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Acea Annual Report 2017

Mar 29, 2018

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Annual Report

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Bilancio Consolidato Gruppo Acea 31.12.2017

Relazione sulla Gestione 2
Bilancio ACEA 2
Bilancio Consolidato 2
Modello Organizzativo di ACEA 3
Organi sociali 5
Sintesi dei Risultati 6
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo 9
Contesto di riferimento19
Andamento delle Aree di attività41
Fatti di Rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio 68
Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio70
Principali rischi e incertezze71
Evoluzione prevedibile della gestione 78
Deliberazione in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci 79

Forma e struttura 81
Criteri di valutazione e principi contabili83
Prospetto di Conto Economico94
Prospetto di Conto Economico complessivo95
Prospetto di Stato Patrimoniale96
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2016 97
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2017 98
Rendiconto Finanziario99
Note al Conto Economico 100
Note allo Stato Patrimoniale - Attivo106
Note allo Stato Patrimoniale - Passivo115
Informative sulle Parti Correlate 122
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 127
Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 131
Impegni e rischi potenziali134
Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci 135
Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante 136

Forma e struttura 143
Criteri, procedure e area di consolidamento145
Area di consolidamento 148
Criteri di valutazione e principi contabili149
Prospetto di Conto Economico Consolidato163
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato 164
Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata165
Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato166
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 167
Note al Conto Economico Consolidato168
Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata179
Acquisizioni dell'esercizio 200
Impegni e rischi potenziali201
Informativa sui servizi in concessione202
Informativa sulle parti correlate214
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 217
Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 227
Allegati 234

Modello Organizzativo di ACEA

ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999.

ACEA ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portafoglio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di ACEA, modificata a maggio 2017, è articolata in funzioni corporate e in sei aree industriali – Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi e Estero.

Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.

Ambiente

Il Gruppo ACEA è il sesto operatore italiano nel settore con una quota del 2,4% del mercato nazionale. Gestisce il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di compostaggio della regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti nel business waste to energy, considerato ad elevato potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti.

Commerciale e Trading

Il Gruppo ACEA è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di energia elettrica e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera prevalentemente sui segmenti di mercato delle piccole – medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo.

Idrico

Il Gruppo ACEA è il primo operatore italiano nel settore idrico con 8,5 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria e Campania. La Società completa la qualità dei servizi offerti con la gestione sostenibile della risorsa acqua e il rispetto dell'ambiente.

Infrastrutture Energetiche

Il Gruppo ACEA è tra i principali operatori nazionali con oltre 10 TWh elettrici distribuiti a Roma, dove gestisce la rete di distribuzione servendo oltre 1,6 milioni di punti di consegna. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con 220.000 lampade pari a 195.000 punti luce applicando soluzioni sempre più efficienti e a basso impatto ambientale. Entro il 2018 è prevista la sostituzione di 190.000 lampade con altrettante a led, consentendo così una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 35.000 tonnellate annue e un significativo abbattimento dell'inquinamento luminoso. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi. Il Gruppo infine è attivo nel comparto della generazione e calore e dispone di impianti prevalentemente a fonte rinnovabile (idroelettrici e fotovoltaici) distribuiti tra il Lazio, l'Umbria e l'Abruzzo.

Ingegneria e Servizi

Il Gruppo ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio.

Estero

Attraverso tale Area il Gruppo gestisce le attività idriche in America Latina e potrà cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia.

La struttura del Gruppo, distinta per area di business, risulta composta dalle seguenti principali società.

*Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 2%, così come risultanti da fonte CONSOB

Organi sociali

Consiglio di Amministrazione1

Luca Alfredo Lanzalone Presidente Stefano Antonio Donnarumma Amministratore Delegato Alessandro Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Michaela Castelli Consigliere Gabriella Chiellino Consigliere Giovanni Giani Consigliere Liliana Godino Consigliere Fabrice Rossignol Consigliere

Collegio Sindacale

Enrico Laghi Presidente Rosina Cichello Sindaco Effettivo Corrado Gatti Sindaco Effettivo Lucia Di Giuseppe Sindaco Supplente Carlo Schiavone Sindaco Supplente

Dirigente Preposto2

Giuseppe Gola

Società di Revisione1

PricewaterhouseCoopers S.p.A.

1 Nominato dall'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017

2 Nominato dal Consiglio di Amministrazione di ACEA del 3 agosto 2017 con decorrenza 1° settembre 2017

Sintesi dei Risultati

Dati economici (€ milioni) 2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi consolidati 2.797,0 2.832,4 (35,4) (1,3%)
Costi operativi consolidati 1.983,9 1.965,4 18,4 0,9%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura
non finanziarie
26,9 29,3 (2,5) (8,5%)
- di cui: EBITDA 149,6 146,4 3,1 2,1%
- di cui: Ammortamenti, svalutazioni e
accantonamenti
(100,9) (94,5) (6,4) 6,8%
- di cui: Gestione Finanziaria (6,8) (7,3) 0,5 (6,9%)
- di cui: Oneri proventi da partecipazioni - - - (100,0%)
- di cui: Imposte (15,1) (15,3) 0,2 (1,6%)
Proventi (Oneri) da gestione rischio commodity - - - 0,0%
EBITDA 840,0 896,3 (56,4) (6,3%)
EBIT 359,9 525,9 (166,1) (31,6%)
Risultato Netto 192,2 272,5 (80,3) (29,5%)
Utile (perdita) di competenza di terzi 11,5 10,2 1,3 13,0%
Risultato netto di competenza del Gruppo 180,7 262,3 (81,7) (31,1%)
Dati economici adjusted (€ milioni) 3 2017 2016 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo (EBITDA) 840,0 784,8 55,2 7,0%
Risultato operativo (EBIT) 406,2 414,4 (8,2) (2,0%)
Risultato ante imposte (EBT) 334,6 336,6 (2,1) (0,6%)
Risultato netto (NP) 226,2 220,7 5,5 2,5%
Risultato Netto di Competenza del Gruppo 214,5 210,5 4,1 1,9%

3 I dati economici adjusted non includono:

  • per il 2017 gli effetti negativi complessivamente pari a € 46,4 milioni al lordo dell'effetto fiscale prodotti:
  • per € 9,5 milioni dalla sentenza che ha determinato la reimmissione in proprietà dell'Autoparco
  • per € 15,7 milioni dalla riduzione di valore del credito di areti verso GALA
  • per € 6,4 milioni dalla riduzione di valore del credito verso ATAC
  • per € 12,2 milioni dalla svalutazione dei cespiti di Acea Ambiente ed Acea Produzione a seguito di impairment
  • per € 2,6 milioni dall'accantonamento effettuato in Areti per canoni immobiliari. per il 2016 l'effetto positivo (€ 111,5 milioni al lordo dell'effetto fiscale) conseguente all'eliminazione del cd. regulatory lag e l'effetto negativo conseguente all'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse (€ 32,1 milioni al lordo dell'effetto fiscale).
EBITDA per area industriale (€ migliaia) 2017 2016 Variazione Variazione %
AMBIENTE 64,5 57,2 7,2 12,6%
COMMERCIALE E TRADING 78,1 98,0 (19,9) (20,3%)
ESTERO 14,4 4,4 10,0 n.s.
IDRICO 349,6 336,0 13,6 4,1%
Servizio Idrico Integrato 349,2 335,4 13,8 4,1%
Lazio - Campania 327,6 313,4 14,2 4,5%
Toscana - Umbria 21,5 22,0 (0,4) (1,9%)
Altre 0,5 0,6 (0,1) (21,9%)
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 332,6 388,3 (55,7) (14,3%)
Distribuzione 287,3 353,3 (66,0) (18,7%)
Generazione 40,8 32,0 8,8 27,6%
Illuminazione Pubblica 4,4 3,0 1,5 48,8%
INGEGNERIA E SERVIZI 14,5 14,6 (0,1) (0,4%)
ACEA (Corporate) (13,7) (2,1) (11,6) n.s.
Totale EBITDA 840,0 896,3 (56,4) (6,3%)
Dati patrimoniali (€ milioni) 31/12/2017 31/12/2016 Variazione Variazione %
Capitale Investito Netto 4.244,9 3.884,9 360,1 9,3%
Indebitamento Finanziario Netto (2.421,5) (2.126,9) (294,6) 13,9%
Patrimonio Netto Consolidato (1.823,2) (1.757,9) (65,3) 3,7%
Dati Patrimoniali Adj
(€ milioni)
31/12/2017 31/12/2016 Variazione Variazione %
Indebitamento finanziario netto (NP) 2.325,1 2.126,9 198,2 9,3%

4 L'indebitamento finanziario netto adjusted non include, per il 2017, l'impatto derivante dalla vicenda GALA (€ 30 milioni) , quello relativo ad ATAC (€ 6 milioni) nonché gli effetti derivanti dallo split payment (€ 60 milioni).

Indebitamento Finanziario Netto per area
industriale
(€ milioni)
31/12/2017 31/12/2016 Variazione Variazione %
AMBIENTE 195,3 173,7 21,6 12,4%
COMMERCIALE E TRADING (4,9) 14,8 (19,7) (133,5%)
ESTERO 7,4 12,9 (5,5) (42,9%)
IDRICO 921,2 780,4 140,8 18,1%
Servizio Idrico Integrato 930,1 783,5 146,6 18,7%
Lazio - Campania 939,3 783,5 155,8 19,9%
Toscana - Umbria (9,2) 0,0 (9,2) n.s.
Altre (8,9) (3,1) (5,8) 185,9%
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 1.032,9 814,9 218,0 26,8%
Distribuzione 905,4 693,3 212,1 30,6%
Generazione 121,7 123,6 (1,8) (1,5%)
Illuminazione Pubblica 5,8 (2,0) 7,8 n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 12,3 (1,8) 14,1 n.s.
ACEA (Corporate) 257,3 332,1 (74,8) (22,5%)
TOTALE 2.421,5 2.126,9 294,6 13,9%
Investimenti per area industriale
(€ milioni)
31/12/2017 31/12/2016 Variazione Variazione %
AMBIENTE 15,4 34,0 (18,6) (54,8%)
COMMERCIALE E TRADING 19,4 27,4 (8,0) (29,3%)
ESTERO 5,2 1,5 3,7 n.s.
IDRICO 271,4 227,1 44,3 19,5%
Servizio idrico Integrato 271,4 226,5 44,9 19,8%
Lazio - Campania 271,4 226,5 44,9 19,8%
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 n.s.
Altre 0,0 0,7 (0,6) (94,4%)
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 209,4 225,8 (16,4) (7,3%)
Distribuzione 185,7 196,6 (10,9) (5,5%)
Generazione 23,1 27,9 (4,8) (17,1%)
Illuminazione Pubblica 0,6 1,3 (0,7) (52,5%)
INGEGNERIA E SERVIZI 0,8 1,8 (0,9) (53,0%)
ACEA (Corporate) 10,7 13,2 (2,5) (19,1%)
TOTALE 532,3 530,7 1,5 0,3%

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo

Definizione degli indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

  1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items; si specifica invece che i dati economici adjusted 2016 non includono l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del cd. regulatory lag, gli effetti derivanti dall'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse nonché, per il 2017, l'effetto negativo conseguente alla reimmissione in

proprietà dell'immobile Autoparco (a seguito di sentenza emanata a giugno), quello derivante dalla valutazione dell'esposizione di areti verso GALA e del Gruppo verso ATAC, le svalutazioni di alcuni asset operate su Acea Ambiente e su Acea Produzione nonché un accantonamento operato su areti per canoni immobiliari;

    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti; si specifica che la posizione finanziaria netta adjusted non include l'impatto derivante dalla vicenda GALA, quella relativa ad ATAC e gli effetti derivanti dall'applicazione dello split payment;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle Attività correnti, delle Attività non correnti e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle Passività correnti e delle Passività non correnti, escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
    1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici

Dati economici (€ milioni) 2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.669,9 2.708,6 (38,8) (1,4%)
Altri ricavi e proventi 127,1 123,8 3,3 2,7%
Costi esterni 1.768,6 1.766,2 2,4 0,1%
Costo del personale 215,2 199,2 16,0 8,0%
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0,0 0,0 0,0 0,0%
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria 26,9 29,3 (2,5) (8,5%)
Margine Operativo Lordo 840,0 896,3 (56,4) (6,3%)
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 480,1 370,4 109,7 29,6%
Risultato Operativo 359,9 525,9 (166,1) (31,6%)
Gestione finanziaria (72,0) (111,6) 39,6 (35,5%)
Gestione partecipazioni 0,3 1,7 (1,4) (84,8%)
Risultato ante Imposte 288,2 416,1 (127,9) (30,7%)
Imposte sul reddito 96,0 143,5 (47,6) (33,1%)
Risultato Netto 192,2 272,5 (80,3) (29,5%)
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 11,5 10,2 1,3 13,0%
Risultato netto di Competenza del gruppo 180,7 262,3 (81,7) (31,1%)

Importi in milioni di Euro

Il perimetro di consolidamento è variato per effetto delle acquisizioni del 3Q 2016 e del 2017

Al 31 dicembre 2017 sono intervenute le seguenti acquisizioni che hanno comportato una variazione dell'area di consolidamento rispetto al 2016. In particolare:

  • con efficacia 1° gennaio 2017 la Capogruppo ha acquisito il 51% di Acque Industriali da Acque S.p.A.; ciò ha comportato il consolidamento integrale della stessa;
  • in data 8 febbraio 2017 è stato perfezionato il trasferimento delle quote di GEAL detenute da Veolia Eaux Compagnie Generale Des Eaux SCA ad ACEA: a seguito di tale acquisizione la quota detenuta dal Gruppo è pari al 48%. Il risultato del consolidamento di GEAL (metodo del patrimonio

Contribuisce alla variazione del perimetro economico, il consolidamento con il metodo integrale di Aguas de San Pedro a seguito dell'acquisizione del 29,65% avvenuta nel corso dell'ultimo trimestre 2016; in aggiunta alla quota precedentemente detenuta e pari al 31% è stato possibile ottenere il controllo esclusivo della società. Sempre nel corso del 2016, a seguito delle modifiche intervenute nella composizione del CdA in relazione netto) è allocato tra i "Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria";

  • il 23 febbraio 2017 è stato acquisito il Gruppo TWS (Technologies for Water Services) detenuto da Severn Trent Luxembourg Overseas e lo 0,9% di Umbriadue detenuto da Severn Trent (W&S) Limited. Il Gruppo è consolidato con il metodo integrale;
  • il 1° aprile 2017 è stata ceduta la quota di partecipazione detenuta da ACEA in Gori Servizi a GORI, comportando quindi il consolidamento a patrimonio netto della stessa.

Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Criteri, procedure e area di consolidamento".

al numero di consiglieri di spettanza ACEA, AguaAzul Bogotà è consolidata sulla base dell'Equity Method.

Si segnala inoltre che in data 22 novembre 2016 è stata costituita ACEA International S.A controllata al 100% da ACEA alla quale, nel mese di aprile, sono state conferite le partecipazioni Aguas de San Pedro e Acea Dominicana.

La tabella di seguito riportata rappresenta gli impatti della variazione del perimetro di consolidamento ed espone il contributo di ciascuna Società al netto delle elisioni intercompany.

€ milioni Acque
Industriali
GEAL TWS
Group
Aguas de
San Pedro
AguaAzul
Bogotà
Acea Gori
Sevizi
Totale
Ricavi 8,3 0,0 27,7 31,2 0,0 0,0 67,2
EBITDA 0,4 1,3 2,7 12,6 0,0 0,1 17,1
EBIT (0,1) 1,3 1,9 6,7 0,0 0,1 9,9
EBT (0,2) 1,3 3,1 4,9 (0,3) 0,1 8,9
NP (0,3) 1,3 3,3 2,7 (0,3) 0,1 6,9
NFP (1,0) 0,0 3,1 0,0 0,0 0,0 2,1

I ricavi da vendita e prestazione si attestano a € 2,7 miliardi in crescita di € 76,1 milioni su base adjusted

Al 31 Dicembre 2017 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 2.669,9 milioni in crescita, su base adjusted, di € 76,1 milioni (+ 2,8%) rispetto a quelli del 2016, per motivi di segno opposto: la variazione dell'area di consolidamento contribuisce alla crescita dei ricavi complessivamente per € 67,2 milioni e, parimenti, segnano un incremento i ricavi da servizio idrico integrato e quelli da conferimento rifiuti e gestione discarica rispettivamente per € 28,1 milioni ed € 14,1 milioni.

I ricavi da servizio idrico integrato risentono degli aggiornamenti tariffari intervenuti nel secondo semestre 2016 tra i quali quelli relativi alla qualità commerciale: a tale titolo trova iscrizione nell'anno 2017 la migliore stima del premio riconosciuto ad ACEA Ato2 (€ 30,6 milioni). La positiva variazione dei ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica è influenzata dal consolidamento integrale di Acque

Altri ricavi per € 127,1 milioni

Costi esterni per € 1,8 miliardi in lieve crescita rispetto al 2016

Evidenziano un aumento di € 3,3 milioni principalmente determinato dai seguenti effetti:

dall'iscrizione di € 42,2 milioni dei contributi maturati sui certificati bianchi (TEE) in portafoglio in crescita di € 26,6 milioni rispetto all'esercizio 2016; tali ricavi sono bilanciati dagli oneri sostenuti per l'acquisto dei TEE;

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 2,4 milioni (0,1%) rispetto al 31 dicembre 2016. La variazione deriva da effetti opposti e principalmente:

  • dai minori costi relativi all'approvvigionamento dell'energia elettrica sia per il mercato tutelato che per il mercato libero, nonché dalla riduzione dei relativi costi di trasporto (complessivamente - € 66,2 milioni) in conseguenza della riduzione delle quantità vendute;
  • dai maggiori costi di acquisto dei certificati bianchi da parte di areti (€ 30,2 milioni) per l'assolvimento dell'obbligo regolatorio di efficienza energetica;
  • dall'incremento dei costi per materie derivanti dal consolidamento del Gruppo TWS e di Aguas de

Il costo del personale aumenta dell'8%

La crescita del costo del lavoro discende principalmente dalla variazione dell'area di consolidamento per € 9,4 milioni, parzialmente mitigata dall'aumento della componente destinata ad investimenti per € 3,8 milioni; tale componente è Industriali per € 6,2 milioni nonché, per la restante parte, dai maggiori conferimenti e dall'incremento delle quantità di rifiuti trattati nell'impianto di Aprilia.

Di segno opposto l'andamento registrato dai ricavi da vendita e trasporto di energia elettrica che diminuiscono complessivamente, su base adjusted, di € 4,4 milioni per effetto della diminuzione delle quantità vendute sul mercato libero e tutelato (- 1.473 GWh) in conseguenza dell'ottimizzazione del portafoglio clienti e tenuto conto dell'andamento dei prezzi, nonché delle dinamiche tariffarie introdotte dal quinto ciclo regolatorio (delibera ARERA 654/2015). Si ricorda che nel 2016 trovava iscrizione l'importo di € 111,5 milioni relativi al cd. accounting regolatorio pari nel 2017 a € 47,6 milioni (per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Andamento delle Aree di attività – Area Industriale Infrastrutture Energetiche").

dall'iscrizione nel 2016 dei ricavi (€ 9,6 milioni) legati agli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali.

Tali effetti sono parzialmente compensati dalle minori sopravvenienze attive (- € 16,2 milioni) riguardanti principalmente Acea Energia.

San Pedro per € 9,0 milioni e dei maggiori acquisti nel periodo di osservazione di areti (+ € 2,6 milioni) principalmente riguardanti il Piano Led;

  • dall'aumento dei costi per servizi (+ € 36,0 milioni) conseguenti principalmente al consolidamento delle nuove società (€ 20,3 milioni) nonché ai costi gestione della piattaforma informatica;
  • dal decremento degli oneri diversi di gestione (- € 8,2 milioni) per effetto della diminuzione delle sopravvenienze passive (- € 15,5 milioni) iscritte nel 2016 a seguito dall'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi.

conseguenza del complesso progetto di modifica dei sistemi informativi e dei processi aziendali il cui ultimo go – live è avvenuto all'inizio dell'anno.

La consistenza media si attesta a 5.494 dipendenti ed aumenta di 446 unità rispetto al 2016.

€ milioni 2017 2016 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 327,8 307,9 19,9 6,5%
Costi capitalizzati (112,5) (108,7) (3,8) 3,5%
Costo del lavoro 215,2 199,2 16,0 8,0%

Le società idriche della TUC registrano risultati in calo di € 2,5 milioni per effetto dei maggiori ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti

I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo consolidato delle società precedentemente consolidate

con il metodo proporzionale. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione mentre l'andamento per singola società è riportato nel commento all'Area Industriale Idrico.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
EBITDA 149,6 146,4 3,1 2,1%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (100,9) (94,5) (6,4) 6,8%
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni 0,0 0,0 0,0 (100,0%)
Gestione finanziaria (6,8) (7,3) 0,5 (6,9%)
Imposte (15,1) (15,3) 0,2 (1,6%)
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 26,9 29,3 (2,5) (8,4%)

EBITDA a € 840,0 milioni in crescita su base adjusted del 7%

EBIT adiusted a € 406,2 milioni (-2.0%)

L'EBITDA passa da € 896,3 milioni del 2016 a € 840,0 milioni del 2017 registrando una decrescita di € 56,4 milioni pari al 6,3% (7,0% è la crescita dell'EBITDA adjusted). Tale andamento è prodotto dalla variazione dell'area di consolidamento per € 13,8 milioni (il contributo maggiore deriva da Aguas de San Pedro per € 10,1 milioni). L'incremento, registrato a parità di perimetro, deriva principalmente dalle dinamiche tariffarie del settore idrico (+ € 12,6 milioni) a cui seguono, quanto al significativo aumento della marginalità, i settori della distribuzione e della generazione (+ € 55,8 milioni al netto del provento regolatorio di € 111,5 milioni iscritto lo scorso anno)

L'EBIT, su base adjusted, segna una decrescita di € 8,2 milioni rispetto all'esercizio 2016. Le voci che influenzano tale indicatore di marginalità sono interessate da tre eventi straordinari che hanno caratterizzato l'esercizio: le reimmissione in proprietà dell'immobile Autoparco a seguito di sentenza, la

derivanti dagli aggiornamenti tariffari del quinto ciclo regolatorio e dall'aumento delle quantità prodotte dagli impianti idroelettrici; anche l'Area Ambiente segna una crescita di € 5,2 milioni per effetto delle maggiori quantità di energia elettrica ceduta. L'Area Commerciale e Trading e la Capogruppo segnano, invece, un decremento dell'EBITDA rispettivamente di € 19,9 milioni e € 11,6 milioni in conseguenza, rispettivamente, della riduzione della marginalità sul mercato libero e per il trasferimento del ramo Facility Management ad ACEA Elabori con efficacia 1° novembre 2016.

valutazione dell'esposizione nei confronti di GALA e ATAC (complessivamente € 31,5 milioni), la svalutazione di alcuni assets di Acea Ambiente ed Acea Produzione (€ 12,2 milioni), nonché l'accantonamento in areti per canoni immobiliari (€ 2,6 milioni).

€ milioni 2017 2016 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 328,9 254,2 74,7 29,4%
Svalutazione crediti 90,4 64,7 25,7 39,7%
Accantonamenti per rischi 60,8 51,5 9,4 18,2%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 480,1 370,4 109,7 29,6%

La variazione in aumento degli ammortamenti è legata prevalentemente agli investimenti dell'esercizio in tutte le aree di business e tiene altresì conto degli sviluppi tecnologici connessi alla piattaforma tecnologica Acea2.0 delle principali Società del Gruppo. In tale voce sono comprese le svalutazioni relativi ad alcuni impianti di Acea Ambiente (in particolare Monterotondo, Paliano e Sabaudia) per complessivi € 9,6 milioni. Tali svalutazioni si sono rese necessarie a seguito dei test di impairment eseguiti alla fine dell'esercizio 2017. Si segnala che a seguito della sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017 del Tribunale di Roma, è stata dichiarata la nullità del contratto di compravendita del complesso immobiliare di proprietà ACEA, Piazzale dei Partigiani (c.d. autoparco), accogliendo la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area. Il cespite è stato pertanto nuovamente iscritto a patrimonio al valore contabile al momento della cessione, generando una riduzione di valore € 9,5 milioni pari alla plusvalenza registrata al momento della vendita avvenuta a fine 2010. Per ulteriori dettagli si rinvia alla sezione "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

Gli accantonamenti al netto dei rilasci per esubero fondi, aumentano di € 9,4 milioni principalmente per l'effetto combinato: i) dell'incremento degli stanziamenti volti a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo (+ € 5,5 milioni), ii) dell'aumento degli accantonamenti volti a fronteggiare rischi di natura legale (+ € 10,8 milioni) iii) della diminuzione degli accantonamenti volti a fronteggiare rischi di natura regolatoria (complessivamente la riduzione è pari a € 4,8 milioni); iv) della decrescita degli stanziamenti al fondo oneri di rispristino (- € 2,1 milioni).

La crescita della svalutazione dei crediti è relativa principalmente alle società dell'area idrico (+ € 13,7 milioni) a seguito delle valutazioni derivanti da analisi storiche, in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese ed allo status del credito stesso. Tale voce accoglie la riduzione di valore (€ 15,7 milioni) dei crediti, relativi alla sola quota trasporto, vantati da areti verso GALA e per € 6,4 milioni quelli relativi ad ATAC; per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Andamento delle aree di attività – Area Infrastrutture Energetiche" per la vicenda GALA e al commento ai risultati patrimoniali per ATAC.

La gestione finanziaria migliora di € 39,6 milioni

Il risultato della gestione finanziaria è negativo di € 72,0 milioni e segna un miglioramento di € 39,6 milioni rispetto al 2016. Il precedente esercizio è influenzato dall'operazione di riacquisto parziale di due tranche di obbligazioni che ha comportato il sostenimento di un onere complessivo di € 32,1 milioni comprensivo delle spese relative alle operazioni. Al netto di tale fenomeno le buone performance (- € 7,5 milioni) sono sostanzialmente dovute alla riduzione degli interessi

Tax Rate al 33,3% in diminuzione di 1 p.p

Il risultato netto, base adjusted, si incrementa del 1,7%

La stima del carico fiscale, è pari a € 96,0 milioni contro € 143,5 milioni del medesimo periodo del precedente esercizio. Il decremento complessivo registrato nel

Il risultato netto di competenza del Gruppo, al netto degli eventi straordinari del periodo, si attesta a € sull'indebitamento a medio-lungo termine (- € 7,1 milioni) grazie all'operazione di asset e liability management di ottobre 2016; infatti, al 31 dicembre 2017, il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 2,57% contro il 2,94% del medesimo periodo dell'esercizio precedente. Si segnala inoltre che si è proceduto all'attualizzazione del Fondo Post mortem sull'impianto di discarica di Orvieto per € 4,6 milioni.

periodo, pari a € 47,6 milioni, deriva dalla riduzione dell'aliquota IRES. Il tax rate del 2017 si attesta al 33,3% (34,5% al 31 Dicembre 2016).

214,5 milioni e segna un incremento di € 4,0 milioni rispetto al 2016.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari

Dati patrimoniali (€ milioni) 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
ATTIVITA' E PASSIVITA' NON CORRENTI 4.514,2 4.335,5 178,7 4,1%
CIRCOLANTE NETTO (281,5) (450,6) 169,1 (37,5%)
CAPITALE INVESTITO 4.232,7 3.884,9 347,9 9,0%
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (2.421,5) (2.126,9) (294,6) 13,9%
Totale Patrimonio Netto (1.811,2) (1.757,9) (53,3) 3,0%
Totale Fonti di Finanziamento 4.232,7 3.884,9 347,9 9,0%

Rispetto al 31 Dicembre 2016 le attività e passività non correnti aumentano di € 178,7 milioni (+ 4,1%) in conseguenza prevalentemente della crescita delle immobilizzazioni (+ € 136,5 milioni).

Le attività e passività non correnti aumentano del 4,1% grazie agli investimenti del periodo

€ milioni 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Immobilizzazioni materiali/immateriali 4.320,6 4.184,1 136,5 3,3%
Partecipazioni 283,5 263,5 20,0 7,6%
Altre attività non correnti 505,3 470,5 34,8 7,4%
Tfr e altri piani e benefici definiti (108,4) (109,5) 1,1 (1,0%)
Fondi rischi e oneri (209,6) (199,3) (10,3) 5,2%
Altre passività non correnti (277,1) (273,7) (3,4) 1,3%
Attività e passività non correnti 4.514,2 4.335,5 178,7 4,1%

Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi ad € 532,3 milioni, e gli ammortamenti e riduzioni di valore per complessivi € 323,2 milioni.

Quanto agli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale si veda la tabella che segue.

Investimenti per area industriale
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
AMBIENTE 15,4 34,0 (18,6) (54,8%)
COMMERCIALE E TRADING 19,4 27,4 (8,0) (29,3%)
ESTERO 5,2 1,5 3,7 n.s.
IDRICO 271,4 227,1 44,3 19,5%
Servizio idrico Integrato 271,4 226,5 44,9 19,8%
Lazio - Campania 271,4 226,5 44,9 19,8%
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 n.s.
Altre 0,0 0,7 (0,6) (94,4%)
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 209,4 225,8 (16,4) (7,3%)
Distribuzione 185,7 196,6 (10,9) (5,5%)
Generazione 23,1 27,9 (4,8) (17,1%)
Illuminazione Pubblica 0,6 1,3 (0,7) (52,5%)
INGEGNERIA E SERVIZI 0,8 1,8 (0,9) (53,0%)
ACEA (Corporate) 10,7 13,2 (2,5) (19,1%)
TOTALE 532,3 530,7 1,5 0,3%

Gli investimenti crescono di € 1,6 milioni (+ 0,3%)

Gli investimenti dell'Area Ambiente si riferiscono a: (i) gli interventi sul sistema di estrazione scorie dell'impianto WTE di San Vittore nel Lazio, (ii) l'acquisto di un magazzino per l'impianto WTE di Terni, (iii) gli interventi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e, (iv) i lavori di adeguamento e potenziamento degli impianti di compostaggio siti in Aprilia e Sabaudia.

L'Area Commerciale e Trading registra una riduzione di € 8,0 da attribuire principalmente ad Acea Energia (- € 6,9 milioni). Tale riduzione si riferisce principalmente agli investimenti legati ad Acea2.0. L'Area Estero registra un incremento di € 3,7 milioni da attribuire principalmente alla società Aguas de San Pedro, per l'acquisto di impianti macchinari e

attrezzature industriali.

L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 271,4 milioni, con un incremento di € 44,3 milioni relativi alle società ACEA Ato2 (+ € 34,5 milioni) ed ACEA Ato5 (+ € 8,4 milioni) per gli interventi di manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento ed ampliamento eseguiti sulla rete idrica e fognaria e sugli impianti di depurazione anche con riferimento agli interventi volti a mitigare la carenza della risorsa idrica.

L'Area Infrastrutture Energetiche fa registrare una decrescita degli investimenti di € 16,4 milioni in conseguenza delle attività di ampliamento, rinnovamento e potenziamento della rete AT,MT e BT, degli interventi sulle cabine primarie e secondarie nonché dell'attività relativa al programma Acea2.0. Gli investimenti realizzati da Acea Produzione si riferiscono principalmente ai lavori di revamping impiantistico della Centrale idroelettrica di Castel Madama, al progetto di ammodernamento della Centrale Tor di Valle e all'estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

Le partecipazioni aumentano di € 20,0 milioni rispetto 31 Dicembre 2016. La variazione è principalmente legata alla valutazione delle società

Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra un incremento di € 1,1 milioni, prevalentemente per effetto della variazione dell'area di consolidamento (+ € 2.4 milioni), parzialmente

I Fondi rischi ed oneri aumentano del 22,5% principalmente per effetto dello stanziamento di complessivi € 60,8 milioni, di cui la maggior parte volti

L'Area Ingegneria e servizi fa registrare investimenti per € 0,8 milioni principalmente legati all'acquisto di attrezzature industriali e commerciali della società ACEA Elabori.

La Corporate ha realizzato investimenti su hardware e software nell'ambito del progetto Acea2.0 nonché alcuni interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti relativi agli apparati di Telecontrollo della rete di Illuminazione pubblica nel Comune di Roma.

Gli investimenti del Gruppo relativi ad Acea2.0 si attestano complessivamente a € 40,1 milioni.

Contribuisce alla crescita delle immobilizzazioni del periodo anche la reimmissione in proprietà dell'immobile Autoparco in conseguenza della sentenza emanata nel mese di giugno per la quale si rinvia al paragrafo "Aggiornamento delle vertenze giudiziali"; l'immobile citato è stato iscritto a € 4,5 milioni coincidente con il valore contabile all'epoca della vendita.

consolidate con il metodo del patrimonio in ossequio all'applicazione del principio IFRS 11.

compensato dalla diminuzione del tasso utilizzato (dall'1,31% del 31 Dicembre 2016 all'1,30% relativo al 31 Dicembre 2017).

a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo.

€ migliaia 31/12/16 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero
Fondi
Riclassifiche/Altri
Movimenti
31/12/17
Legale 11,0 (4,6) 5,4 (1,0) 0,9 11,7
Fiscale 4,4 (0,3) 3,4 (0,1) 2,0 9,3
Rischi regolatori 57,3 (4,4) 9,0 (0,8) 0,0 61,0
Partecipate 1,9 (0,1) 0,0 (0,1) 9,1 10,8
Rischi contributivi 2,7 (0,1) 0,1 0,0 (0,1) 2,6
Franchigie assicurative 2,0 (0,7) 0,8 0,0 0,0 2,1
Altri rischi ed oneri 23,7 (10,7) 7,7 (0,8) (0,3) 19,6
Totale Fondo Rischi 103,0 (21,0) 26,4 (2,8) 11,6 117,2
Esodo e mobilità 2,1 (11,9) 28,1 0,0 (0,1) 18,2
Note di Variazione IVA 8,8 0,0 0,0 0,0 17,9 26,7
Post mortem 23,0 0,0 0,0 0,0 (5,7) 17,3
F.do Oneri di Liquidazione 0,0 (0,2) 0,0 0,0 0,4 0,2
F.do Oneri verso altri 0,0 0,0 0,1 0,0 0,3 0,4
Fondo Oneri di Ripristino 62,4 0,0 9,1 0,0 (41,8) 29,7
Totale Fondo Oneri 96,4 (12,1) 37,2 0,0 (29,1) 92,4
Totale Fondo Rischi ed
Oneri
199,3 (33,0) 63,7 (2,8) (17,5) 209,6

Gli altri movimenti e riclassifiche si riferiscono per: i) € 17,9 milioni ai fondi iscritti in conseguenza della modifica apportata dalla legge n. 208/2015, della disciplina delle note di variazione ai fini IVA in seguito a risoluzione per inadempimento dei contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua, ii)

4,7 milioni a cambiamenti nelle stime contabili relative all'attualizzazione del debito c.d. Post mortem sull'impianto di discarica per rifiuti non pericolosi, ubicata in località Pian del Vantaggio ad Orvieto, iii) € 1 milione allo stanziamento degli oneri di decomissioning dell'impianto di Tor di Valle di Acea Produzione, iv) € 41,7 milioni per cambiamenti nelle stime contabili utilizzate ai fini della determinazione del fondo oneri di ripristino relativo alle concessioni in capo alla società idriche e, v) per € 2,7 milioni alla variazione del perimetro di consolidamento. Gli utilizzi si riferiscono principalmente alle procedure di esodo e mobilità del Gruppo (€ 11,9 milioni) ed alla sottoscrizione dell'atto transattivo da parte di Acea Produzione ed i Comuni del Bacino Imbrifero Montano per la determinazione degli ammontari relativi al sovracanone (€ 4,4 milioni) e, vi) per l'effetto derivante dalla iscrizione secondo il metodo dell'acquisizione in via provvisoria del primo consolidamento del Gruppo TWS.

€ milioni 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti correnti 1.022,7 923,4 99,3
- di cui utenti/clienti 933,7 849,5 84,2
- di cui Roma Capitale 52,5 45,6 6,9
Rimanenze 40,2 31,7 8,5
Altre attività correnti 210,1 207,0 3,1
Debiti correnti (1.237,8) (1.292,6) 54,8
- di cui Fornitori (1.106,7) (1.149,2) 42,5
- di cui Roma Capitale (126,1) (139,2) 13,1
Altre passività correnti (316,7) (320,1) 3,5
Circolante netto (281,5) (450,6) 169,1

Il circolante netto è negativo per € 281,5 milioni e si incrementa di €169,1 milioni rispetto a fine 2016

La variazione del circolante netto rispetto al 31 Dicembre 2016 è dovuta all'incremento dei crediti verso clienti per € 46,1 milioni (di cui € 16,5 milioni derivanti dalla variazione del perimetro di consolidamento).

La variazione dei crediti verso clienti risente di un miglioramento dello stock dell'Area Idrico (+ € 29,3 milioni), nonché di quello dell'Area Infrastrutture Energetiche (+ € 15,9 milioni): in merito alla prima si segnalano maggiori crediti per € 53,7 milioni per gli effetti derivanti dall'iscrizione in ACEA Ato2 del premio di qualità commerciale (€ 30,6 milioni al lordo delle cessioni operate) mentre per la seconda la variazione si riferisce principalmente a Gala nonché agli effetti derivanti dalle modifiche regolatorie che hanno portato all'iscrizione del provento derivante dall'eliminazione del cd. regulatory lag il cui ammontare alla fine del 2017 è pari ad € 53,4 milioni (+ € 12,4 milioni rispetto alla fine del 2016) non includendo la quota non corrente di € 68,9 milioni. Per quanto riguarda i crediti verso

Roma Capitale: il saldo netto è a credito di € 63,1 milioni

Quanto ai rapporti con Roma Capitale al 31 Dicembre 2017 il saldo netto risulta a credito del Gruppo per € 63,1 milioni in aumento rispetto al 31 Dicembre 2016. La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti a compensazioni ed incassi. In particolare ACEA ha pagato a Roma Capitale i dividendi relativi al 2016 (€ 67,3 milioni) ed ha incassato l'ammontare complessivo di € 87,6 milioni di cui € 28,1

GALA si segnala che si è proceduto alla svalutazione di €15,7 milioni che rappresenta la quota dei crediti della sola quota di trasporto maturata. In merito ai crediti verso ATAC (€ 9,0 milioni), il 27 settembre 2017 il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di concordato preventivo in continuità presentata da ATAC concedendo il termine di 60 giorni (27 novembre 2017) per la presentazione del piano: si è proceduto quindi ad una svalutazione complessiva di € 6,4 milioni di cui € 4,8 milioni relativi ai crediti iscritti in ACEA Ato2. I crediti verso clienti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che ammonta a € 403,6 milioni contro € 344,4 milioni di fine 2016.

Nel corso del 2017 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.314,6 milioni di cui € 232,7 milioni verso la Pubblica Amministrazione.

Alla variazione del circolante netto contribuisce anche l'incremento delle rimanenze dovuto prevalentemente al consolidamento del Gruppo TWS (+ € 5,2 milioni).

milioni relativi ad utenze elettriche ed idriche fatturate nel 2012 e 2013; la restante parte è relativa a crediti di pubblica illuminazione.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

Crediti verso Roma Capitale 31/12/17 31/12/16 Variazione
Prestazioni fatturate 51,3 44,2 7,1
Prestazioni da fatturare 1,4 1,3 0,1
Totale Crediti Commerciali 52,7 45,5 7,1
Crediti finanziari per illuminazione Pubblica 135,5 121,6 13,9
Totale Crediti Esigibili Entro l'esercizio Successivo (A) 188,2 167,2 21,0
Debiti verso Roma Capitale 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti Commerciali Esigibili entro l'esercizio successivo (B) (115,5) (128,0) 12,5
Totale (A) + ( B) 72,7 39,2 33,5
Altri crediti/(debiti) di natura finanziaria 1,2 9,1 (7,9)
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (10,8) (10,9) 0,1
Totale altri Crediti/(Debiti) (C) (9,6) (1,9) (7,9)

I debiti correnti si riducono del 4%

I debiti correnti si riducono di € 54,8 milioni rispetto a fine 2016 per effetto della diminuzione dello stock dei fornitori (- € 42,5 milioni) in conseguenza essenzialmente dell'ottimizzazione del portafoglio clienti di Acea Energia (oltre che dell'andamento dei

Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispettivamente un aumento di € 3,1 milioni e una diminuzione di € 3,5 milioni rispetto all'esercizio precedente.

Nel dettaglio, le altre attività si incrementano per € 12,6 milioni al fine di tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento e per € 2,8 milioni relativamente ai risconti attivi riguardanti principalmente Acea Energia e la Capogruppo; si

Il patrimonio netto si attesta a € 1,8 miliardi

L'indebitamento finanziario netto, su base adjusted, aumenta di € 198,2 milioni rispetto a fine 2016

Il patrimonio netto ammonta ad € 1.811,2 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 53,3 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla distribuzione dei dividendi, dalla

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 294,6 milioni, passando da € 2.126,9 milioni della fine dell'esercizio 2016 a € 2.421,5 milioni del 2017. Tale variazione è diretta conseguenza degli investimenti del periodo e dall'ampliamento del perimetro di consolidamento in conseguenza delle acquisizioni avvenuti ad inizio del 2017. Contribuisce alla variazione anche il peggioramento dei crediti dell'Area Idrico – per effetto del rallentamento delle attività di recupero in conseguenza di problematiche relative ai sistemi informativi sostanzialmente risolte a partire da ottobre. Gli effetti derivanti dalla maggiore

prezzi delle commodities) e di Acea Ambiente. La variazione dell'area di consolidamento genera maggiori debiti verso fornitori per un ammontare complessivo di € 12,4 milioni.

decrementano invece per € 12,7 milioni per effetto della riduzione di crediti tributari.

Per quanto riguarda le passività il decremento deriva dai minori debiti tributari (- € 7,5 milioni), per effetto della minore stima del carico fiscale del periodo che ammonta ad € 96,1 milioni (€ 143,5 milioni al 31 dicembre 2016), parzialmente compensati dai maggiori debiti verso Cassa Conguaglio (+ € 4,8 milioni).

maturazione dell'utile dell'esercizio, della variazione dell'area di consolidamento e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali.

esposizione verso GALA, maturata da areti, pur se mitigata dalla azioni poste in essere, l'esposizione verso ATAC conseguente il concordato preventivo e gli impatti derivanti dall'adozione del cd. split payment, introdotto dal D.L. 50/2017 convertito nella Legge 96/2017, generano effetti negativi sull'indebitamento. Escludendo questi eventi l'indebitamento al 31 dicembre 2107 sarebbe stato pari a € 2.325,1 milioni. Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ milioni 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Attività (Passività) finanziarie non correnti 2,7 2,1 0,7 32,0%
Attività (Passività) finanziarie non correnti verso Controllanti, controllate e collegate 35,6 25,7 10,0 38,8%
Debiti e passività finanziarie non correnti (2.745,0) (2.770,9) 25,8 (0,9%)
Posizione finanziaria a medio - lungo termine (2.706,7) (2.743,1) 36,4 (1,3%)
Disponibilità liquide e titoli 680,6 665,5 15,1 2,3%
Indebitamento a breve (544,6) (79,2) (465,3) 0,0%
Attività (Passività) finanziarie correnti 32,9 (78,1) 111,0 (142,1%)
Attività (Passività) finanziarie correnti verso Controllante e Collegate 116,2 108,0 8,2 7,6%
Posizione finanziaria a breve termine 285,1 616,2 (331,1) (53,7%)
Totale posizione finanziaria netta (2.421,5) (2.126,9) (294,6) 13,9%

L'indebitamento a medio-lungo termine si riduce di € 36,4 milioni

Per quanto riguarda la componente a medio–lungo termine la riduzione di € 36,4 milioni si riferisce per € 25,8 milioni alla riduzione di debiti e passività finanziarie non correnti e per € 13,4 milioni all'incremento delle attività finanziarie non correnti conseguente al

consolidamento con il metodo integrale di Umbriadue che vanta un credito verso la collegata S.I.I. per un contratto di finanziamento soci. I debiti e le passività finanziarie non correnti sono composti come riportato nella tabella che segue:

€ milioni 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Obbligazioni 1.695,0 2.019,4 (324,4) (16,1%)
Finanziamenti a medio - lungo termine 1.050,0 751,4 298,6 39,7%
Indebitamento a medio-lungo 2.745,0 2.770,9 (25,8) (0,9%)

Le obbligazioni pari a € 1.695,0 milioni registrano una riduzione di complessivi € 324,4 milioni essenzialmente

I finanziamenti a medio – lungo termine pari ad € 1.050 milioni registrano una incremento complessivo di € 298,6 milioni che si riferisce alla Capogruppo (€ 316,5 milioni) compensato in parte da areti (- € 20,5 milioni). La variazione della Capogruppo è dovuta essenzialmente all'erogazione in data 2 maggio 2017 di un finanziamento BEI pari a € 200 milioni nell'ambito del Progetto Efficienza Rete III, e di due nuove linee di per la riclassifica pari a € 328,8 milioni del prestito obbligazionario in scadenza il 12 settembre 2018.

finanziamento per complessivi € 250 milioni in scadenza nel primo semestre 2018, parzialmente compensati dalla riclassifica pari a € 100 milioni della quota a breve del finanziamento BEI in scadenza a giugno del 2018. Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio – lungo e a breve termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.

Debito residuo Entro il Dal 31.12.2018 al Oltre il
Finanziamenti Bancari: Totale 31.12.2018 31.12.2022 31.12.2022
a tasso fisso 518,7 22,3 349,9 146,5
a tasso variabile 646,0 126,1 184,3 335,6
a tasso variabile verso fisso 36,8 8,3 28,4 0,0
Totale 1.201,5 156,8 562,6 482,1

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 3,4 milioni e si riduce, rispetto

La componente a breve termine è positiva di € 204,9 milioni e si riduce di € 331,2 milioni

La componente a breve termine è positiva di € 285,1 milioni e rispetto alla fine dell'esercizio 2016 evidenzia un aumento di € 331,2 milioni spiegato per € 437,8 milioni dalla riclassifica dalle obbligazioni e dai finanziamenti bancari in scadenza della Capogruppo compensati dall'accensione di un deposito a breve con scadenza il 3 aprile del 2018 sempre della Capogruppo. Le disponibilità liquide sono aumentate di € 15,1 milioni

al 31 Dicembre 2016, di € 1,8 milioni (era negativo per € 5,3 milioni).

originati dal decremento della Capogruppo (- € 49,9 milioni) e di ACEA Ato2 (- € 16,8 milioni) compensato dall'aumento di areti (+ € 53,9 milioni) e di Acea Energia (+ € 21,6 milioni).

Si informa che al 31 dicembre 2017 la Capogruppo dispone di linee uncommitted per € 769 milioni di cui € 739 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Il rating di ACEA

  • Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti: Fitch "BBB+";
  • Moody's "Baa2"

Contesto di riferimento

Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA

Nel 2017, i mercati azionari internazionali hanno registrato un andamento complessivamente positivo.

Acea ha registrato una crescita del 33,3%. In dettaglio, il titolo ha evidenziato il 29 dicembre 2017 un prezzo di chiusura pari a 15,40 euro (capitalizzazione: 3.280 milioni di euro). Il valore massimo di 17,08 euro è stato raggiunto il 30 novembre dopo la presentazione del

nuovo Piano Industriale 2018-2022, mentre il valore minimo di 11,30 euro il 1° febbraio. Nel corso dell'esercizio, i volumi medi giornalieri sono

stati superiori a 140.000 (nel 2016 circa 110.000).

(grafico normalizzato ai valori di Acea – Fonte Bloomberg)

Var.% 31/12/17
(rispetto al 31/12/16)
Acea +33,3%
FTSE Italia All Share +15,6%
FTSE Mib +13,6%
FTSE Italia Mid Cap +32,3%

Nel 2017 sono stati pubblicati 170 studi/note sul titolo ACEA.

Mercato energetico

Nel 2017 la domanda di energia elettrica in Italia (320.437 GWh)3 risulta in aumento rispetto all'anno 2016 del 2,0%, in termini decalendarizzati la variazione risulta pari al + 2,3%. Il fabbisogno di energia elettrica è stato coperto per l'89% con la produzione nazionale e per la quota restante, pari all'11%, facendo ricorso alle importazioni dall'estero (saldo estero risulta pari a + 2,0% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). La produzione nazionale netta (285.118 GWh) evidenzia un sensibile incremento del 1,9% rispetto allo stesso periodo del 2016. Nello specifico, l'energia elettrica prodotta da fonti di produzione termiche è aumentata del 4,6%, così come l'energia elettrica prodotta da fonti fotovoltaiche (+ 14,0%), mentre risultano in diminuzione le produzioni da fonti geotermiche (- 1,4%), eoliche (- 0,2%) ed idriche (- 14,3%).

In riferimento agli esiti del mercato elettrico si evidenzia un aumento su base annua dell'1,1% che rappresenta il maggior incremento negli ultimi cinque anni.

Gli scambi di energia elettrica nel Mercato del Giorno Prima, risultano essere ai massimi livelli degli ultimi 5 anni – 292,2 TWh - facendo segnare un aumento

dell'1,1% rispetto al 2016, seguendo una dinamica molto forte nei primi otto mesi dell'anno (+ 6,2%) e meno significativa nella parte rimanente dell'anno (+ 0,4%). A trainare la crescita i sono stati i volumi scambiati nella borsa elettrica che, al valore più alto dal 2010, si attestano a 210,9 TWh (+ 4,3%), sostenuti sul lato vendita dagli operatori non istituzionali nazionali e da quelli esteri (+ 6,6%) e sul lato acquisto soprattutto dall'Acquirente Unico (+ 26,6%), che nel 2017 ha acquistato oltre il 93% del suo fabbisogno in borsa (era meno del 70% nel 2016 e poco più del 50% nel 2015). Quest'ultima dinamica ha progressivamente ridotto gli scambi over the counter registrati sulla PCE e nominati su MGP che, al terzo ribasso consecutivo, toccano nel 2017 il minimo storico di 81,3 TWh (- 6,2%). Conseguenza diretta è il livello di liquidità del mercato che raggiunge il massimo di sempre a 72,2%.

4 Fonte: Terna – Dicembre 2017, rapporto mensile sul sistema elettrico

5 Fonte: Newsletter GME dicembre 2017

Il PUN si attesta a 53,95 €/MWh e, sebbene in aumento di 11,17 €/MWh rispetto al minimo storico del 2016 (+26,1%), si riporta sui valori non elevati del biennio 2014/2015. Tale dinamica rialzista ha

caratterizzato tutti i mesi del 2017, essendo influenzato nella prima parte dell'anno dalle tensioni del mercato francese, e ad agosto, per effetto degli eccezionali livelli di domanda legati alle elevate temperature..

MGP: Prezzo Unico Nazionale (PUN)5

In Italia, i prezzi di vendita tornano ai livelli del 2014/2015 in ripresa rispetto ai minimi registrati nello scorso anno e oscillano tra i 49,80€/MWh del Sud ed i 60,76 €/MWh della Sicilia. Gli incrementi riflettono la crescita degli acquisti locali, il ridotto livello delle vendite da fonti rinnovabili, soprattutto idraulica al Nord (minimo dell'ultimo decennio) ed eolica in Sicilia nonché i più alti costi di generazione.

MGP: Prezzi di Vendita5

Tariffe per il servizio di trasporto

L'anno 2017 rappresenta il secondo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sottoperiodi: i primi quattro in continuità di metodo, gli altri oggetto di implementazione successiva.

Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento).

Le principali novità introdotte rispetto al precedente periodo di regolazione (2012-2015), sono rappresentate da:

    1. Lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
    1. Allungamento vite utili regolatorie
    1. Criteri di regolazione tariffaria: cot, misura

Relativamente al primo punto, l'ARERA ha modificato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati preconsuntivi. Il 24 marzo 2017, con delibera 188/2017/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento definitiva per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2016 e, il 28 aprile e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)", Allegato A alla delibera 654/2015/R/eel, il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)", Allegato B alla delibera 654/2015/R/eel, e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla delibera 654/2015/R/eel, pubblicati il 23 dicembre 2015.

2017, con delibera 286/2017/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2017.

L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).

Con riferimento agli ammortamenti riconosciuti in tariffa (anno di riferimento t-2), la nuova regolazione aumenta la vita utile regolatoria di alcuni cespiti, quali le linee elettriche in AT (portata da 40 a 45 anni), le linee in MT e BT e le «prese utenti» (da 30 a 35 anni).

Il tasso di remunerazione del capitale investito netto (wacc), i cui parametri di calcolo sono stati pubblicati nella delibera 654/2015/R/eel, è pari al 5,6% per il servizio di distribuzione sugli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2016.

Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 654/2015, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.

Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:

la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività del 1,9%);

L'ARERA conferma anche per il 2017 il meccanismo, già introdotto nel terzo ciclo regolatorio, di maggiore remunerazione di alcune categorie di investimenti entrati in esercizio fino al 2015 non specificando al contempo se tale meccanismo sarà confermato nel nuovo ciclo.

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
  • perequazione dei costi di trasmissione;
  • perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.

Il Testo Integrato di Misura (TIME) disciplina le tariffe per il servizio di misura articolate nelle attività di installazione e manutenzione dei misuratori, raccolta, validazione e registrazione delle misure. La struttura dei corrispettivi è stata modificata rispetto al precedente ciclo regolatorio solo per quanto riguarda i corrispettivi di raccolta e validazione delle misure prima suddivisi ed ora unificati in un unico corrispettivo.

L'ARERA ha introdotto una nuova modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese confermando il criterio di determinazione delle tariffe del servizio di misura sulla base di costi nazionali per i sistemi di telegestione e per i misuratori elettromeccanici ancora in campo (costo residuo),

  • la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione ed il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
  • la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA introduce un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA ha introdotto una tariffa applicata ai clienti domestici non più suddivisa tra D2 e D3 ma unica (TD) così come specificato nella delibera 799/2016/R/eel del 28 dicembre 2016, determinando la soppressione del meccanismo di calcolo della perequazione dei ricavi per la fornitura dell'energia elettrica ai clienti domestici, in vigore fino all'anno 2016.

Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione. Con lettera n. 5770 del 6 giugno 2017, CSEA ha provveduto alla quantificazione degli importi di acconto di tali perequazioni per l'anno 2017.

mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.

In data 30 marzo 2017, l'ARERA ha pubblicato con delibera 199/17/R/eel la tariffa definitiva per l'attività di misura di competenza dell'anno 2016. Il 28 aprile 2017, con delibera 287/2017/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di misura dell'energia elettrica per l'anno 2017.

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 1%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli

ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.

L'ARERA con delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A.

Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 654/2015/R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni

Regolazione idrica

Con riguardo agli impatti sul periodo di osservazione, si descrivono nel proseguo i tre provvedimenti pubblicati gli ultimi giorni di dicembre 2015 con i quali ARERA ha definitivamente varato la nuova regolazione della qualità contrattuale che è entrata in vigore a partire dal 1°

Con la Delibera 655/2015/R/idr del 23 dicembre 2015 l'ARERA ha approvato il Testo integrato per la regolazione della qualità contrattuale del SII ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono (RQSII): sono stati definiti i livelli minimi e gli obiettivi di qualità contrattuale del SII, mediante l'individuazione di indicatori consistenti in tempi massimi e standard minimi di qualità per le prestazioni da assicurare all'utenza, omogenei sul territorio nazionale, determinando anche le modalità di registrazione, comunicazione e verifica dei dati relativi alle prestazioni fornite dai gestori. In caso di mancato rispetto degli standard specifici di qualità, riferiti alle singole prestazioni erogate all'utenza, l'Autorità ha introdotto indennizzi automatici da corrispondere agli utenti in tempi e modalità ben definite, mentre per gli standard generali di qualità, riferiti al complesso delle prestazioni, ha previsto un meccanismo di penalità. Sono state previste anche sanzioni per mancato rispetto degli standard in caso di violazione reiterata degli standard, come in caso di accertamento di violazioni in sede di controlli da parte dell'Autorità.

Con la Delibera 656/2015/R/idr, sempre del 23 dicembre 2015, l'ARERA ha adottato la Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del SII, definendone i contenuti minimi essenziali. Il provvedimento è stato elaborato alla fine di un periodo di consultazione durato quasi due anni (DCCO 171/2014 del 10 aprile 2014; DCO 274/2015 del 4 giugno 2015; DCO 542/2015 del 12 novembre 2015). Confermando la struttura di convenzione tipo sottoposta nell'ultima consultazione, il provvedimento ha disciplinato i seguenti aspetti: le disposizioni generali A partire dall'anno 2017, e solo con riferimento agli investimenti entrati in esercizio nel 2017, l'ARERA stabilisce nella stessa delibera che, ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.

specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione, etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.

luglio 2016 (Delibera 655/2015), la Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del SII (Delibera 656/2015) e la metodologia tariffaria applicabile nel secondo periodo regolatorio MTI-2 -2016-2019 (Delibera 664/2015).

Il Testo integrato (RQSII) ha previsto 44 standard (30 specifici e 14 generali ) riguardanti prestazioni attinenti all'avvio, gestione e cessazione del rapporto contrattuale, all'addebito, fatturazione, pagamento e rateizzazione, ai reclami, richieste scritte di informazioni e rettifiche di fatturazione, alla gestione degli sportelli, alla qualità dei servizi telefonici e agli obblighi in caso di applicazione dell'art.156 del Dlgs 152/2006. La nuova regolazione della qualità, varata con il provvedimento di fine anno 2015, è entrata in vigore il 1° luglio 2016, ad esclusione di alcuni aspetti relativi agli indennizzi automatici (in particolare il meccanismo di incremento dell'indennizzo per mancato rispetto degli standard minimi per tempi prolungati), agli obblighi di comunicazione verso l'Autorità e gli Enti di governo dell'Ambito (EGA) e agli obblighi di qualità dei servizi telefonici, che hanno trovato applicazione dal 1° gennaio 2017. Nella Delibera è stata anche prevista la possibilità che gli Enti di governo d'ambito, anche su proposta del gestore, presentino specifica istanza per richiedere l'applicazione di standard migliorativi rispetto a quelli previsti nel RQSII, prevedendone anche la relativa data di entrata in vigore.

(oggetto, regime giuridico, perimetro delle attività affidate e durata della Convenzione), il Piano d'Ambito, gli strumenti per il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario, la cessazione e subentro, le penali e sanzioni e altri obblighi convenzionali.

La delibera ha espressamente previsto che le convenzioni di gestione in essere siano rese conformi alla convenzione tipo e trasmesse all'Autorità per l'approvazione nell'ambito della prima predisposizione tariffaria utile, secondo le modalità previste dal Metodo Tariffario Idrico per il secondo periodo regolatorio

(MTI-2), e comunque non oltre 180 giorni dalla pubblicazione della delibera stessa (avvenuta il 29

Con la Delibera 918/2017/R/idr del 27 dicembre 2017, l'ARERA ha provveduto all'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato. A fine anno l'Autorità ha emanato la Delibera 918/2017/R/idr "Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato". Il provvedimento definisce regole e procedure ai fini dell'aggiornamento biennale (2018-2019) delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, integrando l'Allegato A del metodo tariffario idrico 2016-2019 MTI-2 (Delibera 664/2015/R/idr ). Il termine previsto per la trasmissione all'Autorità delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 è il 30 aprile 2018.

Ai fini delle rideterminazioni tariffarie sono aggiornati i parametri relativi ai tassi di inflazione per l'aggiornamento dei costi operativi, ai valori dei deflatori degli investimenti fissi lordi e al costo medio di settore della fornitura elettrica. Nell'ambito delle misure a sostegno degli investimenti, il provvedimento prevede, in continuità con il biennio precedente,

Con la Delibera 917/2017/R/idr del 27 dicembre 2017, l'ARERA ha definito la disciplina della qualità tecnica del SII con un approccio che tiene in considerazione le condizioni specifiche dei diversi

dicembre 2015).

specifici controlli sull'effettiva realizzazione degli investimenti previsti per gli anni 2016 e 2017, nonché sulla congruità tra gli obiettivi prioritari previsti per le annualità successive e la sostenibilità economicofinanziaria della gestione, ed aggiorna tutti i principali parametri del calcolo degli oneri finanziari e fiscali, riconosciuti in tariffa. Inoltre, con il provvedimento si richiede che l'Ente di governo dell'ambito riveda e aggiorni la propria programmazione degli interventi delineando, in occasione del recepimento degli obiettivi specifici identificati dalla regolazione della qualità tecnica, le strategie di intervento da privilegiare, con le connesse ricadute in termini tariffari. Con la delibera in esame vengono, infine, quantificate la componente tariffaria UI2, da destinare prevalentemente alla promozione della qualità tecnica e, con riferimento all'introduzione dal 1° gennaio 2018 del bonus sociale idrico per le utenze domestiche in documentato stato di disagio economico, la componente tariffaria (UI3) per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico.

contesti al fine di individuare stimoli corretti ed efficaci per promuovere benefici a favore degli utenti dei diversi servizi.

Attività dell'ARERA (già AEEGSI) in materia di servizi elettrici

DCO 46/2017/R/tlr - Regolazione della qualità contrattuale del servizio di telecalore (teleriscaldamento e teleraffrescamento). Inquadramento e primi orientamenti

Con il documento di consultazione 46/2017/R/tlr, e il successivo documento 438/2017/R/tlr del 15 giugno 2017, l'ARERA ha illustrato gli orientamenti per la regolazione di alcuni profili di qualità contrattuale del servizio di telecalore, connessi all'avvio, alla gestione e alla chiusura del rapporto di utenza. La regolazione che si intende avviare avrebbe durata quadriennale e

prevedrebbe l'applicazione di indennizzi automatici in caso di mancato rispetto degli standard specifici stabiliti per il settore e con riferimento alle cause imputabili all'esercente; il valore di tali indennizzi dovrebbe essere commisurato alla potenza contrattualmente impegnata dall'utente, per tenere conto della dimensione dell'utente interessato dalla violazione.

Delibera 69/2017/R/eel - Servizio di maggior tutela: meccanismo di compensazione dei costi fissi sostenuti dagli esercenti il servizio

In data 16 febbraio 2017 l'Autorità ha pubblicato la delibera 69/2017/R/eel con cui ha definito il meccanismo di compensazione dei costi fissi dell'esercente la maggior tutela per la fuoriuscita dei clienti dal relativo servizio, introducendo l'art. 16 quater nel TIV ("Testo integrato vendita").

Il meccanismo si applica a partire dall'anno 2016 e prevede:

una compensazione differenziata per tenere conto sia dei casi di uscita dei clienti verso il mercato libero dello stesso esercente la maggior tutela, che dei casi di uscita verso altri trader, riconoscendo il 35% dei costi riconosciuti (RCVsm), se il cliente è passato sul mercato libero con il medesimo esercente, oppure il 60% se il cliente è passato con un altro trader;

un tasso di uscita soglia per la partecipazione al meccanismo distinto tra clienti domestici e non domestici e differenziato in funzione del passaggio al mercato libero del medesimo esercente la maggior tutela o di un diverso trader.

Acea Energia, il 20 aprile 2017, ha notificato il ricorso per motivi aggiunti avverso la delibera 69/2017/R/eel al fine di ottenere un innalzamento del valore del costo riconosciuto oltre all'applicazione del meccanismo anche agli anni 2014 e 2015. In data 24 maggio, Acea Energia ha inviato a CSEA l'istanza di partecipazione al meccanismo, rettificata in data 25 luglio a seguito di una richiesta di informazioni pervenuta dall'Autorità.

Delibera 80/2017/C/eel - Appello avverso le sentenze del Tar Lombardia, Sezione II, 13 gennaio 2017, 75 e 76, 26 gennaio 2017, 201 e 31 gennaio 2017, 236, di annullamento parziale della deliberazione dell'Autorità 522/2014/R/eel

L'Autorità, con delibera 80/2017/C/eel del 23 febbraio 2017, ha stabilito di proporre appello avverso le sentenze del Tar Lombardia di annullamento parziale della delibera 522/2014/R/eel. Tale delibera, nella parte annullata, prevedeva che per il periodo di vigenza della delibera 281/2012/R/efr (annullata dal giudice amministrativo), ossia dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, relativamente agli sbilanciamenti per le fonti rinnovabili non programmabili, trovasse applicazione la disciplina originaria contenuta nella deliberazione n. 111 del 2006. In base a tale disciplina, per le unità di produzione alimentate da fonti non programmabili, era prevista l'esenzione dai costi di sbilanciamento, ad eccezione del caso in cui le suddette unità avessero partecipato al mercato infragiornaliero. La trattazione del ricorso è stata rinviata alla camera di consiglio del Consiglio di Stato del 20 settembre 2018.

Delibera 109/2017/C/eel - Avvio di procedimento per l'ottemperanza alle sentenze del Tar Lombardia, Sezione II, 31 gennaio 2017, 237, 238, 243 e 244, relative alla deliberazione dell'Autorità 268/2015/R/eel, in tema di garanzie per l'esazione degli oneri generali del sistema elettrico

La delibera 109/2017/R/eel del 3 marzo 2017 fa seguito alle sentenze del TAR del 31 gennaio 2017, nn. 237, 238, 243 e 244, che hanno annullato il Codice di rete (delibera 268/2015/R/eel) nella parte in cui prevedeva di considerare anche gli oneri generali non riscossi nel calcolo dell'importo della garanzia dovuta dal venditore al distributore.

L'Autorità ha impugnato tali sentenze al Consiglio di Stato con la delibera 79/2017/C/eel del 23 febbraio 2017, definendo con la delibera 109 una disciplina transitoria in base alla quale i distributori hanno l'obbligo di:

  • ridurre l'importo delle garanzie del 5,6% (tale riduzione è stata motivata dall'accorciamento delle tempistiche di risoluzione contrattuale in caso di inadempimento del venditore, come previsto dalla delibera 553/16);
  • applicare un'ulteriore riduzione del 4,9% alla quota parte degli importi delle garanzie (già ridotte) relativa ai soli oneri generali (tale riduzione è stata determinata sulla base della stima degli oneri normalmente riscossi);

adeguare le garanzie entro il 14 aprile 2017. Contestualmente la delibera avvia un procedimento per individuare, entro il 31 dicembre 2017, la disciplina definitiva delle garanzie del Codice di rete e adottare meccanismi di compensazione per i venditori e le imprese distributrici per l'eventuale mancato incasso degli oneri generali di sistema, applicabili a partire da gennaio 2016.

La delibera 109 è stata impugnata da parte di Gala S.p.A. con istanza di misura cautelare respinta dal TAR il 24 marzo 2017, mentre in data 25 maggio, il Consiglio di Stato ha accolto l'appello della stessa società sull'ordinanza del TAR, sospendendo temporaneamente le riduzioni degli importi della garanzia a favore del distributore.

Il Consiglio di Stato, il 30 novembre 2017, ha respinto i ricorsi in appello, presentati da E-Distribuzione e dall'Autorità, avverso le sentenze del TAR di gennaio 2017, confermando, pertanto, l'annullamento delle disposizioni del Codice di Rete che prevedono l'inclusione degli oneri generali di sistema non riscossi nel calcolo delle garanzie che i venditori devono prestare ai distributori per la conclusione del contratto di trasporto. A seguito di ciò, con il comunicato del 29 dicembre 2017, l'Autorità ha ribadito che la disciplina transitoria definita con la delibera 109 trova piena applicazione in tutte le sue parti.

DCO 112/2017/R/tlr - Disposizioni in materia di contributi di allacciamento e modalità per l'esercizio da parte dell'utenza del diritto di disattivazione e di scollegamento nel servizio di telecalore (teleriscaldamento e teleraffrescamento)

Con il documento di consultazione 112/2017/R/tlr, e il successivo documento 378/2017/R/tlr del 25 maggio 2017, l'Autorità illustra gli orientamenti in relazione alla definizione dei criteri e delle modalità per

l'allacciamento delle utenze alla rete e alle modalità per l'esercizio da parte dell'utente del diritto di disattivazione della fornitura e di scollegamento dalla rete di telecalore.

Delibera 188/2017/R/eel – Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, per l'anno 2016

La delibera approva i valori delle tariffe di riferimento definitive, per l'anno 2016 per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica. Per areti i

misura dell'energia elettrica, per l'anno 2016

Il provvedimento determina in via definitiva le componenti T(ins) e T(rav) della tariffa di riferimento corrispettivi in quota fissa risultano di poco inferiori rispetto a quelli determinati dall'ARERA in via provvisoria e resi noti con la delibera 233/2016/R/eel.

Delibera 199/2017/R/eel – Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di

T(MIS) di cui all'articolo 15 del TIME, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo.

Delibera 206/2017/R/tlr – Determinazione delle tariffe di riferimento definitive per il servizio di misura dell'energia elettrica, per l'anno 2016

Con la delibera 206/2017/R/tlr, l'Autorità ha avviato un procedimento per il monitoraggio dei prezzi del servizio di telecalore, al fine di esercitare i poteri di regolazione in materia di trasparenza delle condizioni economiche di fornitura del servizio, di qualità del servizio e di tariffe, nonché i poteri di controllo attribuiti dal decreto legislativo n. 102/14 e, più in generale, al fine di monitorare l'impatto degli interventi di regolamentazione del settore sui prezzi praticati dai gestori all'utenza. Il procedimento doveva concludersi entro il 31 dicembre 2017.

Delibera 228/2017/R/com - Adozione del Testo integrato in materia di misure propedeutiche per la conferma del contratto di fornitura di energia elettrica e/o di gas naturale e procedura ripristinatoria volontaria - TIRV

Nonostante il TIRV è entrato in vigore il 1° maggio 2017, l'Autorità ha comunque posto in consultazione le parti più innovative del testo, ossia le nuove tempistiche di presentazione dei reclami per contestare la conclusione del contratto da parte dei clienti domestici nonché le modalità e il termine di adesione alla proceduta di ripristino sempre per quest'ultimi e, infine, anche le disposizioni inerenti ai clienti non domestici.

Il TIRV, che ha abrogato la delibera 153/2012, si applica ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali o a distanza e prevede:

  • che in caso di reclamo del cliente domestico sull'irregolarità nella conferma del contratto:
  • o la disciplina ripristinatoria si possa attivare solo a seguito di adesione per iscritto da parte del cliente stesso entro un termine perentorio (20 giorni dalla data di consegna della risposta al reclamo al vettore postale/invio posta elettronica);
  • o un nuovo termine ultimo per la presentazione dei reclami (40 giorni dall'emissione della prima bolletta);
  • o ulteriori obblighi informativi nella risposta al reclamo in capo ai venditori;

Con tale delibera, l'Autorità ha disposto l'avvio di un procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 4825/2016 con cui viene definitivamente annullata la delibera ARG/gas 89/10 sul valore della materia prima gas per i clienti in tutela. Nello specifico, è stato annullato il coefficiente di demoltiplicazione k che, introdotto nel corrispettivo QEt, determinava una riduzione dell'ammontare dei costi di approvvigionamento riconosciuti in tariffa a favore clienti per la materia prima gas; tale coefficiente era valido per l'anno termico 1° ottobre 2010 - 30 settembre 2011, ma, a seguito di aggiornamenti, è stato

  • qualora il cliente domestico non aderisca alla procedura ripristinatoria potrà attivare la procedura conciliativa presso il Servizio di conciliazione dell'Autorità o presso altri organismi;
  • di rimuovere come richiesto dalla Commissione Europea ogni riferimento "ai contratti o attivazioni non richiesti" al fine di eliminare qualsiasi equivoco circa l'applicazione della deliberazione in parola alle forniture non richieste di cui al Codice del consumo (art. 66 quinquies);
  • una disciplina differenziata applicabile ai clienti non domestici (in tema di misure preventive e di presentazione del reclamo).

I venditori già aderenti alla procedura della 153/12 sono automaticamente iscritti nel nuovo elenco dei venditori aderenti al TIRV.

Con la delibera 543/2017/R/com del 20 luglio, l'Autorità ha apportato delle modifiche al TIRV prevedendo che il venditore, in fase di accoglimento del reclamo di un cliente domestico, informi anche in merito alle misure che saranno adottate nel caso in cui lo stesso cliente non abbia espresso la propria adesione alla procedura ripristinatoria (che possono anche coincidere con le procedure disciplinate dal TIRV).

Delibera 275/2017/R/gas - Avvio di procedimento per l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 4825/2016, di annullamento della deliberazione dell'Autorità ARG/gas 89/10, in materia di determinazione del valore della materia prima gas per il periodo da ottobre 2010 fino alla riforma gas dell'Autorità. Misure a tutela dei clienti finali

applicato anche per il periodo 1° ottobre 2011 sino al 30 settembre 2012.

L'Autorità, per ottemperare alla citata sentenza, con la delibera 737/2017/R/gas del 2 novembre 2017, ha stabilito di alzare il valore del coefficiente k della componente QE a 0,952 rispetto ai precedenti valori di 0,925 e 0,935 (a valere per l'intero periodo 1 ottobre 2010 – settembre 2012); relativamente alle modalità di regolazione degli ammontari da fatturare ai clienti finali verrà pubblicato un apposito DCO in modo da poter concludere il procedimento entro luglio 2018.

Delibera 279/2017/R/com - Bolletta 2.0: meccanismo incentivante per una maggiore diffusione delle

bollette in formato elettronico dirette ai clienti serviti in regimi di tutela e modifiche alla Bolletta 2.0 Con la delibera 279/2017/R/com del 21 aprile, l'Autorità ha introdotto un meccanismo, a partire dal 2016, volto a favorire la diffusione delle bollette

elettroniche presso i clienti finali, anche attraverso specifiche modalità incentivanti, a beneficio degli esercenti la tutela, che prevedono la reintegrazione del differenziale tra il livello dello sconto applicato ai clienti serviti (con bolletta in formato elettronico e domiciliazione bancaria, come previsto dalla Bolletta 2.0) e il costo evitato dall'esercente in conseguenza dell'emissione della fattura in un formato non cartaceo. Per accedere a tale meccanismo è previsto come requisito minimo aver fatturato lo sconto per la bolletta elettronica almeno al 7% dei clienti serviti in tutela; per il 2016 Acea Energia non soddisfa tale requisito minimo e non farà, pertanto, istanza di partecipazione al citato meccanismo.

Delibera 286/2017/R/eel – Determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, per l'anno 2017

La delibera rende note le tariffe di riferimento provvisorie 2017 per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, comprensive del valore di pre-

destinare all'Acquirente Unico, stimato in circa € 250.000 (ossia 0,0054 euro per numero medio di POD

L'Autorità ha stabilito che il contributo verrà calcolato direttamente dall'Agenzia delle Entrate sulla base delle informazioni che saranno trasmesse dall'Acquirente Unico relativamente al numero medio di punti di prelievo domestici serviti ed al numero medio di punti di prelievo per cui l'impresa di vendita riscuote il canone, nei rispettivi anni, senza richiedere agli

La formula per il calcolo del contributo, pur differenziandosi da quanto suggerito dagli operatori (euro/pod a scaglioni dimensionali) ripropone la differenziazione tra i costi di investimento e i costi operativi: i primi sono suddivisi in una quota parte fissa (€ una tantum) e quota parte in funzione del numero di clienti domestici serviti (€/POD servito), mentre i

con Canone TV riscosso).

operatori l'invio di ulteriori dati.

consuntivo degli incrementi patrimoniali entrati in esercizio e delle immobilizzazioni in corso relativi all'anno 2016.

Delibera 291/2017/R/eel - Criteri di ripartizione del contributo forfetario a carico dell'Agenzia delle entrate, a copertura degli oneri sostenuti dai venditori di energia elettrica per l'addebito del canone (televisivo) contestuale alle fatture, per gli anni 2016 e 2017

L'Autorità stabilisce le modalità di ripartizione del contributo forfetario a copertura degli oneri sostenuti per l'addebito del canone televisivo in bolletta. L'intero contributo è pari a € 14 milioni per il 2016 ed € 14 milioni per il 2017, a cui va sottratto un importo da secondi sono definiti come soli costi variabili in funzione del numero medio di POD con Canone TV riscosso (€/POD con Canone TV). L'Autorità ha precisato, inoltre, che eventuali possibili

differenze, positive o negative, tra il contributo annuo totale erogabile e la somma dei contributi spettanti a seguito del predetto calcolo, saranno ripartite tra le imprese di vendita proporzionalmente al numero medio di punti di prelievo per cui l'impresa di vendita ha riscosso il canone. Come previsto con provvedimento n. 189448/2017, nel mese di novembre 2017 l'Agenzia dell'Entrate ha comunicato ad Acea Energia che il contributo forfettario spettante per l'anno 2016 risulta essere pari a € 536.615,80 e nel mese di dicembre ha provveduto a corrispondere una quota parte di tale contributo pari a € 514.975,01. Il saldo sarà effettuato all'esito della rideterminazione del contributo che l'Agenzia delle Entrate effettuerà a seguito dell'eventuale accoglimento da parte dell'Acquirente Unico delle osservazioni presentate da alcuni operatori relativamente ai dati forniti dallo stesso Acquirente Unico per l'effettuazione del calcolo.

DCO 307/2017/R/com – Criteri per il riconoscimento dei costi sostenuti dalle imprese distributrici di energia elettrica e di gas naturale per il cambio del marchio e delle relative politiche di comunicazione

Il documento fa seguito alla delibera 237/2017/R/com del 13 aprile 2017 con la quale l'ARERA ha avviato il procedimento per il riconoscimento specifico dei costi sostenuti dalle imprese distributrici per il cambio del marchio e delle relative politiche di comunicazione, a seguito dell'introduzione delle disposizioni del Testo integrato di unbundling funzionale (TIUF).

In particolare, gli obblighi di debranding dovevano essere assolti entro il 30 giugno 2016 (cambio

denominazione sociale, marchio, insegne ed altri elementi distintivi) ed entro il 1° gennaio 2017 (canali informativi, spazi fisici e personale distinti).

Nel testo vengono declinati i costi ammissibili (capex e opex) relativi al triennio 2015-2017 che saranno riconosciuti solo ai distributori che ne hanno dato separata evidenza contabile, con corretta imputazione nei conti annuali separati.

Delibera 419/2017/R/eel - Valorizzazione transitoria degli sbilanciamenti effettivi nelle more della definizione della disciplina di regime basata su prezzi nodali

Viene ridefinito il regime transitorio della valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi, rinviando la disciplina definitiva a gennaio del 2019. In particolare viene previsto che:

siano introdotti fin da subito (1° luglio 2017) i corrispettivi di non arbitraggio macrozonale, al fine di neutralizzare i vantaggi economici che gli utenti del dispacciamento potrebbero trarre dalla differenza dei prezzi zonali all'interno della medesima macrozona;

la nuova metodologia di calcolo del segno dello sbilanciamento aggregato zonale proposta da

Terna sia applicata a decorrere dall'1 settembre 2017, utilizzando in via definitiva il valore del segno determinato nel giorno "D+1" (con pubblicazione preliminare entro 30 minuti dal periodo di consegna non appena possibile e comunque a decorrere da gennaio 2018), senza effettuare rettifiche nel mese "M+1";

il ripristino del meccanismo "single pricing" per i punti di dispacciamento per unità non abilitate avvenga anch'esso a partire dal 1° settembre 2017, mantenendo nel frattempo in essere i meccanismi attualmente vigenti di contrasto (quali il sistema misto single-dual pricing) delle strategie di programmazione non diligente nei confronti del sistema previsti dalla delibera 800/2016.

Le contestuali innovazioni relative alle modalità di calcolo del segno dello sbilanciamento aggregato zonale e all'introduzione dei corrispettivi di non arbitraggio macrozonale consentono di ridurre notevolmente il rischio che gli utenti del dispacciamento possano trarre benefici economici anche significativi a danno del sistema elettrico, consentendo in tal maniera il ritorno, per tutte le unità non abilitate, ad una valorizzazione di tipo single pricing, pienamente in linea con il regolamento europeo in materia di bilanciamento elettrico, che raccomanda il single pricing come regola generale per la valorizzazione degli sbilanciamenti effettivi.

Delibera 425/2017/I/com - Rapporto annuale sulla qualità dei servizi telefonici delle aziende di vendita di elettricità e gas 2016

Pubblicato il "Rapporto annuale sulla qualità dei servizi telefonici delle aziende di vendita di elettricità e gas" con riferimento all'anno 2016.

Relativamente ad Acea Energia, risultano soddisfatti tutti e 3 gli standard generali pur evidenziando delle flessioni dovute prevalentemente alle performance del mese di dicembre: l'indicatore AS "Accesso al servizio" (standard ≥95 %) si attesta al 99,96 %, in leggera flessione rispetto al 100% del 2015; l'indicatore TMA "Tempo medio di attesa" (standard ≤200 secondi) si attesta a 194,25 secondi, in aumento rispetto ai 161,17 secondi del 2015 ed infine l'indicatore LS "Livello di servizio" (standard ≥80 %) si attesta all'85,19%, in leggera flessione rispetto all'86,33% del 2015. Nel 2016 risulta invece in miglioramento la percentuale del

numero di chiamate telefoniche per clienti serviti, che, pur attestandosi sopra la media nazionale (1,25%), scende a 2,71% dal 3,25% del 2015.

Nel Rapporto è evidenziato inoltre che, a seguito dell'approvazione del nuovo TIQV (delibera 413/2016/R/com), a partire dal 1° gennaio 2017 è prevista una variazione degli standard TMA e LS che risulteranno essere più restrittivi attestandosi rispettivamente a ≤180 e ≥85 %.

In ultimo si ricorda che gli indicatori misurano e monitorano la possibilità di fruire del servizio telefonico, ma non permettono di misurare la qualità della risposta fornita al cliente che ha utilizzato il servizio.

Delibera 435/2017/R/efr – Definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai distributori di energia elettrica e gas naturale soggetti agli obblighi nell'ambito del meccanismo dei titoli di efficienza energetica

La delibera rivede le regole di determinazione del contributo tariffario riconosciuto ai distributori di energia elettrica adempienti agli obblighi di risparmio energetico nell'ambito del meccanismo dei titoli di efficienza energetica (TEE), per gli anni d'obbligo a partire dal 2017. Più in dettaglio:

  • viene introdotto, per la determinazione del contributo, il c.d. prezzo di riferimento rilevante di sessione determinato dal prezzo medio, ponderato per le quantità, delle transazioni eseguite in ciascuna sessione e concluse a un prezzo compreso entro un intervallo del ±12% rispetto al prezzo di riferimento rilevante della sessione precedente;
  • viene definito il contributo di riferimento (ex contributo preventivo) tenendo conto della media pesata (sui volumi delle transazioni di mercato e concluse tramite accordi bilaterali) degli ultimi due contributi definitivi, prevedendo un transitorio per l'anno d'obbligo 2017 per il quale è dato un peso maggiore al contributo definitivo 2016 rispetto a quello del 2015;
  • vengono modificati i parametri costituenti il coefficiente k, applicato alla differenza tra il

contributo di riferimento e i prezzi di scambio sul mercato;

  • viene definito il contributo tariffario da erogare in occasione della nuova scadenza annuale per il raggiungimento degli obiettivi entro il 30 novembre di ciascun anno, procedendo con l'erogazione in acconto sulla base del contributo definitivo dell'anno precedente, a valere su una quantità limitata di obiettivo in capo a ciascun distributore (40% dell'obiettivo specifico dell'anno d'obbligo e 75% delle quote residue degli obiettivi degli anni d'obbligo precedenti);
  • si conferma l'assenza di limiti al trattenimento dei TEE sui conti proprietà, non prevedendo una data di scadenza degli stessi.

Quanto all'applicazione del criterio di competenza, inizialmente introdotto a partire dall'anno d'obbligo 2017, con successivo provvedimento 634/2017/R/efr del 15 settembre 2017 ne è stato disposto lo slittamento:

per quanto riguarda i titoli afferenti il residuo degli obiettivi dell'anno d'obbligo 2017, si applica il previgente criterio di cassa;

per quanto riguarda, invece, i titoli afferenti i residui degli obiettivi degli anni d'obbligo compresi tra il 2018 e il 2020, si applicherà il criterio di competenza solo a porzioni di essi, in modo progressivo e uniformemente crescente nel tempo. Le quantità di titoli cui applicare il criterio di competenza verranno quantificate mediante l'applicazione di parametro (rispettivamente pari a 0,25, 0,5 e 0,75) ai titoli consegnati da parte dei distributori soggetti agli obblighi a valere sulle compensazioni degli anni d'obbligo precedenti. Ai

titoli afferenti le porzioni restanti di ciascun residuo si applicherà invece il criterio di cassa.

L'applicazione completa del criterio di competenza si raggiungerà solo con riferimento agli obiettivi residui degli anni d'obbligo successivi al 2020.

Dato che e-distribuzione ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica avverso la delibera 435/2017/R/efr, notificato in data 11 ottobre 2017 ad ARERA, con la delibera 707/2017/C/efr del 26 ottobre 2017 l'Autorità, quindi, ha deliberato di proporre opposizione a detto ricorso.

Delibera 474/2017/E/com - Avvio di un'indagine pilota in tema di soddisfazione dei clienti finali per le risposte a reclami scritti o richieste di informazioni ricevute dalle imprese di vendita di energia elettrica e di gas naturale

Con la delibera 474/2017/E/com del 28 giugno 2017 l'Autorità ha stabilito di realizzare un'indagine pilota sulla soddisfazione dei clienti finali per le risposte ai reclami scritti o richieste scritte di informazione; tale indagine, effettuata attraverso la metodologia del callback, si concluderà entro il 30 novembre 2017. Nel progetto sono coinvolti i venditori che hanno ricevuto in media al mese almeno 1.500 reclami scritti nel secondo semestre 2016 e, su base volontaria, i venditori che nello stesso periodo hanno ricevuto in media almeno 300 reclami al mese. Acea Energia, sulla base dei dati rendicontati per la raccolta semestrale sulla qualità commerciale, non è rientrata nel perimetro coinvolto in automatico nell'indagine pilota.

centesimi di euro/kW per anno; e una quota variabile espressa in centesimi di euro/kWh); che la struttura del raggruppamento ASOS debba essere differenziata per classi di agevolazioni previste per le imprese a forte consumo di energia elettrica ("energivori"), definite con la delibera

921/2017/R/eel del 28 dicembre 2017; che per semplicità la predetta struttura tariffaria sia applicata anche ai clienti domestici e riguardi pure le componenti tariffarie UC3 e UC6, che non

sono afferenti agli oneri generali.

gennaio – agosto, dal 2018 in poi.

acconto dei costi 2016.

Delibera 481/2017/R/eel - Struttura tariffaria degli oneri generali di sistema per il settore elettrico applicabile dal 1 gennaio 2018. Definizione dei raggruppamenti degli oneri generali di sistema prelievo per anno; una quota potenza espressa in

L'Autorità ha definito la nuova struttura tariffaria degli oneri generali da applicare dal 1° gennaio 2018 ai clienti non domestici relativamente alle componenti A2, A3,A4, A5, As, MCT, UC4 e UC7 prevedendo, in particolare:

  • due raggruppamenti: i) oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili ed alla cogenerazione (ASOS) e ii) rimanenti oneri (ARIM);
  • che tali raggruppamenti abbiano una forma trinomia, caratterizzata da tre aliquote (una quota fissa espressa in centesimi di euro per punto di

Delibera 491/2017/R/eel - Determinazioni in merito all'istanza di ammissione al regime di reintegrazione dei costi ex deliberazione dell'Autorità 111/06, per l'impianto centrale elettrica di Capri. Modifiche e integrazioni alla deliberazione 111/06

Con la delibera 491/2017/R/eel l'Autorità ha apportato modifiche alla disciplina generale della reintegrazione dei costi degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema elettrico, nella parte che attiene alla metodologia di determinazione degli acconti del corrispettivo di reintegrazione ed al processo di riconoscimento degli stessi rendendolo più tempestivo: l'acconto, infatti, può ora essere richiesto per il medesimo anno della richiesta e non più solo per l'anno precedente.

Delibera 491/2017/R/eel - Determinazioni in merito all'istanza di ammissione al regime di reintegrazione dei costi ex deliberazione dell'Autorità 111/06, per l'impianto centrale elettrica di Capri. Modifiche e integrazioni alla deliberazione 111/06

Con la delibera 491/2017/R/eel l'Autorità ha apportato modifiche alla disciplina generale della reintegrazione dei costi degli impianti essenziali per la sicurezza del sistema elettrico, nella parte che attiene alla metodologia di determinazione degli acconti del corrispettivo di reintegrazione ed al processo di Con delibere 797/2017/R/eel del 30 novembre 2017 e 863/2017/R/eel del 14 dicembre 2017 alla centrale Montemartini è stato riconosciuto, rispettivamente, il reintegro a conguaglio dei costi 2015 e il reintegro in

Relativamente agli impianti la cui essenzialità ha durata di un anno solare, l'importo dell'acconto è calcolato sul primo semestre dell'anno, per il 2017, e sul periodo

riconoscimento degli stessi rendendolo più tempestivo: l'acconto, infatti, può ora essere richiesto per il medesimo anno della richiesta e non più solo per l'anno precedente.

Relativamente agli impianti la cui essenzialità ha durata di un anno solare, l'importo dell'acconto è calcolato sul

primo semestre dell'anno, per il 2017, e sul periodo gennaio – agosto, dal 2018 in poi.

Con delibere 797/2017/R/eel del 30 novembre 2017 e 863/2017/R/eel del 14 dicembre 2017 alla centrale

Montemartini è stato riconosciuto, rispettivamente, il reintegro a conguaglio dei costi 2015 e il reintegro in acconto dei costi 2016.

DCO 544/2017/R/com - Riforma del processo di switching nel mercato retail del gas naturale

Con il documento di consultazione 544/2017/R/com l'Autorità ha posto in consultazione i propri orientamenti in merito alla riforma del processo di switching nel mercato retail del gas naturale. In linea con quanto già implementato nel settore elettrico, l'Autorità ha in primo luogo intenzione di centralizzare e standardizzare il processo di switching gas attraverso il Sistema Informativo Integrato (SII) e, in un'ottica più generale, ha intenzione di far confluire sul SII anche altri processi quali ad esempio l'attivazione dei servizi di ultima istanza e le procedure di cessazione amministrativa. Acea Energia ha partecipato al processo di consultazione attraverso le associazioni di categoria, accogliendo positivamente le proposte dell'Autorità.

Delibera 555/2017/R/com - Offerte "A Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela" (offerte P.L.A.C.E.T.) e condizioni contrattuali minime per le forniture ai clienti finali domestici e alle piccole imprese nei mercati liberi dell'energia elettrica e del gas naturale

Con la delibera 555/2017/R/com del 27 luglio, l'Autorità, facendo seguito al DCO 204/2017/R/com, ha approvato la disciplina delle offerte PLACET (Offerte "A Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela") unitamente alle condizioni contrattuali minime per tutte le altre offerte del mercato libero diverse dalle offerte PLACET; tali disposizioni entreranno in vigore il 1° gennaio 2018. In particolare la delibera prevede che le offerte PLACET dovranno essere obbligatoriamente inserite da ciascun operatore del mercato libero tra le proprie offerte commerciali sia per il settore elettrico (per i POD domestici e non domestici connessi in bassa tensione), sia per il settore gas (per i PDR domestici e non domestici, inclusi i condomini per uso domestico per i punti con consumi annui inferiori a 200.000 smc). Relativamente alle condizioni generali di fornitura, il venditore potrà scegliere di utilizzare, alternativamente, o il modulo predisposto dall'Autorità oppure redigere

proprie condizioni generali di contratto conformi alla delibera, al modulo e alle normative vigenti che non contengano condizioni contrattuali aggiuntive. Relativamente alle condizioni economiche, per la parte a copertura dei costi tipici dell'approvvigionamento e la commercializzazione della commodity, le offerte PLACET prevedono una quota fissa €/punto/anno e una quota energia €/kWh o €/Smc; è previsto che la quota energia abbia due distinte formule di prezzo, una a prezzo fisso e una a prezzo variabile (sulla base del PUN per il settore elettrico e sulla base del TTF per il settore gas).

Con la delibera 848/2017/R/com del 5 dicembre, l'Autorità ha prorogato l'entrata in vigore dell'offerta PLACET fino alla data di approvazione da parte dell'Autorità stessa del modulo delle condizioni generali di fornitura.

DCO 592/2017/R/eel - Mercato italiano della capacità. Ultimi parametri tecnico-economici

Nel 2017, è proseguita da parte dell'Autorità la fase consultiva in merito alla messa a punto del mercato della capacità, con il documento per la consultazione 592/2017. Il documento fa riferimento ai parametri tecnico-economici che andranno a caratterizzare il mercato della capacità italiano, in particolare il prezzo di esercizio, i parametri economici della nuova tipologia di curva di domanda di capacità (a seguito della consultazione di Terna) e le condizioni per le quali la domanda possa attivamente partecipare al mercato della capacità (la cosiddetta Demand Side Response). Il documento pone in consultazione quindi la metodologia per la determinazione del prezzo di esercizio ed i valori dei premi corrispondenti ai diversi punti notevoli della curva di domanda della capacità.

Si ricorda che la disciplina del mercato della capacità ("capacity market") fa riferimento alle regole di funzionamento del mercato della capacità produttiva (potenza) di energia elettrica, adottate ai sensi del decreto legislativo n. 379/03 ed in conformità ai criteri e alle condizioni definite da ARERA con la delibera ARG/elt 98/11, così come modificata dalla delibera 375/2013/R/eel.

Il meccanismo del mercato della capacità italiano si pone l'obiettivo di fornire adeguati incentivi agli operatori affinché sia disponibile nel sistema una quantità di risorse almeno pari a quanto necessario perché il sistema sia "adeguato", ovvero a quanto necessario per garantire la copertura della domanda di energia elettrica del sistema senza dover ricorrere a distacchi involontari del carico. A tal fine il sistema attraverso Terna - acquisisce dagli operatori l'impegno ad offrire la propria potenza, nei limiti delle quantità contrattualizzate, nei mercati dell'energia e dei servizi di dispacciamento.

A gennaio 2017, Terna, ad integrazione delle precedenti consultazioni effettuate nel 2016, ha posto in consultazione una proposta di semplificazione della metodologia per la costruzione delle curve di domanda per Area previste nel mercato della capacità. La consultazione illustra i razionali sottostanti alla definizione delle coordinate dei punti su cui è costruita la curva di domanda e descrive la metodologia per la costruzione delle curve per Area. Si tratta di una esemplificazione metodologica in quanto gli specifici valori di adeguatezza a livello nazionale saranno definiti in sede di approvazione della Disciplina del Mercato della Capacità a cura del Ministero dello Sviluppo Economico.

A fine 2017 l'Autorità non ha ancora dato seguito con un provvedimento di delibera alla fase consultiva che si è tenuta negli anni 2016-2017

Delibera 593/2017/R/com - Evoluzione del sistema indennitario: implementazione nel SII e disciplina della sua applicazione al settore del gas naturale

Con la delibera 593/2017/R/com del 3 agosto, l'Autorità ha approvato il TISIND (Testo integrato del sistema indennitario a carico del cliente finale moroso nei settori dell'energia elettrica e del gas naturale), ossia la rivisitazione della disciplina del sistema indennitario già in vigore dal 2010 nel settore dell'energia elettrica: si prevede l'implementazione della disciplina nel Sistema Informativo Integrato (SII) e l'estensione della stessa anche al settore del gas naturale. Nel nuovo testo i criteri di quantificazione dell'indennizzo sono confermati per il settore elettrico ed estesi anche a quello del gas, prevedendo solo un aggiornamento del calcolo dell'indennizzo che sarà pari al minimo tra il credito relativo ai consumi degli ultimi 4

mesi e il valore medio di 3 mesi di erogazione della fornitura, riconoscendo l'allungamento del periodo dello scoperto potenziale dei venditori in seguito ad alcune modifiche regolatorie sulla costituzione in mora e lo switching. Inoltre il TISIND semplifica le modalità operative e razionalizza l'insieme dei testi che compongono l'attuale disciplina transitoria. Il Gestore del SII, entro il 31/05/2018, provvederà all'implementazione delle specifiche tecniche (in consultazione fino al 16/10/2017) e al relativo collaudo funzionale. Sulla base degli esiti di tali attività, l'Autorità individuerà con successivo provvedimento la data di entrata in vigore del TISIND, eventualmente anche distinta per settore, elettrico e gas.

Delibera 594/2017/R/eel - Disposizioni in merito alla gestione dei dati di misura nell'ambito del Sistema Informativo Integrato (SII), con riferimento al settore elettrico

Il provvedimento assegna al SII il ruolo di interfaccia unica per la messa a disposizione dei dati di misura periodici e delle relative rettifiche tra distributori e venditori, nonché dei dati messi a disposizione dalle imprese distributrici nei casi di voltura e switching.

Di conseguenza, anche gli indennizzi previsti dalla regolazione vigente si applicheranno, a regime, con riferimento alla messa a disposizione dei dati di misura nei confronti del SII.

Quanto alle tempistiche di implementazione, la delibera:

prevede che la fase sperimentale di test, verifiche e collaudi, trovi applicazione a partire dalla messa a disposizione dei dati di competenza ottobre 2017, in ragione delle tempistiche necessarie alla predisposizione degli strumenti informativi essenziali;

  • conferma che i dati di misura messi a disposizione attraverso il processo centralizzato da parte del SII acquisiscano carattere di ufficialità a partire da:
  • o i dati messi a disposizione nel mese di febbraio 2018, con riferimento alle misure periodiche e di rettifica;
  • o i dati di misura relativi alle volture richieste nel mese di gennaio 2018;
  • o i dati di misura relativi agli switching aventi decorrenza 1° febbraio 2018.

Delibera 629/2017/R/eel - Disposizioni alle imprese distributrici e ai venditori per le imprese a forte consumo di energia elettrica in ordine a fatturazione e rateizzazione dei conguagli relativi agli anni 2014 e 2015 e misure per la riduzione degli oneri finanziari dei venditori

Con la delibera 629/2017/R/eel del 14 settembre l'Autorità ha disposto che i venditori provvedano a fatturare e rateizzare i conguagli di competenza degli anni 2014 e 2015 relativi all'applicazione delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia elettrica. Inoltre, al fine di ridurre le potenziali criticità finanziarie ed economiche a carico dei venditori interessati, la delibera prevede la possibilità di ottenere l'anticipazione degli importi rateizzati (a partire da febbraio 2018), nonché di partecipare ad un apposito meccanismo di riconoscimento dei crediti non riscossi a partire dal 30 aprile 2019.

Delibera 683/2017/R/eel - Applicazione dell'approccio totex nel settore elettrico. Primi orientamenti per l'introduzione di schemi di regolazione incentivante fondati sul controllo complessivo della spesa

Il documento illustra i primi orientamenti dell'Autorità sul nuovo approccio di regolazione incentivante basato sul controllo complessivo della spesa, c.d. approccio totex. Tale approccio presenta le seguenti principali caratteristiche:

  • focalizzazione sulla spesa totale con il superamento dell'attuale regime che considera separatamente i costi operativi e gli investimenti;
  • orientamento forward-looking con contestuale potenziamento della capacità del regolatore di valutare criticamente le previsioni di spesa

formulate dalle imprese, come sintetizzate nel business plan. In particolare, il regolatore deve individuare una propria ipotesi di evoluzione del sentiero di sviluppo non solo dei costi operativi, ma della spesa totale (c.d. baseline) comprendendo quindi anche valutazioni sulla spesa di capitale;

applicazione di menu di regolazione (matrice IQI) che combina incentivi all'efficienza a incentivi a formulare previsioni veritiere al fine di affrontare il problema dell'asimmetria informativa tra regolatore e soggetti regolati.

Il documento individua quattro principali aree tematiche propedeutiche allo sviluppo dell'approccio totex:

    1. business plan: le imprese sottopongono al regolatore il proprio business plan (con orizzonte temporale pari a 5-10 anni), nel quale spiegano le proprie valutazioni sulla domanda del servizio (in termini di quantità e di livelli qualitativi attesi) e sulla base delle quali formulano le proprie scelte di investimento, precisando gli obiettivi perseguiti e dimostrando di adottare le soluzioni più efficienti per il loro raggiungimento. Tali attività sono integrate dal processo di discussione pubblica, in cui le imprese acquisiscono il punto di vista degli stakeholder;
    1. cost assessment: fa riferimento alla stima della baseline da parte del regolatore e alle attività di acquisizione e dei dati necessari per la gestione

dell'approccio totex, sia nella fase previsiva, che in quella di consuntivazione e controllo;

    1. incentivi: si intende dare continuità al sistema di incentivi dell'attuale regolazione, oltre che all'implementazione degli incentivi della matrice IQI;
    1. gestione delle incertezze: si intende avviare un processo interattivo con le imprese per fornire al regolatore una certa qualità delle informazioni necessarie.

Con riferimento all'ambito di applicazione, nel documento si intende valutare la possibilità di prevedere, per il quinto periodo di regolazione, l'applicazione dell'approccio al gestore di trasmissione nazionale e, in relazione al servizio di distribuzione, di garantire un'ampia copertura del territorio nazionale pur limitando inizialmente il numero di soggetti interessati.

Delibera 716/2017/R/eel - Disposizioni in materia di remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati, realizzati negli anni 2012-2013 dall'impresa areti S.p.a., per gli anni tariffari dal 2014 al 2017

Il provvedimento dispone a CSEA l'erogazione degli importi riferiti alla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale (WACC) per gli investimenti entrati in esercizio negli anni 2012 e 2013, per importi pari a circa € 530.000.

DCO 725/2017/R/tlr - Disposizioni in materia di obblighi di separazione contabile per gli esercenti il servizio di telecalore (teleriscaldamento e teleraffrescamento) - Primi orientamenti

L'Autorità, con il documento per la consultazione 725/2017/R/tlr, ha presentato i primi orientamenti per gli esercenti il servizio di telecalore in merito agli obblighi di separazione contabile e amministrativa (unbundling contabile): tali obblighi sono articolati in relazione alla dimensione degli operatori. Sono anche

individuate le attività e i comparti per il settore del telecalore a cui attribuire le poste del bilancio e viene, inoltre, prevista l'introduzione di uno specifico criterio per l'attribuzione delle poste contabili relative alla produzione combinata di energia elettrica e calore.

Delibera 762/2017/I/eel - Proposta al Ministro dello Sviluppo Economico in merito all'Elenco dei soggetti abilitati alla vendita di energia elettrica ai clienti finali

Il provvedimento approva la proposta dell'Autorità al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sui criteri, i requisiti e le modalità per l'ammissione dei soggetti esercenti la vendita nell'Elenco previsto dalla Legge Concorrenza (legge n. 124 del 4 agosto 2017) con la quale è stato stabilito di sottoporre a regime di autorizzazione l'attività di vendita di energia ai clienti finali.

Di seguito i punti di attenzione:

  • la disciplina dell'Elenco riguarda esclusivamente le c.d. controparti commerciali, ossia le imprese che vendono energia direttamente ai clienti finali. Sono, quindi, esclusi gli utenti di trasporto che servono clienti grossisti;
  • ai fini dell'iscrizione all'Elenco, i venditori, nonché le società che svolgono nei loro confronti attività di direzione e coordinamento (tipicamente la capogruppo): a) non devono trovarsi in stato di fallimento o di liquidazione coatta, b) non devono trovarsi in concordato preventivo, anche se in condizioni di continuità aziendale. Per i venditori che già operano nel mercato alla data di entrata in vigore dell'Elenco (e per le società che svolgono nei loro confronti attività di direzione e

coordinamento), rileva invece soltanto il rispetto del requisito di cui al punto a). Tali imprese, già accreditate al SII, saranno inserite d'ufficio nella prima versione dell'Elenco stesso. Anche con riferimento all'esclusione dall'Elenco, rileva soltanto il mancato rispetto del requisito di cui al punto a): diversamente, può continuare la propria attività il venditore che si trova, in un momento successivo all'iscrizione, in concordato preventivo con continuità aziendale;

  • requisisti di natura finanziaria richiesti ai venditori: soglia minima del capitale sociale (€ 50.000) e puntualità dei pagamenti verso Terna e i distributori: in merito ai distributori, coerentemente con quanto già previsto nel Codice di rete, tale requisito è soddisfatto qualora non si verifichino due o più ritardi di pagamento da parte del venditore, anche non consecutivi, nell'ambito di un semestre;
  • requisiti tecnici dei venditori: puntuale trasmissione delle offerte di vendita nel portale di confrontabilità istituito sul sito del MISE e ulteriori indicatori da definire successivamente relativi alla

qualità commerciale, alla fatturazione e alla morosità;

individuazione di "classi affidabilità" in cui i venditori saranno inseriti in funzione del grado di rispetto dei predetti requisiti; in particolare, l'inserimento nella "classe di osservazione" comporta l'avvio di un'analisi specifica da parte del Ministero a seguito della quale può avvenire l'esclusione dall'elenco con risoluzione immediata dei contratti con i clienti finali.

L'Autorità ha inoltre rinviato ad un successivo provvedimento la definizione di ulteriori requisiti imprescindibili, finalizzati ad individuare una modalità di verifica periodica della competenza in materia normativa e regolatoria delle figure di responsabilità delle imprese iscritte nell'Elenco.

Si resta in attesa dell'emanazione del decreto ministeriale che istituirà l'elenco dei venditori, previsto dalla Legge Concorrenza entro il 30 novembre 2017.

DCO 763/2017/R/com - Portale per la pubblicazione delle offerte rivolte ai clienti finali domestici e alle piccole imprese nei mercati al dettaglio dell'energia elettrica e del gas naturale. Orientamenti per la formulazione di disposizioni dell'Autorità per la realizzazione e la gestione del Portale (ai sensi dell'art. 1, comma 61 della Legge 124/2017)

Con il DCO 763/2017/R/com, l'Autorità ha esposto i propri orientamenti relativamente al portale confrontabilità delle offerte rivolte ai clienti domestici ed alle piccole imprese, così come stabilito dalla delibera 610/2017/R/com e dalla Legge Concorrenza. Il portale, gestito dal SII, raccoglierà e pubblicherà, a tendere, tutte le offerte presenti sul mercato retail degli operatori. Nella prima fase di operatività del portale saranno inserite le sole offerte PLACET, che potranno essere trasmesse da parte dei venditori al SII a partire dal 1° febbraio 2018. Acea Energia ha partecipato al processo di consultazione attraverso le associazioni di categoria.

Delibera 771/2017/E/com - Intimazione ad adempiere agli obblighi di fornire riscontro alle richieste di informazioni dello Sportello per il consumatore di energia

Con la delibera 771/2017/E/com del 23 novembre, l'Autorità ha intimato ad Acea Energia SpA, areti SpA ed altri 36 esercenti di adempiere agli obblighi di risposta alle richieste di informazioni dello Sportello

per il consumatore di energia, risultate inevase alla data del 31 ottobre 2017. In data 27 dicembre 2017, Acea Energia SpA e areti SpA hanno comunicato all'Autorità di aver adempiuto ai predetti obblighi.

Delibera 783/2017/R/com - Disposizioni in materia di revisione delle modalità implementative relative alla disciplina del recesso dai contratti di fornitura di energia elettrica e gas

Facendo seguito al DCO 544/2017/R/com, con la delibera 783/2017/R/com del 23 novembre l'Autorità ha rivisto la disciplina del recesso dai contratti di fornitura di energia elettrica e gas.

La delibera ha previsto l'entrata in vigore a partire dal 15 febbraio 2018 dell'Allegato 1 che dispone, per il solo settore elettrico, la gestione centralizzata da parte del SII del processo di recesso per cambio fornitore mentre ha posticipato all'approvazione della riforma dello switching gas tramite il SII l'entrata in vigore

dell'Allegato 2, che prevede la gestione del recesso tramite il SII anche per il settore gas.

In particolare la delibera ha previsto che:

  • l'invio della richiesta di switching costituirà anche esercizio del recesso per cambio fornitore;
  • sia eliminato l'obbligo di comunicazione al SII della risoluzione contrattuale per cambio fonditore;
  • sia applicato a tutti i clienti finali elettrici (anche industrial) l'obbligo di conferimento della procura a recedere in occasione della conclusione del contratto per cambio fornitore.

Delibera 793/2017/R/eel - Determinazione dei premi e delle penalità relativi alla regolazione outputbased del servizio di distribuzione dell'energia elettrica, per l'anno 2016

Il provvedimento determina, per l'anno 2016, i risultati relativi ai recuperi di continuità del servizio di distribuzione: per areti il saldo tra premi e penalità dà origine a un versamento di circa € 942.000.

Delibera 867/2017/R/eel - Differimento del completamento della riforma delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema per i clienti domestici di energia elettrica, di cui alla deliberazione dell'Autorità 582/2015/R/eel

La delibera differisce al 1° gennaio 2019 l'attuazione della riforma delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali ASOS e ARIM e della componente DispBT (commercializzazione della vendita) per i clienti domestici di energia elettrica, prevedendo di mantenere per tutto il 2018 le strutture tariffarie attualmente vigenti con aliquote differenziate per scaglioni di consumo (sopra e sotto i 1800 kWh/anno) e distinte tra residenti e non residenti.

La proroga si è resa necessaria per evitare il cumularsi degli effetti della revisione delle agevolazioni per le imprese energivore e dell'ultima fase della riforma tariffaria per i clienti domestici sulle bollette elettriche degli stessi clienti domestici.

Delibera 882/2017/R/eel - Aggiornamento, per l'anno 2018, delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici e delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione

La delibera aggiorna le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura per l'anno 2018 ed estende le modalità parametriche di riconoscimento dei costi dei misuratori 1G anche per gli investimenti che entreranno in esercizio nel 2018 per i quali il valore massimo riconoscibile per misuratore installato sarà, come avvenuto per il 2017, pari al 105% del corrispondente valore relativo agli investimenti entrati in esercizio nel 2015.

Delibera 927/2017/R/eel - Aggiornamento delle componenti RCV e DISPbt relative alla commercializzazione dell'energia elettrica. Modifiche al TIV. Ulteriori disposizioni a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi nei giorni del 24 agosto 2016 e successivi

Con la delibera 927/2017/R/eel del 28 dicembre 2017, l'Autorità ha pubblicato le componenti RCV e DISPBT aggiornate per il 2018, seguendo criteri e metodologie già applicati l'anno precedente.

Relativamente alla RCV (zona territoriale Centro Sud) si evidenzia una diminuzione per il valore riconosciuto per i punti domestici (da 4.345,30 a 4.076,76 c€/pdp) ed un aumento per il valore riconosciuto per i punti relativi agli altri usi (da 12.536,55 a 14.623,02 c€/pdp) sulla base di un unpaid ratio Centro Sud che risulta, rispetto allo scorso anno, in diminuzione per i clienti domestici dal 1,0893% al 1,0762% ed in aumento per gli altri usi dal 3,1250% al 3,8664%.

Relativamente al meccanismo di compensazione della morosità (zona territoriale Centro Sud) si riscontra un valore in diminuzione per il punti domestici (da 884,17 a 825,06 c€/pdp) ed un valore in aumento per i punti relativi agli altri usi (da 5.873,78 a 8.082,69 c€/pdp); ai

fini dell'ammissione a tale meccanismo il valore minimo di unpaid ratio per i punti domestici scende al 1,12% mentre per i punti relativi agli altri usi sale al 5,13%.

Rispetto al 2017, la DISPBT passa da -2.314,50 e - 2.298,86 c€/pdp per i punti domestici residenti e da - 1.484,30 a -1.468,70 c€/pdp per i punti domestici non residenti, mentre passa da -434,37 a -187,55 c€/pdp per i punti relativi agli altri usi; per i soli clienti domestici residenti la componente DISPBT è applicata anche in quota energia con valori differenziati per scaglioni di consumo ossia 0,269 €/kWh (dai 0,272 del 2017) per lo scaglione di consumo entro i 1.800 kWh/anno ed a 0,619 €/kWh (dai 0,583 del 2017) per lo scaglione di consumo oltre i 1.800 kWh/anno. Relativamente al meccanismo incentivante per una maggiore diffusione della bolletta elettronica, l'Autorità ha invece confermato i valori dello scorso anno.

Sbilanciamenti isole. Giudizio di ottemperanza contro le delibere 333 del 2015 e 333 del 2016

Con la delibera 333/2015/R/eel l'Autorità ha avviato un procedimento al fine di adottare una nuova disciplina degli sbilanciamenti per il periodo intercorrente tra luglio 2012 e febbraio 2015 in cui hanno trovato applicazione le deliberazioni dell'Autorità 342/12, 239/13, 285/13, annullate con Sentenza del TAR del giugno 2014, confermata in via definitiva dal Consiglio di Stato a marzo 2015 n° 1532.

Con la delibera 333/2016/R/eel del 24 giugno 2016 l'Autorità ha stabilito l'applicazione della disciplina tempo per tempo vigente nel momento in cui i partecipanti al mercato erano stati chiamati a programmare le proprie immissioni/prelievi fino al mese di settembre 2014, in quanto a tale data era già noto il ripristino della disciplina della delibera 111/06, e

Legge di bilancio 2018 (legge 205 del 27 dicembre 2017)

Relativamente al mercato dell'energia, la legge 205 del 27 dicembre 2017 ha approvato il cosiddetto emendamento sulle "maxibollette", riducendo a due anni i termini di prescrizione del diritto al corrispettivo nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, sia nei rapporti tra i clienti (domestici, professionisti e microimprese) e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, che in quelli con l'operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera. Tali norme si applicano con riferimento alle fatture la cui scadenza è successiva al 1° marzo 2018 per il settore elettrico e al 1° gennaio 2019 per il settore gas.

ha dato mandato a Terna di effettuare i relativi conguagli dei corrispettivi di sbilanciamento. Per Acea Energia, Terna ha fissato il conguaglio in € 3.625.371 versato dalla Società nel mese di gennaio 2017. Successivamente Illumia S.p.A. ha presentato ricorso per ottemperanza alla sentenza del CdS n° 1532 del 2015 chiedendo l'annullamento delle delibere 333/2015/R/eel e 333/2016/R/eel. Il TAR, con sentenza 955 del 26/04/2017 ha confermato la validità delle delibere impugnate, tuttavia, poiché il ricorrente ha proposto anche alcuni motivi che non attengono alla violazione del giudicato, quali ad es. l'errore e/o difetto di motivazione, ha convertito il rito dell'ottemperanza in rito ordinario.

Nella stessa legge di bilancio sono state inoltre inserite disposizioni a favore delle auto elettriche prescrivendo che il MISE individui, entro il 1° luglio 2018, criteri e modalità volti a favorire la diffusione della tecnologia di integrazione tra i veicoli e la rete elettrica (vehicle to grid), anche prevedendo la definizione delle regole per la partecipazione ai mercati elettrici e di specifiche misure di riequilibrio degli oneri di acquisto rispetto ai prezzi di rivendita dell'energia.

E' stato, inoltre, modificato il nome dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, sostituendolo con Autorità di regolazione per energia reti e ambiente

(ARERA), in virtù dell'attribuzione alla stessa, a partire dal 1° gennaio 2018, delle funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti.

Attività dell'ARERA in materia di servizi idrici

Deliberazione 43/2017/R/idr -Intimazione ad adempiere agli obblighi in materia di misura d'utenza del servizio idrico integrato, approvati con deliberazione dell'autorità 218/2016/R/idr

Con tale delibera l'Autorità intima ai 47 gestori che hanno proposto istanza di deroga dall'applicazione della delibera 218/16 in tema di misura del SII (tra cui ACEA Ato2, Gori, Gesesa e tutte le società toscane del Gruppo Acea) di adempiere entro e non oltre il 31 dicembre 2017 agli obblighi relativi:

  • alla disciplina del ripassi per punti di consegna con misuratore non accessibile o parzialmente accessibile dopo 2 tentavi falliti (art. 7.3 i);
  • alla comunicazione all'utente del giorno e della fascia oraria del passaggio per la raccolta della
  • misura entro 5 2 gg. lav. antecedenti il passaggio stesso (art. 7.4 i);
  • agli obblighi di comunicazione delle informazioni sulla misura di utenza all'ARERA (art. 15)

La violazione dei nuovi termini (successivi a quanto stabilito nella delibera 218/16) costituisce presupposto per l'avvio di un'istruttoria formale volta all'adozione di provvedimenti sanzionatori caratterizzati dal carattere grave della violazione per la rilevanza degli interessi pubblici che la disciplina in tema di misura intende tutelare.

Deliberazione 440/2017/R/idr - Modalità di trasferimento, da parte dei gestori, degli importi dovuti alla contabilità speciale del Commissario unico, di cui all'art. 2 del D.L. 243/2016

Il provvedimento, approvato a seguito di preventiva consultazione (DCO 281/2017/R/idr) ha definito le modalità con cui i gestori interessati - tenuto conto del mantenimento dell'equilibrio economico finanziario – dovranno trasferire alla contabilità speciale del Commissario unico (di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legge 243/16) gli importi destinati alla

realizzazione degli interventi (per la parte coperta da tariffa) funzionali a garantire l'adeguamento alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea pronunciate il 19 luglio 2012 (causa C-565/10) e il 10 aprile 2014 (causa C-85/13) in materia di collettamento, fognatura e depurazione.

Comunicato 20 marzo 2017 – Raccolta dati QUALITA' CONTRATTUALE

Con comunicazione sul proprio sito internet l'ARERA ha dato avvio a partire dal 20 marzo 2017 alla raccolta tramite extranet dei dati e delle informazioni relativi alla Qualità contrattuale del servizio idrico integrato con riferimento al periodo 1° luglio 2016 - 31 dicembre 2016 ai sensi dell'art. 77, comma 1, del Testo Integrato della regolazione della qualità contrattuale del SII

(RQSII) allegato alla deliberazione 655/2015/R/IDR. Il termine previsto per l'invio dati da parte dei gestori era l'11 aprile 2017 mentre per la validazione da parte degli

EGA il termine era fissato al 27 aprile 2017. ACEA Ato2 e ACEA Ato5 hanno provveduto all'invio dei dati e delle informazioni richieste entro i termini prescritti.

Delibere 569/2017/E/idr e 627/2017/E/idr -"Approvazione di dieci (4 per la delibera 569 e 6 per la delibera 627) verifiche ispettive in materia di tariffe del Servizio idrico Integrato"

Con i due distinti provvedimenti l'Autorità ha approvato l'effettuazione di nuove verifiche ispettive nei confronti di gestori del servizio idrico integrato, ovvero nei confronti degli Enti di governo dell'ambito e degli altri soggetti competenti, da effettuarsi entro il prossimo 31 marzo 2018. Quattro verifiche interesseranno gestori o Enti d'Ambito in materia in materia di regolazione tariffaria per il primo e il secondo periodo regolatorio (anni 2012-2015 e anni 2016-2019), e sei verifiche riguarderanno situazioni nelle quali si è pervenuti alla determinazione delle tariffe d'ufficio o all'esclusione dall'aggiornamento tariffario.

Le verifiche e gli eventuali conseguenti provvedimenti sanzionatori saranno effettuati in ottemperanza alla Delibera 388/2017/E/com "Modifiche al regolamento per la disciplina dei procedimenti sanzionatori e delle modalità procedurali per la valutazione degli impegni".

DCO 603/2017/R/idr – Direttive per l'adozione di procedure per il contenimento della morosità nel Servizio Idrico Integrato. Inquadramento generale e primi orientamenti.

La consultazione s'inquadra nell'ambito del procedimento avviato dall'Autorità con la deliberazione 638/2016 in materia di regolazione della morosità nel SII. Gli obiettivi proposti sono quelli di introdurre regole minime omogenee a livello nazionale, superando, quindi, le difformità delle procedure attualmente previste nelle Carte del servizio e nei Regolamenti di

utenza adottati dai diversi gestori, ma anche di attuare pienamente le disposizioni contenute nel DPCM 29 agosto 2016 che, in linea alla specifica previsione contenuta nel c.d. Collegato Ambientale (Legge 28 dicembre 2010 n.221), ha declinato le regole e i principi da rispettare nella disciplina e nel contenimento della morosità (tra questi il principio del quantitativo minimo

vitale da garantire agli utenti domestici residenti in condizioni di disagio economico-sociale, garantito a tutte le utenze domestiche residenti a tariffa agevolata, sempre nel rispetto dell'equilibrio economicofinanziario delle gestioni). In tale ottica e con queste finalità, l'Autorità propone i primi orientamenti relativamente alle procedure di costituzione in mora delle utenze morose disalimentabili nonché agli obblighi di comunicazione all'utenza da parte del gestore prima di procedere alla sospensione della fornitura, alle tempistiche e alle modalità di riattivazione della fornitura sospesa per morosità, alle casistiche di utenze

morose non disalimentabili. Per quanto concerne gli utenti domestici residenti che versano in condizioni di disagio economico sociale, l'Autorità propone che la sospensione della fornitura non possa essere effettuata qualora le utenze in questione siano destinatarie del bonus sociale idrico. Nel caso delle utenze condominiali, inoltre, l'Autorità è orientata a ritenere che l'interlocutore del gestore sia rappresentato dal condominio ovvero dall'utenza condominiale rappresentata dall'amministratore di condominio, a cui andranno pertanto applicate le procedure in materia di messa in mora e sospensione della fornitura previste.

Delibera 665/2017/R/idr "Approvazione del testo integrato corrispettivi idrici (TICSI), recante i criteri di articolazione tariffaria applicata agli utenti"

Il provvedimento, adottato dopo un articolato processo di consultazione, definisce i principi e le linee guida del riordino dei corrispettivi in un'ottica di razionalizzazione delle tipologie d'uso (e delle sottotipologie) - siano esse domestiche o non domestiche nonché dell'omogeneizzazione delle strutture tariffarie attualmente in vigore. In particolare, per la tipologia domestica si prevede una semplificazione e contenimento delle sotto-tipologie (uso domestico residente, uso condominiale, uso domestico non residente ed eventuali due ulteriori sotto-tipologie di usi). Per le utenze domestiche residenti, l'articolazione tariffaria prevede per ciascuno dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione, una quota variabile, proporzionale al consumo e - limitatamente al servizio di acquedotto - modulata per fasce (agevolata, base e da una a tre fasce di eccedenza) e una quota fissa, non correlata al consumo. Per la quota variabile di acquedotto, è prevista l'applicazione di una fascia di consumo minima agevolata (determinata con riferimento al quantitativo minimo vitale fissato dal DPCM 13 ottobre 2016 in 50 litri/abitante/giorno) e configurata sulla base di un criterio pro-capite. La quota variabile del servizio di acquedotto, inoltre, viene definita in base all'effettiva numerosità dei componenti, se la relativa informazione risulti già disponibile all'EGA; in caso contrario sulla base di un criterio pro-capite di tipo standard (utenza tipo domestica residente pari a 3 componenti), fino al completamento del set informativo necessario, da attuarsi al massimo entro il 2021. Per gli usi non domestici, è previsto l'obbligo (a partire dal 2018) di ricondurre le tipologie di uso non domestico alle sei previste dall'Autorità (Uso industriale; Uso

artigianale e commerciale; Uso agricolo e zootecnico; Uso pubblico non disalimentabile; Uso pubblico disalimentabile; Altri usi).Per tale tipologia è inoltre previsto il superamento del minimo impegnato e una struttura tariffaria binomia (quota fissa e quota variabile). Relativamente all'applicazione corrispettivi tariffari per l'anno 2018, l'Autorità stabilisce che il gestore, almeno nell'ultimo ciclo di fatturazione dell'annualità 2018, deve emettere fatture sulla base della nuova articolazione tariffaria approvata.

Per la tariffa di collettamento e depurazione dei reflui industriali, è prevista l'applicazione di una struttura trinomia articolata in quota fissa (interamente attribuita al servizio di fognatura), quota "capacità" (interamente attribuita alla depurazione) e quota variabile (proporzionale ai volumi scaricati e alla qualità dei reflui) e del rispetto del previsto vincolo sui ricavi ( flessibilità massima del +10%) e della condizione di sostenibilità per singolo utente industriale (incremento di spesa non superiore al 10%).

Le nuove regole per il riordino dei corrispettivi all'utenza finale, incluso l'applicazione della struttura trinomia della tariffa di collettamento e depurazione dei reflui industriali, trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 2018, rinviando al 2020 (in coordinamento con la disciplina unbundling) l'applicazione di un criterio uniforme di allocazione del costo di depurazione tra utenti industriali ed utenti domestici, e imponendo comunque, a partire dal 1° gennaio 2022, l'applicazione obbligatoria del criterio pro-capite basato sulla numerosità effettiva dei componenti per la quota variabile del servizio acquedotto per gli utenti domestici residenti.

Delibere 917/2017/R/idr – Regolazione della qualità tecnica del Servizio Idrico Integrato ovvero di ciascuno dei singoli servizi che lo compongono (RQTI)

Con tale provvedimento l'Autorità ha definito la disciplina della qualità tecnica del SII con un approccio che tiene in considerazione le condizioni specifiche dei diversi contesti al fine di individuare stimoli corretti ed efficaci per promuovere benefici a favore degli utenti dei diversi servizi. Il nuovo modello, definito in esito ed in continuità con l'ampia consultazione effettuata (DCO 562/2017/R/idr e DCO 748/2017/R/idr ) è basato su un sistema di indicatori composto da:

  • prerequisiti: che rappresentano le condizioni necessarie all'ammissione al meccanismo incentivante associato agli standard generali;
  • standard specifici: che identificano i parametri di performance da garantire nelle prestazioni erogate al singolo utente e il cui mancato rispetto prevede l'applicazione di indennizzi automatici;
  • standard generali: ripartiti in macro-indicatori e indicatori semplici che descrivono le condizioni

tecniche di erogazione del servizio a cui è associato un meccanismo incentivante.

A ciascun macro-indicatore è associata una griglia di classificazione che consente di individuarne la classe di appartenenza e i conseguenti obiettivi annuali che il gestore è tenuto a conseguire, articolati in obiettivi di mantenimento per la classe più elevata e obiettivi di miglioramento per le altre classi, con valori differenziati in base alle condizioni di partenza riscontrate.

Al raggiungimento degli obiettivi è applicato un sistema di incentivazione, articolato in premi e penalità da attribuire, a partire dall'anno 2020, in ragione delle performance dei gestori registrate in ciascuno dei due anni precedenti e con tre stadi di valutazione (base, avanzato e di eccellenza). L'attribuzione avviene in una logica speculare per premi e penalità, secondo un'impostazione che tiene conto della situazione di partenza e delle variazioni di performance . Per i livelli avanzati e di eccellenza, viene applicato un'analisi multicriterio che utilizza la metodologia TOPSIS (Technique for Order of Preference by Similarity to Ideal Solution).

La copertura dei costi relativi al rispetto degli standard specifici e al conseguimento degli obiettivi previsti dalla Qualità Tecnica avviene secondo quanto stabilito dal metodo tariffario (MTI-2), come integrato dalla deliberazione 918/2017/R/idr. In particolare, la spesa

per investimento relativa alle misure adottate, e ricomprese nel programma degli interventi (PdI), è finanziata nell'ambito dell'aggiornamento del pertinente programma economico-finanziario (PEF) o, qualora ricorrano le condizioni, in applicazione delle disposizioni previste in ordine alla revisione straordinaria. L'Ente di governo dell'ambito può formulare, comunque, specifica istanza per la copertura di eventuali costi operativi aggiuntivi.

La delibera prevede l'applicazione del sistema di indicatori alla base della Qualità Tecnica - nonché l'avvio del loro monitoraggio - a partire dal 1° gennaio 2018 (sulla base del valore assunto dai macro-indicatori all'anno 2016, mentre dal 1° gennaio 2019 sarà sulla base del valore nell'annualità precedente, ove disponibile), e dal 1° gennaio 2019 l'applicazione delle norme concernenti gli obblighi di registrazione e archiviazione dei dati, previsti dallo stesso provvedimento.

Per il solo macro-indicatore M2 è prevista l'entrata in vigore del meccanismo incentivante (premi/penalità) a partire dall'anno 2020, fermo restando l'obbligo di monitoraggio.

Sono rinviate a provvedimenti successivi la definizione di tempistiche e modalità per la comunicazione dei dati oggetto di monitoraggio e il Manuale tecnico.

Delibere 918/2017/R/idr – Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato

A valle della consultazione di novembre 2017 (DCO 767/2017/R/Idr) l'Autorità ha emanato il provvedimento finale che definisce regole e procedure ai fini dell'aggiornamento biennale (2018-2019) delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, integrando l'Allegato A del metodo tariffario idrico 2016-2019 MTI-2 (Delibera 664/2015/R/idr ). Il termine previsto per la trasmissione all'Autorità delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 è il 30 aprile 2018. Ai fini delle rideterminazioni tariffarie sono aggiornati i parametri relativi ai tassi di inflazione per l'aggiornamento dei costi operativi, ai valori dei deflatori degli investimenti fissi lordi e al costo medio di settore della fornitura elettrica. Nell'ambito delle misure a sostegno degli investimenti, il provvedimento prevede, in continuità con il biennio precedente, specifici controlli sull'effettiva realizzazione degli investimenti previsti per gli anni 2016 e 2017, nonché sulla congruità tra gli obiettivi prioritari previsti per le

annualità successive e la sostenibilità economicofinanziaria della gestione, ed aggiorna alcuni parametri del calcolo degli oneri finanziari e fiscali, riconosciuti in tariffa. Inoltre, con il provvedimento si richiede che l'Ente di governo dell'ambito riveda e aggiorni la propria programmazione degli interventi delineando, in occasione del recepimento degli obiettivi specifici identificati dalla regolazione della qualità tecnica, le strategie di intervento da privilegiare, con le connesse ricadute in termini tariffari. Con la delibera in esame vengono, infine, quantificate la componente tariffaria UI2, da destinare prevalentemente alla promozione della qualità tecnica e, con riferimento all'introduzione dal 1° gennaio 2018 del bonus sociale idrico per le utenze domestiche in documentato stato di disagio economico, la componente tariffaria (UI3) per la perequazione dei costi relativi all'erogazione del bonus sociale idrico.

DCO 899/2017/E/idr – Sistema di tutele degli utenti del servizio idrico integrato per la trattazione dei reclami e la risoluzione extragiudiziale delle controversie. Orientamenti finali

Il provvedimento (che segue la prima consultazione sul tema DCO 667/2017/E/idr) definisce gli orientamenti finali dell'Autorità per la definizione delle modalità di estensione agli utenti del servizio idrico del sistema di tutele attualmente in essere per i clienti degli altri settori regolati. Il provvedimento pone in consultazione lo "Schema di disciplina transitoria ( per il periodo di un anno) per il settore idrico relativa alle procedure volontarie di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra utenti e gestori del SII" e lo "Schema di regolamento relativo alle attività svolte dallo sportello con riferimento al trattamento dei reclami degli utenti dei servizi idrici".

Le delibere 900/2017 e 920/2017 completano il quadro regolatorio per l'estensione del sistema di tutele al SII ampliando le attività di avvalimento di AU anche al settore idrico (con oneri a carico del "Conto per la promozione della qualità dei servizi di acquedotto,

fognatura e depurazione" alimentato dalla componente UI2) e modificando la denominazione dello "Sportello per il consumatore di energia" in "Sportello per il consumatore Energia e Ambiente".

Legge di Bilancio 2018 (legge 205 del 27 dicembre 2017)

Relativamente al servizio idrico integrato, la legge 205 del 27 dicembre 2017 ha approvato il cosiddetto emendamento sulle "maxibollette", riducendo a due anni i termini di prescrizione del diritto al corrispettivo nei contratti di fornitura del servizio idrico nei rapporti tra i clienti (domestici, professionisti e microimprese) e il venditore. Tali norme si applicano con riferimento alle fatture la cui scadenza è successiva al 1° gennaio 2020.

Sentenze TAR Lombardia sui ricorsi presentati da alcuni Gestori

In data 15 aprile 2016 il Collegio di periti, individuato con Ordinanza 4745/2015 del Consiglio di Stato, nell'ambito dei procedimenti innanzi ad esso pendenti ed aventi ad oggetto gli appelli avverso la delibera 585/12/R/idr sul Metodo tariffario (idrico) transitorio – MTT, ha depositato lo schema di relazione predisposto per rispondere ai quesiti del Collegio giudicante. Tali quesiti vertevano sulle seguenti questioni:

1) se le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento (art. 18.2) e la componente di copertura della rischiosità (art. 18.3) rientrino, o meno, entro i limiti di attendibilità e di ragionevolezza del settore tecnico scientifico dell'economia industriale, sotto il profilo della loro idoneità a riflettere la componente tariffaria strettamente limitata alla copertura dei costi del capitale investito;

2) se i parametri applicati costituiscano, o meno, eventuali duplicazioni di fattori di rischio già considerati in altre parti della deliberazione in questione, e se i coefficienti in concreto determinati implichino, o meno, un'eventuale illogica sovrastima del fattore di rischio all'interno della componente di copertura della rischiosità (art. 18.3).

In risposta a tali quesiti il Collegio peritale ha affermato che, complessivamente, la metodologia contenuta nella Delibera (nonché i singoli parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della Delibera) è in larga parte riconducibile alla metodologia standard del WACC e, come tale, è certamente attendibile, ragionevole e

coerente con le conoscenze dell'economia industriale, ed è anche in linea con la pratica della regolamentazione in Italia e all'estero.

Il Collegio peritale non ha infine riscontrato nelle formule e nei parametri duplicazioni di fattori di rischio già considerati in altre parti della Delibera e ritiene che i coefficienti, in concreto determinati, non implichino alcuna illogica sovrastima del fattore di rischio all'interno della componente di copertura della rischiosità. Il 15 dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e il 26 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2481/2017 con la quale il Consiglio di Stato, accogliendo le conclusioni del collegio peritale, ha ribadito la piena legittimità della metodologia tariffaria adottata dall'Autorità in quanto la definizione dei singoli parametri sulla base dei criterio della sola copertura del costo efficiente ed anche il diverso calcolo degli oneri fiscali nel settore idrico rispetto a quello elettrico o del gas, elimina tendenzialmente ogni garanzia di rendimento e si perviene al risultato della stretta copertura dei costi del capitale investito e della minimizzazione degli oneri per l'utenza, in linea con il dettato referendario e con il principio full cost recovery. Con tale sentenza sono stati quindi respinti gli appelli Codacons e Acqua Bene Comune/Federconsumatori, con conseguente conferma delle sentenze impugnate. Rimangono tuttora pendenti anche gli altri ricorsi

presentati dalle società del Gruppo al TAR Lombardia avverso la delibera n. 643/2013/R/Idr (MTI) e la delibera n. 664/2015/R/idr l'ARERA (MTI-2).

Andamento delle Aree di attività

Risultati economici per area di attività

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di ACEA oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.

Si informa che, in conseguenza dell'approvazione della nuova macrostruttura avvenuta nel corso dell'esercizio, le Aree Industriali hanno subito alcune modifiche che hanno comportato la necessità di proformare i dati comparativi. Per maggiori dettagli in merito alle modifiche intervenute si rinvia al paragrafo "Informativa di settore" riportato in allegato D.

31.12.2017 Infrastrutture Energetiche Altro
Milioni di euro Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione IP Elisioni Totale Ingegneria
e Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 161 1.578 36 731 68 528 62 (1) 658 84 120 (545) 2.824
Costi 97 1.500 22 382 28 241 57 (1) 325 70 134 (545) 1.984
Margine operativo
lordo
64 78 14 350 41 287 4 - 333 15 (14) - 840
Ammortamenti e
perdite di valore
39 61 6 158 23 141 1 - 165 3 48 - 480
Risultato operativo 25 17 8 191 18 147 3 - 168 11 (62) - 360
Investimenti 15 19 5 271 23 186 1 - 209 1 11 - 532

Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria)

consolidate con il metodo del patrimonio netto.

31.12.2016 Infrastrutture Energetiche Altro
Milioni di euro Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione IP Elisioni Totale Ingegneria
e Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 137 1.676 13 699 56 571 122 (5) 744 43 112 (563) 2.861
Costi 80 1.578 9 363 24 218 119 (5) 356 28 114 (563) 1.964
Margine operativo
lordo
57 98 4 336 32 353 3 - 388 15 (2) - 896
Ammortamenti e
perdite di valore
27 74 1 118 26 95 6 - 127 3 20 - 370
Risultato
operativo
30 24 3 218 6 258 (3) - 261 12 (22) - 526
Investimenti 34 27 2 261 28 218 1 - 247 2 13 (55) 531

42

Area Industriale Ambiente

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 31/12/2017 31/12/2016 Variazione Var. %
Conferimenti a WTE kTon 459 398 61 15,4%
Conferimenti a impianto produzione CDR kTon 0 0 0 n.s.
Energia Elettrica ceduta netta GWh 354 302 52 17,2%
Rifiuti Ingresso impianti Orvieto kTon 100 97 3 3,5%
Rifiuti Recuperati/Smaltiti kTon 518 327 191 58,2%
di cui
Rifiuti in ingresso Impianti di Compostaggio , Fanghi e liquidi smaltiti kt 438 255 183 71,3%
Scorie e Ceneri prodotte da WTE kt 80 72 8 11,5%
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ricavi 161,1 136,8 24,3 17,8%
Costi 96,7 79,6 17,1 21,5%
Margine operativo lordo (EBITDA) 64,5 57,2 7,3 12,6%
Risultato operativo (EBIT) 25,1 29,9 (4,8) (16,0%)
Dipendenti medi (n.) 355 238 117 49,0%
Investimenti 15,4 34,0 (18,6) (54,8%)
Indebitamento finanziario netto 195,3 173,7 21,6 12,4%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area AMBIENTE 64,5 57,2 7,3 12,6%
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 7,7% 7,3% 0,4 p.p.

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area chiude l'esercizio 2017 con un livello di EBITDA pari a € 64,5 milioni (+ 12,6%). Tale andamento è fortemente influenzato dalle migliori performance fatte registrare da Acea Ambiente che beneficia degli effetti prodotti dalle maggiori quantità di energia elettrica ceduta con particolare riferimento alla linea 1 dell'impianto di San Vittore per la quale si è proceduto al primo parallelo in data 1° ottobre 2016. Si segnalano anche gli effetti positivi di Acque Industriali (+ € 1,2 milioni) ed Iseco (+ € 0,9 milioni) che, a far data rispettivamente dal 1° gennaio e dal 23 febbraio, sono consolidate integralmente nell'Area. Quanto agli impianti di Monterotondo Marittimo e Sabaudia si segnala un incremento delle quantità ingressate per il primo ed il fermo per manutenzione del secondo.

L'organico medio al 31 Dicembre 2017 si attesta a 355 unità e risulta in aumento di 117 unità rispetto al medesimo periodo dello scorso esercizio. Acea Ambiente e Aquaser contribuiscono alla crescita complessivamente per 44 unità provenienti sia da mercato esterno che da mobilità infragruppo mentre il primo consolidamento di Acque Industriali e di ISECO produce un incremento complessivo di 73 unità.

Si segnala che a seguito dei test di impairment eseguiti alla fine dell'esercizio 2017 si sono rese necessarie le svalutazioni di alcuni impianti di Acea Ambiente (in particolare Monterotondo, Paliano e Sabaudia) per complessivi € 9,6 milioni.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 15,4 milioni e si riferiscono principalmente al sistema di estrazione scorie dell'impianto situato a San Vittore, agli interventi dall'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas della discarica di Orvieto nonché all'acquisto di un magazzino nella provincia di Terni. La variazione registrata rispetto all'esercizio precedente (- € 18,6 milioni) si deve ai maggiori investimenti effettuati a seguito dei lavori eseguiti nel corso del terzo trimestre 2016 per il revamping dell'impianto situato a San Vittore di proprietà di Acea Ambiente.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta ad € 195,3 milioni (+ € 21,6 milioni). L'incremento discende sostanzialmente dalle dinamiche del cash flow operativo. Il contributo a tale voce delle società acquisite nel corso del 2017 è sostanzialmente nullo.

Eventi significativi dell'esercizio 2017

Nell'ambito del più ampio programma di riorganizzazione dell'Area Industriale Ambiente, si è proceduto all'inizio dell'anno all'acquisizione del 51% di Acque Industriali. Con tale operazione si è proceduto al conseguente consolidamento integrale (in precedenza la società era consolidata a patrimonio netto essendo controllata interamente da Acque). Nel 2017 ha inoltre fatto il suo ingresso nell'Area Iseco acquisita alla fine del mese di febbraio nell'ambito

Terni (UL1): i conferimenti del rifiuto pulper hanno garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero anno e le prestazioni attese sono state confermate sia per quanto concerne le attività di pretrattamento rifiuti, che per la produzione di energia elettrica. A seguito della presentazione da parte di Acea Ambiente di nuova istanza di autorizzazione finalizzata ad

Paliano (UL2): a seguito della Conferenza dei Servizi decisoria per il rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, Acea Ambiente ha trasmesso agli Enti interessati il progetto definitivo avviando le relative pratiche edilizie e paesaggistiche per garantire il prossimo avvio del Cantiere. A tal proposito, è già stata affidata la progettazione esecutiva dell'intervento ed è pertanto in fase di prossima emissione il parere conclusivo da parte dell'Amministrazione comunale competente.

San Vittore del Lazio (UL3): le linee 2 e 3 dell'impianto, attualmente in funzionamento ordinario, hanno garantito, un esercizio regolare, sia in termini di energia elettrica prodotta che in termini di CDR avviato a recupero energetico. Il 3 marzo 2017 il GSE ha comunicato la conclusione delle attività di controllo e ha quindi riconosciuto ad Acea Ambiente i certificati verdi relativi alle annualità 2011 e 2012.

Orvieto (UL4): in conformità con quanto riportato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale ed alla contrattualistica sottoscritta con l'ATI ed i Comuni dell'Ambito di riferimento, sono proseguiti i conferimenti di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, attuando le attività di recupero e smaltimento nei termini ivi previsti. Quanto al progetto, presentato nel 2014, relativo all'adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale della discarica, si segnala che, dopo un iter istruttorio VIA/AIA protrattosi fino al mese di gennaio 2016, la Regione Umbria ha interrotto, senza motivazione, la fase di verifica: Acea Ambiente ha avviato le opportune iniziative di tutela in sede giurisdizionale.

Nel maggio 2017, inoltre, la Società ha adito nuovamente le vie giudiziali per l'annullamento, previa sospensione, dell'efficacia della Delibera della Giunta della Regione Umbria e di tutti gli atti presupposti, con cui l'Ente ha approvato la delibera con la quale aveva ritenuto non superabile il dissenso dichiarato dal Comune di Orvieto nell'ambito della procedura

dell'operazione di acquisto del Gruppo TWS (Technologies for Water Services).

Nel corso del 2017 le attività sono state prevalentemente dedicate ad improntare i necessari processi di armonizzazione delle diverse realtà industriali acquisite tramite le diverse operazioni avvenute tra la fine dello scorso esercizio (fusioni per incorporazione) e quelle di inizio 2017 (acquisizioni). Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:

ottenere un ampliamento della categoria dei rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico, il 19 dicembre 2017 si è svolta la quinta Conferenza di Servizi che ha concluso la fase di verifica AIA ed ha, di fatto, avviato la fase di verifica della procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale presso i competenti uffici della Regione Umbria.

In data 18 ottobre 2017, la Città di Paliano, Ufficio Lavori Pubblici, Manutenzioni e Assetto del Territorio ha espresso "parere non favorevole" in sede di Conferenza Decisoria AIA, in ordine alla compatibilità dell'impianto di produzione CSS (CDR) sito in località Castellaccio nel Comune di Paliano. La Società, pertanto, ha presentato ricorso al competente Tribunale Amministrativo per la tutela delle proprie ragioni.

Con riferimento alla linea 1, completata la ricostruzione nel mese di settembre 2016 con successivo avvio, in data 1° ottobre, dell'esercizio provvisorio che viene attuato per la verifica delle performance impiantistiche, la Regione Lazio, preso atto del collaudo, ha autorizzato l'esercizio ordinario della linea 1 in data 13 aprile 2017.

coordinata V.I.A. – A.I.A. relativa al progetto di "Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale – Discarica di Orvieto, località Pian del Vantaggio n. 35/A".

Negli scorsi mesi di giugno, luglio e settembre si sono tenuti una serie di confronti istituzionali presso la sede della Regione Umbria per verificare ogni possibile evoluzione progettuale per consentire di valorizzare il Sito in discussione ai fini dell'attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e nel rispetto delle indicazioni contenute nelle Deliberazioni Regionali fin qui approvate

L'interlocuzione intervenuta ha consentito di verificare le soluzioni più idonee in grado di consentire il superamento del dissenso espresso da alcune Istituzioni sul progetto in argomento; in tal senso, la Società ha presentato una modifica progettuale che ha consentito la prosecuzione delle attività di verifica di compatibilità ambientale in sede di Valutazione d'impatto ambientale. I lavori della Conferenza dei servizi sono stati riavviati nel corso del mese di gennaio 2018.

Monterotondo Marittimo (UL5): è stata completata la procedura di evidenza pubblica per l'individuazione del soggetto imprenditoriale che avrà il compito di curare la progettazione esecutiva e la realizzazione della nuova configurazione impiantistica, ampliando le attuali capacità di trattamento e sviluppando una nuova sezione di recupero energetico. Nei termini di cui alla procedura adottata, si è proceduto alla valutazione delle offerte pervenute ed alla conseguente individuazione del soggetto imprenditoriale che eseguirà l'intervento.

Sabaudia (UL6): attualmente l'impianto esercita la propria attività in forza di una proroga formale da parte della Regione Lazio, nelle more della conclusione dell'iter di rinnovo che si prevede possa concludersi con provvedimento positivo entro il 2018. L'impianto risulta caratterizzato da un fermo per l'esecuzione di importanti lavori di rinnovamento che hanno interessato varie aree dello stabilimento (piazzali e fabbricati, nuovi dispositivi elettrici ed elettromeccanici

Aprilia (UL7): nel 2017 l'impianto ha garantito un funzionamento ordinario consentendo il regolare conferimento delle diverse tipologie di rifiuti autorizzati. Il 14 dicembre 2017 è intervenuto un provvedimento di sequestro preventivo urgente dell'intero impianto di compostaggio, dovuto alle risultanze di un'attività di verifica da parte delle Autorità di controllo che hanno riscontrato la presenza di forti miasmi provenienti dal ciclo produttivo, generando così un disagio per la cittadinanza che vive nelle immediate vicinanze dell'impianto.

Successivamente, la Regione Lazio ha notificato un provvedimento di diffida ad adempiere, prescrivendo Le attività dell'impiantistica esistente sono proseguite regolarmente nel periodo di riferimento e sono state caratterizzate dall'implementazione delle attività di monitoraggio e controllo richieste ed in linea con il nuovo provvedimento autorizzativo AIA.

Con Decreto Dirigenziale n. 1175 del 7 febbraio 2017, ricevuto dalla Società in data 8 settembre 2017, la Regione Toscana ha volturato in favore della Società, l'Autorizzazione Integrata Ambientale n. 3866 dell'8 giugno 2016 rilasciata alla incorporata Solemme.

dei sistemi di gestione e controllo dei processi): si considera plausibile il ripristino delle attività ordinarie entro la fine del corrente anno. In riferimento all'istanza di aumento delle capacità di trattamento presentata dalla Società, la Regione Lazio ha tenuto la prima conferenza di verifica di compatibilità ambientale conclusasi con la richiesta di alcuni chiarimenti ed integrazioni.

l'esecuzione di più attività, finalizzate al superamento delle criticità riscontrate.

Acea Ambiente pur ritenendo di essere in grado di comprovare di aver adottato una corretta gestione dell'impianto nel rispetto delle prescrizioni AIA, sta procedendo a dare puntuale esecuzione a tutte le prescrizioni impartite e confida in una prossima risoluzione delle attuali problematiche. Sono attualmente in corso i lavori per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica che consentirà di ampliare le attuali capacità di trattamento con introduzione di una sezione di recupero energetico In questa fase gli interventi riguardano prevalentemente la realizzazione delle opere civili.

Area Industriale Commerciale e Trading

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 31/12/17 31/12/16
Pro Forma
Variazione Var. %
Energia Elettrica venduta Libero GWh 4.191 5.559 (1.368) (24,6%)
Energia Elettrica venduta Tutela GWh 2.652 2.757 (105) (3,8%)
Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) N/000 320 295 25 8,5%
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) N/000 893 959 (66) (6,8%)
Gas Venduto Msm3 103 107 (4) (3,4%)
Gas Nr. Clienti Libero N/000 167 149 19 12,5%
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16
Pro Forma
Variazione Variazione %
Ricavi 1.578,4 1.676,2 (97,8) (5,8%)
Costi 1.500,3 1.578,3 (77,9) (4,9%)
Margine operativo lordo (EBITDA) 78,1 98,0 (19,9) (20,3%)
Risultato operativo (EBIT) 17,4 24,3 (6,8) (28,2%)
Dipendenti medi (n.) 474 473 1 0,2%
Investimenti 19,4 27,4 (8,0) (29,3%)
Indebitamento finanziario netto (4,9) 14,8 (19,7) (133,5%)
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16
Pro Forma
Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading 78,1 98,0 (19,9) (20,3%)
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 9,3% 12,5% (3,2 p.p.)

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area, responsabile delle politiche di energy management del Gruppo nonché della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente, chiude l'esercizio 2017 con un livello di EBITDA pari a € 78,1 milioni, in riduzione rispetto al 2016, di € € 19,9 milioni.

La riduzione è principalmente dovuta ad Acea Liquidation e Litigation (- € 9,7 milioni) per effetto dell'iscrizione nel 2Q 2016 dei ricavi (pari a € 9,6 milioni) legati agli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali. Tale ammontare è stato oggetto di transazione nel mese di aprile 2017 per € 5 milioni.

Anche Acea Energia registra una diminuzione dell'EBITDA di € 10,7 milioni che è determinata principalmente dalla crescita dei costi esterni con particolare riferimento a servizi a clienti e partite straordinarie. Si segnala la riduzione del margine energia a livello complessivo ( - € 6,3 milioni rispetto alla fine del 2016) che passa attraverso la diminuzione del margine del mercato libero (- € 13,6 milioni) mitigata dalla crescita del margine del mercato tutelato (+ € 7,4 milioni anche per effetto dell'aumento tariffario disposto dalla Delibera ARERA n. 816 del 29 dicembre 2016). La riduzione del margine del mercato libero è prodotta dalla contrazione dei

volumi di energia elettrica venduti (- 24,6% prevalentemente nel segmento B2B) pur in presenza di una crescita del numero dei clienti con particolare riferimento ai segmenti small business e mass market.

Il risultato operativo registra una riduzione di € € 6,8 milioni e recupera circa € 13 milioni rispetto alla variazione dell'EBITDA per effetto principalmente della riduzione delle svalutazioni e degli accantonamenti.

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 Dicembre 2017 si è attestata a 474 unità in aumento rispetto all'esercizio precedente per 1 unità. Contribuiscono principalmente a tale variazione Acea8cento (+ 16), Umbria Energy (+ 22) e Acea Energia (- 18).

Gli investimenti dell'Area si attestano a circa € 19,4 milioni e registrano una riduzione di € 8,0 milioni anche in conseguenza dell'avvenuto go live dei sistemi informativi relativi al progetto Acea2.0.

L'indebitamento finanziario netto alla fine del 2017 si attesta a - € 4,9 milioni in diminuzione di € 19,7 milioni, rispetto al 31 Dicembre 2016. Tale andamento deriva dalle dinamiche del cash flow operativo influenzato dal miglioramento delle performance di incasso e dai minori debiti per minori volumi di energia acquistata.

Eventi significativi dell'esercizio 2017

Energy Management

Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo ACEA. Essa ha svolto nel periodo le seguenti principali attività:

  • l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo,
  • la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione,

Vendita di energia elettrica

Per quanto concerne il mercato della vendita, è proseguita la rifocalizzazione della strategia di vendita di Acea Energia attraverso una più capillare ed attenta selezione dei clienti che tende a privilegiare la contrattualizzazione del cliente di piccole dimensioni (residenziali e microbusiness).

Nel 2017 Acea Energia ha venduto energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela per complessivi 2.652 GWh con una riduzione del 3,8% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 893.319 unità (erano 958.855 al 31 dicembre 2016). La vendita di

Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:

Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non richieste: alla fine del mese di agosto u.s., la Corte di Giustizia ha sospeso la trattazione del giudizio in questione, in attesa della definizione delle

Procedimento PS9354 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: nel corso del mese di febbraio 2017 la Società ha provveduto al pagamento della sanzione comminata dall'AGCM, precisando che il pagamento non costituisce in alcun modo acquiescenza al provvedimento né rinuncia all'azione legale.

In data 4 luglio 2017 la Società ha inviato all'Autorità una nota contenente alcune precisazioni richieste dall'AGCM, aventi ad oggetto, in particolare, il processo di sospensione delle procedure di sollecito e conseguente avvio delle attività volte al recupero del credito in caso di reclamo relativo a rettifiche di fatturazione.

In data 31 luglio 2017 l'AGCM ha formulato ulteriore richiesta di informazioni aggiuntive necessarie ai fini dell'ottemperanza al citato provvedimento.

  • l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali,
  • l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.

Nel corso del 2017 Acea Energia S.p.A. ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 9.590 GWh, di cui 7.713 GWh tramite contratti bilaterali e 1.877 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.

energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 3.852 GWh per Acea Energia S.p.A. e 339 GWh per la JV di vendita, per un totale di 4.191 GWh, con un decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso del 24,6 %. La riduzione ha riguardato in modo preminente il segmento B2B e deriva dalla strategia di consolidamento nei segmenti small business e mass market.

Inoltre, la Società ha venduto 103,0 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 167.371 punti di riconsegna mentre al 31 dicembre 2016 erano 148.723.

questioni pregiudiziali sollevate dal Consiglio di Stato, in diverso giudizio, con riferimento all'applicazione della direttiva in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore delle comunicazioni elettroniche.

La Corte di Giustizia non ha accolto la richiesta del TAR Lazio di adottare un rito "accelerato" per la definizione della questione pregiudiziale.

Acea Energia, con nota del 15 settembre 2017, ha fornito puntuale riscontro alle suddette ulteriori richieste dell'AGCM che ha notificato, in data 7 dicembre 2017, la comunicazione relativa alla presa d'atto delle misure di ottemperanza al provvedimento sanzionatorio dell'Autorità descritte da Acea Energia ritenendole sostanzialmente adeguate. A tale riguardo, la medesima Autorità ha richiesto di fornire, entro e non oltre il 30 giugno 2018, una relazione riguardante le misure definitivamente assunte a tale data a completamento dell'implementazione del Sistema Acea 2.0, per la piena ottemperanza al provvedimento sanzionatorio sopra citato.

Procedimento A513 dell'AGCM per abuso di posizione dominante: nel mese di luglio 2017, essendo stata accolta dall'AGCM la prima istanza di accesso agli atti, Acea Energia ha potuto prendere visione delle segnalazioni pervenute all'AGCM e che hanno portato all'avvio del procedimento in oggetto. Nel mese di settembre la Società ha formulato una seconda istanza di accesso agli atti che è stata accolta consentendo alla Società di prendere visione altresì della documentazione prelevata dall'AGCM presso le sedi di alcune agenzie che svolgono attività di teleselling. Il 15 settembre 2017, presso la sede dell'AGCM, si è

tenuta l'audizione di alcuni rappresentanti delle società coinvolte nel procedimento, Acea S.p.A. e Acea Energia, nel corso della quale i funzionari dell'AGCM hanno richiesto chiarimenti in merito ad alcuni documenti ispettivi.

In data 25 settembre 2017, Acea Energia, unitamente ad Acea S.p.A., ha presentato all'AGCM una proposta di impegni finalizzati alla chiusura del procedimento per le infrazioni contestate.

In data 4 ottobre 2017, Acea Energia e Acea S.p.A. hanno fornito riscontro scritto ad alcune delle richieste di informazioni formulate dall'AGCM nel corso dell'audizione tenutasi in data 15 settembre 2017, che necessitavano di ulteriori approfondimenti interni.

L'AGCM, il 16 novembre 2017, ha notificato ad Acea Energia il provvedimento di formale rigetto degli impegni presentati unitamente dalla stessa e da Acea S.p.A. in data 25 settembre 2017, in quanto la stessa Autorità ha manifestato il suo interesse a procedere all'accertamento di eventuali infrazioni della normativa a tutela della concorrenza poste in essere da un

Gruppo societario integrato nella distribuzione e nella vendita al dettaglio di energia elettrica a clienti finali domestici e non domestici connessi in bassa tensione, in un contesto di mercato in fase di transizione verso il definitivo superamento del regime di maggior tutela e quindi verso la definizione di nuovi assetti concorrenziali.

In data 18 gennaio 2018 l'AGCM, con il supporto della Guardia di Finanza, ha effettuato un'ulteriore ispezione. In sede di ispezione l'Autorità ha notificato un provvedimento di estensione sia oggettiva che soggettiva del procedimento A/513. In dettaglio, l'AGCM ha ritenuto necessario estendere l'istruttoria sia oggettivamente con riguardo alla disponibilità e allo sfruttamento da parte di Acea Energia di informazioni privilegiate sia soggettivamente alla società di distribuzione di energia elettrica areti S.p.A., verticalmente integrata con Acea Energia, in quanto soggetto che trasferisce tale patrimonio informativo alla consorella.

Nel corso dell'ispezione i funzionari incaricati dell'AGCM hanno esaminato i documenti aziendali sia cartacei che in formato elettronico ritenuti rilevanti alla luce della menzionata estensione del procedimento, estraendone copia, e hanno richiesto informazioni orali relative all'oggetto del procedimento ad alcuni dipendenti delle società coinvolte.

In data 9 febbraio 2018, a valle della proroga concessa dall'AGCM, Acea Energia ha presentato, istanza di riservatezza, ai sensi dell'art. 13, comma 7, del DPR n. 217/98 in merito ai documenti acquisiti in sede di ispezione.

Area Industriale Estero

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 31/12/2017 31/12/2016 Variazione Var. %
Volumi Acqua Mm3 44 44 0 n.s.
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ricavi 36,2 13,0 23,2 178,2%
Costi 21,7 8,6 13,2 153,4%
Margine operativo lordo (EBITDA) 14,4 4,4 10,0 n.s.
Risultato operativo (EBIT) 8,3 3,4 4,8 142,2%
Dipendenti medi (n.) 595 336 259 77,2%
Investimenti 5,2 1,5 3,7 n.s.
Indebitamento finanziario netto 7,4 12,9 (5,5) (42,9%)
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Estero 14,4 4,4 10,0 n.s.
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 1,7% 0,6% 1,2 p.p.

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area, costituita a seguito delle modifiche organizzative di maggio 2017 (precedentemente compresa nell'Area Idrico) comprende attualmente le società idriche che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:

  • Agua de San Pedro (Honduras) di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016 data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
  • Acea Dominicana (Repubblica Dominicana) interamente posseduta da Acea, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueducto Alcantariado Santo Domingo);
  • AguaAzul Bogotà (Colombia) di cui il Gruppo possiede il 51% è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
  • Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 25,5% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella città di Lima.

Eventi significativi dell'esercizio 2017

L'Area industriale Estero è interessata dal riordino delle partecipazioni all'estero che dovrebbe portare Acea International S.A. a svolgere un ruolo di direzione e coordinamento. In tale ottica si inquadra il Tale Area chiude l'esercizio 2017 con un EBITDA di € 14,4 milioni (€ 4,4 milioni nel 2016), essenzialmente per effetto del consolidamento di Agua De San Pedro (+ € 10,1 milioni) e dall'esclusione dall'area di consolidamento di AguaAzul Bogotà (+ € 0,3 milioni).

L'organico medio al 31 Dicembre 2017 si attesta a 595 unità e risulta in aumento di 259 unità rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente per effetto delle variazioni dell'area di consolidamento.

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2017 è pari a € 7,4 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2016 di € € 5,5 milioni. Tale variazione è imputabile ad Agua De San Pedro e si riferisce sostanzialmente al miglioramento delle disponibilità a breve accompagnato dall'incremento del fabbisogno generato dalle variazioni del circolante.

trasferimento delle quote di partecipazioni che ACEA deteneva in Acea Dominicana S.A. e in Aguas de San Pedro a favore di Acea International. Tali operazioni sono avvenute nel corso del primo semestre del 2017.

Area Industriale Idrico

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi* U.M. 31/12/17 31/12/16
Pro-Forma
Variazione Var. %
Volumi Acqua Mm3 421 421 0 0,0%
Energia Elettrica Consumata GWh 432 414 18 4,3%
Fanghi Smaltiti kTon 143 161 (18) (11,1%)

* I valori si riferiscono alle società consolidate integralmente

Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
2017 2016
Pro Forma
Variazione Variazione %
Ricavi 731,1 698,7 32,4 4,6%
Costi 381,5 362,7 18,8 5,2%
Margine operativo lordo (EBITDA) 349,6 336,0 13,6 4,1%
Risultato operativo (EBIT) 191,3 218,1 (26,9) (12,3%)
Dipendenti medi (n.) 1.796 1.818 (22) (1,2%)
Investimenti 271,4 227,1 44,3 19,5%
Indebitamento finanziario netto 921,2 780,4 140,8 18,1%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
2017 2016
Pro Forma
Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Idrico 349,6 336,0 13,6 4,1%
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 41,6% 42,8% (1,2 p.p.)

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'EBITDA dell'Area si è attestato, al 31 Dicembre 2017 a € 349,6 milioni e registra un incremento di € 13,6 milioni rispetto al 2016 (+ 4,1%): la crescita è sostanzialmente determinata dagli aggiornamenti tariffari intervenuti a partire dal secondo trimestre 2016. In particolare le performance dell'Area sono influenzate da: (i) ACEA Ato2, ACEA Ato5 e Acque che segnano incrementi rispettivamente di € 15,2 milioni, € 2,7 milioni e € 1,6 milioni (ii) Gori, Crea Gestioni e Publiacqua che segnano decrementi rispettivamente di € 1,6 milioni, € 1,6 milioni e € 3,2 milioni, (iii) GEAL per il nuovo consolidamento fa registrare incrementi per € 1,2 milioni.

I ricavi del periodo sono stati valorizzati sulla base delle determinazioni assunte dagli EGA e/o dall'ARERA; come di consueto comprendono la stima dei conguagli relativi ai costi passanti. Come noto, a partire dal secondo periodo regolatorio le tariffe possono comprendere anche componenti relative alla qualità commerciale: a determinate condizioni, ai Gestori possono essere riconosciute, alternativamente, la componente Opexqc o il premio "qualità contrattuale":

quest'ultimo viene riconosciuto al Gestore nel caso in cui gli indicatori individuati per la misurazione ed il monitoraggio (a partire dal 1° luglio 2016) superino le soglie prefissate dalla delibera ARERA 655/2015. Trova iscrizione tra i ricavi di ACEA Ato2 l'importo di € 30,6 milioni che rappresenta la migliore stima del premio qualità di competenza del 2017. Si segnala inoltre che le penali per la qualità commerciale ammontano invece ad € 2,7 milioni. Nel prosieguo è riportata una tabella che sintetizza lo status delle proposte tariffarie.

La crescita dei ricavi è inoltre influenzata dalla variazione del perimetro di consolidamento (Umbriadue + € 15,4 milioni).

L'organico medio al 31 Dicembre 2017 diminuisce di 22 unità principalmente per effetto del deconsolidamento della collegata Gori Servizi che riduce il numero degli addetti dell'area di oltre 60 risorse.

Di seguito sono riportati i contributi all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto:

(€ milioni) 2017 2016 Variazione Variazione %
Publiacqua 9,2 12,4 (3,2) (25,9%)
Gruppo Acque 8,7 7,0 1,7 24,4%
Acquedotto del Fiora 2,3 3,2 (0,9) (28,0%)
Umbra Acque 0,3 0,0 0,3 n.s.
Gori 1,8 3,4 (1,6) (46,9%)
(€ milioni) 2017 2016 Variazione Variazione %
Nuove Acque e Intesa Aretina 0,5 0,5 0,0 0,0%
Gori Servizi 0,1 0,0 0,1 n.s.
GEAL 1,3 0,0 1,3 n.s.
Totale 24,2 26,5 (2,3) (9,0%)

Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (+ € 16,2 milioni) in coerenza con l'andamento degli investimenti e dell'entrata in esercizio delle nuove funzionalità del programma Acea2.0 e delle maggiori svalutazioni operate (+ € 21 milioni); gli accantonamenti di periodo (€ 22,5 milioni) risultano aumentati di € 3,2 milioni.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta al 31 Dicembre 2017 a € 921 milioni e registra un peggioramento di € € 141 milioni rispetto al 31 Dicembre 2016. Tale ultimo risultato è principalmente legato: (i) ad ACEA Ato5 a seguito del finanziamento di € 125 milioni, tirato per oltre € 100 milioni, concesso dalla Capogruppo a giugno 2016 per consentire il pagamento delle posizioni debitorie di natura

commerciale maturate principalmente verso le Società del Gruppo; (ii) ad ACEA Ato2 sostanzialmente per la minore liquidità conseguente il più contenuto livello di incassi realizzato ed in parte dal sostegno finanziario agli investimenti realizzati.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 271,4 milioni e sono principalmente riconducibili ad ACEA Ato2 per oltre € 200,0 milioni. Tra i principali investimenti del periodo si segnalano quelli relativi ai lavori eseguiti per la bonifica e l'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici ed agli interventi sugli impianti di depurazione e sulla mappa applicativa di Acea2.0.

Eventi significativi del 2017

Area Lazio - Campania

ACEA Ato2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO 2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 79 rispetto ai 112 dell'intero ATO. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito che non ha subito modifiche rispetto al 2016.

Situazione acquisizioni n° comuni
Comuni interamente acquisiti al S.I.I. 79
Comuni parzialmente acquisiti nei quali ACEA ATO 2 svolge uno o più servizi: 14
Comune con soggetto tutelato 1
Comuni in cui ACEA ATO 2 non gestisce alcun servizio 10
Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.* 8
* Sono comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.700.000 di abitanti in Roma e Fiumicino e in più di 60 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.

Il primo periodo dell'anno è stato caratterizzato (in particolare nei mesi di gennaio e febbraio) da uno straordinario e prolungato abbassamento delle temperature, inferiori alle medie stagionali, tale da determinare la rottura di circa 20.000 misuratori idrici e da rendere prioritari, a causa del gelo, anche guasti di lieve entità. Lo scenario descritto ha generato un improvviso ed inatteso aumento delle portate immesse nelle reti di distribuzione andando a compromettere in alcuni casi i sistemi di adduzione della risorsa idrica, determinando situazioni emergenziali in molti dei Comuni gestiti. Dalla primavera la gestione è stata invece caratterizzata e fortemente condizionata da una grave crisi idrica determinata dalla siccità.

Gli anni 2016 e 2017 sono stati, infatti, caratterizzati da scarse precipitazioni sul versante Laziale degli Appennini. Questa situazione è stata aggravata dalle alte temperature dell'aria, che hanno determinato maggiori consumi d'acqua. Le portate delle sorgenti dei grandi acquedotti che alimentano il sistema idrico romano hanno subito forti riduzioni, in particolare, sono gravi le riduzioni di portata delle sorgenti degli acquedotti Marcio e Capore, più sensibili alla siccità e che - alla fine di settembre 2017 - sono risultate essere ancora in calo. A dicembre, stante le piogge verificatesi, si sono registrati i primi segnali di recupero.

All'inizio del 2017, precisi indizi climatici e idrologici hanno segnalato il rischio di un'accentuazione dell'aridità già manifestatasi nel 2016 e le successive osservazioni dei primi mesi del 2017 hanno poi convalidato come siccitoso il 2017. Nei periodi siccitosi prolungati per più di un anno, parte della risorsa idrica, per il calo naturale delle sorgenti non ricaricate dalla pioggia autunnale e invernale, viene a mancare e si costituiscono deficit indesiderati.

Il 2017 è stato caratterizzato da una pioggia del 40% mediamente più bassa del periodo sull'intero territorio nazionale, tale che, secondo calcoli approssimati, risulta un deficit di circa 20 miliardi di metri cubi d'acqua. A Roma, nei primi 6 mesi del 2017, sono caduti circa 120 mm di pioggia, corrispondenti al 30% di quella che mediamente cade sulla Città nel periodo considerato (il quantitativo più basso dal 2009).

La situazione si aggrava se si osserva che il 2017 è la seconda annualità consecutiva nella quale si è registrata bassa piovosità: nei periodi autunno/inverno 2016-2017 e in quello 2015-2016 è stata registrata una piovosità pari a circa il 50% in meno di quella registrata nell'autunno-inverno 2014 -2015 e del 30% in meno rispetto alla media 2009 – 2016.

Tale condizione climatica ha provocato una situazione gravosa per la ricarica degli acquiferi, aggravata altresì dal fatto che il 2017 è stato caratterizzato da temperature elevate che, statisticamente, sono associate ad aumenti del consumo idrico.

Inoltre, si è riscontrata una diminuzione della disponibilità idrica alle fonti di approvvigionamento di oltre 1200 l/s medi annui; a tale carenza si è sopperito, per la prima parte dell'anno, con la disponibilità del lago di Bracciano, che viene utilizzato (soprattutto nei mesi estivi) come riserva di emergenza per sostenere l'incremento di richiesta idrica.

Per tale ragione ACEA Ato2 ha predisposto un consistente piano di interventi per garantire l'approvvigionamento idrico delle utenze servite, nonché per preservare la riserva strategica di emergenza (Lago di Bracciano) in sofferenza per via della siccità.

In particolare è stato avviato un piano di ricerca perdite nei comuni della Provincia di Roma, con priorità per quelli che presentano minori riserve in termini di disponibilità idrica e/o interconnessione strutturale con la rete di approvvigionamento; gli interventi su queste realtà territoriali hanno consentito di individuare punti dove procedere con l'installazione di strumenti utili al contenimento delle pressioni di esercizio, in modo da ridurre i valori delle portate immesse in rete e lo stress sulle tubazioni e, quindi, anche l'incidenza dei danni.

Sono state inoltre pianificate e/o eseguite attività straordinarie per i Comuni di Roma e Fiumicino; in dettaglio:

  • lavori di ammodernamento del sollevamento delle sorgenti del Peschiera che hanno consentito un incremento dell'adduzione di circa 200 l/s rispetto al 2016;
  • al fine di preservare la riserva strategica del Lago di Bracciano è stata pianificata la rifunzionalizzazione di alcune fonti non utilizzate nel 2016 nonché attività di manutenzione di alcuni centri idrici. Tale intervento ha consentito, unitamente ad altre attività di manutenzione straordinaria elettromeccanica, il recupero di circa 650 l/s di acqua. I suddetti lavori sono terminati a luglio 2017 con il completamento delle opere elettromeccaniche per il sollevamento della suddetta Sorgente Cavallino, che ha fornito ulteriori 50l/s precedentemente non captati ai suddetti 650l/s per un totale di circa 700 l/s;
  • interventi di sostituzione delle valvole di regolazione del Centro idrico dell'EUR hanno consentito maggiore continuità e flessibilità gestionale nell'approvvigionamento idrico del litorale romano;
  • l'impianto di Grottarossa è stato interessato da interventi indispensabili per il funzionamento in continuo (e non a carattere stagionale);
  • è stata avviato lo studio delle zone idriche del Comune di Roma finalizzato all'aggiornamento delle stesse e all'installazione di nuovi punti di misura delle portate e delle pressioni da porre anche in telecontrollo, per intensificare il monitoraggio di tali parametri ed ottimizzare la distribuzione della risorsa sul territorio. Per le modalità con cui si eseguiranno le verifiche ed i controlli sulla rete di distribuzione, sarà possibile anche individuare eventuali danni occulti di non immediata evidenza perché non affioranti in superficie.

Al 31 dicembre 2017, ACEA Ato2 gestisce un totale di circa 6.665 chilometri di rete fognaria, 600 impianti di sollevamento fognari - di cui 195 nel territorio di Roma Capitale - ed un totale di 166 impianti di depurazione di cui 32 nel territorio di Roma Capitale -, per un totale di acqua trattata pari a 542 milioni di mc (dato riferito ai soli depuratori gestiti).

La Società gestisce il sistema depurativo e gli impianti di sollevamento annessi alla rete ed ai collettori fognari.

Nel corso dell'esercizio i principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 476 milioni di mc , con un decremento di circa il 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente circa 518 milioni di mc, imputabile alla scarsa piovosità che ha interessato il territorio.

La produzione di fanghi, sabbie e grigliati relativa a tutti gli impianti gestiti è stata di circa 130 mila tonnellate, con una riduzione di circa 10 mila tonnellate rispetto al 2016. Tale decremento è principalmente imputabile alla messa in esercizio dell'essiccatore e del digestore anaerobico dei fanghi del depuratore "Roma Est".

Durante l'anno 2017 si evidenzia l'aumento del numero di analisi eseguite da ACEA Elabori (laboratorio

esterno certificato). L'aumento delle determinazioni e delle analisi è riconducibile al maggior presidio degli impianti di depurazione gestiti e delle reti fognarie ad essi afferenti. Questa specifica scelta determina un controllo più specifico sul territorio gestito.

Al 31 Dicembre 2017 la Società gestisce un totale di 600 impianti di sollevamento fognari, di cui 195 nel Comune di Roma ed un totale di 166 impianti di depurazione di cui 32 nel Comune di Roma.

Con riferimento alla problematica relativa ai sequestri degli impianti di depurazione si informa che sono ancora sottoposti a provvedimento gli impianti di Roma Nord, Marcellina Fonte Tonello e Colubro. L'impianto di Palestrina Carchitti è stato temporaneamente dissequestrato al fine della messa a regime dell'impianto e conseguente verifica del processo depurativo.

Nei primi giorni del 2017 il depuratore "Botticelli" è stato oggetto di un provvedimento di sequestro

ACEA Ato5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, all'esito dell'udienza del 7 dicembre 2017 il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, che, per oltre 10 anni, si è opposto illegittimamente al trasferimento del servizio in favore della Società, al fine di preservare la prosecuzione della gestione della propria società partecipata AMEA S.p.A.

Successivamente la Società ha richiesto l'immediato trasferimento del servizio e anche il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato tale adempimento, anche attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Amministrazione Regionale.

Tuttavia, il Sindaco del Comune di Paliano ha anticipato la volontà del Comune di Paliano di proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR e di non procedere, pertanto, al trasferimento del servizio sin tanto che il Consiglio di Stato non si sia pronunciato sull'appello.

La Segreteria Tecnico Operativa dell'Ente d'Ambito, dando corso alla diffida trasmessa da ACEA Ato5, ha convocato le parti - per il giorno 23 gennaio 2018 - per "intraprendere le attività connesse alla consegna delle infrastrutture del servizio idrico". Alla predetta riunione, non essendosi presentati il Comune di Paliano, in persona del Dirigente/Funzionario del S.I.I., e la Società AMEA S.p.A., in persona del Legale Rappresentante, la S.T.O. dell'A.T.O. 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5 hanno disposto di presentare formale istanza al TAR Lazio - sezione fondato sul presupposto della revoca dell'autorizzazione allo scarico da parte della Città Metropolitana di Roma Capitale. Il citato sequestro prevede la facoltà d'uso, condizionatamente all'esecuzione di determinate attività che la Società pur contestando l'atto di revoca dell'autorizzazione allo scarico - ha provveduto ad eseguire. Nel mese di luglio 2017, la Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Tivoli ha notificato agli indagati del procedimento l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Con riferimento al procedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aperto nei confronti di ACEA Ato2 nella primavera 2015 e conclusosi con la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 1,5 milioni, si informa che il giudizio promosso dalla Società è attualmente pendente.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni (restano ancora da rilevare le gestioni ai Comuni di Atina, Paliano) per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 481.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 194.360.

distaccata di Latina - affinchè proceda alla nomina del Commissario ad acta, che in sostituzione del Comune di Paliano inadempiente, provveda ad eseguire le attività necessarie a consentire la consegna delle infrastrutture del servizio idrico nel territorio comunale di Paliano ad ACEA Ato5.

Quanto al Comune di Cassino, il 29 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2532/2017 con la quale il Consiglio di Stato - in accoglimento del ricorso proposto dalla Società - ha dichiarato la nullità dell'ordinanza sindacale adottata dal Comune di Cassino n. 226 del 10 settembre 2016, in quanto emessa in elusione del giudicato derivante dalla precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 2086/2015, con la quale si ordinava al Comune di Cassino di adottare tutti gli atti necessari a consentire il trasferimento della gestione del servizio idrico ad ACEA Ato5. Occorre evidenziare come il Consiglio di Stato abbia trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente nonché alla Procura della Corte dei Conti anche per la valutazione di responsabilità erariali in capo agli amministratori, in linea con le azioni già promosse dalla Società.

Pertanto, a seguito della trasmissione da parte della Società della predetta sentenza al Comune di Cassino, in data 7 giugno 2017 le Parti si sono incontrate presso la sede della S.T.O. dell'A.A.T.O. 5, in presenza del Dirigente Responsabile, per definire le attività necessarie al trasferimento del servizio al Gestore che è stato concordato (ed è effettivamente avvenuto) a decorrere dal 1° luglio 2017.

Nella medesima sede sono state affrontate, altresì, le ulteriori questioni ad oggi ancora pendenti.

Tra queste – oltre a quelle eminentemente tecniche e/o operative – particolare rilievo assume anche la questione della determinazione delle somme dovute dal Comune di Cassino ad ACEA Ato5 per il servizio di depurazione la cui titolarità è in capo, appunto, alla Società: le parti hanno stabilito di istituire un gruppo di lavoro, composto da esponenti della STO, del Comune di Cassino e del Gestore, che avrà il compito di quantificare dette somme. L'attività di tale gruppo di lavoro è ancora pendente e la Società ha reiteratamente sollecitato tanto il Comune quanto l'Ente d'Ambito ad una sollecita definizione delle questioni in oggetto.

Anche in conseguenza dell'orientamento formatosi in sede giurisdizionale con riferimento alle vicende sopra descritte relative al Comune di Cassino nonché alle reiterate richieste – della STO dell'A.A.T.O. 5 e del Gestore – il 21 giugno 2017, in occasione di un incontro tenutosi presso la STO, il Comune di Atina ha manifestato la disponibilità a procedere, con decorrenza 1° settembre 2017, al trasferimento delle opere ed impianti afferenti la gestione del servizio. Occorre precisare che il relativo verbale non è stato ancora formalmente sottoscritto.

Ad ogni modo, in data 28 settembre 2017 è stato sottoscritto dai tecnici comunali e di ACEA Ato5 il verbale di ricognizione delle opere ed impianti afferenti il S.I.I. nel territorio Comunale - senza tuttavia addivenire alla formale consegna operativa del SII - e, successivamente il Gestore ha acquisito l'elenco delle utenze ubicate nel predetto territorio comunale.

Tuttavia, quando sembrava ormai essere giunti alla conclusione della vicenda, il Comune di Atina nonostante i reiterati tentativi posti in essere dalla Società al fine di procedere finalmente alla consegna degli impianti strumentali alla gestione del SII nel

Il sistema idrico - potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici. La copertura di tale servizio è di circa il 97%.

Il sistema fognario - depurativo consta di una rete di collettori e fognatura (1.775 km) collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue (n. 122 attivi e funzionanti). Sono 211 gli impianti di sollevamento

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio:

relativamente al progetto di fusione – avviato nel 2015 tra ACEA Ato5 S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. in data 11 settembre 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 450/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina, ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato5 S.p.A. contro l'AATO 5 Lazio Meridionale Frosinone per l'annullamento

territorio comunale- ha continuato a mantenere una condotta meramente dilatoria, tentando ripetutamente di eludere, in modo pretestuoso e strumentale, il giudicato amministrativo che ha sancito il proprio obbligo di procedere al trasferimento del servizio idrico in favore del Gestore.

Nel mese di gennaio 2018 si sono susseguiti ulteriori incontri presso la S.T.O. dell'ATO 5, tuttavia risultando il Comune di Atina ancora inadempiente al proprio obbligo - accertato dal giudice amministrativo con la sentenza n. 356/2013 confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2742/2014 - "di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII", la S.T.O. dell'A.T.O. 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5, nella riunione del 23 gennaio 2018, hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta nominato dal TAR Lazio - sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 marzo 2013, affinché adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad ACEA Ato5 delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina.

Immediatamente, la Società ha, per un verso, trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta, affinché lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all' "affidamento in concessione (…) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII" in favore di ACEA Ato5; per un altro verso, ha contestualmente richiesto all'ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonché ha invitato le competenti Autorità di controllo - tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti all'accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti

gestiti dalla società e, per quanto riguarda la depurazione, sono 110 gli impianti biologici gestiti oltre a 14 fosse Imhoff e 3 percolatori.

A seguito delle ricognizioni e del relativo censimento delle utenze allacciate alla rete fognaria (per effetto delle Sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008) è emerso che la copertura di tale servizio è di circa il 68% rispetto alle utenze idriche.

della deliberazione n. 1 del 18 febbraio 2016 della Conferenza dei Sindaci, avente ad oggetto il diniego relativo alla valutazione sull'istanza di approvazione di modifica soggettiva dell'Ente affidatario della gestione del SII. In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, è doveroso rammentare che il TAR Latina, con la sentenza n. 638 pubblicata il 27 dicembre 2017 ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la

deliberazione della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento. Pendono attualmente i termini per il ricorso di fronte al Consiglio di Stato;

  • in data 9 febbraio 2017, la Società ha presentato ricorso per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016- 2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni vs. € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: i) ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); ii) riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); iii) riconoscimento degli oneri per la qualità (Opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; 4) penali per € 11 milioni. In data 8 marzo 2018 si è tenuta l'udienza pubblica di trattazione nel merito, all'esito della quale il Giudice ha trattenuto la causa in decisione;
  • il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 S.p.A. e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5. ACEA Ato5 aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10,7 milioni) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 febbraio 2007. L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della deliberazione n.4/2007 (intervenuta in forza della successiva deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.5/2009).

Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1° agosto 1996, l'Ente d'Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in circa € 28 milioni.

Ciò posto, il Tribunale di Frosinone:

ha rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27 febbraio 2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del price cap vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;

  • ha invece annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
  • ha rigetto le domande formulate dai difensori di ACEA Ato5 in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido), volte al riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
  • ha, infine, rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7 milioni. All' udienza del 17 novembre 2017, sono state depositate per conto di ACEA i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la nota di ACEA del 16 novembre 2017. Con riferimento alla nota del 16 novembre 2017 sono state evidenziate:
  • a) l'impegno di ACEA a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
  • b) la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.

A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 luglio 2017 e del 4 ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA a titolo di canone di concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della nota del 16 novembre 2017, di dover "riferire" all'AATO 5.

Alla luce di quanto sopra, all'udienza del 27 febbraio 2018, il nuovo giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'AATO5, ha concesso un rinvio al 4 maggio 2018, invitando le Parti a chiarire le motivazioni di una simile discrepanza e segnalando che, in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il decreto ingiuntivo di

€ 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La Giunta Regionale del Lazio con la Delibera n. 56/2018 ha ridefinito il numero degli ambiti territoriali ottimali del SII che passano da 5 a 6. Con la successiva Delibera Regionale n. 129/2018 sono state individuate le modalità e le tempistiche per la trasmissione della quantificazione degli investimenti del gestore del SII nei territori che sono trasferiti ad un differente ambito e, in ultimo, con la Delibera 152/2018 ha definito che i tempi Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato di tutto il territorio dell'ATO n. 3 Sarnese Vesuviano della Regione Campania (76 Comuni) che si sviluppa per una superficie di 897 kmq con una popolazione di circa 1,44 milioni di abitanti.

La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 4.501 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 453 km e in una rete di distribuzione do circa 4.048 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.300 km.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio, si segnala che:

  • il 3 marzo è stato notificato a GORI il decreto del Tribunale di Napoli con l'ingiunzione di pagamento di circa € 19,5 milioni richiesti dalla Regione Campania per le forniture all'ingrosso dei servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue relativamente al periodo 2015 – primo trimestre 2016. Contro tale decreto la Società ha proposto ricorso e l'udienza, chiamando in causa anche l'Ente d'Ambito, è stata fissata per il prossimo 9 aprile 2018;
  • il 17 marzo GORI ha acquistato, con decorrenza 1° aprile, le quote di AceaGori Servizi di proprietà di ACEA (55%) e ASM Pomigliano (5%) al prezzo rispettivamente pari a € 1,9 milioni e € 0,175 milioni. L'acquisto ha l'obiettivo di reinternalizzare le attività di AceaGori Servizi (oggi Gori Servizi) in GORI attraverso la fusione per incorporazione avvenuta ad inizio del 2018;
  • il 29 maggio è stata pubblicata la sentenza del TAR n. 2839/2017 che ha accolto il ricorso presentato da GORI per l'annullamento del Decreto Dirigenziale n. 4/2016 della Regione Campania in merito alla predisposizione tariffaria per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 per le forniture regionali di acqua all'ingrosso; per tale motivo la tariffa per i servizi di acqua all'ingrosso della Regione Campania per l'anno 2017 è quella determinata d'ufficio dall'Autorità con delibera 338/2015/R/idr;
  • Il 7 giugno si è tenuto, presso l'ARERA, un incontro istruttorio con la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano ("EIC"), i Commissari

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018.

per la trasmissione dei dati dal gestore del SII all'ATO (120 gg) decorrono dal momento della stipula della Convenzione di cooperazione tra i comuni anziché dal momento di pubblicazione del provvedimento su BURL. È da precisare che lo schema di Convenzione di cooperazione è demandato dalla DGR 56/18 ad un atto successivo.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 4 sorgenti, 76 pozzi, 163 serbatoi, 98 sollevamenti idrici, 162 sollevamenti fognari e 7 impianti di depurazione.

Sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, la Società è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato.

Straordinari degli Ambiti Distrettuali Napoli-Volturno ("ATO 2") e Sarnese-Vesuviano ("ATO 3"), nonché i gestori "Azienda Speciale di Napoli ABC" ("ABC"), Acqua Campania e GORI, al fine di condurre verifiche - "sulla base dei criteri e delle procedure di cui alle deliberazioni 656/2015/R/idr e 664/2015/R/idr" - in ordine:

  • agli elementi generali della proposta tariffaria congiunta Regione Campania/Acqua Campania e relativo impatto sull'assetto gestionale regionale;
  • alla mancata adozione della predisposizione tariffaria relativa al servizio di depurazione reso dalla Regione Campania;
  • agli elementi generali degli specifici schemi regolatori proposti per GORI e ABC;
  • al trasferimento delle Opere Regionali ex delibera Giunta Regione Campania 243/2016 al gestore GORI;
  • alla istanza di riequilibrio economicofinanziario avanzata dall'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il gestore GORI;
  • alla tariffa all'ingrosso praticata dal gestore ABC.

L'Ente Idrico Campano ha predisposto un cronoprogramma delle attività da porre in essere e da concludersi entro il 31 marzo 2018 che assolva alla scadenza regolatoria di riordino delle tariffe dei gestori e che al suo interno contempli due criticità impellenti: verifica istruttoria, in collaborazione con gli uffici dell'ARERA, ed approvazione delle tariffe all'ingrosso; sospensione dei procedimenti in ambito civile su crediti/debiti

pregressi che possono condurre a rischi di forte criticità fra i gestori.

  • È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli OpexQC. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
  • Si informa inoltre che:
  • con sentenza del TAR Campania è stata annullato il decreto dirigenziale del Direttore Generale Ambiente della regione Campania n. 4 del 8 agosto 2016 di determinazione delle tariffe 2016-2019 per i servizi regionali all'ingrosso (sia fornitura idrica sia depurazione);
  • con sentenza del Consiglio di Stato n. 5534/2017 del 27 novembre 2017 è stata ripristinata l'efficacia della deliberazione dell'ARERA 362/2015/R/idr di determinazione di ufficio delle tariffe all'ingrosso di Acqua Campania S.p.A. 2012-2015, costituendo un precedente rilevante di conferma della legittimità delle analoga deliberazione dell'ARERA 338/2015/R/idr.

Nell'ambito della definizione delle criticità urgenti del SII dell'ATO 3 e delle interferenze delle stesse con il cronoprogramma delle attività così come definito dall'EIC, a seguito della Conferenza di Servizi tenutasi in data 3 agosto 2017 tra Regione Campania, EIC, Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, Acqua Campania S.p.A. e GORI, l'EIC, ritenuto che i contenziosi in materia tariffaria e di debito/credito rappresentano un ostacolo nel procedimento amministrativo in ordine all'attuazione del cronoprogramma inviato all'ARERA, ha inviato in data 31 agosto 2017 al Vice Presidente della Giunta Regionale della Campania e alla Direzione Generale Ambiente della Regione Campania il Verbale di CdS e la richiesta di concordare il rinvio dell'udienza fissata nel 14 settembre scorso in riferimento al

giudizio pendente innanzi al Tribunale di Napoli tra Acqua Campania S.p.A. e GORI.

Il giudizio è stato rinviato al 2 aprile 2018 per effetto delle istruzioni date dalla Regione Campania alla sua concessionaria Acqua Campania S.p.A. e la motivazione alla base di tale decisione di rinvio è di non vanificare il percorso avviato dall'Ente Idrico Campano.

Altrettanto, e per le medesime ragioni, si è proceduto anche a rinviare la causa intercorrente tra la medesima Regione e la GORI per la richiesta di pagamento di circa € 19 milioni a titolo di corrispettivi per il servizio regionale di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente ad alcune competenze del periodo 2015 e 2016.

In fine si informa che sono in corso interlocuzioni - tra GORI, la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano, l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano e l'Autorità - per la definizione di un Accordo Industriale complessivo nell'ambito del quale possano trovare soluzione le seguenti questioni, anche attraverso l'accesso alla perequazione finanziaria già richiesta all'ARERA: i) il trasferimento delle Opere Regionali e del relativo personale addetto ai sensi della delibera della Giunta Regione Campania 243/2016 e del successivo Accordo di attuazione di tale delibera stipulato tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 agosto 2016; ii) la riconciliazione tariffaria per le forniture all'ingrosso a favore dell'ATO3 per gli anni 2013÷2017; iii) la regolazione tra la Regione Campania e Gori delle rispettive partite creditorie e debitorie attraverso adeguato piano di rientro commisurato al profilo di recupero dei conguagli tariffari.

La Società ritiene che l'Accordo Industriale possa costituire lo strumento per risolvere definitivamente le problematiche aziendali.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" anche a proposito dei riflessi di natura finanziaria derivanti dalla conclusione delle attività al riconoscimento delle misure di perequazione.

Area Toscana - Umbria

Acque

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2026). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.

Publiacqua

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via

Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Con efficacia 2 gennaio 2017, Acque ha ceduto ad ACEA il 51% di Acque Industriali: la società è quindi confluita, dal punto di vista organizzativo, nell'Area Ambiente.

esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i

Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle

Umbra Acque

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 dicembre 2027)

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002.

L'Assemblea della Società ha approvato la distribuzione dell'utile 2016 fino ad un ammontare di € 4 milioni; tale decisione è subordinata al positivo riscontro delle banche finanziatrici.

L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.

Società Status
ACEA Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni
rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità
ACEA Ato5 È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli OpexQC.
ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 dicembre
2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA
GORI In data 1° settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con OpexQC a partire dal
2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
Acque In data 5 ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa dell'approvazione
da parte dell'ARERA
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT
Acquedotto del Fiora In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. In data 12 ottobre 2017,
con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-
2019 proposti dall'AIT
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. In data 26 ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019
proposti dall'AIT oltre che il riconoscimento del recupero delle partite pregresse
Crea Gestioni A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, non avendo né i Comuni dove è svolto il servizio né gli Enti d'Ambito di
riferimento alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019. La Società ha provveduto ad inoltrare le
proprie proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
Gesesa In data 29 marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la
predisposizione tariffaria per gli anni 2016/2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr

Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del 2017 valorizzati sulla base delle determinazioni tariffarie assunte dai rispettivi EGA o dall'ARERA. I dati sono comprensivi dei conguagli delle partite passanti, della componente

Fo.NI., degli Opexqc o del premio art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr.

Società Ricavi da SII
(valori pro quota in € milioni)
Dettagli
(valori pro quota in € milioni)
ACEA Ato2 575,9 FNI = 26,5
AMMFoNI = 5,3
Premio = 30,6
ACEA Ato5 68,8 FNI = 3,5
AMMFoNI = 0,9
GORI 60,8 AMMFoNI = 1,0
Acque 67,9 AMMFoNI = 3,8
Publiacqua 94,3 AMMFoNI = 12,2
Acquedotto del Fiora 38,3 AMMFoNI = 2,1
Opexqc = 0,5
Umbra Acque 27,2 AMMFoNI = 1,2

ATAC

Come illustrato nel paragrafo relativo al commento dei risultati patrimoniali e finanziari del Gruppo, in conseguenza dell'apertura del concordato preventivo in continuità di ATAC, ACEA Ato2 ha valutato la recuperabilità parziale dei crediti vantati verso la Società di Roma Capitale (€ 6,1 milioni) procedendo all'iscrizione di una svalutazione di € 4,5 milioni.

Acquisizioni

Nel corso del primo trimestre 2017 si è proceduto all'acquisto delle seguenti Società:

100%di TWS (Technologies for Water Services S.p.A.) che detiene a sua volta il 63% di Umbriadue Servizi Idrici, il 40% di Visano Scarl e l'80% di Iseco S.p.A. Si precisa che solo Umbriadue fa parte dell'Area Idrico.

19,2% di GEAL S.p.A. che svolge il Servizio Idrico Integrato nell'area di Lucca e provincia. Con tale acquisizione il Gruppo Acea detiene una partecipazione pari al 48%.

Area Industriale Infrastrutture Energetiche

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 31/12/2017 31/12/2016
Pro Forma
Variazione Var. %
Energia Prodotta (idro + termo) GWh 414 394 20 5,0%
Energia Prodotta (fotovoltaico) GWh 12 11 1 6,5%
Energia Elettrica distribuita GWh 10.040 10.009 31 0,3%
TEE venduti/annullati Nr. 145.754 120.961 24.793 20,5%
Nr. Clienti N/000 1.626 1.629 (4) (0,2%)
Km di Rete Km 30.344 30.171 173 0,6%
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
2017 2016
Pro Forma
Variazione Variazione %
Ricavi 657,6 744,3 (86,7) (11,6%)
Costi 325,0 356,0 (31,0) (8,7%)
Margine operativo lordo (EBITDA) 332,6 388,3 (55,7) (14,3%)
Risultato operativo (EBIT) 168,0 261,1 (93,1) (35,7%)
Dipendenti medi (n.) 1.366 1.380 (14) (1,0%)
Investimenti 209,4 225,8 (16,4) (7,3%)
Indebitamento finanziario netto 1.032,9 814,9 218,0 26,8%
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
2017 2016
Pro Forma
Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area RETI Adjusted* 332,6 276,8 55,8 20,2%
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 39,6% 35,3% 4,3 p.p.

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'EBITDA al 31 Dicembre 2017 si è attestato a € 332,6 milioni e registra un decremento di € 55,7 milioni rispetto al 31 Dicembre 2016.

La variazione dell'EBITDA è diretta conseguenza dell'iscrizione nel 2016 degli effetti conseguenti la pubblicazione della delibera 654/2015/R/eel dell'ARERA che ha modificato per il quinto periodo regolatorio, avente inizio il 1° gennaio 2016, il meccanismo attraverso il quale viene remunerato il capitale investito delle società di distribuzione di energia elettrica eliminando il cosiddetto regulatory lag e prevedendo una modalità di remunerazione alternativa all'incremento dell'1% del WACC previsto nel quarto periodo regolatorio valido per il quadriennio 2012-2015.

Al netto dell'iscrizione di tale provento l'EBITDA adjusted al 31 Dicembre 2016 si attesta a € 276,8 milioni inferiore a quello del periodo di osservazione di € 55,8 milioni.

In merito all'EBITDA si segnala inoltre una riduzione del margine energia (minori quantità e minori ricavi per il servizio di trasporto) solo in parte compensato dagli effetti perequativi relativi ad anni precedenti. L'andamento del periodo è inoltre caratterizzato dalla crescita di € 8,7 milioni dei costi capitalizzati del personale per effetto della diversa organizzazione del lavoro prodotta da Acea2.0 e dalla acquisizione della gestione della pubblica illuminazione.

Con riferimento al bilancio energetico, al 31 Dicembre 2017 areti ha immesso in rete 10.040 GWh in linea rispetto a quanto immesso nel 2016.

L'EBITDA del ramo della pubblica illuminazione è positivo per € 4,4 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2016 di € 1,4 milioni. La variazione è determinata dalla marginalità derivante dal Piano LED avviato alla fine di giugno 2016 sulla base di un accordo con Roma Capitale; nel 2017 sono stati sostituiti circa 88.403 corpi illuminanti per un ammontare complessivo di ricavi pari a € 22,7 milioni. Si segnala inoltre che nel corso del 2017 sono stati realizzati complessivamente 962 punti luce su richiesta sia di Roma Capitale (318 punti luce) che di clienti terzi (644 punti luce).

Acea Produzione ed Ecogena contribuiscono all'aumento dell'EBITDA per complessivi € 8,8 milioni grazie all'aumento del margine energia (+ € 3,9 milioni) del comparto della generazione idroelettrica che registra un incremento della produzione pari a circa il 12%.

Il costo del personale registra una riduzione di € 9,3 milioni rispetto al 31 dicembre 2016 per effetto dell'aumento delle ore destinate ad investimento nonché in conseguenza di una riduzione delle consistenze; infatti la consistenza media al 31 dicembre

2017 è pari a 1.366 unità, minore di 14 unità rispetto al 31 dicembre 2016.

Il risultato operativo risente di un incremento della componente ammortamenti (+ € 24,8 milioni) dovuto ai maggiori investimenti anche con riferimento al progetto di Acea2.0, della maggiore svalutazioni dei crediti (+€ 17,1 milioni) principalmente verso i soggetti privati del mercato di maggior tutela, le utenze di illuminazione perpetua e altri traders del mercato libero. Si segnala che nelle svalutazioni dei crediti sono ricompresi gli effetti derivanti dalla esposizione verso GALA. Tale svalutazione ammonta ad € 15,7 milioni.

L'indebitamento finanziario netto si è attestato, al 31 Dicembre 2017, ad € 1.032,9 milioni evidenziando un incremento di € 218,0 milioni rispetto al 31 Dicembre

Eventi significativi del 2017

GALA

Al 31 dicembre 2017 areti vanta crediti (per fatture scadute, a scadere e da emettere) per € 67 milioni comprensivi dei cd. oneri di sistema dovuti a GSE e CSEA.

Agli inizi del 2017 il grossista GALA ha interrotto i pagamenti dovuti ad areti ed agli altri distributori tra i quali ENEL, A2A ed Iren.

Agli inizi di aprile GALA è stata ammessa alla procedura di concordato in continuità finalizzato ad una ristrutturazione del debito con riserva di presentazione di un piano entro l'11 settembre.

Il 7 aprile 2017 areti ha proceduto alla escussione delle garanzie per l'ammontare di crediti scaduti di circa € 7 milioni e contestualmente ha richiesto a GALA l'integrazione delle garanzie medesime; la società ha rifiutato l'integrazione delle suddette garanzie, attraverso l'utilizzo strumentale di recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato in materia di versamento degli oneri di sistema, e ha presentato ricorso al Tribunale di Roma contro l'escussione delle garanzie. Il 12 aprile il Tribunale di Roma ha emesso un decreto cautelare «inaudita altera parte» che inibisce areti dall'esercizio della facoltà di escussione delle garanzie fissando l'udienza di comparizione per il 26 aprile.

A seguito di revoca del decreto cautelare, avvenuta con ordinanza del Tribunale di Roma del 30 maggio, areti ha notificato il 1° giugno la risoluzione contrattuale per mancato reintegro delle garanzie e contestualmente ha escusso le garanzie residue.

Essendo stato rigettato il reclamo di GALA contro l'ordinanza del 30 maggio e, di conseguenza, revocato il decreto cautelare emesso a favore di GALA contro la risoluzione contrattuale, il contratto di trasporto si è risolto il 26 luglio.

In relazione agli oneri di sistema, recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato hanno sostanzialmente statuito che:

le garanzie rilasciate dai venditori ai distributori non devono comprendere gli oneri generali di sistema

  1. Gli effetti sono principalmente da ricondurre al crescente volume di investimenti, all'incremento del pay out nonché alle dinamiche del cash flow operativo influenzate anche dall'aumentata esposizione verso GALA.

Gli investimenti si attestano a € 209,4 milioni e sono riferiti agli interventi sulla rete AT, MT e BT oltre ad una serie di interventi di ampliamento delle reti MT e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree. Gli investimenti realizzati da Acea Produzione si riferiscono principalmente ai lavori di revamping impiantistico della Centrale idroelettrica di Castel Madama, al progetto di ammodernamento della Centrale Tor di Valle e all'estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

questi ultimi devono essere versati ai distributori sulla base di quanto effettivamente riscosso a differenza di quanto attualmente stabilisce il sistema che prevede il pagamento sul fatturato.

Nelle more dell'appello presentato da ARERA contro le sentenze del TAR, è stata emanata la delibera 109/2017/R/eel con la quale è stato dato l'avvio ad un procedimento per l'individuazione di un meccanismo (perequativo) che tuteli l'esigenza dei venditori e dei distributori di non sopportare il rischio di mancato pagamento degli oneri generali di sistema da parte dei clienti finali. Tuttavia la delibera, impugnata da GALA, è stata sospesa dal Consiglio di Stato in data 29 maggio e rimessa al TAR per il merito.

Data la gravità della situazione che travolge, oltre ai principali distributori, anche le Pubbliche Amministrazioni che, tramite CONSIP, acquistavano l'energia da GALA e che, sulla base del quadro regolatorio vigente, saranno riversate nel mercato si salvaguardia, risulta ormai indifferibile l'individuazione di una soluzione di sistema che consenta di socializzare/perequare almeno gli oneri di sistema.

In questo quadro areti ha comunicato a GSE e CSEA che avrebbe corrisposto le quote di rispettiva spettanza tenendo conto di quanto maturato e non incassato sul fatturato riferito a Gala. Inoltre, areti ha inviato a ARERA un'istanza per l'attivazione di misure urgenti a copertura dei costi associati alla morosità, nell'immediato, nei confronti di Gala e, eventualmente, di altri venditori che dovessero ritrovarsi nelle medesime situazioni.

Rispetto alla posizione assunta nei confronti di GSE e CSEA, areti ha dovuto far fronte alle diffide al pagamento ricevute dai suddetti enti.

Il mancato pagamento degli oneri di sistema ha determinato in particolare il blocco dell'erogazione da parte a CSEA degli importi maturati a favore di areti per gli acconti di perequazione, motivo per cui areti ha deciso di procedere al versamento della quota in oggetto (€ 4,2 milioni), in modo da ottenere

l'immediata erogazione degli importi da parte di CSEA, precisando tuttavia nella lettera di accompagno come il versamento sia stato effettuato "senza che ciò valga quale riconoscimento del debito", rinviando alle sedi giudiziali l'accertamento circa la debenza da parte di areti nei confronti di CSEA delle somme non effettivamente incassate da GALA.

A seguito del ricorso depositato dal GSE il 2 ottobre u.s., è stato emesso decreto ingiuntivo nei confronti di areti con riferimento agli importi oggetto della prima diffida ricevuta, rispetto al quale in data 30 novembre u.s. è stato passato a notifica l'atto di opposizione al decreto ingiuntivo da parte di areti, la cui linea difensiva è informata al principio della qualificazione degli oneri generali di sistema come oneri di natura "parafiscale" che conseguentemente porta il distributore ad essere considerato quale mero soggetto passante dell'onere da corrispondere.

In data 1° dicembre 2017 è stata depositata da parte di areti la memoria di costituzione nell'ambito del contenzioso nei confronti della compagnia assicurativa Euroins (società garante di Gala), nonché l'ingiunzione al pagamento delle somme non versate dalla suddetta compagnia assicurativa, la quale in giudizio sta sostenendo l'assenza della propria obbligazione ad adempiere attraverso l'escussione della polizza fideiussoria da parte di areti. Nella memoria di costituzione areti conferma le medesime tesi difensive

Centrale Tor di Valle

Nel corso del mese di novembre, nel rispetto dei tempi contrattualmente previsti, è stata completata la realizzazione del progetto di ammodernamento della Centrale Tor di Valle, che prevede l'installazione di due motori a combustione interna ad alta efficienza di 9,5 MW ciascuno in assetto di cogenerazione ad alto rendimento.

Nel corso del mese di marzo 2017 è stata approvata una perizia di variante per apportare al progetto una serie di migliorie finalizzate ad incrementare il rendimento complessivo e a consentire di realizzare un sistema efficiente di utenza con il limitrofo depuratore

Provvedimenti sanzionatori dell'ARERA

In merito alla delibera 62/2014/S/eel dell'ARERA si è ancora in attesa della comunicazione delle risultanze istruttorie mentre per quanto riguarda la delibera 512/2013/S/eel dell'ARERA che fa seguito alla VIS

Progetti di innovazione tecnologica

Progetto pilota "Nuovo Piano Contatori Digitali"

Al fine di avviare le attività di analisi e progetto volte ad individuare la migliore tecnologia da impiegare in vista della fine del ciclo di vita dei contatori digitali attuali (2019-2020), areti ha proseguito gli approfondimenti già esposte nel giudizio nei confronti del GSE, richiedendo altresì che le due vicende processuali siano riuniti in un unico giudizio.

Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema. Tale disciplina prevede il riconoscimento dei crediti maturati dal 1° gennaio 2016, con istanza per il riconoscimento da presentare entro luglio 2018 prendendo a riferimento le fatture scadute da almeno 12 mesi.

Tale disciplina prevede che possano accedere al meccanismo solo i distributori che hanno versato a CSEA e al GSE la quota di oneri per la quale chiedono il reintegro. Sono state introdotte inoltre alcune restrizioni tali da non consentire l'integrale riconoscimento della quota relativa agli oneri generali.

Allo stato della situazione, anche tenuto conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti verso GALA con riferimento alla quota trasporto e lavori maturata al 31 dicembre 2017, nonché alla quota di oneri generali che non verrebbero riconosciuti (€ 15,7 milioni).

di Roma Sud: tale configurazione consente ad Acea Produzione di alimentare direttamente le utenze elettriche del contiguo depuratore mediante una interconnessione diretta.

In tale contesto è stata anche negoziata una anticipazione dell'entrata in esercizio del primo motore in assetto non cogenerativo entro il 31 luglio 2017.

Ciò ha consentito di iniziare l'alimentazione in SEU (Sistema Efficiente di Utenza) del Depuratore di Roma Sud, seppure in assetto parziale, a partire dal 3 agosto 2017.

60/11, dopo la presentazione del ricorso al TAR Lombardia da parte di areti, con la delibera 14/2016/C/eel l'ARERA ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato.

tecnici legati allo sviluppo ed al consolidamento dei nuovi standard in corso di normalizzazione a livello europeo, anche tenendo conto della delibera 87/2016/R/eel dell'8 marzo 2016 dell'ARERA, relativa alle «Specifiche funzionali abilitanti i misuratori intelligenti di seconda generazione».

Progetto Smart Grid

Con delibera ARG\elt 12/11, pubblicata in data 8 febbraio 2011, l'Autorità ha ammesso al trattamento incentivante il progetto pilota Smart Grid di areti. Si tratta di uno degli otto progetti smart grid ammessi al trattamento incentivante dall'Autorità a livello nazionale; il trattamento incentivante consiste nella maggiorazione di 2 punti percentuali del tasso di

Internet superveloce

Prosegue l'attività inerente il Protocollo di Intesa siglato a marzo 2013 tra ACEA, Fastweb e Telecom, e rinnovato ad aprile 2015 con Fastweb, Telecom e Vodafone, con l'obiettivo di estendere nel territorio di Roma Capitale la rete a banda ultra larga, che permette agli utenti di godere di una connessione Internet con banda di trasmissione pari o superiore a 100 Megabit al secondo. L'accordo, che prevede la realizzazione di circa 7.000 (4.600+2.400) nuovi punti di fornitura di energia elettrica, oltre a garantire il coordinamento delle attività delle quattro società, limita al massimo il

Progetto Resilience enhancement of a Metropolitan Area (RoMA)

Il progetto RoMA, finanziato dal Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca attraverso il Bando "Smart Cities and Communities and Social Innovation" (Decreto Direttoriale prot.n. 391/Ric del 5 luglio 2012) è iniziato nel novembre del 2013 e la sua durata è di 36 mesi; prolungato nel 2016 di ulteriori 12 mesi la data di fine progetto è traslata a fine ottobre 2017.

L'obiettivo è di realizzare strumenti finalizzati ad aumentare la Resilienza dell'area metropolitana di Roma. L'idea di Resilienza è quella di consentire ad uno specifico sistema di superare efficacemente le perturbazioni (di qualunque natura) che ne riducano le funzionalità, consentendo un ripristino rapido ed

Progetto DRONI

Nel corso del 2016 si è conclusa la sperimentazione del progetto DRONI che ha visto lo sviluppo di un velivolo teleguidato finalizzato principalmente alle verifiche ispettive delle linee elettriche aree, ma aperto anche a possibili ulteriori applicazioni.

Nel corso del primo semestre 2017, nell'ambito del processo formativo dei piloti, è stata ottenuta l'abilitazione al pilotaggio per aree non critiche per tre operatori, ed avviata la formazione estesa per

Progetto DIADEME

A fine 2016 Acea (Illuminazione Pubblica) è stata coinvolta nel progetto DIADEME (Distribuite metering for light regulAtion Derived from strEet and aMbient Evaluation).

Tale progetto, finanziato dalla Comunità Europea nell'ambito delle iniziative di innovazione tecnologica, è nato in risposta ad un bando specifico (LIFE15 CCM/IT/000110); la soluzione tecnologica individuata si basa su un sistema di illuminazione adattiva innovativo, che può garantire un significativo risparmio energetico attraverso la riduzione dei livelli di luminanza come previsto dalla normativa UNI 11248. Utilizzando una

remunerazione del capitale investito per la durata di 12 anni.

Il progetto è stato terminato nel 2015 ed in data 31 marzo 2016 è stata presentata la relativa relazione finale, così come previsto dalla delibera 183/2015/R/eel. Si è attualmente in attesa della Determina dell'ARERA per la definizione del riconoscimento economico del progetto.

disagio alla cittadinanza derivante dall'apertura di cantieri stradali. areti, considerata l'estensione del perimetro dell'accordo, investirà sino a fine progetto (31 dicembre 2017) circa € 11 milioni per la realizzazione della rete di alimentazione elettrica degli apparati elettronici di ultima generazione.

Al 31 dicembre 2017 areti ha attivato circa 12.487 nuovi punti di fornitura di energia elettrica evitando la sovrapposizione di interventi sul territorio comunale, per una lunghezza complessiva pari a circa 205 km di scavo.

efficace di tutte le sue funzioni. La Resilienza si costruisce, dunque, non solo cercando di mitigare le conseguenze delle perturbazioni una volta che esse siano avvenute ma si esplica, quasi con maggiore forza, nella previsione e nella prevenzione degli eventi. Le infrastrutture critiche principalmente considerate nel progetto sono costituite dalla rete di distribuzione dell'energia elettrica, dalla rete idrica e dalla rete di telecomunicazione di Telecom che insistono sul territorio di Roma Capitale. Il progetto prevede un impegno economico complessivo di circa € 11 milioni in tre anni di cui circa € 1,5 milioni in capo ad areti.

l'ottenimento della abilitazione per le "aree critiche", fase formativa che richiede di aver effettuato almeno 32 missioni in area non critica registrate sul libretto di volo.

Nell'ambito del progetto, inoltre, è stato depositato in data 6 giugno 2017 del brevetto relativo al "Sistema audio per ultrasuoni" (Domanda di Brevetto in Italia N. 102017000061758).

rete di sensori distribuiti, sarà possibile, infatti, monitorare il traffico, i livelli di luminanza, il rumore e l'inquinamento atmosferico di intere città.

Il sistema LIFE-DIADME sarà in grado di regolare, in maniera intelligente ed in tempo reale, il flusso luminoso che illumina la strada in funzione delle misure ottenute dai sensori.

Il progetto coprirà il periodo 2017/2019.

areti oltre a testare sul campo la soluzione proposta è coinvolta nel progetto per la parte infrastrutturale (installazione di sensori su circa 1.000 punti luce) nonché per la parte relativa alla gestione del sistema centrale.

A luglio 2017 sono stati installati i primi due sensori di campo; tali sensori sono attualmente in fase di consolidamento dal punto di vista meccanico.

Illuminazione Pubblica

Nel corso del 2017 sono stati realizzati complessivamente 962 punti luce su richiesta sia di Roma Capitale (318 punti luce) che di clienti terzi (644 punti luce). Con riferimento alle attività di ripristino a seguito di furti di cavi, si segnala che sono stati sperimentati dei nuovi cavi che utilizzano una nuova

Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 251,8 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle, che come detto è stata oggetto di un importante repowering completato a fine 2017. Quest'ultima, al posto del ciclo combinato, è provvista di due motori in assetto cogenerativo ad alto rendimento ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 19 MW, oltre a tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo per fornire energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessarie per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e -Mezzocammino nel Comune di Roma). Con il completamento della realizzazione dell'impianto di Tor di Valle si procederà alla dismissione del vecchio modulo di cogenerazione costituito da una turbina a gas in ciclo aperto da 19 MW elettrici, in esercizio dai

Cogenerazione

La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su due aree: il monitoraggio tecnicoeconomico degli impianti in esercizio ed i nuovi progetti in corso di realizzazione.

Nel 2017 a seguito della sottoscrizione del contratto di erogazione del Servizio Energia con ENI è stata effettuata la progettazione dell'ampliamento dell'impianto Europarco ed avviata la gara per l'affidamento dei lavori.

Sono proseguite le iniziative previste dal piano di risanamento per il rilancio della società:

  • Riduzione dei costi di manutenzione. La risoluzione del contratto di conduzione e manutenzione con BEIT (gruppo Bosch), pur essendo risultato particolarmente oneroso, ha consentito la riduzione dei costi di manutenzione;
  • Recupero dei crediti - Sottoscrizione dei subentri per i Condomini PDR: allo scopo di ridurre l'eccessiva esposizione della società, sono stati formalizzati alcuni importanti subentri nei contratti di Servizio Energia con altrettanti

Nel corso dei primi mesi del 2018 è prevista l'installazione dei sensori sui primi 100 pali (fase 1° del progetto).

tipologia di cavo elettrico, in alluminio ramato che, combinando una minore quantità di rame con l'alluminio, comporta come primo e principale vantaggio la difficile separazione, se non mediante mezzi e processi industriali, dei due metalli.

primi anni '80, in coerenza con quanto previsto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata

A questa dotazione vanno aggiunti gli impianti fotovoltaici rimasti in capo ad Acea Produzione a seguito della suddetta scissione totale di Acea Reti e Servizi Energetici per una potenza installata pari a 8,6 MWp.

Nell'esercizio 2017 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 424,5 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 372,2 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini idro di 2,6 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 38,1 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 11,6 GWh.

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 72,6 GWht, per un totale di 2.852 utenze servite (251 condomini e 2.601 unità immobiliari).

condomini del complesso Porte di Roma e contemporaneamente sottoscritti i piani di rientro dei crediti;

  • Revisione organica di alcuni contratti attivi allo scopo di ridurre i contenziosi ed i crediti nei confronti dei clienti finali - Sottoscritto addendum Sigma Tau: è stato sottoscritto un addendum al contratto Sigma Tau che prevede un incremento dello sconto per il Cliente e di contro la rinuncia al diritto di recesso anticipato;
  • Risoluzioni di alcuni contratti che generano perdite quali Villa Flaminia. Su tale fronte sono inoltre in corso contatti con i Condomini serviti dall'impianto di Torrino Nord per valutare la possibile vendita dell'impianto.
  • Sviluppo Europarco: in parallelo alle trattative commerciali con Fondo UpSide ed ENI è stata avviata la fase di progettazione preliminare per la realizzazione delle opere necessarie all'ampliamento del Servizio agli edifici della fase 2.

Area Industriale Ingegneria e Servizi

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 31/12/17 31/12/16 Variazione Var. %
Verifica tecnico-professionale Numero imprese 74 124 (50) (40,3%)
Ispezioni in cantiere Numero ispezioni 8.884 5.513 3.371 61,1%
Coordinamenti della Sicurezza Numero CSE 112 44 68 154,5%
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi 84,4 42,7 41,7 97,9%
Costi 69,8 28,1 41,8 149,0%
Margine operativo lordo (EBITDA) 14,5 14,6 (0,1) (0,4%)
Risultato operativo (EBIT) 11,5 11,5 (0,1) (0,4%)
Dipendenti medi (n.) 319 181 138 76,2%
Investimenti 0,8 1,8 (0,9) (53,0%)
Indebitamento finanziario netto 12,3 (1,8) 14,1 n.s.
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
2017 2016 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi 14,5 14,6 (0,1) (0,4%)
Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%
Peso percentuale 1,7% 1,9% (0,1 p.p.)

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

L'Area, costituita in conseguenza delle modifiche organizzative di maggio 2017, chiude l'esercizio 2017 con un EBITDA di € 14,5 milioni in linea con l'esercizio precedente.

Il contributo all'EBITDA della Società TWS, consolidata per la prima volta a partire dal 1° trimestre 2017, è pari a € 0,6 milioni: tale società contribuisce alla crescita dei ricavi dell'area per € 17,2 milioni.

Nell'Area è compresa anche Ingegnerie Toscane che registra un EBITDA di € 1,8 milioni sostanzialmente in linea rispetto all'esercizio precedente.

L'organico medio al 31 Dicembre 2017 si attesta a 319 unità e risulta in aumento rispetto al 31 Dicembre 2016 (erano 181 unità) per gli effetti derivanti dal ramo

Eventi significativi del 2017

ACEA Elabori, nell'ambito delle attività di ricerca e innovazione nel settore idrico, ambientale ed energetico, sviluppa progetti di ricerca applicata finalizzati all'innovazione tecnologica.

Nel 2017 sono state effettuate attività per le società del Gruppo nei settori caratteristici. In particolare dall'avvio del secondo semestre molte risorse e competenze sono state focalizzate su attività straordinarie connesse all'emergenza idrica della città di Roma. Le attività sono state indirizzate a recuperare risorsa attraverso: i) efficientamento reti idriche e ii) recupero da fonti di approvvigionamento. Le prime sono state così articolate:

Facility Management trasferito da ACEA alla fine dello scorso esercizio.

Gli investimenti si attestano a € 0,8 milioni e si riferiscono principalmente agli sviluppi informatici relativi al progetto Acea2.0.

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2017 è pari ad € 12,3 milioni e registra un peggioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2016 di € 14,1 milioni dovuto in parte (€ 7,5 milioni) al consolidamento di TWS oltre che all'incremento del fabbisogno generato dalle variazioni del circolante con particolare riferimento ai rapporti infragruppo.

  • attività di ricerca perdite con metodi acustici per circa 5.400 Km di rete di rete idrica della città. Complessivamente sono stati monitorati 10.000 km di rete di distribuzione con individuazione di circa 2.000 perdite occulte;
  • attività di efficientamento della rete della città di Roma, dando priorità ad alcune porzioni di territorio caratterizzate da elevato immesso in rete;
  • definizione di interventi o riconfigurazioni assetti di rete (verifica perimetrazioni distretti idrici e ottimizzazione delle pressioni), che possano

anch'essi contribuire alla riduzione dell'immesso con lo scopo di recuperare risorsa.

In merito alle attività di recupero da fonti di approvvigionamento sono state poste in essere una serie di attività di supporto al gestore per il

Andamento della gestione

Acea Elabori fornisce servizi di ingegneria, laboratorio, ricerca e innovazione nei settori del ciclo delle acque, del ciclo dei rifiuti e dell'energia nonché i servizi di gestione del patrimonio e facility management, in forma trasversale a tutte le aree di interesse del Gruppo ACEA.

Le attività effettuate riguardano i diversi campi di interesse tecnico-gestionale che comprendono: i controlli analitici sul ciclo integrato delle acque e dei

Attività di laboratorio

Il laboratorio offre servizi analitici sulle diverse matrici ambientali connessi con le prescrizioni dettate dalle normative di riferimento.

Nel 2017, nell'ambito delle attività analitiche effettuate sulle acque destinate al consumo umano, sono stati effettuati servizi analitici su 12.455 campioni e prodotte 420.011 determinazioni analitiche contro le 443.493

Attività di ingegneria

La Società fornisce servizi di ingegneria alle società dell'Area Idrico, in particolare ad ACEA Ato2 e ACEA Ato5.

Nel corso degli ultimi anni, la Società ha consolidato lo sviluppo delle attività di ingegneria anche nelle altre Aree del Gruppo con la progettazione e la direzione dei lavori di opere per la valorizzazione dei rifiuti e per la produzione di energia idroelettrica e termoelettrica e con attività correlate "specialistiche e di supporto".

La progettazione, così come previsto dalle vigenti normative (D.lgs. 18/04/16 n. 50 e ss.mm.ii.), per livelli di approfondimento successivi: Studio di fattibilità tecnico-economica (Preliminare) – Definitivo – Esecutivo.

Nel corso del 2017 in termini di volumi è stata sviluppata un'attività di progettazione per un totale di 112 progetti equivalenti ai vari livelli di definizione (45 studi di fattibilità tecnico economica (preliminari), 43 definitivi e 24 esecutivi/appalti integrati) per un importo di progettazione equivalente di circa € 126,3 milioni. Le attività di progettazione hanno riguardato sia interventi nel campo della depurazione e fognatura, in particolare

Attività di ricerca e innovazione

La Società svolge attività di Ricerca e Innovazione nel settore idrico, ambientale ed energetico e sviluppa progetti di ricerca applicata finalizzati all'innovazione tecnologica.

Le attività per l'Area Idrico sono ad ampio spettro e riguardano i diversi aspetti dell'intero ciclo dell'acqua: dalla tutela delle risorse idriche all'ottimizzazione del loro utilizzo; dalla depurazione delle acque reflue al

superamento dell'emergenza idrica 2017 che hanno portato alla emissione di specifiche relazioni ed al recupero di portate precedentemente non captate/utilizzate.

rifiuti; la tutela e l'ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse idriche; la progettazione e realizzazione delle opere per il servizio idrico integrato e per il trattamento - smaltimento - valorizzazione energetica dei rifiuti e per la produzione di energia idroelettrica e termoelettrica.

Di seguito si dettagliano per i diversi settori di business della società i principali dati:

determinazioni analitiche dell'anno 2016. Con riferimento ai controlli effettuati per le acque reflue (sistemi fognari e depurativi gestiti dal Gruppo Acea) sono stati analizzati 8.595 campioni per un totale di 215.377 determinazioni analitiche (6.466 campioni e 149.584 determinazioni analitiche nel 2016).

finalizzati all'eliminazione degli scarichi non a norma, sia interventi nel campo idrico-potabile, finalizzati al miglioramento del servizio e all'eliminazione delle fonti di approvvigionamento non a norma in termini di qualità delle acque.

L'attività di direzione dei lavori svolta nell'anno ha riguardato 59 appalti, per conto di ACEA Ato2, 5 appalti per conto di ACEA Ato5 e 14 appalti per conto delle Aree Ambiente e Commerciale e Trading. I lavori eseguiti per conto di ACEA Ato2 hanno riguardato la realizzazione di opere relative al sistema di distribuzione delle acque, quali condotte adduttrici, alimentatrici, reti idriche e serbatoi di compenso, ed opere relative al settore ambientale, quali collettori e reti fognarie, potenziamento/adeguamento o nuova realizzazione di impianti di depurazione e revamping tecnologici.

L'attività di direzione dei lavori ha riguardato anche l'esecuzione di scavi archeologici e bonifica degli ordigni bellici necessari per l'acquisizione delle autorizzazioni preventive in fase di progettazione e realizzazione delle opere.

trattamento delle acque destinate al consumo umano, dal monitoraggio ambientale alla definizione e realizzazione di reti di monitoraggio, dalla razionalizzazione della gestione delle reti idriche allo sviluppo di modelli di deflusso dei bacini fognari.

Le attività per le Aree Ambiente ed Infrastrutture Energetiche sono orientate alle valutazioni di impatto ambientale ed ai processi di trattamento industriale.

Corporate

Risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi 120,5 112,2 8,2 7,3%
Costi 134,2 114,4 19,8 17,3%
Margine operativo lordo (EBITDA) (13,7) (2,1) (11,6) n.s.
Risultato operativo (EBIT) (61,6) (22,1) (39,5) 178,9%
Dipendenti medi (n.) 589 622 (33) (5,3%)
Investimenti 10,7 13,2 (2,5) (19,1%)
Indebitamento finanziario netto 257,3 332,1 (74,8) (22,5%)
Margine Operativo Lordo (EBITDA) Adj
(€ milioni)
2017 2016 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Corporate (13,7) (2,1) (11,6) n.s.

Margine operativo lordo GRUPPO Adjusted* 840,0 784,8 55,2 7,0%

Peso percentuale (1,6%) (0,3%) (1,4 p.p.)

* Il MOL 2016 del Gruppo è rappresentato al netto degli effetti derivanti dall'eliminazione del cd. regulatory lag

ACEA chiude l'esercizio 2017 con un livello negativo di EBITDA pari ad € 13,7 milioni (- € 11,6 milioni rispetto al 31 Dicembre 2016), essenzialmente per il venir meno del margine originato dalla gestione del servizio di Facility Management conferito, alla fine del 2016, ad Acea Elabori e dei ricavi per l'occupazione degli spazi della sede per la quota ceduta alle controllate areti e ACEA Ato2.

L'organico medio al 31 Dicembre 2017 si attesta a 589 unità e risulta in riduzione rispetto all'esercizio precedente (erano 622 unità). Tale diminuzione è influenzata soprattutto dalla cessione del ramo Facility Management (la riduzione riguarda 55 risorse trasferite da ACEA ad Acea Elabori).

Gli investimenti si attestano a € 10,7 milioni e, rispetto al 2016, si riducono di € 2,5 € milioni. Gli investimenti si riferiscono principalmente agli sviluppi informatici relativi al progetto Acea2.0.

Eventi significativi del 2017

Si segnala che all'inizio del mese di giugno il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita del complesso immobiliare Autoparco sito in Piazzale dei Partigiani, accogliendo così la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area. Da tale sentenza discende da un lato la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni) e dall'altro la reiscrizione del complesso immobiliare nel patrimonio di ACEA che

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2017 è pari a € 257,3 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2016 di € 74,8 milioni. Tale variazione discende dalla crescita dei crediti verso controllate per i rapporti di tesoreria accentrata compensati in parte dall'incremento del debito finanziario aumentato per rispondere al fabbisogno di Gruppo e di ACEA generato dalle variazioni del circolante, fra cui il pagamento di debiti verso fornitori e per gli investimenti effettuati nel corso dell'esercizio.

Si segnala che ha contribuito alla riduzione dell'EBIT la perdita di valore delle immobilizzazioni pari a € 9,5 milioni; tale svalutazione si riferisce all'adeguamento del valore dell'Autoparco a seguito della pronuncia del Tribunale di Roma (sentenza n. 11436/2017).

Nel corso del 2017 si è registrato un incremento degli accantonamenti fondo rischi e oneri pari complessivamente a € 14,5 milioni di euro di cui € 6,5 milioni si riferiscono all'esodo e mobilità ed € 5 milioni a rischi su partecipate.

comporta l'adeguamento del valore dell'Autoparco al valore contabile al momento della vendita. C'è infine da segnalare che il Tribunale ha rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad ACEA con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. Per ulteriori dettagli si veda il paragrafo della Nota "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

Fatti di Rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio

Pubblicate le Liste per la nomina del Consiglio di Amministrazione

In data 4 aprile 2017 Acea ha reso noto chele liste dei candidati al Consiglio di Amministrazione, corredate dalla relativa documentazione richiesta dalla disciplina vigente, depositate nei termini dagli azionisti, in vista dell'Assemblea convocata per il 27 aprile e per il 4 maggio 2017, rispettivamente in prima e seconda

convocazione, sono a disposizione del pubblico presso la sede sociale, nell'apposita sezione del sito internet della società (www.acea.it, sezione Assemblea Azionisti 2017) e presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato , consultabile all'indirizzo .

Acea S.p.A. L'Assemblea degli azionisti approva Bilancio 2016 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,62 euro per azione, nomina il CdA, nomina Luca Alfredo Lanzalone Presidente del CdA e conferisce a PwC l'incarico di revisione per nove esercizi (2017 – 2025)

Il 27 aprile 2017 l'Assemblea degli Azionisti di Acea S.p.A. ha approvato il Bilancio d'esercizio e ha presentato il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2016. L'Assemblea ha altresì deliberato la destinazione dell'utile civilistico di Acea S.p.A. nonché la distribuzione di un dividendo complessivo di € 131.779.702,35, pari ad € 0,62 per azione, che è stato messo in pagamento a partire dal 21 giugno 2017 con stacco cedola in data 19 giugno e record date il 20 giugno.

compensi. Il Consiglio di Amministrazione resterà in carica per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio 2019. L'elezione dei componenti dell'Organo amministrativo è avvenuta con voto di Lista, secondo le modalità stabilite all'articolo 15 dello Statuto Sociale. Luca Alfredo Lanzalone è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione. L'Assemblea ha infine deliberato, ai sensi del D. Lgs. 27/1/2010, di conferire alla società PricewaterhouseCoopers S.p.A. l'incarico di revisione legale dei conti di Acea S.p.A. per gli esercizi 2017- 2025, approvando il relativo compenso.

L'Assemblea degli Azionisti ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione definendone i relativi

Acea S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione di Acea ha nominato Stefano Antonio Donnarumma Amministratore Delegato

Il 3 maggio 2017 il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A. ha nominato Stefano Antonio Donnarumma Amministratore Delegato della Società.

Il Consiglio ha, inoltre, approvato l'assetto dei poteri, riconoscendo al Presidente Luca Alfredo Lanzalone il compito istituzionale di rappresentare la Società, convocare e presiedere i lavori del Consiglio. Le competenti strutture riporteranno funzionalmente al Presidente con riferimento alle attività relative: (i) agli Affari Istituzionali; (ii) alle Relazioni Esterne e Comunicazione non riferite alle attività

operative/industriali/commerciali; (iii) all'Audit; (iv) alla Segreteria del Consiglio di Amministrazione. All'Amministratore Delegato sono stati conferiti, in linea con l'assetto precedente, tutti i poteri per la gestione ordinaria della Società e del Gruppo. Il Consiglio procederà a ricostituire al proprio interno i vari Comitati in occasione di una prossima riunione. Il Consiglio ha, inoltre, confermato Demetrio Mauro Dirigente Preposto alla Redazione dei Documenti Contabili Societari.

Acea S.p.A. Scadenza delle condizioni sospensive del contratto preliminare per l'acquisizione del 100% di Idrolatina

Il 30 maggio 2017 è scaduto il termine per l'avverarsi delle Condizioni Sospensive del contratto preliminare e, pertanto, a decorrere dal 31 maggio 2017 tale contratto si risolve automaticamente e cessa di essere efficace.

Acea S.p.A. Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con Alberto Irace

Il 28 giugno 2017 Il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A. presieduto dall'Avvocato Luca Alfredo Lanzalone, previa valutazione dei Comitati per le Nomine e la Remunerazione e per le Operazioni con le Parti Correlate, composti da soli Consiglieri Indipendenti, con riferimento alla risoluzione del rapporto di lavoro subordinato in essere con Alberto Irace, iniziato il 1° marzo 2007, ha approvato la corresponsione a quest'ultimo della somma di euro 1.680.000 a titolo di incentivo all'esodo (da erogarsi entro 30 giorni) oltre alle competenze di fine rapporto (che saranno pagate nei normali termini contrattuali) ed alla retribuzione variabile, in relazione al periodo di

servizio, che sarà liquidata secondo le tempistiche aziendali vigenti.

Tale attribuzione è stata determinata in ossequio alle disposizioni di legge e di contratto applicabili, nonché in conformità ed in coerenza con quanto indicato nella politica di remunerazione adottata da Acea S.p.A. con il coinvolgimento del Comitato per le Nomine e la Remunerazione, illustrata nella Relazione sulla Remunerazione predisposta ai sensi dell'art. 123-ter del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 13 marzo 2017 e sottoposta, con esito favorevole, al voto consultivo dell'Assemblea degli Azionisti tenutasi in data 27 aprile 2017. In aggiunta alla suddetta indennità, Acea S.p.A. corrisponderà a Irace l'importo

di Euro 20.000, a fronte di rinunce specifiche effettuate dal dipendente nell'ambito della risoluzione del rapporto, e consentirà altresì a quest'ultimo l'utilizzo

Crisi idrica: Ordinanze della Regione Lazio

Il 5 luglio, la Regione Lazio ha emanato il decreto presidenziale n. T00116 con il quale è stato dichiarato lo stato di calamità naturale per l'intero territorio a causa della grave crisi idrica determinatasi per l'assenza di precipitazioni meteorologiche e in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni. Con il citato decreto la Regione Lazio ha, tra l'altro, richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile, considerata la intensità del fenomeno verificatosi e i rilevanti danni causati, la dichiarazione dello stato di emergenza con conseguenti sostegni finanziari e l'adozione di urgenti e straordinari provvedimenti dello Stato, finalizzati a fronteggiare adeguatamente la grave situazione emergenziale.

per alcuni mesi dell'alloggio e dell'auto aziendali. Non sussistono patti di non concorrenza.

Con ordinanza del 21 luglio 2017, la Regione Lazio ha determinato la sospensione del prelievo dell'acqua dal lago di Bracciano a partire dal 28 luglio e fino alla fine dell'anno; la sospensione ha la finalità di consentire il ripristino del livello naturale delle acque del lago e della loro qualità. La medesima ordinanza prevede l'obbligo a carico di ACEA Ato2 di trasmettere alla Regione i dati giornalieri del livello idrometrico del bacino.

Nelle more dell'approvazione del decreto sullo stato di calamità naturale da parte del Consiglio dei Ministri, la Regione Lazio ha deciso di prorogare al 1° settembre la sospensione introducendo la possibilità di una captazione minima di 400 l/s fino al 10 agosto e di 200 l/s dall'11 agosto alla fine del mese.

Acea S.p.A. Il CdA nomina Giuseppe Gola Direttore Amministrazione Finanza e Controllo

Il 3 agosto 2017 il CdA ha nominato con decorrenza 1° settembre 2017 Giuseppe Gola Direttore Amministrazione Finanza e Controllo di ACEA S.p.A

nonché Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di ACEA SpA.

Acea S.p.A. e Open Fiber per realizzare la rete del futuro a Roma

Il 3 agosto 2017 Acea e Open Fiber hanno siglato un Memorandum of Understanding ("MoU") che definisce i termini e le condizioni per l'avvio di una partnership industriale strategica per la realizzazione di una rete di comunicazioni elettroniche a banda ultra-larga sul territorio del Comune di Roma. Il Memorandum con durata fino al 31 dicembre 2017 configura il ruolo di ACEA come fornitore di infrastrutture. In particolare, è previsto che ACEA conceda l'utilizzo dell'infrastruttura di proprietà (o comunque nella propria disponibilità) a Open Fiber, fornendo i dati cartografici e il supporto necessario all'individuazione delle infrastrutture per la realizzazione della rete. ACEA potrà contribuire anche alla realizzazione fisica della rete. Open Fiber avrà il compito di (i) individuare l'architettura di rete e, qualora ACEA manifesti interesse in svolgere tale attività, fornire a quest'ultima le specifiche tecniche per

la progettazione e la realizzazione delle opere, (ii) fornire servizi di rete e commerciali ad ACEA in modalità wholesale (come la locazione di porzioni di rete, di collegamenti e di servizi attivi), e (iii) assicurare il passaggio del know-how tecnico e tecnologico a favore di ACEA funzionale allo sviluppo dei propri servizi (telecontrollo degli impianti e/o servizi di tipo Smart City).

Qualora ACEA lo richieda, le parti potranno costituire una società, a maggioranza ACEA, per lo sviluppo di progetti nell'ambito "Smart City".

È infine previsto un impegno reciproco delle parti a non avviare discussioni con terzi, relative alla realizzazione di una rete di comunicazioni elettroniche sul territorio del Comune di Roma o anche su parte di esso, per tutta la durata dell'MoU.

Acea S.p.A. Il Cda approva il Piano Industriale 2018-2022 focalizzato su investimenti sulla resilienza infrastrutturale e sull'innovazione

Il 28 novembre 2017 il Consiglio di Amministrazione di ACEA ha approvato il Piano Industriale del Gruppo relativo al periodo 2018 – 2022 focalizzato su investimenti sulla resilienza infrastrutturale e sull'innovazione.

Il nuovo Piano Industriale si fonderà su quattro pilastri strategici che si identificano in una forte crescita industriale, focalizzata sullo sviluppo infrastrutturale e su un approccio orientato al cliente. Una costante attenzione al territorio basata su uno sviluppo sostenibile orientato alla decarbonizzazione attraverso una maggiore elettrificazione dei consumi e il recupero di materia nel ciclo di trattamento di rifiuti, in un'ottica di economia circolare. Il terzo pilastro punta sull'innovazione tecnologica che, con oltre 400 milioni di Euro di investimenti, permetterà una maggiore automazione dei processi industriali, una migliore resilienza delle infrastrutture, in ottica "Smart Grid" e "Smart City". Il quarto pilastro si concentra sull'efficienza operativa e performance improvement attraverso il rigore nella gestione di costi e investimenti, con conseguenti risparmi per circa € 300 milioni nell'arco di Piano.

Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio

Acea S.p.A. e Open Fiber: accordo per l'evoluzione delle reti e lo sviluppo di servizi innovativi per la città di Roma

Il 12 gennaio 2018 l'Amministratore Delegato di Acea S.p.A. Stefano Donnarumma e Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, a seguito del Memorandum of Understanding firmato il 3 agosto scorso, hanno siglato un'intesa che definisce termini e condizioni del complessivo accordo industriale per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda ultra larga nella città di Roma. Il progetto prevede la realizzazione di un'infrastruttura in fibra ottica di ultima generazione destinata a offrire connettività ultraveloce

agli abitanti della Capitale nell'arco dei prossimi cinque anni. La rete abiliterà una serie di servizi nel campo della cultura, della sanità, del sociale e dello sviluppo delle imprese e della Pubblica Amministrazione, anche attraverso la realizzazione di nuove applicazioni per le TLC e il telecontrollo delle reti elettriche, e idriche. A tal fine, ACEA renderà disponibili a Open Fiber le proprie infrastrutture per la posa della fibra ottica, minimizzando così l'impatto dei lavori in città.

Acea S.p.A. Il Cda delibera l'emissione di uno o più prestiti obbligazionari

Il 23 gennaio 2018 il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A. ha autorizzato l'emissione, a valere sul proprio Programma EMTN (Euro Medium Term Notes), di uno o più prestiti obbligazionari, non subordinati, per

un controvalore complessivo nominale fino a un massimo di € 1 miliardo, da collocare presso investitori istituzionali e quotare presso la Borsa del Lussemburgo, da effettuarsi entro il 15 luglio 2018.

Acea S.p.A. Collocamento di emissioni obbligazionarie per € 1 miliardo

Il 1° febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari ad € 300 milioni della durata di 5 anni a tasso variabile (le "Obbligazioni 2023") ed € 700 milioni della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (le "Obbligazioni 2027"), a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 3 miliardi, come da ultimo modificato il 17 luglio 2017 e successivamente integrato il 23 gennaio 2018. Il prestito obbligazionario è destinato esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato. L'emissione ha avuto successo, ricevendo richieste pari a oltre 2,5 volte l'ammontare delle Obbligazioni offerte, da investitori di rango primario e rappresentativi di numerose aree geografiche. Le obbligazioni, che hanno un taglio

unitario minimo di € 100.000 pagano una cedola lorda annua pari a Euribor 3 mesi oltre 0,37% per le Obbligazioni 2023 e al tasso fisso dell'1,5% per le Obbligazioni 2027. Le Obbligazioni 2023 a tasso variabile sono state collocate a un prezzo di emissione pari al 100%, mentre le Obbligazioni 2027 a tasso fisso sono state collocate a un prezzo di emissione pari al 98,138%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata fissata per il giorno 8 febbraio 2018. Da tale data le obbligazioni saranno quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo. E' previsto che Fitch Ratings e Moody's attribuiscano all'emissione un rating rispettivamente pari a BBB+ e Baa2.

Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi regolatori e normativi, rischi operativi e ambientali, rischi di mercato, rischio liquidità, rischio di credito ed a rischi connessi al rating. Al fine del contenimento di tali rischi il Gruppo ha posto in essere attività di analisi e di monitoraggio che sono di seguito dettagliate.

Rischi Regolatori e Normativi

È noto che il Gruppo ACEA opera prevalentemente nei mercati regolamentati ed il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. Pertanto il Gruppo si è dotato di una struttura che possa intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazioni locali e nazionali.

La natura del business espone inoltre il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.lgs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori, oltre che a rischi di non conformità alla normativa a tutela della

Le regole di assetto territoriale e di governance del servizio idrico integrato continuano ad essere oggetto di specifici interventi normativi; in particolare con riferimento ai provvedimenti connessi al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali a rilevanza

Tra i rischi normativi sono comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo ACEA alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti, , e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14011:2015 e BS OHSAS 18001:2007), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

Al riguardo, alcuni delitti di nuova introduzione sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

La Legge 199 del 2016 in vigore dal 4 novembre 2016, ha modificato l'art. 603-bis del codice penale, «Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro», e lo ha inserito fra i reati presupposto all'art. 25-quinquies.

È necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di predisposizione della relazione sulla gestione corrente, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente documento, che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo ACEA.

Tale struttura assicura il monitoraggio della evoluzione normativa, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nella coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua.

concorrenza , ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).

economica (Riforma MADIA) e in materia ambientale con il c.d. Collegato Ambientale (Green Economy). Ulteriori sviluppi sono attesi dal più volte citato progetto di legge ex Daga (S 2343), quando avrà terminato il suo complesso iter approvativo.

Il D.lgs. 38 del 2017 in vigore dal 14 aprile 2017, ha modificato l'art. 2635 «Corruzione tra privati» del Codice Civile e ha introdotto ex novo l'art. 2635 bis «Istigazione alla corruzione tra privati» inserendolo nel catalogo dei reati presupposto del D.lgs. 231/2001 all'art. 25-ter, comma 1, lettera s-bis).

La Legge 30 novembre 2017, n. 179, in vigore dal 29 dicembre 2017, ha introdotto, nel D.lgs. 231/2001 ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dell'art. 6, la tutela del dipendente o collaboratore che segnali illeciti o violazioni relative al modello di organizzazione e gestione dell'ente di cui sia venuto a conoscenza per ragioni del suo ufficio (cd. "Whistleblowing").

Ulteriori reati presupposto introdotti nel corso del 2017, ovvero:

Legge 17 ottobre 2017, n. 161 in vigore dal 19 novembre 2017, che all'art. 30, co. 4, che ha inserito i commi 1-bis, 1-ter e 1-quater nell'art. 25-duodecies "Impiego di cittadini di paesi il cui soggiorno è irregolare" del D.lgs. 231/01;

cd. Legge europea 2017, approvata definitivamente in data 8 novembre 2017 ed entrata in vigore il 12 dicembre 2017, la quale, all'art. 5, comma 2, che introduce nel D.lgs. 231/01 l'art. 25-terdecies "Razzismo e xenofobia", sanzionando l'ente in caso di commissione dei delitti di cui all'art. 3, comma 3-bis, della legge 13 ottobre 1975, n. 654;

pur essendo stati presi in considerazione, sono stati valutati come difficilmente realizzabili nell'ambito delle attività aziendali.

Con Legge 22 maggio 2015, n. 68 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 28 maggio 2015, n. 122) sono state approvate nuove disposizioni in tema di reati ambientali.

In particolare, la citata Legge 68/2015 introduce, nel Codice Penale, il nuovo Titolo VI-bis -"Dei delitti

Si informa che talune società consolidate sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Si specifica che le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti

Rischi operativi e ambientali

ACEA Ato2 – criticità connesse all'esistenza di scarichi non a norma

La sottoscrizione della Convenzione di Gestione ha sancito ufficialmente l'obbligo del trasferimento ex lege dei servizi idrici integrati dei Comuni appartenenti all'ATO2 (ad eccezione dei servizi tutelati e, successivamente, in base art. 148 comma 5 del D.lgs. N°152 del 3 aprile 2006, anche dei comuni fino a 1.000 abitanti che hanno la facoltà di non aderire al S.I.I.). In realtà i tempi e le modalità attuative di tale trasferimento sono stati disattesi dagli eventi, a causa sia della mancata disponibilità da parte di alcune Amministrazioni Comunali all'effettivo trasferimento del Servizio, sia della impossibilità per il Gestore, in particolare a partire dal 2007, di acquisire la gestione di impianti idrici, fognari e depurativi non conformi alle

La situazione di vera e propria emergenza ambientale ha richiesto anche interventi di natura istituzionale. Infatti la Regione ha sottoscritto nel 2008 un "Protocollo d'intesa per l'attuazione del piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell'emergenza scarichi nell'ATO2 – Lazio Centrale – Roma" con cui ha inteso disporre appositi finanziamenti per l'attuazione di alcuni degli interventi mirati al superamento dell'emergenza.

Ad oggi, grazie al notevole sforzo tecnico ed economico prodigato, sono stati collettati a depurazione 181 scarichi. Rimangono 65 scarichi ancora attivi di cui 37 inseriti in piani di intervento che sta curando ACEA Ato2 e 28 da eliminare a cura dei Comuni o della Regione con finanziamenti pubblici.

E' stato predisposto nei primi mesi del 2016, alla luce della Delibera 644/15, l'aggiornamento del Programma degli Interventi per il periodo 2016-2019 con indicazioni fino a fine concessione (2032). Tale

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo ACEA, si evidenziano infine quelli derivanti dal nuovo Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR; ACEA ha già avviato una ricognizione dei processi aziendali più esposti, finalizzata alla costituzione di un modello di Governance della Privacy e all'integrazione dei nuovi principi previsti dalla normativa.

contro l'ambiente" e modifica gli art. 257 e 260 del D.lgs. 152/2006.

I delitti di nuova introduzione vanno ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del gruppo non coinvolte.

norme di legge vigenti per non sottoporsi e/o sottoporre i propri dirigenti alla conseguente azione penale da parte della magistratura.

Le maggiori criticità sono derivate infatti dalla presenza di scarichi ancora non depurati e/o impianti di trattamento esistenti da rifunzionalizzare e/o adeguare a nuovi limiti di emissione determinati dall'Autorità di Controllo a seguito di una diversa valutazione del regime idrologico dei corsi d'acqua ricettori o, addirittura, della natura del recettore (suolo anziché corso d'acqua) per aver ritenuto lo scarico di alcuni depuratori sul suolo nei casi di corsi d'acqua asciutti trovati asciutti all'atto dei controlli.

Programma è parte della documentazione posta alla base dell'istanza tariffaria, che in base all'art. 7.5 della Delibera 664/15 è stata trasmessa all'ARERA per la relativa approvazione. Detto Programma degli Interventi è stato approvato dalla Conferenza dei Sindaci il 27 luglio 2016 e, successivamente, dall'ARERA con deliberazione 674 del 17 novembre 2016 nell'ambito dell'approvazione dello specifico schema regolatorio, recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2016-2019, proposto dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 Lazio Centrale Roma.

È stata inoltre emanata in data 27 dicembre 2017 la Deliberazione 918/2017/R/idr dell'ARERA per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffare del SII (anni 2018 e 2019), recependo anche la Deliberazione 917/2017/R/idr sulla Regolazione della qualità tecnica del SII, che prevede l'aggiornamento del programma degli interventi, del piano economico

finanziario e della convenzione di gestione, e ne dispone la trasmissione all'Autorità entro il 30 aprile

Nei primi anni di gestione, dal 2003 in poi, sono stati realizzati investimenti scontando in fase di avvio del SII la scarsa conoscenza degli impianti via via acquisiti dai Comuni e la necessità di elaborare una progettazione mirata a risolvere i problemi più critici soprattutto relativi al comparto igienico sanitario. I tempi conseguenti a tale progettazione e alle autorizzazioni all'uopo necessarie per la cantierizzazione delle opere hanno ritardato di fatto la realizzazione di investimenti sul territorio.

Negli anni successivi gli investimenti effettuati hanno consentito il recupero, di fatto, del gap degli anni precedenti realizzando maggiori investimenti rispetto a quelli programmati nel precedente Programma 2014- 2017.

Grazie ad un processo di rinnovamento tecnologico e alla messa a regime dell'attività di progettazione sviluppata negli anni precedenti è stato possibile incrementare il livello degli investimenti per la realizzazione di nuove grandi opere. Permangono tuttavia le difficoltà legate alla fase autorizzativa dei

ACEA Ato2 – criticità del sistema idropotabile

A seguito dell'acquisizione della gestione del SII sono emerse due criticità:

  • qualità dell'acqua emunta;
  • carenza idrica principalmente nella zona a Sud di Roma.

Per quanto attiene alla prima la crisi quali-quantitativa generata dalla presenza sul territorio di fonti con acqua di qualità non conforme rispetto a parametri chimici come arsenico e fluoro naturalmente presenti nelle fonti di approvvigionamento sotterranee in aree di origine vulcanica, con conseguenti criticità in termini di quantità e qualità dell'acqua distribuita (Comuni del comprensorio dei Castelli Romani e più in generale ricadenti nelle aree vulcaniche dell'ATO con oltre 170.000 abitanti e quattordici Comuni), ha visto la

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica riscontrata principalmente nella zona dei Colli Albani, il cui approvvigionamento dipende dall'acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari interventi volti a mitigare tale criticità, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l'attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l'impianto "booster" del Ceraso. Inoltre, tra gli interventi finalizzati a fronteggiare al meglio le situazioni di emergenza idrica che si verificano, in particolare in alcuni comuni a sud di Roma, in coincidenza con i mesi estivi e in concomitanza con l'incremento dei consumi, si è posta particolare attenzione alla gestione della risorsa idrica.

Al fine di garantire la massima trasparenza, nonché la puntuale divulgazione delle informazioni, riguardo alla questione "emergenza idrica", lo scorso 23 maggio sono state convocate tutte le Amministrazioni

2018.

progetti che rimane altamente critica soprattutto per quanto riguarda la dichiarazione di pubblica utilità da parte dei comuni ed in particolare di Roma Capitale ed i conseguenti procedimenti patrimoniali finalizzati all'acquisizione delle aree necessarie per i lavori.

A tal riguardo è da sottolineare che è stato nominato un Commissario Straordinario, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2015, al fine di rimuovere le criticità dovute alla mancata dichiarazione da parte di Roma Capitale della pubblica utilità di alcuni progetti strategici per il superamento dell'emergenza ambientale nel Comune con particolare riferimento agli importanti interventi di risanamento di scarichi fognari non depurati quali: il completamento del collettore di Ponte Ladrone, il Collettore della Crescenza III, il collettore di Magliana-Maglianella VI tronco, il Collettore dell'Acqua Traversa, il Collettore di Rebibbia, il Collettore di Via Veientana.

Società impegnata nell'elaborazione e realizzazione di adeguati piani di rientro, necessari per il rispetto dei parametri dettati dal D. Lgs. n.31/2001 e recepiti nella successiva pianificazione degli investimenti del Piano d'Ambito.

A tal fine sono state pianificati e realizzati interventi di:

  • sostituzione delle fonti di approvvigionamento locali qualitativamente critiche con fonti connotate da migliori caratteristiche qualitative;
  • miscelazione delle fonti con acque prive degli elementi indesiderati;
  • realizzazione di impianti di potabilizzazione mediante tecnologia a filtrazione o ad osmosi inversa.

Comunali interessate per dare ampia informativa relativamente alla criticità e del conseguente piano di interventi in corso.

Inoltre, è stata richiesta agli stessi Comuni l'emissione di specifiche Ordinanze per limitare l'utilizzo dell'acqua potabile proveniente dal pubblico acquedotto ai soli usi potabili e igienico-sanitari.

In tale contesto si colloca la questione afferente il Lago di Bracciano; la Regione ha emesso due successive ordinanze con le quali ha disposto, a carico di ACEA Ato2, l'interruzione, secondo determinate tempistiche, della derivazione dell'acqua dal lago stesso; successivamente, in data 14 agosto 2017, il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, su ricorso di Roma Capitale, ha stabilito la parziale sospensione dell'efficacia dell'ordinanza della Regione Lazio del 28 luglio 2017 nonché l'autorizzazione a favore di ACEA Ato2 di prelevare dal Lago di Bracciano 400 l/s a decorrere dal 29 luglio 2017. Tuttavia la Società,

sempre sensibile alla importanza del lago come bene ambientale e risorsa da tutelare, nonostante la disponibilità a derivare una portata fino a 400 l/s, ha comunque sospeso i prelievi dal Lago dal 12 al 28 agosto e, definitivamente, dal 14 settembre 2017 ovvero appena è venuta meno la necessità di approvvigionamento da tale fonte.

La gravosità della situazione è stata attestata dal Consiglio dei Ministri che, per fare fronte al descritto prolungato periodo di siccità e alla conseguente situazione di forte emergenza idrica, con delibera del 7 agosto 2017, ha dichiarato "lo stato di emergenza in relazione alla crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della Regione Lazio"; con successiva Ordinanza della Protezione Civile n. 474 del 14 agosto 2017, il Presidente della Regione Lazio è

Area Commerciale e Trading

Con riferimento all'Area Commerciale e Trading, i principali rischi operativi connessi all'attività di Acea Energia possono essere relativi a danni materiali (inadeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi e da eventi esogeni. La Società, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio delle attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi

Area Infrastrutture Energetiche

Con riferimento all'Area Infrastrutture Energetiche, i rischi principali ricadenti in questa area industriale (che include oltre ad areti anche Acea Produzione) possono essere classificati come segue:

  • rischi inerenti all'efficacia degli investimenti di sostituzione/ammodernamento delle reti elettriche, in riferimento agli effetti attesi sul miglioramento degli indicatori di continuità del servizio;
  • rischi relativi alla qualità, affidabilità e durata delle opere realizzate;
  • rischi relativi al rispetto dei tempi di ottenimento delle prescritte autorizzazioni, sia riguardo alla costruzione e messa in esercizio degli impianti (ex legge regionale 42/90 e norme collegate) sia relativamente all'esecuzione dei lavori (autorizzazioni dei municipi e altre similari), in rapporto alle esigenze di sviluppo e potenziamento degli impianti;
  • rischi relativi alla mancata produzione.

Circa il rischio relativo all'efficacia degli investimenti discende in primis dalla sempre più stringente disciplina dell'ARERA in tema di continuità del servizio. La risposta messa in campo da areti per contrastare tale rischio consiste nel rafforzare gli strumenti di analisi del funzionamento delle reti al fine di orientare sempre meglio gli investimenti (es. Progetto ORBT), e nell'applicazione di nuove tecnologie (es. automazione rete MT, smart grid, ecc.).

Circa il rischio relativo alla qualità dei lavori, areti ha implementato sistemi di controllo operativo, tecnico/qualitativi, tra i quali spicca la costituzione dell'Unità Ispezione Cantieri (inserita nell'U.O Qualità e Sicurezza). Gli esiti delle ispezioni, gestiti

stato nominato Commissario delegato per il perseguimento e la realizzazione degli interventi finalizzati a contrastare la crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della Regione Lazio.

In relazione a tali provvedimenti, nel mese di agosto 2017, ACEA Ato2 ha trasmesso al Presidente della Regione Lazio, in qualità di Commissario delegato per la crisi, l'elenco degli interventi già realizzati, in corso di realizzazione e da realizzare a breve e medio termine, per far fronte allo stato di emergenza e scongiurare il ripetersi di questa situazione in futuro.

polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi) e polizze infortuni dipendenti. La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti e contestualmente alla definizione di procedure organizzative interne e alla stesura di appositi mansionari.

informaticamente ed analizzati statisticamente, forniscono classifiche di merito (indici reputazionali) con un sistema di "vendor rating" sviluppato in collaborazione con l'Università di Tor Vergata (Roma). Tale sistema produce una valutazione di merito basata sulla reputazione degli appaltatori in riferimento al rispetto dei parametri di qualità e sicurezza dei lavori in cantiere.

Nel corso dell'anno rimane confermato il buon livello raggiunto dell'indice reputazionale generale delle imprese che hanno operato per areti.

Circa il rischio relativo al rispetto dei tempi esso deriva dalla numerosità dei soggetti che devono essere interpellati nei procedimenti di autorizzazione e dalla notevole incertezza sui tempi di risposta da parte di tali soggetti; il rischio è insito nella possibilità di dinieghi e/o nelle condizioni tecniche che i predetti soggetti possono porre (ad esempio realizzazione di impianti interrati anziché "fuori terra", con conseguente maggior costo di impianto e di esercizio). Si fa notare anche il maggior costo operativo derivante dalla notevole durata dei procedimenti, che costringe le strutture operative ad un presidio impegnativo (elaborazione e presentazione di approfondimenti di progetto, valutazioni ambientali, ecc.), nonché alla partecipazione a conferenze di servizi e incontri tecnici presso gli Uffici competenti. Il rischio sostanziale resta, comunque, legato al mancato ottenimento di autorizzazioni, con conseguente impossibilità di adeguare gli impianti e conseguente maggior rischio legato alle performance tecniche del servizio (al presente, risulta in sofferenza il procedimento per l'ammodernamento della rete AT nell'area del Litorale e il procedimento con Terna per la realizzazione della nuova cabina primaria Castel di Leva). Si rimarca che un elemento di particolare criticità consiste nei lunghi tempi di risposta di alcune amministrazioni interpellate. Circa il rischio di mancata produzione degli impianti, Acea Produzione ha provveduto fin dall'inizio delle

Area Ambiente

I termovalorizzatori, nonché in grado minore gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali nell'ambito di sistemi di gestione ambientale certificati UNI EN ISO

Rischio mercato

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Con Rischio Commodities si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.

Rischio di prezzo commodity

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Risk Management (ora Risk Commodities) nell'ambito della funzione Risk & Compliance, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con la Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi dell'Area Industriale Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A.

L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differente per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Risk Management e dai risk owners. In particolare:

La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:

Informazione sulla gestione

attività a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per limitare eventuali danni per la mancata produzione.

14001:2015 e di registrazione ambientale EMAS, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche, può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

  • Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
  • Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.
  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Risk Management è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica relativa verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Risk Management predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;

  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

I contratti a termine (per operazioni fisiche di acquisto e vendita commodities) sono stipulati per far fronte al fabbisogno atteso e derivante dai contratti in portafoglio.

Con riferimento alla parte residua, la strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo ACEA al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD).

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo ACEA, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari,

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per commodity (es: Energia Elettrica, Gas, CO2), finalità dell'attività (Trading o compravendita sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo ACEA) e natura delle operazioni (fisiche, finanziarie);
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodity, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici);
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo);
  • verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

L'attività dell'Unità Risk Management prevede controlli codificati giornalieri ad "evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinchè possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti. Si precisa che il Gruppo non effettua, nel rispetto delle procedure interne, operazioni di trading.

controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea S.p.A. ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società

Rischio di credito

ACEA ha emanato da tempo le linee guida della credit policy, attualmente in corso di revisione per renderla coerente con le evoluzioni organizzative in corso e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti strategie di gestione dei crediti. La Collection Strategy prevede che il credito venga gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentale). Il sistema di credit check, operativo sui mercati non regolamentati da oltre 2 anni, e con il quale vengono sottoposti a verifica, attraverso scorecard personalizzate, tutti i nuovi clienti mass market e small business è in corso di integrazione con la piattaforma SAS e con il sistema Siebel. La valutazione dei clienti Large Business continua ad essere gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. E' stata anche posta in essere la revisione complessiva del

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

processo di gestione del credito sia in termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Gruppo, con la definizione di una nuova Collection Strategy, pienamente integrata nei sistemi.

Dal punto di vista organizzativo lo scorso anno è stato effettuato un ulteriore rafforzamento della gestione accentrata attraverso la costituzione di una nuova unità all'interno della Capogruppo, responsabile delle politiche creditizie e del recupero dei crediti verso clienti cessati o con esposizioni rilevanti. Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti riportano funzionalmente alla funzione di ACEA che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo pone in essere operazioni di cessione prosoluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tali operazioni hanno pertanto dato luogo all'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse.

alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di ACEA è riportato nella tabella che segue.

Società M/L Termine Breve Termine Outlook Data
Fitch BBB+ F2 Stabile 03/08/2016
Moody's Baa2 Na Stabile 13/12/2016

Evoluzione prevedibile della gestione

I risultati raggiunti dal Gruppo ACEA al 31 dicembre 2017 sono in linea con le previsioni al netto delle principali partite straordinarie.

E' volontà del Gruppo realizzare importanti investimenti in infrastrutture che, senza incidere sulla solidità della struttura finanziaria del Gruppo, hanno un immediato impatto positivo sulle performance, sull'EBITDA e sui processi di fatturazione e incasso. Continua l'impegno di porre in essere tutte le azioni volte al continuo e costante miglioramento del processo di fatturazione e vendita al fine di proseguire nella riduzione del circolante e nel contenimento

Per l'anno 2018, a parità di perimetro di attività, ACEA si aspetta:

un aumento dell'EBITDA compreso tra il 3% e il 5%, avendo come base il risultato 2017 (€ 840 milioni);

dell'indebitamento del Gruppo. La struttura finanziaria del Gruppo ACEA risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 31 dicembre 2017 è regolato per il 71,0% a tasso fisso in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. La durata media del debito a medio – lungo termine si attesta al 31 dicembre 2017 a 5,3 anni. Si evidenzia che la riduzione del costo medio dello stesso passa dal 2,94% del 31 dicembre 2016 al 2,57% del 31 dicembre 2017 grazie anche all'operazione di liability management conclusa alla fine dello scorso esercizio.

  • investimenti in aumento rispetto a quelli del 2017, in coerenza con il Piano Industriale;
  • un indebitamento finanziario netto a fine anno compreso tra € 2,6 e € 2,7 miliardi.

Deliberazione in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, pari a € 226.579.312,00, come segue:

  • € 11.328.965,60, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • € 133.905.181,40 ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,63,
  • € 81.345.165,00 a utili a nuovo.

Il dividendo complessivo (cedola n. 19) di € 133.905.181,40, pari a € 0,63 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 20 giugno 2018 con stacco cedola in data 18 giugno e record date il 19 giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A.

Il Consiglio di Amministrazione

ACEA S.p.A.

Bilancio dell'esercizio chiuso al

31 dicembre 2017

Seconda Parte

Forma e struttura

Informazioni generali

Il bilancio di ACEA S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 marzo 2018. ACEA è una società per azioni, con sede in Italia, Roma, piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

Conformità agli IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.

ACEA S.p.A. adotta i principi contabili internazionali, International Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'esercizio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili italiani è relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

Basi di presentazione

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico Complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto - tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 – nonché dalle Note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 312-2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

    1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014; il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività correnti al netto delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
    1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio d'Esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti,

sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Criteri di valutazione e principi contabili

I principi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.

Attività non correnti destinate alla vendita

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita.

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si prevede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

Differenza cambi

La valuta funzionale e di presentazione adottata da ACEA S.p.A. e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è possibile determinarne attendibilmente il valore ed è probabile che i relativi benefici economici saranno conseguiti da ACEA S.p.A. e sono valutati al fair value del alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino - americane controllate è quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da ACEA S.p.A. utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tasso di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.

corrispettivo ricevuto o ricevibile secondo la tipologia di operazione. I ricavi sono rilevati sulla base dei criteri specifici di seguito riportati:

Vendita di beni

I ricavi sono rilevati quando i rischi e benefici significativi della proprietà dei beni sono trasferiti all'acquirente.

Prestazioni di servizi

I ricavi sono rilevati con riferimento allo stadio di completamento delle attività sulla base dei medesimi criteri previsti per i lavori in corso su ordinazione. Nel caso in cui non sia possibile determinare

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri

attendibilmente il valore dei ricavi, questi ultimi sono rilevati fino a concorrenza dei costi sostenuti che si ritiene saranno recuperati.

stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ricevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

Costi relativi all'assunzione di prestiti

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita.

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

nel conto economico nella voce proventi finanziari.

economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento. I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui,

sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività. Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

DESCRIZIONE ALIQUOTA ECONOMICA-TECNICA
Min Max
Impianti e macchinari strumentali 1,25% 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali strumentali 2,5% 6,67%
Attrezzature industriale e commerciali non strumentali 6,67%
Altri beni strumentali 12,50%
Altri beni non strumentali 6,67% 19%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività materiali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Attività immateriali

Acquisti separati o derivanti da aggregazioni di imprese

Le attività immateriali acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi

Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono capitalizzati quando il loro recupero futuro è ritenuto ragionevolmente certo. Successivamente all'iniziale rilevazione dei costi di sviluppo, essi sono valutati con il criterio del costo che può essere decrementato di ogni eventuale ammortamento o perdita accumulata.

Ogni eventuale costo di sviluppo capitalizzato viene ammortizzato per tutto il periodo in cui i ricavi futuri

Marchi e brevetti

Sono rilevati inizialmente al costo di acquisto e sono ammortizzati in quote costanti sulla base della loro vita utile.

Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento si informa che:

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, ACEA S.p.A. rivede il valore contabile delle proprie attività materiali, immateriali e partecipazioni per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, ACEA S.p.A. effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

attesi si manifesteranno a fronte del medesimo progetto. Il valore di carico dei costi di sviluppo viene riesaminato annualmente per l'effettuazione di una analisi di congruità ai fini della rilevazione di eventuali perdite di valore quando l'attività non è ancora in uso, oppure con cadenza più ravvicinata quando un indicatore nel corso dell'esercizio possa ingenerare dubbi sulla recuperabilità del valore di carico.

  • i costi di sviluppo sono ammortizzati in misura costante entro un periodo di cinque anni in relazione alla residua possibilità di utilizzazione
  • i costi per diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre anni.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel cui caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

Partecipazioni

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex articolo 2343 codice civile.

L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla quota spettante di patrimonio netto della partecipata espressa a valori correnti è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico della partecipazione ed è assoggettato a test di impairment ed eventualmente svalutata. Le perdite di valore non vengono successivamente ripristinate nel caso in cui vengano meno i motivi di tale svalutazione.

Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota eccedente l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi ed oneri pur in presenza di una esposizione creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazione delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse

Azioni proprie

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui ACEA S.p.A. diviene parte delle

Crediti Commerciali ed altre attività

I crediti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale ridotto da un'appropriata svalutazione per riflettere la stima della perdita su crediti.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene effettuata quando si ritiene probabile che l'impresa non sarà in

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC 12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un

Attività finanziarie

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle date di bilancio successive, le attività finanziarie che il Gruppo ha l'intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza (attività finanziarie detenute fino alla scadenza) sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle svalutazioni effettuate per riflettere le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita, e sono valutate ad ogni fine periodo al fair value.

indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate.

Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività finanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair value se determinabile: in tal caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair value sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione allorquando tutti gli utili e le perdite accumulatesi vengono imputate al conto economico del periodo.

Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponibile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzioni di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora invece derivino dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.

eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.

clausole contrattuali dello strumento.

grado di recuperare l'intero ammontare del credito. I crediti verso clienti si riferiscono all'importo fatturato che, alla data del presente documento, risulta ancora da incassare nonché alla quota di crediti per ricavi di competenza del periodo relativi a fatture che verranno emesse successivamente.

attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.

Quando le attività finanziarie sono detenute per la negoziazione, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati al conto economico del periodo. Per le attività finanziarie disponibili per la vendita, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati direttamente in una voce separata del patrimonio netto fintanto che esse sono cedute o abbiano subito una perdita di valore; in quel momento, gli utili o le perdite complessivi precedentemente rilevati nel patrimonio netto sono imputati al conto economico del periodo. L'importo della perdita complessiva deve essere pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il fair value corrente.

In caso di titoli diffusamente negoziati nei mercati regolamentati (attivi), il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura dell'esercizio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è determinato in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale oppure è calcolato in base ai flussi finanziari futuri attesi delle attività nette sottostanti l'investimento.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie, che implicano la consegna entro un lasso temporale generalmente definito dai regolamenti e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio, sono rilevati alla data di negoziazione, vale a dire alla data in cui il Gruppo ha assunto l'impegno di acquisto/vendita di tali attività.

La rilevazione iniziale delle attività finanziarie non derivate, non quotate su mercati attivi ed aventi flussi di pagamento fissi o determinabili è effettuata al fair value.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono

Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono valutate con il criterio del costo ammortizzato. In particolare i costi sostenuti per l'acquisizione dei finanziamenti (spese di transazione) e l'eventuale aggio e disaggio di emissione sono portati a

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al costo e adeguati al fair value alle successive date di chiusura. Sono designati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'efficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value oggetto di copertura (Fair Value Hedge), i derivati sono valutati al fair value ed i relativi effetti rilevati a Conto economico; coerentemente

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale.

Eliminazione degli strumenti finanziari

Le attività finanziarie sono eliminate dal bilancio quando ACEA S.p.A. perde tutti i rischi ed il diritto alla percezione dei flussi di cassa connessi all'attività finanziaria.

Una passività finanziaria (o una parte di una passività finanziaria) è eliminata dallo stato patrimoniale quando, e solo quando, questa viene estinta ossia, quando

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando ACEA deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un Successivamente all'iscrizione iniziale esse sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo.

Il Gruppo verifica ad ogni data di bilancio se un attività finanziaria o gruppo di attività finanziarie ha subito una perdita di valore. Un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie è da ritenere soggetta a perdita di valore se, e solo se, sussiste una obiettiva evidenza di perdita di valore come esito di uno o più eventi che sono intervenuti dopo la rilevazione iniziale e che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri attendibilmente stimati. Le evidenze di perdita di valore derivano dalla presenza di indicatori quali le difficoltà finanziarie, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni, l'insolvenza nella corresponsione di importanti pagamenti, la probabilità che il debitore fallisca o sia oggetto ad un'altra forma di riorganizzazione finanziaria e la presenza di dati oggettivi che indicano un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati.

prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

diretta rettifica del valore nominale del finanziamento. Sono conseguentemente rideterminati gli oneri finanziari netti sulla base del metodo del tasso effettivo di interesse.

anche l'adeguamento al fair value delle attività o passività oggetto di copertura sono rilevati a Conto economico.

Quando oggetto della copertura è il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi coperti (Cash Flow Hedge), le variazione dei fair value per la parte qualificata come efficace vengono rilevate nel Patrimonio netto, mentre quella inefficace viene rilevata direttamente a Conto economico.

l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o cancellata oppure scaduta.

Se uno strumento di debito precedentemente emesso è riacquistato, il debito è estinto, anche se si intende rivenderlo nel prossimo futuro. La differenza tra valore di carico e corrispettivo pagato è rilevata a conto economico.

evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere

effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2017

A decorrere dal 1° gennaio 2017, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo

IAS 7: RENDICONTO FINANZIARIO

Documento emesso dallo Iasb in data 29 gennaio 2016. Le modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario, richiedono alle entità di fornire informazioni sulle variazioni delle proprie passività finanziarie, al fine di consentire agli utilizzatori di meglio valutare le ragioni sottostanti la variazioni dell'indebitamento dell'entità

IAS 12: IMPOSTE SUL REDDITO

Il 19 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amendments che ha lo scopo di fornire chiarimenti sulle modalità di rilevazione delle imposte anticipate relative a strumenti di debito valutati al fair value. Tali modifiche IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

includendo sia le variazioni legate ai flussi di cassa che le variazioni non monetarie. Al momento dell'applicazione iniziale di questa modifica, l'entità non deve presentare l'informativa comparativa relativa ai periodi precedenti. L'applicazione delle modifiche comporterà per il Gruppo la necessità di fornire informativa aggiuntiva.

chiariscono i requisiti per la rilevazione delle imposte anticipate con riferimento a perdite non realizzate, al fine di eliminare le diversità nella prassi contabile.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle". Le modifiche riguardano un progetto in bozza emesso il

19 novembre 2015 (cfr. IFRB 2015/10).

Il documento introduce, tra l'altro, modifiche a IFRS 12 Disclosure of Interests in Other Entities: la modifica prevede che gli obblighi di informativa richiesti

per le partecipazioni in altre entità vengano indicati anche se le stesse sono classificate come detenute per

la vendita. Le modifiche saranno applicabili retroattivamente, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2017 o successivamente.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata IFRS 9 Strumenti Finanziari

Il 25 luglio 2014 lo IASB ha pubblicato l'IFRS 9 Financial Instruments comprendente la parte sulla classificazione e misurazione degli strumenti finanziari, sul modello di impairment e sull'hedge accounting.

L'IFRS 9 riscrive le regole contabili dello IAS 39 con riferimento alla rilevazione e valutazione degli strumenti finanziari, incluse le operazioni di copertura.

Il principio prevede le seguenti tre categorie per la classificazione delle attività finanziarie:

  • attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ("amortised cost");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico ("FVTPL" – "Fair value through profit and loss");
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo ("FVOCI" – "fair value through other comprehensive income").

Con riferimento a tale classificazione, si segnalano le seguenti ulteriori disposizioni:

gli strumenti rappresentativi di capitale detenuti senza finalità di trading ("non trading equity instruments"), che andrebbero classificati nella categoria FVTPL, possono essere classificati in base ad una decisione irrevocabile dell'entità che redige il bilancio nella categoria FVOCI. In questo caso le variazioni di fair value (incluse le differenze

cambio) saranno rilevate nell'OCI e non saranno mai riclassificate nell'utile/(perdita) dell'esercizio;

  • qualora le attività finanziarie, classificate nella categoria "amortised cost" o "FVOCI" creano un "accounting mismatch", l'entità che redige il bilancio può decidere irrevocabilmente di utilizzare la "fair value option" classificando tali attività finanziarie nella categoria "FVTPL";
  • con riferimento ai titoli di debito ("debt instruments") classificati nella categoria FVOCI, si segnala che gli interessi attivi, le perdite su crediti attese ("expected credit losses") e le differenze cambio dovranno essere rilevati nell'utile/(perdita) dell'esercizio. Nell'OCI andranno, invece, rilevati gli altri effetti derivanti dalla valutazione al fair value, che saranno riclassificati nell'utile/(perdita) dell'esercizio solo in caso di "derecognition" dell'attività finanziaria.

Per quel che riguarda le passività finanziarie il principio propone la classificazione già prevista nello IAS 39 ma introduce un'importante novità con riferimento alle passività finanziarie classificate nella categoria "FVTPL", in quanto la quota della variazione del fair value attribuibile al proprio rischio di credito ("own credit risk") dovrà essere rilevata nell'OCI anziché nell'utile/(perdita) dell'esercizio come attualmente previsto dallo IAS 39. Con l'IFRS 9, pertanto, un'entità che vede peggiorare il proprio rischio di credito, pur

dovendo ridurre il valore delle proprie passività valutate al fair value, non deve riflettere l'effetto di tale riduzione nell'utile/(perdita) dell'esercizio bensì nell'Other Comprehensive Income.

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese. L'entità deve contabilizzare sin da subito, ed indipendentemente dalla presenza o meno di un "trigger event", le perdite attese future sulle proprie attività finanziarie, e deve continuamente adeguare la stima, anche in considerazione delle variazioni del rischio di credito della controparte, basandosi non solo su fatti e dati passati e presenti, ma dando la giusta rilevanza anche alle previsioni future. La stima delle perdite future deve essere fatta inizialmente con riferimento alle perdite attese nei prossimi 12 mesi, e successivamente, con riferimento alle perdite complessive nella vita del credito. Le perdite attese nei prossimi 12 mesi sono la porzione di perdite che si sosterrebbero nel caso di un evento di default della controparte entro 12 mesi dalla reporting date, e sono date dal prodotto tra la perdita massima e la probabilità che un evento di default avvenga.

Le perdite totali durante la vita dell'attività finanziaria sono il valore attuale delle perdite future medie moltiplicate per la probabilità che un evento di default avvenga nella vita della attività finanziaria.

L'IFRS 9 introduce un modello di hedge accounting volto a riflettere in bilancio le attività di risk management messe in essere dalle società, focalizzandosi sul fatto che se un elemento di rischio può essere individuato e misurato, indipendentemente dalla tipologia di rischio e/o di oggetto, lo strumento messo in essere per "coprire" tale rischi può essere denominato in hedge accounting, con il semplice limite che tale rischio possa impattare il conto economico o le altre componenti del conto economico complessivo (OCI).

Inoltre il principio consente di utilizzare come base per l'hedge accounting anche informazioni prodotte internamente all'azienda, senza più dover dimostrare di

IFRS 15 Ricavi da Contratti con i clienti

Il 29 maggio 2014 IASB e FASB hanno congiuntamente pubblicato – dopo un'attività di studio e consultazione durata oltre un decennio – le nuove disposizioni per la contabilizzazione dei ricavi. Il nuovo principio sostituirà, dal 2017, lo IAS 18 (Ricavi) e lo IAS 11 (Lavori su ordinazione).

I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni (distintamente individuabili) contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie;

rispettare complessi criteri e metriche creati esclusivamente per esigenze contabili. I principali cambiamenti riguardano:

  • test di efficacia: viene abolita la soglia dell'80-125% e sostituita con un test oggettivo che verifica la relazione economica tra strumento coperto e strumento di copertura (ad esempio se vi è una perdita sul primo vi deve essere un utile sul secondo);
  • elementi coperti: non solo attività e passività finanziarie ma ogni elemento o gruppo di elementi purché il rischio sia separatamente individuabile e misurabile;
  • costo della copertura: il time value di un'opzione, i punti forward, lo spread su una valuta possono essere esclusi dall'hedge accounting e contabilizzati subito come costo della copertura e quindi tutte le oscillazioni di mark to market possono poi essere temporaneamente registrate nelle altre componenti del conto economico complessivo (OCI);
  • informativa: viene prevista una più ampia informazione descrittiva sui rischi coperti e sugli strumenti utilizzati, e viene superata l'attuale informativa basata sulla distinzione tra strumenti di cash flow hedge e di fair value hedge, terminologie contabili che spesso confondono gli investitori, che chiaramente sono più interessati ai rischi e a come essi sono coperti rispetto alle categorie contabili degli stessi strumenti.

Il nuovo standard si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018 ed è consentita l'applicazione anticipata.

ACEA ha intrapreso un'analisi per una valutazione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS9. Sulla base delle risultanze emerse da tale lavoro ACEA non ha rilevato impatti attesi significativi dovuti all'adozione del nuovo principio.

  • allocare il prezzo a ciascuna "performance obligation";
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione è regolata, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Il principio non dovrebbe apportare particolari difformità nella contabilizzazione delle operazioni considerate più comuni. Maggiori differenze nella tempistica della rilevazione e nella determinazione quantitativa dovrebbero essere rinvenibili nei contratti di servizi a medio-lungo termine e negli accordi contenenti più obbligazioni, su cui gli operatori avevano evidenziato le principali criticità dell'attuale disciplina. La disclosure sui ricavi dovrebbe essere migliorata per mezzo di una più ampia informativa qualitativa e quantitativa tale da consentire agli stakeholder di ottenere una chiara comprensione del contenuto e degli elementi rilevanti per la determinazione dei ricavi.

Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata.

Nel corso del mese di aprile 2016 lo IASB ha pubblicato alcuni chiarimenti che si sostanziano principalmente:

  • nell'identificare un obbligo delle prestazioni (la promessa di trasferire un bene o di un servizio ad un cliente) in un contratto;
  • nel determinare se una società è il committente (il fornitore di un bene o servizio) o un agente (responsabile per l'organizzazione del bene o del servizio da fornire); e
  • nel determinare se il ricavo derivante dal bene in concessione debba essere riconosciuto in un dato momento o lungo l'intera durata della concessione.

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del concetto di controllo all'interno della definizione. In particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento Oltre ai chiarimenti, le modifiche comprendono due rilievi supplementari per ridurre costi e complessità per un'azienda in sede di prima applicazione del nuovo standard.

Anche per i chiarimenti la prima applicazione avverrà a partire dal 1° gennaio 2018 ma è consentita un'applicazione anticipata.

ACEA ha intrapreso un'analisi per una valutazione dell'impatto derivante dall'applicazione dell'IFRS15. Sulla base delle risultanze emerse da tale lavoro ACEA non ha rilevato impatti attesi significativi dovuti all'adozione del nuovo principio.

contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

a) nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e

b) a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard, che ha terminato il suo processo di endorsment ad ottobre 2017, si applica a partire dal 1° gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

"Amendments to IFRS 2: Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions" Il documento emesso a giugno 2016:

  • chiarisce che il fair value di una transazione con pagamento basato su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (i.e. alla data di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es.: un target del prezzo delle azioni) e le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le condizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;
  • chiarisce che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni

(a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);

fornisce delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente. Il Gruppo non prevede impatti derivanti dall'applicazione futura delle nuove disposizioni.

"IFRIC 22 - Foreign currency transactions and advance consideration"

L'interpretazione, emessa dallo IASB a dicembre 2016, fornisce chiarimenti ai fini della determinazione del tasso di cambio da utilizzare in sede di rilevazione iniziale di un'attività, costi o ricavi (o parte di essi), la data dell'operazione è quella nella quale la società rileva

Amendments to IAS 40 - Transfers of investment property"

Il documento, emesso a dicembre 2016, chiarisce che i trasferimenti a o da, investimenti immobiliari, devono essere giustificati da un cambio d'uso supportato da evidenze; il semplice cambio di intenzione non è sufficiente a supportare tale trasferimento. Le modifiche hanno ampliato gli esempi di cambiamento

"IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments"

L'interpretazione fornisce chiarimenti in tema di recognition e di measurment dello IAS 12 – Income Taxes in merito alla contabilizzazione del trattamento delle imposte sui redditi in ipotesi di incertezza normativa, puntando anche al miglioramento della trasparenza.

l'eventuale attività (passività) non monetaria per effetto di anticipi versati (ricevuti). Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente.

d'uso per includere le attività in costruzione e sviluppo e non solo il trasferimento di immobili completati. Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente.

L'IFRIC 23 non si applica alle tasse e alle imposte che non rientrano nello scope dello IAS 12 e sarà effettivo a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2019 ma ne è ammessa l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First – time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle".

Il documento introduce modifiche ai seguenti principi: •IFRS 3 - Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;

IFRS 11 - Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.

IAS 12 - Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2018 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati

IAS 23 - Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2019 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

Prospetto di Conto Economico

Rif.
Nota
CONTO ECONOMICO 2017 Parti
Correlate
2016 Parti
Correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 164.402.779 164.163.693 172.761.892 168.903.126 (8.359.113)
2 Altri proventi 16.534.450 6.762.904 11.724.726 8.110.638 4.809.724
Ricavi netti 180.937.229 170.926.597 184.486.618 177.013.764 (3.549.389)
3 Costo del lavoro 49.676.289 47.232.084 2.444.205
4 Costi esterni 149.275.568 82.773.463 143.850.505 87.038.435 5.425.063
Costi operativi 198.951.857 82.773.463 191.082.589 87.038.435 7.869.268
Margine Operativo Lordo (18.014.628) 88.153.133 (6.595.971) 89.975.330 (11.418.657)
5 Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 20.741.412 0 24.565.384 0 (3.823.973)
Risultato operativo (38.756.040) 88.153.133 (31.161.355) 89.975.330 (7.594.684)
6 Proventi Finanziari 114.362.960 113.204.564 89.784.351 87.324.953 24.578.609
7 Oneri Finanziari 64.810.466 218.385 102.829.838 182.810 (38.019.372)
8 Proventi da Partecipazioni 219.012.875 219.012.875 146.246.661 146.246.661 72.766.214
9 Oneri da Partecipazioni 0 0 408.097 408.097 (408.097)
Risultato ante imposte 229.809.330 420.152.187 101.631.722 322.956.036 128.177.608
10 Imposte sul Reddito 3.230.018 75.508.785 (6.978.398) 110.680.427 10.208.416
Risultato netto Attività in Funzionamento 226.579.312 344.643.402 108.610.120 212.275.610 117.969.192

Importi in euro

Prospetto di Conto Economico complessivo

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 2017 2016 Variazione
Risultato Netto 226.579 108.610 117.969
Componenti riclassificabili a conto economico
Riserva Differenze Cambio 14.800 (10.051) 24.851
Parte fiscale per differenza cambio (3.552) 2.412 (5.964)
Utili/ perdite derivanti da differenza cambio 11.248 (7.639) 18.887
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash
flow hedge")
(11.734) 9.916 (21.650)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di
copertura ("cash flow hedge")
2.816 (2.380) 5.196
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di
copertura al netto dell'effetto fiscale
(8.918) 7.536 (16.454)
Componenti non riclassificabili a conto economico
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio
Netto
815 (1.466) 2.281
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a
dipendenti
273 378 (105)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti
al netto dell'effetto fiscale
1.088 (1.088) 2.176
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al
netto dell'effetto fiscale
3.418 (1.191) 4.609
Totale Utile/perdita complessivo 229.997 107.420 122.578

Prospetto di Stato Patrimoniale

Rif.
Nota
ATTIVITA' 31/12/17 Parti
Correlate
31/12/16 Parti
Correlate
Variazione
11 Immobilizzazioni Materiali 95.852.276 0 93.301.175 0 2.551.100
12 Investimenti Immobiliari 2.547.404 0 2.605.762 0 (58.358)
13 Altre immobilizzazioni Immateriali 11.623.698 0 13.138.131 0 (1.514.433)
14 Partecipazioni in controllate e collegate 1.784.245.718 0 1.781.227.062 0 3.018.657
15 Altre partecipazioni 2.352.061 0 2.350.061 0 2.000
16 Imposte differite Attive 32.479.386 0 28.368.892 0 4.110.494
17 Attività Finanziarie 237.975.029 237.849.529 237.624.785 237.499.285 350.245
18 Altre Attività non correnti 560 0 505.744 0 (505.184)
ATTIVITA' NON CORRENTI 2.167.076.133 237.849.529 2.159.121.611 237.499.285 7.954.522
19.a Lavori in corso su ordinazione 0 0 270.461 0 (270.461)
19.b Crediti Commerciali 953.897 526.640 4.517.468 826.051 (3.563.571)
19.c Crediti Commerciali Infragruppo 98.771.878 98.771.878 57.496.399 57.496.399 41.275.479
19.d Altre Attività Correnti 14.317.846 1.942.792 25.377.834 2.344.743 (11.059.989)
19.e Attività Finanziarie Correnti 105.647.961 0 5.617.294 0 100.030.668
19.f Attività Finanziarie Correnti Infragruppo 1.918.406.576 1.918.406.576 1.499.970.797 1.499.970.797 418.435.779
19.g Attività per imposte correnti 45.777.097 4.288.048 77.372.271 36.052.908 (31.595.174)
19.h Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 527.422.879 0 577.333.987 0 (49.911.108)
19 ATTIVITA' CORRENTI 2.711.298.133 2.023.935.935 2.247.956.510 1.596.690.898 463.341.623
TOTALE ATTIVITA' 4.878.374.266 2.261.785.464 4.407.078.122 1.834.190.182 471.296.144

Importi in euro

Rif.
Nota
PASSIVITA' 31/12/17 Parti
Correlate
31/12/16 Parti
Correlate
Variazione
Patrimonio Netto
20.a capitale sociale 1.098.898.884 0 1.098.898.884 0 0
20.b riserva legale 100.618.656 0 95.188.150 0 5.430.506
20.c riserva azioni proprie 0 0 0 0 0
20.d altre riserve 72.756.998 0 69.100.401 0 3.656.597
utile (perdita) relativa a esercizi precedenti 56.107.204 0 84.707.292 0 (28.600.088)
utile (perdita) dell'esercizio 226.579.312 0 108.610.120 0 117.969.192
20 PATRIMONIO NETTO 1.554.961.053 0 1.456.504.846 0 98.456.206
21 Trattamento di fine rapporto ed altri piani a
benefici definiti
24.463.827 0 26.443.781 0 (1.979.954)
22 Fondo per rischi ed oneri 14.984.287 0 37.002.454 0 (22.018.167)
23 Debiti e passività Finanziarie 2.482.564.141 0 2.516.727.243 0 (34.163.102)
24 Altre passività 0 0 0 0 0
25 Fondo imposte differite 8.856.367 0 4.796.132 0 4.060.234
PASSIVITA' NON CORRENTI 2.530.868.622 0 2.584.969.611 0 (54.100.989)
26.a Debiti finanziari 542.975.181 28.428.777 105.192.198 81.507.899 437.782.983
26.b Debiti fornitori 191.783.800 99.017.161 206.553.391 97.497.909 (14.769.591)
26.c Debiti Tributari 35.447.666 24.621.448 36.543.734 9.129.171 (1.096.068)
26.d Altre passività correnti 22.337.944 23.902 17.314.341 0 5.023.603
26 PASSIVITA' CORRENTI 792.544.591 152.091.287 365.603.664 188.134.979 426.940.927
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO
NETTO
4.878.374.266 152.091.287 4.407.078.122 188.134.979 471.296.144

Importi in Euro

Bilancio Consolidato Gruppo Acea 2017

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2016

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione
di strumenti
finanziari
Riserva da
Utili e
Perdite
Attuariali
Altre riserve
diverse
Utili
(perdite)
accumulati
Utili
(perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1° gennaio 2016 1.098.899 87.908 102.567 9.548 (32.903) (9.781) 2.791 52.656 145.606 1.457.291
Destinazione risultato 2015:
Distribuzione Saldo dividendi (106.274) (106.274)
Riserva legale 7.280 (7.280) 0
Utile a nuovo/Copertura perdite 32.051 (32.051) 0
Altri movimenti (1.932) (1.932)
Utile/(Perdita) complessivo rilevato nell'esercizio:
Utili e perdite rilevati direttamente nel Patrimonio
netto
(7.639) 7.536 (1.088) (1.191)
Distribuzione Acconto su Dividendi 0
Utile dell'esercizio 108.610 108.610
Totale al 31 dicembre 2016 1.098.899 95.188 102.567 1.909 (25.367) (10.868) 860 84.707 108.610 1.456.505

Bilancio Consolidato Gruppo Acea 2017

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2017

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Riserva
plusvalenza
da scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione
di strumenti
finanziari
Riserva da
Utili e
Perdite
Attuariali
Altre
riserve
diverse
Utili
(perdite)
accumulati
Utili (perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1° gennaio 2017 1.098.899 95.188 102.567 1.909 (25.367) (10.868) 860 84.707 108.610 1.456.505
Destinazione risultato 2016:
Distribuzione Saldo dividendi (28.694) (103.086) (131.780)
Riserva legale 5.431 (5.431) 0
Utile a nuovo/Copertura perdite 93.879 (93.879) 0
Altri movimenti 239 239
Utile/(Perdita) complessivo rilevato nell'esercizio:
Utili e perdite rilevati direttamente nel Patrimonio
netto
11.248 (8.918) 1.088 3.418
Distribuzione Acconto su Dividendi 0
Utile dell'esercizio 226.579 226.579
Totale al 31 dicembre 2017 1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961

Rendiconto Finanziario

Rif. Nota 31/12/17 Parti
Correlate
31/12/16 Parti
Correlate
Variazioni
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte 229.809 101.632 128.178
5 Ammortamenti 24.142 16.163 7.979
5 Rivalutazioni/Svalutazioni (213.484) (141.868) (71.616)
22 Variazione fondo rischi (22.018) (5.784) (16.234)
21 Variazione netta del TFR (1.226) (5.049) 3.823
8 Plusvalenze da realizzo 268 0 268
6-7 Interessi passivi finanziari netti (49.552) 13.045 (62.598)
Imposte corrisposte 0 0 0
Flussi finanziari generati da attività operativa ante
variazioni
(32.061) 0 (21.861) 0 (10.200)
19.b-19.c (Incremento)/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo
circolante
(43.241) (40.976) 37.012 41.523 (80.253)
26.b Incremento /(Decremento) dei debiti inclusi nel passivo
circolante
(14.770) 1.519 50.867 46.780 (65.636)
19.a Incremento/(Decremento) scorte 270 0 270
Variazione del capitale circolante (57.740) (39.457) 87.879 88.303 (145.619)
Variazione di altre attività/passività di esercizio 43.808 31.789 (42.482) (11.444) 86.290
TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA'
ESERCIZIO
(45.994) (7.668) 23.536 76.859 (69.530)
Flusso monetario per attività di investimento
11-13 Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali e immateriali (25.120) 42.299 (67.419)
14-15 Partecipazioni (2.782) (13.848) 11.066
26.a Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari (427.874) (418.786) (308.532) (419.912) (119.342)
Dividendi incassati 231.810 231.810 128.310 128.310 103.501
Interessi attivi incassati 25.145 (103.892) 11.985 (93.233) 13.160
TOTALE (198.820) (290.868) (139.787) (384.835) (59.034)
Flusso monetario da attività di finanziamento
23 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo 391.948 590.257 (198.310)
26.a Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine (450.000) (500.000) 50.000
26.a Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve 437.726 (53.079) 27.561 27.693 410.165
Interessi passivi pagati (52.991) (3.037) (91.472) (4.787) 38.481
Pagamento dividendi (131.780) (131.780) (106.274) (106.274) (25.506)
TOTALE FLUSSO MONETARIO 194.903 (187.896) (79.927) (83.368) 274.830
Variazioni di patrimonio netto al netto dell'utile 0 0 0 0 0
Flusso monetario del periodo (49.911) (486.432) (196.178) (391.343) 146.266
Disponibilità monetaria netta iniziale 577.334 0 773.512 0 (196.178)
Disponibilità monetaria netta finale 527.423 (486.432) 577.334 (391.343) (49.911)

Note al Conto Economico

Ricavi

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 164.403 mila

I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti:

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Ricavi da prestazioni a clienti 60.126 72.367 (12.240)
di cui servizio di illuminazione pubblica Roma Capitale 59.887 68.508 (8.620)
di cui servizio di illuminazione pubblica Comune di Napoli 48 3.637 (3.590)
di cui altri ricavi 192 221 (30)
Ricavi da prestazioni infragruppo 104.276 100.395 3.881
di cui contratti di servizio 102.978 94.759 8.219
di cui altre prestazioni 1.298 5.636 (4.338)
Ricavi da Vendita e Prestazioni 164.403 172.762 (8.359)

La riduzione dei ricavi da prestazioni a clienti di € 12.240 mila, è attribuibile alla riduzione del corrispettivo relativo al servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma ed il venir meno dei corrispettivi per lavori eseguiti nell'ambito della gestione del servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Napoli.

Il 17 giugno 2016 è stato stipulato con Roma Capitale l'accordo modificativo del contratto di servizio per la gestione del servizio di illuminazione pubblica nell'ambito del quale si è avviato il piano di sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziato da Roma Capitale e al quale è da ricondurre l'incremento dei ricavi più che compensati dalla riduzione degli altri corrispettivi previsti dal contratto (in parte efficienze generate dal progressivo avanzamento delle installazioni).

Il 31 ottobre 2016 è terminato il contratto per la gestione del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di Napoli svolto in proroga da luglio del 2015.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano un aumento complessivo di € 3.881 mila. Tale variazione discende (i) dall'aumento dei corrispettivi per attività di service rese nell'interesse delle Società del Gruppo, prevalentemente di carattere amministrativo, finanziario, legale e tecnico (ii) dalla riduzione complessiva dei ricavi derivanti dalle altre prestazioni fornite alle società controllate (- € 4.388 mila) principalmente per il venir meno dei ricavi per prestazioni fuori contratto di servizio relative al ramo di facility management di ACEA ceduto nel corso del 2016 dalla controllata Acea Elabori.

Con riferimento alle attività di service l'aumento è da attribuire alle prestazioni di natura informatica generate dalla gestione del "Template Acea2.0" in parte compensato dal venir meno dagli ultimi due mesi dell'anno 2016 della quota del contratto di servizio relativa alle attività di facility management oggetto di cessione.

2. Altri proventi – € 16.534 mila

Aumentano di € 4.810 mila rispetto al 31 dicembre 2016 prevalentemente per l'effetto di maggiori insussistenze passive compensate da minori rivalse per personale in distacco nelle Società del gruppo. Di seguito la composizione.

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Sopravvenienze attive e altri ricavi 10.033 3.945 6.088
Personale distaccato 2.951 4.146 (1.195)
Riaddebito oneri per cariche sociali 2.750 2.839 (89)
Proventi immobiliari 734 756 (22)
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 66 39 27
Altri proventi 16.534 11.725 4.810

Costi

3. Costo del lavoro – € 49.676 mila

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 54.160 53.759 401
Personale impiegato nei progetti (3.929) (5.142) 1.213
Costi capitalizzati (554) (1.385) 831
TOTALE 49.676 47.232 2.444

La variazione in aumento del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati pari a € 401 mila, discende dalla riduzione del rilascio parziale degli importi accantonati per il terzo ciclo del Piano di Incentivazione a medio –

lungo termine risultati esuberanti compensato in parte dalla riduzione delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportate.

Il costo del personale è nettato, oltre che dei costi capitalizzati, anche di € 3.929 mila (+ € 1.213 mila rispetto al 31 dicembre 2016) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato nel Progetto Acea 2.0 destinato a tutte le

società del gruppo partecipanti alla "comunione" della piattaforma informatica.

Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo Consistenza finale del periodo
Inquadramento 2017 2016 Variazione 2017 2016 Variazione
Dirigenti 51 54 (3) 52 52 0
Quadri 149 143 6 153 143 10
Impiegati 372 404 (32) 374 363 11
Operai 15 22 (7) 15 15 0
TOTALE 587 624 (37) 594 573 21

4. Costi esterni – € 149.276 mila

Rispetto al 31 dicembre 2016, si registra una crescita complessiva dei costi esterni pari a € 5.425 mila (+ 3,77%); di seguito si fornisce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura.

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Costi per materiali 552 1.107 (555)
Costi per servizi e Lavori 132.819 126.512 6.307
Costi per Godimento beni di terzi 7.087 10.747 (3.659)
Imposte e Tasse 1.801 2.862 (1.061)
Spese generali 7.016 2.623 4.393
TOTALE 149.276 143.851 5.425
€ migliaia 2017 2016 Variazione
Costi per materiali 552 1.107 (555)
Costi per servizi e Lavori 132.819 126.512 6.307
Servizi Infragruppo 47.413 48.348 (935)
- di cui Illuminazione Pubblica Roma Capitale 43.790 44.044 (254)
- di cui Illuminazione Pubblica Comune di Napoli 0 4.056 (4.056)
Consumi Elettrici ed Idrici 22.659 31.099 (8.440)
- di cui Consumi Elettrici Servizio Illuminazione Pubblica Roma Capitale 20.298 28.291 (7.993)
Consulenze e prestazioni professionali 24.700 10.478 14.222
Lavori 1.380 4.158 (2.779)
Canoni di Manutenzione 9.074 8.504 571
Servizi al Personale 4.698 3.186 1.512
Servizi di Sorveglianza 2.965 3.316 (351)
Spese Pubblicitarie e Sponsorizzazioni 3.652 2.877 775
Spese Pulizia, Trasporto e Facchinaggio 262 2.657 (2.396)
Personale distaccato 7.708 4.748 2.960
Spese Postali 1.115 1.736 (621)
Spese Bancarie 1.287 1.657 (370)
Organi Sociali 626 664 (38)
Spese Telefoniche 1.322 1.205 116
Spese Assicurative 409 399 10
Spese di Viaggio e Trasferta 418 426 (8)
Collaborazioni coordinate e continuative 185 304 (119)
Prestazioni tecniche ed amministrative 760 462 298
Spese Tipografiche 21 54 (33)
Altro 2.165 232 1.933
Costi per Godimento beni di terzi 7.087 10.747 (3.659)
Canoni di Locazione 4.564 7.089 (2.525)
Altri Noleggi e Canoni 2.524 3.658 (1.134)
Imposte e Tasse 1.801 2.862 (1.061)
Spese Generali 7.016 2.623 4.393
Totale Costi Esterni 149.276 143.851 5.425

La crescita dei costi esterni di € 5.425 mila passa attraverso fenomeni di segno opposto tra cui:

€ 11.195 mila) sono dovute ai costi di gestione del "Template Acea2.0";

l'incremento dei costi esterni per prestazioni professionali di cui quelli di natura informatica (+ il sostenimento di costi per recupero crediti + € 1.241 mila;

  • la riduzione nel lor complesso dei costi legati al servizio di gestione della pubblica illuminazione nel Comune di Roma è dovuta essenzialmente ai consumi elettrici correlati al servizio (- € 5.868 mila) generata dalle efficienze originate dall'installazione dei LED al posto dei corpi illuminanti tradizionali. Sono invece rimasti sostanzialmente inalterati gli altri costi in conseguenza dell'effetto combinato dell'aumento del costo per la sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziata da Roma Capitale e dalla riduzione degli altri corrispettivi previsti dal contratto;
  • il venir meno dei costi della gestione del servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Napoli (- € 4.056 mila);

  • risparmio sui canoni di locazione del magazzino pari a - € 2.332 mila;

  • il venir meno dei costi esterni relativi alla gestione del servizio facility management oggetto di cessione nel corso del 2016 dalla controllata Acea Elabori, in parte compensato dai costi del contratto di servizio per la gestione del facility management per la quota relativa ad ACEA (€ 2.558 mila);
  • l'incremento di sopravvenienze passive ordinari pari a + € 3.689mila.

Si informa che gli altri noleggi e canoni si riferiscono principalmente ad hardware e software per il data center aziendale.

Si informa che, ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, i compensi maturati

dalla Società di Revisione PwC sono riportati nella tabella che segue.

€ migliaia Audit Related Service Audit Services Non Audit Services post Non Audit Services ante Totale
ACEA S.p.A. 66.813 272.430 417.552 573.479 1.330.243

Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono ad incarichi relativi all'anno 2017 affidati fino al 31 Dicembre 2017. Si precisa inoltre che ai sensi del'art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 i servizi diversi dalla revisione contabile prestati alla Capogruppo o alle sue controllate nel corso dell'esercizio 2017 si riferiscono a: (i) assistenza nello svolgimento dei test 262/05 identificati da Acea; (ii) analisi di benchmark su alcuni servizi erogati tra parti correlate e, (iii) assistenza nell'implementazione e manutenzione dei sistemi non economico-finanziari (SAP HCM e SAP JAM).

5. Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni – € 20.741 mila

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Ammortamenti immateriali e materiali 14.603 16.163 (1.560)
Perdite di valore immobilizzazioni 9.539 0 9.539
Svalutazione crediti 5.529 4.787 742
Accantonamento per rischi (8.930) 3.615 (12.545)
TOTALE 20.741 24.565 (3.824)

Gli ammortamenti ammontano complessivamente ad € 14.603 mila e si riferiscono per € 8.555 mila alle immobilizzazioni immateriali e per € 6.048 mila alle immobilizzazioni materiali. La riduzione degli ammortamenti è relativa essenzialmente alla quota dell'investimento della sede ceduta alle controllate areti e ACEA Ato2.

Le perdite di valore delle immobilizzazioni pari a € 9.539 mila si riferiscono all'adeguamento del valore dell'Autoparco che, a seguito della pronuncia del Tribunale di Roma con la sentenza n. 11436/2017, pubblicata il 6 giugno 2017, nella sostanza dichiara la nullità del contratto di compravendita stipulato con la società Trifoglio S.r.l. in data 22 ottobre 2010; pertanto ACEA riassume, ora per allora, la proprietà del

complesso immobiliare al valore netto contabile al quale il bene era iscritto al momento della sua cessione. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Aggiornamento delle vertenze giudiziali".

Le svalutazioni dei crediti ammontano complessivamente a € 5.529 mila e si riferisce prevalentemente a rischi legati alla recuperabilità dei crediti per interessi iscritti verso Roma Capitale. La variazione rispetto all'esercizio precedente, è dovuta ad accantonamenti verso altre società del gruppo in particolare Sienergia SpA in liquidazione.

Gli accantonamenti al fondo rischi risultano essere pari a - € 8.930 mila. Di seguito viene fornita la loro composizione per natura e i relativi effetti:

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Partecipate 48 137 (90)
Rilascio Partecipate (22.127) (460) (21.667)
Esodo e mobilità 12.000 5.502 6.498
Legale 619 522 97
Rilascio Legale (809) 0 (809)
Contenziosi Personale 0 24 (24)
Contributivi e nei confronti di Enti Pubblici 25 (2.418) 2.444
Rilascio Rischi contributivi (30) 20 (50)
Appalti e Forniture 1.371 0 1.371
Rischio contenzioso fiscale 0 288 (288)
Rilascio contenzioso fiscale (12) 0 (12)
Rilascio franchigie assicurative (15) 0 (15)
TOTALE ACCANTONAMENTI (8.930) 3.615 (12.545)

Rispetto all'esercizio precedente si registra un aumento dei livello degli accantonamenti legati agli oneri necessari a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo (+ € 6.498 mila) nonché maggiori rilasci per fondi esuberanti per € 20.115 mila. Il rilascio del fondo partecipate pari a € 22.127 mila è relativo alla controllata Gori.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

6.
Proventi finanziari – € 114.363 mila
€ migliaia 2017 2016 Variazione
Proventi da rapporti infragruppo 108.368 83.137 25.231
Interessi e Proventi da rapporti con le banche 190 360 (170)
Interessi moratori verso società controllate 0 0 0
Interessi moratori verso terzi 0 938 (938)
Recupero oneri da attualizzazione 753 863 (110)
Proventi da Valutazione a Fair Value Hedge 0 298 (298)
Proventi Finanziari da contratto di illuminazione pubblica 276 274 2
Interessi moratori verso Roma Capitale 4.560 3.914 646
Altri Proventi Finanziari 215 0 215
Totale Proventi Finanziari 114.363 89.784 24.579

L'aumento dei proventi finanziari per € 24.579 mila è attribuibile per € 25.231 mila ai proventi da rapporti infragruppo. Tale variazione è principalmente dovuta al:

  • all'aumento degli interessi attivi sulla linea di credito di tipo revolving per € 22.095 mila,
  • all'aumento degli interessi attivi su finanziamenti a lungo termine accesi nei confronti di alcune società controllate per € 3.108 mila.

Di segno opposto, si segnala il venir meno dei proventi finanziari derivanti dalla valutazione a Fair Value Hedge del derivato stipulato sul Bond di € 600 milioni collocato sul mercato a settembre 2013 che ha cambiato segno spostandosi tra gli oneri.

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Interessi su prestiti obbligazionari 59.194 65.869 (6.675)
Oneri per riacquisto obbligazioni 0 32.065 (32.065)
Oneri su Interest Rate Swap 1.266 1.342 (76)
Interessi su indebitamento a breve termine 1 19 (18)
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 1.630 2.350 (720)
Oneri da Rapporti infragruppo 0 0 0
Oneri Finanziari da Contratto di Illuminazione Pubblica 172 171 1
Altri Oneri Finanziari 450 849 (399)
Perdite / (Utile) su Cambi 1.784 148 1.635
Interessi Passivi su rateizzazioni Equitalia e INPS 12 17 (5)
Oneri da Valutazione a Fair Value Hedge 302 0 302
Totale Oneri Finanziari 64.810 102.830 (38.020)

La riduzione degli oneri finanziari per € 38.020 mila, discende dalla presenza sugli oneri del 2016 del sovrapprezzo per riacquisto obbligazioni pagato per ritirare dal mercato due tranche di obbligazioni (€ 31.382 mila oltre € 683 mila di spese e fees) e minori interessi su prestiti obbligazionari (€ 6.675 mila). Tale variazione comprende l'effetto del rimborso anticipato di due tranche di obbligazioni complessivamente pari a € 346.836 milioni di prestiti obbligazionari avvenuto il 24 ottobre 2016 compensato in parte dagli interessi sul nuovo prestito emesso contestualmente (- € 6.675 mila). Gli oneri al netto dei proventi su Interest Rate

7. Oneri finanziari – € 64.810 mila

Swap sui prestiti obbligazionari, restano sostanzialmente invariati. Si aggiungono gli oneri finanziari derivanti dalla valutazione a Fair Value Hedge del derivato stipulato sul Bond di € 330 milioni (originariamente pari a € 600 milioni) collocato sul mercato a settembre 2013 e che ha cambiato segno.

Con riferimento al costo medio del debito di ACEA, si segnala un decremento rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dal 2,67% del 2016 al 2,25% del 2017.

8. Proventi da partecipazioni – € 219.013 mila

Registrano un aumento di € 72.766 mila (erano € 146.247 mila) e si compongono come riepilogato nella seguente tabella.

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Dividendi 218.745 146.247 72.498
ACEA Ato2 59.150 63.735 (4.585)
ALL 3.582 0 3.582
areti 126.408 44.057 82.352
Acea Elabori 8.629 7.229 1.401
Acea Ambiente 11.622 13.446 (1.824)
Acque Blu Fiorentine 0 5.092 (5.092)
ACIP 4.035 6.804 (2.769)
Aquaser 3.433 2.431 1.002
Acea800 215 394 (179)
Consorcio Agua Azul 1.205 1.539 (334)
Acea Dominicana 0 335 (335)
Intesa Aretina 315 412 (97)
GEAL 121 0 121
Umbria Distribuzione Gas 0 22 (22)
Acque Blu Arno Basso 0 718 (718)
Ingegnerie Toscane 30 35 (5)
Plusvalenza da cessione quote Acea Gori Servizi 268 0 268
Totale 219.013 146.247 72.766

9. Oneri da Partecipazioni - € 0 mila

La voce pari a zero al 31 Dicembre 2017, nel 2016 accoglieva le svalutazioni della partecipazione detenuta

10. Imposte – € 3.230 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a € 3.230 mila. In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di ACEA in capo al

Imposte correnti

Le imposte correnti sono pari ad € 71.318 mila (€ 97.007 mila al 31 dicembre 2016) e si riferiscono ad Ires di consolidato calcolata sulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente e all'Irap.

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei

Imposte differite

Le imposte differite attive nette decrementano le imposte per € 1.061 mila e sono composte dalla somma algebrica degli accantonamenti (€ 9.880 mila) eseguiti prevalentemente sul fondo rischi, sul fondo svalutazione crediti e accantonamenti su piani a benefici definiti e dagli utilizzi (€ 8.819 mila). Le imposte in Acea Servizi Acque in liquidazione per € 408 mila.

consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'incidenza sul risultato ante imposte pari all'1,4%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale. Tale effetto è riepilogato nella tabella di seguito riportata e che espone la riconciliazione fra le aliquote teoriche e quelle effettive.

differite passive accrescono le imposte per € 548 mila e sono composte dalla somma algebrica degli utilizzi (€ 585 mila) relativi alla parte imponibile dei dividendi incassati e accantonamenti dell'esercizio che ammontano a € 1.133 mila.

Oneri e proventi da consolidato fiscale

Ammontano ad € 67.575 mila e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 4.038 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 71.614 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva

Risultato ante imposte delle attività in funzionamento
229.809
101.632
Imposte teoriche calcolate sull'utile ante imposte
55.154
24,0%
27.949
27,5%
2017 % 2016 %
Differenze permanenti*
(51.981)
(22,6%)
(34.625)
(34,1%)
IRES di competenza**
3.173
1,4%
(6.676)
(6,6%)
IRAP di competenza**
57
0,0%
(302)
(0,3%)
Imposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento
3.230
1,4%
(6.978)
(6,9%)

* Includono prevalentemente la quota tassata dei dividendi

** Compresa fiscalità differita

Note allo Stato Patrimoniale - Attivo

11. Immobilizzazioni materiali – € 95.852 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Terreni e fabbricati 81.362 77.554 3.808
Impianti e macchinari 6.814 6.139 676
Attrezzature industriali e commerciali 753 831 (78)
Altri beni 6.892 8.746 (1.855)
Immobilizzazioni in corso e acconti 31 31 n.s.
Totale Immobilizzazioni Materiali 95.852 93.301 2.551

Si evidenzia un aumento di € 2.551 mila rispetto al valore del 31 dicembre 2016.

La variazione si riferisce principalmente all'effetto netto tra gli investimenti, complessivamente pari a € 3.925 mila, altri movimenti pari a € 14.250 mila, la perdita di valore delle immobilizzazioni pari a € 9.539 mila e le quote di ammortamento che si sono attestate a € 5.990 mila.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Telecontrollo delle rete di illuminazione pubblica nel Comune di Roma, realizzati da ACEA su richiesta di Roma Capitale in adempimento del contratto di servizio. Gli altri investimenti del periodo attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti e sulle sedi detenute in locazione ed agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico nell'ambito di Acea2.0 nonché al miglioramento ed evoluzione della rete informatica.

Gli altri movimenti rappresentano il ripristino tra i cespiti del valore di vendita dell'Autoparco pari a € 14.250 mila. Tale ripristino è stato fatto a seguito della pronuncia del Tribunale di Roma con la sentenza n. 11436/2017, pubblicata il 6 giugno 2017, che ha dichiarato nella sostanza la nullità del contratto di compravendita stipulato con la società Trifoglio S.r.l. in data 22 ottobre 2010. La perdita di valore delle immobilizzazioni, pari a € 9.539 mila, si riferisce all'adeguamento del valore dell'Autoparco al valore netto contabile al quale il bene era iscritto al momento della cessione.

Il prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nel periodo.

€ migliaia 31/12/16 VARIAZIONI 31/12/17
Immobilizzazioni
Materiali
Costo
Storico
Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Increme
nti
Riclassifi
che/
Altri
movime
nti
Rivalutazio
ni/Svalutazi
oni
Dismissi
oni/
Alienazi
oni
Amm.to Costo Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Terreni e fabbricati 94.161 (16.607) 77.554 370 13.875 (8.330) (32) (2.074) 101.201 (19.839) 81.362
Impianti e macchinari 17.191 (11.053) 6.139 2.367 (17) (839) (56) (779) 19.053 (12.239) 6.814
Attrezzature industriali e
commerciali
13.210 (12.379) 831 0 392 (370) 0 (101) 13.386 (12.633) 753
Altri beni 51.049 (42.302) 8.747 1.188 0 0 (7) (3.036) 52.255 (45.363) 6.892
Immobilizzazioni in corso e
acconti
31 0 31 0 0 0 0 0 31 0 31
Totale
Immobilizzazioni
materiali
175.643 (82.341) 93.301 3.925 14.250 (9.539) (95) (5.990) 185.926 (90.074) 95.852

12. Investimenti immobiliari – € 2.547 mila

Ammontano a € 2.547 mila, registrano una riduzione pari a € 58 mila per effetto dell'ammortamento dell'anno e sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.

13. Immobilizzazioni immateriali – € 11.624 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Diritti di brevetto industriale e utilizzazione opere ingegno 11.132 13.138 (2.006)
Concessioni e marchi 100 0 100
Immobilizzazioni in corso e acconti 392 0 392
Totale Immobilizzazioni Immateriali 11.624 13.138 (1.514)

Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31/12/16 Variazioni del periodo 31/12/17
Immobilizzazioni Immateriali Valore
Netto
Incrementi Riclassifiche/
Altri
movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Dismissioni/
Alienazioni
Amm.to Valore
Netto
Diritti di brevetto industriale e utilizz. opere
ingegno
13.138 6.851 0 0 (339) (8.518) 11.132
Concessioni e marchi 0 136 0 0 0 (36) 100
Immobilizzazioni in corso 0 392 0 0 0 0 392
Totale Immobilizzazioni materiali 13.138 7.379 0 0 (339) (8.555) 11.624

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acquisto ed il potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

L'investimento in Concessioni e marchi si riferisce ai costi diretti sostenuti per il nuovo marchio del gruppo ACEA.

14. Partecipazioni in controllate e collegate – 1.784.246 € mila

Registrano una crescita di € 3.019 mila ed è così composta:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Partecipazioni in imprese controllate 1.757.919 1.769.085 (11.166)
Partecipazioni in imprese collegate 26.327 12.142 14.185
Totale partecipazioni 1.784.246 1.781.227 3.019

Partecipazioni in imprese controllate

Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2017.

Partecipazioni
in
società
controllate
Costo storico Riclassifiche e
altri movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2016 3.146.010 (363.946) (62.885) (950.094) 1.769.085
Variazioni 2017:
- variazione capitale sociale 0 80 0 (10.385) (10.305)
- acquisizioni/costituzioni 12.993 0 0 0 12.993
- alienazioni/distribuzioni 0 0 0 0 0
- riclassifiche e altri movimenti 0 (12.641) 0 0 (12.641)
- svalutazioni/rivalutazioni 0 0 (1.212) 0 (1.212)
Totale variazioni del 2017 12.993 11.644 (1.728) (10.385) 14.524
Valori al 31 dicembre 2017 3.159.003 (376.507) (64.097) (960.479) 1.757.919

Le movimentazioni intervenute riguardano principalmente:

  • € 12.993 mila sono relative:
    1. all'aumento (€ 8.909 mila) del capitale sociale di Acea International a seguito della cessione del 100% delle partecipazioni detenute da ACEA in Aguas de San Pedro e Acea Dominicana;
    1. all'acquisto da Ambiente S.r.l. della quota pari a 1,30% e da Servern Trent Water & Services Limited la quota del 0,90% di Umbriadue Servizi Idrici Scarl (€ 2.869 mila),
    1. all'acquisto del 51% delle quote di Acque Industriali S.r.l. da Acque SpA (€ 1.203 mila),
    1. all'acquisto del 100% del capitale sociale della Severn Trent Italia SpA da Severn Trent Luxembourg Overseas Holdings, modificandone contestualmente la ragione sociale in Technologies for Water Services SpA (€ 11 mila),
  • € 12.993 mila per le riclassifica di alcune partecipazioni tra cui Umbra Acque e Consorcio Agua Azul tra le partecipazioni in imprese collegate.

Si segnala inoltre la svalutazione per adeguamento al cambio delle partecipazioni estere (€ 1.212 mila).

Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette ed indirette.

La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore economico.

La verifica del mantenimento del valore di una partecipazione può essere condotta determinando la differenza tra il valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore contabile (carrying amount).

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Il processo di impairment 2017 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax. La stima del valore recuperabile delle partecipazioni – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN)

e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni del Piano Industriale 2018-2022 approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle partecipazioni è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate i settori operativi ai quali si riferiscono le partecipazioni iscritte nel bilancio della Capogruppo. Per ciascun settore operativo viene specificata la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Area Industriale Valore recuperabile WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
Area Infrastrutture Energetiche
areti valore d'uso 5,6% Valore Residuo fino al 2022
Acea Produzione valore d'uso 5,5% a due stadi fino al 2022
Ecogena valore d'uso 5,5% a due stadi fino al 2022
Area Idrico valore d'uso 5,4% Valore Residuo fino al 2022
Area Commerciale e Trading:
Acea Energia valore d'uso 6,9% Perpetuity senza crescita fino al 2022
Area Ambiente valore d'uso 6,6% a due stadi fino al 2022

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione: a due stadi. Il primo stadio concerne un flusso normalizzato per il periodo 2023-2032 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2032;
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2023-2038 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2038;
  • per areti: il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico: il valore attuale del Valore Residuo in caso di subentro alla scadenza della concessione.

Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 26.327 mila e aumentano per effetto la riclassifica di alcune partecipazioni tra cui Umbria Acque dalle partecipazioni in imprese controllate a collegate. Nel corso del 2017 sono state acquistate il 19,20% delle quote in GEAL dal socio Veolia Eaux (€ 2.000 mila).

Si informa, inoltre, che il WACC è stato oggetto di un'analisi di sensitività. Si segnala che:

  • l'incremento dello 0,5% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. Per quanto riguarda ACEA Ato2 l'esiguità del surplus è motivata dall'aver identificato come Terminal Value esclusivamente il valore dei cespiti regolatori (c.d. RAB) senza considerare il valore di realizzo del capitale circolante. Per quanto riguarda ACEA Ato5 è in corso di revisione il piano degli investimenti da parte della Società con effetti positivi sui flussi di cassa futuri,
  • l'incremento dell'1,0% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione areti S.p.A.

Il risultato del test di impairment conferma la recuperabilità del valore delle partecipazioni iscritte.

Si segnala inoltre la svalutazione per adeguamento al cambio delle partecipazioni estere (€ 515 mila).

Di seguito la movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

Partecipazioni
in
società
collegate
Costo storico Riclassifiche Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2016 92.570 899 (79.861) (1.467) 12.142
Variazioni 2017:
- variazione capitale sociale 0 59 0 0 59
- acquisizioni/costituzioni 2.000 0 0 0 2.000
- alienazioni/distribuzioni 0 0 0 0 0
- riclassifiche e altri movimenti 0 12.641 0 0 12.641
- svalutazioni/rivalutazioni 0 0 (515) 0 (515)
Totale variazioni del 2017 2.000 12.700 (515) 0 14.185
Valori al 31 dicembre 2017 94.570 13.600 (80.376) (1.467) 26.327

15. Altre partecipazioni – € 2.352 mila

Le "Altre partecipazioni" si riferiscono ad investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Nel corso del

16. Imposte differite attive – € 32.479 mila

Aumentano di € 4.110 mila rispetto al 31 dicembre 2016.

La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 31 dicembre 2017 con riferimento sia alle Attività per Imposte Anticipate che al Fondo per Imposte Differite. Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte

2017 è stata acquisita una partecipazione in Green Capital Alliance Società Benefit S.r.l. per il valore di € 2 mila.

anticipate, si rileva che la valutazione della fiscalità differita attiva è stata eseguita sulla base dei piani industriali di ACEA e, riguardo l'orizzonte temporale, considerando una ragionevole stima dell'epoca di riversamento.

Movimentazioni del periodo
€ migliaia 31/12/16 Utilizzi IRES /
IRAP
Movim. a PN Acc.ti
IRES/IRAP
31/12/17
Imposte anticipate
Compensi membri CDA 0 0 0 5 5
Fondo rischi ed oneri 4.390 (8.182) 0 6.698 2.906
Svalutazione crediti 6.517 0 0 1.559 8.077
Ammortamenti beni materiali e immateriali 1.180 0 0 439 1.619
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 6.392 (444) 234 1.595 7.778
Altre 9.889 (193) 2.816 (416) 12.096
Totale 28.369 (8.819) 3.050 9.880 32.479
0
Imposte differite
Imposte differite su dividendi 325 (197) 0 39 167
Ammortamenti beni materiali e immateriali (12) 0 0 0 (12)
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 176 74 (40) 0 210
Altre 4.308 (463) 3.552 1.094 8.492
Totale 4.796 (585) 3.512 1.133 8.856
Totale netto 23.573 (8.234) (462) 8.746 23.623

17. Attività finanziarie non correnti – € 237.975 mila

Aumentano di € 350 mila rispetto al 31 dicembre 2016, in quanto ammontavano a € 237.625 mila e sono così

composte:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti finanziari verso Roma Capitale 22.168 25.638 (3.471)
Crediti finanziari verso imprese controllate 187.958 179.623 8.335
Crediti verso altri 27.849 32.364 (4.514)
TOTALE 237.975 237.625 350

La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2017, in ossequio a quanto concordato

nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

I Crediti finanziari verso imprese controllate aumentano, rispetto al 31 dicembre 2016, di € 8.335 mila per effetto dell'erogazione di due nuove tranche del finanziamento fruttifero a medio e lungo termine verso la controllata ACEA Ato5 (per complessivi €

13.866 mila) compensata in parte dalla riclassifica nei crediti finanziari a breve della quota in scadenza nel 2018 del credito infruttifero verso la stessa in base al piano di rientro che si completerà nel 2028 (€ 1.096 mila).

Nel corso del 2017 sono stati rimborsati i crediti verso le controllate Acea Ambiente e Ombrone S.p.A.

Tali crediti si ritengono interamente recuperabili.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti per Finanziamenti
ACEA Ato5 180.845 168.075 12.770
Acea Ambiente S.r.l. (ex ARIA) 0 3.604 (3.604)
Crea Gestioni S.r.l. 3.870 3.870 0
Ecomed S.r.l. 33 33 0
Ombrone S.p.A. 0 831 (831)
Totale 184.748 176.413 8.335
Altri Crediti Finanziari
Acea Ambiente S.r.l. (ex ARIA) 3.210 3.210 0
Totale Crediti Finanziari non correnti verso imprese Controllate 187.958 179.623 8.335

La voce Crediti verso altri, pari a € 27.849 mila, derivano per € 27.724 mila dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito

18. Altre attività non correnti– € 0 mila

Tale voce non registra sostanziali variazioni rispetto al termine dell'esercizio precedente.

19. Attività correnti– € 2.711.298 mila

Registrano un aumento di € 463.342 mila (erano € 2.247.957 mila al 31 dicembre 2016) e sono composte

19.a – Lavori in corso su ordinazione - € 0 mila

Gli interventi di realizzazione degli impianti di Illuminazione Pubblica, effettuati nell'ambito del contratto di servizio con Roma Capitale sono stati

19.b – Crediti Commerciali – € 954 mila

I crediti commerciali si riducono di € 3.564 mila rispetto a € 4.517 mila del 31 dicembre 2016.

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 915 mila al netto del fondo svalutazione crediti pari a € 5.763 mila e si riducono di € 3.564 mila.

I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni maturate verso soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi con particolare riferimento a quelle di pubblica illuminazione verso il Comune di Napoli. Si segnala che nel corso dei primi mesi del

Fondo Svalutazione Crediti

Si attesta a € 5.763 mila e aumenta di € 281 mila rispetto all'esercizio precedente.

Il fondo svalutazione crediti risulta complessivamente calcolato sulla base di apposite valutazioni analitiche, integrate da valutazioni derivanti da analisi storiche che

19.c - Crediti Commerciali Infragruppo - € 98.772 mila

Registrano un incremento di € 41.023 mila rispetto al 31 dicembre 2016 (erano € 57.748 mila)e si compongono come di seguito rappresentato:

rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso.

come di seguito descritto.

rilasciati a fine esercizio. Il saldo al 31 dicembre 2017 è pari a zero.

2017, ACEA ha incassato crediti per € 1.659 mila dal Comune di Napoli. Nel mese di marzo 2017 sono stati incassati crediti per € 1.029 mila verso ATER a seguito di sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione nel 2016 relativamente a nostri atti di ingiunzione del 1992 e del 1994, con i quali ACEA aveva intimato all'allora IACP il pagamento di quanto dovuto.

hanno riguardato le perdite sugli importi dovuti dai clienti, in relazione all'anzianità del credito, alle tempistiche medie di incasso, al tipo di azioni di recupero intraprese ed allo status del credito (ordinario, in contestazione, ecc.).

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti verso controllante - Roma Capitale 93 624 (530)
Crediti verso imprese controllate 97.224 54.814 42.409
Crediti verso imprese collegate 1.455 2.310 (855)
Totale crediti commerciali infragruppo 98.772 57.748 41.023

Crediti verso controllante - Roma Capitale

Si riducono di € 530 mila, rispetto al 31 dicembre 2016. La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale da ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti per prestazioni fatturate 93 119 (26)
Crediti per prestazioni da fatturare 0 0 0
Totale Crediti Commerciali 93 119 (26)
Crediti finanziari per Fatture Emesse 118.228 106.317 11.912
Crediti finanziari per Fatture da Emettere 17.314 15.328 1.986
Totale Crediti Finanziari per Illuminazione Pubblica 135.542 121.644 13.898
Totale Crediti Esigibili entro l'esercizio successivo (A) 135.635 121.764 13.872
€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti Commerciali 0 0 0
Totale Debiti Esigibili Entro l'esercizio successivo (B) 0 0 0
Totale (A) - (B) 135.635 121.764 13.872
Altri Crediti/(Debiti) di natura finanziaria 3.330 9.088 (5.758)
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (24) 444 (468)
Totale altri Crediti/(Debiti) (C) 3.306 9.532 (6.226)

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti alle compensazioni e/o agli incassi.

Lo stock dei crediti al 31 Dicembre 2017 registra una crescita di € 13.872 mila rispetto all'esercizio precedente, da attribuire interamente ai crediti finanziari per illuminazione pubblica. L'incremento si riferisce alla maturazione del corrispettivo annuo, all'ammodernamento rete di sicurezza, alla manutenzione extra ordinaria ed infine ai crediti derivanti dall'accordo relativo al Piano LED che riguarda la sostituzione delle lampade stradali di vecchia generazione.

Nel 2017 sono stati incassati complessivamente € 57.211 mila. Di seguito si elencano le tipologie di crediti incassati:

€ 31.326 mila per crediti maturati relativamente alle voci del nuovo accordo Piano LED di cui € 15.081 mila iscritti al 31 dicembre 2016;

Crediti verso imprese controllate

Ammontano complessivamente ad € 97.224 mila e si riducono di € 42.409 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di

  • € 24.911 mila per crediti relativi al contratto di pubblica illuminazione di cui € 16.102 mila già iscritti al 31 dicembre 2016 (corrispettivi da settembre 2016 a marzo 2017, adeguamento a norma e pro-rata 2015);
  • € 974 mila per rimborso crediti per lavori illuminazione pubblica e servizio di asilo nido.

Sul lato debiti, si rileva una diminuzione complessiva di € 2.237 mila dovuta principalmente alla diminuzione del debito relativo all'acconto verso Roma Capitale per il Piano LED. Tale acconto che riguarda l'intero piano di sostituzione dei corpi illuminanti con gli apparecchi LED si riduce progressivamente con l'avanzamento delle installazioni e del corrispondente maturazione del corrispettivo.

Si informa che nel mese di giugno è stata pagata la cedola relativa ai dividendi maturati per l'esercizio 2016 pari ad € 67.339 mila (debiti iscritti a seguito della delibera assembleare del 27 aprile 2017).

servizio. La variazione rispetto all'esercizio precedente risente dell'iscrizione dei crediti derivanti dell'attribuzione dei costi sostenuti per il Programma Acea2.0. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
ACEA Ato2 21.286 11.387 9.899
ACEA Ato5 13.468 4.457 9.011
Areti 14.940 8.205 6.735
Acea Energia 10.267 5.082 5.185
Publiacqua 6.259 2.772 3.487
Umbra Acque 5.298 3.665 1.633
Gesesa 4.783 3.693 1.089
GORI 4.790 1.834 2.957
Acque 5.004 3.954 1.050
Acquedotto del Fiora 2.910 2.004 906
Crea Gestioni 2.959 2.208 751
Acea8cento 455 273 182
Acea Elabori 449 988 (539)
Sarnese Vesuviano 767 782 (14)
Acea Ambiente (ex ARIA) 725 1.499 (774)
Acea Dominicana 452 333 120
Ingegnerie Toscane 428 141 287
Aquaser 52 100 (48)
Coema 119 119 0
Acque Industriali 111 45 66
Ombrone 22 16 5
Agua de San Pedro 692 628 64
Umbriadue Servizi Idrici 328 0 328
Altre 659 631 28
TOTALE 97.224 54.814 42.409

Crediti verso imprese collegate

Ammontano complessivamente ad € 1.455 mila e registrano una riduzione di € (855) mila rispetto al 31 dicembre 2016. La variazione si riferisce alla

svalutazione del credito vantato verso Sienergia in liquidazione. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Marco Polo 1.236 1.236 0
Azga Nord 0 15 (15)
Sogea 46 150 (104)
Sienergia 0 639 (639)
Umbriadue 0 66 (66)
Geal 169 200 (31)
Le Soluzioni 4 4 0
TOTALE 1.455 2.310 (855)

Il totale dei crediti commerciali, al lordo del fondo svalutazione crediti, verso clienti e infragruppo, ivi compresi quelli verso Roma Capitale, ammontano a € 107.989 mila e di seguito se ne fornisce l'ageing:

Crediti commerciali scaduti: € 32.528 mila di cui:

  • Entro 180 giorni: € 8.653 mila,
  • Tra 180 e 360 giorni: € 9.671 mila,
  • Oltre l'anno: € 14.204 mila.
  • Crediti commerciali a scadere: € 75.461 mila;

19.d – Altri crediti e attività correnti - € 14.318 mila

Registrano una variazione in diminuzione di € 11.060 mila e si compongono come di seguito esposto.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti verso cessionario Autoparco 500 10.250 (9.750)
Crediti verso Cessionario Area Laurentina 6.000 6.000 0
Ratei e risconti attivi 3.294 2.366 927
Crediti diversi 1.164 2.313 (1.149)
Crediti da rientro ramo Marco Polo per debiti verso dipendenti 1.931 2.116 (184)
Equitalia 802 773 29
Crediti verso Enti previdenziali 375 741 (366)
Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico 146 397 (251)
Crediti per TFR da cessioni individuali 11 229 (218)
Anticipi a fornitori e depositi presso terzi 94 192 (98)
TOTALE 14.318 25.378 (11.060)

I Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico, iscritti a fronte della cessione del business fotovoltaico

ad RTR Capital a fine 2012, hanno subito variazioni rispetto all'esercizio precedente per l'esercizio

dell'opzione di riacquisto dell'impianto ASI Latina esercitata da Acea Produzione. Si ricorda che tale credito, è riferito all'istituzione di un escrow account corrispondente al valore di alcuni impianti che dovevano essere sottoposti a controlli formali da parte della società cedente.

Il credito verso il cessionario Autoparco che rappresentava il saldo della vendita è stato stornato in ottemperanza di quanto disposto dalla pronuncia del Tribunale di Roma con la sentenza n. 11436/2017,

pubblicata il 6 giugno 2017, che ha dichiarato nella sostanza la nullità del contratto di compravendita stipulato con la società Trifoglio S.r.l. in data 22 ottobre 2010. Al suo posto è stato iscritto il credito relativo ai corrispettivi di detenzione dell'immobile pagato nel 2011 e scalato successivamente dall'importo dell'acconto incassato da restituire.

Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente i canoni di manutenzione, i premi assicurativi e i contratti di locazione.

19.e – Attività finanziarie correnti - € 105.648 mila

Registrano una variazione in aumento di € 100.031 mila per l'accensione di un deposito a breve con scadenza il 3 aprile del 2018. Di seguito si riporta il dettaglio del saldo al 31 dicembre 2017.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti per la gestione del servizio di pubblica illuminazione 5.320 5.328 (8)
Crediti su depositii a breve termine 100.000 0 100.000
Ratei Attivi su depositi a breve termine 4 0 4
Crediti v/SEIN da Liquidazione Acea ATO5 Servizi 274 274 0
Ratei attivi su c/c banca e posta 50 16 34
TOTALE 105.648 5.617 100.031

19.f - Attività Finanziarie Correnti Infragruppo - € 1.918.407 mila

Registrano una crescita di € 418.688 mila. Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una

migliore comprensione delle variazioni. La tabella che seguito ne evidenzia i dettagli.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale 117.472 108.134 9.337
Crediti verso imprese controllate 1.800.613 1.388.467 412.146
Crediti verso imprese collegate 322 3.117 (2.795)
TOTALE 1.918.407 1.499.719 418.688

Crediti verso imprese controllanti – Roma Capitale

Ammontano complessivamente ad € 117.472 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di illuminazione pubblica così

come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".

Crediti verso imprese controllate

Si attestano a € 1.800.613 mila (€ 1.388.467 mila al 31 dicembre 2016) e risultano composti come di seguito

esposto:

€ migliaia
31/12/17
31/12/16
Variazione
Crediti per rapporti di tesoreria centralizzata
1.667.751
1.255.525
412.226
Ratei attivi finanziari correnti su finanziamenti e rapporti di tesoreria
103.579
93.037
centralizzata
10.542
Crediti verso imprese controllate per finanziamenti
14.711
5.250
9.461
Altri crediti verso imprese controllate
4.871
17.937
(13.066)
Crediti per Commissioni su Garanzie prestate
9.701
16.718
(7.017)
TOTALE
1.800.613
1.388.467
412.146

La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dall'incremento dei saldi di c/c verso le società del gruppo che hanno aderito ad una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento, che matura interessi ad un tasso fisso, definito in base ai tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride nel settore delle utilities aggiornato su base annua, aumentato di uno spread legato al livello di esposizione ed al ribaltamento dei costi di rating della capogruppo.

Registrano una riduzione i crediti per dividendi verso le società controllate prevalentemente per la distribuzione di dividendi relativi ad esercizi precedenti non incassati negli anni di deliberazione (€ 16.066 mila). Registrano un incremento i crediti verso imprese controllate per finanziamenti; tale incremento è da imputare principalmente al subentro di ACEA nei finanziamenti a favore di TWS erogati da Severn Trent PLC ed esistenti al momento dell'acquisto della partecipazione (€ 9.000 mila).

Crediti verso imprese collegate

Al 31 dicembre 2017 ammontano ad € 322 mila e risultano in linea con i valori del 2016.

19.g – Attività per imposte correnti - € 45.777 mila

Diminuiscono di € 31.595 mila rispetto al termine dell'esercizio precedente e di seguito ne è esposta la composizione:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti IRAP e IRES per acconti versati 18.853 2.157 16.696
Crediti per IVA 22.145 37.075 (14.930)
Altri crediti tributari 491 2.130 (1.639)
Totale Crediti Verso l'Erario 41.489 41.362 127
Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate 4.288 36.010 (31.722)
Totale Crediti Tributari 45.777 77.372 (31.595)

I crediti per IVA derivano dalla procedura di liquidazione IVA di Gruppo; l'importo rappresenta il credito per l'accanto versato a fine dicembre 2017.

Il credito IRES pari a € 17.294 mila deriva da versamenti in eccesso fatti nel corso dell'anno rispetto all'imposta calcolata per l'esercizio 2017.

19.h – Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - € 527.423 mila

Registrano una riduzione di € 49.911 mila (al 31 dicembre 2016 erano € 577.334 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.

Note allo Stato Patrimoniale - Passivo

20. Patrimonio netto - € 1.554.961mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 100.619 95.188 5.431
Riserva per azioni proprie in portafoglio 0 0 0
Altre riserve 72.757 69.100 3.657
Utili a nuovo 56.107 84.707 (28.600)
Utili (perdite) dell'esercizio 226.579 108.610 117.969
TOTALE 1.554.961 1.456.505 98.456

Il patrimonio netto registra un incremento di € 98.456 mila rispetto al 31 dicembre 2016. Tale variazione è prevalentemente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato

20.a – Capitale sociale – € 1.098.899 mila

Ammonta a € 1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Roma Capitale: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila,
  • AMA: n. 1.000 per un valore nominale

20.b – Riserva legale € 100.619 mila

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ.

Al 31 dicembre 2017 si registra una crescita di € 5.431

movimentazione delle altre riserve. Di seguito si riporta la composizione e le

movimentazioni per voce:

conseguito nell'esercizio 2016, nonché dalla

complessivo di € 5 mila,

  • Mercato: n. 103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.309 mila,
  • Azioni Proprie: n. 416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila.

mila rispetto allo scorso anno, per effetto della destinazione dell'utile conseguito nell'esercizio 2016.

31 dicembre 2017 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coincide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in

20.c - Riserva per azioni proprie in portafoglio - € 0 mila

Ai sensi dell'art. 2428 cod. civ., le azioni proprie in portafoglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.151 mila complessivamente) e corrispondono allo 0,196% del capitale sociale. La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al

20.d – Altre riserve - € 72.757 mila

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Riserva Straordinaria 180 180 0
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 102.567 0
Riserva per differenze di cambio 13.157 1.909 11.248
Riserva da valutazione di strumenti finanziari (34.285) (25.367) (8.918)
Riserva da utili e perdite attuariali (9.780) (10.868) 1.088
Altre riserve diverse 918 679 239
TOTALE 72.757 69.100 3.657

La riserva per differenze di cambio registra una variazione in aumento di € 11.248 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 dicembre 2017 del private placement in YEN stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 34.285 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del

bond (3 marzo 2010).

ossequio allo IAS32.

Tra le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio si registra l'effetto correlato al conferimento delle partecipazioni di Agua de San Pedro e Acea Dominicana in Acea International (€ 239 mila).

La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve disponibili e indisponibili.

31 dicembre 2017 (in € migliaia)
Natura/descrizione Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota
disponibile
tre precedenti esercizi Riepilogo delle
utilizzazioni effettuate nei
Copertura
perdite
Altre
ragioni
Riserve di capitale:
Riserva derivanti da operazione scissione di ARSE 6.569 A, B, C 6.569
Riserve di utili da conto economico:
Riserva legale 100.619 A, B 100.619
Riserva straordinaria 180 A, B, C 180
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 A, B,C 102.567
Utili portati a nuovo 56.107 A, B, C 56.107
Riserve di utili da O.C.I.:
Riserva cash flow hedge (34.285) (34.285)
Riserva per differenze di Cambio 13.157 13.157
Riserva da Utili e Perdite Attuariali (9.780) (9.780)
Altre riserve
Maggior costo acquisizione Umbra Acque (3.173) (3.173)
Maggior costo acquisizione SAMACE (785) (785)
Maggior costo acquisizione Kyklos (1.932) (1.932)
Riserva da conferimento Acea International 239 239
Riserva per azioni proprie disponibile 0 A, B, C 0
Riserva per azioni proprie in portafoglio 3.853 Garanzia azioni
proprie
3.853
TOTALE 233.336 233.336
Quota non distribuibile 67.912
Residua quota distribuibile 165.425

*Legenda:

A = aumento di capitale – B = copertura perdite – C = distribuzione ai soci

21. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 24.464 mila Si riduce di € 1.980 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni

che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita ed i piani a benefici definiti. Nella tabella che segue è riportata la composizione:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di
lavoro
- Trattamento di Fine Rapporto 7.214 7.465 (251)
- Mensilità Aggiuntive 1.263 1.236 26
- Piani LTIP 1.219 780 440
Totale 9.696 9.481 215
Benefici successivi al rapporto di lavoro
- Agevolazioni Tariffarie 14.768 16.963 (2.195)
TOTALE 24.464 26.444 (1.980)

Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefici successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione.

La variazione risente (i) degli accantonamenti di periodo, (ii) dalle uscite verificatesi durante il periodo e (iii) solo marginalmente dalla riduzione del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato l'1,30% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno dell'1,31%.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi tecniche.

Inoltre di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:

Dicembre 2017 Dicembre 2016
Tasso di attualizzazione 1,30% 1,31%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,59% 1,59%
Inflazione di lungo periodo 1,50% 1,50%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift - 0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tasso di attualizzazione
Tipologia Piano
0,50% -0,50%
€ mila € mila
TFR -416 450
Agevolazioni tariffarie -1.176 20
Mensilità aggiuntive -80 64
LTIP 960 946

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia Piano -1 anno di età
€ mila
TFR -60
Agevolazioni tariffarie -1.351
Mensilità aggiuntive 55

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

22. Fondo per rischi ed oneri - € 14.984 mila

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:

€ migliaia 31/12/16 Utilizzi Riclassifiche/
Altri
movimenti
Rilascio per
esubero
fondi
Accantona
menti
31/12/17
Partecipate 31.193 (85) (3.870) (22.127) 48 5.158
Legale 2.391 (649) 54 (809) 619 1.606
Rischi contributivi e relativi ad Enti Previdenziali
e Assistenziali
936 0 0 (30) 25 931
Appalti e forniture 1.473 (1.169) 50 0 1.371 1.725
Esodo e mobilità 551 (7.028) 0 0 12.000 5.523
Fiscale 299 (288) 0 (12) 0 0
Altri rischi ed oneri 159 0 (104) (15) 0 40
Totale 37.002 (9.218) (3.870) (22.993) 14.063 14.984

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • il fondo rischi legato a contenziosi legali è stato utilizzato per € 649 mila per sentenze sfavorevoli generando al contempo un rilascio per esubero pari a € 809 mila ed un accantonamento dell'anno di € 619 mila,
  • il fondo stanziato a fronte di piani di mobilità ed esodo utilizzato per € 7.028 mila in quanto si sono concluse le relative procedure. Sono stati inoltre accantonati € 12.000 mila sempre relativamente allo stesso piano,
  • l'utilizzo del fondo rischi fiscale pari a € 649 mila è stato utilizzato per il pagamento di cartelle

esattoriali,

nel corso dell'esercizio sono stati utilizzati € 1.169 mila per appalti e forniture di cui € 600 mila per il ripristino della sede del magazzino dopo il rilascio dell'immobile utilizzati a dicembre 2017,

Si ricorda altresì che il fondo rischi partecipate, pari ad € 5.158 mila, al 31 dicembre 2016 era pari a € 31.193 mila ed accoglieva l'importo di € 22.127 mila relativo alla controllata Gori. Tale fondo è stato interamente rilasciato per il venir meno delle ragioni che lo avevano generato.

23. Debiti e passività finanziarie non correnti - € 2.482.564 mila

Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni e sono di seguito composti:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Obbligazioni a medio – lungo termine 1.695.028 2.019.447 (324.418)
Finanziamenti a medio – lungo termine 787.536 471.014 316.522
TOTALE 2.482.564 2.490.460 (7.896)

Obbligazioni a medio – lungo termine

Le Obbligazioni a medio-lungo termine si riducono per € 324.418 mila. Tale variazione è da ricondurre essenzialmente alla riclassifica tra le passività finanziarie correnti del residuo del prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, della durata di 5 anni con scadenza il 12 settembre 2018. Tale debito, al netto del Fair Value positivi allocati nella gestione finanziaria del conto economico pari a € 919 mila, ammonta a € 328.827 mila (comprensivo della quota a residua dei costi annessi alla stipula). Le obbligazioni pagano una cedola lorda annua pari al 3,75% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,754. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi al 3,805% corrispondente ad un rendimento di 230 punti base sopra il tasso di riferimento (mid - swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 12 settembre 2013. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 12.390 mila.

Nel dettaglio trovano allocazione in tale voce:

  • € 594.949 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,
  • € 491.754 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila,
  • € 422.251 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA nel mese di

marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. Le obbligazioni emesse hanno un taglio minimo di € 50 mila e pagano una cedola lorda annua pari al 4,5% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,779. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi, al 4,528% corrispondente ad un rendimento di 120 punti base sopra il tasso di riferimento (mid-swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 16 marzo 2010. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 19.025 mila. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila avvenuta il 24 ottobre 2016,

€ 148.939 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 38.349 mila ammonta a € 186.075 mila. Tale Fair Value è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 17.311 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2017. Il cambio alla fine del 2017 si è attestato a € 135,28 contro € 122,97 del 31 dicembre 2016. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.871 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizione per l'eventuale esercizio dell'opzione.

Finanziamenti a medio – lungo termine

Ammontano a € 787.536 mila e registrano una variazione complessiva di € 316.522 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 dicembre 2017 e scadenti oltre i dodici mesi.

I principali mutui, i cui valori al 31 dicembre 2017 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 919.244 mila, e sono di seguito descritti:

  • finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 per un importo di € 200.000 mila per il piano di investimenti nel settore idrico (ACEA Ato2) con una durata di 15 anni. Tale finanziamento al 31 dicembre 2017 ammonta a € 132.487 mila. La prima tranche pari a € 150.000 mila è stata erogata nell'agosto 2008 ed il tasso di interesse è pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread di 7,8 punti base. Nel corso del 2009 è stata erogata una seconda tranche per un importo di € 50.000 mila che prevede un tasso di interesse pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread dello 0,646%; la scadenza è fissata al 15 giugno 2019;
  • finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008 con scadenza al 21 Dicembre 2021. Il tasso applicato dalla banca è un tasso variabile e le rate previste sono semestrali ed il rimborso avverrà in rate semestrali; la prima è stata pagata il 30 giugno 2010. L'importo residuo del finanziamento al 31 dicembre 2017 ammonta a € 36.760 mila. Il rischio di oscillazione dei tassi di interesse passivi collegati al finanziamento è stato coperto con la sottoscrizione di un Interest Rate Swap con l'obiettivo di trasformare l'onerosità del finanziamento sottostante da variabile a fissa. Lo swap segue l'andamento del piano di ammortamento del sottostante. In base allo IAS 39 la società ha provveduto a valutare l'efficacia dello strumento di copertura secondo il metodo dell'Hedge Accounting in base al modello del Cash Flow Hedge. Il risultato del test è pari al 98,52% di efficacia, ciò comporta che non venga rilevata alcuna quota a conto economico che rifletta

l'inefficacia dello strumento; si è proceduto all'iscrizione in apposita riserva di Patrimonio Netto del fair value negativo dello strumento di copertura pari a € 3.432 mila;

  • finanziamento contratto da BEI nel 2009 per un importo di € 100.000 mila rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti in ambito di potenziamento ed ampliamento della rete di distribuzione di energia elettrica in territorio romano per un piano quadriennale. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,665% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2018;
  • finanziamento contratto da BEI in data 23 dicembre 2014 di € 200.000 mila, rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti nell'area idrico. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,45% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2030;
  • finanziamento contratto da BEI in data 2 maggio 2017 di € 200.000 mila nell'ambito del Progetto Efficienza Rete III. Il tasso di interesse è variabile. Il piano di restituzione del prestito prevede un periodo di preammortamento fino al 15 giugno 2021 ed ammortamento a rate costanti di capitale semestrali fino al 31 dicembre 2030;
  • linea di finanziamento di € 150.000 mila da Intesa SanPaolo S.p.A. erogata in data 22 dicembre 2017 con scadenza finale 21 giugno 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione;
  • linea di finanziamento di € 100.000 mila erogata in data 28 dicembre 2017 da UBI Banca SpA con scadenza finale 2 gennaio 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finanziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nella tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2017 pari a € 131.708 mila.

€ migliaia Debito residuo
totale
Entro il 31.12.18 dal 31.12.18
al 31.12.22
Oltre il 31.12.22
a tasso fisso 250.000 0 250.000 0
a tasso variabile 632.484 123.370 176.614 332.500
a tasso variabile verso fisso 36.760 8.338 28.422 0
Totale Mutui a medio - lungo e breve termine 919.244 131.708 455.036 332.500

Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative

sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

24. Altre passività non correnti - € 0 mila

Risultano pari a zero al 31 dicembre 2017.

25. Fondo imposte differite - € 8.856 mila

Aumentano di € 4.060 mila rispetto al 31 dicembre 2016. Per quanto attiene la composizione del saldo si rimanda alla tabella esposta nella voce "Imposte differite attive" del presente documento.

26. Passività correnti - € 792.545 mila

Aumentano complessivamente di € 426.941 mila. L'incremento è da imputare alla riclassifica nella quota a breve del finanziamento BEI pari a € 100.000 mila in scadenza a giugno 2018 e del prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, con scadenza il 12 settembre 2018 del valore complessivo pari a € 328.827 mila (al netto del Fair Value positivo allocato nella gestione finanziaria del conto economico pari a € 919 mila e comprensivo della quota residua connessa alla stipula).

Di seguito ne è esposta la composizione.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti finanziari 542.975 131.459 411.516
Debiti verso fornitori 191.784 206.553 (14.770)
Debiti tributari 35.448 36.544 (1.096)
Altre passività correnti 22.338 17.314 5.024
TOTALE 792.545 391.871 400.674

26.a – Debiti finanziari – € 542.975 mila

Aumentano di € 437.783 mila e sono composte come di seguito esposto:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti verso controllate e collegate 25.892 76.697 (50.805)
Obbligazioni a breve termine 352.846 26.256 326.590
Debiti verso banche per mutui 131.708 23.405 108.303
Debiti verso Roma Capitale 767 3.040 (2.273)
Debiti verso banche per linee di credito a breve 30.000 0 30.000
Debiti verso Altri 1.761 2.060 (299)
TOTALE 542.975 131.459 411.516

Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

Le variazioni hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate principalmente per (i) rapporti di tesoreria accentrata che si riducono di € 50.805 mila per effetto della minore esposizione finanziaria registrata

nell'esercizio verso le società del Gruppo e per (ii) il pagamento del debito generato dalla cessione dei crediti per IRES e IRAP richiesti a rimborso relativi alle istanze presentate dalle Società del gruppo nel corso del 2013. Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti per rapporti di tesoreria accentrata 25.892 64.180 (38.288)
Altri Debiti finanziari 1 12.518 (12.517)
TOTALE 25.892 76.697 (50.805)

I debiti verso banche per mutui e le obbligazioni a breve si movimentano per effetto dei rimborsi delle quote di mutui in scadenza nel 2017, mitigati dall'iscrizione dei ratei maturati nel corso dell'esercizio.

I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di € 2.273 mila per effetto per la riduzione dall'acconto verso Roma Capitale per il Piano Led dovuto all'avanzamento del piano di installazione.

26.b – Debiti verso fornitori – € 191.784 mila

Risultano composti come di seguito evidenziato.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti verso fornitori terzi 93.392 109.626 (16.234)
Debiti verso società controllate e collegate 98.392 96.927 1.465
TOTALE 191.784 206.553 (14.770)

I debiti verso fornitori terzi registrano una variazione in diminuzione di € 16.234 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:

€ migliaia 31/12/17
31/12/16
Variazione
Debiti per fatture ricevute 50.579 60.320 (9.741)
Debiti per fatture da ricevere 42.813 49.306 (6.493)
TOTALE 93.392 109.626 (16.234)

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 50.579 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 11.083 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.

Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate si segnala una crescita di €

1.465 mila, che viene analizzata nella tabella che segue:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Acea Illuminazione Pubblica 5.754 5.754 0
ACEA Ato2 1.380 537 843
Acea Energia 10.808 8.990 1.819
Acea Produzione 245 25 220
areti 69.374 76.625 (7.250)
Ingegnerie Toscane 2.300 0 2.300
Citelum Acea Napoli 1.798 2.644 (846)
Aquaser 179 0 178
Acea8cento 65 477 (412)
Acea Elaboratori 5.490 604 4.885
Publiacqua 111 225 (113)
Abab 78 78 0
GORI 87 87 0
Altro 723 882 (158)
TOTALE 98.392 96.927 1.465

26.c - Debiti tributari – € 35.448 mila

Subiscono una riduzione di € 1.096 mila e sono composti come illustrato nella tabella seguente.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti per IRES ed IRAP 620 16.956 (16.336)
IVA differita 8.532 8.537 (5)
Ritenute al personale 1.668 1.767 (99)
Altri debiti tributari 6 15 (9)
Totale Debiti Verso Erario 10.826 27.276 (16.450)
Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate 24.621 9.268 15.354
Totale Debiti Tributari 35.448 36.544 (1.096)

26.d - Altre passività correnti - € 22.338 mila

Si compongono come di seguito riportato:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 3.159 2.873 286
Altri debiti verso Società Controllate e Collegate 0 5 (5)
Altri debiti 19.179 14.437 4.742
stock di incassi da clienti da ricondurre/restituire 5.386 5.373 12
Debiti verso Comuni 901 901 0
Debiti per Assicurazioni 563 579 (17)
Debito rateizzato verso Equitalia 103 188 (85)
Ratei e Risconti 0 78 (78)
Altri debiti 4.374 252 4.122
TOTALE 22.338 17.314 5.024

Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi da quelli già indicati a proposito della voce Mutui.

giugno 2017, ha dichiarato nella sostanza la nullità del contratto di compravendita stipulato con la società Trifoglio S.r.l. in data 22 ottobre 2010. Tale importo è comprensivo degli interessi maturati al 31 dicembre 2017.

La voce altri debiti contiene per € 4.067 mila l'acconto sulla vendita dell'Autoparco da restituire alla società Trifoglio Srl a seguito della pronuncia del Tribunale di Roma che con la sentenza n. 11436/2017, pubblicata il 6

Informative sulle Parti Correlate

ACEA e Roma Capitale

L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di ACEA.

Tra ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di servizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione ed al potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione.

Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini economici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 dicembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra ACEA e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno 2016 con una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led.

Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:

  • allineamento della durata del contratto di servizio alla scadenza della concessione (2027), stante la mera funzione accessiva del contratto stesso alla convenzione;
  • aggiornamento periodico delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione;
  • aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuta ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

È, tra l'altro, previsto che i parametri quali – quantitativi vengano nuovamente negoziati nel corso del 2018.

Alla scadenza naturale o anticipata ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile dei cespiti che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse, espressamente inclusa quella prevista dall'articolo 23 bis D.L. 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stata sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1° febbraio 2011, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito - con riferimento a modalità e termini di pagamento - sono regolate dai singoli contratti:

  • a. per il contratto di servizio di pubblica illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presentazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessanta giorni e successivamente del tasso di mora come stabilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,
  • b. per tutti gli altri contratti di servizio il termine di pagamento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura ed in caso di ritardato pagamento le parti hanno concordato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno 2016 tra ACEA e Roma Capitale ha regolato impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano Led. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione / penalità per installazioni superiori / inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto Led.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano Led le parti hanno parzialmente modificato il listino prezzi ed la composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammortamento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

E' previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra ACEA ed Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento. Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2017 con riferimento ai rapporti più significativi.

RICAVI COSTI
€ migliaia 31/12/17 31/12/16 31/12/17 31/12/16
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 58.732 66.948 0 0
TOTALE 58.732 66.948 0 0

ACEA e il Gruppo Roma Capitale

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale ACEA intrattiene rapporti di natura commerciale.

La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti Costi Crediti Ricavi
€ migliaia 31/12/17 31/12/17 31/12/17 31/12/17
AMA S.P.A. 13 629 28 64
ATAC S.P.A. 20 57 178 64
ROMA METROPOLITANE S.R.L. 0 0 56 0
FONDAZIONE CINEMA PER ROMA 100 100 0 0
RISORSE PER ROMA R.P.R. S.P.A. 6 0 0 0
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 6 0 0 0
BIOPARCO 1 0 0 0
Totale 146 786 262 128

ACEA e le Società Controllate

Rapporti di natura finanziaria

ACEA S.p.A., nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività. Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanziari, la capogruppo ACEA ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, redendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

Il 1° aprile 2016 è stato approvato un nuovo contratto di finanza intersocietaria con efficacia triennale ritenendo il precedente obsoleto nell'ambito del rinnovamento adottato secondo il progetto Acea2.0.

In base a tale contratto, ACEA mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per (i) esigenze di circolante e per (ii) la effettuazione degli investimenti.

Inoltre, ACEA mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garanzie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie societarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie.

Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per valuta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come media ponderata dei tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride o assimilabili nel settore delle utilities (rivedibile annualmente, aumentato, eventualmente, di un margine aggiuntivo legato, sostanzialmente, al livello di esposizione della società beneficiaria rispetto al totale dei plafond concessi alle Società in tesoreria accentrata). Per il 2017 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo del 4,62% ed un massimo del 5,78%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, ACEA riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi

giornalieri "EURIBOR a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea

Rapporti di natura commerciale

ACEA presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Per quanto attiene i contratti di servizio, a decorrere dal 1° gennaio 2017 e con durata triennale. Tali prezzi sono allineati ai corrispettivi di mercato come risultanti dall'attività di benchmarking svolta da primaria società del settore appositamente incaricata. Tali contratti, come quelli scaduti, sono compliant ai fini regolatori e del M.O.G.C e prevedono SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio

ACEA e le principali Società del Gruppo Caltagirone

Alla data di chiusura dell'esercizio 2017 non risultano esserci rapporti economico patrimoniali con le società del Gruppo Caltagirone ed ACEA S.p.A. Di seguito si

Stato Patrimoniale 31/12/17 Di cui parti Correlate Incidenza % 31/12/16 Di cui parti Correlate Incidenza % Variazione Attività Finanziarie 237.975 237.850 100,0% 237.625 237.499 100,0% 350 Crediti Commerciali 954 527 55,2% 4.517 826 18,3% (3.564) Crediti Commerciali Infragruppo 98.772 98.772 100,0% 57.496 57.496 100,0% 41.275 Altre Attività Correnti 14.318 1.943 13,6% 25.378 2.345 9,2% (11.060) Attività Finanziarie Correnti Infragruppo 1.918.407 1.918.407 100,0% 1.499.971 1.499.971 100,0% 418.436 Attività per imposte correnti 45.777 4.288 9,4% 77.372 36.053 46,6% (31.595) Debiti finanziari 542.975 28.429 5,2% 105.192 81.508 77,5% 437.783 Debiti fornitori 191.784 99.017 51,6% 206.553 97.498 47,2% (14.770) Debiti Tributari 35.448 24.621 69,5% 36.544 9.129 25,0% (1.096) Altre passività correnti 22.338 24 0,1% 17.314 0 0,0% 5.024

Incidenza sulla situazione patrimoniale

Incidenza sul risultato economico

Conto Economico 31/12/17 Di cui parti
Correlate
Incidenza
%
31/12/16 Di cui parti
Correlate
Incidenza
%
Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 164.403 164.164 99,9% 172.762 168.903 97,8% (8.359)
Altri ricavi e proventi 16.534 6.763 40,9% 11.725 8.111 69,2% 4.810
Costi esterni 149.276 82.773 55,5% 143.851 87.038 60,5% 5.425
Proventi Finanziari 114.363 113.205 99,0% 89.784 87.325 97,3% 24.579
Oneri Finanziari 64.810 218 0,3% 102.830 183 0,2% (38.019)
Proventi da Partecipazioni 219.013 219.013 100,0% 146.247 146.247 100,0% 72.766
Oneri da Partecipazioni 0 0 408 408 100,0% (408)

con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).

Nell'ambito del progetto Acea2.0 ACEA e le Società in ambito hanno approvato un contratto che consente l'implementazione delle principali iniziative di sviluppo tecnologico (trasversali e di business) mediante l'istituto della comunione. Il suddetto contratto contiene le regole di natura economico – finanziaria e di partecipazione alla comunione.

ACEA eroga inoltre servizi di esercizio, gestione applicativa e manutenzione, connessi all'adesione al programma ACEA2.0 regolati da apposito contratto.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.

evidenzia l'incidenza dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sul rendiconto finanziario

Rendiconto Finanziario 31/12/17 Di cui parti
Correlate
Incidenza
%
31/12/16 Di cui parti
Correlate
Incidenza
%
Variazione
Cash flow attività operativa (46.508) (7.668) 16,5% 23.536 76.859 326,6% (70.044)
Cash flow di attività di
investimento/disinvestimento
(198.820) (290.868) 146,3% (139.787) (384.835) 275,3% (59.034)
Cash flow attività di
finanziamento
194.903 (187.896) -96,4% (79.927) (83.368) 104,3% 274.830

Elenco delle operazioni con parti correlate

Nel corso dell'esercizio 2017 non risultano esserci operazioni rilevanti con parti correlate.

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Altre problematiche

Acea S.p.A., ACEA Ato2 S.p.A. e AceaElectrabel Produzione S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) – E.ON. Produzione S.p.A.

È stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, ACEA Ato2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In data 3 maggio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Acque Pubbliche, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo ancora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo

ACEA S.p.A. – SASI

Con sentenza n. 6/10 il TRAP ha accolto la domanda di risarcimento danni da illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde, intentata da ACEA nel 2006 nei confronti della Società Abruzzese per il Servizio Integrato S.p.A. (SASI) riconoscendo a favore di ACEA, a titolo di risarcimento dei danni, la somma di € 9.002.920, oltre interessi, con decorrenza 14 giugno 2001 e fino al 30 luglio 2013.

La sentenza, che non è provvisoriamente esecutiva, è stata impugnata dal SASI avanti il TSAP e ACEA ha interposto appello incidentale. Con sentenza non definitiva n. 117/13 dell'11 giugno 2013, il TSAP, accogliendo uno dei motivi di appello, ha rimesso la causa sul ruolo disponendo CTU per la quantificazione del danno patito da ACEA per il periodo 2001/2010. Il TSAP ha fissato l'udienza del 23 ottobre 2013, poi rinviata all'udienza del 27 novembre 2013; in quella sede è stato conferito incarico allo stesso CTU del

A.S.A. – Acea Servizi Acqua - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto necessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quantificazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'eventuale corrispettivo spettante per

estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli.

E.ON è stata condannata alla rifusione delle spese di lite nella misura di € 32 mila oltre accessori di legge e spese di CTU.

In data 23 giugno 2014 E.ON. ha introdotto appello avanti il TSAP con prima udienza fissata al 1° ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 maggio 2015. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite.

Con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in data 20 dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 27 gennaio 2017.

Si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

primo grado. Dopo una serie di rinvii, il 1° febbraio 2017 è stata depositata la sentenza n. 16 con la quale il TSAP ha riconosciuto a favore di ACEA la somma di € 6.063.361, oltre agli interessi legali compensativi sulla somma anno per anno rivalutata dal 2001 al 2010 ed agli interessi moratori dalla decisione al saldo. Il SASI, con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Cassazione il 5 aprile 2017, ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 12 maggio 2017 e si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

Successivamente alla notifica da parte di Acea dell'atto di Precetto, per l'importo di € 7.383.398,66, il 5 marzo 2018 SASI ha notificato ricorso ex art. 373 c.p.c., volto all'ottenimento della sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza; l'udienza collegiale per la discussione in camera di consiglio è fissata per il prossimo 11 aprile.

effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

Con sentenza n. 17154/15 del 17 agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusione a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 aprile 2018.

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Si è proceduto quindi a notificare il predetto decreto ingiuntivo in data 3 settembre 2012 e in data 23 novembre è stato consegnato all'Ufficiale Giudiziario il pignoramento presso terzi per il recupero coattivo delle somme ingiunte. E' ad oggi pendente innanzi la X sezione del Tribunale di Roma, l'opposizione del

Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad ACEA e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto

Acea S.p.A. - Kuadra S.r.l.

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordinamento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

Decreto ingiuntivo da parte di Milano. Nell'ambito del giudizio è stato instaurato un ulteriore endoprocedimento ex art. 649 cpc volto alla sospensione della provvisoria esecuzione dell'opposto decreto ingiuntivo, sospensione che è stata accolta dal Giudice. E' stato altresì sospeso il procedimento esecutivo iniziato a valle della provvisoria esecutività del decreto ad oggi sospesa.

All'udienza del 13 marzo 2014, il Giudice si è riservato sulla richiesta dei mezzi istruttori.

Con provvedimento datato 7 aprile 2014 lo stesso Giudice, ritenuta necessaria un'indagine tecnica per valutare la situazione urbanistica dell'immobile nonché di ammettere la prova testimoniale articolata da ACEA, ha rinviato all'udienza del 18 dicembre 2014 per l'audizione dei testi ed il conferimento dell'incarico al CTU. All'udienza del 15 giugno 2017 la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano 90 alla rifusione delle spese di lite.

all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad ACEA con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017 Trifoglio ha notificato atto di citazione in Appello; la prima udienza di trattazione era fissata per l'8 febbraio 2018. All'udienza è stato disposto rinvio per conclusioni al 13 settembre 2018.

Circa i riflessi contabili conseguenti alla summenzionata sentenza, si rinvia a quanto illustrato nella nota n. 13 a commento delle Immobilizzazioni materiali.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei soci di Marco Polo, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze

istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata più volte.

In considerazione del raggiunto accordo tra le parti per l'abbandono della causa ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. – Provincia di Rieti

La Provincia di Rieti ha notificato ad ACEA e ad ACEA Ato2 un atto di citazione con il quale avanza domanda di risarcimento danni (a vario titolo declinati) che la stessa subirebbe per effetto della mancata approvazione della convenzione sulle c.d. interferenze interambito.

Evocati in giudizio, unitamente ad ACEA e ad ACEA Ato2, sono anche la Provincia di Roma, l'Ente d'Ambito ATO2 Lazio Centrale Roma, Roma Capitale e la Regione Lazio.

Il valore della controversia è ad oggi circa € 90 milioni (€ 25 milioni fino al 31 dicembre 2005 e € 8 milioni annui per il periodo successivo), ma la costruzione dell'impianto difensivo è piuttosto fragile, soprattutto nei confronti di ACEA. Innanzitutto appare censurabile l'individuazione del giudice competente: il Tribunale Ordinario in luogo del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche; in secondo luogo la responsabilità risarcitoria per il ritardo nell'approvazione della convenzione di interferenza, sicuramente non è imputabile ad ACEA in quanto condotta dalla stessa non esigibile.

data 15 dicembre 2017 Kuadra S.r.l. ha depositato istanza per la rimessione della causa sul ruolo.

Con ordinanza emessa in data 25 gennaio 2018, il Giudice ha pertanto rimesso la causa sul ruolo fissando l'udienza del 27 febbraio 2018. All'udienza è stato dunque disposto ulteriore rinvio ex art. 309 c.p.c. al 26 marzo 2018.

Il giudizio, rinviato all'udienza del 14 luglio 2015 per l'ammissione dei mezzi istruttori richiesti dalle parti nei termini concessi, è stato nuovamente rinviato per la precisazione delle conclusioni al 2 febbraio 2017, trattandosi di causa in diritto con rilevanti eccezioni preliminari. All'udienza è stato disposto un nuovo rinvio al 19 settembre 2017. All'udienza, la causa è stata trattenuta in decisione e si è pertanto in attesa della sentenza.

Da ultimo, si evidenzia che, con Deliberazione n. 30 del 25 gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'AATO2 e dell'AATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore. Si precisa che tale convenzione prevede, all'art. 16, la rinuncia ai giudizi pendenti, ivi compreso il presente.

Acea S.p.A. – Andrea Peruzy, Maurizio Leo e Antonella Illuminati

Con ricorsi promossi avanti il Tribunale Sezione Lavoro, gli ex Consiglieri di ACEA Peruzy e Leo, hanno evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in loro favore delle remunerazioni non percepite - pari rispettivamente ad € 190 mila ed € 185 mila - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. ACEA si è costituita per eccepire in primo luogo la inapplicabilità del rito del lavoro e quindi la necessaria rimessione del Giudizio in sede ordinaria, nonché l'infondatezza della domanda. All'udienza del 25 febbraio 2016, il Tribunale, con ordinanza in pari data, ha ritenuto l'incompetenza della sezione specializzata ed ha rimesso al Presidente del Tribunale per l'assegnazione ad altra sezione. Le cause sono state riassunte dinanzi alla Sezione Imprese

Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea S.p.A.

Si precisa che la maggioranza dei giudizi risulta transata e che sette sono quelli ancora pendenti nei vari gradi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non del Tribunale di Roma. La vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di aprile 2017, di due accordi transattivi; i procedimenti sono stati pertanto dichiarati estinti

Con ricorso promosso avanti il Tribunale Sezione Lavoro, l'ex Consigliere Antonella Illuminati ha evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite - pari ad € 190 mila circa - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. Come già avvenuto in precedenza per gli ex consiglieri Peruzy e Leo, la vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di febbraio 2018, di un accordo transattivo; il procedimento risulta pertanto estinto.

genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto).

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, che risultano introdotti da sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti, che hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. Specificamente, due giudizi di quantificazione pendono attualmente in Cassazione.

Di contro, con sentenza della Corte di Cassazione n. 27461 del 20 novembre 2017 è stata rigettata la richiesta di emolumenti svolta da tre ricorrenti in ordine alle retribuzioni relative al mese di marzo 2007 e dunque questa controversia è definitivamente chiusa. Un ulteriore giudizio è stato definito in primo grado con sentenza 5538/15 del 3 giugno 2015 che ha

rigettato la domanda - relativa ad un certo segmento

Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. L'esposizione è pari a circa € 9 milioni. A tale richiesta, all'udienza del 17 febbraio 2016 sia ACEA che areti, si

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio ACEA ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per la Società ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota

temporale - sul rilievo, principalmente, dell'essere i sei prestatori rimasti nelle more dipendenti della società ALMAVIVA Contact (già COS) e come tali fruitori di reddito.

Il valore delle domande assommava ad € 660 mila al netto degli accessori, ma ACEA non ha subito condanne e dunque non ha corrisposto nulla. I lavoratori soccombenti hanno però interposto appello e l'udienza di discussione, fissata al 18 settembre 2017, è stata rinviata al 25 giugno 2018, posto che la Corte di Appello ha ritenuto opportuno attendere l'esito delle pronunce che la Cassazione dovrebbe rendere sull'an debeatur della pretesa.

sono opposte. Il Giudice ha disposto la CTU, rinviando al 14 marzo 2016 per il conferimento allo stesso. Con la sentenza n. 22248/2017 del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale e pertanto sino al 29 dicembre 2022.

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 febbraio 2018.

Con decreto emesso inaudita altera parte il 15 gennaio 2018 è stata sospesa la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado; l'udienza collegiale per la discussione dell'istanza di sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza appellata, si è tenuta il giorno 8 febbraio 2018 e ad esito della stessa, la Corte di Appello ha rigettato l'stanza di sospensione. L'udienza di trattazione del giudizio di appello inizialmente fissata per il 15 marzo è stata rinviata al 19 aprile 2018.

considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma. Allo stato appare prematura ogni valutazione in merito.

n. 22 a commento del Fondo Rischi ed Oneri). Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.

€ migliaia Strumenti
finanziari al
fair value
disponibili per
la
negoziazione
Crediti e
finanziamenti
Strumenti
finanziari
disponibili per
la vendita
Valore di
bilancio
Note
esplicative
Attività non correnti 0 210.251 2.352 212.603
Altre partecipazioni 0 2.352 2.352 15
Attività finanziarie verso controllante, controllate e
collegate
0 210.126 0 210.126 17
Attività finanziarie verso terzi 0 126 0 126 17
Attività correnti 0 2.651.203 0 2.651.203
Crediti commerciali verso clienti 0 954 0 954 19
Crediti commerciali verso parti correlate 0 98.772 0 98.772 19
Attività finanziarie verso controllante, controllate e
collegate
0 1.918.407 0 1.918.407 19
Attività finanziarie verso terzi 0 105.648 0 105.648 19
Disponibilità liquide 0 527.423 0 527.423 19
TOTALE ATTIVITA' FINANZIARIE 0 2.861.454 2.352 2.863.806
€ migliaia Strumenti
finanziari
detenuti per la
negoziazione
Passività al
Fair Value
Passività al
costo
ammortizzato
Valore di
bilancio
Note
esplicative
Passività non correnti 0 3.432 2.479.132 2.482.564
Obbligazioni 0 0 1.656.682 1.656.682 23
Obbligazioni valutate al FVH 0 0 0 0
Obbligazioni valutate al CFH 0 38.347 38.347
Debiti verso banche (quota non corrente) 0 0 784.104 784.104 23
Debiti verso banche (quota non corrente) valutate al
CFH
0 3.432 3.432
Passività correnti 0 (919) 735.702 734.783
Debiti verso banche 0 0 30.000 30.000 26
Obbligazioni (quota corrente) 0 (919) 353.765 352.846 26
Debiti verso banche (quota corrente) 0 0 131.708 131.708 26
Debiti finanziari verso controllante, controllate e
collegate
0 0 28.429 28.429 26
Debiti finanziari verso terzi 0 0 (8) (8) 26
Debiti verso fornitori 0 0 93.392 93.392 26
Debiti commerciali verso controllante, controllate e
collegate
0 0 98.416 98.416 26
TOTALE PASSIVITA' FINANZIARIE 0 2.513 3.214.834 3.217.347

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk less adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse Rischio cambio

ACEA non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Rischio di liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2017 per circa il 71,0% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Al 31 dicembre 2017 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 769 milioni di cui € 739 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Alla fine dell'esercizio ACEA non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a scadenza e simili.

Si informa infine che, nell'ambito del programma EMTN dell'importo di € 1,5 miliardi, deliberato nel 2014, ACEA può collocare emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo di € 400 milioni entro il 2019 in quanto ad ottobre del 2016 sono state collocate obbligazioni a valere sul programma per € 500 milioni, che hanno ridotto la disponibilità fino a scadenza del programma.

sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile,
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Si ricorda che ACEA ha:

  • ricondotto a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni mediante uno swap. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021,
  • perfezionato un'operazione di cross currency per trasformare in euro -tramite uno swap tipo DCS plain vanilla - la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla,
  • ricondotto a tasso variabile, € 300 milioni su € 330 milioni del prestito obbligazionario a tasso

fisso collocato sul mercato a settembre 2013, della durata di 5 anni mediante uno swap.

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elencati sono di tipo non speculativo ed il fair value degli stessi è rispettivamente

Il fair value dell'indebitamento a medio – lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk

  • negativo per € 3,4 milioni (negativo per € 5,3 milioni al 31 dicembre 2016),
  • negativo per € 38,3 milioni (negativo per € 24,8 milioni al 31 dicembre 2016) e
  • positivo per € 0,9 milioni (positivo per € 1,2 milioni nel 2016).

adjusted.

€ migliaia Costo
ammortizzato
FV RISK LESS Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
Finanziamenti Bancari: (A) (B) (A) - (B) (C ) (A) - (C)
Obbligazioni 2.047.874 2.180.307 (132.432) 2.123.924 (76.050)
a tasso fisso 250.000 250.553 (553) 248.824 1.176
a tasso variabile 632.484 645.205 (12.721) 643.344 (10.860)
a tasso variabile verso fisso 36.760 37.326 (566) 36.876 (116)
Totale 2.967.118 3.113.390 (146.272) 3.052.968 (85.849)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «riskadjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-. Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Spread costante applicato Variazione di Present Value (€ milioni)
-1,50% (212,3)
-1,00% (138,8)
-0,50% (68,1)
-0,25% (33,7)
0,00% 0,0
0,25% 30,1
0,50% 65,6
1,00% 128,8
1,50% 189,7

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.

Impegni e rischi potenziali

Ammontano a € 770.957 mila e si riducono di € 236.845 mila rispetto al 31 dicembre 2016 (erano €

Avalli e fideiussioni rilasciate e ricevute

Presentano un saldo netto negativo pari ad € 49.990 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari ad € 3.980 mila mentre quelle ricevute ammontano ad € 50.969 mila.

Registrano una riduzione di € 220.635 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. La variazione è da

Lettere di Patronage rilasciate e ricevute

Il saldo è positivo per € 569.305 mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 569.508 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subito una riduzione complessiva di € 16.209 mila.

Le principali variazioni hanno riguardato:

Beni di terzi in concessione

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subito modifiche rispetto al 31 dicembre 2016 e si riferiscono 1.007.802 mila).

imputare principalmente all'estinzione delle garanzie bancarie del valore complessivo di € 200.000 mila rilasciate da Cassa Depositi e Prestiti nell'interesse della Banca Europea degli Investimenti per i due finanziamenti stipulati da ACEA.

  • la riduzione della controgaranzia a favore di Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento concesso ad areti per € 28.095 mila,
  • l'aumento delle garanzie a favore di varie società per conto di Acea Energia tra cui EDF Trading, Enel Trade ed ERG Power Generation SpA compensato dalla riduzione verso Eni Trading & Shipping per complessivi € 11.633 mila.

ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica.

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, pari a € 226.579.312,00, come segue:

  • € 11.328.965,60, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • € 133.905.181,40 ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,63,

- € 81.345.165,00 a utili a nuovo.

Il dividendo (cedola n. 19) di € 133.905.181,40, pari a € 0,63 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 20 giugno 2018 con stacco cedola in data 18 giugno e record date il 19 giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A. Il Consiglio di Amministrazione

Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante

Allegato 1: Posizione Finanziaria Netta

Allegato 2: Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2017

Allegato 3: Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Allegato 4: Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Allegato 5: Informativa di settore (IFRS 8)

Allegato n. 1 – Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2017

€ migliaia 31/12/17 Parti correlate 31/12/16 Parti correlate Variazione
Attività finanziarie non correnti 126 0 126 0 0
Attività finanziarie non correnti infragruppo 210.126 210.126 205.261 205.261 4.865
Debiti e passività finanziarie non correnti (2.440.786) 0 (2.487.904) 0 47.118
Attività
(Passività)
finanziarie
da
valutazione
strumenti derivati
(41.778) 0 (28.823) 0 (12.955)
Posizione finanziaria a medio-lungo termine (2.272.313) 210.126 (2.311.341) 205.261 39.028
Disponibilità liquide e titoli 527.423 0 577.334 0 (49.911)
Attività (Passività) finanziarie correnti (410.668) (1.769) (19.837) (1.770) (390.830)
Attività (Passività) finanziarie correnti infragruppo 1.891.747 1.891.747 1.417.438 1.417.438 474.309
Posizione finanziaria a breve termine 2.008.502 1.889.978 1.974.935 1.415.668 33.568
Totale Posizione finanziaria netta (263.811) 2.100.103 (336.406) 1.620.929 72.595
VARIAZIONI DEL PERIODO
€ migliaia 31/12/16 Acquisizio
ni
Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazio
ni/Pedite
31/12/17
Controllate
areti S.p.A. 683.861 0 0 0 0 0 683.861
Acea ATO2 S.p.A. 585.442 0 0 0 0 0 585.442
Acea8Cento S.p.A. 120 0 0 0 0 0 120
Consorcio Agua Azul 4.970 0 0 (4.970) 0 0 0
Acea Elabori S.p.A. 4.814 0 0 0 0 0 4.814
Ecomed S.r.l. 118 0 0 (118) 0 0 0
Acea Energia S.p.A. 277.044 0 0 0 0 0 277.044
Acea ATO5 S.p.A. 13.934 0 0 0 0 0 13.934
Aguazul Bogotà SA 644 0 0 (644) 0 0 0
Consorcio Acea-Acea Domenicana 43 0 0 0 0 0 43
Acea Domenicana SA 610 0 (610) 0 0 0 0
Acque Blu Arno Basso S.p.A. 14.663 0 0 0 0 0 14.663
Ombrone S.p.A. 19.383 0 0 0 0 0 19.383
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 43.911 0 0 0 0 0 43.911
Acea Ambiente S.r.l. 32.573 0 0 0 0 0 32.573
Umbra Acque S.p.A. 6.851 0 0 (6.851) 0 0 0
Aquaser S.r.l. 5.417 0 0 0 0 0 5.417
Crea Gestioni S.r.l. 6.127 0 0 0 0 0 6.127
Gori Servizi S.r.l. 1.659 0 (1.659) 0 0 0 0
Parco della Mistica 60 0 0 0 0 0 60
Sarnese Vesuviano S.r.l. 163 0 0 0 0 0 163
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. 4.590 0 0 0 0 0 4.590
Ingegnerie Toscane S.r.l. 58 0 0 (58) 0 0 0
Acea Liquidation and Litigation S.r.l. 9.821 0 0 0 0 0 9.821
Acea Produzione S.p.A. 43.441 0 0 0 0 0 43.441
Acea Energy Management S.r.l. 50 0 0 0 0 0 50
Aguas De San Pedro SA 8.117 0 (8.117) 0 0 0 0
Acea International SA 600 8.909 0 0 (1.212) 0 8.297
Crea S.p.A. S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Hydreco Scarl in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
UmbriaDue Servizi Idrici scarl 0 2.869 0 0 7 0 2.877
Acque Industriali S.r.l. 0 1.203 0 0 19 0 1.222
TWS S.p.A. 0 11 0 0 54 0 64
Totale Controllate 1.769.085 12.993 (10.385) (12.641) (1.132) 0 1.757.919

Allegato n. 2 – Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2017

VARIAZIONI DEL PERIODO
€ migliaia 31/12/16 Acquisizio
ni
Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazio
ni/Pedite
31/12/17
Collegate
Aguas De San Pedro SA (0) 0 0 0 0 0 (0)
Consorcio Agua Azul 0 0 0 4.970 (442) 0 4.529
Aguazul Bogotà SA 0 0 0 644 (74) 0 570
Ecomed S.r.l. 0 0 0 118 0 0 118
Umbra Acque S.p.A. 0 0 0 6.851 0 0 6.851
Ingegnerie Toscane S.r.l. 0 0 0 58 0 0 58
Intesa Aretina Scarl 11.505 0 0 0 0 0 11.505
GEAL S.p.A. 0 2.000 0 0 59 0 2.059
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. 318 0 0 0 0 0 318
Marco Polo S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Citelum Napoli Pubblica Illuminazione
S.c.a.r.l.
306 0 0 0 0 0 306
Sienergia S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
DI.T.N.E. S.c.a.r.l. 12 0 0 0 0 0 12
Totale Collegate 12.142 2.000 0 12.641 (457) 0 26.327
VARIAZIONI DEL PERIODO
€ migliaia 31/12/16 Acquisizioni Alienazioni Riclassifiche Incrementi/
Decrementi
Svalutazio
ni/Perdite
31/12/17
Altre Imprese
Polo Tecnologico Industriale
Romano S.p.A.
2.350 0 0 0 0 0 2.350
WRC PLC 0 0 0 0 0 0 0
Green Capital Alliance Società
Benefit S.r.l.
0 2 0 0 0 0 2
Totale Altre Imprese 2.350 2 0 0 0 0 2.352

Allegato n. 3 – Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti.

Allegato n. 4 - Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2017 ACEA S.p.A. non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

Allegato n. 5 - Informativa di settore (IFRS 8)

€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Investimenti 641 10.663 10.663 0 10.663
Attività di settore
Immobilizzazioni Materiali 1.791 96.609 98.400 0 98.400
Immobilizzazioni Immateriali 0 11.624 11.624 0 11.624
Immobilizzazioni Finanziarie 0 1.786.598 1.786.598 0 1.786.598
Altre Attività Commerciali Non Correnti 32.480
Altre Attività Finanziarie Non Correnti 49.892 188.083 237.975 237.975
Materie Prime 0 0 0 0 0
Crediti di natura Commerciale 675 279 954 0 954
Crediti Commerciali V/controllante 0 93 93 0 93
Crediti V/Controllate / Collegate 767 97.911 98.679 0 98.679
Altre Attività Commerciali Correnti 647 59.448 60.095 60.095
Altre Attività Finanziarie Correnti 122.792 1.901.262 2.024.055 0 2.024.055
Depositi bancari 527.423
Totale Attività 4.878.374
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Passività di Settore
Debiti Commerciali 94 93.297 93.392 0 93.392
Debiti V/Controllante 0 0 0 0 0
Debiti
Commerciali
V/Controllate/Collegate
79.374 19.018 98.392 0 98.392
Altre Passività Commerciali Correnti 57.786
Altre Passività Finanziarie Correnti 767 542.208 542.975 542.975
Piani a benefici definiti 0 24.464 24.464 0 24.464
Altri Fondi 0 14.984 14.984 0 14.984
Fondo Imposte differite 8.856
Altre Passività Commerciali Non Correnti 0
Altre Passività Finanziarie Non Correnti 2.482.564
Patrimonio Netto 1.554.961
Totale Passività 4.878.374
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Ricavi v/Terzi 60.205 16.456 76.661 0 76.661
Vendite Intersettoriali 0 104.276 104.276 0 104.276
Costo del Lavoro 0 (49.676) (49.676) 0 (49.676)
Costi Esterni (64.799) (84.477) (149.276) 0 (149.276)
Margine Operativo Lordo (4.594) (13.421) (18.015) 0 (18.015)
Ammortamenti e Svalutazione Crediti (4.641) (16.100) (20.741) 0 (20.741)
Svalutazioni/Ripristino
di
valore
di
Immobilizzazioni
0 0 0 0 0
Risultato Operativo (9.235) (29.521) (38.756) 0 (38.756)
(Oneri)/Proventi Finanziari 49.552
(Oneri)/Proventi da partecipazioni 219.013
Risultato netto Attività Discontinue 0
Risultato ante imposte 229.809
Imposte (3.230)
Risultato Netto 226.579

Forma e struttura

Informazioni generali

Il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2017 del Gruppo ACEA è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 14 marzo 2018; la pubblicazione è stata autorizzata dagli Amministratori in data 14 marzo 2018 La Capogruppo ACEA S.p.A. è una

Conformità agli IAS/IFRS

Il presente Bilancio Annuale, redatto su base consolidata, è predisposto in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dellart. 9 el D.Lgs. 38/2005.

Basi di presentazione

Il Bilancio Consolidato è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto di Conto economico Consolidato, dal Prospetto di Conto economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Prospetto di Conto Economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items; si specifica invece che i dati economici adjusted 2016 non includono l'effetto positivo conseguente all'eliminazione del

società per azioni italiana, con sede a Roma, piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.

I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".

liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio Consolidato è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

I dati del presente Bilancio Consolidato sono comparabili con i medesimi del periodo posto a confronto.

cd. regulatory lag, gli effetti derivanti dall'operazione di riacquisto di una parte delle obbligazioni emesse nonché, per il 2017, l'effetto negativo conseguente alla reimmissione in proprietà dell'immobile Autoparco (a seguito di sentenza emanata a giugno), quello derivante dalla valutazione dell'esposizione di areti verso GALA e del Gruppo verso ATAC, le svalutazioni di alcuni asset operate su Acea Ambiente e su Acea Produzione nonché un accantonamento operato su areti per canoni immobiliari;

  • la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti; si specifica che la posizione finanziaria netta adjusted non include l'impatto derivante dalla vicenda GALA, quella relativa ad ATAC e gli effetti derivanti dall'applicazione dello split payment;
  • il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non

correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;

il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.

I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto economico.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Criteri, procedure e area di consolidamento

Criteri di consolidamento

Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA S.p.A. e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti

Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che

minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.

detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo. Ai fini di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.

Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una

Procedure di consolidamento

Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva

Aggregazioni di imprese

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.

Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.

variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.

viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.

Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dallo IAS 39, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.

I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico.

Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.

Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto

Consolidamento d'imprese estere

I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura dell'esercizio e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi dell'esercizio.

Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita

di controllo , del controllo congiunto o dell'influenza

notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione

previsto nell'IFRS5.

  • parziale: senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
  • senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.

Area di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto

A) Variazioni dell'area di consolidamento

L'area di consolidamento al 31 dicembre 2017 ha subito modifiche rispetto a quella del Bilancio Consolidato chiuso al 31 dicembre 2016 in conseguenza dell'acquisizione della partecipazione totalitaria al capitale della società Tecnologies for water services S.p.A. (TWS), per la quale si è proceduto al consolidamento integrale. TWS detiene, inoltre, una partecipazione del 63% in Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. che, in aggiunta alla quota già detenuta dal Gruppo (pari al 36,2%), ha permesso di ottenere il controllo esclusivo sulla società; pertanto si è proceduto al consolidamento integrale della stessa.

Si segnala, inoltre, che in data 17 marzo 2017 è stata perfezionata la cessione della partecipazione (pari al 55%) detenuta da ACEA S.p.A. nella società Acea Gori Servizi S.c.a.r.l. (oggi Gori Servizi S.r.l.) alla società G.O.R.I. S.p.A. (che ha inoltre acquisito la quota detenuta dal socio di minoranza pari al 5% arrivando

esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.

pertanto a detenere il 100% della società), della quale il Gruppo detiene il 36,74% (il 37,05% tramite Sarnese Vesuviano). A seguito di tale operazione Gori Servizi S.r.l. precedentemente consolidata con il metodo integrale, viene valutata con il metodo del patrimonio netto.

Si segnala inoltre che, in data 2 gennaio 2017, la Capogruppo ha acquisito il 51% delle quote di Acque Industriali dalla controllata Acque S.p.A., con il conseguente consolidamento integrale della stessa.

In ultimo, si evidenzia che in data 8 febbraio 2017 è stato perfezionato il trasferimento delle quote di GEAL detenute da Veolia Eaux Compagnie Generale Des Eaux SCA ad ACEA S.p.A.; a seguito di tale acquisizione la quota detenuta dal Gruppo è passata dal 28,8% al 48%.

B) Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento

Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è

non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

Criteri di valutazione e principi contabili

Criteri di valutazione

Conversione delle poste in valuta estera

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del Bilancio Consolidato ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati nella misura in cui è probabile che i benefici economici saranno fruiti dal Gruppo e il relativo importo possa essere attendibilmente determinato quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: a) l'ammontare dei ricavi può essere attendibilmente valutato; b) è probabile che i benefici economici derivanti dall'operazione affluiranno all'entità; c) lo stadio di completamento dell'operazione alla data di riferimento del bilancio può essere attendibilmente misurato; e d) i costi sostenuti per l'operazione e i costi da sostenere per completarla possono essere attendibilmente calcolati. I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo. In particolare:

i ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas sono rilevati al momento dell'erogazione o della fornitura del servizio, ancorché non fatturati, e sono determinati integrando con opportune stime quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura. Tali ricavi sono calcolati sulla base dei provvedimenti di legge, delle delibere dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambientein vigore nel corso del periodo tenendo altresì conto dei provvedimenti perequativi pro tempore vigenti; si informa che con riferimento alla valorizzazione dei ricavi da trasporto di energia elettrica, qualora l'ammissione

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste.

I contributi di allacciamento idrici sono iscritti tra le altre passività non correnti e rilasciati a conto derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto.

Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al costo storico sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al fair value sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. Le differenze cambio eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico.

Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

degli investimenti in tariffa che sancisce il diritto al corrispettivo per l'operatore sia virtualmente certa già nell'esercizio in cui gli stessi sono realizzati, i corrispondenti ricavi vengono accertati per competenza indipendentemente dalla modalità con cui essi saranno riconosciuti finanziariamente quale conseguenza della delibera 654/2015 dell'ARERA;

i ricavi del servizio idrico integrato sono determinati sulla base del Metodo Tariffario Idrico (MTI), valido per la determinazione delle tariffe per gli anni 2016 - 2019, approvato con Deliberazione n. 664/15/R/idr e successive modificazioni da parte dell'ARERA. Sulla base dell'interpretazione della natura giuridica della componente tariffaria Fo.NI. (Fondo Nuovi Investimenti) viene iscritto tra i ricavi dell'esercizio il relativo ammontare spettante alle Società idriche laddove espressamente riconosciuto dagli Enti d'Ambito che ne stabiliscono la destinazione d'uso. E' inoltre iscritto tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite cd. passanti (i.e. energia elettrica, acqua all'ingrosso) delle quali la citata delibera fornisce apposito dettaglio nonché l'eventuale conguaglio relativo a costi afferenti il Sistema Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (i.e. emergenze idriche, ambientali) qualora l'istruttoria per il loro riconoscimento abbia dato esito positivo.

economico lungo la durata dell'investimento cui si riferiscono, se correlati ad un investimento, ed interamente rilevati come provento se correlati a costi di competenza.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite

sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui

sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) o altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati.

Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento.

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale e/o tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in

nel passivo dello stato patrimoniale. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazione.

futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l'annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte correnti e differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a: (i) voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS37. La corrispondente passività è rilevata nella voce del passivo Fondo rischi ed oneri. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

Impianti e macchinari strumentali 1,25% - 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali
strumentali
2,5% - 6,67%

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono

Leasing

I contratti di locazione sono classificati come locazioni finanziarie ogniqualvolta i termini del contratto sono tali da trasferire sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà al locatario. Tutte le altre locazioni sono considerate operative.

Le attività oggetto di contratti di locazione finanziaria sono rilevate come attività del Gruppo al loro fair value alla data di acquisizione, oppure, se inferiore, al valore qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto; (ii) voci rilevate nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.

Attrezzature industriale e commerciali non
strumentali
6,67%
Altri beni strumentali 12,5%
Altri beni non strumentali 6,67% - 19,00%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, ove applicabile, gli oneri finanziari capitalizzati. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, inizia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è inclusa nello stato patrimoniale come passività per locazioni finanziarie. I pagamenti per i canoni di locazione sono suddivisi fra quota capitale e quota interessi in modo da raggiungere un tasso di interesse costante sulla passività residua.

Gli oneri finanziari, certi o stimati, sono rilevati per competenza ad eccezione dei casi in cui siano direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che giustifica una loro capitalizzazione.

Attività immateriali

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabile, controllate dall'impresa ed in grado di produrre benefici economici futuri, nonché il goodwill acquistato a titolo oneroso. Le attività immateriali se acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione, alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità

Avviamento

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali (tra le quali a titolo meramente esemplificativo, l'acquisizione di società controllate; di entità a controllo congiunto ovvero l'acquisizione di rami d'azienda o altre operazioni di carattere straordinario) rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata o dell'entità a controllo congiunto alla data di acquisizione. L'avviamento è rilevato come attività e rivisto annualmente per verificare che non abbia subito perdite di valore. Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate.

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità

Concessioni

E' rilevato in questa voce il valore del diritto di concessione trentennale, da parte di Roma Capitale, sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione, oggetto di conferimento ad ACEA e successivamente trasferito, al 31 dicembre 1999, alla società scorporata ACEA Ato2. Tale valore riguarda beni demaniali appartenenti al cosiddetto "demanio accidentale" idrico e di depurazione e viene sistematicamente ammortizzato in base alla durata residua della concessione stessa (pari a 30 anni a partire dall'esercizio 1998). Si precisa che il periodo di ammortamento residuo è in linea con la durata media delle gestioni affidate con procedura ad evidenza pubblica.

Sono compresi altresì in questa voce:

I costi per canoni di locazione derivanti da locazioni operative sono iscritte a conto economico in quote costanti sulla base della durata del contratto. I benefici ricevuti o da ricevere a titolo di incentivo per entrare in contratti di locazione operativa sono anch'essi iscritti a quote costanti sulla durata del contratto.

al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. L'ammortamento è calcolato a quote costante in base alla vita utile stimata, che viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. L'ammortamento ha inizio quando l'attività immateriale è disponibile all'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

generatrici di flussi finanziari indipendenti che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. Nel caso in cui il valore recuperabile da parte dell'unità generatrice di flussi sia inferiore al valore di carico attribuito, si rileva la relativa perdita di valore.

In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare non ancora ammortizzato dell'avviamento ad esse attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

  • il valore netto al 1° gennaio 2004 dell'avviamento derivante dal conferimento del servizio fognature effettuato con efficacia 1° settembre 2002 da Roma Capitale in ACEA Ato2;
  • il maggior costo, per la quota attribuibile a tale voce, derivante dall'acquisizione del Gruppo A.R.I.A. con particolare riferimento a SAO società che gestisce la discarica di Orvieto, oggi fusa in ACEA Ambiente;
  • il maggior costo, attribuibile a tale voce, derivante dall'acquisizione di ACEA Ato5 da parte di ACEA.

L'ammortamento della voce Concessione viene effettuato in maniera lineare sulla base della durata residua delle concessioni di riferimento.

Diritto sulle infrastrutture

In ossequio all'IFRIC12, è rilevato in questa voce l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico. La classificazione in tale voce discende dall'applicazione dell'IFRIC12, a partire dall'esercizio 2010, sulla base del modello dell'intangible asset: la citata interpretazione richiede infatti, in luogo della rilevazione dell'insieme delle infrastrutture materiali per

la gestione del servizio, l'iscrizione di un'unica attività immateriale rappresentativa del diritto del concessionario di far pagare la tariffa agli utenti del servizio pubblico.

Vengono accantonati ad apposito fondo denominato "Fondo oneri di ripristino" i costi di sostituzione e manutenzione programmata.

periodo di presunta utilità di tre/cinque anni.

rispettiva riserva di rivalutazione.

Diritti di utilizzazione di opere dell'ingegno

I costi relativi a tale voce sono inclusi tra le attività immateriali e sono ammortizzati sulla base di un

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, il Gruppo rivede il valore contabile delle proprie attività materiali ed immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore ("Impairment test"). Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita, tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

La verifica consiste nel confronto tra il valore contabile iscritto in bilancio e la stima del valore recuperabile dell'attività.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Quote di emissione, certificati verdi e certificati bianchi

Il Gruppo applica criteri di valutazione differenziati tra quote/certificati detenuti per own-use, ossia a fronte del proprio fabbisogno (Portafoglio Industriale) e quelli detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading). Le quote/certificati detenuti per own-use eccedenti il fabbisogno determinato in relazione alle obbligazioni maturate a fine esercizio (surplus) sono iscritte tra le altre immobilizzazioni immateriali al costo sostenuto. Le quote/certificati assegnati gratuitamente sono iscritti ad un valore nullo.

Trattandosi di un bene a utilizzo istantaneo tale posta non è soggetta ad ammortamento, ma ad impairment test. Il valore recuperabile viene identificato come il maggiore fra il valore d'uso e quello di mercato.

L'onere derivante dall'adempimento dell'obbligo di efficienza energetica è stimato sulla base del prezzo Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

medio di acquisto calcolato sulla base dei contratti stipulati tenuto conto dei titoli in portafoglio alla data di redazione del bilancio per i quali viene stanziato a fondo oneri il differenziale negativo tra la stima del contributo, effettuata ai sensi della delibera ARERA 13/2014/R/efr, che verrà erogato in sede di consegna dei titoli al fine dell'annullamento dell'obiettivo ed il suddetto onere.

Le quote/certificati detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading) vengono iscritte tra le rimanenze di magazzino e valutate al minore tra il costo d'acquisto ed il valore di presumibile realizzo desumibile dall'andamento di mercato.

Le quote/certificati assegnati gratuitamente hanno valore nullo. Il valore di mercato è definito con riferimento a eventuali contratti di vendita, anche a termine, già sottoscritti alla data di bilancio e, in via, residuale, alle quotazioni di mercato.

Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore fra costo e valore netto di realizzo. Il costo comprende i materiali diretti e, ove applicabile, la mano d'opera diretta, le spese generali di produzione e gli altri costi che sono sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Il costo è calcolato utilizzando il metodo del costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo rappresenta il prezzo di vendita stimato meno i

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui il Gruppo diviene parte delle clausole

Crediti Commerciali ed altre attività

I crediti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale ridotto da un'appropriata svalutazione per riflettere la stima della perdita su crediti.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene effettuata quando si ritiene probabile che l'impresa non sarà in

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività

Attività finanziarie

Le attività finanziarie sono rilevate e stornate dal bilancio sulla base della data di negoziazione e sono inizialmente valutate al costo inclusivo degli oneri direttamente connessi con l'acquisizione.

Alle date di bilancio successive, le attività finanziarie che il Gruppo ha l'intenzione e la capacità di detenere fino alla scadenza (attività finanziarie detenute fino alla scadenza) sono rilevate al costo ammortizzato secondo il metodo del tasso di interesse effettivo, al netto delle svalutazioni effettuate per rifletterne le perdite di valore.

Le attività finanziarie diverse da quelle detenute fino alla scadenza sono classificate come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita e sono valutate ad ogni fine periodo al fair value.

Quando le attività finanziarie sono detenute per la negoziazione, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati al conto economico del periodo. Per le attività finanziarie disponibili per la vendita, gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel fair value sono imputati direttamente in una voce separata del patrimonio netto fintanto che esse sono cedute o abbiano subito una perdita di valore; in quel momento, gli utili o le perdite complessivi precedentemente rilevati nel patrimonio netto sono imputati al conto economico del periodo. L'importo della perdita complessiva è pari alla differenza tra il costo di acquisizione e il fair value corrente.

costi stimati di completamento e i costi stimati necessari per realizzare la vendita. Le svalutazioni delle rimanenze di magazzino, in relazione alla loro natura, sono effettuate tramite appositi fondi, iscritti in bilancio a riduzione delle poste attive, oppure voce per voce, in contropartita alle variazioni delle rimanenze del conto economico.

contrattuali dello strumento.

grado di recuperare l'intero ammontare del credito. I crediti verso clienti si riferiscono all'importo fatturato che, alla data del presente documento, risulta ancora da incassare nonché alla quota di crediti per ricavi di competenza del periodo relativi a fatture che verranno emesse successivamente.

finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.

In caso di titoli diffusamente negoziati nei mercati regolamentati (attivi), il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa rilevata (bid price) al termine delle negoziazioni alla data di chiusura dell'esercizio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile una quotazione di mercato, il fair value è determinato in base al valore corrente di mercato di un altro strumento finanziario sostanzialmente uguale oppure è calcolato in base ai flussi finanziari futuri attesi delle attività nette sottostanti l'investimento.

Gli acquisti e le vendite di attività finanziarie, che implicano la consegna entro un lasso temporale generalmente definito dai regolamenti e dalle convenzioni del mercato in cui avviene lo scambio, sono rilevati alla data di negoziazione, vale a dire alla data in cui il Gruppo ha assunto l'impegno di acquisto/vendita di tali attività.

La rilevazione iniziale delle attività finanziarie non derivate, non quotate su mercati attivi ed aventi flussi di pagamento fissi o determinabili è effettuata al fair value.

Successivamente all'iscrizione iniziale esse sono valutate al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso d'interesse effettivo.

Il Gruppo verifica ad ogni data di bilancio se un'attività finanziaria o gruppo di attività finanziarie ha subito una perdita di valore. Un'attività finanziaria o un gruppo di attività finanziarie è da ritenere soggetta a perdita di valore se, e solo se, sussiste una obiettiva evidenza di

perdita di valore come esito di uno o più eventi che sono intervenuti dopo la rilevazione iniziale e che hanno un impatto sui flussi di cassa futuri attendibilmente stimati. Le evidenze di perdita di valore derivano dalla presenza di indicatori quali le difficoltà finanziarie, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni,

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a vista o a brevissimo termine e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata

Passività finanziarie

Le passività finanziarie sono valutate con il criterio del costo ammortizzato. In particolare i costi sostenuti per l'acquisizione dei finanziamenti (spese di transazione) e l'eventuale aggio e disaggio di emissione sono portati a

Strumenti finanziari derivati

Gli strumenti derivati sono inizialmente rilevati al fair value con contropartita il conto economico; il fair value viene poi aggiornato alle successive date di chiusura. Sono designati come strumenti di copertura quando la relazione tra il derivato e l'oggetto della copertura è formalmente documentata e l'efficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value oggetto di copertura (Fair Value Hedge), i derivati sono valutati al fair value ed i relativi effetti rilevati a Conto economico; coerentemente

Debiti commerciali

I debiti commerciali, la cui scadenza rientra nei normali termini commerciali, sono rilevati al valore nominale.

Eliminazione degli strumenti finanziari

Le attività finanziarie sono eliminate dal bilancio quando il Gruppo perde tutti i rischi ed il diritto alla percezione dei flussi di cassa connessi all'attività finanziaria.

Una passività finanziaria (o una parte di una passività finanziaria) è eliminata dallo stato patrimoniale quando, e solo quando, questa viene estinta, ossia quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta o

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando il Gruppo deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è l'insolvenza nella corresponsione di importanti pagamenti, la probabilità che il debitore fallisca o sia oggetto ad un'altra forma di riorganizzazione finanziaria e la presenza di dati oggettivi che indicano un decremento misurabile nei flussi di cassa futuri stimati.

liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

diretta rettifica del valore nominale del finanziamento. Sono conseguentemente rideterminati gli oneri finanziari netti sulla base del metodo del tasso effettivo di interesse.

anche l'adeguamento al fair value delle attività o passività oggetto di copertura sono rilevati a Conto economico.

Quando oggetto della copertura è il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi coperti (Cash Flow Hedge), le variazione dei fair value per la parte qualificata come efficace vengono rilevate nel Patrimonio netto, mentre quella inefficace viene rilevata direttamente a Conto economico.

cancellata oppure scaduta. Se uno strumento di debito precedentemente emesso è riacquistato, il debito è estinto, anche se si intende rivenderlo nel prossimo futuro. La differenza tra valore di carico e corrispettivo pagato è rilevata a conto economico.

determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Qualora la passività è relativa allo smantellamento e/o ripristino di attività materiali, il fondo iniziale viene rilevato come contropartita all'attività a cui si riferisce; l'incidenza a Conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce.

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2017

A decorrere dal 1° gennaio 2017, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IAS 7: RENDICONTO FINANZIARIO

Documento emesso dallo Iasb in data 29 gennaio 2016. Le modifiche allo IAS 7 Rendiconto finanziario, richiedono alle entità di fornire informazioni sulle variazioni delle proprie passività finanziarie, al fine di consentire agli utilizzatori di meglio valutare le ragioni sottostanti la variazioni dell'indebitamento dell'entità

IAS 12: IMPOSTE SUL REDDITO

Il 19 gennaio 2016 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amendments che ha lo scopo di fornire chiarimenti sulle modalità di rilevazione delle imposte anticipate relative a strumenti di debito valutati al fair value. Tali modifiche includendo sia le variazioni legate ai flussi di cassa che le variazioni non monetarie. Al momento dell'applicazione iniziale di questa modifica, l'entità non deve presentare l'informativa comparativa relativa ai periodi precedenti. L'applicazione delle modifiche comporterà per il Gruppo la necessità di fornire informativa aggiuntiva.

chiariscono i requisiti per la rilevazione delle imposte anticipate con riferimento a perdite non realizzate, al

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle".

Le modifiche riguardano un progetto in bozza emesso il 19 novembre 2015 (cfr. IFRB 2015/10).

Il documento introduce, tra l'altro, modifiche a IFRS 12 Disclosure of Interests in Other Entities: la modifica prevede che gli obblighi di informativa richiesti

fine di eliminare le diversità nella prassi contabile.

per le partecipazioni in altre entità vengano indicati anche se le stesse sono classificate come detenute per la vendita.

Le modifiche saranno applicabili retroattivamente, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2017 o successivamente.

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo

IFRS 9 Strumenti Finanziari

Nel Luglio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 – Financial Instruments (IFRS 9) che affronta le nuove regole contabili internazionali per il Classification & Measurement degli strumenti finanziari, Impairment of assets ed Hedge Accounting.

L'IFRS 9 è obbligatoriamente adottato dalle Società che applicano i Principi Contabili Internazionali dalla data del 1° Gennaio 2018 in sostituzione del precedente principio contabile IAS 39.

Il Gruppo Acea ha gestito centralmente l'adozione dell'IFRS 9 e a tal fine è stata effettuata una valutazione degli strumenti finanziari impattati dai requisiti dell'adozione del Classification & Measurement dall'IFRS 9 e sviluppate opportune metodologie di Impairment per supportare il calcolo delle perdite attese. Data la facoltà concessa dal principio il gruppo ha deciso per l'esercizio 2017 di avvalersi della facoltà dell'"Option Out", applicando per tali Bilanci la vigente normativa ed attendendo l'emanazione definitiva della normativa dell'Hedge Accounting.

I. Classificazione e misurazione di attività e passività finanziarie

Il nuovo principio prevede la classificazione delle attività finanziarie in base al Business Model con il quale la Società gestisce le attività finanziarie e le caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa di tali strumenti (Solely payments of principal and interest on the principal amount outstanding Test):

  • i. La valutazione del Business Model determina la classificazione dello strumento in base all'obiettivo con il quale tale strumento è detenuto all'interno del portafoglio della società. Le attività finanziarie sono misurate al costo ammortizzato qualora queste siano detenute con l'obiettivo di incassare flussi di cassa contrattuali (Held to Collect). Le attività finanziarie sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate ad Other Comprehensive Income qualora queste siano detenute con l'obiettivo sia di incassare flussi di cassa contrattuali che essere cedute (Held to Collect and Sell). Infine sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate a Conto Economico qualora non siano detenute con gli obiettivi tipici degli altri Business Model.
  • ii. La valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali prevede che le attività finanziarie siano valutate al costo ammortizzato qualora le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali rappresentino solo flussi di cassa attesi che prevedano il rimborso del capitale e degli interessi maturati su tale capitale. Nel caso in cui tale condizione non sia rispettata sarà operata una valutazione attraverso la determinazione del Fair Value.

Attualmente il Gruppo Acea non detiene strumenti finanziari con finalità di negoziazione né strumenti finanziari che prevedono flussi di cassa contrattuali che non rappresentino unicamente il rimborso del capitale e degli interessi maturati.

Gli Equity Instrument sono misurati al FVTPL a meno che non venga esercitata la specifica opzione di contabilizzazione al FVOCI. Quest'ultima possibilità può essere esercitata nel solo caso in cui la Società non detenga tali partecipazioni per finalità di negoziazione e, in tal caso, le variazioni registrate in OCI non sono mai imputate a Conto Economico.

Le partecipazioni detenute dal Gruppo Acea che rientrano nella definizione di Equity Instrument secondo l'IFRS 9 hanno un valore minimo all'interno del bilancio del Gruppo.

Le passività finanziarie sono contabilizzate al costo ammortizzato a meno che non siano detenute con finalità di negoziazione. L'IFRS 9 concede un'opzione specifica di contabilizzazione delle passività al Fair Value nel caso in cui tale scelta aiuti ad eliminare un disallineamento contabile. Al momento in cui viene esercitata tale opzione tutte le variazioni di Fair Value sono imputate a Conto Economico ad eccezione delle variazioni di Fair Value imputabili all'effetto del proprio rischio di credito che sono invece imputate ad OCI.

I.1 Impatti stimati

Il Gruppo non prevede impatti significativi sul proprio bilancio e patrimonio netto conseguenti all'applicazione dei requisiti di classificazione e valutazione previsti dall'IFRS 9. E' intenzione del Gruppo infatti mantenere in portafoglio le partecipazioni in società non quotate nel prossimo futuro. Dalle evidenze dei precedenti esercizi non sono state inoltre contabilizzate perdite di valore relativamente a tali titoli. Il Gruppo ha inoltre analizzato le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali di finanziamenti e crediti ritenendo che questi rispettino i criteri per la valutazione al costo ammortizzato in accordo con l'IFRS 9. Non si prevede quindi la necessità di procedere ad una riclassifica di tali strumenti finanziari.

2. Impairment of Financial Assets

L'IFRS 9 introduce un nuovo framework relativo al calcolo dell'Impairment delle attività finanziarie e di alcune tipologie di strumenti finanziari fuori bilancio (loan commitment e financial guarantees). La nuova metodologia di calcolo prevede la stima della svalutazione di determinati strumenti finanziari sulla base del concetto di perdita attesa (Expected Loss) che si differenzia dalla metodologia prevista dallo IAS 39 che prevede la determinazione delle perdite sulla base di un concetto di perdita realizzata (Incurred Loss).

L'adozione dell'Expected Credit Loss model per l'impairment delle attività finanziarie che comporta la rilevazione della svalutazione delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default). L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le obbligazioni in portafoglio, finanziamenti e crediti commerciali, avendo come riferimento o un periodo di 12 mesi o l'intera durata contrattuale dello strumento (e.g. lifetime expected loss) secondo l'adozione del General o del Simplified Model. Il Gruppo date le caratteristiche e la durata delle esposizioni applicherà, per i crediti commerciali, l'approccio semplificato e dunque registrerà le perdite attese in base alla loro durata residua contrattuale.

In particolare, nel corso dell'esercizio 2017 sono state completate le attività per la definizione e per l'implementazione delle metodologie per l'impairment delle attività finanziarie, attraverso l'individuazione dei seguenti modelli e parametri:

La perdita attesa è funzione della probabilità di default (PD), dell'esposizione al default (EAD) e della loss given default (LGD), e tale stima deve essere effettuata sia incorporando informazioni forward looking che attraverso l'uso di giudizi dettati dall'esperienza sul credito al fine di riflettere fattori che non siano catturati dai modelli.

La PD rappresenta la probabilità che un'attività non sia ripagata e vada in default, tale grandezza è determinata sia in un orizzonte temporale di 12 mesi (stage 1) che in un orizzonte temporale lifetime (Stage 2). La PD per ogni strumento è costruita considerando dati storici ed è stimata considerando le condizioni di mercato attuali attraverso informazioni ragionevoli e supportabili sulle future condizioni economiche, attraverso l'utilizzo di Rating Interni già utilizzati ai fini dell'affidamento.

L'EAD rappresenta al stima l'esposizione creditizia vantata nei confronti della controparte nel momento in cui si verifichi l'evento di default. Tale parametro include una stima di ogni eventuale valore che si prevede di non recuperare al momento del default (quali, ad esempio, collateral, garanzie, polizze assicurative, debiti compensabili, etc.).

L'LGD rappresenta l'ammontare che si prevede di non riuscire a recuperare nel momento in cui si verifichi l'evento di default ed è determinata sia su base storica che tramite informazioni supportabili e ragionevoli riguardo le future condizioni di mercato.

L'IFRS 9 concede inoltre la possibilità di utilizzare di un ulteriore approccio, definito "semplificato". Tale metodo è utilizzabile per le sole categorie di strumenti finanziari:

i. Crediti commerciali;

ii. Crediti di Leasing secondo l'IFRS 16;

iii. Contract Assets secondo l'IFRS 15.

Tale approccio concede il solo utilizzo della PD lifetime per il calcolo delle perdite attese eliminando la necessità di determinare la PD a 12 mesi e di monitorare il rischio di credito ad ogni data di valutazione.

Una ulteriore espediente previsto dall'IFRS 9 all'interno dell'approccio semplificato prevede l'utilizzo della cd Provision Matrix. Tale modello prevede l'utilizzo di percentuali di svalutazione determinate per fascia di scaduto in base alla perdite storiche registrate dalla Società. Tali percentuali devono essere successivamente arricchite con informazioni forward looking al fine di

riflettere in tali percentuali anche informazioni di mercato oltre a quelle storiche. Tale modello è stato applicato in particolare per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni.

2.1 Impatti stimati

Il Gruppo Acea ritiene che la voce contabile che subirà un maggiore impatto dall'adozione delle nuove regole di Impairment secondo IFRS 9 è rappresentata dai crediti commerciali. A tal fine il Gruppo ha condotto simulazioni al fine di individuare gli impatti attesi a Patrimonio Netto dovuti all'adozione del nuovo principio contabile. Il Gruppo ha quindi determinato che lo stanziamento per perdite su crediti commerciali si incrementerà in un range che approssimativamente può essere ricompreso fra € 150 milioni e € 200 milioni (al lordo dell'effetto fiscale).

3. Hedge Accounting

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di gestione delle coperture che individua uno spettro più ampio di

IFRS 15 Ricavi da contratti con clienti

L'IFRS 15 è stato emesso a Maggio 2014 e modificato nell'Aprile 2016 ed introduce un modello in cinque fasi che si applicherà ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'obiettivo è quello di creare un quadro di riferimento completo ed omogeneo per la rilevazione dei ricavi, applicabile a tutti i contratti commerciali (ad eccezione dei contratti di leasing, dei contratti assicurativi e degli strumenti finanziari). Il nuovo principio sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, in particolare sostituirà i seguenti principi:

  • IAS 18 Ricavi delle vendite e dei Servizi;
  • IAS 11 Commesse Pluriennali e interpretazioni;
  • IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela;
  • IFRIC 15 Accordi per la costruzione di immobili;
  • IFRIC 18 Trasferimento di attività della clientela;
  • SIC 31 Operazioni di scambio e servizi pubblicitari.

L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale

strumenti coperti e di rischi oggetto di copertura in modo da creare un riflesso contabile delle pratiche di risk management. Le nuove regole eliminano inoltre la necessità di effettuare test di efficacia quantitativi e la contestuale eliminazione delle soglie di efficacia.

L'IFRS 9 concede a coloro che applicano i Principi Contabili Internazionali la possibilità di continuare ad applicare le regole di Hedge Accounting previste dallo IAS 39. Tale opzione è concessa fino a quando il principio IFRS 9 non verrà aggiornato con le regole relative al Macro Hedging. La scelta di applicare l'Hedege Accounting secondo IFRS 9 è irrevocabile mentre la scelta di continuare ad applicare lo IAS 39 sarà effettuata ad ogni esercizio fino all'emanazione definitiva delle regole contabili per le operazioni di copertura.

Il Gruppo Acea prevede di continuare ad applicare alla data del 1° Gennaio 2018 le regole di Hedge Accounting previste dallo IAS 39 e rimanda una eventuale decisione agli esercizi successivi.

presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;

  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Nel corso del 2016 il Gruppo ha intrapreso un'analisi per una valutazione dell'impatto atteso derivante dall'adozione dell'IFRS 15. Tale valutazione è stata continuata ed ultimata con un'analisi di maggior dettaglio nel corso del 2017.

Sulla base delle risultanze emerse da tale lavoro il Gruppo prevede di applicare il nuovo standard dalla data di efficacia obbligatoria, utilizzando il metodo modificato, ossia retroattivamente contabilizzando l'effetto cumulativo derivante dall'adozione dell'IFRS 15 alla data dell'applicazione iniziale

Le disposizioni dell'IFRS 15 in tema di presentazione e di informativa richiesta sono più dettagliate rispetto a quelle degli attuali principi. Le disposizioni relative alla presentazione rappresentano un cambiamento significativo dalla pratica ed aumentano significativamente il volume dell'informativa richiesta nel bilancio. Una parte significativa dell'informativa richiesta dall'IFRS 15 è di nuova introduzione ed il Gruppo ha definito che gli impatti di alcuni di questi requisiti di informativa saranno significativi per quanto concerne l'informativa quali-quantitativa da fornire.

Inoltre, come richiesto dall'IFRS 15, il Gruppo disaggregherà i ricavi derivanti da contratti con la clientela in categorie che rappresentano come la natura, l'ammontare, le tempistiche e le incertezze dei ricavi e dei flussi di cassa sono condizionati da fattori economici. Verrà data informativa anche sulle relazioni tra l'informativa disaggregata sui ricavi e l'informativa

sui ricavi presentata per ogni settore. Nel 2017 il Gruppo ha continuato a testare i sistemi, i controlli interni, le politiche e le procedure necessarie per raccogliere e presentare l'informativa richiesta.

Nel processo di analisi di prima applicazione IFRS 15 condotto dal Gruppo per ciascuna delle quattro aree di

(a) Ambiente

i. Identificazione delle performance obligation e relativo riconoscimento

Il Gruppo opera principalmente nel trattamento dei rifiuti e relativo smaltimento. Dalle analisi condotte il

(b) Energia

ii. Identificazione delle performance obligation e riconoscimento dei relativi ricavi

Il Gruppo nei contratti con i clienti, data la tipicità del business, prevede il riconoscimento di contributi di attivazione utenze (i.e. activation fee) e contributi di allaccio da parte dei clienti oltre alla fornitura di energia elettrica e gas. Il Gruppo ha analizzato pertanto gli elementi di rilievo alla luce dello Standard riferiti ai contributi di allaccio, contributi di attivazione utenze, somministrazione di energia elettrica e gas, relativi corrispettivi variabili e "contract costs". Si riporta qui di seguito un dettaglio delle sole aree di impatto identificate.

• Contributi di allaccio

Il contributo di allaccio sulla base delle analisi condotte non costituisce una performance obligation separata rispetto alla somministrazione di energia in quanto l'attività di allaccio permette al cliente di accedere al successivo servizio di somministrazione energetica, pertanto con l'adozione dell'IFRS 15 i ricavi relativi al contributo di allaccio andranno allocati sulla performance obligation della fornitura energetica e distribuiti lungo la durata del contratto. Conseguentemente, il Gruppo, in accordo con l'IFRS 15 riconoscerà i ricavi derivanti dai contributi di allaccio nel corso del tempo anziché in un momento specifico con un conseguente differimento di ricavi rispetto all'attuale trattamento contabile.

• Contributi di attivazione utenze

Il contributo di attivazione viene corrisposto dai clienti a fronte delle spese amministrative sostenute dal Gruppo al momento della sottoscrizione del contratto (es. costi per nuove attivazioni utenze, volture e subentri). Attualmente tale ricavo viene riconosciuto interamente quando viene corrisposto dal cliente alla data di attivazione. Alla luce dell'IFRS 15, il Gruppo non ritiene che tali fee vengano erogate a

(c) Idrico

i. Identificazione delle performance obligation e relativo riconoscimento

ACEA nei contratti con i clienti, anche con riferimento a tale area di business, prevede il riconoscimento di contributi di attivazione delle utenze (i.e. activation fee) business (Ambiente, Energia, Idrico e Reti) ha analizzato tutte le fattispecie contrattuali rilevanti ai fini del principio nell'ambito dei revenue stream in cui opera. Vengono pertanto esposte qui di seguito i possibili impatti attesi per le tematiche materiali per il Gruppo, distinti per area di business di riferimento.

Gruppo non si attende, con l'applicazione dell'IFRS 15, impatti di accounting rispetto agli attuali trattamenti contabili.

fronte di una performance obligation separata in quanto non forniscono alcun diritto significativo al cliente, pertanto i relativi ricavi andranno riconosciuti con lo stesso pattern di riconoscimento delle altre performance obligation del contratto. Conseguentemente, il Gruppo, in accordo con l'IFRS 15 riconoscerà i ricavi derivanti dai contributi di attivazione nel corso del tempo anziché in un momento specifico con un conseguente differimento di ricavi rispetto all'attuale trattamento contabile.

iii. Contract Costs (costi per l'ottenimento dei contratti)

ACEA ha valutato alla luce dell'IFRS 15 le tipologie di costi incrementali sostenuti per l'ottenimento dei contratti di vendita, non capitalizzabili in base ad altri principi contabili. In particolare il Gruppo ha individuato come costi incrementali capitalizzabili le commissioni erogate agli agenti di vendita per il mercato libero a fronte di nuovi contratti sottoscritti dai clienti. Alla luce dell'IFRS 15 tali costi andranno quindi capitalizzati in apposita categoria e ammortizzati. ACEA ha valutato che, nonostante i contratti di riferimento risultino avere una durata mensile (cd. "month-to-month") in quanto terminabili dal cliente su base mensile senza incorrere in penali, la durata attesa ed il relativo periodo di ammortamento dei costi in questione dovrà includere anche la stima dei rinnovi attesi (che verranno stimati dall'entità sulla base di indicatori attualmente già disponibili inerenti la vita media dei contratti in questione). Attualmente il Gruppo già risconta tali costi di "commissioning" sulla base della vita media utile del cliente, pertanto si attende principalmente una diversa rappresentazione di tali costi mediante l'iscrizione di una categoria di immobilizzazioni dedicata ed il conseguente ammortamento in conto economico sulla base della vita media contrattuale stimata.

e contributi di allaccio da parte dei clienti oltre la fornitura del servizio idrico integrato. Il Gruppo ha analizzato pertanto gli elementi di rilievo alla luce dello Standard riferiti ai contributi di allaccio, contributi di attivazione utenze, fornitura del servizio idrico

integrato e relativi corrispettivi variabili. Si riporta qui di seguito un dettaglio delle sole aree di impatto identificate.

• Contributi di attivazione utenze

Il contributo di attivazione viene corrisposto dai clienti a fronte delle spese amministrative sostenute dal Gruppo al momento della sottoscrizione del contratto (es. per nuove attivazioni, volture e subentri). Attualmente tale ricavo viene riconosciuto interamente quando viene corrisposto dal cliente all'attivazione dell'utenza. Alla luce dell'IFRS 15, il Gruppo non

(d) Reti

i. Identificazione delle performance obligation e relativo riconoscimento

Con riferimento a tale area di business, il Gruppo nei contratti con i clienti prevede il riconoscimento di contributi derivanti dal servizio di allaccio da parte dei clienti oltre al servizio di trasporto e misura dell'energia elettrica e relativi corrispettivi variabili. Si riporta qui di seguito un dettaglio delle sole aree di impatto identificate.

• Servizio di allaccio

Il servizio di connessione non costituisce una performance obligation separata, ma costituisce una spesa iniziale non rimborsabile (cd. "non refundable upfront fee") pertanto, con l'adozione dell'IFRS 15, il relativo ricavo sarà riconosciuto in coerenza con la performance obligation della fornitura energetica al cliente finale e distribuito lungo il periodo nel corso del quale il Gruppo si aspetta che il cliente possa beneficiare del servizio ovvero la durata del relativo contratto.

Il Gruppo ha stimato un impatto per la riapertura dei valori al 1° gennaio 2018 in un range che approssimativamente può essere ricompreso fra € 30

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del concetto di controllo all'interno della definizione. In particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di

ritiene che tali fee vengano erogate a fronte di una performance obligation separata in quanto non forniscono alcun diritto significativo al cliente, pertanto i relativi ricavi andranno riconosciuti con lo stesso pattern di riconoscimento delle altre performance del contratto. Conseguentemente, il Gruppo, in accordo con l'IFRS 15 riconoscerà i ricavi derivanti dai contributi di attivazione nel corso del tempo anziché in un momento specifico con un conseguente differimento di ricavi rispetto all'attuale trattamento contabile.

Generalmente il Gruppo eroga servizi di connessione degli impianti di produzione, servizi di connessione a preventivo e "a forfait" delle utenze finali a favore delle società di vendita.

Con riferimento all'erogazione del servizio di connessione alla rete elettrica degli impianti di produzione ed al servizio di connessione a preventivo delle utenze finali, il Gruppo, in accordo con l'IFRS 15, continuerà a riconoscere tali ricavi nel corso del tempo, lungo la vita utile attesa degli impianti sottostanti, anziché in un momento specifico.

Diversamente all'attuale trattamento contabile, con riferimento al servizio di connessione a forfait erogato a favore delle società di vendita, il Gruppo dovrà riconoscere i relativi ricavi nel corso del tempo, anziché in un momento specifico con un conseguente differimento di ricavi rispetto all'attuale trattamento contabile.

milioni e € 50 milioni (al lordo dell'effetto fiscale). Si precisa che l'informativa presentata nelle note potrebbe essere oggetto di ulteriori cambiamenti nel 2018.

controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

a) nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e

b) a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard, che ha terminato il suo processo di endorsment ad ottobre 2017, si applica a partire dal 1°

"Amendments to IFRS 2: Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions" Il documento emesso a giugno 2016:

  • chiarisce che il fair value di una transazione con pagamento basato su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (i.e. alla data di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es.: un target del prezzo delle azioni) e le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le condizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;
  • chiarisce che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni

"IFRIC 22 - Foreign currency transactions and advance consideration"

L'interpretazione, emessa dallo IASB a dicembre 2016, fornisce chiarimenti ai fini della determinazione del tasso di cambio da utilizzare in sede di rilevazione iniziale di un'attività, costi o ricavi (o parte di essi), la data dell'operazione è quella nella quale la società rileva

Amendments to IAS 40 - Transfers of investment property"

Il documento, emesso a dicembre 2016, chiarisce che i trasferimenti a o da, investimenti immobiliari, devono essere giustificati da un cambio d'uso supportato da evidenze; il semplice cambio di intenzione non è sufficiente a supportare tale trasferimento. Le modifiche hanno ampliato gli esempi di cambiamento

"IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments"

L'interpretazione fornisce chiarimenti in tema di recognition e di measurment dello IAS 12 – Income Taxes in merito alla contabilizzazione del trattamento delle imposte sui redditi in ipotesi di incertezza normativa, puntando anche al miglioramento della trasparenza.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First – time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di

gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

  • (a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);
  • fornisce delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente. Il Gruppo non prevede impatti derivanti dall'applicazione futura delle nuove disposizioni.

l'eventuale attività (passività) non monetaria per effetto di anticipi versati (ricevuti). Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente.

d'uso per includere le attività in costruzione e sviluppo e non solo il trasferimento di immobili completati. Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente.

L'IFRIC 23 non si applica alle tasse e alle imposte che non rientrano nello scope dello IAS 12 e sarà effettivo a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2019 ma ne è ammessa l'applicazione anticipata.

capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2018 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 3 - Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;
  • IFRS 11 - Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 - Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio

netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati

IAS 23 - Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2019 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

Prospetto di Conto Economico Consolidato

1
Ricavi da vendita e prestazioni
2.669.876
2.708.646
(38.770)
2
Altri proventi
127.107
123.772
3.336
Ricavi netti consolidati
2.796.983
104.081
2.832.417
134.931
(35.435)
3
Costo del lavoro
215.231
199.206
16.025
4
Costi esterni
1.768.621
1.766.209
2.412
Costi Operativi Consolidati
1.983.853
50.023
1.965.415
42.333
18.437
Proventi/(Oneri) netti da gestione
5
0
0
0
rischio commodity
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di
6
26.864
29.345
(2.481)
natura non finanziaria
Margine Operativo Lordo
839.994
54.058
896.347
92.598
(56.353)
Ammortamenti, Accantonamenti e
7
480.102
370.403
109.699
Svalutazioni
Risultato Operativo
359.892
54.058
525.944
92.598
(166.052)
8
Proventi finanziari
17.379
8.147
17.258
4.256
121
9
Oneri finanziari
(89.334)
0
(128.822)
(3)
39.488
10
Proventi/(Oneri) da partecipazioni
259
1.707
(1.448)
Risultato ante Imposte
288.196
62.205
416.087
96.850
(127.891)
11
Imposte sul reddito
95.992
143.548
(47.555)
Risultato Netto
192.203
62.205
272.539
96.850
(80.335)
Risultato netto Attività Discontinue
Risultato Netto
192.203
272.539
(80.335)
Utile/(Perdita) di competenza di terzi
11.521
10.192
1.329
Risultato netto di Competenza del gruppo
180.682
262.347
(81.665)
Utile (perdita) per azione attribuibile agli
12
azionisti della Capogruppo
Di base
0,84841
1,23188
(0,38347)
Diluito
0,84841
1,23188
(0,38347)
Utile (perdita) per azione attribuibile agli
azionisti della Capogruppo al netto delle
Azioni Proprie
Di base
0,85008
1,23430
(0,38422)
Diluito
0,85008
1,23430
(0,38422)
Rif.
Nota
2017 Di cui parti
correlate
2016 Di cui parti
correlate
Variazione

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato

2017 2016 Variazione Variazione
%
Risultato netto del periodo 192.203 272.539 (80.335) (29,5%)
Componenti riclassificabili a conto economico
Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri (5.311) 471 (5.782) n.s.
Riserva Differenze Cambio 14.800 (10.051) 24.851 (247,2%)
Riserva Fiscale per differenze di Cambio (3.552) 2.412 (5.964) (247,2%)
Utili/perdite derivanti da differenza cambio 11.248 (7.639) 18.887 (247,2%)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") (8.245) 13.714 (21.959) (160,1%)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow
hedge")
1.982 (3.694) 5.676 (153,6%)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al
netto dell'effetto fiscale
(6.263) 10.019 (16.282) (162,5%)
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto 298 (8.184) 8.482 (103,6%)
Componenti non riclassificabili a conto economico
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti 421 2.235 (1.814) (81,2%)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto
dell'effetto fiscale
719 (5.949) 6.668 (112,1%)
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto
dell'effetto fiscale
393 (3.098) 3.490 (112,7%)
Totale Utile/perdita complessivo 192.596 269.441 (76.845) (28,5%)
Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a:
Gruppo 180.673 259.009 (78.336) (30,2%)
Terzi 11.923 10.432 1.491 14,3%
Rif . di cui con di cui con
Nota ATTIVITA' 31/12/17 parti
correlate
31/12/16 parti
correlate
Variazione
13 Immobilizzazioni Materiali 2.252.910 2.210.338 42.572
14 Investimenti Immobiliari 2.547 2.606 (58)
15 Avviamento 149.978 149.825 153
16 Concessioni 1.770.865 1.662.727 108.137
17 Altre Immobilizzazioni Immateriali 144.121 158.080 (13.959)
18 Partecipazioni in collegate 280.853 260.877 19.976
19 Altre Partecipazioni 2.614 2.579 35
20 Imposte differite Attive 271.148 262.241 8.906
21 Attività Finanziarie 38.375 35.637 27.745 25.638 10.629
22 Altre Attività 234.154 34.216 199.937
ATTIVITA' NON CORRENTI 5.147.563 35.637 4.771.235 25.638 376.328
23.a Rimanenze 40.201 31.726 8.475
23.b Crediti Commerciali 1.022.710 158.748 1.097.441 129.284 (74.731)
23.c Altre Attività Correnti 148.192 132.508 15.683
23.d Attività per imposte correnti 61.893 74.497 (12.604)
23.e Attività Finanziarie Correnti 237.671 121.137 131.275 117.309 106.396
23.f Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 680.641 665.533 15.108
23 ATTIVITA' CORRENTI 2.191.309 279.886 2.132.981 246.593 58.328
24 Attività non correnti destinate alla vendita 183 497 (314)
TOTALE ATTIVITA' 7.339.055 315.523 6.904.713 272.231 434.342

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Importi in € migliaia

Rif .
Nota
PASSIVITA' 31/12/17 di cui con
parti
correlate
31/12/16 di cui con
parti
correlate
Variazione
Patrimonio Netto
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 100.619 95.188 5.431
Altre riserve (308.073) (351.090) 43.017
utile (perdita) relativa a esercizi precedenti 645.500 565.792 79.709
Utile (perdita) dell'esercizio 180.682 262.347 (81.665)
Totale Patrimonio Netto del Gruppo 1.717.626 1.671.136 46.491
Patrimonio Netto di Terzi 93.580 86.807 6.772
25 Totale Patrimonio Netto 1.811.206 1.757.943 53.263
26 Trattamento di fine rapporto e altri piani a
benefici definiti
108.430 109.550 (1.120)
27 Fondo rischi ed oneri 209.619 202.122 7.497
28 Debiti e passività finanziarie 2.745.035 2.797.106 (52.071)
29 Altre passività 184.270 185.524 (1.255)
30 Fondo imposte differite 92.835 88.158 4.678
PASSIVITA' NON CORRENTI 3.340.189 3.382.460 (42.270)
Debiti verso fornitori 1.237.808 136.054 1.292.590 148.998 (54.782)
Altre passività correnti 277.819 273.782 4.038
Debiti Finanziari 633.155 3.042 151.478 4.010 481.677
Debiti Tributari 38.841 46.361 (7.520)
31 PASSIVITA' CORRENTI 2.187.623 139.096 1.764.211 153.008 423.413
24 Passività direttamente associate ad attività
destinate alla vendita
37 99 (63)
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO
NETTO
7.339.055 139.096 6.904.713 153.008 434.342

Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato

Rif .
Nota
31/12/17 Parti
correlate
31/12/16 Parti
correlate
Variazio
ne
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte attività in funzionamento 288.196 416.087 (127.891)
7 Ammortamenti 328.911 254.247 74.664
7 Rivalutazioni/Svalutazioni 63.228 33.643 29.586
27 Variazione fondo rischi 56.032 12.266 43.766
26 Variazione netta del TFR (2.087) (8.683) 6.596
Interessi passivi finanziari netti 71.955 111.564 (39.609)
11 Imposte corrisposte (137.764) (109.635) (28.129)
Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni 668.471 709.487 (41.018)
23 Incrementi dei crediti inclusi nell'attivo circolante (244.119) 29.465 (56.652) (28.621) (187.467)
31 Incremento /decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante 10.752 (12.944) 47.334 (8.021) (36.582)
23.a Incremento/(Decremento) scorte (8.475) (5.103) (3.372)
Variazione del capitale circolante (241.842) (14.422) (227.421)
Variazione di altre attività/passività di esercizio 13.570 (49.391) 62.961
TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' DI ESERCIZIO 440.199 645.674 (205.478)
Flusso monetario per attività di investimento
13-14 Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali (183.395) (248.949) 65.554
15-17 Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali (330.583) (318.472) (12.110)
18-19 Partecipazioni 19 9.481 (9.462)
18 Acquisto/Cessione partecipazioni in imprese controllate (3.833) - (3.833)
19 Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari (117.026) 13.827 (33.328) 33.246 (83.698)
Dividendi incassati 9.626 9.626 9.318 9.318 307
Interessi attivi incassati 16.929 22.178 (5.250)
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI
INVESTIMENTO
(608.263) (559.772) (48.491)
Flusso monetario per attività di finanziamento
Quota di terzi aumento capitale società controllate 0 3.129 (3.129)
28 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo 386.401 239.167 147.233
28 Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine (450.000) (146.757) (303.243)
31 Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve 481.614 (968) (107.609) (31.921) 589.223
Interessi passivi pagati (98.732) (112.273) 13.541
Pagamento dividendi (136.110) (136.110) (110.679) (110.679) (25.431)
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI
FINANZIAMENTO
183.173 (235.022) 418.196
Flusso monetario del periodo 15.108 (149.120) 164.228
Disponibilità monetaria netta iniziale 665.533 814.653 (149.120)
Disponibilità monetaria netta finale 680.641 665.533 15.108

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato

Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Utili
dell'esercizi
o
Totale Patrimonio
Netto di
Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 01 gennaio 2016 1.098.899 87.908 155.533 181.584 1.523.924 72.128 1.596.053
Utili di conto economico 262.347 262.347 10.192 272.539
Altri utili (perdite) complessivi (3.338) (3.338) 240 (3.098)
Totale utile (perdita)complessivo 0 0 0 259.009 259.009 10.432 269.441
Destinazione Risultato 2015 0 7.280 174.304 (181.584) 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 (106.274) 0 (106.274) (4.405) (110.679)
Variazione perimetro consolidamento 0 0 (5.524) 0 (5.524) 8.652 3.129
Altre Variazioni 0 0 0 0 0 0 0
Saldi al 31 dicembre 2016 1.098.899 95.188 218.040 259.009 1.671.136 86.807 1.757.943

Importi in € migliaia

Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Utili
dell'esercizi
o
Totale Patrimonio
Netto di
Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 01 gennaio 2017 1.098.899 95.188 218.040 259.009 1.671.136 86.807 1.757.943
Utili di conto economico 180.682 180.682 11.521 192.203
Altri utili (perdite) complessivi (9) (9) 402 393
Totale utile (perdita)complessivo 0 0 0 180.673 180.673 11.923 192.596
Destinazione Risultato 2016 5.431 253.579 (259.009) 0 0 0
Distribuzione Dividendi (131.780) 0 (131.780) (4.330) (136.110)
Variazione perimetro consolidamento (2.496) 0 (2.496) (714) (3.210)
Altre Variazioni 93 0 93 (106) (14)
Saldi al 31 Dicembre 2017 1.098.899 100.619 337.435 180.673 1.717.626 93.580 1.811.206

Note al Conto Economico Consolidato

Ricavi netti consolidati

Al 31 Dicembre 2017 ammontano a € 2.796.983 mila (erano € 2.832.417 mila al 31 Dicembre 2016 e registrano un decremento di € 35.435 mila (-1,3%) rispetto all'esercizio precedente e sono composti come segue:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.669.876 2.708.646 (38.770) (1,4%)
Altri proventi 127.107 123.772 3.336 2,7%
Ricavi netti consolidati 2.796.983 2.832.417 (35.435) (1,3%)

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 2.669.876 mila

La voce registra complessivamente un decremento di € 38.770 mila (-1,4%) rispetto al precedente esercizio che chiudeva con l'ammontare di € 2.708.646 mila. Di seguito si riporta la composizione della voce.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.697.743 1.813.648 (115.906) (6,4%)
Ricavi da vendita gas 62.816 62.258 558 0,9%
Ricavi da incentivi energia elettrica 22.670 21.064 1.606 7,6%
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 657.348 629.214 28.134 4,5%
Ricavi da gestioni idriche estero 35.124 11.761 23.363 198,7%
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 58.835 44.727 14.108 31,5%
Ricavi da prestazioni a clienti 106.056 98.358 7.698 7,8%
Contributi di allacciamento 29.285 27.616 1.669 6,0%
Ricavi da vendite e prestazioni 2.669.876 2.708.646 (38.770) (1,4%)

Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica

Ammontano a € 1.697.743 mila e, al netto delle elisioni infragruppo, sono composti come di seguito rappresentato:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Generazione energia elettrica e calore 9.637 9.447 190 2,0%
Vendita energia elettrica 1.366.364 1.423.240 (56.875) (4,0%)
Attività di trasporto e misura dell'energia 272.404 332.756 (60.352) (18,1%)
Cessione energia da WTE 43.700 43.345 355 0,8%
Energia da impianti fotovoltaici 714 630 84 13,4%
Cogenerazione 4.922 4.231 692 16,4%
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.697.742 1.813.648 (115.906) (6,4%)

Le principali variazioni riguardano:

la diminuzione dei ricavi da vendita di energia elettrica per € 56.875 mila per effetto: i) della riduzione dei volumi di energia elettrica venduti nel servizio della Maggior Tutela (-3,8%), ii) della riduzione dei volumi di energia elettrica venduti nel Mercato Libero (-24,6%). La riduzione ha riguardato prevalentemente il segmento B2B relativo agli industrial, ed è sostanzialmente imputabile alla prosecuzione della strategia di diversificazione del portafoglio clienti, che ha visto

Ricavi da vendita gas

Ammontano a € 62.816 mila e registrano una variazione in aumento di € 558 mila rispetto al 31 Dicembre 2016 principalmente dovuto all'effetto

Ricavi da incentivi energia elettrica

Ammontano a € 22.670 mila e registrano un aumento di € 1.606 mila rispetto al precedente esercizio. La voce include l'iscrizione dei ricavi da certificati verdi: i) di Acea Produzione (€ 17.460 mila) maturati in relazione all'energia prodotta dalla Centrale di Salisano

crescere i segmenti small business e mass market in termini di numerosità di clienti serviti;

il decremento dei ricavi da attività di trasporto e misura dell'energia destinata ai mercati tutelato e libero per € 60.352 mila per l'effetto delle dinamiche tariffarie nonché delle modifiche regolatorie che hanno comportato l'iscrizione nell'esercizio 2016 di un provento in areti di € 111.500 mila relativamente alle componenti di costo legate agli investimenti realizzati; tale effetto è parzialmente compensato dalla maggiore energia immessa in rete.

prezzo, in quanto le quantità vendute, a clienti finali e grossisti da Acea Energia, diminuiscono di € 3,6 milioni di smc di gas.

ed Orte, ii) di Acea Ambiente (€ 4.512 mila) dai ricavi per certificati verdi derivanti da un sistema di incentivazione da fonti rinnovabili dall'impianto WTE di Terni e di San Vittore del Lazio.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

Come anticipato nell'apposito paragrafo a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle Società che gestiscono il servizio nel Lazio ed in misura ridotta da quelle della Campania. Tali proventi ammontano complessivamente a € 657.348 mila e risultano in aumento di € 28.134 mila (+ 4,5%) rispetto al precedente esercizio (erano € 629.214 mila).

Nel seguito vengono fornite informazioni di dettaglio relativamente alla composizione per società:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
ACEA Ato2 570.789 549.893 20.896 3,8%
ACEA Ato5 64.455 64.540 (85) (0,1%)
Crea Gestioni 3.707 4.461 (755) (16,9%)
Gesesa 11.913 10.320 1.593 15,4%
Umbria2 6.484 0 6.484 n.s.
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 657.348 629.214 28.134 4,5%

La variazione registrata da ACEA Ato2 (+ € 20.896 mila) deriva principalmente dalla crescita del VRG del 2017 approvato nella seduta del 27 luglio 2016 rispetto a quello dell'anno precedente (+ € 10.543 mila) e dai maggiori conguagli derivanti dalle partite passanti (energia elettrica, canoni di concessione) per € 1.273 mila; a ciò si aggiunge l'iscrizione del premio (€ 30.628 mila), riconosciuto ad ACEA Ato2 ai sensi dell'art. 32, lettera a), delibera 664/2015, al lordo degli indennizzi

Ricavi da gestioni idriche all'estero

Ammontano a € 35.124 mila e presentano una variazione in aumento di € 23.363 mila rispetto al precedente esercizio (€ 11.761 mila al 31 Dicembre 2016. L'incremento deriva principalmente dalla

Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica

Ammontano € 58.835 mila e risultano in aumento di € 14.108 mila rispetto al medesimo periodo del

spettanti agli utenti: il 7 marzo 2017 si sono concluse positivamente le attività di verifica della STO relativamente alla consuntivazione degli indicatori posti a base del premio. La crescita di Gesesa (+ € 1.593 mila) deriva principalmente dalla variazione del perimetro servito. La variazione dell'area di consolidamento incide per € 6.484 mila e si riferisce ad Umbria2 consolidata integralmente a partire da fine febbraio 2017.

variazione dell'area di consolidamento a seguito del consolidamento integrale di Aguas De San Pedro (+ € 23.797 mila), e dal consolidamento ad equity a partire dal 1° luglio 2016 di Agua Azul Bogotà (- € 342 mila).

precedente esercizio (erano € 44.727 mila). Di seguito la composizione per società:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Acea Ambiente 46.017 39.928 6.089 15,3%
Aquaser 6.415 4.799 1.616 33,7%
Iseco 154 0 154 n.s.
Acque Industriali 6.249 0 6.249 n.s.
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 58.835 44.727 14.108 31,5%

L'andamento del 2016 è influenzato dal consolidamento integrale di Acque Industriali (+ € 6.249 mila) ed Iseco (+ € 154 mila). A parità di perimetro le variazioni riguardano:

Ricavi da prestazioni a clienti

Ammontano a € 106.056 mila (€ 98.358 mila al 31 Dicembre 2016) e crescono di € 7.698 mila, principalmente per effetto della variazione dell'area di consolidamento (+ € 17.519 mila) in particolare

  • Acea Ambiente + € 6.089 mila a seguito dei maggiori conferimenti di pulper agli impianti di WTE nonché dall'effetto tariffa;
  • Aquaser + € 1.616 mila per effetto dei maggiori conferimenti in agricoltura e discarica.

Tale tipologia di ricavo è così composta: € migliaia 2017 2016 Variazione Variazione % Illuminazione Pubblica Roma 59.887 68.549 (8.662) (12,6%) Illuminazione Pubblica Napoli 48 3.637 (3.590) (98,7%) Lavori a terzi 33.013 11.899 21.114 177,5% Prestazioni infragruppo 10.272 7.682 2.590 33,7% Fotovoltaico 203 210 (7) (3,4%) Ricavi GIP 6.361 6.380 (19) (0,3%) Variazione delle rimanenze (3.728) 0 (3.728) n.s. Ricavi da prestazioni a clienti 106.056 98.358 7.698 7,8%

Inoltre la variazione in aumento è parzialmente compensata dalla diminuzione dei ricavi della Capogruppo verso Roma Capitale (- € 8.662 mila) e minori ricavi per Illuminazione Pubblica verso il Comune di Napoli (- € 3.590 mila) in quanto il 31

l'attività prevalente riguarda le lavorazioni su commessa per la realizzazione di impianti di trattamento acque reflue del settore pubblico eseguiti da TWS.

ottobre 2016 è terminato il contratto per la gestione
del servizio di pubblica illuminazione nel Comune di
Napoli svolto in proroga da luglio del 2015.
Con riferimento alla composizione di tale voce per

Area Industriale si veda la tabella che segue:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 5.964 176 5.787 n.s.
Commerciale e Trading 606 801 (196) (24,4%)
Estero 0 0 0 n.s.
Idrico 14.948 12.063 2.884 23,9%
Infrastrutture Energetiche 68.496 11.160 57.336 n.s.
Ingegneria e Servizi 8.170 83 8.087 n.s.
Capogruppo 7.872 74.074 (66.202) (89,4%)
Ricavi da prestazioni a clienti 106.056 98.358 7.698 7,8%

Contributi di allacciamento

Ammontano a € 29.285 mila e risultano in decremento di € 1.669 mila rispetto al 31 Dicembre 2016. Tali ricavi sono conseguiti come segue:

  • Area Commerciale e Trading: € 13.381 mila (- € 321 mila);
  • Area Idrico: € 5.884 mila (+ € 2.831 mila);

2. Altri proventi – € 127.107 mila

Tale voce registra un aumento di € € 3.336 mila (+2,7%) rispetto al 31 Dicembre 2016 che chiudeva con € 123.772 mila.

  • La variazione è determinata principalmente dai seguenti effetti contrapposti:
  • (i) incremento di € 26.577 mila dei contributi da annullamento maturati sui titoli di efficienza energetica in conseguenza delle maggiori quantità acquistate nel corso dell'esercizio (+ 164.132 titoli),
  • (ii) minori sopravvenienze per € 16.222 mila originatesi principalmente da Acea Energia per effetto dell'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi,

  • Area Infrastrutture Energetiche: € 9.977 mila (- € 884 mila);

  • Area Ambiente: € 43 mila per il consolidamento integrale di Acque Industriali.
  • (iii) minori ricavi in Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) per € 9.600 mila derivanti dall'iscrizione nello scorso esercizio degli effetti prodotti dal contratto sottoscritto nel mese di marzo 2006 per la commercializzazione dei contatori digitali. Tale vendita rientrava nell'ambito di un più ampio accordo commerciale che riguardava più società del Gruppo,
  • (iv) maggiori ricavi di Ecogena (+ € 2.500 mila) inerenti essenzialmente la transazione sottoscritta con il Fondo Up Side.

Nella tabella seguente viene fornita la composizione di tale voce:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Contributi da Enti per TEE 42.168 15.591 26.577 170,5%
Sopravvenienze attive 47.159 63.382 (16.222) (25,6%)
Altri ricavi 12.741 19.135 (6.394) (33,4%)
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 5.114 5.268 (153) (2,9%)
Conto energia 5.169 4.764 404 8,5%
Contributo statale ex DPCM 23/04/04 4.000 4.000 0 0
Contributi regionali 3.446 2.258 1.188 52,6%
Proventi da utenze 1.503 2.436 (933) (38,3%)
Personale distaccato 899 1.751 (852) (48,6%)
Proventi immobiliari 1.797 1.684 113 6,7%
Margine IFRIC 12 2.262 1.424 837 58,8%
Plusvalenze da cessione beni 10 0 10 n.s.
Riaddebito organi per cariche sociali 813 971 (159) (16,3%)
Premi per continuità del servizio 26 1.108 (1.081) (97,6%)
Altri proventi 127.107 123.772 3.336 2,7%

Costi operativi consolidato

Al 31 Dicembre 2017 ammontano a € 1.983.853 mila (erano € 1.965.415 mila 31 Dicembre 2016) e registrano un aumento di € 18.437 mila (+0,9%) rispetto all'esercizio precedente.

Di seguito la composizione:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Costo del lavoro 215.231 199.206 16.025 8,0%
Costi esterni 1.768.621 1.766.209 2.412 0,1%
Costi operativi consolidati 1.983.853 1.965.415 18.437 0,9%

3. Costo del lavoro – € 215.231 mila

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 327.757 307.883 19.874 6,5%
Costi capitalizzati (112.526) (108.676) (3.849) 3,5%
Costo del lavoro 215.231 199.206 16.025 8,0%

L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, si attesta a € 19.874 mila ed è influenzato prevalentemente dalla variazione dell'area di consolidamento + € 9.331 mila e per la restante parte maggiori costi del personale rilevati nelle Aree Servizi di Ingegneria e Laboratorio (+ € 5.825 mila) e Ambiente (+ € 2.405 mila).

Per quanto riguarda i costi capitalizzati si segnala un incremento di € 3.849 mila, determinato sostanzialmente dalla crescita dei costi capitalizzati registrata nell'Area Infrastrutture Energetiche

(+ € 8.745 mila). Tale incremento discende dall'elevato impegno dedicato dal personale del Gruppo al complesso progetto di modifica dei sistemi informativi e dei processi aziendali (Acea2.0); si informa che i go live delle società controllate si sono conclusi nella primavera del 2017.

Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo
2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 355 238 117 49,0%
Commerciale e Trading 474 473 1 0,2%
Estero 595 336 260 77,4%
Idrico 1.796 1.818 (22) (1,2%)
Lazio-Campania 1.751 1.757 (6) (0,4%)
Altro 45 61 (16) (26,3%)
Infrastrutture Energetiche 1.366 1.380 (14) (1,0%)
Distribuzione 1.287 1.182 106 9,0%
Generazione energia elettrica 79 81 (2) (2,3%)
Illuminazione pubblica 0 118 (118) (100,0%)
Ingegneria e Servizi 319 181 138 76,2%
Capogruppo 589 622 (33) (5,3%)
Totale 5.494 5.048 446 8,8%
Consistenza finale del periodo
2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 361 247 114 46,2%
Commerciale e Trading 467 482 (15) (3,1%)
Estero 601 267 335 125,5%
Idrico 1.811 1.796 15 0,8%
Lazio-Campania 1.766 1.734 32 1,9%
Altro 45 62 (17) (27,4%)
Infrastrutture Energetiche 1.362 1.370 (8) (0,6%)
Distribuzione 1.283 1.174 109 9,3%
Generazione energia elettrica 79 79 0 0%
Illuminazione pubblica 0 117 (117) (100,0%)
Ingegneria e Servizi 323 233 90 38,6%
Capogruppo 594 573 21 3,7%
Totale 5.519 4.968 552 11,1%

4. Costi esterni – € 1.768.621 mila

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 2.412 mila (+0,1%) rispetto al 31 Dicembre 2016 che chiudeva con € 1.766.209 mila.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Energia, gas e combustibili 1.312.451 1.349.331 (36.881) (2,7%)
Materie 49.687 38.576 11.110 28,8%
Servizi 252.976 216.791 36.186 16,7%
Canoni di concessione 45.741 47.442 (1.701) (3,6%)
Godimento beni di terzi 27.886 25.968 1.918 7,4%
Oneri diversi di gestione 79.880 88.101 (8.221) (9,3%)
Costi esterni 1.768.621 1.766.209 2.412 0,1%

Costi per energia, gas e combustibili

La voce comprende:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione &
Acquisto energia elettrica 889.988 863.316 26.672 3,1%
Acquisto gas 16.489 14.535 1.954 13,4%
Trasporto energia elettrica e gas 361.497 456.352 (94.855) (20,8%)
Certificati bianchi 43.372 13.300 30.072 n.s.
Certificati verdi e diritti Co2 1.105 1.829 (724) (39,6%)
Costi energia gas e combustibili 1.312.451 1.349.331 (36.881) (2,7%)

La variazione discende principalmente: i) dai minori costi di trasporto per effetto della minore energia elettrica distribuita compensati in parte dal diverso mix quantità/prezzi nei mesi e nelle fasce orarie; ii) dall'incremento dei costi di acquisto dei certificati bianchi da parte di areti per l'assolvimento dell'obbligo

regolatorio di efficienza energetica in conseguenza delle maggiori quantità acquistate nel corso del 2017; iii) dai maggiori costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica; iv) dai maggiori costi sostenuti per l'approvvigionamento di gas principalmente per un effetto prezzo.

Materie

I costi per materie ammontano a € 49.687 mila e rappresentano i consumi di materiali del periodo al

netto dei costi destinati ad investimento come illustrato dalla tabella che segue.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Acquisti di materiali 77.980 64.927 13.053 20,1%
Variazione delle rimanenze (3.979) (3.826) (153) 4,0%
Variazione delle rimanenze 74.001 61.102 12.900 21,1%
Costi capitalizzati (24.315) (22.525) (1.789) 7,9%
Materie 49.687 38.576 11.110 28,8%

Gli acquisti di materiali al netto delle rimanenze di magazzino registrano un incremento di € 12.900 mila che deriva sostanzialmente dalla variazione dell'area di consolidamento € 9.055 mila e dall'Area Infrastrutture Energetiche (+ € 4.138 mila). I costi per materie sostenuti dalle Aree Industriali sono dettagliati come di seguito riportato.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 6.793 4.738 2.055 43,4%
Commerciale e Trading 439 304 135 44,5%
Estero 1.723 365 1.359 n.s.
Idrico 13.986 14.285 (300) (2,1%)
Infrastrutture Energetiche 20.167 17.954 2.213 12,3%
Ingegneria e Servizi 6.165 0 6.165 n.s.
Capogruppo 413 930 (517) (55,6%)
Costi per materie 49.687 38.576 11.110 28,8%

Servizi ed Appalti

Ammontano a € 252.976 mila e risultano aumentati complessivamente di € 36.186 mila essendo pari a € 216.791 mila al 31 Dicembre 2016. Passando all'analisi della composizione si rileva quanto segue:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Prestazioni Tecniche e Amministrative (comprese consulenze e
collaborazioni)
58.618 43.718 14.900 34,1%
Lavori eseguiti in appalto 40.153 31.847 8.306 26,1%
Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti 32.610 27.251 5.359 19,7%
Altri servizi 35.023 31.642 3.380 10,7%
Servizi al personale 14.093 13.313 780 5,9%
Spese assicurative 11.077 10.728 349 3,3%
Consumi elettrici, idrici e gas 9.300 4.457 4.843 108,7%
Sottendimento energia 8.777 6.808 1.969 28,9%
Servizi infragruppo e non 1.442 5.627 (4.184) (74,4%)
Spese telefoniche e trasmissione dati 6.645 5.886 759 12,9%
Spese postali 3.889 4.088 (200) (4,9%)
Canoni di manutenzione 12.251 12.751 (500) (3,9%)
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 1.036 3.406 (2.370) (69,6%)
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 6.731 5.062 1.669 33,0%
Organi sociali 2.112 2.448 (336) (13,7%)
Rilevazione indici di lettura 3.978 1.837 2.141 116,6%
Spese bancarie 2.681 2.624 57 2,2%
Spese di viaggio e trasferta 1.598 1.343 254 18,9%
Personale distaccato 644 1.767 (1.122) (63,5%)
Spese tipografiche 321 188 132 70,3%
Costi per servizi 252.976 216.791 36.186 16,7%

La variazione dell'area di consolidamento incide per € 18.756 mila; infatti l'incremento di tale voce a parità di

perimetro è pari ad € 17.430 mila (+ 8,2%).

Canone di concessione

L'importo complessivo di € 45.741 mila (- € 1.701 mila rispetto al 2016) è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania.

La tabella che segue indica la composizione per Società confrontata con quella del precedente esercizio.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
ACEA Ato2 38.669 40.143 (1.474) (3,7%)
ACEA Ato5 6.631 6.886 (255) (3,7%)
Gesesa 390 361 28 7,8%
Crea Gestioni 52 52 0 0
Canone di concessione 45.741 47.442 (1.701) (3,6%)

Si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".

Godimento di beni di terzi

La voce ammonta a € 27.886 mila e risultano aumentati di € 1.918 mila rispetto al medesimo periodo dello scorso esercizio (erano € 25.968 mila al 31 Dicembre 2016).

Di seguito si espone la tabella che indica le variazioni per Area Industriale:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 1.303 817 486 59,5%
Commerciale e Trading 805 1.129 (324) (28,7%)
Estero 2.206 658 1.548 n.s.
Idrico 8.070 5.778 2.292 39,7%
Infrastrutture Energetiche 6.962 6.837 125 1,8%
Ingegneria e Servizi 1.458 0 1.458 n.s.
Capogruppo 7.081 10.747 (3.666) (34,1%)
Godimento beni d iterzi 27.886 25.968 1.918 7,4%

Tale voce contiene canoni di locazione per € 8.458 mila (erano € 10.814 mila al 31 Dicembre 2016) ed oneri relativi ad altri canoni e noleggi per € 19.428 mila (erano € 15.154 mila al 31 Dicembre 2016).

Oneri diversi di gestione

Ammontano a € 79.880 mila al 31 Dicembre 2017 e diminuiscono di € 8.221 mila di cui € 652 mila

derivante dalla variazione dell'area di consolidamento. La tabella che segue dettaglia tale voce per natura:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Imposte e tasse 11.376 12.686 (1.310) (10,3%)
Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie 11.636 5.797 5.839 100,7%
Contributi erogati e quote associative 2.945 2.413 532 22,0%
Spese generali 7.978 5.806 2.172 37,4%
Sopravvenienze passive 45.946 61.399 (15.453) (25,2%)
Oneri diversi di gestione 79.880 88.101 (8.221) (9,3%)

Tale decremento deriva principalmente: dalle minori sopravvenienze derivanti dall'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi (parzialmente coperte da sopravvenienze attive della medesima) parzialmente compensate dagli indennizzi maturati ai sensi della delibera 655/2015 dell'ARERA per € 2.745 mila e dalla quota della componente FNI destinata alla copertura delle agevolazione tariffaria per € 2.000 mila.

5. Proventi / (Oneri) netti da gestione rischio commodity –€ 0 mila

Al 31 Dicembre 2017 la variazione della valutazione a Fair Value di quei contratti finanziari iscritti nel conto economico consolidato è pari a zero.

Il portafoglio degli strumenti finanziari in Hedge Accounting rappresenta la componente totale del portafoglio in essere.

Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Informativa integrativa sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi" Si informa che la valutazione del rischio controparte effettuata in ossequio all'IFRS13 non incide sui test di efficacia effettuati sugli strumenti valutati in Hedge Accounting.

6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria - € 26.864 mila

La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo

Lordo delle società che precedentemente erano consolidate con il metodo proporzionale. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
EBITDA 149.577 146.463 3.114 2,1%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (100.881) (94.495) (6.386) 6,8%
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni 0 (48) 48 n.s.
Gestione finanziaria (6.753) (7.257) 504 (6,9%)
Imposte (15.079) (15.318) 239 (1,6%)
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 26.864 29.345 (2.481) (8,5%)

Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 3.114 mila principalmente per effetto della variazione dell'area di consolidamento.

Rispetto al 31 Dicembre 2016 la variazione della voce ammortamenti, svalutazione ed accantonamenti discende principalmente da:

  • incremento degli ammortamenti iscritti in Publiacqua per € 3.728 mila, Acque per € 2.090 mila e Gori per € 1.731 mila a seguito dei maggiori investimenti effettuati;
  • decremento delle svalutazioni di crediti soprattutto riguardanti Gori (- € 1.805 mila),

diminuzione degli accantonamenti riguardanti soprattutto Acque (- € 1.876 mila) parzialmente compensati dall'incremento di quelli di Publiacqua (+ € 913 mila ).

Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Publiacqua 9.201 12.422 (3.221) (25,9%)
Gruppo Acque 8.191 6.963 1.228 17,6%
Acquedotto del Fiora 2.303 3.214 (911) (28,4%)
Umbra Acque 279 (28) 307 n.s.
Gori 1.796 3.384 (1.588) (46,9%)
Nuove Acque e Intesa Aretina 964 540 424 78,5%
Agua Azul 1.002 1.053 (51) (4,9%)
Ingegnerie Toscane 1.786 1.812 (26) (1,4%)
Ecomed in liquidazione (32) (15) (17) 112,3%
Gori Servizi 122 0 122 n.s.
GEAL 1.253 0 1.253 n.s.
Totale 26.864 29.345 (2.481) (8,5%)

7. Ammortamenti, svalutazione e accantonamenti - € 480.102 mila

Rispetto al precedente esercizio c'è un aumento di € 109.699 mila. Di seguito si illustra la composizione:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 328.911 254.247 74.664 29,4%
Svalutazione crediti 90.351 64.694 25.657 39,7%
Accantonamenti per rischi 60.840 51.462 9.378 18,2%
Totale 480.102 370.403 109.699 29,6%

Ammortamenti immateriali e materiali

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ammortamenti materiali 140.100 125.215 14.885 11,9%
Ammortamenti immateriali 166.853 134.221 32.632 24,3%
Perdite di valore 21.958 (5.189) 27.147 n.s.
Ammortamenti 328.911 254.247 74.664 29,4%

La variazione in aumento degli ammortamenti, pari a € 74.664 mila è composta come di seguito indicato:

  • aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali per € 14.885 mila;
  • aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali per € 32.632 mila per effetto prevalentemente della crescita degli investimenti in tutte le aree di business e del go live della piattaforma tecnologica Acea2.0 delle principali Società del Gruppo.

Le perdite di valore si riferiscono: i) alle svalutazioni (per complessivi € 9.664 mila) relative ad alcuni impianti di Acea Ambiente (in particolare Monterotondo, Paliano e Sabaudia), rese necessarie a

Svalutazione e perdite su crediti

Tale voce registra un aumento di € 25.657 mila riferito principalmente ad ACEA Ato2 (+ € 11.293 mila) e ad ACEA Ato5 (+ € 3.464 mila) a seguito delle valutazioni derivanti da analisi storiche, in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese ed allo status del credito stesso. Si informa che, per i crediti emessi da areti, il venditore Gala, che rappresenta uno di principali soggetti che opera nel territorio in concessione di areti come grossista per il servizio di trasporto, ha interrotto i pagamenti verso la Società, utilizzando seguito dei test di impairment eseguiti alla fine dell'esercizio 2017; ii) all'adeguamento del valore dell'Autoparco (€ 9.539 mila) che, a seguito della pronuncia del Tribunale di Roma con la sentenza n. 11436/2017, pubblicata il 6 giugno 2017, nella sostanza dichiara la nullità del contratto di compravendita stipulato con la società Trifoglio S.r.l. in data 22 ottobre 2010; pertanto ACEA riassume, ora per allora, la proprietà del complesso immobiliare al valore netto contabile al quale il bene era iscritto al momento della sua cessione. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo "Aggiornamento delle vertenze giudiziali".

strumentalmente recenti sentenze del TAR in tema di oneri generali di sistema; pertanto si è proceduto a svalutare tali crediti per € 15.723 mila. Per maggiori informazioni sulla vicenda Gala si rinvia al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" ed al paragrafo "Area Industriale Infrastrutture Energetiche". Sono stati inoltre svalutati crediti verso ATAC per € 6.361 mila di, di cui € 4.793 mila relativi a crediti iscritti in ACEA Ato2. Di seguito la composizione per aree industriali

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente 315 335 (20) (6,1%)
Commerciale e Trading 36.357 44.103 (7.746) (17,6%)
Estero 1.309 212 1.098 n.s.
Idrico 24.937 10.551 14.385 136,3%
Infrastrutture Energetiche 21.767 4.663 17.105 n.s.
Ingegneria e Servizi 136 43 93 n.s.
Capogruppo 5.529 4.787 742 15,5%
Perdite e svalutazioni di crediti 90.351 64.694 25.657 39,7%

Accantonamenti

Gli accantonamenti al 31 Dicembre 2017, al netto dei rilasci per esuberanza, ammontano a € 60.840 mila

e sono così distinti per natura:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Legale 5.408 1.642 3.766 n.s.
Fiscale 3.385 1.930 1.455 75,4%
Rischi regolatori 8.961 7.907 1.054 13,3%
Partecipate 48 336 (288) (85,8%)
Rischi contributivi 115 114 1 0,5%
Appalti e forniture 4.784 1.510 3.273 n.s.
Franchigie assicurative 804 1.634 (831) (50,8%)
Canoni di Concessione 0 0 0 n.s.
Altri rischi ed oneri 2.935 14.572 (11.637) (79,9%)
Totale Accantonamento Rischi 26.438 29.645 (3.207) (10,8%)
Esodo e mobilità 28.052 22.569 5.484 24,3%
Post mortem 0 0 0 n.s.
Oneri di Liquidazione (5) 0 (5) n.s.
Oneri verso Altri 110 0 110 n.s.
Oneri di ripristino Ifric12 9.062 11.116 (2.054) (18,5%)
Impegni da Convenzione 0 0 0 n.s.
Totale accantonamenti 63.656 63.329 327 0,5%
Rilascio Fondi (2.816) (11.868) 9.051 (76,3%)
Totale 60.840 51.462 9.378 18,2%

La composizione degli accantonamenti per Area Industriale è illustrata nella tabella seguente:

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Ambiente (568) 5 (573) 0,0%
Commerciale e Trading 5.935 13.546 (7.611) (56,2%)
Estero 79 76 3 3,7%
Idrico 22.486 19.241 3.245 16,9%
Infrastrutture Energetiche 13.241 13.066 174 1,3%
Ingegneria e Servizi 1.460 1.859 (399) (21,5%)
Capogruppo 18.207 3.667 14.540 n.s.
Accantonamenti 60.840 51.462 9.378 18,2%

Tra gli stanziamenti più significativi effettuati nell'esercizio si rilevano accantonamenti per:

  • fondo esodo e mobilità (€ 28.052 mila) e rappresenta le somme necessarie a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo;
  • rischi di natura legale per € 5.408 mila;

rischi regolatori per € 3.951 mila riguardanti Acea Produzione; si riferiscono ai rischi per canoni aggiuntivi dovuti alla Regione Abruzzo sulla base della L.R. 22/10/2013 n. 38 per l'esercizio 2014;

Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato alla nota n. 27 nonché al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

8. Proventi finanziari - € 17.379 mila

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Interessi su crediti Finanziari 4.615 4.014 602 15,0%
Interessi Attivi Bancari 420 388 33 8,4%
Interessi su crediti verso clienti 5.975 9.737 (3.763) (38,6%)
Interessi su crediti diversi 852 634 219 34,6%
Proventi finanziari da attualizzazione 5.395 863 4.532 n.s.
Proventi da Valutazione di derivati al Fair value Hedge (302) 298 (600) n.s.
Altri proventi 423 1.325 (902) (68,1%)
Proventi finanziari 17.379 17.258 121 0,7%

I proventi finanziari, pari a € 17.379 mila, registrano un aumento di € 121 mila rispetto all'esercizio precedente. La variazione deriva prevalentemente dall'iscrizione di proventi da attualizzazione € 4.532 mila come conseguenza di cambiamenti nelle stime contabili relative all'attualizzazione del fondo c.d. Post mortem sull'impianto di discarica per rifiuti non pericolosi, ubicata in località Pian del Vantaggio (Orvieto); tale variazione è parzialmente compensata da minori proventi finanziari verso i clienti di Acea Energia (- € 3.763 mila).

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap 1.051 1.342 (291) (21,7%)
Interessi su prestiti obbligazionari 59.225 97.964 (38.739) (39,5%)
Interessi su indebitamento a medio - lungo termine 17.667 18.089 (422) (2,3%)
Interessi su indebitamento a breve termine 376 551 (175) (31,7%)
Interessi moratori e dilatori 2.166 1.435 731 50,9%
Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali 1.438 2.038 (599) (29,4%)
Commissioni su crediti ceduti 5.486 6.153 (667) (10,8%)
Interessi per rateizzazioni 159 276 (118) (42,5%)
Oneri da attualizzazione 444 0 444 n.s.
Altri oneri finanziari 311 429 (118) (27,5%)
Interessi verso utenti 755 436 319 73,2%
(Utili)/perdite su cambi 255 109 146 134,0%
Oneri finanziari 89.334 128.822 (39.488) (30,7%)

9. Oneri finanziari - € 89.334 mila

Gli oneri finanziari, pari a € 89.334 mila, sono in decremento di € 39.488 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo Acea si è attestato al 31 Dicembre 2017 al 2,59% contro il 3,16% dell'esercizio precedente.

Con riferimento agli oneri finanziari relativi all'indebitamento si segnalano le seguenti variazioni:

gli interessi su prestiti obbligazionari, rispetto al 31 Dicembre 2016, decrescono di € 38.739 mila per effetto dell'iscrizione nello scorso anno del sovrapprezzo pagato per ritirare dal mercato due tranche di obbligazioni, e da minori interessi

sull'indebitamento a breve e a medio – lungo termine per effetto della diminuzione del tasso d'interesse grazie all'operazione di asset e liability management di ottobre 2016;

  • gli interessi moratori e dilatori, rispetto al 31 Dicembre 2016 sono aumentati di € 731 mila per effetto di Acea Energia;
  • le commissioni su crediti ceduti, rispetto al 31 Dicembre 2016 risultano diminuite di € 667 mila;
  • il saldo degli utili e perdite su cambi, rispetto al 31 Dicembre 2016, è aumentato di € 146 mila.

10. Oneri e Proventi da Partecipazioni - € 259 mila

€ migliaia 2017 2016 Variazione Variazione %
Proventi da partecipazioni in società collegate 1.021 3.173 (2.152) (67,8%)
(Oneri) da partecipazioni in società collegate (762) (1.466) 704 (48,0%)
(Oneri) e proventi da partecipazioni 259 1.707 (1.448) (84,8%)

I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento secondo il metodo del patrimonio netto di alcune società del Gruppo principalmente S.I.I. S.c.p.a. che gestisce il servizio idrico nella provincia di Terni ed è posseduta per il 25% da Umbriadue (+ € 862 mila). Si segnala inoltre che, da fine 2016, Aguazul Bogotà è passata dal consolidamento integrale a quello ad equity; tale operazione incide negativamente su tale voce per € 263 mila.

11. Imposte sul reddito - € 95.992 mila

La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 95.992 mila contro € 143.548 mila del precedente esercizio. Sono essenzialmente composte come segue:

  • Imposte correnti: € 97.344 mila (€ 127.368 mila al 31 Dicembre 2016),
  • Imposte differite/(anticipate) nette: € 1.351 mila (€ 16.180 mila al 31 Dicembre 2016). Il decremento delle imposte registrato nel periodo è

conseguenza della riduzione dell'aliquota IRES (dal 27,5% al 24%) a partire dal 2017 e dalla riduzione dell'utile ante imposte.

La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato

€ migliaia 2017 % 2016 %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento e delle attività
discontinue
288.196 416.087
Imposte teoriche calcolatesull'utile ante imposte 69.167 24,0% 114.424 27,5%
Fiscalità differita netta (9.335) (3,2%) 8.307 2,0%
Differenze permanenti * 4.268 1,5% (15.181) (3,6%)
IRES di competenza 64.100 22,2% 107.549 25,8%
Tax Asset 7.873 2,7% 7.873 1,9%
IRAP 24.019 8,3% 28.125 6,8%
totale imposte 95.992 33,3% 143.548 34,5%

* Includono prevalentemente la quota non tassata dei dividendi

Il tax rate dell'esercizio si attesta al 33,3% (era il 34,5% nel 2016).

12. Utile per azione

L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 a fine 2017. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 31 dicembre 2017 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.

L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:

€ migliaia 2017 2016 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 180.682 262.347 (81.665)
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 180.682 262.347 (81.665)
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo dell'utile per azione
- di base (B) 212.964.900 212.964.900 0
- di base (C) 212.964.900 212.964.900 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 0,848 1,232 (0,384)
diluito (A/C) 0,848 1,232 (0,384)
€ migliaia 2017 2016 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 180.682 262.347 (81.665)
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) 180.682 262.347 (81.665)
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione ai fini del calcolo
dell'utile per azione
- di base (B) 212.547.907 212.547.907 0
- di base (C) 212.547.907 212.547.907 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 0,850 1,234 (0,384)

Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Attività

Al 31 Dicembre 2017 ammontano a € 7.339.055 mila (erano € 6.904.713 mila al 31 Dicembre 2016) e registrano un aumento di € 434.342 mila pari al +6,3%

rispetto all'anno precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Attività non correnti 5.147.563 4.945.282 202.281 4,1%
Attività correnti 2.191.309 1.958.934 232.375 11,9%
Attività non correnti destinate alla vendita 183 497 (314) (63,2%)
Totale Attività 7.339.055 6.904.713 434.342 6,3%

13. Immobilizzazioni materiali - € 2.252.910 mila

L'80% delle immobilizzazioni materiali è composto dal valore netto contabile delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica (€ 1.825.181 mila).

Il rimanente 20% si riferisce:

  • agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 226.106 mila,
  • alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 99.827 mila,
  • alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 56.338 mila,
  • alle infrastrutture relative all'Area Estero per € 32.097.

La tabella che segue riporta il dettaglio e la movimentazione delle attività materiali relative all'esercizio 2017.

€ migliaia Terreni e
Fabbricati
Impianti e
Macchinari
Attrezzature
Industriali
Altri Beni Immobilizzazi
oni in corso
Beni
gratuitament
e devolvibili
Totale
immobilizzazioni
materiali
Costo storico 31.12.2016 492.157 2.672.970 742.076 134.500 61.105 5.759 4.108.567
Attività Destinate alla Vendita - - - - - - -
Investimenti / Acquisizioni 7.805 118.124 56.994 8.274 17.682 1.238 210.119
Disinvestimenti (267) (12.745) (2.776) (628) (10) - (16.425)
Variazione area di
consolidamento
91 4.752 (923) 1.223 - - 5.143
Altri Movimenti 13.062 18.143 10.443 (1.433) (48.387) (119) (8.290)
Costo storico 31.12.2017 512.849 2.801.245 805.815 141.937 30.391 6.878 4.299.114
F.do amm.to 31.12.2016 (127.111) (1.459.464) (218.188) (90.100) (3.367) (1.898.229)
F.do amm.to 31.12.2016 (127.111) (1.459.464) (218.188) (90.100) (3.367) (1.898.229)
Attività Destinate alla Vendita - - - - - -
Ammortamenti e Riduzioni di
Valore
(28.057) (87.646) (31.485) (10.896) (2.091) (741) (160.916)
Disinvestimenti 9 5.030 1.591 468 - 7.098
Variazione area consolidamento (37) (2.650) (109) (1.159) - (3.955)
Altri movimenti 151 8.538 (2) 1.111 1 9.797
F.do amm.to 31.12.2017 (155.045) (1.536.192) (248.193) (100.576) (2.091) (4.107) (2.046.204)

Valore netto 31.12.2017 357.804 1.265.053 557.622 41.360 28.300 2.771 2.252.910

Gli investimenti sono in diminuzione rispetto all'esercizio precedente (€ 220.129 mila al 31 dicembre 2016) ed ammontano a € 210.119 mila. Si riferiscono principalmente a quelli sostenuti da:

  • areti per € 151.140 mila in relazione agli interventi di costruzione, manutenzione di linee AT, manutenzione e ampliamento programmato di cabine primarie e ricostruzione di cabine secondarie, rinnovamento, ampliamento e manutenzione ordinaria e straordinaria di linee MT e BT;
  • Acea Ambiente per € 13.913 mila per gli investimenti relativi: (i) ai lavori di miglioramento impiantistico della Linea II e della linea III dell'impianto di San Vittore del Lazio; (ii) ai lavori di miglioramento impiantistico che hanno riguardato principalmente il complesso forno caldaia dell'impianto di Terni; (iii) ai lavori di adeguamento e ripristino dell'impianto di trattamento rifiuti di

Orvieto; (iv) ai lavori di adeguamento e potenziamento degli impianti di compostaggio siti in Aprilia e Sabaudia;

  • Acea Produzione per € 22.818 mila riferiti ai lavori di revamping impiantistico della centrale idroelettrica di Castel Madama, all'ammodernamento della Centrale di Tor di Valle e all'estensione della rete di teleriscaldamento del comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma;
  • Acea per € 3.284 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti e sulle sedi detenute in locazione, per gli investimenti relativi agli hardware nell'ambito del progetto Acea2.0.

La variazione dell'area di consolidamento si riferisce al consolidamento integrale delle società Umbriadue Servizi Idrici, TWS, Iseco ed Acque industriali.

La voce ammortamenti e riduzioni di valore ricomprende le riduzioni pari ad € 20.874 mila effettuate:

nella Capogruppo (€ 9.539 mila) per l'adeguamento del valore del complesso immobiliare dell'Autoparco reiscritto nel patrimonio immobiliare della Capogruppo in seguito alla sentenza n. 11436/2017 che ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita stipulato nel 2010;

14. Investimenti immobiliari - € 2.547 mila

Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la

15. Avviamento - € 149.978 mila

Al 31 Dicembre 2017 la voce ammonta ad € 149.978 mila (€ 149.825 mila al 31 Dicembre 2016). La variazione rispetto all'esercizio precedente si riferisce all'avviamento iscritto nel bilancio di TWS

in Acea Ambiente (€ 8.600 mila) per le svalutazione effettuate in seguito all'impairment test con riferimento agli impianti di Paliano, Monterotondo Marittimo e Sabaudia;

in Acea Produzione (€ 2.532 mila) per le svalutazioni effettuate sull'impianto di Tor di Valle. Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.

locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari ad € 58 mila deriva dagli ammortamenti.

(Technologies for Water Services) consolidata integralmente in seguito all'acquisizione avvenuta nel mese di febbraio 2017. La tabella che segue evidenzia le singole CGU per Area Industriale di riferimento.

31/12/2016 Acquisizioni Svalutazioni /
Rivalutazioni
Altri movimenti 31/12/2017
Area Ambiente 11.232 - - - 11.232
Impianti di Termovalorizzazione e
Compostaggio
11.232 - - - 11.232
Area Commerciale e
Trading
46.976 - - 6 46.982
Vendita Energia 46.976 - - 6 46.982
Area Infrastrutture
Energetiche
91.618 - - - 91.618
Impianti da Fonti rinnovabili 91.618 - - - 91.618
Altro 0 - - 147 147
Avviamento 149.825 - - 153 149.978

Si specifica che:

per l'Area Infrastrutture Energetiche:

  • la CGU "Impianti da fonti rinnovabili" è formata dalle entità Acea Produzione ed Ecogena;
  • per l'Area Commerciale e Trading:
  • la CGU "Vendita energia elettrica" si riferisce ad Acea Energia;

per l'Area Ambiente:

la CGU "Impianti di termovalorizzazione e compostaggio" è formata dagli impianti di Acea Ambiente acquisiti da SAO, Kyklos e Solemme in seguito alla fusione per incorporazione avvenuta nel 2016.

Il processo di impairment 2017 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole Cash Generating Unit (CGU) in termini di "valore d'uso" in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, cioè tramite l'attualizzazione dei flussi di risultato operativi scontati ad un tasso di attualizzazione post-tax espressivo del costo medio ponderato del capitale

La stima del valore recuperabile delle CGU – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e dell'analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile delle CGU ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le previsioni relative al Piano 2018-2022 approvato dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle CGU è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate le CGU alle quali è stato allocato un valore di avviamento significativo rispetto al valore complessivo dell'avviamento iscritto in bilancio, specificando per ciascuna la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Settore Operativo/CGU Importo €
milioni
Valore
recuperabile
WACC Valore
terminale
Periodo
flussi di cassa
Area Infrastrutture Energetiche
Impianti da fonti rinnovabili 91.6 valore d'uso 5,5% a due stadi fino al 2022
Area Commerciale e Trading:
Acea Energia 46,9 valore d'uso 6,9% Perpetuity senza
crescita
fino al 2022
Area Ambiente
Impianti di Termovalorizzazione e
Compostaggio
11,2 valore d'uso 6,6% a due stadi fino al 2022

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per la CGU "Impianti a fonti rinnovabili: a due stadi. Il primo stadio concerne un flusso normalizzato per il periodo 2023-2032 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2032,
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2023-2038 mentre il secondo

stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale circolante netto al 2038.

Si informa inoltre che il WACC è stato oggetto di analisi di sensitività.

A seguito della verifica dell'impairment sono confermati i valori iscritti in quanto recuperabili.

Immobilizzazioni Immateriali

€ migliaia Diritti di
brevetto
Altre imm.ni
immateriali
Imm.ni in corso Concessioni Totale imm.ni
immateriali
31.12.2016 134.660 20.826 2.593 1.662.727 1.820.807
Ammortamenti E Riduzioni di Valore (57.932) (1.889) (1.084) (106.935) (167.840)
Investimenti / Acquisizioni 59.253 333 2.641 259.906 322.134
Disinvestimenti (1.118) - - (4.702) (5.820)
Variazione area di consolidamento (54) (104) 292 119 255
Altri Movimenti 2.267 (16.287) (279) (40.251) (54.550)
31.12.2017 137.077 2.880 4.163 1.770.865 1.914.985

Si attestano ad € 1.914.985 mila registrando un aumento rispetto al 31 Dicembre 2016 di € 94.178 mila risultante dal saldo netto tra gli investimenti, pari ad € 322.134 mila, gli ammortamenti e le riduzioni di valore, pari ad € 167.840 mila, i disinvestimenti pari ad - € 5.820 mila e gli altri movimenti per - € 6.015 mila. La variazione dell'area di consolidamento pari ad € 255 mila attiene all'acquisizione delle società del gruppo TWS e dal consolidamento integrale di Acque Industriali, che nell'esercizio precedente era consolidata con il metodo del Patrimonio Netto. La voce "altri movimenti" si riferisce principalmente alla variazione nelle stime del fondo oneri ripristino relativo alle concessioni in capo alle società del settore idrico. Gli investimenti per sviluppo interno, riferiti ad Acea 2.0 sono pari per il 2017 a circa € 40,1 milioni.

16. Concessioni e diritti sull'infrastruttura - € 1.770.865 mila

Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:

  • i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 133.986 mila),
  • l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico (€ 1.635.506 mila), in conformità all'IFRIC12.

Le concessioni si riferiscono per € 123.776 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completa il saldo la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 11.884 mila.

Gli investimenti dell'esercizio relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari ad € 259.906 mila e si riferiscono principalmente ad:

  • ACEA Ato2 per € 98.853 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria, il rifacimento, ammodernamento, ampliamento e bonifica degli impianti idrici, fognari e di depurazione e delle reti;
  • ACEA Ato5 per € 19.443 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione.

La voce Altri Movimenti comprende principalmente le riclassifiche per la messa in esercizio dei cespiti.

17. Altre immobilizzazioni immateriali - € 144.121 mila

Il decremento rispetto all'esercizio precedente, pari ad € 13.959 mila, deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 62.227 mila) al netto degli ammortamenti (€ 60.905 mila) e delle riclassifiche.

Gli investimenti effettuati nel 2017 sono pari ad € 62.227 mila e sono principalmente riconducibili:

ad areti per € 34.252 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione, per lo sviluppo di piattaforme tecnologiche in relazione al Progetto Acea2.0, e per

La voce "altre immobilizzazioni immateriali" subisce una diminuzione rispetto all'esercizio precedente pari ad € 17.957 mila principalmente per la

18. Partecipazioni in collegate - € 280.853 mila

l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura;

  • ad Acea Energia per € 19.184 mila per l'implementazione del progetto Acea2.0, dei sistemi CRM e per il potenziamento di software per la fatturazione;
  • alla Capogruppo per € 7.379 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto dei sistemi di gestione amministrativa, gestione delle piattaforme informatiche e sicurezza aziendale.

riclassifica dei Certificati Verdi di Acea Produzione ed Acea Ambiente nell'attivo circolante nella voce "Crediti verso altri".

31/12/2016 Impatto a CE Impatto a PN 31/12/2017
260.877 27.122 -9.676 280.853
dal integrale delle società,
Le variazioni principlali intervenute nel corso del 2017
le valutazioni relative alle aziende consolidate con
2.530 consolidamento Variazioni
perimetro di
Consolidamento e
altri movimenti
Umbriadue Servizi, Acque industriali, consolidate
ad equity nel precedente esercizio;

il metodo del patrimonio netto che hanno impatto a conto economico per complessivi € 27.122 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza nel conto economico principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" (€ 26.864 mila) e nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione" (€ 259 mila);

l'impatto delle valutazioni delle aziende consolidate ad equity nelle voci del patrimonio netto (€ 2.530 mila).

Completano il saldo le variazioni dell'area di consolidamento e altre movimentazioni: che derivano:

dal consolidamento dell'ulteriore quota acquisita

  • nella società GEAL pari al 19,2% ;
  • dal consolidamento con il metodo del patrimonio netto di AceaGori Servizi (oggi Gori Servizi), consolidata integralmente nel precedente esercizio, a seguito della cessione delle quote a Gori;
  • dai dividendi distribuiti dalle società per € 9.806 mila.

Per le principali partecipazioni in imprese valutate con il metodo del patrimonio netto vengono forniti i dati economici e patrimoniali.

Anno 2017
€ migliaia
Attività
non
correnti
Attività
correnti
Passività
non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Utile /
(Perdita)
netta
PFN
GORI SERVIZI 528 1.871 (81) (1.003) 2.175 122 9
AZUL 5.162 1.859 (110) (163) 3.285 1.002 1.533
INTESA ARETINA 9.403 249 0 (633) 133 (463) 80
NUOVE ACQUE 18.614 5.408 (11.538) (2.503) 9.300 964 (5.619)
AZGA NORD 0 0 6 0 0 0 0
ECOMED 3 376 (4) (417) 0 (32) 165
FIORA 100.661 24.313 (75.510) (20.340) 40.997 2.303 (47.336)
GEAL 14.376 5.399 (7.444) (4.928) 7.992 1.253 (1.881)
GORI 97.367 164.432 (71.451) (147.244) 63.825 1.796 1.712
INGEGNERIE TOSCANE 3.078 13.590 (457) (10.008) 12.042 1.786 (3.403)
ACQUE SERVIZI 985 10.644 (1.196) (6.880) 10.954 425 (779)
ACQUE 183.311 45.535 (120.504) (54.743) 73.286 8.228 (83.292)
PUBLIACQUA 182.839 58.969 (92.354) (50.093) 104.770 9.201 (48.884)
UMBRA ACQUE 58.984 15.052 (34.655) (28.785) 30.683 279 (13.699)
Anno 2016
€ migliaia
Attività
non
correnti
Attività
correnti
Passività
non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Utile /
(Perdita)
netta
PFN
AZUL 6.198 1.625 (173) (185) 3.184 1.053 1.280
INTESA ARETINA 9.099 700 - (741) 266 (434) 150
NUOVE ACQUE 19.305 5.367 (12.700) (2.810) 9.263 973 (6.959)
AZGA NORD 0 0 6 0 0 0 0
ECOMED 3 376 (4) (385) 0 (15) 165
FIORA 101.950 26.059 (79.975) (20.864) 40.954 3.214 (52.662)
GEAL 0 0 2 0 0 0 0
GORI 83.453 164.986 (65.826) (141.433) 74.577 3.384 (523)
INGEGNERIE TOSCANE 3.364 11.655 (459) (8.847) 10.896 1.812 (2.092)
ACQUE INDUSTRIALI 1.461 3.547 (650) (3.318) 3.875 5 (524)
ACQUE SERVIZI 985 11.902 (1.030) (8.450) 10.164 375 (1.141)
ACQUE 181.564 46.634 (132.967) (50.905) 67.770 6.583 (92.080)
PUBLIACQUA 186.427 54.918 (102.171) (42.216) 97.811 12.422 (51.993)
UMBRA ACQUE 55.305 14.559 (30.679) (29.245) 27.560 (28) (13.154)

19. Altre partecipazioni - € 2.614 mila

Ammontano ad € 2.614 mila (erano € 2.579 mila alla fine del 2016) e si compongono da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.

La variazione rispetto all'esercizio precedente è pari ad € 35 mila e si riferisce principalmente all'adeguamento al cambio delle partecipazioni in valuta.

20. Imposte differite attive - € 271.148 mila

Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 31 Dicembre 2017 ammontano ad € 178.313 mila (€ 174.084 mila al 31 Dicembre 2016). Le variazioni delle imposte differite attive sono correlate essenzialmente: (i) per € 20.726 mila (€ 27.756 mila al 31 Dicembre 2016) alle differenze temporanee tra i valori iscritti nei bilanci delle imprese controllate a seguito dei conferimenti realizzativi dei rami d'azienda e i corrispondenti valori iscritti nel

Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del

bilancio consolidato, (ii) per € 18.016 mila a fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 19.565 mila al 31 Dicembre 2016), (iii) per € 56.648 mila alla svalutazione dei crediti (€ 52.445 mila al 31 Dicembre 2016), (iv) per € 14.027 mila ai piani a benefici definiti e a contribuzione definita (€ 12.778 mila al 31 Dicembre 2016), (v) per € 11.171 mila alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari (€ 8.430 mila al 31 Dicembre 2016).

periodo per € 4.062 mila e gli accantonamenti per € 9.056 mila.

La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento.

2016 Movimentazioni 2017
€ migliaia Saldo Variazione
area di
consolidame
nto
Rettifiche /
Riclassifiche
Movimentazi
oni a
Patrimonio
Netto
Utilizzi Adeguament
o aliquota
Accantonam
enti
IRES/IRAP
Saldo
Imposte anticipate
Perdite fiscali 677 0 (430) 0 (114) 0 0 132
Compensi membri CdA 669 (3) (9) 0 (570) 0 23 110
Fondi per rischi ed oneri 19.565 (3) 15 0 (17.552) 0 15.992 18.016
Svalutazione crediti e
partecipazioni
52.445 (17) (328) 0 (3.044) 0 7.593 56.648
Ammortamenti 117.640 (1) 2.047 (475) (6.575) 0 17.205 129.842
Piani a benefici definiti e a
contribuzione definita
12.778 0 0 218 (607) 0 1.637 14.027
Tax asset su elisioni di
consolidamento
27.756 0 0 0 (7.031) 0 0 20.726
Fair value commodities e
altri strumenti finanziari
8.430 0 0 2.816 (75) 0 0 11.171
2016 Movimentazioni 2017
Altre 22.282 285 (1.981) 426 (4.909) 0 4.373 20.476
Totale 262.241 262 (686) 2.986 (40.477) 0 46.822 271.148
Imposte differite
Ammortamenti 74.973 0 0 0 (1.482) 0 6.134 79.625
Piani a benefici definiti e a
contribuzione definita
(1.522) 0 14 (263) 13 0 92 (1.666)
Fair value commodities e
altri strumenti finanziari
5.248 0 0 3.560 0 0 0 8.807
Altre 9.459 0 (3.628) 0 (2.593) 0 2.830 6.069
Totale 88.158 0 (3.614) 3.297 (4.062) 0 9.056 92.835
Netto 174.084 262 2.927 (311) (36.415) 0 37.767 178.313

Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziati.

21. Attività finanziarie non correnti - € 38.375 mila

Ammontano a € 38.375 mila (€ 27.745 mila al 31 Dicembre 2016) e registrano un aumento pari ad € 10.629 mila dovuto principalmente al consolidamento di Umbriadue la quale vanta un credito finanziario (scadente nel 2028) verso la collegata S.I.I. S.c.p.a.

Nella voce sono inoltre ricompresi i crediti verso Roma Capitale per € 22.168 mila che afferiscono agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione

Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e

l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2015, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

22. Altre attività non correnti - € 234.154 mila

Al 31 Dicembre 2017 sono così composte:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti v/lo stato 92 113 (21) (18,7%)
Crediti per anticipi e depositi 897 1.507 (610) (40,5%)
Crediti Diversi 28.019 32.283 (4.264) (13,2%)
Crediti a lungo termine per conguagli tariffari 135.920 128.070 7.850 6,1%
Crediti a lungo termine per Regulatory Lag 68.938 45.977 22.961 49,9%
Ratei/Risconti Attivi 288 313 (25) (8,0%)
Altre attività non correnti 234.154 208.263 25.891 12,4%

I crediti diversi ammontano complessivamente a € 28.019 mila (erano € 32.283 mila al 31 Dicembre 2016) e si riferiscono principalmente ai crediti a lungo termine derivanti dal contratto di servizio di Illuminazione Pubblica nella città di Roma, che rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso, scaturito in seguito all'adozione del metodo finanziario

previsto dall'IFRIC 12 in conseguenza delle integrazioni pattuite tra ACEA e Roma Capitale al contratto di servizio. In tale voce sono inoltre ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 135.920 mila (€ 128.070 mila al 31 Dicembre 2016) delle società idriche mentre € 68.938 mila (€ 45.977 mila al 31 Dicembre 2016) sono i crediti iscritti in areti per il regulatory lag.

23. Attività correnti - € 2.191.309 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Rimanenze 40.201 31.726 8.475 26,7%
Crediti Commerciali:
Crediti v/Clienti 933.709 849.513 84.196 9,9%
Crediti V/Controllante 52.498 45.611 6.887 15,1%
Crediti verso controllate e collegate 36.503 28.271 8.233 29,1%
TOTALE CREDITI COMMERCIALI 1.022.710 923.395 99.315 10,8%
Altri crediti e attività correnti 148.192 132.508 15.683 11,8%
Attività finanziarie correnti 237.671 131.275 106.396 81,1%
Crediti tributari 61.893 74.497 (12.604) (16,9%)
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 680.641 665.533 15.108 2,3%
Attività correnti 2.191.309 1.958.934 232.375 11,9%

23.a - Rimanenze

Ammontano a € 40.201 mila (€ 31.726 mila al 31 Dicembre 2016) e sono così suddivise tra le varie aree industriali:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ambiente 5.639 4.980 658 13,2%
Estero 777 1.311 (533) (40,7%)
Idrico 7.016 6.122 894 14,6%
Infrastrutture Energetiche 22.022 19.042 2.980 15,7%
Ingegneria e Servizi 4.747 0 4.747 n.s.
Capogruppo 0 270 (270) (100,0%)
Totale 40.201 31.726 8.475 26,7%

La variazione in aumento è essenzialmente determinata dalla variazione dell'area di consolidamento per effetto dell'acquisizione del Gruppo TWS (+ € 5.238 mila); e da areti (+ € 2.995 mila).

esercizio che chiudeva con un ammontare di € 923.395

23.b - Crediti commerciali

Ammontano a € 1.022.710 mila e registrano un decremento di € 99.315 mila rispetto al precedente

23.c - Crediti verso clienti

Ammontano ad € 933.709 mila in aumento di € 84.196 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti verso utenti per fatture emesse 482.147 397.726 84.421 21,2%
Crediti verso utenti per fatture da emettere 301.480 315.727 (14.247) (4,5%)
Totale crediti verso utenti 783.627 713.453 70.174 9,8%
Crediti verso clienti non utenti 150.022 135.995 14.027 10,3%
Altri crediti e attività correnti 60 64 (4) (7,0%)
Totale crediti 933.709 849.513 84.196 9,9%

mila.

I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 31 dicembre 2017 ammonta ad € 403.604 mila con un decremento rispetto all'esercizio

precedente di € 59.159 mila. Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazione crediti.

€ milioni 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
(a) (b) (c) (d) (a)-(c) (b)-(d)
Ambiente 54.016 (3.611) 50.405 41.372 (3.128) 38.244 12.644 (483) 12.161
Commerciale e
Trading
622.047 (270.661) 351.386 624.570 (254.675) 369.895 (2.523) (15.986) (18.509)
Estero 14.209 (6.248) 7.961 15.040 (6.299) 8.741 (832) 51 (780)
Idrico 454.681 (81.521) 373.160 403.608 (59.775) 343.833 51.073 (21.746) 29.327
Infrastrutture
Energetiche
182.529 (37.336) 145.194 97.834 (14.584) 83.250 84.695 (22.752) 61.943
Ingegneria e
Servizi
5.741 (859) 4.882 731 (501) 230 5.010 (358) 4.652
Capogruppo 4.090 (3.368) 722 10.803 (5.482) 5.320 (6.713) 2.115 (4.598)
Totale 1.337.313 (403.604) 933.709 1.193.958 (344.445) 849.513 143.355 (59.159) 84.196

Crediti Area Ambiente

Ammontano complessivamente ad € 50.405 mila ed aumentano di € 12.161 mila rispetto al 31 Dicembre 2016; l'incremento è riferito per € 3.705 mila ad Acea

Crediti Area Commerciale e Trading

Ammontano ad € 351.386 mila e sono generati principalmente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mercato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in decremento rispetto al 2016 è pari

Ambiente e per € 1.599 mila ad Aquaser. Si segnala inoltre l'incremento complessivo di € 6.857 mila per effetto del consolidamento di Acque Industriali e Iseco.

ad € 18.509 mila. Il fondo svalutazione al 31 Dicembre 2017 ammonta complessivamente ad € 270.661 mila e registra un incremento, al netto degli utilizzi, di € 15.986 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

Crediti Area Estero

Ammontano complessivamente a € 7.961 mila e non presentano variazioni significative rispetto al 31 Dicembre 2016.

Crediti Area Idrico

Ammontano complessivamente a € 373.160 mila e presentano un incremento di € 29.327 mila rispetto al 31 Dicembre 2016; l'incremento è riferito principalmente per € 4.946 mila alla variazione dell'area di consolidamento e per € 20.194 ad ACEA Ato2 su cui ha inciso anche l'aumento del perimetro e la concentrazione del personale commerciale su interventi contingenti (ad esempio la sostituzione dei contatori per il gelo) o sul rispetto della delibera 655 piuttosto che sul recupero del credito.

Il fondo svalutazione al 31 Dicembre 2017 ammonta complessivamente a € 81.521 mila e registra un aumento, al netto degli utilizzi, di € 21.746 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

Crediti Area Infrastrutture Energetiche

Si attestano ad € 145.194 mila con un aumento di € 61.943 mila rispetto al 31 Dicembre 2016 che è riferibile esclusivamente ad areti per gli effetti derivanti dalle modifiche regolatorie contenute nella delibera 654/2015/R/eel dell'ARERA che ha portato all'iscrizione del provento derivante dalla eliminazione del cd. regulatory lag. Si rinvia per maggiori dettagli al commento sull'andamento delle aree di attività. Con

Crediti Area Ingegneria e Servizi

Ammontano complessivamente a € 4.882 mila e non presentano variazioni significative rispetto al 31

Crediti Capogruppo

Ammontano complessivamente a € 722 mila e decrescono di € 4.598 mila rispetto al 31 Dicembre 2016. Il Fondo svalutazione crediti si attesta a € 3.368 mila e diminuisce di € 2.115 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. Nel corso del 2017 sono

23.d - Crediti verso controllante Roma Capitale

I crediti commerciali verso Roma Capitale al 31 Dicembre 2017 ammontano complessivamente ad € 52.672 mila (al 31 Dicembre 2016 erano pari ad € 45.533 mila).

L'ammontare complessivo dei crediti, inclusi quelli finanziari derivanti dal contratto di pubblica illuminazione sia a breve che a medio – lungo termine, I crediti per fatture da emettere includono i conguagli, maturati da ACEA Ato2 e ACEA Ato5 per complessivi € 179.432 mila (incluso premio di qualità contrattuale), relativamente ai seguenti periodi tariffari:

  • ante 2012 (cd. conguagli pregressi) per € 167 mila;
  • primo periodo regolatorio (annualità 2012-2015) per € 94.578 mila;
  • secondo periodo regolatorio (2016 e 2017) per € 84.688 mila.

Il Gruppo ha proceduto a rilevare quota parte dei conguagli tra le attività non correnti per € 135.920 mila (€ 128.070 mila al 31 Dicembre 2016).

riferimento alla quota iscritta nei crediti correnti si informa che l'ammontare è pari a € 53.000 mila.

Il fondo svalutazione crediti al 31 Dicembre 2017 ammonta complessivamente ad € 37.336 mila e registra un incremento di € 22.752 mila per effetto principalmente dell'accantonamento per € 15.723 mila riferito a Gala; per maggiori dettagli si rinvia alla Relazione sulla Gestione nonché al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

Dicembre 2016.

stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.314.572 mila di cui € 232.708 mila verso la Pubblica Amministrazione (nel 2016 rispettivamente erano € 1.397.420 mila e € 190.625 mila).

è di € 188.214 mila contro € 167.177 mila alla fine del precedente esercizio.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
CREDITI 192.137 179.636 12.501 7,0%
DEBITI (compresi Dividendi) (129.064) (142.286) 13.222 (9,3%)
Saldo (Crediti - Debiti) 63.074 37.350 25.723 68,9%

Le seguenti tabelle inoltre dettagliano la composizione del credito e del debito del Gruppo nei confronti di Roma Capitale.

Crediti verso Roma Capitale 31/12/17 31/12/16 Variazione
Crediti per utenze 43.089 34.220 8.868
Crediti per lavori e servizi 5.673 7.435 (1.763)
Crediti diversi: personale distaccato 158 184 (26)
Totale prestazioni fatturate 48.920 41.840 7.080
Crediti per contributi 2.402 2.402 0
Totale prestazioni richieste 51.321 44.242 7.080
Crediti per fatture da emettere: Illuminazione Pubblica 0 0 0
Crediti per fatture da emettere: altro 1.351 1.291 59
Totale Crediti Prestazioni da fatturare 1.351 1.291 59
Totale Crediti Commerciali 52.672 45.533 7.139
Crediti finanziari per illuminazione Pubblica 135.542 121.644 13.898
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture emesse 118.228 106.317 11.912
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 17.314 15.328 1.986
Totale Crediti Esigibili Entro l'esercizio Successivo (A) 188.214 167.177 21.037
Debiti verso Roma Capitale 31/12/17 31/12/16 Variazione
Debiti per canoni di fognatura e depurazione 0 0 0
Debiti per addizionali energia elettrica (15.257) (15.260) 2
Debiti per canone di Concessione (100.235) (112.715) 12.480
Totale debiti commerciali (115.492) (127.974) 12.483
Totale Debiti Esigibili entro l'esercizio successivo (B) (115.492) (127.974) 12.483
Totale (A) - ( B) 72.722 39.203 33.519
Altri crediti/(debiti) di natura finanziaria 1.162 9.088 (7.926)
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (10.810) (10.941) 130
Saldo Netto 63.074 37.350 25.723

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti a compensazioni ed incassi.

Lo stock dei crediti in essere al 31 Dicembre 2017 registra un incremento di € 7.139 mila rispetto all'esercizio precedente, in particolare si registra:

  • un incremento dei crediti per utenze idriche pari a € 17.572 mila;
  • una diminuzione dei crediti per utenze elettriche pari a € 8.405 mila;
  • una diminuzione dei crediti per lavori e servizi per € 1.729 mila.
  • Una diminuzione dei crediti per teleriscaldamento per € 301 mila.

Per i crediti finanziari si rileva una crescita di € 13.898 mila rispetto all'esercizio precedente da attribuire esclusivamente alla maturazione dei crediti relativi al contratto di servizio di illuminazione pubblica, all'accordo per il Piano Led ed ai lavori di Illuminazione Pubblica.

Nel periodo sono stati rilevati incassi per complessivi € 87.605 mila. Di seguito si elencano le tipologie di crediti interessati:

  • € 3.260 mila per crediti di utenze idriche a seguito del riconoscimento di debito fuori bilancio approvato dalla assemblea Capitolina il 29/12/2016 per fatture emesse al 31 dicembre 2013;
  • € 15.989 mila per crediti di utenze idriche per fatture emesse nel 2017;
  • € 8.897 mila per crediti di utenze elettriche a seguito del riconoscimento di debito fuori bilancio approvato dalla assemblea Capitolina il 29 dicembre 2016 per fatture emesse al 31 dicembre 2014;
  • € 24.911 mila per crediti previsti dal vigente contratto di pubblica illuminazione (corrispettivi da settembre 2016 a marzo 2017, adeguamento a norma e pro-rata anno 2015);
  • € 31.326 mila per crediti connessi al nuovo accordo Piano Led di cui € 15.081 mila iscritti al 31 dicembre 2016;
  • € 974 mila per crediti relativi a lavori di illuminazione pubblica stradale e per il servizio di asilo nido, di cui € 863 mila iscritti al 31 dicembre 2016;
  • € 1.434 mila per crediti relativi a lavori idrici;

€ 423 mila per crediti per il servizio di teleriscaldamento di cui € 310 mila iscritti al 31

Sul lato debiti, si rileva un decremento complessivo di € 13.222 mila. Di seguito si indicano le principali variazioni:

  • crescita dei debiti di ACEA Ato2 per effetto della quota di canone di concessione maturato nel periodo (+ € 24.703 mila);
  • iscrizione della COSAP maturata per l'anno 2017 dalla controllata areti (+ € 1.394 mila);
  • iscrizione del debito dei dividendi azionari maturati nel 2016 da ACEA Ato2 in conseguenza della approvazione da parte dell'Assemblea dei soci 20 aprile 2017 € 2.169 mila;
  • diminuzione del debito per nuovo regolamento cavi stradali (- € 1.983 mila) quasi interamente ascrivibile al pagamento nel 2017 del debito

Si informa che nel mese di giugno 2017 è stata staccata la cedola relativa ai dividendi maturati per l'esercizio dicembre 2016.

iscritto al 31 dicembre 2016. La componente maturata nel 2017 è stata pagata nell'anno per circa € 12 milioni;

  • diminuzione del debito relativo all'acconto verso Roma Capitale per il Piano Led a seguito delle sostituzioni dei corpi illuminanti con apparecchi a Led (- € 2.273 mila);
  • diminuzione del canone di concessione di ACEA Ato2 per complessivi € 37.184 mila di cui: i) pagamento mediante compensazione del saldo del canone 2012 (- € 7.080 mila); ii) pagamento del canone di concessione 2013 (- € 25.004 mila); iii) pagamento a titolo di acconto del canone di concessione 2014(- € 5.100 mila).

2016 pari ad € 67.339 mila (debiti iscritti a seguito della delibera assembleare del 27 aprile 2017). .

23.e - Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti V/Collegate 2.807 3.838 (1.031) (26,9%)
Crediti verso controllate congiuntamente 33.696 24.433 9.264 37,9%
Totale 36.503 28.271 8.233 29,1%

Crediti verso imprese collegate

Ammontano a € 2.807 mila (erano € 3.838 mila al 31 Dicembre 2016) e si riferiscono principalmente ai crediti

verso Marco Polo per € 1.236 mila, verso Geal per € 157 mila, verso S.I.I. per € 1.139 mila.

Crediti verso imprese controllate congiuntamente

Ammontano a € 33.696 mila (€ 24.433 mila del 31 Dicembre 2016), risultano aumentati di € 9.264 mila e si riferiscono a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. In particolare il saldo è composto dai crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate per € 23.402 mila e in Sarnese Vesuviano verso la partecipata Gori per € 10.431 mila. I crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate risentono dell'iscrizione di quelli derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per il programma Acea2.0 e rappresenta l'assegnazione dell'investimento in comunione.

23.f - Altri crediti e attività correnti

migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti verso altri 132.273 119.714 12.559 10,5%
Ratei e risconti attivi 13.678 10.850 2.828 26,1%
Crediti per derivati su commodities 2.241 1.944 296 15,2%
Totale 148.192 132.508 15.684 11,8%

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 132.273 mila, si analizzano di seguito le principali voci che contribuiscono al saldo:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione Energia 47.842 37.747 10.095 26,8%
Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da annullamento 12.809 14.339 (1.530) (10,7%)
Altri Crediti verso Cassa Conguaglio (55) 10.658 (10.713) (100,5%)
Crediti finanziari verso Trifoglio immobiliare 0 10.250 (10.250) (100,0%)
Crediti per contributi regionali 6.841 6.841 0 0%
Crediti da contributi INPS ai sensi dell'articolo 41, 2° comma,
lettera A della Legge 488/1999
4.160 4.576 (416) (9,1%)
Crediti verso Equitalia 4.293 4.264 29 0,7%
Depositi cauzionali 10.803 3.077 7.726 n.s.
Crediti verso istituti previdenziali 3.160 3.697 (537) (14,5%)
Crediti da cessioni individuali 2.200 2.441 (241) (9,9%)
Crediti per anticipi fornitori 5.387 2.773 2.614 94,3%
Crediti verso Comuni 1.085 1.085 0 0%
Crediti verso Factor per cessione 62 62 0 0%
Crediti per Certificati Verdi maturati 12.657 0 12.657 n.s.
Crediti verso dipendenti 5 0 5 n.s.
Altri Crediti per IP Napoli 647 616 31 5,0%
Crediti per anticipi dipendenti (38) 0 (38) n.s.
Altri Crediti 20.415 17.287 3.128 18,1%
Totale 132.273 119.714 12.559 10,5%

Ratei e Risconti attivi

Ammontano a € 13.678 mila (€ 10.850 mila al 31 Dicembre 2016) e si riferiscono principalmente a

canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni. La variazione risulta positiva per € 2.828 mila.

23.g - Attività finanziarie correnti

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti finanziari verso controllante 117.472 108.387 9.085 8,4%
Crediti finanziari verso controllate e collegate 2.309 6.038 (3.729) (61,8%)
Crediti finanziari verso terzi 117.891 16.851 101.040 n.s.
Totale 237.671 131.275 106.396 81,1%

Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 117.472 mila ed aumentano di - € 9.085 mila rispetto al 31 Dicembre 2016. Tali crediti, rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la

gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce Crediti verso controllante Roma Capitale.

Crediti finanziari verso imprese collegate e controllate congiuntamente

Ammontano a € 2.309 mila (€ 6.038 mila al 31 Dicembre 2016) e si riferiscono, per € 2.823 mila al finanziamento, compreso il rateo interessi maturato, erogato nel mese di novembre 2010 a Sienergia in liquidazione per fronteggiare il fabbisogno relativo ad alcuni progetti di investimento, per € 1.241 mila alla

Crediti finanziari verso terzi

Ammontano a € 117.891 mila (€ 16.851 mila al 31 Dicembre 2016) e sono essenzialmente composti da:

  • € 100.000 iscritti in ACEA per l'accensione di un deposito a breve con scadenza il 3 aprile del 2018;
  • € 10.700 mila iscritti in ACEA Ato5. Trattasi del credito verso l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale maturato in tre annualità in ragione di un terzo di tale importo da corrispondere entro il 31 dicembre di ogni anno, con la prima rata in scadenza il 31 dicembre 2007. L' Atto di transazione sottoscritto tra la Società e l'Autorità d'Ambito ha per oggetto la definizione della problematica relativa ai maggiori costi operativi

quota a breve del credito per finanziamento soci iscritto in Umbriadue Servizi erogato alla società Servizio Idrico Integrato e per € 322 mila al finanziamento concesso alla Società Citelum Acea Napoli Pubblica Illuminazione.

sostenuti nel triennio 2003 – 2005: riconoscimento di maggiori costi al netto delle somme relative (i) alla quota di tariffa - corrispondente agli ammortamenti ed alla remunerazione del capitale investito inflazionato – relativa agli investimenti previsti dal Piano d'Ambito e non realizzati nel primo triennio (ii) alla quota di inflazione maturata sugli oneri di concessione e (iii) alle penalità per inadempimenti contrattuali verificatisi nel triennio,

€ 5.320 mila iscritti in ACEA e relativi ai crediti maturati per la gestione del servizio di illuminazione pubblica.

23.h - Attività per imposte correnti

Ammontano a € 61.893 mila (€ 74.497 mila al 31 Dicembre 2016) e comprendono:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Crediti IVA 26.329 48.783 (22.453) (46,0%)
Crediti IRAP e IRES 24.739 3.557 21.182 n.s.
Addizionali comunali, provinciali, imposta erariale 6.396 3.502 2.894 82,6%
Altri crediti tributari 4.428 18.655 (14.227) (76,3%)
Totale 61.893 74.497 (12.604) (16,9%)

23.i - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Il saldo al 31 Dicembre 2017 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Poste delle società consolidate fatta eccezione per quelle detenute per la vendita è pari a € 680.641 mila. Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ambiente 1.875 23 1.852 n.s.
Commerciale e Trading 27.118 5.775 21.343 n.s.
Estero 2.785 3.217 (432) (13,4%)
Idrico 65.089 78.378 (13.289) (17,0%)
Infrastrutture Energetiche 55.019 808 54.210 n.s.
Ingegneria e Servizi 1.332 0 1.332 n.s.
Capogruppo 527.423 577.332 (49.909) (8,6%)
Totale 680.641 665.533 15.108 2,3%

24. Attività non correnti destinate alla vendita/Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - € 146 mila

Il saldo al 31 Dicembre 2017 è pari ad € 146 mila ed è rimasto invariato rispetto al 31 Dicembre 2016. Rappresenta per € 183 mila il fair value dell'impegno di riacquisto, nel caso di mancato avveramento di alcune condizioni previste dal contratto, in conseguenza dell'eventuale esercizio della put concessa all'acquirente del ramo fotovoltaico e per € 37 mila il debito verso l'acquirente per il rimborso dell'equity corrispondente agli impianti oggetto di put.

Passività

Al 31 Dicembre 2017 ammontano € 7.387.591 mila (erano € 6.904.713 mila al 31 Dicembre 2016) e registrano una aumento di € 482.878 mila (+ 7,00%) rispetto all'esercizio precedente e sono composti come segue: .

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Patrimonio netto 1.811.206 1.757.943 53.263 3,0%
Passività non correnti 3.388.725 3.382.460 6.265 0,2%
Passività correnti 2.187.623 1.764.211 423.413 24,0%
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita 37 99 (63) (63,2%)
Totale Passività 7.387.591 6.904.713 482.878 7,0%

25. Patrimonio netto - € 1.811.206 mila

Il Patrimonio Netto consolidato al 31 Dicembre 2017 ammonta a € 1.811.206 mila (€ 1.757.943 mila al 31 Dicembre 2016). Le variazioni intervenute nel corso del

Capitale sociale

Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 Azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

Roma Capitale: n°108.611.150 ; per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;

Riserva legale

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla

Altre riserve e utili a nuovo

Al 31 Dicembre 2017 risultano pari a € 337.427 mila contro € 214.702 mila al 31 Dicembre 2016.

La variazione di € 122.725 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, dalla: i) distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 131.780 mila e ii) decremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 6.450 mila (al netto della relativa riserva fiscale) iii) incremento pari a € 204 mila delle riserve di utili e

Al 31 Dicembre 2017 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato

Patrimonio Netto di Terzi

E' pari a € 93.580 mila e registra un aumento di € 6.772 di mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto è data essenzialmente dall'effetto combinato della quota di utile spettante a terzi, dal decremento del patrimonio

26. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti -€ 108.430mila

Al 31 Dicembre 2017 ammonta a € 108.430 mila (€ 109.550 mila al 31 Dicembre 2016) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare

periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella.

  • Mercato: n°103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.309 mila;
  • Azioni Proprie: n°416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila
  • AMA: n. 1.000 per un valore nominale complessivo di € 5 mila.

riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 100.619 mila.

perdite attuariali al netto della relativa riserva fiscale iv) aumento della riserva cambio per € 11.248 mila. Si segnala inoltre che incide in maniera positiva l'acquisto del Gruppo TWS effettuato il 23 febbraio 2017, pertanto la riserva di consolidamento accoglie i valori non ancora attribuiti in quanto la business combination non è ancora chiusa alla data di redazione del presente documento.

attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.

netto derivante dalla distribuzione dei dividendi relativi agli utili 2016 e dalla variazione dell'area di consolidamento per effetto del consolidamento ad equity di AceaGori Servizi (oggi Gori Servizi).

successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa

al personale dipendente. Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nell'esercizio delle passività attuariali:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro 0,0%
- Trattamento di Fine Rapporto 67.002 65.848 1.154 1,8%
- Mensilità Aggiuntive 10.989 10.961 28 0,3%
- Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 1.219 780 440 56,4%
Benefici successivi al rapporto di lavoro
- Agevolazioni Tariffarie 29.220 31.961 (2.741) (8,6%)
Totale 108.430 109.550 (1.120) (1,0%)

La variazione risente, oltre che dell'accantonamento, che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 Dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19.

riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.

Dicembre 2017 Dicembre 2016
Tasso di attualizzazione 1,30% 1,31%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,59% 1,59%
Inflazione di lungo periodo 1,50% 1,50%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift - 0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia di piano +0,5% -0,5%
€ milioni € milioni
TFR -3,7 +4,1
Agevolazioni tariffarie -2,2 +0,3
Mensilità aggiuntive -0,8 +0,4

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

Tipologia di piano -1 anno di età
€ milioni
TFR -0,1
Agevolazioni tariffarie -1,8
Mensilità aggiuntive +0,3

27. Fondo rischi ed oneri - € 209.619 mila

Al 31 Dicembre 2017 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 209.619 mila (€ 202.122 mila al 31 Dicembre 2016) ed è destinato a coprire le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.

Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nel periodo, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31/12/16 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero
Fondi
Riclassifiche /
Altri
Movimenti
31/12/17
Legale 11.030 (4.616) 5.408 (980) 898 11.739
Fiscale 4.361 (344) 3.385 (89) 2.031 9.344
Rischi regolatori 57.267 (4.437) 8.961 (797) 0 60.994
Partecipate 4.717 (109) 48 (143) 6.286 10.799
Rischi contributivi 2.671 (73) 115 (31) (87) 2.594
Franchigie assicurative 2.015 (690) 804 (15) (3) 2.111
Altri rischi ed oneri 23.684 (10.715) 7.719 (761) (329) 19.597
Totale Fondo Rischi 105.745 (20.985) 26.438 (2.816) 8.796 117.178
Esodo e mobilità 2.131 (11.893) 28.052 0 (135) 18.155
Note di Variazione IVA 8.829 (3) 0 0 17.893 26.719
Post mortem 23.044 0 0 0 (5.741) 17.303
F.do Oneri di Liquidazione 0 (165) (5) 0 393 222
F.do Oneri verso altri 0 0 110 0 251 361
Fondo Oneri di Ripristino 62.373 0 9.062 0 (41.754) 29.681
Totale Fondo Oneri 96.376 (12.062) 37.218 0 (29.093) 92.441
Totale Fondo Rischi ed Oneri 202.122 (33.047) 63.656 (2.816) (20.296) 209.619

Le principali variazioni si riferiscono:

  • al fondo rischi fiscale che registra un incremento di € 4.983 mila principalmente per effetto degli accantonamenti effettuati in Acea Energia ed Umbria Energy per il rischio per accise;
  • al fondo rischi regolatori che subisce un decremento complessivo di € 3.727 mila, per effetto combinato degli utilizzi, per € 4.437 mila, principalmente riferibili ai rischi relativi all'onere del sovracanone del Bacino Imbrifero Montano a seguito dell'atto transattivo sottoscritto nel mese di giugno 2017 e degli accantonamenti per € 8.961 mila principalmente riferibili ai rischi legati alla maggiorazione dei canoni dovuti alla Regione Abruzzo ed ai rischi relativi alla continuità del servizio (€ 1.700 mila);
  • al fondo accantonato per affrontare gli oneri derivanti dal piano di mobilità ed esodo che subisce un incremento, al netto degli utilizzi, di € 16.024 mila rispetto al 31 dicembre 2016;
  • ai fondi oneri iscritti in Acea Energia, in areti, ACEA Ato2 e ACEA Ato5 a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario in caso di pagamento del cliente moroso

Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano

successivamente all'emissione della nota di variazione in conseguenza della modifica, apportata dalla Legge n. 208/2015, della disciplina delle note di variazione ai fini IVA in seguito a risoluzione per inadempimento dei contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua;

  • al fondo post mortem che si riferisce: (i) agli oneri connessi alla gestione della discarica di Orvieto che ha subito un decremento per effetto del cambiamento nelle stime contabili relative all'attualizzazione di tale fondo, ed (ii) al fondo costituito in Acea Produzione per il decommissioning dell'impianto di Tor di Valle entrato in esercizio nel corso dell'esercizio;
  • al fondo oneri di ripristino che si riduce a seguito di una variazione relativa ai criteri di determinazione del fondo necessario al mantenimento in buono stato dell'infrastruttura utilizzata nell'ambito della gestione del servizio idrico.

Per maggiori dettagli in merito alla natura degli stanziamenti si rinvia alla nota n. 7.

la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".

28. Debiti ed altre passività finanziarie non correnti - € 2.745.035 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Obbligazioni 1.695.028 2.019.447 (324.418) (16,1%)
Finanziamenti a medio - lungo termine 1.050.007 751.404 298.603 39,7%
Totale 2.745.035 2.770.851 (25.815) (0,9%)

I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 31 Dicembre 2017, degli strumenti di copertura stipulati da ACEA che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.

Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni. Nel dettaglio

per la voce Obbligazioni si è proceduto a riclassificare la quota del relativo rateo identificata come a breve.

€ migliaia Strumento Fair Value 31.12.2017 Strumento Fair Value 31.12.2016
coperto derivato coperto derivato
Obbligazioni 1.656.682 38.347 1.695.028 1.995.878 23.568 2.019.447
Finanziamenti a medio – lungo termine 1.041.131 3.432 1.050.007 746.149 5.255 751.404
Debiti e altre passività finanziarie non correnti 2.697.813 41.778 2.745.035 2.742.028 28.823 2.770.851

Obbligazioni

Le obbligazioni ammontano a € 1.695.028 mila (€ 2.019.447 mila al 31 Dicembre 2016) e si riferiscono:

€ 594.949 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi,

La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,

  • € 491.754 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA ad ottobre 2016 a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila,
  • € 422.251 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito

obbligazionario emesso da ACEA nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 19.025 mila,

€ 148.939 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 38.349 mila ammonta a € 186.075 mila. Tale Fair Value essendo la copertura efficace è allocato in una specifica riserva di patrimonio. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 17.311 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2017. Il cambio al 31 Dicembre 2017 si è attestato a € 135,28 contro € 122,97 del 31 Dicembre 2016. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.871 mila.

Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:

€ migliaia Debito Lordo(*) FV Strumento
di copertura
Ratei interessi
maturati(**)
Totale
Obbligazioni:
Emissione del 2010 421.855 0 15.168 437.022
Emissione del 2013 329.746 (919) 2.129 330.956
Emissione del 2014 594.150 0 7.336 601.485
Private Placement emissione del 2014 147.713 38.347 632 186.692
Emissione del 2016 490.774 0 945 491.719
Totale 1.984.237 37.428 26.210 2.047.874
(*
) compreso costo ammortizzato

) compresi ratei su strumenti di copertura

Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)

Ammontano complessivamente a € 1.201.462 mila (€ 784.678 mila al 31 Dicembre 2016) e sono composti da: (i) debito per le quote capitali delle rate scadenti oltre i dodici mesi per € 1.044.563 mila (€ 738.857 mila al 31 Dicembre 2016), (ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza nei dodici mesi successivi per € 156.899 mila (al 31 Dicembre 2016 erano € 45.821 mila) comprensivo della quota del fair value, negativo per € 3.432 mila, degli strumenti derivati accesi per coprire il rischio tasso di interesse e cambio. La variazione è da imputare alla Capogruppo per € 424.825 mila relativa dall'erogazione in data 2 maggio 2017 di un finanziamento BEI pari a € 200.000 mila nell'ambito del Progetto Efficienza Rete III e l'accensione di due linee di finanziamento in data 22 e 28 dicembre per complessivi € 250.000 mila, queste ultime in scadenza nel primo semestre del 2019.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio – lungo termine

suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:

Finanziamenti Bancari: Debito Residuo
Totale
Entro il
31.12.2018
dal 31.12.2018
al 31.12.2022
Oltre il
31.12.2022
a tasso fisso 518.720 22.315 349.916 146.489
a tasso variabile 645.982 126.115 184.289 335.577
a tasso variabile verso fisso 36.760 8.338 28.422 0
Totale 1.201.462 156.768 562.627 482.066

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 3.432 mila e si decrementa rispetto al 31 Dicembre 2016 di € 1.823 mila (era negativo per € 5.255 mila).

I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.

In particolare per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant espresso, nel contratto vigente, nel quoziente di due cifre decimali, pari a 0,65, consistente nel rapporto tra l'indebitamento finanziario netto e la somma dell'indebitamento finanziario netto e del patrimonio netto che non deve essere superiore alla data di ogni bilancio al citato quoziente. Tale rapporto deve essere rispettato in ciascun esercizio sia dalla società debitrice sia dal Gruppo ACEA. Il quoziente, calcolato con i medesimi criteri del suddetto contratto, risulta rispettato per il 2017.

Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:

  • clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
  • clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
  • clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
  • obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;

  • obblighi di informativa periodica;

  • clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.

Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.

Per quanto riguarda il fair value dei debiti finanziari sopra descritti, si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo denominato "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi" del Bilancio Consolidato 2017.

Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 31 dicembre 2017. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.

Finanziamenti Bancari: Costo
ammortizzato
FV RISK
LESS
Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
(A) (B) (A)-(B) (C ) (A)-(C )
Obbligazioni 1.695.028 2.180.307 (485.278) 2.123.924 (428.896)
a tasso fisso 518.720 586.261 (67.541) 574.535 (55.815)
a tasso variabile 645.982 657.147 (11.165) 655.086 (9.104)
a tasso variabile verso fisso 36.760 37.326 (566) 36.876 (116)
Totale 2.896.490 3.461.041 (564.551) 3.390.421 (493.931)

29. Altre passività non correnti - € 184.270 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Acconti 116.045 113.815 2.230 2,0%
Contributi di allacciamento idrici 19.364 23.352 (3.988) (17,1%)
Contributi in conto impianti 19.119 19.864 (745) (3,8%)
Ratei e risconti passivi 29.741 28.493 1.248 4,4%
Totale altre passività 184.270 185.524 (1.255) (0,7%)

Acconti da utenti e clienti

Nella voce Acconti è compreso: (i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e (ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di Maggior Tutela,

fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'ARERA (deliberazione n. 204/99). La tabella di seguito riportata illustra la composizione per aree di attività.

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ambiente 2 0 2 n.s.
Commerciale e Trading 42.442 44.790 (2.347) (5,2%)
Idrico 70.351 68.232 2.118 3,1%
Infrastrutture Energetiche 2.782 770 2.012 n.s.
Ingegneria e Servizi 446 0 446 n.s.
Capogruppo 23 23 0 0
Totale 116.045 113.815 2.230 2,0%

Contributi di allacciamento idrici e contributi in conto impianti

Ammontano a € 19.364 mila (€ 23.352 mila 31 Dicembre 2016) e si riferiscono principalmente ai contributi di allaccio di ACEA Ato2 per € 14.605 mila e ACEA Ato5 per € 4.759 mila. Sono inoltre compresi € 19.119 mila (€ 19.864 mila al 31 Dicembre 2016) relativi ai contributi in conto impianti iscritti nel passivo

Ratei e risconti passivi

Ammontano a € 29.741 mila e si riferiscono principalmente ai contributi ricevuti, rilasciati a conto economico in misura pari all'ammortamento generato dall'investimento a cui essi sono collegati. In particolare

30. Fondo imposte differite - € 92.835 mila

Al 31 Dicembre 2017 il fondo presenta un saldo di € 92.835 mila (€ 88.158 mila al 31 Dicembre 2016). Tale fondo accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni annualmente imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile dell'attività di riferimento.

è allocato in tale voce il contributo residuo ricevuto da areti a fronte dell'attività di sostituzione dei misuratori elettromeccanici con misuratori elettronici (delibera ARERA 292/06).

ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € € 4.062 mila e gli accantonamenti per € € 9.056 mila. Si rimanda alla nota 20 per il dettaglio.

31. Passività correnti - € 2.187.623 mila

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti Finanziari 633.155 151.478 481.677 n.s.
Debiti verso Fornitori 1.237.808 1.292.590 (54.782) (4,2%)
Debiti Tributari 38.841 46.361 (7.520) (16,2%)
Altre Passività Correnti 277.819 273.782 4.038 1,5%
Passività Correnti 2.187.623 1.764.211 423.413 24,0%

Debiti finanziari

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti verso banche per linee di credito a breve 34.813 7.139 27.675 n.s.
Debiti verso banche per mutui 156.899 45.821 111.078 n.s.
Obbligazioni a Breve 352.846 26.256 326.590 n.s.
Debiti verso controllante Comune di Roma 2.936 3.040 (104) (3,4%)
Debiti verso controllate e collegate 663 596 68 11,4%
Debiti verso terzi 84.997 94.882 (9.885) (10,4%)
Totale 633.155 177.734 455.421 n.s.

Debiti verso banche per linee di credito a breve

Ammontano a € 34.813 mila (€ 7.139 mila al 31 Dicembre 2016) ed evidenziano un aumento di

Debiti verso banche per mutui

Ammontano ad € 156.899 mila e si riferiscono ai debiti verso banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi. L'incremento è da imputare principalmente alla riclassifica nella quota a

Obbligazioni a breve termine

Ammontano ad € 352.846 mila. L'incremento è da imputare alla riclassifica del prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, con scadenza il 12 settembre 2018 del valore complessivo pari a € 328.827 mila (al netto del Fair Value positivo allocato nella gestione finanziaria del conto economico pari a € 919 mila e comprensivo della

€ 27.675 mila, prevalentemente attribuibile alla Capogruppo.

breve del finanziamento BEI pari a € 100.000 mila della Capogruppo in scadenza a giugno 2018. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nella nota n. 28 della presente nota.

quota residua connessa alla stipula), più la quota dei ratei sui prestiti obbligazionari. Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni. Per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 28.

Debiti verso controllante Roma Capitale

Ammontano ad € 2.936 mila e risultano essenzialmente composti dal debito di € 2.169 mila per distribuzione

Debiti verso controllate e collegate

Ammontano a € 663 mila e sono aumentate di € 68 mila interamente per effetto del consolidamento ad Debiti verso terzi

Ammontano a € 84.997 mila (€ 94.882 mila al 31 Dicembre 2016). La composizione di tale voce risulta

dividendi di ACEA Ato 2, e da un acconto di € 767 mila versato in relazione al Piano LED.

Equity di Gori servizi che precedentemente era consolidata con il metodo integrale.

composta come segue:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Azionisti per dividendi 65 810 (745) (92,0%)
Ambiente (72) 349 (421) (120,6%)
Estero 104 0 104 n.s.
Idrico 31 460 (429) (93,3%)
Infrastrutture Energetiche 0 0 0 n.s.
Ingegneria e Servizi 0 0 0 n.s.
Capogruppo 2 1 1 118,3%
Debiti verso terzi 84.932 94.072 (9.140) (9,7%)
Ambiente 6.944 1.101 5.843 n.s.
Commerciale e Trading 21.006 42.996 (21.990) (51,2%)
Estero 0 703 (703) (100,0%)
Idrico 20.762 16.676 4.086 24,5%
Infrastrutture Energetiche 34.460 30.537 3.923 12,9%
Ingegneria e Servizi 0 0 0 n.s.
Capogruppo 1.760 2.058 (299) (14,5%)
TOTALE 84.997 94.882 (9.885) (10,4%)

Per quanto attiene i debiti verso terzi si segnala una diminuzione di € 9.140 mila, legata principalmente alla riduzione dell'esposizione debitoria verso i factor per cessione di crediti.

Debiti verso fornitori

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti verso fornitori 1.106.681 1.149.172 (42.491) (3,7%)
Debiti verso Controllante 126.128 139.245 (13.117) (9,4%)
Debiti verso Controllate e Collegate 4.999 4.173 826 19,8%
Debiti verso Fornitori 1.237.808 1.292.590 (54.782) (4,2%)

Debiti verso fornitori terzi

I debiti verso fornitori ammontano a € 1.106.681 mila. La variazione in decremento, pari a € 42.491 mila, è data da fenomeni di segno opposto come di seguito evidenziato per area di business:

  • Ambiente: la decrescita di € 22.956 mila è imputabile principalmente ad Acea Ambiente;
  • Commerciale e Trading: diminuiscono, rispetto al 31 Dicembre 2016 per € 15.826 mila prevalentemente per Acea Energia. L'effetto è da imputare alla riduzione dei volumi di acquisto di energia elettrica;
  • Idrico: la decrescita di € 7.672 mila, rispetto al 31 Dicembre 2016 è da imputare principalmente ad ACEA Ato2 (- € 8.904 mila), parzialmente

Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti

In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con compensata da un incremento dei debiti di Gesesa (+ € 1.145 mila);

  • Estero: aumentano di € 1.504 mila principalmente per Agua de San Pedro;
  • Infrastrutture energetiche: aumentano, rispetto al 31 Dicembre 2016 per € 6.903 mila prevalentemente per areti;
  • Ingegneria e Servizi: registra un incremento pari a € 11.935 mila per effetto dell'acquisita attività di facility management (per € 6.971 mila) e per l'acquisizione di TWS per € 4.965 mila;
  • Capogruppo: registra un decremento di € 16.378 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.

quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei

termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività

commerciali.

Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 126.128 mila e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 23

della presente nota.

Debiti commerciali imprese controllate e collegate

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti verso controllate 2.592 338 2.253 n.s.
Debiti verso collegate 2.407 3.835 (1.427) (37,2%)
Totale 4.999 4.173 826 19,8%

I debiti verso controllate includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto tra cui Ingegnerie Toscane (€ 2.300 mila), mentre i debiti verso collegate si riferiscono principalmente ai debiti iscritti in ACEA verso la collegata Citelum Napoli Pubblica Illuminazione (€ 2.364 mila).

Debiti tributari

Ammontano a € 38.841 mila (€ 46.361 mila al 31 Dicembre 2016) ed accolgono il carico fiscale del periodo relativamente all'IRAP e all'IRES per € 2.697 mila e all'IVA per € 38.601 mila.

La variazione in aumento è pari a € 7.520 mila ed è dovuta all'effetto dell'imposizione fiscale del periodo.

Altre passività correnti

Ammontano ad € 277.819 mila e sono composte come di seguito indicato nella tabella:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 19.714 17.345 2.368 13,7%
Ratei e risconti passivi 466 281 185 65,8%
Altre passività correnti 257.640 256.155 1.485 0,6%
Totale 277.819 273.782 4.038 1,5%

Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale

Ammontano a € 19.714 mila (€ 17.345 mila al 31 Dicembre 2016) e sono così ripartiti per Area industriale:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Ambiente 1.157 822 335 40,7%
Commerciale e Trading 1.828 1.563 264 16,9%
Estero 12 12 0 (1,2%)
Idrico 5.825 5.322 504 9,5%
Infrastrutture Energetiche 6.558 6.075 484 8,0%
Ingegneria e Servizi 1.175 679 496 73,0%
Capogruppo 3.159 2.872 287 10,0%
19.714 17.345 2.368 13,7%

Debiti per derivati su commodities

Tale voce ammonta a € 0 mila e rappresenta il Fair Value di alcuni contratti finanziari stipulati da Acea Energia.

Altre passività correnti

Ammontano a € 257.640 mila con un aumento pari a € 1.485 mila rispetto al 31 Dicembre 2016.

La voce si compone come segue:

€ migliaia 31/12/17 31/12/16 Variazione Variazione %
Debiti verso Cassa Conguaglio 53.914 49.066 4.848 9,9%
Debiti verso i Comuni per canoni di concessione 51.585 56.299 (4.714) (8,4%)
Debiti per incassi soggetti a verifica 60.105 60.824 (719) (1,2%)
Debiti verso il Personale dipendente 39.556 41.450 (1.894) (4,6%)
Altri debiti verso i Comuni 16.616 8.883 7.733 87,1%
Debito verso Equitalia 4.745 7.257 (2.511) (34,6%)
Debiti per contributo solidarietà 4.755 4.760 (5) (0,1%)
Debiti per aggio ambientale Art. 10 Convenzione ATI4 del
13/08/2007 661 1.547 (886) (57,3%)
Debiti per acquisto diritti di superficie 633 917 (283) (30,9%)
Debiti verso utenti per restituzione Componente Tariffaria da esito
referendum 9 11 (1) (13,8%)
Deb per acquisizione ramo d'azienda 5.537 7.486 (1.949) (26,0%)
Altri debiti 19.523 17.655 1.868 10,6%
Altre passività correnti 257.640 256.155 1.485 0,6%

La variazione, pari ad € 1.485 mila, si riferisce principalmente all'effetto combinato dei seguenti fenomeni di segno opposto:

    • € 7.733 mila per debiti verso i comuni di cui € 714 mila per variazione dell'area di consolidamento ed € 6.916 mila per corrispettivo canoni di depurazione e fognatura;
  • € 1.949 mila per minori debiti per acquisizione ramo d'azienda iscritti in ACEA Ato2 (di cui €

1.156 mila, verso la società Acque Potabili S.p.A. quale corrispettivo per la cessione del ramo d'azienda e € 788 mila verso la società 2i Rete Gas per l'acquisizione del Ramo d'Azienda del Comune di Colleferro e di Valmontone);

  • € 1.894 mila per minori debiti verso il personale dipendente;
  • € 2.511 mila per minori debiti verso Equitalia in particolare di areti ed ACEA Ato2.

Acquisizioni dell'esercizio

In data 23 febbraio 2017 è stato acquisito il Gruppo TWS (Technologies for Water Services) detenuto da Severn Trent Luxembourg Overseas e lo 0,9% di Umbriadue detenuto da Severn Trent (W&S) Limited. Il Gruppo è consolidato con il metodo integrale. Il prezzo di acquisizione ammonta ad € 2.880 mila.

Attività Nette Acquisite (€ migliaia) Valori di carico
dell'impresa
acquisita
Rettifiche di fair
value
Elisioni Fair value
Immobilizzazioni Materiali 1.166 0 0 1.166
Immobilizzazioni Immateriali 1.236 0 0 1.236
Partecipazioni 9.149 974 (5.954) 4.169
Rimanenze di Magazzino 8.828 0 0 8.828
Anticipate 4.141 0 0 4.141
Crediti Commerciali 15.546 0 0 15.546
Altri crediti 12.129 0 0 12.129
Crediti finanziari 4.736 0 (3.726) 1.010
Cassa e banche 390 0 0 390
Tfr e altri paini a Benefici definiti (1.639) (253) 0 (1.892)
Fondo Imposte differite Passive (152) 71 0 (81)
Fondo rischi e Oneri (1.002) (1.701) 0 (2.703)
Debiti per imposte (158) 0 0 (158)
Debiti verso fornitori (13.988) 0 0 (13.988)
Debiti verso controllante Acea (9.000) 0 0 (9.000)
Altri debiti (2.917) 0 0 (2.917)
Debiti verso banche (5.067) 0 0 (5.067)
Altri debiti finanziari (4.744) 0 3.726 (1.018)
Avviamento allocato 0 0 0 0
SALDO NETTO 18.653 (909) (5.954) 11.789
Badwill 0 0 0 (8.909)
Prezzo Partecipazione 0 0 0 2.880
Importi in € migliaia

L'acquisizione è stata contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione in via provvisoria.

Impegni e rischi potenziali

Avalli, fideiussioni e garanzie societarie

Al 31 dicembre 2017 si attestano complessivamente a € 330.455 mila (erano € 540.401 mila al 31 dicembre 2016) e registrano una riduzione di € 209.945 mila. Il saldo risulta così composto:

  • € 65.189 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia prevalentemente a favore di Terna e Eni Trading & Shipping relative al contratto per il servizio di dispacciamento dell'energia elettrica;
  • per € 68.277 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
  • per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato a areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
  • € 10.000 mila per la Global Guarantee rilasciata in favore di Axpo Italia nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica che sono state o verranno sottoscritte tra le parti;
  • € 24.727 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente (ex ARIA): (i) in favore della Provincia di Terni per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica (€ 15.492 mila) e dello smaltimento rifiuti (€ 3.157 mila) e (ii) in favore di fornitori a garanzia di appalti (€ 6.642 mila);
  • € 30.000 mila la garanzia in favore di EDF Trading nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;

  • € 20.000 mila la garanzia in favore di Enel Trade nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;

  • € 15.111 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica;
  • € 8.000 mila la garanzia in favore di Iren Mercato S.p.A. per un importo pari ad per il puntuale adempimento del contratto "EFET" stipulato nel luglio 2012 tra la società beneficiaria ed Acea Energia;
  • € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti mul+20ti servizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di areti;
  • € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
  • € 3.712 mila relativi alla garanzia in favore di Italgas SpA nell'interesse di Acea Energia rinnovata ad ottobre 2014;
  • € 1.295 mila relativi alla garanzia bancaria emessa dal banco di Bilbao Vizcaya Argentaria favore del GSE per l'esatto adempimento dell'obbligazione della società Acea Ambiente (ex ARIA) di provvedere alla restituzione nei confronti del GSE;
  • € 6.306 mila relativi ad ACEA Ato5 ed in particolare ad una fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'A.A.T.O.

Informativa sui servizi in concessione

Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano attraverso Acea Ambiente (ex ARIA) nella quale è confluita la società SAO successivamente alla fusione divenuta efficace a fine dicembre 2016.

Per quanto riguarda il settore idrico – ambientale il Gruppo ACEA svolge in concessione il Servizio idrico integrato (SII) nelle seguenti regioni:

  • Lazio ove ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. svolgono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone,
  • Campania ove G.O.R.I. S.p.A. esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di

Illuminazione Pubblica Roma

Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessiva alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027).

Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

È, tra l'altro, previsto che i parametri quali – quantitativi vengano nuovamente negoziati nel corso del 2018.

Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto legge 138/2011 - ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno,

  • Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attraverso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto attraverso Acquedotto del Fiora S.p.A., in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. e in quella di Lucca e provincia attraverso GEAL S.p.A.,
  • Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia attraverso Umbra Acque S.p.A.

Inoltre il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nei comuni di Termoli e Campagnano con Crea Gestioni S.p.A.

Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

Nel corso del mese di giugno 2016 ACEA e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano LED. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto LED.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'articolo 2.1

dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per

Servizio idrico integrato

Lazio – ACEA Ato2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)

ACEA Ato2 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 6 agosto 2002 tra la società e la provincia di Roma (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 112 Comuni tra i quali Roma Capitale). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato2 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di

Con riferimento alle tariffe, come noto, l'ARERA - con la deliberazione 674 del 17 novembre 2016 - ha definitivamente approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019, proposta dalla Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province dell'ATO2 Lazio centrale; i contenuti essenziali sono di seguito riassunti:

  • il mancato riconoscimento degli interessi sui conguagli (pari a € 4,0 milioni) e delle differenze per le annualità 2014 e 2015 degli importi dei mutui ed altri corrispettivi corrisposti ai Comuni rispetto a quelli riconosciuti nel calcolo tariffario per le stesse annualità (complessivamente pari a € 2,5 milioni);
  • l'azzeramento della componente di recupero del conguaglio tariffario RcVOL valorizzata nell'annualità 2018 (riduzione dei conguagli 2018 pari ad € 1,2 milioni); l'azzeramento della quota residua delle componenti a conguaglio il cui riconoscimento era stato proposto dalla Conferenza in annualità successive al 2019 (viene quindi prescritto il recupero integrale dei conguagli pregressi entro il 2019);
  • il rinvio al successivo aggiornamento biennale 2018-2019 del riconoscimento nelle componenti a conguaglio degli oneri connessi a variazioni sistemiche relative a gestione/manutenzione delle fontanelle comunali e casette dell'acqua e alle acquisizioni di nuove gestioni (viene quindi respinta la proposta di considerare i costi sostenuti per variazioni sistemiche nel 2016 e 2017 come integrazione dei costi operativi endogeni delle stesse annualità);
  • l'invio da parte dell'EGA entro 30 gg dalla pubblicazione della Delibera della Carta dei servizi come modificata d'intesa con il gestore e le Associazioni dei Consumatori operanti nel territorio, adeguata integralmente alle prescrizioni

Sulla base della delibera 674/2016 dell'ARERA sono stati valorizzati i ricavi del periodo che ammontano a € 288,5 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FNI (€ 26,5 milioni) che, a partire dal 2017, è parzialmente destinata alle agevolazioni tariffarie (€ 2 milione nel periodo) – nonché il premio spettante al Gestore per il

la gestione del servizio.

effettiva acquisizione della gestione che è prevista avvenire gradualmente: ad oggi l'attività di ricognizione (inclusa quella relativa ai Comuni già acquisiti) è stata completata per 94 Comuni su un totale di 112, equivalenti a circa 3.869.179 abitanti residenti (fonte ISTAT 2011).

Al 31 dicembre 2017 il territorio gestito non ha subito modifiche rispetto al 2016.

in materia di qualità contrattuale di cui alla Deliberazione 655/2015;

  • riconoscimento dei valori massimi dei moltiplicatori tariffari, confermando i valori delle annualità 2016 e 2017 e correggendo, in riduzione, quelli delle successive annualità 2018 e 2019;
  • l'abbattimento degli incrementi patrimoniali del 2014 e 2015 dell'importo derivante dall'applicazione del parametro MALL al periodo 2012-2015 (€ 9,2 milioni) con conseguente impatto positivo tariffario per l'utenza per effetto del mancato riconoscimento dei costi di capitale ad essi riferibili;
  • l'adozione dell'istanza predisposta dalla STO (e condivisa con il gestore) ai sensi dell'art.32 dell'Allegato A della Delibera 664/2015 che prevede il riconoscimento di premi per il conseguimento di standard migliorativi rispetto a quelli stabiliti dall'ARERA con la Delibera 655/2015;
  • il rinvio, di natura esclusivamente finanziaria, del recupero dei conguagli tariffari dovuti per il 2016 e per il 2017 (complessivamente pari a € 60,1 milioni) alle annualità successive e comunque non oltre il 2019;
  • determinazione del moltiplicatore tariffario da applicare alla tariffa in vigore nel 2015, pari a:
  • 1,000 per l'anno 2016;
  • 1,048 per l'anno 2017;
  • 1,107 per l'anno 2018;
  • 1,173 per l'anno 2019.

In coerenza, quindi, con i provvedimenti tariffari deliberati, l'articolazione tariffaria applicabile all'utenza a partire dal 1° gennaio 2017 ha registrato l'incremento del 4,8% rispetto alle tariffe applicate in entrambe le annualità precedenti ( nel 2016 le tariffe sono rimaste invariate rispetto al 2015).

conseguimento di standard migliorativi rispetto a quanto previsto da ARERA nella delibera 655/2015 (€ 30,6 milioni al lordo degli indennizzi spettanti ai clienti). L'ammontare del premio maturato nel periodo rappresenta la migliore stima effettuata sulla base della misurazione effettiva del livello di performance nonché del livello atteso.

Lazio – ACEA Ato5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)

ACEA Ato5 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 481.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 194.360.

Ad oggi manca al completamento di detto processo il Comune di Paliano e quello di Atina essendo stata perfezionata, a partire dal 1° luglio, l'acquisizione di Cassino centro. Di seguito la descrizione dei principali eventi avvenuti nel periodo:

Comune di Cassino: il 29 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2532/2017 con la quale il Consiglio di Stato - in accoglimento del ricorso proposto dalla Società - ha dichiarato la nullità dell'ordinanza sindacale adottata dal Comune di Cassino n. 226 del 10 settembre 2016, in quanto emessa in elusione del giudicato derivante dalla precedente sentenza del Consiglio di Stato n. 2086/2015, con la quale si ordinava al Comune di Cassino di adottare tutti gli atti necessari a consentire il trasferimento della gestione del servizio idrico ad ACEA Ato5. Occorre evidenziare come il Consiglio di Stato abbia trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente nonché alla Procura della Corte dei Conti anche per la valutazione di responsabilità erariali in capo agli amministratori, in linea con le azioni già promosse dalla Società.

Pertanto, a seguito della trasmissione da parte della Società della predetta sentenza al Comune di Cassino, in data 7 giugno 2017 le Parti si sono incontrate presso la sede della S.T.O. dell'A.A.T.O. 5, in presenza del Dirigente Responsabile, per definire le attività necessarie al trasferimento del servizio al Gestore che è stato concordato (ed è effettivamente avvenuto) a decorrere dal 1° luglio 2017.

Nella medesima sede sono state affrontate, altresì, le ulteriori questioni ad oggi ancora pendenti.

Tra queste – oltre a quelle eminentemente tecniche e/o operative – particolare rilievo assume anche la questione della determinazione delle somme dovute dal Comune di Cassino ad ACEA Ato5 per il servizio di depurazione la cui titolarità è in capo, appunto, alla Società: le parti hanno stabilito di istituire un gruppo di lavoro, composto da esponenti della STO, del Comune di Cassino e del Gestore, che avrà il compito di quantificare dette somme. Le attività sono ancora pendenti e la Società ha reiteratamente sollecitato tanto il Comune quanto l'Ente d'Ambito ad una sollecita definizione delle questioni in oggetto.

Comune di Atina: anche in conseguenza dell'orientamento formatosi in sede giurisdizionale con riferimento alle vicende relative al Comune di Cassino nonché alle reiterate richieste – della STO dell'A.A.T.O. 5 e del Gestore – il 21 giugno 2017, in occasione di un incontro tenutosi presso la STO, il Comune di Atina ha manifestato la disponibilità a procedere, con decorrenza 1° settembre 2017, al trasferimento delle opere ed impianti afferenti la gestione del servizio. Sono ancora in corso di formalizzazione i documenti attestanti tale decisione. in data 28 settembre 2017 è stato sottoscritto dai tecnici comunali e di ACEA Ato5 il verbale di ricognizione delle opere ed impianti afferenti il S.I.I. nel territorio Comunale - senza tuttavia addivenire alla formale consegna operativa del S.I.I. - e, successivamente il Gestore ha acquisito l'elenco delle utenze ubicate nel predetto territorio comunale. Tuttavia, quando sembrava ormai essere giunti alla conclusione della vicenda, il Comune di Atina - nonostante i reiterati tentativi posti in essere dalla Società al fine di procedere finalmente alla consegna degli impianti strumentali alla gestione del S.I.I. nel territorio comunale- ha continuato a mantenere una condotta meramente dilatoria, tentando ripetutamente di eludere, in modo pretestuoso e strumentale, il giudicato amministrativo che ha sancito il proprio obbligo di procedere al trasferimento del servizio idrico in favore del Gestore. Nel corso del mese di gennaio 2018 sono proseguiti gli incontri tra le parti presso la S.T.O. dell'ATO 5: in particolare nella riunione del 9 gennaio 2018 il Sindaco del Comune di Atina ha manifestato condivisione per la bozza del verbale predisposto per la conclusione del procedimento volto al trasferimento delle reti ed infrastrutture del servizio idrico, provvedendo a sottoporlo all'attenzione dei responsabili del Servizio dell'ente locale perché potessero apportare modifiche e/o integrazioni. Nei successivi incontri nessun rappresentante del Comune si è presentato per la sottoscrizione del verbale di consegna del SII in favore del Gestore. Pertanto la S.T.O. dell'A.T.O. 5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5 S.p.A. hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta nominato dal TAR Lazio sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 marzo 2013, affinchè adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad ACEA Ato5 S.p.A. delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina. Immediatamente, la Società ha trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta, affinchè lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all' "affidamento in concessione (…) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il S.I.I." in favore di ACEA Ato5 S.p.A.; ha inoltre contestualmente richiesto all'ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonché ha invitato le competenti Autorità di controllo tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti - all'accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti.

Con riferimento alle tariffe, come noto, la Conferenza dei Sindaci, nella seduta del 13 dicembre 2016, ha, tra Comune di Paliano: in merito al ricorso proposto dalla Società dinanzi al TAR Latina al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio all'udienza pubblica del 7 dicembre 2017, con sentenza n. 6/2018 l'11 gennaio 2018, il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, che, per oltre 10 anni. La Società ha richiesto pertanto l'immediato trasferimento del servizio e anche il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato tale adempimento, anche attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Amministrazione Regionale.

l'altro, approvato, con deliberazione n. 6, la proposta tariffarie 2016-2019 ed i seguenti moltiplicatori

2016 2017 2018 2019
1,080 1,166 1,260 1,360

I contenuti essenziali della deliberazione n. 6 sono i seguenti:

  • valorizzazione della componente FNI sulla base del parametro ψ pari a 0,4
  • riconoscimento di un tasso di morosità del 3,8% in luogo del 7,1% richiesto dalla Società sulla base di apposita istanza motivata
  • mancato riconoscimento della componente Opexqc
  • riduzione dei conguagli maturati nel periodo 2012- 2015 attraverso l'applicazione di penali, per presunti inadempimenti relativi al 2014 e 2015, per circa € 11 milioni

Come noto, la Società ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera n. 6 e l'udienza pubblica per la trattazione nel merito è stata fissata per la data dell'8 marzo 2018.

Sulla base della proposta tariffaria approvata dalla Conferenza dei Sindaci del 13 dicembre 2016 sono stati quantificati i ricavi dell'esercizio che ammontano a € 69,9 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la componente FNI per € 3,5 milioni.

Con riferimento ai rapporti con la STO si informa che, nel corso dell'esercizio, la Società ha sollecitato l'approfondimento circa l'utilizzo delle somme corrisposte a titolo di canone concessorio a partire dal 2003; tale ricognizione trova il suo fondamento nella necessità di verificare la possibilità di copertura, almeno parziale, del debito contratto dall'Ente d'Ambito con la Società (€ 10,7 milioni) in forza dell'Atto Transattivo sottoscritto nel 2007 ovvero di riduzione del canone di concessione (e dunque della tariffa a carico degli utenti).

Inoltre, sempre con riferimento ai canoni di concessione, si segnala che, nel mese di giugno, la STO ha trasmesso alla Società diverse fatture relative al saldo del canone relativamente al periodo 2006-2011 Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che:

  • quelli pregressi riferiti al periodo 2006 2011, quantificati dal Commissario ad acta in € 75,2 milioni e confermati dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1882/2016, ammontano, quanto al residuo ancora da fatturare al 31 dicembre 2017, a € 2,6 milioni;
  • quelli maturati nel primo periodo regolatorio (2012-2015) ammontano a € 54,7 milioni e, in ossequio alla delibera 51/2016 dell'ARERA, saranno recuperati a partire dal 2023. Gli Amministratori, supportati anche da autorevole parere legale, ritengono che le penali di € 11 milioni, comminate dalla Conferenza dei Sindaci per presunti inadempimenti relativi al 2014 e 2015, non siano dovute e, per questo motivo a seguito della sentenza, sono state oggetto di ricorso dinanzi al TAR Latina. Pertanto non sono state riflesse in bilancio;
  • quelli maturati nel 2016 ammontano a € 17,2 milioni mentre quelli maturati nel 2017 ammontano ad € 22,1 milioni.

per un ammontare complessivo di circa € 7 milioni (al netto delle somme già corrisposte per il medesimo periodo). Dette fatture sono state contestate e respinte poiché la Determina del 30 maggio 2013 del Commissario ad acta – avente ad oggetto "Determinazione dei conguagli e dei livelli di servizio con riferimento alla gestione dal 2006 al 2011" – nella determinazione dei conguagli tariffari in favore del Gestore (cfr. par.3.5, pag. 17-18 della citata Determina):

  • a. individuava, tra i vari costi operativi, anche il costo di concessione, il cui valore è mantenuto costante negli anni;
  • b. qualificava espressamente i canoni di concessione quali "voci passanti";

  • c. specificava che l'ammontare dei canoni di concessione dovesse essere ridotto in funzione del peso delle utenze servite sul totale delle utenze dell'ambito (91,51%) coerentemente con la Relazione 21.06.2012;

  • d. quantificava espressamente i canoni di concessione – opportunamente ridotti come sopra specificato – in € 5.634.000,00 annui.

In altri termini, l'ammontare complessivo dei canoni concessori dovuti dalla Società per il periodo 2006- 2011 era pari a complessivi € 33,8 milioni; al netto dei pagamenti effettuati per il medesimo periodo (€ 29,6 milioni), la somma residua ancora dovuta ammonta a complessivi € 4,2 milioni che la Società ha regolarmente corrisposto inoltrando, in data 16 novembre 2017 una nota nella quale si evidenziava l'impegno del Gestore a corrispondere € 1,37 milioni entro la fine dell'esercizio (regolarmente versati ad inizio del 2018) nonché la contestazione di ogni

Relativamente al ricorso innanzi al TAR Lazio sez. Latina presentato dalla Società avverso la deliberazione n. 1/2016 del 18 febbraio 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci ha espresso il proprio diniego all'incorporazione di ACEA Ato5 in ACEA Ato2, a seguito del ritiro da parte della Società dell'istanza cautelare, il 23 febbraio 2017 si è svolta l'udienza di discussione nel merito, all'esito della quale i Giudici si sono riservati di decidere, adottando ordinanza interlocutoria n. 184/2017 con la quale è stato disposto un supplemento di istruttoria nel giudizio. In particolare, il Collegio ha richiesto alla Società una relazione di chiarimenti, oltre alla produzione in copia del progetto di fusione, concedendo il termine di 60 giorni e fissando, per il prosieguo, l'udienza di discussione del merito al 22 giugno 2017, all'esito della quale il Collegio - chiedendo ulteriori chiarimenti in relazione alla questione preliminare della validità formale della delibera nonché precisazioni circa gli obblighi dei soci di ACEA Ato5 che si trasferirebbero sul soggetto risultante dalla fusione - si è riservato la decisione. In data 11 settembre 2017 è stata pubblicata

Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)

GORI, sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato afferente 76 Comuni fra le province di Napoli e Salerno. A fronte dell'affidamento del servizio, GORI corrisponde un canone di concessione all'ente concedente (Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano) in base

Tariffe: Primo periodo regolatorio

Come noto, il 10 marzo 2016 si è finalmente conclusa positivamente l'istruttoria relativa alla approvazione delle predisposizioni tariffarie dell'ATO3 da parte dell'ARERA con la pubblicazione della deliberazione 104/2016/R/idr recante: "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio mti-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale

ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione. A fronte dell'impegno, la controparte ha preso atto della produzione documentale e dichiarato l'esigenza, anche in ragione del contenuto della stessa nota, di dover "riferire" all'AATO 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018.

La somma complessivamente pretesa dall'Ente d'Ambito con le fatture sopra citate è dunque (almeno parzialmente) non dovuta in quanto in contrasto con le determinazioni tariffarie del Commissario ad acta recentemente riconosciute nella loro validità dalla sentenza n. 1882/2016 del Consiglio di Stato.

la sentenza n. 450/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina, ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato 5 S.p.A. contro l'AATO 5 Lazio Meridionale Frosinone per l'annullamento della deliberazione n. 1 del 18 febbraio 2016 della Conferenza dei Sindaci, avente ad oggetto il diniego relativo alla valutazione sull'istanza di approvazione di modifica soggettiva dell'Ente affidatario della gestione del SII.

In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, è doveroso rammentare che il TAR Latina, con la sentenza n. 638 pubblicata il 27 dicembre 2017 ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento. Pendono attualmente i termini per il ricorso di fronte al Consiglio di Stato.

Con riferimento alle ulteriori complesse vicende relative ai contenziosi legali, instaurati ed instaurandi, tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

alla data di effettiva acquisizione della gestione. Il perimetro di gestione è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al precedente esercizio avendo ormai concluso il processo di acquisizione delle gestioni; infatti i comuni gestiti sono 76 e cioè tutti quelli ricadenti nell'ATO n. 3 della Regione Campania.

Ottimale Sarnese Vesuviano, per il periodo 2012-2015". In particolare ARERA ha:

approvato i moltiplicatori tariffari nella misura massima applicabile per ciascun anno e, precisamente: anno 2012: ϑ=1,065; anno 2013: ϑ=1,134; anno 2014: ϑ=1,236; anno 2015: ϑ=1,347;

  • stabilito, conseguentemente, l'importo complessivo dei conguagli tariffari da recuperare negli anni successivi al 2015 nella misura di € 38,9 milioni (quota Gruppo € 14,4 milioni);
  • prescritto all'Ente l'adeguamento del Piano Economico-Finanziario ai valori approvati nell'ambito della stessa deliberazione tenendo conto altresì della rettifica della voce di costo Mutui dei proprietari (MTp) anno 2013 per erronea valorizzazione, da apportare ai conguagli le cui modalità di riconoscimento sono previste a partire dal 2016;
  • prescritto all'Ente di trasmettere, entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, "gli esiti delle verifiche compiute in ordine alle assunzioni alla base del trattamento della componente di costo per gli acquisti all'ingrosso, e in particolare in ordine alle previsioni di cui all'Accordo - sottoscritto in data 24 giugno 2013 - per la regolazione dei rapporti tra Regione Campania, Ente d'Ambito, Acqua Campania

Tariffe: Istanza di riequilibrio economico – finanziario e istanza di morosità

Ai sensi dell'art. 32.2 dell'Allegato A alla deliberazione 643/2013/R/idr nonché ai sensi della deliberazione 122/2015/R/idr, per poter accedere alle misure perequative di natura anticipatoria e finanziaria dei conguagli tariffari, il 23 marzo 2016 la Società ha presentato formale istanza di riequilibrio presentando un insieme di misure, comprensive dell'accesso alla perequazione, il cui auspicato accoglimento comporterebbe il definitivo superamento della situazione di squilibrio finanziario della gestione dell'ATO3; contestualmente ed in connessione alla citata istanza di riequilibrio, è stata presentata anche apposita istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2014 e 2015, ai sensi dell'art. 30.3 dell'Allegato A alla deliberazione dell'ARERA 643/2013/R/idr.

S.p.a. e GORI S.p.a., di cui il medesimo soggetto competente avrà tenuto conto nella quantificazione delle partite pregresse relative a periodi precedenti al trasferimento all'Autorità delle funzioni di regolazione e controllo del settore, chiedendo altresì di verificare che il medesimo accordo sia compatibile con il principio di eterointegrazione (confermato dalla giurisprudenza in sopra richiamata) alla luce delle disposizioni introdotte dall'Autorità a partire dal 2012".

Nel mese di aprile 2016 l'Ente ha dato riscontro alle prescrizioni dell'ARERA rilevando, per l'anno 2012, un errore materiale di circa € 4 milioni relativo alla riduzione tariffaria dell'acqua all'ingrosso in quanto l'Accordo di regolazione del 2013 già comprendeva una riduzione del 25% per l'anno 2012.

Tale errore sarà recuperato nelle determinazioni tariffarie del secondo periodo regolatorio nella quali troverà altresì recupero la quota parte di mutui non riconosciuti nell'anno 2013.

Le conclusioni dell'ATO3 relative all'attività istruttoria sull'istanza sono state formalizzate nel Verbale conclusivo del 18 maggio 2016: l'Ente ritiene fondate le motivazioni poste a base della citata istanza e, pertanto, ricorrono le condizioni per procedere alla proposta di adozione delle misure di riequilibrio contenute nell'istanza stessa con le modifiche introdotte con particolare riferimento allo scenario che preveda il trasferimento delle cd. Opere Regionali. Tali misure di riequilibrio dovranno essere quindi inserite e formare oggetto del Piano Economico Finanziario da predisporre nell'ambito degli adempimenti tariffari previsti dalla delibera 664/2015. Alle medesime conclusioni l'ATO3 giunge con riferimento all'istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2014 e 2015. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo successivo.

Tariffe: Predisposizione tariffaria per il secondo periodo regolatorio

Come descritto nel Bilancio Consolidato 2016, decorso infruttuosamente il termine fissato dall'ARERA con delibera 664/2015 per le predisposizioni tariffarie 2016- 2019, il 15 giugno 2016 il Gestore ha presentato Istanza di aggiornamento tariffario nell'ambito della quale ha chiesto all'Autorità di approvare contestualmente le misure di riequilibrio economico – finanziario proposte nell'Istanza di riequilibrio con specifico riferimento, tra l'altro, all'accesso alla perequazione finanziaria, nelle modalità e nei termini specificati nella medesima Istanza di Riequilibrio e nella Relazione di Accompagnamento.

In data 8 agosto 2016, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha approvato, con delibera n. 19, poi successivamente modificata con la deliberazione n. 20 del 1° settembre 2016, lo schema regolatorio dell'ATO 3 Sarnese Vesuviano ai sensi della 664/2015R/IDR con il quale, come precisato nella relazione metodologica di accompagnamento "è da ritenersi superata la proposta tariffaria presentata del soggetto gestore GORI Spa in data 15/06/2016". Di seguito si evidenziano le principali assunzioni poste alla base della predisposizione tariffaria del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il secondo periodo regolatorio:

  • trasferimento Opere Regionali entro il 2019, sulla base dello schema di accordo quadro per la disciplina del trasferimento in questione, poi sottoscritto tra la Regione Campania ed il Commissario dell'ambito Sarnese Vesuviano in data 3 agosto 2016;
  • costi aggiuntivi relativi alle attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità del servizio definiti dall'ARERA con deliberazione 655/2015/R/idr (OpexQC ) con il riconoscimento di quanto richiesto dal Gestore nell'istanza presentata all'Ente, in data 23 maggio 2015, redatta ai sensi dell'art. 23.3 dell'allegato A alla deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr per il riconoscimento dei medesimi costi. Ai fini della quantificazione di tale componente in VRG 2017,

ai sensi dell'art. 6.3 della delibera ARERA n. 918 del 27 dicembre 2017, sono quantificati gli oneri effettivamente sostenuti dal gestore pari a € 2,8 milioni;

  • costi aggiuntivi relativi alla morosità (10% per il 2016, 9% per il 2017, 8% per il 2018, 7,1% per il 2019, salvo conguaglio) in parziale accoglimento di quanto richiesto dal Gestore;
  • fatturazione dei conguagli pregressi in quattro anni, a partire dall'anno 2020;
  • recupero dei conguagli tariffari 2012-2019, per un importo previsto di € 106 milioni, nei limiti di crescita del moltiplicatore tariffario e in tre anni a partire dal 2020;
  • rimodulazione del Programma degli Interventi proposto dal gestore nell'ambito dell'istanza di aggiornamento tariffario del 15 giugno 2016 con eliminazione di un intervento significativo; si precisa che a fine 2017 è stato avviato lo studio della nuova regolazione della Qualità Tecnica (Dco 748/2017) al fine di verificare gli impatti conseguenti sul Programma degli Interventi;
  • rateizzazione a dieci anni dei debiti verso i soci, confermando l'ipotesi formulata dal Gestore nell'istanza;
  • rateizzazione a quattro anni del debito per mutui SII;
  • estinzione del debito verso la Regione Campania per i servizi resi, relativo alle competenze 2013- 2016, entro il 2016 senza alcuna previsione di rateizzazione della posizione debitoria;
  • accesso ai fondi di perequazione fino a € 244 milioni, con previsione di restituzione in undici anni a partire dal 2020 al tasso praticato dalla CSEA.

Rapporti con la Regione Campania e con la concessionaria Acqua Campania

Sempre in data 8 agosto 2016, la Regione Campania, ritenendo di essere il soggetto legittimato, con Decreto Dirigenziale n. 4, ha approvato la predisposizione tariffaria per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 per le forniture regionali di acqua all'ingrosso erogate anche all'ATO3.

La predisposizione tariffaria adottata dalla Regione presenta vari rilevanti elementi non coerenti con la predisposizione tariffaria predisposta dal Commissario Straordinario con la citata deliberazione n.19/2016 per il medesimo periodo regolatorio e, più in particolare:

gli effetti della deliberazione dell'ARERA 338/2015/R/idr (con la quale l'Autorità ha approvato di ufficio le tariffe per le forniture all'ingrosso erogate dalla Regione Campania per il quadriennio 2012-2015), sono portati in computo in maniera difforme a quanto previsto dalla deliberazione n. 19/2016 - che, viceversa, ha operato in continuità con quanto già stabilito dall'Autorità nell'ambito delle approvazioni tariffarie relative all'Ambito Distrettuale SarneseLa proposta tariffaria deliberata dal Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha inoltre previsto incrementi tariffari nel limite del moltiplicatore per le annualità 2016 e 2017 (9%) ed un incremento del 5% per anni 2018 e 2019.

Avverso la deliberazione n. 19/2016, hanno presentato ricorso al TAR Campania, Napoli al fine di ottenerne l'annullamento sia la Federazione Albergatori Penisola Sorrentina sia i Comuni di Casalnuovo di Napoli (NA), Lettere (NA), Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA) e Scisciano (NA), valutando illegittimi gli incrementi tariffari disposti e la regolazione dei conguagli tariffari.

Il ricorso presentato dalla Federazione Albergatori Penisola Sorrentina è stato dichiarato inammissibile dal TAR con la sentenza n.2437 dell'8 maggio 2017 per difetto di legittimazione della ricorrente, mentre, allo stato, per il giudizio incardinato con ricorso dei predetti Comuni non è stata ancora fissata l'udienza pubblica di discussione del merito.

Anche la Società ha impugnato innanzi al TAR Campania, Napoli, la deliberazione n.19/2016 per chiederne l'annullamento parziale; in particolare, tra l'altro, con riferimento: (i) al rinvio, a partire dal 2020, del recupero presso l'utenza finale tariffa dei conguagli tariffari, (ii) alla determinazione della crescita tariffaria in misura inferiore al limite consentito. Alo stato, si è in attesa che sia fissata l'udienza pubblica di discussione del merito.

I ricavi del periodo sono stati quantificati sulla base della delibera 19/2016 del Commissario Straordinario ed ammontano a € 165,6 milioni (quota Gruppo € 61,3 milioni) e contengono la stima dei conguagli delle partite passanti.

Vesuviano (cfr. deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr);

  • la predisposizione tariffaria della Regione Campania non tiene conto della riduzione del perimetro gestito (per effetto del trasferimento delle Opere Regionali e dei relativi costi di gestione a GORI) conformemente alle previsioni del citato Accordo Quadro del 3 agosto 2016, sottoscritto in attuazione della delibera della Giunta Regione Campania 243/2016, che prevede un cronoprogramma triennale di trasferimento di dette Opere Regionali a partire dal 2016;
  • anche in conseguenza delle incoerenze sopra riportate, nonché, più in generale, del fatto che le tariffe all'ingrosso approvate con il citato Decreto Dirigenziale n.4 sono molto più elevate (per effetto di un incremento superiore al limite stabilito dal metodo tariffario) di quelle prese in considerazione nell'ambito dello Schema Regolatorio dell'ATO 3.

La Società ha impugnato innanzi al TAR Campania, Napoli il Decreto Dirigenziale n.4/2016 valutandolo

illegittimo, innanzitutto, per incompetenza assoluta della Regione Campania a determinare la tariffa per il servizio di distribuzione di acqua all'ingrosso (in quanto il nuovo Metodo Tariffario approvato con la deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr, ha previsto che i poteri in materia tariffaria siano esercitati solo dall'Ente d'Ambito in concorrenza con la medesima ARERA), nonché, come visto, perché gli Schemi Regolatori 2016÷2019 adottati, rispettivamente, dalla Regione e dall'Ente d'Ambito non sono allineati e anzi persino contrastanti.

A tale riguardo, in data 29 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza del TAR n. 2839/2017 che ha accolto il ricorso presentato da GORI, annullando il provvedimento regionale. Per tale motivo la tariffa per i servizi di acqua all'ingrosso della Regione Campania resta quella determinata d'ufficio dall'Autorità con delibera 338/2015/R/idr, pari a 0,1638954 €/mc.

Come noto, nel 2016 sono pervenute diffide da parte della Regione Campania a pagare i corrispettivi per i servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue relativamente alle competenze dal 2013. A tali diffide, è poi seguita, nel 2017, la notifica di un decreto ingiuntivo di circa € 19,5 milioni del Tribunale di Napoli su istanza della Regione per il periodo 2015 - terzo trimestre 2016.

Inoltre, Acqua Campania S.p.A. (quale asserita concessionaria regionale per la riscossione dei crediti) ha prima diffidato e poi, in data 14 novembre 2016, ha comunicato di aver citato in giudizio GORI innanzi al Tribunale di Napoli per il pagamento dei servizi di fornitura di acqua all'ingrosso per le residue competenze relativamente al periodo 01/01/2013- 30/06/2016 per circa € 103 milioni.

La Società ha contestato e respinto tali diffide e si è costituita nei predetti giudizi per difendersi e opporsi alle pretese delle controparti, ribadendo che l'attuale quadro convenzionale in essere tra la Regione Campania, l'Ente d'Ambito, GORI ed anche la stessa Acqua Campania, esclude che GORI possa essere considerata inadempiente, in quanto l'attuale regime tariffario dell'ATO3 è ancora inidoneo a garantire la copertura di tutti i costi, inclusi quelli che eventualmente deriverebbero dalle forniture regionali all'ingrosso.

Inoltre, l'Accordo del 24 giugno 2013 ed il relativo Atto Aggiuntivo del 24 marzo 2014 impongono alle parti di rimodulare - mediante un apposito accordo - le somme dovute da GORI a titolo di corrispettivi secondo le dinamiche tariffarie e, cioè, secondo la capienza garantita dalla effettiva tariffa del S.I.I. applicata dal Gestore.

E' assolutamente necessario che Ente d'Ambito e Regione effettuino una nuova istruttoria finalizzata ad adottare provvedimenti tra loro coerenti e utili affinché l'ARERA possa approvare lo Schema Regolatorio 2016- 2019 che assicuri l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'ATO3.

Tanto premesso, in ordine al contenzioso relativo ai servizi regionali di collettamento e depurazione delle acque reflue per il periodo 2013-2016, GORI - sul presupposto di essere impossibilitata a pagare alla Regione i corrispettivi maturati a fronte delle forniture all'ingrosso effettuate all'ATO3 - ha rinnovato nel corso del 2016 la richiesta di rateizzazione, già presentata nel 2015, formulando - per poi darne attuazione - una proposta di piano di pagamento dei corrispettivi per il servizio di collettamento e di depurazione delle acque reflue, in coerenza con le previsioni del Piano Economico Finanziario dell'ATO3 approvato con la deliberazione del commissario n.15/2015, e tale comunque da garantire l'equilibrio finanziario della Società, anche in connessione e nell'ambito della Istanza di Riequilibrio.

Il 7 giugno 2017 si è tenuto, presso l'ARERA, un incontro istruttorio con la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano, i Commissari Straordinari degli Ambiti Distrettuali Napoli-Volturno ("ATO 2") e Sarnese-Vesuviano ("ATO 3"), nonché i gestori "Azienda Speciale di Napoli ABC" ("ABC"), Acqua Campania e GORI, al fine di condurre verifiche - "sulla base dei criteri e delle procedure di cui alle deliberazioni 656/2015/R/idr e 664/2015/R/idr" - in ordine:

  • agli elementi generali della proposta tariffaria congiunta Regione Campania / Acqua Campania e relativo impatto sull'assetto gestionale regionale;
  • alla mancata adozione della predisposizione tariffaria relativa al servizio di depurazione reso dalla Regione Campania;
  • agli elementi generali degli specifici schemi regolatori proposti per GORI e ABC;
  • al trasferimento delle Opere Regionali ex delibera Giunta Regione Campania 243/2016 al gestore GORI;
  • alla istanza di riequilibrio economico-finanziario avanzata dall'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano per il gestore GORI;
  • alla tariffa all'ingrosso praticata dal gestore ABC.

Nell'ambito del procedimento dell'ARERA, l'Ente Idrico Campano ha predisposto un cronoprogramma delle attività per concludere l'istruttoria finalizzata all'armonizzazione, entro il 31 marzo 2018, degli Schemi Regolatori relativi alle gestioni del servizio idrico integrato operanti nell'ATO unico regionale e consentire, poi, all'ARERA di adottare i provvedimenti finali.

Sulla base di tale percorso avviato dall'Ente Idrico Campano, ed al fine di non vanificarlo, in sede dell'udienza del 14 settembre scorso, il giudizio pendente innanzi al Tribunale di Napoli tra Acqua Campania S.p.A. e G.O.R.I. S.p.A., per il pagamento di circa € 103 milioni, è stato rinviato al 2 aprile 2018, per effetto delle istruzioni date dalla Regione Campania alla sua concessionaria Acqua Campania S.p.A.

Su tali medesimi presupposti, anche l'udienza del 24 ottobre per la trattazione del decreto ingiuntivo di € 19,5 milioni della Regione Campania è stata rinviata su richiesta congiunta delle parti.

I conguagli tariffari spettanti a GORI a tutto il 31 dicembre 2017 ammontano a € 196,6 milioni (quota Gruppo € 72,8 milioni) e sono composti: (i) dalle partite pregresse, maturate fino al 31 dicembre 2011, per € 122,5 milioni, (ii) dai conguagli tariffari maturati nel primo periodo regolatorio (2012-2015) per € 63,2 milioni e (iii) dai conguagli maturati nel 2016 per € 10,9 milioni. Si evidenzia che nell'esercizio 2017 non sono maturati ulteriori conguagli da recuperare.

Quanto alle partite pregresse, come noto, il TAR Campania, con sentenze del 2015, ha dichiarato nulle le deliberazioni assunte sulla materia (43 e 46 del 2014) sul presupposto che il Commissario Straordinario al momento della loro adozione fosse sprovvisto dei relativi poteri. Il 16 marzo 2017 il Consiglio di Stato, al quale GORI ha presentato appello, ha fissato un'ulteriore udienza per la trattazione della causa al 26 ottobre 2017, ordinando nelle more all'Ente Idrico Campano (i cui Organi sono ancora in fase di costituzione) di produrre un'istruttoria sui provvedimenti che dovrà assumere in merito ai predetti conguagli tariffari. In tale sede, in assenza della prescritta istruttoria, le parti hanno richiesto il rinvio della discussione del merito. La fissazione della nuova data è allo stato pendente. Nelle more della definizione dei giudizi il Commissario Straordinario, nell'ambito della sopra descritta delibera 19/2016, ha confermato

Per le motivazioni sopra riportate e nonostante le significative incertezze (connesse, prevalentemente, alle tempistiche di fatturazione dei conguagli tariffari per le partite pregresse ante 2012 e ai relativi incassi, alle modalità di accoglimento delle citate istanze di riconoscimento della morosità e di riequilibrio presentate alle Autorità competenti, nonché al conseguente raggiungimento di un accordo di rateizzazione del debito maturato verso la Regione all'esito e nell'ambito delle misure di riequilibrio che

Sotto il profilo finanziario, il 23 aprile 2014 è stato sottoscritto il contratto di riscadenzamento del prestito scaduto a giugno 2011 in mutuo pluriennale avente scadenza al 31 dicembre 2021. Il mutuo prevede

Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. La Società gestisce il SII in 21 Comuni della Provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di circa 120.000 abitanti distribuiti su un territorio di circa 7000 kmq e circa 57.000 utenze. Il servizio di fognatura è fornito a circa l'83% degli utenti mentre quello di depurazione a circa il 40%. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore unico la gestione del SII.

l'esistenza di tali conguagli pur rinviandone ulteriore la possibilità di fatturazione all'utenza.

Allo stato, proseguono le interlocuzione con i soggetti interessati, Regione Campania, Ente Idrico Campano, Autorità e Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano finalizzati a determinare un accordo industriale complessivo per la completa attuazione e messa a regime del SII nell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano, da perfezionare nell'ambito del procedimento di aggiornamento tariffario per il biennio 2018-2019 ed in cui possano trovare una definitiva soluzione, anche attraverso l'accesso alla perequazione finanziaria già richiesta all'ARERA: (i) il trasferimento delle Opere Regionali e del relativo personale addetto ai sensi della delibera della Giunta Regione Campania 243/2016 e del successivo Accordo di attuazione di tale delibera stipulato tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 agosto 2016; (ii) la riconciliazione tariffaria per le forniture all'ingrosso a favore dell'ATO3 per gli anni 2012÷2019; (iii) la regolazione tra la Regione Campania e Gori delle rispettive partite creditorie e debitorie attraverso adeguato piano di rientro commisurato al profilo di recupero dei conguagli tariffari; (iv) la regolazione del recupero dei conguagli tariffari.

saranno adottate), che hanno evidenti riflessi di natura finanziaria, si è mantenuto il presupposto della continuità aziendale ritenendo che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti ed accordi sopra descritti.

A tal proposito, stante la situazione di tensione finanziaria, si è ritenuto opportuno mantenere la svalutazione dell'investimento nel bilancio consolidato.

un tasso di interesse pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di 5,5 punti percentuali con scadenza 30 giugno e 31 dicembre di ciascun anno.

A valle dell'approvazione della Legge Regionale 15/2015 sul riordino del SII campano GESESA è impegnata nell'individuazione di un percorso di aggregazione con altre società del settore per la creazione di un soggetto che possa essere individuato come unico gestore del territorio dell'ATO1.

In attesa dei provvedimenti degli organi competenti la società ha intrapreso forme di aggregazione con altri gestori della zona ed a tal fine ha allargato il suo perimetro di gestione nel mese di novembre 2015 con l'acquisizione del ramo d'azienda per conferimento del Consorzio CA.B.I.B. acquisendo le gestioni dirette del SII di n. 5 Comuni consorziati e la fornitura all'ingrosso di altri n. 2 comuni consorziati, uno dei quali (Tocco Caudio), nel 2017, ha deliberato l'affidamento della gestione del S.I.I. direttamente alla società a partire dal mese di giugno 2017. Inoltre, favoriti dalle già richiamate norme tendenti ad introdurre il principio di 'unitarietà', ovvero del Gestore Unico nell'AATO1, numerosi comuni, attualmente gestori in economia, hanno manifestato la volontà di affidare alla Società la gestione del SII.

Nel mese di agosto 2016 è stata presentata all'A.T.O. Calore Irpino tutta la documentazione contenente i dati ed il tool di calcolo in riferimento alla proposta tariffaria per il periodo 2016-2019 utile ai fini della presentazione all'Autorità competente della richiesta di adeguamento tariffario. La Predisposizione Tariffaria

Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale e allungata, nel 2016, al 2026. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione

Con riferimento alle tariffe, il 5 ottobre 2017, l'AIT, con delibera n. 32, ha approvato la nuova predisposizione tariffaria 2016-2019 trasmettendola ad ARERA per la sua approvazione. La variazione principale rispetto a quella precedente (delibera 28 del 5 ottobre 2016) è data dall'approvazione della nuova istanza OPEXqc presentata da Acque in sostituzione dell'istanza di PremioQc. La proposta conferma per il quadriennio 2016-2019 i moltiplicatori tariffarii precedentemente approvati; per il 2017 il moltiplicatore tariffario è pari al 6,0. L'invarianza tariffaria a fronte dell'introduzione degli OPEXqc è stata ottenuta attraverso lo slittamento del recupero tariffario dei conguagli riconosciti alle annualità 2020 e 2021 nonché, nelle annualità 2018 e 2019, con il taglio della componente FONI. Per l'esercizio 2016 e 2017 sono stati approvati OPEXqc rispettivamente per € 1 milione e per € 2,2 milioni; come detto l'invarianza del

In seguito al waiver per l'allungamento della concessione, che ha richiesto l'adeguamento del computer model e del piano economico finanziario, non è stato chiarito il criterio di calcolo dell'ADSCR che tenga conto delle disponibilità iniziali di cassa per l'anno di rilascio del waiver (2016).

In tali condizioni, l'applicazione pedissequa delle modalità di calcolo del parametro ADSCR contenuta nel contratto di finanziamento produrrebbe, pur in presenza di liquidità di cassa proveniente dagli esercizi precedenti, l'impossibilità dell'utilizzo della stessa per il pagamento dei debiti degli esercizi precedenti, ovvero, nel caso di utilizzo, un indice ADSCR inferiore al valore minimo previsto dal contratto di finanziamento.

Tale anomalia è stata fatta presente ai lenders ed è stato concordato con gli stessi di proporre un apposito

per gli anni 2016 – 2019, approvata dall'AATO 1 con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 8 del 29 marzo 2017, determina i seguenti moltiplicatori tariffari:

  • 6,10 % per il 2016,
  • 6,30 % per il 2017,
  • 6,0 % per il 2018
  • 4,00 % per il 2019.

Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'AAEGSI. Nel mese di ottobre 2017 la Società è stata oggetto di Verifica Ispettiva da parte dell'Autorità che ha raccolto informazioni e documentazione sulla gestione del servizio. Si è in attesa di conoscere gli esiti e le risultanze delle verifiche svolte.

di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

theta approvato è stata ottenuta solo attraverso lo slittamento della componente Rc senza taglio della componente FONI. Congiuntamente alla predisposizione Tariffaria ed al Piano Economico-Finanziario sono stati trasmessi ad ARERA, gli altri atti che compongono lo Schema Regolatorio ossia il Programma degli Interventi e la Convenzione di Gestione. Ad oggi ARERA non ha ancora provveduto all'approvazione dello schema regolatorio.

I ricavi del periodo ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 150,9 milioni (quota Gruppo € 67,9 milioni) e rappresentano la migliore stima effettuata sulla base della proposta tariffaria approvata dall'AIT nel mese di ottobre 2017 nelle more della conclusione del processo di approvazione delle tariffe relative al secondo periodo regolatorio.

waiver per rendere il calcolo relativo al 2016 formalmente coerente con il computer model approvato con il waiver del 29 febbraio 2016, parte integrante del finanziamento.

Difatti, applicando tale rettifica al calcolo limitatamente al 2016 per l'allineamento con il computer model, il valore ADSCR risulterebbe pari ad 1,43 e quindi in linea con il contratto di finanziamento.

Nel caso in cui il parametro ADSCR certificato dovesse essere inferiore ad 1,1, la Società potrà distribuire ai soci solo i dividendi percepiti da partecipazioni in altre imprese.

Pertanto, pur essendo fornita informativa nell'ambito dei rischi finanziari, la questione assume più rilevanza di tipo formale che sostanziale.

Con riferimento principali contenziosi della Società si segnala che:

  • è stato presentato appello al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR Toscana del 22 aprile 2013, che ha rigettato il ricorso presentato da Acque per l'annullamento della delibera n. 60 del 27 aprile 2011 della Co.N.Vi.Ri., riferita al riesame della revisione per il triennio 2005-2008 del piano d'ambito dell'AATO 2 Toscana – Basso Valdarno. Il giudizio è attualmente pendente in attesa della fissazione dell'udienza. Si segnala che la sentenza del TAR è stata impugnata, oltre che dalla Società, anche ed in primo luogo dall'A.A.T.O.;
  • nel mese di novembre 2014 è stato notificato alla Società un atto con la quale veniva citata dinnanzi al tribunale di Firenze da parte di CONSIAG SpA.

Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti

Con riferimento alle tariffe, il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 29, ha approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019 che prevede per il 2016 ed il 2017 un moltiplicatore tariffario rispettivamente pari a 1,040 e a 1,066. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

Inoltre, con delibera 27/2016, l'AIT ha approvato la nuova articolazione tariffaria nella quale sono state introdotte nuove tipologie d'uso che prevedono una variazione delle fasce di consumo attribuite ai diversi usi. La più rilevante tra queste è la suddivisione dell'uso domestico tra residente e non residente.

Sotto il profilo delle fonti di finanziamento il 30 aprile 2015 la Società ha sottoscritto con la BEI un finanziamento di € 50 milioni avente scadenza a fine 2020. Il 30 marzo 2016 è stato sottoscritto un contratto di finanziamento, avente scadenza al 30 giugno 2021, di € 110 milioni completamente erogato alla data di predisposizione del presente documento; il

Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle

Con riferimento alle tariffe, il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 32, ha approvato la tariffa del 2016 e delle restanti annualità del secondo periodo regolatorio oltre al Programma degli Interventi 2016-2021, il Piano CONSIAG è stato, fino al 31 dicembre 2001, il gestore del servizio idrico dei suoi comuni consorziati, tutti ricadenti nell'ATO 3 ad eccezione del Comune di Montespertoli inserito nell'ATO2. Oltre che ad Acque la citazione è stata notificata anche all'AIT e a tutti i soci pubblici di Acque. Relativamente ad Acque CONSIAG, in ragione del servizio svolto nel comune di Montespertoli, reclama una partecipazione pari allo 0,792% della Società ed un indennizzo per un importo complessivo di € 2,0 milioni. D'altra parte il Comune di Montespertoli già partecipa in Acque attraverso Publiservizi (socio di Acque con il 19,26% delle azioni) di cui è socio con una partecipazione dello 0,98%. La Società ritiene infondate tali richieste.

tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento. Nel giugno 2006 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Acque Blu Fiorentine S.p.A. - nel capitale della Società.

I ricavi dell'esercizio ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 237,6 milioni (quota Gruppo € 95,0 milioni) e rappresentano la migliore stima effettuata sulla base della proposta tariffaria approvata dall'AIT nel mese di ottobre 2016 nelle more della conclusione del processo di approvazione delle tariffe relative al secondo periodo regolatorio. I ricavi comprendono inoltre la componente Fo.NI. per € 32,6 milioni (quota Gruppo € 13,0 milioni); tale componente è destinata alla copertura delle agevolazioni tariffarie per un ammontare, su base annua, di circa € 2 milioni.

tiraggio è stato in parte destinato al rimborso dei finanziamenti e mutui in essere. I piani di rimborso concordati sono stati modulati sulla base dei flussi di cassa disponibili per il rimborso, secondo il Piano Economico Finanziario utilizzato ai fini tariffari e sono state regolarmente rimborsate le rate in scadenza al 30 giugno 2017 ed al 31 dicembre 2017.

acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002. Nell'agosto 2004 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Ombrone S.p.A. – nel capitale della società.

Economico – Finanziario e la nuova Convenzione di affidamento: le determinazione tariffarie prevedono il riconoscimento dei costi aggiuntivi (Opexqc), relativamente agli aspetti riconducibili all'adeguamento

agli Standard di qualità del servizio, per € 0,8 milioni nel 2016 ed € 1,5 milioni per il periodo 2017-2019, e della componente FNI per € 8,0 milioni per il solo 2016. La proposta approvata dall'AIT prevede infine un moltiplicatore tariffario per il 2017 pari al 4,5%. Con deliberazione 687/2017/R/idr del 12 ottobre 2017 l'ARERA ha ratificato quanto precedentemente approvato dall'AIT.

Sul fronte finanziario, Acquedotto del Fiora ha sottoscritto a giugno 2015 un contratto di finanziamento di € 143 milioni avente scadenza fine 2025. Il finanziamento è regolato a tasso variabile e prevede garanzie sui conti correnti e crediti della Società nonché il pegno sulle azioni di Acquedotto del Fiora possedute da Ombrone.

Al fine di proteggersi da una eccessiva volatilità dei mercati, in linea con quanto indicato nel term sheet, alla luce di valutazioni di convenienza economica e di

Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 dicembre 2027)

Le determinazioni tariffarie per il secondo periodo regolatorio sono state assunte nella seduta dell'Assemblea Unica degli ATO1 e 2 di fine giugno ed approvate definitivamente dall'ARERA con delibera 764/2016/R/idr del 15 dicembre 2016.

Il Regolatore nazionale ha sostanzialmente confermato la proposta tariffaria approvata dagli EGA che prevede, per il 2017, un moltiplicatore tariffario di 1,121 e il riconoscimento della componente legata alla qualità commerciale (cd OPEXqc) pari, per il periodo 2017- 2019, a € 2 milioni per ciascuna annualità.

Sulla base delle determinazioni assunte dall'ARERA sono stati valorizzati i ricavi dell'esercizio che ammontano complessivamente, compresi i conguagli

In merito al ricorso innanzi al TAR Umbria promosso da altro utente e dal Comitato Umbro Acqua Pubblica, a seguito dell'avvenuta trasposizione dell'originario Ricorso Straordinario al Capo dello Stato promosso dai ricorrenti in corso di esercizio 2015, per l'annullamento previa sospensiva della Deliberazione n. 6 del 28 aprile 2015 e relativi allegati, si segnala che all'udienza del 6 aprile 2016 dinanzi al TAR Umbria, il Comitato Umbro Acqua Pubblica ha rinunciato alla richiesta di sospensiva contro l'applicazione dei conguagli tariffari delle partite pregresse 2003-2011. In virtù di ciò, non c'è stato alcun provvedimento giudiziale di blocco nell'applicazione di tali conguagli e la vicenda dovrà ancora essere definita nel merito. Si segnala l'ulteriore Ricorso Straordinario al Capo dello Stato, notificato alla Società in data 29 aprile 2016, con cui il Comitato Umbro Acqua Pubblica ha impugnato l'atto di convalida dell'ATI Umbria 1 adottato con

I ricavi dell'esercizio 2017 sono stati quantificati sulla base della delibera 32/2016 dell'AIT ed ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 96,2 milioni (quota Gruppo € 38,5 milioni).

rischio finanziario, la Società ha posto in essere fra alcuni degli Enti Finanziatori, una copertura tasso di tipo plain vanilla del 70% del finanziamento fino alla data di scadenza finale, attraverso la finalizzazione di operazioni di Interest Rate Swap tali da trasformare il tasso variabile vigente in tasso fisso. A dicembre 2016 è iniziato il rimborso delle quote capitali: a fine 2017 il finanziamento residuo ammonta complessivamente a € 131,7 milioni.

L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.

delle partite passanti, a € 71,5 milioni (quota Gruppo € 28,6 milioni) e comprendono la componente FoNI di € 3,1 milioni (quota Gruppo € 1,2 milioni).

Si informa che nel Piano Economico – Finanziario approvato con la citata delibera 764/2016 è previsto un piano di rimborso del debito residuo al 31 dicembre 2015 (€ 12,5 milioni) verso i Comuni per il canone dovuto, a norma di Convenzione, per la restituzione delle rate di mutuo contratte dagli stessi Comuni per la realizzazione di opere del Servizio Idrico Integrato: il piano prevede il rimborso del debito in cinque annualità a partire dal 2017 a rate costanti.

Delibera Assembleare n. 13 del 30 novembre 2015 relativo ai conguagli delle partite pregresse già deliberate dall'ATI Umbria 1 con il precedente provvedimento n. 6 del 28 aprile 2015 e già oggetto del precedente contenzioso sopra richiamato (Ricorso Straordinario trasposto al TAR Umbria). La Società, facendo seguito a quanto già presentato dall'ATI con Atto del 10 maggio 2016, ha poi presentato opposizione e relativa istanza di trasposizione in sede giurisdizionale con Atto del 27 giugno 2016. Il Comitato Umbro Acqua Pubblica ha quindi presentato ricorso al TAR con atto di costituzione avverso l'istanza di trasposizione in sede giurisdizionale presentata sia dall'ATI Umbria 1 che da Umbra Acque S.p.A. contro il secondo Ricorso Straordinario al Capo dello Stato.

Anche in tale caso la Società continuerà a monitorare l'andamento del contenzioso tra le parti in causa.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Società Status
ACEA Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a)
delibera 664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera
674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità
ACEA Ato5 È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento
degli OpexQC. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta
tariffaria in data 13 dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli OpexQC. Si
è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
GORI In data 1° settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con OpexQC a
partire dal 2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
Acque In data 5 ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. Si è in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA
Publiacqua In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera
a) delibera 664/2015/R/idr. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha
approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT
Acquedotto del Fiora In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. In data 12
ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT
Geal In data 22 luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. In data 26
ottobre 2017, con delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT oltre che il riconoscimento del
recupero delle partite pregresse
Crea Gestioni A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, non avendo né i Comuni dove è svolto il servizio né gli Enti
d'Ambito di riferimento alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019. La Società ha
provveduto ad inoltrare le proprie proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA
Gesesa In data 29 marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la
predisposizione tariffaria per gli anni 2016/2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA
Umbra Acque In data 30 giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli OpexQC. Intervenuta
approvazione da parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr

Informativa sulle parti correlate

GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE

Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia ed acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.

Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi relativi al 31 Dicembre 2017 (confrontati con quelli del I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Si precisa che ACEA e ACEA Ato2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 23 del presente documento.

precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.

RICAVI COSTI
€ migliaia 2017 2016 2017 2016
Fornitura di acqua 37.005 35.914 0
Fornitura di energia elettrica 0 0 0
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 59.887 68.508 0
Interessi su contratto illuminazione pubblica 4.560 3.914 0
Contratto di servizio manutenzione idrica 119 139 0
Contratto di servizio fontane monumentali 119 139 0
Realizzazione di opere idrosanitarie 557
Canone concessione 0 0 25.765 25.646
Canoni locazione 0 0 120 120
Imposte e tasse 0 0 6.291 6.293

Si rimanda alla nota 23 per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.

€ migliaia 31.12.2016 Incassi/ pagamenti Maturazioni
2017
31.12.2017
CREDITI 179.636 (87.577) 100.078 192.137
DEBITI (142.286) 104.531 (91.309) (129.064)

GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti commerciali Costi Crediti commerciali Ricavi
AMA S.P.A. 218 1.402 4.905 11.162
ATAC S.P.A. 307 698 6.380 83
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 969 821 0 0
Totale 1.493 2.921 11.284 11.245

GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 31 Dicembre 2017.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Caltagirone 2.584 14.025 1.341 2.499

GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA

Al 31 dicembre 2017 non risultano esserci rapporti con società del Gruppo Suez.

Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.

Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti con parti correlate.

Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

€ migliaia 31.12.2017 Di cui con
parti
correlate
Incidenza 31.12.2016 Di cui con parti
correlate
Incidenza
Attività Finanziarie 38.375 35.637 92,90% 27.745 25.638 92,40%
Crediti Commerciali 1.022.710 158.748 15,50% 1.097.441 129.284 11,80%
Attività Finanziarie Correnti 237.671 121.137 51,00% 131.275 117.309 89,40%
Debiti fornitori 1.237.808 136.054 11,00% 1.292.590 148.998 11,50%
Debiti finanziari 633.155 3.042 0,50% 151.478 4.010 2,60%

Incidenza sul Conto economico

€ migliaia 31.12.2017 Di cui con
parti
correlate
Incidenza 31.12.2016 Di cui con parti
correlate
Incidenza
Ricavi netti consolidati 2.796.983 104.081 3,7% 2.832.417 134.931 4,8%
Costi operativi consolidati 1.983.853 50.023 2,5% 1.965.415 42.333 2,2%
Totale (Oneri)/Proventi Finanziari (71.955) 8.147 (11,3%) (111.564) 4.253 (3,8%)

Incidenza sul Rendiconto finanziario

€ migliaia 31.12.2017 Di cui con
parti
correlate
Incidenza 31.12.2016 Di cui con
parti
correlate
Incidenza
Incremento
dei
crediti
inclusi
nell'attivo circolante
(70.073) 29.465 (42,0%) (56.652) (28.621) 50,5%
Incremento /decremento dei debiti
inclusi nel passivo circolante
10.752 (12.944) (120,4%) 47.334 (8.021) (16,9%)
Incassi/pagamenti derivanti da altri
investimenti finanziari
(117.026) 13.827 (11,8%) (33.328) 33.246 (99,8%)
Dividendi incassati 9.626 9.626 100,0% 9.318 9.318 100,0%
Diminuzione/Aumento
di
altri
debiti finanziari a breve
481.614 (968) (0,2%) (107.609) (31.921) 29,7%
Pagamento dividendi (136.110) (136.110) 100,0% (110.679) (110.679) 100,0%

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Problematiche fiscali

Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente

Nel mese di ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla Società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che, nel mese di maggio 2009, ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.

La Corte Costituzionale, con decisione del mese di marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di gennaio 2013 la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.

Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 febbraio 14, depositata nel mese di luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato notificato il 28 ottobre 2015. Ad oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.

In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi

Verifiche fiscali su areti

Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010 è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.

Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha proceduto a notificare, in data 23 dicembre 2014, due avvisi di accertamento separati per l'anno 2009, uno riguardante le imposte dirette (IRES ed IRAP) e uno relativo alla

contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

Le ragioni della Società sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.

Si reputa che gli atti dell'Agenzia delle Entrate sopra citati siano illegittimi, ritenendo remoto il rischio di pagamento dell'intera somma di cui comunque si farà carico il precedente azionista (Enertad ora Erg Renew) sulla base delle garanzie rilasciate nel contratto di compravendita delle azioni della allora controllante diretta ARIA S.r.l. (oggi Acea Ambiente s.r.l)

Si evidenzia altresì per completezza che nel gennaio 2009 la Società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla Società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. L'Agenzia delle Entrate ha proposto atto di appello nel settembre 2010: il relativo giudizio è in corso. Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 ottobre 2011 e depositata il 26 marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione e la Società si è costituita in giudizio..

imposte indirette (IVA). La Società ha presentato istanza di autotutela in data 17 febbraio 2015 e l'Ufficio ha riconosciuto la validità delle motivazioni avanzate da areti in relazione al proprio operato ed ha disposto l'annullamento integrale dell'atto relativo alle imposte dirette. Per i rilievi IVA, l'Ufficio ha parzialmente riconosciuto le ragioni avanzate dalla Società e ha conseguentemente disposto l'annullamento parziale dell'atto di accertamento portando la richiesta complessiva ad € 129 mila oltre sanzioni. La Società ha ritenuto opportuno, per quanto riguarda il rilievo IVA, intraprendere la strada del contenzioso fiscale.

Sulla base dello stesso presupposto oggetto della segnalazione effettuata con il PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato in data 19 maggio 2016 due avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2011 e 2012 per € 299 mila oltre sanzioni e interessi. La Società ha presentato istanza di accertamento con adesione e al termine del contraddittorio regolarmente istauratosi l'ufficio ha ritenuto di dover concludere negativamente il procedimento di adesione. Il 17 ottobre 2016 la Società ha notificato nei termini di legge ricorso avverso gli avvisi di accertamento.

In data 3 luglio 2017 si è tenuta l'udienza per la discussione degli avvisi di accertamento relativi agli anni 2009, 2011 e 2012. La commissione ha annullato gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2011 e 2012 e confermato parzialmente l'avviso relativo all'anno 2009. In data 20 dicembre 2017, l'Ufficio ha proposto appello avverso la sentenza; nei termini di legge, la Società provvederà a costituirsi in giudizio.

Contestazioni/Contenziosi fiscali su ARSE

Nel corso del mese di gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo S.r.l., società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari ad € 672 mila.

In data 7 marzo 2017 le Società beneficiarie della scissione di ARSE – Acea S.p.A., Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione –, ritenendo infondato l'avviso di liquidazione sia per gli evidenti vizi di forma, sia per la contestazione oggetto dell'avviso, hanno presentato ricorso collettivo.

Il giorno 15 gennaio 2018 si è tenuta l'udienza di discussione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Con sentenza n. 1926/15/2018 depositata il 22 gennaio 2018, i giudici hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato.

In data 14 giugno 2012 è stato consegnato alla Società un PVC (Processo Verbale di Constatazione) elevato dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ad esito di una verifica fiscale finalizzata al controllo del corretto utilizzo del regime di sospensione da imposta previsto dai depositi fiscali IVA, di cui all'articolo 50 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331 ("Depositi IVA"), relativamente a taluni beni importati dalla Società negli anni 2009, 2010 e 2011.

I verificatori, in ragione di un asserito utilizzo abusivo del predetto regime da parte della Società, contestano alla Società un omesso versamento di IVA all'importazione – per gli anni 2009, 2010 e 2011 - pari a complessivi € 16.198.714,87.

In data 6 agosto 2012 la Società ha presentato memoria difensiva ai sensi dell'art. 12, comma 7, della Legge 27

Si segnala infine che in data 12 aprile 2016 è stato notificato alla Società un avviso di accertamento relativo al trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie ai dipendenti sull'energia elettrica per l'anno d'imposta 2011; l'importo della contestazione è pari ad € 59 mila. Anche in questo caso la Società ha presentato nei termini di legge ricorso avverso l'avviso di accertamento.

In data 16 novembre 2017 si è tenuta l'udienza relativa all'accertamento sulla deducibilità ai fini Irap dell'agevolazione tariffaria concessa ai dipendenti ed ex dipendenti per l'anno 2011. Con sentenza depositata il 18 dicembre 2017 la commissione ha annullato l'avviso e condannato l'Ufficio al pagamento delle spese.

In data 10 gennaio 2018 si è tenuta l'udienza relativa all'accertamento sulla deducibilità ai fini Irap dell'agevolazione tariffaria concessa ai dipendenti ed ex dipendenti per l'anno 2012; ad oggi, non risulta ancora depositata la sentenza.

luglio 2000, n. 212 in merito a rilievi contenuti nel suddetto Processo Verbale di Constatazione.

La tematica relativa ai concetti di simulazione del deposito e introduzione dei beni è particolarmente nota e dibattuta ed è stata oggetto di numerosi documenti di prassi emanati dall'Agenzia delle Dogane, nonché di diversi interventi legislativi.

La Società ritiene che tutte quante le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa relativa all'utilizzo dei Depositi IVA, così come interpretate dai competenti organi amministrativi, siano state pienamente soddisfatte e che pertanto il predetto Processo Verbale di Constatazione sia infondato.

Con riguardo alla tematica dei Depositi IVA, si segnala inoltre che, con riferimento al caso particolare delle prestazioni di servizi relative a beni custoditi presso i Depositi IVA (fattispecie prevista dalla lettera h) dell'art. 50- bis del decreto legge n. 331/1993), l'art. 34, comma 44, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 ha di recente modificato l'art. 16, comma 5-bis, del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (norma di interpretazione autentica della lett. h) dell'art. 50-bis, citato) prevedendo, per tale fattispecie, che si debba ritenere definitivamente assolta l'IVA qualora all'atto dell'estrazione della merce dal Deposito IVA per la sua immissione in consumo nel territorio dello Stato risultino correttamente poste in essere le norme previste dal comma 6 dell'art. 50 bis del decreto legge 331/93, ovvero siano correttamente applicate le procedure di reverse charge di cui all'art. 17, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

Tale impostazione appare supportata anche dalla Circolare n.16/D del 20 ottobre 2014 emanata dall'Agenzia delle Dogane in seguito alla decisione della Corte di Giustizia del 17 luglio 2014 n. C-272/13.

Verifiche doganali su Umbria Energy S.p.A.

In data 15 gennaio 2016 l'Agenzia delle Dogana di Perugia ha notificato alla Società un avviso di pagamento relativo ad una processo verbale di constatazione nel quale è stata rilevato il mancato/omesso versamento, di accise e addizionali sull'energia elettrica per gli anni dal 2010 al 2013 per un ammontare complessivo di € 860 mila.

Avverso tale provvedimento la Società ha predisposto un ricorso alla competente Commissione Tributaria

Altre problematiche

ACEA Ato5 - Tariffe 2016-2019

In data 9 febbraio 2017 la Società ha presentato il ricorso al TAR del Lazio sezione di Latina - per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni contro i circa € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: (i)

per vedere riconosciuta la correttezza del proprio operato. In data 4 ottobre 2017 la Commissione ha respinto il ricorso presentato dalla Società argomentando sulla rilevanza dal punto di vista sostanziale della condotta tenuta ai fini dell'applicabilità della sanzione e ha affermato che in caso di rettifiche di fatturazione il procedimento da seguire sia quello di presentare una formale istanza di rimborso all'Ufficio ai sensi dell'art. 14 del TUA.

l'ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); (ii) il riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); (iii) il riconoscimento degli oneri per la qualità (opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; (iv) le penali per circa € 11 milioni.

L'udienza pubblica di trattazione nel merito è stata fissata per l'8 marzo 2018.

Per le tematiche di natura contabile si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

ACEA Ato5 – Decreto Ingiuntivo promosso per il recupero del credito derivante dall'atto transattivo del 2007 con l'AATO5

Relativamente al credito di € 10.700.000 per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003 – 2005, di cui all'Accordo transattivo del 27 febbraio 2007, in data 14 marzo 2012, ACEA Ato5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito riconosciuto alla Società dall'AATO.

Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 aprile 2012.

L'AATO, con atto del 22 maggio 2012, ha notificato opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori, per € 28.699.699,48.

ACEA Ato5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari complessivamente a € 21.481.000,00.

A seguito dell'udienza del 17 luglio 2012, il Giudice con Ordinanza depositata il 24 luglio - ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione.

Il Giudice ha altresì respinto la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'AATO.

Nel corso dell'udienza del 21 novembre 2014 il Giudice ha sciolto la riserva sulle istanze istruttorie formulate dalle parti fissando al 15 novembre 2016 l'udienza di precisazione delle conclusioni. All'udienza, il Giudice ha concesso i termini per memorie conclusionali e repliche e trattenuto la causa in decisione. Con sentenza 304/2017, pubblicata il 28 febbraio 2017, il Giudice civile ha revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012, respinto la domanda riconvenzionale subordinata di ACEA Ato5 e disposto la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dall'AATO in merito al pagamento dei canoni di concessione.

All' udienza del 17 novembre 2017, il Giudice, preso atto delle richieste di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 febbraio 2018. All'udienza è stato disposto ulteriore rinvio al 4 maggio 2018.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha revocato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 maggio 2018.

ACEA Ato5 - Risoluzione contrattuale Convenzione di Gestione

La Società ha presentato ricorso (n. 316/2016) avverso la deliberazione n. 2 assunta dalla Conferenza dei Sindaci il 18 febbraio 2016 con la quale è stato avviato l'iter di risoluzione contrattuale e la conseguente diffida ad adempiere inviata alla Società a marzo 2016. Ha altresì impugnato, presentando motivi aggiunti al ricorso n. 316 e con contestuale domanda di risarcimento dei danni, la deliberazione n. 7 del 13 dicembre 2016 con la quale è stata decisa la risoluzione. A seguito dell'udienza pubblica per la trattazione del merito del 23 novembre 2017, il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società e con

ACEA Ato5 - Consorzio ASI

Il Consorzio ASI ha promosso due decreti ingiuntivi per il rimborso della quota parte del servizio di depurazione svolto per conto di ACEA Ato5 (valore dei giudizi € 14.181.770,45). I due decreti sono stati opposti dalla Società che ha, a sua volta, formulato domanda per la fornitura di acqua per uso industriale erogata a favore del Consorzio. In dettaglio:

  • con riferimento al Ricorso 3895/2013 (valore del giudizio € 7.710.946,06), all'udienza del 22 dicembre 2017 il Giudice si è riservato

GORI S.p.A. - ARIN

Sono pendenti numerosi giudizi che vedono contrapposte GORI e A.R.I.N. S.p.A. (oggi Azienda Speciale ABC) relativamente al costo delle forniture idriche erogate in favore dell'A.T.O. n. 3.

L'ABC opera, ovviamente, nel territorio del Comune di Napoli ed è l'azienda speciale del medesimo Comune che ha sostituito l'A.R.I.N. S.p.A. Il Comune di Napoli ricade nel territorio dell'A.T.O. n. 2 "Napoli-Volturno" della Regione Campania.

L'ABC – in ragione di antiche concessioni – utilizza fonti di approvvigionamento proprie (tra cui Acquedotto del Serino ubicato nel territorio dell'A.T.O. n. 1 della Regione Campania ed il campo pozzi di Cancello sito nell'A.T.O. n. 2 della Regione Campania) ed acquista inoltre acqua dalla Regione Campania.

Attualmente le forniture di acqua all'ingrosso dell'ABC riguardano alcuni Comuni della Regione Campania, GORI e la medesima Regione Campania.

La materia del contendere consiste nel fatto che ABC applica ai sub-fornitori una tariffa più alta di quella regionale di circa due volte; infatti la tariffa regionale è pari a 0,225 €/mc mentre quella di ABC è attualmente pari a 0,56 €/mc.

ABC dovrebbe invece tariffare l'acqua all'ingrosso distribuita nel rispetto del principio comunitario e nazionale (cfr., da ultimo, le disposizioni in materia dell'ARERA) del c.d. "orientamento dei costi" e, cioè, con lo scopo di recuperare esclusivamente i soli "costi effettivi" sostenuti per la distribuzione dell'acqua anche in considerazione del fatto che ABC non avrebbe titolo di vendere l'acqua all'ingrosso.

Peraltro, gli accertamenti in corso da parte dell'ARERA nell'ambito di un procedimento istruttorio partecipato nonchè la recente analisi prodotta dal Commissario dell'Ente d'Ambito Napoli Volturno, hanno acclarato che il costo unitario della fornitura erogata dall'ABC è certamente più basso di quello attualmente applicato e, secondo la predetta analisi, pari a euro 0,33748 €/mc contro il valore dichiarato da ABC di 0,56 €/mc.

Ovviamente tale situazione comporta un aggravio di

la sentenza n. 638/2017 pubblicata in data 27 dicembre 2017, ha annullato i provvedimenti impugnati. Pendono attualmente i termini per il ricorso di fronte al Consiglio di Stato. Per maggiori dettagli in merito al contenuto dei provvedimenti citati si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

concedendo 30 giorni per il deposito delle note. Si attende lo scioglimento della riserva. Il giudizio è in fase istruttoria, avendo il Giudice disposto CTU;

  • con riferimento al ricorso n. 3371/2016 (valore del giudizio € 6.470.824,39), il Giudice, concessi i termini ex articolo 183, 4° comma, cpc, ha fissato l'udienza di trattazione al prossimo 15 maggio 2018;

  • sono in corso trattative fra le Parti.

costo sulla tariffa del S.I.I. dell'A.T.O. n. 3 con ripercussioni sugli utenti dei comuni ricadenti nel medesimo A.T.O.

Le considerazioni sopra esposte sono state ampiamente riportate e discusse in una Conferenza di Servizi indetta allo scopo dall'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, nell'ambito della quale si è valutato – all'esito di apposita istruttoria tecnica - che i costi di gestione delle opere di adduzione sono nettamente inferiori alla tariffa praticata da ABC ai sub-fornitori; infatti, tali costi di gestione sarebbero molto più ridotti in considerazione del fatto che il trasporto/vettoriamento dell'acqua all'ingrosso avviene, principalmente, a gravità, cioè senza che si debbano sostenere i tipici e notevoli costi (per lo più energetici) relativi al "sollevamento" dell'acqua. Non appare giustificabile che il Comune di Napoli determini tariffe (applicate dall'ABC) che incidono sugli utenti di altri Comuni e persino di un altro A.T.O. (l'ATO n. 3, per l'appunto).

Per tali ragioni nel 2013 GORI ha provveduto ad impugnare (i) dinanzi al TAR Campania, i provvedimenti con cui ABC ha determinato, sulla base delle delibere ARERA n. 585/2012 e n. 88/2013, la nuova tariffa applicata ai subdistributori e (ii) dinanzi al TAR Lombardia, la deliberazione ARERA n. 560/2013 nella parte in cui ARERA ha approvato le tariffe che ABC applica per l'anno 2013.

Allo stato, pendono 10 giudizi tra ABC e GORI, inclusi i due su menzionati giudizi innanzi il TAR Campania - Napoli e il TAR Lombardia - Milano.

Si segnala infine che il Tribunale Civile di Napoli parrebbe orientarsi nel senso di non riconoscere le pretese di ABC laddove non sussista tra le parti in causa (GORI e ABC) un contratto d'utenza in forma scritta.

In ogni caso, la dovuta applicazione della normativa regolatoria in materia di unbundling, già a partire dal 2017, dovrebbe favorire una definizione della controversia sul presupposto che dovranno essere dettagliati i costi per i singoli segmenti del ciclo integrato delle acque. A tal riguardo, si precisa infatti

che il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Napoli Volturno, con deliberazione n. 27 del 17 ottobre 2017, ha definito il prezzo dell'acqua all'ingrosso fornita da ABC ai sub distributori, tra cui GORI, quantificandolo in € 0,3363 a mc, a partire dal 1° gennaio 2016.

GORI S.p.A. - Regione Campania la sua concessionaria Acqua Campania S.p.A. per il pagamento dei corrispettivi per le forniture regionali di acqua all'ingrosso e del servizio di collettamento e depurazione delle acque reflue

Si segnalano i seguenti giudizi, instaurati contro la Società innanzi il Tribunale di Napoli:

  • da Acqua Campania S.p.A., in qualità di concessionaria della Regione Campania, con atto di citazione per il pagamento di circa € 103 milioni a titolo di corrispettivi per le forniture regionali di acqua all'ingrosso erogate a GORI per il periodo 1° gennaio 2013-30 giugno 2016;
  • dalla Regione Campania che ha notificato a GORI, in data 3 marzo 2017, il decreto ingiuntivo n. 1966/2017 emesso dal Tribunale di Napoli in favore della medesima Regione per il pagamento dei corrispettivi per il servizio di collettamento e

Acea S.p.A. - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto necessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quantificazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'eventuale corrispettivo spettante per

Acea S.p.A. – SASI

Con sentenza n. 6/10 il TRAP ha accolto la domanda di risarcimento danni da illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde, intentata da ACEA nel 2006 nei confronti della Società Abruzzese per il Servizio Integrato S.p.A. (SASI) riconoscendo a favore di ACEA, a titolo di risarcimento dei danni, la somma di € 9.002.920, oltre interessi, con decorrenza 14 giugno 2001 e fino al 30 luglio 2013.

La sentenza, che non è provvisoriamente esecutiva, è stata impugnata dal SASI avanti il TSAP e ACEA ha interposto appello incidentale. Con sentenza non definitiva n. 117/13 dell'11 giugno 2013, il TSAP, accogliendo uno dei motivi di appello, ha rimesso la causa sul ruolo disponendo CTU per la quantificazione del danno patito da ACEA per il periodo 2001/2010. Il TSAP ha fissato l'udienza del 23 ottobre 2013, poi rinviata all'udienza del 27 novembre 2013; in quella sede è stato conferito incarico allo stesso CTU del

depurazione acque reflue relativamente al periodo

2015 – I° e II° trimestre 2016, per un importo complessivo pari a circa € 19,5 milioni.

Peraltro, la Regione Campania, a seguito dei vari incontri tenutisi con le parti interessate e in adesione alle richieste dell'Ente Idrico Campano, ha convenuto sulla opportunità di far richiedere un rinvio delle cause in corso, per cui: i) il giudizio relativo al pagamento delle forniture di acqua all'ingrosso è stato rinviato al 2 aprile 2018, e ii) il giudizio relativo al pagamento del servizio regionale di collettamento e depurazione delle acque reflue è stato rinviato al 9 aprile 2018.

effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

Con sentenza n. 17154/15 del 17 agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusione a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 aprile 2018.

primo grado. Dopo una serie di rinvii, il 1° febbraio 2017 è stata depositata la sentenza n. 16 con la quale il TSAP ha riconosciuto a favore di ACEA la somma di € 6.063.361, oltre agli interessi legali compensativi sulla somma anno per anno rivalutata dal 2001 al 2010 ed agli interessi moratori dalla decisione al saldo. Il SASI, con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Cassazione il 5 aprile 2017, ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 12 maggio 2017 e si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

Successivamente alla notifica da parte di Acea dell'atto di Precetto, per l'importo di € 7.383.398,66, il 5 marzo 2018 SASI ha notificato ricorso ex art. 373 c.p.c., volto all'ottenimento della sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza; l'udienza collegiale per la discussione in camera di consiglio è fissata per il prossimo 11 aprile.

Acea S.p.A., ACEA Ato2 S.p.A. e AceaElectrabel Produzione S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) – E.ON. Produzione S.p.A.

È stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, ACEA Ato2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione

dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In data 3 maggio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Acque Pubbliche, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo ancora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli.

E.ON è stata condannata alla rifusione delle spese di lite nella misura di € 32 mila oltre accessori di legge e spese di CTU.

ARSE S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) - Volteo Energie

Con sentenza parzialmente favorevole depositata il 26 novembre 2016, il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo opposto e dato atto del pagamento da parte di Volteo Energie dell'importo di € 1.283.248,02, come da ordinanza del 6 febbraio 2013 che aveva concesso la provvisoria esecuzione parziale del decreto ingiuntivo e

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Si è proceduto quindi a notificare il predetto decreto ingiuntivo in data 3 settembre 2012 e in data 23 novembre è stato consegnato all'Ufficiale Giudiziario il pignoramento presso terzi per il recupero coattivo delle somme ingiunte. E' ad oggi pendente innanzi la X sezione del Tribunale di Roma, l'opposizione del

Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 dicembre 2011.

In data 23 giugno 2014 E.ON. ha introdotto appello avanti il TSAP con prima udienza fissata al 1° ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 maggio 2015. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite.

Con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in data 20 dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 27 gennaio 2017.

Si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

ha dichiarato che Volteo Energie nulla altro deve ad Acea Produzione. Le spese sono state compensate nella misura di 1/3 e Volteo Energie è stata condannata al pagamento del residuo, pari, complessivamente, ad € 25 mila. La sentenza non è stata impugnata ed è passata in giudicato il 26 maggio 2017.

Decreto ingiuntivo da parte di Milano. Nell'ambito del giudizio è stato instaurato un ulteriore endoprocedimento ex art. 649 cpc volto alla sospensione della provvisoria esecuzione dell'opposto decreto ingiuntivo, sospensione che è stata accolta dal Giudice. E' stato altresì sospeso il procedimento esecutivo iniziato a valle della provvisoria esecutività del decreto ad oggi sospesa.

All'udienza del 13 marzo 2014, il Giudice si è riservato sulla richiesta dei mezzi istruttori.

Con provvedimento datato 7 aprile 2014 lo stesso Giudice, ritenuta necessaria un'indagine tecnica per valutare la situazione urbanistica dell'immobile nonché di ammettere la prova testimoniale articolata da ACEA, ha rinviato all'udienza del 18 dicembre 2014 per l'audizione dei testi ed il conferimento dell'incarico al CTU. All'udienza del 15 giugno 2017 la causa è stata trattenuta in decisione. Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano 90 alla rifusione delle spese di lite.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad ACEA e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio

Acea S.p.A. - Kuadra S.r.l.

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordinamento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei soci di Marco Polo, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

Acea S.p.A. – Andrea Peruzy, Maurizio Leo e Antonella Illuminati

Con ricorsi promossi avanti il Tribunale Sezione Lavoro, gli ex Consiglieri di ACEA Peruzy e Leo, hanno evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in loro favore delle remunerazioni non percepite - pari rispettivamente ad € 190 mila ed € 185 mila - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. ACEA si è costituita per eccepire in primo luogo la inapplicabilità del rito del lavoro e quindi la necessaria rimessione del Giudizio in sede ordinaria, nonché l'infondatezza della domanda. All'udienza del 25 febbraio 2016, il Tribunale, con ordinanza in pari data, ha ritenuto l'incompetenza della sezione specializzata ed ha rimesso al Presidente del Tribunale per l'assegnazione ad altra sezione. Le cause sono state riassunte dinanzi alla Sezione Imprese

Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea S.p.A.

Si precisa che la maggioranza dei giudizi risulta transatta e che sette sono quelli ancora pendenti nei vari gradi in dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad ACEA con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 agosto 2017 Trifoglio ha notificato atto di citazione in Appello; la prima udienza di trattazione era fissata per l'8 febbraio 2018. All'udienza è stato disposto rinvio per conclusioni al 13 settembre 2018.

Circa i riflessi contabili conseguenti alla summenzionata sentenza, si rinvia a quanto illustrato nella nota n. 13 a commento delle Immobilizzazioni materiali.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata più volte.

In considerazione del raggiunto accordo tra le parti per l'abbandono della causa ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in data 15 dicembre 2017 Kuadra S.r.l. ha depositato istanza per la rimessione della causa sul ruolo.

Con ordinanza emessa in data 25 gennaio 2018, il Giudice ha pertanto rimesso la causa sul ruolo fissando l'udienza del 27 febbraio 2018. All'udienza è stato dunque disposto ulteriore rinvio ex art. 309 c.p.c. al 26 marzo 2018.

del Tribunale di Roma. La vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di aprile 2017, di due accordi transattivi; i procedimenti sono stati pertanto dichiarati estinti

Con ricorso promosso avanti il Tribunale Sezione Lavoro, l'ex Consigliere Antonella Illuminati ha evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite - pari ad € 190 mila circa - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. Come già avvenuto in precedenza per gli ex consiglieri Peruzy e Leo, la vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di febbraio 2018, di un accordo transattivo; il procedimento risulta pertanto estinto.

ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto).

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, che risultano introdotti da sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti, che hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. Specificamente, due giudizi di quantificazione pendono attualmente in Cassazione. Di contro, con sentenza della Corte di Cassazione n. 27461 del 20 novembre 2017 è stata rigettata la richiesta di emolumenti svolta da tre ricorrenti in ordine alle retribuzioni relative al mese di marzo 2007 e dunque questa controversia è definitivamente chiusa. Un ulteriore giudizio è stato definito in primo grado con sentenza 5538/15 del 3 giugno 2015 che ha

Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 luglio 2015.

All'udienza del 17 febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. L'esposizione è pari a circa € 9 milioni. A tale richiesta, all'udienza del 17 febbraio 2016 sia ACEA che areti, si

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. – Provincia di Rieti

La Provincia di Rieti ha notificato ad ACEA e ad ACEA Ato2 un atto di citazione con il quale avanza domanda di risarcimento danni (a vario titolo declinati) che la stessa subirebbe per effetto della mancata approvazione della convenzione sulle c.d. interferenze interambito.

Evocati in giudizio, unitamente ad ACEA e ad ACEA Ato2, sono anche la Provincia di Roma, l'Ente d'Ambito ATO2 Lazio Centrale Roma, Roma Capitale e la Regione Lazio.

Il valore della controversia è ad oggi circa € 90 milioni (€ 25 milioni fino al 31 dicembre 2005 e € 8 milioni annui per il periodo successivo), ma la costruzione dell'impianto difensivo è piuttosto fragile, soprattutto nei confronti di ACEA. Innanzitutto appare censurabile l'individuazione del giudice competente: il Tribunale Ordinario in luogo del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche; in secondo luogo la responsabilità risarcitoria per il ritardo nell'approvazione della convenzione di interferenza, sicuramente non è imputabile ad ACEA in quanto condotta dalla stessa non esigibile.

rigettato la domanda - relativa ad un certo segmento temporale - sul rilievo, principalmente, dell'essere i sei prestatori rimasti nelle more dipendenti della società ALMAVIVA Contact (già COS) e come tali fruitori di reddito.

Il valore delle domande assommava ad € 660 mila al netto degli accessori, ma ACEA non ha subito condanne e dunque non ha corrisposto nulla. I lavoratori soccombenti hanno però interposto appello e l'udienza di discussione, fissata al 18 settembre 2017, è stata rinviata al 25 giugno 2018, posto che la Corte di Appello ha ritenuto opportuno attendere l'esito delle pronunce che la Cassazione dovrebbe rendere sull'an debeatur della pretesa.

sono opposte. Il Giudice ha disposto la CTU, rinviando al 14 marzo 2016 per il conferimento allo stesso. Con la sentenza n. 22248/2017 del 27 novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale e pertanto sino al 29 dicembre 2022.

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 febbraio 2018.

Con decreto emesso inaudita altera parte il 15 gennaio 2018 è stata sospesa la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado; l'udienza collegiale per la discussione dell'istanza di sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza appellata, si è tenuta il giorno 8 febbraio 2018 e ad esito della stessa, la Corte di Appello ha rigettato l'stanza di sospensione. L'udienza di trattazione del giudizio di appello inizialmente fissata per il 15 marzo è stata rinviata al 19 aprile 2018.

Il giudizio, rinviato all'udienza del 14 luglio 2015 per l'ammissione dei mezzi istruttori richiesti dalle parti nei termini concessi, è stato nuovamente rinviato per la precisazione delle conclusioni al 2 febbraio 2017, trattandosi di causa in diritto con rilevanti eccezioni preliminari. All'udienza è stato disposto un nuovo rinvio al 19 settembre 2017. All'udienza, la causa è stata trattenuta in decisione e si è pertanto in attesa della sentenza.

Da ultimo, si evidenzia che, con Deliberazione n. 30 del 25 gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'AATO2 e dell'AATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore. Si precisa che tale convenzione prevede, all'art. 16, la rinuncia ai giudizi pendenti, ivi compreso il presente.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio ACEA ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine -

ACEA Ato2 S.p.A. – Interferenza Idraulica

In data 29 luglio 2016, la società ACEA Ato2 ha proposto ricorso avanti al TAR Lazio – Roma contro la Regione Lazio, per ottenere l'annullamento della Deliberazione della Giunta Regionale n. 263 del 17 maggio 2016, avente ad oggetto l'approvazione del nuovo Schema di Convenzione obbligatoria per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore.

In particolare, la Società ha censurato la Deliberazione nella parte in cui la medesima ha determinato, in modo del tutto arbitrario, gli importi che l'Autorità dell'ATO2 sarà tenuta a versare all'ATO3.

Nel giudizio è intervenuta ad adiuvandum la Città Metropolitana di Roma Capitale, mentre tra le parti resistenti e contro-interessate si sono costituite la Regione Lazio e la Provincia di Rieti, in qualità di Ente Responsabile del coordinamento degli enti locali ricadenti nell'ATO3.

Anche in conseguenza dell'instaurazione del suddetto giudizio, la Regione Lazio ha avviato un procedimento di riesame della suddetta Deliberazione, emettendo, all'esito del medesimo, la Deliberazione n. 360 del 20 giugno 2017, la quale, sostanzialmente, conferma i contenuti del precedente provvedimento.

Avverso la suddetta Deliberazione è stato proposto ricorso per motivi aggiunti.

ACEA Ato2 S.p.A. – Regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano

Le Ordinanze emesse dal Direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche, Difesa del Suolo e Rifiuti n. 0375916 del 20 luglio 2017 e n. 0392583 del 28 luglio 2017, aventi ad oggetto la Regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano, sono state entrambe impugnate da ACEA Ato2 avanti al TSAP con separati ricorsi, poi riuniti con provvedimento n. 44/2017.

All'udienza innanzi al Giudice Istruttore, tenutasi il 24 gennaio 2018, è stato chiesto che venga accertata la cessazione della materia del contendere, in considerazione del successivo provvedimento

areti S.p.A. - GALA S.p.A.

Nel novembre 2015 areti S.p.A. (già ACEA Distribuzione), nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma. Allo stato appare prematura ogni valutazione in merito.

Successivamente, in data 9 gennaio 2018, la Società ha depositato un secondo atto di motivi aggiunti, aventi ad oggetto l'annullamento della nota prot. 038786 del Direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche, difese del suolo e rifiuti, recante la relazione avente ad oggetto la valutazione ed il calcolo del contributo ATO-ATO3 e la nota del Comitato per la Legislazione della Regione Lazio prot. 306024 del 15 giugno 2017 (entrambe conosciute a seguito di accoglimento dell'istanza di accesso agli atti in data 17 ottobre 2017). Con tale atto di motivi aggiunti è stato altresì richiesto al TAR del Lazio l'annullamento della Deliberazione di Giunta regionale 17 ottobre 2017 n. 661, avente ad oggetto l'esercizio dei poteri sostitutivi mediante nomina di un commissario ad acta, poi nominato il 5 dicembre 2017.

Da ultimo, si evidenzia che, con Deliberazione n. 30 del 25 gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell' ATO2 e dell' ATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore.

regionale, adottato con Determinazione del Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo n. G18901 del 29 dicembre 2017, avente ad oggetto "Approvvigionamento del bacino del lago di Bracciano quale riserva idrica strategica e di compenso stagionale ad uso idropotabile". Presa d'atto della volontà di ACEA Ato2 di non attivare la derivazione del lago di Bracciano".

Avverso detto provvedimento è stata proposta impugnativa avanti al TSAP.

GALA, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto.

A partire dal mese di marzo 2017, GALA ha sospeso integralmente i pagamenti dei corrispettivi fatturati e dovuti ad areti e, il successivo 3 aprile, ha presentato domanda di Concordato ex art. 161, 6° comma, della Legge Fallimentare (c.d. concordato "con riserva" o "in bianco") iscritta nel registro delle imprese l'11 aprile 2017.

A tutela delle proprie ragioni creditorie, in data 7 aprile 2017, areti ha avviato l'escussione di parte delle garanzie rilasciate da GALA. Avverso tale escussione, in data 12 aprile, GALA proponeva ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., al Tribunale di Roma, ottenendo un decreto inaudita altera parte, che ha inizialmente inibito ad areti l'esercizio della facoltà di escussione. Tale decreto è stato successivamente revocato con ordinanza del Giudice del 30 maggio 2017, che ha integralmente riconosciuto le ragioni di areti.

In data 1° giugno 2017, stante il perdurare della situazione di grave inadempimento, areti ha comunicato l'avvenuta risoluzione del contratto di trasporto, nonché l'escussione delle ulteriori garanzie contrattuali. Il successivo 6 giugno, GALA proponeva reclamo avverso l'ordinanza cautelare del 30 maggio e, ancora, il 9 giugno presentava un secondo autonomo ricorso per provvedimento di urgenza al Tribunale di Roma, chiedendo una dichiarazione di invalidità della risoluzione disposta il 1° giugno 2017 e ottenendo, inizialmente, l'emissione di un decreto inaudita altera parte in suo favore.

Ad esito di entrambi i giudizi cautelari, le ragioni di areti sono state nuovamente integralmente riconosciute, con l'emissione, in data 12 luglio, di un'ordinanza collegiale di rigetto del reclamo, a seguito della quale il Giudice cautelare, chiamato a decidere sul secondo ricorso ex art. 700 c.p.c., ha invitato le parti a non comparire in udienza, dichiarando poi l'improcedibilità del ricorso con ordinanza del 13 luglio 2017.

Successivamente, il GSE S.p.A., dopo aver diffidato areti a versare gli oneri generali di sistema dovuti da Gala, pur se da essa non versati, ha chiesto ed ottenuto dal

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 27 a commento del Fondo Rischi ed Oneri).

Tribunale di Roma, decreto ingiuntivo, non immediatamente esecutivo, nei confronti di areti, per il pagamento di parte di tali oneri: decreto ingiuntivo opposto tempestivamente da areti con atto di citazione notificato al GSE ed iscritto a ruolo nel mese di dicembre 2017, con contestuale citazione, a titolo di garanzia, di GALA e dei suoi garanti (China Taiping Insurance (UK) Co. Ltd e Insurance Company Nadejda), e con prima udienza fissata al mese di giugno 2018.

Nel mese di luglio 2017, Euroins Insurance p.l.c., garante di GALA, ha autonomamente introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa; costituita, areti ha chiesto, anche alla prima udienza di comparizione del 28 dicembre 2017, la riunione di tale giudizio al giudizio ordinario di opposizione al decreto ingiuntivo del GSE per connessione: è attesa la decisione da parte del presidente del Tribunale di Roma sulla riunione di tali due ultimi giudizi.

GALA, costituita nel giudizio introdotto dal garante Euroins Insurance p.l.c., si è riservata di svolgere il proprio autonomo giudizio di merito sulle questioni introdotte con i sopradetti ricorsi in sede cautelare.

Con sentenza n. 5619/2017, il Consiglio di Stato si è pronunciato in materia di oneri generali di sistema, regolazione generale dell'ARERA e obblighi dei traders; tale sentenza è stata impugnata da areti con ricorso alle Sezione Unite della Corte di Cassazione nel mese di gennaio 2018, ai sensi degli articoli 111, comma 8, Cost., 362 e 382 c.p.c. e 110 c.p.a., per travalicamento della funzione giurisdizionale.

areti ha dato puntuale informativa agli organi di Governo competenti, all'Autorità di Regolazione di settore ed agli organi della Procedura concorsuale sulla vicenda GALA.

Per ulteriori informazioni in merito agli aspetti di natura regolatoria e valutativa si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Area Infrastrutture Energetiche".

Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dallo IAS 39.

Strumenti
finanziari al fair
value
disponibili per
la negoziazione
Crediti e
Finanziamenti
Strumenti
finanziari
disponibili per
la vendita
Valore di
Bilancio
Note
Esplicative
Attività non correnti 0 27.745 2.579 30.324
Altre partecipazioni 2.579 2.579 15
Attività finanziarie verso controllante, controllate e
collegate
25.671 25.671 17
Attività finanziarie verso terzi 2.074 2.074 17
Attività correnti 0 1.913.155 0 1.913.155
Crediti commerciali verso clienti 1.023.560 1.023.560 19
Crediti commerciali verso parti correlate 49.449 49.449 19
Altre attività correnti: valutazione a fair value dei
contratti differenziali e swap su commodities con
effetto a patrimonio netto (*)
1.944 1.944 19
Altre attività correnti: perequazione energia e
specifica
16.961 16.961 19
Altre attività correnti: controllate 24.433 24.433 19
Attività finanziarie verso controllante, controllate e
collegate
114.424 114.424 19
Attività finanziarie verso terzi 16.851 16.851 19
Disponibilità liquide 665.533 665.533 19
TOTALE ATTIVITA' FINANZIARIE 0 1.940.900 2.579 1.943.479
Strumenti
finanziari
detenuti per la
negoziazione
Crediti e
Finanziamenti
Passività al
costo
ammortizzato
Valore di
bilancio
Note
Esplicative
Passività non correnti 0 4.034 2.780.525 2.760.991
Obbligazioni 2.022.134 2.022.134 23
Obbligazioni valutate al FVH (1.221)
Obbligazioni valutate al CFH 24.789
Debiti verso banche (quota non corrente) 733.602 733.602 23
Debiti verso banche (quota non corrente) valutate al
CFH
5.255 5.255 23
Passività correnti 0 0 1.444.068 1.444.068
Debiti verso banche 52.960 52.960 26
Debiti verso Terzi 9.524 9.524 26
Debiti finanziari verso factor 85.357 85.357 26
Debiti finanziari verso controllate, collegate 3.636 3.636 26
Debiti verso fornitori 1.149.172 1.149.172 26
Debiti commerciali verso controllante, controllate e
collegate
143.418 143.418 26

TOTALE PASSIVITA' FINANZIARIE 0 4.034 4.224.593 4.205.059 (*) Trattasi di valutazione a fair value dei contratti di acquisto e vendita di commodities rientranti nelle previsione dello IAS 39 le cui variazioni sono

iscritte a conto economico o a patrimonio netto.

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda

Rischio mercato

Il Gruppo è esposto al rischio mercato, cioè il rischio che il fair value (valore equo) o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi delle commodity oggetto di compravendita.

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dalla Direzione Risk e Compliance, assicura la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con Acea Energia S.p.A. in coerenza con limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi dell'Area Industriale

In particolare:

  • annualmente devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi fissati nel 2017 dal CFO;
  • giornalmente, l'Unità Risk Management è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti nel 2017 dal CFO.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di

Il Rischio Mercato è distinguibile in "Rischio Prezzo", ossia il rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities, e "Rischio Volume", ossia il rischio legato

  • Gli obiettivi dell'analisi e gestione dei rischi sono in linea generale quello di assicurare il raggiungimento degli obiettivi finanziari del Gruppo ACEA. In particolare:
  • salvaguardare il Primo Margine anche attraverso la riduzione della volatilità;
  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • aggregazione delle commodities e architettura dei book di rischio;
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia

l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e Inoltre, l'attività dell'Unità Risk Management prevede controlli codificati giornalieri e "ad evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della normativa vigente: L.262/05). L'Unità Risk Management riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinchè possa far adottare le misure atte al

il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Commerciale e Trading secondo le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi di Acea S.p.A.

L'analisi dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello dall'Unità Risk Management che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno, con cadenza e periodicità differenti (annuale, mensile e giornaliera). L'esecuzione delle attività di gestione e analisi è svolta dall'Unità Risk Management e dai Risk Owners.

Controllo Interno, il Risk Management cura l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste disponibili a sistema.

I limiti di rischio dell'Area Industriale e Trading sono definiti in modo tale da:

  • minimizzare il rischio complessivo dell'intera area,
  • garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging,
  • ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

alla variazione dei volumi effettivamente venduti rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita ai clienti finali (profili di vendita).

dell'energia che abbiano impatti sui ricavi o sui costi,

  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze;
  • delegare ai risk owners il compito di proporre le opportune strategie di copertura dai singoli rischi, nell'ambito di livelli minimi e massimi prefissati. vendita delle singole commodities, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici);
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo);

verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti. contenimento/eliminazione del rischio connesso al superamento del limite.

Le operazioni in strumenti finanziari sono stipulate con finalità di copertura dal rischio di oscillazione dei prezzi delle commodities e nel rispetto di quanto disposto dalle Linee Guida di Gestione del Rischio dell'area industriale Energia. A tale proposito, si evidenzia che ACEA,

attraverso l'Unità Risk Control, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità di Energy Management di Acea Energia, in coerenza con le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi di ACEA.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli

strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD).

Gli obiettivi e le politiche in materia di gestione del rischio mercato, di credito di controparte e legale sono esplicitati nella sezione apposita della Relazione sulla Gestione a cui si rimanda.

E' da rilevare che le coperture effettuate sul portafoglio acquisti e vendite sono state eseguite con alcuni dei principali operatori del mercato elettrico e del settore finanziario. Si riportano di seguito, in ottemperanza all'ex art. 2427-bis del codice civile, tutte le informazioni utili alla descrizione delle operazioni poste in essere aggregate per indice coperto con validità a partire dal 1° gennaio 2018.

Swap Finalità Acquisti/Vendite Fair Value
in € migliaia
Quota a
Patrimonio
Netto
Quota a
Conto
Economico
GM_PUN_c Hedge power
portfolio
acquisto/ vendita energia elettrica 1.821 1.821 0
FE_PWT_u Hedge power
portfolio
acquisto/ vendita energia elettrica 213 213 0
FE_IT_CONSIP_9_1_1_u Hedge power
portfolio
acquisto/ vendita energia elettrica (1) (1) 0
FE_PSV_u Hedge power
portfolio
acquisto/ vendita energia elettrica 208 208 0
2.241 2.241 0

Il Gruppo determina la classificazione degli strumenti finanziari al fair value in base a quanto previsto dall'IFRS 13. Il fair value delle attività e delle passività è classificato in una gerarchia del fair value che prevede tre diversi livelli, definiti come segue, in base agli input e alle tecniche di valutazione utilizzati per valutare il fair value:

livello 1: prezzi quotati (non modificati) su mercati attivi per attività o passività identiche;

Si informa che, per quanto riguarda le tipologie di commodity delle quali viene determinato il fair value:

  • per i derivati su singole commodity (PUN prodotti standard base load, Peak/Off Peak) il livello del fair value è 1 in quanto sono quotati su mercati attivi,
  • per gli indici complessi (ITRemix, PUN prodotti profilati, ….) il livello di fair value è 2 in quanto

Rischio liquidità

La politica di gestione del rischio liquidità di ACEA è basata sulla disponibilità di un significativo ammontare di linee di credito bancarie. Tali affidamenti sono superiori al fabbisogno medio necessario per fronteggiare gli esborsi pianificati e consentono di minimizzare il rischio delle uscite straordinarie. Al fine della ottimizzazione del rischio di liquidità, il Gruppo ACEA adotta una gestione accentrata della tesoreria che riguarda le società più importanti del Gruppo nonché presta assistenza finanziaria alle Società (controllate e collegate) con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

  • livello 2: input diversi da prezzi quotati di cui al livello 1 che sono osservabili per l'attività o per la passività, sia direttamente sia indirettamente;
  • livello 3: input che non basati su dati osservabili di mercato.

In questa nota sono fornite alcune informazioni di dettaglio inerenti alle tecniche di valutazione e agli input utilizzati per elaborare tali valutazioni.

questi derivati sono la risultante di formule contenenti un mix di commodity quotate in mercati attivi.

Infine, si segnala che il Gruppo, a partire dall'esercizio 2014, ha applicato la normativa di cui ai regolamenti CE 148 e 149/2013 (congiuntamente ed insieme al Reg 648/2012, la Normativa EMIR) ed è attualmente definita come NFC- (Non Financial Counterparty).

Al 31 Dicembre 2017 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 769 milioni di cui € 739 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. In caso di tiraggio di tali tipologie di linee, ACEA pagherebbe un tasso di interesse pari all'Euribor a uno, due, tre o sei mesi (a seconda del periodo di utilizzo prescelto) al quale si aggiungerebbe uno spread che, in alcuni casi, può variare a seconda del rating assegnato alla Capogruppo. Alla fine dell'esercizio ACEA ha in essere impieghi in operazioni di deposito a breve termine per un importo di € 100 milioni.

Si informa che nell'ambito del programma EMTN deliberato nel 2014 per un importo pari a € 1,5 miliardi ed aggiornato nel 2017, si è provveduto ad adeguare ad un importo complessivo di € 3 miliardi ad inizio del 2018. ACEA può collocare emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo residuale di € 1,9 miliardi.

Il grafico che segue raffigura l'evoluzione futura delle scadenze di debito complessive previste sulla base della situazione in essere alla fine dell'esercizio.

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori (€ 1.106,7 milioni) si precisa che la componente a scadere nei prossimi dodici mesi è pari a € 879,4 milioni. Lo

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile,

scaduto di € 227,3 milioni verrà pagato entro il primo trimestre 2017.

mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2017 per circa il 70,8% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura e quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,

gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano

l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value

Attualmente il Gruppo utilizza derivati di copertura del rischio tasso di interesse per ACEA che ha:

  • swappato a tasso variabile € 300 milioni del prestito obbligazionario a tasso fisso originariamente di € 330 milioni collocato sul mercato a settembre 2013 della durata di 5 anni;
  • swappato a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni. Lo swap, di

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elencati sono di tipo non speculativo ed il fair value, calcolato secondo la metodologia bilateral, degli stessi è rispettivamente:

negativo per € 3,4 milioni (negativo per € 5,3 milioni al 31 dicembre 2016),

hedge).

tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021, perfezionato un'operazione di cross currency per trasformare in euro - tramite uno swap tipo CCS plain vanilla - la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla.

  • negativo per € 38,3 milioni (negativo per € 24,8 milioni al 31 dicembre 2016) e
  • positivo per € 0,9 milioni (positivo per € 1,2 milioni al 31 dicembre 2016).
  • Il fair value dell'indebitamento a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.
Finanziamenti Bancari: Costo
ammortizzato
FV RISK
LESS
Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
(A) (B) (A)-(B) (C ) (A)-(C )
Obbligazioni 2.047.874 2.180.307 (132.432) 2.123.924 (76.050)
a tasso fisso 518.720 586.261 (67.541) 574.535 (55.815)
a tasso variabile 645.982 657.147 (11.165) 655.086 (9.104)
a tasso variabile verso fisso 36.760 37.326 (566) 36.876 (116)
Totale 3.249.336 3.461.041 (211.705) 3.390.421 (141.085)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «risk adjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno

spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Spread costante applicato Variazione di Present Value (€
milioni)
(1,50%) (212,3)
(1,00%) (138,8)
(0,50%) (68,1)
(0,25%) (33,7)
0,00% 0,0
0,25% 30,1
0,50% 65,6
1,00% 128,8
1,50% 189,7

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle

Rischio di credito

ACEA ha emanato le linee guida della credit policy con le quali sono state individuate differenti strategie in funzione della tipologia di clienti e di crediti. Attraverso criteri di flessibilità, ed in forza dell'attività gestita nonché della segmentazione della clientela, il rischio credito viene gestito tenendo conto sia della tipologia

gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2.

dei clienti (pubblici e privati) sia dei comportamenti disomogenei dei singoli clienti (score comportamentale). I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio sono i seguenti:

  • definizione delle categorie "Cluster" della clientela attraverso i criteri di segmentazione sopra richiamati;
  • gestione omogenea, nelle società del Gruppo ACEA, all'interno dei "Cluster", a parità di rischio e caratteristiche commerciali, delle utenze morose;
  • modalità e strumenti d'incasso utilizzati;
  • uniformità dei criteri standard circa l'applicazione degli interessi di mora;
  • rateizzazioni del credito;
  • definizione di responsabilità/autorizzazioni necessarie per le eventuali deroghe;

Per quanto riguarda l'attività di distribuzione di energia elettrica il rischio credito è nei rapporti con i grossisti: la fatturazione verso questi ultimi è relativa al trasporto dell'energia sulla rete di distribuzione ed alle prestazioni eseguite per i clienti finali. I servizi sono rigidamente normati dalle delibere ARERA.

I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio credito sono i seguenti:

  • gestione omogenea dei crediti dei venditori, in quanto ritenuti a parità di rischio;
  • uniformità dei criteri standard per l'applicazione degli interessi di mora;

La gestione del credito parte dallo "score comportamentale" ovvero dalla conoscenza del singolo venditore mediante la costante analisi delle attitudini/abitudini di pagamento e si articola successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di phone collection effettuate

Per quanto riguarda le forniture di energia elettrica e gas sul mercato libero viene effettuata un'attività di rilevazione preventiva del rischio credito attraverso il sistema di scoring del credito (Business Decisione), con esito automatico per i clienti mass market e small

Per quanto riguarda il settore idrico, l'attuazione delle strategie di gestione del rischio credito avviene partendo dalla macro-distinzione fra utenze pubbliche (comuni, pubbliche amministrazioni, etc.) e utenze private (industriali, commerciali, condomini, etc.), in quanto a tali categorie sono riconducibili differenti dimensioni di rischio; in particolare:

  • basso rischio di insolvenza e alto rischio di ritardato pagamento per le utenze pubbliche;
  • rischio insolvenza e rischio di ritardato pagamento variabile per le utenze private.

Per quanto riguarda il credito relativo alle utenze "pubbliche", che rappresentano oltre il 30% del portafoglio crediti scaduti verso clienti, esso viene smobilizzato mediante cessione pro-soluto a partner finanziari e per una parte residuale gestito direttamente attraverso operazioni di compensazione crediti/debiti o attraverso accordi di transazione, laddove ne ricorrano i presupposti.

adeguata reportistica e formazione del personale dedicato.

All'interno della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo di ACEA, l'Unità Credit Corporate, che ha come principali responsabilità quella di elaborare le politiche relative alla gestione del credito, fornisce indicazioni in merito alle azioni da intraprendere ed analizzare e monitora costantemente l'andamento delle iniziative legate ai crediti per individuare eventuali azioni correttive.

L'Unità Credit Corporate opera un continuo monitoraggio sull'andamento dei crediti fornendo presentazioni gestionali periodiche (mensili) articolate per area industriale e per società rilevanti.

  • attenuazione del rischio credito mediante la sottoscrizione di garanzia fideiussoria da parte dei venditori; su questo aspetto il nuovo codice di rete, Delibera 268/2015 e allegati A, B e C, permette ai venditori di presentare un rating pubblico, in luogo della fideiussione, purchè al di sopra di determinate soglie ed emesso da organismi certificati;
  • adeguato monitoraggio attraverso la reportistica sull'ageing del credito;
  • formazione del personale dedicato.

internamente, sollecito tramite comunicazioni in formato elettronico, invio di lettera di diffida a mezzo raccomandata, come previsto dalla delibera ARG/elt 4/08 e dalla successiva deliberazione 258/2015/R/COM (TIMOE), fino ad arrivare alla cessazione del contratto di trasporto.

business e con analisi puntuale con riferimento alla vendita di gas ed energia elettrica nei confronti di clienti industriali e business. È in corso l' integrazione tra il sistema BD con la piattaforma SAS e con il sistema Siebel.

La gestione del credito relativo alle utenze "private", che rappresentano circa il 70% del portafoglio crediti scaduti, parte dallo "score comportamentale" ovvero "dalla conoscenza in termini di probabilità di default sul singolo cliente attraverso la costante analisi delle attitudini/abitudini di pagamento" e si declina successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di sollecito epistolare, affidamento a società specializzate per il recupero del credito in phone collection, fino al distacco delle utenze morose e alle operazioni di cessione del credito.

Infine, con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2015, n. 227, ACEA Ato2 è stata autorizzata alla riscossione mediante ruolo (tramite Equitalia) e al prodromico ricorso allo strumento dell'ingiunzione fiscale, sostitutivo del

decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 17, commi 3-bis e 3 ter, del D.Lgs. 46/1999. Da un lato è stata riconosciuta la rilevanza pubblica dei crediti derivanti dal servizio idrico integrato, dall'altro questo consentirà alla Società di essere ancora più efficace nel recupero del credito verso clienti morosi, potendo contare su uno strumento tipicamente riservato alla riscossione tributi.

Valutazione Cliente

Per quanto riguarda Acea Energia, la gestione del credito parte dalla valutazione preventiva del cliente. Credito Corporate ha il compito, tra l'altro, di implementare e gestire il sistema di scoring preventivo, che permette di fare valutazioni in tempo reale del merito creditizio del potenziale cliente in sede di acquisizione dello stesso. Il sistema è direttamente utilizzabile da Acea Energia e dalle agenzie commerciali

A supporto delle azioni di gestione del credito, inoltre, sono state definite da parte della capogruppo le linee guida su "Scoring e affidamento clientela", "Rateizzazioni", "Piani di rientro e Transazioni" e "Radiazioni".

Acea Energia utilizza il modulo SAP "Collection Strategy" per la gestione del credito relativo alle utenze attive del mercato tutelato, e "Credit Care" per la gestione del credito dei clienti attivi del mercato libero e per i clienti cessati. Negli ultimi due anni sono stati rafforzati

Di seguito l'ageing dei Crediti Commerciali, al lordo del fondo svalutazione crediti, commentati alla nota 23.

  • Crediti commerciali totale al lordo del Fondo Svalutazione Crediti: € 1.542 milioni
  • Crediti commerciali a scadere: € 687 milioni

Successivamente anche ACEA Ato 5 e GORI sono state autorizzate alla riscossione mediante ruolo rispettivamente con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 22 febbraio 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 marzo 2016, n. 58 e decreto del 22 settembre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 07 ottobre 2016, n.235.

incaricate da Acea Energia. Sono state definite specifiche scorecard per affinare la valutazione preventiva della clientela sia small business che retail; parallelamente è stata implementata anche l'attività istruttoria su clienti large business, sulla stessa piattaforma attraverso la definizione di appositi workflow che supportano l'analisi puntuale dei clienti prospect, grazie anche alla diponibilità di informazioni aggiornate di tipo contabile e commerciale.

il recupero giudiziale e stragiudiziale, potenziando la specifica attività di Contenzioso Legale ed utilizzando i servizi offerti da operatori di mercato per recupero legale del credito massivo.

Sempre sul lato gestionale sono continuati con successo gli interventi sul processo di abbinamento incassi, agendo sia sui canali di incassi sia sui sistemi applicativi, nonché sul numero delle risorse dedicate al processo.

  • Crediti commerciali scaduti: € 855 milioni di cui:
  • o Entro dodici mesi: € 255 milioni
  • o Oltre dodici mesi: € 600 milioni

Allegati

  • A. Società incluse nell'area di consolidamento
  • B. Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico consolidato
  • C. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci, Key Managers e Società di Revisione
  • D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

A. Società incluse nell'area di consolidamento

Denominazione Sede Capitale Sociale (in
€)
Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Area Ambiente
Acea Ambiente S.r.l. Via G. Bruno 7- Terni 2.224.992 100,00% 100,00% Integrale
Aquaser S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 3.900.000 93,06% 100,00% Integrale
Iseco S.p.A. Loc. Surpian n. 10 - 11020 Saint-Marcel (AO) 110.000 80,00% 100,00% Integrale
Acque Industriali S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 100.000 67,91% 100,00% Integrale
Area Commerciale e Trading
Acea Energia S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea8cento S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Cesap Vendita Gas S.r.l. Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra (PG) 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Liquidation and Litigation s.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Umbria Energy S.p.A. Via B. Capponi, 100 - Terni 1.000.000 50,00% 100,00% Integrale
Acea Energy Management S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 50.000 100,00% 100,00% Integrale
Parco della Mistica S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Estero
Acea Dominicana S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama -Santo 644.937 100,00% 100,00% Integrale
Aguas de San Pedro S.A. Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle - 21104 San Pedro, Honduras 6.457.345 60,65% 100,00% Integrale
Acea International S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama - 11501 5.020.430 99,99% 100,00% Integrale
Consorcio ACEA-ACEA Dominicana Av. Las Americas - Esq. Masoneria - Ens. Ozama 67.253 100,00% 100,00% Integrale
Area Idrico
ACEA Ato2 S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 362.834.320 96,46% 100,00% Integrale
ACEA Ato5 S.p.A. Viale Roma snc - Frosinone 10.330.000 98,45% 100,00% Integrale
Acque Blu Arno Basso S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 8.000.000 76,67% 100,00% Integrale
Acque Blu Fiorentine S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 15.153.400 75,01% 100,00% Integrale
Crea Gestioni S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,00% 100,00% Integrale
CREA S.p.A. (in liquidazione) P.le Ostiense, 2 - Roma 2.678.958 100,00% 100,00% Integrale
Gesesa S.p.A. Corso Garibaldi, 8 - Benevento 534.991 57,93% 100,00% Integrale
Lunigiana S.p.A. (in liquidazione) Via Nazionale 173/175 – Massa Carrara 750.000 95,79% 100,00% Integrale
Ombrone S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 6.500.000 99,51% 100,00% Integrale
Sarnese Vesuviano S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 99,16% 100,00% Integrale
Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. Strada Sabbione zona ind. A72 - Terni 100.000 99,20% 100,00% Integrale
Area Infrastrutture Energetiche
a reti S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 345.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 1.120.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Produzione S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 5.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Ecogena S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 1.669.457 100,00% 100,00% Integrale
Area Ingegneria e Servizi
ACEA Elabori S.p.A. Via Vitorchiano – Roma 2.444.000 100,00% 100,00% Integrale
Technologies For Water Services SPA Via Ticino, 9 -25015 Desenzano Del Garda (BS) 11.164.000 100,00% 100,00% Integrale

Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11

Denominazione Sede Capitale Sociale (in
€)
Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Area Ambiente
Ecomed S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 50,00% 50,00% Patrimonio Netto
Estero
Consorcio Agua Azul S.A. Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù 17.379.190 25,50% 25,50% Patrimonio Netto
Area Idrico
Acque S.p.A. Via Garigliano,1- Empoli 9.953.116 45,00% 45,00% Patrimonio Netto
Acque Servizi S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 400.000 100,00% 45,00% Patrimonio Netto
Acquedotto del Fiora S.p.A. Via Mameli,10 Grosseto 1.730.520 40,00% 40,00% Patrimonio Netto
GORI S.p.A. Via Trentola, 211 – Ercolano (NA) 44.999.971 37,05% 37,05% Patrimonio Netto
Gori Servizi S.r.l. Via Trentola, 211 – Ercolano (NA) 1.000.000 37,05% 37,05% Patrimonio Netto
Geal S.p.A. Viale Luporini, 1348 - Lucca 1.450.000 48,00% 48,00% Patrimonio Netto
Intesa Aretina S.c.a.r.l. Via B.Crespi, 57 - Milano 18.112.000 35,00% 35,00% Patrimonio Netto
Nuove Acque S.p.A. Patrignone Loc.Cuculo - Arezzo 34.450.389 46,16% 16,16% Patrimonio Netto
Publiacqua S.p.A. Via Villamagna - Firenze 150.280.057 40,00% 40,00% Patrimonio Netto
Umbra Acque S.p.A. Via G. Benucci, 162 - Ponte San Giovanni (PG) 15.549.889 40,00% 40,00% Patrimonio Netto
Area Ingegneria e Servizi
Ingegnerie Toscane S.r.l. Via Francesco de Sanctis,49 - Firenze 100.000 42,52% 42,52% Patrimonio Netto
Visano S.c.a.r.l. Via Lamarmora, 230 -25124 Brescia 25.000 40,00% 40,00% Patrimonio Netto

Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in
€)
Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Area Ambiente
Amea S.p.A. Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) 1.689.000 33,00% 33,00% Patrimonio Netto
Arkesia S.p.A. (in liquidazione) Via S. Francesco D'Assisi, 17 - Paliano (FR) 170.827 33,00% 33,00% Patrimonio Netto
Coema P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 67,00% 33,50% Patrimonio Netto
Estero
Aguaazul Bogotà S.A. Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia 1.482.921 51,00% 51,00% Patrimonio Netto
Area Idrico
Azga Nord S.p.A. (in liquidazione) Piazza Repubblica Palazzo Comunale - Pontremoli (MS) 217.500 49,00% 49,00% Patrimonio Netto
Sogea S.p.A. Via Mercatanti, 8 - Rieti 260.000 49,00% 49,00% Patrimonio Netto
Le Soluzioni Via Garigliano,1 - Empoli 250.678 75,65% 24,62% Patrimonio Netto
Servizi idrici Integrati ScPA Via I Maggio, 65 Terni 19.536.000 25,00% 24,80% Patrimonio Netto
Area Infrastrutture Energetiche
Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano 90.000 32,18% 32,18% Patrimonio Netto
Sienergia S.p.A. (in liquidazione) Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 132.000 42,08% 42,08% Patrimonio Netto
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. Via Bruno Capponi 100 – Terni 2.120.000 15,00% 15,00% Patrimonio Netto
Altro
Marco Polo Srl (in liquidazione) Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma 10.000 33,00% 33,00% Patrimonio Netto
€ migliaia Utile d'esercizio Patrimonio netto
2017 2016 31/12/2017 31/12/2016
Saldi bilancio civilistico (ACEA) 226.579 108.610 1.554.961 1.456.505
Eccedenza patrimonio netto e risultato d'esercizio ai valori correnti
rispetto ai valori contabili di bilancio
152.692 271.027 (44.126) 37.816
Goodwill (5.520) (3.089) 174.967 180.341
Eliminazione incidenza degli effetti fiscali anche pregressi (7.031) (7.873) 19.886 26.917
Valutate al patrimonio netto 27.123 31.052 146.556 119.434
Eliminazione dividendi (228.420) (152.227) 0 0
Eliminazione avviamento (operazioni infragruppo) 24.987 25.366 (132.974) (157.961)
Altre movimentazioni (9.728) (10.519) (1.644) 8.084
Saldi bilancio consolidato 180.682 262.347 1.717.626 1.671.136

B. Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato

C. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers

Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale

Compensi spettanti
Bonus e
Emolumenti per
Benefici non
altri
Altri compensi
Totale
la carica
monetari
incentivi
59
34
0
173
141
44
230
255
378
0
0
0
€ migliaia
Consiglio di Amministrazione in carica fino al 27
aprile 2017
266
Consiglio di Amministrazione dal 28 aprile 2017 670
Collegio Sindacale 378

Key Managers

I compensi spettanti per il 2017 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:

  • stipendi e premi € 1.810 mila,
  • benefici non monetari € 177 mila.

Società di Revisione

Ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, si riporta di seguito la tabella dei compensi maturati dalla Società di Revisione PwC nel corso del 2017. Inoltre, ai sensi dell'Art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 si evidenziano i servizi, diversi dalla revisione contabile, prestati alla Capogruppo o alle sue controllate nel corso

I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.

dell'esercizio 2017: (i) assistenza nello svolgimento dei test 262/05 identificati dal Gruppo Acea; (ii) analisi di benchmark su alcuni servizi erogati tra parti correlate e, (iii) assistenza nell'implementazione e manutenzione dei sistemi non economico-finanziari (SAP Hcm e SAP Jam).

€ migliaia Audit Related Service Audit
Services
Non Audit
Services post
conferimento
incarico
Non Audit
Services ante
conferimento
incarico
Totale
Acea S.p.A. 67 272 418 573 1.330
Gruppo Acea 78 859 104 0 1.041
Totale
Acea
S.p.A.
e
Gruppo
145 1.131 522 573 2.372

D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:

  • vendita riferisce all'Area Industriale Commerciale e Trading responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Acea8cento, AEMa, Umbria Energy, Acea Liquidation e Litigation (già Elga Sud), Parco della Mistica e Cesap Vendita Gas,
  • generazione, distribuzione e illuminazione pubblica (Roma e Napoli) all'Area Industriale Infrastrutture Energetiche responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Produzione, Ecogena, areti ed Acea Illuminazione Pubblica,
  • servizi di analisi e ricerca si riferisce alla Funzione Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori e TWS,

  • Estero riferisce all'omonima Area Industriale responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero,

  • Idrico riferisce all'omonima Area industriale, responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti in Italia nel Lazio, Campania, Toscana e Umbria, di Gori Servizi e Umbriadue,
  • ambiente si riferisce all'omonima Area Industriale responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali e Iseco.

L'informativa di settore tiene conto delle modifiche organizzative intervenute a maggio 2017 che sono sinteticamente illustrate nella tabella che segue.

Settore Operativo Ex Area Industriale
di riferimento
Attuale Area Industriale di
riferimento
Ambiente Ambiente Ambiente
Generazione Energia Infrastrutture Energetiche
Vendita Energia Commerciale e Trading
Idrico Idrico Idrico
Estero Idrico Estero
Distribuzione Reti Infrastrutture Energetiche
Ingegneria e servizi Idrico Ingegneria e servizi
Illuminazione Pubblica Reti Infrastrutture Energetiche

Tali modifiche organizzative hanno comportato la revisione dei dati comparativi contenuti nel paragrafo "Andamento delle Aree di attività".

Stato Patrimoniale 2016

Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione Illuminazione pubblica Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 33.956 27.404 1.520 230.416 27.862 196.559 1.349 1.756 13.182 534.005 (3.298) 530.707
Immobilizzazioni Materiali 252.179 6.943 35.873 65.462 200.837 1.555.232 2.224 3.029 97.806 2.219.586 (6.652) 2.212.933
Immobilizzazioni Immateriali 22.651 140.941 14.670 2.063.334 8.168 99.112 4.397 715 13.236 2.367.224 (396.580) 1.970.643
Immobilizzazioni Finanziarie valutate a
PN
260.877
Immobilizzazioni Finanziarie 2.579
Altre attività commerciali non correnti 296.458
Altre attività finanziarie non correnti 27.745
Rimanenze 4.980 - 1.311 6.122 1.790 9.066 8.456 - - 31.726 - 31.726
Crediti commerciali verso terzi 63.236 390.425 8.736 472.387 19.794 195.167 7.824 23.510 850 1.181.929 (158.370) 1.023.560
Crediti commerciali v/controllante 192 24.356 105 28.209 2.758 6.143 5.792 604 372 68.532 (94.210) 45.611
Crediti v/controllate e collegate 538 1.880 4 9.639 - - - - 57.071 69.133 (40.862) 28.271
Altre attività commerciali correnti 207.005
Altre attività finanziarie correnti 131.275
Disponibilità Liquide 665.533
Attività non correnti destinate alla
vendita
- - - - 497 - - - - 497 - 497
Totale Attività 6.904.713

Stato Patrimoniale 2016

Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazion
e energia
elettrica
Distribuzio
ne
Illuminazio
ne pubblica
Ingegneria
e Servizi
Corporate Totale
Gruppo
elisioni Totale di
consolidato
Passività di settore
Debiti Commerciali verso terzi 72.476 424.280 806 310.853 27.903 322.565 21.299 5.850 109.530 1.295.562 (146.390) 1.149.172
Debiti Commerciali v/controllante 1.751 20.586 504 136.539 343 14.494 3.419 988 60 178.684 (39.438) 139.245
Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate - 2.185 220 552 - 115 11.689 - 7.691 22.452 (18.278) 4.173
Altre passività commerciali correnti 320.142
Altre passività finanziarie correnti 151.478
TFR ed altri piani a benefici definiti 4.279 4.824 264 29.040 2.496 35.691 2.074 4.449 26.444 109.562 - 109.550
Altri Fondi 26.799 24.421 - 79.811 13.146 6.769 671 797 25.808 178.223 23.899 202.122
Fondo Imposte Differite 88.158
Altre passività commerciali non correnti 185.524
Altre passività finanziarie non correnti 2.797.106
Passività direttamente associate ad attività destinate
alla vendita
99
Patrimonio Netto 1.757.943
Totale Passività e Netto 6.904.713

Conto Economico al 31 dicembre 2016

Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
Pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale di gruppo Rettifiche
di
consolidato
Totale di
gruppo
Ricavi 136.810 1.676.242 11.942 672.217 56.233 571.193 77.628 37.540 112.218 3.352.023 (519.606) 2.832.417
Costi 79.570 1.578.261 8.571 362.736 24.227 217.904 74.643 24.756 114.257 2.484.926 (519.511) 1.965.415
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
(10) - 1.053 26.489 - - - 1.812 - 29.345 - 29.345
Margine operativo 57.230 97.980 4.424 335.970 32.005 353.289 2.985 14.596 (2.038) 896.442 (95) 896.347
Ammortamenti 27.367 73.714 1.013 117.849 26.431 94.943 5.842 3.068 19.943 370.170 233 370.403
Risultato operativo 29.862 24.266 3.411 218.122 5.575 258.346 (2.857) 11.528 (21.981) 526.271 (328) 525.944
(Oneri)/Proventi Finanziari (111.564)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni (460) 2.144 167 (144) 1.707
Risultato ante imposte 416.087
Imposte 143.548
Risultato Netto 272.539

Stato Patrimoniale 31 dicembre 2017

Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria
e Servizi
Corporate Totale di
gruppo
Totale
Rettifiche
di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 15.366 19.367 5.183 271.435 23.106 185.665 641 826 10.663 532.252 - 532.252
Immobilizzazioni Materiali 226.750 4.932 32.097 62.530 208.030 1.623.324 1.682 2.937 99.827 2.262.110 (6.652) 2.255.457
Immobilizzazioni Immateriali 14.524 143.941 13.497 2.184.695 460 104.490 1.126 1.060 11.748 2.524.077 (410.578) 2.064.964
Immobilizzazioni Finanziarie valutate a PN - - - - - - - - - - 280.853
Immobilizzazioni Finanziarie - - - - - - - - - - 2.614
Altre attività commerciali non correnti - - - - - - - - - - 505.301
Altre attività finanziarie non correnti - - - - - - - - - - 38.375
Rimanenze 5.639 - 777 7.016 1.775 20.248 - 4.747 40.201 - 40.201
Crediti commerciali verso terzi 74.524 367.424 7.961 373.466 18.753 181.385 1.547 44.409 312 1.069.781 (136.072) 933.709
Crediti commerciali v/controllante 268 17.232 - 44.877 3.891 4.908 5.754 5.477 93 82.499 (30.001) 52.498
Crediti v/controllate e collegate 14 365 4 11.776 - - 767 11.023 92.923 116.871 (80.368) 36.503
Altre attività commerciali correnti - - - - - - - - - - 210.085
Altre attività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 237.671
Disponibilità Liquide - - - - - - - - - - 680.641
Attività non correnti destinate alla vendita - - - - 183 - - - - 183 - 183
Totale Attività 7.339.055

Stato Patrimoniale 31 dicembre 2017

Ambiente Commerciale &
Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale
Gruppo
Totale
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Passività di settore
Debiti Commerciali verso terzi 47.032 391.485 2.319 312.309 23.345 343.229 12.245 18.043 93.297 1.243.305 (136.623) 1.106.681
Debiti Commerciali v/controllante 914 26.063 285 156.089 576 22.706 1.306 475 24 208.438 (82.310) 126.128
Debiti Commerciali v/Controllate e
Collegate
- 3.331 539 70 - - 13.840 80 14.340 32.199 (27.201) 4.999
Altre passività commerciali correnti - - - - - - - - - - 316.660
Altre passività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 633.155
TFR ed altri piani a benefici definiti 6.478 4.861 258 28.262 2.445 36.501 - 5.160 24.464 108.430 - 108.430
Altri Fondi 19.747 25.812 - 60.423 12.285 23.568 - 12.011 31.955 234.336 23.818 209.619
Fondo Imposte Differite 92.835
Altre passività commerciali non
correnti
184.270
Altre passività finanziarie non correnti 2.745.035
Passività direttamente associate ad
attività destinate alla vendita
- - - - 37 - - - - 37 - 37
Patrimonio Netto 1.811.206
Totale Passività e Netto 7.339.055

Conto Economico 31 dicembre 2017

Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
Pubblica
Ingegneria Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche
di
consolidato
Totale
di
gruppo
Ricavi 161.149 1.578.399 35.154 707.038 68.483 528.335 61.880 82.604 120.457 3.343.500 (546.518) 2.796.983
Costi 96.665 1.500.345 21.722 381.528 27.643 241.026 57.439 69.849 134.153 2.530.370 (546.518) 1.983.853
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
(32) - 1.002 24.108 - - - 1.786 - 26.864 - 26.864
Margine operativo 64.452 78.054 14.433 349.619 40.840 287.309 4.442 14.541 (13.696) 839.994 - 839.994
Ammortamenti 39.375 60.619 6.172 158.364 22.944 140.713 972 3.064 47.878 480.102 - 480.102
Risultato operativo 25.077 17.435 8.261 191.255 17.896 146.596 3.470 11.477 (61.575) 359.892 - 359.892
(Oneri)/Proventi Finanziari (71.955)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni (1) (55) (263) 1.552 (974) 259 259
Risultato ante imposte 288.196
Imposte 95.992
Risultato Netto 192.203