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Acea Annual Report 2018

May 16, 2019

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Annual Report

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INDICE

LETTERA AGLI AZIONISTI
ACEA IERI, OGGI E DOMANI
STRUTTURA DEL GRUPPO
INVESTOR RELATIONS ਹੈ
HIGHLIGHTS 10
IL MODELLO ORGANIZZATIVO 12
IL MODELLO DI BUSINESS ACEA ਕੇ

IINFO

DIGITAL
SIGN

RELAZIONE SULLA GESTIONE

Organi Sociali 18
Sintesi dei risultati 19
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo 21
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici 22
Contesto di riferimento 29
Andamento delle Aree di attività 46
Fatti di rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio 70
Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio 70
Principali rischi e incertezze 71
Evoluzione prevedibile della gestione 76
Deliberazione in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci 77

BILANCIO DI ESERCIZIO

Forma e struttura 80
Criteri di valutazione e principi contabili 81
Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1º gennaio 2018 86
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente
alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata
88
Prospetto di Conto Economico 90
Prospetto di Conto Economico Complessivo 90
Prospetto di Stato Patrimoniale 91
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2017 92
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2018 ਰੇਤੋ

per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda larga e l'implementazione di servizi innovativi per la città di Roma; il collocamento di emissioni obbligazionarie per 1 miliardo di Euro destinate esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato, che ha ricevuto richieste pari a oltre 2,5 volte l'ammontare delle Obbligazioni offerte (Fitch Ratings e Moody's hanno attribuito all'emissione un rating rispettivamente pari a BBB+ e Baa2 in linea con quello di Acea); il Memorandum of Understanding (MoU) siglato tra Acea e Huawei Italia per la definizione di progetti ad alto valore tecnologico; l'acquisto del 100% di Bioecologia S.r.l. che svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi, negli impianti di depurazione siti nei comuni di Chiusi, Buonconvento e Colle Val d'Elsa; l'ingresso di Acea nel settore della distribuzione del gas tramite la sottoscrizione di un accordo per l'acquisizione del 51% del capitale della società Pescara Distribuzione Gas Srl, attiva nella distribuzione di gas metano nel Comune di Pescara; conferma del rating di Acea da parte di Moody's a "Baa2" e l'outlook "stabile"; perfezionamento di un accordo industriale di lungo periodo tra Gori (gestore del SII nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, e partecipata da Acea al 37% attraverso la controllata Sarnese Vesuviano), Regione Campania e Ente Idrico Campano, per il completamento dell'assunzione degli impianti e la gestione del SII nel territorio di riferimento.

Per quanto riguarda invece quanto verificatosi dopo la chiusura del 2018 si segnala la notificazione al Gruppo Acea di un Provvedimento adottato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato recante una sanzio ne amministrativa pecuniaria di Euro 16.199.879,09 nei confronti di Acea, Acea Energia e oreti, in solido tra loro, per abuso di posizione dominante

nel mercato della vendita dell'energia elettrica, rispetto alla quale il Gruppo Acea si è riservato ogni opportuna iniziativa legale.

In considerazione del superamento rispetto alle previsioni dei risultati raggiunti dal Gruppo Acea nel 2018 e qui in sintesi rappresentati, è possibile prospet tare un'evoluzione della gestione nel 2019 in linea con il percorso già avviato. É confermata la volontà del Gruppo di realizzare importanti investimenti in infrastrutture che pur generando un immediato impatto positivo sulle performance, sull'EBITDA e sui processi di fatturazione e incasso, non incidono sulla solidità della struttura finanziaria.

Una struttura finanziaria del Gruppo che risulta solida per gli anni futuri. Specificando nel dettaglio, il debito al 31 dicembre 2018 è regolato per il 79% a tasso fisso al fine di garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse e da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. Inoltre, la durata media del debito a medio-lungo termine si attesta a fine 2018 a 5,8 anni, e se ne evidenzia la riduzione del costo medio dal 2,6% del 31 dicembre 2017 al 2.2% del 31 dicembre 2018.

Tutti gli elementi illustrati consentono di definire come altamente sfidante, con ampie garanzie di solidità, anche l'anno in corso. L'aggiornamento del Piano Industriale 2018-2022 definisce i nuovi obiettivi da raggiungere, richiedendo dunque al management e a ogni persona del Gruppo Acea di proseguire, in sinergia, nell'impegno che ha consentito al Gruppo di arrivare a questo traguardo.

Ancora una volta va a tutti la gratitudine del Consiglio di Amministrazione e l'incoraggiamento a fare sempre del proprio meglio, poiché lo sforzo ha evidenza e viene premiato, e aumenta l'orgoglio di essere parte di un Gruppo sempre più forte e coeso.

L'Amministratore Delegato Stefano Antonio Donnarumma

LETTERA AGLI AZIONISTI

ILLUSTRISSIMI SOCI,

l'esercizio che si è chiuso il 31 dicembre 2018 si compone di una serie di elementi che consentono di rappresentare il 2018 come un tangibile momento di svolta. A livello industriale, innanzitutto, grazie allo slancio impresso dalle aree operative e basato su valori quali l'innovazione, l'evoluzione tecnologica e la sostenibilità, divenuti ormai da tempo essenziali e trasversali in tutti i processi a livello di Gruppo. Un percorso in linea con il modello di multiutility a forte vocazione industriale che il Gruppo Acea ha inteso rilanciare a partire dall'elaborazione del nuovo, impegnativo, Piano Industriale 2018-2022 nel secondo semestre 2017.

Il percorso pianificato si è rivelato non solo possibile ma addirittura rivedibile al rialzo in termini di obiettivi, come dimostrano sia le ripetute revisioni in tal senso della Guidance nel corso del 2018, sia l'esigenza di presentare alla comunità finanziaria, con largo anticipo rispetto alle tappe fissate, un aggior namento sostanziale di tale Piano, i cui traguardi sono ancora più sfidanti.

Questo risultato è stato reso possibile dalla competenza e dall'impegno profuso dal management e da ciascun dipendente, insieme alla Presidente Michaela Castelli e al Consiglio di Amministrazione, con il supporto degli Azionisti e degli Stakeholder

Su queste basi si è costruito il bilancio straordinariamente positivo sul piano economico-finanziario, potendo vantare un risultato netto di Gruppo superiore per il 50% rispetto al 2017, con la distribuzione di un dividendo pari a 0,71 Euro, e su quello fondamentale del servizio ai clienti, che ha registrato un considerevole miglioramento anche in aree terntonali storicamente critiche. Il 2018 si distingue altresi per aver impresso un'accelerazione al progetto di

realizzazione della seconda linea dell'Acquedotto del Peschiera - finalizzato a mettere in sicurezza il fabbisogno idrico della Capitale - perseguito da Acea con determinazione e attenzione al mantenimento di un rapporto armonico con le comunità locali.

Soffermandosi sui risultati conseguiti dal Gruppo nell'esercizio 2018, si riporta il dato ilelativo ai Ricavi netti consolidati, che ammontando a 3.028 mihoni di Euro delinea una crescita di 231 milloni di Euro (+ 8%) rispetto al 2017, e si evidenzia in particolare, la crescita dell'EBITDA consolidato pari a 933 milioni di Euro (+11%), dovuta principalmente all'apporto dei settori dell'idrico e della distribuzione e generazione di energia elettrica, e in misura nferiore da parte di Ambiente, Ingegneria e Servizi ed Estero.

Picknel dettaglip = a performance dell'Area Idrica è stata influenzata dai ri-2 è Acea Ato 5 che segnano incrementi rispettivamente di 50 milloni di Lurge et milioni di Euro, oltre che dal maggiore contributo delle società idriche consolidate a patrimonio netto per 16 milioni di Euro, precisando che Gori consolidata integralmente dall'8 novembre 2018 e contribuisce all'EBITOA per 12 milioni di Euro.

Il risultato netto del 3 puppo si attesta a 271 milioni di Euro (+50% rispetto al 2017). Gli investimenti registrano un significativo incremento (+19%) rispetto al 2017 a 631 milioni di Euro (532 milioni di Euro nel 2017), di cui circa l'88% focalizzati sulle attività regolate. La ripartizione vede infatti in evidenza il settore idrico con 330 milioni e l'Area Infrastrutture Energetiche con 238 milioni. Seguono le altre Aree e la Capogruppo con numeri sostanzialmente inferiori.

L'indebitamento finanziario netto del Gruppo registra un incremento complessivo, dovuto prevalentemente agli investimenti effettuati, di 147 milioni di Euro, passando da 2.421 millioni di Euro di fine 2017 a 2.568 milioni di Euro del 31 dicembre 2018, e si riduce di 63 milioni di Euro rispetto al dato del 30 settembre 2018 grazie al migliore andamento del circolante. Il rapporto fra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è di 2,8x, in miglioramento rispetto al 2,9x del 2017.

E possibile sottolineare, ai fini di una verifica già nei primi mesi del 2019 della continuità e della coerenza nella gestione della Vostra Società, che la Guidance 2019 prospetta un'ulteriore crescita dei risultati attesi, indicando, rispetto al 2018, a parità di perimetro di attività, aumenti relativi all'EBITDA, tra il 5% e il 6%, degli investimenti, di oltre il 10%, e dell'indebitamento finanziario netto a fine anno, tra 2,85 miliardi e 2,95 miliardi di Euro.

Il 2018 è stato l'anno di avvio, come ricordato, di un Piano Industriale particolarmente sfidante che ha generato un'accelerazione nei progetti e nei processi più strategici per il Gruppo Acea, in costante allineamento con lo scenario più generale di riferimento e con quelli più specifici legati al core business. Ma è stato anche l'anno del consolidamento e della valorizzazione di quanto attivato nel secondo semestre 2017 al fine di perseguire livelli di eccellenza sia sul piano della compliance rispetto a tutti i contesti, assicurando in tal senso l'engagement della totalità dei dipendenti, sia rispetto ai principali temi che una multiutility come Acea è chiamata a presidiare, quali l'innovazione, la sostenibilità, il mercato, i cittadini e il territorio, e naturalmente le proprie persone. E doveroso sottolineare l'impulso dato ai due pillars, già di riferimento nel Piano Industriale 2018-2022, costituiti da Innovazione e Sostenibilità, entrambi centrali e trasversali a tutte le attività industriali e non del Gruppo.

Soffermandosi ancora sulla Sostenibilità, si ricorda l'obbligatorietà, dal 2018, dell'approvazione da parte delle maggiori società quotate, della Dichiarazione di carattere Non Finanziario relativa all'esercizio precedente, che per il Gruppo Acea è in sostanza identificabile con il Bilancio di Sostenibilità quest'anno giunto peraltro alla sua 21ª edizione. Anche nel 2018 si rende quindi disponibile uno strumento teso a fornire una notevole quantità di informazioni relative alle attività realizzate dalle Società del Gruppo e agli impatti da esse prodotti, classificate secondo il GRI (standard di rendicontazione più diffuso) per assicurarne la comprensione.

Alcuni fatti di rilievo hanno naturalmente caratterizzato il 2018 per diversi aspetti. Tra questi si menzionano l'accordo siglato tra Acea e Open Fiber

IL RISANAMENTO DELLE ZONE PERIFERICHE DI ROMA

Acea consimba a ostimizzano
Il sistema el oficiouzione. costruisço
ricevitrici, can un di crasformazione e avvia il telecontrollo della rete elettrica. Sitafforza impegno nol settore idneo e si bonificano
le borgate. Nel settembre 1976 viene approvato il piano Acea di risanamento idrosanitario e di illuminenone suredale di 82 borgato romane. Wal 1979 nasee il sistama anquedottistico Peschiera - Capore, uno dei più grandi d'Europa.

1970 1980
1979 1989

DEPURAZIONE E COGENERAZIONE

Nel 1985 Acca acquisisce la es reflue della depurazione delle ac della capitale i vali vali va centra

Require lung local va considere de l'arca valle
productionale du lignolo
produce energistremica para teleriscaldamento domestico del quartere Tornino Sud.
Nol 1989 assume la gestrono
Not 1989 assume la gestrono
Norte pobolica Not 1989 Acea cambia nome in Azienda cornunale dell'energia Conce dell'ambiente.

LA QUOTAZIONE IN BORSA

Nel 1991 il Comune trasforme Ace e il 1º gennaio nerina special 1998 prende il via la Sp/ Dal 19 luglio 1999 Acea S.p.A. a quotata in Borsa e altiva un inferso orodesso di societarizzazione, inle 93 entra in esercizio il centro idrico Eur. In attuazione della legge Galli Acea viene individuata come soggetto gestore del servizio idrico integrato dell'Ato 2 del Lazio i Nel 1996 è eperativa la maova centrale a ciclo combinato ci Tor di Valle.

1990

1999

ACQUISIZIONE DI NUOVE

Nel 2001 Acea acquisisce la rete Enel

di distribuzione elettrica romana.

Sarnese - Vesuviano e, in Toscana

(Grosseto - Siena). Nel 2002 vince

la gara dell'Ato 3 (Firenze) a fa sue

che quella per la gestione dell'Ato 5

Lazio Mieridinnale - Frosinone.

Nel 2001 Acea, a capo di un

raggruppamento di imprese. giudica in Campania I a gestione del servizio idrico integrato dell'Ato 3

dell'Ato 2 (Pisa) e dell'Ato 6

GESTIONI IDRICHE

2000

2009

NUOVA IDENTITÀ

Amarzo 2017 l'arienda effettua en rebranding del proprio logo identificando la Adi Acea con l'icona del pis puntatore che unisce il mondo fisico con quello digitale.

Il noovo brand riselta dinamicole smart. Sono stati creati dei loghi idenuficativi per Lutte le area di business del Gruppo
distinte con un proprio colore di anpartenen ...

A novembre viene presentato il Pierio Industriale 2013 - 2022 In cha merie tracciato il percorso di crescita di Acea
tecnologia resiliente e innovazione con une attenzione particolare allo sviludo o sostenibile per l'ambiente e le persone.

2010 2017

2018

INNOVAZIONE, EVOLUZIONE TECNOLOGICA E SOSTENIBILITÀ

112018 è un anno di svolta a livello industriale. Innovazione, evoluzione enologica e sostenibilità sono i valori Acea e Open Fiber per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda ultra larga nella città di Roma. Un servizio innovativo per tutta la città. L'il ottobre 2018 Acea entra nel settore della distribuzione del gas. Il prossimo obiet tivo sarà la realizzazione della seconda linea dell'acquedotto dei Peschiera, che metterà in sicurezza il fabrisogno idrico della Capitale almeno per i prossimi conto anni. Si chiude un anno inportante per Acea. il migliore di sempre.

ACEA IERI,

OGGI E DOMANI

Nasce l'AEM, l'Auguda Elettrica Municipale, del Cornume di Roma,

con l'obiettivo di fornire energia per l'illumimazione pubblica e privata. Nel 1912 viene maugurato la Contrale di via Ostiense che sara successivarnente intitolata all'assessore al Tecnologico della Giunta Nathan,

L'ACQUISIZIONE DEL SERVIZIO IDRICO

Per la cresconnite richiesta di elettricità dovuta al rilevante incremento demografico ed edilizio della città, nel 1931-1933 l'Aeg potenzia la contrale Montemartini. II 2 settembre 1937, con affecto dal 1ª gennaro delle stessa anno. il Governatorato di Roma affida la gestione degli acquestotti comunali, la costructore e la gestione dell'acquedotto del Peschiera all'Aeg di e car bia donomina. Sasse in Ages, Aziencia governatoriale

elettricità e acque

0

9

1930 194
1939 194

AZIENDA COMUNALE ELETTRICITÀ E ACQUE

L'8 maggio 19:40 viene inaugurette la centrale idroelestrica di Salisano costruita in una covere allago il percorso dell'acquedo tro del Poschiare, Nel corso della guesti gli impiri ti di produzione elettria : subiscono ingenti danni, maliteanigi aziondali nescono a niatti varli in life ig tor po. Esta a la fine del 1945, line ligea, ora Homa - Azienda comunale dell'ele triorta e vielle acque assicure una repolure enaganissa plattino a 17 d 1949 errea in samario l'acquedotto del Peschiara.

Gioranni //lontemartini.

1909 1920
1919 1929

LE CENTRALI ELETTRICHE

Nei 1926 l'Aem assume la denominazione di Aeg. Azienda elettrica del Governatorato di Roma. llampioni della città ammontano a quasi 18mila, circa 13millam pie del 1915, de o potenziata la centrale di Castel Madema. Un anno dopo e Mandela entra in esercizio un alva contrale idrechtance. la Galilas Ferraris.

I PIANI DELL'AZIENDA PER LA CITTÀ

Il 30 metto 1953 il Consiglio capitolino approva il piano Acea per l'autosufficienza elettrica e per migliorare il sisterna idrico cittacino tra cur neove centrali e nicevitrici aletariche, centri iarați, completamento dell'acquecotto dal Reschiera, ricerse di move falce accuifore e dontruzione di altri acquedotti. In previsione delle Olimpitali romano del 1969. Acea modernizza gli impiariti di illuminazione publica della città.

1960 1969

1950

1959

RAFFORZAMENTO NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO

Nel 1962 l'Azienda si trasferisce nella sua sede principale a piazzale Ostiense. Continua in tutta la città di Roma il potenziamento dell'illuminazione pubblica. In seguito alla scadenza della concessione alla Società Acqua Pia Antica Marcia, il consiglio comunale di Roma affida ad Acea la gestione dell'acquedotto Marcio. Il 7 novembre il Tribunale delle Acque conferma Acea come gestore del servizio idrico -potabile della Capitale.

INVESTOR RELATIONS

ALLA DATA DEL 31 DICEMBRE 2018, IL CAPITALE SOCIALE DI ACEA SPA RISULTA ESSERE COSI COMPOSTO.

51%
Roma Capitale
23,33%
Suez
20,66%
Mercato
5,01%
Caltagirone

Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3% così come risultanti da fonte CONSOB.

ANDAMENTO DEL TITOLO ACEA NEL 2018

9

STRUTTURA DEL GRUPPO

LA STRUTTURA DEL GRUPPO, DISTINTA PER AREA DI BUSINESS, RISULTA COMPOSTA DELLE SEGUENTI PRINCIPALI SOCIETÀ.

DATI IN MILIONI DI EURO

EBIT

RISULTATO ANTE IMPOSTE

RISULTATO NETTO DEL GRUPPO

*effetto consolidamento Gori per gli ultimi due mesi del 2018: 12 milioni di Euro.

INVESTIMENTI DI GRUPPO

933*

Il Gruppo Acea, attraverso tale Area, gestisce le attività idriche in America Latina ed ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presente in particolare in Honduras, Repubblica Dominicana, Colombia, Perù servendo circa 4 milioni di persone. Le attività sono svolte in partnerszionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.

· Gestioni idriche in America Latina

AMBIENTE

Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali con oltre 1 milione di tonnellate di rifuti trattati all'anno. Gestisce il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di compostaggio della regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business waste to energy, considerato ad alto potenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti.

INGEGNERIA E SERVIZI

Il Gruppo Acea ha sviluppato un know all'avanguardia nella progettazione, nella gestione, nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza e dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche.

· Determinazioni analitiche su acque destinate al consumo umano: 458.252 acque potabili prevalentemente Acea Ato 2 e Acea Ato 5

· Analisi di laboratorio su acque reflue: 179.197 acque reflue prevalentemente Acea Ato 2 e Acea Ato 5

· Numero ispezioni in cantiere: 11.270

EBITDA +24,1%

INVESTIMENTI 2018

2017

18

15

el EBITDA

nsolidato

24

IL MODELLO ORGANIZZATIVO

Acea ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portfolio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni corporate e in sei aree industriali: ldrico, Infrastrutture Energetiche, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi. Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.

A FILIERA IDRICA: SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

La filiera idrica comincia dalla fase di captazione della risorsa: dalle sorgenti e falde presenti sul territorio viene prelevata l'acqua richiesta dalla rete che serve le comunità. La qualità della risorsa idrica viene controllata e garantita da Acea, durante tutto il suo percorso, nel rispetto degli standard normativi previsti per gli utilizzi finali. Successivamente, si attiva la fase della raccolta dei reflui e della depurazione, per recuperare e restituire all'ambiente la risorsa nelle migliori condizioni possibili e riavviaria al suo ciclo naturale.

FILIERA AMBIENTE: ECONOMIA CIRCOLARE

Valorizzazione dei rifiuti ed economia circolare: la filiera ambiente ha come scopo la valorizzazione dei rifiuti, mediante la riduzione dei volumi, la conversione in biogas e la trasformazione in compost per l'agricoltura ed il florovivaismo. Acea, in particolare, in ottica di economia circolare, sfrutta l'integrazione nelle attività idriche per recuperare i fanghi da depurazione ed avviarli a trattamento ai fini di compostaggio.

C FILIERA ENERGIA: TRADING E VENDITA

Vendita di energia e gas: l'acquisto delle commodity (energia e gas) avviene mediante contrattazioni su piattaforme di mercato (Borsa elettrica), ove i rivenditori, come Acea Energia, sulla base delle rispettive politiche commerciali, si approvvigionano per rifornire i clienti. In Italia, il mercato della domanda è distinto in due grandi comparti, quello della maggior tutela, che cesserà nel 2020, e quello libero, dove ogni cliente può scegliere il fornitore preferito ed i relativi servizi. Le Società di vendita sviluppano le relazioni con i clienti, in base alla loro tipologia, mediante canali di contatto sempre più innovativi e digitali, mantenendo comunque attivi strumenti tradizionali, quali il telefono e gli sportelli al pubblico. Per la promozione dei propri prodotti le Società di vendita si avvalgono di agenzie di vendita appositamente selezionate, formate e monitorate nelle pratiche commerciali messe in atto.

O FILIERA ENERGIA: INFRASTRUTTURE DI PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE

C FILIERA ENERGIA: TRADING E VENDITA

STAKEHOLDER

O FILIERA ENERGIA: INFRASTRUTTURE DI PRODUZIONE E DISTRIBUTIONE

Produzione e distribuzione di elettricità: Acea produce energia presso centrali idroelettriche, impianti di termovalorizzazione rihuti, centrali termoelettriche (cogenerazione ad alto rendimento), impianti di digestione anaerobica (biogas) e fotovoltaici, per una generazione complessiva da fonti rinnovabili pari a circa il 72%. Gli utenti ricevono l'energia elettrica grazie alla rete di distribuzione gestita e sviluppata da Acea. Lo sviluppo digitale e innovativo dei servizi, stimolato e richiesto da un mercato sempre più evoluto, impegna il Distributore ad orientarsi verso soluzioni in ottica di smart city. A ciò si accompagna una gestione resiliente delle reti con cui è possibile supportare il futuro spostamento e incremento degli usi del vettore elettrico

RELAZIONE SULLA GESTIONE

闻时间:中国日报 |

1000 100

000

ි මි

1998

ORGANI SOCIALI

Consiglio di Amministrazione

Michaela Castelli Presiden
Stefano Antonio Donnarumma Amminis
Luca Alfredo Lanzalone Consiglie
Alessandro Caltagirone Consigli
Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consiglie
Gabriella Chiellino Consiglie
Giovanni Giani Consiglie
Liliana Godino Consiglie
Fabrice Rossignol Consiglie

te stratore Delegato ere2 ere ere ere ere ere ere

Collegio Sindacale Enrico Laghi Rosina Cichello Corrado Gatti Lucia Di Giuseppe Carlo Schiavone

Dirigento Preposto

Giuseppé Gola

Società di Revisione

PricewaterhouseCoopers S.p.A.

Sindaco Effettivo Sindaco Effettivo Sindaco Supplente Sindaco Supplente

Presidente

Nominata Presidente del Consiglio di Amministrazione in data 21 giugno 2018

Dimessosi da Presidente del Consiglio di Amministrazione in data 14 giugno 2018 e dimessosi dal Consiglio di Amministrazione in data 15 mana 2019

SINTESI DEI RISULTATI

a per Dati economici e

ਿੱਚ ਇੱਕ ਵਿੱਚ ਇਸ਼ਵਾ-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

€ milioni 2018 2017 Variazione Variazione %
Ricavi consolidati 3.028,5 2.797,0 231,5 8,3 %
Costi operativi consolidati 2.138,6 1.983,9 154,7 7,8 %
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziarie 43,3 26,9 16,5 61,3 %
di cui: EBITDA 143,4 149,6 (6,1) (4,1 %)
di cui: Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (79,8) (100,9) 21,1 (20,9 %)
di cui: Gestione Finanziaria (5,9) (6,8) 0,9 (13,2 %)
di cui: Imposte (17,4) (15,1) (2,4) 15,6%
EBITDA 933,2 840,0 93,3 11,1 %
EBIT 478,6 359,9 118,7 33,0 %
Risultato Netto 284,7 192,2 92,5 48,1%
Utile (perdita) di competenza di terzi 13,7 11,5 2,2 18,9 %
Risultato netto di competenza del Gruppo 271,0 180,7 90,3 50,0 %
Bisultato neste di competenza del Gruppo 2710 180.7 30.3 500%

EBITDA peracea industriale

€ milioni 2018 2017. Danszione Variazione is
AMBIENTE 65,6 64,5 1,1 1,8 %
COMMERCIALE E TRADING 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
ESTERO 14,8 14,4 0,4 2,6%
IDRICO 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Servizio Idrico Integrato 432,0 349,2 82,8 23,7 %
Lazio - Campania 396,3 327,6 68,6 21,0 %
Toscana - Umbria 35,7 21,5 14,2 65,8 %
Altre 1,0 0,5 0,5 111,2 %
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 360,7 333,1 27,6 8,3%
Distribuzione 317,1 287,3 29,8 10,4 %
Generazione 49,0 41,3 7,7 18,6 %
Illuminazione Pubblica (5,4) 4,4 (9,8) n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 18,0 14,5 3,5 23,9%
ACEA (Corporate) (34,9) (13,7) (21,2) 155,1%
Totale EBITDA 936.2 840.0 93,3 11,1%

Dati patrimopiali

€ milioni 31/2/18 31/12/17 Variazione Virtazione la
Capitale Investito Netto 4.471,5 4.232,7 238,8 5,6%
Indebitamento Finanziario Netto (2.568,0) (2.421,5) 0.0 6,0 %
Patrimonio Netto Consolidato (1.903,5) (1.811,2) 5,1%
0 ਾ ਮ
દ્વાર
12

الموالي الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الموقع الم

1 | Pro Pro Price Production

Indebitamento Finanziario Netto per area industriale

E milioni 311248 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 203,6 195,3 8,3 4,2%
COMMERCIALE E TRADING (23,7) (8,7) (15,1) 173,8 %
ESTERO 4,1 7,4 (3,2) (43,9) %
IDRICO 1.039,0 921,2 117,8 12,8 %
Servizio Idrico Integrato 1.048,4 930,1 118,3 12,7 %
Lazio - Campania 1.058,7 939,3 119,4 12,7 %
loscana - Umbria (10,3) (9,2) (1,1) 11,9 %
Altre (9,3) (8,9) (0,5) 5,2 %
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 1.121,9 1.036,6 85,2 8,2%
Distribuzione 1.010,3 905,4 104,9 11,6 %
Generazione 112,4 125,5 (13,1) (10,4 %)
Illuminazione Pubblica (0,8) 5,8 (6,6) (113,6 %)
INGEGNERIA E SERVIZI (13,3) 12,3 (25,6) n.s.
Acea (Corporate) 236,4 257,3 (20,9) (8,1 %)
Totale 2.55830 2.421,5 146,5 6.1%

Investimenti per Area Industriale

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 20,1 15,4 4,8 31,1 %
COMMERCIALE E TRADING 24,6 19,4 5,3 27,2%
ESTERO 6,6 5,2 1,4 27,1%
IDRICO 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Servizio idrico Integrato 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Lazio - Campania 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0%
Altre 0,2 0,0 0,2 n.s.
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Distribuzione 218,4 185,7 32,7 17,6 %
Generazione 15,5 23,1 (7,6) (32,9 %)
Illuminazione Pubblica 4,4 0,6 3,8 n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 1,6 0,8 0,7 90,5%
Acea (Corporate) 10,0 10,7 (0,6) (5,9 %)
Totale 6310 532,3 98,7 18,6%

SINTESI DELLA GESTIONE E ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO DEL GRUPPO

Definizione degli indicatori alternativi di performance In data 5 ottobre 2015, I'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB

Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non - GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo Acea un indicatore della performance operativa ed include, dal 1º gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;

  2. la posizione finanziaria netto rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo Acea e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziane non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari escludendo una parte di crediti riconducibili all'IFRIC12 di Acea S.p.A. e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziane correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;

ന് il capitale investito netto è definito come somma delle Attività correnti, delle Attività non correnti e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle Passività correnti e delle Passività non correnti, escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziario netto;

  1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netto.

SINTESI DEI RISULTATI: ANDAMENTO DEI RISULTATI ECONOMICI

Dati economici

E milioni 2018 Di cui Gori 2017 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.836,9 22,3 2.669,9 167,0 6,3 %
Altri ricavi e proventi 191,6 74 127,1 64,5 50,7%
Costi esterni 1.918,9 11,0 1.768,6 150,3 8,5 %
Costo del lavoro 219,6 7,0 215,2 4,4 2,0%
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0,0 0,0 0,0 0,0 0%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria 43,3 0,0 26,9 16,5 61,3 %
Margine Operativo Lordo 933,2 11,7 840,0 93,3 11,1 %
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 454,7 12,2 480,1 (25,4) (5,3) %
Risultato Operativo 478,6 (0,5) 359,9 118,7 33,0 %
Gestione finanziaria (82,9) 2,9 (72,0) (10,9) 15,2 %
Gestione partecipazioni 13,3 0,0 0,3 13,1 n.s.
Risultato ante Imposte 409,0 2,3 288,2 120,8 41,9 %
Imposte sul reddito 124,3 1,3 96,0 28,3 29,5 %
Risultato Netto 284,7 1,0 192,2 92,5 48,1 %
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 13,7 (1,6) 11,5 2,2 18,9 %
Risultato netto di Competenza del gruppo 271,0 (0,1) 180,7 90,3 50,0%

Al 31 dicembre 2018 sono intervenute le seguenti variazioni dell'area di consolidamento rispetto al 2017.

In particolare:

  • il 28 giugno 2018 è stata costituita la società Acea PERU' S.A.C. le cui quote sono possedute per il 90% da Acea International S.p.A. e per il 10% da Acea Dominicana S.A .;
  • FRS10; si segnala inoltre la fusione per incorporazione di Gori Servizi S.r.l. in GORI S.p.A. con efficacia 1º gennaio 2018;
  • in data 29 novembre 2018 Acea Ambiente acquista il 100% delle quote di Bioecologia S.r.l. da Siena Ambiente S.p.A.
  • con efficacia 8 novembre 2018 si è proceduto a consolidare integralmente GORI a seguito della modifica degli accordi con l'Ente d'Ambito/Regione Campania che hanno condotto Acea ad esercitare il controllo sulla società ai sensi dell'1-

Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Criteri, procedure e area di consolidamento".

La tabella di seguito riportata rappresenta gli impatti della variazione del perimetro di consolidamento ed espone il contributo di ciascuna Società al netto delle elisioni intercompany.

E milioni Gari BIO ECOLOGIA srl Consorcio Servicio Sur ACEA PERU'
Ricavi 29.7 0,3 1,0 0,0
EBITDA 11,7 0,0 (0,2) (0,1)
EBIT (0,5) 0.0 (0,2) (0,1)
EBT (0,3) 0,0 (0,3) (0,1)
NP 3,4 0,0 (0,3) (0,1)
NEP 0,0 (0,1) (0,1)

l ricavi da vendita e prestazione si attestano a € 2,8 miliardi in crescita di € 167,0 milioni

Al 31 dicembre 2018 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 2.836,9 milioni in crescita di € 167,0 milioni (+ 6,3%) rispet to a quelli dell'esercizio 2017: la principale variazione è ascrivibile all'incremento dei ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica (+ € 108,2 milioni). Contribuiscono alla variazione: 1) Acea Energia (+ € 71,4 milioni) per effetto dell'aumento dei prezzi e dei maggiori volumi relativi all'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti solo parzialmente mitigato dalla diminuzione delle quantità vendute verso i clienti del mercato tutelato e del mercato libero; 2) oreti (+ € 30,9 milioni) ed 3. Umbria Energy (+ € 4,9 milioni).

L'incremento dei ricavi da servizio idrico integrato (+ € 55,0 milioni) e dei ricavi da vendita gas (+ € 10,8 milioni) è mitigato dalla diminuzione dei ricavi da prestazione a clienti (- € 18,0 milioni) registrata nella Capogruppo in conseguenza della riduzione del numero di corpi illuminanti sostituiti con i Led nell'ambito della gestione del servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma.

I ricavi da servizio idrico integrato comprendono la miglior stima del premio relativo sia alla qualità commerciale che a quella tecnica riconosciuto ad Acea Ato 2 (€ 33,6 milioni); contribuisce all'incremento il consolidamento integrale di GORI (+€ 22,0 milioni). La positiva variazione dei ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica dipende direttamente dai maggiori conferimenti e dall'incremento delle quantità di rifiuti trattati nell'impianto di Aprilia.

Altri ricavi per € 191,6 milioni

Evidenziano un aumento di € 64,5 milioni principalmente determinato dai seguenti effetti:

  • dall'iscrizione di € 14,8 milioni derivanti dall'aggiornamento dei criteri di determinazione del margine IFRIC 12 (+ € 12,6 milioni) con riferimento ad Acea Ato 2 e Acea Ato 5;
  • dal consolidamento integrale di GORI per € 7,4 milioni;
  • dall'iscrizione in Acea Energia di € 26,0 milioni relativi a partite straordinarie passanti nonché all'accertamento di partite energetiche provenienti da esercizi precedenti;
  • dall'incremento di € 16,6 milioni di sopravvenienze attive iscritte nelle società dell'Area Idrico; di queste sono da segnalare: 1) € 10,3 milioni di Acea Ato 2 relativi al recupero di conguagli tariffari di competenza del periodo 2014-2017; 2) € 2,4 milioni si riferiscono ad Acea Ato 5 e sono relativi all'accordo transattivo del 15 maggio 2018 sottoscritto con il Consorzio per lo Sviluppo Industriale relativamente al periodo 2005-2011 per la gestione degli impianti di depurazione e fornitura di acqua ad alcuni Comuni della Provincia di Frosinone.

Costi esterni per € 1.918,9 milioni in crescita di € 150,3 milioni rispetto al 2017

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 150,3 milioni (+ 8,5 %) rispetto al 31 dicembre 2017. La variazione deriva per € 11,0 milioni dal consolidamento integrale di GORI, e per la restante parte da effetti opposti e principalmente:

  • dai maggiori costi relativi all'approvvigionamento dell'energia elettrica sia per il mercato tutelato che per il mercato libero (+ € 138,3 milioni) in parte compensato dai minori costi di trasporto (- € 56,5 milioni);
  • dall'incremento degli oneri diversi di gestione + € 47,0 milioni

derivanti da partite straordinarie passanti e accertamento di partite energetiche provenienti da esercizi precedenti, dall'iscrizione di costi non iscritti in esercizi precedenti e dalla sanzione comminata dall'AGCM al Gruppo Acea (€ 16 milioni) per abuso di posizione dominante nei mercati di vendita energia elettrica di maggior tutela;

  • dall'incremento degli oneri obbligatori di gestione per i costi legati alla Convenzione obbligatoria per la gestione idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore (interferenze d'ambito dell'ATO3);
  • dal decremento dei costi per materie di oreti (- € 5,1 milioni) principalmente riguardanti il Piano Led che ormai si avvia alla conclusione come previsto dal contratto e dagli accordi successivi.

Il costo del personale al netto della variazione dell'area di consolidamento si riduce di € 2,7 milioni

Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto allo scorso anno di € 4,4 milioni. La variazione dell'area di consolidamento si riferisce principalmente a GORI e contribuisce con un incremento di € 7,0 milioni.

La consistenza media si attesta a 6.471 dipendenti ed aumenta di 916 unità rispetto allo scorso esercizio, principalmente per la varia zione dell'area di consolidamento.

E milioni 31 2/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 342,6 327,8 14.8 4.5%
Costi capitalizzati (122.9) (112,5) (10,4) 9,3%
Costo del lavoro 219,6 215,2 4,4 2,0 %

I proventi da partecipazione di natura non finanziaria registrano risultati in aumento di € 16,5 milioni

l proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo consolidato delle società precedentemente consolidate con il metodo proporzionale, nella tabella che segue sono compresi anche i risultati di GORI fino al 7 novembre 2018.

E milioni SURENTS 3142/17 10 10 10 20 21 10 10 20 21 10 20 20 10 10 20 20 20 10 20 10 20 20 10 20 10 20 20 10 20 20 10 20 10 20 10 20 20 10 20 20 10 20 10 20 10 20 10 20 10 20 10 20 10 20 10 10 10 20 Ville Children The
MOL 161,4 149,6 11.7 7.8%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (94,5) (100.9) 6,3 (6,3%)
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni (0.0) 0,0 (0.0) n.s.
Gestione finanziaria (5.9) (6,8) 0.8 (12,2%)
Imposte (17,5) (15,1) (2,4) 16,0%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 43,3 26,9 16,5 61,2%

EBITDA a € 933,2 milioni in crescita del 11,1%

L'EBITDA passa da € 840,0 milioni del 2017 a € 933,2 milioni del 2018 registrando una crescita di € 93,3 milioni pari al 11,1 %. La variazione dell'area di consolidamento incide positivamente per € 9,7 milioni. L'incremento deriva principalmente dalle dinamiche tariffarie del settore idrico (+ € 81,3 milioni) a cui seguono, quanto al significativo aumento della marginalità, i settori della distribuzione e della generazione (+ € 37,5 milioni) derivanti dagli aggiornamenti tariffari del quinto ciclo regolatorio e dall'aumento delle quantità prodotte dagli impianti idroelettrici; anche l'Area Ingegneria e Servizi segna una crescita di € 3,5 milioni principalmente per effetto della costante crescita delle prestazioni effettuate nei settori dell' ingegneria e della ricerca ed innovazione svolti prevalentemente per il settore Idrico. L'Area Ambiente, Estero e Commerciale e Trading mostrano un sostanziale allineamento tra i due esercizi posti a confronto. La Capogruppo segna un decremento dell'EBITDA di € 21,2 milioni per la riduzione dei margini sui contratti di servizio, dell'iscrizione della sanzione comminata dall'ACGM, compensati in parte dall'apporto ai risultati del margine originato dalla gestione del servizio di Facility Management acquisita il 1º gennaio 2018 in conseguenza del trasferimento del ramo Facility Management da Acea Elabori; anche il ramo Illuminazione Pubblica mostra una diminuzione di € 9,8 milioni derivante principalmente dalla conclusione delle attività connesse al Piano LED.

EBIT a € 478,6 milioni (+33,0%)

L'EBIT, segna un incremento di € 118, milioni rispetto allo scorso esercizio. Le voci che influenzano tale incricate di marginalità so no interessate principalmente dal filașcigae de ni accanto nato per GORI ( - € 44,2 milion per - OIZIDAS ni che lo avevano originato, dai pinoki a fondo svalutazione crediti, anche per affetto della erata nell' esercizio 2017 di una parte dei scredita iscretti m vantatı verso GALA.

E milioni 3112/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 366.8 328,9 37,9 11,5 %
Svalutazione crediti 75.1 90.4 (15,3) (16.9%)
Accantonamenti per rischi 12,8 60,8 (48,1) (79,0%)
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 454.7 480.1 (25,4) (5,3%)

La variazione in aumento degli ammortamenti è legata prevalentemente agli investimenti dell'esercizio di periodo in tutte le aree di business e tiene altresi conto degli sviluppi tecnologici connessi alla piattaforma tecnologica comune al Gruppo Acea. Si segnala inoltre che a seguito della prima applicazione del nuovo standard internazionale IFRS15, si è proceduto alla capitalizzazione dei costi sostenuti dalla società commerciale dell'energia per l'acquisizione della base clienti. Tali costi sono definiti come costi incrementali per l'ottenimento del contratto, il cui ammortamento avviene in coerenza con la stima dei rinnovi attesi.

Gli accantonamenti, al netto del rilascio relativo a GORI, risultano nel complesso in linea con il precedente esercizio per l'effetto combinato: 1) dell'incremento degli accantonamenti fiscali e regolatori per complessivi € 5,0 milioni; 2) dell'incremento degli altri rischi e oneri per € 7,7 milioni riguardanti in particolare le partite energetiche di Acea Energia; 3) dell'incremento di € 2,2 milioni relativi agli stanziamenti volti a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo, 4) della diminuzione degli accantonamenti volti a fronteggiare rischi di natura legale (- € 3,3 milioni) e i rischi su appalti e forniture (- € 2,8 milioni), e 5) della diminuzione degli accantonamenti ( - € 9,1 milioni) derivanti dalla riduzione del fondo oneri di ripristino.

Il decremento della voce svalutazione crediti è relativa principalmente alle società dell'Area Infrastrutture Energetiche (- € 11,1 milioni): lo scorso esercizio si era provveduto a svalutare i crediti verso Gala per un ammontare complessivo di € 15,7 milioni.

L'Area Idrico compensa parzialmente tale diminuzione per effetto di maggiori accantonamenti per € 4,8 milioni.

La gestione finanziaria aumenta di € 10,9 milioni

Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 82,9 milioni e segna in aumento di € 10,9 milioni rispetto al 2017. La variazione discende principalmente dagli oneri su prestiti obbligazionari di nuova emissione a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN); si informa che al 31 dicembre 2018, il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo Acea si è attestato al 2,21% contro il 2,59% dell'esercizio precedente. Si segnala inoltre che lo scorso anno si era proceduto all'attualizzazione del Fondo Post Mortem destinato alla copertura dei costi della discarica di Orvieto per € 4,6 millioni.

Tax Rate al 30,4% in diminuzione di 2,9 p.p.

La stima del carico fiscale, è pari a € 124,3 milioni contro € 96,0 milioni del precedente esercizio. L'incremento complessivo registrato nel 2018, pari a € 28,3 milioni, deriva principalmente dagli effetti del ricalcolo della fiscalità differita nonché dal maggior utile ante imposte. Il tax rate del 2018 si attesta al 30,4% (era il 33,3% al 31 dicembre 2017).

Il risultato netto si incrementa del 50,0%

ll risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 271,0 milioni e segna un incremento di € 90,3 milioni rispetto all'esercizio 2017.

SINTESI DEI RISULTATI ANDAMENTO DEI RISULTATI PATRIMONIALI E FINANZIARI

Dati patrimoniali

E millioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Attività e Passività Non Correnti 5.114,2 4.519,0 595,2 13,2 %
Circolante Netto (642,7) (286,3) (356,84) 124,5 %
Capitale Investito 4.471,5 4.232,7 238,8 5,6%
Indebitamento Finanziario Netto (2.568,0) (2.421,5) (146,5) 6,0 %
Totale Patrimonio Netto (1.903,5) (1.811,2) (92,3) 5,1 %
Totale Fonti di Finanziamento 4.471.5 4.232.7 238,8 5,6%

Rispetto al 31 dicembre 2017 le attività e passività non correnti aumentano di € 595,2 milioni (+ 13,2%) prevalentemente in conseguenza della crescita delle immobilizzazioni (+ € 474,5 millioni).

Le attività e passività non correnti aumentano del 13,2 % grazie agli investimenti del periodo (+18,5%)

E milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
mmobilizzazioni materiali/immateriali 4790.7 4.320,4 470,3 10,9%
Partecipazioni 281,7 283,5 (1,8) (0.6%)
Altre attività non correnti 630,5 412,6 217,9 52,8%
Tfr e altri piani e benefici definiti (103.9) (108,4) 4,5 (4,2%)
Fondi rischi e oneri (136,7) (204,8) 68,1 (33,3%)
Altre passività non correnti (348,2) (184,3) (163,9) 88,9%
Attivita e passività non correnti 5.114,2 4.519.0 595,2 13,2%

Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi ad € 630,8 milioni, e gli ammortamenti e riduzioni di valore per complessivi € 366,8 milioni.

Quanto agli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale si veda la tabella che segue.

Investimenti per area industriale

€ milioni 31-218 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 20.0 15,4 4,6 30,1%
COMMERCIALE E TRADING 24,6 19,4 5,3 27,2%
ESTERO 6,6 5,2 1,4 27,1%
IDRICO 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Servizio idrico Integrato 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Lazio - Campania 329,5 271,4 58,1 21,4%
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0%
Altre 0,2 0,0 0,2 0.5
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Distribuzione 218,4 185,7 32,7 17,6 %
Generazione 15,5 23,1 (7,6) (32,9) %
Illuminazione Pubblica 4,4 0,6 3,8 n.5.
INGEGNERIA E SERVIZI 1,6 0,8 0,7 90,5%
ACEA (CORPORATE) 10,0 10,7 (0,6) (5,9) %
Totale රියට , B 5323 98.5 18,5 %

Gli investimenti crescono di € 98,6 milioni (+ 18,5 %)

Gli investimenti dell'Area Ambiente si riferiscono a principalmente agli investimenti effettuati da Acea Ambiente relativi a lavori di ampliamento dell'impianto di Monterotondo Marittimo, ai lavori eseguiti negli impianti WTE di Terni e San Vittore, agli interventi relativi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e all'acquisizione di un terreno industriale nei pressi di Chiusi.

L'Area Commerciale e Trading registra un incremento di € 5,3 milioni da attribuire ad Acea Energia, principalmente dovuto ai costi per gli agenti per l'acquisizione della base clienti ed in linea con quanto previsto dal nuovo standard internazionale IFRS15 (+ € 9,5 milioni). L'Area Estero registra un incremento di € 1,4 milioni da attribuire principalmente alla società Aguas de San Pedro.

L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 329,7 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2017 di € 58,2 milioni. Tra i principali investimenti dell'esercizio si segnalano quelli relativi ai lavori eseguiti per la bonifica e l'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici ed agli interventi sugli impianti di depurazione, quelli volti alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento continuo del rapporto con gli utenti e con il territorio nonché sugli applicativi informatici

L'Area Infrastrutture Energetiche fa registrare una crescita degli investimenti di € 28,9 milioni in conseguenza degli interventi sulla rete AT, MT e BT oltre ad una serie di interventi di ampliamento delle reti MT e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree e principalmente relativi ad areti. Gli investimenti realizzati da Acea Produzione, invece, si riferiscono prevalentemente ai lavori di revamping impiantistico della Centrale Idroelettrica di Mandela e per i lavori di estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

L'Area Ingegneria e Servizi fa registrare investimenti per € 1,6 milioni principalmente legati all'acquisto di attrezzature industriali e commerciali della società Acea Elabori.

La Corporate ha realizzato investimenti per € 10,0 milioni che afferiscono principalmente agli sviluppi informatici e agli investimenti sulle sedi adibite alle attività aziendali.

Gli investimenti del Gruppo relativi alle infrastrutture informati che comuni si attestano complessivamente a € 31,6 milioni.

Le partecipazioni diminuiscono di € 1,8 milioni rispetto 31 dicembre 2017. La variazione è determinata da fenomeni di segno opposto. Tra questi si segnalano:

  • la valutazione delle società consolidate con il metodo del patrimonio in ossequio all'applicazione del principio IFRS11 per 44,1 milioni;
  • variazione dell'area di consolidamento per € 47,4 milioni dovute al consolidamento integrale di GORI (precedentemente consolidata al patrimonio netto);
  • l'effetto derivante dalla prima applicazione dei nuovi standard internazionali IFRS15 ed IFRS9 pari ad - € 2,1 milioni.
  • altre variazioni per € 3,5 milioni.

Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra una diminuzione di € 4,5 milioni, prevalentemente per effetto dalla diminu zione del tasso utilizzato (dall'1,30% del 31 dicembre 2017 all'1,57% relativo al 31 dicembre 2018).

I Fondi rischi ed oneri diminuiscono del 33,3 % rispetto al precedente esercizio.

E milioni 31/12/17 Utilizi Accantonamenti Rilascio per Esubero
rondi
Ric assifiche /
Altri Movimenti
31/12/18
Legale 11,7 (1,8) 2,6 (0,4) 13,2
Fiscale 9,3 (3,7) 5,4 10,7
Rischi regolatori 61,0 (1,6) 11,4 10 26,6
Partecipate 10,8 0,0 1,0
Rischi contributivi 2,6 (0,1) 0,3
Franchigie assicurative 2,1 (2,1) 2,5 9,6
E milioni 31/2/17 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per Esubero
Fondi
Riclassifiche
Altri Movimenti
31/2/18
Altri rischi ed oneri 14,8 (8,1) 12,6 (2,5) 6.7 23,5
Totale Fondo Rischi 112,3 (17,4) 35,9 (49,6) 11,82 92,3
Esodo e mobilità 18,2 (18,9) 28,2 (1,8) 0,0 25,7
Note di Variazione IVA 26,7 0,0 0,0 0,0 (26,7) 0,0
Post mortem 17,3 0,0 0,0 (1,0) 0,4 16,7
F.do Oneri di Liquidazione 0,2 (0,2) 0,2 0,0 0,1 0,3
F.do Oneri verso altri 0,4 0,0 1,7 0,0 (0,3) 1,7
Fondo Oneri di Ripristino 29,7 0,0 0,0 (0,5) (29,2) 0,0
Totale Fondo Oneri 92,4 (19,1) 30,1 (3,4) (55,8) 44,3
Totale Fondo Rischi ed Oneri 204,8 (36,5) 65,9 (53,0) (44,0) 136,7

Tra le principali movimentazioni di periodo si segnalano:

il rilascio del fondo rischi relativo a GORI per € 44,2 milioni, a seguito del venir meno dei presupposti per la sua iscrizione per gli effetti legati agli accordi sottoscritti con la Regione Campania;

  • la riclassifica dei fondi oneri a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario riclassificati nella voce Fondo Svalutazione Crediti ( - € 26,7 milioni);
  • il rilascio, a chiusura della Business Combination, del fondo stanziato a seguito della contabilizzazione, secondo il metodo dell'acquisizione, del primo consolidamento del gruppo TWS (€ 8,9 milioni). Per maggiori dettagli si rinvia al Bilancio Consolidato 2017;

l'incremento pari ad € 7,5 milioni, al netto di rilasci ed utilizzi, del fondo stanziato per fronteggiare gli oneri derivanti dal piano di mobilità ed esodo;

l'incremento del fondo Partecipate per € 5,3 milioni per tener conto delle svalutazioni operate negli scorsi anni su alcune partecipazioni in imprese collegate precedentemente portate a riduzione della voce "Partecipazioni";

il decremento del fondo onen di ripristino seguito del cambiamento delle modalità di applicazione dei criteri di stima dell'I-FRIC12, adottato dal gruppo.

E millioni 31/12/18 31/12/17 - Variazione
Crediti correnti 927,8 985,5 (57,6)
di cui utenti/clienti 863,2 901,3 (38,1)
di cui Romo Capitale 52,5 47,7 4,9
Rimanenze 48,8 40,2 8,6
Altre attività correnti 262,6 210,1 52,6
Debiti correnti (1.524,9) (1.237,8) (287,1)
di cui Fornitori (1.413,9) (1.106,7) (307,2)
di cui Roma Capitale (107,6) (126,1) 18,5
Altre passività correnti (357,1) (284,3) (72,9)
Circolante netto (EA27) (286,3) (355,4)

Il circolante netto è negativo per € 642,7 milioni e si incrementa di €356,4 milioni rispetto a fine 2017

La variazione del circolante netto rispetto al 31 dicembre 2017 è imputabile in via principale:

al decremento dei crediti verso utenti e clienti ( - € 38,1 milioni) per l'effetto combinato derivante da maggiori crediti per € 252,5 milioni e maggiore fondo svalutazione per € 290,6 milioni. L'incremento dei crediti è principalmente imputabile al consolidamento di GORI (+€ 211,6 milioni), mentre il sostanziale incremento dei fondi svalutazione per € 193,3 milioni deriva dalla prima applicazione, a partire dal 1º gennaio 2018 dell'IFRS9 che, come ampiamente riportato nei Criteri di valutazione e principi contabili della Nota Integrativa, ha sostituito il precedente principio contabile IAS39. La determinazione della prima applicazione dell'IFRS9 è stata rielaborata rispetto alle chiusure infrannuali dell'esercizio per effetto di una revisione delle stime di recupero relative a crediti antecedenti il 31 dicembre 2017. Si informa, inoltre, che il fondo svalutazione crediti al 31 dicembre 2017 non comprendeva gli importi relativi alle Note di Variazione IVA (€ 26,7 milioni) esposti nel precedente esercizio all'interno della specifica voce del fondo rischi;

all'incremento dei debiti verso fornitori (+ € 307,2 milioni) dovuto prevalentemente al consolidamento di GORI (+ € 306,8 milioni).

I crediti verso utenti e clienti, al lordo del fondo e del consolidamen to di GORI, registrano un incremento di circa € 5,6 milioni. Si segnala: 1) un decremento dei crediti dell'Area Infrastrutture Energetiche che si riferisce all'effetto combinato derivante da un lato dalle modifiche regolatorie che hanno portato all'iscrizione del provento derivante dall'eliminazione del cd. regulatory lag il cui ammontare alla fine del 2018 è parì ad € 75,4 milioni (+ € 22 milioni rispetto alla fine del 2017), dall'altro dal miglioramento delle performance di incasso; la quota non corrente relativa all'accounting regolatorio, pari ad € 80,0 milioni, è inclusa nell'attivo fisso e, 2) un decremento dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per gli effetti derivanti da un lato dalla riduzione del fatturato e da un miglioramento delle performance di incasso e dall'altro da maggiori cessioni e radiazioni.

Nel 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.375,8 milioni di cui € 203,9 milioni verso la Pubblica Amministrazione.

Roma Capitale: il saldo netto è a credito di € 47,9 milioni In merito ai rapporti con Roma Capitale al 31 dicembre 2018 il saldo netto risulta a credito del Gruppo per € 47,9 milioni in aumento rispetto al 31 dicembre 2017. La variazione dei crediti e dei debiti è determinata prevalentemente dalla maturazione dell'esercizio e dagli effetti conseguenti le compensazioni e gli incassi. Nel 2018 sono stati rilevati incassi ed eseguite compensazioni per complessivi € 93,2 milioni di cui € 56,2 milioni per crediti relativi al corrispettivo del contratto di Illumi-

nazione Pubblica ed € 25,8 milioni per crediti per utenze idriche. Nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite Creditorie e Debitorie verso Roma Capitale. A valle di diversi incontri e corrispondenze, Roma Capitale ha espresso diverse obiezioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali obiezioni sono state dal Gruppo Acea integralmente respinte; tuttavia al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, sarà avviato, nel corso del 2019, un Comitato Tecnico paritetico Gruppo Acea - Roma Capitale che possa addivenire alla composizione delle reciproche pretese. Stante la situazione di incertezza sul pieno recupero dei crediti iscritti verso Roma Capitale, il Gruppo ha prudentemente elaborato la miglior stima di recupero degli stessi aggiornando le valutazioni già effettuate in particolare con riferimento ai crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica relativi ai periodi antecedenti il 31 dicembre 2017.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria. l crediti sono espressi al netto del relativo fondo svalutazione che al 31 dicembre 2018 assomma ad € 51,5 milioni (€ 23,1 milioni al 31 dicembre 2017). Nel corso dell'esercizio sono stati svalutati € 9,5 milioni relativi a crediti sorti nell'esercizio (di cui € 4,2 milioni per gli interessi moratori) e per € 15,7 milioni è stata aggiornata la valutazione al 1º gennaio 2018 come prima applicazione del principio contabile IFRS9.

Crediti verso Roma Carita e

E milioni 31 248 31/12/17 Variazione
Crediti per utenze 55,6 43,1 12,6
Fondo svalutazione (9,3) (5,0) (4,3)
Totale crediti da utenza 46,3 38,1 8,3
Crediti per lavori e servizi idrici 3,3 4,6 (1,3)
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 1,5 1,3 0,2
Contributi 0,0 2,4 (2,4)
Fondo svalutazione (1,9) 0,0 (1,9)
Crediti per lavori e servizi elettrici 3,6 1,2 2,4
Fondo svalutazione (0,3) 0,0 (0,3)
Totale crediti per lavori 6,2 9,5 (3,3)
Totale crediti commerciali 52,5 47,6 4,9
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse 99,1 118,3 (19,2)
Fondo svalutazione (30,2) (12,5) (17,7)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 25,7 17,3 8,4
Fondo svalutazione (9,8) (5,6) (4,2)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 18,7 22,2 (3,5)
Totale crediti illuminazione pubblica 103,5 139,7 (36,2)
Totale Crediti 1580 187.3 (313)
URBIL Vello Roma Capitale
E milioni 3112717 31/12/16 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (15,3) (15,3) 0,0
Debiti per canone di Concessione (79,8) (100,2) 20,4
Altri debiti (13,0) (11,4) (1,6)
Debiti per dividendi 0,0 (2,2) 2,2
Totale debiti (108,1) (129,1) 21,0
Sa da netto credito debito 479 58.2 (10.3)

I debiti correnti si incrementano di € 287,1 milioni

I debiti correnti al netto dell'incremento derivante dal consolidamento di GORI (+ € 306,8 milioni) si riducono di € 19,7 milioni rispetto a fine 2017.

Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispettivamente un incremento di € 52,6 milioni e di € 72,9 milioni, rispetto all'esercizio precedente.

Nel dettaglio, le altre attività si incrementano per effetto del consolidamento di GORI (+€ 76,3 milioni), per gli effetti legati alla prima applicazione del nuovi standard internazionale IFRS15 su

Acea Energia ed oreti, della riduzione dei crediti tributari per € 28,4 milioni e dei crediti verso cassa conguaglio ( - € 14,1 milioni). Le passività correnti si incrementano per affetto del consolidamento di GORI (+€ 37,4 miljon re per gli ettere Negati alla prima applicazione dei nuovi prandario interesazione principal mente legati all'applicazione dell'If (mailioni).

Il patrimonio netto si atte Il patrimonio netto ammonta adde ariazioni intervenute, pari a € 92,3 million, illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente da la distribuzione dei dividendi, dalla maturazione dell'utile dell'esercizio 2018 e dalla variazione delle riserve di cosh flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali nonché dall'iscrizione della riserva FTA (First Time Adoption) per l'applicazione dei nuovi standard internazionali (IFRS9 e IFRS15). ------

L'indebitamento finanziario netto, aumenta di € 146,5 milioni rispetto a fine 2017

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo

pari a € 146,5 milioni, passando da € 2.421,5 milioni della fine dell'esercizio 2017 a € 2.568,0 milioni del 31 dicembre 2018. Tale variazione è diretta conseguenza degli investimenti del periodo ivi compresi quelli di natura tecnologica. Contribuiscono all'aumento della posizione a debito dell'Area Idrico (+ € 117,8 milioni) e dell'Area Infrastrutture Energetiche (+ € 85,2 milioni) il crescente volume degli investimenti e le dinamiche del cash flow operativo influenzate dai numerosi pagamenti effettuati dalle società dell'Area ldrico compensati dal miglioramento della posizione della Capogruppo (- € 20,9 milioni).

E milioni 31/12/2018 31/12/2017 Variazione Variazione %
Attività (Passività) finanziarie non correnti 1,8 2,7 (0.9) (33,6%)
Attività (Passwità) finanziarie non correnti verso Controllanti, controllate e collegate 30,9 35,6 (4,8) (13,3%)
Debiti e passività finanziarie non correnti (3.374,1) (2.745,0) (629,1) 22,9 %
Posizione finanziaria a medio - lungo termine (3.341,4) (2.706,7) (634,8) 23,5 %
Disponibilità liquide e titoli 1.068,1 680,6 387,5 56,9 %
Indebitamento a breve (351,8) (544,6) 192,7 (35,4%)
Attività (Passività) finanziarie correnti (29,0) 32.9 (61,8) (188,2%)
Attività (Passività) finanziarie correnti verso Controllante e Collegate 86,1 116,2 (30,1) (25,9%)
Posizione finanziaria a breve termine 773,4 285,1 488,3 171,3 %
Totale posizione finanziaria netta [2.568,0] (2.421.5) (146,5) 6,0%

L'indebitamento a medio-lungo termine aumenta di € 634,9 milioni

Per quanto riguarda la componente a medio-lungo termine l'aumento di € 634,9 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2017 si riferisce per € 629,1 milioni all'incremento di debiti e passività finanziarie non correnti. Tale variazione deriva dall'effetto contrapposto dovuto all'incremento dei prestiti obbligazionari per € 983,4 milioni compensato dalla riduzione dei debiti e passività finanziarie non correnti per € 354,3 milioni, come riportato nella tabella che segue:

€ millioni 31/12/17 Variazione Variazione %
Obbligazioni 2.678.4 1.695,0 983.4 58,0%
Finanziamenti a medio - lungo termine 695,7 1.050,0 (354.3) (33,7%)
Indebitamento a medio-lungo 537411 2.745.0 529,1 22.9%

Le obbligazioni pari a € 2.678,4 milioni registrano un incremento di complessivi € 983,4 milioni essenzialmente per il collocamento di due emissioni obbligazionarie avvenute nel corso del primo trimestre 2018 di importo rispettivamente pari a € 300 milioni ed € 700 milioni a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN).

I finanziamenti a medio - lungo termine pari ad € 695,7 milloni registrano un decremento complessivo di € 354,3 milioni che si riferisce quasi esclusivamente alla Capogruppo (€ 341,4 milioni).

Tale variazione è dovuta in via principale all'estinzione anticipata di un finanziamento BEI pari a € 50 milioni e alla riclassifica nella posizione a breve di altri due finanziamenti in scadenza nel mese di gennaio e giugno 2019 pari, rispettivamente, a € 100,0 milioni ed € 150,0 milioni oltre che alla riclassifica delle quote in scadenza nell'esercizio successivo.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio - lungo e a breve termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.

rinanziament Dancari:
(E milioni) Debito residuo Totale Entro il 31.12.2019 Dal 31.12.2019 al 31.12.2022 Oltre il 31.12.2023
a tasso fisso 496,4 273,2 103.1 120.1
a tasso variabile 493,5 39,6 213.9 240.0
a tasso variabile verso fisso 27,1 8,3 18,7 0.0
Totale 1.016,9 321,2 335,7 360.1

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di Acea è negativo per € 2,1 milioni e si riduce, rispetto al 31 dicembre 2017 di € 1,4 milioni (era negativo per € 3,4 milioni).

La componente a breve termine è positiva di € 773,4 milioni ed aumenta di € 488,3 milioni

La componente a breve termine è positiva per € 773,4 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2017 evidenzia un aumento di € 488,3 milioni dovuto per € 387,5 milioni, dall'aumento delle disponibilità liquide originate per € 451,1 milioni dalla Capogruppo.

Si informa che al 31 dicembre 2018 la Capogruppo dispone di linee uncommitted per € 679 milioni di cui € 529 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Il rating di Acea

Si informa che i Rating assegnati ad Acea sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:

Fitch "BBB+"; Moody's "Baa2"

CONTESTO DI RIFERIMENTO

Il Gruppo Acea monitora lo scenario di riferimento - interno ed esterno - intercettando ed analizzando i fattori che assumono rilievo per il business e possono influire sul perseguimento degli obiettivi strategici. In particolare, gli ambiti competitivi e di mercato, di sostenibilità d'impresa, normativi, regolatori, tecnologici e ambientali rappresentano aspetti distinti, ma correlati, di un quadro complessivo che delinea il contesto entro il quale comprendere la gestione e l'indirizzo prospettico dell'organizzazione. A questi si aggiunge il contesto interno al Gruppo in termini di impatti energetici e ambientali, sviluppo del capitale umano, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori - e di gestione della catena di fornitura.

(euro) 17.5 140.000 del 2017). 16,5 15,5 14,5 13,5 12,5 11,5 10,5 05/06/18

11/06/18 02/10/18
08/10/18 23/01/18 29/01/18 02/02/18 08/02/18 14/02/18 20/02/18 26/02/18 08/03/18 20/03/18 03/04/18 09/04/18 13/04/18 25/04/18 02/05/18 08/05/18 18/05/18 30/05/18 06/08/18 23/08/18 04/09/18 10/09/18 05/01/18 02/03/18 14/03/18 26/03/18 19/04/18 14/05/18 24/05/18 15/06/18 25/07/18 10/08/18 17/08/18 29/08/18 14/09/18 20/09/18 26/09/18 29/12/17 21/06/18 27/06/18 03/07/18 09/07/18 13/07/18 19/07/18 31/07/18 30/10/18 17/01/18 12/10/18 18/10/18 03/12/18 19/12/18
28/12/18 24/10/18 05/11/18 07/12/18 11/01/18 09/11/18 77/11/19 13/12/18 15/11/18 21/11/18

ACEA

(Fonte: Bloomberg)

Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo Acea confrontato con gli indici di Borsa.

ANDAMENTO DEI MERCATI AZIONARI E DEL TITOLO ACEA

Nel 2018, i mercati azionari internazionali hanno registrato un andamento complessivamente negativo.

La quotazione di Acea si è ridotta del 22,0 sostanzialmente in linea con l'andamento del FTSE Italia Mid Cap (-20%). Il titolo ha registrato il 28 dicembre 2018 (ultima seduta borsistica dello scorso anno) un prezzo di chiusura pari a 12,01 euro (capitalizzazione: 2.557,7 milioni di euro). Il valore massimo di 16,43 euro è stato raggiunto il 23 gennaio, mentre il valore minimo di 11,18 euro il 26 ottobre. Nel corso del 2018, i volumi medi giornalieri sono stati di poco superiori a 116.000 azioni (rispetto ai

Var.% 31/12/18 (rispetto al 31/12/17)
Acea -22,0%
FTSE Italia All Share -16,7%
FTSE Mib -16,2%
FTSE Italia Mid Cap -19,6%

Nel 2018 sono stati pubblicati 115 studi/note sul titolo Acea.

MERCATO ENERGETICO

Nel corso del 2018 la domanda di energia elettrica in Italia (pari a 321.910 GWh) risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente dello 0,4%. Il fabbisogno di energia elettrica è stato coperto per l'87,1% con la produzione nazionale e per la quota restante, pari al 14%, facendo ricorso alle importazioni dall'estero (saldo estero in aumento del 16,3% rispetto all'anno precedente). La produzione nazionale netta (280.234 GWh) evidenzia un decremento dell'1,8% rispetto al 2017.

Nello specifico, l'energia elettrica prodotta da fonti di produzione termiche è diminuita del 7,6%, così come l'energia elettrica prodotta da fonti fotovoltaiche (- 4,7%), geotermiche (- 1,9%) ed eoliche (- 1,4%), mentre risulta in crescita l'energia prodotta da fonti idriche (+ 31,2%). In riferimento agli esiti del mercato elettrico, i volumi scambiati nel Mercato del Giorno Prima segnano un forte aumento su base an nua (+ 1,2%) portandosi a 295,6 TWh .

I volumi scambiati nella Borsa Elettrica tornano in aumento (+ 1,0%) e sono pari a 212,9 TWh, così come i volumi scambiati OTC registrati sulla PCE e nominati su MGP, che risultano in aumento e raggiungono il valore di 82,6 TWh (+ 1,7%). La liquidità del mercato si è attestata al 72,0%, inferiore di soli 0,2 punti percentuali al massimo storico registrato nel 2017.

Nel corso del 2018, il prezzo medio di acquisto dell'energia (PUN) registra un valore medio di 61,31 €/MWh in aumento di 7,36 €/ MWh rispetto al 2017 (+ 13,6%). L'analisi per gruppi di ore nel corso del 2018 rileva incrementi tendenziali più intensi nelle ore fuori picco, dove si osserva un aumento di +7,93 €/MWh (+16,0%) nel-

le ore fuori picco e un incremento di 6,13 €/MWh (9,8%) nelle ore di picco, con prezzi che si attestano rispettivamente a 57,52 e 68,46 €/MWh.

Il rapporto prezzo picco/baseload risulta pari a 1,12 al minimo storico ed in lieve riduzione rispetto allo scorso anno (- 0,04).

Fonte: Terna - dicembre 2018, rapporto mensile sul sistema elettrico Fonte: Newsletter GME dicembre 2018

LIQUIDITÀ SU MGP+

Anche i prezzi zonali di vendita risultano in aumento e si attestano attorno ai 60 €/MWh sulla penisola ed in Sardegna, ed oscillano tra i 59,37 €/MWh del Centro-Sud e i 69,49 €/MWh della Sicilia. Gli acquisti nazionali sono pari a 291,8 TWh, in aumento su base annua del 2,0%. L'analisi per zone evidenzia acquisti in aumento in tutte le zone, in particolare al Nord (+ 3,3%) e in Sicilia (+ 3,5%), ad eccezione del Centro Nord (- 0,5%) e del Centro Sud (- 1,4%). Gli acquisti di energia sulle zone estere (esportazioni), pari a 3,7 TWh, risultano in riduzione ( - 38,5%) ai minimi degli ultimi quattro anni. Le vendite di energia elettrica delle unità di produzione nazionali si portano a 247,5 TWh, in lieve riduzione rispetto a un anno fa (-0,3%). Alle riduzioni osservate, in particolare al Centro Sud (- 10,9%) e al Sud (- 5,2%), si contrappongono i rialzi osservati al Nord (+ 4,8%) e in Sicilia (+ 3,3%).

Le vendite di energia sulle zone estere (importazioni) sono in crescita, attestandosi a 48,1 TWh (+ 9,1%).

TARIFFE PER IL SERVIZIO DI TRASPORTO

L'anno 2018 rappresenta il terzo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sottoperiodi: i primi quattro in continuità di metodo, gli altri oggetto di implementazione successiva. Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)", Allegato A alla delibera 654/2015/R/eel, il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)", Allegato B alla delibera 654/2015/R/eel, e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla delibera 654/2015/R/eel, pubblicati il 23 dicembre 2015.

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le regole in vigore nel 2016 sono rappresentate da:

    1. Lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
    1. Allungamento vite utili regolatorie;
    1. Criteri di regolazione tariffaria: cot, misura.

Relativamente al primo punto, l'ARERA ha modificato le modalità di compensazione del log regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie pubblicate entro il 31 marzo e sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro febbraio dell'anno successivo. In data 15 marzo 2018, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento definitiva per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2017 con delibera 150/2018/R/eel. In data 29 marzo 2018, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2018 con delibera 175/2018/R/eel.

L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).

Con riferimento agli ammortamenti riconosciuti in tariffa (anno di riferimento t-2), la nuova regolazione aumenta la vita utile regolatoria di alcuni cespiti, quali le linee elettriche in Al (portata da 40 a 45 anni), le linee in MT e BT e le «prese utenti» (da 30 a 35 anni). Il tasso di remunerazione del capitale investito netto (wacc), i cui parametri di calcolo sono stati pubblicati nella delibera 654/2015/R/ eel, è pari al 5,6% per il servizio di distribuzione sugli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2017.

Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un'coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 654/2015, vengono maggiorati dai contributi

di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi. Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:

  • la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cop (con un obiettivo di recupero di produttività del 1,9%);
  • la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione ed il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
  • la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.

L'ARERA conferma anche per il 2017 il meccanismo, già introdotto nel terzo ciclo regolatorio, di maggiore remunerazione di alcune categorie di investimenti entrati in esercizio fino al 2015 non prolungando tale meccanismo anche per il ciclo 2016-2023.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA introduce un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione.

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
  • perequazione dei costi di trasmissione;
  • perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA ha introdotto una tariffa applicata ai clienti domestici non più suddivisa tra D2 e D3 ma unica (TD) così come specificato nella delibera 799/2016/R/eel del 28 dicembre 2016, determinando la soppressione del meccanismo di calcolo della perequazione dei ricavi per la fornitura dell'energia elettrica ai clienti domestici, in vigore fino all'anno 2016.

Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione.

Il Testo Integrato di Misura (TIME) disciplina le tariffe per il servizio di misura articolate nelle attività di installazione e manutenzione dei misu ratori, raccolta, validazione e registrazione delle misure. La struttura dei corrispettivi è stata modificata rispetto al precedente ciclo regolatorio solo per quanto riguarda i corrispettivi di raccolta e validazione delle misure prima suddivisi ed ora unificati in un unico corrispettivo.

L'ARERA ha introdotto una nuova modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese confermando il criterio di determinazione delle tariffe del servizio di misura sulla base di costi nazionali per i sistemi di telegestione e per i misuratori elettromeccanici ancora in campo (costo residuo), mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il get tito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.

In data 29 marzo 2018, I'ARERA ha pubblicato con delibera 174/2018/R/eel la tariffa definitiva per l'attività di misura di competenza dell'anno 2017. Il 29 marzo 2018, con delibera 176/2018/R/ eel, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di misura dell'energia elettrica per l'anno 2018.

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cop per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 1%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.

L'ARERA con delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A.

A partire dall'anno 2017, e solo con riferimento agli investimenti entrati in esercizio nel 2017, l'ARERA stabilisce nella stessa delibera che, ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effet tivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.

Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 654/2015/R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione, etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio

IL MERCATO DEL WASTE MANAGEMENT

Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione, smaltimento e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento, termovalorizzazione, compostaggio e biogas, trattamento fanghi e rifiuti liquidi) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'impiementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop).

Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori. Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione ~ nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) - potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.

REGOLAZIONE IDRICA

L'anno 2018 è caratterizzato dall'entrata in vigore di diverse disposizioni ARERA (emanate nel corso dell'anno 2017) che modificano in maniera significativa il quadro regolatorio relativamente ai seguenti aspetti: ridefinizione dell'articolazione tariffaria, avvio del Bonus sociale idrico per le utenze in condizioni di disagio economico sociale, avvio dell'applicazione della regolazione della qualità tecnica, tutela del consumatore.

Al termine dell'anno 2017 con la deliberazione 918/2017/R/idr sono state, inoltre, emanate le disposizioni relative all'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 (biennio che chiude il secondo periodo regolatorio 2016-2019). La stessa deliberazione, inoltre, dispone la quantificazione dal 1º gennaio 2018 della componente tariffaria perequativa U12 (Qualità Tecnica) e l'introduzione della componente tariffaria perequativa U13 (Bonus sociale idrico).

Rimane ancora da definire il quadro relativo alle misure per il contenimento della morosità nel SII, per il quale è stato emanato il DCO 80/2018 del mese di febbraio 2018 e si è attualmente in attesa del provvedimento definitivo.

ATTIVITÀ DELL'ARERA IN MATERIA DI SERVIZI IDRICI

Deliberazione 25/2018/R/idr - Avvio di procedimento relativo agli interventi necessari e urgenti per il settore idrico ai fini della definizione della sezione "Acquedotti" del piano nazionale, di cui all'articalo 1, comma 516, della Legge 205/2017 Il provvedimento avvia un procedimento relativo agli interventi ne-

cessari e urgenti per il settore idrico ai fini della definizione della sezione «acquedotti» del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, di cui all'articolo 1, comma 516, della legge di bilancio di previsione 2018 (Legge n. 205/17 del 27 dicembre 2017).

La suddetta legge di bilancio prevede che il Regolatore, sentite Regioni ed enti locali interessati, sulla base delle programmazioni esistenti nonché del monitoraggio sull'attuazione dei piani economico finanziari dei gestori "trasmetta l'elenco degli interventi necessari e urgenti per il settore, con specifica indicazione delle modalità e dei tempi di attuazione, per la realizzazione dei seguenti obiettivi prioritari: raggiungimento di adeguati livelli di qualità tecnica; recupero e ampliamento della tenuta e del trasporto della risorsa idrica; diffusione di strumenti mirati al risparmio di acqua negli usi agricoli, industriali e civili". L'Autorità ha deliberato, inoltre, di verificare la "persistenza di eventuali criticità nella programmazione e nella realizzazione degli interventi in determinate aree del Paese, nonché di svolgere ulteriori attività di monitoraggio" anche avvalendosi della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

DCO 80/2018/R/idr - Procedure per il contenimento della morosità nel servizio idrico integrato

Con il documento di consultazione (DCO) 80/2018/R/idr (termine per la presentazione delle osservazioni previsto per il 12 marzo 2018), l'ARERA presenta gli orientamenti finali in merito alle misure necessarie per il contenimento della morosità nel servizio idrico integrato e allega anche lo schema dugerovvedimento in materia di Regolazione della morosità nel servizio drice integraso (REMSI). Il DCO, in particolare, contiene già oligine amenti no merito ai seguenti aspetti:

definizione delle categorie d

RILAZIONE SULLA GESTIONE

  • tempistiche e modalità per la costituzione in mora (incluse le modalità per la rateizzazione degli importi oggetto di costituzione in mora);
  • tempistiche e procedure per la limitazione, sospensione e disattivazione della fornitura idrica;
  • misure di tutela a favore dell'utente finale, in particolare, degli utenti domestici residenti e degli utenti in condizioni di disagio economico sociale o di disagio fisico;
  • indennizzi che il gestore è tenuto a corrispondere in mancanza di rispetto di alcune tempistiche.

Inoltre, il DCO introduce delle modifiche al testo integrato della Regolazione della Qualità Contrattuale- RQSII stabilendo che, nel caso in cui non sia possibile estinguere il reclamo, il gestore fornisca all'utente finale le informazioni per risolvere la controversia, indicando in particolare i recapiti dello Sportello per il consumatore Energia e Ambiente e le modalità di attivazione di eventuali altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, ai quali il gestore si impegna a partecipare per l'esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione da parte dell'utente finale e la cui procedura sia gratuita.

Infine, lo schema di provvedimento integra la deliberazione 86/2013 relativa al deposito cauzionale prevedendo che il deposito cauzionale escusso, anche parzialmente, per morosità dell'utente finale, possa essere reintegrato dal gestore rateizzando il relativo importo nelle bollette successive con rate costanti e un periodo minimo di rateizzazione pari a diciotto mesi, salvo diverso accordo tra le parti. La volontà dell'utente finale di avvalersi della possibilità di rateizzare i pagamenti per un periodo inferiore ai diciotto mesi deve essere manifestata per iscritto o in un altro modo documentabile.

La Società ha provveduto ad inoltrare, entro la data richiesta (cioè entro il 12 aprile 2018) un documento contenente le proprie riflessioni. Si è in attesa dell'emanazione della deliberazione conclusiva sulla materia.

Determina 1/2018/DSID - Definizione delle procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e all'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019, ai sensi delle Delibere 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr

In relazione all'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie, che è previsto sia adottato dagli Enti di governo dell'ambito (EGA) entro il 30 aprile 2018, l'ARERA con la determina 1/2018, redatta dalla Direzione Sistemi Idrici (DSID) ha recepito quanto contenuto nelle delibere 917/2017 e 918/2017 e ha stabilito che, entro il 30 aprile 2018, gli EGA debbano trasmettere all'ARERA (ai fini della sua approvazione), l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 attraverso l'apposita procedura disponibile sul sito dell'ARERA.

La determina approva, inoltre, gli schemi tipo per l'elaborazione del programma degli interventi e del piano economico e finanziario, lo schema tipo di relazione di accompagnamento ai dati di qualità e al programma degli interventi, lo schema tipo di relazione di accompagnamento all'aggiornamento della predisposizione tariffaria; tali documenti, debitamente compilati, devono essere inviati all'ARE-RA secondo la procedura informatica precedentemente citata.

La modulistica definitiva è stata resa disponibile con il Comunicato del 05/04/2018, con il quale è stata aperta la Raccolta dati, riconfermando la scadenza entro cui adempiere, da parte degli EGA, nel 30 aprile 2018.

Con successivo Comunicato 17/05/2018 "Obblighi tariffari e di qualità tecnica del servizio idrico integrato" l'ARERA sollecita il processo di determinazione tariffaria e della correlata implementazione della regolazione della qualità tecnica, ricordando che, ai sen-

si della determina 1/2018/DSID, è possibile da parte dei gestori presentare istanza di aggiornamento tariffario in caso di inerzia dei soggetti competenti, richiedendo all'Autorità l'autorizzazione alla procedura straordinaria di inserimento dei dati. Relativamente alla nuova formulazione dei corrispettivi da applicare ai reflui industriali autorizzati allo scarico in pubblica fognatura, si prospettano, oltre al margine di flessibilità connesso alla condizione di isoricavo rispetto al gettito tariffario di fognatura e depurazione derivante dall'applicazione del metodo previgente, anche forme transitorie di convergenza tariffaria, nel rispetto dei vincoli previsti dalla delibera 665/2017/R/idr laddove si ravvisino rilevanti problematiche di sostenibilità finanziaria.

Delibera 57/2018/A - Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento del nuovo assetto organizzativo dell'ARERA

Con tale delibera è illustrato il nuovo assetto organizzativo dell'Autorità, in vigore dal 1º marzo 2018, aggiornato alla luce delle nuove competenze nell'ambito del ciclo dei rifiuti. Il quadro è completato dalle successive delibere 58, 59 e 60 (attribuzioni di incarichi macrostruttura, nomina ad interim del Direttore della Divisione Ambiente, attribuzione di incarichi).

Determina 9/2018 - DACU Modifiche al regolamento del portale operatori - gestori e al manuale utente di cui alla determinazione del 5 gennaio 2017, 1/DCCA/2017

Con la delibera 55/2018/E/idr, l'ARERA definisce la disciplina transitoria in vigore dal 1º luglio 2018 sino al 30 giugno 2019 per l'estensione al settore idrico del sistema di tutele per i consumatori e per la risoluzione extragiudiziale delle controversie già attive nei settori dell'energia elettrica e del gas.

In particolare, il provvedimento, approvato a valle di due consultazioni rispettivamente del mese di settembre e del mese di dicembre 2017, contiene due allegati:

  • Allegato A "Disciplina transitoria relativa alle procedure volontarie di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra utenti idrici e gestori";
  • Allegato B "Regolamento relativo alle attività svolte dallo Sportello con riferimento al trattamento dei reclami di seconda istanza degli utenti idrici".

Per quanto riguarda la Disciplina transitoria si segnala:

Perimetro della Conciliazione: dal 1º luglio 2018, il tentativo di conciliazione delle controversie insorte tra l'utente e il suo gestore sarà volontario ed esperibile - anche attraverso il Servizio Conciliazione dell'ARERA - sia per le tematiche relative agli aspetti regolati dalla stessa ARERA, sia per tutte le altre tematiche di interesse per l'utente del SII con l'esclusione di quelle non rientranti nell'ambito di applicazione del Testo Integrato di Conciliazione (TICO) e di quelle attinenti alla qualità dell'acqua;

Durata del periodo transitorio: il periodo transitorio, definito nello stesso documento come il "periodo che intercorre dall'attivazione per il settore idrico del Servizio Conciliazione dell'ARERA gestito in avvalimento da Acquirente Unico, al 30 giugno 2019", inizierà il 1º luglio 2018 e terminerà il 30 giugno 2019. E prevista una verifica sullo stato di attuazione della disciplina transitoria al fine di valutare ulteriori meccanismi di gradualità, previo confronto con gli stakeholder;

Deroghe all'attuazione della disciplina a regime: qualora il gestore dimostri di non poter ottemperare nei tempi stabiliti all'obbligo di intervenire alla procedura conciliativa, l'EGA competente, d'intesa con il gestore e le associazioni dei consumatori territorialmente competenti iscritte ai registri regionali, ha la facoltà di presentare all'ARERA una istanza di deroga motivata limitatamente a tale obbligo e per un periodo massimo di un anno, comunque con termine ultimo fissato il 31 dicembre 2019. L'istanza è considerata ammissibile se è presentata entro il 30 settembre 2018 e se è motivata in ragione dell'esistenza di processi di aggregazione in corso che coinvolgono il gestore che presenta l'istanza. L'ARERA provvederà a verificare le istanze pervenute e a concedere, o a negare, la deroga richiesta.

Per quanto riguarda il secondo tema, il Regolamento dispone che lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, gestito in avvalimento di Acquirente Unico, tratti i reclami riguardanti i temi oggetto della regolazione nazionale nel settore idrico mediante procedure telematiche. In particolare, lo Sportello predispone e pubblica nel proprio sito internet un modulo per la presentazione dei reclami e mette a disposizione modalità telematiche di inoltro tramite il proprio sito internet, rilasciando apposita ricevuta telematica dell'avvenuto invio (art. 4.2 del Regolamento); il modulo e le modalità telematiche sono approvati, secondo quanto disposto dall'art. 4.3 del Regolamento, su proposta dello Sportello, con determina del Direttore della Tutela dei Servizi Ambientali dell'ARERA (vedere la Determina 2/2018 - DTSA trattata successivamente).

Il Regolamento entra in vigore dal 1º marzo 2018 e cessa di avere efficacia dal 1º luglio 2019. Si prevede un'eccezione alla data del 1º marzo 2018, contenuta nell'art. 9.2 del Regolamento, secondo cui "I gestori mettono a disposizione le risposte alle richieste di informazioni dello Sportello tramite il Portale Operatori - Gestori e, qualora richiesto dallo Sportello, provvedono ad inviare le medesime risposte all'utente finale, fatti salvi eventuali dati di natura riservata". Tale adempimento è entrato in vigore il 1º giugno 2018.

Infine, la delibera 55/2018/E/idr prevede, oltre ad eventuali incontri tecnici e focus group, la convocazione di due tavoli tecnici, il primo con le associazioni dei consumatori e utenti, i gestori e gli EGA, volto ad approfondire le modalità di trasformazione degli organismi di conciliazione attualmente operativi a livello locale - diversi dalle conciliazioni paritetiche - in organismi ADR di cui al Codice del consumo; il secondo con le Regioni e gli EGA, volto ad approfondire le ulteriori iniziative a garanzia degli utenti da sviluppare d'intesa con le Regioni. In ottemperanza al disposto dell'art. 4.2, del Regolamento allegato alla delibera 55/2018, il Direttore della Tutela dei Servizi Ambientali, ha approvato con Determina n.2 del 23 febbraio 2018, il documento "Portale Unico. Progetto di ampliamento dei servizi on-line agli utenti del Servizio Idrico Integrato. Procedura telematica di inoltro di richieste informazioni-reclami-segnalazioni-richieste help desk e relativi moduli", inviato dallo Sportello all'ARERA con comunicazione del 23 febbraio 2018.

Il documento è integrativo e modificativo della determina 7/DC-CA/2015 "Portale Clienti. Procedura telematica di inoltro richieste informazioni/reclami e relativi moduli" ed illustra la revisione della procedura telematica di inoltro da parte dei clienti ed utenti, predisposta dallo Sportello, per tener conto delle novità introdotte dalla delibera 900/2017 (estensione dell'avvalimento di Acquirente Unico al settore idrico) e dalla più volte citata delibera 55/2018.

La determina ARERA 2/2018 propone, oltre ad un nuovo modulo relativo al bonus per luce/gas/servizi idrici, anche i seguenti nuovi moduli relativi al settore idrico:

  • richiesta informazioni;
  • segnalazioni;
  • reclamo;
  • Help Desk associazioni.

Le modalità di accredito al portale da parte dei Gestori/Operatori, sono state oggetto di specifica procedura comunicata dall'ARERA ai gestori del SII che, in ottemperanza al sopra citato art. 9.2 del Regolamento contenuto nella Delibera 55/2018, dal 19 giugno 2018 dovranno mettere a disposizione le risposte alle richieste di informazioni dello Sportello tramite il Portale Operatori - Gestori, gestito da Acquirente Unico. La procedura sopra richiamata è contenuta nella determina n. 9/DACU/2018 del 29 maggio 2018, recante "Modifiche al regolamento del portale Operatori - Gestori e al Manuale Utente di cui alla determinazione 5 gennaio 2017, 1/ DCCA/2017", con la quale l'ARERA aggiorna sia il Regolamento di funzionamento del Portale che il Manuale Utente ai sensi delle disposizioni della delibera 55/2018.

Con la Delibera 56/2018 l'ARERA ha avviato un'indagine conoscitiva in merito ai reclami e alle segnalazioni trasmessi all'ARERA dagli utenti del SII, dalle Associazioni dei Consumatori e dagli Enti pubblici territoriali.

Il procedimento, che si è concluso il 31 dicembre 2018, riguarda in particolare le criticità più ricorrenti comunicate all'ARERA in merito a:

  • interruzioni della fornitura del servizio per cause o con modalità non conformi alla normativa vigente e/o ai contratti di utenza;
  • ritardi nell'esecuzione di lavori/allacciamenti connessi a procedure di voltura e/o subentro;
  • mancato rispetto della periodicità e trasparenza di fatturazione;
  • risposte ai reclami, alle segnalazioni e alle richieste di informazioni degli utenti (mancate risposte, risposte inconferenti/generiche inviate anche utilizzando moduli standard, non adeguata assistenza da parte degli operatori dei call center).

I gestori interessati dall'indagine (che sarà condotta dalla Direzione tutela utenti dei servizi ambientali in collaborazione con la Direzione accountability e enforcement, e la Guardia di Finanza per eventuali attività ispettive), saranno selezionati in base al numero, alla frequenza e alla rilevanza, in termini di disservizi causati all'utenza, dei contenuti delle segnalazioni trasmesse all'ARERA; sulla base delle ulteriori segnalazioni trasmesse nel corso dell'indagine, questa potrà estendere l'indagine stessa ad ulteriori gestori.

Nell'ambito dell'indagine saranno valutati anche i presupposti per interventi di natura sanzionatoria e/o regolatoria.

Infine, sempre in tema di tutela dei consumatori, si segnala il DCO 199/2018/R/com "Orientamenti per l'efficientamento e l'armonizzazione settoriale della disciplina in materia di procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra clienti o utenti finali e operatori o gestori nei settori regolati dall'autorità di regolazione per energia reti e ambiente (TICO)" con cui l'ARERA esprime i propri orientamenti sul tema (ponendo in consultazione 14 diversi spunti) e rappresenta alcuni chiarimenti applicativi della norma.

L'efficacia degli interventi oggetto di consultazione decorrerà dal 1º gennaio 2019, ad eccezione delle previsioni per il settore idrico per cui si propone l'efficacia dal 1º luglio 2018 (coincidente con l'entrata in vigore del periodo transitorio ex Delibera 55/18). In particolare, i chiarimenti applicativi evidenziati per il settore idrico si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  • ARERA riprende le definizioni di "utente finale" e "gestore" contenute nell'allegato "A" della delibera 655/2015 (RQSII) che regola la qualità contrattuale dei SII;
  • il tentativo di conciliazione su base volontaria nel periodo transitorio può essere esperito dall'utente finale, tra cui rientra anche l'utenza condominiale;
  • per quanto riguarda la gestione separata, sempre in accordo con quanto previsto dall' RQSII in tema di prestazioni contrattuali, l'Autorità propone (facendone uno spunto di consultazione), che sia il gestore dell'acquedotto il soggetto destinatario delle domande di conciliazione nei casi di gestione separata, anche se le controversie riguardano il servizio fognatura o o depisiziz
    • in tema di efficentamento della disciplina transigna de zio di Conciliazione per il settore idrico, NARERA al fine di evitare la convocazione di incontri pell nosca l'indisponibilità a partecipare da parte l'a cato, quest'ultimo debba comunicare

procedura entro i 5 giorni precedenti alla data dell'incontro fissata e, in caso di rifiuto o mancata conferma, sia redatto il verbale di archiviazione della procedura e lo stesso sia trasmesso all'utente finale ( cfr. art. 7 commi 21 e 22 del documento).

Acea S.p.A. ha provveduto ad inoltrare, tramite Utilitalia, entro la data richiesta (4 maggio 2018) un documento contenente le proprie riflessioni in merito.

Determina 14/2018 - DACU Approvazione delle procedure di dettaglio per la validazione delle richieste di Bonus Sociale Idrico e delle procedure per il riconoscimento della quota Una Tantum di cui alla Deliberazione 21 dicembre 2017, 897/2017/R/Idr e s.m.i.

Con la Determina 14 del 10 agosto 2018, l'ARERA ha approvato le procedure di dettaglio per la validazione delle richieste di bonus sociale idrico. Tali procedure sono contenute nell'allegato A che, nello specifico, riporta le verifiche che i gestori idrici sono tenuti ad effettuare sulle Richieste Di Agevolazione (RDA) ai fini della validazione/non validazione (OK/KO) di bonus sociale idrico, nonché l'elenco delle motivazioni di rigetto delle RDA da utilizzare per comunicare a SGAte i dettagli relativi alla non validazione di una RDA. Le procedure contenute nell'Allegato A sono distinte in procedure a regime e procedure operative per il 2018. Inoltre, l'Autorità ha approvato il modulo di autocertificazione (Allegato B) con il quale l'utente può dichiarare di trovarsi nelle condizioni richieste per l'ottenimento del bonus sociale idrico.

Le disposizioni dell'Allegato A trovano applicazione a partire dal 1º settembre 2018, tranne che i paragrafi 2.3 "Casi particolari: abitazioni plurifamiliari non classificate come condomini "e 2.5 Campi facoltativi che entreranno in vigore dal 1º ottobre 2018. L'Allegato B contenente il modulo di autocertificazione troverà applicazione a partire dal 1º ottobre 2018. Infine, a partire dal 31 agosto 2018 sul sito http://www.sgate.anci.it/, è stata resa disponibile l'ultima versione delle specifiche tecniche relative alle funzionalità di gestione su SGAte delle domande di ammissione al Bonus sociale idrico per i Gestori del servizio di fornitura. In particolare, il documento descrive sia la modalità di interazione tra gestore idrico e sistema SGAte (basata su web services) sia la modalità di interazione tra gestore idrico e sistema SGAte (basata su web-file).

Documento per la consultazione 573/2018/R/idr del 13 novembre 2018 - Controlio della realizzazione degli investimenti programmati nel servizio idrico integrato

Il documento si inquadra nell'ambito del procedimento avviato con delibera 518/2018/R/Idr (conclusione prevista il 30 aprile 2019), e illustra gli orientamenti dell'Autorità per procedere a: 1) valutare i possibili benefici conseguiti dal soggetto gestore attraverso il ricorso a schemi regolatori di promozione degli investimenti pur in presenza della loro mancata effettuazione; 2) tenuto conto dell'esito del monitoraggio sulle cause degli scostamenti tra gli investimenti realizzati e quelli programmati, declinare l'attuale sistema di regole eventualmente prevedendo il mero recupero dei possibili benefici nel caso di assenza di profili di responsabilità, nonche l'applicazione di specifiche penalità e il recupero dei benefici conseguiti, nei casi di perduranti difficoltà nella realizzazione degli investimenti pianificati e con presenza di scostamenti di rilevante entità; 3) definire ulteriori regole che pongano in capo ai gestori obblighi di efficientamento differenziati in ragione della relativa efficacia nella realizzazione degli investimenti programmati.

Dall'elaborazione dei dati pervenuti, infatti, ARERA ha rilevato la presenza di situazioni di sottorealizzazione degli investimenti programmati, con scostamenti più o meno significativi rispetto a quanto pianificato nei diversi ATO; in particolare, il tasso di realizzazione degli interventi programmati è risultato essere per il biennio 2014-2015 pari all'81,9% per il 2014 e al 77,6% per il 2015 e per il biennio 2016-2017 pari all' 81,7% per il 2016 e all'88,8% per il 2017. Le

analisi dell'ARERA hanno evidenziato le diverse casistiche e nel documento per la consultazione l'Autorità ha espresso i propri orientamenti in materia. Particolare attenzione è dedicata agli inve stimenti connessi con il perseguimento dei target di miglioramento o di mantenimento dei livelli prestazionali di qualità tecnica.

La scadenza per l'invio delle osservazioni è stata fissata per lo scorso 15 dicembre 2018; il Gruppo Acea ha trasmesso le proprie osservazioni in data 14 dicembre 2018.

Delibera 571/2018/R/idr del 13 novembre 2018 - Avvio di procedimento per il monitoraggio sull'applicazione della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato, nonche per l'integrazione della disciplina vigente (RQSII) La delibera dell'ARERA è finalizzata a rafforzare le misure volte ad assicurare la diffusione, la fruibilità e la qualità del servizio all'utenza in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale. Con tale delibera si è così avviato un procedimento per il monitoraggio sull'applicazione della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato di cui alla deliberazione 655/2015/R/idr, nonché per l'integrazione della disciplina recata dal medesimo provvedimento.

Sentenze TAR Lombardia sui ricorsi presentati da alcuni Gestori

Acea Ato 2 nel 2013 ha presentato ricorso avverso la deliberazione 585/2012 (MTT) e avverso le deliberazioni successive che ne hanno modificato ed integrato i contenuti (Delibere 88/2013, 73/2013 e 459/2013). Il ricorso è stato parzialmente accolto con sentenza del TAR Lombardia 2528/2014, contro la quale hanno proposto appello sia Acea Ato 2 sia l'ARERA.

Nell'udienza pubblica tenutasi il 29 settembre 2015, è stata disposta con Ordinanza la sospensione del giudizio pendente e il rinvio della decisione a data successiva all'esito della consulenza tecnica d'ufficio disposta per i ricorsi proposti nel 2014 dal Codacons e dalle Associazioni Acqua Bene Comune e Federconsumatori, ritenendo esistere un rapporto di dipendenza-consequenzialità tra la decisione dell'appello proposto dall'ARERA e la decisione sui ricorsi promossi dalle Associazioni dei consumatori, incentrati in particolare sulla componente tariffaria relativa agli oneri finanziari del gestore del SII , ovverosia sulle formule e sui parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della deliberazione ARERA n. 585/2012/R/idr del 28 dicembre 2012 (MTT), considerati come una reintroduzione del criterio di "adeguatezza del capitale investito" eliminato dall'esito del referendum 2011.

Il collegio peritale, nominato a ottobre 2015, ha depositato la perizia il 15 giugno 2016, concludendo di considerare attendibili e ragionevoli, sotto il profilo della regolamentazione in ambito nazionale ed internazionale, le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento e la componente di copertura della rischiosità considerati nella Delibera.

Il 15 dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e il 26 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2481/2017 con la quale il Consiglio di Stato, accogliendo le conclusioni del collegio peritale, ha ribadito la piena legittimità della metodologia tariffaria adottata dall'ARERA in quanto la definizione dei singoli parametri sulla base del criterio della sola copertura del costo efficiente ed anche il diverso calcolo degli oneri fiscali nel settore idrico rispetto a quello elettrico o del gas, elimina tendenzialmente ogni garanzia di rendimento e si perviene al risultato della stretta copertura dei costi del capitale investito e della minimizzazione degli oneri per l'utenza, in linea con il dettato referendario e con il principio full cost recovery. Con tale Sentenza sono stati quindi respinti gli appelli Codacons e Acqua Bene Comune/Federconsumatori sopra richiamati, con conseguente conferma delle sentenze impugnate. A seguito di ciò, la successiva udienza dinanzi al Consiglio di Stato è stata fissata per il 20 settembre 2018. In vista dell'udienza, Acea Ato 2 ha pre-

sentato una Memoria con la quale, dopo aver effettuato un excursus sulle tematiche oggetto del contenzioso, ha richiesto che il Consiglio di Stato "rigetti siccome del tutto infondato l'appello proposto dall'ARERA e confermi per le parti impugnate nel presente giudizio la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia -Milano, sezione II, n. 2528/14".

In esito all'udienza, tenutasi regolarmente nella data stabilita, il Consiglio ha rinviato la trattazione del giudizio, invitando le parti a depositare alcune memorie (da presentarsi entro il 19 dicembre 2018), per chiarire che non si siano verificati ritardi nella ripresa del giudizio d'appello. In occasione dell'udienza in questione, tuttavia il giudice non aveva fissato la data del rinvio, che è stata invece stabilita solo nei primi giorni del 2019: la prossima l'udienza dunque, si terrà il 13 giugno 2019.

Alla data della presente relazione, oltre al ricorso al Consiglio di stato di cui sopra , rimangono ancora pendenti anche gli altri ricorsi presentati da Acea Ato 2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la delibera 664/2015/R/idr ARERA (MTI-2); relativamente a quest'ultima, nel febbraio 2018 Acea Ato 2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della delibera 664/2015/R/ idr, come modificato dalla citata delibera 918/2017/R/Idr.

ATTIVITA DELL'ARERA IN MATERIA DI SERVIZI ELETTRICI: AREA INDUSTRIALE INFRASTRUTTU-RE ENERGETICHE

Resilienza del sistema elettrico nei piani di sviluppo delle imprese distributrici

La resilienza è la capacità di un sistema di ritornare velocemente nella situazione iniziale dopo aver subito una perturbazione. Sono componenti essenziali della resilienza sia la tenuta alle sollecitazioni, sia la capacità di ripristinare il servizio anche in condizioni di emergenza. Nel V periodo di regolazione 2016-2023 (vedi festo Integrato della regolazione output-based dei servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica (TIQE), l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) sta dando seguito a diverse iniziative per promuovere l'incremento della resilienza del sistema elettrico e ha posto le basi per ulteriori sviluppi.

La Delibera 31/2018/R/eel del 25 gennaio 2018, infatti, aggiorna il suddetto TIQE , introducendo obblighi di predisposizione dei Piani per la Resilienza per le imprese distributrici. Il Piano Resilienza, a cui va dedicata apposita sezione nell'ambito del Piano di Sviluppo, deve:

  • avere un orizzonte almeno triennale;
  • essere elaborato in modo coordinato con Terna e con le imprese distributrici interconnesse e sottese;
  • includere gli interventi finalizzati a contenere il rischio di disalimentazione a fronte di fattori critici di rischio quali, ad esempio, allagamenti dovuti a piogge particolarmente intense, ondate di calore e prolungati periodi di siccità.

Mentre con la delibera 668/2018/R/eel del 18 dicembre 2018, l'Autorità introduce un meccanismo incentivante degli investimenti finalizzati all'incremento della resilienza, sotto il profilo della tenuta delle reti di distribuzione alle sollecitazioni derivanti da eventi meteorologici estremi.

Come anticipato dall'Autorità in consultazione, risultano eleggibili a premio gli interventi con benefici superiori ai costi, mentre sono sottoponibili a penalità tutti gli interventi presenti nel Piano Resilienza del DSO.

Più in dettaglio, il premio per ciascun intervento, quantificabile nel 20% del beneficio netto dell'intervento medesimo, verrà ridotto del 50% nel caso in cui la data di effettivo completamento dell'intervento venga posticipata di un semestre rispetto a quanto inizialmente previsto nel Piano; parallelamente, la penalità associata a ciascun intervento, sarà pari al 10% dei costi realmente sostenuti per l'intervento, nel caso in cui la data di effettivo completamento venga posticipata di 2 semestri rispetto a quella inizialmente indicata nel Piano, e al 25% nel caso in cui il ritardo riguardi 3 o più semestri. In quest'ultimo caso, il DSO dovrà motivare le cause del ritardo, descrivere le azioni intraprese per il recupero del ritardo e dare indicazione degli eventuali extracosti derivanti dal ritardo.

Quanto alle modalità di funzionamento del meccanismo premi/penali, la delibera prevede che entro il 30 novembre ogni anno dal 2019 al 2024, l'Autorità aggiorni e pubblichi l'elenco degli interventi di ogni principale DSO eleggibili a premio e/o penalità, ed entro il 31 dicembre di ogni anno dal 2020 al 2025 determini, invece, per ogni DSO i premi e le penalità relativi agli interventi con data di effettivo completamento nell'anno precedente.

Oneri generali di sistema

Gli oneri generali di sistema sono specifiche voci di costo applicate alle fatture dell'energia elettrica e del gas naturale, al fine di raccogliere le somme necessarie al finanziamento di varie forme di incentivazione, come ad esempio quella a sostegno delle Fonti Energetiche Rinnovabili (settore elettrico) e del c.d. Conto Termico (settore gas). Dal momento che tali oneri nascono come componenti accessorie ai corrispettivi di trasporto, essi vengono fatturati ed incassati dai distributori che li devono fatturare ai venditori, i quali - a loro volta - sono incaricati di fatturarli e riscuoterli dai clienti finali. Il versamento ai soggetti del sistema, in particolare Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA) e Gestore Servizi Energetici (GSE), avviene ad opera dei distributori. In caso di mancato incasso, da parte dei venditori nei confronti dei clienti finali, ovvero da parte dei distributori nei confronti dei venditori, ciascun soggetto è comunque obbligato a versare quanto dovuto al "soggetto a monte". Nel rapporto commerciale tra distributori e venditori, l'obbligo di versamento da parte di questi ultimi è assistito da apposite garanzie che devono essere rilasciate al distributore.

Con la Delibera 50/2018/R/eel del 1 febbraio 2018 (Disposizioni relative al riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di Sistema, ) l'Autorità introduce un meccanismo di reintegro degli oneri generali di sistema versati ma non riscossi dai distributori e stabilisce:

  • le condizioni di accesso: al riguardo, si prevede che abbia accesso al meccanismo ogni distributore che ne faccia richiesta e che risulti adempiente agli obblighi di versamento degli oneri generali di sistema a partire dai crediti maturati dal 1º gennaio 2016, in relazione a contratti di trasporto risolti per inadempimento da almeno da 6 mesi;
  • l'ammontare di reintegro: è individuato dall'ARERA il perimetro degli importi da includere sia con riferimento agli oneri sostenuti per eventuali azioni volte al recupero del credito sia con riferimento ai crediti non incassati, nonché gli importi da escludere o da considerare ridotti.

Vengono, quindi, definiti gli aspetti procedurali e gli obblighi posti in capo alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) per la quantificazione e la liquidazione degli importi da riconoscere alle imprese.

Infine si segnala la delibera 626/2018/R/eel de a t in cui l'Autorità differisce al 2020 il completargea degli oneri generali di sistema per le utenze dell di un ulteriore anno l'eliminazione della prog aliquote. Resta, quindi, in vigore anche pie scaglioni (fino a 1.800 kWh/anno e oltr

Fatturazione e misura nel mercato al dettaglio dell'energia elettrica Per la completa attuazione della previsioni contenute nella legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017) sul fenomeno maxibollette, (prescrizione biennale dei consumi), ed in considerazione dei rilevanti impatti del dettato di legge sulla regolazione vigente, l'ARERA ha avviato un articolato procedimento che avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2018, ma che ad oggi non risulta completato.

La Delibera 97/2018/R/com del 22 febbraio 2018 introduce i primi interventi necessari per l'attuazione della Legge di Bilancio 2018 finalizzati alla riduzione del fenomeno. In particolare, stabilisce che:

  • il venditore è obbligato ad emettere il documento di fatturazione relativo a conguagli operati sulla base di rettifiche dei dati di misura, entro 45 giorni dal momento in cui la rettifica è resa disponibile nell'ambito del Sistema Informativo Integrato (SII);
  • · l'ambito di applicazione della normativa è, in sede di prima applicazione, circoscritto ai clienti finali domestici e non domestici connessi in bassa tensione;
  • contestualmente all'emissione della fattura e comunque almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento, il venditore è tenuto a informare il cliente della possibilità di eccepire la prescrizione del credito.

Il 13 aprile 2018, con delibera 264/2018/R/com, l'Autorità è intervenuta nuovamente in materia stabilendo, in via transitoria, che il venditore, in caso di mancato incasso dovuto ad eccezione di prescrizione sollevata dal cliente finale, per i casi relativi a conguagli derivanti da rettifiche imputabili all'impresa distributrice, abbia titolo a richiedere la rideterminazione degli importi, lo storno delle fatture di trasporto e la restituzione delle somme eventualmente versate in eccesso.

Infine, in data 13 novembre 2018 con la consultazione 570/2018/R/ com, l'ARERA ha avviato la definizione delle responsabilità nei casi in cui il ritardo di fatturazione sia attribuibile all'operatore (venditore/distributore) ovvero sia conseguente a mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo per responsabilità del cliente finale.

Aggiornamento Tariffe Distribuzione e Misura, Connessione e Trasporto

Con le delibere 150/2018/R/eel del 15 marzo 2018 e 174/2018/R/ eel del 29 marzo 2018 l'Autorità ha determinato le tariffe di riferimento definitive per l'anno 2017, rispettivamente, per il servizio di Distribuzione e per quello di Misura dell'energia elettrica. Per oreti i corrispettivi in quota fissa risultano superiori rispetto a quelli determinati in via provvisoria e resi noti con la delibera 286/2017/R/eel. Con le delibere del 29 marzo 2018 175/2018/R/eel e 176/2018/R/ eel, l'Autorità ha invece determinato le tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2018, rispettivamente per il servizio di Distribuzione e per quello di Misura dell'energia elettrica.

Con , la - Delibera 670/2018/R/eel del 18 dicembre 2018 - Aggiornamento delle tariffe per l'erogazione del servizio di trasmissione dell'energia elettrica, per l'anno 2019 e decisioni in merito alle istanze per incentivi a specifici progetti con rischi elevati - aggiorna per l'anno 2019 i corrispettivi per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica prelevata dalle imprese distributrici dalla rete di trasmissione nazionale di cui all'art. 14 del TIT.

Invece con la delibera 671/2018/R/eel del 18 dicembre 2018 sono state aggiornate, per l'anno 2019, le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici e delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione. Il provvedimento, inoltre:

  • dispone la proroga al 31 dicembre 2019 del termine per la denizione di criteri di regolazione tariffaria di prelievi e immissioni di potenza ed energia reattiva nei punti di prelievo in alta e altissima tensione;
  • proroga al 31 dicembre, 2019 la riduzione degli oneri a carico dei clienti domestici che vogliano modificare il livello della potenza

contrattualmente impegnata prevista dall'articolo 8-bis del TIC. Infine con la Delibera 673/2018/R/eel del 18 dicembre 2018, Il'Autorità ha aggiornato, per l'anno 2019, le tariffe relative all'erogazione dei servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura) dell'energia elettrica, per i clienti domestici in bassa tensione, nello specifico la tariffa obbligatoria TD a loro riservata.

Smart Meter 2g

Continua l'attenzione dell'Autorità sul tema degli Smart Meter 2g con la pubblicazione del documento di consultazione 245/2018/R/eel del 11 aprile 2018 che illustra gli orientamenti dell'Autorità in merito alla definizione delle specifiche funzionali caratterizzanti la versione "2.1" dei contatori di seconda generazione. Gli orientamenti riguardano in particolare: l'eventuale definizione di un canale complementare su chain 2 dedicato all'invio di informazione all'utente finale, la possibilità di riarmo a distanza in caso di supero di potenza, la possibilità di visualizzare le letture di rimozione, la possibilità di valutare il raggiungimento di determinati valori di soglia impostati dal venditore, le modalità di impiementazione delle offerte di tipo pre-pagato.

Inoltre con la delibera 419/2018/R/eel del 2 agosto 2018, l'Autorita provvede alla definizione di criteri di riconoscimento dei costi di misura dell'energia elettrica in bassa tensione legati all'installazione di misuratori 2G prima dell'avvio del piano di installazione massiva previsto ai sensi del provvedimento 646/2016/R/eel.

In particolare, l'ARERA:

  • conferma le regole di riconoscimento della spesa di capitale vigenti anche per gli investimenti 1G che entreranno in esercizio nel 2019, prevedendo che il valore massimo riconoscibile per contatore sarà sempre pari al 105% del corrispondente valore riferito al 2015;
  • introduce un nuovo meccanismo transitorio per gli investimenti in 2G installati dalle imprese negli anni 2018 e 2019, prima dell'avvio del piano di sostituzione massiva, tale per cui la spesa massima riconoscibile per contatore 2G sarà pari alla somma:
    • del 125% della spesa media unitaria sostenuta nel 2015 per l'approvvigionamento dei contatori 1G,
    • del 105% dell'investimento per misuratore al netto della spesa media per l'approvvigionamento dei misuratori installati sostenuta sempre nel 2015.

Le modifiche rispondono alle difficoltà di alcuni DSO a reperire sul mercato contatori 1G ormai fuori produzione e alla contestuale necessità di avviare l'approvvigionamento dei 2G prima di aver presentato la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico (RARI) all'Autorità.

Bonifica colonne montanti vetuste

Il documento di Consultazione 331/2018/R/eel del 14 giugno 2018 contiene gli orientamenti dell'Autorità volti a favorire le attività di bonifica delle colonne montanti vetuste e illustra meccanismi che possano agevolare l'acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte delle imprese distributrici per intervenire nelle proprietà private.

L'obiettivo dell'Autorità è definire un costo unitario standard per le opere edili connesse all'intervento, costruito, oltre che in funzione del pregio delle rihniture dell'immobile, sulla base dei seguenti parametri:

  • quota per stabile (costi fissi dell'intervento);
  • quota variabile (costi variabili dell'intervento in relazione all'estensione dello stabile), da fissare in funzione del numero degli utenti interessati dalla bonifica;
  • eventuali altri parametri (come ad esempio l'esistenza di vincoli architettonici o storici).

TEE Titoli di Efficienza Energetica: determinazione del contributo tariffario

L'Autorità con il provvedimento 487/2018/R/efr del 27 settembre 2018 aggiorna i criteri di determinazione del contributo tariffario riconosciuto ai distributori adempienti agli obblighi di risparmio energetico, in considerazione delle modifiche introdotte dal decreto interministeriale 10 maggio 2018, di aggiornamento del previgente decreto interministeriale 11 gennaio 2017, nonché delle evoluzioni del meccanismo riscontrate negli ultimi anni.

Conseguentemente alla delibera è stato approvato l'aggiornamento del Regolamento delle transazioni bilaterali e delle Regole del mercato di TEE, così come proposto dal GME (delibera 501/2018/R/efr).

Procedimenti sanzionatori conclusi

Il Consiglio di Stato, con sentenza del 22 febbraio 2018, ha annullato del tutto la sanzione, con la motivazione che, come correttamente rilevato da areti, la regolazione allora vigente non prevedeva alcun obbligo di registrazione dei solleciti conseguenti ad una prima segnalazione già registrata di un medesimo cliente. Infatti, con la delibera 512/2013/S/eel, che fa seguito alla VIS 60/11, l'Autorità ha disposto l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a Euro 517.000 nei confronti di areti per violazione in materia di registrazione delle interruzioni del servizio di distribuzione dell'energia elettrica. In particolare, la violazione riguardava gli obblighi, previsti nel precedente TIQE (2011-2015), di:

  • documentare l'inizio delle interruzioni senza preavviso lunghe originate sulla rete in bassa tensione mediante annotazione su apposito elenco della data, dell'ora e del minuto della prima segnalazione, anche attraverso chiamata telefonica, dell'interruzione;
  • annotare su appositi elenchi tutte le chiamate ricevute per segnalazioni guasti, anche in assenza di interruzione.

L'Autorità, rispetto a tali due contestazioni, ha ritenuto di voler procedere per la violazione relativa alla mancata registrazione di tutte le chiamate, compresi i solleciti.

In data 13 gennaio 2014, areti ha presentato ricorso al TAR Lombardia, il quale ha accolto parzialmente la richiesta di annullamento del provvedimento, riducendo la sanzione per areti a 50.000 Euro. In sostanza, pur confermando l'esistenza dell'infrazione, i giudici rilevarono che l'ARERA si era limitata a indicare l'entità della sanzione senza addurre adeguate motivazioni circa le modalità di quantificazione della medesima.

Con successiva deliberazione 14/2016/C/eel l'Autorità ha dato mandato alla presentazione del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lombardia, il quale si è espresso dando ragione ad oreti.

Con altra delibera 300/2018/S/eel ARERA dispone l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di Euro 906.000 nei confronti di areti per violazioni in materia di messa in servizio di misuratori elettronici. Il procedimento, avviato con delibera VIS 62/2014/S/eel, discende da una comunicazione trasmessa dalla società all'ARERA, in risposta ad una richiesta dati, dalla quale emergeva che, diversamente da quanto previsto dalla delibera 292/2006, alla data del 30 giugno 2013 la percentuale di misuratori messi in servizio, rispetto al totale dei POD in bassa tensione con potenza disponibile inferiore a 55 kW, era pari all'89,9%, diversamente da quanto previsto dalla regolazione (95%).

ATTIVITA DELL'ARERA IN MATERIA DI SERVIZI ELET-TRICI: AREA COMMERCIALE E TRADING

Legge di bilancio 2018 (Maxibollette e prescrizione in due anni) Nella legge di bilancio 2018, n. 205 del 27 dicembre 2017 è stato approvato il cosiddetto emendamento sulle "maxibollette", riducendo a due anni i termini di prescrizione del diritto al corrispettivo nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, sia nei rapporti tra i clienti (domestici, professionisti e microimprese) e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, che in quelli con l'operatore

del trasporto e con gli altri soggetti della filiera. Tali norme si applicano con riferimento alle fatture la cui scadenza è successiva al 1º marzo 2018 per il settore elettrico e al 1º gennaio 2019 per il settore gas. Con delibere successive l'Autorità sta allineando la regolazione alla norma primaria. Infatti, con la delibera 97/2018/R/com l'Autorità ha fornito le prime indicazioni di applicabilità delle previsioni della legge di bilancio 2018 stabilendo che, in un primo momento, la prescrizione biennale si applicherà a tutti i clienti connessi in bassa tensione che ne facciano richiesta, a seguito d'idonea informativa da parte del venditore da fornire in bolletta o con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla sua scadenza.

Con la successiva delibera 264/2018/R/com, l'Autorità ha adottato un'ulteriore misura transitoria in tema di applicazione della prescrizione nei rapporti tra venditori e distributori disponendo che qualora un cliente finale eccepisca la prescrizione del corrispettivo fatturato dal venditore con riferimento a consumi risalenti a più di due anni, il venditore può richiedere all'impresa distributrice, per i casi relativi a conguagli derivanti da rettifica imputabile all'impresa distributrice, lo storno delle fatture interessate e la restituzione del le somme eventualmente versate in eccesso.

In data 18 maggio, l'Autorità ha richiesto alla società informazioni sull'applicazione di quanto previsto dalla delibera 97/2018/R/com relativamente agli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti di clienti finali, oltre che in merito alla numerosità delle fatture contenenti consumi prescrivibili; il riscontro è stato fornito in data 15 giugno. Con la delibera 569/2018/R/com l'Autorità ha approvato gli interventi (precedentemente illustrati nel DCO 408/2018/R/com) per il rafforzamento delle tutele in caso di fatturazione contenente importi relativi a consumi risalenti a più di due anni, identificando definitivamente il perimetro soggettivo nei cui confronti si applicano gli interventi e definendo gli obblighi informativi da parte dei venditori, nonché le forme di presentazione e gestione di eventuali reclami dei clienti finali. In particolare si prevede che:

  • il venditore inserisca gli avvisi testuali e il modulo per eccepire la prescrizione in una pagina iniziale aggiuntiva alla fattura;
  • gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni vengano evidenziati separatamente all'interno della stessa fattura, ovvero tramite l'emissione e la messa a disposizione contestuale di due distinte fatture prevedendo, per la parte prescrivibile, la sospensione di eventuali modalità di incasso automatico.

L'Autorità ha stabilito che tali disposizioni abbiano efficacia con riferimento alle fatture emesse a partire dal 1º gennaio 2019; Acea Energia, a tal proposito, ha rappresentato all'Autorità le difficoltà connesse alla realizzazione delle azioni richieste nei tempi proposti e, attraverso le associazioni di categoria, ha presentato istanza di riesame al fine di prorogare di nove mesi l'entrata in vigore delle norme in modo tale da poter disporre di tempistiche adeguate alle implementazioni informatiche richieste e di un quadro normativo definitivo e certo. Infatti, parallelamente l'ARERA ha pubblicato il DCO 570/2018/R/com avente ad oggetto la definizione dell'attribuzione delle responsabilità (tra distributore e cliente finale) in merito alla fatturazione di importi con consumi superiori a due anni. In tale occasione sia le associazioni di categoria che Acea hanno riaffermato l'esigenza di un quadro normativo certo e completo.

Infine, con la delibera 683/2018/R/com, l'Autorità, sebbene abbia rigettato l'istanza, presentata dalle associazioni, per il riesame della delibera 569/18, ha comunque concesso agli operatori di poter implementare la delibera con modalità specifiche e differenziate pur salvaguardando il diritto di tutela del cliente relativamente ad informazioni e possibilità di eccepire la prescrizione Neillo dell'orga inol tre l'Autorità ha previsto che i distributori possano possano per culto a ditori le somme da questi versate, nei casi di maggi te ribers consumi per responsabilità del distributore (trappille estipe con i successivi pagamenti delle fatture di trasporto anale ne te un'attività di storno ed ha confermatouil conferito del pico del

ni della determinazione dei consumi prescrivibili. Vengono quindi rinviati a un successivo provvedimento:

  • · le modalità per richiedere a Terna o a Snam Rete Gas la revisione delle corrispondenti partite economiche relative al servizio di dispacciamento o bilanciamento, in caso di prescrizione applicata per colpa distributore;
  • la definizione delle modalità secondo cui le somme derivanti dai mancati incassi dovuti a eccezioni di prescrizione siano attribuite ai soggetti responsabili.

Fatturazione elettronica

Con la delibera 712/2018/R/com, l'Autorità ha dettato le prime disposizioni funzionali al fine di coordinare la regolazione, in tema di bolletta sintetica per i clienti finali e di fatture di trasporto di energia elettrica e di gas naturale emesse dai distributori, con le innovazioni legislative in vigore dal le gennaio 2019 in tema di fatturazione elettronica come previsto dalla legge di bilancio 2018.

Ottemperanza alle sentenze del Tar Lombardia e del Consiglio di Stato in tema di garanzie per l'esazione degli oneri generali del sistema elettrico nel codice di rete

Il Consiglio di Stato, il 30 novembre 2017, ha respinto i ricorsi in appello, presentati da E-Distribuzione e dall'Autorità, avverso le sentenze del Tar di gennaio 2017, confermando, pertanto, l'annullamento delle disposizioni del Codice di Rete che prevedono l'inclusione degli oneri generali di sistema nel calcolo delle garanzie che i venditori devono prestare ai distributori per la conclusione del contratto di trasporto, ma ha sancito che le garanzie possono essere richieste per le somme incassate dai venditori presso i clienti finali.. A seguito di ciò, con il comunicato del 29 dicembre 2017, l'Autorità ha ribadito che la disciplina transitoria in merito alle riduzioni degli importi della garanzia a favore del distributore, definita con la delibera 109 tenendo conto del più alto livello di unpaid ratio dichiarato dagli stessi venditori all'Autorità, trova piena applicazione in tutte le sue parti.

Al fine di definire l'intera vicenda, con il documento di consultazione 52/2018/R/eel, l'Autorità ha raccolto le osservazioni degli operatori di istituire un meccanismo che dal 2019 permetta il recupero da parte dei venditori degli oneri generali di sistema (con competenza dal 2016) da questi versati alle imprese di distribuzione ma non riscossi dal cliente finale e degli eventuali costi di cessione e costi legali connessi agli stessi oneri; il documento ha previsto inoltre che, in casi di particolare criticità del venditore, questo possa inoltrare istanza di recupero già nel 2018. Il Gruppo Acea con un proprio documento ha proposto precisazioni e miglioramenti al meccanismo in consultazione. In data 2 febbraio l'Autorità ha richiesto alla società di quantificare, con la miglior stima possibile, gli importi recuperabili attraverso il meccanismo proposto nel documento di consultazione per il biennio 2016-2017. Acea Energia ha quindi stimato in circa 8,5 milioni di euro tali importi.

Visto l'esito della consultazione, che ha evidenziato l'impossibilità di conciliare i diversi interessi coinvolti e vista l'assenza del legislatore nazionale nel definire il tema a livello di normativa primaria, con la delibera 430/2018/R/eel l'Autorità ha sospeso la definizione dello specifico meccanismo di recupero ritenendo più opportuno realizzare, entro il 30 giugno 2019, una riforma organica dell'intera regolazione di settore.

Integrazione del codice di rete tipo per il servizio di trasporto in tema di adeguamento delle garanzie

Con la delibera 655/2018/R/eel, l'Autorità ha integrato il Codice di rete elettrico (Allegato B della delibera 268/2015) relativamente alla disciplina delle garanzie; in particolare si prevede che il contratto di trasporto si risolva anche nei casi in cui il venditore, nonostante il sollecito e la diffida da parte dell'impresa di distribuzione, non proceda tempestivamente all'adeguamento della garanzia.

Sistemi di smart metering 2G e smart meter gas

Con la delibera 700/2017/R/eel che fa seguito al DCO 466/2017/R/eel, l'Autorità ha disposto le modifiche del TIS finalizzate all'applicazione del trattamento orario per tutti i punti prelievo dotati di sistemi di smart metering 2G. In particolare la delibera ha previsto che il SII effettui la prima aggregazione ai fini del settlement delle curve di misura quartorarie giornaliere relative a punti di prelievo via via dotati di smart meter 2G con riferimento ai dati di misura di competenza agosto 2018 (prevendendo il passaggio al trattamento orario a partire dal tredicesimo mese dalla messa in servizio, garantendo agli utenti del dispacciamento almeno 12 mesi di dati di misura orari per una corretta programmazione dei prelievi). La data di entrata in vigore dei nuovi tracciati standard relativi ai dati di misura provenienti dai sistemi 2G è stata posticipata al 19 gennaio 2019 dal precedente 1º ottobre 2018,

Con la delibera 88/2018/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le modalità e le tempistiche di valorizzazione e di visualizzazione, mediante il SII, delle informazioni configurabili per i punti di prelievo 2G a regime, con applicazione a partire dal 1º ottobre 2018.

Con la delibera 669/2018/R/gas l'Autorità ha confermato l'esigenza di proseguire il percorso di messa in servizio degli smart meter gas di classe G4-G6 (tipici dell'uso domestico), aggiornando la delibera 631/2013

In particolare, si prevede che le imprese di distribuzione con più di 100.000 clienti mettano in servizio almeno 185% dei nuovi PDR entro il 2021.

Corrispettivi di sbilanciamento per le fonti rinnovabili non programmabili

L'Autorità, con delibera 80/2017/C/eel, ha stabilito di proporre appello avverso le sentenze del Tar Lombardia di annullamento parziale della delibera 522/2014/R/eel. Tale delibera, nella parte annullata, prevedeva che per il periodo di vigenza della delibera 281/2012/R/efr (annullata dal giudice amministrativo), ossia dal 01/01/2013 al 31/12/2014, relativamente agli sbilanciamenti per le tonti rinnovabili non programmabili, trovasse applicazione la disciplina originaria contenuta nella deliberazione n. 111 del 2006. In base a tale disciplina, per le unità di produzione alimentate da fonti non programmabili, era prevista l'esenzione dai costi di sbilanciamento, ad eccezione del caso in cui le suddette unità avessero partecipato al mercato infragiornaliero. Con la sentenza del 31 dicembre 2018, n. 7317, il Consiglio di Stato ha ribaltato le sentenze del lar ed ha dichiarato legittimo quanto stabilito dalla delibera 522/2014/R/EEL per il pregresso, ovvero che "relativamente al periodo tra il 1º gennaio 2013 (data di entrata in vigore della deliberazione 281/2012/R/efr) e il 31 dicembre 2014, Terna applicherà i corrispettivi di sbilanciamento, come inizialmente definiti dalla delibera n. 111/06, ossia nella loro versione antecedente alla deliberazione 281/2012/R/efr successivamente annullata".

In seguito a tale pronunciamento di legittimità, il procedimento avviato con la delibera 593/2018/R/eel, finalizzato all'esecuzione delle sentenze del Tar Lombardia, è stato dunque archiviato con la delibera 15/2019/R/EEL.

Indicatori e pubblicazione comparativa del rapporto annuale sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie Facendo seguito al DCO 493/2018/R/com, l'Autorità ha pubblicato la delibera 623/2018/R/com con la quale modifica il TIQV relativamente all'Indagine annuale sulla soddisfazione delle risposte ai reclami (art.38) ed al Rapporto sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie (art.39). In particolare, l'Autorità ha confermato i 4 indicatori quantitativi già oggetto di consultazione, ossia:

  • · l'indicatore di reclamosità (ICR);
  • l'indicatore di capacità di risposta reclami (ICRC);
  • · l'indicatore di richiesta di informazioni (IINFO);

l'indicatore di risposta richieste di informazione (ICINFO).

L'Autorità ha quindi stabilito che il Rapporto che sarà pubblicato a maggio 2019, relativamente all'anno 2017 non conterrà la pubblicazione comparativa di indicatori individuali, ma solo un'analisi per gruppi omogenei di imprese non nominativi, mentre a partire dai dati riferiti all'anno 2018, conterrà la pubblicazione comparativa dei singoli indicatori, ciascuno dei quali conterrà una graduatoria, non individuale, ma in forma di cluster non anonimi che raggruppano operatori con performance simili.

In un'apposita sezione del rapporto saranno invece riportati gli indicatori di soddisfazione ICS, ossia gli indicatori relativi all'indagine di customer satisfaction, per i quali è prevista la pubblicazione relativa alle risposte ai reclami a partire dalle interviste effettuate nel 2018 con una pubblicazione, per gli anni 2018-2020, attraverso cluster non anonimi che raggruppano operatori con performance e caratteristiche. Solo partire dal 2021, la graduatoria comparativa degli ICS sarà effettuata per singolo operatore.

Offerta PLACET e condizioni contrattuali minime per le altre offerta del mercato libero

Con la delibera 555/2017/R/com, l'Autorità ha approvato la disciplina delle offerte PLACET unitamente alle condizioni contrattuali minime per tutte le altre offerte del mercato libero diverse dalle of ferte PLACET; tali disposizioni sono entrate in vigore il 1º gennaio 2018. In particolare la delibera ha previsto che le offerte PLACET siano obbligatoriamente inserite da ciascun operatore del mercato libero tra le proprie offerte commerciali sia per il settore elettrico (per i POD domestici e non domestici connessi in bassa tensione), sia per il settore gas (per i PDR domestici e non domestici, inclusi i condomini per uso domestico per i punti con consumi annui inferio ri a 200.000 smc). Relativamente alle condizioni generali di fornitura, il venditore ha avuto la possibilità di scegliere di utilizzare, alternativamente, o il modulo predisposto dall'Autorità oppure redigere proprie condizioni generali di contratto conformi alla delibera, al modulo e alle normative vigenti che non contengano condizioni contrattuali aggiuntive. Relativamente alle condizioni economiche, per la parte a copertura dei costi tipici dell'approvvigionamento e la commercializzazione della commodity, le offerte PLACET prevedono una quota fissa €/punto/anno e una quota energia €/kWh o €/Smc; è previsto che la quota energia abbia due distinte formule di prezzo, una a prezzo fisso e una a prezzo variabile (sulla base del PUN per il settore elettrico e sulla base del TTF per il settore gas). I prezzi sono determinati liberamente dai singoli fornitori.

Con la delibera 848/2017/R/com, l'Autorità ha prorogato l'entrata in vigore dell'offerta PLACET fino alla data di approvazione da parte dell'Autorità stessa del modulo delle condizioni generali di forni tura. Con la delibera 89/2018/R/com, l'Autorità ha quindi deliberato che a partire dal 1º marzo 2018 tutti i venditori fossero tenuti a rendere disponibili sul mercato retail le offerte PLACET. Il provvedimento ha contestualmente approvato i moduli delle condizioni generali di fornitura delle offerte PLACET. In conformità con le date indicate dall'Autorità, Acea Energia ha reso disponibile l'offer ta attraverso lo shop presso lo sportello e tramite il sito internet.

Con la delibera 288/2018/R/com, l'Autorità ha stabilito gli obblighi in capo ai venditori di trasmissione dei dati strumentali al monitoraggio delle offerte PLACET prevedendo che questi trasmettano entro il mese successivo il termine di ciascun trimestre, con competenza a partire dal 1º marzo 2018, il numero di contratti con offerta PLACET attivati e risolti

Approvazione del 3ª livello decisorio per la risoluzione delle controversie

Con la delibera 639/2017/E/com, l'Autorità ha approvato la disciplina del 3º livello decisorio per la risoluzione delle controversie tra clienti e operatori, da attivare in alternativa al ricorso al giudice e qualora tali controversie non siano state risolte ne attraverso il reclamo scritto né in sede conciliativa. La nuova disciplina è entrata in vigore dal 1º gennaio 2018.

Aggiornamento delle componenti RCV e DISPbt

Con la delibera 927/2017/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le componenti RCV e DISPBT aggiornate per il 2018, seguendo criteri e metodologie già applicati l'anno precedente.

Relativamente alla RCV (zona territoriale Centro Sud) si evidenzia una diminuzione per il valore riconosciuto per i punti domestici (da 4.345,30 a 4.076,76 c€/pdp) ed un aumento per il valore riconosciuto per i punti relativi agli altri usi (da 12.536,55 a 14.623,02 c€/ pdp) sulla base di un unpaid ratio Centro Sud che risulta, rispetto allo scorso anno, in diminuzione per i clienti domestici dal 1,0893% al 1,0762% ed in aumento per gli altri usi dal 3,1250% al 3,8664%. Relativamente al meccanismo di compensazione della morosità (zona territoriale Centro Sud) si riscontra un valore in diminuzione per i punti domestici (da 884,17 a 825,06 c€/pdp) ed un valore in aumento per i punti relativi agli altri usi (da 5.873,78 a 8.082,69 c€/pdp); ai fini dell'ammissione a tale meccanismo il valore minimo di unpaid ratio per i punti domestici scende al 1,12% mentre per i punti relativi agli altri usi sale al 5,13%.

Rispetto al 2017, la DISPBT passa da -2.314,50 e -2.298,86 c€/ pdp per i punti domestici residenti e da -1.484,30 a -1.468,70 c€/ pdp per i punti domestici non residenti, mentre passa da -434,37 a -187,55 c€/pdp per i punti relativi agli altri usi; per i soli clienti domestici residenti la componente DISPBT è applicata anche in quota energia con valori differenziati per scaglioni di consumo ossia 0,269 €/kWh (dai 0,272 del 2017) per lo scaglione di consumo entro i 1.800 kWh/anno ed a 0,619 €/kWh (dai 0,583 del 2017) per lo scaglione di consumo oltre i 1.800 kWh/anno. Relativamente al meccanismo incentivante per una maggiore diffusione della bolletta elettronica, l'Autorità ha invece confermato i valori dello scorso anno. Con delibera 188/2018/R/eel, l'Autorità, oltre ad aggiornare le condizioni economiche del servizio di vendita dell'energia elettrica nell'ambito del servizio di maggior tutela per il trimestre 1 aprile -30 giugno 2018, ha aggiornato anche la componente DISPBT, con effetto dal 1º aprile 2018 al fine di tenere conto, per i clienti domestici residenti, della struttura delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema in vigore dalla medesima data. Con la successiva delibera 364/2018/R/eel, l'Autorità ha confermato, a decorrere dal1º luglio 2018, il valore del corrispettivo PCV già in vigore nel periodo dal 1º gennaio 2017 al 30 giugno 2018 (de-

libera 633/2016/R/eel) in attesa di effettuarne l'aggiornamento a valle del completamento delle raccolte dati relativi alla PCV che si renderanno disponibili a partire da settembre 2018.

Con la delibera 706/2018/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le componenti PCV, RCV e DISPBT aggiornate per il 2019. Relativamente alla RCVsm (specifica per gli operatori diversi dall'incumbent) per la zona territoriale Centro Sud si evidenzia una particolare diminuzione per tutti le tipologie di clienti ed in particolar modo per gli altri usi, dove la componente scende a 11.629,87 c€/pdp dai 14.623,02 del 2018. Tale RCV è stata calcolata, principalmente, in funzione di:

un unpaid ratio medio Centro Sud su fatturato luglio 2015 e giugno 2016 che risulta, rispetto allo scorso anno, in diminuzione sia per i clienti domestici (dal 1,0762% al 0,85%) che per gli altri usi (dal 3,8664% al 2,83%) con una magi za della morosità per i clienti cessati;

relativamente alla remunerazione de tenendo in considerazione un'esposje acquisto e vendita di energia elettrica gg. nel 2017) e di un livello di WAC

Anche relativamente al meccanismo di

rosità (zona territoriale Centro Sud) i valori evidenziano una sensibile diminuzione: i domestici passano da 825,06 c€/pdp del 2018 a 383,56 e gli altri usi da 8.082,69 c€/pdp a 4.282,63 con nuovi valori minimi di unpaid ratio (riferimento al fine di poter partecipare al meccanismo) anch'essi in diminuzione: domestici dall'1,12% del 2018 all'1,06% e altri usi dal 5,13% al 3,56%.

Nella stessa delibera viene aggiornata anche la componente DI-SPBT con la nuova struttura monomia per i clienti domestici (del. 626/2018), che non comprende più, per i clienti domestici residenti, la quota energia con valori differenziati per scaglioni di consumo, ma solo la quota punto di prelievo.

Relativamente al corrispettivo PCV, applicato ai clienti in maggior tutela e definito in linea con i costi di commercializzazione sostenuti da un operatore efficiente del mercato libero, si evidenzia un leggero aumento rispetto al 2018, infatti il corrispettivo 2019 per i domestici risulta pari a 6.538,46 c€/pdp (dai precedenti 5.778,84) e per gli altri usi pari a 12.184,84 c€/pdp (dai precedenti 11.837,77). Tale PCV è stata calcolata, principalmente, in funzione di:

  • un unpaid ratio medio su fatturato luglio 2014 e giugno 2015 e su fatturato luglio 2015 e giugno 2016 che risulta pari a 1,68% per i clienti domestici ed a 1,99% per gli altri usi;
  • relativamente alla remunerazione del capitale investito netto tenendo in considerazione un'esposizione media tra l'attività di acquisto e vendita di energia elettrica pari a 53 gg. e di un livello di WACC pari a 6,7% in considerazione della maggiore rischiosità dell'attività di vendita sul mercato libero.

Procedimenti autorità

Verifiche ARERA in tema di unbundling: con la delibera 561/2018/E/eel l'Autorità ha approvato un programma di controlli in materia di separazione del marchio e delle politiche di comunicazione nei confronti di imprese operanti nelle attività di vendita di energia elettrica ai clienti liberi e ai clienti in maggior tutela.

Anche Acea Energia è stata coinvolta in tali controlli ed in data 14 gennaio 2019 ha risposto alle richieste di informazioni formulate da parte dell'Autorità in merito al rispetto degli obblighi di brandunbundling. La delibera prevede inoltre che, dopo questa prima fase di controlli documentali, sarà avviata una seconda fase di controlli tramite accessi presso gli spazi fisici dedicati alla vendita.

Procedimento sanzionatorio per l'addebito dei costi di spedizione per la fattura cartacea: con la determina 66/2018/com del 15 novembre 2018 l'Autorità ha disposto l'avvio di un procedimento sanzionatorio e prescrittivo nei confronti di Acea Energia per l'applica zione di un sovrapprezzo al cliente finale domestico per la ricezione della fattura cartacea nell'ambito delle offerte del mercato libero denominate "Acea Viva" e "Acea Rapida" in violazione di quanto disposto del decreto legislativo 102/14 e dall'Allegato A alla deliberazione 555/2017/R/com.

In data 14 dicembre, Acea Energia ha comunicato all'Autorità la cessazione della condotta con la modifica delle condizioni economiche delle offerte contestate ed ha presentato i seguenti impegni:

    1. rimborso del quantum già versato dai clienti domestici;
  • predisposizione per i clienti di energia elettrica ancora attivi e che abbiano versato il sovrapprezzo contestato di un servizio gratuito di analisi dei consumi al fine di promuovere una maggiore efficienza nell'uso dell'energia;
    1. rafforzamento, anche attraverso figure esterne alla Società, dell'attività di verifica sui contratti di fornitura di energia elettrica e gas sottoscrivibili dai clienti domestici in termini di rispetto della normativa di settore applicabile.

Il termine per la conclusione del procedimento è di 220 giorni decorrenti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, salvo ricorrano motivate esigenze procedimentali.

Altre tematiche

Adeguamento della struttura delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali per i clienti non domestici: in data 30 dicembre 2016 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 244 (c.d. Milleproroghe 2017) che all'articolo 6, comma 9, proroga al 1º gennaio 2018 il termine entro il quale l'Autorità dovrà adeguare la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate ai clienti dei servizi elettrici non domestici. Con la delibera 481/2017/R/eel, l'Autorità ha definito le caratteristiche principali della struttura tariffaria degli oneri di sistema valide a partire dal 1º gennaio 2018. con l'introduzione di due raggruppamenti: oneri generali, quelli a sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione (Asos) e i rimanenti oneri (Arim), tutti caratterizzati da struttura trinomia (quota fissa annua, quota potenza annua e quota variabile sui consumi).

Con la delibera 921/2017/R/eel e con la successiva delibera 71/2018/R/eel, l'Autorità ha poi concluso il processo di riforma degli oneri generali definendo le nuove modalità di attuazione delle agevolazioni a favore delle imprese energivore. Con le delibere 285/2018/R/eel e 339/2018/R/EEL, l'Autorità ha approvato le norme attuative (modalità e tempistiche) per l'apertura del portale da parte di Cassa per la registrazione all'elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica dell'anno 2018. Con la delibera 181/2018/R/eel, l'Autorità ha stabilito le norme attuative per consentire alla Cassa di procedere all'erogazione delle agevolazioni a favore delle imprese a forte consumo di energia di competenza degli anni 2016 e 2017 e agli altri adempimenti istruttori connessi.

Differimento completamento riforma oneri generali di sistema per i clienti domestici: dopo il differimento al 1º gennaio 2019 stabilito con la delibera 867/2017/R/eel, con la successiva delibera 626/2018/R/eel l'Autorità ha ulteriormente differito al 2020 l'ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici; in particolare l'Autorità ha quindi stabilito:

  • oneri generali: per l'anno 2019 rimane in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 per i clienti domestici (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno) che sarà superata definitivamente nel 2020;
  • DISPBT: dal 1º gennaio 2019, è eliminata la quota euro/kWh a scaglioni per i clienti domestici residenti (identica struttura monomia dei clienti non residenti);
  • ai clienti aderenti alla sperimentazione tariffaria per pompe di calore viene confermata la struttura tariffaria già in vigore nel 2018 (oneri generali senza scaglioni e DISTBT con struttura monomia per residenti e non);

Con tale intervento, l'Autorità ha voluto minimizzare gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente ridotti negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell'energia elettrica.

Portale confrontabilità offerte (Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l'anno 2017. L. nº 124 del 4 agosto 2017): con la delibera 51/2018/R/com (che fa seguito al DCO 763/2017/R/COM), l'Autorità ha definito la disciplina per la realizzazione e gestione del Portale Offerte, da parte del Gestore del SII, per la raccolta e la pubblicazione di tutte le offerte presenti nei mercati retail dell'energia e del gas rivolte ai clienti domestici e P.M.I. La pubblicazione è avvenuta e completata per step successivi entro dicembre 2018.

La delibera inoltre ha previsto future implementazioni graduali che consentiranno di offrire ulteriori servizi, per esempio mediante l'interazione con il SII, che permetterà al Portale di calcolare la spesa associata alle offerte visualizzate dall'utente sulla base del suo profilo di consumo storico effettivo

Sospensione della compensazione economica della morosità per prelievi fraudolenti: ai sensi della delibera 26/2018/E/eel, in data 28 febbraio 2018 e 1º marzo 2018 è stata eseguita presso la sede operativa di Acea Energia una verifica ispettiva da parte dell'Autorità e di Cassa per i servizi energetici e ambientali relativamente all'istanza di compensazione economica della morosità per prelievi fraudolenti presentata nel 2014 relativamente al periodo agosto 2010 - luglio 2011.. La verifica non ha evidenziato alcuna criticità in merito all'istanza in oggetto. A seguito delle risultanze delle ispezioni effettuate presso Acea Energia e presso Enel, l'Autorità ha ritenuto opportuno avviare, con delibera 568/2018/R/eel, un processo di modifica del meccanismo in oggetto al fine di meglio incentivare il recupero del credito e disciplinare, efficientandole, alcune tempistiche ed ha quindi sospeso la norma che disciplina il meccanismo di recupero dell'intera morosità derivante dai prelievi fraudolenti (16bis del TIV). La conclusione di tale procedimento è prevista entro il 31 marzo 2019.

Modalità di determinazione delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale a partire dal 1º gennaio 2018: l'Autorità con la delibera 108/2017/R/gas ha determinato le condizioni economiche del servizio di tutela del gas a partire dal 1º gennaio 2018. Il provvedimento ripristina l'anno termico (1º ottobre - 30 settembre), ossia il riferimento temporale per la tutela gas, almeno fino alla data del superamento del regime di tutela, al momento stabilita al 1º luglio 2020; in particolare si prevede che le modalità di determinazione siano definite al massimo fino alla fine dell'anno termico 2017-2018, avendo previsto che, qualora prima della fine dell'anno termico intervenisse l'eventuale superamento della tutela ad opera del DdL Concorrenza, tali disposizioni cesserebbero di essere applicate. Inoltre, la delibera individua il mercato di riferimento per la determinazione della componente CMEM a partire dal 1º gennaio 2018 e definisce i livelli e i criteri per la definizione della componente CCR. Infine, l'Autorità ha confermato dal 1º gennaio 2018 la cessazione dell'applicazione della componente GRAD per la gradualità nell'applicazione della riforma della materia prima gas.

Modifica della disciplina del mercato del gas naturale: con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 13 marzo 2017, previo parere dell'Autorità 98/2017/1/gas, è stata approvata la proposta di modifica della Disciplina del M-GAS (mercato del gas) predisposta dal GME. Con la nuova disciplina in vigore dal 1º aprile 2017, i mercati MPL (mercato dei prodotti locational) e MGS (mercato del gas movimentato da stoccaggio), che costituivano il PB-GAS (la specifica piattaforma per il bilanciamento del gas naturale), sono confluiti nel rinnovato M-GAS in cui il GME svolge il ruolo di controparte centrale delle transazioni concluse dagli operatori.

La disciplina indica modalità formali di partecipazione, illustra il funzionamento tecnico dei singoli mercati e disciplina infine aspetti amministrativi quali pagamenti, garanzie e controversie. Sempre in attuazione dello stesso DM, l'Autorità ha pubblicato la delibera 147/2017/R/gas che ha approvato la convenzione tra GME e Snam Rete Gas funzionale alla gestione di tali mercati secondo l'assetto da ultimo definito con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 13 marzo 2017. Con la deliberazione 804/2017/l/gas, l'Autorità ha espresso parere positivo in merito alle proposte di modifica della Disciplina M-GAS, predisposte dal Gestore dei Mercati Energetici. Le modifiche, funzionali a migliorare l'efficienza e la liquidità dei mercati del gas naturale, nonché all'implementazione delle disposizioni in materia di neutralità, hanno acquistato efficacia a decorrere dal 10 gennaio 2018.

Riforma del processo di switching nel mercato retail del gas naturale: con la delibera 850/2017/R/gas, l'Autorità ha ampliato il contenuto informativo del Registro Centrale Ufficiale (RCU) del Si-

stema Informativo Integrato (SII), nell'ottica di semplificare gi scambi informativi funzionali alla risoluzione contrattuale, alla messa a disposizione dei dati funzionali all'inizio della fornitura e all'attivazione dei servizi di ultima istanza che saranno gestiti nei processi di voltura e switching per il tramite del SII. Ai fini del popolamento del RCU, l'Autorità ha previsto che: a partire da gennaio 2018, entro l'ultimo giorno lavorativo, le controparti commerciali devono comunicare al SII, per ciascun PDR, l'appartenenza al Servizio di Tutela o al Mercato Libero; a partire dal mese di aprile 2018, sia le imprese di distribuzione che le controparti commerciali devono caricare massivamente la maggior parte dei dati previsti dalla presente delibera; a partire da giugno 2018 sia le imprese di distribuzione che le controparti commerciali devono aggiornare on condition i dati costituenti RCU. Con la delibera 77/2018/R/com l'Autorità ha quindi definito la regolazione dello switching gas attraverso il SII a partire dal 1º novembre 2018, nonché la gestione della risoluzione contrattuale e l'attivazione dei servizi di ultima istanza. Il provvedimento ha confermato gli orientamenti illustrati dall'Autorità nel DCO 544/2017 e ricalca il modello attualmente in uso nel settore elettrico.

Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)

Lo sviluppo sostenibile

In ambito sostenibilità, i segnali che provengono dal contesto istituzionale, nazionale e internazionale indicano la crescente importanza di una logica multidimensionale - capace di evidenziare l'interconnessione degli aspetti sociali, ambientali, economici - con cui interpretare, valutare e guidare gli indirizzi globali in una prospettiva di integrazione dei sistemi normativi, relazionali, fisici e produttivi. In quest ottica si pone, ad esempio, il Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO), organizzazione di riferimento mondiale per i modelli di gestione dei rischi aziendali (ERM), che, in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), ha rilasciato la prima Guida per applicare la metodologia ERM ai rischi correlati ai fattori sociali, ambientali e di governance.

Nel 2018 : rischi legati all'ambiente si confermano la principale preoccupazione mondiale sia in termini di impatto che di probabilità, cui si aggiungono, in ragione della velocità dello sviluppo tecnologico in corso, rischi in termini di cybersecurity e privacy. Tali aspetti vengono ulteriormente problematizzati nelle interconnessioni con potenziali rischi sociali e geopolitici (Global Risk Report).

Gli impegni assunti in sede internazionale ONU con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030), poi ratificati a livello di Stati nazionali, rappresentano la cornice di riferimento per la transizione verso modelli di vita sostenibili, in relazione ai quali importanti istituzioni sviluppano le analisi e definiscono i propri indirizzi.

Così ad esempio ha fatto l'Autorità Internazionale per l'Energia nel proprio World Energy Outlook, combinando analisi e valutazioni sulla base di proiezioni dei consumi, generate da dinamiche demografiche e produttive, trend tecnologico-innovativi e determinanti ambientali.

Di rilievo anche, nell'anno in esame, l'assegnazione dei premi Nobel per l'economia a William Nordhaus e Paul Romer. Un premio Nobel alla sostenibilità, considerando la motivazione della Roya! Academy per la scelta dei due scienziati americani, che hanno sviluppato studi sull'integrazione tra cambiamenti climatici, innovazione tecnologica e analisi macroeconomica, dedicamosi dos Parcune delle sfide fondamentali e più urgenti del nøstro for la crescita sostenibile a lungo termine dell'èpo benessere della popolazione del pianetap L'Unione Europea ha presentato due importa Il primo definisce una tabella di marcia pegn

finanza nella realizzazione di un'economia che consegua obiettivi ambientali e sociali, il secondo rappresenta la nuova strategia climatica di lungo periodo dell'Unione, con lo scopo di fare del continente europeo la prima grande economia mondiale ad impatto climatico zero entro il 2050.

Nello scenario della Quarta rivoluzione industriale, come evidenziato da una recente ricerca del World Economic Forum, le città avranno un ruolo determinante nel triangolare in maniera sostenibile l'ambiente, i sistemi produttivi, gli sviluppi tecnologici e le dinamiche sociali e demografiche. I contesti urbani cresceranno, diventando agili e resilienti e basando la loro evoluzione su big dato e analitycs, sistemi informativi e gestionali interoperabili.

I servizi pubblici locali rappresentano la principale infrastruttura delle prossime smart city e il ruolo delle Utility sarà determinante per gestire l'efficienza e il risparmio idrico ed energetico, l'economia circolare, la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e delle emissioni climalteranti. Da ultimo, è da citare la modifica, apportata con la Legge di Bilancio dello Stato 2019, al D. Lgs. 254/2016, normativa che ha introdotto nell'ordinamento nazionale la rendicontazione obbligatoria non finanziaria per le imprese, prevedendo l'obbligo di rendicontazione sulle modalità di gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance sostenibile (ESG).

Gli impatti ambientali ed energetici

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.

Si pensi, ad esempio, alla generazione energetica, dove sono costanti le iniziative di repowering per ammodernare gli impianti anche perseguendo minori impatti ambientali in termini di emissioni, o al servizio idrico integrato, dove la gestione responsabile di Acea della risorsa nasce dalla fase di approvvigionamento, per metterla a disposizione delle persone, e si conclude con l'impegno della restituzione dei reflui al corpo ricettore nelle migliori condizioni possibili. Non può essere trascurato, infine, il settore dei servizi ambientali collegati alla gestione dei rifiuti dove l'impegno verso l'ecosistema riguarda sia i processi operativi, basti pensare alle efficienze ambientali portate dal progetto innovativo dei nastri Ecobelt® WA nella centrale di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio, sia la trasformazione degli scarti in ottica di economia circolare, come avviene per il trattamento dei fanghi da depurazione idrica.

In coerenza con la volontà di operare rispettando e tutelando l'ambiente naturale ospitante, Acea ha già messo in atto una serie di iniziative volte a gestire al meglio gli aspetti delle attività che generano impatti ambientali, in senso lato, ed energetici in modo specifico, anche grazie all'impiego di impianti e tecnologie avanzate.

  • sistemi di gestione: la diffusa adozione di sistemi di gestione ambientali ed energetici è un riscontro concreto dell'importanza delle dinamiche ambientali per Acea e uno strumento manageriale per il miglioramento continuo delle performance.
  • · mobility management: un punto di attenzione agli impatti ambientali delle attività aziendali riguarda quelli prodotti dagli spostamenti dei propri dipendenti. In tale ambito, il Gruppo Acea ha intrapreso iniziative per ridurre il numero degli spostamenti ed incentivare le modalità di trasporto meno inquinanti.
  • carbon disclosure project (CDP): Acea rende pubbliche le proprie iniziative, comunicandole, da più di dieci anni, all'organizzazione internazionale CDP, che produce vari Report annuali on-line, volti ad informare analisti e finanziatori sul livello raggiunto dalle imprese nel gestire i rischi e le opportunità legate al tema del cambiamento climatico.
  • acquisti verdi: Acea si è data l'obiettivo di sviluppare sempre più il Green Procurement per le categorie merceologiche di competenza comprese nel PAN (Piano d'azione nazionale per gli acquisti verdi).
  • comportamento ambientale della catena di fornitura: Acea si impegna a valutare annualmente i fornitori in merito alle prestazioni ambientali dei prodotti/servizi forniti e ad informare/ formare appaltatori e subappaltatori in tema di ambiente.

Acea ha inserito il tema delle azioni di contrasto al cambiamento climatico nel Piano di Sostenibilità 2018-2022, che includono sia azioni di mitigazione sia di adattamento e monitora la materia e le sue evoluzioni comunitarie ed internazionali (le COP - Conference of the parties e la legislazione europea).

Le questioni ambientali correlate alla molteplicità dei servizi erogati dal Gruppo sono ricomprese nel Modello di Organizzazione e di Gestione ex D. Lgs. n. 231/01.

Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica

Lo scenario tecnologico rappresenta un aspetto di particolare dinamismo ed impatto per Acea. L'intensa attività di ricerca e sviluppo da parte dei produttori di servizi tecnologici e l'applicazione pervasiva di tali tecnologie negli ambiti di operatività di Acea, ha portato nel 2018 ad una rifocalizzazione sostanziale sulle tematiche di Innovazione. E stata infatti costituita la funzione Innovation, Technology & Solutions, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, con un'Unità Organizzativa dedicata all'Innovazione che ha il compito di assicurare un modello di Innovazione per il Gruppo, tramite l'adozione di processi e approcci tipici dell'Open Innovation, con il coinvolgimento degli stakeholder di riferimento interni ed esterni, indirizzando le nuove attività su tre "pillar" del piano industriale; Infrastrutture, People, Client. Nel corso del 2018 sono state avviate iniziative d'innovazione su ognuno dei tre pillar con ricadute positive previste sull'infrastruttura, sui dipendenti e sui clienti.

In ottica Open Innovation, inoltre, sono state instaurate partneship con Open Fiber per l'evoluzione delle reti e lo sviluppo di servizi innovativi per la città di Roma e con Huawei per la definizione di progetti ad alto valore tecnologico per fornire servizi avanzati e innovativi in ambito Smart e Safe City.

Lo sviluppo del capitale umano

Per fronteggiare i cambiamenti sempre più rapidi del nostro tempo e coglierli come opportunità di sviluppo, Acea punta sull'evoluzione della cultura aziendale

Il nuovo modello di Leadership, i valori e i comportamenti, guidano e contribuiscono a definire un contesto organizzativo che ha l'obiettivo di promuovere un costante sviluppo del capitale umano, riconosciuto come asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale mutevole e in cambiamento.

Intraprendenza, lavoro di squadra e realizzazione rappresentano i tre pilastri attorno ai quali si muovono e vengono costruite le iniziative del Gruppo finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del piano strategico e di quello di sostenibilità 2018-2022.

Tra questi, l'obiettivo di valorizzare le persone per la crescita del Gruppo, è declinato e portato avanti attraverso tre filoni di attività:

  • valorizzazione professionale, formazione e sviluppo delle competenze, attraverso un processo che, partendo dalla selezione, tramite la formazione e un sistema di valutazione della performance, allinea i comportamenti aziendali al modello di Leadership e ai valori del Gruppo Acea in un costante sviluppo del capitale umano;
  • coinvolgimento delle persone nell'identità di Gruppo, attraverso iniziative specifiche, atte a promuovere l'employer branding, rendendo Acea sempre più attraente sul mercato dei talenti;
  • inclusione e benessere organizzativo, con l'avvio di iniziative volte a rendere il lavoro sempre più "smart" e ad accrescere moti-

vazione, potenzialità e soddisfazione del personale, nonché il benessere dei propri dipendenti, riconoscendo il valore strategico della Diversità, della Salute e Sicurezza dei lavoratori.

La gestione sostenibile della catena di fornitura

Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori definiti e utilizzati per far fronte alle proprie necessità.

Nell'affrontare tale percorso, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche gli aspetti premianti, non obbligatori ma spesso determinanti a garantire il massimo raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, si impegna nella formazione delle proprie risorse affinché le scelte di acquisto siano rivolte a beni o servizi dalle caratteristiche sostenibili, stimolando in questo modo lo sviluppo di una sensibilità specifica verso tali aspetti, con l'obiettivo di averli sempre presenti nei processi di scelta delle forniture.

La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Nel 2018 ricorre il decennale del "Testo Unico in materia di Sicurezza e Salute sui luoghi di lavoro", pubblicato il 9 aprile del 2008, e, sebbene in questi dieci anni siano state poste in essere numerose attività per la prevenzione del fenomeno infortunistico, gli attuali dati INAIL in Italia mostrano purtroppo l'aumento delle denunce di infortunio.

Acea realizza costanti campagne di sensibilizzazione sul tema, con l'obiettivo di incidere profondamente sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità dei propri dipendenti. Ha inoltre adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Altrettante iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento circa i temi su esposti riguardano gli appaltatori e sub appaltatori di Acea, partner fondamentali per la realizzazione dei business lungo la catena del valore.

A tal fine contribuisce anche l'intensa attività ispettiva effettuata nei cantieri, strumento efficace per la verifica dell'applicazione di norme e procedure in materia di sicurezza sugli appalti di manutenzione di reti ed impianti.

ANDAMENTO DELLE AREE DI ATTIVITÀ

RISULTATI ECONOMICI PER AREA DI ATTIVITÀ

principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di Acea oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approc-

31.12.2018 Ambiente Commerciale Trading Estero Idrica ស្រន្តខ្មែរទល់ទ
Infrastrutture Energetiche
Atro BO THE CANADA 1264
Totale
Consolidato
€ milioni Generazione Distribuzione P Elisioni Totala clisiori
Corporate di consolidato
Ricavi 174 1.693 ਤੇਰੇ 841 81 ਟੇਟੋਰੇ ਕੋਲ (2) 687 74 129 (566) 3.072
Costi 108 1.617 24 408 32 242 ದ್ರಿಗೆ (2) 326 56 164 (566) 2.139
Margine
operativo lordo
୧୧ 76 15 433 ರಿ ಶಿ 317 (5) 361 18 (35) 933
Ammortamentı
e perdite di
valore
27 72 7 212 24 129 ರಿ 162 (28) 455
Risultato
operativo
38 র্য 8 221 25 188 (14) - 15 (7) 479
Investimentı 20 25 7 330 16 218 4 - 238 2 10 1 ર્ભ વિસ્તારમાં

Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto.

3112:245 かなるときてい SSINIMATERIA Fabare Harps
#
Ihmastrutture bronnetiche 08-5 11-5
1 Steat
িনাত
200-2
Constitutions
E milioni Generazione Distribuzione (၁ Elis oni Totala -11-
Corporate di consolidato
Ricavi 161 1.577 36 731 70 528 62 (1) ട്ടു 84 120 (545) 2.824
Costi 97 1.499 22 382 29 241 57 (1) 326 70 134 (245) 1984
Margine
operativo lordo
64 78 14 350 41 287 র্য - 333 15 (14) 840
Ammortamentı
e perdite di
valore
39 60 6 158 24 141 1 - 165 3 48 - 480
Risultato
operativo
25 18 8 191 18 147 ਤੇ - 168 11 (62) - 360
nvestimentı 15 19 5 271 23 186 1 209 1 11 - 532

AREE INDUSTRIALI

La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni Corporate e in sei aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.

AREA INDUSTRIALE AMBIENTE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELL'ESERCIZIO

Dati operativi U.M. 18-10-2018- 2017 Variazione Var. %
Conferimenti a WTE kTon 466 ਕੰਟੇਕੇ 7 1,5 %
Conferimenti a impianto produzione CDR klon 0 O 0%
Energia Elettrica ceduta netta GWh 355 355 354 0,2 %
Rifiuti Ingresso Impianti Orvieto kTon 89 100 (11) (10,8 %)
Rifiuti Recuperati/Smaltiti klon 565 518 48 9,2 %
di cui
Rifiuti in ingresso Impianti di Compostaggio, Fonghi e liquidi smaltiti kt 480 438 42 9,6 %
Scorie e Ceneri prodotte da WTE kt 8ર 80 5 6,7 %

Risultati economici e patrimoniali

E milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione l'a
Ricavi 173,9 161,1 12,8 7,9%
Costi 108,3 96,7 11,7 12,1 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 65.6 64,5 1,1 1,8 %
Risultato operativo (EBIT) 38,4 25,1 13,4 53,2 %
Dipendenti medi (n.) 360 355 5 1,4 %
Investimenti 20,0 15.4 4,6 30,1 %
Indebitamento finanziario netto 203,6 195,3 8,3 4,2 %

Margine Operative Lardo (EBITDA) Adj

E milioni 2018 3017 VEINDOST - MAPIRA 383 11
Margine operativo lordo Area AMBIENTE 65.6 64.5 1,1 1,8 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933.2 840,0 93.3 11.1 %
Peso percentuale 7,0 % 7,7% (0,6 p.p.)

L'Area chiude l'esercizio 2018 con un livello di EBITDA pari a € 65,6 milioni (+ 1,8%). Tale andamento è principalmente imputabile alle migliori performance fatte registrare da Acea Ambiente (+ € 2,1 milioni) dovute sia ai maggiori conferimenti di rifiuti che alle maggiori quantità di energia ceduta ed Iseco (+ € 0,3 milioni), compensate in parte da Acque Industriali (- € 1,0 milione) a seguito della perdurante incertezza normativa nell'ambito delle attività di recupero fanghi e Aquaser (- € 0,4 milioni).

L'organico medio al 31 dicembre 2018 si attesta a 360 unità e risulta in aumento di 5 unità rispetto allo scorso esercizio. La crescita è imputabile principalmente ad Acea Ambiente.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 20,0 milioni, in crescita di € 4,6 milioni rispetto al precedente esercizio, e si riferiscono principalmente ai lavori di ampliamento dell'impianto di Monterotondo Marittimo, ai lavori eseguiti negli impianti WTE di Terni e San Vittore, agli interventi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e all'acquisizione di un terreno industriale nei pressi di Chiusi. L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta ad € 203,6 milioni

(+'€ 8,3 milioni). L'incremento discende sostanzialmente dalle dinamiche del cash flow operativo.

EVENTI SIGNIFICATIVADELL'ESERCIZIO 2018

A fine anno, ed esattamente il 1º dicembre 2018, ha fatto il suo ingresso nell'Area Bioecologia S:r.l. società acquistata da Siena Ambiente S.p.A. ed interamente posseduta da Acea Ambiente. La Società svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi. L'attività viene svolta negli impianti di depurazione siti nei comuni di Chiusi, Buonconvento e Colle Val d'Elsa.

Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:

Terni (UL1): i conferimenti del rifiuto pulper hanno garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo e le prestazioni attese sono state confermate sia per quanto concerne le attività di pretrattamento rifiuti, che per la produzione di energia elettrica. A seguito della presentazione da parte di Acea Ambiente di nuova istanza di autorizzazione finalizzata ad ottenere un ampliamento della categoria dei rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico, il 19 dicembre 2017 si è svolta la quinta Conferenza di Servizi che ha concluso la fase di verifica AIA ed ha, di fatto, avviato la fase di verifica della procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale presso i competenti uffici della Regione Umbria. In data 4 dicembre 2018 è stata presentata istanza di VIA avente ad oggetto l'incremento delle tipologia di rifiuti da inviare della categorie dei rifiuti (codici C.E.R.) non pericolosi da avviare a recupero energetico presso l'impianto di termovalorizzazione di Terni.

Paliano (UL2): è stato presentato il piano di caratterizzazione al Ministero dell'Ambiente che, con Decreto n. 557 dell'11/12/2017, ha approvato il Piano di caratterizzazione dell'intero sito di Paliano, ricompreso all'interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) "Bacino del fiume Sacco"; la Società ha programmato di attuare quanto indicato all'interno del suddetto Piano di caratterizzazione mediante stralci funzionali, iniziando le operazioni dalla zona in cui è ubicato il depuratore dismesso.

Terminate le operazioni di caratterizzazione del primo stralcio funzionale ed ottenuto il nulla osta da parte del Ministero dell'Ambiente, si provvederà alla demolizione del summenzionato depuratore, al fine di garantire una progressiva riqualificazione delle aree di proprietà.

A causa di richiesta di chiarimenti inviata da ARPA Lazio al Ministero dell'Ambiente, le attività di caratterizzazione non sono state ancora avviate.

In data 30 gennaio 2019 si è tenuto un incontro presso il Ministero dell'Ambiente per definire nel dettaglio il percorso di caratterizzazione dell'area. Con riferimento alla procedura autorizzativa finalizzata alla costruzione del sito industriale si rappresenta che è attualmente in fase istruttoria l'autorizzazione ai fini paesaggistici e la relativa e conseguente pratica di permesso a costruire.

San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CSS prodotto dal trattamento dei rifiuti urbani esclusivamente provenienti dal territorio della Regione Lazio. Nel corso del periodo di riferimento le tre linee dell'impianto hanno garantito, un esercizio regolare, sia in termini di energia elettrica prodotta che in termini di CSS avviato a recupero energetico.

Orvieto (UL4): in conformità con quanto riportato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale ed alla contrattualistica sottoscritta con l'ATI ed i Comuni dell'Ambito di riferimento, sono proseguiti i conferimenti di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, attuando le attività di recupero e smaltimento nei termini ivi previsti. Quanto al progetto, presentato nel 2014, relativo all'adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale della discarica, si segnala che, dopo un iter istruttorio VIA/AIA protrattosi fino al mese di gennaio 2016, la Regione Umbria ha interrotto, senza motivazione, la fase di verifica: Acea Ambiente ha avviato le opportune iniziative di tutela in sede giurisdizionale.

Nel maggio 2017, inoltre, la Società ha adito nuovamente le vie giudiziali per l'annullamento, previa sospensione, dell'efficacia della Delibera della Giunta della Regione Umbria e di tutti gli atti presupposti, con cui l'Ente ha approvato la delibera con la quale aveva ritenuto non superabile il dissenso dichiarato dal Comune di Orvieto nell'ambito della procedura coordinata V.I.A. - A.I.A. relativa al progetto di "Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale - Discarica di Orvieto, località Pian del Vantaggio n. 35/A".

Negli scorsi mesi di giugno, luglio e settembre si sono tenuti una serie di confronti istituzionali presso la sede della Regione Umbria per verificare ogni possibile evoluzione progettuale per consentire di valorizzare il Sito in discussione ai fini dell'attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e nel rispetto delle indicazioni contenute nelle Deliberazioni Regionali fin qui approvate

L'interlocuzione intervenuta ha consentito di verificare le soluzioni più idonee in grado di consentire il superamento del dissenso espresso da alcune Istituzioni sul progetto in argomento; in tal senso, la Società ha presentato una modifica progettuale che ha consentito la prosecuzione delle attività di verifica di compatibilità ambientale in sede di Valutazione d'impatto ambientale. I lavori della Conferenza dei servizi sono stati riavviati ed è stata convocata la conferenza decisoria per il giorno 23 aprile 2018. A seguito del dissenso motivato rilasciato dal Comune di Orvieto, la Regione Umbria, ha convocato il Comitato di Coordinamento sulle valutazioni ambientali per il giorno 21 maggio 2018. In tale sede, la Giunta Regionale, sulla base delle risultanze del Comitato, ha espresso parere

favorevole al rilascio del titolo autorizzativo di VIA, superando, in tal modo, il dissenso del Comune di Orvieto.

La Regione Umbria si è, pertanto, pronunciata positivamente in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale del progetto in discussione emettendo, in data 1º giugno 2018 la D.D. n. 5559. Tali atti autorizzativi hanno consentito l'avvio dei lavori di ampliamento della discarica in data 16 luglio 2018, con l'approntamento del gradone 9-bis. Il lavori sono in fase conclusiva, con una previsione di completamento degli stessi entro il prossimo mese di aprile 2019.

Monterotondo Marittimo (UL5): nel corso del 2017 è stata aggiudicata la progettazione esecutiva e la realizzazione dell'impianto nella configurazione anaerobica/aerobica con potenzialità complessiva pari a 70.000 t/anno. Nel corso del mese di maggio sono iniziate le attività di cantiere per la costruzione del nuovo impianto da parte del soggetto imprenditoriale aggiudicatario.

Con riferimento alle attività di compostaggio svolte presso l'attuale impianto, si rappresenta che il 31 dicembre 2017 sono stati interrotti i conferimenti di rifiuti; l'impianto è stato completamente privo di materiali e quindi con attività del tutto sospese alla data del 30/04/2018. Nel mese di maggio sono iniziate le attività di cantiere per la costruzione del nuovo impianto da parte del soggetto imprenditoriale aggiudicatario e nel corso del mese di giugno 2018 è avvenuta la consegna definitiva dei lavori.

La sospensione delle attività dell'impianto esistente è prevista dalle attuali disposizioni autorizzative e si è resa necessaria anche in relazione alle esigenze operative che non consentono una coesistenza delle attività operative con le attività di realizzazione della nuova impiantistica.

I lavori di ampliamento e realizzazione della sezione di digestione anaerobica sono in pieno svolgimento ed è plausibile ritenere che il completamento degli interventi avverrà secondo le tempistiche previste, fatti salvi eventuali differimenti relativi ai lavori complementari sulle strutture preesistenti ed eventuali altri imprevisti.

Sabaudia (UL6): nel periodo di riferimento l'impianto è stato carat terizzato da importanti lavori di riqualificazione che hanno interessato varie aree dello stabilimento. La Regione Lazio ha rilasciato il nulla osta idraulico con provvedimento n. 1900 del 3 luglio 2018. In seguito all'esito positivo del sopralluogo effettuato in data 17 set tembre 2018 da parte della Regione Lazio, è stato possibile rimettere in esercizio l'impianto stesso, così come previsto dalla Autorizzazione D.D. n. G06449 del 21 maggio 2018, limitatamente all'attività di compostaggio.

Relativamente alla sezione impiantistica di trattamento rifiuti liquidi, la Società è in attesa di ricevere il parere della Provincia di Latina in materia di vincoli idrogeologici al fine di completare l'iter istruttorio autorizzativo ancora pendente presso la Regione Lazio.

Aprilia (UL7): L'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G08408 del 7 luglio 2015 e s.m.i..

I lavori per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica, che consentirà di ampliare le attuali capacità di trattamento con introduzione di una sezione di recupero energetico, sono in corso.

L'intervento di realizzazione delle opere civili di secondo stralcio sarà concluso presumibilmente entro il mese di marzo 2019; nel frattempo, sono già state consegnate le aree ed lavori per l'appalto di costruzione delle opere elettromeccaniche (terzo ed ultimo stral cio). Si informa che il 14 dicembre 20,17 e intervienuto un provvedimento di sequestro preventivo urgentiale intero impianto di compostaggio, dovuto alle risultanze di uppartumta di vellifida da parte delle Autorità di controllo che hanno la contralia la presenza di forti miasmi provenienti dal ciclo produttivo genera addicost un disagio per la cittadinanza che vive nelle viving evare vicinanze s impianto.

Successivamente, la Regione Lazio ha notificato un provvedimento di diffida ad adempiere, prescrivendo l'esecuzione di più attività, finalizzate al superamento delle criticità riscontrate.

Acea Ambiente pur ritenendo di essere in grado di comprovare di aver adottato una corretta gestione dell'impianto nel rispetto delle prescrizioni AIA, ha proceduto a dare puntuale esecuzione a tutte le prescrizioni impartite. A tal proposito si evidenzia che con provvedimento del 12 aprile 2018, è stato concesso l'uso prowisorio dell'impianto con autorizzazione al riavvio dei conferimenti.

Si informa infine che si sono conclusi i lavori di realizzazione dell'a-

vancorpo volto al contenimento delle emissioni odorigene nella fase di scarico dei rifiuti. La Regione Lazio ha effettuato un sopralluogo con esito positivo in data 10 luglio 2018 ed in data 12 luglio 2018: lo stesso Ente ha comunicato la relativa presa d'atto.

Sono stati, altresi, ultimati tutti i lavori di adeguamento antincendio che hanno consentito in esercizio del capannone di stoccaggio del compost.

Sempre in relazione al sito di Aprilia si rappresenta che la Regione Lazio ha avviato una procedura di riesame dell'attuale titolo autorizzativo per la parte relativa alla sezione impiantistica in esercizio.

AREA INDUSTRIALE COMMERCIALE E TRADING

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELL'ESERCIZIO
Dati operativi 1 - No. 2018 2017 Variazione Var. E
Energia Elettrica venduta Libero GWh 3.685 4.191 (506) (12,1 %)
Energia Elettrica venduta Tutela GWh 2344 2.652 (308) (11,6 %)
Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) N/000 331 320 12 3,6 %
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) N/000 831 893 (62) (6,9 %)
Gas Venduto Msm3 128 103 25 24,6 %
Gas Nr. Clienti Libero N/000 173 167 ട് 3,2 %
Risultati economici e patrimoniali
E milioni
31/12/18 31/12/17 Variazione Vanazione la
Ricavi 1.693,2 1.576,7 116,5 7,4%
Costi 1.617,1 1.499,1 118,0 7,9%
Margine operativo lordo (EBITDA) 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
Risultato operativo (EBIT) 3,7 17,6 (13,9) (79,2 %)
Dipendenti medi (n.) 464 474 (10) (2,0 %)
İnvestimentı 24,6 19,4 5,3 27,2 %
Indebitamento finanziario netto (23,7) (8,7) (15,1) 173,8 %
Margine Operative Lordo (EBITDA) Adj
E milioni
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 8,2 % 9,2% (1,1 p.p.)

L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude l'esercizio 2018 con un livello di EBITDA pari a € 76,1 milioni, in riduzione rispetto al 2017, di € 1,5 milioni. La riduzione è principalmente imputabile ad Acea Energia (- € 2,1 milioni) ed Acea8Cento (- € 0,4 milioni) solo parzialmente mitigate dal miglior margine di Umbria Energy (+ € 0,8 milioni).

In merito agli effetti sul primo margine, la riduzione fatta registrare da Acea Energia è determinato principalmente dalla diminuzione del margine del mercato libero (- € 7,3 milioni) e dal margine del mercato del gas (- € 4,8 milioni principalmente per effetto dei maggiori costi di approvvigionamento). Il margine del mercato tutelato risulta sostanzialmente in linea con il precedente esercizio. La riduzione del margine del mercato libero è prodotta dalla contrazione dei volumi di energia elettrica venduti, prevalentemente nel segmento B2B, alla minore marginalità nel segmento mass market e alla revisione normativa in materia di sbilanciamenti. Si segnala comunque una crescita del numero dei clienti con particolare riferimento ai segmenti small business e mass market (+ 4,0%).

Il risultato operativo registra una riduzione di € 13,9 milioni per effetto dei maggiori accantonamenti registrati rispetto al precedente esercizio (+ € 5,8 milioni), a cui si aggiungono gli effetti economici derivanti dalla prima applicazione del nuovo standard internazionale IFRS15, che riclassifica il costo degli agenti dai costi per servizi alla voce ammortamenti (+ € 7,4 milioni).

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 dicembre 2018 si è attestata a 464 unità in riduzione rispetto allo scorso esercizio di 10 unità. Contribuiscono principalmente a tale variazione Acea8cento (- 14 risorse) e Acea Energia (+ 6 risorse).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 24,6 milioni e registrano una aumento di € 5,3 milioni, principalmente dovuti alla capitalizzazione dei costi per gli agenti in linea con quanto previsto dal nuovo standard internazionale IFRS15 (+ € 9,5 milioni).

La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2018 si attesta a - € 23,7 milioni in miglioramento di € 15,1 milioni, rispetto al 31 dicembre 2017. Tale andamento deriva dalle dinamiche del cash flow operativo influenzato dal miglioramento delle performance di incasso e dai minori debiti per minori volumi di energia acquistata sul mercato tutelato.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

Energy Management

Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso dell'esercizio le seguenti principali attività:

  • · l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo,
  • a la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione,
  • · l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali,
  • · l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.

Nel corso del 2018 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 11.321 GWh, di cui 9.509 GWh tramite contratti bilaterali e 1.813 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.

Vendita di energia elettrica

Per quanto concerne il mercato della vendita, è proseguita la rifocalizzazione della strategia di vendita di Acea Energia attraverso una più capillare ed attenta selezione dei clienti che tende a privilegiare la contrattualizzazione del cliente di piccole dimensioni (residenzia li e microbusiness).

Nell'esercizio 2018 Acea Energia ha venduto energia elettrica sul servizio della maggior Tutela per complessivi 2.344 GWh con una riduzione dell'11,6% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 831.236 unità (erano 893.319 al 31 dicembre 2017). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 3.323 GWh per Acea Energia e 362 GWh per la JV di vendita, per un totale di 3.685 GWh, con un decremento rispetto allo scorso esercizio del 12,1%. La riduzione ha riguardato in modo preminente il segmento B2B e deriva dalla strategia di consolidamento nei segmenti small business e mass market.

Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 128,3 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 172.755 punti di riconsegna mentre al 31 dicembre 2017 erano 167.371.

Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:

Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non richieste: la Corte di Giustizia ha sospeso la trattazione del giudizio in questione, in attesa della definizione delle questioni pregiudiziali sollevate dal Consiglio di Stato, in diverso giudizio, con riferimento all'applicazione della direttiva in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore delle comunicazioni elettroniche.

La Corte di Giustizia non ha accolto la richiesta del TAR Lazio di adottare un rito "accelerato" per la definizione della questione pregiudiziale.

Procedimento PS9354 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: l'AGGM ha notificato, in data 7 dicembre 2017, la comunicazione relativa alla presa d'atto delle misure di ottemperanza al provvedimento sanzionatorio dell'Autorità descritte da Acea Energia ritenendole sostanzialmente adeguate. A tale riguardo, l'Autorità ha richiesto di fornire, entro e non oltre il 30 giugno 2018, una relazione riguardante le misure definitivamente assunte a tale data a completamento dell'implementazione del Sistema Acea 2.0, per la piena ottemperanza al provvedimento sanzionatorio sopra citato.

In data 2 luglio 2018, Acea Energia ha provveduto a trasmettere all'AGCM la relazione richiesta dall'Autorità avente ad oggetto l'esplicitazione delle misure definitive adottate dalla Società al 30 giugno 2018 in ottemperanza al provvedimento in oggetto.

In data 24 settembre 2018 è pervenuta alla Società una nuova richiesta di informazioni formulata dall'AGCM in riscontro all'ultima nota di Acea Energia contenente la descrizione delle misure di ottemperanza al provvedimento implementate dalla Società. In particolare l'Autorità ha richiesto di fornire entro il 24 ottobre 2018, ulteriori indicazioni in merito al trattamento delle fatture di conguaglio/recupero crediti, inclusive di consumi integralmente o parzialmente prescritti.

L'AGCM si sofferma sulle novità introdotte dalla Legge n. 205 del 27.12.2017 nonché dalle deliberazioni dell'ARERA 97/2018/R/COM e 264/2018/R/COM relativamente al termine di prescrizione per il pagamento di consumi di elettricità e gas ed ha chiesto alla Società di precisare l'impatto di tale mutuato quadro regolamentare sulla funzionalità del Sistema Acea 2.0 in merito al trattamento delle fatture inclusive di consumi prescritti. In data 24 ottobre 2018 la Società ha fornito il riscontro alla sopra menzionata richiesta dell'AGCM relativamente all'impatto del mutato quadro normativo e regolamentare alla luce della Legge n. 205 del 27.12.2017 e delle deliberazioni dell'A-RERA 97/2018/R/COM e 264/2018/R/COM in tema di prescrizione dei consumi.

Procedimento A513 dell'AGCM per abuso di posizione dominante: in data 18 gennaio 2018 l'AGCM, con il supporto della Guardia di Finanza, ha effettuato un'ulteriore ispezione presso le sedi di Acea Energia S.p.A., in Piazzale Ostiense n. 2 e in Viale dell'Aeronautica n. 7, nonché presso la sede legale di Acea S.p.A. e presso la sede le gale di oreti S.p.A.

In sede di ispezione l'Autorità ha notificato alle citate società un provvedimento di estensione sia oggettiva che soggettiva del procedimento A/513. In dettaglio, l'AGCM ha ritenuto necessario estendere l'istruttoria sia oggettivamente con riguardo alla disponibilità e allo sfruttamento da parte di Acea Energia di informazioni privilegiate sia soggettivamente alla società di distribuzione di energia elettrica areti S.p.A., verticalmente integrata con Acea Energia, in quanto soggetto che trasferisce tale patrimonio informativo alla consorella.

Nel corso dell'ispezione i funzionari incaricati dell'AGCM hanno esaminato i documenti aziendali sia cartacei che in formato elettronico ritenuti rilevanti alla luce della menzionata estensione del procedimento, estraendone copia, e hanno richiesto informazioni orali relative all'oggetto del procedimento ad algono dipendenti delle società coinvolte

In data 9 febbraio 2018, a valle delle pro dall'AGCM. Concessa Acea Energia ha presentato, istadza di tra le prisens noell'art 13, comma 7, del DPR n. 217/98 in f acquisiti in sede di ispezione.

Acea Energia e Acea S.p.A., avendo dal AS A franco potuagli atti ed essendo la stessa stata ac

to prendere visione degli ulteriori documenti relativi al Procedimento in oggetto.

Il 3 agosto 2018 l'AGCM ha notificato alle società coinvolte la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie (di seguito, per brevità "CRI"), documento nel quale l'Autorità, alla luce di quanto acquisito nel corso del Procedimento, formalizza le risultanze istruttorie, e, ai fini della valutazione in merito alla violazioni dell'articolo 102 del TFUE, individua 1) i mercati rilevanti, 2) la sussistenza della posizione dominante delle società del Gruppo Acea, 3) l'abuso di detta posizione dominante, 4) la gravità e durata dell'abuso di posizione dominante. Dalla CRI emerge che l'Autorità contesta all'intero Gruppo Acea il perseguimento di una strategia commerciale/industriale diretta a governare lo "svuotamento" della propria base clienti tutela attraverso lo sfruttamento illegittimo di prerogative ir replicabili, derivanti direttamente dallo svolgimento in monopolio legale sia dell'attività di distribuzione sia dell'attività posta in essere in qualità di esercente il Servizio di maggior Tutela nelle aree territoriali dei Comuni di Roma e Formello.

Le condotte individuate dall'Autorità quali strumentali al perseguimento di tale scopo sarebbero:

  • acquisizione, con modalità discriminatorie, dei consensi privacy da parte del Gruppo sui dati di contatto della clientela SMT e il loro utilizzo per finalità commerciali sul mercato libero (infrazione che si sarebbe verificata a partire da marzo 2014 fino a dicembre 2017);
  • b. utilizzo da parte del Gruppo per finalità commerciali, di informazioni sensibili sul posizionamento di mercato dei principali concorrenti che si trovano nell'esclusiva disponibilità di oreti (infrazione che avrebbe avuto inizio dal febbraio 2016, per dati su base annuale, e da ottobre 2016, con cadenza mensile, quantomeno fino all'agosto 2017).

L'Autorità conclude che le suddette condotte, contestate dalle tre società (Acea S.p.A., areti e Acea Energia S.p.A.), sarebbero diret te a sfruttare la posizione dominante detenuta dalle Società del Gruppo Acea (nella distribuzione e nella vendita di energia elettrica) al fine di conservare il posizionamento di mercato della Società di vendita del Gruppo Acea anche a seguito dell'imminente abrogazione del regime di maggior tutela, e costituirebbero una violazione molto grave della disciplina a tutela della concorrenza.

L'Autorità ha definito "coerenti e funzionali rispetto al fine abusivo perseguito" alcune scelte aziendali e strategiche del Gruppo Acea, nella cui cornice si inseriscono le condotte in contestazione, connotandone ulteriormente la gravità. Le dette scelte sarebbero le seguenti:

  • a evoluzione organizzativo/societaria del Gruppo Acea nel settore elettrico;
  • b. strategia Commerciale industriale pianificata dallo stesso Gruppo per fronteggiare le previste modifiche nel mercato della vendita di energia;
  • c. le caratteristiche/potenzialità dei sistemi informativi del Gruppo Acea;
  • d. la gestione unitaria delle attività di vendita di energia elettrica;
  • l'organizzazione commerciale di vendita dei servizi elettrici utilizzata da AE

In data 15 novembre 2018, Acea Energia, unitamente ad Acea S.p.A. ha depositato la memoria finale ed i relativi allegati, tra i quali il "Parere Economico sui comportamenti contestati ad Acea Energia S.p.A., nell'ambito del procedimento A/513" redatto da Officina Economica.

In data 20 novembre 2018 si è tenuta l'audizione finale del procedimento. Il Gruppo ha depositato memorie e documenti difensivi i cui aspetti principali si sostanziano:

nella ricostruzione dell'effettiva portata delle condotte contestate al Gruppo (acquisizione consensi privacy per finalità commerciali) e del loro concreto effetto escludente sul mercato, al fine di dimostrarne la assoluta marginalità e, quindi, la sostanziale inefficacia;

  • nella valutazione del vantaggio informativo di cui Acea Energia avrebbe beneficiato avvalendosi delle informazioni che areti le avrebbe messo a disposizione (quote di mercato dei concorrenti di Acea Energia sul mercato libero), al fine di dimostrarne la sostanziale irrilevanza;
  • nell'esame critico delle evidenze empiriche presentate da AGCM circa una presunta "capacità differenziale" di Acea Energia di attrarre utenti dal Servizio della maggior Tutela a quella del Mercato Libero di cui lo stessa avrebbe asseritamente beneficiato grazie ai comportamenti contestati nella CRI, al fine di dimostrarne l'inesistenza.

L'AGCM in data 8 gennaio 2019 ha notificato alla Società il Provvedimento conclusivo del Procedimento A/513. Nelldetto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e oreti S.p.A. abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato, in solido, ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di € 16.199.879,09.

In considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo.

La Società sta considerando l'opportunità di presentare ricorso al TAR avverso il suddetto provvedimento sanzionatorio e, contestualmente, sta valutando le misure da adottate in ottemperanza alle prescrizioni dell'AGCM.

Procedimento PS9974 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: in data 30 maggio 2018, l'AGCM ha trasmesso ad Acea S.p.A. una nota (anche definita "Moral Suasion") avente ad ogget to l'invito a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della condotta commerciale, al sensi dell'art. 4, comma 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie". L'Autorità ha rappresentato, infatti, di aver ricevuto denunce da parte di consumatori e microimprese dalle quali emergerebbe la condotta di taluni operatori del settore di subordinare l'attivazione di una fornitura, in occasione delle richieste di voltura o subentro, al pagamento dei corrispettivi ancora dovuti (c.d. "morosità pregresse") dal precedente titolare del contratto di fornitura. L'AGCM ha richiesto, pertanto di fornire, entro 30 giorni dal ricevimento della detta nota, elementi idonei a dimostrare che la procedura adottata dalla società, in caso di richiesta di voltura o subentro in presenza di morosità pregresse, non comporti alcuna richiesta di pagamento al nuovo soggetto ovvero un ingiustificato ritardo nell'espletamento dei necessari adempimenti. L'Autorità ha, altresì, richiesto di indicare in maniera esplicita nelle Condizioni di Contratto, sul sito Internet e nelle FAQ, la procedura adottata e la documentazione eventualmente richiesta per dar seguito alla richiesta di voltura o subentro.

In data 2 luglio 2018, Acea Energia, in quanto società del Gruppo Acea che si occupa della vendita di energia elettrica agli utenti finali rispetto alle cui attività sembra esser riferita la Moral Suasion, ha trasmesso all'AGCM una nota di riscontro puntuale alle richieste formulate dall'Autorità.

In data 26 settembre 2018, è stato notificato alla Società, da parte dell'AGCM, l'esito del Procedimento avente ad oggetto l'invito a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della condotta commer ciale, ai sensi dell'art. 4, co. 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa", che era stato notificato alla Società in data 30 maggio 2018.

L'Autorità ha ritenuto di procedere all'archiviazione delle istanze di intervento in quanto le attività poste in essere dalla Società sono state considerate idonee alla rimozione dei possibili profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto di indagine.

AREA INDUSTRIALE ESTERO

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELL'ESERCIZIO

Dati operativi UM. 2018 2017 Variazione Var. %
Volumi Acqua Mm3 43 44 (1) (1,9%)
Risultati economici e patrimoniali
E milioni
31/2/18 31/12/17 Variazione Variazione
91
Ricavi 38,6 36,2 2,4 6,7%
Costi 23,8 21,7 2,1 9,4%
Margine operativo lordo (EBITDA) 14,8 14,4 0,4 2,6%
Risultato operativo (EBIT) 7,8 8,3 (0,4) (5,0 %)
Dipendenti medi (n.) 781 ട് 95 186 31,2 %
Investimenti 6,6 5,2 1,4 27,1%
Indebitamento finanziario netto 4,1 7,4 (3,2) (43,9 %)
Margina Operativo Lordo (EBITDA) Adj
E milioni
2018 2017 Variatione Variazione h
Margine operativo lordo Area Estero 14,8 14,4 0,4 2,6%
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 1,6 % 1,7% (0,1 p.p.)

L'Area, costituita a seguito delle modifiche organizzative di maggio 2017 (precedentemente compresa nell'Area Idrico) comprende attualmente le società idriche che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:

  • Aguas de San Pedro (Honduras) di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016 data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
  • Acea Dominicana (Repubblica Dominicana) interamente posseduta dal Gruppo, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueduc to Alcantariado Santo Domingo);
  • AguaAzul Bogotà (Colombia) di cui il Gruppo possiede il 51% è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
  • Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 25,5% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella città di Lima.

Nel corso del 2018, inoltre, sono state costituite:

  • Acea Perù, interamente posseduta da Acea International e costituita il 28 giugno 2018. Tale società è stata costituita con il preciso intento di gestire il servizio acquedottistico nella città di Lima;
  • Consorcio Servicios Sur, controllata da Acea International (50%), Acea Ato 2 (1%) e da soci locali Conhydra, Valio e In-

dia complessivamente al 49% e costituita il 5 luglio 2018. Tale società ha il preciso intento di gestire il servizio di manutenzione correttiva per i sistemi di Acqua Potabile e di Rete Fognaria della Direzione di Servizi Sur di Lima (Perù).

Tale Area chiude l'esercizio 2018 con un EBITDA di € 14,8 milio ni sostanzialmente in linea con il precedente esercizio (€ 14,4 milioni nel 2017).

L'organico medio al 31 dicembre 2018 si attesta a 781 unità e risulta in aumento di 186 unità rispetto al precedente esercizio, imputabili principalmente al consolidamento Consorcio Servicios Sur (+ 172 unità).

Gli investimenti dell'anno si incrementano di € 1,4 milioni e fanno riferimento principalmente alla società Aguas de San Pedro.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 è pari a € 4,1 milioni e registra un miglioramento rispetto al 2017 di € € 3,2 milioni principalmente imputabile ad Agua de San Pedro (- € 2,3 milioni) e ad Acea International ( - € 1,2 milioni) in parte compensato dal consolidamento del Consorcio Servicios Sur (+ € 0,3 milioni).

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

L'Area industriale Estero è stata in delle partecipazioni del Sud America che Interna tional S.A. a svolgere un ruolo di to in tale ottica si inquadra il trasferiment aoni che Acea deteneva in Acea Dominicana S.A. e in Aguas de San Pedro a favore di Acea International, avvenute nel 2017 a cui si aggiunge il trasferimento delle quote di partecipazioni che Acea deteneva in Consorcio Agua Azul S.A. avvenuta nel 2018.

Il ruolo di Acea International è sempre più indirizzato allo svolgimento di attività di scouting e monitoraggio gare in Centro e Sud America che hanno la finalità di presentare manifestazioni di interesse a varie iniziative. Da segnalare che nel corso del mese di luglio 2018 è stata aggiudicata ad Acea International, la gestione dell'attività di manutenzione correttiva del sistema idrico e fognario dell'area Sud di Lima.

Nell'area sono incluse anche le partecipate Acea Dominicana e Consorcio Agua Azul (CAA).

La prima svolge il servizio di gestione commerciale nell'area Nord Est di Santo Domingo, mentre la seconda ha costruito e gestisce il sistema per l'approvvigionamento idrico nella zona nord di Lima.

AREA INDUSTRIALE IDRICO

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELL'ESERCIZIO

Fanghi Smaltiti kTon 96 143 (47) (32.8%)
Energia Elettrica Consumata GWh TT 440 432 8 1,8 %
Volumi Acqua Mm3 440 421 ld 4,5 %
Dati operativi" U.M. 2013 2017 Variazione Var. Var

* I valori si riferiscono alle società consolidate integralmente

Risultati economici e patrimeniali

€ milioni 31/12/18 3 : 12/17 2112550110 Variazione =
Ricavi 841,0 731,1 109,8 15,0 %
Costi 408,0 381,5 26,5 6,9 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Risultato operativo (EBIT) 221,0 191,3 29,7 15,5 %
Dipendenti medi (n.) 2.551 1.796 755 42,1 %
Investimenti 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Indebitamento finanziario netto 1.039,0 921,2 117,8 12,8 %
Margine Openiivo Lordo (EBITDA) Adj
€ milioni 2013 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Idrico 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 46,4% 41,6 % 4,8 p.p.

L'EBITDA dell'Area si è attestato al 31 dicembre 2018 a € 433,0 milioni e registra un incremento di € 83,3 milioni rispetto al 2017 (+ 23,8%). L'incremento è da imputare principalmente alle dinamiche tariffarie del settore idrico. In particolare le performance dell'Area sono influenzate da: 1) Acea Ato 2, Acea Ato 5, Crea Gestioni che segnano incrementi rispettivamente di € 49,8 milioni, € 4,1 milioni e € 1,9 milioni; e 2) un incremento del contributo all'EBIT-DA delle società idriche valutate a patrimonio netto di € 15,6 milioni, come di seguito rappresentato:

€ milioni 2018 2017 Variazione Variazione %
Publiacqua 15,8 9,2 6,6 71,5%
Gruppo Acque 13,9 8,7 5,2 60,2%
Acquedotto del Fiora 4,4 2,3 2,1 91,3%
Umbra Acque 1,1 0,3 0,9 n.s.
Gori 3,0
133 1201
1,9 1,1 58,1%
Nuove Acque e Intesa Aretina * 0,5 0,5 (0,0) (8,4%)
GEAL 1,0 1,3 (0,3) (21,6%)
otale 39.7 24,1 15.6 64.6%

Per GORI, si fa presente che la società è consolidata integralmente a far data dall'8 novembre 2018, pertanto la valutazione al patrimonio netto non comprende l'ultimo periodo dell'anno in cui il contributo all'EBITDA della società risulta pari a € 12 milioni.

I ricavi dell'esercizio sono valorizzati sulla base delle determinazioni assunte dagli EGA e/o dall'ARERA; come di consueto comprendono la stima dei conguagli relativi ai costi passanti. Come noto, a partire dal secondo periodo regolatorio le tariffe possono comprendere anche componenti relative alla qualità commerciale nonché a quella tecnica: a determinate condizioni, ai Gestori possono essere riconosciute, alternativamente, la componente Opexqc o il premio "qualità contrattuale".

Quest'ultimo viene riconosciuto al Gestore nel caso in cui gli indicatori individuati per la misurazione ed il monitoraggio (a partire dal 1º luglio 2016) superino le soglie prefissate dalla delibera ARERA 655/2015. Trova iscrizione tra i ricavi di Acea Ato 2 l'importo di € 33,6 milioni che rappresenta la migliore stima del premio qualità di competenza del 2018. Le penali per la qualità commerciale ammontano invece ad € 0,7 milioni. Nel prosieguo è riportata una tabella che sintetizza lo status delle proposte tariffarie.

Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (+ € 50,6 milioni) in coerenza con l'andamento degli investimenti e dell'entrata in esercizio delle nuove funzionalità dei programmi relativi agli investimenti in infrastrutture tecnologiche nonché per alcune svalutazioni operate su impianti non più realizzati (+ € 6,3 milioni); gli accantonamenti dell'esercizio (pari a € 14,5 milioni) risultano in diminuzione di € 8,0 milioni imputabili in via principale agli effetti derivanti dal cambiamento delle modalità di applicazione dei criteri di stima dell'IFRIC12, adottato dal gruppo.

L'organico medio al 31 dicembre 2018 si incrementa di 755 unità principalmente imputabili al consolidamento di GORI (+ 746 unità). Contribuisce all'incremento delle risorse anche Acea Ato 2 (+ 8 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 329,7 milioni e sono principalmente riconducibili ad Acea Ato 2 per oltre € 286,5 milioni e per € 32,6 milioni ad Acea Ato 5. Tra i principali investimenti dell'anno si segnalano quelli relativi ai lavori eseguiti per la bonifica e l'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici ed agli interventi sugli impianti di depurazione, quelli volti alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento continuo del rapporto con gli utenti e con il territorio nonché sugli applicativi informatici. Il contributo agli investimenti dell'Area della neoconsolidata GORI è pari a € 9,9 milioni.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta al 31 dicembre 2018 a € 1.039,0 milioni e registra un peggioramento di € 117,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2017, principalmente legato a: 1) ad Acea Ato 2 sostanzialmente per la minore liquidità conseguente ad una riduzione delle disponibilità in buona parte destinata a finanziare gli investimenti; 2) ad Acea Ato 5 in conseguenza di un peggioramento dell'esposizione debitoria nei confronti della capogruppo.

Si segnala che la neoconsolidata GORI contribuisce positivamente all'indebitamento finanziario dell'Area riducendo lo stesso di € 10,5 milioni.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

Area Lazio - Campania

Acea Ato 2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1º gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'Ato è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 79 rispetto ai 112 dell'intero ATO. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito.

Comitti
Comuni interamente acquisiti al S.I.I. 79
Comuni parzialmente acquisiti nei quali Acea Ato 2 svolge uno o più servizi:
Comune con soggetto tutelato
Comuni in cui Acea Ato 2 non gestisce alcun servizio
Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.* 8

· Sono comuni sotto i 1,000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtu di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 60 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.

Al 31 dicembre 2018, Acea Ato 2 gestisce un totale di 6.749 chilometri di rete fognaria, 632 impianti di sollevamento fognari - di cui 195 nel territorio di Roma Capitale - ed un totale di 167 impianti di depurazione - di cui 32 nel territorio di Roma Capitale - , per un totale di acqua trattata pari a 569 milioni di mc (dato riferito ai soli depuratori gestiti).

Il 16 marzo 2018 è stato sottoscritto il Verbale di trasferimento del S.I.I. del comune di Civitavecchia (decorrenza 3 aprile 2018), per il solo Servizio Idrico Potabile comunale, mentre dal al 1º iuglio 2018 è stata acquisita la sola conduzione degli impianti di depurazione e fognatura del comune di Civitavecchia. L'acquisizione della conduzione ha ampliato il parco dei sollevamenti fognari condotti di n. 35 impianti di sollevamento e un depuratore di potenzialità pari a 86.400 ab/eq.

La Società gestisce il sistema depurativo e gli impianti di sollevamento annessi alla rete ed ai collettori fognari.

Nel corso dell'esercizio i sei principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 490 milioni di mc, con un incremento di circa il 4% rispetto a quanto trattato l'anno precedente - (468 milioni di mc), imputabile alla maggiore piovosità che ha interessato il territorio.

Nel corso del 2018 si è manifestata una grave criticità legata alla progressiva riduzione degli spazi nei siti di trattamento presso cui conferire i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione. Tale criticità è stata legata principalmente alla preannunciata revisione degli allegati del d.lgs. 99/92, che dove obe disciplinare in modo univoco le caratteristiche dei fangon loone ecupero agronomico. Tale incertezza normativa ha creat nallona-organizzative che hanno indotto dei nuovi con rinnovo dei titoli autorizzativi o, in via

zioni inibitorie. La situazione è stata resa ancora più critica a causa degli eventi meteorici particolarmente straordinari che non hanno permesso, nella criticità, l'utilizzo continuativo degli smaltitori contrattualizzati (ad esempio per l'emergenza neve).

Sono stati posti in essere tavoli di concertazione con gli Enti e le associazioni di categoria al fine di aver garantita, nel minor tempo possibile, l'emanazione del nuovo decreto regolatorio in aggiornamento al d.lgs. 99/92.

A fronte della sentenza n. 1782 del 20 luglio 2018, emanata dal TAR Lombardia si è verificato il blocco dei conferimenti presso gli impianti smaltitori che garantivano fino al 50% degli spazi di smaltimento della società. Per fronteggiare tale blocco, la Società si è attivata con comunicazioni mirate e con tavoli di confronto con gli Enti preposti ottenendo l'emanazione di due ordinanze che hanno così permesso la gestione delle criticità ancora in essere che sta temporaneamente trovando una soluzione sulla base di quanto disposto all'art. 41 del Decreto Legge 109/2018 convertito con la legge n. 130/2018.

Stante la situazione sopra descritta, la produzione di fanghi, sabbie e grigliati relativa a tutti gli impianti gestiti nel 2018 è stata pari a circa 70.000 tonnellate, con una riduzione di circa 50.000 tonnellate rispetto all'anno 2017.

Durante l'anno 2018 si evidenzia un lieve aumento del numero di analisi eseguite da Acea Elabori (laboratorio esterno certificato) rispetto alla media degli anni precedenti. L'aumento delle determinazioni e delle analisi è riconducibile al maggior presidio degli impianti di depurazione gestiti e delle reti fognarie ad essi afferenti. Questa specifica scelta determina un controllo più specifico sul territorio gestito.

Con riferimento alla problematica relativa ai sequestri degli impianti di depurazione si informa che sono ancora sottoposti a provvedimento gli impianti di Colubro e Roma Nord; con riferimento a quest'ultimo, tuttavia, si precisa che nel dispositivo emesso in data 14 dicembre 2018 nel relativo procedimento penale, sono stati ordinati - ma ancora non eseguiti - il dissequestro e la restituzione dell'impianto. L'impianto Carchitti del Comune di Palestrina è stato oggetto di dissequestro temporaneo a fine anno 2016 per la messa a regime dell'impianto e conseguente verifica del processo depurativo.

Il depuratore Botticelli è stato oggetto di disalimentazione a fronte della messa in funzione del nuovo impianto denominato Botticelli 2 ed è stata, conseguentemente, depositata istanza di revoca del sequestro. Nel corso del mese di settembre 2018 è stato dissequestrato lo scarico del depuratore Fonte Tonello, nel Comune di Marcellina, il quale era stato oggetto di sequestro, con facoltà d'uso, a fine anno 2016. Nel corso dell'anno 2018 non ci sono stati ulteriori provvedimenti di sequestro.

Con riferimento al procedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aperto nei confronti di Acea Ato 2 nella primavera 2015 e conclusosi con la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 1,5 milioni, si informa che il giudizio promosso dalla Società è attualmente pendente (in attesa della fissazione dell'udienza di merito).

Acea Ato 5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, Acea Ato 5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'Ato 5 -Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (restano ancora da nilevare le gestioni dei Comuni di Atina e Paliano) per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti,

una popolazione servita pari a circa 470.000 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 97% del territorio. Il numero di utenze è pari a 197.821.

Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici.

Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue.

Sono 209 gli impianti di sollevamento gestiti dalla Società e, per quanto riguarda la depurazione, sono 108 gli impianti biologici gestiti, oltre a 14 "fosse Imhoff" e 2 percolatori.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, all'esito dell'udienza del 7 dicembre 2017 il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, che, per oltre 10 anni, si è opposto illegittimamente al trasferimento del servizio in favore della Società, al fine di preservare la prosecuzione della gestione della propria società partecipata AMEA S.p.A.

Successivamente la Società ha richiesto l'immediato trasferimento del servizio e anche il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato tale adempimento, anche attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Amministrazione Regionale.

Tuttavia, il Sindaco del Comune di Paliano ha anticipato la volontà del Comune di Paliano di proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR e di non procedere, pertanto, al trasferimento del servizio sin tanto che il Consiglio di Stato non si sia pronunciato sull'appello.

La Segreteria Tecnico Operativa dell'Ente d'Ambito, dando corso alla diffida trasmessa da Acea Ato 5, ha convocato le parti il 23 gennaio 2018 per "intraprendere le attività connesse alla consegna delle infrastrutture del servizio idrico". Alla predetta riunione, non essendosi presentati il Comune di Paliano, in persona del Dirigente/ Funzionario del S.I.I., e la Società AMEA S.p.A., in persona del Legale Rappresentante, la S.T.O. dell'Ato 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed Acea Ato 5 hanno disposto di presentare formale istanza al TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - affinche proceda alla nomina del Commissario ad octa, che in sostituzione del Comune di Paliano inadempiente, provveda ad eseguire le attività necessarie a consentire la consegna delle infrastrutture del servizio idrico nel territorio comunale di Paliano ad Acea Ato 5. Altresi, Acea Ato 5, per un verso, ha immediatamente informato la Procura della Repubblica di Frosinone e la Corte dei Conti di quanto occorso, invitandole a verificare eventuali responsabilità, anche in relazione al profilo - già evidenziato dal TAR nella sentenza citata - della evidente violazione dell'art.153 D.Lgs. n.152/2006 e delle connesse responsabilità erariali e penali; per un altro verso, contestualmente, ha invitato tutte le Amministrazioni ed Autorità di controllo a porre in essere ogni eventuale attività di competenza finalizzata al ripristino della legalità violata - sollecitando la richiesta già formulata con precedenti comunicazioni, nei confronti dell'Ente d'Ambito e dell'Autorità di regolazione di settore, di avviare le opportune verifiche in ordine alla legittimità delle tariffe idriche sin qui applicate nel Comune di Paliano.

In data 16 febbraio 2018, il Comune di Paliano ha depositato al Consiglio di Stato l'appello avverso la sentenza del TAR Latina n. 6/2018. Il 27 settembre 2018 si è svolta l'udienza in camera di consiglio per la decisione di merito, relativamente alla quale il Consiglio ne ha differito il deposito.

Nelle more della definizione del giudizio, nonché a fronte della nota trasmessa in data 13 febbraio 2018 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale è stato espressamente richiesto alla STO dell'AATO 5 di porre in essere tutte le attività necessarie al trasferimento del SII ad Acea Ato 5 nei Comuni inottemperanti - ad oggi solo il Comune di Paliano - e della successiva nota della Regione Lazio del 25 maggio 2018, la STO ha convocato le parti interessate - Acea Ato 5, il Comune di Paliano ed AMEA S.p.A. - per il giorno 4 giugno 2018, al fine di ottemperare a quanto richiesto dal Ministero.

Tuttavia, a fronte dell'assenza alla predetta riunione sia del Comune di Paliano che dell'AMEA S.p.A., la STO ha provveduto a trasmettere il relativo verbale alla Regione Lazio, restando in attesa dei provvedimenti che l'Amministrazione Regionale intenderà assumere.

In data 2 luglio 2018 è stato notificato alla Società, in qualità di controinteressato, ricorso del Comune di Paliano al TAR Lazio sez. distaccata di Latina, avverso il provvedimento del 27 aprile 2018 con il quale l'AATO 5 ha rigettato l'istanza di salvaguardia presentata dal predetto Comune.

Benché si tratti di una questione connessa al principale ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, promosso dal Comune di Paliano avverso la sentenza n. 6/2018 del TAR Latina che ha accolto il ricorso proposto da Acea Ato 5, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi in giudizio.

Il 2 ottobre 2018, nelle more della definizione del ricorso al Consiglio di Stato, nonché a seguito di convocazione della STO dell'AATO 5 Lazio meridionale - Frosinone, si è svolto un incontro tra Acea Ato 5, Il Comune di Paliano ed Amea, finalizzato a dare impulso - onde agevolare l'eventuale trasferimento ad Acea Ato 5 del SII nel territorio comunale di Paliano- alle attività di ricognizione delle opere e degli impianti afferenti il predetto SII, già iniziate nel 2009.

A novembre 2018 il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018, lo ha respinto ed, accogliendo tutte le argomentazioni difensive formulate da Acea Ato 5, ha accertato la decadenza della gestione da parte di AMEA S.p.A. nel territorio del predetto Ente locale per decorrenza del periodo di salvaguardia triennale previsto dalla Convenzione di Cooperazione ed il conseguenziale obbligo del Comune di Paliano di trasferire il SII in favore del gestore d'Ambito.

Ad oggi sono in corso le attività propedeutiche al trasferimento ad Acea Ato 5 della gestione del SII nel territorio del Comune di Paliano. In particolare, a fine novembre, è stata elaborata la relazione definitiva che recepisce l'attuale stato delle opere e degli impianti afferenti il SII nel Comune di Paliano.

In merito al trasferimento della gestione del SII nel territorio del Comune di Atina ad inizio anno si sono susseguiti diversi incontri presso la S.T.O. dell'Ato 5, tuttavia risultando il Comune di Atina ancora inadempiente al proprio obbligo - accertato dal giudice amministrativo con la sentenza n. 356/2013 confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2742/2014 - "di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII", la STO dell'AATO 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed Acea Ato 5, nella riunione del 23 gennaio 2018, hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acto nominato dal TAR Lazio - sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 marzo 2013, affinché adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad Acea Ato 5 delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina.

Immediatamente, la Società ha, per un verso, trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acto, affinché lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all' "affidamento in concessione ( ... ) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII" in favore di Acea Ato 5; per un altro verso, ha contestualmente richiesto all'ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonche ha invitato le competenti Autorità di controllo - tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti all'accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti. A fronte della predetta istanza, in data 29 marzo 2018 si è tenuto, presso gli uffici della STO dell'AATO 5, un primo incontro tra le parti, al fine di addivenire alla conclusione del processo di trasferimento del SII nel territorio comunale di Atina.

In particolare, le parti hanno convenuto 1) di procedere all'aggiorna mento del verbale di ricognizione delle opere del 28 settembre 2017, entro il 10 aprile 2018; 2) di provvedere ad aggiornare i termini stabiliti dalle parti relativamente ai rispettivi adempimenti, come convenuti nel verbale del 9 gennaio 2018, confermandone integralmente il contenuto; 3) di trasmettere al Commissario ad Acta la documentazione attestante l'avvenuta trasmissione al Gestore, da parte del Comune di Atina, della banca dati relativa alle utenze ubicate nel territorio comunale, impegnandosi il Comune medesimo a provvedere al successivo aggiornamento delle suddette utenze, secondo le modalità stabilite nel verbale del 9 gennaio 2018.

La successiva riunione, fissata per il 19 aprile 2018, era finalizzata alla formalizzazione del trasferimento delle opere ed impianti afferenti il SII nel Comune di Atina, nonché alla chiusura dei lavori del Commissario ad Acta, in ottemperanza a quanto stabilito nel Decreto del Presidente della Provincia n. 27 del 2 marzo 2018.

Nella riunione del 19 aprile 2018 alla presenza della STO dell'Ato 5, del Comune di Atina e di Acea Ato 5, il Commissario ad Acta - preso atto che le parti hanno provveduto ad espletare gli adempimenti di cui ai punti 1), 2) e 3) del verbale del 29 marzo 2018, in ottemperanza della sentenza del TAR Latina n. 356 del 23 aprile 2013 - ha proceduto alla consegna in favore di Acea Ato 5 delle opere, dei beni e degli impianti afferenti il SII nel territorio Comunale.

Altresì, con successivo verbale, sottoscritto nella medesima data dalla STO dell'AATO 5, da Acea Ato 5 e dal Comune di Atina, le parti, ribadendo di confermare integralmente il contenuto del verbale del 9 gennaio 2018, hanno convenuto di adeguare le scadenze previste nel predetto verbale, attualizzandole alla data odierna e prorogandole di 100 giorni.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio:

  • relativamente al progetto di fusione avviato nel 2015 tra Acea Ato 5 S.p.A. ed Acea Ato 2 S.p.A. il TAR Latina, con la sentenza n. 638 pubblicata il 27 dicembre 2017 ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento. Ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza;
  • in data 9 febbraio 2017, la Società ha presentato ricorso per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni vs € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: 1 ) ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); 2) riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); 3) riconoscimento degli oneri per la qualità (Opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; 4) penali per € 11 milioni. In data 8 marzo 2018 si è tenuta l'udienza pubblica di trattazione ed in data 22 marzo 2018 e stata pubblicata la sentenza n.135/2018 con la guale il fight a rigettato il ricorso proposto da Acea Aldi S agresso la sola ca delibera odel 13 Sigemble 2016. zione della Conterenza dei Sind Con tale sentenza, il TARIngon to de le censure elevate dalla Società, are linam-

missibilità del ricorso, sul presupposto che la delibera della Conferenza dei Sindaci sarebbe un mero atto endoprocedimentale poiché il procedimento di determinazione tariffaria dovrebbe concludersi "con il provvedimento definitivo rappresentato dalla approvazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, come ribadito anche nella deliberazione n. 664/2015 ARE-RA al punto 7.4: "Entro i successivi 90 giorni, l'Autorità, salva la necessità di richiedere ulteriori integrazioni, approva le proposte tariffarie ai sensi dell'articolo 154, comma 4 del d.lgs. 152/06". Dunque la deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 6 del 13 dicembre 2016 non sarebbe l'atto definitivo di determinazione della tariffa, bensi solo una proposta formulata dall'Ente d'Ambito e rimessa all'approvazione dell'ARERA: conseguentemente la deliberazione in commento non sarebbe autonomamente impugnabile; il merito della questione rimane del tutto aperto e la Società dovrà attendere la deliberazione dell'ARERA sulla proposta tariffaria formulata dall'AATO 5. La sentenza, passata in giudicato, appare comunque censurabile. In ogni caso, si può certamente confermare che la tariffa attualmente applicata da Acea Ato 5 rimane valida e non viene incisa dalla sentenza in commento. Al contrario, l'eventuale accoglimento del ricorso avrebbe determinato l'obbligo per l'Ente d'Ambito di modificare la proposta tariffaria incrementandola delle decurtazioni illegittimamente disposte. Inoltre, per quanto attiene al tema delle penali, che hanno determinato una decurtazione tariffaria di oltre € 10 milioni, il TAR ha richiamato la precedente sentenza n. 638/2017 che ha annullato la determinazione delle penali a carico di Acea Ato 5, Su questo specifico profilo il TAR, con la sentenza in commento n. 135/2018, ha evidenziato che il precedente giudizio e la precedente sentenza precludono "al Collegio di pronunciarsi nuovamente sugli stessi atti in ragione del principio, di cui agli artt. 2929 c.c. e 324 c.p.c., del ne bis in idem applicabile anche al processo amministrativo, il quale presuppone l'identità nei due qiudizi delle parti in causa e degli elementi identificativi dell'azione proposta, e quindi che nei suddetti qiudizi sia chiesto l'annullamento degli stessi provvedimenti, o al più di provvedimenti diversi ma legati da uno stretto vincolo di consequenzialità in quanto inerenti ad un medesimo rapporto, sulla base di identici motivi di impugnazione (Consiglio di Stato sez. IV 23 qiugno 2015 n. 3158)". Ciò induce a ritenere che - anche indipendentemente dall'eventuale proposizione dell'appello - sia l'AATO che l'ARERA dovranno comunque considerare, ai fini dell'approvazione delle tariffe definitive 2016-2019:

  • la precedente sentenza del TAR Latina n.638/2017 che ha annullato le penali, con la conseguenza che il PEF dovrà essere incrementato delle somme già decurtate a titolo di penali (oltre € 10 milioni); tale aspetto è stato ribadito dalla sentenza in commento che ha evidenziato come la questione sia già stata definitivamente risolta dallo stesso TAR;
  • nonché l'ulteriore istruttoria svolta dall'AATO nelle more del giudizio amministrativo - in ordine agli oneri sostenuti da Acea Ato 5 cd. Opex QC (pari ad € 1.970.082,00) e all'incremento del tasso di morosità.

Ulteriormente, in merito al ricorso presentato dalla Società (ulteriori motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016) dinanzi al Tar Latina, con contestuale domanda di risarcimento dei danni, avverso la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci ha deliberato la risoluzione del rapporto contrattuale con Acea Ato 5, con sentenza n. 638 pubblicata il 27 dicembre 2017, il TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la predetta deliberazione, annullando il provvedimento. I suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del

Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. Ad ogni modo la Società ha provveduto al deposito degli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, relativamente ai quali ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza. In data 26 e 27 giugno 2018 sono stati notificati gli atti di appello proposti rispettivamente dall'Autorità d'Ambito, dal Comune di Ceccano e da altri Comuni dell'Ato 5, avverso la predetta sentenza n. 638/2017 del TAR Lazio - sezione distaccata di Latina;

il 28 febbraio 2017 è stata depositata la sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone con la quale viene revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012 in favore della Società per il recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4 del 27 febbraio 2007. Il Tribunale di Frosinone ha ritenuto nullo l'atto transattivo del 2007, respinto la domanda riconvenzionale subordinata di Acea Ato 5 al pagamento dei maggiori costi sostenuti (e originariamente richiesti) pari complessivamente ad € 21,5 milioni ed ha disposto la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dalla S.T.O. in merito al pagamento dei canoni di concessione che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7,0 milioni. Il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di Acea Ato 5 e dell' A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 settembre 2018. In tale sede, le Parti, alla luce del Tavolo di Conciliazione instaurato in data 11 settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa - tra le altre - anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 settembre 2019.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000, inizialmente emesso dal medesimo Tribunale. La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art.281 sexies c.p.c. La Società, anche sulla scorta del parere autorevole dei propri legali, ritiene che l'affermata nullità della transazione non determini il venir meno del diritto del Gestore ad ottenere la remunerazione dei maggiori costi sostenuti nella gestione e non coperti dalla tariffa.

In merito alle deliberazioni della Giunta Regionale n. 56 del 6 febbraio 2018, n.129 del 27 febbraio 2018 e n.152 del 2 marzo 2018 (pubblicate sul BURL n.20 dell'8 marzo 2018), che modificano la perimetrazione degli ambiti territoriali ottimali ed avverso le quali la Società ha provveduto a presentare ricorso dinnanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la stessa Regione Lazio, 1'8 maggio 2018, ha deliberato:

"di sospendere l'efficacia della D.G.R. n. 56 del 6 febbraio 2018 recante L.R. n. 5/2014 e L.R.n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 - Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico";

  • "di confermare l'attuale assetto dell'organizzazione del SII regionale in numero cinque AATO regionali, così come definiti con L.R. 6/1996 ed il relativo assetto gestionale dei cinque AATO regionali, così come nel tempo individuati in qualità di sottoscrittori delle apposite Convenzioni di gestione, fino alla loro naturale scadenza";
  • "di demandare al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo, nei successivi mesi sei dalla data della presente, ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del SII, anche previa modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono, anche previo qualificati contributi da reperire all'esterno della struttura regionale in materia di: sistema di regolazione, tutela dell'ambiente, tutela del consumatore, modello industriale, comparazione interregionale, valorizzazione

della partecipazione dei territori e degli interessi sociali diffusi". In merito al ricorso dinnanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche presentato dalla Società avverso le deliberazioni della Giunta Regionale n. 56 del 06 febbraio 2018, n.129 del 27 febbraio 2018 e n.152 del 2 marzo 2018, all'udienza dell'11 luglio 2018 la Regione Lazio ha rappresentato l'esigenza di avere un termine congruo per l'istruttoria da compiere in ragione del provvedimento di sospensione e, d'intesa con tutte le parti, la causa è stata rinviata per i medesimi incombenti all'udienza del 6 febbraio 2019. E plausibile ritenere che la Regione voglia limitarsi a confermare l'assetto definito nei provvedimenti impugnati, sorreggendoli con una adeguata istruttoria.

Al riguardo, la Società ha ritenuto opportuno non partecipare al procedimento istruttorio, riservandosi di valutare eventuali ulterio ri azioni da intraprendere all'esito dei provvedimenti che saranno assunti in futuro dalla Regione.

Con la determinazione del 21 maggio 2018 DSAI/42/2018/IDR l'ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti della Società, in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato. Tale procedimento è il risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 novembre 2017, presso la sede della Società.

Si segnala ancora che in data 5 luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito "Regolamento").

Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.Cl. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti ed aggressivi nei confronti di consumatori e pic cole imprese, posti in essere dalla Società nel periodo gennaio 2015 - giugno 2018.

Le contestazioni sollevate riguardano principalmente:

    1. inadeguata gestione delle istanze dei consumatori, in materia di consumi fatturati, senza che nel frattempo siano sospese le procedure di riscossione degli importi contestati, con conseguente invio di solleciti di pagamento con minaccia di distacco in pendenza di reclami o procedure di conciliazione;
    1. recapito mancato o tardivo delle fatture, con conseguente impossibilità di accedere alla rateizzazione;
    1. imposizione in sede di voltura/subentro in un'utenza preesistente ovvero in caso di nuova attivazione, del pagamento del le morosità maturate dal precedente intestatario dell'utenza, a fronte di modalità chiare ed idonee a dimostrare l'estraneità del subentrante rispetto al precedente utente.

All'esito dell'ispezione l'Autorità ha acquisito la maggior parte

della documentazione specificata nella comunicazione di avvio del procedimento.

In data 3 agosto 2018 si è provveduto a trasmettere all'AGCM riscontro alla richiesta di informazioni formulata nell'atto di avvio del procedimento - ai sensi dell'art. 12, co. 1 del Regolamento - nonché a presentare istanze di riservatezza e di restituzione relative alla documentazione ispettiva acquisita dalla stessa.

Relativamente alle predette istanze, con comunicazione del 29 agosto 2018, l'AGCM ha respinto le istanze di restituzione ed ha, invece, differito la decisione sulle istanze di riservatezza.

Ulteriormente, in data 17 agosto 2018, la Società ha trasmesso all'Autorità formulario per la presentazione degli impegni ai sensi dell'art. 27, comma 7 del codice del consumo e dell'art. 9 del regolamento, relativamente al quale in data 6 novembre 2018 l'AGCM ha notificato il provvedimento con il quale ha respinto la proposta di impegni presentata dalla Società.

In data 21 novembre 2018, su autorizzazione dell'Autorità, funzionari dalla stessa delegati, unitamente alla Guardia di Finanza -Nucleo Speciale Antitrust - hanno provveduto ad eseguire un'ulteriore ispezione presso la sede della Società, essendo stata disposta l'estensione oggettiva del procedimento PS9918 a nuovi e specifici profili. In particolare, sono state richieste informazioni ed acquisite documentazioni relative alla gestione delle perdite occulte ed al mancato riconoscimento della prescrizione. In data 11 dicembre 2018 sono stati forniti puntuali riscontri alla richiesta di informazioni formulata nell'atto di integrazione oggettiva della comunicazione di avvio del procedimento, formulando contestualmente richiesta di audizione, concessa dall'Autorità per il giorno 10 gennaio 2019.

Infine in data 2 gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r., pendente per la presunta violazione dell'art. 4 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele).

In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c.c. intestati ad Acea Ato 5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata al 1º febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro.

Ad oggi il procedimento resta ancora pendente in fase investigativa. In ultimo si segnala che in data 10 gennaio 2019 si è svolta audizione presso l'AGCM - a fronte di formale istanza di parte formulata contestualmente al riscontro alle richieste di informazioni di cui al provvedimento di estensione oggettiva del procedimento.

Nel corso della predetta audizione, il legale incaricato a rappresentare e difendere la Società, rinviando a quanto già rappresentato nelle risposte alle richieste di informazioni formulate dall'autorità in sede di avvio e di estensione oggettiva del procedimento, ha evidenziato la costante attenzione mostrata dalla Società verso i propri consumatori, adottando a tale scopo una serie di misure e miglioramenti nelle procedure inerenti la gestione delle attività oggetto di contestazione da parte dell'Autorità.

La Società, ribadendo quanto già ampiamente esplicitato nei riscontri trasmessi all'Autorità, ha provedutosa to chire ulteriori informazioni e documentazione in ste in essere (collaborazione con l'OTUC, ap. sumatore, un'ottica di attività volte alla soluzione dell costante attenzione alle tema In data 20 febbraio 2019 I'A dimento

PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 maggio 2019.

In data 28 febbraio 2019 è stata notificata dall'AGCM la comunicazione del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento P9918 - fissato alla data del 20 marzo 2019 - con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società.

In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di:

    1. avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018;
    1. prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione;
  • gestione delle perdite idriche occulte. 3.

Entro il predetto termine del 20 marzo 2019 la Società potrà depositare memoria difensiva e documentazione a supporto, che saranno rimessi al Collegio insieme agli altri atti istruttori per l'adozione del provvedimento finale.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione"e e con riferimento ai procedimenti D.Lgs. 231/2001 al paragrafo della presente "Relazione Principali Rischi e Incertezze".

GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato di tutto il territorio dell'Ambito Distrettuale "Sarnese Vesuviano" (definizione EIC) della Regione Campania (74 dei 76 Comuni, atteso che i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del S.I.I. da parte della Società) che si sviluppa per una superficie di circa 900 kmq con una popolazione di circa 1,46 milioni di abitanti.

La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 4.574,5 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 467,2 km e in una rete di distribuzione di circa 4.107 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.409 km.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 10 sorgenti, 90 pozzi, 170 serbatoi, 101 sollevamenti idrici, 174 sollevamenti fognari e 7 impianti di depurazione.

Sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, la Società è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato.

Rapporti con la Regione Campania e con Acqua Campania per le forniture all'ingrosso

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servi zi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1º gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018. In particolare, la Regione, l'EIC e la Società sono addivenute ad un accordo complessivo finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese - Vesuviano in un quadro di equilibrio economico - finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi:

  1. l'assunzione, da parte di GORI della gestione del servizio e la presa in carico, a titolo di concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del S.I.I. dell'Ato 3, delle Opere Regionali e il loro conseguente efficientamento, incluso il ricollocamento ed il reimpiego efficiente del relativo personale addetto in attività del S.I.I., conformemente e con le modalità previste dallo Schema Regolatorio nonché dalla delibera di Giunta Regionale 243/2016 e dal relativo Accordo

Quadro sottoscritto tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 agosto 2016 attuativo della medesima delibera 243/2016;

  • l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi innanzi al Tribunale Civile di Napoli tra la concessionaria per la riscossione regionale Acqua Campania S.p.A. e GORI (R.G. n. 33575/2016) relativamente alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso", da un lato, e tra la Regione e GORI (R.G. n. 3878/2017) relativamente ai servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue", da un altro lato;
  • ന് l'utile accesso al mercato del credito da parte della Società al fine di attuare detti obiettivi;
  • l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di এ. competenza, l'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'Ato 3 laddove dovesse venire meno, anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità occorrenti per assicurare i finanziamenti richiesti al mercato del credito, attesa la mancata concessione da parte dell'ARERA, fino a tutto il 2018, del finanziamento a titolo di perequazione.

A tale ultimo proposito, si evidenzia che, nella seconda metà del 2018, la Società ha già avviato una procedura per ottenere finanziamenti complessivi nella misura massima di € 110 milioni da parte di uno o più Istituti di Credito.

Accordo con ABC

In data 21 dicembre 2018 è stato sottoscritto un atto transattivo tra GORI ed ABC allo scopo di definire e regolare i reciproci rapporti e di superare i contenziosi sorti per effetto di posizioni divergenti assunte tra le parti in merito alla tariffa applicata da ABC sulle sub forniture idriche. Sono state pertanto definite le somme da liguidare ad ABC, definendo in via transattiva un importo forfettario pari a circa € 8,3 milioni per le competenze fatturate a tutto il 31 dicembre 2015 ed un importo pari a circa € 1,3 milioni per il periodo dal 1º gennaio 2016 al 30 settembre 2018 sulla base della tariffa di cui alle deliberazioni del Commissario dell'Ato 2 n. 27 del 17 ottobre 2017 e n. 28 del 24 ortobre 2017

Aggiornamento dello Schema Regolatorio 2016-2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese - Vesuviano della Regione Campania

Preliminarmente, si chiarisce che l'ARERA, nell'ambito delle sue attribuzioni, ha determinato: un primo metodo tariffario transitorio per gli anni 2012 e 2013 (che ha sostituito interamente il precedente "metodo normalizzato" di cui al D.M. LL.PP. 1º agosto 1996), emanato con deliberazione 585/2012/R/idr ("Metodo Tariffario Transitorio" o "MTT"); un secondo metodo tariffario idrico per gli anni 2014 e 2015 emanato con deliberazione 643/2013/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico" o "MTI"); un terzo e attualmente vigente metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, adottato con deliberazione 664/2015/R/idr, come modificata dalla successiva deliberazione 918/2017/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico - 2" o "MTI-2").

Sulla base del metodo tariffario adottato dall'Autorità, l'Ente di Governo d'Ambito è tenuto a predisporre lo Schema Regolatorio per il periodo di riferimento che è poi approvato dalla medesima Autorità. Difatti, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/ idr, ha predisposto lo Schema Regolatorio 2016-2019 con deliberazione n. 19 dell'8 agosto 2016 e lo ha poi aggiornato, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 918/2017/R/idr, con la deliberazione n. 39 del 17 luglio 2018. Con tale ultima deliberazione:

è stata valorizzata la componente a conguaglio RCappr nella misura di euro 216.948.037;

    1. è stato riconosciuto il Vincolo ai Ricavi del Gestore ("VRG") per gli anni 2016 (VRG: euro 167.958.694); 2017 (VRG: euro 183.072.979), 2018 (VRG: euro 197.001.101) e 2019 (VRG: euro 206.352.671) nonché i corrispondenti "moltiplicatori tariffari" per gli esercizi 2018 (91,247505) e esercizio 2019 (9 1,309880);
    1. è stato stabilito di destinare la quota FoNI già prevista per l'anno 2017 e non ancora utilizzata al finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale;
    1. è stato istituito il Bonus Idrico integrativo con la valorizzazione della componente di costo OPsocial per gli anni 2018-2019;
    1. è stata aggiornata la tabella n. 2 relativa a ratei, ammortamenti, mutui distinti per Comuni dell'Ato 3.

Inoltre, lo Schema Regolatorio 2016-2019 aggiornato con la deliberazione 39/2018 è stato predisposto sulla base di un piano finalizzato alla piena attuazione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano che garantisca, contestualmente all'equilibrio economico-hnanziario: (a) la sostenibilità sociale della tarifra del S.I.I. applicata agli utenti, (b) la realizzazione degli investimenti oc correnti al miglioramento del servizio nonché (c) il recupero dei conguagli tariffari accumulati. A tali fini, il vigente Schema Regolatorio dell'Ato 3 ha posto i seguenti obiettivi da raggiungere per garantire, come detto, la piena attuazione del S.I.I.:

    1. il trasferimento e l'efficientamento delle "Opere Regionali" e, cioè, si ripete, le infrastrutture idriche ricadenti nell'Ato 3 ancora in gestione della Regione Campania ed elencate nella delibera della Giunta Regionale 243/2016;
    1. il reimpiego e ricollocamento sempre in un'ottica di efficientamento del S.I.I. - del personale addetto sulle Opere Regionali conformemente e con le modalità previste dagli accordi intervenuti con le Organizzazioni Sindacali sulla base dell'anzidetta delibera 243/2016 e del relativo Accordo Quadro del 3 agosto 2018 sopra indicato;
    1. la previsione di piani di rateizzazione della debitoria maturata dalla Società - sostanzialmente, in ragione della inadeguatezza del sistema tariffario effettivamente applicato fino al 2016 per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti nei confronti della Regione Campania, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi per il pagamento delle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue".

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1º gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" anche a proposito dei riflessi di natura finanziaria derivanti dalla conclusione delle attività al riconoscimento delle misure di perequazione.

Si segnala infine che dal 1º gennaio 2018 decorrono gli effetti giuridici, amministrativi e fiscali della fusione per incorporazione della società GORI Servizi S.r.J. in GORI S.p.A. già perfezionata con at to stipulato in data 28 dicembre 2017.

Gesesa

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale Ato n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione).

Nel corso del 2018 la Società ha iniziato a creare i presupposti coerentemente con quanto deliberato dal Consiglio per un nuovo percorso di crescita e di sviluppo finalizzato al raggiungimento di obiettivi strategici che prevedono la crescita aziendale. In tale ottica è stata già deliberata un'operazione di aumento di Capitale per aggregare nuove gestioni con l'affidamento diretto del Servizio Idrico Integrato da parte di nuovi Comuni, utilizzando uno strumento che è dato dalle disposizioni normative contenute nel D. Lgs.175/2016, recante il "Testo Unico in materia di società partecipate dalla pubblica amministrazione". La suddetta norma consente ai Comuni di acquisire partecipazioni societarie limitatamente ad attività, previste dall'art 4 del decreto, produttive di un servizio di interesse generale, previa una verifica da parte dell'ente della convenienza economica della gestione diretta o esternalizzata del servizio affidata ad operatori privati.

Ne discende per la Società l'opportunità di procedere a nuove acquisizioni di S.I.I. e quindi proseguire la politica di sviluppo sul territorio di competenze dell'Ato 1, nelle more dell'individuazione del gestore unico, attuando uno sviluppo gestionale che, raggiunto almeno il 25 % della popolazione servita, collocherebbe la Società quale interlocutore capace di chiedere l'affidamento diretto dell'in tero territorio come Gestore Unico.

Si segnala infine che l'ARERA ha avviato con Determinazione DSAI/26-2018 un procedimento per l'adozione di provvedimento sanzionatorio e prescrittivo in materia di regolazione tariffaria del SII. La Società ha provveduto ad inoltrare memorie lo scorso 7 giugno 2018 ed ha provveduto inoltre a rimborsare gli utenti per la parte impropriamente riscossa.

Allo stato si è in attesa delle risultanze dell'istruttoria del procedimento. Nelle more, la Società ha provveduto a sanare alcune anomalie riscontrate dall'Autorità e nella proposta di aggiornamento tariffario biennale 2018/2019 ha provveduto a recepire per gli anni 2016/2017 alcune indicazioni e rilievi emersi nel corso della verifica ispettiva, contenuti nel corpo del provvedimento di avvio del procedimento sanzionatorio, ai fini di ridurre ogni eventuale impatto economico derivante dall'esito finale della verifica stessa.

Area Toscana - Umbria

Acque

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1º gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2026). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'Ato n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione nº 6/2018 del 22 giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT nº32/2017 del 5 ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023

Con la stessa deliberazione il Consiglio Circettivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta taliffan ally, laggiornamento del programma degli intervegit a de piano economico finanziario e l'estens ssione di affidamento del servizio dal p mbre 2026 al nuovo termine 31 dicen

La nuova proposta tariffaria 2018-2019 e l'allegato piano economico finanziario si pongono come obiettivi la sostenibilità della previsione di maggiori investimenti che il gestore dovrà attuare durante la concessione del servizio e, parallelamente, il contenimento dell'incremento delle tariffe da applicare agli utenti, attraverso l'estensione della durata della concessione di affidamento di ulteriori 5 anni

Pertanto, per effetto della nuova proposta tariffaria, il moltiplicatore tariffario 2018 è stato pari a 5,39% mentre nella precedente delibera AIT 32/2017 lo stesso era pari al 6%.

La nuova proposta tariffaria 2018-2019, nonché l'aggiornamento delle annualità tariffarie 2016-2017, e tutti i documenti collegati (programma degli interventi, aggiornamento del piano economico finanziario, estensione della durata della concessione di ulteriori 5 anni) approvati dall'AlT con deliberazione 6/2018, sono stati approvati da ARERA con deliberazione 502/2018/R/idr del 9 ottobre 2018 con modifica, rispetto alla proposta dell'AIT, degli OPEXgc riconosciuti in tariffa ma senza modifiche del moltiplicatore tariffario da applicare alle tariffe dell'anno.

Si informa infine che in data 24 gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: 1) Linea Term pari ad € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 dicembre 2023 e, 2) Linea RCF pari ad € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.

Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. I nuovi contratti prevedono il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.

Publiacqua

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1º gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'Ato n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento. In merito alla nuova articolazione tariffaria l'AIT con delibera n. 29/2016 del 5 ottobre 2016 ha approvato le tariffe per il secondo

periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2) ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015. L'ARERA ha approvato con delibera 687/2017R/idr le tariffe proposte dall'Autorità Idrica Toscana in data 12 ottobre 2017. A seguito dell'approvazione della nuova articolazione tariffaria prevista dalla Delibera ARERA n. 665/2017/R/ idr (TICSI), Publiacqua ha proceduto a fatturare secondo la nuova articolazione fin dal mese di agosto. Infine con delibera n. 24 del 7 dicembre 2018, l'AIT ha approvato le tariffe 2018-2019.

Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'Ato n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1º gennaio 2002.

Con riferimento all'aggiornamento delle tariffe per il periodo 2018-2019, in data 27 luglio 2018 l'AIT, sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG ed i Teta degli anni 2018-2019 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.17/2018 del 27 luglio 2018). Attualmente, tale proposta tariffaria dell'EGA toscano è al vaglio dell'Autorità nazionale (ARERA) e solo dopo la ratifica da parte di quest'ultima si potrà dire definitivamente concluso l'iter approvativo.

Umbra Acque

In data 26 novembre 2007 Acea si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'Ato 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 dicembre 2027) L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1º gennaio 2008.

La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli Ato 1 e 2.

Alla data del 31 dicembre 2018 la tariffa applicata agli utenti è quel la determinata dalla Delibera n.489/2018/R/idr del 27 settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018 - 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 luglio 2018, che prevede per l'anno 2018 un decremento dello 0,09% rispetto all'anno 2017.

Si informa infine che in data 29 dicembre 2018, è stata predisposta ed inviata formalmente all'AURI e all'ARERA l'istanza di estensione della durata dell'affidamento al 31 dicembre 2031 ex artt. 5.2 e 5.3 della Convenzione e Delibera 656/2015/R/IDR.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Di seguito si riporta lo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe nonché di approvazione dell'aggiornamento biennale (2018 - 2019) delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo.

Societa Status approvazione (fino al MTI2 "2016 - 2019") Status aggiornamento biennale (2018 - 2019)
Acea Ato 2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa
comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte
dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune
variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato
premio qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento
tariffario in data 15 ottobre 2018 e contestualmente ha
rinviato l'approvazione del TICSI (Testo Integrato dei
corrispettivi idrici) recante i criteri di articolazione tariffaria
da applicare.
L'ARERA ha approvato in data 13 novembre 2018 con
delibera 572 l'aggiornamento tariffario 2018-2019
Acea Ato 5 E stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30
maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opex .
ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e
l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13
dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di
riconoscimento degli Opex . Si è in attesa dell'approvazio-
ne da parte dell'ARERA
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento
tariffano 2018-2019 in data 1º agosto 2018.
Si è attualmente in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
GORI In data 1º settembre 2016 il Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato la tariffa con Opex , a partire dal
2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
In data 17 luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA
ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Acque In data 5 ottobre 2017 l'All ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opex oc
In data 22 giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e,
contestualmente, anche l'istanza di estensione della durata
dell'affidamento di 5 anni, ovvero sino al 37 dicembre 2031.
L'ARERA con delibera 502 del 9 ottobre 2018 ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'All ha approvato la tariffa con
riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12 ottobre 2017, con delibera
687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT
In data 7 dicembre 2018 l'AlT ha provveduto ad approvare
le tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione
di 3 anni. Si è attualmente in attesa dell'approvazione da
parte dell'ARERA.
Acquedotto del Fiora In data 5 ottobre 2016 l'All ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opex . In data 12 ottobre 2017, con
delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti
dall'AlT.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 luglio 2018. Si è
attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARE-
HA.
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opex In data 26 ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti
dall'All.
In data 12 luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiorna-
mento tariffario 2018-2019 proposto dall'Al i.
Crea Gestioni A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, non avendo ne i
Comuni dove è svolto il servizio ne gli Enti d'Ambito di
riferimento alcuna proposta taniffana per il periodo
regolatorio 2016-2019, la Società ha provveduto ad
inoltrare le proprie proposte tariffane. Si e oggi in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competen-
ti/EGA i dati ai fini dell'aggiornamento tariffario, salvo
completamento in corso per la parte sulla Qualità lecnica.
Considerando la sostanziale inerzia dei soggetti preposti, la
Societa ha inoltrato I richiesta ai Comuni in data 21
dicembre 2018, con istanza inviata all'ARRERAin della
gennaio 2019 e richiesta di diffida alfrida alfi
gennaio 2019.

63

(segue)
Societa Status approvazione (fino al MT12 "2016 - 2019") Status aggiornamento biennale (2018 - 2019)
Gesesa In data 29 marzo 2017 l'AATO 1 con deliberazione n. 8 del
Commissario Straordinano ha approvato la predisposizione
tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documenta-
zione relativa alla revisione tariffaria 2018-2019 ed è stata
avviata dallo stesso EGA l'istruttoria con la previsione di
giungere all'approvazione delle tariffe entro il mese di
aprile 2019.
Nuove Acque In data 22 giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'All'All'All'All'All'Alt
approvato le tariffe
In data 16 ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto
dal All
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 I'EGA ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opex . Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr.
L'Assemblea dell'AURI, nella seduta del 27 luglio 2018, ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA
ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con
delibera n. 489 del 27 settembre 2018

Nelle more del completamento degli iter di approvazione ancora in corso, i ricavi iscritti sono determinati sulla base dei regimi tariffari precedentemente approvati dall'ARERA o dai rispettivi Enti di Governo d'Ambito, come sopra meglio rappresentato.

Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

RICAVI DA SERVIZIO IDRICO INITEGRATO

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi dell'esercizio 2018 valorizzati sulla base delle determinazioni tariffarie assunte dai rispettivi EGA o dall'ARERA. I dati sono comprensivi dei conguagli delle partite passanti, della componente Fo.NI., degli Opexqc o del premio art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr.

Secteda Ribari da Sil
(valorapro quota in Emilioni)
PORT Framb
(ingilien © mi atour and in Camilioni)
Acea Ato 2 574,9 FNI = 20,7
AMMFaNI = 7,9
Premio = 33,6
Acea Ato 5 71,1 FNI = 6,8
AMMFoNI = 2,5
GORI 75,1
Acque 71,0 AMMFoN = 4,3
Publiacqua 96,8 AMMENI = 9,3
Acquedotto del Fiora 43,6 AMMFoNI = 3,5
Gesesa 10,9 FNI = 0,1
Geal 7,8 FNI = 0,7
AMMFoNI = 0,4
Crea Gestioni 7,3
Umbra Acque 29,9 AMMFoNi = 1,2

AREA INDUSTRIALE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

DATI OPERATIVI E RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELL'ESERCIZIO
Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. 20
Energia Prodotta (idro + termo) GWh 540 414 126 30,5 %
Energia Prodotta (fotovoltaico) GWh 10 12 (2) (16,4 %)
Energia Elettrica distribuita GWh 9.792 10.040 (248) (2,5 %)
TEE venduti/annullati Nr. 148.557 145.754 2.803 1,9 %
Nr. Clienti N/000 1.629 1.626 3 0,2%
Km di Rete Km 30.704 30.344 360 1,2 %
Risultati economici e patrimoniali
€ milioni 31/2/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 687,2 659,1 28,1 4,3%
Costi 326,5 326,1 0,4 0,1%
Margine operativo lordo (EBITDA) 360,7 333,1 27,6 8,3 %
Risultato operativo (EBIT) 198,8 167,8 31,0 18,5 %
Dipendenti medi (n.) 1.387 1.366 21 1,6 %
investimenti 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Indebitamento finanziario netto 1.121,9 1.036,6 85,2 8,2%
Margine Operativo Lordo (ESITDA)
C milioni 2018 2017 of armazione Cariaslation
Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche 360,7 333,1 27,6 8,3 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 38,7% 39,7% (1,0 p.p.)

L'EBITDA al 31 dicembre 2018 si è attestato a € 360,7 milioni e registra un incremento di € 27,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2017. Tale variazione è imputabile in via prevalente alla società areti (+ € 29,8 milioni) in conseguenza degli aggiornamenti tariffari annui nel perimetro del quinto ciclo regolatorio (effetto variazione tariffe tra i due periodi posti a confronto) come da delibera ARERA n. 175/2018/R/eel del 29 marzo 2018. Con riferimento al bilancio energetico, al 31 dicembre 2018 oreti ha immesso in rete 9.792 GWh in linea rispetto a quanto immesso nel 2017.

L'EBITDA del ramo della pubblica illuminazione è negativo per € 5,4 milioni, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2017 di € 9,8 milioni. La variazione è determinata dalla marginalità derivante dal Piano LED avviato alla fine di giugno 2016 sulla base di un accordo con Roma Capitale. Si segnala che nel corso del 2018 sono stati sostituiti 13.511 corpi illuminanti. Nel corso del 2019 verrà portato a completamento l'attività di trasformazione dei punti luce di tipo funzionale prevista dall'accordo, che ha subito un rallentamento, condiviso con Roma Capitale, dovuto alla revisione della temperatura colore e dell'indice di resa cromatica, riprogrammando così le trasformazioni delle armature di tipo artistico ed ornamentale principalmente ubicate nel centro storico.

Acea Produzione contribuisce all'aumento dell'EBITDA per complessivi € 10,1 milioni grazie all'aumento del margine energia del comparto della generazione idroelettrica che registra un incremento della produzione pari a circa il 12,5%, anche per il maggiore con tributo degli impianti fluenti di Castel Madama, Mandela ed Orte (+ 10,8%), quello di S. Angelo (+ 30,0%) e del comparto di generazione termoelettrica che registra un significativo incremento (+ 80% rispetto allo scorso esercizio) a seguito del completamento della realizzazione dell'impianto di Tor di Valle.

L'organico medio si incrementa di 21 unità interamente riferibili ad oreti.

Il risultato operativo risente in via principale dai maggiori accantonamenti di periodo (+ € 10,1 milioni) principalmente per rischi regolatori ed esodo e mobilità, compensati dalla minore componente di svalutazione crediti (- € 11,1 milioni) dovuto agli effetti prodotti dalle svalutazioni operate lo scorso anno in merito alla vicenda legata a Gala

L'indebitamento finanziario netto si è attestato, al 31 dicembre 2018, ad € 1.121,9 milioni evidenziando un incremento di € 85,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2017. Gli effetti sono principalmente da ricondurre al crescente volume di investimenti, all'incremento del pay out nonché alle dinamiche de costa flow operativo.

Gli investimenti si attestano a € 2.2 lipro e per quanto concerne areti sono riferiti agli infervent MT ABT oltre ad una serie di interventi di amgliggheffe e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree. alizzati da Acea Produzione si riferiscono p for di revamping

impiantistico della Centrale Idroelettrica di Mandela e per i lavori di estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

GALA

Con delibera 50/2018/R/eel del 1º febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema. Tale disciplina prevede il riconoscimento dei crediti maturati dal 1º gennaio 2016, con istanza per il riconoscimento da presentare entro luglio 2018 prendendo a riferimento le fatture scadute da almeno 12 mesi.

Tale disciplina prevede che possano accedere al meccanismo solo i distributori che hanno versato a CSEA e al GSE la quota di oneri per la quale chiedono il reintegro. Sono state introdotte inoltre alcune restrizioni tali da non consentire l'integrale riconoscimento della quota relativa agli oneri generali. Avendo interesse ad aderire al meccanismo per ottenere un seppur parziale reintegro, la Società, avendo regolarmente anticipato la quota di oneri a CSEA e al GSE, ha tempestivamente depositato istanza. Conseguentemente, in data 30 settembre 2018 in virtù del meccanismo sopra descritto, areti ha potuto recuperare l'importo pari ad € 28,4 milioni a parziale compensazione degli oneri di sistema.

Al 31 dicembre 2018 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta ad € 73,6 milioni comprensivo degli interessi fatturati. Allo stato della situazione, anche tenuto conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti verso GALA con riferimento alla quota trasporto e lavori maturata.

Si segnala inoltre che, con deliberazione n. 583 del 20 novembre 2018, I'ARERA ha rigettato il reclamo presentato da Gala Power S.r.l., società del Gruppo Gala, avverso il rifluto di areti di stipulare con la medesima società un contratto di trasporto, stante l'acclarata esistenza di un unico centro decisionale sussistente tra Gala Power e la sua controllante Gala, alla luce della significativa esposizione debitoria maturata da quest ultima nei confronti di areti

Provvedimenti sanzionatori dell'ARERA

In merito alla delibera 62/2014/S/eel dell'ARERA si è ancora in attesa della comunicazione delle risultanze istruttorie mentre per quanto riguarda la delibera 512/2013/S/eel dell'ARERA, l'Autorità ha dato mandato alla presentazione del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lombardia. Il Consiglio di Stato, con sentenza del 22 febbraio 2018, ha annullato del tutto la sanzione, con la motivazione che, come da areti, la regolazione allora vigente non prevedeva alcun obbligo di registrazione dei solleciti conseguenti ad una prima segnalazione gia registrata di un medesimo cliente.

Progetti di innovazione tecnologica

Progetto pilota "Nuovo Piano Contatori Digitali" e "Progetto contatori digitali 2.1G"

Al fine di confrontare le diverse tecnologie da impiegare in vista della fine del ciclo di vita dei contatori digitali attuali (2019-2020), oreti ha completato gli approfondimenti tecnici legati allo sviluppo ed al consolidamento dei nuovi standard in corso di normalizzazione a livello europeo, anche tenendo conto della delibera 87/2016/R/ eel dell'8 marzo 2016 déll'ARERA, relativa alle «Specifiche funzionali abilitanti i misuratori intelligenti di seconda generazione (2G)». Sono state altresì completate le sperimentazioni sulle diverse tecnologie disponibili per il protocollo di comunicazione in onda convogliata tra contatore e concentratore e per il protocollo di comunicazione per il canale di comunicazione di back up.

Conclusa la sperimentazione di cui sopra relativa al progetto PILO-TA, è stato avviato il Progetto "CONTATORI DIGITALI 2.1G".

In particolare è stato avviato l'iter per la procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatore e concentratore) e del relativo Centro di Gestione (quest'ultimo da considerare come fornitura opzionale), con i relativi servizi a supporto, con l'obiettivo di iniziare lo sviluppo della soluzione nel corso del 2019 e la posa massiva nel corso dell'anno successivo.

L'avvio del piano di posa massiva è subordinato all'approvazione del Piano Massivo di Sostituzione all'Autorità, da presentare secondo le scadenze normative.

Evoluzione piattaforma Smart Grid Intelligence (SGI - Dati elettrici) Sono stati collaudati e rilasciati gli algoritmi per il calcolo degli indici di impatto, del tasso di guasto e del rischio per gli elementi (rami e nodi) della rete MT. Ciò permette al sistema SGI di calcolare e aggiornare in tempo reale la metrica di impatto, tasso di guasto e rischio per la rete MT. È previsto nel piano strategico lo sviluppo della piattaforma SGI, in accordo con gli sviluppi previsti per l'integrazione dei dati e dei sistemi dedicati alla sensoristica in campo e con quelli relativi alle piattaforme innovative di sistema centrale, con particolare attenzione all'implementazione di algoritmi specifici per la valutazione del rischio.

Progetto San Saba

Il progetto consiste nella riqualificazione di una porzione delle reti di BT e MT in contesto metropolitano pubblico e privato e nella contemporanea predisposizione di una rete in fibra ottica a supporto del servizio elettrico. Questi nuovi impianti permettono l'impiego di apparecchiature tecnologicamente avanzate, soprattutto finalizzate a garantire una maggiore flessibilità della manovra e protezione delle porzioni di rete asservite all'alimentazione dei clienti finali, con lo scopo di migliorare la qualità e la continuità del servizio erogato.

Progetto DRONI

Con riferimento al Progetto Droni, nel 2017 è stato sperimentato l'uso del velivolo teleguidato (sviluppato nel 2016), per le ispezioni sulle linee elettriche aeree, è stato inoltre, depositato in data 6 giugno 2017 il brevetto relativo al "Sistema audio per ultrasuoni", utilizzato per la rilevazione delle scariche parziali sulle linee aeree stesse. Sono in corso ulteriori svilluppi per la definizione di soluzioni che utilizzino droni inoffensivi per azioni d'ispezione massive semplificate. E stato definito, infine, il progetto di Drone terrestre (gommato) per ispezioni automatiche nelle Cabine Primarie e/o in altri siti sensibili. Tale progetto prevede la realizzazione del primo step nel corso del 2019. A settembre 2018 è stato consegnato il drone inoffensivo da utilizzarsi con specifiche prove operative nel corso del 2019. A dicembre 2018 è stato consegnato il Pick-up per la realizzazione del laboratorio mobile per le missioni di lavoro con i Droni.

Progetto Cabina Primaria e Secondaria 2.0

Il Progetto Cabina Primaria 2.0 (CP 2.0), da svilupparsi nel corso del biennio 2018 - 2019 con implementazione in campo immediatamente successiva, prevede la definizione di una nuova Architettura del Sistema di Protezione Comando, Controllo della Cabina Primaria (CP), che preveda all'interno della cabina primaria un apparato che abbia la funzione di gestione integrata della rete MT sottesa. Il Progetto Cabina Secondaria 2.0 sviluppato nel corso del 2018 per la parte progettuale e prototipizzazione, prevede il completamento nel corso del 2019 col consolidamento della soluzione.

Il progetto oltre a quanto già previsto per il telecontrollo e l'automazione dei componenti MT della cabina secondaria prevede l'obiettivo di definire un apparato di cabina secondaria che realizzi la gestione integrata di tutta la rete BT sottesa.

Progetto FIBRA OTTICA

La Società sta progettando e realizzando una rete in fibra ottica per la connettività delle cabine primarie della rete di distribuzione che rappresenta anche il backbone principale di telecomunicazione alla quale si connette la sottostante rete secondaria sviluppata nell'ambito del "progetto F.O. secondaria". Tale backbone garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia utile a garantire la corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete. In parallelo a questa attività, contestualmente ai Piani Regolatori BT ed MT, areti ha previsto la realizzazione di una rete in fibra ottica. In particolare tale rete consentirà di raggiungere ogni cabina secondaria per il telecontrollo delle apparecchiature installate e ove possibile i punti di misura allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo.

Inoltre, sempre in parallelo ai piani regolatori MT e BT, areti sta costruendo la rete in Fibra Ottica della società Open Fiber, in forza di un accordo sottoscritto con la stessa, per la realizzazione delle rispettive reti di comunicazione elettroniche sfruttando reciprocamente le opere realizzate dalle singole società. Tale accordo garantirà ad areti la possibilità di connettere ogni nodo della propria rete (CP o CS) anche nelle aree del territorio dove non sono previsti interventi sulla rete elettrica.

Illuminazione Pubblica

Al 31 dicembre 2018 sono state effettuate 13.511 trasformazioni (per un totale di 170.556 trasformazioni). Il Piano prevedeva il termine delle attività entro i primi mesi del 2018. Tuttavia, a seguito della revisione della temperatura colore e dell'indice di resa cromatica effettuata dal Gruppo di lavoro che ha visto coinvolti il SIMU, la Sovrintendenza e l'Università di Roma La Sapienza, le trasformazioni delle armature di tipo artistico ed ornamentale hanno subito una riprogrammazione che ne ha posticipato la conclusione. I rimanenti circa 12.000 punti luce, principalmente ubicati nell'area della città storica, saranno dunque oggetto di trasformazione nel corso del 2019. Si segnala che sono stati avviati alla realizzazione progetti di trasformazione a LED e adeguamento tecnologico di importanti siti storico-artistici come il Campidoglio, I'Isola Tiberina, Piazza Navona e Ponte Mazzini.

Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 226,6 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e lor di Valle, quest'ultima oggetto di un importante repowering completato a fine 2017. Tor di Valle è ora costituita da un moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento, in sostituzione del precedente impianto a ciclo combinato; la nuova centrale è costituita da due motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 19 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale nell'attuale configurazione, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessarie per

l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma. Sempre in relazione al sito produttivo di Tor di Valle, si è concluso nel corso del 2018 la totale demolizione del vecchio modulo di cogenerazione costituito da una turbina a gas in ciclo aperto da 19 MW elettrici, in esercizio dai primi anni '80, in coerenza con quanto previsto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata.

A questa dotazione vanno aggiunti i cinquantadue impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 8,6 MWp.

Nell'esercizio 2018 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 548,6 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 467,7 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini idro di 2,6 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 68,4 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 10,1 GWh.

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 73,1 GWht, per un totale di 3.244 utenze servite (253 condomini e 2.991 unità immobiliari).

Cogenerazione

La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su tre aree: 1) la consulenza nel settore delle Esco, ed offerta di servizi legate agli obblighi di incremento dell'efficienza energetica di terze parti; 2) la fornitura di servizio energia mediante gestione di impianti cogenerativi (o trigenerativi) e reti di teleriscaldamento e vendita dell'energia prodotta ai Clienti; e 3) il coordinamento delle società del Gruppo relativamente ai progetti di efficienza energetica:

Il sistema di produzione della Società è oggi costituito da un insieme di impianti cogenerativi, abbinati a reti di teleriscaldamento, per un totale di 6,6 MW di potenza elettrica installata presenti in Umbria e nel Lazio. Nel 2018 la Società ha realizzato un volume di produzione pari a circa 15 GWh (elettrica), 26 GWh (termica) e 9 GWh frigorifera.

Con riferimento all'impianto Europarco è entrata a regime l'erogazione del servizio all'edificio ENI 4 che è stata avviato nel corso del mese di giugno 2018. Sono terminati invece i lavori per l'allaccio dell'edificio ENI 2 il cui avvio del servizio è previsto per il 1º febbraio 2019.

Sono tutt'ora in corso le attività previste dall'atto transattivo di agosto 2017, con particolare riferimento ai lavori che il Fondo Upside si è impegnato ad affidare ad Ecogena. La sottoscrizione del contratto fra Ecogena ed Upside per la costruzione di un parcheggio sopraelevato di 450 posti è prevista entro il mese di febbraio 2019.

Si segnala infine che sul fronte dei contenziosi in data 27 dicembre 2018 è stato sottoscritto con la società Cinecittà Parchi, un Accordo Transattivo che prevede la risoluzione di entrambi i contratti vigenti e riconoscimento da parte di Cinecittà ad Ecogena a titolo di stralcio totale di € 1,0 milioni con impegno di Ecogena allo smontaggio dell'impianto entro il 2021. Sulla scorta di tale atto di transazione entrambe le parti hanno convenuto di abbandonare ogni giudizio e/o procedimento esecutivo medio tempore incardinato e/o incardinando tra le stesse.

Sul fronte Efficienza Energetica e Sviluppo si informa è stata presentata la prima rendicontazione per la consuntivazione dei risparmi per il fotto O del Piano Led di Roma Capitale. Si è in attesa della conclusione dell'iter di approvazione per poter procedere alla presentazione della seconda rendicontazione infoltre nell'imese di agosto è stata avviata la fase di prima rendiconita Bear lative at otto 2 del Piano Led di Roma Capitale mentre a septarabre e populari ricevu ta la richiesta di integrazione del progetto ivo spesentato al GSE per il Piano Led di Roma C allerie

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. 9
Verifica tecnico-professionale Numero imprese 226 74 152 0%
Ispezioni in cantiere Numero ispezioni 11.270 8.884 2.386 26,9 %
Coordinamenti della Sicurezza Numero CSE 315 112 203 181,2 %
Risultati economici e patrimoniali
E milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 74,1 84,4 (10,3) (12,2 %)
Costi 56,1 69,8 (13,8) (19,8 %)
Margine operativo lordo (EBITDA) 18,0 14,5 3,5 23,9 %
Risultato operativo (EBIT) 15,5 11,5 4,0 34,9 %
Dipendenti medi (n.) 265 319 (54) (16,9 %)
Investimenti 1,6 0,8 0,7 90,5 %
Indebitamento finanziario netto (13,3)
1975-11
12,3 (25,6) 0%
Margine Operatura Lordo (EBITOA)
E milioni 3018. 2017 VariaBene Variasione "
Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi 18,0 14,5 3,5 23,9 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 1,9 % 1,7 % 0,2 p.p.

DATI OPERATIVI E DISULTATI ECONOMIC' E PATRIMONIAU DELL'ESSERCIZIO

L'Area, costituita in conseguenza delle modifiche organizzative di maggio 2017, chiude il 2018 con un EBITDA di € 18,0 milioni con un incremento, rispetto all'esercizio precedente, di € 3,5 milioni principalmente riferibili ad Acea Elabori e dovuti alla crescita delle prestazioni effettuate nei settori dell'ingegneria e della ricerca ed innovazione svolti prevalentemente per il settore Idrico.

Nell'Area sono comprese Ingegnerie Toscane e TWS, che registrano rispettivamente un EBITDA di € 2,3 milioni sostanzialmente in linea con lo scorso esercizio (+ € 0,5 milioni) e di € 0,7 milioni ed anch'esso in linea con il 2017 (+ € 0,1 millioni).

L'organico medio al 31 dicembre 2018 si attesta a 265 unità e risulta in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2017 (erano 319 unità) per gli effetti derivanti dal ramo Facility Management trasferito ad Acea alla fine dello scorso esercizio. Tale operazione ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad Acea S.p.A.

Gli investimenti si attestano a € 1,6 milioni riguardano principalmente attrezzature industriali acquistate da Acea Elabori.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 è positivo per € 13,3 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2017 di € 25,6 milioni imputabile ad Acea Elabori per € 18,1 milioni e dovuto principalmente agli incassi per il lavori svolti verso le correlate Acea Ato 2 e Acea Ato 5, nonché a TWS per € 7,5 milioni dovuto agli incassi per lavori svolti verso Publiacqua ed Umbriadue.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

Acea Elabori

Attività di laboratorio

Il laboratorio di Acea Elabori offre servizi analitici sulle diverse matrici ambientali connessi con le prescrizioni dettate dalle normative di riferimento.

Nel 2018, nell'ambito delle attività analitiche effettuate sulle acque destinate al consumo umano, sono stati effettuati servizi analitici su 13.334 campioni e prodotte 451,365 determinazioni analitiche contro le 420.011 determinazioni analitiche del 2017. Con riferimento ai controlli effettuati per le acque reflue (sistemi fognari e depurativi gestiti dal Gruppo Acea) sono stati analizzati 10.719 campioni per un totale di 179.197 determinazioni analitiche (8.595 campioni e 215.377 determinazioni analitiche nel 2017).

Attività di ingegneria

Acea Elabori fornisce servizi di ingegneria alle società dell'Area Idrico, in particolare ad Acea Ato 2 e Acea Ato 5.

Nel corso degli ultimi anni, la Società ha consolidato lo sviluppo delle attività di ingegneria anche nelle Aree Infrastrutture energetiche ed Ambiente di Acea S.p.A. con la progettazione e la direzione dei lavori di opere per la valorizzazione dei rifiuti e per la produzione di energia idroelettrica e termoelettrica e con attività correlate "specialistiche e di supporto".

L'attività di direzione dei lavori ha riguardato anche l'esecuzione di scavi archeologici per l'acquisizione delle autorizzazioni preventive necessarie in fase di progettazione delle opere.

Attività di ricerca e innovazione

Acea Elabori svolge attività di Ricerca e Innovazione nel settore idrico, ambientale ed energetico e sviluppa progetti di ricerca applicata finalizzati alla modellizzazione, all'innovazione tecnologica digitale e all'ottimizzazione gestionale dei processi.

Nel 2018, a seguito della emergenza idrica che ha coinvolto la città di Roma lo scorso anno, sono proseguite le attività di ricerca perdite. Quest'ultima ha previsto una ulteriore fase di ricerca perdite della rete della città di Roma ed ha inoltre avviato una prima fase anche sulle reti dei comuni dell'intero ambito territoriale AATO 2. Si segnala infine che Acea Elabori ha collaborato con Acea - Open Innovation a studi di mercato per ricercare innovazioni e start-up per avviare progetti di sperimentazione (insieme ad Università e Società specialistiche) al fine di applicare idee innovative a casi reali, insieme alle Società del Gruppo, oltre ad alcune iniziative di col laborazioni in progetti finanziati.

TWS

L'attività principale della Società è la realizzazione e la ristrutturazione di opere strumentali all'esercizio del Servizio Idrico Integrato, ed in particolare di impianti per il trattamento delle acque - potabili e reflue - nonché servizi di progettazione e di ingegneria in

CORPORATE

RISULTATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DELLESERCIZIO

Risultati economici e patrimoniali

E milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione "a
Ricavi 129,5 120,5 9,0 7,5 %
Costi 164,4 134,2 30,3 22,6%
Margine operativo lordo (EBITDA) (34,9) (13,7) (21,2) 155,1 %
Risultato operativo (EBIT) (6,6) (61,6) 54,9 (89,2 %)
Dipendenti medi (n.) 663 ਟੋਡੇਰੇ 74 12,5 %
nvestimenti 10,0 10,7 (0,6) (5,9 %)
Indebitamento finanziario netto 236,4 257,3 (20,9) (8,1%)
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
E milioni 2018 2017 Varisnome Vacurione
Margine operativo lordo Area Corporate (34,9) (13,7) (21,2) 155,1 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale (3,7) % (1,6) % (2,1 p.p.)

La Corporate chiude il 2018 con un livello negativo di EBITDA pari ad € 34,9 milioni (-€ 21,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2017), per l'iscrizione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16,2 milioni comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (per maggiori dettagli si rinvia a quanto specificato nel paragrafo successivo), per la revisione dei contratti di servizio a cui si aggiunge un aumento dei costi per Information Technology.

L'organico medio al 31 dicembre 2018 si attesta a 663 unità e risul ta in aumento rispetto all'esercizio precedente (erano 589 unità). Tale aumento è principalmente dovuto all'acquisizione del ramo di Facility Management che ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad Acea S.p.A.

Gli investimenti si attestano a € 10,0 milioni e, rispetto al 2017, si riducono di € 0,6 € milioni. Gli investimenti si riferiscono principalmente agli sviluppi informatici e agli investimenti sulle sedi adibite alle attività aziendali.

L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2018 è pari a € 236,4 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2017 di € 20,9 milioni. Tale variazione discende dal fabbisogno di Gruppo e di Acea generato dalle variazioni del circolante, fra cui il pagamento di debiti verso fornitori.

EVENTI SIGNIFICATIVI DELL'ESERCIZIO 2018

Provvedimento A/513 - Sanzione Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Acea, Ace Energia e treti

L'AGCM in data 8 gennaio 2019 ha notificato alla Società il Prov-

quanto correlati alle attività di costruzione impianti.

Nel corso del 2018 sono proseguite le attività relative ai contratti di costruzione assunti dal mercato prima dell'ingresso della Società nel Gruppo Acea ed al contempo la progressiva implementazione delle attività di realizzazione di opere in favore delle Società del Gruppo - segnatamente Acea Ato 2.

Coerentemente col percorso intrapreso di concentrazione verso il core business rappresentato dalle attività di progettazione e costruzione di impianti, è stata portata a termine la dismissione delle residue attività gestionali, disperse sul territorio e di modesta redditività.

vedimento conclusivo del Procedimento A/513. Nel detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e oreti S.p.A. abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato, in solido, ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di € 16.200 mila.

In ragione di tale solidarietà e in considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della CapoGruppo Acea che ha contestualmente mange ato le controllate areti S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. ringag ni di rivalsa o pretese nei confronti delle precese

La Società sta considerando l'opportunit TAR avverso il suddetto provvedimento stualmente, sta valutando le misure da alle prescrizioni dell'AGCM.

FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI NEL CORSO DELL'ESERCIZIO

Acea S.p.A. e Open Fiber: accordo per l'evoluzione delle reti e lo sviluppo di servizi innovativi per la città di Roma

Il 12 gennaio 2018 I'Amministratore Delegato di Acea S.p.A. Stefano Donnarumma e Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, a seguito del Memorandum of Understanding firmato il 3 agosto 2017, hanno siglato un'intesa che definisce termini e condizioni del complessivo accordo industriale per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda ultra larga nella città di Roma.

Acea S.p.A. Collocamento di emissioni obbligazionarie per € I miliardo

Il 1º febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari ad € 300 milioni della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) ed a € 700 milioni della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%), a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EM-TN} da € 3 miliardi. L'emissione del prestito obbligazionario, destinato esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato, ha avuto successo, ricevendo richieste pari a oltre 2,5 volte l'ammontare delle Obbligazioni offerte. Fitch Ratings e Moody's hanno attribuito all'emissione un rating rispettivamente pari a BBB+ e Baa2 in linea con quello di Acea.

Acea S.p.A. L'Assemblea degli azionisti approva Bilancis 2017 a la distribuzione di un dividendo pari a 0,63 euro-

Il 20 aprile 2018 l'Assemblea degli Azionisti di Acea S.p.A. ha approvato il Bilancio 2017 e la distribuzione di dividendo pari a € 0,63 per azione che sarà messo in pagamento a partire dal 20 giugno 2018 (data stacco cedola 18 giugno, record date 19 giugno).

Acci S.p.A. Nomina del consigliore Michaela Castelli Presidente del Consiglio di Amministrazione

Il 21 giugno 2018, il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A., confermando l'apprezzamento per il lavoro dell'Amministratore Delegato e nello spirito di continuità della gestione e degli obiettivi aziendali, ha deliberato all'unanimità la nomina del consigliere Michaela Castelli Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Acea S.p.A. Acea entra nel settore della distribuzione del gas L'11 ottobre 2018 Acea ha sottoscritto un accordo con le società Alma C.I.S. Srl e Mediterranea Energia SCARL per l'acquisizione del 51% del capitale da loro detenuto nella società Pescara Distribuzione Gas Srl, attiva nella distribuzione di gas metano nel Comune di Pescara. Le due società venditrici, che manterranno il 49% del capitale, parteciperanno in sinergia con Acea alla gestione industriale dell'infrastruttura. Pescara Distribuzione Gas governa l'intera rete di distribuzione del Comune di Pescara ed è proprietaria di circa la metà della stessa, la restante fa capo al Comune, per un totale di 325 Km di rete e circa 62 mila PDR. Il valore economico dell'operazione, in termini di enterprise value per il 100% della società, è di 17 milioni di Euro. Questa, a seguito dell'operazione, verrà consolidata da Acea al 100%, con un contributo all'EBITDA previsto, su base annua, di circa € 1,8 milioni.

Acea S.p.A. Moody's conferma il rating di Acea a "Baa2" e l outlook "stabile

L'11 ottobre 2018 Moody's ha confermato per Acea il rating "Baa2" con outlook "stabile'. La conferma dell'outlook per la Società è dovuta principalmente alle seguenti motivazioni: il business mix prevalentemente focalizzato su attività regolamentate con limitata esposizione al rischio prezzo e volume; il piano strategico focalizzato su attività regolamentate e tale da assicurare flessibilità finanziaria.

Rosa Sup A. GORI, siglazo pocordo con Regione Cargpania a Fataldino Canoon

L'8 novembre 2018 GORI SpA, gestore del S.I.I. (servizio idrico integrato) nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania e partecipata da Acea al 37%, attraverso la controllata Sarnese Vesuviano Srl, ha perfezionato un accordo industriale di lungo periodo con la Regione Campania e l'Ente Idrico Campano che fissa i termini e le condizioni sulla base dei quali la Società completerà l'assunzione degli impianti e la gestione del S.I.I. nel territorio di riferimento. Tale accordo si inserisce nel contesto del rinnovato impegno alla cooperazione tra le istituzioni regionali e Acea, nella prospettiva del reperimento delle risorse per la migliore gestione del S.I.I. e del consolidamento integrale della Società.

FATTI DI RILIEVO INTERVENUTI SUCCESSIVAMENTE ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Acea S.p.A. Provvedimento AGCM - Procedimento n. A 513 L'8 gennaio 2019 è stato notificato al Gruppo Acea un Provvedimento adottato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato recante una sanzione amministrativa pecuniaria di € 16.199.879,09 nei confronti di Acea S.p.A., Acea Energia SpA e areti SpA, in solido tra loro, con riferimento al procedimento n. A 513, per abuso di posizione dominante nel mercato della vendita dell'energia elettrica.

Il Gruppo Acea, sicuro di avere sempre agito in una logica di totale correttezza, si riserva l'adozione di ogni iniziativa a tutela delle proprie ragioni.

Acea S.p.A. Perfezionata l'acquisizione del 51% del capitale della società - Pescara Distribuzione Gas

Il 18 marzo 2019 Acea S.p.A. e le società Alma C.I.S. srl e Mediterranea Energia Soc. Cons.a.r.|., ottenuta l'approvazione da parte del Comune di Pescara, hanno perfezionato il closing per l'acquisizione da parte di Acea del 51% del capitale della società Pescara Distribu zione Gas srl, attiva nella distribuzione di gas metano nel Comune di Pescara.

PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi regolatori e normativi, rischi operativi e ambientali, rischi di mercato, rischio liquidità, rischio di credito ed a rischi connessi al rating. Al fine del contenimento di tali rischi il Gruppo ha posto in essere attività di analisi e di monitoraggio che sono di seguito dettagliate.

E necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente documento, che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea.

RISCHI REGOLATORI E NORMATIVI

E noto che il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati ed il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. Pertanto il Gruppo si è dotato di una struttura che possa intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazioni locali e nazionali.

Tale struttura assicura il monitoraggio della evoluzione normativa, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nella coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua.

La natura del business espone inoltre il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.Igs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori, oltre che a rischi di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).

Le regole di assetto territoriale e di governance del servizio idrico integrato continuano ad essere oggetto di specifici interventi normativi; risultano infatti in itinere due differenti disegni di Legge (A.C.52, prima firmataria On. F. Daga, e A.C. 773, prima firmataria On. F. Braga) che, riprendendo temi già proposti in precedenza, intendono intervenire, con differenti modalità, sul governo e sulla gestione pubblica del ciclo integrale delle acque. I due disegni di legge, il cui esame è stato congiunto e dichiarato urgente, risultano in corso di esame in sede Referente alla Commissione Ambiente della Camera. Tra i rischi normativi sono comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti, , e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14011:2015 e BS OHSAS

18001:2007), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

Al riguardo, alcuni delitti di nuova introduzione sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

La Legge 199 del 2016 in vigore dal 4 novembre 2016, ha modificato l'art. 603-bis del codice penale, «Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro», e lo ha inserito fra i reati presupposto all'art. 25-quinquies.

Il D.lgs. 38 del 2017 in vigore dal 14 aprile 2017, ha modificato l'art. 2635 «Corruzione tra privati» del Codice Civile e ha introdotto ex novo l'art. 2635 bis «Istigazione alla corruzione tra privati» inserendolo nel catalogo dei reati presupposto del D.lgs. 231/2001 all'art. 25-ter, comma 1, lettera s-bis).

La Legge 30 novembre 2017, n. 179, in vigore dal 29 dicembre 2017, ha introdotto, nel D.lgs. 231/2001 ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dell'art. 6, la tutela del dipendente o collaboratore che segnali illeciti o violazioni relative al modello di organizzazione e gestione dell'ente di cui sia venuto a conoscenza per ragioni del suo ufficio (cd. "Whistleblowing").

Ulteriori reati presupposto introdotti nel corso del 2017, ovvero:

  • Legge 17 ottobre 2017, n. 161 in vigore dal 19 novembre 2017, che all'art. 30, co. 4, che ha inserito i commi 1-bis, 1-ter e 1-quater nell'art. 25-duodecies "Impiego di cittadini di paesi il cui soggiorno è irregolare" del D.lgs. 231/01;
  • cd. Legge europea 2017, approvata definitivamente in data 8 novembre 2017 ed entrata in vigore il 12 dicembre 2017, la quale, all'art. 5, comma 2, che introduce nel D.lgs. 231/01 l'art. 25-terdecies "Razzismo e xenofobio", sanzionando l'ente in caso di commissione dei delitti di cui all'art. 3, comma 3-bis, della legge 13 ottobre 1975, n. 654;

pur essendo stati presi in considerazione, sono stati valutati come difficilmente realizzabili nell'ambito delle attività aziendali.

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal nuovo Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR; Acea ha già avviato una ricognizione dei processi aziendali più esposti, finalizzata alla costituzione di un modello di Governance della Privacy e all'integrazione dei nuovi principi previsti dalla normativa.

Con Legge 22 maggio 2015, n. 68 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 28 maggio 2015, n. 122) sono state approvate nuove disposizioni in tema di reati ambientali.

In particolare, la citata Legge 68/2015 introduce, nel Codice Penale, il nuovo Titolo VI-bis - "Dei delitti contro l'ambiente" e modifica gli art. 257 e 260 del D.lgs. 152/2006.

I delitti di nuova introduzione vanno ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

La società controllata Acea Ato 5 è interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito ed i procedumento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2013/2017 19:30 (sano indagati per ipotesi di reato asseritamente p - 10 Maps 8 11 20 11 2000 lancio e false comunicazioni sociali presi elle Specieta, non ché i rappresentanti degli organi di contro fei suddetti esercizi. Le indagini sono in corso.

Si informa che talune società consolidate (principalmente Acea Ato 5, Acea Ato 2 e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci di esercizio, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 in prevalenza in materia di sicurezza e ambiente. Si registra anche una contestazione per un reato societario relativa alla sola Acea Ato 5

In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Le indagini sono in corso.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.

RISCHI OPERATIVI E AMBIENTALI

Acea Ato 2 - criticità connesse all'esistenza di scorichi non a norma

La sottoscrizione della Convenzione di Gestione ha sancito ufficialmente l'obbligo del trasferimento ex lege dei servizi idrici integrati dei Comuni appartenenti all'Ato 2 (ad eccezione dei servizi tutelati e, successivamente, in base art. 148 comma 5 del D.Igs. Nº152 del 3 aprile 2006, anche dei comuni fino a 1.000 abitanti che hanno la facoltà di non aderire al S.I.I.). In realtà i tempi e le modalità attuative di tale trasferimento sono stati disattesi dagli eventi, a causa sia della mancata disponibilità da parte di alcune Amministrazioni Comunali all'effettivo trasferimento del Servizio, sia della impossibilità per il Gestore, in particolare a partire dal 2007, di acquisire la gestione di impianti idrici, fognari e depurativi non conformi alle norme di legge vigenti per non sottoporsi e/o sottoporre i propri dirigenti alla conseguente azione penale da parte della magistratura.

Le maggiori criticità sono derivate infatti dalla presenza di scarichi ancora non depurati e/o impianti di trattamento esistenti da rifunzionalizzare e/o adeguare a nuovi limiti di emissione determinati dall'Autorità di Controllo a seguito di una diversa valutazione del regime idrologico dei corsi d'acqua ricettori o, addirittura, della natura del recettore (suolo anziché corso d'acqua) per aver ritenuto lo scarico di alcuni depuratori sul suolo nei casi di corsi d'acqua asciut ti trovati asciutti all'atto dei controlli. All'incertezza di tale situazione concorre il fatto che la Regione Lazio non ha ancora determinato la classificazione del reticolo idrografico superficiale regionale.

La situazione di vera e propria emergenza ambientale ha richiesto anche interventi di natura istituzionale. Infatti la Regione ha sottoscritto nel 2008 un "Protocollo d'intesa per l'attuazione del piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell'emergenza scarichi nell'Ato 2 – Lazio Centrale – Roma" con cui ha inteso disporre appositi finanziamenti per l'attuazione di alcuni degli interventi mirati al superamento dell'emergenza.

Ad oggi, grazie al notevole sforzo tecnico ed economico prodigato, sono stati collettati a depurazione 184 dei 246 scarichi non depurati a suo tempo censiti. Rimangono 62 scarichi ancora attivi di cui 35 in capo ad Acea Ato 2 e 27 in capo alle Amministrazioni Comunali; di questi ultimi, n. 15 scarichi vengono risanati con interventi che successivamente sono stati richiesti a cura del Gestore.

E stato predisposto nei primi mesi del 2018, alla luce della Delibera ARERA 918/17, l'aggiornamento del Programma degli Interventi per il periodo 2018-2019 con indicazioni fino a fine concessione (2032). Tale Programma è parte della documentazione posta alla base dell'istanza tariffaria (trasmessa alla STO in data 7 settembre 2018) e sarà oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci prima e, se con esito positivo, dell'ARERA poi.

Nei primi anni di gestione, dal 2003 in poi, sono stati realizzati investimenti finanziati dalla tariffa per importi annui in crescita (da 30 a 70 milioni di euro), scontando in fase di avvio del Servizio Idrico Integrato la scarsa conoscenza degli impianti via via acquisiti dai Comuni e la necessità di elaborare una progettazione mirata a risolvere i problemi più critici soprattutto relativi al comparto igienico sanitario. I tempi conseguenti a tale progettazione e alle autorizzazioni all'uopo necessarie per la cantierizzazione delle opere hanno ritardato di fatto la realizzazione di investimenti sul territorio.

Negli anni successivi gli investimenti effettuati sono passati rispettivamente da 141 milioni di euro del 2014, a 189 milioni del 2015, a 225 milioni del 2016 e 232 milioni del 2017, raddoppiando quasi il valore per abitante servito da circa 36 €/abitante ai circa 60 €/ abitante attuali, e recuperando di fatto il gap degli anni precedenti realizzando maggiori investimenti rispetto a quelli programmati nei precedenti Programmi.

Grazie ad un processo di rinnovamento tecnologico e alla messa a regime dell'attività di progettazione sviluppata negli anni precedenti è stato possibile incrementare la produzione di investimenti per la realizzazione di nuove grandi opere. Sulle difficoltà legate alla fase autorizzativa dei progetti e alla dichiarazione di pubblica utilità da parte dei Comuni ed in particolare del Comune di Roma ed i conseguenti procedimenti patrimoniali finalizzati all'acquisizione delle aree necessarie per i lavori, si è intervenuto di recente con la Delibera della Conferenza dei Sindaci nº 2-17 del 20 dicembre 2017 con cui è stato delegato alla STO il potere di approvazione dei progetti e contestuale dichiarazione di P.U. degli interventi presenti nel Piano degli Investimenti e di organizzare le Conferenze dei Servizi necessarie.

Acea Abo 2 - criticita del sistema idropotabile

Dal 2002 ad oggi, la portata erogata dagli acquedotti dello Schema 66 che alimenta Roma Capitale verso i Comuni dell'area metropolitana di Roma Capitale è aumentata da meno di 300 a circa 2.600 I/s. Tale incremento della erogazione si e reso necessario per superare le emergenze, soprattutto qualitative, ed ha ridotto drasticamente le riserve a disposizione di Roma Capitale e degli stessi comuni.

A seguito dell'acquisizione della gestione del SII sono emerse e continuano ad emergere, due criticità:

qualità dell'acqua emunta;

carenza idrica principalmente nella zona a Sud di Roma.

Per quanto attiene soprattutto alla prima criticità, la crisi quali-quantitativa generata dalla presenza sul territorio di fonti con acqua di qualità non conforme rispetto a parametri chimici come arsenico e fluoro (naturalmente presenti nelle fonti di approvvigionamento sotterranee in aree di origine vulcanica) con conseguenti criticità in termini di quantità e qualità dell'acqua distribuita (Comuni del comprensorio dei Castelli Romani e più in generale ricadenti nelle aree vulcaniche dell'Ato con oltre 170.000 abitanti e quattordici Comuni), ha visto la Società impegnata nell'elaborazione e realizzazione di adeguati piani di rientro, necessari per il rispetto dei parametri dettati dal D.Lgs. n. 31/2001 e recepiti nella successiva pianificazione degli investimenti del Piano d'Ambito.

A tal fine sono state pianificati e realizzati interventi di:

  • sostituzione delle fonti di approvvigionamento locali qualitativamente critiche con fonti connotate da migliori caratteristiche qualitative;
  • miscelazione delle fonti con acque prive degli elementi indesiderati;
  • realizzazione di impianti di potabilizzazione mediante tecnologia a filtrazione o ad osmosi inversa.

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica ri-

scontrata principalmente nella zona dei Colli Albani, il cui approvvigionamento dipende dall'acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari interventi volti a mitigarla, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l'attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l'impianto "booster" del Ceraso.

Si segnala infine che alle acquisizioni del solo servizio idrico di Civitavecchia e Morlupo è attualmente in corso l'acquisizione anche del Comune di Capena.

AREA COMMERCIALE E TRADING

Con riferimento all'Area Commerciale e Trading, i principali rischi operativi connessi all'attività di Acea Energia possono essere relativi a danni materiali (inadeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi e da eventi esogeni. La Società, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio delle attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi) e polizze infortuni dipendenti. La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti e contestualmente alla definizione di procedure organizzative interne e alla stesura di appositi mansionari anche attuando un Sistema di Gestione della Salute/Sicurezza nei luoghi di lavoro aziendali ai sensi della norma BS OHSAS 18001: 2007 certificato da Ente esterno accreditato.

AREA INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

I rischi principali ricadenti in questa Area Industriale (che include oltre ad areti, Acea Produzione, Ecogena e ALL) possono essere classificati come segue:

  • rischi inerenti all'efficacia degli investimenti di sostituzione/ammodernamento delle reti elettriche, in riferimento agli effetti attesi sul miglioramento degli indicatori di continuità del servizio;
  • rischi relativi alla qualità, affidabilità e durata delle opere realizzate; rischi relativi al rispetto dei tempi di ottenimento delle prescritte autorizzazioni, sia riguardo alla costruzione e messa in esercizio degli impianti (ex legge regionale 42/90 e norme collegate) sia relativamente all'esecuzione dei lavori (autorizzazioni dei municipi e altre similari), in rapporto alle esigenze di sviluppo e potenziamento degli impianti;
  • rischi relativi alla mancata produzione.

Circa il rischio relativo all'efficacia degli investimenti discende in primis dalla sempre più stringente disciplina dell'ARERA in tema di continuità del servizio. La risposta messa in campo da areti per con trastare tale rischio consiste nel rafforzare gli strumenti di analisi del funzionamento delle reti al fine di orientare sempre meglio gli investimenti (es. Progetto ORBT), e nell'applicazione di nuove tecnologie (es. automazione rete MT, smart grid, ecc.).

Circa il rischio relativo alla qualità dei lavori, areti ha implementato sistemi di controllo operativo, tecnico/qualitativi, tra i quali spicca la costituzione dell'Unità Ispezione Cantieri (inserita nell'U.O Qualità e Sicurezza). Gli esiti delle ispezioni, gestiti informaticamente ed analizzati statisticamente, forniscono classifiche di merito (indici reputazionali) con un sistema di "vendor rating" sviluppato in collaborazione con l'Università di Tor Vergata (Roma). Tale sistema produce una valutazione di merito basata sulla reputazione degli appal tatori in riferimento al rispetto dei parametri di qualità e sicurezza dei lavori in cantiere.

Nel corso dell'anno rimane confermato il buon livello raggiunto dell'indice reputazionale generale delle imprese che hanno operato per oreti.

Circa il rischio relativo al rispetto dei tempi esso deriva dalla numerosità dei soggetti che devono essere interpellati nei procedimenti di autorizzazione e dalla notevole incertezza sui tempi di risposta da parte di tali soggetti; il rischio è insito nella possibilità di dinieghi e/o nelle condizioni tecniche che i predetti soggetti possono porre (ad esempio realizzazione di impianti interrati anziché "fuori terra", con conseguente maggior costo di impianto e di esercizio). Si fa notare anche il maggior costo operativo derivante dalla notevole durata dei procedimenti, che costringe le strutture operative ad un presidio impegnativo (elaborazione e presentazione di approfondimenti di progetto, valutazioni ambientali, ecc.), nonché alla partecipazione a conferenze di servizi e incontri tecnici presso gli Uffici competenti. Il rischio sostanziale resta, comunque, legato al mancato ottenimento di autorizzazioni, con conseguente impossibilità di adeguare gli impianti e conseguente maggior rischio legato alle performance tecniche del servizio (al presente, risulta in sofferenza il procedimento per l'ammodernamento della rete AT nell'area del Litorale e il procedimento con Terna per la realizzazione della nuova cabina primaria Castel di Leva). Si rimarca che un elemento di particolare criticità consiste nei lunghi tempi di risposta di alcune amministrazioni interpellate.

Circa il rischio di mancata produzione degli impianti, Acea Produzione ha provveduto fin dall'inizio delle attività a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per limitare eventuali danni per la mancata produzione.

AREA AMBIENTE

Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).

L'impianto di Orvieto ha recentemente completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio ed è attualmente sottoposto ad un progetto di ampliamento dello stesso, mentre gli impianti di Latina (questo di recente costruzione), Monterotondo Marittimo e Sabaudia sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione. Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime di CIP 6/92 e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative.

Ciò, sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.

l termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continui tà di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia

Tali rischi sono stati mitigati attraverso limplementazione e attuazione di specifici programmi e di programmi e di programando e gestionali, redatti anche sulla base dell'esp piantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e leire denrifisti trati su specifiche caratteristiche

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tuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche, può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

RISCHIO MERCATO

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

  • Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
  • Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.

Rischia di arazzo commodity

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi dell'Area Industriale Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A.

L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differente per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners.

In particolare:

  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo Acea, come indicati nel budget, in particolare:

proteggere il Primo Margine contro imprevistize sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;

  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio:
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

I contratti a termine (per operazioni fisiche di acquisto e vendita commodities) sono stipulati per far fronte al fabbisogno atteso e derivante dai contratti in portafoglio o per transazioni non finalizzate alla vendita verso i clienti finali.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo Acea al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD),

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per commodity (ad es: Energia Elettrica, Gas, CO2), finalità dell'attività (Trading, Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo Acea) e natura delle operazioni (fisiche, finanziarie);
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodity, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici);
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo);
  • verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri ad "evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli osset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea S.p.A. ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione

dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Rischio carbio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio liqu dita

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per Acea e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio di credito

Acea ha emanato da tempo le linee guida della credit policy, attualmente in corso di revisione per renderla coerente con le evoluzioni organizzative in corso e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti strategie di gestione dei crediti. La Collection Strategy prevede che il credito venga gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentole). Il sistema di credit check, operativo sui mercati non regolamentati da oltre 2 anni, e con il quale vengono sottoposti a verifica, attraverso scorecord personalizzate, tutti i nuovi clienti moss market e small business è stato integrato con la piattaforma SAS e con il sistema Siebel. La valutazione dei clienti Large Business continua ad essere gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. E stata anche posta in essere la revisione complessiva del processo di gestione del credito sia in termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Gruppo, con la definizione di una nuova Collection Strategy, pienamente integrata nei sistemi.

Dal punto di vista organizzativo nel 2016 era stato effettuato un ulteriore rafforzamento della gestione accentrata attraverso la costituzione di una nuova unità all'interno della Capogruppo, responsabile delle politiche creditizie e del recupero dei crediti verso clienti cessati o con esposizioni rilevanti. Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti hanno riportato funzionalmente all'Unità di Acea che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.

A fine 2018, esaurita la fase straordinaria di revisione progettuale e dei processi di recupero, l'attività di gestione massiva dei crediti cessati, di importo contenuto, è stata trasferita alle società operative.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo pone in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tali operazioni hanno pertanto dato luogo all'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse.

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di ra ting potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.

Societa Mil lermine Breve lermine Olitionk Data
Fitch BBB+ F2 Stabile 28/01/2018
Moody's Baa2 Na Stabile 26/10/2018

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

I risultati raggiunti dal Gruppo Acea al 31 dicembre 2018 sono superiori alle previsioni.

È sempre ferma la volontà del Gruppo di realizzare importanti investimenti in infrastrutture che, senza incidere sulla solidità della struttura finanziaria consolidata, hanno un immediato impatto positivo sulle performance, sull'EBITDA e sui processi di fatturazio ne e incasso.

La struttura finanziaria del Gruppo risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 31 dicembre 2018 è regolato per il 78,9% a tasso fisso in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. La durata media del debito a medio - lungo termine si attesta al 31 dicembre 2018 a 5,8 anni. Si evidenzia che la riduzione del costo medio dello stesso passa dal 2,59% del 31 dicembre 2017 al 2,21% del 31 dicembre 2018.

Per l'anno 2019 Acea si aspetta:

  • un aumento dell'EBITDA tra il 4% ed il 6% rispetto al 2018; e
  • un aumento degli investimenti in crescita di oltre il 10% rispet-14 to al 2018;
  • un indebitamento finanziario netto a fine anno tra € 2,85 miliardi e € 2,95 miliardi.

DELIBERAZIONE IN MERITO AL RISULTATO DI ESERCIZIO E ALLA DISTRIBUZIONE AI SOCI

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, pari a € 147.776.210,95, come segue:

  • · € 7.388.810,55, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • · € 140.281.618,62, ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,66,
  • o € 105.781,78 a utili a nuovo.

Il Consiglio ha inoltre deliberato di distribuire parte della Riserva utili a nuovo per € 10.627.395,35 ai soci corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,050.

Il dividendo complessivo (cedola n.20) di € 150.909.013,97 pari a € 0,71 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 26 giugno 2019 con stacco cedola in data 24 giugno e record date il 25 giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

Acea S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione

BILANCIO 'I di esercizio i

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FORMA E STRUTTURA

INFORMAZIONI GENERALI

Il bilancio di Acea S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2019, che ne ha autorizzato la pubblicazione. Acea è una società per azioni italiana, con sede in Italia, Roma, piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

CONFORMITA AGLI IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IA-SB) ed adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.

Acea S.p.A. adotta i principi contabili internazionali, International Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'esercizio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1º gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili italiani è relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

BASI DI PRESENTAZIONE

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico Complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto - tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 - nonché dalle Note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

In data 5 ottobre 2015, I'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il signi-

ficato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

    1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta un indicatore della performance operativa ed include, dal 1º gennaio 2014; il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cosh items;
  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari escludendo una parte di crediti riconducibili all'IFRIC12 di Acea S.p.A. e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività correnti al netto delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attivi tà correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
  • ব il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

USO DI STIME E ASSUNZIONI

La redazione del Bilancio d'Esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a bilancio.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impoirment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai suc cessivi paragrafi di riferimento.

CRITERI DI VALUTAZIONE E PRINCIPI CONTABILI

I principi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.

ATTIVITA NON CORRENTI DESTINATE ALLA VENDITA

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita. Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si prevede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

DIFFERENZA CAMBI

La valuta funzionale e di presentazione adottata da Acea S.p.A. e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino - americane controllate è quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da Acea S.p.A. utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tasso di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.

RICONOSCIMENTO DEI RICAVI

l ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

    1. identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
    1. identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • 4allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene ഗ adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo.

PROVENTI FINANZIARI

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziane riportate in bilancio.

DIVIDENDI

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi finanziari.

CONTRIBUTI

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ricevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di form nanziario immediato all'impresa o come compensaizio se e le perdite sostenute in un esercizio precede integralmente a conto economico nel momen sfatte le condizioni di iscrivibilità.

contratti di costruzione in ESECUZIONE

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragione certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

COSTI RELATIVI ALL'ASSUNZIONE DI PRESTITI

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

BENEFICI PER I DIPENDENTI

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

IMPOSTE

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

ATTIVITÀ MATERIALI

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per cui e stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata. L'ammortamento e calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

DESCRIZIONE

ALIQUOTA ECONOMICA TECNICA

Min Max
Impianti e macchinari strumentali 1,25% 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali strumentali 2,5% 6,67%
Attrezzature industriale e commerciali non strumentali 6,67%
Altri beni strumentali 12,50%
Altri beni non strumentali 6,67% 19%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività materiali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

ATTIVITÀ IMMATERIALI

Acquisti separati o derivanti da aggregazioni di imprese

Le attività immateriali acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione

Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono capitalizzati quando il loro recupero futuro è ritenuto ragionevolmente certo. Successivamente all'iniziale rilevazione dei costi di sviluppo, essi sono valutati con il criterio del costo che può essere decrementato di ogni eventuale ammortamento o perdita accumulata.

Ogni eventuale costo di sviluppo capitalizzato viene ammortizzato per tutto il periodo in cui i ricavi futuri attesi si manifesteranno a fronte del medesimo progetto. Il valore di carico dei costi di sviluppo viene riesaminato annualmente per l'effettuazione di una analisi di congruità ai fini della rilevazione di eventuali perdite di valore quando l'attività non è ancora in uso, oppure con cadenza più ravvicinata quando un indicatore nel corso dell'esercizio possa ingenerare dubbi sulla recuperabilità del valore di carico.

Marchi e brevetti

Sono rilevati inizialmente al costo di acquisto e sono ammortizzati in quote costanti sulla base della foro vita utile.

Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento si informa che:

  • i costi di sviluppo sono ammortizzati in misura costante entro un periodo di cinque anni in relazione alla residua possibilità di utilizzazione;
  • � i costi per diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre anni.

PERDITE DI VALORE (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, Acea S.p.A. rivede il valore contabile delle proprie attività materiali, immateriali e partecipazioni per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, Acea S.p.A. effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiorio il spetto al reletivo valore contabile, esso è ridotto al minor valore perdita di valore è rilevata nel conto econo a meno che l'attività sia rappresentata da si dagli investimenti immobiliari rilevati a caso la perdita è imputata alla rispettiva ris Quando una svalutazione non ha più ragio il valore contabile dell'attività (o della unità s nanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incre dentafforal Acovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel cui caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

PARTECIPAZIONI

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex articolo 2343 Codice Civile.

Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota eccedente l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi ed oneri pur in presenza di una esposizione creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazio ne delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate.

Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività finanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair volue se determinabile: in tal caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair volue sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione allorquando tutti gli utili e le perdite accumulatesi vengono imputate al conto economico del periodo.

Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponibile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzioni di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora invece derivino dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.

AZIONI PROPRIE

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.

STRUMENTI FINANZIARI

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui Acea S.p.A. diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.

Attività finanziarie - strumenti di debito

In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie, che rappresentano strumenti di debito, sono classificate nelle seguenti tre categorie:

    1. attività finanziarie valutate al costo ammortizzato;
    1. attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli · effetti tra le altre componenti dell'utile complessivo (di seguito anche ©CI); ! !
    1. attività finanziane valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico.

La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.

L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale.

l crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione.

Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (cosiddetto business model hold to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI).

In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell'utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L'ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all'atto dell'eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni.

Un'attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCli è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading.

Quando l'acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell'operazione e la consegna dell'attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (es. acquisto di titoli su mercati regolamentati), l'operazione è rilevata alla data del regolamento.

Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi

Svalutazioni di attività finanziarie

La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del cosiddetto "Expected credit loss model".

In particolare, le perdite attese sono determinate, generalmente, sulla base del prodotto tra: 1) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (cosiddetta "Exposure At Default"); 2) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (cosiddetta "Probability of Default"); 3) la stima, in termini percentuale, della quantità di credito che non si nuscirà a recuperare in caso di default (cosiddetta "Loss Given Default") definita, sulla base delle esperienze pregresse e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es, azioni stragiu diziali, contenziosi legali, ecc.).

Al riguardo, per la determinazione della probability of default delle controparti sono stati adottati i rating interni già utilizzati ai fini dell'afficamento; per le controparti rappresentate da Entità Statali ed in particolare per le National Oil Company, la probability of default, rappresentata essenzialmente dalla probabilità di un ritardato pagamento, è determinata utilizzando, quale dato di input, i country risk premium adottati ai fini della determinazione dei WACC per l'impairment degli asset non finanziari.

Per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni, la valutazione delle perdite attese è basata su una provision matrix, costruita raggruppando, ove opportuno, i crediti in cluster appropriati ai quali applicare percentuali di svalutazione definite sulla base dell'esperienza di perdite pregresse, rettificate, ove necessario, per tener conto di informazioni previsionali in merito al rischio di credito della controparte o di cluster di controparti.

Partecipazioni minoritarie

Le attività finanziarie rappresentative di partecipazioni minoritarie, in quanto non possedute per finalità di trading, sono valutate al fair value con imputazione degli effetti nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, senza previsione del loro reversal a conto economico in caso di realizzo.

I dividendi provenienti da tali partecipazioni sono rilevati a conto economico alla voce "Proventi (oneri) su partecipazioni". La valutazione al costo di una partecipazione minoritaria è consentita nei limitati casi in cui il costo rappresenti un adeguata stima del fair value.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC 12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica Acea ha adottato il Financial Asset Model rilevando un attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Attività finanziarie". Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Gli strumenti finanziari derivati, inclusi quelli impliciti (Embedded derivative) sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazioni al fair value".

Nell'ambito della strategia e degli obiettivi definiti per la gestione del rischio, la qualificazione delle operazioni come di copertura richiede:

la verifica dell'esistenza di una relazione economica tra l'og-1. getto coperto e lo strumento di copertura tale da operare la compensazione delle relative variazioni di valore e che tale capacità di compensazione non sia inficiata dal livello del rischio di credito di controparte;

  1. la definizione di un hedge ratio coerente con gli obiettivi di gestione del rischio, nell'ambito della strategia di risk management definita, operando, ove necessario, le appropriate azioni di ribilanciamento (rebalancing).

Le modifiche degli obiettivi di risk management, il venir meno delle condizioni indicate in precedenza per la qualificazione delle operazioni come di copertura ovvero l'attivazione di operazioni di ribilanciamento determinano la discontinuazione prospettica, totale o parziale, della copertura.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; es. copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento.

Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; es. copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Nel caso di copertura di transazioni future che comportano l'iscrizione di un'attività o di una passività non finanziaria, le variazioni cumulate del fair value dei derivati di copertura, rilevate nel patrimonio netto, sono imputate a rettifica del valore di iscrizione dell'attività/passività non finanziaria oggetto della copertura (cosiddetto basis adjustment).

La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari".

Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura, ivi incluse le eventuali componenti inefficaci degli strumenti derivati di copertura, sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari". I derivati impliciti, incorporati all'interno di attività finanziarie, non sono oggetto di separazione contabile; in tali fattispecie, l'intero strumento ibrido è classificato in base ai criteri generali di classificazione delle attività finanziarie.

I derivati impliciti incorporati all'interno di passività finanziarie e/o attività non finanziarie sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento implicito:

    1. soddisfa la definizione di derivato;
    1. nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (FVTPL);
  • ന് se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale.

La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative zioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

Valutazione al fair value

Il fair value è il corrispettivo che può essere rig di un'attività o che può essere pagato per il trasfegnien passività in una regolare transazione tra openato i data di valutazione (i.e. exit price).

Il fair value di un'attività o passività è determinato àdettane pre lutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determi

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nazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.

La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefici economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (cosiddetto "Highest and best use"), o vendendola ad un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore. La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (cosiddetto "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento ad una passività finanziaria (cosiddetto "Debit Valuation Adjustment" - DVA).Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/ passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione:
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività.

In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

FONDI PER RISCHI E ONERI

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando Acea deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI,

INTERPRETAZIONI E IMPROVEMENTS APPLICATI DAL 1º GENNAIO 2018

A decorrere dal 1º gennaio 2018, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IFRS 9 STRUMENTI FINANZIARI

Nel luglio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 - Financial Instruments (IFRS 9) che affronta le nuove regole contabili internazionali per il Classification & Measurement degli strumenti finanziari, Impairment of assets ed Hedge Accounting.

L'IFRS 9 è obbligatoriamente adottato dalla data del 1º gennaio 2018 in sostituzione del precedente principio contabile IAS 39.

l. Classificazione e misurazione di attività e passività finanziarie

Il nuovo principio prevede la classificazione delle attività finanziarie in base al Business Model con il quale la Società gestisce le attività finanziarie e le caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa di tali strumenti (Solely payments of principal and interest on the principal amount outstanding Test):

La valutazione del Business Model determina la classificazione dello strumento in base all'obiettivo con il quale tale strumento è detenuto all'interno del portafoglio della società. Le attività finanziarie sono misurate al costo ammortizzato qualora queste siano detenute con l'objettivo di incassare flussi di cassa contrattuali (Held to Collect). Le attività finanziarie sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate ad Other Comprehensive Income qualora queste siano detenute con l'obiettivo sia di incassare flussi di cassa contrattuali che essere cedute (Held to Collect and Sell). Infine sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate a Conto Economico qualora non siano detenute con gli obiettivi tipici degli altri Business Model.

La valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali prevede che le attività finanziarie siano valutate al costo ammortizzato qualora le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali rappresentino solo flussi di cassa attesi che prevedano il rimborso del capitale e degli interessi maturati su tale capitale. Nel caso in cui tale condizione non sia rispettata sarà operata una valutazione attraverso la determinazione del Fair Value.

2. Impairment of Financial Assets

L'IFRS 9 introduce un nuovo framework relativo al calcolo dell'Impairment delle attività finanziarie e di alcune tipologie di strumenti finanziari fuori bilancio (loan commitment e financial guarantees). La nuova metodologia di calcolo prevede la stima della svalutazione di determinati strumenti finanziari sulla base del concetto di perdita attesa (Expected Loss) che si differenzia dalla metodologia prevista dallo IAS 39 che prevede la determinazione delle perdite sulla base di un concetto di perdita realizzata (Incurred Loss).

L'adozione dell'Expected Credit Loss model per l'impairment delle attività finanziarie che comporta la rilevazione della svalutazione delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (co. loss given default). L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le obbligazioni in portafoglio, finanziamenti e crediti commerciali, avendo come riferimento o un periodo di 12 mesi o l'intera durata contrattuale dello strumento (e.g. lifetime expected loss) secondo l'adozione del General o del Simplified Model. Il Gruppo date le caratteristiche e la durata delle esposizioni applicherà, per i crediti commerciali, l'approccio semplificato e dunque registrerà le perdite attese in base alla loro durata residua contrattuale.

In particolare, nel corso dell'esercizio 2017 sono state completate le attività per la definizione e per l'implementazione delle metodologie per l'impairment delle attività finanziarie, attraverso l'individuazione dei seguenti modelli e parametri:

La perdita attesa è funzione della probabilità di default (PD), dell'esposizione al default (EAD) e della loss given defoult (LGD), e tale stima deve essere effettuata sia incorporando informazioni forward looking che attraverso l'uso di giudizi dettati dall'esperienza sul credito al fine di riflettere fattori che non siano catturati dai modelli.

La PD rappresenta la probabilità che un'attività non sia ripagata e vada in default, tale grandezza è determinata sia in un orizzonte temporale di 12 mesi (stage 1) che in un orizzonte temporale lifetime (Stage 2). La PD per ogni strumento è costruita considerando dati storici ed è stimata considerando le condizioni di mercato attuali attraverso informazioni ragionevoli e supportabili sulle future condizioni economiche, attraverso l'utilizzo di Rating Interni già utilizzati ai fini dell'affidamento.

L'EAD rappresenta al stima l'esposizione creditizia vantata nei confronti della controparte nel momento in cui si verifichi l'evento di default. Tale parametro include una stima di ogni eventuale valore che si prevede di non recuperare al momento del default (quali, ad esempio, colloterol, garanzie, polizze assicurative, debiti compensabili, etc.)

L'LGD rappresenta l'ammontare che si prevede di non riuscire a recuperare nel momento in cui si verifichi l'evento di default ed è determinata sia su base storica che tramite informazioni supportabili e ragionevoli riguardo le future condizioni di mercato.

L'IFRS 9 concede inoltre la possibilità di utilizzare di un ulteriore approccio, definito "semplificato". Tale metodo è utilizzabile per le sole categorie di strumenti finanziari:

  • Crediti commerciali; 1.
  • Crediti di Leasing secondo I'IFRS 16; 2.
  • Contract Assets secondo I'IFRS 15. ന്

Tale approccio concede il solo utilizzo della PD lifetime per il calcolo delle perdite attese eliminando la necessità di determinare la PD a 12 mesi e di monitorare il rischio di credito ad ogni data di valutazione. Una ulteriore espediente previsto dall'IFRS 9 all'interno dell'approccio semplificato prevede l'utilizzo della cd Provision Matrix. Tale modello prevede l'utilizzo di percentuali di svalutazione determinate per fascia di scaduto in base alla perdite storiche registrate dalla Società. Tali percentuali devono essere successivamente arricchite con informazioni forward looking al fine di riflettere in tali percentuali anche informazioni di mercato oltre a quelle storiche. Tale modello è stato applicato in particolare per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni.

3. Hedge Accounting

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di gestione delle coperture che individua uno spettro più ampio di strumenti coperti e di rischi oggetto di copertura in modo da creare un riflesso contabile delle pratiche di risk management. Le nuove regole eliminano inoltre la necessità di effettuare test di efficacia quantitativi e la contestuale eliminazione delle soglie di efficacia.

L'IFRS 9 concede a coloro che applicano i Principi Contabili Internazionali la possibilità di continuare ad applicare le regole di Hedge Accounting previste dallo IAS 39. Tale opzione è concessa fino a quando il principio IFRS 9 non verrà aggiornato con le regole relative al Macro Hedging. La scelta di applicare l'Hedege Accounting secondo IFRS 9 è irrevocabile mentre la scelta di continuare ad applicare lo IAS 39 sarà effettuata ad ogni esercizio fino all'emanazione definitiva delle regole contabili per le operazioni di copertura.

IFRS 15 RICAVI DA CONTRATTI CON CLIENTI

L'IFRS 15 è stato emesso a maggio 2014 e modificato nell'aprile 2016 ed introduce un modello in cinque fasi che si applichera ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'obiettivo e quello di creare un quadro di riferimento completo ed omogeneo per la rilevazione dei ricavi, applicabile a tutti i contratti commerciali (ad eccezione dei contratti di leasing, dei contratti assicurativi e degli strumenti finanziari). Il nuovo principio sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, in particolare sostituirà i seguenti principi:

  • IAS 18 Ricavi delle vendite e dei Servizi;
  • IAS 11 Commesse Pluriennali e interpretazioni;
  • IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela;
  • IFRIC 15 Accordi per la costruzione di immobili;
  • IFRIC 18 Trasferimento di attività della clientela;
  • SIC 31 Operazioni di scambio e servizi pubblicitari.

L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflet te il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Amendments to IAS 40 - Transfers of investment property" Il documento, emesso a dicembre 2016, chiarisce che i trasferimenti a o da, investimenti immobiliari, devono essere giustificati da un cambio d'uso supportato da evidenze; il semplice cambio di intenzione non è sufficiente a supportare tale trasferimento. Le difiche hanno ampliato gli esempi di cambiamento d'us portificali dere le attività in costruzione e sviluppo e non solo il crass di immobili completati.

"Amendments to IFRS 2: Classification an of Share-based Payment Transactions" Il documento emesso a giugno 2016:

chiarisce che il fair value di una transazione con pagamen to su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (revialla da ta di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es .: un target del prezzo delle azioni) e le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le condizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;

  • chiarisce che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni (a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);
  • · fornisce delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1º gennaio 2018 o successivamente. Acea non prevede impatti derivanti dall'applicazione futura delle nuove disposizioni.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINAN-CIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual

Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • · IFRS 1 First time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

"IFRIC 22 - Foreign currency transactions and advance consideration"

L'interpretazione, emessa dallo IASB a dicembre 2016, fornisce chiarimenti ai fini della determinazione del tasso di cambio da utilizzare in sede di rilevazione iniziale di un'attività, costi o ricavi (o parte di essi), la data dell'operazione è quella nella quale la società rileva l'eventuale attività (passività) non monetaria per effetto di anticipi versati (ricevuti).

PRINCIPI CONTABILI, EMENDAMENTI ED INTERPRETAZIONI APPLICABILI SUCCESSIVAMENTE ALLA FINE DELL'ESERCIZIO E NON ADOTTATI IN VIA ANTICIPATA

IFRS 16 LEASES

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (I'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del concetto di controllo all'interno della definizione. In particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, I'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

    1. nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e
  • a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività. Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto mi-

nore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub - lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard, che ha terminato il suo processo di endorsment ad ottobre 2017, si applica a partire dal 1º gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche I'IFRS 15 - Ricavi da contratti con clienti. Nel contesto della prima applicazione del principio, a far data dal 1º gennaio 2019, il Gruppo ha intrapreso un'analisi, attualmente in fase di finalizzazione e che può essere soggetta a cambiamenti. L'approccio di transizione che verrà applicato sarà il retrospettivo modificato, e non saranno pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come leose. Gli impatti stimati dalla società, in questa fase, presuppongono l'iscrizione al 1º gennaio 2019 di attività e passività per un importo di circa 11 mln di euro, mentre, lato economico si rileva un miglioramento dell'EBITDA per circa 3 mln di euro.

"IFRIC 23 - UNCERTAINTY OVER INCOME TAX TREATMENTS"

L'interpretazione fornisce chiarimenti in tema di recognition e di measurment dello IAS 12 - Income Toxes in merito alla contabilizzazione del trattamento delle imposte sui redditi in ipotesi di incertezza normativa, puntando anche al miglioramento della trasparenza. L'IFRIC 23 non si applica alle tasse e alle imposte che non rientrano nello scope dello IAS 12 e sarà effettivo a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1º gennaio 2019 ma ne è ammessa l'applicazione anticipata.

"CONCEPTUAL FRAMEWORK "

L'obiettivo del progetto sul Conceptual Framework è quello di migliorare l'informativa finanziaria, fornendo una serie più completa, chiara e aggiornata degli elementi concettuali. Lo scopo del Framework è di: a) assistere il Board nello sviluppo di IFRS basati su concetti coerenti; b) assistere i preparatori del bilancio nello sviluppo di politiche contabili coerenti quando nessun principio IFRS si applica a una particolare transazione o a un evento, o quando uno strandard consente una scelta di occounting policy; c) assistere altri soggetti nella comprensione e interpretazione degli standard.

"AMENDMENTS TO IAS 19"

In data 7 febbraio 2018 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione "Plan Amendment, Curtailment or Settlement (Amendments to IAS 19)"che impone alle società di utilizzare ipotesi attuariali aggiornate al fine di determinare gli oneri pensionistici a seguito di modifiche apportate ai benefici a dipendenti a prestazione definita.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINAN-CIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 3 Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;
  • IFRS 11 Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati
  • IAS 23 Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effet tuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1º gennaio 2019 o successivamente. E consentita l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINAN-CIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1º gennaio 2018 o successivamente. E consentita l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINAN-CIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 3 Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operotion, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;
  • IFRS 11 Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint opero tion (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati
  • IAS 23 Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un'bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che mangono i essere dopo che il relativo bene è pronto per la vendita devono successivamente esser

parte dei costi generali di indebitamento dell' Tali modifiche devono essere applicate retro periodi annuali che iniziano il 1º gennaio 2019

E consentita l'applicazione anticipata.

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO

Rif. Nota CONTO ECONOMICO 2018 Parti Correlate 2017 Parti Correlate Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 156160.530 156.017.216 164.402.779 164.163.693 (8.242.249)
2 Altri ricavi e proventi 15.662.724 7.740.641 16.534.450 6.762.904 (871.726)
Ricavi netti 171.823.253 163.757.856 180.937.229 170.926.597 (9.113.976)
3 Costo del lavoro 57.195.964 49.676.289 7.519.675
4 Costi esterni 154.363.700 51.889.140 149.275.568 82.73.463 5.088.132
Costi operativi 211.559.665 51.889.140 198.951.857 82.773.463 12.607.807
Margine Operativo Lordo (39.736.411) 111.868.717 (18.014.628) 88.153.133 (21.721.783)
5 Ammortamenti, Accantonamen-
ti e Svalutazioni
20.074.539 0 20.741.412 0 (666.872)
Risultato operativo (59.810.951) 111.868.717 (38.756.040) 88.153.133 (21.054.911)
6 Proventi Finanziari 130.272.501 128.985.136 114.362.960 113.204.564 15.909.541
7 Oneri Finanziari 70.826.703 160.937 64.810.466 218.385 6.016.237
8 Proventi da Partecipazioni 177.966.381 177.966.381 219.012.875 219.012.875 (41.046.494)
9 Oneri da Partecipazioni 15.892.865 O 0 0 15.892.865
Risultato ante imposte 161.708.364 418.659.297 229.809.330 420.152.187 (68.100.966)
10 Imposte sul Reddito 13.932.153 86.113.154 3.230.018 75.508.785 10.702.135
Risultato netto Attività
in Funzionamento
147.776.211 332.546.143 226.579.312 344.643.402 (78.803.101)
Risultato Netto 147.776.211 332.545.143 226.579.312 344.643.402 (78.803.101)

Importi in Euro

PROSPETTO DI CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 2018 2017 Variazione
Risultato Netto 147.776 226.579 (78.803)
Riserva Differenze Cambio (11.103) 14.800 (25.903)
Parte hscale per differenza cambio 2.665 (3,552) 6.217
Utili/ perdite derivanti da differenza cambio (8.438) 11.248 (19.686)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") 17.930 (11.734) 29.665
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
(4.303) 2.816 (7.120)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti
di copertura al netto dell'effetto fiscale
13.627 (8.918) 22.545
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto 1.0559 815 245
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti (313) 273 (587)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici
a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale
746 1.088 (342)
Totale delle componenti del conto economico complessivo,
al netto dell'effetto fiscale
5.935 3.418 2.517
Totale Utile / Perdita Complessiva 153.711 229.997 (76.286)

PROSPETTO DI STATO PATRIMONIALE

Rif. Nota ATTIVITA 31/12/18 Parti Correlate 31/12/17 Parti Correlate Variazione
11 Immobilizzazioni Materiali 97.469.362 0 95.852.276 0 1.617.087
12 Investimenti Immobiliari 2.489.046 0 2.547.404 0 (58.358)
13 Altre immobilizzazioni Immateriali 11.762.938 0 11.623.698 0 139.240
14 Partecipazioni in controllate e collegate 1.792.037.627 0 1.784.245.718 0 7.791.908
15 Altre partecipazioni 2.352.061 0 2.352.061 0
16 Imposte differite Attive 20.069.011 0 23.623.020 0 (3.554.008)
17 Attività Finanziarie 227.385.241 227.259.741 237.975.029 237.849.529 (10.589.788)
18 Altre Attività non correnti 560 0 560 0
ATTIVITA NON CORRENTI 2.153.565.846 227.259.741 2.158.219.766 237.849.529 (4.653.920)
19.a Lavori in corso su ordinazione 0 0 0
19.6 Crediti Commerciali 731.449 541.305 953.897 526.640 (222,448)
19.c Crediti Commerciali Infragruppo 88.212.898 88.212.898 98.771.878 98.771.878 (10.558.980)
19.d Altre Attività Correnti 31900.595 1.931.369 36.3954.068 1.942.792 (5.053.474)
19.e Attività Finanziarie Correnti 5.791.425 0 105.647.961 0 (99.856.537)
19.F Attività Finanziarie Correnti Infragruppo 2.074.601.428 2.074.601.428 1.918.406.576 1.918.406.576 156.194.852
19.g Attivita per imposte correnti 13.396.660 12.185.412 23.140.874 4.288.048 (9.744.214)
19.h Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 978.551.644 0 527.422.879 0 451.128.765
19 ATTIVITA CORRENTI 3.193.186.099 2.177.472.413 2.711.298.133 2.023.935.935 481.887.966
Totale Attività 5.346.751.945 2.404.732.154 4.869.517.899 2.261.785.464 477.234.046

Importi in Euro

Rif. Nota PASSIVITA 31/12/18 Parti Correlate 31/12/17 Parti Correlate Variazione
Patrimonio Netto
20.a capitale sociale 1.098.898.884 0 1.098.898.884 0 0
20.6 riserva legale 111.947.621 0 100.618.656 0 11 328 966
20.c riserva azioni proprie 0 O 0
20.d altre riserve 77.972.583 0 72.756.998 0 5,215,586
utile (perdita) relativa a esercizi
precedentı
137.452.369 0 56.107.204 0 81,345,165
utile (perdita) dell'esercizio 147.776 211 0 226.579.312 0 (78.803.101)
20 PATRIMONIO NETTO 1.574.047.668 0 1.554.961.053 0 19.086.615
21 Trattamento di fine rapporto ed altri
piani a benefici definiti
23.512.134 0 24.463.827 0 (951.693)
22 Fondo per rischi ed oneri 15.407.726 0 14.984.287 0 423.439
23 Debiti e passività Finanziarie 3.124.570.873 0 2.482.564.141 0 642.006.732
24 Altre passività 0 0 0 0 0
PASSIVITA NON CORRENTI 3.163.490.734 0 2.522.012.256 0 641.478.478
25.a Debiti finanziari 377.675.158 61.581.587 542975.181 28.428.77 (165 300.024)
25.b Debiti fornitori 169.536.665 75.521.828 191.783.800 99.017.161 (22.247.135)
25.c Debiti Tributarı 17.916.924 4.745.034 25.241.524 24.621.448 (7.324.600)
25.d Altre passività correnti 44.084.796 2.325 32.544.085 11.540.711
25 PASSIVITA CORRENTI 609.213.543 141.850.774 792.54459 (183.331.048)
Totale Passività
e Patrimonio Netto
5.346.751.945 141.850.774 4.869.5 477.234.046

91

ALANCIO DI ESERCIZIO

lmporti in Euro

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2017

Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione
di strumenti
finanziari
Riserva
da Utili e
Perdite
Attuariali
Altre
riserve
diverse
Utili
(perdite)
accumulati
Utili
(perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1º
gennaio 2017
1.098.899 95.188 102.567 1.909 (25.367) (10.868) 860 84.707 108.610 1.456.505
Destinazione
risultato 2016:
Distribuzione
Saldo dividendi
(28.694) (103.086) (131.780)
Riserva legale 5.431 (5.431) 0
Utile a nuovol
Copertura
perdite
ರಿಗ (94) 0
Altri
movimenti
239 239
Utile/(Perdita)
complessivo
rilevato
nell'esercizio:
Utili e perdite
rilevati
direttamente
nel Patrimonio
netto
11.248 (8.918) 1.088 3.418
Distribuzione
Acconto su
Dividendi
0
Utile
dell'esercizio
226.579 226.579
Totale Utile/
(Perdita)
Complessivo
0 0 O 11.248 (8.918) 1.088 0 0 226.579 229.997
Totale al 31
dicembre
2017
1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2018

Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione di
strumenti
finanziari
Riserva da
Utili e
Perdite
Attuariali
Altre
riserve
diverse
Utili
(perdite)
accumulati
Utili
(perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 31
dicembre
2017
1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961
Riserva FTA (719) (719)
Saldi al 1°
gennaio 2018
1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961
Destinazione
risultato 2017:
Distribuzione
Saldo dividendi
81.345 (215.250) (133.905)
Riserva legale 11.329 (11.329) 0
Utile a nuovol
Copertura
perdite
0
Altri - 1 1 4
movimentı
(719) (719)
Utile/(Perdita)
complessivo
rilevato
nell'esercizio:
0
Utili e perdite
rilevatı
direttamente
nel Patrimonio
netto
(8.438) 13.627 746 5.935
Distribuzione
Acconto su
Dividendi
0
Utile
dell'esercizio
147,776 147.776
Totale Utile/
(Perdita)
Complessivo
0 0 0 (8,438) 13.627 746 O O 147.776 153.711
Totale al 31
dicembre
2018
1.098.899 111.948 102.567 4.718 (20.658) (9.034) 379 137.452 147.776 1.574.048

RENDICONTO FINANZIARIO

Rif. Nota 31/12/18 Parti Correlate 31/12/17 Parti Correlate Variazioni
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte 161.708 229.809 (68.101)
5 Ammortamenti 13.125 24.142 (11.017)
5 Rivalutazioni/Svalutazioni (162.466) (213.484) 51.018
22 Variazione fondo rischi 423 (22.018) 22.442
21 Variazione netta del TFR (507) (1.226) 719
8 Plusvalenze da realizzo 0 268 (268)
6-7 Interessi finanziari netti (59.446) (49.552) (9.893)
Imposte corrisposte (56.638) (104.874) 48.236
Flussi finanziari generati da attività
operativa ante variazioni
(103.800) 0 (136.935) 0 33.135
19, b - 19 c (Incremento)/Decremento dei crediti
inclusi nell'attivo circolante
11.174 10.544 (43.241) (40.976) 54.415
26,b Incremento /(Decremento) dei debiti
inclusi nel passivo circolante
(22.247) (23.495) (14.770) 1.519 (7.478)
19.a Incremento/(Decremento) scorte (0) 270 (270)
Variazione del capitale circolante (11.073) (12.951) (57.740) (39.457) 46.667
Variazione di altre attività/passività di
esercizio
44.027 (7.919) 148.682 31.789 (104.654)
TOTALE FLUSSO MONETARIO
ATTIVITA ESERCIZIO
(70.846) (20.870) (45.994) (7.668) (24.852)
Flusso monetario per attività di investimento
11-13 Acquisto/cessione immobilizzazioni
materiali e immateriali
(14.823) (25.120) 10.297
14-15 Partecipazioni (2.438) (2.782) 344
26a Incassi/pagamenti derivanti da altri
investimenti finanziari
(26.395) (145.605) (427.874) (418.786) 401.479
Dividendi incassati 160.105 160.105 231.810 231.810 (71.705)
İnteressi attıvı incassatı 118.380 (22.636) 25.145 (103.892) 93.235
TOTALE 234.829 (8.136) (198.820) (290.868) 433.650
Flusso monetario da attività di
finanziamento
23 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo (382.891) (508.052) 125.161
26.a Erogazione di mutuilaltri debiti e medio
lungo termine
1.000.000 450.000 550.000
26.a Diminuzione Aumento di altri debiti
finanziari a breve
(165.325) 33.153 437.726 (53.079) (୧୦3:05:1)
Interessi passivi pagatı (30.014) (2.832) (52.991) (3.037) 22.977
Pagamento dividendi (133.905) (133.905) (131.780) (131.780) (2.125)
TOTALE FLUSSO MONETARIO 287.865 (103.584) 194.903 (187.896) 92.962
Variazioni di patrimonio netto al netto
dell'utile
(719) 0 O O (719)
Flusso monetario del periodo 451.848 (132.590) (49.911) (486.432) 501.759
Disponibilità monetaria netta iniziale 527.423 0 577.334 0 (49.911)
Disponibilità monetaria netta finale 978.552 (132.590) 527.423 (486.432) 451.129

NOTE AL CONTO ECONOMICO

RICAVI

  1. Ricavi delle vendite e prestazioni - € 156.161 mila

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti:

E migliaia 2018 2017 Variazione
Ricavi da prestazioni a clienti 42.587 60.126 (17.539)
di cui servizio di illuminazione pubblica Roma Capitale 42.444 59.887 (17.443)
di cui servizio di illuminazione pubblica Comune di Napoli 0 48 (48)
di cui altri ricavi 143 192 (48)
Ricavi da prestazioni infragruppo 113.573 104.276 9.297
di cui contratti di servizio 108.165 102.978 5.187
di cui altre prestazioni 5.408 1.298 4.110
Ricavi da Vendita e Prestazioni 156.161 164.403 (8.242)

La riduzione dei ricovi do prestazioni a clienti di € 17.539 mila, è at tribuibile alla riduzione del corrispettivo relativo al servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma.

Il 17 giugno 2016 è stato stipulato con Roma Capitale l'accordo modificativo del contratto di servizio per la gestione del servizio di illuminazione pubblica nell'ambito del quale si è avviato il piano di sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziato da Roma Capitale che sta terminando (13.511 trasformazioni su un totale eseguito di 170.556) ed è a questo rallentamento che è da ricondurre la riduzione dei ricavi oltre che alla flessione del canone per l'efficienza generata dal progressivo avanzamento delle installazioni. Tale riduzione è stata in parte compensata dall'aumento dei corrispettivi relativi ad altre voci del contratto.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano un aumento complessivo di € 9.297 mila. Tale variazione discende:

  1. dai corrispettivi per le attività di service rese nell'interesse del-

le Società del Gruppo relativamente al facility management e dal conguaglio del contratto di servizio per la gestione della piattaforma informatica compensati solo in parte da una riduzione delle altre prestazioni di carattere amministrativo, finanziario, legale e tecnico (complessivamente + € 5.187 mila);

all'aumento complessivo dei ricavi derivanti dalle altre presta-2. zioni fornite alle società controllate (€ 4.110 mila) principalmente per i ricavi per prestazioni fuori contratto di servizio relative al ramo di facility management di Acea acquisito a gennaio 2018 dalla controllata Acea Elabori.

2. Altri ricavi e proventi - € 15.663 mila

Si riducono di € 872 mila rispetto al 31 dicembre 2017 prevalentemente per l'effetto di minori insussistenze passive compensate in parte da maggiori rivalse per personale in distacco nelle Società del gruppo. Di seguito la composizione.

ALAHCIO DI ESERCUZ

E migliaia 2018 2017 Variazione
Sopravvenienze attive e altri ricavi 8.499 10.033 (1.534)
Personale distaccato 3.510 2.951 ਟੰਤਰੇ
Riaddebito oneri per cariche sociali 2.847 2.750 97
Proventi immobiliari 748 734 14
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 58 66 (8)
Ricavi da Vendita e Prestazioni 15.663 16.534 (872)

COSTI

3. Costo del lavoro - € 57.196 mila

€ migliaia 2018 Variazione
Costo del lavoro al fordo dei costi capitalizzati 60.059 5.899
Personale impiegato nei progetti (2.588) 1.341
Costi capitalizzati (274) 280
Totale 57.196 7.520

La variazione in aumento del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati pari a € 5.899 mila, discende all'andamento delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportate. Tale aumento è principalmente dovuto all'acquisizione del ramo di Facility Management che ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad Acea S.p.A. Il costo del personale è nettato, oltre che dei costi capitalizzati, anche di € 2.588 mila (- € 1.341 mila rispetto al 31 dicembre 2017) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato nel progetti informatici destinati a tutte le società del gruppo partecipanti alla "comunione" della piattaforma informatica. Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo Consistenza finale del periodo
Inquadramento 31/12/18 31/12/17 Variazione 31/12/18 31/12/17 Varlazione
Dirigenti 52 51 49 52 (3)
Quadri 162
Children
149 13 23 13
165
153 12
Impiegati 421 372 50 419 374 45
Operai 23 15 ၀၀ 23
and a children
15 8
Totale 658 587 71 8 656
A 200 Dir
ਦੇਰੇਪ 62

4. Costi esterni - € 154.364 mila

Rispetto al 31 dicembre 2017, si registra una crescita complessiva sce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura,

dei costi esterni pari a € 5,088 mila (+ 3,41%); di seguito si forni-

C migliaia 81828 - 1 2017 Variazione
Costi per materiali 1.187 552 635
Costi per servizi e Lavori 123.373 132.819 (9.446)
Costi per Godimento beni di terzi 7.223 7.087 136
Imposte e lasse 1.635 1.801 (166)
Spese generali 20.945 7.016 13.929
Totals 154 364 149,276 5.088
E migliaia 2018 2017 Variaziona
Costi per materiali 1.187 552 635
Costi per servizi e Lavori 123.373 132.819 (9.446)
Servizi Infragruppo 30.093 47.413 (17.320)
di cui Illuminazione Pubblica Roma Capitale 29.829 43.790 (13.962)
Consumi Elettrici ed Idrici 20.114 22.659 (2.545)
di cui Consumi Elettrici Servizio Illuminazione Pubblica Roma Capitale 16.991 20.298 (3.307)
Consulenze e prestazioni professionali 28.275 24.700 3.575
Lavori 5.085 1.380 3.706
Canoni di Manutenzione 10.882 9.074 1.808
Servizi al Personale 4.228 4.698 (471)
Servizi di Sorveglianza 3.987 2965 1.023
Spese Pubblicitarie e Sponsorizzazioni 3.776 3.652 124
Spese Pulizia, Trasporto e Facchinaggio 2.820 262 2.558
Personale distaccato 5.415 7.708 (2.292)
Spese Postali 1.237 1.115 122
Spese Bancarie 1.011 1.287 (277)
Organi Sociali 738 626 112
Spese Telefoniche 853 1.322 (469)
Spese Assicurative 638 409 230
Spese di Viaggio e Trasferta 373 418 (45)
Collaborazioni coordinate e continuative 306 185 120
Prestazioni tecniche ed amministrative 925 760 165
Spese Tipografiche 64 21 ਕਤੇ
(segue)
E migliaia 2018 2017 Variazione
Altro 2.551 2.165 386
Costi per Godimento beni di terzi 7-223 7.087 136
Canoni di Locazione 4.147 4.564 (417)
Altri Noleggi e Canoni 3.077 2.524 553
Imposte e Tasse 1.635 1.801 (166)
Spese Generali 20.945 7.016 13.929
Totale Costi Esterni 154.364 149.276 5.088

La crescita dei costi esterni di € 5.088 mila passa attraverso fenomeni di segno opposto tra cui:

  • · l'incremento dei costi esterni per prestazioni professionali di cui quelli di natura informatica (+ € 2.481 mila) e canoni di manutenzione (+ € 1.808 mila) sono dovute ai costi di gestione della piattaforma informatica in comunione con le altre società del gruppo;
  • l'incremento dei costi per consulenze amministrative (+ € 1.231 mila);
  • il sostenimento di costi per recupero crediti + € 880 mila;
  • l'incremento dei costi esterni relativi alla gestione del servizio facility monagement (es. servizi di pulizia, trasporto e facchinaggio per € 2.588 mila e lavori per € 3.705 mila) oggetto di cessione a gennaio 2018 dalla controllata Acea Elabori, in parte compensato dal venir meno dei costi del contratto di servizio per la gestione del facility management per la quota relativa ad Acea (€ 2.558 mila);
  • l'iscrizione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16.200 mila comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per maggiori dettagli si rinvia a quanto specificato nel paragrafo Vertenze giudiziali";
  • la riduzione nel lor complesso dei costi legati al servizio di gestione della pubblica illuminazione nel Comune di Roma pari a € 17.269 mila è dovuta ai consumi elettrici correlati al servizio (- € 3.307 mila) generata dalle efficienze originate dall'installazione dei LED al posto dei corpi illuminanti tradizionali e alla riduzione dei corrispettivi previsti nel contratto (- € 13.962 mila) in particolare per la quota relativa all'installazione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziata da Roma Capitale compensata parzialmente dall'aumento dei corrispettivi relativi ad altre voci del contratto;
  • risparmio sui canoni di locazione del magazzino pari a € 648 mila;
  • l'incremento di sopravvenienze passive ordinari pari a « € 2.939mila.

Si informa che gli altri noleggi e canoni si riferiscono principalmente ad hardware e software per il data center aziendale.

Si informa che, ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, i compensi maturati dalla Società di Revisione PwC sono riportati nella tabella che segue.

€ migliaia Audit Related Service Audit Services ola is.
Acea S.D.A. 190 338 124 652

Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono ad incarichi relativi all'anno 2018 affidati fino al 31 dicembre 2018. Si precisa inoltre che ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 i servizi diversi dalla revisione contabile prestati alla Capogruppo o alle sue controllate nel corso dell'esercizio 2018 si riferiscono principalmente a: 1) assistenza nello svolgimento dei test 262/05 identificati da Acea e, 2) analisi di benchmark su alcuni servizi erogati tra parti correlate.

5. Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni - € 20.075 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Ammortamenti immateriali e materiali 13.125 14.603 (1.478)
Perdite di valore immobilizzazioni 0 ਰੇ 239 (9.539)
Svalutazione crediti (392) 5.529 (5.922)
Accantonamento per rischi 7.342 (8.930) 16.271
Totale 20.075 20.741 (667)

Gli ammortamenti ammontano complessivamente ad € 13.125 mila e si riferiscono per € 6.170 mila alle immobilizzazioni immateriali e per € 6.956 mila alle immobilizzazioni materiali. La riduzione degli ammortamenti è relativa essenzialmente alle immobilizzazioni immateriale per software che hanno terminato l'ammortamento nel 2017.

Le svalutazioni dei crediti ammontano complessivamente a € (392) mila e si riferisce prevalentemente a rischi legati alla recuperabilità dei crediti per interessi iscritti verso Roma Capitale. La variazione rispetto all'esercizio precedente powsta ad accantonamenti verso altre società del gruppo energia SpA in liquidazione.

Gli accantonamenti al fondo rischi, mila. Di seguito viene fornita la lorg lativi effetti.

BILANCIO DI ESERC

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Partecipate 1.000 48 952
Rilascio Partecipate (432) (22.127) 21.695
Esodo e mobilità 5.225 12.000 (6.775)
Legale 192 ધાવે (427)
Rilascio Legale (346) (809) 464
Contributivi e nei confronti di Enti Pubblici O 0
Rilascio Contributivi e nei confronti di Enti Pubblici O 25 (25)
Rilascio Rischi contributivi (155) (30) (125)
Appalti e Forniture 101 1.371 (1.271)
Rilascio Appalti e Forniture (904) 0 (904)
Rischio contenzioso fiscale 2.700 0 2.700
Rilascio contenzioso fiscale 0 (12) 12
Rilascio franchigie assicurative 0 (15) 15
Rilascio Altri rischi ed oneri (40) 0 (40)
Totale Accantonamenti 7.342 (8.930) 16.27

Rispetto all'esercizio precedente si registra un aumento del livello complessivo degli accantonamenti originato dall'effetto combinato di minori accantonamenti legati agli oneri necessari a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo ( € 6.775 mila) e da minori rilasci per esubero fondi (nel 2017 c'è stato il rilascio del fondo partecipate relativo alla controllata GORI pari a € 22,127 mila) compensati dall'accantonamento

pari a € 2.700 mila relativo al contenzioso fiscale. Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

6. Proventi finanziari - € 130.272 mila

E migliaia 2018 2017 Variazione
Proventi da rapporti infragruppo 124.496 108.368 16.128
Interessi e Proventi da rapporti con le banche 647 190 457
Recupero oneri da attualizzazione 640 753 (113)
Proventi Finanziari da contratto di illuminazione pubblica 256 276 (20)
Interessi moratori verso Roma Capitale 4.233 4.560 (327)
Altri Proventi Finanziari 0 0 0 215 (215)
Totale Proventi Finanziari 130.272 114.363 15.909

L'aumento dei proventi finanziari per € 15.909 mila è attribuibile nea di credito di tipo revolving per € 16.174 mila. per € 16.128 mila ai proventi da rapporti infragruppo. Tale variazione è principalmente dovuta all'aumento degli interessi attivi sulla li-

E migliaia 2018 2017 Variazione
Interessi su prestiti obbligazionari 66.296 59.194 7.102
Oneri su Interest Rate Swap 2.090 1.266 824
Interessi su indebitamento a breve termine 8
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 853 1.630 (777)
Oneri Finanziari da Contratto di Illuminazione Pubblica 160 172 (13)
Altri Oneri Finanziari 416 450 (33)
Perdite / (Utile) su Cambi 78 1.784 (1.705)
Interessi Passivi su rateizzazioni Equitalia e INPS 6 12 (6)
Oneri da Valutazione a Fair Value Hedge ਰੇ।ਰੇ 302 617
Totale Oneri Finanziari 70.827 64.810 6.016

L'aumento degli oneri finanziari per € 6.016 mila, discende da maggiori interessi su prestiti obbligazionari (€ 7.102 mila) compen sati in parte ma minori interessi su indebitamento a medio-lungo termine (- € 777 mila). La variazione degli interessi su prestiti obbligazionari comprende l'effetto degli interessi maturati sui due nuovi prestiti obbligazionari compensati in parte dal rimborso del prestito obbligazionario avvenuto il 12 settembre 2018. Per quanto riguarda la riduzione degli interessi sui finanziamenti a medio-lungo termine la riduzione è stata determinata dal rimborso a marzo 2018 dei due finanziamenti BEI. Gli oneri al netto dei proventi su Interest Rate Swop sui prestiti obbligazionari, aumentano per € 824 mila.

Con riferimento al costo medio del debito di Acea, si segnala un decremento rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dal 2,25% del 2017 al 1,94% del 2018.

8. Proventi da partecipazioni - € 177.966 mila

Registrano una riduzione di € 41.046 mila (erano € 219.013 mila) e si compongono come riepilogato nella seguente tabella.

La rivalutazione della partecipazione (annullamento di una precedente svalutazione) in Sarnese Vesuviano è dovuta al consolidamento integrale della sua controllata GORI.

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Dividendi 156.720 218.745 (62.025)
Acea Ato 2 45.500 59.150 (13.650)
ALL 0 3.582 (3.582)
areti 78.246 126.408 (48.162)
Acea Elabori 14.993 8.629 6.364
Acea Ambiente 7.992 11.622 (3.629)
Acque Blu Fiorentine 5.251 0 5.251
ACIP 0 4.035 (4.035)
Aquaser 3.310 3.433 (123)
Acea800 808 215 ਟਰੇਤ
Consorcio Agua Azul 0 1.205 (1.205)
Acque Industriali 176 - O 176
Intesa Aretina 0 315 (315)
GEAL 230 121 109
Acque Blu Arno Basso 178 0 178
Ingegnerie Toscane 35 30 ്ഥ
Plusvalenza da cessione quote Acea Gori Servizi O 268 (268)
Rivalutazione partecipazione Sarnese Vesuviano Sr.I. 21.247 0 21 247
Totale 177.966 219.013 (41.046)

9. Oneri da Partecipazioni - € 15.893 mila

La voce pari a € 15.893 mila al 31 dicembre 2018 era pari a zero nel 2017. Accoglie le svalutazioni relative alle seguenti partecipazioni:

  • · Acea Ato 5 per € 8.705 mila ;
  • · Acea Illuminazione Pubblica ora in liquidazione per € 3.628 mila;
  • Crea Gestione per € 3.253 mila;
  • · Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. per € 306 mila.

10. Imposte - € 13.932 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a € 13.932 mila. In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di Acea in capo al consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'inci denza sul risultato ante imposte pari all'8,6%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

IMPOSTE CORRENTI

Le imposte correnti sono pari ad € 92.134 mila (€ 71.318 mila al 31

dicembre 2017) e si riferiscono ad Ires di consolidato calcolatsulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente e all'Irap.

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale.

Nell'ambito del progetto di trasferimento delle partecipate estere da Acea ad Acea International, nel mese di febbraio Acea ha ceduto tutte le azioni detenute nel Consorcio Agua Azul ad Acea International sono state versate alla SUNAT (agenzia delle entrate) di imposte sul capital gain per € 2.214 mila.

IMPOSTE DIFFERITE

Le imposte differite attive nette incrementano le 876 mila e sono composte dalla somma algebrica menti (€ 5.646 mila) eseguiti prevalentement fondo svalutazione crediti e accantonamenti : finiti e dagli utilizzi (€ 6.522 mila). Le impost crescono le imposte per € 1.067 mila e sono ma algebrica degli utilizzi e accantoname ammontano a ∈ 1.057 mila.

ONERI E PROVENTI DA CONSOLIDATO FISCALE

Ammontano ad € 80.145 mila e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 2.984 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 83.129 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva

2018 16 2017 ag
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento 161.708 229.809
Imposte teoriche calcolate al 27,5% sull'utile ante imposte 38.810 24,0% 55.154 24,0%
Differenze permanenti* (30.775) (19.0%) (51.981) (22,6%)
IRES di competenza** 12.621 7.8% 3.173 1.4%
IRAP di competenza** 1.311 0,8% 57 0.0%
lmposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento 13.932 8.6% 3.230 1,4%

° Includono prevalentemente la quota tassata dei dividendi

** Compresa fiscalità differita

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE - ATTIVO

11. Immobilizzazioni materiali - € 97.469 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Terreni e fabbricati 79.883 81.362 (1.479)
Impianti e macchinari 10.243 6.814 3.429
Attrezzature industriali e commerciali 670 753 (83)
Altri beni 6.642 6.892 (250)
Immobilizzazioni in corso e acconti 31 31 O
Totale Immobilizzazioni Materiali 97.469 95.852 1.617

Si evidenzia un aumento di € 1.617 mila rispetto al valore del 31 dicembre 2017.

La variazione si riferisce principalmente all'effetto netto tra gli investimenti, complessivamente pari a € 8.550 mila, e le quote di ammortamento che si sono attestate a € 6.897 mila.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Telecontrollo della rete di illuminazione pubblica nel Comune di Roma, realizzati da Acea su richiesta di Roma Capitale in adempimento del contratto di servizio.

Gli altri investimenti del periodo attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite ad attività aziendali oltre agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica.

ll prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nel periodo.

€ migliaia 31/12/17 VARIAZIONI 31/12/18
Immobilizzazioni
Materiali
Costo
Storico
Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Incrementi Riclassifiche/
Altri
moviment
Dismissioni/
Alienazioni
Aimm.to Costs Fondo
Amm.to
Valore
Metto
lerreni e
fabbricati
101.201 (19.839) 81.362 68a 0 0 (2.168) 101.890 (22,007) 79.883
Impianti e
macchinari
19.053 (12.239) 6.814 5.252 O 0 (1.824) 24.306 (14.063) 10.243
Attrezzature
industriali e
commerciali
13.386 (12.633) 753 O 18 0 (101) 13 404 (12734) 670
Altri beni 52.255 (45.363) 6.892 2.591 0 (36) (2.805) 54.911 (48.269) 6.642
lmmobilizzazioni
in corso e acconti
31 O 31 18 (18) O O 31 O 31
Totale
lmmobilizzazioni
Materiali
185.926 (90.074) 95.852 8.550 0 (35) (6.897) 194.5-42 (97.072) 97.469

12. Investimenti immobiliari - € 2.489 mila

Ammontano a € 2.489 mila, registrano una riduzione pari a € 58 mila per effetto dell'ammortamento dell'anno e sono costituiti

principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.

13. Immobilizzazioni immateriali – € 11.763 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 : Variazione
Diritti di brevetto industriale e utilizzazione opere ingegno 9.322 11.132 (1,810)
Concessioni e marchi ದಿನ 100 (45)
lmmobilizzazioni in corso e acconti 2.387 392
Totale Immobilizzazioni Immateriali 11.763 11.624

BILANCIO DI ESERC

101

Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:

E migliaia 31/12/17 Variazioni del periodo 31/12/18
Immobilizzazioni Immateriali Valore Netto Incrementi . Riclassifiche/ Altri
movimenti
Dismissioni/
Alienazioni
Amm.to Valore Netto
Diritti di brevetto industriale e utilizz. opere ingegno 11.132 3.400 1.184 (270) (6.124) = 9.322
Concessioni e marchi 100 0 0 0 (45) Bronze 54
Immobilizzazioni in corso 392 3.179 (1.184) O 0 2.387
Totale Immobilizzazioni Materiali 11.624 6.579 0 (270) (6.170) == 11.763

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acquisto ed il potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

L'investimento in Concessioni e marchi si riferisce ai costi diretti sostenuti per il nuovo marchio del Gruppo Acea.

  1. Partecipazioni in controllate e collegate - € 1.792.038 mila Registrano una crescita di € 7.792 mila ed è così composta:
E migliala 31/12/2018 31/12/17 Variazione
Partecipazioni in imprese controllate 1.770.567 1.757.919 12.649
Partecipazioni in imprese collegate 21.470 26.327 (4.857)
Totale Partecipazioni 1.792.038 1.784.246 7.792

Partecipazioni in imprese controllate

Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2018.

Partecipazioni in societa controllate Costo storico Riclassifiche e altri movimenti Rivalutazioni! Svalutazioni Alienazion! Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2017 3.159.003 (376.507) (64.097) (960.479) 1757.919
Variazioni 2018:
- variazione capitale sociale O O 0 O 0
- acquisizioni/costituzioni 4.394 O O O 4 394
- alienazioni/distribuzioni 0 O O O O
- riclassifiche e altri movimenti O 0 O O 0
- svalutazioni/rivalutazioni 0 O 8.255 O 8 255
Totale variazioni del 2018 4.394 0 37255 0 12.649
Valori al 31 dicembre 2018 3.163.397 (376.507) (55.842) (960.479) 1.770.568

Le movimentazioni intervenute riguardano principalmente:

  • € 4.394 mila sono relative all'aumento del capitale sociale di Acea International a seguito della cessione della partecipazione detenuta in Consorcio Agua Azul;
  • € 11.508 mila sono relative:
    • all'annullamento della svalutazione della partecipazione in 1-Sarnese Vesuviano (+ € 21.247 mila) essendo venuti meno i presupposti circa la recuperabilità del valore nella sua partecipata GORI;
      1. alla svalutazione della partecipazione in Acea Illuminazione Pubblica ora in liquidazione (€ 3.628 mila) fino a concorrenza del valore del patrimonio netto di liquidazione,
    • alla svalutazione della partecipazione in Acea Ato 5 (€ ന് 8.705 mila);
    • alla svalutazione della partecipazione in Crea Gestioni (€ য 3.253 mila).

Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette - Acea Ato 2, Acea Ato 5, Acea Ambiente, Acea Produzione, Acea Energia, oreti ed Ecogena - ed indirette -GORI, Publiacqua, Acque, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque e Nuove Acque. Le società oggetto di impairment sono state selezionate sulla base di criteri quali-quantitativi oltreché in considerazione della rischiosità del settore di business in cui operano.

La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore economico. La verifica del mantenimento del valore di una partecipazione può

essere condotta determinando la differenza tra il valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore contabile (carrying amount).

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Il processo di impairment 2018 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax.

La stima del valore recuperabile delle partecipazioni ~ espresso in

termini di valore d'uso - è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni del Piano Industriale 2018-2022 approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle partecipazioni è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate i settori operativi ai quali si riferiscono le partecipazioni iscritte nel bilancio della Capogruppo. Per ciascun settore operativo viene specificata la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Area Industriale
Area Infrastrutture Energetiche
Valore
recuperabile
WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
areti valore d'uso 5,9% Valore Residuo fino al 2022
Acea Produzione valore d'uso 5,8% a due stadi fino al 2022
Ecogena valore d'uso 5,8% a que stadi fino al 2022
Area Idrico valore d'uso 5,4% Valore Residuo fino al 2022
Area Commerciale e Trading:
Acea Energia valore d'uso 7,6% Perpetuity senza crescita fino al 2022
Area Ambiente valore d'uso 6,4% a due stadi fino al 2022

l Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione: è stato determinato considerando il contributo ai flussi di cassa dei vari impianti fino al termine delle concessioni idroelettriche e della vita utile degli impianti fotovoltaici e di Tor di Valle. Il valore di dismissione della centrale di S. Angelo, ipotizzata a termine del 2023, tiene conto dell'approvazione del «Decreto Semplificazioni» avvenuta nel corso del mese di febbraio 2019. Tale valore è stato determinato sulla base di una valorizzazione corrispondente al valore netto contabile rivalutato;
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2023-2038 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2038;
  • per areti: il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico: il valore attuale del Valore Residuo in caso di subentro alla scadenza della concessione.

Si informa, inoltre, che il WACC è stato oggetto di un'analisi di sensitività. Si segnala che:

  • l'incremento dello 0,5% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione Acea Ato 2. Per quanto riguarda Acea Ato 2 l'esiguità del surplus è motivata dall'aver identificato come Terminal Value esclusivamente il valore dei cespiti regolatori (c.d. RAB) senza considerare il valore di realizzo del capitale circolante,
  • l'incremento dell'1,0% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione areti e Acea Produzione,
  • Il risultato del test di impoirment conferma la recuperabilità del valore delle partecipazioni iscritte, eccetto Acea Ato 5.

Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 21.470 mila e si è ridotto la cessione della partecipazione di Consorcio Agua Azul in Acea International.

Si segnala inoltre la svalutazione, per adeguamento al cambio, delle partecipazioni estere (€ 463 mila).

Di seguito la movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

Partecipazioni in società collegate Costo storico Riclassifiche Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2017 94.570 13.600 (80.376) (1.467) 26.327
Variazioni 2018:
- variazione capitale sociale 0 O O 0 O
- acquisizioni/costituzioni 0 0 0 0 O
- alienazioni/distribuzioni 0 0 O (4.394) (4.394)
- riclassifiche e altri movimenti O 0 O O = 0
- svalutazioni/rivalutazioni 0 O (463) 0 (463)
Totale variazioni del 2018 0 0 (463) (4.394) (4.857)
Valori al 31 dicembre 2018 94.570 13.600 (80.839) (5.861) 21.470

15. Altre partecipazioni - € 2.352 mila

Le "Altre partecipazioni" si riferiscono ad investimenti in titoli azio nari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Nel corso del non ci sono state movimentazioni.

  1. Imposte differite attive - € 20.069 mila

Si riducono di € 3.554 mila rispetto al 31 dicembre 2017.

La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 2017 distinguendo le Attività per Imposte Anticipate Imposte Differite.

Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte ar che la valutazione della fiscalità differita attiva è sta base dei piani industriali di Acea e, riguardo l'orizzo considerando una ragionevole stima dell'epoca di river

Movimentazioni del periodo
€ migliaia 31/12/17 Utilizzi IRES / IRAP Movim. a PN Acc.ti IRES/IRAP 31/12/18
lmposte anticipate
Perdite fiscali 0 0 0
Compensi membri CDA 5 0 5 10
Fondo rischi ed oneri 2.906 (2.392) 3.343 3.856
Svalutazione partecipazioni 0 0 0
Svalutazione crediti 8.077 (2.498) 227 1.658 7.463
Ammortamenti beni materiali e immateriali 1.619 (480) O 406 1.658
Ammortamento Avviamento 0 0 0 0
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 7.778 (412) (258) 234 7.342
Altre 12.096 (740) (4.303) 0 7.052
Totale 32.479 (6.522) (4.334) 5.646 27.383
Imposte differite
Imposte differite su dividendi 167 (41) 2 128
Ammortamenti beni materiali e immateriali (12) O 0 ਤਰੇ 27
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 210 50 56 0 316
Altre 8.492 0 (2.665) 1.016 6.843
Totale 8.856 9 (2.609) 1.057 7.314
Totale Netto 23.623 (6.531) (1.725) 4.588 20.069

17. Attività finanziarie non correnti - € 227.385 mila

Si riducono di € 10.590 mila rispetto al 31 dicembre 2017, in quanto ammontavano a € 237.975 mila e sono così composte:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti finanziari verso Roma Capitale 18.697 22.168 (3.471)
Crediti finanziari verso imprese controllate 185.428 187.958 (2.530)
Crediti verso altri 23.260 27.849 (4.590)
lotale 227.385 237.975 10.590)

La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad Acea, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2019, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

la controllata Acea Ambiente (€ 3,200 mila) per il venir meno delle motivazioni che lo avevano generato e alla riclassifica nella posizione a breve del credito sottostante (€ 6.410 mila).

Per quanto riguarda i crediti finanziari verso Acea Ato 5 si è proceduto all'erogazione di tre nuove tranche del finanziamento fruttifero a medio e lungo termine (per complessivi € 5.801 mila) compensata in parte dalla riclassifica nei crediti finanziari a breve della quota in scadenza nel 2019 del credito infruttifero verso la stessa in base al piano di rientro che si completerà nel 2028 (€ 5.121mila).

| Crediti finanziari verso imprese controllate si riducono, rispet to al 31 dicembre 2017, di € 2.530 mila per effetto dell'annullamento della svalutazione del finanziamento infruttifero verso

Tali crediti si ritengono interamente recuperabili.

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per Finanziamenti
Acea Ato 5 181.525 180.845 680
Crea Gestioni S.r.l. 3.870 3.870 O
Ecomed S.r.l. 33 33 0
Totale 185.428 184.748 630
Altri Crediti Finanziari
Acea Ambiente S.r.I. 0 3.210 (3.210)
Totale Crediti Finanziari non correnti verso imprese controllate 185.428 187.958 (2.530)

La voce Crediti verso altri, pari a € 23.260 mila, deriva per € 23.134 mila dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso.

18. Altre attività non correnti- € 1mila

Tale voce non registra variazioni rispetto al termine dell'esercizio precedente.

19. Attività correnti- € 3.193.186 mila

Registrano un aumento di € 481.878 mila (erano € 2.711.298 mila al 31 dicembre 2017) e sono composte come di seguito descritto.

19.a - Lavori in corso su ordinazione - € 0 mila

Il saldo al 31 dicembre 2018 è pari a zero.

19.b - Crediti Commerciali - € 731mila

I crediti commerciali si riducono di € 222 mila rispetto a € 953 mila del 31 dicembre 2017.

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 731 mila al netto del fondo svalutazione crediti pari a € 3.801 mila e si riducono di € 222 mila.

I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni maturate verso

soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi con particolare riferimento a quelle di pubblica illuminazione verso il Comune di Napoli. Si segnala che ad aprile del 2018, Acea ha incassato tramite delegazione di pagamento i crediti vantati verso CITELUM SA per € 220 mila. Nel mese di agosto 2018 sono stati incassati crediti per € 2.306 mila verso ATER a seguito di sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione nel 2016 relativamente a nostri atti di ingiunzione del 1992 e del 1994, con i quali Acea aveva intimato all'allora IACP il pagamento di quanto dovuto.

Fondo Svalutazione Crediti

Si attesta a € 3.801 mila e si riduce di € 1.963 mila rispetto all'esercizio precedente.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene stimata in base a quanto previsto dall'IFRS 9, ovvero, attraverso l'applicazione dell'expected credit loss model per la valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default).

19.c - Crediti Commerciali Infragruppo - € 88.213 mila

Registrano un decremento di € 10.962 mila rispetto al 31 dicembre 2017 (erano € 98.772 mila) e si compongono come di seguito rappresentato:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso controllante - Roma Capitale 28 ਰੇਤੋ (65)
Crediti verso imprese controllate 79.360 77.105 2.255
Crediti verso imprese collegate 8.825 21.574 (12.749)
Totale Crediti Commerciali infragrupo 88.213 98.772 (10.559)

Crediti verso controllante - Roma Capitale

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale da Acea, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per prestazioni fatturate 28 ਰੇਤੇ (65)
Crediti per prestazioni da fatturare 0 0 0
Totale Crediti Commerciali 28 ਰੇਤੋ (65)
Crediti finanziari per Fatture Emesse 99.024 118.228 (19.204)
Fondo svalutazione (30.152) (12.460) (17.692)
Crediti finanziari per Fatture da Emettere 25.754 17.314 8.440
Fondo svalutazione (9.843) (5.610) (4.233)
Crediti Finanziari a medio - lungo termine 18.697 22.168 (3.471)
Totale Crediti Finanziari per Illuminazione Pubblica 103.480 139.640 (36.160)
Totale Crediti Esigibili entro l'esercizio successivo (A) 103.508 139.733 (36.225)
Debiti Commerciali E migliaia 31/12/10 311 2111 Variazione
Totale Debiti Esigibili Entro l'esercizio successivo (B)
Totale (A) - (B) 103.508 139.733 (36.225)
Altri Crediti/(Debiti) di natura finanziaria (420) 347
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale 22
Totale altri Crediti/(Debiti) (C) (422 369
Saldo Netto 103.085 (35.856)

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti alle compensazioni ed incassi. Lo stock dei crediti al 31 dicembre 2018 registra una riduzione di € 10.829 mila rispetto all'esercizio precedente, da attribuire interamente ai crediti finanziari per illuminazione pubblica. Il decremento si riferisce all'effetto combinato degli incassi e compensazioni intervenute nell'anno compensate dalla maturazione del corrispettivo annuo, all'ammodernamento rete di sicurezza, alla manutenzione extra ordinaria ed infine ai crediti derivanti dall'accordo relativo al Piano LED che riguarda la sostituzione delle lampade stradali di vecchia generazione.

Nel 2018 sono stati incassati e compensati complessivamente € 65.305 mila. Di seguito si elencano le tipologie di crediti incassati:

  • € 36.327 mila per crediti relativi ai corrispettivi del contratto di illuminazione pubblica, di cui € 21.356 mila relativi al periodo da aprile a dicembre 2017 e già iscritti nell'esercizio precedente ed € 14.971 mila relativi al periodo da gennaio a luglio 2018;
  • € 19.894 mila per crediti del contratto di pubblica illuminazione già riconosciuti dall' Assemblea Capitolina di dicembre 2016 (pro-rata 2009 e 2010, corrispettivi di illuminazione pubblica novembre/dicembre 2012, corrispettivi per l'illuminazione artistica ed adeguamento a norma 2012);
  • € 4.692 mila per crediti maturati relativamente alle voci dell'accordo integrativo Piano Led;
  • € 2.898 mila per crediti relativi all'ammodernamento e sicurezza rete (1º, 2º e 3º trimestre 2016);
  • € 936 mila per rimborsi relativi a furto cavi (anni 2014, 2015, 2016);

€ 444 mila per crediti relativi a lavori di illuminazione pubblica stradale.

In aggiunta a ciò per quanto riguarda i debiti 2018, nel corso dell'anno Acea ha provveduto a saldare in parte mediante compensazione e il residuo tramite pagamento diretto, il debito corrispondente ai dividendi azionari maturati nell'esercizio 2017 e iscritti ad aprile (importo complessivo € 68.425 mila).

A seguito di alcune contestazioni elevate da Roma Capitale, per il periodo 2008-2018, con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica, e stante la situazione di incertezza sul pieno recupero dei crediti verso il Comune, la Società ha prudentemente elaborato la miglior stima di recupero degli stessi aggiornando le valutazioni già effettuate in particolare con riferimento ai crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica relativi ai periodi antecedenti il 31 dicembre 2017 procedendo all'iscrizione di un Fondo pari ad € 15.386mila.

Crediti verso imprese controllate

Ammontano complessivamente ad € 79.360 mila e aumentano di € 2.255 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di servizio e dai crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per la piattaforma informatica in comunione. Si informa che i valori comparativi al 31.12.2017 sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Acea Ato 2 14.595 21.286 (6.691)
Acea Ato 5 21.374 13 468 7.906
oreti 16.035 14.940 1.095
Acea Energia 10.559 10.267 292
Acea Produzione 301 85 216
Gesesa 5.484 4.783 701
GORI 1.299 4.790 (3.491)
Crea Gestioni 3.997 2.959 1.038
Acea8cento 470 વર્તદ 15
Acea Elabori 435 449 (14)
Sarnese Vesuviano 778 767 11
Acea Ambiente 771 725 47
Acea Dominicana 524 452 72
Aquaser 761 52 709
Acque Industriali 478 111 367
Agua de San Pedro 603 692 (88)
Umbriadue Servizi Idrici 598 328 270
Ecogena 87 41 45
Acea International 30 0 30
Altre 178 452 (274)
Totale 79.360 77.105 2.255

Crediti verso imprese collegate

Ammontano complessivamente ad € 8.825 mila e registrano una riduzione di € 12.749 mila rispetto al 31 dicembre 2017. Si informa che i valori comparativi al 31.12.2017 sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni. Si riferiscono per le società sottoposte a controllo congiunto, alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di servizio di natura informatica e dai crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per la piattaforma informatica in comunione. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Publiacqua 1.615 6.259 (4.644)
Umbra Acque 2.058 5.298 (3.240)
Acque 1.591 5.004 (3.413)
Acquedotto del Fiora 1.455 2.910 (1.455)
Ingegnerie Toscane 106 428 (322)
Geal ല്ല 169 (112)
Coema 140 119 22
Marco Polo 1.236 1.236 0
Sogea ਦਰੇ 47 23
Servizi Idrici Integrati ਤੇਤੇ 0 33
Azga Nord 403 0 403
Altro ਦਰੇ 105 (46)
Totale 8.825 21.574 (12.749)

Il totale dei crediti commerciali, al lordo del fondo svalutazione crediti, verso clienti e infragruppo, ivi compresi quelli verso Roma Capitale, ammontano a € 94.812 mila e di seguito se ne fornisce l'ageing:

Crediti commerciali a scadere: € 58.390 mila;

• Crediti commerciali scaduti: € 36.422 mila di cui:

Entro 180 giorni: € 6.803 mila, Tra 180 e 360 giorni: € 5.895 mila, Oltre l'anno: € 23.723 mila.

19.d - Altri crediti e attività correnti - € 31.901 mila

Registrano una variazione in diminuzione di € 5.053 mila e si compongono come di seguito esposto. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso cessionario Autoparco 0 500 (500)
Crediti verso Cessionario Area Laurentina 6.000 6.000
Ratei e risconti attivi 4.884 3.294 1.591
Crediti diversi 471 1.164 (୧୨3)
Crediti da rientro ramo Marco Polo per debiti verso dipendenti 1.931 1.931 (184)
Equitalia 0 802 (802)
Crediti verso Enti previdenziali 363 375 (11)
Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico 146 146
Crediti per TFR da cessioni individuali 0 11 173
Anticipi a fornitori e depositi presso terzi 0 94 (94)
Crediti per IVA 17.740 22.145 (4.406)
Altri crediti tributari 365 491 (126)
Totale 31.901 36.954 (5.053)

Il credito al 31.12.2017 verso il cessionario Autoparco relativo ai corrispettivi di detenzione dell'immobile, è stato scalato dall'importo dell'acconto restituito a gennaio 2018. Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente i canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche, i contratti di assicurazione ed i premi assicurativi. I crediti per IVA derivano dalla procedura di liquidazione IVA di Gruppo; l'importo rappresenta il credito per l'acconto versato a fine dicembre 2018.

19.e - Attività finanziarie correnti - € 5.791 mila

Registrano una variazione in riduzione di € 99.857 mila per l'estin zione del deposito a breve scaduto. Di seguito si riporta il dettaglio del saldo al 31 dicembre 2018.

107

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per la gestione del servizio di pubblica illuminazione 5.283 5.320 (38)
Crediti su depositi a breve termine O 100.000 (100.000)
Ratei Attivi su depositi a breve termine 0 (4)
Crediti v/SEIN da Liquidazione Acea Ato 5 Servizi 274 0
Ratei attivi su c/c banca e posta 185
lotale 3.11-0 (99.857)
IN ESSACIZIO

19.f - Attività Finanziarie Correnti Infragruppo - € 2.074.601 mila

Registrano una crescita di € 156.195 mila. La tabella che segue ne evidenzia i dettagli.

E migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale 100 84.783 117.472 (32.689)
Crediti verso imprese controllate 1.988.919 1.800.613 188.306
Crediti verso imprese collegate 900 322 578
Totale 2.074.601 1.918.407 156.195

Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale

Ammontano complessivamente ad € 84.783 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di illuminazione pubblica così come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".

Crediti verso imprese controllate

Si attestano a € 1.988.919 mila (€ 1.800.613 mila al 31 dicembre 2017) e risultano composti come di seguito esposto:

31/12/18 31/12/17 Variazione
1.830.202 1,667.751 162.451
126.118 103.579 22.539
26.242 14.711 11.531
1.486 4.871 (3.385)
4.871 9.701 (4.830)
1.988 919 1.800.613 188.306

La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dall'incremento dei saldi di conto corrente verso le società del gruppo che hanno aderito ad una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento, che matura interessi ad un tasso fisso, definito in base ai tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. Ibride nel settore delle utilities aggiornato su base annua, aumentato di uno spread legato al livello di esposizione ed al ribaltamento dei costi di rating della capogruppo.

Registrano un incremento i crediti verso imprese controllate per finanziamenti; tale incremento è da imputare principalmente ad Acea Ato 5.

Crediti verso imprese collegate

Al 31 dicembre 2018 ammontano ad € 900 mila e si sono azzerati per l'incasso tramite delegazione dei crediti verso Acea Napoli Pubblica Illuminazione.

19.g - Attività per imposte correnti - € € 13.397 mila

Diminuiscono di € 9.744 mila rispetto al termine dell'esercizio precedente e di seguito ne è esposta la composizione. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

C migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti IRAP e IRES per acconti versati 1.211 18.853 (17.642)
Totale Crediti Verso l'Erario 1.211 18.853 (17.642)
Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate 12.185 4.288 7 897
Totale Crediti Tributari 13.397 23.141 (9,744)

Il credito IRES pari a € 1.211 mila deriva da versamenti eccedenti eseguiti nel corso dell'anno rispetto all'imposta calcolata per l'esercizio 2018.

19.h - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - € 978.552 mila

Registrano un aumento di € 451.129 mila (al 31 dicembre 2017 erano € 527.423 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.

NOTE ALLO STATO PATRIMONIALE - PASSIVO

20. Patrimonio netto - € 1.574.048mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 111.948 100.619 11.329
Riserva per azioni proprie in portafoglio 0 0 0
Altre riserve 77.973 72.757 5.216
Utili a nuovo 137.452 56.107 81.345
Utili (perdite) dell'esercizio 147.776 226.579 (78.803)
Totale 1.574.048 1.554.961 19.087

Il patrimonio netto registra un incremento di € 19.087 mila rispet to al 31 dicembre 2017. Tale variazione è prevalentemente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato conseguito nell'esercizio 2017, nonché dalla movimentazione delle altre riserve.

Di seguito si riporta la composizione e le movimentazioni per Voce:

20.a - Capitale sociale - € 1.098.899 mila

Ammonta a € 1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Roma Capitale: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila,
  • AMA: n. 1.000 per un valore nominale complessivo di € 5 mila,
  • Mercato: n. 103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.309 mila,
  • Azioni Proprie: n. 416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila.

20.b - Riserva legale € 111.948 mila

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 Cod. Civ.

Al 31 dicembre 2018 si registra una crescita di € 11.329 mila rispet to allo scorso anno, per effetto della destinazione dell'utile conseguito nell'esercizio 2017.

20.c - Riserva per azioni proprie in portafoglio - € 0 mila

Ai sensi dell'art. 2428 Cod. Civ., le azioni proprie in portafoglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.152 mila complessivamente) e corrispondono allo 0,196% del capitale sociale. La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al 31 dicembre 2018 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coincide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in ossequio allo IAS32.

20.d - Altre riserve - € 77.973 mila

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Riserva Straordinaria 180 180 O
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 102.567 0
Riserva per differenze di cambio 4.718 13.157 (8.438)
Riserva da valutazione di strumenti finanziari (20.658) (34.285) 13.627
Riserva da utili e perdite attuariali (9.034) (9.780) 746
Altre riserve diverse 198 918 (719)
lotale 77.973 72.757 5.216

La riserva per differenze di cambio registra una variazione in diminuzione di € 8.438 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 dicembre 2018 del privote placement in YEN stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 20.658 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del bond (3 marzo 2010).

Si segnala inoltre l'iscrizione dell'FTA conseguente la prima applicazione dei nuovi standard internazionali IFRS 9. Tale iscrizione al netto degli effetti fiscali ammonta complessivamente a e 719 rinila. > La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve sponibili.

109 BILANCIO DI ESER

€ migliaia 31 dicembre 2018
Natura/descrizione Importo Possibilità
di utilizzazione
Quota disponibile Riepilogo delle utilizzazioni effettuate nei tre precedenti esercizi
Copertura perdite Altre ragioni
Riserve di capitale:
Riserva derivanti da operazione scissione di ARSE 6.569 A, B, C 6.569
Riserve di utili da conto economico:
Riserva legale 11.948 A, B 111.948
Riserva straordinaria 180 A, B, C 180
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 A, B,C 102.567
Utili portati a nuovo 137.452 A, B, C 137.452
Riserve di utili da O.C.I .:
Riserva cash flow hedge (20.658) (20.658)
Riserva per differenze di Cambio 4.718 4.718
Riserva da Utili e Perdite Attuariali (9.034) (9.034)
Altre riserve
maggior costo acquisizione Umbra Acque (3.173) (3.173)
maggior costo acquisizione SAMACE (785) (785)
maggior costo acquisizione Kyklos (1.932) (1.932)
Riserva da conferimento Acea International 239 239
Riserva FTA IFRS 9 (719) (719)
Riserva per azioni proprie disponibile 0 A, B, C 0
Riserva per azioni proprie
in portafoglio
3 853 Garanzia azioni
proprie
3 853
TOTALE 331.226 331.226
Quota non distribuibile 84.456
Residua quota distribuibile 246.770

"Legenda:

A = aumento di capitale - B = copertura perdite - C = distribuzione ai soci

  1. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 23.512 mila

Si riduce di € 952 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita ed i piani a benefici definiti. Nella tabella che segue è riportata la composizione:

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro
- Trattamento di Fine Rapporto 7.281 7.214 ୧୫
- Mensilità Aggiuntive 1.438 1.263 175
- Piani LTIP 2.009 1.219 790
lotale 10.729 9.696 1.033
Benefici successivi al rapporto di lavoro
- Agevolazioni Tariffarie 12.783 14.768 (1.985)
Totale 23.512 24.464 (952)

Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefici successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione.

La variazione risente 1) degli accantonamenti di periodo, 2) dalle uscite verificatesi durante il periodo e 3) dell'aumento del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato 11,57% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno dell'1,30%.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene Acea ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione al-

la stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi tecniche.

Inoltre di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:

dicembre 2018 dicembre 2017
Tasso di attualizzazione 1,57 % 1,30 %
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1.59 % 1.59 %
Inflazione di lungo periodo 1.50 % 1,50 %

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia Piano Tasso di attualizzazione
€ migliaia 0,50% -0,50%
TFR -380 409
Agevolazioni tariffarie -169 795
Mensilità aggiuntive -150 2
LTIP 607 628

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analone all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia Piano
€ migliaia -1 anno di eta
TFR -58
Agevolazioni tariffarie -734
Mensilità aggiuntive 0

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per 22. Fondo per rischi ed oneri - € 15,408 mila esempio, il tasso di inflazione.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:

€ migliaia 31/12/17 Utilizzi Rilascio per
esubero fondi
Accantonamenti 31/12/18
Partecipate 5.158 0 (432) 1.000 5.727
Legale 1.606 (280) (346) 192 1.173
Rischi contributivi e relativi
ad Enti Previdenziali e Assistenziali
ਰੇਤੀ (42) (155) O 734
Appalti e forniture 1.725 (39) (904) 101 883
Esodo e mobilità 5.523 (6.558) 0 5.225 4.191
Fiscale O 0 0 2.700 2.700
Altri rischi ed oneri 40 0 (40)
Totale 14.984 (6.918) (1.876) 15.408

BILANCIO DI ESERCIZIO

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • il fondo rischi legato a contenziosi legali è stato utilizzato per € 280 mila per sentenze sfavorevoli generando al contempo un rilascio per esubero pari a € 346 mila ed un accantonamento dell'anno di € 192 mila,
  • il fondo stanziato a fronte di piani di mobilità ed esodo utilizzato per € 6.558 mila in quanto si sono concluse le relative procedure. Sono stati inoltre accantonati € 5.625 mila sempre relativamente allo stesso piano,
  • il fondo rischi per contenzioso fiscale è stato accantonato per € 2.700 mila.
  • nel corso dell'esercizio rilasciati € 904 mila per esubero fondi appalti e forniture;
  • il fondo rischi partecipate è stato interessato da un rilascio fondi per € 432 mila ed un accantonamento pari a € 1.000 mila a copertura dei rischi della società Marco Polo.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

  1. Debiti e passività finanziarie non correnti - € 3.124.571 mila Sono così composti:
31/12/18 31/12/17 Variazione
2.678.392 1.695.028 983.363
446.179 787.536 (341.356)
3.124.571 2.482.564 642.007

Obbligazioni a medio - lungo termine

In data 1º febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari a € 300,000 mila della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) e a € 700.000 mila della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 3 miliardi, come da ultimo modificato il 17 luglio 2017 e successivamente integrato il 19 gennaio 2018. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. A partire dalla data di regolamento, le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo.

Le obbligazioni ammontano a € 2.678.392 mila (€ 1.695,028 mila al 31 dicembre 2017) e si riferiscono:

  • € 595.806 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,
  • € 492.768 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila,
  • € 422.672 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. Le obbligazioni emesse hanno un taglio minimo di € 50 mila e pagano una cedola lorda annua pari al 4,5% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,779. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi, al 4,528% corrispondente ad un rendimento di

120 punti base sopra il tasso di riferimento (mid-swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 16 marzo 2010. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 19.025 milla. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila avvenuta il 24 ottobre 2016,

  • € 158.847 mila relativi al Privote Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 21.747 mila ammonta a € 180.634 mila. Tale Fair Value è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 6.208 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2018. Il cambio alla fine del 2017 si è attestato a € 125,83 contro € 135,28 del 31 dicembre 2017. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.940 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad Acea, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre Acea deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al roting trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il roting di Acea scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizione per l'eventuale esercizio dell'opzione;
  • € 299.173 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1º febbraio della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 127 mila,
  • € 687.339 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1º febbraio della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 9.406 mila.

Di seguito si riporta il riepilogo comprensivo della quota a breve:

€ migliaia Debito Lordo (*) FV Strumento
di copertura
Ratei interessi
maturati ("")
Totale
Obbligazioni:
Emissioni del 2010 422.261 O 15.158 437.429
Emissioni del 2013 O O O 0
Emissioni del 2014 594.972 0 7.336 602.307
Private Placement emissione del 2014 158.831 217.87 ୧୯୮୮ 181.273
Emissioni del 2016 491.766 O 945 492.711
Emissioni del 2018 984.780 O 5.979 990.759
Totale 2.652.610 21.787 30.083 2.704.480

(*) Compenso costo ammortizzato

(**) Compensi ratei su strumenti di copertura

Finanziamenti a medio - lungo termine

Ammontano a € 446.179 mila e registrano una riduzione complessiva di € 341.356 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 dicembre 2018 e scadenti oltre i dodici mesi.

I principali mutui, i cui valori al 31 dicembre 2018 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 736.193 mila, e sono di seguito descritti:

  • finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 per un importo di € 200.000 mila per il piano di investimenti nel settore idrico (Acea Ato 2) con una durata di 15 anni. Tale finanziamento al 31 dicembre 2017 ammonta a € 67.483 mila. La prima tranche pari a € 150.000 mila è stata erogata nell'agosto 2008 ed il tasso di interesse è pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread di 7,8 punti base. Nel corso del 2009 è stata erogata una seconda tranche per un importo di € 50.000 mila che prevede un tasso di interesse pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread dello 0,646% la cui scadenza era fissata al 15 giugno 2019. Quest'ultima è stata estinta anticipatamente a marzo del 2018;
  • finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008 con scadenza al 21 dicembre 2021. Il tasso applicato dalla banca è un tasso variabile e le rate previste sono semestrali ed il rimborso avverrà in rate semestrali; la prima è stata pagata il 30 giugno 2010. L'importo residuo del finanziamento al 31 dicembre 2018 ammonta a € 27.054 mila. Il rischio di oscillazione dei tassi di interesse passivi collegati al finanziamento è stato coperto con la sottoscrizione di un Interest Rate Swap con l'obiettivo di trasformare l'onerosità del finanziamento sottostante da variabile a fissa. Lo swap segue l'andamento del piano di ammortamento del sottostante. In base allo IAS 39 la società ha provveduto a valutare l'efficacia dello strumento di copertura secondo il metodo dell'Hedge Accounting in base al modello del Cash Flow Hedge. Il risultato del test è pari al 99,29% di efficacia, ciò

comporta che non venga rilevata alcuna quota a conto economico che rifletta l'inefficacia dello strumento; si è proceduto all'iscrizione in apposita riserva di Patrimonio Netto del fair volue negativo dello strumento di copertura pari a € 2.061 mila;

  • finanziamento contratto da BEI in data 23 dicembre 2014 di € 200.000 mila, rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti nell'area idrico. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,45% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2030;
  • finanziamento contratto da BEI in data 2 maggio 2017 di € 200.000 mila nell'ambito del Progetto Efficienza Rete II. Il tasso di interesse è variabile. Il piano di restituzione del prestito prevede un periodo di preammortamento fino al 15 giugno 2021 ed ammortamento a rate costanti di capitale semestrali fino al 31 dicembre 2030;
  • linea di finanziamento di € 150.000 mila da Intesa San Paolo S.p.A. erogata in data 22 dicembre 2017 con scadenza finale 21 giugno 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione;
  • linea di finanziamento di € 100.000 mila erogata in data 28 dicembre 2017 da UBI Banca SpA con scadenza finale 2 gennaio 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione.

Il finanziamento contratto da BEI nel 2009 per un importo di € 100.000 mila rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti in ambito di potenziamento ed ampliamento della rete di distribuzione di energia elettrica in territorio romano per un piano quadriennale in scadenza a giugno 2018 è stato estinto nel mese di marzo 2018.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finanziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nel la tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2018 pari a € 290.013 mila.

€ migliaia Debito residuo totale Entro il 31.12.19 dal 31.12.19 al 31.12.23 Otre il 31.12.23
a tasso hsso 250.000 250.000 0 0
a tasso variabile 459138 31.680 189.143 238.315
a tasso variabile verso fisso 27.054 8.334 -118:727. O
Totale Mutui a medio - lungo e breve termine 736.193 290.013 238.315

Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e

politiche di gestione dei risch

24. Altre passività non correnti - € 0 mila Risultano pari a zero al 31 dicembre 2018.

ducono per € 183.331 mila.

25. Passività correnti - € 609.214 mila

Ammontano complessivamente ad € 609.2014 mila e si ri-

Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti finanziari 377.675 542.975 (165.300)
Debiti verso fornitori 169.537 191.784 (22.247)
Debiti tributari 17.917 25.242 (7.325)
Altre passività correnti 44.085 32.544 11.541
lotale 609.214 792.545 (183.331)

25.a - Debiti finanziari - € 377.675 mila

Ammontano ad € 377.675 mila e sono composte come di seguito esposto:

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti verso controllate e collegate ਦਰ ਤੋਰੇਤ 25.892 33.500
Obbligazioni a breve termine 26.088 352.846 (326.758)
Debiti verso banche per mutui 290.013 131.708 158,305
Debiti verso Roma Capitale 420 767 (347)
Debiti verso banche per linee di credito a breve 0 30.000 (30.000)
Debiti verso Altri 1.761 1.761 0
lotale 377.675 542.975 (165.300)

Il decremento delle obbligazioni a breve termine è da imputare per € 330.956 mila all'estinzione del prestito obbligazionario emesso da Acea ad inizio del mese di settembre 2013, della durata di 5 anni scaduto il 12 settembre 2018.

mila compensata dal rimborso a marzo 2018 del finanziamento BEI pari a € 100.000 mila.

La variazione in aumento dei debiti verso banche per mutui complessivamente pari a € 158.305 mila è dovuta all'effetto combinato della riclassifica nella quota a breve delle due linee di finanziamento di Intesa SanPaolo e UBI Banca rispettivamente in scadenza il 21 giugno e il 2 gennaio del 2019 pari complessivamente a € 250.000

Le variazioni che hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate sono relative ai rapporti di tesoreria accentrata che aumentano di € 33.426 mila per effetto della maggior esposizione finanziaria registrata nell'esercizio verso le società del Gruppo.

Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per rapporti di tesoreria accentrata 59.317 25.892 33.426
Altri Debiti finanziari - 76 75
Totalc 1000 59.393 25.892 33.500

I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di € 347 mila per effetto per la riduzione dall'acconto verso Roma Capitale per il Piano Led dovuto all'avanzamento del piano di installazione.

25.b - Debiti verso fornitori - € 169.537 mila

Risultano composti come di seguito evidenziato.

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti verso fornitori terzi 95.381 93.392 1.989
Debiti verso società controllate e collegate 74.156 98.392 (24 236)
lotale 169.537 191.784 (22.247)

I debiti verso fornitori terzi registrano una variazione in aumento di € 1.989 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per fatture ricevute 51.214 50.579 635
Debiti per fatture da ricevere 44.167 42.813 1.354
Totale 95.381 93.392 1.989

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 51.214 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 14.302 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.

Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate si segnala una riduzione di € 24.236 mila, che viene analizzata nella tabella che segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Acea Illuminazione Pubblica in liquidazione 0 5.754 (5.754)
Acea Ato 2 907 1.380 (473)
Acea Ato 5 98 16 83
Acea Energia 4.979 10.808 (5.830)
Acea Produzione 296 245 52
oreti 64.416 69.374 (4.959)
Ingegnerie Toscane 2.300 2.300 0
Citelum Acea Napoli 141 1.798 (1.657)
Aquaser 0 179 (179)
Acea8cento 56 65 (a)
Acea Elaboratori 10 5.490 (5.479)
Publiacqua 58 111 (53)
Abab 0 78 (78)
GORI 0 87 (87)
Crea Gestione 176 0 176
Ecogena 47 0 47
Acque 47 47 0
ALL 36 0 36
Altro 589 661 (72)
Totale 74.156 98.392 (24.236)

25.c - Debiti tributari - € 17.917 mila

Subiscono una riduzione di € 7.325 mila e sono composti come il lustrato nella tabella seguente. Si informa a riguardo che i valori

comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pub-

E migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per IRES ed IRAP 13.172 620 12.552
Totale Debiti Verso Erario 13.172 620 12.552
Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate 4.745 24.621 (19.876)
Totale Debiti Tributari 17.917 25,242 (7.325)

25.d - Altre passività correnti - € 44.085 mila

Si compongono come di seguto riportato. Si informa a riguardo dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni

che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai

31/12/18 31/12/17 Variazione
3.558 3.159 ਤਰੇਰੇ
40.527 29.385 11.141
10.915 7.853 3.063
5.379 5.386 (7)
901 901 0
563 563 O
16 103 (87)
4.695 8.532 (3.837)
2.127 1.668 ਕੰਟਰੇ
6 (5)
15.928 4.374 11.554
44.085
1 - 15 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1 - 1
32.544 11.541

Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in Trova iscrizione negli altri debiti la sanzio bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi niaria pari a € 16.200 mila comminata da quelli già indicati a proposito della voce Mutui.

Concorrenza e del Mercato per maggio specificato nel paragrafo Vertenze giud

115

INFORMATIVE SULLE PARTI CORRELATE

ACEA E ROMA CAPITALE

L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di Acea.

Tra Acea e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di servizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione ed al potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione.

Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini economici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 dicembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra Acea e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno 2016 con una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led.

Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:

  • allineamento della durata del contratto di servizio alla scadenza della concessione (2027), stante la mera funzione accessiva del contratto stesso alla convenzione;
  • aggiornamento periodico delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione;
  • · aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere 1) richiesti e finanziati dal Comune o ) finanziati da Acea: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuta ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile dei cespiti che sarà cornsposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse, espressamente inclusa quella prevista dall'articolo 23 bis D.L. 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di Acea il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stata sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1º febbraio 2011,

previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito - con riferimento a modalità e termini di pagamento - sono regolate dai singoli contratti:

  • a. per il contratto di servizio di pubblica illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presentazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessanta giorni e successivamente del tasso di mora come stabilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,
  • per tutti gli altri contratti di servizio il termine di pagamento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura ed in caso di ritardato pagamento le parti hanno concordato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno 2016 tra Acea e Roma Capitale ha regolato impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano Led. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad Acea per il Progetto Led.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano Led le parti hanno parzialmente modificato il listino prezzi ed la composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammortamento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

E previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra Acea ed Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento. Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito

riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2018 con riferimento ai rapporti più significativi.

C migliaia RICAVI COSTI
31/12/18 31/12/17 31/12/18 31/12/17
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 39.283 58.732 78 64
Ricavi da Real. Impianti su Richiesta 3.161 1.155 0 o
lotale . 42.444 59,887 78 રિપં

ACEA E IL GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma

Capitale Acea intrattiene rapporti di natura commerciale. La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con le aziende del Gruppo Roma Capitale.

GRUPPO ROMA CAPITALE Debiti Costi Crediti Ricavi
E migliaia 31/12/18 31/12/18 31/12/18 31/12/18
AMA S.P.A. ર્ભારતનાં 617 28 0
ATAC S.P.A. 21 3 89 O
ROMA METROPOLITANE S.R.L. O 0 56 O
FONDAZIONE CINEMA PER ROMA 100 100 0 O
FONDAZIONE MUSICA PER ROMA 100 100 0 O
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 83 70 0 O
BIOPARCO 1 O 0 O
Totale 918 889 173 O

ACEA E LE SOCIETÀ CONTROLLATE

Rapporti di natura finanziaria

Acea S.p.A., nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività.

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanziari, la capoGruppo Acea ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, redendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

Il 1º aprile 2016 è stato approvato un nuovo contratto di finanza intersocietaria con efficacia triennale ritenendo il precedente obsoleto nell'ambito del rinnovamento adottato secondo il progetto Acea2.0. In base a tale contratto, Acea mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per 1) esigenze di circolante e per 2) la effettuazione degli investimenti.

Inoltre, Acea mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garanzie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie societarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie.

Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri. Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per valuta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come media ponderata dei tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride o assimilabili nel settore delle utilities (rivedibile annualmente, aumentato, eventualmente, di un margine aggiuntivo legato, sostanzialmente, al livello di esposizione della società beneficiaria rispetto al totale dei plafond concessi alle Società in tesoreria accentrata). Per il 2018 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo del 4,62% ed un massimo del 5,78%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, Acea riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "EURIBOR a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente.

l termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

Rapporti di natura commerciale

Acea presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Per quanto attiene i contratti di servizio, a decorrere dal 1º gennaio 2017 e con durata triennale. Tali prezzi sono allineati ai corrispettivi di mercato come risultanti dall'attività di benchmarking svolta da primaria società del settore appositamente incaricata. Tali contratti, come quelli scaduti, sono compliant ai fini regolatori e del M.O.G.C e prevedono SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).

Nell'ambito del progetto Template Acea e le Società in ambito hanno approvato un contratto che consente l'implementazione delle principali iniziative di sviluppo tecnologico (trasversali e di business) mediante l'istituto della comunione. Il suddetto contratto contiene le regole di natura economico - finanziaria e di partecipazione alla comunione.

Acea eroga inoltre servizi di esercizio, gestione applicativa e manutenzione, connessi all'adesione al progetto Template regolati da apposito contratto.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.

ACEA E LE PRINCIPALI SOCIETA DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Alla data di chiusura dell'esercizio 2018 non risultano esserci rapporti economico patrimoniali con le società del Gruppo Caltagirone ed Acea S.p.A.

ACEA E LE PRINCIPALI SOCIETI SUEZ ITALIA

La tabella seguente riporta il dettaglio delle S.p.A. ed Acea S.p.A..

SUEZ ITALIA Debiti Costi Crediti Ricavi
€ migliaia 31/12/18 31/12/18 31/12/18 31/12/18
SUEZ ITALIA SPA 18 18 18 0 O
Totale - 18 0 0 o

Di seguito si evidenza l'incidenza dei rapporti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziano.

INCIDENZA SULLA SITUAZIONE PATRIMONIALE

Stato Patrimoniale 31/12/18 Parti
Correlate
Incidenza % 31/12/17 Parti Correlate Incidenza % Variazione
Attività Finanziarie 227385 227.260 99,9% 237.975 237.850 99,9% (10.590)
Crediti Commerciali 731 541 74,0% de d 527 55,2% (222)
Crediti Commerciali Infragruppo 88.213 88.213 100,0% 98.772 98.772 100,0% (10.559)
Altre Attività Correnti 31.901 1931 6,1% 36.954 1943 5,3% (5.053)
Attività Finanziane Correnti
Infragruppo
2.074.601 2.074.601 100,0% 1.918.407 1.918.407 100,0% 156.195
Attivita per imposte correnti 13.397 12.185 91,0% 23.141 4.288 18,5% (9.744)
Debiti finanziari 377.675 61.582 16,3% 542975 28.429 5,2% (165.300)
Debiti fornitori 169.537 75.522 44,5% 191.784 99.017 51,6% (22.247)
Debiti Tributari 17.917 4.745 26,5% 25.242 24.621 97,5% (7.325)
Altre passività correnti 44.085 2 0,0% 32.544 24 0,1% 11.541

INCIDENZA SUL RISULTATO ECONOMICO

Conto Economico 31/12/18 Parti
Corrolate
Incidenza % 31/12/17 Parti Correlate Incidenza % Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 156.161 156.017 99,9% 164.403 164.164 99,9% (8.242)
Altri ricavi e proventi 15.663 7.741 49.4% 16.534 6.763 40,9% (872)
Costi esterni 154 364 51.889 33.6% 149 276 82.773 55,5% 5.088
Proventi Finanziari 130.273 128.985 99.0% 114.363 113.205 99,0% 15.910
Oneri Finanziari 70.827 161 0,2% 64.810 218 0,3% 6.016
Proventi da Partecipazioni 177.966 177.966 100.0% 219.013 219 013 100,0% (41.046)
Oneri da Partecipazioni 15.893 O 0,0% O O 0,0% 15.893

INCIDENZA SUL RENDICONTO FINANZIARIO

Rendiconto Finanziario 31/12/18 Parti
Correlate
Incidenza % 31/12/17 Parti
Correlate
Incidenza % Variazione
Cash flow attivita operativa (81.385) (20.870) 25,6% (45,994) (7.668) 16,7% (35.391)
Cash flow di attivita di investimento/
disinvestimento
244.649 (112.144) -45,8% (198.820) (290.868) 146.3% 443.469
Cash flow attività di finanziamento 287.865 (103.584) -36,0% (187.896) -96.4% 92962

ELENCO DELLE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Nel corso dell'esercizio 2018 non risultano esserci operazioni rilevanti con parti correlate. : 上一篇:

AGGIORNAMENTO DELLE PRINCIPALI VERTENZE GIUDIZIALI

PROBLEMATICHE FISCALI

In data 17 aprile 2018 la Direzione Regionale del Lazio - Ufficio Grandi Contribuenti, ha dato avvio ad una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 31 ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di IVA con riferimento al periodo d'imposta 2014.

Si dà rilievo, inoltre che nell'ambito delle verifiche effettuate, in data 12 ottobre 2018, l'Agenzia delle Entrate ha inviato alla Società il Questionario n. Q00044/2018, relativo alla determinazione dei costi promiscui indetraibili, con lo scopo di estendere la medesima verifica al periodo di imposta 2013; la risposta della Società è stata inviata agli organi competenti in data 7 dicembre 2018.

Si dà atto infine che in data 18 dicembre 2018 la Società, a seguito di processo verbale di contraddittorio (prot. n. 115820), ha aderito, mediante accertamento con adesione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 6, c. 1 del D. Lgs. n. 218/97, alla proposta avanzata dall'Agenzia delle Entrate, la quale, ai sensi dell'art. 54, comma 4, del D.P.R. 633/1972, ha definito, senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti dall'art. 57 del medesimo decreto, una maggiore IVA dovuta per € 433.509 per indebita detrazione di IVA in violazione dell'art. 19, commi 2 e 4 del D.P.R. 633/1972; sulla maggiore imposta dovuta sono state calcolate sanzioni per un ammontare complessivo pari a € 166.315,88 e interessi pari a € 73.871,59. Successivamente, in data 19 dicembre 2018 la Società ha provveduto al pagamento integrale in adesione delle somme dovute per il periodo di imposta 2013.

Infine, con riferimento al periodo d'imposta 2014 è stata fissata da parte dell'Ufficio, in data 24 gennaio 2019, la discussione in contraddittorio finalizzata ad addivenire ad un accertamento con adesione anche con riferimento a tale periodo d'imposta.

ALTRE PROBLEMATICHE

Acea S.p.A., Acea Ato 2 S.p.A. e AceaElectrabel Produzione S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) - ERG HYDRO S.r.l. (già E.ON. Produzione S.p.A.)

E stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (Acea, Acea Ato 2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In data 3 maggio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Acque Pubbliche, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo ancora vigenti gli accordi del 1985 e consideran~ do la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione ritenendo estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli.

E.ON è stata inoltre condannata alla nfusione delle spese di lite di CTU. In data 23 giugno 2014 E.ON. ha introdotto appello avanti il TSAP con prima udienza fissata al 1º ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 maggio 2015. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite. Con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in data 20 dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di Acea è stato notificato il 27 gennaio 2017 e l'udienza è stata fissata al 9 ottobre 2018. Ad esito di detta udienza la Suprema Corte, con sentenza pubblicata il 10 gennaio 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da ERG HYDRO S.r.l., condannandola alla refusione delle spese di lite.

Acea S.p.A. - SASI

In data 5 luglio 2018 le Parti hanno raggiunto un accordo transattivo in occasione del quale S.A.S.I. si è impegnata a rinunciare, nei confronti di Acea, al ricorso pendente avanti alla Corte di Cassazione e ad ogni pretesa ivi avanzata ed Acea ad accettare detta rinunzia.

Acea S.p.A. - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, Acea è stata evoca ta in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. - Acea Servizi Acqua - avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto necessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quantificazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'eventuale corrispettivo spettante per effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali. Con sentenza n. 17154/15 del 17 agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusio ne a favore di Acea delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre ac cessori. In data 1º ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 aprile 2018. In tale occasione è stato disposto un rinvio per gli stessi incombenti al 29 gennaio 2020.

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milio ni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009. Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 gia 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente eseguito a Pertanto, nel novembre 2012, Acea S.p.A. notificava alto ramento presso terzi in danno della società Milano 90 pero coattivo delle somme ingiunte.

Milano 90 si è opposta al predetto decreto ingiuni altresì la condanna di Acea alla restituzione delle se titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - otteno sione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano 90 alla rifusione delle spese di lite. Giudizio di Appello

In data 26 aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e l'udienza di trattazione è stata fissata al13 settembre 2018.

Ad esito di detta udienza, con ordinanza del 25 ottobre 2018, la Corte d'appello ha rigettato l'istanza di sospensiva, rinviando per la precisazione delle conclusioni al 16 luglio 2020.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati e la causa è stata rinviata all'udienza del 9 ottobre 2018 per la comparizione delle parti e la prosecuzione del giudizio. Ad esito di detta udienza il Giudice ha disposto un rinvio per l'eventuale assegnazione delle somme pignorate al 12 marzo 2019, in attesa della decisione della Corte di Appello sull'inibitoria della sentenza impugnata.

Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.I.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'at to di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha rigettato la domanda di risarci mento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello e la prima udienza di trattazione era fissata per 18 febbraio 2018. All'udienza è stato disposto rinvio per conclusioni all'udienza del 13 settembre 2018, poi rinviata d'ufficio al 13 giugno 2019.

Acea S.p.A. - Kuadra S.r.I.

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i soci di Marco Polo (e quindi: Acea, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco

Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordinamento di tutti i Soci diretti ed indiretti

Acea ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei soci di Marco Polo, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata più volte.

In considerazione del raggiunto accordo tra le parti per l'abbandono della causa ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in data 15 dicembre 2017 Kuadra S.r.l. ha depositato istanza per la rimessione della causa sul ruolo.

Con ordinanza emessa in data 25 gennaio 2018, il Giudice ha pertanto rimesso la causa sul ruolo fissando l'udienza del 27 febbraio 2018. L'ulteriore rinvio ex art. 309 c.p.c. è stato disposto per il 13 settembre 2018. Ad esito di detta udienza, è stato emesso Decreto di estinzione del 25 settembre 2018.

Acea S.p.A. ed Acea Ato 2 S.p.A. - Provincia di Rieti

Con Deliberazione n. 30 del 25 gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'AATO 2 e dell'AATO 3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore.

La Convenzione prevede, all'art. 16, la rinuncia ai giudizi pendenti, ivi compreso il presente. Pertanto, i principali contraddittori hanno rappresentato l'avvenuta bonaria composizione del contenzioso ed all'udienza dell'8 maggio 2018, ad esito della verifica della sussistenza nelle Parti all'interesse ad una pronuncia di merito, la causa è stata nuovamente riservata per la decisione.

Con sentenza n. 9455/2018 del 10 maggio 2018 è stata pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Acea S.p.A. -Antonella Illuminati

Con ricorso promosso avanti il Tribunale Sezione Lavoro, l'ex Consigliere Antonella Illuminati ha evocato in giudizio Acea per chiedere la condanna della Società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite - pari ad € 190 mila circa - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. La vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di febbraio 2018, di un accordo transattivo; il procedimento risulta pertanto estinto.

Acea S.p.A. - Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed Acea ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea S.p.A. Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei lavoratori risultano attualmente pendenti in Cassazione giudizi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto), introdotti da Acea,

Specificamente, risultano pendenti avanti alla Suprema Corte due

ricorsi, entrambi rinviati all'udienza del 4 aprile 2019, per la trattazione in camera di Consiglio.

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di Acea al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, che risultano introdotti dai sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti, che hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. In dettaglio, in merito ai giudizi di quantificazione introdotti avanti alla Corte di Cassazione, un primo giudizio è stato definito con sentenza, favorevole ad Acea, del 31 ottobre 2018 e pendono ancora due ulteriori giudizi.

Inhne, altro giudizio di quantificazione, proposto dagli stessi sei lavoratori, pende avanti alla Corte di Appello di Roma e nel corso dell'ultima udienza, tenutasi il 25 giugno 2018, la Corte di Appello ha ritenuto opportuno sospendere detto giudizio di quantificazione del credito in attesa delle pronunce che la Cassazione renderà sull'an debeatur della pretesa, in esito all'udienza ora fissata al 4 aprile 2019.

Acea S.p.A. e areti S.p.A. - MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma - RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma - Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da Acea e da oreti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di oreti, A tale richiesta, all'udienza del 17 febbraio 2016 sia Acea che areti, si sono opposte. Il Giudice ha disposto CTU. Con sentenza n. 22248/2017 del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 dicembre 2022).

Acea ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 gennaio 2018.

Con decreto emesso inaudita altera parte il 15 gennaio 2018 è stata sospesa la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado; la relativa udienza si è tenuta il giorno 8 febbraio 2018 e ad esito della stessa, la Corte di Appello ha rigettato l'stanza. L'udienza di trattazione del giudizio di appello inizialmente fissata per il 15 marzo è stata rinviata al 19 aprile 2018. Ad esito di tale udienza, ritenendo la causa matura per la decisione, la Corte d'Appello ha rinviato per la discussione al 16 aprile 2020.

Si precisa che MP31 ha notificato ad areti un pignoramento presso terzi per il recupero delle somme di cui alla sentenza n. 22248/2017, e che in data 21 giugno 2018 è stata emessa ordinanza di assegnazione, eseguita da parte del terzo pignorato.

Acea S.p.A. ed Acea Ato 2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. - rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio Acea ed Acea Ato 2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine - nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale ~ Roma. Ad esito di detta udienza il giudice ha concesso i termini ex 183 cpc e fissato la successiva udienza istruttoria al 28 marzo 2019.

Procedimento AGCM A/513

In data 8 gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegitti mo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad euro 16.199.879,09.

In considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo.

Si fa presente che le società coinvolte ritengono l'accertamento infondato ed illegittimo e che hanno intenzione di contestare il medesimo dinanzi al giudice amministrativo nei termini di legge.

INFORMAZIONI INTEGRATIVE SUGLI STRUMENTI FINANZIARI E POLITICHE DI GESTIONE DEI RISCHI

CLASSI DI STRUMENTI FINANZIARI

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dallo IFRS 9.

C migliaia FVTPL FVTOCI Costo
ammortizzato
Valore di
Bilancio
Note
Esplicative
Attività non correnti 2.352 2.352
Altre partecipazioni 2.352 2.352 15
Attività finanziarie 204.251 204.251 17
Attività correnti O O 2.169.337 2.169.337
Crediti commerciali 88.944 88.944 19
Attività finanziarie correnti 2.080.393 2.080.393 19
Passività non correnti
Obbligazioni 21.787 2.656.605 2.678.392 23
Debiti verso banche 2.061 444.118 446.179 23
Passività correnti
Obbligazioni (quota corrente) 26.088 26.088 25
Debiti verso banche 290.013 290.013 25
Debiti Finanziari 61.574 61.574 25
Debiti commerciali 169.539 169.539 25

GRUPPO ACEA / BILANCIO CONSOLIDATO 2018 122

FAIR VALUE DI ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair volue dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tossi risk less e risk less adjusted. Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair volue delle attivi tà e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

TIPOLOGIA DI RISCHI FINANZIARI ED ATTIVITA DI COPERTURA CONNESSE

Rischio cambio

Acea non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio di liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per Acea è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2018 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 679 milioni di cui € 529 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Al 31 dicembre 2018, inoltre, risultano outstanding ulteriori linee di credito, di tipo committed, per complessivi € 250 milioni.

Alla fine dell'esercizio Acea non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a scadenza e simili.

Si informa che nell'ambito del Programma EMTN, deliberato nel 2014 per un importo pari a € 1,5 miliardi, si è provveduto nel corso del 2018 ad aggiornare ed adeguare il Programma EMTN ad un importo complessivo di € 3 miliardi. A seguito delle due emissioni obbligazionarie di € 700 milioni e € 300 milioni avvenute a febbraio 2018, Acea può collocare ulteriori emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo residuale di € 0,9 miliardi.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di troding bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto Acea è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2018 per circa il 79,0% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

Acea uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento i! rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra o tasso fisso e tasso variabile,
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora Acea decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Si ricorda che Acea ha:

  • ricondotto a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni mediante uno swap. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021,
  • perfezionato un'operazione di cross currency per trasformare in euro -tramite uno swap tipo DCS plain vanilla - la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla,
  • ricondotto a tasso variabile, € 300 milioni su € 330 milioni del prestito obbligazionario a tasso fisso collocato sul mercato a settembre 2013, della durata di 5 anni mediante uno swap.

Tutti gli strumenti derivati contratti da Acea sopra elencati sono di tipo non speculativo ed il fair value degli stessi è rispettivamente

  • negativo per € 3,4 milioni (negativo per € 5,3 milioni al 31 dicembre 2016),
  • negativo per € 38,3 milioni (negativo per € 24,8 dicembre 2016) e

positivo per € 0,9 milioni (positivo per € Il fair value dell'indebitamento a medio – lug sulla base delle curve dei tassi risk less e risk

€ migliaia Costo ammortizzato FV RISK LESS Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
Finanziamenti Bancari: (A) (B) (A) - (B) (C) (A) - (C)
Obbligazioni 2.704.480 2.902.670 (198.191) 2.801.487 (97.007)
a tasso fisso 250.000 250.177 (177) 249.821 179
a tasso variabile 459138 469.345 (10.207) 467.999 (8.861)
a tasso variabile verso fisso 27.054 27.378 (324) 27.103 (49)
Totale 3.440.672 3.649.570 (208.898) 3.546.410 (105.738)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «riskadjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di Acea. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB -.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse

Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia al singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra - 1,5% e + 1,5%.

Spread costante applicato Variazione di Present Value (€ milioni)
-1,50% (269,2)
-1,00% (175,9)
-0,50% (86,3)
-0,25% (42,7)
0,00% 0,0
0,25% 41,9
0,50% 83,0
1,00% 162,8
1,50% 239,7

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di

tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFR\$13.

IMPEGNI E RISCHI POTENZIALI

Ammontano a € 761.717 mila e si riducono di € 9.241 mila rispetto al 31 dicembre 2017 (erano € 770.957 mila).

AVALLI E FIDEIUSSIONI RILASCIATE E RICEVUTE

Presentano un saldo netto negativo pari ad € 46.478 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari ad € 4.992 mila mentre quelle ricevute ammontano ad € 50.969 mila.

Registrano un aumento di € 512 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. La variazione è da imputare principalmente all'emissione della garanzie bancaria rilasciata da BBVA a favore di SEDA-PAL per la gara relativa alla manutenzione di Lima Sud del valore complessivo di € 900 mila compensato parzialmente dallo svincolo delle garanzie rilasciate principalmente relative all'emissione di UBI BANCA a favore dell'Agenzia delle Entrate.

LETTERE DI PATRONAGE RILASCIATE E RICEVUTE

Il saldo è positivo per € 559.386 mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 559.589 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subito una riduzione complessiva di € 9.919 mila.

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • la riduzione della controgaranzia a favore di Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento concesso ad areti per € 21.284 mila,
  • l'aumento delle garanzie a favore di varie società per conto di Acea Energia tra cui ERG Power Generation SpA e SNAM Rete GAS per complessivi € 11.364 mila.

BENI DI TERZI IN CONCESSIONE

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subito modifiche rispetto al 31 dicembre 2017 e si riferiscono ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica

DELIBERAZIONI IN MERITO AL RISULTATO DI ESERCIZIO E ALLA DISTRIBUZIONE AI SOCI

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, pari a € 147.776.210,95, come segue:

  • € 7.388.810,55, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • € 140.281.618,62, ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,66,
  • € 105.781,78 a utili a nuovo.

Il Consiglio ha inoltre deliberato di distribuire parte della Riserva utili a nuovo per € 10.627.395,35 ai soci corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,050.

Il dividendo complessivo (cedola n.20) di € 150.909.013,97 pari a € 0,71 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 26 giugno 2019 con stacco cedola in data 24 giugno e record date il 25 giugno. Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a

Acea S.p.A.

n. 416.993

Il Consiglio di Amministrazione

ALLEGATI ALLA NOTA INTEGRATIVA DI CUI FORMANO PARTE INTEGRANTE

ALLEGATO 1: POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

ALLEGATO 4: POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI INUSUALI E/O ATIPICHE

ALLEGATO 2: MOVIMENTAZIONE PARTECIPAZIONI AL 31 DICEMBRE 2018

ALLEGATO 5: INFORMATIVA DI SETTORE (IFRS 8)

ALLEGATO 3: OPERAZIONI SIGNIFICATIVE NON RICORRENTI AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

ALLEGATO N. 1-POSIZIONE FINANZIARIA NETTA AL 31 DICEMBRE 2018

€ migliaia 31/12/18 Parti correlate 31/12/17 Parti correlate Variazione
Attività finanziarie non correnti 126 O 126 0 0
Attività finanziarie non correnti infragruppo 204.125 204.125 210.126 210.126 (6.000)
Debiti e passività finanziarie non correnti (3.100.723) 0 (2.440.786) O (659.937)
Attività (Passività) finanziarie da valutazione
strumenti derivati
(23.848) 0 (41.778) 0 17930
Posizione finanziaria a medio-lungo termine (2.920.320) 204.125 (2.272.313) 210.126 (648.007)
Disponibilità liquide e titoli 978.552 0 527.423 O 451.129
Attività (Passività) finanziarie correnti (312.071) (1.769) (410.668) (1.769) 98.596
Attività (Passività) finanziarie correnti
infragruppo
2.014.789 2.014.789 1.891.747 1.891.747 123.042
Posizione finanziaria a breve termine 2.681.269 2.013.020 2.008.502 1.889.978 672.767
Totale Posizione Finanziaria Netta (239.051) 2.217.145 (263.811) 2.100.103 24.760

ALLEGATO N. 2 -- MOVIMENTAZIONE PARTECIPAZIONI AL 31 DICEMBRE 2018

ncrementi/ Svalutazioni/
Peditel
€ migliaia 31/12/17 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Decrementi Rivaluzioni 31/12/2018
Controllate
areti S.p.A. 683.861 0 0 0 0 0 683.861
Acea Ato 2 S.p.A. 585.442 0 0 0 0 0 585.442
Acea8Cento S.p.A. 120 0 0 0 0 0 120
Acea Elabori S.p.A. 4.814 0 0 0 2.395 0 7.209
Acea Energia S.p.A. 277.044 0 0 0 0 0 277.044
Acea Ato 5 S.p.A. 13.934 0 0 0 0 (8.705) 5.229
Consorcio Acea-Acea Domenicana ਕਤੇ 0 0 0 0 0 43
Acque Blu Arno Basso S.p.A. 14.663 0 0 0 0 0 14.663
Ombrone S.p.A. 19.383 0 0 0 0 0 19.383
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 43.911 0 0 0 0 0 43.911
Acea Ambiente S.r.I. 32.573 0 0 0 0 0 32.573
Aquaser S.r.l. 5.417 0 0 0 0 0 5.417
Crea Gestioni S.r.I. 6.127 0 0 0 0 (3.253) 2.874
Parco della Mistica 60 0 0 0 0 0 60
Sarnese Vesuviano S.r.l. 163 0 0 0 0 21.247 21.410
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A.
in liquidazione
4.590 0 0 0 0 (3.628) 962
Acea Liquidation and Litigation S.r.I. 9.821 0 0 0 0 0 9.821
Acea Produzione S.p.A. 43.441 0 0 0 0 0 43.441
Acea Energy Management S.r.I. 50 0 0 0 0 0 50
Acea International SA 8.297 4.394 0 0 200 0 12.891
Crea S.p.A. S.p.A. in liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Hydreco Scarl in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
UmbriaDue Servizi Idrici scarl 2.877 0 0 0 0 0 2.877
Acque Industriali S.r.I. 1.222 0 0 0 0 0 1.222
TWS S.p.A. 64 0 0 0 0 0 64
Totale Controllate 1.757.919 4.394 0 2.594 5.660 1.770.567

VARIAZIONI DEL PERIODO

€ migliaia 31/12/17 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazioni/
Pedite
31/12/2018
Collegate
Consorcio Agua Azul 4.529 O (4.394) 0 (135) C
Aguazul Bogota SA 570 0 0 0 (22) 0 248
Ecomed S.r.l. 118 0 0 0 O O 118
Umbra Acque S.p.A. 6.851 0 0 0 O 6.851
Ingegnerie Toscane S.r.I. ട് 8 O O 0 0 0 1 58
Intesa Aretina Scarl 11.505 0 0 0 0 0 - 11.505
GEAL S.p.A. 2.059 0 0 0 0 O 2.059
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. 318 0 0 0 0 0 318
Marco Polo S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 O
Citelum Napoli Pubblica
Illuminazione S.c.a.r.I.
306 0 0 0 0 (306) 0
Sienergia S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
DI.T.N.E. S.c.a.r.l. 12 0 O 0 0 0 12
Totale Collegate 26.327 ರಿ (4.394) ್ರ (156) (306) 21.470

VARIAZIONI DEL PERIODO

VARIAZIONI DEL PERIODO

€ migliaia 31/12/17 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazioni/
Pedite
31/12 2018
Altre Imprese
Polo Tecnologico Industriale
Romano S.p.A.
2.350 O 0 0 0 0 2350
WRC PLC 0 0 0 0 0 0 - 10
Green Capital Alliance Società
Benefit S.r.I.
2 - o 0 0 0 O F 2
Totale Altre Imprese 2.352 0 0 0 0 0 - 2.352

NON RICORRENTI AI SENSI DELLA DELIBERA CONSOB N. 15519 DEL 27 LUGLIO 2006

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazio ni significative non ricorrenti.

ALLEGATO N. 3 - OPERAZIONI SIGNIFICATIVE ALLEGATO N. 4 - POSIZIONI O TRANSAZIONI DERIVANTI DA OPERAZIONI INUSUALI E/O ATIPICHE

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2018 Acea S.p.A. non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

ALLEGATO N. 5 - INFORMATIVA DI SETTORE (IFRS 8)

C migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE ATTIVITA IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Investimenti 4.419 10.710 15.129 0 15.129
Attività di settore
Immobilizzazioni Materiali 5.200 94.759 dd 958 0 99.958
Immobilizzazioni Immateriali 0 11.763 11.763 0 11.763
Immobilizzazioni Finanziarie 0 1.794.390 1.794.390 0 1.794.390
Altre Attività Commerciali Non Correnti 20.070
Altre Attività Finanziarie Non Correnti 41.832 185.554 227385 227.385
Materie Prime 0 0 0 0 0
Crediti di natura Commerciale 212 520 731 0 731
Crediti Commerciali V/controllante 0 28 28 0 28
Crediti V/Controllate / Collegate 420 87.765 88.185 0 88.185
Altre Attivita Commerciali Correnti 0 45.297 45.297 45.297
Altre Attività Finanziarie Correnti 90.065 1990 328 2.080 393 0 2.080.393
Depositi bancarı 978.552
Totale Attivita 5.346.752
€ migliaja Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE ATTIVITA IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Passività di Settore
Debiti Commerciali 40 95.341 95.381 0 95.381
Debiti V/Controllante O O 0 O 0
Debiti Commerciali V/Controllate/Collegate 67.385 6.770 74.156 O 74.156
Altre Passività Commerciali Correnti 62.002
Altre Passivita Finanziarie Correnti 420 377.255 377.675 377.675
Piani a benefici definiti 0 23.512 23.512 0 23.512
Altri Fondi O 15.408 15.408 O 15.408
Fondo Imposte differite 0
Altre Passività Commerciali Non Correnti O
Altre Passività Finanziarie Non Correnti 3.124.571
Patrimonio Netto 1.574.048
Totale Passività 5.346.752
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE ATTIVITA IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Ricavi v/Terzi 42.566 15.684 58.250 0 58.250
Vendite Intersettoriali 0 113.573 113.573 0 113.573
Costo del Lavoro 0 (57.196) (57.196) 0 (57.196)
Costi Esterni (47.131) (107.233) (154.364) 0 (154.364)
Margine Operativo Lordo (4.564) (35.172) (39.736) 0 (39.736)
Ammortamenti e Svalutazione Crediti (7.549) (12.525) (20.075) 0 (20.075)
Svalutazioni/Ripristino di valore di
Immobilizzazioni
0 0 0
Risultato Operativo (12.114) (47.697) (59.811) 0 (59.811)
(Oneri)/Proventi Finanzian 59.446
(Oneri)/Proventi da partecipazioni 162.074
Risultato netto Attività Discontinue 0
Risultato ante imposte 161.708
Imposte (13.932)
Risultato Netto 147.776

Relazione del Collegio Sindacale all'Assemblea degli Azionisti {ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. 58/1998}

Signori Azionisti,

il Collegio Sindacale di Acea S.p.A. (in seguito anche "Acea" o "Società"), ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. 58/1998 (in seguito anche "TUF"), è chiamato a riferire all'Assemblea degli Azionisti convocata per l'approvazione del bilancio sull'attività di vigilanza svolta nell'esercizio e sulle omissioni e sui fatti censurabili eventualmente rilevati. Il Collegio Sindacale è chiamato, altresi, ad avanzare proposte in ordine al bilancio e alla sua approvazione, nonché alle materie di propria competenza.

La presente relazione riferisce sull'attività svolta dal Collegio Sindacale di Acea S.p.A. nell'esercizio chiuso il 31 dicembre 2018.

Premessa

Nel corso dell'esercizio chiuso il 31 dicembre 2018 il Collegio Sindacale ha svolto l'attività di vigilanza prevista dalla legge, tenuto conto dei principi di comportamento raccomandati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli. Esperti Contabili, delle disposizioni Consob in materia di controlli societari e delle Indicazioni contenute nel Codice di Autodisciplina delle società quotate emanato da Borsa Italiana S.p.A.

Delle attività di seguito descritte, svoltesi anche in forma congiunta con il Comitato Controllo e Rischi, è stato dato atto nel verbali delle n. 23 riunioni del Collegio Sindacale tenutesi nel corso del 2018.

Il Collegio Sindacale ha sempre assistito alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Controllo e Rischi. Ha inoltre assistito alle riunioni del Comitato per le Nomine e la Remunerazione.

Con delibera assembleare del 27 aprile 2017 l'incarico di revisione legale del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato è stato affidato alla PricewaterhouseCoopers S.p.A. (In seguito anche "PwC" o "Società di Revisione") per il periodo 2017-2025.

Nomina del Collegio Sindacale

Il Collegio Sindacale in carica alla data della presente relazione è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti del 28 aprile 2016 ed è composto da Enrico Laghi (Presidente), Rosina Cichello (componente effettivo) e Corrado Gatti (componente effettivo). Sono sindaci supplenti Carlo Schiavone e Lucia Di Giuseppe.

Attività di vigilanza ai sensi dell'art. 149 del TUF

  • Ai sensi dell'art. 149 del TUF, il collegio sindacale vigila:
  • sull'osservanza della legge e dello statuto;
  • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza. del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;
  • sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, cui la società, mediante informativa al pubblico, dichiara di attenerst:
  • sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla società controllate al sensi dell'articolo 114, comma 2, del TUF.

Attività di vigilanza sull'osservanza della legge e dello statuto

Il Collegio Sindacale ha acquisito le informazioni strumentali allo svolgimento dei compiti di vigilanza a esso attribuiti mediante la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati endoconsiliari, audizioni del management della Società e del Gruppo, incontri con la Società di Revisione, nonché ulteriori attività di controllo. In particolare, il Collegio Sindacale:

ha ottenuto dagli Amministratori, con periodicità almeno trimestrale, Informazioni sull'attività svolta e sulle operazioni di maggio: rilievo economico, finanziario e patrimoniale realizzate dalla Società, nonché sulle linee guida strategiche di Gruppo. Il Collegio Sindacale può ragionevolmente assicurare che le operazioni deliberate e poste in essere sono conformi alla legge e allo statuto e non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in conflitto di interessi in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea e/o tall da compromettere l'Integrità del patrimonio sociale. Non risultano, altresì, operazioni atipiche o inusuali;

segnala i seguenti eventi di particolare rilevanza nel 2018:

  • o In data 1º febbraio 2018 la Società ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari a Euro 300 milioni della durata di 5 anni a tasso variabile e a Euro 700 milioni della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) di Euro 3 miliardi;
  • o in data 15 febbraio 2018 il Consiglio di Amministrazione della Società ha approvato le nuove Linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi, adeguate alle best practices che si sono consolidate nel tempo in materia di controlli;
  • in data 12 aprile 2018 è stato approvato il piano di audit 2018 ed è stato, altress, 0 nominato l'Avv. Fabio Lattanzi quale membro esterno dell'Organismo di Vigilanza al sensi del D.l.gs. 231/2001, quale esperto di diritto penale d'impresa;
  • o in data 14 giugno 2018 l'Avv. Luca Alfredo Lanzalone, implicato nell'inchiesta sullo stadio della Roma, ha rimesso a disposizione del Consiglio di Amministrazione il suo mandato di Presidente del medesimo Consiglio;
  • o in data 21 giugno 2018 il Consiglio di Amministrazione della Società ha deliberato all'unanimità di nominare il Consigliere Michaela Castelli Presidente del Consiglio di Amministrazione, in carica fino alla scadenza naturale del Consiglio di Amministrazione, fatta salva un'eventuale delibera sull'argomento da parte dell'Assemblea dei Soci;
  • o in dato 31 luglio 2018 il Consiglio di Amministrazione della Società ha deliberato le modifiche organizzative alla macrostruttura di Acea S.p.A. In pari data è stato, altresi, approvato il nuovo codice etico.

Attività di vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza della struttura organizzativa

Il Collegio Sindacale:

ba acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di competenza, sull'adeguatezza della struttura organizzativa della Società e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, tramite osservazioni dirette, raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni aziendali e incontri con la Società di Revisione ai fini del reciproco scambio di dati e informazioni rilevanti e a tale riguardo non ha osservazioni particolari da riferire ritenendo la struttura organizzativa della Società sostanzialmente adeguata alle necessità della stessa e idonea a garantire il rispetto dei principi di corretta amministrazione;

ha valutato e vigilato sull'adeguatezza del sistema amministrativo-contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l'ottenimento di informazioni dal responsabili delle rispettive funzioni, l'esame di documenti aziendali e l'analisi dei risultati del lavoro svolto dalla Società di Revisione e a tale riguardo non ha osservazioni particolari da riferire.

Il Collegio Sindacale ha constatato che adeguata documentazione a supporto degli argomenti oggetto di discussione nei consigli di amministrazione è resa disponibile ad Amministratori e Sindaci con ragionevole anticipo.

Sulla base delle informazioni acquisite, il Collegio Sindacale da atto che le scelte gestionali sono ispirate al principio di corretta informazione e di ragionevolezza e che gli Amministratori sono consapevoli della rischiosità e degli effetti delle operazioni compiute.

Il Collegio Sindacale non ha riscontrato operazioni significative atipiche e/o inusuali, comprese quelle infragruppo o con parti correlate infragruppo e non infragruppo.

Il Collegio ha, altresi, valutato l'adeguatezza delle informazioni rese all'interno della relazione sulla gestione circa la non esistenza di operazioni significative atipiche e/o inusuali nel corso del 2018.

In relazione alle vicende che hanno interessato l'allora Presidente di Acea S.p.A., Avv. Luca Alfredo Lanzalone, la Società con le proprie strutture, il Collegio Sindacale e la Società di Revisione, ciascuno nei propri ambiti di competenza, hanno svolto, nel corso dell'esercizio 2018, specifiche attività di verifica circa l'operato dell'Avv. Lanzalone quale Presidente di Acca durante il periodo di mandato. Ad esito dell'attività svolta, il Collegio Sindacale rappresenta che, con riguardo ai diversi punti di approfondimento esaminati, non sono emersi, sulla base delle informazioni disponibili, documenti, atti o fatti qualificabili come segnali di pericolo per la Società, ne sono emersi elementi da segnalare in ordine a presunte irregolarità intese come atti non conformi alla legge e/o allo statuto e/o manifestamente imprudenti, azzardati, in conflitto di interessi, in contrasto con le delibere assunte dall'Assemblea e/o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale.

Attività di vigilanza sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario In relazione a quanto previsto dall'art. 149, comma 1, lett. c-bis, del TUF in merito alla vigilanza da parte del Collegio Sindacale "sulle modulità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, cui la società, mediante informativa al pubblico, dichiara di attenersi", il Collegio Sindacale segnala di aver vigilato:

sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento ai quali la Società, mediante informativa al pubblico, dichiara di attenersi. La Società ha redatto, ai sensi dell'art. 123-bis del TUF, l'annuale Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari relativa al 2018, approvata in data 6 marzo 2019, nella quale sono fornite informazioni circa (i) le pratiche di governo societario effettivamente applicate dalla Società: (ii) le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti, anche in relazione al processo di

Informativa finanziaria, anche consolidata; (lii) i meccaniismi di funzionamento dell'Assemblea degli Azionisti, i suoi principali poteri, i diritti degli Azionisti e le modalità del loro esercizio; (iv) la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro comitati, nonché le altre informazioni previste dall'art. 123-bis del TUF;

  • sull'adozione della Politica per la Remunerazione degli Amministratori e del Dirigenti con responsabilità strategiche, in linea con quanto previsto dal Codice di Autodisciplina delle società quotate emanato da Borsa Italiana S.p.A., nonché sulla susseguente Relazione sulla Remunerazione ex art. 123-ter del TUF;
  • sull'applicazione, nel corso dell'esercizio, della procedura per l'affidamento di incarichi alla Società di Revisione nell'ambito del Gruppo Acea.

Il Collegio Sindacale dà, inoltre, atto di: (i) di aver verificato, secondo quanto raccomandato dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A. Il possesso da parte dei propri componenti dei medesimi requisiti di indipendenza richiesti per gli amministratori dal predetto Codice; (li) aver riscontrato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento dei requisiti di indipendenza adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare annualmente l'indipendenza dei suoi componenti, nonché l'effettuazione da parte del Consiglio di Amministrazione di una valutazione basata su profili sostanziali e di coerenza con le decisioni assunte in tema di identificazione delle parti correlate ad Acca e non ha osservazioni al riguardo da formulare.

Infine, Il Collegio Sindacale dà atto di aver effettuato l'attività di autovalutazione al sensi delle Norme di comportamento del collegio sindacale di società quotate del Consiglio Nazionale del Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e di non avere informazioni rilevanti circa i relativi esiti da menzionare nella presente relazione.

Attività di vigilanza sull'adeguamea delle dispesizioni impartito dalla società alle società controllate

Ai sensi dell'articolo 114, comma 2, del FUF: (1) gli emittenti impartiscono le disposizioni occorrenti affinché le società controllate forniscano tutte le nothie necessarie per adempiere gli obblighi di comunicazione previsti dalla legge: (ii) le società controllate trasmettono tempestivamente le notizie richieste.

Il Collegio Sindacale ha vigilato sull'adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate, avendo constatato che la Società è în grado di ademplere tempestivamente e regolarmente agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge. Ciò anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni organizzative e incontri periodici con la Società di Revisione, ai fini del reciproco scambio di dati e informazioni rilevanti. Al riguardo, non vi sono osservazioni particolari da riferire.

Inoltre, nei Consigli di Amministrazione delle società controllate sono presenti, con deleghe operative, Amministratori e/o Dirigenti della Capogruppo che garantiscono una direzione coordinata e un adeguato flusso di notizie, supportato anche da idonee informazioni contabili.

Con riferimento ai fatti intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio, si rappresenta che:

in data 8 gennaio 2019 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con riferimento al procedimento A/513 (abuso di posizione dominante nel mercato della vendita dell'energia elettrica) ha notificato al Gruppo Acea e, in particolare, nei confronti

di Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A., in solido tra loro, una sanzione amministrativa pecuniaria di Euro 16.199.879,09;

  • in data 15 marzo 2019 l'Avv. Luca Alfredo Lanzalone, eletto Consigliere di Amministrazione di Acea S.p.A. nell'Assemblea degli azionisti del 27 aprile 2017, nell'ambito della lista presentata dal socio Roma Capitale, amministratore non esecutivo e non indipendente, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere;
  • in data 25 marzo 2019 la Società ha dato seguito a una richiesta di documenti e informazioni nell'ambito del Procedimento Penale n. 45923/18 consegnando i documenti richiesti. La società non risulta, allo stato, destinataria di alcuna contestazione.

Ulteriormente, il Collegio Sindacale, quanto agli organi e alle funzioni sociali, segnala che:

  • il Consiglio di Amministrazione nel 2018 ha tenuto n. 12 riunioni;
  • il Comitato Controllo e Rischi nel 2018 si è riunito n. 13 volte;
  • il Comitato per le Nomine e la Remunerazione nel 2018 si è riunito n. 11 volte;
  • il Comitato per l'Etica e la Sostenibilità nel 2018 si è riunito n. 8 volte;
  • il Comitato per le Operazioni con Parti Correlate nel 2018 si è riunito n. 2 volte;
  • l'Organismo di Vigilanza nel 2018 si è riunito n. 11 volte.

Operazioni infragruppo o con parti correlate

Ai sensi dell'art. 2391-bis del codice civile e della delibera Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 recante "Regolamento operazioni con parti correlate", successivamente modificata con delibera Consob n. 17389 del 23 giugno 2010, In data 11 novembre 2010 il Consiglio di Amministrazione di Acea, previo parere lavorevole del Comitato all'uopo costituito composto di soli Amministratori indipendenti (a ciò incaricato ai sensi dell'art. 4, comma 3, del citato Regolamento con apposita dell'erazione del Consiglio di Amministrazione), si è dotata della procedura per le operazioni con parti correlate.

Successivamente, in data 18 dicembre 2013 il Consiglio di Amministrazione di Acea, previo parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate composto di soli Amministratori indipendenti, ha approvato all'unanimità la nuova procedura per le operazioni con parti correlate (in seguito anche "Procedura"). L'adozione della suddetta Procedura annulla e sostituisce, a decorrere dal 1º gennalo 2014, la Procedura in materia di Operazioni con Parti Correlate approvata dal Consiglio di Amministrazione con deliberazione n. 61 dell'11 novembre 2010.

Ai sensi dell'art. 4 del citato Regolamento, segnaliamo che la Procedura adottata dalla Società (i) è coerente con i principi contenuti nel Regolamento stesso e (ii) è pubblicata sul sito internet della Società (www.aceaspa.it).

Nel corso dell'esercizio 2018, sulla base delle informazioni ricevute, risultano poste in essere una serie di operazioni con parti correlate sia infragruppo sta con terzi. Le operazioni con parti correlate sono state eseguite, per quanto ci consta, anche a seguito delle attività di vigilanza elfettuate, in sostanziale aderenza al Regolamento e alla Procedura adottata da Acca. Le operazioni infragruppo da noi esaminate risultano di natura ordinaria, in quanto essenzialmente costituite da prestazioni commerciali e da prestazioni reciproche di servizi amministrativi, finanziari e organizzativi. I summenzionati rapporti sono stati regolati applicando normali condizioni determinate con parametri standard, che rispecchiano l'effettiva fruizione dei servizi e sono state svolte nell'interesse della Società. Le operazioni con parti correlate non infragruppo da noi esaminate risultano, anch'esse, di natura ordinaria (In quanto rientranti nell'ordinario esercizio dell'attività operativa ovvero dell'attività