di una riunione separata degli amministratori indipendenti, anche in considerazione della qualità dell'informativa ricevuta dagli organi delegati e la loro partecipazione attiva in Consiglio e nei comitati endoconsiliari.

Con riferimento alla raccomandazione contenuta nella lettera del Comitato per la Corporate Governance del 25 gennaio 2023 sulla base della quale gli organi di amministrazione vengono invitati a definire ex-ante i criteri quantitativi e qualitativi da adottare per la valutazione di significatività che dovrebbero riguardare la posizione complessiva dell'amministratore la cui indipendenza è oggetto di valutazione, tenuto conto che l'attuale Consiglio di Amministrazione concluderà il proprio mandato con l'assemblea chiamata ad approvare il bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, la Società ha ritenuto ragionevole rimettere al nuovo organo amministrativo l'opportunità di individuare appositi criteri quantitativi e/o qualitativi da utilizzare per la valutazione della significatività dei rapporti che potrebbero rilevare ai fini di una corretta applicazione dei criteri di indipendenza.

Lead Independent Director

Il CdA ha verificato in data 02/03/2023 come negli scorsi anni, che continuano a non ricorrere le circostanze di cui alla raccomandazione 13 del Codice in presenza delle quali viene raccomandata la nomina di un lead independent director.

Infatti, in Acea il Presidente del Consiglio di Amministrazione non è

il chief executive officer, non è titolare di rilevanti deleghe gestionali, né risulta essere l'azionista che detiene il controllo, anche congiunto, sulla Società.

Al contempo, sino alla data della presente Relazione, non sono state avanzate da parte gli amministratori indipendenti richieste in merito a tale nomina.

5. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE

Il Consiglio di Amministrazione di Acea ha adottato, su proposta del CEO, un Regolamento per la gestione interna e la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni privilegiate, che:

  • stabilisce le modalità di trattamento e diffusione delle informazioni societarie all'interno del Gruppo;
  • codifica il dovere di riservatezza degli esponenti aziendali che entrino in possesso di informazioni la cui intempestiva diffusione potrebbe recare nocumento al patrimonio della Società e/o dei soci, ma anche l'obbligo della Società, in presenza di circostanze qualificate, di provvedere a darne tempestiva ed esauriente informazione al mercato;
  • prevede la procedura di formazione dei comunicati relativi alle informazioni price sensitive, per prevenire possibili distorsioni od irregolarità informative.

Tale Regolamento è disponibile sul sito internet di Acea nella pagina: www.gruppo.acea.it/governance/sistema-controllo-interno-gestione-rischi/trattamento-informazioni-societarie.

È prevista l'istituzione, ai sensi dell'art. 18, par. 1, lettera a) del Regolamento (UE) n. 596/2014 (MAR), di un Elenco delle persone aventi accesso a Informazioni Privilegiate.

L'Elenco è suddiviso in:

  • una "sezione permanente", nella quale sono iscritti i soggetti che hanno accesso a tutte le Informazioni Privilegiate;
  • tante sezioni per ciascuna informazione privilegiata, nella quale sono iscritti i soggetti che hanno accesso alla specifica informazione privilegiata, qualora venga attivata la procedura di ritardo.

L'art. 7 del Regolamento MAR dispone che per informazione pri-

vilegiata si intende "un'informazione avente un carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti o uno o più strumenti finanziari, e che, se resa pubblica, potrebbe avere un effetto significativo sui prezzi di tali strumenti finanziari o sui prezzi di strumenti finanziari derivati collegati". Un'informazione si considera di carattere preciso se "fa riferimento a una serie di circostanze esistenti o che si può ragionevolmente ritenere che vengano a prodursi o a un evento che si è verificato o del quale si può ragionevolmente ritenere che si verificherà e se tale informazione è sufficientemente specifica da permettere di trarre conclusioni sul possibile effetto di detto complesso di circostanze o di detto evento sui prezzi degli strumenti finanziari o del relativo strumento finanziario derivato [..]. A tal riguardo, nel caso di un processo prolungato che è inteso a concretizzare, o che determina, una particolare circostanza o un particolare evento, tale futura circostanza o futuro evento, nonché le tappe intermedie di detto processo che sono collegate alla concretizzazione o alla determinazione della circostanza o dell'evento futuri, possono essere considerate come informazioni aventi carattere preciso".

È stata inoltre adottata una disciplina di Internal Dealing in osservanza delle disposizioni di cui all'art. 19 del Regolamento MAR, che stabilisce che le operazioni su strumenti finanziari, effettuate da parte delle "persone rilevanti" e dalle persone a loro strettamente legate, siano comunicate ad Acea e alla Consob tempestivamente e comunque non oltre tre giorni lavorativi dall'operazione, su richiesta delle persone rilevanti.

Le persone rilevanti e le persone a loro strettamente legate sono tenuti a notificare alla Società, ai sensi della richiamata normativa, tutte le operazioni condotte per loro conto una volta che l'ammontare complessivo di tali operazioni raggiunga la soglia di € 20.000,00 nell'arco di un anno solare.

6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (EX ART. 123-BIS, CO. 2, LETT. D) TUF)

Il Consiglio di Amministrazione ha istituito al proprio interno tre comitati a beneficio dello stesso organo amministrativo e precisamente: il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, il Comitato Controllo e Rischi e il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità.

Con riguardo al Comitato per le operazioni con parti correlate, si rinvia al paragrafo 11 della presente Relazione.

Il Consiglio di Amministrazione nell'adottare il proprio Regolamento, ha previsto che i compiti e la composizione di ciascun Comitato siano fissati al momento della loro costituzione con deliberazione del Consiglio di Amministrazione e che l'attività dei comitati possa essere regolata da specifici regolamenti operativi che fissino le procedure di funzionamento in relazione ai compiti agli stessi affidati.

Pertanto, la composizione, i compiti e il funzionamento di ciascun Comitato sono disciplinati dal Consiglio mediante l'adozione di appositi regolamenti, in coerenza con i criteri fissati dal Codice.

I componenti dei comitati (non meno di 3 per ciascuno di essi) sono nominati dal Consiglio e sono scelti tra i membri dello stesso. Il Consiglio ha determinato la composizione dei comitati privilegiando la competenza e l'esperienza dei relativi componenti, anche se l'assetto dei comitati, tenuto conto della composizione del Consiglio, implica una concentrazione degli incarichi.

Nominati dal Consiglio tra i propri componenti, i presidenti dei comitati ne convocano le riunioni, definendone le agende, preparandone i lavori, coordinandone la discussione. Alla prima seduta utile del Consiglio, essi forniscono informativa sulle attività rilevanti svolte dai comitati e sulle proposte e pareri formulati.

In caso di assenza o impedimento, i presidenti sono sostituiti dal componente del Comitato più anziano d'età. Per l'organizzazione dei propri lavori, i comitati si avvalgono del Segretario del Consiglio di Amministrazione o da altro soggetto individuato dal Comitato stesso. I comitati si riuniscono, su invito del proprio Presidente, nel luogo fissato dall'avviso di convocazione trasmesso a tutti i componenti almeno 3 giorni lavorativi prima di quello fissato per la riunione; in caso d'urgenza, il termine può essere ridotto a 24 ore prima dell'ora fissata per la riunione. La documentazione relativa alle riunioni è posta a disposizione dei membri dei comitati contestualmente all'avviso di convocazione da parte del Segretario del rispettivo Comitato. La documentazione relativa alle materie all'Ordine del Giorno è messa a disposizione dei componenti, da parte del Segretario del rispettivo Comitato, di norma almeno tre giorni lavorativi prima della data della riunione, salvi casi eccezionali.

Oltre agli obblighi normativi relativi alle informazioni privilegiate, i componenti di ogni Comitato, nonché i partecipanti alle riunioni, sono tenuti alla riservatezza dei dati e delle informazioni ricevuti nell'esercizio delle loro funzioni.

Si ricorda, inoltre, che Acea si è dotata di un apposito software proprio allo scopo di consentire una gestione sicura delle riunioni dei comitati e una trasmissione sicura delle connesse informazioni e documentazione. Per ulteriori informazioni in merito al suddetto software, si rinvia al par. 4.4 della presente Relazione.

I comitati si riuniscono sulla base di un calendario approvato da ciascuno di essi, su proposta dei rispettivi presidenti, e aggiornato ogniqualvolta ritenuto opportuno e/o necessario dal rispettivo presidente, alla luce dell'evoluzione delle attività sociali.

Su apposito invito del rispettivo Presidente, alle riunioni di ciascun Comitato possono prendere parte altri componenti il Consiglio di Amministrazione ovvero esponenti delle funzioni aziendali o soggetti terzi la cui presenza possa risultare di ausilio al migliore svolgimento delle funzioni del Comitato stesso.

Alle riunioni dei comitati partecipa, altresì, il Presidente del Collegio Sindacale, ovvero altro sindaco da lui designato (essendo riconosciuta, in ogni caso, anche agli altri sindaci effettivi facoltà di intervenire).

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti; a parità di voti, prevale quello del Presidente del Comitato.

Di ogni riunione è redatto un verbale, sottoscritto dal Presidente del Comitato e dal Segretario. Nello svolgimento delle proprie attività, i comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle strutture aziendali ritenute necessarie per lo svolgimento dei propri compiti nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio.

I comitati previsti dal Codice dispongono di un adeguato budget annuale di spesa attribuito loro dal Consiglio.

In linea con le best practice, gli amministratori indipendenti costituiscono la maggioranza dei componenti dei comitati consiliari raccomandati dal Codice e la presidenza degli stessi è affidata a un amministratore indipendente.

Comitati ulteriori (diversi da quelli previsti dalla normativa o raccomandati dal Codice)

È stato istituito il Comitato per il Territorio, composto da tre amministratori non esecutivi, in maggioranza indipendenti e con funzioni consultive e di monitoraggio del processo di concessione di sponsorizzazioni e liberalità. Il Comitato ha il compito, tra l'altro, di:

  • a) esaminare preventivamente le esigenze rappresentate da Acea e dalle società controllate rispetto al territorio in cui il Gruppo opera e riflesse nelle linee guida che annualmente vengono predisposte per orientare e definire gli ambiti di intervento delle iniziative di sponsorizzazioni e liberalità da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;
  • b) esaminare preventivamente norme direzionali e procedure in materia di sponsorizzazioni ed erogazioni liberali, che stabiliscano ruoli, responsabilità, princìpi di controllo e norme comportamentali da rispettare;
  • c) esaminare preventivamente il budget di spesa annuale da sottoporre all'approvazione del Consiglio di Amministrazione;
  • d) esprimere pareri in relazione alla formalizzazione delle sponsorizzazioni ed erogazioni liberali individuate dall'organo/funzione di Acea o delle società controllate tempo per tempo competente, verificando la coerenza con il budget e con le linee guida tempo per tempo definite.

Nel corso del 2022, il Comitato ha espresso, tra l'altro, nel corso di tutte le riunioni, parere in ordine alle sponsorizzazioni ed erogazioni liberali sottoposte dalla competente funzione di Acea. A seguito di ciascuna riunione il Comitato ha reso apposita informativa al Consiglio di Amministrazione circa le attività svolte.

7. AUTOVALUTAZIONE E SUCCESSIONE DEGLI AMMINISTRATORI - COMITATO NOMINE

Valutazione del funzionamento del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati

In data 23 settembre 2020 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di svolgere il processo di valutazione sulla dimensione, composizione e funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi comitati ("board review") su base annuale, avvalendosi di un consulente esterno indipendente.

Nell'ambito delle attività con cui ha presidiato l'affidamento di tale incarico, il Comitato per le Nomine e la Remunerazione ha discusso dell'avvio del processo di autovalutazione e delle modalità di svolgimento dello stesso. A esito di un processo di selezione competitivo, la società ha affidato a Koinè – società tra avvocati Srl – (in possesso dei requisiti di indipendenza richiesti) l'incarico di supportarlo in tale processo per la durata triennale del proprio mandato e, quindi, per l'attività da svolgersi negli anni 2020, 2021 e 2022.

Il processo di board review è presidiato dalla Presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea e dal Comitato per le Nomine e Remunerazione. La Presidente del Consiglio di Amministrazione è responsabile di assicurare che le modalità con cui il processo di autovalutazione viene svolto siano efficaci e coerenti rispetto al grado di complessità dei lavori del Consiglio e che le misure correttive previste per far fronte alle eventuali carenze riscontrate siano effettivamente adottate. Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione – con l'assistenza del consulente Koinè – ha la responsabilità di supportare il Consiglio nelle varie fasi del processo.

Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, supportato dalla Segreteria del Consiglio di Amministrazione, ha svolto funzioni istruttorie e di supervisione sull'intero processo della Board Review per il terzo e ultimo anno di mandato, relativa all'incarico conferito. La board review 2022 è stata impostata in sede di Comitato per le Nomine e la Remunerazione e si è svolta in una prima fase, attraverso la compilazione da parte di ciascun Consigliere di un questionario, predisposto da Koinè, diretto a valutare dimensioni, composizione e funzionamento del Consiglio di Amministrazione e dei comitati consiliari. In una seconda fase, la board review 2022 si è svolta attraverso interviste individuali – condotte dal team di Koinè – per approfondire gli aspetti più rilevanti emersi dalle risposte al questionario.

In argomento, si precisa che, da un punto di vista metodologico, al fine di consentire un più corretto raffronto tra i risultati riscontrati questo anno e quelli degli anni precedenti, il questionario predisposto da Koinè è stato adeguato per tenere conto di talune discontinuità di governance/scenario nonché per renderlo idoneo alle finalità di questo terzo anno ossia di valorizzare elementi di supporto all'organo amministrativo in vista della preparazione dell'orientamento sulla propria composizione qualitativa-quantitativa ottimali. Koiné ha, anzitutto, verificato che le azioni concordate dall'organo amministrativo di Acea a esito delle autovalutazioni 2021 e 2022 sono state in gran parte implementate.

Nell'ambito del processo di board review la società di consulenza ha provveduto anche a un raffronto (benchmarking) con riguardo alla struttura e funzionamento del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endoconsiliari di Acea con due distinti gruppi di peers rappresentati da (i) 42 società Mid Cap non finanziarie e (ii) 14 società quotate appartenenti al settore delle public utility.

Tale raffronto ha restituito un quadro positivo, con riguardo (i) al peso elevato della componente non esecutiva (e indipendente) degli amministratori, anche di minoranza e (ii) al numero delle riunioni in linea con settore ma elevati rispetto ai peers per dimensione.

Gli esiti della board review riferita all'esercizio 2022 riportano un giudizio di sintesi ampiamente soddisfacente quanto alla dimensione e composizione del Consiglio di Amministrazione e dei comitati di Acea, all'efficacia delle dinamiche consiliari e dei lavori e ai contributi resi dai comitati endoconsiliari. Emerge pertanto, in linea con l'anno precedente, una positiva valutazione del funzionamento di tali organi, con riguardo alla loro efficacia e trasparenza, in stretta aderenza alle best practice nazionali e internazionali in materia di corporate governance.

In particolare, le risultanze della board review riferita all'esercizio 2022 evidenziano i seguenti principali punti di forza:

  • la composizione (esecutivi, non esecutivi, indipendenti) del Consiglio è giudicata appropriata ed equilibrata in termini di diversità (genere, età, background, ecc.);
  • la presentazione dei punti all'ordine del giorno è giudicata precisa e accurata e fornisce agli amministratori le informazioni rilevanti per deliberare in maniera informata. Quando, in casi specifici, non è stato possibile fornire con anticipo la documentazione a supporto, la Presidente ha curato che fossero effettuati adeguati approfondimenti durante le riunioni consiliari;
  • la Presidente guida il Consiglio in modo efficace. In particolare, favorisce lo sviluppo di un dibattito costruttivo e l'effettiva partecipazione di tutti gli amministratori alle decisioni consiliari. Il dibattito in Consiglio è aperto, di alta qualità e generalmente rispettoso dei ruoli ricoperti da ciascun amministratore. Ciascun amministratore contribuisce al dibattito in maniera efficace;
  • il tempo dedicato alla discussione degli argomenti all'ordine del giorno è stato giudicato appropriato;
  • i verbali delle riunioni descrivono con precisione i flussi informativi ricevuti, il dibattito intervenuto e le decisioni prese dall'organo amministrativo;
  • i comitati svolgono la loro attività in modo autonomo e indipendente e supportano in modo efficace il Consiglio nelle materie di loro competenza;
  • il funzionamento dei comitati è generalmente ritenuto efficace;
  • permane soddisfazione sul clima all'interno del Consiglio e sulla capacità di gestire i conflitti in maniera costruttiva anche se alcuni consiglieri sottolineano che i recenti mutamenti di composizione dell'organo amministrativo hanno messo alla prova dinamiche e prassi consolidate;
  • sussiste una generale soddisfazione sull'efficacia del Consiglio.

Quanto agli spunti di miglioramento emersi, particolare attenzione merita il rilievo formulato da più amministratori circa l'opportunità di incrementare la numerosità del Consiglio, con particolare riguardo ai consiglieri indipendenti; ciò permetterebbe, ad avviso di tali consiglieri, una migliore distribuzione dei carichi di lavoro nei Comitati e un più fluido funzionamento del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Piani di successione

Nel contesto delle attività di analisi funzionali al pieno recepimento del Codice, al Consiglio è stata rappresentata l'opportunità di avviare, nel corso del presente mandato consiliare, le attività funzionali all'adozione di un piano di successione del CEO che definisca le procedure da seguire in caso di cessazione anticipata dell'incarico, un periodico aggiornamento dello stesso e le modalità di attuazione. A tale riguardo il Consiglio di Amministrazione della Società, pur riconoscendo l'importanza dei piani di successione nel favorire il ricambio generazionale, nel migliorare la gestione della cessazione dall'incarico degli amministratori esecutivi e del top management e nel contenere gli effetti negativi di eventuali discontinuità gestionali, ha ritenuto finora non necessaria l'elaborazione di un piano di successione per gli amministratori esecutivi.

Ciò è direttamente connesso alle attuali modalità di nomina degli amministratori esecutivi, espressione del maggiore azionista e delle valutazioni a questo ultimo riconducibili.

In caso di cessazione dalla carica degli amministratori esecutivi, il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di cooptare nuovi consiglieri in sostituzione dei cessati e delibera l'attribuzione delle deleghe.

In occasione della prima Assemblea utile, si provvede alla successiva integrazione del Consiglio di Amministrazione.

Per assicurare l'efficace continuità manageriale, la Società ha inoltre adottato un piano di valorizzazione del personale volto a favorire l'individuazione e la differenziazione dei profili di successione delle posizioni manageriali.

Il processo è finalizzato a garantire adeguati presìdi organizzativi, prevedendo, ove possibile, per ogni posizione manageriale i potenziali successori e le necessarie azioni di sviluppo a sostegno della rispettiva crescita.

Per ciascuna posizione sono stati individuati tre profili di readiness rispetto alla successione (in funzione del tempo necessario a sviluppare capacità tecniche e manageriali atte a ricoprire le posizioni target) identificando candidati «ready now», «ready later» e «ready in emergency».

7.1 COMITATO PER LE NOMINE E LA REMUNERAZIONE

Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, alla data della presente relazione, è composto da quattro amministratori, non esecutivi, di cui la maggioranza indipendenti e precisamente: Massimiliano Capece Minutolo del Sasso (Presidente, indipendente), Liliana Godino, Gabriella Chiellino e Massimiliano Pellegrini.

Il Consiglio di Amministrazione ha riconosciuto in capo a Massimiliano Capece Minutolo del Sasso e Liliana Godino il requisito di un'adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria e di politiche retributive.

Le attività di segreteria del Comitato sono svolte dal Segretario del Consiglio di Amministrazione o da altro soggetto individuato dal Comitato stesso.

Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione, nell'ambito dei compiti attribuiti, ha funzioni istruttorie, propositive e consultive, in particolare è incaricato di assistere il Consiglio di Amministrazione nelle valutazioni e nelle decisioni relative alla sua composizione e alle politiche di remunerazione dell'Amministratore Delegato, degli amministratori che ricoprono particolari cariche e dei dirigenti con responsabilità strategiche.

Si segnala che sono accorpate in un unico Comitato le attribuzioni in materia di nomine e di remunerazioni, in linea con quanto espressamente previsto dal Codice, nel rispetto delle regole relative alla composizione di ciascun Comitato, così da assicurare il corretto espletamento delle relative attribuzioni in modo efficace ed efficiente.

In particolare, il Comitato per le Nomine e la Remunerazione:

    1. propone al Consiglio di Amministrazione la politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, nell'ottica della sostenibilità e della creazione di valore nel medio-lungo periodo;
    1. valuta periodicamente la adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della Politica sulla remunerazione degli amministratori e del top management, sulla base delle informazioni fornite dall'Amministratore Delegato, e formula al Consiglio di Amministrazione proposte in materia;
    1. propone al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di amministratore, in caso di cooptazione;
    1. presenta proposte al Consiglio di Amministrazione sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione;
    1. monitora l'applicazione delle decisioni assunte dal Consiglio stesso verificando, in particolare, l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance;
    1. sottopone al Consiglio la Relazione sulla remunerazione ai sensi dell'art. 123-ter del TUF che gli Amministratori presentano all'Assemblea annuale;
    1. formula pareri al Consiglio in merito alla dimensione e alla composizione del Consiglio stesso ed esprime raccomandazioni in merito alle figure manageriali e professionali la cui presenza sia ritenuta opportuna;
    1. esprime pareri preventivi e non vincolanti, con riguardo alle figure da qualificarsi come aventi responsabilità strategiche;
    1. acquisisce, ai fini dell'espressione di pareri preventivi e non vincolanti, le istruttorie svolte in funzione della scelta dei dirigenti con responsabilità strategiche nonché quelle relative alle designazioni degli Amministratori e dei Sindaci nelle società più significative.

Il Consiglio di Amministrazione nella riunione del 1° marzo 2021 ha integrato le competenze già riconosciute al Comitato per le Nomine e la Remunerazione, prevedendo che, ai fini dell'espressione di pareri preventivi e non vincolanti, il medesimo Comitato acquisisca le istruttorie svolte in funzione della scelta di quei dirigenti che, ancorché non qualificabili quali dirigenti con responsabilità strategiche, svolgono funzioni rilevanti per il conseguimento dei risultati del Gruppo Acea ("Risorse Chiave").

Gli amministratori si devono astenere dal partecipare alle riunioni del Comitato in cui vengono formulate le proposte al Consiglio di Amministrazione relative alla propria remunerazione.

Nel corso del 2022, il Comitato ha tenuto 11 riunioni, con una durata media di circa 1 ora, debitamente verbalizzate e caratterizzate dalla regolare partecipazione dei suoi componenti. Alle riunioni hanno partecipato regolarmente il Presidente del Collegio Sindacale e/o altro Sindaco fornendo un importante contributo alla discussione. Alla data della presente relazione, si sono tenute 4 riunioni.

La partecipazione di ciascun amministratore alle riunioni del Comitato è rappresentata nella Tabella n. 3.

Alle riunioni del Comitato hanno partecipato altri componenti il Consiglio di Amministrazione ovvero esponenti delle funzioni aziendali competenti per materia la cui presenza è stata ritenuta di ausilio al migliore svolgimento delle funzioni del Comitato stesso, su apposito invito del rispettivo Presidente, previa informazione al chief executive officer.

Il Comitato ha avuto accesso alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

Nel corso del 2022, il Comitato, per quanto di competenza in materia di remunerazione, ha tra l'altro:

  • sottoposto all'approvazione del Consiglio di Amministrazione la Relazione sulla remunerazione ai sensi dell'art. 123-ter del TUF, e in particolare la sezione relativa alla Politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche per l'anno 2022;
  • monitorato la concreta applicazione della politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche;
  • preso atto del raggiungimento degli obiettivi economico-finanziari e autorizzato il pagamento del programma di incentivazione variabile di breve periodo "MBO 2021 ("Management By Objectives");
  • formulato una proposta al Consiglio di amministrazione in ordine alla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di breve periodo "MBO 2022" del CEO e dei dirigenti con responsabilità strategiche;
  • espresso parere favorevole rispetto ai termini del secondo ciclo 2022-2024 del Long Term Incentive Plan 2021-2023 adottato dalla Società;
  • formulato una proposta al Consiglio di Amministrazione in ordine all'assegnazione del compenso aggiuntivo annuo per i componenti del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate;
  • esaminato il voto espresso dagli investitori istituzionali in ordine alla Relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti anno 2022;
  • espresso parere favorevole rispetto all'ipotesi di risoluzione consensuale del rapporto con l'Ing. Giuseppe Gola;
  • espresso parere favorevole in ordine al compenso da riconoscere all'Amministratore Delegato Fabrizio Palermo.

Per quanto di competenza in materia di nomine, il Comitato ha:

  • formulato una proposta al Consiglio di Amministrazione affinché si procedesse a una revisione dell'elenco delle c.d. Risorse Chiave; formulato una proposta al Consiglio di Amministrazione affinché si procedesse alla nomina per cooptazione i) del Dott. Massimiliano Pellegrini a seguito delle dimissioni dell'Ing. Giovanni Giani e ii) del Dott. Fabrizio Palermo a seguito delle dimissioni dell'Ing. Giuseppe Gola;
  • coadiuvato il Consiglio nell'attività di autovalutazione del Consiglio stesso e dei suoi comitati.

Il Consiglio di Amministrazione ha confermato lo stanziamento di un budget annuo per il 2023 di € 25.000,00 (venticinquemila/00 euro) per il Comitato al fine di consentire, qualora ritenuto necessario, il conferimento di incarichi esterni funzionali allo svolgimento delle proprie attività.

8. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI

Politica per la Remunerazione

La Politica per la remunerazione degli Amministratori e del Top Management ("Politica per la Remunerazione"), definita dal Consiglio di Amministrazione, è dettagliatamente rappresentata nella "Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti" ("Relazione sulla remunerazione"), redatta ex art. 123-ter del TUF e disponibile sul sito internet www.gruppo.acea.it/it nella sezione "Governance - Remunerazione", alla quale si rinvia per ulteriori approfondimenti.

Il Comitato per le Nomine e la Remunerazione e il Consiglio di Amministrazione della Società rivestono un ruolo centrale nella definizione della Politica per la Remunerazione.

La funzione Risorse Umane in raccordo con le altre direzioni/funzioni aziendali competenti e con il coinvolgimento del vertice aziendale istruisce in modo proattivo, chiaro e trasparente il processo di formazione delle politiche di remunerazione. La fase istruttoria ha avvio con il monitoraggio delle più diffuse pratiche di mercato, anche attraverso benchmark condotti da primari operatori del settore, nell'intento di allineare e/o tenere allineata la propria Politica per la Remunerazione alle best practice.

L'esito di queste attività consente ai competenti organi di sottoporre ai soci politiche e orientamenti per la remunerazione sempre più adeguate alla professionalità, alla competenza e all'impegno richiesto. Attraverso la politica retributiva il Gruppo Acea si propone di attrarre, motivare e trattenere le persone che – per le loro competenze tecniche e manageriali e i loro differenti profili anche in termini di genere ed esperienze – sono un fattore chiave per il successo del Gruppo.

Sulla base dei documenti prodotti dalla funzione Risorse Umane, il Comitato Nomine e Remunerazione sottopone all'approvazione del Consiglio la Relazione sulla Remunerazione.

Il Comitato fornisce informazioni al Collegio Sindacale, onde consentire a quest'ultimo di verificare la coerenza delle proposte in tema di remunerazione degli amministratori con la politica per la remunerazione al fine dell'espressione del parere di cui all'art. 2389 c.c.

L'intervento dei principali organi di governo societario nel processo di approvazione della Politica di Remunerazione garantisce che queste siano fondate su regole chiare e prudenti e che ne favoriscano la coerenza, evitando il prodursi di situazioni di conflitto di interesse e assicurandone la trasparenza attraverso un'adeguata informativa.

Remunerazione degli Amministratori Esecutivi e dei Dirigenti con Responsabilità Strategiche

La Politica per la Remunerazione definisce le linee guida coerenti con le tematiche di seguito indicate:

una parte significativa della remunerazione degli Amministratori Esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche della Società, come espressamente richiesto dal Codice, è legata ai risultati economici conseguiti dalla Società ed eventualmente al raggiungimento di specifici obiettivi di performance – predeterminati, misurabili e finalizzati a promuoverne il successo sostenibile – preventivamente indicati dal Consiglio stesso. Si evidenzia che, a seguito della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l'Ing. Gola, in data 26 settembre 2022 il CdA ha nominato il Dott. Fabrizio Palermo quale nuovo Amministratore Delegato. È stato, pertanto, necessario rinegoziare in tempi ridotti la composizione del pacchetto retributivo del Dott. Palermo tenendo altresì in considerazione, da un lato, la sua professionalità e la consolidata esperienza nella gestione finanziaria di realtà organizzative complesse e, dall'altro, la particolare circostanza di una successione al vertice della società in prossimità del rinnovo della composizione del CdA. In considerazione delle particolari condizioni dell'entrata dell'Amministratore Delegato, con un mandato a tempo determinato fino alla scadenza del CdA uscente, per il 2022 non è stato pertanto ritenuto opportuno assegnare gli strumenti di incentivazione variabile di breve e lungo termine in ragione dell'esigua durata della carica, così come dettagliato nella "Relazione sulla Remunerazione" - Sezione I;

  • è previsto un sistema di incentivazione variabile di medio-lungo periodo (Long Term Incentive Plan), con vesting triennale. La finalità di tale piano risiede nell'incentivazione del management al perseguimento di risultati economico/finanziari e di sostenibilità del Gruppo nell'interesse degli azionisti;
  • a partire dal 2015, in linea con una richiesta crescente da parte del Codice di Autodisciplina in materia di trasparenza e nell'ottica di una politica retributiva sempre più responsabile, la clausola di clawback, già adottata per i vertici e i dirigenti con responsabilità strategiche, è stata estesa anche ai ruoli manageriali con maggior impatto sul business del Gruppo. In base a tale clausola viene riconosciuto alla Società il diritto di chiedere la restituzione della remunerazione variabile (sia di breve che di medio-lungo periodo), qualora la stessa risulti erogata a fronte di risultati conseguiti in seguito a comportamenti di natura dolosa e/o per colpa grave, come l'intenzionale alterazione dei dati utilizzati per il conseguimento degli obiettivi ovvero l'ottenimento degli stessi obiettivi mediante comportamenti contrari alle norme aziendali o legali.

Si segnala che in un contesto di mercato in cui il collegamento tra i meccanismi di retribuzione variabile e il raggiungimento di risultati sociali e ambientali oltre che economici è sempre più diffuso, anche successivamente al DLgs 49/19 concernente l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti, il Gruppo Acea, ormai da anni, conferma il percorso di maggior integrazione della sostenibilità nelle attività d'impresa. In continuità con gli anni precedenti, infatti, il piano di incentivazione di breve termine prevede obiettivi sia economico-finanziari che obiettivi legati al tema della sostenibilità. Analogamente, il sistema di incentivazione variabile di medio-lungo periodo (Long Term Incentive Plan) prevede parametri che hanno come linee direttrici l'allineamento degli interessi del management con quelli degli azionisti e una stretta correlazione con il Piano Industriale del Gruppo, attraverso l'utilizzo di indicatori economico-finanziari e indicatori che riconoscano la creazione di valore sostenibile nel medio lungo termine.

Per il dettaglio del pacchetto retributivo della Presidente e del CEO, nonché degli altri dirigenti con responsabilità strategiche, si rimanda alla Relazione sulla Remunerazione - Sezione II, ex art. 123-ter TUF.

Remunerazione degli Amministratori non esecutivi

La remunerazione degli Amministratori non esecutivi non è legata ai risultati economici conseguiti dalla Società ed è commisurata all'impegno loro richiesto e alla loro eventuale partecipazione a uno o più comitati. Nessuno degli amministratori non esecutivi è destinatario di piani di incentivazione a base azionaria.

Il Consiglio di Amministrazione, con l'ausilio del competente Comitato per le Nomine e le Remunerazioni ha intrapreso, da qualche anno, un percorso di analisi, volto all'allineamento alle best practice di mercato degli emolumenti corrisposti agli organi sociali.

È da rilevare che alla luce dei benchmark condotti, con il supporto delle funzioni interne competenti e di consulenti esperti, la remunerazione complessiva riconosciuta ai componenti dell'organo amministrativo si posiziona al di sotto del primo quartile del mercato di riferimento.

Maturazione ed erogazione della remunerazione

Al termine del periodo di riferimento della Politica per la Remunerazione, il Consiglio di Amministrazione su proposta del Comitato Nomine e Remunerazione approva la consuntivazione degli obiettivi di performance associati ai sistemi di incentivazione variabili verificandone la coerenza con quanto definito nella politica retributiva che è ritenuta leva efficace al perseguimento degli obiettivi del Piano Strategico.

Indennità degli amministratori in caso di revoca, dimissioni, licenziamento, o cessazione del rapporto a seguito di un'offerta pubblica di acquisto (art. 123-bis, c.1, lett i, TUF)

In riferimento alle politiche predisposte in caso di cessazione del rapporto di lavoro si rimanda agli istituti previsti dal CCNL per i Dirigenti delle Imprese dei Servizi di Pubblica Utilità che disciplinano, nella parte IVA e VA, le modalità di definizione della cessazione del rapporto di lavoro dei Dirigenti e alla policy "Gestione Esodi Dirigenti", approvata dal Consiglio di Amministrazione con deliberazione n. 33 del 21 dicembre 2011, e tuttora in vigore. La policy "Gestione Esodi Dirigenti", che fa riferimento al contratto collettivo, prende in considerazione le mensilità in termini di fisso e variabile di breve e lungo termine. Il Chief Executive Officer, Ing. Gola, ha diritto a ricevere gli importi massimi previsti dalla policy.

Non sono stati stipulati accordi tra Acea e gli Amministratori in carica che prevedano patti di non concorrenza, indennità in caso di dimissioni o licenziamento/revoca senza giusta causa.

9. COMITATO PER L'ETICA E LA SOSTENIBILITÀ

Il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità è un organo collegiale con pieni e autonomi poteri di azione e controllo deputato a fornire supporto istruttorio, propositivo e consultivo al Consiglio di Amministrazione nell'ambito dell'etica aziendale e delle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG - Environmental, Social and Governance).

La composizione e il funzionamento del Comitato sono disciplinati da apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato è costituito da quattro amministratori non esecutivi di Acea, in maggioranza indipendenti, e segnatamente Gabriella Chiellino (Presidente, indipendente), Francesca Menabuoni, Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso e Giacomo Larocca.

Come richiesto dal suddetto Regolamento, il Consigliere Chiellino possiede un'adeguata esperienza in materie ambientali e/o di responsabilità sociale di impresa, valutata da parte del Consiglio di Amministrazione al momento della nomina.

Le attività di segreteria del Comitato sono svolte dal segretario del Consiglio di Amministrazione o da altro soggetto individuato dal Comitato stesso.

Al fine di adempiere alle proprie responsabilità, svolge i seguenti compiti:

  • a) promuovere l'integrazione della sostenibilità nelle strategie e nella cultura dell'azienda e favorirne la diffusione presso i dipendenti, gli azionisti, gli utenti, i clienti, il territorio e, in generale, tutti gli stakeholder;
  • b) supervisionare i temi di sostenibilità, anche in relazione agli ambiti di rendicontazione previsti dal DLgs 254/2016, connessi all'esercizio delle attività di impresa e alle dinamiche di interazione di quest'ultima con tutti gli stakeholder, ed esaminare le principali regole e procedure aziendali che risultano avere rilevanza nel confronto con gli stessi;
  • c) esaminare le linee guida del piano di sostenibilità e le modalità di attuazione delle stesse;
  • d) monitorare l'attuazione del piano di sostenibilità approvato dal Consiglio di Amministrazione;
  • e) esaminare le strategie no profit della società;
  • f) monitorare, per le materie di competenza, l'adeguatezza del Codice Etico e la sua effettiva attuazione;
  • g) esprimere, su richiesta del Consiglio di Amministrazione, pareri su altre questioni in materia di sostenibilità;
  • h) riferire al Consiglio di Amministrazione, almeno semestralmente, e non oltre il termine per l'approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta;
  • i) relazionarsi con le strutture e gli organismi aziendali pertinenti per gli aspetti di etica e di sostenibilità.

Si segnala, inoltre, che il Consiglio il 29 maggio 2020 ha stabilito, come già deliberato il 13 dicembre 2018, che al predetto comitato restino attribuite le competenze del Comitato Diversity, e precisamente: "Promuovere, alla luce delle best practice internazionali, la cultura della valorizzazione delle diversità, evitando e contrastando ogni forma di discriminazione, e favorire l'adozione di un approccio diversificato alla gestione delle persone, diffondendo sensibilità e consape- volezza del valore delle differenze a tutti i livelli dell'organizzazione e monitorando l'evoluzione complessiva".

Nel corso dell'esercizio il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità ha tenuto 8 riunioni, durate in media 1 ora e 30 minuti, che hanno visto prevalentemente la regolare partecipazione dei suoi membri. Alle riunioni hanno partecipato regolarmente il Presidente del Collegio Sindacale e/o altro Sindaco fornendo un importante contributo alla discussione.

La partecipazione di ciascun amministratore alle riunioni del Comitato è rappresentata nella Tabella n. 3.

Nel 2023, alla data della presente Relazione, il Comitato si è riunito 5 volte.

Nel corso del 2022, il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità:

  • ha espresso parere favorevole rispetto all'adozione da parte del Consiglio di Amministrazione della Politica Equality, Diversity & Inclusion di Gruppo sottoposta al proprio vaglio.
  • ha ricevuto un aggiornamento in merito allo stato di avanzamento delle attività finalizzate all'ottenimento della certificazione UNI 125:2022 sulla Parità di Genere;
  • è stato aggiornato sul progetto rivolto alla sostenibilità nella catena di fornitura, attraverso l'integrazione dell'indicatore di sostenibilità nell'ambito del modello di vendor rating;
  • ha acquisito la documentazione inerente i) il processo funzionale a definire una prima bozza di "Purpose del Gruppo Acea";
  • ha acquisito aggiornamenti in ordine alle tematiche relative alla sicurezza sul lavoro nel gruppo Acea nonché sulle azioni poste in essere da Acea per fronteggiare l'emergenza Covid-19;
  • ha ricevuto un aggiornamento periodico sulle iniziative, sugli eventi e sui progetti legati alla sostenibilità posti in essere dalla Società;
  • ha esaminato condividendolo, per quanto di rispettiva competenza, il percorso che ha portato alla definizione e, di conseguenza, all'individuazione del perimetro societario della dichiarazione consolidata non finanziaria per l'esercizio 2022;
  • ha acquisito dalle competenti strutture interne un'informativa sulla nuova edizione degli Standard Universali, rilasciata dal GRI nel 2021, con obbligo di applicazione a partire dal 2023, su esercizio 2022 e su altri sviluppi regolatori (Tassonomia) con impatti sul ciclo di rendicontazione non finanziaria 2022;
  • ha esaminato la relazione semestrale dell'Ethic Officer, il cui scopo è di vigilare sul rispetto dei valori di trasparenza, legalità, equità e integrità etica nei rapporti con i dipendenti, fornitori, clienti e tutti gli stakeholders –, in merito alle segnalazioni ricevute sulle presunte violazioni al Codice Etico (sistema di "Whistleblowing"), della legge, delle norme interne che disciplinano l'attività del Gruppo e qualsiasi condotta posta in violazione ai princìpi comportamentali che il Gruppo Acea si è dato;
  • ha espresso parere favorevole, ai fini della successiva discussione e approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione, in ordine alle modifiche apportate al Codice Etico di Gruppo.

Da ultimo si segnala che il Comitato nel corso del 2022 ha avviato un progetto finalizzato alla definizione di una dashboard quale strumento di governance per il monitoraggio delle iniziative e progetti Acea qualificanti in termini di sostenibilità, finalizzata a fornire una panoramica sintetica, aggiornata e coordinata con indirizzi e obiettivi interni ed esterni (piano industriale, SDG, iniziative istituzionali di riferimento UE e nazionali).

Il CdA ha confermato lo stanziamento di un budget annuo per il 2023 di € 25.000,00 (venticinquemila/00 euro) per il Comitato.

Si precisa che al Comitato per l'Etica e la Sostenibilità sono attribuiti anche i compiti necessari per supportare l'organo amministrativo nell'esaminare e approvare il piano industriale della Società e del Gruppo a essa facente capo, anche in base all'analisi dei temi rilevanti per la generazione di valore nel lungo termine.

10. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI - COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi di Acea, elemento essenziale del sistema di Corporate Governance del Gruppo, è costituito dall'insieme delle persone, degli strumenti, delle strutture organizzative, delle norme e regole aziendali, volte a consentire una conduzione del Gruppo Acea sana, corretta e coerente con gli obiettivi aziendali, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, al fine di contribuire al successo sostenibile, la strutturazione di adeguati flussi informativi volti a garantire la circolazione delle informazioni e il coordinamento dei vari attori del Sistema di Controllo.

Tale sistema è costantemente rivisto e aggiornato attraverso attività progettuali dedicate finalizzate a una sempre maggiore integrazione dello stesso nei più generali assetti organizzativi e di governo societario adottati da Acea, all'allineamento alle raccomandazioni del Codice, adottato dal Consiglio di Amministrazione il 16 dicembre 2020, e alle best practice esistenti in ambito nazionale e internazionale.

La definizione di un adeguato SCIGR contribuisce a una conduzione dell'impresa sana, legittima e coerente con gli obiettivi aziendali attraverso l'assunzione di decisioni consapevoli e compatibili con la propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione e concorre ad assicurare la salvaguardia del patrimonio aziendale, l'efficienza e l'efficacia dei processi, l'affidabilità delle informazioni fornite agli organi sociali e al mercato e il rispetto delle leggi, dei regolamenti, dello Statuto sociale, del Codice Etico e delle procedure interne, costituendo quindi un presupposto fondamentale per la valutazione dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale della Società.

Le "Linee di indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" ("Linee di indirizzo") sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione, nel mese di gennaio 2020, con lo scopo di:

  • fornire gli elementi d'indirizzo ai diversi attori del SCIGR, in modo da assicurare che i principali rischi afferenti il Gruppo Acea risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati;
  • identificare i princìpi e le responsabilità di governo, gestione e monitoraggio dei rischi connessi alle attività aziendali;
  • prevedere attività di controllo a ogni livello operativo e individuare con chiarezza compiti e responsabilità, in modo da evitare eventuali duplicazioni di attività e assicurare il coordinamento tra i principali soggetti coinvolti nel SCIGR;
  • definire l'architettura del Sistema di Controllo adottato dal Gruppo e in particolare declinare le fasi che ne costituiscono il processo di definizione;
  • definire appositi flussi informativi tra i diversi attori del Sistema di Controllo, attraverso la predisposizione di una matrice che identifica attori, obiettivi, periodicità e descrizione del flusso nonché i destinatari o gli altri attori che ne sono portati a conoscenza in base al proprio ruolo nello stesso SCIGR.

L'aggiornamento delle Linee di indirizzo costituisce uno degli elementi fondamentali per la definizione del modello di controllo del Gruppo Acea finalizzato al rafforzamento e consolidamento della cultura del controllo e governo dei rischi.

Nel corso del 2022, sono proseguite le attività progettuali di aggiornamento delle Linee di indirizzo resesi necessarie alla luce delle modifiche organizzative del contesto aziendale e delle normative e migliori prassi di rilevanza per le stesse.

a. Ruoli e responsabilità nel Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi

Il governo e l'attuazione del complessivo SCIGR prevedono il coinvolgimento di attori con diversi ruoli aziendali (organi di governo e controllo, strutture aziendali, management, dipendenti). Le Linee di indirizzo, in coerenza con le raccomandazioni del Codice e le best practices di riferimento, descrivono ruoli e responsabilità di tali attori. Per la descrizione dei ruoli e dei compiti dei principali attori, si rimanda ai paragrafi specifici della presente Relazione (Consiglio di Amministrazione, comitati interni al Consiglio, Amministratore Delegato, responsabile funzione Internal Audit, funzione Risk & Compliance, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Organismo di Vigilanza).

Al di là dei compiti o delle responsabilità specificatamente individuati per tali attori, il management, i dipendenti e tutte le persone che operano per Acea hanno la responsabilità di contribuire, ciascuno per il proprio ambito di competenza, alla adeguatezza ed effettivo funzionamento del SCIGR. A tal fine, Acea, anche con il supporto di percorsi formativi, si adopera affinché il management, i dipendenti e tutte le persone che operano in Acea acquisiscano, ciascuno in base al proprio ruolo, tutte le competenze e la professionalità necessarie a consentire un efficace funzionamento del SCIGR.

b. Identificazione, valutazione e gestione dei rischi

Per la natura del proprio business, il Gruppo Acea è esposto a diverse tipologie di rischi, per la cui gestione vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e Gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.

Tale combinazione è volta a garantire un efficace presidio dell'intero universo dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta potenzialmente esposto, garantendo la gestione dell'esposizione complessiva del Gruppo in coerenza con gli obiettivi di Piano Industriale e di Sostenibilità.

L'identificazione e la valutazione dei rischi sono responsabilità del management del Gruppo, sulla base degli indirizzi e strumenti metodologici definiti. Tali attività sono svolte al fine di garantire un'adeguata definizione delle opportune azioni di risposta, volte a consentire la mitigazione e il monitoraggio dei rischi. La funzione Risk & Compliance e le altre funzioni di controllo di secondo livello su rischi specialistici, forniscono supporto nell'ambito dell'intero processo di identificazione, valutazione e gestione dei rischi.

Le attività di controllo sono, in tutto o in parte, integrate nelle attività operative, coinvolgono tutti i livelli organizzativi e includono un insieme di operazioni diverse, come approvazioni, autorizzazioni, verifiche, raffronti, esame della performance operativa, controlli sui sistemi informativi, controlli a salvaguardia dei beni aziendali, separazione dei compiti, etc.

La responsabilità dei controlli è articolata su tre livelli complementari:

  • il primo livello di controllo è diretto ad assicurare il corretto svolgimento dei processi aziendali attraverso l'identificazione, valutazione, gestione e monitoraggio dei rischi di competenza in relazione ai quali implementa opportune azioni di mitigazione. La responsabilità della loro esecuzione è generalmente affidata alle strutture di linea;
  • il secondo livello di controllo è diretto al presidio di rischi specifici aziendali oltre che a verificare l'adeguatezza ed effettivo funzionamento dei controlli posti a presidio dei principali rischi. Inoltre, fornisce supporto al primo livello di controllo nella definizione e implementazione delle azioni di mitigazione dei principali rischi;
  • il terzo livello di controllo è affidato alla funzione Internal Audit e fornisce la verifica indipendente e obiettiva sull'adeguatezza del disegno e sull'effettivo funzionamento del SCIGR nel suo complesso.

Le attività della funzione Internal Audit sono regolate dal Consiglio di Amministrazione attraverso l'Audit Charter, che ne definisce scopo, ambito di competenza, autorità, responsabilità e altre disposizioni pertinenti.

In particolare, il responsabile della funzione Internal Audit ha il compito di verificare che il Sistema di Controllo sia funzionante, adeguato e coerente con le linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione. Riporta gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione, non è responsabile di alcuna attività operativa e può avere accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico. Riferisce del proprio operato al Presidente, al CEO, al Comitato Controllo e Rischi e al Collegio Sindacale sul funzionamento, l'adeguatezza e l'efficacia del Sistema di Controllo. La funzione Internal Audit opera sulla base di un Piano di Audit, sviluppato sulla base di un processo strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi, che tiene conto delle risultanze provenienti dal monitoraggio eseguito dalle funzioni aziendali incaricate dei controlli di secondo livello e delle eventuali proposte pervenute da Funzioni/ Direzioni/Aree Industriali di Acea, nonché delle eventuali richieste del Comitato Controllo e Rischi, del Collegio Sindacale e dell'Organismo di Vigilanza. Il Piano di Audit è approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi e sentiti il Collegio Sindacale e il CEO.

c. Elementi qualificanti del Sistema di Controllo

Ambiente interno di controllo

Le fondamenta del SCIGR di Acea sono costituite dall'insieme di diversi elementi, coerenti tra di loro, che concorrono in maniera integrata a determinare l'ambiente nel quale le persone di Acea operano, indirizzandone le attività, nell'ambito delle responsabilità attribuite, e favorendo l'assunzione di decisioni consapevoli volte al raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Elementi costituenti dell'ambiente interno di controllo sono: l'ado-

zione di princìpi etici e standard di condotta; l'adozione di strumenti normativi; la diffusione di una cultura di gestione dei rischi a supporto della crescita; sistema di deleghe e poteri e lo sviluppo delle competenze delle Persone che operano dentro Acea.

Funzioni aziendali di controllo di secondo livello su particolari categorie di rischi

Il CEO ha individuato alcune funzioni aziendali, anche non dedicate a ciò in via esclusiva, delle quali si avvale per l'identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio di specifiche tipologie di rischio connesse all'operatività del Gruppo.

Tali presìdi accentrati rappresentano la modalità attraverso la quale è resa possibile una visione trasversale dei rischi e dei connessi sistemi di controllo fra i diversi processi all'interno del Gruppo.

Le strutture aziendali e i relativi modelli a presidio dei relativi rischi, attraverso attività di indirizzo e/o monitoraggio, sono di seguito sommariamente elencati.

  • Compliance: Modello Antitrust e Pratiche Commerciali Scorrette; Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex DLgs 231/01;
  • DPO Office: Modello di Governance Privacy di Gruppo;
  • Enterprise Risk Management: analisi dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, elaborazione di una strategia di mitigazione e monitoraggio della relativa implementazione;
  • Sistemi Integrati di Certificazione: Sistemi di Gestione Integrati Ambiente e Sicurezza;
  • Dirigente Preposto: Modello di Gestione e Controllo ex L. 262 di Gruppo;
  • Cyber Security: Modello di Cyber Security a livello di Gruppo.

d. Valutazione complessiva sull'adeguatezza del Sistema di Controllo

Si veda quanto indicato nel paragrafo 4.1 della presente Relazione relativo al Consiglio di Amministrazione.

Principali caratteristiche del Sistema di Gestione dei Rischi e di Controllo Interno esistente in relazione al processo di informativa finanziaria (art. 123 -bis, co. 2, lett. b), TUF)

Premessa

Nell'ambito del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, con riferimento all'informativa finanziaria, riveste particolare rilevanza il "Modello di gestione e controllo ex L. 262 di Gruppo" ("Modello 262"), implementato in occasione dell'adeguamento del Sistema di Controllo Interno del Gruppo a quanto richiesto dalla Legge 262/2005. In particolare, Acea ha realizzato un percorso di adeguamento alle esigenze espresse dalla L. 262/2005 finalizzato alla progettazione di un efficace Sistema di Controllo sull'Informativa Finanziaria di Gruppo (Internal Control over Financial Reporting - "ICFR"), oggetto di costante miglioramento e adeguamento all'evoluzione del Gruppo e delle best practices di riferimento, che possa consentire al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e al Chief Executive Officer di Acea di emettere le attestazioni al Mercato richieste dall'art. 154-bis del TUF.

Tale sistema è definito come l'insieme delle attività di individuazione dei rischi/controlli e definizione di procedure e strumenti specifici adottati da Acea per assicurare, con ragionevole certezza, il raggiungimento degli obiettivi di attendibilità, accuratezza, affidabilità e tempestività dell'informativa finanziaria.

Il Modello 262 definisce le linee guida, i riferimenti metodologici e le responsabilità per l'istituzione, la valutazione e il mantenimento dell'ICFR.

Il Modello 262 si sviluppa nel presupposto che l'ICFR è una parte del più ampio Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, elemento essenziale della Corporate Governance di Acea, e che l'attendibilità delle informazioni comunicate al mercato sulla situazione e i risultati della Società costituisce un elemento fondamentale per tutti gli stakeholder.

In data 15 maggio 2019, il Consiglio di Amministrazione ha approvato l'ultimo aggiornamento del "Modello di Gestione e Controllo del Gruppo Acea ex L. 262/05" che si compone di un corpo documentale che definisce gli aspetti fondanti del sistema, in dettaglio:

  • Regolamento del Dirigente Preposto: definisce la figura del Dirigente Preposto e ne disciplina le attività secondo quanto previsto dallo Statuto sociale e dalle leggi applicabili, oltre a regolamentarne le relazioni con gli stakeholder interni ed esterni;
  • Reporting periodico interno del Gruppo Acea: regolamenta i flussi informativi interni al Gruppo Acea (attestazioni interne a catena) che consentono al Dirigente Preposto e al CEO di Acea il rilascio delle attestazioni di cui all'art. 154-bis del TUF. Il documento include gli schemi di Lettera di attestazione interna.
  • Modello di Gestione e Controllo 262: definisce i princìpi ispiratori e l'approccio metodologico per l'istituzione, la valutazione e il mantenimento del Sistema di Controllo che sovrintende la redazione del bilancio e illustra le principali componenti del Framework 262 adottato dal Gruppo Acea.

Oltre ai tre documenti sopracitati che costituiscono il Modello 262, il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria è regolamentato anche dai seguenti documenti:

  • Manuale dei Princìpi contabili di Gruppo;
  • Guida alla chiusura del bilancio consolidato;
  • Checklist per la raccolta ed elaborazione dei dati contabili di chiusura del bilancio di periodo.

Nella definizione del Modello 262, ACEA ha scelto di ispirarsi ai princìpi previsti dalle best practices nazionali e internazionali quali il CoSO Report3 . L'analisi è effettuata secondo due differenti livelli ovvero "analisi a livello di Entità" (Entity Level) e "analisi a livello di processo" (Process Level).

Tale approccio risulta coerente con le Linee Guida di Confindustria e di ANDAF per lo svolgimento delle attività del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, con il Framework presentato nel Documento di ricerca Assirevi n. 131-ter e con le best practices nazionali e internazionali (es. modelli per l'adeguamento alla Sarbanes Oxley Act).

Descrizione delle principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistente in relazione al processo di informativa finanziaria

Il Modello 262 definisce le linee guida di riferimento per istituire e gestire il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria per Acea e per le società consolidate rilevanti ai fini dell'Informativa Finanziaria ("società rilevanti") regolando le principali fasi e responsabilità.

a) Fasi del Sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria

Definizione del perimetro di analisi

Annualmente Acea effettua un'attività di aggiornamento del perimetro di analisi del sistema dei controlli amministrativo-contabili e del monitoraggio sui processi sottostanti per garantire che esso sia in grado di coprire i rischi relativi all'informativa finanziaria delle voci di conto più significative del perimetro di consolidamento.

Il perimetro di analisi è inizialmente determinato in ragione del contributo di ciascuna società rilevante del Gruppo sul bilancio consolidato, tenendo conto della rilevanza che i conti significativi e i processi amministrativo – contabili a loro abbinati hanno sullo stesso; successivamente, le risultanze di tale analisi sono integrate da considerazioni di carattere qualitativo per tener conto sia della struttura del Gruppo sia delle caratteristiche di specifiche voci di bilancio.

Analisi a livello Entity

L'analisi degli Entity Level Controls riguarda gli aspetti trasversali e infrastrutturali del Sistema di Controllo Interno che si riferiscono prevalentemente agli atti di governance aziendale posti in essere dagli organi della Società e dal management.

La rilevazione degli Entity Level Controls è stata condotta sulla base del CoSO Report che rappresenta il Framework di riferimento per la valutazione del Sistema di Controllo Interno, opportunamente adeguato alle caratteristiche del Gruppo. L'approccio metodologico definito dal CoSO Report prevede 17 princìpi fondamentali associati a 5 componenti tipiche di un sistema di controllo (Ambiente aziendale di Controllo, Processo di gestione dei rischi, Struttura dei Controlli, Sistema informativo e Attività di Monitoraggio), interconnesse e fortemente integrate con i processi gestionali.

Tali princìpi sono stati adeguati al contesto di Acea SpA, identificando i punti di controllo Entity specifici, al fine di individuare gli strumenti organizzativi e normativi adottati che li soddisfano.

Analisi a livello process. L'approccio adottato da Acea consente di individuare e valutare i rischi e i controlli "chiave" (di seguito "Key Controls") ritenuti significativi con riferimento al bilancio consolidato. A tal fine, l'analisi a livello process viene effettuata attraverso i seguenti passi operativi:

  • scomposizione del processo in sotto-processi e attività;
  • identificazione delle responsabilità (process & risk owner, control owner);
  • individuazione e valutazione dei rischi su fasi/attività specifiche;
  • rilevazione dei controlli esistenti e loro valutazione per l'identificazione dei Key Controls;
  • individuazione delle eventuali aree di miglioramento.

L'output di tale analisi è rappresentato dalle matrici attività/rischi/ controlli (c.d. risk and control matrix) ovvero le procedure amministrative e contabili.

Monitoraggio.

L'operatività dei controlli presenti nelle procedure amministrative e contabili, attestata dai process & risk owner e control owner nell'ambito del processo di attestazione interna al Gruppo, è corroborata dall'attuazione di un piano di test indipendente definito dal Dirigente Preposto, finalizzato ad assicurare che tali controlli vengano effettivamente svolti e risultino efficaci rispetto all'obiettivo prefissato.

3 Il CoSO Report (Committee of Sponsoring Organizations) emanato dalla Treadway Commission definisce il Sistema di Controllo Interno come l'insieme di: Ambiente aziendale di Controllo, Processo di gestione dei rischi, Struttura dei Controlli, Sistema informativo e Attività di Monitoraggio.

In considerazione dell'approccio "Risk Based", nonché su input del Collegio Sindacale, il Piano dei test è definito su un arco temporale triennale, con l'obiettivo di testare l'operatività di tutti i Key Controls identificati nelle procedure amministrative e contabili.

La base dati del Piano dei test triennale (n. Key Controls) è soggetta a modifica annuale sulla base della variazione del perimetro delle società e dei processi in ambito 262 che determina una corrispondente variazione dei Key Controls da sottoporre alle verifiche di operatività.

I test sono eseguiti con il supporto della funzione Internal Audit di Acea e di primarie società di consulenza.

Il Dirigente Preposto attua un processo di condivisione e diffusione degli esiti delle attività di testing al fine di indurre il management di riferimento possa porre in essere le necessarie azioni correttive presso le proprie strutture.

Processo di Attestazione interna al Gruppo

Le informazioni contenute nelle procedure amministrative e contabili, predisposte nella fase di analisi a livello process, e gli Entity Level Controls di Acea, rilevati nella fase di analisi a livello entity, sono validati dai process & risk owner delle Società e dai Responsabili delle Funzioni di Acea attraverso il Processo di Attestazione interna al Gruppo.

Infatti, in considerazione della natura di società consolidante e della conseguente necessità di procedere, a norma di legge, al consolidamento del bilancio e all'emissione delle relative attestazioni al Mercato, risulta necessario definire un efficace coordinamento dei flussi informativi verso Acea. Tale coordinamento si basa su attestazioni interne "a catena" rilasciate dai soggetti coinvolti a diverso titolo nei processi aziendali e negli Entity Level Controls.

Le informazioni comunicate al Dirigente Preposto tramite le attestazioni interne "a catena" sono riepilogate nelle Lettere di Attestazione interna al Gruppo all'interno delle quali sono contenute le seguenti principali informazioni:

  • applicazione di adeguate misure/procedure di controllo trasversali atte a garantire l'adeguatezza e l'operatività del sistema di controllo interno (Entity Level);
  • valutazione del disegno e dell'operatività dei controlli definiti nelle procedure amministrative e contabili (Process Level);
  • eventuali criticità emerse nonché il relativo piano di azione;
  • applicazione dei princìpi contabili vigenti per la formazione del reporting package consolidato e descrizione dei rischi principali come da Relazione sulla gestione;
  • ragionevolezza dei metodi di valutazione e assunzioni rilevanti utilizzati nella determinazione delle stime contabili;
  • assenza di fatti rilevanti successivi alla chiusura;
  • conoscenza di casi di frode o sospette frodi.

Piano degli interventi correttivi. Laddove, sulla base delle analisi condotte dalle linee, i controlli risultassero assenti, non documentati o non eseguiti correttamente secondo le procedure aziendali, i responsabili della unità organizzativa interessata, fino a livello degli Organi Amministrativi Delegati per le società del Gruppo, definiscono e attuano un piano degli interventi correttivi a fronte delle aree di miglioramento individuate con indicazione dei tempi e delle responsabilità nell'attuazione delle azioni correttive. Il piano degli interventi correttivi viene sottoposto al Dirigente Preposto, al fine della valutazione complessiva del sistema e del coordinamento delle azioni da intraprendere, ed è aggiornato semestralmente dai soggetti responsabili.

Valutazione complessiva. Il processo di attestazione interna al Gruppo consente al Dirigente Preposto e al CEO di Acea il rilascio delle attestazioni di cui all'art. 154-bis del TUF.

La valutazione complessiva del Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria si basa, pertanto, su un complesso processo valutativo che considera:

  • le risultanze delle analisi a livello entity e a livello process;
  • le attestazioni interne "a catena" rilasciate dal management di Acea, dagli Organi Amministrativi Delegati delle Società consolidate congiuntamente ai Direttori delle Aree Industriali e al Responsabile della Direzione Chief Operating Office (ove coerente con la struttura organizzativa);
  • i risultati dei test;
  • l'analisi finale delle aree di miglioramento emerse con riferimento alla loro rilevanza sull'informativa di bilancio.

Le carenze significative eventualmente emerse sono comunicate agli organi di controllo, secondo modalità previste nel Regolamento del DP.

b) Ruoli e funzioni coinvolte

Il Modello 262 è basato sulla chiara attribuzione interna di responsabilità nella progettazione, valutazione e mantenimento nel tempo dell'ICFR, ferme restando le responsabilità del DP e dell'organo amministrativo delegato attribuite dalla norma di legge. A tal fine il processo di attestazione interna al Gruppo ha l'obiettivo di assicurare un'adeguata formalizzazione interna delle responsabilità per l'adeguatezza e l'effettiva applicazione degli Entity Level Controls e delle procedure amministrative e contabili, di monitorare il piano degli interventi correttivi, ove necessario, e di catturare tempestivamente eventuali modifiche di controlli di competenza delle linee e fattori di cambiamento/rischio emersi nel corso della normale operatività di processo, che possano influenzare l'adeguatezza dell'ICFR.

Il processo valutativo del DP e del CEO, sulla cui base è emessa l'attestazione sul bilancio secondo il modello Consob, prevede pertanto attestazioni interne rilasciate, in particolare, dai Responsabili di Funzione di Acea e, per le società consolidate, dai process & risk owner/Organi Amministrativi Delegati, congiuntamente ai direttori delle aree industriali e al responsabile della direzione Chief Operating Office (ove coerente con la struttura organizzativa).

Il Modello 262 individua i principali attori del processo di informativa finanziaria, oltre al DP e agli organi amministrativi delegati, con le relative responsabilità.

Il Control Owner è il soggetto a cui è affidata la responsabilità di svolgere e attestare i controlli di competenza a presidio dei rischi specifici secondo le modalità e le tempistiche previste nelle procedure amministrative e contabili.

Il Process & Risk Owner è il soggetto responsabile di un insieme correlato di attività operative necessarie per il raggiungimento di uno specifico obiettivo di controllo; ha la responsabilità di effettuare la valutazione complessiva del disegno e dell'operatività dei controlli, con riferimento ai processi di propria competenza, indicando se gli stessi siano adeguati a presidiare i rischi identificati e valutati in fase di risk assessment; ha, inoltre, la responsabilità di aggiornare e curare l'attuazione del piano degli interventi correttivi.

Il Responsabile 262 della società/Funzione di Acea è il soggetto responsabile di garantire il presidio per l'attuazione del Modello ex Legge 262/05 di Gruppo assicurando il flusso informativo da e verso il DP; ha la responsabilità di consolidare tutte le informazioni ricevute dai process & risk owner e di assemblare la valutazione complessiva del disegno e dell'operatività dei controlli per la società/ funzione di Acea di riferimento, sottoponendola all'organo Amministrativo Delegato della Società rilevante o al Responsabile di Funzione di Acea.

L'organo Amministrativo Delegato della Società ha la responsabilità di valutare il disegno e l'operatività dei controlli definiti nelle procedure amministrative e contabili della società e inviare la lettera di attestazione interna al DP, secondo il formato definito, congiuntamente al piano degli interventi correttivi opportunamente validato, comunicando, peraltro, eventuali fattori di cambiamento/rischio intervenuti nel periodo di riferimento che possano influenzare l'adeguatezza del ICFR.

Il Responsabile di Funzione di Acea ha la responsabilità di valutare il disegno e l'operatività dei controlli definiti nella documentazione relativa agli Entity Level Controls della direzione/funzione e inviare la lettera di attestazione interna al DP, secondo il formato definito, congiuntamente al piano degli interventi correttivi opportunamente validato, comunicando, peraltro, eventuali fattori di cambiamento/ rischio intervenuti nel periodo di riferimento che possano influenzare l'adeguatezza del ICFR.

Infine, con riferimento agli altri organi di governo e controllo interni ed esterni al Gruppo, Acea ha istituito un processo virtuoso di scambio informazioni da e verso il DP, strutturato e modulato al fine di favorire una visione complessiva più ampia possibile a tali organi del sistema di controllo interno.

10.1 CHIEF EXECUTIVE OFFICER

All'amministratore delegato è attribuito il ruolo di amministratore incaricato dell'istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, ai sensi di quanto indicato nel Codice di Corporate Governance.

Il CEO, nel corso del 2022, anche avvalendosi del supporto dell'unità ERM nell'ambito della funzione Risk & Compliance e delle informazioni provenienti dai presìdi di secondo livello sui rischi specialistici, ha curato l'identificazione dei principali rischi aziendali, tenuto conto delle caratteristiche delle attività svolte da Acea e dalle società controllate e li ha sottoposti all'esame del Consiglio. Ha dato esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio curando, per il tramite delle strutture competenti, la progettazione, realizzazione e gestione del Sistema di Controllo Interno e verificandone costantemente l'adeguatezza complessiva, l'efficacia e l'efficienza.

Inoltre, si è occupato dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare.

Il CEO può chiedere alla funzione Internal Audit, dandone comunicazione al Presidente del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Controllo e Rischi e del Collegio Sindacale, lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell'esecuzione di operazioni aziendali.

Il Chief Executive Officer, inoltre, riferisce tempestivamente al Comitato Controllo e Rischi o al Consiglio in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento delle proprie attività o di cui abbia avuto notizia.

10.2 COMITATO CONTROLLO E RISCHI

Il Comitato Controllo e Rischi è costituito per assistere il Consiglio di Amministrazione, assicurando a quest'ultimo un'adeguata attività istruttoria e supporto nelle valutazioni e decisioni relative al Sistema di Controllo, nonché relative all'approvazione delle relazioni periodiche di carattere finanziario e non finanziario.

Il Comitato Controllo e Rischi, alla data della presente relazione, è composto da quattro amministratori, non esecutivi, di cui la maggioranza indipendenti e segnatamente: Liliana Godino (Presidente, indipendente), Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso, Giacomo Larocca e Francesca Menabuoni.

Il Comitato possiede nel suo complesso un'adeguata competenza nel settore di attività in cui opera la Società, funzionale a valutare i relativi rischi. Il Consiglio di Amministrazione ha riconosciuto in capo a Liliana Godino il requisito di un'adeguata conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi. Le attività di segreteria del Comitato sono svolte dal Segretario del Consiglio di Amministrazione o da altro soggetto individuato dal Comitato stesso.

Il Comitato esegue la propria attività istruttoria e rilascia pareri al Consiglio di Amministrazione con riguardo:

    1. alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi afferenti ad Acea e alle sue controllate – ivi inclusi i vari rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo – risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati;
    1. alla determinazione del grado di compatibilità dei principali rischi con una gestione coerente con gli obiettivi strategici individuati;
    1. alla valutazione, con cadenza almeno annuale, dell'adeguatezza del SCIGR rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché della sua efficacia;
    1. alla nomina e revoca del responsabile della funzione Internal Audit, definendone la sua remunerazione in coerenza con le politiche aziendali, nonché l'adeguatezza delle risorse assegnate alla funzione;
    1. all'approvazione, con cadenza almeno annuale, del piano di lavoro predisposto dal responsabile della funzione Internal Audit;
    1. alla valutazione, sentito il Collegio Sindacale, dei risultati esposti dal revisore legale dei conti nella eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale;
    1. alla descrizione, nell'ambito della relazione annuale sul governo societario, delle principali caratteristiche del SCIGR e le modalità di coordinamento tra i soggetti in esso coinvolti esprimendo la propria valutazione sull'adeguatezza complessiva dello stesso.

Inoltre, il Comitato assiste il Consiglio di Amministrazione attraverso:

  • la valutazione, sentiti il DP, il revisore legale e il Collegio Sindacale, del corretto utilizzo dei princìpi contabili e della loro omogeneità ai fini della redazione del Bilancio consolidato;
  • la valutazione dell'idoneità dell'informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare correttamente il modello di business, le strategie della società, l'impatto delle sue attività e le performance conseguite coordinandosi con il Comitato per l'Etica e la sostenibilità;
  • la valutazione, unitamente alla funzione competente di Acea, sentiti il revisore legale e il Collegio Sindacale, del corretto utilizzo degli standard di rendicontazione adottati ai fini della redazione della dichiarazione di carattere non finanziario ex DLgs 254/2016;
  • il supporto, con un'adeguata attività istruttoria, nelle valutazioni e nelle decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione dei rischi derivanti da fatti pregiudizievoli di cui il Consiglio

di Amministrazione sia venuto a conoscenza;

  • l'espressione di pareri al Consiglio di Amministrazione su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali;
  • l'esame e la valutazione delle relazioni predisposte dal DP sulla cui base esprime un parere al Consiglio di Amministrazione in merito all'adeguatezza dei poteri e mezzi assegnati al DP stesso e all'effettivo rispetto delle procedure amministrative e contabili, affinché il Consiglio possa esercitare i compiti di vigilanza previsti dalla legge in materia;
  • il monitoraggio, per le materie di competenza, dell'adeguatezza del Codice Etico e la sua effettiva attuazione;
  • l'esame delle relazioni periodiche, aventi per oggetto la valutazione del SCIGR e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione Internal Audit;
  • il monitoraggio dell'autonomia, dell'adeguatezza, dell'efficacia e dell'efficienza della funzione Internal Audit;
  • l'eventuale richiesta alla funzione Internal Audit di svolgere verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale, al Presidente del Consiglio di Amministrazione e all'Amministratore incaricato del Sistema di Controllo, salvo i casi in cui l'oggetto della richiesta di verifica verta specificatamente sull'attività di tali soggetti.

Il Comitato riferisce al Consiglio, almeno semestralmente, in occasione dell'approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta, nonché sull'adeguatezza del SCIGR ed effettua, almeno una volta all'anno, una autovalutazione della propria dimensione, composizione, funzionamento e indipendenza rispetto ai compiti attribuiti.

Nel 2022, il Comitato ha tenuto 10 riunioni di durata media di circa 3 ore e 7 minuti, debitamente verbalizzate e caratterizzate dalla regolare partecipazione dei suoi componenti. Alle riunioni hanno partecipato regolarmente il Presidente del Collegio Sindacale e/o altro sindaco fornendo un importante contributo alla discussione. Alla data della presente relazione, si sono tenute 4 riunioni.

La partecipazione di ciascun amministratore alle riunioni del Comitato è rappresentata nella Tabella n. 3.

Alle riunioni sono anche intervenuti, su invito del Presidente del Comitato, esponenti delle funzioni aziendali per l'illustrazione di singoli punti all'ordine del Giorno, della cui partecipazione è stato preventivamente informato il Chief Executive Officer.

Nel corso del 2022 il Comitato ha svolto i compiti a questo riservati dal Codice di Corporate Governance e in particolare:

  • ha supportato, con una adeguata attività istruttoria, le decisioni e le valutazioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema di controllo, nonché quelle relative all'approvazione delle relazioni finanziarie periodiche;
  • ha proceduto all'esame del processo di redazione della Dichiarazione non finanziaria relativa all'esercizio 2022 nonché dello stato di avanzamento delle attività di assurance sul medesimo documento da parte della società di revisione Pricewaterhouse-Coopers;
  • ha condiviso, con le competenti funzioni aziendali, le varie tappe del percorso diretto alla definizione della Dichiarazione non finanziaria relativa all'esercizio 2022; in tale ambito, è stato informato sulla evoluzione e valutazione di applicabilità dei nuovi standard GRI specifici per il ciclo di rendicontazione non finanziaria sull'esercizio 2022;
  • ha valutato, sentiti il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, il revisore legale dei conti e il Collegio Sindacale, il corretto utilizzo dei princìpi contabili e la loro omo-

geneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;

  • ha espresso parere favorevole sul Piano delle attività della funzione Internal Audit preliminarmente alla presentazione al Consiglio per la relativa approvazione;
  • ha esaminato le relazioni periodiche della funzione Internal Audit aventi ad oggetto l'avanzamento del Piano di Audit, gli esiti delle singole attività di audit, lo stato di implementazione delle azioni di miglioramento poste in essere dal management inerenti i rilievi formulati (monitoraggio e follow-up) e le valutazioni circa l'idoneità del SCIGR rilasciate dal Responsabile della funzione Internal Audit;
  • ha monitorato l'autonomia, l'adeguatezza, l'efficacia e l'efficienza della funzione Internal Audit;
  • ha esaminato e valutato le Relazioni predisposte dal Dirigente Preposto e il piano delle attività in merito all'adeguatezza dei poteri e mezzi assegnati allo stesso Dirigente Preposto e all'effettivo rispetto delle procedure amministrative e contabili;
  • ha svolto approfondimenti in materia di gestione degli incarichi di consulenza;
  • ha espresso parere positivo sulla linea Guida riservandosi, tuttavia, di completare, nel corso di una successiva riunione, l'istruttoria in ordine alla Linea Guida della Compliance Regolatoria;
  • a seguito della situazione di emergenza causata dalla pandemia da Covid-19, è stato informato sulle azioni messe in campo dalla Società per affrontare l'emergenza e garantire il rispetto delle misure restrittive richieste a tutela della salute pubblica;
  • ha riferito al Consiglio, almeno semestralmente, in occasione dell'approvazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta nonché sull'adeguatezza del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi.

Il Comitato ha avuto accesso alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.

Il Consiglio di Amministrazione ha confermato lo stanziamento di un budget annuo per il 2023 di € 25.000,00 (venticinque- mila/00 euro) per il Comitato al fine di consentire, qualora ritenuto necessario, il conferimento di incarichi esterni funzionali allo svolgimento delle proprie attività.

10.3 RESPONSABILE DELLA FUNZIONE INTERNAL AUDIT

Consiglio di Amministrazione, su proposta del Chief Executive Officer, con il parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi, sentito il Collegio Sindacale, con delibera del 22 gennaio 2019 ha nominato il Dott. Simone Bontempo, a partire dal 1° febbraio 2019, responsabile della funzione Internal Audit e ha definito la sua remunerazione, coerentemente con le politiche aziendali.

Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Chief Executive Officer, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi, nonché sentito il Collegio Sindacale, assicura che il responsabile della funzione Internal Audit sia dotato delle risorse adeguate al- l'espletamento delle responsabilità a questi attribuite.

Le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi approvate dal Consiglio di Amministrazione definiscono la missione e le attività della funzione Internal Audit che assume un ruolo centrale nel coordinamento del SCIGR. Il responsabile della funzione Internal Audit è incaricato di verificare il funzionamento, l'adeguatezza del SCIGR e la coerenza con le relative linee di indirizzo, attraverso le verifiche, sia in via continuativa che in relazione a specifiche necessità, sull'operatività e l'idoneità di tale Sistema di Controllo e il supporto al Chief Executive Officer nelle attività d'identificazione e prioritizzazione dei principali rischi di Acea e delle società controllate.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il piano di lavoro della funzione Internal Audit nella seduta del 13 febbraio 2022 e, contestualmente, ha verificato l'adeguatezza delle risorse attribuite alla funzione per l'espletamento delle proprie responsabilità.

Il responsabile della funzione Internal Audit ha avuto accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico, non è responsabile di aree operative, né risulta dipendere gerarchicamente da responsabili di aree operative e ha riportato gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione.

Nel corso dell'esercizio la funzione Internal Audit adempiendo ai compiti descritti, ha:

  • a) verificato, sia in via continuativa sia in relazione a specifiche necessità e in coerenza con gli standard internazionali per la pratica professionale dell'attività di internal auditing, l'operatività e l'idoneità del Sistema di Controllo, attraverso il piano delle attività della funzione Internal Audit approvato dal Consiglio di Amministrazione;
  • b) svolto attività di audit aggiuntive rispetto al Piano di Audit richiesti dal Vertice aziendale e dagli Organi di controllo;
  • c) predisposto report a conclusione dei singoli interventi di audit e chiesto alle funzioni/società competenti la redazione di piani per il superamento delle criticità emerse, monitorandone l'attuazione e relazionandone gli esiti al Comitato Controllo e Rischi;
  • d) costantemente informato, attraverso la predisposizione di apposite relazioni, la Presidente del Consiglio di Amministrazione, il CEO e il Comitato Controllo e Rischi sulle attività svolte e i relativi risultati; ha predisposto relazioni su eventi di particolare rilevanza su richiesta del Presidente del Consiglio di Amministrazione e del CEO;
  • e) verificato, nell'ambito del Piano di Audit, l'affidabilità dei sistemi informativi inclusi quelli di rilevazione contabile;
  • f) supportato l'Organismo di Vigilanza di Acea e quelli delle società controllate nelle verifiche ex DLgs 231/2001;
  • g) monitorato le iniziative per il superamento delle anomalie riscontrate nell'operatività e nel funzionamento dei controlli, anche attraverso attività di follow up;
  • h) raccolto e trattato, a supporto dell'Ethic Officer, con le modalità definite nella procedura whistleblowing, le segnalazioni pervenute relative a casi di presunte violazioni per inosservanza della legge, della normativa interna e del Codice Etico;
  • i) valutato internamente l'aderenza delle risorse disponibili e della metodologia adottata dalla funzione Internal Audit nello svolgimento delle attività agli standard IPPF (Internal Professional Practice Framework emanate dall'Institute of Internal Auditors);
  • j) predisposto la relazione conclusiva in cui esprime una valutazione complessiva sull'idoneità del Sistema di Controllo, trasmettendola ai Presidenti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Controllo e Rischi e del Collegio Sindacale, e al Chief Executive Officer.

10.4 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DLGS 231/2001

Con l'adozione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex DLgs 231/2001, Acea ha inteso adempiere alle previsioni di legge, conformandosi ai princìpi ispiratori e alle disposizioni del DLgs 231/2001 ("Decreto"), al Codice e alle raccomandazioni delle autorità di vigilanza e controllo, con l'obiettivo di rafforzare il sistema dei controlli e di corporate governance, in particolare per la prevenzione dei reati presupposto previsti dal Decreto.

Con l'adozione del MOG Acea si pone i seguenti obiettivi di carattere generale:

  • conoscenza delle attività che presentano un rischio di realizzazione di reati rilevanti ai fini del Decreto (attività a rischio) e conoscenza, da parte dei destinatari, delle regole (modalità e procedure) che disciplinano le attività a rischio;
  • diffusione, acquisizione personale e affermazione concreta di una cultura d'impresa improntata alla legalità, nella consapevolezza dell'espressa riprovazione da parte della Società di ogni comportamento contrario alla legge, ai regolamenti, alle norme di autodisciplina, alle indicazioni delle autorità di vigilanza e controllo e alle disposizioni interne;
  • diffusione, acquisizione personale e affermazione concreta di una cultura del rischio e del controllo, che deve presiedere al raggiungimento degli obiettivi;
  • implementazione di un sistema strutturato di procedure e controlli che riduca il rischio di commissione dei reati rilevanti ai fini del Decreto e degli illeciti in genere.

In relazione alle diverse fattispecie di reato previste dal DLgs 231/01 e alle relative attività sensibili, il MOG individua i processi aziendali, funzionali e strumentali, all'interno delle aree a rischio reato, richiamando altresì i presìdi generali e specifici che caratterizzano il sistema di controllo interno e ai quali, di conseguenza, i destinatari devono attenersi nell'espletamento delle attività di competenza.

Dopo la sua prima approvazione nel maggio 2004 sia da parte di Acea che delle società controllate, il MOG è stato continuativamente aggiornato a seguito dell'introduzione di nuovi reati presupposto nell'ambito del catalogo di reati di cui al Decreto, dell'evoluzione giurisprudenziale e dottrinale, nonché dei mutamenti organizzativi aziendali.

L'attuale MOG, approvato dal CdA di Acea nella seduta del 15 dicembre 2021, è in corso di analisi e di revisione, attraverso un approfondito processo di analisi dei rischi connessi ai processi aziendali, e con l'obiettivo di aggiornare lo stesso MOG sia alle ulteriori fattispecie di reato recentemente introdotte nel DLgs 231/2001, sia di valorizzare e riflettere nel Modello stesso le evoluzioni intervenute in termini di governance e di sistema di controllo interno intervenute nel periodo. La parte generale del MOG (in cui sono illustrati i princìpi a cui è ispirato il DLgs 231/01, il sistema di controllo interno di Acea, la metodologia utilizzata per la costruzione del Modello, l'istituzione e il ruolo dell'Organismo di Vigilanza, il Whistleblowing e il sistema disciplinare), è disponibile sul sito internet della Società www.gruppo.acea.it, nella sezione "Governance", in cui è stata anche creata una sezione dedicata anche a tutti i MOG delle Società del Gruppo.

L'Organismo di Vigilanza, istituito ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. b) del DLgs 231/2001, è l'organo dotato di pieni e autonomi poteri di iniziativa, intervento e controllo in ordine al corretto funzionamento, all'efficacia e all'osservanza del MOG.

L'OdV vigila sull'effettività e adeguatezza del MOG, monitorandone lo stato di attuazione e proponendo al Consiglio di Amministrazione i necessari aggiornamenti. Ha inoltre il compito di segnalare agli organi competenti di Acea eventuali violazioni del MOG, accertate o in corso di indagine, che potrebbero comportare l'insorgere di una responsabilità in capo alla Società.

Circa la composizione dell'OdV, è prevista la costituzione di un organo collegiale nominato dall'organo amministrativo, con due componenti esterni, tra cui il Presidente, esperti nella materia del controllo interno e della responsabilità penale d'impresa, e un componente interno, rappresentato dal responsabile della funzione di Internal Audit.

L'attuale Organismo di Vigilanza, nominato dal Consiglio di Amministrazione di Acea nella riunione del 16 dicembre 2020, resterà in carica fino all'approvazione del bilancio successivo a quello con la cui approvazione scadrà l'attuale Consiglio di Amministrazione o, in caso di cessazione anticipata di quest'ultimo, resterà in carica per 3 anni.

All'OdV è attribuito dal Consiglio di Amministrazione uno specifico budget annuo di € 25.000,00 (venticinquemila/00 euro), fermo restando che, ai sensi di quanto previsto dal MOG di Acea, lo stesso Consiglio di Amministrazione assicura all'OdV la disponibilità delle risorse finanziarie per ogni esigenza necessaria al corretto svolgimento delle sue funzioni al fine di garantire e rendere concreto quell'autonomo "potere di iniziativa e di controllo" che il Decreto gli riconosce.

10.4.1 Codice Etico

Con il Codice Etico, adottato già dal 2001, Acea afferma e declina i valori, i princìpi e gli standard comportamentali che ispirano l'agire proprio e degli stakeholder, interni ed esterni. L'osservanza di tali valori è ritenuta di fondamentale importanza non solo per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo ed efficienza del business, ma anche per garantire la correttezza e la trasparenza delle pratiche aziendali nonché l'affidabilità e la reputazione dell'Azienda e delle persone che operano per suo conto.

Nello specifico, il Codice enuncia i princìpi etici generali ai quali devono essere ricondotte tutte le pratiche aziendali, specificando i criteri di condotta verso ciascuna categoria di stakeholder e definendo i meccanismi per l'attuazione dei princìpi e il controllo dei comportamenti delle persone che operano nell'interesse della Società.

Il Codice Etico è pertanto un elemento fondamentale dell'ambiente di controllo di Acea, che ne diffonde la conoscenza tra il personale, sia all'atto dell'assunzione, sia in cicliche attività di formazione, svolte anche in modalità e-learning. È inoltre richiesta esplicita adesione ai contenuti del Codice Etico ai dipendenti, ai fornitori e a tutti coloro che contribuiscono all'attività della società (consulenti, collaboratori, ecc.).

Le società controllate, con delibere dei propri Consigli di Amministrazione, recepiscono il Codice Etico di Acea, che costituisce una parte integrante dei modelli di organizzazione e gestione ex DLgs 231/2001.

Nel corso del 2021, l'Ethic Officer ha avviato, in condivisione con il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità, un'attività di revisione del Codice Etico. La nuova edizione del documento è stata adottata dal Consiglio di Amministrazione il 9 novembre 2022, in sostituzione di quella del 2018.

Oltre a riflettere l'evoluzione normativa e organizzativa, l'aggiornamento mira a rendere il Codice Etico maggiormente fruibile e applicabile, e a consentire una più ampia diffusione dei princìpi e dei valori di Acea verso tutte le società e le persone del Gruppo.

Tra gli interventi di aggiornamento si segnala l'integrazione di riferimenti a princìpi e standard connessi a iniziative strategiche per il Gruppo, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità, e in particolare la valorizzazione dei princìpi legati a temi ESG quali:

la tutela dei diritti umani in ogni contesto operativo, inclusa la catena di fornitura;

  • il richiamo esplicito ai temi relativi all'inclusione, al coinvolgimento delle persone di Acea e al benessere organizzativo;
  • l'impegno per la salvaguardia della biodiversità;
  • l'importanza del dialogo e del confronto con gli stakeholder;
  • l'istanza di interagire con fornitori attenti alle tematiche di sostenibilità.

In attuazione dei princìpi del Codice Etico, Acea ha adottato una specifica procedura per la ricezione, l'analisi e il trattamento delle segnalazioni di presunte violazioni del Codice Etico e del Modello di Organizzazione e Gestione ex DLgs 231/01 che assicura la riservatezza e tutela i segnalanti in buona fede.

In conformità alle previsioni normative, in aggiunta ai canali tradizionali di segnalazione, Acea ha adottato una piattaforma informatica dedicata, attraverso la quale soggetti interni ed esterni possono inviare per Acea e per le società controllate, con la massima garanzia di riservatezza, segnalazioni di fenomeni e comportamenti sospetti, di irregolarità nella conduzione aziendale, di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme, interne ed esterne relativi. La responsabilità della gestione delle segnalazioni, e di vigilare sul rispetto dei valori di trasparenza, legalità, equità e integrità etica nei rapporti con i dipendenti, fornitori, clienti e tutti gli stakeholder, è affidata all'Ethic Officer (per ulteriori dettagli si rinvia al par. 10.6.2).

10.5 SOCIETÀ DI REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Ai sensi dell'art. 22-bis dello Statuto vigente, la revisione legale dei conti è esercitata da una società di revisione nominata e funzionante ai sensi di legge, secondo la disciplina dettata per le società emittenti quotate in mercati regolamentati. In particolare, essa verifica la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili nel corso dell'esercizio e provvede alla verifica del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato.

L'Assemblea, convocata per approvare il bilancio al 31 dicembre 2016, riunitasi il 27 aprile 2017, in conformità alle vigenti disposizioni di legge, ha conferito, su proposta del Consiglio di Amministrazione, previa raccomandazione del Collegio Sindacale, alla PricewaterhouseCoopers SpA, l'incarico di revisione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato della Società con mandato di durata di nove esercizi – precisamente 2017-2025, ossia fino all'approvazione del bilancio dell'ultimo esercizio di durata del mandato stesso – e ne ha determinato il compenso.

Nello svolgimento della propria attività, la società di revisione incaricata ha accesso alle informazioni, ai dati, sia documentali sia informatici, agli archivi e ai beni della Società e delle sue imprese controllate.

Con riferimento a quanto richiesto dalla Raccomandazione 33, lett. f) del Codice, si rinvia al paragrafo 4.1 della presente Relazione.

10.6 DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI E ALTRI RUOLI E FUNZIONI AZIENDALI

10.6.1 Dirigente Preposto alla Redazione Documenti Contabili Societari

Nella seduta del 29 maggio 2020, il Consiglio di Amministrazione della Società, ha deliberato di nominare Fabio Paris, in precedenza Responsabile dell'Unità Amministrazione, Pianificazione e Controllo, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Acea, ai sensi dell'art. 154-bis del DLgs n. 58/1998, il quale ha successivamente assunto, con la delibera consiliare del 17 giugno 2020, anche l'incarico di Chief Financial Officer (CFO) di Acea.

Il Dirigente Preposto ha maturato, come richiesto dallo Statuto, un'esperienza pluriennale nell'esercizio di compiti direttivi in attività di amministrazione e controllo presso società di capitali di significative dimensioni e ha la responsabilità di istituire e mantenere il Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria e di rilasciare apposita attestazione secondo il modello diffuso da Consob, unitamente al CEO.

La figura del Dirigente Preposto, introdotta dal legislatore con la Legge 262/05, è stata adottata da Acea con modifica statutaria del 13 novembre 2006, che prevede la nomina dello stesso da parte del Consiglio di Amministrazione.

In linea con quanto previsto dall'art. 22-ter dello Statuto di Acea e dal Regolamento del Dirigente Preposto, lo stesso opera con i seguenti poteri e mezzi:

  • richiedere all'interno di Acea e alle società incluse nel consolidamento del Gruppo ogni informazione di natura amministrativa e contabile utile per la valutazione del disegno e dell'operatività del sistema di controllo che sovrintende il processo di formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, anche infrannuale;
  • richiedere all'interno di Acea e alle società incluse nel consolidamento del Gruppo informazioni di carattere gestionale legate a eventi che possano in qualsivoglia modo influenzare in misura significativa l'andamento della Società e del Gruppo;
  • accedere ai dati delle direzioni e funzioni di Acea nonché delle società del Gruppo, agli archivi e ai beni aziendali, ogni volta che ciò si rende necessario;
  • proporre al Consiglio di Amministrazione e all'Organo Amministrativo Delegato di Acea atti di indirizzo verso tutte le società incluse nel consolidamento del Gruppo in merito a metodologie da applicare, nonché all'assetto organizzativo della struttura amministrativa e di controllo;
  • redigere, con il supporto dell'Unità Organizzazione e Process Governance e delle strutture operative, le procedure aziendali rappresentative dei processi, anche trasversali, afferenti le aree sottoposte alla diretta responsabilità del Dirigente Preposto;
  • proporre modifiche a processi e procedure aziendali dei quali il Dirigente Preposto non è process owner, ivi inclusi quelli informatici, che hanno impatto indiretto sulla formazione dei bilanci;
  • svolgere controlli su qualunque processo aziendale che abbia impatto diretto o indiretto sulla formazione dei bilanci;
  • effettuare analisi sul disegno del sistema di controllo interno di Gruppo e in particolare sui controlli generali a livello di entità (c.d. "Entity Level Controls") inclusi i controlli generali in ambito IT (c.d. "IT General Controls");
  • avvalersi dell'assistenza delle altre funzioni aziendali per lo svolgimento di attività di valutazione dei rischi e per la valutazione del disegno e dell'operatività dei controlli in essere, anche nelle società controllate del Gruppo, nonché di qualificate società di consulenza esterne;
  • richiedere alle altre funzioni di Acea nonché alle società del Gruppo, attestazioni circa il corretto funzionamento delle procedure aziendali e la loro operatività nel periodo di riferimento;
  • richiedere modifiche al Sistema di Controllo Interno sull'Informativa Finanziaria (inteso come l'insieme di persone, strumenti, informazioni, regole per la mitigazione dei rischi aziendali) di

Acea e delle società incluse nel consolidamento del Gruppo;

disporre di autonomia finanziaria, da esercitarsi in armonia con gli indirizzi generali della Società e nel rispetto delle procedure esistenti, condivisa dal Dirigente Preposto con l'Organo Amministrativo Delegato in sede di budget annuale.

Il Consiglio di Amministrazione vigila, ai sensi del citato art. 154-bis del TUF, affinché il Dirigente Preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti, nonché sul rispetto effettivo delle predette procedure.

Nella riunione del 27 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione ha confermato l'adeguatezza dei poteri e mezzi a disposizione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché il rispetto delle procedure amministrative e contabili dallo stesso predisposte.

10.6.2 Ethic Officer

L'Ethic Officer è l'organo collegiale di gruppo che ha lo scopo di gestire il sistema di segnalazioni di presunte violazioni per inosservanza della legge, della normativa interna e del Codice Etico e di vigilare sul rispetto dei valori di trasparenza, legalità, equità e integrità etica nei rapporti con i dipendenti, fornitori, clienti e tutti gli stakeholders. Tra le sue responsabilità vi sono anche quelle di promuovere programmi di comunicazione e attività finalizzate a dare la massima diffusione dei princìpi del Codice Etico all'interno delle società del Gruppo, eventuali aggiornamenti del Codice Etico e l'emanazione di linee guida e di procedure operative al fine di ridurre il rischio di violazione del Codice Etico.

L'Ethic Officer risulta così composto:

  • Componente esterno (coordinatore dell'Ethic Officer);
  • Responsabile della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA;
  • Responsabile Funzione Risorse Umane di Acea SpA;
  • Responsabile Funzione Internal Audit di Acea SpA.

L'Ethic Officer si avvale del supporto di una Segreteria Tecnica costituita nella funzione Internal Audit di Acea per adempiere i propri compiti e trasmette al CEO e agli organi di controllo di Acea (Comitato Controllo e Rischi, Comitato Etica e Sostenibilità, Collegio Sindacale e all'Organismo di Vigilanza di Acea) relazioni periodiche in merito alle segnalazioni pervenute, agli approfondimenti effettuati e le iniziative avviate in materia di formazione e comunicazione inerenti al Codice Etico e al sistema di whistleblowing.

10.6.3 Funzione Risk & Compliance

Nel rafforzamento dei presìdi per il governo e la gestione del SCI-GR, la società ha integrato nella macrostruttura la funzione Risk & Compliance con la missione di:

  • progettare, implementare e monitorare il modello di Risk Governance di Gruppo, identificare, descrivere e misurare i principali fattori di rischio che possono compromettere il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business del Gruppo, definire e proporre le politiche di gestione e mitigazione dei rischi, indirizzando l'implementazione e l'evoluzione del framework Enterprise Risk Management (ERM) di Gruppo;
  • garantire l'efficace svolgimento del processo ERM nel continuo, anche tramite coordinamento e collaborazione con le altre strutture interne di controllo, e assicurare l'attività di reporting nei confronti del Vertice aziendale e Organi sociali e di controllo in merito all'evoluzione del profilo di rischio complessivo di Gruppo, sui possibili impatti sugli obiettivi strategici e di business, e sull'attuazione e monitoraggio delle azioni di risposta al rischio;
  • svolgere un ruolo preventivo e proattivo nella valutazione ex ante dei rischi di non conformità dell'attività aziendale alle "normative" di riferimento (antitrust, DLgs 231/2001, ambiente, frode, anticorruzione, etc.) esaminando l'efficacia dei processi con l'obiettivo di prevenire la violazione delle norme e delle regole (interne ed esterne) e suggerendo, in caso di disallineamenti, le più opportune soluzioni;
  • valutare le misure più idonee per incorporare i requisiti di compliance alla vigente normativa privacy nei processi aziendali, sviluppando proposte e interventi per modifiche e aggiornamenti di policy, procedure, misure di sicurezza e verificando l'effettiva ed efficace attuazione delle politiche di governo sui rischi annessi al trattamento dei dati personali;
  • garantire la definizione, l'implementazione e il controllo dell'attuazione delle politiche in materia di qualità, ambiente, sicurezza ed energia, al fine di assicurare l'ottenimento e il mantenimento delle certificazioni QASE dei processi interessati;
  • assicurare le attività di progettazione, implementazione, monitoraggio e aggiornamento del sistema dei rischi connessi ai processi e al modello di governance di Gruppo, in coerenza con le normative vigenti e secondo le best practices di settore/mercato;
  • assicurare la progettazione, implementazione, monitoraggio e aggiornamento del sistema dei rischi connessi ai processi e al Modello di Governance di Gruppo, e garantire l'allineamento degli strumenti di governance alla normativa vigente.

10.7 COORDINAMENTO TRA I SOGGETTI COINVOLTI NEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

Al fine di consentire ai diversi soggetti coinvolti nel SCIGR di svolgere adeguatamente il ruolo affidato nell'ambito di tale sistema, sono definiti appositi flussi informativi tra i diversi livelli di controllo e i competenti organi di gestione e controllo, opportunamente coordinati in termini di contenuti e tempistiche.

Le Linee di Indirizzo di Acea prevedono che vengano definite una serie di attività di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel Sistema di Controllo allo scopo di assicurare il continuo monitoraggio sull'adeguatezza e sul funzionamento dello stesso, nonché di facilitare lo scambio efficiente di informazioni. Tali modalità sinteticamente consistono in:

  • riunioni periodiche di coordinamento, aventi ad oggetto in particolare il processo di elaborazione dell'informativa finanziaria e l'attività di valutazione (assessment), monitoraggio e contenimento dei rischi (economico-finanziari, operativi e di compliance);
  • flussi informativi fra gli stessi soggetti coinvolti nel Sistema di Controllo;
  • incontri di coordinamento e riunioni congiunte tra Collegio Sindacale, Comitato Controllo e Rischi, Società di revisione, Dirigente Preposto e Responsabile della funzione Internal Audit;
  • flussi informativi strutturati di comunicazione da parte dei presìdi di controllo di secondo livello verso i vertici aziendali, la funzione Internal Audit, la funzione Risk & Compliance e gli organi di controllo;
  • flussi di comunicazione tra la funzione Internal Audit e la funzione Risk & Compliance per supportare le specifiche attività di competenza. In particolare, la funzione Risk & Compliance informa la funzione Internal Audit dei principali rischi aziendali utili per la predisposizione della proposta di piano di Audit risk-based e riceve gli esiti delle attività di internal auditing se rilevanti per lo svolgimento dei propri compiti;
  • flussi di comunicazione tra Organismi di Vigilanza delle società controllate di Acea e Organismo di Vigilanza dell'Emittente;
  • relazioni periodiche al Consiglio di Amministrazione;
  • supporto della funzione Internal Audit alle attività dell'Organismo di Vigilanza di Acea e a quelli delle società controllate;
  • flussi di comunicazione, in seno a ciascuna società del Gruppo, tra Collegio Sindacale e Organismo di Vigilanza;
  • flussi informativi tra Collegio Sindacale e Comitato Controllo e Rischi per lo scambio delle informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti.

11. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Prima della trattazione di ciascun punto all'ordine del giorno della riunione consiliare, ogni amministratore è tenuto a segnalare eventuali interessi, per conto proprio o di terzi, di cui sia portatore in relazione alle materie o questioni da trattare, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata.

Relativamente alle operazioni con parti correlate, la procedura per le operazioni con parti correlate ("Procedura OPC"), redatta ai sensi dell'articolo 2391-bis del codice civile, è stata adottata in ottemperanza ai princìpi dettati dal Regolamento OPC, ed è stata, da ultimo, emendata dal Consiglio di Amministrazione in data 21 giugno 2021, con decorrenza 1° luglio 2021.

La Procedura OPC si applica alle operazioni svolte direttamente da Acea, ovvero da società da questa controllate direttamente e/o indirettamente, con parti correlate.

In base all'importo, le operazioni sono così suddivise:

  • operazioni di Maggiore Rilevanza: le operazioni in cui almeno uno degli indici di rilevanza, dell'Allegato 3 del Regolamento OPC, risulti superiore alla soglia del 5%, la cui approvazione è riservata al Consiglio di Amministrazione di Acea;
  • operazioni di importo esiguo: le operazioni il cui controvalore, calcolato in base agli indici di cui all'Allegato 1 della Procedura, non superi, in relazione alla descritta tipologia di operazioni, le seguenti soglie:
    • 1) Persona Fisica:
      • 1.a) € 30.000 per sponsorizzazioni e altre iniziative assimilabili;
      • 1.b) € 150.000 per le restanti tipologie di operazioni;
    • 2) Persona Giuridica:
      • 2.a) € 120.000 per sponsorizzazioni e altre iniziative assimilabili;
      • 2.b) € 200.000 per le restanti tipologie di operazioni;
  • operazioni di Minore Rilevanza, vale a dire tutte le operazioni con parti correlate diverse dalle operazioni di maggiore rilevanza e di importo esiguo.

La Procedura OPC prevede che, prima dell'approvazione di un'operazione con parti correlate, sia di Minore Rilevanza che di Maggiore Rilevanza, il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate esprima un parere sull'interesse della società al compimento dell'operazione nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni.

Alla data della presente Relazione, il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate è composto da 3 amministratori, tutti indipendenti e, segnatamente, Liliana Godino (Coordinatore), Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso e Giacomo Larocca.

Le attività di segreteria del Comitato sono svolte dal segretario del Consiglio di Amministrazione o da altro soggetto individuato dal Comitato stesso.

I lavori sono coordinati dal Coordinatore che ne dà informazione al primo consiglio di amministrazione utile.

Nel corso del 2022, il Comitato ha tenuto 11 riunioni, debitamente verbalizzate e caratterizzate dalla regolare partecipazione dei suoi componenti nonché dei membri del Collegio Sindacale e da una durata media di circa 58 minuti.

In particolare, nel corso del 2022, il Comitato ha:

  • svolto le attività propedeutiche e ha rilasciato il parere di competenza del Comitato in relazione a un'operazione con una parte correlata ad Acea;
  • svolto le attività istruttorie in merito alle Implicazioni in materia OPC derivanti dal progetto promosso dal Comune di Roma per la realizzazione di un nuovo termovalorizzatore.

Nel 2023, alla data della presente relazione, non si sono tenute riunioni del Comitato.

La partecipazione di ciascun amministratore alle riunioni del Comitato è rappresentata nella Tabella n. 3.

Il Consiglio di Amministrazione ha confermato lo stanziamento di un budget annuo per il 2023 di € 50.000,00 (cinquantamila/00 euro) per il Comitato al fine di consentire, qualora ritenuto necessario, il conferimento di incarichi esterni funzionali allo svolgimento delle proprie attività.

Per maggiori dettagli si rimanda al sito www.gruppo.acea.it, nella sezione "Governance".

12. COLLEGIO SINDACALE

12.1 NOMINA E SOSTITUZIONE

Secondo le previsioni di legge e dello Statuto, il Collegio Sindacale è composto da tre sindaci effettivi e due supplenti, nominati dall'assemblea ordinaria dei soci per un periodo di tre esercizi e rieleggibili alla scadenza del mandato.

Nella composizione del Collegio Sindacale si assicura il rispetto dei criteri di equilibrio tra i generi, come previsto dalle disposizioni di legge, pro tempore vigenti.

Per la nomina del Collegio Sindacale, regolata dall'art. 22 dello Statuto, valgono le modalità illustrate al paragrafo 4.1 in tema di nomina degli amministratori.

La nomina del Collegio Sindacale è disciplinata dall'art. 22 dello Statuto, il quale prevede che lo stesso venga nominato sulla base di liste presentate dai Soci che – da soli o insieme ad altri Soci – rappresentino alla data in cui sono depositate le liste almeno l'1% del capitale sociale, ovvero la minore quota di partecipazione al capitale sociale determinata dalla Consob ai sensi dell'art. 144-quater del Regolamento Emittenti. In merito, si segnala che la quota richiesta dalla Consob, con Determinazione Dirigenziale n. 76 del 30 gennaio 2023, per la presentazione delle liste è pari all'1%.

In particolare, dalla lista che ha ottenuto la maggioranza dei voti sono tratti, nell'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista stessa, la metà più uno dei sindaci effettivi da eleggere, con un arrotondamento, in caso di numero frazionario, all'unità inferiore, e un sindaco supplente.

Per gli altri membri del Collegio Sindacale, tra gli eletti sono designati sindaco effettivo e sindaco supplente rispettivamente coloro che hanno ottenuto il primo e il secondo quoziente più elevato nell'ambito delle liste di minoranza; ai sensi del combinato disposto dell'art. 15 e 22 dello Statuto, a parità di quoziente, risulta sindaco effettivo quello della lista di minoranza che ha ottenuto il maggior numero di voti. In ogni caso, almeno un sindaco effettivo dovrà essere eletto da parte dei soci di minoranza. In caso di cessazione di un sindaco in corso di esercizio, subentra il sindaco supplente appartenente alla medesima lista del sindaco da sostituire.

Per la nomina dei Sindaci per qualsivoglia ragione non eletti con l'osservanza delle modalità illustrate, l'Assemblea delibera con le maggioranze di legge.

Nel novero dei Sindaci effettivi eletti dalla minoranza, l'Assemblea elegge il Presidente.

12.2 COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex art. 123-bis, co. 2, lett. d, TUF)

L'attuale Collegio Sindacale è stato nominato dall'Assemblea degli azionisti in data 27 aprile 2022 e il relativo mandato scadrà in occasione dell'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2024. In occasione dell'assemblea di nomina sono state presentate tre liste: i) la Lista n. 1 presentata da Roma Capitale con tre candidati, Claudia Capuano, Leonardo Quagliata e Rosina Cichello; ii) la Lista n. 2 presentata dall'azionista Fincal SpA con due candidati, Maurizio Lauri e Mario Venezia e iii) la Lista n. 3 presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali con due candidati, Vito Di Battista e Diana Rizzo. La Lista n. 1 è stata votata dal 67,69%, la Lista n. 2 dal 20,53% e la Lista n. 3 dall'11,55% dei votanti.

Si precisa che la lista di minoranza ha attestato l'assenza di rapporti di collegamento, anche indiretti, con la lista di maggioranza.

Tutti i sindaci hanno dichiarato di possedere i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza previsti dalla normativa applicabile e dal Codice di Corporate Governance.

Secondo le nomine effettuate in tale assemblea, il Collegio Sindacale risulta formato, come descritto nella Tabella n. 4, dai componenti che seguono e dei quali viene data, ai sensi dell'art. 144-decies Reg. Emittenti, una breve descrizione del profilo professionale di ciascuno:

• Maurizio Lauri, Presidente. Nato a Roma il 16 agosto 1962. Laureato in Economia alla LUISS, ha conseguito un Master of Laws (LL.M.) presso la London School of Economics and Political Science, University of London. È stato amministratore, con posizioni anche apicali, di società, anche quotate o pubbliche, oltre che membro di organi di controllo di diverse società ed enti non commerciali.

Dottore Commercialista e Revisore contabile, è Componente della Commissione per la Statuizione dei Princìpi di Comportamento del Collegio Sindacale di società quotate In seno al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

• Leonardo Quagliata, sindaco effettivo. Nato a Roma il 21 ottobre 1953. Laureato con lode in Economia e Commercio presso l'Università Statale "La Sapienza" di Roma. Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti, è fondatore e titolare dello Studio Commercialista Quagliata.

È stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Esperto di diritto societario con una specifica competenza in materia di "governance" e di "controlli" nelle società di capitali, tra cui in imprese operanti nel settore dell'energia e nelle multiutility. Ha svolto quale docente corsi d'insegnamento e ha partecipato come relatore a convegni e seminari riguardanti i compiti e le responsabilità del Collegio Sindacale.

Ricopre e ha ricoperto incarichi di Presidente del Collegio Sindacale e di Sindaco effettivo, oltre che di Presidente dell'Organismo di Vigilanza ex DLgs 231/2001, in società di rilievo nazionale e internazionale, anche quotate.

È il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti di alcune Fondazioni e Associazioni scientifiche e culturali ed è stato il Presidente del Collegio Sindacale di Aziende Ospedaliere e di Aziende Sanitarie Locali. Ricopre la carica di Presidente di un Comitato Consultivo e di un Comitato Investimenti di due Fondi Immobiliari (di cui uno quotato).

Collabora da molti anni con il Tribunale Civile e Penale e con la Corte di Appello di Roma, quale Consulente Tecnico del Giudice, Amministratore Giudiziario, Ispettore Giudiziario, Custode Giudiziario, Curatore Speciale.

• Claudia Capuano, sindaco effettivo. Dottore Commercialista

e Revisore Contabile, Managing Partner dello Studio Capuano Legale e Tributario.

Ricopre vari incarichi di sindaco e OdV. È amministratore giudiziario di beni sottoposti a sequestro per nomina del Tribunale di Roma, curatore fallimentare e Commissario Liquidatore in procedure di Concordato Preventivo e liquidazioni volontarie. Ricopre incarichi di Perito e CTU nel processo penale e civile e CT del Pubblico Ministero.

  • • Rosina Cichello, sindaco supplente. Dottore Commercialista e Revisore contabile, ricopre incarichi in collegi sindacali, in particolare nel settore multiutility. Svolge attività di consulenza societaria in materia contabile, fiscale e amministrativa, di consulenze per operazioni straordinarie e di coordinamento e controllo contabile e fiscale direttamente presso imprese. Svolge anche attività di CTP e di arbitro.
  • • Vito Di Battista, sindaco supplente. Nato a Lecce il 10 gennaio 1952, Vito Di Battista è laureato in economia aziendale presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi. Dottore Commercialista e Revisore Legale, presta consulenza tributaria in favore di società industriali e finanziarie, anche quotate. Attualmente ricopre la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Angelini Finanziaria SpA, di Presidente del Collegio Sindacale di Avio SpA e di Presidente del Consiglio di Amministrazione di IBL Real Estate Srl. Ha ricoperto la carica di membro del Comitato di Sorveglianza della Banca Popolare Andriese in a. s., della Banca di Credito Cooperativo di Pachino in a. s. e della Banca di Credito Cooperativo "S. Apollonia" di Ariccia in a. s. Ha ricoperto, fra l'altro, la carica di Presidente del Collegio Sindacale di Bancaperta SpA e di Cassa di Risparmio di Fano SpA, di Consigliere d'Amministrazione dell'Istituto Bancario del Lavoro SpA e di Cuki Group SpA, di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Atlantide SpA, di Sindaco effettivo del fondo pensione complementare Fondenergia. È stato altresì membro del Consiglio Direttivo di Ned Community.

I sindaci sono scelti tra coloro che possono essere qualificati come indipendenti e devono agire con autonomia e indipendenza anche nei confronti degli azionisti che li hanno eletti.

Nella prima occasione utile dopo la propria nomina, il Collegio Sindacale ha verificato e confermato il possesso dei requisiti di indipendenza previsti dalla legge e dal Codice e ha comunicato il risultato di tale verifica al Consiglio di Amministrazione della Società. Dell'esito delle verifiche effettuate è stata data comunicazione al mercato con comunicato stampa.

Successivamente, il Collegio in carica ha regolarmente effettuato l'accertamento della sussistenza dei requisiti di indipendenza (per i quali si rinvia al par. 4. della presente Relazione) ai sensi di legge e del Codice in capo ai suoi componenti effettivi, verificandone la sussistenza e trasmettendo l'esito di tale verifica al Consiglio.

Il Collegio Sindacale riceve dall'organo amministrativo, in occasione delle riunioni consiliari, informazioni sull'attività svolta dal Consiglio stesso, attraverso la partecipazione diretta del Collegio medesimo alle riunioni, nonché attraverso l'esame del materiale illustrativo degli argomenti che saranno trattati in Consiglio, che riceve in via preventiva nelle forme e con la medesima tempistica della documentazione diretta agli Amministratori.

Con riferimento alle attività di induction, la Presidente del Consiglio di Amministrazione ha curato che i Sindaci possano partecipare a iniziative formative. Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Ruolo del Presidente del Consiglio di Amministrazione".

Il Collegio Sindacale esercita i poteri e adempie ai doveri previsti dalle disposizioni vigenti. Nello svolgimento della propria attività, si è coordinato con la funzione Internal Audit prevalentemente attraverso incontri periodici che hanno avuto a oggetto l'illustrazione del piano di lavoro delle attività di monitoraggio indipendente e le risultanze dei principali interventi svolti nel corso dell'anno. Si è, altresì, coordinato con il Comitato Controllo e Rischi, attraverso la partecipazione del Presidente e/o dei sindaci alle riunioni.

La remunerazione dei sindaci è commisurata all'impegno richiesto, alla rilevanza del ruolo ricoperto nonché alle caratteristiche dimensionali e settoriali della società.

In particolare, l'Assemblea ha determinato il compenso forfettario annuo spettante al Presidente del Collegio Sindacale e a ciascun sindaco effettivo nella misura, rispettivamente, di € 150.000,00 e di € 100.000,00, oltre al rimborso delle spese necessarie per lo svolgimento della funzione di Sindaco.

Ciascun componente del Collegio ha l'obbligo di informare tempestivamente ed esaurientemente gli altri membri e il Presidente del CdA circa natura, termini, origine e portata di un loro eventuale interesse nei confronti di una determinata operazione di Acea, sia per proprio conto che di terzi.

Nel corso dell'esercizio il Collegio Sindacale ha tenuto 25 riunioni, durate in media 2 ore e 26 minuti, che hanno visto la regolare partecipazione dei sindaci effettivi.

Nel 2023, alla data della presente Relazione, il Collegio si è riunito 5 volte.

Criteri e politiche di diversità

Le informazioni in merito ai criteri e politiche in materia di diversità applicate in relazione alla composizione degli organi di controllo relativamente ad aspetti quali l'età, la composizione di genere e il percorso formativo e professionale richieste dall'art. 123-bis, comma 2 lettera d-bis, TUF, sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione (par. 4.3).

Autovalutazione del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale ha proceduto per il primo anno alla propria Autovalutazione per l'esercizio 2022 in conformità a quanto raccomandato dal Codice di Corporate Governance e come previsto dalla Norma di comportamento Q.1.1. contenuta nelle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate pubblicate nell'aprile 2018 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC). Il processo di Autovalutazione ha riguardato principalmente la composizione, l'esercizio dei poteri e il funzionamento.

Il processo di autovalutazione è stato condotto tramite la compilazione da parte dei sindaci di un questionario ad hoc.

Alla luce delle informazioni in proprio possesso, il Collegio Sindacale della Società ha valutato, allo stato, come adeguata la propria composizione, avendo riferimento ai requisiti di professionalità, diversità, competenza, onorabilità e indipendenza richiesti dalla normativa.

13. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI

Le informazioni che riguardano la Società sono oggetto di puntuale e tempestiva comunicazione al mercato e alle relative Autorità di Vigilanza. Tali informazioni sono rese disponibili sul sito internet della Società www.gruppo.acea.it nella sezione "Investitori", costantemente aggiornata.

La struttura organizzativa di Acea prevede la Funzione Investor Relations & Sustainability, alle dipendenze del Chief Executive Officer, il cui responsabile è il Dott. Stefano Raffaello Songini. A tale Funzione riporta l'Unità Investor Relations, la cui responsabile è la Dott. ssa Elvira Angrisani.

In occasione dell'approvazione dei risultati annuali, semestrali e trimestrali, del Piano Industriale e al verificarsi di eventuali operazioni straordinarie price-sensitive, la Società organizza apposite conference call/webcast/presentazioni con Investitori istituzionali e Analisti finanziari. In tale contesto, Acea intrattiene con gli Investitori un dialogo basato sui princìpi di correttezza e trasparenza, nel rispetto della disciplina comunitaria e nazionale in tema di abusi di mercato, nonché in linea con le best practice internazionali.

Nel corso del 2022 Acea ha avuto circa 400 interazioni con Investitori Istituzionali, Analisti e Obbligazionisti, attraverso la partecipazione a numerosi eventi condotti anche in forma digitale: meeting "one on one" e presentazioni allargate, sia promossi dalla Funzione Investor Relations & Sustainability che richiesti dal mercato; Investor Conference organizzate da Borsa Italiana e primarie Banche d'Affari, ivi comprese Investor Conference dedicate agli Investitori SRI; roadshow nazionali e internazionali; reverse roadshow. Si sono svolte, inoltre, conference call e webcast in occasione dell'approvazione dei risultati aziendali annuali e infrannuali. Numerosi sono stati anche i contatti con Analisti/Investitori tramite scambi di e-mail.

Dialogo con gli Azionisti

Dal 10 novembre 2021, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha adottato la "Politica per la gestione del dialogo con gli Investitori istituzionali, gli Azionisti e gli Obbligazionisti" ("Politica per la gestione del dialogo"), in linea con quanto previsto dal Principio 4, raccomandazione 3 del Codice di Corporate Governance.

Acea ritiene che la promozione di un costante ed efficace dialogo con la comunità finanziaria possa contribuire al raggiungimento degli obiettivi aziendali, rafforzare la generazione e condivisione del valore e assicurare i princìpi di trasparenza, tempestività, parità di trattamento, correttezza e affidabilità che sono al centro di tutte le attività che costituiscono la "mission" del Gruppo.

La Politica per la gestione del dialogo di Acea definisce:

  • le tematiche oggetto del dialogo con Investitori istituzionali/ Azionisti/Obbligazionisti;
  • i soggetti e le strutture aziendali preposti all'interlocuzione;
  • i canali di comunicazione attraverso i quali la comunità finanziaria può entrare in contatto con la Società (Assemblea Azionisti, incontri con analisti, conference di settore, investor day, webcast, sito aziendale, comunicati stampa, ecc.);
  • le tempistiche e le modalità dell'informativa da riportare al Consiglio di Amministrazione.

L'attuazione del dialogo è affidata al CEO e al Presidente.

Il Presidente assicura che il Consiglio di Amministrazione sia periodicamente informato sullo sviluppo e sui contenuti significativi del dialogo con il mercato.

La Funzione Investor Relations & Sustainability coordina e gestisce il dialogo con gli Investitori istituzionali, gli Azionisti e gli Obbligazionisti, operando quale punto di accesso e di raccordo interno sia per l'engagement reattivo che proattivo.

Nel dialogo con gli Investitori istituzionali, gli Azionisti e gli Obbligazionisti i principali argomenti trattati hanno riguardato: l'andamento della gestione operativa della Società e del Gruppo; il livello di raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano Industriale; approfondimenti su aspetti regolatori e sulle diverse misure adottate dal Governo a tutela della popolazione per contrastare il "caro bollette". Si è confermato, inoltre, un crescente interesse degli Investitori istituzionali verso temi ESG (Environmental, Social, Governance), in particolare con riferimento ai target di sostenibilità inclusi nel Piano Industriale.

14. ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI (EX ART. 123-BIS, CO. 2, LETT. C, TUF)

La disciplina del funzionamento dell'organo assembleare è contenuta nello Statuto di Acea, anche mediante rinvio alle disposizioni di legge applicabili.

In particolare, con riguardo alle modalità di convocazione dell'Assemblea, l'art. 10 dello Statuto prevede che, fermi i poteri di convocazione previsti da specifiche disposizioni di legge, l'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è convocata a cura del Consiglio di Amministrazione mediante avviso contenente l'ordine del giorno, del luogo e dell'ora della riunione e l'elenco delle materie da trattare. La convocazione può avvenire anche al di fuori della sede legale, purché all'interno del territorio italiano. Il relativo avviso di convocazione è pubblicato sul sito internet della Società, nonché sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o sul quotidiano Il Sole 24 Ore nel rispetto dei termini stabiliti dalla normativa vigente, eventualmente prevedendo anche convocazioni successive alla seconda. L'assemblea ordinaria è convocata almeno una volta l'anno per l'approvazione del bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni dalla predetta chiusura qualora sussistano le condizioni di cui all'art. 2364 c.c., mentre l'assemblea straordinaria è convocata ogni qualvolta sia necessario assumere una deliberazione a essa riservata dalla legge.

L'assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, è altresì convocata quando ne facciano richiesta tanti soci che rappresentino le percentuali previste dalla vigente normativa i quali, peraltro, devono indicare nella domanda gli argomenti da trattare, ovvero quando ne facciano richiesta il Collegio Sindacale o suoi componenti nei casi previsti dalla legge. Inoltre, tanti soci che rappresentino le percentuali previste dalla vigente normativa possono chiedere, nel rispetto dei termini previsti dalla normativa vigente, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti. La convocazione e l'integrazione delle materie da trattare su richiesta dei soci non sono ammesse per argomenti sui quali l'assemblea delibera a norma di legge su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

Le maggioranze necessarie per la validità della costituzione e della deliberazione dell'assemblea, sia ordinaria che straordinaria, sono quelle previste dalla legge. In particolare, con riferimento alle modifiche dello Statuto, l'assemblea straordinaria delibera, ai sensi dell'art. 12 dello Statuto, con le maggioranze previste dalla legge.

La legittimazione all'intervento in assemblea e all'esercizio del diritto di voto è attestata da una comunicazione all'emittente, effettuata dall'intermediario, in conformità alle proprie scritture contabili, in favore del soggetto a cui spetta il diritto di voto, secondo le modalità e i termini previsti dalla normativa vigente (c.d. "record date"). I soci che hanno il diritto di intervenire in assemblea possono farsi rappresentare ai sensi e con le modalità di legge.

Come indicato nel paragrafo 2, lett. b) e f), della Relazione, ad eccezione di Roma Capitale o delle sue controllate che abbiano acquisito la qualità di socio, il diritto di voto non può essere esercitato neppure per delega in misura superiore all'8% del capitale sociale. Per ulteriori informazioni in merito, si rinvia al suddetto paragrafo 2, lett. f) della Relazione.

Come precedentemente esposto al paragrafo 2, lett. e) della Relazione, ai sensi dell'art. 13.3 dello Statuto, al fine di facilitare la raccolta di deleghe presso gli azionisti dipendenti della società e delle sue controllate, associati ad associazioni di azionisti che rispondano ai requisiti previsti dalla normativa vigente in materia, secondo termini e modalità fissati dal Consiglio di Amministrazione direttamente o a mezzo di propri delegati, sono messi a disposizione appositi spazi per la comunicazione e per lo svolgimento dell'attività di raccolta di deleghe. Qualora la delega sia conferita in via elettronica, secondo le modalità previste dai regolamenti vigenti, tempo per tempo, la notifica della suddetta delega può essere effettuata mediante l'utilizzo del sito internet aziendale secondo le modalità specificate nell'avviso di convocazione.

Lo svolgimento delle riunioni assembleari, oltre che dalla legge e dallo Statuto, è disciplinato da un apposito Regolamento, messo a disposizione sul sito internet della Società www.gruppo.acea.it, nella sezione "Assemblea degli Azionisti".

In particolare, l'art. 7.3 del suddetto Regolamento, relativo alle modalità con cui è garantito il diritto del socio di prendere la parola sugli argomenti posti in discussione, prevede che la richiesta di intervento sui singoli argomenti all'ordine del giorno possa essere presentata al tavolo della presidenza dell'Assemblea dal momento della costituzione dell'assemblea, fino a quando il presidente dell'assemblea non abbia dichiarato chiusa la discussione sul relativo argomento all'ordine del giorno.

Nel dare la parola, di norma, il presidente dell'assemblea segue l'ordine di presentazione delle richieste di intervento. Ciascun azionista può svolgere un solo intervento su ogni argomento all'ordine del giorno della durata massima di dieci minuti.

L'assemblea è presieduta dal presidente del Consiglio di Amministrazione o, in caso di sua assenza o impedimento, o da altra persona da lui designata. In difetto di ciò l'assemblea elegge il proprio presidente.

Il presidente, su designazione dell'assemblea, nomina un Segretario, il quale provvede alla redazione di un apposito verbale, sottoscritto dal presidente e dal segretario medesimo, che riporta le deliberazioni dell'assemblea. Nei casi stabiliti dalla legge o in caso lo decida il presidente dell'assemblea, il relativo verbale è redatto da un notaio. Il presidente dell'assemblea, tra l'altro, verifica la regolare costituzione dell'assemblea, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola lo svolgimento dei lavori e accerta i risultati delle votazioni, dei quali deve essere dato atto nel verbale.

Si segnala infine che, in considerazione dell'emergenza sanitaria Covid-19 e tenuto conto delle disposizioni normative emanate per il contenimento del contagio, in occasione dell'assemblea degli Azionisti del 27 aprile 2022 la Società si è avvalsa della facoltà prevista ai sensi del DL 17 marzo 2020 n. 18, convertito dalla Legge 24 aprile 2020 n. 27 e modificato dall'art. 3, comma 1, del DL 30 dicembre 2021 n. 228, convertito con modifiche dalla Legge 25 febbraio 2022, n. 15, stabilendo che l'intervento da parte degli aventi diritto potesse avvenire esclusivamente per il tramite del rappresentante designato dalla Società ai sensi dell'art. 135-undecies del TUF, cui i soci hanno potuto conferire in via eccezionale deleghe o sub-deleghe anche nelle forme previste dall'art. 135-novies del TUF.

Il Consiglio di Amministrazione, nel 2022, ha riferito in assemblea sull'attività svolta e programmata, assicurando, così, agli azionisti una corretta informazione circa gli elementi necessari al fine di far sì che gli stessi possano assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare.

Il Consiglio di Amministrazione considera l'assemblea un momento particolarmente significativo per i rapporti con gli azionisti; pertanto, si adopera, per quanto di propria competenza, a incoraggiare e facilitare la partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee.

Gli amministratori intervenuti all'assemblea del 2022 sono stati 4.

Nel corso dell'esercizio 2022, l'assemblea si è riunita, in sede ordinaria, in data 27 aprile, con i seguenti punti all'ordine del giorno:

i) approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021; Relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione e relazioni del Collegio Sindacale e della Società di Revisione legale. Presentazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2021 e informativa relativa alla dichiarazione consolidata di carattere non finanziario ai sensi del DLgs n. 254/2016 (Bilancio di Sostenibilità 2021). Deliberazioni relative all'approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021;

  • ii) deliberazioni relative alla destinazione del risultato dell'esercizio 2021;
  • iii) approvazione della Relazione sulla politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti;
  • iv) Nomina del Collegio Sindacale;
  • v) Nomina del Presidente del Collegio Sindacale;
  • vi) Determinazione del compenso del Collegio Sindacale;
  • (vii) Nomina di un Consigliere di Amministrazione.

15. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO (EX ART. 123-BIS, CO. 2, LETT. A), TUF)


16. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Si segnala che in data 17 febbraio 2023, il Consiglio di Amministrazione di Acea SpA, su proposta del Comitato per le Nomine e la Remunerazione e con deliberazione approvata dal Collegio Sindacale, ha nominato per cooptazione, ai sensi dell'art. 2386 del codice civile e dell'art. 15 dello Statuto, la Dott.ssa Barbara Marinali quale nuovo Consigliere non esecutivo, in sostituzione di Michaela Castelli dimessasi il 14 febbraio 2023.

Il Consiglio di Amministrazione, in pari data, ha altresì conferito alla

Dott.ssa Barbara Marinali l'incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Sulla base delle dichiarazioni rese e delle informazioni a disposizione della Società, il Consiglio di Amministrazione ha valutato il possesso dei requisiti di indipendenza in capo alla Dott.ssa Marinali.

Ulteriori cambiamenti verificatisi successivamente alla chiusura dell'esercizio e fino alla data odierna sono stati descritti nelle specifiche sezioni.

17. CONSIDERAZIONI SULLA LETTERA DEL 25 GENNAIO 2023 DEL PRESIDENTE DEL COMITATO PER LA CORPORATE GOVERNANCE

In data 25 gennaio 2023, il Presidente del Comitato per la Corporate Governance, nell'ambito delle attività di monitoraggio sul livello di recepimento del Codice da parte degli emittenti, ha inviato una comunicazione che identifica una serie di aree rispetto alle quali è stata proposta una migliore adesione alle raccomandazioni del Codice stesso.

L'organo amministrativo della Società nella seduta del 2 marzo 2023 ha esaminato il testo della lettera e i punti di attenzione nella stessa evidenziati e, con il supporto delle competenti funzioni aziendali ha rilevato che, salvo ulteriori miglioramenti, il sistema di Corporate Governance di Acea è sostanzialmente allineato con le indicazioni contenute nella lettera.

Le raccomandazioni formulate nella lettera sono state inoltre sottoposte, per quanto di competenza, anche al Comitato Controllo e Rischi nella seduta del 27 febbraio 2023 e al Collegio Sindacale di Acea nella seduta del 24 febbraio 2023.

Per maggiori dettagli si rinvia a quanto contenuto nelle apposite sezioni della Relazione e in particolare alla sezione 4 ("Consiglio di Amministrazione"); 7 ("Autovalutazione e successione degli Ammini- stratori"); 8 ("Remunerazione degli Amministratori") e 13 ("Rapporti con gli azionisti").

Per il Consiglio di Amministrazione

La Presidente Barbara Marinali

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TABELLE

TABELLA 1: INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI ALLA DATA DEL 02/03/2023

Struttura del capitale sociale

Quotato Mercato
Telematico Azionario
N. azioni N. diritti di voto di Borsa Italiana Diritti e obblighi
Azioni ordinarie
(non è prevista la possibilità di maggiorazione dei diritti di voto)
212.964.000 212.964.000 100%
Azioni privilegiate - -
Azioni a voto plurimo - -
Altre categorie di azioni con diritto di voto - -
Azioni risparmio - -
Azioni risparmio convertibili - -
Altre categorie di azioni senza diritto di voto - -
Altro - -

Altri strumenti finanziari (attribuenti il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione)

Quotato
(indicare i mercati)/
non quotato
N. strumenti
in circolazione
Categoria di azioni
al servizio della
conversione/esercizio
N. azioni al servizio
della conversione/
esercizio
Obbligazioni convertibili - - - -
Warrant - - - -

Partecipazioni rilevanti nel capitale

(da sito Consob 08/03/2023)

Dichiarante Azionista Diretto Quota %
su capitale
ordinario
Quota %
su capitale
votante
Roma Capitale Roma Capitale 51% 51%
Suez SA Suez International Sas 23,333% 23,333%
Caltagirone Francesco Gaetano Capitolium Srl 0,141%
Caltagirone SpA 1,174%
Fincal SpA 3,052%
FGC SpA 1,085% 5,452%

TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Carica Componenti Anno nascita Data di
prima nomina *
In carica
dal
In carica
fino a
Presidente Michaela Castelli 1970 27/04/2017 29/05/2020 31/12/2022
CEO Fabrizio Palermo 1971 26/09/2022 26/09/2022 31/12/2022
Consigliere Giacomo Larocca 1978 29/05/2020 29/05/2020 31/12/2022
Consigliere Gabriella Chiellino 1970 27/04/2017 29/05/2020 31/12/2022
Consigliere Liliana Godino 1962 27/04/2017 29/05/2020 31/12/2022
Consigliere Francesca Menabuoni 1969 Ass. 27/04/2022 27/04/2022 31/12/2022
Consigliere Alessandro Caltagirone 1969 27/04/2017 29/05/2020 31/12/2022
Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso 1968 23/04/2015 29/05/2020 31/12/2022
Consigliere Massimiliano Pellegrini 1981 coop. CdA 11/12/2019
Ass. 29/05/2020
29/05/2020 25/02/2022
Amministratori cessati durante l'esercizio
CEO Giuseppe Gola 1964 29/05/2020 29/05/2020 26/09/2022
Consigliere Diane Galbe 1981 coop. CdA 11/12/2019
Ass. 29/05/2020
29/05/2020 25/02/2022
Consigliere Giovanni Giani 1950 coop. CdA 29/11/2011 29/05/2020 27/06/2022

* Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA di Acea SpA.

** In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti ("A") ovvero dal CdA ("C").

*** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).

**** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nell'ultima pagina della Relazione sulla corporate governance gli incarichi sono indicati per esteso.

***** In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA.

N. di riunioni svolte durante l'esercizio 2022: 15

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 1% delle azioni aventi diritto di voto

TABELLA 3: STRUTTURA DEI COMITATI CONSILIARI ALLA DATA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Consiglio di Amministrazione Comitato per il Territorio
Carica/Qualifica Componenti (istituito in data 22/03/2021)
*
**
Presidente non esecutivo, non indipendente Michaela Castelli
CEO - Esecutivo, non indipendente Fabrizio Palermo
Consigliere non esecutivo, indipendente Giacomo Larocca M 8/8
Consigliere non esecutivo, indipendente Gabriella Chiellino
Consigliere non esecutivo, indipendente Liliana Godino
Consigliere non esecutivo, non indipendente Massimiliano Pellegrini
Consigliere non esecutivo, indipendente Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso M 8/8
Consigliere non esecutivo, indipendente Alessandro Caltagirone
Consigliere non esecutivo, non indipendente Francesca Menabuoni P 3/3
Amministratori cessati durante l'esercizio
CEO - Esecutivo non indipendente Giuseppe Gola
Consigliere non esecutivo, non indipendente Giovanni Giani P 5/5
Consigliere non esecutivo, non indipendente Diane Galbe

* In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: "P": Presidente; "M": membro.

** In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni dei Comitati.

N. riunioni svolte durante l'Esercizio: 8 11 10 11 8

N. altri incarichi ****

Partecipazione
*
N. altri
incarichi
****
Indip
da TUF
Indip.
da Codice
Non-Esec. Esec. Lista
(M/m) ***
Lista
(Presentatori) **
15/15 2 X M A
4/4 X M A
15/15 X X X M A
15/15 1 X X X M A
15/15 X X X M A
12/12 X m A
14/15 6 X X X m A
15/15 2 X X X m A
5/9 X m A
11/11 X M A
1/1 X m A
6/6 X m A

TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

* Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel CdA di Acea SpA.

**** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Nell'ultima pagina della Relazione sulla corporate governance gli incarichi sono indicati per esteso.

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 1% delle azioni aventi diritto

** In questa colonna è indicato se la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore è stata presentata da azionisti ("A") ovvero dal CdA ("C"). *** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).

ALLA DATA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

N. di riunioni svolte durante l'esercizio 2022: 15

di voto

***** In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni del CdA.

* In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: "P": Presidente; "M": membro.

** In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni dei Comitati.

TABELLA 3: STRUTTURA DEI COMITATI CONSILIARI

Comitato per l'Etica
e la Sostenibilità
Comitato per le Nomine
e la Remunerazione
Comitato Controllo e Rischi Comitato OPC

** * ** * ** *
M
8/8
10/10 M 11/11 M
P
8/8
10/11 M
11/11 M 9/10 P 11/11 P
3/5 M
M
8/8
11/11 P 10/10 M 11/11 M
M
3/4
4/5 M
M
3/4
4/5 M 4/5 M

TABELLA 4: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE ALLA DATA DI CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Collegio Sindacale

Quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: 1% delle azioni aventi diritto di voto

Componenti Anno di nascita Data di
prima nomina
*
Maurizio Lauri 1962 2019
Leonardo Quagliata 1953 2022
Claudia Capuano 1968 2022
Rosina Cichello 1967 2022
Vito Di Battista 1952 2022
Pina Murè 1967 2019
Maria Francesca Talamonti 1978 2019
Maria Federica Izzo 1981 2019
Mario Venezia 1957 2019

Collegio Sindacale Quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: 1% delle azioni aventi diritto di voto

* Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Collegio Sindacale dell'Emittente.

** In questa colonna è indicata lista da cui è stato tratto ciascun sindaco ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).

*** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del Collegio Sindacale.

**** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.

N. di riunioni svolte durante l'esercizio 2022: 25

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 1% delle azioni aventi diritto di voto

TAVOLA 1: COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI ACEA E INCARICHI RICOPERTI DAI CONSIGLIERI IN ALTRE SOCIETÀ AL 31/12/2022

Ruolo Nome Qualifica Altri incarichi (*)
Presidente Michaela Castelli Amministratore Nexi SpA (P)
Recordati SpA
Chief Executive Officer Fabrizio Palermo Amministratore esecutivo -
Consigliere Gabriella Chiellino Amministratore indipendente Ambienthesis SpA
Consigliere Giacomo Larocca Amministratore indipendente -
Consigliere Liliana Godino Amministratore indipendente -
Consigliere Massimiliano Pellegrini Amministratore -
Consigliere Alessandro Caltagirone Amministratore indipendente Aalborg Portland Holding A/S (VP)
Cementir Holding NV (VP)
Caltagirone SpA
Caltagirone Editore SpA (VP)
Fincal SpA (P)
Finanziaria Italia 2005 SpA (AU)
Consigliere Francesca Menabuoni Amministratore -
Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Amministratore indipendente Piemme SpA
FGC SpA

* Elenco delle cariche di amministratore o sindaco ricoperte da ciascun Consigliere in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o con un patrimonio netto superiore a Euro 1 miliardo.

Collegio Sindacale
Quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: 1% delle azioni aventi diritto di voto
Numero
altri incarichi
Partecipazione
alle riunioni
Indipendenza
da Codice
Lista
(M/m)
**
In carica
fino a
In carica
dal
25/25 X m 31/12/2024 27/04/2022
18/18 X M 31/12/2024 27/04/2022
18/18 X M 31/12/2024 27/04/2022
n.a. X M 31/12/2024 27/04/2022
n.a. X m 31/12/2024 27/04/2022
7/7 X M 27/04/2022 17/04/2019
7/7 X M 27/04/2022 17/04/2019
n.a. X M 27/04/2022 17/04/2019
n.a. X m 27/04/2022 17/04/2019

TABELLA 4: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE ALLA DATA DI CHIUSURA

* Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Collegio Sindacale dell'Emittente.

**** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies

Quorum richiesto per la presentazione delle liste da parte delle minoranze per l'elezione di uno o più membri (ex art. 148 TUF): 1% delle azioni aventi diritto

DI ACEA E INCARICHI RICOPERTI DAI CONSIGLIERI IN ALTRE

Recordati SpA

Cementir Holding NV (VP)

Caltagirone Editore SpA (VP)

Finanziaria Italia 2005 SpA (AU)

Caltagirone SpA

Fincal SpA (P)

FGC SpA

TAVOLA 1: COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Ruolo Nome Qualifica Altri incarichi (*) Presidente Michaela Castelli Amministratore Nexi SpA (P)

Consigliere Gabriella Chiellino Amministratore indipendente Ambienthesis SpA

Consigliere Alessandro Caltagirone Amministratore indipendente Aalborg Portland Holding A/S (VP)

* Elenco delle cariche di amministratore o sindaco ricoperte da ciascun Consigliere in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri, in società finanziarie, bancarie,

Chief Executive Officer Fabrizio Palermo Amministratore esecutivo -

Consigliere Giacomo Larocca Amministratore indipendente - Consigliere Liliana Godino Amministratore indipendente - Consigliere Massimiliano Pellegrini Amministratore -

Consigliere Francesca Menabuoni Amministratore -

Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Amministratore indipendente Piemme SpA

** In questa colonna è indicata lista da cui è stato tratto ciascun sindaco ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).

*** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del Collegio Sindacale.

SOCIETÀ AL 31/12/2022

assicurative o con un patrimonio netto superiore a Euro 1 miliardo.

DELL'ESERCIZIO

del Regolamento Emittenti Consob.

di voto

N. di riunioni svolte durante l'esercizio 2022: 25

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